AI Terminal

MODULE: AI_ANALYST
Interactive Q&A, Risk Assessment, Summarization
MODULE: DATA_EXTRACT
Excel Export, XBRL Parsing, Table Digitization
MODULE: PEER_COMP
Sector Benchmarking, Sentiment Analysis
SYSTEM ACCESS LOCKED
Authenticate / Register Log In

Credito Emiliano

Regulatory Filings Apr 8, 2025

4312_rns_2025-04-08_6bb53a0b-742a-4bcd-953d-6f828ee49032.pdf

Regulatory Filings

Open in Viewer

Opens in native device viewer

PILLAR III

INFORMATIVA AL PUBBLICO

Situazione al 31 dicembre 2024

1

Credito Emiliano Spa Gruppo Bancario Credito Emiliano - Credem 3032 - Società per Azioni

Sede Sociale e Direzione:

Via Emilia San Pietro n. 4 - 42100 Reggio Emilia Capitale interamente versato 341.320.065 Euro Codice Fiscale 01806740153 - Partita IVA 02823390352 Codice ABI 03032 Banca iscritta all'albo delle banche al n.5350 Banca iscritta all'albo dei Gruppi bancari al n.03032 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Tel.0522 5821 - Telefax 0522 433969 - Telex BACDIR 530658 – Switf Code BACRIT22 Sito Internet: www.credem.it

INDICE

INTRODUZIONE 4
1. Ambito di applicazione 11
2. Fondi propri 18
3. Requisiti informativi generali 35
4. Rischio di Liquidità 51
5. Qualità del credito 67
6. Rischio di credito: informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato 81
7. Rischio di credito: Informativa sui portafogli cui si applicano gli approcci IRB 85
8. Tecniche di attenuazione del rischio di credito 123
9. Informativa sui rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) 126
10. Rischio di controparte 198
11. Operazioni di cartolarizzazione 205
12. Rischio di mercato 211
13. Rischio di tasso di interesse sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario 216
14. Rischio Operativo 220
15. Leva Finanziaria 225
16. Attività vincolate 231
17. Politiche di remunerazione 234
Attestazione sugli obblighi di informativa ai sensi della parte otto, art. 431 comma 3
del regolamento (ue) n° 575/2013 del 26 giugno 2013 e successive modifiche ed integrazioni
245
Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari 246

INTRODUZIONE

Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 ("CRR") con il quale vengono introdotte nell'Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria con l'articolato insieme di documenti unitariamente denominato "Basilea 3" in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e informativa al pubblico (Terzo pilastro).

Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE ("CRD IV") definiscono il nuovo quadro normativo di riferimento nell'Unione Europea per banche e imprese di investimento. Dal 1° gennaio 2014 CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di regolamentazione o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di supervisione ("ESA"), che danno attuazione alla normativa primaria.

Con l'adozione del regolamento di esecuzione (UE) n. 2021/451 sono state stabilite le norme tecniche di attuazione (Implementing Technical Standards) vincolanti in materia di segnalazioni prudenziali armonizzate delle banche e delle imprese di investimento relative a: fondi propri, rischio di credito e controparte, rischi di mercato, rischio operativo, grandi rischi, rilevazione su perdite ipotecarie, posizione patrimoniale complessiva, liquidità e leva finanziaria.

Relativamente alla vigilanza bancaria, ricordiamo:

  • Il 10 gennaio è stata pubblicata la "Guida alla segnalazione delle concentrazioni dei rischi e delle operazioni infragruppo significative da parte dei conglomerati finanziari". La guida ha lo scopo di assicurare uniformità, coerenza, efficacia e trasparenza per quanto concerne l'approccio che la BCE adotterà laddove sia nominata coordinatore per un conglomerato finanziario in linea con i criteri stabiliti dalla normativa dell'Unione.
  • Il 23 gennaio è stato reso pubblico il documento "Risks from misalignment of banks' financing with the EU climate objectives. Assessment of the alignment of the European banking sector". La Vigilanza riconosce che i rischi derivanti dalla transizione verso un'economia decarbonizzata possono avere un effetto significativo sul portafoglio crediti di un istituto finanziario.
  • Il 19 febbraio è stata pubblicata la "Guide to internal models". L'obiettivo dichiarato è quello di assicurare che elevati standard di vigilanza siano applicati in modo coerente alle istituzioni sottoposte a vigilanza diretta e che le regole relative all'uso dei modelli interni siano comprese e applicate in modo coerente. La guida fornisce trasparenza sul modo in cui la BCE intende le regole che disciplinano i modelli interni utilizzati dalle istituzioni (sottoposte a vigilanza diretta) per calcolare i requisiti di fondi propri per il rischio di credito, di mercato e di controparte.
  • Il 21 marzo è stato presentato il "Rapporto annuale della BCE sulle attività di vigilanza". È stato sottolineato che nel 2023 le banche europee hanno continuato a operare in un contesto difficile: debolezza dell'economia nell'area dell'euro e aumento dei rischi geopolitici. Nel contempo, il lavoro degli anni passati fatto per accrescere la resilienza delle banche dell'area dell'euro ha dato buoni risultati: le posizioni patrimoniali e di liquidità delle banche si sono mantenute solide e il coefficiente aggregato di capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1) degli enti vigilati si è collocato al 15,6%. La BCE sottolinea che nel 2024 le banche sono chiamate a rispondere alle aspettative di vigilanza della BCE sui rischi climatici e ambientali, integrando questi aspetti nelle strategie e nei processi di gestione dei rischi. Alla luce del crescente utilizzo dell'intelligenza artificiale, le autorità di vigilanza continueranno a esaminare le strategie di digitalizzazione delle banche e la loro resilienza agli attacchi cibernetici. Questi sforzi contribuiranno ad assicurare che le banche restino solide e continuino a fare la propria parte nel sostenere l'economia dell'area dell'euro nel cammino verso un futuro più verde e digitale.
  • Il 3 maggio è stata resa pubblica la "Guide on effective risk data aggregation and risk reporting". Alla base delle indicazioni vi è la convinzione che la capacità degli istituti di gestire e aggregare in modo efficace i dati relativi al rischio è un prerequisito essenziale per un solido processo decisionale e una solida governance del rischio. Questo vale per tutti i dati utilizzati per orientare e gestire gli istituti, sia a livello strategico che operativo, nonché per i dati utilizzati per il reporting sul rischio, finanziario e di vigilanza.
  • Il 28 maggio sono state pubblicate le Q&A relative al nuovo processo SREP. Le azioni intraprese, a seguito del riesame, hanno l'obiettivo di tradursi in processi di vigilanza più semplici e flessibili e in una tempistica più breve per lo SREP. Queste azioni mirano inoltre a favorire e preservare una cultura della vigilanza che si incentri maggiormente sui rischi principali, promuova il giudizio qualitativo sulle singole banche e incoraggi interventi forti e tempestivi, ove necessario. Infine, le modifiche apportate

aiuteranno a rendere la comunicazione con le banche vigilate più chiara e il lavoro della BCE più efficiente, trasparente e prevedibile.

  • Il 28 giugno il Consiglio direttivo ha invitato le autorità macroprudenziali nazionali a mantenere gli attuali requisiti di riserva di capitale. Alla base dell'indicazione vi è il ragionamento che il ciclo finanziario dell'area dell'euro si sta contraendo in modo ordinato e il sistema bancario si è finora dimostrato resiliente; le vulnerabilità del sistema finanziario si sono attenuate ma sono ancora elevate. In prospettiva, si prevedono minacce alla redditività bancaria e permangono vulnerabilità rilevanti per la politica macroprudenziale, in particolare l'elevato indebitamento e i continui segnali di sopravvalutazione dei mercati immobiliari e finanziari in diversi Paesi. Inoltre, il rischio geopolitico e l'incertezza macrofinanziaria rimangono importanti, creando il potenziale per ulteriori shock negativi all'economia e al sistema finanziario, mentre l'aumento delle minacce da parte dei rischi informatici potrebbe rappresentare una sfida alla stabilità finanziaria.
  • Il 26 luglio si è conclusa la prova di stress sulla resilienza cibernetica, volta a valutare la risposta e il ripristino da parte delle banche in caso di incidente di cibersicurezza grave ma plausibile. Nel complesso è emerso che le banche dispongono di sistemi di risposta e ripristino, ma restano aree di miglioramento. I risultati, che confluiranno nel processo SREP 2024, hanno contribuito a sensibilizzare le banche riguardo ai punti di forza e debolezza dei rispettivi sistemi di resilienza cibernetica.
  • Il 17 dicembre sono stati pubblicati i risultati del processo di revisione e valutazione prudenziale per il 2024 unitamente alle priorità di vigilanza per il 2025-27. Il ciclo SREP 2024 non ha comportato modifiche rilevanti dei punteggi delle banche o dei requisiti complessivi di secondo pilastro. Relativamente alle priorità di vigilanza per il periodo 2025-27, queste sono volte ad accrescere la resilienza delle banche a minacce macrofinanziarie e gravi shock geopolitici nell'immediato (Priorità 1), assicurare il rimedio tempestivo alle carenze rilevanti già note (Priorità 2) e rispondere alle sfide poste dalla trasformazione digitale e dalle nuove tecnologie, mediante la prudente gestione dei rischi connessi (Priorità 3).

Nella prima parte del 2024, i legislatori europei (Commissione, Parlamento e Consiglio europeo) hanno finalizzato i testi di modifica della Direttiva e del Regolamento sui requisiti di capitale (CRD6 e CRR3) che recepisce nella legislazione europea la finalizzazione di Basilea 3 (cosiddetta Basilea 4), che andrà applicata dal 2025.

Il 26 aprile la Banca d'Italia ha deciso di applicare a tutte le banche autorizzate in Italia un SyRB (Systemic Risk Buffer) pari all'1,0% delle esposizioni ponderate per il rischio di credito e di controparte verso i residenti in Italia. Il tasso obiettivo dell'1,0% dovrà essere raggiunto gradualmente costituendo una riserva pari allo 0,5% delle esposizioni rilevanti entro il 31 dicembre 2024 e il rimanente 0,5% entro il 30 giugno 2025. Il SyRB andrà applicato a livello sia consolidato sia individuale. Nelle intenzioni dell'Autorità, la costituzione della riserva rafforzerà la capacità del sistema bancario italiano di affrontare possibili eventi avversi, anche indipendenti dal ciclo economico-finanziario. Al verificarsi di questi eventi, il rilascio del buffer da parte della Banca d'Italia fornirà alle banche risorse utili ad assorbire le perdite e sostenere l'offerta di credito all'economia. La Banca d'Italia rivaluterà il livello della riserva almeno ogni due anni, o prima se le circostanze lo richiederanno.

Il Regolamento EU 2019/876 (CRR2) ha introdotto nuove disposizioni in materia di informativa al pubblico, dando mandato all'EBA nell'art. 434a di elaborare norme tecniche di attuazione in tale ambito. Facendo seguito a queste disposizioni, l'EBA in data 16 ottobre 2019 ha avviato una consultazione pubblica in merito ai nuovi obblighi informativi, conclusasi in data 16 gennaio 2020. Le nuove disposizioni si pongono diversi obbiettivi tra i quali quello uniformare il contenuto dell'informativa attraverso un unico framework normativo in grado di garantire informazioni sufficientemente complete e comparabili. Facendo seguito a tale consultazione, in data 24 giugno 2020 l'EBA ha emanato l'Implementing Technical Standard EBA/ITS/2020/04 "Final draft implementing technical standards on public disclosures by institutions of the information referred to in Titles II and III of Part Eight of Regulation (EU) No 575/2013". L'ITS è stato recepito nel Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637 della Commissione del 15 marzo 2021, pubblicato in data 21 aprile 2021, la cui applicazione è stata avviata a partire dal 28 giugno 2021.

Il contenuto della presente Informativa al Pubblico è disciplinato nella Parte 8 del regolamento CRR e redatto secondo le disposizioni del Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637.

Per ciascun ambito informativo è prevista la predisposizione di templates e tables all'interno delle quali è fornita, rispettivamente, l'informativa quantitativa e qualitativa richiesta. Per facilitare la predisposizione delle informazioni di carattere quantitativo, oltre che per garantire maggiore coerenza e qualità dei dati forniti, l'EBA ha predisposto, quando applicabili, specifici raccordi tra le informazioni presenti all'interno dei templatese le informazioni presenti nelle segnalazioni di vigilanza.

Il Consiglio d'Amministrazione con apposita delibera nella seduta del 6 febbraio 2025 ha espresso specifico parere, ai sensi dell'art. 435 comma 1 delle lettere e) ed f) del Regolamento UE 575/2013 del 26/03/2013, in merito a:

  • l'adeguatezza delle misure di gestione dei rischi della Capogruppo descritti nel presente documento;
  • l'allineamento tra i sistemi di gestione dei rischi posti in essere e il profilo di rischio e la strategia dell'ente, così come definiti e approvati in ambito Risk Appetite Framework e descritti nel presente documento.

Per una completa informativa sui rischi, la governance e sulle politiche di remunerazione si rimanda alla Relazione sulla Gestione, al Bilancio Consolidato, alla Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari ed alla Relazione sulla Politica di Gruppo in materia di Remunerazione e Incentivazione e sui Compensi Corrisposti. I documenti sono pubblicati sul sito www.credem.it.

Le informazioni quantitative sono rappresentate in migliaia di euro e si riferiscono al perimetro prudenziale del Gruppo Bancario, se non diversamente specificato.

L'informativa al Pubblico è pubblicata sul sito internet www.credem.it.

Riferimento ai requisiti regolamentari CRR Parte Otto

La tabella che segue riporta la collocazione nel documento Pillar 3 dei requisiti informativi introdotti dal Commission Implementing Regulation (EU) 2021/637 applicabili al Gruppo Credem al 31 dicembre 2024.

Capitolo Pillar III Articolo
CRR
Tabella / Modello Note
Modello EU LI1: differenze tra l'ambito del consolidamento contabile e quello del consolidamento
prudenziale e associazione delle categorie di bilancio alle categorie di rischio regolamentari
Modello EU LI2: principali fonti di differenze tra gli importi delle esposizioni determinati a fini
regolamentari e i valori contabili nel bilancio
1. Ambito di 436 Modello EU LI3: descrizione delle differenze tra gli ambiti di consolidamento (soggetto per soggetto)
applicazione Modello EU PV1: aggiustamenti per la valutazione prudente (PVA) 1
Tabella EU LIA: descrizione delle differenze tra gli importi delle esposizioni in bilancio e quelli delle
esposizioni determinati a fini regolamentari
Tabella EU LIB: altre informazioni qualitative sull'ambito di applicazione
Modello EU CC1: composizione dei fondi propri regolamentari
437 Modello EU CC2: riconciliazione dei fondi propri regolamentari con lo stato patrimoniale nel bilancio
sottoposto a revisione contabile
Modello EU CCA: principali caratteristiche degli strumenti di fondi propri regolamentari e degli
strumenti di passività ammissibili
2. Fondi propri 440 Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo della
riserva di capitale anticiclica
Modello EU CCyB2: importo della riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente
Modello KM2: metriche principali - MREL e, se del caso, requisito di fondi propri e passività ammissibili
per i G-SII
Reg.to EU
2021/763
Modello TLAC 1: Composizione - MREL e, se del caso, requisito di fondi propri e passività ammissibili
per i G-SII
Modello EU TLAC3b: Rango nella graduatoria dei creditori - Entità soggetta a risoluzione
438 Modello EU INS1: partecipazioni in assicurazioni
Modello EU INS2: informazioni sui fondi propri e sul coefficiente di adeguatezza patrimoniale dei
conglomerati finanziari
3. Requisiti 447 e 448 Modello EU KM1: metriche principali
informativi
generali
438 Modello EU OV1: quadro sinottico degli importi complessivi dell'esposizione al rischio
Tabella EU OVA: metodo di gestione del rischio dell'ente
435 Tabella EU OVB: informativa sui sistemi di governance
438 Tabella EU OVC: informazioni ICAAP
451a Modello EU LIQ1: informazioni quantitative dell'LCR
Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile
4. Rischio di
liquidità
435 e
451a
Tabella EU LIQA: gestione del rischio di liquidità
451a Tabella EU LIQB: informazioni qualitative sull'LCR, ad integrazione del modello EU LIQ1
Modello EU CQ1: qualità creditizia delle esposizioni oggetto di misure di concessione
Modello EU CQ2: qualità della concessione 2
Modello EU CQ3: qualità creditizia delle esposizioni in bonis e deteriorate suddivise in base ai giorni di
arretrato
442 Modello EU CQ4: qualità delle esposizioni deteriorate per zona geografica
5. Qualità del Modello EU CQ5: qualità creditizia dei prestiti e delle anticipazioni per settore
credito Modello EU CQ6: valutazione delle garanzie reali - prestiti e anticipazioni 2
Modello EU CQ7: garanzie reali ottenute acquisendone il possesso e tramite procedure di escussione 1
Modello EU CQ8: garanzie reali ottenute acquisendone il possesso e tramite procedure di escussione -
disaggregazione per anzianità
2
Modello EU CR1: esposizioni in bonis ed esposizioni deteriorate e relativi accantonamenti
Modello EU CR1-A: durata delle esposizioni
Articolo
Capitolo Pillar III
CRR
Tabella / Modello
Modello EU CR2: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati
Modello EU CR2a: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati e relativi recuperi netti
accumulati
435 Tabella EU CRA: informazioni qualitative generali sul rischio di credito
442 Tabella EU CRB: informativa aggiuntiva in merito alla qualità creditizia delle attività
6. Rischio di 453 e 444 Modello EU CR4 - Metodo standardizzato: esposizione al rischio di credito ed effetti della CRM
credito:
informazioni
Modello EU CR5: metodo standardizzato
relative ai
portafogli
assoggettati al
metodo
standardizzato
444 Tabella EU CRD: obblighi di informativa qualitativa sul metodo standardizzato
452 Modello CR9 - Metodo IRB: test retrospettivi della PD per classe di esposizioni (scala di PD fissa)
452 e 180 Modello CR9.1 - Metodo IRB: test retrospettivi della PD per classe di esposizioni (solo per le stime della
PD conformemente all'articolo 180, paragrafo 1, lettera f), del CRR)
438 Modello EU CR10: esposizioni da finanziamenti specializzati e in strumenti di capitale in base al metodo
della ponderazione semplice
7. Rischio di
credito:
452 Modello EU CR6 - Metodo IRB: esposizioni al rischio di credito per classe di esposizioni e intervallo di
PD
Informativa sui Modello EU CR6-A: ambito d'uso dei metodi IRB e SA
portafogli cui si
applicano gli
approcci IRB
453 Modello EU CR7 - Metodo IRB: effetto sugli importi delle esposizioni ponderati per il rischio dei derivati
su crediti utilizzati nell'ambito delle tecniche di CRM
Modello EU CR7-A - Metodo IRB: informativa sulla misura di utilizzo delle tecniche di CRM
438 Modello EU CR8: prospetto degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di credito in base al
metodo IRB
Modello EU CR10.5: Esposizioni in strumenti di capitale in base al metodo della ponderazione semplice
452 Tabella EU CRE: obblighi di informativa qualitativa sul metodo IRB
8. Tecniche di
attenuazione del
453 Modello EU CR3 - Tecniche di CRM - Quadro d'insieme: informativa sull'uso di tecniche di attenuazione
del rischio di credito
rischio di credito Tabella EU CRC: obblighi di informativa qualitativa sulle tecniche di CRM
Tabella 1 - Informazioni qualitative sui rischi ambientali
Tabella 2 - Informazioni qualitative sui rischi sociali
Tabella 3 - Informazioni qualitative sui rischi di governance
Modello 1: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle
esposizioni per settore, emissioni e vita residua
9. Informativa Modello 2: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: Prestiti garantiti da
immobili - Efficienza energetica della garanzia
sui rischi
ambientali,
449a Modello 4: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: esposizioni verso le
prime 20 aziende ad alta intensità di carbonio
sociali e di
governance
(ESG)
Modello 5 Portafoglio bancario - Rischio fisico relativo ai cambiamenti climatici: Esposizioni soggette
a rischio fisico
Modello 6 - Sintesi degli indicatori fondamentali di prestazione (key performance indicator, KPI) sulle
esposizioni allineate alla tassonomia
Modello 7: Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del GAR
Modello 8: GAR (%)
Modello 9: Azioni di attenuazione: BTAR
Modello 10 - Altre azioni di mitigazione del cambiamento climatico che non sono contemplate nel
Regolamento (EU) 2020/852
439 Modello EU CCR1: analisi dell'esposizione al CCR per metodo
Modello EU CCR2: operazioni soggette a requisiti di fondi propri per il rischio di CVA
10. Rischio di
controparte
439 e 444 Modello EU CCR3 - Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni
regolamentare e ponderazione del rischio
439 e 452 Modello EU CCR4 - Metodo IRB: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni e scala di PD
439 Modello EU CCR5: composizione delle garanzie reali per le esposizioni soggette al CCR
Capitolo Pillar III Articolo
CRR
Tabella / Modello
Modello EU CCR6: esposizioni in derivati su crediti
438 Modello EU CCR7: prospetti degli RWEA delle esposizioni soggette al CCR nell'ambito dell'IMM
Modello EU CCR8: esposizioni verso CCP
439 Tabella EU CCRA: informativa qualitativa sul CCR
Modello EU SEC1: esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione
Modello EU SEC2: esposizioni verso la cartolarizzazione incluse nel portafoglio di negoziazione 1
Modello EU SEC3 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e
relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore
11. Operazioni di
cartolarizzazione
449 Modello EU SEC4 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e
relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore
Modello EU SEC5 - Esposizioni cartolarizzate dall'ente: esposizioni in stato di default e rettifiche di
valore su crediti specifiche
Tabella EU SECA: obblighi di informativa qualitativa sulle esposizioni verso la cartolarizzazione
445 Modello EU MR1: rischio di mercato in base al metodo standardizzato
455 Modello EU MR2-A: rischio di mercato in base al metodo dei modelli interni (IMA) 1
438 Modello EU MR2-B: prospetti degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di mercato in base al
metodo IMA
1
12. Rischio di Modello EU MR3: valori IMA per i portafogli di negoziazione 1
mercato 455 Modello EU MR4: raffronto tra stime del VaR e profitti/perdite 1
435 Tabella EU MRA: obblighi di informativa qualitativa sul rischio di mercato
455 Tabella EU MRB: obblighi di informativa qualitativa per gli enti che utilizzano i modelli interni per il
rischio di mercato
1
13. Rischio di
tasso di
interesse sulle
448 IRRBB1: esposizioni al rischio di tasso di interesse su posizioni non detenute nel portafoglio di
negoziazione
posizioni incluse
nel portafoglio
bancario
IRRBBA: informazioni qualitative sul rischio di tasso di interesse su posizioni non detenute nel
portafoglio di negoziazione
14. Rischio 446 e 454 Modello EU OR1: requisiti di fondi propri per il rischio operativo e importi delle esposizioni ponderati per
il rischio
Operativo 435, 446
e 454
Tabella EU ORA: informazioni qualitative sul rischio operativo
Modello EU LR1 - LRSum: riepilogo della riconciliazione tra attività contabili e esposizioni del
coefficiente di leva finanziaria
15. Leva 451 Modello EU LR2 - LRCom: informativa armonizzata sul coefficiente di leva finanziaria
finanziaria Modello EU LR3 - LRSpl: disaggregazione delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e
esposizioni esentate)
Tabella EU LRA: comunicazione di informazioni qualitative sul coefficiente di leva finanziaria
Modello EU AE1: attività vincolate e non vincolate
16. Attività Modello EU AE2: garanzie reali ricevute e titoli di debito di propria emissione
vincolate 443 Modello EU AE3: fonti di gravame
Tabella EU AE4: informazioni descrittive di accompagnamento
Modello EU REM1: remunerazione riconosciuta per l'esercizio
Modello EU REM2: pagamenti speciali al personale le cui attività professionali hanno un impatto
rilevante sul profilo di rischio dell'ente (personale più rilevante)
17. Politiche di Modello EU REM3: remunerazione differita
remunerazione 450 Modello EU REM4: remunerazione di 1 milione di EUR o più per esercizio
Modello EU REM5: informazioni sulla remunerazione del personale le cui attività professionali hanno un
impatto rilevante sul profilo di rischio dell'ente (personale più rilevante)
Tabella EU REMA: politica di remunerazione

1: modello o tabella non applicabile al 31 dicembre 2024.

2: modello non predisposto in quanto l'ammontare degli NPL è inferiore alla soglia del 5%.

I Modelli EU CR10.1, EU CR10.2, EU CR10.3 ed EU CR10.4 "Esposizioni da finanziamenti specializzati" non risultano prodotti in quanto non applicabili al 31 dicembre 2024.

Come meglio specificato nel Capitolo 5 "Qualità del credito", i template soggetti alla soglia del 5% dell'NPL ratio non sono pubblicati al 31 dicembre 2024 in quanto l'ammontare degli NPL risultava inferiore a tale soglia.

Il raffronto dei dati del periodo in corso con quelli del periodo precedente è stato predisposto nei casi richiesti dai templatesEBA.

1. AMBITO DI APPLICAZIONE

Credito Emiliano Spa

Capogruppo del Gruppo Bancario, Credito Emiliano – Credem.

Area e metodi di consolidamento

Il bilancio consolidato del Gruppo Credem comprende il bilancio di Credito Emiliano spa e delle società da questa controllate, includendo nel perimetro di consolidamento anche le società operanti in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo. Analogamente, sono incluse anche le società veicolo (SPE/SPV) quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.

Sono considerate controllate le imprese nelle quali la Capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede più della metà dei diritti di voto o quando, pur con una quota di diritti di voto inferiore, la Capogruppo ha il potere di nominare la maggioranza degli amministratori della partecipata o di determinare le politiche finanziarie ed operative della stessa. Nella valutazione dei diritti di voto si tiene conto anche dei diritti "potenziali" che siano correntemente esercitabili o convertibili in diritti di voto effettivi in qualsiasi momento.

Sono considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell'attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull'attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.

Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali la capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali" come sopra definiti) o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.

Le partecipazioni controllate sono consolidate con il metodo integrale, mentre le interessenze non di controllo e di joint venture sono consolidate in base al metodo del patrimonio netto.

Criteri e principi di consolidamento

I criteri adottati per la redazione del bilancio consolidato sono i seguenti:

  • in occasione del primo consolidamento, il valore di carico delle partecipazioni in società consolidate integralmente è annullato a fronte del patrimonio netto delle società stesse. La contabilizzazione degli acquisti nelle società avviene in base al "metodo dell'acquisto" come definito dall' IFRS 3, ossia con rilevazione di attività, passività e passività potenziali delle imprese acquisite al fair value alla data di acquisizione, cioè dal momento in cui si ottiene l'effettivo controllo della società acquisita. Pertanto, i risultati economici di una controllata acquisita nel corso del periodo di riferimento sono inclusi nel bilancio consolidato a partire dalla data della sua acquisizione. Parimenti, i risultati economici di una controllata ceduta sono inclusi nel bilancio consolidato fino alla data in cui il controllo è cessato;
  • le eventuali eccedenze del valore di carico delle partecipazioni di cui al punto precedente rispetto alla corrispondente frazione di patrimonio netto, adeguato con l'effetto del fair value delle attività o passività, se positive sono rilevate quali avviamento nella voce "Attività immateriali", se negative sono imputate a conto economico;
  • per gli eventuali acquisti di ulteriori quote partecipative successive all'acquisizione del controllo, disciplinati specificatamente dal principio contabile IAS27, le eventuali differenze positive o negative, come sopra determinate, che vengono a sorgere a seguito di tali acquisti successivi sono imputate direttamente a patrimonio;
  • ad ogni data di bilancio (od ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) viene verificata l'adeguatezza del valore dell'avviamento (c.d. impairment test). A tal fine viene identificata l'unità generatrice di flussi finanziari cui attribuire l'avviamento. L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è dato dall'eventuale differenza negativa tra il valore di iscrizione dell'avviamento ed il suo valore recuperabile, determinato come il maggiore tra il fair value dell'unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di

vendita, ed il relativo valore d'uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico;

  • gli elementi di attivo, passivo e conto economico vengono integralmente acquisiti "linea per linea";
  • le partite debitorie e creditorie, le operazioni fuori bilancio nonché i proventi e gli oneri ed i profitti e le perdite traenti origine da rapporti tra società oggetto di consolidamento integrale, sono tra di loro elisi;
  • le quote di patrimonio netto e di utile di periodo di pertinenza dei "terzi" azionisti delle società consolidate, sono incluse in apposite voci, rispettivamente, del passivo di stato patrimoniale e del conto economico;
  • per il consolidamento delle società con metodo integrale sono stati utilizzati i bilanci predisposti e approvati dalle singole società, eventualmente resi conformi ai principi contabili internazionali seguiti nella predisposizione della situazione consolidata;
  • il valore di libro delle partecipazioni rilevanti, detenute dalla capogruppo, o da altre società del gruppo, afferenti società consolidate con il metodo del patrimonio netto, è raffrontato con la pertinente quota di patrimonio delle partecipate. L'eventuale eccedenza del valore di libro - risultante in prima applicazione al bilancio consolidato – è inclusa nel valore contabile della partecipata. Le variazioni nel valore patrimoniale, intervenute negli anni successivi a quello di prima applicazione, sono iscritte a voce 250 del conto economico consolidato ("utili (perdite) delle partecipazioni") nella misura in cui le variazioni stesse siano riferibili a utili o perdite delle partecipate;
  • se esistono evidenze che il valore di una partecipazione rilevante possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento. Qualora il valore recuperabile risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata nel conto economico;
  • per il consolidamento delle partecipazioni in società collegate sono stati utilizzati, ove disponibili, i progetti di bilancio approvati dai rispettivi Consigli di Amministrazione; in loro mancanza sono stati considerati i dati degli ultimi bilanci approvati (generalmente quelli al 31 dicembre 2023).

AREA DI CONSOLIDAMENTO

Note:

le percentuali esprimono i diritti di voto esercitabili direttamente e indirettamente le partecipazioni in chiaro sono valutate con il metodo del patrimonio netto

Modello EU LI1: differenze tra l'ambito del consolidamento contabile e quello del consolidamento prudenziale e associazione delle categorie di bilancio alle categorie di rischio regolamentari

a b c d e f g
Valori contabili degli elementi
Valori
contabili
riportati
nel
bilancio
pubblicato
Valori contabili
nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
soggetti al
quadro
relativo al
rischio di
credito
soggetti
al
quadro
relativo
al CCR
soggetti al
quadro relativo
alla
cartolarizzazione
soggetti
al
quadro
relativo
al
rischio
di
mercato
non
soggetti a
requisiti di
fondi
propri o
soggetti a
deduzione
dai fondi
propri
Disaggregazione per classi di attività in base allo stato patrimoniale nel bilancio pubblicato
10. Cassa e disponibilita' liquide 4.207.806 4.196.102 4.196.102 - - - -
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
5.706.465 83.032 46.910 14.992 1.962 19.168 -
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
9.491.841 5.403.531 5.403.521 - 10 - -
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 45.274.702 45.128.074 44.464.883 359.416 303.775 - -
50. Derivati di copertura 427.235 427.235 - 427.235 - - -
60. Adeguamento di valore delle attivita' finanziarie oggetto
di copertura generica (+/-)
112.020 112.020 112.020 - - - -
70. Partecipazioni 59.937 592.398 592.398 - - - -
80. Attività assicurative 11.252 - - - - - -
90. Attivita' materiali 443.532 442.864 442.864 - - - -
100. Attivita' immateriali 527.335 534.884 105.164 - - - 429.720
- Avviamento 318.027 330.032 - - - - 330.032
- Altre attività immateriali 209.309 204.852 105.164 - - - 99.688
110. Attivita' fiscali 417.593 259.352 259.352 - - - -
120. Attivita' non correnti e gruppi di attivita' in via di
dismissione
533 533 533 - - - -
130. Altre attivita' 1.314.710 1.114.256 1.114.256 - - - -
Totale attività 67.994.961 58.294.281 56.738.003 801.643 305.747 19.168 429.720
Disaggregazione per classi di passività in base allo stato patrimoniale nel bilancio pubblicato
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 51.365.733 51.333.249 - 730 - - -
20. Passivita' finanziarie di negoziazione 14.463 14.463 - 14.463 - - -
30. Passivita' finanziarie designate al fair value 4.402.690 - - - - - -
40. Derivati di copertura 731.778 731.778 - 731.778 - - -
50. Adeguamento di valore delle passivita' finanziarie oggetto
di copertura generica (+/-)
(8.086) (8.086) - - - - -
60. Passivita' fiscali 345.702 149.164 19.348 - - - 89.196
80. Altre passivita' 1.459.452 1.383.883 - - - - -
90. Trattamento di fine rapporto del personale 26.144 25.835 - - - - -
100. Fondi per rischi e oneri 240.891 240.800 - - - - -
110. Passività assicurative 4.992.999 - - - - - -
120. Riserve da valutazione (11.787) (11.788) - - - - -
150. Riserve 2.777.237 2.777.237 - - - - -
160. Sovrapprezzi di emissione 252.937 252.937 - - - - -
170. Capitale 49.437 49.437 - - - - -
190. Patrimonio di pertinenza dei terzi (+/-) 866.376 866.377 - - - - -
200. Utile (perdita) d'esercizio 488.995 488.995 - - - - -
Totale passività 67.994.961 58.294.281 19.348 746.971 - - 89.196

Il perimetro di riferimento ai fini della vigilanza prudenziale (Gruppo prudenziale) fa capo a CredemHolding. La percentuale di partecipazione di Credito Emiliano Holding S.p.A. in Credem S.p.A., al 31/12/2024, è del 79,82%.

Le principali differenze tra i valori contabili riportati nel bilancio pubblicato ed i valori contabili nell'ambito del consolidamento prudenziale afferiscono al perimetro di consolidamento. Nel primo caso le società esterne al Gruppo prudenziale sono consolidate integralmente mentre nel secondo caso sono consolidate con il metodo del patrimonio netto. La società esterna al Gruppo prudenziale al 31 dicembre 2024 è Credemvita Spa.

Modello EU LI2: principali fonti di differenze tra gli importi delle esposizioni determinati a fini regolamentari e i valori contabili nel bilancio

a b c d e
Esposizioni soggette al
Totale quadro
relativo al
rischio di
credito
quadro relativo
alla
cartolarizzazione
quadro
relativo al
CCR
quadro
relativo al
rischio di
mercato
1 Valore contabile delle attività nell'ambito del consolidamento
prudenziale (come nel modello LI1)
57.864.561 56.738.003 305.747 801.643 19.168
2 Valore contabile delle passività nell'ambito del
consolidamento prudenziale (come nel modello LI1)
766.319 19.348 - 746.971 -
3 Importo netto totale nell'ambito del consolidamento
prudenziale
57.098.242 56.718.655 305.747 54.672 19.168
4 Importi fuori bilancio 20.399.342 13.585.737 6.813.605
5 Differenze di valutazione - - - -
6 Differenze dovute a regole di compensazione diverse da
quelle già incluse nella riga 2
118.879 - - 118.879
7 Differenze dovute al trattamento delle rettifiche di valore 426.110 426.110 - -
8 Differenze dovute all'uso di tecniche di attenuazione del
rischio di credito (CRM)
(6.791.624) (154.708) - (6.636.916)
9 Differenze dovute ai fattori di conversione del credito (10.051.674) (10.051.674) - -
10 Differenze dovute alla cartolarizzazione con trasferimento
del rischio
- - - -
11 Altre differenze 74.802 74.802 - -
12 Importi delle esposizioni considerati a fini regolamentari 61.254.909 60.598.922 305.747 350.240 -

Le principali fonti di differenze tra gli importi delle esposizioni determinati a fini regolamentari e i valori contabili nel bilancio di cui al modello EU LI2 attengono ai fattori di conversione del credito (FCC) ed all'applicazione delle tecniche di mitigazione del rischio. Per maggiori informazioni sulle tecniche di mitigazione del rischio di credito si rimanda all'apposito capitolo del presente documento. Nell'ambito del quadro relativo al CCR l'applicazione delle tecniche di mitigazione del rischio hanno interessato principalmente le operazioni SFT.

Modello EU LI3: descrizione delle differenze tra gli ambiti di consolidamento (soggetto per soggetto)

a b c d e f g h
Metodo di Metodo di consolidamento prudenziale
Denominazione del soggetto consolidamento
contabile
Consolidamento
integrale
Consolidamento
proporzionale
Metodo del
patrimonio
netto

consolidato
né dedotto
Dedotto Descrizione
del soggetto
Credito Emiliano Holding spa Consolidamento integrale x Società
finanziaria
Credito Emiliano spa Consolidamento integrale x Banca
Credemleasing spa Consolidamento integrale x Società
finanziaria
Credemfactor spa Consolidamento integrale x Società
finanziaria
Credem Private Equity SGR spa Consolidamento integrale x Società
finanziaria
Euromobiliare Asset
Management SGR spa
Consolidamento integrale x Società
finanziaria
Euromobiliare Advisory SIM spa Consolidamento integrale x Società
finanziaria
Credemtel spa Consolidamento integrale x Società non
finanziaria
Avvera spa Consolidamento integrale x Società
finanziaria
Magazzini Generali delle Tagliate
spa
Consolidamento integrale x Società non
finanziaria
Credem Euromobiliare Private
Banking spa
Consolidamento integrale x Banca
Euromobiliare Fiduciaria spa Consolidamento integrale x Società
finanziaria
Credemvita spa Consolidamento integrale x Soggetto
Assicurativo
Credem CB srl Consolidamento integrale x Società
finanziaria
Credemassicurazioni spa Metodo del patrimonio
netto
x Soggetto
Assicurativo
Andxor srl Metodo del patrimonio
netto
x Società non
finanziaria
SBC Fintech Milan 2224 srl Metodo del patrimonio
netto
x Società non
finanziaria
Mynet srl Metodo del patrimonio
netto
x Società non
finanziaria
Flairbit Srl Metodo del patrimonio
netto
x Società non
finanziaria

2. FONDI PROPRI

A partire dal 1° gennaio 2014 è applicabile la disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013 e modificata dal Regolamento (UE) 2019/876 (CRR II), che traspongono nell'Unione europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (cd. framework Basilea 3). Il CRR ha avuto diretta efficacia negli Stati membri, mentre la disciplina contenuta nella CRD IV è stata recepita nell'ordinamento nazionale dalla Banca d'Italia il 17 dicembre 2013 con la pubblicazione della Circolare 285 «Disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche» (e successive modifiche e integrazioni). Tale regolamentazione prevede la seguente articolazione dei Fondi Propri:

— Capitale di Classe 1 (Tier 1 Capital), composto a propria volta da:

  • Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 CET1);
    • Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 AT1);
  • Capitale di Classe 2 (Tier 2 T2).

La somma del Capitale di Classe 1 e del Capitale di Classe 2 compone il Totale dei Fondi Propri (Total Capital).

Componente principale del Tier 1 è il Common Equity, composto principalmente da strumenti di capitale (es. azioni ordinarie al netto delle azioni proprie), sovrapprezzi di emissione, riserve di utili, utile del periodo non distribuito, riserve da valutazione, interessi di minoranza computabili, al netto degli elementi in deduzione.

La categoria dell'AT1 ricomprende gli strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie (che sono computabili nel Common Equity) e che rispettano i requisiti normativi per l'inclusione in tale livello dei Fondi propri una volta applicate le deduzioni degli elementi e le deroghe previste dalla normativa citata in premessa.

