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Equita Group

Annual Report Mar 25, 2024

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Annual Report

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Relazione Finanziaria annuale al 31 dicembre 2023

Il presente documento - predisposto in formato PDF allo scopo di agevolarne la lettura rappresenta una versione supplementare rispetto alla versione ufficiale conforme alle disposizioni del Regolamento delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea (Regolamento ESEF - European Single Electronic Format). Il presente documento è disponibile sul sito internet di EQUITA (www.equita.eu), nonché presso il meccanismo di stoccaggio autorizzato eMarket STORAGE ()

Indice

1 Introduzione

Cariche Sociali e Informazioni Societarie

Lettera agli Azionisti

Il 2023 in Sintesi Il Gruppo e la Storia

Aree di Expertise

Riconoscimenti

Sostenibilità e Impegno Sociale

Il Titolo in Borsa

Dalla Quotazione ad Oggi

2 Relazione sulla Gestione

Scenario Macroeconomico

Conto Economico Riclassificato Analisi della Situazione Economica Stato Patrimoniale Riclassificato Analisi della Situazione Patrimoniale Principali Iniziative dell'Anno Altre Iniziative Progettuali Attività di Ricerca e Sviluppo Informativa sul Capitale e sulle Azioni Proprie (art. 2428 c.c.) Altre Informazioni Fatti di Rilievo Successivi alla Chiusura dell'Esercizio Evoluzione Prevedibile della Gestione Destinazione dell'Utile d'Esercizio

Schemi di Bilancio

Nota Integrativa Attestato del Dirigente Preposto Relazione del Collegio Sindacale Relazione della Società di Revisione

Schemi di Bilancio

Nota Integrativa Relazione del Collegio Sindacale Relazione della Società di Revisione Gruppo EQUITA | Indice | Bilancio 2023

1 Introduzione

EQUITA Group - Cariche Sociali

Consiglio di Amministrazione

Controllo e Rischi Remunerazione Parti Correlate
Sara Biglieri Presidente Non Esecutivo Membro Comitato Membro Comitato
Andrea Vismara Amministratore Delegato Esecutivo
Stefania Milanesi Consigliere Esecutivo
Stefano Lustig Consigliere Esecutivo
Silvia Demartini Consigliere Indipendente Membro Comitato Presidente Membro Comitato
Michela Zeme Consigliere Indipendente Presidente Membro Comitato
Matteo Bruno Lunelli Consigliere Indipendente Membro Comitato Presidente

Collegio Sindacale

Franco Guido Roberto Fondi Presidente
Andrea Serra Sindaco Effettivo
Andrea Conso Sindaco Effettivo

Società di Revisione

Franco Guido Roberto Fondi Presidente EY S.p.A.
Andrea Serra Sindaco Effettivo
Andrea Conso Sindaco Effettivo
Guido Fiori Sindaco Supplente

Il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale di EQUITA Group – nominati dall'Assemblea Ordinaria degli Azionisti del 20 aprile 2023 – resteranno in carica sino alla data di approvazione del bilancio d'esercizio 2025.

Informazioni Societarie

EQUITA Group S.p.A.

Sede legale Via Turati 9, 20121 Milano Mercato quotazione Euronext Milan
Partita IVA 09204170964 Segmento STAR
Sito web www.equita.eu ISIN IT0005312027
E-mail [email protected] Ticker EQUI
Telefono +39 02 6204.1 Super sector Servizi Finanziari

Gruppo EQUITA | Introduzione | Cariche Sociali e Informazioni Societarie | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 5

Lettera agli Azionisti

Nella foto: EQUITA festeggia i suoi 50 anni con un evento nella Capitale dedicato a istituzioni, investitori ed imprenditori.

Cari azionisti,

siamo molto orgogliosi dei risultati raggiunti dal Gruppo in un anno complesso come quello appena concluso. Nel 2023 non era per nulla scontato pensare a una performance che evidenziasse Ricavi Netti e Utile Netto in crescita rispetto al 2022. L'anno è stato infatti caratterizzato dell'aumento dei tassi di interesse, importanti dinamiche inflazionistiche come non si vedevano da anni e forte incertezza sui mercati finanziari dovuta ai numerosi conflitti geopolitici nel mondo. Tutto ciò ha influenzato negativamente la fiducia degli investitori e la propensione degli imprenditori a ricorrere ai mercati dei capitali.

Grazie al costante impegno di tutti i professionisti del Gruppo, però, siamo riusciti ad affrontare le sfide poste dal mercato nel migliore dei modi, rendendo così ancora più speciale la ricorrenza del nostro 50esimo anniversario.

Il 2023 è stato un anno intenso su tutti i fronti ma anche ricco di importanti traguardi. Ci siamo distinti nelle classifiche domestiche e abbiamo gettato le basi per la crescita futura con nuovi servizi di advisory e una presenza più capillare sul territorio. EQUITA si è posizionata al 6° posto nelle league table per numero di operazioni di M&A e 1° tra gli advisor indipendenti italiani, confermando il trend di crescita registrato nell'ultimo decennio. Il Gruppo si è anche classificato 1° cash equity franchise per numero di IPO – più di ogni altra banca d'affari in Europa – ed è stata l'unica istituzione finanziaria non bancaria a posizionarsi tra i primi 10 advisor nel debt capital markets domestico. La sala operativa ha continuato a distinguersi sul mercato confermando la propria leadership come principale broker indipendente nell'intermediazione di azioni, obbligazioni, opzioni su azioni ed ETF, mentre il team di ricerca si è classificato nuovamente tra i migliori in Italia per la qualità dei report dedicati a emittenti domestiche, in particolare per gli studi su small e mid caps.

Nel corso dell'anno abbiamo sviluppato nuove aree di expertise e aggiunto alla partnership nuovi professionisti e senior advisors. L'acquisizione di una quota di minoranza del 30% di Sensible Capital – boutique fondata da Silvia Rovere, manager con esperienza ventennale nel private equity e nella gestione di fondi di real estate in primarie banche d'affari internazionali – e il successivo rebranding in EQUITA Real Estate hanno segnato un passo importante nell'estensione della nostra offerta di investment banking nel mondo dell'advisory immobiliare. Considerando gli ottimi risultati raggiunti in questi anni, abbiamo poi rivisto gli accordi con EQUITA K Finance per rinnovare la partnership, anche in vista del futuro consolidamento del team all'interno del Gruppo e del crescente coinvolgimento del suo senior management a livello di capogruppo. Abbiamo anche lanciato un programma di finanza strutturata denominato Basket Bond Tech, volto a finanziare l'innovazione e la trasformazione digitale delle PMI e delle mid caps italiane, e sono stati fatti importanti investimenti, anche in termini di presenza geografica, con l'apertura di un nuovo presidio a Roma; in questo modo potremo essere più vicini alle istituzioni, ai manager e agli imprenditori che operano nella Capitale.

È poi proseguito il percorso di crescita di EQUITA Capital SGR. EQUITA Smart Capital – ELTIF ha chiuso la raccolta come il più grande PIR alternativo non-captive in Italia con strategia di private equity. Abbiamo annunciato una nuova asset class che ci vedrà impegnati nei prossimi anni con investimenti infrastrutturali e rinnovabili con il lancio del fondo EQUITA Green Impact Fund. In

Gruppo EQUITA | Introduzione | Lettera agli Azionisti | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 7

parallelo, il team di private debt ha completato il suo primo investimento in Germania e ha annunciato la raccolta di un terzo fondo che dedicherà parte delle risorse a investimenti al di fuori dell'Italia, a dimostrazione della nostra ambizione di estendere i confini al mercato estero. La strategia di crescita della SGR su nuovi prodotti illiquidi proprietari continua dunque, e l'ingresso di figure come Stefano Donnarumma – entrato a far parte del Gruppo in qualità di senior advisor – avrà certamente impatti positivi, perché la sua esperienza e competenza, in particolare nel settore delle infrastrutture e delle energie rinnovabili, contribuirà ad accelerare il percorso di crescita di EQUITA nell'Alternative Asset Management e nell'Investment Banking.

Sotto il profilo finanziario, nel 2023 abbiamo confermato l'approccio disciplinato sui costi e la solidità che da sempre ci distingue. Il Compensation-to-Revenues ratio si è attestato al 48% e – normalizzando per le voci non ricorrenti – il Cost/Income ratio si è attestato al 72%. Il margine netto adjusted ha raggiunto il 19%, in linea con l'anno precedente, e anche i coefficienti patrimoniali sono risultati molto elevati, ampiamente superiori ai requisiti minimi.

L'impegno costante del Gruppo su diversi fronti è anche dimostrato dall'attenzione alle tematiche di corporate governance e di sostenibilità in generale. Il 2023 è stato infatti l'anno in cui abbiamo rinnovato gli organi sociali, con la conseguente nomina di un nuovo Consiglio di Amministrazione della capogruppo la cui composizione ha portato la Società al momento della nomina ad essere l'unica istituzione finanziaria quotata su Euronext Milan con la maggioranza di amministratori appartenenti al genere femminile e una donna come Presidente.

Con Fondazione EQUITA, poi, abbiamo continuato ad investire nella promozione dell'arte e della cultura, delle comunità locali, degli studenti e dell'educazione finanziaria. E come in passato, importanti risorse sono state dedicate al rilancio dei mercati dei capitali italiani, sia attraverso la partnership decennale con l'Università Bocconi sia attraverso la promozione di iniziative come il "Manifesto per lo sviluppo dei mercati dei capitali in Italia", quest'ultimo promosso da EQUITA – in collaborazione con istituzioni di alto profilo come Assonime, Borsa Italiana e Università Bocconi – con l'intento di favorire una politica industriale concreta che supporti lo sviluppo del mercato dei capitali domestico.

Il crescente posizionamento di EQUITA in tutte le aree di business del Gruppo è un'ottima premessa per il nostro futuro. Continueremo ad investire in iniziative che ci permettano di accelerare la crescita dimensionale e di preservare, al contempo, il ruolo di principale banca d'affari indipendente in Italia. Il nostro obiettivo è continuare ad affiancare imprenditori, investitori, aziende ed istituzioni con consulenza indipendente e soluzioni costruite sulle esigenze dei clienti. Continueremo, inoltre, a promuovere una remunerazione premiante per i nostri azionisti – che hanno creduto nel progetto sin dall'IPO – e continueremo ad impegnarci nella creazione di valore per tutti gli stakeholders, con la solita ottica di lungo termine che distingue la nostra partnership.

Sara Biglieri, Presidente Andrea Vismara, Amministratore Delegato

Ricavi Netti

Comps / Rev

Il 2023 in Sintesi

€87,5m

Ricavi Netti Consolidati

+2% vs '22 +8% CAGR '17-'23

€76,7m

Ricavi Netti Client-Related

(7%) vs '22 +7% vs '22 normalizzato (1) +8% CAGR '17-'23

2023 2022

47,9%

Compensation / Revenues Ratio (2)

(vs 48,9% in 2022(*))

€16,9m

Utile Netto Adjusted (4)

+5% vs '22 +7% CAGR '17-'23

26%

Return on Tangible Equity (ROTE) (vs 29% in 2022)

71,5%

Cost / Income Ratio Adjusted (3) (vs 70,7% in 2022(*))

Cost / Income Adj

70,7%

€0,35

EPS Adjusted (4) +1% vs '22 +6% CAGR '17-'23

IFR Ratio 5x (in linea con il 2022)

(*) Alcuni ricavi di competenza 2022 sono stati oggetto di riclassifica, con conseguente riduzione delle voci di costo per stesso importo (c. €0,6m) (1) Il confronto esclude il contributo di un mandato particolarmente significativo chiuso in 2Q'22 dalla controllata EQUITA K Finance. (2) Compensation / Revenues ratio normalizzato al 49,5% se si escludono circa €2,8 milioni di ricavi di compentenza degli azionisti e che dunque non concorrono alla remunerazione. (2) Esclude le voci di costo non ricorrenti. (3) Esclude le voci di costo non ricorrenti e gli impatti dei piani di incentivazione (LTIP).

Le principali operazioni dell'anno

Equity Capital Markets (ECM)

Debt Capital Markets (DCM)

Public M&A

Mid-Market M&A

EQUITA: la principale banca d'affari indipendente italiana

Partner d'eccellenza per investitori, istituzioni, società quotate, imprese e imprenditori, con il suo ruolo di intermediario, advisor finanziario e piattaforma di alternative asset management, EQUITA offre consulenza in operazioni di M&A e finanza straordinaria, raccolta di capitali, insights sui mercati, idee e soluzioni d'investimento, sia in Italia che all'estero, affiancando i clienti in tutte le loro iniziative strategiche e progetti.

Fondata nel 1973, da 50 anni EQUITA si impegna a promuovere il ruolo della finanza creando valore per il tessuto economico e per il sistema finanziario, grazie alla sua conoscenza delle operazioni di finanza straordinaria, dei mercati e della sostenibilità.

Una realtà che mette al centro la ricerca e che beneficia di una costante finestra di ascolto sui mercati finanziari globali come la sala operativa, un track-record di successo nell'execution di operazioni di investment banking – rafforzata anche dalla partnership internazionale con Clairfield che individua opportunità all'estero per imprese italiane e in Italia per imprese estere – e una profonda expertise nella gestione di fondi d'investimento, specialmente in asset class illiquide come private debt, private equity, infrastrutture e rinnovabili.

"Siamo il partner di investitori, istituzioni finanziarie, grandi gruppi e imprese che vogliono investire in Italia e realizzare le loro strategie di crescita attraverso operazioni di finanza straordinaria. Offriamo totale indipendenza, flessibilità e competenze, ed assicuriamo le migliori soluzioni ai nostri clienti."

Quotata su Euronext STAR Milan, EQUITA si distingue nel panorama finanziario per la sua totale indipendenza ed integrità, per il commitment dei suoi professionisti verso i clienti e per il concetto di partnership che vede i propri manager e dipendenti come azionisti del Gruppo.

esperti professionisti (1) 195

#1

broker indipendente (2)

#6

M&A advisor (5) (#1 tra gli italiani indipendenti)

anni di storia 50+ capitalizzazione di mercato (1) €180m+

#1

ECM franchise (3)

DCM advisor (6) (#1 tra i non-lender) Top 10

#2

team di ricerca (4)

€1mld

Assets under Management (1) (AuM)

Note: (1) Dati al 31 dicembre 2023. (2) Fonte: AMF Italia, Report annual 2023. (3) Fonte: Dealogic. Classifica per numero di operazioni. (4) Fonte: Sondaggi Institutional Investor 2023. (5) Fonte: rielaborazione EQUITA su dati Mergermarket. Classifica per numero di operazioni. Dati proforma per includere i mandati EQUITA SIM ed EQUITA K Finance. Il ranking tra advisor italiani indipendenti esclude i player coinvolti in attività di lending. (6) Fonte: Bloomberg e Bondradar. Classifica per numero di operazioni di emissione High-Yield e Not Rated.

Una struttura di Gruppo semplice

La banca d'affari è diretta e coordinata da EQUITA Group S.p.A., capogruppo quotata sul mercato regolamentato gestito da Borsa Italiana e con cui nel 2016 il management ha riorganizzato l'assetto di controllo e di governance societaria.

Una struttura di Gruppo semplice, in grado di affiancare e supportare adeguatamente i clienti evitando conflitti di interesse. L'operatività è svolta dalle controllate EQUITA SIM, EQUITA Capital SGR, EQUITA K Finance, EQUITA Investimenti, e dalla partecipata EQUITA Real Estate, ciascuna di esse con un posizionamento di leadership ben preciso sul mercato di riferimento.

Struttura del Gruppo

EQUITA SIM

EQUITA SIM è la società di intermediazione mobiliare del Gruppo a cui storicamente si riconduce gran parte dell'operatività. In qualità di SIM, EQUITA si è sempre distinta per le sue attività di intermediazione, di investment banking e di ricerca su titoli quotati.

EQUITA Capital SGR

EQUITA Capital SGR è la piattaforma multi-strategy del Gruppo attiva nella gestione di asset alternativi. Nasce nel 2019 per offrire ad investitori istituzionali prodotti illiquidi proprietari come fondi di private debt, private equity e di infrastrutture rinnovabili. La SGR affianca, inoltre, i gruppi bancari alla ricerca di soluzioni altamente personalizzate per i loro clienti retail, sfruttando le competenze delle altre aree di eccellenza del Gruppo.

EQUITA K Finance

EQUITA K Finance, realtà con più di 20 anni di esperienza nelle attività di M&A e socio fondatore di Clairfield International (partnership internazionale di boutique di M&A presente in più di 30 paesi), è entrata a far parte del Gruppo nel 2020. La società vanta un solido track-record di operazioni di M&A e finanza straordinaria per imprese italiane e fondi di private equity.

EQUITA Real Estate

EQUITA Real Estate è una società di real estate advisory nata dalla partnership tra EQUITA e un team di professionisti guidati da Silvia Rovere. Boutique indipendente fondata nel 2020 con il nome di Sensible Capital, si distingue per la specializzazione in servizi di consulenza immobiliare rivolti a fondi d'investimento e gruppi di grandi dimensioni.

50 anni di finanza indipendente

EQUITA vanta una lunga tradizione di investment banking indipendente e sin dai primi anni '70, con il nome di Euromobiliare, si pone come uno dei principali attori della finanza italiana, capace di affiancare con successo investitori, società, imprenditori ed istituzioni finanziarie, ed essere coinvolta come financial advisor e intermediario nelle più significative operazioni strategiche completate in Italia negli ultimi 50 anni.

Dopo un periodo in cui la società ha fatto parte di gruppi bancari stranieri ed italiani – quali Midland Bank dal 1988 e Credito Emiliano dal 1994 – il management, azionista di riferimento dal 2002, completa a fine 2007 un management buyout con il sostegno dei private equity J.C. Flowers & Co. e Mid Industry Capital.

Proprio in quegli anni Euromobiliare cambia nome in EQUITA, una parola che evoca i principi fondanti della sua storia e valori chiave da sempre caratterizzanti del proprio dna: brokerage, equity, finanza aziendale, forte radicamento sul mercato italiano, equità, standard etici e trasparenza.

Dopo la parentesi con il partner finanziario J.C. Flowers & Co, è stato lo stesso management ad avviare nel 2015 un processo di riorganizzazione poi completato nel 2017. Tale processo ha portato il management a rilevare l'intera partecipazione della società, a costituire e quotare – prima sul mercato Euronext Growth Milan e successivamente sul listino principale, segmento STAR – la holding EQUITA Group, facendo diventare così il gruppo l'investment bank indipendente che conosciamo oggi, con i propri professionisti e manager primo azionista.

Negli anni successivi alla quotazione il gruppo ha avviato un nuovo progetto di crescita organica e per linee esterne, diversificando ulteriormente il business con l'acquisizione delle attività di brokerage e market making di Nexi, la costituzione di EQUITA Capital SGR, piattaforma attiva nella gestione di asset liquidi ed illiquidi per conto di investitori istituzionale e gruppi bancari, l'acquisizione di K Finance - successivamente rinominata EQUITA K Finance - boutique di advisory M&A specializzata nel mid-market, e la partnership con Sensible Capital - poi rinominata EQUITA Real Estate - per lo sviluppo di attività di real estate advisory.

Una lunga tradizione nel mondo dell'investment banking indipendente in Italia

1973

Nasce Euromobiliare, una delle prime realtà indipendenti e merchant bank italiane, attiva nel mercato dei capitali e nell'investment banking

1982

Euromobiliare si quota alla Borsa di Milano

Il susseguirsi di partnership con banche commerciali

1988

Midland Bank Plc, gruppo bancario successivamente incorporato in HSBC, acquista il controllo di Euromobiliare

1991

In seguito all'entrata in vigore della Legge n. 1/1991, Euromobiliare costituisce Euromobiliare SIM

1994

Credito Emiliano acquista il controllo di Euromobiliare SIM e con una operazione di reverse merger si quota alla Borsa di Milano

Gruppo EQUITA | Introduzione | Il Gruppo e la Storia | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 13

La parentesi con investitori finanziari

2007

Il private equity J.C. Flowers & Co acquista il controllo di Euromobiliare SIM, affiancato dal management

2008

Euromobiliare SIM lancia il suo rebranding e diventa EQUITA SIM

Il ritorno alle origini con la partnership tra manager e la quotazione in Borsa

2015

Il management rileva la quota di J.C. Flowers & Co e assume il controllo

2017

Nasce EQUITA Group, holding di Gruppo, successivamente ammessa su AIM Italia

2018

EQUITA acquista da Nexi il ramo d'azienda di brokerage & primary markets e le attività di market making. Nello stesso anno EQUITA si quota sul mercato regolamentato e assume la qualifica di società STAR

Una banca d'affari sempre più diversificata e in forte crescita

2019

Nasce EQUITA Capital SGR, piattaforma di gestione con focus su asset alternativi

2020

K Finance, boutique indipendente di M&A advisory, entra in EQUITA diventando EQUITA K Finance

2022

dopo l'ingresso di famiglie, imprenditori ed istituzioni finanzarie nel capitale con una quota di minoranza del 12% circa

2023

Nasce EQUITA Real Estate con l'obiettivo di diversificare ulteriormente l'offerta di investment banking

manager Silvia Rovere.

nell'ambito del real estate advisory, in partnership con la

EQUITA compie 50 anni: mezzo secolo al fianco di investitori, società quotate, istituzioni ed imprenditori

Un modello di business unico, costruito su diverse aree fortemente sinergiche

Il Gruppo offre consulenza in operazioni di M&A e di finanza straordinaria, raccolta di capitali, insights sui mercati, idee e soluzioni d'investimento, sia in Italia che all'estero, affiancando i clienti in tutte le loro iniziative strategiche e progetti.

Il modello di business pone al centro la ricerca e beneficia di una costante finestra di ascolto sui mercati finanziari globali, di una profonda expertise nelle operazioni di investment banking e di una dimostrata capacità di gestione su diverse asset class, specialmente quelle alternative su asset illiquidi proprietari.

Quattro aree di expertise...

Investment
Banking
Global
Markets
Team di
Ricerca
Alternative Asset
Management
• Il financial advisor di
riferimento per società
quotate, PMI, imprenditori,
private equity domestici ed
internazionali
• Costantemente tra i top
M&A Advisors per numero di
operazioni completate
• Il principale advisor sul
mercato dei capitali
(ECM, DCM, Debt Advisory)
• La più grande sala operativa
indipendente in Italia, attiva
su equity, bond, derivati e
certificati
• 400+ clienti istituzionali attivi,
70+ banche interconnesse
• #1 "Trading & Execution" e
#2 "Best Italy Sales"
(Institutional Investor)
• Copertura di titoli azionari ed
obbligazionari
• 120+ quotate italiane seguite
(96% market cap totale)
• #2 "Italy Research
Team"(Institutional Investor)
• 40+ quotate estere seguite
• Una piattaforma multi-asset
in crescita, con un focus
distintivo su asset illiquidi
• ≈€1 miliardo di asset in
gestione, inclusi fondi di
private debt, private equity e
infrastrutture
• +25 investimenti di private
capital completati dal 2019
50+ 40+ 15+ 20+
professionisti professionisti professionisti professionisti
al servizio di tutte le tipologie di clientela
* Investitori istituzionali * Società quotate
(gruppi industriali, mid
* Società private ed
imprenditori
* Istituzioni finanziarie e
Gruppi bancari
e small caps, società
ad azionariato diffuso)
* Financial sponsors

... e costantemente supportate dai diversi dipartimenti del Gruppo

Operations e Dipartimenti a supporto

professionisti 60+

Gruppo EQUITA | Introduzione | Aree di Expertise | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 15

Investment Banking

"L'unico one-stop-shop indipendente in grado di affiancare tutte le tipologie di clienti con un set completo di servizi di investment banking

Il team di Investment Banking è composto da professionisti altamente qualificati, di comprovata esperienza e con un know-how multidisciplinare. Offre una gamma completa di servizi a società quotate, imprese, istituzioni finanziarie e investitori.

Negli ultimi anni, il team ha costantemente ampliato la gamma di servizi offerti, grazie anche all'ingresso di figure senior dedicate a nuovi prodotti, e ha integrato significativamente il numero di settori coperti per offrire ai clienti la propria esperienza e il proprio pensiero out-of-the-box.

Equity Capital Markets (ECM)

• Offerte pubbliche di acquisto (OPA) e

• Definizione di piani strategici di gestione, valorizzazione e dismissione di asset

• Consulenza a proprietari e investitori per vendita e acquisto di asset e monitoraggio delle performance finanziarie e non degli investimenti • Sviluppo e strutturazione di opportunità innovative nel settore immobiliare

• Quotazioni (IPO) • Collocamenti accelerati (ABBs, RABBs...) • Emissioni equity-linked • Aumenti di capitale

scambio (OPS) • Private placements

Real Estate Advisory

immobiliari

Servizi e Aree di Eccellenza

M&A Advisory

  • Fusioni e acquisizioni (buy-side e sell-side, anche in operazioni cross-border)
  • Scissioni / spin-offs
  • Offerte pubbliche
  • Valutazioni societarie e fairness opinion
  • Ristrutturazioni societarie
  • Consulenza sulla ristrutturazione del capitale

Corporate Broking

  • Corporate advisor per il Consiglio di Amministrazione
  • Market intelligence e analisi di performance
  • Analisi degli investitori target
  • Attività di Specialista

Persone Chiave

  • Marco Clerici Co-Head Inv. Banking, Head Global Financing
  • Carlo Andrea Volpe Co-Head Inv. Banking, Head of Advisory
  • Simone Riviera Deputy Head Inv. Banking
  • Silvia Rovere CEO EQUITA Real Estate
  • Giuseppe Renato Grasso Co-CEO EQUITA K Finance
    • Filippo Guicciardi Co-CEO EQUITA K Finance

Debt Capital Markets (DCM) & Debt Advisory

  • Emissioni obbligazionarie investment grade, high-yield e not rated
  • Emissioni sustainability-linked, social bonds e green bonds
  • Private placements e "Minibond"
  • Consulenza sulle modalità di accesso ai mercati di capitali
  • Rinegoziazione del debito e consulenza in contesti di procedure giudiziali e stragiudiziali
  • Assistenza ai creditori nella gestione del workout e cessione/conversione di crediti

70+ mandati

di Capital Markets nel triennio '21-'23

€20+ mld di valore complessivo

100+ mandati di M&A nel triennio '21-'23

€95+ mld di valore complessivo

"La più grande sala operativa indipendente in Italia, costantemente

a supporto delle decisioni e delle strategie d'investimento degli investitori"

Ricavi 30,5 5,3
4,4
20,8 2017
2017-2023
(€ milioni)
30,0 5,5
3,0
21,4 2018
1,9
31,6
8,0 21,7 2019
0,3
33,7
11,6 21,8 2020
40,7 6,4 11,4 22,9 2021
37,2 2,7 13,5 21,1 2022
40,9 7,4 13,9 19,6 2023

Sales & Trading Client-Driven & MM Trading Direzionale

Con i suoi servizi di intermediazione mobiliare in conto terzi (Sales & Trading) e conto proprio (Client-Driven & Market Making) affianca da anni gli investitori offrendo loro accesso a tutti i principali strumenti e mercati, oltre a una base clienti senza eguali.

L'area del Global Markets è composta da professionisti di grande esperienza che condividono le loro competenze e che interagiscono ogni giorno con più di 400 clienti istituzionali e oltre 70 clienti di natura bancaria che rappresentano un network di circa 5.000 filiali, aiutandoli così con l'esecuzione delle loro strategie d'investimento.

Servizi e Aree di Eccellenza

Sales & Trading (Institutional)

  • Azionario Italia
  • Azionario estero (Europa, US, Asia...)

Global Markets

  • Desk obbligazionario
  • Derivati ed ETF

• Quotazione di titoli branded Desk di Proprietà e Market Making

  • Intermediazione in conto proprio per i clienti su strumenti finanziari come azioni, obbligazioni, ETF, derivati, certificati, su tutti i principali mercati globali
  • Market maker e operatore specialista sulle principali piattaforme (Euronext, MOT, EUROTLX, HI-MTF, SEDEX..)

Sales & Trading (Retail Hub)

  • Intermediazione di flussi retail per conto di principali gruppi bancari e banche regionali
  • Best execution dinamica e personalizzabile
  • Multi-eseguito e multi-mercato

#1

Broker indipendente in Italia (1)

8-10%

market share su azioni e bond in Italia (2)

6.500+

contatti su scala globale

Persone Chiave Vincenzo Abbagnano Co-Head Global Markets

Fabio Arcari Head Sales & Trading

Sergio Martucci Head Proprietary Trading

Note: Dati al 31 dicembre 2023. (1) Institutional Investor Survey, 2023. (2) Quote di mercato basate su volumi di intermediazione in conto terzi, dati AMF Italia 2023.

Gruppo EQUITA | Introduzione | Aree di Expertise | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 17

Team di Ricerca

"Supportiamo le decisioni degli investitori istituzionali con insights imparziali sui mercati e analisi approfondite sulle società quotate, con un focus distintivo su mid small caps

EQUITA si distingue sul mercato per la qualità della ricerca azionaria ed obbligazionaria, e per il suo team di analisti, da anni tra i migliori in Italia e tra i principali in Europa e costantemente ai vertici nei sondaggi internazionali degli investitori degli ultimi vent'anni.

A ciò si aggiunge la totale indipendenza, l'esperienza pluriennale e l'estensione del coverage, sia in termini di dimensioni di società emittenti coperte che di settori, oltre a una profonda conoscenza del mondo della sostenibilità e dell'ESG.

Servizi e Aree di Eccellenza

Studi di Ricerca

  • Ricerca azionaria
  • Ricerca obbligazionaria
  • Ricerca macro
  • Report settoriali e Tematici su temi di particolare interesse (PNRR, PIR...)
  • Analisi ESG e di Sostenibilità

Incontri tra Società Quotate e Comunità Finanziaria

  • Roadshow
  • Meetings
  • Conferenze

Report Periodici

  • Good Morning
  • Equity Report
  • Weekly Report
  • Monthly Report
  • PIR Monitor
  • ESG Report
  • Weekly Fixed Income
  • Monthly Fixed Income

#2

Team di Ricerca in Italia (#1 per numero di voti) (1)

160+

società quotate seguite (120+ italiane, 40+ estere)

600+

report e analisi pubblicate mediamente ogni anno

Alternative Asset Management "Una delle principali piattaforme multi-asset in Italia, al fianco degli investitori con soluzioni d'investimento alternative e a supporto degli imprenditori con capitale e competenze manageriali"

Fees di gestione Performance fees e Portafoglio Investimenti

€1+ mld

EQUITA Capital SGR vuole supportare gli investitori istituzionali con soluzioni d'investimento innovative nel settore degli alternative assets e co-sviluppare insieme a banche, istituti finanziari e reti di private banking, nuovi prodotti di nicchia per aiutarli a soddisfare i bisogni della propria clientela retail, condividendo la pluriennale esperienza dei team di gestione del gruppo sui mercati finanziari, pubblici e privati.

L'area dell'Alternative Asset Management vanta un team di professionisti di alto profilo, con una comprovata esperienza nel settore degli alternative assets e un età media del senior management superiore a 50 anni.

Asset Classes

Private Debt

  • Strumenti di debito complementari al canale bancario per sostenere i progetti di crescita e di sviluppo delle PMI
  • Gestione di fondi FIA di private debt

Infrastrutture Rinnovabili

  • Investimenti di private equity in asset rinnovabili italiani e paneuropei, con focus sulle tecnologie del fotovoltaico, eolico e biogas
  • Gestione di fondi dedicati alle infrastrutture e alle energie rinnovabili

Private Equity

Persone Chiave

  • Matteo Ghilotti CEO EQUITA Capital e Managing Partner Responsabile Strategie Liquide
  • Rossano Rufini Managing Partner Responsabile Private Equity
  • Paolo Pendenza Co-Head AAM e Managing Partner Responsabile Private Debt
  • Balthazar Cazac Managing Partner Responsabile Infrastrutture Rinnovabili

20+ professionisti

Gruppo EQUITA | Introduzione | Aree di Expertise | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 19

Operations e Dipartimenti a supporto

60+ professionisti

Persone Chiave

8 Stefania M
Executive B
CFO & CO

Stefania Milanesi Executive Board Member CFO & COO Gruppo

Il Gruppo vanta professionisti di eccellenza anche in tutte le aree che non includono le attività di front-office. Tra i principali team che supportano il business troviamo l'area del Back Office con le sue attività di settlement e l'ufficio IT che garantisce soluzioni all'avanguardia e innovazione, oltre a una assistenza puntuale a 360° da un punto di vista informatico.

Completano la struttura l'area Finanza, il team di Risorse Umane, le Funzioni di Controllo (Compliance & AML, Internal Audit, Risk Management) e i dipartimenti Legale e Societario, Tax, Investor Relations, Marketing e Comunicazione, Servizi Generali.

Riconoscimenti del Gruppo

Nel 2023 EQUITA si è confermata ai vertici delle classifiche di Institutional Investor, prestigiosa testata giornalistica in ambito finanziario, con la sua ricerca e le sue attività di Sales, Trading & Execution e Corporate Access. Complessivamente, EQUITA si è posizionata al secondo posto nella classifica generale riassuntiva Overall Broker – Italy (Weighted by commissions) e prima per numero di voti.

EQUITA è stata premiata ai Financecommunity Awards 2023 nelle categorie "Miglior professionista ECM" con Andrea Ferrari (Head ECM), "Miglior team Private Debt" e "Deal of the Year" con l'operazione KKR TIM a cui ha partecipato il team di M&A Advisory. Inoltre, ben 7 professionisti e 7 team di EQUITA si sono candidati come finalisti nelle differenti categorie.

EQUITA ha inoltre vinto i Banking Awards 2023 - Premio Guido Carli come migliore SIM in Italia.

Gruppo EQUITA | Introduzione | Il nostro Impegno | Annual Report 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 21

Le nostre priorità

Un impegno costante verso tutto i nostri stakeholders

Costruire relazioni di lungo periodo

1 Per costruire relazioni consolidate nel tempo crediamo sia imprescindibile instaurare un rapporto di totale fiducia, che si basi su stima reciproca e indipendenza dell'advisor

Offrire le migliori soluzioni possibili

2 Il nostro commitment, le nostre competenze multidisciplinari e la nostra flessibilità ci permettono di soddisfare al meglio tutte le richieste, da quelle dei clienti a quelle dei nostri partner

Rafforzare il concetto di partnership tra professionisti

3 Il concetto di partnership è da sempre qualcosa che ci contraddistingue sul mercato. L'approccio imprenditoriale che ci guida ci porta a co-investire al fianco dei clienti allineando gli interessi e ci permette di valutare apertamente collaborazioni con altre realtà e team di professionisti

Investire su benessere e formazione dei nostri professionisti

4 Le persone sono il nostro più grande asset. Offriamo un piano di welfare aziendale all'avanguardia con benefici monetari e non, un ambiente di lavoro piacevole e dunque più produttivo. Investiamo, inoltre, sullo sviluppo delle competenze e sulla formazione di tutti i professionisti, dai junior ai senior

Promuovere il talento dei giovani, i manager di domani

5 I giovani non sono solo il futuro di EQUITA ma sono anche il futuro della collettività. Ecco perchè consideriamo una priorità la loro formazione e la valorizzazione del loro talento

Supportare la comunità e la cultura in generale

6 Da sempre aiutiamo la comunità con iniziative volte a supportare il territorio, la coesione sociale e l'integrazione, oltre a promuovere la cultura sotto diversi fronti, dall'arte all'educazione finanziaria

Il Titolo in Borsa

EQUITA è quotata sul segmento STAR di Euronext Milan per il tramite della capogruppo EQUITA Group S.p.A. (EQUI, codice ISIN: IT0005312027). Dopo essere stata ammessa nel novembre 2017 su Euronext Growth Milan (già AIM Italia), infatti, il management ha deciso di passare nell'ottobre 2018 al mercato regolamentato quotandosi sul listino principale con la qualifica di Società STAR, così come promesso ai suoi investitori durante l'ammissione al mercato dedicato alle PMI dinamiche ad alta crescita.

Andamento del titolo EQUITA e volumi

(23 novembre 2017 - 31 dicembre 2023)

Informazioni chiave

2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023
Capitalizzazione di mercato (€m, fine anno) 151 162 143 122 192 185 189
Prezzo azione (€)
Ultimo (fine anno) 3,02 3,24 2,85 2,43 3,82 3,64 3,68
Medio (anno) 3,06 3,21 2,83 2,42 3,23 3,62 3,72
Minimo (anno) 2,97 2,98 2,48 1,98 2,43 3,06 3,37
Massimo (anno) 3,15 3,57 3,24 2,99 3,93 4,09 4,06
Numero azioni (in milioni, a fine anno)
Totale 50,0 50,0 50,0 50,0 50,2 50,9 51,3
di cui outstanding 45,3 45,5 45,5 45,9 46,2 47,0 48,2
di cui azioni proprie 4,7 4,5 4,5 4,1 4,1 3,9 3,1
Dividendi
Dividendo per azione (€) 0,22 0,22 0,19 0,20 0,35 0,35 0,35
Dividendo distribuito (€m) 10,0 10,0 8,7 9,2 16,4 16,8 17,2
Utile dell'anno non distribuito (€m) 1,0 2,0 0,8 3,0 5,1 (1,8) (1,1)
Utile accantonato da IPO (€m, dato cumulato) 1,0 3,0 3,8 6,8 12,0 10,2 9,1

Per l'esercizio 2023: (1) La proposta di dividendo è soggetta ad approvazione dell'Assemblea degli Azionisti. La voce "Dividendo distribuito (€m)" per il 2023 indica l'ammontare massimo pagabile dalla Società, in funzione del numero effettivo di azioni in circolazione alla data del pagamento. Tale ammontare massimo influenza l'ammontare di utili non distribuiti / (utili utilizzati) e la voce "Utili accantonati da IPO" per la colonna "2023".

Gruppo EQUITA | Introduzione | Il Titolo in Borsa | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 23

Performance relativa (23 novembre 2017 - 31 dicembre 2023)

EQUI:MI FTSE Italia
STAR
FTSE Italia
MidCap
FTSE Italia
Financial
Services
Ritorni da IPO EQUITA
al 31 dicembre 2023
Price return 26,9% 28,8% 4,5% 38,9%
Total Shareholders Return 97,8% 46,1% 22,4% 80,1%

Azionariato

Una partnership di managers e professionisti, quotata sul mercato

Il Gruppo vede nel suo azionariato i propri manager e dipendenti con una quota del 40% del capitale sociale e il 52% dei diritti di voto. A tale quota si aggiunge il 5% di azioni proprie detenute dalla società (4% in termini di diritti di voto). Tra le partecipazioni rilevanti, Fenera Holding con il 5% del capitale sociale e il 7% dei diritti di voto. Il flottante è pari al 50% circa del capitale sociale e al 37% dei diritti di voto. All'interno del flottate sono presenti alcune famiglie, imprenditori e istituzioni che a maggio 2022 hanno acquistato dal management una quota del 12% circa del capitale sociale (8% dei diritti di voto).

Voto maggiorato

Qualsiasi azionista di EQUITA può richiedere e ottenere il voto maggiorato, previa iscrizione nell'apposito registro e condizionato al possesso continuativo delle azioni per almeno 24 mesi.

Per maggiori informazioni si prega di prendere visione dello Statuto della Società e del regolamento per la maggiorazione del voto disponibile sul sito www.equita.eu.

EQUITA dalla quotazione a oggi

Dal 2017 il Gruppo ha diversificato significativamente il proprio breakdown di ricavi crescendo in media dell'8% l'anno (CAGR '17-'23), sia organicamente che per linee esterne. L'approccio disciplinato sui costi, confermato da un compensation/revenues ratio inferiore al 50% e un cost/income ratio intorno al 70% in media, ha permesso al Gruppo di registrare performance sempre profittevoli e premiare gli azionisti con ritorni interessanti. Un Gruppo che continua a crescere come numero di professionisti e che basa il suo modello di business su investimenti in iniziative a basso assorbimento di capitale che permettono di distribuire dividendi significativi mantenendo al contempo una solidità patrimoniale tra le più alte sul mercato.

Ricavi Netti per area di business (1)

(€ milioni)

Net Revenues AAM - Performance fee e Portafoglio

Investimenti AAM - Fees di gestione

IB - Investment Banking

GM - Trading Direzionale

GM - Sales & Trading e Client-Driven Trading

43% 57%

2017

47%

2023

6%

Breakdown dei Ricavi Netti

12%

(% su Ricavi Netti Consolidati)

Evoluzione dei costi adjusted (2)

(% su Ricavi Netti Consolidati) (1)

Comps / Rev Adj Other/Rev Cost/Income Adj

Utile Netto Adjusted (3)

(€ milioni)

Numero di professionisti

49%

(al 31 dicembre dell'anno di riferimento)

Dividendo per azione

(dividendo dell'esercizio di riferimento, pagato nel corso dell'anno successivo)

(1) Alcuni ricavi di competenza 2022 sono stati oggetto di riclassifica, con conseguente riduzione delle voci di costo per stesso importo (c. €0,6m). (2) Esclude le voci di costo non ricorrenti. (3) Esclude le voci di costo non ricorrenti e gli impatti dei piani di incentivazione a lungo termine (LTIP).

Relazione sulla gestione

Conto Economico Riclassificato

Gli schemi di conto economico vengono di seguito rappresentati in forma riclassificata in modo da meglio rappresentare il contributo di ciascuna area di business alla performance del Gruppo.

(importi in euro/000) 31/12/2023 31/12/2022 Delta %
Global Markets 40,877 37,222 10%
di cui Sales & Trading 19,531 21,051 -7%
di cui Client Driven & Market Making 13,935 13,481 3%
di cui Trading Direzionale 7,411 2,689 176%
Investment Banking 36,280 41,292 -12%
Alternative Asset Management 10,367 7,716 34%
Ricavi Netti 87,523 86,229 2%
Spese per il Personale (41,943) (42,184) -1%
Altre spese operative (21,468) (18,737) 15%
Totale Costi (63,411) (60,921) 4%
Risultato ante imposte 24,112 25,308 -5%
Minoranze (695) (2,021) -66%
Risultato Netto (7,030) (7,106) -1%
Monetizzazione piani di incentivazione (328) (934) -65%
Risultato Netto della Capogruppo (incl. LTIP) 16,059 15,247 5%

Il Gruppo chiude l'esercizio 2023 con un utile netto di pertinenza della Capogruppo di 16.059.033 e propone la distribuzione di un dividendo massimo complessivo di € 17.195.205 (€0,35/per azione).

Scenario Macroeconomico

Il 2023 è stato contraddistinto da un graduale ritorno dell'inflazione a dinamiche più moderate e vicine ai target delle banche centrali, nonostante l'emergere di ulteriori tensioni geopolitiche in Medio Oriente che hanno rischiato di minare nuovamente le catene di fornitura globali e hanno riportato la preoccupazione per i rischi energetici.

Un contributo significativo nella riduzione dell'inflazione è stato svolto dalle azioni delle banche centrali, con la FED e la BCE che hanno completato nel 2023 uno dei cicli di rialzo dei tassi più rapidi (la BCE ha registrato un aumento cumulato di 450 punti base a partire da luglio 2022). In questo contesto, nelle proiezioni degli esperti dell'Eurosistema elaborate in dicembre la dinamica dei prezzi al consumo scenderà dal 5,4% del 2023, al 2,7% nel 2024, 2,1% nel 2025 e all'1,9% nel 2026, portando ad una discesa dei tassi di riferimento.

L'Italia ha registrato una crescita del PIL del +0.7%, superiore alla media europea. La resilienza dell'economia italiana agli shock geopolitici ed energetici, unita alla stabilità del settore bancario, ha favorito una discesa dello spread BTP-Bund in area 160bps. Tale dinamica è stata poi confermata anche a gennaio 2024, con il differenziale che si è attestato a fine mese pari a ca. 150bps (rendimento BTP decennale al 3.7%). Secondo le ultime previsioni del Governo, il rapporto debito/PIL è stimato in leggera diminuzione, passando dal 140.2% nel 2023 al 139.6% nel 2026, ipotizzando una crescita del PIL del +1.2% nel 2024, del +1.4% nel 2025 e del +1% nel 2026. Riteniamo che la realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sia cruciale per raggiungere gli obiettivi di crescita. L'Italia ha già incassato oltre € 100bn su un totale di ca. € 194bn. Nella seconda metà di dicembre il Consiglio della UE ha raggiunto un'intesa sulla riforma del Patto di stabilità e crescita.

Le più recenti stime dell'OCSE prefigurano per il 2024 un rallentamento del PIL globale al 2,7% dal 2,9% del 2023, per effetto delle politiche monetarie restrittive e del peggioramento della fiducia di consumatori e imprese, anche se gli indicatori recenti si stiano mostrando più resilienti delle attese specialmente negli Stati Uniti. Permangono elevati rischi al ribasso derivanti dalle tensioni politiche internazionali, in particolare in Medio Oriente.

Analisi di mercato e tendenze di business

Nel corso del 2023, il mercato borsistico italiano è stato caratterizzato da fasi contrastanti.

I primi mesi le borse hanno segnato andamenti sostenuti sino alla battuta d'arresto generata dalla crisi delle banche regionali americane e poi svizzere, momento in cui la volatilità ha accelerato il passo. In particolare, prima di tali accadimenti, i titoli del comparto bancario erano quelli con la miglior performance in borsa da inizio d'anno, grazie all'effetto della crescita dei tassi di interesse. Successivamente, il comparto bancario ha pagato la contrazione della fiducia degli investitori scaturita dagli eventi descritti. Nel secondo trimestre del 2023, grazie alle iniziative poste in essere dalle banche centrali e dagli stati interessati al salvataggio degli istituti coinvolti nel dissesto finanziario, la fiducia degli investitori si è ripresa progressivamente. Il terzo trimestre ha visto una sostanziale tenuta dei corsi di borsa, mantenendo la performance positiva rispetto ad inizio anno per la maggior parte dei comparti. Le condizioni dei mercati finanziari italiani sono divenute sensibilmente più distese da novembre, beneficiando del miglioramento della fiducia degli investitori, in gran parte indotto da attese di un orientamento meno restrittivo della politica monetaria da parte delle principali banche centrali. L'indice FTSE-MIB a novembre ha toccato il massimo del 2023 a 30.427 punti chiudendo l'anno a 30.351,62 bps. L'indice FTSE MIB Implied Volatility Index ("indice IVMIB30") ha registrato una contrazione nel corso del 2023 un andamento altalenante. Nella prima parte dell'anno l'indice IVMIB30 è stato impattato dagli effetti della crisi delle banche reginali, toccando in marzo quota 30,62 bps per poi scendere dopo un mese a 17,55bps. Durante la pausa estiva l'indice è stato pressoché piatto attorno ai 15-16 bps. Tra ottobre e novembre l'indice IVMIB30 ha ritrovato vivacità toccando quota 25,6, chiudendo l'anno tra i 14 -16 bps.

Dal punto di vista delle operazioni di corporate finance, il 2023 non ha segnato un'accelerazione rispetto al precedente esercizio, caratterizzato dal clima attendista e prudente nonostante le pipeline siano importanti. Il mercato M&A ha segnato una frenata, in particolare sul segmento dei grandi deal, che aveva caratterizzato gli ultimi due anni, i cui controvalori hanno subito una netta contrazione. Hanno invece tenuto i volumi di mid-market nei settori consumer e industrial, tipici del Made in Italy e all'attivismo delle imprese familiari italiane, che proseguono nei processi di internazionalizzazione.

In Italia, sono state sono chiuse 1.219 operazioni di M&A (-4% rispetto al 2022) per 28 miliardi di euro(-68% rispetto al 2022) contro i 1.271 deal, per 86,4 miliardi di euro, del 2022 (controvalore su cui incidevano diversi mega-deal come il delisting di Atlantia S.p.A. per circa 12,7 miliardi di euro e l'operazione Autostrade per l'Italia per circa 8,0

miliardi di euro), che era già in calo dai 100 miliardi toccati nel 2021 (per 1.214 operazioni complessive).

Nonostante la progressiva crescita dei tassi di interesse in corso d'anno e l'incertezza sui mercati finanziari, il 2023 ha visto un mercato borsistico molto vivace in termini di volumi, tra IPO, passaggi di listino e delisting.

In un contesto difficile vanno evidenziati i segnali positivi del mercato borsistico italiano che ha registrato nel 2023 ben 34 IPO sul mercato EGM (nel 2022 erano state 29), dalle quali sono stati raccolti complessivamente oltre 1,5 miliardi di euro. Il mercato delle IPO è stato trainato dal segmento Euronext Growth Milan (EGM), con 31 ammissioni, mentre sul mercato principale Euronext Milan hanno debuttato 3 società (Eurogroup Laminations, Lottomatica e il dual listing di Ferretti). Si segnalano, inoltre, i passaggi di listino da EGM a EXM di Comer Industries, Cy4gate, Unidata, Digital Value e Technoprobe. Il 2023 è stato anche caratterizzato da un incremento delle operazioni di delisting, registrando 22 revoche di quotazione, di cui 14 tramite offerte pubbliche di acquisto, per circa 750 milioni di euro complessivamente.

Con riferimento ai settori principalmente coinvolti da operazioni di M&A, nel 2023, troviamo il Consumer Markets con 380 deals per un controvalore di circa 13 miliardi di euro, l'Energy&Utilities che conta 107 acquisizioni per un ammontare investito di 4,5 miliardi di euro e l'Industrial Markets con 4,3 miliardi di euro per 293 operazioni. Risulta, inoltre, particolarmente significativo il contributo, in termini di volumi, del comparto TMT che ha registrato 226 deals, in particolare sul segmento technology/Servizi IT.

Nel corso del 2023, si è assistito ad una contrazione nella dimensione dei deal chiusi dai fondi di Private Equity. Tale riduzione, in termini di controvalore medio, è principalmente attribuibile al rilevante incremento nel costo del financing, oltre che ad un disallineamento delle aspettative tra i venditori abituati a multipli elevati ed acquirenti sui quali grava il maggior costo del debito. Tra i settori più attrattivi per i private equity, si conferma il macro-comparto del Consumer Markets, con particolare attenzione al segmento del lusso.

