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CSP International Fashion Group

Management Reports Jun 12, 2020

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Management Reports

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BILANCIO CONSOLIDATO DELL'ESERCIZIO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2019

GRUPPO CSP

CARICHE SOCIALI

Consiglio di Amministrazione

Presidente e Amministratore delegato Maria Grazia BERTONI (*)
Amministratore delegato Francesco BERTONI (*)
Amministratore delegato Carlo BERTONI (*)
Amministratore
Amministratore indipendente
Amministratore indipendente
Giorgio
Rossella
Stefano
BARDINI
GUALTIEROTTI
SARZI SARTORI

Collegio Sindacale

Presidente Guido TESCAROLI
Sindaci effettivi Marco
Camilla
MONTESANO
TANTINI
Sindaci supplenti Marianna BRUGNOLI

Società di revisione

PricewaterhouseCoopers S.p.A.

(*) Note sull'esercizio dei poteri: con attribuzione di specifiche deleghe per l'ordinaria e straordinaria amministrazione, fatte salve le limitazioni previste per legge, statuto o deliberazione consiliare.

RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI SULL'ANDAMENTO GESTIONALE DEL GRUPPO AL 31 DICEMBRE 2019

1. SINTESI DEI RISULTATI

1.1 Indicatori di risultato

Per facilitare la comprensione dei propri dati economici e patrimoniali, CSP utilizza alcuni indicatori di larga diffusione, seppure non previsti dagli IAS/IFRS.

In particolare, nel conto economico sono evidenziati i seguenti indicatori/risultati intermedi: Margine industriale, Margine commerciale lordo e Risultato operativo (EBIT), derivanti dalla somma algebrica delle voci che li precedono. A livello patrimoniale considerazioni analoghe valgono per l'indebitamento finanziario netto, le cui componenti sono dettagliate nella specifica sezione delle Note Esplicative.

Le definizioni degli indicatori utilizzati dalla Società, in quanto non riconducibili ai principi contabili di riferimento, potrebbero non essere omogenee con quelle adottate da altre Società e non essere quindi comparabili.

Principio contabile internazionale IFRS 16 (Leases) in prima applicazione dal 1° gennaio 2019

Il Gruppo ha adottato l'IFRS 16 il 1°gennaio 2019 utilizzando il metodo dell'applicazione retroattiva modificata in virtù del quale le informazioni comparative non sono state rideterminate e l'effetto economico cumulativo dell'applicazione iniziale, pari a 62 migliaia di Euro, è rilevato tra gli utili portati a nuovo alla data della prima applicazione.

Il conto economico e lo stato patrimoniale 2019 riflettono pertanto l'applicazione del nuovo principio contabile, in base al quale la contabilizzazione a quote costanti dei costi per leasing operativi viene sostituita dall'ammortamento del diritto d'uso e dagli oneri finanziari sulle passività dei lease.

Svalutazioni per Impairment test

Nell'esercizio 2019 l'impairment test effettuato sulla base del piano industriale 2020-2024 ha evidenziato un risultato negativo, tuttavia lo stesso non ha comportato alcuna rettifica ai fini contabili, in quanto i beni immateriali iscritti a bilancio sono di nuova formazione, avendo già azzerato tutte le immobilizzazioni immateriali mediante svalutazione dovuta a impairment nel precedente esercizio. Per maggiori dettagli si rimanda quanto riportato nelle Note Esplicative.

Dall'impairment test effettuato per il bilancio 2018, erano emerse svalutazioni pari a 9,6 milioni di Euro che avevano comportato la svalutazione dell'attivo immateriale della Capogruppo. Al fine di consentire un confronto omogeneo, nel paragrafo dei risultati salienti del bilancio 2019 e nel prospetto dei dati sintetici di conto economico, si forniscono per l'esercizio 2018 anche i dati adjusted.

1.2 Risultati salienti del Bilancio 2019

Riportiamo i dati di sintesi dell'anno 2019, espressi in valore assoluto ed in percentuale sul fatturato, confrontati con l'anno precedente, del quale si forniscono anche i dati adjusted, ossia prima delle svalutazioni per impairment.

  • Il fatturato consolidato è pari a 108,6 milioni di Euro. Si confronta con 111,6 milioni di Euro. La variazione è quindi pari a -2,6%.
  • Il margine industriale è pari a 44,8 milioni di Euro. Si confronta con 48,0 milioni di Euro. L'incidenza sul fatturato passa dal 43,0% al 41,2%.
  • L'EBITDA (risultato prima degli oneri finanziari, delle imposte e degli ammortamenti) è pari a 2,6 milioni di Euro, con un'incidenza del 2,4%, ed include gli effetti dell'IFRS 16, in prima applicazione nell'esercizio 2019, pari a 1,8 milioni di Euro. L'EBITDA, senza l'applicazione dell'IFRS 16, sarebbe stato di 0,8 milioni di Euro e si confronta con 2,6 milioni di Euro dell'esercizio precedente, con un'incidenza percentuale che passerebbe dal 2,3% allo 0,7%.
  • L'EBIT (risultato operativo) è stato pari a -1,3 milioni di Euro. Si confronta con -10,5 milioni di Euro. L'incidenza sul fatturato è del -1,2% rispetto al -9,4% dell'esercizio precedente. L'EBIT adjusted dell'esercizio precedente, era pari a -0,8 milioni di Euro, con un'incidenza del -0,8%.

  • Il risultato pre-tasse è pari a -1,6 milioni di Euro, rispetto a -10,6 milioni di Euro dell'esercizio precedente (-0,9 milioni di Euro il dato adjusted-2018). L'incidenza percentuale è del -1,5% rispetto al -9,5% (-0,8% dato adjusted-2018).
  • Il risultato netto di Gruppo dopo le imposte è negativo per 3,4 milioni di Euro. Si confronta con un risultato negativo di 11,8 milioni di Euro (-2,2 milioni di Euro il dato adjusted-2018). L'incidenza è pari a -3,2% rispetto al -10,6% (-2,0% dato adjusted-2018).
  • La posizione finanziaria netta, che include l'applicazione del nuovo principio contabile IFRS 16, è negativa per 2,2 milioni di Euro e si confronta con una posizione positiva (cassa) di 6,1 milioni di Euro. Senza considerare l'effetto dell'applicazione del nuovo principio (-5,7 milioni di Euro), la posizione risulterebbe positiva (cassa) per 3,5 milioni di Euro.
  • Il patrimonio netto consolidato è pari a 54,1 milioni di Euro rispetto a 58,2 milioni di Euro.

1.3 Risultati salienti del Bilancio 2019

I ricavi netti consolidati 2019 sono pari a 108,6 milioni di Euro, -2,6% rispetto al dato 2018 (111,6 milioni di Euro). Nonostante un secondo semestre in leggera ripresa rispetto al primo, le vendite a livello consolidato hanno risentito della contrazione dei consumi nei mercati di riferimento della Capogruppo (Italia ed Export), mentre si evidenziano performance incoraggianti delle marche francesi nel canale di vendita della Grande distribuzione, che registrano incrementi superiori a quelle di mercato.

Il risultato economico consolidato dell'esercizio 2019 evidenzia una perdita netta di 3,4 milioni di Euro che, comparato con la perdita dell'esercizio precedente (-2,2 milioni di euro), prima degli effetti delle svalutazioni per impairment test, evidenzia un peggioramento sostanzialmente ascrivibile ai costi straordinari sostenuti per le azioni di razionalizzazione e contenimento dei costi implementate nell'esercizio e tutt'ora in corso (nell'ordine di 1,2 milioni di euro); azioni che non hanno potuto esplicare a pieno i loro effetti, in quanto controbilanciati dalla minore marginalità ascrivibile al calo delle vendite.

2. ANDAMENTO DEI MERCATI DI RIFERIMENTO

ITALIA

Calzetteria

Per l'Italia i dati si riferiscono al comparto della grande distribuzione che rappresenta circa un terzo del mercato totale della calzetteria. Per l'anno terminante a dicembre 2019 (fonte IRI – iper/supermercati e drug stores), il mercato della calzetteria registra i seguenti andamenti, rispetto all'anno terminante a dicembre 2018:

  • +0,4% in quantità;
  • -0,5% in valore.

Intimo

I comparti dell'intimo, sempre nel canale della grande distribuzione (fonte IRI – iper/supermercati), in Italia registrano i seguenti andamenti per l'anno terminante a dicembre 2019:

  • Intimo donna: 3,9% in quantità
    • 8,8% in valore;
  • Intimo uomo: -4,4% in quantità -5,4%; in valore.

FRANCIA

Calzetteria

I consumi di calzetteria nel canale grande distribuzione in Francia, nell'anno terminante a dicembre 2019, hanno mostrato i seguenti dati, rispetto al 2018 (fonte GFK):

  • +1,5 % in quantità;
  • +4,9% in valore.

Intimo

I consumi dell'intimo femminile nel canale della grande distribuzione in Francia registrano i seguenti dati rispetto al 2018 (fonte GFK):

  • -4,4% in quantità;
  • -3,7% in valore.

3. ANDAMENTO DEL GRUPPO

3.1. Dati sintetici di conto economico

Il prospetto di seguito evidenzia i risultati della gestione:

(in milioni di Euro) 2019 2018
Ricavi 108,64 100,0% 111,59 100,0%
Costo del venduto (63,84) -58,8% (63,63) -57,0%
Margine Industriale 44,80 41,2% 47,96 43,0%
Spese dirette di vendita (10,10) -9,3% (10,25) -9,2%
Margine commerciale lordo 34,70 31,9% 37,71 33,8%
Spese commerciali, amministrative e altri oneri (36,
05)
-33,2% (39,95) -35,8%
Altri ricavi operativi netti 1,29 1,2% 1,38 1,2%
Costi di ristrutturazione (1,21) -1,1% - 0,0%
Svalutazioni per Impairment** - 0,0% (9,60) -8,6%
Risultato operativo (1,27) -1,2% (10,46) -9,4%
Risultato operativo Adjusted * (0,84) -0,8%
Svalutazioni/ripristini di valore di attività non correnti - 0,0% (0,09) -0,1%
Proventi (oneri) finanziari netti (0,36) -0,3% - 0,0%
Risultato prima delle imposte (1,63) -1,5% (10,55) -9,5%
Risultato prima delle imposte Adjusted* (0,93) -0,8%
Imposte sul reddito (1,81) -1,7% (1,25) -1,1%
Utile (perdita) netto del Gruppo (3,44) -3,2% (11,80) -10,6%
Utile (perdita) netto del Gruppo Adjusted* (2,18) -2,0%
EBITDA 2,63 2,4% 2,55 2,3%

* Nel 2018 l'EBIT Adjusted e il Risultato prima delle imposte e l'utile (perdita) netta Adjusted vengono indicati in quanto la Capogruppo ha rilevato costi non ricorrenti dovuti a svalutazioni per impairment pari a 9,63 milioni di Euro.

** Nel 2018 la voce, pari a 9,60 milioni di Euro, si riferisce alla svalutazione dell'attivo immateriale della Capogruppo. Si segnala inoltre che il costo del venduto comprende svalutazioni pari a 0,03 milioni di Euro.

3.1.1. Ricavi netti – I ricavi netti sono passati da 111,6 a 108,6 milioni di Euro con un decremento del 2,6% rispetto all'esercizio precedente.

I seguenti grafici illustrano pertanto la composizione dei ricavi per merceologia, per marca e per area geografica dell'esercizio 2019 confrontati con l'esercizio 2018.

Nel 2019 il fatturato della calzetteria ha registrato un decremento di 0,8 milioni di Euro (-1,2%) rispetto all'esercizio precedente; l'incidenza della merceologia sul fatturato totale è passata dal 59,0% al 59,9%.

Le vendite di corsetteria, che comprendono anche i costumi da bagno, passano da 24,6 a 24,0 milioni di Euro, registrando un decremento del 2,5%.

I prodotti di maglieria e intimo hanno registrato nel periodo in esame un decremento del 7,3%, passando da 21,1 a 19,6 milioni di Euro di fatturato.

Le vendite per marchio del periodo in esame hanno evidenziato un andamento negativo per i principali marchi, ad accezione di Well, primo marchio per volumi di vendita del Gruppo, che ha evidenziato un incremento delle vendite pari al 2,3%, passando da 38,5 milioni di Euro a 39,4 milioni di Euro di fatturato. Le Bourget, l'altro marchio del Gruppo che opera sul mercato francese, ha registrato un decremento dello

0,2%, passando da 19,8 a 19,7 milioni di fatturato.

Le vendite del marchio Oroblù sono diminuite del 5,6%, passando da 17,8 a 16,8 milioni di Euro, mentre le vendite del marchio Lepel sono diminuite del 9,2% passando da 9,0 a 8,2 milioni di Euro.

Le vendite del marchio Perofil sono diminuite del 5,4%, passando da 7,8 a 7,4 milioni di Euro.

Sanpellegrino ha rilevato un fatturato di 3,9 milioni di Euro, in diminuzione del 15,0%. Il marchio Luna di Seta è diminuito del 6,0%, il marchio Cagi è diminuito dell'11,7% ed il marchio Liberti è diminuito dell'11,2%.

Le vendite delle marche private sono diminuite del 5,6%, mentre le vendite dei marchi di terzi sono diminuite del 6,3%.

Per quanto riguarda i ricavi per area geografica, in Italia si registra un decremento dell'8,6% rispetto al 2018, passando da 35,4 a 32,4 milioni di Euro di fatturato.

I ricavi in Francia, primo mercato per importanza nell'ambito del Gruppo, sono pari a 61,5 milioni di Euro ed evidenziano un incremento del 2,2% rispetto all'esercizio precedente.

In Germania il fatturato registra un decremento del 9,1%, passando da 2,4 a 2,2 milioni di Euro.

Nell'Europa dell'Ovest il fatturato passa da 9,3 a 8,9 milioni di Euro (-4,9%), mentre nell'Europa dell'Est da 1,9 a 1,6 milioni di Euro (-17,9%).

Negli Stati Uniti i ricavi ammontano a 0,5 milioni di Euro (+4,6%), mentre nel resto del mondo si rileva un fatturato di 1,6 milioni di Euro, con un decremento dell'11,7%.

3.1.2. Margine industriale – L'incidenza del margine industriale sui ricavi netti è pari al 41,2%, rispetto al 43,0% dell'esercizio precedente.

Il peggioramento del margine è dovuto principalmente alla diminuzione dei volumi di vendita e al diverso mix delle vendite.

3.1.3. Spese dirette di vendita – Le spese dirette di vendita sono leggermente diminuite passando da 10,3 a 10,1 milioni di Euro, mentre la loro incidenza sul fatturato netto passa dal 9,2% al 9,3%. Il decremento è dovuto principalmente ad una diversa ripartizione delle vendite nei rispettivi canali.

3.1.4. Spese commerciali, amministrative e altri oneri – Tali spese sono pari a 36,1 milioni di Euro, rispetto a 49,6 milioni di Euro dell'esercizio precedente (valore comprensivo della svalutazione per impairment). Il decremento è dovuto principalmente alla svalutazione di 9,6 milioni di Euro dell'attivo immobilizzato immateriale della Capogruppo, registrata nell'esercizio precedente e risultante dal test di impairment. L'incidenza dei costi e degli investimenti promo-pubblicitari sui ricavi netti del Gruppo passa dall'8,3% al 6,6%.

3.1.5. Altri ricavi operativi netti – Tale voce è pari a 1,3 milioni di Euro e si confronta con 1,4 milioni di Euro del 2018.

3.1.6. Costi di ristrutturazione – Tale voce, pari a 1,2 milioni di Euro, si riferisce per 0,5 milioni di Euro ai costi di ristrutturazione sostenuti dalla Capogruppo in relazione al programma di riorganizzazione della struttura aziendale della divisione Perofil e per 0,7 milioni di Euro ai costi di ristrutturazione che la controllata francese dovrà sostenere prevalentemente per la chiusura di tre punti vendita diretti.

3.1.7. Risultato Operativo Il risultato operativo al 31 dicembre 2019 è pari a -1,3 milioni di Euro (-1,2% sui ricavi netti), rispetto a -10,5 milioni di Euro dell'esercizio precedente (-9,4% sui ricavi netti 2018). Si ricorda che l'EBIT adjusted dell'esercizio precedente, era pari a -0,8 milioni di Euro, con un'incidenza del -0,8%.

3.1.8. Svalutazioni/ripristini di valore di attività correnti Non si rilevano svalutazioni di valore di attività correnti nell'esercizio 2019. Nell'esercizio precedente la voce si riferisce alla svalutazione di 90 mila Euro del key money relativo ad un punto vendita ad insegna Le Bourget al fine di allinearlo al presumibile valore di realizzo.

3.1.9. Proventi (oneri) finanziari netti – Il risultato della gestione finanziaria è un onere che comprende, oltre agli interessi relativi ai rapporti bancari, anche le differenze cambio e la componente finanziaria del TFR. Nell'esercizio in esame si rilevano maggiori oneri rispetto all'anno precedente, attribuibili principalmente alle minori differenze cambio positive rilevate.

3.1.10. Imposte sul reddito – Le imposte sul reddito del 2019 ammontano a 1,8 milioni di Euro e si confrontano con 1,3 milioni di Euro dell'esercizio precedente.

Le imposte correnti del 2019 ammontano a 1,9 milioni di Euro, totalmente a carico della controllata francese. Le imposte differite ammontano a 0,1 milioni di Euro e presentano un saldo positivo.

3.2. Dati sintetici di stato patrimoniale

La situazione patrimoniale riclassificata sintetica del Gruppo è riepilogata nella seguente tabella:

31 dicembre 31 dicembre
(in milioni di Euro) 2019 2018
Attività operative a breve 62,02 63,52
Passività operative a breve (32,36) (32,94)
Capitale circolante operativo netto 29,66 30,58
Partecipazioni 0,01 0,01
Altre attivita' non correnti 1,83 3,22
Immobilizzazioni materiali ed immateriali 35,08 29,15
CAPITALE INVESTITO 66,58 62,96
Altre passività a medio e lungo termine (10,30) (10,86)
CAPITALE INVESTITO NETTO 56,28 52,10
Indebitamento finanziario netto 2,16 (6,09)
Patrimonio netto 54,12 58,19
TOTALE 56,28 52,10

3.2.1. Capitale circolante – Il capitale circolante operativo netto al 31 dicembre 2019 è pari a 29,7 milioni di Euro, in diminuzione di 0,9 milioni di Euro rispetto al 31 dicembre 2018.

L'incidenza del capitale circolante operativo sul fatturato si attesta al 27,3%, in linea con quella del precedente esercizio.

3.2.2. Capitale investito – Il capitale investito è passato da 63,0 a 66,6 milioni di Euro, principalmente per effetto dell'incremento delle immobilizzazioni immateriali a seguito dell'applicazione del nuovo principio IFRS 16, che ha inciso per 5,7 milioni di Euro e parzialmente controbilanciato dalla riduzione delle altre attività non correnti.

3.2.3. Indebitamento finanziario – La posizione finanziaria netta, illustrata nella tabella seguente, è variata di 8,3 milioni di Euro rispetto al 31 dicembre 2018 ed evidenzia una situazione finanziaria netta negativa per 2,2 milioni di Euro.

L'incremento della posizione finanziaria netta è relativa all'applicazione dell'IFRS 16, che ha pesato per 5,7 milioni di Euro. Senza considerare l'effetto dell'applicazione del nuovo principio la posizione finanziaria netta diminuirebbe di 2,6 milioni di Euro passando da 6,1 milioni di Euro di cassa del 31 dicembre 2018 a 3,5 milioni di Euro di cassa del 31 dicembre 2019.

La posizione finanziaria netta risulta così composta:

31 dicembre 31 dicembre
(in milioni di Euro) 2019 2018
Debiti finanziari a breve (IFRS 16) 1,49 0,00
Debiti verso banche a breve 6,16 0,33
Quota a breve dei debiti a medio lungo termine 4,93 6,86
Cassa e banche attive (19,46) (23,06)
Indebitamento finanziario netto a breve (6,88) (15,87)
Debiti finanziari a medio lungo termine (IFRS 16) 4,19 0,00
Finanziamenti a medio lungo termine al netto delle quote
correnti 4,85 9,78
Indebitamento finanziario netto 2,16 (6,09)

Raccordo tra prospetti contabili della Capogruppo e prospetti contabili consolidati

Patrimonio
netto al
Risultato
netto al
Patrimonio
netto al
Risultato
netto al
(in migliaia di Euro) 31 dicembre
2019
31 dicembre
2019
31 dicembre
2018
31 dicembre
2018
Bilancio CSP International Fashion Group S.p.A. 42.308 196 42.568 (10.603)
Patrimonio netto e risultato delle partecipazioni consolidate 32.629 2.642 36.457 2.883
Eliminazione del valore di carico delle partecipazioni consolidate (29.104) 0 (29.104) 0
Rilevazione avviamento 8.802 0 8.802 0
Storno degli utili infragruppo inclusi nelle rimanenze di
magazzino al netto dell'effetto fiscale (327) (2) (325) 115
Dividendi percepiti da società del Gruppo 0 (6.302) 0 (4.207)
Altre minori (186) 22 (207) 19
Bilancio consolidato Gruppo CSP 54.122 (3.444) 58.191 (11.793)

4. ANDAMENTO DELLE SOCIETÀ DEL GRUPPO

Riportiamo la struttura attuale del Gruppo, invariata rispetto al precedente esercizio.

Di seguito si forniscono i risultati delle società del Gruppo.

4.1. Capogruppo

La Capogruppo ha realizzato un fatturato pari a 54,9 milioni di Euro, con un decremento del 6,5% rispetto al fatturato di 58,7 milioni di Euro del 2018.

Il fatturato, al netto delle vendite intercompany, è passato da 47,8 a 43,8 milioni di Euro, con un decremento dell'8,4%.

La Capogruppo ha riportato, grazie ai dividendi di 6,3 milioni di Euro percepiti dalla controllata francese, un utile dopo le imposte di 0,2 milioni di Euro. Si confronta con una perdita di 10,6 milioni di Euro del 2018, di cui 9,6 milioni di Euro riconducibili alla svalutazione per impairment dell'attivo immobilizzato immateriale.

4.2. CSP Paris Fashion Group S.A.S.

La controllata, che opera prevalentemente sul mercato francese con i marchi Le Bourget e Well, ha registrato un fatturato di 62,8 milioni di Euro, in incremento dell'1,6% rispetto all'esercizio precedente.

L'incidenza del margine industriale sui ricavi netti è al 44,7%, in linea con il precedente esercizio.

La Società ha conseguito un utile netto dopo le imposte di 2,8 milioni di Euro, così come nel passato esercizio.

4.3. Oroblù Germany G.m.b.H.

Il fatturato della società tedesca risulta pari a 1,8 milioni di Euro, con un decremento del 2,8% rispetto al 2018.

Il risultato netto finale riporta una perdita di 176 mila Euro (che si confronta con un utile di 90 mila Euro del 2018), attribuibile principalmente al peggioramento del margine industriale, all'incremento delle spese marketing e dei costi del personale commerciale.

4.4. Oroblù USA L.L.C.

La società statunitense ha realizzato nel 2019 un fatturato di 456 migliaia di Euro, con un incremento del 7,9% rispetto al 2018 (+2,2% a tassi di cambio costanti).

Il risultato netto dell'esercizio è positivo per 37 mila Euro e si confronta con un utile di 21 mila Euro dell'esercizio precedente.

5. STRATEGIE E PRIORITÀ OPERATIVE

5.1 Strategie di sviluppo

In un contesto di mercato, che rimane difficile e altamente competitivo, con una domanda globale che fatica a riprendersi e le catene retail che acquisiscono progressivamente quote di mercato a scapito dei canali tradizionali, CSP ha proseguito nel suo sforzo economico sul core business e sui marchi propri.

CSP ha inoltre continuato con il processo di ottimizzazione della struttura di costo, attraverso la costante ricerca di miglioramenti di efficienza dei processi e sinergie infragruppo, al fine di minimizzare gli inevitabili effetti negativi derivanti da un minore assorbimento dei costi fissi per i comparti caratterizzati da fatturati in contrazione. E' in corso di implementazione un consistente piano di razionalizzazione delle collezioni e degli articoli sviluppati, al fine di ridurre la complessità, con conseguenti riflessi sulle marginalità e sul fabbisogno di capitale circolante.

Il Gruppo sta perseguendo una strategia di consolidamento e sviluppo dei mercati già presidiati, puntando altresì alla ricerca di nuovi mercati dal potenziale ancora inespresso.

Rimane pertanto centrale lo sforzo aziendale finalizzato all'innovazione di prodotto, coerente all'identità e ai valori di ogni singolo brand. Si ritiene che proprio l'innovazione costituisca una delle leve fondamentali per superare la debolezza dei consumi, risvegliare l'interesse del trade e differenziarsi dai competitors, che spesso hanno nel prezzo l'unico argomento di approccio al mercato.

5.2. Organizzazione produttiva

L'organizzazione produttiva è articolata secondo le seguenti linee:

  • Calzetteria: la produzione è concentrata nello stabilimento di Ceresara e nel sito produttivo a Le Vigan nel sud della Francia.
  • Corsetteria ed intimo maschile e femminile: la produzione è realizzata prevalentemente in outsourcing, mantenendo all'interno il know-how progettuale per stile, modellistica, sviluppo taglie e campionatura. La Divisione Lepel di Carpi (MO) è specializzata nell'intimo femminile, mentre la Divisione Perofil di Bergamo è specializzata nell'intimo maschile.

5.3. Innovazione e comunicazione

CSP continua il processo di digitalizzazione per una "full digital strategy": dalla comunicazione al riassetto attorno al concetto di "smart factory", all'uso di una piattaforma integrata per la gestione dell'intero ciclo di vita di un prodotto puntando alla digitalizzazione anche nella gestione B2B.

