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CSP International Fashion Group

Annual Report Jun 22, 2018

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Annual Report

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BILANCIO CONSOLIDATO DELL'ESERCIZIO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2017

GRUPPO CSP

CARICHE SOCIALI

Consiglio di Amministrazione

Presidente e Amministratore delegato Francesco BERTONI (*)
Vice Presidente e Amministratore delegato Maria Grazia BERTONI (*)
Amministratore delegato Carlo BERTONI (*)
Amministratore
Amministratore indipendente
Giorgio
Umberto
BARDINI
LERCARI

Collegio Sindacale

Presidente Silvia LOCATELLI
Sindaci effettivi Marco
Guido
MONTESANO
TESCAROLI
Sindaci supplenti Antonio
Vanna
PAVESI
STRACCIARI

Società di revisione

EY S.p.A.

(*) Note sull'esercizio dei poteri: con attribuzione di specifiche deleghe per l'ordinaria e straordinaria amministrazione, fatte salve le limitazioni previste per legge, statuto o deliberazione consiliare.

RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI SULL'ANDAMENTO GESTIONALE DEL GRUPPO AL 31 DICEMBRE 2017

1. SINTESI DEI RISULTATI

1.1 Indicatori di risultato

Per facilitare la comprensione dei propri dati economici e patrimoniali, CSP utilizza alcuni indicatori di larga diffusione, seppure non previsti dagli IAS/IFRS.

In particolare, nel conto economico sono evidenziati i seguenti indicatori/risultati intermedi: Margine industriale, Margine commerciale lordo e Risultato operativo (EBIT), derivanti dalla somma algebrica delle voci che li precedono. A livello patrimoniale considerazioni analoghe valgono per l'indebitamento finanziario netto, le cui componenti sono dettagliate nella specifica sezione delle Note Esplicative.

Le definizioni degli indicatori utilizzati dalla Società, in quanto non riconducibili ai principi contabili di riferimento, potrebbero non essere omogenee con quelle adottate da altre Società e non essere quindi comparabili.

Si segnala che nel perimetro di consolidamento sono stati inclusi i risultati di Perofil Fashion S.r.l. (di seguito Perofil), la cui acquisizione è stata perfezionata nel mese di maggio 2017. Le componenti economiche includono quindi i risultati della neoacquisita Perofil a partire dal 10 maggio.

1.2 Risultati salienti del Bilancio 2017

Riportiamo i dati di sintesi dell'anno 2017, espressi in valore assoluto e in percentuale sul fatturato, confrontati con l'anno precedente.

  • Il fatturato consolidato è pari a 127,3 milioni di Euro. Si confronta con 126,2 milioni di Euro. La variazione è quindi pari a +0,9%.
  • Il margine industriale è stato pari a 60,1 milioni di Euro. Si confronta con 61,0 milioni di Euro. L'incidenza sul fatturato passa dal 48,3% al 47,2%.
  • L'EBITDA (risultato prima degli oneri finanziari, delle imposte e degli ammortamenti) è stato pari a 6,3 milioni di Euro. Si confronta con 7,2 milioni di Euro; l'incidenza percentuale passa dal 5,7% al 5,0%.
  • L'EBIT (risultato operativo) è stato pari a 3,1 milioni di Euro. Si confronta con 4,4 milioni di Euro. L'incidenza percentuale sul fatturato è del 2,5% rispetto al 3,5%.
  • Il risultato pre-tasse è stato pari a 2,5 milioni di Euro, rispetto a 4,3 milioni di Euro dell'esercizio precedente. L'incidenza percentuale è del 2,0% rispetto al 3,4%.
  • Il risultato netto di Gruppo dopo le imposte è stato pari a 1,0 milioni di Euro. Si confronta con 1,6 milioni di Euro. L'incidenza è pari a 0,8% rispetto all'1,3%.
  • La posizione finanziaria netta verso il sistema bancario è positiva per 5,6 milioni di Euro e si confronta con una posizione positiva di 13,9 milioni di Euro, evidenziando una riduzione di 8,3 milioni di Euro.
  • Il patrimonio netto consolidato è pari a 71,2 milioni di Euro rispetto a 71,5 milioni di Euro.

1.3 Valutazione dei risultati 2017

L'esercizio 2017 è stato ancora una volta caratterizzato da un contesto economico non facile e da consumi incerti e volatili nei principali mercati di riferimento.

Il dato di fatturato consolidato è il risultato di un andamento particolarmente sfavorevole del mercato francese, dove si è registrato un calo dei consumi dell'11,6% a quantità e dell'11,1% a valore (fonte GFK, Grande Distribuzione, calzetteria), controbilanciato dall'inserimento nel perimetro di consolidamento della controllata Perofil, a partire dal 10 maggio 2017, quale risultato della politica di crescita per via esterna perseguita dal Gruppo.

Il confronto con l'esercizio 2016 va quindi analizzato tenendo conto dell'apporto della neo-acquisita, così da comprendere le consuete determinanti a livello di Marchio, Merceologia e Paese.

I risultati dell'intero esercizio risentono di una contrazione di circa un punto percentuale a livello di marginalità industriale.

L'EBIT del Gruppo è stato pari a 3,1 milioni di Euro, che si confronta con i 4,4 milioni del 2016, e beneficia principalmente di una riduzione dei contributi promozionali legati al fatturato della Grande Distribuzione.

Il risultato pre-tasse risente inoltre del completamento della ristrutturazione relativa al personale della Capogruppo per circa 0,4 milioni di Euro.

L'esercizio 2017 beneficia di componenti fiscali favorevoli connesse alla controllata francese ed alla neoacquisita Perofil, che consentono di realizzare un utile netto pari a 1 milione di Euro, che al netto dei costi di ristrutturazione, non è distante da quello dell'esercizio precedente.

La posizione finanziaria netta si attesta sui 5,6 milioni di Euro di cassa, in decremento rispetto ai 13,9 milioni di Euro dell'esercizio precedente, a seguito dell'acquisizione della controllata Perofil.

2. ANDAMENTO DEI MERCATI DI RIFERIMENTO

ITALIA

Calzetteria

Per l'Italia i dati si riferiscono al comparto della grande distribuzione che rappresenta circa un terzo del mercato totale della calzetteria. Per l'anno terminante a dicembre 2017 (fonte IRI), il mercato della calzetteria registra i seguenti andamenti, rispetto all'anno terminante a dicembre 2016:

  • -5,6% in quantità;
  • -5,7% in valore.

Intimo

I comparti dell'intimo, sempre nel canale della grande distribuzione (fonte IRI), in Italia registrano i seguenti andamenti per l'anno terminante a dicembre 2017:

  • Intimo donna: 0,8% in quantità e 0,7% in valore;
  • Intimo uomo: +1,1% in quantità e 1,7%; in valore.

FRANCIA

Calzetteria

I consumi di calzetteria nel canale grande distribuzione in Francia, nell'anno terminante a dicembre 2017, hanno mostrato i seguenti dati, rispetto al 2016 (fonte GFK):

  • -11,6 % in quantità;
  • -11,1% in valore.

Intimo

I consumi dell'intimo femminile nel canale della grande distribuzione in Francia registrano i seguenti dati rispetto al 2016 (fonte GFK):

  • -1,8% in quantità;
  • -2,4% in valore.

3. ANDAMENTO DEL GRUPPO

3.1. Dati sintetici di conto economico

Il prospetto di seguito evidenzia i risultati della gestione:

(in milioni di Euro) 2017 2016
Ricavi 127,33 100,0% 126,25 100,0%
Costo del venduto (67,21) -52,8% (65,28) -51,7%
Margine Industriale 60,12 47,2% 60,97 48,3%
Spese dirette di vendita (10,83) -8,5% (9,90) -7,8%
Margine commerciale lordo 49,29 38,7% 51,07 40,5%
Spese commerciali e amministrative (47,10) -37,0% (47,80) -37,9%
Altri ricavi operativi netti 1,37 1,1% 1,32 1,0%
Costi di ristrutturazione (0,44) -0,3% (0,16) -0,1%
Risultato operativo 3,12 2,5% 4,43 3,5%
Oneri finanziari netti (0,59) -0,5% (0,17) -0,1%
Risultato prima delle imposte 2,53 2,0% 4,26 3,4%
Imposte sul reddito (1,53) -1,2% (2,65) -2,1%
Utile (perdita) netto del Gruppo 1,00 0,8% 1,61 1,3%
EBITDA 6,31 5,0% 7,16 5,7%

3.1.1. Ricavi netti – I ricavi netti sono passati da 126,2 a 127,3 milioni di Euro con un incremento dello 0,9% rispetto all'esercizio precedente.

I seguenti grafici illustrano pertanto la composizione dei ricavi per merceologia, per marca e per area geografica dell'esercizio 2017 confrontati con l'esercizio 2016.

Nel 2017 il fatturato della calzetteria ha registrato un decremento di 8,0 milioni di Euro (-8,8%) rispetto all'esercizio precedente; l'incidenza della merceologia sul fatturato totale è passata dal 72,0% al 65,2%. Il decremento è principalmente dovuto alla sensibile contrazione delle vendite sul mercato francese. Le vendite di corsetteria, che comprendono anche i costumi da bagno, passano da 24,2 a 26,9 milioni di Euro, registrando un aumento dell'11,1%.

I prodotti di maglieria e intimo hanno registrato nel periodo in esame una crescita del 57,2%, passando da 11,1 a 17,5 milioni di Euro di fatturato. L'incremento è dovuto principalmente al fatturato di Perofil, pari a 5,8 milioni per la merceologia intimo e maglieria.

Le vendite per marchio del periodo in esame hanno evidenziato un andamento positivo per i marchi Oroblù (+2,8%) e Lepel (+7,9%).

Well, che rappresenta il primo marchio per volumi di vendita del Gruppo, ha evidenziato un decremento delle vendite pari all'8,0%, passando da 51,2 milioni di Euro a 47,1 milioni di Euro di fatturato.

Le Bourget, l'altro marchio del Gruppo che opera sul mercato francese, ha registrato un decremento del 10,0%, passando da 26,8 a 24,1 milioni di fatturato. Anche le marche private sono passate da 5,9 a 5,4 milioni di Euro (-9,0%).

Sanpellegrino ha realizzato un fatturato di 5,6 milioni di Euro, in diminuzione del 9,5%, mentre il marchio Cagi è diminuito del 4,5%.

Le vendite del marchio Liberti sono rimaste invece in linea con l'esercizio precedente.

Il fatturato dei marchi di Perofil Fashion S.r.l., a partire dal 10 maggio 2017, è pari a 5,4 milioni di Euro per il marchio Perofil, a 1,4 milioni di Euro per il marchio Luna di Seta ed a 1 milione di Euro per il marchio Bikkembergs in licenza.

Per quanto riguarda i ricavi per area geografica, in Italia si registra un incremento del 22,1% rispetto al 2016, passando da 29,9 a 36,6 milioni di Euro di fatturato. In questa area i marchi di Perofil hanno rappresentato un valore di 6,7 milioni di Euro.

I ricavi in Francia, primo mercato per importanza nell'ambito del Gruppo, sono pari a 73,1 milioni di Euro ed evidenziano una decremento dell'8,9% rispetto all'esercizio precedente.

In Germania il fatturato registra un incremento del 18,5%, passando da 1,8 a 2,1 milioni di Euro.

Nell'Europa dell'Ovest il fatturato passa da 10,9 a 11,5 milioni di Euro (+5,7%), mentre nell'Europa dell'Est da 1,1 a 1,6 milioni di Euro (+41,7%).

Negli Stati Uniti i ricavi ammontano a 0,5 milioni di Euro (-13,2%), mentre nel resto del mondo si rileva un fatturato di 1,9 milioni di Euro, con un incremento del 16,4%.

3.1.2. Margine industriale – L'incidenza del margine industriale sui ricavi netti è pari al 47,2%, rispetto al 48,3% dell'esercizio precedente.

Il decremento di circa un punto percentuale del margine è dovuto principalmente alla diminuzione dei volumi di vendita e al diverso mix delle vendite.

3.1.3. Spese dirette di vendita – Le spese dirette di vendita sono leggermente incrementate passando da 9,9 a 10,8 milioni di Euro, mentre la loro incidenza sul fatturato netto passa dal 7,8% all'8,5%. L'incremento è dovuto principalmente ad una diversa ripartizione delle vendite nei rispettivi canali.

3.1.4. Spese commerciali e amministrative – Tali spese sono pari a 47,1 milioni di Euro, rispetto a 47,8 milioni di Euro dell'esercizio precedente. Il decremento è dovuto principalmente ai minori contributi promozionali legati al fatturato della Grande Distribuzione ed ai minori costi per consulenze, controbilanciato dall'incremento dei costi per personale amministrativo e commerciale relativi alla società Perofil.

L'incidenza dei costi e degli investimenti promo-pubblicitari sui ricavi netti del Gruppo passa dal 13,6% al 12,2%.

3.1.5. Altri ricavi (spese) operativi – Tale voce è pari a 1,4 milioni di Euro e si confronta con 1,3 milioni di Euro del 2016.

3.1.6. Costi di ristrutturazione – La voce, pari a 0,4 milioni di Euro, si riferisce ai costi di ristrutturazione sostenuti dalla Capogruppo in relazione al programma di riorganizzazione della struttura aziendale.

3.1.7. Risultato Operativo Il risultato operativo al 31 dicembre 2017 è pari a 3,1 milioni di Euro (2,5% sui ricavi netti), rispetto a 4,4 milioni di Euro dell'esercizio precedente (3,5% sui ricavi netti 2016).

3.1.8. Oneri finanziari netti – Il risultato della gestione finanziaria è un onere che comprende, oltre agli interessi relativi ai rapporti bancari, anche le differenze cambio e la componente finanziaria del TFR. Nell'esercizio in esame si rileva un maggior onere rispetto all'anno precedente, attribuibile principalmente alle differenze cambio rilevate.

3.1.9. Imposte sul reddito – Le imposte sul reddito del 2017 ammontano a 1,5 milioni di Euro e si confrontano con 2,7 milioni di Euro dell'esercizio precedente.

Le imposte correnti del 2017 ammontano a 1,4 milioni di Euro, derivano totalmente dalla controllata francese e beneficiano di un effetto fiscale positivo non ricorrente pari a 0,6 milioni di Euro, relativo all'imposta sui dividendi.

Le imposte differite ammontano a 0,1 milioni di Euro.

3.2. Dati sintetici di stato patrimoniale

La situazione patrimoniale riclassificata sintetica del Gruppo è riepilogata nella seguente tabella:

31 dicembre 31 dicembre
(in milioni di Euro) 2017 2016
Attività operative a breve 66,85 65,30
Passività operative a breve (33,29) (35,91)
Capitale circolante operativo netto 33,56 29,39
Partecipazioni 0,01 0,01
Altre attivita' non correnti 4,15 4,56
Immobilizzazioni materiali ed immateriali 41,02 35,72
CAPITALE INVESTITO 78,74 69,68
Altre passività a medio e lungo termine (13,17) (12,04)
CAPITALE INVESTITO NETTO 65,57 57,64
Indebitamento finanziario netto (5,61) (13,87)
Patrimonio netto 71,18 71,51
TOTALE 65,57 57,64

3.2.1. Capitale circolante – Il capitale circolante operativo netto al 31 dicembre 2017 è pari a 33,6 milioni di Euro, in aumento di 4,2 milioni di Euro rispetto al 31 dicembre 2016. L'incremento è dovuto principalmente al consolidamento della società Perofil.

L'incidenza del capitale circolante operativo sul fatturato si attesta al 26,4%.

3.2.2. Capitale investito – Il capitale investito è passato da 69,7 a 78,7 milioni di Euro, principalmente per effetto dell'incremento delle immobilizzazioni derivanti dall'acquisizione della società Perofil.

3.2.3. Indebitamento finanziario – La posizione finanziaria netta, illustrata nella tabella seguente, è diminuita di 8,3 milioni di Euro rispetto al 31 dicembre 2016 ed evidenzia una situazione di cassa netta per 5,6 milioni di Euro.

L'evoluzione dei finanziamenti a medio-lungo termine è correlata alla sottoscrizione da parte della Capogruppo di nuovi mutui chirografari per 6,5 milioni di Euro, controbilanciata dall'estinzione anticipata della quota residua di 3 milioni di Euro di un precedente finanziamento e dal rimborso delle rate dei mutui in scadenza.

Alla fine dell'esercizio l'operazione di acquisizione della società Perofil ha comportato un esborso finanziario complessivo pari a 7,5 milioni di Euro.

La posizione finanziaria netta risulta così composta:

(in milioni di Euro) 31 dicembre
2017
31 dicembre
2016
Debiti verso banche a breve 2,95 0,00
Quota a breve dei debiti a medio lungo termine 5,83 4,91
Cassa e banche attive (25,63) (32,58)
Indebitamento finanziario netto a breve (16,85) (27,67)
Finanziamenti a medio lungo termine al netto delle quote
correnti
11,24 13,80
Indebitamento finanziario netto (5,61) (13,87)

Raccordo tra prospetti contabili della Capogruppo e prospetti contabili consolidati

(in migliaia di Euro) Patrimonio
netto al
31 dicembre
2017
Risultato
netto al
31 dicembre
2017
Patrimonio
netto al
31 dicembre
2016
Risultato
netto al
31 dicembre
2016
Bilancio CSP International Fashion Group S.p.A. 54.716 1.309 54.717 888
Patrimonio netto e risultato delle partecipazioni consolidate 41.678 3.880 37.676 5.002
Eliminazione del valore di carico delle partecipazioni consolidate (33.963) 0 (29.004) 0
Rilevazione avviamento 9.404 0 8.802 0
Storno degli utili infragruppo inclusi nelle rimanenze di
magazzino al netto dell'effetto fiscale (440) 132 (572) (57)
Dividendi percepiti da società del Gruppo 0 (4.207) 0 (4.207)
Altre minori (219) (109) (108) (11)
Bilancio consolidato Gruppo CSP 71.176 1.005 71.511 1.615

4. ANDAMENTO DELLE SOCIETÀ DEL GRUPPO

Riportiamo la struttura attuale del Gruppo dopo l'acquisizione di Perofil Fashion S.r.l.:

Di seguito si forniscono i risultati delle società del Gruppo.

4.1. Capogruppo

La Capogruppo ha realizzato un fatturato pari a 55,8 milioni di Euro, con un decremento del 4,9% rispetto al fatturato di 58,7 milioni di Euro del 2016.

Il fatturato, al netto delle vendite intercompany, è passato da 41,8 a 42,3 milioni di Euro, con un incremento del 1,2%.

La Capogruppo ha riportato, grazie anche ai dividendi di 4,2 milioni di Euro percepiti dalla controllata francese, un utile dopo le imposte pari a 1,3 milioni di Euro. Si confronta con un utile di 0,9 milioni del 2016. Tale incremento tiene conto del miglioramento del margine industriale e dei minori costi per consulenze (0,7 milioni di Euro) e per spese marketing (0,7 milioni di Euro).

4.2. CSP Paris Fashion Group S.A.S.

La controllata, che opera prevalentemente sul mercato francese con i marchi Le Bourget e Well, ha registrato un fatturato di 75,0 milioni di Euro, in decremento del 9,2% rispetto all'esercizio precedente.

L'incidenza del margine industriale sui ricavi netti è passata dal 49,5% al 49,2%.

La Società ha conseguito un utile netto dopo le imposte di 4,1 milioni di Euro, rispetto ad un utile di 5,3 milioni di Euro del 2016.

4.3. Perofil Fashion S.r.l.

La Perofil Fashion dal 10 maggio, data di acquisizione, al 31 dicembre 2017 ha realizzato un fatturato di 8 milioni di Euro, mentre il risultato netto presenta una perdita di 0,3 milioni di Euro.

4.4. Oroblù Germany GmbH

Il fatturato della società tedesca risulta pari a 1,9 milioni di Euro, in crescita dell'8,7% rispetto al passato esercizio.

Il risultato netto finale riporta un utile di 53 mila Euro (che si confronta con una perdita di 300 mila Euro del 2016), grazie principalmente al miglior margine industriale ed al contenimento dei costi di struttura.

4.5. Oroblù USA LLC

La società statunitense ha realizzato nel 2017 un fatturato di 492 migliaia di Euro, con un incremento del 3,1% rispetto al 2016 (+5,2% a tassi di cambio costanti).

Il risultato netto dell'esercizio è positivo per 30 mila Euro e si confronta con un utile di 39 mila Euro dell'esercizio precedente.

5. STRATEGIE E PRIORITÀ OPERATIVE

5.1 Strategie di sviluppo

Nel 2017 CSP ha ridefinito la strategia dei brand della Capogruppo mettendo il consumatore al centro del proprio focus: è il consumatore a scegliere tra i nostri brand ed acquistare i nostri prodotti, per soddisfare bisogni ed esigenze in modo diverso dai competitors. Tutto ciò attraverso l'innovazione di prodotto, ma anche l'esperienza di acquisto in tutte le sue componenti, unitamente all'affiancamento della rete distributiva wholesale più evoluta.

Questo cambiamento di prospettiva ha portato ad una ridefinizione del posizionamento dei brand, ad un allineamento della strategia industriale a quella commerciale ed alla revisione delle politiche e dello spending promo/pubblicitario.

La fattibilità di questo importante progetto è stata analizzata valutando la presenza dei vari brand sia sul mercato italiano che su quello internazionale e nei diversi canali distributivi, al fine di evitare sovrapposizioni di prodotto e di marchio.

Nel corso del 2017 CSP ha sviluppato un marketing esperienziale, passando dal focus sul prodotto all'esperienza di consumo attraverso la ricerca degli attributi chiave del prodotto.

In questo contesto di mercato, che rimane difficile e altamente competitivo, con una domanda globale che fatica a riprendersi e le catene retail che acquisiscono progressivamente quote di mercato a scapito dei canali tradizionali, CSP ha proseguito nel suo sforzo economico sul core business e sui marchi propri, con focus primario su Oroblù, ritenuto il marchio con maggiore potenziale internazionale.

CSP prosegue con il processo di ottimizzazione della struttura di costo, attraverso la costante ricerca di miglioramenti di efficienza dei processi e sinergie infragruppo, al fine di minimizzare gli inevitabili effetti negativi derivanti da un minore assorbimento dei costi fissi per i comparti caratterizzati da fatturati in contrazione. Attraverso la recente acquisizione di Perofil si confida di poter raggiungere significativi risultati di medio-lungo termine, grazie al rafforzamento del know-how nell'ambito dell'intimo costruito e all'outsourcing collaudato ed affidabile sia in Italia che all'estero.

Il Gruppo sta perseguendo una strategia di consolidamento e sviluppo dei mercati già presidiati, puntando altresì alla ricerca di nuovi mercati dal potenziale ancora inespresso.

Rimane pertanto centrale lo sforzo aziendale finalizzato all'innovazione di prodotto, coerente all'identità e ai valori di ogni singolo brand. Si ritiene che proprio l'innovazione costituisca una delle leve fondamentali per superare la debolezza dei consumi, risvegliare l'interesse del trade e differenziarsi dai competitors, che spesso hanno nel prezzo l'unico argomento di approccio al mercato.

5.2. Organizzazione produttiva

L'organizzazione produttiva è articolata secondo le seguenti linee:

  • Calzetteria: la produzione è concentrata nello stabilimento di Ceresara e nel sito produttivo a Le Vigan nel sud della Francia.
  • Corsetteria ed intimo maschile e femminile: la produzione è realizzata prevalentemente in outsourcing, mantenendo all'interno il know-how progettuale per stile, modellistica, sviluppo taglie e campionatura. A seguito della recente acquisizione verrà attuata una specializzazione dell'intimo femminile a Carpi (MO) presso la Divisione Lepel ed una specializzazione maschile presso la neo-acquisita Divisione Perofil di Bergamo.

5.3. Innovazione e comunicazione

Alla luce delle rinnovate strategie di brand, CSP conferma il proprio sforzo per lo sviluppo di prodotti innovativi e di promozione dei propri brand, con investimenti pubblicitari e promozionali rimodulati in considerazione delle diverse situazioni nei vari mercati.

Oroblù, che nel 2017 ha festeggiato i 30 anni di presenza sul mercato, ha avuto la massima priorità in termini di attenzione alle sue collezioni e di investimenti pubblicitari nell'ambito della Capogruppo.

La filosofia di Oroblù è quella di posizionarsi come "la cosmesi della gamba" e di tutto ciò che è a contatto con la pelle, per una donna elegante, moderna e cosmopolita. Le consumatrici hanno pertanto potuto conoscere e apprezzare non solo le sue collezioni di calzetteria, ma anche quelle di bodywear e beachwear, dallo stile italiano, ma con allure internazionale.

L'evento clou del 30° anniversario è stata l'organizzazione della mostra svoltasi a Milano "Tra Moda e Arte, 30th Anniversary Oroblù! The new Legwear Inspiration", che ha saputo coniugare la moda con l'arte, grazie alla collaborazione dell'artista/scultore Flavio Lucchini e del fotografo/poeta Giovanni Gastel, ed ha avuto l'apprezzamento di imprenditori, personaggi di spicco dell'arte, del design, della moda e dei direttori dei principali fashion magazine.