Outlook 2024

Per il 2024 c'è un atteggiamento di cauto ottimismo per la ripresa dei controvalori nel settore dell'M&A, aspettativa supportata da diversi fattori: In prima istanza, la pipeline in termini di operazioni annunciate, ma non ancora finalizzate, risulta piuttosto rilevante aggirandosi intorno a €40 miliardi di controvalore; dal lato delle quotazioni il 2024 si prospetta come un anno particolarmente interessante grazie alla Pipeline che si è venuta a creare negli ultimi due anni per effetto della violenta stretta monetaria.

Con riferimento a quest'ultimo elemento, l'andamento di contrazione atteso dei tassi di interesse legato ad un ammorbidimento della politica monetaria permette di guardare al 2024 positivamente.

La maggiore facilità di accesso al credito potrebbe favorire la ripresa delle acquisizioni, con particolare riferimento a quegli acquirenti, come i fondi di Private Equity, che fanno maggiore utilizzo della leva finanziaria nelle loro operazioni.

Con riferimento alle condizioni dei tassi di interesse, dopo la pubblicazione dei dati sull'inflazione alla fine di novembre e la riunione di dicembre del Consiglio direttivo, le attese di riduzione dei tassi di riferimento implicite nei contratti swap sul tasso €STR si sono accentuate. I mercati si aspettano un ritmo molto sostenuto di diminuzione dei tassi di riferimento. Il primo taglio di 25 punti base è atteso per aprile; complessivamente si prevede un calo di circa 150 punti base entro la fine del 2024, con un tasso sui depositi presso la banca centrale previsto intorno al 2,5 % a dicembre del 2024.

Per quanto attiene le attese di inflazione, nello scenario previsivo dell'Eurosistema, anche in Italia l'inflazione scenderebbe marcatamente nel 2024; vi contribuirebbero sia le componenti di fondo sia quelle volatili.

Performance finanziaria del Gruppo

Il conto economico, nel 2023 ha registrato un utile netto consolidato incluse le minoranze pari a €16,8 milioni circa in diminuzione rispetto al 2022 del 3%.

La Capogruppo registra una quota di competenza dell'utile netto consolidato di €16 milioni in aumento (+5%) rispetto al 2022.

I ricavi netti del 2023 sono stati pari a €87,5 milioni, che si confrontano con €86,2 milioni registrati nel 2022 (2%).

Nella tabella seguente si riepiloga l'evoluzione dei ricavi netti per trimestre.

EVOLUZIONE DEI RICAVI NETTI PER TRIMESTRE

Gruppo EQUITA | Relazione sulla Gestione | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 31

Global Markets

Focus sul settore dei mercati finanziari

Il 2022 era stato un anno caratterizzato da eventi rilevanti che hanno modificato in maniera profonda il contesto macroeconomico e geopolitico internazionale. Nel 2023 persistono e continuano a condizionare il contesto le tematiche di:

  • Elevato costo del denaro;
  • Alti livelli di inflazione;
  • Prolungamento della guerra in Ucraina ed instabilità politica anche in oriente.
  • Instabilità in Medio Oriente dovuta ai rapporti di tensione israelo-palestinesi.

Nel corso del 2023 le politiche monetarie europee e statunitensi hanno continuato a percorrere la rotta dell'incremento del costo del denaro per contrastare l'inflazione. La FED, dopo un rialzo in maggio, ha aumentato il tasso di interesse di riferimento in luglio di 25 bps per poi lasciare invariati i tassi di riferimento (5,5%) per tre riunioni consecutive. La Fed ha quindi comunicato che l'orientamento della politica monetaria rimarrà restrittivo finché l'inflazione non tornerà su livelli compatibili con i propri obiettivi.

Nel 2023 il Consiglio direttivo della BCE ha aumentato di 50 bps i tassi di interesse ufficiali sia nella riunione di febbraio sia in quella di marzo mentre nelle riunioni di maggio, giugno, luglio e settembre ha aumentato di 25 bps i tassi di interesse di interesse ufficiali, portando a 4,50% l'incremento complessivo dallo scorso settembre. Anche la BCE, nelle riunioni di ottobre e dicembre, ha lasciato invariati i tassi di interesse di riferimento, ritenendo che, se mantenuti su tali livelli per un periodo sufficientemente lungo, possano fornire un contributo sostanziale al ritorno dell'inflazione all'obiettivo del 2%.

Il Consiglio inoltre ha deciso di ridurre gradualmente durante la seconda metà del 2024, fino ad azzerarli, i reinvestimenti dei titoli in scadenza acquistati nell'ambito del programma di acquisto di titoli pubblici e privati per l'emergenza pandemica.

Nell'area euro, l'inflazione al consumo è ancora scesa, ma quella di fondo è rimasta elevata. Nelle proiezioni degli esperti dell'Eurosistema l'inflazione al consumo si collocherebbe al 5,4% nel 2023 per poi scendere progressivamente al 2,7% nel 2024, al 2,1% nel 2025 e all'1,9% nel 2026.

Tra marzo e giugno il portafoglio del programma di acquisto di attività finanziarie (Asset Purchase Programme, APP) si è ridotto in media di 15 miliardi di euro al mese, per effetto del reinvestimento parziale del capitale rimborsato sui titoli in scadenza. A partire dallo scorso luglio sono terminati i reinvestimenti nell'ambito del programma di acquisto di attività finanziarie (Asset Purchase Programme, APP). Alla fine di dicembre il valore del portafoglio detenuto dall'Eurosistema nell'ambito del piano APP era di €3.026 miliardi. Il Consiglio ha confermato che il pieno reinvestimento del capitale rimborsato sui titoli in scadenza, nell'ambito del programma di acquisto di titoli pubblici e privati per l'emergenza pandemica (Pandemic Emergency Purchase Programme, PEPP), proseguirà invece almeno sino alla fine del 2024 e continuerà a essere condotto in maniera flessibile.

In giugno è scaduta parte dei finanziamenti erogati con la terza serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Targeted Longer-Term Refinancing Operations, TLTRO3); contestualmente le banche hanno effettuato rimborsi volontari. A fine dicembre, il totale dei fondi ancora detenuto dal sistema bancario è sceso a €392 miliardi (da 1.098) per l'area euro e a €137 miliardi (da 318) per l'Italia.

Per quanto attiene invece alle politiche di riduzione della dipendenza energetica e all'accelerazione della transizione verde, lo scorso febbraio il Consiglio della UE ha approvato il piano europeo REPowerEU. 19 Stati membri hanno presentato una richiesta di modifica del proprio piano nazionale di ripresa e resilienza, e dieci di essi hanno incluso un nuovo capitolo di misure per accedere ai fondi del programma REPowerEU. Nello stesso periodo sono state erogate nuove risorse per quasi €46 miliardi nell'ambito del Dispositivo per la ripresa e la resilienza, di cui €16,5 miliardi all'Italia. Dall'avvio del programma sono stati complessivamente distribuiti ai vari Stati membri della UE più di €220 miliardi.

Nei primi due mesi dell'anno, negli Stati Uniti, l'inflazione al consumo si è ridotta, beneficiando del calo nelle componenti più volatili; la flessione dell'inflazione di fondo è stata tuttavia più contenuta. La contrazione della dinamica inflativa negli Stati Uniti è proseguita collocando il tasso di inflazione di fondo al 3,9% a fine dicembre 2023. Tale andamento ha beneficiato principalmente del calo dei prezzi dei prodotti energetici.

In febbraio la dinamica dei prezzi è tornata a salire nel Regno Unito per poi ricontrarsi in aprile/maggio attestandosi ad agosto al 6,2% per poi chiudere in calo a dicembre a quota 5,1%. In Giappone l'incremento delle retribuzioni ha contribuito a sostenere i prezzi al consumo, ma l'inflazione di fondo rimane contenuta nel confronto internazionale (2,7% in novembre).

Per quanto attiene l'andamento dei mercati finanziari internazionali, dalla metà di gennaio le condizioni si sono inasprite, riflettendo le attese di un'intonazione più restrittiva delle politiche monetarie. Dalla fine della prima decade di marzo l'avversione al rischio e la volatilità sono repentinamente aumentate in seguito ai fallimenti di alcune

banche regionali negli Stati Uniti e alla crisi di Credit Suisse. Le banche centrali delle principali economie avanzate sono intervenute congiuntamente per fornire liquidità in dollari, aumentando da settimanale a giornaliera la frequenza delle linee di finanziamento in valuta. Le aspettative dei mercati sul percorso di rialzo dei tassi di riferimento statunitensi si sono marcatamente ridimensionate. Anche la volatilità implicita dei corsi azionari ha temporaneamente subito un brusco aumento e quella dei titoli di Stato americani è cresciuta in modo più pronunciato. Nel secondo trimestre le condizioni sui mercati finanziari internazionali si sono normalizzate. La volatilità dei rendimenti sui titoli di Stato statunitensi si è mantenuta elevata, benché sia di poco scesa dopo il raggiungimento dell'accordo per innalzare il limite al debito federale. L'euro è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al dollaro. Nel terzo trimestre le condizioni si sono nuovamente inasprite, rispecchiando la revisione da parte degli investitori delle attese di un rapido allentamento della politica monetaria. I rendimenti sui titoli pubblici sono aumentati nelle principali economie avanzate, in misura più marcata negli Stati Uniti; sono scesi i corsi delle azioni. La volatilità implicita resta contenuta nei mercati azionari, mentre si mantiene su livelli elevati in quelli obbligazionari. Nel quarto trimestre dell'anno le condizioni finanziarie sono divenute più distese. I rendimenti sui titoli pubblici a lungo termine sono scesi nelle principali economie avanzate. Vi hanno contribuito, dapprima, l'annuncio del Tesoro statunitense di un volume relativamente contenuto di emissioni di titoli a lungo termine e, successivamente, la diffusione di dati che indicano negli Stati Uniti una moderazione delle pressioni inflazionistiche maggiore delle attese. A ciò è corrisposta una revisione al ribasso delle aspettative dei mercati sia sui tassi ufficiali della Federal Reserve sia su quelli della BCE. Nonostante il deterioramento delle prospettive economiche globali, l'evoluzione dei corsi azionari nei principali paesi avanzati, così come la volatilità implicita nei prezzi delle opzioni nei mercati azionari e obbligazionari, ha beneficiato della riduzione dei rendimenti.

Con riferimenti al rapporto euro-dollaro, dopo una fase di stabilità durante il mese di ottobre, la revisione delle aspettative dei mercati sull'orientamento della Federal Reserve ha determinato un deprezzamento generalizzato del dollaro, anche rispetto all'euro.

In Italia, dopo un 2022 caratterizzato da un PIL sostanzialmente in ristagno, nei primi tre mesi del 2023 l'attività economica ha registrato un recupero, beneficiando della discesa dei corsi energetici e della normalizzazione delle condizioni di approvvigionamento lungo le catene del valore. In particolare, la crescita si è registrata nel settore delle costruzioni e della manifattura. Nel secondo trimestre la crescita del PIL si è sostanzialmente arrestata. L'attività è stata sostenuta dai servizi; la produzione manifatturiera è invece diminuita, frenata in particolare dall'indebolimento del ciclo industriale globale. Nel terzo trimestre l'attività è rimasta ancora debole sia nella manifattura sia nel terziario. Dal lato della domanda, l'andamento del PIL ha riflesso una sostanziale stazionarietà dei consumi e una diminuzione degli investimenti, riconducibile anche all'inasprimento delle condizioni di finanziamento. Nell'ultimo trimestre del 2023 il Pil italiano è rimasto sostanzialmente stazionario. La crescita del PIL è stata frenata dall'inasprimento delle condizioni creditizie, nonché dai prezzi dell'energia ancora elevati; i consumi hanno ristagnato e gli investimenti si sono contratti. L'attività è tornata a scendere nella manifattura, mentre si è stabilizzata nei servizi; è aumentata nelle costruzioni, che hanno continuato a beneficiare degli incentivi fiscali.

L'inflazione al consumo, dopo aver raggiunto un picco alla fine dello scorso anno, ha iniziato a ridursi riflettendo il marcato calo della componente energetica, anche l'inflazione di fondo mostra segni di indebolimento (4,5% in settembre in Europa) soprattutto nella componente dei beni – per la quale la trasmissione dello shock energetico si era aggiunta alle pressioni connesse con le difficoltà di approvvigionamento degli input non energetici – e anche in quella dei servizi.

Nel corso del primo trimestre l'inflazione armonizzata al consumo è progressivamente diminuita all'8,2% dal massimo del 12,6% raggiunto in autunno. Nel secondo trimestre la discesa è proseguita attestandosi a giugno a 6,7%. In settembre si è interrotto il calo dell'inflazione armonizzata al consumo, salita al 5,7% sui dodici mesi (dal 5,5% in agosto) chiudendo l'anno 2023 allo 0,5% sui dodici mesi, il valore più basso da gennaio del 2021.

Il calo tendenziale dei prezzi dei beni energetici si è accentuato, risentendo del confronto con quelli eccezionalmente elevati della fine del 2022 e della recente flessione delle quotazioni dei carburanti e delle bollette di elettricità e gas. La componente di fondo si è contratta nettamente, al 3%, dal picco raggiunto a febbraio del 2023 (5,5%); vi ha inciso il rallentamento dei prezzi dei servizi, in particolare di quelli alberghieri e di ristorazione, insieme all'ulteriore decelerazione di quelli dei beni industriali non energetici, specialmente dei durevoli. L'inflazione alimentare si è lievemente ridotta, pur restando elevata (5,5 %).

Le iniziative di politica monetaria intraprese a livello europeo hanno comportano anche in Italia un ulteriore peggioramento delle condizioni dei costi di funding.

I passati incrementi dei tassi ufficiali hanno continuato a trasmettersi al costo dei finanziamenti alle imprese e alle famiglie per l'acquisto di abitazioni. Tra febbraio e maggio il tasso di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie dell'area è salito di circa 70 punti base, al 4,6%, a settembre il tasso ha raggiunto quota 5%; quello sui prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni di 50 punti base, al 3,8%. Tra agosto e novembre il tasso di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie e quello sui nuovi mutui sono entrambi saliti di un decimo, rispettivamente al 5,2% e al 4,0%. La trasmissione degli impulsi di politica monetaria alle condizioni di finanziamento si è rilevata più forte di

quanto atteso sulla base delle regolarità storiche, anche per effetto dell'elevato rischio percepito dagli intermediari.

Dalla metà di gennaio le quotazioni azionarie sono aumentate progressivamente.

Le quotazioni azionarie erano salite significativamente in gennaio e, in misura minore, in febbraio, in seguito alla pubblicazione di dati sugli utili del quarto trimestre del 2022 superiori alle attese e di indicatori che segnalavano un rallentamento dell'economia meno marcato del previsto; le quotazioni del settore bancario erano anche state sostenute dalla crescita della redditività attesa. Dalla fine della prima decade di marzo, al dissesto di alcune banche statunitensi e di Credit Suisse sono seguiti un brusco aumento della volatilità e forti pressioni al ribasso sui corsi azionari, soprattutto nel comparto finanziario, che hanno pesato sull'andamento dei prezzi delle azioni. Il dissiparsi dei timori sulle condizioni del settore creditizio negli Stati Uniti e in Svizzera e, successivamente, la pubblicazione di utili superiori alle attese, soprattutto nel comparto finanziario e in quello tecnologico, hanno sospinto la crescita delle quotazioni azionarie nel secondo trimestre.

CORSI AZIONARI (dati giornalieri)

Indici generali e bancari Datastream.

A partire da metà luglio le quotazioni delle azioni in Italia e nell'area dell'euro sono complessivamente diminuite (del 1,2% e del 4,3% rispettivamente) risentendo dell'indebolimento dell'attività economica, delle prospettive del commercio internazionale e del permanere dei tassi di interesse ufficiali su livelli elevati più a lungo del previsto. Nel complesso i corsi del comparto bancario sono invece aumentati del 3,7 % in Italia e del 3,3% nell'area dell'euro, sostenuti dalle aspettative positive degli operatori, che prevedono una maggiore redditività legata anche al rialzo dei tassi di interesse ufficiali. All'inizio di agosto, successivamente all'annuncio da parte del Governo della tassazione di una quota dei profitti delle banche, si è verificato un calo delle quotazioni delle aziende di credito italiane; la riduzione è stata tuttavia temporanea, anche a seguito delle modifiche della misura che ne ridimensionano l'impatto.

Dalla prima decade di ottobre le quotazioni azionarie in Italia e nell'area dell'euro sono cresciute in modo netto, rispettivamente del 10,7% e del 7,4%, e la volatilità è rimasta contenuta. Il buon andamento del mercato azionario è stato favorito da una più alta propensione al rischio degli investitori, riconducibile alle attese di politiche monetarie meno restrittive nelle principali economie.

Le aspettative di una riduzione dei tassi di interesse ufficiali nel corso del 2024 hanno pesato soprattutto sulle valutazioni degli istituti di credito italiani, sulla cui redditività svolge un ruolo primario il margine di interesse. Tuttavia, tale effetto è stato più che compensato da utili superiori alle attese e dal miglioramento delle valutazioni formulate dall'agenzia di rating Moody's riguardo al merito di credito di diversi istituti. Nel complesso i corsi del comparto bancario hanno segnato un incremento del 13,4 % in Italia (del 8,1% nell'area). La valutazione positiva del settore da parte degli investitori è inoltre confermata dal rapporto tra valutazione di mercato e valore contabile delle azioni (price-to-book ratio), salito del 40% in Italia nel corso del 2023 (del 20% nell'area dell'euro). Da circa un anno questo rapporto si colloca in media per le banche italiane su un livello superiore rispetto a quello degli istituti di credito dell'area.

Il rendimento dei titoli di stato, sulla scadenza decennale, era fortemente aumentato nei primi mesi dell'anno, riflettendo i timori che i tassi di politica monetaria dell'area venissero innalzati su livelli più elevati e per un periodo più prolungato di quanto precedentemente previsto. Dalla fine della prima decade di marzo, il dissesto di alcune banche statunitensi e la crisi di Credit Suisse hanno messo in evidenza i rischi per la stabilità finanziaria connessi con il rapido e marcato aumento dei tassi di riferimento e hanno determinato bruschi cali dei rendimenti a livello globale. Nel complesso il rendimento dei titoli di Stato italiani è leggermente cresciuto, di 9 punti base, collocandosi alla fine del mese di luglio al 4,4% (segnando una crescita modesta nel secondo trimestre). Le condizioni del mercato sono state influenzate dalle aspettative sull'orientamento della politica monetaria in un quadro di incertezza sulla dinamica dell'inflazione, che resta ancora elevata, e sulle prospettive dell'attività economica, che rimangono deboli. L'allentamento delle tensioni nel settore bancario internazionale ha favorito un calo della volatilità implicita nei contratti derivati sul titolo di Stato decennale italiano, che è ritornata su valori di poco superiori a quelli prevalenti prima dell'avvio del ciclo di restrizione della politica monetaria nel dicembre 2021. Il differenziale di rendimento rispetto ai titoli pubblici tedeschi si è ridotto (di circa 10 punti base), portandosi a 172 punti; vi ha contribuito l'esito molto positivo dell'attività di collocamento in asta dei titoli italiani in giugno, che ha concorso all'attenuazione dei timori sulla capacità di rifinanziamento del debito pubblico. Anche il premio richiesto dagli investitori come remunerazione per il rischio che i titoli di Stato siano ridenominati in valute diverse dall'euro è diminuito (circa 50 punti), ben al di sotto del picco raggiunto alla metà del 2022; la riduzione è stata favorita dal rafforzamento della percezione di stabilità politica del Paese tra gli operatori di mercato. Nel terzo trimestre, il rendimento dei titoli di Stato italiani sulla scadenza decennale è significativamente aumentato rispetto alla prima decade di luglio – influenzato dal rialzo dei tassi ufficiali e dalle attese di un rallentamento dell'attività economica – collocandosi alla fine della prima settimana di ottobre al 4,9 %, con un incremento di oltre 50 punti base. Nel terzo trimestre il differenziale è aumentato di 31 punti base, portandosi all'inizio di ottobre a 203 punti base, il massimo dallo scorso dicembre. L'inversione di tendenza si è invece manifestata a partire dal mese di ottobre, in cui il rendimento dei titoli di Stato italiani sulla scadenza decennale ha avviato una costante contrazione (-120bps) si sono collocati, alla prima decade di gennaio, al 3,7% per cento.

Infine, i rendimenti delle obbligazioni, emesse sia dalle società non finanziarie sia emesse dagli istituti di credito sono saliti nel primo semestre di 43 e 39 bps rispettivamente, seppure in misura minore rispetto a quelli dell'area dell'euro (47 e 64 bps, rispettivamente). A partire dalla prima decade di luglio, i rendimenti delle obbligazioni delle società non finanziarie italiane e dell'area dell'euro sono cresciuti ulteriormente (+11 e +12 bps, rispettivamente). Allo stesso modo, i rendimenti delle obbligazioni bancarie sono saliti di 20 bps in Italia e di 9 bps nell'area dell'euro. Come per i rendimenti dei titoli di stato anche le obbligazioni emesse dalle società non finanziarie a partire da ottobre 2023 hanno registrato una contrazione significativa (-90bps) così come i rendimenti delle obbligazioni bancarie hanno segnato una flessione ancora più marcata (115 punti base in Italia e 90 nell'area), raggiungendo i minimi dall'estate del 2022. Questo andamento è legato soprattutto al calo dei tassi privi di rischio e, in misura minore, alla maggiore propensione al rischio degli investitori.

Nella prima parte dell'anno sono significativamente aumentate le emissioni nette di titoli obbligazionari in Italia da parte sia delle società non finanziarie sia delle banche (6,4 e 6,8 miliardi di euro, rispettivamente). Nel terzo trimestre invece, i rimborsi hanno superato le emissioni lorde per entrambi i settori; in particolare le banche hanno effettuato rimborsi netti che hanno più che compensato le elevate emissioni del trimestre precedente. Nel terzo trimestre del 2023 sia le società non finanziarie sia le banche italiane hanno effettuato rimborsi netti di titoli obbligazionari (per 1,1 e 5,2 miliardi di euro, rispettivamente). In particolare, le banche hanno fortemente ridotto le loro emissioni lorde a circa 10,5 miliardi, un valore molto contenuto nel confronto storico e superiore solo a quello del quarto trimestre del 2020, principalmente a seguito delle elevate emissioni del primo semestre. In autunno, secondo dati preliminari di fonte Bloomberg, le emissioni lorde delle banche sono tornate ad aumentare, riportandosi su livelli in linea con quelli dei trimestri precedenti, mentre le società non finanziarie hanno diminuito ulteriormente le loro emissioni di titoli obbligazionari.

ANDAMENTO DEL RENDIMENTO DEI TITOLI DI STATO DECENNALI E PREMIO PER IL RISCHIO

(dati giornalieri; punti base)

ANDAMENTO DEI RENDIMENTI DELLE OBBLIGAZIONI DI BANCHE E SOCIETÀ NON FINANZIARIE ITALIANE

(dati giornalieri; punti base)

Fonte: elaborazioni su dati Bloomberg, ICE Bank of America Merrill Lynch, ICE Data Derivatives UK ltd e Refinitiv. (1) Differenza tra il premio sul contratto CDS ISDA 2014 a 5 anni sul debito sovrano italiano e quello sul CDS ISDA 2003 di pari scadenza. Il regolamento ISDA 2014, rispetto a quello del 2003, offre una maggiore protezione nel caso di ridenominazione del debito sottostante. (2) Volatilità implicita nelle opzioni at the money con scadenza a un mese sul contratto futures sul titolo di Stato decennale italiano scambiato all'Eurex. Scala di destra.

(3) I dati si riferiscono ai rendimenti (a scadenza) medi di un paniere di titoli obbligazionari denominati in euro di banche e società non finanziarie italiane scambiati sul mercato secondario. Anche se il paniere contiene titoli di diversa scadenza, selezionati sulla base di un grado sufficiente di liquidità, la figura riporta per confronto il rendimento del BTP decennale, particolarmente

rappresentativo dei rendimenti offerti dai titoli di Stato italiani.

Gruppo EQUITA | Relazione sulla Gestione | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 35

Posizionamento di Mercato

Sulla base della consueta analisi statistica condotta da AMF Italia (Associazione Intermediari Mercati Finanziari, già ASSOSIM), nel 2023, la controllata Equita SIM ha registrato una quota di mercato in termini di controvalori intermediati sul mercato azionario in conto terzi pari a 7,4% (4° posto) sul totale dei volumi scambiati sul mercato italiano. Tale quota di mercato risulta in riduzione rispetto a fine 2022 (7,9%).

Anche per quanto riguarda i controvalori delle obbligazioni intermediate in conto terzi (sui mercati MOT, EUROMOT ed ExtraMOT), la controllata Equita SIM ha registrato una quota di mercato rilevante classificandosi al 4° posto (7,06%), in leggera contrazione rispetto a dicembre 2022 (8,61%).

Performance Economica

Il Gruppo ha visto un contributo da parte di tutti i settori di attività. Il Global markets ha operato in un contesto complesso e non facilmente prevedibile; tuttavia, la diversificazione dei settori di attività ha consentito di mantenere un'elevata marginalità anche per il 2023.

Nel 2023, i Ricavi Netti generati dalle attività di Trading che costituiscono il Global Markets, ammontano a €40,9 milioni in aumento del 10% rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2022 (€37,2 milioni).

All'interno del Global Markets, il risultato del desk direzionale in particolare ha beneficiato di una strategia accurata e basata su iniziative prudenti e solide. Nel corso dell'anno, il Client Driven e Market Making ha registrato una performance migliore del 2022 del 3% consolidando il suo ruolo centrale per l'area di GM. In controtendenza, invece la performance della negoziazione in conto terzi (-7%), penalizzata dai mercati erratici e caratterizzati da volumi ridotti. Da ultimo l'attività di directional trading, nel 2023 ha segnato il suo record storico degli ultimi 5 anni con ricavi netti pari a 7,4 milioni.

Di seguito si riporta l'analisi per prodotto – mercato del Global Markets.

Sales and Trading

Il trading istituzionale è stato condizionato dall'incremento dalla volatilità nella prima parte del periodo in esame e successivamente da una contrazione dei corsi azionari che ha favorito un atteggiamento più prudente e attendista degli investitori. Nel mese di giugno in particolare il mercato dei capitali ha registrato un andamento fortemente positivo, con l'indice FTSEMIB che ha chiuso in rialzo da inizio anno del 19,2% con uno stacco dividendi pari a 3,2%. La volatilità, invece, sia del VIX che quella implicita del FTSEMIB, è tornata sui minimi del mese di aprile posizionandosi in area 14%-15%. La bassa volatilità è l'espressione dei bassi volumi scambiati sui mercati nel corso di tutto il secondo trimestre. Nella seconda parte del 2023 l'indice principale della Borsa Italiana ha confermato la progressione maturata nella prima parte dell'anno. L'indice ha chiuso a quota 30.352 con un incremento del 28% rispetto al 2022, segnalandosi come il più performante tra i principali mercati mondiali. Tuttavia, la volatilità piuttosto contenuta ha penalizzato i volumi negoziati da Equita in conto terzi sul mercato domestico. Sui mercati esteri, Equita è riuscita a compensare parzialmente il citato andamento con volumi incrementali.

L'area di Retail Hub ha mantenuto il suo posizionamento di mercato intercettando il buon andamento negli scambi soprattutto grazie agli asset obbligazionari.

I ricavi netti del Sales & trading a dicembre 2023 si sono attestati ad € 19,6 milioni in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2022 di circa €1,5 milioni (-7%).

Client Related Business

I prodotti gestiti dai desk di proprietà ma di tipo Client Driven & Market Making, hanno proseguito il loro andamento positivo, grazie anche al maggiore appeal dei prodotti quali market making obbligazionario, Client Driven certificates e Derivatives, registrando ricavi netti pari a € 13,9 milioni rispetto a € 13,5 milioni dello stesso periodo del 2022.

Trading Direzionale

Come descritto in precedenza, il 2023 ha visto mercati finanziari in lenta crescita, nonostante il mese di marzo abbia registrato un breve terremoto a causa delle banche regionali in sofferenza (SVB e Credit Suisse) che hanno fatto temere una nuova crisi del settore. Le banche centrali sono scese in campo, come anche i governi americano e svizzero, per evitare effetti contagio indesiderati. La tempestività degli interventi ha ridato fiducia.

La performance del mercato italiano nei dodici mesi è stata complessivamente positiva. Nel primo trimestre, i settori che hanno sovra performato sono stati le materie prime (+25,9%), le telecomunicazioni (+30,9%) e le tecnologie che hanno segnato un +41,7%. Nel secondo e terzo trimestre tutti i settori hanno mantenuto vigore, in particolare, hanno segnato crescite a doppia cifra il settore dei beni di consumo, dei servizi, delle materie prime ed il settore finanziario. Nell'ultima parte dell'esercizio tutti i settori si sono attestati in territorio positivo con la ripresa del settore Consumer Services +42.1%, del Basic Materials +33.8%, dei Financials +32.4% e del Technology +31.8%. Di converso i volumi scambiati sono risultati in diminuzione dopo il periodo delle novestrali, mentre in leggero aumento l'interesse in acquisto sui settori Mid e Small Cap.

In termini di strumenti quotati come Specialist - liquidity provider, Equita quota oltre 2.600 strumenti. La controllata ha agito come market maker per le obbligazioni societarie, i certificati e altri strumenti quotati sui mercati MOT, SeDeX, EuroTLX, Vorvel e Hi-Cert.

Equita ha altresì svolto il ruolo di operatore incaricato per conto di n.7 SGR all'interno del mercato dei fondi aperti.

I ricavi netti delle attività di trading direzionale ammontano al 31 dicembre 2023 ad €7,4 milioni che si confrontano con €2,7 milioni registrati nello stesso periodo del 2022 (+176%).

Nel risultato gestionale del desk della proprietà rientrano anche gli interessi lordi al costo ammortizzato (pari a €2,2 milioni circa) maturati sul portafoglio di investimento costituito nel mese di settembre 2022 e gli interessi derivanti dall'acquisto dei crediti sul mercato secondario per "bonus 110%" per € 0,2 milioni.

Investment Banking

Equita è la prima banca d'investimento indipendente per dimensione in Italia. Il team, composto da professionisti altamente qualificati, di comprovata esperienza e con un know-how multidisciplinare, offre una gamma completa di servizi a imprese, clienti istituzionali e investitori. La posizione di indipendenza di Equita, dovuta all'assenza di finanziamenti a imprese e di partecipazioni azionarie rilevanti, combinata con la leadership nei mercati dei capitali e le competenze del team di Ricerca, permettono di supportare i clienti in qualsiasi settore e nell'ambito di qualsiasi operazione finanziaria, coinvolgendo società quotate, private e istituzioni finanziarie. Equita negli anni ha costantemente ampliato la gamma di servizi offerti, grazie anche all'ingresso di numerose risorse senior dedicate a nuovi prodotti, e ha migliorato significativamente il proprio posizionamento sul mercato.

L'operatività è suddivisa in tre macro aree, tutte coordinate e altamente sinergiche tra loro:

  • Equity Capital Markets, Debt Capital Markets e Debt Advisory;
  • M&A Advisory;
  • Corporate Broking.

Focus sul settore dell'Investment Banking

In un contesto geopolitico complesso, segnato dalla prosecuzione del conflitto russo-ucraino e dallo scoppio della guerra israelo-palestinese, unitamente ad un progressivo innalzamento dei tassi di interesse, il mercato M&A ha mostrato segnali di debolezza in Italia, con particolare riferimento al controvalore delle operazioni realizzate, per la limitata presenza di "grandi deal". I mercati dei capitali, pur risentendo del difficile contesto di mercato, hanno mostrato una maggiore tenuta, sia sul fronte Equity Capital Markets che, soprattutto, sul fronte Debt Capital Markets.

Il controvalore complessivo delle operazioni di Equity Capital Markets realizzate sul mercato Euronext Milan (EM) ha registrato un moderato incremento, passando da €5,7 miliardi nel 2022 a €6,3 miliardi nel 2023 (+10%), a fronte di un incremento più sostenuto del numero di operazioni passate da 13 nel 2022 a 21 nel 2023. La crescita è principalmente attribuibile all'emissione di 5 prestiti obbligazionari convertibili (per un controvalore di €2,5 miliardi), che si confronta con un 2022 privo di tali operazioni. Qualora non considerassimo i prestiti obbligazionari convertibili, il mercato registrerebbe un calo del 35% in termini di controvalore.

Le IPO sul mercato Euronext Milan sono raddoppiate in termini di controvalore, passando da €0,6 miliardi nel 2022 a €1,2 miliardi nel 2023, a fronte dello stesso numero di operazioni (3 nel 2022 e nel 2023). In aggiunta, nel 2023 è stata realizzata un'operazione Fully Marketed (c.d. re-IPO) per un controvalore di €0,3 miliardi. Nel 2023 le operazioni di ABB sono leggermente aumentate rispetto al 2022, sia in termini di controvalore (€1,7 miliardi nel 2023 rispetto a €1,5 miliardi nel 2022) che di numero di operazioni (7 nel 2023 rispetto a 6 nel 2022). Tuttavia, nel 2023 si è verificata una significativa contrazione del controvalore delle operazioni di aumento di capitale, passati da €3,6 miliardi del 2022 a €0,6 miliardi del 2023, a fronte di una sostanziale stabilità del numero di operazioni (da 4 nel 2022 a 5 del 2023).

CONTROVALORE E NUMERO DI EMISSIONI - EM

Fonte: Dealogic

Sul mercato Euronext Growth Milan (EGM) le operazioni di IPO, categoria che rappresenta circa il 94% delle operazioni di Equity Capital Markets nel 2023, hanno registrato una significativa contrazione in termini di controvalore, passato da €0,9 miliardi del 2022, di cui €0,7 miliardi relativi ad una sola IPO, a €0,2 miliardi del 2023. A fronte della riduzione in termini di controvalore, si è verificato un incremento del numero di operazioni, passate da 26 del 2022 a 32 del 2023. Ne consegue che il controvalore medio delle operazioni di IPO realizzate sul mercato EGM è sceso da €34,8 milioni a €6,5 milioni (-81,3%). Si rileva che 25 IPO su 32 del 2023 hanno registrato un controvalore di offerta inferiore a €10 milioni.

CONTROVALORE E NUMERO DI EMISSIONI - EGM

Fonte: Dealogic

Nel 2023 il Debt Capital Markets ha registrato un significativo aumento delle emissioni corporate, sia in termini di controvalore, che è passato da €24,4 miliardi nel 2022 a €31,1 miliardi nel 2023, sia in termini di numero di emissioni, passato da 39 nel 2022 a 54 emissioni nel 2023. Il segmento delle operazioni investment grade - il più grande in termini di controvalore e pari al 70% delle emissioni – ha registrato un aumento del 9%, passando da € 19,9 miliardi del 2022 a €21,7 miliardi del 2023. La progressiva crescita dei tassi ha attirato l'interesse degli investitori anche verso emissioni high yield che, passando da un controvalore di €3,0 miliardi nel 2022 a €8,7 miliardi nel 2023, ha contribuito in modo rilevante alla crescita del mercato nel 2023.

CONTROVALORE E NUMERO DI EMISSIONI CORPORATE DEBT - MERCATO ISTITUZIONALE Controvalore e numero di emissioni Corporate Debt

Posizionamento di Mercato

Equity Capital Markets

Con riferimento alle operazioni di Equity Capital Markets, nel 2023 Equita si è resa protagonista di un anno particolarmente positivo, consolidando il proprio ruolo di leading ECM franchise sul mercato domestico con 20 operazioni effettuate:

  • Co-manager per la quotazione di Lottomatica sul mercato Euronext Milan per un controvalore di €690 milioni;
  • Equity Capital Markets Advisor per l'Aumento di Capitale di BF sul mercato Euronext Milan per un controvalore di €300 milioni;
  • Joint Bookrunner per la quotazione di Ferretti Group sul mercato Euronext Milan per un controvalore di €292 milioni;
  • Joint Global Coordinator e Joint Bookrunner per la quotazione di Italian Design Brands sul mercato Euronext Milan per un controvalore di €70 milioni;
  • Joint Global Coordinator, Joint Bookrunner ed Euronext Growth Advisor per la quotazione di Sbe-Varvit sul mercato Euronext Growth Milan per un controvalore di €25 milioni
  • Sole Global Coordinator, Joint Bookrunner ed Euronext Growth Advisor per la quotazione di Gentili Mosconi sul mercato Euronext Growth Milan per un controvalore di €23 milioni;
  • Sole Global Coordinator, Sole Bookrunner ed Euronext Growth Advisor per la quotazione di Ecomembrane sul mercato Euronext Growth Milan per un controvalore di €15 milioni;
  • Joint Bookrunner per la RABB avente ad oggetto azioni ordinarie Banca Popolare di Sondrio per un controvalore di €236 milioni;
  • Joint Bookrunner nell'Accelerated Bookbuilding avente ad oggetto azioni Interpump per un controvalore di €80 milioni;
  • Sole Bookrunner per la RABB di Tamburi Investment Partners per un controvalore di €13 milioni;
  • Joint Bookrunner dell'aumento di capitale di Racing Force Group per un controvalore di €10 milioni;
  • Sole Bookrunner per la RABB di Defence Tech per un controvalore di €7 milioni;
  • Listing Agent per il translisting di CY4Gate e Digital Value dal mercato Euronext Growth Milan al mercato Euronext Milan;
  • Intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni per l'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria avente ad oggetto le azioni Net Insurance per un controvalore pari a €174 milioni;
  • Intermediario Incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni per le offerte pubbliche di Fonte: Dealogic

acquisto volontarie e totalitarie aventi ad oggetto strumenti finanziari KME Group per un controvalore di €158 milioni;

  • Intermediario Incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni per l'offerta pubblica di acquisto avente ad oggetto azioni Nice Footwear per un controvalore pari a €14 milioni;
  • Intermediario Incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni per l'offerta pubblica di acquisto parziale avente ad oggetto azioni proprie REVO Insurance per un controvalore pari a €6,4 milioni;
  • Consulente finanziario e Intermediario Incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni per l'offerta pubblica di acquisto parziale avente ad oggetto azioni proprie Openjobmetis per un controvalore pari a €6 milioni;
  • Intermediario Incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni per l'offerta pubblica di acquisto parziale avente ad oggetto strumenti finanziari partecipativi Astaris per un controvalore pari a €2 milioni.

Debt Capital Markets, Debt Advisory e Debt Restructuring

Anche per quanto riguarda le operazioni di Debt Capital Markets, nel 2023 Equita si è contraddistinta rappresentando la sola istituzione non bancaria che ha avuto un ruolo di primo piano nell'emissione di corporate bonds ed altre operazioni, tra le quali:

  • Collocatore per l'emissione del prestito obbligazionario senior unsecured da € 2.000 milioni di ENI, riservato agli investitori retail in Italia;
  • Collocatore per l'emissione del prestito obbligazionario senior unsecured da € 2.000 milioni di CDP, riservato agli investitori retail in Italia;
  • Joint Bookrunner e Joint Lead Manager per l'emissione del prestito obbligazionario senior unsecured da €500 milioni di AMCO;
  • Joint Lead Manager per l'emissione del prestito obbligazionario social senior preferred da €500 milioni di Iccrea Banca;
  • Placement Agent e Joint Bookrunner per l'emissione del prestito obbligazionario senior unsecured da €200 milioni di Maire Tecnimont;
  • Placement Agent per l'emissione del green bond senior unsecured da €170 milioni di Alerion Clean Power;
  • Placement Agent per l'emissione del prestito obbligazionario senior unsecured da €120 milioni di Carraro.
  • In aggiunta, Equita ha svolto il ruolo di Debt Advisor di Clessidra Private Equity nell'ambito dell'acquisizione di Everton e ha promosso l'iniziativa del Basket Bond Tech, il programma da 100 milioni di euro – insieme a Cassa Depositi e Prestiti e Mediocredito Centrale – dedicato a

società appartenenti al settore del digitale e a progetti di innovazione tecnologica, che a partire da agosto 2023 ha già visto la chiusura delle prime tre emissioni.

Mergers and Acquisitions

Nel 2023 Equita ha assistito numerosi gruppi industriali e finanziari nell'ambito di operazioni di M&A, avendo svolto, tra l'altro, il ruolo di:

  • Consulente finanziario degli Amministratori Indipendenti di DeA Capital nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto promossa dalla famiglia De Agostini;
  • Consulente finanziario degli Amministratori Indipendenti di Prima Industrie nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto promossa da Alpha Private Equity e Peninsula;
  • Consulente finanziario di Naturalia Tantum nell'ambito delle acquisizioni di Harbor, Zeca e L'Amande;
  • Consulente finanziario di Atlantia nelle valutazioni sulla struttura del gruppo a seguito dell'offerta pubblica di acquisto promossa da Edizione e Blackstone;
  • Consulente finanziario del Consiglio di amministrazione di Fondazione CDP nell'ambito della cessione del 49% del capitale sociale di Arbolia a Snam;
  • Consulente finanziario del Comitato Parti Correlate di ACEA nell'ambito di un progetto di economia circolare;
  • Consulente finanziario degli azionisti di Investindesign, holding che controlla Italian Design Brands, nella cessione di una partecipazione pari al 50,7% di Investindesign a Tamburi Investment Partners;
  • Consulente finanziario del Ministero dell'Economia e delle Finanze nell'ambito della cessione a Lufthansa di una quota in ITA;
  • Consulente finanziario di Farmagorà Holding nell'ambito dell'ingresso di Narval e Sogegross nel capitale della stessa;
  • Consulente finanziario di Sec Newgate nell'ambito dell'ingresso di Investcorp Holdings nel capitale della stessa;
  • Consulente finanziario di Dentressangle Capital nell'acquisizione di Dietopack;
  • Consulente finanziario di Unieuro nell'acquisizione di Covercare;
  • Consulente finanziario di Progressio nella cessione di Garda Plast a Valgroup;
  • Consulente finanziario degli Amministratori Indipendenti di TIM nell'ambito della cessione a KKR degli asset infrastrutturali di rete fissa;
  • Consulente finanziario di The Social Hub nell'ingresso nel capitale sociale di Talent Garden;
  • Consulente finanziario degli Amministratori Indipendenti di Servizi Italia nell'ambito della tentata offerta pubblica di acquisto promossa da Cometa S.r.l.;

  • Consulente finanziario di Nexi nell'acquisizione delle attività di merchant acquiring di Sparkasse e Civibank.

  • A tali operazioni si aggiungono quelle poste in essere dalla controllata Equita K-Finance. Tra le operazioni più rilevanti:
  • Consulente finanziario degli azionisti di Optoplast nella cessione del 70% del capitale sociale a Star Capital SGR;
  • Consulente finanziario di Caleffi nell'acquisizione del 30% del capitale sociale di Mirabello Carrara;
  • Consulente finanziario di Customs Support Group/ Castik Capital nell'acquisizione di Errek;
  • Consulente finanziario degli azionisti di Fonderia Boccacci nella cessione di una quota di maggioranza a Consilium Private Equity;
  • Consulente finanziario degli azionisti di CSO Pharmitalia nella cessione del 100% del capitale sociale di Educom ad una multinazionale attiva nella fornitura di analisi e servizi di consulenza per l'industria farmaceutica;
  • Consulente finanziario di Clessidra Private Equity nell'acquisizione di Everton;
  • Consulente finanziario del Gruppo Sotralu, partecipato da Bridgepoint in qualità di azionista di maggioranza, nell'acquisizione del 100% del capitale sociale di FR Accessories;
  • Consulente finanziario di Plast.Met nella cessione al Gruppo Decorluxe;
  • Consulente finanziario di Epta nell'acquisizione delle attività di refrigerazione di HEIFO;
  • Consulente finanziario degli azionisti di RS Service nella cessione del 70% del capitale sociale a CVA Smart Energy, veicolo controllato dal Gruppo CVA;
  • Consulente finanziario della famiglia De Girolamo nella cessione del 90% del capitale sociale di Lotras a CFI, società controllata al 92,5% dal fondo infrastrutturale F2i;
  • Consulente finanziario di Tecnoplast nella cessione di una quota di maggioranza a DeA Capital Alternative Funds;
  • Consulente finanziario di Rosa Sistemi nella cessione a The Timken Company;
  • Consulente finanziario degli azionisti di Vip Air Empowerment nella cessione a Multi-Wing;
  • Consulente finanziario del Gruppo Fontana nell'acquisizione della società francese Intermetal dal Gruppo Chausson Matériaux SAS;
  • Consulente finanziario di Ricami NBM nella cessione del 80% al Gruppo SNG, controllato da Star Capital;
  • Consulente finanziario di Chiorino Technology nella cessione di una quota di minoranza del 20% a G.M. Leather.

Attività di Corporate Broking e Specialist

L'attività di Corporate Broking ha continuato a rappresentare un'area strategica, soprattutto in termini di cross-selling e cross-fertilization di altri prodotti e servizi di Investment Banking. Nel corso del 2023 il numero di mandati di Corporate Broker e di Specialist ha registrato un leggero incremento.

Performance Economica

Il contesto di mercato ha condizionato l'andamento della linea di business Investment Banking che nel periodo in esame ha registrato ricavi netti pari a €36,3 milioni, in calo del 12% rispetto ai ricavi netti di €41,3 milioni dell'esercizio 2022. Occorre ricordare che il 2022 aveva visto la realizzazione di un'operazione particolarmente rilevante; al netto di tale operazione, il risultato dell'area nel 2023 risulta cresciuto del 17%.

Alternative Asset Management

Focus sul settore dell'alternative asset management

Analizzando il contesto di mercato in cui opera l'area, secondo dati più recenti di fonte Assogestioni, l'industria italiana del risparmio gestito archivia il 2023 con un valore di patrimonio pari a euro 2.338 miliardi, dopo un balzo di +euro 114 miliardi dal dato a fine settembre mentre da inizio anno la racconta netta risulta negativa per €49.6 milioni.

Il terzo trimestre aveva confermato il rallentamento segnato nei primi trimestri dell'anno. In particolare, la raccolta netta è stata pari a -€15,2 miliardi, mentre le masse gestite si sono attestate a fine settembre a €2.224 miliardi. Il quarto trimestre ha confermato questo andamento con ulteriore raccolta netta di €15,4 milioni. I deflussi hanno interessato in particolare i fondi aperti (-€8,5 miliardi) e le gestioni di prodotti assicurativi (-€11,7 miliardi).

In particolare, i fondi aperti, nel corso del quarto trimestre hanno visto masse in aumento di circa €60 miliardi, per l'effetto combinato di tre diversi flussi: la raccolta netta, negativa per 8,5 mld euro, un effetto mercato di quasi il 5% che vale quasi 50 mld euro e infine un effetto perimetro, per l'ingresso nella segnalazione statistica di un nuovo gruppo di gestione.

La nota positiva è stata fornita dal dato sui fondi chiusi che hanno attratto €2,28 miliardi negli ultimi tre mesi dell'anno, in particolare quelli mobiliari che investono in strumenti di emittenti non quotati.

Di seguito si riepiloga l'andamento degli Asset in gestione dell'area AAM del Gruppo Equita.

AUM IN GESTIONE

Gli Assets under Management considerano il naturale decalage nelle masse dei fondi alternativi di private debt dovuto ai rimborsi degli investimenti.

Si precisa che al 31 dicembre 2023, il 27% degli AuM gestiti dal Gruppo Equita è compliant con la normativa SFDR ex Art. 8 (prodotti con caratteristiche di sostenibilità). Escludendo in fondi in delega da terzi la proporzione dei fondi compliant con l'Articolo 8, gestiti dal team di AAM, sale al 70% circa.

Posizionamento di Mercato

Portfolio Management

Alla fine del 2023 gli asset del portfolio management sono pari a €546 milioni, rispetto ai € 557 milioni di fine 2022 perché l'effetto della performance positiva dei mercati (FTSEMIB +19,2%, FTSEMID CAP +13,1%, Eurostoxx600 +12,7%) è stata compensata dall'impatto degli outflows (che stimiamo pari €-60 milioni).

Gli outflows sono esclusivamente da attribuire ai fondi target date (€-80 milioni), considerato che il flusso netto per le gestioni patrimoniali è stato positivo per circa €+20 milioni.

Il team gestisce in delega tre linee patrimoniali a benchmark, due fondi flessibili con limite di VAR, tre fondi interni dedicati sottostanti le polizze vita (un terzo fondo interno è al momento inattivo a valle del riscatto dell'unica polizza investita in tale comparto) di un importante gruppo europeo ed infine fornisce consulenza per una linea azionaria europea a benchmark.

La performance lorda media delle tre GPM, ponderata per gli AUM, nel 2023 è stata positiva in termini assoluti (+18,2%) e superiore di 225 bps rispetto a quella del benchmark.

Il fondo flessibile Euromobiliare Equity Mid Small Cap ha registrato nello stesso periodo una performance positiva (+5%), da ritenere soddisfacente alla luce dell'andamento dell'asset class di riferimento (mid small cap) e dell'esposizione azionaria media del fondo imposta dal limite di VAR.

Il fondo Euromobiliare Equity Selected Dividend ha registrato una performance YTD netta positiva (+9%). Solo in termini di confronto, l'ETF Euro Dividend Aristocrats, che segue una strategia identica ma è fully invested, ha registrato una performance di +18,3% (dall'esordio del fondo le performance sono rispettivamente 1,3% e +1,2%).

Le polizze vita, il 2023 si è chiuso con una performance del profilo Medium del +2.4% e quella del profilo High del +8.2%. Alla data di liquidazione delle posizioni (19 dicembre) a valle del riscatto dell'unica polizza con profilo Low, la linea ha registrato una performance YTD del +3.2%.

Infine, la linea azionaria europea oggetto di advisory evidenzia una performance netta YTD positiva del +10,2% in termini assoluti e superiore di 62 bps rispetto al benchmark. Dall'inizio della nostra attività (2 gennaio 2021) la performance assoluta e relativa annualizzata è rispettivamente+6,9% e +1,6%.

Gruppo EQUITA | Relazione sulla Gestione | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 41

Private Debt

L'anno 2023 è stato caratterizzato da crescenti turbolenze a livello geopolitico e, per la maggior parte del periodo, da continue pressioni inflazionistiche con conseguente rialzo repentino dei tassi di interesse fino al mese di luglio. Infatti, questa situazione ha impattato negativamente le attività di M&A, in particolar modo le operazioni di grandi dimensioni, mentre il mercato di riferimento del private debt di Equita c.d. lower mid-market ha continuato ad essere dinamico, soprattutto nel corso del secondo semestre, offrendo un consistente e crescente numero di opportunità d'investimento agli operatori di private debt; tuttavia, per le incertezze di mercato di cui sopra, l'attività di fundraising ha subito un rallentamento.

