Annual / Quarterly Financial Statement • Apr 30, 2019
Annual / Quarterly Financial Statement
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* * * Progetto di bilancio * * *
GRUPPO CSP
| Presidente e Amministratore delegato | Maria Grazia | BERTONI (*) |
|---|---|---|
| Amministratore delegato | Francesco | BERTONI (*) |
| Amministratore delegato | Carlo | BERTONI (*) |
| Amministratore Amministratore indipendente |
Giorgio Rossella |
BARDINI GUALTIEROTTI |
| Presidente | Guido | TESCAROLI |
|---|---|---|
| Sindaci effettivi | Marco Camilla |
MONTESANO TANTINI |
| Sindaci supplenti | Marianna | BRUGNOLI |
PricewaterhouseCoopers S.p.A.
(*) Note sull'esercizio dei poteri: con attribuzione di specifiche deleghe per l'ordinaria e straordinaria amministrazione, fatte salve le limitazioni previste per legge, statuto o deliberazione consiliare.
Per facilitare la comprensione dei propri dati economici e patrimoniali, CSP utilizza alcuni indicatori di larga diffusione, seppure non previsti dagli IAS/IFRS.
In particolare, nel conto economico sono evidenziati i seguenti indicatori/risultati intermedi: Margine industriale, Margine commerciale lordo e Risultato operativo (EBIT), derivanti dalla somma algebrica delle voci che li precedono. A livello patrimoniale considerazioni analoghe valgono per l'indebitamento finanziario netto, le cui componenti sono dettagliate nella specifica sezione delle Note Esplicative.
Le definizioni degli indicatori utilizzati dalla Società, in quanto non riconducibili ai principi contabili di riferimento, potrebbero non essere omogenee con quelle adottate da altre Società e non essere quindi comparabili.
Fusione per incorporazione di Perofil Fashion S.r.l. - In data 20 febbraio 2018 si è perfezionata la fusione per incorporazione della società Perofil Fashion S.r.l. (di seguito Perofil) controllata al 100% da CSP International Fashion Group S.p.A..
Ai fini contabili e fiscali, la fusione ha efficacia retroattiva a far data dal 1° gennaio 2018.
Si segnala infine che nell'esercizio precedente le componenti economiche includevano i risultati della società Perofil a partire dal 10 maggio, data di acquisizione, sino al 31 dicembre 2017.
Principio contabile internazionale IFRS 15 (Revenue from contracts with customers) in prima applicazione dal 1° gennaio 2018 – Il Gruppo ha deciso di utilizzare il metodo dell'applicazione retrospettica, effettuando il restatement dell'esercizio precedente posto a confronto con l'esercizio al 31 dicembre 2018. A livello di ricavi, l'effetto sull'esercizio precedente è di -7,6 milioni di Euro rispetto a quello approvato.
Si segnala che nell'esercizio 2018, dall'impairment test effettuato sulla base del piano industriale 2019-2023, sono emerse perdite di valore che hanno comportato la svalutazione dell'attivo immateriale della Capogruppo per 9,6 milioni di Euro e che hanno inciso sul risultato netto del Gruppo. Al fine di consentire un confronto omogeneo con l'esercizio precedente, nel paragrafo dei risultati salienti del bilancio 2018 e nel prospetto dei dati sintetici di conto economico, si forniscono anche i dati adjusted, ossia prima delle svalutazioni per impairment.
Riportiamo i dati di sintesi dell'anno 2018 adjusted, espressi in valore assoluto e in percentuale sul fatturato, confrontati con l'anno precedente.
Il risultato pre-tasse è pari a -10,6 milioni di Euro (-0,9 milioni di Euro il dato adjusted), rispetto a 2,5 milioni di Euro dell'esercizio precedente. L'incidenza percentuale è del -9,5% (-0,8% dato adjusted) rispetto al 2,1%.
Il risultato netto di Gruppo dopo le imposte è negativo per 11,8 milioni di Euro. Il risultato di Gruppo adjusted è negativo per 2,2 milioni di Euro. Si confronta con un risultato positivo di 1,0 milioni di Euro. L'incidenza è pari a -10,6% (-2,0% dato adjusted) rispetto allo 0,8%.
L'esercizio 2018 è stato caratterizzato da un contesto nazionale e internazionale estremamente sfavorevole che, nel corso del secondo semestre, ha risentito di un'ulteriore contrazione dei consumi e di eventi perturbatori sul mercato francese, penalizzando le opportunità di vendita dell'intero comparto merceologico e le performance dell'intero Gruppo.
I consistenti sforzi organizzativi degli ultimi anni, tesi ad adeguare la struttura produttiva/organizzativa ai livelli attesi di domanda, non hanno purtroppo consentito di raggiungere i livelli di equilibrio previsti, anche a causa di un tasso di contrazione dei mercati di riferimento che ha manifestato trend di decrescita più intensi del previsto e shock della domanda inattesi, oltre a fattori climatici e congiunturali al di fuori del controllo della società.
Per l'Italia i dati si riferiscono al comparto della grande distribuzione che rappresenta circa un terzo del mercato totale della calzetteria. Per l'anno terminante a dicembre 2018 (fonte IRI – iper/supermercati e drug stores), il mercato della calzetteria registra i seguenti andamenti, rispetto all'anno terminante a dicembre 2017:
I comparti dell'intimo, sempre nel canale della grande distribuzione (fonte IRI – iper/supermercati), in Italia registrano i seguenti andamenti per l'anno terminante a dicembre 2018:
I consumi di calzetteria nel canale grande distribuzione in Francia, nell'anno terminante a dicembre 2018, hanno mostrato i seguenti dati, rispetto al 2017 (fonte GFK):
I consumi dell'intimo femminile nel canale della grande distribuzione in Francia registrano i seguenti dati rispetto al 2017 (fonte GFK):
Il prospetto di seguito evidenzia i risultati della gestione:
| (in milioni di Euro) | 2018 | 2017 | ||
|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 111,59 | 100,0% | 119,68 | 100,0% |
| Costo del venduto | (63,63) | -57,0% | (67,18) | -56,1% |
| Margine Industriale | 47,96 | 43,0% | 52,50 | 43,9% |
| Spese dirette di vendita | (10,25) | -9,2% | (10,12) | -8,5% |
| Margine commerciale lordo | 37,71 | 33,8% | 42,38 | 35,4% |
| Spese commerciali, amministrative e altri oneri | (39, 95) |
-35,8% | (40,21) | -33,5% |
| Altri ricavi operativi netti | 1,38 | 1,2% | 1,39 | 1,2% |
| Costi di ristrutturazione | - | 0,0% | (0,44) | -0,4% |
| Svalutazioni per Impairment** | (9,60) | -8,6% | - | 0,0% |
| Risultato operativo | (10,46) | -9,4% | 3,12 | 2,6% |
| Risultato operativo Adjusted * | (0,84) | -0,8% | - | |
| Svalutazioni/ripristini di valore di attività non correnti | (0,09) | -0,1% | - | 0,0% |
| Proventi (oneri) finanziari netti | - | 0,0% | (0,59) | -0,5% |
| Risultato prima delle imposte | (10,55) | -9,5% | 2,53 | 2,1% |
| Risultato prima delle imposte Adjusted* | (0,93) | -0,8% | - | |
| Imposte sul reddito | (1,25) | -1,1% | (1,53) | -1,3% |
| Utile (perdita) netto del Gruppo | (11,80) | -10,6% | 1,00 | 0,8% |
| Utile (perdita) netto del Gruppo Adjusted* | (2,18) | -2,0% | - | |
| EBITDA | 2,55 | 2,3% | 6,31 | 5,3% |
* L'EBIT Adjusted e il Risultato prima delle imposte e l'utile (perdita) netta Adjusted vengono indicati in quanto la Capogruppo, nel corso del 2018, ha rilevato costi non ricorrenti dovuti a svalutazioni per impairment pari a 9,63 milioni di Euro.
** La voce, pari a 9,60 milioni di Euro, si riferisce alla svalutazione dell'attivo immateriale della Capogruppo. Si segnala inoltre che il costo del venduto comprende svalutazioni pari a 0,03 milioni di Euro.
3.1.1. Ricavi netti – I ricavi netti sono passati da 119,7 a 111,6 milioni di Euro con un decremento del 6,8% rispetto all'esercizio precedente.
I seguenti grafici illustrano pertanto la composizione dei ricavi per merceologia, per marca e per area geografica dell'esercizio 2018 confrontati con l'esercizio 2017.
Nel 2018 il fatturato della calzetteria ha registrato un decremento di 11,0 milioni di Euro (-14,3%) rispetto all'esercizio precedente; l'incidenza della merceologia sul fatturato totale è passata dal 64,2% al 59,0%. Il decremento è principalmente dovuto alla sensibile contrazione delle vendite sul mercato francese e italiano. Le vendite di corsetteria, che comprendono anche i costumi da bagno, passano da 25,7 a 24,6 milioni di Euro, registrando un decremento del 4,4%.
I prodotti di maglieria e intimo hanno registrato nel periodo in esame una crescita del 23,6%, passando da 17,1 a 21,1 milioni di Euro di fatturato. L'incremento è dovuto principalmente al fatturato di Perofil, rispetto al fatturato del periodo precedente, compreso dal 10 maggio 2017, data di acquisizione.
Le vendite per marchio del periodo in esame hanno evidenziato un andamento negativo per i principali marchi.
Well, che rappresenta il primo marchio per volumi di vendita del Gruppo, ha evidenziato un decremento delle vendite pari al 10,5%, passando da 43,0 milioni di Euro a 38,5 milioni di Euro di fatturato.
Le Bourget, l'altro marchio del Gruppo che opera sul mercato francese, ha registrato un decremento del 12,0%, passando da 22,5 a 19,8 milioni di fatturato.
Le vendite del marchio Oroblù sono diminuite del 12,0%, passando da 20,2 a 17,8 milioni di Euro, mentre le vendite del marchio Lepel sono diminuite del 16,6% passando da 10,8 a 9,0 milioni di Euro.
Sanpellegrino ha rilevato un fatturato di 4,6 milioni di Euro, in diminuzione del 7,4%. Le marche private sono diminuite del 10,3%, il marchio Cagi è diminuito del 7,0% e il marchio Liberti è diminuito del 26,7%.
Il fatturato dei marchi di Perofil è pari a 7,8 milioni di Euro per il marchio Perofil, a 2,6 milioni di Euro per il marchio Bikkembergs in licenza e a 2,2 milioni per il marchio Luna di Seta.
Per quanto riguarda i ricavi per area geografica, in Italia si registra un incremento dello 0,4% rispetto al 2017, passando da 35,3 a 35,4 milioni di Euro di fatturato.
I ricavi in Francia, primo mercato per importanza nell'ambito del Gruppo, sono pari a 60,2 milioni di Euro ed evidenziano un decremento del 10,9% rispetto all'esercizio precedente.
In Germania il fatturato registra un incremento dell'11,3%, passando da 2,2 a 2,4 milioni di Euro.
Nell'Europa dell'Ovest il fatturato passa da 10,7 a 9,3 milioni di Euro (-12,8%), mentre nell'Europa dell'Est da 1,6 a 1,9 milioni di Euro (+24,7%).
Negli Stati Uniti i ricavi ammontano a 0,5 milioni di Euro (-10,0%), mentre nel resto del mondo si rileva un fatturato di 1,8 milioni di Euro, con un decremento del 5,8%.
3.1.2. Margine industriale – L'incidenza del margine industriale sui ricavi netti è pari al 43,0%, rispetto al 43,9% dell'esercizio precedente.
Il decremento di circa un punto percentuale del margine è dovuto principalmente alla diminuzione dei volumi di vendita e al diverso mix delle vendite.
3.1.3. Spese dirette di vendita – Le spese dirette di vendita sono leggermente incrementate passando da 10,1 a 10,3 milioni di Euro, mentre la loro incidenza sul fatturato netto passa dall'8,5% al 9,2%. L'incremento è dovuto principalmente ad una diversa ripartizione delle vendite nei rispettivi canali.
3.1.4. Spese commerciali, amministrative e altri oneri – Tali spese sono pari a 49,6 milioni di Euro, rispetto a 40,2 milioni di Euro dell'esercizio precedente. L'incremento è dovuto principalmente alla svalutazione di 9,6 milioni di Euro dell'attivo immobilizzato immateriale della Capogruppo, come risultante dal test di impairment.
L'incidenza dei costi e degli investimenti promo-pubblicitari sui ricavi netti del Gruppo passa dal 7,3% all' 8,3%.
3.1.5. Altri ricavi operativi netti – Tale voce è pari a 1,4 milioni di Euro e si confronta con 1,4 milioni di Euro del 2017.
3.1.6. Costi di ristrutturazione – Non sono presenti costi di ristrutturazione nell'esercizio 2018. La voce è pari a 0,4 milioni di Euro nell'esercizio precedente e si riferisce ai costi di ristrutturazione sostenuti dalla Capogruppo in relazione al programma di riorganizzazione della struttura aziendale conclusosi agli inizi del 2018.
3.1.7. Risultato Operativo – Il risultato operativo al 31 dicembre 2018 è pari a -10,5 milioni di Euro (-9,4% sui ricavi netti), rispetto a 3,1 milioni di Euro dell'esercizio precedente (2,6% sui ricavi netti 2017).
3.1.8. Svalutazioni/ripristini di valore di attività correnti – La voce si riferisce alla svalutazione di 90 mila Euro del key money relativo al punto vendita ad insegna Le Bourget a Saint Etienne al fine di allinearlo al presumibile valore di realizzo.
3.1.9. Proventi (oneri) finanziari netti – Il risultato della gestione finanziaria è un onere che comprende, oltre agli interessi relativi ai rapporti bancari, anche le differenze cambio e la componente finanziaria del TFR. Nell'esercizio in esame si rilevano minori oneri rispetto all'anno precedente, attribuibili principalmente alle differenze cambio positive rilevate.
3.1.10. Imposte sul reddito – Le imposte sul reddito del 2018 ammontano a 1,3 milioni di Euro e si confrontano con 1,5 milioni di Euro dell'esercizio precedente.
Le imposte correnti del 2018 ammontano a 1,4 milioni di Euro, totalmente a carico della controllata francese. Le imposte differite ammontano a 0,1 milioni di Euro.
La situazione patrimoniale riclassificata sintetica del Gruppo è riepilogata nella seguente tabella:
| 31 dicembre | 31 dicembre | |
|---|---|---|
| (in milioni di Euro) | 2018 | 2017 |
| Attività operative a breve | 63,52 | 66,00 |
| Passività operative a breve | (32,94) | (33,29) |
| Capitale circolante operativo netto | 30,58 | 32,71 |
| Partecipazioni | 0,01 | 0,01 |
| Altre attivita' non correnti | 3,22 | 4,15 |
| Immobilizzazioni materiali ed immateriali | 29,15 | 41,02 |
| CAPITALE INVESTITO | 62,96 | 77,89 |
| Altre passività a medio e lungo termine | (10,86) | (12,32) |
| CAPITALE INVESTITO NETTO | 52,10 | 65,57 |
| Indebitamento finanziario netto | (6,09) | (5,61) |
| Patrimonio netto | 58,19 | 71,18 |
| TOTALE | 52,10 | 65,57 |
3.2.1. Capitale circolante – Il capitale circolante operativo netto al 31 dicembre 2018 è pari a 30,6 milioni di Euro, in diminuzione di 2,1 milioni di Euro rispetto al 31 dicembre 2017, principalmente per effetto della riduzione dei crediti commerciali.
L'incidenza del capitale circolante operativo sul fatturato si attesta al 27,4%.
3.2.2. Capitale investito – Il capitale investito è passato da 77,9 a 63,0 milioni di Euro, principalmente per effetto della sopramenzionata variazione del capitale circolante e della svalutazione delle immobilizzazioni immateriali della Capogruppo.
3.2.3. Indebitamento finanziario – La posizione finanziaria netta, illustrata nella tabella seguente, è migliorata di 0,5 milioni di Euro rispetto al 31 dicembre 2017 ed evidenzia una situazione di cassa netta per 6,1 milioni di Euro.
L'evoluzione dei finanziamenti a medio-lungo termine è correlata alla sottoscrizione da parte della Capogruppo di nuovi mutui chirografari per 6,0 milioni di Euro, controbilanciata dal rimborso delle rate dei mutui in scadenza.
La posizione finanziaria netta risulta così composta:
| (in milioni di Euro) | 31 dicembre 2018 |
31 dicembre 2017 |
|---|---|---|
| Debiti verso banche a breve | 0,33 | 2,95 |
| Quota a breve dei debiti a medio lungo termine | 6,86 | 5,83 |
| Cassa e banche attive | (23,06) | (25,63) |
| Indebitamento finanziario netto a breve | (15,87) | (16,85) |
| Finanziamenti a medio lungo termine al netto delle quote correnti |
9,78 | 11,24 |
| Indebitamento finanziario netto | (6,09) | (5,61) |
| Patrimonio netto al 31 dicembre |
Risultato netto al 31 dicembre |
Patrimonio netto al 31 dicembre |
Risultato netto al 31 dicembre |
|
|---|---|---|---|---|
| (in migliaia di Euro) | 2018 | 2018 | 2017 | 2017 |
| Bilancio CSP International Fashion Group S.p.A. | 42.568 | (10.603) | 54.716 | 1.309 |
| Patrimonio netto e risultato delle partecipazioni consolidate | 36.457 | 2.883 | 41.678 | 3.880 |
| Eliminazione del valore di carico delle partecipazioni consolidate | (29.104) | 0 | (33.963) | 0 |
| Rilevazione avviamento | 8.802 | 0 | 9.404 | 0 |
| Storno degli utili infragruppo inclusi nelle rimanenze di | ||||
| magazzino al netto dell'effetto fiscale | (325) | 115 | (440) | 132 |
| Dividendi percepiti da società del Gruppo | 0 | (4.207) | 0 | (4.207) |
| Altre minori | (207) | 19 | (219) | (109) |
| Bilancio consolidato Gruppo CSP | 58.191 | (11.793) | 71.176 | 1.005 |
Riportiamo la struttura attuale del Gruppo, variata rispetto al precedente esercizio a seguito della fusione per incorporazione della società Perofil Fashion S.r.l., controllata al 100% da CSP International Fashion Group S.p.A.. Ai fini contabili e fiscali, la fusione ha efficacia retroattiva a far data dal 1° gennaio 2018.
Di seguito si forniscono i risultati delle società del Gruppo.
La Capogruppo ha realizzato un fatturato pari a 58,7 milioni di Euro, con un incremento dell'8,7% rispetto al fatturato di 54,0 milioni di Euro del 2017, riconducibile principalmente all'incorporazione di Perofil e parzialmente controbilanciato dalla contrazione delle vendite sul mercato francese e sul mercato italiano. Il fatturato, al netto delle vendite intercompany, è passato da 40,6 a 47,8 milioni di Euro, con un incremento del 17,7%, attribuibile al fatturato dei marchi della società Perofil.
La Capogruppo ha riportato, a seguito della svalutazione per impairment dell'attivo immobilizzato immateriale, pari a 9,6 milioni di Euro, una perdita dopo le imposte di 10,6 milioni di Euro. Si confronta con un utile di 1,3 milioni del 2017.
La controllata, che opera prevalentemente sul mercato francese con i marchi Le Bourget e Well, ha registrato un fatturato di 61,8 milioni di Euro, in decremento del 10,8% rispetto all'esercizio precedente.
L'incidenza del margine industriale sui ricavi netti è passata dal 45,0% al 44,7%.
La Società ha conseguito un utile netto dopo le imposte di 2,8 milioni di Euro, rispetto ad un utile di 4,1 milioni di Euro del 2017.
Il fatturato della società tedesca risulta pari a 1,9 milioni di Euro, stabile rispetto al passato esercizio.
Il risultato netto finale riporta un utile di 90 mila Euro (che si confronta con un utile di 53 mila Euro del 2017), grazie principalmente al miglior margine industriale.
La società statunitense ha realizzato nel 2018 un fatturato di 423 migliaia di Euro, con un decremento del 14,0% rispetto al 2017 (-10,2% a tassi di cambio costanti).
Il risultato netto dell'esercizio è positivo per 21 mila Euro e si confronta con un utile di 30 mila Euro dell'esercizio precedente.
In un contesto di mercato, che rimane difficile e altamente competitivo, con una domanda globale che fatica a riprendersi e le catene retail che acquisiscono progressivamente quote di mercato a scapito dei canali tradizionali, CSP ha proseguito nel suo sforzo economico sul core business e sui marchi propri.
CSP ha inoltre continuato con il processo di ottimizzazione della struttura di costo, attraverso la costante ricerca di miglioramenti di efficienza dei processi e sinergie infragruppo, al fine di minimizzare gli inevitabili effetti negativi derivanti da un minore assorbimento dei costi fissi per i comparti caratterizzati da fatturati in contrazione. Il Gruppo sta perseguendo una strategia di consolidamento e sviluppo dei mercati già presidiati, puntando altresì alla ricerca di nuovi mercati dal potenziale ancora inespresso.
Rimane pertanto centrale lo sforzo aziendale finalizzato all'innovazione di prodotto, coerente all'identità e ai valori di ogni singolo brand. Si ritiene che proprio l'innovazione costituisca una delle leve fondamentali per superare la debolezza dei consumi, risvegliare l'interesse del trade e differenziarsi dai competitors, che spesso hanno nel prezzo l'unico argomento di approccio al mercato.
L'organizzazione produttiva è articolata secondo le seguenti linee:
Proseguendo il percorso strategico dei suoi diversi brand, nel corso dell'esercizio 2018 CSP ha sviluppato progetti innovativi, ponendo particolare attenzione a prodotti eco-sostenibili, con investimenti sull'industrializzazione di nuovi filati, allo studio di packaging con materiali riciclati, a strumenti di vendita al trade atti a motivare gli acquisti e rimodulando l'allocazione dei budget pubblicitari e promozionali in considerazione delle diverse esigenze dei vari mercati.
Oroblù, che nel 2017 ha festeggiato i 30 anni di presenza sul mercato, ha avuto la massima priorità, sia in termini di attenzione alle sue collezioni, che di investimenti pubblicitari.
Coerentemente con la sua filosofia di "cosmesi della gamba", è stato sviluppato il progetto ecO (environment/care/Oroblù), presentato a gennaio 2019, al SIL di Parigi, che sarà disponibile sul mercato a partire dall'Autunno 2019. La collezione ecO è stata realizzata con fibre rigenerate, a kilometro zero, ecosostenibili, selezionate attraverso un sistema certificato e con coloranti metal free. La collezione ecO si rivolge a una donna che vuole essere responsabile del mondo che ci circonda e promuovere la sostenibilità dell'economia circolare.
Sfruttando le sinergie merceologiche, Oroblù ha inoltre realizzato una gamma di prodotti intimo donna in taglia unica, e sta lavorando su tessuti riciclati.
Nel 2018 è iniziata la collaborazione stilistica con una nuova designer specializzata nel beachwear; la collezione Oroblù beachwear è stata presentata alla fiera UNIQUE di Parigi in luglio 2018.
In ambito comunicazione è stato confermato l'investimento sui magazine più importanti in Italia e in Germania e ampliata l'attività social (in particolare su Facebook e Instagram).