Gli scatti di Giovanni Gastel sono stati oggetto nel 2017 di campagne stampa sulle principali riviste di moda, che proseguiranno nel corso del 2018.

I siti di Oroblù sono stati unificati internazionalmente sotto oroblu.com e l'inglese è diventata la lingua ufficiale per i socials. In particolare i followers su facebook sono passati da 20.000 a oltre 100.000.

Il ciclo di prodotto di tutti i brand del Gruppo è stato ripensato con l'analisi degli articoli strategici per volumi e profittabilità. Le collezioni sono state ripensate valutando in termini di ispirazione, di proposte di outfit orientati a stili di vita e occasioni d'uso.

Infine, sono stati riscritti i processi in ottica di saving a partire dallo sviluppo e realizzazione dei campionari e organizzazione del business in funzione del merchandising da offrire ai consumatori.

Nel corso del 2017, grazie all'acquisizione di Perofil Fashion S.r.l., CSP International ha potuto completare la sua offerta nell'alto di gamma con il marchio maschile Perofil e con il brand femminile Luna di Seta.

Perofil sarà oggetto di un restyling già a partire dalla PE 2018, che coinvolgerà il marchio, le sue collezioni homewear e calze e con un ritorno in pubblicità dopo anni di assenza.

La distribuzione di Perofil, attualmente focalizzata sul mercato italiano, sarà ampliata nel prossimo triennio ai mercati internazionali, sfruttando il know how distributivo del Gruppo CSP.

Luna di Seta si posiziona come marchio di lingerie di lusso accessibile, grazie alla qualità delle materie prime e alle preziose lavorazioni, rivolta ad una consumatrice sofisticata.

Il brand e le sue collezioni saranno presentate al Salon International de la Lingerie e del beachwear di Parigi.

Per il marchio Bikkembergs, in licenza per intimo e beachwear maschile, è previsto un piano editoriale su quotidiani e magazine per valorizzare la collezione fashion PE 2018 e attraverso la struttura distributiva di CSP sfruttare a pieno le potenzialità di sviluppo della licenza in sinergia con le politiche di crescita perseguite dai titolari del Brand.

Al marchio Lepel è stata attribuita la brand strategy di "intimo comfort", con l'obiettivo di consolidare la clientela, ampliando la sua attrattività verso un target anche più giovanile, tramite un refresh del packaging, delle immagini e dei prodotti, con la proposta anche di articoli moda.

In quest'ottica si inserisce il lancio di Lepel Belseno Bellezza, con ferretto 3D Ergonomic e di un push up con un incrocio in tulle, rivolto ad una donna giovane e dinamica attenta alla propria femminilità.

Cagi ha voluto enfatizzare e valorizzare la storicità del marchio attraverso l'inserimento nel logo dell'anno di fondazione con l'obiettivo di comunicare che "dal 1925 vestiamo tutti i maschi".

Nel 2017 è stato lanciato un progetto di intimo di ispirazione sportiva chiamato "Sporty", realizzato in tessuti elasticizzati.

Grande attenzione è stata dedicata anche al rafforzamento della proposta homewear (con più appeal rispetto al comparto "pigiami") e ai prodotti slip e boxer.

Sanpellegrino è stato ridefinito con il claim "da sempre con le donne" e il suo progetto distributivo, grazie alla sua collezione "Made in Italy", alla suddivisione dei suoi prodotti per categorie di funzione e ad un packaging emozionale ed innovativo nel mondo della calzetteria, sarà oggetto di uno sviluppo nei mercati internazionali, che avrà i primi risultati verso la fine del 2018.

Nel 2017 il marchio Liberti ha presentato una collezione beachwear composta da bikini e costumi interi disponibili in coppe differenziate fino alla F dalla perfetta vestibilità, con relativi accessori fuori acqua coordinati.

I marchi di CSP Paris

Il mercato della calzetteria e i marchi di CSP Paris

In un mercato della calzetteria in calo dell'11,1% i nostri marchi Well e Le Bourget hanno mantenuto le loro quote di mercato, con un incremento dello 0,1% per Well e una posizione invariata per Le Bourget.

Una crescita grazie all'innovazione

Le linee di collant best sellers dei due marchi: Elastivoile, Accord Parfait e Morphologie per Well e Voilance, Modacolors e Les Dessou Chics per Le Bourget hanno mantenuto le loro posizioni, ma sono soprattutto i due prodotti che presentano innovazioni nel comfort del cinturino in vita, « Freedom » e « Ceintures OH », che hanno assicurato la tenuta delle quote di mercato dei marchi.

Da notare che questa innovazione ha permesso a Well l'ottenimento del riconoscimento di "Prodotto dell'anno 2018" per la gamma Accord Parfait. Questo lancio è il risultato di 2 anni di ricerca ed è stato oggetto di 2 depositi di brevetto.

Una crescita grazie al sostegno commerciale

La difesa delle nostre quote di mercato è stata altresì effettuata grazie a un forte sostegno alle vendite tramite una scontistica concessa sulle linee più vendute e sui prodotti innovativi.

Il mercato della lingerie e i marchi di CSP Paris

Con un incremento dello 0,5% nella lingerie, Well entra nella top 5 dei marchi di lingerie nel canale ipersupermercati, con una quota di mercato a valore del 6,2%. Inoltre il marchio ha ottenuto una crescita costante nel comparto delle parti basse (slip) e in quello delle taglie conformate, con la gamma Form.

Con un aumento costante del suo fatturato e una distribuzione che raggiunge i 1.400 clienti, lo skinwear Le Bourget rappresenta un brillante risultato nella strategia di globalizzazione del marchio.

Si segnala anche la rapida diffusione di calzini in fibra naturale Le Bourget che nel loro segmento di mercato hanno raggiunto una distribuzione di oltre 1.000 punti di vendita.

Comunicazione

Malgrado un mercato difficile, Well e Le Bourget sono rimaste molto attive nella comunicazione.

Le campagne istituzionali di Well e Le Bourget hanno di volta in volta rafforzato il posizionamento di marchio e lo sviluppo di nuovi segmenti nella lingerie e nel bodywear.

Per la prima volta i due marchi hanno altresì aumentato la loro comunicazione digitale, alimentando i contenuti e il dialogo con la community.

5.4. Priorità operative

Nel corso del 2017 CSP ha profuso il massimo sforzo per reagire alle non favorevoli condizioni di mercato ed alla considerevole contrazione dei consumi sul mercato francese attraverso le seguenti linee guida:

  • a) ridefinizione della strategia dei brand della Capogruppo e valorizzazione dei marchi propri ad alta marginalità, attraverso innovazione e comunicazione;
  • b) diversificazione merceologica nell'underwear, nel beachwear e nel bodywear attraverso la crescita per vie esterne con l'acquisizione di Perofil;

  • c) attento controllo e contenimento dei costi operativi;

  • d) continua attenzione al controllo del capitale circolante e alla generazione di cassa.

In particolare, riteniamo ci siano elementi del nostro mix gestionale che devono restare centrali, tra i quali:

  • innovazione di prodotto;
  • focus sui bisogni del consumatore e sulla capacità di soddisfarli in maniera differenziale;
  • coerenza stilistica per ogni brand;
  • attrattività dell'offerta in termini di funzione del prodotto e di appeal dell'esperienza d'acquisto;
  • sfruttamento delle sinergie produttive, distributive, organizzative all'interno del Gruppo;
  • valorizzazione delle potenzialità distributive;
  • rafforzamento nei mercati esteri dal potenziale non ancora adeguatamente sfruttato.

5.5. Attività di Ricerca e Sviluppo

Anche nel corso del 2017 si è confermato l'impegno della Capogruppo nello svolgimento di attività di ricerca e sviluppo per innovazione tecnologica nell'ambito di progetti ritenuti particolarmente innovativi, svolti negli stabilimenti di Ceresara e Carpi:

  • Progetto 1. Attività di ricerca e sviluppo a favore di soluzioni tecniche realizzative per nuove tipologie di finiture e linee di prodotto per calzetteria.
  • Progetto 2. Attività di ricerca e sviluppo a favore di soluzioni tecniche realizzative per nuove tipologie di finiture e linee di prodotto per corsetteria, bodywear e mare, con lo sviluppo di un marchio uomo dedicato.
  • Progetto 3. Attuazione di un programma di attività basato sulla ricerca e sullo sviluppo relativamente all'implementazione di un sistema informativo integrato.
Sanpellegrino Oroblù Lepel Liberti Le
Bourget
Well Cagi Perofil Luna
di Seta
Ingrosso
Grande
Distribuzione
Department
Stores
Dettaglio
E-commerce
Negozi
monomarca

5.6. Marchi e canali distributivi

Riepiloghiamo nella seguente tabella i marchi di proprietà con i relativi canali di vendita:

Dal 2013 CSP International ha attivato un portale di vendite on line per i propri marchi, il sito www.MyBoutique.it, dove si possono acquistare comodamente da casa le collezioni dei brand Cagi, Lepel, Sanpellegrino e Liberti.

Il marchio Oroblù dispone del sito e-commerce www.oroblu.com in tre lingue e in tre valute.

Con l'acquisizione di Perofil, CSP ha deciso di rinnovare, consentendo la vendita in tutta Europa e non solo in Italia, l'attuale sito e-commerce www.perofil.it e di avviare le vendite online del marchio Luna di Seta, attraverso il sito www.lunadiseta.com

Anche CSP Paris ha già da alcuni anni attivi due siti per le vendite on line: www.lebourget.com e www.well.fr.

5.7. Organizzazioni commerciali

Il Gruppo CSP opera in Italia e nel mondo su più canali attraverso un'articolata struttura distributiva, qui riassunta:

  • in Italia operano 8 forze vendita, 96 agenti e 6 merchandisers;
  • in Francia operano 2 forze vendita, 80 venditori, 120 dimostratrici;
  • in Export sono attivi circa 50 distributori in circa 40 paesi al mondo e 30 agenti, di cui 6 francesi.

5.8. Buy Back e Azioni proprie

Le Azioni proprie al 31 dicembre 2017 sono costituite da n. 1.000.000 azioni ordinarie acquistate per un costo complessivo di 888 migliaia di Euro; nell'esercizio in esame non sono state acquistate azioni proprie.

Le condizioni di compravendita sono state deliberate dall'Assemblea degli azionisti del 28 aprile 2017 con l'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie sui mercati regolamentati secondo le seguenti modalità:

  • termine il 28 ottobre 2018 o comunque al raggiungimento di n. 6.651.865 azioni corrispondenti al 20% del capitale sociale;
  • prezzo per azione compreso tra un minimo pari al valore nominale di Euro 0,52 e un massimo pari a Euro 3,00.

Si informa altresì che nel caso in cui si procedesse all'alienazione delle azioni, le modalità di rivendita sarebbero le seguenti:

  • il prezzo minimo sarà pari a Euro 0,52;
  • il prezzo massimo sarà pari a Euro 5,00;
  • l'eventuale vendita delle azioni potrà essere effettuata sia a listino di Borsa che con private placement;
  • le azioni proprie potranno essere altresì oggetto di permuta e/o scambio di partecipazione.

Alla data dell'odierno Consiglio di Amministrazione non vi sono state variazioni rispetto al 31 dicembre 2017.

Si segnala inoltre che il Consiglio di Amministrazione della Società richiederà all'Assemblea dei soci del 22 giugno 2018 di rinnovare l'autorizzazione all'acquisto e all'eventuale rivendita delle azioni proprie.

5.9. Rapporti infragruppo e con parti correlate

Per quanto concerne le operazioni effettuate con parti correlate, ivi comprese le operazioni infragruppo, si precisa che le stesse non sono qualificabili né come atipiche né come inusuali, rientrando nel normale corso di attività delle società del Gruppo. Dette operazioni sono regolate a condizioni di mercato, tenuto conto delle caratteristiche dei beni e dei servizi prestati. Come previsto dal combinato disposto degli articoli 6 e 7 dell'apposita procedura per le operazioni con parti correlate approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 1 dicembre 2010, tutte le operazioni con le parti correlate (prevalentemente costituite dalle società controllate) sono concluse a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard.

Le informazioni sui rapporti con parti correlate, ivi incluse quelle richieste dalla Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, sono presentate nella Nota 37 sia del Bilancio consolidato che del Bilancio d'esercizio.

5.10. Relazione sulla remunerazione dell'organo amministrativo, degli organi di controllo e dei dirigenti con responsabilità strategiche

Il Consiglio di Amministrazione ha approvato la Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari per l'esercizio 2017 e la Relazione sulla remunerazione prevista dall'art. 123-ter del D. Lgs. 58/98, che sarà sottoposta ad approvazione dell'Assemblea.

5.11. Partecipazioni detenute dagli Amministratori, dai Sindaci e dai Direttori Generali (art. 114 e 123 ter del TUF 58/98; art. 84 quater Regolamento 11971/99)

Come richiesto dalla normativa Consob, le informazioni in oggetto sono contenute nello schema 7 ter della relazione sulla remunerazione.

5.12. Politica aziendale per l'ambiente e la sicurezza

Il Gruppo è consapevole delle sfide e delle opportunità che il mercato impone e della necessità di compiere scelte in linea con i principi di sviluppo sostenibile e tutela della sicurezza dei propri lavoratori. Ritiene pertanto di fondamentale importanza disporre di un sistema organizzativo che permetta di armonizzare e tenere sotto controllo i propri processi e la raccolta delle informazioni da essi derivanti. Il Gruppo si è impegnato pertanto a definire e mantenere attivo un sistema di gestione integrato ambiente e sicurezza, finalizzato ad assicurare il miglioramento continuo dei processi, delle prestazioni ambientali e della gestione della salute e sicurezza dei lavoratori, nonché il soddisfacimento di tutte le parti interessate, la prevenzione dell'inquinamento ambientale, degli infortuni e delle malattie professionali.

La Capogruppo ha quindi implementato, nel corso dell'anno 2014, un Sistema di Gestione Integrato per l'Ambiente e la Sicurezza dei lavoratori, in grado di:

• consentire un completo monitoraggio degli aspetti ambientali più significativi, stabilire obiettivi di miglioramento nonché verificarne il raggiungimento;

• applicare, in modo più efficace ed efficiente, le prescrizioni previste dal D.Lgs. 81/08 e dall'altra normativa cogente in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori, puntando contestualmente ad un miglioramento continuo dei processi e dei risultati in tale ambito.

Il sistema di gestione è stato certificato a fine 2014 da una Società di certificazione terza, con riferimento agli standard internazionali UNI EN ISO 14001:2004 (Ambiente) e BS OHSAS 18001:2007 (Sicurezza del lavoro).

Gli audit di sorveglianza condotti annualmente dalla Società di certificazione hanno confermato la rispondenza del sistema ai requisiti degli standard.

In coerenza con gli obiettivi strategici sopra citati, il Gruppo si è impegnato ad adeguare il Sistema di Gestione Integrato al nuovo standard UNI EN ISO 14001:2015 (Ambiente) ed al futuro standard ISO 45001 (Sicurezza).

Il progetto di adeguamento si sta sviluppando con le seguenti azioni:

  • approvazione nel Consiglio di Amministrazione del 25 settembre 2017 della Politica per l'Ambiente e la Sicurezza, aggiornata ai requisiti dello standard UNI EN ISO 14001:2015;
  • certificazione del sistema di gestione rispetto agli standard UNI EN ISO 14001:2015 e BS OHSAS 18001:2007 entro aprile 2018, per tutti i siti produttivi, compreso il neo acquisito sito di Bergamo dove ha sede la controllata Perofil Fashion S.r.l.;
  • inizio delle attività di transizione del sistema di gestione dallo standard BS OHSAS 18001 al nuovo standard ISO 45001, immediatamente dopo la pubblicazione delle nuove norme.

5.13. Informativa in materia di trattamento dei dati personali

CSP International Fashion Group applica il D.Lgs. 196/2003, "Codice in materia di protezione dei dati personali", e dà atto specificamente di aver provveduto a porre in essere le idonee misure preventive di sicurezza in modo da ridurre al minimo i rischi di distruzione e perdita anche accidentale dei dati, di accesso non autorizzato, di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta.

5.14. Corporate Governance

Il sistema di Corporate Governance adottato da CSP International Fashion Group S.p.A. rispecchia sostanzialmente il contenuto del modello di organizzazione societaria del Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A., opportunamente adattato alle peculiarità e specifiche esigenze della Società.

La Società ritiene che il rispetto dei principi e dei criteri applicativi contenuti nel Codice di autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A sia fondamentale per quanto concerne i rapporti con il mercato.

Ricordiamo, in particolare, le tappe realizzate dalla Società in tema di Corporate Governance:

  • adesione al Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A edizione 2002, tenuto conto anche delle modificazioni introdotte ed accolte nelle successive edizioni del Codice, l'ultima del luglio 2015 approvate dal Comitato per la Corporate Governance nello stesso mese;
  • adozione di procedure per la realizzazione di un sistema di gestione dei rischi e di controllo interno;
  • adozione dell'apposita procedura per le operazioni con parti correlate in ottemperanza al Regolamento Consob 17221/2010 e succ. modificazioni;
  • adozione di una procedura interna per il trattamento delle informazioni "price sensitive";
  • adozione dei codici di comportamento in materia di "internal dealing";
  • adozione di un regolamento assembleare;
  • presenza di un Consigliere indipendente nel Consiglio di Amministrazione;
  • nomina nell'ambito del Consiglio di Amministrazione del "Comitato Rischi e Governance"(CRG);
  • adozione di una apposita "procedura per le informazioni al Collegio Sindacale" ai sensi ex art. 150, comma 1, del D.Lgs 24.02.1998 n. 58;
  • adozione di una apposita "procedura per il conferimento di incarichi a Società di Revisione" in ottemperanza al D.Lgs 39/2010 che ha recepito in Italia la direttiva del 17.05.2006 n. 2006/43/CE relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati;
  • predisposizione della relazione sulla remunerazione dell'organo amministrativo, degli organi di controllo e dei dirigenti con responsabilità strategiche;
  • nomina del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari deliberata in data 13.09.2006 con l'ausilio del quale è stato approntato un sistema di procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio e consolidato e delle relazioni finanziarie periodiche;
  • approvazione del Modello 231 e istituzione dell'Organismo di Vigilanza.

E' stato implementato un sistema di gestione dei rischi e di controllo interno riguardante il processo di informativa finanziaria ai sensi dell'art. 123-bis, comma 2, lettera b), TUF 58/98 e sono state messe a punto e

applicate procedure di controllo tali da garantire l'affidabilità dei dati ricevuti sia dalle funzioni interne che dalle altre aziende del Gruppo (e, di conseguenza, dei dati consolidati).

A fondamentale tutela dell'obiettivo dell'affidabilità dei dati è stato implementato un sistema di controllo di gestione basato sul meccanismo del budget-consuntivo con controlli normalmente a frequenza mensile ed analisi approfondita degli scostamenti rilevanti.

Tale sistema copre la Capogruppo, la controllata CSP Paris Fashion Group, la controllata Oroblù Germany e la neo acquisita Perofil. La controllata Oroblù USA, considerato il modesto volume d'affari, viene analizzata su base trimestrale.

In virtù di quanto descritto, la Società ritiene di soddisfare i requisiti richiesti dalle norme di riferimento, garantendo la completezza, l'accuratezza, la competenza, l'attendibilità, la tempestività e l'affidabilità dell'informativa finanziaria.

La relazione annuale 2018 di "Corporate Governance" relativa all'esercizio 2017 sarà a disposizione del pubblico presso la sede sociale, sul sito Internet della Società www.cspinternational.it/sezione Investor Relations/Corporate Governance, presso Borsa Italiana S.p.A. unitamente alla relazione finanziaria annuale.

5.15. Approvazione del Modello 231 e istituzione dell'Organismo di Vigilanza

Con l'obiettivo di garantire una conduzione efficace, corretta e trasparente delle attività aziendali, il Consiglio di Amministrazione in data 17 febbraio 2014 ha approvato il Modello 231 di CSP International Fashion Group S.p.A. e nominato i membri dell'Organismo di Vigilanza ai sensi dell'art.42 del D. Lgs. 231 dell'8 giugno 2001.

L'Organismo di Vigilanza ha il compito di vigilare in ordine all'efficacia, al funzionamento e osservanza del Modello e di curarne l'aggiornamento.

La Società si è inoltre dotata di un Codice etico, parte integrante e sostanziale del Modello medesimo, quale carta dei diritti e doveri morali che definisce la responsabilità etico-sociale di tutti coloro che partecipano alla realtà aziendale.

Il modello è stato aggiornato a seguito dei nuovi reati presupposto previsti nel novero del catalogo del D.Lgs. 231/2001 e sottoposto ad approvazione del Consiglio di Amministrazione del 25 marzo 2016.

5.16. Investimenti e ammortamenti delle immobilizzazioni materiali ed immateriali

Il Gruppo CSP è dotato di un'ottima struttura produttiva, implementata nel corso degli anni e tuttora all'avanguardia nella qualità ed efficienza degli impianti.

Negli ultimi anni sono stati effettuati gli investimenti necessari per mantenere l'efficienza aziendale. Per il dettaglio degli investimenti ed ammortamenti dell'anno e del precedente si rimanda ai paragrafi 5 e 6 delle Note Esplicative.

5.17. Rapporti con il personale

La crescita e la valorizzazione professionale delle persone, quale fattore determinante per l'evoluzione e lo sviluppo della propria attività rimane uno degli obiettivi del Gruppo. In merito a questo punto si precisa che i rapporti con il personale dipendente sono mediamente buoni ed il turn over è limitato.

Per eventuali analisi quantitative sull'andamento del personale dipendente si rinvia a quanto indicato nelle Note Esplicative, ritenendo non necessaria ogni altra riclassificazione e/o confronto con l'esercizio precedente.

Segnaliamo che nel corso del 2017 non vi sono stati:

  • infortuni gravi sul lavoro che hanno comportato lesioni gravi o gravissime al personale dipendente per i quali è stata accertata definitivamente una responsabilità aziendale;
  • morti sul lavoro del personale dipendente;
  • addebiti in ordine a malattie professionali su dipendenti o ex dipendenti e cause di mobbing, per cui le Società del Gruppo sono state dichiarate definitivamente responsabili.

5.18. Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario

Il Gruppo CSP predispone la Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario ai sensi del D. Lgs 254/2016 e della Delibera Consob n. 20267 del 18 gennaio 2018 in un documento separato, pubblicato sul sito internet www.cspinternational.it, nella sezione Investor Relations, Bilanci e prospetti.

6. FATTORI DI RISCHIO E SISTEMI DI CONTROLLO

6.1. Principali rischi ed incertezze ai quali la Società e il Gruppo sono esposti

Come richiesto da Consob, gli Amministratori provvedono all'identificazione e alla valutazione dei principali rischi e incertezze a cui la Società e il Gruppo sono esposti.

Rischi relativi al nostro business

I principali rischi relativi al nostro business sono associati:

  • all'andamento recessivo del principale mercato di riferimento, costituito dalla calzetteria femminile, e difficoltà del mercato dell'intimo, anche in relazione a frequenti fenomeni di aumento delle temperature medie in stagioni fondamentali per i consumi, ovvero la primavera e l'autunno;
  • alla debolezza della capacità di spesa e di consumo nel mercato domestico, in particolare qualora il prodotto interno lordo risultasse in diminuzione;
  • al progressivo indebolimento dei canali di vendita dell'intimo specializzato, fortemente attaccati dalle catene retail, dalla contrazione dei consumi e dalle politiche restrittive di accesso al credito del sistema bancario;
  • alle difficoltà dei mercati internazionali, che non presentano ancora trend stabili di ripresa;
  • alle svalutazioni nei confronti dell'Euro delle monete di alcuni paesi, ove i nostri prodotti, conseguentemente, potrebbero risultare più costosi;
  • agli approvvigionamenti in outsourcing, che comportano tempi di consegna rilevanti per le collezioni progettate al nostro interno e realizzate nel Far East con trend di costo in sensibile aumento;
  • alla capacità della Società e del Gruppo di assorbire gli aumenti di costi, che hanno impatto sui prodotti finiti, attraverso revisioni dei listini prezzi;
  • all'aumento dei prezzi e alla scarsa disponibilità delle materie prime di riferimento.

Rischi connessi alle condizioni generali dell'economia

La situazione della Società e del Gruppo è influenzata anche dai vari fattori che compongono il quadro macro-economico, inclusi l'eventuale decremento del prodotto nazionale lordo, il livello di fiducia dei consumatori, il tasso di disoccupazione e la progressiva contrazione dei consumi finali nei canali di riferimento (iper, super e wholesale) . La debolezza delle condizioni generali dell'economia si è riflessa in un calo significativo e persistente della domanda. Qualora la debolezza ed incertezza del mercato dovesse prolungarsi ulteriormente, l'attività e le prospettive del Gruppo potrebbero essere negativamente influenzate con conseguente impatto sulla situazione economica e patrimoniale.

Rischi connessi all'alta competitività nei mercati in cui il Gruppo opera

I mercati in cui il Gruppo opera sono altamente concorrenziali.