Durante questo periodo, il team di gestione si è concentrato in modo particolare sull'analisi delle opportunità di investimento proposte dagli operatori di private equity, sul monitoraggio degli investimenti in essere nonché sul premarketing del terzo fondo di private debt.

Con riferimento al fondo EPD II, nel corso del 2023 sono stati finalizzati quattro nuovi investimenti: (i) un investimento senior nel mercato tedesco per euro 15 milioni in uno dei principali produttori e distributori - attraverso i canali retail - tedeschi dei prodotti da forno; (ii) un investimento pari a euro 15 milioni, in un prestito obbligazionario senior secured strutturalmente subordinato emesso dalla holding di una società attiva nella produzione di pizza, pinsa e altri prodotti da forno surgelati e (iii) un investimento pari a Euro 21,0 milioni, in un prestito obbligazionario senior secured strutturalmente subordinato emesso dalla holding di un produttore italiano di macchine piegatubi e sagomatubi, oltre ad Euro 2,5 milioni nel capitale sociale della medesima; (iv) un investimento pari a euro 9,1 milioni, in un prestito obbligazionario emesso dalla holding di un gruppo leader in Italia nella progettazione, produzione, installazione e manutenzione dei sistemi di distribuzione del gas medicale. Nel corso dell'esercizio è inoltre stato interamente rimborsato il prestito obbligazionario di complessivi euro 15 milioni emesso da una società leader in Italia nell'economia circolare.

Per quanto riguarda EPD, invece, il Team di gestione ha proseguito con le attività di monitoraggio e la strategia di valorizzazione del portafoglio esistente in un'ottica di exit.

Per quanto riguarda il terzo fondo di private debt (EPDIII), nel mese di dicembre è stata avviata la fase di commercializzazione con un primo closing previsto entro il primo semestre 2024.

Nella tabella seguente si espone la composizione degli investimenti dei fondi di private debt attualmente in gestione.

EPD + EPD II

Nella tabella seguente si espone la composizione degli investitori dei fondi attualmente in gestione di private debt in corrispondenza del final closing

COMPOSIZIONE DEGLI INVESTITORI PD

Private Equity

Nel corso del 2023, il team di private equity ha concluso la raccolta del Fondo e ha proseguito le attività e di investimento del fondo Equita Smart Capital – ELTIF (nel seguito anche il "Fondo").

La fase di raccolta del fondo si è conclusa il 30 giugno 2023 con un ammontare raccolto pari complessivamente a euro 98.5 milioni.

Per quanto riguarda l'attività di investimento, il team ha proseguito gli acquisti di Strumenti di Public Debt e di Public Equity in linea con la strategia di investimento e coerentemente con quanto deliberato dall'Investment Committee del Fondo. Si segnala che Il 18 luglio 2023 è stato firmato un accordo per la trasformazione dell'investimento nella società Digital360 S.p.A., già nel portafoglio degli investimenti di Public Equity, in un investimento di Private Equity, DIGITAL 360 è un gruppo che ha l'obiettivo di affiancare le aziende private e le pubbliche amministrazioni nel loro percorso di digitalizzazione, divenendo una sorta di market place tra i tech buyers e i tech vendor. L'operazione, in coinvestimento con il management team

della Società e un veicolo di Tree Hills Capital Partners (gestore internazionale di fondi di private equity) ha previsto un aumento di capitale a supporto dell'operazione di OPA e conseguente delisting di Digital 360 da Borsa Italiana. L'investimento tecnicamente è stato effettuato con il conferimento delle azioni quotate già possedute dal Fondo e attraverso due successivi ulteriori aumenti di capitale, l'ultimo dei quali effettuato il 18 ottobre 2023, che hanno portato il Fondo a detenere una partecipazione pari ad Euro 6,1 milioni nella holding che possiede il 100% di Digital360 S.p.A.. Nell'ambito del Private Equity, sono inoltre proseguite le attività finalizzate alla valorizzazione degli investimenti attualmente in portafoglio e alla ricerca di nuove opportunità di investimento. In particolare il team PE ha in corso negoziazioni avanzate con alcune specifiche società che presentano buone redditività e significativi tassi di crescita, attive nei seguenti settori: a) produzione conto terzi di scarpe per il settore del lusso/moda; b) produzione e commercializzazione di impianti di raccolta e differenziazione per il recupero e riciclo dei rifiuti urbani; C) produzione e commercializzazione di ricambi "rigenerati" per il settore automotive. Obiettivo concreto del Team è quello di concludere due ulteriori operazioni di private equity entro il primo semestre del 2024.

COMPOSIZIONE DEGLI INVESTITORI DI PE

Performance Economica

L' Alternative Asset Management, nel periodo che chiude al 31 dicembre 2023, ha registrato ricavi netti per €10,4 milioni circa (+34% rispetto al 2022), di cui management fees per €6,9 milioni in crescita rispetto allo stesso periodo del 2022 (+6%).

Analizzando le performance per prodotto, il Portfolio Management, ha registrato ricavi netti pari a €2,5 milioni in sostanziale pareggio rispetto allo scorso esercizio, nonostante la contrazione delle masse (€546 milioni nel 2023 rispetto a €557 milioni a fine 2022), generata dagli outflows netti, stimati pari a €80 milioni, dei fondi in delega chiusi in ingresso e non interamente compensati dalla performance del mercato. Di converso, il flusso netto delle gestioni patrimoniali è stato positivo per circa € 20 milioni.

Il Private Debt Management ha visto management fees diminuire del 15% (€2,8 milioni nel 2023 rispetto a €3,4 milioni nel 2022), per due effetti:

  • riconoscimento di fees di equalizzazione nel primo semestre 2022 da parte di EPD II per €0,9 milioni circa.
  • riduzione one-off delle fee per €0,34 milioni nel terzo trimestre 2022 a fronte dell'ingresso di un primario investitore istituzionale che ha potenziato la platea di investitori.
  • A tale andamento si contrappongono i risultati degli investimenti immobilizzati che hanno generato ricavi netti per €4 milioni in aumento significativo rispetto a dicembre 2022 il cui valore ammontava a €1,4 milioni.
  • Per effetto combinato del risultato generato dalle management fees e dalle plusvalenze degli investimenti il risultato dell'area risulta in crescita del 44% rispetto al 2022.

Il Private Equity Management ha registrato commissioni in crescita del 159% (€1,6 milioni a dicembre 2023 rispetto a €0,6 milioni del 2022). Il 30 giugno 2023 si è conclusa la raccolta di Equita Smart Capital – ELTIF per un ammontare complessivamente pari a circa € 98.5 milioni. Il fondo ha quindi riconosciuto commissioni di equalizzazione per € 0,4 milioni.

Sul fronte degli investimenti il team continua a lavorare sullo sviluppo della pipeline e sull'impiego delle risorse raccolte suddivise tra 3 investimenti di private equity, di cui 2 chiusi nel 2022 e uno nel 2023, sei posizioni in titoli di public equity e diversi investimenti di tesoreria in titoli di public debt.

A dicembre 2023, Equita ha chiuso l'operazione di Club deal con masse in gestione di €12 milioni circa.

Nel corso del periodo in esame è stato costituito il team Green Infrastructure Management per la realizzazione del nuovo fondo EGIF. Il team ha posto in essere le attività necessarie alla commercializzazione del fondo ed ha avviato le prime interlocuzioni con diversi potenziali investitori istituzionali di grande rilievo. Il primo closing del fondo è previsto nel primo trimestre 2024. Con riferimento alla pipeline, il team ha identificato oltre 30 progetti disponibili per le operazioni di investimento.

A fine 2023, il 27% dei fondi gestiti da Equita risultava essere classificato ex articolo 8 SFDR.

Gruppo EQUITA | Relazione sulla Gestione | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 43

Team di Ricerca

Nel 2023, il Research Team ha pubblicato 478 ricerche (studi monotematici e settoriali) oltre a una serie di prodotti di periodicità giornaliera, settimanale o mensile. Il team ha organizzato n. 135 eventi tra società quotate e investitori istituzionali. Sono state inoltre organizzate da Equita conferenze dedicate ai seguenti temi: titoli infrastrutturali, settore utilities, Engineering & Construction, titoli europei, Digital & Innovation Conference, Bond Conference e Italian Champions (Parigi, Londra, Francoforte e Milano). Il ruolo della ricerca finanziaria, in particolare nel segmento azionario, è fondamentale per la generazione di idee e proposte di allocazione degli investimenti a favore degli investitori istituzionali, italiani e internazionali. Anche nel 2023, il team di ricerca ha confermato il suo posizionamento ai vertici delle principali classifiche di valutazione della qualità della ricerca stilate da Institutional Investor.

Risorse Umane e Spese per il Personale

Nel 2023, il numero di risorse del Gruppo è cresciuto passando da 188 di fine anno a 195, a cui si aggiungono le risorse in stage.

In termini di sostegno alla crescita professionale, il Gruppo offre una vasta gamma di corsi di sviluppo di soft skills e tecnici volti a mantenere elevato il livello di competenze e ad allargare il paniere di conoscenze. Il Gruppo è da sempre attivo con iniziative specifiche finalizzate a promuovere un ambiente di lavoro piacevole e produttivo.

Con riferimento al lavoro da remoto la percentuale di adesione nel 2023 è in media paria 7% in linea con lo scorso esercizio.

Il costo complessivo del personale nel 2023 si è attestato a € 41,9 milioni circa, in diminuzione del 1% rispetto allo stesso periodo del 2022 a cui concorreva per la parte variabile, in modo rilevante, la controllata Equita k Finance.

La componente variabile del periodo è risultata in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2022 per effetto della contrazione dei ricavi, in particolare sulla controllata Equita k Finance per effetto della citata operazione considerevole. Occorre precisare che tale variazione non include l'effetto della monetizzazione del piano in opzioni con termine del vesting nel 2023 per circa €0,3 milioni al netto dell'effetto fiscale.

Il costo fisso del personale risulta in aumento del 9% per effetto dell'incremento del numero di risorse, prevalentemente senior, e delle progressioni di carriera intervenute a partire dalla seconda parte del 2022.

Il comp/revenues ratio al 31 dicembre 2023 ha chiuso quindi pari al 48%, esclusa la monetizzazione del piano in opzioni, in lieve diminuzione (1 punto percentuale) rispetto allo scorso esercizio concorrendo diversamente le diverse aree del Gruppo.

Spese per la gestione

Nel 2023 le spese di gestione segnano un incremento di €2,7 milioni (+15%) rispetto allo stesso periodo del 2022 attestandosi a circa €21,5 milioni. Gli incrementi di costi afferiscono prevalentemente all'aumento della quota di affitto e delle spese di gestione legate all'ampliamento degli spazi ed alla consistente ripresa delle attività di marketing ed eventi post covid. La componente inflattiva ha inciso pressoché su tutte le voci di costo, gli effetti più rilevanti si sono registrati sui canoni di affitto degli immobili e su taluni servizi di infoproviding.

Tra i costi operativi sono incluse le spese per attività di sviluppo sociale, culturale e ambientale che nei dodici mesi ammontavano a circa €0,5 milioni che si inseriscono nella mission del Gruppo volta al sostegno delle iniziative ESG anche tramite la Fondazione Equita alla quale destina una quota dei ricavi ante imposte consolidati.

Il cost/income ratio si attesta a 72%, esclusa la componente legata alla monetizzazione delle opzioni, in aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (1 punto percentuale).

Tassazione e Utile

Le imposte sul reddito di periodo sono state pari a €6,9 milioni, determinate sulla base dell'aliquota fiscale complessiva pari al 29%.

L'Utile Netto consolidato di competenza della Capogruppo al 31 dicembre 2023 ammonta a circa €16 milioni, inclusa la componente di Long term incentive plan, in aumento rispetto al precedente esercizio 2022 (+4%).

Commento alle voci patrimoniali

Voci dell' Attivo Consolidato (importi in euro/000) 31/12/2023 31/12/2022 Delta %
Cassa e disponibilità liquide 130,481 107,945 21%
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico e partecipazioni 78,119 111,906 -30%
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 101,249 99,550 2%
Attività materiali e immateriali 32,590 31,043 5%
Attività fiscali 3,237 7,520 -57%
Altre attività 34,042 41,566 -18%
Totale Attività 379,718 399,531 -5%
Debiti 193,786 205,731 -6%
Passività finanziarie di negoziazione 20,067 15,541 29%
Passività fiscali 1,332 3,626 -63%
Altre passività 50,788 64,428 -21%
TFR 1,942 2,069 -6%
Fondi per rischi e oneri 3,235 3,834 -16%
Patrimonio netto 108,569 104,301 4%
Totale Passività 379,718 399,531 -5%

Le attività liquide smobilizzabili a vista nei confronti degli istituti bancari ammontano ad euro 130 milioni, in aumento del 21% rispetto al 2022. Oltre all'operatività di periodo, l'incremento del saldo riflette i minori margini versati a CC&G per l'operatività di intermediazione.

Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico risultano pari a euro 77,4 milioni, in diminuzione rispetto al 31 dicembre 2022 (-31%).

In particolare, la componente delle attività detenute per la negoziazione ha registrato nel periodo un decremento del 46% rispetto al 31 dicembre 2022 per circa 47 milioni di euro. Tale variazione è dovuta prevalentemente alla cessione di un bond acquistato nel mese di dicembre 2022 e ceduto nel mese di gennaio 2023, e al decremento delle posizioni in derivati.

La componente delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value ha registrato un incremento rilevante (+€9,2 milioni) dovuto sia ad incrementi di valorizzazione, sia a nuove sottoscrizioni:

Il portafoglio di investimento del Gruppo è composto da:

  • Obbligazione Sparta 60-Covisian pari ad euro 1,9 milioni (acquistata nel quarto trimestre 2019 per euro 11,1 milioni e disinvestita per l'87% nel corso del 2020). Nel periodo l'obbligazione ha generato euro 0,2 milioni di interessi PIK;
  • Quote del fondo EPD I per euro 13,1 milioni in aumento del 245% rispetto al 31 dicembre 2022. Tale incremento è dovuto principalmente all'acquisto di ulteriori quote nel corso del terzo trimestre. Nel periodo il NAV del fondo ha registrato un plusvalore di euro 2,8 milioni;
  • quote del fondo EPD II per euro 5,4 milioni. Nel corso del periodo l'investimento ha registrato un incremento di euro 1,25 milioni generato da una plusvalenza per euro 0,55 milioni e da nuovi drawdown per euro 0,7 milioni;
  • quote del fondo ELTIF per euro 1,3 milioni sottoscritte nel corso del 3° trimestre 2023.

Le passività finanziarie di negoziazione sono pari a euro 20 milioni, in aumento rispetto al 31 dicembre 2022 (29%). Tale incremento è dovuto a maggiori posizioni corte su titoli di debito controbilanciate dalle minori posizioni corte sui derivati finanziari.

Le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, risultano in aumento per euro 1,7 milioni (+1,7%). Tale incremento è ascrivibile per euro 8,2 milioni al portafoglio di investimento costituito da titoli obbligazionari: al 31 dicembre 2023 il portafoglio in esame ammontava a euro 32,4 milioni e ha generato interessi attivi per euro 1,9 milioni. Le valutazioni al mark to market di fine periodo rispecchiano complessivamente le valorizzazioni al costo ammortizzato, pertanto, alla data di redazione del presente bilancio non risultano indicatori impairment riferiti al portafoglio di investimento del Gruppo.

Oltre al portafoglio obbligazionario, l'incremento della voce in esame è dovuto al significativo aumento dei crediti per prestito titoli a controparti bancarie (+ €12,4 milioni) compensati dalla significativa diminuzione dei margini su derivati versati alla CC&G (- €9,3 milioni), dal decremento delle posizioni non regolate con i clienti per l'esecuzione di ordini (- € 5,9 milioni), dalla diminuzione dei finanziamenti a clienti per l'operatività in derivati (- €0,1 milioni) e da minori crediti per le commissioni di consulenza (- €3,6 milioni).

Gruppo EQUITA | Relazione sulla Gestione | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 45

Con riferimento ai crediti relativi ai margini versati alla CC&G (Cassa di Compensazione e Garanzia) per l'operatività in derivati della proprietà e per i default fund questi ammontano a complessivi €5,5 milioni in diminuzione rispetto a €14,7 milioni circa di dicembre 2022. Tale diminuzione è ascrivibile alla modifica apportata da CC&G nel metodo di calcolo dei margini chiesti ai propri clienti.

Le immobilizzazioni materiali risultano in aumento di €1,8 milioni rispetto all'esercizio precedente e l'incremento rappresenta prevalentemente il valore d'uso del nuovo contratto di affitto locali (€2 milioni) per l'ampliamento dell'immobile adibito a sede della Capogruppo. L'incremento è parzialmente compensato dalle quote di ammortamento delle attività in leasing finanziario e degli altri beni materiali.

La voce altre attività incorpora il credito acquistato da una primaria banca italiana connesso al "Superbonus 110%" per nominali €48,8 milioni circa. In particolare, a gennaio 2022 Equita SIM ha ricevuto la citata somma di crediti sul suo cassetto fiscale che potrà usare in compensazione fiscale in quote di circa €10 milioni all'anno per cinque anni. Equita SIM rimborserà la cedente in base al piano di ammortamento costante e nell'arco di 5 anni. In conformità alle disposizioni contabili, il credito è rappresentato tra le altre attività al costo. Al 31 dicembre 2023 il credito fiscale residuo ammonta ad €29 milioni.

La voce altre passività, che ammonta a €50,8 milioni ed incorpora il debito nei confronti della banca che ha ceduto il "Credito d'imposta per Super Bonus 110%" per €28,9 milioni. Al netto di tale posta debitoria, il saldo della voce risulta in diminuzione di €4 milioni circa rispetto al 31 dicembre 2022 per effetto di minori debiti verso fornitori (- €2 milioni) e per la rinegoziazione di alcuni termini previsti negli accordi tra Equita e gli azionisti di minoranza di Equita K Finance che hanno portato all'eliminazione della put & call option per l'acquisto della minority di Equita K Finance e, di conseguenza, all'eliminazione del relativo debito (- €2,8 milioni). Tali diminuzioni sono parzialmente compensate dall'aumento dei debiti verso l'erario e verso enti previdenziali.

La voce fondo rischi e oneri al 31 dicembre 2023 risulta in diminuzione di circa €0,6 milioni rispetto al 31 dicembre 2022 per effetto del pagamento del bonus differito maturato nel corso degli esercizi precedenti.

Il Capitale Sociale di EQUITA Group S.p.A., al 31 dicembre 2023, ammonta a euro 11.678.163 (di cui euro 11.376.345 in sede di IPO), per n. 51.127.074 azioni senza indicazione del valore nominale. Le azioni proprie al 31 dicembre 2023 risultano pari a euro 3.171.237 in riduzione rispetto a dicembre 2022 per effetto del trasferimento di 699.063 azioni ai dipendenti erogate nell'ambito delle politiche di remunerazione variabile corrente e di 56.626 azioni erogate come parziale corrispettivo per l'acquisto di una partecipazione di minoranza in Sensible Capital (successivamente rinominata in EQUITA Real Estate).

Variazione delle azioni proprie di Equita Group

Periodo #
Azioni
Controvalore # Azioni Controvalore
azioni
proprie
Saldo iniziale ( 3.901.490) ( 3.926.926)
Cessione
per piani di
incentivazione
651.905 651.905 (3.249.585) (3.275.021)
Cessione
per piani di
incentivazione
47.158 47.158 (3.202.427) (3.227.863)
Cessione per
operazioni sul
capitale
56.180 56.180 (3.146.247) (3.171.683)
Totale 755.243 ( 3.146.247) (3.171.237)

L'Utile Netto consolidato al 31 dicembre 2023 ammonta ad € 16.753.969, in calo rispetto allo stesso periodo del 2022 (-3% circa). La quota di utile di pertinenza della capogruppo è pari a € 16.059.033 in aumento rispetto al 2022 (+5%). Al 31 dicembre 2023 il Return on Tangible Equity ("ROTE") è risultato intorno al 26% in linea con il dato di fine esercizio 2022 (29%).

Con riferimento al Total Capital Ratio consolidato è pari a circa 494% ampiamente al di sopra dei limiti prudenziali ed inclusivo dell'effetto delle deduzioni relative all'ammontare stimato del buy-back (per massimi 2,1 milioni di euro).

Nella tabella seguente vengono riportati in maniera aggregata gli Indicatori Alternativi Di Performance commentati nei paragrafi precedenti.

Indicatori Alternativi di Performance

31/12/2023 31/12/2022
ROE 19% 18%
ROTE 26% 29%
IFR ratio 494% 489%
Comp/revenues 49% 49%
Cost/income ratio 72% 71%
Tax rate 29% 28%
N. Dipendenti 195 188
Utile della Capogrupo per azione
in circolazione a fine esercizio
0.34 0.33
Dividendo unitario pagato
nell'esercizio
0.35 0.35

Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio

Dopo la data di chiusura dell'esercizio non si sono verificati eventi significativi che inducano a rettificare le risultanze esposte nel Bilancio consolidato al 31 dicembre 2023.

Evoluzione prevedibile della gestione

Lo scenario prospettico per l'anno 2024 appare caratterizzato da un cauto ottimismo.

I principali fattori che potranno influenzare l'andamento economico e finanziario del Gruppo sono legati al progressivo ridimensionamento della pressione monetaria e ad una convergenza verso l'obbietto del 2% dell'inflazione. In tale contesto, il Gruppo proseguirà con le azioni di sviluppo del business:

il Global Markets proseguirà con le strategie di diversificazione, orientamento al cliente ed investimenti mirati, e consentirà di garantire un floor stabile di revenues per il Gruppo;

l'investment Banking, grazie ai nuovi prodotti di Real Estate Advisory e al consolidamento della struttura prevede un ampliamento dell'offerta in un contesto, quello dell'M&A che, dopo anni di stallo, è previsto in crescita;

l'Alternative Asset Management proseguirà con le attività di selezione degli investimenti e nella strutturazione di nuovi prodotti. In particolare, nel primo semestre 2024 è previsto il primo closing di due nuovi fondi: Equita Private debt III ed il fondo EGIF.

Grazie a queste iniziative Equita amplierà l'offerta di prodotti ESG, che a fine dicembre era ascrivibile a circa il 30% dei fondi in gestione classificati ex Articolo 8 della direttiva SFDR.

Sempre in materia di sostenibilità, proseguiranno anche nel 2024 le iniziative attuate in ambito sociale, ambientale e culturale, perseguite anche attraverso la Fondazione Equita.

L'evoluzione del risultato economico, finanziario ed operativo del Gruppo sarà anche influenzata dall'andamento dei mercati e dalle condizioni macroeconomiche.

Le principali iniziative del 2023

…di Business

Equita si conferma primo broker indipendente italiano

EQUITA si conferma tra i principali broker in Italia e al primo posto tra gli operatori indipendenti in tutti i segmenti di mercato1 . I dati pubblicati da AMF Italia nel consueto report annuale che analizza i volumi di negoziazione sui principali mercati finanziari italiani hanno infatti messo in evidenza, anche quest'anno, l'ottimo posizionamento di leadership della sala operativa di EQUITA. Nel 2023 il team di Global Markets è stato tra i più attivi, registrando significative quote di mercato nell'intermediazione in conto terzi di strumenti finanziari.

Con riferimento al segmento azionario, EQUITA ha intermediato per conto dei clienti più di €28 miliardi, ovvero il 7% dei controvalori scambiati su Euronext Milan e l'11% su Euronext Growth Milan, posizionandosi 1° broker indipendente e 4° nella classifica generale su tutti e due i mercati.

Sul fronte obbligazionario, invece, il desk dedicato al fixed income ha intermediato per i propri clienti più di €20 miliardi, ovvero il 7% dei controvalori su DomesticMOT, il 4% su EuroMOT ed il 4% su Euronext Access Milan, posizionandosi come 1° broker indipendente (rispettivamente 4°, 6° e 7° nelle classifiche generali).

Nel 2023 è stato raggiunto un altro importante risultato: EQUITA si è posizionata al 1° posto nell'intermediazione di opzioni su azioni in Italia, con una quota di mercato pari al 17%, in forte crescita rispetto al 9% del 2022.

A tale successo si aggiunge la conferma di EQUITA come 1° broker indipendente nell'intermediazione di ETF (5° nella classifica generale), con una quota di mercato del 7%.

Acquisizione strategica per lo sviluppo delle attività di advisory real estate

EQUITA ha siglato, ad agosto 2023, un accordo preliminare ratificandolo a dicembre 2023 per entrare nel capitale di Sensible Capital, boutique indipendente di advisory real estate, con una partecipazione iniziale del 30% e una serie di futuri passaggi che potranno portare EQUITA a consolidare la partecipazione. A partire dal secondo anno successivo al Closing, EQUITA potrà acquisire un'ulteriore quota del 40% di Sensible Capital e salire così al 70% esercitando un'opzione call.

1 Sono esclusi gli intermediari controllati da banche commerciali e gli istituti con operatività prevalentemente legata a flussi derivanti da clientela retail proprietaria (cosiddetti flussi captive).

Gruppo EQUITA | Relazione sulla Gestione | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 47

L'accordo ha previsto tra l'altro la nomina di Silvia Rovere a senior advisor di EQUITA, con l'obiettivo di valutare nuove iniziative di business nel mondo del real estate, per esempio nell'area dell'Alternative Asset Management.

Con la partecipazione in Sensible Capital, rebranded "EQUITA Real Estate", il Gruppo aggiunge all'offerta di Investment Banking una nuova importante area di specializzazione dedicata alla consulenza nel settore real estate. EQUITA potrà così offrire ai propri clienti advisory strategico per valorizzare i loro patrimoni immobiliari. La forte complementarità del business di EQUITA Real Estate con le attività di EQUITA, inoltre, potrà facilitare la realizzazione di potenziali sinergie di cross-selling.

Closing del fondo EQUITA Smart Capital – ELTIF

Nel mese di luglio 2023, EQUITA Capital SGR S.p.A. la conclusione con successo della fase raccolta di EQUITA Smart Capital – ELTIF, il fondo di private equity focalizzato su piccole e medie imprese italiane e conforme a quanto previsto dal regime dei PIR alternativi.

Il Fondo ha raccolto circa €100 milioni con il supporto di primarie reti di private banking, a cui si aggiungono diversi investitori professionali ed investitori al dettaglio con un adeguato profilo finanziario. Il successo della raccolta conferma il grande interesse degli investitori, che hanno premiato la chiara strategia di investimento e il posizionamento unico sul mercato del Fondo, oltre ai particolari vantaggi fiscali previsti dalla normativa sui PIR alternativi.

Tra le primarie reti di private banking coinvolte nella raccolta, il contributo più rilevante è stato dato da UniCredit Private Banking (già Cordusio SIM), Credem Euromobiliare Private Banking, Banca Sella e Banca Sella Patrimoni & C., che – insieme ad altri network – hanno consentito ad EQUITA Smart Capital – ELTIF di raccogliere più di ogni altro PIR alternativo non captive sul mercato italiano.

Fin dal primo closing, raggiunto nel novembre 2021, EQUITA Smart Capital - ELTIF si è affiancato ad imprenditori e management team di piccole e medie imprese italiane, supportandoli nello sviluppo delle loro strategie e dei loro percorsi di crescita fornendo capitale paziente e competenze manageriali.

Ad oggi, il Fondo ha completato con successo due investimenti di private equity:

  • il primo riguarda l'ingresso in Clonit con una partecipazione di minoranza pari al 33,3% – società leader in Italia nello sviluppo di test molecolari per malattie infettive, genetiche ed oncologiche;
  • il secondo riguarda Rattiinox con una partecipazione di maggioranza del 60% – realtà attiva nella progettazione, produzione e distribuzione di valvole radiali asettiche principalmente destinate ad impianti farmaceutici, chimici ed alimentari.

La pipeline di opportunità di investimento risulta ampia e diversificata, costantemente alimentata e rinnovata da un network di relazioni esteso e radicato nel territorio, anche grazie alle sinergie derivanti dal gruppo EQUITA. In virtù di ciò, il team di gestione si attende già nei prossimi mesi una significativa accelerazione nell'attività di investimento del Fondo.

EQUITA Smart Capital – ELTIF ha una durata complessiva di 8 anni e un periodo di investimento di 4 anni. Per garantire il totale allineamento degli interessi con gli investitori, EQUITA Capital SGR e il team di gestione hanno co-investito nel Fondo.

EQUITA prima investment bank in Europa per numero di IPO completate

EQUITA chiude il primo semestre del 2023 come la banca d'affari con il maggior numero di IPO completate a livello europeo.

Nonostante il contesto di mercato particolarmente sfidante, EQUITA ha portato a compimento nei primi sei mesi del 2023 cinque quotazioni sui mercati di Borsa Italiana – Euronext.

EQUITA si posiziona dunque come la prima investment bank per numero di quotazioni, più di ogni altra istituzione finanziaria a livello europeo. EQUITA ha infatti assistito Lottomatica Group, Ferretti Group, Italian Design Brands, Gentili Mosconi ed Ecomembrane nei rispettivi processi di quotazione, raccogliendo per i propri clienti oltre €1 miliardo sul mercato equity.

Attraverso le cinque IPO completate, EQUITA ha dato ulteriore prova di poter contribuire al successo di operazioni molto eterogenee tra loro in termini di offerta (da €600 milioni a €15 milioni di raccolta), capitalizzazione (da large caps con capitalizzazione di oltre €2 miliardi a small caps sotto i €50 milioni), settori (luxury, consumer & fashion, gaming, industrial) e mercati (Euronext e Euronext Growth Milan), confermando la capacità del Gruppo di supportare i propri clienti a 360°.

Nei processi gestiti, EQUITA si è inoltre distinta per aver sviluppato meccanismi innovativi finalizzati a ridurre il rischio di esecuzione (sia in termini di ingaggio con gli investitori, che di processo e tempistica), in una fase di elevata incertezza dei mercati finanziari.

Oltre alle quotazioni, nel primo semestre EQUITA ha anche portato a compimento con successo numerose operazioni di Equity Capital Markets tra cui 3 operazioni accelerate (sia di collocamento che di acquisto), 2 processi di translisting, a cui si aggiunge 1 aumento di capitale in opzione, confermando ancora una volta il proprio ruolo di leading ECM franchise sul mercato domestico.

Tale traguardo è stato realizzato in contesto difficile in cui l'Italia si è distinta a livello europeo per numero di operazioni di mercato primario, risultando come il paese con più IPO (8 superiori ai €10 milioni di raccolta), per un totale di oltre €1,3 miliardi collocati. Resta tuttavia il tema strutturale di un mercato storicamente in contrazione se si guarda al listino principale, volumi di negoziazione in continuo calo e una sostanziale difficoltà a trovare investitori specializzati che possano supportare attivamente i processi di IPO. Tutto questo dovrebbe essere affrontato con una politica industriale in grado di favorire lo sviluppo e la competitività del mercato dei capitali italiano, creando nuove tipologie di investitori domestici, favorendo l'accesso al mercato e sostenendo le attività degli intermediari finanziari.

Nasce l'iniziativa "EQUITA Green Impact Fund"

Nel mese di giugno 2023 EQUITA ha annunciato il lancio di una nuova asset class rivolta al mondo delle infrastrutture e delle energie rinnovabili.

La crescita degli investimenti "green" è un trend supportato dall'impegno a contrastare il cambiamento climatico, dalla maggior attenzione alle tematiche ESG e di sostenibilità, e dai recenti conflitti che hanno evidenziato la necessità di ciascun paese di garantire la sicurezza energetica a cittadini e imprese.

L'Europa sarà la prima a raggiungere la climate-neutrality entro il 2050 ed entro il 2030 almeno il 42% circa dell'energia consumata dovrà provenire da fonti sostenibili. L'Europa, infatti, vanta una leadership tecnologica con il 36% dei brevetti mondiali per le tecnologie rinnovabili e, guardando all'Italia, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha tra gli obiettivi quello di promuovere le energie rinnovabili con investimenti, per più di €5 miliardi, in impianti agrovoltaici e iniziative che favoriscano l'utilizzo del biometano e la costituzione di comunità energetiche.

L'obiettivo di EQUITA è quindi offrire agli investitori istituzionali accesso al mondo delle infrastrutture e delle energie rinnovabili, beneficiando dei trend in atto.

La nuova asset class sarà gestita da un team di esperti del settore entrati a far parte del Gruppo EQUITA nel corso del 2023 ma che operano sul mercato dal 2011.

Il team ha avviato le attività propedeutiche al lancio del fondo EQUITA Green Impact Fund ("EGIF") e ha avviato un dialogo con alcuni potenziali investitori, inclusi possibili anchor investor.

La strategia di EGIF sarà di investire in rinnovabili come il fotovoltaico, l'eolico e il biogas, tecnologie già consolidate che permettono di ottimizzare il profilo di rischiorendimento. L'Italia sarà il mercato di riferimento ma la strategia vedrà investimenti anche in altri paesi europei come Svezia, Danimarca, Spagna e Grecia.

Con il lancio di questa nuova asset class – che beneficia di buona stabilità e prevedibilità dei flussi di cassa, bassa correlazione con le asset class tradizionali e che rappresenta una forma di hedging verso l'inflazione - EQUITA punta a diversificare ulteriormente l'offerta dell'Alternative Asset Management ed incrementare il mix di asset illiquidi in gestione, crescendo ulteriormente come piattaforma multiasset e consolidando l'expertise del Gruppo nel mondo della sostenibilità e degli investimenti green.

L'iniziativa, infatti, si inserisce nel più ampio progetto di sustainable finance annunciato nel 2022 da EQUITA e volto a supportare investitori, aziende, imprenditori ed istituzioni clienti con nuove soluzioni e servizi dedicati al mondo della sostenibilità. Il Primo investimento all'estero del fondo EQUITA Private Debt Fund II

EQUITA Private Debt Fund II ("EPD II") nel mese di giugno 2023 ha chiuso la sottoscrizione di un bond di €15 milioni in un importante gruppo di distribuzione al dettaglio di prodotti alimentari in Germania. EPD II ha infatti affiancato Pemberton, primario operatore di private debt paneuropeo, nel funding di un fondo di private equity paneuropeo attraverso una linea di debito senior. L'azienda, fondata negli anni '60, è la principale catena retail di prodotti da forno nel sud-ovest della Germania, con circa 200 punti vendita. Il portafoglio prodotti comprende pane e panini, pasticceria, torte, snack (compresi i piatti pronti). L'azienda è integrata verticalmente e gestisce produzione – con un proprio stabilimento che produce circa 2 milioni di prodotti da forno a settimana – logistica, consegna e vendita dei propri prodotti al consumatore finale.

A fine giugno EPD II risulta investito per il 77% dei commitment totali (ovvero €183 milioni sui €237 milioni raccolti), con n. 12 investimenti in portafoglio e un ticket medio superiore a €15 milioni.

…Istituzionali

Manifesto per lo sviluppo dei Mercati dei Capitali

Il 4 dicembre 2023 Equita ha presentato le risultanze dell'iniziativa "Manifesto per lo sviluppo dei Mercati dei Capitali". Tale iniziativa è stata promossa, oltre che da Equita, anche da illustri esponenti delle istituzioni italiane, tra cui Assonime, Borsa Italiana e Università Bocconi, oltre a più di 40 firmatari.

I risultati dello studio sono stati commentati da illustri esponenti quali l'On. Federico Freni, Sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze, e Marcello Bianchi, Sara Biglieri, Stefano Caselli, Claudia Parzani, Fabrizio Testa, Marco Ventoruzzo e Andrea Vismara, promotori del Manifesto. Ciascuno ha contribuito con analisi e commenti sullo stato dei mercati dei capitali in Italia e sulla necessità di avviare iniziative di sistema che possano trasformarsi in volano per l'intera economia del Paese.

Il Manifesto include al suo interno dieci proposte concrete che riguardano gli investitori istituzionali domestici, gli intermediari finanziari, le attività delle autorità di vigilanza e la fiscalità, e hanno l'obiettivo di promuovere una politica industriale articolata e concreta in favore dei mercati dei capitali in Italia.

All'iniziativa è stato dedicato un sito web (www. manifestomercaticapitali.it) da cui è possibile scaricare il Manifesto in versione integrale.

In data 27 febbraio 2024 il Senato ha approvato il "Ddl Capitali" che include le proposte del "Manifesto per lo sviluppo dei Mercati dei Capitali".

Di seguito si elencano i principi fondamentali alla base del Manifesto:

  • Per le PMI à Capitalizzazione fino a 1 miliardo di euro. La definizione di Pmi, ai fini della regolamentazione finanziaria, passa a 1 miliardo di euro rispetto alla precedente soglia di 500 milioni di euro di capitalizzazione che qualifica una impresa emittente quote azionarie come Pmi.
  • Procedure di quotazione à Più facile l'ammissione in Borsa per le PMI: viene soppressa la possibilità riconosciuta alla Consob di regolare con propri regolamenti i requisiti di alcune società in quotazione e inoltre di sospendere per un tempo limitato le decisioni di ammissione comunicazioni.
  • Comunicazioni dei soci di controllo à L'articolo 10 sopprime l'obbligo vigente di segnalazione alla Consob delle operazioni effettuate da parte degli azionisti di controllo di PMI (soggetti che possiedono sino al 10% del capitale).
  • Governance à Il Cda uscente può presentare una lista di candidati per l'elezione dei componenti del medesimo organo di amministrazione, purché, tra le altre condizioni, essa contenga un numero di candidati pari al numero dei componenti da eleggere maggiorato di un terzo.
  • Rappresentanza à L'articolo 13 incrementa da 3 a 10 il numero di voti che può essere assegnato, per statuto, a ciascuna azione a voto plurimo. Salvo quanto previsto dalle leggi speciali, lo statuto può prevedere la creazione di azioni con diritto di voto plurimo anche per particolari argomenti.
  • Delega al Governo per riformare il Tufà L'articolo 19 delega il Governo (12 mesi) ad adottare uno o più decreti legislativi recanti la revisione del Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (Tuf) e delle disposizioni in materia di società di capitali contenute nel Codice civile applicabili anche agli emittenti.

10a edizione dell'evento in partnership con l'Università Bocconi: Premio per la migliore strategia di utilizzo del mercato dei capitali

Equita e Università Bocconi celebrano il decimo anniversario della loro collaborazione con il consueto evento annuale volto a promuovere i mercati dei capitali e stimolare il dibattito sugli elementi strutturali, i fattori di sviluppo e le possibili soluzioni da adottare contribuendo così a migliorare i mercati dei capitali e la regolamentazione.

Quest'anno il tema centrale del convegno ha riguardato la presentazione dell'analisi svolta su dieci anni di ricerca a promossa dalla collaborazione tra EQUITA e Università Bocconi sui mercati dei capitali.

La presentazione – moderata da Federico Fubini– si è concentrata sui chiari gap che ancora oggi caratterizzano i mercati finanziari italiani rispetto a quelli esteri più sviluppati e qui di seguito sintetizzati:

  • scarsa base di investitori domestici nelle emissioni di società italiane;
  • ancora eccessiva dipendenza dal sistema bancario come fonte primaria di finanziamento;
  • dominanza di intermediari globali nell'industria dell'investment banking, quest'ultimo un tema comune anche ad altri paesi europei.

Il dibattito si è focalizzato sull'occasione che il nostro paese vive oggi per aumentare la propria competitività grazie a iniziative come il Libro Verde promosso dal Ministero dell'Economia e delle Finanze – MEF, la proposta di Listing Act EU e l'esecuzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR, tutti elementi che possono permettere la definitiva affermazione dei mercati dei capitali italiani quale forza propulsiva dell'economia reale.

Si è inoltre ricordato che nei dieci anni di collaborazione con Università Bocconi, Equita ha promosso ricerche, quarterly columns ed eventi per stimolare il dibattito sul ruolo dei mercati per il rilancio della crescita. Grazie anche agli spunti di riflessione ed ai suggerimenti, Equita ha contribuito a migliorare i mercati dei capitali e la regolamentazione. Oltre a ciò, la collaborazione ha visto un impegno costante per promuovere la formazione e la parità di genere in ambito finanziario.

Le iniziative intraprese e gli ottimi risultati ottenuti forniscono nuova linfa per le future azioni da intraprendere per i molti temi ancora da affrontare per migliorare ulteriormente i mercati dei capitali italiani ed europei, e renderli sempre più competitivi. Tra le iniziative più urgenti sono stata rammentate:

  • ulteriore semplificazione delle regole, a nuovi incentivi per la ricerca e alla promozione di nuovi investitori domestici:
  • costituzione di un comitato ristretto di esperti per dare il via a una politica industriale che favorisca lo sviluppo dei mercati dei capitali.

In seguito al dibattito circa i temi descritti, è stato presentato lo scoreboard sulle società quotate italiane al fine di valutare "la migliore strategia di utilizzo del mercato dei capitali". Il riconoscimento, che beneficia del patrocinio di Università Bocconi e di Borsa Italiana – Euronext, è ormai giunto al suo decimo anniversario e come ogni anno vuole premiare l'originalità e l'efficacia delle migliori strategie realizzate sul mercato dei capitali come leva per lo sviluppo dell'impresa.

Le operazioni premiate sono state selezionate tra più di 80 concluse con successo nel 2022 e confermano l'importanza dei mercati dei capitali per consentire alle imprese di raccogliere nuove risorse e finanziare così la loro crescita senza dover dipendere totalmente dal sistema bancario tradizionale.

Per la categoria "Raccolta di fondi sul mercato azionario" si è classificata al primo posto Industrie De Nora, con la quotazione su Euronext Milan. L'IPO è risultata la più grande del 2022 sul mercato regolamentato e i proventi saranno utilizzati per finanziare la strategia di crescita organica definita nel piano strategico, nuovi investimenti produttivi e il capitale circolante. Tra i premiati anche Technoprobe e CY4GATE, rispettivamente seconda e terza classificata.

Per la categoria "Raccolta di fondi sul mercato del debito ESG" si è classificata al primo posto Alerion Clean Power con l'emissione di un green bond da €100 milioni. I proventi dell'emissione andranno a finanziare nuovi investimenti in progetti green, incluse nuove centrali eoliche o a energia solare. Tra i premiati anche Snam e A2A, rispettivamente seconda e terza classificata.

Per la categoria "Raccolta di fondi sul mercato del debito tradizionale" si è classificata al primo posto Lottomatica con l'emissione di un prestito obbligazionario da €350 milioni. I proventi dell'emissione saranno utilizzati per finanziare nuovi investimenti e acquisizioni e per ottimizzare la struttura del capitale. Al secondo posto, premiati exaequo, AMCO – Asset Management Company e Autostrade per l'Italia.

La giuria, chiamata a scegliere i vincitori, era presieduta e coordinata da Francesco Perilli (Socio, EQUITA) e composta da: Paolo Basilico (Amministratore Unico, Samhita Investments), Stefano Caselli (Dean della SDA Bocconi School of Management, Università Bocconi), Marco Clerici (Co-Responsabile Investment Banking, Equita), Paolo Colonna (Presidente, Creazione di Valore), Claudio Costamagna (Presidente, CC & Soci), Rodolfo De Benedetti (Presidente, CIR), Stefano Gatti (Antin IP Associate Professor of Infrastructure Finance, Università Bocconi), Paolo Marchesini (Group Chief Financial Officer, Campari Group), Umberto Nicodano (Partner, Studio Legale Bonelli Erede), Claudia Parzani (Presidente, Borsa Italiana ), Fabrizio Testa (Amministratore Delegato Borsa Italiana), Fabrizio Viola (Partner e Presidente, Cap Advisory) e Andrea Vismara (Amministratore Delegato, EQUITA).

…di Governance

Aumenti del Capitale Sociale

Nella tabella seguente è riportato il riepilogo degli aumenti di capitale intervenuti da gennaio 2023 e sino alla data di redazione del presente documento.

Come noto, tali aumenti di capitale sono funzionali all'esercizio delle stock options assegnate nell'ambito dei piani di incentivazione.

Di seguito si riporta lo schema che riepiloga gli aumenti di capitale avvenuti nel periodo in esame.

Variazione del capitale sociale di Equita Group

Periodo # Azioni CTV
Nuovo
Capitale
Sociale
Ctv
Capitale
Sociale
22° marzo 2023 -
31 marzo 2023
67,229 15,297 50.992.257 11.602.673 €
1° aprile - 11 aprile
2023
53,537 12,182 51.045.794 11.614.855 €
1° giugno - 14
giugno 2023
81,280 18,494 51.127.074 11.633.350 €
3 ottobre - 12
ottobre 2023
141,364 32,166 51.268.438 11.665.516 €
1° dicembre - 14
dicembre 2023
55,582 12,647 51,324,020 11.678.163 €
Totale 398,992 90,787

Gruppo EQUITA | Relazione sulla Gestione | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 51

… di Sustainability

Proseguono le attività filantropiche della Fondazione Equita

Il Gruppo, anche attraverso la Fondazione Equita ha supportato nel 2023 più di 40 iniziative e progetti.

Le erogazioni complessive per l'anno 2023 si sono attestate a €460.134, in leggero aumento rispetto allo scorso esercizio. Le iniziative supportate hanno visto la seguente ripartizione tra le diverse aree di intervento:

  • Territorio e Comunità per il 44%;
  • Arte e Cultura per il 24%;
  • Cultura Economica e Finanziaria per il 2%;
  • Giovani e Talento per il 27%.

Tra i principali progetti sostenuti dalla nostra Fondazione, rientrano:

  • Il progetto "Selinunte on Ice", nell'ambito del quale Fondazione Equita, in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano e con il patrocinio del Comune di Milano, ha contribuito all'installazione di una pista di pattinaggio su ghiaccio, alla sponsorizzazione del villaggio dello sport e dei campus estivi in Piazzale Selinunte a Milano,
  • Tale progetto ha come obiettivo quello di rispondere all'esigenza di socialità e di benessere di un quartiere complesso di Milano.
  • Il progetto Visita Sospesa ®, con cui la Fondazione ha supportato tramite l'Associazione Progetto Panda Onlus, l'iniziativa del medico-solidale, realizzata dal centro Medico per famiglie "Welcomed", che nasce ispirandosi alla nobile tradizione del "caffè sospeso" napoletano: bere un caffè e, insieme, offrirne un altro a chi non può permetterselo.

I beneficiari del progetto sono individui o famiglie appartenenti alle fasce più fragili della popolazione a cui verranno effettuate visite gratuite. Il 70% dei soggetti coinvolti sono bambini e adolescenti e del restante 30%, il 60% sono donne.

  • Welcomed nel 2023 ha aperto un nuovo spazio attrezzato per ospitare un centro dedicato alla salute delle famiglie e dei loro figli, e la Fondazione Equita ha contribuito alla sua realizzazione.
  • l'associazione Aisphem: un'organizzazione senza scopi di lucro nata nell'Aprile 2012 con la mission di stimolare e sostenere la ricerca scientifica finalizzata alla scoperta di terapie e trattamenti efficaci per curare i sintomi delle persone affette dalla Sindrome di Phelan-McDermid;
  • Associazione Cometa: tra i vari obiettivi che persegue vi è quello di prevenire le difficoltà della crescita e contrastare la dispersione scolastica offrendo un contesto stimolante e creativo, dove ciascuno si senta valorizzato, acquisisca fiducia in sé stesso e impari un mestiere;
  • la Fondazione ITAMA Italiano per mamme. Con il progetto "ITAMA italiano per mamme - percorso di alfabetizzazione socio-linguistica in italiano per donne straniere e baby-parking per i loro figli da 0 a 3 anni" la Fondazione propone l'insegnamento della lingua e della cultura italiana per raggiungere donne straniere che rischiano di rimanere emarginate all'interno del proprio nucleo familiare, accudendo nel frattempo i loro bimbi più piccoli.
  • il Progetto "Comunità per minori tutti per uno": Le comunità "Tuttiperuno" e "Girotondo" sono un servizio permanente e continuo aperto 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. I minori sono accolti e assistiti da educatori specializzati capaci di avvicinare e comunicare con bambini, bambine, ragazzi e ragazze vittime di esperienze traumatiche e di comprendere il loro complesso e doloroso scenario mentale e comportamentale.
  • l'Organizzazione no profit Ahbap: è un centro di donazione filantropico a cui la Fondazione Equita ha devoluto la raccolta fondi effettuata al fine di supportare con cibo, beni di prima necessità e forniture mediche, le famiglie sopravvissute al terremoto in Turchia e Siria.

La lista completa delle iniziative è descritta nella Brochure della Sostenibilità pubblicata sul sito di Equita.

Iniziative progettuali

Nel corso dell'anno 2023, il gruppo Equita ha implementato una serie di progetti strategici finalizzati a potenziare la nostra posizione competitiva e garantire la continuità operativa. Di seguito, sono riportati i principali risultati ottenuti nei settori chiave:

Progetti Business Related:

  • Migrazione di Borsa Italiana sulla piattaforma Euronext: completata l'attività di migrazione dei mercati Equity, Fixed Income e Certificates. Nel corso dell'ultimo trimestre dell'anno inoltre sono iniziate le analisi in vista dell'ultima fase della migrazione che avrà come oggetto i derivati.
  • Nuovo Content Management System Factset Partners: il Research Team ha finalizzato l'adozione del nuovo applicativo per la produzione di report di ricerca rapidamente e con un layout innovativo. Particolare attenzione è stata data, oltre alla configurazione dell'applicativo, all'integrazione di Factset Partners con tutti i sistemi già in uso (i.e. CRM, Databese conflitti di interesse, ecc).
  • Settlement USA T+1: avviati gli studi per recepire il cambiamento delle modalità di regolamento dell'operatività con i clienti americani, che entrerà in vigore a maggio 2024.

  • Finalizzata l'adesione al circuito S.W.I.F.T., protocollo di invio conferme degli ordini di mercato, come servizio aggiuntivo da fornire al cliente.

  • Set-up dei due nuovi fondi di debito che Equita Capital SGR commercializzerà nel corso del 2024: EGIF e EPD III.