Le collezioni legwear di Oroblù, sintesi di tecnologie produttive e di filati all'avanguardia, coniugano innovazione, performance e unicità con un ideale di bellezza e di effetto cosmetico, in un disegno che

sottolinea l'italianità del brand e che guarda alla sostenibilità: nasce il progetto EcO (environment/care/Oroblù), un rivoluzionario collant in fibra di Nylon 6.6 ecosostenibile, tinto con coloranti privi di metalli; un filato che riduce l'emissione di CO2 fino al 90% e il consumo di risorse idriche mantenendo leggerezza, morbidezza e setosità avvolgente. Per i 60 anni dei collant, Oroblù rende omaggio con la History Collection: "6 mood per 6 decenni" che reinterpretano in chiave attuale i pattern geometrici di quei periodi.

Oroblù propone capsule di underwear e bodywear dai tessuti performanti per uno stile di vita dinamico: la collezione TRAVEL è rilanciata e si arricchisce della serie Freedom, quattro pezzi seamless perfettamente a pelle, in filato Dryarn, microfibra eccezionale e sostenibile, esempio di moda etica. Si inserisce qui anche l'underwear The One and Only, tessuto ultrasensibile e senza cuciture visibili adatto dalla S alla XL, per un effetto second skin sotto agli abiti, sviluppato in taglia unica.

Oroblù beachwear introduce una stilista esterna per lavorare in chiave di massima coordinabilità tra costumi e fuori acqua, per una collazione adatta a tutte le fisicità.

In comunicazione si è investito nel primo semestre sui magazine più importanti in Italia e in Germania, oltre una buona copertura redazionale sui quotidiani nazionali e su tutta la stampa. Implementata anche la strategia social, con un fitto piano redazionale, sponsorizzazioni, campagne influencer in Germania e progetti speciali in Italia.

Perofil continua a fare innovazione e ricerca. Il progetto FILODISCOZIA ACTIVE apre una nuova era con un tessuto in filo di Scozia elasticizzato di ultima generazione per le parti basse che garantisce sostegno e un fit moderno; per le parti alte, si adotta il Filo di Scozia 100% con una elasticità intrinseca per assicurare la freschezza. Per le collezioni stagionali, continua la collaborazione con gli stilisti esterni con l'obiettivo di rendere più contemporanea l'offerta di prodotto, creando delle collezioni che dialogano tra calzetteria, underwear e pigiameria.

Investimento pubblicitario nel primo semestre su quotidiani nazionali e sui magazine maschili di tendenza, oltre importante copertura redazionale e una comunicazione social che ha visto crescere il numero dei followers attraverso un piano editoriale che racconta i valori del brand.

Luna di Seta introduce una stilista esterna ed evolve verso una "lingerie à porter", espandendo le proprie collezioni da lingerie a capi anche esternabili, puntando su stampe inedite, nuove modellistiche abbinamenti colori alla moda.

Visibilità crescente su tutti i magazine di moda italiani più autorevoli, con news redazionali e servizi moda. Per la comunicazione social è stato realizzato un fitto piano editoriale per raccontare i valori del brand e valorizzare i prodotti.

Bikkembergs, di cui CSP detiene la licenza per intimo e beachwear maschile, per la prima volta esce con una campagna beachwear e ritorna al Pitti con tutte le sue linee e dunque anche le collezioni underwear, beachwear e loungewear, presentate ai più autorevoli buyers internazionali.

Lepel prosegue nella strategia per creare un maggior engagement con un target di consumatori più giovani, rendendo i prodotti più moderni e dunque allineati e attraenti per questa fascia, anche attraverso una nuova comunicazione, fatta da immagini accattivanti e un restyling del packaging.

Investimenti in comunicazione per una campagna influencer marketing sui social networks di Instagram e di Facebook, ottenendo un ottimo incremento dei fan.

Cagi lavora sulla valorizzazione del claim "We dress every man", ispiratore anche di un contest sui profili social per identificare i due testimonial 2020: due uomini diversi per caratteristiche e per età, capaci di rappresentare il variegato mondo Cagi. Un anno importante in cui c'è stato il restyling completo dell'immagine Cagi, proponendone una nuova su tutti i packaging.

A completamento di una già ampia collezione sono state presentate nuove linee di prodotto tra cui la linea In Action in cotone elasticizzato e due nuove collezioni stagionali di pigiameria classica maschile.

Anche per Cagi è stato implementato un piano editoriale integrato sui social, con adwords e sponsorizzazioni, a supporto delle vendite e-commerce di Myboutique.

Continuano i progetti Sanpellegrino dall'animo sostenibile: "Ethica" è la prima linea di calzetteria femminile realizzata con filato Bio-based, ottenuto dal seme di ricino. Le collezioni moda sono state lanciate nel canale GDO attraverso assortimenti in pall box mirati a stimolare l'incontro con la consumatrice.

Continua la comunicazione digital con nuovi contenuti ed immagini ad hoc, oltre alla campagna di influencer marketing dedicata al progetto Ethica, con il contributo di ambasciatrici sensibili al mondo dell'ecologia e alla salvaguardia del pianeta.

I marchi di CSP Paris

Il mercato della calzetteria e i marchi di CSP Paris

Nell'anno 2019 le vendite di tessile abbigliamento nella grande distribuzione francese, principale canale di sbocco dei prodotti di CSP Paris (circa 85% del totale fatturato), hanno evidenziato una notevole contrazione.

In questo difficile contesto, spicca la performance positiva del settore della calzetteria femminile che ha fatto registrare una crescita dell'1,5% in volume e del 4,9% in valore (fonte GFK).

Tre principali ragioni sembrano essere all'origine di questo risultato: una situazione climatica ideale, specie nel primo semestre, il ritorno di una moda molto femminile che favorisce l'uso dei collants e la forte pressione pubblicitaria di alcune catene di retail che hanno rinnovato l'interesse per il prodotto.

I marchi di CSP Paris hanno fortemente contribuito alla crescita migliorando ulteriormente la propria quota di mercato rispettivamente di 0,6 per Well portandosi al 21,1% e di 0,1 per LB che raggiunge l'8,9%.

Accanto alle proprie collezioni leader, Well ha lanciato una gamma totalmente basata sull'ecosostenibilità "Mes gambettes aiment la planète" prodotta a partire da filati ed imballaggi riciclati ed interamente realizzata negli stabilimenti francesi, con limitato consumo di energia.

Le Bourget ha riaffermato il suo posizionamento di marca moda e premium con una quota di mercato nel segmento dei prodotti fantasia che supera il 40%.

L'operazione Moda color, lanciata per festeggiare i 10 anni dei coprenti colorati, è stata un vero successo. Considerevole è stata la crescita delle vendite dei calzini in fibra naturale, che hanno realizzato un +45%.

Il mercato della lingerie e i marchi di CSP Paris

Su un mercato fortemente contrastato e caratterizzato da un frazionamento molto spinto che vede una media di almeno 12 marche nei punti vendita, la lingerie Well ha realizzato dei risultati positivi in tutte le categorie di prodotto dove è presente, in particolare nelle parures dove si issa al 4° posto, dopo le majors istituzionali.

Creata su principi di confort e di modernità e dotata di un nuovo packaging la marca assume uno statuto di qualità e di differenziazione.

Continua lo sviluppo della distribuzione dello skinwear Le Bourget, presente ormai in più di 1600 punti vendita. Con una gamma segmentata nella stessa logica della calzetteria, Le Bourget si impone come uno specialista del bodywear seamless.

Comunicazione

In un mercato che ha ripreso un po' di vigore, Well e Le Bourget si sono mantenute molto attive nella comunicazione.

Well, dopo aver ripreso la comunicazione istituzionale nel 2018 con il messaggio "Toujour belle in Well", nel 2019 si è dedicata alla costruzione di una vera saga che valorizzi il suo ancoraggio al territorio e la sua produzione in Francia.

Le Bourget ha continuato la sua strategia digitale attraverso un CRM innovativo alla ricerca di una clientela più giovane e cittadina.

5.4. Attività di Ricerca e Sviluppo

La Capogruppo nel corso dell'esercizio 2019 ha svolto attività di ricerca e sviluppo per innovazione tecnologica ed ha indirizzato i propri sforzi in particolare su progetti che si ritengono innovativi, svolti negli stabilimenti di Ceresara, Carpi e Bergamo, denominati:

  • Progetto 1. Programma sperimentale atto alla definizione di nuove soluzioni di prodotto per il mercato della calzetteria.
  • Progetto 2. Programma sperimentale atto alla definizione di nuove soluzioni di prodotto per il mercato intimo, mare e bodywear donna.
  • Progetto 3. Programma sperimentale atto alla definizione di nuove soluzioni di prodotto per il mercato intimo uomo.
  • Progetto 4. Programma sperimentale atto alla definizione di nuove soluzioni informatizzate per la gestione ed il controllo dei processi.

Per lo sviluppo di questi progetti la società ha sostenuto, nel corso del passato esercizio, costi relativi ad attività di R&S per 1,6 milioni di Euro.

Si confida che l'esito positivo di tali innovazioni possa generare buoni risultati in termini di fatturato con ricadute favorevoli sull'economia dell'azienda.

5.5. Marchi e canali distributivi

Riepiloghiamo nella seguente tabella i marchi di proprietà con i relativi canali di vendita:

Sanpellegrino Oroblù Lepel Liberti Le
Bourget
Well Cagi Perofil Luna
di Seta
Ingrosso
Grande
Distribuzione
Department
Stores
Dettaglio
E-commerce
Negozi
monomarca/O
utlet

Dal 2013 CSP International ha attivato un portale di vendite on line per i propri marchi, il sito www.MyBoutique.it, dove si possono acquistare le collezioni dei brand Cagi, Lepel, Sanpellegrino e Liberti. Il marchio Oroblù dispone dal 2015 del sito e-commerce www.oroblu.com in tre lingue e in tre valute.

Con l'acquisizione di Perofil, CSP ha deciso di rinnovare il sito ecommerce www.perofil.it, ora www.perofil.com, e di avviare le vendite online del marchio Luna di Seta, attraverso il sito www.lunadiseta.com

Anche CSP Paris ha già da alcuni anni attivi due siti per le vendite on line: www.lebourget.com e www.well.fr.

5.6. Organizzazioni commerciali

Il Gruppo CSP opera in Italia e nel mondo su più canali attraverso un'articolata struttura distributiva, qui riassunta:

  • in Italia operano 3 forze vendita, 76 agenti di cui 13 merchandisers;
  • in Francia operano 2 forze vendita, 70 venditori, 50 dimostratrici;
  • in Export sono attivi circa 40 distributori in circa 40 paesi al mondo e 24 agenti.

5.7. Buy Back e Azioni proprie

Le Azioni proprie al 31 dicembre 2019 sono costituite da n. 1.000.000 azioni ordinarie acquistate per un costo complessivo di 888 migliaia di Euro; nell'esercizio in esame non sono state acquistate azioni proprie. Alla data dell'odierno Consiglio di Amministrazione non vi sono state variazioni rispetto al 31 dicembre

  1. Si segnala inoltre che il Consiglio di Amministrazione della Società sottoporrà all'Assemblea dei soci la proposta di autorizzazione all'alienazione, disposizione e/o utilizzo delle azioni proprie in portafoglio, con contestuale revoca della delibera assembleare del 14 giugno 2019. Tale proposta è motivata esclusivamente dalla volontà di non precludere al Gruppo l'eventuale accesso alle misure di sostegno della liquidità alle imprese di cui al recente «Decreto Liquidità» (D.L. n. 23/2020 di data 8 aprile 2020), che prevedono tra le condizioni per il rilascio da parte di SACE delle relative garanzie la mancata approvazione di delibere finalizzate al riacquisto di azioni da parte della società e del Gruppo che richiede i finanziamenti.

5.8. Rapporti infragruppo e con parti correlate

Per quanto concerne le operazioni effettuate con parti correlate, ivi comprese le operazioni infragruppo, si precisa che le stesse non sono qualificabili né come atipiche né come inusuali, rientrando nel normale corso di attività delle società del Gruppo. Dette operazioni sono regolate a condizioni di mercato, tenuto conto delle caratteristiche dei beni e dei servizi prestati. Come previsto dal combinato disposto degli articoli 6 e 7 dell'apposita procedura per le operazioni con parti correlate approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 1 dicembre 2010, tutte le operazioni con le parti correlate (prevalentemente costituite dalle società controllate) sono concluse a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard.

Le informazioni sui rapporti con parti correlate, ivi incluse quelle richieste dalla Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, sono presentate nella Nota 39 del Bilancio consolidato e nella Nota 36 del Bilancio d'esercizio.

5.9. Relazione sulla remunerazione dell'organo amministrativo, degli organi di controllo e dei dirigenti con responsabilità strategiche

Il Consiglio di Amministrazione ha approvato la Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari per l'esercizio 2019 e la Relazione sulla remunerazione prevista dall'art. 123-ter del D. Lgs. 58/98, che sarà sottoposta ad approvazione dell'Assemblea.

5.10. Partecipazioni detenute dagli Amministratori, dai Sindaci e dai Direttori Generali (art. 114 e 123 ter del TUF 58/98; art. 84 quater Regolamento 11971/99)

Come richiesto dalla normativa Consob, le informazioni in oggetto sono contenute nello schema 7 ter della relazione sulla remunerazione.

5.11. Politica aziendale per l'ambiente e la sicurezza

Il Gruppo è consapevole delle sfide e delle opportunità che il mercato impone e della necessità di compiere scelte in linea con i principi di sviluppo sostenibile e tutela della sicurezza dei propri lavoratori. Ritiene pertanto di fondamentale importanza disporre di un sistema organizzativo che permetta di armonizzare e tenere sotto controllo i propri processi e la raccolta delle informazioni da essi derivanti. Il Gruppo si è impegnato pertanto a definire e mantenere attivo un sistema di gestione integrato ambiente e sicurezza, finalizzato ad assicurare il miglioramento continuo dei processi, delle prestazioni ambientali e della gestione della salute e sicurezza dei lavoratori, nonché il soddisfacimento di tutte le parti interessate, la prevenzione dell'inquinamento ambientale, degli infortuni e delle malattie professionali.

La Capogruppo ha quindi implementato, nel corso dell'anno 2014, un Sistema di Gestione Integrato per l'Ambiente e la Sicurezza dei lavoratori, in grado di:

  • consentire un completo monitoraggio degli aspetti ambientali più significativi, stabilire obiettivi di miglioramento nonché verificarne il raggiungimento;
  • applicare, in modo più efficace ed efficiente, le prescrizioni previste dal D.Lgs. 81/08 e dall'altra normativa cogente in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori, puntando contestualmente ad un miglioramento continuo dei processi e dei risultati in tale ambito.

Il sistema di gestione è stato certificato a fine 2014 da una Società di certificazione terza, con riferimento agli standard internazionali ISO 14001:2004 (Ambiente) e BS OHSAS 18001:2007 (Sicurezza del lavoro).

Gli audit di sorveglianza condotti annualmente dalla Società di certificazione hanno confermato la rispondenza del sistema ai requisiti degli standard.

In coerenza con gli obiettivi strategici sopra citati, il Gruppo si è impegnato ad adeguare il Sistema di Gestione Integrato al nuovo standard ISO 14001:2015 (Ambiente) ed allo standard ISO 45001:2018 (Salute e Sicurezza).

Il progetto di adeguamento si è sviluppato con le seguenti azioni:

  • certificazione del sistema di gestione rispetto agli standard ISO 14001:2015 e BS OHSAS 18001:2007 ad aprile 2018, per tutti i siti produttivi italiani;
  • approvazione nel Consiglio di Amministrazione del 12 Dicembre 2018 della Politica per l'Ambiente e la Sicurezza, aggiornata ai requisiti degli standard ISO 14001:2015 e ISO 45001:2018;
  • certificazione del sistema di gestione rispetto agli standard ISO 14001:2015 e ISO 45001:2018 ad aprile 2019 per tutti i siti produttivi italiani.

Il Sistema di Gestione Integrato Ambiente e Sicurezza, orientato secondo la Politica aziendale, è applicato, mantenuto costantemente conforme ai requisiti degli standard, sottoposto ad audit di sorveglianza interni e di terze parti.

5.12. Informativa in materia di trattamento dei dati personali

La Società, concluso il progetto di adeguamento al nuovo quadro giuridico in materia di protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679 e normativa italiana di attuazione), nel corso del quale ha definito un insieme di disposizioni interne e norme di autoregolamentazione (tra cui si citano Modello per la protezione dei dati personali, procedure operative per la gestione dei vari adempimenti, documentazione legale, registro dei trattamenti, impostazione analisi dei rischi informatici), ha proseguito nelle attività di gestione continuativa della data protection, tra cui a titolo esemplificativo:

  • Gestione dei rapporti con fornitori di servizi e regolarizzazione dei rapporti privacy (ad es. designazione di fornitori quali responsabili del trattamento);
  • Gestione delle violazioni di dati personali (c.d. "data breach"), come avvenuto in occasione dell'attacco informatico subito dalla Società nel mese di novembre 2019 che ha comportato un'analisi dettagliata della fattispecie dal punto di vista tecnico-legale e la predisposizione delle notifiche e comunicazioni obbligatorie (al Garante privacy ed ai clienti della Società);

• Adozione di ulteriori template documentali, a fronte di esigenze specifiche (ad es. informativa sul trattamento dati per situazioni legate all'emergenza Covid-19).

La Società ha inoltre intrapreso alcune azioni specifiche in materia di protezione dei dati personali quali:

GRUPPO CSP

  • Attività di controllo interno, quali ad esempio l'analisi del sito internet di e-commerce "My Boutique" dal punto di vista della gestione dei cookie e delle impostazioni sulla privacy;
  • Attività di formazione del personale in materia data protection:
    • o Formazione a distanza, per tutti i dipendenti aziendali sui principi generali del Regolamento UE 2016/679 (per la quale è stato richiesto un finanziamento a Fondimpresa).

Nessuna contestazione è ad oggi pervenuta alla Società relativamente a violazioni della normativa, dei diritti degli interessati e dei dati personali di cui la Società è titolare del trattamento.

5.13. Corporate Governance

Il sistema di Corporate Governance adottato da CSP International Fashion Group S.p.A. rispecchia sostanzialmente il contenuto del modello di organizzazione societaria del Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A., opportunamente adattato alle peculiarità e specifiche esigenze della Società.

La Società ritiene che il rispetto dei principi e dei criteri applicativi contenuti nel Codice di autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A sia fondamentale per quanto concerne i rapporti con il mercato.

Ricordiamo, in particolare, le tappe realizzate dalla Società in tema di Corporate Governance:

  • adesione al Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A edizione 2002, tenuto conto anche delle modificazioni introdotte ed accolte nelle successive edizioni del Codice, l'ultima del luglio 2018 approvate dal Comitato per la Corporate Governance nello stesso mese;
  • adozione di procedure per la realizzazione di un sistema di gestione dei rischi e di controllo interno;
  • adozione dell'apposita procedura per le operazioni con parti correlate in ottemperanza al Regolamento Consob 17221/2010 e succ. modificazioni;
  • adozione di una procedura interna per il trattamento delle informazioni "price sensitive";
  • adozione dei codici di comportamento in materia di "internal dealing";
  • adozione di un regolamento assembleare;
  • presenza di due Consiglieri indipendenti nel Consiglio di Amministrazione;
  • nomina nell'ambito del Consiglio di Amministrazione del "Comitato Rischi e Governance"(CRG);
  • adozione di una apposita "procedura per le informazioni al Collegio Sindacale" ai sensi ex art. 150, comma 1, del D.Lgs 24.02.1998 n. 58;
  • adozione di una apposita "procedura per il conferimento di incarichi a Società di Revisione" in ottemperanza al D.Lgs 39/2010 che ha recepito in Italia la direttiva del 17.05.2006 n. 2006/43/CE relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati;
  • predisposizione della relazione sulla remunerazione dell'organo amministrativo, degli organi di controllo e dei dirigenti con responsabilità strategiche;
  • nomina del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari deliberata in data 13.09.2006 con l'ausilio del quale è stato approntato un sistema di procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio e consolidato e delle relazioni finanziarie periodiche;
  • approvazione del Modello 231 e istituzione dell'Organismo di Vigilanza;
  • nomina nell'ambito del Consiglio di Amministrazione del "Comitato per le nomine e le remunerazioni".

E' stato implementato un sistema di gestione dei rischi e di controllo interno riguardante il processo di informativa finanziaria ai sensi dell'art. 123-bis, comma 2, lettera b), TUF 58/98 e sono state messe a punto e applicate procedure di controllo tali da garantire l'affidabilità dei dati ricevuti sia dalle funzioni interne che dalle altre aziende del Gruppo (e, di conseguenza, dei dati consolidati).

A fondamentale tutela dell'obiettivo dell'affidabilità dei dati è stato implementato un sistema di controllo di gestione basato sul meccanismo del budget-consuntivo con controlli normalmente a frequenza mensile ed analisi approfondita degli scostamenti rilevanti.

Tale sistema copre la Capogruppo, la controllata CSP Paris Fashion Group e la controllata Oroblù Germany. La controllata Oroblù USA, considerato il modesto volume d'affari, viene analizzata su base trimestrale.

In virtù di quanto descritto, la Società ritiene di soddisfare i requisiti richiesti dalle norme di riferimento, garantendo la completezza, l'accuratezza, la competenza, l'attendibilità, la tempestività e l'affidabilità dell'informativa finanziaria.

La relazione annuale di "Corporate Governance" relativa all'esercizio 2019 sarà a disposizione del pubblico presso la sede sociale, sul sito Internet della Società www.cspinternational.it/sezione Investor Relations/Corporate Governance, sul sistema di stoccaggio autorizzato e presso Borsa Italiana S.p.A., unitamente alla relazione finanziaria annuale.

5.14. Approvazione del Modello 231 e istituzione dell'Organismo di Vigilanza

Con l'obiettivo di garantire una conduzione efficace, corretta e trasparente delle attività aziendali, il Consiglio di Amministrazione in data 25 marzo 2016 ha approvato l'aggiornamento del modello 231 di CSP International Fashion Group S.p.A. precedentemente approvato in data 17 febbraio 2014 e con Consiglio di Amministrazione del 14 giugno 2019 sono stati nominati i membri dell'Organismo di Vigilanza ai sensi dell'art.42 del D. Lgs. 231 dell'8 giugno 2001.

L'Organismo di Vigilanza ha il compito di vigilare in ordine all'efficacia, al funzionamento e osservanza del Modello e di curarne l'aggiornamento.

La Società si è inoltre dotata di un Codice etico, parte integrante e sostanziale del Modello medesimo, quale carta dei diritti e doveri morali che definisce la responsabilità etico-sociale di tutti coloro che partecipano alla realtà aziendale.

5.15. Investimenti e ammortamenti delle immobilizzazioni materiali ed immateriali

Il Gruppo CSP è dotato di un'ottima struttura produttiva, implementata nel corso degli anni e tuttora all'avanguardia nella qualità ed efficienza degli impianti.

Negli ultimi anni sono stati effettuati gli investimenti necessari per mantenere l'efficienza aziendale. Per il dettaglio degli investimenti ed ammortamenti dell'anno e del precedente si rimanda ai paragrafi 5, 6 e 7 delle Note Esplicative del Bilancio Consolidato e ai paragrafi 4, 5 e 6 delle Note Esplicative del Bilancio di esercizio.

5.16. Rapporti con il personale

La crescita e la valorizzazione professionale delle persone, quale fattore determinante per l'evoluzione e lo sviluppo della propria attività rimane uno degli obiettivi del Gruppo. In merito a questo punto si precisa che i rapporti con il personale dipendente sono mediamente buoni ed il turn over è limitato.

Per eventuali analisi quantitative sull'andamento del personale dipendente si rinvia a quanto indicato nelle Note Esplicative, ritenendo non necessaria ogni altra riclassificazione e/o confronto con l'esercizio precedente.

Segnaliamo che nel corso del 2019 non vi sono stati:

  • infortuni gravi sul lavoro che hanno comportato lesioni gravi o gravissime al personale dipendente per i quali è stata accertata definitivamente una responsabilità aziendale;
  • morti sul lavoro del personale dipendente;
  • addebiti in ordine a malattie professionali su dipendenti o ex dipendenti e cause di mobbing, per cui le Società del Gruppo sono state dichiarate definitivamente responsabili.

5.17. Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario

Il Gruppo CSP predispone la Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario ai sensi del D. Lgs 254/2016 e della Delibera Consob n. 20267 del 18 gennaio 2018 in un documento separato, pubblicato sul sito internet www.cspinternational.it, nella sezione Investor Relations, Bilanci e prospetti.

6. FATTORI DI RISCHIO E SISTEMI DI CONTROLLO

6.1. Principali rischi ed incertezze ai quali la Società e il Gruppo sono esposti

Come richiesto da Consob, gli Amministratori provvedono all'identificazione e alla valutazione dei principali rischi e incertezze a cui la Società e il Gruppo sono esposti.

Rischi relativi al nostro business

I principali rischi relativi al nostro business sono associati:

  • all'andamento recessivo del principale mercato di riferimento, costituito dalla calzetteria femminile, e difficoltà del mercato dell'intimo, anche in relazione a frequenti fenomeni di aumento delle temperature medie in stagioni fondamentali per i consumi, ovvero la primavera e l'autunno;
  • alla crescente incidenza dei costi fissi per effetto della riduzione dei volumi prodotti;
  • alla debolezza della capacità di spesa e di consumo nel mercato domestico, in particolare qualora il prodotto interno lordo risultasse in diminuzione;
  • al progressivo indebolimento dei canali di vendita dell'intimo specializzato, fortemente attaccati dalle catene retail, dalla contrazione dei consumi e dalle politiche restrittive di accesso al credito del sistema bancario;

  • alle difficoltà dei mercati internazionali, che non presentano ancora trend stabili di ripresa;
  • alle svalutazioni nei confronti dell'Euro delle monete di alcuni paesi, ove i nostri prodotti, conseguentemente, potrebbero risultare più costosi;
  • agli approvvigionamenti in outsourcing, che comportano tempi di consegna rilevanti per le collezioni progettate al nostro interno e realizzate nel Far East con trend di costo in sensibile aumento;
  • alla capacità della Società e del Gruppo di assorbire gli aumenti di costi, che hanno impatto sui prodotti finiti, attraverso revisioni dei listini prezzi;
  • all'aumento dei prezzi e alla scarsa disponibilità delle materie prime di riferimento.