Il Capitale di Classe 2 (Tier 2) è composto dagli elementi quali principalmente le passività subordinate computabili e le eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese per le posizioni ponderate secondo i metodi IRB, una volta applicate le deduzioni e le deroghe previste dalla normativa citata in premessa.

I requisiti minimi di capitale applicabili al Gruppo sono pari ai seguenti ratio patrimoniali in coerenza con l'articolo 92 del CRR:

  • CET1 ratio: 4,50%
  • T1 ratio: 6,00%
  • Total Capital ratio: 8,00%

In aggiunta a tali livelli patrimoniali, per il 2024 il Gruppo deve inoltre rispettare i seguenti requisiti:

  • 1,00% requisito di Pillar 2 (Pillar 2 Requirement) richiesto in coerenza con i risultati SREP;
  • 2,50%: riserva di conservazione del capitale ("CCB" buffer), in coerenza con l'articolo 129 della CRD IV;
  • 0,0354%: riserva di capitale anticiclica (CCyB buffer), in coerenza con l'articolo 130 della CRD IV, calcolata trimestralmente.
  • 0,411% :riserva rischio sistemico

Il requisito aggiuntivo assegnato dall'organo di vigilanza (il Pillar 2 Requirement), rispetto ai livelli regolamentari di patrimonio vigenti nel 2024, sarebbe pari all'1%. In base all'articolo 104bis della CRD V l'ente rispetta il requisito di fondi propri aggiuntivi imposto dall'autorità competente mediante fondi propri che soddisfano le condizioni seguenti:

a) almeno tre quarti del requisito di fondi propri aggiuntivi sono rispettati mediante capitale di classe 1; b) almeno tre quarti del capitale di classe 1 di cui alla lettera a) sono costituiti da capitale primario di classe 1. Conseguentemente il requisito può essere rispettato con un minimo del 56,25% di CET1 capital e con un 75% di Tier1 capital.

Pertanto, al 31 dicembre 2024, il Gruppo deve rispettare i seguenti requisiti complessivi:

  • CET1 ratio: 8,01%
  • T1 ratio: 9,70%
  • Total Capital ratio: 11,95%

In base alle disposizioni dettate dagli articoli 11, paragrafi 2 e 3, e 13, paragrafo 2, del Regolamento CRR, le banche controllate da una "società di partecipazione finanziaria madre" sono tenute a rispettare i requisiti stabiliti dal predetto regolamento sulla base della situazione consolidata della società di partecipazione finanziaria medesima. Tali disposizioni hanno pertanto reso necessaria la modifica del perimetro di consolidamento del Gruppo ai fini della vigilanza prudenziale, portando a calcolare i ratio patrimoniali a livello di Credemholding, società controllante al 79,8167% di Credem Spa. Tale livello comporta differenze di rilievo rispetto alle analoghe rilevazioni misurate sul perimetro che fa capo a Credito Emiliano Spa, dovute al trattamento più restrittivo riservato dalle norme vigenti al computo del cosiddetto "patrimonio di terzi".

A partire dal mese di ottobre 2017 il Gruppo è stato inserito dall'Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Tale provvedimento riflette la situazione di business al dicembre 2016, data alla quale il Gruppo superava le soglie previste dalle norme in materia.

E' doveroso segnalare preliminarmente che la vigilanza sui conglomerati finanziari è esercitata attraverso presidi supplementari, che integrano quelli già operativi a livello di Gruppo Bancario e di specifici settori di attività.

Il soggetto coordinatore della sopra illustrata vigilanza rafforzata, essendo preminente nel Gruppo il business bancario, è rappresentato dalla Banca Centrale Europea.

Conseguentemente il primo di marzo del 2018 la Banca Centrale Europea ha autorizzato il Gruppo a non dedurre dal calcolo dei fondi propri regolamentari la partecipazione totalitaria detenuta nell'impresa di assicurazione Credemvita.

Tale autorizzazione, derivante dall'applicazione dell'articolo 49 del Regolamento (EU) n.575/2103 ("CRR"), è applicabile qualora il Gruppo faccia parte della lista di quelli che, in base ai parametri di vigilanza, svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo (conglomerati finanziari).

Ai sensi del regolamento (UE) n.575/2013 (CRR), art.26, comma 2, la quota dell'utile netto del 2024, al netto della quota destinabile ai dividendi, è stata inserita nel calcolo dei Fondi Propri.

Il requisito patrimoniale complessivo al 31 dicembre 2024 è di 1.746,3 milioni di euro a fronte di Fondi Propri per 3.978,7 milioni di euro con un margine disponibile di 2.232,4 milioni di euro, pari ad oltre il 56% dei Fondi Propri.

Le indicazioni sui coefficienti patrimoniali evidenziano il Common Equity Tier 1 ratio al 15,53%, il Tier 1 Capital ratio al 15,84% e il Total capital ratio al 18,23%.

FONDI PROPRI - INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

31/12/2024 31/12/2023
A. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) prima dell'applicazione dei
filtri prudenziali
3.801.228 3.439.222
B. Filtri prudenziali del CET1 (+/-) 11.985 23.730
C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio (A +/- B) 3.813.214 3.462.952
D. Elementi da dedurre dal CET1 (422.177) (442.215)
E. Regime transitorio - Impatto su CET1 (+/-), inclusi gli interessi di minoranza oggetto di
disposizioni transitorie
- -
F. Totale Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) (C – D +/-E) 3.391.037 3.020.737
G. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) al lordo degli elementi da dedurre e
degli effetti del regime transitorio
66.152 64.880
H. Elementi da dedurre dall'AT1 - -
I. Regime transitorio - Impatto su AT1 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi
nell'AT1 per effetto di disposizioni transitorie
- -
L. Totale Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) (G - H +/- I) 66.152 64.880
M. Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del
regime transitorio
521.469 514.954
N. Elementi da dedurre dal T2 - -
O. Regime transitorio - Impatto su T2 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi
nel T2 per effetto di disposizioni transitorie
- -
P. Totale Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) (M - N +/- O) 521.469 514.954
Q. Totale fondi propri (F + L + P) 3.978.658 3.600.571

La disclosure prevista in materia di fondi propri è richiesta dal Regolamento 2021/637, ed è riportata nel template EU CC1- Composizione dei Fondi propri regolamentari.

Modello EU CC1: composizione dei fondi propri regolamentari

a) b)
Importi Fonte basata su
numeri /lettere
31/12/2024 di riferimento
dello stato
patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
Capitale primario di classe 1 (CET1): strumenti e riserve
1 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni 302.374 7, 8
Di cui: Azioni ordinarie 49.437 8
2 Utili non distribuiti 2.777.237 6
3 Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) (11.788) 1
EU-3a Fondi per rischi bancari generali -
4 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 3, del CRR e le relative
riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal CET1
-
5 Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) 409.200 9
EU-5a Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o dividendi prevedibili 324.206 16
6 Capitale primario di classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari 3.801.228
Capitale primario di classe 1 (CET1): rettifiche regolamentari
7 Rettifiche di valore supplementari (importo negativo) (6.745)
8 Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) (importo negativo) (340.524) 10
9 Non applicabile -
10 Attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura, escluse quelle derivanti da
differenze temporanee (al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le
condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (importo negativo)
-
11 Riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di
cassa degli strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo
18.730 1, 5
12 Importi negativi risultanti dal calcolo degli importi delle perdite attese (47.452)
13 Qualsiasi aumento del patrimonio netto risultante da attività cartolarizzate (importo negativo) -
14 I profitti o le perdite sulle passività dell'ente valutate al valore equo dovuti a variazioni del
merito di credito
-
15 Attività dei fondi pensione a prestazioni definite (importo negativo) -
16 Propri strumenti del CET1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente
(importo negativo)
(1.892)
17 Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o
sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata
reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo)
-
18 Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali
soggetti (importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili)
(importo negativo)
-
19 Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti
(importo superiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo
negativo)
-
20 Non applicabile -
EU-20a Importo dell'esposizione dei seguenti elementi, che possiedono i requisiti per ricevere un
fattore di ponderazione del rischio pari al 1250%, quando l'ente opta per la deduzione
-
EU-20b Di cui partecipazioni qualificate al di fuori del settore finanziario (importo negativo) -
EU-20c Di cui posizioni verso la cartolarizzazione (importo negativo) -
EU-20d Di cui operazioni con regolamento non contestuale (importo negativo) -
21 Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo superiore alla soglia
del 10 %, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui
all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (importo negativo)
-
a) b)
Importi Fonte basata su
numeri /lettere
31/12/2024 di riferimento
dello stato
patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
22 Importo che supera la soglia del 17,65 % (importo negativo) -
23 Di cui strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente,
indirettamente e sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti
-
24 Non applicabile -
25 Di cui attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee -
EU-25a Perdite relative all'esercizio in corso (importo negativo) -
EU-25b Tributi prevedibili relativi agli elementi del CET1, ad eccezione dei casi in cui l'ente adatta di
conseguenza l'importo degli elementi del CET1 nella misura in cui tali tributi riducano l'importo
fino a concorrenza del quale questi elementi possono essere destinati alla copertura di rischi o
perdite (importo negativo)
-
26 Non applicabile -
27 Deduzioni ammissibili dal capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) che superano gli elementi
dell'AT1 dell'ente (importo negativo)
-
27a Altre rettifiche regolamentari (32.308)
28 Totale delle rettifiche regolamentari del capitale primario di classe 1 (CET1) (410.191)
29 Capitale primario di classe 1 (CET1) 3.391.037
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): strumenti
30 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni -
31 Di cui classificati come patrimonio netto a norma dei principi contabili applicabili -
32 Di cui classificati come passività a norma dei principi contabili applicabili -
33 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 4, del CRR e le relative
riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dall'AT1
-
EU-33a Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 bis, paragrafo 1, del CRR soggetti a
eliminazione graduale dall'AT1
-
EU-33b Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 ter, paragrafo 1, del CRR soggetti a
eliminazione graduale dall'AT1
-
34 Capitale di classe 1 ammissibile incluso nel capitale AT1 consolidato (compresi gli interessi di
minoranza non inclusi nella riga 5) emesso da filiazioni e detenuto da terzi
66.152
35 di cui strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva -
36 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) prima delle rettifiche regolamentari 66.152
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): rettifiche regolamentari
37 Propri strumenti di AT1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente
(importo negativo)
-
38 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o
sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata
reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo
-
39 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o
sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo
superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
-
40 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti
(al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
-
41 Non applicabile -
42 Deduzioni ammissibili dal capitale di classe 2 (T2) che superano gli elementi del T2 dell'ente
(importo negativo)
-
42a Altre rettifiche regolamentari del capitale AT1 -
43 Totale delle rettifiche regolamentari del capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) -
44 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) 66.152
45 Capitale di classe 1 (T1 = CET1 + AT1) 3.457.189
a) b)
Importi Fonte basata su
numeri /lettere
31/12/2024 di riferimento
dello stato
patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
Capitale di classe 2 (T2) strumenti
46 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni 402.064
47 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 5, del CRR e le relative
riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal T2 ai sensi dell'articolo
486, paragrafo 4, del CRR
-
EU-47a Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 bis, paragrafo 2, del CRR soggetti a
eliminazione graduale dal T2
-
EU-47b Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 ter, paragrafo 2, del CRR soggetti a
eliminazione graduale dal T2
-
48 Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel capitale T2 consolidato (compresi gli interessi
di minoranza e strumenti di AT1 non inclusi nella riga 5 o nella riga 34) emessi da filiazioni e
detenuti da terzi
88.203
49 di cui strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva -
50 Rettifiche di valore su crediti 31.201
51 Capitale di classe 2 (T2) prima delle rettifiche regolamentari 521.469
Capitale di classe 2 (T2): rettifiche regolamentari
52 Strumenti propri di T2 e prestiti subordinati detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o
sinteticamente (importo negativo)
-
53 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una
partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri
dell'ente (importo negativo)
-
54 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali
soggetti (importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili)
(importo negativo)
-
54a Non applicabile -
55 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente
direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo
in tali soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
-
56 Non applicabile -
EU-56a Deduzioni di passività ammissibili che superano gli elementi delle passività ammissibili
dell'ente (importo negativo)
-
EU-56b Altre rettifiche regolamentari del capitale T2 -
57 Totale delle rettifiche regolamentari del capitale di classe 2 (T2) -
58 Capitale di classe 2 (T2) 521.469
59 Capitale totale (TC = T1 + T2) 3.978.658
60 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 21.829.077
Coefficienti e requisiti patrimoniali, comprese le riserve di capitale
61 Capitale primario di classe 1 15,53%
62 Capitale di classe 1 15,84%
63 Capitale totale 18,23%
64 Requisiti patrimoniali complessivi CET1 dell'ente 8,01%
65 Di cui requisito della riserva di conservazione del capitale 2,50%
66 Di cui requisito della riserva di capitale anticiclica 0,0354%
67 Di cui requisito della riserva a fronte del rischio sistemico 0,41%
EU-67a Di cui requisito della riserva di capitale degli enti a rilevanza sistemica a livello globale (G-SII)
o degli altri enti a rilevanza sistemica (O-SII)
-
a) b)
Importi Fonte basata su
numeri /lettere
31/12/2024 di riferimento
dello stato
patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
EU-67b Di cui requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva
finanziaria eccessiva
0,56%
68 Capitale primario di classe 1 (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) disponibile
dopo aver soddisfatto i requisiti patrimoniali minimi
9,09%
Minimi nazionali (se diversi da Basilea III)
69 Non applicabile -
70 Non applicabile -
71 Non applicabile -
Importi inferiori alle soglie di deduzione (prima della ponderazione del rischio)
72 Fondi propri e passività ammissibili di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente o
indirettamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo
inferiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili)
-
73 Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente o
indirettamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo
inferiore alla soglia del 17,65 % e al netto di posizioni corte ammissibili)
-
74 Non applicabile -
75 Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo inferiore alla soglia del
17,65 %, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui
all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR)
211.438
Massimali applicabili per l'inclusione di accantonamenti nel capitale di classe 2
76 Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo
standardizzato (prima dell'applicazione del massimale)
-
77 Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo
standardizzato
87.631
78 Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo
basato sui rating interni (prima dell'applicazione del massimale)
31.201
79 Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo basato
sui rating interni
72.657
Strumenti di capitale soggetti a eliminazione progressiva (applicabile soltanto tra l'1 gennaio 2014 e l'1 gennaio 2022)
80 Massimale corrente sugli strumenti di CET1 soggetti a eliminazione progressiva -
81 Importo escluso dal CET1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i
rimborsi e le scadenze)
-
82 Massimale corrente sugli strumenti di AT1 soggetti a eliminazione progressiva -
83 Importo escluso dall'AT1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i
rimborsi e le scadenze)
-
84 Massimale corrente sugli strumenti di T2 soggetti a eliminazione progressiva -
85 Importo escluso dal T2 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi
e le scadenze)
-

Modello EU CC2: riconciliazione dei fondi propri regolamentari con lo SP nel bilancio sottoposto a revisione contabile

a b c
Stato
patrimoniale
incluso nel
bilancio
pubblicato
Nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
Riferimento
31/12/2024 31/12/2024
Attività - Ripartizione per classi di attività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato
1 Cassa e disponibilità liquide 4.207.806 4.196.102
2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
a conto economico
5.706.465 83.032
3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
9.491.841 5.403.531
4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 45.274.702 45.128.074
5 Derivati di copertura 427.235 427.235
6 Adeguamento di valore delle attività finanziarie
oggetto di copertura generica (+/-)
112.020 112.020
7 Partecipazioni 59.937 592.398
8 Attività assicurative 11.252 -
9 Attività materiali 443.532 442.864 8 Attività immateriali (al netto delle relative
passività fiscali) (importo negativo)
10 Attività immateriali, di cui: 527.335 534.884
11 Avviamento 318.027 330.032
12 Altre immobilizzazioni immateriali 209.309 204.852
13 Attività fiscali 417.593 259.352
14 Attività non correnti e gruppi di attività in via di
dismissione
533 533
15 Altre attività 1.314.710 1.114.256
16 Totale attività 67.994.961 58.294.281
Passività - Ripartizione per classi di passività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato
1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 51.365.733 51.333.249
2 di cui - titoli in circolazione 4.445.155 4.335.560
3 di cui - passività subordinate: Strumenti
computabili nel capitale di classe 2
402.064 402.064
4 Passività finanziarie di negoziazione 14.463 14.463
5 Passivita' finanziarie designate al fair value 4.402.690 -
6 Derivati di copertura 731.778 731.778
7 Adeguamento di valore delle passività finanziarie
oggetto di copertura generica (+/-)
(8.086) (8.086)
8 Passività fiscali 345.702 149.164
a b c
Stato
patrimoniale
incluso nel
bilancio
pubblicato
Nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
Riferimento
31/12/2024 31/12/2024
9 Altre passività 1.459.452 1.383.883
10 Trattamento di fine rapporto del personale 26.144 25.835
11 Fondi per rischi e oneri 240.891 240.800
12 Passività assicurative 4.992.999 -
13 Totale passività 63.571.766 53.871.086
Capitale proprio
1 Riserve da valutazione, di cui: (11.788) (11.788) 3, 11 Altre componenti di conto economico
complessivo accumulate (e altre riserve);
riserve di valore equo relative ai profitti e
alle perdite generati dalla copertura dei
flussi di cassa degli strumenti finanziari
che non sono valutati al valore equo
2 Riserve da valutazione su attività
finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
(300.877) (300.877)
3 Riserve da valutazione degli tuili perdite
attuariali nette
(5.250) (5.250)
4 Altri elementi positivi - Leggi speciali di
rivalutazione
107.010 107.010
5 Riserve di cash flow hedge (18.729) (18.729) 11 Riserve di valore equo relative ai profitti e
alle perdite generati dalla copertura dei
flussi di cassa degli strumenti finanziari
che non sono valutati al valore equo
6 Riserve 2.777.237 2.777.237 2 Utili non distribuiti
7 Sovrapprezzi di emissione 252.937 252.937 1 Strumenti di capitale e le relative riserve
sovrapprezzo azioni
8 Capitale 49.437 49.437 1 Strumenti di capitale e le relative riserve
sovrapprezzo azioni
9 Partimonio di pertinenza di terzi (+/-) 866.377 866.377 5 Interessi di minoranza (importo consentito
nel CET1 consolidato)
10 di cui Riserve da valutazione: (19.324) (19.324)
11 Riserve da valutazione di titoli HTCS/titoli
disponibili per la vendita
(76.082) (76.082)
12 Riserve da valutazione degli tuili perdite
attuariali nette
(1.327) (1.327)
13 Altri elementi positivi - Leggi speciali di
rivalutazione
10.714 10.714
14 Riserve di cash flow hedge (4.736) (4.736)
15 di cui Riserve e utili 545.821 545.821
16 Utile (Perdita) di periodo (+/-) 488.995 488.995 EU-5a Utili di periodo verificati da persone
indipendenti al netto di tutti gli oneri o
dividendi prevedibili
17 Capitale proprio totale 4.423.195 4.423.195

Modello EU CCA: principali caratteristiche degli strumenti di fondi propri regolamentari e degli strumenti di passività ammissibili

1 Emittente CREDITO EMILIANO HOLDING CREDITO EMILIANO HOLDING
2 Identificativo unico (ad es., Identificativo CUSIP, ISIN
o Bloomberg per i collocamenti privati)
XS2229022822 XS2488465423
3 Legislazione applicabile allo strumento Legislazione
italiana:
clausole
di
subordinazione
Legislazione
italiana:
clausole
di
subordinazione
Trattamento regolamentare
4 Disposizioni transitorie del CRR Capitale di classe 2 Capitale di classe 2
5 Disposizioni post transitorie del CRR Capitale di classe 2 Capitale di classe 2
6 Ammissibile
a
livello
di
singolo
ente/(sub)consolidamento / di singolo ente e di
(sub)consolidamento
Singolo Ente Singolo Ente
7 Tipo di strumento (I tipi devono essere specificati
per ciascuna giurisdizione)
Strumento di capitale di classe 2 ex
art.62
Strumento di capitale di classe 2 ex
art.62
8 Importo
rilevato
nel
capitale
regolamentare
(moneta in milioni, alla più recente data di
riferimento per la segnalazione)
199.900 202.164
9 Importo nominale dello strumento 200.000 200.000
9a Prezzo di emissione 100 100
9b Prezzo di rimborso 100 100
10 Classificazione contabile Titoli
in
circolazione
-
costo
ammortizzato
Titoli
in
circolazione
-
costo
ammortizzato
11 Data di emissione originaria 16/09/2020 05/07/2022
12 Irredimibile o a scadenza A scadenza A scadenza
13 Data di scadenza originaria 16/12/2030 05/10/2032
14 Rimborso anticipato a discrezione dell'emittente
soggetto a approvazione preventiva dell'autorità di
vigilanza
15 Data del rimborso anticipato facoltativo, date del
rimborso anticipato eventuale e Importo del
rimborso
Prevista possibilità di rimborso tra il
16/09/2025 e il 16/12/2025
Prevista possibilità di rimborso il
05/07/2027
16 Date successive di rimborso anticipato, se del caso Pagamento cedole Pagamento cedole
Cedole/dividendi
17 Dividendi/cedole fissi o variabili Fissi/Variabili Fissi/Variabili
18 Tasso della cedola ed eventuale Indice correlato 3,5% fino al 16/12/2025; dal sesto
anno IRS 5Y + 389,7 bps
7,625% per i primi cinque anni se non
rimborsato; dal sesto anno MS 5Y +
551,4 bps
19 Presenza di un meccanismo di "dividend stopper" No No
20a Pienamente
discrezionale,
parzialmente
discrezionale o obbligatorio (in termini di tempo)
Obbligatorio Obbligatorio
20b Pienamente
discrezionale,
parzialmente
discrezionale o obbligatorio (in termini di importo)
Obbligatorio Obbligatorio
21 Presenza di "step up" o di altro incentivo al rimborso No No
22 Non cumulativo o cumulativo Non cumulativo Non cumulativo
23 Convertibile o non convertibile Non convertibile Non convertibile
24 Se convertibile, evento(i) che determina(no) la
conversione
N/A N/A
25 Se convertibile, in tutto o in parte N/A N/A
26 Se convertibile, tasso di conversione N/A N/A
1 Emittente CREDITO EMILIANO HOLDING CREDITO EMILIANO HOLDING
27 Se
convertibile,
conversione
obbligatoria
o
facoltativa
N/A N/A
28 Se convertibile, precisare il tipo di strumento nel
quale la conversione è possibile
N/A N/A
29 Se
convertibile,
precisare
'emittente
dello
strumento nel quale viene convertito
N/A N/A
30 Meccanismi di svalutazione (write down) No No
31 In caso di meccanismo di svalutazione (write down),
evento(i) che la determina(no)
N/A N/A
32 In caso di svalutazione (write down), svalutazione
totale o parziale
N/A N/A
33 In caso di svalutazione (write down), svalutazione
permanente o temporanea
N/A N/A
34 In caso di svalutazione (write down) temporanea,
descrizione del meccanismo di rivalutazione
N/A N/A
35 Posizione nella gerarchia di subordinazione in caso
di liquidazione (specificare il tipo di strumento di
rango immediatamente superiore (senior)
Senior Senior
36 Caratteristiche non conformi degli strumenti che
beneficiano delle disposizioni transitorie
No No
37 In caso affermativo, specificare le caratteristiche
non conformi
N/A N/A

L'adeguatezza patrimoniale del conglomerato finanziario

Dati in milioni di euro 31/12/2024 31/12/2023
A Totale dei mezzi patrimoniali del conglomerato 4.235,5 3.815,4
B Requisiti patrimoniali delle componenti bancarie 2.353,1 2.229,1
C Margine di solvibilità richiesto delle componenti assicurative 302,6 311,3
D Totale delle esigenze patrimoniali del conglomerato (B+C) 2.655,7 2.540,4
E Eccedenza (deficit) del conglomerato (A-D) 1.579,8 1.275,0

A partire dal mese di ottobre 2017 il Gruppo è stato inserito dall'Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Tale provvedimento rifletteva la situazione di business al dicembre 2016, data alla quale il Gruppo superava le soglie previste dalle norme in materia. Le società assicurative sottoposte alla vigilanza supplementare sono Credemvita, controllata in modo esclusivo dal Gruppo e Credemassicurazioni, controllata in modo congiunto con Reale Mutua Assicurazioni.

I mezzi patrimoniali del conglomerato finanziario Credem eccedono il totale delle esigenze patrimoniali richieste per 1.579,8 milioni di euro. Nel calcolo dei requisiti patrimoniali del conglomerato finanziario si è adottato, per il 2024, un Total Capital Ratio del 11,5%, così come comunicato dalla Banca Centrale Europea.

Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo della riserva di capitale anticiclica (1 di 2)

a b c d e f
Ripartizione per
paese
Esposizioni creditizie generiche Esposizioni creditizie rilevanti —
Rischio di mercato
Valore
dell'esposizione
secondo il
metodo
standardizzato
Valore
dell'esposizione
secondo il
metodo IRB
Somma delle
posizioni lunghe e
corte delle
esposizioni
contenute nel
portafoglio di
negoziazione
secondo il
metodo
standardizzato
Valore delle
esposizioni nel
portafoglio di
negoziazione
secondo i modelli
interni
Valore
dell'esposizione
delle esposizioni
verso la
cartolarizzazione
esterne al
portafoglio di
negoziazione
Valore
dell'esposizione
complessiva
Abu Dhabi 208 - - - - 208
Australia 2.427 11 - - - 2.438
Austria 1.308 4 - - - 1.312
Belgio 20.294 980 55 - - 21.329
Brasile 174 3.387 - - - 3.561
Bulgaria 498 7 - - - 505
Ceca
(Repubblica)
1.632 1 - - - 1.633
Croazia 1.192 1 - - - 1.193
Francia 279.684 - 16.134 - 104.419 400.237
Germania 40.553 373 2.438 - 39.887 83.251
Hong Kong 138 - - - - 138
India - 10 - - - 10
Irlanda 1.505 1 12.988 - 8.549 23.043
Israele 1.360 3 - - - 1.363
Italia 7.056.524 34.262.171 7.099 - 14.508 41.340.303
Lituania 87 - - - - 87
010 Lussemburgo 38.046 3 861 - 32.568 71.478
Norvegia 98 - - - - 98
Paesi Bassi 187.939 84 6.724 - 50.454 245.201
Panama 5 3 - - - 8
Polonia 5.171 476 - - - 5.647
Principato di
Monaco
- 40 - - - 40
Regno Unito 212.785 1.289 11.203 - - 225.277
Romania 2.475 126 - - - 2.601
Serbia 1.496 - - - - 1.496
Singapore 96 178 - - - 274
Slovacchia 893 - - - - 893
Spagna 28.546 - 5.871 - 55.363 89.780
Stati Uniti 498.998 42.546 555 - - 542.099
Svezia 2.367 2 - - - 2.369
Svizzera 54.928 780 2.128 - - 57.836
Ungheria 2.326 195 - - - 2.521
Altri Paesi 24.305 12.297 6 - - 36.607
020 Totale 8.468.058 34.324.968 66.062 - 305.748 43.164.836

Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo della riserva di capitale anticiclica (2 di 2)

Ripartizione per
paese
g h i j k l m
Requisiti di fondi propri
Esposizioni
creditizie
rilevanti —
Rischio di
credito
Esposizioni
creditizie
rilevanti —
Rischio di
mercato
Esposizioni
creditizie
rilevanti —
Posizioni verso la
cartolarizzazione
esterne al
portafoglio di
negoziazione
Totale Importi delle
esposizioni
ponderati per
il rischio
Fattori di
ponderazione
dei requisiti di
fondi propri
Coefficiente
anticiclico
Abu Dhabi 10 - - 10 130 0,0007% -
Australia 91 - - 91 1.137 0,0063% 1,00%
Austria 60 - - 60 751 0,0042% -
Belgio 1.788 2 - 1.790 22.373 0,1248% 1,00%
Brasile 34 - - 34 423 0,0024% -
Bulgaria 23 - - 23 288 0,0016% 2,00%
Ceca
(Repubblica)
75 - - 75 943 0,0053% 1,25%
Croazia 85 - - 85 1.067 0,0060% 1,50%
Francia 7.298 645 1.671 9.614 120.172 0,6705% 1,00%
Germania 2.446 98 638 3.182 39.780 0,2220% 0,75%
Hong Kong 8 - - 8 101 0,0006% 0,50%
India - - - - - 0,0000% -
Irlanda 110 520 137 767 9.581 0,0535% 1,50%
Israele 102 - - 102 1.273 0,0071% -
Italia 1.367.621 466 584 1.368.671 17.108.383 95,4576% -
Lituania 4 - - 4 50 0,0003% 1,00%
010 Lussemburgo 2.260 34 519 2.813 35.165 0,1962% 0,50%
Norvegia 2 - - 2 21 0,0001% 2,50%
Paesi Bassi 7.042 264 832 8.138 101.729 0,5676% 2,00%
Panama - - - 0 - 0,0000% -
Polonia 298 - - 298 3.725 0,0208% -
Principato di
Monaco
- - - - - 0,0000% -
Regno Unito 8.070 448 - 8.518 106.478 0,5941% 2,00%
Romania 149 - - 149 1.865 0,0104% 1,00%
Serbia 91 - - 91 1.141 0,0064% -
Singapore 9 - - 9 118 0,0007% -
Slovacchia 41 - - 41 510 0,0028% 1,50%
Spagna 1.318 235 886 2.439 30.486 0,1701% -
Stati Uniti 22.491 12 - 22.503 281.289 1,5695% -
Svezia 129 - - 129 1.618 0,0090% 2,00%
Svizzera 2.182 85 - 2.267 28.339 0,1581% -
Ungheria 161 - - 161 2.016 0,0112% 0,50%
Altri Paesi 1.726 - - 1.726 21.544 0,1202% -
020 Totale 1.425.724 2.809 5.267 1.433.800 17.922.496 100% -

Modello EU CCyB2: importo della riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente

a
1 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 21.829.077
2 Coefficiente anticiclico specifico dell'ente 0,0354%
3 Requisito di riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente 7.721

Modello KM2: metriche principali - MREL e, se del caso, requisito di fondi propri e passività ammissibili per i G-SII

a
Requisito minimo di
fondi propri e passività
ammissibili
(MREL)
31/12/2024
Fondi propri e passività ammissibili, rapporti e componenti
1 Fondi propri e passività ammissibili 6.206.339
EU-1a Di cui fondi propri e passività subordinate 4.463.807
2 Importo complessivo dell'esposizione al rischio (TREA) del gruppo soggetto a risoluzione 21.850.323
3 Fondi propri e passività ammissibili in percentuale del TREA 28,40%
EU-3a Di cui fondi propri e passività subordinate 20,43%
4 Misura dell'esposizione complessiva (TEM) del gruppo soggetto a risoluzione 58.966.687
5 Fondi propri e passività ammissibili in percentuale della TEM 10,53%
EU-5a Di cui fondi propri o passività subordinate 7,57%
6a Si applica la deroga per subordinazione di cui all'articolo 72 ter, paragrafo 4, del regolamento (UE)
n. 575/2013 (CRR)? (deroga 5 %)
6b Importo complessivo degli strumenti di passività non subordinate ammissibili consentiti se si
applica la facoltà di subordinazione conformemente all'articolo 72 ter, paragrafo 3, del CRR
(deroga 3,5 % massimo)
6c Se si applica la deroga per subordinazione con massimale conformemente all'articolo 72 ter,
paragrafo 3, del CRR, l'importo di passività emesse che ha rango pari a quello delle passività
escluse e incluso nella riga 1, diviso per le passività emesse che hanno rango pari a quello delle
passività escluse e che sarebbero incluse nella riga 1 se non fosse applicato alcun massimale (%)
Requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL)
EU-7 MREL espresso in percentuale del TREA 19,55%
EU-8 Di cui da soddisfare con fondi propri o passività subordinate -
EU-9 MREL espresso in percentuale della TEM -
EU-10 Di cui da soddisfare con fondi propri o passività subordinate 5,91%

Al 31 dicembre 2024 il gruppo Credem evidenzia risultati superiori ai requisiti da rispettare (MREL-TREA pari a 28,40% e MREL-LRE pari a 10,53%).

Nel mese di novembre 2024 il gruppo Credem ha ricevuto la decisione aggiornata dal Single Resolution Board sulla determinazione del requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL). A partire dal 15 novembre 2024, il gruppo Credem deve rispettare su base consolidata un requisito MREL-TREA (esposizione al rischio) pari al 19,55% maggiorato del Combined Buffer Requirement applicabile e un requisito MREL-LRE (esposizione complessiva per la leva finanziaria) pari al 5,91%.

Al fine del rispetto del requisito e del computo delle altre passività ammissibili emesse da Credem, non è richiesto allo stato attuale un requisito di subordinazione nell'emissione di strumenti MREL eligible (e.g. Senior unsecured).

Modello TLAC 1: Composizione - MREL e, se del caso, requisito di fondi propri e passività ammissibili per i G-SII

a b c
Requisito
minimo di fondi
propri e
passività
ammissibili
(MREL)
Requisito di
fondi propri
e passività
ammissibili
per i G-SII
(TLAC )
Voce per
memoria:
importi
ammissibili ai
fini del MREL,
ma non della
TLAC
Fondi propri e passività ammissibili e rettifiche
1 Capitale primario di classe 1 (CET1) 3.659.788 - -
2 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) - - -
3 Campo vuoto nell'UE
4 Campo vuoto nell'UE
5 Campo vuoto nell'UE
6 Capitale di classe 2 (T2) 433.266 - -
7 Campo vuoto nell'UE
8 Campo vuoto nell'UE
11 Fondi propri ai fini dell'art. 92 bis del CRR e dell'art. 45 della direttiva 2014/59/UE 4.093.054 - -
Fondi propri e passività ammissibili: elementi del capitale non regolamentare
12 Strumenti di passività ammissibili emessi direttamente dall'entità soggetta a risoluzione
subordinati a passività escluse (non soggetti alla clausola grandfathering)
413.253 - -
EU-12a Strumenti di passività ammissibili emessi da altri soggetti all'interno del gruppo soggetto a
risoluzione subordinati a passività escluse (non soggetti alla clausola grandfathering)
- - -
EU-12b Strumenti di passività ammissibili subordinati a passività escluse prima del 27 giugno 2019
(subordinati soggetti alla clausola grandfathering)
- - -
EU-12c Strumenti di classe 2 con una durata residua di almeno un anno, nella misura in cui non sono
considerati elementi di classe 2
- - -
13 Passività ammissibili non subordinate a passività escluse (non soggette alla clausola
grandfathering pre-massimale)
1.365.630 - -
EU-13a Passività ammissibili non subordinate a passività escluse emesse prima del 27 giugno 2019
(pre-massimale)
376.903 - -
14 Importo degli strumenti di passività non subordinate ammissibili, se applicabile dopo
l'applicazione dell'art. 72 ter., paragrafo 3, del CRR
1.742.532 - -
15 Campo vuoto nell'UE
16 Campo vuoto nell'UE
17 Elementi di passività ammissibili prima delle rettifiche 2.155.786 - -
EU-17a Di cui elementi di passività subordinate 413.253 - -
Fondi propri e passività ammissibili: rettifiche a elementi del capitale non regolamentare
18 Elementi di fondi propri e passività ammissibili prima delle rettifiche 6.248.839 - -
19 (Deduzione di esposizioni tra gruppi soggetti a risoluzione con punto di avvio multiplo (MPE)) - - -
20 (Deduzione di investimenti in altri strumenti di passività ammissibili) (42.500) - -
21 Campo vuoto nell'UE
22 Fondi propri e passività ammissibili dopo le rettifiche 6.206.339 - -
EU-22a Di cui: fondi propri e passività subordinate 4.463.807 - -
Importo dell'esposizione ponderato per il rischio e misura dell'esposizione della leva finanziaria del gruppo soggetto a risoluzione
23 Importo complessivo dell'esposizione al rischio (TREA) 21.850.323 - -
24 Misura dell'esposizione complessiva (TEM) 58.966.687 - -
Rapporto dei fondi propri e delle passività ammissibili:
25 Fondi propri e passività ammissibili in percentuale del TREA 28,40% - -
EU-25a Di cui fondi propri e passività subordinate 20,43% - -
a b c
Requisito
minimo di fondi
propri e
passività
ammissibili
(MREL)
Requisito di
fondi propri
e passività
ammissibili
per i G-SII
(TLAC )
Voce per
memoria:
importi
ammissibili ai
fini del MREL,
ma non della
TLAC
26 Fondi propri e passività ammissibili in percentuale del TEM 10,53% - -
EU-26a Di cui fondi propri e passività subordinate 7,57% - -
27 CET1 (in percentuale del TREA) disponibile dopo aver soddisfatto i requisiti del gruppo
soggetto a risoluzione
- - -
28 Requisito combinato di riserva di capitale specifico per ente - - -
29 Di cui requisito di riserva di conservazione del capitale - - -
30 Di cui requisito anticiclico di riserva di capitale - - -
31 Di cui requisito di riserva di capitale a fronte del rischio sistemico - - -
EU-31a Di cui riserva di capitale degli enti a rilevanza sistemica a livello globale (G-SII) o degli altri
enti a rilevanza sistemica (O-SII)
- - -
Voci per memoria
EU-32 Importo complessivo delle passività escluse di cui all'art. 72 bis, paragrafo 2, del CRR - - -

Modello EU TLAC3b: Rango nella graduatoria dei creditori - Entità soggetta a risoluzione

Rango in caso di insolvenza Somma
1 2 4 5 6 da
1 a n
1 Descrizione del rango in caso di insolvenza CET1 Strumenti di
Tier 2
Passività di
primo rango
(senior) non
privilegiate
Passività di
primo rango
(senior) non
garantite
Depositi,
non protetti
e non
preferenziali
2 Campo vuoto nell'UE
3 Campo vuoto nell'UE
4 Campo vuoto nell'UE
5 Fondi propri e passività potenzialmente
ammissibili ai fini del MREL
- 402.064 413.253 1.365.630 376.903 2.557.850
6 Di cui durata residua ≥ 1 anno e < 2 anni - - - - - -
7 Di cui durata residua ≥ 2 anni e < 5 anni - - 413.253 846.931 239 1.260.423
8 Di cui durata residua ≥ 5 anni e < 10 anni - 402.064 - 518.699 9.597 930.360
9 Di cui durata residua ≥ 10 anni, esclusi titoli
perpetui
- - - - 367.067 367.067
10 Di cui titoli perpetui 2.285.148 - - - - 2.285.148

3. REQUISITI NFORMATIVI GENERALI

Informazioni relative al metodo di gestione del rischio dell'ente

Risk Appetite Framework (RAF): rappresenta la propensione al rischio che il Gruppo intende perseguire e mantenere nel tempo sia in:

  • una fase di normale corso degli affari;
  • condizioni di mercato particolarmente stressate.

Il RAF prevede come output finale del processo un documento valutato dal CA della Capogruppo che (in funzione del business model e del Piano Strategico/Operativo) approva obiettivi di rischio e soglie di tolleranza coerenti con l'ICAAP/ILAAP, anche in termini di perimetro e di metodologia.

Lo sviluppo dei processi di governo e gestione del Risk Appetite Framework avviene in modo coerente con la struttura del Gruppo e mediante una forte interrelazione con le linee Guida ed il Processo di pianificazione di gruppo coordinato dal Comitato di Pianficazione Strategica (con il supporto del servizio Valore).