Attività di Consolidamento tecnologico:

  • Disaster Recovery in cloud: avviati gli studi e l'analisi architetturale. Il progetto prevede il completamento dell'implementazione e il go - live nella prima metà del 2024.
  • Rinnovamento applicativi interni. È stato avviato un progetto volto alla dismissione di applicativi obsoleti in favore di una tecnologia moderna, sviluppata e supportata da Microsoft, che consentirà di allungare il ciclo di vita di applicazioni strategiche per Equita e di aumentarne la resilienza digitale.
  • Sicurezza informatica: effort continuativo volto a rafforzare le tutele e i presidi contro eventi "malevoli". In particolare, sono stati implementate azioni per:
  • identificare eventuali fattori di debolezza nell'ambito della sicurezza dei sistemi e quindi previste azioni di remediation;
  • sensibilizzare e formare le risorse per mezzo una campagna di phishing e una sessione di e-learning in ambito Cyber security. Innovazione e Large Language Models (LLM). Supportati da partner tecnologici affermati, sono stati identificati dei casi d'uso a cui applicare i nuovi algoritmi di Generative AI. L'obiettivo del progetto è quello di trovare modi per efficentare processi operativi time consuming.

Altre informazioni

Attività di ricerca e sviluppo

Si segnala che nel corso dell'esercizio non è stata svolta attività di ricerca e sviluppo ai sensi dell'art. 2428 comma 3, punto 1) del Codice Civile.

Informativa sul capitale e azioni proprie (art 2428 c.c.)

Al 31 dicembre 2023 il capitale sociale è costituito da n. 51.324.020 di azioni ordinarie di cui 3.146.247 euro sono detenute da Equita Group S.p.A.

Numero e valore nominale sia delle azioni proprie sia delle azioni o quote di società controllanti possedute dalla società, anche per tramite di società fiduciaria o per interposta persona, con l'indicazione della parte di capitale corrispondente

Ai sensi del 3° comma, punto 3) dell'art. 2428 del Codice Civile, si segnala che Equita Group possiede n. 3.146.247, per un controvalore di € 3.171.237 azioni proprie pari al 6,13% del capitale sociale

Le società controllate da Equita Group non detengono azioni della Capogruppo.

Numero e il valore nominale sia delle azioni proprie sia delle azioni o quote di società controllanti acquistate o alienate dalla società, nel corso dell'esercizio, anche per tramite di società fiduciaria o per interposta persona, con l'indicazione della corrispondente parte di capitale, dei corrispettivi e dei motivi degli acquisti e delle alienazioni.

Ai sensi del 3° comma, punto 4) dell'art. 2428 del Codice Civile, si segnala che Equita Group possiede n. azioni proprie 3.146.247, per un controvalore complessivo di € 3.171.237, pari al 6,13% di tutte le azioni rappresentative del capitale sociale. Per un'analisi dettagliata circa la movimentazione delle azioni proprie in portafoglio si rimanda alla sezione specifica della Relazione sulla Gestione.

Informativa in relazione all'uso da parte della società di strumenti finanziari e se rilevanti per la valutazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico dell'esercizio:

Ai sensi del 3° comma, punto 6) bis dell'art. 2428 del Codice Civile, si segnala che i rischi più importanti riguardano il contesto di mercato in cui il Gruppo opera.

I rischi aziendali sono valutati dai membri del Consiglio di amministrazione su base annuale nell'ambito del processo ICAAP/ILAAP. Inoltre, sono rivisti periodicamente come parte della normale attività di monitoraggio a livello di Gruppo.

Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari

Ai sensi dell'art. 123-bis, comma 3 del Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58, la Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari è disponibile nella sezione "Corporate Governance" del sito internet di Equita (www. equita.eu)

Relazione sulla politica in materia di remunerazione

Ai sensi dell'art. 123-ter del Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n.58 e così come modificato in attuazione della Direttiva (UE) 2017/828 e dell'art. 84- quater, comma 1, del Regolamento emittenti, la "Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti ", è disponibile sul sito internet nella sezione "Corporate Governance" di Equita (www.equita.eu).

Processo di semplificazione normativa - Consob n. 18079 del 20 gennaio 2012

Equita Group conferma la propria volontà di aderire al regime di opt-out di cui agli artt. 70, comma 8, e 71, comma 1-bis, del Regolamento Emittenti, avvalendosi pertanto della facoltà di derogare agli obblighi di pubblicazione dei documenti informativi prescritti in occasione di operazioni significative di fusione, scissione, aumento di capitale mediante conferimento di beni in natura, acquisizioni e cessioni.

ESEF - European Single Electronic Format

Nel rispetto di quanto previsto dalla direttiva 2004/109/ CE e dal Regolamento Delegato UE 2019/815 (ESEF), la presente Relazione Finanziaria Annuale Consolidata 2023 è redatta anche nel formato XHTML ed è resa disponibile nella sua versione definitiva sul sito del Gruppo.

Rapporti con parti correlate

Ai sensi dell'art. 2428 comma 2, punto 2) del Codice Civile, dichiariamo con la presente che i rapporti ricorrenti tra parti correlate intrattenuti nel corso del 2023 sono riconducibili a rapporti partecipativi, a contratti di prestazione di servizi infragruppo, e di distacco del personale tra:

  • Equita Group S.p.A.;
  • Equita SIM S.p.A.;
  • Equita Capital SGR S.p.A;
  • Equita Investimenti S.p.A.;
  • Equita K Finance S.r.l.;

Oltre a queste si aggiungono i dirigenti con responsabilità strategica e i membri del collegio sindacale.

Sedi Secondarie

EQUITA Group non possiede una sede secondaria.

Destinazione dell'utile di esercizio

L'esercizio 2023 si è concluso con un risultato netto consolidato di pertinenza della capogruppo pari a € 16.059.033.

Il Consiglio di Amministrazione propone all'Assemblea degli azionisti distribuire un dividendo unitario di euro 0,35 per ogni azione in circolazione, per un ammontare massimo complessivo di euro 17.195.205 da pagarsi in due tranche a maggio 2024 e a novembre 2024;

Prima tranche – €0,20 per azione, per un ammontare massimo complessivo pari ad euro 9.821.546 rivenienti dall'utile dell'esercizio 2023 – data di pagamento 22 maggio 2024 (payment date), data di stacco cedola 20 maggio 2024 (ex-dividend date) e data di legittimazione al pagamento 21 maggio 2024 (record date);

Seconda tranche – €0,15 per azione per un ammontare massimo complessivo pari ad euro 7.373.659 rivenienti dall'utile dell'esercizio 2023 – data di pagamento 20 novembre 2024 (payment date), data di stacco cedola 18 novembre 2024 (ex-dividend date) e data di legittimazione al pagamento 19 novembre 2024 (record date).

Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell'art. 81-Ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni

I sottoscritti, Dottor Andrea Vismara, nella sua qualità di Amministratore Delegato e Direttore Generale di Equita Group S.p.A., e Dottoressa Stefania Milanesi, nella sua qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Equita Group S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'articolo 154-bis, commi 3 e 4, del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:

L'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa, e l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Bilancio consolidato, nel corso del periodo chiuso al 31 dicembre 2023. Al riguardo si segnala che la valutazione dell'adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2023 è avvenuta sulla base della valutazione del sistema di controllo interno e di verifica dei processi attinenti, anche indirettamente, alla formazione dei dati contabili e di bilancio.

Si attesta, inoltre, che il Bilancio consolidato:

  • è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
  • corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
  • è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento;

La Relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti. La relazione sulla gestione contiene, altresì, informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate ai sensi di quanto previsto dall'Art. 154 TER del d.lgs. 58/98.

Milano, 14 marzo 2024

Equita Group S.p.A.

e Direttore Generale dei documenti contabili societari

Andrea Vismara Stefania Milanesi

L'Amministratore Delegato Il Dirigente preposto alla redazione

Schemi di bilancio e nota integrativa

Stato Patrimoniale Consolidato

Voci dell' Attivo (importi in euro)

Voci dell' Attivo Consolidato (importi in euro) 31/12/2023 31/12/2022
10 Cassa e disponibilità liquide 130,481,458 107,944,782
20 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 77,384,279 111,713,663
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 55,043,256 102,138,408
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value. 22,341,024 9,575,255
40 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 101,248,810 99,550,332
a) crediti verso banche 66,423,042 46,394,967
b) crediti verso società finanziarie 15,122,256 30,652,845
c) crediti verso clientela 19,703,512 22,502,521
50 Derivati di copertura 106,079 146,474
70 Partecipazioni 628,160 46,267
80 Attività materiali 5,982,648 4,140,864
90 Attività immateriali 26,606,916 26,901,934
di cui:
- avviamento 24,153,008 24,153,008
100 Attività fiscali 3,237,194 7,520,436
a) correnti 1,199,047 4,961,894
b) anticipate 2,038,147 2,558,542
120 Altre attività 34,042,397 41,566,005
Totale Attivo 379,717,941 399,530,757

Stato Patrimoniale Consolidato

Voci del Passivo e del Patrimonio Netto (importi in euro)

31/12/2023 31/12/2022
10 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 193,785,598 205,731,240
a) Debiti 193,785,598 205,731,240
20 Passività finanziarie di negoziazione 20,067,070 15,540,760
60 Passività fiscali 1,331,729 3,626,449
a) correnti 623,424 2,932,930
b) differite 708,305 693,519
80 Altre passività 50,788,482 64,428,329
90 Trattamento di fine rapporto del personale 1,941,659 2,069,142
100 Fondi per rischi e oneri 3,234,663 3,833,991
c) altri fondi rischi ed oneri 3,234,663 3,833,991
110 Capitale 11,678,163 11,587,376
120 Azioni proprie (-) (3,171,237) (3,926,926)
140 Sovrapprezzi di emissione 23,373,173 20,446,452
150 Riserve 56,670,729 58,819,101
160 Riserve da valutazione 56,243 106,868
170 Utile (perdita) dell'esercizio 16,753,969 17,267,975
180 Patrimonio di pertinenza di terzi 3,207,700 -
Totale Passivo e Patrimonio Netto 379,717,941 399,530,757

Conto Economico Consolidato

Voci del Conto Economico (importi in euro)

31/12/2023 31/12/2022
10 Risultato netto dell'attività di negoziazione 11,193,279 7,195,400
40 Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
3,557,965 1,102,819
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 3,557,965 1,102,819
50 Commissioni attive 70,465,031 76,016,230
60 Commissioni passive (7,541,373) (6,508,850)
70 Interessi attivi e proventi assimilati 10,212,231 3,251,913
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 6,983,126 1,053,399
80 Interessi passivi e oneri assimilati (10,217,284) (3,658,210)
90 Dividendi e proventi simili 9,855,677 9,491,077
110 Margine di Intermediazione 87,525,527 86,890,378
120 Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: (147,431) 6,256
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato; (147,431) 6,256
130 Risultato netto della gestione finanziaria 87,378,096 86,896,634
140 Spese amministrative: (61,547,246) (61,038,306)
a) spese per il personale (42,768,632) (43,608,255)
b) altre spese amministrative (18,778,614) (17,430,052)
160 Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (1,701,111) (1,307,930)
170 Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (281,758) (359,214)
180 Altri proventi e oneri di gestione (199,509) (137,239)
190 Costi operativi (63,729,624) (62,842,689)
200 Utili (Perdite) delle partecipazioni - (44,389)
240 Utile (perdite) dell'attività corrente al lordo delle imposte 23,648,472 24,009,556
250 Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (6,894,503) (6,741,581)
260 Utile (perdita) dell'attività corrente al netto delle imposte 16,753,969 17,267,975
280 Utile (perdita) dell'esercizio 16,753,969 17,267,975
290 Utile (Perdita) dell'esercizio di pertinenza di terzi 694,937 2,020,592
300 Utile (Perdita) dell'esercizio di pertinenza della capogruppo 16,059,033 15,247,383
Utile base per azione (basic EPS) 0.34 0.33
Utile diluito per azione (diluted EPS) 0.33 0.32

Redditività consolidata complessiva

Prospetto della redditività complessiva (importi in euro)

Voci 31/12/2023 31/12/2022
10 Utile (perdita) d'esercizio 16,753,969 17,267,975
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico (10,230) (162,456)
70 Piani a benefici definiti (10,230) (162,456)
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico (40,395) 150,019
Copertura dei flussi finanziari (40,395) 150,019
170 Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (50,625) (12,437)
180 Redditività complessiva (Voce 10+170) 16,703,344 17,255,538
190 Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 694,937 2,020,592
200 Redditività consolidata complessiva di pertinenza della Capogruppo 16,008,408 15,234,946

Prospetto delle variazioni di patrimonio netto

Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto Consolidato (importi in euro)
Esistenze al Esistenze al
aldi
Allocazione risultato
esercizio precedente
Operazioni sul patrimonio netto complessiva
Redditività
Patrimonio
netto di
Patrimonio
netto
Patrimonio
31.12.2022 01.01.2023
apertura
Modifica s
Riserve destinazioni
Dividendi
e altre
Emissione
nuove
azioni
strumenti di
Variazioni
capitale
Variazioni di
riserve per
IFRS 2
variazioni
Altre
31.12.2023
al
31.12.2023
gruppo
31.12.2023
di terzi
netto totale
31/12/2023
Capitale 11,587,376 11,587,376
-
- - 90,787 - - - - 11,678,163 33,000 11,711,163
Sovrapprezzo di
emissione 20,446,452 20,446,452
-
- - 949,761 1,976,961 - - - 23,373,173 72,000 23,445,173
Riserve: 58,819,101 58,819,101
-
17,267,975 (17,000,065) - - (676,431) (1,739,851) - 56,670,729 3,070,876 59,741,605
a) di utili 33,869,549 33,869,549
-
17,267,975 (10,049,048) - - (676,431) (1,790,480) - 38,621,565 296,669 38,918,234
b) altre 24,949,552 24,949,552
-
- (6,951,017) - - - 50,629 - 18,049,164 2,774,207 20,823,371
Azioni proprie (3,926,926) (3,926,926)
-
- - - 755,689 - - - (3,171,237) - (3,171,237)
valutazione
Riserve da
106,868 106,868
-
- - - - - - (50,625) 56,243 31,824 88,067
Strumenti di
capitale - -
-
- - - - - - - - - -
Utile (Perdita) del
Gruppo 17,267,975 17,267,975
-
(17,267,975) - - - - - 16,059,033 16,059,033 694,937 16,753,969
Patrimonio netto
del Gruppo 104,300,846 104,300,846
-
- (17,000,065) 1,040,547 2,732,650 (676,431) (1,739,851) 16,008,408 104,666,104x 104,666,104
Patrimonio netto
dei terzi - -
-
- - - - - 3,207,700 x
694,937
3,902,637 3,902,637
Patrimonio
netto totale
104,300,846 -104,300,846 - (17,000,065) 1,040,547 2,732,650 (676,431) 1,467,849 16,703,344x x 108,568,741

Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto Consolidato 2022 (importi in euro)

Prospetti contabili

Prospetto delle variazioni di patrimonio netto

Rendiconto finanziario consolidato (metodo diretto)

Rendiconto finanziario Consolidato (metodo diretto)

A Attività operativa 31/12/2023 31/12/2022
1 Gestione 24,545,759 27,500,360
commissioni attive (+) 70,317,600 76,022,601
commissioni passive (-) (7,541,373) (6,508,850)
interessi attivi incassati (+) 10,212,231 3,251,913
interessi passivi pagati (-) (10,217,284) (3,658,210)
dividendi e proventi simili (+) 9,855,677 9,491,077
spese per il personale (-) (41,440,983) (42,528,767)
altri costi (-) (18,964,864) (17,569,161)
altri ricavi (+) 13,080,190 9,457,195
imposte (-) (755,436) (457,438)
2 Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie 36,851,045 (119,468,048)
attività finanziarie detenute per la negoziazione 49,366,208 (61,302,710)
altre attività obbligatoriamente valutate al fair value (12,765,769) (2,325,081)
attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (10,974,349) (12,730,176)
altre attività 11,224,956 (43,110,081)
3 Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie (31,557,657) 71,923,690
passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (11,945,642) 39,243,841
passività finanziarie di negoziazione 4,526,310 6,449,755
derivati di copertura 40,395 (150,019)
altre passività (24,178,720) 26,380,113
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa 29,839,148 (20,043,998)
B Attività di investimento
1 Liquidità generata da (+) - -
2 Liquidità assorbita da (-) (4,142,895) (285,581)
acquisti di partecipazioni (600,000) -
acquisti di attività materiali (3,542,895) (245,634)
acquisti di attività immateriali 0 (39,947)
acquisti di rami d'azienda - -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento (4,142,895) (285,581)
CAttività di provvista
emissioni/acquisti di azioni proprie 3,773,197 2,001,753
emissioni/acquisti di strumenti di capitale (2,416,282) 1,938,675
distribuzione dividendi e altre finalità (17,000,065) (16,366,215)
vendita/(acquisto di controllo di terzi) 3,207,700 -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista (12,435,449) (12,425,787)
LIQUIDITÀ NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO 13,260,804 (32,755,366)

Riconciliazione

Riconciliazione

31/12/2023 31/12/2022
Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 122,674,027 155,429,393
Liquidità totale netta generata/assorbita nel periodo 13,260,804 (32,755,366)
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi - -
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura del periodo 135,934,831 122,674,027

"Ai fini di redazione della presente tabella di riconciliazione del rendiconto finanziario, tra le disponibilità liquide equivalente è stata inclusa, oltre al saldo della voce 10 dell'Attivo Patrimoniale, la componente dei margini depositati presso la cassa di compensazione e garanzia.

Parte A - Politiche contabili

A.1 Parte generale

Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali

Il presente Bilancio Consolidato, in applicazione del D.Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, è redatto secondo i principi contabili IAS/ IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

Il Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2023 di Equita Group S.p.A. (di seguito anche "Società" o "Gruppo") è stato predisposto sulla base del Provvedimento di Banca d'Italia del 17 novembre 2022 "Il Bilancio degli intermediari IFRS diversi dagli intermediari bancari". In considerazione della tipologia di attività caratteristica prevalente e del fatto che Equita Group S.p.A. è Capogruppo di un Gruppo di SIM, la stessa Equita Group ha deciso di utilizzare gli schemi di bilancio redatti sulla base delle Istruzioni per la redazione dei bilanci degli Intermediari IFRS diversi dagli Intermediari Bancari emanate da Banca d'Italia, ai sensi dell'art. 9 del D.lgs. 38/05 e dell'Art. 43 del D.lgs. 136/15, al fine di fornire una migliore e più rappresentativa informativa.

Queste Istruzioni stabiliscono in modo vincolante gli schemi di Bilancio Consolidato e le relative modalità di compilazione, nonché il contenuto della Nota integrativa. Nella predisposizione del Bilancio Consolidato sono stati applicati i principi IAS/ IFRS omologati ed in vigore al 31 dicembre 2023 il cui elenco è riportato nel presente Bilancio Consolidato.

Nella tabella che segue sono riportati i nuovi principi contabili internazionali o le modifiche di principi contabili già in vigore, con i relativi Regolamenti di omologazione da parte della Commissione Europea, entrati in vigore nell'esercizio 2023.

Nuovi documenti emessi dallo IASB ed omologati dallU da adottare obbligatoriamente a partire dai bilanci che iniziano il 1° gennaio 2023

Titolo documento Data emissione Data di entrata in vigore Data di
omologazione
Regolamento UE e data di
pubblicazione
IFRS 17 - Contratti assicurativi (incluse
modifiche pubblicate nel giugno 2020)
maggio 2017-
giugno 2020
1° gennaio 2023 19 novembre 2021 (UE) 2022/2036
23 novembre 2021
Prima applicazione dell'IFRS 17 e dell'IFRS
9 - Informazioni comparative (Modifiche
all'IFRS 17)
dicembre-21 1° gennaio 2023 8 settembre 2022 (UE) 2022/1491
9 settembre 2022
Definizione di stime contabili (Modifiche allo
IAS 8)
febbraio-21 1° gennaio 2023 2 marzo 2022 (UE) 2022/357
3 marzo 2022
Informativa sui principi contabili (modifiche
allo IAS 1)
febbraio-21 1° gennaio 2023 2 marzo 2022 (UE) 2022/357
3 marzo 2022
Imposte differite relative ad attività e
passività derivanti da un'unica operazione
(modifiche allo IAS 12)
maggio-21 1° gennaio 2023 11 agosto 2022 (UE) 2022/1392
12 agosto 2022
Riforma Fiscale Internazionale - Norme tipo
del secondo pilastro (modifiche allo IAS 12)
maggio-23 1° gennaio 2023 8 novembre 2023 (UE) 2023/2468
9 novembre 2023

Si segnala che l'applicazione di tali nuovi principi non comporta impatti rilevanti sul bilancio consolidato.

Gruppo EQUITA Prospetti Contabili e Nota Integrativa Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 65

IAS/IFRS e relative interpretazioni IFRIC applicabili ai bilanci degli esercizi che iniziano dopo il 1° gennaio 2023 Documenti omologati dall'UE al 30 novembre 2023.

Titolo documento Data emissione Data di entrata in vigore
Data di omologazione
Regolamento UE e data
di pubblicazione
Passività del leasing in un'operazione di vendita e "(UE) 2023/2579
retrolocazione (Modifiche all'IFRS 16) settembre-22 1° gennaio 2024 20 novembre 2023

IAS/IFRS e relative interpretazioni IFRIC applicabili ai bilanci degli esercizi che iniziano dopo il 1° gennaio 2023 - Documenti NON ancora omologati dall'UE al 30 novembre 2023

Titolo documento Data emissione
Data di entrata in vigore del
Data di prevista omologazione
da parte dello IASB documento IASB da parte dell'UE
Standards
Processo di omologazione
IFRS 14 Regulatory deferral accounts Gennaio 2014 1° gennaio 2016 sospeso in attesa del nuovo
principio contabile sui "rate
regulated activities".
Amendments
Sale or contribution of assets between an investor Differita fino al completamento Processo di omologazione
sospeso in attesa della
and its associate or joint venture (Amendments to Settembre 2014 del progetto IASB sull'equity conclusione del progetto IASB
IFRS 10 and IAS 28) method sull'equity method
Classification of liabilities as current or non-current Gennaio 2020
(Amendments to IAS 1) and Non current liabilities Luglio 2020 1° gennaio 2024 TBD
with covenants (Amendments to IAS 1) Ottobre 2022
Supplier Finance Arrangements (amendment to IAS
7 and IFRS 9) maggio-23 1° gennaio 2024 TBD
Lack of Exchangeability (amentdment to IAS 21) agosto-23 1° gennaio 2025 TBD

Si segnala che tali documenti saranno applicabili solo dopo l'avvenuta omologazione da parte dell'UE.

Sezione 2 - Principi generali di redazione

In conformità a quanto disposto dall'art. 5, comma 2, del D.Lgs. n. 38/2005, il presente Bilancio è stato redatto utilizzando l'Euro quale moneta di conto. Esso è costituito dallo Stato Patrimoniale Consolidato, dal Conto Economico Consolidato, dal Prospetto della Redditività Consolidata Complessiva, dal Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto Consolidato, dal Rendiconto Finanziario Consolidato e dalla Nota Integrativa. È, inoltre, corredato da una Relazione degli Amministratori sull'andamento della gestione, dei risultati economici conseguiti e della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo.

Il Bilancio Consolidato è stato redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, il risultato economico dell'esercizio e i flussi finanziari del Gruppo e si fonda sull'applicazione dei seguenti principi generali di redazione contenuti nel Framework oltre che nello IAS 1:

Continuità aziendale - Attività, passività ed operazioni "fuori Bilancio" sono valutate secondo criteri di funzionamento della Società, in quanto quest'ultima è destinata a continuare prospetticamente a operare sulla base di tutte le informazioni disponibili, prendendo a riferimento, in accordo con le disposizioni dello IAS 1 "Presentazione del Bilancio", un periodo futuro di almeno, ma non limitato, a 12 mesi dalla data di chiusura del presente Bilancio Consolidato. Nella redazione del Bilancio Consolidato, la Direzione Aziendale ha valutato l'applicabilità del presupposto della continuità aziendale. La Direzione Aziendale ha concluso che il presupposto della continuità aziendale è soddisfatto in quanto non sono emersi elementi di debolezza ne impatti rilevanti connessi ai fattori di rischio individuati.

Competenza economica - Costi e ricavi vengono rilevati, a prescindere dal momento del loro regolamento monetario, in relazione al periodo di maturazione economica e secondo il criterio di correlazione, oltre che secondo gli IFRS applicabili.

Costanza di presentazione - Presentazione e classificazione delle voci sono mantenute costanti nel tempo allo scopo di garantire la comparabilità delle informazioni, salvo che la loro variazione sia richiesta da un Principio Contabile Internazionale o da una Interpretazione oppure renda più appropriata, in termini di significatività e di affidabilità, la rappresentazione dei valori. Se un criterio di presentazione o di classificazione viene cambiato, quello nuovo si applica – ove possibile – in modo retroattivo; in tal caso vengono anche indicati la natura e il motivo della variazione nonché le voci interessate. Nella presentazione e nella classificazione delle voci sono adottati gli schemi predisposti dalla Banca d'Italia per i bilanci dei Gruppi di SIM.

Aggregazione e rilevanza - Tutti i raggruppamenti significativi di voci con natura o funzione simili sono riportati separatamente. Gli elementi di natura o funzione diversa, se rilevanti, vengono presentati in modo distinto.

Divieto di compensazione - Attività e passività, costi e ricavi non vengono compensati tra loro, salvo che ciò non sia richiesto o permesso da un Principio Contabile Internazionale o da una Interpretazione oppure dagli schemi predisposti dalla Banca d'Italia per i bilanci dei Gruppi di SIM.

Informativa comparativa - Le informazioni comparative dell'esercizio precedente sono riportate per tutti i dati contenuti nei prospetti contabili, a meno che un Principio Contabile Internazionale o una Interpretazione non prescrivano o consentano diversamente. Sono incluse anche informazioni di natura descrittiva o commenti, quando utili per la comprensione dei dati.

Costanza di applicazione dei principi contabili - Le modalità di rilevazione delle voci sono mantenute costanti nel tempo allo scopo di garantire la comparabilità dei bilanci salvo che la loro variazione sia richiesta da un Principio Contabile Internazionale o da una Interpretazione oppure renda più appropriata, in termini di significatività e di affidabilità, la rappresentazione dei valori. Se un principio viene cambiato, quello nuovo si applica – ove possibile – in modo retroattivo; in tal caso vengono anche indicati la natura e il motivo della variazione, nonché le voci interessate dall'eventuale cambiamento.

Rischi ed incertezze legati all'utilizzo di stime e assunzioni

Per la redazione del Bilancio Consolidato si utilizzano stime contabili e assunzioni basate su giudizi complessi e/o oggettivi, esperienze passate e su ipotesi considerate ragionevoli e realistiche sulla base delle informazioni conosciute al momento della stima. L'utilizzo di queste stime contabili influenza il valore di iscrizione delle attività e delle passività e l'informativa su attività e passività potenziali alla data del Bilancio Consolidato, nonché l'ammontare dei ricavi e dei costi nel periodo di riferimento. I risultati effettivi possono differire da quelli stimati a causa dell'incertezza che caratterizza le ipotesi e le condizioni sulle quali le stime sono basate.

Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'impiego di valutazioni soggettive da parte della direzione aziendale sono:

  • l'utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
  • la quantificazione dei fondi del personale e dei fondi per rischi e oneri;
  • la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti e, in generale, delle altre attività finanziarie;
  • la valutazione della congruità del valore delle partecipazioni e delle altre attività non finanziarie (avviamenti, attività materiali, compresi i valori d'uso degli asset acquisiti con il leasing, e altre attività immateriali).

L'elenco dei processi valutativi sopra indicati viene fornito al solo fine di consentire al lettore una migliore comprensione delle principali aree di incertezza, ma non è inteso in alcun modo a suggerire che assunzioni alternative, allo stato attuale, possano essere più appropriate. Per le poste più rilevanti soggette a stima viene fornita, nelle specifiche sezioni di Nota Integrativa, l'informativa delle principali ipotesi ed assunzioni utilizzate nella stima, nonché un'analisi di sensitività rispetto ad ipotesi alternative.

Informativa sugli impatti del conflitto Russia-Ucraina

Il portafoglio del Gruppo non evidenzia esposizioni creditizie dirette verso Federazione Russa, Ucraina e Bielorussia.

Le esposizioni presenti al 31 dicembre 2023 riguardano crediti in valuta rublo per operatività di intermediazione con clientela istituzionale non appartenente alla Federazione Russa, Ucraina e Bielorussia. Il controvalore delle esposizioni menzionate al 31 dicembre 2023 è pari a euro 11.772.

Sezione 3 - Eventi successivi alla data di riferimento del Bilancio Consolidato

Nei primi mesi del 2024, non sono intervenuti eventi societari di rilievo o avvenute operazioni anomale, inusuali o tali comunque da dovere essere tenute in considerazione nella redazione di questo Bilancio Consolidato.

Si precisa che il presente Bilancio Consolidato è stato autorizzato alla pubblicazione, secondo quanto previsto dallo IAS 10, dal Consiglio di Amministrazione tenutosi in data 14 marzo 2024.

Sezione 4 - Altri aspetti

Nella redazione del presente Bilancio Consolidato si è preso atto dei nuovi principi contabili internazionali e delle modifiche di principi contabili già in vigore, come precedentemente indicato.

Con riferimento in particolare al Paragrafo 125 dello IAS 1, si rimanda alla sezione precedente.

Il Bilancio consolidato e il bilancio di esercizio della Capogruppo sono sottoposti a revisione contabile da parte della Società di revisione EY S.p.A., ai sensi del D. Lgs. 27 gennaio 2010 n. 39 ed in esecuzione della delibera assembleare del 20 aprile 2023, per gli esercizi dal 2023 al 2031.

Regolamento ESEF

La Direttiva 2013/50/UE, che ha modificato la Direttiva 2004/109/CE (Direttiva sulla trasparenza), ha stabilito che tutte le relazioni finanziarie annuali degli emittenti, i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato, devono essere redatte in un formato elettronico unico di comunicazione. La Commissione europea ha recepito tali regole nel Regolamento delegato 2019/815 del 17 dicembre 2018 (Regolamento 112 ESEF- European Single Electronic Format). Il Regolamento prevede che gli emittenti che redigono il bilancio consolidato conformemente agli IFRS devono redigere e pubblicare la loro relazione finanziaria annuale nel formato XHTML (eXtensible HyperText Markup Language), utilizzando il linguaggio "Inline Extensible Business Reporting Language (iXBRL)" per la marcatura dei prospetti contabili consolidati (Stato Patrimoniale, Conto Economico, Prospetto della redditività complessiva, Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto, Rendiconto Finanziario) e le informazioni contenute nella nota integrativa. il Gruppo Equita lo ha implementato per la prima volta nel bilancio Consolidato al 31 dicembre 2022.

Gli emittenti possono comunque continuare a pubblicare il Bilancio in altri formati (i.e. PDF). Si segnala che alcune informazioni contenute nella Nota Integrativa del bilancio consolidato quando estratte dal formato XHTML in un'istanza XBRL, a causa di taluni limiti tecnici, potrebbero non essere riprodotte in maniera identica, rispetto alle corrispondenti informazioni visualizzabili nel bilancio consolidato in formato XHTML ed in formato PDF.

Sezione 5 - Area e metodi di consolidamento

Area e metodo di consolidamento

L'area di consolidamento è definita in base all'IFRS 10 "Bilancio Consolidato" che prevede la presenza di un "controllo" qualora vi sia la contemporanea presenza dei seguenti tre elementi:

  • il potere derivante da diritti esistenti esercitabili di dirigere le attività rilevanti, ossia le attività svolte dall'entità oggetto di investimento che sono in grado di influenzarne i rendimenti, nel momento in cui devono essere prese decisioni sulle stesse;
  • l'esposizione alla variabilità dei rendimenti derivanti dall'attività dell'entità oggetto di investimento che possono variare in aumento o in diminuzione;
  • l'esercizio del potere per influenzare i rendimenti.

Sono collegate le società sottoposte ad influenza notevole, definita come il potere di partecipare nelle attività rilevanti della società, ma non il controllo su di esse. L'influenza notevole viene presunta nel caso una società detenga almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali") nella partecipata o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali in virtù di particolari legami giuridici, quali la partecipazione a patti di sindacato.

Sono escluse dall'area di consolidamento, e classificate sulla base di quanto previsto dall'IFRS 9, alcune interessenze superiori al 20%, in quanto di importo contenuto ed il Gruppo, non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela dei propri interessi patrimoniali, pertanto non si configura un'influenza notevole.

1. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva

Denominazione imprese Sede Tipo di
rapporto
(a)
Impresa
partecipante
Quota
%
Disponibilità dei voti % (b)
1. Equita SIM Milano 1 Equita Group 100% 100%
2. Equita Capital SGR Milano 1 Equita Group 100% 100%
3. Equita K Finance Milano 1 Equita Group 70% 70%
4. Equita Investimenti Milano 1 Equita Group 100% 100%

(a) Tipo di rapporto:

1 = maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria 2 = influenza dominante nell'assemblea ordinaria

3 = accordi con altri soci

4 = altre forme di controllo

5 = direzione unitaria ex art. 39, comma 1, del "decreto legislativo 136/2015" 6 = direzione unitaria ex art. 39, comma 2, del "decreto legislativo 136/2015"

(b) Disponibilità voti nell'assemblea ordinaria, distinguendo tra effettivi e potenziali

2. Valutazione e assunzioni significative per determinare l'area di consolidamento

Generalmente, vi è la presunzione che la maggioranza dei diritti di voto comporti il controllo. A supporto di tale presunzione e quando il Gruppo detiene meno della maggioranza dei diritti di voto (o diritti simili), il Gruppo considera tutti i fatti e le circostanze rilevanti per stabilire se controlla l'entità oggetto di investimento, inclusi:

  • Accordi contrattuali con altri titolari di diritti di voto;
  • Diritti derivanti da accordi contrattuali;
  • Diritti di voto e diritti di voto potenziali del Gruppo.

Il Gruppo riconsidera se ha o meno il controllo di una partecipata se i fatti e le circostanze indicano che ci siano stati dei cambiamenti in uno o più dei tre elementi rilevanti ai fini della definizione di controllo. Il consolidamento di una controllata inizia quando il Gruppo ne ottiene il controllo e cessa quando il Gruppo perde il controllo. Le attività, le passività, i ricavi ed i costi della controllata acquisita o ceduta nel corso dell'esercizio sono inclusi nel bilancio consolidato dalla data in cui il Gruppo ottiene il controllo fino alla data in cui il Gruppo non esercita più il controllo sulla società

In base a quanto prescritto dalle norme congiunte dell'IFRS 10 "Bilancio Consolidato", dell'IFRS 11 "Accordi a controllo congiunto" e dell'IFRS 12 "Informativa sulle partecipazioni in altre entità", il Gruppo ha proceduto al consolidamento delle società controllate utilizzando il metodo del consolidamento integrale ossia "linea per linea".

In ossequio al Paragrafo B86 dell'IFRS 10, la procedura di consolidamento "integrale" ha previsto:

  • La combinazione di elementi similari di attività, passività, patrimonio netto, ricavi, costi e flussi finanziari della controllante con quelli della controllata;
  • La compensazione (elisione) del valore contabile della partecipazione della controllante nella controllata e della corrispondente parte di patrimonio netto, dopo l'attribuzione delle pertinenze di terzi, di ciascuna controllata posseduta dalla controllante;
  • L'elisione integrale di attività e passività, patrimonio netto, ricavi, costi e flussi finanziari infragruppo relativi a operazioni tra le due entità del gruppo (profitti e perdite derivanti da operazioni infragruppo comprese nel valore contabile di attività sono eliminati completamente).
  • L'utile (perdita) d'esercizio e ciascuna delle altre componenti di conto economico complessivo sono attribuite ai soci della controllante e alle partecipazioni di minoranza, anche se ciò implica che le partecipazioni di minoranza hanno un saldo negativo. Quando necessario, vengono apportate le opportune rettifiche ai bilanci delle controllate, al fine

Rapporto di partecipazione

di garantire la conformità alle politiche contabili del gruppo. Tutte le attività e passività, il patrimonio netto, i ricavi, i costi e i flussi finanziari infragruppo relativi a operazioni tra entità del gruppo sono eliminati completamente in fase di consolidamento.

  • Le variazioni nelle quote di partecipazione in una società controllata che non comportano la perdita di controllo sono contabilizzate a patrimonio netto.
  • Se il Gruppo perde il controllo di una controllata, deve eliminare le relative attività (incluso l'avviamento), passività, le interessenze delle minoranze e le altre componenti di patrimonio netto, mentre l'eventuale utile o perdita è rilevato a conto economico. La quota di partecipazione eventualmente mantenuta deve essere rilevata al fair value

Il metodo del patrimonio netto viene utilizzato per il consolidamento delle società collegate e per le società sottoposte a controllo congiunto.

Le considerazioni fatte per determinare l'influenza notevole o il controllo congiunto sono simili a quelle necessarie a determinare il controllo sulle controllate. Le partecipazioni del Gruppo in società collegate e joint venture sono valutate con il metodo del patrimonio netto.

Il metodo del patrimonio netto prevede che ogni differenza di patrimonio netto della partecipata (comprensivo degli utili o delle perdite) dal momento dell'acquisto venga incluso nel valore di carico della partecipazione (originariamente iscritto al costo); tale valore viene abbassato nel caso in cui la partecipazione distribuisca dividendi. Nel conto economico consolidato vengono rilevati il pro-quota dell'utile o delle perdite della partecipazione, nonché qualsiasi riduzione durevole o ripresa di valore. Ogni cambiamento nelle altre componenti di conto economico complessivo relativo a queste partecipate è presentato come parte del conto economico complessivo del Gruppo. Inoltre, nel caso in cui una società collegata o una joint venture rilevi una variazione con diretta imputazione al patrimonio netto, il Gruppo rileva la sua quota di pertinenza, ove applicabile, nel prospetto delle variazioni nel patrimonio netto. Gli utili e le perdite non realizzate derivanti da transazioni tra il Gruppo e società collegate o joint venture, sono eliminati in proporzione alla quota di partecipazione nelle collegate o joint venture.

Il bilancio delle società collegate e della joint venture è predisposto alla stessa data di chiusura del bilancio del Gruppo. Successivamente all'applicazione del metodo del patrimonio netto, il Gruppo valuta se sia necessario riconoscere una perdita di valore della propria partecipazione nelle società collegate o joint venture. Il Gruppo valuta a ogni data di bilancio se vi siano evidenze obiettive che le partecipazioni nelle società collegate o joint venture abbiano subito una perdita di valore. In tal caso, il Gruppo calcola l'ammontare della perdita come differenza tra il valore recuperabile della collegata o della joint venture e il valore di iscrizione della stessa nel proprio bilancio, rilevando tale differenza nel prospetto dell'utile/ (perdita) d'esercizio nella voce "quota di pertinenza del risultato di società collegate e joint venture".

All'atto della perdita dell'influenza notevole su una società collegata o del controllo congiunto su una joint venture, il Gruppo valuta e rileva la partecipazione residua al fair value. La differenza tra il valore di carico della partecipazione alla data di perdita dell'influenza notevole o del controllo congiunto e il fair value della partecipazione residua e dei corrispettivi ricevuti è rilevata nel conto economico

A.2 Parte relativa alle principali voci di Bilancio Consolidato

Di seguito sono riportati i principi contabili adottati ai fini della predisposizione del Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2023, senza modifiche di rilievo rispetto a quelli utilizzati per la predisposizione del Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2022, presentato ai fini comparativi. Nel dettaglio, sono riportati i criteri di iscrizione, classificazione, valutazione, cancellazione e rilevazione delle componenti reddituali.

Cassa e disponibilità liquide

Formano oggetto di rilevazione nella presente voce le valute aventi corso legale, comprese le banconote e le monete divisionali estere nonché i crediti "a vista" (conti correnti e depositi a vista) verso le banche.

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico

a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione

Criteri di iscrizione

Le attività finanziarie detenute per la negoziazione sono inizialmente iscritte, alla data di regolamento per i titoli di debito e di capitale, al loro fair value, che normalmente corrisponde al corrispettivo pagato, con esclusione dei costi e ricavi di transazione che sono immediatamente contabilizzati a conto economico ancorché direttamente attribuibili a tali attività finanziarie. Gli strumenti derivati di negoziazione sono rilevati per data di contrattazione.

Criteri di classificazione

Un'attività finanziaria è classificata come posseduta per la negoziazione se:

  • è acquisita principalmente al fine di essere venduta a breve;
  • fa parte di un portafoglio di strumenti finanziari che è gestito congiuntamente e per il quale esiste una strategia volta al conseguimento di profitti nel breve periodo;
  • è un contratto derivato non designato nell'ambito di operazioni di copertura contabile ivi compresi i derivati aventi fair value positivo incorporati in passività finanziarie diverse da quelle valutate al fair value con iscrizione degli effetti reddituali a conto economico.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale tali attività finanziarie sono valutate al fair value e gli effetti dell'applicazione di questo criterio di valutazione sono imputati nel conto economico consolidato.

Costituiscono eccezione i contratti derivati da regolare con la consegna di uno strumento non quotato rappresentativo di capitale il cui fair value non può essere valutato attendibilmente e che, analogamente al sottostante, sono valutati al costo.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli utili e le perdite realizzati dalla negoziazione, cessione o rimborso e gli utili e le perdite non realizzati derivanti dalle variazioni del fair value di strumenti appartenenti al portafoglio di negoziazione sono iscritti nel conto economico consolidato nella voce 10. "Risultato netto dell'attività di negoziazione".

Se il fair value di uno strumento diventa negativo, circostanza che può verificarsi per i contratti derivati, tale strumento viene contabilizzato alla voce 20. "Passività finanziarie di negoziazione" del passivo.

Criteri di cancellazione

L'eliminazione di un'attività finanziaria classificata nel portafoglio di negoziazione avviene al momento del trasferimento di tutti i rischi e i benefici connessi all'attività stessa (solitamente alla data di regolamento). Nel caso in cui sia mantenuta una parte dei rischi e benefici relativi all'attività finanziaria ceduta, questa continua ad essere iscritta in Bilancio, ancorchè giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

I titoli ricevuti nell'ambito di un'operazione che contrattualmente prevede la successiva vendita e i titoli consegnati nell'ambito di un'operazione che contrattualmente prevede il riacquisto, non movimentano il portafoglio di proprietà.

c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

Criteri di iscrizione

I criteri di iscrizione delle "Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" sono analoghi a quelli descritti per le "attività finanziaria detenuta per la negoziazione" a cui si rimanda.

Gruppo EQUITA | Prospetti Contabili e Nota Integrativa | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 71

Criteri di classificazione

Un'attività finanziaria, che non è un'attività finanziaria detenuta per la negoziazione, è classificata fra le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value qualora la stessa non soddisfi le condizioni, in termini di business model o di caratteristiche dei flussi di cassa, per la valutazione al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

In particolare, sono classificati in questa voce:

  • strumenti di debito, titoli e finanziamenti detenuti all'interno di un business model il cui obiettivo non è il possesso di attività finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali (Held to collect), nè il possesso di attività finalizzato sia alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali che alla vendita delle attività finanziarie (Held to collect & sell) e che non sono un'attività finanziaria detenuta per la negoziazione;
  • strumenti di debito, titoli e finanziamenti i cui flussi di cassa non rappresentano solamente la corresponsione di capitale e interessi;
  • quote di O.I.C.R.;
  • strumenti di capitale per le quali il Gruppo non esercita l'opzione concessa dal principio di valutare tali strumenti al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali

Il trattamento contabile di tali operazioni è analogo a quello delle "Attività finanziarie detenute per la negoziazione" (a cui si rimanda), ad eccezione della registrazione dei profitti e delle perdite, realizzati e valutativi, che vengono rilevati alla voce 40. "Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico b) altre attività finanziarie".

Criteri di cancellazione

I criteri di cancellazione delle "Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value", sono analoghi a quelli descritti per le "attività finanziaria detenuta per la negoziazione" a cui si rimanda.

Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di iscrizione

Le attività finanziarie al costo ammortizzato sono inizialmente iscritte, alla data di regolamento per i titoli di debito e alla data di erogazione per i finanziamenti, al loro fair value, che normalmente corrisponde al corrispettivo dell'operazione comprensivo dei costi e ricavi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di classificazione

Un'attività finanziaria è classificata fra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato qualora:

  • l'obiettivo del suo business model sia il possesso di attività finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali ("Held to collect");
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire.

Più in particolare, formano oggetto di rilevazione in questa voce:

  • gli impieghi con banche non liquidabili a vista o entro 24 ore, enti finanziari e clientela nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui al paragrafo precedente;
  • i titoli di debito che presentano i requisiti di cui al paragrafo precedente.

Sono inoltre inclusi in tale categoria i crediti di funzionamento (o crediti commerciali) connessi con la prestazione di attività e di servizi finanziari come definiti dal T.U.B. e dal T.U.F. (ad esempio crediti di commerciali connessi con il collocamento di prodotti finanziari) e sono inclusi anche i margini di variazione presso organismi di compensazione a fronte di operazioni su contratti derivati.

Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali

Dopo l'iniziale rilevazione al fair value, le attività finanziarie sono valutate al costo ammortizzato utilizzando il criterio dell'interesse effettivo eventualmente rettificato al fine di tener conto di riduzioni/riprese di valore risultanti dal processo di valutazione, secondo quanto illustrato nella specifica sezione "Impairment". Tali riduzioni/riprese di valore sono registrate nel conto economico alla voce 120. "Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".

I ripristini di valore connessi con il trascorrere del tempo sono rilevati nel margine di interesse. Quando l'attività finanziaria in questione è eliminata, gli utili e le perdite sono iscritti nel conto economico consolidato alla voce 30. "Utile (perdite) da cessione o riacquisto di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".

Gli interessi maturati sono rilevati a conto economico, nel margine d'interesse, in base al criterio del tasso di interesse effettivo pro rata temporis lungo la durata contrattuale, ossia applicando il tasso di interesse effettivo al valore contabile lordo dell'attività finanziaria fatto salvo per:

  • a. le attività finanziarie deteriorate acquistate o originate. Per tali attività finanziarie l'entità deve applicare il tasso di interesse effettivo corretto per il credito al costo ammortizzato dell'attività finanziaria dalla rilevazione iniziale;
  • b. le attività finanziarie che non sono attività finanziarie deteriorate acquistate o originate ma sono diventate attività finanziarie deteriorate in una seconda fase. Per tali attività finanziarie l'entità deve applicare il tasso di interesse effettivo al costo ammortizzato dell'attività finanziaria in esercizi successivi.

Criteri di cancellazione

I crediti sono cancellati dal Bilancio Consolidato se scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dai crediti stessi o quando i crediti vengono ceduti trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici ad essi connessi.

Operazioni di copertura

Criteri di iscrizione

In applicazione del paragrafo 6.1.1 del principio IFRS 9, il Gruppo applica, relativamente alle operazioni di copertura, le regole previste dallo IAS 39 anche dopo l'introduzione dell'IFRS 9.

Per operazioni di copertura si intende la designazione di uno strumento finanziario atto a neutralizzare, in tutto o in parte, l'utile o la perdita derivante da una variazione di fair value o dei flussi finanziari dello strumento coperto. L'intento di copertura deve essere formalmente definito, non retroattivo e coerente con la strategia di copertura dei rischi. La contabilizzazione dei derivati come strumenti di copertura è permessa dallo IAS 39 solamente in particolari condizioni, ossia quando la relazione di copertura è:

  • chiaramente definita e documentata;
  • misurabile;
  • attualmente efficace. Gli strumenti finanziari derivati designati come copertura sono inizialmente iscritti al loro fair value.
  • Le operazioni di copertura sono finalizzate a neutralizzare le perdite potenziali attribuibili a determinate tipologie di rischio.
  • Le tipologie possibili di copertura sono:
  • copertura di "fair value": con l'obiettivo di coprire l'esposizione alla variazione del fair value di una posta di bilancio;
  • copertura di flussi finanziari (anche "cash flow hedge"): con l'obiettivo di coprire l'esposizione alle variazioni dei flussi di cassa futuri attribuibili a particolari poste di bilancio;
  • copertura di un investimento netto in un'entità estera.

Gli strumenti che possono essere utilizzati per la copertura sono i contratti derivati (comprese le opzioni acquistate) e gli strumenti finanziari non derivati, per la sola copertura del rischio cambio. Gli strumenti derivati di copertura sono classificati nello Stato patrimoniale, rispettivamente alla voce 50 "Derivati di copertura" dell'attivo, o 40 "Derivati di copertura" del passivo, a seconda che alla data di riferimento del bilancio presentino un fair value positivo o negativo.

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Criteri di valutazione

Gli strumenti finanziari derivati di copertura sono iscritti e misurati al loro fair value. Nel momento in cui uno strumento finanziario è classificato come di copertura documenta in modo formale la relazione fra lo strumento di copertura e l'elemento coperto, verificando, sia all'inizio della relazione di copertura sia lungo tutta la sua durata, che la copertura del derivato sia efficace nel compensare i cambiamenti del fair value o dei flussi di cassa dell'elemento coperto. Una copertura è considerata efficace se, sia all'inizio che durante la sua vita, i cambiamenti del fair value o dei flussi di cassa dell'elemento coperto sono compensati dai cambiamenti del fair value del derivato di copertura. Pertanto, l'efficacia è valutata attraverso il confronto delle suddette variazioni, tenuto conto dell'intento perseguito dall'impresa nel momento in cui la copertura è stata posta in essere. Si ha efficacia (nei limiti stabiliti dall'intervallo 80-125%) quando le variazioni attese ed effettive del fair value o dei flussi di cassa dello strumento finanziario di copertura neutralizzano quasi integralmente le variazioni dell'elemento coperto.

Le modalità di contabilizzazione degli utili e delle perdite derivanti dalle variazioni del fair value sono diverse, in relazione alla tipologia di copertura:

  • copertura di fair value (fair value hedge): la variazione del fair value dell'elemento coperto riconducibile al solo rischio coperto è registrato a Conto economico, al pari della variazione del fair value dello strumento derivato di copertura; l'eventuale differenza, che rappresenta la parziale inefficacia della copertura, determina di conseguenza l'effetto economico netto;
  • copertura dei flussi finanziari (cash flow hedge): le variazioni di fair value del derivato sono imputate a Patrimonio netto, per la quota efficace della copertura, e sono rilevate a Conto economico solo quando, con riferimento alla posta coperta, si manifesta la variazione dei flussi di cassa da compensare, o per la parte di copertura che risulta inefficace;
  • copertura di un investimento netto in un'entità estera: segue le modalità di contabilizzazione delle operazioni di copertura dei flussi finanziari.