Rischi connessi alle condizioni generali dell'economia

La situazione della Società e del Gruppo è influenzata anche dai vari fattori che compongono il quadro macro-economico, inclusi l'eventuale decremento del prodotto nazionale lordo, il livello di fiducia dei consumatori, il tasso di disoccupazione e la progressiva contrazione dei consumi finali nei canali di riferimento (iper, super e wholesale). La debolezza delle condizioni generali dell'economia si è riflessa in un calo significativo e persistente della domanda. Qualora la debolezza ed incertezza del mercato dovesse prolungarsi ulteriormente, l'attività e le prospettive del Gruppo verrebbero negativamente influenzate con conseguente impatto sulla situazione economica e patrimoniale.

A partire dal mese di gennaio 2020, lo scenario nazionale ed internazionale è stato caratterizzato dalla diffusione del virus Covid-19 e dalle conseguenti misure ristrettive per il suo contenimento, poste in essere da parte delle autorità pubbliche dei Paesi interessati.

Le circostanze legate al Covid-19, straordinarie per natura ed estensione, stanno avendo ripercussioni, dirette ed indirette, sulle stime e sull'attività economica creando un contesto di generale incertezza, le cui evoluzioni e i relativi effetti non risultano ancora misurabili sia in termini generali che sul business del Gruppo. Allo stato attuale tutte le società del Gruppo sono state interessate dal fermo attività dei decreti d'urgenza emessi dai rispettivi Paesi, mentre rimangono presidiate le attività amministrativo/contabili, facendo leva sullo smartworking.

Rischi connessi all'alta competitività nei mercati in cui il Gruppo opera

I mercati in cui il Gruppo opera sono altamente concorrenziali.

Il successo delle attività di CSP dipenderà dalla sua capacità di mantenere e/o incrementare le quote di mercato e di espandersi in nuovi mercati, attraverso prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo, che garantiscano adeguati livelli di redditività.

Rischi relativi ai mercati internazionali

Una parte delle attività di approvvigionamento e delle vendite del Gruppo hanno luogo al di fuori dell'Unione Europea. Il verificarsi di sviluppi politici o economici sfavorevoli in tali aree potrebbe incidere sulle prospettive e sull'attività del Gruppo, nonché sui risultati economici. In particolare l'aumento del costo delle materie prime, causato da fattori legati alla produzione delle stesse ed a fattori speculativi, potrebbe avere ripercussioni sulla marginalità del Gruppo.

Rischi finanziari

La Società e il Gruppo sono esposti a rischi finanziari connessi alla loro operatività e, in particolare, ai seguenti:

  • a) rischio di credito, in relazione ai normali rapporti commerciali con clienti;
  • b) rischio di liquidità, con particolare riferimento alla disponibilità di risorse finanziarie e all'accesso al mercato del credito;
  • c) rischio di cambio;
  • d) rischio di tasso di interesse.

La Società e il Gruppo valutano costantemente i rischi finanziari a cui sono esposti, in modo da stimare anticipatamente i potenziali effetti negativi ed intraprendere le opportune azioni per mitigarli.

I rischi finanziari sono monitorati nei modi seguenti.

a) Rischio di credito

La Società ed il Gruppo vendono con pagamento posticipato a diverse tipologie di clientela costituite da Grande Distribuzione Organizzata, grossisti, dettaglianti e distributori esteri. I crediti concessi sono oggetto di una preventiva valutazione, effettuata con metodi che possono variare a seconda dell'entità dei crediti stessi; tuttavia il perdurare dell'attuale difficoltà di parte della clientela ad accedere a finanziamenti concessi dal sistema bancario potrebbe rendere alcuni crediti di difficile esigibilità.

Sono suscettibili di svalutazione individuale le posizioni, se singolarmente significative, per le quali si rileva un'oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale.

A fronte di crediti che non sono oggetto di svalutazione individuale vengono effettuati opportuni accantonamenti, tenuto conto dell'esperienza storica e dei dati statistici.

E' ragionevole attendersi un deterioramento della qualità dei crediti commerciali del Gruppo a causa degli effetti della crisi Covid-19.

b) Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità si può manifestare per l'incapacità di reperire, ad adeguate condizioni economiche, le risorse finanziarie necessarie per l'operatività. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità sono, da una parte, le risorse generate o assorbite dalle attività operative, dall'altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito.

La Società e il Gruppo hanno adottato una serie di politiche volte ad ottimizzare la gestione delle risorse finanziarie, attraverso le seguenti azioni:

  • diversificazione degli strumenti di reperimento delle risorse finanziarie, attraverso diversi Istituti di credito;
  • ottenimento di linee di credito adeguate;
  • monitoraggio delle condizioni prospettiche di liquidità.

I fondi e le linee di credito attualmente disponibili consentirebbero di soddisfare i fabbisogni aziendali; tuttavia i possibili impatti negativi sulla liquidità del Gruppo causati dagli effetti sui flussi di cassa prodotti dalle ripercussioni a livello di business della pandemia legata al COVID-19, verranno attentamente e costantemente monitorati; in tale contesto il Gruppo sta valutando di fare ricorso alle forme di sostegno alla liquidità aziendale previsti dalle recenti disposizioni governative.

Un eventuale inasprimento della politica del credito da parte del sistema bancario avrebbe un impatto negativo sull'accesso a nuovi finanziamenti oppure il loro ottenimento potrebbe comportare un costo maggiore.

c) Rischio di cambio

Il Gruppo CSP, che opera su più mercati a livello mondiale, è esposto a rischi di mercato connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio. L'esposizione ai rischi di cambio è collegata principalmente all'attività produttiva in outsourcing nel Far East con acquisti denominati in dollari e alle vendite in paesi con valuta diversa dall'Euro.

La Società e il Gruppo monitorano le principali esposizioni al rischio di cambio per gli acquisti in dollari e operano delle coperture tendenti a garantire il cambio previsto a budget.

Nel corso del 2019 la natura e la struttura delle esposizioni al rischio di cambio e le politiche di copertura non sono variate rispetto all'anno precedente.

d) Rischio di tasso di interesse

Il Gruppo è esposto alle fluttuazioni del tasso d'interesse soprattutto per quanto concerne la misura degli oneri finanziari relativi all'indebitamento.

Al 31 dicembre 2019 la Capogruppo ha in essere contratti derivati su tassi di interesse, collegati a finanziamenti a medio-lungo termine, finalizzati alla copertura del rischio di fluttuazione degli stessi. Per maggiori dettagli si rimanda a quanto riportato nelle Note Esplicative.

L'esposizione al rischio di mercato derivante dalla variazione dei tassi di interesse è originata dai finanziamenti a medio-lungo termine (principalmente mutui) erogati a tasso variabile.

6.2. Valutazione sulla continuità aziendale, i rischi finanziari, il valore delle attività e le relative stime

Come espressamente richiesto da Consob, congiuntamente a Borsa Italiana e a ISVAP, con i documenti del 6 febbraio 2009 e del 4 marzo 2010, forniamo le seguenti valutazioni:

  • Il bilancio, pur in presenza di uno scenario impegnativo come l'attuale, è stato redatto nella prospettiva della continuità aziendale;
  • Il valore delle attività e, in particolare, del magazzino e dei crediti, è stato valutato con la necessaria prudenza rilevando adeguati stanziamenti;
  • Il valore dei beni immobili è asseverato da una stima di un professionista indipendente ed il valore emergente da tale perizia è sensibilmente superiore al valore contabile;
  • L'impairment test, necessario per la verifica dell'eventuale perdita di valore delle attività secondo il principio IAS 36, è stato effettuato con particolare attenzione, nel quadro dell'attuale congiuntura economica. Il Consiglio ha approvato i risultati dell'impairment test alla luce del nuovo Piano Industriale, le cui stime sono state riviste e che, allo stato attuale, sono risultate di difficile determinazione, considerando il clima di estrema incertezza e lo scenario ancora in evoluzione.

  • Delle risultanze del test si darà compiuta spiegazione nella Nota integrativa al bilancio 2019, ma si evidenzia comunque che due delle tre Cash Generating Units (CGU), CSP Paris Fashion Group S.A.S. e Oroblù Germany GmbH, continuano ad evidenziare un consistente saldo positivo tra il loro valore d'uso ed il valore contabile, mentre per la CGU Italia le analisi condotte hanno portato ad evidenziare un "Carrying Amount" pari a 36,2 milioni di Euro, contro un "Value in Use" pari a -4,4 milioni di Euro. Si precisa però che tale risultato negativo non ha alcun effetto contabile nell'esercizio 2019, in quanto i beni immateriali iscritti a bilancio sono di nuova formazione e principalmente riferibili a software, avendo già azzerato tutte le immobilizzazioni immateriali, mediante svalutazione dovuta ad impairment, nell'esercizio precedente.
  • Le stime utilizzate per la valutazione delle attività sono basate sull'esperienza, tenendo conto di tutti i fattori considerati rilevanti.

La diffusione del contagio da Covid-19 ha reso necessaria la verifica delle previsioni di Budget 2020 e del Piano 2020-24, al fine di valutarne l'impatto sotto il profilo economico, patrimoniale e finanziario, anche alla luce delle rilevanti difficoltà di pagamento manifestate dalla clientela sulle scadenze di fine marzo e che verosimilmente si riproporranno anche per i mesi successivi.

A tale fine, il Gruppo ha condotto una prima analisi dei possibili e/o probabili effetti di Covid-19 sui ricavi, sulla redditività e sulla situazione finanziaria per l'esercizio in corso e sul piano 2020-24.

Si sta scrupolosamente cercando di valutare i relativi potenziali impatti in termini di performance aziendali; appare del tutto evidente che tali effetti saranno valutabili in funzione della durata dell'emergenza, che non è solo nazionale ma investe tutto il mondo, e dagli interventi governativi per il superamento della conseguenziale crisi economica.

I risultati di tali analisi fanno ritenere agli amministratori che il contagio da Covid-19 avrà impatti significativi sui risultati economici e sulla liquidità, soprattutto nel corso del 2020 e ragionevolmente sul 2021.

Grazie alla propria struttura finanziaria, il Gruppo ritiene, all'interno dell'analisi di riduzione stimata dei ricavi rispetto al budget, di poter far fronte all'incremento del debito finanziario, ed alla connessa esigenza di maggiore liquidità, grazie agli affidamenti bancari a breve termine attualmente a disposizione, oltre che ai flussi di dividendi da parte della società controllata. Il Gruppo, comunque, si riserva la possibilità di fare ricorso alle forme di sostegno alla liquidità aziendale previste dal recente Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 6 aprile 2020.

Riteniamo comunque che, oltre a quanto citato sopra, e nonostante i correttivi e le azioni di riorganizzazione in corso, l'aggravarsi delle conseguenze della pandemia, possa generare uno scenario senza precedenti, e difficilmente prevedibile in termini di impatti sul business, con il conseguente incremento dei livelli di incertezza sulla domanda di mercato conducendo a risultati che differiscano anche in modo sostanziale da quelli preventivati. Tra i rischi e le incertezze rientrano, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, oltre al protrarsi temporalmente e/o l'acutizzarsi delle conseguenze del Covid-19, ulteriori shock finanziari e valutari, fattori geopolitici caratterizzati da dinamiche protezionistiche, l'acutizzarsi del trend di decremento dei consumi nei mercati/canali di riferimento, anche causato da ulteriori eventi imprevedibili ed esogeni e condizioni climatiche estremamente sfavorevoli.

7. EVENTI SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO ED EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

I ricavi netti consolidati 2019 sono pari a 108,6 milioni di Euro, -2,6% rispetto al dato 2018 (111,6 milioni di Euro). Nonostante un secondo semestre in leggera ripresa rispetto al primo, le vendite a livello consolidato hanno risentito della contrazione dei consumi nei mercati di riferimento della Capogruppo (Italia ed Export), mentre si evidenziano performance incoraggianti delle marche francesi nel canale di vendita della Grande distribuzione, che registrano incrementi superiori a quelli di mercato.

Il risultato economico consolidato dell'esercizio 2019 evidenzia una perdita netta di 3,4 milioni di Euro che, comparato con la perdita dell'esercizio precedente (-2,2 milioni di euro), prima degli effetti delle svalutazioni per impairment test, evidenzia un peggioramento sostanzialmente ascrivibile ai costi straordinari sostenuti per le azioni di razionalizzazione e contenimento dei costi implementate nell'esercizio e tutt'ora in corso (nell'ordine di 1,2 milioni di euro); azioni che non hanno potuto esplicare a pieno i loro effetti, in quanto controbilanciati dalla minore marginalità ascrivibile al calo delle vendite.

Il fatturato dei primi tre mesi è stato particolarmente impattato dagli effetti indotti dalla pandemia causata dal coronavirus, dopo che il primo bimestre aveva fatto registrare risultati incoraggianti rispetto al corrispondente

periodo del precedente esercizio. I ricavi netti dei primi tre mesi evidenziano una contrazione nell'ordine del 12% rispetto al pari periodo dell'esercizio precedente, ma riteniamo che il progressivo blocco delle attività e dei consumi penalizzerà in modo considerevole i risultati dell'intero esercizio, caratterizzato da un contesto esterno estremamente volatile e non privo di ulteriori incertezze e fattori di rischio.

Dallo scorso mese di marzo 2020, il Gruppo CSP è stato fortemente impegnato per fronteggiare le pesanti ripercussioni derivanti dalla pandemia COVID 19 che ha drasticamente ridotto i livelli di consumo e di attività aziendale.

Considerando che a tutt'oggi lo stato di emergenza globale causato dagli effetti del virus è ancora in evoluzione, ed in attesa dell'auspicata ripresa delle attività, riteniamo che non sia possibile effettuare previsioni precise sugli impatti quantitativi sul business del Gruppo. La situazione economica generale è altrettanto preoccupante e tra le possibili conseguenze è previsto un rallentamento generale dell'economica globale; ad oggi è sicuramente possibile prevedere importanti ripercussioni nelle economie nazionali dei Paesi più colpiti dall'epidemia, tra cui il nostro.

In tale contesto, ai fini del bilancio annuale, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la revisione del piano 2020-2024 (di seguito il Piano) che conferma le linee guida in atto, ma nel contempo ha introdotto misure di emergenza per fronteggiare la situazione contingente, includendo le prime stime del potenziale impatto derivante dall'attuale epidemia e diffusione di COVID-19. Tale circostanza, straordinaria per natura e estensione, avrà comunque ripercussioni, dirette e indirette, sull'attività economica, procurando una generale incertezza, le cui evoluzioni e i relativi effetti non sono ancora compiutamente stimabili.

Sulla base della revisione del Piano, sono state aggiornate le stime utilizzate dalla direzione per la predisposizione del test di impairment al 31 dicembre 2019 le quali, allo stato attuale, sono risultate di difficile determinazione, considerando il clima di estrema incertezza e lo scenario ancora in evoluzione. Il Consiglio ha approvato i risultati dell'impairment test, che seppur evidenziando per la CGU Italia uno squilibrio tra il valore contabile ed il valore d'uso, non ha richiesto nessuna svalutazione nell'esercizio 2019, in quanto i beni immateriali iscritti a bilancio sono di nuova formazione e principalmente riferibili a software, avendo già azzerato tutte le immobilizzazioni immateriali, mediante svalutazione dovuta ad impairment, nell'esercizio precedente.

Si evidenzia, invece, che le altre due Cash Generating Units (CGU) oggetto del test, CSP Paris Fashion Group S.A.S. e Oroblù Germany GmbH, continuano ad evidenziare una consistente differenza positiva tra il loro valore d'uso ed il valore contabile. Delle risultanze del test si darà compiuta spiegazione nella Nota integrativa al bilancio 2019.

I possibili effetti, anche contabili e relativi alla recuperabilità degli attivi iscritti in bilancio, saranno comunque oggetto di continuo e costante monitoraggio da parte degli amministratori nel prosieguo dell'esercizio 2020.

Non appena l'emergenza sarà cessata e si avrà una maggiore visibilità sul superamento dei blocchi produttivi e delle limitazioni alla circolazione delle persone, il Gruppo provvederà, senza indugio, ad effettuare una puntuale analisi delle conseguenze del COVID 19 sulle proprie attività, in via preliminare per ora recepite dalla revisione del Piano, limitatamente agli impatti ragionevolmente stimabili nel breve termine e, al bisogno, procederà con quelle modifiche che si rendessero necessarie nel caso in cui gli scenari dovessero discostarsi sensibilmente da quelli ad oggi prospettati.

Nel frattempo il Gruppo, contemperando la necessaria attenzione alla continuità dell'attività aziendale e tenendo altresì conto della tutela della salute e della sicurezza dei propri dipendenti, si è attivamente impegnato per reagire a queste mutate condizioni di mercato, adottando le misure più appropriate per mitigare gli effetti negativi sui risultati d'esercizio derivanti da tale scenario, basate sulle seguenti azioni:

  • a) rigorosa riduzione e razionalizzazione dei costi di funzionamento e degli investimenti non prioritari e/o differibili;
  • b) attento monitoraggio e gestione in ottica previsionale dei flussi finanziari per la salvaguardia della liquidità aziendale;
  • c) ridimensionamento della capacità produttiva e contenimento dei costi attraverso l'adozione degli ammortizzatori (CIGO - Covid 19) per adeguarla ai prevedibili livelli di domanda attesi dal trade e dal mercato; attivazione delle modalità di lavoro agile per garantire un presidio minimo ai servizi amministrativo/contabili essenziali, fruizione dei giorni di ferie e sospensione delle principali attività, estesa fino al prossimo 3 maggio;
  • d) prima dello stop delle attività imposto dalla Autorità sono state adottate diverse misure per garantire il servizio ai clienti, con l'intento di rispettare le date di consegna degli ordini già in essere e si è cercato di attuare una gestione particolarmente accurata delle relazioni commerciali con la clientela per salvaguardare le attività nel momento della ripresa;
  • e) implementazione dei necessari protocolli di sicurezza per la tutela della salute e sicurezza dei dipendenti, anche in previsione di un'auspicabile ripartenza delle attività, a protezione delle persone che lavorano per il Gruppo e con il Gruppo, nonché per adeguarsi alle disposizioni emanate dagli organismi competenti.

In questo contesto di incertezza si sta attentamente e costantemente monitorando l'evoluzione della situazione, compresi gli inevitabili impatti economico-finanziari che essa produrrà.

La Società intende accedere agli strumenti di sostegno alla liquidità proposti dal Governo, e non appena sarà chiarito il quadro normativo ed attuativo delle misure di sostegno, verranno avviate le trattative con primarie banche nazionali per l'avvio delle relative istruttorie.

I recenti accadimenti e le prevedibili ripercussioni sui livelli di consumo inducono ad intensificare la rigorosa esecuzione del piano di riduzione dei costi già avviata e, nel contempo, a ricercare modelli di efficienza dei processi aziendali in tutte le loro fasi, in particolare nei nostri servizi di customer care.

A tal proposito, il nostro Piano punta all'accelerazione del processo di digitalizzazione (c.d "digital transformation"), sviluppando, da un lato, i canali di comunicazione (web e social), che consentono di mantenere un contatto diretto e continuo tra i consumatori ed i brand aziendali, creando "engagement", dall'altro, avviando un percorso di riassetto in chiave digitale delle attività del Gruppo, tenuto conto delle tendenze in atto, che indicano chiaramente la necessità per le imprese di investire in questa direzione, per mettere in atto processi più efficienti e meno onerosi, ma anche per trasformare i modelli produttivi da lineari a circolari; in tale ambito, CSP è già impegnata nei primi progetti orientati all'ecosostenibilità e al riciclo.

Seppur in presenza di questo scenario altamente sfavorevole, il Gruppo profonderà il massimo sforzo per accelerare le azioni di rilancio del business delineate dal Piano strategico, pur tuttavia consapevoli che le conseguenze della crisi sanitaria ritarderanno e penalizzeranno la profittabilità nel breve termine, rimandando agli esercizi successivi gli auspicati recuperi.

Ciò costituirà, comunque, un ulteriore stimolo per proseguire con determinazione nelle scelte operative e nell'implementazione delle strategie di sviluppo del business che stavano fornendo i primi segnali positivi già dai primi mesi dell'esercizio in corso. Le iniziative intraprese proseguiranno nell'anno, compatibilmente con l'incertezza relativa alla durata dell'attuale situazione, attraverso le principali direttrici disegnate dal Piano che vedrà concentrare gli investimenti nello sviluppo della c.d. digital trasformation, nella business intelligence e nell'efficientamento dei processi. Particolare attenzione verrà posta nella ricerca dei connotati di desiderabilità e orientamento ai bisogni del consumatore della nostra offerta, non solo in termini di prodotto, ma anche e soprattutto in termini di servizio al trade e nell'ottica della centralità del Cliente.

Riteniamo tale processo imprescindibile per assicurarsi la possibilità di affrontare al meglio lo scenario altamente sfidante e cogliere le opportunità per consolidare e rilanciare la competitività del Gruppo, non appena le condizioni economiche generali diverranno più favorevoli. Se gli scenari dovessero rivelarsi discordanti da quelli attesi, si ricercheranno nuove soluzioni atte a valorizzare le potenzialità del Gruppo.

8. DELIBERAZIONI PROPOSTE DAL C.D.A. ALL'ASSEMBLEA

8.1. Deliberazioni proposte dal C.d.A. all'Assemblea

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo CSP International Fashion Group S.p.A propone la destinazione del risultato dell'esercizio in conformità alla proposta che segue (valori espressi in Euro):

Utile dell'esercizio civilistico Euro 196.084,30
5% Riserva Legale Euro 9.804,22
Riserva Utili non distribuiti Euro 186.280,08

Tenuto conto del risultato conseguito e delle norme relative al sostegno alla liquidità delle imprese, la Presidente propone di non distribuire alcun dividendo, con conseguente destinazione dell'utile di Bilancio a riserva.

Tale proposta sarà sottoposta all'approvazione dell'Assemblea Ordinaria dei Soci, chiamata a deliberare in unica convocazione per il prossimo 12 giugno 2020, alle ore 9,00 presso la sede sociale oppure con le diverse modalità eventualmente dettate dalle normative relative all'emergenza Covid-19.

8.2. Bilancio

Si propone di approvare il bilancio 2019, unitamente alla proposta di destinazione del risultato di esercizio, come sopra indicato.