Il processo è disciplinato nel Regolamento «Recovery Planning» e «Risk Appetite Framework» del Gruppo Credem approvato dal CA.

I compiti e le responsabilità in ambito RAF assegnati al CE della Capogruppo quale organo con funzione di gestione, sono:

  • Stabilire limiti operativi coerenti con la propensione al rischio;
  • Curare l'attuazione del RAF;
  • Monitorare con frequenza mensile/trimestrale;
  • Nel caso si verifichi il superamento della soglia di Appetite, entro le soglie di Tolerance, il CE può:
    • o chiedere ai Comitati di Governance (indicati nell'allegato 1 del presente regolamento) o a Funzioni interne specifiche di attivarsi per rientrare entro le soglie, fornendo gli opportuni approfondimenti in merito;
    • o autorizzare lo sconfinamento e aumentare la frequenza del monitoraggio, dandone pronta informativa al CA.

I compiti e le responsabilità in ambito RAF assegnati al CA della Capogruppo quale organo di supervisione strategica, sono:

  • Individuare l'insieme di indicatori di Risk Appetite e delle relative metriche di calcolo su cui strutturare il RAF,
  • Definire e approvare:
    • o Il Risk Appetite Statement (RAS) nel quale sono definiti gli obiettivi di rischio ("Risk Appetite"), le soglie di tolleranza ("Risk Tolerance"). Per gli indicatori di Recovery la soglia di Tolleranza rappresenta anche la soglia di warning per l'eventuale attivazione del processo di recovery;
    • o le politiche di governo dei rischi;
    • o i criteri di individuazione delle Operazioni di Maggior Rilievo (di seguito OMR).
  • Assicurare che l'attuazione del RAF sia coerente con gli obiettivi di rischio e la soglia di tolleranza approvati;
  • Valutare periodicamente l'adeguatezza del RAF e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo. Nel caso si verifichi il superamento della soglia di Tolleranza, entro le soglie di Recovery, il CA:
    • o ingaggia i Comitati di Governance/Comitati di Crisi o Funzioni interne specifiche per eventuali azioni correttive necessarie a rientrare entro le soglie;
    • o può autorizzare lo sconfinamento ed aumentare la frequenza del monitoraggio;
    • o per gli indicatori di capitale (CET1, T1 e Tier Total) nel caso di superamento della Pillar 2 Guidance, delega il responsabile del Servizio Valore di Credembanca, sentito anche il Risk Officer, a notificare lo stesso all'Organo di Vigilanza (tramite il team SSE) entro le 24 ore dalla rilevazione.
    • o essendo la risk tolerance definita anche come soglia di warning per gli indicatori di recovery, informa il Comitato Recovery e può procedere alla sua convocazione qualora siano presenti importanti segnali di deterioramento.

Il CA definisce ed approva i criteri ed il processo per individuare le cd. Operazioni di Maggior Rilievo (OMR) da sottoporre al vaglio preventivo della funzione di controllo dei rischi. Tali criteri, assieme alle differenti fasi del processo, sono riportati nel Regolamento «Recovery Planning» e «Risk Appetite Framework» del Gruppo Credem.

Il parere preventivo del Risk Officer è previsto per tutte le operazioni definite come OMR in base ai criteri indicati dal CA.

L'obiettivo è quello di far confluire al Risk Officer ex‐ante tutte quelle operazioni (singole o costituite da "pacchetti" o "pool") che non rientrando nei poteri di delega del CA, presentano comunque per dimensione, durata o qualità, profili di rischio che in un'ottica temporale di medio periodo potenzialmente possono subire sensibili variazioni in presenza di andamenti avversi di mercato e/o caratterizzati da elevata volatilità.

Le operazioni che ricadono nella competenza diretta del CA / CE sono escluse dall'obbligo di parere preventivo del Risk Officer, tuttavia il CA / CE possono richiederlo a fini consultivi (parere consultivo).

Qualora la Direzione proponente ritenesse di sottoporre a Organi Aziendali l'approvazione di OMR ricadenti nella propria autonomia, queste debbono essere comunque accompagnate dal parere del Risk Officer.

Le OMR con parere negativo del Risk Officer possono essere presentate dalla Direzione Proponente al CE o ad eventuale altro organo aziendale opportunamente delegato sulla materia, il quale le può eventualmente autorizzare, verbalizzando il parere negativo precedente.

La tenuta, l'aggiornamento, la proposizione a CA e la diffusione alle funzioni aziendali/società del gruppo interessate dei criteri di individuazione delle OMR competono al Risk Officer.

Il Risk Officer rendiconta annualmente al CA della capogruppo e alle società controllate le OMR di pertinenza oggetto di parere nel periodo di riferimento.

Nel Regolamento Risk Management del Gruppo Credem vengono definite le attività ed i ruoli della Funzione di Risk Management. Vengono inoltre elencate le reportistiche ed i flussi periodici prodotti dalla funzione stessa in relazione a tutte le tipologie di rischio rilevanti all'interno del Gruppo.

Il Gruppo Credem ha individuato come presupposto per la gestione dei rischi in ottica consolidata l'individuazione di organismi di governo:

  • CA della Capogruppo: è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi e di risk appetite, dell'approvazione della normativa interna che regolamenta anche le strutture di limiti specifiche;
  • I CA delle singole Società recepiscono gli obiettivi assegnati dal CA della Capogruppo riferiti a mission e profilo di rischio;
  • Comitato Esecutivo (di seguito CE): organo di gestione della Capogruppo;

e la costituzione di Funzioni specialistiche all'interno di Credembanca (in qualità di Capogruppo) ed in particolare:

  • Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo;
  • Comitato Risk Management;
  • Funzione di Risk Management, all'interno del Servizio Enterprise Risk Management (ERISK).

La Funzione di Risk Management è composta oltre che dal Team Leader di Direzione - TLD Funzione Risk Management (c.d. Risk Officer), individuato nel responsabile del Servizio ERISK, da:

  • Team Rischi di Credito (RCR);
  • Team Rischi Finanziari e Wealth (RFW);
  • Team Governance RAF, ESG e Operativi (GEO);
  • Team Validazione (VAL);
  • Information Security & IT Risk Governance (ISR)
    • o Team "Rischi di Credito" (RCR): Supportare Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo e della struttura dei limiti e delle deleghe operative, presidiandone, in coerenza con il Risk Appetite Framework, il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, limitatamente alle attività di valutazione dei rischi di credito.Sviluppare, presidiare e manutenere il modello per l'attribuzione del rating alla clientela e garantire il presidio sull'intero processo di attribuzione. Analizzare e deliberare le proposte di rating controparte e di override sulla clientela Credembanca e Credemleasing facente parte della "Funzione Regolamentare Corporate".
    • o Team "Validazione" (VAL): Sottoporre il sistema di rating e, più in generale, i modelli interni validati ad un processo di convalida interna ai fini di verificare nel continuo, in maniera iterativa, l'affidabilità dei risultati ed il mantenimento della coerenza con le prescrizioni normative, con le esigenze operative aziendali e con l'evoluzione del mercato di riferimento. Verificare l'adeguatezza delle scelte metodologiche e di processo delle attività di impairment alla luce dei principi contabili IFRS9. Per i parametri di rischio per modelli interni

e impairment IFRS9 e i modelli modelli/metriche inerenti il rischio tasso IRRBB e rischio Liquidità effettuare attività di verifiche periodiche. Effettuare attività di secondo livello sulle attività di controllo andamentale dei crediti. Coordinare le attività relative il rischio modello e condurne la rendicontazione annuale. Supporta il Risk Officer nella predisposizione dell'Autovalutazione dei processi ICAAP e ILAAP. Presidiare e validare i modelli valutativi di pricing, parametri e livelli di fair value nel rispetto dei criteri definiti nella Fair Value Policy di Gruppo redatta anche in coerenza con le disposizioni normative e contabili vigenti. Verificare l'adeguatezza dell'impianto di data governance e dei modelli interni inclusi nel perimetro di applicazione rispetto a "Principles for effective risk data aggregation and risk reporting" (BCBS 239) e a "Guide on effective risk data aggregation and risk reporting" (BCE, maggio 2024).

  • o Team "GOVERNANCE, RAF ESG E OPERATIVI" (GEO): Supportare il Risk Officer e il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo nel quantificare e monitorare l'esposizione a tutti i rischi risultati rilevanti in ambito processo RAF affinchè siano rispettate le soglie definite (tramite l'applicazione di scenari di stress trasversali) nei processi RAF e Recovery e ponendo particolare attenzione alla loro integrazione, coerentemente alla regolamentazione interna di riferimento. Gestire e coordinare le attività relative al presidio e misurazione dei rischi operativi di Gruppo. Coordinare per il Servizio le attività relative ai rischi ESG (in particolare Climatici e Ambientali). Supportare il Risk Officer nelle attività di predisposizione, aggiornamento e gestione del Recovery Plan. Coordinare per la Funzione Risk Management le attività richieste da BCE interfacciandosi con SSE (GOVREL).
  • o Team "Rischi Finanziari e Wealth Management" (RFW); Supportare Credembanca e il Gruppo Credem (inclusa Credemvita) nella definizione dei principi del modello di Risk Management di Gruppo, presidiandone il funzionamento, il rispetto, l'evoluzione e i processi di Data Management, relativamente ai Rischi Finanziari su portafogli di proprietà e su portafogli di terzi sotto forma di OICR e gestioni patrimoniali.
  • o Team "Information Security and IT Risk Governance" (ISR): Svolgere le attività di Gestione e Controllo dei Rischi ICT e di Sicurezza, in coerenza con i compiti inerenti alla "Funzione di controllo dei Rischi ICT e di Sicurezza" assegnati al Responsabile della Funzione di Risk Management. Governare in termini di definizione, indirizzo, controllo e flussi di reporting direzionale il complessivo modello di gestione della Sicurezza delle Informazioni di Gruppo per mantenerlo in linea con la Strategia e gli Obiettivi di Sicurezza e con l'evoluzione di business, tecnologia e normativa, favorendo cultura e sensibilizzazione sulla sicurezza delle informazioni. Definire il quadro per la gestione dei rischi informatici (ICT Risk Management Framework) e indirizzare le metodologie e i processi di presidio dei Rischi ICT e di Sicurezza di Gruppo. Governare e controllare le attività di gestione dei Rischi ICT e di Sicurezza e delle relative misure di mitigazione, svolgendo le analisi dei livelli di rischio a cadenza periodica e/o in base alle necessità, relazionando in merito le strutture interne e gli organi di vigilanza interessati.

Nella gestione dei rischi hanno un ruolo determinante i seguenti Comitati:

Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo istituito per svolgere l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa definire e approvare il Risk Appetite Framework (con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza) e valutare periodicamente l'adeguatezza del RAF e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo.

Gli indicatori di I livello sono raggruppati in Aree la cui Governance è definita nel modo seguente:

  • o Capitale: CPS
  • o Liquidità: Comitato ALM
  • o Mercato e Tasso: Comitato ALM
  • o Credito: Comitato Crediti Non Performing/Comitato Credit Strategy
  • o Operativo: CPS
  • o Redditività: CPS
  • o Conglomerato: CPS/Comitato ALM

Comitato Risk Management di Gruppo istituito al fine di informare il CE del presidio del rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework. Nell'ambito delle attività di monitoraggio definite in coerenza con le regole di vigilanza prudenziale definite dalla Banca Centrale Europea (cd. processo SREP - Supervisory Review and Evaluation Process), rendiconta gli indicatori cd di II livello o "indicatori SREP" ossia quegli indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo.

Gli indicatori di II livello sono raggruppati in Aree la cui Governance è definita nel modo seguente:

  • Liquidità: Comitato ALM (FINANZA)
  • Mercato e Tasso: Comitato ALM (FINANZA)
  • Credito: Comitato Crediti Non Performing/ Comitato Credit Strategy/ Comitato Crediti di Gruppo (CREDITI)
  • Operativo: Comitato o Funzione Interna
  • Redditività: Comitato Pianificazione Strategica (VALORE).

Poiché il Risk Appetite è l'ammontare di rischio che il Gruppo è disposto ad assumere per raggiungere i propri obiettivi, è prevista una fase di monitoraggio del Risk Profile, misurato puntualmente.

Come previsto nei ruoli principali, è potere del Comitato Esecutivo richiedere in situazioni di mercato caratterizzate da andamenti negativi ed estrema volatilità dei diversi fattori di rischio l'aumento della frequenza del monitoraggio degli indicatori di RAS e relativa rendicontazione.

Il Servizio AUDIT, inoltre, verifica l'efficacia e l'efficienza del processo di definizione del Risk Appetite e di gestione dei rischi, nonché degli strumenti di misurazione e controllo degli stessi.

Il Risk Management rendiconta almeno trimestralmente il Comitato Rischi in merito all'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite relativamente a tutti gli indicatori che, comunque, nel dettaglio sono rendicontati nei rispettivi Comitati di competenza, ciò al fine di garantire omogeneità di misurazione e reporting delle medesime grandezze. Il verbale del Comitato Rischi è sottoposto all'esame del CA alla prima occasione utile.

Le evidenze delle attività di monitoraggio sono inoltre riportate al CE per il tramite del Comitato Risk Management e sono parte integrante della più ampia rendicontazione annuale consuntiva della Funzione Risk Management in linea con quanto richiesto dalla normativa vigente. Mensilmente a CE viene inoltre riportata la rendicontazione relativa ai principali indicatori definiti.

L'Analisi di Rilevanza ha l'obiettivo di stabilire i rischi oggetto di valutazione e la rilevanza di ognuno di essi con riferimento a ciascuna Società del Gruppo e costituisce un'introduzione alla descrizione delle metodologie di quantificazione e delle misure di attenuazione e controllo adottate per ciascuno dei rischi ritenuti rilevanti.

Il perimetro dei rischi definiti, così come l'analisi di rilevanza condotta, sono unici per i processi ICAAP, ILAAP (solo per la parte di liquidità) e RAF.

Alle società risultate rilevanti verranno attribuite metriche gestionali di misurazione del capitale interno oppure misure di attenuazione e controllo.

In base alle risultanze dell'Analisi di rilevanza in oggeto, vengono stabiliti i rischi di pertinenza e il perimetro societatario al quale verranno indirizzate le analisi svolte.

In particolare per i rischi definiti misurabili la frequenza delle misurazioni diverge a seconda della tipologia e della intensità dei rischi generati da ogni Società:

  • giornaliera per i rischi finanziari nelle Società ad elevato utilizzo e per il rischio di liquidità;
  • almeno bisettimanale per i rischi finanziari nelle Società a minore utilizzo e per quelli relativi ai portafogli gestiti;
  • almeno mensile per i rischi di credito ed operativi;
  • almeno annuale per la verifica dei requisiti normativi, con particolare riferimento agli ambiti quantitativi, organizzativi ed informatici relativi ai modelli interni adottati, per i modelli di pricing e le regole di applicazione della Fair Value Policy, per tutti gli altri rischi in coerenza con quanto definito in ambito ICAAP e nel Risk Appetite Framework.

Le attività di Risk Management si concretizzano nella realizzazione di una serie di report, redatti in coerenza ai dettami normativi contenuti nel documento "Principles for effective risk data aggregation and risk reporting" (BCBS 239) esplicitati nei seguenti principi guida:

Accuratezza: i report riportano i dati aggregati in modo accurato e preciso e riflettono fedelmente la situazione di rischio.

  • Completezza: i report coprono tutti i rischi materiali secondo i principi adottati nell'analisi di rilevanza. La complessità e profondità di analisi contenute nei report devono essere coerenti con la rilevanza e la significatività dei rischi in analisi.
  • Chiarezza e fruibilità: i report devono contenere informazioni chiare e sintetiche, di facile comprensione e atte a supportare i processi di decision making da parte degli Organi deputati, i singoli report devono quindi essere disegnati in funzione dei rischi oggetto di analisi e dei destinatari degli stessi.
  • Frequenza e tempestività: la frequenza di produzione e distribuzione dei report deve essere definita e approvata dal Comitato Esecutivo ed è definita in funzione della natura e della velocità di mutamento dei rischi in analisi, della rilevanza e importanza dello stesso anche nei processi di decision making. La frequenza inoltre può essere aumentata in periodi di crisi o di stress.
  • Distribuzione ai destinatari: i report sono inviati a tutti e soli i destinatari definiti come rilevanti per il rischio / processo oggetto di analisi e secondo quanto descritto come aree di competenza dei diversi Organi e Comitati Regolamento Risk Management.

In base a tali principi sono esplicitate nei singoli report anche le assunzioni e le ipotesi sottostanti e, laddove necessarie, anche le eventuali semplificazioni adottate a favore della fruibilità e tempestività dei report prodotti.

Laddove rilevanti e disponibili sono inoltre esplicitati i controlli di Data Quality implementati e i relativi esiti. Il dettaglio delle rendicontazioni prodotte con l'indicazione della Funzione emittente, dei destinatari, della società, della tipologia di rischio e della frequenza di produzione sono riportati nel Regolamento Risk Management di Gruppo.

La Funzione Risk Management, per il tramite del Team VAL, definisce un framework di gestione del rischio modello con l'obiettivo di individuare, misurare e mitigare il rischio di decisioni strategiche fondate su dati non corretti, di perdite potenziali e di sottostima dei requisiti di fondi propri derivanti da lacune nello sviluppo, nell'attuazione o nell'utilizzo dei modelli.

In coerenza con le disposizioni normative in materia di modelli interni , il framework di gestione del rischio modello del Gruppo include quanto di seguito declinato:

  • repository dei modelli utilizzati e/o sottoposti ad attività di validazione dalla Funzione di Risk Management, contenente schede sia sintetiche sia dettagliate predisposte al fine di agevolare una comprensione olistica dell'ambito di applicazione e dell'utilizzo dei modelli e fornire agli Organi Aziendali e al Senior Management una visione completa dei modelli esistenti;
  • linee guida e metodologie per la valutazione qualitativa e quantitativa e per la misurazione del rischio di modello;
  • linee guida sul ciclo di vita dei modelli interni;
  • linee guida di sviluppo dei modelli interni;
  • linee guida di validazione dei modelli interni.

Nell'ambito del framework di gestione del rischio modello, VAL, con il supporto degli altri Uffici della Funzione, ognuno per la propria area di competenza:

  • o definisce le linee guida del processo;
  • o manutiene l'inventario dei modelli in cui il Risk Management è coinvolto, mediante apposito repository contenente schede sintetiche, dettagliate e la relativa documentazione;
  • o integra le evidenze delle attività di validazione;
  • o quantifica ciascun rischio modello di cui le evidenze di validazione sono parte integrante;
  • o indirizza eventuali interventi di mitigazione volti a ridurre il rischio modello.

Il perimetro di applicazione del framework di gestione del rischio modello include tutti i modelli e le società relativi al perimetro di Gruppo bancario e individuati a fronte delle famiglie di rischio dettagliate e identificate annualmente nel documento "Processo di identificazione dei rischi e analisi di rilevanza", redatto nel contesto del Processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP) – Credito, Residuo, Mercato, Operativo, Reputazionale, Tasso, Liquidità – sono inoltre riportate a completamento del quadro generale – Modelli satellite e scenari di stress, Modelli Contabili e Processi.

Le attività connesse alla gestione degli scenari sono svolte con l'obiettivo di disciplinare e rendere omogeno il processo di definizione, monitoraggio e aggiornamento degli scenari prospettici e di stress utilizzati nei diversi processi interni, in modo da rispondere alle aspettative dell'Autorità di Vigilanza.

Tali attività vengono dettagliatamente descritte nel Manuale Metodologico Processo di Gestione degli Scenari, aggiornato in autonomia da GEO. In particolare vengono esplicitati:

  • o Il processo di definizione degli scenari (articolato in quattro distinte fasi);
  • o Il processo di monitoraggio e aggiornamento degli scenari, definito sulla base di un'attività preliminare di valutazione dell'insieme di vulnerabilità a cui è esposto il Gruppo e di una successiva attività di valutazione rispetto alla necessità di aggiornare gli scenari in uso nei diversi processi.

Il framework di gestione degli scenari così come disciplinato assicura la coerenza tra i diversi scenari implementati all'interno dei vari processi interni.

Nell'ambito del processo di gestione degli scenari le attività connesse alla definizione dello scenario sono in carico ai seguenti uffici competenti:

  • all'ufficio PGC per quanto riguarda lo scenario baseline di planning/budget;
  • al Team GEO per quanto riguarda lo scenario adverse di RAF/budget;
  • al Team RCR per quanto riguarda gli scenari IFRS9.

L'attività di monitoraggio degli scenari è in carico al Team GEO, che ne comunica l'esito agli uffici competenti, cui spetta la decisione sull'aggiornamento.

Le attività connesse alla definizione e alla gestione del Framework di stress test integrato sono in carico al Team GEO.

Le attività previste in termini di:

  • Owner del processo
  • Ambito e finalità
  • Modelli e metodologie
  • Dati e strumenti
  • Frequenza e perimetro

sono descritte e dettagliate nel documento " Stress test Framework" aggiornato su base almeno annuale. In tale documento sono anche disciplinati anche le modalità di individuazione e di applicazione degli scenari di riferimento. La cadenza delle attività di stress testing sia interne che regolamentari sono riportate nel documento "Stress Testing Programme", in coerenza con i principali processi di cui gli stress test sono parte integrante (ICAAP, ILAAP, RRP, RAF, Budget e Pianificazione disciplinati nei rispettivi Regolamenti), con le attività di stress previste per la definizione delle rettifiche di valore sui crediti in bonis previste per l'applicazione dei principi contabili IFRS9.

Le strategie e i processi di gestione, copertura e attenuazione dei rischi, nonché la sorveglianza sulla loro efficacia sono definite all'interno dei singoli Regolamenti che hanno per oggetto i processi delle varie tipologie di rischio (Regolamento assunzione rischi Finanziari, Regolamento rischi operativi, Regolamento gestione rischio di liquidità…).

Annualmente inoltre, all'interno del processo ICAAP e ILAAP, per ogni tipologia di rischio, vengono specificate le "misure di attenuazione e controllo" per un maggiore presidio da parte del Gruppo.

Informativa sui sistemi di governance

Si riporta nel seguito il numero di cariche di amministratore affidate ai membri dell'organo di amministrazione:

Applicazione cumulo privilegiato ed
esenzioni società non commerciali
Esponente # incarichi
esecutivi
# incarichi non
esecutivi
# incarichi esecutivi # incarichi non
esecutivi
Incarico non
esecutivo
aggiuntivo
Lucio I. Zanon di Valgiurata 8 6 1 1 -
Enrico Corradi 7 11 1 2 -
Luigi Maramotti 8 6 1 2 -
Ernestina Morstofolini 2 - 1 - -
Elisabetta Gualandri - 3 - 2 -
Anna Chiara Svelto - 5 - 5 1*
Giorgia Fontanesi 3 1 1 1 -
Mariaelena Fontanesi - 3 - 3 -
Edoardo Prezioso 4 3 1 1 -
Paola Agnese Bongini - 3 - 1 -
Alessandro Merli - 2 - 1 -
Giovanni Viani - 6 - 4 -

* Incarico non esecutivo aggiuntivo autorizzato dalla Banca Centrale Europea in data 02.08.2023.

La nomina degli Amministratori avviene, in ottemperanza alle vigenti disposizioni normative e regolamentari, sulla base del meccanismo del voto di lista, previsto per le società quotate, e nel rispetto dei criteri di composizione relativi alla presenza di amministratori in possesso dei requisiti di onorabilità, professionalità e di indipendenza. Ai suddetti requisiti si affiancano altresì ulteriori e specifici criteri di correttezza, competenza e indipendenza di giudizio che, unitamente al limite al cumulo degli incarichi e al time committment vengono verificati in capo a ciascun Amministratore.

In generale, nella composizione del Consiglio di Amministrazione, sono diverse le norme di legge e regolamentari che disciplinano le competenze, conoscenze ed esperienze dei suoi componenti:

  • D. Lgs. 385/1993 ("testo Unico Bancario");
  • D. Lgs. 58/1998 ("testo Unico della Finanza");
  • Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 169/2020;
  • Circolare banca d'Italia n. 285/2013
  • "Guida alla verifica dei requisiti di idoneità" pubblicato dalla Banca Centrale Europea.

In tale contesto normativo, con specifico riferimento alle conoscenze, competenze ed esperienze, sempre sulla scorta delle vigenti disposizioni normative e regolamentari, il Consiglio di Amministrazione, ai fini delle nomine (o della cooptazione) dei Consiglieri identifica preventivamente la composizione qualitativa e quantitativa considerata ottimale, provvedendo alla redazione e pubblicazione, a beneficio degli Azionisti, del documento "Composizione qualitativa e quantitativa ottimale del Consiglio di Amministrazione".

L'obiettivo del documento citato, redatto anche sulla scorta dell'esito dei processi di autovalutazione condotti nel triennio del mandato del Consiglio stesso, consiste nel fornire agli Azionisti indicazioni funzionali all'esercizio delle relative prerogative che, nell'ambito delle nomine assembleari, insistono sui seguenti aspetti attinenti alla composizione del Consiglio di Amministrazione:

  • individuazione e definizione di un numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione che sia adeguato alle dimensioni e alla complessità dell'assetto organizzativo del Gruppo al fine di presidiare efficacemente l'operatività aziendale, sia sotto il profilo più strettamente gestionale che dal punto di vista dei controlli. Nello specifico, le indicazioni che si intendono fornire, tengono conto del fatto che il dimensionamento non risulti pletorico; ciò al fine di agevolare la proattività di ciascun componente nello svolgimento dei propri compiti e la complessiva funzionalità dell'Organo stesso;
  • individuazione e definizione di caratteristiche che, sotto il profilo qualitativo, i componenti del Consiglio di Amministrazione devono possedere, risultando indefettibile la circostanza che i medesimi:
    • o siano pienamente consapevoli dei poteri e degli obblighi inerenti alle funzioni che ciascuno di essi è chiamato a svolgere (funzione di supervisione o gestione; funzioni esecutive e non; componenti indipendenti, ecc.);
    • o siano dotati di professionalità adeguate al ruolo da ricoprire, anche in eventuali comitati interni al Consiglio, e calibrate in relazione alle caratteristiche operative e dimensionali della Banca e del Gruppo da questa diretto e coordinato;
    • o presentino un adeguato livello di diversificazione delle competenze in modo da consentire a ciascun consigliere il fattivo esercizio del ruolo, sia all'interno dei comitati di cui sia componente

che nelle decisioni che è chiamato collegialmente ad assumere partecipando al plenum dell'Organo, funzionalmente teso a contribuire e ad assicurare un governo efficace dei rischi in tutte le aree della Banca e del Gruppo CREDEM;

  • o dedichino tempo e risorse adeguate alla complessità del loro incarico;
  • o indirizzino la loro azione al perseguimento dell'interesse complessivo del Gruppo CREDEM, indipendentemente dalla componente societaria che li ha votati o dalla lista da cui sono tratti, con l'obbligo di operare con autonomia di giudizio.

Con specifico riferimento all'aspetto delle conoscenze, competenze, esperienze, il documento in argomento definisce un framework funzionale a definire il grado di diffusione delle competenze, differenziandolo proprio alla luce degli obiettivi strategici di breve/medio periodo definiti, affinchè i medesimi possano essere perseguiti nel tempo in modo da garantire la sana e prudente gestione della Banca.

# Competenze* Grado di diffusione
1 Mercati finanziari molto diffuso
2 Regolamentazione nel settore bancario e finanziario molto diffuso
3 Indirizzi e programmazione strategica molto diffuso
4 Assetti organizzativi e di governo societario diffuso
5 Gestione dei rischi molto diffuso
6 Sistemi di controllo interno e altri meccanismi operativi molto diffuso
7 Attività e prodotti bancari e finanziari molto diffuso
8 Informativa contabile e finanziaria diffuso
9 Tecnologia Informatica presente/diffuso**
10 ESG & Sostenibilità presente/diffuso**

Legenda:

  • molto diffuso possedute da un numero di candidati Consiglieri superiore alla metà della dimensione del Consiglio;
  • diffuso possedute da almeno un numero di candidati pari a circa un terzo della dimensione del Consiglio;
  • presente posseduta anche solo da un candidato a membro del Consiglio, in ragione del carattere prettamente specialistico delle conoscenze ed esperienze che si ritiene siano prevalentemente presenti e agite a livello manageriale.

*Rimane ferma la possibilità di colmare eventuali lacune o irrobustire specifiche competenze mediante il ricorso a specifiche iniziative formative.

**La competenza in questione si ritiene sussistente in modo ottimale nell'ambito dell'adeguatezza complessiva del Consiglio sia nel caso in cui sia classificabile come "diffusa" sia laddove sia classificabile come "presente" anche in considerazione del fatto che trattasi di materie che ben si prestano ad essere oggetto di consulenza specialistica indipendente che il Consiglio può richiedere per farsi assistere nell'occasione in cui occorra adottare decisioni anche di portata strategica i cui contenuti tecnici possono risultare determinanti.

In seguito alle verifiche esperite dal Consiglio di Amministrazione successivamente alle nomine effettuate dall'Assemblea degli Azionisti tenutasi in data 24.04.2024, sono emersi i seguenti tratti salienti:

Nome # di
competenz
e
Mercati
finanziari
Regol.
settore
bancario e
finanziario
Indirizzi e
programmazi
one
strategica
Assetti
organizzativi
e di governo
societario
Gestione dei
rischi
Sistemi di
controllo
interno e altri
meccanismi
operativi
Attività e
prodotti
bancari e
finanziari
Informativa
contabile e
finanziaria
Tecnologia
Informatica
ESG &
Sostenibilità
Lucio Igino Zanon di
Valgiurata
9 × × × × × × × × ×
Enrico Corradi 10 × × × × × × × × × ×
Luigi Maramotti 8 × × × × × × × ×
Paola Agnese Bongini 7 × × × × × × ×
Giorgia Fontanesi 9 × × × × × × × × ×
Mariaelena Fontanesi 4 × × × ×
Elisabetta Gualandri 9 × × × × × × × × ×
Alessandro Merli 8 × × × × × × × ×
Ernestina Morstofolini 7 × × × x × x ×
Edoardo Prezioso 8 × × × x × × × ×
Anna Chiara Svelto 6 × × × × × ×
Giovanni Viani 6 × × × × × ×
11 11 8 12 11 10 9 8 6 5
Numero minimo competenze richieste
da documento composizione quali
quantitativa
7 7 7 4 7 7 7 4 1-4 1-4
C-14- A A 0 A 2 C A A-4 A-4

che hanno consentito di attestare:

  • l'ampia copertura del complessivo ventaglio delle competenze previste dal Decreto MEF, dalla Circolare 285 e dalla Guida BCE;
  • l'aderenza rispetto ai limiti quantitativi minimi (significativamente superati in tutti i casi) previsti nella Composizione quali-quantitativa;
  • il contributo che ogni singolo Esponente è in grado di fornire e apportare all'idoneità complessiva del Consiglio anche alla luce dei ruoli che agli Esponenti stessi sono stati assegnati con riferimento alle attribuzioni specifiche o alla composizione dei Comitati Consiliari e non;
  • la conseguente adeguata composizione del Consiglio e dei Comitati (Consiliari, Amministratori Indipendenti ed Esecutivo) composti da Esponenti che nel loro insieme coprono tutti gli ambiti menzionati dal Decreto MEF;
  • la sussistenza in capo al Presidente del Consiglio di Amministrazione dell'ulteriore criterio di competenza previsto dall'art. 10, comma 3, Decreto MEF, funzionale ad assicurare un efficace svolgimento delle sue funzioni di coordinamento e indirizzo dei lavori del Consiglio, di promozione del suo adeguato funzionamento, anche in termini di circolazione delle informazioni, efficacia del confronto e stimolo alla dialettica interna in considerazione della comprovata pregressa esperienza nel ruolo.
  • il rispetto delle Aspettative di Vigilanza di cui al documento "New policy for more bank board expertise on ICT and security risks" pubblicato dalla Banca Centrale Europea nel febbraio 2024;
  • il rispetto delle Aspettative di Vigilanza di cui al documento "Guida sui rischi climatici e ambientali Aspettative di vigilanza in materia di gestione dei rischi e informativa" pubblicato dalla Banca Centrale Europea nel novembre 2020.

In quanto banca quotata, il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano S.p.A. contempla la presenza di almeno 2/5 dei componenti appartenente al genere meno rappresentato (con arrotondamento in caso di numero decimale all'intero superiore).

Inoltre, il Consiglio di Amministrazione in occasione dell'assegnazione delle cariche particolari, nonché in sede di nomina del Direttore Generale, valuta l'applicazione delle buone prassi previste della Circolare Banca d'Italia n. 285/2013 che suggeriscono di evitare che le cariche di Presidente dell'Organo con Funzione di Supervisione Strategica, di Presidente dell'Organo con Funzione di Controllo, di Amministratore Delegato e di Direttore Generale siano ricoperte da esponenti dello stesso genere.

Attualmente, nell'ambito della compagine consiliare non sussiste il genere meno rappresentato in quanto gli Amministratori in carica appartengono per il 50% al genere femminile e per il 50% al genere maschile.

Credito Emiliano S.p.A., in coerenza con le previsioni della Circolare Banca d'Italia 285/2013 e nel rispetto delle previsioni di cui al Codice di Corporate Governance, ha istituito uno specifico e distinto Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.

Nel corso del 2024, il Comitato in argomento si è riunito 17 volte, con una frequenza mensile media pari pertanto a circa 1,5.

Il Sistema dei Controlli Interni del Gruppo Credito Emiliano è impostato secondo un modello che prevede il pieno coinvolgimento del Consiglio di Amministrazione che riceve specifici e puntuali flussi informativi funzionali all'esercizio dei compiti e delle responsabilità ad esso facenti capo in materia di Sistema dei Controlli Interni.

In primo luogo, si osserva che particolare rilievo assume il ruolo del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo che coadiuva il Consiglio di Amministrazione in relazione alle valutazioni e decisioni relative al Sistema dei Controlli Interni; tale compito viene eseguito attraverso una preventiva attività istruttoria e mediante la formulazione di proposte e pareri.

I lavori del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo vengono di volta in volta sottoposti all'attenzione del Consiglio di Amministrazione e pertanto con periodicità almeno mensile.

Più nel dettaglio, sono stati definiti specifici "flussi verticali", a periodicità predefinita (a prescindere, pertanto dai flussi cosiddetti "ad evento") e trasmessi dalle Funzioni Aziendali di Controllo ma anche dalle funzioni specialistiche della Banca, che coinvolgono direttamente il Consiglio di Amministrazione.

Nello specifico, tra i flussi più significativi nell'economia del Sistema dei Controlli Interni e presidio dei rischi, si segnalano quelli in base ai quali, annualmente:

  • la Funzione Compliance, la Funzione Antiriciclaggio e la Funzione Risk Management, presentano il programma di attività in cui sono identificati e valutati i principali rischi cui le Società del Gruppo sono esposte e sono programmati i relativi interventi di gestione;
  • la Funzione di Revisione Interna sottopone il piano di audit che, tenuto conto dei rischi delle varie attività e strutture aziendali, indica le attività di controllo previste. Il piano di Audit contiene una specifica sezione relativa all'attività di revisione del sistema informativo (ICT auditing).

La Funzione di Revisione interna presenta altresì il piano di audit triennale elaborato secondo logiche di copertura delle diverse aree operative e dei rischi connessi alle varie attività/strutture aziendali del Gruppo.

Le Funzioni Aziendali di Controllo svolgono le attività di controllo nel rispetto dei suddetti piani e presentano con cadenza almeno semestrale, lo stato di avanzamento delle attività e le eventuali integrazioni/variazioni resesi necessarie a fronte di esigenze impreviste o di richieste del management.

In ottemperanza alla vigente normativa di vigilanza di cui alla Circolare Banca d'Italia n. 285/2013, il Consiglio di Amministrazione verifica annualmente la funzionalità e l'efficacia del Sistema dei Controlli Interni, avvalendosi del supporto operativo della Funzione di Revisione Interna, la quale formula una valutazione in relazione alla completezza, adeguatezza, funzionalità ed affidabilità della struttura organizzativa e delle altre componenti del Sistema dei Controlli Interni, tenuto anche conto delle risultanze emerse dalle attività di verifica svolte dalle altre Funzioni Aziendali di Controllo.

Tali risultanze sono contenute in specifiche rendicontazioni che le singole Funzioni Aziendali di Controllo sono tenute a redigere annualmente.

Con riferimento alle Funzioni Essenziali o Importanti (FEI) o di controllo esternalizzate al di fuori del Gruppo Bancario, la Funzione di Revisione Interna predispone annualmente una relazione relativa ai controlli svolti sulle stesse, alle carenze eventualmente riscontrate e alle conseguenti azioni correttive adottate. Per le Banche del Gruppo la relazione include anche le iniziative di esternalizzazione del sistema informativo che sono state oggetto di informativa preventiva, nonché i principali servizi ICT forniti da terze parti anche se non assumono la qualifica di esternalizzazione.

In particolare, al termine del ciclo gestionale, con cadenza annuale, le Funzioni Aziendali di Controllo:

  • presentano una relazione dell'attività svolta, che illustra le verifiche effettuate, i risultati emersi, i punti di debolezza rilevati e propongono gli interventi da adottare per la loro rimozione;
  • riferiscono, ciascuna per gli aspetti di rispettiva competenza, in ordine alla completezza, adeguatezza, funzionalità e affidabilità del Sistema dei Controlli Interni.

I flussi previsti a beneficio del Consiglio di Amministrazione sono funzionali inoltre all'esercizio delle seguenti prerogative:

  • definizione:
    • o del modello di business e degli indirizzi strategici provvedendo anche al riesame periodico di questi ultimi nonché alla verifica nel continuo della loro attuazione;
    • o dell'insieme di indicatori sui quali definire le soglie di risk appetite e delle relative metriche;
    • o degli obiettivi di rischio, della soglia di tolleranza e delle politiche di governo dei rischi, includendo nelle valutazioni gli elementi che possono assumere rilievo nell'ottica del successo sostenibile;
    • o delle linee di indirizzo del Sistema dei Controlli Interni;
  • accertamento:
    • o dell'allineamento nel continuo tra il sistema dei controlli interni e l'organizzazione aziendale in termini di aderenza ai principi indicati dalla normativa di vigilanza nonché del possesso dei requisiti e del rispetto delle disposizioni da parte delle Funzioni Aziendali di Controllo;
    • o che l'attuazione del Risk Appetite Framework sia coerente con gli obiettivi di rischio e la soglia di tolleranza approvati valutando periodicamente l'adeguatezza e l'efficacia del RAF e la compatibilità tra il rischio effettivo e gli obiettivi di rischio;
    • o della coerenza tra piano strategico, RAF, ICAAP, ILAAP, budget e sistema dei controlli interni, avuta anche presente l'evoluzione delle condizioni interne ed esterne in cui opera la Banca;
  • in relazione ai processi ICAAP e ILAAP, la definizione delle linee generali del processo e la coerenza con il Risk Appetite Framework;
  • in relazione ai rischi di credito e di controparte, l'approvazione delle linee generali del sistema di gestione delle tecniche di attenuazione del rischio.