Il successo delle attività di CSP dipenderà dalla sua capacità di mantenere e/o incrementare le quote di mercato e di espandersi in nuovi mercati, attraverso prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo, che garantiscano adeguati livelli di redditività.

Rischi relativi ai mercati internazionali

Una parte delle attività di approvvigionamento e delle vendite del Gruppo hanno luogo al di fuori dell'Unione Europea. Il verificarsi di sviluppi politici o economici sfavorevoli in tali aree potrebbe incidere sulle prospettive e sull'attività del Gruppo, nonché sui risultati economici. In particolare l'aumento del costo delle materie prime causato da fattori legati alla produzione delle stesse ed a fattori speculativi, potrebbe avere ripercussioni sulla marginalità del Gruppo.

Rischi finanziari

La Società e il Gruppo sono esposti a rischi finanziari connessi alla loro operatività e, in particolare, ai seguenti:

  • a) rischio di credito, in relazione ai normali rapporti commerciali con clienti;
  • b) rischio di liquidità, con particolare riferimento alla disponibilità di risorse finanziarie e all'accesso al mercato del credito;
  • c) rischio di cambio;
  • d) rischio di tasso di interesse.

La Società e il Gruppo valutano costantemente i rischi finanziari a cui sono esposti, in modo da stimare anticipatamente i potenziali effetti negativi ed intraprendere le opportune azioni per mitigarli.

I rischi finanziari sono monitorati nei modi seguenti.

a) Rischio di credito

La Società ed il Gruppo vendono con pagamento posticipato a diverse tipologie di clientela costituite da Grande Distribuzione Organizzata, grossisti, dettaglianti e distributori esteri. I crediti concessi sono oggetto di una preventiva valutazione, effettuata con metodi che possono variare a seconda dell'entità dei crediti stessi; tuttavia il perdurare dell'attuale difficoltà di parte della clientela ad accedere a finanziamenti concessi dal sistema bancario potrebbe rendere alcuni crediti di difficile esigibilità.

GRUPPO CSP

Sono suscettibili di svalutazione individuale le posizioni, se singolarmente significative, per le quali si rileva un'oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale.

A fronte di crediti che non sono oggetto di svalutazione individuale vengono effettuati opportuni accantonamenti, tenuto conto dell'esperienza storica e dei dati statistici.

b) Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità si può manifestare per l'incapacità di reperire, ad adeguate condizioni economiche, le risorse finanziarie necessarie per l'operatività. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità sono, da una parte, le risorse generate o assorbite dalle attività operative, dall'altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito.

L'Azienda prevede di far fronte ai fabbisogni derivanti dalle rate dei debiti finanziari in scadenza attraverso i flussi originati dalla gestione operativa che, anche nell'attuale contesto di mercato, si prevede possa mantenere un'adeguata capacità di generare risorse finanziarie.

Le azioni intraprese per il contenimento dei costi e per lo stimolo alle vendite dovrebbero consentire l'ottenimento di risultati economici comunque positivi. Tuttavia ulteriori rilevanti e improvvise riduzioni dei volumi di vendita potrebbero mettere a rischio tali obiettivi.

La Società e il Gruppo hanno adottato una serie di politiche volte ad ottimizzare la gestione delle risorse finanziarie, attraverso le seguenti azioni:

  • diversificazione degli strumenti di reperimento delle risorse finanziarie, attraverso diversi Istituti di credito;
  • ottenimento di linee di credito adeguate;
  • monitoraggio delle condizioni prospettiche di liquidità.

Si ritiene che i fondi e le linee di credito attualmente disponibili consentiranno di soddisfare i fabbisogni aziendali. Un eventuale inasprimento della politica del credito da parte del sistema bancario potrebbe avere un impatto negativo sull'accesso a nuovi finanziamenti oppure il loro ottenimento potrebbe comportare un costo maggiore.

c) Rischio di cambio

Il Gruppo CSP, che opera su più mercati a livello mondiale, è esposto a rischi di mercato connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio. L'esposizione ai rischi di cambio è collegata principalmente all'attività produttiva in outsourcing nel Far East con acquisti denominati in dollari e alle vendite in paesi con valuta diversa dall'Euro.

La Società e il Gruppo monitorano le principali esposizioni al rischio di cambio per gli acquisti in dollari e operano delle coperture tendenti a garantire il cambio previsto a budget.

Nel corso del 2017 la natura e la struttura delle esposizioni al rischio di cambio e le politiche di copertura non sono variate rispetto all'anno precedente.

d) Rischio di tasso di interesse

Il Gruppo è esposto alle fluttuazioni del tasso d'interesse soprattutto per quanto concerne la misura degli oneri finanziari relativi all'indebitamento.

Al 31 dicembre 2017 la Capogruppo ha in essere contratti derivati su tassi di interesse, collegati a finanziamenti a medio-lungo termine, finalizzati alla copertura del rischio di fluttuazione degli stessi. Per maggiori dettagli si rimanda a quanto riportato nelle Note Esplicative.

L'esposizione al rischio di mercato derivante dalla variazione dei tassi di interesse è originata dai finanziamenti a medio-lungo termine (principalmente mutui) erogati a tasso variabile.

6.2. Valutazione sulla continuità aziendale, i rischi finanziari, il valore delle attività e le relative stime

Come espressamente richiesto da Consob, congiuntamente a Borsa Italiana e a ISVAP, con i documenti del 6 febbraio 2009 e del 4 marzo 2010, forniamo le seguenti valutazioni:

• La continuità aziendale, anche in uno scenario impegnativo come l'attuale, è assicurata dai risultati consolidati e dai flussi finanziari che ne derivano.

  • I rischi finanziari appaiono ragionevolmente contenuti e le attuali linee di credito sono ritenute adeguate alla gestione del business.
  • Il valore delle attività e, in particolare, del magazzino, è stato valutato con la necessaria prudenza e predisponendo adeguati stanziamenti per la svalutazione degli stock di fine stagione e per gli articoli slow-moving.
  • L'impairment test, necessario per la verifica dell'eventuale perdita di valore delle attività secondo il principio IAS 36, è stato effettuato con particolare attenzione, nel quadro dell'attuale congiuntura economica. I risultati del test confermano la recuperabilità dei valori iscritti a bilancio. Sono inoltre state effettuate alcune analisi di sensitività del valore recuperabile delle CGU per indicare il potenziale impatto in caso di evoluzione differente dei tassi g e WACC da quella elaborata dagli Amministratori; da tali analisi non sono emerse ipotesi di possibili svalutazioni per quanto riguarda le CGU Francia e Germania, mentre nella CGU Italia si evidenziano possibili perdite di valore per determinate combinazioni. Per ulteriore analisi si rimanda al paragrafo 4 delle Note Esplicative di Gruppo.
  • Le stime utilizzate per la valutazione delle attività sono basate sull'esperienza, tenendo conto di tutti i fattori considerati rilevanti.

In sintesi

Gli elementi base, costituiti dalla situazione patrimoniale e finanziaria e dal risultato economico, fanno ritenere che i fondamentali aziendali siano tali da assicurare la continuità aziendale anche nell'attuale contesto di mercato non particolarmente favorevole.

Riteniamo comunque che, oltre a quanto citato sopra, esista la possibilità che l'attuale incertezza sulla domanda di mercato o una minore efficacia delle azioni intraprese possano portare a risultati che, nonostante i correttivi attuati, differiscano anche in modo sostanziale da quelli auspicati, generando possibili perdite di valore, anche più consistenti di quelle indicate al paragrafo 4 delle Note Esplicative.

Tra i rischi e le incertezze rientrano, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, ulteriori shock finanziari e valutari, fattori geopolitici caratterizzati da dinamiche protezionistiche, l'acutizzarsi del trend di decremento dei consumi nei mercati/canali di riferimento, anche causato da eventi imprevedibili ed esogeni e condizioni climatiche sfavorevoli.

7. EVENTI SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO ED EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

L'andamento dei consumi, in particolare sul mercato francese, che non ha manifestato segnali di inversione di tendenza, unitamente a fattori climatici autunnali non particolarmente favorevoli, hanno vanificato la possibilità di un recupero di fatturato nell'ultimo trimestre dell'anno e solo grazie al consolidamento della neo acquisita Perofil il fatturato del Gruppo si attesta leggermente sopra a quello del 2016.

Ciò conferma e rende ancora più attuale la strategia di crescita per via esterna implementata con l'acquisizione di Perofil, per la quale verranno intensificate le azioni di integrazione al fine di sfruttare appieno le potenziali sinergie a livello produttivo, distributivo e di marketing.

In data 12 dicembre 2017 l'assemblea dei soci di Perofil Fashion S.r.l. ha approvato la fusione per incorporazione della società in Csp International Fashion Group S.p.A., con effetti contabili e fiscali retroattivi alla data del primo gennaio dell'anno 2018. Successivamente in data 20 febbraio 2018 è stata data attuazione all'operazione di fusione con stipula del relativo atto di fusione, e con efficacia dal 28/02/2018 (data di iscrizione dell'atto di fusione presso il Registro delle Imprese).

Il 2017 è stato caratterizzato dalla decisa ed inaspettata contrazione delle vendite della controllata francese che in precedenza aveva sempre risposto ai progressivi cali di consumi nel mercato di riferimento degli Iper e supermercati, con un incremento delle quote di mercato e un fatturato comunque in crescita.

Nel corso dell'esercizio, la Capogruppo ha concluso, nei tempi concordati, il piano di riduzione del personale annunciato ad Aprile 2017 con la dichiarazione originaria di 75 esuberi; alla fine della procedura è stato possibile contenere il numero dei licenziamenti a 55 unità, anche grazie alla condivisione con le rappresentanze sindacali e con le maestranze di processi di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, che hanno coinvolto in maniera partecipata il complesso dei dipendenti nei reparti

interessati. La ristrutturazione ha comportato un costo straordinario pari a 0,4 milioni di euro in linea con le previsioni.

Lo sforzo della Capogruppo teso al riequilibrio della struttura dei costi della sede di Ceresara ha portato ad un miglioramento della marginalità operativa di circa 1 milione di Euro, pur permanendo in terreno negativo. Questo apprezzabile risultato è purtroppo coinciso con la forte contrazione del mercato di riferimento della calzetteria francese, con sensibili ripercussioni sulla marginalità della controllata e di riflesso anche per la Capogruppo, in relazione alle produzioni intercompany realizzate nello stabilimento di Ceresara.

Il fatturato dei primi tre mesi evidenzia, dopo un avvio incoraggiante, soprattutto in Francia, una brusca frenata nel mese di marzo anche a causa delle condizioni climatiche non favorevoli che hanno caratterizzato questo inizio di primavera.

Il contesto esterno rimane pertanto sfidante ed estremamente volatile e non privo di ulteriori incertezze e di fattori di rischio che, oltre all'improvviso calo del mercato francese, presenta tensioni politiche internazionali che influenzeranno probabilmente alcuni mercati potenziali per il Gruppo, come la Russia.

Questi fattori, unitamente ai costi non ricorrenti necessari per implementare l'integrazione della nuova divisione di Perofil e per completare il processo di razionalizzazione e ristrutturazione appena attuata sulla Capogruppo, purtroppo penalizzeranno e/o ritarderanno l'ottenimento degli auspicati ritorni in termini di vendite e profittabilità derivanti dall'implementazione delle azioni di cambiamento in corso.

Parallelamente, proseguiranno le azioni della Capogruppo indirizzate principalmente alla valorizzazione dell'immagine dei propri brand in una visione fortemente orientata ai bisogni del consumatore. Un percorso che necessita di tempo, di investimenti organizzativi, promo/pubblicitari e distributivi tesi a rafforzare la nuova visione strategica dei brand e stimolare un trade che ne possa supportare la sostenibilità.

Proseguirà al contempo la riorganizzazione commerciale dei marchi dedicati al mass market del Gruppo che dovrebbe guidare ad un approccio più efficace ed efficiente ai mercati tradizionali, come l'ingrosso e la Grande distribuzione organizzata.

Siamo molto cauti nell'esprimere previsioni sull'andamento del prossimo esercizio, e nel breve termine in generale.

I recuperi di marginalità, derivanti dalle manovre di contenimento e razionalizzazione dei costi continueranno comunque ad essere investiti nello sviluppo prodotto, nel marketing e nell'ottimizzazione della struttura. Tali recuperi, necessari per sostenere il nuovo approccio marketing e commerciale, potrebbero non bastare a compensare il gap di marginalità indotto dalla progressiva contrazione delle vendite organiche.

Come illustrato, il processo di riorganizzazione e razionalizzazione, di per sé oneroso ed impegnativo, avviene in un contesto di mercato sfavorevole, che potrebbe penalizzare la profittabilità nel breve termine, rimandando agli esercizi successivi i recuperi auspicati a seguito delle azioni implementate. Ciò costituirà comunque un ulteriore stimolo agli sforzi avviati. Il Gruppo ritiene tale processo imprescindibile per assicurarsi la possibilità di affrontare al meglio lo scenario altamente competitivo e cogliere le opportunità per consolidare ed accrescere la propria posizione, non appena le condizioni economiche generali diverranno più favorevoli o, se gli scenari dovessero rivelarsi discordanti da quelli attesi, a cercare nuove soluzioni che possano valorizzare le potenzialità del Gruppo a livello di prodotto e distributivo.

8. DELIBERAZIONI PROPOSTE DAL C.D.A. ALL'ASSEMBLEA

8.1. Proposta di distribuzione dividendo

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo CSP International Fashion Group SPA propone la destinazione del risultato dell'esercizio in conformità alla proposta che segue:

Utile dell'esercizio civilistico Euro 1.308.927,78
5% Riserva legale Euro 65.446,39
Utile da distribuire Euro 1.243.481,39

Tenuto conto del risultato conseguito e delle implementazioni delle azioni di cambiamento in corso, considerata la volontà di mantenere comunque una continuità di distribuzione dei dividendi, il Presidente propone la corresponsione di un dividendo unitario di 0,04 Euro per azione (al lordo delle eventuali ritenute di legge), pari a complessivi 1.330.373,12 Euro, così suddivisi:

Utile da distribuire Euro 1.243.481,39
Utilizzo Riserva utili non distribuiti Euro 86.891,73

Il confronto storico degli ultimi anni è illustrato dalla seguente tabella:

Esercizio Dividendi totali Numero azioni Dividendi per
azione
2012 1.662.966,40 Euro(*) 33.259.328 0,05 Euro
2013 1.662.966,40 Euro(*) 33.259.328 0,05 Euro
2014 1.662.966,40 Euro(*) 33.259.328 0,05 Euro
2015 1.662.966,40 Euro(*) 33.259.328 0,05 Euro
2016 1.330.373,12 Euro(*) 33.259.328 0,04 Euro
2017 1.330.373,12 Euro(*) 33.259.328 0,04 Euro

(*) ammontare determinato sul numero complessivo delle azioni (al lordo delle azioni proprie).

Lo stacco della cedola numero 18 avverrà il 16 luglio 2018, con record date il 17 luglio 2018 e pagamento il 18 luglio 2018.

Tale proposta sarà sottoposta all'approvazione dell'Assemblea Ordinaria dei Soci, convocata per il prossimo 22 giugno, alle ore 9,00 presso la sede sociale, ed in seconda convocazione per il 25 giugno 2018, stesso luogo ed ora.

8.2. Bilancio

Si propone di approvare il bilancio 2017, unitamente alla destinazione dell'utile e alla distribuzione della riserva "Utili non distribuiti" come sopra indicato.

Ceresara, 26 aprile 2018

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione Francesco Bertoni

(importi in migliaia di Euro) note 31 dicembre
2017
31 dicembre
2016
ATTIVITA' NON CORRENTI
Attività immateriali:
- Avviamento 4 13.647 11.854
- Altre attività immateriali 5 9.635 7.091
Attività materiali:
- Immobili, impianti, macchinari e altre immobilizzazioni di proprietà 6 17.736 16.780
Altre attività non correnti:
Altre partecipazioni 8 8
Crediti finanziari, crediti vari, crediti commerciali e altre attività non correnti 7 110 47
Attività per imposte anticipate 8 4.038 4.515
Totale attività non correnti 45.174 40.295
ATTIVITA' CORRENTI
Rimanenze di magazzino 9 35.184 34.610
Crediti commerciali 10 28.676 27.745
Crediti finanziari, crediti vari e altre attività 11 2.990 2.943
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 12 25.632 32.581
Totale attività correnti 92.482 97.879
TOTALE ATTIVITA' 137.656 138.174

Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidato - Attività

Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidato - Passività

31 dicembre 31 dicembre
(importi in migliaia di Euro) note 2017 2016
PATRIMONIO NETTO
Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo:
- Capitale sottoscritto e versato 13 17.295 17.295
- Altre riserve 14 53.006 52.731
- Riserve di rivalutazione 758 758
- Risultato del periodo 1.005 1.615
meno: Azioni proprie 15 (888) (888)
TOTALE PATRIMONIO NETTO 71.176 71.511
PASSIVITA' NON CORRENTI
Debiti verso banche oltre 12 mesi 16 11.240 13.805
TFR e altri fondi relativi al personale 17 6.981 7.155
Fondi per rischi e oneri 18 2.725 2.229
Fondo imposte differite 19 3.467 2.653
Totale passività non correnti 24.413 25.842
PASSIVITA' CORRENTI
Debiti verso banche entro 12 mesi 20 8.780 4.909
Debiti commerciali 21 24.402 27.191
Debiti vari e altre passività 22 8.884 8.709
Debiti per imposte correnti 23 1 12
Totale passività correnti 42.067 40.821
TOTALE PASSIVITA' 66.480 66.663
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITA' 137.656 138.174

Conto economico consolidato

(importi in migliaia di Euro) note Esercizio al
31 dicembre 2017
Esercizio al
31 dicembre 2016
Ricavi 26 127.333 100,0% 126.247 100,0%
Costo del venduto 27 (67.214) -52,8% (65.277) -51,7%
Margine Industriale 60.119 47,2% 60.970 48,3%
Spese dirette di vendita 28 (10.827) -8,5% (9.901) -7,8%
Margine commerciale lordo 49.292 38,7% 51.069 40,5%
Altri ricavi operativi netti 29 1.374 1,1% 1.321 1,0%
Spese commerciali e amministrative 30 (47.096) -37,0% (47.796) -37,9%
Costi di ristrutturazione 31 (443) -0,3% (156) -0,1%
Risultato operativo (EBIT) 3.127 2,5% 4.438 3,5%
Altri proventi non operativi 0 0,0% 0 0,0%
Altri oneri finanziari netti 32 (591) -0,5% (170) -0,1%
Risultato prima delle imposte derivante dalle attività d'esercizio 2.536 2,0% 4.268 3,4%
Imposte sul reddito 33 (1.531) -1,2% (2.653) -2,1%
Utile netto del Gruppo 1.005 0,8% 1.615 1,3%
Risultato per azione - base Euro 0,030 0,049
Risultato per azione - diluito Euro 0,030 0,049

Conto economico complessivo consolidato

Esercizio al Esercizio al
(importi in migliaia di Euro) 31 dicembre 2017 31 dicembre 2016
Risultato netto consolidato 1.005 1.615
Componenti di conto economico complessivo che saranno
successivamente riclassificate nell'utile/perdita d'esercizio
Differenza da conversione per Oroblù USA (4) 1
Totale (4) 1
Componenti di conto economico complessivo che non saranno
successivamente riclassificate nell'utile/perdita d'esercizio
Differenze attuariali per benefici a dipendenti (46) (300)
Totale (46) (300)
Risultato complessivo 955 1.316

G R U P P O C S P

RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO

per gli esercizi 2017 e 2016

31 dicembre 2017 31 dicembre 2016 Disponibilità generate (assorbite) dalle attività operative: Risultato Operativo (EBIT) 3.127 4.438 Ammortamenti 3.183 2.717 (Plusvalenze)/Minusvalenze e altre poste non monetarie (60) (129) Differenze cambio (363) 80 Incremento/(decremento) fondi rischi e oneri (223) 16 Variazione TFR e altri fondi relativi al personale (784) 186 Imposte sul reddito pagate (2.025) (3.237) Interessi pagati su C/C 4 33 Flusso di cassa prima delle variazioni di capitale circolante 2.859 4.104 Variazione del capitale circolante netto: (Incremento)/decremento delle rimanenze 2.376 (2.692) (Incremento)/decremento dei crediti commerciali (931) 1.873 Incremento/(decremento) dei debiti commerciali (4.925) 884 Incremento/(decremento) dei debiti vari e altre passività 121 (1.028) (Incremento)/decremento dei crediti finanziari, crediti vari e altre attività 290 451 Totale variazione CCN (3.069) (512) A. Totale flusso di cassa netto da attività operative (210) 3.592 Disponibilità generate (assorbite) dalle attività di investimento: (Investimenti) in immobilizzazioni materiali (1.990) (1.562) (Investimenti) in immobilizzazioni immateriali (437) (983) Incasso per la vendita di immobilizzazioni materiali 159 159 Incasso per la vendita di immobilizzazioni immateriali 550 0 Variazione crediti finanziari (60) (20) Acquisizione di società controllate al netto della liquidità acquisita (4.850) 0 B. Flusso di cassa netto da attività di investimento (6.628) (2.406) Disponibilità generate (assorbite) dalle attività di finanziamento: Variazione netta debiti finanziari oltre 12 mesi (2.565) 3.091 Variazione netta debiti finanziari entro 12 mesi 921 1.619 Interessi pagati su debiti finanziari (127) (164) Acquisto di azioni proprie 0 0 Dividendi pagati (1.290) (1.613) C. Flusso di cassa netto da attività di finanziamento (3.061) 2.933 (importi in migliaia di Euro)

D. Flusso di cassa netto del periodo (A+B+C) (9.899) 4.119 DISPONIBILITA' LIQUIDE ED EQUIVALENTI ALL'INIZIO DEL PERIODO 32.581 28.462 DISPONIBILITA' LIQUIDE ED EQUIVALENTI ALLA FINE DEL PERIODO 22.682 32.581

Dettaglio della composizione dell'Indebitamento finanziario netto al: 31 dicembre 2017 31 dicembre 2016
Disponibilità liquide 25.632 32.581
Debiti verso banche esigibili entro 12 mesi (2.950) 0
Disponibilità liquide ed equivalenti/(debiti verso banche a breve) 22.682 32.581
Quota a breve dei debiti a medio lungo termine (5.830) (4.909)
Indebitamento netto a breve termine 16.852 27.672
Debiti verso banche esigibili oltre 12 mesi (11.240) (13.805)
Indebitamento netto a medio/lungo termine (11.240) (13.805)
Indebitamento finanziario netto totale 5.612 13.867

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO

al 1° gennaio 2016, 31 dicembre 2016 e al 31 dicembre 2017

(in migliaia di Euro)

Riserva Utile Totale
Capitale Sovrapprezzo Azioni Riserve di Riserva Altre differenze (Perdita) patrimonio
Descrizione Sociale azioni proprie rivalutazione legale riserve attuariali dell'esercizio netto
Saldi al 01.01.2016 17.295 21.859 (888) 758 2.780 28.954 (834) 1.884 71.809
Destinazione Utile d'esercizio 2015
- Distribuzione dividendi (1.613) (1.613)
- Dividendi su azioni proprie 50 (50) 0
- Riserva legale 65 (65) 0
- Riserva utili non distribuiti 156 (156) 0
Acquisto di azioni proprie 0 0
Riserve da conversione per Oroblu USA 1 1
Differenze attuariali per benefici a dipendenti (300) (300)
Risultato al 31 dicembre 2016 1.615 1.615
Saldi al 31.12.2016 17.295 21.859 (888) 758 2.845 29.161 (1.134) 1.615 71.511
Destinazione Utile d'esercizio 2016
- Distribuzione dividendi (1.290) (1.290)
- Dividendi su azioni proprie 40 (40) 0
- Riserva legale 44 (44) 0
- Riserva utili non distribuiti 241 (241) 0
Acquisto di azioni proprie 0 0
Riserve da conversione per Oroblu USA (4) (4)
Differenze attuariali per benefici a dipendenti (46) (46)
Risultato al 31 dicembre 2017 1.005 1.005
Saldi al 31.12.2017 17.295 21.859 (888) 758 2.889 29.438 (1.180) 1.005 71.176

NOTE ESPLICATIVE

1. INFORMAZIONI GENERALI

CSP International Fashion Group S.p.A. è una società per azioni costituita in Italia presso l'Ufficio delle Imprese di Mantova. La sede legale della Società è a Ceresara (MN), Via Piubega 5/c. Il Gruppo CSP, tramite la Capogruppo e le società controllate CSP Paris Fashion Group SAS, Oroblù USA LLC, Oroblù Germany GmbH e Perofil Fashion S.r.l., svolge attività di produzione (sia direttamente che con l'utilizzo di fornitori esterni al Gruppo) e vendita alla grande distribuzione, grossisti, dettaglianti e a consumatori finali di calze, maglieria e intimo, articoli di corsetteria e costumi da bagno, sia con marchi propri che con la distribuzione di marchi di terzi.

Il presente bilancio è espresso in Euro, che è la moneta corrente nelle economie in cui il Gruppo opera principalmente.

Gli importi esposti nel presente bilancio sono espressi in migliaia di Euro, salvo dove diversamente indicato.