Perofil. Nel corso del 2018 il logo Perofil è stato oggetto di un restyling, in chiave moderna ed elegante In aprile 2018 è stato lanciato il nuovo 4Seasons, una collezione storica dell'intimo Perofil, significativamente modificata in ottica di un maggiore comfort.
Nel 2018 il brand Perofil ha iniziato la collaborazione con uno studio di design di tendenza che si sta dedicando alla collezione AI 2019. L'obiettivo è rendere più contemporanea l'offerta di prodotto, reintroducendo capi di alta gamma nel mondo pigiameria maschile, con materiali preziosi, come la seta. Anche l'offerta merceologica delle calze Perofil è stata oggetto di innovazione nei disegni e nei packaging.
Nel 2018 il sito e-commerce Perofil ha adottato una user experience più semplice ed efficace, ottenendo da subito ottimi risultati in termini di visibilità e vendite, supportati dai contenuti pubblicati sui social.
Il nuovo percorso del brand e dei suoi prodotti è stato oggetto di una campagna stampa sul prestigioso quotidiano Il Sole24Ore e su magazine maschili di tendenza.
PRF. Il 2018 ha visto il lancio di un nuovo brand maschile, PRF, acronimo di Performance, Relax and Fashion, avviato inizialmente con una innovativa collezione di beachwear, con l'obiettivo di ampliare la gamma di prodotti maschili offerti dal Gruppo CSP.
Luna di Seta è per CSP il marchio più alto di gamma e con buone potenzialità internazionali, pertanto le sue collezioni sono state presentate al Salon International de la Lingerie di Parigi.
L'obiettivo del marchio Luna di Seta è di espandere le sue collezioni da lingerie a loungewear, proponendo capi con stampe e modellistiche che possano essere indossate anche in versione outwear. Nel 2018 per lo sviluppo del business sono stati fatti investimenti sul nuovo sito, coordinato con nuovi contenuti sui social.
Il marchio Bikkembergs, di cui CSP detiene la licenza per intimo e beachwear maschile, è stato oggetto di un piano editoriale su quotidiani e magazine per valorizzare la collezione PE 2018. Un'iniziativa di grande impatto è stata anche la vetrina che La Rinascente di Milano Duomo ha dedicato al beachwear Bikkembergs.
Lepel ha proseguito la missione di aumentare la sua attrattività verso un target anche più giovanile, tramite un refresh del packaging, nuove immagini e nuovi prodotti, con la proposta anche di articoli e colori moda.
Da marzo a maggio 2018, Lepel è stata protagonista di una campagna televisiva sulle reti Mediaset. Si segnala che anche in ambito digital, le pagine Lepel sui social hanno avuto un ottimo incremento di fan e
followers.
Il 2018 per Cagi è stato l'anno della valorizzazione del claim "dal 1925 vestiamo tutti i maschi" e del restyling del packaging in chiave moderna e riconoscibile.
Materiali nuovi e innovativi, in modo particolare cotone elasticizzato, introduzione di capi in Tripack (Daily), insieme a prodotti moderni come il "natural stretch", saranno disponibili per i consumatori a partire dal 2019.
Anche per il marchio Cagi è stato implementato un piano editoriale integrato sui social, con focus dell'investimento su adword, a supporto delle vendite e-commerce di Myboutique.
Per Sanpellegrino il 2018 è stato l'anno della messa a punto e del lancio della nuova collezione denominata "Elite". Nuovi prodotti innovativi per il segmento di mercato al quale CSP si rivolge con questo brand storico, con finissaggi e filati di alta qualità.
Il marchio è stato oggetto di una divertente campagna radiofonica su RDS, in autunno.
Sanpellegrino ha inoltre lanciato "ETHICA", un progetto focalizzato sulla bio-sostenibilità grazie ad un filato naturale, ottenuto dal seme di ricino, che viene coltivato su terre non adatte all'agro-alimentare, senza necessità di significative risorse idriche. Il packaging dei prodotti Sanpellegrino Ethica è composto da una busta realizzata con oltre l'80% di amidi vegetali che la rendono biodegradabile/compostabile e confezionata
in inserto di carta prodotta recuperando l'eccedenza di alghe dalla laguna di Venezia e con cellulosa di origine FSC.
Un piccolo capolavoro di attenzione all'ambiente che Sanpellegrino dedica a tutte le "Natural lovers".
In un mercato della calzetteria in calo del 14,6% a valore nel canale grande distribuzione (fonte GFK), i nostri marchi Well e Le Bourget hanno migliorato le loro quote di mercato rispettivamente dello 0,3% e dello 0,2%. CSP Paris, facendo leva sulle sue strutture interne di R&D, punta fortemente sull'innovazione.
Per il secondo anno consecutivo, Well ha ottenuto il riconoscimento di "Eletto prodotto dell'anno" con la sua gamma fusionnelle. Grazie all'utilizzo di una nuova fibra che si plasma al contatto con il calore del corpo, il collant fusionnelle sposa perfettamente la silhouette delle donne.
Già precursore con le sue linee di calzini in cotone bio, la marca Le Bourget è stata la prima, con la gamma Organic, a proporre sul mercato un collant prodotto con filati derivati da molecole di origini vegetali.
Con un incremento dello 0,9% della propria quota di mercato, la lingerie Well rafforza la sua presenza nella top 5 dei marchi di lingerie nel canale iper-supermercati. Well fa parte delle tre marche nazionali che hanno contribuito a limitare la caduta di mercato facendo progredire il proprio fatturato del 10%.
Con un aumento costante del suo fatturato e una distribuzione che supera i 1.500 clienti, lo skinwear Le Bourget rappresenta un brillante risultato nella strategia di globalizzazione del marchio.
Si segnala anche la rapida diffusione di calzini in fibra naturale Le Bourget che nel loro segmento di mercato hanno raggiunto una distribuzione in più di 1.300 punti vendita, con un fatturato che progredisce del 35%.
Malgrado un mercato difficile, Well e Le Bourget sono rimaste molto attive nella comunicazione.
Well, con un cambio di agenzia, ha impostato un nuovo discorso pubblicitario tendente ad infondere ancora più fiducia nelle proprie consumatrici con il claim "Toujours Belle en Well".
Le Bourget si è concentrato sulla sua strategia digitale, attraverso la creazione del club Plumetis, un approccio CRM innovativo che ha permesso di fidelizzare una clientela più giovane.
La Capogruppo nel corso dell'esercizio 2018 ha svolto attività di ricerca e sviluppo per innovazione tecnologica ed ha indirizzato i propri sforzi in particolare su progetti che si ritengono innovativi, svolti negli stabilimenti di Ceresara, Carpi e Bergamo, denominati:
Per lo sviluppo di questi progetti la società ha sostenuto, nel corso del passato esercizio, costi relativi ad attività di R&S per 2,9 milioni di Euro.
Si confida che l'esito positivo di tali innovazioni possa generare buoni risultati in termini di fatturato con ricadute favorevoli sull'economia dell'azienda.
Riepiloghiamo nella seguente tabella i marchi di proprietà con i relativi canali di vendita:
| Sanpellegrino | Oroblù | Lepel | Liberti | Le Bourget |
Well | Cagi | Perofil | Luna di Seta |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ingrosso | ✓ | ✓ | ✓ | ||||||
| Grande Distribuzione |
✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ||||
| Department Stores |
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| Dettaglio | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | |
| E-commerce | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ |
| Negozi monomarca |
✓ | ✓ | ✓ | ✓ | ✓ |
Dal 2013 CSP International ha attivato un portale di vendite on line per i propri marchi, il sito www.MyBoutique.it, dove si possono acquistare le collezioni dei brand Cagi, Lepel, Sanpellegrino e Liberti. Il marchio Oroblù dispone del sito e-commerce www.oroblu.com in tre lingue e in tre valute.
Con l'acquisizione di Perofil, CSP ha deciso di rinnovare l'attuale sito e-commerce www.perofil.it e di avviare le vendite online del marchio Luna di Seta, attraverso il sito www.lunadiseta.com
Anche CSP Paris ha già da alcuni anni attivi due siti per le vendite on line: www.lebourget.com e www.well.fr.
Il Gruppo CSP opera in Italia e nel mondo su più canali attraverso un'articolata struttura distributiva, qui riassunta:
Le Azioni proprie al 31 dicembre 2018 sono costituite da n. 1.000.000 azioni ordinarie acquistate per un costo complessivo di 888 migliaia di Euro; nell'esercizio in esame non sono state acquistate azioni proprie. Alla data dell'odierno Consiglio di Amministrazione non vi sono state variazioni rispetto al 31 dicembre
2018.
Si segnala inoltre che il Consiglio di Amministrazione della Società richiederà all'Assemblea dei soci del 14 giugno 2019 di rinnovare l'autorizzazione all'acquisto e all'eventuale disposizione delle azioni proprie.
Per quanto concerne le operazioni effettuate con parti correlate, ivi comprese le operazioni infragruppo, si precisa che le stesse non sono qualificabili né come atipiche né come inusuali, rientrando nel normale corso di attività delle società del Gruppo. Dette operazioni sono regolate a condizioni di mercato, tenuto conto delle caratteristiche dei beni e dei servizi prestati. Come previsto dal combinato disposto degli articoli 6 e 7 dell'apposita procedura per le operazioni con parti correlate approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 1 dicembre 2010, tutte le operazioni con le parti correlate (prevalentemente costituite dalle società controllate) sono concluse a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard.
Le informazioni sui rapporti con parti correlate, ivi incluse quelle richieste dalla Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, sono presentate nella Nota 38 del Bilancio consolidato e nella Nota 36 del Bilancio d'esercizio.
Il Consiglio di Amministrazione ha approvato la Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari per l'esercizio 2018 e la Relazione sulla remunerazione prevista dall'art. 123-ter del D. Lgs. 58/98, che sarà sottoposta ad approvazione dell'Assemblea.
Come richiesto dalla normativa Consob, le informazioni in oggetto sono contenute nello schema 7 ter della relazione sulla remunerazione.
Il Gruppo è consapevole delle sfide e delle opportunità che il mercato impone e della necessità di compiere scelte in linea con i principi di sviluppo sostenibile e tutela della sicurezza dei propri lavoratori. Ritiene pertanto di fondamentale importanza disporre di un sistema organizzativo che permetta di armonizzare e tenere sotto controllo i propri processi e la raccolta delle informazioni da essi derivanti. Il Gruppo si è impegnato pertanto a definire e mantenere attivo un sistema di gestione integrato ambiente e sicurezza, finalizzato ad assicurare il miglioramento continuo dei processi, delle prestazioni ambientali e della gestione della salute e sicurezza dei lavoratori, nonché il soddisfacimento di tutte le parti interessate, la prevenzione dell'inquinamento ambientale, degli infortuni e delle malattie professionali.
La Capogruppo ha quindi implementato, nel corso dell'anno 2014, un Sistema di Gestione Integrato per l'Ambiente e la Sicurezza dei lavoratori, in grado di:
Il sistema di gestione è stato certificato a fine 2014 da una Società di certificazione terza, con riferimento agli standard internazionali ISO 14001:2004 (Ambiente) e BS OHSAS 18001:2007 (Sicurezza del lavoro).
Gli audit di sorveglianza condotti annualmente dalla Società di certificazione hanno confermato la rispondenza del sistema ai requisiti degli standard.
In coerenza con gli obiettivi strategici sopra citati, il Gruppo si è impegnato ad adeguare il Sistema di Gestione Integrato al nuovo standard ISO 14001:2015 (Ambiente) ed allo standard ISO 45001:2018 (Salute e Sicurezza).
Il progetto di adeguamento si è sviluppato con le seguenti azioni:
La Società, al fine di adeguarsi al nuovo quadro giuridico europeo derivante dall'applicazione del Regolamento UE 2016/679 e della normativa italiana di recente attuazione (D.lgs. 101/18), ha intrapreso un progetto strutturato di adeguamento e ha definito un Modello Organizzativo della data protection che persegue i seguenti obiettivi:
Nessuna contestazione è ad oggi pervenuta alla Società relativamente a violazioni della normativa, dei diritti degli interessati e dei dati personali di cui la Società è titolare del trattamento.
Il sistema di Corporate Governance adottato da CSP International Fashion Group S.p.A. rispecchia sostanzialmente il contenuto del modello di organizzazione societaria del Codice di Autodisciplina di Borsa
Italiana S.p.A., opportunamente adattato alle peculiarità e specifiche esigenze della Società.
La Società ritiene che il rispetto dei principi e dei criteri applicativi contenuti nel Codice di autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A sia fondamentale per quanto concerne i rapporti con il mercato.
Ricordiamo, in particolare, le tappe realizzate dalla Società in tema di Corporate Governance:
E' stato implementato un sistema di gestione dei rischi e di controllo interno riguardante il processo di informativa finanziaria ai sensi dell'art. 123-bis, comma 2, lettera b), TUF 58/98 e sono state messe a punto e applicate procedure di controllo tali da garantire l'affidabilità dei dati ricevuti sia dalle funzioni interne che dalle altre aziende del Gruppo (e, di conseguenza, dei dati consolidati).
A fondamentale tutela dell'obiettivo dell'affidabilità dei dati è stato implementato un sistema di controllo di gestione basato sul meccanismo del budget-consuntivo con controlli normalmente a frequenza mensile ed analisi approfondita degli scostamenti rilevanti.
Tale sistema copre la Capogruppo, la controllata CSP Paris Fashion Group e la controllata Oroblù Germany. La controllata Oroblù USA, considerato il modesto volume d'affari, viene analizzata su base trimestrale.
In virtù di quanto descritto, la Società ritiene di soddisfare i requisiti richiesti dalle norme di riferimento, garantendo la completezza, l'accuratezza, la competenza, l'attendibilità, la tempestività e l'affidabilità dell'informativa finanziaria.
La relazione annuale 2019 di "Corporate Governance" relativa all'esercizio 2018 sarà a disposizione del pubblico presso la sede sociale, sul sito Internet della Società www.cspinternational.it/sezione Investor Relations/Corporate Governance, presso Borsa Italiana S.p.A. unitamente alla relazione finanziaria annuale.
Con l'obiettivo di garantire una conduzione efficace, corretta e trasparente delle attività aziendali, il Consiglio di Amministrazione in data 17 febbraio 2014 ha approvato il Modello 231 di CSP International Fashion Group S.p.A. e nominato i membri dell'Organismo di Vigilanza ai sensi dell'art.42 del D. Lgs. 231 dell'8 giugno 2001.
L'Organismo di Vigilanza ha il compito di vigilare in ordine all'efficacia, al funzionamento e osservanza del Modello e di curarne l'aggiornamento.
La Società si è inoltre dotata di un Codice etico, parte integrante e sostanziale del Modello medesimo, quale carta dei diritti e doveri morali che definisce la responsabilità etico-sociale di tutti coloro che partecipano alla realtà aziendale.
Il Gruppo CSP è dotato di un'ottima struttura produttiva, implementata nel corso degli anni e tuttora all'avanguardia nella qualità ed efficienza degli impianti.
Negli ultimi anni sono stati effettuati gli investimenti necessari per mantenere l'efficienza aziendale. Per il dettaglio degli investimenti ed ammortamenti dell'anno e del precedente si rimanda ai paragrafi 5 e 6 delle Note Esplicative.
La crescita e la valorizzazione professionale delle persone, quale fattore determinante per l'evoluzione e lo sviluppo della propria attività rimane uno degli obiettivi del Gruppo. In merito a questo punto si precisa che i rapporti con il personale dipendente sono mediamente buoni ed il turn over è limitato.
Per eventuali analisi quantitative sull'andamento del personale dipendente si rinvia a quanto indicato nelle Note Esplicative, ritenendo non necessaria ogni altra riclassificazione e/o confronto con l'esercizio precedente.
Segnaliamo che nel corso del 2018 non vi sono stati:
Il Gruppo CSP predispone la Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario ai sensi del D. Lgs 254/2016 e della Delibera Consob n. 20267 del 18 gennaio 2018 in un documento separato, pubblicato sul sito internet www.cspinternational.it, nella sezione Investor Relations, Bilanci e prospetti.
Come richiesto da Consob, gli Amministratori provvedono all'identificazione e alla valutazione dei principali rischi e incertezze a cui la Società e il Gruppo sono esposti.
Rischi relativi al nostro business
I principali rischi relativi al nostro business sono associati:
La situazione della Società e del Gruppo è influenzata anche dai vari fattori che compongono il quadro macro-economico, inclusi l'eventuale decremento del prodotto nazionale lordo, il livello di fiducia dei
consumatori, il tasso di disoccupazione e la progressiva contrazione dei consumi finali nei canali di riferimento (iper, super e wholesale). La debolezza delle condizioni generali dell'economia si è riflessa in un calo significativo e persistente della domanda. Qualora la debolezza ed incertezza del mercato dovesse prolungarsi ulteriormente, l'attività e le prospettive del Gruppo potrebbero essere negativamente influenzate con conseguente impatto sulla situazione economica e patrimoniale.
I mercati in cui il Gruppo opera sono altamente concorrenziali.
Il successo delle attività di CSP dipenderà dalla sua capacità di mantenere e/o incrementare le quote di mercato e di espandersi in nuovi mercati, attraverso prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo, che garantiscano adeguati livelli di redditività.
Una parte delle attività di approvvigionamento e delle vendite del Gruppo hanno luogo al di fuori dell'Unione Europea. Il verificarsi di sviluppi politici o economici sfavorevoli in tali aree potrebbe incidere sulle prospettive e sull'attività del Gruppo, nonché sui risultati economici. In particolare l'aumento del costo delle materie prime, causato da fattori legati alla produzione delle stesse ed a fattori speculativi, potrebbe avere ripercussioni sulla marginalità del Gruppo.
La Società e il Gruppo sono esposti a rischi finanziari connessi alla loro operatività e, in particolare, ai seguenti:
La Società e il Gruppo valutano costantemente i rischi finanziari a cui sono esposti, in modo da stimare anticipatamente i potenziali effetti negativi ed intraprendere le opportune azioni per mitigarli.
I rischi finanziari sono monitorati nei modi seguenti.
La Società ed il Gruppo vendono con pagamento posticipato a diverse tipologie di clientela costituite da Grande Distribuzione Organizzata, grossisti, dettaglianti e distributori esteri. I crediti concessi sono oggetto di una preventiva valutazione, effettuata con metodi che possono variare a seconda dell'entità dei crediti stessi; tuttavia il perdurare dell'attuale difficoltà di parte della clientela ad accedere a finanziamenti concessi dal sistema bancario potrebbe rendere alcuni crediti di difficile esigibilità.
Sono suscettibili di svalutazione individuale le posizioni, se singolarmente significative, per le quali si rileva un'oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale.
A fronte di crediti che non sono oggetto di svalutazione individuale vengono effettuati opportuni accantonamenti, tenuto conto dell'esperienza storica e dei dati statistici.
Il rischio di liquidità si può manifestare per l'incapacità di reperire, ad adeguate condizioni economiche, le risorse finanziarie necessarie per l'operatività. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità sono, da una parte, le risorse generate o assorbite dalle attività operative, dall'altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito.
L'Azienda prevede di far fronte ai fabbisogni derivanti dalle rate dei debiti finanziari in scadenza attraverso i flussi originati dalla gestione operativa che, anche nell'attuale contesto di mercato, si prevede possa mantenere un'adeguata capacità di generare risorse finanziarie.
Le azioni intraprese per il contenimento dei costi e per lo stimolo alle vendite dovrebbero consentire l'ottenimento di risultati economici comunque positivi. Tuttavia ulteriori rilevanti e improvvise riduzioni dei volumi di vendita potrebbero mettere a rischio tali obiettivi.
La Società e il Gruppo hanno adottato una serie di politiche volte ad ottimizzare la gestione delle risorse finanziarie, attraverso le seguenti azioni:
Si ritiene che i fondi e le linee di credito attualmente disponibili consentiranno di soddisfare i fabbisogni aziendali. Un eventuale inasprimento della politica del credito da parte del sistema bancario potrebbe avere un impatto negativo sull'accesso a nuovi finanziamenti oppure il loro ottenimento potrebbe comportare un costo maggiore.
Il Gruppo CSP, che opera su più mercati a livello mondiale, è esposto a rischi di mercato connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio. L'esposizione ai rischi di cambio è collegata principalmente all'attività produttiva in outsourcing nel Far East con acquisti denominati in dollari e alle vendite in paesi con valuta diversa dall'Euro.
La Società e il Gruppo monitorano le principali esposizioni al rischio di cambio per gli acquisti in dollari e operano delle coperture tendenti a garantire il cambio previsto a budget.
Nel corso del 2018 la natura e la struttura delle esposizioni al rischio di cambio e le politiche di copertura non sono variate rispetto all'anno precedente.
Il Gruppo è esposto alle fluttuazioni del tasso d'interesse soprattutto per quanto concerne la misura degli oneri finanziari relativi all'indebitamento.
Al 31 dicembre 2018 la Capogruppo ha in essere contratti derivati su tassi di interesse, collegati a finanziamenti a medio-lungo termine, finalizzati alla copertura del rischio di fluttuazione degli stessi. Per maggiori dettagli si rimanda a quanto riportato nelle Note Esplicative.
L'esposizione al rischio di mercato derivante dalla variazione dei tassi di interesse è originata dai finanziamenti a medio-lungo termine (principalmente mutui) erogati a tasso variabile.
Come espressamente richiesto da Consob, congiuntamente a Borsa Italiana e a ISVAP, con i documenti del 6 febbraio 2009 e del 4 marzo 2010, forniamo le seguenti valutazioni:
Gli elementi base, costituiti dalla situazione patrimoniale e finanziaria e dal risultato economico, fanno ritenere che i fondamentali aziendali siano tali da assicurare la continuità aziendale anche nell'attuale contesto di mercato non particolarmente favorevole.
Riteniamo comunque che, oltre a quanto citato sopra, esista la possibilità che l'attuale incertezza sulla domanda di mercato o una minore efficacia delle azioni intraprese possano portare a risultati che, nonostante i correttivi attuati, differiscano anche in modo sostanziale da quelli auspicati.
Tra i rischi e le incertezze rientrano, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, ulteriori shock finanziari e valutari, fattori geopolitici caratterizzati da dinamiche protezionistiche, l'acutizzarsi del trend di decremento dei consumi nei mercati/canali di riferimento, anche causato da eventi imprevedibili ed esogeni e condizioni climatiche sfavorevoli.
Il Consiglio di Amministrazione ha approvato in data 29 marzo il piano industriale 2019-2023, che rispetto al precedente, evidenzia più moderate prospettive di crescita organica e di profittabilità nel breve e medio termine alla luce del mutato scenario di riferimento resosi evidente nel corso del secondo semestre 2018 e caratterizzato da stagnazione dei consumi, forte contrazione dei mercati di riferimento e fattori climatici divenuti ormai strutturali.
Il nuovo Piano Industriale si basa sulle seguenti linee guida strategiche:
-espansione internazionale dei brand e dei relativi business;
-razionalizzazione ed efficientamento delle divisioni produttive;
-investimenti in ricerca e sviluppo con focus su ecosostenibilità:
-nuove collezioni: orientate alle categorie merceologiche in tendenza.