Ceresara, 27 aprile 2020

Per il Consiglio di Amministrazione

La Presidente del Consiglio di Amministrazione Maria Grazia Bertoni

Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata - Attività

31 dicembre 31 dicembre
(importi in migliaia di Euro) note 2019 2018
ATTIVITA' NON CORRENTI
Attività immateriali:
- Avviamento 4 8.812 8.812
- Altre attività immateriali 5 4.131 3.898
- Diritto d'uso 6 5.700 -
Attività materiali:
- Immobili, impianti, macchinari e altre immobilizzazioni di proprietà 7 16.440 16.437
Altre attività non correnti:
Altre partecipazioni 8 8
Crediti finanziari, crediti vari, crediti commerciali e altre attività non correnti 8 69 69
Attività per imposte anticipate 9 1.758 3.154
Totale attività non correnti 36.918 32.378
ATTIVITA' CORRENTI
Rimanenze di magazzino 10 35.424 36.577
Crediti commerciali 11 24.008 23.472
Crediti finanziari, crediti vari e altre attività 12 2.585 3.477
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 13 19.455 23.058
Totale attività correnti 81.472 86.584
TOTALE ATTIVITA' 118.390 118.962

Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata - Passività

31 dicembre 31 dicembre
(importi in migliaia di Euro) note 2019 2018
PATRIMONIO NETTO
Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo:
- Capitale sottoscritto e versato 14 17.295 17.295
- Altre riserve 15 40.401 52.819
- Riserve di rivalutazione 758 758
- Risultato del periodo (3.444) (11.793)
meno: Azioni proprie 16 (888) (888)
TOTALE PATRIMONIO NETTO 54.122 58.191
PASSIVITA' NON CORRENTI
Passività finanziarie con scadenza oltre 12 mesi: 17
- Debiti verso banche 4.851 9.781
- Altre passività finanziarie 4.185 -
TFR e altri fondi relativi al personale 18 6.713 6.501
Fondi per rischi e oneri 19 2.515 1.939
Fondo imposte differite 20 1.061 2.421
Totale passività non correnti 19.325 20.642
PASSIVITA' CORRENTI
Passività finanziarie con scadenza entro 12 mesi: 21
- Debiti verso banche 11.090 7.192
- Altre passività finanziarie 1.489 -
Debiti commerciali 22 23.317 24.563
Debiti vari e altre passività 23 8.580 8.368
Debiti per imposte correnti 24 467 6
Totale passività correnti 44.943 40.129
TOTALE PASSIVITA' 64.268 60.771
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITA' 118.390 118.962

Conto economico consolidato

(importi in migliaia di Euro) Esercizio al
31 dicembre 2019
Esercizio al
31 dicembre 2018
Ricavi 27 108.635 100,0% 111.586 100,0%
Costo del venduto 28 (63.839) -58,8% (63.630) -57,0%
Margine Industriale 44.796 41,2% 47.956 43,0%
Spese dirette di vendita 29 (10.100) -9,3% (10.246) -9,2%
Margine commerciale lordo 34.696 31,9% 37.710 33,8%
Altri ricavi operativi netti 30 1.293 1,2% 1.384 1,2%
Spese commerciali, amministrative e altri oneri 31 (36.053) -33,2% (49.553) -44,4%
Costi di ristrutturazione 32 (1.213) -1,1% 0 0,0%
Risultato operativo (EBIT) (1.277) -1,2% (10.459) -9,4%
Svalutazioni/ripristini di valore di attività non correnti 33 - 0,00% (90) -0,08%
Altri proventi non operativi - 0,00% 0 0,0%
Altri proventi (oneri) finanziari netti 34 (361) -0,3% 5 0,0%
Risultato prima delle imposte derivante dalle attività d'esercizio (1.638) -1,5% (10.544) -9,4%
Imposte sul reddito 35 (1.806) -1,7% (1.249) -1,1%
Utile netto del Gruppo (3.444) -3,2% (11.793) -10,6%
Risultato per azione - base Euro -0,104 -0,355
Risultato per azione - diluito Euro -0,104 -0,355

Conto economico complessivo consolidato

(importi in migliaia di Euro) Esercizio al
31 dicembre 2019
Esercizio al
31 dicembre 2018
Risultato netto consolidato (3.444) (11.793)
Componenti di conto economico complessivo che saranno
successivamente riclassificate nell'utile/perdita d'esercizio
Differenza da conversione per Oroblù USA (1) 2
Totale (1) 2
Componenti di conto economico complessivo che non saranno
successivamente riclassificate nell'utile/perdita d'esercizio
Differenze attuariali per benefici a dipendenti (562) 96
Totale (562) 96
Risultato complessivo (4.007) (11.695)

G R U P P O C S P

RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO

per gli esercizi 2019 e 2018 (importi in migliaia di Euro)

31 dicembre 2019 31 dicembre 2018
Disponibilità generate (assorbite) dalle attività operative:
Risultato d'esercizio (3.444) (11.793)
Imposte d'esercizio 1.806 1.249
Interessi attivi/passivi 361 (5)
Svalutazioni/ripristini di valore di attività non correnti 0 90
Risultato Operativo (EBIT) (1.277) (10.459)
Ammortamenti 3.901 3.386
(Plusvalenze)/Minusvalenze e altre poste non monetarie 21 54
Svalutazioni per perdita durevole di valore 0 9.715
Differenze cambio (38) 257
Incremento/(decremento) fondi rischi e oneri 576 60
Variazione TFR e altri fondi relativi al personale 134 (570)
Imposte sul reddito pagate (1.628) (1.445)
Interessi pagati su C/C (142) (43)
Flusso di cassa prima delle variazioni di capitale circolante 1.547 955
Variazione del capitale circolante netto:
(Incremento)/decremento delle rimanenze 1.153 (893)
(Incremento)/decremento dei crediti commerciali
Incremento/(decremento) dei debiti commerciali
(536)
(1.246)
3.858
161
Incremento/(decremento) dei debiti vari e altre passività 355 (524)
(Incremento)/decremento dei crediti finanziari, crediti vari e altre attività 892 (427)
Totale variazione CCN 618 2.175
A. Totale flusso di cassa netto da attività operative 2.165 3.130
Disponibilità generate (assorbite) dalle attività di investimento:
(Investimenti) in immobilizzazioni materiali (2.162) (968)
(Investimenti) in immobilizzazioni immateriali (368) (396)
Incasso per la vendita di immobilizzazioni materiali 47 80
Incasso per la vendita di immobilizzazioni immateriali 0
Variazione crediti finanziari 0 41
B. Flusso di cassa netto da attività di investimento (2.483) (1.243)
Disponibilità generate (assorbite) dalle attività di finanziamento:
Incremento (decremento) debiti verso banche (8.941) (430)
Interessi pagati su debiti finanziari (109) (124)
Acquisto di azioni proprie 0
Dividendi pagati 0 (1.290)
Variazioni di riserva (62)
C. Flusso di cassa netto da attività di finanziamento (9.112) (1.844)
D. Flusso di cassa netto del periodo (A+B+C) (9.430) 0
0
0
43
DISPONIBILITA' LIQUIDE ED EQUIVALENTI ALL'INIZIO DEL PERIODO 22.725 22.682
Dettaglio della composizione dell'Indebitamento finanziario netto al: 31 dicembre 2019 31 dicembre 2018
Disponibilità liquide 19.455 23.058
Debiti verso banche esigibili entro 12 mesi (6.160) (333)
Disponibilità liquide ed equivalenti/(debiti verso banche a breve) 13.295 22.725
Quota a breve dei debiti a medio lungo termine (4.930) (6.859)
Debiti finanziari a breve (IFRS 16) (1.489) 0
Indebitamento netto a breve termine 6.876 15.866
Debiti verso banche esigibili oltre 12 mesi (4.851) (9.781)
Debiti finanziari a medio lungo termine (IFRS 16) (4.185) 0
Indebitamento netto a medio/lungo termine (9.036) (9.781)
Indebitamento finanziario netto totale (2.160) 6.085

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO

al 1° gennaio 2018, 31 dicembre 2018 e 31 dicembre 2019

(in migliaia di Euro)

Riserva Utile Totale
Capitale Sovrapprezzo Azioni Riserve di Riserva Altre differenze (Perdita) patrimonio
Descrizione Sociale azioni proprie rivalutazione legale riserve attuariali dell'esercizio netto
Saldi al 01.01.2018 17.295 21.859 (888) 758 2.889 29.438 (1.180) 1.005 71.176
Destinazione Utile d'esercizio 2017
- Distribuzione dividendi (1.290) (1.290)
- Dividendi su azioni proprie 40 (40) 0
- Riserva legale 65 (65) 0
- Riserva utili non distribuiti (390) 390 0
Acquisto di azioni proprie 0 0
Riserve da conversione per Oroblu USA 2 2
Differenze attuariali per benefici a dipendenti 96 96
Risultato al 31 dicembre 2018 (11.793) (11.793)
Saldi al 31.12.2018 17.295 21.859 (888) 758 2.954 29.090 (1.084) (11.793) 58.191
Effetti derivanti dall'appllicazione dell'IFRS 16 (62)
Saldi al 01.01.2019 17.295 21.859 (888) 758 2.954 29.090 (1.146) (11.793) 58.129
Copertura perdita d'esercizio 2018
- Utilizzo riserve
(11.793) 11.793 0
Acquisto di azioni proprie 0 0
Riserve da conversione per Oroblu USA (1) (1)
Differenze attuariali per benefici a dipendenti (562) (562)
Risultato al 31 dicembre 2019 (3.444) (3.444)
Saldi al 31.12.2019 17.295 21.859 (888) 758 2.954 17.296 (1.708) (3.444) 54.122

NOTE ESPLICATIVE

1. INFORMAZIONI GENERALI

CSP International Fashion Group S.p.A. è una società per azioni costituita in Italia presso l'Ufficio delle Imprese di Mantova. La sede legale della Società è a Ceresara (MN), Via Piubega 5/c. Il Gruppo CSP, tramite la Capogruppo e le società controllate CSP Paris Fashion Group SAS, Oroblù USA LLC e Oroblù Germany GmbH, svolge attività di produzione (sia direttamente che con l'utilizzo di fornitori esterni al Gruppo) e vendita alla grande distribuzione, grossisti, dettaglianti e a consumatori finali di calze, maglieria e intimo, articoli di corsetteria e costumi da bagno, sia con marchi propri che con la distribuzione di marchi di terzi.

Il presente bilancio è espresso in Euro, che è la moneta corrente nelle economie in cui il Gruppo opera principalmente.

Gli importi esposti nel presente bilancio sono espressi in migliaia di Euro, salvo dove diversamente indicato.

2. PRINCIPI CONTABILI ADOTTATI PER LA PREDISPOSIZIONE DEL BILANCIO

Il bilancio consolidato 2019 è stato predisposto nel rispetto dei Principi Contabili Internazionali ("IFRS") emessi dall'International Accounting Standards Board ("IASB") ed omologati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. n. 38/2005.

Per IFRS si intendono anche tutti i principi contabili internazionali rivisti ("IAS") e tutte le interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee ("IFRIC"), precedentemente denominate Standing Interpretations Committee ("SIC").

3. SOMMARIO DEI PRINCIPI CONTABILI E DEI CRITERI DI VALUTAZIONE

Schemi di bilancio

Il prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria è stato redatto secondo lo schema che evidenzia la ripartizione di attività e passività "correnti/non correnti". Un'attività/passività è classificata come corrente quando soddisfa uno dei seguenti criteri:

  • ci si aspetta che sia realizzata/estinta o si prevede che sia venduta o utilizzata nel normale ciclo operativo del Gruppo o
  • è posseduta principalmente per essere negoziata oppure
  • si prevede che si realizzi/estingua entro 12 mesi dalla data di chiusura del bilancio.

In mancanza di tutte e tre le condizioni, le attività/passività sono classificate come non correnti.

Il Conto economico è redatto secondo lo schema con classificazione dei costi per destinazione (a costo del venduto), conformemente alle modalità di redazione del reporting interno, evidenziando i risultati intermedi relativi al risultato operativo ed al risultato prima delle imposte.

Il Rendiconto Finanziario è stato redatto applicando il metodo indiretto per mezzo del quale il risultato operativo del periodo (EBIT) è rettificato dagli effetti delle operazioni di natura non monetaria, da qualsiasi differimento o accantonamento di precedenti o futuri incassi o pagamenti operativi e da elementi di ricavi o costi connessi con i flussi finanziari derivanti dall'attività d'investimento o finanziari. Le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti inclusi nel rendiconto finanziario comprendono i saldi patrimoniali di tale voce alla data di riferimento. I proventi ed i costi relativi a interessi, dividendi ricevuti e imposte sul reddito sono inclusi nei flussi finanziari generati dalla gestione operativa.

Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto illustra tutte le movimentazioni intervenute nelle voci del patrimonio netto.

Con riferimento alla Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006 in merito agli schemi di bilancio sono state indicate in apposite voci eventuali operazioni significative con parti correlate, operazioni significative non ricorrenti e relative a fatti che non si ripetono frequentemente.

Area di consolidamento

L'area di consolidamento comprende la Capogruppo CSP International Fashion Group S.p.A., la società CSP Paris Fashion Group SAS controllata al 100%, la società Oroblù USA LLC controllata al 100% e la società tedesca Oroblù Germany GmbH, controllata al 100%.

Di seguito viene riportata la struttura attuale del Gruppo.

Criteri di consolidamento

Il bilancio consolidato del Gruppo CSP comprende il bilancio della CSP International Fashion Group S.p.A. e delle imprese sulle quali la Società ha il diritto di esercitare direttamente o indirettamente il controllo, disponendo del potere di determinarne le scelte finanziarie e gestionali e di ottenerne i benefici relativi.

I principali criteri seguiti per la preparazione dei prospetti contabili consolidati di Gruppo sono i seguenti:

  • Le attività e le passività, nonché i proventi e gli oneri, dei bilanci oggetto di consolidamento con il metodo del consolidamento integrale sono rilevati nel bilancio di Gruppo, prescindendo dall'entità della partecipazione. E' stato, inoltre, eliminato il valore di carico delle partecipazioni contro il patrimonio netto di competenza delle società partecipate, attribuendo ai soci di minoranza, in apposite voci, la quota del patrimonio netto e del risultato netto del periodo di loro spettanza nel caso delle controllate consolidate con il metodo integrale.
  • Le differenze positive risultanti dall'elisione delle partecipazioni contro il valore del patrimonio netto contabile alla data del primo consolidamento sono imputate ai maggiori valori attribuibili ad attività e passività e per la parte residua, ad avviamento. L'eventuale differenza negativa ("avviamento negativo") è invece rilevata a conto economico al momento dell'acquisizione.
  • I crediti e i debiti, i costi ed i ricavi tra società consolidate e gli utili e le perdite risultanti da operazioni infragruppo sono eliminati, così come gli effetti di fusioni tra società già appartenenti all'area di consolidamento.
  • Le quote di patrimonio netto e del risultato del periodo delle società consolidate di competenza di azionisti terzi sono evidenziate separatamente rispetto al patrimonio netto e al risultato del Gruppo.

Criteri di valutazione

Il criterio generalmente adottato per la contabilizzazione di attività e passività è quello del costo storico, ad eccezione di alcuni strumenti finanziari per i quali, ai sensi dello IFRS 9, viene adottato il principio del fair value.

I principi contabili ed i criteri di valutazione adottati per la redazione del bilancio al 31 dicembre 2019 sono quelli previsti nell'ipotesi di continuità aziendale e sono conformi a quelli utilizzati nell'esercizio precedente, tenuto conto delle novità introdotte dalla prima applicazione dell'IFRS 16.

Attività non correnti

Aggregazioni aziendali e Avviamento

Le aggregazioni aziendali sono contabilizzate utilizzando il metodo dell'acquisizione. Il costo di un'acquisizione è determinato come somma del corrispettivo trasferito, misurato al fair value alla data di acquisizione, e dell'importo della partecipazione di minoranza nell'acquisita. Per ogni aggregazione aziendale, il Gruppo definisce se misurare la partecipazione di minoranza nell'acquisita al fair value oppure in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili dell'acquisita. I costi di acquisizione sono spesati nell'esercizio e classificati tra le spese amministrative.

Quando il Gruppo acquisisce un business, classifica o designa le attività finanziarie acquisite o le passività assunte in accordo con i termini contrattuali, le condizioni economiche e le altre condizioni pertinenti in essere alla data di acquisizione. Ciò include la verifica per stabilire se un derivato incorporato debba essere separato dal contratto primario.

L'eventuale corrispettivo potenziale da riconoscere è rilevato dall'acquirente al fair value alla data di acquisizione. La variazione del fair value del corrispettivo potenziale classificato come attività o passività, quale strumento finanziario che sia nell'oggetto dell'IFRS 9 Strumenti Finanziari: rilevazione e valutazione, deve essere rilevata nel conto economico in accordo con l'IFRS 9.

Il corrispettivo potenziale che non rientra nello scopo dell'IFRS 9 è valutato al fair value alla data di bilancio e le variazioni di fari value sono rilevate a conto economico.

L'avviamento è inizialmente rilevato al costo rappresentato dall'eccedenza dell'insieme del corrispettivo corrisposto e dell'importo iscritto per le interessenze di minoranza rispetto alle attività nette identificabili acquisite e le passività assunte dal Gruppo. Se il fair value delle attività nette acquisite eccede l'insieme del corrispettivo corrisposto, il Gruppo verifica nuovamente se ha identificato correttamente tutte le attività acquisite e tutte le passività assunte e rivede le procedure utilizzate per determinare gli ammontari da rilevare alla data di acquisizione. Se dalla nuova valutazione emerge ancora un fair value delle attività nette acquisite superiore al corrispettivo, la differenza (utile) viene rilevata a conto economico.

Dopo la rilevazione iniziale, l'avviamento è valutato al costo al netto delle perdite di valore accumulate. Al fine della verifica per riduzione di valore (impairment), l'avviamento acquisito in un'aggregazione aziendale è allocato, dalla data di acquisizione, a ciascuna unità generatrice di flussi di cassa della Società che si prevede benefici delle sinergie dell'aggregazione, a prescindere dal fatto che altre attività o passività dell'entità acquisita siano assegnate a tali unità.

Se l'avviamento è stato allocato a un'unità generatrice di flussi finanziari e l'entità dismette parte delle attività di tale unità, l'avviamento associato all'attività dismessa è incluso nel valore contabile dell'attività quando si determina l'utile o la perdita della dismissione. L'avviamento associato con l'attività dismessa è determinato sulla base dei valori relativi dell'attività dismessa e della parte mantenuta dell'unità generatrice di flussi finanziari.

Attività immateriali e costi di ricerca e sviluppo

Il Gruppo riconosce un'attività immateriale quando sono rispettate le seguenti condizioni:

  • il bene è identificabile, ovvero separabile, ossia può essere separato o diviso dall'entità;
  • il bene è controllato dal Gruppo, ovvero lo stesso ha il potere di ottenere futuri benefici economici;
  • è probabile che il Gruppo fruirà dei benefici futuri attesi attribuibili al bene.

Le attività immateriali acquisite separatamente sono inizialmente rilevate al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione aziendale sono iscritte al fair value alla data di acquisizione. Dopo la rilevazione iniziale, le attività immateriali sono iscritte al costo al netto dell'ammortamento cumulato e di eventuali perdite di valore accumulate. Le attività immateriali prodotte internamente, ad eccezione dei costi di sviluppo, non sono capitalizzate e si rilevano nel conto economico dell'esercizio in cui sono state sostenute.

La vita utile delle attività immateriali è valutata come definita o indefinita.

Le attività immateriali con vita utile definita sono ammortizzate lungo la loro vita utile e sono sottoposte alla verifica di congruità del valore ogni volta che vi siano indicazioni di una possibile perdita di valore. Il periodo di ammortamento ed il metodo di ammortamento di un'attività immateriale a vita utile definita è riconsiderato almeno alla fine di ciascun esercizio. I cambiamenti nella vita utile attesa o delle modalità con cui i benefici economici futuri legati all'attività si realizzeranno sono rilevati attraverso il cambiamento del periodo o del metodo di ammortamento, a seconda dei casi, e sono considerati cambiamenti di stime contabili. Le quote di ammortamento delle attività immateriali a vita utile definita sono rilevate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nella categoria di costo coerente con la funzione dell'attività immateriale.

Le attività immateriali con vita utile indefinita non sono ammortizzate, ma sono sottoposte annualmente alla verifica di perdita di valore, sia a livello individuale sia a livello di unità generatrice di flussi di cassa. La valutazione della vita utile indefinita è rivista annualmente per determinare se tale attribuzione continua ad essere sostenibile, altrimenti, il cambiamento da vita utile indefinita a vita utile definita si applica su base prospettica.

Gli utili o le perdite derivanti dall'eliminazione di un'attività immateriale sono misurati dalla differenza tra il ricavo netto della dismissione e il valore contabile dell'attività immateriale, e sono rilevate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.

I costi di ricerca sono imputati nel conto economico dell'esercizio in cui sono sostenuti. I costi di sviluppo sostenuti in relazione ad un determinato progetto sono rilevati come attività immateriali quando il Gruppo è in grado di dimostrare:

• la possibilità tecnica di completare l'attività immateriale, in modo che sia disponibile all'utilizzo o alla vendita;

  • l'intenzione di completare l'attività e la propria capacità ed intenzione di utilizzarla o venderla;
  • le modalità con cui l'attività genererà benefici economici futuri;
  • la disponibilità di risorse per completare l'attività;
  • la capacità di valutare in modo attendibile il costo attribuibile all'attività durante lo sviluppo.

Dopo la rilevazione iniziale, le attività di sviluppo sono valutate al costo decrementato degli ammortamenti o delle perdite di valore cumulate. L'ammortamento dell'attività inizia nel momento in cui lo sviluppo è completato e l'attività è disponibile all'uso. Le attività di sviluppo sono ammortizzate con riferimento al periodo dei benefici attesi e le relative quote di ammortamento sono incluse nel costo del venduto. Durante il periodo di sviluppo l'attività è oggetto di verifica annuale dell'eventuale perdita di valore (impairment test).

Altre attività immateriali

Le altre attività immateriali acquistate o prodotte internamente sono iscritte nell'attivo non corrente, secondo quanto disposto dallo IAS 38 - Attività immateriali, quando è probabile che l'uso dell'attività genererà benefici economici futuri e quando il costo dell'attività può essere determinato in modo attendibile.

Tali attività sono valutate al costo di acquisto o di produzione ed ammortizzate a quote costanti lungo la loro vita utile stimata, se le stesse hanno una vita utile definita. Le attività immateriali con vita utile indefinita non sono ammortizzate, ma sono sottoposte annualmente o, più frequentemente ogniqualvolta vi sia un'indicazione che l'attività possa aver subito una perdita di valore, a verifica per identificare eventuali riduzioni di valore (impairment test).

Diritto d'uso

L'attività per il diritto di uso dei beni in leasing viene inizialmente valutata al costo, e successivamente ammortizzata lungo la durata del contratto di locazione. Il costo include:

  • L'ammontare iniziale delle passività per leasing;

  • Gli incentivi ricevuti sulla base del contratto di leasing;

  • I costi diretti iniziali sostenuti dal locatario.

L'ammortamento delle attività per diritto d'uso si applica sulla base delle previsioni dello IAS16.

Infine, le attività per diritto d'uso sono sottoposte ad impairment test sulla base delle previsioni dello IAS 36.

Attività materiali

Sono iscritte al costo di acquisto o di produzione, comprensivo di eventuali oneri accessori per la quota ragionevolmente imputabile alle stesse, di eventuali costi di smantellamento e dei costi diretti necessari a rendere l'attività disponibile per l'uso. Gli oneri finanziari direttamente imputabili all'acquisizione,

alla costruzione o alla produzione di un bene che richiede un periodo abbastanza lungo prima di essere disponibile all'uso, sono capitalizzati sul costo del bene stesso. Tutti gli altri oneri finanziari sono rilevati tra i costi di competenza dell'esercizio in cui sono sostenuti. Gli oneri finanziari sono costituiti dagli interessi e dagli altri costi che un'entità sostiene in relazione all'ottenimento di finanziamenti.

Il valore di iscrizione degli immobili, gli impianti e i macchinari è rettificato dall'ammortamento sistematico, calcolato a quote costanti dalla data in cui il cespite è disponibile e pronto all'uso, in funzione della vita utile stimata. In particolare gli ammortamenti sono contabilizzati a partire dall'anno in cui il cespite è disponibile per l'uso, oppure è potenzialmente in grado di fornire i benefici economici ad esso associati e sono imputati a quote costanti su base annua, con il metodo del pro-rata per il primo anno, mediante aliquote che consentono di ammortizzare i cespiti fino ad esaurimento della vita utile, oppure per le dismissioni, fino all'ultimo mese di utilizzo. Le aliquote di ammortamento annuale, rappresentative della vita utile stimata per categorie di immobilizzazioni materiali, sono comprese tra i seguenti range minimi e massimi:

Aliquota
- Fabbricati 3% - 5%
- Impianti e macchinari 10% - 12,5%
- Attrezzature industriali 20% - 25%
- Macchine elettriche ufficio 20% - 33%
- Mobili e dotazioni d'ufficio 10% - 20%
- Automezzi 20% - 25%

Si segnala che non sono intervenuti cambiamenti rispetto alle aliquote del 2018.

La recuperabilità del loro valore è verificata secondo i criteri previsti dallo IAS 36 illustrati nel successivo paragrafo "Perdite di valore delle attività".

I costi di manutenzione aventi natura ordinaria sono addebitati integralmente a conto economico. I costi di manutenzione aventi natura incrementativa sono attribuiti ai cespiti cui si riferiscono ed ammortizzati in relazione alle residue possibilità di utilizzo degli stessi.

Qualora le singole componenti di un'immobilizzazione materiale complessa, risultino caratterizzate da vita utile differente, sono rilevate separatamente per essere ammortizzate coerentemente alla loro durata ("component approach"). In particolare, secondo tale principio, il valore del terreno e quello dei fabbricati che insistono su di esso sono separati e solo il fabbricato è assoggettato ad ammortamento.

Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico.

Perdite di valore delle attività

Il Gruppo verifica periodicamente la recuperabilità del valore contabile delle attività materiali e immateriali. Gli IFRS richiedono di valutare l'esistenza di perdite di valore (impairment) delle immobilizzazioni materiali e immateriali in presenza di indicatori che facciano ritenere che tale problematica possa sussistere. Nel caso dell'avviamento, di attività immateriali a vita utile indefinita o di attività non disponibili per l'uso tale valutazione viene effettuata almeno annualmente, normalmente in sede di bilancio annuale e ogni qualvolta vi è indicazione di possibile perdita di valore.

La recuperabilità dei valori iscritti è verificata confrontando il valore contabile iscritto in bilancio con il maggiore tra il prezzo netto di vendita (qualora esista un mercato attivo) e il valore d'uso del bene.

Nel determinare il valore d'uso, il Gruppo sconta al valore attuale i flussi di cassa attesi dall'utilizzo del bene (o da una aggregazione di beni – le c.d. Cash Generating Unit). Le Cash Generating Unit sono state individuate coerentemente alla struttura organizzativa e di business del Gruppo, come aggregazioni omogenee che generano flussi di cassa in entrata autonomi derivanti dall'utilizzo continuativo delle attività ad esse imputabili.

I flussi sono attualizzati usando un tasso di sconto ante-imposte, che riflette le valutazioni di mercato del valore attuale del denaro e i rischi specifici dell'attività.

Il Gruppo basa il proprio test di impairment su budget dettagliati e calcoli previsionali, predisposti separatamente per ogni unità generatrice di flussi di cassa del Gruppo cui sono allocati attività individuali. Questi budget e calcoli previsionali coprono generalmente un periodo di tre anni. Per proiettare i futuri flussi di cassa oltre i tre viene calcolato un tasso di crescita a lungo termine.

Le perdite di valore di attività in funzionamento sono rilevate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nelle categorie di costo coerenti con la destinazione dell'attività che ha evidenziato la perdita

di valore. Fanno eccezione le immobilizzazioni precedentemente rivalutate, laddove la rivalutazione è stata contabilizzata tra le altre componenti di conto economico complessivo. In tali casi la perdita di valore è a sua volta rilevata tra le altre componenti conto economico complessivo fino a concorrenza della precedente rivalutazione.

Per le attività diverse dall'avviamento, a ogni chiusura di bilancio il Gruppo valuta l'eventuale esistenza di indicazioni del venir meno (o della riduzione) di perdite di valore precedentemente rilevate e, qualora tali indicazioni esistano, stima il valore recuperabile dell'attività o della CGU. Il valore di un'attività precedentemente svalutata può essere ripristinato solo se vi sono stati cambiamenti delle assunzioni su cui si basava il calcolo del valore recuperabile determinato, successivi alla rilevazione dell'ultima perdita di valore. La ripresa di valore non può eccedere il valore di carico che sarebbe stato determinato, al netto degli ammortamenti, nell'ipotesi in cui nessuna perdita di valore fosse stata rilevata in esercizi precedenti. Tale ripresa è rilevata nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio salvo che l'immobilizzazione non sia contabilizzata a valore rivalutato, nel qual caso la ripresa è trattata come un incremento da rivalutazione.

La perdita di valore dell'avviamento è determinata valutando il valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi finanziari (o gruppo di unità generatrice di flussi finanziari) cui l'avviamento è riconducibile. Laddove il valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi finanziari fosse minore del valore contabile dell'unità generatrice di flussi finanziari cui l'avviamento è stato allocato, viene rilevata una perdita di valore. L'abbattimento del valore dell'avviamento non può essere ripristinato in esercizi futuri.

Attività finanziarie non correnti

Le partecipazioni in società controllate non consolidate, collegate o sottoposte a controllo congiunto sono valutate con il metodo del patrimonio netto.

