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CSP International Fashion Group

Management Reports Apr 29, 2022

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Management Reports

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BILANCIO CONSOLIDATO DELL'ESERCIZIO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2021

GRUPPO CSP

CARICHE SOCIALI

Consiglio di Amministrazione

Presidente e Amministratore delegato Francesco BERTONI
Amministratore delegato Carlo BERTONI
Consigliere non esecutivo Giorgio BARDINI
Consigliere indipendente Rossella GUALTIEROTTI
Consigliere indipendente Beatrice GRAZIANO

Collegio Sindacale

Presidente Guido TESCAROLI
Sindaci effettivi Marta Maria
Stefano
RENOFFIO
RUBERTI
Sindaci supplenti Silvia
Stefano
RODI
FICARELLI

Società di revisione

PricewaterhouseCoopers S.p.A.

RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI SULL'ANDAMENTO GESTIONALE DEL GRUPPO DELL'ESERCIZIO 2021

Il Bilancio consolidato del Gruppo CSP al 31 dicembre 2021 è redatto, secondo quanto previsto dal Regolamento europeo n. 1606/2002, in conformità ai principi contabili internazionali (IFRS) in vigore al 31 dicembre 2021, emanati dall'International Accounting Standard Board (IASB) e adottati ai sensi delle disposizioni normative, italiane e europee, pro tempore vigenti e applicabili, ivi incluso il Regolamento Delegato (UE) n. 2019/815 del 17 dicembre 2018 della Commissione (in breve "Regolamento ESEF").

Come consentito dall'articolo 40, comma 2 bis, del Decreto Legislativo 9/4/1991 n. 127, CSP ha redatto la Relazione sull'andamento della gestione come unico documento, sia per il bilancio consolidato di Gruppo, sia per il bilancio di esercizio della Capogruppo.

La presente Relazione deve essere letta congiuntamente ai Prospetti contabili ed alle relative Note esplicative, parti integranti del bilancio consolidato di Gruppo e del bilancio di esercizio della Capogruppo.

1. SINTESI DEI RISULTATI

1.1 Indicatori di risultato

Per facilitare la comprensione dei propri dati economici e patrimoniali, CSP utilizza alcuni indicatori di larga diffusione, seppure non previsti dagli IAS/IFRS.

In particolare, nel conto economico sono evidenziati i seguenti indicatori/risultati intermedi: Margine industriale, Margine commerciale lordo e Risultato operativo (EBIT), derivanti dalla somma algebrica delle voci che li precedono. A livello patrimoniale considerazioni analoghe valgono per l'indebitamento finanziario netto, le cui componenti sono dettagliate nella specifica sezione delle Note Esplicative.

Le definizioni degli indicatori utilizzati dalla Società, in quanto non riconducibili ai principi contabili di riferimento, potrebbero non essere omogenee con quelle adottate da altre Società e non essere quindi comparabili.

1.2 Risultati salienti del Bilancio 2021

Riportiamo i dati di sintesi dell'anno 2021, espressi in valore assoluto ed in percentuale sul fatturato, confrontati con l'anno precedente.

  • Il fatturato consolidato è pari a 91,0 milioni di Euro. Si confronta con 82,9 milioni di Euro. La variazione è quindi pari a +9,7%.
  • Il margine industriale è pari a 39,0 milioni di Euro. Si confronta con 32,6 milioni di Euro. L'incidenza percentuale sul fatturato passa dal 39,3% al 42,9%.
  • L'EBITDA (risultato prima degli oneri finanziari, delle imposte e degli ammortamenti) è pari a 6,5 milioni di Euro. Si confronta con -0,8 milioni di Euro. L'incidenza percentuale passa dal -1,0% al +7,2%.
  • L'EBIT (risultato operativo) è pari a 3,1 milioni di Euro. Si confronta con -4,5 milioni di Euro. L'incidenza percentuale sul fatturato è del 3,4% rispetto al -5,4% dell'esercizio precedente.
  • Il risultato pre-tasse è pari a 2,4 milioni di Euro, rispetto a -5,3 milioni di Euro dell'esercizio precedente. L'incidenza percentuale è del 2,6% rispetto al -6,3%.
  • Il risultato netto di Gruppo dopo le imposte è positivo per 0,8 milioni di Euro. Si confronta con un risultato negativo di 6,2 milioni di Euro. L'incidenza è pari allo 0,8% rispetto al -7,4%.
  • La posizione finanziaria netta è positiva per 5,4 milioni di Euro e si confronta con una posizione negativa di 0,7 milioni di Euro.
  • Il patrimonio netto consolidato è pari a 48,7 milioni di Euro rispetto a 47,9 milioni di Euro.

1.3 Valutazione dei risultati 2021

Nonostante i primi mesi del primo semestre e l'ultimo trimestre, siano stati caratterizzati dalle limitazioni introdotte dai Governi per fronteggiare il riacutizzarsi della pandemia COVID-19, il fatturato al 31 dicembre 2021, grazie alla ripresa dei consumi registrata soprattutto in Francia, evidenzia vendite in incremento del 9,7%.

La ripresa del fatturato nell'ultimo bimestre, soprattutto in Francia, l'efficacia delle azioni di contenimento e razionalizzazione dei costi, unitamente al maggior contributo di componenti positive non ricorrenti (per circa 1,5 milioni di euro), hanno consentito di conseguire risultati per l'intero esercizio in sensibile miglioramento rispetto a quelli del precedente.

Il risultato netto consolidato dell'esercizio 2021 evidenzia un utile netto di 0,8 milioni di Euro che si confronta con la perdita dell'esercizio precedente di 6,2 milioni di euro.

La Posizione finanziaria netta è positiva per circa 5,4 milioni di euro (liquidità netta), in netto miglioramento, rispetto a 0,7 milioni di euro di debito del 31 dicembre 2020 grazie soprattutto all'efficace gestione del capitale circolante ed al significativo progresso della performance operativa; non considerando il debito ascrivibile al principio contabile IFRS16, la posizione finanziaria netta risulta positiva per circa 11,7 milioni di euro rispetto ai 3,1 milioni di euro del 31 dicembre 2020.

2. ANDAMENTO DEL GRUPPO

2.1. Dati sintetici di conto economico

Il prospetto di seguito evidenzia i risultati della gestione:

(in milioni di Euro) 2021 2020
Ricavi 90,99 100,0% 82,93 100,0%
Costo del venduto (51,97) -57,1% (50,31) -60,7%
Margine Industriale 39,02 42,9% 32,62 39,3%
Spese dirette di vendita (8,14) -8,9% (7,90) -9,5%
Margine commerciale lordo 30,88 33,9% 24,72 29,8%
Spese commerciali e amministrative (29,62) -32,6% (29,63) -35,7%
Altri ricavi operativi netti 2,23 2,5% 0,73 0,9%
Costi di ristrutturazione (0,41) -0,5% (0,35) -0,4%
Risultato operativo 3,08 3,4% (4,53) -5,4%
Svalutazioni/ripristini di valore di attività non correnti (0,74) -0,8% (0,21) -0,3%
Proventi (oneri) finanziari netti 0,07 0,1% (0,53) -0,6%
Risultato prima delle imposte 2,41 2,6% (5,27) -6,3%
Imposte sul reddito (1,66) -1,8% (0,91) -1,1%
Utile (perdita) netto del Gruppo 0,75 0,8% (6,18) -7,4%
EBITDA 6,52 7,2% (0,84) -1,0%

2.1.1. Ricavi netti – I ricavi netti sono passati da 82,9 a 91,0 milioni di Euro con un incremento del 9,7% rispetto all'esercizio precedente.

I seguenti grafici illustrano la composizione dei ricavi per merceologia, per marca e per area geografica dell'esercizio 2021 confrontati con l'esercizio 2020.

MERCEOLOGIA: fatturato % al 31.12.2021 MERCEOLOGIA: fatturato % al 31.12.2020 Calzetteria 56,2% Intimo e Maglieria 19,6% Corsetteria e Costumi da bagno 24,2% Calzetteria 57,0% Intimo e Maglieria 19,0% Corsetteria e Costumi da bagno 24,0%

Nel 2021 il fatturato della calzetteria ha registrato un incremento di 3,9 milioni di Euro (+8,3%) rispetto all'esercizio precedente; l'incidenza della merceologia sul fatturato totale è passata dal 57,0% al 56,2%. Le vendite di corsetteria, che comprendono anche i costumi da bagno, passano da 19,9 a 22,0 milioni di Euro, registrando un incremento del 10,4%.

I prodotti di maglieria e intimo hanno registrato nel periodo in esame un incremento del 13,2%, passando da 15,8 a 17,8 milioni di Euro di fatturato.

Le vendite per marchio del periodo in esame hanno evidenziato un andamento generalmente positivo.

Well, primo marchio per volumi di vendita del Gruppo, ha registrato un incremento delle vendite pari all' 11,4%, passando da 31,7 milioni di Euro a 35,3 milioni di Euro di fatturato.

Le Bourget, l'altro marchio del Gruppo che opera sul mercato francese, ha registrato un incremento del 13,9%, passando da 16,1 a 18,3 milioni di fatturato.

Le vendite del marchio Oroblù sono aumentate del 5,0%, passando da 10,2 a 10,8 milioni di Euro, mentre le vendite del marchio Lepel sono aumentate del 9,6% passando da 6,5 a 7,1 milioni di Euro.

Le vendite del marchio Perofil sono aumentate del 22,2%, passando da 5,8 a 7,1 milioni di Euro.

Sanpellegrino ha rilevato un fatturato di 2,4 milioni di Euro, in diminuzione del 27,0%. Il marchio Luna di Seta è aumentato del 25,0% ed il marchio Cagi è aumentato dell'8,8%.

Le vendite delle marche private sono aumentate dello 0,4%, mentre le vendite dei marchi di terzi sono aumentate del 14,5%.

Per quanto riguarda i ricavi per area geografica, in Italia si registra un incremento del 7,4% rispetto al 2020, passando da 24,0 a 25,8 milioni di Euro di fatturato.

I ricavi in Francia, primo mercato per importanza nell'ambito del Gruppo, sono pari a 55,5 milioni di Euro ed evidenziano un incremento del'11,8% rispetto all'esercizio precedente.

In Germania il fatturato registra un decremento del 20,1%, passando da 1,8 a 1,4 milioni di Euro.

Nell'Europa dell'Ovest il fatturato passa da 5,2 a 5,5 milioni di Euro (+7,1%), mentre nell'Europa dell'Est da 1,1 a 1,3 milioni di Euro (+19,3%).

Negli Stati Uniti i ricavi ammontano a 0,4 milioni di Euro (+25,1%), mentre nel resto del mondo si rileva un fatturato di 1,0 milione di Euro, con un incremento del 15,3%.

2.1.2. Margine industriale – L'incidenza del margine industriale sui ricavi netti è pari al 42,9%, rispetto al 39,3% dell'esercizio precedente.

Il miglioramento del margine è dovuto principalmente alle minori svalutazioni delle rimanenze di magazzino, alla riduzione dei costi operativi e al mix delle vendite.

2.1.3. Spese dirette di vendita – Le spese dirette di vendita sono aumentate passando da 7,9 a 8,1 milioni di Euro, mentre la loro incidenza sul fatturato netto passa dal 9,5% all'8,9%.

2.1.4. Spese commerciali e amministrative – Tali spese sono pari a 29,6 milioni di Euro, in linea con il valore dell'esercizio precedente.

L'incidenza dei costi e degli investimenti promo-pubblicitari sui ricavi netti del Gruppo passa dal 6,0% al 5,2%.

2.1.5. Altri ricavi operativi netti – Tale voce è pari a 2,2 milioni di Euro e si confronta con 0,7 milioni di Euro del 2020. Si segnala che la voce comprende plusvalenze pari a 0,8 milioni di Euro relative alla cessione da parte della controllata francese di immobili e terreni siti a Fresnoy Le Grand e proventi non ricorrenti della Capogruppo, principalmente contributi in conto esercizio, pari a 0,4 milioni di Euro.

2.1.6. Costi di ristrutturazione – Tale voce, pari a 0,4 milioni di Euro, si riferisce principalmente ai costi sostenuti dalla Capogruppo in relazione al programma di riorganizzazione della struttura aziendale della Divisione Lepel di Carpi.

2.1.7. Risultato Operativo – Il risultato operativo al 31 dicembre 2021 è pari a 3,1 milioni di Euro (3,4% sui ricavi netti), rispetto a -4,5 milioni di Euro dell'esercizio precedente (-5,4% sui ricavi netti 2020).

2.1.8. Svalutazioni/ripristini di valore di attività non correnti – La voce, pari a 0,7 milioni, si riferisce per 0,4 milioni alla svalutazione del valore dell'avviamento scaturito dall'acquisto della società tedesca Oroblù Germany GmbH, il cui valore di iscrizione è stato allineato al valore del patrimonio netto, e per 0,3 milioni di

Euro alla svalutazione del key money relativo a due punti vendita ad insegna Le Bourget, al fine di allinearlo al presumibile valore di realizzo.

2.1.9. Proventi (oneri) finanziari netti – Il risultato della gestione finanziaria comprende, oltre agli interessi relativi ai rapporti bancari, anche le differenze cambio e la componente finanziaria del TFR. Nell'esercizio in esame si rileva un provento pari a 70 mila Euro, rispetto all'onere di 529 mila Euro dell'esercizio precedente. L'aumento è attribuibile principalmente alle maggiori differenze cambio positive rilevate dalla controllata francese.

2.1.10. Imposte sul reddito – Le imposte sul reddito del 2021 ammontano a 1,7 milioni di Euro e si riferiscono principalmente a imposte correnti totalmente a carico della controllata francese. Si confrontano con 0,9 milioni di Euro dell'esercizio precedente.

2.1.11. EBITDA – L'EBITDA (risultato operativo al lordo degli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali ed immateriali) è positivo per 6,5 milioni di Euro, in sensibile miglioramento rispetto al risultato negativo di 0,8 milioni di Euro dell'esercizio precedente, con un'incidenza sui ricavi passata dal -1,0% al +7,2%.

2.2. Dati sintetici di stato patrimoniale

La situazione patrimoniale riclassificata sintetica del Gruppo è riepilogata nella seguente tabella:

31 dicembre 31 dicembre
(in milioni di Euro) 2021 2020
Attività operative a breve 49,75 49,06
Passività operative a breve (30,06) (23,23)
Capitale circolante operativo netto 19,69 25,83
Partecipazioni 0,01 0,01
Altre attivita' non correnti 0,61 0,61
Immobilizzazioni materiali ed immateriali 31,10 31,08
CAPITALE INVESTITO 51,41 57,53
Altre passività a medio e lungo termine (8,08) (8,99)
CAPITALE INVESTITO NETTO 43,33 48,54
Indebitamento finanziario netto (5,36) 0,65
Patrimonio netto 48,69 47,89
TOTALE 43,33 48,54

2.2.1. Capitale circolante – Il capitale circolante operativo netto al 31 dicembre 2021 è pari a 19,7 milioni di Euro, in diminuzione di 6,2 milioni di Euro rispetto al 31 dicembre 2020.

L'incidenza del capitale circolante operativo sul fatturato si attesta al 21,6%, in diminuzione rispetto al 31,2% del precedente esercizio.

2.2.2. Capitale investito – Il capitale investito è passato da 57,5 a 51,4 milioni di Euro, principalmente per effetto della sopramenzionata variazione del capitale circolante.

2.2.3. Indebitamento finanziario – L'indebitamento finanziario netto è pari a -5,4 milioni di Euro (cassa netta), 0,7 milioni di Euro al 31 dicembre 2020; comprensivo di debiti finanziari per 6,3 milioni di Euro derivanti dall'applicazione del principio IFRS 16 (3,8 milioni di Euro al 31 dicembre 2020).

L'indebitamento finanziario è così composto:

GRUPPO CSP
L'indebitamento finanziario è così composto:
31 dicembre 31 dicembre
(in milioni di Euro) 2021 2020
Debiti finanziari a breve (IFRS 16)* 1,25 1,15
Debiti verso banche a breve 2,02 3,86
Quota a breve dei debiti a medio lungo termine 2,88 2,99
Cassa e banche attive (22,83) (18,39)
Indebitamento finanziario netto a breve (16,68) (10,39)
Debiti finanziari a medio lungo termine (IFRS 16)* 5,08 2,63
Finanziamenti a medio lungo termine al netto delle quote
correnti 6,24 8,41
Indebitamento finanziario netto (5,36) 0,65
*Totale effetto IFRS 16 6,33 3,78
Indebitamento finanziario netto escluso effetto IFRS 16 (11,69) (3,13)

Raccordo tra prospetti contabili della Capogruppo e prospetti contabili consolidati

*Totale effetto IFRS 16
Indebitamento finanziario netto escluso effetto IFRS 16
Al netto dell'effetto IFRS 16 si evidenzia una posizione finanziaria positiva per 11,7 milioni di Euro, in
miglioramento rispetto ai 3,1 milioni di Euro al 31 dicembre 2020; tale progresso è dovuto principalmente al
risultato operativo e alla riduzione del capitale circolante.
Raccordo tra prospetti contabili della Capogruppo e prospetti contabili consolidati
Patrimonio
Risultato
Patrimonio
Risultato
(in migliaia di Euro) netto al
31 dicembre
2021
netto al
31 dicembre
2021
netto al
31 dicembre
2020
netto al
31 dicembre
2020
Bilancio CSP International Fashion Group S.p.A. 39.759 (1.244) 41.080 (1.254)
Patrimonio netto e risultato delle partecipazioni consolidate 29.294 3.674 27.600 1.354
Eliminazione del valore di carico delle partecipazioni consolidate (28.337) 765 (29.104) 0
Rilevazione avviamento 8.374 (437) 8.802 0
Storno degli utili infragruppo inclusi nelle rimanenze di
magazzino al netto dell'effetto fiscale
Dividendi percepiti da società del Gruppo
(264)
0
(140)
124
(2.103)
(28)
(333)
0
(156)
(2)
(6.302)
27
Altre minori (6.177)

3. ANDAMENTO DELLE SOCIETÀ DEL GRUPPO

Riportiamo la struttura attuale del Gruppo, invariata rispetto al precedente esercizio.

Di seguito si forniscono i risultati delle società del Gruppo.

3.1. Capogruppo

La Capogruppo ha realizzato un fatturato pari a 41,5 milioni di Euro, con un incremento del 5,3% rispetto al fatturato di 39,4 milioni di Euro del 2020.

Il fatturato, al netto delle vendite intercompany, è passato da 30,9 a 33,4 milioni di Euro, con un incremento dell'8,2%.

L'incidenza del Margine Industriale sui ricavi netti passa dal 23,2% al 32,7%, principalmente grazie alle minori svalutazioni delle rimanenze di magazzino.

La Capogruppo ha riportato, tenendo conto di dividendi per 2,1 milioni di Euro percepiti dalla controllata francese (6,3 milioni di Euro dell'esercizio precedente) e della svalutazione della partecipazione totalitaria nella società tedesca Oroblù Germany GmbH per 0,8 milioni di Euro, una perdita dopo le imposte di 1,2 milioni di Euro. Si confronta con una perdita di 1,3 milioni di Euro del 2020.

3.2. CSP Paris Fashion Group S.A.S.

La controllata, che opera prevalentemente sul mercato francese con i marchi Le Bourget e Well, ha registrato un fatturato di 56,2 milioni di Euro, in incremento dell'11,4% rispetto all'esercizio precedente.

L'incidenza del margine industriale sui ricavi netti è al 43,5%, in leggero peggioramento rispetto al 44,6% del precedente esercizio.

La Società ha conseguito un utile netto dopo le imposte di 3,6 milioni di Euro, grazie anche a 0,8 milioni di plusvalenze realizzate, e si confronta con un utile di 1,3 milioni di Euro dell'esercizio precedente.

3.3. Oroblù Germany G.m.b.H.

Il fatturato della società tedesca risulta pari a 1,1 milioni di Euro, con un decremento del 22,4% rispetto al 2020.

Il risultato netto finale riporta un utile di 31 mila Euro (che si confronta con un utile di 133 mila Euro del 2020), attribuibile principalmente al peggioramento del margine industriale e alle maggiori svalutazioni dei crediti in essere.

3.4. Oroblù USA L.L.C.

La società statunitense ha realizzato nel 2021 un fatturato di 343 migliaia di Euro, con un incremento del 51,8% rispetto al 2020 (+57,5% a tassi di cambio costanti), principalmente grazie alla ripresa dei consumi.

Il risultato netto dell'esercizio presenta un utile di 25 mila Euro e si confronta con una perdita di 49 mila Euro dell'esercizio precedente.

4. ORGANIZZAZIONE PRODUTTIVA, INNOVAZIONE E COMUNICAZIONE

4.1. Organizzazione produttiva

L'organizzazione produttiva è articolata secondo le seguenti linee:

  • Calzetteria: la produzione è concentrata nello stabilimento di Ceresara e nel sito produttivo a Le Vigan nel sud della Francia.
  • Corsetteria ed intimo maschile e femminile: la produzione è realizzata prevalentemente in outsourcing, mantenendo all'interno il know-how progettuale per stile, modellistica, sviluppo taglie e campionatura. La Divisione Lepel di Carpi (MO) è specializzata nell'intimo femminile, mentre la Divisione Perofil di Bergamo è specializzata nell'intimo maschile.

4.2. Innovazione e comunicazione

Siamo nati nel 1973 con l'obiettivo di soddisfare i consumatori più esigenti nel segmento dell'intimo. Ancora oggi siamo guidati da quella visione: una spinta a migliorarci ogni giorno per rispondere alle mutate necessità del presente e del futuro.

La nostra vision trova forma concreta nello sviluppo di un'ampia gamma di marchi specializzati. Una scelta che, di ogni brand, porta in primo piano l'impegno nella ricerca di nuove soluzioni, la costante innovazione dei materiali, degli strumenti e dei metodi di lavoro, perché crediamo che l'evoluzione della tecnologia unita ai vantaggi della digitalizzazione in ogni ambito aziendale abbia un ruolo fondamentale nella creazione di un business planet-friendly.

Una sfida importante quella dell'eco-sostenibilità, che abbiamo accolto nel rispetto degli interessi di tutti i nostri stakeholders.

Abbiamo scelto di investire sul futuro ponendo al centro una nuova visione di eco-sostenibilità fondata su tre pilastri: salvaguardia delle risorse, riduzione dell'impatto ambientale, trasparenza e tracciabilità che interpretiamo in tutti i marchi del Gruppo con progetti di innovazione sia di prodotto che di comunicazione.

Oroblu'

I valori etici del brand Oroblu' quali l'empowerment femminile e la sostenibilità ambientale sono stati i due driver di tutta l'attività di sviluppo prodotto e comunicazione dell'anno 2021.

Vogliamo diventare giorno dopo giorno sempre più consumer oriented, alleati e complici delle donne mantenendo il posizionamento prodotto alto di gamma.

Per questo motivo raccogliamo i bisogni nascosti delle consumatrici e creiamo nuovi prodotti per attivare una community vivace e partecipe che si riconosca nei valori e nelle scelte del brand.

Due i principali progetti sviluppati nel 2021:

Oroblù save the ocean

Abbiamo realizzato il primo collant in poliestere riciclato post consumer, poliestere prodotto da Radici Group che ha permesso a CSP di potersi accreditare sul mercato come punto di riferimento delle aziende eco friendly attraverso una estesa campagna di comunicazione su tutti i principali mezzi di comunicazione offline e online. L'eco-sostenibilità ora si può indossare e nel far bene all'ambiente rende anche belle le gambe delle donne.

Oroblù Eco sneakers tights

Ancora collant, ma finalmente un collant Eco pensato per le donne che decidono di portarlo con le più moderne calzature: sneakers, stivaletti e boots. Un collant rinforzato nella soletta per un maggior confort e protezione che è stato prodotto con filati riciclati preconsumer. Pack e materiali di esposizione sono tutti realizzati con materiali riciclati e riciclabili.

A supporto una campagna di comunicazione in partnership con lycra realizzata con un gruppo di influencers internazionali che hanno interpretato il nuovo eco sneakers tights sia indossandolo che realizzando stories e lo stress test presso il nostro sito produttivo per dimostrare alle loro followers che si può essere alla moda anche facendo bene al pianeta. La Campagna #strongeco ha fatto il giro del mondo virtuale con i suoi 4 milioni di views in due settimane e portando più di 4.000 click su oroblu.com.

Perofil

L'obiettivo primario della comunicazione 2021 per Perofil, massimo esperto nel settore intimo uomo, è stato quello di offrire contenuti che ne dimostrino l'autorevolezza e l'affidabilità attraverso l'utilizzo della comunicazione social che è il mezzo per eccellenza più veloce e diretto per comunicare contenuti reali, verificabili e condivisibili.

Il tema dell'eccellenza dei prodotti (qualità), fattore identificativo per Perofil, è stato comunicato con costanza al target maschile che ne apprezza in particolar modo l'approfondimento informativo. Questa strategia di comunicazione fatta di racconti dettagliati delle caratteristiche intrinseche del prodotto è stata abbinata alla distribuzione della nuova linea di intimo in cotone Pima (il Pima cotton è il re del cotone per morbidezza, resistenza e qualità) e al rilancio di linee di prodotti icone del brand quale X-touch di origine vegetale (X-touch è realizzato con Modal ottenuto dalla cellulosa del legno di faggio totalmente biodegradabile) e dalle linee realizzate con filati riciclati o riciclabili quale il mondo delle collezioni Revive .

Luna di Seta

Nell'anno 2021 i temi della salute e della sicurezza sono stati i due grandi driver che hanno unito tutti i cluster di consumatori e in questa condizione di precarietà e paura la casa ha assunto il ruolo di santuario e di fulcro di qualsiasi attività dando valore al buon sonno e portando a crescere il comparto dell'offerta loungwear di qualità e realizzata in materiali naturali quale la seta.

Proprio in questa tendenza abbiamo concentrato lo sviluppo delle nuove collezioni e la comunicazione di Luna di Seta perché la seta e i filati naturali di qualità offrono comfort e donano effetto benefico sulla pelle.

Luna di Seta è il brand che "possiede" il segreto della seta e la comunica al suo target elettivo reinventando la pigiameria e la lingerie in seta con l'obiettivo di educare la consumatrice al saper fare e farsi un regalo e suggerendo Luna di Seta come il regalo perfetto per le occasioni speciali.

Lepel

Se il benessere è un tema presente nella comunicazione già da alcune stagioni, la preoccupazione per la salute sia fisica sia mentale è una novità legata alla pandemia, preoccupazione che ha posto al centro il proprio corpo ed anche una maggior accettazione delle proprie caratteristiche fisiche.

Lepel è il brand che dell'intimo confortevole ha fatto il suo punto di forza e oggi evolve verso una comunicazione inclusiva per la donna più sicura di sé che accetta il suo corpo e se ne prende cura.