Criteri di cancellazione

La contabilizzazione delle operazioni di copertura viene interrotta nei seguenti casi: a) la copertura effettuata tramite il derivato cessa o non è più altamente efficace; b) l'elemento coperto è stato venduto oppure rimborsato; c) è stata revocata anticipatamente l'operazione di copertura; d) il derivato scade, viene venduto, estinto o esercitato. Se non è confermata l'efficacia della copertura, la quota del contratto derivato non più di copertura (over hedging) viene riclassificata tra gli strumenti di negoziazione. Se l'interruzione della relazione di copertura è dovuta alla cessione o all'estinzione dello strumento di copertura, l'elemento coperto cessa di essere tale e torna a essere valutato secondo i criteri del portafoglio di appartenenza. Le attività e le passività finanziarie di copertura sono cancellate quando viene meno il diritto contrattuale (ad es., scadenza del contratto, cessazione anticipata esercitata secondo le clausole contrattuali - c.d."unwinding") a ricevere i flussi finanziari relativi agli strumenti finanziari, attività/passività coperta e/o derivato oggetto dell'operazione di copertura, o quando l'attività/passività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi/benefici ad essa connessi.

Attività materiali

Criteri di iscrizione

Le immobilizzazioni materiali sono inizialmente iscritte al costo che comprende, oltre al prezzo di acquisto, tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all'acquisto ed alla messa in funzione del bene.

Le attività materiali per diritti d'uso acquisite con il leasing, al momento dell'iscrizione iniziale sono valutate sulla base dei flussi finanziari associati ai contratti di leasing, corrispondenti al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing non versati a tale data ("passività del leasing"), comprensiva dei pagamenti versati alla data o prima della data di decorrenza e dei costi diretti iniziali sostenuti dal locatario. I pagamenti dovuti per il leasing sono determinati alla luce delle previsioni del contratto di locazione e sono attualizzati utilizzando il tasso di finanziamento del gruppo determinato per la classe di attività in leasing, sulla base del costo del funding per passività di durata e garanzie simili a quelle implicite nei contratti di leasing.

Criteri di classificazione

Le attività materiali comprendono gli impianti tecnici, i mobili e gli arredi e le attrezzature di qualsiasi tipo. Si tratta di attività materiali detenute per essere utilizzate nella produzione o nella fornitura di beni e servizi o per scopi amministrativi e che si ritiene di utilizzare per più di un periodo.

Nelle attività materiali confluiscono i diritti d'uso acquisiti con il leasing e relativi all'utilizzo di attività materiali di cui all'IFRS 16.

Criteri di valutazione

Le immobilizzazioni materiali sono valutate al costo dedotti ammortamenti e perdite di valore.

Ad ogni chiusura di Bilancio Consolidato, se esiste qualche indicazione che un'attività possa aver subito una perdita di valore, si procede al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero, pari al minore tra il fair value, al netto degli eventuali costi di vendita ed il relativo valore d'uso del bene, inteso come valore attuale dei flussi futuri originati dal cespite. Le eventuali rettifiche sono rilevate a conto economico.

Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo ad una ripresa di valore che non può superare il valore che l'attività avrebbe avuto al netto degli ammortamenti, calcolati in assenza di precedenti perdite di valore.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Le spese di manutenzione straordinaria che comportano un incremento dei benefici economici futuri vengono imputate ad incremento del valore dei cespiti, mentre i costi di manutenzione ordinaria sono rilevati a conto economico.

Gli ammortamenti sono calcolati con criteri basati sul decorrere del tempo e, insieme alle eventuali perdite durevoli di valore ovvero alle eventuali riprese di valore, sono iscritti nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di attività materiali".

Criteri di cancellazione

Un'immobilizzazione materiale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall'uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri.

Attività immateriali

Criteri di iscrizione e classificazione

Lo IAS 38 definisce attività immateriali quelle attività non monetarie, identificabili, prive di consistenza fisica. Le caratteristiche necessarie per soddisfare la definizione di attività immateriali sono:

  • Identificabilità;
  • Controllo della risorsa in oggetto;
  • Esistenza di benefici economici futuri.

In assenza di una delle suddette caratteristiche, la spesa per acquisire o generare l'attività stessa internamente è rilevata come costo nell'esercizio in cui è stata sostenuta.

Le attività immateriali sono iscritte come tali se sono identificabili e trovano origine in diritti legali o contrattuali. Sono iscritte al costo, rettificato per eventuali oneri accessori solo se è probabile che i futuri benefici economici attribuibili all'attività si realizzino e se il costo dell'attività può essere determinato attendibilmente.

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Criteri di valutazione e cancellazione

Ad ogni chiusura di Bilancio Consolidato, in presenza di evidenze di perdite di valore, si procede alla stima del valore di recupero dell'attività. L'ammontare della perdita, rilevato a conto economico, è pari alla differenza tra il valore contabile dell'attività e valore recuperabile.

Un'immobilizzazione immateriale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione e qualora non siano attesi benefici economici futuri. Tra le attività immateriali è incluso l'avviamento.

L'avviamento può essere iscritto, nell'ambito di operazioni di aggregazione, quando la differenza positiva fra il corrispettivo trasferito e l'eventuale rilevazione al fair value della quota di minoranza ed il fair value degli elementi patrimoniali acquisiti è rappresentativo delle capacità reddituali future della partecipazione (goodwill).

Qualora tale differenza risulti negativa (badwill) o nell'ipotesi in cui il goodwill non trovi giustificazione nelle capacità reddituali future della partecipata, la differenza stessa viene iscritta direttamente a conto economico.

Con periodicità annuale (o ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) viene effettuato un test di verifica dell'adeguatezza del valore dell'avviamento. A tal fine viene identificata l'unità generatrice di flussi finanziari cui attribuire l'avviamento.

Nell'ambito del Gruppo Equita Group le unità generatrici di flussi finanziari corrispondono a:

  • la controllata Equita SIM, al netto dei flussi generati da ramo Retail Hub;
  • la controllata Equita Capital SGR;
  • la CGU "Retail Hub", originata dall'acquisizione da Nexi S.p.A. del ramo d'azienda relativo all'esercizio delle attività di Brokerage & Primary Market e Market Making;
  • la CGU "K Finance", originata in seguito all'acquisizione della K Holding, fusa per incorporazione in K Finance, società operante nella consulenza direzionale (M&A advisory) a piccole e medie imprese.

L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è determinato sulla base della differenza tra il valore di iscrizione dell'avviamento ed il suo valore di recupero, se inferiore. Detto valore di recupero è pari al maggiore tra il fair value dell'unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d'uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Il costo delle immobilizzazioni immateriali è ammortizzato a quote costanti sulla base della vita utile. Qualora quest'ultima sia indefinita non si procede all'ammortamento ma alla periodica verifica dell'adeguatezza del valore di iscrizione delle immobilizzazioni. Le spese relative alle migliorie degli immobili in affitto sostenute dalla Società sono ammortizzate per un periodo non superiore alla durata sottostante al contratto.

Attività e passività fiscali

Il Gruppo rileva gli effetti relativi alle imposte correnti e differite nel rispetto della legislazione fiscale nazionale in base al criterio della competenza economica, coerentemente con le modalità di rilevazione in Bilancio Consolidato di costi e ricavi che le hanno generate, applicando le aliquote di imposta vigenti.

Le imposte sul reddito sono sempre rilevate nel conto economico ad eccezione di quelle relative a voci addebitate od accreditate direttamente a patrimonio netto.

L'accantonamento per imposte sul reddito è determinato in base ad una prudente previsione dell'onere fiscale corrente, di quello anticipato e di quello differito. In particolare, le imposte anticipate e quelle differite sono determinate sulla base delle differenze temporanee – senza limiti temporali – tra il valore attribuito ad un'attività o ad una passività secondo i criteri civilistici ed i corrispondenti valori a fini fiscali.

Nello stato patrimoniale i crediti e i debiti per imposte correnti sono esposti nelle "Attività fiscali correnti" o nelle "Passività fiscali correnti" rispettivamente nel caso in cui la compensazione tra crediti e debiti evidenzi un credito netto o un debito netto.

Le attività per imposte anticipate sono iscritte in Bilancio Consolidato nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero, valutata sulla base della capacità della Società di generare con continuità redditi imponibili positivi.

Le passività per imposte differite sono iscritte in Bilancio Consolidato, con le sole eccezioni dei maggiori valori dell'attivo in sospensione d'imposta rappresentati dalle riserve in sospensione d'imposta, in quanto la consistenza delle riserve disponibili già assoggettate a tassazione consente ragionevolmente di ritenere che non saranno effettuate d'iniziativa operazioni che ne comportino la tassazione.

Le imposte anticipate e quelle differite sono contabilizzate a livello patrimoniale a saldi aperti e senza compensazioni, includendo le prime nella voce "Attività fiscali" e le seconde nella voce "Passività fiscali".

Le attività e le passività per imposte anticipate e differite sono sistematicamente valutate per tenere conto sia di eventuali modifiche intervenute nelle norme o nelle aliquote sia di eventuali diverse situazioni soggettive della società del Gruppo.

La consistenza del fondo imposte viene adeguata a fare fronte agli oneri che potrebbero derivare da accertamenti notificati o da contenziosi in essere con le autorità fiscali.

Opzione per il consolidato fiscale nazionale

La Capogruppo e le controllate del Gruppo Equita SIM SpA ed Equita Capital S.G.R. hanno adottato il c.d. "consolidato fiscale nazionale", disciplinato dagli artt. 117-129 del TUIR, introdotto nella legislazione fiscale dal D.Lgs. n. 344/2003. Esso consiste in un regime opzionale, in virtù del quale il reddito complessivo netto o la perdita fiscale di ciascuna società partecipante al consolidato fiscale – unitamente alle ritenute subite, alle detrazioni e ai crediti di imposta – sono trasferiti alla società controllante, in capo alla quale è determinato un unico reddito imponibile o un'unica perdita fiscale riportabile e, conseguentemente, un unico debito/ credito di imposta. In virtù di questa opzione, le controllate Equita SIM ed Equita Capital Sgr, che hanno aderito al "consolidato fiscale nazionale", determinano l'onere fiscale di propria pertinenza ed il corrispondente reddito imponibile viene trasferito alla Capogruppo.

Altre attività e passività

Nella presente voce sono iscritte le attività non riconducibili nelle altre voci dell'attivo e del passivo dello stato patrimoniale. Sono inclusi, tra l'altro, i crediti connessi con la prestazione di attività e servizi, diversi dalle attività e servizi finanziari come definiti dal T.U.B. e dal T.U.F., le partite fiscali diverse da quelle rilevate nella voce "Attività fiscali" nonché i ratei attivi diversi da quelli che vanno capitalizzati sulle relative attività finanziarie, ivi inclusi quelli derivanti da contratti con i clienti ai sensi dell'IFRS 15, paragrafi 116 e successivi.

Le altre attività includono anche I crediti di imposta acquistati. Tali crediti, rilevati in sede di prima iscrizione al fair value e successivamente valutati al costo ammortizzato, non essendo né un'attività fiscale né un'attività finanziaria sono classificati nella voce residuale delle altre attività. La corrispondente quota passiva riferita al debito verso la banca è rappresentata tra le altre passività e valorizzata al costo ammortizzato.

Figurano nella presente voce anche le migliorie e le spese incrementative sostenute su beni di terzi diverse da quelle riconducibili alla voce "Attività materiali" nonché le eventuali rimanenze di beni secondo la definizione dello IAS 2, ad esclusione di quelli classificati come rimanenze di attività materiali.

Inoltre, tra le altre passività figura la componente relativa al debito verso i soci per operazioni di acquisizione compiute in più fasi.

Trattamento di fine rapporto del personale (per aziende con più di 50 dipendenti)

Il trattamento di fine rapporto (TFR) riflette la passività in essere nei confronti di tutti i dipendenti, relativa all'indennità da corrispondere al momento della risoluzione del rapporto di lavoro. In base alla Legge n. 269 del 27 dicembre 2006 (Legge Finanziaria 2007), le imprese con almeno 50 dipendenti versano mensilmente ed obbligatoriamente, in conformità alla scelta effettuata dal dipendente, le quote di Trattamento di Fine Rapporto (TFR) maturato successivamente al 1° gennaio 2007, ai Fondi di previdenza complementare di cui al D.Lgs. 252/05 ovvero ad un apposito Fondo per l'erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all'art. 2120 del Codice Civile (di seguito Fondo di Tesoreria) istituito presso INPS. Alla luce di ciò si hanno le seguenti situazioni:

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  • il TFR maturando dal 1° gennaio 2007, per i dipendenti che hanno optato per il Fondo di tesoreria, e dalla data successiva alla scelta (in ossequio alle disposizioni normative in materia) per quelli che hanno optato per la previdenza complementare, si configura come un piano a contribuzione definita, che non necessita di calcolo attuariale; la stessa impostazione vale anche per il TFR di tutti i dipendenti assunti dopo il 31 dicembre 2006, indipendentemente dalla scelta effettuata in merito alla destinazione del TFR;
  • il TFR maturato alle date indicate al punto precedente, permane invece come piano a prestazione definita, ancorché la prestazione sia già completamente maturata. In conseguenza di ciò si è reso necessario un ricalcolo attuariale del valore del TFR alla data del 31 dicembre 2006, al fine di tenere in considerazione quanto segue:
  • allineamento delle ipotesi di incremento salariale a quelle previste dall'art. 2120 c.c.;
  • eliminazione del metodo del pro-rata del servizio prestato, in quanto le prestazioni da valutare possono considerarsi interamente maturate.

Le differenze derivanti da tale restatement sono state trattate, nell'anno 2007, secondo le regole applicabili al c.d. curtailment, di cui ai paragrafi 109-115 dello IAS 19, che ne prevedono l'imputazione diretta a conto economico.

Fondi per rischi ed oneri

Vengono iscritte in questa voce le passività di ammontare o scadenza incerti rilevati in Bilancio Consolidato, ai sensi di quanto disposto dallo IAS 37, quando ricorrono le seguenti contestuali condizioni: a) esiste un'obbligazione attuale alla data di riferimento del Bilancio Consolidato, che deriva da un evento passato; è probabile che si verifichi un'uscita finanziaria; c) è possibile effettuare una stima attendibile dell'ammontare dell'obbligazione.

Nel caso in cui l'effetto del valore attuale del danaro assuma rilevanza, l'importo dell'accantonamento è rappresentato dal valore attuale degli oneri che si ritiene saranno sostenuti per estinguere l'obbligazione.

Il Fondo viene cancellato in caso di utilizzo o qualora vengano a mancare le condizioni per il suo mantenimento.

Gli accantonamenti e le eventuali riprese di valore a fronte dei fondi per rischi e oneri vengono allocati nella voce "Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri".

Inoltre, la voce in esame accoglie i fondi per rischio di credito rilevati a fronte degli impegni ad erogare fondi ed alle garanzie rilasciate che rientrano nel perimetro di applicazione delle regole sull'impairment ai sensi dell'IFRS 9, secondo quanto illustrato nella specifica sezione "Impairment". Gli effetti della valutazione sono registrati nel conto economico consolidato alla voce 150. "Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri a) per rischio di credito relativo a impegni e garanzie rilasciate".

Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di iscrizione, classificazione e valutazione

Le passività finanziarie valutate al costo ammortizzato e comprendono gli strumenti finanziari (diversi dalle passività di negoziazione e da quelle valutate al fair value) rappresentativi delle diverse forme di provvista di fondi da terzi.

Le passività finanziarie sono inizialmente rilevate alla data di regolamento al fair value, che normalmente corrisponde al corrispettivo ricevuto, al netto dei costi di transazione direttamente attribuibili alla passività finanziaria; gli interessi maturati sono rilevati a conto economico, nel margine d'interesse, in base al criterio del tasso di interesse effettivo pro rata temporis lungo la durata del credito.

I titoli in circolazione sono iscritti al netto degli ammontari riacquistati; la differenza tra il valore contabile della passività e l'ammontare pagato per acquistarla viene registrato nel conto economico consolidato alla voce 30. "Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: c) passività finanziarie". Il successivo ricollocamento/vendita da parte dell'emittente è considerato come una nuova emissione che non genera alcun effetto economico.

Le passività finanziarie valutate al costo ammortizzato includono le passività del leasing rilevate inizialmente pari al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing non versati a tale data. I pagamenti dovuti per il leasing sono attualizzati utilizzando il tasso di finanziamento marginale del Gruppo, determinato sulla base del costo del funding per passività di durata e garanzie simili a quelle implicite nei contratti di leasing.

Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali

Dopo la rilevazione iniziale, le suddette passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte. La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli obbligazionari precedentemente emessi. La differenza tra valore contabile della passività e l'ammontare corrisposto per acquistarla viene registrata a Conto Economico.

Il ricollocamento sul mercato di titoli propri successivamente al loro riacquisto è considerato come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di collocamento.

Passività finanziarie di negoziazione

Le passività finanziarie detenute per finalità di negoziazione comprendono:

  • contratti derivati che non sono designati come strumenti di copertura;
  • obbligazioni a consegnare attività finanziarie prese a prestito da un venditore allo scoperto (ossia le vendite allo scoperto di attività finanziarie non già possedute);
  • passività finanziarie emesse con l'intento di riacquistarle a breve termine;
  • passività finanziarie che fanno parte di un portafoglio di strumenti finanziari considerato unitariamente e per il quale sussiste evidenza della sua gestione in un'ottica di negoziazione.

Le passività finanziarie appartenenti a tale categoria, inclusi i contratti derivati, sono valutate al fair value inizialmente e durante la vita dell'operazione.

Gli utili e le perdite realizzati dalla negoziazione, cessione o rimborso e gli utili e le perdite non realizzati derivanti dalle variazioni del fair value di strumenti appartenenti al portafoglio di negoziazione sono iscritti nel conto economico consolidato nella voce 10. "Risultato netto dell'attività di negoziazione", ivi compresi i derivati finanziari connessi alla "fair value option".

Le Passività finanziarie detenute per negoziazione vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa.

Operazioni in valuta

Le operazioni in valuta estera sono registrate, al momento della rilevazione iniziale, in divisa di conto applicando all'importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell'operazione.

Ad ogni chiusura di Bilancio Consolidato, le poste in valuta estera sono valorizzate come segue: (i) le poste monetarie sono convertite al tasso di cambio alla data di chiusura; (ii) le poste non monetarie valutate al costo storico sono convertite al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione; (iii) le poste non monetarie valutate al fair value sono convertite utilizzando i tassi di cambio in essere alla data di chiusura.

Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del Bilancio Consolidato precedente, sono rilevate nel conto economico del periodo in cui sorgono.

Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza cambio relativa a tale elemento è rilevata anch'essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a conto economico, è rilevata in conto economico anche la relativa differenza cambio.

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Pagamenti basati su azioni

Si tratta di pagamenti a favore di dipendenti o altri soggetti assimilabili, come corrispettivo delle prestazioni di lavoro, regolati in azioni rappresentative del capitale. Il principio contabile internazionale di riferimento è l'IFRS 2 – Share based payments; in particolare, essendo previsto che l'obbligazione della Società a fronte del ricevimento della prestazione lavorativa venga regolata in azioni e stock options (shares "to the value of", cioè un determinato importo viene tradotto in un numero variabile di azioni, sulla base del fair value alla data di assegnazione), la fattispecie contabile che ricorre è quella degli "equity-settled share based payment". Il costo delle operazioni regolate con strumenti di capitale è determinato dal fair value alla data in cui l'assegnazione è effettuata utilizzando un metodo di valutazione appropriato. Tale costo, assieme al corrispondente incremento di patrimonio netto, è rilevato tra i costi per il personale e in aumento del valore delle partecipazioni (se dipendente di una società controllata) lungo il periodo di maturazione ("vesting period") in cui sono soddisfatte le condizioni relative al raggiungimento di obiettivi e/o alla prestazione del servizio. I costi cumulati rilevati a fronte di tali operazioni alla data di chiusura di ogni esercizio fino alla data di maturazione sono commisurati alla scadenza del periodo di maturazione e alla migliore stima del numero di strumenti partecipativi che verranno effettivamente a maturazione. Il costo o ricavo nel prospetto dell'utile/ (perdita) d'esercizio rappresenta la variazione del costo cumulato rilevato all'inizio e alla fine dell'esercizio. La regola generale di contabilizzazione prevista dall'IFRS 2 per tale fattispecie prevede la contabilizzazione del costo tra le spese per il personale in contropartita di una riserva di patrimonio netto; la contabilizzazione del costo avviene pro rata nel periodo di maturazione ("vesting period") del diritto della controparte a ricevere il pagamento in azioni, ripartendo il costo in modo lineare nel periodo.

Occorre precisare che qualora la prestazione lavorativa venga regolata in contanti, ancorché la misurazione sia basata su strumenti finanziari, il Gruppo rileva un debito per un importo pari al fair value della prestazione misurata alla data di assegnazione ed a ogni data di bilancio, fino ed includendo la data di regolamento, con le variazioni rilevate nel costo del lavoro.

Infine, con riferimento alle informazioni di natura quantitative si rimanda alla sezione "Accordi Di Pagamento Basati Su Propri Strumenti Patrimoniali" esposta nella presente Nota integrativa.

Azioni proprie

Le azioni proprie detenute sono dedotte dal patrimonio netto. Gli eventuali utili/perdite realizzati in caso di cessione vengono anch'essi rilevati a patrimonio netto.

Riconoscimento dei Ricavi e dei Costi

I ricavi per commissioni da servizi e altri proventi contabilizzati in applicazione del principio contabile IFRS15 possono essere riconosciuti:

  • in un momento preciso, quando l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso ("point in time"), o
  • nel corso del tempo, a mano a mano che l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso ("over time").
  • L'entità deve rilevare i ricavi quando (o man mano che) adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio (ossia l'attività) promesso. L'attività è trasferita quando (o man mano che) il cliente ne acquisisce il controllo.

In particolare, con riferimento ai principali ricavi rilevati dalla Società in applicazione del principio contabile IFRS 15 si precisa che:

  • le commissioni di negoziazione e di collocamento di strumenti finanziari sono contabilizzate "point in time" nel momento della prestazione del servizio;
  • le commissioni di consulenza (qualora non via sia incertezza sullo stato di avanzamento dei lavoro e sul connesso corrispettivo), di gestione di portafogli in delega sono contabilizzate "over time" nel corso della durata del contratto;
  • i ricavi derivanti dai contratti che prevedono due o più performance obligations con differente modello di trasferimento dei beni o servizi al cliente vengono rilevati a conto economico con modalità differenti ("over time" oppure "point in time"). Ove la suddivisione risulti particolarmente onerosa e in presenza di ricavi non materiali, il ricavo viene attribuito interamente alla performance obligation principale;
  • ove previsti, i corrispettivi da pagare ai clienti sono contabilizzati in riduzione dei ricavi provenienti dalla fornitura dei beni o servizi e coerentemente con la rilevazione degli stessi;
  • eventuali ricavi variabili vengono stimati e rilevati se e solo nella misura in cui è altamente probabile che quando successivamente sarà risolta l'incertezza associata al corrispettivo non si verifichi un significativo aggiustamento al ribasso dell'importo dei ricavi cumulati rilevati, prendendo in considerazione tutte le informazioni ragionevolmente a disposizione del Gruppo;
  • eventuali ricavi che includono una componente di finanziamento significativa sono rettificati per tener conto degli effetti del valore temporale del denaro, al fine di rispecchiare il prezzo che il cliente avrebbe pagato nel caso in cui il pagamento fosse avvenuto nel momento (o man mano) del trasferimento dei beni o servizi promessi. Tale modello è applicato salvo quando l'intervallo di tempo atteso tra il trasferimento del bene o servizio promesso e il relativo pagamento è inferiore ad un anno (espediente pratico previsto dal paragrafo 63 dell'IFRS 15).

I principali ricavi e costi sono rilevati a conto economico come segue:

  • gli interessi sono riconosciuti pro rata temporis sulla base del tasso di interesse contrattuale o di quello effettivo nel caso di applicazione del costo ammortizzato. Gli interessi attivi (o gli interessi passivi) comprendono anche i differenziali o i margini, positivi (o negativi), maturati sino alla data di riferimento del bilancio (es. relativi a contratti derivati finanziari classificati nello stato patrimoniale tra gli strumenti di negoziazione);
  • i dividendi sono rilevati a conto economico nel corso dell'esercizio in cui ne viene deliberata la distribuzione;
  • le commissioni da servizi sono iscritte, sulla base dell'esistenza di accordi contrattuali, in relazione alla prestazione dei servizi da cui sono originate, secondo le previsioni del principio IFRS 15 (come precedentemente dettagliato);
  • gli utili e perdite derivanti dalla vendita di strumenti finanziari, determinati dalla differenza tra corrispettivo pagato o incassato della transazione ed il fair value dello strumento, vengono riconosciuti a conto;
  • gli utili e perdite derivanti dalla negoziazione di strumenti finanziari sono riconosciuti a conto economico al momento del perfezionamento della vendita, sulla base della differenza tra il corrispettivo pagato o incassato ed il valore di iscrizione degli strumenti stessi;
  • gli utili e perdite derivanti dalla vendita di attività non finanziarie sono rilevati al momento del perfezionamento della vendita, ovvero quando è adempiuta l'obbligazione di fare nei confronti del cliente;
  • i costi sono rilevati a conto economico secondo il principio della competenza;
  • eventuali costi rilevati per ottenere i contratti con i clienti, che la Società non avrebbe sostenuto se non avesse ottenuto il contratto, sono rilevati come attività e ammortizzati a conto economico sistematicamente e coerentemente con la rilevazione dei ricavi relativi al trasferimento ai clienti dei beni o servizi ai quali l'attività si riferisce

Altre informazioni

Spese per migliorie su beni di terzi

I costi di ristrutturazione di immobili non di proprietà vengono capitalizzati in considerazione del fatto che per la durata del contratto di affitto la società utilizzatrice ha il controllo dei beni e può trarre da essi benefici economici futuri. I suddetti costi capitalizzati, classificati tra le Altre attività come previsto dalle Istruzioni della Banca d'Italia, vengono ammortizzati per un periodo non superiore alla durata del contratto di affitto.

Parti correlate

Le parti correlate definite sulla base del principio IAS 24, sono:

  • i soggetti che, direttamente o indirettamente, sono soggetti al controllo della Società e le relative controllate e controllanti;
  • le società collegate, le joint venture e le entità controllate dalle stesse;
  • i dirigenti con responsabilità strategiche, ossia quei soggetti ai quali sono attribuiti poteri e responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività della Capogruppo, compresi gli amministratori e i componenti del collegio sindacale;
  • le entità controllate, controllate congiuntamente e le collegate di uno dei soggetti di cui alla lettera c);
  • gli stretti familiari dei soggetti di cui alla lettera c), ossia quei soggetti che ci si attende possono influenzare, o essere influenzati, nei loro rapporti con la Società (questa categoria può includere il convivente, i figli, i figli del convivente, le persone a carico del soggetto e del convivente) nonché le entità controllate, controllate congiuntamente e le collegate di uno di tali soggetti;
  • i fondi pensionistici per i dipendenti della Capogruppo, o di qualsiasi altra entità ad essa correlata.

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A.3 Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie

In ottemperanza a quanto disposto dall'IFRS 7, par. 12A, si informa che nel corso dell'esercizio non vi sono stati trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie.

A.4 Informativa sul fair value

Nel prosieguo sono fornite le informazioni di cui ai paragrafi 91 e 92 dell'IFRS 13.

Informativa di natura qualitativa

A.4.1 - Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati

Per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari quotati sono utilizzate le quotazioni di mercato. In assenza di un mercato attivo, sono utilizzati metodi di stima e modelli valutativi che considerano tutti i fattori di rischio collegati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato quali: metodi di valutazione di strumenti quotati che presentano analoghe caratteristiche, calcoli di flussi di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni, valori rilevati in recenti transazioni comparabili. I titoli di capitale ed i correlati strumenti derivati, per i quali non sia possibile determinare il fair value in maniera attendibile secondo le linee guida sopra indicate, sono mantenuti al costo.

A.4.2 - Processi e sensibilità delle valutazioni

I metodi di stima e i modelli valutativi, utilizzati in assenza di un mercato attivo, assumono rilevanza in presenza di attività o passività di elevata consistenza. Qualora le attività o passività oggetto di stima assumano rilievo marginale i relativi valori sono mantenuti al costo.

A.4.3 - Gerarchia del fair value

In conformità al par. 95 dell'IFRS 13 gli input delle tecniche di valutazione adottate per determinare il fair value delle attività e passività finanziarie vengono classificati in tre livelli. Gli input di Livello 1 sono prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività e passività identiche a noi accessibili alla data di valutazione. Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività. Gli input di Livello 3 sono input non osservabili per l'attività o passività.

A.4.4 - Altre informazioni

Non essendo presenti attività e passività finanziarie valutate al fair value riconducibili a quelle descritte ai parr. 51, 93 lettera (i) e 96 dell'IFRS 13, ovvero attività/passività che evidenzino differenze tra fair value al momento della rilevazione iniziale (prezzo della transazione) e l'importo determinato a tale data utilizzando tecniche di valutazione del fair value di livello 2 o 3, non si fornisce informativa di natura quantitativa.

Informativa di natura quantitativa

A.4.5.1 Attività/Passività misurate al fair value

12/31/2023 12/31/2022
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1.Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
39,213,848 12,164,744 25,333,680 34,984,204 66,410,567 10,318,893
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 39,213,848 12,164,744 3,664,663 34,984,204 66,410,567 743,637
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
fair value
- - 22,341,024 - - 9,575,256
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
- - - - - -
3. Derivati di copertura - - 106,079 - - 146,474
4. Attività materiali - - - - - -
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 39,213,848 12,164,744 25,457,866 34,984,204 66,410,567 10,465,367
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 18,769,554 564,514 733,002 13,067,189 2,473,571 -
2. Passività finanziarie designate al fair value - - - - - -
3. Derivati di copertura - - - - - -
Totale 18,769,554 564,514 733,002 13,067,189 2,473,571 -

A.4.5 Gerarchia del fair value

Nel corso dell'esercizio non si sono verificati trasferimenti di attività e passività fra Livello 1 e livello 2 di cui all'IFRS 13, Paragrafo 93, lettera c).

A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)

Attività valutate al fair value
con impatto
a conto economico
TOTALE detenute per la negoziazione
di cui: a) attività finanziarie
di cui: b) attività finanziarie
designate al fair value
finanziarie obbligatoriamente
di cui: c) altre attività
valutate al fair value
Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
Derivati di copertura Attività materiali Attività immateriali
1. Esistenze iniziali 10,318,893 743,637 - 9,575,256 - - - -
2. Aumenti - - - - - - - -
2.1. Acquisti 7,773,242 - - 7,773,242 - - - -
2.2. Profitti imputati a: 6,478,991 2,921,026 - 3,557,965 - - - -
2.2.1. Conto Economico − di cui plusvalenze 6,478,991 2,921,026 - 3,557,965 - - - -
2.2.2. Patrimonio netto - X X X - - - -
2.3. Trasferimenti da altri livelli - - - - - - - -
2.4. Altre variazioni in aumento 1,434,561 - - 1,434,561 - - - -
3. Diminuzioni - - - - - - - -
3.1. Vendite - - - - - - - -
3.2. Rimborsi - - - - - - - -
3.3. Perdite imputate a: - - - - - - - -
3.3.1. Conto Economico − di cui minusvalenze - - - - - - - -
3.3.2. Patrimonio netto - X X X - - - -
3.4. Trasferimenti ad altri livelli - - - - - - - -
3.5. Altre variazioni in diminuzione 0 - - 0 - - - -
4. Rimanenze finali 26,005,687 3,664,663 - 22,341,024 - - - -

A.4.5.3 Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)

TOTALE Passività
finanziarie
detenute per la
negoziazione
Passività
finanziarie
designate al fair
value
Derivati di
copertura
1. Esistenze iniziali 15,540,760 15,540,760 - -
2. Aumenti - - - -
2.1. Emissioni - - - -
2.2. Perdite imputati a: - - - -
2.2.1. Conto Economico − di cui minusvalenze - - - -
2.2.2. Patrimonio netto - X - -
2.3. Trasferimenti da altri livelli - - - -
2.4. Altre variazioni in aumento 4,526,310 4,526,310 - -
3. Diminuzioni - - - -
3.1. Rimborsi - - - -
3.2. Riacquisti - - - -
3.3. Profitti imputate a: - - - -
3.3.1. Conto Economico − di cui plusvalenze - - - -
3.3.2. Patrimonio netto - X - -
3.4. Trasferimenti ad altri livelli - - - -
3.5. Altre variazioni in diminuzione - - - -
4. Rimanenze finali 20,067,070 20,067,070 - -

Le passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) non hanno subito trasferimenti da e per altri livelli di fair value.

La voce ricomprende glia acquisti effettuati nell'anno di strumenti finanziari finalizzati alla copertura gestionale del portafoglio di proprietà.

A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

31/12/2023 31/12/2022
VB L1 L2 L3 VB
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 101,248,810 - -
101,248,810
99,550,332
2. Attività materiali detenute a scopo di investimento - - -
-
-
3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
-
-
Totale 101,248,810 - -
101,248,810
99,550,332
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 193,785,598 - -
193,785,598
205,731,240
2. Passività associate ad attività in via di dismissione - - -
-
-
Totale 193,785,598 - - 193,785,598 205,731,240

Gruppo EQUITA | Prospetti Contabili e Nota Integrativa | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 85

A.5 Informativa sul c.d. "day one profit/loss"

Il day one profit/loss, regolato dall'IFRS 7 par. 28 e dallo IAS 39 AG. 76, deriva dalla differenza all'atto della prima rilevazione tra il prezzo di transazione dello strumento finanziario e il fair value. Tale differenza è riscontrabile, in linea di massima, per quegli strumenti finanziari che non hanno un mercato attivo, e viene imputata a Conto Economico in funzione della vita utile dello strumento finanziario stesso.

Il Gruppo non ha in essere operatività tali da generare componenti di reddito significative inquadrabili come day one profit/ loss.

Informativa sui settori operativi (IFRS 8)

L'attività del Gruppo Equita fa riferimento ad un unico settore operativo1 . Infatti, la natura dei diversi prodotti e servizi offerti, la struttura dei processi di gestione ed operativi nonché la tipologia della clientela non presentano aspetti di differenziazione tali da determinare rischi o benefici diversi ma, al contrario, presentano molti aspetti similari e di correlazione tra loro. Pertanto, le società controllate, pur operando in piena autonomia sotto la direzione ed il coordinamento di Equita Group S.p.A., sono individuate sotto un unico settore operativo complessivamente dedicato all'attività di intermediazione e di advisory, in grado di generare flussi di reddito e di cassa, con un'esposizione dei risultati e delle performance aziendali che non prevedono un reporting separato ("segment reporting"). Conseguentemente, le informazioni contabili non sono state presentate in forma distinta per settori operativi, coerentemente con il sistema di reporting interno utilizzato dal management e basato sui dati contabili delle suddette società utilizzati per la redazione del Bilancio consolidato redatto secondo criteri IAS/IFRS. Analogamente, non vengono fornite informazioni in merito a ricavi da clienti e attività non correnti distinti per area geografica, né informazioni circa il grado di dipendenza dai clienti medesimi, in quanto ritenute di scarsa rilevanza informativa dal management.

1 L'IFRS 8 definisce un settore operativo come una componente di un'entità: a) che intraprende attività imprenditoriali generatrici di ricavi e di costi (compresi i ricavi e i costi riguardanti operazioni con altre componenti della medesima entità); b) i cui risultati operativi sono rivisti periodicamente al più altro livello decisionale operativo dell'entità ai fini dell'adozione di decisioni in merito alle risorse da allocare al settore e della valutazione dei risultati; c) per la quale sono disponibili informazioni di bilancio separate.

Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale

ATTIVO

Sezione 1 - Cassa e disponibilità liquide - Voce 10

Oltre ai depositi verso banche, liquidabili a vista o entro 24 ore, la voce include il denaro contante a disposizione nelle casse delle controllate Equita SIM S.p.A. ed Equita K Finance.

Al 31 dicembre 2023 i depositi ed i conti correnti includono una quota pari a circa 77 milioni di euro costituiti in pegno a fronte del finanziamento di 145 milioni di euro concesso da Intesa Sanpaolo S.p.A. ed iscritto nella voce "10 - Debiti" a cui si rimanda per maggiori dettagli.

1.1 Composizione della "Cassa e disponibilità liquide"

31/12/2023 31/12/2022
a)
Cassa contanti EUR
315 313
Conti correnti e depositi a vista presso
b)
banche
130,481,143 107,944,469
Totale 130,481,458 107,944,782

Sezione 2 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - Voce 20

2.1 Composizione delle Attività finanziarie detenute per la negoziazione

31/12/2023 31/12/2022
Voci/Valori L1 L2 L3 L1 L2 L3
A .Attività per cassa - - - - - -
1 .Titoli di debito 10,313,293 10,646,274 3,602,175 1,155,029 66,410,567 527,675
- Titoli strutturati 2,038,993 38,110 1,174,801 1,155,029 1,043,123 -
- Altri titoli di debito 8,274,299 10,608,164 2,427,374 - 65,367,444 527,675
2. Titoli di capitale 26,179,437 1,515,087 48,320 27,524,046 - 48,381
3. Quote di O.I.C.R. 303,048 - 4,224 253,163 - 157,637
4. Finanziamenti - - - - - -
Totale A 36,795,778 12,161,361 3,654,719 28,932,238 66,410,567 733,693
B. Strumenti derivati - - - - - -
1 Derivati finanziari 2,418,070 3,383 9,944 6,051,967 - 9,944
1.1 di negoziazione 2,418,070 3,383 9,944 6,051,967 - 9,944
1.2 connessi con la fair value option - - - - - -
1.3 altri - - - - - -
2. Derivati creditizi - - - - - -
2.1 di negoziazione - - - - - -
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 altri - - - - - -
Totale B 2,418,070 3,383 9,944 6,051,967 - 9,944
Totale A + B 39,213,848 12,164,744 3,664,663 34,984,204 66,410,567 743,637

2.2 Strumenti finanziari derivati

31/12/2023 12/31/2022
Over the counter Over the counter
Senza controparti centrali Mercati Senza controparti centrali Mercati
Attività sottostanti/Tipologie derivati Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
organizzati Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
organizzati
1. Titoli di debito e tassi d'interesse - - - - - - - -
- Valore nozionale - - - - - - - -
- Fair value - - - - - - - -
2 .Titoli di capitale e indici azionari - - - - - - - -
- Valore nozionale - - - 76,077,856 - - - 61,031,325
- Fair value - - - 2,431,398 - - - 6,061,911
3. Valute e oro - - - - - - - -
- Valore nozionale - - - - - - - -
- Fair value - - - - - - - -
4.Crediti - - - - - - - -
- Valore nozionale - - - - - - - -
- Fair value - - - - - - - -
5. Merci - - - - - - - -
- Valore nozionale - - - - - - - -
- Fair value - - - - - - - -
6. Altri - - - - - - - -
- Valore nozionale - - - - - - - -
- Fair value - - - - - - - -
Totale - - - 2,431,398 - - - 6,061,911

2.3 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti/controparti

Voci/Valori 31/12/2023 31/12/2022
A ATTIVITA' PER CASSA - -
Titoli di debito 24,561,742 68,093,271
a) Amministrazioni pubbliche 660,154 33,824
b) Banche 10,850,404 51,071,661
c) Altre società finanziarie 4,515,202 3,209,568
di cui: imprese di assicurazione 1,061 106,023
d) Società non finanziarie 8,535,982 13,778,218
Titoli di capitale 27,742,844 27,572,427
a) Banche 5,872,735 3,627,242
b) Altre società finanziarie 1,343,493 4,112,057
di cui: imprese di assicurazione 50,156 25,530
c) Altri 20,526,615 19,833,128
Quote di O.I.C.R. 307,273 410,800
Finanziamenti - -
a) Amministrazioni pubbliche - -
b) Banche - -
c) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
d) Società non finanziarie - -
e) Famiglie - -
Totale A 52,611,858 96,076,498
STRUMENTI DERIVATI 2,431,398 6,061,911
a) Controparti centrali 2,411,472 6,061,911
b) Altre 19,925 -
Totale B 2,431,398 102,138,408
Totale (A+B) 55,043,256 102,138,408

2.6 Composizione della "Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" (IFRS 7 par 6 e B1-B3)

31/12/2023 31/12/2022
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito - - 1,927,686 - - 1,729,723
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito - - 1,927,686 - - 1,729,723
2. Titoli di capitale - - 672,007 - - -
3. Quote di O.I.C.R. - - 19,741,331 - - 7,845,532
4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale - - 22,341,024 - - 9,575,255

2.7 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione per debitori/emittenti (IFRS 7, par 6 e B1-B3)

31/12/2023 31/12/2022
1. Titoli di capitale 672,007 0
di cui: banche - -
di cui: altre società finanziarie 672,007 0
di cui: società non finanziarie - -
2. Titoli di debito 1,927,686 1,729,724
a) Amministrazioni pubbliche - -
b) Banche - -
c) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
d) Società non finanziarie 1,927,686 1,729,724
3. Quote di O.I.C.R. 19,741,331 7,845,532
4. Finanziamenti - -
a) Amministrazioni pubbliche - -
b) Banche - -
c) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
d) Società non finanziarie - -
e) Famiglie - -
Totale 22,341,024 9,575,256

Sezione 4 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 40

Composizione Totale 31/12/2023 Totale 31/12/2022 Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value Primo e secondo stadio Terzo stadio di cui: impaired acquisite o originate L1 L2 L3 Primo e secondo stadio Terzo stadio di cui: impaired acquisite o originate L1 L2 L3 1. Finanziamenti 37,185,167 32,628 - - - 37,217,796 24,446,083 47,952 - - - 24,494,035 1.1 Depositi a scadenza - - - - - - - - - - - - 1.2 Depositi margini 96,864 - - - - 96,864 - - - - - - 1.3 Crediti per servizi 7,975,327 32,628 - - - 8,007,955 7,687,930 47,952 - - - 7,735,882 di cui esecuzione ordini 7,120,980 14,328 - - - 7,135,309 6,863,234 13,072 - - - 6,876,306 di cui gestione 612,729 - - - - 612,729 509,765 - - - - 509,765 di cui consulenza 201,990 18,300 - - - 220,290 217,464 34,880 - - - 252,344 di cui altri servizi 39,627 - - - - 39,627 97,467 - - - - 97,467 1.4 Pronti contro termine 29,112,977 - - - - 29,112,977 16,758,153 - - - - 16,758,153 - di cui: su titoli di Stato - - - - - - - - - - - - - di cui: su altri titoli di debito - - - - - - - - - - - - - di cui: su titoli di capitale 29,112,977 - - - - 29,112,977 16,758,153 - - - - 16,758,153 1.5 Altri finanziamenti - - - - - - - - - - - - 2. Titoli di debito 29,205,246 - - - - 29,205,246 21,900,931 - - - - 21,900,931 2.1 Titoli strutturati - - - - - - - - - - - - 2.2 Altri titoli di debito 29,205,246 - - - - 29,205,246 21,900,931 - - - - 21,900,931 Totale 66,390,414 32,628 - - - 66,423,042 46,347,015 47,952 - - - 46,394,967

4.1 Dettaglio della voce 40 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato": Crediti verso banche

I crediti verso banche si riferiscono principalmente a crediti in essere per attività di esecuzione ordini.

Le operazioni di Pronti contro termine si riferiscono ad operazioni di prestito titoli aventi ad oggetto prevalentemente azioni di società quotate sul mercato italiano.La voce "Titoli di debito" è composta da titoli obbligazionari inseriti nel portafoglio HTC e valutati al costo ammortizzato. Al 31 dicembre 2023, l'ammontare delle rettifiche di valore complessive applicate ai crediti verso banche è pari a €0,1 mila euro (al 31 dicembre 2022, la voce accoglieva una rettifica di valore di euro 13,5 mila).

4.2 Dettaglio della voce 40 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato": Crediti verso società finanziarie

Totale 31/12/2023 Totale 31/12/2022
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
di cui: di cui:
Primo e
secondo
impaired
acquisite
Terzo
Primo e
secondo
impaired
acquisite
Terzo
Composizione stadio o originate
stadio
L1 L2 L3 stadio o originate
stadio
L1 L2
1. Finanziamenti 11,898,814 -
12,716
- 11,911,530
-
27,929,386 -
16,331
- 27,945,717
-
1.1 Crediti per servizi 11,698,814 -
12,716
- - 11,711,530 24,829,386 -
16,331
- 24,845,717
-
di cui depositi margini 5,453,374 -
-
- - 5,453,374 14,729,246 -
-
- 14,729,246
-
di cui esecuzione ordini 4,306,264 -
2,775
- - 4,309,039 8,309,854 -
9,050
- 8,318,905
-
di cui gestione 636,866 -
-
- - 636,866 432,099 -
-
- 432,099
-
di cui consulenza 662,723 -
9,941
- - 672,665 424,938 -
7,281
- 432,218
-
di cui altri servizi 639,588 -
-
- - 639,588 933,250 -
-
- 933,250
-
1.3 Pronti contro termine - -
-
- - - - -
-
- -
di cui: su titoli di Stato - -
-
- - - - -
-
- -
di cui: su altri titoli di debito - -
-
- - - - -
-
- -
di cui: su titoli di capitale - -
-
- - - - -
-
- -
1.4 Altri finanziamenti 200,000 -
-
- - 200,000 3,100,000 -
-
- 3,100,000
-
2. Titoli di debito 3,210,726 -
-
- - 3,210,726 2,707,127 -
-
- 2,707,127
-
2.1 Titoli strutturati - -
-
- - - - -
-
- -
2.2 Altri titoli di debito 3,210,726 -
-
- - 3,210,726 2,707,127 -
-
- 2,707,127
-
Totale 15,109,540 -
12,716
- 15,122,256
-
30,636,514 -
16,331
- 30,652,845
-

I crediti verso enti finanziari si riferiscono principalmente ai margini depositati presso la CC&G per l'operatività in derivati e da crediti in essere per attività di esecuzione ordini con controparti finanziarie. Con particolare riferimento ai margini si segnala la contrazione di oltre il 50% dell'ammontare depositato per effetto dell'introduzione del nuovo modello di calcolo degli stessi introdotto dalla Cassa di Compensazione. La voce "Titoli di debito" è composta da titoli obbligazionari inseriti nel portafoglio HTC e valutati al costo ammortizzato.

Al 31 dicembre 2023, l'ammontare delle rettifiche di valore complessive applicate ai crediti verso enti finanziari è pari a €21,2 mila euro (al 31 dicembre 2022, la voce accoglieva una rettifica di valore di euro 11,7 mila).

92 Gruppo EQUITA Prospetti Contabili e Nota Integrativa Bilancio 2023
4.3 Dettaglio della voce 40 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato": Crediti verso clientela
Totale 31/12/2023 Totale 31/12/2022
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
di cui: di cui:
Primo e impaired Primo e impaired
secondo acquisite
Terzo
secondo acquisite
Terzo
Composizione stadio o originate
stadio
L1 L2 stadio
L3
o originate
stadio
L1 L2 L3
1. Finanziamenti 7,915,524 -
1,272,831
- 9,188,356
-
12,188,926 203,412 -
-
- 12,392,338
1.1 Crediti per servizi 4,398,932 -
1,272,831
- 5,671,763
-
11,472,304 203,412 -
-
- 11,675,715
di cui esecuzione ordini 758,938 -
9,000
- 767,938
-
2,934,143 1,838 -
-
- 2,935,981
di cui gestione - -
-
- - -
-
- -
-
- -
di cui consulenza 3,528,410 -
1,263,831
- 4,792,241
-
8,373,588 201,574 -
-
- 8,575,162
di cui altri servizi 111,585 -
-
- 111,585
-
164,573 - -
-
- 164,573
1.2 Pronti contro termine - -
-
- - -
-
- -
-
- -
di cui: su titoli di Stato - -
-
- - -
-
- -
-
- -
di cui: su altri titoli di
debito - -
-
- - -
-
- -
-
- -
di cui: su titoli di capitale - -
-
- - -
-
- -
-
- -
1.3 Altri finanziamenti 3,516,592 -
-
- 3,516,592
-
716,622 - -
-
- 716,622
2. Titoli di debito 10,515,156 -
-
- 10,515,156
-
10,110,183 - -
-
- 10,110,183
2.1 Titoli strutturati 2,678,934 -
-
- 2,678,934
-
- - -
-
- -
2.2 Altri titoli di debito 7,836,221 -
-
- 7,836,221
-
10,110,183 - -
-
- 10,110,183
Totale 18,430,680 -
1,272,831
- 19,703,512
-
22,299,108 203,412 -
-
- 22,502,520

I crediti verso clientela si riferiscono principalmente a crediti in essere per attività di consulenza e di esecuzione ordini.

La voce "Titoli di debito" è composta da titoli obbligazionari inseriti nel portafoglio HTC e valutati al costo ammortizzato. Al 31 dicembre 2023, l'ammontare delle rettifiche di valore complessive applicate ai crediti verso clientela è pari a circa € 212,7 migliaia di euro (al 31 dicembre 2022, la voce accoglieva una rettifica di valore di €91,2 mila euro).