Processo di Valutazione dell'Adeguatezza Patrimoniale (ICAAP-Internal Capital Adequacy Assessment Process)

Il processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (Internal Capital Adequacy Assessment Process – ICAAP) adottato dal Gruppo Credito Emiliano – CREDEM risponde ai requisiti in materia definiti dalle "Nuove istruzioni di vigilanza prudenziale per le banche" (Circolare 285 del 17 dicembre 2013, e successivi aggiornamenti) e alla Guida della BCE sul processo interno di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale del 9 novembre 2018.

Vengono illustrate situazioni e commenti relativi all'evoluzione patrimoniale del perimetro che fa capo al Gruppo CredemHolding, fatto ovviamente salvo che il perimetro che fa capo al Gruppo Credembanca costituisce la base preliminare per addivenire alla situazione regolamentare e gestionale.

Va anche segnalato che, a partire dal 2018, si è esaurito per il gruppo il regime transitorio previsto dal regolatore fino alla fine del 2017, fermo anche restando che il Gruppo ha comunicato di non avvalersi dell'"approccio graduale" previsto in merito agli impatti patrimoniali derivanti dalla prima applicazione dello standard contabile IFRS9.

Viene altresì evidenziata, a seguito dell'inserimento del gruppo tra i conglomerati finanziari, l'adeguatezza patrimoniale normativa riferita a tale perimetro. L'adeguatezza patrimoniale dal 2021 tiene conto anche degli indicatori MREL e Leverage Ratio.

Il Processo ICAAP deriva ed è strettamente correlato, pur costituendo un processo autonomo e rilevante, dai processi RAF e Pianificazione, Programmazione e Controllo di Gruppo. Gli orientamenti assunti dal CA sono supportati rispettivamente dal Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (di seguito Comitato Rischi) e dal Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo (di seguito CPS). Ciò in particolare in merito a:

  • individuazione degli obiettivi di rischio (Risk Appetite) e delle soglie di tolleranza (Risk Tolerance);
  • individuazione delle linee guida di sviluppo strategico e/o operativo, del livello di capitale ritenuto coerente con il rating obiettivo di Gruppo, con i valori obiettivo degli indicatori quantitativi di Risk Appetite (rischi patrimoniali, di liquidità e di leverage) e con gli obiettivi di creazione di valore del Gruppo.

L'avvio del processo di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale e prospettica è a sua volta articolato nelle seguenti fasi:

    1. individuazione dei rischi da sottoporre a valutazione;
    1. misurazione/valutazione dei singoli rischi e del relativo capitale interno;
    1. determinazione del fabbisogno di capitale nella prospettiva normativa e interna;
    1. determinazione della dotazione patrimoniale nella prospettiva normativa e interna.

Per l'anno 2025, così come in maniera progressiva già dal 2023, l'elenco dei rischi considerati è stato ampliato tramite l'inclusione del rischio ESG (Environmental, Social and Governance), definito ed analizzato anche secondo le richieste della Feedback letter on "Supervisory monitoring assessment of the remediation of shortcomings concerning climate-related and environmental risks".

Come previsto dalla normativa, l'ICAAP deve poggiare su due pilastri: la prospettiva normativa e la prospettiva economica. Le due prospettive si completano e si forniscono informazioni reciprocamente.

In dettaglio:

  • prospettiva normativa interna (di seguito NIP o vista di Vigilanza): è una valutazione pluriennale (con orizzonte temporale di almeno 3 anni) della capacità dell'ente di soddisfare i requisiti regolamentari di capitale (minimi e addizionali). In linea con la pianificazione pluriennale e gli obiettivi strategici della banca, tale valutazione viene condotta sia in uno scenario atteso (baseline) che in uno scenario avverso (adverse o stress) severo, ma plausibile;
  • prospettiva economica interna (di seguito EIP o vista gestionale): in base alla quale la banca garantisce che tutti i rischi cui è e/o potrebbe essere esposta sono adeguatamente coperti da capitale complessivo (available financial resources) in linea con la propria concezione di adeguatezza del capitale interno (economic capital). Il Gruppo valuta la propria adeguatezza patrimoniale gestionale anche in ottica prospettica su un orizzonte di tre anni in condizioni attese e di stress.

Nella prospettiva normativa interna si richiede alle Banche e ai Gruppi Bancari di:

  • detenere un livello di capitale disponibile sempre superiore al Total SREP Capital Requirement (TSCR) anche in seguito a prolungati periodi di stress (c.d. Absolute minimum);
  • rispettare l'Overall Capital Requirement (OCR) e la Pillar2 Guidance (P2G) nello scenario base (c.d. Baseline minimum); definire un margine gestionale (management buffer) da detenere in aggiunta ai minimi (Baseline e Absolute) indicati ai punti precedenti.

I rischi misurabili, per i quali si procede alla misurazione di un capitale interno nell'ambito del Gruppo, sono i seguenti:

  • rischi del Primo Pilastro: rischio di credito, controparte e specifico, rischio di mercato e rischio operativo;
  • rischio di concentrazione (Secondo Pilastro);
  • rischio di tasso di interesse del Banking Book (Secondo Pilastro).
  • rischio residuo connesso alle tecniche di attenuazione del rischio di credito (Secondo Pilastro).

Per tutti gli altri rischi individuati come rilevanti sono stati definiti degli appositi presidi e/o metodologie di misurazione. In particolare, il presidio del Gruppo rispetto ai rischi climatici e ambientali è volto a proseguire nel percorso di integrazione dei fattori ESG all'intero dei propri processi decisionali, anche in considerazione delle aspettative della BCE in merito a tali rischi.

Il rischio di liquidità viene trattato nell'ILAAP (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process) del Gruppo Credem.

Gli Organi Societari del Gruppo Credem coinvolti nel processo ICAAP, secondo le rispettive competenze, definiscono ed approvano le linee generali del processo, ne curano l'attuazione e vigilano sulla rispondenza di tale processo ai dettami della normativa.

Nello specifico il governo del processo ICAAP riguarda:

  • Organi societari:
    • o Organo di Supervisione strategica;
    • o Organo di Gestione;
    • o Organo di Controllo;
    • Comitati Consiliari:
      • o Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo
    • Comitati di Governance di Gruppo:
      • o Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo (CPS);
      • o Comitato Asset & Liability Management di Gruppo (Comitato ALM);
      • o Comitato Crediti di Gruppo (CCG);
      • o Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.

La responsabilità del processo ICAAP fa capo al CA il quale, per l'esercizio delle sue prerogative, si avvale del supporto dei Comitati di Gruppo competenti e delle strutture del Servizio Governo del VALORE di Credembanca (di seguito Servizio VALORE) e del Servizio Enterprise Risk Management (di seguito Servizio ERISK). Il Servizio VALORE garantisce la documentazione del processo e la sua diffusione nelle diverse Società del Gruppo.

In particolare:

  • il CA della Capogruppo, con il supporto del Comitato Rischi e del CPS, definisce ed approva le linee generali del processo, declinate all'interno del regolamento, valida i contenuti del Resoconto e ne approva l'invio all' Organo di Vigilanza (di seguito OdV);
  • i CA delle società del Gruppo danno attuazione al processo, approvandone esiti e tipologia di coinvolgimento;
  • il Collegio Sindacale della Capogruppo vigila sull'adeguatezza e sulla rispondenza del processo ai requisiti normativi, esprimendo un proprio parere.

Le metodologie di misurazione e controllo dei rischi utilizzate anche ai fini del calcolo del capitale interno, il perimetro dei rischi rilevanti, le metodologie di stress test e la definizione degli scenari sono presentate dal Risk Officer al Comitato Rischi che fornisce un parere per l'approvazione al CA.

La valutazione dell'adeguatezza patrimoniale è misurata in ottica statica, al 31 dicembre 2024, ed in ottica prospettica nel triennio 2025-2027.

Il Gruppo procede:

  • alla definizione attuale e prospettica dei mezzi patrimoniali nella NIP;
  • alla definizione attuale e prospettica dei mezzi patrimoniali nella EIP;

alla verifica dell'adeguatezza attuale e prospettica del capitale in entrambe le prospettive. In dettaglio riporta i risultati ottenuti in termini di capitale disponibile (fondi propri - NIP e available financial resources - EIP), capitale assorbito (requisito patrimoniale - NIP e capitale interno - EIP) ed indicatori di adeguatezza sull'intero periodo di riferimento del Processo, consuntivo e prospettico su un orizzonte a tre anni nella NIP e nella EIP.

Le risultanze del processo ICAAP 2024 hanno confermato la solidità patrimoniale del Gruppo: le risorse finanziarie disponibili garantiscono, con margini sufficienti, la copertura di tutti i rischi attuali e prospettici, anche in condizioni di stress.

Informativa quantitativa

Modello EU OV1: quadro sinottico degli importi complessivi dell'esposizione al rischio

Importi complessivi dell'esposizione al
rischio (TREA)
Requisiti totali di
fondi propri
a
b
c
31/12/2024 30/09/2024 31/12/2024
1 Rischio di credito (escluso il CCR) 19.013.217 17.936.823 1.521.057
2 Di cui metodo standardizzato 6.916.791 6.364.422 553.343
3 Di cui metodo IRB di base (F-IRB) - - -
4 Di cui metodo di assegnazione - - -
EU 4a Di cui strumenti di capitale soggetti al metodo della
ponderazione semplice
2.120.611 2.048.566 169.649
5 Di cui metodo IRB avanzato (A-IRB) 9.975.815 9.523.835 798.065
6 Rischio di controparte (CCR) 46.657 46.313 3.733
7 Di cui metodo standardizzato 19.617 19.728 1.570
8 Di cui metodo dei modelli interni (IMM) - - -
EU 8a Di cui esposizioni verso una CCP 11.836 9.772 947
EU 8b Di cui aggiustamento della valutazione del credito (CVA) 5.699 5.127 456
9 Di cui altri CCR 9.505 11.686 760
15 Rischio di regolamento - - -
16 Esposizioni verso le cartolarizzazioni esterne al portafoglio di
negoziazione (tenendo conto del massimale)
65.835 61.881 5.267
17 Di cui metodo SEC-IRBA - - -
18 Di cui metodo SEC-ERBA (compreso IAA) 65.835 61.881 5.267
19 Di cui metodo SEC-SA - - -
EU 19a Di cui 1250% / Deduzioni - - -
20 Rischi di posizione, di cambio e di posizione in merci (rischio di
mercato)
52.126 258.797 4.170
21 Di cui metodo standardizzato 52.126 258.797 4.170
22 Di cui IMA - - -
EU 22a Grandi esposizioni - - -
23 Rischio operativo 2.651.242 2.313.754 212.099
EU 23a Di cui metodo base - - -
EU 23b Di cui metodo standardizzato 2.651.242 2.313.754 212.099
EU 23c Di cui metodo avanzato di misurazione - - -
24 Importo al di sotto delle soglie per la deduzione (soggetto a
fattore di ponderazione del rischio del 250 %)
528.595 500.155 42.288
29 Totale 21.829.077 20.617.568 1.746.326

Modello EU KM1: metriche principali

a b c d e
31/12/2024 30/09/2024 30/06/2024 31/03/2024 31/12/2023
Fondi propri disponibili (importi)
1 Capitale primario di classe 1 (CET1) 3.391.037 3.247.459 3.239.875 3.024.277 3.020.737
2 Capitale di classe 1 3.457.189 3.310.457 3.302.826 3.087.756 3.085.617
3 Capitale totale 3.978.658 3.833.785 3.820.735 3.600.732 3.600.570
Importi delle esposizioni ponderati per il rischio
4 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 21.829.077 20.617.568 20.606.552 20.764.546 21.217.284
Coefficienti di capitale (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio)
5 Coefficiente del capitale primario di classe 1 (%) 15,53% 15,75% 15,72% 14,56% 14,24%
6 Coefficiente del capitale di classe 1 (%) 15,84% 16,06% 16,03% 14,87% 14,54%
7 Coefficiente di capitale totale (in %) 18,23% 18,59% 18,54% 17,34% 16,97%
Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva (in percentuale dell'importo
dell'esposizione ponderato per il rischio)
EU 7a Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi
dal rischio di leva finanziaria eccessiva (in %)
1,00% 1,00% 1,00% 1,00% 1,00%
EU
7b
Di cui costituiti da capitale CET1 (punti percentuali) 0,56% 0,56% 0,56% 0,56% 0,56%
EU 7c Di cui costituiti da capitale di classe 1 (punti percentuali) 0,75% 0,75% 0,75% 0,75% 0,75%
EU
7d
Requisiti di fondi propri SREP totali (%) 9,00% 9,00% 9,00% 9,00% 9,00%
Requisito combinato di riserva e requisito patrimoniale complessivo (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio
8 Riserva di conservazione del capitale (%) 2,50% 2,50% 2,50% 2,50% 2,50%
EU
8a
Riserva di conservazione dovuta al rischio macroprudenziale o
sistemico individuato a livello di uno Stato membro (%)
- - - - -
9 Riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente (%) 0,04% 0,04% 0,05% 0,04% 0,04%
EU
9a
Riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (%) 0,41% - - - -
10 Riserva degli enti a rilevanza sistemica a livello globale (%) - - - - -
EU
10a
Riserva di altri enti a rilevanza sistemica (%) - - - - -
11 Requisito combinato di riserva di capitale (%) 2,95% 2,54% 2,55% 2,54% 2,54%
EU
11a
Requisiti patrimoniali complessivi (%) 11,95% 11,54% 11,55% 11,54% 11,54%
12 CET1 disponibile dopo aver soddisfatto i requisiti di fondi propri
SREP totali (%)
9,09% 9,31% 9,28% 8,12% 7,79%
Coefficiente di leva finanziaria
13 Misura dell'esposizione complessiva 58.966.439 54.954.728 57.122.087 57.509.428 60.214.845
14 Coefficiente di leva finanziaria (%) 5,86% 6,02% 5,78% 5,37% 5,12%
Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (in percentuale della misura dell'esposizione
complessiva)
EU
14a
Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di
leva finanziaria eccessiva (in %)
- - - - -
a b c d e
31/12/2024 30/09/2024 30/06/2024 31/03/2024 31/12/2023
EU
14b
di cui costituiti da capitale CET1 (punti percentuali) - - - - -
EU
14c
Requisiti del coefficiente di leva finanziaria totali SREP (%) 3,00% 3,00% 3,00% 3,00% 3,00%
Riserva del coefficiente di leva finanziaria e requisito complessivo del coefficiente di leva finanziaria (in percentuale della misura
dell'esposizione totale)
EU
14d
Requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria (%) - - - - -
EU
14e
Requisito del coefficiente di leva finanziaria complessivo (%) 3,00% 3,00% 3,00% 3,00% 3,00%
Coefficiente di copertura della liquidità
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) (valore
ponderato - media)
8.393.603 8.651.587 8.724.694 9.154.304 9.730.860
EU
16a
Deflussi di cassa - Valore ponderato totale 6.434.272 6.518.253 6.533.486 6.498.287 6.463.038
EU
16b
Afflussi di cassa - Valore ponderato totale 1.557.098 1.556.381 1.545.440 1.557.572 1.567.021
16 Totale dei deflussi di cassa netti (valore corretto) 4.877.174 4.961.872 4.988.046 4.940.714 4.896.016
17 Coefficiente di copertura della liquidità (%) 172,32% 174,68% 175,27% 185,92% 200,34%
Coefficiente netto di finanziamento stabile
18 Finanziamento stabile disponibile totale 38.884.428 37.524.251 38.069.640 37.187.292 37.313.373
19 Finanziamento stabile richiesto totale 28.727.631 27.709.367 27.890.917 27.668.290 28.176.810
20 Coefficiente NSFR (%) 135,36% 135,42% 136,49% 134,40% 132,43%

Modello EU INS1: partecipazioni in assicurazioni

a b
Valore dell'esposizione Importo dell'esposizione al
rischio
1 Strumenti di fondi propri detenuti in imprese di assicurazione o di
riassicurazione o società di partecipazione assicurativa non dedotti dai
fondi propri
591.507 2.132.127

Modello EU INS2: informazioni sui fondi propri e sul coefficiente di adeguatezza patrimoniale dei conglomerati finanziari

a
31/12/2024
1 Requisiti di fondi propri supplementari del conglomerato finanziario (importo) 2.655.673
2 Coefficiente di adeguatezza patrimoniale del conglomerato finanziario (%) 159%

4. RISCHIO DI LIQUIDITA'

Gestione del rischio di liquidità

Si definisce rischio di liquidità l'eventualità che il Gruppo possa trovarsi nella condizione di non riuscire a far fronte ai propri impegni di pagamento di natura ordinaria o straordinaria, quando gli stessi diventino esigibili, senza incorrere in perdite tali da pregiudicare la propria operatività quotidiana o le condizioni finanziarie complessive del Gruppo stesso.

Il Gruppo Credem gestisce la posizione di liquidità e le fonti di funding per garantirne la conformità agli obiettivi definiti nel RAF ed ai requisiti regolamentari tempo per tempo vigenti. Nel contesto di una sana e prudente gestione della liquidità, il Gruppo si impegna a definire un buffer di liquidità idoneo a rispettare gli obblighi di pagamento, sia ordinari che straordinari.

Il liquidity buffer del Gruppo Credem è costituito da un insieme di attività di elevata qualità, non vincolate, facilmente liquidabili sui mercati anche in periodi di tensione, necessarie per controbilanciare gli eventuali deflussi di cassa netti connessi con uno scenario di stress.

Il perimetro di riferimento è rappresentato dall'intero Gruppo, essendo i problemi di individuazione e trasferibilità degli attivi all'interno del Gruppo estremamente limitati. Infatti:

  • il portafoglio titoli del Gruppo è quasi interamente detenuto dalla Capogruppo;
  • ai sensi della Policy di Liquidità, il Comitato ALM fornisce alle Società del Gruppo rientranti nel Perimetro di Vigilanza gli indirizzi e le indicazioni in merito alle scelte di investimento dei portafogli titoli delle Società medesime, in quanto detti portafogli contribuiscono alla costituzione del buffer di liquidità.

Lo sviluppo dei processi di governo e gestione della liquidità e di controllo e monitoraggio del rischio di liquidità avviene in modo coerente con la struttura del Gruppo e mediante un processo di deleghe che prevede il coinvolgimento delle funzioni della Capogruppo. Tutti i compiti e le responsabilità in materia di governo, gestione e controllo del rischio liquidità sono rimessi agli Organi Societari.

1) Il Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo quale organo di supervisione strategica e di gestione del rischio di liquidità di Gruppo, ha la responsabilità:

  • del governo e della gestione del rischio di liquidità del Gruppo;
  • del mantenimento di un livello di liquidità coerente con la soglia di tolleranza stabilita.

2) Al Comitato Esecutivo della Capogruppo compete:

  • la definizione del sistema di limiti operativi gestionali, fissati in coerenza con il Risk Appetite e la soglia di tolleranza stabilite dal Consiglio d'Amministrazione, da utilizzare per il monitoraggio e il contenimento del rischio di liquidità a breve e di quello a medio/lungo termine, nonché per la gestione dell'operatività infragiornaliera;
  • l'attuazione del RAF;
  • la proposta al Consiglio d'Amministrazione delle metodologie di misurazione e controllo del rischio liquidità;
  • l'approvazione del sistema complessivo dei prezzi per il trasferimento interno dei fondi, rivedendolo con frequenza almeno annuale.

3) Al Collegio Sindacale spetta la funzione di controllo, avente la responsabilità del controllo del rischio di liquidità del Gruppo.

Il processo di gestione degli adempimenti in materia di rischio liquidità è costituito da presidi organizzativi che coinvolgono, oltre agli Organi Societari, differenti funzioni che operano con l'obiettivo di assicurare l'allineamento dell'operatività al sistema di norme e regolamenti in vigore. Tra queste:

  • Comitato Rischi e Sostenibilità;
  • Comitato ALM;
  • TLD BU Finanza;
  • TLD ERISK;
  • Servizio Valore;
  • Servizio Audit.

Il Gruppo, nell'ambito delle segnalazioni regolamentari, trasmette alle autorità di vigilanza:

  • Con cadenza mensile l'indicatore LCR sulla base degli schemi conformi al Regolamento Delegato UE 2018/1620 e gli Additional Liquidity Monitoring Metrics sulla base degli schemi conformi al Reg. d'esecuzione UE n. 2114/2017;
  • Con cadenza trimestrale la segnalazione di liquidità NSFR sulla base degli schemi conformi al Regolamento (EU)2019/876 (c.d. «CRR2»).

A Novembre 2024 il Gruppo ha partecipato al Single Supervisory Mechanism SSM annual Liquidity Exercise (SSM Liquidity Excercise) attraverso la compilazione del Joint Liquidity Template, sia a livello consolidato sia a livello individuale Credem, richiesto congiuntamente da BCE e SRB. Il Gruppo inoltre, nel corso di tutto il 2024, ha continuato l'invio settimanale del Single Supervisory Mechanism Liquidity Exercise (SLT) a livello consolidato richiesto da BCE (a partire da Settembre 2023).

Ai fini gestionali è prodotta un'articolata informativa periodica, con frequenza e destinatari differenziati in base al contenuto, indirizzata al management aziendale e basata sugli indicatori identificati dal Gruppo per misurare l'adeguatezza della liquidità nell'ambito della c.d. economic internal perspective, come esplicitato nel documento "Internal Liquidity Adequacy Assessment Process – ILAAP". In particolare la gestione del rischio di liquidità può essere suddivisa fra:

  • gestione della liquidità di breve termine, ivi compresa la liquidità intra-day, il cui obiettivo è quello di garantire la capacità di far fronte agli impegni di pagamento per cassa previsti e imprevisti tramite il mantenimento di un rapporto sostenibile tra i flussi di liquidità in entrata e quelli in uscita; tale gestione costituisce la condizione essenziale per la normale continuità operativa dell'attività bancaria;
  • gestione della liquidità strutturale, il cui obiettivo è quello di mantenere un adeguato rapporto tra passività ed attività complessive, finalizzato ad evitare pressioni sulle fonti a breve termine, attuali e prospettiche.

Il Gruppo Credito Emiliano si è da tempo dotato di una Policy per la Gestione del rischio liquidità. La Policy approvata disciplina:

  • i principi di governo e di gestione del rischio di liquidità adottati dal Gruppo;
  • l'insieme delle norme e dei processi di controllo finalizzati a prevenire l'insorgere di situazioni di crisi di liquidità per il Gruppo e per le singole società del Gruppo, con l'obiettivo di ispirare una sana e prudente gestione del rischio di liquidità a livello consolidato, tale da assicurare la stabilità, la sicurezza delle operazioni aziendali, la solidità finanziaria e, conseguentemente, la solvibilità del Gruppo.

I principi essenziali a cui si ispira la politica di gestione della liquidità sono:

  • definizione di un Risk Appetite e di una Risk Tolerance (o soglia di tolleranza) in contesto di normale corso degli affari e di scenari di stress;
  • definizione e formalizzazione di ruoli e funzioni, coerentemente con il principio di separatezza delle funzioni operative da quelle di controllo (c.d. segregation of duties);
  • accentramento della funzione di governo del rischio di liquidità sulla Capogruppo;
  • attuazione di una politica di trasformazione delle scadenze gestita nell'ambito dei massimali assegnati;
  • adozione di una politica di funding diversificata in termini di fonti, durata e tipologia di strumenti di raccolta;
  • definizione e formalizzazione dei principi relativi alla definizione del sistema di prezzi per il trasferimento interno dei fondi;
  • definizione e formalizzazione di un piano di emergenza da attivare in caso di stress e/o crisi dei mercati o in caso di situazioni specifiche del Gruppo (Contingency Funding Plan);
  • adozione di un sistema di controlli interni.

Su base giornaliera, mediante un modello di liquidity gap, viene esposta l'evoluzione temporale dei flussi di cassa per consentire l'attivazione di operazioni finalizzate a determinare un equilibrio fra entrate ed uscite di cassa.

Al Comitato Asset Liability & Management di Gruppo sono assegnati poteri decisionali per la declinazione delle strategie in merito alle politiche di funding del Gruppo. Periodicamente sono analizzate, in sede di Comitato, le condizioni di equilibrio finanziario per orientare le decisioni circa le strategie di funding. Sempre in sede di Comitato, sono analizzati interventi straordinari eventualmente richiesti per le contingenti situazioni di mercato.

Nell'ambito del processo RAF vengono, inoltre, definite le soglie di Risk Tolerance, le metriche e le modalità di controllo dei seguenti indicatori di liquidità:

  • Liquidity Coverage Ratio (LCR);
  • Asset Encumbrance;
  • Net Stable Funding Ratio (NSFR);
  • Gap Cumulato a 1 mese su Totale Attivo (decorrenza dal 2025).

Le regole di "Liquidity Management" adottate prevedono limiti di liquidità da rispettarsi sulle scadenze di breve termine ed altri indicatori per monitorare quotidianamente la posizione complessiva.

Relativamente alla liquidità strutturale sono previsti limiti finalizzati a controllare e gestire i rischi derivanti dal mismatch di scadenze a medio-lungo termine dell'attivo e del passivo. Sono previsti dei gap ratio a 1, 2 e 5 anni.

Questi limiti consentono di evitare che l'operatività a medio-lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine.

L'impianto metodologico alla base del liquidity stress testing implementato nel Gruppo, prevede l'esecuzione di:

  • Analisi di sensitivity, volte ad evidenziare la sensibilità della banca a specifici risk factor, in particolare la riduzione della raccolta retail e delle riserve di liquidità per effetto del deterioramento dei credit spread sui titoli governativi periferici (Italia, Spagna e Portogallo).
  • Analisi di scenario, volte all'applicazione di scenari di stress idiosincratico, sistemico e combinato calibrati sulla base dell'operatività di Credem. Sono considerati diversi livelli di severity e più orizzonti temporali, assumendo una dinamica coerente fra i diversi fattori di rischio.
  • Analisi di reverse stress test, ai fini di individuare lo shock che porti allo sforamento della soglia regolamentare dell'indicatore LCR. I risk factor rilevanti sono la riduzione della raccolta retail e la riduzione delle riserve di liquidità per effetto del deterioramento dei credit spread.

Gli stress test sono eseguiti tenendo conto della duplice prospettiva interna e regolamentare, valutando l'impatto sulle diverse misure di rischio:

  • Vista NIP, analisi di scenario in termini di LCR e di NSFR;
  • Vista EIP, analisi di scenario in termini di gap di liquidità.

L'analisi di scenario viene svolta anche trimestralmente sulla matrice intraday A2 "Available Intraday Liquidity at the start of the business day".

In particolare gli scenari di stress test previsti dall'analisi di scenario si distinguono in:

  • stress sistemico di severity lieve: crisi di liquidità sistemica consistente in un'improvvisa instabilità sui mercati monetari e dei capitali, tensioni di carattere politico e/o eventi climatici e ambientali, accompagnati da alti livelli di intensità ed impatti globali;
  • stress idiosincratico di severity media: crisi di liquidità causata da eventi particolarmente negativi per il Gruppo;
  • stress combinato di severity grave: è la combinazione dei due precedenti scenari. Le procedure di Contingency Funding Plan, recentemente riviste, si pongono l'obiettivo di salvaguardare la stabilità del gruppo durante le fasi iniziali di uno stato di tensione di liquidità e garantire la continuità del gruppo stesso nel caso di gravi crisi di liquidità.

Come previsto dalla "ECB Guide to the ILAAP", l'impianto di stress di ICAAP e ILAAP interagiscono reciprocamente. In entrambi i casi viene svolta un'analisi di sensitivity volta a evidenziare gli aspetti di maggior vulnerabilità in termini rispettivamente di capitale e liquidità.

Il Gruppo redige anche lo "Stress Test Framework", il documento che definisce ruoli e responsabilità di tutte le funzioni coinvolte nelle prove di stress, dal Consiglio di Amministrazione agli uffici operativi. Nella specifica sezione "Stress testing for ILAAP purposes" sono illustrate le tipologie di stress condotte sulla liquidità, da cui oltre a ruoli e responsabilità, si ricavano indicazioni su metodologie, operatività e frequenza delle prove di stress.

Il framework è completato dal documento "Stress Testing Programme" che contiene una scheda dettagliata per ogni prova di stress, incluse quelle sulla liquidità, con indicazione di:

  • ambito di applicazione e finalità;
  • frequenza di esecuzione e perimetro;
  • modelli e metodologie applicate e assunzioni adottate;
  • dati e strumenti utilizzati.

Gli stress test sulla liquidità sono integrati con i processi RAF (concorrono a determinare la soglia di tolleranza delle metriche) e CFP (sono utilizzati per rilevare lo stato della liquidità nei vari scenari di crisi). Le stesse metriche sono poi utilizzate tanto a consuntivo quanto in ottica prospettica.

L'attività di gestione della liquidità a breve e del funding strutturale è svolta dalla Business Unit Finanza della Capogruppo che complessivamente:

  • gestisce i flussi di liquidità infragruppo rivenienti dai fabbisogni/surplus di liquidità netti delle Società del Gruppo;
  • misura e monitora la posizione di liquidità del Gruppo e delle singole Società del Gruppo;
  • coordina ed effettua la raccolta accedendo direttamente al mercato interbancario al fine di mantenere condizioni adeguate di liquidità per il Gruppo;
  • determina periodicamente gli interventi finanziari utili per conseguire gli equilibri nel medio e lungo termine, la sostenibilità della crescita e la maggior efficienza della provvista;
  • gestisce i rapporti con la BCE (gestione del conto di gestione e di ogni attività di impiego o provvista di fondi) ed accede alle operazioni di rifinanziamento della BCE.

Questa impostazione consente di supportare adeguatamente i fabbisogni finanziari ed è finalizzata a:

  • ridurre i fabbisogni complessivi di finanziamento da parte di controparti esterne al Gruppo;
  • ottimizzare l'accesso ai mercati e conseguentemente minimizzare i costi complessivi di raccolta esterna.

Ai processi descritti precedentemente si aggiunge un modello di governo degli eventi di crisi definito Contingency Funding Plan e approvato dal Consiglio di Amministrazione.

Il Contingency Funding Plan (di seguito CFP) individua ex-ante un sistema di interventi predefiniti ma flessibili, da attivare nei primi stadi di evoluzione di una crisi di liquidità.

L'obiettivo del piano è quello di salvaguardare la stabilità del Gruppo durante uno stato di tensione di liquidità, garantendone, altresì, la continuità nel caso di gravi crisi.

Il CFP si integra con il processo RAF e con il processo di gestione del piano di risanamento di Gruppo e considera le soglie definite nel Recovery Plan di Gruppo.

Il CFP prevede 2 fasi, identificate dai limiti definiti sul sistema degli indicatori di rischi, volte a fronteggiare il progressivo aggravarsi dello stress e/o crisi di liquidità:

    1. sforamento delle soglie di warning;
    1. sforamento delle soglie di tolerance/allarme.

Obiettivo del CFP è quello di disciplinare la gestione di tali due fasi.

Gli indicatori di rischio di tipo quantitativo monitorati nel CFP, sono riconducibili a:

  • early warning indicators, un set di segnali di allarme idonei ad identificare, in via anticipata, potenziali situazioni di stress/crisi, di natura sistemica, con riferimento tanto all'area euro, quanto all'area dollaro, o specifica, rispetto ai quali sono definite soglie di warning e tolerance/allarme;
  • un set di indicatori di liquidità di breve termine (LCR, Gap Cumulato a 1 mese / Totale Attivo e Indicatori Intraday) e strutturali (NSFR e Asset Encumbrance) che, in coerenza con quanto definito nell'ambito del piano di risanamento di Gruppo, rappresentano un ulteriore strumento, complementare agli early warning indicators, per l'attivazione del CFP. Rispetto agli indicatori di breve termine e strutturali sono definite soglie di Warning e/o Tolerance/allarme in linea con quanto previsto dal Regolamento di Liquidità e in sede di RAF.

La BU Finanza identifica le azioni più efficaci da attuare in base allo scenario operativo mediante criteri qualitativi e quantitativi, questi ultimi atti a misurare l'effetto di attenuazione del rischio che l'azione stessa può generare su un dato orizzonte temporale e per ciascuno stato.

Le potenziali azioni attivabili in situazioni di stress/crisi di liquidità sono dettagliate nel Manuale Applicativo del Regolamento Contingency Funding Plan. Alcune di questi interventi rientrano anche tra le recovery options. Le potenziali azioni attivabili in situazioni di stress/crisi di liquidità sono classificate, in relazione al livello di criticità rilevato, tra 1° e 2° livello. Tra quelle di 1° livello, caratterizzate da tempistiche di attuazione ridotte, rientrano interventi tesi ad utilizzare la "leva prezzo", operazioni unsecured e operazioni che non richiedono un'ulteriore movimentazione di attivi. Le azioni di 2° livello sono prevalentemente volte a massimizzare l'utilizzo di asset collateralizzabili.

In aggiunta alle sopra citate azioni, il CFP include delle azioni finalizzate specificatamente a fronteggiare crisi che potrebbero avere impatti diretti sulla raccolta denominata in USD.

L'importo complessivo del finanziamento con BCE a fine dicembre 2024 è pari a 500 milioni di euro e deriva da un'operazione di rifinanziamento principale "MRO" settimanale. Nel mese di marzo 2024 è stata rimborsata alla naturale scadenza l'ultima tranche TLTRO III.7 per l'importo nominale di 740 milioni di euro.

Al 31 Dicembre 2024 l'importo totale delle riserve di liquidità libere, intese come attività liquide di elevata qualità calcolate ai fini del calcolo dell'indicatore LCR, si è attestato a 8,30 miliardi di euro a valore di mercato. Il 97% di tali riserve è detenuto dalla Capogruppo ed il restante 3% dalle controllate domestiche.

Altre attività di funding

Nel corso dell'esercizio 2024, nell'ambito dell'operatività di money market, è continuata l'operatività di raccolta in depositi unsecured a breve termine con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), con un importo medio di 150 milioni di euro. L'importo puntuale a fine dicembre 2024 è risultato pari a 500 milioni di euro.

Inoltre, nel corso del primo semestre, è stata negoziata la prima operazione di Repo sul Covered Bond retained emesso a gennaio 2024 per il valore nominale di 200 milioni di euro e sono state effettuate nuove operazioni in repo a breve termine con sottostanti titoli obbligazionari non governativi, per un valore nominale complessivo in essere a fine dicembre pari a circa 500 milioni di euro.

Con riferimento all'operatività di rifinanziamento in pronti contro termine di Titoli di Stato e Supras Europei, il Gruppo è rimasto molto attivo nel corso del 2024 e la raccolta outstanding a fine dicembre è risultata pari a circa 4,93 miliardi di euro a controvalore di mercato. La quota di liquidità in eccesso rispetto ai fabbisogni è stata depositata presso la Banca Centrale Europea.

In relazione all'operatività in divisa diversa dall'Euro e in particolare in USD, il portafoglio di titoli governativi in USD è stato rifinanziato prevalentemente in pronti contro termine in divisa. L'importo complessivo di tali operazioni a fine dicembre 2024 ammonta a 830 milioni di USD a controvalore di mercato.

Programmi Obbligazioni Bancarie Garantite

Nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB, il valore nominale delle emissioni in circolazione a fine dicembre 2024 è risultato pari a 2,85 miliardi di euro, di cui 1 miliardo di euro rappresentato da un'emissione retained. Nel mese di gennaio 2024, in conformità alla nuova direttiva europea recepita in Italia il 30 marzo 2023, sono stati emessi due nuovi European Covered Bond (Premium). La prima emissione, destinata al collocamento pubblico verso investitori istituzionali, è stata emessa per un valore nominale di 500 milioni di euro. La seconda emissione, di tipo retained, ha raggiunto un valore nominale di 1.000 milioni di euro. Quest'ultima risulta idonea per operazioni di rifinanziamento presso la Banca Centrale Europea e si presta come attività di livello 1 ai fini del Liquidity Coverage Ratio per potenziali controparti prenditrici in operazioni di Repo.

Programma di emissioni "Euro Medium Term Note" (EMTN)

Nel mese di luglio è stato perfezionato il rinnovo annuale del Programma EMTN. L'aggiornamento del Base Prospectus ha permesso l'introduzione della possibilità di emettere anche titoli di diritto italiano nella forma dematerializzata e accentrata su Monte Titoli, in linea con l'attuale prassi di mercato. Nel 2024 il Gruppo non ha collocato emissioni unsecured, in linea con quanto previsto nel piano di funding 2024.

Operazioni di cartolarizzazione

Con riferimento all'operazione di cartolarizzazione avente come veicolo Emilia SPV S.r.l., nel corso del 2024 sono state effettuate due nuove cessioni di attivi relative a mutui ipotecari residenziali in bonis. Al 31 dicembre 2024, il circolante della tranche senior è pari a circa 2,13 miliardi di Euro, mentre quello della tranche junior è pari a circa 0,64 miliardi di euro.

Programma di emissione di Cambiali Finanziarie (Commercial Paper Programme)

Nel corso del 2024, a valere sul Programma di Emissione di Cambiali Finanziarie di Credito Emiliano, che dà la possibilità di emettere Commercial Paper di diritto Italiano da destinarsi alla clientela istituzionale e professionale, sono state effettuate 22 emissioni di Cambiali Finanziarie, nella forma di Zero Coupon con durata media pari a 6 mesi e per un ammontare complessivo di 708 milioni di euro e per un valore outstanding al 31 dicembre 2024 di 213 milioni di euro.

In applicazione dell'articolo 86 della Direttiva 2013/36/EU, il Gruppo identifica, misura, gestisce e monitora il rischio di liquidità nell'ambito del processo di valutazione interna dell'adeguatezza della liquidità (ILAAP – Internal Liqudity Adequacy Assessment Process). Il Gruppo, nell'ambito di tale processo, che è parte integrante dell'attività di supervisione dell'Autorità di Vigilanza (SREP – Supervisory Review and Evaluation Process), definisce un'autovalutazione dell'adeguatezza del quadro di riferimento complessivo della gestione e misurazione del rischio di liquidità da un punto di vista qualitativo e quantitativo, identificando indicatori capaci di evidenziare, in maniera chiara ed efficace, il grado di solvibilità del Gruppo. Gli organi societari di Credito Emiliano nel corso del 2024 hanno approvato, all'interno del processo ILAAP, il LAS - Liquidity Adequacy Statement, dichiarando l'adeguatezza della gestione del rischio e della posizione di liquidità.

Si riportano nel seguito i modelli EU LIQ1, EU LIQB, quest'ultimo relativo alle principali informazioni di carattere qualitativo a completamento del template EU LIQ1, ed EU_LIQ2. Il template EU LIQ1 contiene informazioni circa LCR, buffer di liquidità, deflussi di cassa, afflussi di cassa e attività liquide di elevata qualità.