In questo ambito abbiamo deciso di riscrivere il logo del brand che si è liberato di archetipi legati a valori del passato (il serpente sinonimo del peccato) ed ha invece interpretato nel nuovo pay off di marca "Belseno" la promessa di prodotto della linea best seller ormai divenuta un'icona ad alto tasso di fidelizzazione.

I prodotti della collezione Lepel sono ideali per qualsiasi età e taglia ma essendo il core target della marca la generazione X (nate 1965-1980) e le Boomers (1946-1964) la comunicazione deve essere più inclusiva grazie al racconto del prodotto fatto da chi li indossa. Comunicazione che ha avuto la sua migliore interpretazione nei tutorial pubblicati sui social e realizzati dalla responsabile prodotto che racconta tutti i segreti e le caratteristiche dei prodotti Lepel diventando in poche ore virali rafforzando l'engagment della community Lepel.

Cagi

Durata e valore intrinseco sono le parole chiave che hanno favorito l'acquisto di un prodotto rispetto ad un altro. In un periodo di incertezza economica quale quello dell'anno 2021 si tendono a privilegiare gli acquisti per prodotti duraturi, di qualità.

Sapendo che in questa situazione sono favoriti i prodotti multi-funzione (per il valore aggiunto) e le confezioni multipack abbiamo lanciato la nuova linea Goal di intimo elasticizzato in confezione bipack ideali sia per un utilizzo giornaliero ma anche sportivo e che grazie alla qualità del cotone abbinato alla lycra assicurano una durata superiore.

La strategia della comunicazione social Cagi crea attività correlate ai propri prodotti quali l'informazione dettagliata delle performance con la campagna "#lo sapevi "che fa leva sulla curiosità maschile per le caratteristiche performanti dei prodotti.

I marchi di CSP Paris

Il Contesto

L'anno 2021 ha visto proseguire gli effetti della crisi sanitaria COVID-19 che, malgrado un tasso di vaccinazione in forte progresso, ha impattato in modo negativo i consumi.

I differenti canali di distribuzione, specialmente durante il primo semestre, hanno subito dei periodi di restrizione delle attività; in particolare i grandi magazzini sono stati fortemente penalizzati.

La continuazione del telelavoro, assieme alla chiusura per lunghi periodi di quasi tutti i luoghi di ritrovo, hanno profondamente modificato le attitudini dei consumatori.

Molti operatori si attendevano un ritorno dei fatturati ai livelli del 2019, ma i risultati definitivi dei diversi mercati fanno apparire un bilancio meno positivo.

In questo contesto alquanto complicato, le marche di CSP Paris hanno molto ben resistito.

Il mercato della calzetteria e i marchi di CSP Paris

Dopo un anno 2020 che aveva fatto rilevare un calo del mercato della calzetteria in GDO pari al 26,7% in valore (dati GFK), il proseguire delle misure restrittive anche nell'anno 2021, con limitazioni alla vita sociale sia per motivi professionali che di svago, ha fatto sì che il recupero fosse alquanto limitato in rapporto alla perdita dell'anno precedente, con una progressione del 5,7% nel totale anno ed un 10,1% limitatamente al secondo semestre.

Le marche di CSP Paris, Well e Le Bourget, hanno superato cumulativamente per la prima volta la barriera del 30% di quota di mercato.

È il marchio Well che evidenzia la migliore progressione con un +0,5, grazie al successo della gamma Elastivoile, leader di mercato, ben supportata da Accord Parfait che ben ha risposto alla ricerca di confort del periodo.

Il marchio Le Bourget, posizionato su un segmento più premium, ha invece sofferto maggiormente nei collant ma per contro ha realizzato dei risultati molto soddisfacenti nelle diversificazioni fatte attraverso calzini ed intimo seamless.

Il mercato della lingerie e i marchi di CSP Paris

Nella GDO il mercato della lingerie aveva subito durante il 2020 una contrazione meno rilevante rispetto alla calzetteria e nell'anno 2021, con una progressione del 6,7% in valore (fonte GFK), ha recuperato i due terzi della perdita.

Il marchio Well, con il suo posizionamento premium evocante confort e modernità, continua la sua progressione confermando gli ottimi risultati dell'anno precedente ed occupa ormai la quarta posizione sul totale del mercato, mentre nella categoria dei coordinati intimo è al secondo posto con un 10,7% di quota di mercato.

Il bodywear Le Bourget, con una collezione strutturata e segmentata nella stessa logica dei collant, s'impone come specialista di questa merceologia e vede crescere la sua quota di mercato in valore di 8,3 punti.

Comunicazione

I buoni risultati dei marchi di CSP Paris sono da mettere in correlazione con i consistenti mezzi investiti in comunicazione.

Tanto nei media istituzionali quanto sul digitale, gli orientamenti scelti hanno favorito l'emergere delle nostre marche.

Dopo il ritorno su alcune catene TV nel 2020, Well ha sviluppato la sua campagna nei mesi di ottobre e novembre 2021 sulle grandi catene nazionali di France Télévision con un importante dispositivo nelle fasce orarie a forte audience.

Il tema del film fa riferimento al radicamento industriale francese della marca con un messaggio forte e chiaro: "Made in France mais pas plus cher".

Il dispositivo sopra citato è stato rinforzato con una campagna di affissione sui pannelli JC Decaux che riprendeva lo stesso messaggio e la stessa logica coreografica del filmato.

4.3. Attività di Ricerca e Sviluppo

La Capogruppo nel corso dell'esercizio 2021 ha portato avanti attività precompetitive a carattere innovativo, indirizzando i propri sforzi in particolare sui seguenti progetti, svolti negli stabilimenti di Ceresara, Carpi e Bergamo:

  • Attività 1. Attività di studio, progettazione e sperimentazione contestualizzate nello sviluppo di nuovi prodotti moda, distintivi per i contenuti stilistici e tecnici in essi implementati declinati nelle varie collezioni donna e uomo di legwear, corsetteria, underwear, beachwear, loungewear/streethome, bodywear.
  • Attività 2. Attività finalizzate alla definizione di nuove soluzioni per la gestione ed il controllo digitale di prodotti e lavorazioni.
  • Attività 3. Attività di studio e prove finalizzate alla definizione di nuove soluzioni in ottica di transizione ecologica, declinabili su vari prodotti o collezioni.
  • Attività 4. Attività di ideazione estetica correlate allo sviluppo di nuove modalità di presentazione o rappresentazione, anche digitale, delle collezioni aziendali.

Per lo sviluppo dei progetti sopra indicati la Società ha sostenuto costi pari a € 1.165.123,60, di cui ammissibili € 1.115.678,50 ai fini del Credito d'imposta per attività di ricerca, sviluppo, innovazione tecnologica, design ed ideazione estetica ai sensi dell'Art. 1, commi 198 - 209 della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 e ss.mm.ii..

Confidiamo che l'esito positivo di tali attività precompetitive possa generare un rafforzamento competitivo della società con ricadute economiche favorevoli.

4.4. Marchi e canali distributivi

Riepiloghiamo nella seguente tabella i marchi di proprietà con i relativi canali di vendita:

Sanpellegrino Oroblù Lepel Le
Bourget
Well Cagi Perofil Prf Luna
di Seta
Ingrosso
Grande
Distribuzione
Department
Stores
Dettaglio
E-commerce
Negozi
monomarca/O
utlet

Dal 2013 CSP International ha attivato un portale di vendite on line per i propri marchi, il sito www.MyBoutique.it, dove si possono acquistare le collezioni dei brand Cagi, Lepel e Sanpellegrino.

Il marchio Oroblù dispone dal 2015 del sito e-commerce www.oroblu.com in tre lingue e in tre valute.

Con l'acquisizione di Perofil, CSP ha deciso di rinnovare il sito ecommerce www.perofil.it, ora www.perofil.com, e di avviare le vendite online del marchio Luna di Seta, attraverso il sito www.lunadiseta.com.

CSP Paris ha attivi due siti per le vendite on line: www.lebourget.com e www.well.fr.

4.5. Organizzazioni commerciali

Il Gruppo CSP opera in Italia e nel mondo su più canali attraverso un'articolata struttura distributiva, qui riassunta:

  • in Italia operano 3 forze vendita, 60 agenti di cui 10 merchandisers;
  • in Francia operano 2 forze vendita, 60 venditori, 30 dimostratrici;
  • in Export sono attivi circa 35 distributori, 20 department stores, 20 agenti in circa 65 paesi al mondo.

4.6. Buy Back e Azioni proprie

Le Azioni proprie al 31 dicembre 2021 sono costituite da n. 1.000.000 azioni ordinarie acquistate per un costo complessivo di 888 migliaia di Euro.

Nell'esercizio in esame non sono state acquistate azioni proprie.

Alla data dell'odierno Consiglio di Amministrazione non vi sono state variazioni rispetto al 31 dicembre 2021.

Si segnala inoltre che il Consiglio di Amministrazione della Società sottoporrà all'Assemblea dei soci la proposta di autorizzazione all'alienazione, disposizione e/o utilizzo delle azioni proprie in portafoglio, per un periodo di 18 mesi a far data dalla delibera assembleare, con contestuale revoca della delibera assembleare del 30 aprile 2021 inerente l'autorizzazione all'alienazione, disposizione e/o utilizzo delle azioni proprie in portafoglio.

4.7. Rapporti infragruppo e con parti correlate

Per quanto concerne le operazioni effettuate con parti correlate, ivi comprese le operazioni infragruppo, si precisa che le stesse non sono qualificabili né come atipiche né come inusuali, rientrando nel normale corso di attività delle società del Gruppo. Dette operazioni sono regolate a condizioni di mercato, tenuto conto

delle caratteristiche dei beni e dei servizi prestati. Come previsto dal combinato disposto degli articoli 6 e 7 dell'apposita procedura per le operazioni con parti correlate approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 23 giugno 2021 ed entrata in vigore il 1° luglio 2021, tutte le operazioni con le parti correlate (prevalentemente costituite dalle società controllate) sono concluse a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard.

Le informazioni sui rapporti con parti correlate, ivi incluse quelle richieste dalla Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, sono presentate nella Nota 39 del Bilancio consolidato e nella Nota 36 del Bilancio d'esercizio.

4.8. Relazione sulla remunerazione dell'organo amministrativo, degli organi di controllo e dei dirigenti con responsabilità strategiche

Il Consiglio di Amministrazione ha approvato la Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari relativa all'esercizio 2021, ai sensi dell'articolo 123-bis del D.Lgs. 24.02.1998 n. 58 (TUF) e la Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti 2021, ai sensi dell'art. 123-ter TUF e 84 quater Regolamento Emittenti Consob, che sarà sottoposta ad approvazione dell'Assemblea.

4.9. Partecipazioni detenute dagli Amministratori, dai Sindaci e dai Direttori Generali (art. 114 e 123 ter del TUF 58/98; art. 84 quater Regolamento 11971/99)

Come richiesto dalla normativa Consob, le informazioni in oggetto sono contenute in apposito schema della Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti 2021.

4.10. Politica aziendale per l'ambiente e la sicurezza

Il Gruppo è consapevole delle sfide e delle opportunità che il mercato impone e della necessità di fare scelte in linea con i principi di sviluppo sostenibile e tutela della sicurezza dei propri collaboratori. Ritiene pertanto di fondamentale importanza mantenere efficace un sistema di gestione integrato ambiente e sicurezza che permetta di armonizzare e tenere sotto controllo i propri processi e la raccolta delle informazioni da essi derivanti. Quest'ultimo è finalizzato ad assicurare il miglioramento continuo dei processi, delle prestazioni ambientali e della gestione della salute e sicurezza sul luogo di lavoro, la prevenzione dell'inquinamento ambientale, degli infortuni e delle malattie professionali, nonché il soddisfacimento delle aspettative di tutte le parti interessate.

La Capogruppo ha quindi implementato, nel corso dell'anno 2014, un Sistema di Gestione Integrato per l'Ambiente e la Sicurezza dei lavoratori, in grado di:

  • consentire un completo monitoraggio degli aspetti ambientali più significativi, stabilire obiettivi di miglioramento nonché verificarne il raggiungimento;
  • applicare, in modo più efficace ed efficiente, le prescrizioni previste dal D.Lgs. 81/08 e dall'altra normativa cogente in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori, puntando contestualmente ad un miglioramento continuo dei processi e dei risultati in tale ambito.

Il sistema di gestione è stato certificato a fine 2014 da una Società di certificazione terza, con riferimento agli standard internazionali ISO 14001:2004 (Ambiente) e BS OHSAS 18001:2007 (Sicurezza del lavoro).

In coerenza con gli obiettivi strategici sopra citati, il Gruppo si è impegnato a:

  • adeguare il Sistema di Gestione Integrato al nuovo standard ISO 14001:2015 (Ambiente) ed allo standard ISO 45001:2018 (Salute e Sicurezza);
  • estenderne l'applicazione a tutti i siti produttivi italiani.

Il progetto di adeguamento si è sviluppato con le seguenti azioni:

  • certificazione del sistema di gestione rispetto agli standard ISO 14001:2015 e BS OHSAS 18001:2007 ad aprile 2018, per tutti i siti produttivi italiani, compreso il neoacquisito stabilimento Perofil;
  • approvazione nel Consiglio di Amministrazione del 12 Dicembre 2018 della Politica per l'Ambiente e la Sicurezza, aggiornata ai requisiti degli standard ISO 14001:2015 e ISO 45001:2018;
  • certificazione del sistema di gestione rispetto agli standard ISO 14001:2015 e ISO 45001:2018 ad aprile 2019 per tutti i siti produttivi italiani;
  • aggiornamento nel Consiglio di Amministrazione del 13 marzo 2020 della Politica per l'Ambiente e la Sicurezza;
  • estensione dell'applicazione del Sistema di Gestione Integrato al nuovo stabilimento Lepel con relativa certificazione a gennaio 2022.

La Politica per l'Ambiente e la Sicurezza e gli obiettivi ad essa collegati vengono riesaminati periodicamente da parte del Consiglio di Amministrazione, in concomitanza con il riesame della Direzione.

Il Sistema di Gestione Integrato Ambiente e Sicurezza, orientato secondo la Politica aziendale, è applicato, mantenuto costantemente conforme ai requisiti degli standard, sottoposto ad audit di sorveglianza interni e di terze parti.

4.11. Informativa in materia di trattamento dei dati personali

La Società, concluso il progetto di adeguamento al nuovo quadro giuridico in materia di protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679 e normativa italiana di attuazione), nel corso del quale ha definito un insieme di disposizioni interne e norme di autoregolamentazione (tra cui si citano il Modello per la protezione dei dati personali, procedure operative per la gestione dei vari adempimenti, documentazione legale, registro dei trattamenti, impostazione analisi dei rischi informatici), ha proseguito nelle attività di gestione continuativa della data protection, tra cui a titolo esemplificativo:

  • Gestione dei rapporti con fornitori di servizi e regolarizzazione dei rapporti privacy (ad es. designazione di fornitori quali responsabili del trattamento);
  • Adozione di ulteriori template documentali, a fronte di esigenze specifiche (ad es. informativa sul trattamento dati per situazioni legate all'emergenza Covid-19);
  • Gestione delle violazioni di dati personali (c.d. "data breach"), come avvenuto in occasione di due episodi che hanno comportato, rispettivamente, un'analisi dettagliata della fattispecie dal punto di vista tecnico-legale, a seguito della quale, solo in uno dei due casi (campagna di phising) è stata rilevata la necessità di procedere alla notifica dell'evento al Garante privacy e/o alla comunicazione agli interessati. Nel secondo episodio si ha avuta evidenza che malintenzionati hanno attaccato la Società accedendo, seppur in modo parziale e non lecito, ad alcuni sistemi dell'infrastruttura IT, ma la tempestività del SOC esterno e del dipartimento IT hanno bloccato al nascere tale attacco informatico evitando conseguenze gravi al business aziendale.

La Società ha completato le attività formative del personale in materia di data protection previste dal piano formativo aziendale.

Nessuna contestazione è ad oggi pervenuta alla Società relativamente a violazioni della normativa, dei diritti degli interessati e dei dati personali di cui la Società è titolare del trattamento.

4.12. Corporate Governance

CSP International Fashion Group S.p.A. aderisce al Codice di Autodisciplina delle società quotate italiane, che a seguito dell'ultimo aggiornamento del mese di gennaio 2020 ha assunto la denominazione di "Codice di Corporate Governance", integrato e adeguato in relazione alle caratteristiche della Società.

In ottemperanza agli obblighi normativi viene annualmente redatta la "Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari" ai sensi dell'art. 123-bis del TUF che contiene una descrizione generale del sistema di governo societario adottato dalla Società e riporta le informazioni sugli assetti proprietari e sull'adesione al Codice di Corporate Governance, ivi incluse le principali pratiche di governance applicate e le caratteristiche del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi in relazione al processo di informativa finanziaria. Sono, inoltre, riportati i meccanismi di funzionamento dell'Assemblea degli Azionisti, la composizione e il funzionamento degli organi di amministrazione e controllo e dei loro comitati. La suddetta Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari è consultabile alla sezione Governance del sito internet www.cspinternational.it.

4.13. Approvazione del Modello 231 e istituzione dell'Organismo di Vigilanza

Con l'obiettivo di garantire una conduzione efficace, corretta e trasparente delle attività aziendali, in data 12 marzo 2021 è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione l'aggiornamento del modello 231 di CSP International Fashion Group S.p.A..

I membri dell'Organismo di Vigilanza attualmente in carica ai sensi dell'art.42 del D. Lgs. 231 dell'8 giugno 2001 sono stati nominati in occasione del Consiglio di Amministrazione tenutosi il 30 aprile 2021.

L'Organismo di Vigilanza ha il compito di curare l'aggiornamento del Modello e di vigilare in ordine all'efficacia, al funzionamento e all'osservanza dello stesso.

La Società si è inoltre dotata di un Codice Etico, parte integrante e sostanziale del Modello medesimo, quale carta dei diritti e doveri morali che definisce la responsabilità etico-sociale di tutti coloro che partecipano alla realtà aziendale.

4.14. Investimenti e ammortamenti delle immobilizzazioni materiali ed immateriali

Il Gruppo CSP è dotato di un'ottima struttura produttiva, implementata nel corso degli anni e tuttora all'avanguardia nella qualità ed efficienza degli impianti.

Negli ultimi anni sono stati effettuati gli investimenti necessari per mantenere l'efficienza aziendale. Per il dettaglio degli investimenti ed ammortamenti dell'anno e del precedente si rimanda ai paragrafi 5, 6 e 7 delle Note Esplicative del Bilancio Consolidato e ai paragrafi 4, 5 e 6 delle Note Esplicative del Bilancio di esercizio.

4.15. Rapporti con il personale

La crescita e la valorizzazione professionale delle persone, quale fattore determinante per l'evoluzione e lo sviluppo della propria attività rimane uno degli obiettivi del Gruppo. In merito a questo punto si precisa che i rapporti con il personale dipendente sono mediamente buoni ed il turn over è limitato.

Per eventuali analisi quantitative sull'andamento del personale dipendente si rinvia a quanto indicato nelle Note Esplicative.

Segnaliamo che nel corso del 2021 non vi sono stati:

  • infortuni gravi sul lavoro che hanno comportato lesioni gravi o gravissime al personale dipendente per i quali è stata accertata definitivamente una responsabilità aziendale;
  • morti sul lavoro del personale dipendente;
  • addebiti in ordine a malattie professionali su dipendenti o ex dipendenti e cause di mobbing, per cui le Società del Gruppo sono state dichiarate definitivamente responsabili.

Per ulteriori informazioni sul personale, sulla sicurezza e sulla gestione ambientale ai sensi dell'art. 2428 comma 2 del Codice Civile, si rinvia a quanto ampiamente commentato nella "Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario".

Per affrontare la pandemia è stata adottata una policy orientata alla massima tutela della salute che, oltre all'adozione di un protocollo anti-contagio condiviso con le rappresentanze sindacali ed al contestuale ricorso al lavoro agile per tutto il personale con mansioni compatibili con tale modalità lavorativa, ha previsto una continua azione di sensibilizzazione ed informazione dei lavoratori in merito ai provvedimenti presi dalle autorità e dalla società.

4.16. Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario

Il Gruppo CSP predispone la Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario ai sensi del D. Lgs 254/2016 e della Delibera Consob n. 20267 del 18 gennaio 2018 in un documento separato, pubblicato sul sito internet www.cspinternational.it, nella sezione Investor Relations, Bilanci e prospetti.

5. FATTORI DI RISCHIO E SISTEMI DI CONTROLLO

5.1. Principali rischi ed incertezze ai quali la Società e il Gruppo sono esposti

Come richiesto da Consob, gli Amministratori provvedono all'identificazione e alla valutazione dei principali rischi e incertezze a cui la Società e il Gruppo sono esposti.

La situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo è influenzata dai vari fattori che compongono il quadro macroeconomico generale. La crisi COVID-19, in particolare, ha colpito fortemente i Paesi europei, con il conseguente peggioramento delle condizioni macroeconomiche che hanno avuto come effetto una contrazione dei consumi nei paesi dove opera il Gruppo, tra i quali principalmente, l'Italia e la Francia dove si realizza circa l'89% del fatturato.

Rischi relativi al nostro business

I principali rischi relativi al nostro business sono associati:

  • all'andamento recessivo del principale mercato di riferimento, costituito dalla calzetteria femminile, e difficoltà del mercato dell'intimo, anche in relazione a frequenti fenomeni di aumento delle temperature medie in stagioni fondamentali per i consumi, ovvero la primavera e l'autunno;
  • alla crescente incidenza dei costi fissi per effetto della riduzione dei volumi prodotti;
  • alla debolezza della capacità di spesa e di consumo nel mercato domestico, in particolare qualora il prodotto interno lordo risultasse in diminuzione;
  • al progressivo indebolimento dei canali di vendita dell'intimo specializzato, fortemente attaccati dalle catene retail, dalla contrazione dei consumi e dalle politiche restrittive di accesso al credito del sistema bancario;
  • alle difficoltà dei mercati internazionali, che non presentano ancora trend stabili di ripresa;

  • alle svalutazioni nei confronti dell'Euro delle monete di alcuni paesi, ove i nostri prodotti, conseguentemente, potrebbero risultare più costosi;

  • agli approvvigionamenti in outsourcing, che comportano tempi di consegna rilevanti per le collezioni progettate al nostro interno e realizzate nel Far East con trend di costo in sensibile aumento;
  • alla capacità della Società e del Gruppo di assorbire gli aumenti di costi, che impattano sui prodotti finiti, attraverso revisioni dei listini prezzi;
  • all'aumento dei prezzi e alla scarsa disponibilità delle materie prime di riferimento;
  • all'aumento dei prezzi dell'energia e del gas.

Con riferimento ai rischi relativi al nostro business, qui di seguito si esaminano in particolare i seguenti rischi:

Rischi connessi al sovradimensionamento e all'obsolescenza del magazzino

Il Gruppo opera nel settore dell'abbigliamento intimo, che è influenzato significativamente, soprattutto per la componente modale, dai cambiamenti, anche repentini, dei gusti e delle preferenze dei clienti e dei consumatori finali, nonché dai cambiamenti degli stili di vita, circostanze che contribuiscono a rendere obsolete in breve tempo le merci in magazzino, con conseguente deprezzamento del valore dei relativi stock e, pertanto, è soggetto al rischio di sovradimensionamento del magazzino nonché all'obsolescenza dei relativi stock.

Rischi connessi alla concentrazione dei ricavi in Francia e Italia

Il Gruppo CSP realizza i suoi ricavi prevalentemente in Francia (circa 61%) e in Italia (circa 28%).

Essendo i ricavi concentrati in Francia e in Italia (circa l'89% del totale nell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2021) il Gruppo è esposto al rischio che rallentamenti nelle vendite e nei consumi di beni e servizi in questi Paesi, dovuti ad avverse condizioni di mercato, anche a causa di possibili recrudescenze della pandemia da COVID-19, comportino significativi impatti negativi sulla propria situazione economica, patrimoniale e finanziaria.

Rischi connessi all'influenza delle condizioni climatiche sulle vendite

Il Gruppo CSP è esposto agli effetti sui consumi indotti dalle condizioni climatiche, in particolare per le vendite di calzetteria, che rappresentano circa il 56% del totale del fatturato dell'esercizio 2021 (57% nel 2020). Un anticipo eccessivo delle temperature estive in primavera e/o un protrarsi delle stesse nei mesi autunnali può determinare un forte calo dei consumi, difficilmente recuperabile nei mesi successivi.

Qualora il Gruppo non fosse in grado di supplire con le altre merceologie alle minori vendite di calzetteria, potrebbero determinarsi effetti negativi significativi sulla redditività dell'intero esercizio e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo medesimo.

Rischi connessi alla struttura distributiva e al credito commerciale

I canali distributivi di cui il Gruppo si avvale sono rappresentati prevalentemente da punti vendita specializzati indipendenti (c.d. canale wholesale), soprattutto in Italia, e da iper e super mercati in Francia. Il Gruppo è esposto ai seguenti rischi: (i) riduzione della propria base di clientela per la chiusura di uno o più punti vendita, qualora, per qualsivoglia ragione, i medesimi dovessero registrare un significativo calo dei volumi di vendita (il rischio è strettamente connesso al progressivo indebolimento dei canali di vendita dell'intimo specializzato e delle catene di iper e supermercati, con conseguente perdita di quote di mercato a vantaggio delle catene retail specializzate monomarca), (ii) che una parte dei clienti della rete distributiva si trovi nell'incapacità o nell'impossibilità di fare fronte alle proprie obbligazioni, con conseguente ritardo o mancata esecuzione dei pagamenti nei termini e con le modalità convenute, anche alla luce delle attuali condizioni di mercato e della congiuntura economica negativa. Tali eventi comporterebbero un aumento dell'ammontare degli accantonamenti del Gruppo a fondo svalutazione crediti, riducendo la redditività e la liquidità del Gruppo stesso, incrementando la necessità di ricorrere a ulteriori fonti di finanziamento, con effetti negativi significativi sulla propria situazione economica, patrimoniale e finanziaria.

Rischi connessi alla disponibilità e variabilità dei costi delle materie prime e dei relativi servizi di trasporto

I prezzi di acquisto delle materie prime e della merce ed i relativi costi di trasporto da fornitori terzi sono influenzati dalla disponibilità e dalla conseguente variazione dei prezzi delle materie prime tra cui, principalmente, il cotone e il nylon.

Non avvalendosi di strumenti di copertura a fronte delle oscillazioni del prezzo delle materie prime, il Gruppo è dunque esposto ai rischi connessi alla possibile scarsità ed alla fluttuazione delle relative quotazioni sui mercati di riferimento.