Le altre partecipazioni sono valutate con il metodo del costo, che viene ridotto per perdite di valore. Il valore originario è ripristinato nei periodi successivi se vengono meno i motivi della svalutazione effettuata.

Le immobilizzazioni finanziarie costituite da crediti sono iscritte al loro presumibile valore di realizzo.

Attività correnti

Attività finanziarie correnti

Le attività finanziarie sono rilevate e stornate dal bilancio sulla base della data di negoziazione e sono inizialmente valutate al costo, inclusivo degli oneri direttamente connessi con l'acquisizione.

Alle successive date di bilancio, le attività finanziarie da detenersi sino alla scadenza sono rilevate al costo ammortizzato secondo il metodo del tasso d'interesse effettivo, al netto di svalutazioni effettuate per rifletterne le perdite di valore.

Le attività finanziarie diverse da quelle detenute fino alla scadenza sono classificate come detenute per la negoziazione o disponibili per la vendita e sono valutate al "fair value" ad ogni periodo con imputazione degli effetti rispettivamente a conto economico nella voce "(Oneri)/Proventi finanziari" od in apposita riserva del Patrimonio netto, in quest'ultimo caso fintanto che non siano realizzati o abbiano subito una perdita di valore.

II fair value di titoli quotati in un mercato attivo si basa sui prezzi di mercato alla data di bilancio.

Il fair value di titoli non quotati in un mercato attivo e di derivati di negoziazione è determinato utilizzando i modelli e le tecniche valutative prevalenti sul mercato o utilizzando il prezzo fornito da più controparti indipendenti.

Rimanenze di magazzino

Le rimanenze di magazzino sono valutate al minore fra il costo di acquisto e di produzione, determinato in base al metodo del costo medio ponderato, ed il corrispondente valore di mercato rappresentato dal costo di sostituzione per le materie prime e sussidiarie e dal presumibile valore di realizzo per i prodotti finiti e i semilavorati calcolato tenendo conto sia degli eventuali costi di fabbricazione che dei costi diretti di vendita ancora da sostenere.

Nel costo delle rimanenze sono compresi gli oneri accessori ed i costi diretti ed indiretti di produzione per la quota ragionevolmente imputabile alle stesse. Le scorte obsolete e di lento rigiro sono svalutate in relazione alla loro possibilità di utilizzo o di realizzo. Qualora in un successivo periodo venissero meno i motivi della svalutazione, si procederebbe al ripristino del valore originario.

Crediti commerciali

I crediti sono iscritti secondo il presumibile valore di realizzo. Questi sono regolarmente esaminati in termini di scadenza al fine di prevenire rettifiche per perdite inattese. L'adeguamento del loro valore nominale al minor valore di realizzo è effettuato mediante lo stanziamento di un apposito fondo a rettifica diretta della voce sulla base della valutazione delle singole posizioni. Qualora l'azienda conceda ai clienti una dilazione senza interessi, ovvero quando l'incasso del credito è previsto nel medio termine, l'ammontare che sarà incassato è attualizzato per ottenere il valore equo (fair value) della vendita, mentre la differenza tra valore attuale e ammontare incassato costituisce un provento finanziario da contabilizzare per competenza ed eventualmente differire all'esercizio in cui sorge l'incasso del credito. Il test di impairment viene eseguito su ciascun credito.

Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti

Sono inclusi in tale voce la cassa, i conti correnti bancari, i depositi rimborsabili a domanda ed altri investimenti finanziari a breve termine ad elevata liquidità, che sono prontamente convertibili in cassa ad un rischio non significativo di variazione di valore.

Crediti finanziari, crediti vari e altre attività

Sono iscritti secondo il presumibile valore di realizzo.

Passività non correnti e correnti

Fondi per rischi ed oneri

I fondi per rischi ed oneri sono stanziati per coprire perdite e passività, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura del periodo non sono determinabili l'ammontare o la data di sopravvenienza. Gli stanziamenti sono rilevati nello stato patrimoniale esclusivamente in presenza di una obbligazione attuale, conseguente a eventi passati, che può essere di tipo legale, contrattuale oppure derivante da dichiarazioni o comportamenti dell'impresa che determinano valide aspettative nelle persone coinvolte (obbligazioni implicite).

Gli accantonamenti sono iscritti al valore rappresentativo della miglior stima dell'ammontare che l'impresa pagherebbe per estinguere l'obbligazione; quando significativo e le date di pagamento attendibilmente stimabili, l'accantonamento è rilevato in bilancio a valori attuali con imputazione a conto economico nella voce "(Oneri)/Proventi finanziari" degli oneri derivanti dal trascorrere del tempo.

Le variazioni di stima sono riflesse nel conto economico del periodo in cui la variazione è avvenuta.

Benefici ai dipendenti – Piani successivi al rapporto di lavoro

Sino al 31 dicembre 2006 il fondo trattamento di fine rapporto (TFR) delle società italiane era considerato un piano a benefici definiti. La disciplina di tale fondo è stata modificata dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 ("Legge Finanziaria 2007") e successivi Decreti e Regolamenti emanati nei primi mesi del 2007. Alla luce di tali modifiche, e in particolare con riferimento alle società con almeno 50 dipendenti, tale istituto è ora da considerarsi un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate anteriormente al 1° gennaio 2007 (e non ancora liquidate alla data di bilancio), mentre successivamente a tale data esso è assimilabile ad un piano a contribuzione definita.

Il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato (TFR) è calcolato su base attuariale secondo quanto previsto dallo IAS 19 ed in particolare utilizzando il metodo della proiezione dell'unità di credito (Projected Unit Credit Method). Alla data di riferimento del bilancio, l'importo maturato deve essere rivalutato per il periodo della durata futura prevista dal rapporto di lavoro. Infine, allo scopo di effettuare una ragionevole stima dell'ammontare dei benefici che ciascun dipendente ha già maturato a fronte delle sue prestazioni di lavoro, questo importo viene attualizzato utilizzando una metodologia basata su varie ipotesi di natura demografica e finanziaria. Attraverso la valutazione attuariale si imputano al conto economico tra gli "Altri proventi (oneri) finanziari" l'interest cost, che costituisce l'onere figurativo che l'impresa sosterrebbe chiedendo al mercato un finanziamento di importo pari al TFR.

Gli utili e le perdite attuariali, che riflettono gli effetti derivanti da variazioni delle ipotesi attuariali, sono contabilizzati direttamente a patrimonio netto.

Debiti commerciali

I debiti sono iscritti al valore nominale; la quota interessi inclusa nel loro valore nominale non maturata a fine periodo viene differita a periodi futuri.

Passività finanziarie non correnti

I finanziamenti sono valutati inizialmente al costo, al netto degli oneri accessori di acquisizione. Tale valore viene rettificato successivamente per tener conto dell'eventuale differenza tra il costo iniziale e il valore di rimborso lungo la durata del finanziamento utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo. I finanziamenti sono classificati tra le passività correnti a meno che il Gruppo abbia il diritto incondizionato di differire l'estinzione di tale passività di almeno dodici mesi dopo la data di riferimento.

Strumenti derivati e contabilizzazione delle operazioni di copertura

Il Gruppo CSP è esposto a rischi finanziari principalmente connessi a variazioni nei tassi di cambio e nei tassi di interesse. Il Gruppo utilizza strumenti derivati (principalmente contratti a termine su valute e contratti di acquisto/vendita di call/put options e contratti derivati su tassi di interesse su finanziamenti a medio-lungo termine) per coprire i rischi derivanti da variazioni delle valute estere con riferimento a impegni irrevocabili o operazioni future previste (ordini di acquisto) oppure derivanti dalla fluttuazione dei tassi di interesse. Il Gruppo non utilizza strumenti derivati con scopi di negoziazione.

Eventuali strumenti derivati vengono inizialmente rilevati al costo, e adeguati al fair value alle successive date di chiusura. Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che sono designati, e si rivelano efficaci, per la copertura dei flussi di cassa futuri relativi ad impegni contrattuali e ad operazioni previste sono rilevate direttamente nel patrimonio netto, mentre la porzione inefficace viene iscritta immediatamente a conto economico. Se gli impegni contrattuali o le operazioni previste oggetto di copertura si concretizzano nella rilevazione di attività o passività, nel momento in cui le attività o le passività sono rilevate, gli utili o le perdite sul derivato che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto vengono ricompresi nella valutazione iniziale del costo di acquisizione o del valore di carico dell'attività o della passività. Per le coperture di flussi finanziari che non si concretizzano nella rilevazione di attività o passività, gli importi che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto verranno inclusi nel conto economico nello stesso periodo in cui l'impegno contrattuale o l'operazione prevista coperti incidono sul conto economico, ad esempio, quando una vendita prevista si verifica effettivamente.

Per le coperture efficaci di un'esposizione a variazioni di fair value, la voce coperta è rettificata delle variazioni di fair value attribuibili al rischio coperto con contropartita di conto economico. Gli utili e le perdite derivanti dalla valutazione del derivato sono iscritti anch'essi a conto economico.

Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che non sono qualificati di copertura sono rilevate nel conto economico del periodo in cui si verificano.

Il metodo contabile della copertura è abbandonato quando lo strumento di copertura giunge a scadenza, è venduto, termina, o è esercitato, oppure non è più qualificato come di copertura. In tale momento, gli utili o le perdite accumulati dello strumento di copertura rilevati direttamente nel patrimonio netto sono mantenuti nello stesso fino al momento in cui l'operazione prevista si verifica effettivamente. Se l'operazione oggetto di copertura si prevede non si verificherà, gli utili o le perdite accumulati rilevati direttamente nel patrimonio netto sono trasferiti nel conto economico del periodo.

I derivati impliciti inclusi in altri strumenti finanziari o in altri contratti sono trattati come derivati separati, quando i loro rischi e caratteristiche non sono strettamente correlati a quelli dei contratti che li ospitano e questi ultimi non sono valutati a fair value con iscrizione dei relativi utili e perdite a conto economico.

Azioni proprie

Le azioni proprie sono iscritte in riduzione del patrimonio netto. Il costo originario delle azioni proprie ed i ricavi derivanti dalle eventuali vendite successive sono rilevati come movimenti di patrimonio netto.

Conto economico

Riconoscimento dei ricavi

I ricavi delle vendite e delle prestazioni sono rilevati al netto dei resi, degli sconti e degli abbuoni, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita delle merci quando si verifica l'effettivo trasferimento dei rischi e dei benefici rilevanti derivanti dalla proprietà o al compimento della prestazione.

I ricavi di natura finanziaria sono iscritti in base alla competenza temporale.

Costo del venduto

Il Costo del venduto comprende il costo di produzione o di acquisto dei prodotti e delle merci che sono state vendute. Include tutti i costi di materiali, di lavorazione e gli altri costi industriali. Questi comprendono gli ammortamenti di fabbricati, impianti e macchinari impiegati nella produzione e le svalutazioni delle rimanenze di magazzino.

Costi di pubblicità

Le spese sostenute per l'acquisto delle campagne pubblicitarie sono imputate a conto economico nel periodo della loro diffusione, mentre le altre spese di pubblicità e promozione sono imputate a conto economico nel periodo in cui sono sostenute.

Proventi finanziari

I proventi finanziari includono gli interessi attivi sui fondi investiti, le differenze di cambio attive e i proventi derivanti dagli strumenti finanziari, quando non compensati nell'ambito di operazioni di copertura. Gli interessi attivi sono imputati a conto economico al momento della loro maturazione, considerando il rendimento effettivo.

Oneri finanziari

Gli oneri finanziari includono gli interessi passivi sui debiti finanziari calcolati usando il metodo dell'interesse effettivo, le differenze di cambio passive e le perdite sugli strumenti finanziari derivati.

Imposte sul reddito dell'esercizio

Le imposte sul reddito includono tutte le imposte calcolate sul reddito imponibile del Gruppo. Le imposte sul reddito sono rilevate nel conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci direttamente addebitate o accreditate a patrimonio netto, nei cui casi l'effetto fiscale è riconosciuto direttamente a patrimonio netto. Le altre imposte non correlate al reddito, come le tasse sugli immobili e sul capitale, sono incluse tra le altre spese operative.

Le imposte differite sono stanziate secondo il metodo dello stanziamento globale della passività. Esse sono calcolate su tutte le differenze temporanee che emergono tra la base imponibile di una attività o passività ed il valore contabile nel bilancio consolidato, ad eccezione dell'avviamento non deducibile fiscalmente e di quelle differenze derivanti da investimenti in società controllate per le quali non si prevede l'annullamento nel prevedibile futuro.

Le attività e le passività fiscali differite sono determinate con le aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili, nei rispettivi ordinamenti dei paesi in cui il Gruppo opera, negli esercizi nei quali le differenze temporanee saranno realizzate o estinte.

Criteri di conversione delle poste in valuta

I crediti ed i debiti espressi originariamente in valuta estera sono convertiti in Euro ai cambi della data di effettuazione delle operazioni che li hanno originati. Le differenze cambio realizzate in occasione dell'incasso dei crediti e del pagamento dei debiti in valuta estera sono iscritte al conto economico.

I ricavi ed i proventi, i costi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta sono iscritti al cambio corrente alla data nella quale la relativa operazione è compiuta.

A fine periodo le attività e le passività espresse in valuta estera, ad eccezione delle immobilizzazioni, sono iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura ed i relativi utili e perdite su cambi sono imputati al conto economico.

Utile per azione

L'utile base per azione è calcolato dividendo il risultato economico del Gruppo per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante il periodo. L'utile diluito per azione è calcolato dividendo il risultato economico del Gruppo per la media ponderata delle azioni in circolazione, tenendo conto degli effetti di tutte le potenziali azioni ordinarie con effetto diluitivo.

Uso di stime

La redazione del bilancio e delle relative note esplicative in applicazione degli IFRS richiede l'effettuazione di stime e di assunzioni che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data del bilancio. Le stime e le assunzioni utilizzate sono basate sull'esperienza e su altri fattori considerati rilevanti. I risultati che si consuntiveranno potrebbero differire da tali stime. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi immediatamente a conto economico.

In questo contesto si segnala che la situazione causata dall'attuale crisi economica e finanziaria ha comportato la necessità di effettuare assunzioni riguardanti l'andamento futuro caratterizzate da significativa incertezza, per cui non si può escludere il concretizzarsi, nel prossimo esercizio, di risultati diversi da quanto stimato e che quindi potrebbero richiedere rettifiche, ad oggi ovviamente né stimabili né prevedibili, anche significative, al valore contabile delle relative voci. Le voci di bilancio principalmente interessate da tali situazioni di incertezza sono i fondi svalutazione crediti e svalutazione magazzino, le attività non correnti (attività immateriali e materiali), i fondi per rischi ed oneri e le imposte differite attive.

Di seguito sono riepilogati i processi critici di valutazione e le assunzioni chiave utilizzate dalla Direzione nel processo di applicazione dei principi contabili riguardo al futuro e che possono avere effetti significativi sui valori rilevati nel bilancio o per le quali esiste il rischio che possano emergere rettifiche di valore significative al valore contabile delle attività e passività nell'esercizio successivo a quello di riferimento del bilancio.

Fondo svalutazione dei crediti

Il Gruppo applica l'approccio semplificato previsto dall'IFRS 9 e registra le perdite attese su tutti i crediti commerciali in base alla durata residua, definendo lo stanziamento basandosi sull'esperienza storica delle perdite su crediti rettificata per tener conto dei fattori previsionali specifici riferiti ai creditori e all'ambiente sociale (ECL).

Fondo svalutazione magazzino

Il bilancio consolidato del Gruppo include rimanenze di magazzino al netto del fondo svalutazione, iscritto a fronte del rischio di obsolescenza e di riduzione del valore di realizzo.

I processi e le modalità di valutazione delle rimanenze di magazzino sono basati su assunzioni che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione delle vendite future, alla loro stagionalità ed ai prezzi realizzabili in futuro.

Il fondo svalutazione magazzino riflette quindi la stima della Direzione circa le perdite di valore attese da parte del Gruppo, determinate in funzione dell'esperienza passata e dell'andamento storico e atteso del mercato.

Il Gruppo adotta un processo di svalutazione basato sull'individuazione dei codici interessati da fenomeni di obsolescenza e di lenta movimentazione delle giacenze. Il processo viene effettuato in primo luogo mediante un'analisi dei codici sulla probabilità di vendita.

L'analisi del fondo e della sua congruità viene infine supportata applicando una svalutazione basata su indici di rotazione degli articoli di magazzino, come rapporto tra vendite nell'ultimo anno e le giacenze di fine periodo.

Da policy del Gruppo si prevede non vengano effettuate svalutazioni superiori al valore recuperabile mediante la vendita della merce in stock. Ricordiamo infatti che il Gruppo attua una procedura di smaltimento dei prodotti obsoleti, principalmente articoli moda stagionali rimasti invenduti, ricorrendo a vendite a stock.

Valore recuperabile delle attività non correnti (incluso l'avviamento)

Le attività non correnti includono gli immobili, impianti e macchinari, le attività immateriali (incluso l'avviamento), le partecipazioni e le altre attività finanziarie.

La Direzione rivede periodicamente il valore contabile delle attività non correnti detenute ed utilizzate e delle attività che devono essere dismesse, quando fatti e circostanze richiedono tale revisione. Tale attività è svolta utilizzando le stime dei flussi di cassa attesi dall'utilizzo o dalla vendita del bene ed adeguati tassi di sconto per il calcolo del valore attuale. Quando il valore contabile di un'attività non corrente ha subito una perdita di valore, il Gruppo rileva una svalutazione per il valore dell'eccedenza tra il valore contabile del bene ed il suo valore recuperabile attraverso l'uso o la vendita dello stesso, determinata con riferimento ai più recenti piani.

I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit ("CGU"), in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2020-2024, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.

Stante il perdurare dell'attuale crisi economico-finanziaria, il Gruppo, ai fini della redazione del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2019 e, più in particolare, nell'effettuazione dei test di impairment di attività materiali e immateriali per le diverse CGU, ha preso in considerazione gli andamenti attesi per il 2020;

inoltre, per gli anni successivi, il Gruppo ha aggiornato le precedenti proiezioni triennali per tenere conto, in senso cautelativo, del contesto economico-finanziario ancora profondamente segnato dall'attuale crisi.

Passività potenziali

Il Gruppo è soggetto a contenziosi legali riguardanti una limitata tipologia di problematiche (clienti, fornitori, agenti e dipendenti); stante le incertezze inerenti tali problematiche, è difficile predire con certezza l'esborso che deriverà da tali controversie. Nel normale corso del business, la Direzione si consulta con i propri consulenti legali ed esperti in materia legale, fiscale e giuslavoristica. Il Gruppo accerta una passività a fronte di tali contenziosi quando ritiene probabile che si verificherà un esborso finanziario e quando l'ammontare delle perdite che ne deriveranno può essere ragionevolmente stimato. Nel caso in cui non è probabile che esista un'obbligazione attuale, Il Gruppo dà informativa di una passività potenziale, a meno che la probabilità di impiegare risorse atte a produrre benefici economici sia remota.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicati dal 1° gennaio 2019

Di seguito sono descritti gli emendamenti, improvement e interpretazioni, applicati ai bilanci chiusi dopo il 31 dicembre 2018 ed entrati in vigore a partire dal 1° gennaio 2019. Sono esclusi dall'elenco i principi, gli emendamenti e le interpretazioni che per loro natura non sono adottabili dal Gruppo.

IFRIC 23 – Uncertainty over Income Tax Treatments

In data 7 giugno 2017 lo IASB ha emesso l'interpretazione IFRIC 23 – Uncertainty over Income Tax Treatments, che fornisce indicazioni su come riflettere, nell'ambito della contabilizzazione delle imposte sui redditi, le incertezze sul trattamento fiscale di un determinato fenomeno. L'IFRIC 23 entrerà in vigore il 1° gennaio 2019. E' consentita l'adozione anticipata a cui però il Gruppo ha scelto di non aderire.

IFRS 9 – Prepayment Features with Negative Compensation

In data 12 ottobre 2017 lo IASB ha pubblicato gli emendamenti all'IFRS 9 – Prepayment Features with Negative Compensation, volte a consentire la misurazione al costo ammortizzato o al fair value through other comprehensive income (OCI) di attività finanziarie caratterizzate da un'opzione di estinzione anticipata con la cosiddetta "negative compensation". Tali modifiche saranno efficaci dal 1° gennaio 2019. E' consentita l'adozione anticipata (in concomitanza alla data di prima applicazione dell'IFRS 9) a cui però il Gruppo ha scelto di non aderire.

IAS 28 - Long-term Interests in Associates and Joint Ventures (Amendments to IAS 28)

L'emendamento, emesso da parte dello IASB in data 12 ottobre 2017, interessa le società che finanziano le società collegate e le joint venture con finanziamenti per i quali non ci si attende un rimborso a breve termine. L'emendamento è applicabile da 1 gennaio 2019.

IFRS 16 – Leasing

In data 31 ottobre 2017, è stato omologato il nuovo principio contabile IFRS 16 – Leasing, con impatti significativi sui bilanci dei locatari: è stata, infatti, eliminata la distinzione tra leasing operativo e leasing finanziario e introdotto un unico modello per tutti i leasing che comporta l'iscrizione di una attività per il diritto all'uso e di una passività per il leasing. Il nuovo principio deve essere applicato per i periodi annuali che avranno inizio il o dopo il 1° gennaio 2019. Il Gruppo CSP non si è avvalso della possibilità di adottare anticipatamente il principio (in concomitanza alla data di prima applicazione dell'IFRS 15).

Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidato - Attività

31 dicembre Effetti 31 dicembre
(Importi in migliaia di Euro) 2018 IFRS 16 2018 IFRS16
ATTIVITA' NON CORRENTI
Attività immateriali:
Avviamento 8.812 - 8.812
Altre attività immateriali 3.898 - 3.898
Diritto d'uso - 4.971 4.971
Attività materiali:
Immobili, impianti, macchinari e altre immobilizzazioni di proprietà 16.437 - 16.437
Altre attività non correnti:
Altre partecipazioni - 8 8
Crediti finanziari, crediti vari, crediti commerciali e altre attività non correnti 69 - 69
Attività per imposte anticipate 3.154 - 3.154
Totale attività non correnti 32.378 4.971 37.349
ATTIVITA' CORRENTI
Rimanenze di magazzino 36.577 - 36.577
Crediti commerciali 23.472 - 23.472
Crediti finanziari, crediti vari e altre attività 3.477 - 3.477
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 23.058 - 23.058
Totale attività correnti 86.584 - 86.584
TOTALE ATTIVITA' 118.962 4.971 123.933

Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidato - Passività

31 dicembre Effetti 31 dicembre
(Importi in migliaia di Euro) 2018 IFRS 16 2018 IFRS16
PATRIMONIO NETTO
Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo:
- Capitale sociale 17.295 - 17.295
- Altre riserve 52.819 (62) 52.757
- Riserve di rivalutazione 758 - 758
- Risultato del periodo (11.793) - (11.793)
- meno: Azioni proprie (888) (888)
TOTALE PATRIMONIO NETTO 58.191 (62) 58.129
PASSIVITA' NON CORRENTI
Passività finanziarie con scadenza oltre 12 mesi:
- Debiti verso banche 9.781 - 9.781
- Altre passività finanziarie - 4.335 4.335
TFR e altri fondi relativi al personale 6.501 - 6.501
Fondi per rischi e oneri 1.939 - 1.939
Fondo imposte differite 2.421 - 2.421
Totale passività non correnti 20.642 4.335 24.977
PASSIVITA' CORRENTI
Passività finanziarie con scadenza entro 12 mesi:
- Debiti verso banche 7.192 - 7.192
- Altre passività finanziarie - 698 698
Debiti commerciali 24.563 - 24.563
Debiti vari e altre passività 8.368 - 8.368
Debiti per imposte correnti - 6 6
Totale passività correnti 40.129 698 40.827
TOTALE PASSIVITA' 60.771 5.033 65.804
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITA' 118.962 4.971 123.933

IAS 19 – Plan Amendament, Curtailment or Settlement

In data 7 febbraio 2018 lo IASB ha pubblicato gli emendamenti allo IAS 19 – Plan Amendament, Curtailment or Settlement, specificando le modalità secondo cui, in caso di modifiche in un piano a benefici definiti, si debbano determinare i costi relativi alle prestazioni pensionistiche per il restante periodo di riferimento. Tali modifiche sono efficaci dal 1° gennaio 2019.

IFRS 2 – Classification and Measurement of Share-based Payment Transactions

In data 20 giugno 2016 lo IASB ha pubblicato alcuni emendamenti all'IFRS 2 – Classification and Measurement of Sharebased Payment Transactions. Con tali modifiche il documento risolve alcune tematiche relative alla contabilizzazione dei pagamenti basati su azioni. In particolare, tale

emendamento apporta notevoli miglioramenti nella valutazione dei pagamenti basati su azioni regolati per cassa, nella classificazione degli stessi e nella modalità di contabilizzazione in caso di modifica da pagamenti basati su azioni regolati per cassa a pagamenti basati su azioni regolati mediante strumenti di capitale.

IFRIC 22 – Foreign Currency Transactions and Advance Consideration

In data 8 dicembre 2016 lo IASB ha emesso l'interpretazione IFRIC 22 – Foreign Currency Transactions and Advance Consideration, la quale definisce il tasso di cambio da utilizzare nella contabilizzazione di transazioni in valuta estera il cui pagamento è effettuato o ricevuto in anticipo. L'applicazione di tale interpretazione non ha comportato effetti per il bilancio della società in quanto la società non effettua transazioni in valuta estera. Nella stessa data lo IASB ha emesso il documento "Annual improvements to IFRSs 2014-2016 Cycle" come parte del programma di miglioramenti annuali ai principi; la maggior parte delle modifiche sono chiarimenti o correzioni degli IFRS esistenti, oppure modifiche conseguenti a cambiamenti precedentemente apportati agli IFRS. L'applicazione di tali modifiche non ha comportato effetti sul bilancio del Gruppo.