Valore lordo Rettifiche di valore complessive Write-off
parziali
complessivi
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con basso
rischio di
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Totale Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Totale Totale
credito
- Titoli di debito 42,931,128 - - - 42,931,128 - - - - -
- Finanziamenti 56,598,341 - 459,856 1,493,677 58,551,873 55,691 2,999 175,501 234,192 7,500
Totale
31/12/2023 99,529,469 - 459,856 1,493,677 101,483,001 55,691 2,999 175,501 234,192 7,500
Totale
31/12/2022 98,851,570 - 490,488 380,721 99,722,780 57,797 1,625 113,026 172,447 (81,549)
di cui: attività finanziarie impaired, acquisite o originate

Sezione 5 - Derivati di copertura - Voce 50

5.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli gerarchici

Valore nozionale / Livelli 31/12/2023
Fair value
31/12/2022
Fair value
di fair value L1 L2 L3 VN L1 L2 L3 VN
A. Derivati finanziari - - - - - - - -
1. Fair value - - - - - - - -
2. Flussi finanziari - - 106,079 - - - 146,474 -
3. Investimenti esteri - - - - - - - -
Totale A - - 106,079 - - - 146,474 -
B. Derivati creditizi - - - - - - - -
1. Fair value - - - - - - - -
2. Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale B - - - - - - - -
Totale - - 106,079 - - - 146,474 -

Fair value Flussi finanziari
Specifica
Operazioni / Tipo di copertura titoli di titoli di
debito e capitale e Generica
tassi di indici valute e oro credito merci altri Investimenti
interesse azionari Specifica Generica esteri
1. Attività finanziarie al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
-
- - - - - - -
2. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
-
- - - - - - -
3. Portafoglio - -
-
- - - - - - -
4. Altre operazioni - -
-
- - - - - - -
Totale attività - -
-
- - - - - - -
1. Passività finanziarie - -
-
- - - - 1,870,143 - -
2. Portafoglio - -
-
- - - - - - -
Totale passività - -
-
- - - - 1,870,143 - -
1. Transazioni attese - -
-
- - - - - - -
2. Portafoglio di attività e
passività finanziarie
- -
-
- - - - - - -

5.2 Composizione dei "Derivati di copertura": portafogli coperti e tipologie di copertura

Gruppo EQUITA | Prospetti Contabili e Nota Integrativa | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 95

Sezione 7 - Partecipazioni - Voce 70

7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi

Denominazioni Sede
legale/
operativa
Partecipante Quota di
partecipazione
Disponibilità
voti in
assemblea
ordinaria
Valore di
bilancio
Fair value
A. Imprese controllate in modo congiunto
B. Imprese sottoposte a influenza notevole
Clairfield International S.a.r.l. (a) Ginevra Equita K Finance S.r.l. 22% 22% 28,160 -
Equita Real Estate S.r.l. (a) Milano Equita Group S.p.A. 30% 30% 600,000 -

Si precisa che le suddette partecipazioni sono consolidate con il metodo del patrimonio netto.

7.2 Variazioni annue delle partecipazioni

Valore complessivo
A. Esistenze iniziali 46,267
B. Aumenti 600,000
B.1 Acquisti 600,000
B.2 Riprese di valore -
B.3 Rivalutazioni -
C. Diminuzioni -
C.1 Vendite -
C.2 Rettifiche di valore -
C.3 Svalutazioni -
C.4 Altre variazioni (18,107)
D. Rimanenze finali 628,160

I dati contabili esposti si riferiscono all'ultimo bilancio disponibile (31 dicembre 2022 per Clairfield International). Occorre precisare che per Equita Real Estate, non è disponibile un bilancio aggiornato post scissione avvenuta il 21 dicembre 2023, pertanto sono esposti i soli valori contabili ascrivibili al patrimonio dell'entità al 21 dicembre 2023.

Nella tabella "7.2 "variazioni annue delle partecipazioni – C: diminuzioni: altre" figura il valore in diminuzione relativo alla riclassifica di un investimento, per effetto del venir meno del rapporto partecipativo di tipo "influenza notevole". Tale investimento in equity è ora rappresentato nella voce 20 c) dell'attivo patrimoniale.

7.5 Partecipazioni non significative: informazioni contabili
Partecipante Entità partecipata partecipazione
%
Operativa
Legale /
Sede
Valore di
bilancio
Totale
attivo
passività
Totale
Ricavi
totali
Utile (Perdita)
operatività
corrente al
netto delle
imposte
della
d'esercizio
(perdita)
Utile
(1)
componenti
reddituali al
imposte (2)
netto delle
Altre
(3) = (1) + (2)
complessiva
Redditività
Equita K Finance S.r.l. Clairfield International S.a.r.l. (a) 22% Milano 28,160 492 101 213 (42) 27 - 27
Equita Group S.p.A. Equita Real Estate S.r.l. 30% Milano 600,000 n.d. 260 n.d. n.d. n.d. n.d. n.d.

7.6 Valutazioni e assunzioni significative per stabilire l'esistenza di controllo congiunto o influenza notevoli

Sono considerate società sottoposte ad influenza notevole (collegate) le entità nelle quali il Gruppo detiene, direttamente o indirettamente, almeno il 20% del capitale, oppure - pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.

7.10 Altre informazioni

Le società sottoposte ad influenza notevole le tempistiche di disponibilità del bilancio di fine esercizio non sono compatibili con le tempistiche di chiusura del bilancio consolidato del Gruppo; a tal proposito per l'applicazione del metodo del patrimonio netto si fa riferimento all'ultima reportistica contabile disponibile.

Impairment test

Alla data di redazione del presente bilancio non sussistono indicatori di impairment per entrambe le partecipazioni e pertanto le stesse non sono state sottoposte al test di impairment al fine di verificare se esistono obiettive evidenze che possano far ritenere non interamente recuperabile il valore di iscrizione delle attività stesse.

Sezione 8 - Attività materiali - Voce 80

8.1 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo

Attività/Valori 31/12/2023 31/12/2022
1. Attività di proprietà 593,149 432,536
a) terreni - -
b) fabbricati - -
c) mobili 391,369 209,102
d) impianti elettronici 201,467 221,851
e) altre 314 1,583
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing 5,389,498 3,708,328
a) terreni - -
b) fabbricati 4,966,292 3,559,214
c) mobili - -
d) impianti elettronici - -
e) altre 423,207 149,115
Totale 5,982,648 4,140,864

8.5 Attività materiali ad uso funzionale: variazioni annue

Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre Totale
A .Esistenze iniziali lorde - 7,324,198 813,454 1,839,641 939,575 10,916,868
A.1 Riduzioni di valore totali nette - (3,764,984) (604,352) (1,617,790) (788,877) (6,776,004)
A.2 Esistenze iniziali nette - 3,559,214 209,102 221,851 150,698 4,140,864
B. Aumenti - - - - - -
B.1 Acquisti - 2,414,394 248,091 57,549 58,435 2,778,469
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - - - - - -
B.3 Riprese di valore - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value imputate a : - - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - - - - - -
B.6 Trasferimenti di immobili detenuti a scopo di
investimento - - - - - -
B.7 Altre variazioni - 393,771 - - (217,596) 176,176
C. Diminuzioni - - - - - -
C.1 Vendite - - - (1,043) - (1,043)
C.2 Ammortamenti - (1,401,088) (65,823) (76,890) 431,983 (1,111,818)
C.3 Rettifiche di valore da deterioramento
imputate a: - - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.4 Variazioni negative di fair value imputate a: - - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.5 Differenze negative di cambio - - - - - -
C.6 Trasferimenti a: - - - - - -
a) attività materiali detenute a scopo di
investimento - - - - - -
b) attività in via di dismissione - - - - - -
C.7 Altre variazioni - - - - - -
D. Rimanenze finali nette - 4,966,292 391,369 201,467 423,521 5,982,649
D.1 Riduzioni di valore totali nette - (5,166,072) (670,176) (1,695,723) (356,893) (7,888,865)
D.2 Rimanenze finali lorde - 10,132,364 1,061,545 1,897,190 780,414 13,871,512
E. Valutazione al costo - 10,132,364 1,061,545 1,897,190 780,414 13,871,512

Gli incrementi rilevati nel corso dell'esercizio si riferiscono principalmente alla sottoscrizione di due nuovi contratti di affitto per l'ampliamento degli spazi adibiti ad ufficio e all'acquisto di mobili e arredi. Nella categoria "altre" - Diritti d'uso acquisiti con il leasing sono incluse le autovetture date in uso ai dipendenti.

8.7 Impegno per l'acquisto di attività materiali (IAS 16/74 c)

Si informa che, ai sensi di quanto disposto dai par. 74 c) dello IAS 16, il Gruppo non ha sottoscritto impegni/ordini per l'acquisto di attività materiali.

Sezione 9 - Attività immateriali - Voce 90

9.1 Composizione della voce 90 "Attività immateriali"

31/12/2023 31/12/2022
Attività valutate Attività valutate al fair
value
Attività valutate al Attività valutate al fair
al costo o rivalutate costo value o rivalutate
1. Avviamento 24,153,008 - 24,153,009 -
2. Altre attività immateriali 2,453,909 - 2,748,925 -
2.1 generate internamente - - - -
2.2 altre 2,453,909 - 2,748,925 -
Totale 26,606,917 - 26,901,934 -

La voce delle Attività immateriali incorpora i valori degli avviamenti iscritti in bilancio in seguito al processo di consolidamento delle partecipazioni controllate dalla Capogruppo Equita Group. Nei paragrafi successivi vengono descritti gli eventi che hanno generato l'emersione di asset intangibili.

    1. A partire dal Bilancio Consolidato 2016, per effetto della riorganizzazione aziendale e a seguito dell'applicazione delle previsioni dell'IFRS 3 (Purchase Price Allocation), il Gruppo ha rilevato un avviamento di euro 11 milioni circa e valori relativi a marchi per euro 2,4 milioni e contratti per euro 0,3 milioni a valere sulla partecipata Equita SIM S.p.A. (corrispondente ad una CGU). Inseguito alla scissione, avvenuta nel 2019, del ramo di Alternative Asset Management nella controllata Equita Capital SGR, gli intangibili identificati in sede di PPA sono stati riallocati proporzionalmente anche alla CGU riferita all'Alternative Asset Management (AAM).
    1. Al 31 dicembre 2023, nel Bilancio Consolidato del Gruppo il valore dell'avviamento riferito alle due CGU è pari a euro 11 milioni, di cui euro 9,1 milioni per la CGU Equita SIM e euro 1,9 milioni per la CGU AAM, mentre il valore del marchio è pari a euro 2,1 milioni. Il valore dei contratti (in origine pari a e0,3 milioni) è stato interamente ammortizzato nel corso degli esercizi precedenti.
    1. In data 31 maggio 2018 Equita SIM S.p.A. ha perfezionato l'acquisto da Nexi S.p.A. del ramo d'azienda relativo all'esercizio delle attività di Brokerage & Primary Market e Market Making (successivamente rinominato "Retail Hub"). Il corrispettivo pagato per la cessione del ramo d'azienda, pari a euro 0,9 milioni, non soggetto ad aggiustamento, in seguito all'attività di Purchase Price Allocation prevista dal IFRS 3, è stato attribuito interamente alla voce avviamento ed allocato alla CGU Retail HUB.
    1. In data 14 luglio 2020, la Capogruppo Equita Group ha perfezionato l'acquisizione di K Holding S.r.l., socio unico di Equita K Finance S.r.l., società specializzata nella consulenza in materia di M&A alle piccole e medie imprese.

K Holding S.r.l. aveva acquisito l'intero controllo della K Finance S.r.l. in concomitanza con la proposta di acquisizione di Equita Group sulla K Holding. Sempre contestualmente, la K Finance Srl ha incorporato K Holding, tramite una fusione inversa da cui è emersa una riserva patrimoniale di circa euro 3 milioni ed un plusvalore di euro 6 milioni e la società è stata ridenominata in Equita K Finance Srl. il citato plusvalore di euro 6 milioni è stato sottoposto alla procedura di allocazione del prezzo (PPA process) e conseguentemente attribuito interamente ad avviamento nel bilancio individuale della controllata.

Una volta terminato tale processo di semplificazione della struttura societaria, Equita Group S.p.A. ha proceduto all'acquisizione del 70% Equita K Finance Srl, vincolando l'acquisizione del restante 30% scambiando un'opzione di call e una put con la parte venditrice, esercitabili in base a determinate condizioni nell'arco dei 10 anni successivi al closing.

In data 21 dicembre 2023, Equita Group, e i soci di minoranza di Equita K Finance hanno rinegoziato alcuni termini previsti negli accordi del 2020, tra cui la struttura di opzioni put & call relativa al 30% dell'azionariato della controllata facendo venir meno l'impegno di entrambe le parti in merito alla citata quota.

Il corrispettivo dell'acquisizione del 70% della partecipazione è stato pari a euro 7.000.000, di cui euro 6.000.000 pagati in denaro ed euro 1.000.000 pagati mediante l'assegnazione di n. 413.223 azioni Equita.

Il processo di Purchase Price Allocation, attraverso il metodo del full goodwill, riferito all'acquisizione di Equita Group ha fatto emergere, in sede di consolidamento, un plusvalore di ulteriori euro 12,2 milioni, allocato interamente ad avviamento.

Le altre attività immateriali registrate nel bilancio consolidato sono costituite da spese capitalizzate per software con vita utile pari a 5 anni e dalla capitalizzazione del marchio.

Il Marchio - Brand Name

A seguito della Purchase Price Allocation, a partire dal Bilancio Consolidato 2016, sono state iscritte, oltre all'avviamento, altre attività immateriali, il marchio Equita per 2,1 milioni di euro e contratti di investment banking per 0,3 milioni di euro. Il marchio rientra tra le attività immateriali legate al marketing identificate dall'IFRS 3 quale potenziale attività immateriale rilevabile in sede di Purchase Price Allocation.

Al riguardo si rileva che il termine marchio non è usato nei principi contabili in un'accezione restrittiva come sinonimo di trademark (il logo ed il nome), ma come termine generale di marketing che definisce quell'insieme di asset intangibili fra loro complementari (tra cui, oltre al nome e al logo, le competenze, la fiducia riposta dal consumatore, la qualità dei servizi, ecc.) che concorrono a definire il "brand equity".

Per la valorizzazione iniziale del marchio, il valore è stato determinato attraverso il metodo dei multipli impliciti.

Trattandosi di attività immateriale che non presenta flussi reddituali autonomi, essendo un diritto legalmente protetto attraverso registrazione dello stesso e non avendo un termine competitivo, legale o economico che ne limiti la vita utile, ai fini dell'impairment test per il Bilancio Consolidato, il marchio è stato considerato nell'ambito delle attività volte a verificare la tenuta del valore dell'avviamento della CGU. I risultati dell'impairment test, come meglio precisato in seguito, non hanno condotto alla necessità di svalutare l'intangibile marchio.

L'impairment test dei valori intangibili

In base al principio IAS 36, debbono essere sottoposte annualmente ad impairment test, per verificare la recuperabilità del valore, sia le attività immateriali a vita utile indefinita sia l'avviamento. Il valore recuperabile è rappresentato dal maggiore tra il valore d'uso ed il fair value, al netto dei costi di vendita.

I principi contabili internazionali definiscono la CGU come "the smallest identifiable group of assets that generates cash inflows that are largely independent of the cash inflows from other assets or groups of assets. [IAS 36.6]".

Come riportato nei precedenti bilanci annuali, il Gruppo Equita nel 2019 aveva completato il progetto di riorganizzazione societaria con la costituzione di Equita Capital SGR, a cui è stato trasferito un complesso di assets aziendali che risiedevano in Equita SIM e che afferivano all'Area dell'Alternative Asset Management. Tale riorganizzazione ha comportato quella che il Principio Contabile definisce come "modifica della composizione di una o più unità generatrici di flussi finanziari" [IAS 36.87] pertanto si è reso necessario riallocare gli intangibili alle unità interessate.

La modalità di riallocazione deve essere effettuata in base al "valore relativo" delle unità generatrici di flussi di cassa.

Nello specifico, dapprima era stato determinato il valore d'uso della CGU Equita SIM, al netto dei flussi di cassa prospettici del ramo Retail Hub e dei flussi di cassa prospettici del piano di Equita Capital SGR S.p.A..

Successivamente, è stato determinato il valore d'uso della CGU Equita Capital SGR S.p.A..

Il valore d'uso complessivo delle due "nuove" CGU corrisponde al valore d'uso della CGU originaria.

Conseguentemente, il rapporto tra il valore d'uso delle due "nuove" CGU e il valore d'uso della CGU originaria ha definito i pesi relativi, tramite i quali è stato allocato il valore di goodwill e marchio alle CGU risultanti dalla riorganizzazione del Gruppo. Nei paragrafi successivi, vengono descritti gli aspetti operativi e le risultanze dei test di impairment

Tale processo di riallocazione ha visto attribuire l'83% degli intangibili alla CGU Equita SIM e il 17% alla CGU Equita Capital SGR.

Nei paragrafi successivi, vengono descritti gli aspetti operativi e le risultanze dei test di impairment.

Per l'impairment test 2023, sia per quanto riguarda la verifica di valore degli avviamenti e attività immateriali emerse a seguito della riorganizzazione societaria del 2016 e del 2019 sia per la verifica di valore dell'avviamento iscritto con l'acquisizione del ramo Retail Hub, con riferimento al periodo di previsione analitica, è stato considerato un arco temporale di 5 esercizi, ossia il quinquennio 2024-2028. In considerazione della volatilità dei mercati finanziari e dei valori da essi

ritraibili, ai fini della determinazione del valore recuperabile si è fatto riferimento al valore d'uso, determinato attraverso il metodo dei Discounted Cash Flows. Il costo del capitale è stato determinato utilizzando il "Capital Asset Pricing Model" (CAPM). Sulla base di tale modello, il costo del capitale viene determinato quale somma del rendimento di investimenti privi di rischio e di un premio per il rischio, a sua volta dipendente dalla rischiosità specifica dell'attività.

Normalmente il tasso di attualizzazione deve comprendere il costo delle diverse fonti di finanziamento dell'attività da valutare e cioè il costo dell'equity ed il costo del debito (si tratta del cosiddetto WACC, cioè il costo medio ponderato del capitale). Tuttavia, esso è stato stimato nell'ottica "equity side" cioè considerando solamente il costo del capitale proprio (Ke), coerentemente con le modalità di determinazione dei flussi che sono comprensivi dei flussi derivanti dalle attività e passività finanziarie.

Scendendo nel dettaglio delle diverse componenti che contribuiscono alla determinazione del tasso di attualizzazione, con riferimento al test di impairment degli avviamenti attribuiti alla CGU Equita SIM, alla CGU Equita Capitale SGR e alla CGU Retail HUB, si evidenzia che:

  • per quanto riguarda il tasso risk free ricompreso nel tasso di attualizzazione, si è ritenuto opportuno utilizzare il rendimento medio annuo (2023) dei titoli di Stato italiani (BTP) a 10 anni, incorporando in questo modo anche il country risk premium relativo all'Italia;
  • per l'equity risk premium, ovvero il premio per il rischio aziendale rappresentato dalla differenza tra il rendimento del mercato azionario ed il rendimento di un investimento in titoli privi di rischio, è stato utilizzato l'equity risk premium rilevato sul mercato statunitense nel periodo 1960-2023;
  • il coefficiente Beta, che misura la rischiosità specifica della singola azienda o settore operativo, è stato determinato utilizzando un campione di società internazionali operanti nel settore del Brokerage & Investment Banking (rilevato sulla base di osservazioni settimanali a due anni);
  • il coefficiente alfa, che esprime il premio per il rischio specifico di Equita SIM e di Equita Capital SGR, è stato assunto pari al 3.47% in considerazione della dimensione, nonché della volatilità implicita nei proventi delle entità;
  • Il tasso di attualizzazione determinato secondo le ipotesi precedenti e utilizzato ai fini impairment test è pari a 13,97%, nello scenario base. Per il calcolo del Terminal Value è stato considerato un tasso di crescita atteso oltre il periodo di pianificazione esplicita, in linea con il tasso di inflazione atteso nel lungo periodo, pari al 1,7%.
  • Il tasso di crescita per gli anni 2025-2027 è stato ipotizzato pari al 1,7%, e per il calcolo del Terminal Value è stato considerato un tasso di crescita atteso oltre il periodo di pianificazione esplicita, in linea con il tasso con il tasso di inflazione atteso nel lungo periodo, pari all'1,7%.

Con riferimento all'impairment test 2023 sulla CGU Equita K Finance, con riferimento al periodo di previsione analitica, è stato considerato un arco temporale di 5 esercizi, ossia il quinquennio 2024-2028.

Il costo del capitale è stato determinato utilizzando il "Capital Asset Pricing Model" (CAPM). Sulla base di tale modello, il costo del capitale viene determinato quale somma del rendimento di investimenti privi di rischio e di un premio per il rischio, a sua volta dipendente dalla rischiosità specifica dell'attività.

A differenza dell'approccio utilizzato per Equita SIM ed Equita Capital SGR, per Equita K Finance è stato utilizzato il metodo "asset-side", valutando prima il capitale operativo dell'azienda e detraendo da esso la posizione finanziaria netta. Il tasso di attualizzazione dei flussi è stato quindi calcolato come costo medio ponderato del capitale (sia proprio che di terzi), ossia il WACC (Weighted Average Cost of Capital).

Scendendo nel dettaglio delle diverse componenti che contribuiscono alla determinazione del tasso di attualizzazione si evidenzia che:

  • il rapporto tra capitale proprio e il totale delle fonti di finanziamento è stato fissato pari al 59,25%, in coerenza con il rapporto che caratterizza il settore di riferimento;
  • il costo del debito è stato considerato pari a 6,05%, prendendo come proxy il costo del debito per un panel di aziende operanti nel settore finanziario;
  • per quanto riguarda il tasso risk free, l'equity risk premium, il coefficiente Beta e Alfa, sono stati adoperati gli stessi parametri delle controllate Equita SIM ed Equita Capital SGR, precedentemente descritti.
  • Il tasso di attualizzazione determinato secondo i parametri descritti e utilizzato ai fini impairment test è quindi pari a 10,02%, nello scenario base.

Per il calcolo del Terminal Value è stato considerato un tasso di crescita atteso oltre il periodo di pianificazione esplicita, in linea con il tasso con il tasso di inflazione atteso nel lungo periodo, pari al 1,7%.

L'esito delle attività di impairment test ha evidenziato che, al 31 dicembre 2023, i valori d'uso di tutte le CGU (Equita SIM, Equita Capital SGR e Equita K Finance) sono superiori ai rispettivi valori contabili. Non è stato pertanto necessario procedere ad alcuna svalutazione delle attività immateriali a vita utile indefinita.

Analisi di sensitività

Poiché il valore d'uso viene determinato attraverso il ricorso a stime e ad assunzioni che possono presentare elementi di incertezza, sono state svolte, in aderenza a quanto richiesto dai principi IAS/IFRS, le analisi di sensitività volte a verificare la sensibilità dei risultati ottenuti al variare dei principali parametri ed ipotesi utilizzati per lo svolgimento del test.

In particolare, è stato verificato l'impatto sul valore d'uso di una variazione di 50 bps in aumento per il tasso di attualizzazione e in diminuzione per il tasso di crescita del Terminal Value.

Nell'ambito della sensitivity sui flussi di cassa è stata considerata una variazione negativa del 10%.

Variazione Valore d'uso

CGU Tasso di crescita"g"
-50 bps
Tasso di attualizzazione
-50 bps
Flusso del terminal Value
-20%
EQUITA SIM (-17.5%) (18,7%) (7,0%)
EQUITA CAPITAL SGR (4,2%) (3,8%) (6,4%)
EQUITA K FINANCE (3,05%) (4,48%) (4,79%)
RETAIL HUB (1,6%) (3,9%) (7,2%)

Si segnala inoltre che il tasso che azzera il valore d'uso delle CGU risulta essere ampiamente al di sopra dei tassi di mercato.

9.2 Attività immateriali: variazioni annue

A .Esistenze iniziali 26,901,934
B. Aumenti -
B.1 Acquisti -
B.2 Riprese di valore -
B.3 Variazioni positive di fair value: -
a) patrimonio netto -
b) conto economico -
B.4 Altre variazioni -
C. Diminuzioni (295,017)
C.1 Vendite -
C.2 Ammortamenti (295,017)
C.3 Rettifiche di valore -
a) a patrimonio netto -
b) a conto economico -
C.4 Variazioni negative di fair value: -
a) a patrimonio netto -
b) a conto economico -
C.5 Altre variazioni -
D. Rimanenze finali 26,606,916

Sezione 10 - Attività fiscali e Passività fiscali - Voce 100 dell'attivo e Voce 60 del passivo

10.1 Composizione delle "Attività fiscali correnti e anticipate"

31/12/2023 31/12/2022
A Correnti 1,199,046 4,961,893
1 .Acconti pagati 3,236,677 7,966,033
2. Fondo imposte (5,015,113) (3,616,927)
3. Crediti d'imposta e ritenute 2,977,482 612,787
B Anticipate 2,038,147 2,558,542
Totale 3,237,193 7,520,435

Le sottovoci "fondo imposte" e "acconti pagati" si riferiscono all'IRES e all'IRAP dell'esercizio.

La sottovoce "Crediti d'imposta e ritenute" si riferisce al credito IRAP iscritto a seguito della trasformazione dell'eccedenza ACE dell'esercizio precedente; al credito per IRES conseguente all'adozione del Consolidato Fiscale Nazionale tra Equita Group, Equita SIM e Equita Capital SGR e all'anticipo di imposte correnti iscritte a seguito dell'affrancamento dei valori di marchi e avviamento.

Le "Attività fiscali anticipate" sono invece riferite alle imposte calcolate sulle "timing differences" manifestatesi a seguito del rinvio della deducibilità di componenti negativi di reddito rispetto all'esercizio di competenza.

10.2 Composizione delle "Passività fiscali correnti e differite"

31/12/2023 31/12/2022
A Correnti 623,424 2,932,930
1. Fondo imposte 1,116,000 2,691,500
2. Crediti d'imposta e ritenute - -
3. Acconti pagati (955,638) (576,778)
4. Altre imposte 463,062 818,208
B Differite 708,305 693,519
Totale 1,331,728 3,626,449

Si segnala che il gruppo non ha attività fiscali anticipate relative alla Legge 214/2011.

La voce "Fondo imposte" è relativa all'IRAP corrente e le "altre imposte" comprendono l'imposta sulle transazioni finanziarie corrisposta all'Erario sulle negoziazioni di strumenti finanziari in conto proprio.

10.3 Variazione delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico)

31/12/2023 31/12/2022
1 Esistenze iniziali 2,510,920 2,816,394
2 Aumenti 402,249 391,265
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio: 402,249 391,265
a) relative a precedenti esercizi - -
b) mutamento di criteri contabili - -
c) riprese di valore - -
d) altre 402,249 391,265
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - -
3 Diminuzioni (918,383) (693,305)
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio: (918,383) (693,305)
a) rigiri (918,383) (693,305)
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - -
c) dovute al mutamento di criteri contabili - -
d) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
a) trasformazione in crediti d'imposta di cui alla legge n.
214/2011 - -
b) altre - -
4 Importo finale 1,994,786 2,510,920

10.4 Variazione delle imposte differite (in contropartita del conto economico)

31/12/2023 31/12/2022
1 Esistenze iniziali 59,140 44,355
2 Aumenti 14,786 14,785
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio: 14,786 14,785
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 14,786 14,785
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - -
3 Diminuzioni - -
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio: - -
a) rigiri - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4 Importo finale 73,926 59,140

10.5 Variazione delle imposte anticipate (in contropartita del patrimonio netto)

31/12/2023 31/12/2022
1 Esistenze iniziali 47,622 63,233
2 Aumenti - -
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio: - -
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre - -
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - -
3 Diminuzioni (4,260) (15,611)
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio: (4,260) (15,611)
a) rigiri (4,260) (15,611)
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - -
c) dovute al mutamento di criteri contabili - -
d) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4 Importo finale 43,362 47,622

10.6 Variazione delle imposte differite (in contropartita del patrimonio netto)

31/12/2023 31/12/2022
1 Esistenze iniziale 634,378 711,866
2 Aumenti - -
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio: - -
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre - -
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - -
3 Diminuzioni - (77,488)
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio: - (77,488)
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre - (77,488)
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4 Importo finale 634,378 634,378

L'importo relativo alle passività fiscali differite si riferisce alla componente attuariale del trattamento di fine rapporto e alle imposte sui valori di marchi e contratti, parzialmente ammortizzati, emersi a seguito della PPA del 2016.

Sezione 12 - Altre attività - Voce 120

12.1 Composizione delle "Altre attività"

31/12/2023 31/12/2022
1
Crediti d'imposta da superbonus
29,005,344 38,575,188
2
altre attività:
5,037,053 2,990,816
- canoni pagati anticipatamente 2,111,591 1,657,024
- depositi cauzionali 88,015 92,515
- rivalutazioni di poste fuori bilancio 24,551 63,080
- anticipi a fornitori 867,617 202,679
- migliorie e spese incrementative su beni di terzi 447,093 143,453
- crediti verso controllante per CFN e servizi intercompany - 28,800
- crediti verso INPS 959,832 146
- crediti per tributi 538,354 803,119
Totale altre attività 34,042,397 41,566,004

La voce "Altre attività" comprende:

  • il credito d'imposta acquistato relativo al "Superbonus 110%";
  • nella voce relativa ai "canoni pagati anticipatamente" sono inclusi i risconti attivi calcolati su costi sostenuti finanziariamente nel corso dell'esercizio corrente ma che hanno, in tutto o in parte, competenza di periodi successivi; In particolare la voce include i costi di adesioni alle piattaforme di trading la cui competenza economica è in parte di competenza dell'esercizio 2024 e il risconto di taluni servizi di consulenza a competenza pluriennale.
  • le migliorie e spese incrementative su beni di terzi effettuati prevalentemente nel corso dell'esercizio dovuti all'ampliamento dell'area uffici;
  • il credito verso INPS dovuto al rimborso per il versamento di maggiori contributi nel corso degli esercizi precedenti.
  • il credito verso l'erario per il credito IVA del mese di dicembre.

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PASSIVO

Sezione 1 – Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 10

1.1 Composizione delle "Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: Debiti"

31/12/2023 31/12/2022
Verso Banche Verso Società
finanziarie
Verso clientela Verso Banche Verso Società
finanziarie
Verso clientela
1. Finanziamenti 178,544,612 293,905 - 187,957,355 791,117 -
1.1 Pronti contro termine - - - - - -
di cui su titoli di Stato - - - - - -
di cui su altri titoli di debito - - - - - -
di cui su titoli di capitale - - - - - -
1.2 Finanziamenti 178,544,612 293,905 - 187,957,355 791,117 -
2. Debiti per leasing - 5,431,307 412,998 - 3,534,922 179,309
3. Altri debiti 2,919,737 6,127,683 55,356 1,605,880 11,654,212 8,445
Totale 181,464,349 11,852,895 468,355 189,563,235 15,980,250 187,754
Fair value - livello 1 - - - - - -
Fair value - livello 2 - - - - - -
Fair value - livello 3 181,464,349 11,852,895 468,355 189,563,235 15,980,250 187,754
Totale Fair Value 181,464,349 11,852,895 468,355 189,563,235 15,980,250 187,754

Al 31 dicembre 2023, la sottovoce "Finanziamenti" include:

  • il finanziamento passivo erogato da Intesa Sanpaolo alla controllata Equita SIM per euro 130 milioni oltre ad un plafond di euro 15 milioni in valuta diversa dall'Euro; quest'ultima componente risulta utilizzata a fine anno per circa Euro 0,7 milioni;
  • linee di denaro caldo utilizzate per euro 30 milioni;
  • il finanziamento passivo long term in essere per euro 3,2 milioni;
  • il finanziamento passivo breve termine in essere per euro 8,1 milioni;
  • il mutuo chirografario di euro 1,9 milioni, in capo alla controllata Equita K Finance S.r.l..
  • i fidi bancari utilizzati per euro 4,45 milioni

Al 31 dicembre 2023, la sottovoce "altri debiti" include il saldo passivo relativo all'operatività connessa alla negoziazione di strumenti finanziari nei confronti della clientela.

Tra i "debiti per leasing" risulta iscritto il valore dei debiti connessi all'applicazione del principio IFRS 16. Per maggiori dettagli circa la disclosure richiesta dal principio in parola si rimanda alla Sezione 7 - Altri dettagli della Nota Integrativa.

Si informa che non sono presenti debiti correnti verso promotori finanziari né debiti subordinati.

31/12/2023 31/12/2022
L1 L2 L3 FV* VN L1 L2 L3 FV* VN
APassività per cassa - - - - - - - - - -
1. Debiti 15,797,827 69,962 240,244 16,108,033 1,710,470 9,665,391 - - 9,665,391 1,627,124
2. Titoli di debito 659,272 494,552 492,757 - 1,602,529 - 2,473,571 - - 2,577,754
- obbligazioni 659,272 494,552 492,757 - 1,602,529 - 2,473,571 - - 2,577,754
- strutturate 184,487 - - - 171,000 - - - - -
- altre obbligazioni 474,785 494,552 492,757 - 1,431,529 - 2,473,571 - - 2,577,754
- altri titoli - - - - - - - - - -
- strutturati - - - - - - - - - -
- altri - - - - - - - - - -
Totale A 16,457,099 564,514 733,002 16,108,033 3,141,999 9,665,391 2,473,571 - 9,665,391 4,204,878
BStrumenti derivati - - - - - - - - - -
1. Derivati finanziari 2,312,455 - - - - 3,401,798 - - - -
- di negoziazione 2,312,455 - - - - 3,401,798 - - - -
- connessi con la fair value
option - - - - - - - - - -
- altri - - - - - - - - - -
2. Derivati creditizi - - - - - - - - - -
- di negoziazione - - - - - - - - - -
- connessi con la fair value
option - - - - - - - - - -
- altri - - - - - - - - - -
Totale B 2,312,455 - - - - 3,401,798 - - - -
Totale (A+B) 18,769,554 564,514 733,002 - - 13,067,189 2,473,571 - - -

L1 = Livello 1; L2 = Livello 2; L3 = Livello 3; VN = Valore nominale/nozionale; FV*= Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione

Nella voce debiti sono evidenziate le posizioni di scoperto su titoli azionari. Non sono presenti passività subordinate.

108 Gruppo EQUITA | Prospetti Contabili e Nota Integrativa | Bilancio 2023

Sezione 2 – Passività finanziarie di negoziazione – Voce 20

2.1 Composizione della voce 20 "Passività finanziarie di negoziazione"

2.4 "Passività finanziarie di negoziazione": strumenti finanziari derivati
Over the counter
31/12/2023
Over the counter
31/12/2022
Senza controparti centrali Senza controparti centrali
Controparti centrali Controparti
centrali
Senza accordi di
compensazione
Con accordi di
compensazione
organizzati
Mercati
Controparti
centrali
Senza accordi di
compensazione
Con accordi di
compensazione
organizzati
Mercati
1.Titoli di debito e tassi d'interesse -
-
-
- -
-
-
-
- Valore nozionale -
-
-
- -
-
-
-
- Fair value -
-
-
- -
-
-
-
2.Titoli di capitale e indici azionari -
-
-
- -
-
-
-
- Valore nozionale -
-
-
73,440,950 -
-
59,837,647
-
- Fair value -
-
-
2,312,455 -
-
3,401,798
-
3.Valute e oro -
-
-
- -
-
-
-
- Valore nozionale -
-
-
- -
-
-
-
- Fair value -
-
-
- -
-
-
-
4.Crediti -
-
-
- -
-
-
-
- Valore nozionale -
-
-
- -
-
-
-
- Fair value -
-
-
- -
-
-
-
5.Merci -
-
-
- -
-
-
-
- Valore nozionale -
-
-
- -
-
-
-
- Fair value -
-
-
- -
-
-
-
6.Altri -
-
-
- -
-
-
-
- Valore nozionale -
-
-
- -
-
-
-
- Fair value -
-
-
- -
-
-
-

Gruppo EQUITA | Prospetti Contabili e Nota Integrativa | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 109

Sezione 6 – Passività fiscali – Voce 60

Si veda sezione 10 dell'attivo.

Sezione 8 - Altre passività - Voce 80

La sottovoce "debiti verso fornitori e altri debiti" è composta principalmente dal debito verso Illimity Bank S.p.A. per l'acquisto del credito d'imposta relativo al "Superbonus 110%" (pari a € 28,8 milioni) e da debiti verso il personale dipendente e connessi oneri previdenziali, relativi alla componente variabile che verrà erogata nel corso dell'esercizio successivo (pari a € 10 milioni). La voce, inoltre, comprende i debiti verso fornitori per fatture da ricevere e fatture già ricevute ma non ancora saldate alla chiusura di bilancio.

I "debiti verso enti pubblici per INPS e INAIL" fanno riferimento a quelli in essere nei confronti degli Enti Previdenziali (INPS e INAIL) sulle retribuzioni fisse e variabili corrisposte/da corrispondere ai dipendenti.

La voce "debiti verso l'erario per imposte varie" include l'IVA in conto vendite per servizi resi.

8.1 Composizione delle "Altre passività"

31/12/2023 31/12/2022
Altre passività: - -
- debiti verso fornitori e altri debiti 47,984,467 59,646,301
- debiti verso enti pubblici per INPS e Inail 514,662 412,452
- debiti verso l'erario per IRPEF 1,091,500 1,213,777
- fatture emesse con competenza futura 646,612 348,993
- debiti verso l'erario per imposte varie 343,142 (32,252)
- altri debiti 208,098 2,839,059
Totale 50,788,482 64,428,329

Sezione 9 - Trattamento di fine rapporto del personale - Voce 90

9.1 "Trattamento di fine rapporto del personale": variazioni annue

31/12/2023 31/12/2022
A. Esistenze iniziali 2,069,142 2,397,194
B. Aumenti - -
B1. Accantonamento dell'esercizio 69,953 85,941
B2. Altre variazioni in aumento 167,457 13,967
C Diminuzioni - -
C1. Liquidazioni effettuate (364,893) (56,376)
C2. Altre variazioni in diminuzione - (371,585)
D Rimanenze finali 1,941,659 2,069,142

Le principali variazioni del fondo TFR intervenute nel corso dell'esercizio afferiscono agli accantonamenti dell'esercizio in parte compensati dagli effetti attuariali. Le altre variazioni in aumento e in diminuzione si riferiscono rispettivamente all'interest cost e alle actuarial gains derivanti dalla valutazione del TFR in base a quanto disposto dallo IAS 19.

111 Bilancio Consolidato Relazione sulla Gestione Introduzione

9.2 Altre informazioni

Ipotesi attuariali 31/12/2023 31/12/2022
Tasso annuo di attualizzazione 3% 4%
Tasso annuo di inflazione 2% 2%
Tasso annuo incremento TFR 3% 3%
Frequenza Anticipazioni 3% 3%
Frequenza Turnover 4% 4%

Il calcolo del Trattamento di fine rapporto è stato effettuato con l'ausilio di un attuario indipendente, il quale ha utilizzato nelle valutazioni le seguenti ipotesi attuariali:

Il tasso annuo di attualizzazione utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato, coerentemente con il par. 83 dello IAS 19, con riferimento all'indice Iboxx Corporate AA con duration 7-10 anni rilevato alla data di valutazione.

Il tasso annuo di incremento del TFR, come previsto dall'art. 2120 del Codice Civile, è pari al 75% dell'inflazione più 1,5 punti percentuali.

Analisi di sensitività

L'analisi di sensitivity è stata effettuata sulle passività nette a benefici definiti di cui alla tabella precedente. I dati sottoesposti indicano quale sarebbe l'ammontare delle passività nette a benefici definiti in presenza di variazioni nelle ipotesi attuariali.

9.3 Analisi di sensitività dei principali parametri valutativi DBO

Tasso di turnover +1% 1,926,584
Tasso di turnover -1% 1,912,846
Tasso di inflazione +0,25% 1,945,880
Tasso di inflazione -0,25% 1,894,900
Tasso di attualizzazione +0,25% 1,883,062
Tasso di attualizzazione -0,25% 1,958,428

Rispetto al precedente esercizio non ci sono state modifiche nelle ipotesi utilizzate nell'analisi di sensitività.

La duration media dell'obbligazione a benefici definiti è pari a circa 8 anni per il TFR.

9.4 Erogazioni future stimate

Anni Erogazioni previste
1 171,720
2 142,713
3 140,975
4 139,093
5 139,022

Sezione 10 - Fondi per rischi e oneri - Voce 100

10.1 Composizione dei "Fondi per rischi ed oneri"

Voci/Valori 31/12/2023 31/12/2022
1. Fondi su impegni e garanzie rilasciate - -
2. Fondi di quiescenza aziendali - -
3. Altri fondi per rischi ed oneri: - -
3.1 controversie legali e fiscali 12,508 12,508
3.2 oneri per il personale 3,222,155 3,821,483
3.3 altri - -
Totale 3,234,663 3,833,991

La voce "oneri per il personale" accoglie gli accantonamenti relativi a forme di retribuzione non ricorrenti relative a prestazioni già effettuate, nel corso dell'esercizio corrente, ma che avranno manifestazione finanziaria futura.

Il Gruppo non ha in essere contenziosi con il personale.

10.2 "Fondi di quiescenza aziendali" e "Altri fondi per rischi e oneri": variazioni annue

Fondi di quiescenza Altri fondi per rischi ed
oneri
Totale
A Esistenze iniziali -
3,833,991
3,833,991
B Aumenti -
1,551,451
1,551,451
B.1 Accantonamento dell'esercizio -
1,551,451
1,551,451
B.2 Variazioni dovute al passare del tempo -
-
-
B.3 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto -
-
-
B.4 Altre variazioni -
-
-
C Diminuzioni -
(2,150,779)
(2,150,779)
C.1 Utilizzo nell'esercizio - (2,150,779) (2,150,779)
C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - -
C.3 Altre variazioni - - -
D Rimanenze finali -
3,234,663
3,234,663

La variazione è dovuta all'erogazione del bonus contabilizzato negli anni precedenti, al netto dei nuovi accantonamenti. Per maggiori dettagli circa la remunerazione variabile del personale si rimanda alla sezione "Accordi Di Pagamento Basati Su Propri Strumenti Patrimoniali" esposta in Nota Integrativa.

Gruppo EQUITA | Prospetti Contabili e Nota Integrativa | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 113

Sezione 11 – Patrimonio − Voci 110, 120, 130, 140, 150 e 160

11.1 Composizione del "Capitale"

Importo
1. Capitale -
1.1 Azioni ordinarie 11,678,163
1.2 Altre azioni -

Il capitale, al 31 dicembre 2023, risulta suddiviso in n. 51.324.020 di azioni ordinarie senza valore nominale.

Le azioni proprie, al 31 dicembre 2023, ammontano a n. 3.146.247.

La variazione in aumento del capitale sociale nell'esercizio è legata alle operazioni di aumento di capitale realizzate in ottemperanza ai piani di incentivazioni. Per maggiori dettagli si rimanda alla Relazione sulla Gestione.

11.2 Composizione delle "Azioni proprie"

Importo
1. Azioni proprie -
1.1 Azioni ordinarie (3,171,237)
1.2 Altre azioni -

11.4 Composizione dei "Sovrapprezzi di emissione"

Importo
1. Sovrapprezzi di emissione -
1.1 Azioni ordinarie 23,373,173
1.2 Altre azioni -

Il sovrapprezzo di emissione è emerso nell'ambito dell'operazione di IPO sul mercato AIM per euro 18.198.319, a questo dato nel corso degli esercizi 2021 – 2023 il valore della riserva si è incrementato per effetto degli aumenti di capitale collegati ai piani di incentivazione fino a raggiungere il valore di euro 23.373.173 a fine 2023.

11.5 Riserve: altre informazioni"

Le riserve di Gruppo ammontano ad € 56.661.837 ed includono:

La riserva legale, costituita a norma di legge, deve raggiungere un quinto nel capitale attraverso destinazioni di alme- no il 5% dell'utile dell'esercizio, al 31 dicembre 2023 la riserva in esame risulta era pari a €2,3 milioni circa.

Le altre riserve di utili oltre alla riserva legale comprendono:

  • gli utili consolidati portati a nuovo dell'esercizio precedente al netto degli utili distribuiti nel 2023 dalla Capogruppo.
  • la riserva da consolidamento generatasi a seguito dell'eliminazione del valore contabile delle partecipazioni in contropartita alla corrispondente quota di patrimonio netto delle controllate;
  • la riserva IFRS 2 costituita a partire dal 2019 ed ammontante complessivamente ad euro 3,4 milioni circa.
  • Le riserve altre comprendono principalmente:
  • le riserve derivanti dall'operazione di incorporazione di Manco S.p.A. (per Euro 26.172 mila relativi all'aumento di capitale a servizio del concambio) al netto dell'avanzo da fusione (-Euro 560 mila);
  • la riserva negativa per i costi di IPO sospesi a Patrimonio netto (-Euro 874 mila) e riserva negativa per FTA di Equita SIM S.p.A. (-Euro 161 mila);
  • la riserva alienazione azioni proprie per euro 0,7 milioni.

Prospetto di raccordo tra i dati della Capogruppo e quelli del bilancio consolidato

Patrimonio netto Utile/(Perdita) d'esercizio
Saldo come da bilancio IAS/IFRS della Capogruppo 45,875,110 18,162,913
Effetto del consolidamento delle imprese controllate 23,317,617 21,213,100
Differenze di cambio originate dalla conversione dei bilanci redatti in
una valuta diversa dall'Euro x x
Altre rettifiche e riclassifiche di consolidamento, inclusi gli effetti delle
partecipazioni valutate a patrimonio netto x x
Dividendi incassati nell'esercizio 22,622,044 (22,622,044)
Patrimonio netto totale 31/12/2023 91,814,771 16,753,969

Sezione 12 – Patrimonio di pertinenza di terzi

12.1 Composizione della voce 180 "Patrimonio di pertinenza di terzi"

Denominazione imprese 31/12/2023 31/12/2022
Equita K Finance S.r.l 3,902,637 2,020,592
Totale 3,902,637 2,020,592

Altre informazioni

Attività e passività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi quadro di compensazione o ad accordi similari

Come disciplinato dall'aggiornamento dalle Disposizioni di Banca d'Italia per la redazione dei bilanci IFRS delle SIM, è prevista la redazione di specifiche tabelle di nota integrativa atte a rappresentare quelle attività e passività finanziarie che formano oggetto di accordi di compensazione ai sensi dello IAS 32 § 42, indipendentemente dalla circostanza che abbiano anche dato luogo ad una compensazione contabile.

Il Gruppo Equita ha identificato come potenziali accordi soggetti alla compensazione la sola attività legata al Prestito Titoli. Tale operatività, posta in essere dalla controllata Equita SIM S.p.A. non ha comunque comportato alcuna compensazione di poste patrimoniali attive e passive.

Operazioni di prestito titoli

Si segnala la presenza del servizio bancario accessorio di prestito titoli offerto da Equita SIM S.p.A. alla propria clientela istituzionale. Il contratto comporta il trasferimento della proprietà di un certo quantitativo di titoli di una data specie con l'obbligo per il prestatario di restituzione, a fronte di un corrispettivo a titolo di remunerazione per la disponibilità degli stessi.

Tutte le operazioni sono assistite da garanzie reali, prevalentemente nella forma di cash collateral oggetto di adeguamento giornaliero sulla base dell'andamento del valore dei titoli prestati. Tali cash collateral figurano in bilancio tra i crediti e i debiti verso banche e clientela per l'importo delle somme effettivamente versate e ricevute. I prestiti in cui la garanzia è costituita da titoli compaiono invece "sotto la linea" per il controvalore dei titoli prestati. Sotto il profilo economico la remunerazione dei prestiti è rappresentata dalle commissioni attive e passive, per le quali si fa rinvio alla sezione C della nota integrativa.

Si segnala inoltre che la stessa SIM fa utilizzo a sua volta del servizio di prestito titoli offerto da alcune banche per coprire proprie posizioni lunghe.

Introduzione
-------------- --

Gruppo EQUITA | Prospetti Contabili e Nota Integrativa | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 115

Prestito titoli: dettaglio per tipologia operazioni

valore di bilancio fair value
Titoli ricevuti in prestito garantiti da contante: crediti
verso:
a) banche 29.112.977 27.975.022
b) società finanziarie - -
c) clientela - 495.000
Titoli dati in prestito garantiti da contante: debiti verso:
a) banche - -
b) società finanziarie - -
c) clientela - -

Prestito titoli: dettaglio per tipologia titolo

valore di bilancio fair value
Titoli ricevuti in prestito garantiti da contante: crediti verso:
a) titoli di stato - -
b) titoli bancari 9.133.026 8.767.325
c) altri titoli 19.979.951 19.702.697
Titoli dati in prestito garantiti da contante: debiti verso:
a) titoli di stato - -
b) titoli bancari - -
c) altri titoli - -

Attività costituite a garanzie di proprie passività e impegni

Il Gruppo non presenta attività costituite a garanzie di proprie passività e impegni ad eccezione delle somme identificate in titoli e liquidità riferite al "rapporto di garanzia" con la banca corrispondente.

Informativa sulle attività a controllo congiunto

Il Gruppo non presenta attività a controllo congiunto.

Parte C - Informazioni sul conto economico

Sezione 1 - Risultato netto dell'attività di negoziazione - Voce 10

1.1 Composizione del "Risultato netto dell'attività di negoziazione"

Voci/Controparti reddituali Plusvalenze Utili da
negoziazione
Minusvalenze Perdite da
negoziazione
Risultato
netto
1 Attività finanziarie di negoziazione - - - - -
1.1 Titoli di debito 813,107 7,309,188 (116,991) (475,852) 7,529,452
1.2 Titoli di capitale e quote di O.I.C.R. 1,313,092 13,006,494 (253,015) (7,957,048) 6,109,522
1.3 Altre attività - - - (383,324) (383,324)
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
2.1 Titoli di debito 9,803 307,657 (10,959) - 306,501
2.2 Debiti 167,144 3,732,081 (284,075) (2,989,883) 625,267
2.3 Altre passività - - - - -
3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio 64,151 - - - 64,151
4. Derivati finanziari - - - - -
- su titoli di debito e tassi di interesse 120 1,030 - (191,020) (189,870)
- su titoli di capitale e indici azionari 1,453,221 13,174,916 (1,484,542) (16,012,014) (2,868,420)
- su valute e oro - - - - -
- altri - - - - -
5. Derivati su crediti - - - - -
di cui: coperture naturali connesse con la FVO - - - - -
Totale 3,820,638 37,531,366 (2,149,583) (28,009,141) 11,193,279

Sezione 4 – Risultato netto delle altre attività e delle passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - Voce 40

4.2 Composizione del risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

Voci/ Componenti reddituali Plusvalenze Minusvalenze Perdite da
realizzo
Risultato
netto
(A) (B) (C) (D) [A+B-C-D]
1. Attività finanziarie
1.1 Titoli di debito - - - - -
1.2 Titoli di capitale e quote di OICR 3,543,033 14,932 - (0) 3,557,965
1.3 Finanziamenti - - - - -
2. Attività finanziarie in valuta: differenze di cambio - - - - -
Totale 3,543,033 14,932 - (0) 3,557,965

Sezione 5 - Commissioni - Voci 50 e 60

5.1 Composizione delle "Commissioni attive"

Dettaglio 31/12/2023 31/12/2022
1. Negoziazione per conto proprio - -
2. Esecuzione di ordini per conto dei clienti 15,580,525 15,989,890
3. Collocamento e distribuzione - -
- di titoli 12,247,563 3,409,500
- di servizi di terzi: - -
- gestioni di portafogli - -
- gestioni collettive - -
- prodotti assicurativi - -
- altri - -
4. Gestioni di portafogli - -
- propria 6,116,601 4,701,571
- delegata da terzi 2,361,897 2,431,627
5. Ricezione e trasmissione di ordini 5,235,406 6,031,527
6. Consulenza in materia di investimenti 231,000 50,000
7. Consulenza in materia di struttura finanziaria 24,390,644 38,250,693
8. Gestione di sistemi multilaterali di negoziazione - -
9. Custodia e amministrazione - -
10. Negoziazione di valute - -
11. Altri servizi 4,301,394 5,151,421
Totale 70,465,031 76,016,230

Nella voce "4. Gestioni di portafogli: - propria" figurano le management fees riconosciute alla controllata Equita Capital Sgr per l'attività di gestione collettiva dei fondi di investimento istituiti dalla stessa.