I costi per l'approvvigionamento ed il relativo trasporto (noli marittimi in particolare) delle materie prime possono incidere sui costi di produzione, sul prezzo di acquisto della merce e sui risultati del Gruppo. Pertanto, la variazione al rialzo dei prezzi delle stesse sui mercati di riferimento comporterà per il Gruppo (i) la necessità di ribaltare tali aumenti sui prezzi di vendita dei beni, incrementandoli, con conseguenti riflessi sulla vendibilità degli stessi, con potenziali effetti negativi sull'andamento dei volumi di vendita; e/o (ii) una riduzione dei margini sulle vendite degli stessi, con conseguenti effetti negativi sui risultati del Gruppo.

Rischi connessi all'aumento dei costi energetici

Il Gruppo è esposto alla fluttuazione dei costi energetici e il conseguente aumento degli stessi può incidere sui costi di produzione e sui risultati del Gruppo. Pertanto, la variazione al rialzo dei prezzi energetici comporterà per il Gruppo (i) la necessità di ribaltare tali aumenti sui prezzi di vendita dei beni, incrementandoli, con conseguenti riflessi sulla vendibilità degli stessi, con potenziali effetti negativi sull'andamento dei volumi di vendita; e/o (ii) una riduzione dei margini sulle vendite degli stessi, con conseguenti effetti negativi sui risultati del Gruppo.

Rischi connessi alla concentrazione delle forniture dei produttori terzi indipendenti (soprattutto dell'estremo Oriente)

Il modello di business del Gruppo prevede, prevalentemente per le merceologie diverse dalla calzetteria (la cui incidenza sul fatturato consolidato del 2021 è pari al 44%), che il medesimo si avvalga di un ristretto numero di produttori terzi indipendenti. Il Gruppo è pertanto esposto al rischio (i) che tali soggetti possano violare (a) i rispettivi impegni contrattuali, consegnando i capi ordinati con ritardo ovvero producendo capi non commercializzabili, e/o (b) le vigenti disposizioni normative a tutela dei lavoratori, (ii) che, in caso di interruzione dei rapporti con uno o più dei suddetti fornitori, il Gruppo non riesca a sostituirli in tempi tali da non provocare ripercussioni sulla catena di approvvigionamento. Il verificarsi di tali eventi potrebbe avere effetti negativi anche significativi sull'attività e sulle prospettive di crescita del Gruppo, nonché sulla sua situazione economica, patrimoniale e finanziaria. Il Gruppo è inoltre esposto al rischio che, da eventuali mutamenti legislativi e da eventuale instabilità e disordini sociali nei Paesi in cui i produttori operano, possa conseguire l'introduzione di vincoli all'esportazione e/o all'importazione di prodotti, con conseguenti effetti negativi anche significativi sulla propria situazione economica, patrimoniale e finanziaria.

Rischi connessi al funzionamento dei sistemi informatici e alla sicurezza informatica

Il Gruppo è esposto al rischio che i propri sistemi informatici, ivi incluse le infrastrutture ed i software, siano oggetto di attacchi informatici, siano affetti da virus o subiscano accessi non autorizzati volti ad estrarre o corrompere informazioni del Gruppo, e che eventuali errori, malfunzionamenti e/o accessi non autorizzati ai software utilizzati dal Gruppo possano danneggiare l'attività dei clienti del Gruppo.

Tali attacchi potrebbero comportare la disattivazione dei sistemi informatici utilizzati dal Gruppo per l'esercizio della propria attività e determinare la perdita di ingenti quantità di dati personali o di altre informazioni sensibili, potenzialmente assoggettando il Gruppo a sanzioni penali o civili o ad altre responsabilità. Ciascuno di tali eventi potrebbe avere effetti negativi, anche significativi, sull'attività, le prospettive, la reputazione e la situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo.

Rischi connessi alla protezione e al trattamento dei dati personali

Il Gruppo è esposto al rischio che le misure e le procedure adottate in relazione alle norme sulla protezione e sul trattamento dei dati personali si rivelino inadeguate e/o non conformi e/o che non siano correttamente implementate. Il verificarsi di tali eventi potrebbe comportare l'applicazione di sanzioni pecuniarie, con conseguenti effetti negativi significativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo. Per maggiori informazioni sulle procedure interne adottate dal Gruppo in applicazione alla normativa vigente si rimanda al paragrafo 4.11 della presente relazione.

Rischi connessi alle condizioni generali dell'economia

La situazione della Società e del Gruppo è influenzata anche dai vari fattori che compongono il quadro macroeconomico, inclusi l'eventuale decremento del prodotto nazionale lordo, il livello di fiducia dei consumatori, il tasso di disoccupazione e la progressiva contrazione dei consumi finali nei canali di riferimento (iper, super e wholesale). La debolezza delle condizioni generali dell'economia si è riflessa in un calo significativo e persistente della domanda. Qualora la debolezza ed incertezza del mercato dovesse prolungarsi ulteriormente, l'attività e le prospettive del Gruppo verrebbero negativamente influenzate con conseguente impatto sulla situazione economica e patrimoniale.

A partire dal mese di gennaio 2020, lo scenario nazionale ed internazionale è stato caratterizzato dalla diffusione del virus Covid-19 e dalle conseguenti misure ristrettive per il suo contenimento, poste in essere da parte delle autorità pubbliche dei Paesi interessati.

Le circostanze legate al Covid-19, straordinarie per natura ed estensione, nonché il recente conflitto bellico in Ucraina hanno avuto e stanno avendo ripercussioni, dirette ed indirette, sull'attività economica creando un contesto di generale incertezza, le cui evoluzioni e i relativi effetti non risultano ancora completamente misurabili sia in termini generali che sul business del Gruppo.

Rischi connessi all'alta competitività nei mercati in cui il Gruppo opera

I mercati in cui il Gruppo opera sono maturi, altamente concorrenziali e con tassi di crescita negativi da diversi anni e sensibilmente correlati con la propensione all'acquisto delle famiglie.

I prodotti del Gruppo si posizionano nella fascia qualitativa medio-alta, sottoposta alle pressioni concorrenziali di produttori stranieri, anche di paesi con costi di produzione e di manodopera particolarmente bassi.

Il successo delle attività di CSP dipenderà dalla sua capacità di mantenere e/o incrementare le quote di mercato e di espandersi in nuovi mercati, attraverso prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo, che garantiscano adeguati livelli di redditività.

Rischi relativi ai mercati internazionali

Una parte delle attività di approvvigionamento e delle vendite del Gruppo hanno luogo al di fuori dell'Unione Europea. Il verificarsi di sviluppi politici o economici sfavorevoli in tali aree potrebbe incidere sulle prospettive e sull'attività del Gruppo, nonché sui risultati economici. In particolare, l'aumento del costo delle materie prime, causato da fattori legati alla produzione delle stesse ed a fattori speculativi, potrebbe avere ripercussioni sulla marginalità del Gruppo.

Rischi finanziari

La Società e il Gruppo sono esposti a rischi finanziari connessi alla loro operatività e, in particolare, ai seguenti:

  • a) rischio di credito, in relazione ai normali rapporti commerciali con clienti;
  • b) rischio di liquidità, con particolare riferimento alla disponibilità di risorse finanziarie e all'accesso al mercato del credito;
  • c) rischio di cambio;
  • d) rischio di tasso di interesse.

La Società e il Gruppo valutano costantemente i rischi finanziari a cui sono esposti, in modo da stimare anticipatamente i potenziali effetti negativi ed intraprendere le opportune azioni per mitigarli.

I rischi finanziari sono monitorati nei modi seguenti.

a) Rischio di credito

La Società ed il Gruppo vendono con pagamento posticipato a diverse tipologie di clientela costituite da Grande Distribuzione Organizzata, grossisti, dettaglianti e distributori esteri. I crediti concessi sono oggetto di una preventiva valutazione, effettuata con metodi che possono variare a seconda dell'entità dei crediti stessi; tuttavia, il perdurare dell'attuale difficoltà di parte della clientela ad accedere a finanziamenti concessi dal sistema bancario potrebbe rendere alcuni crediti di difficile esigibilità.

Sono suscettibili di svalutazione individuale le posizioni, se singolarmente significative, per le quali si rileva un'oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale.

A fronte di crediti che non sono oggetto di svalutazione individuale vengono effettuati opportuni accantonamenti, tenuto conto dell'esperienza storica e dei dati statistici.

b) Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità si può manifestare per l'incapacità di reperire, ad adeguate condizioni economiche, le risorse finanziarie necessarie per l'operatività. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità sono, da una parte, le risorse generate o assorbite dalle attività operative, dall'altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito.

La Società e il Gruppo hanno adottato una serie di politiche volte ad ottimizzare la gestione delle risorse finanziarie, attraverso le seguenti azioni:

  • diversificazione degli strumenti di reperimento delle risorse finanziarie, attraverso diversi Istituti di credito;
  • ottenimento di linee di credito adeguate;
  • monitoraggio delle condizioni prospettiche di liquidità.

I fondi e le linee di credito attualmente disponibili consentirebbero di soddisfare i fabbisogni aziendali; tuttavia, gli effetti a livello di business causati dalla pandemia Covid-19 e gli effetti negativi sulla marginalità causati dall'incremento dei prezzi di materie prime ed energia potrebbero impattare negativamente sulla liquidità e sui flussi finanziari del Gruppo. Tali effetti verranno attentamente e costantemente monitorati.

Un eventuale inasprimento della politica del credito da parte del sistema bancario avrebbe un impatto negativo sull'accesso a nuovi finanziamenti oppure il loro ottenimento potrebbe comportare un costo maggiore.

c) Rischio di cambio

Il Gruppo CSP, che opera su più mercati a livello mondiale, è esposto a rischi di mercato connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio. L'esposizione ai rischi di cambio è collegata principalmente all'attività produttiva in outsourcing nel Far East con acquisti denominati in dollari e alle vendite in paesi con valuta diversa dall'Euro.

La Società e il Gruppo monitorano le principali esposizioni al rischio di cambio per gli acquisti in dollari e operano delle coperture tendenti a garantire il cambio previsto a budget.

Nel corso del 2021 la natura e la struttura delle esposizioni al rischio di cambio e le politiche di copertura non sono variate rispetto all'anno precedente.

d) Rischio di tasso di interesse

Il Gruppo è esposto alle fluttuazioni del tasso d'interesse soprattutto per quanto concerne la misura degli oneri finanziari relativi all'indebitamento.

Al 31 dicembre 2021 la Capogruppo ha in essere contratti derivati su tassi di interesse, collegati a finanziamenti a medio-lungo termine, finalizzati alla copertura del rischio di fluttuazione degli stessi. Per maggiori dettagli si rimanda a quanto riportato nelle Note Esplicative.

L'esposizione al rischio di mercato derivante dalla variazione dei tassi di interesse è originata dai finanziamenti a medio-lungo termine (principalmente mutui) erogati a tasso variabile.

5.2. Valutazione sulla continuità aziendale, i rischi finanziari, il valore delle attività e le relative stime

Come espressamente richiesto da Consob, congiuntamente a Borsa Italiana e a ISVAP, con i documenti del 6 febbraio 2009 e del 4 marzo 2010, forniamo le seguenti valutazioni:

  • Il bilancio, pur in presenza di uno scenario impegnativo come l'attuale, è stato redatto nella prospettiva della continuità aziendale;
  • Il valore delle attività e, in particolare, del magazzino e dei crediti, è stato valutato con la necessaria prudenza rilevando adeguati stanziamenti;
  • Il valore dei beni immobili è asseverato da una stima di un professionista indipendente ed il valore emergente da tale perizia è sensibilmente superiore al valore contabile;
  • L'impairment test, necessario per la verifica dell'eventuale perdita di valore delle attività secondo il principio IAS 36, è stato effettuato con particolare attenzione, nel quadro dell'attuale congiuntura economica. Il Consiglio ha approvato i risultati dell'impairment test alla luce del Piano Industriale 2022-26, le cui stime sono state riviste e che, allo stato attuale, sono risultate di difficile determinazione, considerando il clima di estrema incertezza e lo scenario ancora in evoluzione;
  • Delle risultanze del test si darà compiuta spiegazione nella Nota integrativa al bilancio 2021, ma si evidenzia comunque che la CGU Francia continua ad evidenziare un consistente saldo positivo tra il loro valore d'uso ed il valore contabile, mentre per la CGU Italia le analisi condotte hanno portato ad evidenziare un "Value in Use" pari a 6,5 milioni di Euro a fronte di un "Carrying Amount" pari a 25,7 milioni di Euro, per un totale impairment di 19,2 milioni di Euro. Si precisa però che tali risultati negativi non si estrinsecano in alcun effetto ai fini della redazione del bilancio, in quanto i beni immateriali iscritti a bilancio sono di nuova formazione e principalmente riferibili a software (121 migliaia di Euro) e a diritti d'uso, avendo la Società già azzerato tutte le immobilizzazioni immateriali, mediante svalutazione dovuta ad impairment, nell'esercizio 2018. Per quanto attiene le altre poste di bilancio che, in base a quanto previsto dallo IAS 36, devono essere oggetto di analisi in conseguenza del risultato emerso dall'impairment test, si segnala che hanno valori di mercato ampiamente superiori ai valori contabili, pertanto, coerentemente con i principi contabili applicabili, non sono state apportate svalutazioni. Per quanto riguarda la CGU Germania, essendo in atto una riorganizzazione aziendale che ha portato alla svalutazione del valore di avviamento, dalle analisi condotte sul valore residuo non sono emerse problematiche di impairment.
  • Le stime utilizzate per la valutazione delle attività sono basate sull'esperienza, tenendo conto di tutti i fattori considerati rilevanti.

5.3 Impatti della pandemia causata dal coronavirus (COVID-19) e della guerra in Ucraina

L'esercizio 2021 è stato nuovamente caratterizzato dalla presenza della pandemia di COVID-19, che ha continuato ad influenzare l'economia globale ed i mercati internazionali nei quali il Gruppo opera. Gli effetti della pandemia si sono manifestati in misura differente nei vari mercati e hanno risentito di diversi fattori, tra i quali le scelte in tema di misure di contenimento adottate dai vari governi, il diverso timing del propagarsi di alcune varianti del virus e l'evolversi della campagna di vaccinazione tuttora in atto.

La durata della pandemia COVID-19, e le conseguenze della stessa per l'economia globale, rappresentano ancora delle grandi incertezze per l'intero settore nel quale il Gruppo opera. Come già fatto sin dall'inizio dell'emergenza epidemiologica, il Gruppo continuerà a seguire costantemente l'evolversi della situazione, adottando tempestivamente ogni azione necessaria per salvaguardare la salute dei propri dipendenti, collaboratori e clienti, di concerto con le disposizioni che verranno emanate dalle Autorità competenti dei Paesi interessati dal proprio business.

La Società si sta adoperando per migliorare la redditività e salvaguardare la posizione finanziaria del Gruppo, rispondendo il più velocemente possibile agli scenari che sono in continua evoluzione. Nonostante gli impatti economici dovuti agli effetti della pandemia, i risultati dell'esercizio 2021 evidenziano un significativo miglioramento rispetto allo scorso anno grazie alla positiva evoluzione dei ricavi (+9,7%), all'incremento dell'incidenza del Margine Industriale e all'incisiva e continua azione di risparmio sui costi ottenuta anche grazie al supporto delle misure di sostegno all'occupazione messe a disposizione dai governi locali, che hanno consentito di contenere in maniera significativa i costi del personale. La Capogruppo ha ottenuto nel corso del primo semestre 2021 un finanziamento SIMEST dell'importo di 0,8 milioni di Euro e beneficiato del flusso di dividendi proveniente dalla controllata francese (2,1 milioni di Euro). L'Assemblea degli azionisti del 30 aprile 2021, in sede straordinaria, aveva approvato la proposta di aumento di capitale sociale a pagamento con diritto d'opzione, che si è conclusa in gennaio 2022 consentendo di raccogliere nuove risorse per circa 2,5 milioni. I risultati ottenuti nell'esercizio 2021, l'efficace gestione del capitale circolante, unitamente alla liquidità derivante dal suddetto aumento di capitale, contribuiranno a rafforzare ulteriormente la struttura finanziaria del Gruppo mitigando il profilo di rischio legato all'attuale contesto macroeconomico e garantendo la disponibilità delle risorse finanziarie necessarie per supportare gli investimenti per il perseguimento delle strategie di business previste dal Piano industriale.

Il contesto economico in cui il Gruppo opera è ancora influenzato dagli sviluppi della pandemia da Covid-19, e più recentemente dal conflitto in Ucraina anche se l'impatto diretto sul Gruppo è circoscritto rappresentando le vendite in Russia e Ucraina circa l'1% del business totale del Gruppo (dato 2021) ed essendo l'esposizione creditizia verso i clienti dei citati paesi non significativa; mentre resta significativo l'impatto delle pressioni inflazionistiche.

Appare del tutto evidente che la realizzazione degli obiettivi di rilancio del Piano sarà in funzione dell'evolversi della pandemia e della crisi Russia-Ucraina.

Le tensioni sulla marginalità del Gruppo, già evidenziate sul finire dell'esercizio 2021 a causa dei fortissimi aumenti dei prezzi delle materie prime, dei servizi logistici e dell'energia, ma soprattutto per la necessità di fronteggiare e monitorare rischi relativi alla disponibilità di materiali indispensabili, per la corretta alimentazione dei processi produttivi sono state ulteriormente aggravate dagli effetti diretti ed indiretti degli eventi bellici.

Inoltre, le nuove ondate e i fenomeni di recrudescenza della diffusione della pandemia in diverse aree del mondo (con andamenti temporali e misure di contenimento differenziate) hanno ulteriormente aggravato la crisi della logistica, causando ritardi di consegne di prodotti finiti, soprattutto per le merci provenienti dai paesi dell'Asia Pacifico.

Il Gruppo continua a monitorare attentamente tali criticità utilizzando tutti gli strumenti possibili di mitigazione dei rischi conseguenti.

In tale contesto, con l'aggravamento della crisi in Ucraina, aumentano il rischio e la volatilità sull'andamento futuro del business, anche a seguito delle sanzioni già entrate in vigore o ancora in via di definizione che verranno applicate dalla comunità internazionale come reazione a questi gravi eventi.

In particolare, oggi non è ancora possibile prevedere e quantificare ogni eventuale impatto sui settori di riferimento per il nostro business, sull'andamento delle valute, sui costi dell'energia e sull'inflazione ed in particolare sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo. Quindi le previsioni sull'andamento futuro del business, che già per loro natura sono soggette ad una forte incertezza, richiedono oggi ancor più prudenza. Non appena le condizioni lo consentiranno si renderà necessaria la verifica delle previsioni di Budget e del Piano, al fine di valutarne l'impatto sotto il profilo economico, patrimoniale e finanziario, anche alla luce del fatto che i conseguenti effetti negativi degli eventi sopra descritti si rifletteranno sulla redditività e sulla situazione finanziaria per l'esercizio in corso e sui successivi.

Si sta scrupolosamente cercando di valutare i relativi potenziali impatti in termini di performance aziendali; appare del tutto evidente che tali effetti saranno valutabili in funzione della durata del conflitto in atto, che non è solo nazionale ma investe tutto il mondo, dell'efficacia delle campagne vaccinali in relazione ad eventuali fenomeni di recrudescenza della pandemia e della diffusione delle varianti del COVID-19, oltre che degli interventi governativi per il superamento della conseguente crisi economica.

Tuttavia, gli Amministratori, pur tenendo conto dell'incertezza del contesto economico e finanziario di riferimento, in considerazione della solida situazione finanziaria raggiunta alla fine dell'esercizio 2021 e delle previsioni finanziarie disponibili per il breve periodo, oltre che della patrimonializzazione del Gruppo, ritengono permanere il presupposto della continuità aziendale. Il Gruppo continuerà, inoltre, a valutare costantemente gli impatti della pandemia e degli eventi bellici sui risultati economici e finanziari, pronto a porre in atto, oltre a quanto già fatto, eventuali ulteriori azioni volte a preservare la redditività e la posizione finanziaria del Gruppo, rispondendo il più velocemente possibile agli scenari in continua evoluzione.

6. EVENTI SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO ED EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

L'esercizio 2021 è stato caratterizzato da una significativa crescita dei ricavi e dalla più che proporzionale progressione della redditività, ottenuta grazie alla ripresa delle vendite nei diversi mercati e canali distributivi, unitamente ai benefici relativi all'efficientamento dei costi di struttura, oltre che al maggior contributo di componenti positive non ricorrenti (per circa 1,5 milioni di euro).

Le incertezze legate alla persistenza della pandemia, grazie alle campagne vaccinali per contrastarne la diffusione, dovrebbero gradualmente attenuarsi, anche se la recente crescita dei contagi potrebbe nuovamente mettere in discussione la ripresa. Inoltre, dalla fine dell'esercizio 2021 permangono le complessità legate alle dinamiche di aumento dei prezzi delle materie prime, dei trasporti e dei costi energetici, le problematiche connesse alla difficile reperibilità di alcuni materiali, in particolare legati agli imballaggi, le criticità legate alle possibili difficoltà di approvvigionamento dei fornitori (italiani e internazionali), nonché le difficoltà legate alla circolazione delle merci.

Il conflitto tra Russia e Ucraina ha però ulteriormente modificato, aggravandolo, lo scenario già caratterizzato da incrementi dei costi energetici e delle materie prime senza precedenti, con una situazione di forte instabilità che avrà conseguenze certamente negative sulla crescita economica mondiale e soprattutto sui mercati europei, anche se l'impatto diretto a seguito delle sanzioni già entrate in vigore o ancora in via di definizione non dovrebbe avere effetti particolarmente significativi sui risultati del Gruppo, rappresentando Russia e Ucraina solo l'1% del fatturato del 2021.

Ad oggi non si possono effettuare previsioni sull'evoluzione del conflitto, ma il protrarsi delle azioni belliche porterà in Europa ulteriori spinte inflazionistiche, auspicabilmente temporanee, con ulteriori incrementi dei prezzi di materie prime ed energia che impatteranno, come del resto per la grande parte dei comparti produttivi europei, sulla propensione agli acquisti da parte dei consumatori e di conseguenza sulla marginalità del Gruppo.

L'effetto combinato dei fattori sopra citati porterà inevitabilmente ad una contrazione della domanda europea nei prossimi mesi; per affrontare la situazione contingente il Gruppo cercherà, insieme ai clienti e fornitori, di monitorare costantemente la sua evoluzione attuando tutte le necessarie azioni di mitigazione degli effetti avversi che potrebbero determinarsi, in particolare grazie ad un'attenta gestione operativa e con l'adeguamento dei listini di vendita. Nonostante gli interventi correttivi attuati, gli incrementi di costi a cui stiamo assistendo incideranno negativamente sulla marginalità industriale, e non potranno essere interamente recuperati nel breve termine in quanto riteniamo che parte degli aumenti di costo potrà divenire strutturale.

Nonostante l'incertezza legata alle tensioni geopolitiche, con i conseguenti effetti di rincari dei prezzi, il Gruppo rimane focalizzato sullo sviluppo di iniziative di medio-lungo termine orientate al progressivo recupero di marginalità previsto dal piano industriale.

Nel contesto appena descritto, lo scenario macroeconomico rimane caratterizzato da elementi di forte instabilità, oltre che condizionato dalla reazione della domanda nei vari mercati interessati, e quindi è estremamente difficile effettuare accurate previsioni riguardo ai risultati dell'intero esercizio 2022 e sulle prospettive economico finanziare, la cui evoluzione sarà comunque influenzata da rischi ed incertezze dipendenti da molteplici fattori congiunturali, non tutti rientranti nella sfera di controllo del Gruppo.

Ricordiamo che nel mese di gennaio 2022 CSP ha completato l'aumento di capitale per circa 2,5 milioni di Euro, che ha ulteriormente rafforzato la struttura patrimoniale del Gruppo, a supporto della realizzazione

delle azioni di recupero e consolidamento della redditività, risultando estremamente utile per affrontare lo scenario altamente impegnativo (anche in relazione agli imprevisti eventi bellici) sopra delineato.

Il Gruppo CSP proseguirà con le azioni di razionalizzazione dei costi di struttura previste dal piano industriale, mirate ad una rilevante riduzione dei costi operativi, al fine di riallinearli alle dimensioni attese dei mercati di riferimento, con particolare focus sul rafforzamento dei processi di trasformazione digitale, sia in ottica di un più efficace rapporto con la clientela, sia con riferimento all'efficientamento dell'organizzazione aziendale ed alla scelta di razionalizzare le linee di prodotto, le collezioni e gli investimenti in ricerca e sviluppo, anche in ottica ecosostenibile.

In tale ambito, con l'intento di minimizzare i possibili impatti occupazionali e sociali scaturenti dalla sensibile contrazione dei mercati di riferimento, oltretutto condizionati simultaneamente dai molteplici elementi di incertezza sopra descritti, ed al fine di contrastare l'estrema onerosità dei costi produttivi a causa dei continui rincari, si segnala che la Capogruppo ha raggiunto un accordo con le Rappresentanze Sindacali per l'attivazione di una Cassa Integrazione Straordinaria per cessazione parziale di attività (Divisione Lepel di Carpi). La procedura riguarderà massimo 21 dipendenti in forza ai reparti cessati della Divisione Lepel, a partire dal 1° gennaio 2022, per la durata di 12 mesi. Inoltre, è stato raggiunto un accordo con le Rappresentanze Sindacali per l'attivazione di un Contratto di Solidarietà che prevede una riduzione media pari al 40% dell'orario di lavoro per 159 dipendenti in forza all'unità produttiva di Ceresara (la procedura interessa attualmente alcuni reparti produttivi, uffici e punti vendita), a far data dal 1° marzo 2022, per la durata di 7 mesi, mentre sono in corso di negoziazione analoghi interventi per la divisione di Bergamo e la previsione di estendere la portata della manovra sulla divisione di Ceresara.

Il Gruppo profonderà il massimo sforzo per accelerare le azioni di rilancio del business delineate dal Piano industriale, pur tuttavia consapevole che le conseguenze dirette e indirette degli eventi sopra descritti penalizzeranno la profittabilità nel breve termine, rimandando agli esercizi successivi gli auspicati recuperi, ponendo nel frattempo la massima attenzione all'evoluzione della situazione contingente, al fine di fronteggiare eventuali criticità.

7. DELIBERAZIONI PROPOSTE DAL C.D.A. ALL'ASSEMBLEA

7.1. Deliberazioni proposte dal C.d.A. all'Assemblea

Preso atto che l'esercizio 2021 si è chiuso in perdita di 1,2 milioni di Euro, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo CSP International Fashion Group S.p.A propone all'Assemblea degli Azionisti di deliberare la copertura della perdita nel modo di seguito illustrato (valori espressi in Euro):

Perdita d'esercizio Euro 1.244.023,10
Riserva Utili non distribuiti Euro (180.264,46)
Riserva Rivalutazione Euro (757.734,11)
Riserva Sovrapprezzo Azioni Euro (306.024,53)
Perdita residua Euro 0,00

Segnaliamo che il patrimonio netto della Capogruppo, tenuto conto della perdita sopracitata, è pari a 39,8 milioni di Euro.