Informativa quantitativa

Modello EU LIQ1: informazioni quantitative dell'LCR

a b c d e f g h
Ambito consolidato di Gruppo Totale valore non ponderato (media) Totale valore ponderato (media)
EU
1a
Trimestre che termina il 31.12.2024 30.09.2024 30.06.2024 31.03.2024 31.12.2024 30.09.2024 30.06.2024 31.03.2024
EU
1b
Numero di punti di dati usati per il calcolo
delle medie
12 12 12 12 12 12 12 12
ATTIVITÀ LIQUIDE DI ELEVATA QUALITÀ
1 Totale delle attività liquide di elevata qualità
(HQLA)
8.393.603 8.651.587 8.724.694 9.154.304
DEFLUSSI DI CASSA
2 Depositi al dettaglio e depositi di piccole
imprese, di cui
23.031.192 22.987.410 23.079.032 23.402.219 1.663.011 1.659.964 1.666.117 1.697.888
3 Depositi stabili 16.111.829 16.069.684 16.118.388 16.246.057 805.591 803.484 805.919 812.303
4 Depositi meno stabili 6.919.364 6.917.726 6.960.644 7.156.162 857.420 856.480 860.198 885.585
5 Finanziamento all'ingrosso non garantito 10.251.598 10.271.531 10.384.207 10.333.908 3.551.396 3.636.325 3.687.814 3.671.846
6 Depositi operativi (tutte le controparti) e
depositi in reti di banche cooperative
3.619.655 3.354.220 3.260.303 3.249.468 801.327 740.609 723.201 726.302
7 Depositi non operativi (tutte le controparti) 6.556.116 6.795.365 7.037.621 7.012.532 2.674.243 2.773.769 2.878.330 2.873.636
8 Debito non garantito 75.826 121.946 86.283 71.908 75.826 121.946 86.283 71.908
9 Finanziamento all'ingrosso garantito 114.507 99.101 59386 25828
10 Obblighi aggiuntivi 1.330.908 1.311.600 1.266.918 1.212.326 764.014 790.194 793.518 783.693
11 Deflussi connessi ad esposizioni in derivati e
altri obblighi in materia di garanzie reali
713.956 745.447 754.356 750.161 713.956 745.447 754.356 750.161
12 Deflussi connessi alla perdita di
finanziamenti su prodotti di debito
- - - - - - - -
13 Linee di credito e di liquidità 616.952 566.153 512.561 462.165 50.058 44.747 39.162 33.532
14 Altre obbligazioni di finanziamento
contrattuali
99.164 98.377 100.612 98.869 99.164 98.377 100.612 98.869
15 Altre obbligazioni di finanziamento potenziali 9.262.287 9.199.678 9.067.276 8.826.947 242.180 234.293 226.038 220.163
16 TOTALE DEI DEFLUSSI DI CASSA 6.434.272 6.518.253 6.533.486 6.498.287
AFFLUSSI DI CASSA
17 Prestiti garantiti (ad es. contratti di vendita
con patto di riacquisto passivo)
238.228 266.493 204.366 182.993 77 1.254 1.254 3.596
18 Afflussi da esposizioni pienamente in bonis 1.459.788 1.449.514 1.419.695 1.420.463 785.729 778.747 766.018 763.046
19 Altri afflussi di cassa 3.607.929 3.611.750 3.651.703 3.717.474 771.292 776.380 778.168 790.931
EU
19a
(Differenza tra gli afflussi ponderati totali e i
deflussi ponderati totali derivanti da
operazioni in paesi terzi in cui vigono
restrizioni al trasferimento o che sono
denominate in valute non convertibili)
- - - -
a b c d e f g h
Ambito consolidato di Gruppo Totale valore non ponderato (media) Totale valore ponderato (media)
EU
1a
Trimestre che termina il 31.12.2024 30.09.2024 30.06.2024 31.03.2024 31.12.2024 30.09.2024 30.06.2024 31.03.2024
EU
1b
Numero di punti di dati usati per il calcolo
delle medie
12 12 12 12 12 12 12 12
EU
19b
(Afflussi in eccesso da un ente creditizio
specializzato connesso)
- - - -
20 TOTALE DEGLI AFFLUSSI DI CASSA 5.305.945 5.327.757 5.275.765 5.320.929 1.557.098 1.556.381 1.545.440 1.557.572
EU
20a
Afflussi totalmente esenti - - - - - - - -
EU
20b
Afflussi soggetti al massimale del 90 % - - - - - - - -
EU
20c
Afflussi soggetti al massimale del 75 % 5.305.945 5.327.757 5.275.765 5.320.929 1.557.098 1.556.381 1.545.440 1.557.572
VALORE CORRETTO TOTALE
EU
21
RISERVA DI LIQUIDITÀ 8.393.603 8.651.587 8.724.694 9.154.304
22 TOTALE DEI DEFLUSSI DI CASSA NETTI 4.877.174 4.961.872 4.988.046 4.940.714
23 COEFFICIENTE DI COPERTURA DELLA
LIQUIDITÀ
172% 175% 175% 186%

Informazioni qualitative sull'LCR, ad integrazione del modello EU LIQ1

I drivers principali dell'LCR sono rappresentati da:

  • riserva ECB e portafoglio titoli HQLA (impatto sul liquidity buffer);
  • raccolta retail e corporate (impatto al denominatore).

Nel periodo analizzato, l'indicatore LCR risulta in lieve calo rispetto ai trimestri precedenti, prevalentemente per la diminuzione del numeratore dovuto ai rimborsi di TLTRO avvenuti nel secondo semestre del 2023 e nel primo trimestre 2024.

L'attuale concentrazione delle fonti di raccolta è:

  • attività in pronti contro termine;
  • retail e Corporate Deposit.

Nel periodo considerato la composizione media del buffer è stata:

  • circa 48% cassa e riserva ECB;
  • circa 47% titoli L1;
  • circa 5% altri.

In merito alle esposizioni in derivati e potenziali richieste di garanzie reali, la stima del valore massimo registrato sulla serie storica delle variazioni mensili degli ultimi 2 anni è di circa 503 milioni. L'euro è la sola divisa significativa. Eventuali acquisti in divisa estera sono rifinanziati nella medesima divisa.

Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 31 dicembre 2024

a b c d e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a
< 1 anno
≥ 1 anno ponderato
Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF)
1 Elementi e strumenti di capitale 3.867.380 - - 521.469 4.388.849
2 Fondi propri 3.867.380 - - 521.469 4.388.849
3 Altri strumenti di capitale 00/01/1900 - - - -
4 Depositi al dettaglio 00/01/1900 24.751.027 409.777 364.945 23.871.222
5 Depositi stabili 00/01/1900 17.012.497 218.567 71.170 16.440.682
6 Depositi meno stabili 00/01/1900 7.738.529 191.210 293.775 7.430.540
7 Finanziamento all'ingrosso: 00/01/1900 20.645.998 242.295 4.010.161 10.624.357
8 Depositi operativi 00/01/1900 4.950.008 - - 2.475.004
9 Altri finanziamenti all'ingrosso 00/01/1900 15.695.990 242.295 4.010.161 8.149.353
10 Passività correlate 00/01/1900 - - - -
11 Altre passività: - 1.160.678 - - -
12 NSFR derivati passivi - 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle
categorie di cui sopra
00/01/1900 1.160.678 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 38.884.428
Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF)
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 559.640
EU
15a
Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un
aggregato di copertura
00/01/1900 - - 2.203.307 1.872.811
16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi 00/01/1900 - - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 00/01/1900 10.771.694 3.005.399 21.565.444 23.052.978
18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite
da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0%
00/01/1900 499 - - -
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite
da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari
00/01/1900 318.504 14.206 219.470 258.423
20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio
e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico,
di cui
00/01/1900 8.681.341 2.653.261 11.910.753 15.672.318
21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del
metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
00/01/1900 64.795 74.789 996.666 717.625
22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 00/01/1900 317.789 324.431 7.324.222 5.134.733
23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del
metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
00/01/1900 311.449 317.799 7.059.827 4.903.512
24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono ammissibili
come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in mercati e i prodotti
in bilancio relativi al finanziamento al commercio
00/01/1900 1.453.562 13.501 2.110.998 1.987.503
a b c d e
Valore non ponderato per durata residua
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a
< 1 anno
≥ 1 anno Valore
ponderato
25 Attività correlate 00/01/1900 - - - -
26 Altre attività: - 852.230 27.551 3.101.646 3.202.120
27 Merci negoziate fisicamente 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo
ai fondi di garanzia delle CCP
00/01/1900 - - 330.962 281.318
29 NSFR derivati attivi 00/01/1900 3.163 00/01/1900 00/01/1900 3.163
30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito 00/01/1900 360.311 00/01/1900 00/01/1900 18.016
31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra 00/01/1900 488.757 27.551 2.770.684 2.899.623
32 Elementi fuori bilancio 00/01/1900 801.652 - - 40.083
33 RSF totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 28.727.631
34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 135,36%

Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 30 settembre 2024

a b c d e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a
< 1 anno
≥ 1 anno ponderato
Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF)
1 Elementi e strumenti di capitale 3.701.924 - - 523.328 4.225.252
2 Fondi propri 3.701.924 - - 523.328 4.225.252
3 Altri strumenti di capitale 00/01/1900 - - - -
4 Depositi al dettaglio 00/01/1900 23.811.685 896.723 383.870 23.467.081
5 Depositi stabili 00/01/1900 16.416.342 496.537 84.733 16.151.967
6 Depositi meno stabili 00/01/1900 7.395.343 400.186 299.138 7.315.114
7 Finanziamento all'ingrosso: 00/01/1900 16.385.781 357.908 4.011.060 9.831.918
8 Depositi operativi 00/01/1900 3.656.112 - - 1.828.056
9 Altri finanziamenti all'ingrosso 00/01/1900 12.729.669 357.908 4.011.060 8.003.862
10 Passività correlate 00/01/1900 - - - -
11 Altre passività: 1.191 1.931.248 - - -
12 NSFR derivati passivi 1.191 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle
categorie di cui sopra
00/01/1900 1.931.248 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 37.524.251
Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF)
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 527.574
EU-15a Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un
aggregato di copertura
00/01/1900 - - 2.203.402 1.872.892
16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi 00/01/1900 - - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 00/01/1900 10.315.445 3.071.002 21.029.970 22.228.434
18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari
garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0%
00/01/1900 638.616 - - -
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari
garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari
00/01/1900 328.658 10.520 208.049 246.174
20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio
e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore
pubblico, di cui
00/01/1900 7.978.757 2.691.852 11.364.775 20.037.467
21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro
del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
00/01/1900 63.861 72.506 974.943 5.617.452
22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 00/01/1900 317.838 316.692 7.353.844 -
23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro
del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
00/01/1900 311.358 310.106 7.084.345 -
24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono ammissibili
come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in mercati e i prodotti
in bilancio relativi al finanziamento al commercio
00/01/1900 1.051.576 51.938 2.103.302 1.944.793
25 Attività correlate 00/01/1900 - - - -
a b c d e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a
< 1 anno
≥ 1 anno ponderato
26 Altre attività: - 770.189 26.169 2.937.563 3.039.053
27 Merci negoziate fisicamente 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo
ai fondi di garanzia delle CCP
00/01/1900 - - 262.903 223.467
29 NSFR derivati attivi 00/01/1900 - 00/01/1900 00/01/1900 -
30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito 00/01/1900 291.876 00/01/1900 00/01/1900 14.594
31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra 00/01/1900 478.313 26.169 2.674.660 2.800.992
32 Elementi fuori bilancio 00/01/1900 828.274 - - 41.414
33 RSF totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 27.709.367
34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 135,42%

Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 30 giugno 2024

a b c d e
Valore non ponderato per durata residua
Valore
ponderato
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi
a < 1 anno
≥ 1 anno
Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF)
1 Elementi e strumenti di capitale 3.685.581 - - 517.908 4.203.489
2 Fondi propri 3.685.581 - - 517.908 4.203.489
3 Altri strumenti di capitale 00/01/1900 - - - -
4 Depositi al dettaglio 00/01/1900 23.658.409 860.981 552.010 23.460.447
5 Depositi stabili 00/01/1900 16.407.066 412.659 187.210 16.165.948
6 Depositi meno stabili 00/01/1900 7.251.343 448.322 364.800 7.294.498
7 Finanziamento all'ingrosso: 00/01/1900 17.942.406 498.341 4.351.500 10.405.705
8 Depositi operativi 00/01/1900 3.808.060 - - 1.904.030
9 Altri finanziamenti all'ingrosso 00/01/1900 14.134.346 498.341 4.351.500 8.501.675
10 Passività correlate 00/01/1900 - - - -
11 Altre passività: 594 1.939.927 - - -
12 NSFR derivati passivi 594 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle categorie di
cui sopra
00/01/1900 1.939.927 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 38.069.640
Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF)
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 568.885
EU
15a
Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un aggregato di
copertura
00/01/1900 - - 2.203.405 1.872.894
16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi 00/01/1900 - - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 00/01/1900 10.758.177 3.334.229 21.195.694 22.557.306
18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da
HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0%
00/01/1900 952.325 - - -
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da
altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari
00/01/1900 301.783 28.133 201.025 245.270
20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio e
piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico, di cui
00/01/1900 8.073.150 2.882.778 11.598.213 20.318.894
21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del
metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
00/01/1900 61.444 72.572 970.171 5.592.754
22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 00/01/1900 313.982 312.831 7.287.453 -
23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del
metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
00/01/1900 308.381 307.138 7.057.501 -
24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono ammissibili come
HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in mercati e i prodotti in bilancio
relativi al finanziamento al commercio
00/01/1900 1.116.937 110.487 2.109.002 1.993.142
a b c d e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi
a < 1 anno
≥ 1 anno ponderato
25 Attività correlate 00/01/1900 - - - -
26 Altre attività: - 753.090 28.316 2.746.411 2.850.763
27 Merci negoziate fisicamente 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo ai
fondi di garanzia delle CCP
00/01/1900 - - 279.367 237.462
29 NSFR derivati attivi 00/01/1900 - 00/01/1900 00/01/1900 -
30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito 00/01/1900 267.038 00/01/1900 00/01/1900 13.352
31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra 00/01/1900 486.053 28.316 2.467.044 2.599.950
32 Elementi fuori bilancio 00/01/1900 821.371 - - 41.069
33 RSF totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 27.890.917
34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 136,49%

Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 31 marzo 2024

a
b
c d e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi
a < 1 anno
≥ 1 anno ponderato
Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF)
1 Elementi e strumenti di capitale 3.504.840 - - 512.976 4.017.816
2 Fondi propri 3.504.840 - - 512.976 4.017.816
3 Altri strumenti di capitale 00/01/1900 - - - -
4 Depositi al dettaglio 00/01/1900 23.400.344 702.129 606.377 23.130.049
5 Depositi stabili 00/01/1900 16.305.760 323.159 227.918 16.025.391
6 Depositi meno stabili 00/01/1900 7.094.583 378.970 378.460 7.104.658
7 Finanziamento all'ingrosso: 00/01/1900 18.331.437 814.387 4.193.957 10.039.427
8 Depositi operativi 00/01/1900 2.611.711 - - 1.305.855
9 Altri finanziamenti all'ingrosso 00/01/1900 15.719.726 814.387 4.193.957 8.733.571
10 Passività correlate 00/01/1900 - - - -
11 Altre passività: 6.486 2.503.952 - - -
12 NSFR derivati passivi 6.486 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle categorie di
cui sopra
00/01/1900 2.503.952 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 37.187.292
Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF)
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 560.491
EU
15a
Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un aggregato di
copertura
00/01/1900 - - 1.987.787 1.689.619
16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi 00/01/1900 - - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 00/01/1900 9.756.378 3.066.097 21.337.585 22.413.591
18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da
HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0%
00/01/1900 - - - -
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da
altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari
00/01/1900 569.200 9.204 168.909 230.431
20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio e
piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico, di cui
00/01/1900 7.799.600 2.676.012 11.527.407 20.149.276
21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del
metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
00/01/1900 53.827 64.681 907.110 5.648.288
22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 00/01/1900 308.682 315.045 7.458.183 -
23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del
metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
00/01/1900 302.943 309.041 7.220.647 -
24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono ammissibili come
HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in mercati e i prodotti in bilancio
relativi al finanziamento al commercio
00/01/1900 1.078.896 65.836 2.183.086 2.033.884
a b c d e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi
a < 1 anno
≥ 1 anno ponderato
25 Attività correlate 00/01/1900 - - - -
26 Altre attività: - 741.451 27.269 2.860.888 2.959.306
27 Merci negoziate fisicamente 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo ai
fondi di garanzia delle CCP
00/01/1900 - - 327.614 278.472
29 NSFR derivati attivi 00/01/1900 - 00/01/1900 00/01/1900 -
30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito 00/01/1900 260.377 00/01/1900 00/01/1900 13.019
31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra 00/01/1900 481.074 27.269 2.533.274 2.667.815
32 Elementi fuori bilancio 00/01/1900 905.669 - - 45.283
33 RSF totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 27.668.290
34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 134,40%

5. QUALITA' DEL CREDITO

Informazioni qualitative generali sul rischio di credito

Il RAF rappresenta il processo attraverso il quale il Gruppo identifica i propri obiettivi di rischio in coerenza con la strategia aziendale (fase di validazione) e, nel corso del tempo, verifica che il profilo di rischio sia in linea con tali obiettivi (fase di monitoraggio).

La fase di validazione prevede come output finale il documento RAS (Risk Appetite Statement); la fase di monitoraggio prevede come output il documento periodico RAM (Risk Appetite Monitor).

Il documento RAS viene valutato dal CA della Capogruppo che (in funzione del business model e del Piano Strategico/Operativo) approva obiettivi di rischio e soglie di tolleranza coerenti con l'ICAAP/ILAAP, anche in termini di perimetro e di metodologia.

Risk capacity (massimo rischio assumibile): il livello massimo di rischio che una banca è tecnicamente in grado di assumere senza violare i requisiti regolamentari o gli altri vincoli imposti dagli azionisti o dall'autorità di vigilanza.

Risk appetite (obiettivo di rischio o propensione al rischio): il livello di rischio (complessivo e per tipologia) che la banca intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici.

Risk tolerance (soglia di tollerenza): la devianza massima dal risk appetite consentita; la soglia di tolleranza è fissata in modo da assicurare in ogni caso margini sufficienti per operare, anche in condizioni di stress, entro il massimo rischio assumibile. Nel caso in cui sia consentita l'assunzione di rischio oltre l'obiettivo di rischio fissato, fermo restando il rispetto della soglia di tolleranza, sono individuate le azioni gestionali necessarie per ricondurre il rischio assunto entro l'obiettivo prestabilito.

Risk profile (rischio effettivo): il rischio effettivamente assunto, misurato in un determinato istante temporale.

Il processo RAF è fortemente interconnesso al processo di Pianificazione di Gruppo, coordinato dal Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo, con il supporto del Servizio VALORE, in particolare con le seguenti fasi:

  • Linee Guida nelle quali il Servizio Valore elabora, sulla base di indirizzi di Risk Appetite definiti dal Servizio ERISK, i principali target che verranno poi sviluppati e verificati nella fase successiva.
  • Processo di Pianificazione sviluppato in coerenza con il processo di Risk Appetite Framework.

Il processo di Risk Appetite Framework si articola in:

a) definizione del Risk Appetite formalizzato in uno statement sintetico che fornisce una visione olistica dei rischi di Gruppo (RAS);

b) monitoraggio e Rendicontazione RAF (RAM).

Il processo di RAF coinvolge molte funzioni aziendali e Comitati:

  • le funzioni commerciali propongono gli obiettivi reddituali e di business;
  • le funzioni di supporto valutano gli investimenti necessari;

l'ufficio Pianificazione studi capitale (di seguito PGC esercita un ruolo di coordinamento dei business plan, traducendoli in budget e/o piani strategici;

  • la Funzione di Controllo dei Rischi identifica il livello di rischio conseguente per il raggiungimento di questi obiettivi;
  • la Funzione di Revisione Interna monitora l'efficacia e l'efficienza del sistema dei controlli interni di cui fa parte anche il sistema di gestione del Risk Appetite:
  • i Comitati di governance di Gruppo contribuiscono ognuno nell'ambito delle rispettive mission.

I compiti e le responsabilità in ambito RAF assegnati al CE della Capogruppo quale organo con funzione di gestione, sono:

  • Stabilire limiti operativi coerenti con la propensione al rischio;
  • Curare l'attuazione del RAF;
  • In generale la frequenza del monitoraggio e rendicontazione al CE avviene su base trimestrale, nel caso di situazioni di mercato caratterizzate da andamenti negativi ed estrema volatilità dei diversi fattori di rischio il Risk Officer deve dare pronta informativa al Presidente del CE, che valuta una convocazione d'urgenza anche al di fuori delle riunioni previsti a calendario, del superamento o potenziale superamento di una o più soglie di Risk Appetite;
  • Nel caso si verifichi il superamento della soglia di Appetite, entro le soglie di Tolerance, il CE può: o chiedere ai Comitati di Governance ciascuno, per i propri ambiti di competenza, o a Funzioni

interne specifiche di attivarsi per rientrare entro le soglie, fornendo gli opportuni approfondimenti in merito; o autorizzare lo sconfinamento e aumentare la frequenza del monitoraggio, dandone pronta informativa al CA.

Esaminare le Operazioni di Maggiore Rilievo (c.d. OMR) con parere negativo del Risk Officer.

Di tali operazioni informa il CA ed il CS.

Definisce i flussi informativi interni volti ad assicurare alle funzioni aziendali di controllo la piena conoscenza e governabilità dei fattori di rischio e la verifica del rispetto del RAF.

L'attività di valutazione ed erogazione del credito è differenziata a seconda della tipologia di clientela. Più precisamente, per il segmento corporate è in uso un sistema "esperto" che guida la formulazione della proposta di affidamento ed è alla base del sistema di rating. Tale metodologia si basa su logiche di analisi delle componenti economico-patrimoniali di bilancio integrate dalla valutazione dei flussi di cassa, dati di centrale rischi, nonché da valutazioni qualitative sul posizionamento competitivo, sui rischi di business e sull'appartenenza al gruppo.

Per il segmento small business, nell'ambito della stessa metodologia generale di valutazione, sono state applicate delle differenziazioni per dare maggior peso alle informazioni di tipo andamentale e di centrale dei rischi, che forniscono un contributo importante alla capacità predittiva del default.

Per il segmento delle microattività e dei privati consumatori è stato sviluppato un sistema di rating specificamente calibrato su questa tipologia di clientela a supporto dei processi di approvazione delle operazioni.

Inoltre, per tutta la clientela Banca è attivo un modello interno di Loss Given Default (LGD) che valuta la potenziale perdita dato il default della controparte, tenendo in considerazione la tipologia di controparte, l'ammontare dell'esposizione, la tipologia di forma tecnica e le eventuali garanzie a sostegno della posizione.

Tutti i sistemi sono direttamente integrati nella proposta di affidamento; la nuova Pratica Elettronica di Fido è operativa per tutti i gestori privati e aziende. La piattaforma garantisce un elevato data quality ed efficienza nei processi di istruttoria e delibera di affidamenti e rating.

Un pilastro fondamentale di governance del credito è costituito inoltre dall' assegnazione "ad personam" delle autonomie delegate, previa valutazione sul singolo deliberante di elementi fondamentali quali le competenze, i risultati conseguiti nella gestione ed erogazione del credito e l'attività formativa fruita.

I poteri di delega si basano, attualmente per la sola Credembanca, sull'indicatore "Accordato Ponderato", che applicando dei pesi alle singole componenti della posizione affidata ne sintetizza la rischiosità in rapporto alle policy ed alle serie storiche dei default.

Negli ultimi anni sono stati inoltre potenziati, anche grazie ad investimenti tecnologici e l'utilizzo di Advanced Analytics, i meccanismi «automatici» a supporto del monitoraggio e dell'origination, anche in ottica Openbanking.

In questo contesto, l'Indicatore di Monitoraggio Andamentale (IMA), un Modello di Early Warning, gioca un ruolo centrale nella previsione di comportamenti creditizi anomali prima che si manifestino, contribuendo anche al calcolo del Massimo Accordato Concedibile (MAC), che rappresenta il massimo livello di affidamento attribuibile automaticamente a una controparte.

L'efficacia di questi strumenti si traduce in una maggiore industrializzazione del processo di concessione del credito, facilitando la realizzazione di campagne automatiche. Da evidenziare è la capacità di questi indicatori di considerare, in diverse fasi storiche, il contesto economico circostante, come evidenziato durante periodi di crisi e contesti geopolitici (ad esempio, conflitti bellici). Queste valutazioni forward-looking consentono di contestualizzare e graduare le azioni commerciali in modo dinamico.

Inoltre, l'adozione di metodologie di Early Warning sta progressivamente permettendo di superare il tradizionale concetto di scadenze di revisioni periodiche, orientandosi verso logiche di revisione di merito richieste ad evento, ovvero in risposta a motivi specifici di rischio di credito atteso che emergono nel corso dell'attività.

A partire dall'anno 2020 Credem ha eseguito un assessment con riferimento al documento EBA relativo alle guidelines on loan origination and monitoring con l'obiettivo di individuare gli impatti che la regolamentazione avrebbe determinato su governance, strategie creditizie, processi del credito e sistemi IT.

Nel corso del 2024 sono stati realizzati ulteriori interventi organizzativi e di governo atti ad addivenire ad una piena aderenza alle indicazioni normative delle linee guida EBA.

La funzione di definizione e di controllo dei limiti di affidamento si avvale del supporto di uno specifico Comitato Crediti di Gruppo che fissa, tra gli altri, il Credit Limit principale su cui si basa la Policy che è la Soglia di Mass Esposizione (SME), cioè l'ammontare massimo di rischio di credito che il Gruppo intende assumere verso una controparte (o gruppo di soggetti collegati) incluse le esposizioni derivanti dai titoli. La definizione di tale soglia prende a riferimento il Capitale Ammissibile di Gruppo ed i limiti di Vigilanza. Il Comitato è responsabile inoltre di rendicontare le posizioni che, a seguito di specifiche decisioni, superano le soglie definite. Il superamento delle "Soglie di Massima Esposizione" si configura come "Operazione di Maggior Rilievo" ai sensi del 15° aggiornamento del 2 luglio 2013 della Circolare n. 263 del del 27 dicembre 2006.

Il Gruppo Credem ha individuato come presupposto per la gestione dei rischi in ottica consolidata l'individuazione di organismi di governo:

  • CA della Capogruppo: è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi e di risk appetite, dell'approvazione della normativa interna che regolamenta anche le strutture di limiti specifiche;
  • I CA delle singole Società recepiscono gli obiettivi assegnati dal CA della Capogruppo riferiti a mission e profilo di rischio;
  • Comitato Esecutivo (di seguito CE): organo di gestione della Capogruppo;

Sono inoltre state costituite Funzioni specialistiche all'interno della Capogruppo ed in particolare:

  • Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (di seguito anche Comitato Rischi);
  • Comitato Risk Management;
  • Funzione di Risk Management, all'interno del Servizio Enterprise Risk Management (ERISK).

La Funzione di Risk Management è composta oltre che dal Team Leader di Direzione della Funzione Risk Management (c.d. Risk Officer), individuato nel responsabile del Servizio ERISK, da:

  • Team Rischi di Credito;
  • Team Validazione;
  • Team Governance, RAF, ESG e Operativi;
  • Team Rischi Finanziari e Wealth;
  • Information Security & IT Risk Governance.

A livello di portafoglio, le analisi periodiche e il monitoraggio sono svolte dalla funzione Risk Management. Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di di Gruppo (CCRSG) svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed in generale al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento. In particolare, la funzione di Risk management consente al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del CCRSG ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:

  • il processo Risk Appetite Framework (con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza) assicurando che l'attuazione sia coerente con gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza approvate;
  • l'andamento trimestrale del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite e alle soglie di tolleranza relativamente a tutti gli indicatori previsti nel RAF di Gruppo.

Il 2 ottobre 2015 la Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing. Relativamente ai modelli interni, la funzione di Risk management consente al CA, con il supporto del CCRSG ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:

  • la conformità dei modelli interni ai dettami previsti dalla regolamentazione prudenziale previo parere del Collegio Sindacale;
  • i parametri di rischio relativi ai modelli interni utilizzati previo parere preventivo della funzione di convalida;
  • i criteri per individuare le Operazioni di Maggior Rilievo (OMR) e approvare la rendicontazione annuale relativa.

Nello specifico, con riferimento al Rischio di credito per le attività richieste dalla disciplina prudenziale, la Funzione Risk Management per il tramite del Team RCR Rischi di Credito:

  • svolge tutte le attività previste, in carico a tale Team, dal Regolamento di "Gestione del sistema interno di rating";
  • svolge attività gestionali inerenti la quantificazione del rischio di credito a supporto di altre funzioni, anche con riferimento alle operazioni con soggetti collegati e la verifica dell'adeguatezza delle valutazioni effettuate sui crediti deteriorati.

Inoltre il Team Validazione Modelli Interni:

  • effettua la convalida dei modelli interni come previsto dal Regolamento "Gestione del Sistema Interno di Rating" e dal Regolamento Risk Management di Gruppo;
  • effettua verifiche sulle attività di controllo andamentale del credito.

La Funzione di Sviluppo (Team RCR – Area di Competenza Modelli Rischi di Credito) e la Funzione di Convalida (Team VAL - Validazione Modelli Interni) appartengono al Servizio Enterprise Risk Management (ERISK). Tali Team risultano completamente indipendenti dalla Funzione di Revisione Interna (Servizio AUDIT). I responsabili delle Funzioni di Sviluppo e Convalida, infatti, non si trovano in situazione di dipendenza gerarchica né tra di loro, né rispetto al responsabile delle attività di revisione interna. Si precisa come la responsabilità delle attività di convalida risulti esclusivamente di competenza del Team VAL. Parallelamente, la responsabilità delle attività di revisione risulta esclusivamente di competenza del Servizio Audit, il quale non è coinvolto nelle attività di sviluppo dei sistemi di misurazione del rischio ed è indipendente dalla funzione di convalida interna.

Informativa aggiuntiva in merito alla qualità creditizia delle attività

Il principio contabile IFRS 9 prevede criteri di misurazione delle perdite attese che sono articolati su tre livelli crescenti di deterioramento creditizio. Gli strumenti finanziari sono raggruppati in tre Stage (categorie o bucket), sulla base del rischio di credito e dell'incremento del rischio di credito tra la rilevazione iniziale e la data di riferimento del bilancio. Nel dettaglio:

  • Stage 1: strumenti finanziari performing che non hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale, o che risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione (perimetro low credit risk). In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa entro i successivi 12 mesi della vita residua dello strumento.
  • Stage 2: strumenti finanziari performing che hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale e che non risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione. In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa nell'arco dell'intera vita residua dello strumento (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).
  • Stage 3: strumenti finanziari deteriorati, che mostrano oggettive evidenze di una perdita di valore. La rettifica di valore è definita analiticamente e copre la perdita attesa nell'arco dell'intera vita residua del credito (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).

In generale le regole di allocazione nei tre Stage definite dal Gruppo Credem, si fondano sui principali elementi forniti dal sistema di rating interno nonché sui principali indicatori di deterioramento creditizio monitorati dal Gruppo Credem per la gestione del rischio.

Credito Emiliano identifica la presenza di un significativo incremento del rischio di credito (SICR) nella rilevazione di un deterioramento di almeno 2 classi nel rating della controparte dal momento della rilevazione iniziale. Nel contempo le classi di rating assimilabili alla categoria "investment-grade" sono considerate profili di bassa rischiosità; le esposizioni che alla data di misurazione rientrano in tali categorie, sono classificate dall'applicativo interno di riferimento in Stage 1, senza necessità di verificare l'eventuale deterioramento del merito creditizio intervenuto a seguito della rilevazione iniziale (c.d. low credit risk exempiton).

Inoltre l'inserimento del rapporto nella lista dei clienti sotto osservazione perché valutati come a maggior rischio di deterioramento (cd. Watchlist), la presenza di misure di forbearance o di scaduto continuativo di oltre 30 giorni sono considerati segnali oggettivi di deterioramento del merito creditizio: pertanto gli strumenti finanziari che presentano tali evidenze sono classificati direttamente in Stage 2 senza valutare la contestuale presenza o meno di un significativo incremento del rischio di credito né tanto meno l'aderenza ad un profilo ritenuto a bassa rischiosità.

Per l'identificazione dei crediti deteriorati, e la loro allocazione nel bucket di rischio Stage 3, il Gruppo Credem fa riferimento alla definizione interna di credito deteriorato disciplinata nel regolamento "Policy di gruppo Crediti". Tale regolamento specifica che sono considerate "default" le categorie di crediti deteriorati in conformità a quanto previsto in materia dalle disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia (Circolare n. 272 30 luglio 2008 "Matrice dei conti", Sez. B) Cap. II, "Qualità del credito" - 15° aggiornamento del 26 ottobre 2021) dove sono elencati i criteri e le caratteristiche richiesti per ogni categoria. La definizione di default comprende le seguenti categorie, che rappresentano stati di "default" di severità crescente:

  • esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate (PS);
  • inadempienze probabili (IP);
  • sofferenze (Z).

Per gli strumenti finanziari allocati in Stage 3, le rettifiche di valore sono definite su base "esperta" in relazione alle evidenze dell'attività di gestione e recupero dei crediti deteriorati: per ciascun credito anomalo/deteriorato, è identificata una percentuale di copertura idonea a rappresentare le perdite attese nella vita residua del credito, in relazione all' analisi di caratteristiche rilevanti quali: tipologia di prodotto creditizio, ammontare dell'esposizione creditizia, anzianità dello stato di deterioramento, presenza o meno di garanzia a supporto (tipologia di garanzia e livello di copertura "loan to value").

Sugli strumenti finanziari allocati in Stage 1 e 2, la determinazione delle perdite attese avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, sono associate:

  • una probabilità di inadempienza (PD, "Probabilità di Default");
  • una perdita in caso di inadempienza (LGD, "Loss Given Default") commisurata anche alla tipologia di finanziamento, ossia alla forma tecnica, alla tipologia di garanzia o ad altri fattori rilevanti;
  • una esposizione in caso di inadempienza (EAD, "Exposure at default").

In generale, i parametri di rischio adottati dal Gruppo per determinare le rettifiche di valore sono basati sulle medesime ipotesi e tecniche di stima dei modelli interni validati per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito con metodologia IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD).

A differenza di questi ultimi che sono definiti tramite un approccio di media lungo il ciclo ("truogh-thecycle") e di inclusione di condizioni macroeconomiche sfavorevoli (fase recessiva di "downturn"), i parametri adottati per la determinazione delle rettifiche di valore ai sensi dell'IFRS 9, sono fondati su una logica puntuale (c.d. "point in time") e previsionale ("forward-looking"); in modo da essere idonei a rappresentare la congiuntura macroeconomica presente e prevista nel breve-medio termine. Pertanto essi sono stimati prendendo in considerazione sia i dati storici, laddove siano state identificate tendenze e correlazioni con il rischio di credito, sia indicatori previsionali di eventi attesi nonché previsioni sull'andamento del ciclo macroeconomico.

Le rettifiche di valore sono quindi determinate valutando una gamma di possibili risultati in modo da riflettere un importo obiettivo ponderato in relazione alle probabilità di realizzo dei diversi scenari. Nello specifico il Gruppo considera tre scenari di severità crescente, e ne proietta l'andamento sui parametri di rischio adottati per la misurazione delle perdite attese, in modo che essi riflettano le condizioni macroeconomiche attese da tali scenari. Le tecniche di condizionamento al ciclo macroeconomico ricalcano le logiche adottate dal Gruppo per la conduzione degli esercizi di stress testing indetti dagli organi europei di supervisione:

  • metodi di condizionamento al ciclo della probabilità di inadempienza (PD), che combinano ipotesi di variazione nel merito creditizio della controparte (i.e. variazioni nella valutazione di rating futura associata alla controparte) con ipotesi di variazioni della probabilità di inadempienza associata a ciascun profilo di rischio (adozione dei c.d. "modelli satellite" interni che esprimono la relazione esistente tra la probabilità di inadempienza ed i principali fattori macroeconomici);
  • metodi di condizionamento al ciclo della perdita in caso di default (LGD), che combinano ipotesi di variazione nel livello di deterioramento del credito (i.e. migrazioni tra diversi stati di default) ed ipotesi di variazioni nel livello di copertura delle garanzie a supporto del credito, con conseguente influenza sulla capacità di recupero e sull'ammontare di perdita rilevato in caso di default.

A partire da Settembre 2023 l'impianto complessivo dei modelli contabili è stato aggiornato nell'ottica di recepire le ultime modifiche all'impianto AIRB e le serie storiche più recenti sia in termini di parametri che di scenari macroeconomici.

In particolare:

  • sono stati aggiornati i modelli satellite che determinano la componente forward looking dei parametri PD e LGD ed EAD, includendo il biennio 20-21 e il trattamento della volatilità degli Scenari macroeconomici del 2022;
  • è stata riattivata, come effetto dell'aggiornamento dei modelli satellite e della conclusione dell'emergenza legata alla pandemia COVID-19, l'applicazione del "fattore di prepayment" per includere nella determinazione delle perdite attese dei crediti rateali in bonis la probabilità di rimborso anticipato;
  • sono state aggiornate le serie storiche sottostanti ai modelli con orizzonte temporale 2011-2021 per tutti i parametri;
  • sono state recepite le modifiche metodologiche apportate ai modelli AIRB nella versione più recente condivisa con l'Autorità di Vigilanza alla data di riferimento di Dicembre 2023;
  • è stata definita una ponderazione alternativa degli Scenari (Baseline 60%, Good 10%, Bad 30%) nell'ottica di un contesto macroeconomico progressivamente meno volatile e di un graduale ritorno ai pesi standard, come maggiormente dettagliato di seguito nel paragrafo "Misurazione delle perdite attese - definizione dello scenario".

A partire da Dicembre 2023, per la quantificazione delle perdite attese delle esposizioni senza scadenza contrattuale, è entrato in vigore un modello specifico per la determinazione del parametro di Maturity.

Gli aggiornamenti intercorsi nell'anno, che riguardano la dismissione degli overlay e le modifiche effettuate ai parametri IFRS9, hanno come effetto una ripresa di valore concentrata sulle società Credem Banca e Credem Leasing. Contrapposta è la dinamica di Avvera che registra una crescita del portafoglio crediti significativa. Nessun effetto materiale si rileva sulle restanti società del Gruppo.

In generale, i criteri dettagliati seguiti per la determinazione delle rettifiche di valore su ciascuno Stage, sono disciplinati nelle policy interne "policy svalutazione Crediti" e "Linee Guida e criteri di svalutazione titoli"; aggiornate e sottoposte all'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione con cadenza almeno annuale. Nel corso del 2024 la "policy svalutazione Crediti" è stata ulteriormente aggiornata ed affinata, dopo le revisioni del 2023, per effetto delle analisi andamentali sullo storico delle svalutazioni applicate fino al alla fine dell'anno precedente.