5.2 Composizione delle "Commissioni passive"

Dettaglio 31/12/2023 31/12/2022
1. Negoziazione per conto proprio 508,974 450,240
2. Esecuzione di ordini per conto di clienti 1,820,633 1,828,541
3. Collocamento e distribuzione - -
- di titoli - -
- di servizi di terzi: - -
- gestioni di portafogli - -
- altri - -
4. Gestione di portafogli - -
- propria - -
- delegata da terzi - -
5. Raccolta ordini - -
6. Consulenza in materia di investimenti - -
7. Custodia e amministrazione - -
8. Altri servizi 5,211,765 4,230,068
Totale 7,541,373 6,508,850

Sezione 6 - Interessi - Voci 70 e 80

6.1 Composizione degli "Interessi attivi e proventi assimilati"

Titoli di
debito
Finanziamenti Altre
operazioni
31/12/2023 31/12/2022
1. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto a conto economico - - - - -
1.1 Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
2,822,820 - - 2,822,820 1,749,228
1.2 Attività finanziarie designate al fair value - - - - -
1.3 Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate al fair value
197,963 - - 197,963 129,774
2. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva - - - - -
3. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - - - - -
3.1 Crediti verso banche 1,255,293 - 3,467,623 4,722,916 199,710
3.2 Crediti verso società finanziarie 77,830 241,293 998,715 1,317,839 3,331
3.3 Crediti verso clientela 942,371 - - 942,371 850,358
4. Derivati di copertura - - - - -
5. Altre attività - - 208,322 208,322 319,511
6. Passività finanziarie - - - - -
Totale 5,296,277 241,293 4,674,661 10,212,231 3,251,913
di cui: interessi attivi su attività finanziarie
impaired
di cui: interessi attivi su leasing finanziari

6.4 Composizione degli "Interessi passivi e oneri assimilati"

Pronti c/
termine
Altri
Finanziamenti
Titoli Altro 31/12/2023 31/12/2022
1. Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato -
-
- - - -
1.1 Debiti verso banche -
6,985,771
- - 6,985,771 1,643,680
1.2 Debiti verso società finanziarie -
144,900
- - 144,900 99,636
1.3 Debiti verso clientela -
-
- - - 546
1.4 Titoli in circolazione -
-
- - - -
2. Passività finanziarie di negoziazione -
-
- - - -
3. Passività finanziarie designate al fair value -
-
- - - -
4. Altre passività -
-
- 488,338 488,338 252,154
5. Derivati di copertura -
-
- - - -
6.Attività finanziarie 757,193 - 1,841,082 - 2,598,274 1,662,194
Totale 757,193 7,130,671 1,841,082 488,338 10,217,284 3,658,210
di cui: interessi passivi relativi ai debiti per
leasing
144,900
-
- - - -

Sezione 7 - Dividendi e proventi simili - Voce 90

7.1 Composizione dei "Dividendi e proventi simili"

31/12/2023 31/12/2022
Dividendi Proventi simili Dividendi Proventi simili
A Attività finanziarie detenute per la negoziazione 9,855,677
-
9,491,077
B Altre attività obbligatoriamente valutate al fair value -
-
-
-
C Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
-
-
-
-
D Partecipazioni -
-
-
-
Totale 9,855,677 - 9,491,077 -

La voce comprende esclusivamente dividendi – ottenuti su titoli momentaneamente detenuti in portafoglio ai fini della loro negoziazione – e prevalentemente costituiti da azioni.

Sezione 8 – Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito - Voce 120

8.1 Composizione delle "Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Rettifiche di valore Riprese di valore Totale Totale
Primo e Terzo stadio Primo e 31/12/2023 31/12/2022
Voci / Rettifiche Secondo
stadio
Write-off Altre Secondo
stadio
Terzo stadio
1.- Titoli di debito - - - -
-
- -
2.- Finanziamenti 6,769 33,187 107,475 -
-
147,431 (6,256)
Totale 6,769 33,187 107,475 -
-
147,431 (6,256)

Sezione 9 - Spese amministrative - Voce 140

9.1 Composizione delle "Spese per il personale"

31/12/2023 31/12/2022
1. Personale dipendente - -
a) salari e stipendi 29,653,839 26,471,867
b) oneri sociali 5,349,769 5,014,343
c) indennità di fine rapporto - -
d) spese previdenziali 58,089 25,878
e) accantonamento al trattamento di fine rapporto 1,327,649 1,079,488
f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili - -
- a contribuzione definita - -
- a benefici definiti - -
g) versamenti a fondi di previdenza complementare esterni: - -
- a contribuzione definita - -
- a benefici definiti - -
h) altre spese 3,422,488 4,088,066
2. Altro personale in attività 1,363,323 2,077,609
3. Amministratori e sindaci 1,593,475 4,851,004
4. Personale collocato a riposo - -
5. Recuperi di spesa per dipendenti distaccati presso altre aziende - -
6. Rimborsi di spesa per dipendenti distaccati presso la società - -
Totale 42,768,632 43,608,255

9.2 Numero medio dei dipendenti ripartiti per categoria

31/12/2023 31/12/2022
Dirigenti 43 35
Quadri 93 89
Impiegati 59 46
Totale 195 170

9.3 Composizione delle "Altre spese amministrative"

31/12/2023 31/12/2022
1. Altre spese amministrative:
a) Spese per tecnologia e sistemi 6,468,691 6,921,040
b) Spese per info providers e telefonia 2,911,837 2,836,080
c) Affitto e gestione locali 1,391,836 1,138,423
d) Consulenze professionali 2,471,613 2,314,830
e) Compenso revisori e Consob 396,616 348,115
f) Spese commerciali 2,836,717 1,500,125
n) Collaborazioni esterne 372,186 434,077
Altre spese: - -
g) Spese di cancelleria, pubblicazioni e giornali 143,376 53,497
h) Spese per corsi di addestramento, assicurazione 291,571 280,982
i) Spese per servizi generali e di supporto 76,959 66,583
l) Spese varie 1,252,625 1,476,884
m) Spese di quotazione 164,587 59,416
Totale 18,778,614 17,430,052

Sezione 10 - Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Voce 150

10.1 Composizione degli "Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri"

L'accantonamento al fondo per oneri futuri è ascrivibile prevalentemente a passività verso il personale, per i quali non vi è certezza della scadenza ovvero dell'importo da corrispondere.

Sezione 11 – Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali – Voce 160

11.1 Composizione delle "Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali"

Ammortamento
(a)
Rettifiche di valore
per deterioramento
(b)
Riprese di valore ( c) Risultato netto
(a+b-c)
1. Ad uso funzionale: - - - -
- Di proprietà 145,334 - - 145,334
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1,555,777 - - 1,555,777
2. Detenute a scopo di investimento: - - - -
- Di proprietà - - - -
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
Totale 1,701,111 - - 1,701,111

Sezione 12 – Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali – Voce 170

12.1 Composizione delle "Rettifiche/riprese di

valore nette su attività immateriali"

Rettifiche di
Ammortamento valore per Riprese di valore Risultato netto
deterioramento
1 Altre attività immateriali diverse dall'avviamento - - - -
1.1 Di proprietà - - - -
- generate internamente - - - -
- altre 281,758 - - 281,758
1.2 Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
Totale 281,758 - - 281,758

Sezione 13 - Altri proventi e oneri di gestione - Voce 180

Si precisa che nel 2023, il Gruppo ha registrato una sopravvenienza passiva relativa a IRAP degli anni precedenti per euro 0,2 milioni.

13.1 Composizione degli "Altri proventi e oneri di gestione"

31/12/2023 31/12/2022
1. Altri proventi di gestione - -
a) sopravvenienze attive 92,513 39,417
b) ricavi diversi 182,385 88,809
Totale 274,898 128,225
2. Altri oneri di gestione - -
a) sopravvenienze passive 287,110 21,562
b) oneri vari 187,296 243,902
Totale 474,407 265,464
Totale netto (199,509) (137,239)

La sottovoce "altri oneri di gestione - oneri vari" include gli ammortamenti generati dalle spese incrementative su beni di terzi.

Sezione 14 – Utili (Perdite) delle partecipazioni - Voce 200

14.1 Composizione degli "Utili (perdite) delle partecipazioni"

31/12/2023 31/12/2022
1. Proventi - -
1.1 Rivalutazioni - -
1.2 Utili da cessione - -
1.3 Riprese di valore - -
1.4 Altri proventi - -
2. Oneri - -
2.1 Svalutazioni - 44,389
2.2 Perdite da cessione - -
2.3 Rettifiche di valore da deterioramento - -
2.4 Altri oneri - -
Risultato netto - 44,389

Sezione 18 - Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente - Voce 250

18.1 Composizione delle "Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente"

31/12/2023 31/12/2022
1. Imposte correnti 6,139,067 6,286,024
2. Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi 3,430 (80,813)
3. Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio - -
3.bis Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio per crediti
d'imposta di cui alla legge n. 214/2011 - -
4. Variazione delle imposte anticipate 737,221 521,585
5. Variazione delle imposte differite 14,785 14,785
Imposte di competenza dell'esercizio 6,894,503 6,741,581

18.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di Bilancio

Valori in migliaia di euro Aliquota %
Utile lordo dell'esercizio 23,648
Effetto rettifiche consolidamento 22,622
Utile lordo dell'esercizio 46,271
Imposte teoriche 14,237 31%
Effetto fiscale di costi non deducibili in tutto o in parte 1,249 3%
Effetto fiscale di ricavi non tassati in tutto o in parte (8,008) -17%
Effetto fiscale agevolazione ace (156) -0%
Effetto fiscale altre variazioni (426) -1%
Effetto fiscale imposte esercizi precedenti - 0%
Imposte effettive 6,894 15%

Sezione 20 – Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi

20.1 Composizione degli "Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi"

L'utile di pertinenza di terzi è costituito dall'utile attribuito agli azionisti di minoranza di Equita K Finance S.r.l. ed ammonta a euro 694.937.

20 Utile (perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi

Denominazione imprese 31/12/2023 31/12/2022
Equita K Finance S.r.l 694,937 2,020,592
Totale 694,937 2,020,592

Utile per azione

Numero medio delle azioni ordinarie a capitale diluito

31/12/2023 31/12/2022
Utile netto consolidato di pertinenza della Capogruppo 16.059.033 15.247.383
Numero medio delle azioni in circolazione 47.284.353 46.594.630
Numero medio azioni potenzialmente diluite 932.803 472.388
Numero medio azioni diluite 48.217.156 47.067.018
Utile per azione 0,34 0,33
Utile per azione diluito 0,33 0,32

Parte D - Altre informazioni

Sezione 1 - Riferimenti specifici sulle attività svolte

A. Attività di negoziazione per conto proprio

Operazioni con
controparti del gruppo
Operazioni con
altre controparti
A. Acquisti nell'esercizio - -
A.1 Titoli di debito - 5,501,484,446
di cui titoli di Stato - 475,379,112
A.2 Titoli di capitale 28,811 3,471,904,895
A.3 Quote di OICR - 995,295,818
A.4 Strumenti finanziari derivati - 2,329,695,220
A.5 Altri strumenti finanziari - -
B. Vendite nell'esercizio - -
B.1 Titoli di debito - 5,509,557,758
di cui titoli di Stato - 475,654,683
B.2 Titoli di capitale 28,710 3,502,031,542
B.3 Quote di OICR - 989,084,895
B.4 Strumenti finanziari derivati - 2,364,841,400
B.5 Altri strumenti finanziari - -

B.1 Attività di negoziazione titoli per conto terzi

Operazioni con
controparti del gruppo
Operazioni con
altre controparti
A. Acquisti nell'esercizio
A.1 Titoli di debito 81,705,719 23,620,252,602
A.2 Titoli di capitale 46,338,867 14,528,193,839
A.3 Quote di OICR 3,327,747 1,672,966,981
A.4 Strumenti derivati - 2,837,873,588
- derivati finanziari - 2,837,873,588
- derivati creditizi - -
B. Vendite nell'esercizio
B.1 Titoli di debito 25,662,301 13,301,081,852
di cui titoli di Stato 23,069,695 9,194,880,311
B.2 Titoli di capitale 84,373,667 15,748,820,067
B.3 Quote di OICR 717,361 1,588,147,990
B.4 Strumenti finanziari derivati - 2,212,284,525
- derivati finanziari - 2,212,284,525
- derivati creditizi - -

Attività di gestione di portafogli

C.1 Valore complessivo delle gestioni di patrimoni

esercizio 2023 esercizio 2022
Gestioni ricevute in Gestioni ricevute in
Gestioni proprie delega Gestioni proprie delega
1. Titoli di debito 325,361,173 110,583,240 251,115,329 86,670,087
di cui titoli di Stato 40,631,151 103,670,660 - 75,949,670
2. Titoli di capitale 49,221,090 361,411,375 33,499,340 385,621,031
3. Quote di OICR 4,015,455 10,983,867 880,598 7,652,129
4. Strumenti finanziari derivati - - - -
- derivati finanziari - 1,059,093 47,025 7,372,199
- derivati creditizi - - - -
5. Altre attività 9,217,591 26,400,689 6,982,648 41,629,596
6. Passività 696,724 457,631 751,792 618,276
Totale portafogli gestiti 387,118,586 509,980,633 291,773,148 528,326,767

C.2 Gestioni proprie e ricevute in delega: operatività dell'esercizio

Controvalore
Operazioni con controparti del
gruppo
Operazioni con altre
controparti
Operazioni con la SIM
A. Gestioni proprie
A.1 Acquisti nell'esercizio 65,128,715 46,742,857
A.2 Vendite nell'esercizio 12,276,238 27,171,894
B. Gestioni ricevute in delega
B.1 Acquisti nell'esercizio 124,603,795 188,596,347
B.2 Vendite nell'esercizio 206,714,841 174,523,251

C.3 Gestioni proprie: raccolta netta e numero di contratti (investitori)

esercizio 2023 esercizio 2022
Raccolta nell'esercizio 104,314,491 96,192,637
Rimborsi nell'esercizio 36,315,393 38,608,643
Numero di contratti (investitori) 83 54

Gruppo EQUITA | Prospetti Contabili e Nota Integrativa | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 127

Attività di collocamento

D.1 Collocamento con e senza garanzia

esercizio 2023 esercizio 2022
1 Titoli collocati con garanzia: - -
1.1 Titoli strutturati: - -
- a valere su operazioni curate da società del
gruppo - -
- a valere su altre operazioni - -
1.2 Altri titoli - -
- a valere su operazioni curate da società del gruppo - -
- a valere su altre operazioni - -
Totale titoli collocati con garanzia (A) - -
2 Titoli collocati senza garanzia: - -
2.1 Titoli strutturati: - -
- a valere su operazioni curate da società del
gruppo - -
- a valere su altre operazioni 362,383,000 -
2.2 Altri titoli - -
- a valere su operazioni curate da società del
gruppo - -
- a valere su altre operazioni 2,825,392,777 266,740,195
Totale titoli collocati senza garanzia (B) 3,187,775,777 266,740,195
Totale titoli collocati (A+B) 3,187,775,777 266,740,195

D.2 Collocamento e distribuzione: prodotti e servizi collocati in sede (controvalore)

esercizio 2023 esercizio 2022
Prodotti e servizi Prodotti e servizi
di di
imprese del Prodotti e servizi imprese del Prodotti e servizi
gruppo di altri gruppo di altri
1. Titoli di debito -
3,061,016,390
-
157,311,700
- titoli strutturati -
362,383,000
-
-
- altri titoli -
2,698,633,390
-
157,311,700
2. Titoli di capitale -
126,759,387
-
109,428,495
3. Quote di OICR -
-
-
-
4. Altri strumenti finanziari -
-
-
-
5. Prodotti assicurativi -
-
-
-
6. Finanziamenti -
-
-
-
- di cui: leasing -
-
-
-
- di cui: factoring -
-
-
-
- di cui: credito al consumo -
-
-
-
- di cui: altri -
-
-
-
7. Gestioni di portafogli -
-
-
-
8. Altro (specificare) -
-
-
-

Attività di ricezione e trasmissione ordini

E.1 Attività di ricezione e trasmissione ordini nonché mediazione

Controvalore
Operazioni con controparti del
Operazioni con altre controparti
gruppo
A. Ordini di acquisto intermediati nell'esercizio
A.1 Titoli di debito - 988,636,206
A.2 Titoli di capitale 37,362,799 5,048,584,026
A.3 Quote di OICR 460,977 290,503,387
A.4 Strumenti derivati - 148,132,064
- derivati finanziari - 148,132,064
- derivati creditizi - -
A.5 Altro - -
B. Ordini di vendita intermediati nell'esercizio - -
B.1 Titoli di debito - 465,259,275
B.2 Titoli di capitale 82,276,193 5,057,225,291
B.3 Quote di OICR 100,114 300,659,818
B.4 Strumenti derivati - 145,530,638
- derivati finanziari - 145,530,638
- derivati creditizi - -
B.5 Altro - -

F. Consulenza in materia di investimenti e di struttura finanziaria

I contratti di consulenza in essere al 31 dicembre 2023 per l'attività di corporate broker risultano n. 25. Non risultano rapporti di consulenza in materia di investimenti così come definiti dal TUF, art. 1, comma 5, let. f).

H. Custodia e amministrazione di strumenti finanziari

esercizio 2023 esercizio 2022
Titoli di terzi in deposito - -
Titoli di terzi depositati presso terzi 239,355,830 5,124
Titoli di proprietà depositati presso terzi 127,034,388 130,033,689

Sezione 2 - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura

Equita Group si è dotata di un sistema di controlli interni che, sulla base delle direttive emanate dal Consiglio di Amministrazione, garantisce una sostenibile generazione di valore in un contesto di rischio controllato. Il sistema di controlli comprende i regolamenti, le procedure e le strutture organizzative che, nel rispetto delle strategie aziendali, mirano a un efficace presidio dei processi interni al fine di mitigare i possibili effetti negativi derivanti da eventi non attesi.

Nel sistema dei controlli interni rientrano il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale, il Comitato Controlli e Rischi (CCR), il Comitato Operativo Rischi (COR) e Rischi e le Funzioni di Controllo. Le Funzioni di Controllo collaborano attivamente nell'implementazione e nella gestione delle procedure atte a comprendere e mitigare i rischi aziendali.

La Funzione Risk Management garantisce il presidio di secondo livello sui rischi aziendali, con riferimento sia ai rischi di Primo Pilastro rappresentati dal rischio di mercato, dal rischio per la clientela e dal rischio per l'impresa, sia ai rischi di Secondo Pilastro tra i quali liquidità, operativo, strategico e di business, credito e tasso di interesse. L'autonomia del Risk Manager è garantita dalla linea di reporting diretta al Consiglio di Amministrazione. La valutazione del profilo di rischio complessivo del Gruppo viene effettuata annualmente con l'ICARAP, che rappresenta il processo di autovalutazione dell'adeguatezza patrimoniale e del sistema di governo e di gestione del rischio di liquidità. Il Gruppo redige, inoltre, un piano di Recovery secondo le indicazioni degli organismi di vigilanza. Il Recovery Plan stabilisce le modalità e le misure con cui intervenire per ripristinare la sostenibilità economica a lungo termine in caso di grave deterioramento della propria situazione finanziaria. Nel processo di redazione del Recovery Plan, la Funzione Risk Management provvede ad identificare gli scenari di stress in grado di evidenziare le principali vulnerabilità del Gruppo e a misurarne il potenziale impatto sul profilo di rischio.

Il presidio del rischio complessivo si articola in una struttura di limiti per assicurare che il Gruppo, anche in condizioni di stress severo, rispetti livelli minimi di solvibilità, liquidità e redditività.

In particolare, per il presidio del rischio complessivo il Gruppo intende mantenere adeguati livelli di:

  • patrimonializzazione, anche in condizioni di stress severe, monitorando il Total Capital Ratio;
  • liquidità, tale da fronteggiare periodi di tensione anche prolungati, monitorando l'indicatore regolamentare e gli indicatori interni stabiliti;
  • stabilità degli utili, monitorando il Return On Equity (ROE) ed il Cost Income Ratio.

Il presidio dei rischi è realizzato con la definizione di limiti ad hoc e azioni di mitigazione da porre in essere al fine di limitare l'impatto sul Gruppo di scenari futuri particolarmente severi. Il Gruppo promuove una cultura improntata a comportamenti di responsabilità diffusa e sostenibilità delle iniziative di sviluppo, con formazione del personale mirata ad acquisire la conoscenza approfondita del framework di presidio dei rischi.

2.1 Rischi di mercato

2.1.1 Rischio di tasso di interesse

Informazioni di natura qualitativa

Aspetti generali

Rischio di tasso

Nell'ambito dei rischi di mercato, definiamo il rischio di tasso di interesse come il rischio di subire perdite causate da variazioni sfavorevoli dei tassi di interesse.

L'esposizione della società a tale fattispecie di rischio deriva principalmente dalla componente obbligazionaria delle attività detenute per la negoziazione e delle attività finanziarie detenute nel portafoglio investimento valorizzate al costo ammortizzato. Nel corso del 2023 la componente obbligazionaria del portafoglio di negoziazione è stata principalmente composta da titoli di debito di emittenti finanziari italiani e corporate per la quale la copertura gestionale del rischio tasso avviene tramite futures su titoli di stato. L'impatto delle variazioni dei tassi di interesse su questo portafoglio è compreso nel requisito regolamentare per il rischio di mercato.

Gli investimenti nel portafoglio "Hold to Collect" hanno riguardato prevalentemente titoli di debito non subordinati di emittenti finanziari italiani.

Per finanziare l'operatività il Gruppo, oltre ai mezzi propri, ricorre ai finanziamenti bancari con rideterminazione del tasso principalmente entro l'anno.

1. Portafoglio di negoziazione: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie

TIPOLOGIA A vista fino a
3 mesi
Da oltre
3 mesi
fino
a 6 mesi
Da oltre
6 mesi
fino a
1 anno
Da oltre
1 anno
fino a
5 anni
Da oltre
5 anni
fino a
10 anni
Oltre
10 anni
Durata
indeterminata
1. Attività - - - - - - - -
1.1 Titoli di debito - 5,392,995 551,014 1,807,714 9,279,581 3,190,783 3,892,832 -
1.2 Altre attività - - - - - - - 307,273
2. Passività - - - - - - - -
2.1 Debiti - - - - - - - -
2.2 Titoli di debito - - - - 534,745 296,731 777,487 -
- Altri - - - - - - - -
3. Derivati Finanziari
3.1 Con titolo sottostante
- Opzioni - - - - - - - -
Posizioni lunghe - 20,111,130 3,575,201 309,848 - - - 11,312,945
Posizioni corte - 17,915,760 3,366,034 2,017,934 1,375 190,837 - 11,817,183
- Altri - - - - - - - -
Posizioni lunghe - 4,148,449 - - - - - -
Posizioni corte - 3,258,648 - - - - - -
3.2 Senza titolo sottostante - - - - - - - -
- Opzioni - - - - - - - -
Posizioni lunghe 3,636,486 - - - - - - -
Posizioni corte - 3,636,486 - - - - - -
- Altri - - - - - - - -
Posizioni lunghe 157,738 2,352,747 - - - - - -
Posizioni corte 2,352,747 157,738 - - - - - -

2. Portafoglio immobilizzato: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle altre attività e passività finanziarie

fino a Da oltre
3 mesi
Da oltre
6 mesi
Da oltre
1 anno
Da oltre
5 anni
Oltre Durata
A vista 3 mesi fino fino a fino a fino a 10 anni indeterminata
TIPOLOGIA a 6 mesi 1 anno 5 anni 10 anni
1. Attività
1.1 Titoli di debito - - 2,501,165 5,625,595 36,732,055 - - -
1.2 Altre attività 139,178,096 29,464,171 - 19,857,922 - - - -
2. Passività - - - - - - - -
2.1 Debiti - - - - - - - -
2.2 Titoli di debito - - - - - - - -
2.3 Altre Passività 130,741,075 44,339,210 - - 6,482,830 2,575,803 - -
3. Derivati Finanziari - - - - - - - -
3.1 Posizioni lunghe - - - - 1,870,143 - - -
3.2 Posizioni corte - 1,870,143 - - - - - -

Informazioni di natura quantitativa

1. Modelli e altre metodologie per la misurazione e gestione del rischio di tasso di interesse

La gestione del rischio di tasso di interesse derivante dagli strumenti finanziari detenuti nel portafoglio di negoziazione è regolata dalla procedura interna "Policy Risk Management" approvata dal Consiglio di Amministrazione di Equita Group. Tale documento stabilisce le modalità da seguire e i limiti da rispettare per l'assunzione di tutti i rischi di mercato nell'ambito dell'attività di investimento nel portafoglio di negoziazione. Più nel dettaglio, l'attuale framework gestionale di monitoraggio dei rischi suddivide il portafoglio di negoziazione in due comparti: "Equity & Equity Like Instruments" e "Non Equity Instruments", sottoposti a differenti limiti monitorati giornalmente dalla Funzione di gestione del rischio.

Per il monitoraggio della rischiosità complessiva del comparto "Non Equity" viene utilizzato il VaR – Value at Risk – con simulazione storica, costruito sulla base di un intervallo di confidenza pari al 99% della distribuzione ed un orizzonte temporale di 1 giorno. Oltre ai limiti di VaR, per il comparto "Non Equity", sono previsti early warning per il controvalore del totale portafoglio e dei sub portafogli identificati per macro attività (Specialist/Liquidity Provider e Market Making/ Direzionale). In particolare, per il sub portafoglio Market Making/Direzionale sono definiti early warning per il controvalore suddivisi per cluster di duration e di rating, oltre a guidelines per settore. Per il portafoglio Specialist/Liquidity Provider, invece, sono previste guidelines pari all'80% del massimo controvalore detenibile definito nei vari contratti sottoscritti con le controparti. Con riferimento alla concentrazione single name per emittente "Non Equity" sono, infine, definiti early warning per il VaR e per controvalore, quest'ultimi diversificati in base al rating dell'emittente. La consistenza media del comparto "Non Equity" nel 2023 è stata pari a circa 26 milioni di Euro prevalentemente concentrata su una duration inferiore a un anno e con un VaR medio pari a circa 160 mila euro. Con riferimento ai limiti monitorati sono stati definiti due livelli di allarme, early warning e final warning. Il superamento protratto nel tempo degli early warning e il superamento dei final warning generano una segnalazione al COR. Mentre il superamento protratto nel tempo del final warning genera la convocazione dello stesso Comitato. La verifica e il rispetto dei limiti descritti viene effettuata giornalmente dalla funzione di Risk Management e i superamenti vengono rendicontati alla prima riunione utile del Consiglio di Amministrazione. Al Comitato Controlli e Rischi viene inviato il verbale della riunione del COR per opportuna conoscenza. Per il monitoraggio degli indicatori vengono utilizzati il software di position keeping "Frontarena" e la piattaforma Bloomberg, integrati da elaborazioni interne.

Il monitoraggio del rischio di tasso di interesse derivante dalle attività finanziarie detenute nel portafoglio investimento valorizzate al costo ammortizzato viene effettuato annualmente in sede ICARAP utilizzando gli scenari di variazione dei tassi e considerando l'effetto combinato dei modelli di valore economico e di margine di interesse.

Si segnala che il Gruppo non è autorizzato dalla Banca d'Italia all'utilizzo dei modelli interni ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali sul rischio tasso di interesse.

2.1.2 Rischio di prezzo

Informazioni di natura qualitativa

1. Aspetti generali

Rischio di prezzo

Nell'ambito dei rischi di mercato definiamo il rischio di prezzo come il rischio di subire perdite causate da variazioni sfavorevoli dei parametri di mercato (volatilità, prezzo) in riferimento al portafoglio di proprietà.

La controllata EQUITA SIM è l'entità più rilevante in termini di contribuzione al rischio di prezzo, di conseguenza la descrizione dei presidi/procedure in essere riguarda la controllata. La Società può detenere nel portafoglio di negoziazione posizioni (corte e lunghe) su strumenti finanziari quotati e su strumenti derivati non complessi (c.d. plain vanilla). L'attività sulle sedi di negoziazione costituisce la quota prevalente dell'operatività della SIM, che, nel corso del 2023, ha stipulato alcuni contratti derivati OTC su equity option che a fine esercizio risultano chiusi.

Informazioni di natura quantitativa

Titoli di Capitale OICR

Portafoglio di negoziazione Altro
Valore di bilancio Valore di bilancio
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Titoli di capitale 26,179,437 1,515,087 48,320 - - 672,007
2. O.I.C.R. 303,048 - 4,224 - - 19,741,330
2.1 di diritto italiano - - - - - 6,677,376
- armonizzati aperti - - - - - -
- non armonizzati aperti - - - - - -
- chiusi - - - - - 6,677,376
- riservati - - - - - -
- speculativi - - - - - -
2.2 di altri Stati UE 303,048 - 4,224 - - 13,063,954
- armonizzati 303,048 - 4,224 - - -
- non armonizzati aperti - - - - - -
- non armonizzati chiusi - - - - - 13,063,954
2.3 di Stati non UE - - - - - -
- aperti - - - - - -
- chiusi - - - - - -
Totale 26,482,485 1,515,087 52,544 - - 20,413,337

2. Modelli e altre metodologie per l'analisi del rischio di prezzo

La gestione del rischio di prezzo derivante dagli strumenti finanziari detenuti nel portafoglio di negoziazione è regolata dalla procedura interna "Policy Risk Management" approvata dal Consiglio di Amministrazione. Tale documento stabilisce le modalità da seguire e i limiti da rispettare per l'assunzione di tutti i rischi di mercato nell'ambito dell'attività di investimento nel portafoglio di negoziazione. Più nel dettaglio, l'attuale framework gestionale di monitoraggio dei rischi suddivide il portafoglio di negoziazione in due comparti: "Equity & Equity Like Instruments" e "Non Equity Instruments", sottoposti a differenti limiti monitorati giornalmente dalla Funzione di gestione del rischio.

Per il monitoraggio della rischiosità complessiva del comparto "Equity & Equity Like Instruments" viene utilizzato il VaR – Value at Risk – con simulazione storica, costruito sulla base di un intervallo di confidenza pari al 99% della distribuzione ed un orizzonte temporale di 1 giorno che consente un confronto immediato con gli utili/perdite realizzati.

Per il comparto "Equity & Equity Like" sono previsti early warning sulle principali "greche" e sulla concentrazione single name per underlying. In caso di opzioni OTC su azioni quotate il relativo rischio di mercato viene considerato all'interno del framework descritto.

La consistenza media del comparto "Equity & Equity Like Instruments", in termini di Delta1%, nel 2023 è stata pari a circa 92 mila euro con un VaR medio pari a circa 441 mila euro. Con riferimento ai limiti monitorati sono stati definiti due livelli di allarme, early warning e final warning. Il superamento protratto nel tempo degli early warning e il superamento dei final warning generano una segnalazione al COR, mentre il superamento protratto nel tempo del final warning genera la convocazione dello stesso Comitato. La verifica e il rispetto dei limiti descritti viene effettuata giornalmente dalla funzione di Risk Management e i superamenti vengono rendicontati alla prima riunione utile del Consiglio di Amministrazione. Al Comitato Controlli e Rischi viene inviato il verbale della riunione del COR per opportuna conoscenza. Per il monitoraggio degli indicatori vengono utilizzati il software di position keeping "Frontarena" e la piattaforma Bloomberg, integrati da elaborazioni interne.

2.1.3 Rischio di cambio

Informazioni di natura qualitativa

1. Aspetti generali

Nell'ambito dei rischi di mercato, definiamo il rischio di cambio come il rischio di subire perdite causate da variazioni sfavorevoli dei tassi di cambio.

La controllata Equita SIM non opera abitualmente sul mercato dei cambi (Forex). La principale fonte di rischio cambio è l'attività di negoziazione, per il conto proprio, di asset in divisa. Le operazioni effettuate non sono immediatamente regolate acquistando la valuta di riferimento, in quanto l'accordo di finanziamento con la banca depositaria consente ad Equita di rimanere scoperta di divisa, in questo modo il rischio cambio è trasferito sulla depositaria fino alla conclusione dell'operazione. Di conseguenza, il rischio di cambio è applicabile solo all'utile/perdita realizzata e non all'intero controvalore.

Un'ulteriore fonte di rischio è rappresentata dalla differenza fra il cambio originario e quanto effettivamente incassato/ pagato con riferimento alle fatture attive e passive. Le prassi operative interne limitano l'esposizione al rischio prevedendo il cambio della valuta al raggiungimento di determinate soglie (sia commissioni da intermediazione, sia utili/perdite da trading). Ad ulteriore presidio è stato introdotto un software che rileva giornalmente le posizioni in divisa dettagliate nelle principali componenti, al fine di supportare il processo decisionale di copertura.

Informazioni di natura quantitativa

1. Distribuzione per valuta di denominazione delle attività e delle passività finanziarie

Voci / Valuta Dollaro USA Franco svizzero Sterlina
britannica
Real brasiliano Rublo russo Altre divise
1. Attività finanziarie - - - - - -
1.1 Titoli di debito 3,369,030 - 1,160,995 - - -
1.2 Titoli di capitale 573,759 515,821 - - - -
1.3 Altre attività finanziarie 19,925 - - - - -
2. Altre attività 2,394,573 432,086 35,233 - 52,303 307,614
3. Passività - - - - - -
3.1 Debiti (611,857) - (613,646) - (40,531) (188,726)
3.2 Titoli di debito (26,691) - - - - -
3.3 Passività subordinate - - - - - -
3.4 Altre passività finanziarie (734,784) - - - - -
4. Altre passività (90,751) (19,743) (101,900) - - (9,907)
5. Derivati finanziari - - - - - -
- Opzioni - - - - - -
Posizioni lunghe - - - - - -
Posizioni corte - - - - - -
- Altri - - - - - -
Posizioni lunghe - - - - - -
Posizioni corte - - - - - -
Totale Attività 6,357,287 947,906 1,196,228 - 52,303 307,614
Totale Passività (1,464,082) (19,743) (715,546) - (40,531) (198,633)
Sbilancio (+/-) 4,893,205 928,163 480,682 - 11,772 108,981

Modelli e altre metodologie per la misurazione e gestione del rischio di cambi

La metodologia standardizzata per il rischio di mercato prevede che il calcolo dei requisiti patrimoniali prenda in considerazione una componente di rischio aggiuntiva derivante dal rischio cambio. Il modello di VaR descritto nei paragrafi precedenti per il portafoglio di negoziazione considera le valute principali tra i Risk Factor.

Si segnala che il Gruppo non è autorizzato dalla Banca d'Italia all'utilizzo dei modelli interni ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali sul rischio cambio.

2.1.4 Operatività in strumenti finanziari derivati

La Società opera in strumenti derivati con finalità di investimento direzionale, con l'obiettivo di effettuare operazioni di copertura (hedging), quale market maker su Stock Options, Stock Futures e sull'indice FtseMib oppure per l'intermediazione in conto terzi.

La Società può detenere nel portafoglio di negoziazione posizioni (corte e lunghe) su strumenti finanziari e su strumenti derivati non complessi (c.d. plain vanilla). È inoltre, ammessa l'operatività in opzioni OTC su azioni quotate. L'attività sulle sedi di negoziazione costituisce la quota prevalente dell'operatività della SIM, che, nel corso del 2023, ha stipulato alcuni contratti derivati OTC.

I rischi di posizione associati ai prodotti derivati vanno considerati nell'insieme con i relativi sottostanti. I rischi associati alla pura parte non lineare degli strumenti (es. gamma) sono soggetti a limiti gestionali monitorati quotidianamente.

Per quanto riguarda il mercato IDEM, la Società ha negoziato contratti in conto terzi per,

  • 0,5% degli FTMIB futures (9° posto),
  • 17% degli stock option (1° posto)
  • 2,19 % delle opzioni sull'indice (6° posto).

Gruppo EQUITA | Prospetti Contabili e Nota Integrativa | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 135

Nel corso del 2023 Equita, ha stipulato un numero molto limitato di contratti di opzioni OTC. L'operatività in opzioni OTC su azioni quotate determina l'insorgere di un rischio di controparte nei contratti in cui EQUITA SIM è acquirente dell'opzione e qualora il contratto acquistato abbia un valore di mercato positivo. Per l'attenuazione di tale fattispecie di rischio la SIM stipula con ciascuna controparte l'ISDA Master Agreement, l'ISDA Schedule e il Credit Support Annex (CSA), definendo le modalità di scambio delle garanzie a copertura delle eventuali perdite. Il rischio di default della controparte è misurato nell'ambito del K-Factor K-TCD.

Non sono stati effettuati cambiamenti nella misurazione del rischio rispetto alle metodologie utilizzate nello scorso esercizio.

2.2 Rischi operativi

1. Aspetti generali

Oltre alla considerazione del rischio operativo all'interno dei requisiti di primo pilastro (K-Factors) identificati per ciascun servizio di investimento offerto.

Il Gruppo si è dotato di procedure che definiscono i compiti e le responsabilità di ogni funzione aziendale e disciplinano le attività per le diverse unità operative. Ciò costituisce un presidio in termini di mitigazione dei rischi operativi.

Il Gruppo provvede inoltre ad effettuare annualmente una valutazione dei rischi operativi con l'obiettivo di misurarne l'esposi zione totale e di fornire agli Organi ed alle Funzioni aziendali con responsabilità decisionali gli elementi di giudizio necessari per il governo dello stesso. La metodologia, basata sull'auto-diagnosi (self-assessment), prevede che vengano individuate le Unità operative e le tipologie degli eventi di perdita (di seguito "Event Type") da sottoporre a valutazione. Partendo dalle tipologie individuate vengono preparati questionari da sottoporre ai responsabili delle singole Unità operative per identificare il contributo dei singoli "Event Type" rispetto a ciascuna Unità in termini di impatto e di frequenza di accadimento considerando le contromisure in essere. I risultati ottenuti sono sintetizzati in una tavola riepilogativa ("Heat Map") che evidenzia, per ogni categoria di Event Type, il livello di rischiosità attribuito. Il Gruppo provvede, infine, a raccogliere le informazioni relative alle perdite operative ("loss data collection") archiviandole in un database al fine di monitorare le fattispecie di rischio che si sono verificate.

Informazioni di natura quantitativa

Con riferimento ai K-factors riconducibili alla rischiosità operativa derivante dai servizi di investimento offerti, si evidenzia come al 31 dicembre 2023, il Gruppo ha allocato per i K-factors relativi al Risk-To-Client capitale pari a circa 6 mila euro a fronte dell'AUM (Assets Under Management), circa 118 mila euro a fronte del CMH (Client Money Held), circa 5 mila euro a fronte del ASA (Assets Safeguarded and Administrated) e circa 279 mila euro a fronte del COH (Client Orders Handled). Per quanto riguarda i K-factors relativi al Risk-To-Firm, al 31 dicembre 2023, il Gruppo ha allocato capitale pari a circa 73 mila euro a fronte del DTF (Daily Trading Flow).

2.3 Rischio di credito

Informazioni di natura qualitativa

1. Aspetti generali

Rischio credito

Il rischio di credito esprime il rischio di perdita per inadempimento dei debitori relativo alle attività di rischio diverse da quelle che attengono al portafoglio di negoziazione di vigilanza.

Tale categoria di rischio è una componente residuale nel sistema dei rischi di Equita, come si può desumere anche dal nuovo framework prudenziale IFD/IFR. Da quanto esposto, il rischio di credito di Equita è quindi limitato prevalentemente alle posizioni in strumenti finanziari non allocate nel portafoglio di negoziazione, ai crediti per servizi prestati dalle società del Gruppo per le quali il rischio di inadempimento da parte dei clienti può comportare una perdita a carico del Gruppo, agli impegni a erogare fondi.

Con riferimento agli strumenti finanziari non allocati nel portafoglio di negoziazione, la funzione Risk Management ha implementato un framework di monitoraggio dei rischi che prevede la distinzione tra strumenti private (non quotati) e strumenti public (quotati), questi ultimi suddivisi in base alla finalità della detenzione.

Con riferimento ai crediti per servizi prestati dalle società del Gruppo per le quali il rischio di inadempimento da parte dei clienti può comportare una perdita a carico del Gruppo, la Funzione di Gestione del Rischio rendiconta regolarmente al Comitato Operativo Rischi i crediti scaduti da oltre 90 giorni e non incassati.

Un'ulteriore fonte di rischio di credito è rappresentata dagli impegni che la controllata Equita SIM assume nei confronti di quegli emittenti con i quali stipula accordi di sottoscrizione di eventuali aumenti di capitale, di Accelerated Book Building ("ABB") e di Reverse Accelerated Book Building ("RABB") non sottoscritti. Nel caso di aumento di capitale è previsto l'intervento del Comitato Operativo (COP) dell'Investment Banking, dell'Amministratore Delegato e del Risk Manager. Tale operatività è disciplinata dalle procedure di Investment Banking della SIM che prevedono l'intervento del Comitato Operativo (COP), dell'Amministratore Delegato e del Risk Manager.

Informazioni di natura quantitativa

Grandi esposizioni

Con l'entrata in vigore del Regolamento Europeo 2033/2019 (IFR) il rischio di concentrazione connesso alle grandi esposizioni di un'impresa di investimento verso determinate controparti si applica alle posizioni lunghe nette del portafoglio di negoziazione alle esposizioni soggette al K-TCD. Al 31 dicembre 2023 il Gruppo non aveva esposizioni superiori alle soglie regolamentari previste e, di conseguenza, requisiti di capitale. Oltre alla verifica secondo i criteri di vigilanza, il Risk Manager provvede alla verifica quotidiana della concentrazione sui principali nomi emittenti su cui è esposto il portafoglio di proprietà.

2.4 Rischio di liquidità

Informazioni di natura qualitativa

Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità.

Considerando l'attività del Gruppo, il rischio di liquidità può essere associato alle seguenti situazioni:

  • mismatch risk: ossia il rischio che i flussi di entrata ed uscita non siano collegati per valuta o importo (tale situazione riguarda in particolare l'operatività di intermediazione e di proprietary trading);
  • contingency risk: ossia il rischio che situazioni non previste possano far disattendere la pianificazione finanziaria effettuata (tale situazione può essere dovuta soprattutto a mancato regolamento delle operazioni da parte di clienti);
  • market risk: ossia il rischio che, in caso di necessità, il Gruppo non possa liquidare i propri attivi a causa delle condizioni di mercato, a meno di subire perdite rilevanti (tale situazione riguarda l'attività di proprietary trading);
  • operational risk: ossia il rischio che i sistemi elettronici si blocchino impedendo di fatto i movimenti finanziari in entrata/ uscita e creando un inadempimento non dipendente dalla reale situazione finanziaria della Società;
  • funding risk: ossia il rischio che le aziende di credito presso le quali il Gruppo si finanzia tolgano l'affidamento o peggiorino le condizioni di accesso allo stesso in modo da renderne non più conveniente l'utilizzo;
  • margin call risk: ossia il rischio che il Gruppo non riesca a far fronte alla richiesta di margini da parte della clearing house (o più raramente delle controparti) per l'operatività in conto proprio e di intermediazione.

Tutta la gestione della liquidità è principalmente in ottica di breve periodo, considerando che le esigenze di utilizzo-rimborso nascono e si esauriscono nell'arco di pochi giorni e soprattutto richiedono decisioni immediate e pronta disponibilità di risorse.

La gestione della liquidità è principalmente in ottica di breve periodo, considerando che le esigenze di utilizzo-rimborso nascono e si esauriscono nell'arco prevalentemente di pochi giorni e soprattutto richiedono decisioni immediate e pronta disponibilità di risorse.

Gruppo EQUITA | Prospetti Contabili e Nota Integrativa | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 137

Il Gruppo finanzia la propria attività, oltre che con mezzi propri, ricorrendo a una pluralità di linee di credito negoziate con differenti istituti bancari al fine di diversificare la componente di funding risk ed in funzione delle necessità operative. Sono stati definiti dei livelli minimi di diversificazione delle controparti finanziatrici sia in termini di numerosità che di ammontare. Si ritiene che tale mix di fonti di approvvigionamento garantisca la diversificazione ed eviti un eccesso di concentrazione. Fa eccezione Intesa Sanpaolo che - rappresentando la banca di regolamento - inevitabilmente comporta un'elevata concentrazione.

Considerando la necessità di disporre in qualsiasi momento delle risorse per non rinunciare ad opportunità di mercato o per far fronte ad esigenze di regolamento, Equita ritiene opportuno non vincolare la liquidità disponibile sui propri conti e non impegnare la stessa in investimenti transitori (che potrebbero richiedere tempi di smobilizzo non compatibili con le esigenze operative), il che garantisce estrema flessibilità di gestione e mitigazione delle componenti del rischio di liquidità.

La liquidità del Gruppo è prevalentemente funzionale all'operatività sui mercati finanziari, sia per l'attività di proprietary trading che per l'attività di intermediazione in conto terzi. A differenza dei flussi correlati alle spese fisse generali, l'orizzonte temporale connesso all'utilizzo di liquidità, per l'attività d'intermediazione, è limitato a due/tre giorni e dipende dalle modalità di settlement e dal mercato di negoziazione. Al fine di garantire un ordinato controllo dei flussi finanziari, la gestione degli stessi è accentrata presso la Direzione Finanziaria che si occupa di intrattenere rapporti con le Banche e di controllare giornalmente disponibilità e fabbisogno per il Gruppo nel suo complesso.

A partire da giugno 2021, il Gruppo ha visto, con l'entrata in vigore del nuovo regime prudenziale, la definizione del nuovo requisito di liquidità. In particolare, il nuovo framework regolamentare prevede che le imprese di investimento detengano un volume di attività liquide funzione delle spese fisse generali sostenute nell'esercizio precedente e le garanzie prestate alla clientela.

Oltre al rispetto delle previsioni regolamentari, il Gruppo ha definito un framework di indicatori interni per il monitoraggio giornaliero dell'esposizione al rischio di liquidità che si basano sulla disponibilità di cassa complessiva e sulla disponibilità delle fonti di finanziamento esterne. Dal momento che alcune linee di credito per essere utilizzate vanno collateralizzate con la messa a pegno di strumenti finanziari, l'assenza di strumenti pegnabili rende la quota residua della linea di credito non utilizzabile. Per recepire tale particolarità operativa, è stato introdotto un indicatore "Liquidità Disponibile Netta", determinato dalla somma della liquidità detenuta presso conti correnti, del credito ancora disponibile sulle linee non a pegno, a prescindere dall'effettiva attivazione delle stesse, e dal minimo tra i titoli pegnabili e la liquidità collateralizzata su linee a pegno.

Al fine di monitorare gli indicatori descritti e far emergere eventuali criticità o necessità di attivazione delle linee di finanziamento è stato sviluppato un software le cui risultanze sono sintetizzate in un report e sono trasmesse giornalmente alle funzioni di controllo e al management. L'andamento dell'esercizio ha presentato un profilo di rischio in linea con i precedenti.

Con riferimento alla componente di market risk, si rileva come la maggior parte della liquidità del Gruppo sia investita in titoli quotati su mercati regolamentati dai quali è attendibile aspettarsi un rapido smobilizzo anche in condizioni di stress. La Funzione di Gestione del Rischio effettua un monitoraggio periodico della liquidabilità dei titoli presenti nel portafoglio di negoziazione, relazionando il Comitato Operativo Rischi circa i risultati delle analisi condotte. Con riferimento al funding risk, infine, il Gruppo ha definito dei livelli minimi di diversificazione delle controparti finanziatrici sia in termini di numerosità che di ammontare.

Informazioni di natura quantitativa

Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e delle passività finanziarie
TIPOLOGIA A vista Da oltre
1 gg a 7
giorni
Da oltre 7
gg a 15 gg
15 gg a 1
Da oltre
mese
Da oltre 1
mese fino
a 3 mesi
mesi fino a
Da oltre 3
6 mesi
mesi fino a
Da oltre 6
1 anno
Da oltre 1
anno fino
a 3 anni
da 3 a 5
anni
oltre 5
anni
Durata inde-
terminata
Attività per cassa
A.1 Titoli di Stato - - - - - - 248,976 1,031,961 - - -
A.2 Altri titoli di debito - 2,228 17,939 719,782 4,959,715 3,111,175 7,265,492 33,462,885 11,516,790 7,083,615 -
A.3 Finanziamenti 200,000 - 96,864 - - - - 3,516,592 - - -
A.4 Altre attività 147,909,172 29,010,887 1,937,996 102,090 6,332,496 - - 13,063,954 - 6,677,376 28,414,850
- - - - - - - - - - -
Passività per cassa - - - - - - - - - - -
B.1 debiti verso: - - - - - - - - - - -
- Banche 137,211,967 10,000,000 - 16,778 20,901,269 - 249,864 13,084,471 - - -
- Enti finanziari 6,068,777 - - - 58,905 - - 1,629,701 1,519,708 2,575,803 -
- Clientela 4,396 - - - 50,961 - - 33,314 379,684 - -
B.2 Titoli di debito - - 5,574 8,898 7,417 10,500 5,231 212,910 321,835 1,074,218 -
B.3 Altre passività 197,610 - - - - - - - - - 15,910,423
- - - - - - - - - - -
Operazioni fuori Bilancio Consolidato - - - - - - - - - - -
C.1 Derivati finanziari con scambio di - - - - - - - - - - -
capitale
- Posizioni lunghe - - - 8,499,379 11,611,751 3,575,201 309,848 - - - 11,312,945
- Posizioni corte - - - 11,001,847 6,913,912 3,366,034 2,017,934 1,375 - 190,837 11,817,183
- - - - - - - - - - -
C.2 Derivati finanziari senza scambio
di capitale
- - - - - - - - - - -
- Posizioni lunghe 219,785 - 38,423 - - - - - - - -
- Posizioni corte 2,359,712 - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - -
C.3 Finanziamenti da ricevere - - - - - - - - - - -
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - - -

Sezione 3 - Informazioni sul patrimonio consolidato

3.1 Il Patrimonio dell'impresa

3.1.rmazioni di natura qualitativa

Risulta composto in prevalenza dal capitale sociale – interamente sottoscritto e versato – e dalle riserve di capitale e dalla riserva sovrapprezzi di emissione.