Tenuto conto del risultato conseguito, il Consiglio di Amministrazione non ritiene opportuno proporre la distribuzione di alcun dividendo.

Tale proposta sarà sottoposta all'approvazione dell'Assemblea Ordinaria dei Soci, chiamata a deliberare in unica convocazione per il prossimo 29 aprile 2022, alle ore 9.00, avvalendosi della facoltà prevista dall'articolo 106 del Decreto Legge 17 marzo 2000 n. 18, convertito dalla Legge 24 aprile 2020 n. 27, come da ultimo prorogata dall'articolo 3, comma 1, del Decreto Legge 30 dicembre 2021 n. 228, convertito dalla Legge del 25 febbraio 2022 n.15, ovvero con l'intervento dei soci in Assemblea esclusivamente tramite il rappresentante designato dalla Società.

7.2. Bilancio

Si propone di approvare il bilancio 2021 e la copertura della perdita come sopra indicato.

Ceresara, 28 marzo 2022

Per il Consiglio di Amministrazione Il Presidente del Consiglio di Amministrazione Francesco Bertoni

Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata - Attività

(importi in migliaia di Euro) note 31 dicembre
2021
31 dicembre
2020
ATTIVITA' NON CORRENTI
Attività immateriali:
- Avviamento 4 8.374 8.812
- Altre attività immateriali 5 3.406 3.944
- Diritto d'uso 6 6.272 3.740
Attività materiali:
- Immobili, impianti, macchinari e altre immobilizzazioni di proprietà 7 13.051 14.585
Altre attività non correnti:
Altre partecipazioni 8 8
Crediti finanziari, crediti vari, crediti commerciali e altre attività non correnti 8 26 16
Attività per imposte anticipate 9 584 592
Totale attività non correnti 31.721 31.697
ATTIVITA' CORRENTI
Rimanenze di magazzino 10 28.053 30.520
Crediti commerciali 11 19.189 15.706
Crediti finanziari, crediti vari e altre attività 12 2.507 2.833
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 13 22.825 18.390
Totale attività correnti 72.574 67.449
TOTALE ATTIVITA' 104.295 99.146

Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata - Passività

31 dicembre 31 dicembre
(importi in migliaia di Euro) note 2021 2020
PATRIMONIO NETTO
Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo:
- Capitale sottoscritto e versato 14 17.295 17.295
- Altre riserve 15 30.770 36.901
- Riserve di rivalutazione 758 758
- Risultato del periodo 751 (6.177)
meno: Azioni proprie 16 (888) (888)
TOTALE PATRIMONIO NETTO 48.686 47.889
PASSIVITA' NON CORRENTI
Passività finanziarie con scadenza oltre 12 mesi: 17
- Debiti verso banche 6.239 8.416
- Altre passività finanziarie 5.081 2.627
TFR e altri fondi relativi al personale 18 6.104 6.524
Fondi per rischi e oneri 19 1.896 2.383
Fondo imposte differite 20 77 77
Totale passività non correnti 19.397 20.027
PASSIVITA' CORRENTI
Passività finanziarie con scadenza entro 12 mesi: 21
- Debiti verso banche 4.898 6.852
- Altre passività finanziarie 1.250 1.147
Debiti commerciali 22 20.649 15.808
Debiti vari e altre passività 23 8.160 7.423
Debiti per imposte correnti 24 1.255 -
Totale passività correnti 36.212 31.230
TOTALE PASSIVITA' 55.609 51.257
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITA' 104.295 99.146

Conto economico consolidato

(importi in migliaia di Euro) Esercizio al
31 dicembre 2021
Esercizio al
31 dicembre 2020
Ricavi 27 90.992 100,0% 82.932 100,0%
Costo del venduto 28 (51.974) -57,1% (50.313) -60,7%
Margine Industriale 39.018 42,9% 32.619 39,3%
Spese dirette di vendita 29 (8.142) -8,9% (7.903) -9,5%
Margine commerciale lordo 30.876 33,9% 24.716 29,8%
Altri ricavi operativi netti 30 2.228 2,4% 733 0,9%
Spese commerciali e amministrative 31 (29.616) -32,5% (29.630) -35,7%
Costi di ristrutturazione 32 (413) -0,5% (348) -0,4%
Risultato operativo (EBIT) 3.075 3,4% (4.529) -5,5%
Svalutazioni/ripristini di valore di attività non correnti 33 (737) -0,8% (208) -0,3%
Altri proventi (oneri) finanziari netti 34 70 0,1% (529) -0,6%
Risultato prima delle imposte derivante dalle attività d'esercizio 2.408 2,6% (5.266) -6,3%
Imposte sul reddito 35 (1.657) -1,8% (911) -1,1%
Utile netto del Gruppo 751 0,8% (6.177) -7,4%
Risultato per azione - base Euro 0,023 -0,186
Risultato per azione - diluito Euro 0,023 -0,186

Conto economico complessivo consolidato

Esercizio al Esercizio al
(importi in migliaia di Euro) 31 dicembre 2021 31 dicembre 2020
Risultato netto consolidato 751 (6.177)
Componenti di conto economico complessivo che saranno
successivamente riclassificate nell'utile/perdita d'esercizio
Differenza da conversione per Oroblù USA (2) 3
Totale (2) 3
Componenti di conto economico complessivo che non saranno
successivamente riclassificate nell'utile/perdita d'esercizio
Differenze attuariali per benefici a dipendenti 48 (59)
Totale 48 (59)
Risultato complessivo 797 (6.233)

G R U P P O C S P

RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO

per gli esercizi 2021 e 2020

(importi in migliaia di Euro)

31 dicembre 2021 31 dicembre 2020
Disponibilità generate (assorbite) dalle attività operative:
751 (6.177)
Risultato d'esercizio
Imposte d'esercizio
1.657 911
Interessi attivi/passivi 280 296
Differenze cambio (350) 233
Svalutazioni/ripristini di valore di attività non correnti 737 207
Risultato Operativo (EBIT) 3.075 (4.530)
Ammortamenti 3.448 3.687
(Plusvalenze)/Minusvalenze e altre poste non monetarie (740) (3)
Incremento/(decremento) fondi rischi e oneri (244) (132)
Variazione TFR e altri fondi relativi al personale (410) (245)
Imposte sul reddito pagate (393) 0
Interessi pagati su C/C (175) (232)
Flusso di cassa prima delle variazioni di capitale circolante 4.561 (1.455)
Variazione del capitale circolante netto: 2.467 4.904
(Incremento)/decremento delle rimanenze
(Incremento)/decremento dei crediti commerciali
(3.133) 8.069
Incremento/(decremento) dei debiti commerciali 4.841 (7.509)
Incremento/(decremento) dei debiti vari e altre passività 736 (2.353)
(Incremento)/decremento dei crediti finanziari, crediti vari e altre attività 326 (248)
Totale variazione CCN 5.237 2.863
A. Totale flusso di cassa netto da attività operative 9.798 1.408
Disponibilità generate (assorbite) dalle attività di investimento:
(Investimenti) in immobilizzazioni materiali (625) (130)
(Investimenti) in immobilizzazioni immateriali (109)
928
(226)
17
Incasso per la vendita di immobilizzazioni materiali
Incasso per la vendita di immobilizzazioni immateriali
45 0
Variazione crediti finanziari (10) 53
B. Flusso di cassa netto da attività di investimento 229 (286)
Disponibilità generate (assorbite) dalle attività di finanziamento:
Incremento (decremento) debiti verso banche (5.523) (2.123)
Interessi pagati su debiti finanziari (69) (64)
C. Flusso di cassa netto da attività di finanziamento (5.592) (2.187)
D. Flusso di cassa netto del periodo (A+B+C) 4.435 (1.065)
DISPONIBILITA' LIQUIDE ED EQUIVALENTI ALL'INIZIO DEL PERIODO 18.390 19.455
DISPONIBILITA' LIQUIDE ED EQUIVALENTI ALLA FINE DEL PERIODO 22.825 18.390
Dettaglio della composizione dell'Indebitamento finanziario netto al: 31 dicembre 2021 31 dicembre 2020
Disponibilità liquide ed equivalenti 22.825 18.390
Debiti verso banche esigibili entro 12 mesi (2.021) (3.862)
Quota a breve dei debiti a medio lungo termine (2.877) (2.990)
Debiti finanziari a breve (IFRS 16) (1.250) (1.147)
Indebitamento netto a breve termine 16.677 10.391
Debiti verso banche esigibili oltre 12 mesi (6.239) (8.416)
Debiti finanziari a medio lungo termine (IFRS 16) (5.081) (2.627)
Indebitamento netto a medio/lungo termine (11.320) (11.043)
Indebitamento finanziario netto totale 5.357 (652)

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO

al 1° gennaio 2020, 31 dicembre 2020 e 31 dicembre 2021

(in migliaia di Euro)

Capitale Sovrapprezzo Azioni Riserve di Riserva Altre Riserva
differenze
Utile
(Perdita)
Totale
patrimonio
Descrizione Sociale azioni proprie rivalutazione legale riserve attuariali dell'esercizio netto
Saldi al 01.01.2020 17.295 21.859 (888) 758 2.954 17.234 (1.646) (3.444) 54.122
Destinazione Utile d'esercizio 2019 0
- Distribuzione dividendi
- Dividendi su azioni proprie
- Riserva legale 10 (10)
- Riserva utili non distribuiti (3.454) 3.454 0
Acquisto di azioni proprie 0 0
Riserve da conversione per Oroblu USA 3 3
Differenze attuariali per benefici a dipendenti (59) (59)
Risultato al 31 dicembre 2020 (6.177) (6.177)
Saldi al 31.12.2020 17.295 21.859 (888) 758 2.964 13.783 (1.705) (6.177) 47.889
Copertura perdita d'esercizio 2020
- Utilizzo riserve (6.177) 6.177 0
Acquisto di azioni proprie
Riserve da conversione per Oroblu USA (2) (2)
Differenze attuariali per benefici a dipendenti 48 48
Risultato al 31 dicembre 2021 751 751
Saldi al 31.12.2021 17.295 21.859 (888) 758 2.964 7.604 (1.657) 751 48.686

NOTE ESPLICATIVE

1. INFORMAZIONI GENERALI

CSP International Fashion Group S.p.A. è una società per azioni costituita in Italia presso l'Ufficio delle Imprese di Mantova. La sede legale della Società è a Ceresara (MN), Via Piubega 5/c. Il Gruppo CSP, tramite la Capogruppo e le società controllate CSP Paris Fashion Group SAS, Oroblù USA LLC e Oroblù Germany GmbH, svolge attività di produzione (sia direttamente che con l'utilizzo di fornitori esterni al Gruppo) e vendita alla grande distribuzione, grossisti, dettaglianti e a consumatori finali di calze, maglieria e intimo, articoli di corsetteria e costumi da bagno, sia con marchi propri che con la distribuzione di marchi di terzi.

Il presente bilancio è espresso in Euro, che è la moneta corrente nelle economie in cui il Gruppo opera principalmente.

Gli importi esposti nel presente bilancio sono espressi in migliaia di Euro, salvo dove diversamente indicato.

2. PRINCIPI CONTABILI ADOTTATI PER LA PREDISPOSIZIONE DEL BILANCIO

Il bilancio consolidato 2021 è stato predisposto nel rispetto dei Principi Contabili Internazionali ("IFRS") emessi dall'International Accounting Standards Board ("IASB") ed omologati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. n. 38/2005.

Per IFRS si intendono anche tutti i principi contabili internazionali rivisti ("IAS") e tutte le interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee ("IFRIC"), precedentemente denominate Standing Interpretations Committee ("SIC").

3. SOMMARIO DEI PRINCIPI CONTABILI E DEI CRITERI DI VALUTAZIONE

Schemi di bilancio

Il prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria è stato redatto secondo lo schema che evidenzia la ripartizione di attività e passività "correnti/non correnti". Un'attività/passività è classificata come corrente quando soddisfa uno dei seguenti criteri:

  • ci si aspetta che sia realizzata/estinta o si prevede che sia venduta o utilizzata nel normale ciclo operativo del Gruppo o
  • è posseduta principalmente per essere negoziata oppure
  • si prevede che si realizzi/estingua entro 12 mesi dalla data di chiusura del bilancio.

In mancanza di tutte e tre le condizioni, le attività/passività sono classificate come non correnti.

Il Conto economico è redatto secondo lo schema con classificazione dei costi per destinazione (a costo del venduto), conformemente alle modalità di redazione del reporting interno, evidenziando i risultati intermedi relativi al risultato operativo ed al risultato prima delle imposte.

Il Rendiconto Finanziario è stato redatto applicando il metodo indiretto per mezzo del quale il risultato operativo del periodo (EBIT) è rettificato dagli effetti delle operazioni di natura non monetaria, da qualsiasi differimento o accantonamento di precedenti o futuri incassi o pagamenti operativi e da elementi di ricavi o costi connessi con i flussi finanziari derivanti dall'attività d'investimento o finanziari. Le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti inclusi nel rendiconto finanziario comprendono i saldi patrimoniali di tale voce alla data di riferimento. I proventi ed i costi relativi a interessi, dividendi ricevuti e imposte sul reddito sono inclusi nei flussi finanziari generati dalla gestione operativa.

Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto illustra tutte le movimentazioni intervenute nelle voci del patrimonio netto.

Con riferimento alla Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006 in merito agli schemi di bilancio sono state indicate in apposite voci eventuali operazioni significative con parti correlate, operazioni significative non ricorrenti e relative a fatti che non si ripetono frequentemente.

Area di consolidamento

L'area di consolidamento comprende la Capogruppo CSP International Fashion Group S.p.A., la società CSP Paris Fashion Group SAS controllata al 100%, la società Oroblù USA LLC controllata al 100% e la società tedesca Oroblù Germany GmbH, controllata al 100%.

Di seguito viene riportata la struttura attuale del Gruppo.

Criteri di consolidamento

Il bilancio consolidato del Gruppo CSP comprende il bilancio della CSP International Fashion Group S.p.A. e delle imprese sulle quali la Società ha il diritto di esercitare direttamente o indirettamente il controllo, disponendo del potere di determinarne le scelte finanziarie e gestionali e di ottenerne i benefici relativi.

I principali criteri seguiti per la preparazione dei prospetti contabili consolidati di Gruppo sono i seguenti:

  • Le attività e le passività, nonché i proventi e gli oneri, dei bilanci oggetto di consolidamento con il metodo del consolidamento integrale sono rilevati nel bilancio di Gruppo, prescindendo dall'entità della partecipazione. É stato, inoltre, eliminato il valore di carico delle partecipazioni contro il patrimonio netto di competenza delle società partecipate, attribuendo ai soci di minoranza, in apposite voci, la quota del patrimonio netto e del risultato netto del periodo di loro spettanza nel caso delle controllate consolidate con il metodo integrale.
  • Le differenze positive risultanti dall'elisione delle partecipazioni contro il valore del patrimonio netto contabile alla data del primo consolidamento sono imputate ai maggiori valori attribuibili ad attività e passività e per la parte residua, ad avviamento. L'eventuale differenza negativa ("avviamento negativo") è invece rilevata a conto economico al momento dell'acquisizione.
  • I crediti e i debiti, i costi ed i ricavi tra società consolidate e gli utili e le perdite risultanti da operazioni infragruppo sono eliminati, così come gli effetti di fusioni tra società già appartenenti all'area di consolidamento.
  • Le quote di patrimonio netto e del risultato del periodo delle società consolidate di competenza di azionisti terzi sono evidenziate separatamente rispetto al patrimonio netto e al risultato del Gruppo.

Criteri di valutazione

Il criterio generalmente adottato per la contabilizzazione di attività e passività è quello del costo storico, ad eccezione di alcuni strumenti finanziari per i quali, ai sensi dello IFRS 9, viene adottato il principio del fair value.

I principi contabili ed i criteri di valutazione adottati per la redazione del bilancio al 31 dicembre 2021 sono quelli previsti nell'ipotesi di continuità aziendale e sono conformi a quelli utilizzati nell'esercizio precedente.

Attività non correnti

Aggregazioni aziendali e Avviamento

Le aggregazioni aziendali sono contabilizzate utilizzando il metodo dell'acquisizione. Il costo di un'acquisizione è determinato come somma del corrispettivo trasferito, misurato al fair value alla data di acquisizione, e dell'importo della partecipazione di minoranza nell'acquisita. Per ogni aggregazione aziendale, il Gruppo definisce se misurare la partecipazione di minoranza nell'acquisita al fair value oppure in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili dell'acquisita. I costi di acquisizione sono spesati nell'esercizio e classificati tra le spese amministrative.

Quando il Gruppo acquisisce un business, classifica o designa le attività finanziarie acquisite o le passività assunte in accordo con i termini contrattuali, le condizioni economiche e le altre condizioni pertinenti in essere alla data di acquisizione. Ciò include la verifica per stabilire se un derivato incorporato debba essere separato dal contratto primario.

L'eventuale corrispettivo potenziale da riconoscere è rilevato dall'acquirente al fair value alla data di acquisizione. La variazione del fair value del corrispettivo potenziale classificato come attività o passività, quale strumento finanziario che sia nell'oggetto dell'IFRS 9 Strumenti Finanziari: rilevazione e valutazione, deve essere rilevata nel conto economico in accordo con l'IFRS 9.

Il corrispettivo potenziale che non rientra nello scopo dell'IFRS 9 è valutato al fair value alla data di bilancio e le variazioni di fair value sono rilevate a conto economico.

L'avviamento è inizialmente rilevato al costo rappresentato dall'eccedenza dell'insieme del corrispettivo corrisposto e dell'importo iscritto per le interessenze di minoranza rispetto alle attività nette identificabili acquisite e le passività assunte dal Gruppo. Se il fair value delle attività nette acquisite eccede l'insieme del corrispettivo corrisposto, il Gruppo verifica nuovamente se ha identificato correttamente tutte le attività acquisite e tutte le passività assunte e rivede le procedure utilizzate per determinare gli ammontari da rilevare alla data di acquisizione. Se dalla nuova valutazione emerge ancora un fair value delle attività nette acquisite superiore al corrispettivo, la differenza (utile) viene rilevata a conto economico.

Dopo la rilevazione iniziale, l'avviamento è valutato al costo al netto delle perdite di valore accumulate. Al fine della verifica per riduzione di valore (impairment), l'avviamento acquisito in un'aggregazione aziendale è allocato, dalla data di acquisizione, a ciascuna unità generatrice di flussi di cassa della Società che si prevede benefici delle sinergie dell'aggregazione, a prescindere dal fatto che altre attività o passività dell'entità acquisita siano assegnate a tali unità.

Se l'avviamento è stato allocato a un'unità generatrice di flussi finanziari e l'entità dismette parte delle attività di tale unità, l'avviamento associato all'attività dismessa è incluso nel valore contabile dell'attività quando si determina l'utile o la perdita della dismissione. L'avviamento associato con l'attività dismessa è determinato sulla base dei valori relativi dell'attività dismessa e della parte mantenuta dell'unità generatrice di flussi finanziari.

Attività immateriali e costi di ricerca e sviluppo

Il Gruppo riconosce un'attività immateriale quando sono rispettate le seguenti condizioni:

  • il bene è identificabile, ovvero separabile, ossia può essere separato o diviso dall'entità;
  • il bene è controllato dal Gruppo, ovvero lo stesso ha il potere di ottenere futuri benefici economici;
  • è probabile che il Gruppo fruirà dei benefici futuri attesi attribuibili al bene.

Le attività immateriali acquisite separatamente sono inizialmente rilevate al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione aziendale sono iscritte al fair value alla data di acquisizione. Dopo la rilevazione iniziale, le attività immateriali sono iscritte al costo al netto dell'ammortamento cumulato e di eventuali perdite di valore accumulate. Le attività immateriali prodotte internamente, ad eccezione dei costi di sviluppo, non sono capitalizzate e si rilevano nel conto economico dell'esercizio in cui sono state sostenute.

La vita utile delle attività immateriali è valutata come definita o indefinita.

Le attività immateriali con vita utile definita sono ammortizzate lungo la loro vita utile e sono sottoposte alla verifica di congruità del valore ogni volta che vi siano indicazioni di una possibile perdita di valore. Il periodo di ammortamento ed il metodo di ammortamento di un'attività immateriale a vita utile definita è riconsiderato almeno alla fine di ciascun esercizio. I cambiamenti nella vita utile attesa o delle modalità con cui i benefici economici futuri legati all'attività si realizzeranno sono rilevati attraverso il cambiamento del periodo o del metodo di ammortamento, a seconda dei casi, e sono considerati cambiamenti di stime contabili. Le quote di ammortamento delle attività immateriali a vita utile definita sono rilevate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nella categoria di costo coerente con la funzione dell'attività immateriale.

Le attività immateriali con vita utile indefinita non sono ammortizzate, ma sono sottoposte annualmente alla verifica di perdita di valore, sia a livello individuale sia a livello di unità generatrice di flussi di cassa. La valutazione della vita utile indefinita è rivista annualmente per determinare se tale attribuzione continua ad essere sostenibile, altrimenti, il cambiamento da vita utile indefinita a vita utile definita si applica su base prospettica.

Gli utili o le perdite derivanti dall'eliminazione di un'attività immateriale sono misurati dalla differenza tra il ricavo netto della dismissione e il valore contabile dell'attività immateriale, e sono rilevate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.

I costi di ricerca sono imputati nel conto economico dell'esercizio in cui sono sostenuti. I costi di sviluppo sostenuti in relazione ad un determinato progetto sono rilevati come attività immateriali quando il Gruppo è in grado di dimostrare:

• la possibilità tecnica di completare l'attività immateriale, in modo che sia disponibile all'utilizzo o alla vendita;

  • l'intenzione di completare l'attività e la propria capacità ed intenzione di utilizzarla o venderla;
  • le modalità con cui l'attività genererà benefici economici futuri;
  • la disponibilità di risorse per completare l'attività;
  • la capacità di valutare in modo attendibile il costo attribuibile all'attività durante lo sviluppo.

Dopo la rilevazione iniziale, le attività di sviluppo sono valutate al costo decrementato degli ammortamenti o delle perdite di valore cumulate. L'ammortamento dell'attività inizia nel momento in cui lo sviluppo è completato e l'attività è disponibile all'uso. Le attività di sviluppo sono ammortizzate con riferimento al periodo dei benefici attesi e le relative quote di ammortamento sono incluse nel costo del venduto. Durante il periodo di sviluppo l'attività è oggetto di verifica annuale dell'eventuale perdita di valore (impairment test).

Altre attività immateriali

Le altre attività immateriali acquistate o prodotte internamente sono iscritte nell'attivo non corrente, secondo quanto disposto dallo IAS 38 - Attività immateriali, quando è probabile che l'uso dell'attività genererà benefici economici futuri e quando il costo dell'attività può essere determinato in modo attendibile.

Tali attività sono valutate al costo di acquisto o di produzione ed ammortizzate a quote costanti lungo la loro vita utile stimata, se le stesse hanno una vita utile definita. Le attività immateriali con vita utile indefinita non sono ammortizzate, ma sono sottoposte annualmente o, più frequentemente ogniqualvolta vi sia un'indicazione che l'attività possa aver subito una perdita di valore, a verifica per identificare eventuali riduzioni di valore (impairment test).

Diritto d'uso

L'attività per il diritto di uso dei beni in leasing viene inizialmente valutata al costo, e successivamente ammortizzata lungo la durata del contratto di locazione. Il costo include:

  • L'ammontare iniziale delle passività per leasing;

  • Gli incentivi ricevuti sulla base del contratto di leasing;

  • I costi diretti iniziali sostenuti dal locatario.

L'ammortamento delle attività per diritto d'uso si applica sulla base delle previsioni dello IAS16.

Infine, le attività per diritto d'uso sono sottoposte ad impairment test sulla base delle previsioni dello IAS 36.

Attività materiali

Sono iscritte al costo di acquisto o di produzione, comprensivo di eventuali oneri accessori per la quota ragionevolmente imputabile alle stesse, di eventuali costi di smantellamento e dei costi diretti necessari a rendere l'attività disponibile per l'uso. Gli oneri finanziari direttamente imputabili all'acquisizione, alla costruzione o alla produzione di un bene che richiede un periodo abbastanza lungo prima di essere disponibile all'uso, sono capitalizzati sul costo del bene stesso. Tutti gli altri oneri finanziari sono rilevati tra i costi di competenza dell'esercizio in cui sono sostenuti. Gli oneri finanziari sono costituiti dagli interessi e dagli altri costi che un'entità sostiene in relazione all'ottenimento di finanziamenti.

Il valore di iscrizione degli immobili, gli impianti e i macchinari è rettificato dall'ammortamento sistematico, calcolato a quote costanti dalla data in cui il cespite è disponibile e pronto all'uso, in funzione della vita utile stimata. In particolare, gli ammortamenti sono contabilizzati a partire dall'anno in cui il cespite è disponibile per l'uso, oppure è potenzialmente in grado di fornire i benefici economici ad esso associati e sono imputati a quote costanti su base annua, con il metodo del pro-rata per il primo anno, mediante aliquote che consentono di ammortizzare i cespiti fino ad esaurimento della vita utile, oppure per le dismissioni, fino all'ultimo mese di utilizzo. Le aliquote di ammortamento annuale, rappresentative della vita utile stimata per categorie di immobilizzazioni materiali, sono comprese tra i seguenti range minimi e massimi:

Aliquota
- Fabbricati 3% - 5%
- Impianti e macchinari 10% - 12,5%
- Attrezzature industriali 20% - 25%
- Macchine elettriche ufficio 20% - 33%
- Mobili e dotazioni d'ufficio 10% - 20%
- Automezzi 20% - 25%

Si segnala che non sono intervenuti cambiamenti rispetto alle aliquote del 2020.

La recuperabilità del loro valore è verificata secondo i criteri previsti dallo IAS 36 illustrati nel successivo paragrafo "Perdite di valore delle attività".

I costi di manutenzione aventi natura ordinaria sono addebitati integralmente a conto economico. I costi di manutenzione aventi natura incrementativa sono attribuiti ai cespiti cui si riferiscono ed ammortizzati in relazione alle residue possibilità di utilizzo degli stessi.

Qualora le singole componenti di un'immobilizzazione materiale complessa, risultino caratterizzate da vita utile differente, sono rilevate separatamente per essere ammortizzate coerentemente alla loro durata ("component approach"). In particolare, secondo tale principio, il valore del terreno e quello dei fabbricati che insistono su di esso sono separati e solo il fabbricato è assoggettato ad ammortamento.

Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico.

Perdite di valore delle attività

Il Gruppo verifica periodicamente la recuperabilità del valore contabile delle attività materiali e immateriali. Gli IFRS richiedono di valutare l'esistenza di perdite di valore (impairment) delle immobilizzazioni materiali e immateriali in presenza di indicatori che facciano ritenere che tale problematica possa sussistere. Nel caso dell'avviamento, di attività immateriali a vita utile indefinita o di attività non disponibili per l'uso tale valutazione viene effettuata almeno annualmente, normalmente in sede di bilancio annuale e ogni qualvolta vi è indicazione di possibile perdita di valore.

La recuperabilità dei valori iscritti è verificata confrontando il valore contabile iscritto in bilancio con il maggiore tra il prezzo netto di vendita (qualora esista un mercato attivo) e il valore d'uso del bene.

Nel determinare il valore d'uso, il Gruppo sconta al valore attuale i flussi di cassa attesi dall'utilizzo del bene (o da una aggregazione di beni – le c.d. Cash Generating Unit). Le Cash Generating Unit sono state individuate coerentemente alla struttura organizzativa e di business del Gruppo, come aggregazioni omogenee che generano flussi di cassa in entrata autonomi derivanti dall'utilizzo continuativo delle attività ad esse imputabili.

I flussi sono attualizzati usando un tasso di sconto ante-imposte, che riflette le valutazioni di mercato del valore attuale del denaro e i rischi specifici dell'attività.

Il Gruppo basa il proprio test di impairment su budget dettagliati e calcoli previsionali, predisposti separatamente per ogni unità generatrice di flussi di cassa del Gruppo cui sono allocati attività

individuali. Questi budget e calcoli previsionali coprono generalmente un periodo di cinque anni. Per proiettare i futuri flussi di cassa oltre i tre viene calcolato un tasso di crescita a lungo termine.

Le perdite di valore di attività in funzionamento sono rilevate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nelle categorie di costo coerenti con la destinazione dell'attività che ha evidenziato la perdita di valore. Fanno eccezione le immobilizzazioni precedentemente rivalutate, laddove la rivalutazione è stata contabilizzata tra le altre componenti di conto economico complessivo. In tali casi la perdita di valore è a sua volta rilevata tra le altre componenti conto economico complessivo fino a concorrenza della precedente rivalutazione.

Per le attività diverse dall'avviamento, a ogni chiusura di bilancio il Gruppo valuta l'eventuale esistenza di indicazioni del venir meno (o della riduzione) di perdite di valore precedentemente rilevate e, qualora tali indicazioni esistano, stima il valore recuperabile dell'attività o della CGU. Il valore di un'attività precedentemente svalutata può essere ripristinato solo se vi sono stati cambiamenti delle assunzioni su cui si basava il calcolo del valore recuperabile determinato, successivi alla rilevazione dell'ultima perdita di valore. La ripresa di valore non può eccedere il valore di carico che sarebbe stato determinato, al netto degli ammortamenti, nell'ipotesi in cui nessuna perdita di valore fosse stata rilevata in esercizi precedenti. Tale ripresa è rilevata nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio salvo che l'immobilizzazione non sia contabilizzata a valore rivalutato, nel qual caso la ripresa è trattata come un incremento da rivalutazione.

La perdita di valore dell'avviamento è determinata valutando il valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi finanziari (o gruppo di unità generatrice di flussi finanziari) cui l'avviamento è riconducibile. Laddove il valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi finanziari fosse minore del valore contabile dell'unità generatrice di flussi finanziari cui l'avviamento è stato allocato, viene rilevata una perdita di valore. L'abbattimento del valore dell'avviamento non può essere ripristinato in esercizi futuri.

Attività finanziarie non correnti

Le partecipazioni in società controllate non consolidate, collegate o sottoposte a controllo congiunto sono valutate con il metodo del patrimonio netto.

Le altre partecipazioni sono valutate con il metodo del costo, che viene ridotto per perdite di valore. Il valore originario è ripristinato nei periodi successivi se vengono meno i motivi della svalutazione effettuata.

Le immobilizzazioni finanziarie costituite da crediti sono iscritte al loro presumibile valore di realizzo.

Attività correnti

Attività finanziarie correnti

Le attività finanziarie sono rilevate e stornate dal bilancio sulla base della data di negoziazione e sono inizialmente valutate al costo, inclusivo degli oneri direttamente connessi con l'acquisizione.

Alle successive date di bilancio, le attività finanziarie da detenersi sino alla scadenza sono rilevate al costo ammortizzato secondo il metodo del tasso d'interesse effettivo, al netto di svalutazioni effettuate per rifletterne le perdite di valore.

Le attività finanziarie diverse da quelle detenute fino alla scadenza sono classificate come detenute per la negoziazione o disponibili per la vendita e sono valutate al "fair value" ad ogni periodo con imputazione degli effetti rispettivamente a conto economico nella voce "(Oneri)/Proventi finanziari" od in apposita riserva del Patrimonio netto, in quest'ultimo caso fintanto che non siano realizzati o abbiano subito una perdita di valore.

II fair value di titoli quotati in un mercato attivo si basa sui prezzi di mercato alla data di bilancio.

Il fair value di titoli non quotati in un mercato attivo e di derivati di negoziazione è determinato utilizzando i modelli e le tecniche valutative prevalenti sul mercato o utilizzando il prezzo fornito da più controparti indipendenti.

Rimanenze di magazzino

Le rimanenze di magazzino sono valutate al minore fra il costo di acquisto e di produzione, determinato in base al metodo del costo medio ponderato, ed il corrispondente valore di mercato rappresentato dal costo di sostituzione per le materie prime e sussidiarie e dal presumibile valore di realizzo per i prodotti finiti e i semilavorati calcolato tenendo conto sia degli eventuali costi di fabbricazione che dei costi diretti di vendita ancora da sostenere.

Nel costo delle rimanenze sono compresi gli oneri accessori ed i costi diretti ed indiretti di produzione per la quota ragionevolmente imputabile alle stesse. Le scorte obsolete e di lento rigiro sono svalutate in relazione alla loro possibilità di utilizzo o di realizzo. Qualora in un successivo periodo venissero meno i motivi della svalutazione, si procederebbe al ripristino del valore originario.

Crediti commerciali

I crediti sono iscritti secondo il presumibile valore di realizzo. Questi sono regolarmente esaminati in termini di scadenza al fine di prevenire rettifiche per perdite inattese. L'adeguamento del loro valore nominale al minor valore di realizzo è effettuato mediante lo stanziamento di un apposito fondo a rettifica diretta della voce sulla base della valutazione delle singole posizioni. Qualora l'azienda conceda ai clienti una dilazione senza interessi, ovvero quando l'incasso del credito è previsto nel medio termine, l'ammontare che sarà incassato è attualizzato per ottenere il valore equo (fair value) della vendita, mentre la differenza tra valore attuale e ammontare incassato costituisce un provento finanziario da contabilizzare per competenza ed eventualmente differire all'esercizio in cui sorge l'incasso del credito. Il test di impairment viene eseguito su ciascun credito.

Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti

Sono inclusi in tale voce la cassa, i conti correnti bancari, i depositi rimborsabili a domanda ed altri investimenti finanziari a breve termine ad elevata liquidità, che sono prontamente convertibili in cassa ad un rischio non significativo di variazione di valore.

Crediti finanziari, crediti vari e altre attività

Sono iscritti secondo il presumibile valore di realizzo.

Passività non correnti e correnti

Fondi per rischi ed oneri

I fondi per rischi ed oneri sono stanziati per coprire perdite e passività, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura del periodo non sono determinabili l'ammontare o la data di sopravvenienza. Gli stanziamenti sono rilevati nello stato patrimoniale esclusivamente in presenza di una obbligazione attuale, conseguente a eventi passati, che può essere di tipo legale, contrattuale oppure derivante da dichiarazioni o comportamenti dell'impresa che determinano valide aspettative nelle persone coinvolte (obbligazioni implicite).

Gli accantonamenti sono iscritti al valore rappresentativo della miglior stima dell'ammontare che l'impresa pagherebbe per estinguere l'obbligazione; quando significativo e le date di pagamento attendibilmente stimabili, l'accantonamento è rilevato in bilancio a valori attuali con imputazione a conto economico nella voce "(Oneri)/Proventi finanziari" degli oneri derivanti dal trascorrere del tempo.

Le variazioni di stima sono riflesse nel conto economico del periodo in cui la variazione è avvenuta.

Benefici ai dipendenti – Piani successivi al rapporto di lavoro

Sino al 31 dicembre 2006 il fondo trattamento di fine rapporto (TFR) delle società italiane era considerato un piano a benefici definiti. La disciplina di tale fondo è stata modificata dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 ("Legge Finanziaria 2007") e successivi Decreti e Regolamenti emanati nei primi mesi del 2007. Alla luce di tali modifiche, e in particolare con riferimento alle società con almeno 50 dipendenti, tale istituto è ora da considerarsi un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate anteriormente al 1° gennaio 2007 (e non ancora liquidate alla data di bilancio), mentre successivamente a tale data esso è assimilabile ad un piano a contribuzione definita.

Il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato (TFR) è calcolato su base attuariale secondo quanto previsto dallo IAS 19 ed in particolare utilizzando il metodo della proiezione dell'unità di credito (Projected Unit Credit Method). Alla data di riferimento del bilancio, l'importo maturato deve essere rivalutato per il periodo della durata futura prevista dal rapporto di lavoro. Infine, allo scopo di effettuare una ragionevole stima dell'ammontare dei benefici che ciascun dipendente ha già maturato a fronte delle sue prestazioni di lavoro, questo importo viene attualizzato utilizzando una metodologia basata su varie ipotesi di natura demografica e finanziaria. Attraverso la valutazione attuariale si imputano al conto economico tra gli "Altri proventi (oneri) finanziari" l'interest cost, che costituisce l'onere figurativo che l'impresa sosterrebbe chiedendo al mercato un finanziamento di importo pari al TFR.

Gli utili e le perdite attuariali, che riflettono gli effetti derivanti da variazioni delle ipotesi attuariali, sono contabilizzati direttamente a patrimonio netto.

Debiti commerciali

I debiti sono iscritti al valore nominale; la quota interessi inclusa nel loro valore nominale non maturata a fine periodo viene differita a periodi futuri.

Passività finanziarie non correnti

I finanziamenti sono valutati inizialmente al costo, al netto degli oneri accessori di acquisizione. Tale valore viene rettificato successivamente per tener conto dell'eventuale differenza tra il costo iniziale e il valore di rimborso lungo la durata del finanziamento utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo. I finanziamenti sono classificati tra le passività correnti a meno che il Gruppo abbia il diritto incondizionato di differire l'estinzione di tale passività di almeno dodici mesi dopo la data di riferimento.

Strumenti derivati e contabilizzazione delle operazioni di copertura

Il Gruppo CSP è esposto a rischi finanziari principalmente connessi a variazioni nei tassi di cambio e nei tassi di interesse. Il Gruppo utilizza strumenti derivati (principalmente contratti a termine su valute e contratti di acquisto/vendita di call/put options e contratti derivati su tassi di interesse su finanziamenti a medio-lungo termine) per coprire i rischi derivanti da variazioni delle valute estere con riferimento a impegni irrevocabili o operazioni future previste (ordini di acquisto) oppure derivanti dalla fluttuazione dei tassi di interesse. Il Gruppo non utilizza strumenti derivati con scopi di negoziazione.

Eventuali strumenti derivati vengono inizialmente rilevati al costo, e adeguati al fair value alle successive date di chiusura. Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che sono designati, e si rivelano efficaci, per la copertura dei flussi di cassa futuri relativi ad impegni contrattuali e ad operazioni previste sono rilevate direttamente nel patrimonio netto, mentre la porzione inefficace viene iscritta immediatamente a conto economico. Se gli impegni contrattuali o le operazioni previste oggetto di copertura si concretizzano nella rilevazione di attività o passività, nel momento in cui le attività o le passività sono rilevate, gli utili o le perdite sul derivato che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto vengono ricompresi nella valutazione iniziale del costo di acquisizione o del valore di carico dell'attività o della passività. Per le coperture di flussi finanziari che non si concretizzano nella rilevazione di attività o passività, gli importi che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto verranno inclusi nel conto economico nello stesso periodo in cui l'impegno contrattuale o l'operazione prevista coperti incidono sul conto economico, ad esempio, quando una vendita prevista si verifica effettivamente.

Per le coperture efficaci di un'esposizione a variazioni di fair value, la voce coperta è rettificata delle variazioni di fair value attribuibili al rischio coperto con contropartita di conto economico. Gli utili e le perdite derivanti dalla valutazione del derivato sono iscritti anch'essi a conto economico.

Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che non sono qualificati di copertura sono rilevate nel conto economico del periodo in cui si verificano.

Il metodo contabile della copertura è abbandonato quando lo strumento di copertura giunge a scadenza, è venduto, termina, o è esercitato, oppure non è più qualificato come di copertura. In tale momento, gli utili o le perdite accumulati dello strumento di copertura rilevati direttamente nel patrimonio netto sono mantenuti nello stesso fino al momento in cui l'operazione prevista si verifica effettivamente. Se l'operazione oggetto di copertura si prevede non si verificherà, gli utili o le perdite accumulati rilevati direttamente nel patrimonio netto sono trasferiti nel conto economico del periodo.

I derivati impliciti inclusi in altri strumenti finanziari o in altri contratti sono trattati come derivati separati, quando i loro rischi e caratteristiche non sono strettamente correlati a quelli dei contratti che li ospitano e questi ultimi non sono valutati a fair value con iscrizione dei relativi utili e perdite a conto economico.

Azioni proprie

Le azioni proprie sono iscritte in riduzione del patrimonio netto. Il costo originario delle azioni proprie ed i ricavi derivanti dalle eventuali vendite successive sono rilevati come movimenti di patrimonio netto.

Conto economico

Riconoscimento dei ricavi

I ricavi delle vendite e delle prestazioni sono rilevati al netto dei resi, degli sconti e degli abbuoni, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita delle merci quando si verifica l'effettivo trasferimento dei rischi e dei benefici rilevanti derivanti dalla proprietà o al compimento della prestazione.

I ricavi di natura finanziaria sono iscritti in base alla competenza temporale.

Costo del venduto

Il Costo del venduto comprende il costo di produzione o di acquisto dei prodotti e delle merci che sono state vendute. Include tutti i costi di materiali, di lavorazione e gli altri costi industriali. Questi comprendono gli ammortamenti di fabbricati, impianti e macchinari impiegati nella produzione e le svalutazioni delle rimanenze di magazzino.

Costi di pubblicità

Le spese sostenute per l'acquisto delle campagne pubblicitarie sono imputate a conto economico nel periodo della loro diffusione, mentre le altre spese di pubblicità e promozione sono imputate a conto economico nel periodo in cui sono sostenute.

Proventi finanziari

I proventi finanziari includono gli interessi attivi sui fondi investiti, le differenze di cambio attive e i proventi derivanti dagli strumenti finanziari, quando non compensati nell'ambito di operazioni di copertura. Gli interessi attivi sono imputati a conto economico al momento della loro maturazione, considerando il rendimento effettivo.

Oneri finanziari

Gli oneri finanziari includono gli interessi passivi sui debiti finanziari calcolati usando il metodo dell'interesse effettivo, le differenze di cambio passive e le perdite sugli strumenti finanziari derivati.

Imposte sul reddito dell'esercizio

Le imposte sul reddito includono tutte le imposte calcolate sul reddito imponibile del Gruppo. Le imposte sul reddito sono rilevate nel conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci direttamente addebitate o accreditate a patrimonio netto, nei cui casi l'effetto fiscale è riconosciuto direttamente a patrimonio netto. Le altre imposte non correlate al reddito, come le tasse sugli immobili e sul capitale, sono incluse tra le altre spese operative.

Le imposte differite sono stanziate secondo il metodo dello stanziamento globale della passività. Esse sono calcolate su tutte le differenze temporanee che emergono tra la base imponibile di una attività o passività ed il valore contabile nel bilancio consolidato, ad eccezione dell'avviamento non deducibile fiscalmente e di quelle differenze derivanti da investimenti in società controllate per le quali non si prevede l'annullamento nel prevedibile futuro.

Le attività e le passività fiscali differite sono determinate con le aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili, nei rispettivi ordinamenti dei paesi in cui il Gruppo opera, negli esercizi nei quali le differenze temporanee saranno realizzate o estinte.

Criteri di conversione delle poste in valuta

I crediti ed i debiti espressi originariamente in valuta estera sono convertiti in Euro ai cambi della data di effettuazione delle operazioni che li hanno originati. Le differenze cambio realizzate in occasione dell'incasso dei crediti e del pagamento dei debiti in valuta estera sono iscritte al conto economico.

I ricavi ed i proventi, i costi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta sono iscritti al cambio corrente alla data nella quale la relativa operazione è compiuta.

A fine periodo le attività e le passività espresse in valuta estera, ad eccezione delle immobilizzazioni, sono iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura ed i relativi utili e perdite su cambi sono imputati al conto economico.

Utile per azione

L'utile base per azione è calcolato dividendo il risultato economico del Gruppo per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante il periodo. L'utile diluito per azione è calcolato dividendo

il risultato economico del Gruppo per la media ponderata delle azioni in circolazione, tenendo conto degli effetti di tutte le potenziali azioni ordinarie con effetto diluitivo.

Uso di stime

La redazione del bilancio e delle relative note esplicative in applicazione degli IFRS richiede l'effettuazione di stime e di assunzioni che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data del bilancio. Le stime e le assunzioni utilizzate sono basate sull'esperienza e su altri fattori considerati rilevanti. I risultati che si consuntiveranno potrebbero differire da tali stime. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi immediatamente a conto economico.

In questo contesto si segnala che la situazione causata dall'attuale crisi economica e finanziaria ha comportato la necessità di effettuare assunzioni riguardanti l'andamento futuro caratterizzate da significativa incertezza, per cui non si può escludere il concretizzarsi, nel prossimo esercizio, di risultati diversi da quanto stimato e che quindi potrebbero richiedere rettifiche, ad oggi ovviamente né stimabili né prevedibili, anche significative, al valore contabile delle relative voci. Le voci di bilancio principalmente interessate da tali situazioni di incertezza sono i fondi svalutazione crediti e svalutazione magazzino, le attività non correnti (attività immateriali e materiali), i fondi per rischi ed oneri e le imposte differite attive.

Di seguito sono riepilogati i processi critici di valutazione e le assunzioni chiave utilizzate dalla Direzione nel processo di applicazione dei principi contabili riguardo al futuro e che possono avere effetti significativi sui valori rilevati nel bilancio o per le quali esiste il rischio che possano emergere rettifiche di valore significative al valore contabile delle attività e passività nell'esercizio successivo a quello di riferimento del bilancio.

Fondo svalutazione dei crediti

Il Gruppo applica l'approccio semplificato previsto dall'IFRS 9 e registra le perdite attese su tutti i crediti commerciali in base alla durata residua, definendo lo stanziamento basandosi sull'esperienza storica delle perdite su crediti rettificata per tener conto dei fattori previsionali specifici riferiti ai creditori e all'ambiente sociale (ECL).

Fondo svalutazione magazzino

Il bilancio consolidato del Gruppo include rimanenze di magazzino al netto del fondo svalutazione, iscritto a fronte del rischio di obsolescenza e di riduzione del valore di realizzo.

I processi e le modalità di valutazione delle rimanenze di magazzino sono basati su assunzioni che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione delle vendite future, alla loro stagionalità ed ai prezzi realizzabili in futuro.

Il fondo svalutazione magazzino riflette quindi la stima della Direzione circa le perdite di valore attese da parte del Gruppo, determinate in funzione dell'esperienza passata e dell'andamento storico e atteso del mercato.

Il Gruppo adotta un processo di svalutazione basato sull'individuazione dei codici interessati da fenomeni di obsolescenza e di lenta movimentazione delle giacenze. Il processo viene effettuato in primo luogo mediante un'analisi dei codici sulla probabilità di vendita.

L'analisi del fondo e della sua congruità viene infine supportata applicando una svalutazione basata su indici di rotazione degli articoli di magazzino, come rapporto tra vendite nell'ultimo anno e le giacenze di fine periodo.

Da policy del Gruppo si prevede non vengano effettuate svalutazioni superiori al valore recuperabile mediante la vendita della merce in stock. Ricordiamo infatti che il Gruppo attua una procedura di smaltimento dei prodotti obsoleti, principalmente articoli moda stagionali rimasti invenduti, ricorrendo a vendite a stock.

Valore recuperabile delle attività non correnti (incluso l'avviamento)

Le attività non correnti includono gli immobili, impianti e macchinari, le attività immateriali (incluso l'avviamento), le partecipazioni e le altre attività finanziarie.

La Direzione rivede periodicamente il valore contabile delle attività non correnti detenute ed utilizzate e delle attività che devono essere dismesse, quando fatti e circostanze richiedono tale revisione. Tale attività è svolta utilizzando le stime dei flussi di cassa attesi dall'utilizzo o dalla vendita del bene ed adeguati tassi di sconto per il calcolo del valore attuale. Quando il valore contabile di un'attività non corrente ha subito una perdita di valore, il Gruppo rileva una svalutazione per il valore dell'eccedenza

tra il valore contabile del bene ed il suo valore recuperabile attraverso l'uso o la vendita dello stesso, determinata con riferimento ai più recenti piani.

I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit ("CGU"), in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2022-2026, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.

Stante il perdurare dell'attuale crisi economico-finanziaria, il Gruppo, ai fini della redazione del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2021 e, più in particolare, nell'effettuazione dei test di impairment di attività materiali e immateriali per le diverse CGU, ha preso in considerazione gli andamenti attesi per il 2022; inoltre, per gli anni successivi, il Gruppo ha aggiornato le precedenti proiezioni quinquennali per tenere conto, in senso cautelativo, del contesto economico-finanziario ancora profondamente segnato dall'attuale crisi.

Passività potenziali

Il Gruppo è soggetto a contenziosi legali riguardanti una limitata tipologia di problematiche (clienti, fornitori, agenti e dipendenti); stante le incertezze inerenti tali problematiche, è difficile predire con certezza l'esborso che deriverà da tali controversie. Nel normale corso del business, la Direzione si consulta con i propri consulenti legali ed esperti in materia legale, fiscale e giuslavoristica. Il Gruppo accerta una passività a fronte di tali contenziosi quando ritiene probabile che si verificherà un esborso finanziario e quando l'ammontare delle perdite che ne deriveranno può essere ragionevolmente stimato. Nel caso in cui non è probabile che esista un'obbligazione attuale, Il Gruppo dà informativa di una passività potenziale, a meno che la probabilità di impiegare risorse atte a produrre benefici economici sia remota.

Strumenti finanziari: informazioni integrative ai sensi dell'IFRS 7

Si conferma che, alla data della relazione, tutti gli strumenti finanziari del Gruppo, così come identificati nello schema della situazione patrimoniale e finanziaria, sono iscritti a Bilancio ad un valore pari o che approssima il fair value, sulla base dei requisiti dell'IFRS 7.

Principi contabili IAS/IFRS e relative interpretazioni IFRIC omologati ed applicabili ai bilanci degli esercizi che iniziano dopo il 1° gennaio 2021

Documenti omologati dall'UE al 30 novembre 2021

Titolo documento Data
emissione
Data di entrata
in vigore
Data di
omologazione
Regolamento
UE e data di
pubblicazione
Miglioramenti agli IFRS (ciclo 2018-2020)
[Modifiche all'IFRS 1, all'IFRS 9, all'IFRS
16 e allo IAS 14]
Maggio 2020 1° gennaio 2022 28 giugno 2021 (UE)
2021/1080
2 luglio 2021
Immobili, impianti e macchinari –
Proventi prima dell'uso previsto
(Modifiche allo IAS 16)
Maggio 2020 1° gennaio 2022 28 giugno 2021 (UE)
2021/1080
2 luglio 2021
Contratti onerosi – Costi necessari
all'adempimento di un contratto
(Modifiche allo IAS 37)
Maggio 2020 1° gennaio 2022 28 giugno 2021 (UE)
2021/1080
2 luglio 2021
Riferimento al Quadro concettuale
(Modifiche all'IFRS 3)
Maggio 2020 1° gennaio 2022 28 giugno 2021 (UE)
2021/1080
2 luglio 2021
IFRS 17 – Contratti assicurativi (incluse
modifiche pubblicate nel giugno 2020)
Maggio 2017
Giugno 2020
1° gennaio 2023 19 novembre
2021
(UE)
2021/2036
23 novembre
2021

Documenti NON ancora omologati dall'UE al 31 dicembre 2021

Si segnala che tali documenti saranno applicabili solo dopo l'avvenuta omologazione da parte dell'UE.

Titolo documento Data emissione
da parte dello
IASB
Data di entrata in
vigore del
documento IASB
Data di prevista
omologazione
da parte dell'UE
Standards
IFRS 14 Regulatory Deferral Accounts Gennaio 2014 1° gennaio 2016 Processo di omologazione
sospeso in attesa del nuovo
principio contabile sui "rate
regulated activities"
Amendments
Sale or Contribution of Assets between
an Investor and its Associate or Joint
Venture (Amendments to IFRS 10 and
IAS 28)
Settembre 2014 Differita fino al
completamento
del progetto IAS B
sull'equity
method
Processo di omologazione
sospeso in attesa della
conclusione del progetto IASB
sull'equity method
Classification of Liabilities as Current
or Non-current (Amendment to IAS 1),
including subsequent amendment
issued in July 2020
Gennaio 2020
Luglio 2020
1° gennaio 2023 TBD
Disclosure of Accounting policies
(Amendments to IAS 1 and IFRS
Practice Statement 2)
Febbraio 2021 1° gennaio 2023 TBD
Definition of Accounting Estimates
(Amendments to IAS 8)
Febbraio 2021 1° gennaio 2023 TBD
Deferred tax related to assets and
liabilities arising from a single
transaction (Amendments to IAS 12)
Maggio 2021 1° gennaio 2023 TDB
Initial Application of IFRS 17 and IFRS
9 – Comparative Information
(Amendment to IFRS 17)
Dicembre 2021 1° gennaio 2023 TBD

COMMENTO ALLE PRINCIPALI VOCI DI STATO PATRIMONIALE

ATTIVITÀ NON CORRENTI

Attività immateriali

4. Avviamento

La voce, pari a 8.374 migliaia di Euro al 31 dicembre 2021, si riferisce al valore residuo esistente al 1 gennaio 2004 derivante dalle operazioni di acquisizione del Gruppo Le Bourget. Il decremento di 438 migliaia di Euro rispetto al 31 dicembre 2020, pari a 8.812 migliaia di Euro, è relativo alla svalutazione dell'avviamento scaturito dall'acquisto della società tedesca Oroblù Germany GmbH.