Alla luce delle considerazioni sopra esposte e dell'analisi competitiva dei mercati di riferimento, il Gruppo ritiene comunque che la crescita organica non possa prescindere da possibili crescite e nuove partnership per linee esterne, che non sono riflesse nel Piano approvato.
Il fatturato dei primi tre mesi del 2019 evidenzia un andamento sostanzialmente in linea con il primo trimestre 2018, ma il contesto esterno rimane sfidante ed estremamente volatile e non privo di ulteriori incertezze e di fattori di rischio.
Siamo pertanto molto cauti nell'esprimere previsioni sull'andamento del corrente esercizio e nel breve termine in generale.
Sono in corso le azioni di integrazione e razionalizzazione delle divisioni produttive, i cui costi impatteranno sui risultati dell'esercizio in corso.
Dopo dieci anni di risultati generalmente positivi, si apre un nuovo capitolo dell'esperienza per il Gruppo che sarà fortemente impegnato nella realizzazione delle azioni di rilancio del business delineate dal nuovo piano strategico, consapevoli che l'attuale scenario incerto e non particolarmente favorevole, potrebbe penalizzare la profittabilità nel breve termine, rimandando agli esercizi successivi i recuperi previsti.
Ciò costituirà, comunque, un ulteriore stimolo per il Gruppo che ritiene tale processo imprescindibile per assicurarsi la possibilità di affrontare al meglio lo scenario altamente competitivo e cogliere le opportunità per consolidare ed accrescere la propria posizione, non appena le condizioni economiche generali diverranno più favorevoli o, se gli scenari dovessero rivelarsi discordanti da quelli attesi, a cercare nuove soluzioni che possano valorizzare le potenzialità del Gruppo a livello di prodotto e distributivo.
Preso atto che l'esercizio 2018 si è chiuso in perdita di 10,6 milioni di Euro, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo CSP International Fashion Group S.p.A. propone all'Assemblea degli Azionisti di deliberare la copertura della perdita nel modo di seguito illustrato (valori espressi in Euro):
| Perdita d'esercizio | Euro | 10.603.083,90 |
|---|---|---|
| Riserva Utili non distribuiti | Euro | (10.603.083,90) |
| Perdita residua | Euro | 0,00 |
Segnaliamo che il patrimonio netto della Capogruppo, tenuto conto della perdita sopracitata, è pari a 42,6 milioni di Euro.
Tenuto conto del risultato conseguito e delle azioni di cambiamento in corso, la Presidente propone di non distribuire alcun dividendo.
Tale proposta sarà sottoposta all'approvazione dell'Assemblea Ordinaria dei Soci, chiamata a deliberare in unica convocazione per il prossimo 14 giugno 2019, alle ore 9,00 presso la sede sociale.
Si propone di approvare il bilancio 2018 e la copertura della perdita come sopra indicato.
Ceresara, 19 aprile 2019
Per il Consiglio di Amministrazione
La Presidente del Consiglio di Amministrazione Maria Grazia Bertoni
| 31 dicembre | 31 dicembre | ||
|---|---|---|---|
| (importi in migliaia di Euro) | note | 2018 | 2017 |
| ATTIVITA' NON CORRENTI | |||
| Attività immateriali: | |||
| - Avviamento | 4 | 8.812 | 13.647 |
| - Altre attività immateriali | 5 | 3.898 | 9.635 |
| Attività materiali: | |||
| - Immobili, impianti, macchinari e altre immobilizzazioni di proprietà | 6 | 16.437 | 17.736 |
| Altre attività non correnti: | |||
| Altre partecipazioni | 8 | 8 | |
| Crediti finanziari, crediti vari, crediti commerciali e altre attività non correnti | 7 | 69 | 110 |
| Attività per imposte anticipate | 8 | 3.154 | 4.038 |
| Totale attività non correnti | 32.378 | 45.174 | |
| ATTIVITA' CORRENTI | |||
| Rimanenze di magazzino | 9 | 36.577 | 35.684 |
| Crediti commerciali | 10 | 23.472 | 27.330 |
| Crediti finanziari, crediti vari e altre attività | 11 | 3.477 | 2.990 |
| Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti | 12 | 23.058 | 25.632 |
| Totale attività correnti | 86.584 | 91.636 | |
| TOTALE ATTIVITA' | 118.962 | 136.810 |
| (importi in migliaia di Euro) | note | 31 dicembre 2018 |
31 dicembre 2017 |
|---|---|---|---|
| PATRIMONIO NETTO | |||
| Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo: | |||
| - Capitale sottoscritto e versato | 13 | 17.295 | 17.295 |
| - Altre riserve - Riserve di rivalutazione |
14 | 52.819 758 |
53.006 758 |
| - Risultato del periodo | (11.793) | 1.005 | |
| meno: Azioni proprie | 15 | (888) | (888) |
| TOTALE PATRIMONIO NETTO | 58.191 | 71.176 | |
| PASSIVITA' NON CORRENTI | |||
| Debiti verso banche oltre 12 mesi | 16 | 9.781 | 11.240 |
| TFR e altri fondi relativi al personale | 17 | 6.501 | 6.981 |
| Fondi per rischi e oneri | 18 | 1.939 | 1.879 |
| Fondo imposte differite | 19 | 2.421 | 3.467 |
| Totale passività non correnti | 20.642 | 23.567 | |
| PASSIVITA' CORRENTI | |||
| Debiti verso banche entro 12 mesi | 20 | 7.192 | 8.780 |
| Debiti commerciali | 21 | 24.563 | 24.402 |
| Debiti vari e altre passività | 22 | 8.368 | 8.884 |
| Debiti per imposte correnti | 23 | 6 | 1 |
| Totale passività correnti | 40.129 | 42.067 | |
| TOTALE PASSIVITA' | 60.771 | 65.634 | |
| TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITA' | 118.962 | 136.810 |
| (importi in migliaia di Euro) | note | Esercizio al 31 dicembre 2018 |
Esercizio al 31 dicembre 2017 |
||
|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 26 | 111.586 | 100,0% | 119.685 | 100,0% |
| Costo del venduto | 27 | (63.630) | -57,0% | (67.177) | -56,1% |
| Margine Industriale | 47.956 | 43,0% | 52.508 | 43,9% | |
| Spese dirette di vendita | 28 | (10.246) | -9,2% | (10.120) | -8,5% |
| Margine commerciale lordo | 37.710 | 33,8% | 42.388 | 35,4% | |
| Altri ricavi operativi netti | 29 | 1.384 | 1,2% | 1.389 | 1,2% |
| Spese commerciali, amministrative e altri oneri | 30 | (49.553) | -44,4% | (40.207) | -33,6% |
| Costi di ristrutturazione | 31 | 0 | 0,0% | (443) | -0,4% |
| Risultato operativo (EBIT) | (10.459) | -9,4% | 3.127 | 2,6% | |
| Svalutazioni/ripristini di valore di attività non correnti | 32 | (90) | -0,08% | - | 0,00% |
| Altri proventi non operativi | 0 | 0,0% | 0 | 0,0% | |
| Altri proventi (oneri) finanziari netti | 33 | 5 | 0,0% | (591) | -0,5% |
| Risultato prima delle imposte derivante dalle attività d'esercizio | (10.544) | -9,4% | 2.536 | 2,1% | |
| Imposte sul reddito | 34 | (1.249) | -1,1% | (1.531) | -1,3% |
| Utile netto del Gruppo | (11.793) | -10,6% | 1.005 | 0,8% |
| Risultato per azione - base | Euro | -0,355 | 0,030 |
|---|---|---|---|
| Risultato per azione - diluito | Euro | -0,355 | 0,030 |
| (importi in migliaia di Euro) | Esercizio al 31 dicembre 2018 |
Esercizio al 31 dicembre 2017 |
|---|---|---|
| Risultato netto consolidato | (11.793) | 1.005 |
| Componenti di conto economico complessivo che saranno | ||
| successivamente riclassificate nell'utile/perdita d'esercizio | ||
| Differenza da conversione per Oroblù USA | 2 | (4) |
| Totale | 2 | (4) |
| Componenti di conto economico complessivo che non saranno successivamente riclassificate nell'utile/perdita d'esercizio |
||
| Differenze attuariali per benefici a dipendenti | 96 | (46) |
| Totale | 96 | (46) |
| Risultato complessivo | (11.695) | 955 |
per gli esercizi 2018 e 2017 (importi in migliaia di Euro)
| 31 dicembre 2018 | 31 dicembre 2017 | ||
|---|---|---|---|
| Disponibilità generate (assorbite) dalle attività operative: | |||
| Risultato d'esercizio | (11.793) | 1.005 | |
| Imposte d'esercizio | 1.249 | 1.531 | |
| Interessi attivi/passivi | (5) | 591 | |
| Svalutazioni/ripristini di valore di attività non correnti | 90 | 0 | |
| Risultato Operativo (EBIT) | (10.459) | 3.127 | |
| Ammortamenti | 3.386 | 3.183 | |
| (Plusvalenze)/Minusvalenze e altre poste non monetarie | 54 | (60) | |
| Svalutazioni per perdita durevole di valore | 9.715 | 0 | |
| Differenze cambio Incremento/(decremento) fondi rischi e oneri |
257 60 |
(363) (223) |
|
| Variazione TFR e altri fondi relativi al personale | (570) | (784) | |
| Imposte sul reddito pagate | (1.445) | (2.025) | |
| Interessi pagati su C/C | (43) | 4 | |
| Flusso di cassa prima delle variazioni di capitale circolante | 955 | 2.859 | |
| Variazione del capitale circolante netto: | |||
| (Incremento)/decremento delle rimanenze | (893) | 2.376 | |
| (Incremento)/decremento dei crediti commerciali | 3.858 | (931) | |
| Incremento/(decremento) dei debiti commerciali | 161 | (4.925) | |
| Incremento/(decremento) dei debiti vari e altre passività | (524) | 121 | |
| (Incremento)/decremento dei crediti finanziari, crediti vari e altre attività | (427) | 290 | |
| Totale variazione CCN | 2.175 | (3.069) | |
| A. | Totale flusso di cassa netto da attività operative | 3.130 | (210) |
| Disponibilità generate (assorbite) dalle attività di investimento: | |||
| (Investimenti) in immobilizzazioni materiali | (968) | (1.990) | |
| (Investimenti) in immobilizzazioni immateriali | (396) | (437) | |
| Incasso per la vendita di immobilizzazioni materiali | 80 | 159 | |
| Incasso per la vendita di immobilizzazioni immateriali | 0 | 550 | |
| Variazione crediti finanziari | 41 | (60) | |
| Acquisizione di società controllate al netto della liquidità acquisita | 0 | (4.850) | |
| B. | Flusso di cassa netto da attività di investimento | (1.243) | (6.628) |
| Disponibilità generate (assorbite) dalle attività di finanziamento: | |||
| Variazione netta debiti finanziari oltre 12 mesi | |||
| Variazione netta debiti finanziari entro 12 mesi | (1.459) | (2.565) | |
| Interessi pagati su debiti finanziari | 1.029 (124) |
921 (127) |
|
| Acquisto di azioni proprie | 0 | 0 | |
| Dividendi pagati | (1.290) | (1.290) | |
| C. | Flusso di cassa netto da attività di finanziamento | (1.844) | (3.061) |
| D. | Flusso di cassa netto del periodo (A+B+C) | 43 | (9.899) |
| DISPONIBILITA' LIQUIDE ED EQUIVALENTI ALL'INIZIO DEL PERIODO | 22.682 | 32.581 | |
| DISPONIBILITA' LIQUIDE ED EQUIVALENTI ALLA FINE DEL PERIODO | 22.725 | 22.682 | |
| Dettaglio della composizione dell'Indebitamento finanziario netto al: | 31 dicembre 2018 | 31 dicembre 2017 |
|---|---|---|
| Disponibilità liquide | 23.058 | 25.632 |
| Debiti verso banche esigibili entro 12 mesi | (333) | (2.950) |
| Disponibilità liquide ed equivalenti/(debiti verso banche a breve) | 22.725 | 22.682 |
| Quota a breve dei debiti a medio lungo termine | (6.859) | (5.830) |
| Indebitamento netto a breve termine | 15.866 | 16.852 |
| Debiti verso banche esigibili oltre 12 mesi | (9.781) | (11.240) |
| Indebitamento netto a medio/lungo termine | (9.781) | (11.240) |
| Indebitamento finanziario netto totale | 6.085 | 5.612 |
| Riserva | Utile | Totale | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Capitale | Sovrapprezzo | Azioni | Riserve di | Riserva | Altre | differenze | (Perdita) | patrimonio | |
| Descrizione | Sociale | azioni | proprie | rivalutazione | legale | riserve | attuariali | dell'esercizio | netto |
| Saldi al 01.01.2017 | 17.295 | 21.859 | (888) | 758 | 2.845 | 29.161 | (1.134) | 1.615 | 71.511 |
| Destinazione Utile d'esercizio 2016 | |||||||||
| - Distribuzione dividendi | (1.290) | (1.290) | |||||||
| - Dividendi su azioni proprie | 40 | (40) | 0 | ||||||
| - Riserva legale | 44 | (44) | 0 | ||||||
| - Riserva utili non distribuiti | 241 | (241) | 0 | ||||||
| Acquisto di azioni proprie | 0 | 0 | |||||||
| Riserve da conversione per Oroblu USA | (4) | (4) | |||||||
| Differenze attuariali per benefici a dipendenti | (46) | (46) | |||||||
| Risultato al 31 dicembre 2017 | 1.005 | 1.005 | |||||||
| Saldi al 31.12.2017 | 17.295 | 21.859 | (888) | 758 | 2.889 | 29.438 | (1.180) | 1.005 | 71.176 |
| Destinazione Utile d'esercizio 2017 | |||||||||
| - Distribuzione dividendi - Dividendi su azioni proprie |
40 | (1.290) (40) |
(1.290) 0 |
||||||
| - Riserva legale | 65 | (65) | 0 | ||||||
| - Riserva utili non distribuiti | (390) | 390 | 0 | ||||||
| Acquisto di azioni proprie | 0 | 0 | |||||||
| Riserve da conversione per Oroblu USA | 2 | 2 | |||||||
| Differenze attuariali per benefici a dipendenti | 96 | 96 | |||||||
| Risultato al 31 dicembre 2018 | (11.793) | (11.793) | |||||||
| Saldi al 31.12.2018 | 17.295 | 21.859 | (888) | 758 | 2.954 | 29.090 | (1.084) | (11.793) | 58.191 |
CSP International Fashion Group S.p.A. è una società per azioni costituita in Italia presso l'Ufficio delle Imprese di Mantova. La sede legale della Società è a Ceresara (MN), Via Piubega 5/c. Il Gruppo CSP, tramite la Capogruppo e le società controllate CSP Paris Fashion Group SAS, Oroblù USA LLC e Oroblù Germany GmbH, svolge attività di produzione (sia direttamente che con l'utilizzo di fornitori esterni al Gruppo) e vendita alla grande distribuzione, grossisti, dettaglianti e a consumatori finali di calze, maglieria e intimo, articoli di corsetteria e costumi da bagno, sia con marchi propri che con la distribuzione di marchi di terzi.
Il presente bilancio è espresso in Euro, che è la moneta corrente nelle economie in cui il Gruppo opera principalmente.
Gli importi esposti nel presente bilancio sono espressi in migliaia di Euro, salvo dove diversamente indicato.
Il bilancio consolidato 2018 è stato predisposto nel rispetto dei Principi Contabili Internazionali ("IFRS") emessi dall'International Accounting Standards Board ("IASB") ed omologati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. n. 38/2005.
Per IFRS si intendono anche tutti i principi contabili internazionali rivisti ("IAS") e tutte le interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee ("IFRIC"), precedentemente denominate Standing Interpretations Committee ("SIC").
Il prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria è stato redatto secondo lo schema che evidenzia la ripartizione di attività e passività "correnti/non correnti". Un'attività/passività è classificata come corrente quando soddisfa uno dei seguenti criteri:
In mancanza di tutte e tre le condizioni, le attività/passività sono classificate come non correnti.
Il Conto economico è redatto secondo lo schema con classificazione dei costi per destinazione (a costo del venduto), conformemente alle modalità di redazione del reporting interno, evidenziando i risultati intermedi relativi al risultato operativo ed al risultato prima delle imposte.
Il Rendiconto Finanziario è stato redatto applicando il metodo indiretto per mezzo del quale il risultato operativo del periodo (EBIT) è rettificato dagli effetti delle operazioni di natura non monetaria, da qualsiasi differimento o accantonamento di precedenti o futuri incassi o pagamenti operativi e da elementi di ricavi o costi connessi con i flussi finanziari derivanti dall'attività d'investimento o finanziari. Le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti inclusi nel rendiconto finanziario comprendono i saldi patrimoniali di tale voce alla data di riferimento. I proventi ed i costi relativi a interessi, dividendi ricevuti e imposte sul reddito sono inclusi nei flussi finanziari generati dalla gestione operativa.
Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto illustra tutte le movimentazioni intervenute nelle voci del patrimonio netto.
Con riferimento alla Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006 in merito agli schemi di bilancio sono state indicate in apposite voci eventuali operazioni significative con parti correlate, operazioni significative non ricorrenti e relative a fatti che non si ripetono frequentemente.
L'area di consolidamento comprende la Capogruppo CSP International Fashion Group S.p.A., la società CSP Paris Fashion Group SAS controllata al 100%, la società Oroblù USA LLC controllata al 100% e la società tedesca Oroblù Germany GmbH, controllata al 100%.
Riportiamo la struttura attuale del Gruppo, variata rispetto al precedente esercizio a seguito della fusione per incorporazione della società Perofil Fashion S.r.l. (di seguito Perofil), controllata al 100% da CSP International Fashion Group S.p.A..
Il bilancio consolidato del Gruppo CSP comprende il bilancio della CSP International Fashion Group S.p.A. e delle imprese sulle quali la Società ha il diritto di esercitare direttamente o indirettamente il controllo, disponendo del potere di determinarne le scelte finanziarie e gestionali e di ottenerne i benefici relativi.
I principali criteri seguiti per la preparazione dei prospetti contabili consolidati di Gruppo sono i seguenti:
Il criterio generalmente adottato per la contabilizzazione di attività e passività è quello del costo storico, ad eccezione di alcuni strumenti finanziari per i quali, ai sensi dello IAS 39, viene adottato il principio del fair value.
I principi contabili ed i criteri di valutazione adottati per la redazione del bilancio al 31 dicembre 2018 sono quelli previsti nell'ipotesi di continuità aziendale e sono conformi a quelli utilizzati nell'esercizio precedente.
Le aggregazioni aziendali sono contabilizzate utilizzando il metodo dell'acquisizione. Il costo di un'acquisizione è determinato come somma del corrispettivo trasferito, misurato al fair value alla data di acquisizione, e dell'importo della partecipazione di minoranza nell'acquisita. Per ogni aggregazione aziendale, il Gruppo definisce se misurare la partecipazione di minoranza nell'acquisita al fair value oppure in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili dell'acquisita. I costi di acquisizione sono spesati nell'esercizio e classificati tra le spese amministrative.
Quando il Gruppo acquisisce un business, classifica o designa le attività finanziarie acquisite o le passività assunte in accordo con i termini contrattuali, le condizioni economiche e le altre condizioni pertinenti in essere alla data di acquisizione. Ciò include la verifica per stabilire se un derivato incorporato debba essere separato dal contratto primario.
L'eventuale corrispettivo potenziale da riconoscere è rilevato dall'acquirente al fair value alla data di acquisizione. La variazione del fair value del corrispettivo potenziale classificato come attività o passività, quale strumento finanziario che sia nell'oggetto dello IAS 39 Strumenti Finanziari: rilevazione e valutazione, deve essere rilevata nel conto economico in accordo con lo IAS 39.
Il corrispettivo potenziale che non rientra nello scopo dello IAS 39 è valutato al fair value alla data di bilancio e le variazioni di fari value sono rilevate a conto economico.
L'avviamento è inizialmente rilevato al costo rappresentato dall'eccedenza dell'insieme del corrispettivo corrisposto e dell'importo iscritto per le interessenze di minoranza rispetto alle attività nette identificabili acquisite e le passività assunte dal Gruppo. Se il fair value delle attività nette acquisite eccede l'insieme del corrispettivo corrisposto, il Gruppo verifica nuovamente se ha identificato correttamente tutte le attività acquisite e tutte le passività assunte e rivede le procedure utilizzate per determinare gli ammontari da rilevare alla data di acquisizione. Se dalla nuova valutazione emerge ancora un fair value delle attività nette acquisite superiore al corrispettivo, la differenza (utile) viene rilevata a conto economico.
Dopo la rilevazione iniziale, l'avviamento è valutato al costo al netto delle perdite di valore accumulate. Al fine della verifica per riduzione di valore (impairment), l'avviamento acquisito in un'aggregazione aziendale è allocato, dalla data di acquisizione, a ciascuna unità generatrice di flussi di cassa della Società che si prevede benefici delle sinergie dell'aggregazione, a prescindere dal fatto che altre attività o passività dell'entità acquisita siano assegnate a tali unità.
Se l'avviamento è stato allocato a un'unità generatrice di flussi finanziari e l'entità dismette parte delle attività di tale unità, l'avviamento associato all'attività dismessa è incluso nel valore contabile dell'attività quando si determina l'utile o la perdita della dismissione. L'avviamento associato con l'attività dismessa è determinato sulla base dei valori relativi dell'attività dismessa e della parte mantenuta dell'unità generatrice di flussi finanziari.
Il Gruppo riconosce un'attività immateriale quando sono rispettate le seguenti condizioni:
Le attività immateriali acquisite separatamente sono inizialmente rilevate al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione aziendale sono iscritte al fair value alla data di acquisizione. Dopo la rilevazione iniziale, le attività immateriali sono iscritte al costo al netto dell'ammortamento cumulato e di eventuali perdite di valore accumulate. Le attività immateriali prodotte internamente, ad eccezione dei costi di sviluppo, non sono capitalizzate e si rilevano nel conto economico dell'esercizio in cui sono state sostenute.
La vita utile delle attività immateriali è valutata come definita o indefinita.
Le attività immateriali con vita utile definita sono ammortizzate lungo la loro vita utile e sono sottoposte alla verifica di congruità del valore ogni volta che vi siano indicazioni di una possibile perdita di valore. Il periodo di ammortamento ed il metodo di ammortamento di un'attività immateriale a vita utile definita è riconsiderato almeno alla fine di ciascun esercizio. I cambiamenti nella vita utile attesa o delle modalità con cui i benefici economici futuri legati all'attività si realizzeranno sono rilevati attraverso il cambiamento del periodo o del metodo di ammortamento, a seconda dei casi, e sono considerati cambiamenti di stime contabili. Le quote di ammortamento delle attività immateriali a vita utile definita sono rilevate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nella categoria di costo coerente con la funzione dell'attività immateriale.
Le attività immateriali con vita utile indefinita non sono ammortizzate, ma sono sottoposte annualmente alla verifica di perdita di valore, sia a livello individuale sia a livello di unità generatrice di flussi di cassa. La valutazione della vita utile indefinita è rivista annualmente per determinare se tale attribuzione continua ad essere sostenibile, altrimenti, il cambiamento da vita utile indefinita a vita utile definita si applica su base prospettica.