IAS 40 – Trasferimenti di investimenti immobiliari

In data 8 dicembre 2016 lo IASB ha emesso alcuni emendamenti allo IAS 40 – Trasferimenti di investimenti immobiliari – con lo scopo di disciplinare i trasferimenti a e da investimenti immobiliari. Più in particolare, viene definito se una proprietà in fase di costruzione o di sviluppo iscritta nel magazzino possa essere trasferita negli investimenti immobiliari se vi è stato un evidente cambiamento d'uso.

Principi contabili IAS/IFRS e relative interpretazioni IFRIC omologati ed applicabili ai bilanci degli esercizi che iniziano dopo il 1 gennaio 2019

Di seguito sono illustrati i nuovi principi e le interpretazioni già emessi ed omologati dall'Unione Europea, applicabili ai bilanci degli esercizi che iniziano dopo il 1 gennaio 2019 o in via anticipata.

Conceptual Framework for Financial Reporting

In data 29 marzo 2018 lo IASB ha pubblicato la versione rivista del Conceptual Framework for Financial Reporting e contestualmente ha pubblicato un documento che aggiorna i riferimenti presenti negli IFRS al precedente Conceptual Framework, fornendo:

  • una definizione aggiornata di attività e passività;

  • un nuovo capitolo sui temi di measurement, derecognition e diclosure;

  • chiarimenti su alcuni postulati di redazione del bilancio, quali il principio di prudenza e di prevalenza della sostanza sulla forma.

Tali modifiche sono efficaci dal 1° gennaio 2020.

IFRS 3 – Business Combination

In data 22 ottobre 2018 lo IASB ha pubblicato gli emendamenti all'IFRS 3 – Business Combination, con l'obiettivo di individuare i criteri secondo i quali un'avvenuta acquisizione riguardi un'azienda oppure un gruppo di attività che, in quanto tale, non soddisfi la definizione di business fornita dall'IFRS 3. Tali modifiche sono efficaci per le aggregazioni aziendali che si verificheranno a partire dal 1° gennaio 2020.

IAS 1 e IAS 8

In data 31 ottobre 2018 lo IASB ha pubblicato gli emendamenti allo IAS 1 e allo IAS 8, chiarendo la definizione di "informazione materiale", al fine di stabilire l'inclusione o meno di un'informativa in bilancio. Tali modifiche sono efficaci dal 1° gennaio 2020.

COMMENTO ALLE PRINCIPALI VOCI DI STATO PATRIMONIALE

ATTIVITÀ NON CORRENTI

Attività immateriali

4. Avviamento

La voce, pari a 8.812 migliaia di Euro, si riferisce per 8.374 migliaia di Euro al valore residuo esistente al 1 gennaio 2004 derivante dalle operazioni di acquisizione del Gruppo Le Bourget e per 438 migliaia di Euro all'avviamento scaturito dall'acquisto della società tedesca Oroblù Germany GmbH.

Dal 1° gennaio 2004 l'avviamento non è più ammortizzato: il valore recuperabile delle cash generating unit cui i singoli avviamenti sono stati allocati, viene verificato attraverso la determinazione del valore recuperabile (valore d'uso) e sottoposto ad impairment test, in applicazione della metodologia prevista dal Principio Contabile Internazionale IAS 36. Tale valore d'uso è stimato sulla base:

  • del valore attuale dei flussi finanziari futuri relativi ad un orizzonte previsionale pluriennale che si stimano deriveranno dall'uso continuativo dei beni riferiti alle singole cash-generating unit (metodologia "Discounted Cash Flow" nella sua versione "Unlevered"); e

  • del valore terminale attribuibile alle stesse (stimato sulla base della metodologia della rendita perpetua), al fine di riflettere il valore residuo che ogni cash-generating unit è attesa generare oltre l'orizzonte di piano e rappresentativo del valore attuale dei flussi di cassa futuri successivi al periodo di proiezione esplicita dei dati finanziari previsionali.

Si ricorda, infine, che la recuperabilità degli avviamenti è verificata almeno una volta l'anno (al 31 dicembre) anche in assenza di indicatori di possibile perdita di valore.

L'avviamento è stato attribuito alle Cash Generating Unit dalle quali ci si attendono benefici connessi all'aggregazione; l'avviamento derivante dall'acquisizione di Le Bourget S.A. è allocato alla CGU Francia, mentre quello relativo all'acquisizione di Oroblù Germany GmbH alla CGU Germania.

A seguito dell'effettuazione del test di impairment previsto dallo IAS 36, non sono emerse delle perdite di valore che hanno comportato nell'esercizio 2019 la svalutazione degli avviamenti allocati alla CGU Francia e alla CGU Germania.

Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo successivo.

Impairment test

Le principali ipotesi ed assunzioni utilizzate nella determinazione del valore recuperabile della cashgenerating unit sono relative a:

i) l'utilizzo di dati economici e patrimoniali previsionali della CGU Italia, Francia e Germania;

ii) il tasso di sconto utilizzato per l'attualizzazione dei flussi di cassa attesi stimati;

iii) l'utilizzo del tasso di crescita atteso per il calcolo del valore terminale, in coerenza con l'approccio dell'attualizzazione della "rendita perpetua".

Con riguardo ai valori di cui al punto i), le analisi sono state basate su un'ipotesi di flussi finanziari previsionali relativi ad un orizzonte temporale quinquennale desumibili dai dati di piano 2020-2024 approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 17 aprile 2020 (che comprende anche gli effetti stimati del COVID-19).

Con riferimento al valore del punto ii) nel calcolo del WACC, determinato all'8,71% per la CGU Italia, al 7,20% per la CGU Francia e al 6,77% per la CGU Germania, si è adottato un tasso di sconto medio anteimposte, che riflette le valutazioni di mercato del valore attuale del denaro e i rischi specifici dell'attività. Con riguardo al punto iii), si segnala che nell'elaborazione dell'impairment test, il valore terminale è stato determinato utilizzando un tasso di crescita perpetuo ("g rate") stimato pari all'1%.

Dal sopra citato impairment test non è emersa la necessità di procedere a svalutazioni per le CGU Francia e Germania, mentre per la CGU Italia le analisi condotte hanno portato ad evidenziare un "carrying amount" pari a 36,2 milioni di Euro, contro un "Value in Use" pari a -4,4 milioni di Euro.

Si precisa però che tale risultato negativo non ha nessun effetto contabile nell'esercizio 2019, in quanto i beni immateriali iscritti a bilancio sono di nuova formazione e principalmente riferibili a software, avendo già azzerato tutte le immobilizzazioni immateriali, mediante svalutazione dovuta ad impairment, nell'esercizio precedente. Per tutte le altre poste di bilancio che, in base a quanto previsto dallo IAS 36, devono essere oggetto di analisi in virtù del risultato emerso dall'impairment test non sono state effettuate svalutazioni in quanto il valore di iscrizione in bilancio è coerente con i principi contabili applicabili. Si veda inoltre quanto riportato al paragrafo 7 della presente per la valutazione dei terreni e fabbricati.

Inoltre, anche sulla base delle indicazioni contenute nel Documento Banca d'Italia/Consob/Isvap n. 2 del 6 febbraio 2009 e nel Documento Banca d'Italia/Consob/Isvap n. 4 del marzo 2010, si è provveduto ad elaborare un'analisi di sensitività sui risultati del test rispetto alla variazione di assunti di base quali il tasso di crescita perpetuo nell'elaborazione del valore terminale ("g rate") ed il tasso di sconto ("WACC"), che condizionano la stima del valore d'uso della cash generating unit. Nelle tabelle sottostanti sono riportati i risultati di tali analisi:

Carrying Amount = 36.228.578

CGU Italia VALUE IN USE
8,21% 8,71% 9,21%
tasso g 0,50% (4.363.801) (4.694.366) (4.978.844)
1,00% (4.041.032) (4.417.378) (4.739.225)
1,50% (3.670.150) (4.101.964) (4.468.520)

Carrying Amount = 26.967.437

CGU Francia VALUE IN USE
6,70% 7,20% 7,70%
tasso g 0,50% 46.931.845 43.275.755 40.129.030
1,00% 50.128.693 45.932.904 42.364.711
1,50% 53.939.847 49.055.894 44.960.754

Carrying Amount = 344.409

CGU Italia VALUE IN USE
6,27% 6,77% 7,27%
0,50% 1.002.316 911.662 834.457
tasso g 1,00% 1.084.245 978.927 890.464
1,50% 1.183.348 1.058.956 956.176

5. Altre attività immateriali

Software Marchi Altre Immobilizz. Totale
e Licenze in corso
Costo Storico
Al 1 gennaio 2018 13.434 13.432 1.682 0 28.548
Incrementi 395 1 0 0 396
Decrementi 0 0 0 0 0
Altri movimenti 0 0 (90) 0 (90)
Al 31 dicembre 2018 13.829 13.433 1.592 0 28.854
Incrementi 346 0 0 22 368
Decrementi (538) 0 0 0 (538)
Altri movimenti 0 0 0 0 0
Al 31 dicembre 2019 13.637 13.433 1.592 22 28.684
Ammortamenti e svalutazioni
Al 1 gennaio 2018 13.025 5.107 781 0 18.913
Ammortamenti dell'anno 380 873 0 0 1.253
Decrementi 0 0 0 0 0
Altri movimenti 0 0 0 0 0
Impairment IAS 36 385 4.404 0 0 4.789
Al 31 dicembre 2018 13.790 10.384 781 0 24.955
Ammortamenti dell'anno 135 0 0 0 135
Decrementi (538) 0 0 0 (538)
Altri movimenti 0 0 0 0 0
Al 31 dicembre 2019 13.387 10.384 781 0 24.552
Valore netto contabile:
Al 1 gennaio 2018 409 8.325 901 0 9.635
Al 31 dicembre 2018 40 3.049 810 0 3.898
Al 31 dicembre 2019 250 3.049 810 22 4.131

Le Altre attività immateriali al 31 dicembre 2019 ammontano a 4.131 migliaia di Euro.

I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit ("CGU"), in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2020-2024, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.

L'incremento dell'esercizio per la voce 'Software', attribuibile principalmente alla Capogruppo, è relativo ai costi sostenuti per l'aggiornamento del sistema informativo gestionale SAP e allo sviluppo di nuove applicazioni.

Nella voce 'Marchi' sono compresi i marchi Cagi, Liberti e Well e i marchi Perofil e Luna di Seta, acquistati nel 2017 e i costi per licenza su marchi di terzi Bikkembergs.

I marchi Cagi, Liberti, Perofil e Luna di Seta e i costi per la licenza Bikkembergs, in quanto attribuiti alla Cash Generating Unit Italia sono stati interamente svalutati nel 2018, mentre per il marchio Well attribuito alla CGU Francia non si evidenza la necessità di svalutazione.

Il marchio Well iscritto in bilancio per un importo pari a 3.049 migliaia di Euro non è ammortizzato in quanto a vita utile indefinita. L'analisi di impairment del marchio è stata ricompresa nell'impairment, effettuato a livello di CGU, a cui si rimanda per la spiegazione.

Nella voce 'Altre' sono compresi gli importi pagati dalla Società CSP Paris per l'apertura di 3 punti vendita in Francia, per un importo complessivo di 810 migliaia di Euro.

Tali importi sono considerati attività immateriali a vita utile indefinita e pertanto non sono stati assoggettati ad ammortamento.

6. Diritto d'uso

Di seguito si riportano i movimenti relativi alle attività per diritto di utilizzo derivanti dall'applicazione del principio contabile IFRS 16.

Terreni e Impianti e Attrezzature Altri Totale
fabbricati macchinari beni
Costo Storico
Al 1 gennaio 2019 8.401 237 9 1.895 10.542
Incrementi 2.133 0 8 263 2.404
Decrementi (613) 0 0 (190) (803)
Altri movimenti 0 0 0 0 0
Al 31 dicembre 2019 9.921 237 17 1.968 12.143
Ammortamenti
Al 1 gennaio 2019 4.546 137 5 883 5.571
Ammortamenti del periodo 1.152 37 6 480 1.675
Decrementi (613) 0 0 (190) (803)
Altri movimenti 0 0 0 0 0
Al 31 dicembre 2019 5.085 174 11 1.173 6.443
Valore netto contabile:
Al 1 gennaio 2019 3.855 100 4 1.012 4.971
Al 31 dicembre 2019 4.836 63 6 795 5.700

Il saldo comprende principalmente i diritti d'uso legati ai contratti di affitto del canale retail e di altri immobili ad uso industriale e commerciale e i diritti d'uso legati ai contratti di noleggio delle autovetture.

Le analisi condotte circa la recuperabilità del valore dei Diritti d'uso non hanno evidenziato la necessità di procedere a svalutazioni.

7. Immobili, impianti, macchinari e altre immobilizzazioni di proprietà

Terreni e Impianti e Attrezzature Altri Immobilizz. Totale
fabbricati macchinari beni in corso
Costo Storico
Al 1 gennaio 2018 33.337 43.102 20.280 12.240 413 109.372
Incrementi 0 260 143 399 163 965
Cessioni 0 (505) (2) (489) 0 (996)
Altri movimenti 0 95 410 114 (505) 114
Al 31 dicembre 2018 33.337 42.952 20.831 12.264 71 109.455
Incrementi 0 45 36 669 1.412 2.162
Cessioni 0 (383) (87) (933) (8) (1.411)
Altri movimenti 0 79 90 44 (274) (61)
Al 31 dicembre 2019 33.337 42.693 20.870 12.044 1.201 110.145
Ammortamenti e svalutazioni
Al 1 gennaio 2018 22.870 40.463 18.921 9.383 0 91.637
Ammortamenti dell'anno 502 585 321 725 0 2.133
Cessioni 0 (504) (2) (244) 0 (750)
Altri movimenti 0 0 0 0 0 0
Al 31 dicembre 2018 23.372 40.544 19.240 9.864 0 93.020
Ammortamenti dell'anno 498 567 328 698 0 2.091
Cessioni 0 (382) (87) (874) 0 (1.343)
Altri movimenti 0 0 0 (61) 0 (61)
Al 31 dicembre 2019 23.870 40.729 19.481 9.627 0 93.707
Valore netto contabile:
Al 1 gennaio 2018 10.467 2.640 1.359 2.857 413 17.736
Al 31 dicembre 2018 9.965 2.411 1.589 2.401 71 16.437
Al 31 dicembre 2019 9.467 1.966 1.389 2.417 1.201 16.440

Le attività materiali al 31 dicembre 2019 ammontano a 16.440 migliaia di Euro.

I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit ("CGU"), in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2020-2024, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.

Si segnala che il valore dei terreni e fabbricati della Capogruppo (pari a 8.272 migliaia di Euro) è asseverato da una stima di un professionista indipendente ed il valore emergente da tale perizia è sensibilmente superiore al valore contabile.

Nell'esercizio in esame sono stati effettuati investimenti lordi per complessivi 2.162 migliaia di Euro, relativi principalmente ai costi di miglioria sull'immobile in locazione della nuova sede della divisione Perofil di Bergamo della Capogruppo, operativa a partire da gennaio 2020, e all'acquisto di altri beni per il normale ricambio di cespiti obsoleti.

I decrementi del periodo si riferiscono a cessioni di macchinari, attrezzature ed altri beni completamente ammortizzati.

Altre attività non correnti

8. Crediti finanziari, crediti vari, crediti commerciali e altre attività non correnti

Tale voce, pari a 69 migliaia di Euro, si riferisce prevalentemente ai depositi cauzionali.

9. Attività per imposte anticipate

La voce, pari a 1.758 migliaia di Euro al 31 dicembre 2019 e a 3.154 migliaia di Euro al 31 dicembre 2018, accoglie le imposte differite attive sulle differenze temporanee tra i valori iscritti in bilancio e i corrispondenti valori fiscali, principalmente riconducibili a fondi tassati (fondo svalutazione crediti/magazzino e fondi rischi) che saranno fiscalmente deducibili in esercizi futuri (i dettagli sono esposti nell'allegato n. 2).

Si segnala che la Capogruppo, per il principio della prudenza e in considerazione della situazione attuale e degli scenari ad oggi non prevedibili, ha deciso prudenzialmente di svalutare le imposte anticipate iscritte in bilancio.

ATTIVITÀ CORRENTI

10. Rimanenze di magazzino

Il bilancio consolidato del Gruppo include rimanenze di magazzino pari a 35.424 migliaia di Euro, al netto di un fondo svalutazione di Euro 6.470 migliaia di Euro iscritto a fronte del rischio di obsolescenza e di riduzione del valore di realizzo.

I processi e le modalità di valutazione delle rimanenze di magazzino sono basati su assunzioni che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione delle vendite future, alla loro stagionalità ed ai prezzi realizzabili in futuro.

Le rimanenze di magazzino sono così rappresentate:

31/12/19 31/12/18 Variazione
Valore lordo 41.894 42.224 (330)
Fondo svalutazione (6.470) (5.647) (823)
35.424 36.577 (1.153)
31/12/19 31/12/18 Variazione
Materie prime, sussidiarie e di consumo 7.024 7.416 (392)
Fondo svalutazione (1.125) (950) (175)
5.899 6.466 (567)
Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati 6.796 8.089 (1.293)
Fondo svalutazione (236) (106) (130)
6.560 7.983 (1.423)
Prodotti finiti e merci 28.075 26.718 1.357
Fondo svalutazione (5.110) (4.590) (520)
22.965 22.128 837
Totale 35.424 36.577 (1.153)

Le rimanenze di magazzino evidenziano un decremento netto di 1.153 migliaia rispetto all'esercizio precedente.

Ricordiamo, infine, che il Gruppo attua una procedura di smaltimento dei prodotti obsoleti, principalmente articoli moda stagionali rimasti invenduti, ricorrendo a vendite a stock; la merce che alla fine dell'esercizio risultava ancora in giacenza è stata opportunamente svalutata allineandola al presunto valore di realizzo.

11. Crediti commerciali

I crediti verso clienti ammontano a 24.008 migliaia di Euro, al netto del fondo svalutazione crediti pari a 660 migliaia di Euro (608 migliaia di Euro al 31 dicembre 2018).

Non vi sono crediti esigibili oltre i cinque anni.

La ripartizione dei crediti commerciali per termini di scadenza, con l'evidenza degli importi a valore nominale e della relativa svalutazione applicata, è la seguente:

31/12/19 di cui 31/12/18 di cui
svalutazione svalutazione
A scadere 19.321 26 18.757 15
Scaduto da 1 a 30 giorni 2.596 8 2.293 15
Scaduto da 31 a 90 giorni 1.636 133 1.699 28
Scaduto da 91 a 180 giorni 440 44 378 44
Scaduto da 181 a 365 giorni 343 117 565 185
Scaduto da oltre 366 giorni 332 332 388 321
Totale 24.668 660 24.080 608

Si ritiene che il valore contabile dei crediti commerciali approssimi il loro fair value.

La ripartizione dei crediti commerciali per area geografica è la seguente:

31/12/19 31/12/18
Italia 10.527 12.402
Francia 11.271 8.888
Unione Europea 1.162 1.349
Resto del Mondo 1.048 833
Totale 24.008 23.472

La movimentazione del fondo svalutazione crediti è la seguente:

Saldo iniziale Accantonamenti Utilizzi Saldo finale
608 237 (185) 660

Nel periodo in esame il fondo è stato utilizzato a copertura delle perdite per 185 migliaia di Euro. Gli accantonamenti al fondo sono stati effettuati a fronte dei rischi emersi in sede di valutazione dei relativi crediti al 31 dicembre 2019.

12. Crediti finanziari, crediti vari e altre attività

La composizione della suddetta voce è la seguente:

31/12/19 31/12/18
Erario c/IVA 1.330 1.350
Anticipi a fornitori 208 185
Crediti verso Enti 29 25
Crediti per imposte 5 715
Risconti attivi 443 356
Altri crediti 570 846
Totale 2.585 3.477

Il decremento rispetto al 31 dicembre 2018 è pari a 892 migliaia di Euro.

La differenza più significativa si riferisce al decremento dei crediti per imposte principalmente imputabile alla controllata francese.

Si ritiene che il valore contabile dei Crediti finanziari, crediti vari e altre attività approssimi il loro fair value.

13. Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti

L'ammontare complessivo delle disponibilità liquide del Gruppo è pari a 19.455 migliaia di Euro (23.058 migliaia di Euro al 31 dicembre 2018) a fronte di temporanee disponibilità su c/c bancari in attesa di utilizzi futuri.

I valori esposti possono essere convertiti in cassa prontamente e sono soggetti ad un rischio di variazione di valore non significativo. Si ritiene che il valore di carico delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti sia allineato al loro fair value alla data di bilancio.

PATRIMONIO NETTO

Il Patrimonio netto al 31 dicembre 2019 ammonta a 54.122 migliaia di Euro, in decremento di 4.069 migliaia di Euro rispetto al 31 dicembre 2018 a seguito principalmente della perdita complessiva dell'esercizio.

14. Capitale sociale

Il capitale sociale al 31 dicembre 2019, interamente sottoscritto e versato, risulta costituito da 33.259.328 azioni ordinarie da nominali Euro 0,52 cadauna. Nessuna variazione è intervenuta nel periodo in esame.

Riguardo al capitale sociale e alle riserve delle società per azioni la normativa italiana stabilisce che:

  • il capitale sociale della Società non può avere valore inferiore a 120.000 Euro;

  • ogni variazione dell'importo del capitale sociale deve essere deliberata dall'Assemblea, la quale può attribuire delega al Consiglio, per un periodo massimo di cinque anni, ad aumentare il capitale fino ad un ammontare determinato; l'organo assembleare ha inoltre l'obbligo di adottare gli opportuni provvedimenti quando risulta che il capitale sociale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite accertate, nonché di procedere alla riduzione del capitale sociale se entro l'esercizio successivo detta perdita non risulta diminuita a meno di un terzo. Se, per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al di sotto del minimo legale sopra citato l'Assemblea deve deliberare sia la riduzione del capitale che il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo, o la trasformazione della Società;

  • la riserva sovrapprezzo azioni viene costituita se la Società emette azioni ad un prezzo superiore al loro valore nominale e non può essere distribuita fino a che la riserva legale non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale;

  • per quanto riguarda le azioni proprie, la Società non può acquistare azioni proprie se non nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio regolarmente approvato. L'acquisto deve essere autorizzato dall'Assemblea e in nessun caso il valore nominale delle azioni acquistate può eccedere la quinta parte del capitale sociale.

ìGli utili netti risultanti dal bilancio annuale della Società devono essere così destinati:

  • alla riserva legale il 5% fino a che questa non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale;

  • ad ulteriore accantonamento a riserva legale, alla riserva straordinaria e/o ad utili portati a nuovo per eventuali assegnazioni deliberate dall'Assemblea.

Gli obiettivi identificati dalla CSP International Fashion Group S.p.A. nella gestione del capitale sono la creazione di valore per la generalità degli azionisti, la salvaguardia della continuità aziendale ed il supporto allo sviluppo del Gruppo.

15. Altre riserve

Tali riserve sono così ripartite:

31/12/19 31/12/18
2.954 2.954
21.859 21.859
(1.708) (1.084)
17.296 29.090
40.401 52.819

16. Azioni proprie

Le Azioni proprie al 31 dicembre 2019 sono costituite da n. 1.000.000 azioni ordinarie acquistate per un costo di acquisto pari a 888 migliaia di Euro; nell'esercizio in esame non sono state acquistate azioni.

L'Assemblea ordinaria del 14 giugno 2019 ha autorizzato l'acquisto, in una o più volte, per un periodo di 18 mesi a far tempo dalla data della deliberazione assembleare di un numero massimo di azioni da nominali Euro 0,52, che, tenuto conto di quelle già detenute dalla Società, non superi i limiti di legge, per un importo complessivo nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio della Società regolarmente approvato al momento dell'effettuazione dell'operazione.

L'Assemblea ordinaria del 14 giugno 2019 ha altresì autorizzato la disposizione - in qualsiasi momento, in tutto o in parte, in una o più volte - delle azioni proprie già possedute alla data della presente autorizzazione assembleare e di quelle acquistate ai sensi della deliberazione che precede, anche prima di aver completato gli acquisti come sopra autorizzati.

Utile (perdita) per azione

La perdita base per azione al 31 dicembre 2019 è pari a -0,104 Euro (al 31 dicembre 2018 la perdita base per azione è pari a -0,355 Euro) ed è calcolato dividendo il risultato del Gruppo per la media ponderata delle azioni in circolazione durante il periodo.

Utile (perdita) per azione diluito

L'utile diluito per azione coincide con l'utile per azione.

PASSIVITÀ NON CORRENTI

17. Passività finanziarie con scadenza oltre 12 mesi

Debiti verso banche oltre i 12 mesi

I debiti verso banche scadenti oltre 12 mesi ammontano a 4.851 migliaia di Euro e sono diminuiti di 4.930 migliaia di Euro rispetto al 31 dicembre 2018. La variazione accoglie l'effetto della riclassifica nelle passività finanziarie correnti delle quote esigibili entro 12 mesi e il rimborso delle rate dei mutui in scadenza.

La ripartizione dei debiti bancari oltre 12 mesi per termini di rimborso, esposti al netto dei relativi oneri accessori, è la seguente:

31/12/19 31/12/18
- scadenti da 1 a 2 anni 4.251 4.930
- scadenti da 2 a 3 anni 600 3.051
- scadenti da 3 a 4 anni 0 1.200
- scadenti da 4 a 5 anni 0 600
- scadenti oltre 5 anni 0 0
Totale 4.851 9.781

Tali debiti bancari si riferiscono ai seguenti finanziamenti (comprensivi anche della quota corrente):

Istituto di credito Data di 31/12/19 Tasso periodo di
stipula preammortamento
Finanziamento Mediocredito Italiano 30.04.2015 263 Euribor a 3 mesi + spread 0,75%
Finanziamento Banca Nazionale del Lavoro 30.06.2015 500 Euribor a 6 mesi + spread 0,75%
Finanziamento UBI – Banco di Brescia 21.10.2016 1.109 Euribor a 3 mesi + spread 0,50%
Finanziamento Mediocredito Italiano 28.10.2016 1.200 Euribor a 3 mesi + spread 0,57%
Finanziamento Banca Nazionale del Lavoro 28.12.2016 800 Tasso Fisso 0,45%
Finanziamento UBI – Unione di Banche Italiane 28.06.2017 584 Euribor a 3 mesi + spread 0,50%
Finanziamento Monte dei Paschi di Siena 30.06.2017 1.125 Tasso Fisso 0,50%
Finanziamento Banca Nazionale del Lavoro 26.06.2018 2.100 Euribor a 6 mesi + spread 0,50%
Finanziamento Monte dei Paschi di Siena 28.06.2018 2.100 Euribor a 6 mesi + spread 0,30%
9.781

Tutti i finanziamenti di Banca Nazionale del Lavoro prevedono per tutta la durata dei suddetti contratti, il rispetto dei seguenti covenants determinati sui risultati consolidati del Gruppo CSP:

Rapporto Posizione Finanziaria Netta / EBITDA </= 3,50 Rapporto Posizione Finanziaria Netta / PN </= 1,00

Alla data della chiusura dell'esercizio tali covenants risultano rispettati. Gli altri finanziamenti non contemplano covenants da rispettare.