Dal 1° gennaio 2004 l'avviamento non è più ammortizzato: il valore recuperabile delle cash generating unit cui i singoli avviamenti sono stati allocati, viene verificato attraverso la determinazione del valore recuperabile (valore d'uso) e sottoposto ad impairment test, in applicazione della metodologia prevista dal Principio Contabile Internazionale IAS 36. Tale valore d'uso è stimato sulla base:

  • del valore attuale dei flussi finanziari futuri relativi ad un orizzonte previsionale pluriennale che si stimano deriveranno dall'uso continuativo dei beni riferiti alle singole cash-generating unit (metodologia "Discounted Cash Flow" nella sua versione "Unlevered"); e

  • del valore terminale attribuibile alle stesse (stimato sulla base della metodologia della rendita perpetua), al fine di riflettere il valore residuo che ogni cash-generating unit è attesa generare oltre l'orizzonte di piano e rappresentativo del valore attuale dei flussi di cassa futuri successivi al periodo di proiezione esplicita dei dati finanziari previsionali.

Si ricorda, infine, che la recuperabilità degli avviamenti è verificata almeno una volta l'anno (al 31 dicembre) anche in assenza di indicatori di possibile perdita di valore.

L'avviamento è stato attribuito alle Cash Generating Unit dalle quali ci si attendono benefici connessi all'aggregazione; l'avviamento derivante dall'acquisizione di Le Bourget S.A. è allocato alla CGU Francia.

A seguito dell'effettuazione del test di impairment previsto dallo IAS 36, non sono emerse delle perdite di valore che hanno comportato nell'esercizio 2021 la svalutazione dell'avviamenti allocato alla CGU Francia.

Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo successivo.

Impairment test

Le principali ipotesi ed assunzioni utilizzate nella determinazione del valore recuperabile della cashgenerating unit sono relative a:

i) l'utilizzo di dati economici e patrimoniali previsionali della CGU Italia, Francia e Germania;

ii) il tasso di sconto utilizzato per l'attualizzazione dei flussi di cassa attesi stimati;

iii) l'utilizzo del tasso di crescita atteso per il calcolo del valore terminale, in coerenza con l'approccio dell'attualizzazione della "rendita perpetua".

Con riguardo ai valori di cui al punto i), le analisi sono state basate su un'ipotesi di flussi finanziari previsionali relativi ad un orizzonte temporale quinquennale desumibili dai dati di piano 2022-2026 approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 28 marzo 2022.

Con riferimento al valore del punto ii) come tasso di sconto per l'Italia, per i flussi negativi è stato utilizzato un Risk Free Rate pari all'1,24%, mentre per i flussi positivi un WACC pari al 7,01%. Per quanto riguarda la Francia e la Germania, avendo flussi di cassa tutti positivi è stato adottato un tasso di sconto pari al 6,01% per la Francia e pari al 5,66% per la Germania. Si evidenzia che il WACC calcolato rappresenta un tasso di sconto medio ante-imposte, che riflette le valutazioni di mercato del valore attuale del denaro e i rischi specifici dell'attività.

Con riguardo al punto iii), si segnala che nell'elaborazione dell'impairment test, il valore terminale è stato determinato utilizzando un tasso di crescita perpetuo ("g rate") stimato pari all'1%.

Dal sopra citato impairment test non è emersa la necessità di procedere a svalutazioni per la CGU Francia, mentre per la CGU Italia le analisi condotte hanno portato ad evidenziare un "Value in Use" pari a 6,5 milioni di Euro a fronte di un "carrying amount" pari a 25,7 milioni di Euro, per un totale impairment di 19,2 milioni di Euro. Per quanto riguarda la CGU Germania, essendo in atto una riorganizzazione aziendale che ha portato alla svalutazione del valore di avviamento, dalle analisi condotte sul valore residuo non sono emerse problematiche di impairment.

Sulla base delle indicazioni contenute nel Documento Banca d'Italia/Consob/Isvap n. 2 del 6 febbraio 2009 e nel Documento Banca d'Italia/Consob/Isvap n. 4 del marzo 2010, si è provveduto ad elaborare un'analisi di sensitività sui risultati del test rispetto alla variazione di assunti di base quali il tasso di crescita perpetuo nell'elaborazione del valore terminale ("g rate") ed il tasso di sconto ("Risk Free Rate" e "WACC" per l'Italia e "WACC" per Francia e Germania), che condizionano la stima del valore d'uso della cash generating unit. Nelle tabelle sottostanti sono riportati i risultati di tali analisi: 0,74% / 6,51% 1,24% / 7,01% 1,74% / 7,51% 5,51% 6,01% 6,51%

0,50% 7.685.023 6.368.823 5.254.356
1,00% 7.890.322 6.470.120 5.282.534
1,50% 8.129.682 6.583.604 5.309.799
0,50% 68.051.565 61.794.623 56.578.347
1,00% 74.042.987 66.584.523 60.478.692
1,50% 81.527.733 72.435.981 65.157.216
CGU Germania
5,16% 5,66% 6,16%
0,50% 75.858 75.499 75.143
1,00% 75.858 75.499 75.143
1,50% 75.858 75.499 75.143
CGU Italia
CGU Francia
Carrying Amount = 24.051.586
Carrying Amount = 69.268
VALUE IN USE
VALUE IN USE
VALUE IN USE

Carrying Amount = 25.707.146

CGU Francia VALUE IN USE
0,50% 68.051.565 61.794.623 56.578.347
tasso g 1,00% 74.042.987 66.584.523 60.478.692
1,50% 81.527.733 72.435.981 65.157.216
Carrying Amount = 69.268
-------------------------- --
CGU Germania VALUE IN USE
0,50% 75.858 75.499 75.143
tasso g 1,00% 75.858 75.499 75.143
1,50% 75.858 75.499 75.143

Si precisa però che i risultati negativi evidenziati dall'analisi sulla Capogruppo non si estrinsecano in alcun effetto ai fini della redazione del bilancio, in quanto:

  • i beni immateriali iscritti nel bilancio della Capogruppo sono di nuova formazione e principalmente riferibili a software (121 migliaia di Euro), avendo già azzerato tutte le altre immobilizzazioni immateriali, mediante svalutazione dovuta ad impairment, nell'esercizio 2018. Per quanto riguarda invece i diritti d'uso, i contratti maggiormente significativi risultano essere stati stipulati in periodi recenti e i canoni ivi previsti rappresentano il valore di mercato degli stessi.
  • per quanto attiene le altre poste di bilancio della Capogruppo che, in base a quanto previsto dallo IAS 36, devono essere oggetto di analisi in conseguenza del risultato emerso dall'impairment test, si segnala che hanno valori di mercato ampiamente superiori ai valori contabili, pertanto, coerentemente con i principi contabili applicabili non sono state apportate ulteriori svalutazioni. In particolare: per quanto riguarda i terreni e i fabbricati, si evidenzia che i loro valori sono stati confermati mediante una stima redatta da un professionista indipendente dalla quale emerge un valore di mercato pari a 22,5 milioni di Euro a fronte di 7,4 milioni di Euro di valore di carico al 31 dicembre 2021; per gli impianti e macchinari si è svolta un'analisi di dettaglio constatando che il valore di mercato di beni simili risulta superiore al valore contabile di circa 2,9 milioni di Euro; mentre per le migliorie su beni di terzi la

5. Altre attività immateriali

GRUPPO CSP
recuperabilità del valore non risulta problematica avendo verificato che il valore delle migliorie
eseguite sui fabbricati unitamente al valore dei beni ad esse riconducibili condotti in forza di contratto
di leasing risulta a valore di mercato.
5.
Altre attività immateriali
Software Marchi Altre Immobilizz. Totale
e Licenze in corso
Costo Storico
Al 1 gennaio 2020 13.637 13.433 1.592 22 28.684
Incrementi 226 0 0 0 226
Decrementi 0 0 0 0 0
Altri movimenti 22 0 0 (22) 0
Al 31 dicembre 2020 13.885 13.433 1.592 0 28.910
Incrementi 109 0 0 0 109
Decrementi (75) 0 (103) 0 (178)
Altri movimenti 0 0 (300) 0 (300)
Al 31 dicembre 2021 13.919 13.433 1.189 0 28.541
Ammortamenti e svalutazioni
Al 1 gennaio 2020 13.387 10.384 781 0 24.552
Ammortamenti dell'anno 206 0 0 0 206
Decrementi
Altri movimenti
0
0
0
0
0
207
0
0
0
207
Al 31 dicembre 2020 13.593 10.384 988 0 24.965
Ammortamenti dell'anno 244 0 0 0 244
Decrementi (73) 0 0 0 (73)
Altri movimenti (2) 0 0 0 (2)
Al 31 dicembre 2021 13.762 10.384 988 0 25.134
Valore netto contabile:
Al 1 gennaio 2020 250 3.049 810 22 4.131
Al 31 dicembre 2020 292 3.049 603 0 3.944
Al 31 dicembre 2021 157 3.049 200 0 3.406

I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit ("CGU"), in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2022-2026, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.

L'incremento dell'esercizio per la voce 'Software', attribuibile principalmente alla Capogruppo, è relativo ai costi sostenuti per lo sviluppo di nuove applicazioni e per l'aggiornamento del sistema informativo gestionale.

Nella voce 'Marchi' sono compresi i marchi Cagi, Liberti e Well e i marchi Perofil e Luna di Seta, acquistati nel 2017 e i costi per licenza su marchi di terzi Bikkembergs.

I marchi Cagi, Liberti, Perofil e Luna di Seta e i costi per la licenza Bikkembergs, in quanto attribuiti alla Cash Generating Unit Italia sono stati interamente svalutati nel 2018, mentre per il marchio Well attribuito alla CGU Francia non si evidenza la necessità di svalutazione.

Il marchio Well iscritto in bilancio per un importo pari a 3.049 migliaia di Euro non è ammortizzato in quanto a vita utile indefinita. L'analisi di impairment del marchio è stata ricompresa nell'impairment, effettuato a livello di CGU, a cui si rimanda per la spiegazione.

Nella voce 'Altre' sono compresi gli importi pagati dalla Società CSP Paris per l'apertura di 2 punti vendita in Francia, per un importo complessivo di 200 migliaia di Euro. Si segnala che il decremento del 2021 è relativo alla chiusura del punto vendita Le Bourget di Saint Etienne.

Tali importi sono considerati attività immateriali a vita utile indefinita e pertanto non sono stati assoggettati ad ammortamento. Le verifiche sul loro fair value hanno evidenziato la necessità di procedere nel 2021 a rettifiche di valore per 300 migliaia di Euro.

6. Diritto d'uso

Di seguito si riportano i movimenti relativi alle attività per diritto di utilizzo derivanti dall'applicazione del principio contabile IFRS 16.

Terreni e Impianti e Attrezzature Altri Totale
fabbricati macchinari beni
Costo Storico
Al 1 gennaio 2020 9.921 237 17 1.968 12.143
Incrementi 843 1 0 1.189 2.033
Decrementi (2.303) 0 (9) (1.214) (3.526)
Altri movimenti 0 0 0 0 0
Al 31 dicembre 2020 8.461 238 8 1.943 10.650
Incrementi 3.676 0 0 362 4.038
Decrementi (1.100) 0 (8) (327) (1.435)
Altri movimenti 0 15 0 (15) 0
Al 31 dicembre 2021 11.037 253 0 1.963 13.253
Ammortamenti
Al 1 gennaio 2020 5.085 174 11 1.173 6.443
Ammortamenti del periodo 987 35 5 483 1.510
Decrementi (979) 0 (9) (615) (1.603)
Altri movimenti 539 0 0 21 560
Al 31 dicembre 2020 5.632 209 7 1.062 6.910
Ammortamenti del periodo 931 21 1 464 1.417
Decrementi (1.091) 0 (8) (247) (1.346)
Altri movimenti 0 0 0 0 0
Al 31 dicembre 2021 5.472 230 0 1.279 6.981
Valore netto contabile:
Al 1 gennaio 2020 4.836 63 6 795 5.700
Al 31 dicembre 2020 2.829 29 1 881 3.740
Al 31 dicembre 2021 5.565 23 0 684 6.272

Il saldo comprende principalmente i diritti d'uso legati ai contratti di affitto del canale retail e di altri immobili ad uso industriale e commerciale e i diritti d'uso legati ai contratti di noleggio delle

GRUPPO CSP
autovetture. Si segnala che l'incremento dei diritti d'uso legato ai contratti di affitto di immobili, è
imputabile alla controllata francese che nel corso del 2021 ha rinnovato contratti di affitto in scadenza
relativi ad immobili ad uso commerciale.
Le analisi condotte circa la recuperabilità del valore dei Diritti d'uso non hanno evidenziato la necessità
di procedere a svalutazioni.
7.
Immobili, impianti, macchinari e altre immobilizzazioni di proprietà
Terreni e Impianti e Attrezzature Altri Immobilizz. Totale
fabbricati macchinari beni in corso
Costo Storico
Al 1 gennaio 2020 33.337 42.693 20.870 12.044 1.201 110.145
Incrementi
Cessioni
0
0
6
(471)
3
(1.130)
59
(145)
62
0
130
(1.746)
Altri movimenti 0 16 35 1.192 (1.243) 0
Al 31 dicembre 2020 33.337 42.244 19.778 13.150 20 108.529
Incrementi 0 89 1 249 286 625
Cessioni (10) (1.232) (353) (367) 0 (1.962)
Altri movimenti 0 12 39 (86) (208) (243)
Al 31 dicembre 2021 33.327 41.113 19.465 12.946 98 106.949
Ammortamenti e svalutazioni
Al 1 gennaio 2020 23.870 40.729 19.481 9.627 0 93.707
Ammortamenti dell'anno 495 446 307 723 0 1.971
Cessioni 0 (471) (1.130) (131) 0 (1.732)
Altri movimenti 0 0 0 0 0 0
Al 31 dicembre 2020 24.365 40.704 18.658 10.219 0 93.946
Ammortamenti dell'anno 487 371 281 648 0 1.787
Cessioni (9) (1.207) (342) (277) 0 (1.835)
Altri movimenti 0 0 0 0 0 0
Al 31 dicembre 2021 24.843 39.868 18.597 10.590 0 93.898
Valore netto contabile:
Al 1 gennaio 2020 9.467 1.966 1.389 2.417 1.201 16.440
Al 31 dicembre 2020 8.972 1.542 1.118 2.931 20 14.585
Al 31 dicembre 2021 8.484 1.247 866 2.356 98 13.051

7. Immobili, impianti, macchinari e altre immobilizzazioni di proprietà

I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit ("CGU"), in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2022-2026, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.

Si segnala che il valore dei terreni e fabbricati della Capogruppo (pari a 7.443 migliaia di Euro) è asseverato da una perizia di stima di un professionista indipendente ed il valore emergente da tale perizia è sensibilmente superiore al valore contabile.

Nell'esercizio in esame sono stati effettuati investimenti lordi per complessivi 625 migliaia di Euro, relativi principalmente all'acquisto di altri beni.

I decrementi del periodo si riferiscono a cessioni di macchinari, attrezzature ed altri beni completamente ammortizzati.

Altre attività non correnti

8. Crediti finanziari, crediti vari, crediti commerciali e altre attività non correnti

Tale voce, pari a 26 migliaia di Euro, si riferisce prevalentemente ai depositi cauzionali.

9. Attività per imposte anticipate

La voce, pari a 584 migliaia di Euro al 31 dicembre 2021 e a 592 migliaia di Euro al 31 dicembre 2020, accoglie le imposte differite attive sulle differenze temporanee tra i valori iscritti in bilancio e i corrispondenti valori fiscali, principalmente riconducibili a fondi tassati della società CSP Paris (fondo svalutazione crediti/magazzino e fondi rischi) che saranno fiscalmente deducibili in esercizi futuri (i dettagli sono esposti nell'allegato n. 2).

Si segnala che la Capogruppo, per il principio della prudenza e in considerazione della situazione attuale e degli scenari ad oggi non prevedibili, ha deciso di non iscrivere in bilancio le imposte anticipate.

ATTIVITÀ CORRENTI

10. Rimanenze di magazzino

Il bilancio consolidato del Gruppo include rimanenze di magazzino pari a 28.053 migliaia di Euro, al netto di un fondo svalutazione di 5.875 migliaia di Euro iscritto a fronte del rischio di obsolescenza e di riduzione del valore di realizzo.

I processi e le modalità di valutazione delle rimanenze di magazzino sono basati su assunzioni che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione delle vendite future, alla loro stagionalità ed ai prezzi realizzabili in futuro.

Le rimanenze di magazzino sono così rappresentate:

31/12/21 31/12/20 Variazione
Valore lordo 33.928 38.137 (4.209)
Fondo svalutazione (5.875) (7.617) 1.742
28.053 30.520 (2.467)
31/12/21 31/12/20 Variazione
Materie prime, sussidiarie e di consumo 6.692 6.123 569
Fondo svalutazione (1.051) (1.255) 204
5.641 4.868 773
Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati 5.792 5.770 22
Fondo svalutazione (193) (344) 151
5.599 5.426 173
Prodotti finiti e merci 21.444 26.244 (4.800)
Fondo svalutazione (4.631) (6.018) 1.387
16.813 20.226 (3.413)
Totale 28.053 30.520 (2.467)

Le rimanenze di magazzino evidenziano un decremento netto di 2.467 migliaia rispetto all'esercizio precedente.

Ricordiamo, infine, che il Gruppo attua una procedura di smaltimento dei prodotti obsoleti, principalmente articoli moda stagionali rimasti invenduti, ricorrendo a vendite a stock; la merce che alla fine dell'esercizio risultava ancora in giacenza è stata opportunamente svalutata allineandola al presunto valore di realizzo.

11. Crediti commerciali

I crediti verso clienti ammontano a 19.189 migliaia di Euro, al netto del fondo svalutazione crediti pari a 802 migliaia di Euro (825 migliaia di Euro al 31 dicembre 2020).

Non vi sono crediti esigibili oltre i cinque anni.

La ripartizione dei crediti commerciali per termini di scadenza, con l'evidenza degli importi a valore nominale e della relativa svalutazione applicata, è la seguente:

31/12/21 di cui 31/12/20 di cui
svalutazione svalutazione
A scadere 16.940 89 13.301 61
Scaduto da 1 a 30 giorni 1.297 92 1.266 27
Scaduto da 31 a 90 giorni 923 137 785 30
Scaduto da 91 a 180 giorni 178 41 (39) 8
Scaduto da 181 a 365 giorni 202 68 680 239
Scaduto da oltre 366 giorni 451 375 538 460
Totale 19.991 802 16.531 825

Si ritiene che il valore contabile dei crediti commerciali approssimi il loro fair value.

La ripartizione dei crediti commerciali per area geografica è la seguente:

31/12/21 31/12/20
Italia 6.712 6.791
Francia 10.518 7.538
Unione Europea 828 711
Resto del Mondo 1.131 666
Totale 19.189 15.706

La movimentazione del fondo svalutazione crediti è la seguente:

Saldo iniziale Accantonamenti Utilizzi Saldo finale
825 189 (212) 802

Nel periodo in esame il fondo è stato utilizzato a copertura delle perdite per 212 migliaia di Euro. Gli accantonamenti al fondo sono stati effettuati a fronte dei rischi emersi in sede di valutazione dei relativi crediti al 31 dicembre 2021.

12. Crediti finanziari, crediti vari e altre attività

La composizione della suddetta voce è la seguente:

31/12/21 31/12/20
Erario c/IVA 750 631
Anticipi a fornitori 199 144
Crediti verso Enti 83 112
Crediti per imposte 372 816
Risconti attivi 610 505
Altri crediti 493 625
Totale 2.507 2.833

Il decremento rispetto al 31 dicembre 2020 è pari a 326 migliaia di Euro.

La differenza più significativa si riferisce al decremento dei crediti per imposte, principalmente imputabile alla controllata francese, e degli altri crediti parzialmente controbilanciato dall'aumento del credito per Iva e dei risconti attivi.

Si ritiene che il valore contabile dei Crediti finanziari, crediti vari e altre attività approssimi il loro fair value.

13. Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti

L'ammontare complessivo delle disponibilità liquide del Gruppo è pari a 22.825 migliaia di Euro (18.390 migliaia di Euro al 31 dicembre 2020) a fronte di temporanee disponibilità su c/c bancari in attesa di utilizzi futuri.

I valori esposti possono essere convertiti in cassa prontamente e sono soggetti ad un rischio di variazione di valore non significativo. Si ritiene che il valore di carico delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti sia allineato al loro fair value alla data di bilancio.

PATRIMONIO NETTO

Il Patrimonio netto al 31 dicembre 2021 ammonta a 48.686 migliaia di Euro, in aumento di 797 migliaia di Euro rispetto al 31 dicembre 2020 a seguito principalmente del risultato netto positivo dell'esercizio pari a 751 migliaia di Euro.

14. Capitale sociale

Il capitale sociale al 31 dicembre 2021, interamente sottoscritto e versato, risulta costituito da 33.259.328 azioni ordinarie da nominali Euro 0,52 cadauna. Nessuna variazione è intervenuta nel periodo in esame.

Riguardo al capitale sociale e alle riserve delle società per azioni la normativa italiana stabilisce che:

  • il capitale sociale della Società non può avere valore inferiore a 120.000 Euro;

  • ogni variazione dell'importo del capitale sociale deve essere deliberata dall'Assemblea, la quale può attribuire delega al Consiglio, per un periodo massimo di cinque anni, ad aumentare il capitale fino ad un ammontare determinato; l'organo assembleare ha inoltre l'obbligo di adottare gli opportuni provvedimenti quando risulta che il capitale sociale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite accertate, nonché di procedere alla riduzione del capitale sociale se entro l'esercizio successivo detta perdita non risulta diminuita a meno di un terzo. Se, per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al di sotto del minimo legale sopra citato l'Assemblea deve deliberare sia la riduzione del capitale che il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo, o la trasformazione della Società;

  • la riserva sovrapprezzo azioni viene costituita se la Società emette azioni ad un prezzo superiore al loro valore nominale e non può essere distribuita fino a che la riserva legale non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale;

  • per quanto riguarda le azioni proprie, la Società non può acquistare azioni proprie se non nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio regolarmente approvato. L'acquisto deve essere autorizzato dall'Assemblea e in nessun caso il valore nominale delle azioni acquistate può eccedere la quinta parte del capitale sociale.

ìGli utili netti risultanti dal bilancio annuale della Società devono essere così destinati:

  • alla riserva legale il 5% fino a che questa non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale;

  • ad ulteriore accantonamento a riserva legale, alla riserva straordinaria e/o ad utili portati a nuovo per eventuali assegnazioni deliberate dall'Assemblea.

Gli obiettivi identificati dalla CSP International Fashion Group S.p.A. nella gestione del capitale sono la creazione di valore per la generalità degli azionisti, la salvaguardia della continuità aziendale ed il supporto allo sviluppo del Gruppo.

15. Altre riserve

Tali riserve sono così ripartite:

31/12/21 31/12/20
Riserva legale 2.964 2.964
Riserva da sovrapprezzo delle azioni 21.859 21.859
Riserva per differenze attuariali (1.657) (1.705)
Riserve diverse 7.604 13.783
Totali 30.770 36.901

16. Azioni proprie

Le Azioni proprie al 31 dicembre 2021 sono costituite da n. 1.000.000 azioni ordinarie acquistate per un costo di acquisto pari a 888 migliaia di Euro; nell'esercizio in esame non sono state acquistate azioni. L'Assemblea ordinaria del 30 aprile 2021 ha autorizzato l'alienazione, disposizione e/o utilizzo delle azioni proprie in portafoglio, per un periodo di 18 mesi a far data dalla delibera assembleare.

Utile (perdita) per azione

La perdita base per azione al 31 dicembre 2021 è pari a 0,023 Euro (al 31 dicembre 2020 la perdita base per azione è pari a -0,186 Euro) ed è calcolato dividendo il risultato del Gruppo per la media ponderata delle azioni in circolazione durante il periodo.

Utile (perdita) per azione diluito

L'utile diluito per azione coincide con l'utile per azione.

PASSIVITÀ NON CORRENTI

17. Passività finanziarie con scadenza oltre 12 mesi

Debiti verso banche oltre i 12 mesi

I debiti verso banche scadenti oltre 12 mesi ammontano a 6.239 migliaia di Euro e sono diminuiti di 2.177 migliaia di Euro rispetto al 31 dicembre 2020. La variazione accoglie l'effetto della riclassifica nelle passività finanziarie correnti delle quote esigibili entro 12 mesi e il rimborso delle rate dei mutui in scadenza.

La ripartizione dei debiti bancari oltre 12 mesi per termini di rimborso, esposti al netto dei relativi oneri accessori, è la seguente:

31/12/21 31/12/20
- scadenti da 1 a 2 anni 1.920 2.877
- scadenti da 2 a 3 anni 1.502 1.920
- scadenti da 3 a 4 anni 1.509 1.327
- scadenti da 4 a 5 anni 1.133 1.334
- scadenti oltre 5 anni 175 958
Totale 6.239 8.416

Tali debiti bancari si riferiscono ai seguenti finanziamenti (comprensivi anche della quota corrente):

Istituto di credito Data di 31/12/21
stipula
Finanziamento Banca Intesa Sanpaolo (ex UBI) 21.10.2016 476
Finanziamento Mediocredito Italiano 28.10.2016 450
Finanziamento Banca Nazionale del Lavoro 28.12.2016 200
Finanziamento Banca Nazionale del Lavoro 26.06.2018 1.200
Finanziamento Banca Intesa Sanpaolo 28.09.2020 1.497
Finanziamento Monte dei Paschi di Siena 21.09.2020 2.234
Finanziamento Monte dei Paschi di Siena 21.09.2020 249
Finanziamento Credito Padano 19.11.2020 1.497
Finanziamento BPM 26.11.2020 613
Finanziamento SIMEST 01.03.2021 700
9.116

Nel corso del primo semestre del 2021, e più precisamente in data 09.04.2021 la Capogruppo ha ottenuto un finanziamento SIMEST di importo pari a 800.000 Euro, di cui 100.000 Euro a Fondo perduto e 700.000 Euro a valere sul Fondo 394/81.

Il piano di rimborso prevede, quanto al capitale di Euro 700.000, otto rate semestrali, ciascuna di pari importo, alle scadenze del 30.06 e del 31.12 di ogni anno a cominciare dal 30.06.2024 e fino al 31.12.2027.

