Annual Report • Jun 22, 2018
Annual Report
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GRUPPO CSP
| Presidente e Amministratore delegato | Francesco | BERTONI (*) |
|---|---|---|
| Vice Presidente e Amministratore delegato | Maria Grazia | BERTONI (*) |
| Amministratore delegato | Carlo | BERTONI (*) |
| Amministratore Amministratore indipendente |
Giorgio Umberto |
BARDINI LERCARI |
| Presidente | Silvia | LOCATELLI |
|---|---|---|
| Sindaci effettivi | Marco Guido |
MONTESANO TESCAROLI |
| Sindaci supplenti | Antonio Vanna |
PAVESI STRACCIARI |
EY S.p.A.
(*) Note sull'esercizio dei poteri: con attribuzione di specifiche deleghe per l'ordinaria e straordinaria amministrazione, fatte salve le limitazioni previste per legge, statuto o deliberazione consiliare.
Per facilitare la comprensione dei propri dati economici e patrimoniali, CSP utilizza alcuni indicatori di larga diffusione, seppure non previsti dagli IAS/IFRS.
In particolare, nel conto economico sono evidenziati i seguenti indicatori/risultati intermedi: Margine industriale, Margine commerciale lordo e Risultato operativo (EBIT), derivanti dalla somma algebrica delle voci che li precedono. A livello patrimoniale considerazioni analoghe valgono per l'indebitamento finanziario netto, le cui componenti sono dettagliate nella specifica sezione delle Note Esplicative.
Le definizioni degli indicatori utilizzati dalla Società, in quanto non riconducibili ai principi contabili di riferimento, potrebbero non essere omogenee con quelle adottate da altre Società e non essere quindi comparabili.
Si segnala che nel perimetro di consolidamento sono stati inclusi i risultati di Perofil Fashion S.r.l. (di seguito Perofil), la cui acquisizione è stata perfezionata nel mese di maggio 2017. Le componenti economiche includono quindi i risultati della neoacquisita Perofil a partire dal 10 maggio.
Riportiamo i dati di sintesi dell'anno 2017, espressi in valore assoluto e in percentuale sul fatturato, confrontati con l'anno precedente.
L'esercizio 2017 è stato ancora una volta caratterizzato da un contesto economico non facile e da consumi incerti e volatili nei principali mercati di riferimento.
Il dato di fatturato consolidato è il risultato di un andamento particolarmente sfavorevole del mercato francese, dove si è registrato un calo dei consumi dell'11,6% a quantità e dell'11,1% a valore (fonte GFK, Grande Distribuzione, calzetteria), controbilanciato dall'inserimento nel perimetro di consolidamento della controllata Perofil, a partire dal 10 maggio 2017, quale risultato della politica di crescita per via esterna perseguita dal Gruppo.
Il confronto con l'esercizio 2016 va quindi analizzato tenendo conto dell'apporto della neo-acquisita, così da comprendere le consuete determinanti a livello di Marchio, Merceologia e Paese.
I risultati dell'intero esercizio risentono di una contrazione di circa un punto percentuale a livello di marginalità industriale.
L'EBIT del Gruppo è stato pari a 3,1 milioni di Euro, che si confronta con i 4,4 milioni del 2016, e beneficia principalmente di una riduzione dei contributi promozionali legati al fatturato della Grande Distribuzione.
Il risultato pre-tasse risente inoltre del completamento della ristrutturazione relativa al personale della Capogruppo per circa 0,4 milioni di Euro.
L'esercizio 2017 beneficia di componenti fiscali favorevoli connesse alla controllata francese ed alla neoacquisita Perofil, che consentono di realizzare un utile netto pari a 1 milione di Euro, che al netto dei costi di ristrutturazione, non è distante da quello dell'esercizio precedente.
La posizione finanziaria netta si attesta sui 5,6 milioni di Euro di cassa, in decremento rispetto ai 13,9 milioni di Euro dell'esercizio precedente, a seguito dell'acquisizione della controllata Perofil.
Per l'Italia i dati si riferiscono al comparto della grande distribuzione che rappresenta circa un terzo del mercato totale della calzetteria. Per l'anno terminante a dicembre 2017 (fonte IRI), il mercato della calzetteria registra i seguenti andamenti, rispetto all'anno terminante a dicembre 2016:
I comparti dell'intimo, sempre nel canale della grande distribuzione (fonte IRI), in Italia registrano i seguenti andamenti per l'anno terminante a dicembre 2017:
I consumi di calzetteria nel canale grande distribuzione in Francia, nell'anno terminante a dicembre 2017, hanno mostrato i seguenti dati, rispetto al 2016 (fonte GFK):
I consumi dell'intimo femminile nel canale della grande distribuzione in Francia registrano i seguenti dati rispetto al 2016 (fonte GFK):
Il prospetto di seguito evidenzia i risultati della gestione:
| (in milioni di Euro) | 2017 | 2016 | ||
|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 127,33 | 100,0% | 126,25 | 100,0% |
| Costo del venduto | (67,21) | -52,8% | (65,28) | -51,7% |
| Margine Industriale | 60,12 | 47,2% | 60,97 | 48,3% |
| Spese dirette di vendita | (10,83) | -8,5% | (9,90) | -7,8% |
| Margine commerciale lordo | 49,29 | 38,7% | 51,07 | 40,5% |
| Spese commerciali e amministrative | (47,10) | -37,0% | (47,80) | -37,9% |
| Altri ricavi operativi netti | 1,37 | 1,1% | 1,32 | 1,0% |
| Costi di ristrutturazione | (0,44) | -0,3% | (0,16) | -0,1% |
| Risultato operativo | 3,12 | 2,5% | 4,43 | 3,5% |
| Oneri finanziari netti | (0,59) | -0,5% | (0,17) | -0,1% |
| Risultato prima delle imposte | 2,53 | 2,0% | 4,26 | 3,4% |
| Imposte sul reddito | (1,53) | -1,2% | (2,65) | -2,1% |
| Utile (perdita) netto del Gruppo | 1,00 | 0,8% | 1,61 | 1,3% |
| EBITDA | 6,31 | 5,0% | 7,16 | 5,7% |
3.1.1. Ricavi netti – I ricavi netti sono passati da 126,2 a 127,3 milioni di Euro con un incremento dello 0,9% rispetto all'esercizio precedente.
I seguenti grafici illustrano pertanto la composizione dei ricavi per merceologia, per marca e per area geografica dell'esercizio 2017 confrontati con l'esercizio 2016.
Nel 2017 il fatturato della calzetteria ha registrato un decremento di 8,0 milioni di Euro (-8,8%) rispetto all'esercizio precedente; l'incidenza della merceologia sul fatturato totale è passata dal 72,0% al 65,2%. Il decremento è principalmente dovuto alla sensibile contrazione delle vendite sul mercato francese. Le vendite di corsetteria, che comprendono anche i costumi da bagno, passano da 24,2 a 26,9 milioni di Euro, registrando un aumento dell'11,1%.
I prodotti di maglieria e intimo hanno registrato nel periodo in esame una crescita del 57,2%, passando da 11,1 a 17,5 milioni di Euro di fatturato. L'incremento è dovuto principalmente al fatturato di Perofil, pari a 5,8 milioni per la merceologia intimo e maglieria.
Le vendite per marchio del periodo in esame hanno evidenziato un andamento positivo per i marchi Oroblù (+2,8%) e Lepel (+7,9%).
Well, che rappresenta il primo marchio per volumi di vendita del Gruppo, ha evidenziato un decremento delle vendite pari all'8,0%, passando da 51,2 milioni di Euro a 47,1 milioni di Euro di fatturato.
Le Bourget, l'altro marchio del Gruppo che opera sul mercato francese, ha registrato un decremento del 10,0%, passando da 26,8 a 24,1 milioni di fatturato. Anche le marche private sono passate da 5,9 a 5,4 milioni di Euro (-9,0%).
Sanpellegrino ha realizzato un fatturato di 5,6 milioni di Euro, in diminuzione del 9,5%, mentre il marchio Cagi è diminuito del 4,5%.
Le vendite del marchio Liberti sono rimaste invece in linea con l'esercizio precedente.
Il fatturato dei marchi di Perofil Fashion S.r.l., a partire dal 10 maggio 2017, è pari a 5,4 milioni di Euro per il marchio Perofil, a 1,4 milioni di Euro per il marchio Luna di Seta ed a 1 milione di Euro per il marchio Bikkembergs in licenza.
Per quanto riguarda i ricavi per area geografica, in Italia si registra un incremento del 22,1% rispetto al 2016, passando da 29,9 a 36,6 milioni di Euro di fatturato. In questa area i marchi di Perofil hanno rappresentato un valore di 6,7 milioni di Euro.
I ricavi in Francia, primo mercato per importanza nell'ambito del Gruppo, sono pari a 73,1 milioni di Euro ed evidenziano una decremento dell'8,9% rispetto all'esercizio precedente.
In Germania il fatturato registra un incremento del 18,5%, passando da 1,8 a 2,1 milioni di Euro.
Nell'Europa dell'Ovest il fatturato passa da 10,9 a 11,5 milioni di Euro (+5,7%), mentre nell'Europa dell'Est da 1,1 a 1,6 milioni di Euro (+41,7%).
Negli Stati Uniti i ricavi ammontano a 0,5 milioni di Euro (-13,2%), mentre nel resto del mondo si rileva un fatturato di 1,9 milioni di Euro, con un incremento del 16,4%.
3.1.2. Margine industriale – L'incidenza del margine industriale sui ricavi netti è pari al 47,2%, rispetto al 48,3% dell'esercizio precedente.
Il decremento di circa un punto percentuale del margine è dovuto principalmente alla diminuzione dei volumi di vendita e al diverso mix delle vendite.
3.1.3. Spese dirette di vendita – Le spese dirette di vendita sono leggermente incrementate passando da 9,9 a 10,8 milioni di Euro, mentre la loro incidenza sul fatturato netto passa dal 7,8% all'8,5%. L'incremento è dovuto principalmente ad una diversa ripartizione delle vendite nei rispettivi canali.
3.1.4. Spese commerciali e amministrative – Tali spese sono pari a 47,1 milioni di Euro, rispetto a 47,8 milioni di Euro dell'esercizio precedente. Il decremento è dovuto principalmente ai minori contributi promozionali legati al fatturato della Grande Distribuzione ed ai minori costi per consulenze, controbilanciato dall'incremento dei costi per personale amministrativo e commerciale relativi alla società Perofil.
L'incidenza dei costi e degli investimenti promo-pubblicitari sui ricavi netti del Gruppo passa dal 13,6% al 12,2%.
3.1.5. Altri ricavi (spese) operativi – Tale voce è pari a 1,4 milioni di Euro e si confronta con 1,3 milioni di Euro del 2016.
3.1.6. Costi di ristrutturazione – La voce, pari a 0,4 milioni di Euro, si riferisce ai costi di ristrutturazione sostenuti dalla Capogruppo in relazione al programma di riorganizzazione della struttura aziendale.
3.1.7. Risultato Operativo – Il risultato operativo al 31 dicembre 2017 è pari a 3,1 milioni di Euro (2,5% sui ricavi netti), rispetto a 4,4 milioni di Euro dell'esercizio precedente (3,5% sui ricavi netti 2016).
3.1.8. Oneri finanziari netti – Il risultato della gestione finanziaria è un onere che comprende, oltre agli interessi relativi ai rapporti bancari, anche le differenze cambio e la componente finanziaria del TFR. Nell'esercizio in esame si rileva un maggior onere rispetto all'anno precedente, attribuibile principalmente alle differenze cambio rilevate.
3.1.9. Imposte sul reddito – Le imposte sul reddito del 2017 ammontano a 1,5 milioni di Euro e si confrontano con 2,7 milioni di Euro dell'esercizio precedente.
Le imposte correnti del 2017 ammontano a 1,4 milioni di Euro, derivano totalmente dalla controllata francese e beneficiano di un effetto fiscale positivo non ricorrente pari a 0,6 milioni di Euro, relativo all'imposta sui dividendi.
Le imposte differite ammontano a 0,1 milioni di Euro.
La situazione patrimoniale riclassificata sintetica del Gruppo è riepilogata nella seguente tabella:
| 31 dicembre | 31 dicembre | |
|---|---|---|
| (in milioni di Euro) | 2017 | 2016 |
| Attività operative a breve | 66,85 | 65,30 |
| Passività operative a breve | (33,29) | (35,91) |
| Capitale circolante operativo netto | 33,56 | 29,39 |
| Partecipazioni | 0,01 | 0,01 |
| Altre attivita' non correnti | 4,15 | 4,56 |
| Immobilizzazioni materiali ed immateriali | 41,02 | 35,72 |
| CAPITALE INVESTITO | 78,74 | 69,68 |
| Altre passività a medio e lungo termine | (13,17) | (12,04) |
| CAPITALE INVESTITO NETTO | 65,57 | 57,64 |
| Indebitamento finanziario netto | (5,61) | (13,87) |
| Patrimonio netto | 71,18 | 71,51 |
| TOTALE | 65,57 | 57,64 |
3.2.1. Capitale circolante – Il capitale circolante operativo netto al 31 dicembre 2017 è pari a 33,6 milioni di Euro, in aumento di 4,2 milioni di Euro rispetto al 31 dicembre 2016. L'incremento è dovuto principalmente al consolidamento della società Perofil.
L'incidenza del capitale circolante operativo sul fatturato si attesta al 26,4%.
3.2.2. Capitale investito – Il capitale investito è passato da 69,7 a 78,7 milioni di Euro, principalmente per effetto dell'incremento delle immobilizzazioni derivanti dall'acquisizione della società Perofil.
3.2.3. Indebitamento finanziario – La posizione finanziaria netta, illustrata nella tabella seguente, è diminuita di 8,3 milioni di Euro rispetto al 31 dicembre 2016 ed evidenzia una situazione di cassa netta per 5,6 milioni di Euro.
L'evoluzione dei finanziamenti a medio-lungo termine è correlata alla sottoscrizione da parte della Capogruppo di nuovi mutui chirografari per 6,5 milioni di Euro, controbilanciata dall'estinzione anticipata della quota residua di 3 milioni di Euro di un precedente finanziamento e dal rimborso delle rate dei mutui in scadenza.
Alla fine dell'esercizio l'operazione di acquisizione della società Perofil ha comportato un esborso finanziario complessivo pari a 7,5 milioni di Euro.
La posizione finanziaria netta risulta così composta:
| (in milioni di Euro) | 31 dicembre 2017 |
31 dicembre 2016 |
|---|---|---|
| Debiti verso banche a breve | 2,95 | 0,00 |
| Quota a breve dei debiti a medio lungo termine | 5,83 | 4,91 |
| Cassa e banche attive | (25,63) | (32,58) |
| Indebitamento finanziario netto a breve | (16,85) | (27,67) |
| Finanziamenti a medio lungo termine al netto delle quote correnti |
11,24 | 13,80 |
| Indebitamento finanziario netto | (5,61) | (13,87) |
| (in migliaia di Euro) | Patrimonio netto al 31 dicembre 2017 |
Risultato netto al 31 dicembre 2017 |
Patrimonio netto al 31 dicembre 2016 |
Risultato netto al 31 dicembre 2016 |
|---|---|---|---|---|
| Bilancio CSP International Fashion Group S.p.A. | 54.716 | 1.309 | 54.717 | 888 |
| Patrimonio netto e risultato delle partecipazioni consolidate | 41.678 | 3.880 | 37.676 | 5.002 |
| Eliminazione del valore di carico delle partecipazioni consolidate | (33.963) | 0 | (29.004) | 0 |
| Rilevazione avviamento | 9.404 | 0 | 8.802 | 0 |
| Storno degli utili infragruppo inclusi nelle rimanenze di | ||||
| magazzino al netto dell'effetto fiscale | (440) | 132 | (572) | (57) |
| Dividendi percepiti da società del Gruppo | 0 | (4.207) | 0 | (4.207) |
| Altre minori | (219) | (109) | (108) | (11) |
| Bilancio consolidato Gruppo CSP | 71.176 | 1.005 | 71.511 | 1.615 |
Riportiamo la struttura attuale del Gruppo dopo l'acquisizione di Perofil Fashion S.r.l.:
Di seguito si forniscono i risultati delle società del Gruppo.
La Capogruppo ha realizzato un fatturato pari a 55,8 milioni di Euro, con un decremento del 4,9% rispetto al fatturato di 58,7 milioni di Euro del 2016.
Il fatturato, al netto delle vendite intercompany, è passato da 41,8 a 42,3 milioni di Euro, con un incremento del 1,2%.
La Capogruppo ha riportato, grazie anche ai dividendi di 4,2 milioni di Euro percepiti dalla controllata francese, un utile dopo le imposte pari a 1,3 milioni di Euro. Si confronta con un utile di 0,9 milioni del 2016. Tale incremento tiene conto del miglioramento del margine industriale e dei minori costi per consulenze (0,7 milioni di Euro) e per spese marketing (0,7 milioni di Euro).
La controllata, che opera prevalentemente sul mercato francese con i marchi Le Bourget e Well, ha registrato un fatturato di 75,0 milioni di Euro, in decremento del 9,2% rispetto all'esercizio precedente.
L'incidenza del margine industriale sui ricavi netti è passata dal 49,5% al 49,2%.
La Società ha conseguito un utile netto dopo le imposte di 4,1 milioni di Euro, rispetto ad un utile di 5,3 milioni di Euro del 2016.
La Perofil Fashion dal 10 maggio, data di acquisizione, al 31 dicembre 2017 ha realizzato un fatturato di 8 milioni di Euro, mentre il risultato netto presenta una perdita di 0,3 milioni di Euro.
Il fatturato della società tedesca risulta pari a 1,9 milioni di Euro, in crescita dell'8,7% rispetto al passato esercizio.
Il risultato netto finale riporta un utile di 53 mila Euro (che si confronta con una perdita di 300 mila Euro del 2016), grazie principalmente al miglior margine industriale ed al contenimento dei costi di struttura.
La società statunitense ha realizzato nel 2017 un fatturato di 492 migliaia di Euro, con un incremento del 3,1% rispetto al 2016 (+5,2% a tassi di cambio costanti).
Il risultato netto dell'esercizio è positivo per 30 mila Euro e si confronta con un utile di 39 mila Euro dell'esercizio precedente.
Nel 2017 CSP ha ridefinito la strategia dei brand della Capogruppo mettendo il consumatore al centro del proprio focus: è il consumatore a scegliere tra i nostri brand ed acquistare i nostri prodotti, per soddisfare bisogni ed esigenze in modo diverso dai competitors. Tutto ciò attraverso l'innovazione di prodotto, ma anche l'esperienza di acquisto in tutte le sue componenti, unitamente all'affiancamento della rete distributiva wholesale più evoluta.
Questo cambiamento di prospettiva ha portato ad una ridefinizione del posizionamento dei brand, ad un allineamento della strategia industriale a quella commerciale ed alla revisione delle politiche e dello spending promo/pubblicitario.
La fattibilità di questo importante progetto è stata analizzata valutando la presenza dei vari brand sia sul mercato italiano che su quello internazionale e nei diversi canali distributivi, al fine di evitare sovrapposizioni di prodotto e di marchio.
Nel corso del 2017 CSP ha sviluppato un marketing esperienziale, passando dal focus sul prodotto all'esperienza di consumo attraverso la ricerca degli attributi chiave del prodotto.
In questo contesto di mercato, che rimane difficile e altamente competitivo, con una domanda globale che fatica a riprendersi e le catene retail che acquisiscono progressivamente quote di mercato a scapito dei canali tradizionali, CSP ha proseguito nel suo sforzo economico sul core business e sui marchi propri, con focus primario su Oroblù, ritenuto il marchio con maggiore potenziale internazionale.
CSP prosegue con il processo di ottimizzazione della struttura di costo, attraverso la costante ricerca di miglioramenti di efficienza dei processi e sinergie infragruppo, al fine di minimizzare gli inevitabili effetti negativi derivanti da un minore assorbimento dei costi fissi per i comparti caratterizzati da fatturati in contrazione. Attraverso la recente acquisizione di Perofil si confida di poter raggiungere significativi risultati di medio-lungo termine, grazie al rafforzamento del know-how nell'ambito dell'intimo costruito e all'outsourcing collaudato ed affidabile sia in Italia che all'estero.
Il Gruppo sta perseguendo una strategia di consolidamento e sviluppo dei mercati già presidiati, puntando altresì alla ricerca di nuovi mercati dal potenziale ancora inespresso.
Rimane pertanto centrale lo sforzo aziendale finalizzato all'innovazione di prodotto, coerente all'identità e ai valori di ogni singolo brand. Si ritiene che proprio l'innovazione costituisca una delle leve fondamentali per superare la debolezza dei consumi, risvegliare l'interesse del trade e differenziarsi dai competitors, che spesso hanno nel prezzo l'unico argomento di approccio al mercato.
L'organizzazione produttiva è articolata secondo le seguenti linee:
Alla luce delle rinnovate strategie di brand, CSP conferma il proprio sforzo per lo sviluppo di prodotti innovativi e di promozione dei propri brand, con investimenti pubblicitari e promozionali rimodulati in considerazione delle diverse situazioni nei vari mercati.
Oroblù, che nel 2017 ha festeggiato i 30 anni di presenza sul mercato, ha avuto la massima priorità in termini di attenzione alle sue collezioni e di investimenti pubblicitari nell'ambito della Capogruppo.
La filosofia di Oroblù è quella di posizionarsi come "la cosmesi della gamba" e di tutto ciò che è a contatto con la pelle, per una donna elegante, moderna e cosmopolita. Le consumatrici hanno pertanto potuto conoscere e apprezzare non solo le sue collezioni di calzetteria, ma anche quelle di bodywear e beachwear, dallo stile italiano, ma con allure internazionale.
L'evento clou del 30° anniversario è stata l'organizzazione della mostra svoltasi a Milano "Tra Moda e Arte, 30th Anniversary Oroblù! The new Legwear Inspiration", che ha saputo coniugare la moda con l'arte, grazie alla collaborazione dell'artista/scultore Flavio Lucchini e del fotografo/poeta Giovanni Gastel, ed ha avuto l'apprezzamento di imprenditori, personaggi di spicco dell'arte, del design, della moda e dei direttori dei principali fashion magazine.
Gli scatti di Giovanni Gastel sono stati oggetto nel 2017 di campagne stampa sulle principali riviste di moda, che proseguiranno nel corso del 2018.
I siti di Oroblù sono stati unificati internazionalmente sotto oroblu.com e l'inglese è diventata la lingua ufficiale per i socials. In particolare i followers su facebook sono passati da 20.000 a oltre 100.000.
Il ciclo di prodotto di tutti i brand del Gruppo è stato ripensato con l'analisi degli articoli strategici per volumi e profittabilità. Le collezioni sono state ripensate valutando in termini di ispirazione, di proposte di outfit orientati a stili di vita e occasioni d'uso.
Infine, sono stati riscritti i processi in ottica di saving a partire dallo sviluppo e realizzazione dei campionari e organizzazione del business in funzione del merchandising da offrire ai consumatori.
Nel corso del 2017, grazie all'acquisizione di Perofil Fashion S.r.l., CSP International ha potuto completare la sua offerta nell'alto di gamma con il marchio maschile Perofil e con il brand femminile Luna di Seta.
Perofil sarà oggetto di un restyling già a partire dalla PE 2018, che coinvolgerà il marchio, le sue collezioni homewear e calze e con un ritorno in pubblicità dopo anni di assenza.
La distribuzione di Perofil, attualmente focalizzata sul mercato italiano, sarà ampliata nel prossimo triennio ai mercati internazionali, sfruttando il know how distributivo del Gruppo CSP.
Luna di Seta si posiziona come marchio di lingerie di lusso accessibile, grazie alla qualità delle materie prime e alle preziose lavorazioni, rivolta ad una consumatrice sofisticata.