2. PRINCIPI CONTABILI ADOTTATI PER LA PREDISPOSIZIONE DEL BILANCIO

Il bilancio consolidato 2017 è stato predisposto nel rispetto dei Principi Contabili Internazionali ("IFRS") emessi dall'International Accounting Standards Board ("IASB") ed omologati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. n. 38/2005.

Per IFRS si intendono anche tutti i principi contabili internazionali rivisti ("IAS") e tutte le interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee ("IFRIC"), precedentemente denominate Standing Interpretations Committee ("SIC").

3. SOMMARIO DEI PRINCIPI CONTABILI E DEI CRITERI DI VALUTAZIONE

Schemi di bilancio

Il prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria è stato redatto secondo lo schema che evidenzia la ripartizione di attività e passività "correnti/non correnti". Un'attività/passività è classificata come corrente quando soddisfa uno dei seguenti criteri:

  • ci si aspetta che sia realizzata/estinta o si prevede che sia venduta o utilizzata nel normale ciclo operativo del Gruppo o
  • è posseduta principalmente per essere negoziata oppure
  • si prevede che si realizzi/estingua entro 12 mesi dalla data di chiusura del bilancio.

In mancanza di tutte e tre le condizioni, le attività/passività sono classificate come non correnti.

Il Conto economico è redatto secondo lo schema con classificazione dei costi per destinazione (a costo del venduto), conformemente alle modalità di redazione del reporting interno, evidenziando i risultati intermedi relativi al risultato operativo ed al risultato prima delle imposte.

Il Rendiconto Finanziario è stato redatto applicando il metodo indiretto per mezzo del quale il risultato operativo del periodo (EBIT) è rettificato dagli effetti delle operazioni di natura non monetaria, da qualsiasi differimento o accantonamento di precedenti o futuri incassi o pagamenti operativi e da elementi di ricavi o costi connessi con i flussi finanziari derivanti dall'attività d'investimento o finanziari. Le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti inclusi nel rendiconto finanziario comprendono i saldi patrimoniali di tale voce alla data di riferimento. I proventi ed i costi relativi a interessi, dividendi ricevuti e imposte sul reddito sono inclusi nei flussi finanziari generati dalla gestione operativa.

Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto illustra tutte le movimentazioni intervenute nelle voci del patrimonio netto.

Con riferimento alla Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006 in merito agli schemi di bilancio sono state indicate in apposite voci eventuali operazioni significative con parti correlate, operazioni significative non ricorrenti e relative a fatti che non si ripetono frequentemente.

Area di consolidamento

L'area di consolidamento, variata rispetto al precedente esercizio, comprende la Capogruppo CSP International Fashion Group S.p.A., la società CSP Paris Fashion Group SAS controllata al 100%, la società Oroblù USA LLC controllata al 100% e la società tedesca Oroblù Germany GmbH, controllata al 100%.

La variazione dell'area di consolidamento rispetto al 2016 si riferisce all'acquisizione, effettuata in data 10 maggio 2017, della totalità delle quote della Perofil Fashion S.r.l.

Riportiamo la struttura attuale del Gruppo.

Acquisizione di Perofil Fashion S.r.l.

Con efficacia 10 maggio 2017 è stato conferito un ramo di azienda da parte di Perofil S.p.A. a Perofil Fashion S.r.l., società neocostituita per l'operazione. Tale ramo di azienda è stato oggetto di perizia redatta ai sensi del 2465, comma 1 del Codice Civile, datata 28 aprile 2017, da parte di un esperto terzo indipendente che ne ha stabilito il valore almeno pari ad 4.269 migliaia di Euro corrispondente al valore dell'aumento di capitale e sovraprezzo azioni effettuato.

I dati utilizzati per la perizia sono al 31 marzo 2017 con un meccanismo di conguaglio prezzo per le differenze intercorrenti fra il 31 marzo 2017 e la data di efficacia (10 maggio 2017).

Il valore corrente attribuito ai marchi nella perizia è pari a 4.300 migliaia di Euro. Si è inoltre provveduto all'iscrizione di imposte differite passive per 1.191 migliaia di Euro. Di seguito un prospetto di riepilogo del valori del conferimento:

Euro/000
Totale attività contabili del ramo azienda al 31 marzo 2017 3.716
Totale passività contabili ramo di azienda al 31 marzo 2017 (3.746)
Valore netto contabile ramo di azienda al 31 marzo 2017 (30)
Valore corrente marchi da perizia 4.300
Valore corrente del ramo di azienda 4.270

Il valore del patrimonio netto della Perofil Fashion S.r.l. alla data di conferimento è pari a 4.258 migliaia di Euro ed include l'aumento di capitale e sovraprezzo azioni pari a 4.270 migliaia di Euro, 10 migliaia di Euro di capitale sociale pre-esistente il conferimento ed un valore negativo di 22 migliaia di Euro di adeguamento ai principi di Gruppo.

Il 18 maggio 2017, il Gruppo ha acquisito il 100% della Perofil Fashion S.r.l., società conferitaria del ramo d'azienda della società Perofil S.p.A. descritto, nella quale sono confluite la titolarità esclusiva e le attività relative ai marchi Perofil, Luna di Seta e la licenza del marchio Bikkembergs, nonché i contratti con la rete di agenti e i rapporti di lavoro relativi a 78 dipendenti.

L'acquisizione permette al Gruppo di ampliare l'offerta nell'ambito dell'intimo maschile, raggiungendo una significativa presenza nel mercato di fascia alta con il marchio Perofil e il marchio Bikkembergs in

licenza, e al contempo integrare la propria offerta nell'ambito dell'intimo femminile grazie al marchio Luna di Seta.

Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2017 incorpora il risultato di Perofil Fashion S.r.l dalla data di acquisizione, 18 maggio 2017, al 31 dicembre 2017.

Le operazioni si configurano come business combination ed ai sensi dell'IFRS 3 l'allocazione del prezzo di acquisto sulle attività nette acquisite è stato allocato ad avviamento alla data del presente bilancio consolidato per un importo complessivo pari a 602 migliaia di euro dato dalla differenza fra il corrispettivo pari a 4.860 migliaia di Euro (inclusivo di oneri accessori) ed il patrimonio netto della società acquisita pari a 4.258 migliaia di Euro alla data di acquisizione.

Si riporta di seguito una sintesi dell'operazione di acquisizione e degli effetti contabili:

Fair value alla data di
acquisizione
€ 000
Attività
Immobili, impianti e macchinari 329
Marchi 4.300
Licenze e Software 277
Crediti finanziari, vari e altre attività non correnti 3
Avviamento 1.191
Attività non corenti 6.100
Rimanenze 2.950
Crediti finanziari, crediti vari e altre attività 161
Disponibilità liquide
Attività correnti
10
3.121
Passività
TFR e altri fondi relativi al personale (513)
Fondi per rischi e oneri (719)
Fondo imposte differite (1.184)
Passività non correnti (2.416)
Debiti commerciali (2.136)
Debiti vari e altre passività (410)
Debiti per imposte correnti
Passività correnti
(1)
(2.547)
Totale attività nette identificabili al valore equo 4.258
Corrispettivo pagato per l'acquisizione 4.860
Avviamento derivante dall'acquisizione 602

Criteri di consolidamento

Il bilancio consolidato del Gruppo CSP comprende il bilancio della CSP International Fashion Group S.p.A. e delle imprese sulle quali la Società ha il diritto di esercitare direttamente o indirettamente il controllo, disponendo del potere di determinarne le scelte finanziarie e gestionali e di ottenerne i benefici relativi.

I principali criteri seguiti per la preparazione dei prospetti contabili consolidati di Gruppo sono i seguenti:

• Le attività e le passività, nonché i proventi e gli oneri, dei bilanci oggetto di consolidamento con il metodo del consolidamento integrale sono rilevati nel bilancio di Gruppo, prescindendo dall'entità della partecipazione. E' stato, inoltre, eliminato il valore di carico delle partecipazioni contro il patrimonio netto di competenza delle società partecipate, attribuendo ai soci di minoranza, in apposite voci, la quota del patrimonio netto e del risultato netto del periodo di loro spettanza nel caso delle controllate consolidate con il metodo integrale.

• Le differenze positive risultanti dall'elisione delle partecipazioni contro il valore del patrimonio netto contabile alla data del primo consolidamento sono imputate ai maggiori valori attribuibili ad attività e passività e per la parte residua, ad avviamento. L'eventuale differenza negativa ("avviamento negativo") è invece rilevata a conto economico al momento dell'acquisizione.

GRUPPO CSP

  • I crediti e i debiti, i costi ed i ricavi tra società consolidate e gli utili e le perdite risultanti da operazioni infragruppo sono eliminati, così come gli effetti di fusioni tra società già appartenenti all'area di consolidamento.
  • Le quote di patrimonio netto e del risultato del periodo delle società consolidate di competenza di azionisti terzi sono evidenziate separatamente rispetto al patrimonio netto e al risultato del Gruppo.

Criteri di valutazione

Il criterio generalmente adottato per la contabilizzazione di attività e passività è quello del costo storico, ad eccezione di alcuni strumenti finanziari per i quali, ai sensi dello IAS 39, viene adottato il principio del fair value.

I principi contabili ed i criteri di valutazione adottati per la redazione del bilancio al 31 dicembre 2017 sono quelli previsti nell'ipotesi di continuità aziendale e sono conformi a quelli utilizzati nell'esercizio precedente.

Attività non correnti

Aggregazioni aziendali e Avviamento

Le aggregazioni aziendali sono contabilizzate utilizzando il metodo dell'acquisizione. Il costo di un'acquisizione è determinato come somma del corrispettivo trasferito, misurato al fair value alla data di acquisizione, e dell'importo della partecipazione di minoranza nell'acquisita. Per ogni aggregazione aziendale, il Gruppo definisce se misurare la partecipazione di minoranza nell'acquisita al fair value oppure in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili dell'acquisita. I costi di acquisizione sono spesati nell'esercizio e classificati tra le spese amministrative.

Quando il Gruppo acquisisce un business, classifica o designa le attività finanziarie acquisite o le passività assunte in accordo con i termini contrattuali, le condizioni economiche e le altre condizioni pertinenti in essere alla data di acquisizione. Ciò include la verifica per stabilire se un derivato incorporato debba essere separato dal contratto primario.

L'eventuale corrispettivo potenziale da riconoscere è rilevato dall'acquirente al fair value alla data di acquisizione. La variazione del fair value del corrispettivo potenziale classificato come attività o passività, quale strumento finanziario che sia nell'oggetto dello IAS 39 Strumenti Finanziari: rilevazione e valutazione, deve essere rilevata nel conto economico in accordo con lo IAS 39.

Il corrispettivo potenziale che non rientra nello scopo dello IAS 39 è valutato al fair value alla data di bilancio e le variazioni di fari value sono rilevate a conto economico.

L'avviamento è inizialmente rilevato al costo rappresentato dall'eccedenza dell'insieme del corrispettivo corrisposto e dell'importo iscritto per le interessenze di minoranza rispetto alle attività nette identificabili acquisite e le passività assunte dal Gruppo. Se il fair value delle attività nette acquisite eccede l'insieme del corrispettivo corrisposto, il Gruppo verifica nuovamente se ha identificato correttamente tutte le attività acquisite e tutte le passività assunte e rivede le procedure utilizzate per determinare gli ammontari da rilevare alla data di acquisizione. Se dalla nuova valutazione emerge ancora un fair value delle attività nette acquisite superiore al corrispettivo, la differenza (utile) viene rilevata a conto economico.

Dopo la rilevazione iniziale, l'avviamento è valutato al costo al netto delle perdite di valore accumulate. Al fine della verifica per riduzione di valore (impairment), l'avviamento acquisito in un'aggregazione aziendale è allocato, dalla data di acquisizione, a ciascuna unità generatrice di flussi di cassa della Società che si prevede benefici delle sinergie dell'aggregazione, a prescindere dal fatto che altre attività o passività dell'entità acquisita siano assegnate a tali unità.

Se l'avviamento è stato allocato a un'unità generatrice di flussi finanziari e l'entità dismette parte delle attività di tale unità, l'avviamento associato all'attività dismessa è incluso nel valore contabile dell'attività quando si determina l'utile o la perdita della dismissione. L'avviamento associato con l'attività dismessa è determinato sulla base dei valori relativi dell'attività dismessa e della parte mantenuta dell'unità generatrice di flussi finanziari.

Attività immateriali e costi di ricerca e sviluppo

Il Gruppo riconosce un'attività immateriale quando sono rispettate le seguenti condizioni:

  • il bene è identificabile, ovvero separabile, ossia può essere separato o diviso dall'entità;
  • il bene è controllato dal Gruppo, ovvero lo stesso ha il potere di ottenere futuri benefici economici;
  • è probabile che il Gruppo fruirà dei benefici futuri attesi attribuibili al bene.

Le attività immateriali acquisite separatamente sono inizialmente rilevate al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione aziendale sono iscritte al fair value alla data di acquisizione. Dopo la rilevazione iniziale, le attività immateriali sono iscritte al costo al netto dell'ammortamento cumulato e di eventuali perdite di valore accumulate. Le attività immateriali prodotte internamente, ad eccezione dei costi di sviluppo, non sono capitalizzate e si rilevano nel conto economico dell'esercizio in cui sono state sostenute.

La vita utile delle attività immateriali è valutata come definita o indefinita.

Le attività immateriali con vita utile definita sono ammortizzate lungo la loro vita utile e sono sottoposte alla verifica di congruità del valore ogni volta che vi siano indicazioni di una possibile perdita di valore. Il periodo di ammortamento ed il metodo di ammortamento di un'attività immateriale a vita utile definita è riconsiderato almeno alla fine di ciascun esercizio. I cambiamenti nella vita utile attesa o delle modalità con cui i benefici economici futuri legati all'attività si realizzeranno sono rilevati attraverso il cambiamento del periodo o del metodo di ammortamento, a seconda dei casi, e sono considerati cambiamenti di stime contabili. Le quote di ammortamento delle attività immateriali a vita utile definita sono rilevate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nella categoria di costo coerente con la funzione dell'attività immateriale.

Le attività immateriali con vita utile indefinita non sono ammortizzate, ma sono sottoposte annualmente alla verifica di perdita di valore, sia a livello individuale sia a livello di unità generatrice di flussi di cassa. La valutazione della vita utile indefinita è rivista annualmente per determinare se tale attribuzione continua ad essere sostenibile, altrimenti, il cambiamento da vita utile indefinita a vita utile definita si applica su base prospettica.

Gli utili o le perdite derivanti dall'eliminazione di un'attività immateriale sono misurati dalla differenza tra il ricavo netto della dismissione e il valore contabile dell'attività immateriale, e sono rilevate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.

I costi di ricerca sono imputati nel conto economico dell'esercizio in cui sono sostenuti. I costi di sviluppo sostenuti in relazione ad un determinato progetto sono rilevati come attività immateriali quando il Gruppo è in grado di dimostrare:

• la possibilità tecnica di completare l'attività immateriale, in modo che sia disponibile all'utilizzo o alla vendita;

  • l'intenzione di completare l'attività e la propria capacità ed intenzione di utilizzarla o venderla;
  • le modalità con cui l'attività genererà benefici economici futuri;
  • la disponibilità di risorse per completare l'attività;
  • la capacità di valutare in modo attendibile il costo attribuibile all'attività durante lo sviluppo.

Dopo la rilevazione iniziale, le attività di sviluppo sono valutate al costo decrementato degli ammortamenti o delle perdite di valore cumulate. L'ammortamento dell'attività inizia nel momento in cui lo sviluppo è completato e l'attività è disponibile all'uso. Le attività di sviluppo sono ammortizzate con riferimento al periodo dei benefici attesi e le relative quote di ammortamento sono incluse nel costo del venduto. Durante il periodo di sviluppo l'attività è oggetto di verifica annuale dell'eventuale perdita di valore (impairment test).

Altre attività immateriali

Le altre attività immateriali acquistate o prodotte internamente sono iscritte nell'attivo non corrente, secondo quanto disposto dallo IAS 38 - Attività immateriali, quando è probabile che l'uso dell'attività genererà benefici economici futuri e quando il costo dell'attività può essere determinato in modo attendibile.

Tali attività sono valutate al costo di acquisto o di produzione ed ammortizzate a quote costanti lungo la loro vita utile stimata, se le stesse hanno una vita utile definita. Le attività immateriali con vita utile indefinita non sono ammortizzate, ma sono sottoposte annualmente o, più frequentemente ogniqualvolta vi sia un'indicazione che l'attività possa aver subito una perdita di valore, a verifica per identificare eventuali riduzioni di valore (impairment test).

Attività materiali

Sono iscritte al costo di acquisto o di produzione, comprensivo di eventuali oneri accessori per la quota ragionevolmente imputabile alle stesse, di eventuali costi di smantellamento e dei costi diretti necessari a rendere l'attività disponibile per l'uso. Gli oneri finanziari direttamente imputabili all'acquisizione, alla costruzione o alla produzione di un bene che richiede un periodo abbastanza lungo prima di essere disponibile all'uso, sono capitalizzati sul costo del bene stesso. Tutti gli altri oneri finanziari sono rilevati tra i costi di competenza dell'esercizio in cui sono sostenuti. Gli oneri finanziari sono costituiti dagli interessi e dagli altri costi che un'entità sostiene in relazione all'ottenimento di finanziamenti.

Il valore di iscrizione degli immobili, gli impianti e i macchinari è rettificato dall'ammortamento sistematico, calcolato a quote costanti dalla data in cui il cespite è disponibile e pronto all'uso, in funzione della vita utile stimata. In particolare gli ammortamenti sono contabilizzati a partire dall'anno in cui il cespite è disponibile per l'uso, oppure è potenzialmente in grado di fornire i benefici economici ad esso associati e sono imputati a quote costanti su base annua, con riduzione al 50% per il primo anno, mediante aliquote che consentono di ammortizzare i cespiti fino ad esaurimento della vita utile, oppure per le dismissioni, fino all'ultimo mese di utilizzo. Le aliquote di ammortamento annuale, rappresentative della vita utile stimata per categorie di immobilizzazioni materiali, sono comprese tra i seguenti range minimi e massimi:

Aliquota
- Fabbricati 3% - 5%
- Impianti e macchinari 10% - 12,5%
- Attrezzature industriali 20% - 25%
- Macchine elettriche ufficio 20% - 33%
- Mobili e dotazioni d'ufficio 10% - 20%
- Automezzi 20% - 25%

Si segnala che non sono intervenuti cambiamenti rispetto alle aliquote del 2016.

La recuperabilità del loro valore è verificata secondo i criteri previsti dallo IAS 36 illustrati nel successivo paragrafo "Perdite di valore delle attività".

I costi di manutenzione aventi natura ordinaria sono addebitati integralmente a conto economico. I costi di manutenzione aventi natura incrementativa sono attribuiti ai cespiti cui si riferiscono ed ammortizzati in relazione alle residue possibilità di utilizzo degli stessi.

Qualora le singole componenti di un'immobilizzazione materiale complessa, risultino caratterizzate da vita utile differente, sono rilevate separatamente per essere ammortizzate coerentemente alla loro durata ("component approach"). In particolare, secondo tale principio, il valore del terreno e quello dei fabbricati che insistono su di esso sono separati e solo il fabbricato è assoggettato ad ammortamento.

Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico.

Beni in leasing

I beni acquisiti tramite contratti di locazione finanziaria sono iscritti tra le immobilizzazioni materiali con iscrizione al passivo di un debito finanziario di pari importo. Il debito viene progressivamente ridotto in base al piano di rimborso delle quote capitale incluso nei canoni contrattualmente previsti, mentre il valore del bene iscritto tra le immobilizzazioni materiali viene sistematicamente ammortizzato in funzione della vita economico – tecnica del bene stesso, oppure se inferiore in base ai termini di scadenza dei contratti di locazione.

Perdite di valore delle attività

Il Gruppo verifica periodicamente la recuperabilità del valore contabile delle attività materiali e immateriali. Gli IFRS richiedono di valutare l'esistenza di perdite di valore (impairment) delle immobilizzazioni materiali e immateriali in presenza di indicatori che facciano ritenere che tale problematica possa sussistere. Nel caso dell'avviamento, di attività immateriali a vita utile indefinita o di attività non disponibili per l'uso tale valutazione viene effettuata almeno annualmente, normalmente in sede di bilancio annuale e ogni qualvolta vi è indicazione di possibile perdita di valore.

La recuperabilità dei valori iscritti è verificata confrontando il valore contabile iscritto in bilancio con il maggiore tra il prezzo netto di vendita (qualora esista un mercato attivo) e il valore d'uso del bene.

Nel determinare il valore d'uso, il Gruppo sconta al valore attuale i flussi di cassa attesi dall'utilizzo del bene (o da una aggregazione di beni – le c.d. Cash Generating Unit). Le Cash Generating Unit sono state

individuate coerentemente alla struttura organizzativa e di business del Gruppo, come aggregazioni omogenee che generano flussi di cassa in entrata autonomi derivanti dall'utilizzo continuativo delle attività ad esse imputabili.

I flussi sono attualizzati usando un tasso di sconto ante-imposte, che riflette le valutazioni di mercato del valore attuale del denaro e i rischi specifici dell'attività.

Il Gruppo basa il proprio test di impairment su budget dettagliati e calcoli previsionali, predisposti separatamente per ogni unità generatrice di flussi di cassa del Gruppo cui sono allocati attività individuali. Questi budget e calcoli previsionali coprono generalmente un periodo di tre anni. Per proiettare i futuri flussi di cassa oltre i tre viene calcolato un tasso di crescita a lungo termine.

Le perdite di valore di attività in funzionamento sono rilevate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nelle categorie di costo coerenti con la destinazione dell'attività che ha evidenziato la perdita di valore. Fanno eccezione le immobilizzazioni precedentemente rivalutate, laddove la rivalutazione è stata contabilizzata tra le altre componenti di conto economico complessivo. In tali casi la perdita di valore è a sua volta rilevata tra le altre componenti conto economico complessivo fino a concorrenza della precedente rivalutazione.

Per le attività diverse dall'avviamento, a ogni chiusura di bilancio il Gruppo valuta l'eventuale esistenza di indicazioni del venir meno (o della riduzione) di perdite di valore precedentemente rilevate e, qualora tali indicazioni esistano, stima il valore recuperabile dell'attività o della CGU. Il valore di un'attività precedentemente svalutata può essere ripristinato solo se vi sono stati cambiamenti delle assunzioni su cui si basava il calcolo del valore recuperabile determinato, successivi alla rilevazione dell'ultima perdita di valore. La ripresa di valore non può eccedere il valore di carico che sarebbe stato determinato, al netto degli ammortamenti, nell'ipotesi in cui nessuna perdita di valore fosse stata rilevata in esercizi precedenti. Tale ripresa è rilevata nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio salvo che l'immobilizzazione non sia contabilizzata a valore rivalutato, nel qual caso la ripresa è trattata come un incremento da rivalutazione.

La perdita di valore dell'avviamento è determinata valutando il valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi finanziari (o gruppo di unità generatrice di flussi finanziari) cui l'avviamento è riconducibile. Laddove il valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi finanziari fosse minore del valore contabile dell'unità generatrice di flussi finanziari cui l'avviamento è stato allocato, viene rilevata una perdita di valore. L'abbattimento del valore dell'avviamento non può essere ripristinato in esercizi futuri.

Attività finanziarie non correnti

Le partecipazioni in società controllate non consolidate, collegate o sottoposte a controllo congiunto sono valutate con il metodo del patrimonio netto.

Le altre partecipazioni sono valutate con il metodo del costo, che viene ridotto per perdite di valore. Il valore originario è ripristinato nei periodi successivi se vengono meno i motivi della svalutazione effettuata.

Le immobilizzazioni finanziarie costituite da crediti sono iscritte al loro presumibile valore di realizzo.

Attività correnti

Attività finanziarie correnti

Le attività finanziarie sono rilevate e stornate dal bilancio sulla base della data di negoziazione e sono inizialmente valutate al costo, inclusivo degli oneri direttamente connessi con l'acquisizione.

Alle successive date di bilancio, le attività finanziarie da detenersi sino alla scadenza sono rilevate al costo ammortizzato secondo il metodo del tasso d'interesse effettivo, al netto di svalutazioni effettuate per rifletterne le perdite di valore.

Le attività finanziarie diverse da quelle detenute fino alla scadenza sono classificate come detenute per la negoziazione o disponibili per la vendita e sono valutate al "fair value" ad ogni periodo con imputazione degli effetti rispettivamente a conto economico nella voce "(Oneri)/Proventi finanziari" od in apposita riserva del Patrimonio netto, in quest'ultimo caso fintanto che non siano realizzati o abbiano subito una perdita di valore.

II fair value di titoli quotati in un mercato attivo si basa sui prezzi di mercato alla data di bilancio.

Il fair value di titoli non quotati in un mercato attivo e di derivati di negoziazione è determinato utilizzando i modelli e le tecniche valutative prevalenti sul mercato o utilizzando il prezzo fornito da più controparti indipendenti.