Gli utili o le perdite derivanti dall'eliminazione di un'attività immateriale sono misurati dalla differenza tra il ricavo netto della dismissione e il valore contabile dell'attività immateriale, e sono rilevate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.
I costi di ricerca sono imputati nel conto economico dell'esercizio in cui sono sostenuti. I costi di sviluppo sostenuti in relazione ad un determinato progetto sono rilevati come attività immateriali quando il Gruppo è in grado di dimostrare:
• la possibilità tecnica di completare l'attività immateriale, in modo che sia disponibile all'utilizzo o alla vendita;
Dopo la rilevazione iniziale, le attività di sviluppo sono valutate al costo decrementato degli ammortamenti o delle perdite di valore cumulate. L'ammortamento dell'attività inizia nel momento in cui lo sviluppo è completato e l'attività è disponibile all'uso. Le attività di sviluppo sono ammortizzate con riferimento al periodo dei benefici attesi e le relative quote di ammortamento sono incluse nel costo del venduto. Durante il periodo di sviluppo l'attività è oggetto di verifica annuale dell'eventuale perdita di valore (impairment test).
Le altre attività immateriali acquistate o prodotte internamente sono iscritte nell'attivo non corrente, secondo quanto disposto dallo IAS 38 - Attività immateriali, quando è probabile che l'uso dell'attività genererà benefici economici futuri e quando il costo dell'attività può essere determinato in modo attendibile.
Tali attività sono valutate al costo di acquisto o di produzione ed ammortizzate a quote costanti lungo la loro vita utile stimata, se le stesse hanno una vita utile definita. Le attività immateriali con vita utile indefinita non sono ammortizzate, ma sono sottoposte annualmente o, più frequentemente ogniqualvolta vi sia un'indicazione che l'attività possa aver subito una perdita di valore, a verifica per identificare eventuali riduzioni di valore (impairment test).
Sono iscritte al costo di acquisto o di produzione, comprensivo di eventuali oneri accessori per la quota ragionevolmente imputabile alle stesse, di eventuali costi di smantellamento e dei costi diretti necessari a rendere l'attività disponibile per l'uso. Gli oneri finanziari direttamente imputabili all'acquisizione, alla costruzione o alla produzione di un bene che richiede un periodo abbastanza lungo prima di essere disponibile all'uso, sono capitalizzati sul costo del bene stesso. Tutti gli altri oneri finanziari sono rilevati tra i costi di competenza dell'esercizio in cui sono sostenuti. Gli oneri finanziari sono costituiti dagli interessi e dagli altri costi che un'entità sostiene in relazione all'ottenimento di finanziamenti.
Il valore di iscrizione degli immobili, gli impianti e i macchinari è rettificato dall'ammortamento sistematico, calcolato a quote costanti dalla data in cui il cespite è disponibile e pronto all'uso, in funzione della vita utile stimata. In particolare gli ammortamenti sono contabilizzati a partire dall'anno in cui il cespite è disponibile per l'uso, oppure è potenzialmente in grado di fornire i benefici economici ad esso associati e sono imputati a quote costanti su base annua, con riduzione al 50% per il primo anno,
mediante aliquote che consentono di ammortizzare i cespiti fino ad esaurimento della vita utile, oppure per le dismissioni, fino all'ultimo mese di utilizzo. Le aliquote di ammortamento annuale, rappresentative della vita utile stimata per categorie di immobilizzazioni materiali, sono comprese tra i seguenti range minimi e massimi:
| Aliquota | |
|---|---|
| - Fabbricati | 3% - 5% |
| - Impianti e macchinari | 10% - 12,5% |
| - Attrezzature industriali | 20% - 25% |
| - Macchine elettriche ufficio | 20% - 33% |
| - Mobili e dotazioni d'ufficio | 10% - 20% |
| - Automezzi | 20% - 25% |
Si segnala che non sono intervenuti cambiamenti rispetto alle aliquote del 2017.
La recuperabilità del loro valore è verificata secondo i criteri previsti dallo IAS 36 illustrati nel successivo paragrafo "Perdite di valore delle attività".
I costi di manutenzione aventi natura ordinaria sono addebitati integralmente a conto economico. I costi di manutenzione aventi natura incrementativa sono attribuiti ai cespiti cui si riferiscono ed ammortizzati in relazione alle residue possibilità di utilizzo degli stessi.
Qualora le singole componenti di un'immobilizzazione materiale complessa, risultino caratterizzate da vita utile differente, sono rilevate separatamente per essere ammortizzate coerentemente alla loro durata ("component approach"). In particolare, secondo tale principio, il valore del terreno e quello dei fabbricati che insistono su di esso sono separati e solo il fabbricato è assoggettato ad ammortamento.
Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico.
I beni acquisiti tramite contratti di locazione finanziaria sono iscritti tra le immobilizzazioni materiali con iscrizione al passivo di un debito finanziario di pari importo. Il debito viene progressivamente ridotto in base al piano di rimborso delle quote capitale incluso nei canoni contrattualmente previsti, mentre il valore del bene iscritto tra le immobilizzazioni materiali viene sistematicamente ammortizzato in funzione della vita economico – tecnica del bene stesso, oppure se inferiore in base ai termini di scadenza dei contratti di locazione.
Il Gruppo verifica periodicamente la recuperabilità del valore contabile delle attività materiali e immateriali. Gli IFRS richiedono di valutare l'esistenza di perdite di valore (impairment) delle immobilizzazioni materiali e immateriali in presenza di indicatori che facciano ritenere che tale problematica possa sussistere. Nel caso dell'avviamento, di attività immateriali a vita utile indefinita o di attività non disponibili per l'uso tale valutazione viene effettuata almeno annualmente, normalmente in sede di bilancio annuale e ogni qualvolta vi è indicazione di possibile perdita di valore.
La recuperabilità dei valori iscritti è verificata confrontando il valore contabile iscritto in bilancio con il maggiore tra il prezzo netto di vendita (qualora esista un mercato attivo) e il valore d'uso del bene.
Nel determinare il valore d'uso, il Gruppo sconta al valore attuale i flussi di cassa attesi dall'utilizzo del bene (o da una aggregazione di beni – le c.d. Cash Generating Unit). Le Cash Generating Unit sono state individuate coerentemente alla struttura organizzativa e di business del Gruppo, come aggregazioni omogenee che generano flussi di cassa in entrata autonomi derivanti dall'utilizzo continuativo delle attività ad esse imputabili.
I flussi sono attualizzati usando un tasso di sconto ante-imposte, che riflette le valutazioni di mercato del valore attuale del denaro e i rischi specifici dell'attività.
Il Gruppo basa il proprio test di impairment su budget dettagliati e calcoli previsionali, predisposti separatamente per ogni unità generatrice di flussi di cassa del Gruppo cui sono allocati attività individuali. Questi budget e calcoli previsionali coprono generalmente un periodo di tre anni. Per proiettare i futuri flussi di cassa oltre i tre viene calcolato un tasso di crescita a lungo termine.
Le perdite di valore di attività in funzionamento sono rilevate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nelle categorie di costo coerenti con la destinazione dell'attività che ha evidenziato la perdita di valore. Fanno eccezione le immobilizzazioni precedentemente rivalutate, laddove la rivalutazione è stata contabilizzata tra le altre componenti di conto economico complessivo. In tali casi la perdita di
valore è a sua volta rilevata tra le altre componenti conto economico complessivo fino a concorrenza della precedente rivalutazione.
Per le attività diverse dall'avviamento, a ogni chiusura di bilancio il Gruppo valuta l'eventuale esistenza di indicazioni del venir meno (o della riduzione) di perdite di valore precedentemente rilevate e, qualora tali indicazioni esistano, stima il valore recuperabile dell'attività o della CGU. Il valore di un'attività precedentemente svalutata può essere ripristinato solo se vi sono stati cambiamenti delle assunzioni su cui si basava il calcolo del valore recuperabile determinato, successivi alla rilevazione dell'ultima perdita di valore. La ripresa di valore non può eccedere il valore di carico che sarebbe stato determinato, al netto degli ammortamenti, nell'ipotesi in cui nessuna perdita di valore fosse stata rilevata in esercizi precedenti. Tale ripresa è rilevata nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio salvo che l'immobilizzazione non sia contabilizzata a valore rivalutato, nel qual caso la ripresa è trattata come un incremento da rivalutazione.
La perdita di valore dell'avviamento è determinata valutando il valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi finanziari (o gruppo di unità generatrice di flussi finanziari) cui l'avviamento è riconducibile. Laddove il valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi finanziari fosse minore del valore contabile dell'unità generatrice di flussi finanziari cui l'avviamento è stato allocato, viene rilevata una perdita di valore. L'abbattimento del valore dell'avviamento non può essere ripristinato in esercizi futuri.
Le partecipazioni in società controllate non consolidate, collegate o sottoposte a controllo congiunto sono valutate con il metodo del patrimonio netto.
Le altre partecipazioni sono valutate con il metodo del costo, che viene ridotto per perdite di valore. Il valore originario è ripristinato nei periodi successivi se vengono meno i motivi della svalutazione effettuata.
Le immobilizzazioni finanziarie costituite da crediti sono iscritte al loro presumibile valore di realizzo.
Le attività finanziarie sono rilevate e stornate dal bilancio sulla base della data di negoziazione e sono inizialmente valutate al costo, inclusivo degli oneri direttamente connessi con l'acquisizione.
Alle successive date di bilancio, le attività finanziarie da detenersi sino alla scadenza sono rilevate al costo ammortizzato secondo il metodo del tasso d'interesse effettivo, al netto di svalutazioni effettuate per rifletterne le perdite di valore.
Le attività finanziarie diverse da quelle detenute fino alla scadenza sono classificate come detenute per la negoziazione o disponibili per la vendita e sono valutate al "fair value" ad ogni periodo con imputazione degli effetti rispettivamente a conto economico nella voce "(Oneri)/Proventi finanziari" od in apposita riserva del Patrimonio netto, in quest'ultimo caso fintanto che non siano realizzati o abbiano subito una perdita di valore.
II fair value di titoli quotati in un mercato attivo si basa sui prezzi di mercato alla data di bilancio.
Il fair value di titoli non quotati in un mercato attivo e di derivati di negoziazione è determinato utilizzando i modelli e le tecniche valutative prevalenti sul mercato o utilizzando il prezzo fornito da più controparti indipendenti.
Le rimanenze di magazzino sono valutate al minore fra il costo di acquisto e di produzione, determinato in base al metodo del costo medio ponderato, ed il corrispondente valore di mercato rappresentato dal costo di sostituzione per le materie prime e sussidiarie e dal presumibile valore di realizzo per i prodotti finiti e i semilavorati calcolato tenendo conto sia degli eventuali costi di fabbricazione che dei costi diretti di vendita ancora da sostenere.
Nel costo delle rimanenze sono compresi gli oneri accessori ed i costi diretti ed indiretti di produzione per la quota ragionevolmente imputabile alle stesse. Le scorte obsolete e di lento rigiro sono svalutate in relazione alla loro possibilità di utilizzo o di realizzo. Qualora in un successivo periodo venissero meno i motivi della svalutazione, si procederebbe al ripristino del valore originario.
I crediti sono iscritti secondo il presumibile valore di realizzo. Questi sono regolarmente esaminati in termini di scadenza al fine di prevenire rettifiche per perdite inattese. L'adeguamento del loro valore nominale al minor valore di realizzo è effettuato mediante lo stanziamento di un apposito fondo a
rettifica diretta della voce sulla base della valutazione delle singole posizioni. Qualora l'azienda conceda ai clienti una dilazione senza interessi, ovvero quando l'incasso del credito è previsto nel medio termine, l'ammontare che sarà incassato è attualizzato per ottenere il valore equo (fair value) della vendita, mentre la differenza tra valore attuale e ammontare incassato costituisce un provento finanziario da contabilizzare per competenza ed eventualmente differire all'esercizio in cui sorge l'incasso del credito. Il test di impairment viene eseguito su ciascun credito.
Sono inclusi in tale voce la cassa, i conti correnti bancari, i depositi rimborsabili a domanda ed altri investimenti finanziari a breve termine ad elevata liquidità, che sono prontamente convertibili in cassa ad un rischio non significativo di variazione di valore.
Sono iscritti secondo il presumibile valore di realizzo.
I fondi per rischi ed oneri sono stanziati per coprire perdite e passività, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura del periodo non sono determinabili l'ammontare o la data di sopravvenienza. Gli stanziamenti sono rilevati nello stato patrimoniale esclusivamente in presenza di una obbligazione attuale, conseguente a eventi passati, che può essere di tipo legale, contrattuale oppure derivante da dichiarazioni o comportamenti dell'impresa che determinano valide aspettative nelle persone coinvolte (obbligazioni implicite).
Gli accantonamenti sono iscritti al valore rappresentativo della miglior stima dell'ammontare che l'impresa pagherebbe per estinguere l'obbligazione; quando significativo e le date di pagamento attendibilmente stimabili, l'accantonamento è rilevato in bilancio a valori attuali con imputazione a conto economico nella voce "(Oneri)/Proventi finanziari" degli oneri derivanti dal trascorrere del tempo.
Le variazioni di stima sono riflesse nel conto economico del periodo in cui la variazione è avvenuta.
Sino al 31 dicembre 2006 il fondo trattamento di fine rapporto (TFR) delle società italiane era considerato un piano a benefici definiti. La disciplina di tale fondo è stata modificata dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 ("Legge Finanziaria 2007") e successivi Decreti e Regolamenti emanati nei primi mesi del 2007. Alla luce di tali modifiche, e in particolare con riferimento alle società con almeno 50 dipendenti, tale istituto è ora da considerarsi un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate anteriormente al 1° gennaio 2007 (e non ancora liquidate alla data di bilancio), mentre successivamente a tale data esso è assimilabile ad un piano a contribuzione definita.
Il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato (TFR) è calcolato su base attuariale secondo quanto previsto dallo IAS 19 ed in particolare utilizzando il metodo della proiezione dell'unità di credito (Projected Unit Credit Method). Alla data di riferimento del bilancio, l'importo maturato deve essere rivalutato per il periodo della durata futura prevista dal rapporto di lavoro. Infine, allo scopo di effettuare una ragionevole stima dell'ammontare dei benefici che ciascun dipendente ha già maturato a fronte delle sue prestazioni di lavoro, questo importo viene attualizzato utilizzando una metodologia basata su varie ipotesi di natura demografica e finanziaria. Attraverso la valutazione attuariale si imputano al conto economico tra gli "Altri proventi (oneri) finanziari" l'interest cost, che costituisce l'onere figurativo che l'impresa sosterrebbe chiedendo al mercato un finanziamento di importo pari al TFR.
Gli utili e le perdite attuariali, che riflettono gli effetti derivanti da variazioni delle ipotesi attuariali, sono contabilizzati direttamente a patrimonio netto.
I debiti sono iscritti al valore nominale; la quota interessi inclusa nel loro valore nominale non maturata a fine periodo viene differita a periodi futuri.
I finanziamenti sono valutati inizialmente al costo, al netto degli oneri accessori di acquisizione. Tale valore viene rettificato successivamente per tener conto dell'eventuale differenza tra il costo iniziale e il valore di rimborso lungo la durata del finanziamento utilizzando il metodo del tasso di interesse
effettivo. I finanziamenti sono classificati tra le passività correnti a meno che il Gruppo abbia il diritto incondizionato di differire l'estinzione di tale passività di almeno dodici mesi dopo la data di riferimento.
Il Gruppo CSP è esposto a rischi finanziari principalmente connessi a variazioni nei tassi di cambio e nei tassi di interesse. Il Gruppo utilizza strumenti derivati (principalmente contratti a termine su valute e contratti di acquisto/vendita di call/put options e contratti derivati su tassi di interesse su finanziamenti a medio-lungo termine) per coprire i rischi derivanti da variazioni delle valute estere con riferimento a impegni irrevocabili o operazioni future previste (ordini di acquisto) oppure derivanti dalla fluttuazione dei tassi di interesse. Il Gruppo non utilizza strumenti derivati con scopi di negoziazione.
Eventuali strumenti derivati vengono inizialmente rilevati al costo, e adeguati al fair value alle successive date di chiusura. Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che sono designati, e si rivelano efficaci, per la copertura dei flussi di cassa futuri relativi ad impegni contrattuali e ad operazioni previste sono rilevate direttamente nel patrimonio netto, mentre la porzione inefficace viene iscritta immediatamente a conto economico. Se gli impegni contrattuali o le operazioni previste oggetto di copertura si concretizzano nella rilevazione di attività o passività, nel momento in cui le attività o le passività sono rilevate, gli utili o le perdite sul derivato che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto vengono ricompresi nella valutazione iniziale del costo di acquisizione o del valore di carico dell'attività o della passività. Per le coperture di flussi finanziari che non si concretizzano nella rilevazione di attività o passività, gli importi che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto verranno inclusi nel conto economico nello stesso periodo in cui l'impegno contrattuale o l'operazione prevista coperti incidono sul conto economico, ad esempio, quando una vendita prevista si verifica effettivamente.
Per le coperture efficaci di un'esposizione a variazioni di fair value, la voce coperta è rettificata delle variazioni di fair value attribuibili al rischio coperto con contropartita di conto economico. Gli utili e le perdite derivanti dalla valutazione del derivato sono iscritti anch'essi a conto economico.
Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che non sono qualificati di copertura sono rilevate nel conto economico del periodo in cui si verificano.
Il metodo contabile della copertura è abbandonato quando lo strumento di copertura giunge a scadenza, è venduto, termina, o è esercitato, oppure non è più qualificato come di copertura. In tale momento, gli utili o le perdite accumulati dello strumento di copertura rilevati direttamente nel patrimonio netto sono mantenuti nello stesso fino al momento in cui l'operazione prevista si verifica effettivamente. Se l'operazione oggetto di copertura si prevede non si verificherà, gli utili o le perdite accumulati rilevati direttamente nel patrimonio netto sono trasferiti nel conto economico del periodo.
I derivati impliciti inclusi in altri strumenti finanziari o in altri contratti sono trattati come derivati separati, quando i loro rischi e caratteristiche non sono strettamente correlati a quelli dei contratti che li ospitano e questi ultimi non sono valutati a fair value con iscrizione dei relativi utili e perdite a conto economico.
Le azioni proprie sono iscritte in riduzione del patrimonio netto. Il costo originario delle azioni proprie ed i ricavi derivanti dalle eventuali vendite successive sono rilevati come movimenti di patrimonio netto.
I ricavi delle vendite e delle prestazioni sono rilevati al netto dei resi, degli sconti e degli abbuoni, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita delle merci quando si verifica l'effettivo trasferimento dei rischi e dei benefici rilevanti derivanti dalla proprietà o al compimento della prestazione.
I ricavi di natura finanziaria sono iscritti in base alla competenza temporale.
Il Costo del venduto comprende il costo di produzione o di acquisto dei prodotti e delle merci che sono state vendute. Include tutti i costi di materiali, di lavorazione e gli altri costi industriali. Questi
comprendono gli ammortamenti di fabbricati, impianti e macchinari impiegati nella produzione e le svalutazioni delle rimanenze di magazzino.
Le spese sostenute per l'acquisto delle campagne pubblicitarie sono imputate a conto economico nel periodo della loro diffusione, mentre le altre spese di pubblicità e promozione sono imputate a conto economico nel periodo in cui sono sostenute.
I proventi finanziari includono gli interessi attivi sui fondi investiti, le differenze di cambio attive e i proventi derivanti dagli strumenti finanziari, quando non compensati nell'ambito di operazioni di copertura. Gli interessi attivi sono imputati a conto economico al momento della loro maturazione, considerando il rendimento effettivo.
Gli oneri finanziari includono gli interessi passivi sui debiti finanziari calcolati usando il metodo dell'interesse effettivo, le differenze di cambio passive e le perdite sugli strumenti finanziari derivati.
Le imposte sul reddito includono tutte le imposte calcolate sul reddito imponibile del Gruppo. Le imposte sul reddito sono rilevate nel conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci direttamente addebitate o accreditate a patrimonio netto, nei cui casi l'effetto fiscale è riconosciuto direttamente a patrimonio netto. Le altre imposte non correlate al reddito, come le tasse sugli immobili e sul capitale, sono incluse tra le altre spese operative.
Le imposte differite sono stanziate secondo il metodo dello stanziamento globale della passività. Esse sono calcolate su tutte le differenze temporanee che emergono tra la base imponibile di una attività o passività ed il valore contabile nel bilancio consolidato, ad eccezione dell'avviamento non deducibile fiscalmente e di quelle differenze derivanti da investimenti in società controllate per le quali non si prevede l'annullamento nel prevedibile futuro.
Le attività e le passività fiscali differite sono determinate con le aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili, nei rispettivi ordinamenti dei paesi in cui il Gruppo opera, negli esercizi nei quali le differenze temporanee saranno realizzate o estinte.
I crediti ed i debiti espressi originariamente in valuta estera sono convertiti in Euro ai cambi della data di effettuazione delle operazioni che li hanno originati. Le differenze cambio realizzate in occasione dell'incasso dei crediti e del pagamento dei debiti in valuta estera sono iscritte al conto economico.
I ricavi ed i proventi, i costi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta sono iscritti al cambio corrente alla data nella quale la relativa operazione è compiuta.
A fine periodo le attività e le passività espresse in valuta estera, ad eccezione delle immobilizzazioni, sono iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura ed i relativi utili e perdite su cambi sono imputati al conto economico.
I dividendi pagabili sono rappresentati come movimento di patrimonio netto nell'esercizio in cui sono approvati dall'Assemblea degli azionisti.
L'utile base per azione è calcolato dividendo il risultato economico del Gruppo per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante il periodo. L'utile diluito per azione è calcolato dividendo il risultato economico del Gruppo per la media ponderata delle azioni in circolazione, tenendo conto degli effetti di tutte le potenziali azioni ordinarie con effetto diluitivo.
La redazione del bilancio e delle relative note esplicative in applicazione degli IFRS richiede l'effettuazione di stime e di assunzioni che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data del bilancio. Le stime e le assunzioni utilizzate sono basate sull'esperienza e su altri fattori considerati rilevanti. I risultati che si
consuntiveranno potrebbero differire da tali stime. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi immediatamente a conto economico.
In questo contesto si segnala che la situazione causata dall'attuale crisi economica e finanziaria ha comportato la necessità di effettuare assunzioni riguardanti l'andamento futuro caratterizzate da significativa incertezza, per cui non si può escludere il concretizzarsi, nel prossimo esercizio, di risultati diversi da quanto stimato e che quindi potrebbero richiedere rettifiche, ad oggi ovviamente né stimabili né prevedibili, anche significative, al valore contabile delle relative voci. Le voci di bilancio principalmente interessate da tali situazioni di incertezza sono i fondi svalutazione crediti e svalutazione magazzino, le attività non correnti (attività immateriali e materiali), i fondi per rischi ed oneri e le imposte differite attive.