Il brand e le sue collezioni saranno presentate al Salon International de la Lingerie e del beachwear di Parigi.
Per il marchio Bikkembergs, in licenza per intimo e beachwear maschile, è previsto un piano editoriale su quotidiani e magazine per valorizzare la collezione fashion PE 2018 e attraverso la struttura distributiva di CSP sfruttare a pieno le potenzialità di sviluppo della licenza in sinergia con le politiche di crescita perseguite dai titolari del Brand.
Al marchio Lepel è stata attribuita la brand strategy di "intimo comfort", con l'obiettivo di consolidare la clientela, ampliando la sua attrattività verso un target anche più giovanile, tramite un refresh del packaging, delle immagini e dei prodotti, con la proposta anche di articoli moda.
In quest'ottica si inserisce il lancio di Lepel Belseno Bellezza, con ferretto 3D Ergonomic e di un push up con un incrocio in tulle, rivolto ad una donna giovane e dinamica attenta alla propria femminilità.
Cagi ha voluto enfatizzare e valorizzare la storicità del marchio attraverso l'inserimento nel logo dell'anno di fondazione con l'obiettivo di comunicare che "dal 1925 vestiamo tutti i maschi".
Nel 2017 è stato lanciato un progetto di intimo di ispirazione sportiva chiamato "Sporty", realizzato in tessuti elasticizzati.
Grande attenzione è stata dedicata anche al rafforzamento della proposta homewear (con più appeal rispetto al comparto "pigiami") e ai prodotti slip e boxer.
Sanpellegrino è stato ridefinito con il claim "da sempre con le donne" e il suo progetto distributivo, grazie alla sua collezione "Made in Italy", alla suddivisione dei suoi prodotti per categorie di funzione e ad un packaging emozionale ed innovativo nel mondo della calzetteria, sarà oggetto di uno sviluppo nei mercati internazionali, che avrà i primi risultati verso la fine del 2018.
Nel 2017 il marchio Liberti ha presentato una collezione beachwear composta da bikini e costumi interi disponibili in coppe differenziate fino alla F dalla perfetta vestibilità, con relativi accessori fuori acqua coordinati.
In un mercato della calzetteria in calo dell'11,1% i nostri marchi Well e Le Bourget hanno mantenuto le loro quote di mercato, con un incremento dello 0,1% per Well e una posizione invariata per Le Bourget.
Le linee di collant best sellers dei due marchi: Elastivoile, Accord Parfait e Morphologie per Well e Voilance, Modacolors e Les Dessou Chics per Le Bourget hanno mantenuto le loro posizioni, ma sono soprattutto i due prodotti che presentano innovazioni nel comfort del cinturino in vita, « Freedom » e « Ceintures OH », che hanno assicurato la tenuta delle quote di mercato dei marchi.
Da notare che questa innovazione ha permesso a Well l'ottenimento del riconoscimento di "Prodotto dell'anno 2018" per la gamma Accord Parfait. Questo lancio è il risultato di 2 anni di ricerca ed è stato oggetto di 2 depositi di brevetto.
La difesa delle nostre quote di mercato è stata altresì effettuata grazie a un forte sostegno alle vendite tramite una scontistica concessa sulle linee più vendute e sui prodotti innovativi.
Con un incremento dello 0,5% nella lingerie, Well entra nella top 5 dei marchi di lingerie nel canale ipersupermercati, con una quota di mercato a valore del 6,2%. Inoltre il marchio ha ottenuto una crescita costante nel comparto delle parti basse (slip) e in quello delle taglie conformate, con la gamma Form.
Con un aumento costante del suo fatturato e una distribuzione che raggiunge i 1.400 clienti, lo skinwear Le Bourget rappresenta un brillante risultato nella strategia di globalizzazione del marchio.
Si segnala anche la rapida diffusione di calzini in fibra naturale Le Bourget che nel loro segmento di mercato hanno raggiunto una distribuzione di oltre 1.000 punti di vendita.
Malgrado un mercato difficile, Well e Le Bourget sono rimaste molto attive nella comunicazione.
Le campagne istituzionali di Well e Le Bourget hanno di volta in volta rafforzato il posizionamento di marchio e lo sviluppo di nuovi segmenti nella lingerie e nel bodywear.
Per la prima volta i due marchi hanno altresì aumentato la loro comunicazione digitale, alimentando i contenuti e il dialogo con la community.
Nel corso del 2017 CSP ha profuso il massimo sforzo per reagire alle non favorevoli condizioni di mercato ed alla considerevole contrazione dei consumi sul mercato francese attraverso le seguenti linee guida:
b) diversificazione merceologica nell'underwear, nel beachwear e nel bodywear attraverso la crescita per vie esterne con l'acquisizione di Perofil;
c) attento controllo e contenimento dei costi operativi;
In particolare, riteniamo ci siano elementi del nostro mix gestionale che devono restare centrali, tra i quali:
Anche nel corso del 2017 si è confermato l'impegno della Capogruppo nello svolgimento di attività di ricerca e sviluppo per innovazione tecnologica nell'ambito di progetti ritenuti particolarmente innovativi, svolti negli stabilimenti di Ceresara e Carpi:
| Sanpellegrino | Oroblù | Lepel | Liberti | Le Bourget |
Well | Cagi | Perofil | Luna di Seta |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ingrosso | ✓ | ✓ | ✓ | ||||||
| Grande Distribuzione |
✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ||||
| Department Stores |
✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | |||
| Dettaglio | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | |
| E-commerce | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ |
| Negozi monomarca |
✓ | ✓ | ✓ | ✓ |
Riepiloghiamo nella seguente tabella i marchi di proprietà con i relativi canali di vendita:
Dal 2013 CSP International ha attivato un portale di vendite on line per i propri marchi, il sito www.MyBoutique.it, dove si possono acquistare comodamente da casa le collezioni dei brand Cagi, Lepel, Sanpellegrino e Liberti.
Il marchio Oroblù dispone del sito e-commerce www.oroblu.com in tre lingue e in tre valute.
Con l'acquisizione di Perofil, CSP ha deciso di rinnovare, consentendo la vendita in tutta Europa e non solo in Italia, l'attuale sito e-commerce www.perofil.it e di avviare le vendite online del marchio Luna di Seta, attraverso il sito www.lunadiseta.com
Anche CSP Paris ha già da alcuni anni attivi due siti per le vendite on line: www.lebourget.com e www.well.fr.
Il Gruppo CSP opera in Italia e nel mondo su più canali attraverso un'articolata struttura distributiva, qui riassunta:
Le Azioni proprie al 31 dicembre 2017 sono costituite da n. 1.000.000 azioni ordinarie acquistate per un costo complessivo di 888 migliaia di Euro; nell'esercizio in esame non sono state acquistate azioni proprie.
Le condizioni di compravendita sono state deliberate dall'Assemblea degli azionisti del 28 aprile 2017 con l'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie sui mercati regolamentati secondo le seguenti modalità:
Si informa altresì che nel caso in cui si procedesse all'alienazione delle azioni, le modalità di rivendita sarebbero le seguenti:
Alla data dell'odierno Consiglio di Amministrazione non vi sono state variazioni rispetto al 31 dicembre 2017.
Si segnala inoltre che il Consiglio di Amministrazione della Società richiederà all'Assemblea dei soci del 22 giugno 2018 di rinnovare l'autorizzazione all'acquisto e all'eventuale rivendita delle azioni proprie.
Per quanto concerne le operazioni effettuate con parti correlate, ivi comprese le operazioni infragruppo, si precisa che le stesse non sono qualificabili né come atipiche né come inusuali, rientrando nel normale corso di attività delle società del Gruppo. Dette operazioni sono regolate a condizioni di mercato, tenuto conto delle caratteristiche dei beni e dei servizi prestati. Come previsto dal combinato disposto degli articoli 6 e 7 dell'apposita procedura per le operazioni con parti correlate approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 1 dicembre 2010, tutte le operazioni con le parti correlate (prevalentemente costituite dalle società controllate) sono concluse a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard.
Le informazioni sui rapporti con parti correlate, ivi incluse quelle richieste dalla Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, sono presentate nella Nota 37 sia del Bilancio consolidato che del Bilancio d'esercizio.
Il Consiglio di Amministrazione ha approvato la Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari per l'esercizio 2017 e la Relazione sulla remunerazione prevista dall'art. 123-ter del D. Lgs. 58/98, che sarà sottoposta ad approvazione dell'Assemblea.
Come richiesto dalla normativa Consob, le informazioni in oggetto sono contenute nello schema 7 ter della relazione sulla remunerazione.
Il Gruppo è consapevole delle sfide e delle opportunità che il mercato impone e della necessità di compiere scelte in linea con i principi di sviluppo sostenibile e tutela della sicurezza dei propri lavoratori. Ritiene pertanto di fondamentale importanza disporre di un sistema organizzativo che permetta di armonizzare e tenere sotto controllo i propri processi e la raccolta delle informazioni da essi derivanti. Il Gruppo si è impegnato pertanto a definire e mantenere attivo un sistema di gestione integrato ambiente e sicurezza, finalizzato ad assicurare il miglioramento continuo dei processi, delle prestazioni ambientali e della gestione della salute e sicurezza dei lavoratori, nonché il soddisfacimento di tutte le parti interessate, la prevenzione dell'inquinamento ambientale, degli infortuni e delle malattie professionali.
La Capogruppo ha quindi implementato, nel corso dell'anno 2014, un Sistema di Gestione Integrato per l'Ambiente e la Sicurezza dei lavoratori, in grado di:
• consentire un completo monitoraggio degli aspetti ambientali più significativi, stabilire obiettivi di miglioramento nonché verificarne il raggiungimento;
• applicare, in modo più efficace ed efficiente, le prescrizioni previste dal D.Lgs. 81/08 e dall'altra normativa cogente in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori, puntando contestualmente ad un miglioramento continuo dei processi e dei risultati in tale ambito.
Il sistema di gestione è stato certificato a fine 2014 da una Società di certificazione terza, con riferimento agli standard internazionali UNI EN ISO 14001:2004 (Ambiente) e BS OHSAS 18001:2007 (Sicurezza del lavoro).
Gli audit di sorveglianza condotti annualmente dalla Società di certificazione hanno confermato la rispondenza del sistema ai requisiti degli standard.
In coerenza con gli obiettivi strategici sopra citati, il Gruppo si è impegnato ad adeguare il Sistema di Gestione Integrato al nuovo standard UNI EN ISO 14001:2015 (Ambiente) ed al futuro standard ISO 45001 (Sicurezza).
Il progetto di adeguamento si sta sviluppando con le seguenti azioni:
CSP International Fashion Group applica il D.Lgs. 196/2003, "Codice in materia di protezione dei dati personali", e dà atto specificamente di aver provveduto a porre in essere le idonee misure preventive di sicurezza in modo da ridurre al minimo i rischi di distruzione e perdita anche accidentale dei dati, di accesso non autorizzato, di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta.
Il sistema di Corporate Governance adottato da CSP International Fashion Group S.p.A. rispecchia sostanzialmente il contenuto del modello di organizzazione societaria del Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A., opportunamente adattato alle peculiarità e specifiche esigenze della Società.
La Società ritiene che il rispetto dei principi e dei criteri applicativi contenuti nel Codice di autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A sia fondamentale per quanto concerne i rapporti con il mercato.
Ricordiamo, in particolare, le tappe realizzate dalla Società in tema di Corporate Governance:
E' stato implementato un sistema di gestione dei rischi e di controllo interno riguardante il processo di informativa finanziaria ai sensi dell'art. 123-bis, comma 2, lettera b), TUF 58/98 e sono state messe a punto e
applicate procedure di controllo tali da garantire l'affidabilità dei dati ricevuti sia dalle funzioni interne che dalle altre aziende del Gruppo (e, di conseguenza, dei dati consolidati).
A fondamentale tutela dell'obiettivo dell'affidabilità dei dati è stato implementato un sistema di controllo di gestione basato sul meccanismo del budget-consuntivo con controlli normalmente a frequenza mensile ed analisi approfondita degli scostamenti rilevanti.
Tale sistema copre la Capogruppo, la controllata CSP Paris Fashion Group, la controllata Oroblù Germany e la neo acquisita Perofil. La controllata Oroblù USA, considerato il modesto volume d'affari, viene analizzata su base trimestrale.
In virtù di quanto descritto, la Società ritiene di soddisfare i requisiti richiesti dalle norme di riferimento, garantendo la completezza, l'accuratezza, la competenza, l'attendibilità, la tempestività e l'affidabilità dell'informativa finanziaria.
La relazione annuale 2018 di "Corporate Governance" relativa all'esercizio 2017 sarà a disposizione del pubblico presso la sede sociale, sul sito Internet della Società www.cspinternational.it/sezione Investor Relations/Corporate Governance, presso Borsa Italiana S.p.A. unitamente alla relazione finanziaria annuale.
Con l'obiettivo di garantire una conduzione efficace, corretta e trasparente delle attività aziendali, il Consiglio di Amministrazione in data 17 febbraio 2014 ha approvato il Modello 231 di CSP International Fashion Group S.p.A. e nominato i membri dell'Organismo di Vigilanza ai sensi dell'art.42 del D. Lgs. 231 dell'8 giugno 2001.
L'Organismo di Vigilanza ha il compito di vigilare in ordine all'efficacia, al funzionamento e osservanza del Modello e di curarne l'aggiornamento.
La Società si è inoltre dotata di un Codice etico, parte integrante e sostanziale del Modello medesimo, quale carta dei diritti e doveri morali che definisce la responsabilità etico-sociale di tutti coloro che partecipano alla realtà aziendale.
Il modello è stato aggiornato a seguito dei nuovi reati presupposto previsti nel novero del catalogo del D.Lgs. 231/2001 e sottoposto ad approvazione del Consiglio di Amministrazione del 25 marzo 2016.
Il Gruppo CSP è dotato di un'ottima struttura produttiva, implementata nel corso degli anni e tuttora all'avanguardia nella qualità ed efficienza degli impianti.
Negli ultimi anni sono stati effettuati gli investimenti necessari per mantenere l'efficienza aziendale. Per il dettaglio degli investimenti ed ammortamenti dell'anno e del precedente si rimanda ai paragrafi 5 e 6 delle Note Esplicative.
La crescita e la valorizzazione professionale delle persone, quale fattore determinante per l'evoluzione e lo sviluppo della propria attività rimane uno degli obiettivi del Gruppo. In merito a questo punto si precisa che i rapporti con il personale dipendente sono mediamente buoni ed il turn over è limitato.
Per eventuali analisi quantitative sull'andamento del personale dipendente si rinvia a quanto indicato nelle Note Esplicative, ritenendo non necessaria ogni altra riclassificazione e/o confronto con l'esercizio precedente.
Segnaliamo che nel corso del 2017 non vi sono stati:
Il Gruppo CSP predispone la Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario ai sensi del D. Lgs 254/2016 e della Delibera Consob n. 20267 del 18 gennaio 2018 in un documento separato, pubblicato sul sito internet www.cspinternational.it, nella sezione Investor Relations, Bilanci e prospetti.
Come richiesto da Consob, gli Amministratori provvedono all'identificazione e alla valutazione dei principali rischi e incertezze a cui la Società e il Gruppo sono esposti.
I principali rischi relativi al nostro business sono associati:
La situazione della Società e del Gruppo è influenzata anche dai vari fattori che compongono il quadro macro-economico, inclusi l'eventuale decremento del prodotto nazionale lordo, il livello di fiducia dei consumatori, il tasso di disoccupazione e la progressiva contrazione dei consumi finali nei canali di riferimento (iper, super e wholesale) . La debolezza delle condizioni generali dell'economia si è riflessa in un calo significativo e persistente della domanda. Qualora la debolezza ed incertezza del mercato dovesse prolungarsi ulteriormente, l'attività e le prospettive del Gruppo potrebbero essere negativamente influenzate con conseguente impatto sulla situazione economica e patrimoniale.
I mercati in cui il Gruppo opera sono altamente concorrenziali.
Il successo delle attività di CSP dipenderà dalla sua capacità di mantenere e/o incrementare le quote di mercato e di espandersi in nuovi mercati, attraverso prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo, che garantiscano adeguati livelli di redditività.
Una parte delle attività di approvvigionamento e delle vendite del Gruppo hanno luogo al di fuori dell'Unione Europea. Il verificarsi di sviluppi politici o economici sfavorevoli in tali aree potrebbe incidere sulle prospettive e sull'attività del Gruppo, nonché sui risultati economici. In particolare l'aumento del costo delle materie prime causato da fattori legati alla produzione delle stesse ed a fattori speculativi, potrebbe avere ripercussioni sulla marginalità del Gruppo.
La Società e il Gruppo sono esposti a rischi finanziari connessi alla loro operatività e, in particolare, ai seguenti:
La Società e il Gruppo valutano costantemente i rischi finanziari a cui sono esposti, in modo da stimare anticipatamente i potenziali effetti negativi ed intraprendere le opportune azioni per mitigarli.
La Società ed il Gruppo vendono con pagamento posticipato a diverse tipologie di clientela costituite da Grande Distribuzione Organizzata, grossisti, dettaglianti e distributori esteri. I crediti concessi sono oggetto di una preventiva valutazione, effettuata con metodi che possono variare a seconda dell'entità dei crediti stessi; tuttavia il perdurare dell'attuale difficoltà di parte della clientela ad accedere a finanziamenti concessi dal sistema bancario potrebbe rendere alcuni crediti di difficile esigibilità.
GRUPPO CSP
Sono suscettibili di svalutazione individuale le posizioni, se singolarmente significative, per le quali si rileva un'oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale.
A fronte di crediti che non sono oggetto di svalutazione individuale vengono effettuati opportuni accantonamenti, tenuto conto dell'esperienza storica e dei dati statistici.
Il rischio di liquidità si può manifestare per l'incapacità di reperire, ad adeguate condizioni economiche, le risorse finanziarie necessarie per l'operatività. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità sono, da una parte, le risorse generate o assorbite dalle attività operative, dall'altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito.
L'Azienda prevede di far fronte ai fabbisogni derivanti dalle rate dei debiti finanziari in scadenza attraverso i flussi originati dalla gestione operativa che, anche nell'attuale contesto di mercato, si prevede possa mantenere un'adeguata capacità di generare risorse finanziarie.
Le azioni intraprese per il contenimento dei costi e per lo stimolo alle vendite dovrebbero consentire l'ottenimento di risultati economici comunque positivi. Tuttavia ulteriori rilevanti e improvvise riduzioni dei volumi di vendita potrebbero mettere a rischio tali obiettivi.
La Società e il Gruppo hanno adottato una serie di politiche volte ad ottimizzare la gestione delle risorse finanziarie, attraverso le seguenti azioni:
Si ritiene che i fondi e le linee di credito attualmente disponibili consentiranno di soddisfare i fabbisogni aziendali. Un eventuale inasprimento della politica del credito da parte del sistema bancario potrebbe avere un impatto negativo sull'accesso a nuovi finanziamenti oppure il loro ottenimento potrebbe comportare un costo maggiore.
Il Gruppo CSP, che opera su più mercati a livello mondiale, è esposto a rischi di mercato connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio. L'esposizione ai rischi di cambio è collegata principalmente all'attività produttiva in outsourcing nel Far East con acquisti denominati in dollari e alle vendite in paesi con valuta diversa dall'Euro.
La Società e il Gruppo monitorano le principali esposizioni al rischio di cambio per gli acquisti in dollari e operano delle coperture tendenti a garantire il cambio previsto a budget.
Nel corso del 2017 la natura e la struttura delle esposizioni al rischio di cambio e le politiche di copertura non sono variate rispetto all'anno precedente.
Il Gruppo è esposto alle fluttuazioni del tasso d'interesse soprattutto per quanto concerne la misura degli oneri finanziari relativi all'indebitamento.
Al 31 dicembre 2017 la Capogruppo ha in essere contratti derivati su tassi di interesse, collegati a finanziamenti a medio-lungo termine, finalizzati alla copertura del rischio di fluttuazione degli stessi. Per maggiori dettagli si rimanda a quanto riportato nelle Note Esplicative.
L'esposizione al rischio di mercato derivante dalla variazione dei tassi di interesse è originata dai finanziamenti a medio-lungo termine (principalmente mutui) erogati a tasso variabile.
Come espressamente richiesto da Consob, congiuntamente a Borsa Italiana e a ISVAP, con i documenti del 6 febbraio 2009 e del 4 marzo 2010, forniamo le seguenti valutazioni:
• La continuità aziendale, anche in uno scenario impegnativo come l'attuale, è assicurata dai risultati consolidati e dai flussi finanziari che ne derivano.
Gli elementi base, costituiti dalla situazione patrimoniale e finanziaria e dal risultato economico, fanno ritenere che i fondamentali aziendali siano tali da assicurare la continuità aziendale anche nell'attuale contesto di mercato non particolarmente favorevole.
Riteniamo comunque che, oltre a quanto citato sopra, esista la possibilità che l'attuale incertezza sulla domanda di mercato o una minore efficacia delle azioni intraprese possano portare a risultati che, nonostante i correttivi attuati, differiscano anche in modo sostanziale da quelli auspicati, generando possibili perdite di valore, anche più consistenti di quelle indicate al paragrafo 4 delle Note Esplicative.
Tra i rischi e le incertezze rientrano, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, ulteriori shock finanziari e valutari, fattori geopolitici caratterizzati da dinamiche protezionistiche, l'acutizzarsi del trend di decremento dei consumi nei mercati/canali di riferimento, anche causato da eventi imprevedibili ed esogeni e condizioni climatiche sfavorevoli.
L'andamento dei consumi, in particolare sul mercato francese, che non ha manifestato segnali di inversione di tendenza, unitamente a fattori climatici autunnali non particolarmente favorevoli, hanno vanificato la possibilità di un recupero di fatturato nell'ultimo trimestre dell'anno e solo grazie al consolidamento della neo acquisita Perofil il fatturato del Gruppo si attesta leggermente sopra a quello del 2016.
Ciò conferma e rende ancora più attuale la strategia di crescita per via esterna implementata con l'acquisizione di Perofil, per la quale verranno intensificate le azioni di integrazione al fine di sfruttare appieno le potenziali sinergie a livello produttivo, distributivo e di marketing.
In data 12 dicembre 2017 l'assemblea dei soci di Perofil Fashion S.r.l. ha approvato la fusione per incorporazione della società in Csp International Fashion Group S.p.A., con effetti contabili e fiscali retroattivi alla data del primo gennaio dell'anno 2018. Successivamente in data 20 febbraio 2018 è stata data attuazione all'operazione di fusione con stipula del relativo atto di fusione, e con efficacia dal 28/02/2018 (data di iscrizione dell'atto di fusione presso il Registro delle Imprese).
Il 2017 è stato caratterizzato dalla decisa ed inaspettata contrazione delle vendite della controllata francese che in precedenza aveva sempre risposto ai progressivi cali di consumi nel mercato di riferimento degli Iper e supermercati, con un incremento delle quote di mercato e un fatturato comunque in crescita.
Nel corso dell'esercizio, la Capogruppo ha concluso, nei tempi concordati, il piano di riduzione del personale annunciato ad Aprile 2017 con la dichiarazione originaria di 75 esuberi; alla fine della procedura è stato possibile contenere il numero dei licenziamenti a 55 unità, anche grazie alla condivisione con le rappresentanze sindacali e con le maestranze di processi di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, che hanno coinvolto in maniera partecipata il complesso dei dipendenti nei reparti
interessati. La ristrutturazione ha comportato un costo straordinario pari a 0,4 milioni di euro in linea con le previsioni.
Lo sforzo della Capogruppo teso al riequilibrio della struttura dei costi della sede di Ceresara ha portato ad un miglioramento della marginalità operativa di circa 1 milione di Euro, pur permanendo in terreno negativo. Questo apprezzabile risultato è purtroppo coinciso con la forte contrazione del mercato di riferimento della calzetteria francese, con sensibili ripercussioni sulla marginalità della controllata e di riflesso anche per la Capogruppo, in relazione alle produzioni intercompany realizzate nello stabilimento di Ceresara.