Rimanenze di magazzino

Le rimanenze di magazzino sono valutate al minore fra il costo di acquisto e di produzione, determinato in base al metodo del costo medio ponderato, ed il corrispondente valore di mercato rappresentato dal costo di sostituzione per le materie prime e sussidiarie e dal presumibile valore di realizzo per i prodotti finiti e i semilavorati calcolato tenendo conto sia degli eventuali costi di fabbricazione che dei costi diretti di vendita ancora da sostenere.

Nel costo delle rimanenze sono compresi gli oneri accessori ed i costi diretti ed indiretti di produzione per la quota ragionevolmente imputabile alle stesse. Le scorte obsolete e di lento rigiro sono svalutate in relazione alla loro possibilità di utilizzo o di realizzo. Qualora in un successivo periodo venissero meno i motivi della svalutazione, si procederebbe al ripristino del valore originario.

Crediti commerciali

I crediti sono iscritti secondo il presumibile valore di realizzo. Questi sono regolarmente esaminati in termini di scadenza al fine di prevenire rettifiche per perdite inattese. L'adeguamento del loro valore nominale al minor valore di realizzo è effettuato mediante lo stanziamento di un apposito fondo a rettifica diretta della voce sulla base della valutazione delle singole posizioni. Qualora l'azienda conceda ai clienti una dilazione senza interessi, ovvero quando l'incasso del credito è previsto nel medio termine, l'ammontare che sarà incassato è attualizzato per ottenere il valore equo (fair value) della vendita, mentre la differenza tra valore attuale e ammontare incassato costituisce un provento finanziario da contabilizzare per competenza ed eventualmente differire all'esercizio in cui sorge l'incasso del credito. Il test di impairment viene eseguito su ciascun credito.

Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti

Sono inclusi in tale voce la cassa, i conti correnti bancari, i depositi rimborsabili a domanda ed altri investimenti finanziari a breve termine ad elevata liquidità, che sono prontamente convertibili in cassa ad un rischio non significativo di variazione di valore.

Crediti finanziari, crediti vari e altre attività

Sono iscritti secondo il presumibile valore di realizzo.

Passività non correnti e correnti

Fondi per rischi ed oneri

I fondi per rischi ed oneri sono stanziati per coprire perdite e passività, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura del periodo non sono determinabili l'ammontare o la data di sopravvenienza. Gli stanziamenti sono rilevati nello stato patrimoniale esclusivamente in presenza di una obbligazione attuale, conseguente a eventi passati, che può essere di tipo legale, contrattuale oppure derivante da dichiarazioni o comportamenti dell'impresa che determinano valide aspettative nelle persone coinvolte (obbligazioni implicite).

Gli accantonamenti sono iscritti al valore rappresentativo della miglior stima dell'ammontare che l'impresa pagherebbe per estinguere l'obbligazione; quando significativo e le date di pagamento attendibilmente stimabili, l'accantonamento è rilevato in bilancio a valori attuali con imputazione a conto economico nella voce "(Oneri)/Proventi finanziari" degli oneri derivanti dal trascorrere del tempo.

Le variazioni di stima sono riflesse nel conto economico del periodo in cui la variazione è avvenuta.

Benefici ai dipendenti – Piani successivi al rapporto di lavoro

Sino al 31 dicembre 2006 il fondo trattamento di fine rapporto (TFR) delle società italiane era considerato un piano a benefici definiti. La disciplina di tale fondo è stata modificata dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 ("Legge Finanziaria 2007") e successivi Decreti e Regolamenti emanati nei primi mesi del 2007. Alla luce di tali modifiche, e in particolare con riferimento alle società con almeno 50 dipendenti, tale istituto è ora da considerarsi un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate anteriormente al 1° gennaio 2007 (e non ancora liquidate alla data di bilancio), mentre successivamente a tale data esso è assimilabile ad un piano a contribuzione definita.

Il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato (TFR) è calcolato su base attuariale secondo quanto previsto dallo IAS 19 ed in particolare utilizzando il metodo della proiezione dell'unità di credito (Projected Unit Credit Method). Alla data di riferimento del bilancio, l'importo maturato deve essere rivalutato per il periodo della durata futura prevista dal rapporto di lavoro. Infine, allo scopo di effettuare una ragionevole stima dell'ammontare dei benefici che ciascun dipendente ha già maturato a fronte delle sue prestazioni di lavoro, questo importo viene attualizzato utilizzando una metodologia

basata su varie ipotesi di natura demografica e finanziaria. Attraverso la valutazione attuariale si imputano al conto economico tra gli "Altri proventi (oneri) finanziari" l'interest cost, che costituisce l'onere figurativo che l'impresa sosterrebbe chiedendo al mercato un finanziamento di importo pari al TFR.

Gli utili e le perdite attuariali, che riflettono gli effetti derivanti da variazioni delle ipotesi attuariali, sono contabilizzati direttamente a patrimonio netto.

Debiti commerciali

I debiti sono iscritti al valore nominale; la quota interessi inclusa nel loro valore nominale non maturata a fine periodo viene differita a periodi futuri.

Passività finanziarie non correnti

I finanziamenti sono valutati inizialmente al costo, al netto degli oneri accessori di acquisizione. Tale valore viene rettificato successivamente per tener conto dell'eventuale differenza tra il costo iniziale e il valore di rimborso lungo la durata del finanziamento utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo. I finanziamenti sono classificati tra le passività correnti a meno che il Gruppo abbia il diritto incondizionato di differire l'estinzione di tale passività di almeno dodici mesi dopo la data di riferimento.

Strumenti derivati e contabilizzazione delle operazioni di copertura

Il Gruppo CSP è esposto a rischi finanziari principalmente connessi a variazioni nei tassi di cambio e nei tassi di interesse. Il Gruppo utilizza strumenti derivati (principalmente contratti a termine su valute e contratti di acquisto/vendita di call/put options e contratti derivati su tassi di interesse su finanziamenti a medio-lungo termine) per coprire i rischi derivanti da variazioni delle valute estere con riferimento a impegni irrevocabili o operazioni future previste (ordini di acquisto) oppure derivanti dalla fluttuazione dei tassi di interesse. Il Gruppo non utilizza strumenti derivati con scopi di negoziazione.

Eventuali strumenti derivati vengono inizialmente rilevati al costo, e adeguati al fair value alle successive date di chiusura. Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che sono designati, e si rivelano efficaci, per la copertura dei flussi di cassa futuri relativi ad impegni contrattuali e ad operazioni previste sono rilevate direttamente nel patrimonio netto, mentre la porzione inefficace viene iscritta immediatamente a conto economico. Se gli impegni contrattuali o le operazioni previste oggetto di copertura si concretizzano nella rilevazione di attività o passività, nel momento in cui le attività o le passività sono rilevate, gli utili o le perdite sul derivato che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto vengono ricompresi nella valutazione iniziale del costo di acquisizione o del valore di carico dell'attività o della passività. Per le coperture di flussi finanziari che non si concretizzano nella rilevazione di attività o passività, gli importi che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto verranno inclusi nel conto economico nello stesso periodo in cui l'impegno contrattuale o l'operazione prevista coperti incidono sul conto economico, ad esempio, quando una vendita prevista si verifica effettivamente.

Per le coperture efficaci di un'esposizione a variazioni di fair value, la voce coperta è rettificata delle variazioni di fair value attribuibili al rischio coperto con contropartita di conto economico. Gli utili e le perdite derivanti dalla valutazione del derivato sono iscritti anch'essi a conto economico.

Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che non sono qualificati di copertura sono rilevate nel conto economico del periodo in cui si verificano.

Il metodo contabile della copertura è abbandonato quando lo strumento di copertura giunge a scadenza, è venduto, termina, o è esercitato, oppure non è più qualificato come di copertura. In tale momento, gli utili o le perdite accumulati dello strumento di copertura rilevati direttamente nel patrimonio netto sono mantenuti nello stesso fino al momento in cui l'operazione prevista si verifica effettivamente. Se l'operazione oggetto di copertura si prevede non si verificherà, gli utili o le perdite accumulati rilevati direttamente nel patrimonio netto sono trasferiti nel conto economico del periodo.

I derivati impliciti inclusi in altri strumenti finanziari o in altri contratti sono trattati come derivati separati, quando i loro rischi e caratteristiche non sono strettamente correlati a quelli dei contratti che li ospitano e questi ultimi non sono valutati a fair value con iscrizione dei relativi utili e perdite a conto economico.

Azioni proprie

Le azioni proprie sono iscritte in riduzione del patrimonio netto. Il costo originario delle azioni proprie ed i ricavi derivanti dalle eventuali vendite successive sono rilevati come movimenti di patrimonio netto.

Conto economico

Riconoscimento dei ricavi

I ricavi delle vendite e delle prestazioni sono rilevati al netto dei resi, degli sconti e degli abbuoni, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita delle merci quando si verifica l'effettivo trasferimento dei rischi e dei benefici rilevanti derivanti dalla proprietà o al compimento della prestazione.

I ricavi di natura finanziaria sono iscritti in base alla competenza temporale.

Costo del venduto

Il Costo del venduto comprende il costo di produzione o di acquisto dei prodotti e delle merci che sono state vendute. Include tutti i costi di materiali, di lavorazione e gli altri costi industriali. Questi comprendono gli ammortamenti di fabbricati, impianti e macchinari impiegati nella produzione e le svalutazioni delle rimanenze di magazzino.

Costi di pubblicità

Le spese sostenute per l'acquisto delle campagne pubblicitarie sono imputate a conto economico nel periodo della loro diffusione, mentre le altre spese di pubblicità e promozione sono imputate a conto economico nel periodo in cui sono sostenute.

Proventi finanziari

I proventi finanziari includono gli interessi attivi sui fondi investiti, le differenze di cambio attive e i proventi derivanti dagli strumenti finanziari, quando non compensati nell'ambito di operazioni di copertura. Gli interessi attivi sono imputati a conto economico al momento della loro maturazione, considerando il rendimento effettivo.

Oneri finanziari

Gli oneri finanziari includono gli interessi passivi sui debiti finanziari calcolati usando il metodo dell'interesse effettivo, le differenze di cambio passive e le perdite sugli strumenti finanziari derivati.

Imposte sul reddito dell'esercizio

Le imposte sul reddito includono tutte le imposte calcolate sul reddito imponibile del Gruppo. Le imposte sul reddito sono rilevate nel conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci direttamente addebitate o accreditate a patrimonio netto, nei cui casi l'effetto fiscale è riconosciuto direttamente a patrimonio netto. Le altre imposte non correlate al reddito, come le tasse sugli immobili e sul capitale, sono incluse tra le altre spese operative.

Le imposte differite sono stanziate secondo il metodo dello stanziamento globale della passività. Esse sono calcolate su tutte le differenze temporanee che emergono tra la base imponibile di una attività o passività ed il valore contabile nel bilancio consolidato, ad eccezione dell'avviamento non deducibile fiscalmente e di quelle differenze derivanti da investimenti in società controllate per le quali non si prevede l'annullamento nel prevedibile futuro.

Le attività e le passività fiscali differite sono determinate con le aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili, nei rispettivi ordinamenti dei paesi in cui il Gruppo opera, negli esercizi nei quali le differenze temporanee saranno realizzate o estinte.

Criteri di conversione delle poste in valuta

I crediti ed i debiti espressi originariamente in valuta estera sono convertiti in Euro ai cambi della data di effettuazione delle operazioni che li hanno originati. Le differenze cambio realizzate in occasione dell'incasso dei crediti e del pagamento dei debiti in valuta estera sono iscritte al conto economico.

I ricavi ed i proventi, i costi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta sono iscritti al cambio corrente alla data nella quale la relativa operazione è compiuta.

A fine periodo le attività e le passività espresse in valuta estera, ad eccezione delle immobilizzazioni, sono iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura ed i relativi utili e perdite su cambi sono imputati al conto economico.

Dividendi

I dividendi pagabili sono rappresentati come movimento di patrimonio netto nell'esercizio in cui sono approvati dall'Assemblea degli azionisti.

Utile per azione

L'utile base per azione è calcolato dividendo il risultato economico del Gruppo per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante il periodo. L'utile diluito per azione è calcolato dividendo il risultato economico del Gruppo per la media ponderata delle azioni in circolazione, tenendo conto degli effetti di tutte le potenziali azioni ordinarie con effetto diluitivo.

Uso di stime

La redazione del bilancio e delle relative note esplicative in applicazione degli IFRS richiede l'effettuazione di stime e di assunzioni che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data del bilancio. Le stime e le assunzioni utilizzate sono basate sull'esperienza e su altri fattori considerati rilevanti. I risultati che si consuntiveranno potrebbero differire da tali stime. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi immediatamente a conto economico.

In questo contesto si segnala che la situazione causata dall'attuale crisi economica e finanziaria ha comportato la necessità di effettuare assunzioni riguardanti l'andamento futuro caratterizzate da significativa incertezza, per cui non si può escludere il concretizzarsi, nel prossimo esercizio, di risultati diversi da quanto stimato e che quindi potrebbero richiedere rettifiche, ad oggi ovviamente né stimabili né prevedibili, anche significative, al valore contabile delle relative voci. Le voci di bilancio principalmente interessate da tali situazioni di incertezza sono i fondi svalutazione crediti e svalutazione magazzino, le attività non correnti (attività immateriali e materiali), i fondi per rischi ed oneri e le imposte differite attive.

Di seguito sono riepilogati i processi critici di valutazione e le assunzioni chiave utilizzate dalla Direzione nel processo di applicazione dei principi contabili riguardo al futuro e che possono avere effetti significativi sui valori rilevati nel bilancio o per le quali esiste il rischio che possano emergere rettifiche di valore significative al valore contabile delle attività e passività nell'esercizio successivo a quello di riferimento del bilancio.

Fondo svalutazione dei crediti

Il fondo svalutazione crediti riflette la stima della Direzione circa le perdite relative ai crediti verso i clienti. La stima del fondo svalutazione crediti è basata sulle perdite attese da parte del Gruppo, determinate in funzione dell'esperienza passata per crediti simili, degli scaduti correnti e storici, delle perdite e degli incassi, dell'attento monitoraggio della qualità del credito e delle proiezioni circa le condizioni economiche e di mercato. Il prolungamento e l'eventuale peggioramento dell'attuale crisi economica e finanziaria potrebbe comportare un ulteriore deterioramento delle condizioni finanziarie dei debitori del Gruppo rispetto al peggioramento già preso in considerazione nella quantificazione dei fondi iscritti in bilancio.

Fondo svalutazione magazzino

Il bilancio consolidato del Gruppo include rimanenze di magazzino al netto del fondo svalutazione, iscritto a fronte del rischio di obsolescenza e di riduzione del valore di realizzo.

I processi e le modalità di valutazione delle rimanenze di magazzino sono basati su assunzioni che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione delle vendite future, alla loro stagionalità ed ai prezzi realizzabili in futuro.

Il fondo svalutazione magazzino riflette quindi la stima della Direzione circa le perdite di valore attese da parte del Gruppo, determinate in funzione dell'esperienza passata e dell'andamento storico e atteso del mercato.

Il Gruppo adotta un processo di svalutazione basato sull'individuazione dei codici interessati da fenomeni di obsolescenza e di lenta movimentazione delle giacenze. Il processo viene effettuato in primo luogo mediante un'analisi dei codici sulla probabilità di vendita.

L'analisi del fondo e della sua congruità viene infine supportata applicando una svalutazione basata su indici di rotazione degli articoli di magazzino, come rapporto tra vendite nell'ultimo anno e le giacenze di fine periodo.

Da policy del Gruppo si prevede non vengano effettuate svalutazioni superiori al valore recuperabile mediante la vendita della merce in stock. Ricordiamo infatti che il Gruppo attua una procedura di smaltimento dei prodotti obsoleti, principalmente articoli moda stagionali rimasti invenduti, ricorrendo a vendite a stock.

Valore recuperabile delle attività non correnti (incluso l'avviamento)

Le attività non correnti includono gli immobili, impianti e macchinari, le attività immateriali (incluso l'avviamento), le partecipazioni e le altre attività finanziarie.

La Direzione rivede periodicamente il valore contabile delle attività non correnti detenute ed utilizzate e delle attività che devono essere dismesse, quando fatti e circostanze richiedono tale revisione. Tale attività è svolta utilizzando le stime dei flussi di cassa attesi dall'utilizzo o dalla vendita del bene ed adeguati tassi di sconto per il calcolo del valore attuale. Quando il valore contabile di un'attività non corrente ha subito una perdita di valore, il Gruppo rileva una svalutazione per il valore dell'eccedenza tra il valore contabile del bene ed il suo valore recuperabile attraverso l'uso o la vendita dello stesso, determinata con riferimento ai più recenti piani.

I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit ("CGU"), in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2018-2020, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.

Stante il perdurare dell'attuale crisi economico-finanziaria, il Gruppo, ai fini della redazione del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2017 e, più in particolare, nell'effettuazione dei test di impairment di attività materiali e immateriali per le diverse CGU, ha preso in considerazione gli andamenti attesi per il 2018; inoltre, per gli anni successivi, il Gruppo ha aggiornato le precedenti proiezioni triennali per tenere conto, in senso cautelativo, del contesto economico-finanziario ancora profondamente segnato dall'attuale crisi.

Fondo resi prodotto

In relazione alla vendita dei prodotti, il Gruppo accantona dei fondi relativi ai costi stimati per possibili resi di prodotto. La Direzione stabilisce il valore di tali fondi sulla base delle informazioni storiche circa la natura, frequenza e costo medio dei resi intervenuti.

Passività potenziali

Il Gruppo è soggetto a contenziosi legali riguardanti una limitata tipologia di problematiche (clienti, fornitori, agenti e dipendenti); stante le incertezze inerenti tali problematiche, è difficile predire con certezza l'esborso che deriverà da tali controversie. Nel normale corso del business, la Direzione si consulta con i propri consulenti legali ed esperti in materia legale, fiscale e giuslavoristica. Il Gruppo accerta una passività a fronte di tali contenziosi quando ritiene probabile che si verificherà un esborso finanziario e quando l'ammontare delle perdite che ne deriveranno può essere ragionevolmente stimato. Nel caso in cui non è probabile che esista un'obbligazione attuale, Il Gruppo dà informativa di una passività potenziale, a meno che la probabilità di impiegare risorse atte a produrre benefici economici sia remota.

Principi emanati ma non ancora in vigore

Sono di seguito illustrati i principi e le interpretazioni che, alla data di redazione del bilancio consolidato del Gruppo, erano già stati emanati ma non erano ancora in vigore. Il Gruppo intende adottare questi principi quando entreranno in vigore.

IFRS 9 Financial Instruments

Nel luglio 2014, lo IASB ha emesso la versione finale dell'IFRS 9 "Strumenti Finanziari" che sostituisce lo IAS 39 "Strumenti Finanziari: Rilevazione e valutazione" e tutte le precedenti versioni dell'IFRS 9. L'IFRS 9 riunisce tutti gli aspetti relativi al tema della contabilizzazione degli strumenti finanziari: classificazione e valutazione, perdita di valore e hedge accounting. Il principio è efficace per gli esercizi che iniziano al 1° gennaio 2018 o successivamente e ne è consentita l'applicazione anticipata. Con l'eccezione dell'hedge accounting (che si applica, salvo alcune eccezioni, in modo prospettico), è richiesta l'applicazione retrospettica del principio, ma non è obbligatorio fornire l'informativa comparativa. Il Gruppo adotterà il nuovo principio dalla data di entrata in vigore.

a) Classificazione e valutazione

Il Gruppo non prevede impatti significativi sul proprio bilancio conseguentemente all'applicazione dei requisiti di classificazione e valutazione previsti dall'IFRS 9. I finanziamenti, così come i crediti commerciali, sono detenuti al fine dell'incasso alle scadenze contrattuali e ci si attende che generino

flussi di cassa rappresentati unicamente dagli incassi delle quote capitale ed interessi. Il Gruppo si attende pertanto che continueranno ad essere valutati, in accordo con l'IFRS 9, al costo ammortizzato. Il Gruppo analizzerà comunque in maggior dettaglio le caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali di questi strumenti prima di concludere se tutti rispettano i criteri per la valutazione al costo ammortizzato in accordo con l'IFRS 9.

b) Perdita di valore

L'IFRS 9 richiede che il Gruppo registri le perdite su crediti attese su tutte le proprie obbligazioni, finanziamenti e crediti commerciali, su base annuale o in base alla durata residua. Il Gruppo, che prevede di applicare l'approccio semplificato, non si attende impatti significativi sul proprio patrimonio netto, pur riservandosi comunque di svolgere un'analisi di maggior dettaglio che consideri tutte le informazioni ragionevoli e supportate, inclusi gli elementi previsionali.

c) Hedge accounting

Il Gruppo non detiene al momento relazioni di copertura designate come coperture efficaci e non applica pertanto hegde accounting. Qualora vengano effettuate nuove coperture, il Gruppo valuterà in maggior dettaglio nel futuro i possibili cambiamenti relativi alla contabilizzazione del valore temporale (time value) delle opzioni, dei punti forward e della differenza tra i tassi di interesse relativi a due valute.

IFRS 15 Revenue from contracts with customers

L'IFRS 15, emesso a maggio 2014, introduce un nuovo modello in cinque fasi che si applicherà ai ricavi derivanti da contratti con i clienti. L'IFRS 15 prevede la rilevazione dei ricavi per un importo che riflette il corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente. Il nuovo principio, che sostituirà tutti gli attuali requisiti presenti negli IFRS in tema di riconoscimento dei ricavi, sarà efficace per gli esercizi che iniziano al 1° gennaio 2018 o successivamente, con piena applicazione retrospettica o modificata, e con possibilità di applicazione anticipata. Il Gruppo prevede di applicare il nuovo standard dalla data di efficacia obbligatoria, utilizzando il metodo dell'applicazione retrospettica.

Sulla base delle informazioni ad oggi disponibili non si prevedono impatti significativi rispetto all'attuale principio contabile.

Modifiche all'IFRS 10 e allo IAS 28: Sale or Contribution of Assets between an Investor and its Associate or Joint Venture

Le modifiche trattano il conflitto tra l'IFRS 10 e lo IAS 28 con riferimento alla perdita di controllo di una controllata che è venduta o conferita ad una collegata o da una joint venture. Le modifiche chiariscono che l'utile o la perdita risultante dalla vendita o dal conferimento di attività che costituiscono un business, come definito dall'IFRS 3, tra un investitore ed una propria collegata o joint venture, deve essere interamente riconosciuto. Qualsiasi utile o perdita risultante dalla vendita o dal conferimento di attività che non costituiscono un business, è peraltro riconosciuto solo nei limiti della quota detenuta da investitori terzi nella collegata o joint venture. Lo IASB ha rinviato indefinitivamente la data di applicazione di queste modifiche, ma se un'entità decidesse di applicarle anticipatamente dovrebbe farlo prospetticamente. Non ci si attendono modifiche per il Gruppo.

IAS 7 Disclosure Initiative – Amendments to IAS 7

Le modifiche allo IAS 7 Rendiconto finanziario fanno parte dell'Iniziativa sull'Informativa dello IASB e richiedono ad un'entità di fornire informazioni integrative che consentano agli utilizzatori del bilancio di valutare le variazioni delle passività legate all'attività di finanziamento, includendo sia le variazioni legate ai flussi di cassa che le variazioni non monetarie. Al momento dell'applicazione iniziale di questa modifica, l'entità non deve presentare l'informativa comparativa relativa ai periodi precedenti. Queste modifiche sono in vigore per gli esercizi che iniziano al 1 gennaio 2017 o successivamente, è consentita l'applicazione anticipata. L'applicazione delle modifiche comporterà per il Gruppo la necessita di fornire informativa aggiuntiva.

IAS 12 Recognition of Deferred Tax Assets for Unrealised Losses – Amendments to IAS 12

Le modifiche chiariscono che un'entità deve considerare se la normativa fiscale limita le fonti di reddito imponibile a fronte delle quali potrebbe effettuare deduzioni legate al rigiro delle differenze temporanee deducibili. Inoltre, la modifica fornisce linee guida su come un'entità dovrebbe determinare i futuri

redditi imponibili e spiega le circostanze in cui il reddito imponibile potrebbe includere il recupero di alcune attività per un valore superiore al loro valore di carico.

Le entità devono applicare queste modifiche retrospetticamente. Comunque, al momento dell'applicazione iniziale delle modifiche, la variazione nel patrimonio netto di apertura del primo periodo comparativo potrebbe essere rilevata tra gli utili portati a nuovo in apertura (o in un'altra voce di patrimonio netto, a seconda dei casi), senza allocare la variazione tra gli utili portati a nuovo in apertura e le altre voci di patrimonio netto. Le entità che applicano questa facilitazione devono darne informativa. Queste modifiche sono in vigore per gli esercizi che iniziano al 1 gennaio 2017 o successivamente, è consentita l'applicazione anticipata. Se un'entità applica anticipatamente queste modifiche ne deve dare informativa. Il Gruppo non si attende impatti dall'applicazione di queste modifiche.