Di seguito sono riepilogati i processi critici di valutazione e le assunzioni chiave utilizzate dalla Direzione nel processo di applicazione dei principi contabili riguardo al futuro e che possono avere effetti significativi sui valori rilevati nel bilancio o per le quali esiste il rischio che possano emergere rettifiche di valore significative al valore contabile delle attività e passività nell'esercizio successivo a quello di riferimento del bilancio.
Il Gruppo applica l'approccio semplificato previsto dall'IFRS 9 e registra le perdite attese su tutti i crediti commerciali in base alla durata residua, definendo lo stanziamento basandosi sull'esperienza storica delle perdite su crediti rettificata per tener conto dei fattori previsionali specifici riferiti ai creditori e all'ambiente sociale (ECL).
Il prolungamento e l'eventuale peggioramento dell'attuale crisi economica e finanziaria potrebbe comportare un ulteriore deterioramento delle condizioni finanziarie dei debitori del Gruppo rispetto al peggioramento già preso in considerazione nella quantificazione dei fondi iscritti in bilancio.
Il bilancio consolidato del Gruppo include rimanenze di magazzino al netto del fondo svalutazione, iscritto a fronte del rischio di obsolescenza e di riduzione del valore di realizzo.
I processi e le modalità di valutazione delle rimanenze di magazzino sono basati su assunzioni che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione delle vendite future, alla loro stagionalità ed ai prezzi realizzabili in futuro.
Il fondo svalutazione magazzino riflette quindi la stima della Direzione circa le perdite di valore attese da parte del Gruppo, determinate in funzione dell'esperienza passata e dell'andamento storico e atteso del mercato.
Il Gruppo adotta un processo di svalutazione basato sull'individuazione dei codici interessati da fenomeni di obsolescenza e di lenta movimentazione delle giacenze. Il processo viene effettuato in primo luogo mediante un'analisi dei codici sulla probabilità di vendita.
L'analisi del fondo e della sua congruità viene infine supportata applicando una svalutazione basata su indici di rotazione degli articoli di magazzino, come rapporto tra vendite nell'ultimo anno e le giacenze di fine periodo.
Da policy del Gruppo si prevede non vengano effettuate svalutazioni superiori al valore recuperabile mediante la vendita della merce in stock. Ricordiamo infatti che il Gruppo attua una procedura di smaltimento dei prodotti obsoleti, principalmente articoli moda stagionali rimasti invenduti, ricorrendo a vendite a stock.
Le attività non correnti includono gli immobili, impianti e macchinari, le attività immateriali (incluso l'avviamento), le partecipazioni e le altre attività finanziarie.
La Direzione rivede periodicamente il valore contabile delle attività non correnti detenute ed utilizzate e delle attività che devono essere dismesse, quando fatti e circostanze richiedono tale revisione. Tale attività è svolta utilizzando le stime dei flussi di cassa attesi dall'utilizzo o dalla vendita del bene ed adeguati tassi di sconto per il calcolo del valore attuale. Quando il valore contabile di un'attività non corrente ha subito una perdita di valore, il Gruppo rileva una svalutazione per il valore dell'eccedenza tra il valore contabile del bene ed il suo valore recuperabile attraverso l'uso o la vendita dello stesso, determinata con riferimento ai più recenti piani.
I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit ("CGU"), in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla
previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2019-2023, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.
Stante il perdurare dell'attuale crisi economico-finanziaria, il Gruppo, ai fini della redazione del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2018 e, più in particolare, nell'effettuazione dei test di impairment di attività materiali e immateriali per le diverse CGU, ha preso in considerazione gli andamenti attesi per il 2019; inoltre, per gli anni successivi, il Gruppo ha aggiornato le precedenti proiezioni triennali per tenere conto, in senso cautelativo, del contesto economico-finanziario ancora profondamente segnato dall'attuale crisi.
In relazione alla vendita dei prodotti, il Gruppo accantona dei fondi relativi ai costi stimati per possibili resi di prodotto. La Direzione stabilisce il valore di tali fondi sulla base delle informazioni storiche circa la natura, frequenza e costo medio dei resi intervenuti.
Il Gruppo è soggetto a contenziosi legali riguardanti una limitata tipologia di problematiche (clienti, fornitori, agenti e dipendenti); stante le incertezze inerenti tali problematiche, è difficile predire con certezza l'esborso che deriverà da tali controversie. Nel normale corso del business, la Direzione si consulta con i propri consulenti legali ed esperti in materia legale, fiscale e giuslavoristica. Il Gruppo accerta una passività a fronte di tali contenziosi quando ritiene probabile che si verificherà un esborso finanziario e quando l'ammontare delle perdite che ne deriveranno può essere ragionevolmente stimato. Nel caso in cui non è probabile che esista un'obbligazione attuale, Il Gruppo dà informativa di una passività potenziale, a meno che la probabilità di impiegare risorse atte a produrre benefici economici sia remota.
Il nuovo principio è applicabile in modo retroattivo, per i periodi annuali che hanno inizio il, o dopo il, 1° gennaio 2018.
L' IFRS 15 detta le regole per l'iscrizione dei ricavi, introducendo un approccio che prevede il riconoscimento di un provento solo quando si verifichi il completo soddisfacimento degli obblighi contrattuali. Il principio prevede il riconoscimento del ricavo sulla base dei seguenti cinque step:
– individuazione delle singole obbligazioni;
– determinazione del prezzo della transazione;
– allocazione del prezzo della transazione alle singole obbligazioni sulla base dei "prezzi di mercato" di queste ultime ("stand-alone selling price");
– riconoscimento dei ricavi allocati alla singola obbligazione quando la stessa viene regolata, ossia quando il cliente ottiene il controllo dei beni e/o dei servizi.
Il Gruppo ha deciso di utilizzare il metodo dell'applicazione retrospettica, effettuando il restatement dell'esercizio precedente posto a confronto con l'esercizio al 31 dicembre 2018.
Le tabelle seguenti illustrano le modifiche intervenute per le sole voci di bilancio dell'esercizio precedente che hanno subito variazioni a seguito dell'applicazione del nuovo principio.
| 31 | 31 | ||
|---|---|---|---|
| dicembre | dicembre | ||
| 2017 | 2017 | ||
| (Importi in migliaia di Euro) | approvato | IFRS 15 | restated |
| ATTIVITA' NON CORRENTI | 45.174 | - | 45.174 |
| Rimanenze di magazzino | 35.184 | 500 | 35.684 |
| Crediti commerciali | 28.676 | (1.346) | 27.330 |
| Crediti finanziari, crediti vari e altre attività | 2.990 | - | 2.990 |
| Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti | 25.632 | - | 25.632 |
| ATTIVITA' CORRENTI | 92.482 | (846) | 91.636 |
| TOTALE ATTIVITA' | 137.656 | (846) | 136.810 |
| 31 | 31 | ||
|---|---|---|---|
| dicembre | dicembre | ||
| 2017 | 2017 | ||
| (Importi in migliaia di Euro) | approvato | IFRS 15 | restated |
| PATRIMONIO NETTO | 71.176 | - | 71.176 |
| Passività finanziarie con scadenza oltre 12 mesi: | |||
| - Debiti verso banche | 11.240 | - | 11.240 |
| TFR e altri fondi relativi al personale | 6.981 | - | 6.981 |
| Fondi per rischi e oneri | 2.725 | (846) | 1.879 |
| Fondo imposte differite | 3.467 | - | 3.467 |
| PASSIVITA' NON CORRENTI | 24.413 | (846) | 23.567 |
| PASSIVITA' CORRENTI | 42.067 | - | 42.067 |
| TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITA' | 137.656 | (846) | 136.810 |
| Esercizio al 31 | Esercizio al 31 | ||
|---|---|---|---|
| dicembre 2017 | dicembre 2017 | ||
| (Importi in migliaia di Euro) | approvato | IFRS 15 | restated |
| Ricavi | 127.333 | (7.648) | 119.685 |
| Costo del venduto | (67.214) | 37 | (67.177) |
| Margine industriale | 60.119 | (7.611) | 52.508 |
| Spese dirette di vendita | (10.827) | 707 | (10.120) |
| Margine commerciale lordo | 49.292 | (6.904) | 42.388 |
| Altri ricavi (spese) operativi | 1.374 | 15 | 1.389 |
| Spese commerciali e amministrative | (47.096) | 6.889 | (40.207) |
| Costi di ristrutturazione | (443) | - | (443) |
| Risultato operativo | 3.127 | - | 3.127 |
Le nuove disposizioni dell'IFRS 9: (i) modificano il modello di classificazione e valutazione delle attività finanziarie; (ii) introducono una nuova modalità di svalutazione delle attività finanziarie, che tiene conto delle perdite attese (cd. expected credit losses); (iii) modificano le disposizioni in materia di hedge accounting e (iv) definiscono nuovi criteri per la contabilizzazione delle operazioni di modifica delle passività finanziarie. Le disposizioni dell'IFRS 9 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1° gennaio 2018. Era consentita l'applicazione anticipata.
Il Gruppo ha adottato l'IFRS 9 e tutti i suoi correlati emendamenti. L'applicazione del nuovo principio non ha portato impatti significativi sul bilancio del Gruppo.
I termini contrattuali dei finanziamenti prevedono a determinate date flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire. I finanziamenti detenuti dal Gruppo sono valutati al costo ammortizzato.
In merito all'introduzione della nuova modalità di svalutazione delle attività finanziarie, il Gruppo ha rivisto dal 1°gennaio 2018 la metodologia di determinazione del fondo da rilevare a copertura delle perdite su crediti, tenendo conto delle perdite attese, così come previsto dal nuovo standard, senza aver rilevato impatti significativi sul risultato d'esercizio o sul patrimonio derivanti dall'applicazione dell'IFRS 9.
Il Gruppo non detiene al momento relazioni di copertura designate come coperture efficaci e non applica pertanto hegde accounting. Qualora vengano effettuate nuove coperture, il Gruppo valuterà in maggior dettaglio nel futuro i possibili cambiamenti relativi alla contabilizzazione del valore temporale (time value) delle opzioni, dei punti forward e della differenza tra i tassi di interesse relativi a due valute.
Le modifiche chiariscono come contabilizzare alcuni pagamenti basati su azioni.
Nel mese di gennaio 2016 lo IASB ha pubblicato l'IFRS 16 "Leasing". Questo nuovo principio sostituirà l'attuale IAS 17. Il cambiamento principale riguarda la contabilizzazione dei contratti di leasing da parte dei locatari che, in base allo IAS 17, erano tenuti a fare una distinzione tra il leasing finanziario (contabilizzato secondo il metodo finanziario) e il leasing operativo (contabilizzato secondo il metodo patrimoniale). Con l'IFRS 16 il trattamento contabile del leasing operativo verrà equiparato al leasing finanziario. Secondo il nuovo standard, viene riconosciuta un'attività (il diritto di utilizzare l'elemento in leasing) e una passività finanziaria per pagare gli affitti. Lo IASB ha previsto l'esenzione opzionale per alcuni contratti di locazione e leasing di basso valore e a breve termine.
Il Gruppo ha svolto un'approfondita analisi di tutti gli accordi di leasing in essere al 31 dicembre 2018 alla luce delle nuove regole di contabilizzazione del leasing previste dall'IFRS 16 e non sono stati identificati effetti significativi sul bilancio del Gruppo. Il Gruppo applicherà lo standard a partire dalla data di adozione obbligatoria del 1° gennaio 2019.
Nel mese di maggio 2017 lo IASB ha emesso il nuovo principio IFRS 17 "Contratti di assicurazione". Il nuovo principio sostituirà l'IFRS 4 e sarà applicabile con decorrenza dal 1° gennaio 2021.
Nel mese di giugno 2017 lo IASB ha pubblicato l'interpretazione IFRIC 23 "Incertezza sui trattamenti fiscali sul reddito", che fornisce indicazioni su come riflettere nella contabilizzazione delle imposte sui redditi le incertezze sul trattamento fiscale di un determinato fenomeno. L'IFRIC 23 entrerà in vigore il 1° gennaio 2019.
Nel mese di dicembre 2017 lo IASB ha pubblicato una serie di emendamenti annuali agli IFRS 2015–2017 (IFRS 3, IFRS 11, IAS 12 e IAS 23) che avranno validità a partire dal 1° gennaio 2019.
Nel mese di febbraio 2018 lo IASB ha pubblicato alcuni emendamenti allo IAS 19 che richiederanno alle società di rivedere le ipotesi per la determinazione del costo e degli oneri finanziari ad ogni modifica del piano. Gli emendamenti saranno applicabili con decorrenza dal 1° gennaio 2019.
Il Gruppo adotterà tali nuovi principi, emendamenti ed interpretazioni, sulla base della data di applicazione prevista, e ne valuterà i potenziali impatti, quando questi saranno omologati dall'Unione Europea
Tale voce si riferisce agli avviamenti iscritti in sede di acquisizioni e/o fusioni per incorporazione.
La voce, pari a 8.812 migliaia di Euro al 31 dicembre 2018, si confronta con 13.647 migliaia di Euro dell'esercizio precedente.
La voce, nell'esercizio precedente, comprende il valore residuo esistente al 1 gennaio 2004, derivante dalle operazioni di acquisizione del Gruppo Le Bourget, per 8.374 migliaia di Euro, e di Lepel, successivamente fusa nella Capogruppo, per 3.042 migliaia di Euro.
Nel 2015 la voce si è incrementata di 438 migliaia di Euro per l'avviamento scaturito dall'acquisto della società tedesca Oroblù Germany GmbH.
Nel 2017 la voce si è ulteriormente incrementata di 1.793 migliaia di Euro, di cui 1.191 migliaia di Euro derivante dall'avviamento emerso in fase di conferimento del ramo di azienda e 602 migliaia di Euro derivante dall'operazione di acquisizione di Perofil, successivamente fusa nella Capogruppo.
Dal 1° gennaio 2004 l'avviamento non è più ammortizzato: il valore recuperabile delle cash generating unit cui i singoli avviamenti sono stati allocati, viene verificato attraverso la determinazione del valore recuperabile (valore d'uso) e sottoposto ad impairment test, in applicazione della metodologia prevista dal Principio Contabile Internazionale IAS 36. Tale valore d'uso è stimato sulla base:
del valore attuale dei flussi finanziari futuri relativi ad un orizzonte previsionale pluriennale che si stimano deriveranno dall'uso continuativo dei beni riferiti alle singole cash-generating unit (metodologia "Discounted Cash Flow" nella sua versione "Unlevered"); e
del valore terminale attribuibile alle stesse (stimato sulla base della metodologia della rendita perpetua), al fine di riflettere il valore residuo che ogni cash-generating unit è attesa generare oltre l'orizzonte di piano e rappresentativo del valore attuale dei flussi di cassa futuri successivi al periodo di proiezione esplicita dei dati finanziari previsionali.
Si ricorda, infine, che la recuperabilità degli avviamenti è verificata almeno una volta l'anno (al 31 dicembre) anche in assenza di indicatori di possibile perdita di valore.
L'avviamento è stato attribuito alle Cash Generating Unit dalle quali ci si attendono benefici connessi all'aggregazione; gli avviamenti derivanti dalla fusione di Lepel e di Perofil sono allocati alla CGU Italia, l'avviamento derivante dall'acquisizione di Le Bourget S.A. è allocato alla CGU Francia, mentre quello relativo all'acquisizione di Oroblù Germany GmbH alla CGU Germania.
A seguito dell'effettuazione del test di impairment previsto dallo IAS 36, sono emerse delle perdite di valore che hanno comportato nell'esercizio 2018 la svalutazione degli avviamenti allocati alla CGU Italia, per un importo pari a 4.835 migliaia di Euro.
Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo successivo.
Le principali ipotesi ed assunzioni utilizzate nella determinazione del valore recuperabile della cashgenerating unit sono relative a:
Con riguardo ai valori di cui al punto i), le analisi sono state basate su un'ipotesi di flussi finanziari previsionali relativi ad un orizzonte temporale quinquennale desumibili dai dati di piano 2019-2023 approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 29 marzo 2019.
Con riferimento al valore del punto ii) nel calcolo del WACC, determinato all'8,03% per la CGU Italia, al 6,13% per la CGU Francia e al 5,87% per la CGU Germania, si è adottato un tasso di sconto medio anteimposte, che riflette le valutazioni di mercato del valore attuale del denaro e i rischi specifici dell'attività. Con riguardo al punto iii), si segnala che nell'elaborazione dell'impairment test, il valore terminale è stato determinato utilizzando un tasso di crescita perpetuo ("g rate") stimato pari all'1%.
Dal sopra citato impairment test non è emersa la necessità di procedere a svalutazioni per le CGU Francia e Germania, mentre per la CGU Italia si evidenzia una perdita di valore pari a 23.572 migliaia di Euro, di cui 9.625 migliaia di Euro recepiti dalla Capogruppo, di questi 4.835 migliaia di Euro sono riferiti agli avviamenti descritti nel punto precedente e 4.790 migliaia di Euro sono riferiti alle "altre immobilizzazioni immateriali" che verranno trattate nel proseguo del presente documento.
Per tutte le altre poste di bilancio che, in base a quanto previsto dallo IAS 36, devono essere oggetto di valutazione non sono state effettuate svalutazioni in quanto il valore di iscrizione in bilancio è coerente con i principi contabili applicabili.
La parte restante di perdita presunta di valore, pari a 13.946 migliaia di Euro, non è stata contabilizzata nel bilancio in quanto riconducibile a perdite operative che si potrebbero manifestare nei prossimi esercizi e che in tal caso, in ottemperanza ai principi contabili di riferimento, verranno contabilizzate negli anni della effettiva formazione.
Sono in corso le azioni di integrazione e razionalizzazione delle divisioni produttive, i cui costi influiranno sui risultati dell'esercizio in corso.
Dopo dieci anni di risultati che riteniamo soddisfacenti, si apre un nuovo capitolo dell'esperienza per il Gruppo che sarà fortemente impegnato nella realizzazione delle azioni di rilancio del business delineate dal nuovo piano strategico, consapevoli che l'attuale scenario incerto e non particolarmente favorevole, potrebbe penalizzare la profittabilità nel breve termine, rimandando agli esercizi successivi i recuperi auspicati. Ciò costituirà, comunque, un ulteriore stimolo agli sforzi avviati dal Gruppo che ritiene tale processo imprescindibile per assicurarsi la possibilità di affrontare al meglio lo scenario altamente competitivo e cogliere le opportunità per consolidare ed accrescere la propria posizione, non appena le condizioni economiche generali diverranno più favorevoli o, se gli scenari dovessero rivelarsi discordanti da quelli attesi, a cercare nuove soluzioni che possano valorizzare le potenzialità del Gruppo a livello di prodotto e distributivo.
Inoltre, anche sulla base delle indicazioni contenute nel Documento Banca d'Italia/Consob/Isvap n. 2 del 6 febbraio 2009 e nel Documento Banca d'Italia/Consob/Isvap n. 4 del marzo 2010, si è provveduto ad elaborare un'analisi di sensitività sui risultati del test rispetto alla variazione di assunti di base quali il tasso di crescita perpetuo nell'elaborazione del valore terminale ("g rate") ed il tasso di sconto ("WACC"), che condizionano la stima del valore d'uso della cash generating unit. Nelle tabelle sottostanti sono riportati i risultati di tali analisi:
| CGU Italia | WACC | ||
|---|---|---|---|
| 7,53% 8,03% 8,53% |
|||
| 0,50% -23.161.770 -24.705.254 -26.047.210 | |||
| tasso g | 1,00% -21.823.975 -23.571.714 -25.077.477 | ||
| 1,50% -20.264.335 -22.264.593 -23.969.808 |
| CGU Francia | WACC | |||
|---|---|---|---|---|
| 5,63% 6,13% 6,63% |
||||
| 0,50% | 30.374.408 | 25.406.559 | 21.250.717 | |
| tasso g | 1,00% | 35.092.726 | 29.195.796 | 24.347.836 |
| 1,50% | 40.954.382 | 33.804.009 | 28.049.059 |
| CGU Germania | WACC | |||
|---|---|---|---|---|
| 5,37% 5,87% 6,37% |
||||
| 0,50% | 443.843 | 323.283 | 223.748 | |
| tasso g | 1,00% | 563.772 | 418.581 | 300.960 |
| 1,50% | 714.719 | 535.704 | 394.039 |
| Software | Marchi | Altre | Totale | |
|---|---|---|---|---|
| e Licenze | ||||
| Costo Storico | ||||
| Al 1 gennaio 2017 | 12.045 | 6.993 | 3.329 | 22.367 |
| Incrementi | 436 | 0 | 0 | 436 |
| Decrementi | (91) | 0 | (650) | (741) |
| Altri movimenti | 0 | 0 | (997) | (997) |
| Acquisizione Perofil | 1.044 | 6.439 | 0 | 7.483 |
| Al 31 dicembre 2017 | 13.434 | 13.432 | 1.682 | 28.548 |
| Incrementi | 395 | 1 | 0 | 396 |
| Decrementi | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Altri movimenti | 0 | 0 | (90) | (90) |
| Al 31 dicembre 2018 | 13.830 | 13.433 | 1.592 | 28.854 |
| Ammortamenti e svalutazioni | ||||
| Al 1 gennaio 2017 | 11.727 | 2.485 | 1.064 | 15.276 |
| Ammortamenti dell'anno | 369 | 736 | 57 | 1.162 |
| Decrementi | (91) | 0 | 0 | (91) |
| Altri movimenti | 0 | 0 | (340) | (340) |
| Acquisizione Perofil | 1.020 | 1886 | 0 | 2.906 |
| Al 31 dicembre 2017 | 13.025 | 5.107 | 781 | 18.913 |
| Ammortamenti dell'anno | 380 | 873 | 0 | 1.253 |
| Decrementi | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Altri movimenti | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Al 31 dicembre 2018 | 13.405 | 5.980 | 781 | 20.166 |
| Valore netto contabile: | ||||
| Al 1 gennaio 2017 | 320 | 4.508 | 2.265 | 7.091 |
| Al 31 dicembre 2017 | 409 | 8.325 | 901 | 9.635 |
| Impairment IAS 36 | (385) | (4.404) | 0 | (4.790) |
| Al 31 dicembre 2018 | 40 | 3.049 | 810 | 3.898 |
Le Altre attività immateriali al 31 dicembre 2018 ammontano a 3.898 migliaia di Euro. Nell'esercizio sono state svalutate per 4.790 migliaia di Euro la totalità delle attività immateriali appartenenti alla CGU Italia.
I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit ("CGU"), in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2019-2023, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.
L'incremento dell'esercizio per la voce 'Software', attribuibile principalmente alla Capogruppo e pertanto interamente svalutato, è relativo ai costi sostenuti per l'aggiornamento del sistema informativo gestionale SAP e allo sviluppo di nuove applicazioni.
Nella voce 'Marchi' sono compresi i marchi Cagi, Liberti e Well e i marchi Perofil e Luna di Seta, acquistati nel 2017 e i costi per licenza su marchi di terzi Bikkembergs.
I marchi Cagi, Liberti, Perofil e Luna di Seta e i costi per la licenza Bikkembergs, in quanto attribuiti alla Cash Generating Unit Italia sono stati interamente svalutati, mentre per il marchio Well attribuito alla CGU Francia non si evidenza la necessità di svalutazione.
Il marchio Well non è ammortizzato in quanto a vita utile indefinita.