Tutti i finanziamenti di Banca Nazionale del Lavoro prevedono per tutta la durata dei suddetti contratti, il rispetto dei seguenti covenants determinati sui risultati consolidati del Gruppo CSP:

  1. Rapporto Posizione Finanziaria Netta / EBITDA </= 3,50

  2. Rapporto Posizione Finanziaria Netta / PN </= 1,00

Si segnala che il mancato rispetto di entrambi i covenants finanziari potrà comportare la decadenza del beneficio del termine.

Tali convenants, come previsto contrattualmente, andranno verificati alla fine di ogni esercizio; alla data di redazione del bilancio al 31 dicembre 2021 entrambi i convenants risultano rispettati. Gli altri finanziamenti non contemplano covenants da rispettare.

Altre passività finanziarie oltre 12 mesi

Le altre passività finanziarie scadenti oltre 12 mesi ammontano a 5.081 migliaia di Euro ed includono i debiti per leasing finanziari a lungo termine derivanti dall'applicazione del principio contabile IFRS 16.

18. Trattamento fine rapporto (TFR) e altri fondi relativi al personale

La voce Trattamento di fine rapporto (TFR) riflette l'indennità prevista sia dalla legislazione francese che da quella italiana; quest'ultima, modificata dalla Legge n. 296/2006, prevede che l'indennità maturata dai dipendenti fino al 31 dicembre 2006 verrà liquidata al momento dell'uscita del dipendente. In presenza di specifiche condizioni, può essere parzialmente anticipata al dipendente nel corso della vita lavorativa.

La valutazione attuariale evidenzia quindi un valore del fondo TFR al 31 dicembre 2021 pari a 6.104 migliaia di Euro e riflette l'indennità maturata a fine periodo dai dipendenti del Gruppo calcolata su base attuariale. La movimentazione del fondo è riepilogata in sintesi come segue:

ì Saldo Interest Indennità Indennità Utili/Perdite Saldo
iniziale cost accantonate liquidate attuariali finale
TFR 6.524 36 9 (396) (69) 6.104

Si segnala inoltre che la contabilizzazione degli utili/perdite attuariali è imputata direttamente a patrimonio netto.

Si precisa, infine, che il Gruppo ha esposto la componente interessi dell'onere relativo ai piani per dipendenti a benefici definiti nella voce oneri finanziari, con conseguente incremento degli oneri finanziari di periodo di 36 migliaia di Euro (36 migliaia di Euro al 31 dicembre 2020).

Il modello di valutazione attuariale si fonda sulle cosiddette basi tecniche, che costituiscono le ipotesi di natura demografica ed economico-finanziaria relative ai parametri coinvolti nel calcolo.

In sintesi, le assunzioni adottate sono state le seguenti:

Ipotesi finanziarie
Tasso tecnico di attualizzazione 0,65%
Tasso annuo di inflazione 1,75%
Tasso annuo di incremento TFR Da 1,5 a 3,0%

Ipotesi demografiche

Tasso di mortalità In linea con quanto indicato dalle
risultanze
ufficiali
dell'Istituto
Nazionale di Statistica 2004 per
uomini
e
donne
in
Italia
e
dall'Institut
National
de
la
Statistique
et
des
Etudes
Economiques 2005 in Francia
Invalidità In linea con quanto indicato dalle
risultanze ufficiali dell'INPS 1998
per uomini e donne in Italia, non
applicabile in Francia.
Turnover del personale Turnover del personale dal 2,5 al
7,5% per anno su tutte le età
Anticipi 1,5% per anno variabile in base
all'età/anzianità per l'Italia, non
previsto in Francia
Età di pensionamento Il raggiungimento del primo dei
requisiti
pensionabili
validi
per
l'Assicurazione
Generale
Obbligatoria in Italia ed a 65 anni in
Francia.

In merito alla scelta del tasso di attualizzazione, con riferimento all'attuale situazione di alta volatilità dei mercati finanziari, si è scelto di prendere come indice di riferimento l'indice per l'Eurozona Iboxx Corporate AA con durata coerente con la durata media finanziaria del collettivo oggetto di valutazione.

Analisi di sensitività

Nell'ipotesi che il tasso di attualizzazione aumentasse dello 0,25% l'effetto positivo sulla valutazione del TFR sarebbe di 119 migliaia di Euro.

Nell'ipotesi che il tasso di attualizzazione diminuisse dello 0,25% l'effetto negativo sulla valutazione del TFR sarebbe di 130 migliaia di Euro.

19. Fondi per rischi ed oneri

Di seguito esponiamo la movimentazione e composizione di tale voce:

Saldo Accanton. Utilizzi Saldo
iniziale finale
Fondo ind. suppl. clientela 1.482 69 (408) 1.143
Fondo ristrutturazione 640 323 (504) 459
Fondo rischi per contenziosi 261 55 (22) 294
Totale 2.383 447 (934) 1.896

Il fondo indennità suppletiva di clientela è relativo all'indennità maturata dagli agenti, calcolata in

accordo con la normativa e i contratti collettivi vigenti.

Il fondo rischi per contenziosi si riferisce ad accantonamenti fatti in relazione a rischi derivanti da cause mosse da terzi, in prevalenza fornitori ed erario. Il saldo si riferisce principalmente all'accantonamento fatto da CSP Paris per una causa mossa da un concorrente.

La voce 'Fondo ristrutturazione', pari a 459 migliaia di Euro, si riferisce per 135 migliaia di Euro ai costi residui che CSP Paris dovrà sostenere per la chiusura di due punti vendita diretti e per 323 migliaia di Euro all'accantonamento effettuato dalla Capogruppo in relazione alla cessazione parziale di attività per la Divisione Lepel di Carpi.

Situazione fiscale

Alla data di chiusura del presente bilancio si fa presente che per la Capogruppo è pendente una controversia fiscale conseguente alla verifica condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Mantova, conclusasi in data 26 maggio 2015.

In data 4 gennaio 2018 l'Agenzia delle Entrate di Mantova ha notificato l'avviso di accertamento, dove sono stati confermati l'ammontare dei rilievi formalizzati dai verificatori.

In luglio 2018 la Capogruppo ha quindi presentato un'istanza di ruling internazionale al fine di evitare una doppia imposizione fiscale in Italia e in Francia.

Non vi sono ulteriori aggiornamenti da segnalare.

20. Fondo imposte differite

La voce, pari a 77 migliaia di Euro al 31 dicembre 2021 ed in linea con l'esercizio precedente, accoglie le imposte differite accantonate sulle differenze temporanee tra i valori delle attività e delle passività iscritte in bilancio, interamente attribuibili alla Capogruppo.

PASSIVITÀ CORRENTI

21. Passività finanziarie con scadenza entro 12 mesi

Debiti verso banche entro 12 mesi

La ripartizione dei debiti bancari entro 12 mesi è la seguente:

31/12/21 31/12/20
Debiti correnti 21 1.759
-Mutui scadenti entro 1 anno 2.877 2.990
-Anticipi scadenti entro 1 anno 2.000 2.103
Totale 4.898 6.852

La dinamica completa della variazione dei flussi finanziari è esposta nel Rendiconto finanziario. Al 31 dicembre 2021 e alla data di redazione delle presenti note, l'ammontare delle linee di credito a breve concesse alle società del Gruppo dagli istituti di credito a fronte delle diverse forme di possibile utilizzo è pari a 26.900 migliaia di Euro.

Di seguito si espone la composizione dell'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2021 e 2020:

31/12/21 31/12/20
Debiti finanziari a breve (IFRS 16) 1.250 1.147
Debiti verso banche a breve 2.021 3.862
Quota a breve dei debiti a medio lungo termine 2.877 2.990
Cassa e banche attive (22.825) (18.390)
Indebitamento finanziario a breve (16.677) (10.391)
Debiti finanziari a medio lungo termine (IFRS 16) 5.081 2.627
Finanziamenti a medio lungo termine al netto delle quote correnti 6.239 8.416
eIndebitamento finanziario netto (5.357) 652

L'indebitamento finanziario netto è variato di 6.009 migliaia di Euro ed evidenzia un saldo a credito.

Altre passività finanziarie entro 12 mesi

Le altre passività finanziarie entro 12 mesi ammontano a 1.250 migliaia di Euro ed includono i debiti per leasing finanziari a breve termine derivanti dall'applicazione del principio contabile IFRS 16.

22. Debiti commerciali

Il saldo registra un decremento di 4.841 migliaia di Euro, soprattutto per fenomeni legati alla dinamica temporale degli acquisti, il cui volume, rispetto allo scorso esercizio, è aumentato. I debiti verso fornitori sono tutti liquidabili entro l'esercizio successivo.

La ripartizione dei debiti commerciali per area geografica è la seguente:

31/12/21 31/12/20
Italia 10.592 8.196
Francia 8.148 6.083
Unione Europea 484 705
Resto del Mondo 1.425 824
Totale 20.649 15.808

La ripartizione dei debiti commerciali per termini di scadenza è la seguente:

31/12/21 31/12/20
Scaduto 408 2.303
A scadere da 1 a 30 giorni 7.888 4.373
A scadere da 31 a 90 giorni 10.162 7.102
A scadere da 91 a 180 giorni 1.866 1.806
A scadere da 181 a 365 giorni 325 224
A scadere oltre 366 giorni 0 0
Totale 20.649 15.808

Si ritiene che il valore contabile dei debiti commerciali alla data di bilancio approssimi il loro fair value.

23. Debiti vari ed altre passività

La ripartizione dei debiti vari e altre passività è la seguente:

31/12/21 31/12/20
Debiti v/dipendenti per competenze 4.040 3.093
Debiti v/ istituti di previdenza 3.266 3.394
Debiti per imposte 725 552
Ratei e risconti passivi 9 77
Altri debiti 120 307
Totale 8.160 7.423

I debiti vari e altre passività sono aumentati di 737 migliaia di Euro rispetto all'esercizio precedente e riguardano principalmente i debiti relativi al lavoro dipendente. Le differenze più significative si riferiscono principalmente ai maggiori debiti della controllata francese relativi al lavoro dipendente. Si ritiene che il valore contabile dei debiti vari e altre passività alla data di bilancio approssimi il loro fair value.

24. Debiti per imposte correnti

Al 31 dicembre 2021 la voce è pari a 1.255 migliaia di Euro e si riferisce principalmente al debito per imposte correnti sul reddito d'esercizio della società francese.

Al 31 dicembre 2020 non c'erano debiti per imposte correnti.

Si ritiene che il valore contabile dei debiti per imposte correnti alla data di bilancio approssimi il loro fair value.

25. IMPEGNI E RISCHI

Garanzie prestate

Le fidejussioni sono rilasciate prevalentemente da istituti di credito a favore di terzi per l'ordinaria gestione dell'attività.

Elenchiamo di seguito la suddivisione per Istituto di credito al 31 dicembre 2021 e 2020. Si precisa che le fidejussioni in essere al 31 dicembre 2020 presso UBI Banca, a seguito della sua incorporazione all'interno di Intesa Sanpaolo, nel corso del 2021 sono confluite in Banca Intesa:

31/12/21 31/12/20
Fideiussioni:
- Monte dei Paschi di Siena 61 61
- UBI Banca 0 27
- Banca Intesa 32 5
- Banca BNP 22 22
Totale 115 115

Impegni

Si segnala che il Gruppo al 31 dicembre 2021 non ha in essere impegni derivanti da contratti di locazione di attrezzature elettroniche di modico valore, che quindi non rientrano nell'ambito dell'applicazione dell'IFRS 16. Al 31 dicembre 2020 l'ammontare dei canoni ancora dovuti per tali contratti era pari a 38 migliaia di Euro.

Coperture sui tassi

Nella voce 'Debiti vari e altre passività' e nella voce 'Crediti finanziari, crediti vari e altre attività' sono inclusi rispettivamente l'ammontare di 5 migliaia di Euro (26 migliaia di Euro al 31 dicembre 2020 ) e di 1 migliaia di Euro riferito alla valutazione al fair value di operazioni in strumenti derivati stipulati dalla Capogruppo a fronte delle oscillazioni dei tassi di interesse, i cui dettagli sono riportati nella sottostante tabella:

Istituto Valutazione
fair value
Data
scadenza
Importo
sottostante
Importo
residuo
Banca Nazionale del Lavoro (5) 11.06.2023 900 1.200
Monte dei Paschi di Siena 1 31.07.2026 2.250 2.250
Totale (4) 3.150 3.450

Tali contratti, pur avendo natura di copertura sostanziale dai rischi di fluttuazione, non rispettano tutti i requisiti previsti dall'IFRS 9 per una classificazione come di copertura e, conseguentemente, il relativo effetto derivante dall'adeguamento della valutazione al fair value alla chiusura dell'esercizio 2021 è stato iscritto a conto economico.

Nella voce 'Crediti finanziari, crediti vari e altre attività' è incluso inoltre l'ammontare di 101 migliaia di Euro riferito alla valutazione al fair value dei contratti di acquisti a termine di valuta (dollari statunitensi) per coprire il rischio di cambio connesso al pagamento di forniture nella stessa valuta con scadenza media entro 12 mesi, per un controvalore al 31 dicembre 2021 di 1.926 migliaia di Euro

Tutti i fair value, che comprendono la valutazione delle coperture dei tassi di interesse e delle coperture su operazioni di rischi su cambi in valuta, sono stati determinati attraverso 'Input significativi osservabili (Livello 2)', ovvero con tecniche di valutazione con riferimento a variabili osservabili su mercati attivi. Il valore di riferimento è il mark-to-market, il metodo di valutazione in base al quale il

26. INFORMATIVA DI SETTORE

Andamento economico per settore operativo

valore di uno strumento o contratto finanziario è sistematicamente aggiustato in funzione dei prezzi
correnti di mercato.
Il relativo valore di carico al 31 dicembre 2021 risulta pertanto allineato al valore di mercato alla
medesima data.
26. INFORMATIVA DI SETTORE
Di seguito si riportano i dati richiesti ai sensi dell'IFRS 8.
I settori identificati per tale analisi sono: Italia, Francia e Altri (nei quali confluiscono i dati di Germania
e USA).
Andamento economico per settore operativo
I seguenti prospetti illustrano le situazioni per area di attività al 31 dicembre 2021 e 31 dicembre 2020:
Dati bilancio 31.12.21
ITALIA
FRANCIA
ALTRI
Rettifiche
GRUPPO
(Valori in migliaia di Euro)
31.12.2021
31.12.2021
31.12.2021
31.12.2021
31.12.2021
Conto economico
Ricavi esterni
33.406
56.132
1.455
0
Ricavi Intercompany
8.061
99
0
(8.160)
% dei ricavi esterni
Costo del venduto
(27.919)
(31.754)
(892)
8.592
Margine Lordo
13.547
24.476
563
432
Pubblicità
(1.655)
(2.908)
(30)
(103)
Provvigioni
(1.871)
(58)
(29)
4
Trasporti/Logistica
(2.597)
(3.241)
(97)
-
Spese commerciali dirette
(2.734)
(11.046)
(2)
0
Perdite su crediti
(142)
23
(31)
0
Costi di settore
(8.999)
(17.230)
(188)
(99)
Risultato di settore (Margine Commerciale)
4.549
7.246
374
333
Spese corporate
(7.770)
(3.753)
(311)
151
Altri proventi non operativi
2.103
0
0
(2.103)
Altri proventi/oneri
50
1.480
11
(21)
Proventi/Oneri finanziari
(175)
269
(24)
0
Utile (Perdita) prima delle imposte
(1.244)
5.242
51
(1.641)
0
(1.623)
5
(39)
Imposte sul reddito dell'esercizio
Utile (Perdita) d'esercizio
(1.244)
3.618
56
(1.680)
Stato Patrimoniale
Attività di settore
70.706
54.760
939
(22.110)
di cui:
- Immobilizzazioni materiali
10.140
3.009
7
(106)
- Immobilizzazioni immateriali
2.336
15.707
8
0
- Capitale circolante operativo netto
14.496
5.314
232
(358)
PN
Passività di settore
(70.706)
(54.760)
(939)
22.110
di cui:
- Posizione finanziaria netta
(10.566)
15.792
131
0
- Patrimonio netto
(39.759)
(28.919)
(375)
20.366
Altre informazioni
Investimenti di segmento (immobilizzazioni
immateriali)
96
13
0
0
Investimenti di segmento (immobilizzazioni materiali)
372
253
0
0
Ammortamenti
(1.825)
(1.639)
(18)
34
Perdite di valore/riprese riconosciuti a conto economico
0
0
0
0
Altri costi non monetari diversi dall'ammortamento
(142)
23
(31)
0
GRUPPO CSP
CSP International
90.992
-0
0,00%
(51.974)
39.018
(4.694)
(1.954)
(5.934)
(13.782)
(151)
(26.515)
12.503
(11.684)
0
1.520
70
2.408
(1.657)
751
104.295
13.051
18.052
19.685
(104.295)
5.357
(48.686)
109
625
(3.448)
0
(151)
54
GRUPPO CSP
Dati bilancio 31.12.20 ITALIA FRANCIA ALTRI Rettifiche GRUPPO
(Valori in migliaia di Euro) 31.12.2020 31.12.2020 31.12.2020 31.12.2020 CSP International
31.12.2020
Conto economico
Ricavi esterni 30.881 50.384 1.658 0 82.922
Ricavi Intercompany
% dei ricavi esterni
8.487 97 0 (8.574) 10
0,00%
Costo del venduto (30.223) (27.984) (982) 8.876 (50.313)
Margine Lordo
Pubblicità
9.145
(1.862)
22.497
(2.979)
676
(59)
302
(101)
32.619
(4.999)
Provvigioni (1.725) (61) (50) 10 (1.826)
Trasporti/Logistica (2.688) (3.026) (115) 5 (5.825)
Spese commerciali dirette
Perdite su crediti
(2.873)
(212)
(10.644)
17
(3)
0
0
0
(13.520)
(194)
Costi di settore (9.360) (16.692) (227) (86) (26.365)
Risultato di settore (Margine Commerciale) (215) 5.804 449 216 6.255
Spese corporate (7.113) (3.542) (355) (157) (11.167)
Altri proventi non operativi 6.302 0 0 (6.302) 0
Altri proventi/oneri 71 106 21 (21) 176
Proventi/Oneri finanziari
Utile (Perdita) prima delle imposte
(283)
(1.239)
(215)
2.153
(30)
84
0
(6.264)
(529)
(5.265)
Imposte sul reddito dell'esercizio (16) (883) 0 (14) (912)
Utile (Perdita) d'esercizio (1.254) 1.270 84 (6.278) (6.177)
Stato Patrimoniale
Attività di settore 74.123 46.520 885 (22.382) 99.146
di cui:
- Immobilizzazioni materiali
10.996 3.717 12 (141) 14.585
- Immobilizzazioni immateriali 2.500 13.537 459 0 16.496
- Capitale circolante operativo netto 17.228 8.884 171 (454) 25.828
PN
Passività di settore (74.123) (46.520) (885) 22.382 (99.146)
di cui:
- Posizione finanziaria netta
(13.660) 12.910 98 0 (652)
- Patrimonio netto (41.079) (27.296) (305) 20.790 (47.889)
Altre informazioni
Investimenti di segmento (immobilizzazioni
immateriali) 226 - 0 0 226
Investimenti di segmento (immobilizzazioni materiali) 67 62 1 0 130
Ammortamenti (1.980) (1.718) (20) 32 (3.687)
Perdite di valore/riprese riconosciuti a conto economico
Altri costi non monetari diversi dall'ammortamento
0
(212)
0
17
0
0
0
0
0
(194)

COMMENTI ALLE PRINCIPALI VOCI DEL CONTO ECONOMICO

27. Ricavi

Di seguito si fornisce la ripartizione dei ricavi per area geografica di destinazione e per area di attività:

2021 2020
Italia 25.813 24.027
Francia 55.534 49.697
Germania 1.402 1.755
Europa dell'Ovest 5.527 5.160
Europa dell'Est 1.315 1.102
Stati Uniti 359 287
Resto del mondo 1.042 904
Totale 90.992 82.932
2021 2020
Calzetteria 51.182 47.264
Intimo e maglieria 17.832 15.760
Corsetteria e costumi da bagno 21.978 19.908
Totale 90.992 82.932

I ricavi netti sono passati da 82.932 migliaia di Euro al 31 dicembre 2020 a 90.992 migliaia di Euro al 31 dicembre 2021 con un incremento di 8.060 migliaia di Euro.

Per quanto riguarda i ricavi per area geografica, in Italia si registra un incremento del 7,4% rispetto al 2020, passando da 24.027 migliaia di Euro a 25.813 migliaia di Euro di fatturato.

In Francia, mercato di riferimento del Gruppo, i ricavi si attestano a 55.534 migliaia di Euro ed evidenziano un incremento dell'11,7% rispetto all'esercizio precedente.

In Germania il fatturato registra un decremento del 20,1%, mentre nell'Europa dell'Ovest il fatturato aumenta del 7,1% e nell'Europa dell'Est l'aumento è del 19,3%.

Negli Stati Uniti i ricavi ammontano a 359 migliaia di Euro (+25,1%), mentre nel resto del mondo si rileva un fatturato di 1.042 migliaia di Euro, con un incremento del 15,3%.

Per ciò che riguarda le merceologie, il fatturato della calzetteria ha registrato un incremento di 3.918 migliaia di Euro (+8,3%) rispetto all'esercizio precedente. Le vendite di corsetteria, che comprendono anche i costumi da bagno, hanno evidenziato un incremento di fatturato del 10,4%, mentre i prodotti di maglieria e intimo hanno registrato nel periodo in esame un incremento del 13,1%.

Le vendite per marchio del periodo in esame hanno evidenziato un andamento positivo per i principali marchi. Well, primo marchio per volumi di vendita del Gruppo, ha rilevato un incremento delle vendite pari all'11,4%. Gli altri marchi registrano i seguenti andamenti: Le Bourget (+13,9%), Oroblù (+5,0%), Lepel (+9,6%), Perofil (+22,1%), Sanpellegrino (-27,0%). Il marchio Luna di Seta è aumentato del 25,0% ed il marchio Cagi è aumentato dell'8,8%.

Le vendite delle marche private sono aumentate dello 0,4%, mentre le vendite del marchio Bikkembergs in licenza sono aumentate del 14,5%.

Per ulteriori approfondimenti, comunque, si rimanda a quanto riportato nella relazione sulla gestione.

28. Costo del venduto

La ripartizione della voce è la seguente:

2021 2020
Acquisti 28.653 25.179
Costo del lavoro industriale 9.802 9.460
Servizi industriali 5.198 5.479
Ammortamenti industriali 989 1.047
Altri costi industriali 4.852 4.260
Variazione delle rimanenze 2.480 4.888
Totale 51.974 50.313

Il costo del venduto è aumentato di 1.661 migliaia di Euro rispetto all'esercizio precedente. La sua incidenza sui ricavi netti è passata dal 60,7% al 57,1%.

29. Spese dirette di vendita

La ripartizione della voce è la seguente:

2021 2020
Costi per agenti e merchandising 1.954 1.826
Costo del personale logistico 2.297 2.445
Ammortamenti 316 239
Trasporti esterni 2.126 2.074
Royalties passive 254 252
Altri costi 1.195 1.067
Totale 8.142 7.903

Le spese dirette di vendita registrano un incremento di 239 migliaia di Euro rispetto all'esercizio precedente. Le variazioni più significative riguardano principalmente i maggiori costi per agenti e merchandising per 128 migliaia di Euro e maggiori altri costi per 128 migliaia di Euro, parzialmente controbilanciati da minori costi del personale logistico per 148 migliaia di Euro.

30. Altri ricavi operativi netti

La ripartizione della voce è la seguente:

2021 2020
Royalties attive 1 1
Plusvalenze vendita cespiti 843 12
Minusvalenze vendita cespiti (102) (15)
Sopravvenienze attive 1.172 487
Sopravvenienze passive (21) (1)
Accantonamenti per rischi (55) (62)
Altri ricavi (spese) 390 311
Totale 2.228 733

La voce è passata da 733 a 2.228 migliaia di Euro.

Le differenze più significative rispetto all'esercizio precedente riguardano principalmente le maggiori plusvalenze rilevate relative alla cessione da parte della controllata francese di immobili e terreni siti a Fresnoy Le Grand e maggiori sopravvenienze attive sempre imputabili alla controllata francese.

Si segnala inoltre che la voce comprende 118 migliaia di Euro relativi al credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo che la Capogruppo ha svolto nel corso dell'esercizio.

31. Spese commerciali e amministrative

La ripartizione della voce è la seguente:

2021 2020
Pubblicità 4.555 4.860
Costi del personale comm./amm. 16.780 16.341
Ammortamenti comm./amm. 2.142 2.402
Compensi Amministratori e Sindaci 496 437
Viaggi personale comm./amm. 705 629
Consulenze e spese legali 1.115 1.121
Canoni di locazione 95 82
Imposte e tasse diverse 507 734
Perdite/svalutazioni su crediti 150 194
Manutenzioni 824 594
Postelegrafoniche 396 375
Cancelleria 23 24
Altre spese 1.828 1.837
Totale 29.616 29.630

Le spese commerciali e amministrative evidenziano un decremento di 14 migliaia di Euro.

Gli scostamenti più significativi rispetto all'esercizio precedente riguardano i costi del personale commerciale e amministrativo (in aumento di 439 migliaia di Euro) e i costi delle manutenzioni (in incremento di 230 migliaia di Euro), controbilanciati da minori costi pubblicitari (in decremento di 305 migliaia di Euro), da minori ammortamenti (in decremento di 260 migliaia di Euro) e da minori imposte e tasse (in decremento di 227 migliaia di Euro).

Le altre voci evidenziano generalmente valori in linea con lo stesso periodo dell'esercizio precedente.

32. Costi di ristrutturazione

La voce è pari a 413 migliaia di Euro e si riferisce principalmente ai costi sostenuti dalla Capogruppo in relazione al programma di riorganizzazione della struttura aziendale della Divisione Lepel di Carpi.

33. Svalutazioni/ripristini di valore di attività non correnti

La voce, pari a 737 migliaia di Euro, si riferisce per 300 migliaia di Euro alla svalutazione del key money relativo all'apertura di due negozi ad insegna Le Bourget, al fine di allinearlo con il suo presumibile valore di realizzo, e per 437 migliaia di Euro alla svalutazione dell'avviamento scaturito dall'acquisto della società tedesca Oroblù Germany GmbH.

34. Altri oneri finanziari netti

La ripartizione della voce è la seguente:

2021 2020
Interessi passivi di conto corrente (4) (18)
Interessi passivi su mutui (69) (64)
Interessi passivi su altri finanziamenti (10) (40)
Altri interessi e oneri passivi (199) (192)
Interessi attivi di conto corrente 19 27
Altri interessi attivi 19 27
Differenze cambio 350 (233)
Interest cost (36) (36)
Totale 70 (529)

La voce comprende, oltre agli interessi relativi ai rapporti bancari, anche le differenze cambio e la componente finanziaria del TFR. Nel periodo in esame si rileva un provento di 70 migliaia di Euro rispetto all'onere di 529 migliaia di Euro dell'anno precedente, principalmente attribuibile alle maggiori differenze cambio positive rilevate dalla controllata francese.