Per quel che attiene più specificatamente ai crediti deteriorati, si segnala che, pur in presenza di una sostanziale equiparazione della definizione di credito deteriorato (credit-impaired financial asset) presente nell'IFRS 9 rispetto al principio contabile che è andato a sostituire (lo IAS39), le modalità di calcolo dell'ECL lifetime hanno comportato riflessi metodologici anche ai fini delle valutazioni da svolgere in tale comparto, principalmente in relazione:

  • All'inclusione di informazioni di tipo forward looking, quali quelle relative agli scenari macroeconomici, alle stime e alle tempistiche di recupero, alla probabilità di migrazione in classi peggiori, nonché quelle che possono avere influenza sul valore del collaterale o sulla durata attesa del relativo recupero;
  • Alla considerazione di scenari alternativi di recupero, quali quelli di vendita degli asset creditizi, in connessione con possibili cessioni di quote del portafoglio deteriorato, in relazione agli obiettivi aziendali di riduzione degli asset non performing, ai quali deve essere attribuita una probabilità di realizzazione, da considerare nell'ambito della valutazione complessiva.
  • Tenendo in considerazione quanto sopra e in coerenza con gli indirizzi e gli obiettivi relativi al portafoglio NPL, le svalutazioni sui crediti deteriorati vengono applicate attraverso tre diverse metodologie:
  • Analitiche sulle singole esposizioni, in relazione alle rettifiche applicate a tali esposizioni, nel corso dell'esercizio corrente le perdite attese sui crediti deteriorati sono determinate analiticamente in base alle previsioni di recupero formulate dal gestore o risultanti dall'applicazione del regolamento interno "linee guida e criteri di svalutazione crediti gruppo Credem", attualizzate in funzione dei tassi di interesse effettivi originari e della relativa tempistica di recupero prevista. Considerato che le previsioni di recupero assumono come riferimento la specifica situazione del debitore, si ritiene non trovi coerenza di applicazione un'analisi di sensitivity delle perdite attese su tali esposizioni. Nonostante ciò, non si può escludere che un peggioramento della situazione creditizia del debitore, anche in seguito a possibili impatti negativi sull'economia derivanti dalla complessa situazione geopolitica attuale, con particolare riferimento a recenti tensioni internazionali, potrebbe generare ulteriori perdite rispetto a quelle previste a dicembre 2024. È importante sottolineare che, in risposta a tale contesto, sono state implementate misure straordinarie per gestire il rischio e rivedere la strategia creditizia.
  • Svalutazioni determinate secondo uno specifico modello, che possono essere applicate ad un portafoglio di posizioni a Sofferenza valutate in un'ottica di dismissione (di seguito definito "Portafoglio sotto-modello Stage 3" o "Portafoglio").

Nel corso del 2024 la "Policy Svalutazione Crediti" è stata ulteriormente aggiornata ed affinata, per recepire quanto emerso dalle analisi empiriche, frutto di osservazione dei dati storici.

In continuità con le iniziative già avviate nel 2023 riguardo all'applicazione dei minimi per ageing da default ininterrotto, nel 2024 è stato introdotto un ulteriore scaglione di ageing. Questo nuovo scaglione si applica sia alle esposizioni classificate a sofferenza sia a quelle UTP irregolari, estendendo inoltre la griglia di applicazione anche alle posizioni classificate come NPL da almeno tre anni.

L'intervento rappresenta un passaggio fondamentale per il completamento dell'allineamento definitivo al Regolamento (UE) 630/2019, in conformità con le best practice di settore e le indicazioni dell'Autorità di Vigilanza. Di conseguenza, le percentuali applicate agli altri scaglioni sono state adeguate per garantire un trattamento coerente e conforme ai principi prudenziali.

In conformità agli standard dell'EBA, si definiscono Forborne le esposizioni nei confronti delle quali sono state accordate misure di Forbearance, ossia misure di sostegno a debitori che affrontano, o sono prossimi ad affrontare, difficoltà ad adempiere alle proprie obbligazioni finanziare (c.d. stato di difficoltà finanziaria). In linea generale, le possibili misure di Forbearance accordate al debitore in difficoltà finanziaria possono ricadere nelle seguenti fattispecie:

  • modifica dei termini e delle condizioni contrattuali su un'esposizione che la controparte non è in grado di ripagare, con nuove condizioni che non sarebbero state accordate se il cliente non si fosse trovato in difficoltà finanziaria;
  • rifinanziamento parziale o totale del debito che non sarebbe stato accordato in assenza di difficoltà finanziaria della controparte.

In conformità con gli standard di riferimento, la classificazione nel portafoglio Forborne è indipendente dalla classificazione a default o dalla presenza di svalutazioni analitiche. In virtù della peculiarità di tali tipologie di esposizioni, la valutazione e la concessione di misure di Forbearence è demandata alle strutture deliberative centrali, anche attraverso l'ausilio di sistemi automatizzati di alerting sulla presenza di Forborne "potenziali", sull'indirizzamento delle proposte di fido verso gli organi competenti e sul decorso dei termini relativi al cure period e probation period.

Relativamente a tale tipologia di esposizioni sono state recepite le indicazioni delle Guidelines BCE sui NPL con impatto sia sui processi sia sugli applicativi per un'adeguata tracciatura delle valutazioni fatte in sede di concessione di misure di forbearance e anche nelle valutazioni dei triggers sulle Inadempienze Probabili con il coinvolgimento della Funzione di Risk Management per la redazione di uno specifico parere vincolante nei casi di misure reiterate.

Con riferimento alle "ristrutturazioni onerose" il Gruppo Credem, in conformità con quanto previsto dalle linee guida EBA in materia di nuova definizione di default, definisce che una ristrutturazione onerosa occorre nei confronti di un debitore che fronteggia, o è in procinto di fronteggiare, difficoltà nell'onorare i propri impegni finanziari ed è oggetto di una misura di forbearance. Laddove la ristrutturazione onerosa implichi verosimilmente una ridotta obbligazione finanziaria con una soglia superiore all'1%, il debitore dovrà essere classificato in stato di inadempienza probabile e la misura di forbearance sarà classificata come esposizione forborne non performing.

Si riportano nel seguito le informazioni quantitative sulla qualità del credito. La normativa in merito all'informativa in oggetto adotta un principio di proporzionalità in funzione del livello delle esposizioni deteriorate segnalate conformemente all'ambito d'applicazione specificato per ogni singola tabella. Alcune tabelle si applicano a tutti gli enti creditizi, mentre altre si applicano soltanto agli enti creditizi con un'incidenza lorda dei crediti deteriorati (gross NPL ratio) pari o superiore al 5 %.

L'incidenza lorda dei crediti deteriorati è data dal rapporto tra il valore contabile lordo dei prestiti e delle anticipazioni deteriorati e il valore contabile lordo totale dei prestiti e delle anticipazioni che rientrano nella definizione di esposizione deteriorata. Ai fini di questo calcolo vanno esclusi sia dal denominatore che dal numeratore i prestiti e le anticipazioni classificati come posseduti per la vendita, la cassa e disponibilità presso le banche centrali e gli altri depositi a vista. I prestiti e le anticipazioni deteriorati comprendono i prestiti e le anticipazioni classificati come deteriorati a norma dell'allegato V del regolamento (UE) n. 2021/451.

Al 31 dicembre 2024 l'incidenza lorda dei crediti deteriorati è risultata inferiore al 5 %, pertanto l'informativa di seguito riportata è limitata alle tabelle previste quando tale parametro non è superato.

Informativa quantitativa

Modello EU CR1: esposizioni in bonis ed esposizioni deteriorate e relativi accantonamenti

a b c d e f g h i j k l m n o
Val
nta
ore
co
bile
lor
do
/ im
ina
to n
por
om
le Rid
uzio
di v
alo
lata
riaz
ion
i ne
tive
ula
te d
el
ne
re a
ccu
mu
, va
ga
ac
cum
isc
hio
di
dito
val
dov
ute
al r
nto
ore
eq
uo
cre
e a
cca
nam
i
ent
Gar
ie r
eal
anz
rice
i e f
ina
nzi
arie
vut
e
oni
In b
s
osi
zio
ni d
rior
Esp
ete
ate
osi
zio
ni in
nis
- Ri
ion
Esp
bo
duz
e
di v
alo
lata
re a
ccu
mu
e
ant
nti
acc
ona
me
Esp
osi
zio
ni d
ete
Rid
uzio
di v
alo
ne
iazi
oni
tive
var
ne
ga
del
lore
va
eq
uo
risc
hio
di
cre
ant
acc
ona
rior
ate

lata
re a
ccu
mu
,
ula
te
ac
cum
dov
al
ute
dito
e
nti
me
Can
lazi
oni
cel
zia
li
par
ula
te
acc
um
Su
osi
zio
ni
esp
Su
osi
zio
ni
esp
Di c
ui f
1
ase
Di c
ui f
ase
2
Di cui fas
e
2
Di c
ui
fas
e 3
ui fas
Di c
e 1
ui fas
Di c
e 2
Di cui fas
e
2
Di c
ui
fas
e 3
in b
oni
s
det
erio
rate
005 Dis
ibili
tà p
pon
res
so
ban
che
ntra
li e
altr
i
ce
osi
ti a
vis
dep
ta
4.4
04.
379
4.3
97.3
77
7.0
02
- - - (43
)
(28
)
(15) - - - - - -
010 Pre
stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni
36.7
93.
896
34.
446
.39
4
2.3
07.0
18
668
.645
- 657
.874
(82
.133
)
(40
)
.571
(41.
)
445
(40
1.18
7)
- (39
9.15
7)
16.2
27
22.2
84.
928
219
.164
020 Ban
che
li
ntra
ce
- - - - - - - - - - - - - - -
030 Am
min
istr
azio
ni p
ubb
lich
e
567
.50
8
567
.28
8
220 3.9
36
- 3.9
36
(83
)
(82
)
- (2.3
03)
- (2.3
03)
- 25.0
50
-
040 Ent
i cr
edi
tizi
553
.185
502
.475
50.7
11
- - - (413
)
(315
)
(98
)
- - - - 129 -
050 oci
età
fin
iari
Alt
re s
anz
e
797
.412
764
.93
3
18.4
72
482 - 451 (76
0)
(40
7)
(35
3)
(187
)
- (187
)
- 246
.80
2
223
060 Soc
ietà
n fi
zia
rie
no
nan
17.4
06.
875
16.5
23.
804
863
.09
3
302
.84
6
- 298
.527
(25
2)
.98
(16.
)
073
(9.8
44)
(191
7)
.88
- (190
)
.590
15.9
52
7.55
0.6
27
91.8
57
070 di c
ui P
MI
8.6
60.
093
8.0
65.5
22
578
.784
210
.724
- 207
.30
0
(17.
734
)
(10.
214
)
(7.4
55)
(114
.68
1)
- (113
.425
)
11.9
83
5.0
96.
570
82.7
15
080 Fam
ig
lie
17.4
68.
916
16.0
87.8
95
1.37
4.52
2
361
.38
2
- 354
.96
0
(54
6)
.89
(23
3)
.69
(31.
151)
(20
10)
6.8
- (20
77)
6.0
275 14.4
62.3
20
127
.08
4
090 Tito
li di
de
bito
13.1
64.
401
13.1
64.
391
- - - - (9.0
22)
(9.0
22)
- - - - - - -
100 Ban
che
li
ntra
ce
- - - - - - - - - - - - - - -
110 Am
min
istr
azio
ni p
ubb
lich
e
10.0
87.9
46
10.0
87.9
46
- - - - (6.8
44)
(6.8
44)
- - - - - - -
120 i cr
edi
tizi
Ent
1.72
0.0
28
1.72
0.0
28
- - - - (1.3
17)
(1.3
17)
- - - - - - -
130 Alt
oci
età
fin
iari
re s
anz
e
905
.30
5
905
.295
- - - - (52
0)
(52
0)
- - - - - - -
140 Soc
ietà
n fi
zia
rie
no
nan
.123
451
.123
451
- - - - (34
0)
(34
0)
- - - - - - -
150 osi
zio
ni f
i bil
io
Esp
uor
anc
13.5
50.
243
13.0
79.6
95
463
.705
41.9
65
- 36.
026
(3.3
80)
(2.2
88)
(1.0
56)
(1.12
9)
- (1.0
47)
00/
01/1
900
710
.216
2.4
42
160 Ban
che
li
ntra
ce
- - - - - - - - - - - - 00/
01/1
900
- -
170 Am
min
istr
azio
ni p
ubb
lich
e
8.8
00
8.8
00
- 3 - 3 - - - - - - 00/
01/1
900
- -
180 Ent
i cr
edi
tizi
19.2
20
9.8
38
3.61
3
- - - (5) (4) (1) - - - 00/
01/1
900
- -
190 Alt
oci
età
fin
iari
re s
anz
e
462
.287
446
.84
5
15.2
44
119 - 119 (33
)
(18) (16) - - - 00/
01/1
900
47.0
95
-
200 Soc
ietà
n fi
zia
rie
no
nan
11.3
37.5
43
11.0
59.8
46
277
.345
29.1
10
- 23.
301
(1.8
98)
(1.3
41)
(52
2)
(92
4)
- (84
8)
00/
01/1
900
456
.38
0
1.79
8
210 Fam
ig
lie
1.72
2.39
1
1.55
4.3
66
167
.50
3
12.7
33
- 12.6
03
(1.4
44)
(92
5)
(517
)
(20
5)
- (199
)
00/
01/1
900
206
.742
644
220 Tot
ale
67.9
12.9
19
65.0
87.8
57
2.77
7.72
5
710
.610
- 693
.90
1
(94
)
.577
(51.
909
)
(42
.516
)
(40
2.31
7)
- (40
0.2
04)
16.2
27
22.9
95.1
44
221
.60
6

Modello EU CR1-A: durata delle esposizioni

a b c d e f
Valore netto dell'esposizione
Su
richiesta
<= 1 anno > 1 anno <=
5 anni
> 5 anni Nessuna
durata
indicata
Totale
1 Prestiti e anticipazioni 3.528.746 6.806.848 9.641.001 17.002.627 - 36.979.222
2 Titoli di debito - 275.590 8.452.212 4.427.577 - 13.155.379
3 Totale 3.528.746 7.082.438 18.093.213 21.430.204 - 50.134.601

Modello EU CR2: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati

a
Valore contabile lordo
010 Stock iniziale di prestiti e anticipazioni deteriorati 701.675
020 Afflussi verso portafogli deteriorati 242.529
030 Deflussi da portafogli deteriorati (275.560)
040 Deflusso dovuto alle cancellazioni (33.221)
050 Deflusso dovuto ad altre situazioni (242.339)
060 Stock finale di prestiti e anticipazioni deteriorati 668.644

La voce 020 "Afflussi verso portafogli deteriorati" include i prestiti e anticipazioni divenuti deteriorati nel corso dell'anno. Allo stesso modo, la riga 030 "Deflussi da portafogli deteriorati" include l'ammontare dei presti e delle anticipazioni divenuti performing nel corso dell'anno, le posizioni cedute e le cancellazioni di crediti deteriorati avvenute nello stesso periodo.

Modello EU CQ1: qualità creditizia delle esposizioni oggetto di misure di concessione

a b c d e f g h
Valore contabile lordo / importo nominale delle
esposizioni oggetto di misure di concessione
Riduzione di valore
accumulata, variazioni
negative accumulate del
valore equo dovute al rischio
di credito e accantonamenti
Garanzie reali e garanzie
finanziarie ricevute su
esposizioni oggetto di
misure di concessione
Deteriorate oggetto di misure di
concessione
Di cui
garanzie
In bonis
oggetto di
misure di
concessione
di cui in
stato di
default
di cui
hanno
subito
una
riduzione
di valore
Su
esposizioni
in bonis
oggetto di
misure di
concessione
Su
esposizioni
deteriorate
oggetto di
misure di
concessione
reali e
garanzie
finanziarie
ricevute su
esposizioni
deteriorate
oggetto di
misure di
concessione
005 Disponibilità
presso banche
centrali e altri
depositi a vista
- - - - - - - -
010 Prestiti e
anticipazioni
72.358 198.261 198.261 198.261 (1.369) (106.214) 150.321 87.518
020 Banche centrali - - - - - - - -
030 Amministrazioni
pubbliche
52 17 17 17 - (14) - -
040 Enti creditizi - - - - - - - -
050 Altre società
finanziarie
1.050 21 21 21 - (15) 1.056 6
060 Società non
finanziarie
26.059 84.209 84.209 84.209 (383) (49.084) 52.208 32.054
070 Famiglie 45.198 114.014 114.014 114.014 (986) (57.102) 97.057 55.458
080 Titoli di debito - - - - - - - -
090 Impegni
all'erogazione di
finanziamenti
dati
303 309 309 309 (3) - - -
100 Totale 72.661 198.570 198.570 198.570 (1.372) (106.214) 150.321 87.518

Modello EU CQ3: qualità creditizia delle esposizioni in bonis e deteriorate suddivise in base ai giorni di arretrato

a b c d E f g h i j k l
Val
nta
bile
lor
do
/ im
to n
ina
le
ore
co
por
om
Esp
osi
zio
ni in
bo
nis
Esp
osi
zio
ni d
rior
ete
ate
Non
adu
te o s
sc
cad
da
ute
≤ 3
iorn
i
0 g
Sca
dut
e d
a
> 3
i ≤ 90
0 g
iorn
iorn
i
g
Ina
dem
ien
ze pro
p
bab
ili c
he
non
cad
ute
son
o che
o s
no sca
so
dut
e d
a ≤
90
iorn
i
g
Sca
dut
e d
a
iorn
i
> 9
0 g
≤ 18
iorn
i
0 g
Sca
dut
e
da
> 18
0
iorn
i ≤ 1
g
ann
o
Sca
dut
e
da
> 1
o ≤
2
ann
i
ann
Sca
dut
e
da
> 2
i <=
5
ann
i
ann
Sca
dut
e
da
> 5
i <=
7
ann
i
ann
Sca
dut
e
da
i
> 7
ann
Di c
ui in
to d
i
sta
def
aul
t
005 Dis
ibili
tà p
ban
che
li e
ntra
pon
res
so
ce
altr
i de
iti a
vis
ta
pos
4.4
04.
379
4.4
04.
379
- - - - - - - - - -
010 Pre
stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni
36.
793
.89
6
36.
711.
751
82.
145
668
.64
5
208
.97
5
38.
105
54.
687
74.
111
95.
084
42.
868
154
.815
668
.64
5
020 Ban
che
ntra
li
ce
- - - - - - - - - - - -
030 Am
min
istr
azio
ni p
ubb
lich
e
567
.50
8
563
.85
7
3.6
51
3.9
36
1.00
7
19 37 60 198 717 1.89
9
3.9
36
040 i cr
edi
tizi
Ent
553
.185
553
.148
38 - - - - - - - - -
050 oci
età
fin
iari
Alt
re s
anz
e
797
.412
797
.39
7
14 482 44 10 298 36 42 8 44 482
060 Soc
ietà
n fi
zia
rie
no
nan
17.4
06.
875
17.3
64.
583
42.
292
302
.84
6
73.
865
12.8
73
19.4
13
34.
215
49.
431
20.
464
92.
585
302
.84
6
070 di c
ui P
MI
8.6
60.
093
8.6
49.
288
10.8
05
210
.72
4
62.
021
10.3
82
18.3
54
29.
633
41.9
69
7.8
18
40.
546
210
.72
4
080 Fam
ig
lie
68.
916
17.4
32.
767
17.4
36.
150
361
.38
2
134
.05
9
25.
203
34.
939
39.
801
413
45.
21.6
80
60.
287
361
.38
2
090 Tito
li di
de
bito
13.1
64.
401
13.1
64.
401
- - - - - - - - - -
100 Ban
che
ntra
li
ce
- - - - - - - - - - - -
110 Am
min
istr
azio
ni p
ubb
lich
e
10.0
87.
946
10.0
87.
946
- - - - - - - - - -
120 Ent
i cr
edi
tizi
1.72
0.0
28
1.72
0.0
28
- - - - - - - - - -
130 Alt
oci
età
fin
iari
re s
anz
e
905
.30
5
905
.30
5
- - - - - - - - - -
140 Soc
ietà
n fi
zia
rie
no
nan
451
.123
451
.123
- - - - - - - - - -
150 Esp
osi
zio
ni f
i bil
io
uor
anc
13.5
50.
243
41.9
65
41.9
65
160 li
Ban
che
ntra
ce
- - -
170 min
istr
azio
ni p
lich
Am
ubb
e
8.8
00
3 3
180 Ent
i cr
edi
tizi
19.2
20
- -
190 Alt
oci
età
fin
iari
re s
anz
e
462
.28
7
119 119
200 Soc
ietà
n fi
zia
rie
no
nan
11.3
37.
543
29.
110
29.
110
210 Fam
ig
lie
1.72
2.3
91
12.7
33
12.7
33
220 Tot
ale
67.
912
.919
280
.53
54.
1
82.
145
710
.610
208
.97
5
38.
105
687
54.
74.
111
95.
084
42.
868
.815
154
710
.610

Modello EU CQ4: qualità delle esposizioni deteriorate per zona geografica

a b c d e f g
Valore contabile lordo / importo nominale Variazioni
negative
Di cui deteriorate Accantonamenti accumulate
Di cui in
stato di
default
Di cui
soggette a
riduzione di
valore
Riduzione di
valore
accumulata
per gli impegni
fuori bilancio e le
garanzie
finanziarie date
del valore
equo dovute
al rischio di
credito su
esposizioni
deteriorate
010 Esposizioni in
bilancio
50.626.941 668.644 668.644 50.593.276 (492.336) 00/01/1900 -
020 Italia 42.502.263 668.133 668.133 42.468.790 (488.511) 00/01/1900 -
030 Francia 1.607.926 3 3 1.607.926 (930) 00/01/1900 -
040 Stati Uniti 1.540.720 1 1 1.540.527 (442) 00/01/1900 -
050 Spagna 1.076.697 3 3 1.076.697 (889) 00/01/1900 -
060 Germania 440.338 7 7 440.338 (134) 00/01/1900 -
070 Altri Stati 3.458.996 497 497 3.458.996 (1.429) 00/01/1900 -
080 Esposizioni fuori
bilancio
13.592.207 41.965 41.965 00/01/1900 00/01/1900 (4.507) 00/01/1900
090 Italia 13.563.633 41.901 41.901 00/01/1900 00/01/1900 (4.493) 00/01/1900
100 Francia 2.230 2 2 00/01/1900 00/01/1900 (6) 00/01/1900
110 Stati Uniti 379 3 3 00/01/1900 00/01/1900 - 00/01/1900
120 Spagna 2.378 - - 00/01/1900 00/01/1900 - 00/01/1900
130 Germania 69 10 10 00/01/1900 00/01/1900 - 00/01/1900
140 Altri Stati 23.518 49 49 00/01/1900 00/01/1900 (8) 00/01/1900
150 TOTALE 64.219.148 710.609 710.609 50.593.276 (492.336) (4.507) -

Modello EU CQ5: qualità creditizia dei prestiti e delle anticipazioni a società non finanziarie per settore economico

a b c d e f
Variazioni
Valore contabile lordo negative
accumulate del
Di cui deteriorate Di cui prestiti e
anticipazioni
Riduzione di
valore
valore equo
dovute al rischio
Di cui in stato
di default
soggetti a
riduzione di
valore
accumulata di credito su
esposizioni
deteriorate
010 Agricoltura, silvicoltura e pesca 442.060 12.644 12.644 441.985 (8.427) -
020 Attività estrattiva 34.063 297 297 34.063 (279) -
030 Attività manifatturiera 7.646.539 81.641 81.641 7.628.266 (58.200) -
040 Fornitura di energia elettrica, gas,
vapore e aria condizionata
235.169 3.312 3.312 235.169 (2.671) -
050 Approvvigionamento idrico 348.376 2.411 2.411 348.376 (1.730) -
060 Costruzioni 698.784 34.811 34.811 698.784 (28.939) -
070 Commercio all'ingrosso e al dettaglio 4.347.274 79.968 79.968 4.347.274 (57.711) -
080 Trasporto e stoccaggio 650.094 9.147 9.147 650.094 (6.746) -
090 Servizi di alloggio e di ristorazione 214.680 10.983 10.983 214.680 (6.017) -
100 Servizi di informazione e
comunicazione
245.957 5.369 5.369 245.957 (3.673) -
110 Attività finanziarie e assicurative 94.252 651 651 94.252 (647) -
120 Attività immobiliari 1.272.971 41.632 41.632 1.272.971 (29.157) -
130 Attività professionali, scientifiche e
tecniche
628.413 8.486 8.486 628.413 (5.496) -
140 Attività amministrative e di servizi di
supporto
401.130 4.139 4.139 401.130 (3.141) -
150 Amministrazione pubblica e difesa,
previdenza sociale obbligatoria
- - - - - -
160 Istruzione 20.604 982 982 20.604 (594) -
170 Attività dei servizi sanitari e di
assistenza sociale
173.108 2.445 2.445 173.108 (1.760) -
180 Attività artistiche, di intrattenimento
e divertimento
33.746 1.025 1.025 33.746 (776) -
190 Altri servizi 222.500 2.906 2.906 222.308 (1.905) -
200 Totale 17.709.721 302.846 302.846 17.691.180 (217.869) -

6. RISCHIO DI CREDITO: INFORMAZIONI RELATIVE AI PORTAFOGLI ASSOGGETTATI AL METODO STANDARDIZZATO

Informativa qualitativa sul metodo standardizzato

Nell'ambito del metodo standardizzato, per il portafoglio "Amministrazioni centrali e banche centrali" la ponderazione dipende dal rating attribuito dalle ECAI ai singoli Stati.

Credem adotta, con riferimento alle "esposizioni verso amministrazioni centrali e banche centrali" (metodologia standardizzata), la valutazione del merito creditizio della società "DBRS".

Le classi di rating esterni indicate di seguito si riferiscono alle classi di merito creditizio dei debitori/garanti di cui alla normativa prudenziale.

Le agenzie di rating utilizzate sono sotto riportate:

Portafogli ECA/ECAI
Esposizione verso Amministrazioni centrali e banche centrali DBRS Rating Limited Unsolicited
Esposizioni verso organizzazioni internazionali Fitch Ratings
Standard & Poor's
Rating Services*
Solicited
Esposizioni verso banche multilaterali di sviluppo Fitch Ratings
Standard & Poor's
Rating Services*
Solicited
Intermediari vigilati Fitch Ratings
Standard & Poor's
Rating Services*
Solicited
Esposizioni verso imprese ed altri soggetti Fitch Ratings
Standard & Poor's
Rating Services*
Solicited
Esposizioni verso organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) Fitch Ratings
Standard & Poor's
Rating Services*
Solicited
Posizioni verso le cartolarizzazioni aventi un rating a breve termine Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating Services
Moody's
Posizioni verso le cartolarizzazioni diverse da quelle aventi un rating a breve
termine
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating Services
Moody's

*ECAI utilizzata solo nella mitigazione del rischio (CRM) su strumenti finanziari accettati a garanzia

Informativa quantitativa

Si riportano nel seguito le principali informazioni quantitative in merito ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato. In particolare:

il Modello EU CR4 mostra l'impatto di tutte le tecniche di mitigazione del rischio di credito, inclusi i metodi financial collateral simple method e il financial collateral comprehensive method. Il Modello fornisce inoltre la densità degli RWA come indicatore sintetico della rischiosità di ciascun portafoglio; il Modello EU CR5 fornisce una spaccatura delle esposizioni presenti in ciascun portafoglio regolamentare per fascia di ponderazione.

Modello EU CR4 – Metodo standardizzato: esposizione al rischio di credito ed effetti della CRM
Esposizioni pre-CCF e pre
CRM
post-CRM Esposizioni post-CCF e RWA e densità degli RWA
Classi di esposizioni Esposizioni
in bilancio
Esposizioni
fuori
bilancio
Esposizioni
in bilancio
Esposizioni
fuori
bilancio
RWA Densità
degli RWA
(%)
a b c d e f
1 Amministrazioni centrali o banche centrali 13.889.449 4.775 16.717.519 98 554.896 3,32%
2 Amministrazioni regionali o autorità locali 32.629 3.452 33.046 42 6.613 19,99%
3 Organismi del settore pubblico 23.319 573 23.319 - 14.103 60,48%
4 Banche multilaterali di sviluppo 80.049 - 183.841 - - -
5 Organizzazioni internazionali 1.956.271 - 1.956.271 - - -
6 Enti 1.859.410 40.808 1.859.410 1.950 633.050 34,01%
7 Imprese 2.897.869 895.225 2.789.773 20.153 2.172.987 77,33%
8 Al dettaglio 3.881.372 625.011 3.800.004 22.439 2.379.087 62,24%
9 Garantite da ipoteche su beni immobili 245.974 104 245.974 52 85.621 34,80%
10 Esposizioni in stato di default 41.324 9.223 37.263 24 46.104 123,65%
11 Esposizioni associate a un rischio
particolarmente elevato
21.431 6.078 19.075 1.250 30.487 150,00%
12 Obbligazioni garantite 188.712 - 188.712 - 25.636 13,58%
13 Enti e imprese con valutazione del merito di
credito a breve termine
- - - - - -
14 Organismi di investimento collettivo 7.605 - 7.605 - 3.364 44,23%
15 Strumenti di capitale 22.500 - 22.500 - 22.500 100,00%
16 Altre posizioni 1.267.794 - 1.267.794 - 942.344 74,33%
17 TOTALE 26.415.708 1.585.250 29.152.106 46.009 6.916.791 23,69%

Modello EU CR5: metodo standardizzato (1 di 2)

Fattori di ponderazione del rischio
Classi di esposizioni 0% 2% 4% 10% 20% 35% 50% 70% 75%
a b c d e f g h i
1 Amministrazioni centrali o
banche centrali
16.479.878 - - - - - - - -
2 Amministrazioni regionali o
autorità locali
- - - - 33.088 - - - -
3 Organismi del settore
pubblico
- - - - 11.520 - - - -
4 Banche multilaterali di
sviluppo
183.841 - - - - - - - -
5 Organizzazioni
internazionali
1.956.271 - - - - - - - -
6 Enti 2 286.797 - - 535.864 - 1.037.111 - -
7 Imprese - - - - 324.013 - 620.723 - -
8 Esposizioni al dettaglio - - - - - 1.084.305 - - 2.738.139
9 Esposizioni garantite da
ipoteche su beni immobili
- - - - - 239.583 6.443 - -
10 Esposizioni in stato di
default
- - - - - - - - -
11 Esposizioni associate a un
rischio particolarmente
elevato
- - - - - - - - -
12 Obbligazioni garantite - - - 169.516 3.046 - 16.150 - -
13 Esposizioni verso enti e
imprese con valutazione
del merito di credito a
breve termine
- - - - - - - - -
14 Quote o azioni in organismi
di investimento collettivo
19 - - - 5.278 - - - -
15 Esposizioni in strumenti di
capitale
- - - - - - - - -
16 Altre posizioni 179.667 - - - 182.229 - - - -
17 TOTALE 18.799.679 286.797 - 169.516 1.095.037 1.323.887 1.680.427 - 2.738.139

Modello EU CR5: metodo standardizzato (2 di 2)

Fattori di ponderazione del rischio Di cui
Classi di esposizioni 100% 150% 250% 370% 1250% Altri Totale prive di
rating
j k l m n o p q
1 Amministrazioni centrali o
banche centrali
26.301 - 211.438 - - - 16.717.617 8.592.787
2 Amministrazioni regionali o
autorità locali
- - - - - - 33.088 33.088
3 Organismi del settore
pubblico
11.799 - - - - - 23.319 23.319
4 Banche multilaterali di
sviluppo
- - - - - - 183.841 143.792
5 Organizzazioni
internazionali
- - - - - - 1.956.271 0
6 Enti 1.586 - - - - - 1.861.360 450.805
7 Imprese 1.865.190 - - - - - 2.809.926 1.787.167
8 Esposizioni al dettaglio - - - - - - 3.822.443 3.822.443
9 Esposizioni garantite da
ipoteche su beni immobili
- - - - - - 246.026 246.026
10 Esposizioni in stato di
default
19.653 17.634 - - - - 37.287 37.287
11 Esposizioni associate a un
rischio particolarmente
elevato
- 20.325 - - - - 20.325 20.325
12 Obbligazioni garantite - - - - - - 188.712 162.912
13 Esposizioni verso enti e
imprese con valutazione
del merito di credito a breve
termine
- - - - - - - 0
14 Quote o azioni in organismi
di investimento collettivo
2.308 - - - - - 7.605 7.605
15 Esposizioni in strumenti di
capitale
22.500 - - - - - 22.500 22.500
16 Altre posizioni 905.898 - - - - - 1.267.794 1.267.794
17 TOTALE 2.855.235 37.959 211.438 - - - 29.198.114 16.617.850

7. RISCHIO DI CREDITO: INFORMATIVA SUI PORTAFOGLI CUI SI APPLICANO GLI APPROCCI IRB

Informativa qualitativa sul metodo IRB

Il Gruppo Credem:

  • ha adottato l'approccio F-IRB per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del Rischio di Credito a partire da Giugno 2008 (Giugno 2011 per le esposizioni valutate tramite percorso valutativo Judgemental) con riferimento alla Funzione Regolamentare Corporate di Credito Emiliano e Credem Leasing;
  • ha adottato l'approccio A-IRB per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del Rischio di Credito a partire da Settembre 2015 con riferimento alle Funzioni Regolamentari Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credem Leasing;
  • ha adottato l'approccio A-IRB per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del Rischio di Credito a partire da Dicembre 2020 con riferimento alle esposizioni in strumenti di capitale, che pertanto non risultano più incluse nel perimetro del permanent partial use (PPU) del metodo Standard;
  • ha intrapreso a partire dal 2018 iniziative progettuali specifiche a seguito degli accessi ispettivi TRIM di General Topics e Model Assessment che hanno portato all'invio di notifiche ex-ante con riferimento alla regolamentazione interna del sistema di rating e all'invio di istanza di autorizzazione ad adottare le modifiche definite sui propri modelli A-IRB da applicare alle esposizioni Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credem Leasing;
  • a marzo 2022 l'Autorità di Vigilanza ha autorizzato l'applicazione dei nuovi modelli per il calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte del Rischio di Credito, inclusivi sia della Ricalibrazione alla Nuova Definizione di Default sia del trattamento delle cessioni massive come da Articolo 500 CRR;
  • nel corso del primo trimestre 2023, in coerenza con quanto disciplinato dal Regolamento Delegato UE 529/2014 in materia di modifiche ai sistemi IRB, ha provveduto a inoltrare apposita richiesta all'Autorità di Vigilanza tramite notifica Ex-Ante. Nel dettaglio, è stato sottoposto ed approvato il nuovo modello EAD, finalizzato a sanare i finding precedentemente formalizzati dal Regulator;
  • nel corso del primo trimestre 2024, in coerenza con quanto disciplinato dal Regolamento Delegato UE 529/2014 in materia di modifiche ai sistemi IRB, ha provveduto a inoltrare apposita richiesta all'Autorità di Vigilanza, finalizzata a recepire le indicazioni sollevate dall'Autorità di Vigilanza nel corso dell'ultimo acesso ispettivo autorizzativo (i.e. marzo 2022). La richiesta include anche l'estensione del perimetro dei modelli AIRB alle posizioni derivanti dall'acquisizione della Cassa di Risparmio di Cento (i.e. CR Cento). Nel corso del 2024 si è svolto l'accesso ispettivo e il Gruppo è in attesa di ricevere l'esito.

Per quanto riguarda il perimetro di applicazione dei sistemi di rating, come anticipato il Gruppo risulta autorizzato all'utilizzo del metodo A-IRB per tutte le esposizioni Corporate e Retail facenti capo alle società Credito Emiliano e Credem Leasing, oltre che del metodo della ponderazione semplice per tutte le esposizioni in strumenti di capitale (i.e. Equity). Parallelamente, il Gruppo si avvale del cd. PPU per le esposizioni Corporate e Retail relative a tutte le altre società del Gruppo diverse da Credito Emiliano e Credem Leasing, oltre che per tutte le altre tipologie di esposizioni diverse dagli strumenti di capitale (i.e. esposizioni verso stati, istituzioni, enti, banche centrali, altre esposizioni, ecc.).

Definizione di Default

In data 28 settembre 2016, l'Autorità Bancaria Europea (EBA) ha pubblicato la versione definitiva delle:

  • Linee guida per la definizione di default «EBA/GL/2016/07 Guidelines on the application of the definition of default»;
  • Norme tecniche di regolamentazione sulla soglia di rilevanza per le obbligazioni creditizie in arretrato «EBA/RTS/2016/06 - Regulatory Technical Standard on the materiality threshold for credit obligations past due».

Successivamente, a dicembre 2018, il Gruppo Credem ha inviato all'Organismo di Vigilanza il package contenente le modalità e le tempistiche con cui il Gruppo intende adeguarsi ai requisiti regolamentari sulla nuova definizione di default (New DoD) sulla base del two-step approach:

  • dal 01/10/2019 il Gruppo ha adottato New DoD per la rilevazione dei crediti deteriorati;
  • successivamente il Gruppo ha effettuato la ricalibrazione dei parametri A-IRB a seguito dell'adozione di New DoD, come specificato nell'Action Plan e nella lettera del 19/09/2019 di 'autorizzazione ad applicare la Nuova Definizione di Default con decorrenza 01/10/2019 relativamente alla Obligation 4 (Recommendation 2-3) della suddetta lettera di autorizzazione.

Il piano d'azione è stato completato rispettando gli obblighi e le relative scadenze definite con l'Organismo di Vigilanza e formalizzate nelle comunicazioni sopra citate, coerentemente alla Decisione di estensione delle scadenze sulle Obligations contenute nella lettera1 ricevuta da Credem in data 30 marzo 2020 da parte di ECB Jointly Supervisory Team (JST).

Conseguentemente, la definizione di default impiegata lungo la serie storica utilizzata per lo sviluppo dei modelli interni, come descritto nel capitolo 5, risulta eterogenea:

  • Definizione di default in vigore fino al 30/09/2019 Old DoD;
  • Definizione di default in vigore dal 01/10/2019 New DoD.

Il Gruppo ha dovuto dunque garantire che i dati utilizzati per lo sviluppo e la calibrazione dei modelli interni fossero rappresentativi della nuova definizione di default utilizzata nei processi interni di identificazione dei default. In particolare, i dati relativi alla New DoD in produzione, ovvero quelli rilevati a partire dal 01 ottobre 2019, sono stati utilizzati per validare la ricostruzione della base dati New DoD sull'orizzonte temporale 01/01/2015 – 30/09/2019, su cui si basa il calcolo dei fattori ricalibrativi usati per la correzione di PD, EAD ed LGD (nella componente Danger Rates migrazioni) con metodologie specifiche per ognni singolo parametro.

Si riporta di seguito una descrizione dei sistemi di rating impiegati dal Gruppo e delle esposizioni soggette ad applicazione:

Struttura e descrizione dei sistemi di rating - PD Corporate

L'attribuzione del rating alla clientela Corporate di Credito Emiliano e Credem Leasing avviene attraverso un sistema unico di calcolo di uno score di controparte (Per*Fido), le cui modalità di valutazione assumono configurazioni differenziate in relazione alla tipologia di clientela analizzata:

  • Imprese Small Business con fatturato, singolo o di gruppo, compreso tra 1.000.000 di euro e 2.582.000 di euro o con fatturato inferiore, ma fidi singoli o del gruppo (intendendo il gruppo di aziende e/o i fidi complessivamente concessi dal Gruppo Credem) superiori a 1.000.000 di euro;
  • Imprese Middle Corporate con fatturato singolo o di gruppo superiore a 2.582.000 di euro;
  • Imprese Corporate con fatturato singolo o di gruppo superiore a 15.000.000 di euro;
  • Holding capogruppo che redigono bilancio consolidato;
  • Imprese di leasing o factor, credito al consumo, SIM, fiduciarie, società di gestione fondi, altre finanziarie e holding che non redigono consolidato, nel caso in cui il totale dell'attivo sia superiore a 1.000.000 di euro;
  • Immobiliari, nel caso in cui il totale dell'attivo superi a 1.000.000 di euro.

Per quanto riguarda specificatamente le caratteristiche del sistema di credit scoring Per*Fido, Il modello interno di Per*Fido adottato da Credem per la valutazione dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate appartiene alla categoria dei modelli analitico-soggettivi, e presenta una struttura di tipo modulare articolata nelle seguenti aree di analisi di tipo quantitativo:

  • Bilancio stato patrimoniale, conto economico e rendiconto finanziario;
  • Andamentale CR/SIA con evidenza specifica in caso di segnalazioni di sofferenza;
  • Andamentale rapporto con evidenza di presenza di protesti;

1 "Decision to extend deadlines set out in supervisory decisions and operational acts".