Nella voce 'Altre' sono compresi gli importi pagati dalla Società CSP Paris per l'apertura di 3 punti vendita in Francia, per un importo complessivo di 810 migliaia di Euro.
Tali importi sono considerati attività immateriali a vita utile indefinita e pertanto non sono stati assoggettati ad ammortamento. Le verifiche sul loro fair value hanno evidenziato la necessità di procedere nel 2018 a rettifiche di valore per 90 migliaia di Euro per il solo punto vendita ad insegna Le Bourget di Saint Etienne.
| Terreni e | Impianti e | Attrezzature | Altri | Immobilizz. | Totale | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| fabbricati | macchinari | beni | in corso | |||
| Costo Storico | ||||||
| Al 1 gennaio 2017 | 33.337 | 42.697 | 19.436 | 9.228 | 115 | 104.813 |
| Incrementi | 0 | 694 | 8 | 283 | 1.186 | 2.171 |
| Cessioni | 0 | (1.516) | (190) | (263) | (8) | (1.977) |
| Altri movimenti | 0 | 98 | 664 | 997 | (880) | 879 |
| Acquisizione Perofil | 0 | 1.129 | 362 | 1.995 | 0 | 3.486 |
| Al 31 dicembre 2017 | 33.337 | 43.102 | 20.280 | 12.240 | 413 | 109.372 |
| Incrementi | 0 | 260 | 143 | 399 | 163 | 965 |
| Cessioni | 0 | (505) | (2) | (489) | 0 | (996) |
| Altri movimenti | 0 | 95 | 410 | 114 | (505) | 114 |
| Al 31 dicembre 2018 | 33.337 | 42.952 | 20.831 | 12.264 | 71 | 109.455 |
| Ammortamenti e svalutazioni | ||||||
| Al 1 gennaio 2017 | 22.366 | 40.365 | 18.469 | 6.834 | 0 | 88.034 |
| Ammortamenti dell'anno | 504 | 550 | 283 | 684 | 0 | 2.021 |
| Cessioni | 0 | (1.492) | (190) | (235) | 0 | (1.917) |
| Altri movimenti | 0 | 0 | 0 | 340 | 0 | 340 |
| Acquisizione Perofil | 0 | 1040 | 359 | 1760 | 0 | 3.159 |
| Al 31 dicembre 2017 | 22.870 | 40.463 | 18.921 | 9.383 | 0 | 91.637 |
| Ammortamenti dell'anno | 502 | 585 | 321 | 725 | 0 | 2.133 |
| Cessioni | 0 | (504) | (2) | (244) | 0 | (750) |
| Altri movimenti | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Al 31 dicembre 2018 | 23.372 | 40.544 | 19.240 | 9.864 | 0 | 93.020 |
| Valore netto contabile: | ||||||
| Al 1 gennaio 2017 | 10.971 | 2.333 | 967 | 2.394 | 115 | 16.780 |
| Al 31 dicembre 2017 | 10.467 | 2.640 | 1.359 | 2.857 | 413 | 17.736 |
| Al 31 dicembre 2018 | 9.965 | 2.411 | 1.589 | 2.401 | 71 | 16.437 |
Le attività materiali al 31 dicembre 2017 ammontano a 16.437 migliaia di Euro.
I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna Cash Generating Unit ("CGU"), in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi al periodo di piano 2019-2023, alla determinazione dei flussi
di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.
Si segnala che il valore dei beni immobili della Capogruppo iscritti in bilancio è asseverato da una stima di un professionista indipendente ed il valore emergente da tale perizia è sensibilmente superiore al valore contabile.
Nell'esercizio in esame sono stati effettuati investimenti lordi per complessive 965 migliaia di Euro, relativi principalmente all'acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature in sostituzione di altri ormai obsoleti e completamente ammortizzati.
I decrementi del periodo si riferiscono a cessioni di macchinari, attrezzature ed altri beni completamente ammortizzati.
Tale voce, pari a 69 migliaia di Euro, si riferisce prevalentemente ai depositi cauzionali.
La voce, pari a 3.154 migliaia di Euro al 31 dicembre 2018 e a 4.038 migliaia di Euro al 31 dicembre 2017, accoglie le imposte differite attive sulle differenze temporanee tra i valori iscritti in bilancio e i corrispondenti valori fiscali, principalmente riconducibili a fondi tassati (fondo svalutazione crediti/magazzino e fondi rischi) che saranno fiscalmente deducibili in esercizi futuri (i dettagli sono esposti nell'allegato n. 2).
Si segnala che la Capogruppo, a titolo prudenziale, ha stornato le imposte differite attive iscritte per 561 migliaia di Euro in relazione a perdite fiscali di esercizi antecedenti al 2015 e riportabili illimitatamente.
Il bilancio consolidato del Gruppo include rimanenze di magazzino pari a 36.577 migliaia di Euro, al netto di un fondo svalutazione di Euro 5.647 migliaia di Euro iscritto a fronte del rischio di obsolescenza e di riduzione del valore di realizzo.
I processi e le modalità di valutazione delle rimanenze di magazzino sono basati su assunzioni che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, in particolare con riferimento alla previsione delle vendite future, alla loro stagionalità ed ai prezzi realizzabili in futuro.
Le rimanenze di magazzino sono così rappresentate:
| 31/12/18 | 31/12/17 | Variazione | |
|---|---|---|---|
| Valore lordo | 42.224 | 41.773 | 451 |
| Fondo svalutazione | (5.647) | (6.089) | 442 |
| 36.577 | 35.684 | 893 |
| 31/12/18 | 31/12/17 | Variazione | |
|---|---|---|---|
| Materie prime, sussidiarie e di consumo | 7.416 | 7.578 | (162) |
| Fondo svalutazione | (950) | (1.008) | 58 |
| 6.466 | 6.570 | (104) | |
| Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati | 8.089 | 7.583 | 505 |
| Fondo svalutazione | (106) | (88) | (18) |
| 7.983 | 7.495 | 487 | |
| Prodotti finiti e merci | 26.718 | 26.612 | 107 |
| Fondo svalutazione | (4.590) | (4.993) | 403 |
| 22.128 | 21.619 | 510 | |
| Totale | 36.577 | 35.684 | 893 |
Le rimanenze di magazzino evidenziano un incremento netto di 893 migliaia rispetto all'esercizio precedente.
Ricordiamo, infine, che il Gruppo attua una procedura di smaltimento dei prodotti obsoleti, principalmente articoli moda stagionali rimasti invenduti, ricorrendo a vendite a stock; la merce che alla fine dell'esercizio risultava ancora in giacenza è stata opportunamente svalutata allineandola al presunto valore di realizzo.
I crediti verso clienti ammontano a 23.472 migliaia di Euro, al netto del fondo svalutazione crediti pari a 608 migliaia di Euro (675 migliaia di Euro al 31 dicembre 2017).
Non vi sono crediti esigibili oltre i cinque anni.
La ripartizione dei crediti commerciali per termini di scadenza, con l'evidenza degli importi a valore nominale e della relativa svalutazione applicata, è la seguente:
| 31/12/18 | di cui | 31/12/17 | di cui | |
|---|---|---|---|---|
| svalutazione | svalutazione | |||
| A scadere | 18.757 | 15 | 21.890 | 15 |
| Scaduto da 1 a 30 giorni | 2.293 | 15 | 2.776 | 1 |
| Scaduto da 31 a 90 giorni | 1.699 | 28 | 1.986 | 6 |
| Scaduto da 91 a 180 giorni | 378 | 44 | 327 | 12 |
| Scaduto da 181 a 365 giorni | 565 | 185 | 573 | 188 |
| Scaduto da oltre 366 giorni | 388 | 321 | 453 | 453 |
| Totale | 24.080 | 608 | 28.005 | 675 |
Si ritiene che il valore contabile dei crediti commerciali approssimi il loro fair value.
La ripartizione dei crediti commerciali per area geografica è la seguente:
| 31/12/18 | 31/12/17 | |
|---|---|---|
| Italia | 12.402 | 13.982 |
| Francia | 8.888 | 11.153 |
| Unione Europea | 1.349 | 1.042 |
| Resto del Mondo | 833 | 1.153 |
| Totale | 23.472 | 27.330 |
La movimentazione del fondo svalutazione crediti è la seguente:
| Saldo iniziale | Accantonamenti | Utilizzi | Saldo finale |
|---|---|---|---|
| 675 | 230 | (297) | 608 |
Nel periodo in esame il fondo è stato utilizzato a copertura delle perdite per 297 migliaia di Euro. Gli accantonamenti al fondo sono stati effettuati a fronte dei rischi emersi in sede di valutazione dei relativi crediti al 31 dicembre 2018.
La composizione della suddetta voce è la seguente:
| 31/12/18 | 31/12/17 | |
|---|---|---|
| Erario c/IVA | 1.350 | 551 |
| Anticipi a fornitori | 185 | 129 |
| Crediti verso Enti | 25 | 69 |
| Crediti per imposte | 715 | 581 |
| Risconti attivi | 356 | 331 |
| Altri crediti | 846 | 1.329 |
| Totale | 3.477 | 2.990 |
L'incremento rispetto al 31 dicembre 2017 è pari a 487 migliaia di Euro.
La differenza più significativa si riferisce all'incremento del credito IVA e dei crediti per imposte della controllata francese, controbilanciato dalla riduzione degli altri crediti per 483 migliaia di Euro, dovuto principalmente al rimborso del credito fiscale iscritto da CSP Paris nell'esercizio precedente e pari a 635 migliaia di Euro.
Si ritiene che il valore contabile dei Crediti finanziari, crediti vari e altre attività approssimi il loro fair value.
L'ammontare complessivo delle disponibilità liquide del Gruppo è pari a 23.058 migliaia di Euro (25.632 migliaia di Euro al 31 dicembre 2017) a fronte di temporanee disponibilità su c/c bancari in attesa di utilizzi futuri.
I valori esposti possono essere convertiti in cassa prontamente e sono soggetti ad un rischio di variazione di valore non significativo. Si ritiene che il valore di carico delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti sia allineato al loro fair value alla data di bilancio.
Il Patrimonio netto al 31 dicembre 2018 ammonta a 58.191 migliaia di Euro, in decremento di 12.985 migliaia di Euro rispetto al 31 dicembre 2017 a seguito principalmente della perdita complessiva dell'esercizio e della riduzione delle riserve per la distribuzione dei dividendi della Capogruppo.
Il capitale sociale al 31 dicembre 2018, interamente sottoscritto e versato, risulta costituito da 33.259.328 azioni ordinarie da nominali Euro 0,52 cadauna. Nessuna variazione è intervenuta nel periodo in esame.
Riguardo al capitale sociale e alle riserve delle società per azioni la normativa italiana stabilisce che:
il capitale sociale della Società non può avere valore inferiore a 120.000 Euro;
ogni variazione dell'importo del capitale sociale deve essere deliberata dall'Assemblea, la quale può attribuire delega al Consiglio, per un periodo massimo di cinque anni, ad aumentare il capitale fino ad un ammontare determinato; l'organo assembleare ha inoltre l'obbligo di adottare gli opportuni provvedimenti quando risulta che il capitale sociale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite accertate, nonché di procedere alla riduzione del capitale sociale se entro l'esercizio successivo detta perdita non risulta diminuita a meno di un terzo. Se, per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al di sotto del minimo legale sopra citato l'Assemblea deve deliberare sia la riduzione del capitale che il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo, o la trasformazione della Società;
la riserva sovrapprezzo azioni viene costituita se la Società emette azioni ad un prezzo superiore al loro valore nominale e non può essere distribuita fino a che la riserva legale non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale;
per quanto riguarda le azioni proprie, la Società non può acquistare azioni proprie se non nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio regolarmente approvato. L'acquisto deve essere autorizzato dall'Assemblea e in nessun caso il valore nominale delle azioni acquistate può eccedere la quinta parte del capitale sociale.
Gli utili netti risultanti dal bilancio annuale della Società devono essere così destinati:
alla riserva legale il 5% fino a che questa non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale;
ad ulteriore accantonamento a riserva legale, alla riserva straordinaria e/o ad utili portati a nuovo per eventuali assegnazioni deliberate dall'Assemblea.
Gli obiettivi identificati dalla CSP International Fashion Group S.p.A. nella gestione del capitale sono la creazione di valore per la generalità degli azionisti, la salvaguardia della continuità aziendale ed il supporto allo sviluppo del Gruppo.
Tali riserve sono così ripartite:
| 31/12/18 | 31/12/17 | |
|---|---|---|
| Riserva legale | 2.954 | 2.889 |
| Riserva da sovrapprezzo delle azioni | 21.859 | 21.859 |
| Riserva per differenze attuariali | (1.084) | (1.180) |
| Riserve diverse | 29.090 | 29.438 |
| Totali | 52.819 | 53.006 |
Le Azioni proprie al 31 dicembre 2018 sono costituite da n. 1.000.000 azioni ordinarie acquistate per un costo di acquisto pari a 888 migliaia di Euro; nell'esercizio in esame non sono state acquistate azioni.
Le condizioni di compravendita sono state deliberate dall'Assemblea degli azionisti del 22 giugno 2018 con l'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie sui mercati regolamentati secondo le seguenti modalità:
Si informa altresì che nel caso in cui si procedesse all'alienazione delle azioni, le modalità di rivendita sarebbero le seguenti:
La perdita base per azione al 31 dicembre 2018 è pari a -0,355 Euro (al 31 dicembre 2017 utile base per azione pari a 0,030 Euro) ed è calcolato dividendo il risultato del Gruppo per la media ponderata delle azioni in circolazione durante il periodo.
L'utile diluito per azione coincide con l'utile per azione.
I debiti verso banche scadenti oltre 12 mesi ammontano a 9.781 migliaia di Euro e sono diminuiti di 1.459 migliaia di Euro rispetto al 31 dicembre 2017. La variazione accoglie l'effetto della riclassifica nelle passività finanziarie correnti delle quote esigibili entro 12 mesi e il rimborso delle rate dei mutui in scadenza.
La ripartizione dei debiti bancari oltre 12 mesi per termini di rimborso, esposti al netto dei relativi oneri accessori, è la seguente:
| 31/12/18 | 31/12/17 | |
|---|---|---|
| - scadenti da 1 a 2 anni | 4.930 | 5.659 |
| - scadenti da 2 a 3 anni | 3.051 | 3.730 |
| - scadenti da 3 a 4 anni | 1.200 | 1.851 |
| - scadenti da 4 a 5 anni | 600 | 0 |
| - scadenti oltre 5 anni | 0 | 0 |
| Totale | 9.781 | 11.240 |
Tali debiti bancari si riferiscono ai seguenti finanziamenti (comprensivi anche della quota corrente):
| Istituto di credito | Data di | 31/12/18 | Tasso periodo di |
|---|---|---|---|
| stipula | preammortamento | ||
| Finanziamento Mediocredito Italiano | 30.04.2015 | 1.315 Euribor a 3 mesi + spread 0,75% | |
| Finanziamento Banca Nazionale del Lavoro | 30.06.2015 | 1.500 Euribor a 6 mesi + spread 0,75% | |
| Finanziamento UBI – Banco di Brescia | 21.10.2016 | 1.740 Euribor a 3 mesi + spread 0,50% | |
| Finanziamento Mediocredito Italiano | 28.10.2016 | 1.800 Euribor a 3 mesi + spread 0,57% | |
| Finanziamento Banca Nazionale del Lavoro | 28.12.2016 | 1.200 Tasso Fisso 0,45% | |
| Finanziamento UBI – Unione di Banche Italiane 28.06.2017 | 1.752 Euribor a 3 mesi + spread 0,50% | ||
| Finanziamento Monte dei Paschi di Siena | 30.06.2017 | 1.875 Tasso Fisso 0,50% | |
| Finanziamento Banca Nazionale del Lavoro | 26.06.2018 | 2.700 Euribor a 6 mesi + spread 0,50% | |
| Finanziamento Monte dei Paschi di Siena | 28.06.2018 | 2.700 Euribor a 6 mesi + spread 0,30% | |
| Finanziamento Banque Scalbert Dupont | 29.04.2009 | 58 Euribor a 3 mesi + spread 0,7% | |
| 16.640 |
Nel corso del 2018 la Capogruppo ha sottoscritto due nuovi finanziamenti, e più precisamente:
In data 26.06.2018, è stato acceso un nuovo finanziamento chirografario con Banca Nazionale del Lavoro di Euro 3.000.000,00 con piano di rimborso semestrale posticipato ed ultima rata in data 11.06.2023;
In data 28.06.2018 è stato accesso un nuovo finanziamento chirografario con Monte dei Paschi di Siena di Euro 3.000.000 Euro con piano di rimborso semestrale posticipato ed ultima rata in data 30.06.2023
Tutti i finanziamenti di Banca Nazionale del Lavoro prevedono per tutta la durata dei suddetti contratti, il rispetto dei seguenti covenants determinati sui risultati consolidati del Gruppo CSP:
Rapporto Posizione Finanziaria Netta / EBITDA </= 3,50
Rapporto Posizione Finanziaria Netta / PN </= 1,00
Alla data della chiusura dell'esercizio tali covenants risultano rispettati.
Gli altri finanziamenti non contemplano covenants da rispettare.
La voce Trattamento di fine rapporto (TFR) riflette l'indennità prevista sia dalla legislazione francese che da quella italiana; quest'ultima, modificata dalla Legge n. 296/2006, prevede che l'indennità maturata dai dipendenti fino al 31 dicembre 2006 verrà liquidata al momento dell'uscita del dipendente. In presenza di specifiche condizioni, può essere parzialmente anticipata al dipendente nel corso della vita lavorativa.
La valutazione attuariale evidenzia quindi un valore del fondo TFR al 31 dicembre 2018 pari a 6.501 migliaia di Euro e riflette l'indennità maturata a fine periodo dai dipendenti del Gruppo calcolata su base attuariale. La movimentazione del fondo è riepilogata in sintesi come segue:
| Saldo iniziale |
Interest cost |
Indennità accantonate |
Indennità liquidate |
Utili/(Perdi te) attuariali |
Saldo finale |
|
|---|---|---|---|---|---|---|
| TFR | 6.981 | 90 | (65) | (317) | (188) | 6.501 |
Si segnala inoltre che la contabilizzazione degli utili/perdite attuariali è imputata direttamente a patrimonio netto.
Si precisa, infine, che il Gruppo ha esposto la componente interessi dell'onere relativo ai piani per dipendenti a benefici definiti nella voce oneri finanziari, con conseguente incremento degli oneri finanziari di periodo di 90 migliaia di Euro (98 migliaia di Euro al 31 dicembre 2017).
Il modello di valutazione attuariale si fonda sulle cosiddette basi tecniche, che costituiscono le ipotesi di natura demografica ed economico-finanziaria relative ai parametri coinvolti nel calcolo.
In sintesi, le assunzioni adottate sono state le seguenti:
| Ipotesi finanziarie | ||
|---|---|---|
| Tasso tecnico di attualizzazione | 1,55% |
|---|---|
| Tasso annuo di inflazione | 1,5% |
| Tasso annuo di incremento TFR | Da 1,5 a 3,0% |
Ipotesi demografiche
| Tasso di mortalità | In linea con quanto indicato dalle | ||
|---|---|---|---|
| risultanze ufficiali dell'Istituto |
|||
| Nazionale di Statistica 2004 per | |||
| uomini e donne in l'Italia e |
|||
| dall'Institut National de la |
|||
| Statistique et des Etudes |
|||
| Economiques 2005 in Francia | |||
| Invalidità | In linea con quanto indicato dalle | ||
| risultanze ufficiali dell'INPS 1998 | |||
| per uomini e donne in Italia, non | |||
| applicabile in Francia. | |||
| Turnover del personale | Turnover del personale dal 2,5 al | ||
| 3,0% per anno su tutte le età | |||
| Anticipi | 1,5% per anno variabile in base | ||
| all'età/anzianità per l'Italia, non | |||
| previsto in Francia | |||
| Età di pensionamento | Il raggiungimento del primo dei | ||
| requisiti pensionabili validi per |
|||
| l'Assicurazione Generale |
|||
| Obbligatoria in Italia ed a 65 anni in | |||
| Francia. |
In merito alla scelta del tasso di attualizzazione, con riferimento alla attuale situazione di alta volatilità dei mercati finanziari, si è scelto di prendere come indice di riferimento l'indice per l'Eurozona Iboxx Corporate AA con durata coerente con la durata media finanziaria del collettivo oggetto di valutazione.
Nell'ipotesi che il tasso di attualizzazione aumentasse dello 0,25% l'effetto positivo sulla valutazione del TFR sarebbe di 170 migliaia di Euro.
Nell'ipotesi che il tasso di attualizzazione diminuisse dello 0,25% l'effetto negativo sulla valutazione del TFR sarebbe di 176 migliaia di Euro.
Di seguito esponiamo la movimentazione e composizione di tale voce:
| Saldo | Accanton. | Utilizzi | Saldo | |
|---|---|---|---|---|
| iniziale | finale | |||
| Fondo ind. suppl. clientela | 1.726 | 62 | (168) | 1.620 |
| Fondo ristrutturazione | 56 | 0 | (50) | 6 |
| Fondo rischi per contenziosi | 97 | 225 | (9) | 313 |
| Totale | 1.879 | 287 | (227) | 1.939 |
Il fondo indennità suppletiva di clientela è relativo all'indennità maturata dagli agenti, calcolata in accordo con la normativa e i contratti collettivi vigenti.
Il fondo rischi per contenziosi si riferisce ad accantonamenti fatti in relazione a rischi derivanti da cause mosse da terzi, in prevalenza fornitori ed erario. La controllata CSP Paris ha accantonato nel periodo 225 migliaia di Euro per una causa mossa da un concorrente.
Il fondo ristrutturazione è stato utilizzato nel 2018 per 50 migliaia di Euro a seguito del completamento del programma di ristrutturazione aziendale della Capogruppo, avvenuto agli inizi del 2018.
Alla data di chiusura del presente bilancio si fa presente che per la Capogruppo è pendente una controversia fiscale conseguente alla verifica condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Mantova, conclusasi in data 26 maggio 2015.
In data 4 gennaio 2018 l'Agenzia delle Entrate di Mantova ha notificato l'avviso di accertamento, dove sono stati confermati l'ammontare dei rilievi formalizzati dai verificatori.
In luglio 2018 la Capogruppo ha quindi presentato un'istanza di ruling internazionale al fine di evitare una doppia imposizione fiscale in Italia e in Francia.
La voce, pari a 2.421 migliaia di Euro al 31 dicembre 2018 ed a 3.467 migliaia di Euro al 31 dicembre 2017, accoglie le imposte differite accantonate sulle differenze temporanee tra i valori delle attività e delle passività iscritte in bilancio, principalmente riconducibili alla rateizzazione di plusvalenze patrimoniali e alle scritture di consolidamento. Il decremento rispetto all'esercizio precedente è principalmente ascrivibile al rientro delle imposte differite riconducibili ai marchi di Perofil oggetto di svalutazione per impairment in quanto fiscalmente irrilevanti, per un importo pari a 995 migliaia di Euro.