Il fatturato dei primi tre mesi evidenzia, dopo un avvio incoraggiante, soprattutto in Francia, una brusca frenata nel mese di marzo anche a causa delle condizioni climatiche non favorevoli che hanno caratterizzato questo inizio di primavera.
Il contesto esterno rimane pertanto sfidante ed estremamente volatile e non privo di ulteriori incertezze e di fattori di rischio che, oltre all'improvviso calo del mercato francese, presenta tensioni politiche internazionali che influenzeranno probabilmente alcuni mercati potenziali per il Gruppo, come la Russia.
Questi fattori, unitamente ai costi non ricorrenti necessari per implementare l'integrazione della nuova divisione di Perofil e per completare il processo di razionalizzazione e ristrutturazione appena attuata sulla Capogruppo, purtroppo penalizzeranno e/o ritarderanno l'ottenimento degli auspicati ritorni in termini di vendite e profittabilità derivanti dall'implementazione delle azioni di cambiamento in corso.
Parallelamente, proseguiranno le azioni della Capogruppo indirizzate principalmente alla valorizzazione dell'immagine dei propri brand in una visione fortemente orientata ai bisogni del consumatore. Un percorso che necessita di tempo, di investimenti organizzativi, promo/pubblicitari e distributivi tesi a rafforzare la nuova visione strategica dei brand e stimolare un trade che ne possa supportare la sostenibilità.
Proseguirà al contempo la riorganizzazione commerciale dei marchi dedicati al mass market del Gruppo che dovrebbe guidare ad un approccio più efficace ed efficiente ai mercati tradizionali, come l'ingrosso e la Grande distribuzione organizzata.
Siamo molto cauti nell'esprimere previsioni sull'andamento del prossimo esercizio, e nel breve termine in generale.
I recuperi di marginalità, derivanti dalle manovre di contenimento e razionalizzazione dei costi continueranno comunque ad essere investiti nello sviluppo prodotto, nel marketing e nell'ottimizzazione della struttura. Tali recuperi, necessari per sostenere il nuovo approccio marketing e commerciale, potrebbero non bastare a compensare il gap di marginalità indotto dalla progressiva contrazione delle vendite organiche.
Come illustrato, il processo di riorganizzazione e razionalizzazione, di per sé oneroso ed impegnativo, avviene in un contesto di mercato sfavorevole, che potrebbe penalizzare la profittabilità nel breve termine, rimandando agli esercizi successivi i recuperi auspicati a seguito delle azioni implementate. Ciò costituirà comunque un ulteriore stimolo agli sforzi avviati. Il Gruppo ritiene tale processo imprescindibile per assicurarsi la possibilità di affrontare al meglio lo scenario altamente competitivo e cogliere le opportunità per consolidare ed accrescere la propria posizione, non appena le condizioni economiche generali diverranno più favorevoli o, se gli scenari dovessero rivelarsi discordanti da quelli attesi, a cercare nuove soluzioni che possano valorizzare le potenzialità del Gruppo a livello di prodotto e distributivo.
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo CSP International Fashion Group SPA propone la destinazione del risultato dell'esercizio in conformità alla proposta che segue:
| Utile dell'esercizio civilistico | Euro | 1.308.927,78 |
|---|---|---|
| 5% Riserva legale | Euro | 65.446,39 |
| Utile da distribuire | Euro | 1.243.481,39 |
Tenuto conto del risultato conseguito e delle implementazioni delle azioni di cambiamento in corso, considerata la volontà di mantenere comunque una continuità di distribuzione dei dividendi, il Presidente propone la corresponsione di un dividendo unitario di 0,04 Euro per azione (al lordo delle eventuali ritenute di legge), pari a complessivi 1.330.373,12 Euro, così suddivisi:
| Utile da distribuire | Euro | 1.243.481,39 |
|---|---|---|
| Utilizzo Riserva utili non distribuiti | Euro | 86.891,73 |
Il confronto storico degli ultimi anni è illustrato dalla seguente tabella:
| Esercizio | Dividendi totali | Numero azioni | Dividendi per |
|---|---|---|---|
| azione | |||
| 2012 | 1.662.966,40 Euro(*) | 33.259.328 | 0,05 Euro |
| 2013 | 1.662.966,40 Euro(*) | 33.259.328 | 0,05 Euro |
| 2014 | 1.662.966,40 Euro(*) | 33.259.328 | 0,05 Euro |
| 2015 | 1.662.966,40 Euro(*) | 33.259.328 | 0,05 Euro |
| 2016 | 1.330.373,12 Euro(*) | 33.259.328 | 0,04 Euro |
| 2017 | 1.330.373,12 Euro(*) | 33.259.328 | 0,04 Euro |
(*) ammontare determinato sul numero complessivo delle azioni (al lordo delle azioni proprie).
Lo stacco della cedola numero 18 avverrà il 16 luglio 2018, con record date il 17 luglio 2018 e pagamento il 18 luglio 2018.
Tale proposta sarà sottoposta all'approvazione dell'Assemblea Ordinaria dei Soci, convocata per il prossimo 22 giugno, alle ore 9,00 presso la sede sociale, ed in seconda convocazione per il 25 giugno 2018, stesso luogo ed ora.
Si propone di approvare il bilancio 2017, unitamente alla destinazione dell'utile e alla distribuzione della riserva "Utili non distribuiti" come sopra indicato.
Ceresara, 26 aprile 2018
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione Francesco Bertoni
| (importi in migliaia di Euro) | note | 31 dicembre 2017 |
31 dicembre 2016 |
|---|---|---|---|
| ATTIVITA' NON CORRENTI | |||
| Attività immateriali: | |||
| - Avviamento | 4 | 13.647 | 11.854 |
| - Altre attività immateriali | 5 | 9.635 | 7.091 |
| Attività materiali: | |||
| - Immobili, impianti, macchinari e altre immobilizzazioni di proprietà | 6 | 17.736 | 16.780 |
| Altre attività non correnti: | |||
| Altre partecipazioni | 8 | 8 | |
| Crediti finanziari, crediti vari, crediti commerciali e altre attività non correnti | 7 | 110 | 47 |
| Attività per imposte anticipate | 8 | 4.038 | 4.515 |
| Totale attività non correnti | 45.174 | 40.295 | |
| ATTIVITA' CORRENTI | |||
| Rimanenze di magazzino | 9 | 35.184 | 34.610 |
| Crediti commerciali | 10 | 28.676 | 27.745 |
| Crediti finanziari, crediti vari e altre attività | 11 | 2.990 | 2.943 |
| Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti | 12 | 25.632 | 32.581 |
| Totale attività correnti | 92.482 | 97.879 | |
| TOTALE ATTIVITA' | 137.656 | 138.174 |
| 31 dicembre | 31 dicembre | ||
|---|---|---|---|
| (importi in migliaia di Euro) | note | 2017 | 2016 |
| PATRIMONIO NETTO | |||
| Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo: | |||
| - Capitale sottoscritto e versato | 13 | 17.295 | 17.295 |
| - Altre riserve | 14 | 53.006 | 52.731 |
| - Riserve di rivalutazione | 758 | 758 | |
| - Risultato del periodo | 1.005 | 1.615 | |
| meno: Azioni proprie | 15 | (888) | (888) |
| TOTALE PATRIMONIO NETTO | 71.176 | 71.511 | |
| PASSIVITA' NON CORRENTI | |||
| Debiti verso banche oltre 12 mesi | 16 | 11.240 | 13.805 |
| TFR e altri fondi relativi al personale | 17 | 6.981 | 7.155 |
| Fondi per rischi e oneri | 18 | 2.725 | 2.229 |
| Fondo imposte differite | 19 | 3.467 | 2.653 |
| Totale passività non correnti | 24.413 | 25.842 | |
| PASSIVITA' CORRENTI | |||
| Debiti verso banche entro 12 mesi | 20 | 8.780 | 4.909 |
| Debiti commerciali | 21 | 24.402 | 27.191 |
| Debiti vari e altre passività | 22 | 8.884 | 8.709 |
| Debiti per imposte correnti | 23 | 1 | 12 |
| Totale passività correnti | 42.067 | 40.821 | |
| TOTALE PASSIVITA' | 66.480 | 66.663 | |
| TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITA' | 137.656 | 138.174 |
| (importi in migliaia di Euro) | note | Esercizio al 31 dicembre 2017 |
Esercizio al 31 dicembre 2016 |
||
|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 26 | 127.333 | 100,0% | 126.247 | 100,0% |
| Costo del venduto | 27 | (67.214) | -52,8% | (65.277) | -51,7% |
| Margine Industriale | 60.119 | 47,2% | 60.970 | 48,3% | |
| Spese dirette di vendita | 28 | (10.827) | -8,5% | (9.901) | -7,8% |
| Margine commerciale lordo | 49.292 | 38,7% | 51.069 | 40,5% | |
| Altri ricavi operativi netti | 29 | 1.374 | 1,1% | 1.321 | 1,0% |
| Spese commerciali e amministrative | 30 | (47.096) | -37,0% | (47.796) | -37,9% |
| Costi di ristrutturazione | 31 | (443) | -0,3% | (156) | -0,1% |
| Risultato operativo (EBIT) | 3.127 | 2,5% | 4.438 | 3,5% | |
| Altri proventi non operativi | 0 | 0,0% | 0 | 0,0% | |
| Altri oneri finanziari netti | 32 | (591) | -0,5% | (170) | -0,1% |
| Risultato prima delle imposte derivante dalle attività d'esercizio | 2.536 | 2,0% | 4.268 | 3,4% | |
| Imposte sul reddito | 33 | (1.531) | -1,2% | (2.653) | -2,1% |
| Utile netto del Gruppo | 1.005 | 0,8% | 1.615 | 1,3% |
| Risultato per azione - base | Euro | 0,030 | 0,049 |
|---|---|---|---|
| Risultato per azione - diluito | Euro | 0,030 | 0,049 |
| Esercizio al | Esercizio al | |
|---|---|---|
| (importi in migliaia di Euro) | 31 dicembre 2017 | 31 dicembre 2016 |
| Risultato netto consolidato | 1.005 | 1.615 |
| Componenti di conto economico complessivo che saranno | ||
| successivamente riclassificate nell'utile/perdita d'esercizio | ||
| Differenza da conversione per Oroblù USA | (4) | 1 |
| Totale | (4) | 1 |
| Componenti di conto economico complessivo che non saranno | ||
| successivamente riclassificate nell'utile/perdita d'esercizio | ||
| Differenze attuariali per benefici a dipendenti | (46) | (300) |
| Totale | (46) | (300) |
| Risultato complessivo | 955 | 1.316 |
per gli esercizi 2017 e 2016
31 dicembre 2017 31 dicembre 2016 Disponibilità generate (assorbite) dalle attività operative: Risultato Operativo (EBIT) 3.127 4.438 Ammortamenti 3.183 2.717 (Plusvalenze)/Minusvalenze e altre poste non monetarie (60) (129) Differenze cambio (363) 80 Incremento/(decremento) fondi rischi e oneri (223) 16 Variazione TFR e altri fondi relativi al personale (784) 186 Imposte sul reddito pagate (2.025) (3.237) Interessi pagati su C/C 4 33 Flusso di cassa prima delle variazioni di capitale circolante 2.859 4.104 Variazione del capitale circolante netto: (Incremento)/decremento delle rimanenze 2.376 (2.692) (Incremento)/decremento dei crediti commerciali (931) 1.873 Incremento/(decremento) dei debiti commerciali (4.925) 884 Incremento/(decremento) dei debiti vari e altre passività 121 (1.028) (Incremento)/decremento dei crediti finanziari, crediti vari e altre attività 290 451 Totale variazione CCN (3.069) (512) A. Totale flusso di cassa netto da attività operative (210) 3.592 Disponibilità generate (assorbite) dalle attività di investimento: (Investimenti) in immobilizzazioni materiali (1.990) (1.562) (Investimenti) in immobilizzazioni immateriali (437) (983) Incasso per la vendita di immobilizzazioni materiali 159 159 Incasso per la vendita di immobilizzazioni immateriali 550 0 Variazione crediti finanziari (60) (20) Acquisizione di società controllate al netto della liquidità acquisita (4.850) 0 B. Flusso di cassa netto da attività di investimento (6.628) (2.406) Disponibilità generate (assorbite) dalle attività di finanziamento: Variazione netta debiti finanziari oltre 12 mesi (2.565) 3.091 Variazione netta debiti finanziari entro 12 mesi 921 1.619 Interessi pagati su debiti finanziari (127) (164) Acquisto di azioni proprie 0 0 Dividendi pagati (1.290) (1.613) C. Flusso di cassa netto da attività di finanziamento (3.061) 2.933 (importi in migliaia di Euro)
D. Flusso di cassa netto del periodo (A+B+C) (9.899) 4.119 DISPONIBILITA' LIQUIDE ED EQUIVALENTI ALL'INIZIO DEL PERIODO 32.581 28.462 DISPONIBILITA' LIQUIDE ED EQUIVALENTI ALLA FINE DEL PERIODO 22.682 32.581
| Dettaglio della composizione dell'Indebitamento finanziario netto al: | 31 dicembre 2017 | 31 dicembre 2016 |
|---|---|---|
| Disponibilità liquide | 25.632 | 32.581 |
| Debiti verso banche esigibili entro 12 mesi | (2.950) | 0 |
| Disponibilità liquide ed equivalenti/(debiti verso banche a breve) | 22.682 | 32.581 |
| Quota a breve dei debiti a medio lungo termine | (5.830) | (4.909) |
| Indebitamento netto a breve termine | 16.852 | 27.672 |
| Debiti verso banche esigibili oltre 12 mesi | (11.240) | (13.805) |
| Indebitamento netto a medio/lungo termine | (11.240) | (13.805) |
| Indebitamento finanziario netto totale | 5.612 | 13.867 |
| Riserva | Utile | Totale | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Capitale | Sovrapprezzo | Azioni | Riserve di | Riserva | Altre | differenze | (Perdita) | patrimonio | |
| Descrizione | Sociale | azioni | proprie | rivalutazione | legale | riserve | attuariali | dell'esercizio | netto |
| Saldi al 01.01.2016 | 17.295 | 21.859 | (888) | 758 | 2.780 | 28.954 | (834) | 1.884 | 71.809 |
| Destinazione Utile d'esercizio 2015 | |||||||||
| - Distribuzione dividendi | (1.613) | (1.613) | |||||||
| - Dividendi su azioni proprie | 50 | (50) | 0 | ||||||
| - Riserva legale | 65 | (65) | 0 | ||||||
| - Riserva utili non distribuiti | 156 | (156) | 0 | ||||||
| Acquisto di azioni proprie | 0 | 0 | |||||||
| Riserve da conversione per Oroblu USA | 1 | 1 | |||||||
| Differenze attuariali per benefici a dipendenti | (300) | (300) | |||||||
| Risultato al 31 dicembre 2016 | 1.615 | 1.615 | |||||||
| Saldi al 31.12.2016 | 17.295 | 21.859 | (888) | 758 | 2.845 | 29.161 | (1.134) | 1.615 | 71.511 |
| Destinazione Utile d'esercizio 2016 | |||||||||
| - Distribuzione dividendi | (1.290) | (1.290) | |||||||
| - Dividendi su azioni proprie | 40 | (40) | 0 | ||||||
| - Riserva legale | 44 | (44) | 0 | ||||||
| - Riserva utili non distribuiti | 241 | (241) | 0 | ||||||
| Acquisto di azioni proprie | 0 | 0 | |||||||
| Riserve da conversione per Oroblu USA | (4) | (4) | |||||||
| Differenze attuariali per benefici a dipendenti | (46) | (46) | |||||||
| Risultato al 31 dicembre 2017 | 1.005 | 1.005 | |||||||
| Saldi al 31.12.2017 | 17.295 | 21.859 | (888) | 758 | 2.889 | 29.438 | (1.180) | 1.005 | 71.176 |
CSP International Fashion Group S.p.A. è una società per azioni costituita in Italia presso l'Ufficio delle Imprese di Mantova. La sede legale della Società è a Ceresara (MN), Via Piubega 5/c. Il Gruppo CSP, tramite la Capogruppo e le società controllate CSP Paris Fashion Group SAS, Oroblù USA LLC, Oroblù Germany GmbH e Perofil Fashion S.r.l., svolge attività di produzione (sia direttamente che con l'utilizzo di fornitori esterni al Gruppo) e vendita alla grande distribuzione, grossisti, dettaglianti e a consumatori finali di calze, maglieria e intimo, articoli di corsetteria e costumi da bagno, sia con marchi propri che con la distribuzione di marchi di terzi.
Il presente bilancio è espresso in Euro, che è la moneta corrente nelle economie in cui il Gruppo opera principalmente.
Gli importi esposti nel presente bilancio sono espressi in migliaia di Euro, salvo dove diversamente indicato.
Il bilancio consolidato 2017 è stato predisposto nel rispetto dei Principi Contabili Internazionali ("IFRS") emessi dall'International Accounting Standards Board ("IASB") ed omologati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. n. 38/2005.
Per IFRS si intendono anche tutti i principi contabili internazionali rivisti ("IAS") e tutte le interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee ("IFRIC"), precedentemente denominate Standing Interpretations Committee ("SIC").
Il prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria è stato redatto secondo lo schema che evidenzia la ripartizione di attività e passività "correnti/non correnti". Un'attività/passività è classificata come corrente quando soddisfa uno dei seguenti criteri:
In mancanza di tutte e tre le condizioni, le attività/passività sono classificate come non correnti.
Il Conto economico è redatto secondo lo schema con classificazione dei costi per destinazione (a costo del venduto), conformemente alle modalità di redazione del reporting interno, evidenziando i risultati intermedi relativi al risultato operativo ed al risultato prima delle imposte.
Il Rendiconto Finanziario è stato redatto applicando il metodo indiretto per mezzo del quale il risultato operativo del periodo (EBIT) è rettificato dagli effetti delle operazioni di natura non monetaria, da qualsiasi differimento o accantonamento di precedenti o futuri incassi o pagamenti operativi e da elementi di ricavi o costi connessi con i flussi finanziari derivanti dall'attività d'investimento o finanziari. Le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti inclusi nel rendiconto finanziario comprendono i saldi patrimoniali di tale voce alla data di riferimento. I proventi ed i costi relativi a interessi, dividendi ricevuti e imposte sul reddito sono inclusi nei flussi finanziari generati dalla gestione operativa.
Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto illustra tutte le movimentazioni intervenute nelle voci del patrimonio netto.
Con riferimento alla Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006 in merito agli schemi di bilancio sono state indicate in apposite voci eventuali operazioni significative con parti correlate, operazioni significative non ricorrenti e relative a fatti che non si ripetono frequentemente.
L'area di consolidamento, variata rispetto al precedente esercizio, comprende la Capogruppo CSP International Fashion Group S.p.A., la società CSP Paris Fashion Group SAS controllata al 100%, la società Oroblù USA LLC controllata al 100% e la società tedesca Oroblù Germany GmbH, controllata al 100%.
La variazione dell'area di consolidamento rispetto al 2016 si riferisce all'acquisizione, effettuata in data 10 maggio 2017, della totalità delle quote della Perofil Fashion S.r.l.
Riportiamo la struttura attuale del Gruppo.
Con efficacia 10 maggio 2017 è stato conferito un ramo di azienda da parte di Perofil S.p.A. a Perofil Fashion S.r.l., società neocostituita per l'operazione. Tale ramo di azienda è stato oggetto di perizia redatta ai sensi del 2465, comma 1 del Codice Civile, datata 28 aprile 2017, da parte di un esperto terzo indipendente che ne ha stabilito il valore almeno pari ad 4.269 migliaia di Euro corrispondente al valore dell'aumento di capitale e sovraprezzo azioni effettuato.
I dati utilizzati per la perizia sono al 31 marzo 2017 con un meccanismo di conguaglio prezzo per le differenze intercorrenti fra il 31 marzo 2017 e la data di efficacia (10 maggio 2017).
Il valore corrente attribuito ai marchi nella perizia è pari a 4.300 migliaia di Euro. Si è inoltre provveduto all'iscrizione di imposte differite passive per 1.191 migliaia di Euro. Di seguito un prospetto di riepilogo del valori del conferimento:
| Euro/000 | |
|---|---|
| Totale attività contabili del ramo azienda al 31 marzo 2017 | 3.716 |
| Totale passività contabili ramo di azienda al 31 marzo 2017 | (3.746) |
| Valore netto contabile ramo di azienda al 31 marzo 2017 | (30) |
| Valore corrente marchi da perizia | 4.300 |
| Valore corrente del ramo di azienda | 4.270 |
Il valore del patrimonio netto della Perofil Fashion S.r.l. alla data di conferimento è pari a 4.258 migliaia di Euro ed include l'aumento di capitale e sovraprezzo azioni pari a 4.270 migliaia di Euro, 10 migliaia di Euro di capitale sociale pre-esistente il conferimento ed un valore negativo di 22 migliaia di Euro di adeguamento ai principi di Gruppo.
Il 18 maggio 2017, il Gruppo ha acquisito il 100% della Perofil Fashion S.r.l., società conferitaria del ramo d'azienda della società Perofil S.p.A. descritto, nella quale sono confluite la titolarità esclusiva e le attività relative ai marchi Perofil, Luna di Seta e la licenza del marchio Bikkembergs, nonché i contratti con la rete di agenti e i rapporti di lavoro relativi a 78 dipendenti.
L'acquisizione permette al Gruppo di ampliare l'offerta nell'ambito dell'intimo maschile, raggiungendo una significativa presenza nel mercato di fascia alta con il marchio Perofil e il marchio Bikkembergs in
licenza, e al contempo integrare la propria offerta nell'ambito dell'intimo femminile grazie al marchio Luna di Seta.
Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2017 incorpora il risultato di Perofil Fashion S.r.l dalla data di acquisizione, 18 maggio 2017, al 31 dicembre 2017.
Le operazioni si configurano come business combination ed ai sensi dell'IFRS 3 l'allocazione del prezzo di acquisto sulle attività nette acquisite è stato allocato ad avviamento alla data del presente bilancio consolidato per un importo complessivo pari a 602 migliaia di euro dato dalla differenza fra il corrispettivo pari a 4.860 migliaia di Euro (inclusivo di oneri accessori) ed il patrimonio netto della società acquisita pari a 4.258 migliaia di Euro alla data di acquisizione.
Si riporta di seguito una sintesi dell'operazione di acquisizione e degli effetti contabili:
| Fair value alla data di | |
|---|---|
| acquisizione | |
| € 000 | |
| Attività | |
| Immobili, impianti e macchinari | 329 |
| Marchi | 4.300 |
| Licenze e Software | 277 |
| Crediti finanziari, vari e altre attività non correnti | 3 |
| Avviamento | 1.191 |
| Attività non corenti | 6.100 |
| Rimanenze | 2.950 |
| Crediti finanziari, crediti vari e altre attività | 161 |
| Disponibilità liquide Attività correnti |
10 3.121 |
| Passività | |
| TFR e altri fondi relativi al personale | (513) |
| Fondi per rischi e oneri | (719) |
| Fondo imposte differite | (1.184) |
| Passività non correnti | (2.416) |
| Debiti commerciali | (2.136) |
| Debiti vari e altre passività | (410) |
| Debiti per imposte correnti Passività correnti |
(1) (2.547) |
| Totale attività nette identificabili al valore equo | 4.258 |
| Corrispettivo pagato per l'acquisizione | 4.860 |
| Avviamento derivante dall'acquisizione | 602 |
Il bilancio consolidato del Gruppo CSP comprende il bilancio della CSP International Fashion Group S.p.A. e delle imprese sulle quali la Società ha il diritto di esercitare direttamente o indirettamente il controllo, disponendo del potere di determinarne le scelte finanziarie e gestionali e di ottenerne i benefici relativi.