Trend del dimensionamento del debito finanziario - con lo scopo di evidenziare, con dati aggiornati rispetto all'ultimo bilancio analizzato, la variazione degli indici di capitalizzazione, di indebitamento e il conseguente impatto sugli oneri finanziari e sul conto economico dell'anno in corso.

Un ulteriore modulo di valutazione (Qualitativo) è dedicato alle informazioni di tipo qualitativo derivanti dalla compilazione di appositi questionari. L'analisi qualitativa ha lo scopo di valorizzare quei dati dell'azienda, di mercato e di management che non sono quantificati con meccanismi automatizzati, ma che rispecchiano le conoscenze e l'esperienza dei gestori del rapporto e degli analisti di settore e d'impresa. I dati qualitativi si riferiscono a: aspetti di governance, aspetti operativi, aspetti finanziari, aspetti di posizionamento competitivo e aspetti organizzativi. In particolare, i dati di "posizionamento competitivo" ed "operativi" hanno una funzione ed un contenuto previsivo, con l'obiettivo di evidenziare la capacità dell'azienda di "restare sul mercato", la sua capacità di cogliere le opportunità favorevoli e di fronteggiare condizioni economiche avverse o eventi inattesi, nell'arco dei futuri 18 mesi. L'appartenenza della controparte ad un "gruppo di imprese" viene considerata nel seguente modo:

  • alle aziende appartenenti ad un gruppo che redige il bilancio consolidato, attraverso la valorizzazione nello score del grado di rilevanza economica per il gruppo;
  • alle aziende appartenenti ad un gruppo che non redige il bilancio consolidato, attraverso la valorizzazione dell'appartenenza al gruppo come informazione qualitativa.

Le fonti informative provenienti dai suddetti moduli vengono instradate tramite algoritmi specifici per tipologia di clientela in percorsi decisionali che prevedono la trasformazione dei dati elementari in score fattoriali, la ponderazione dello score fattoriale rispetto a pesi predefiniti, il calcolo dei punteggi di sintesi. La valutazione finale del sistema è conseguenza delle singole valutazioni svolte nei moduli sottostanti che sono la risultante tra il giudizio assegnato all'aspetto valutato ed il peso del medesimo. In funzione dell'Area geografica d'appartenenza, dell'operatività economica e della forma giuridica della controparte sono previsti alberi decisionali che si distinguono per le variabili considerate all'interno dei singoli moduli e per i criteri di ponderazione attraverso i quali viene determinato lo score aggregato. Le soglie ed i pesi con i quali vengono trattate le variabili elementari corrispondenti ai singoli fattori di rischio sono il frutto del giudizio degli esperti della banca che sulla base della propria sensibilità in materia creditizia hanno contribuito alla personalizzazione analitica del modello, originariamente fornito da un outsourcer esterno. Come già anticipato, l'output finale del sistema Per*Fido, pertanto, è rappresentato da un valore ordinale (score) espresso come valore numerico continuo compreso tra 0 e 1 e riferito alla singola controparte.

Lo score prodotto dal modello viene trasformato in Probabilità di Default (PD) attraverso l'utilizzo sia di tecniche statistiche dedicate (regressione logistica e cluster analysis) all'individuazione delle cd. classi di rating, sia dei dati interni di default (i.e. tassi di default storici). Ricostruendo su base storica gli score di modello e scegliendo su base analitica opportuni livelli di cut-off per il suddetto score, si è calcolato il livello delle frequenze storiche di default corrispondenti ai bucket individuati. Infine, La profondità storica di osservazione dei dati è gennaio 2012 - dicembre 2021.

Coerentemente con il framework interno di sviluppo AIRB, il Gruppo ha incluso nella stima del modello PD analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC). In particolare, nel processo di ricalibrazione a nuova definizione di default del modello PD è stata identificata una carenza legata alla base dati New DoD che comprende una finestra di tempo parziale rispetto all'intero orizzonte temporale utilizzato in fase di stima: a fronte di tali considerazioni è stato stimato un MOC di Categoria A. Inoltre, nell'ambito del protocollo di sviluppo adottato, è stata definita una metodologia di stima dedicata al fattore di aggiustamento relativo al MoC di categoria C, ovvero legato al cd. general estimation error.

Infine, in ambito di allungamento delle serie storiche di sviluppo a dicembre 2021 dei Modelli AIRB per il Rischio di Credito, è stato introdotto un aggiustamento prudenziale finalizzato a gestire i rischi di sottostima delle PD derivanti dalle misure di sostegno Covid (i.e. moratorie e finanziamenti speciali), concesse alla clientela nel corso del biennio 2020-2021.

Struttura e descrizione dei sistemi di rating - PD Retail

L'attribuzione del rating alla clientela Retail di Credito Emiliano e Credem Leasing avviene attraverso un modello che presenta due principali configurazioni: il "Modello PD scoring based" basato sul sistema di valutazione Per*Fido e il "Modello PD di prodotto". La normativa interna prevede criteri di prevalenza per l'attribuzione della PD alla clientela Retail, qualora si osservino una molteplicità di richieste di affidamento processate attraverso strumenti di valutazione diversi. In particolare, si distinguono le seguenti casistiche:

  • controparte richiedente unicamente un prodotto valutato tramite il sistema esperto Per*Fido: si applica il "Modello PD scoring based";
  • controparte richiedente unicamente prodotti non rientranti nelle tipologie previste dai percorsi valutativi di Per*Fido, che vengono classificati in quattro macro-aggregati definiti pool di prodotto (rateale, revolving, quinto, sconfini non affidati e unrated): si applica il "Modello PD di prodotto";
  • controparte richiedente contestualmente un prodotto valutato tramite Per*Fido e un prodotto oggetto di pool di prodotto: si applica il "Modello PD scoring based";
  • controparte richiedente contestualmente più prodotti oggetto di pool di prodotto: si applica il "Modello PD di prodotto".

Il modello PD scoring based appartiene alla categoria dei modelli analitico-soggettivi ed è ripartito in tre percorsi informativi:

  • Privati;
  • Microattività/Agricoltori;
  • Microimprese.

Il Percorso Privati consente di valutare le proposte di affidamento nei confronti di privati o di soci d'impresa ed è a sua volta suddiviso in due sottopercorsi:

  • "Privati Mutui" utilizzato per concessioni e variazioni in aumento di prestiti a medio termine a soggetti privati o famiglie produttrici che intrattengono con il Gruppo solo rapporti come privati;
  • "Privati Altro" utilizzato per concessioni di affidamenti diversi da prestiti a medio termine e tutti i rinnovi a soggetti privati o famiglie produttrici che intrattengono con il Gruppo solo rapporti come privati.

Il Percorso Microattività/Agricoltori è suddiviso in due sottopercorsi:

  • "Microattività" utilizzato per valutare le proposte di affidamento nei confronti di società di persone, ditte individuali, liberi professionisti in contabilità semplificata (senza bilancio ordinario), con fatturato e affidamenti deliberati inferiori a 1.000.000 di euro (singoli e di gruppo);
  • "Agricoltori" utilizzato per valutare le proposte di affidamento verso gli agricoltori e le imprese in start up non rientranti nella Funzione Regolamentare Corporate.

Per quanto riguarda specificatamente le caratteristiche del sistema di credit scoring Per*Fido Retail, come già anticipato tutti i percorsi presentano una struttura di tipo modulare, all'interno della quale vengono valutati aspetti quantitativi e qualitativi, che si articola come segue:

  • Dimensione debito in essere;
  • Merito andamentale.

Ogni modulo di valutazione si articola a sua volta in livelli e sottolivelli, con un'organizzazione assimilabile ad una struttura ad albero, nella quale componenti di base (dette nodi) concorrono a determinare il giudizio associato al livello immediatamente superiore fino a giungere a un giudizio finale. Una serie di anomalie (distinte tra lievi e gravi) agiscono direttamente sul rating di proposta, con lo scopo di correggere, in negativo, lo score ottenuto ponderato sulla base dei giudizi ottenuti nei due precedenti moduli. Il percorso informativo 3 - "Microimprese" presenta anch'esso una struttura di tipo modulare articolata nelle seguenti aree quantitative:

  • Bilancio stato patrimoniale, conto economico e rendiconto finanziario;
  • Andamentale CR con evidenza specifica in caso di segnalazioni di sofferenza;
  • Andamentale rapporto con evidenza di presenza di protesti;
  • Trend del dimensionamento del debito finanziario con lo scopo di evidenziare, con dati aggiornati rispetto all'ultimo bilancio analizzato, la variazione degli indici di capitalizzazione, di indebitamento e il conseguente impatto sugli oneri finanziari e sul conto economico dell'anno in corso.

Anche in questo caso, ogni modulo di valutazione si articola a sua volta in livelli e sottolivelli, con un'organizzazione assimilabile ad una struttura ad albero, nella quale componenti di base (dette nodi) concorrono a determinare il giudizio associato al livello immediatamente superiore fino a giungere a un giudizio finale. L'output finale del sistema Per*Fido è rappresentato da un valore ordinale (score) espresso come valore numerico continuo compreso tra 0 e 1 e riferito alla singola posizione. Con riferimento al percorso informativo 3 – "Microimprese", in considerazione delle caratteristiche della clientela valutata similari alla clientela valutata nell'ambito della funzione regolamentare Corporate, lo score finale rappresenta la valutazione della controparte oggetto di affidamento. Con riferimento invece ai percorsi informativi 1 - "Mutui" e 2 - "Microattività/Agricoltori", lo score rappresenta una valutazione della proposta di affidamento, comprensivo pertanto delle caratteristiche specifiche dell'affidamento richiesto.

Lo score prodotto dal modello viene trasformato in Probabilità di Default (PD) attraverso l'utilizzo sia di tecniche statistiche dedicate (regressione logistica e cluster analysis) all'individuazione delle cd. classi di rating, sia dei dati interni di default (i.e. tassi di default storici). Ricostruendo su base storica gli score di modello e scegliendo su base analitica opportuni livelli di cut-off per il suddetto score, si è calcolato il livello delle frequenze storiche di default corrispondenti ai bucket individuati.

Il modello PD di prodotto definisce pool di prodotto, distinti in considerazione della forma tecnica di fido richiesta, a cui viene associata una PD sulla base dell'esperienza di default interna alla banca. Il modello si applica alle operazioni che fanno riferimento alla clientela per le quali non è previsto un iter valutativo che prevede l'utilizzo del sistema di credit scoring Per*Fido. In tale ambito, la PD viene associata a livello di controparte sulla base della seguente priorità:

  • Prestiti Personali;
  • Prodotti Revolving (Fidi di c/c < 10.000 euro e Carte di credito);
  • Prodotto Quinto;
  • Sconfinati non affidati e controparti unrated.

Si evidenzia che, anche nel modello PD di prodotto, ove possibile, si è provveduto a incorporare nelle stime di PD l'informazione andamentale. La profondità storica di osservazione dei dati è gennaio 2012 - dicembre 2021.

Le classi di PD assegnate alle controparti Retail, a prescindere dall'iter valutativo, vengono ricondotte, solo per scopi di reportistica, ad un'unica scala maestra, con 8 classi a rischio crescente, equivalente a quella prevista per le controparti Corporate.

Coerentemente con il framework interno di sviluppo AIRB il Gruppo ha incluso nella stima del modello PD analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC). In particolare, nel processo di ricalibrazione a nuova definizione di default del modello PD è stata identificata una carenza legata alla base dati New DoD che comprende una finestra di tempo parziale rispetto all'intero orizzonte temporale utilizzato in fase di stima: a fronte di tali considerazioni è stato stimato un MOC di Categoria A. Inoltre, nell'ambito del protocollo di sviluppo adottato, è stata definita una metodologia di stima dedicata al fattore di aggiustamento relativo al MoC di categoria C, ovvero legato al cd. general estimation error

Infine, in ambito di allungamento delle serie storiche di sviluppo a dicembre 2021 dei Modelli AIRB per il Rischio di Credito, è stato introdotto un aggiustamento prudenziale finalizzato a gestire i rischi di sottostima delle PD derivanti dalle misure di sostegno Covid (i.e. moratorie e finanziamenti speciali), concesse alla clientela nel corso del biennio 2020-2021.

Struttura e descrizione dei sistemi di rating - LGD Corporate e Retail

I modelli LGD bonis e defaulted assets per le controparti Corporate e Retail sono distinti per Credito Emiliano e Credem Leasing al fine di cogliere le specificità intrinseche all'operatività delle due società. I modelli si basano su un approccio metodologico di tipo "Workout" che, al fine si stimare la calcolare la variabile target del modello regressivo usato, considera i flussi di cassa in carico e scarico, opportunamente scontati con un tasso che ingloba un adeguato premio al rischio, registrati sulle singole posizioni in sofferenza. Il modello complessivo risulta inoltre essere "per parti", ovvero si avvale di più componenti diverse per pervenire alle stime finali di LGD ed ELBE. Per i modelli defaulted assets, al fine di stimare la LGD e la ELBE delle posizioni a sofferenza, si adotta un approccio di tipo statistico, che prevede l'utilizzo di informazioni relative alla controparte, alle caratteristiche dell'operazione, alla tipologia di procedura di recupero attivata e al vintage. Conseguentemente, in base all'approccio "per parti", per determinare la LGD delle esposizioni in bonis, si applicano alla LGD Sofferenze (i.e. LGS) specifici fattori di correzione (nella fattispecie: DeltaQ, LGDSeS e Danger Rate migrazioni), differenziati in ognuna delle componenti per diversi driver tra cui la tipologia di controparte, il taglio dell'esposizione, la tipologia di prodotto. Similmente, per determinare la LGD e la ELBE delle esposizioni in stato di precontenzioso, l'approccio adottato prevede l'applicazione di fattori di correzione, alla LGS e all'ELBE Sofferenze del modello defaulted assets, differenziati per tipologia di controparte/posizione. Inoltre, i modelli LGD inglobano correttivi prudenziali per renderli adatti ad una fase recessiva del ciclo economico, cd. componente Downturn. La profondità storica di osservazione dei dati per la stima dei modelli LGD ed ELBE sofferenze è:

  • Gennaio 2002 dicembre 2021 per i segmenti regolamentari Corporate e Retail di Credito Emiliano;
  • Gennaio 2001 dicembre 2021 per i segmenti regolamentari Corporate e Retail di Credem Leasing.

Nel campione sono incluse, tutte le sofferenze aperte nel periodo riportato (l'inclusione nel campione delle sofferenze ancora aperte alla data di riferimento ha effetto prudenziale sulle stime complessive e migliora la stabilità del modello nel tempo). La profondità storica di osservazione dei dati relativi alle componenti Danger Rate (DeltaQ, LGD SeS, Danger Rate migrazioni) è dicembre 2011 - dicembre 2021, per tutte le tipologie di esposizione. Tale periodo garantisce un campione omogeneo e rappresentativo in termini di posizioni, delle quali si conosce l'esito, oltre che prudente, in quanto idoneo a coprire anni che hanno manifestato una maggior rischiosità e coerente con gli altri parametri di rischio. Per quanto riguarda specificatamente i modelli performing, la stima del tasso LGD per le controparti in bonis Corporate e Retail di Credito Emiliano e di Credem Leasing, come anticipato, è stata effettuata sulla base di un approccio metodologico di tipo Workout, che prevede il calcolo dei tassi di perdita effettivamente osservati sulle posizioni in sofferenza chiuse e sostanzialmente chiuse attraverso il computo dei flussi di carico e scarico registrati a seguito delle procedure di contenzioso attivate, opportunamente scontati per tenere conto della durata e dell'incertezza del processo di recupero crediti. A questi ultimi sono stati applicati specifici correttivi per tenere conto delle posizioni ancora aperte in stato di sofferenza e della previsione di recupero ipotizzabile su di loro a partire da quanto osservato nello storico. Infine, è previsto un'ulteriore fattore di correzione derivante dall'applicazione dell'Art. 500 della CRR che permette di modelizzare distintamente le perdite provenienti da "massive disposal" avvenute nell'orizzonte temporale il 23 novembre 2016, ma non oltre il 28 giugno 2022. A livello geenrale è stato manutenuto un approccio di stima "per parti" che prevede la definizione di tassi di LGD differenziati per:

  • Posizioni in stato di sofferenza (LGD sofferenze);
  • Posizioni in bonis (LGD bonis).

Per le posizioni in sofferenza è stato sviluppato un modello statistico regressivo, utilizzando come variabili esplicative informazioni relative alla controparte, caratteristiche relative all'operazione in essere al momento del default e variabili macroeconomiche. L'approccio di stima diretta del tasso LGD consente di produrre una stima puntuale per ciascuna posizione, basata sulle specifiche caratteristiche della stessa. La riconduzione alla definizione regolamentare Corporate e Retail è avvenuta nella stima dei tassi di LGD per le posizioni in bonis, per la cui definizione non è stato adottato un approccio di tipo statistico, ricorrendo invece alla stima di fattori di correzione della LGD sofferenze.

Questi fattori correttivi (complessivamente denominati Danger Rate) rappresentano le dinamiche osservate tra il passaggio a default e la conclusione del ciclo di default.

Il parametro Danger Rate considera, quindi, tutte le componenti di perdita e recupero che avvengono nelle fasi di gestione del credito problematico nel precontenzioso, e le connesse migrazioni tra stati di default. Pertanto la struttura del modello risulta suddivisa in:

  • Danger Rate Migrazioni Probabilità di migrazione a Sofferenza, ossia la probabilità di osservare una chiusura del ciclo di default con una classificazione a Sofferenza, indipendentemente dalle eventuali migrazioni intermedie fra stati di default PS e I;
  • Variazione dell'esposizione o Delta Q Evoluzione dell'esposizione in fase di precontenzioso, ossia l'ammontare percentuale di recuperi avvenuti dal momento di ingresso a default, fino alla classificazione a Sofferenza;
  • LGD precontenzioso, o LGD Saldo e Stralcio (LGD SeS) Perdita osservata in fase di precontenzioso, inclusiva dei c.d. artificial cash flow e di eventuali stralci (parziali o totali) registrati in fase di precontenzioso, dal momento della classificazione adefault fino alla chiusura del ciclo con ritorno in bonis o stralcio del credito.

In coerenza con le disposizioni normative che richiedono una stima di LGD adatta ad una fase recessiva del ciclo economico, nel caso queste si rivelino più prudenti di quelle basate sui tassi di perdita di lungo periodo, sia per i modelli LGD sofferenze di Credito Emiliano e di Credem Leasing, sia per le componenti Delta Q e Danger Rate migrazioni sono state introdotte modalità che recepiscono il cd. effetto Downturn.

Per quanto riguarda specificatamente i modelli non performing, come per il modello bonis, l'approccio metodologico di stima selezionato è "per parti", e prevede la definizione di tassi di ELBE e LGD differenziati per:

  • Posizioni in stato di sofferenza (ELBE e LGD sofferenze);
  • Posizioni in stato di precontenzioso (ELBE e LGD precontenzioso).

La logica dei modelli defaulted assets prevede una stima del parametro di rischio per i diversi momenti temporali che un default attraversa lungo il processo di recupero, pertanto ci si attende che la LGD sia crescente al trascorrere del tempo di permanenza nello stato di default. La metodologia utilizzata per la stima della ELBE sofferenza per le controparti Corporate e Retail di Credito Emiliano e di Credem Leasing rientra nella categoria della Workout LGD, in allineamento all'approccio metodologico scelto per il modello bonis. Al fine di includere nel modello specifico per le posizioni in default le caratteristiche specifiche di queste esposizioni, sono state introdotte nella long list le variabili vintage (ossia numero di anni dal quale la posizione è a contenzioso), tipologia di recupero attivata e la possibilità di indicare la presenza di una garanzia ipotecaria condizionata all'escussione della stessa. L'approccio scelto per la stima della LGD sofferenza consiste nel sommare alla ELBE sofferenza i costi indiretti, per arrivare a una LGD economica inclusiva di tutte le componenti di costo, e uno specifico add-on prudenziale, che consentano di assorbire le "ulteriori perdite inattese durante il periodo di recupero". Tale fattore è stato ottenuto tramite la stima dell'effetto Downturn. Per le posizioni in sofferenza è stato sviluppato un modello statistico di regressione lineare multivariata, in linea con quanto condotto per il modello bonis. La riconduzione alla definizione di default regolamentare Corporate e Retail è avvenuta nella stima dei tassi ELBE e LGD per le posizioni in precontenzioso, per la cui definizione sono stati stimati fattori di correzione della LGD sofferenze (danger rate e Delta Q), che tengono in considerazione le probabilità di migrazione tra stati, e in particolare la probabilità di osservare una migrazione allo stato finale di sofferenza oltre alla variazione di esposizione media tra l'ingresso a default e l'ingresso a sofferenza.

Coerentemente con il framework interno di sviluppo AIRB il Gruppo ha incluso nella stima del modello LGD (e in tutte le sue componenti) analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC).

In particolare:

  • nel processo di sviluppo del modello Danger Rate sono state identificate limitate carenze nella base dati di stima, che hanno portato a data exclusion nei campioni di stima dei parametri Delta Q e LGD precontenzioso. A fronte di tali esclusioni, sono stati stimati dei MOC di Categoria A.
  • nel processo di ricalibrazione a nuova definizione di default del modello Danger Rate migrazioni è stata identificata una carenza legata alla ricostruzione New DoD della base dati di stima e calibrazione del modello. Quest'ultima comprende, infatti, una finestra parziale dell'intero orizzonte temporale utilizzato in fase di stima del modello, a fronte del quale è stato stimato un MOC di Categoria A.
  • nel processo di sviluppo sono state identificate limitate carenze nella base dati di stima del modello LGS di Credito Emiliano, che hanno portato all'adozione di data exclusion nel campione dei modelli performing e defaulted assets. A fronte di tale esclusione, è stato stimato un MOC di Categoria A.

Inoltre, è stato stimato per ciascune delle componenti del parametro LGD un distinto MoC di categoria C, legato all'errore generico di stima, c.d. general estimation error, ovvero alla componente di errore residuale non eliminabile intrinseca nello sviluppo di modelli previsionali.

Struttura e descrizione dei sistemi di rating - EAD Corporate e Retail

L'EAD delle posizioni per cassa per le controparti Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credem Leasing è determinabile attraverso l'adozione di fattori di conversione creditizia (CCF e K). Il fattore di conversione creditizia da applicare ai margini relativi alle esposizioni per cassa rappresenta il rapporto tra la parte non utilizzata della linea di credito che si stima possa essere utilizzata in caso di default e la parte attualmente non utilizzata, e non può essere inferiore a zero. Parallelamente, per tutte le casistiche caratterizzate da immaterialità dei margini (i.e. cd. Region of Instability), assenza di margine disponibile (i.e. sconfini), prodotti rateali o per le esposizioni a default, data l'impossibilità di determinare un parametro CCF, la ECB Guide to internal models - risk type specific chapters (Art. 133 (a) e Art. 139(a)) prevede che venga impiegato il cd. Fattore K, definito come il rapporto tra gli importi utilizzati dalla controparte rispettivamente alla data di ingresso a default e alla data di riferimento, ovvero 12 mesi prima dell'evento stesso, quando la controparte risulta classificata in bonis.

Similmente all'applicazione del CCF, per queste posizioni le stime di EAD sono ottenute moltiplicando tale parametro all'utilizzo rilevato alla data di riferimento. La stima del CCF è stata effettuata analizzando le esposizioni terminate in default lungo la serie storica analizzata (CCF storici osservati) e utilizzando l'approccio a orizzonti fissi, che prevede il calcolo delle variabili target tramite osservazione dei delta espositivi percentuali su un orizzonte temporale predeterminato, ovvero tra la data di default e la data performing, fissata 1 anno prima dell'evento di passaggio a default. Tramite le scelte di segmentazione e l'analisi statistica univariata, di un set completo di risk driver inerenti le caratteristiche delle operazioni creditizie (come ad esempio le fasce di accordato, utilizzato e margine), mediante un approccio a media di cella (media aritmetica dei parametri medi osservati annualmente), si perviene a definire delle griglie di CCF statisticamente significative. La profondità storica di osservazione dei dati è dicembre 2011 - dicembre 2021. Per quanto riguarda nello specifico la stima dell'EAD delle posizioni per cassa per le controparti Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credem Leasing, determinata attraverso l'adozione di fattori di conversione creditizia (CCF), questa avviene in coerenza con le informazioni utilizzate per la calibrazione delle Probabilità di Default dei fattori di correzione della LGD (Delta Q e LGD SeS) e con i requisiti normativi di riferimento, che definiscono la profondità delle serie storiche. Nel set informativo iniziale, le osservazioni sono state suddivise in diversi sottoinsiemi in base ad alcuni driver (come ad esempio le caratteristiche del margine disponibile, la forma tecnica, ecc.). Partendo dalle base dati così definite, è stato calcolato il fattore CCF storico/K a seconda della dinamica del margine iniziale (positivo, negativo o nullo). I campioni di sviluppo, sono stati ulteriormente analizzati per individuare tramite un'analisi statistica univariata ulteriori driver specifici di disaggregazione che risultino significativi (come ad esempio classe di rating, fasce di accordato e fasce di margine) al fine di definire le griglie finali di stima. All'interno di ciascun aggregato statisticamente significativo, il CCF è calcolato come media semplice dei parametri medi osservati annualmente lungo la serie storica di riferimento.

In linea con la Normativa di riferimento, Regolamento Delegato UE 575/2013, Art. 182(1)(b), i parametri CCF bonis, K bonis e K default devono risultare adeguati a riflettere il manifestarsi di una fase recessiva tramite l'individuazione e la stima di uno specifico fattore correttivo. Tale fattore correttivo risulta funzionale a rendere le stime espressive del periodo di downturn individuato, ovvero di un periodo considerato come espressivo di una fase recessiva del ciclo macroeconomico, in coerenza con il Framework di sviluppo AIRB.

Inoltre, coerentemente con il suddetto framework interno di sviluppo AIRB il Gruppo ha incluso nella stima dei modelli EAD un set di analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC). Di conseguenza, nell'ambito del protocollo di sviluppo adottato, è stata definita una metodologia di stima dedicata per l'identificazione e classificazione delle eventuali carenze identificate e per la stima di uno o più MoC.

Nel processo di sviluppo del modello EAD sono state identificate limitate carenze nella base dati di stima, che hanno portato all'adozione di data exclusion nei campioni di stima dei parametri CCF e K. A fronte di tali esclusioni, sono stati stimati dei MOC di Categoria A. Inoltre, è stato stimato per tutti i parametri di rischio un MoC di categoria C, legato all'errore generico di stima, c.d. general estimation error, ovvero alla componente di errore residuale, non eliminabile, intrinseca nello sviluppo di modelli previsionali.

Con riferimento ai modelli regolamentari IRB, si riportano i ruoli e le responsabilità delle principali funzioni coinvolte nei processi di sviluppo, controllo, adozione, monitoraggio, revisione e modifica.

Risk Officer:

  • è responsabile del coordinamento del complessivo processo di sviluppo dei sistemi di misurazione e di controllo dei rischi;
  • nel dettaglio, è responsabile dello sviluppo, della convalida e del mantenimento dei sistemi di misurazione e di controllo dei rischi, assicurando che siano sottoposti a back-testing periodici, inclusivi della misurazione e valutazione del rischio modello;
  • valuta l'adeguatezza del perimetro di applicazione del modello interno proposto dalla Funzione di Sviluppo;
  • valuta la coerenza con il perimetro di applicazione delle scelte di segmentazione del modello definite e proposte dalla Funzione di Sviluppo;
  • informa le diverse Funzioni aziendali potenzialmente interessate all'ambito di sviluppo e applicazione del nuovo modello interno (e.g. Servizio Crediti nel caso di modelli di misurazione del Rischio di Credito), al fine di assicurare il coinvolgimento e il supporto delle stesse, oltre a

garantire la valutazione e l'eventuale recepimento di indicazioni relative a scelte specifiche di sviluppo;

  • in qualità di responsabile dei dati e in coerenza con lo Standard di Data Governance, verifica e assicura il presidio e l'adeguatezza dei controlli di data quality sui dati impiegati in fase di sviluppo e i relativi risultati, con il supporto della Funzione di Data Management ove necessario;
  • valuta le scelte di model design e l'approccio metodologico;
  • coadiuvato dalla Funzione di Sviluppo, approva la selezione del modello finale;
  • assicura la completezza e l'adeguatezza della documentazione relativa al modello interno sviluppato e la trasmissione della stessa alla Funzione di Validazione e alla Funzione di controllo di terzo livello (i.e. Internal Audit).

Funzione di Sviluppo:

  • definisce il perimetro di applicazione e le scelte di segmentazione relativamente al nuovo modello interno da sviluppare e li condivide con il Risk Officer;
  • definisce il fabbisogno di dati necessari alle attività di sviluppo e le relative caratteristiche, predispone la relativa richiesta dati e la trasmette alle Funzioni aziendali competenti (e.g. Sistemi Informativi);
  • è responsabile degli eventuali controlli specifici di data quality definiti sui dati utilizzati per le proprie attività di sviluppo;
  • è responsabile del complesso di attività di trattamento, lavorazione, integrazione ed esclusione dei dati finalizzate alla creazione dei dataset finali di sviluppo, a partire dai dati ricevuti dalle strutture aziendali competenti (e.g. Sistemi Informativi);
  • definisce gli aspetti di model design e l'approccio metodologico e li condivide con il Risk Officer;
  • è responsabile delle attività di analisi (e.g. rappresentatività) sul campione di dati usato per lo sviluppo e dei test sulle performance dei modelli sviluppati;
  • è responsabile della predisposizione della documentazione di sviluppo relativa ai modelli interni di sua competenza, e dell'invio del set documentale alla Funzione di Validazione e alla Funzione di controllo di terzo livello (i.e. Internal Audit).

Funzione di Validazione:

  • Inquadramento gerarchico: il Team Validazione (VAL), all'interno del servizio di Risk Management (ERISK), rappresenta un presidio autonomo, distinto e indipendente dalle aree operative e dalle altre unità aziendali che assolvono funzioni di controllo interno coinvolte nell'assunzione del rischio. Il Team espleta i propri compiti con imparzialità, obiettività e diligenza professionale, agendo in completa autonomia di giudizio e di azione. È dotato di professionalità idonee sotto il profilo delle conoscenze specialistiche e dell'esperienza necessaria all'esercizio delle mansioni. Dispone inoltre di un organico quantitativamente e qualitativamente atto ad assicurare l'adeguato adempimento degli incarichi assegnati nella piena osservanza della normativa di riferimento e delle ulteriori disposizioni interne. Il Team Validazione (VAL), per il tramite del responsabile, riferisce direttamente agli Organi aziendali e ai Comitati interni, avvalendosi dei canali di comunicazione messi a disposizione dalla Banca e secondo le forme ritenute congrue in rapporto ai contenuti delle informative.
  • Poteri e mezzi: il Team Validazione (VAL) ha diritto di accesso a tutte le attività aziendali, comprese quelle esternalizzate, esercitate sia presso gli uffici centrali sia presso le strutture periferiche. Ha facoltà di interagire direttamente con le strutture organizzative incaricate della gestione operativa dei rischi. A tale scopo, acquisisce idonei flussi informativi e altri utili elementi d'indagine sulle aree rientranti nel proprio perimetro di azione. Può inoltre accedere, senza limitazioni, a qualsiasi dato o informazione ritenuti di interesse per l'appropriato svolgimento dei propri compiti. Il Team dispone dei necessari supporti tecnologici (hardware e software), presidiati internamente o mediante l'ausilio di sistemi informativi. Tutte le strutture aziendali interessate assicurano al Team Validazione (VAL) la massima collaborazione per il pieno conseguimento degli obiettivi che gli sono assegnati. In particolare, il Team collabora con le altre strutture di controllo, ferma restando la reciproca indipendenza, competenza e autonomia di azione, allo scopo di:
    • o supportare gli Organi aziendali, contribuendo alla periodica valutazione di adeguatezza, completezza, funzionalità e affidabilità del sistema dei controlli interni e dell'organizzazione e del relativo grado di aderenza ai requisiti della normativa;
  • o sviluppare metodi e strumenti di verifica dei presidi dedicati alla valutazione e al controllo dei rischi rilevanti in modo armonico e coerente con le strategie e l'operatività aziendale;
  • o fornire, nell'ambito del processo di convalida, una corretta valutazione delle stime dei modelli interni di misurazione dei rischi e di valutazione delle attività aziendali e dei principali presidi di governo del rischio, ivi compreso il rischio modello implicito in ogni sistema interno di misurazione dei rischi e di valutazione delle attività aziendali.
  • Responsabilità della Funzione di Convalida: il Team Validazione (VAL), nel quadro del più ampio sistema di governo dei rischi aziendali e di Gruppo, verifica la qualità dei modelli interni di misurazione dei rischi e di valutazione delle attività aziendali del Gruppo e la loro rispondenza nel continuo alle prescrizioni normative, ai regolamenti interni, alle esigenze aziendali e all'evoluzione del mercato di riferimento. In via generale, il Team Validazione (VAL) è chiamato a:
    • o assicurare lo svolgimento dell'attività di convalida iniziale e periodica, nel rispetto delle procedure interne e delle tempistiche definite dalla normativa interna o esterna;
    • o predisporre la reportistica di convalida verso gli Organi aziendali;
    • o definire, mantenere ed applicare il framework di misurazione del rischio modello;
    • o per quanto concerne i modelli regolamentari, supportare attivamente l'Autorità di Vigilanza durante le fasi di validazione dei sistemi interni di misurazione dei rischi finalizzate alla verifica del loro livello di adeguatezza a fini prudenziali, verificando altresì l'effettività delle azioni correttive poste in essere dalla Funzione di Sviluppo, in risposta alle richieste provenienti dall'Autorità di Vigilanza;
    • o identificare eventuali carenze nei modelli interni e valutare gli opportuni interventi;
    • o monitorare lo stato di avanzamento degli interventi finalizzati alla risoluzione, ovvero mitigazione, delle criticità rilevate;
    • o verificare l'adeguatezza del piano di interventi ai modelli interni e la corretta classificazione delle modifiche in accordo con il la Normativa interna e con il Regolamento delegato UE n.529/2014;
    • o monitorare il rispetto dei requisiti di Permanent Partial Use (PPU) e di copertura dei portafogli AIRB;
    • o monitorare su base periodica i livelli del cosiddetto Margin of Conservatism (MoC) stimato a cura della Funzione di Sviluppo per i modelli AIRB a fronte di eventuali carenze identificate nei dati e nelle metodologie di stima, di eventuali cambiamenti nel contesto interno o esterno di riferimento e del cosiddetto general estimation error.

A fini riepilogativi, si precisa ancora come la responsabilità delle attività di convalida risulta esclusivamente di competenza del Team Validazione (VAL). In tale ambito la Funzione di Convalida è indipendente da quelle coinvolte nelle attività di assegnazione del rating e di erogazione del credito; in particolare il responsabile della funzione non si trova in situazione di dipendenza gerarchica rispetto ai soggetti responsabili di dette attività. La Funzione di Convalida, come già detto, appartiene al Servizio Enterprise Risk Management (ERISK). Al medesimo Servizio appartengono il Team Rischio di Credito con le sue due aree di competenza (Rating Office e Modelli Rischio di Credito), responsabili, unitamente all'ufficio Policy e Controllo Crediti, del Servizio Crediti, a vario titolo dello sviluppo del sistema di rating. La Funzione di Convalida risulta, inoltre, indipendente da quella di Revisione Interna (Internal Audit).

Funzione di Internal Audit:

All'interno del Regolamento (UE) n. 575/2013 del 26 giugno 2013 (rif. "Articolo 191 della Capital Requirements Regulation") è previsto che la Funzione di Revisione Interna o Servizio Audit riveda almeno una volta l'anno i sistemi di rating dell'ente ed il loro funzionamento attraverso l'esecuzione di verifiche mirate ad appurare:

  • Performance e sviluppo del modello;
  • Utilizzo dei modelli AIRB all'interno dei processi di Gruppo;
  • Verifica sull'impatto e la classificazione dei cambiamenti sui modelli AIRB;
  • Qualità dei dati usati per la stima dei modelli;
  • Integrità del processo di assegnazione dei modelli;
  • Funzione di Convalida interna;

Processo di calcolo dei fondi propri;

Tali verifiche permettono al Servizio di definire un'opinione sui vari elementi del sistema di rating e, attraverso un'attività di Risk Assessment, di determinare l'intensità e la frequenza delle attività di verifica del sistema di Rating per gli anni successivi.

Durante l'esecuzione di queste verifiche, il Servizio Audit utilizza i seguenti strumenti operativi nell'ambito delle proprie attività:

  • check-list di revisione interna: predisposte in relazione alle diverse componenti dei sistemi di rating con l'obiettivo di definire le linee guida operative per la conduzione degli accertamenti;
  • software per analisi quantitative: le verifiche svolte in relazione alle componenti quantitative caratterizzanti i sistemi di rating sono effettuate in autonomia mediante il software "R" in grado di eseguire specifici test finalizzati a verificare la capacità discriminante dei sistemi di rating e la corretta calibrazione dei parametri di rischio;

L'attività di revisione interna svolta sui sistemi di rating è formalizzata:

  • in specifici rapporti di audit all'interno dei quali sono indicate le eventuali criticità riscontrate ed i relativi interventi correttivi proposti;
  • nella relazione che annualmente viene indirizzata alla Direzione, posta in approvazione agli Organi Aziendali e successivamente inviata all'Autorità di Vigilanza.

Le verifiche condotte sono ricomprese all'interno dell'audit plan approvato dall'Organo con Funzione di Supervisione Strategica e contemplate nella normativa interna di riferimento. La responsabilità delle attività di revisione risulta esclusivamente di competenza del Servizio Audit il quale non è coinvolto nelle attività di selezione e sviluppo del modello di rating interno ed è indipendente dalla funzione di convalida interna.

Con particolare riferimento ai processi di primo sviluppo adozione e monitoraggio dei sistemi regolamentari dedicati alla misurazione del Rischio di Credito, si riportano qui di seguito le fasi principali dei vari processi coinvolti, unitamente ai relativi ruoli e responsabilità. Il processo di sviluppo di un nuovo modello interno è attivato dal Risk Officer, sulla base di esigenze:

  • interne: piano industriale, valutazioni di opportunità supportate da analisi effettuate da strutture della Funzione Risk Management ed altre strutture del Gruppo, esiti del processo di misurazione e monitoraggio del rischio modello, criticità evidenziate dalle Funzioni di Controllo;
  • esterne: richieste specifiche dell'Autorità di Vigilanza, evoluzione della normativa esterna di riferimento, evoluzione del mercato.

In particolare, il Risk Officer formalizza:

  • le analisi preliminari per una valutazione sull'opportunità di procedere nelle attività di sviluppo del nuovo modello interno;
  • di concerto con le altre funzioni aziendali coinvolte, il relativo progetto in cui sono pianificate le attività connesse allo sviluppo e adozione dello stesso, individuate le responsabilità, definiti i tempi di realizzazione nonché determinati gli investimenti previsti in termini di risorse umane, finanziare e tecnologiche.