IFRS 2 Classification and Measurement of Share-based Payment Transactions — Amendments to IFRS 2

Lo IASB ha emesso le modifiche all'IFRS 2 Pagamenti basati su azioni che trattano tre aree principali: gli effetti di una condizione di maturazione sulla misurazione di una transazione con pagamento basato su azioni regolata per cassa; la classificazione di una transazione con pagamento basato su azioni regolata al netto delle obbligazioni per ritenute d'acconto; la contabilizzazione qualora una modifica dei termini e delle condizioni di una transazione con pagamento basato su azioni cambia la sua classificazione da regolata per cassa a regolata con strumenti rappresentativi di capitale.

Al momento dell'adozione, le entità devono applicare le modifiche senza riesporre i periodi precedenti, ma l'applicazione retrospettica è consentita se scelta per tutte e tre le modifiche e vengono rispettati altri criteri. Queste modifiche sono in vigore per gli esercizi che iniziano al 1 gennaio 2018 o successivamente, è consentita l'applicazione anticipata. Il Gruppo non si attende impatti dall'applicazione di queste modifiche.

IFRS 16 Leases

L'IFRS 16 è stato pubblicato nel gennaio 2016 e sostituisce lo IAS 17 Leasing, l'IFRIC 4 Determinare se un accordo contiene un leasing, il SIC-15 Leasing operativo – Incentivi e il SIC-27 La valutazione della sostanza delle operazioni nella forma legale del leasing. L'IFRS 16 definisce i principi per la rilevazione, la misurazione, la presentazione e l'informativa dei leasing e richiede ai locatari di contabilizzare tutti i contratti di leasing in bilancio sulla base di un singolo modello simile a quello utilizzato per contabilizzare i leasing finanziari in accordo con lo IAS 17. Il principio prevede due esenzioni per la rilevazione da parte dei locatari – contratti di leasing relativi ad attività di "scarso valore" (ad esempio i personal computer) ed i contratti di leasing a breve termine (ad esempio i contratti con scadenza entro i 12 mesi od inferiore). Alla data di inizio del contratto di leasing, il locatario rileverà una passività a fronte dei pagamenti del leasing (cioè la passività per leasing) ed un'attività che rappresenta il diritto all'utilizzo dell'attività sottostante per la durata del contratto (cioè il diritto di utilizzo dell'attività). I locatari dovranno contabilizzare separatamente le spese per interessi sulla passività per leasing e l'ammortamento del diritto di utilizzo dell'attività.

I locatari dovranno anche rimisurare la passività per leasing al verificarsi di determinati eventi (ad esempio: un cambiamento nelle condizioni del contratto di leasing, un cambiamento nei pagamenti futuri del leasing conseguente al cambiamento di un indice o di un tasso utilizzati per determinare quei pagamenti). Il locatario riconoscerà generalmente l'importo della rimisurazione della passività per leasing come una rettifica del diritto d'uso dell'attività.

La contabilizzazione prevista dall'IFRS 16 per i locatori è sostanzialmente invariata rispetto all'odierna contabilizzazione in accordo allo IAS 17. I locatori continueranno a classificare tutti i leasing utilizzando lo stesso principio di classificazione previsto dallo IAS 17 e distinguendo tra due tipologie di leasing: leasing operativi e leasing finanziari.

L'IFRS 16 richiede ai locatari ed ai locatori un'informativa più estesa rispetto allo IAS 17.

L'IFRS 16 entrerà in vigore per gli esercizi che iniziano al 1 gennaio 2019 o successivamente. E' consentita l'applicazione anticipata, ma non prima che l'entità abbia adottato l'IFRS 15. Un locatario può scegliere di applicare il principio utilizzando un approccio pienamente retrospettico o un approccio retrospettico modificato. Le disposizioni transitorie previste dal principio consentono alcune facilitazioni.

L'attività di valutazione degli effetti del nuovo principio è attualmente in corso.

COMMENTO ALLE PRINCIPALI VOCI DI STATO PATRIMONIALE

ATTIVITÀ NON CORRENTI

Attività immateriali

4. Avviamento

La voce si riferisce al valore residuo esistente al 1 gennaio 2004, derivante dalle operazioni di acquisizione del Gruppo Le Bourget, per 8.374 migliaia di Euro, e di Lepel, successivamente fusa nella Capogruppo, per 3.042 migliaia di Euro.

Nel 2015 la voce si è incrementata di 438 migliaia di Euro per l'avviamento scaturito dall'acquisto della società tedesca Oroblù Germany GmbH.

Nel 2017 la voce si è ulteriormente incrementata di 1.793 migliaia di Euro, derivante da 1.191 migliaia di Euro di avviamento emerso in fase di conferimento del ramo di azienda e 602 migliaia di Euro per l'avviamento derivante dal maggior valore di acquisto della società Perofil Fashion S.r.l..

Lo IAS 36 prevede che il valore dell'avviamento, in quanto bene immateriale a vita utile indefinita, non sia ammortizzato, ma soggetto ad una verifica del valore d'iscrizione da effettuarsi almeno annualmente anche in assenza di indicatori di perdite di valore (cd. "impairment test"). Poiché l'avviamento non genera flussi di cassa indipendenti né può essere ceduto autonomamente, lo IAS 36 prevede una verifica del suo valore recuperabile in via residuale, determinando i flussi di cassa generati da un insieme di attività che individuano i complessi aziendali cui esso appartiene(cd. "Cash Generating Unit" o "CGU").

Il Gruppo verifica la recuperabilità dell'avviamento almeno una volta all'anno anche in assenza di indicatori di perdita di valore.

I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit ("CGU"), in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2018-2020, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.

L'avviamento è stato attribuito alle Cash Generating Unit dalle quali ci si attendono benefici connessi all'aggregazione; l'avviamento derivante dalla fusione di Lepel e dall'acquisizione di Perofil Fashion S.r.l. è allocato alla CGU Italia, l'avviamento derivante dall'acquisizione della Le Bourget S.A. è allocato alla CGU Francia, mentre quello relativo all'acquisizione di Oroblù Germany GmbH alla CGU Germania.

Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo successivo.

Impairment test

In merito al Value in Use, si è adottato il metodo del DCF considerando i flussi di cassa determinati sulla base del piano triennale 2018-2020 approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo in data 9 marzo 2018 e un tasso di attualizzazione pari a un WACC del 6,67% per la CGU Italia, del 5,67% per la CGU Francia e del 5,47% per la CGU Germania.

Nel calcolo dei WACC, si è considerato anche, a titolo prudenziale, un additional Premium pari al 2,5% per Italia, Germania e Francia, visto il perdurare dell'attuale situazione di incertezza che caratterizza i mercati e influenza sensibilmente le previsioni di crescita e di sostenibilità dei prossimi anni.

Si segnala inoltre che il terminal value è stato calcolato con tasso g (crescita a lungo termine) pari all'1%. Dal sopra citato impairment test non è emersa la necessità di procedere a svalutazioni.

Sono inoltre state effettuate alcune analisi di sensitività del valore recuperabile delle CGU per indicare il potenziale impatto in caso di evoluzione differente dei tassi g e WACC da quella elaborata dagli Amministratori; da tali analisi non sono emerse ipotesi di possibili svalutazioni per quanto riguarda le CGU Francia e Germania, mentre nella CGU Italia si evidenziano possibili perdite di valore per determinate combinazioni.

Nella tabella sottostante sono riportati i risultati di tali analisi:

CGU Italia WACC
6,17% 6,67% 7,17%
0,50% 3.413.888 (474.052) (3.772.399)
tasso g 1,00% 7.624.286 3.021.186 (828.677)
1,50% 12.735.857 7.192.207 2.634.024
CGU Francia WACC
5,17% 5,67% 6,17%
0,50% 46.940.096 39.858.334 34.025.598
tasso g 1,00% 54.956.506 46.262.690 39.250.575
1,50% 65.158.117 54.203.415 45.594.750
CGU Germania WACC
4,97% 5,47% 5,97%
0,50% 1.147.278 968.852 823.324
tasso g 1,00% 1.353.797 1.132.225 955.552
1,50% 1.619.899 1.336.791 1.117.387

5. Altre attività immateriali

Software Marchi Altre Totale
e Licenze
Costo Storico
Al 1 gennaio 2016 11.756 6.993 3.170 21.919
Incrementi 289 0 696 985
Decrementi 0 0 (537) (537)
Al 31 dicembre 2016 12.046 6.993 3.329 22.367
Incrementi 436 0 0 436
Decrementi (91) 0 (650) (741)
Altri movimenti 0 0 (997) (997)
Acquisizione Perofil 1.060 6.439 0 7.499
Altri movimenti Perofil (16) 0 0 (16)
Al 31 dicembre 2017 13.436 13.432 1.682 28.548
Ammortamenti e svalutazioni
Al 1 gennaio 2016 11.395 2.091 1.356 14.842
Ammortamenti dell'anno 332 394 245 971
Decrementi 0 0 (537) (537)
Al 31 dicembre 2016 11.727 2.485 1.064 15.276
Ammortamenti dell'anno 369 736 57 1.162
Decrementi (91) 0 0 (91)
Altri movimenti 0 0 (340) (340)
Acquisizione Perofil 1.036 1.886 0 2.922
Altri movimenti Perofil (16) 0 0 (16)
Al 31 dicembre 2017 13.025 5.107 781 18.913
Valore netto contabile:
Al 1 gennaio 2016 363 4.902 1.814 7.079
Al 31 dicembre 2016 319 4.508 2.265 7.091
Al 31 dicembre 2017 411 8.325 901 9.635

Le Altre attività immateriali al 31 dicembre 2017 ammontano a 9.635 migliaia di Euro.

I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit ("CGU"), in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2018-2020, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.

L'incremento dell'esercizio per la voce 'Software' è relativo principalmente ai costi sostenuti per l'aggiornamento del sistema informativo gestionale SAP della Capogruppo.

Nella voce 'Marchi' sono compresi i marchi Cagi, Liberti e Well e i marchi Perofil e Luna di Seta, acquistati nel 2017 e pari a 4.021 migliaia di Euro, e i costi per licenza su marchi di terzi Bikkembergs per 191 migliaia di Euro.

Il marchio Cagi, acquistato dalla Capogruppo nel 2013, il marchio Liberti, acquistato dalla Capogruppo nel 2008 e i marchi Perofil e Luna di Seta sono ammortizzati lungo un periodo di 10 anni, corrispondente al periodo di tutela giuridica ritenuto dagli Amministratori rappresentativo dell'arco temporale nel quale, sulla base degli elementi attualmente disponibili, è possibile ragionevolmente aspettarsi contributi positivi ai flussi di cassa della Società.

Il marchio Well non è ammortizzato in quanto a vita utile indefinita.

Ai fini dell'impairment test i marchi Liberti, Cagi, Perofil e Luna di Seta sono stati attribuiti alla Cash Generating Unit Italia, mentre quello Well alla CGU Francia, non evidenziando la necessità di svalutazione.

Nella voce 'Altre' sono compresi gli importi pagati dalla Società CSP Paris per l'apertura di 3 punti vendita in Francia, per un importo complessivo di 900 migliaia di Euro.

Tali importi sono considerati attività immateriali a vita utile indefinita e pertanto non sono stati assoggettati ad ammortamento.

Nel corso del 2017 la Capogruppo ha incassato il key money relativo all'apertura del punto vendita ad insegna Oroblù di Verona chiuso a fine esercizio comportando una minusvalenza di 100 migliaia di Euro.

Terreni e Impianti e Attrezzature Altri Immobilizz. Totale
fabbricati macchinari beni in corso
Costo Storico
Al 1 gennaio 2016 33.337 43.429 19.691 8.146 6 104.609
Incrementi 0 144 57 554 800 1.555
Cessioni 0 (876) (351) (116) (8) (1.351)
Altri movimenti 0 0 39 644 (683) 0
Al 31 dicembre 2016 33.337 42.697 19.436 9.228 115 104.813
Incrementi 0 694 8 283 1.186 2.171
Decrementi 0 (1.516) (190) (263) (8) (1.977)
Altri movimenti 0 98 664 997 (880) 879
Acquisizione Perofil 0 1.214 376 2.008 0 3.598
Altri movimenti Perofil 0 (85) (14) (13) 0 (112)
Al 31 dicembre 2017 33.337 43.102 20.280 12.240 413 109.372
Ammortamenti e svalutazioni
Al 1 gennaio 2016 21.860 40.696 18.545 6.515 0 87.616
Ammortamenti dell'anno 506 566 270 404 0 1.746
Cessioni 0 (867) (346) (115) 0 (1.328)
Altri movimenti 0 (30) 0 30 0 0
Al 31 dicembre 2016 22.366 40.365 18.469 6.834 0 88.034
Ammortamenti dell'anno 504 550 283 684 0 2.021
Cessioni 0 (1.492) (190) (235) 0 (1.917)
Altri movimenti 0 0 0 340 0 340
Acquisizione Perofil 0 1.125 372 1773 0 3.270
Altri movimenti Perofil 0 (85) (14) (13) 0 (112)
Al 31 dicembre 2017 22.870 40.463 18.920 9.383 0 91.636
Valore netto contabile:
Al 1 gennaio 2016 11.477 2.734 1.146 1.631 6 16.994
Al 31 dicembre 2016 10.971 2.333 967 2.394 115 16.780
Al 31 dicembre 2017 10.467 2.639 1.360 2.857 413 17.736

6. Immobili, impianti, macchinari e altre immobilizzazioni di proprietà

Le attività materiali al 31 dicembre 2017 ammontano a 17.736 migliaia di Euro.

I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit ("CGU"), in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2018-2020, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.

Nell'esercizio in esame sono stati effettuati investimenti lordi per complessive 2.171 migliaia di Euro, relativi principalmente all'acquisto di nuovi macchinari in sostituzione di altri ormai obsoleti e completamente ammortizzati.

I decrementi del periodo si riferiscono a cessioni di macchinari ed attrezzature completamente ammortizzati.

Altre attività non correnti

7. Crediti finanziari, crediti vari, crediti commerciali e altre attività non correnti

Tale voce, pari a 110 migliaia di Euro, si riferisce prevalentemente ai depositi cauzionali.

8. Attività per imposte anticipate

La voce, pari a 4.038 migliaia di Euro al 31 dicembre 2017 e a 4.515 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016, accoglie le imposte differite attive sulle differenze temporanee tra i valori iscritti in bilancio e i corrispondenti valori fiscali, principalmente riconducibili a fondi tassati (fondo svalutazione crediti/magazzino e fondi rischi) che saranno fiscalmente deducibili in esercizi futuri (i dettagli sono esposti nell'allegato n. 2).

Risultano inoltre stanziate, per la Capogruppo, le imposte differite attive per 561 migliaia di Euro in relazione a perdite fiscali di esercizi precedenti riportabili illimitatamente, per le quali, sulla base del business plan predisposto dalla Società, è probabile l'esistenza di redditi imponibili futuri a fronte dei quali tali perdite potranno essere utilizzate.

Non sono invece state prudenzialmente attivate le imposte differite attive sulla perdita fiscale degli esercizi 2015 e 2016 e quelle relative all'esercizio 2017, per un ammontare complessivo pari a 2.072 migliaia di Euro.

ATTIVITÀ CORRENTI

9. Rimanenze di magazzino

Il bilancio consolidato del Gruppo include rimanenze di magazzino pari a 35.184 migliaia di Euro, al netto di un fondo svalutazione di Euro 6.089 migliaia di Euro iscritto a fronte del rischio di obsolescenza e di riduzione del valore di realizzo.

I processi e le modalità di valutazione delle rimanenze di magazzino sono basati su assunzioni che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione delle vendite future, alla loro stagionalità ed ai prezzi realizzabili in futuro.

31/12/17 di cui Perofil 31/12/16 Variazione Valore lordo 41.273 3.759 41.221 52 Fondo svalutazione (6.089) (636) (6.611) 522 35.184 3.123 34.610 574

Le rimanenze di magazzino sono così rappresentate:

31/12/17 di cui Perofil 31/12/16 Variazione
Materie prime, sussidiarie e di consumo 7.578 1.714 6.044 1.534
Fondo svalutazione (1.008) (145) (958) (50)
6.570 1.569 5.086 1.484
Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati 7.584 309 7.701 (117)
Fondo svalutazione (88) 0 (239) 139
7.496 309 7.462 22
Prodotti finiti e merci 26.111 1.736 27.476 (1.365)
Fondo svalutazione (4.993) (491) (5.414) 433
21.118 1.245 22.062 (932)
Totale 35.184 3.123 34.610 574

Le rimanenze di magazzino evidenziano un incremento netto di 574 migliaia rispetto all'esercizio precedente, di cui 3.123 migliaia di Euro dovute all'inclusione di Perofil nell'area di consolidamento. Il valore delle rimanenze al netto dell'inclusione di Perofil registra invece un decremento di 2.549 migliaia di Euro.

Ricordiamo, infine, che il Gruppo attua una procedura di smaltimento dei prodotti obsoleti, principalmente articoli moda stagionali rimasti invenduti, ricorrendo a vendite a stock; la merce che alla fine dell'esercizio risultava ancora in giacenza è stata opportunamente svalutata allineandola al presunto valore di realizzo.

10. Crediti commerciali

I crediti verso clienti ammontano a 28.676 migliaia di Euro, al netto del fondo svalutazione crediti pari a 675 migliaia di Euro (1.313 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016). Detto fondo è stato determinato svolgendo una analisi puntuale di tutte le posizioni a rischio di recuperabilità e di tutte le posizioni riferite a crediti in contenzioso. Tale svalutazione è inoltre supportata dalle analisi e dai dati storici relativi alle perdite su crediti sofferte in passato.

Non vi sono crediti esigibili oltre i cinque anni.

La ripartizione dei crediti commerciali per termini di scadenza, con l'evidenza degli importi a valore nominale e della relativa svalutazione applicata, è la seguente:

31/12/17 di cui di cui Perofil 31/12/16 di cui
svalutazione svalutazione
A scadere 23.236 15 2.220 23.837 11
Scaduto da 1 a 30 giorni 2.776 1 463 1.119 12
Scaduto da 31 a 90 giorni 1.986 6 388 1.483 13
Scaduto da 91 a 180 giorni 327 12 171 402 53
Scaduto da 181 a 365 giorni 573 188 (5) 779 125
Scaduto da oltre 366 giorni 453 453 1.438 1.099
Totale 29.351 675 3.237 29.058 1.313

Si ritiene che il valore contabile dei crediti commerciali approssimi il loro fair value.

La ripartizione dei crediti commerciali per area geografica è la seguente:

31/12/17 di cui Perofil 31/12/16
Italia 14.365 2.900 11.450
Francia 12.117 105 14.073
Unione Europea 1.042 125 648
Resto del Mondo 1.152 78 1.574
Totale 28.676 3.208 27.745

La movimentazione del fondo svalutazione crediti è la seguente:

Saldo iniziale Accantonamenti Utilizzi Saldo finale di cui Perofil
1.313 269 (907) 675 29

11. Crediti finanziari, crediti vari e altre attività

La composizione della suddetta voce è la seguente:

31/12/17 di cui Perofil 31/12/16
Erario c/IVA 4 0 1.077
Anticipi a fornitori 129 109 115
Crediti verso Enti 616 7 420
Crediti per imposte 581 0 638
Risconti attivi 331 24 367
Altri crediti 1.329 65 326
Totale 2.990 205 2.943

L'incremento rispetto al 31 dicembre 2016 è pari a 47 migliaia di Euro.

La differenza più significativa si riferisce al decremento del credito IVA della Capogruppo per 1.073 migliaia di Euro, controbilanciato dall'incremento degli altri crediti per 1.003 migliaia di Euro, dovuto principalmente al credito fiscale iscritto da CSP Paris pari a 635 migliaia di Euro.

Si ritiene che il valore contabile dei Crediti finanziari, crediti vari e altre attività approssimi il loro fair value.

12. Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti

L'ammontare complessivo delle disponibilità liquide del Gruppo è pari a 25.632 migliaia di Euro (32.581 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016) a fronte di temporanee disponibilità su c/c bancari in attesa di utilizzi futuri.

I valori esposti possono essere convertiti in cassa prontamente e sono soggetti ad un rischio di variazione di valore non significativo. Si ritiene che il valore di carico delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti sia allineato al loro fair value alla data di bilancio.

PATRIMONIO NETTO

Il Patrimonio netto al 31 dicembre 2017 ammonta a 71.176 migliaia di Euro, in decremento di 335 migliaia di Euro rispetto al 31 dicembre 2016 a seguito principalmente della riduzione per la distribuzione di dividendi della Capogruppo controbilanciata dal risultato complessivo dell'esercizio.

13. Capitale sociale

Il capitale sociale al 31 dicembre 2017, interamente sottoscritto e versato, risulta costituito da 33.259.328 azioni ordinarie da nominali Euro 0,52 cadauna. Nessuna variazione è intervenuta nel periodo in esame.

Riguardo al capitale sociale e alle riserve delle società per azioni la normativa italiana stabilisce che: - il capitale sociale della Società non può avere valore inferiore a 120.000 Euro;

  • ogni variazione dell'importo del capitale sociale deve essere deliberata dall'Assemblea, la quale può attribuire delega al Consiglio, per un periodo massimo di cinque anni, ad aumentare il capitale fino ad un ammontare determinato; l'organo assembleare ha inoltre l'obbligo di adottare gli opportuni provvedimenti quando risulta che il capitale sociale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite accertate, nonché di procedere alla riduzione del capitale sociale se entro l'esercizio successivo detta perdita non risulta diminuita a meno di un terzo. Se, per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al di sotto del minimo legale sopra citato l'Assemblea deve deliberare sia la riduzione

del capitale che il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo, o la trasformazione della Società;

  • la riserva sovrapprezzo azioni viene costituita se la Società emette azioni ad un prezzo superiore al loro valore nominale e non può essere distribuita fino a che la riserva legale non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale;

  • per quanto riguarda le azioni proprie, la Società non può acquistare azioni proprie se non nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio regolarmente approvato. L'acquisto deve essere autorizzato dall'Assemblea e in nessun caso il valore nominale delle azioni acquistate può eccedere la quinta parte del capitale sociale.

Gli utili netti risultanti dal bilancio annuale della Società devono essere così destinati:

  • alla riserva legale il 5% fino a che questa non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale;

  • ad ulteriore accantonamento a riserva legale, alla riserva straordinaria e/o ad utili portati a nuovo per eventuali assegnazioni deliberate dall'Assemblea.

Gli obiettivi identificati dalla CSP International Fashion Group S.p.A. nella gestione del capitale sono la creazione di valore per la generalità degli azionisti, la salvaguardia della continuità aziendale ed il supporto allo sviluppo del Gruppo.

14. Altre riserve

Tali riserve sono così ripartite:

31/12/17 31/12/16
2.889 2.845
21.859 21.859
(1.180) (1.134)
29.438 29.161
53.006 52.731

15. Azioni proprie

Le Azioni proprie al 31 dicembre 2017 sono costituite da n. 1.000.000 azioni ordinarie acquistate per un costo di acquisto pari a 888 migliaia di Euro; nell'esercizio in esame non sono state acquistate azioni.

Le condizioni di compravendita sono state deliberate dall'Assemblea degli azionisti del 28 aprile 2017 con l'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie sui mercati regolamentati secondo le seguenti modalità:

  • avrà termine il 28 ottobre 2018 o comunque al raggiungimento di n. 6.651.865 azioni corrispondenti al 20% del capitale sociale;
  • il prezzo per azione sarà compreso tra un minimo pari al valore nominale di Euro 0,52 e un massimo pari a Euro 3,00.

Si informa altresì che nel caso in cui si procedesse all'alienazione delle azioni, le modalità di rivendita sarebbero le seguenti:

  • il prezzo minimo sarà pari a Euro 0,52;
  • il prezzo massimo sarà pari a Euro 5,00;
  • l'eventuale vendita delle azioni potrà essere effettuata sia a listino di Borsa che con private placement;
  • le azioni proprie potranno essere altresì oggetto di permuta e/o scambio di partecipazione.

Utile (perdita) per azione

L'utile base per azione al 31 dicembre 2017 è pari a 0,030 Euro (al 31 dicembre 2016 utile base per azione pari a 0,049 Euro) ed è calcolato dividendo il risultato del Gruppo per la media ponderata delle azioni in circolazione durante il periodo.

Utile (perdita) per azione diluito

L'utile diluito per azione coincide con l'utile per azione.

PASSIVITÀ NON CORRENTI

16. Passività finanziarie con scadenza oltre 12 mesi

I debiti verso banche scadenti oltre 12 mesi ammontano a 11.240 migliaia di Euro e sono diminuiti di 2.565 migliaia di Euro rispetto al 31 dicembre 2016. La variazione accoglie l'effetto della riclassifica nelle passività finanziarie correnti delle quote esigibili entro 12 mesi e il rimborso delle rate dei mutui in scadenza.