I principali criteri seguiti per la preparazione dei prospetti contabili consolidati di Gruppo sono i seguenti:
• Le attività e le passività, nonché i proventi e gli oneri, dei bilanci oggetto di consolidamento con il metodo del consolidamento integrale sono rilevati nel bilancio di Gruppo, prescindendo dall'entità della partecipazione. E' stato, inoltre, eliminato il valore di carico delle partecipazioni contro il patrimonio netto di competenza delle società partecipate, attribuendo ai soci di minoranza, in apposite voci, la quota del patrimonio netto e del risultato netto del periodo di loro spettanza nel caso delle controllate consolidate con il metodo integrale.
• Le differenze positive risultanti dall'elisione delle partecipazioni contro il valore del patrimonio netto contabile alla data del primo consolidamento sono imputate ai maggiori valori attribuibili ad attività e passività e per la parte residua, ad avviamento. L'eventuale differenza negativa ("avviamento negativo") è invece rilevata a conto economico al momento dell'acquisizione.
GRUPPO CSP
Il criterio generalmente adottato per la contabilizzazione di attività e passività è quello del costo storico, ad eccezione di alcuni strumenti finanziari per i quali, ai sensi dello IAS 39, viene adottato il principio del fair value.
I principi contabili ed i criteri di valutazione adottati per la redazione del bilancio al 31 dicembre 2017 sono quelli previsti nell'ipotesi di continuità aziendale e sono conformi a quelli utilizzati nell'esercizio precedente.
Le aggregazioni aziendali sono contabilizzate utilizzando il metodo dell'acquisizione. Il costo di un'acquisizione è determinato come somma del corrispettivo trasferito, misurato al fair value alla data di acquisizione, e dell'importo della partecipazione di minoranza nell'acquisita. Per ogni aggregazione aziendale, il Gruppo definisce se misurare la partecipazione di minoranza nell'acquisita al fair value oppure in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili dell'acquisita. I costi di acquisizione sono spesati nell'esercizio e classificati tra le spese amministrative.
Quando il Gruppo acquisisce un business, classifica o designa le attività finanziarie acquisite o le passività assunte in accordo con i termini contrattuali, le condizioni economiche e le altre condizioni pertinenti in essere alla data di acquisizione. Ciò include la verifica per stabilire se un derivato incorporato debba essere separato dal contratto primario.
L'eventuale corrispettivo potenziale da riconoscere è rilevato dall'acquirente al fair value alla data di acquisizione. La variazione del fair value del corrispettivo potenziale classificato come attività o passività, quale strumento finanziario che sia nell'oggetto dello IAS 39 Strumenti Finanziari: rilevazione e valutazione, deve essere rilevata nel conto economico in accordo con lo IAS 39.
Il corrispettivo potenziale che non rientra nello scopo dello IAS 39 è valutato al fair value alla data di bilancio e le variazioni di fari value sono rilevate a conto economico.
L'avviamento è inizialmente rilevato al costo rappresentato dall'eccedenza dell'insieme del corrispettivo corrisposto e dell'importo iscritto per le interessenze di minoranza rispetto alle attività nette identificabili acquisite e le passività assunte dal Gruppo. Se il fair value delle attività nette acquisite eccede l'insieme del corrispettivo corrisposto, il Gruppo verifica nuovamente se ha identificato correttamente tutte le attività acquisite e tutte le passività assunte e rivede le procedure utilizzate per determinare gli ammontari da rilevare alla data di acquisizione. Se dalla nuova valutazione emerge ancora un fair value delle attività nette acquisite superiore al corrispettivo, la differenza (utile) viene rilevata a conto economico.
Dopo la rilevazione iniziale, l'avviamento è valutato al costo al netto delle perdite di valore accumulate. Al fine della verifica per riduzione di valore (impairment), l'avviamento acquisito in un'aggregazione aziendale è allocato, dalla data di acquisizione, a ciascuna unità generatrice di flussi di cassa della Società che si prevede benefici delle sinergie dell'aggregazione, a prescindere dal fatto che altre attività o passività dell'entità acquisita siano assegnate a tali unità.
Se l'avviamento è stato allocato a un'unità generatrice di flussi finanziari e l'entità dismette parte delle attività di tale unità, l'avviamento associato all'attività dismessa è incluso nel valore contabile dell'attività quando si determina l'utile o la perdita della dismissione. L'avviamento associato con l'attività dismessa è determinato sulla base dei valori relativi dell'attività dismessa e della parte mantenuta dell'unità generatrice di flussi finanziari.
Il Gruppo riconosce un'attività immateriale quando sono rispettate le seguenti condizioni:
Le attività immateriali acquisite separatamente sono inizialmente rilevate al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione aziendale sono iscritte al fair value alla data di acquisizione. Dopo la rilevazione iniziale, le attività immateriali sono iscritte al costo al netto dell'ammortamento cumulato e di eventuali perdite di valore accumulate. Le attività immateriali prodotte internamente, ad eccezione dei costi di sviluppo, non sono capitalizzate e si rilevano nel conto economico dell'esercizio in cui sono state sostenute.
La vita utile delle attività immateriali è valutata come definita o indefinita.
Le attività immateriali con vita utile definita sono ammortizzate lungo la loro vita utile e sono sottoposte alla verifica di congruità del valore ogni volta che vi siano indicazioni di una possibile perdita di valore. Il periodo di ammortamento ed il metodo di ammortamento di un'attività immateriale a vita utile definita è riconsiderato almeno alla fine di ciascun esercizio. I cambiamenti nella vita utile attesa o delle modalità con cui i benefici economici futuri legati all'attività si realizzeranno sono rilevati attraverso il cambiamento del periodo o del metodo di ammortamento, a seconda dei casi, e sono considerati cambiamenti di stime contabili. Le quote di ammortamento delle attività immateriali a vita utile definita sono rilevate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nella categoria di costo coerente con la funzione dell'attività immateriale.
Le attività immateriali con vita utile indefinita non sono ammortizzate, ma sono sottoposte annualmente alla verifica di perdita di valore, sia a livello individuale sia a livello di unità generatrice di flussi di cassa. La valutazione della vita utile indefinita è rivista annualmente per determinare se tale attribuzione continua ad essere sostenibile, altrimenti, il cambiamento da vita utile indefinita a vita utile definita si applica su base prospettica.
Gli utili o le perdite derivanti dall'eliminazione di un'attività immateriale sono misurati dalla differenza tra il ricavo netto della dismissione e il valore contabile dell'attività immateriale, e sono rilevate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.
I costi di ricerca sono imputati nel conto economico dell'esercizio in cui sono sostenuti. I costi di sviluppo sostenuti in relazione ad un determinato progetto sono rilevati come attività immateriali quando il Gruppo è in grado di dimostrare:
• la possibilità tecnica di completare l'attività immateriale, in modo che sia disponibile all'utilizzo o alla vendita;
Dopo la rilevazione iniziale, le attività di sviluppo sono valutate al costo decrementato degli ammortamenti o delle perdite di valore cumulate. L'ammortamento dell'attività inizia nel momento in cui lo sviluppo è completato e l'attività è disponibile all'uso. Le attività di sviluppo sono ammortizzate con riferimento al periodo dei benefici attesi e le relative quote di ammortamento sono incluse nel costo del venduto. Durante il periodo di sviluppo l'attività è oggetto di verifica annuale dell'eventuale perdita di valore (impairment test).
Le altre attività immateriali acquistate o prodotte internamente sono iscritte nell'attivo non corrente, secondo quanto disposto dallo IAS 38 - Attività immateriali, quando è probabile che l'uso dell'attività genererà benefici economici futuri e quando il costo dell'attività può essere determinato in modo attendibile.
Tali attività sono valutate al costo di acquisto o di produzione ed ammortizzate a quote costanti lungo la loro vita utile stimata, se le stesse hanno una vita utile definita. Le attività immateriali con vita utile indefinita non sono ammortizzate, ma sono sottoposte annualmente o, più frequentemente ogniqualvolta vi sia un'indicazione che l'attività possa aver subito una perdita di valore, a verifica per identificare eventuali riduzioni di valore (impairment test).
Sono iscritte al costo di acquisto o di produzione, comprensivo di eventuali oneri accessori per la quota ragionevolmente imputabile alle stesse, di eventuali costi di smantellamento e dei costi diretti necessari a rendere l'attività disponibile per l'uso. Gli oneri finanziari direttamente imputabili all'acquisizione, alla costruzione o alla produzione di un bene che richiede un periodo abbastanza lungo prima di essere disponibile all'uso, sono capitalizzati sul costo del bene stesso. Tutti gli altri oneri finanziari sono rilevati tra i costi di competenza dell'esercizio in cui sono sostenuti. Gli oneri finanziari sono costituiti dagli interessi e dagli altri costi che un'entità sostiene in relazione all'ottenimento di finanziamenti.
Il valore di iscrizione degli immobili, gli impianti e i macchinari è rettificato dall'ammortamento sistematico, calcolato a quote costanti dalla data in cui il cespite è disponibile e pronto all'uso, in funzione della vita utile stimata. In particolare gli ammortamenti sono contabilizzati a partire dall'anno in cui il cespite è disponibile per l'uso, oppure è potenzialmente in grado di fornire i benefici economici ad esso associati e sono imputati a quote costanti su base annua, con riduzione al 50% per il primo anno, mediante aliquote che consentono di ammortizzare i cespiti fino ad esaurimento della vita utile, oppure per le dismissioni, fino all'ultimo mese di utilizzo. Le aliquote di ammortamento annuale, rappresentative della vita utile stimata per categorie di immobilizzazioni materiali, sono comprese tra i seguenti range minimi e massimi:
| Aliquota | |
|---|---|
| - Fabbricati | 3% - 5% |
| - Impianti e macchinari | 10% - 12,5% |
| - Attrezzature industriali | 20% - 25% |
| - Macchine elettriche ufficio | 20% - 33% |
| - Mobili e dotazioni d'ufficio | 10% - 20% |
| - Automezzi | 20% - 25% |
Si segnala che non sono intervenuti cambiamenti rispetto alle aliquote del 2016.
La recuperabilità del loro valore è verificata secondo i criteri previsti dallo IAS 36 illustrati nel successivo paragrafo "Perdite di valore delle attività".
I costi di manutenzione aventi natura ordinaria sono addebitati integralmente a conto economico. I costi di manutenzione aventi natura incrementativa sono attribuiti ai cespiti cui si riferiscono ed ammortizzati in relazione alle residue possibilità di utilizzo degli stessi.
Qualora le singole componenti di un'immobilizzazione materiale complessa, risultino caratterizzate da vita utile differente, sono rilevate separatamente per essere ammortizzate coerentemente alla loro durata ("component approach"). In particolare, secondo tale principio, il valore del terreno e quello dei fabbricati che insistono su di esso sono separati e solo il fabbricato è assoggettato ad ammortamento.
Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico.
I beni acquisiti tramite contratti di locazione finanziaria sono iscritti tra le immobilizzazioni materiali con iscrizione al passivo di un debito finanziario di pari importo. Il debito viene progressivamente ridotto in base al piano di rimborso delle quote capitale incluso nei canoni contrattualmente previsti, mentre il valore del bene iscritto tra le immobilizzazioni materiali viene sistematicamente ammortizzato in funzione della vita economico – tecnica del bene stesso, oppure se inferiore in base ai termini di scadenza dei contratti di locazione.
Il Gruppo verifica periodicamente la recuperabilità del valore contabile delle attività materiali e immateriali. Gli IFRS richiedono di valutare l'esistenza di perdite di valore (impairment) delle immobilizzazioni materiali e immateriali in presenza di indicatori che facciano ritenere che tale problematica possa sussistere. Nel caso dell'avviamento, di attività immateriali a vita utile indefinita o di attività non disponibili per l'uso tale valutazione viene effettuata almeno annualmente, normalmente in sede di bilancio annuale e ogni qualvolta vi è indicazione di possibile perdita di valore.
La recuperabilità dei valori iscritti è verificata confrontando il valore contabile iscritto in bilancio con il maggiore tra il prezzo netto di vendita (qualora esista un mercato attivo) e il valore d'uso del bene.
Nel determinare il valore d'uso, il Gruppo sconta al valore attuale i flussi di cassa attesi dall'utilizzo del bene (o da una aggregazione di beni – le c.d. Cash Generating Unit). Le Cash Generating Unit sono state
individuate coerentemente alla struttura organizzativa e di business del Gruppo, come aggregazioni omogenee che generano flussi di cassa in entrata autonomi derivanti dall'utilizzo continuativo delle attività ad esse imputabili.
I flussi sono attualizzati usando un tasso di sconto ante-imposte, che riflette le valutazioni di mercato del valore attuale del denaro e i rischi specifici dell'attività.
Il Gruppo basa il proprio test di impairment su budget dettagliati e calcoli previsionali, predisposti separatamente per ogni unità generatrice di flussi di cassa del Gruppo cui sono allocati attività individuali. Questi budget e calcoli previsionali coprono generalmente un periodo di tre anni. Per proiettare i futuri flussi di cassa oltre i tre viene calcolato un tasso di crescita a lungo termine.
Le perdite di valore di attività in funzionamento sono rilevate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nelle categorie di costo coerenti con la destinazione dell'attività che ha evidenziato la perdita di valore. Fanno eccezione le immobilizzazioni precedentemente rivalutate, laddove la rivalutazione è stata contabilizzata tra le altre componenti di conto economico complessivo. In tali casi la perdita di valore è a sua volta rilevata tra le altre componenti conto economico complessivo fino a concorrenza della precedente rivalutazione.
Per le attività diverse dall'avviamento, a ogni chiusura di bilancio il Gruppo valuta l'eventuale esistenza di indicazioni del venir meno (o della riduzione) di perdite di valore precedentemente rilevate e, qualora tali indicazioni esistano, stima il valore recuperabile dell'attività o della CGU. Il valore di un'attività precedentemente svalutata può essere ripristinato solo se vi sono stati cambiamenti delle assunzioni su cui si basava il calcolo del valore recuperabile determinato, successivi alla rilevazione dell'ultima perdita di valore. La ripresa di valore non può eccedere il valore di carico che sarebbe stato determinato, al netto degli ammortamenti, nell'ipotesi in cui nessuna perdita di valore fosse stata rilevata in esercizi precedenti. Tale ripresa è rilevata nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio salvo che l'immobilizzazione non sia contabilizzata a valore rivalutato, nel qual caso la ripresa è trattata come un incremento da rivalutazione.
La perdita di valore dell'avviamento è determinata valutando il valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi finanziari (o gruppo di unità generatrice di flussi finanziari) cui l'avviamento è riconducibile. Laddove il valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi finanziari fosse minore del valore contabile dell'unità generatrice di flussi finanziari cui l'avviamento è stato allocato, viene rilevata una perdita di valore. L'abbattimento del valore dell'avviamento non può essere ripristinato in esercizi futuri.
Le partecipazioni in società controllate non consolidate, collegate o sottoposte a controllo congiunto sono valutate con il metodo del patrimonio netto.
Le altre partecipazioni sono valutate con il metodo del costo, che viene ridotto per perdite di valore. Il valore originario è ripristinato nei periodi successivi se vengono meno i motivi della svalutazione effettuata.
Le immobilizzazioni finanziarie costituite da crediti sono iscritte al loro presumibile valore di realizzo.
Le attività finanziarie sono rilevate e stornate dal bilancio sulla base della data di negoziazione e sono inizialmente valutate al costo, inclusivo degli oneri direttamente connessi con l'acquisizione.
Alle successive date di bilancio, le attività finanziarie da detenersi sino alla scadenza sono rilevate al costo ammortizzato secondo il metodo del tasso d'interesse effettivo, al netto di svalutazioni effettuate per rifletterne le perdite di valore.
Le attività finanziarie diverse da quelle detenute fino alla scadenza sono classificate come detenute per la negoziazione o disponibili per la vendita e sono valutate al "fair value" ad ogni periodo con imputazione degli effetti rispettivamente a conto economico nella voce "(Oneri)/Proventi finanziari" od in apposita riserva del Patrimonio netto, in quest'ultimo caso fintanto che non siano realizzati o abbiano subito una perdita di valore.
II fair value di titoli quotati in un mercato attivo si basa sui prezzi di mercato alla data di bilancio.
Il fair value di titoli non quotati in un mercato attivo e di derivati di negoziazione è determinato utilizzando i modelli e le tecniche valutative prevalenti sul mercato o utilizzando il prezzo fornito da più controparti indipendenti.
Le rimanenze di magazzino sono valutate al minore fra il costo di acquisto e di produzione, determinato in base al metodo del costo medio ponderato, ed il corrispondente valore di mercato rappresentato dal costo di sostituzione per le materie prime e sussidiarie e dal presumibile valore di realizzo per i prodotti finiti e i semilavorati calcolato tenendo conto sia degli eventuali costi di fabbricazione che dei costi diretti di vendita ancora da sostenere.
Nel costo delle rimanenze sono compresi gli oneri accessori ed i costi diretti ed indiretti di produzione per la quota ragionevolmente imputabile alle stesse. Le scorte obsolete e di lento rigiro sono svalutate in relazione alla loro possibilità di utilizzo o di realizzo. Qualora in un successivo periodo venissero meno i motivi della svalutazione, si procederebbe al ripristino del valore originario.
I crediti sono iscritti secondo il presumibile valore di realizzo. Questi sono regolarmente esaminati in termini di scadenza al fine di prevenire rettifiche per perdite inattese. L'adeguamento del loro valore nominale al minor valore di realizzo è effettuato mediante lo stanziamento di un apposito fondo a rettifica diretta della voce sulla base della valutazione delle singole posizioni. Qualora l'azienda conceda ai clienti una dilazione senza interessi, ovvero quando l'incasso del credito è previsto nel medio termine, l'ammontare che sarà incassato è attualizzato per ottenere il valore equo (fair value) della vendita, mentre la differenza tra valore attuale e ammontare incassato costituisce un provento finanziario da contabilizzare per competenza ed eventualmente differire all'esercizio in cui sorge l'incasso del credito. Il test di impairment viene eseguito su ciascun credito.
Sono inclusi in tale voce la cassa, i conti correnti bancari, i depositi rimborsabili a domanda ed altri investimenti finanziari a breve termine ad elevata liquidità, che sono prontamente convertibili in cassa ad un rischio non significativo di variazione di valore.
Sono iscritti secondo il presumibile valore di realizzo.
I fondi per rischi ed oneri sono stanziati per coprire perdite e passività, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura del periodo non sono determinabili l'ammontare o la data di sopravvenienza. Gli stanziamenti sono rilevati nello stato patrimoniale esclusivamente in presenza di una obbligazione attuale, conseguente a eventi passati, che può essere di tipo legale, contrattuale oppure derivante da dichiarazioni o comportamenti dell'impresa che determinano valide aspettative nelle persone coinvolte (obbligazioni implicite).
Gli accantonamenti sono iscritti al valore rappresentativo della miglior stima dell'ammontare che l'impresa pagherebbe per estinguere l'obbligazione; quando significativo e le date di pagamento attendibilmente stimabili, l'accantonamento è rilevato in bilancio a valori attuali con imputazione a conto economico nella voce "(Oneri)/Proventi finanziari" degli oneri derivanti dal trascorrere del tempo.
Le variazioni di stima sono riflesse nel conto economico del periodo in cui la variazione è avvenuta.
Sino al 31 dicembre 2006 il fondo trattamento di fine rapporto (TFR) delle società italiane era considerato un piano a benefici definiti. La disciplina di tale fondo è stata modificata dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 ("Legge Finanziaria 2007") e successivi Decreti e Regolamenti emanati nei primi mesi del 2007. Alla luce di tali modifiche, e in particolare con riferimento alle società con almeno 50 dipendenti, tale istituto è ora da considerarsi un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate anteriormente al 1° gennaio 2007 (e non ancora liquidate alla data di bilancio), mentre successivamente a tale data esso è assimilabile ad un piano a contribuzione definita.
Il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato (TFR) è calcolato su base attuariale secondo quanto previsto dallo IAS 19 ed in particolare utilizzando il metodo della proiezione dell'unità di credito (Projected Unit Credit Method). Alla data di riferimento del bilancio, l'importo maturato deve essere rivalutato per il periodo della durata futura prevista dal rapporto di lavoro. Infine, allo scopo di effettuare una ragionevole stima dell'ammontare dei benefici che ciascun dipendente ha già maturato a fronte delle sue prestazioni di lavoro, questo importo viene attualizzato utilizzando una metodologia
basata su varie ipotesi di natura demografica e finanziaria. Attraverso la valutazione attuariale si imputano al conto economico tra gli "Altri proventi (oneri) finanziari" l'interest cost, che costituisce l'onere figurativo che l'impresa sosterrebbe chiedendo al mercato un finanziamento di importo pari al TFR.
Gli utili e le perdite attuariali, che riflettono gli effetti derivanti da variazioni delle ipotesi attuariali, sono contabilizzati direttamente a patrimonio netto.
I debiti sono iscritti al valore nominale; la quota interessi inclusa nel loro valore nominale non maturata a fine periodo viene differita a periodi futuri.
I finanziamenti sono valutati inizialmente al costo, al netto degli oneri accessori di acquisizione. Tale valore viene rettificato successivamente per tener conto dell'eventuale differenza tra il costo iniziale e il valore di rimborso lungo la durata del finanziamento utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo. I finanziamenti sono classificati tra le passività correnti a meno che il Gruppo abbia il diritto incondizionato di differire l'estinzione di tale passività di almeno dodici mesi dopo la data di riferimento.
Il Gruppo CSP è esposto a rischi finanziari principalmente connessi a variazioni nei tassi di cambio e nei tassi di interesse. Il Gruppo utilizza strumenti derivati (principalmente contratti a termine su valute e contratti di acquisto/vendita di call/put options e contratti derivati su tassi di interesse su finanziamenti a medio-lungo termine) per coprire i rischi derivanti da variazioni delle valute estere con riferimento a impegni irrevocabili o operazioni future previste (ordini di acquisto) oppure derivanti dalla fluttuazione dei tassi di interesse. Il Gruppo non utilizza strumenti derivati con scopi di negoziazione.
Eventuali strumenti derivati vengono inizialmente rilevati al costo, e adeguati al fair value alle successive date di chiusura. Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che sono designati, e si rivelano efficaci, per la copertura dei flussi di cassa futuri relativi ad impegni contrattuali e ad operazioni previste sono rilevate direttamente nel patrimonio netto, mentre la porzione inefficace viene iscritta immediatamente a conto economico. Se gli impegni contrattuali o le operazioni previste oggetto di copertura si concretizzano nella rilevazione di attività o passività, nel momento in cui le attività o le passività sono rilevate, gli utili o le perdite sul derivato che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto vengono ricompresi nella valutazione iniziale del costo di acquisizione o del valore di carico dell'attività o della passività. Per le coperture di flussi finanziari che non si concretizzano nella rilevazione di attività o passività, gli importi che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto verranno inclusi nel conto economico nello stesso periodo in cui l'impegno contrattuale o l'operazione prevista coperti incidono sul conto economico, ad esempio, quando una vendita prevista si verifica effettivamente.
Per le coperture efficaci di un'esposizione a variazioni di fair value, la voce coperta è rettificata delle variazioni di fair value attribuibili al rischio coperto con contropartita di conto economico. Gli utili e le perdite derivanti dalla valutazione del derivato sono iscritti anch'essi a conto economico.
Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che non sono qualificati di copertura sono rilevate nel conto economico del periodo in cui si verificano.
Il metodo contabile della copertura è abbandonato quando lo strumento di copertura giunge a scadenza, è venduto, termina, o è esercitato, oppure non è più qualificato come di copertura. In tale momento, gli utili o le perdite accumulati dello strumento di copertura rilevati direttamente nel patrimonio netto sono mantenuti nello stesso fino al momento in cui l'operazione prevista si verifica effettivamente. Se l'operazione oggetto di copertura si prevede non si verificherà, gli utili o le perdite accumulati rilevati direttamente nel patrimonio netto sono trasferiti nel conto economico del periodo.