La ripartizione dei debiti bancari entro 12 mesi è la seguente:
| 31/12/18 | 31/12/17 | |
|---|---|---|
| Debiti correnti | 333 | 2.950 |
| -Mutui scadenti entro 1 anno | 6.859 | 5.830 |
| Totale | 7.192 | 8.780 |
La dinamica completa della variazione dei flussi finanziari è esposta nel Rendiconto finanziario. Al 31 dicembre 2018 e alla data di redazione delle presenti note, l'ammontare delle linee di credito a breve concesse alle società del Gruppo dagli istituti di credito a fronte delle diverse forme di possibile utilizzo è pari a 42.100 migliaia di Euro.
Di seguito si espone la composizione dell'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2018 e 2017:
| 31/12/18 | 31/12/17 | |
|---|---|---|
| Debiti verso banche a breve | 333 | 2.950 |
| Quota a breve dei debiti a medio lungo termine | 6.859 | 5.830 |
| Cassa e banche attive | (23.058) | (25.632) |
| Indebitamento finanziario a breve | (15.866) | (16.852) |
| Finanziamenti a medio lungo termine al netto delle | ||
| quote correnti | 9.781 | 11.240 |
| IndeIndebitamento finanziario netto | (6.085) | (5.612) |
La posizione finanziaria netta è migliorata di 473 migliaia di Euro ed evidenzia un saldo a credito.
Il saldo registra un incremento di 161 migliaia di Euro, soprattutto per fenomeni legati alla dinamica temporale degli acquisti. I debiti verso fornitori sono tutti liquidabili entro l'esercizio successivo.
La ripartizione dei debiti commerciali per area geografica è la seguente:
| 31/12/18 | 31/12/17 | |
|---|---|---|
| Italia | 14.499 | 14.838 |
| Francia | 7.292 | 6.796 |
| Unione Europea | 1.070 | 816 |
| Resto del Mondo | 1.702 | 1.952 |
| Totale | 24.563 | 24.402 |
La ripartizione dei debiti commerciali per termini di scadenza è la seguente:
| 31/12/18 | 31/12/17 | |
|---|---|---|
| Scaduto | 802 | 1.713 |
| A scadere da 1 a 30 giorni | 10.682 | 8.424 |
| A scadere da 31 a 90 giorni | 9.831 | 10.389 |
| A scadere da 91 a 180 giorni | 2.605 | 3.442 |
| A scadere da 181 a 365 giorni | 639 | 428 |
| A scadere oltre 366 giorni | 4 | 6 |
| Totale | 24.563 | 24.402 |
Si ritiene che il valore contabile dei debiti commerciali alla data di bilancio approssimi il loro fair value.
La ripartizione dei debiti vari e altre passività è la seguente:
| 31/12/18 | 31/12/17 | |
|---|---|---|
| Debiti v/dipendenti per competenze | 3.732 | 4.077 |
| Debiti v/ istituti di previdenza | 3.584 | 3.767 |
| Debiti per imposte (IVA) | 651 | 201 |
| Ratei e risconti passivi | 77 | 129 |
| Altri debiti | 324 | 710 |
| Totale | 8.368 | 8.884 |
I debiti vari e altre passività sono diminuiti di 516 migliaia di Euro rispetto all'esercizio precedente e riguardano principalmente i debiti relativi al lavoro dipendente.
Si ritiene che il valore contabile dei debiti vari e altre passività alla data di bilancio approssimi il loro fair value.
La voce è pari a 6 migliaia di Euro.
Si ritiene che il valore contabile dei debiti per imposte correnti alla data di bilancio approssimi il loro fair value.
Le fidejussioni sono rilasciate prevalentemente da istituti di credito a favore di terzi per l'ordinaria gestione dell'attività.
Elenchiamo di seguito la suddivisione per Istituto di credito al 31 dicembre 2018 e 2017:
| 31/12/18 | 31/12/17 | |
|---|---|---|
| Fideiussioni: | ||
| - Monte dei Paschi di Siena | 29 | 27 |
| - UBI Banca | 27 | 27 |
| - Banca Intesa | 56 | 56 |
| Totale | 112 | 110 |
L'unica ipoteca ancora in essere risulta a carico della società francese CSP Paris, per un importo di 2.000 migliaia di Euro, a fronte di un debito residuo di 58 migliaia di Euro.
Si segnala che il Gruppo al 31 dicembre 2018 ha in essere impegni derivanti da contratti di locazione e affitti di durata pluriennale pari a 5.256 migliaia di Euro.
Gli impegni in essere al 31 dicembre 2017 erano pari a 5.087 migliaia di Euro.
Nella voce 'Debiti vari e altre passività' è incluso l'ammontare di 59 migliaia di Euro (52 migliaia di Euro al 31 dicembre 2017) riferito alla valutazione al fair value di operazioni in strumenti derivati stipulati dalla Capogruppo a fronte delle oscillazioni dei tassi di interesse, i cui dettagli sono riportati nella sottostante tabella:
| Istituto | Valutazione | Data | Importo | Importo |
|---|---|---|---|---|
| fair value | scadenza | sottostante | residuo | |
| UBI – Banco di Brescia | (5) | 31.03.2020 | 1.272 | 0 |
| UBI – Banco di Brescia | (4) | 30.06.2020 | 1.752 | 1.752 |
| UBI – Banco di Brescia | (5) | 30.09.2021 | 1.740 | 1.740 |
| Mediocredito Italiano – Intesa S.Paolo | (5) | 31.03.2020 | 4.473 | 1.316 |
| Mediocredito Italiano – Intesa S.Paolo | (3) | 30.09.2021 | 3.000 | 1.737 |
| Banca Nazionale del Lavoro | (6) | 30.06.2020 | 1.500 | 1.500 |
| Banca Nazionale del Lavoro | (15) | 11.06.2023 | 2.700 | 1.200 |
| Banca Nazionale del Lavoro | 1 | 11.06.2023 | 2.700 | 2.700 |
| Monte dei Paschi di Siena | (17) | 30.06.2023 | 2.700 | 2.700 |
| Totale | (59) | 21.837 | 14.645 |
Tali contratti, pur avendo natura di copertura sostanziale dai rischi di fluttuazione, non rispettano tutti i requisiti previsti dallo IAS 39 per una classificazione come di copertura e, conseguentemente, il relativo effetto positivo derivante dall'adeguamento della valutazione al fair value alla chiusura dell'esercizio 2017 è stato iscritto a conto economico.
Nella voce 'Debiti vari e altre passività' è incluso inoltre l'ammontare di 19 migliaia di Euro riferito alla valutazione al fair value dei contratti di acquisti a termine di valuta (dollari statunitensi) per coprire il rischio di cambio connesso al pagamento di forniture nella stessa valuta con scadenza media entro 12 mesi, per un controvalore al 31 dicembre 2018 di 437 migliaia di Euro.
Nella voce 'Crediti finanziari, crediti vari e altre attività' è incluso inoltre l'ammontare di 10 migliaia di Euro riferito alla valutazione al fair value dei contratti di acquisti a termine di valuta (dollari statunitensi) stipulati dalla Capogruppo e dalla controllata francese per coprire il rischio di cambio connesso al pagamento di forniture nella stessa valuta con scadenza media entro 12 mesi, per un controvalore al 31 dicembre 2018 di 219 migliaia di Euro.
Tutti i fair value sono stati determinati attraverso 'Input significativi osservabili (Livello 2)'.
Di seguito si riportano i dati richiesti ai sensi dell'IFRS 8. I settori identificati per tale analisi sono: Italia, Francia e Altri (nei quali confluiscono i dati di Germania e USA).
I seguenti prospetti illustrano le situazioni per area di attività al 31 dicembre 2018 e 31 dicembre 2017:
| Dati bilancio 31.12.18 | ITALIA | FRANCIA | ALTRI | Rettifiche | GRUPPO |
|---|---|---|---|---|---|
| (Valori in migliaia di Euro) | CSP International | ||||
| 31.12.2018 | 31.12.2018 | 31.12.2018 | 31.12.2018 | 31.12.2018 | |
| Conto economico | |||||
| Ricavi esterni | 47.787 | 61.518 | 2.280 | 0 | 111.586 |
| Ricavi Intercompany | 10.899 | 278 | 0 | (11.177) | 0 |
| % dei ricavi esterni | 0,00% | ||||
| Costo del venduto | (39.726) | (34.170) | (1.416) | 11.710 | (63.602) |
| Margine Lordo | 18.960 | 27.627 | 864 | 533 | 47.984 |
| Pubblicità | (4.707) | (4.276) | (128) | (110) | (9.221) |
| Provvigioni | (2.669) | (102) | (86) | (10) | (2.866) |
| Trasporti/Logistica | (3.396) | (3.504) | (97) | - | (6.997) |
| Spese commerciali dirette | (3.104) | (13.691) | (2) | 0 | (16.797) |
| Perdite su crediti | (167) | 77 | 1 | 0 | (89) |
| Costi di settore | (14.043) | (21.496) | (311) | (120) | (35.969) |
| Risultato di settore (Margine Commerciale) | 4.917 | 6.131 | 553 | 412 | 12.014 |
| Spese corporate | (20.231) | (2.983) | (428) | (189) | (23.832) |
| Altri proventi non operativi | 4.207 | 0 | 0 | (4.207) | 0 |
| Altri proventi/oneri | 343 | 935 | 12 | (22) | 1.269 |
| Proventi/Oneri finanziari | (246) | 272 | (21) | 0 | 5 |
| Utile (Perdita) prima delle imposte | (11.010) | 4.355 | 116 | (4.006) | (10.544) |
| Imposte sul reddito dell'esercizio | 406 | (1.582) | (6) | (68) | (1.249) |
| Utile (Perdita) d'esercizio | (10.604) | 2.772 | 111 | (4.073) | (11.793) |
| Stato Patrimoniale | |||||
| Attività di settore | 83.909 | 56.983 | 1.040 | (22.970) | 118.962 |
| di cui: | |||||
| - Immobilizzazioni materiali | 11.658 | 4.965 | 19 | (205) | 16.437 |
| - Immobilizzazioni immateriali | 0 | 12.272 | 438 | 0 | 12.709 |
| - Capitale circolante operativo netto | 21.303 | 9.535 | 199 | (448) | 30.589 |
| PN | |||||
| Passività di settore | (83.909) | (56.983) | (1.040) | 22.970 | (118.962) |
| di cui: | |||||
| - Posizione finanziaria netta - Patrimonio netto |
(14.222) (42.568) |
20.156 (36.085) |
151 (372) |
0 20.835 |
6.085 (58.190) |
| Altre informazioni | |||||
| Investimenti di segmento (immobilizzazioni | |||||
| immateriali) | 390 | 5 | 0 | 0 | 396 |
| Investimenti di segmento (immobilizzazioni materiali) | 1.003 | 165 | 0 | 0 | 1.168 |
| Ammortamenti | (2.522) | (889) | (5) | 30 | (3.386) |
| Perdite di valore/riprese riconosciuti a conto economico | (9.625) | (90) | 0 | 0 | (9.715) |
| Altri costi non monetari diversi dall'ammortamento | ( 167) |
77 | 1 | 0 | (89) |
| Dati bilancio 31.12.17 | ITALIA | FRANCIA | ALTRI | Rettifiche | GRUPPO |
|---|---|---|---|---|---|
| (Valori in migliaia di Euro) | CSP International | ||||
| 31.12.2017 | 31.12.2017 | 31.12.2017 | 31.12.2017 | 31.12.2017 | |
| Conto economico | |||||
| Ricavi esterni | 48.317 | 68.997 | 2.371 | 0 | 119.685 |
| Ricavi Intercompany | 13.596 | 262 | 0 | (13.858) | -0 |
| % dei ricavi esterni | 0,00% | ||||
| Costo del venduto | (42.012) | (38.079) | (1.508) | 14.422 | (67.178) |
| Margine Lordo | 19.900 | 31.180 | 863 | 564 | 52.507 |
| Pubblicità | (3.334) | (4.962) | (112) | (136) | (8.544) |
| Provvigioni | (2.787) | (106) | (87) | (15) | (2.995) |
| Trasporti/Logistica | (3.059) | (3.790) | (112) | (0) | (6.961) |
| Spese commerciali dirette | (2.265) | (14.748) | (2) | 0 | (17.015) |
| Perdite su crediti | (188) | 81 | (4) | 0 | (111) |
| Costi di settore | (11.633) | (23.525) | (317) | (151) | (35.625) |
| Risultato di settore (Margine Commerciale) | 8.268 | 7.655 | 546 | 413 | 16.882 |
| Spese corporate | (10.977) | (3.050) | (446) | (185) | (14.657) |
| Altri proventi non operativi | 4.207 | 0 | 0 | (4.207) | 0 |
| Altri proventi/oneri | 85 | 980 | 13 | (175) | 903 |
| Proventi/Oneri finanziari | (426) | (138) | (28) | 0 | (592) |
| Utile (Perdita) prima delle imposte | 1.157 | 5.447 | 85 | (4.154) | 2.536 |
| Imposte sul reddito dell'esercizio | (185) | (1.314) | (1) | (31) | (1.531) |
| Utile (Perdita) d'esercizio | 972 | 4.133 | 83 | (4.185) | 1.005 |
| Stato Patrimoniale | |||||
| Attività di settore | 104.772 | 59.168 | 980 | (28.110) | 136.811 |
| di cui: | |||||
| - Immobilizzazioni materiali | 12.288 | 5.659 | 24 | (235) | 17.736 |
| - Immobilizzazioni immateriali | 10.457 | 12.386 | 439 | 0 | 23.282 |
| - Capitale circolante operativo netto | 22.410 | 10.875 | 57 | (625) | 32.718 |
| PN | |||||
| Passività di settore | (104.772) | (59.168) | (980) | 28.110 | (136.811) |
| di cui: | |||||
| - Posizione finanziaria netta - Patrimonio netto |
(13.826) (58.626) |
19.263 (37.514) |
174 (253) |
0 25.217 |
5.612 (71.176) |
| Altre informazioni | |||||
| Investimenti di segmento (immobilizzazioni | |||||
| immateriali) | 371 | 65 | 0 | 0 | 436 |
| Investimenti di segmento (immobilizzazioni materiali) | 1.101 | 1.103 | 0 | (32) | 2.171 |
| Ammortamenti | (2.349) | (849) | (5) | 20 | (3.183) |
| Perdite di valore/riprese riconosciuti a conto economico | - | 0 | 0 | 0 | - |
| Altri costi non monetari diversi dall'ammortamento | ( 217) |
81 | (4) | 0 | (140) |
La colonna denominata 'Rettifiche' evidenzia le operazioni di storno derivanti dalle scritture di consolidamento. Le svalutazioni per impairment sono state allocate nella voce "Spese corporate".
Premessa. Si segnala che nell'esercizio precedente il perimetro di consolidamento includeva i risultati della società Perofil a partire dal 10 maggio, data di acquisizione, sino al 31 dicembre 2017, mentre la stessa, incorporata nella Capogruppo a partire dal 1° gennaio 2018, è inclusa nel perimetro per l'intero esercizio 2018.
Di seguito si fornisce la ripartizione dei ricavi per area geografica di destinazione e per area di attività:
| 2018 | 2017 | |
|---|---|---|
| Italia | 35.411 | 35.277 |
| Francia | 60.222 | 67.548 |
| Germania | 2.420 | 2.175 |
| Europa dell'Ovest | 9.312 | 10.683 |
| Europa dell'Est | 1.936 | 1.552 |
| Stati Uniti | 475 | 528 |
| Resto del mondo | 1.810 | 1.922 |
| Totale | 111.586 | 119.685 |
| 2018 | 2017 | |
|---|---|---|
| Calzetteria | 65.848 | 76.853 |
| Intimo e maglieria | 21.135 | 17.103 |
| Corsetteria e costumi da bagno | 24.603 | 25.729 |
| Totale | 111.586 | 119.685 |
I ricavi netti sono passati da 119.685 migliaia di Euro al 31 dicembre 2017 a 111.586 migliaia di Euro al 31 dicembre 2018 con un decremento di 8.099 migliaia di Euro.
Per quanto riguarda i ricavi per area geografica, in Francia, mercato di riferimento del Gruppo, i ricavi si attestano a 60,2 milioni di Euro ed evidenziano una decremento del 10,9% rispetto all'esercizio precedente. In Italia si registra un incremento dello 0,4% rispetto al 2017, passando da 35,3 a 35,4 milioni di Euro di fatturato.
In crescita i ricavi in Germania (+11,3%) e nell'Europa dell'Est (+24,7%), mentre nell'Europa dell'Ovest si registra una riduzione del 12,8%.
Negli Stati Uniti i ricavi ammontano a 0,5 milioni di Euro (-10,0%), mentre nel resto del mondo si rileva un fatturato di 1,8 milioni di Euro, con un decremento del 5,8%.
Per ciò che riguarda le merceologie, il fatturato della calzetteria ha registrato un decremento di 11.005 migliaia di Euro (-14,3%) rispetto all'esercizio precedente a seguito della sensibile contrazione delle vendite sul mercato francese e italiano. Le vendite di corsetteria, che comprendono anche i costumi da bagno, hanno evidenziato un decremento di fatturato del 4,4%.
I prodotti di maglieria e intimo hanno registrato nel periodo in esame una crescita del 23,6%, principalmente dovuta al fatturato dei marchi di Perofil di un intero esercizio.
Le vendite per marchio del periodo in esame hanno evidenziato un andamento negativo per i principali marchi: Well (-10,5%), Le Bourget (-12,0%), Oroblù (-12,0%), Lepel (-16,6%) e Sanpellegrino (-7,4%).
Anche i marchi Cagi (-7,0%), Liberti (-26,7%) e le marche private (-10,3%) hanno evidenziato un andamento negativo.
Il fatturato dei marchi di Perofil è pari a 7,8 milioni di Euro per il marchio Perofil, a 2,6 milioni di Euro per il marchio Bikkembergs in licenza e a 2,2 milioni per il marchio Luna di Seta.
Per ulteriori approfondimenti, comunque, si rimanda a quanto riportato nella relazione sulla gestione.
La ripartizione della voce è la seguente:
| 2018 | 2017 | |
|---|---|---|
| Acquisti | 36.887 | 36.915 |
| Costo del lavoro industriale | 12.264 | 13.014 |
| Servizi industriali | 8.965 | 8.792 |
| Ammortamenti industriali | 927 | 865 |
| Svalutazioni IAS 36 | 29 | 0 |
| Altri costi industriali | 5.443 | 5.284 |
| Variazione delle rimanenze | (885) | 2.307 |
| Totale | 63.630 | 67.177 |
Il costo del venduto è diminuito di 3.547 migliaia di Euro rispetto all'esercizio precedente. La sua incidenza sui ricavi netti è passata da 56,1% al 57,0%.
La ripartizione della voce è la seguente:
| 2018 | 2017 | |
|---|---|---|
| Costi per agenti e merchandising | 2.867 | 2.995 |
| Costo del personale logistico | 2.807 | 2.927 |
| Ammortamenti | 208 | 187 |
| Trasporti esterni | 2.628 | 2.726 |
| Royalties passive | 382 | 165 |
| Altri costi | 1.354 | 1.120 |
| Totale | 10.246 | 10.120 |
Le spese dirette di vendita registrano un incremento di 126 migliaia di Euro rispetto all'esercizio precedente. Le variazioni più significative riguardano principalmente i maggiori costi per royalties passive per 217 migliaia di Euro e maggiori altri costi per 234 migliaia di Euro, in parte controbilanciati dalla riduzione del costo del personale logistico (120 migliaia di Euro) e dai costi per agenti e merchandising (128 migliaia di Euro).
La ripartizione della voce è la seguente:
| 2018 | 2017 | |
|---|---|---|
| Royalties attive | 26 | 51 |
| Plusvalenze vendita cespiti | 51 | 126 |
| Minusvalenze vendita cespiti | (106) | (125) |
| Sopravvenienze attive | 1.309 | 1.106 |
| Sopravvenienze passive | (7) | (63) |
| Accantonamenti per rischi | (92) | 11 |
| Altri ricavi (spese) | 203 | 283 |
| Totale | 1.384 | 1.389 |
La voce è passata da 1.389 a 1.384 migliaia di Euro.
Le differenze più significative rispetto all'esercizio precedente riguardano maggiori sopravvenienze attive e maggiori accantonamenti a fondi rischi.
La ripartizione della voce è la seguente:
| 2018 | 2017 | |
|---|---|---|
| Pubblicità | 9.032 | 8.386 |
| Costi del personale comm./amm. | 19.785 | 20.233 |
| Ammortamenti comm./amm. | 2.252 | 2.132 |
| Svalutazioni IAS 36 | 9.596 | 0 |
| Compensi Amministratori e Sindaci | 461 | 505 |
| Viaggi personale comm./amm. | 1.101 | 1.117 |
| Consulenze e spese legali | 1.716 | 1.926 |
| Canoni di locazione | 1.378 | 1.481 |
| Imposte e tasse diverse | 659 | 721 |
| Perdite/svalutazioni su crediti | 89 | 140 |
| Manutenzioni | 555 | 603 |
| Postelegrafoniche | 374 | 404 |
| Cancelleria | 55 | 70 |
| Altre spese | 2.500 | 2.489 |
| Totale | 49.553 | 40.207 |
Le spese commerciali e amministrative evidenziano un incremento di 9.346 migliaia di Euro. L'incremento registrato nell'esercizio si riferisce per 9.596 migliaia di Euro alla svalutazione dell'attivo immobilizzato immateriale della Capogruppo, come risultante dal test di impairment IAS 36.
Gli altri scostamenti più significativi rispetto all'esercizio precedente riguardano la spesa pubblicitaria (in aumento di 646 migliaia di Euro), le spese per consulenze e spese legali (in decremento di 210 migliaia di Euro) e i costi del personale commerciale e amministrativo (in decremento di 448 migliaia di Euro).
Nell'esercizio 2018 non sono presenti costi per ristrutturazione. Nell'esercizio precedente la voce è pari a 443 migliaia di Euro e si riferisce ai costi sostenuti dalla Capogruppo in relazione al programma di riorganizzazione della struttura aziendale conclusosi agli inizi del 2018.
La voce, pari a 90 migliaia di Euro, si riferisce alla svalutazione del key money relativo all'apertura del negozio ad insegna Le Bourget a Saint Etienne, al fine di allinearlo con il suo presumibile valore di realizzo.
La ripartizione della voce è la seguente:
| 2018 | 2017 | |
|---|---|---|
| Interessi passivi di conto corrente | (6) | (7) |
| Interessi passivi su mutui | (118) | (135) |
| Interessi passivi su altri finanziamenti | (1) | 0 |
| Altri interessi e oneri passivi | (165) | (419) |
| Interessi attivi di conto corrente | 95 | 199 |
| Altri interessi attivi | 33 | 51 |
| Differenze cambio | 257 | (183) |
| Interest cost | (90) | (97) |
| Totale | 5 | (591) |
La voce comprende, oltre agli interessi relativi ai rapporti bancari, anche le differenze cambio e la componente finanziaria del TFR. Nel periodo in esame si rileva un decremento di 596 migliaia di Euro rispetto all'anno precedente, principalmente attribuibile alle differenze cambio rilevate e ai minori interessi passivi.