La ripartizione dei debiti bancari oltre 12 mesi per termini di rimborso, esposti al netto dei relativi oneri accessori, è la seguente:

31/12/17 31/12/16
- scadenti da 1 a 2 anni 5.659 4.919
- scadenti da 2 a 3 anni 3.730 4.759
- scadenti da 3 a 4 anni 1.851 2.651
- scadenti da 4 a 5 anni 0 1.476
- scadenti oltre 5 anni 0 0
Totale 11.240 13.805

Tali debiti bancari si riferiscono ai seguenti finanziamenti (comprensivi anche della quota corrente):

Istituto di credito Data di 31/12/17 Tasso periodo di
stipula preammortamento
Finanziamento Mediocredito Italiano 30.04.2015 2.366 Euribor a 3 mesi + spread 0,75%
Finanziamento Banca Nazionale del Lavoro 30.06.2015 2.500 Euribor a 6 mesi + spread 0,75%
Finanziamento UBI – Banco di Brescia 21.10.2016 2.371 Euribor a 3 mesi + spread 0,50%
Finanziamento Mediocredito Italiano 28.10.2016 2.400 Euribor a 3 mesi + spread 0,57%
Finanziamento Banca Nazionale del Lavoro 28.12.2016 1.600 Tasso Fisso 0,45%
Finanziamento UBI – Unione di Banche Italiane 28.06.2017 2.918 Euribor a 3 mesi + spread 0,50%
Finanziamento Monte dei Paschi di Siena 30.06.2017 2.625 Tasso Fisso 0,50%
Finanziamento Banque Scalbert Dupont 29.04.2009 290 Euribor a 3 mesi + spread 0,7%
17.070

Nel corso del 2017 la Capogruppo ha posto in essere alcune operazioni relative ai finanziamenti, estinguendo anticipatamente i mutui in essere e sottoscrivendone di nuovi a condizioni più vantaggiose, e più precisamente:

  • In data 28.06.2017 è stato sottoscritto con UBI – Unione di Banche Italiane un nuovo finanziamento chirografario di Euro 3.500.000 con piano di rimborso trimestrale posticipato ed ultima rata in data 30.06.2020, e con il quale in data 30.06.2017 è stato estinto totalmente e in modo anticipato il finanziamento chirografario, in essere con la stessa banca per un debito residuo pari al 3.027 migliaia di Euro.

  • In data 30.06.2017 è stato acceso un nuovo finanziamento chirografario con Monte di Paschi di Siena di Euro 3.000.000,00 con piano di rimborso trimestrale posticipato ed ultima rata in data 30.06.2021;

Entrambi i finanziamenti di Banca Nazionale del Lavoro prevedono per tutta la durata dei suddetti contratti, il rispetto dei seguenti covenants determinati sui risultati consolidati del Gruppo CSP:

Rapporto Posizione Finanziaria Netta / EBITDA =</th 3,50 3,50
Rapporto Posizione Finanziaria Netta / PN =</td 1,00 1,00

Alla data della chiusura dell'esercizio tali covenants risultano rispettati.

Gli altri finanziamenti non contemplano covenants da rispettare.

17. Trattamento fine rapporto (TFR) e altri fondi relativi al personale

La voce Trattamento di fine rapporto (TFR) riflette l'indennità prevista sia dalla legislazione francese che da quella italiana; quest'ultima, modificata dalla Legge n. 296/2006, prevede che l'indennità maturata

dai dipendenti fino al 31 dicembre 2006 verrà liquidata al momento dell'uscita del dipendente. In presenza di specifiche condizioni, può essere parzialmente anticipata al dipendente nel corso della vita lavorativa.

La valutazione attuariale evidenzia quindi un valore del fondo TFR al 31 dicembre 2017 pari a 6.981 migliaia di Euro e riflette l'indennità maturata a fine periodo dai dipendenti del Gruppo calcolata su base attuariale. La movimentazione del fondo è riepilogata in sintesi come segue:

Saldo
iniziale
Perofil Interest
cost
Indennità
accantonate
Indennità
liquidate
Utili/(Perdit
e) attuariali
Saldo
finale
di cui
Perofil
TFR 7.155 486 98 84 (883) 41 6.981 476

Si segnala inoltre che la contabilizzazione degli utili/perdite attuariali è imputata direttamente a patrimonio netto.

Si precisa, infine, che il Gruppo ha esposto la componente interessi dell'onere relativo ai piani per dipendenti a benefici definiti nella voce oneri finanziari, con conseguente incremento degli oneri finanziari di periodo di 98 migliaia di Euro (119 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016).

Il modello di valutazione attuariale si fonda sulle cosiddette basi tecniche, che costituiscono le ipotesi di natura demografica ed economico-finanziaria relative ai parametri coinvolti nel calcolo.

In sintesi, le assunzioni adottate sono state le seguenti:

Ipotesi finanziarie

Tasso tecnico di attualizzazione 1,30%
Tasso annuo di inflazione 1,5%
Tasso annuo di incremento TFR Da 1,5 a 3,0%

Ipotesi demografiche

Tasso di mortalità In linea con quanto indicato dalle
risultanze
ufficiali
dell'Istituto
Nazionale di Statistica 2004 per
uomini
e
donne
in
l'Italia
e
dall'Institut
National
de
la
Statistique
et
des
Etudes
Economiques 2005 in Francia
Invalidità In linea con quanto indicato dalle
risultanze ufficiali dell'INPS 1998
per uomini e donne in Italia, non
applicabile in Francia.
Turnover del personale Turnover del personale dal 2,5 al
3,0% per anno su tutte le età
Anticipi 1,5% per anno variabile in base
all'età/anzianità per l'Italia, non
previsto in Francia
Età di pensionamento Il raggiungimento del primo dei
requisiti
pensionabili
validi
per
l'Assicurazione
Generale
Obbligatoria in Italia ed a 65 anni in
Francia.

In merito alla scelta del tasso di attualizzazione, con riferimento alla attuale situazione di alta volatilità dei mercati finanziari, si è scelto di prendere come indice di riferimento l'indice per l'Eurozona Iboxx Corporate AA con durata coerente con la durata media finanziaria del collettivo oggetto di valutazione.

Analisi di sensitività

Nell'ipotesi che il tasso di attualizzazione aumentasse dello 0,25% l'effetto positivo sulla valutazione del TFR sarebbe di 221 migliaia di Euro.

Nell'ipotesi che il tasso di attualizzazione diminuisse dello 0,25% l'effetto negativo sulla valutazione del TFR sarebbe di 194 migliaia di Euro.

18. Fondi per rischi ed oneri

Di seguito esponiamo la movimentazione e composizione di tale voce:

Saldo Perofil Accanton. Utilizzi Saldo di cui Perofil
iniziale finale
Fondo ind. suppl. clientela 843 719 233 (69) 1.726 734
Fondo ristrutturazione 148 443 (535) 56 0
Fondo resi clienti 754 195 (103) 846 14
Fondo rischi per contenziosi 484 9 (396) 97 0
Totale 2.229 719 880 (1.103) 2.725 748

Il fondo indennità suppletiva di clientela è relativo all'indennità maturata dagli agenti, calcolata in accordo con la normativa e i contratti collettivi vigenti.

Il fondo rischi per contenziosi si riferisce ad accantonamenti fatti in relazione a rischi derivanti da cause mosse da terzi, in prevalenza fornitori ed erario. La controllata CSP Paris ha utilizzato nel periodo 391 migliaia di Euro accantonati nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2016, per una controversia con l'Amministrazione fiscale francese relativa ad una verifica effettuata per gli anni 2013 e 2014.

La voce 'fondo ristrutturazione', il cui valore residuo ammonta a 50 migliaia di Euro, si riferisce all'accantonamento effettuato dalla Capogruppo in relazione al programma di riorganizzazione della struttura aziendale che si completerà definitivamente agli inizi del 2018.

Situazione fiscale

Alla data di chiusura del presente bilancio si fa presente che per la Capogruppo è pendente una controversia fiscale conseguente alla verifica condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Mantova, conclusasi in data 26 maggio 2015.

In data 4 gennaio 2018 l'Agenzia delle Entrate di Mantova ha notificato l'avviso di accertamento, dove sono stati confermati l'ammontare dei rilievi formalizzati dai verificatori.

La Società, allo stato attuale, ritiene non ci siano motivazioni tali da comportare la necessità di accantonamenti in bilancio in quanto il rischio di soccombenza non viene ritenuto, anche con l'ausilio del parere di consulenti fiscali, probabile.

19. Fondo imposte differite

La voce, pari a 3.467 migliaia di Euro al 31 dicembre 2017 ed a 2.653 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016, accoglie le imposte differite accantonate sulle differenze temporanee tra i valori delle attività e delle passività iscritte in bilancio, principalmente riconducibili alla rateizzazione di plusvalenze patrimoniali e alle scritture di consolidamento. L'incremento delle imposte differite è prevalentemente relativo per 1.114 migliaia di Euro all'iscrizione effettuata nell'ambito del conferimento del ramo d'azienda di Perofil Fashion S.r.l..

PASSIVITÀ CORRENTI

20. Passività finanziarie con scadenza entro 12 mesi

La ripartizione dei debiti bancari entro 12 mesi è la seguente:

31/12/17 di cui Perofil 31/12/16
Debiti correnti 2.950 2.950 0
-Mutui scadenti entro 1 anno 5.830 0 4.909
Totale 8.780 2.950 4.909

La dinamica completa della variazione dei flussi finanziari è esposta nel Rendiconto finanziario.

Al 31 dicembre 2017 e alla data di redazione delle presenti note, l'ammontare delle linee di credito a breve concesse alle società del Gruppo dagli istituti di credito a fronte delle diverse forme di possibile utilizzo è pari a 47.500 migliaia di Euro.

Di seguito si espone la composizione dell'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2017 e 2016:

31/12/17 di cui Perofil 31/12/16
Debiti verso banche a breve 2.950 2.950 0
Quota a breve dei debiti a medio lungo termine 5.830 0 4.909
Cassa e banche attive (25.632) (90) (32.581)
Indebitamento finanziario a breve (16.852) 2.860 (27.672)
Finanziamenti a medio lungo termine al netto delle
quote correnti 11.240 0 13.805
IndeIndebitamento finanziario netto (5.612) 2.860 (13.867)

La posizione finanziaria netta è peggiorata di 8.255 migliaia di Euro ed evidenzia un saldo a credito.

21. Debiti commerciali

Il saldo registra un decremento di 2.789 migliaia di Euro, soprattutto per fenomeni legati alla dinamica temporale degli acquisti. I debiti verso fornitori sono tutti liquidabili entro l'esercizio successivo.

La ripartizione dei debiti commerciali per area geografica è la seguente:

31/12/17 di cui Perofil 31/12/16
Italia 14.838 2.027 15.627
Francia 6.796 25 8.630
Unione Europea 816 233 1.248
Resto del Mondo 1.952 155 1.686
Totale 24.402 2.440 27.191
La ripartizione dei debiti commerciali per termini di scadenza è la seguente:
31/12/17 di cui Perofil 31/12/16
Scaduto 1.713 (39) 971
A scadere da 1 a 30 giorni 8.424 313 11.086
A scadere da 31 a 90 giorni 10.389 1.016 11.809
A scadere da 91 a 180 giorni 3.442 1.150 2.743
A scadere da 181 a 365 giorni 428 0 582
A scadere oltre 366 giorni 6 0 0
Totale 24.402 2.440 27.191

Si ritiene che il valore contabile dei debiti commerciali alla data di bilancio approssimi il loro fair value.

22. Debiti vari ed altre passività

La ripartizione dei debiti vari e altre passività è la seguente:

31/12/17 di cui Perofil 31/12/16
Debiti v/dipendenti per competenze 4.077 239 4.357
Debiti v/ istituti di previdenza 3.767 357 3.583
Debiti per imposte (IVA) 201 68 293
Ratei e risconti passivi 129 8 188
Altri debiti 710 293 288
Totale 8.884 965 8.709

I debiti vari e altre passività sono aumentati di 175 migliaia di Euro rispetto all'esercizio precedente e riguardano principalmente i debiti relativi al lavoro dipendente.

Si ritiene che il valore contabile dei debiti vari e altre passività alla data di bilancio approssimi il loro fair value.

23. Debiti per imposte correnti

La voce è pari a 1 migliaia di Euro.

Si ritiene che il valore contabile dei debiti per imposte correnti alla data di bilancio approssimi il loro fair value.

24. IMPEGNI E RISCHI

Garanzie prestate

Le fidejussioni sono rilasciate prevalentemente da istituti di credito a favore di terzi per l'ordinaria gestione dell'attività.

Elenchiamo di seguito la suddivisione per Istituto di credito al 31 dicembre 2017 e 2016:
31/12/17 di cui Perofil 31/12/16
Fideiussioni:
- Monte dei Paschi di Siena 27 0 57
- Banca Popolare dell'Emilia Romagna 0 0 11
- UBI Banca 27 27 0
- Banca Intesa 56 0 56
Totale 110 27 124

Si segnala inoltre che la Capogruppo ha stipulato tre garanzie per un importo complessivo di 5.580 migliaia di Euro, una a favore della società Perofil S.p.A. (pari a 1.000 migliaia di Euro) e due a favore di Perofil Fashion S.r.l. (pari a 4.580 migliaia di Euro).

Ipoteche

L'unica ipoteca ancora in essere risulta a carico della società francese CSP Paris, per un importo di 2.000 migliaia di Euro, a fronte di un debito residuo di 290 migliaia di Euro.

Impegni

Si segnala che il Gruppo al 31 dicembre 2017 ha in essere impegni derivanti da contratti di locazione e affitti di durata pluriennale pari a 5.087 migliaia di Euro, di cui 1.087 migliaia di Euro da parte di Perofil. Gli impegni in essere al 31 dicembre 2016 erano pari a 4.956 migliaia di Euro.

Coperture sui tassi

Nella voce 'Debiti vari e altre passività' è incluso l'ammontare di 52 migliaia di Euro (90 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016) riferito alla valutazione al fair value di operazioni in strumenti derivati stipulati dalla Capogruppo a fronte delle oscillazioni dei tassi di interesse, i cui dettagli sono riportati nella sottostante tabella:

Istituto Valutazione Data Importo Importo
fair value scadenza sottostante residuo
UBI – Banco di Brescia (14) 31.03.2020 2.279 0
UBI – Banco di Brescia (11) 30.06.2020 3.209 2.918
UBI – Banco di Brescia (3) 30.09.2021 2.371 2.371
Mediocredito Italiano – Intesa S.Paolo (11) 31.03.2020 4.473 2.368
Mediocredito Italiano – Intesa S.Paolo (1) 30.09.2021 3.000 2.368
Banca Nazionale del Lavoro (12) 30.06.2020 2.500 2.500
Totale (52) 17.832 12.525

Tali contratti, pur avendo natura di copertura sostanziale dai rischi di fluttuazione, non rispettano tutti i requisiti previsti dallo IAS 39 per una classificazione come di copertura e, conseguentemente, il relativo effetto positivo derivante dall'adeguamento della valutazione al fair value alla chiusura dell'esercizio 2017 è stato iscritto a conto economico.

Nella voce 'Debiti vari e altre passività' è incluso inoltre l'ammontare di 181 migliaia di Euro riferito alla valutazione al fair value dei contratti di acquisti a termine di valuta (dollari statunitensi) per coprire il rischio di cambio connesso al pagamento di forniture nella stessa valuta con scadenza media entro 12 mesi, per un controvalore al 31 dicembre 2017 di 3.073 migliaia di Euro.

Nella voce 'Crediti finanziari, crediti vari e altre attività' è incluso inoltre l'ammontare di 5 migliaia di Euro riferito alla valutazione al fair value dei contratti di acquisti a termine di valuta (dollari statunitensi) stipulati dalla Capogruppo per coprire il rischio di cambio connesso al pagamento di forniture nella stessa valuta con scadenza media entro 12 mesi, per un controvalore al 31 dicembre 2017 di 500 migliaia di Euro.

Tutti i fair value sono stati determinati attraverso 'Input significativi osservabili (Livello 2)'.

25. INFORMATIVA DI SETTORE

Di seguito si riportano i dati richiesti ai sensi dell'IFRS 8. I settori identificati per tale analisi sono: Italia, Francia e Altri (nei quali confluiscono i dati di Germania e USA).

Andamento economico per settore operativo

I seguenti prospetti illustrano le situazioni per area di attività al 31 dicembre 2017 e 31 dicembre 2016:

Dati bilancio 31.12.17 ITALIA FRANCIA ALTRI Rettifiche GRUPPO
(Valori in migliaia di Euro) CSP International
31.12.2017 31.12.2017 31.12.2017 31.12.2017 31.12.2017
Conto economico
Ricavi esterni 50.176 74.721 2.436 0 127.333
Ricavi Intercompany 13.596 262 0 (13.858) -0
% dei ricavi esterni 0,00%
Costo del venduto (42.049) (38.079) (1.508) 14.422 (67.215)
Margine Lordo 21.722 36.905 927 564 60.118
Pubblicità (4.434) (10.687) (176) (136) (15.433)
Provvigioni (3.494) (106) (87) (15) (3.701)
Trasporti/Logistica (3.059) (3.790) (112) (0) (6.961)
Spese commerciali dirette (2.265) (14.748) (2) 0 (17.015)
Perdite su crediti (188) 81 (4) 0 (111)
Costi di settore (13.439) (29.250) (381) (151) (43.221)
Risultato di settore (Margine Commerciale) 8.283 7.655 546 413 16.898
Spese corporate (10.977) (3.050) (446) (185) (14.657)
Altri proventi non operativi 4.207 0 0 (4.207) 0
Altri proventi/oneri 70 980 13 (175) 887
Proventi/Oneri finanziari (426) (138) (28) 0 (592)
Utile (Perdita) prima delle imposte 1.157 5.447 85 (4.154) 2.536
Imposte sul reddito dell'esercizio (185) (1.314) (1) (31) (1.531)
Utile (Perdita) d'esercizio 972 4.133 83 (4.185) 1.005
Stato Patrimoniale
Attività di settore 104.905 59.881 980 (28.110) 137.656
di cui:
- Immobilizzazioni materiali 12.289 5.659 24 (236) 17.736
- Immobilizzazioni immateriali 10.457 12.386 439 0 23.282
- Capitale circolante operativo netto 22.541 11.589 57 (624) 33.564
PN
Passività di settore
di cui:
(104.905) (59.881) (980) 28.110 (137.656)
- Posizione finanziaria netta (13.826) 19.264 174 0 5.612
- Patrimonio netto (58.626) (37.514) (253) 25.217 (71.176)
Altre informazioni
Investimenti di segmento (immobilizzazioni
immateriali)
371 65 0 0 436
Investimenti di segmento (immobilizzazioni materiali) 1.101 1.103 0 (32) 2.171
Ammortamenti (2.349) (849) (5) 20 (3.183)
Perdite di valore/riprese riconosciuti a conto economico - 0 0 0 -
Altri costi non monetari diversi dall'ammortamento (
217)
81 (4) 0 (140)
Dati bilancio 31.12.16 ITALIA FRANCIA ALTRI Rettifiche GRUPPO
(Valori in migliaia di Euro) CSP International
31.12.2016 31.12.2016 31.12.2016 31.12.2016 31.12.2016
Conto economico
Ricavi esterni 41.781 82.201 2.265 0 126.247
Ricavi Intercompany 16.949 390 0 (17.339) 0
% dei ricavi esterni 0,00%
Costo del venduto (39.702) (41.739) (1.470) 17.633 (65.278)
Margine Lordo 19.028 40.852 795 294 60.969
Pubblicità (5.030) (11.766) (271) (121) (17.188)
Provvigioni (2.787) (100) (58) (3) (2.948)
Trasporti/Logistica (2.860) (3.966) (108) (0) (6.935)
Spese commerciali dirette (1.521) (15.245) (2) 0 (16.768)
Perdite su crediti (339) 99 (17) 0 (257)
Costi di settore (12.537) (30.978) (457) (124) (44.096)
Risultato di settore (Margine Commerciale) 6.491 9.874 338 170 16.873
Spese corporate (9.716) (3.058) (608) (212) (13.595)
Altri proventi non operativi 4.207 0 0 (4.207) 0
Altri proventi/oneri 128 1.056 21 (47) 1.159
Proventi/Oneri finanziari (346) 188 (12) 0 (170)
Utile (Perdita) prima delle imposte 764 8.060 (261) (4.296) 4.268
Imposte sul reddito dell'esercizio 123 (2.796) 0 21 (2.653)
Utile (Perdita) d'esercizio 887 5.263 (261) (4.275) 1.615
Stato Patrimoniale
Attività di settore 99.283 63.143 1.066 (25.318) 138.174
di cui:
- Immobilizzazioni materiali 11.488 5.367 28 (104) 16.780
- Immobilizzazioni immateriali 6.139 12.368 438 0 18.945
- Capitale circolante operativo netto 19.493 10.936 (2
23)
(821) 29.385
PN
Passività di settore (99.283) (63.143) (1.066) 25.318 (138.174)
di cui:
- Posizione finanziaria netta (7.144) 20.726 286 0 13.867
- Patrimonio netto (54.717) (37.587) (89) 20.882 (71.511)
Altre informazioni
Investimenti di segmento (immobilizzazioni
immateriali) 956 28 1 0 985
Investimenti di segmento (immobilizzazioni materiali) 776 800 0 (21) 1.555
Ammortamenti (1.928) (795) (5) 10 (2.718)
Perdite di valore/riprese riconosciuti a conto economico 0 0 0 0 0
Altri costi non monetari diversi dall'ammortamento (
339)
99 (17) 0 (257)

La colonna denominata 'Rettifiche' evidenzia le operazioni di storno derivanti dalle scritture di consolidamento.

COMMENTI ALLE PRINCIPALI VOCI DEL CONTO ECONOMICO

Premessa. I dati di conto economico che seguono sono influenzati dall'inserimento nel perimetro di consolidamento della società Perofil Fashion S.r.l., la cui acquisizione è stata perfezionata il 10 maggio 2017. Si segnala in particolare che le componenti economiche includono i risultati della Perofil a partire dal 10 maggio 2017 sino al 31 dicembre 2017, i cui ricavi al lordo di quelli intercompany ammontano a 7.972 migliaia di Euro e la cui perdita ammonta a 336 migliaia di Euro.

26. Ricavi

Di seguito si fornisce la ripartizione dei ricavi per area geografica di destinazione e per area di attività:

2017 di cui Perofil 2016
Italia 36.564 6.637 29.935
Francia 73.091 184 80.238
Germania 2.137 160 1.804
Europa dell'Ovest 11.534 433 10.911
Europa dell'Est 1.554 89 1.097
Stati Uniti 528 28 608
Resto del mondo 1.925 314 1.654
Totale 127.333 7.845 126.247
2017 di cui Perofil 2016
Calzetteria 82.974 606 90.929
Intimo e maglieria 17.492 5.756 11.130
Corsetteria e costumi da bagno 26.867 1.483 24.188
Totale 127.333 7.845 126.247

I ricavi netti sono passati da 126.247 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016 a 127.333 migliaia di Euro al 31 dicembre 2017 con un incremento di 1.086 migliaia di Euro.

Dal punto di vista geografico l'Italia ha registrato un aumento del 22,1% e qui i marchi di Perofil hanno rappresentato un valore di 6.637 migliaia di Euro, mentre la Francia, primo mercato per importanza nell'ambito del Gruppo, evidenzia un decremento del 8,9% rispetto all'esercizio precedente. In crescita i ricavi in Germania (+18,5%), nell'Europa dell'Ovest (+5,7%) e nell'Europa dell'Est (+41,7%), mentre negli Stati Uniti si registra una riduzione del 13,2%. Nel resto del mondo i ricavi sono in crescita del 16,4%.

Per ciò che riguarda le merceologie, il fatturato della calzetteria ha registrato un decremento di 7.955 migliaia di Euro (-8,8%) rispetto all'esercizio precedente a seguito della sensibile contrazione delle vendite sul mercato francese. Le vendite di corsetteria, che comprendono anche i costumi da bagno, hanno evidenziato un incremento di fatturato del 11,1%.

I prodotti di maglieria e intimo hanno registrato nel periodo in esame una crescita del 57,2%. L'incremento è dovuto principalmente al fatturato di Perofil, pari a 5.756 migliaia di Euro per la merceologia intimo e maglieria.

L'analisi per marchi presenta risultati positivi per Oroblù (+2,8%) e Lepel (+7,9%), mentre si registrano ricavi in calo per Well (-8,0%), Le Bourget (-10,0%), Sanpellegrino (-9,5%) e Cagi (-4,5%).

Le vendite del marchio Liberti sono rimaste invece in linea con l'esercizio precedente.

Il fatturato dei marchi di Perofil Fashion S.r.l., relativo a 7 mesi di vendita, è pari a 5.426 migliaia di Euro Euro per il marchio Perofil, a 1.353 migliaia di Euro per il marchio Luna di Seta ed a 1.020 migliaia di Euro per il marchio Bikkembergs in licenza.

Per ulteriori approfondimenti, comunque, si rimanda a quanto riportato nella relazione sulla gestione.

27. Costo del venduto

La ripartizione della voce è la seguente:

2017 di cui Perofil 2016
Acquisti 36.915 3.133 38.988
Costo del lavoro industriale 13.014 627 13.816
Servizi industriali 8.792 606 8.848
Ammortamenti industriali 865 15 899
Altri costi industriali 5.284 351 5.414
Variazione delle rimanenze 2.344 (173) (2.688)
Totale 67.214 4.559 65.277

Il costo del venduto in valore, escludendo di dati di Perofil, è diminuito di 2.622 migliaia di Euro rispetto all'esercizio precedente. La sua incidenza sui ricavi netti, al lordo dei dati di Perofil, è passata da 51,7% al 52,8%.