I derivati impliciti inclusi in altri strumenti finanziari o in altri contratti sono trattati come derivati separati, quando i loro rischi e caratteristiche non sono strettamente correlati a quelli dei contratti che li ospitano e questi ultimi non sono valutati a fair value con iscrizione dei relativi utili e perdite a conto economico.
Le azioni proprie sono iscritte in riduzione del patrimonio netto. Il costo originario delle azioni proprie ed i ricavi derivanti dalle eventuali vendite successive sono rilevati come movimenti di patrimonio netto.
I ricavi delle vendite e delle prestazioni sono rilevati al netto dei resi, degli sconti e degli abbuoni, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita delle merci quando si verifica l'effettivo trasferimento dei rischi e dei benefici rilevanti derivanti dalla proprietà o al compimento della prestazione.
I ricavi di natura finanziaria sono iscritti in base alla competenza temporale.
Il Costo del venduto comprende il costo di produzione o di acquisto dei prodotti e delle merci che sono state vendute. Include tutti i costi di materiali, di lavorazione e gli altri costi industriali. Questi comprendono gli ammortamenti di fabbricati, impianti e macchinari impiegati nella produzione e le svalutazioni delle rimanenze di magazzino.
Le spese sostenute per l'acquisto delle campagne pubblicitarie sono imputate a conto economico nel periodo della loro diffusione, mentre le altre spese di pubblicità e promozione sono imputate a conto economico nel periodo in cui sono sostenute.
I proventi finanziari includono gli interessi attivi sui fondi investiti, le differenze di cambio attive e i proventi derivanti dagli strumenti finanziari, quando non compensati nell'ambito di operazioni di copertura. Gli interessi attivi sono imputati a conto economico al momento della loro maturazione, considerando il rendimento effettivo.
Gli oneri finanziari includono gli interessi passivi sui debiti finanziari calcolati usando il metodo dell'interesse effettivo, le differenze di cambio passive e le perdite sugli strumenti finanziari derivati.
Le imposte sul reddito includono tutte le imposte calcolate sul reddito imponibile del Gruppo. Le imposte sul reddito sono rilevate nel conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci direttamente addebitate o accreditate a patrimonio netto, nei cui casi l'effetto fiscale è riconosciuto direttamente a patrimonio netto. Le altre imposte non correlate al reddito, come le tasse sugli immobili e sul capitale, sono incluse tra le altre spese operative.
Le imposte differite sono stanziate secondo il metodo dello stanziamento globale della passività. Esse sono calcolate su tutte le differenze temporanee che emergono tra la base imponibile di una attività o passività ed il valore contabile nel bilancio consolidato, ad eccezione dell'avviamento non deducibile fiscalmente e di quelle differenze derivanti da investimenti in società controllate per le quali non si prevede l'annullamento nel prevedibile futuro.
Le attività e le passività fiscali differite sono determinate con le aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili, nei rispettivi ordinamenti dei paesi in cui il Gruppo opera, negli esercizi nei quali le differenze temporanee saranno realizzate o estinte.
I crediti ed i debiti espressi originariamente in valuta estera sono convertiti in Euro ai cambi della data di effettuazione delle operazioni che li hanno originati. Le differenze cambio realizzate in occasione dell'incasso dei crediti e del pagamento dei debiti in valuta estera sono iscritte al conto economico.
I ricavi ed i proventi, i costi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta sono iscritti al cambio corrente alla data nella quale la relativa operazione è compiuta.
A fine periodo le attività e le passività espresse in valuta estera, ad eccezione delle immobilizzazioni, sono iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura ed i relativi utili e perdite su cambi sono imputati al conto economico.
I dividendi pagabili sono rappresentati come movimento di patrimonio netto nell'esercizio in cui sono approvati dall'Assemblea degli azionisti.
L'utile base per azione è calcolato dividendo il risultato economico del Gruppo per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante il periodo. L'utile diluito per azione è calcolato dividendo il risultato economico del Gruppo per la media ponderata delle azioni in circolazione, tenendo conto degli effetti di tutte le potenziali azioni ordinarie con effetto diluitivo.
La redazione del bilancio e delle relative note esplicative in applicazione degli IFRS richiede l'effettuazione di stime e di assunzioni che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data del bilancio. Le stime e le assunzioni utilizzate sono basate sull'esperienza e su altri fattori considerati rilevanti. I risultati che si consuntiveranno potrebbero differire da tali stime. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi immediatamente a conto economico.
In questo contesto si segnala che la situazione causata dall'attuale crisi economica e finanziaria ha comportato la necessità di effettuare assunzioni riguardanti l'andamento futuro caratterizzate da significativa incertezza, per cui non si può escludere il concretizzarsi, nel prossimo esercizio, di risultati diversi da quanto stimato e che quindi potrebbero richiedere rettifiche, ad oggi ovviamente né stimabili né prevedibili, anche significative, al valore contabile delle relative voci. Le voci di bilancio principalmente interessate da tali situazioni di incertezza sono i fondi svalutazione crediti e svalutazione magazzino, le attività non correnti (attività immateriali e materiali), i fondi per rischi ed oneri e le imposte differite attive.
Di seguito sono riepilogati i processi critici di valutazione e le assunzioni chiave utilizzate dalla Direzione nel processo di applicazione dei principi contabili riguardo al futuro e che possono avere effetti significativi sui valori rilevati nel bilancio o per le quali esiste il rischio che possano emergere rettifiche di valore significative al valore contabile delle attività e passività nell'esercizio successivo a quello di riferimento del bilancio.
Il fondo svalutazione crediti riflette la stima della Direzione circa le perdite relative ai crediti verso i clienti. La stima del fondo svalutazione crediti è basata sulle perdite attese da parte del Gruppo, determinate in funzione dell'esperienza passata per crediti simili, degli scaduti correnti e storici, delle perdite e degli incassi, dell'attento monitoraggio della qualità del credito e delle proiezioni circa le condizioni economiche e di mercato. Il prolungamento e l'eventuale peggioramento dell'attuale crisi economica e finanziaria potrebbe comportare un ulteriore deterioramento delle condizioni finanziarie dei debitori del Gruppo rispetto al peggioramento già preso in considerazione nella quantificazione dei fondi iscritti in bilancio.
Il bilancio consolidato del Gruppo include rimanenze di magazzino al netto del fondo svalutazione, iscritto a fronte del rischio di obsolescenza e di riduzione del valore di realizzo.
I processi e le modalità di valutazione delle rimanenze di magazzino sono basati su assunzioni che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione delle vendite future, alla loro stagionalità ed ai prezzi realizzabili in futuro.
Il fondo svalutazione magazzino riflette quindi la stima della Direzione circa le perdite di valore attese da parte del Gruppo, determinate in funzione dell'esperienza passata e dell'andamento storico e atteso del mercato.
Il Gruppo adotta un processo di svalutazione basato sull'individuazione dei codici interessati da fenomeni di obsolescenza e di lenta movimentazione delle giacenze. Il processo viene effettuato in primo luogo mediante un'analisi dei codici sulla probabilità di vendita.
L'analisi del fondo e della sua congruità viene infine supportata applicando una svalutazione basata su indici di rotazione degli articoli di magazzino, come rapporto tra vendite nell'ultimo anno e le giacenze di fine periodo.
Da policy del Gruppo si prevede non vengano effettuate svalutazioni superiori al valore recuperabile mediante la vendita della merce in stock. Ricordiamo infatti che il Gruppo attua una procedura di smaltimento dei prodotti obsoleti, principalmente articoli moda stagionali rimasti invenduti, ricorrendo a vendite a stock.
Le attività non correnti includono gli immobili, impianti e macchinari, le attività immateriali (incluso l'avviamento), le partecipazioni e le altre attività finanziarie.
La Direzione rivede periodicamente il valore contabile delle attività non correnti detenute ed utilizzate e delle attività che devono essere dismesse, quando fatti e circostanze richiedono tale revisione. Tale attività è svolta utilizzando le stime dei flussi di cassa attesi dall'utilizzo o dalla vendita del bene ed adeguati tassi di sconto per il calcolo del valore attuale. Quando il valore contabile di un'attività non corrente ha subito una perdita di valore, il Gruppo rileva una svalutazione per il valore dell'eccedenza tra il valore contabile del bene ed il suo valore recuperabile attraverso l'uso o la vendita dello stesso, determinata con riferimento ai più recenti piani.
I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit ("CGU"), in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2018-2020, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.
Stante il perdurare dell'attuale crisi economico-finanziaria, il Gruppo, ai fini della redazione del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2017 e, più in particolare, nell'effettuazione dei test di impairment di attività materiali e immateriali per le diverse CGU, ha preso in considerazione gli andamenti attesi per il 2018; inoltre, per gli anni successivi, il Gruppo ha aggiornato le precedenti proiezioni triennali per tenere conto, in senso cautelativo, del contesto economico-finanziario ancora profondamente segnato dall'attuale crisi.
In relazione alla vendita dei prodotti, il Gruppo accantona dei fondi relativi ai costi stimati per possibili resi di prodotto. La Direzione stabilisce il valore di tali fondi sulla base delle informazioni storiche circa la natura, frequenza e costo medio dei resi intervenuti.
Il Gruppo è soggetto a contenziosi legali riguardanti una limitata tipologia di problematiche (clienti, fornitori, agenti e dipendenti); stante le incertezze inerenti tali problematiche, è difficile predire con certezza l'esborso che deriverà da tali controversie. Nel normale corso del business, la Direzione si consulta con i propri consulenti legali ed esperti in materia legale, fiscale e giuslavoristica. Il Gruppo accerta una passività a fronte di tali contenziosi quando ritiene probabile che si verificherà un esborso finanziario e quando l'ammontare delle perdite che ne deriveranno può essere ragionevolmente stimato. Nel caso in cui non è probabile che esista un'obbligazione attuale, Il Gruppo dà informativa di una passività potenziale, a meno che la probabilità di impiegare risorse atte a produrre benefici economici sia remota.
Sono di seguito illustrati i principi e le interpretazioni che, alla data di redazione del bilancio consolidato del Gruppo, erano già stati emanati ma non erano ancora in vigore. Il Gruppo intende adottare questi principi quando entreranno in vigore.
Nel luglio 2014, lo IASB ha emesso la versione finale dell'IFRS 9 "Strumenti Finanziari" che sostituisce lo IAS 39 "Strumenti Finanziari: Rilevazione e valutazione" e tutte le precedenti versioni dell'IFRS 9. L'IFRS 9 riunisce tutti gli aspetti relativi al tema della contabilizzazione degli strumenti finanziari: classificazione e valutazione, perdita di valore e hedge accounting. Il principio è efficace per gli esercizi che iniziano al 1° gennaio 2018 o successivamente e ne è consentita l'applicazione anticipata. Con l'eccezione dell'hedge accounting (che si applica, salvo alcune eccezioni, in modo prospettico), è richiesta l'applicazione retrospettica del principio, ma non è obbligatorio fornire l'informativa comparativa. Il Gruppo adotterà il nuovo principio dalla data di entrata in vigore.
Il Gruppo non prevede impatti significativi sul proprio bilancio conseguentemente all'applicazione dei requisiti di classificazione e valutazione previsti dall'IFRS 9. I finanziamenti, così come i crediti commerciali, sono detenuti al fine dell'incasso alle scadenze contrattuali e ci si attende che generino
flussi di cassa rappresentati unicamente dagli incassi delle quote capitale ed interessi. Il Gruppo si attende pertanto che continueranno ad essere valutati, in accordo con l'IFRS 9, al costo ammortizzato. Il Gruppo analizzerà comunque in maggior dettaglio le caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali di questi strumenti prima di concludere se tutti rispettano i criteri per la valutazione al costo ammortizzato in accordo con l'IFRS 9.
L'IFRS 9 richiede che il Gruppo registri le perdite su crediti attese su tutte le proprie obbligazioni, finanziamenti e crediti commerciali, su base annuale o in base alla durata residua. Il Gruppo, che prevede di applicare l'approccio semplificato, non si attende impatti significativi sul proprio patrimonio netto, pur riservandosi comunque di svolgere un'analisi di maggior dettaglio che consideri tutte le informazioni ragionevoli e supportate, inclusi gli elementi previsionali.
Il Gruppo non detiene al momento relazioni di copertura designate come coperture efficaci e non applica pertanto hegde accounting. Qualora vengano effettuate nuove coperture, il Gruppo valuterà in maggior dettaglio nel futuro i possibili cambiamenti relativi alla contabilizzazione del valore temporale (time value) delle opzioni, dei punti forward e della differenza tra i tassi di interesse relativi a due valute.
L'IFRS 15, emesso a maggio 2014, introduce un nuovo modello in cinque fasi che si applicherà ai ricavi derivanti da contratti con i clienti. L'IFRS 15 prevede la rilevazione dei ricavi per un importo che riflette il corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente. Il nuovo principio, che sostituirà tutti gli attuali requisiti presenti negli IFRS in tema di riconoscimento dei ricavi, sarà efficace per gli esercizi che iniziano al 1° gennaio 2018 o successivamente, con piena applicazione retrospettica o modificata, e con possibilità di applicazione anticipata. Il Gruppo prevede di applicare il nuovo standard dalla data di efficacia obbligatoria, utilizzando il metodo dell'applicazione retrospettica.
Sulla base delle informazioni ad oggi disponibili non si prevedono impatti significativi rispetto all'attuale principio contabile.
Le modifiche trattano il conflitto tra l'IFRS 10 e lo IAS 28 con riferimento alla perdita di controllo di una controllata che è venduta o conferita ad una collegata o da una joint venture. Le modifiche chiariscono che l'utile o la perdita risultante dalla vendita o dal conferimento di attività che costituiscono un business, come definito dall'IFRS 3, tra un investitore ed una propria collegata o joint venture, deve essere interamente riconosciuto. Qualsiasi utile o perdita risultante dalla vendita o dal conferimento di attività che non costituiscono un business, è peraltro riconosciuto solo nei limiti della quota detenuta da investitori terzi nella collegata o joint venture. Lo IASB ha rinviato indefinitivamente la data di applicazione di queste modifiche, ma se un'entità decidesse di applicarle anticipatamente dovrebbe farlo prospetticamente. Non ci si attendono modifiche per il Gruppo.
Le modifiche allo IAS 7 Rendiconto finanziario fanno parte dell'Iniziativa sull'Informativa dello IASB e richiedono ad un'entità di fornire informazioni integrative che consentano agli utilizzatori del bilancio di valutare le variazioni delle passività legate all'attività di finanziamento, includendo sia le variazioni legate ai flussi di cassa che le variazioni non monetarie. Al momento dell'applicazione iniziale di questa modifica, l'entità non deve presentare l'informativa comparativa relativa ai periodi precedenti. Queste modifiche sono in vigore per gli esercizi che iniziano al 1 gennaio 2017 o successivamente, è consentita l'applicazione anticipata. L'applicazione delle modifiche comporterà per il Gruppo la necessita di fornire informativa aggiuntiva.
Le modifiche chiariscono che un'entità deve considerare se la normativa fiscale limita le fonti di reddito imponibile a fronte delle quali potrebbe effettuare deduzioni legate al rigiro delle differenze temporanee deducibili. Inoltre, la modifica fornisce linee guida su come un'entità dovrebbe determinare i futuri
redditi imponibili e spiega le circostanze in cui il reddito imponibile potrebbe includere il recupero di alcune attività per un valore superiore al loro valore di carico.
Le entità devono applicare queste modifiche retrospetticamente. Comunque, al momento dell'applicazione iniziale delle modifiche, la variazione nel patrimonio netto di apertura del primo periodo comparativo potrebbe essere rilevata tra gli utili portati a nuovo in apertura (o in un'altra voce di patrimonio netto, a seconda dei casi), senza allocare la variazione tra gli utili portati a nuovo in apertura e le altre voci di patrimonio netto. Le entità che applicano questa facilitazione devono darne informativa. Queste modifiche sono in vigore per gli esercizi che iniziano al 1 gennaio 2017 o successivamente, è consentita l'applicazione anticipata. Se un'entità applica anticipatamente queste modifiche ne deve dare informativa. Il Gruppo non si attende impatti dall'applicazione di queste modifiche.
Lo IASB ha emesso le modifiche all'IFRS 2 Pagamenti basati su azioni che trattano tre aree principali: gli effetti di una condizione di maturazione sulla misurazione di una transazione con pagamento basato su azioni regolata per cassa; la classificazione di una transazione con pagamento basato su azioni regolata al netto delle obbligazioni per ritenute d'acconto; la contabilizzazione qualora una modifica dei termini e delle condizioni di una transazione con pagamento basato su azioni cambia la sua classificazione da regolata per cassa a regolata con strumenti rappresentativi di capitale.
Al momento dell'adozione, le entità devono applicare le modifiche senza riesporre i periodi precedenti, ma l'applicazione retrospettica è consentita se scelta per tutte e tre le modifiche e vengono rispettati altri criteri. Queste modifiche sono in vigore per gli esercizi che iniziano al 1 gennaio 2018 o successivamente, è consentita l'applicazione anticipata. Il Gruppo non si attende impatti dall'applicazione di queste modifiche.
L'IFRS 16 è stato pubblicato nel gennaio 2016 e sostituisce lo IAS 17 Leasing, l'IFRIC 4 Determinare se un accordo contiene un leasing, il SIC-15 Leasing operativo – Incentivi e il SIC-27 La valutazione della sostanza delle operazioni nella forma legale del leasing. L'IFRS 16 definisce i principi per la rilevazione, la misurazione, la presentazione e l'informativa dei leasing e richiede ai locatari di contabilizzare tutti i contratti di leasing in bilancio sulla base di un singolo modello simile a quello utilizzato per contabilizzare i leasing finanziari in accordo con lo IAS 17. Il principio prevede due esenzioni per la rilevazione da parte dei locatari – contratti di leasing relativi ad attività di "scarso valore" (ad esempio i personal computer) ed i contratti di leasing a breve termine (ad esempio i contratti con scadenza entro i 12 mesi od inferiore). Alla data di inizio del contratto di leasing, il locatario rileverà una passività a fronte dei pagamenti del leasing (cioè la passività per leasing) ed un'attività che rappresenta il diritto all'utilizzo dell'attività sottostante per la durata del contratto (cioè il diritto di utilizzo dell'attività). I locatari dovranno contabilizzare separatamente le spese per interessi sulla passività per leasing e l'ammortamento del diritto di utilizzo dell'attività.
I locatari dovranno anche rimisurare la passività per leasing al verificarsi di determinati eventi (ad esempio: un cambiamento nelle condizioni del contratto di leasing, un cambiamento nei pagamenti futuri del leasing conseguente al cambiamento di un indice o di un tasso utilizzati per determinare quei pagamenti). Il locatario riconoscerà generalmente l'importo della rimisurazione della passività per leasing come una rettifica del diritto d'uso dell'attività.
La contabilizzazione prevista dall'IFRS 16 per i locatori è sostanzialmente invariata rispetto all'odierna contabilizzazione in accordo allo IAS 17. I locatori continueranno a classificare tutti i leasing utilizzando lo stesso principio di classificazione previsto dallo IAS 17 e distinguendo tra due tipologie di leasing: leasing operativi e leasing finanziari.
L'IFRS 16 richiede ai locatari ed ai locatori un'informativa più estesa rispetto allo IAS 17.
L'IFRS 16 entrerà in vigore per gli esercizi che iniziano al 1 gennaio 2019 o successivamente. E' consentita l'applicazione anticipata, ma non prima che l'entità abbia adottato l'IFRS 15. Un locatario può scegliere di applicare il principio utilizzando un approccio pienamente retrospettico o un approccio retrospettico modificato. Le disposizioni transitorie previste dal principio consentono alcune facilitazioni.
L'attività di valutazione degli effetti del nuovo principio è attualmente in corso.
La voce si riferisce al valore residuo esistente al 1 gennaio 2004, derivante dalle operazioni di acquisizione del Gruppo Le Bourget, per 8.374 migliaia di Euro, e di Lepel, successivamente fusa nella Capogruppo, per 3.042 migliaia di Euro.
Nel 2015 la voce si è incrementata di 438 migliaia di Euro per l'avviamento scaturito dall'acquisto della società tedesca Oroblù Germany GmbH.
Nel 2017 la voce si è ulteriormente incrementata di 1.793 migliaia di Euro, derivante da 1.191 migliaia di Euro di avviamento emerso in fase di conferimento del ramo di azienda e 602 migliaia di Euro per l'avviamento derivante dal maggior valore di acquisto della società Perofil Fashion S.r.l..
Lo IAS 36 prevede che il valore dell'avviamento, in quanto bene immateriale a vita utile indefinita, non sia ammortizzato, ma soggetto ad una verifica del valore d'iscrizione da effettuarsi almeno annualmente anche in assenza di indicatori di perdite di valore (cd. "impairment test"). Poiché l'avviamento non genera flussi di cassa indipendenti né può essere ceduto autonomamente, lo IAS 36 prevede una verifica del suo valore recuperabile in via residuale, determinando i flussi di cassa generati da un insieme di attività che individuano i complessi aziendali cui esso appartiene(cd. "Cash Generating Unit" o "CGU").
Il Gruppo verifica la recuperabilità dell'avviamento almeno una volta all'anno anche in assenza di indicatori di perdita di valore.
I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit ("CGU"), in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2018-2020, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.
L'avviamento è stato attribuito alle Cash Generating Unit dalle quali ci si attendono benefici connessi all'aggregazione; l'avviamento derivante dalla fusione di Lepel e dall'acquisizione di Perofil Fashion S.r.l. è allocato alla CGU Italia, l'avviamento derivante dall'acquisizione della Le Bourget S.A. è allocato alla CGU Francia, mentre quello relativo all'acquisizione di Oroblù Germany GmbH alla CGU Germania.
Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo successivo.
In merito al Value in Use, si è adottato il metodo del DCF considerando i flussi di cassa determinati sulla base del piano triennale 2018-2020 approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo in data 9 marzo 2018 e un tasso di attualizzazione pari a un WACC del 6,67% per la CGU Italia, del 5,67% per la CGU Francia e del 5,47% per la CGU Germania.
Nel calcolo dei WACC, si è considerato anche, a titolo prudenziale, un additional Premium pari al 2,5% per Italia, Germania e Francia, visto il perdurare dell'attuale situazione di incertezza che caratterizza i mercati e influenza sensibilmente le previsioni di crescita e di sostenibilità dei prossimi anni.
Si segnala inoltre che il terminal value è stato calcolato con tasso g (crescita a lungo termine) pari all'1%. Dal sopra citato impairment test non è emersa la necessità di procedere a svalutazioni.
Sono inoltre state effettuate alcune analisi di sensitività del valore recuperabile delle CGU per indicare il potenziale impatto in caso di evoluzione differente dei tassi g e WACC da quella elaborata dagli Amministratori; da tali analisi non sono emerse ipotesi di possibili svalutazioni per quanto riguarda le CGU Francia e Germania, mentre nella CGU Italia si evidenziano possibili perdite di valore per determinate combinazioni.