La voce 'Altri interessi e oneri passivi' si riferisce, tra gli altri, agli oneri e proventi connessi agli strumenti derivati di copertura dei cambi e dei tassi, inclusa la già citata valutazione al fair value dei derivati su tassi. L'imputazione a conto economico di tali valutazioni costituiscono un onere di 26 migliaia di Euro per il 2018, mentre per il 2017 si registrava un onere di 211 migliaia di Euro.
La voce 'Interest cost' si riferisce agli oneri finanziari relativi al TFR determinato secondo la metodologia attuariale.
Le imposte sul reddito ammontano a 1.249 migliaia di Euro, rispetto a 1.531 migliaia di Euro del 2017.
Le imposte correnti sul reddito del periodo sono state calcolate sulla base delle vigenti aliquote fiscali, dopo aver apportato le necessarie variazioni in aumento ed in diminuzione al risultato del periodo.
Le imposte correnti ammontano a 1.386 migliaia di Euro e derivano dalla controllata francese (1.444 migliaia di Euro nel 2017).
Per ciò che riguarda la Capogruppo, non vi sono imposte correnti nell'esercizio 2018 e nel 2017, in quanto sia l'imponibile IRES che IRAP risultano negativi.
Le imposte differite del Gruppo presentano un saldo positivo pari a 115 migliaia di Euro e si riferiscono prevalentemente all'effetto di rientri di stanziamenti di esercizi precedenti e a stanziamenti di imposte anticipate su accantonamenti a fondi del passivo a deducibilità differita.
Per la Capogruppo si evidenzia in a particolare lo storno delle imposte differite attive sulle perdite fiscali pregresse, per un importo pari a 561 migliaia di Euro, e il rientro delle imposte differite riconducibili ai marchi che sono stati svalutati, per un importo pari a 995 migliaia di Euro.
Si segnala inoltre che la Capogruppo ha beneficiato del credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo, per un importo di 26 migliaia di Euro.
Per completezza d'informativa si fornisce di seguito il valore complessivo del costo del personale e degli ammortamenti, esposti nel prospetto di conto economico secondo il criterio della destinazione.
Di seguito vengono forniti i costi sostenuti in via continuativa che direttamente riguardano il personale dipendente:
| 2018 | 2017 |
|---|---|
| 12.264 | 13.014 |
| 22.624 | 23.221 |
| 34.888 | 36.235 |
I costi del personale sono in decremento di 1.347 migliaia di Euro. Il personale nel corso dell'esercizio si è così movimentato:
| 31/12/17 | Assunzioni Dimissioni | 31/12/18 | Media | ||
|---|---|---|---|---|---|
| - Dirigenti | 13 | 2 | (2) | 13 | 13 |
| - Quadri | 88 | 9 | (11) | 86 | 82 |
| - Impiegati | 387 | 198 | (215) | 370 | 358 |
| - Operai | 292 | 2 | (23) | 271 | 275 |
| Totale | 780 | 211 | (251) | 740 | 728 |
L'indicazione del numero dei dipendenti si intende full time equivalent.
Si precisa che le voci assunzioni/dimissioni comprendono anche passaggi interni di categoria.
La ripartizione della voce è la seguente:
| 2018 | 2017 | |
|---|---|---|
| -fabbricati | 502 | 504 |
| -macchinari e impianti | 585 | 550 |
| -attrezzature | 321 | 283 |
| -altri beni | 725 | 684 |
| Totale amm. imm. Materiali | 2.133 | 2.021 |
| -software | 380 | 369 |
| -marchi e licenze | 873 | 736 |
| -altri beni | 0 | 57 |
| Totale amm. imm. Immateriali | 1.253 | 1.162 |
| Totale ammortamenti | 3.386 | 3.183 |
Il Gruppo è esposto ai rischi finanziari connessi alla sua operatività:
rischio di credito, principalmente in relazione ai normali rapporti commerciali con clienti;
rischio di liquidità, con particolare riferimento alla disponibilità di risorse finanziarie e all'accesso al mercato del credito e degli strumenti finanziari in generale;
rischi di mercato (principalmente relativi ai tassi di cambio e di interesse), derivanti principalmente dalla variazione dei tassi di interesse sui finanziamenti a medio-lungo e da variazioni del cambio Euro/Dollaro a fronte di pagamenti derivanti da acquisti di merci in dollari.
Il Gruppo monitora costantemente i rischi finanziari a cui è esposto, in modo da valutarne anticipatamente i potenziali effetti negativi ed intraprendere le opportune azioni per mitigarli.
La seguente sezione fornisce indicazioni sull'incidenza di tali rischi sul Gruppo.
Il rischio di credito è il rischio che una controparte non adempia ai propri obblighi legati ad uno strumento finanziario o ad un contratto commerciale, portando quindi ad una perdita finanziaria. Il Gruppo è esposto al rischio di credito derivante dalle attività operative, soprattutto crediti commerciali e note di credito.
Il rischio di credito commerciale è gestito secondo la politica stabilita dal Gruppo e secondo le procedure e i controlli stabiliti per la gestione del rischio di credito. Tali procedure prevedono una valutazione preliminare della capacità di credito dei clienti, la fissazione di limiti di fido nonché procedure specifiche di monitoraggio e recupero dei crediti.
Alla data di ogni bilancio viene svolta un'analisi e sono suscettibili di svalutazione individuale le posizioni, se singolarmente significative, per le quali si rileva un'oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale. L'ammontare della svalutazione tiene conto di una stima dei flussi recuperabili e della relativa data di incasso, degli oneri e spese di recupero futuri. A fronte di crediti che non sono oggetto di svalutazione individuale vengono effettuati opportuni accantonamenti, tenuto conto dell'esperienza storica e dei dati statistici.
Al 31 dicembre 2018 i Crediti commerciali e i Crediti finanziari, crediti vari e altre attività, pari a complessivi a 26.949 migliaia di Euro (30.320 migliaia di Euro al 31 dicembre 2017), includono 608 migliaia di Euro (675 migliaia di Euro al 31 dicembre 2017) relativi a crediti oggetto di svalutazione; sull'importo residuo l'ammontare a scadere e scaduto da meno di un mese è pari a 23.426 migliaia di Euro (26.728 migliaia di Euro al 31 dicembre 2017), mentre quello scaduto da oltre un mese è pari a 3.523 migliaia di Euro (3.592 migliaia di Euro al 31 dicembre 2017).
Il rischio di liquidità si può manifestare per l'incapacità di reperire, ad adeguate condizioni economiche, le risorse finanziarie necessarie per l'operatività. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità del Gruppo sono da una parte le risorse generate e assorbite dalle attività operative e di investimento, dall'altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito e le condizioni di mercato.
Il Gruppo monitora costantemente il rischio di una carenza di liquidità mediante la pianificazione prospettica della liquidità con l'obiettivo di mantenere un equilibrio tra continuità nella disponibilità dei
fondi e flessibilità e diversificazione degli strumenti di reperimento delle risorse finanziarie, quali scoperti e prestiti bancari.
Il Gruppo ha valutato la concentrazione del rischio ed ha concluso che prevede di far fronte ai fabbisogni derivanti dalle rate dei debiti finanziari in scadenza e dai debiti con scadenza entro i 12 mesi attraverso i flussi originati dalla gestione operativa che, nell'attuale contesto di mercato, si prevede possa mantenere un'adeguata capacità di generare risorse finanziarie.
Il rischio di mercato è il rischio che il fair value dei flussi di cassa futuri di uno strumento finanziario si modificherà a causa delle variazioni nel prezzo di mercato. Il prezzo di mercato comprende tre tipologie di rischio: il rischio di tasso, il rischio di valuta e altri rischi di prezzo, come, ad esempio, il rischio di prezzo sui titoli rappresentativi di capitale (equity risk) ed il rischio di prezzo delle commodity. Gli strumenti finanziari toccati dal rischio di mercato includono prestiti e finanziamenti, depositi, partecipazioni disponibili per la vendita e strumenti finanziari derivati.
Il rischio di cambio è il rischio che il fair value o i flussi di cassa futuri di un'esposizione si modifichino a seguito di variazioni dei tassi di cambio.
L'esposizione del Gruppo al rischio di variazioni dei tassi di cambio si riferisce principalmente alle attività operative del Gruppo ed è collegata soprattutto all'attività produttiva in outsourcing del Far East con acquisiti denominati in dollari e alle vendite in paesi con valuta diversa dall'Euro. Operando principalmente in paesi appartenenti all'area dell'Euro, il Gruppo non è significativamente soggetto a rischi derivanti dalla variazione dei tassi di cambio, che possono influire sul suo risultato economico e sul patrimonio netto.
Il Gruppo gestisce il proprio rischio di cambio valutario coprendo le operazioni che ci si attende avvengano entro un periodo massimo di 12 mesi per le coperture di acquisiti stimati in dollari.
Quando i derivati sono sottoscritti a scopo di copertura, il Gruppo negozia i termini di questi derivati in modo da farli collimare con i termini dell'esposizione coperta. Per quanto riguarda le coperture delle operazioni attese i derivati coprono il periodo di esposizione dal momento in cui i flussi di cassa delle operazioni sono attesi al momento del pagamento del risultante debito denominato in valuta estera.
Il rischio di tasso di interesse è il rischio che il fair value o i flussi di cassa futuri di uno strumento finanziario si modificheranno a causa delle variazioni nei tassi di interesse di mercato. L'esposizione del Gruppo al rischio di variazioni nei tassi di interesse di mercato è correlata in prima istanza all'indebitamento di lungo periodo con tasso di interesse variabile.
Il Gruppo gestisce il proprio rischio di tasso attraverso un portafoglio bilanciato di finanziamenti a tassi di interesse fissi e variabili
Al 31 dicembre 2018 la Capogruppo ha in essere contratti derivati sui tassi di interesse, collegati a finanziamenti a medio-lungo termine, finalizzati alla copertura del rischio di fluttuazione degli stessi.
Con riferimento in particolare ai rischi finanziari, nella tabella sottostante si riassume il profilo di scadenza delle passività finanziarie del Gruppo sulla base di pagamenti contrattuali non attualizzati. Si rileva che tali ammontari differiscono da quelli della tabella alla nota 16 in quanto includono gli interessi passivi.
| 31/12/18 | 31/12/17 | |
|---|---|---|
| Debiti verso banche a breve (entro 1 anno) | 333 | 0 |
| Mutui scadenti entro 1 anno | 6.933 | 5.921 |
| Mutui scadenti da 1 a 5 anni | 9.839 | 11.317 |
| Mutui scadenti oltre 5 anni | 0 | 0 |
| Totale | 17.105 | 17.238 |
In ottemperanza agli adempimenti di trasparenza e pubblicità previsti ai sensi della Legge n. 124 del 4 agosto 2017 articolo 1 commi 125-129, che ha imposto a carico delle imprese l'obbligo di indicare in nota integrativa "sovvenzioni, contributi, e comunque vantaggi economici di qualunque genere", si riportano di seguito gli estremi dei relativi importi di cui ha beneficiato la Capogruppo:
| Soggetto erogante | Valore | Stato pratica | Anno | Data di | Riferimento normativo |
|---|---|---|---|---|---|
| contributo 2018 | incasso/compe | ||||
| nsazione | |||||
| Stato Italiano | € 26.441 | Compensato | 2017 | 19/11/2018 | Ricerca & Sviluppo L.190 |
| s.m.i. 2017 | |||||
| Stato Italiano | € 1.661.215,38 | Determinato | 2017 | // | IRAP per R&S – L.311/04 |
| (importo | e s.m.i. 2017 | ||||
| dedotto in | |||||
| alternativa al | |||||
| cuneo fiscale) | |||||
| Stato Italiano | € 2.101.319,44 | Determinato | 2018 | // | IRAP per R&S – L.311/04 |
| (importo | e s.m.i. 2018 | ||||
| dedotto in | |||||
| alternativa al | |||||
| cuneo fiscale) | |||||
| Stato Italiano | € 132.652,53 per | Determinato | 2018 | Anno 2018 | Iper ammortamento |
| aliquota IRES = | |||||
| € 31.836,61 | |||||
| Stato Italiano | € 104.464,04 per | Determinato | 2018 | Anno 2018 | Super Ammortamento |
| aliquota IRES = | |||||
| € 25.071,37 | |||||
| Stato Italiano | € 34.145 (valore | Presentata | 2018 | // | Credito di imposta per |
| credito massimo | comunicazion | gli investimenti | |||
| "teoricamente | e di accesso e | pubblicitari incrementali | |||
| fruibile") | dichiarazione | (Art. 57-bis del D.L. | |||
| sostituiva. | n.50/2017, convertito con | ||||
| L'importo | modificazioni dalla legge | ||||
| definitivo non | n.96/2017) | ||||
| è stato | |||||
| deliberato. | |||||
| INPS | € 33.142,67 | Compensato | 2018 | Anno 2018 | Esonero Triennale |
| L.190/2014 3°anno | |||||
| INPS | € 12.193,75 | Compensato | 2018 | Anno 2018 | Esonero Biennale |
| L.208/2015 2°anno | |||||
| INAIL | € 19.049,42 | Determinato | 2018 | // | Riduzione tasso medio |
| ex art. 24 DM | |||||
| 12/12/2000 s.m.i. | |||||
| CSEA - Cassa per | € 81.528 | Erogato | 2016 | 02/10/2018 | Contributo energivori |
| i servizi energetici | Anno 2016 | ||||
| e ambientali | |||||
| CSEA – Cassa per | € 65.295 (valore | Presentata | 2017 | // | Contributo energivori |
| i servizi energetici | come da | richiesta. | Anno 2017 | ||
| e ambientali | richiesta | L'importo | |||
| all'Ente) | definitivo non | ||||
| è stato | |||||
| deliberato. |
Ai sensi della Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso del 2018 il Gruppo non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa.
I compensi spettanti agli amministratori e ai sindaci della CSP International Fashion Group S.p.A. anche nella altre imprese incluse nel consolidato sono pari rispettivamente a 371 e 58 migliaia di Euro.
Come richiesto dalla comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, si riportano di seguito le informazioni relative all'incidenza degli eventi e delle operazioni significative non ricorrenti. Si segnala che nel 2018 si registrano 9.625 migliaia di Euro di costi non ricorrenti relativi alle svalutazioni dell'attivo immobilizzato immateriale della Capogruppo, a seguito dell'effettuazione del test di impairment previsto dallo IAS 36.
Le vendite e gli acquisti con parti correlate sono effettuati con termini e condizioni equivalenti a quelle prevalenti in libere transazioni. I saldi aperti alla fine dell'esercizio non sono assicurati, non generano interessi e la regolazione avviene a pronti. Non sono state fornite, né sono state ricevute garanzie per i crediti e debiti contratti con parti correlate.
Si segnala che la Capogruppo ha in corso un contratto di affitto con soggetti riconducibili ai rappresentanti della famiglia Bertoni, azionista di riferimento, di un locale adibito a foresteria; tale contratto prevede un canone annuo complessivo di 5 migliaia di Euro, in linea con le condizioni di mercato.
In relazione agli eventi successivi alla chiusura dell'esercizio, si rimanda a quanto diffusamente esposto nella Relazione degli Amministratori.
Ceresara, 19 aprile 2019
La Presidente del Consiglio di Amministrazione Maria Grazia Bertoni
I presenti allegati contengono informazioni aggiuntive rispetto a quelle esposte nella Note Esplicative, della quale costituiscono parte integrante.
Tali informazioni sono contenute nei seguenti allegati:
| SITUAZIONE INIZIALE | MOVIMENTI DELL'ESERCIZIO | SITUAZIONE FINALE | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| IMMOBILIZZAZIONI | COSTO | SALDO | SALDO | DI CUI | DI CUI | |||||||
| ORIGINARIO RIVALUT. SVALUTAZ. | 31.12.17 | INCREM. | RICLASSIFIC. | DECREM. | RIVALUTAZ. SVALUTAZ. | 31.12.18 | RIVALUTAZ. | SVALUTAZ. | ||||
| PARTECIPAZIONI | ||||||||||||
| ALTRE IMPRESE MINORI | 14 | (6) | 8 | 8 | (6) | |||||||
| TOTALE PARTECIPAZIONI | 14 | 0 | (6) | 8 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 8 | 0 | (6) |
Prospetto delle attività per imposte anticipate e fondo imposte differite per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2018 e 2017
Valori in migliaia di Euro
| ATTIVITA' PER IMPOSTE ANTICIPATE | 2018 | 2017 | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Imponibile | aliquota | imposta | Imponibile | aliquota | imposta | |||
| FDO SVALUTAZIONE MAGAZZINO | 2.671 | 24,00% | 641 | 3.262 | 24,00% | 783 | ||
| F.DO SVALUTAZIONE CREDITI E IMMOBILIZZ. | 403 | 24,00% | 97 | 450 | 24,00% | 108 | ||
| AMMORTAM. NON DED. | 1.520 | da 27,9/33,26% | 430 | 1.735 | da 27,9/33,26% | 490 | ||
| ALTRI FONDI RISCHI | 677 | da 24 a 27,90% | 202 | 547 | da 24 a 27,90% | 138 | ||
| FDO RISCHI PERSONALE E CONTENZIOSI | 2.638 | da 25,68/27,90% | 677 | 2.809 | da 25,72/27,90% | 723 | ||
| ALTRI MINORI | 3.184 | da 24 a 34,43% | 983 | 3.471 | da 24 a 34,43% | 1.054 | ||
| MARGINI SU MERCE INTERCOMPANY | 448 | da 5,5 a 34,43% | 124 | 621 | da 5,5 a 34,43% | 181 | ||
| PERDITE FISCALI PREGRESSE | - | 24,00% | - | 2.339 | 24,00% | 561 | ||
| 11.541 | 3.154 | 15.234 | 4.038 |
| FONDO IMPOSTE DIFFERITE | 2018 | 2017 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Imponibile | aliquota | imposta | Imponibile | aliquota | imposta | ||
| PLUSVALENZE SU ALIENAZIONI CESPITI STORNO AMMORTAMENTI IAS/IFRS ALTRE MINORI AMMORTAMENTO MARCHIO |
(3.185) (5.563) (85) - |
da 24 a 25,30% da 24 a 27,90% 33,26% 27,90% |
(802) (1.591) (28) - |
(3.322) (5.186) (93) (3.933) |
da 24 a 25,30% da 24 a 27,90% 34,43% 27,90% |
(835) (1.486) (32) (1.114) |
|
| (8.833) | (2.421) | (12.534) | (3.467) | ||||
| SALDO NETTO | 733 | 571 |
Il seguente prospetto, redatto ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob, evidenzia i corrispettivi relativi al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2018 per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione.
(In migliaia di Euro)
| Soggetto erogante | Corrispettivi 2018 |
|
|---|---|---|
| Revisione contabile |
||
| PricewaterhouseCoopers S.p.A. | 62 | |
| PricewaterhouseCoopers Audit, SA | 53 | |
| Altri servizi | 0 | |
il bilancio consolidato dell'esercizio chiuso alla data del 31 dicembre 2018, messo a Vostra disposizione unitamente alla relazione sull'andamento gestionale del Gruppo, è stato redatto dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo "CSP International Fashion Group S.p.A." in conformità agli International Financial Reporting Standards (IFRS) adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38. Il Collegio ha preso conoscenza delle disposizioni impartite dalla Società alle società controllate ai sensi dell'articolo 114, comma 2, del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58, ritenendole adeguate al fine di adempiere agli obblighi di
comunicazione previsti dalla legge.
Relativamente all'area di consolidamento, ricordiamo che la stessa si è così delineata a seguito:
Ricordiamo che, con atto pubblico a rogito Notaio Omero Araldi di Mantova in data 12 dicembre 2017, rep. n. 85.666, racc. n. 25.091, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha deliberato la fusione per incorporazione della società "Perofil Fashion S.r.l." nella controllante "CSP International Fashion Group S.p.A."; l'atto di fusione è stato stipulato con atto pubblico a rogito Notaio Omero Araldi di Mantova in data 20 febbraio 2018, rep. n. 86.113, racc. n. 25.247, con efficacia dal 28 febbraio 2018 e con effetto retroattivo, sotto il profilo contabile e fiscale, dal 1.1.2018.
I controlli eseguiti hanno consentito di accertare la rispondenza delle procedure applicate alle vigenti normative. La struttura del bilancio consolidato è quindi da ritenersi tecnicamente corretta e, nell'insieme, conforme alla specifica disciplina in materia.
Il bilancio consolidato è stato oggetto di revisione legale da parte della Società di Revisione "PricewaterhouseCoopers S.p.A.", la quale, nella propria relazione rilasciata in data odierna ai sensi dell'articolo 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010 n. 39 e dell'articolo 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014, non ha formulato rilievi, attestando che il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria, del risultato economico e dei flussi di cassa del Gruppo CSP per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018, in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, e che la relazione degli Amministratori sulla gestione ed alcune specifiche informazioni contenute della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari, indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58, sono coerenti con il bilancio consolidato di Gruppo e sono redatte in conformità alle norme di legge. La Società di Revisione ha identificato quale aspetto chiave della revisione contabile la valutazione delle attività immateriali, con specifico riferimento alla recuperabilità delle stesse, tenuto conto delle svalutazioni operate in bilancio per 9.625 Euro/migliaia.
La relazione degli Amministratori sull'andamento gestionale del Gruppo espone i fatti di rilievo che hanno interessato il Gruppo nel corso dell'esercizio, illustra in modo adeguato la situazione economica, patrimoniale e finanziaria nonché l'andamento della gestione nel corso dell'esercizio e fornisce i dati significativi concernenti le società rientranti nell'area di consolidamento, riferendo sull'andamento economico delle società operative e sulle operazioni con parti correlate.
La Dichiarazione consolidata non finanziaria per l'anno 2018, redatta ai sensi del D. Lgs. 30 dicembre 2016 n. 254 e della Delibera Consob n. 20267 del 18 gennaio 2018, è stata oggetto di revisione da parte della Società di Revisione "PricewaterhouseCoopers S.p.A.", la quale, nella propria relazione rilasciata in data odierna, non ha ravvisato elementi che facciano ritenere che la Dichiarazione consolidata non finanziaria del Gruppo CSP relativa all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018 non sia stata redatta, in tutti gli aspetti significativi, in conformità a quanto richiesto dagli articoli 3 e 4 del D. Lgs. 30 dicembre 2016 n. 254 e dai GRI Standards.
Abbiamo verificato che le azioni deliberate e poste in essere dalla società Capogruppo, tali da coinvolgere le società controllate, fossero assunte in modo conforme alla legge, comunicate e portate a conoscenza delle società controllate in modo adeguato.
A completamento della presente relazione, rinviando alla relazione predisposta da questo Collegio Sindacale con riferimento al bilancio di esercizio della società Capogruppo "CSP International Fashion Group S.p.A." nella quale sono riportate, con riferimento a tale società, tutte le informazioni richieste dalla legge, invitiamo l'Assemblea degli Azionisti a tener conto del bilancio consolidato e di quanto lo correda ai fini informativi.
Mantova, 29 aprile 2019 IL COLLEGIO SINDACALE
GUIDO TESCAROLI Presidente CAMILLA TANTINI Sindaco Effettivo MARCO MONTESANO Sindaco Effettivo
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