28. Spese dirette di vendita

La ripartizione della voce è la seguente:

2017 di cui Perofil 2016
3.702 626 2.949
2.927 127 3.001
187 4 135
2.726 149 2.775
165 147 18
1.120 84 1.023
10.827 1.137 9.901

Le spese dirette di vendita, escludendo i dati di Perofil, registrano un decremento di 211 migliaia di Euro rispetto dell'esercizio precedente. Le variazioni più significative rispetto all'esercizio precedente riguardano principalmente la riduzione del costo del personale logistico (201 migliaia di Euro) e la riduzione del costo dei trasporti esterni (198 migliaia di Euro), controbilanciato parzialmente dall'aumento dei costi per agenti e merchandising pari a 127 migliaia di Euro.

29. Altri ricavi operativi netti

La ripartizione della voce è la seguente:

2017 di cui Perofil 2016
Royalties attive 51 0 11
Plusvalenze vendita cespiti 126 0 129
Minusvalenze vendita cespiti (125) 0 0
Sopravvenienze attive 1.106 0 1.231
Sopravvenienze passive (63) 0 (3)
Accantonamenti per rischi (4) 0 (178)
Altri ricavi (spese) 283 (6) 131
Totale 1.374 (6) 1.321

La voce è passata da 1.321 a 1.374 migliaia di Euro.

Le differenze più significative rispetto all'esercizio precedente riguardano maggiori minusvalenze, maggiori altri ricavi dovuto ad un rimborso assicurativo della Capogruppo e minori accantonamenti a fondi rischi.

30. Spese commerciali e amministrative

La ripartizione della voce è la seguente:

2017 di cui Perofil 2016
Pubblicità 15.201 295 16.862
Costi del personale comm./amm. 20.233 1.189 19.451
Ammortamenti comm./amm. 2.132 398 1.685
Compensi Amministratori e Sindaci 505 0 508
Viaggi personale comm./amm. 1.117 44 1.099
Consulenze e spese legali 1.926 200 2.369
Canoni di locazione 1.481 177 1.332
Imposte e tasse diverse 721 6 746
Perdite/svalutazioni su crediti 140 29 257
Manutenzioni 603 70 613
Postelegrafoniche 404 29 371
Cancelleria 71 7 76
Altre spese 2.562 270 2.427
Totale 47.096 2.714 47.796

Le spese commerciali e amministrative, escludendo i dati di Perofil, evidenziano un decremento di 3.414 migliaia di Euro.

Gli scostamenti più significativi rispetto all'esercizio precedente, al netto di Perofil, riguardano la spesa pubblicitaria (in decremento di 1.956 migliaia di Euro), le spese per consulenze e spese legali (in decremento di 643 migliaia di Euro) e i costi del personale commerciale e amministrativo (in decremento di 407 migliaia di Euro).

31. Costi di ristrutturazione

La voce, pari a 443 migliaia di Euro, si riferisce ai costi sostenuti dalla Capogruppo in relazione al programma di riorganizzazione della struttura aziendale.

32. Altri oneri finanziari netti

La ripartizione della voce è la seguente:

2017 di cui Perofil 2016
Interessi passivi di conto corrente (7) (8) (1)
Interessi passivi su mutui (135) 0 (164)
Altri interessi e oneri passivi (419) (93) (166)
Interessi attivi di conto corrente 199 0 162
Altri interessi attivi 51 1 37
Differenze cambio (183) (5) 80
Interest cost (97) (5) (118)
Totale (591) (110) (170)

La voce comprende, oltre agli interessi relativi ai rapporti bancari, anche le differenze cambio e la componente finanziaria del TFR. Nel periodo in esame, al netto di Perofil, si rileva un incremento di 311 migliaia di Euro rispetto all'anno precedente, principalmente attribuibile alle differenze cambio rilevate. La voce 'Altri interessi e oneri passivi' si riferisce, tra gli altri, agli oneri e proventi connessi agli strumenti derivati di copertura dei cambi e dei tassi, inclusa la già citata valutazione al fair value dei derivati su tassi. L'imputazione a conto economico di tali valutazioni costituiscono un onere di 211 migliaia di Euro per il 2017, mentre per il 2016 si registrava un onere di 81 migliaia di Euro. La voce 'Interest cost' si riferisce agli oneri finanziari relativi al TFR determinato secondo la metodologia attuariale.

33. Imposte sul reddito

Le imposte sul reddito ammontano a 1.531 migliaia di Euro, rispetto a 2.653 migliaia di Euro del 2016. Le imposte correnti sul reddito del periodo sono state calcolate sulla base delle vigenti aliquote fiscali, dopo aver apportato le necessarie variazioni in aumento ed in diminuzione al risultato del periodo.

Le imposte correnti ammontano a 1.444 migliaia di Euro e derivano dalla controllata francese (2.826 migliaia di Euro nel 2016) che nel 2017 ha ottenuto un beneficio fiscale pari a 635 migliaia di Euro relativo all'imposta sui dividendi.

Per ciò che riguarda la Capogruppo, non vi sono imposte correnti nell'esercizio 2017 e nel 2016, in quanto sia l'imponibile IRES che IRAP risultano negativi. Anche per la controllata Perofil non vi sono imposte correnti nell'esercizio 2017.

Le imposte differite del Gruppo ammontano a 118 migliaia di Euro e si riferiscono prevalentemente all'effetto di rientri di stanziamenti di esercizi precedenti e a stanziamenti di imposte anticipate su accantonamenti a fondi del passivo a deducibilità differita.

Si segnala inoltre che la Capogruppo ha beneficiato del credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo, per un importo di 21 migliaia di Euro.

34. ALTRE INFORMAZIONI

Per completezza d'informativa si fornisce di seguito il valore complessivo del costo del personale e degli ammortamenti, esposti nel prospetto di conto economico secondo il criterio della destinazione.

Costo del personale

Di seguito vengono forniti i costi sostenuti in via continuativa che direttamente riguardano il personale dipendente:

2017 di cui Perofil 2016
Costo del personale industriale 13.014 615 13.816
Costo del personale non industriale 23.221 1.341 22.491
Totale 36.235 1.956 36.307

I costi del personale, escludendo i dati di Perofil, sono in decremento di 2.028 migliaia di Euro. Il personale nel corso dell'esercizio si è così movimentato:

31/12/16 Perofil Assunzioni Dimissioni 31/12/17 di cui Perofil Media
- Dirigenti 12 1 1 (1) 13 1 13
- Quadri 87 9 1 (11) 86 7 86
- Impiegati 372 37 28 (54) 383 38 378
- Operai 349 17 4 (75) 295 16 322
Totale 820 64 34 (141) 777 62 799

L'indicazione del numero dei dipendenti si intende full time equivalent.

Si precisa che le voci assunzioni/dimissioni comprendono anche passaggi interni di categoria.

Per ulteriori informazioni in merito al personale dipendente, in particolar modo al piano di riduzione del personale per la riorganizzazione della struttura aziendale della Capogruppo conclusosi nel 2017, si rimanda al paragrafo 7 della 'Relazione degli Amministratori'.

Ammortamenti

La ripartizione della voce è la seguente:

2017 di cui Perofil 2016
-fabbricati 504 0 506
-macchinari e impianti 550 12 566
-attrezzature 283 5 270
-altri beni 684 37 404
Totale amm. imm. Materiali 2.021 54 1.746
-software 369 22 332
-marchi e licenze 736 341 394
-altri beni 57 0 245
Totale amm. imm. Immateriali 1.162 363 971
Totale ammortamenti 3.183 417 2.717

Principali rischi ai quali il Gruppo è esposto

Il Gruppo è esposto ai rischi finanziari connessi alla sua operatività:

  • rischio di credito, principalmente in relazione ai normali rapporti commerciali con clienti;

  • rischio di liquidità, con particolare riferimento alla disponibilità di risorse finanziarie e all'accesso al mercato del credito e degli strumenti finanziari in generale;

  • rischi di mercato (principalmente relativi ai tassi di cambio e di interesse), derivanti principalmente dalla variazione dei tassi di interesse sui finanziamenti a medio-lungo e da variazioni del cambio Euro/Dollaro a fronte di pagamenti derivanti da acquisti di merci in dollari.

Il Gruppo monitora costantemente i rischi finanziari a cui è esposto, in modo da valutarne anticipatamente i potenziali effetti negativi ed intraprendere le opportune azioni per mitigarli.

La seguente sezione fornisce indicazioni sull'incidenza di tali rischi sul Gruppo.

Rischio di credito

Il rischio di credito è il rischio che una controparte non adempia ai propri obblighi legati ad uno strumento finanziario o ad un contratto commerciale, portando quindi ad una perdita finanziaria. Il Gruppo è esposto al rischio di credito derivante dalle attività operative, soprattutto crediti commerciali e note di credito.

Il rischio di credito commerciale è gestito secondo la politica stabilita dal Gruppo e secondo le procedure e i controlli stabiliti per la gestione del rischio di credito. Tali procedure prevedono una valutazione preliminare della capacità di credito dei clienti, la fissazione di limiti di fido nonché procedure specifiche di monitoraggio e recupero dei crediti.

Alla data di ogni bilancio viene svolta un'analisi e sono suscettibili di svalutazione individuale le posizioni, se singolarmente significative, per le quali si rileva un'oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale. L'ammontare della svalutazione tiene conto di una stima dei flussi recuperabili e della relativa data di incasso, degli oneri e spese di recupero futuri. A fronte di crediti che non sono oggetto di svalutazione individuale vengono effettuati opportuni accantonamenti, tenuto conto dell'esperienza storica e dei dati statistici.

Al 31 dicembre 2017 i Crediti commerciali e i Crediti finanziari, crediti vari e altre attività, pari a complessivi a 31.666 migliaia di Euro (30.688 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016), includono 675 migliaia di Euro (1.313 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016) relativi a crediti oggetto di svalutazione; sull'importo residuo l'ammontare a scadere e scaduto da meno di un mese è pari a 28.074 migliaia di Euro (26.871 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016), mentre quello scaduto da oltre un mese è pari a 3.592 migliaia di Euro (3.817 migliaia di Euro al 31 dicembre 2016).

Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità si può manifestare per l'incapacità di reperire, ad adeguate condizioni economiche, le risorse finanziarie necessarie per l'operatività. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità del Gruppo sono da una parte le risorse generate e assorbite dalle attività operative e di investimento, dall'altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito e le condizioni di mercato.

Il Gruppo monitora costantemente il rischio di una carenza di liquidità mediante la pianificazione prospettica della liquidità con l'obiettivo di mantenere un equilibrio tra continuità nella disponibilità dei fondi e flessibilità e diversificazione degli strumenti di reperimento delle risorse finanziarie, quali scoperti e prestiti bancari.

Il Gruppo ha valutato la concentrazione del rischio ed ha concluso che prevede di far fronte ai fabbisogni derivanti dalle rate dei debiti finanziari in scadenza e dai debiti con scadenza entro i 12 mesi attraverso i flussi originati dalla gestione operativa che, nell'attuale contesto di mercato, si prevede possa mantenere un'adeguata capacità di generare risorse finanziarie.

Rischio di mercato

Il rischio di mercato è il rischio che il fair value dei flussi di cassa futuri di uno strumento finanziario si modificherà a causa delle variazioni nel prezzo di mercato. Il prezzo di mercato comprende tre tipologie di rischio: il rischio di tasso, il rischio di valuta e altri rischi di prezzo, come, ad esempio, il rischio di prezzo sui titoli rappresentativi di capitale (equity risk) ed il rischio di prezzo delle commodity. Gli strumenti finanziari toccati dal rischio di mercato includono prestiti e finanziamenti, depositi, partecipazioni disponibili per la vendita e strumenti finanziari derivati.

Rischio di cambio

Il rischio di cambio è il rischio che il fair value o i flussi di cassa futuri di un'esposizione si modifichino a seguito di variazioni dei tassi di cambio.

L'esposizione del Gruppo al rischio di variazioni dei tassi di cambio si riferisce principalmente alle attività operative del Gruppo ed è collegata soprattutto all'attività produttiva in outsourcing del Far East con acquisiti denominati in dollari e alle vendite in paesi con valuta diversa dall'Euro. Operando principalmente in paesi appartenenti all'area dell'Euro, il Gruppo non è significativamente soggetto a rischi derivanti dalla variazione dei tassi di cambio, che possono influire sul suo risultato economico e sul patrimonio netto.

Il Gruppo gestisce il proprio rischio di cambio valutario coprendo le operazioni che ci si attende avvengano entro un periodo massimo di 12 mesi per le coperture di acquisiti stimati in dollari.

Quando i derivati sono sottoscritti a scopo di copertura, il Gruppo negozia i termini di questi derivati in modo da farli collimare con i termini dell'esposizione coperta. Per quanto riguarda le coperture delle operazioni attese i derivati coprono il periodo di esposizione dal momento in cui i flussi di cassa delle operazioni sono attesi al momento del pagamento del risultante debito denominato in valuta estera.

Rischio di tasso di interesse

Il rischio di tasso di interesse è il rischio che il fair value o i flussi di cassa futuri di uno strumento finanziario si modificheranno a causa delle variazioni nei tassi di interesse di mercato. L'esposizione del Gruppo al rischio di variazioni nei tassi di interesse di mercato è correlata in prima istanza all'indebitamento di lungo periodo con tasso di interesse variabile.

Il Gruppo gestisce il proprio rischio di tasso attraverso un portafoglio bilanciato di finanziamenti a tassi di interesse fissi e variabili

Al 31 dicembre 2017 la Capogruppo ha in essere contratti derivati sui tassi di interesse, collegati a finanziamenti a medio-lungo termine, finalizzati alla copertura del rischio di fluttuazione degli stessi.

Con riferimento in particolare ai rischi finanziari, nella tabella sottostante si riassume il profilo di scadenza delle passività finanziarie del Gruppo sulla base di pagamenti contrattuali non attualizzati. Si rileva che tali ammontari differiscono da quelli della tabella alla nota 16 in quanto includono gli interessi passivi.

31/12/17 31/12/16
Debiti verso banche a breve (entro 1 anno) 0 0
Mutui scadenti entro 1 anno 5.921 5.035
Mutui scadenti da 1 a 5 anni 11.317 13.958
Mutui scadenti oltre 5 anni 0 0
Totale 17.238 18.993

35. TRANSAZIONI DERIVANTI DA OPERAZIONI ATIPICHE E/O INUSUALI

Ai sensi della Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso del 2016 il Gruppo non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa.

36. COMPENSI AMMINISTRATORI E SINDACI

I compensi spettanti agli amministratori e ai sindaci della CSP International Fashion Group S.p.A. anche nella altre imprese incluse nel consolidato sono pari rispettivamente a 412 e 57 migliaia di Euro.

37. OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ED EVENTI NON RICORRENTI

Come richiesto dalla comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, si riportano di seguito le informazioni relative all'incidenza degli eventi e delle operazioni significative non ricorrenti. Nel corso del 2017 e del 2016 non vi sono costi o ricavi non ricorrenti significativi.

Nel 2017 si evidenziano le seguenti spese non ricorrenti: i) 443 migliaia di Euro relativi ai costi di ristrutturazione sostenuti dalla Capogruppo in relazione al programma di riorganizzazione della

struttura aziendale; ii) incasso del key money, pari a 550 migliaia di Euro, corrisposto in aprile 2015 in fase di apertura del punto vendita ad insegna Oroblù a Verona, chiuso a fine esercizio 2017.

Termini e condizioni delle operazioni con parti correlate

Le vendite e gli acquisti con parti correlate sono effettuati con termini e condizioni equivalenti a quelle prevalenti in libere transazioni. I saldi aperti alla fine dell'esercizio non sono assicurati, non generano interessi e la regolazione avviene a pronti. Non sono state fornite, né sono state ricevute garanzie per i crediti e debiti contratti con parti correlate.

Si segnala che la Capogruppo ha in corso un contratto di affitto con soggetti riconducibili ai rappresentanti della famiglia Bertoni, azionista di riferimento, di un locale adibito a foresteria; tale contratto prevede un canone annuo complessivo di 5 migliaia di Euro, in linea con le condizioni di mercato.

38. EVENTI SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

In relazione agli eventi successivi alla chiusura dell'esercizio, si rimanda a quanto diffusamente esposto nella Relazione degli Amministratori.

Ceresara, 26 aprile 2018

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione Francesco Bertoni

ALLEGATI

I presenti allegati contengono informazioni aggiuntive rispetto a quelle esposte nella Note Esplicative, della quale costituiscono parte integrante.

Tali informazioni sono contenute nei seguenti allegati:

    1. Prospetto di movimentazione delle immobilizzazioni finanziarie per l'esercizio 2017, 1a
    1. Prospetto delle attività per imposte anticipate e fondo imposte differite per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2017 e 2016
    1. Informazioni ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob
    1. Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell'art. 81-ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni

Allegato n. 1a

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI NEI CONTI DELLE IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE AL 31 DICEMBRE 2017

VALORI IN MIGLIAIA DI EURO

SITUAZIONE INIZIALE MOVIMENTI DELL'ESERCIZIO SITUAZIONE FINALE
IMMOBILIZZAZIONI COSTO SALDO SALDO DI CUI DI CUI
ORIGINARIO RIVALUT. SVALUTAZ. 31.12.16 INCREM. RICLASSIFIC. DECREM. RIVALUTAZ. SVALUTAZ. 31.12.17 RIVALUTAZ. SVALUTAZ.
PARTECIPAZIONI
ALTRE IMPRESE MINORI 14 (6) 8 8 (6)
TOTALE PARTECIPAZIONI 14 0 (6) 8 0 0 0 0 0 8 0 (6)

Allegato n. 2

Prospetto delle attività per imposte anticipate e fondo imposte differite per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2017 e 2016

Valori in migliaia di Euro

ATTIVITA' PER IMPOSTE ANTICIPATE 2017 2016
Imponibile aliquota imposta Imponibile aliquota imposta
FDO SVALUTAZIONE MAGAZZINO 3.262 24,00% 783 3.527 da 24 a 27,9% 872
F.DO SVALUTAZIONE CREDITI E IMMOBILIZZ. 450 24,00% 108 1.061 24,00% 255
AMMORTAM. NON DED. 1.735 da 27,9/33,26% 490 1.917 da 27,9/34,43% 542
ALTRI FONDI RISCHI 547 da 24 a 27,90% 138 481 da 24 a 27,9% 121
FDO RISCHI PERSONALE E CONTENZIOSI 2.809 da 25,72/27,90% 723 2.940 da 27,9/31,38% 918
ALTRI MINORI 3.471 da 24 a 34,43% 1.054 3.089 da 24 a 34,43% 999
MARGINI SU MERCE INTERCOMPANY 621 da 5,5 a 34,43% 181 820 da 5,5 a 34,43% 247
PERDITE FISCALI PREGRESSE 2.339 24,00% 561 2.339 24,00% 561
15.234 4.038 16.174 4.515
FONDO IMPOSTE DIFFERITE 2017
Imponibile aliquota imposta Imponibile aliquota imposta
PLUSVALENZE SU ALIENAZIONI CESPITI
STORNO AMMORTAMENTI IAS/IFRS
ALTRE MINORI
AMMORTAMENTO MARCHIO
(3.322)
(5.186)
(93)
(3.933)
da 24 a 25,30%
da 24 a 27,90%
34,43%
27,90%
(835)
(1.486)
(32)
(1.114)
(3.293)
(5.272)
(55)
0
da 24 a 34,43%
da 24 a 31,12%
34,43%
0,00%
(1.096)
(1.538)
(19)
0
(12.534) (3.467) (8.620) (2.653)
SALDO NETTO 571 1.862

Allegato n. 3

Informazioni ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob

Il seguente prospetto, redatto ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob, evidenzia i corrispettivi relativi al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2017 per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione.

(In migliaia di Euro)

Soggetto erogante Corrispettivi
2017
Revisione
contabile
EY S.p.A. 121
Ernst & Young et Autres SAS 77
Altri servizi 0
Aspetti chiave

RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE AL BILANCIO CONSOLIDATO DI GRUPPO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2017 REDATTO DALLA SOCIETA' "CSP INTERNATIONAL FASHION GROUP S.p.A."

Signori Azionisti,

il bilancio consolidato dell'esercizio chiuso alla data del 31 dicembre 2017, messo a Vostra disposizione unitamente alla relazione sull'andamento gestionale del Gruppo, è stato redatto dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo "CSP International Fashion Group S.p.A." in conformità agli International Financial Reporting Standards (IFRS) adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38. Il Collegio ha preso conoscenza delle disposizioni impartite dalla Società alle società controllate ai sensi dell'articolo 114, comma 2, del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58, ritenendole adeguate al fine di adempiere agli obblighi di comunicazione previsti dalla legge.

Relativamente all'area di consolidamento, ricordiamo che la stessa si è così delineata a seguito:

  • (i) della fusione delle società di diritto francese controllate direttamente e indirettamente, con incorporazione di "Le Bourget S.A." e "Textiles Well S.A." in "CSP Paris Fashion Group S.A.S." (controllata al 100%) con effetto dal 1 gennaio 2014;
  • (ii) della costituzione nel corso del 2009 della società di diritto statunitense "Oroblu USA LLC" da parte della Capogruppo (98%) e della controllata "Le Bourget S.A." (2%, oggi detenuto da "CSP Paris Fashion Group S.A.S.");
  • (iii) dell'acquisizione ad inizio del 2015 della società di diritto tedesco "OROBLU Germany GmbH" (controllata al 100%),
  • (iv) dell'acquisizione, perfezionata in data 10.5.2017, della società di diritto italiano "Perofil Fashion S.r.l." (controllata al 100%).

I controlli eseguiti hanno consentito di accertare la rispondenza delle procedure applicate alle vigenti normative. La struttura del bilancio consolidato è quindi da ritenersi tecnicamente corretta e, nell'insieme, conforme alla specifica disciplina in materia.

Il bilancio consolidato è stato oggetto di revisione legale da parte della Società di Revisione "EY S.p.A.", la quale, nella propria relazione rilasciata in data odierna ai sensi dell'articolo 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010 n. 39 e dell'articolo 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014, non ha formulato rilievi, attestando che il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria, del risultato economico e dei flussi di cassa del Gruppo CSP per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2017, in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, e che la relazione degli Amministratori sulla gestione ed alcune specifiche informazioni contenute della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari, indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58, sono coerenti con il bilancio consolidato di Gruppo e sono redatte in conformità alle norme di legge.

La Società di Revisione ha identificato quali aspetti chiave della revisione contabile: (i) la valutazione delle attività immateriali e materiali, con specifico riferimento alla recuperabilità delle stesse, e (ii) la svalutazione delle rimanenze di magazzino; in tema di impairment test, non è emersa la necessità di procedere a svalutazioni ma, dalle analisi di sensitività effettuate, tenuto conto della possibile differente evoluzione delle variabili considerate, sono emerse possibili perdite di valore della cash generating unit Italia.

La relazione degli Amministratori sull'andamento gestionale del Gruppo espone i fatti di rilievo che hanno interessato il Gruppo nel corso dell'esercizio, illustra in modo adeguato la situazione economica, patrimoniale e finanziaria nonché l'andamento della gestione nel corso dell'esercizio e fornisce i dati significativi concernenti le società rientranti nell'area di consolidamento, riferendo sull'andamento economico delle società operative e sulle operazioni con parti correlate.

La Dichiarazione consolidata non finanziaria per l'anno 2017, redatta ai sensi del D. Lgs. 30 dicembre 2016 n. 254 e della Delibera Consob n. 20267 del 18 gennaio 2018, è stata oggetto di revisione da parte della Società di Revisione "Ria Grant Thornton S.p.A.", la quale, nella propria relazione rilasciata in data odierna, non ha ravvisato elementi che facciano ritenere che la Dichiarazione consolidata non finanziaria del Gruppo CSP relativa all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2017 non sia stata redatta, in tutti gli aspetti significativi, in conformità a quanto richiesto dagli articoli 3 e 4 del D. Lgs. 30 dicembre 2016 n. 254 e dai GRI Standards.

Abbiamo verificato che le azioni deliberate e poste in essere dalla società Capogruppo, tali da coinvolgere le società controllate, fossero assunte in modo conforme alla legge, comunicate e portate a conoscenza delle società controllate in modo adeguato.

A completamento della presente relazione, rinviando alla relazione predisposta da questo Collegio Sindacale con riferimento al bilancio di esercizio della società Capogruppo "CSP International Fashion Group S.p.A." nella quale sono riportate, con riferimento a tale società, tutte le informazioni richieste dalla legge, invitiamo l'Assemblea degli Azionisti a tener conto del bilancio consolidato e di quanto lo correda ai fini informativi.

Milano, 27 aprile 2018 IL COLLEGIO SINDACALE SILVIA LOCATELLI Presidente MARCO MONTESANO Sindaco Effettivo GUIDO TESCAROLI Sindaco Effettivo

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