Nella tabella sottostante sono riportati i risultati di tali analisi:
| CGU Italia | WACC | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| 6,17% | 6,67% | 7,17% | ||||
| 0,50% | 3.413.888 | (474.052) | (3.772.399) | |||
| tasso g | 1,00% | 7.624.286 | 3.021.186 | (828.677) | ||
| 1,50% | 12.735.857 | 7.192.207 | 2.634.024 |
| CGU Francia | WACC | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| 5,17% | 5,67% | 6,17% | ||||
| 0,50% | 46.940.096 | 39.858.334 | 34.025.598 | |||
| tasso g | 1,00% | 54.956.506 | 46.262.690 | 39.250.575 | ||
| 1,50% | 65.158.117 | 54.203.415 | 45.594.750 |
| CGU Germania | WACC | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| 4,97% | 5,47% | 5,97% | ||||
| 0,50% | 1.147.278 | 968.852 | 823.324 | |||
| tasso g | 1,00% | 1.353.797 | 1.132.225 | 955.552 | ||
| 1,50% | 1.619.899 | 1.336.791 | 1.117.387 |
| Software | Marchi | Altre | Totale | |
|---|---|---|---|---|
| e Licenze | ||||
| Costo Storico | ||||
| Al 1 gennaio 2016 | 11.756 | 6.993 | 3.170 | 21.919 |
| Incrementi | 289 | 0 | 696 | 985 |
| Decrementi | 0 | 0 | (537) | (537) |
| Al 31 dicembre 2016 | 12.046 | 6.993 | 3.329 | 22.367 |
| Incrementi | 436 | 0 | 0 | 436 |
| Decrementi | (91) | 0 | (650) | (741) |
| Altri movimenti | 0 | 0 | (997) | (997) |
| Acquisizione Perofil | 1.060 | 6.439 | 0 | 7.499 |
| Altri movimenti Perofil | (16) | 0 | 0 | (16) |
| Al 31 dicembre 2017 | 13.436 | 13.432 | 1.682 | 28.548 |
| Ammortamenti e svalutazioni | ||||
| Al 1 gennaio 2016 | 11.395 | 2.091 | 1.356 | 14.842 |
| Ammortamenti dell'anno | 332 | 394 | 245 | 971 |
| Decrementi | 0 | 0 | (537) | (537) |
| Al 31 dicembre 2016 | 11.727 | 2.485 | 1.064 | 15.276 |
| Ammortamenti dell'anno | 369 | 736 | 57 | 1.162 |
| Decrementi | (91) | 0 | 0 | (91) |
| Altri movimenti | 0 | 0 | (340) | (340) |
| Acquisizione Perofil | 1.036 | 1.886 | 0 | 2.922 |
| Altri movimenti Perofil | (16) | 0 | 0 | (16) |
| Al 31 dicembre 2017 | 13.025 | 5.107 | 781 | 18.913 |
| Valore netto contabile: | ||||
| Al 1 gennaio 2016 | 363 | 4.902 | 1.814 | 7.079 |
| Al 31 dicembre 2016 | 319 | 4.508 | 2.265 | 7.091 |
| Al 31 dicembre 2017 | 411 | 8.325 | 901 | 9.635 |
Le Altre attività immateriali al 31 dicembre 2017 ammontano a 9.635 migliaia di Euro.
I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit ("CGU"), in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2018-2020, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.
L'incremento dell'esercizio per la voce 'Software' è relativo principalmente ai costi sostenuti per l'aggiornamento del sistema informativo gestionale SAP della Capogruppo.
Nella voce 'Marchi' sono compresi i marchi Cagi, Liberti e Well e i marchi Perofil e Luna di Seta, acquistati nel 2017 e pari a 4.021 migliaia di Euro, e i costi per licenza su marchi di terzi Bikkembergs per 191 migliaia di Euro.
Il marchio Cagi, acquistato dalla Capogruppo nel 2013, il marchio Liberti, acquistato dalla Capogruppo nel 2008 e i marchi Perofil e Luna di Seta sono ammortizzati lungo un periodo di 10 anni, corrispondente al periodo di tutela giuridica ritenuto dagli Amministratori rappresentativo dell'arco temporale nel quale, sulla base degli elementi attualmente disponibili, è possibile ragionevolmente aspettarsi contributi positivi ai flussi di cassa della Società.
Il marchio Well non è ammortizzato in quanto a vita utile indefinita.
Ai fini dell'impairment test i marchi Liberti, Cagi, Perofil e Luna di Seta sono stati attribuiti alla Cash Generating Unit Italia, mentre quello Well alla CGU Francia, non evidenziando la necessità di svalutazione.
Nella voce 'Altre' sono compresi gli importi pagati dalla Società CSP Paris per l'apertura di 3 punti vendita in Francia, per un importo complessivo di 900 migliaia di Euro.
Tali importi sono considerati attività immateriali a vita utile indefinita e pertanto non sono stati assoggettati ad ammortamento.
Nel corso del 2017 la Capogruppo ha incassato il key money relativo all'apertura del punto vendita ad insegna Oroblù di Verona chiuso a fine esercizio comportando una minusvalenza di 100 migliaia di Euro.
| Terreni e | Impianti e | Attrezzature | Altri | Immobilizz. | Totale | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| fabbricati | macchinari | beni | in corso | |||
| Costo Storico | ||||||
| Al 1 gennaio 2016 | 33.337 | 43.429 | 19.691 | 8.146 | 6 | 104.609 |
| Incrementi | 0 | 144 | 57 | 554 | 800 | 1.555 |
| Cessioni | 0 | (876) | (351) | (116) | (8) | (1.351) |
| Altri movimenti | 0 | 0 | 39 | 644 | (683) | 0 |
| Al 31 dicembre 2016 | 33.337 | 42.697 | 19.436 | 9.228 | 115 | 104.813 |
| Incrementi | 0 | 694 | 8 | 283 | 1.186 | 2.171 |
| Decrementi | 0 | (1.516) | (190) | (263) | (8) | (1.977) |
| Altri movimenti | 0 | 98 | 664 | 997 | (880) | 879 |
| Acquisizione Perofil | 0 | 1.214 | 376 | 2.008 | 0 | 3.598 |
| Altri movimenti Perofil | 0 | (85) | (14) | (13) | 0 | (112) |
| Al 31 dicembre 2017 | 33.337 | 43.102 | 20.280 | 12.240 | 413 | 109.372 |
| Ammortamenti e svalutazioni | ||||||
| Al 1 gennaio 2016 | 21.860 | 40.696 | 18.545 | 6.515 | 0 | 87.616 |
| Ammortamenti dell'anno | 506 | 566 | 270 | 404 | 0 | 1.746 |
| Cessioni | 0 | (867) | (346) | (115) | 0 | (1.328) |
| Altri movimenti | 0 | (30) | 0 | 30 | 0 | 0 |
| Al 31 dicembre 2016 | 22.366 | 40.365 | 18.469 | 6.834 | 0 | 88.034 |
| Ammortamenti dell'anno | 504 | 550 | 283 | 684 | 0 | 2.021 |
| Cessioni | 0 | (1.492) | (190) | (235) | 0 | (1.917) |
| Altri movimenti | 0 | 0 | 0 | 340 | 0 | 340 |
| Acquisizione Perofil | 0 | 1.125 | 372 | 1773 | 0 | 3.270 |
| Altri movimenti Perofil | 0 | (85) | (14) | (13) | 0 | (112) |
| Al 31 dicembre 2017 | 22.870 | 40.463 | 18.920 | 9.383 | 0 | 91.636 |
| Valore netto contabile: | ||||||
| Al 1 gennaio 2016 | 11.477 | 2.734 | 1.146 | 1.631 | 6 | 16.994 |
| Al 31 dicembre 2016 | 10.971 | 2.333 | 967 | 2.394 | 115 | 16.780 |
| Al 31 dicembre 2017 | 10.467 | 2.639 | 1.360 | 2.857 | 413 | 17.736 |
Le attività materiali al 31 dicembre 2017 ammontano a 17.736 migliaia di Euro.
I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit ("CGU"), in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2018-2020, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.
Nell'esercizio in esame sono stati effettuati investimenti lordi per complessive 2.171 migliaia di Euro, relativi principalmente all'acquisto di nuovi macchinari in sostituzione di altri ormai obsoleti e completamente ammortizzati.
I decrementi del periodo si riferiscono a cessioni di macchinari ed attrezzature completamente ammortizzati.
Tale voce, pari a 110 migliaia di Euro, si riferisce prevalentemente ai depositi cauzionali.
La voce, pari a 4.038 migliaia di Euro al 31 dicembre 2017 e a 4.515 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016, accoglie le imposte differite attive sulle differenze temporanee tra i valori iscritti in bilancio e i corrispondenti valori fiscali, principalmente riconducibili a fondi tassati (fondo svalutazione crediti/magazzino e fondi rischi) che saranno fiscalmente deducibili in esercizi futuri (i dettagli sono esposti nell'allegato n. 2).
Risultano inoltre stanziate, per la Capogruppo, le imposte differite attive per 561 migliaia di Euro in relazione a perdite fiscali di esercizi precedenti riportabili illimitatamente, per le quali, sulla base del business plan predisposto dalla Società, è probabile l'esistenza di redditi imponibili futuri a fronte dei quali tali perdite potranno essere utilizzate.
Non sono invece state prudenzialmente attivate le imposte differite attive sulla perdita fiscale degli esercizi 2015 e 2016 e quelle relative all'esercizio 2017, per un ammontare complessivo pari a 2.072 migliaia di Euro.
Il bilancio consolidato del Gruppo include rimanenze di magazzino pari a 35.184 migliaia di Euro, al netto di un fondo svalutazione di Euro 6.089 migliaia di Euro iscritto a fronte del rischio di obsolescenza e di riduzione del valore di realizzo.
I processi e le modalità di valutazione delle rimanenze di magazzino sono basati su assunzioni che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione delle vendite future, alla loro stagionalità ed ai prezzi realizzabili in futuro.
31/12/17 di cui Perofil 31/12/16 Variazione Valore lordo 41.273 3.759 41.221 52 Fondo svalutazione (6.089) (636) (6.611) 522 35.184 3.123 34.610 574
Le rimanenze di magazzino sono così rappresentate:
| 31/12/17 | di cui Perofil | 31/12/16 | Variazione | |
|---|---|---|---|---|
| Materie prime, sussidiarie e di consumo | 7.578 | 1.714 | 6.044 | 1.534 |
| Fondo svalutazione | (1.008) | (145) | (958) | (50) |
| 6.570 | 1.569 | 5.086 | 1.484 | |
| Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati | 7.584 | 309 | 7.701 | (117) |
| Fondo svalutazione | (88) | 0 | (239) | 139 |
| 7.496 | 309 | 7.462 | 22 | |
| Prodotti finiti e merci | 26.111 | 1.736 | 27.476 | (1.365) |
| Fondo svalutazione | (4.993) | (491) | (5.414) | 433 |
| 21.118 | 1.245 | 22.062 | (932) | |
| Totale | 35.184 | 3.123 | 34.610 | 574 |
Le rimanenze di magazzino evidenziano un incremento netto di 574 migliaia rispetto all'esercizio precedente, di cui 3.123 migliaia di Euro dovute all'inclusione di Perofil nell'area di consolidamento. Il valore delle rimanenze al netto dell'inclusione di Perofil registra invece un decremento di 2.549 migliaia di Euro.
Ricordiamo, infine, che il Gruppo attua una procedura di smaltimento dei prodotti obsoleti, principalmente articoli moda stagionali rimasti invenduti, ricorrendo a vendite a stock; la merce che alla fine dell'esercizio risultava ancora in giacenza è stata opportunamente svalutata allineandola al presunto valore di realizzo.
I crediti verso clienti ammontano a 28.676 migliaia di Euro, al netto del fondo svalutazione crediti pari a 675 migliaia di Euro (1.313 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016). Detto fondo è stato determinato svolgendo una analisi puntuale di tutte le posizioni a rischio di recuperabilità e di tutte le posizioni riferite a crediti in contenzioso. Tale svalutazione è inoltre supportata dalle analisi e dai dati storici relativi alle perdite su crediti sofferte in passato.
Non vi sono crediti esigibili oltre i cinque anni.
La ripartizione dei crediti commerciali per termini di scadenza, con l'evidenza degli importi a valore nominale e della relativa svalutazione applicata, è la seguente:
| 31/12/17 | di cui | di cui Perofil | 31/12/16 | di cui | |
|---|---|---|---|---|---|
| svalutazione | svalutazione | ||||
| A scadere | 23.236 | 15 | 2.220 | 23.837 | 11 |
| Scaduto da 1 a 30 giorni | 2.776 | 1 | 463 | 1.119 | 12 |
| Scaduto da 31 a 90 giorni | 1.986 | 6 | 388 | 1.483 | 13 |
| Scaduto da 91 a 180 giorni | 327 | 12 | 171 | 402 | 53 |
| Scaduto da 181 a 365 giorni | 573 | 188 | (5) | 779 | 125 |
| Scaduto da oltre 366 giorni | 453 | 453 | 1.438 | 1.099 | |
| Totale | 29.351 | 675 | 3.237 | 29.058 | 1.313 |
Si ritiene che il valore contabile dei crediti commerciali approssimi il loro fair value.
La ripartizione dei crediti commerciali per area geografica è la seguente:
| 31/12/17 | di cui Perofil | 31/12/16 | |
|---|---|---|---|
| Italia | 14.365 | 2.900 | 11.450 |
| Francia | 12.117 | 105 | 14.073 |
| Unione Europea | 1.042 | 125 | 648 |
| Resto del Mondo | 1.152 | 78 | 1.574 |
| Totale | 28.676 | 3.208 | 27.745 |
La movimentazione del fondo svalutazione crediti è la seguente:
| Saldo iniziale | Accantonamenti | Utilizzi | Saldo finale | di cui Perofil |
|---|---|---|---|---|
| 1.313 | 269 | (907) | 675 | 29 |
La composizione della suddetta voce è la seguente:
| 31/12/17 | di cui Perofil | 31/12/16 | |
|---|---|---|---|
| Erario c/IVA | 4 | 0 | 1.077 |
| Anticipi a fornitori | 129 | 109 | 115 |
| Crediti verso Enti | 616 | 7 | 420 |
| Crediti per imposte | 581 | 0 | 638 |
| Risconti attivi | 331 | 24 | 367 |
| Altri crediti | 1.329 | 65 | 326 |
| Totale | 2.990 | 205 | 2.943 |
L'incremento rispetto al 31 dicembre 2016 è pari a 47 migliaia di Euro.
La differenza più significativa si riferisce al decremento del credito IVA della Capogruppo per 1.073 migliaia di Euro, controbilanciato dall'incremento degli altri crediti per 1.003 migliaia di Euro, dovuto principalmente al credito fiscale iscritto da CSP Paris pari a 635 migliaia di Euro.
Si ritiene che il valore contabile dei Crediti finanziari, crediti vari e altre attività approssimi il loro fair value.
L'ammontare complessivo delle disponibilità liquide del Gruppo è pari a 25.632 migliaia di Euro (32.581 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016) a fronte di temporanee disponibilità su c/c bancari in attesa di utilizzi futuri.
I valori esposti possono essere convertiti in cassa prontamente e sono soggetti ad un rischio di variazione di valore non significativo. Si ritiene che il valore di carico delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti sia allineato al loro fair value alla data di bilancio.
Il Patrimonio netto al 31 dicembre 2017 ammonta a 71.176 migliaia di Euro, in decremento di 335 migliaia di Euro rispetto al 31 dicembre 2016 a seguito principalmente della riduzione per la distribuzione di dividendi della Capogruppo controbilanciata dal risultato complessivo dell'esercizio.
Il capitale sociale al 31 dicembre 2017, interamente sottoscritto e versato, risulta costituito da 33.259.328 azioni ordinarie da nominali Euro 0,52 cadauna. Nessuna variazione è intervenuta nel periodo in esame.
Riguardo al capitale sociale e alle riserve delle società per azioni la normativa italiana stabilisce che: - il capitale sociale della Società non può avere valore inferiore a 120.000 Euro;
del capitale che il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo, o la trasformazione della Società;
la riserva sovrapprezzo azioni viene costituita se la Società emette azioni ad un prezzo superiore al loro valore nominale e non può essere distribuita fino a che la riserva legale non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale;
per quanto riguarda le azioni proprie, la Società non può acquistare azioni proprie se non nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio regolarmente approvato. L'acquisto deve essere autorizzato dall'Assemblea e in nessun caso il valore nominale delle azioni acquistate può eccedere la quinta parte del capitale sociale.
Gli utili netti risultanti dal bilancio annuale della Società devono essere così destinati:
alla riserva legale il 5% fino a che questa non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale;
ad ulteriore accantonamento a riserva legale, alla riserva straordinaria e/o ad utili portati a nuovo per eventuali assegnazioni deliberate dall'Assemblea.
Gli obiettivi identificati dalla CSP International Fashion Group S.p.A. nella gestione del capitale sono la creazione di valore per la generalità degli azionisti, la salvaguardia della continuità aziendale ed il supporto allo sviluppo del Gruppo.
Tali riserve sono così ripartite:
| 31/12/17 | 31/12/16 |
|---|---|
| 2.889 | 2.845 |
| 21.859 | 21.859 |
| (1.180) | (1.134) |
| 29.438 | 29.161 |
| 53.006 | 52.731 |
Le Azioni proprie al 31 dicembre 2017 sono costituite da n. 1.000.000 azioni ordinarie acquistate per un costo di acquisto pari a 888 migliaia di Euro; nell'esercizio in esame non sono state acquistate azioni.
Le condizioni di compravendita sono state deliberate dall'Assemblea degli azionisti del 28 aprile 2017 con l'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie sui mercati regolamentati secondo le seguenti modalità:
Si informa altresì che nel caso in cui si procedesse all'alienazione delle azioni, le modalità di rivendita sarebbero le seguenti:
L'utile base per azione al 31 dicembre 2017 è pari a 0,030 Euro (al 31 dicembre 2016 utile base per azione pari a 0,049 Euro) ed è calcolato dividendo il risultato del Gruppo per la media ponderata delle azioni in circolazione durante il periodo.
L'utile diluito per azione coincide con l'utile per azione.
I debiti verso banche scadenti oltre 12 mesi ammontano a 11.240 migliaia di Euro e sono diminuiti di 2.565 migliaia di Euro rispetto al 31 dicembre 2016. La variazione accoglie l'effetto della riclassifica nelle passività finanziarie correnti delle quote esigibili entro 12 mesi e il rimborso delle rate dei mutui in scadenza.
La ripartizione dei debiti bancari oltre 12 mesi per termini di rimborso, esposti al netto dei relativi oneri accessori, è la seguente:
| 31/12/17 | 31/12/16 | |
|---|---|---|
| - scadenti da 1 a 2 anni | 5.659 | 4.919 |
| - scadenti da 2 a 3 anni | 3.730 | 4.759 |
| - scadenti da 3 a 4 anni | 1.851 | 2.651 |
| - scadenti da 4 a 5 anni | 0 | 1.476 |
| - scadenti oltre 5 anni | 0 | 0 |
| Totale | 11.240 | 13.805 |
Tali debiti bancari si riferiscono ai seguenti finanziamenti (comprensivi anche della quota corrente):
| Istituto di credito | Data di | 31/12/17 | Tasso periodo di |
|---|---|---|---|
| stipula | preammortamento | ||
| Finanziamento Mediocredito Italiano | 30.04.2015 | 2.366 Euribor a 3 mesi + spread 0,75% | |
| Finanziamento Banca Nazionale del Lavoro | 30.06.2015 | 2.500 Euribor a 6 mesi + spread 0,75% | |
| Finanziamento UBI – Banco di Brescia | 21.10.2016 | 2.371 Euribor a 3 mesi + spread 0,50% | |
| Finanziamento Mediocredito Italiano | 28.10.2016 | 2.400 Euribor a 3 mesi + spread 0,57% | |
| Finanziamento Banca Nazionale del Lavoro | 28.12.2016 | 1.600 Tasso Fisso 0,45% | |
| Finanziamento UBI – Unione di Banche Italiane 28.06.2017 | 2.918 Euribor a 3 mesi + spread 0,50% | ||
| Finanziamento Monte dei Paschi di Siena | 30.06.2017 | 2.625 Tasso Fisso 0,50% | |
| Finanziamento Banque Scalbert Dupont | 29.04.2009 | 290 Euribor a 3 mesi + spread 0,7% | |
| 17.070 |
Nel corso del 2017 la Capogruppo ha posto in essere alcune operazioni relative ai finanziamenti, estinguendo anticipatamente i mutui in essere e sottoscrivendone di nuovi a condizioni più vantaggiose, e più precisamente:
In data 28.06.2017 è stato sottoscritto con UBI – Unione di Banche Italiane un nuovo finanziamento chirografario di Euro 3.500.000 con piano di rimborso trimestrale posticipato ed ultima rata in data 30.06.2020, e con il quale in data 30.06.2017 è stato estinto totalmente e in modo anticipato il finanziamento chirografario, in essere con la stessa banca per un debito residuo pari al 3.027 migliaia di Euro.
In data 30.06.2017 è stato acceso un nuovo finanziamento chirografario con Monte di Paschi di Siena di Euro 3.000.000,00 con piano di rimborso trimestrale posticipato ed ultima rata in data 30.06.2021;
Entrambi i finanziamenti di Banca Nazionale del Lavoro prevedono per tutta la durata dei suddetti contratti, il rispetto dei seguenti covenants determinati sui risultati consolidati del Gruppo CSP:
| Rapporto Posizione Finanziaria Netta / EBITDA | =</th | 3,50 | 3,50 |
|---|---|---|---|
| Rapporto Posizione Finanziaria Netta / PN | =</td | 1,00 | 1,00 |
Alla data della chiusura dell'esercizio tali covenants risultano rispettati.
Gli altri finanziamenti non contemplano covenants da rispettare.
La voce Trattamento di fine rapporto (TFR) riflette l'indennità prevista sia dalla legislazione francese che da quella italiana; quest'ultima, modificata dalla Legge n. 296/2006, prevede che l'indennità maturata
dai dipendenti fino al 31 dicembre 2006 verrà liquidata al momento dell'uscita del dipendente. In presenza di specifiche condizioni, può essere parzialmente anticipata al dipendente nel corso della vita lavorativa.
La valutazione attuariale evidenzia quindi un valore del fondo TFR al 31 dicembre 2017 pari a 6.981 migliaia di Euro e riflette l'indennità maturata a fine periodo dai dipendenti del Gruppo calcolata su base attuariale. La movimentazione del fondo è riepilogata in sintesi come segue:
| Saldo iniziale |
Perofil | Interest cost |
Indennità accantonate |
Indennità liquidate |
Utili/(Perdit e) attuariali |
Saldo finale |
di cui Perofil |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| TFR | 7.155 | 486 | 98 | 84 | (883) | 41 | 6.981 | 476 |
Si segnala inoltre che la contabilizzazione degli utili/perdite attuariali è imputata direttamente a patrimonio netto.
Si precisa, infine, che il Gruppo ha esposto la componente interessi dell'onere relativo ai piani per dipendenti a benefici definiti nella voce oneri finanziari, con conseguente incremento degli oneri finanziari di periodo di 98 migliaia di Euro (119 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016).
Il modello di valutazione attuariale si fonda sulle cosiddette basi tecniche, che costituiscono le ipotesi di natura demografica ed economico-finanziaria relative ai parametri coinvolti nel calcolo.
In sintesi, le assunzioni adottate sono state le seguenti:
| Tasso tecnico di attualizzazione | 1,30% |
|---|---|
| Tasso annuo di inflazione | 1,5% |
| Tasso annuo di incremento TFR | Da 1,5 a 3,0% |
Ipotesi demografiche
| Tasso di mortalità | In linea con quanto indicato dalle | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| risultanze ufficiali dell'Istituto |
|||||
| Nazionale di Statistica 2004 per | |||||
| uomini e donne in l'Italia e |
|||||
| dall'Institut National de la |
|||||
| Statistique et des Etudes |
|||||
| Economiques 2005 in Francia | |||||
| Invalidità | In linea con quanto indicato dalle | ||||
| risultanze ufficiali dell'INPS 1998 | |||||
| per uomini e donne in Italia, non | |||||
| applicabile in Francia. | |||||
| Turnover del personale | Turnover del personale dal 2,5 al | ||||
| 3,0% per anno su tutte le età | |||||
| Anticipi | 1,5% per anno variabile in base | ||||
| all'età/anzianità per l'Italia, non | |||||
| previsto in Francia | |||||
| Età di pensionamento | Il raggiungimento del primo dei | ||||
| requisiti pensionabili validi per |
|||||
| l'Assicurazione Generale |
|||||
| Obbligatoria in Italia ed a 65 anni in | |||||
| Francia. |
In merito alla scelta del tasso di attualizzazione, con riferimento alla attuale situazione di alta volatilità dei mercati finanziari, si è scelto di prendere come indice di riferimento l'indice per l'Eurozona Iboxx Corporate AA con durata coerente con la durata media finanziaria del collettivo oggetto di valutazione.