Le riserve di utili sono costituite, oltre che dagli utili portati a nuovo, dalla riserva legale, dalla riserva statutaria, dagli utili portati a nuovo e da quota parte dell'avanzo di fusione.

3.1.2.1 Patrimonio dell'impresa: composizione

31.12.2023 31.12.2022
Capitale 11,678,163 11,587,376
Sovrapprezzi di emissione 23,373,173 20,446,452
Riserve 56,670,729 58,819,101
- di utili - -
a) legale 2,317,475 (8,098,426)
b) statutaria - -
c) azioni proprie/straordinari - -
d) altre 36,304,090 41,967,975
- altre 18,049,164 24,949,552
- altre (FTA) - -
Azioni proprie (3,171,237) (3,926,926)
Riserve da valutazione - -
- Attività materiali - -
- Attività immateriali - -
- Copertura di investimenti esteri - -
- Copertura dei flussi finanziari 74,255 146,474
- Differenze di cambio - -
- Attività non correnti e gruppi di attività in via di
dismissione - -
- Leggi speciali di rivalutazione - -
- Utili/perdite attuariali relativi a piani previdenziali a (18,012) (39,606)
benefici definiti
- Quota delle riserve da valutazione relative a - -
partecipazioni valutate al patrimonio netto
Strumenti di capitale - -
Utile (perdita) dell'esercizio 16,753,969 17,267,975
Patrimonio netto di terzi 3,207,700 -
Totale 108,568,741 104,300,846

3.1.2 Informazioni di natura quantitativa

3.2 I Fondi propri e i coefficienti di vigilanza

Equita Group appartiene alla Classe 2 secondo quanto previsto dalla disciplina delle sim e dei gruppi di Sim di cui al Regolamento UE 2019/2033. Per le società appartenenti a tale classe, viene richiesto di verificare la capienza del patrimonio regolamentare rispetto al maggiore fra:

  • 1) capitale minimo;
  • 2) requisito relativo alle spese fisse generali;
  • 3) requisito relativo ai k-factors.

I Fondi Propri consolidati di Equita Group sono esclusivamente rappresentati da CET1 capital. Seguono le principali grandezze di riferimento dei nuovi indicatori regolamentari al 31/12/2023.

Si segnala che la voce "strumenti propri di cet1" include l'impegno residuo di acquisto di azioni proprie deliberato nel corso del 2023

3.2.1 Fondi propri

3.2.1.rmazioni di natura qualitativa

  1. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET 1)

ll capitale primario di Classe 1 è costituito da strumenti di CET1 per euro 11.678.163 e dalle relative riserve di sovrapprezzo di emissione per euro 23.373.173. Le altre riserve computabili ammontano a euro 53,211,181. Le principali deduzioni sono rappresentate oltre che dalle azioni proprie che includono l'impegno di riacquisto (euro 5.271.237), dall'avviamento (euro 23.444.703), dalle altre attività immateriali (euro 2.453.909) e da investimenti in società finanziarie (euro 1.300.167).

2. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1)

Fattispecie non presente.

Capitale di classe 2 (Tier 2 - T2)

Fattispecie non presente

3.2.1.2 Informazioni di natura quantitativa

3.2.2 Adeguatezza patrimoniale

3.2.2.rmazioni di natura qualitativa

Il Gruppo monitora l'adeguatezza dei mezzi propri attraverso metodologie e strumenti illustrati nella Relazione ICAAP – ILAAP (Internal Capital Adequacy and Liquidity Assessment Process).

3.2.2.rmazioni di natura qualitativa

I Fondi Propri consolidati di Equita Group sono esclusivamente rappresentati da CET1 capital. Seguono le principali grandezze di riferimento dei nuovi indicatori patrimoniali al 31/12/2023.

3.2.2.2 Informazioni di natura quantitativa

Patrimonio Regolamentare 31.12.2023
Fondi propri 55,541,493
Capitale di classe 1 (CET1) 55,541,493
Capitale primario di classe 1 55,541,493
Strumenti di capitale interamente versati 11,678,163
Sovraprezzo azioni 23,373,173
Utili non distribuiti 32,862,555
Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (18,012)
Altre riserve 20,366,639
Aggiustamenti del CET1 dovuti a filtri prudenziali (96,779)
(-) DEDUZIONI TOTALI DAL CAPITALE PRIMARIO DI CLASSE 1 (CET1) (32,624,245)
(-) Strumenti propri di CET1 (5,271,237)
(-) Avviamento (23,444,703)
(-) Altre attivita' immateriali (2,453,909)
(-) Investimenti in società finanziarie (1,300,167)
(-) Altre deduzioni (154,230)
CAPITALE AGGIUNTIVO DI CLASSE 1 (AT1) -
(-) DEDUZIONI TOTALI DAL CAPITALE AGGIUNTIVO DI CLASSE 1 (AT1) -
CAPITALE DI CLASSE 2 (T2) -
(-) DEDUZIONI TOTALI DAL CAPITALE DI CLASSE 2 (AT2) -

Requisiti Patrimoniali

31.12.2023
Requisito di fondi propri [Max tra 1, 2 e 3] 11,128,220
1) Requisito patrimoniale minimo permanente 750,000
2) Requisito relativo alle spese fisse generali 11,128,220
3) Requisito relativo ai fattori K totali 8,718,375
di cui Rischio per il cliente 408,084
di cui Rischio per il mercato 7,763,730
di cui Rischio per l'impresa 546,560

Coefficienti di Capitale

31.12.2023
Coefficiente di capitale primario di classe 1 (CET1) 499%
Coefficiente di capitale di classe 1 - valore minimo 75% 499%
Coefficiente di fondi propri - valore minimo 100% 499%
Valori minimi richiesti secondo ex art. 9 reg 2019/2033:
- CET1 ratio 56%
  • Capitale di classe 1 ratio 75% - Fondi Propri ratio 100%

Sezione 4 - Prospetto analitico della redditività complessiva

Voci 31/12/2023 31/12/2022
10 Utile (perdita) d'esercizio 16,753,969 17,267,975
Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico
70 Piani a benefici definiti (13,461) (213,758)
80 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
90 Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
100 Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico 3,231 51,302
Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico - -
130 Copertura dei flussi finanziari:
a) variazioni di fair value;
(53,151) 197,394
180 Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali con rigiro a conto economico 12,756 (47,374)
190 Totale altre componenti reddituali (50,625) (12,437)
200 Redditività complessiva (Voce 10+190) 16,703,344 17,255,538
190 Redditività complessiva di pertinenza di terzi 694,937 2,020,592
220 Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo 16,008,408 15,234,946

Sezione 5 - Operazioni con parti correlate

Si forniscono di seguito le informazioni sui compensi corrisposti ai dirigenti con responsabilità strategiche e quelle sulle transazioni poste in essere con le parti correlate, ai sensi dello IAS 24.

Aspetti procedurali

In data 13 maggio 2021 il Consiglio di Amministrazione di Equita Group S.p.A. ("Equita Group" o la "Società") ha approvato alcune modifiche alla Procedura per le Operazioni con Parti Correlate (la "Procedura Parti Correlate" o la "Procedura"), da ultimo approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 17 luglio 2019, anche al fine di rendere quest'ultima conforme al nuovo Regolamento recante disposizioni in materia di operazioni con parti correlate adottato dalla Consob con delibera n. 21624 del 10 dicembre 2020 ("Regolamento Consob Parti Correlate" o "Regolamento Parti Correlate"), in vigore dall'1° luglio 20212 .

La Nuova Procedura, entrata in vigore il 1° luglio 2021 è pubblicata sul sito: www.equita.eu nella sezione Investor Relations, sottosezione Corporate Governance, area Documenti Societari.

  • i) eliminazione della qualifica relativa ad Equita Group come "società di recente quotazione", in quanto la Società non rientra più in tale definizione (cfr. art. 1.5);
  • ii) rinvio con riferimento alle nozioni di "Operazioni con Parti Correlate", "Parte Correlata" e "Stretto Familiare" alle definizioni contenute nello IAS 24 (cfr. art. 2.1);
  • iii) introduzione della definizione di "Amministratori Coinvolti nell'Operazione", ossia gli amministratori della Società che, rispetto ad una specifica operazione, hanno un interesse, per conto proprio o di terzi, in conflitto con quello della Società e che, per tale ragione devono astenersi dal voto in Consiglio di Amministrazione sull'operazione (cfr. artt. 2.1 e 5.1.7);
  • iv) introduzione di una nuova ipotesi di esenzione dall'applicazione della Procedura, ossia le operazioni deliberate da Equita Group e rivolte a tutti gli azionisti a parità di condizioni (cfr. art. 3.1(b))
  • v) introduzione, in caso di applicabilità ad Operazioni di Maggiore Rilevanza dell'esenzione "Operazioni Ordinarie che siano concluse a Condizioni Equivalenti a quelle di Mercato o Standard", dell'obbligo per Equita Group di comunicare ex post alla CONSOB e al Comitato Parti Correlate alcune informazioni sull'operazione per consentire al Comitato di verificare tempestivamente che la suddetta esenzione sia stata correttamente applicata (cfr. art. 3.1(e));
  • vi) introduzione dell'obbligo per Equita Group di inviare al Comitato Parti Correlate entro 30 giorni dalla chiusura dell'esercizio in cui siano state concluse Operazioni di Maggiore Rilevanza che abbiano beneficiato di una delle ipotesi di esclusioni previste dalla Procedura – una relazione contenente la descrizione delle Operazioni medesime e le motivazioni per le quali sia stata applicata l'esclusione (cfr. art. 3.4);

2 Sul punto, si riporta una descrizione sintetica delle modifiche alla precedente Procedura – già illustrate nel bilancio al 31 dicembre 2021 – ricordando che le stesse hanno riguardato i seguenti aspetti:

vii) introduzione del principio che le attribuzioni in materia di Operazioni di Maggiore Rilevanza e Operazioni di Minore Rilevanza riguardanti le remunerazioni sono affidate al Comitato Remunerazione di Equita Group, che le assolve sulla base della Procedura (ciò al fine di evitare un doppio esame delle stesse da parte sia del Comitato Parti Correlate sia del Comitato Remunerazione) (cfr. art. 6.6).

5.rmazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategiche

I dirigenti con responsabilità strategiche sono i soggetti che nell'ambito del Gruppo hanno il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività delle Società. Sono inclusi in questa categoria, i componenti (esecutivi o meno) del Consiglio di Amministrazione ed i membri del Collegio Sindacale.

Con riferimento alle informazioni quantitative relative ai compensi ai Dirigenti con responsabilità Strategiche sui rimanda alla Relazione sulla Remunerazione del Gruppo, pubblicata nell'apposita sezione del sito www.equita.eu.

5.2 Crediti e garanzie rilasciate a favore di amministratori e sindaci

I saldi creditori in essere al 31 dicembre 2023 nei conti consolidati nei confronti di parti correlate - diverse da quelle infragruppo consolidate integrali e soggette ad elisione - risultano di ammontare complessivamente non rilevante rispetto alla dimensione patrimoniale del Gruppo. Parimenti non risulta rilevante l'incidenza dei proventi e oneri con parti correlate sul risultato di gestione consolidato.

Non vi sono crediti e garanzie rilasciate a favore di amministratori e sindaci.

5.3 Informazioni sulle transazioni con parti correlate

Le operazioni realizzate con Parti Correlate, come definite dallo IAS 24 e disciplinate dal Regolamento Consob Parti Correlate, riguardano rapporti in prevalenza di natura commerciale e finanziaria.

Per quel che concerne le operazioni realizzate dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, si evidenza che, si è trattato di operazioni esenti dall'ambito di applicazione della Procedura. In particolare:

  • a. Sono state considerate operazioni con parti correlate le decisioni relative all'assegnazione di bonus annuali (comprensivi della componente cash e della componente in strumenti finanziari) ad alcuni membri del Consiglio di Amministrazione della Società e delle società controllate Equita SIM S.p.A. ("Equita SIM") ed Equita Capital SGR S.p.A. ("Equita Capital SGR"), nonché ai dirigenti con responsabilità strategiche di Equita Group, Equita SIM ed Equita Capital SGR, in conformità a quanto previsto dal Regolamento Consob in materia di operazioni con parti correlate e dalla Procedura Parti Correlate. Tali operazioni sono tuttavia risultate esenti dall'ambito di applicazione della Procedura in ragione di quanto disposto dall'art. 3.1(d)(i) e dell'art. 3.1(d)(ii) della Procedura medesima, in quanto le predette remunerazioni sono state erogate in conformità alla Politica di Remunerazione adottata dal Gruppo – a seguito dell'approvazione della stessa da parte dell'Assemblea di Equita Group (e delle sue controllate) – e, come richiesto dalla normativa, nella redazione di tale Politica di Remunerazione è stato coinvolto un Comitato Remunerazione. In aggiunta a quanto sopra, si evidenzia che, le decisioni relative all'assegnazione di strumenti finanziari a Consiglieri e dirigenti con responsabilità strategiche rientra altresì nell'ambito di esenzione di cui al predetto articolo 3.1.(d)(i) in quanto trattasi di operazioni esecutive relative all'applicazione di piani di incentivazione già approvati dall'Assemblea degli Azionisti di Equita Group;
  • b. è stata considerata quale operazione con parti correlate la decisione relativa all'assegnazione di un compenso aggiuntivo ai sensi dell'art. 2389 c.c. al Presidente e all'Amministratore Delegato di Equita Group e della controllata Equita SIM (a seguito di rinnovo del Consiglio di Amministrazione). Tale operazione è tuttavia risultata esente dall'ambito di applicazione della Procedura ai sensi e per gli effetti dell'art. 3.1. lett. d)(ii) della Procedura medesima. Tale compenso è infatti stato determinato e viene erogato in conformità alla Politica di Remunerazione adottata dal Gruppo – a seguito dell'approvazione della stessa da parte dell'Assemblea di Equita Group (e delle sue controllate) – e, come richiesto dalla normativa, nella redazione di tale Politica di Remunerazione è stato coinvolto un Comitato Remunerazione;
  • c. è stata considerata quale operazione con parti correlate la modifica del finanziamento infragruppo tra Equita SIM (parte finanziatrice) ed Equita Capital SGR (parte finanziata) deliberato dai Consigli di Amministrazione di Equita SIM, Equita Capital SGR ed Equita Group a novembre 2022 e modificato nelle riunioni di marzo 2023. Tale operazione, sebbene relativa a società controllate (e quindi non relativa direttamente ad Equita Group), era stata considerata tra parti correlate in quanto previamente esaminata/valutata da Equita Group medesima nell'ambito dell'attività di direzione e coordinamento (pur non rientrando tra le operazioni aventi "significativo" rilievo strategico, economico, patrimoniale e/o finanziario per il Gruppo). Tale operazione di finanziamento era inoltre risultata di "minore rilevanza" ai sensi della Procedura e del Regolamento Consob in materia di parti correlate in quanto nessuno degli indici di rilevanza descritti nel Regolamento Consob ed applicabili alla fattispecie in esame è risultato superiore alla soglia limite del 5% indicata dalla normativa. La predetta operazione era inoltre risultata esente dall'applicazione della Procedura medesima, ai sensi dell'art. 3.1 lett. f della Procedura trattandosi di "Operazione tra società controllate in cui non vi sono interessi

significativi – così come definiti dalla Procedura medesima – di altre parti correlate della Capogruppo". A seguito della modifica dei termini deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Equita SIM e SGR a marzo 2023, l'operazione non ha subito variazioni tali da impattare in maniera significativa sulla rilevanza di tale finanziamento che continua a qualificarsi, ai fini della normativa in materia di parti correlate quale operazione di minore rilevanza, esente in quanto operazione tra società controllate in cui non vi sono interessi significativi di altre parti correlate della Capogruppo;

  • d. è stata considerata quale operazione tra parti correlate l'assegnazione di stock option/cash a due dirigenti del Gruppo Equita, ai sensi del piano di incentivazione 2020-2022. Nella riunione consiliare dell'11 maggio 2023, Equita Group ha deliberato di attribuire complessivamente a livello di Gruppo, n. 1.300.000 stock options ai beneficiari appartenenti al Gruppo, di cui 80.000 da attribuire ai beneficiari della Società, nonché, inter alia, di (a) attribuire a due dirigenti del Gruppo, in funzione della loro seniority e del numero elevato di stock option attribuitegli all'interno del piano di incentivazione 2019-2021, la possibilità di trasformare le opzioni in cash, tenuto conto del "valore normale dell'azione" e dello strike price e dei criteri per il calcolo del premio in denaro di cui al regolamento del piano. Tali assegnazioni sono tuttavia risultate esenti dall'ambito di applicazione della Procedura in quanto l'attuazione dei piani di compensi basati su strumenti finanziari rientra nell'ipotesi di esenzione di cui all'art. 3.1., lett. d) (i), della Procedura medesima. Tali remunerazioni sono state infatti erogate in conformità al suddetto piano di incentivazione approvato dall'Assemblea degli Azionisti;
  • e. è stata considerata quale operazione tra parti correlate l'acquisto da parte di Equita Group dell'investimento partecipativo in azioni ordinarie di Equita Investimenti S.p.A. detenute dalla controllata Equita SIM (deliberato dal Consiglio di Amministrazione della Società il 13 luglio 2023 ed eseguito il 20 settembre 2023) per un controvalore pari a complessivi euro 98.260,28. Tale operazione è risultata tuttavia esente dall'ambito di applicazione della Procedura ai sensi e per gli effetti dell'art. 3.1, lett. b) della Procedura medesima, poiché di importo esiguo, non comportando costi a carico della Società superiori ad euro 200.000, stabilita dalla Procedura;
  • f. è stata considerata quale operazione tra parti correlate il finanziamento infragruppo tra Equita SIM (parte finanziatrice) ed Equita Group (parte finanziata) deliberato dai Consigli di Amministrazione di Equita SIM ed Equita Group a settembre 2023. Tale operazione è tuttavia risultata esente dall'ambito di applicazione della Procedura ai sensi della Procedura medesima e del Regolamento Consob in materia di parti correlate in quanto nessuno degli indici di rilevanza descritti nel Regolamento Consob ed applicabili alla fattispecie in esame è risultato superiore alla soglia limite del 5% indicata dalla normativa. La predetta operazione è inoltre risultata esente dall'applicazione della Procedura medesima, in quanto trattasi di "operazione ordinaria conclusa a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard", così come definite dalla Procedura PC medesima al relativo art. 3.1, lett. e);
  • g. è stata considerata quale operazione tra parti correlate il distacco del responsabile della Funzione Internal Audit da Equita Group a Equita Capital SGR per le funzioni di Internal Audit e conseguente disdetta del contratto infragruppo di prestazione di servizi stipulato tra Equita Group ed Equita Capital SGR. Tale operazione è tuttavia risultata esente dall'ambito di applicazione della Procedura in quanto rientra nell'ipotesi di esenzione di cui all'art. 3.1(f) della Procedura, che non trova applicazione in presenza di "operazioni con o tra Società Controllate o Società Collegate alla Società (ove esistenti), qualora nelle suddette società non vi siano Interessi Significativi di altre parti correlate della Società". Nell'operazione di distacco in esame, nessuna delle parti correlate di Equita Group avrebbe effettivamente un interesse economico significativo nella SGR e/o nella Group che sia rilevante rispetto alla, o tale da incentivare la, stipula del predetto distacco infragruppo. Inoltre, si tratta di un'operazione esente in quanto operazioni di importo esiguo, non comportando costi a carico della SGR superiori alla soglia dei 200.000 euro stabilita dalla procedura per le operazioni con parti correlate.

Sezione 6 - Informazioni sulle entità strutturate

Non risultano informazioni da riportare in merito.

Sezione 7 - Altri dettagli informativi

Leasing

Nella presente parte sono fornite le informazioni richieste dall'IFRS 16 che non sono presenti nelle altre parti del bilancio.

Gruppo EQUITA | Prospetti Contabili e Nota Integrativa | Bilancio 2023 Introduzione Relazione sulla Gestione Bilancio Consolidato 145

Informazioni qualitative

Equita ha in essere essenzialmente contratti di leasing immobiliare e di leasing di autovetture. Al 31 dicembre 2023, i contratti di leasing sono 21, mentre i contratti leasing immobiliare sono 5.

I contratti, di norma, hanno durate superiori ai 12 mesi e presentano tipicamente opzioni di rinnovo ed estinzione esercitabili dal locatore e dal locatario secondo le regole di legge oppure di specifiche previsioni contrattuali. Solitamente questi contratti non includono l'opzione di acquisto al termine del leasing oppure costi di ripristino.

Sulla base delle caratteristiche dei contratti di locazione italiani e di quanto previsto dalla Legge 392/1978, nel caso di sottoscrizione di un nuovo contratto di affitto con una durata contrattuale di sei anni e l'opzione di rinnovare tacitamente il contratto di sei anni in sei anni, la durata complessiva del leasing viene posta pari a dodici anni. Tale indicazione generale viene superata se vi sono elementi nuovi o situazioni specifiche all'interno del contratto.

Nel 2023 non sono state effettuate operazioni di vendita o retrolocazione.

Come già indicato nelle politiche contabili, il Gruppo si avvale delle esenzioni consentite dal principio IFRS 16 per i leasing a breve termine (i.e. durata inferiore o uguale ai 12 mesi) o i leasing di attività di modesto valore (i.e. valore inferiore o uguale a €5 migliaia).

Si è inoltre deciso di utilizzare come tasso di attualizzazione il valore dell'EurIRS rate riferito alla durata del contratto cui è stato aggiunto uno spread fissato nell'ambito della gestione della Tesoreria di Gruppo.

Informazioni quantitative

Come detto in precedente, il Gruppo ha individuato due macro categorie di contratti rientranti nella nozione di Leasing, ed in particolare:

Contratti di locazioni di immobili adibiti ad uso ufficio;

Contratti di locazione di autovetture fornite ad uso promiscuo ai dipendenti.

I contratti di leasing in essere diversi da quelli relativi a immobiliare e automobili sono di importo non significativo e pertanto esclusi dal perimetro del principio IFRS 16.

Nella Parte B – Attivo della Nota integrativa sono esposti rispettivamente le informazioni sui diritti d'uso acquisiti con il leasing (Tabella 8.1 – Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo) e nella Parte B – Passivo sono esposti i debiti per leasing (Tabella 1.1 – Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche e Tabella 1.2 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela e verso enti finanziari). Si rimanda a tali sezioni per maggiori dettagli.

(In euro/000) Per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2023
Totale Immobili Totale auto Totale
Attività per diritto d'uso 4.966 423 5.989
Passività per leasing 5.431 413 5.844

Nella Parte C della Nota integrativa sono contenute le informazioni sugli interessi passivi sui debiti per leasing e gli altri oneri connessi con i diritti d'uso acquisiti con il leasing.

(In euro/000) Per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2023
Totale Immobili Totale auto Totale
Ammortamento dell'attività per diritto d'uso 1.385 171 1.556
Oneri finanziari 139 6 145
Canoni di noleggio e locazione fatturati 1.039 187 1.226

Si rimanda alle specifiche sezioni per maggiori dettagli.

Occorre segnalare che nel corso del 2023 la Capogruppo ha avviato le pratiche volte a sottoscrivere un nuovo contratto di locazione di immobile per ampliare gli spazi di lavoro.

Il contratto di locazione prevede un periodo di 5 mesi di comodato gratuito per il periodo febbraio – luglio 2023 e successivamente l'avvio del contratto di locazione della durata di 6 anni.

Il valore complessivo dei canoni ammontata a 2,5 milioni di euro, di cui la quota interessi ammonta a 0,5 milioni di euro.

Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali

La Politica di Remunerazione prevede l'adozione di piani di incentivazione basati su strumenti finanziari come parte della Quota Variabile (di seguito i "Piani" e, ciascuno per quanto di competenza, il "Piano").

I Piani prevedono la possibilità di attribuire strumenti finanziari come, inter alia, azioni della Società, performance shares, stock options, phantom shares ed obbligazioni.

Alla data del 31 dicembre 2023 il Gruppo ha in essere i seguenti accordi di pagamento pluriennali basati su propri strumenti patrimoniali:

  • "Piano EQUITA Group 2022-2024 basato su strumenti finanziari" (approvato dall'Assemblea degli Azionisti in data 28 aprile 2022);
  • "Piano EQUITA Group 2022-2025 per l'alta dirigenza basato su Phantom Shares" (approvato dall'Assemblea degli Azionisti in data 28 aprile 2022).

A ciascun Piano approvato dall'Assemblea degli Azionisti della Società si applicano condizioni e termini specifici. Le informazioni di dettaglio dei Piani sono pubblicate sul sito internet dalla Società, ai sensi degli articoli 114-bis del TUF e 84-bis del Regolamento Emittenti.

Più in generale, nell'ambito della politica di remunerazione il Gruppo ha incluso gli strumenti finanziari tra le modalità di regolamento della remunerazione variabile annuale (c.d. "piani annuali").

Nelle sezioni seguenti vengono descritti sia i Piani di incentivazione Pluriennali, sia i piani di incentivazione annuali.

Informazioni di natura qualitativa

Piani di pagamento basati su azioni collegati alla componente variabile della remunerazione legata a obiettivi di performance

Termini per la maturazione dei diritti

La Politica di Remunerazione prevede l'adozione di piani di incentivazione basati su strumenti finanziari, che possono essere stock grants (assegnazione di azioni), stock options (assegnazione di opzioni per la sottoscrizione di azioni), phantom shares ed obbligazioni. Gli strumenti finanziari vengono attribuiti su base annuale nell'ambito del normale ciclo di incentivazione e previo raggiungimento di determinati obiettivi di performance individuali e di Gruppo.

Gli strumenti finanziari hanno un periodo di differimento di almeno tre anni e può anche essere effettuato pro quota, oltre a un periodo di retention di almeno un anno. Solo nel caso di differimento di almeno cinque anni il periodo di retention può essere di almeno sei mesi.

Differimento di parte della Quota Variabile

In conformità alla Politica di Remunerazione, per tutto il personale dipendente e salvo il raggiungimento di un livello minimo di Quota Variabile come definito nei paragrafi successivi, la Quota Variabile è corrisposta:

  • in una prima tranche pari al 60% massimo della Quota Variabile stessa entro 6 mesi dalla chiusura del periodo di valutazione o "accrual period" (coincidente con l'anno solare o esercizio di riferimento), e
  • in modo differito per la restante parte (pari ad almeno il 40%, seconda tranche o "Parte Differita") per almeno 36 mesi dal pagamento della prima tranche, salvo quanto previsto successivamente.

La Parte Differita può essere corrisposta in forma cash o con strumenti finanziari (con le modalità definite nei piani di incentivazione basati su strumenti finanziari approvati dall'Assemblea degli Azionisti), tenendo comunque in considerazione l'eventuale partecipazione del dipendente nel capitale azionario della Società.

Per le figure chiave (quali gli Amministratori Esecutivi, il Direttore Generale, i Dirigenti con Responsabilità Strategiche, nonché coloro che riportano direttamente agli organi con funzione di supervisione strategica, gestione e controllo), qualora la Quota Variabile ecceda l'importo di €440.000 ("importo di remunerazione variabile particolarmente elevato"), la Parte Differita, pari ad almeno il 60% della Quota Variabile, sarà corrisposta dopo 36 mesi dalla data di pagamento della prima tranche e il 50% della Parte Differita sarà composta da strumenti finanziari. La determinazione della durata del periodo di differimento e della percentuale di strumenti finanziari che compone la parte differita è stata effettuata tenendo in considerazione il principio di proporzionalità3.

La Parte Differita potrà essere corrisposta secondo un criterio pro-rata, a condizione che la frequenza dei pagamenti sia almeno annuale, e questo principio è applicabile a tutti i differimenti.

La metodologia applicata per la determinazione del numero di azioni spettanti ai percettori considera:

  • al numeratore, la quota di remunerazione variabile assoggettata a pagamento in azioni maturata in relazione al raggiungimento degli obiettivi prefissati per l'esercizio in oggetto; e
  • al denominatore, il valore normale dell'azione Equita Group calcolata al giorno precedente la riunione del Consiglio di Amministrazione in cui viene approvato il piano di remunerazione per l'esercizio appena concluso.

Il regolamento in azioni viene effettuato dopo la verifica da parte del Consiglio di Amministrazione dei risultati economici riguardanti l'esercizio di competenza ed è pertanto condizionato, oltre che al raggiungimento degli obiettivi prefissati, anche al superamento dei gate d'accesso del Gruppo4:

  • situazione patrimoniale viene utilizzato l'IFR ratio che dovrà essere pari almeno al 200%;
  • situazione di liquidità viene utilizzata la Liquidità Disponibile Netta (LCN) e deve essere almeno pari alla soglia di crisi stabilita nel piano di risanamento;
  • situazione reddituale viene utilizzato il ROE che dovrà essere quantomeno maggiore di zero (post pagamento del bonus).

La verifica del rispetto delle Soglie è effettuata sui valori al 31 dicembre dell'esercizio oggetto di valutazione.

La Politica di Remunerazione del Gruppo per l'esercizio di riferimento viene sottoposta annualmente all'Assemblea dei Soci che approva il bilancio. Qualora si renda necessario procedere all'acquisto di azioni proprie per la realizzazione del piano, questa viene sottoposta all'Assemblea dei Soci e necessita di preventiva autorizzazione da parte della Banca d'Italia. Alla data di redazione del presente Bilancio la Società ha in essere un piano di Buy Back al servizio del piano di incentivazione per complessive 500.000 azioni.

Determinazione del fair value e trattamento contabile

Le modalità di riconoscimento delle retribuzioni variabili, esaminate nel paragrafo precedente e ad esclusione delle Phantom shares per quali si rimanda al paragrafo successivo, si configurano come operazioni di pagamento basate su azioni regolate con propri strumenti rappresentativi di capitale (equity settled), rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 2 "Pagamenti basati su azioni".

3 Per il Personale Più Rilevante dell'Alternative Asset Management che investe nelle quote dei fondi gestiti la seconda tranche sarà corrispondente al più al 10% e sarà corrisposta non prima di un anno dal pagamento della prima tranche.

Qualora la Quota Variabile non superi €50.000 e non rappresenti oltre un quarto della remunerazione totale annua, al Personale Più Rilevante potranno non essere applicate le regole di maggior dettaglio previste in tema di obblighi di differimento della Quota Variabile, percentuale della Quota Variabile in strumenti finanziari e periodo di retention. A questi fini, il calcolo della Quota Variabile annua e della remunerazione totale annua è effettuato sulla base delle indicazioni contenute nel paragrafo 88 e ss. delle Linee Guida EBA.

4 Con riferimento alla sola controllata EQUITA Capital SGR, le Soglie sono definite tenendo conto del valore delle seguenti grandezze:

- situazione patrimoniale – viene utilizzato il rapporto tra il patrimonio di vigilanza della SGR ed il valore più alto tra il capitale minimo richiesto per l'autorizzazione ed il requisito patrimoniale totale deve essere maggiore degli early e final warning stabiliti;

- situazione di liquidità – viene utilizzata la Liquidità Disponibile Netta (LCN) e deve essere almeno pari al final warning;

- situazione reddituale – viene utilizzato il ROE pre-tasse adjusted che dovrà essere quantomeno maggiore di zero (post pagamento del bonus).

Il trattamento contabile previsto per tali operazioni consiste nella rilevazione, nella voce di bilancio (spese per il personale), del costo stimato dei servizi ricevuti, determinato in base al fair value dei diritti assegnati (stock option/ stock grant), in contropartita a un incremento di patrimonio netto mediante imputazione a una specifica riserva.

Poiché gli accordi per pagamenti basati su azioni effettuati in relazione ai piani in esame non prevedono un prezzo di esercizio, gli stessi possono essere assimilati ad assegnazioni gratuite (stock grant) e trattati in conformità alle regole previste per tale tipologia di operazioni.

L'onere complessivo relativo a tali accordi viene quindi determinato sulla base del numero di azioni che si stima verranno attribuite, moltiplicato per il fair value dell'azione alla data di assegnazione.

Il fair value dell'azione Equita Group alla data di assegnazione delle azioni viene misurato in base al prezzo di mercato dell'azione rilevato alla data del Consiglio di Amministrazione che approva annualmente la Politica sulle Remunerazioni per l'esercizio appena concluso, rettificato per eventuali effetti attuariali.

La rilevazione nella riserva di patrimonio netto del valore dei piani così determinato viene effettuata pro rata temporis in base al periodo di maturazione delle condizioni di vesting, ovvero il periodo intercorrente fra l'assegnazione e la maturazione definitiva del diritto a ricevere le azioni, tenendo altresì conto del tasso di turnover del personale. Poiché i piani sono articolati su diverse tranche con periodi differenziati di vesting, ognuna delle stesse viene valutata separatamente.

In particolare, considerato che il numero di diritti attribuiti viene determinato sulla base degli obiettivi di performance raggiunti nell'esercizio a cui fa riferimento il piano (2023), il costo complessivo dello stesso è attribuito ai singoli esercizi interessati tra la data di inizio del periodo di performance e il termine del periodo di vesting.

L'onere IFRS 2 relativo a eventuali beneficiari appartenenti a società del Gruppo diverse dalla capogruppo viene rilevato direttamente da tali Società. In contropartita ad una riserva di patrimonio netto che rappresenta implicitamente una riserva di capital injection dalla capogruppo, la quale presenta, nel suo bilancio separato, un incremento equivalente del valore della partecipazione della controllata.

Informazioni sui piani di pagamento basati su azioni legati alle Politiche di Remunerazione

Alla data del 31 dicembre 2023 sono attivi 3 cicli di pagamenti basati su azioni legati alle Politiche di Remunerazione relativamente agli esercizi 2021, 2022 e 2023.

Nell'ambito della remunerazione variabile corrente il Gruppo ha assegnato la corresponsione dello stesso tramite assegnazione e attribuzione di azioni di Equita Group.

Sono inoltre attivi n.3 piani di ingresso non standardizzati che prevedono l'attribuzione degli strumenti in sede di assunzione ma con un periodo di lock up pluriennale.

Il piano di pagamenti in azioni, legato alle Politiche sulle remunerazioni per l'esercizio 2021, denominato Piano 2021- 2024, approvato dall'Assemblea dei Soci del 28 aprile 2022 presenta le seguenti caratteristiche:

  • attribuzione di performance share nel 2022 con periodo di lock up triennale (2021- 2023): il prezzo di riferimento dell'azione Equita Group, ai fini della determinazione del numero di azioni da assegnare è stato determinato nella misura di 3,20 euro, per un numero di strumenti complessivi di 286.000;
  • attribuzione di stock option nel 2022 con periodo di lock up quadriennale (2021- 2024): il piano prevedeva l'assegnazione di diritti di opzione per n. 350.000, fair value unitario di €0,22, strike price 3,77 e scadenza per l'esercizio delle opzioni pari ai cinque anni dalla data di fine del periodo di vesting. Il fair value complessivo delle opzioni al 31 dicembre 2023 è pari a €78.072.

Il piano di pagamenti in azioni, legato alle Politiche sulle remunerazioni 2022, denominato Piano pluriennale 2022- 2025, approvato dall'Assemblea dei Soci del 20 aprile 2023 presenta le seguenti caratteristiche:

  • il prezzo di riferimento dell'azione Equita Group, ai fini della determinazione del numero di azioni da assegnare è stato determinato in funzione del differimento dell'attribuzione delle stesse. In particolare:
    • Azioni da attribuire a marzo 2024, fair value unitario pari a €3,651 per un numero di diritti in assegnazione pari a 187.433;
    • Azioni da attribuire a marzo 2025, fair value unitario pari a €3,397 per un numero di diritti in assegnazione pari a 90.730;
    • Azioni da attribuire a marzo 2026, fair value unitario pari a €3,154 per un numero di diritti in assegnazione pari a 90.730;

In relazione al Piano 2022-2025, è stato determinato un fair value complessivo pari a €1,1 milioni per complessivi 368.893 diritti assegnati.

Inoltre, con riferimento alla quota di componente variabile annuale della retribuzione 2022 regolata in azioni a marzo 2023 sono stati attribuiti n. 415.904 azioni di Equita Group, per un fair value unitario di euro 3,8.

Il piano di pagamenti in azioni, legato alle Politiche sulle remunerazioni 2023, denominato Piano 2023-2026, oggetto di approvazione dall'Assemblea dei Soci del 18 aprile 2024 presenta le seguenti caratteristiche:

  • Il prezzo di riferimento dell'azione Equita Group, ai fini della determinazione del numero di azioni da assegnare è stato determinato in funzione del differimento dell'attribuzione delle stesse. In particolare:
    • Azioni da attribuire a marzo 2024, fair value unitario pari a €3,514 per un numero di diritti in assegnazione pari a 213.661;
    • Azioni da attribuire a marzo 2025, fair value unitario pari a €3,235 per un numero di diritti in assegnazione pari a 111.612;
    • Azioni da attribuire a marzo 2026, fair value unitario pari a €2,978 per un numero di diritti in assegnazione pari a 111.612.

In relazione al Piano 2023-2026, si stima un fair value complessivo pari a €1,4 milioni per complessive 436.885 dritti assegnati.

Inoltre, con riferimento alla quota di componente variabile annuale della retribuzione 2023 che verrà regolata in azioni a marzo 2024 è stimata n. 192.005 azioni di Equita Group, per un fair value unitario di euro 3,67 ed un valore complessivo di euro 0,7 milioni.

Altri piani

Con riferimento ai piani di ingresso riconosciuti nel 2022 tramite l'attribuzione di strumenti finanziari si evidenziano complessive 170.000 azioni Equita Group per un fair value di euro 0,4 milioni (fair value unitario di €3,758 per le azioni assegnate a inizio 2022 e di €3,325 per le azioni assegnate a fine 2022).

Piani con attribuzioni terminate

Nel corso degli esercizi 2019 -2020 sono state attribuite nell'ambito dei piani di incentivazione differiti diritti di opzione a valere su azioni Equita Group nella seguente tabella si riepiloga la dinamica dei diritti d'opzione alla data del 31 dicembre 2023.

Esercizio Anno di
assegnazione
Anno di
attribuzione
Scadenza
esercizio
Quantità
di diritti
attribuiti
Strike
price €
FV
unitario
FV
complessivo
N. Diritti
Esercitati
N. Diritti da
esercitare
2019 2019 2020 2025 850.000 2,76 0,20 154.976 608.112 241.888
2020 2020 2021 2026 544.200 2,55 0,28 155.091 328.908 215.292
Totale a riserva IFRS 2 310.067

Piani LTI - Long Term Incentive per il personale più rilevante

Il Gruppo Equita ha definito un piano di incentivazione differito (cdt "Long Term Incentive Plan" (LTI)) destinato al Personale più rilevante del Gruppo Equita, approvato dall'Assemblea degli Azionisti della stessa e basato su strumenti finanziari quali le phantom shares di azioni Equita Group.

Il piano è finalizzato a perseguire l'obiettivo della crescita del valore delle azioni di Equita Group, rafforzando ulteriormente il legame fra la remunerazione dei beneficiari e le performance del Gruppo, pur in un contesto di coerenza con i risultati attesi nell'ambito del Piano Strategico 2022 – 2024 del Gruppo. Tale strumento di incentivazione è stato introdotto a partire dall'esercizio 2022.

Di seguito si descrivono le principali caratteristiche del Piano LTI 2022-2025.

Il Piano ha previsto l'assegnazione gratuita a ciascun Beneficiario un determinato numero di phantom shares, le quali verranno definitivamente attribuite nel 2025 (o, eventualmente nel 2026), secondo i termini e le condizioni previsti dal Regolamento.

Il numero finale delle phantom shares da attribuire nel 2025 (o, nel 2026) verrà determinato subordinatamente:

(i) al raggiungimento nel 2024 e 2025 di determinati obiettivi di performance, rispettivamente, individuali ed aziendali, e

(ii) al verificarsi delle altre condizioni previste dal Piano.

Con riferimento agli obiettivi di performance, si rappresenta che l'obiettivo di performance aziendale valido per tutti i beneficiari è il Total Shareholders Return (TSR) nel triennio 28 marzo 2022 – 1° aprile 2025.5 .

Gli obiettivi di performance aziendali "base" sono rappresentati dal raggiungimento, nel triennio 28 marzo 2022 – 1° aprile 2025, di un TSR pari o superiore al 40%. Al raggiungimento di tali obiettivi di performance aziendali "base", è prevista l'attribuzione nel 2025 di un massimo di 800.000 phantom shares.

Nel caso invece del superamento dei predetti obiettivi di performance "base" e, in particolare:

(i) nel caso del raggiungimento nel triennio 28 marzo 2022 – 1° aprile 2025 di un TSR pari al 50% o compreso tra il 50% e il 60% (escluso), è prevista l'attribuzione nel 2025 di un massimo di 1.200.000 phantom shares; e

(ii) nel caso del raggiungimento nel triennio 28 marzo 2022 – 1° aprile 2025 di un TSR pari o superiore al 60%, è prevista l'attribuzione nel 2025 di un massimo di 2.000.000 phantom shares.

Laddove il predetto obiettivo di performance aziendale di TSR non venisse raggiunto, il Consiglio di Amministrazione potrà, a propria discrezione, nell'interesse della Società: (i) decidere di estendere il periodo di osservazione fino al 31 dicembre 2025, e (ii) considerare comunque raggiunti gli obiettivi di performance "base" qualora, entro il 31 dicembre 2025, per almeno 5 giorni lavorativi consecutivi il TSR del triennio precedente (su base rolling) risulti almeno pari al 40%.

Qualora un beneficiario non raggiunga i propri obbiettivi individuali, il numero finale di phantom shares allo stesso attribuibile nel 2025 (o, secondo quanto precisato, nel 2026) sarà ridotto del 50%.

Il numero massimo di phantom shares assegnabili/attribuibili ai sensi del Piano è pari a 2.000.000.

Per maggiori dettagli si rimanda al regolamento del "Piano Equita Group 2022-2025 basato su Phantom Shares" approvato dal Consiglio di Amministrazione della Società riunitosi in data 25 marzo 2022 e dall'Assemblea degli Azionisti in data 28 aprile 2022.

5 TSR = (Prezzo di Riferimento Finale + Dividendi del periodo oggetto di osservazione purché non superiori all'utile complessivo aggregato realizzato nel periodo oggetto di osservazione, rettificato per il costo del Piano stesso) / (Prezzo di Riferimento Iniziale)

Determinazione del fair value e trattamento contabile

Le modalità di riconoscimento delle retribuzioni variabili basate su phantom shares e descritte nel precedente paragrafo si configurano come operazioni di pagamento basate su strumenti finanziari regolate per cassa (cash settled), rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 2 "Pagamenti basati su strumenti finanziari".

Il trattamento contabile previsto per tali operazioni consiste nella rilevazione, nella voce di bilancio (spese per il personale), del costo stimato dei servizi ricevuti, determinato in base al fair value dei diritti assegnati (Phantom shares), in contropartita al debito nei confronti del personale, rilevazione effettuata pro rata temporis in base al periodo di maturazione delle condizioni di vesting, ovvero il periodo intercorrente fra l'assegnazione e la maturazione definitiva del diritto a ricevere il corrispettivo in denaro. Il periodo di maturazione del piano si estende dall'esercizio precedente (2022) a maggio 2025.

La valutazione delle phantom shares è stata realizzata riflettendo le condizioni di mercato finanziario valide alla data di valutazione; la metodologia statistica adottata per la stima del fair value, nella componete del TSR, segue l'impostazione risk neutral. Il fair value totale del Piano che è influenzato dal numero dei diritti che andranno a maturazione secondo le regole previste dalle condizioni di performance oltre che dal fair value di ciascun diritto.

Inoltre, con riguardo ai vari obiettivi di performance individuali è stata individuata una probabilità di raggiungimento degli stessi.

Su base periodica, viene effettuata la rivalutazione del Piano in funzione delle mutate market condition.

Informazioni di natura quantitativa

Di seguito si rappresentano le dinamiche intercorse nel 2023 relative ai piani di incentivazione in essere alla data del 31 dicembre 2023.

Il piano di incentivazione incluso nel bilancio 2023, approvato dal comitato di remunerazione del 22 febbraio 2024 ha previsto le seguenti assegnazioni:

  • Performance shares per complessivi €0,7 milioni, equivalenti a n. 190.449 diritti che verranno attribuiti a marzo 2024;
  • Performance shares per complessivi €1,4 milioni equivalenti a n. 436.885 diritti che verranno assegnati in funzione delle seguenti scadenze 31 marzo 2025, 31 marzo 2026, 31 marzo 2027. Nella riserva IFRS2 al 31 dicembre 2023 il gruppo ha registrato, pro rata temporis, un controvalore del piano per €0,5 milioni.

Con riferimenti ai piani di incentivazione degli esercizi antecedenti al 2022, la società ha rilevato pro rata temporis nel corso del 2023, i seguenti valori:

  • Performance shares relative al ciclo 2022 2025 per complessivi €1,1 milioni equivalenti a n. 368.893 diritti che verranno assegnati in funzione delle seguenti scadenze 31 marzo 2024, 31 marzo 2025 e 31 marzo 2026. La riserva IFRS2 al 31 dicembre 2023 ammonta a €0,8 milioni.
  • Phantom shares relative al ciclo 2022-2025 per complessivi €,0,6 milioni a valere su un massimo di n. 800.000 diritti. Il debito stimato al 31 dicembre 2023 ammonta a €0,3 milioni.

Infine, con riferimento ai piani di incentivazioni erogati sotto forma di opzioni, sono state esercitate complessivamente 937.020 opzioni. Al 31 dicembre 2023, la riserva IFRS2 al 31 dicembre 2023 ammonta a €0.2 milioni.

Infine, l'ammontare delle riserve IFRS 2 relative alle azioni date ai dipendenti nell'ambito di incentivazione all'ingresso ammonta al 31 dicembre 2023 a €0.8 milioni, dei quali per 3 risorse il periodo di vesting risulta ancora in corso e la relativa riserva accantonata è pari a circa €0,2 milioni.

Di seguito si rappresenta l'ammontare dei diritti in circolazione alla data di chiusura dell'esercizio 2023:

Nome del piano Tipo n.
Strumenti
Riserva
IFRS 2
(€/Mln)
Data di
attribuzione
FV
complessivo
(€/Mln)
FV
unitario
Strike
price €
N diritti da
esercitare
Incentivazione
annuale - 2023
Pe r f o r m a n c e
shares
190.449 €0,7 Marzo 2024 €0,7 x x x
Incentivazione
pluriennale -
2023 - 2027
Pe r f o r m a n c e
shares
436.885 €0,52 31 marzo 2025,
31 marzo 2026,
31 marzo 2027
€1,4 x x x
Incentivazione
pluriennale Ciclo
2022 - 2025
Pe r f o r m a n c e
shares
368.893 €0,81 31 marzo 2024,
31 marzo 2025,
31 marzo 2026
€1,1 x x x
Incentivazione
pluriennale Ciclo
2022 - 2025
Phantom shares 800.000 €0,3 31 maggio 2025 €0,6 x x x
Incentivazione
pluriennale Ciclo
2019 – 2020
Opzioni 850.000 €0,15 Marzo 2020 €0,15 0,20 2,76 241.888
Incentivazione
pluriennale Ciclo
2020 - 2021
Opzioni 544.200 €0,16 Marzo 2021 €0,16 0,28 2,55 215.292
Incentivazioni in
ingresso
Stock grant 445.000 €0,8 x €1,03 x x x
Riserva IFRS2 €3,4

Pubblicità dei corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione

Come stabilito dall'art. 149 - duodecies del Regolamento emittenti adottato dalla Consob con delibera n. 11971/1999 si riporta il prospetto contenente i corrispettivi di competenza dell'esercizio, a fronte dei servizi forniti al Gruppo Equita dalla società di revisione e dalle altre entità appartenenti alla rete della società di revisione per i diversi servizi forniti:

Tipologia di servizi Equita Group Controllate
Revisione legale 33.000 23.400
Servizi di attestazione 15.000 66.000
TOTALE 48.000 89.400

Corrispettivi escluso i rimborsi spese dell'esercizio, l'IVA e i contributi di Vigilanza Consob

Si precisa che tra i servizi di attestazione sono incluse attività di revisione delle Dichiarazioni fiscali del Gruppo. La Società EY S.p.A. svolgerà tali attività, riferite all'esercizio fiscale 2023, nel corso del 2024.

Informativa al pubblico

Equita Group si avvale del proprio sito internet www.equita.eu per rendere pubbliche le informazioni previste nella parte Sei del Regolamento (UE) 2019/2033 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 novembre 2019 relativo ai requisiti prudenziali delle imprese di investimento.

p. il Consiglio di Amministrazione l'Amministratore Delegato

Andrea Vismara

Milano, 14 marzo 2024

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Bilancio consolidato al 31 dicembre 2023 Relazioni

EY S.p.A. Via Meravigli, 12 20123 Milano

Tel: +39 02 722121 Fax: +39 02 722122037 ey.com

EY S.p.A. Sede Legale: Via Meravigli, 12 – 20123 Milano Sede Secondaria: Via Lombardia, 31 – 00187 Roma Capitale Sociale Euro 2.600.000,00 i.v. Iscritta alla S.O. del Registro delle Imprese presso la CCIAA di Milano Monza Brianza Lodi Codice fiscale e numero di iscrizione 00434000584 - numero R.E.A. di Milano 606158 - P.IVA 00891231003 Iscritta al Registro Revisori Legali al n. 70945 Pubblicato sulla G.U. Suppl. 13 - IV Serie Speciale del 17/2/1998

A member firm of Ernst & Young Global Limited

Relazione della Società di Revisione

Aspetto chiave Risnoste di revisione

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di
Tipologia
servizi
Equita
Group
Controllate
Revisione legale 31.500 53.600
di
Servizi
attestazione
16.500 35.800
TOTALE 48.000 89.400

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