Altre passività finanziarie oltre 12 mesi

Le altre passività finanziarie scadenti oltre 12 mesi ammontano a 4.185 migliaia di Euro ed includono i debiti per leasing finanziari a lungo termine derivanti dall'applicazione del principio contabile IFRS 16.

18. Trattamento fine rapporto (TFR) e altri fondi relativi al personale

La voce Trattamento di fine rapporto (TFR) riflette l'indennità prevista sia dalla legislazione francese che da quella italiana; quest'ultima, modificata dalla Legge n. 296/2006, prevede che l'indennità maturata dai dipendenti fino al 31 dicembre 2006 verrà liquidata al momento dell'uscita del dipendente. In presenza di specifiche condizioni, può essere parzialmente anticipata al dipendente nel corso della vita lavorativa.

La valutazione attuariale evidenzia quindi un valore del fondo TFR al 31 dicembre 2019 pari a 6.713 migliaia di Euro e riflette l'indennità maturata a fine periodo dai dipendenti del Gruppo calcolata su base attuariale. La movimentazione del fondo è riepilogata in sintesi come segue:

ì Saldo
iniziale
Interest
cost
Indennità
accantonate
Indennità
liquidate
Utili/(Perdi
te)
attuariali
Saldo
finale
TFR 6.501 77 99 (411) 447 6.713

Si segnala inoltre che la contabilizzazione degli utili/perdite attuariali è imputata direttamente a patrimonio netto.

Si precisa, infine, che il Gruppo ha esposto la componente interessi dell'onere relativo ai piani per dipendenti a benefici definiti nella voce oneri finanziari, con conseguente incremento degli oneri finanziari di periodo di 99 migliaia di Euro (90 migliaia di Euro al 31 dicembre 2018).

Il modello di valutazione attuariale si fonda sulle cosiddette basi tecniche, che costituiscono le ipotesi di natura demografica ed economico-finanziaria relative ai parametri coinvolti nel calcolo.

In sintesi, le assunzioni adottate sono state le seguenti:

Ipotesi finanziarie

Tasso tecnico di attualizzazione 0,70%
Tasso annuo di inflazione 1,5%
Tasso annuo di incremento TFR Da 1,5 a 3,0%

Ipotesi demografiche

Tasso di mortalità In linea con quanto indicato dalle
risultanze
ufficiali
dell'Istituto
Nazionale di Statistica 2004 per
uomini
e
donne
in
l'Italia
e
dall'Institut
National
de
la
Statistique
et
des
Etudes
Economiques 2005 in Francia
Invalidità In linea con quanto indicato dalle
risultanze ufficiali dell'INPS 1998
per uomini e donne in Italia, non
applicabile in Francia.
Turnover del personale Turnover del personale dal 2,5 al
3,0% per anno su tutte le età
Anticipi 1,5% per anno variabile in base
all'età/anzianità per l'Italia, non
previsto in Francia
Età di pensionamento Il raggiungimento del primo dei
requisiti
pensionabili
validi
per
l'Assicurazione
Generale
Obbligatoria in Italia ed a 65 anni in
Francia.

In merito alla scelta del tasso di attualizzazione, con riferimento alla attuale situazione di alta volatilità dei mercati finanziari, si è scelto di prendere come indice di riferimento l'indice per l'Eurozona Iboxx Corporate AA con durata coerente con la durata media finanziaria del collettivo oggetto di valutazione.

Analisi di sensitività

Nell'ipotesi che il tasso di attualizzazione aumentasse dello 0,25% l'effetto positivo sulla valutazione del TFR sarebbe di 156 migliaia di Euro.

Nell'ipotesi che il tasso di attualizzazione diminuisse dello 0,25% l'effetto negativo sulla valutazione del TFR sarebbe di 161 migliaia di Euro.

19. Fondi per rischi ed oneri

Di seguito esponiamo la movimentazione e composizione di tale voce:

Saldo Accanton. Utilizzi Saldo
iniziale finale
Fondo ind. suppl. clientela 1.620 23 (245) 1.398
Fondo ristrutturazione 6 801 (6) 801
Fondo rischi per contenziosi 313 28 (25) 316
Totale 1.939 852 (276) 2.515

Il fondo indennità suppletiva di clientela è relativo all'indennità maturata dagli agenti, calcolata in accordo con la normativa e i contratti collettivi vigenti.

Il fondo rischi per contenziosi si riferisce ad accantonamenti fatti in relazione a rischi derivanti da cause mosse da terzi, in prevalenza fornitori ed erario. Il saldo si riferisce principalmente all'accantonamento fatto da CSP Paris per una causa mossa da un concorrente.

La voce 'Fondo ristrutturazione', pari a 801 migliaia di Euro, si riferisce per 190 migliaia di Euro ai costi associati alla riorganizzazione della struttura commerciale e marketing della Capogruppo e per 611 migliaia di Euro ai costi che CSP Paris dovrà sostenere prevalentemente per la chiusura di tre punti vendita diretti.

Situazione fiscale

Alla data di chiusura del presente bilancio si fa presente che per la Capogruppo è pendente una controversia fiscale conseguente alla verifica condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Mantova, conclusasi in data 26 maggio 2015.

In data 4 gennaio 2018 l'Agenzia delle Entrate di Mantova ha notificato l'avviso di accertamento, dove sono stati confermati l'ammontare dei rilievi formalizzati dai verificatori.

In luglio 2018 la Capogruppo ha quindi presentato un'istanza di ruling internazionale al fine di evitare una doppia imposizione fiscale in Italia e in Francia.

20. Fondo imposte differite

La voce, pari a 1.061 migliaia di Euro al 31 dicembre 2019 ed a 2.421 migliaia di Euro al 31 dicembre 2018, accoglie le imposte differite accantonate sulle differenze temporanee tra i valori delle attività e delle passività iscritte in bilancio, principalmente riconducibili alla rateizzazione di plusvalenze patrimoniali e alle scritture di consolidamento.

PASSIVITÀ CORRENTI

21. Passività finanziarie con scadenza entro 12 mesi

Debiti verso banche entro 12 mesi

La ripartizione dei debiti bancari entro 12 mesi è la seguente:

31/12/19 31/12/18
Debiti correnti 755 333
-Mutui scadenti entro 1 anno 4.930 6.859
-Anticipi scadenti entro 1 anno 5.405
Totale 11.090 7.192

La dinamica completa della variazione dei flussi finanziari è esposta nel Rendiconto finanziario. Al 31 dicembre 2019 e alla data di redazione delle presenti note, l'ammontare delle linee di credito a breve concesse alle società del Gruppo dagli istituti di credito a fronte delle diverse forme di possibile utilizzo è pari a 39.850 migliaia di Euro.

Di seguito si espone la composizione dell'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2019 e 2018:

31/12/19 31/12/18
Debiti finanziari a breve (IFRS 16) 1.489 0
Debiti verso banche a breve 6.160 333
Quota a breve dei debiti a medio lungo termine 4.930 6.859
Cassa e banche attive (19.455) (23.058)
Indebitamento finanziario a breve (6.876) (15.866)
Debiti finanziari a medio lungo termine (IFRS 16) 4.185 0
Finanziamenti a medio lungo termine al netto delle quote correnti 4.851 9.781
IndeIndebitamento finanziario netto 2.160 (6.085)

La posizione finanziaria netta è variata di 8.245 migliaia di Euro ed evidenzia un saldo a debito. Il valore al 31 dicembre 2019 è stato impattato dagli effetti derivanti dall'adozione del nuovo principio contabile IFRS 16 Leases, che ha implicato l'iscrizione di debiti rappresentativi degli impegni futuri legati alle transazioni finalizzate all'utilizzo di beni di proprietà di terzi per un importo complessivo pari a 5.674 migliaia di Euro.

Altre passività finanziarie entro 12 mesi

La altre passività finanziarie entro 12 mesi ammontano a 1.489 migliaia di Euro ed includono i debiti per leasing finanziari a breve termine derivanti dall'applicazione del principio contabile IFRS 16.

22. Debiti commerciali

Il saldo registra un decremento di 1.246 migliaia di Euro, soprattutto per fenomeni legati alla dinamica temporale degli acquisti. I debiti verso fornitori sono tutti liquidabili entro l'esercizio successivo. La ripartizione dei debiti commerciali per area geografica è la seguente:

31/12/19 31/12/18
Italia 13.482 14.499
Francia 7.465 7.292
Unione Europea 849 1.070
Resto del Mondo 1.521 1.702
Totale 23.317 24.563

La ripartizione dei debiti commerciali per termini di scadenza è la seguente:

31/12/19 31/12/18
Scaduto 811 802
A scadere da 1 a 30 giorni 9.389 10.682
A scadere da 31 a 90 giorni 9.360 9.831
A scadere da 91 a 180 giorni 3.311 2.605
A scadere da 181 a 365 giorni 445 639
A scadere oltre 366 giorni 1 4
Totale 23.317 24.563

Si ritiene che il valore contabile dei debiti commerciali alla data di bilancio approssimi il loro fair value.

23. Debiti vari ed altre passività

La ripartizione dei debiti vari e altre passività è la seguente:

31/12/19 31/12/18
Debiti v/dipendenti per competenze 4.024 3.732
Debiti v/ istituti di previdenza 3.576 3.584
Debiti per imposte (IVA) 612 651
Ratei e risconti passivi 73 77
Altri debiti 295 324
Totale 8.580 8.368

I debiti vari e altre passività sono aumentati di 212 migliaia di Euro rispetto all'esercizio precedente e riguardano principalmente i debiti relativi al lavoro dipendente.

Si ritiene che il valore contabile dei debiti vari e altre passività alla data di bilancio approssimi il loro fair value.

24. Debiti per imposte correnti

La voce è pari a 467 migliaia di Euro e si riferisce principalmente al debito per imposte correnti sul reddito d'esercizio della società francese.

Al 31 dicembre 2018 la voce era pari a 6 migliaia di Euro

Si ritiene che il valore contabile dei debiti per imposte correnti alla data di bilancio approssimi il loro fair value.

25. IMPEGNI E RISCHI

Garanzie prestate

Le fidejussioni sono rilasciate prevalentemente da istituti di credito a favore di terzi per l'ordinaria gestione dell'attività.

Elenchiamo di seguito la suddivisione per Istituto di credito al 31 dicembre 2019 e 2018:

31/12/19 31/12/18
Fideiussioni:
- Monte dei Paschi di Siena 61 29
- UBI Banca 27 27
- Banca Intesa 56 56
Totale 144 112

Impegni

Si segnala che il Gruppo al 31 dicembre 2019 ha in essere impegni derivanti da contratti di locazione di attrezzature elettroniche di modico valore, che quindi non rientrano nell'ambito dell'applicazione dell'IFRS 16. Al 31 dicembre 2019 l'ammontare dei canoni ancora dovuti per tali contratti è pari a 73 migliaia di Euro e sono interamente attribuibili alla Capogruppo.

Coperture sui tassi

Nella voce 'Debiti vari e altre passività' è incluso l'ammontare di 43 migliaia di Euro (59 migliaia di Euro al 31 dicembre 2018) riferito alla valutazione al fair value di operazioni in strumenti derivati stipulati dalla Capogruppo a fronte delle oscillazioni dei tassi di interesse, i cui dettagli sono riportati nella sottostante tabella:

Istituto Valutazione Data Importo Importo
fair value scadenza sottostante residuo
UBI – Banco di Brescia (*) (1) 31.03.2020 256 0
UBI – Banco di Brescia (3) 30.06.2020 1.108 1.108
UBI – Banco di Brescia (1) 30.09.2021 585 585
Mediocredito Italiano – Intesa S.Paolo (1) 31.03.2020 263 263
Mediocredito Italiano – Intesa S.Paolo (3) 30.09.2021 1.105 1.200
Banca Nazionale del Lavoro (1) 30.06.2020 500 500
Banca Nazionale del Lavoro (18) 11.06.2023 2.100 2.100
Banca Nazionale del Lavoro 1 11.06.2023 2.100 2.100
Monte dei Paschi di Siena (16) 30.06.2023 2.100 2.100
Totale (43) 10.117 9.956

Tali contratti, pur avendo natura di copertura sostanziale dai rischi di fluttuazione, non rispettano tutti i requisiti previsti dall'IFRS 9 per una classificazione come di copertura e, conseguentemente, il relativo effetto derivante dall'adeguamento della valutazione al fair value alla chiusura dell'esercizio 2019 è stato iscritto a conto economico.

Nella voce 'Crediti finanziari, crediti vari e altre attività' è incluso inoltre l'ammontare di 27 migliaia di Euro riferito alla valutazione al fair value dei contratti di acquisti a termine di valuta (dollari statunitensi) stipulati dalla controllata francese per coprire il rischio di cambio connesso al pagamento di forniture nella stessa valuta con scadenza media entro 12 mesi, per un controvalore al 31 dicembre 2019 di 641 migliaia di Euro.

Tutti i fair value sono stati determinati attraverso 'Input significativi osservabili (Livello 2)'.

26. INFORMATIVA DI SETTORE

Di seguito si riportano i dati richiesti ai sensi dell'IFRS 8. I settori identificati per tale analisi sono: Italia, Francia e Altri (nei quali confluiscono i dati di Germania e USA).

Andamento economico per settore operativo

I seguenti prospetti illustrano le situazioni per area di attività al 31 dicembre 2019 e 31 dicembre 2018:

Dati bilancio 31.12.19 ITALIA FRANCIA ALTRI Rettifiche GRUPPO
(Valori in migliaia di Euro) CSP International
31.12.2019 31.12.2019 31.12.2019 31.12.2019 31.12.2019
Conto economico
Ricavi esterni 43.773 62.601 2.262 0 108.635
Ricavi Intercompany 11.124 198 0 (11.322) 0
% dei ricavi esterni 0,00%
Costo del venduto (39.240) (34.701) (1.538) 11.640 (63.839)
Margine Lordo 15.657 28.098 723 318 44.796
Pubblicità (3.519) (3.396) (146) (96) (7.155)
Provvigioni (2.386) (86) (72) 1 (2.543)
Trasporti/Logistica (3.324) (3.755) (112) (0) (7.191)
Spese commerciali dirette (2.577) (12.609) (2) 0 (15.188)
Perdite su crediti (157) 22 (0) 0 (135)
Costi di settore (11.961) (19.824) (332) (95) (32.211)
Risultato di settore (Margine Commerciale) 3.696 8.273 391 223 12.584
Spese corporate (9.404) (3.856) (503) (173) (13.935)
Altri proventi non operativi 6.302 0 0 (6.302) 0
Altri proventi/oneri (172) 254 12 (21) 73
Proventi/Oneri finanziari (291) (40) (30) 0 (361)
Utile (Perdita) prima delle imposte 131 4.631 (130) (6.272) (1.638)
Imposte sul reddito dell'esercizio 65 (1.850) (10) (11) (1.806)
Utile (Perdita) d'esercizio 196 2.781 (139) (6.283) (3.444)
Stato Patrimoniale
Attività di settore 83.524 57.057 1.086 (23.276) 118.390
di cui:
- Immobilizzazioni materiali 12.243 4.354 16 (174) 16.440
- Immobilizzazioni immateriali 4.077 14.082 484 0 18.643
- Capitale circolante operativo netto 21.197 8.901 37 (481) 29.653
PN
Passività di settore (83.524) (57.057) (1.086) 23.276 (118.390)
di cui:
- Posizione finanziaria netta (18.995) 16.669 134 32 (2.160)
- Patrimonio netto (42.307) (32.393) (236) 20.814 (54.122)
Altre informazioni
Investimenti di segmento (immobilizzazioni
immateriali)
2.498 220 54 0 2.772
Investimenti di segmento (immobilizzazioni materiali) 1.927 234 1 0 2.162
Ammortamenti (2.075) (1.848) (11) 32 (3.903)
Perdite di valore/riprese riconosciuti a conto economico 0 0 0 0 0
Altri costi non monetari diversi dall'ammortamento (
157)
22 (0) 0 (135)
Dati bilancio 31.12.18 ITALIA FRANCIA ALTRI Rettifiche GRUPPO
(Valori in migliaia di Euro) CSP International
31.12.2018 31.12.2018 31.12.2018 31.12.2018 31.12.2018
Conto economico
Ricavi esterni 47.787 61.518 2.280 0 111.586
Ricavi Intercompany 10.899 278 0 (11.177) 0
% dei ricavi esterni 0,00%
Costo del venduto (39.726) (34.170) (1.416) 11.710 (63.602)
Margine Lordo 18.960 27.627 864 533 47.984
Pubblicità (4.707) (4.276) (128) (110) (9.221)
Provvigioni (2.669) (102) (86) (10) (2.866)
Trasporti/Logistica (3.396) (3.504) (97) - (6.997)
Spese commerciali dirette (3.104) (13.691) (2) 0 (16.797)
Perdite su crediti (167) 77 1 0 (89)
Costi di settore (14.043) (21.496) (311) (120) (35.969)
Risultato di settore (Margine Commerciale) 4.917 6.131 553 412 12.014
Spese corporate (20.231) (2.983) (428) (189) (23.832)
Altri proventi non operativi 4.207 0 0 (4.207) 0
Altri proventi/oneri 343 935 12 (22) 1.269
Proventi/Oneri finanziari (246) 272 (21) 0 5
Utile (Perdita) prima delle imposte (11.010) 4.355 116 (4.006) (10.544)
Imposte sul reddito dell'esercizio 406 (1.582) (6) (68) (1.249)
Utile (Perdita) d'esercizio (10.604) 2.772 111 (4.073) (11.793)
Stato Patrimoniale
Attività di settore 83.909 56.983 1.040 (22.970) 118.962
di cui:
- Immobilizzazioni materiali 11.658 4.965 19 (205) 16.437
- Immobilizzazioni immateriali 0 12.272 438 0 12.709
- Capitale circolante operativo netto 21.303 9.535 199 (448) 30.589
PN
Passività di settore (83.909) (56.983) (1.040) 22.970 (118.962)
di cui:
- Posizione finanziaria netta (14.222) 20.156 151 0 6.085
- Patrimonio netto (42.568) (36.085) (372) 20.835 (58.190)
Altre informazioni
Investimenti di segmento (immobilizzazioni
immateriali)
390 5 0 0 396
Investimenti di segmento (immobilizzazioni materiali) 1.003 165 0 0 1.168
Ammortamenti (2.522) (889) (5) 30 (3.386)
Perdite di valore/riprese riconosciuti a conto economico (9.625) (90) 0 0 (9.715)
Altri costi non monetari diversi dall'ammortamento (
167)
77 1 0 (89)

La colonna denominata 'Rettifiche' evidenzia le operazioni di storno derivanti dalle scritture di consolidamento. Nell'esercizio 2018 le svalutazioni per impairment sono state allocate nella voce "Spese corporate".

COMMENTI ALLE PRINCIPALI VOCI DEL CONTO ECONOMICO

27. Ricavi

Di seguito si fornisce la ripartizione dei ricavi per area geografica di destinazione e per area di attività:

2019 2018
Italia 32.355 35.411
Francia 61.534 60.222
Germania 2.201 2.420
Europa dell'Ovest 8.860 9.312
Europa dell'Est 1.590 1.936
Stati Uniti 497 475
Resto del mondo 1.598 1.810
Totale 108.635 111.586
2019 2018
Calzetteria 65.050 65.848
Intimo e maglieria 19.593 21.135
Corsetteria e costumi da bagno 23.992 24.603
Totale 108.635 111.586

I ricavi netti sono passati da 111.586 migliaia di Euro al 31 dicembre 2018 a 108.635 migliaia di Euro al 31 dicembre 2019 con un decremento di 2.951 migliaia di Euro.

Per quanto riguarda i ricavi per area geografica, in Italia si registra un decremento dell'8,6% rispetto al 2018, passando da 35.411 migliaia di Euro a 32.355 migliaia di Euro di fatturato.

In Francia, mercato di riferimento del Gruppo, i ricavi si attestano a 61.534 migliaia di Euro ed evidenziano un incremento del 2,2% rispetto all'esercizio precedente.

In Germania il fatturato registra un decremento del 9,1%, nell'Europa dell'Ovest il fatturato diminuisce del 4,9% e nell'Europa dell'Est il calo è del 17,9%.

Negli Stati Uniti i ricavi ammontano a 497 migliaia di Euro (+4,6%), mentre nel resto del mondo si rileva un fatturato di 1.598 migliaia di Euro, con un decremento dell'11,7%.

Per ciò che riguarda le merceologie, il fatturato della calzetteria ha registrato un decremento di 798 migliaia di Euro (-1,2%) rispetto all'esercizio precedente. Le vendite di corsetteria, che comprendono anche i costumi da bagno, hanno evidenziato un decremento di fatturato del 2,5%, mentre i prodotti di maglieria e intimo hanno registrato nel periodo in esame un decremento del 7,3%.

Le vendite per marchio del periodo in esame hanno evidenziato un andamento negativo per i principali marchi, ad accezione di Well, primo marchio per volumi di vendita del Gruppo, che ha evidenziato un incremento delle vendite pari al 2,3%. I principali marchi registrano i seguenti andamenti: Le Bourget (- 0,2%), Oroblù (-5,6%), Lepel (-9,2%), Perofil (-5,4%), Sanpellegrino (-15,0%). Il marchio Luna di Seta è diminuito del 6,0%, il marchio Cagi è diminuito dell'11,7% ed il marchio Liberti è diminuito dell'11,2%. Le vendite delle marche private sono diminuite del 5,6%, mentre le vendite del marchio Bikkembergs in licenza sono diminuite del 6,3%.

Per ulteriori approfondimenti, comunque, si rimanda a quanto riportato nella relazione sulla gestione.

28. Costo del venduto

La ripartizione della voce è la seguente:

2019 2018
Acquisti 36.125 36.887
Costo del lavoro industriale 11.776 12.264
Servizi industriali 8.216 8.965
Ammortamenti industriali 1.294 927
Svalutazioni IAS 36 0 29
Altri costi industriali 5.271 5.443
Variazione delle rimanenze 1.157 (885)
Totale 63.839 63.630

Il costo del venduto è diminuito di 209 migliaia di Euro rispetto all'esercizio precedente. La sua incidenza sui ricavi netti è passata da 57,0% a 58,8%.

L'effetto derivante dall'applicazione del principio contabile IFRS 16 su questa voce è pari a minori costi di locazione per 442 migliaia di Euro e a maggiori ammortamenti relativi al diritto di utilizzo per 399 migliaia di Euro.

29. Spese dirette di vendita

La ripartizione della voce è la seguente:

2019 2018
Costi per agenti e merchandising 2.542 2.867
Costo del personale logistico 2.996 2.807
Ammortamenti 248 208
Trasporti esterni 2.580 2.628
Royalties passive 367 382
Altri costi 1.367 1.354
Totale 10.100 10.246

Le spese dirette di vendita registrano un decremento di 146 migliaia di Euro rispetto all'esercizio precedente. Le variazioni più significative riguardano principalmente i minori costi per agenti e merchandising, per 325 migliaia di Euro, in parte controbilanciati dai maggiori costi del personale logistico, per 189 migliaia di Euro.

L'effetto derivante dall'applicazione del principio contabile IFRS 16 su questa voce è pari a minori costi di locazione per 38 migliaia di Euro e a maggiori ammortamenti relativi al diritto di utilizzo per 36 migliaia di Euro.

30. Altri ricavi operativi netti

La ripartizione della voce è la seguente:

2019 2018
Royalties attive 6 26
Plusvalenze vendita cespiti 38 51
Minusvalenze vendita cespiti (59) (106)
Sopravvenienze attive 1.070 1.309
Sopravvenienze passive (10) (7)
Accantonamenti per rischi (22) (92)
Altri ricavi (spese) 270 203
Totale 1.293 1.384

La voce è passata da 1.384 a 1.293 migliaia di Euro.

Le differenze più significative rispetto all'esercizio precedente riguardano principalmente le minori sopravvenienze attive.

31. Spese commerciali, amministrative e altri oneri

La ripartizione della voce è la seguente:

2019 2018
Pubblicità 7.008 9.032
Costi del personale comm./amm. 19.494 19.785
Ammortamenti comm./amm. 2.362 2.252
Svalutazioni IAS 36 0 9.596
Compensi Amministratori e Sindaci 433 461
Viaggi personale comm./amm. 1.059 1.101
Consulenze e spese legali 1.612 1.716
Canoni di locazione 127 1.378
Imposte e tasse diverse 705 659
Perdite/svalutazioni su crediti 135 89
Manutenzioni 534 555
Postelegrafoniche 367 374
Cancelleria 42 55
Altre spese 2.175 2.500
Totale 36.053 49.553

Le spese commerciali e amministrative evidenziano un decremento di 13.500 migliaia di Euro, di cui 9.596 migliaia di Euro relativi alla svalutazione delle attività immateriali quali marchi, software e avviamenti, avvenuta nell'esercizio precedente a seguito dell'effettuazione del test di impairment IAS 36.

Gli altri scostamenti più significativi rispetto all'esercizio precedente riguardano la spesa pubblicitaria (in diminuzione di 2.024 migliaia di Euro), i costi del personale commerciale e amministrativo (in decremento di 291 migliaia di Euro) e le altre spese (in decremento di 325 migliaia di Euro).