Nell'ipotesi che il tasso di attualizzazione aumentasse dello 0,25% l'effetto positivo sulla valutazione del TFR sarebbe di 221 migliaia di Euro.
Nell'ipotesi che il tasso di attualizzazione diminuisse dello 0,25% l'effetto negativo sulla valutazione del TFR sarebbe di 194 migliaia di Euro.
Di seguito esponiamo la movimentazione e composizione di tale voce:
| Saldo | Perofil | Accanton. | Utilizzi | Saldo | di cui Perofil | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| iniziale | finale | |||||
| Fondo ind. suppl. clientela | 843 | 719 | 233 | (69) | 1.726 | 734 |
| Fondo ristrutturazione | 148 | 443 | (535) | 56 | 0 | |
| Fondo resi clienti | 754 | 195 | (103) | 846 | 14 | |
| Fondo rischi per contenziosi | 484 | 9 | (396) | 97 | 0 | |
| Totale | 2.229 | 719 | 880 | (1.103) | 2.725 | 748 |
Il fondo indennità suppletiva di clientela è relativo all'indennità maturata dagli agenti, calcolata in accordo con la normativa e i contratti collettivi vigenti.
Il fondo rischi per contenziosi si riferisce ad accantonamenti fatti in relazione a rischi derivanti da cause mosse da terzi, in prevalenza fornitori ed erario. La controllata CSP Paris ha utilizzato nel periodo 391 migliaia di Euro accantonati nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2016, per una controversia con l'Amministrazione fiscale francese relativa ad una verifica effettuata per gli anni 2013 e 2014.
La voce 'fondo ristrutturazione', il cui valore residuo ammonta a 50 migliaia di Euro, si riferisce all'accantonamento effettuato dalla Capogruppo in relazione al programma di riorganizzazione della struttura aziendale che si completerà definitivamente agli inizi del 2018.
Alla data di chiusura del presente bilancio si fa presente che per la Capogruppo è pendente una controversia fiscale conseguente alla verifica condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Mantova, conclusasi in data 26 maggio 2015.
In data 4 gennaio 2018 l'Agenzia delle Entrate di Mantova ha notificato l'avviso di accertamento, dove sono stati confermati l'ammontare dei rilievi formalizzati dai verificatori.
La Società, allo stato attuale, ritiene non ci siano motivazioni tali da comportare la necessità di accantonamenti in bilancio in quanto il rischio di soccombenza non viene ritenuto, anche con l'ausilio del parere di consulenti fiscali, probabile.
La voce, pari a 3.467 migliaia di Euro al 31 dicembre 2017 ed a 2.653 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016, accoglie le imposte differite accantonate sulle differenze temporanee tra i valori delle attività e delle passività iscritte in bilancio, principalmente riconducibili alla rateizzazione di plusvalenze patrimoniali e alle scritture di consolidamento. L'incremento delle imposte differite è prevalentemente relativo per 1.114 migliaia di Euro all'iscrizione effettuata nell'ambito del conferimento del ramo d'azienda di Perofil Fashion S.r.l..
La ripartizione dei debiti bancari entro 12 mesi è la seguente:
| 31/12/17 | di cui Perofil | 31/12/16 | |
|---|---|---|---|
| Debiti correnti | 2.950 | 2.950 | 0 |
| -Mutui scadenti entro 1 anno | 5.830 | 0 | 4.909 |
| Totale | 8.780 | 2.950 | 4.909 |
La dinamica completa della variazione dei flussi finanziari è esposta nel Rendiconto finanziario.
Al 31 dicembre 2017 e alla data di redazione delle presenti note, l'ammontare delle linee di credito a breve concesse alle società del Gruppo dagli istituti di credito a fronte delle diverse forme di possibile utilizzo è pari a 47.500 migliaia di Euro.
Di seguito si espone la composizione dell'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2017 e 2016:
| 31/12/17 | di cui Perofil | 31/12/16 | |
|---|---|---|---|
| Debiti verso banche a breve | 2.950 | 2.950 | 0 |
| Quota a breve dei debiti a medio lungo termine | 5.830 | 0 | 4.909 |
| Cassa e banche attive | (25.632) | (90) | (32.581) |
| Indebitamento finanziario a breve | (16.852) | 2.860 | (27.672) |
| Finanziamenti a medio lungo termine al netto delle | |||
| quote correnti | 11.240 | 0 | 13.805 |
| IndeIndebitamento finanziario netto | (5.612) | 2.860 | (13.867) |
La posizione finanziaria netta è peggiorata di 8.255 migliaia di Euro ed evidenzia un saldo a credito.
Il saldo registra un decremento di 2.789 migliaia di Euro, soprattutto per fenomeni legati alla dinamica temporale degli acquisti. I debiti verso fornitori sono tutti liquidabili entro l'esercizio successivo.
La ripartizione dei debiti commerciali per area geografica è la seguente:
| 31/12/17 | di cui Perofil | 31/12/16 | |
|---|---|---|---|
| Italia | 14.838 | 2.027 | 15.627 |
| Francia | 6.796 | 25 | 8.630 |
| Unione Europea | 816 | 233 | 1.248 |
| Resto del Mondo | 1.952 | 155 | 1.686 |
| Totale | 24.402 | 2.440 | 27.191 |
| La ripartizione dei debiti commerciali per termini di scadenza è la seguente: | ||||
|---|---|---|---|---|
| 31/12/17 | di cui Perofil | 31/12/16 | ||
| Scaduto | 1.713 | (39) | 971 | |
| A scadere da 1 a 30 giorni | 8.424 | 313 | 11.086 | |
| A scadere da 31 a 90 giorni | 10.389 | 1.016 | 11.809 | |
| A scadere da 91 a 180 giorni | 3.442 | 1.150 | 2.743 | |
| A scadere da 181 a 365 giorni | 428 | 0 | 582 | |
| A scadere oltre 366 giorni | 6 | 0 | 0 | |
| Totale | 24.402 | 2.440 | 27.191 |
Si ritiene che il valore contabile dei debiti commerciali alla data di bilancio approssimi il loro fair value.
La ripartizione dei debiti vari e altre passività è la seguente:
| 31/12/17 | di cui Perofil | 31/12/16 | |
|---|---|---|---|
| Debiti v/dipendenti per competenze | 4.077 | 239 | 4.357 |
| Debiti v/ istituti di previdenza | 3.767 | 357 | 3.583 |
| Debiti per imposte (IVA) | 201 | 68 | 293 |
| Ratei e risconti passivi | 129 | 8 | 188 |
| Altri debiti | 710 | 293 | 288 |
| Totale | 8.884 | 965 | 8.709 |
I debiti vari e altre passività sono aumentati di 175 migliaia di Euro rispetto all'esercizio precedente e riguardano principalmente i debiti relativi al lavoro dipendente.
Si ritiene che il valore contabile dei debiti vari e altre passività alla data di bilancio approssimi il loro fair value.
La voce è pari a 1 migliaia di Euro.
Si ritiene che il valore contabile dei debiti per imposte correnti alla data di bilancio approssimi il loro fair value.
Le fidejussioni sono rilasciate prevalentemente da istituti di credito a favore di terzi per l'ordinaria gestione dell'attività.
| Elenchiamo di seguito la suddivisione per Istituto di credito al 31 dicembre 2017 e 2016: | ||
|---|---|---|
| 31/12/17 | di cui Perofil | 31/12/16 | |
|---|---|---|---|
| Fideiussioni: | |||
| - Monte dei Paschi di Siena | 27 | 0 | 57 |
| - Banca Popolare dell'Emilia Romagna | 0 | 0 | 11 |
| - UBI Banca | 27 | 27 | 0 |
| - Banca Intesa | 56 | 0 | 56 |
| Totale | 110 | 27 | 124 |
Si segnala inoltre che la Capogruppo ha stipulato tre garanzie per un importo complessivo di 5.580 migliaia di Euro, una a favore della società Perofil S.p.A. (pari a 1.000 migliaia di Euro) e due a favore di Perofil Fashion S.r.l. (pari a 4.580 migliaia di Euro).
L'unica ipoteca ancora in essere risulta a carico della società francese CSP Paris, per un importo di 2.000 migliaia di Euro, a fronte di un debito residuo di 290 migliaia di Euro.
Si segnala che il Gruppo al 31 dicembre 2017 ha in essere impegni derivanti da contratti di locazione e affitti di durata pluriennale pari a 5.087 migliaia di Euro, di cui 1.087 migliaia di Euro da parte di Perofil. Gli impegni in essere al 31 dicembre 2016 erano pari a 4.956 migliaia di Euro.
Nella voce 'Debiti vari e altre passività' è incluso l'ammontare di 52 migliaia di Euro (90 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016) riferito alla valutazione al fair value di operazioni in strumenti derivati stipulati dalla Capogruppo a fronte delle oscillazioni dei tassi di interesse, i cui dettagli sono riportati nella sottostante tabella:
| Istituto | Valutazione | Data | Importo | Importo |
|---|---|---|---|---|
| fair value | scadenza | sottostante | residuo | |
| UBI – Banco di Brescia | (14) | 31.03.2020 | 2.279 | 0 |
| UBI – Banco di Brescia | (11) | 30.06.2020 | 3.209 | 2.918 |
| UBI – Banco di Brescia | (3) | 30.09.2021 | 2.371 | 2.371 |
| Mediocredito Italiano – Intesa S.Paolo | (11) | 31.03.2020 | 4.473 | 2.368 |
| Mediocredito Italiano – Intesa S.Paolo | (1) | 30.09.2021 | 3.000 | 2.368 |
| Banca Nazionale del Lavoro | (12) | 30.06.2020 | 2.500 | 2.500 |
| Totale | (52) | 17.832 | 12.525 |
Tali contratti, pur avendo natura di copertura sostanziale dai rischi di fluttuazione, non rispettano tutti i requisiti previsti dallo IAS 39 per una classificazione come di copertura e, conseguentemente, il relativo effetto positivo derivante dall'adeguamento della valutazione al fair value alla chiusura dell'esercizio 2017 è stato iscritto a conto economico.
Nella voce 'Debiti vari e altre passività' è incluso inoltre l'ammontare di 181 migliaia di Euro riferito alla valutazione al fair value dei contratti di acquisti a termine di valuta (dollari statunitensi) per coprire il rischio di cambio connesso al pagamento di forniture nella stessa valuta con scadenza media entro 12 mesi, per un controvalore al 31 dicembre 2017 di 3.073 migliaia di Euro.
Nella voce 'Crediti finanziari, crediti vari e altre attività' è incluso inoltre l'ammontare di 5 migliaia di Euro riferito alla valutazione al fair value dei contratti di acquisti a termine di valuta (dollari statunitensi) stipulati dalla Capogruppo per coprire il rischio di cambio connesso al pagamento di forniture nella stessa valuta con scadenza media entro 12 mesi, per un controvalore al 31 dicembre 2017 di 500 migliaia di Euro.
Tutti i fair value sono stati determinati attraverso 'Input significativi osservabili (Livello 2)'.
Di seguito si riportano i dati richiesti ai sensi dell'IFRS 8. I settori identificati per tale analisi sono: Italia, Francia e Altri (nei quali confluiscono i dati di Germania e USA).
I seguenti prospetti illustrano le situazioni per area di attività al 31 dicembre 2017 e 31 dicembre 2016:
| Dati bilancio 31.12.17 | ITALIA | FRANCIA | ALTRI | Rettifiche | GRUPPO |
|---|---|---|---|---|---|
| (Valori in migliaia di Euro) | CSP International | ||||
| 31.12.2017 | 31.12.2017 | 31.12.2017 | 31.12.2017 | 31.12.2017 | |
| Conto economico | |||||
| Ricavi esterni | 50.176 | 74.721 | 2.436 | 0 | 127.333 |
| Ricavi Intercompany | 13.596 | 262 | 0 | (13.858) | -0 |
| % dei ricavi esterni | 0,00% | ||||
| Costo del venduto | (42.049) | (38.079) | (1.508) | 14.422 | (67.215) |
| Margine Lordo | 21.722 | 36.905 | 927 | 564 | 60.118 |
| Pubblicità | (4.434) | (10.687) | (176) | (136) | (15.433) |
| Provvigioni | (3.494) | (106) | (87) | (15) | (3.701) |
| Trasporti/Logistica | (3.059) | (3.790) | (112) | (0) | (6.961) |
| Spese commerciali dirette | (2.265) | (14.748) | (2) | 0 | (17.015) |
| Perdite su crediti | (188) | 81 | (4) | 0 | (111) |
| Costi di settore | (13.439) | (29.250) | (381) | (151) | (43.221) |
| Risultato di settore (Margine Commerciale) | 8.283 | 7.655 | 546 | 413 | 16.898 |
| Spese corporate | (10.977) | (3.050) | (446) | (185) | (14.657) |
| Altri proventi non operativi | 4.207 | 0 | 0 | (4.207) | 0 |
| Altri proventi/oneri | 70 | 980 | 13 | (175) | 887 |
| Proventi/Oneri finanziari | (426) | (138) | (28) | 0 | (592) |
| Utile (Perdita) prima delle imposte | 1.157 | 5.447 | 85 | (4.154) | 2.536 |
| Imposte sul reddito dell'esercizio | (185) | (1.314) | (1) | (31) | (1.531) |
| Utile (Perdita) d'esercizio | 972 | 4.133 | 83 | (4.185) | 1.005 |
| Stato Patrimoniale | |||||
| Attività di settore | 104.905 | 59.881 | 980 | (28.110) | 137.656 |
| di cui: | |||||
| - Immobilizzazioni materiali | 12.289 | 5.659 | 24 | (236) | 17.736 |
| - Immobilizzazioni immateriali | 10.457 | 12.386 | 439 | 0 | 23.282 |
| - Capitale circolante operativo netto | 22.541 | 11.589 | 57 | (624) | 33.564 |
| PN | |||||
| Passività di settore di cui: |
(104.905) | (59.881) | (980) | 28.110 | (137.656) |
| - Posizione finanziaria netta | (13.826) | 19.264 | 174 | 0 | 5.612 |
| - Patrimonio netto | (58.626) | (37.514) | (253) | 25.217 | (71.176) |
| Altre informazioni | |||||
| Investimenti di segmento (immobilizzazioni immateriali) |
371 | 65 | 0 | 0 | 436 |
| Investimenti di segmento (immobilizzazioni materiali) | 1.101 | 1.103 | 0 | (32) | 2.171 |
| Ammortamenti | (2.349) | (849) | (5) | 20 | (3.183) |
| Perdite di valore/riprese riconosciuti a conto economico | - | 0 | 0 | 0 | - |
| Altri costi non monetari diversi dall'ammortamento | ( 217) |
81 | (4) | 0 | (140) |
| Dati bilancio 31.12.16 | ITALIA | FRANCIA | ALTRI | Rettifiche | GRUPPO |
|---|---|---|---|---|---|
| (Valori in migliaia di Euro) | CSP International | ||||
| 31.12.2016 | 31.12.2016 | 31.12.2016 | 31.12.2016 | 31.12.2016 | |
| Conto economico | |||||
| Ricavi esterni | 41.781 | 82.201 | 2.265 | 0 | 126.247 |
| Ricavi Intercompany | 16.949 | 390 | 0 | (17.339) | 0 |
| % dei ricavi esterni | 0,00% | ||||
| Costo del venduto | (39.702) | (41.739) | (1.470) | 17.633 | (65.278) |
| Margine Lordo | 19.028 | 40.852 | 795 | 294 | 60.969 |
| Pubblicità | (5.030) | (11.766) | (271) | (121) | (17.188) |
| Provvigioni | (2.787) | (100) | (58) | (3) | (2.948) |
| Trasporti/Logistica | (2.860) | (3.966) | (108) | (0) | (6.935) |
| Spese commerciali dirette | (1.521) | (15.245) | (2) | 0 | (16.768) |
| Perdite su crediti | (339) | 99 | (17) | 0 | (257) |
| Costi di settore | (12.537) | (30.978) | (457) | (124) | (44.096) |
| Risultato di settore (Margine Commerciale) | 6.491 | 9.874 | 338 | 170 | 16.873 |
| Spese corporate | (9.716) | (3.058) | (608) | (212) | (13.595) |
| Altri proventi non operativi | 4.207 | 0 | 0 | (4.207) | 0 |
| Altri proventi/oneri | 128 | 1.056 | 21 | (47) | 1.159 |
| Proventi/Oneri finanziari | (346) | 188 | (12) | 0 | (170) |
| Utile (Perdita) prima delle imposte | 764 | 8.060 | (261) | (4.296) | 4.268 |
| Imposte sul reddito dell'esercizio | 123 | (2.796) | 0 | 21 | (2.653) |
| Utile (Perdita) d'esercizio | 887 | 5.263 | (261) | (4.275) | 1.615 |
| Stato Patrimoniale | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Attività di settore | 99.283 | 63.143 | 1.066 | (25.318) | 138.174 |
| di cui: | |||||
| - Immobilizzazioni materiali | 11.488 | 5.367 | 28 | (104) | 16.780 |
| - Immobilizzazioni immateriali | 6.139 | 12.368 | 438 | 0 | 18.945 |
| - Capitale circolante operativo netto | 19.493 | 10.936 | (2 23) |
(821) | 29.385 |
| PN | |||||
| Passività di settore | (99.283) | (63.143) | (1.066) | 25.318 | (138.174) |
| di cui: | |||||
| - Posizione finanziaria netta | (7.144) | 20.726 | 286 | 0 | 13.867 |
| - Patrimonio netto | (54.717) | (37.587) | (89) | 20.882 | (71.511) |
| Altre informazioni | |||||
| Investimenti di segmento (immobilizzazioni | |||||
| immateriali) | 956 | 28 | 1 | 0 | 985 |
| Investimenti di segmento (immobilizzazioni materiali) | 776 | 800 | 0 | (21) | 1.555 |
| Ammortamenti | (1.928) | (795) | (5) | 10 | (2.718) |
| Perdite di valore/riprese riconosciuti a conto economico | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Altri costi non monetari diversi dall'ammortamento | ( 339) |
99 | (17) | 0 | (257) |
La colonna denominata 'Rettifiche' evidenzia le operazioni di storno derivanti dalle scritture di consolidamento.
Premessa. I dati di conto economico che seguono sono influenzati dall'inserimento nel perimetro di consolidamento della società Perofil Fashion S.r.l., la cui acquisizione è stata perfezionata il 10 maggio 2017. Si segnala in particolare che le componenti economiche includono i risultati della Perofil a partire dal 10 maggio 2017 sino al 31 dicembre 2017, i cui ricavi al lordo di quelli intercompany ammontano a 7.972 migliaia di Euro e la cui perdita ammonta a 336 migliaia di Euro.
Di seguito si fornisce la ripartizione dei ricavi per area geografica di destinazione e per area di attività:
| 2017 | di cui Perofil | 2016 | |
|---|---|---|---|
| Italia | 36.564 | 6.637 | 29.935 |
| Francia | 73.091 | 184 | 80.238 |
| Germania | 2.137 | 160 | 1.804 |
| Europa dell'Ovest | 11.534 | 433 | 10.911 |
| Europa dell'Est | 1.554 | 89 | 1.097 |
| Stati Uniti | 528 | 28 | 608 |
| Resto del mondo | 1.925 | 314 | 1.654 |
| Totale | 127.333 | 7.845 | 126.247 |
| 2017 | di cui Perofil | 2016 | |
|---|---|---|---|
| Calzetteria | 82.974 | 606 | 90.929 |
| Intimo e maglieria | 17.492 | 5.756 | 11.130 |
| Corsetteria e costumi da bagno | 26.867 | 1.483 | 24.188 |
| Totale | 127.333 | 7.845 | 126.247 |
I ricavi netti sono passati da 126.247 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016 a 127.333 migliaia di Euro al 31 dicembre 2017 con un incremento di 1.086 migliaia di Euro.
Dal punto di vista geografico l'Italia ha registrato un aumento del 22,1% e qui i marchi di Perofil hanno rappresentato un valore di 6.637 migliaia di Euro, mentre la Francia, primo mercato per importanza nell'ambito del Gruppo, evidenzia un decremento del 8,9% rispetto all'esercizio precedente. In crescita i ricavi in Germania (+18,5%), nell'Europa dell'Ovest (+5,7%) e nell'Europa dell'Est (+41,7%), mentre negli Stati Uniti si registra una riduzione del 13,2%. Nel resto del mondo i ricavi sono in crescita del 16,4%.
Per ciò che riguarda le merceologie, il fatturato della calzetteria ha registrato un decremento di 7.955 migliaia di Euro (-8,8%) rispetto all'esercizio precedente a seguito della sensibile contrazione delle vendite sul mercato francese. Le vendite di corsetteria, che comprendono anche i costumi da bagno, hanno evidenziato un incremento di fatturato del 11,1%.
I prodotti di maglieria e intimo hanno registrato nel periodo in esame una crescita del 57,2%. L'incremento è dovuto principalmente al fatturato di Perofil, pari a 5.756 migliaia di Euro per la merceologia intimo e maglieria.
L'analisi per marchi presenta risultati positivi per Oroblù (+2,8%) e Lepel (+7,9%), mentre si registrano ricavi in calo per Well (-8,0%), Le Bourget (-10,0%), Sanpellegrino (-9,5%) e Cagi (-4,5%).
Le vendite del marchio Liberti sono rimaste invece in linea con l'esercizio precedente.
Il fatturato dei marchi di Perofil Fashion S.r.l., relativo a 7 mesi di vendita, è pari a 5.426 migliaia di Euro Euro per il marchio Perofil, a 1.353 migliaia di Euro per il marchio Luna di Seta ed a 1.020 migliaia di Euro per il marchio Bikkembergs in licenza.
Per ulteriori approfondimenti, comunque, si rimanda a quanto riportato nella relazione sulla gestione.
La ripartizione della voce è la seguente:
| 2017 | di cui Perofil | 2016 | |
|---|---|---|---|
| Acquisti | 36.915 | 3.133 | 38.988 |
| Costo del lavoro industriale | 13.014 | 627 | 13.816 |
| Servizi industriali | 8.792 | 606 | 8.848 |
| Ammortamenti industriali | 865 | 15 | 899 |
| Altri costi industriali | 5.284 | 351 | 5.414 |
| Variazione delle rimanenze | 2.344 | (173) | (2.688) |
| Totale | 67.214 | 4.559 | 65.277 |
Il costo del venduto in valore, escludendo di dati di Perofil, è diminuito di 2.622 migliaia di Euro rispetto all'esercizio precedente. La sua incidenza sui ricavi netti, al lordo dei dati di Perofil, è passata da 51,7% al 52,8%.
La ripartizione della voce è la seguente:
| 2017 | di cui Perofil | 2016 |
|---|---|---|
| 3.702 | 626 | 2.949 |
| 2.927 | 127 | 3.001 |
| 187 | 4 | 135 |
| 2.726 | 149 | 2.775 |
| 165 | 147 | 18 |
| 1.120 | 84 | 1.023 |
| 10.827 | 1.137 | 9.901 |
Le spese dirette di vendita, escludendo i dati di Perofil, registrano un decremento di 211 migliaia di Euro rispetto dell'esercizio precedente. Le variazioni più significative rispetto all'esercizio precedente riguardano principalmente la riduzione del costo del personale logistico (201 migliaia di Euro) e la riduzione del costo dei trasporti esterni (198 migliaia di Euro), controbilanciato parzialmente dall'aumento dei costi per agenti e merchandising pari a 127 migliaia di Euro.