La voce 'Altri interessi e oneri passivi' si riferisce, tra gli altri, agli oneri e proventi connessi agli strumenti derivati di copertura dei cambi e dei tassi, inclusa la già citata valutazione al fair value dei derivati su tassi. L'imputazione a conto economico di tali valutazioni costituisce un provento di 113 migliaia di Euro per il 2021, mentre per il 2020 si registrava un onere di 136 migliaia di Euro.

La voce 'Interest cost' si riferisce agli oneri finanziari relativi al TFR determinato secondo la metodologia attuariale.

35. Imposte sul reddito

Le imposte sul reddito ammontano a 1.657 migliaia di Euro, rispetto a 911 migliaia di Euro del 2020.

Le imposte correnti sul reddito del periodo sono state calcolate sulla base delle vigenti aliquote fiscali, dopo aver apportato le necessarie variazioni in aumento ed in diminuzione al risultato del periodo.

Le imposte correnti ammontano a 1.685 migliaia di Euro e derivano dalla controllata francese (689 migliaia di Euro nel 2020).

Per ciò che riguarda la Capogruppo, non vi sono imposte correnti nell'esercizio 2021 e nel 2020, in quanto sia l'imponibile IRES che IRAP risultano negativi.

Le imposte differite del Gruppo presentano un saldo positivo pari a 28 migliaia di Euro. Per la controllata francese si riferiscono prevalentemente all'effetto di rientri di stanziamenti di esercizi precedenti e a stanziamenti di imposte anticipate su accantonamenti a fondi del passivo a deducibilità differita. Si evidenzia invece che la Capogruppo, per il principio della prudenza, in considerazione della situazione attuale e degli scenari ad oggi non prevedibili, non ha imposte differite iscritte in bilancio.

36. ALTRE INFORMAZIONI

Per completezza d'informativa si fornisce di seguito il valore complessivo del costo del personale e degli ammortamenti, esposti nel prospetto di conto economico secondo il criterio della destinazione.

Costo del personale

Di seguito vengono forniti i costi sostenuti in via continuativa che direttamente riguardano il personale dipendente:

2021 2020
Costo del personale industriale 9.801 9.460
Costo del personale non industriale 19.084 18.797
Totale 28.885 28.257

I costi del personale sono in aumento di 628 migliaia di Euro.

Il personale nel corso dell'esercizio si è così movimentato:

31/12/20 Assunzioni Dimissioni 31/12/21 Media
- Dirigenti 10 0 (1) 9 10
- Quadri 82 2 (2) 82 81
- Impiegati 320 91 (112) 299 310
- Operai 241 57 (71) 227 234
Totale 653 150 (186) 617 635

L'indicazione del numero dei dipendenti si intende full time equivalent.

Si precisa che le voci assunzioni/dimissioni comprendono anche passaggi interni di categoria.

Ammortamenti

La ripartizione della voce è la seguente:

2021 2020
-fabbricati 487 495
-macchinari e impianti 371 446
-attrezzature 281 307
-altri beni 648 723
Totale amm. imm. Materiali 1.787 1.971
-software 244 206
-marchi e licenze 0 0
-diritto d'uso IFRS 16 1.417 1.510
Totale amm. imm. Immateriali 1.661 1.716
Totale ammortamenti 3.448 3.687

Principali rischi ai quali il Gruppo è esposto

Il Gruppo è esposto ai rischi finanziari connessi alla sua operatività:

  • rischio di credito, principalmente in relazione ai normali rapporti commerciali con clienti;

  • rischio di liquidità, con particolare riferimento alla disponibilità di risorse finanziarie e all'accesso al mercato del credito e degli strumenti finanziari in generale;

  • rischi di mercato (principalmente relativi ai tassi di cambio e di interesse), derivanti principalmente dalla variazione dei tassi di interesse sui finanziamenti a medio-lungo e da variazioni del cambio Euro/Dollaro a fronte di pagamenti derivanti da acquisti di merci in dollari.

Il Gruppo monitora costantemente i rischi finanziari a cui è esposto, in modo da valutarne anticipatamente i potenziali effetti negativi ed intraprendere le opportune azioni per mitigarli.

La seguente sezione fornisce indicazioni sull'incidenza di tali rischi sul Gruppo.

Rischio di credito

Il rischio di credito è il rischio che una controparte non adempia ai propri obblighi legati ad uno strumento finanziario o ad un contratto commerciale, portando quindi ad una perdita finanziaria. Il Gruppo è esposto al rischio di credito derivante dalle attività operative, soprattutto crediti commerciali e note di credito.

Il rischio di credito commerciale è gestito secondo la politica stabilita dal Gruppo e secondo le procedure e i controlli stabiliti per la gestione del rischio di credito. Tali procedure prevedono una valutazione preliminare della capacità di credito dei clienti, la fissazione di limiti di fido nonché procedure specifiche di monitoraggio e recupero dei crediti.

Alla data di ogni bilancio viene svolta un'analisi e sono suscettibili di svalutazione individuale le posizioni, se singolarmente significative, per le quali si rileva un'oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale. L'ammontare della svalutazione tiene conto di una stima dei flussi recuperabili e della relativa data di incasso, degli oneri e spese di recupero futuri. A fronte di crediti che non sono oggetto di svalutazione individuale vengono effettuati opportuni accantonamenti, tenuto conto dell'esperienza storica e dei dati statistici.

Al 31 dicembre 2021 i Crediti commerciali e i Crediti finanziari, crediti vari e altre attività, pari a complessivi a 21.696 migliaia di Euro (18.539 migliaia di Euro al 31 dicembre 2020), includono 802 migliaia di Euro (825 migliaia di Euro al 31 dicembre 2020) relativi a crediti oggetto di svalutazione; sull'importo residuo l'ammontare a scadere e scaduto da meno di un mese è pari a 19.460 migliaia di Euro (15.991 migliaia di Euro al 31 dicembre 2020), mentre quello scaduto da oltre un mese è pari a 2.236 migliaia di Euro (2.548 migliaia di Euro al 31 dicembre 2020).

È ragionevole attendersi un deterioramento della qualità dei crediti commerciali del Gruppo a causa degli effetti della crisi Covid-19.

Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità si può manifestare per l'incapacità di reperire, ad adeguate condizioni economiche, le risorse finanziarie necessarie per l'operatività. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità del Gruppo sono da una parte le risorse generate e assorbite dalle attività operative e di investimento, dall'altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito e le condizioni di mercato.

Il Gruppo monitora costantemente il rischio di una carenza di liquidità mediante la pianificazione prospettica della liquidità con l'obiettivo di mantenere un equilibrio tra continuità nella disponibilità dei fondi e flessibilità e diversificazione degli strumenti di reperimento delle risorse finanziarie, quali scoperti e prestiti bancari.

I fondi e le linee di credito attualmente disponibili consentirebbero di soddisfare i fabbisogni aziendali; tuttavia, i possibili impatti negativi sulla liquidità del Gruppo causati dagli effetti sui flussi di cassa prodotti dalle ripercussioni a livello di business della crisi COVID-19 e dalle dinamiche di sensibile incremento dei prezzi per quanto concerne le materie prime, i costi energetici e i trasporti, verranno attentamente e costantemente monitorati.

Un eventuale inasprimento della politica del credito da parte del sistema bancario avrebbe un impatto negativo sull'accesso a nuovi finanziamenti oppure il loro ottenimento potrebbe comportare un costo maggiore.

Rischio di mercato

Il rischio di mercato è il rischio che il fair value dei flussi di cassa futuri di uno strumento finanziario si modificherà a causa delle variazioni nel prezzo di mercato. Il prezzo di mercato comprende tre tipologie di rischio: il rischio di tasso, il rischio di valuta e altri rischi di prezzo, come, ad esempio, il rischio di prezzo sui titoli rappresentativi di capitale (equity risk) ed il rischio di prezzo delle commodity. Gli strumenti finanziari toccati dal rischio di mercato includono prestiti e finanziamenti, depositi, partecipazioni disponibili per la vendita e strumenti finanziari derivati.

Rischio di cambio

Il rischio di cambio è il rischio che il fair value o i flussi di cassa futuri di un'esposizione si modifichino a seguito di variazioni dei tassi di cambio.

L'esposizione del Gruppo al rischio di variazioni dei tassi di cambio si riferisce principalmente alle attività operative del Gruppo ed è collegata soprattutto all'attività produttiva in outsourcing del Far East con acquisiti denominati in dollari e alle vendite in paesi con valuta diversa dall'Euro. Operando principalmente in paesi appartenenti all'area dell'Euro, il Gruppo non è significativamente soggetto a rischi derivanti dalla variazione dei tassi di cambio, che possono influire sul suo risultato economico e sul patrimonio netto.

Il Gruppo gestisce il proprio rischio di cambio valutario coprendo le operazioni che ci si attende avvengano entro un periodo massimo di 12 mesi per le coperture di acquisiti stimati in dollari.

Quando i derivati sono sottoscritti a scopo di copertura, il Gruppo negozia i termini di questi derivati in modo da farli collimare con i termini dell'esposizione coperta. Per quanto riguarda le coperture delle operazioni attese i derivati coprono il periodo di esposizione dal momento in cui i flussi di cassa delle operazioni sono attesi al momento del pagamento del risultante debito denominato in valuta estera.

Rischio di tasso di interesse

Il rischio di tasso di interesse è il rischio che il fair value o i flussi di cassa futuri di uno strumento finanziario si modificheranno a causa delle variazioni nei tassi di interesse di mercato. L'esposizione del Gruppo al rischio di variazioni nei tassi di interesse di mercato è correlata in prima istanza all'indebitamento di lungo periodo con tasso di interesse variabile.

Il Gruppo gestisce il proprio rischio di tasso attraverso un portafoglio bilanciato di finanziamenti a tassi di interesse fissi e variabili

Al 31 dicembre 2021 la Capogruppo ha in essere contratti derivati sui tassi di interesse, collegati a finanziamenti a medio-lungo termine, finalizzati alla copertura del rischio di fluttuazione degli stessi.

Con riferimento in particolare ai rischi finanziari, nella tabella sottostante si riassume il profilo di scadenza delle passività finanziarie del Gruppo sulla base di pagamenti contrattuali non attualizzati. Si rileva che tali ammontari differiscono da quelli della tabella alla nota 17 e della nota 21 in quanto includono gli interessi passivi.

31/12/21 31/12/20
Debiti verso banche a breve (entro 1 anno) 2.021 3.862
Mutui scadenti entro 1 anno 2.907 3.041
Mutui scadenti da 1 a 5 anni 6.113 7.525
Mutui scadenti oltre 5 anni 176 959
Totale 11.217 15.387

Informazioni art.1 comma 125 della legge 124/2017

In ottemperanza agli adempimenti di trasparenza e pubblicità previsti ai sensi della Legge n. 124 del 4 agosto 2017 articolo 1 commi 125-129 (come sostituito dall'art. 35 del D.L. n. 34 del 30 aprile 2019) che ha imposto a carico delle imprese l'obbligo di indicare in nota integrativa "gli importi e le informazioni relativi a sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, agli stessi effettivamente erogati dalle pubbliche amministrazioni", si riportano di seguito gli estremi dei relativi importi:

Soggetto erogante Valore Stato pratica Anno Data di Riferimento normativo
contributo 2021 incasso/co
mpensazio
ne
Aiuti di carattere generale
Stato Italiano € 118.311,79 Determinato 2021 2022/2023
/2024
Credito d'imposta R&S,
innovazione tecnologica,
design ed ideazione estetica
2021 (Legge 27 dicembre 2019
n. 160 art. 1 commi 198-209,
D.L 19 maggio 2020 n.34)
Stato Italiano € 156.509,73 per
aliquota IRES =
€ 37.562,34
Determinato 2021 Anno 2021 Iper ammortamento
Stato Italiano € 65.920,30 per
aliquota IRES =
€ 15.820,87
Determinato 2021 Anno 2021 Super Ammortamento
Stato Italiano
(Agenzia delle
Entrate)
€ 1.129,00 Determinato 2021 2022 Credito sanificazione e DPI
(art. 32 D.L. 73-2021)
Stato Italiano € 47.784,13 Determinato 2021 2022/2023
/2024
Credito d'imposta beni
strumentali (Legge n.
178/2020 – art.1 commi da
1051 a 1063)
Stato Italiano € 5.447,69 Compensato 2021 2021/2022 Benefici per il gasolio da
autotrazione (Carbon Tax)
Aiuti già pubblicati su RNA Registro Nazionale Aiuti di Stato
SIMEST € 100.000 a
fondo perduto
(importo
nominale di €
800.000,00)
Concesso 2021 2021 Decreto 7 settembre 2016
"Riforma degli strumenti
finanziari a sostegno
dell'internazionalizzazione
delle imprese, a valere sul
fondo rotativo 394/1981"
CSEA – Cassa per
i servizi energetici
e ambientali
€ 204.139,21 Concesso 2019 Anno 2019
in fattura
Contributo energivori Anno
2019 (Decreto Legge 167 del
2017 art. 19)
Aiuti non ancora pubblicati su RNA Registro Nazionale Aiuti di Stato
CSEA – Cassa per € 163.596 Calcolato 2020 Anno 2020 Contributo energivori Anno
i servizi energetici
e ambientali
in fattura 2020 (Decreto Legge 167 del
2017 art. 19)
CSEA – Cassa per
i servizi energetici
e ambientali
€ 132.560 Calcolato 2021 Anno 2021
in fattura
Contributo energivori Anno
2021 (Decreto Legge 167 del
2017 art. 19)

37. TRANSAZIONI DERIVANTI DA OPERAZIONI ATIPICHE E/O INUSUALI

Ai sensi della Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso del 2021 il Gruppo non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa.

38. COMPENSI AMMINISTRATORI E SINDACI

I compensi spettanti agli amministratori e ai sindaci della CSP International Fashion Group S.p.A. anche nelle altre imprese incluse nel consolidato sono pari rispettivamente a 436 e 60 migliaia di Euro.

39. OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ED EVENTI NON RICORRENTI

Come richiesto dalla comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, si riportano di seguito le informazioni relative all'incidenza degli eventi e delle operazioni significative non ricorrenti. Nel corso del 2021 non vi sono costi o ricavi non ricorrenti significativi.

Termini e condizioni delle operazioni con parti correlate

Le vendite e gli acquisti con parti correlate sono effettuati con termini e condizioni equivalenti a quelle prevalenti in libere transazioni. I saldi aperti alla fine dell'esercizio non sono assicurati, non generano interessi e la regolazione avviene a pronti. Non sono state fornite, né sono state ricevute garanzie per i crediti e debiti contratti con parti correlate.

Si segnala che la Capogruppo ha in corso un contratto di affitto con soggetti riconducibili ai rappresentanti della famiglia Bertoni, azionista di riferimento, di un locale adibito a foresteria; tale contratto prevede un canone annuo complessivo di 5 migliaia di Euro, in linea con le condizioni di mercato. Inoltre, la Capogruppo ha in essere un contratto di lavoro autonomo con un famigliare di uno degli azionisti rilevanti per un importo annuo pari a 22,5 migliaia di Euro.

40. VALUTAZIONE CONTINUITA' AZIENDALE

In relazione alla valutazione sulla continuità aziendale, si rimanda a quanto diffusamente esposto nella Relazione degli Amministratori.

41. EVENTI SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

In relazione agli eventi successivi alla chiusura dell'esercizio, si rimanda a quanto diffusamente esposto nella Relazione degli Amministratori.

Ceresara, 28 marzo 2022

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione Francesco Bertoni

ALLEGATI

I presenti allegati contengono informazioni aggiuntive rispetto a quelle esposte nella Note Esplicative, della quale costituiscono parte integrante.

Tali informazioni sono contenute nei seguenti allegati:

    1. Prospetto di movimentazione delle immobilizzazioni finanziarie per l'esercizio 2021, 1a
      1. Prospetto delle attività per imposte anticipate e fondo imposte differite per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2021 e 2020
      1. Informazioni ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob
      1. Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell'art. 81-ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni

Allegato n. 1a

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI NEI CONTI DELLE IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE AL 31 DICEMBRE 2021

VALORI IN MIGLIAIA DI EURO

SITUAZIONE INIZIALE MOVIMENTI DELL'ESERCIZIO SITUAZIONE FINALE
IMMOBILIZZAZIONI COSTO SALDO SALDO DI CUI DI CUI
ORIGINARIO RIVALUT. SVALUTAZ. 31.12.20 INCREM. RICLASSIFIC. DECREM. RIVALUTAZ. SVALUTAZ. 31.12.21 RIVALUTAZ. SVALUTAZ.
PARTECIPAZIONI
ALTRE IMPRESE MINORI 14 (6) 8 8 (6)
TOTALE PARTECIPAZIONI 14 0
(6)
8 0 0 0 0 0 8
0
(6)

Allegato n. 2

Prospetto delle attività per imposte anticipate e fondo imposte differite per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2021 e 2020

Valori in migliaia di Euro

ATTIVITA' PER IMPOSTE ANTICIPATE 2021 2020
Imponibile aliquota imposta Imponibile aliquota imposta
FDO SVALUTAZIONE MAGAZZINO - - - -
F.DO SVALUTAZIONE CREDITI E IMMOBILIZZ. - - - -
AMMORTAM. NON DED. 68 25,00% 17 58 26,66% 15
ALTRI FONDI RISCHI - - - -
FDO RISCHI PERSONALE E CONTENZIOSI 2.556 25,26% 646 2.860 25,13% 719
ALTRI MINORI 3.155 da 24,98 a 34,43% 781 2.643 da 24 a 34,43% 690
MARGINI SU MERCE INTERCOMPANY 358 da 5,5 a 34,43% 94 454 da 5,5 a 34,43% 121
PERDITE FISCALI PREGRESSE - - - -
PLUSVALENZE SU ALIENAZIONI CESPITI (2.933) 25,30% (742) (2.933) 25,30% (742)
STORNO AMMORTAMENTI IAS/IFRS (674) 25,34% (171) (768) da 25,80 a 27,90% (195)
ALTRE MINORI (163) 25,22% (41) (58) 28,00% (16)
2.367 584 2.256 592
FONDO IMPOSTE DIFFERITE 2021 2020
Imponibile aliquota imposta Imponibile aliquota imposta
PLUSVALENZE SU ALIENAZIONI CESPITI
STORNO AMMORTAMENTI IAS/IFRS
ALTRE MINORI
AMMORTAMENTO MARCHIO
-
(274)
-
-
27,90% -
(77)
-
-
-
(274)
-
-
27,90% -
(77)
-
-
(274) (77) (274) (77)
SALDO NETTO 507 515

Allegato n. 3

Informazioni ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob

Il seguente prospetto, redatto ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob, evidenzia i corrispettivi relativi al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2021 per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione.

(In migliaia di Euro)

Soggetto erogante Corrispettivi
2021
Revisione
contabile
PricewaterhouseCoopers S.p.A. 75
PricewaterhouseCoopers Audit, SA 53
Altri servizi PricewaterhouseCoopers S.p.A. 3

  • -
    -

Aspetti chiave Procedure di revisione in risposta agli
amoth amouna

-

-

RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE AL BILANCIO CONSOLIDATO DI GRUPPO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2021 REDATTO DALLA SOCIETA' "CSP INTERNATIONAL FASHION GROUP S.p.A."

Signori Azionisti,

il bilancio consolidato dell'esercizio chiuso alla data del 31 dicembre 2021, messo a Vostra disposizione unitamente alla relazione sull'andamento gestionale del Gruppo, è stato redatto dal Consiglio di Amministrazione della società Capogruppo "CSP International Fashion Group S.p.A." in conformità agli International Financial Reporting Standards (IFRS) adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38.

Il Collegio ha preso conoscenza delle disposizioni impartite dalla Società alle società controllate ai sensi dell'articolo 114, comma 2, del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58, ritenendole adeguate al fine di adempiere agli obblighi di comunicazione previsti dalla legge.

Relativamente all'area di consolidamento, ricordiamo che la stessa si è così delineata a seguito:

  • (i) dell'acquisizione ad inizio del 2015 della società di diritto tedesco "OROBLU Germany GmbH" (controllata al 100%);
  • (ii) della fusione delle società di diritto francese controllate direttamente e indirettamente, con incorporazione di "Le Bourget S.A." e "Textiles Well S.A." in "CSP Paris Fashion Group S.A.S." (controllata al 100%) con effetto dal 1° gennaio 2014;
  • (iii) della costituzione nel corso del 2009 della società di diritto statunitense "Oroblu USA LLC" da parte della società Capogruppo (98%) e della controllata "Le Bourget S.A." (2%, oggi detenuto da "CSP Paris Fashion Group S.A.S.").

I controlli eseguiti hanno consentito di accertare la rispondenza delle procedure applicate alle vigenti normative. La struttura del bilancio consolidato è quindi da ritenersi tecnicamente corretta e, nell'insieme, conforme alla specifica disciplina in materia.

Il bilancio consolidato è stato oggetto di revisione legale da parte della Società di Revisione "PricewaterhouseCoopers S.p.A.", la quale, nella propria relazione, rilasciata in data 6 aprile 2022 ai sensi dell'articolo 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010 n. 39 e dell'articolo 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014, non ha formulato rilievi, attestando (a) che il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo CSP al 31 dicembre 2021, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, (b) che il bilancio consolidato è stato predisposto nel formato XHTML in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF - European Single Electronic Format), e (c) che la relazione degli Amministratori sulla gestione ed alcune specifiche informazioni contenute della Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari, indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58, sono coerenti con il bilancio consolidato del Gruppo CSP e sono redatte in conformità alle norme di legge.

La Società di Revisione ha identificato, quali aspetti chiave della revisione contabile, (i) la recuperabilità del valore delle attività immateriali (valore di iscrizione in bilancio 18.052 Euro/migliaia, di cui 8.374 Euro/migliaia per avviamento, 3.406 Euro/migliaia per marchio a vita utile indefinita e 6.272 Euro/migliaia per diritti d'uso), e (ii) la recuperabilità del valore delle immobilizzazioni materiali e, segnatamente, della categoria "Terreni e fabbricati" della società Capogruppo (valore di iscrizione in bilancio 7.443 Euro/migliaia).

Per quanto concerne gli esiti del test di impairment, condotto al fine della determinazione del valore recuperabile delle attività immateriali, il Collegio, nel rinviare alle informazioni fornite dagli Amministratori nella propria relazione e nelle note esplicative al bilancio consolidato e dalla Società di Revisione nella propria relazione al bilancio consolidato rilasciata in data 6 aprile 2022, ricorda che la cash generating unit costituita dalla società controllata avente sede in Francia mantiene un saldo positivo tra il valore recuperabile ed il valore contabile, la cash generating unit costituita dalla società controllata avente sede in Germania, tenuto conto della riorganizzazione aziendale in atto e della conseguente svalutazione del valore di avviamento, non evidenzia problematiche di impairment, mentre la cash generating unit costituita dalla Capogruppo Italia e dalla controllata USA evidenzia un valore recuperabile di 6,5 milioni di euro, a fronte di un valore contabile di 25,7 milioni di euro, con un impairment complessivo negativo di 19,2 milioni di euro.

Tale risultato negativo non ha alcun effetto contabile sul bilancio consolidato di Gruppo 2021, in quanto i beni immateriali iscritti a bilancio sono di nuova formazione e principalmente riferibili a software e diritti d'uso, avendo la società Capogruppo già in precedenza svalutato integralmente le immobilizzazioni immateriali.

La relazione degli Amministratori sull'andamento gestionale del Gruppo espone i fatti di rilievo che hanno interessato il Gruppo nel corso dell'esercizio, illustra in modo adeguato la situazione economica, patrimoniale e finanziaria nonché l'andamento della gestione nel corso dell'esercizio e fornisce i dati significativi concernenti le società rientranti nell'area di consolidamento, riferendo sull'andamento economico delle società operative e sulle operazioni con parti correlate.

La Dichiarazione consolidata non finanziaria per l'anno 2021, redatta ai sensi del D. Lgs. 30 dicembre 2016 n. 254 e del Regolamento Consob adottato con Delibera n. 20.267 del 18 gennaio 2018, è stata oggetto di revisione da parte della Società di Revisione "PricewaterhouseCoopers S.p.A.", la quale, nella propria relazione rilasciata in data 6 aprile 2022, ha attestato che non sono pervenuti alla sua attenzione elementi che facciano ritenere che la Dichiarazione consolidata non finanziaria del Gruppo CSP relativa all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2021 non sia stata redatta, in

tutti gli aspetti significativi, in conformità a quanto richiesto dagli articoli 3 e 4 del D. Lgs. 30 dicembre 2016 n. 254 e dai GRI Standards;

Abbiamo verificato che le azioni deliberate e poste in essere dalla società Capogruppo, tali da coinvolgere le società controllate, fossero assunte in modo conforme alla legge, comunicate e portate a conoscenza delle società controllate in modo adeguato.

* * * * *

Richiami di attenzione

Il Collegio richiama, in particolare, l'attenzione sulla rilevanza degli impatti (i) del conflitto tra Russia e Ucraina e delle misure restrittive adottate dall'Unione Europea, tenuto anche conto delle indicazioni di Consob del 18 marzo 2022, (ii) dell'incremento dei prezzi delle materie prime, dei trasporti e dell'energia e delle difficoltà di reperimento di alcuni materiali, (iii) della pandemia da Covid-19, e sugli effetti di tali eventi relativamente (i) ai principali rischi ed incertezze ai quali la Capogruppo ed il Gruppo sono esposti, (ii) alla valutazione sulla continuità aziendale, i rischi finanziari, il valore delle attività e le relative stime, (iii) agli eventi successivi alla chiusura dell'esercizio e all'evoluzione prevedibile della gestione, indicati dagli Amministratori nella propria relazione.

* * * * *

A completamento della presente relazione, rinviando alla relazione predisposta da questo Collegio Sindacale con riferimento al bilancio di esercizio della società Capogruppo "CSP International Fashion Group S.p.A." nella quale sono riportate, con riferimento a tale società, tutte le informazioni richieste dalla legge, invitiamo l'Assemblea degli Azionisti a tener conto del bilancio consolidato e di quanto lo correda ai fini informativi.

Mantova-Nogara-Bagnolo San Vito, 7 aprile 2022 IL COLLEGIO SINDACALE

GUIDO TESCAROLI Presidente (*)
MARTA MARIA RENOFFIO Sindaco Effettivo (*)
STEFANO RUBERTI Sindaco Effettivo (*)

(*) Il documento è firmato digitalmente e sostituisce il documento cartaceo e la firma autografa

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