L'effetto derivante dall'applicazione del principio contabile IFRS 16 su questa voce è pari a minori canoni di locazione per 1.285 migliaia di Euro e a maggiori ammortamenti relativi al diritto di utilizzo per 1.243 migliaia di Euro.

Le altre voci evidenziano generalmente valori in linea con lo stesso periodo dell'esercizio precedente.

32. Costi di ristrutturazione

La voce è pari a 1.213 migliaia di Euro e si riferisce per 324 migliaia di Euro ai costi sostenuti dalla Capogruppo in relazione al programma di riorganizzazione della struttura aziendale della divisione Perofil di Bergamo; per 190 migliaia all'accantonamento al fondo ristrutturazione dei costi associati alla riorganizzazione della struttura commerciale e marketing della Capogruppo avvenuta a fine esercizio; e per 699 migliaia di Euro all'accantonamento al fondo ristrutturazione dei costi che la controllata francese dovrà sostenere prevalentemente per la chiusura di tre punti vendita diretti.

33. Svalutazioni/ripristini di valore di attività non correnti

Non si rilevano svalutazioni del valore di attività correnti nell'esercizio 2019. Nell'esercizio precedente, la voce, pari a 90 migliaia di Euro, si riferisce alla svalutazione del key money relativo all'apertura del negozio ad insegna Le Bourget a Saint Etienne, al fine di allinearlo con il suo presumibile valore di realizzo.

34. Altri oneri finanziari netti

La ripartizione della voce è la seguente:

2019 2018
Interessi passivi di conto corrente (9) (6)
Interessi passivi su mutui (97) (118)
Interessi passivi su altri finanziamenti (6) (1)
Altri interessi e oneri passivi (204) (165)
Interessi attivi di conto corrente 33 95
Altri interessi attivi 37 33
Differenze cambio (38) 257
Interest cost (77) (90)
Totale (361) 5

La voce comprende, oltre agli interessi relativi ai rapporti bancari, anche le differenze cambio e la componente finanziaria del TFR. Nel periodo in esame si rileva un incremento di 366 migliaia di Euro rispetto all'anno precedente, principalmente attribuibile alle minori differenze cambio positive rilevate e ai maggiori interessi passivi.

La voce 'Altri interessi e oneri passivi' si riferisce, tra gli altri, agli oneri e proventi connessi agli strumenti derivati di copertura dei cambi e dei tassi, inclusa la già citata valutazione al fair value dei derivati su tassi. L'imputazione a conto economico di tali valutazioni costituiscono un onere di 34 migliaia di Euro per il 2019, mentre per il 2018 si registrava un onere di 26 migliaia di Euro.

La voce 'Interest cost' si riferisce agli oneri finanziari relativi al TFR determinato secondo la metodologia attuariale.

35. Imposte sul reddito

Le imposte sul reddito ammontano a 1.806 migliaia di Euro, rispetto a 1.249 migliaia di Euro del 2018.

Le imposte correnti sul reddito del periodo sono state calcolate sulla base delle vigenti aliquote fiscali, dopo aver apportato le necessarie variazioni in aumento ed in diminuzione al risultato del periodo.

Le imposte correnti ammontano a 1.878 migliaia di Euro e derivano dalla controllata francese (1.386 migliaia di Euro nel 2018).

Per ciò che riguarda la Capogruppo, non vi sono imposte correnti nell'esercizio 2019 e nel 2018, in quanto sia l'imponibile IRES che IRAP risultano negativi.

Le imposte differite del Gruppo presentano un saldo negativo pari a 73 migliaia di Euro. Per la controllata francese si riferiscono prevalentemente all'effetto di rientri di stanziamenti di esercizi precedenti e a stanziamenti di imposte anticipate su accantonamenti a fondi del passivo a deducibilità differita. Si evidenzia invece che la Capogruppo, per il principio della prudenza, in considerazione della situazione attuale e degli scenari ad oggi non prevedibili, ha deciso prudenzialmente di stornare le imposte differite iscritte in bilancio.

36. ALTRE INFORMAZIONI

Per completezza d'informativa si fornisce di seguito il valore complessivo del costo del personale e degli ammortamenti, esposti nel prospetto di conto economico secondo il criterio della destinazione.

Costo del personale

Di seguito vengono forniti i costi sostenuti in via continuativa che direttamente riguardano il personale dipendente:

2019 2018
Costo del personale industriale 11.776 12.264
Costo del personale non industriale 22.522 22.624
Totale 34.298 34.888

I costi del personale sono in decremento di 590 migliaia di Euro. Il personale nel corso dell'esercizio si è così movimentato:

31/12/18 Assunzioni Dimissioni 31/12/19 Media
- Dirigenti 13 0 (1) 12 13
- Quadri 86 8 (11) 83 84
- Impiegati 370 128 (156) 342 356
- Operai 271 48 (52) 267 269
Totale 740 184 (220) 704 722

L'indicazione del numero dei dipendenti si intende full time equivalent.

Si precisa che le voci assunzioni/dimissioni comprendono anche passaggi interni di categoria.

Ammortamenti

La ripartizione della voce è la seguente:

2019 2018
-fabbricati 498 502
-macchinari e impianti 567 585
-attrezzature 328 321
-altri beni 698 725
Totale amm. imm. Materiali 2.091 2.133
-software 135 380
-marchi e licenze 0 873
-diritto d'uso IFRS 16 1.675 0
Totale amm. imm. Immateriali 1.810 1.253
Totale ammortamenti 3.901 3.386

Principali rischi ai quali il Gruppo è esposto

Il Gruppo è esposto ai rischi finanziari connessi alla sua operatività:

  • rischio di credito, principalmente in relazione ai normali rapporti commerciali con clienti;

  • rischio di liquidità, con particolare riferimento alla disponibilità di risorse finanziarie e all'accesso al mercato del credito e degli strumenti finanziari in generale;

  • rischi di mercato (principalmente relativi ai tassi di cambio e di interesse), derivanti principalmente dalla variazione dei tassi di interesse sui finanziamenti a medio-lungo e da variazioni del cambio Euro/Dollaro a fronte di pagamenti derivanti da acquisti di merci in dollari.

Il Gruppo monitora costantemente i rischi finanziari a cui è esposto, in modo da valutarne anticipatamente i potenziali effetti negativi ed intraprendere le opportune azioni per mitigarli.

La seguente sezione fornisce indicazioni sull'incidenza di tali rischi sul Gruppo.

Rischio di credito

Il rischio di credito è il rischio che una controparte non adempia ai propri obblighi legati ad uno strumento finanziario o ad un contratto commerciale, portando quindi ad una perdita finanziaria. Il Gruppo è esposto al rischio di credito derivante dalle attività operative, soprattutto crediti commerciali e note di credito.

Il rischio di credito commerciale è gestito secondo la politica stabilita dal Gruppo e secondo le procedure e i controlli stabiliti per la gestione del rischio di credito. Tali procedure prevedono una valutazione preliminare della capacità di credito dei clienti, la fissazione di limiti di fido nonché procedure specifiche di monitoraggio e recupero dei crediti.

Alla data di ogni bilancio viene svolta un'analisi e sono suscettibili di svalutazione individuale le posizioni, se singolarmente significative, per le quali si rileva un'oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale. L'ammontare della svalutazione tiene conto di una stima dei flussi recuperabili e della relativa data di incasso, degli oneri e spese di recupero futuri. A fronte di crediti che non sono oggetto di svalutazione individuale vengono effettuati opportuni accantonamenti, tenuto conto dell'esperienza storica e dei dati statistici.

Al 31 dicembre 2019 i Crediti commerciali e i Crediti finanziari, crediti vari e altre attività, pari a complessivi a 26.593 migliaia di Euro (26.949 migliaia di Euro al 31 dicembre 2018), includono 660 migliaia di Euro (608 migliaia di Euro al 31 dicembre 2018) relativi a crediti oggetto di svalutazione; sull'importo residuo l'ammontare a scadere e scaduto da meno di un mese è pari a 24.020 migliaia di Euro (23.426 migliaia di Euro al 31 dicembre 2018), mentre quello scaduto da oltre un mese è pari a 2.573 migliaia di Euro (3.523 migliaia di Euro al 31 dicembre 2018).

E' ragionevole attendersi un deterioramento della qualità dei crediti commerciali del Gruppo a causa degli effetti della crisi Covid-19.

Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità si può manifestare per l'incapacità di reperire, ad adeguate condizioni economiche, le risorse finanziarie necessarie per l'operatività. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità del Gruppo sono da una parte le risorse generate e assorbite dalle attività operative e di investimento, dall'altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito e le condizioni di mercato.

Il Gruppo monitora costantemente il rischio di una carenza di liquidità mediante la pianificazione prospettica della liquidità con l'obiettivo di mantenere un equilibrio tra continuità nella disponibilità dei fondi e flessibilità e diversificazione degli strumenti di reperimento delle risorse finanziarie, quali scoperti e prestiti bancari.

I fondi e le linee di credito attualmente disponibili consentirebbero di soddisfare i fabbisogni aziendali; tuttavia i possibili impatti negativi sulla liquidità del Gruppo causati dagli effetti sui flussi di cassa prodotti dalle ripercussioni a livello di business della pandemia legata al COVID-19, verranno attentamente e costantemente monitorati; in tale contesto il Gruppo sta valutando di fare ricorso alle forme di sostegno alla liquidità aziendale previste dalle recenti disposizioni governative.

Un eventuale inasprimento della politica del credito da parte del sistema bancario avrebbe un impatto negativo sull'accesso a nuovi finanziamenti oppure il loro ottenimento potrebbe comportare un costo maggiore.

Rischio di mercato

Il rischio di mercato è il rischio che il fair value dei flussi di cassa futuri di uno strumento finanziario si modificherà a causa delle variazioni nel prezzo di mercato. Il prezzo di mercato comprende tre tipologie di rischio: il rischio di tasso, il rischio di valuta e altri rischi di prezzo, come, ad esempio, il rischio di prezzo sui titoli rappresentativi di capitale (equity risk) ed il rischio di prezzo delle commodity. Gli strumenti finanziari toccati dal rischio di mercato includono prestiti e finanziamenti, depositi, partecipazioni disponibili per la vendita e strumenti finanziari derivati.

Rischio di cambio

Il rischio di cambio è il rischio che il fair value o i flussi di cassa futuri di un'esposizione si modifichino a seguito di variazioni dei tassi di cambio.

L'esposizione del Gruppo al rischio di variazioni dei tassi di cambio si riferisce principalmente alle attività operative del Gruppo ed è collegata soprattutto all'attività produttiva in outsourcing del Far East con acquisiti denominati in dollari e alle vendite in paesi con valuta diversa dall'Euro. Operando principalmente in paesi appartenenti all'area dell'Euro, il Gruppo non è significativamente soggetto a rischi derivanti dalla variazione dei tassi di cambio, che possono influire sul suo risultato economico e sul patrimonio netto.

Il Gruppo gestisce il proprio rischio di cambio valutario coprendo le operazioni che ci si attende avvengano entro un periodo massimo di 12 mesi per le coperture di acquisiti stimati in dollari.

Quando i derivati sono sottoscritti a scopo di copertura, il Gruppo negozia i termini di questi derivati in modo da farli collimare con i termini dell'esposizione coperta. Per quanto riguarda le coperture delle operazioni attese i derivati coprono il periodo di esposizione dal momento in cui i flussi di cassa delle operazioni sono attesi al momento del pagamento del risultante debito denominato in valuta estera.

Rischio di tasso di interesse

Il rischio di tasso di interesse è il rischio che il fair value o i flussi di cassa futuri di uno strumento finanziario si modificheranno a causa delle variazioni nei tassi di interesse di mercato. L'esposizione del Gruppo al rischio di variazioni nei tassi di interesse di mercato è correlata in prima istanza all'indebitamento di lungo periodo con tasso di interesse variabile.

Il Gruppo gestisce il proprio rischio di tasso attraverso un portafoglio bilanciato di finanziamenti a tassi di interesse fissi e variabili

Al 31 dicembre 2019 la Capogruppo ha in essere contratti derivati sui tassi di interesse, collegati a finanziamenti a medio-lungo termine, finalizzati alla copertura del rischio di fluttuazione degli stessi. Con riferimento in particolare ai rischi finanziari, nella tabella sottostante si riassume il profilo di scadenza delle passività finanziarie del Gruppo sulla base di pagamenti contrattuali non attualizzati. Si rileva che tali ammontari differiscono da quelli della tabella alla nota 17 in quanto includono gli interessi passivi.

31/12/19 31/12/18
Debiti verso banche a breve (entro 1 anno) 6.160 333
Mutui scadenti entro 1 anno 4.977 6.933
Mutui scadenti da 1 a 5 anni 4.886 9.839
Mutui scadenti oltre 5 anni 0 0
Totale 16.023 17.105

Informazioni art.1 comma 125 della legge 124/2017

In ottemperanza agli adempimenti di trasparenza e pubblicità previsti ai sensi della Legge n. 124 del 4 agosto 2017 articolo 1 commi 125-129 (come sostituito dall'art. 35 del D.L. n. 34 del 30 aprile 2019) che ha imposto a carico delle imprese l'obbligo di indicare in nota integrativa "gli importi e le informazioni relativi a sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, agli stessi effettivamente erogati dalle pubbliche amministrazioni", si riportano di seguito gli estremi dei relativi importi:

Soggetto
erogante
Valore contributo
2019
Stato pratica Anno Data di
incasso/compe
nsazione
Riferimento normativo
Stato Italiano € 922.268 (importo
dedotto in
alternativa al cuneo
fiscale)
Determinato 2019 // IRAP per R&S – L.311/04 e
s.m.i. 2019
Stato Italiano € 156.509,73 per
aliquota IRES = €
37.562,34
Determinato 2019 Anno 2019 Iper ammortamento
Stato Italiano € 108.781,89 per
aliquota IRES = €
26.107,65
Determinato 2019 Anno 2019 Super Ammortamento
Stato Italiano € 54.299 Compensato 2018 16/12/2019 Credito di imposta per gli
investimenti pubblicitari
incrementali (Art. 57-bis del
D.L. n.50/2017, convertito
con modificazioni dalla
legge n.96/2017 e dalla legge
n. 172/2017 )
Stato Italiano € 1.925,00 Compensato 2019 16/10/2019 e
16/12/2019
Credito d'imposta per
l'acquisto o l'adattamento
degli strumenti mediante i
quali sono effettuate la
memorizzazione elettronica
e la trasmissione telematica
all'Agenzia delle entrate dei
dati dei corrispettivi
giornalieri - articolo 2,
comma 6-quinquies, del
decreto legislativo 5 agosto
2015, n. 127
Stato Italiano € 6.273,98 Compensato 2018/2019 2019 Benefici per il gasolio da
autotrazione (Carbon Tax)

CSEA – Cassa € 64.910 Erogato 2017 30/08/2019 Contributo energivori Anno
per i servizi 2017
energetici e
ambientali
CSEA – Cassa € 196.767 Compensato 2019 Anno 2019 in Contributo energivori Anno
per i servizi fattura 2019
energetici e
ambientali

37. TRANSAZIONI DERIVANTI DA OPERAZIONI ATIPICHE E/O INUSUALI

Ai sensi della Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso del 2018 il Gruppo non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa.

38. COMPENSI AMMINISTRATORI E SINDACI

I compensi spettanti agli amministratori e ai sindaci della CSP International Fashion Group S.p.A. anche nella altre imprese incluse nel consolidato sono pari rispettivamente a 376 e 58 migliaia di Euro.

39. OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ED EVENTI NON RICORRENTI

Come richiesto dalla comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, si riportano di seguito le informazioni relative all'incidenza degli eventi e delle operazioni significative non ricorrenti. Si segnala che nel 2019 si registrano 514 migliaia di Euro di costi non ricorrenti, relativi ai costi di ristrutturazione in relazione al programma di riorganizzazione della divisione Perofil di Bergamo e della struttura commerciale e marketing della Capogruppo e 699 migliaia di Euro di costi di ristrutturazione che la controllata francese dovrà sostenere per la chiusura di tre punti vendita diretti.

Termini e condizioni delle operazioni con parti correlate

Le vendite e gli acquisti con parti correlate sono effettuati con termini e condizioni equivalenti a quelle prevalenti in libere transazioni. I saldi aperti alla fine dell'esercizio non sono assicurati, non generano interessi e la regolazione avviene a pronti. Non sono state fornite, né sono state ricevute garanzie per i crediti e debiti contratti con parti correlate.

Si segnala che la Capogruppo ha in corso un contratto di affitto con soggetti riconducibili ai rappresentanti della famiglia Bertoni, azionista di riferimento, di un locale adibito a foresteria; tale contratto prevede un canone annuo complessivo di 5 migliaia di Euro, in linea con le condizioni di mercato.

40. VALUTAZIONE CONTINUITA' AZIENDALE

In relazione alla valutazione sulla continuità aziendale, si rimanda a quanto diffusamente esposto nella Relazione degli Amministratori.

41. EVENTI SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

In relazione agli eventi successivi alla chiusura dell'esercizio, si rimanda a quanto diffusamente esposto nella Relazione degli Amministratori.

Ceresara, 27 aprile 2020

La Presidente del Consiglio di Amministrazione Maria Grazia Bertoni

ALLEGATI

I presenti allegati contengono informazioni aggiuntive rispetto a quelle esposte nella Note Esplicative, della quale costituiscono parte integrante.

Tali informazioni sono contenute nei seguenti allegati:

    1. Prospetto di movimentazione delle immobilizzazioni finanziarie per l'esercizio 2019, 1a
    1. Prospetto delle attività per imposte anticipate e fondo imposte differite per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2019 e 2018
    1. Informazioni ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob
    1. Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell'art. 81-ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni

Allegato n. 1a

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI NEI CONTI DELLE IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE AL 31 DICEMBRE 2019

VALORI IN MIGLIAIA DI EURO

SITUAZIONE INIZIALE MOVIMENTI DELL'ESERCIZIO SITUAZIONE FINALE
IMMOBILIZZAZIONI COSTO SALDO SALDO DI CUI DI CUI
ORIGINARIO RIVALUT. SVALUTAZ. 31.12.18 INCREM. RICLASSIFIC. DECREM. RIVALUTAZ. SVALUTAZ. 31.12.19 RIVALUTAZ. SVALUTAZ.
PARTECIPAZIONI
ALTRE IMPRESE MINORI 14 (6) 8 8 (6)
TOTALE PARTECIPAZIONI 14 0 (6) 8 0 0 0 0 0 8 0 (6)

Allegato n. 2

Prospetto delle attività per imposte anticipate e fondo imposte differite per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2019 e 2018

Valori in migliaia di Euro

ATTIVITA' PER IMPOSTE ANTICIPATE 2019 2018
Imponibile aliquota imposta Imponibile aliquota imposta
FDO SVALUTAZIONE MAGAZZINO - - 2.671 24,00% 641
F.DO SVALUTAZIONE CREDITI E IMMOBILIZZ. - - 403 24,00% 97
AMMORTAM. NON DED. 80 28,00% 22 1.520 da 27,9/33,26% 430
ALTRI FONDI RISCHI - - 677 da 24 a 27,90% 202
FDO RISCHI PERSONALE E CONTENZIOSI 2.874 25,17% 724 2.638 da 25,68/27,90% 677
ALTRI MINORI 3.173 da 24 a 34,43% 888 3.184 da 24 a 34,43% 983
MARGINI SU MERCE INTERCOMPANY 450 da 5,5 a 34,43% 124 448 da 5,5 a 34,43% 124
PERDITE FISCALI PREGRESSE - - - -
6.577 1.758 11.541 3.154
FONDO IMPOSTE DIFFERITE 2019 2018
Imponibile aliquota imposta Imponibile aliquota imposta
PLUSVALENZE SU ALIENAZIONI CESPITI
STORNO AMMORTAMENTI IAS/IFRS
ALTRE MINORI
AMMORTAMENTO MARCHIO
(2.933)
(1.090)
(107)
-
25,30%
da 25,80 a 27,90%
30,86%
(742)
(286)
(33)
-
(3.185)
(5.563)
(85)
-
da 24 a 25,30%
da 24 a 27,90%
33,26%
(802)
(1.591)
(28)
-
(4.130) (1.061) (8.833) (2.421)
SALDO NETTO 697 733

Allegato n. 3

Informazioni ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob

Il seguente prospetto, redatto ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob, evidenzia i corrispettivi relativi al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2019 per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione.

(In migliaia di Euro)

Soggetto erogante Corrispettivi
2019
Revisione
contabile
PricewaterhouseCoopers S.p.A. 62
PricewaterhouseCoopers Audit, SA 53
Altri servizi 0

  • -
    -

-

-

-

RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE AL BILANCIO CONSOLIDATO DI GRUPPO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2019 REDATTO DALLA SOCIETA' "CSP INTERNATIONAL FASHION GROUP S.p.A."

Signori Azionisti,

il bilancio consolidato dell'esercizio chiuso alla data del 31 dicembre 2019, messo a Vostra disposizione unitamente alla relazione sull'andamento gestionale del Gruppo, è stato redatto dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo "CSP International Fashion Group S.p.A." in conformità agli International Financial Reporting Standards (IFRS) adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38. Il Collegio ha preso conoscenza delle disposizioni impartite dalla Società alle società controllate ai sensi dell'articolo 114, comma 2, del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58, ritenendole adeguate al fine di adempiere agli obblighi di comunicazione previsti dalla legge.

Relativamente all'area di consolidamento, ricordiamo che la stessa si è così delineata a seguito:

  • (i) dell'acquisizione ad inizio del 2015 della società di diritto tedesco "OROBLU Germany GmbH" (controllata al 100%);
  • (ii) della fusione delle società di diritto francese controllate direttamente e indirettamente, con incorporazione di "Le Bourget S.A." e "Textiles Well S.A." in "CSP Paris Fashion Group S.A.S." (controllata al 100%) con effetto dal 1° gennaio 2014;
  • (iii) della costituzione nel corso del 2009 della società di diritto statunitense "Oroblu USA LLC" da parte della Capogruppo (98%) e della controllata "Le Bourget S.A." (2%, oggi detenuto da "CSP Paris Fashion Group S.A.S.").

I controlli eseguiti hanno consentito di accertare la rispondenza delle procedure applicate alle vigenti normative. La struttura del bilancio consolidato è quindi da ritenersi tecnicamente corretta e, nell'insieme, conforme alla specifica disciplina in materia.

Il bilancio consolidato è stato oggetto di revisione legale da parte della Società di Revisione "PricewaterhouseCoopers S.p.A.", la quale, nella propria relazione rilasciata in data odierna ai sensi dell'articolo 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010 n. 39 e dell'articolo 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014, non ha formulato rilievi, attestando che il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria, del risultato economico e dei flussi di cassa del Gruppo CSP per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2019, in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, e che la relazione degli Amministratori sulla gestione ed alcune specifiche informazioni contenute della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari, indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58, sono coerenti con il bilancio consolidato di Gruppo e sono redatte in conformità alle norme di legge.

La Società di Revisione ha identificato, quali aspetti chiave della revisione contabile, (i) la recuperabilità del valore delle attività immateriali, e (ii) la recuperabilità del valore delle immobilizzazioni materiali e, segnatamente, della categoria "Terreni e fabbricati" della capogruppo (valore di iscrizione in bilancio 8.272 Euro/migliaia).

Per quanto concerne gli esiti del test di impairment, condotto al fine della determinazione del valore recuperabile delle attività immateriali, il Collegio rinvia alle informazioni fornite dagli Amministratori nella propria relazione e nelle note esplicative al bilancio di esercizio e dalla Società di Revisione nella propria relazione al bilancio consolidato rilasciata in data odierna.

La relazione degli Amministratori sull'andamento gestionale del Gruppo espone i fatti di rilievo che hanno interessato il Gruppo nel corso dell'esercizio, illustra in modo adeguato la situazione economica, patrimoniale e finanziaria nonché l'andamento della gestione nel corso dell'esercizio e fornisce i dati significativi concernenti le società rientranti nell'area di consolidamento, riferendo sull'andamento economico delle società operative e sulle operazioni con parti correlate. Il Collegio richiama, in particolare, l'attenzione sulla rilevanza degli effetti dell'epidemia da Covid-19 relativamente ai principali rischi ed incertezze ai quali la capogruppo ed il Gruppo sono esposti, agli eventi di particolare rilievo intervenuti successivamente alla chiusura dell'esercizio e all'evoluzione prevedibile della gestione, indicati dagli Amministratori nella propria relazione.

La Dichiarazione consolidata non finanziaria per l'anno 2019, redatta ai sensi del D. Lgs. 30 dicembre 2016 n. 254 e della Delibera Consob n. 20267 del 18 gennaio 2018, è stata oggetto di revisione da parte della Società di Revisione "PricewaterhouseCoopers S.p.A.", la quale, nella propria relazione rilasciata in data odierna, non ha ravvisato elementi che facciano ritenere che la Dichiarazione consolidata non finanziaria del Gruppo CSP relativa all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2019 non sia stata redatta, in tutti gli aspetti significativi, in conformità a quanto richiesto dagli articoli 3 e 4 del D. Lgs. 30 dicembre 2016 n. 254 e dai GRI Standards.

Abbiamo verificato che le azioni deliberate e poste in essere dalla società Capogruppo, tali da coinvolgere le società controllate, fossero assunte in modo conforme alla legge, comunicate e portate a conoscenza delle società controllate in modo adeguato.

A completamento della presente relazione, rinviando alla relazione predisposta da questo Collegio Sindacale con riferimento al bilancio di esercizio della società Capogruppo "CSP International Fashion Group S.p.A." nella quale sono riportate, con riferimento a tale società, tutte le informazioni richieste dalla legge, invitiamo l'Assemblea degli Azionisti a tener conto del bilancio consolidato e di quanto lo correda ai fini informativi.

Mantova-Verona-Guidizzolo, 29 aprile 2020

IL COLLEGIO SINDACALE

GUIDO TESCAROLI Presidente
CAMILLA TANTINI Sindaco Effettivo
MARCO MONTESANO Sindaco Effettivo

Il documento è firmato digitalmente e sostituisce il documento cartaceo e la firma autografa.

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