La ripartizione della voce è la seguente:
| 2017 | di cui Perofil | 2016 | |
|---|---|---|---|
| Royalties attive | 51 | 0 | 11 |
| Plusvalenze vendita cespiti | 126 | 0 | 129 |
| Minusvalenze vendita cespiti | (125) | 0 | 0 |
| Sopravvenienze attive | 1.106 | 0 | 1.231 |
| Sopravvenienze passive | (63) | 0 | (3) |
| Accantonamenti per rischi | (4) | 0 | (178) |
| Altri ricavi (spese) | 283 | (6) | 131 |
| Totale | 1.374 | (6) | 1.321 |
La voce è passata da 1.321 a 1.374 migliaia di Euro.
Le differenze più significative rispetto all'esercizio precedente riguardano maggiori minusvalenze, maggiori altri ricavi dovuto ad un rimborso assicurativo della Capogruppo e minori accantonamenti a fondi rischi.
La ripartizione della voce è la seguente:
| 2017 | di cui Perofil | 2016 | |
|---|---|---|---|
| Pubblicità | 15.201 | 295 | 16.862 |
| Costi del personale comm./amm. | 20.233 | 1.189 | 19.451 |
| Ammortamenti comm./amm. | 2.132 | 398 | 1.685 |
| Compensi Amministratori e Sindaci | 505 | 0 | 508 |
| Viaggi personale comm./amm. | 1.117 | 44 | 1.099 |
| Consulenze e spese legali | 1.926 | 200 | 2.369 |
| Canoni di locazione | 1.481 | 177 | 1.332 |
| Imposte e tasse diverse | 721 | 6 | 746 |
| Perdite/svalutazioni su crediti | 140 | 29 | 257 |
| Manutenzioni | 603 | 70 | 613 |
| Postelegrafoniche | 404 | 29 | 371 |
| Cancelleria | 71 | 7 | 76 |
| Altre spese | 2.562 | 270 | 2.427 |
| Totale | 47.096 | 2.714 | 47.796 |
Le spese commerciali e amministrative, escludendo i dati di Perofil, evidenziano un decremento di 3.414 migliaia di Euro.
Gli scostamenti più significativi rispetto all'esercizio precedente, al netto di Perofil, riguardano la spesa pubblicitaria (in decremento di 1.956 migliaia di Euro), le spese per consulenze e spese legali (in decremento di 643 migliaia di Euro) e i costi del personale commerciale e amministrativo (in decremento di 407 migliaia di Euro).
La voce, pari a 443 migliaia di Euro, si riferisce ai costi sostenuti dalla Capogruppo in relazione al programma di riorganizzazione della struttura aziendale.
La ripartizione della voce è la seguente:
| 2017 | di cui Perofil | 2016 | |
|---|---|---|---|
| Interessi passivi di conto corrente | (7) | (8) | (1) |
| Interessi passivi su mutui | (135) | 0 | (164) |
| Altri interessi e oneri passivi | (419) | (93) | (166) |
| Interessi attivi di conto corrente | 199 | 0 | 162 |
| Altri interessi attivi | 51 | 1 | 37 |
| Differenze cambio | (183) | (5) | 80 |
| Interest cost | (97) | (5) | (118) |
| Totale | (591) | (110) | (170) |
La voce comprende, oltre agli interessi relativi ai rapporti bancari, anche le differenze cambio e la componente finanziaria del TFR. Nel periodo in esame, al netto di Perofil, si rileva un incremento di 311 migliaia di Euro rispetto all'anno precedente, principalmente attribuibile alle differenze cambio rilevate. La voce 'Altri interessi e oneri passivi' si riferisce, tra gli altri, agli oneri e proventi connessi agli strumenti derivati di copertura dei cambi e dei tassi, inclusa la già citata valutazione al fair value dei derivati su tassi. L'imputazione a conto economico di tali valutazioni costituiscono un onere di 211 migliaia di Euro per il 2017, mentre per il 2016 si registrava un onere di 81 migliaia di Euro. La voce 'Interest cost' si riferisce agli oneri finanziari relativi al TFR determinato secondo la metodologia attuariale.
Le imposte sul reddito ammontano a 1.531 migliaia di Euro, rispetto a 2.653 migliaia di Euro del 2016. Le imposte correnti sul reddito del periodo sono state calcolate sulla base delle vigenti aliquote fiscali, dopo aver apportato le necessarie variazioni in aumento ed in diminuzione al risultato del periodo.
Le imposte correnti ammontano a 1.444 migliaia di Euro e derivano dalla controllata francese (2.826 migliaia di Euro nel 2016) che nel 2017 ha ottenuto un beneficio fiscale pari a 635 migliaia di Euro relativo all'imposta sui dividendi.
Per ciò che riguarda la Capogruppo, non vi sono imposte correnti nell'esercizio 2017 e nel 2016, in quanto sia l'imponibile IRES che IRAP risultano negativi. Anche per la controllata Perofil non vi sono imposte correnti nell'esercizio 2017.
Le imposte differite del Gruppo ammontano a 118 migliaia di Euro e si riferiscono prevalentemente all'effetto di rientri di stanziamenti di esercizi precedenti e a stanziamenti di imposte anticipate su accantonamenti a fondi del passivo a deducibilità differita.
Si segnala inoltre che la Capogruppo ha beneficiato del credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo, per un importo di 21 migliaia di Euro.
Per completezza d'informativa si fornisce di seguito il valore complessivo del costo del personale e degli ammortamenti, esposti nel prospetto di conto economico secondo il criterio della destinazione.
Di seguito vengono forniti i costi sostenuti in via continuativa che direttamente riguardano il personale dipendente:
| 2017 | di cui Perofil | 2016 | |
|---|---|---|---|
| Costo del personale industriale | 13.014 | 615 | 13.816 |
| Costo del personale non industriale | 23.221 | 1.341 | 22.491 |
| Totale | 36.235 | 1.956 | 36.307 |
I costi del personale, escludendo i dati di Perofil, sono in decremento di 2.028 migliaia di Euro. Il personale nel corso dell'esercizio si è così movimentato:
| 31/12/16 | Perofil | Assunzioni Dimissioni | 31/12/17 | di cui Perofil | Media | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| - Dirigenti | 12 | 1 | 1 | (1) | 13 | 1 | 13 |
| - Quadri | 87 | 9 | 1 | (11) | 86 | 7 | 86 |
| - Impiegati | 372 | 37 | 28 | (54) | 383 | 38 | 378 |
| - Operai | 349 | 17 | 4 | (75) | 295 | 16 | 322 |
| Totale | 820 | 64 | 34 | (141) | 777 | 62 | 799 |
L'indicazione del numero dei dipendenti si intende full time equivalent.
Si precisa che le voci assunzioni/dimissioni comprendono anche passaggi interni di categoria.
Per ulteriori informazioni in merito al personale dipendente, in particolar modo al piano di riduzione del personale per la riorganizzazione della struttura aziendale della Capogruppo conclusosi nel 2017, si rimanda al paragrafo 7 della 'Relazione degli Amministratori'.
La ripartizione della voce è la seguente:
| 2017 | di cui Perofil | 2016 | |
|---|---|---|---|
| -fabbricati | 504 | 0 | 506 |
| -macchinari e impianti | 550 | 12 | 566 |
| -attrezzature | 283 | 5 | 270 |
| -altri beni | 684 | 37 | 404 |
| Totale amm. imm. Materiali | 2.021 | 54 | 1.746 |
| -software | 369 | 22 | 332 |
| -marchi e licenze | 736 | 341 | 394 |
| -altri beni | 57 | 0 | 245 |
| Totale amm. imm. Immateriali | 1.162 | 363 | 971 |
| Totale ammortamenti | 3.183 | 417 | 2.717 |
Il Gruppo è esposto ai rischi finanziari connessi alla sua operatività:
rischio di credito, principalmente in relazione ai normali rapporti commerciali con clienti;
rischio di liquidità, con particolare riferimento alla disponibilità di risorse finanziarie e all'accesso al mercato del credito e degli strumenti finanziari in generale;
rischi di mercato (principalmente relativi ai tassi di cambio e di interesse), derivanti principalmente dalla variazione dei tassi di interesse sui finanziamenti a medio-lungo e da variazioni del cambio Euro/Dollaro a fronte di pagamenti derivanti da acquisti di merci in dollari.
Il Gruppo monitora costantemente i rischi finanziari a cui è esposto, in modo da valutarne anticipatamente i potenziali effetti negativi ed intraprendere le opportune azioni per mitigarli.
La seguente sezione fornisce indicazioni sull'incidenza di tali rischi sul Gruppo.
Il rischio di credito è il rischio che una controparte non adempia ai propri obblighi legati ad uno strumento finanziario o ad un contratto commerciale, portando quindi ad una perdita finanziaria. Il Gruppo è esposto al rischio di credito derivante dalle attività operative, soprattutto crediti commerciali e note di credito.
Il rischio di credito commerciale è gestito secondo la politica stabilita dal Gruppo e secondo le procedure e i controlli stabiliti per la gestione del rischio di credito. Tali procedure prevedono una valutazione preliminare della capacità di credito dei clienti, la fissazione di limiti di fido nonché procedure specifiche di monitoraggio e recupero dei crediti.
Alla data di ogni bilancio viene svolta un'analisi e sono suscettibili di svalutazione individuale le posizioni, se singolarmente significative, per le quali si rileva un'oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale. L'ammontare della svalutazione tiene conto di una stima dei flussi recuperabili e della relativa data di incasso, degli oneri e spese di recupero futuri. A fronte di crediti che non sono oggetto di svalutazione individuale vengono effettuati opportuni accantonamenti, tenuto conto dell'esperienza storica e dei dati statistici.
Al 31 dicembre 2017 i Crediti commerciali e i Crediti finanziari, crediti vari e altre attività, pari a complessivi a 31.666 migliaia di Euro (30.688 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016), includono 675 migliaia di Euro (1.313 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016) relativi a crediti oggetto di svalutazione; sull'importo residuo l'ammontare a scadere e scaduto da meno di un mese è pari a 28.074 migliaia di Euro (26.871 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016), mentre quello scaduto da oltre un mese è pari a 3.592 migliaia di Euro (3.817 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016).
Il rischio di liquidità si può manifestare per l'incapacità di reperire, ad adeguate condizioni economiche, le risorse finanziarie necessarie per l'operatività. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità del Gruppo sono da una parte le risorse generate e assorbite dalle attività operative e di investimento, dall'altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito e le condizioni di mercato.
Il Gruppo monitora costantemente il rischio di una carenza di liquidità mediante la pianificazione prospettica della liquidità con l'obiettivo di mantenere un equilibrio tra continuità nella disponibilità dei fondi e flessibilità e diversificazione degli strumenti di reperimento delle risorse finanziarie, quali scoperti e prestiti bancari.
Il Gruppo ha valutato la concentrazione del rischio ed ha concluso che prevede di far fronte ai fabbisogni derivanti dalle rate dei debiti finanziari in scadenza e dai debiti con scadenza entro i 12 mesi attraverso i flussi originati dalla gestione operativa che, nell'attuale contesto di mercato, si prevede possa mantenere un'adeguata capacità di generare risorse finanziarie.
Il rischio di mercato è il rischio che il fair value dei flussi di cassa futuri di uno strumento finanziario si modificherà a causa delle variazioni nel prezzo di mercato. Il prezzo di mercato comprende tre tipologie di rischio: il rischio di tasso, il rischio di valuta e altri rischi di prezzo, come, ad esempio, il rischio di prezzo sui titoli rappresentativi di capitale (equity risk) ed il rischio di prezzo delle commodity. Gli strumenti finanziari toccati dal rischio di mercato includono prestiti e finanziamenti, depositi, partecipazioni disponibili per la vendita e strumenti finanziari derivati.
Il rischio di cambio è il rischio che il fair value o i flussi di cassa futuri di un'esposizione si modifichino a seguito di variazioni dei tassi di cambio.
L'esposizione del Gruppo al rischio di variazioni dei tassi di cambio si riferisce principalmente alle attività operative del Gruppo ed è collegata soprattutto all'attività produttiva in outsourcing del Far East con acquisiti denominati in dollari e alle vendite in paesi con valuta diversa dall'Euro. Operando principalmente in paesi appartenenti all'area dell'Euro, il Gruppo non è significativamente soggetto a rischi derivanti dalla variazione dei tassi di cambio, che possono influire sul suo risultato economico e sul patrimonio netto.
Il Gruppo gestisce il proprio rischio di cambio valutario coprendo le operazioni che ci si attende avvengano entro un periodo massimo di 12 mesi per le coperture di acquisiti stimati in dollari.
Quando i derivati sono sottoscritti a scopo di copertura, il Gruppo negozia i termini di questi derivati in modo da farli collimare con i termini dell'esposizione coperta. Per quanto riguarda le coperture delle operazioni attese i derivati coprono il periodo di esposizione dal momento in cui i flussi di cassa delle operazioni sono attesi al momento del pagamento del risultante debito denominato in valuta estera.
Il rischio di tasso di interesse è il rischio che il fair value o i flussi di cassa futuri di uno strumento finanziario si modificheranno a causa delle variazioni nei tassi di interesse di mercato. L'esposizione del Gruppo al rischio di variazioni nei tassi di interesse di mercato è correlata in prima istanza all'indebitamento di lungo periodo con tasso di interesse variabile.
Il Gruppo gestisce il proprio rischio di tasso attraverso un portafoglio bilanciato di finanziamenti a tassi di interesse fissi e variabili
Al 31 dicembre 2017 la Capogruppo ha in essere contratti derivati sui tassi di interesse, collegati a finanziamenti a medio-lungo termine, finalizzati alla copertura del rischio di fluttuazione degli stessi.
Con riferimento in particolare ai rischi finanziari, nella tabella sottostante si riassume il profilo di scadenza delle passività finanziarie del Gruppo sulla base di pagamenti contrattuali non attualizzati. Si rileva che tali ammontari differiscono da quelli della tabella alla nota 16 in quanto includono gli interessi passivi.
| 31/12/17 | 31/12/16 | |
|---|---|---|
| Debiti verso banche a breve (entro 1 anno) | 0 | 0 |
| Mutui scadenti entro 1 anno | 5.921 | 5.035 |
| Mutui scadenti da 1 a 5 anni | 11.317 | 13.958 |
| Mutui scadenti oltre 5 anni | 0 | 0 |
| Totale | 17.238 | 18.993 |
Ai sensi della Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso del 2016 il Gruppo non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa.
I compensi spettanti agli amministratori e ai sindaci della CSP International Fashion Group S.p.A. anche nella altre imprese incluse nel consolidato sono pari rispettivamente a 412 e 57 migliaia di Euro.
Come richiesto dalla comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, si riportano di seguito le informazioni relative all'incidenza degli eventi e delle operazioni significative non ricorrenti. Nel corso del 2017 e del 2016 non vi sono costi o ricavi non ricorrenti significativi.
Nel 2017 si evidenziano le seguenti spese non ricorrenti: i) 443 migliaia di Euro relativi ai costi di ristrutturazione sostenuti dalla Capogruppo in relazione al programma di riorganizzazione della
struttura aziendale; ii) incasso del key money, pari a 550 migliaia di Euro, corrisposto in aprile 2015 in fase di apertura del punto vendita ad insegna Oroblù a Verona, chiuso a fine esercizio 2017.
Le vendite e gli acquisti con parti correlate sono effettuati con termini e condizioni equivalenti a quelle prevalenti in libere transazioni. I saldi aperti alla fine dell'esercizio non sono assicurati, non generano interessi e la regolazione avviene a pronti. Non sono state fornite, né sono state ricevute garanzie per i crediti e debiti contratti con parti correlate.
Si segnala che la Capogruppo ha in corso un contratto di affitto con soggetti riconducibili ai rappresentanti della famiglia Bertoni, azionista di riferimento, di un locale adibito a foresteria; tale contratto prevede un canone annuo complessivo di 5 migliaia di Euro, in linea con le condizioni di mercato.
In relazione agli eventi successivi alla chiusura dell'esercizio, si rimanda a quanto diffusamente esposto nella Relazione degli Amministratori.
Ceresara, 26 aprile 2018
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione Francesco Bertoni
I presenti allegati contengono informazioni aggiuntive rispetto a quelle esposte nella Note Esplicative, della quale costituiscono parte integrante.
Tali informazioni sono contenute nei seguenti allegati:
| SITUAZIONE INIZIALE | MOVIMENTI DELL'ESERCIZIO | SITUAZIONE FINALE | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| IMMOBILIZZAZIONI | COSTO | SALDO | SALDO | DI CUI | DI CUI | |||||||
| ORIGINARIO | RIVALUT. SVALUTAZ. | 31.12.16 | INCREM. | RICLASSIFIC. | DECREM. | RIVALUTAZ. SVALUTAZ. | 31.12.17 | RIVALUTAZ. | SVALUTAZ. | |||
| PARTECIPAZIONI | ||||||||||||
| ALTRE IMPRESE MINORI | 14 | (6) | 8 | 8 | (6) | |||||||
| TOTALE PARTECIPAZIONI | 14 | 0 | (6) | 8 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 8 | 0 | (6) |
Prospetto delle attività per imposte anticipate e fondo imposte differite per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2017 e 2016
Valori in migliaia di Euro
| ATTIVITA' PER IMPOSTE ANTICIPATE | 2017 | 2016 | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Imponibile | aliquota | imposta | Imponibile | aliquota | imposta | |
| FDO SVALUTAZIONE MAGAZZINO | 3.262 | 24,00% | 783 | 3.527 | da 24 a 27,9% | 872 |
| F.DO SVALUTAZIONE CREDITI E IMMOBILIZZ. | 450 | 24,00% | 108 | 1.061 | 24,00% | 255 |
| AMMORTAM. NON DED. | 1.735 | da 27,9/33,26% | 490 | 1.917 | da 27,9/34,43% | 542 |
| ALTRI FONDI RISCHI | 547 | da 24 a 27,90% | 138 | 481 | da 24 a 27,9% | 121 |
| FDO RISCHI PERSONALE E CONTENZIOSI | 2.809 | da 25,72/27,90% | 723 | 2.940 | da 27,9/31,38% | 918 |
| ALTRI MINORI | 3.471 | da 24 a 34,43% | 1.054 | 3.089 | da 24 a 34,43% | 999 |
| MARGINI SU MERCE INTERCOMPANY | 621 | da 5,5 a 34,43% | 181 | 820 | da 5,5 a 34,43% | 247 |
| PERDITE FISCALI PREGRESSE | 2.339 | 24,00% | 561 | 2.339 | 24,00% | 561 |
| 15.234 | 4.038 | 16.174 | 4.515 |
| FONDO IMPOSTE DIFFERITE | 2017 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Imponibile | aliquota | imposta | Imponibile | aliquota | imposta | |
| PLUSVALENZE SU ALIENAZIONI CESPITI STORNO AMMORTAMENTI IAS/IFRS ALTRE MINORI AMMORTAMENTO MARCHIO |
(3.322) (5.186) (93) (3.933) |
da 24 a 25,30% da 24 a 27,90% 34,43% 27,90% |
(835) (1.486) (32) (1.114) |
(3.293) (5.272) (55) 0 |
da 24 a 34,43% da 24 a 31,12% 34,43% 0,00% |
(1.096) (1.538) (19) 0 |
| (12.534) | (3.467) | (8.620) | (2.653) | |||
| SALDO NETTO | 571 | 1.862 |
Il seguente prospetto, redatto ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob, evidenzia i corrispettivi relativi al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2017 per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione.
(In migliaia di Euro)
| Soggetto erogante | Corrispettivi 2017 |
|
|---|---|---|
| Revisione | ||
| contabile | ||
| EY S.p.A. | 121 | |
| Ernst & Young et Autres SAS | 77 | |
| Altri servizi | 0 | |
| Aspetti chiave | |||||
|---|---|---|---|---|---|
il bilancio consolidato dell'esercizio chiuso alla data del 31 dicembre 2017, messo a Vostra disposizione unitamente alla relazione sull'andamento gestionale del Gruppo, è stato redatto dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo "CSP International Fashion Group S.p.A." in conformità agli International Financial Reporting Standards (IFRS) adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38. Il Collegio ha preso conoscenza delle disposizioni impartite dalla Società alle società controllate ai sensi dell'articolo 114, comma 2, del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58, ritenendole adeguate al fine di adempiere agli obblighi di comunicazione previsti dalla legge.
Relativamente all'area di consolidamento, ricordiamo che la stessa si è così delineata a seguito:
I controlli eseguiti hanno consentito di accertare la rispondenza delle procedure applicate alle vigenti normative. La struttura del bilancio consolidato è quindi da ritenersi tecnicamente corretta e, nell'insieme, conforme alla specifica disciplina in materia.
Il bilancio consolidato è stato oggetto di revisione legale da parte della Società di Revisione "EY S.p.A.", la quale, nella propria relazione rilasciata in data odierna ai sensi dell'articolo 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010 n. 39 e dell'articolo 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014, non ha formulato rilievi, attestando che il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria, del risultato economico e dei flussi di cassa del Gruppo CSP per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2017, in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, e che la relazione degli Amministratori sulla gestione ed alcune specifiche informazioni contenute della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari, indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58, sono coerenti con il bilancio consolidato di Gruppo e sono redatte in conformità alle norme di legge.
La Società di Revisione ha identificato quali aspetti chiave della revisione contabile: (i) la valutazione delle attività immateriali e materiali, con specifico riferimento alla recuperabilità delle stesse, e (ii) la svalutazione delle rimanenze di magazzino; in tema di impairment test, non è emersa la necessità di procedere a svalutazioni ma, dalle analisi di sensitività effettuate, tenuto conto della possibile differente evoluzione delle variabili considerate, sono emerse possibili perdite di valore della cash generating unit Italia.
La relazione degli Amministratori sull'andamento gestionale del Gruppo espone i fatti di rilievo che hanno interessato il Gruppo nel corso dell'esercizio, illustra in modo adeguato la situazione economica, patrimoniale e finanziaria nonché l'andamento della gestione nel corso dell'esercizio e fornisce i dati significativi concernenti le società rientranti nell'area di consolidamento, riferendo sull'andamento economico delle società operative e sulle operazioni con parti correlate.
La Dichiarazione consolidata non finanziaria per l'anno 2017, redatta ai sensi del D. Lgs. 30 dicembre 2016 n. 254 e della Delibera Consob n. 20267 del 18 gennaio 2018, è stata oggetto di revisione da parte della Società di Revisione "Ria Grant Thornton S.p.A.", la quale, nella propria relazione rilasciata in data odierna, non ha ravvisato elementi che facciano ritenere che la Dichiarazione consolidata non finanziaria del Gruppo CSP relativa all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2017 non sia stata redatta, in tutti gli aspetti significativi, in conformità a quanto richiesto dagli articoli 3 e 4 del D. Lgs. 30 dicembre 2016 n. 254 e dai GRI Standards.
Abbiamo verificato che le azioni deliberate e poste in essere dalla società Capogruppo, tali da coinvolgere le società controllate, fossero assunte in modo conforme alla legge, comunicate e portate a conoscenza delle società controllate in modo adeguato.
A completamento della presente relazione, rinviando alla relazione predisposta da questo Collegio Sindacale con riferimento al bilancio di esercizio della società Capogruppo "CSP International Fashion Group S.p.A." nella quale sono riportate, con riferimento a tale società, tutte le informazioni richieste dalla legge, invitiamo l'Assemblea degli Azionisti a tener conto del bilancio consolidato e di quanto lo correda ai fini informativi.
Milano, 27 aprile 2018 IL COLLEGIO SINDACALE SILVIA LOCATELLI Presidente MARCO MONTESANO Sindaco Effettivo GUIDO TESCAROLI Sindaco Effettivo
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