Il piano di progetto è sottoposto ad approvazione da parte degli Organi Aziendali in caso di esplicita richiesta normativa e/o da parte dell'Autorità di Vigilanza, nonché in caso di superamento dei limiti di spesa definiti all'interno del Regolamento di Gestione della Spesa. Inoltre, solo nel caso in cui ricorrano le condizioni indicate dalla Guida TRIM ECB sui General Topics (Section 3: Roll-out and PPU), il Risk Officer, con il supporto della Funzione Risk Management, procede all'aggiornamento del piano di roll-out e alla condivisione dello stesso con il Comitato Risk Management e con il Comitato Esecutivo, e alla presentazione al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, per successiva delibera del Consiglio di Amministrazione. Concluso il processo di approvazione interno, il Risk Officer provvede all'inoltro del piano di roll-out all'Autorità di Vigilanza competente. Una volta attivato l'indirizzo strategico del progetto per l'adozione del modello interno, la Funzione di Sviluppo avvia le valutazioni in merito al perimetro degli elementi del modello interno da sviluppare (aspetti metodologici, organizzativi e implementativi). Nello specifico, il processo di definizione dei modelli interni si articola nelle fasi di seguito declinate:

  • definizione del perimetro di applicazione;
  • definizione del model design;
  • condivisione con la funzione responsabile dei sistemi informativi (i.e. SINFO) dei business requirements per l'adeguamento dell'architettura informatica a supporto dei modelli;
  • condivisione delle scelte organizzative funzionali all'adozione dei modelli nei processi aziendali con le funzioni responsabili.

Il perimetro di applicazione del modello interno e le scelte di model design sono definite dal Team RCR (i.e. Funzione di Sviluppo) sulla base di analisi di composizione del portafoglio, di eventuali indicazioni normative in materia e delle prassi gestionali adottate dal Gruppo. La proposta formulata viene condivisa con il Risk Officer. Il Team competente dello sviluppo del modello interno analizza e accoglie le sue eventuali segnalazioni, procedendo, se necessario, a condividerle con le altre Funzioni Aziendali coinvolte e/o a rivedere il perimetro di applicazione del modello identificato. Una volta definito il disegno di fondo relativo al nuovo modello interno, si procede con le attività di seguito descritte:

  • interazione con SINFO per la predisposizione delle basi dati necessarie allo sviluppo del modello in ambiente di laboratorio;
  • sviluppo del modello interno a cura dell'Ufficio competente, in coerenza con le linee guida relative al processo di sviluppo dei modelli interni, con le scelte metodologiche definite e assicurando un'efficace gestione del rischio di modello. È altresì prevista la possibilità, previa condivisione con il Risk Officer, di procedere a sviluppi "paralleli" di più modelli in ottica esplorativa, rimandando la decisione della scelta del modello successivamente alle analisi delle risultanze preliminari rivenienti dai diversi modelli;
  • interazione con SINFO per le attività di sviluppo dell'architettura informatica, ovvero delle basi dati e degli applicativi a supporto dell'adozione del modello interno nei processi aziendali;
  • interazione con le funzioni responsabili per l'adeguamento dei processi aziendali connessi al modello interno sviluppato;
  • predisposizione della documentazione che rendiconta le scelte metodologiche condotte e i risultati dell'attività di sviluppo.

Terminate le attività di sviluppo, per i modelli, si procede con le attività di seguito descritte:

  • verifiche preliminari da parte del Team VAL, tra cui la misurazione del rischio modello (sulla base dei driver valutabili in fase di primo sviluppo, ovvero materialità e rischio metodologico, inteso come coerenza alla norma e completezza della documentazione), per accertare l'adeguatezza del modello interno e la conformità ai requisiti normativi di riferimento, alle best practice e alle esigenze di business e presidio del rischio, che confluiscono nel documento di Parere Preventivo;
  • condivisione della documentazione di sviluppo e del Parere Preventivo con il Risk Officer che, in caso di valutazione positiva, procede a sottoporre la proposta di adozione del modello interno al Comitato Risk Management per successiva delibera in Comitato Esecutivo, e al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo per successiva delibera in Consiglio di Amministrazione.

Per le metriche, il processo di adozione segue il seguente iter:

  • le attività del Team VAL sono svolte ex-post in fase di misurazione del rischio modello;
  • la delibera in Consiglio di Amministrazione, previa condivisione con il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo avviene contestualmente alla delibera relativa alle declinazioni metodologiche adottate in ambito Risk Appetite Framework.

L'adozione del modello interno ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali regolamentari è subordinata all'autorizzazione da parte dell'Autorità di Vigilanza competente. A tal fine, il Gruppo procede pertanto alla predisposizione e al successivo inoltro dell'istanza autorizzativa all'Autorità competente secondo i criteri previsti dalla normativa di riferimento, utilizzando la seguente documentazione a supporto:

  • descrizione del portafoglio, perimetro di applicazione, impatti sui fondi propri, piano di roll-out;
  • struttura organizzativa e governance;
  • documentazione di dettaglio sulle definizioni di perdita e di default, processo di assegnazione del rating, classificazione per classe di esposizione, infrastruttura IT, processo di data quality, processo di produzione e manutenzione della documentazione interna;
  • descrizione del model design e dei dati impiegati;
  • utilizzo del modello;
  • framework e report di validazione;
  • report di Audit;
  • glossario.
  • presentazioni a supporto degli accessi ispettivi dell'Autorità di Vigilanza.

La documentazione è condivisa con il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e trasmessa al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo per approvazione, e al Consiglio di Amministrazione delle Società del Gruppo interessate per informativa. Allo scopo di tenere aggiornato il senior management del Gruppo, l'istanza è condivisa in via preventiva con il Comitato Risk Management.

Per quanto riguarda specificatamente il processo di application, l'Autorità di Vigilanza verifica la completezza e l'adeguatezza del pacchetto inviato e comunica via lettera o mail gli esiti dei controlli di completezza:

  • se positivi, si prosegue con la richiesta formale di application confermando il pre-application package, riportando eventuali modifiche al self-assessment questionnaire o alla documentazione a supporto nel cosiddetto change log file condiviso con il JST. L'application package è condiviso con il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e trasmesso al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo per approvazione, e al Consiglio di Amministrazione delle Società del Gruppo interessate per informativa. Allo scopo di tenere aggiornato il senior management del Gruppo, l'application package è condiviso in via preventiva con il Comitato Risk Management;
  • se negativi, si procede a indirizzare i rilievi dell'Autorità di Vigilanza entro le scadenze stabilite dalla stessa e a ripetere le fasi del processo descritto in precedenza.

Ricevuta l'autorizzazione da parte dell'Autorità di Vigilanza, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo delibera l'adozione del modello a fini regolamentari, mentre il Consiglio di Amministrazione delle Società del Gruppo interessate ratificano l'adozione. Una volta concluso con esito positivo l'iter di approvazione del modello interno in fase di adozione, questo inizia ad essere effettivamente impiegato nell'ambito dei relativi processi interni, coerentemente con gli obiettivi di sviluppo definiti in fase di pianificazione.

In coerenza con le disposizioni normative di riferimento, il Gruppo si è dotato di un framework di monitoraggio periodico dei modelli interni adottati, al fine di:

  • valutare l'accuratezza delle stime di tutte le componenti rilevanti di rischio;
  • esprimere un giudizio in merito al regolare funzionamento, alla capacità predittiva e alla performance su base continuativa;
  • assicurare un adeguato presidio del rischio modello.

Le attività di monitoraggio e aggiornamento dei modelli prevedono, sia attività di ricalibrazione a cura della Funzione di Sviluppo competente con frequenza annuale, sia attività di monitoraggio e review che includono verifiche di natura quantitativa, sia verifiche di natura qualitativa, in considerazione del modello analizzato. La frequenza e la profondità delle attività di verifica è definita sulla base dei seguenti criteri:

  • esiti delle analisi di model risk, misurato sulla base di specifici driver:
    • o l'aging del modello, che ne valuta il rischio di obsolescenza;
    • o la presenza/aging di linee evolutive e rilievi;
    • o il rischio residuo, derivante dalla qualità dei dati in produzione e degli strumenti adottati, nonché dall'utilizzo del modello;
    • o il rischio metodologico, inteso come coerenza alla norma o alle prassi di mercato, e completezza della documentazione;
  • prescrizioni normative (ovvero, frequenza almeno annuale per i modelli regolamentari);

esiti delle attività dei precedenti cicli di verifica della Funzione di Validazione.

In particolare, in merito alla profondità delle analisi, sono previste tre modalità di verifica:

  • standard validation: VAL effettua l'attività di convalida on-going tramite un set di test/controlli in rispetto dei requisiti normativi relativi alla frequenza minima e alla copertura delle attività di convalida sui modelli regolamentari;
  • comprehensive validation: VAL effettua l'attività di convalida, in caso di modifiche non sostanziali o evidenze del rischio modello alto, tramite un set di controlli di convalida ongoing (Standard Validation) integrati con analisi di model design e model performance specificatamente identificativi delle verifiche sulla modifica introdotta in termini di robustezza delle scelte metodologiche e sulla significatività ed esaustività dei driver adottati o focus specifici in coerenza con i driver del rischio modello.

full review: VAL analizza le risultanze dell'attività di ristima (full review) condotta dalla Funzione di Sviluppo competente in termini di analisi complessiva del modello e delle scelte metodologiche, fornendo pareri sulle conclusioni raggiunte e sulla necessità di eventuali analisi supplementari.

Gli esiti delle attività di misurazione del rischio modello condotte da VAL sono trasmesse con cadenza annuale al Comitato Risk Management. Laddove dalle verifiche condotte emergano criticità o aspetti suscettibili di miglioramento, VAL definisce, con le unità organizzative interessate, gli opportuni interventi e il piano di azione, inclusivo delle seguenti informazioni:

  • catalogo degli interventi;
  • classificazione della modifica;
  • declinazione delle fasi di definizione e sviluppo;
  • durata complessiva e scadenze intermedie;
  • responsabilità dei diversi uffici e/o funzioni coinvolte;
  • stima dell'effort necessario al completamento dell'intervento.

Prima del passaggio agli Organi aziendali, VAL esamina il piano in proposta verificandone l'adeguatezza anche in relazione alle criticità rilevate nell'ambito delle proprie attività. La proposta di piano annuale è condivisa con le funzioni aziendali coinvolte allo scopo di verificarne la fattibilità. Conclusa la fase di condivisione con le funzioni aziendali coinvolte, la proposta di piano annuale è presentata per approvazione al Risk Officer, che la condivide con il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e successivamente la sottopone a delibera di approvazione del Consiglio di Amministrazione. VAL verifica con cadenza almeno trimestrale che le azioni pianificate per sanare i rilievi siano effettivamente poste in essere nelle modalità e nei tempi previsti. Il perimetro delle attività di monitoraggio relative agli interventi ai modelli interni comprende, oltre alle modifiche stabilite a seguito dell'attività di review, anche le modifiche richieste dall'Autorità di Vigilanza competente. Il report di monitoraggio è presentato al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo tramite il Tableau de Bord delle Funzioni Aziendali di Controllo con frequenza trimestrale. Si precisa come il monitoraggio trimestrale ricomprenda sia gli interventi definiti da VAL a valle delle proprie attività di verifica, sia le altre casistiche di interventi definiti sulla base di processi differenti dalla convalida iniziale o dalla convalida periodica (ad esempio, gli interventi identificati a valle delle verifiche della funzione di revisione interna).

Con particolare riferimento alle modifiche ai sistemi regolamentari dedicati alla misurazione del Rischio di Credito, occorre innanzitutto precisare come le norme interne del Gruppo descrivano esaustivamente tutte le tipologie di modifiche (sostanziali da autorizzazione preventiva, non sostanziali da notifica ex-ante e non sostanziali da notifica ex-post) e le relative modalità di classificazione, in maniera completamente allineata al Regolamento delegato UE 529/2014. Si riportano qui di seguito le fasi del processo di modifica, unitamente ai relativi ruoli e responsabilità. Sulla base degli esiti del processo di monitoraggio e/o di richieste da parte dell'Autorità di Vigilanza, la Funzione di Risk Management valuta la necessità di apportare opportune modifiche ai modelli interni. In particolare, le condizioni che possono comportare la necessità di modifiche ai modelli interni adottati sono riconducibili alle seguenti casistiche:

  • evoluzione della Normativa di riferimento;
  • esiti dell'attività di convalida periodica formalizzati dalla Funzione di Validazione;
  • variazioni del perimetro di applicazione del modello conseguenti all'attuazione di decisioni strategiche deliberate dal CA;
  • necessità di aggiornamento della struttura e/o delle metodologie di stima relative al modello interno.

Il processo di identificazione, classificazione, implementazione e adozione delle modifiche ai modelli interni è composto dalle seguenti fasi:

  • il Risk Officer, con il supporto della Funzione di Risk Management, individua la necessità di apportare le modifiche necessarie;
  • la Funzione di Sviluppo responsabile del modello interno propone la classificazione preliminare delle modifiche sulla base di opportune analisi di materialità e tenendo in considerazione i requisiti normativi di riferimento;
  • successivamente, VAL, sulla base di analisi e valutazioni indipendenti, provvede a confermare la classificazione proposta dalla Funzione di Sviluppo competente o a definire una classificazione alternativa vincolante;
  • la classificazione definitiva stabilita da VAL determina tre differenti tipologie di processo:
    • o in caso di modifiche sostanziali ai modelli regolamentari, si applica l'intero processo di adozione, inclusivo della fase di predisposizione e inoltro dell'istanza di autorizzazione all'Autorità di Vigilanza, in considerazione del fatto che la modifica sostanziale è considerata equiparabile all'adozione di un nuovo modello AIRB;
    • o in caso di modifiche non sostanziali di maggiore materialità, la Funzione di Sviluppo procede a sviluppare e progressivamente ad adottare le modifiche ai modelli interessati, inviando flussi informativi periodici a VAL, per consentire l'esecuzione delle verifiche preliminari di competenza. L'iter di approvazione interno prevede la condivisione preventiva della modifica con il Comitato Risk Management, e la successiva trasmissione al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo per delibera del CA. La presente casistica di modifica ai modelli regolamentari prevede la notifica ex-ante all'Autorità di Vigilanza tramite specifico form (senza trasmissione dei cd. pre-application e application package). Nello specifico, il Risk Officer, con il supporto di VAL, procede alla compilazione dello specifico form disponibile da portale IMAS fornito dall'Autorità di Vigilanza, inclusivo delle seguenti informazioni:
      • perimetro di applicazione della modifica;
      • descrizione della modifica/estensione del modello;
      • data di adozione della modifica;
      • impatto quantitativo a livello consolidato della modifica/estensione sugli importi delle esposizioni ponderati per il rischio o sui requisiti di fondi propri.

Prima della trasmissione all'Autorità di Vigilanza (da effettuare almeno 2 mesi prima dell'adozione), il form è condiviso con il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e trasmesso al CA della Capogruppo per approvazione, e al CA delle Società del Gruppo interessate per informativa. Allo scopo di tenere aggiornato il senior management del Gruppo, il form è condiviso in via preventiva con il Comitato Risk Management;

  • o in caso di modifiche non sostanziali ai modelli regolamentari, la Funzione di Sviluppo procede a sviluppare e progressivamente ad adottare le modifiche ai modelli interessati. Successivamente, VAL procede ad analizzarle e riportarle nella relazione annuale relativa ai modelli interni, dando evidenza dei razionali di ciascuna modifica e delle eventuali conseguenze anche in termini di performance. Inoltre, l'iter di approvazione interno prevede la condivisione preventiva della modifica con il Comitato Risk Management, e la successiva trasmissione al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo per delibera del CA. Il Risk Officer, con il supporto di VAL, procede alla compilazione dello specifico form, in quanto la presente casistica di modifica prevede la notifica ex-post all'Autorità di Vigilanza (senza trasmissione dei cd. preapplication e application package). Il form include le seguenti informazioni:
    • perimetro di applicazione della modifica;
    • descrizione della modifica/estensione del modello;
    • data di adozione della modifica.

Prima della trasmissione all'Autorità di Vigilanza, da effettuare con cadenza almeno annuale, e comunque non oltre il mese di gennaio dell'anno successivo all'adozione, il form è condiviso con il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e trasmesso al CA della Capogruppo per approvazione, e al CA delle Società del Gruppo interessate per informativa. Allo scopo di tenere aggiornato il senior management del Gruppo, il form è condiviso in via preventiva con il Comitato Risk Management.

  • In coerenza con la normativa di riferimento, Regolamento Delegato UE 529/2014, si prevede:
    • o in caso il Gruppo non intenda adottare una modifica già autorizzata dall'Autorità di Vigilanza competente a partire dalla data indicata nella nuova autorizzazione, occorre richiedere al più presto un'ulteriore autorizzazione alla medesima Autorità di Vigilanza;
    • o se l'attuazione di una modifica autorizzata dall'Autorità di Vigilanza competente è posticipata come da punto precedente, è necessario notificare il ritardo alla stessa, e presentare un piano di pronta attuazione dell'estensione o modifica autorizzata, la cui tempistica dev'essere concordata con l'Autorità di Vigilanza competente;
    • o laddove la modifica rientri nella categoria soggetta a notifica preventiva all'Autorità di Vigilanza competente (modifiche non sostanziali con notifica ex-ante), in caso di

decisione di non adozione dell'estensione o modifica successiva rispetto alla notifica (ex-ante), occorre comunicare al più presto tale decisione all'Autorità di Vigilanza competente.

per i soli interventi per i quali l'Autorità di Vigilanza competente abbia esplicitamente richiesto un'apposita comunicazione, il Risk Officer, di concerto con VAL, previa verifica dell'adeguatezza delle modifiche sviluppate e della relativa corretta adozione, presenta agli Organi aziendali competenti la proposta di deliberazione sulla chiusura degli interventi esaminati.

Le responsabilità, i processi decisionali e i flussi informativi relativi ai vari organi societari e al senior management, identificato con il Comitato Risk Management, per quanto riguarda i modelli regolamentari AIRB, sono normati nel Regolamento di Gruppo Risk Management, con particolare riferimento all'Allegato 1 - Adozione, gestione e modifica dei modelli interni.

Nell'ambito del processo di adozione dei modelli regolamentari:

  • Il Comitato Risk Management, Il Comitato Esecutivo, il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e il consiglio di Amministrazione ricevono, per valutazione ed approvazione, il roll-out plan redatto o aggiornato dal Risk Officer, con il supporto della Funzione di Risk Management;
  • I medesimi organi ricevono, sempre dal Risk Officer, la proposta di adozione del nuovo modello regolamentare, unitamente a tutta la documentazione relativa, comprensiva tra gli altri del parere di prima validazione della Funzione di Validazione, del parere della Funzione di Internal Audit, delle Schede Modello redatte dalla Funzione di Sviluppo e dei pre-application e application package (inclusivi dei cd. pre-application form e self assessment questionnaire);

Nell'ambito del processo di monitoraggio dei modelli regolamentari:

  • Il Comitato Risk Management riceve ed esamina con cadenza almeno annuale le risultanze delle analisi di rischio modello condotte dalla Funzione di Validazione;
  • Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e il Consiglio di Amministrazione ricevono per approvazione dal Risk Officer, supportato dalla Funzione di Validazione, le risultanze delle attività di convalida periodica, unitamente al piano di remediation definito relativamente alle eventuali criticità riscontrate;
  • Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo riceve, nell'ambito del cd. Tableu de Bord, il monitoraggio trimestrale degli interventi definiti al punto di cui sopra, comprensivi non solo delle azioni definite dalla Funzione di Validazione, ma anche di quelle individuate e condivise dalle altre funzioni di controllo aziendali, con particolare riferimento all'Internal Audit.

Nell'ambito del processo di modifica dei modelli regolamentari:

  • In caso di modifiche sostanziali sottoposte ad autorizzazione preventiva, la documentazione e le relazioni ricevute dai vari organi aziendali e dal senior management sono le medesime già descritte per il processo di adozione di un nuovo modello regolamentare;
  • In caso di modifiche non sostanziali sottoposte a notifica ex-ante o ex-post, il Comitato Risk Management, il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e il Consiglio di Amministrazione ricevono, per verifica e successiva approvazione, i form specifici BCE dedicati alle comunicazioni di notifiche non materiali.

Per quanto riguarda i contenuti dei principali documenti trasmessi al senior management e agli organi aziendali per approvazione:

  • Le Schede Modello contengono una descrizione approfondita del perimetro di applicazione del modello, dei dati impiegati a fini di sviluppo, delle scelte di segmentazione, dell'approccio di model design, del rispetto dei requisiti normativi di riferimento, dei test e delle performance dei modelli e infine dei risultati ottenuti in termini di parametri di rischio;
  • I report di prima validazione e di validazione periodica contengono l'elenco dei test effettuati su ciascun modello unitamente alla relativa tipologia, il risultato ottenuto su ciascun test, la traduzione dello stesso in un giudizio sintetico, un giudizio complessivo su ciascuna area di indagine impiegata (model design, model performance, backtesting, ecc.), il giudizio finale formulato per ciascun modello nel suo complesso, le eventuali carenze individuate e le potenziali azioni correttive individuate.

L'attuale impianto regolamentare AIRB prevede l'impiego dei seguenti 11 modelli:

PD Corporate, applicato a tutte le controparti rientranti nella Funzione Regolamentare Corporate, al fine di assegnare una classe di rating, unitamente al parametro PD associato alla stessa. Lo sviluppo del modello prevede l'impiego di un dataset contenente l'elenco di tutte le controparti bonis Corporate rilevate a tutte le date di osservazione (fine mese) incluse nella serie storica dicembre 2011 - dicembre 2021, con indicazione sia del valore di score Per*Fido assegnato a quella dat, sia dell'informazione relativa ad un eventuale passaggio a default nei 12 mesi successivi alla data di osservazione. Tramite regressione logistica sui dati storici di passaggio a default, ciascuno dei punti di score ammessi (valori tra 0 e 1) è trasformato in una PD teorica. Successivamente, tali PD teoriche sono impiegate come input ad un algoritmo di cluster analysis, finalizzato ad individuare un certo numero di classi di rating (tramite definizione di cut-off sui punteggi score) considerate statisticamente significative in termini di differenze di rischio di default atteso. Infine, una volta stabilite tali classi, la PD associata è calcolata semplicemente come tasso di default di lungo periodo osservato sulle controparti ricomprese in quella classe per tutte le rilevazioni mensili considerate. Chiaramente tale approccio di stima, basato sulla quantificazione di PD completamente equivalenti ai tassi di default storici, comporta una perfetta coincidenza dei parametri con i tassi di passaggio a default osservati nei vari periodi di riferimento;

  • PD Retail Imprese, applicato a tutte le controparti rientranti nella Funzione Regolamentare Retail e valutate con i percorsi Per*Fido 2 - Microattività/Agricoltori o 3 - Microimprese, al fine di assegnare una classe di rating, unitamente al parametro PD associato alla stessa. Per quanto riguarda lo sviluppo del modello e i dati impiegati, l'approccio impiegato è il medesimo descritto per il modello di PD Corporate;
  • PD Retail Privati, applicato a tutte le controparti rientranti nella Funzione Regolamentare Retail e valutate con i percorsi Per*Fido 1 - Privati Mutui o 1 - Privati Altro, al fine di assegnare una classe di rating, unitamente al parametro PD associato alla stessa. Per quanto riguarda lo sviluppo del modello e i dati impiegati, l'approccio impiegato è il medesimo descritto per il modello di PD Corporate;
  • PD Retail Pool di Prodotto, applicato a tutte le controparti rientranti nella Funzione Regolamentare Retail non valutate con uno dei percorsi Per*Fido, al fine di assegnare una classe di rating, unitamente al parametro PD associato alla stessa. In questo caso, lo sviluppo del modello si basa semplicemente sull'individuazione di classi di rischiosità distinte per prodotto in base all'analisi dei tassi di default storici. I dati impiegati sono i medesimi dei modelli PD già descritti, l'unica differenza è rappresentata dall'assenza della variabile score, sostituita da una serie di caratteristiche della posizione. In questo modo, vengono selezionati una serie di risk driver in grado di identificare classi statisticamente diverse in termini di rischiosità, al pari di quanto fatto per i modelli PD basati sullo score Per*Fido. Una volta definite le classi di rating, anche in questo caso le PD associate equivalgono al tasso di default storico di lungo periodo osservato;
  • LGD Bonis Credito Emiliano, applicato a tutte le esposizioni in Bonis facenti capo a clientela performing Corporate e Retail di Credito Emiliano. Il modello, sviluppato tramite un approccio per componenti, prevede la stima sia di un valore di LGD Sofferenza bonis sia di valori di danger rate, DeltaQ e LGDSeS (i.e. probabilità di migrazione a sofferenza di una controparte performing), che moltiplicati fra loro restituiscono il valore di LGD atteso su posizioni in bonis. Si precisa come le stime includano l'impatto dei Costi Indiretti e dell'effetto Downturn. Lo sviluppo del modello si basa, per la componente sofferenza, sull'impiego di una base dati all'interno della quale sono presenti tutte le posizioni passate a sofferenza dal 2001 alla data di riferimento, ovvero dicembre 2021. Per ciascuna osservazione è presente l'informazione sulla data di ingresso a sofferenza, la relativa esposizione e il tasso di LGD economica osservato, ovvero la perdita calcolata impiegando tutti i flussi di cassa osservati e scontati fino alla data di ingresso a sofferenza, pari al complemento a uno del rapporto tra i flussi di incasso netti dei costi e l'esposizione soggetta a recupero, in base al cd. approccio workout. Su tale campione vengono testati tramite analisi regressiva univariata e multivariata relativi alle caratteristiche della controparte e dell'operazione riferite allo stato di performing, in modo da pervenire ad un'equazione multivariata che restituisca un tasso di LGD Sofferenza in base ai valori assunti dai risk driver selezionati come statisticamente rilevanti.

A questi ultimi sono stati applicati specifici correttivi per tenere conto delle posizioni ancora aperte in stato di sofferenza e della previsione di recupero ipotizzabile su di loro a partire da quanto osservato nello storico. Infine è previsto un'ulteriore fattore di correzione derivatnte dall'applicazione dell'Art. 500 della CRR che permette di modelizzare distintamente le perdite provenienti da "massive disposal" avvenute nell'orizzonte temporale tra 23 novembre 2016, ma non oltre il 28 giugno 2022.

Per quanto riguarda le componenti relative al pre-contenzioso, le base dati comprendono tutti gli ingressi a default ricompresi nella serie storica utilizzata (dicembre 2011- dicembre 2021), con il dettaglio del tipo di controparte, lo stato di primo ingresso a default, il taglio dell'esposizione, la tipologia di prodotto e le informazioni circa margini e accordato per la controparte con l'eventuale segnale di classificazione finale allo stato di sofferenza. Si precisa come il dataset di stima comprenda esclusivamente i cicli di default ritenuti chiusi, ovvero quelli direttamente classificati a sofferenza oppure classificati in un primo momento in uno stato di precontenzioso (past due e inadempienza probabile) e successivamente ritornati in bonis o passati a sofferenza. Con un simile set di osservazioni coerente con quello utilizzato per stima dei parametri PD e CCF, tramite approccio basato sui dati medi storici di lungo periodovengono calcolati:

  • o le probabilità di una controparte bonis di essere classificata a sofferenza dato l'evento generico di classificazione a default;
  • o la variazione media di esposizioni tra l'ingeresso a default e il passaggio a Sofferenza
  • o la Perdita media per le posizioni che si chiudono a stralcio senza migrare a Sofferenza o rientrano in bonis.
  • ELBE Defaulted Assets Credito Emiliano; applicato a tutte le esposizioni in Default facenti capo a clientela non performing Corporate e Retail di Credito Emiliano. Il modello, sviluppato tramite un approccio per componenti, prevede la stima sia di un valore di ELBE Sofferenza sia di valori correttivi nelle component di Danger Rate migrazioni e DeltaQ (i.e. probabilità di migrazione a sofferenza di una controparte past due o inadempienza probabile e variazioni di esposizione registrati tra l'ingresso a default e il passaggio a sofferenza), che moltiplicati fra loro restituiscono il valore di ELBE atteso su posizioni in past due e inadempienza probabile. Per quanto riguarda le posizioni in stato di sofferenza, si applica semplicemente il valore i ELBE stimato senza l'impiego della componente danger rate, essendo la posizione già classificata nel suo stato terminale. Si precisa come le stime non includano l'impatto dei Costi Indiretti e dell'effetto Downturn. Per quanto riguarda lo sviluppo del modello, l'approccio è del tutto simile rispetto a quanto visto per il modello performing, fatta eccezione per l'introduzione tra i risk driver della componente sofferenza delle variabili relative al vintage della posizione, alla tipologia di processo di recupero attivata e alla presenza o meno di garanzie. Anche per i fattori correttivi per il precontenzioso l'approccio è esattamente il medesimo, semplicemente i driver di definizione dei paramentrisono rilevati al passaggio a default e non 12 mesi prima come per gli analoghi fattori per le esposizioni performing;
  • LGD Defaulted Assets Credito Emiliano, applicato a tutte le esposizioni in Default facenti capo a clientela non performing Corporate e Retail di Credito Emiliano. L'approccio risulta il medesimo già visto per l'ELBE, tuttavia, nel caso della LGD Defaulted Assets, ai valori di ELBE Sofferenza stimati con approccio Workout e modello regressivo vengono sommati i Costi Indiretti, MoC specifici (Margin of Conservativism) e la componente di Downturn, al fine di inglobare nelle stime una componente di perdita inattesa;
  • LGD Bonis Credem Leasing, applicato a tutte le esposizioni in Bonis facenti capo a clientela performing Corporate e Retail di Credem Leasing. Il modello, sviluppato tramite un approccio per componenti, prevede la stima sia di un valore di LGD Sofferenza bonis sia dai fattori correttivi, che moltiplicati fra loro restituiscono il valore di LGD atteso su posizioni in bonis. Si precisa come le stime includano l'impatto dei Costi Indiretti e dell'effetto Downturn. L'approccio di sviluppo ricalca esattamente quanto già visto per il modello di Credito Emiliano, fatta eccezione per la profondità storica che arriva fino al 2001 e per i risk driver analizzati e impiegati, in questo caso tipici dell'operatività di prodotti leasing. Infine, si tenga presente che la stima della componente Danger Rate Migrazioni è svolta in maniera aggregate per le controparti delle due entità mentre il resto dei modelli disingue tra Credito Emiliano e Credemleasing;
  • ELBE Defaulted Assets Credem Leasing; applicato a tutte le esposizioni in Default facenti capo a clientela non performing Corporate e Retail di Credito Leasing. Il modello, sviluppato tramite un approccio per componenti, prevede la stima sia di un valore di ELBE Sofferenza sia dei fattori correttivi, che moltiplicati fra loro restituiscono il valore di ELBE atteso su posizioni in past due e inadempienza probabile. Per quanto riguarda le posizioni in stato di sofferenza, si applica semplicemente il valore i ELBE stimato senza l'impiego della componente danger rate, essendo la posizione già classificata nel suo stato terminale. Si precisa come le stime non includano l'impatto dei Costi Indiretti e dell'effetto Downturn L'approccio di sviluppo ricalca esattamente quanto già visto per il modello di Credito Emiliano, fatta eccezione per la profondità storica che arriva fino al 2001 e per i risk driver analizzati e impiegati, in questo caso tipici dell'operatività di

prodotti leasing. Anche per questa componente la stima della componente Danger Rate Migrazioni è svolta in maniera aggregate per le controparti delle due entità mentre il resto dei modelli disingue tra Credito Emiliano e Credemleasing;

  • LGD Defaulted Assets Credem Leasing, applicato a tutte le esposizioni in Default facenti capo a clientela non performing Corporate e Retail di Credito Emiliano. L'approccio risulta il medesimo già visto per l'ELBE, tuttavia, nel caso della LGD Defaulted Assets, ai valori di ELBE Sofferenza stimati con approccio Workout e modello regressivo vengono sommati i Costi Indiretti, Moc (Margin of Conservativism) e la componente di Downturn, al fine di inglobare nelle stime una componente di perdita inattesa;
  • EAD Cassa Credito Emiliano e Credem Leasing, applicato a tutte le esposizioni per cassa rateali performing e non facenti capo a clientela performing Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credem Leasing. Il modello a seconda della tipologia di rapporto (performing o no, rateale o no) prevede la stima di valori rispettivamente:
    • o di CCF che, applicati al margine disponibile delle linee di cassa, restituiscono il valore atteso di esposizione che verrà tirata fino all'evento di default, e che a sua volta sommata con l'esposizione effettivamente utilizzata alla data genererà la EAD complessiva soggetta al rischio di credito;
    • o Parallelamente, per tutte le casistiche caratterizzate da immaterialità, assenza di margine disponibile, o per le esposizioni non–performing si prevede che venga impiegato il cd. Fattore K, che applicato all'utilizzo alla data genera l'EAD complessiva soggetto al rischio di credito.

Al pari del modello LGD, il dataset contiene tutti le posizioni migrate a default in un dato orizzonte temporale (i.e. stesso perimetro di default osservato nel modello PD), e per ognuna delle quali sono presenti sia le caratteristiche oggetto di studio (i.e. risk driver) del modello, sia il valore di CCF/K storico effettivamente osservato, ovvero il rapporto tra il delta di esposizione osservato nei 12 mesi prima del default e il margine disponibile all'inizio di tale periodo di osservazione. L'approccio di sviluppo prevede l'individuazione di una serie di risk driver rilevanti tramite analisi univariata, e successivamente la stima dei parametri associati a ciascuna cella della griglia così ottenuta tramite un approccio a media di cella (media aritmetica dei parametri medi osservati annualmente).

Per quanto riguarda le modalità di validazione, la Funzione di Validazione (Team VAL) è responsabili di sottoporre inizialmente i modelli AIRB a una prima validazione omnicomprensiva, e successivamente, con cadenza almeno annuale, ad una revisione delle stime, tanto più profonda e frequente in virtù delle eventuali anomalie riscontrate nei precedenti monitoraggi. In particolare, la review peripodica delle stime è regolata dal Framework di Validazione, un documento ufficiale di taglio operativo che per ciascuno dei modelli descritti indica:

  • Il set intero di controlli quantitativi e qualitativi da effettuare (e.g. process & governance, model design, model envoirment e model performance ecc.);
  • Le metriche di valutazione da adottare (e.g. test statistici quali capacità discriminante, potere predditivo, rappresentatività, omogeneità ecc.);
  • I risultati di ciascun controllo in base ai valori quantitativi e qualitativi ottenuti;
  • Le azioni di rimedio automatiche da attivare in base ai risultati di cui al punto sopra;
  • Le modalità per pervenire ad un giudizio di sintesi del modello in base ai risultati ottenuti sulle singole metriche, che come illustrato determinerà la frequenza e l'intensità dei successivi monitoraggi.

Per l'applicazione dell'intero processo di validazione, e in particolare del suddetto framework, VAL si avvale di basi dati dedicate, simili per struttura a quelle già descritte per lo sviluppo dei modelli, ma eventualmente arricchite in termini di informazioni e/o profondità storica, e comunque sempre idonee a consentire lo svolgimento dell'intero set di controlli e verifiche definito.

Utilizzo dei modelli interni regolamentari

Il sistema interno di rating in uso presso il Gruppo Credem produce misure di rischiosità dei prenditori che sono utilizzate sia all'interno del processo del credito sia per finalità differenti. Di seguito si illustrano i principali processi in cui trovano utilizzo le misure di rischio prodotte dal sistema di rating interno.

Erogazione e revisione del credito: l'attività di valutazione ed erogazione del credito di Credem Banca verso la clientela assume, come presupposto tecnico, il giudizio di sintesi della rischiosità della controparte, rappresentato dal rating. Nell'attribuzione del rating, la banca deve valutare il grado di rischio in un arco temporale di almeno 18 mesi, tenendo conto della vulnerabilità della controparte a condizioni economiche avverse o ad eventi inattesi. L'autonomia di delibera degli affidamenti rappresenta la delega in materia di credito che il Consiglio di Amministrazione attribuisce agli organi delegati e/o soggetti che ricoprono specifici ruoli oppure "ad personam" a singoli soggetti. In Credem Banca, le autonomie di delibera per gli affidamenti delle posizioni in bonis vengono determinate in base al valore dell'accordato ponderato. L'accordato ponderato quantifica l'ammontare di rischio di credito associato alla posizione, determinato dall'accordato nominale (somma degli affidamenti proposti sulle singole linee), ponderato per gli elementi di rischio delle linee di credito (linea di credito, durata residua e garanzie) e del cliente (rating, settore economico e area territoriale). Si evidenzia, altresì, che il processo di revisione periodica delle posizioni che rientrano nella Funzione Regolamentare Retail, presenta timing differenti in funzione della classe di rating di appartenenza.

Monitoraggio andamentale del credito: l'ufficio Policy e Controllo Crediti svolge attività di controllo e monitoraggio sull'area credito al fine di garantire la corretta individuazione dei rapporti caratterizzati da anomalie andamentali. Tale attività avviene anche ricorrendo alle misure di rischio prodotte dal modello interno di rating. In particolare, l'Ufficio Policy e Controllo Crediti è responsabile dell'individuazione delle posizioni a rischio, caratterizzate da anomalie o da rating problematici/in deterioramento, della formalizzazione di adeguati interventi indirizzati alla Rete per la regolarizzazione delle posizioni segnalate, del monitoraggio delle posizioni oggetto di intervento fino all'avvenuta sistemazione ("gestione dei sospesi") e dell'eventuale coinvolgimento del Direttore di Filiale, della Funzione Regolamentare Corporate e Retail e del Servizio Crediti per la rimozione ed il presidio delle anomalie non evase dalla rete. Inoltre, l'ufficio Policy e Controllo Crediti effettua controlli massivi, con frequenza trimestrale, dell'analisi dinamica del portafoglio per classi di rating al fine di prevenire l'eventuale degrado della posizione rispetto all'ultimo rating deliberato segnalando alla Rete i degradi rilevanti per l'eventuale revisione del rating e/o del fido.

Provisioning: a partire dalla relazione semestrale approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 22 luglio 2010, coerentemente con quanto disposto dai principi contabili internazionali IAS/IFRS, si è scelto di adottare i parametri di rischio (PD ed LGD) stimati internamente dal sistema di rating, per la determinazione degli accantonamenti derivanti da svalutazioni collettive delle attività finanziarie in bonis. Successivamente i parametri di rischio sono stati ulteriormente evoluti per tenere in considerazione le peculiarità richieste dal principio contabile IFRS9 a partire da dicembre 2017. La valutazione avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito e le relative percentuali di perdita sono stimate tenendo conto di serie storiche, fondate su elementi osservabili alla data della valutazione, che consentano di stimare il valore della perdita latente in ciascuna categoria di crediti. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, è associata una "probabilità di inadempienza" assegnata sulla base del rating interno del cliente ed una "perdita in caso di inadempienza" commisurata all'ammontare dell'esposizione, alla forma tecnica del finanziamento e alla tipologia di garanzia. Inoltre, i parametri di rischio (PD e LGD) stimati internamente dal sistema di rating sono stati adottati per la stima degli accantonamenti derivanti da svalutazioni analitiche, di tipo forfettario, previste per le posizioni classificate come Past Due.

Misurazione delle performance del credito ed allocazione del capitale: in ottica Risk Appetite Framework (RAF), il Gruppo Credem utilizza come Massimo Rischio Assumibile o Risk Capacity, il patrimonio di Vigilanza di Gruppo (Fondi Propri), o parte di esso in presenza di vincoli imposti dall'Assemblea degli Azionisti o dall'Autorità di Vigilanza.

Il processo RAF è fortemente interconnesso al processo di Pianificazione di Gruppo, coordinato dal Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo, con il supporto del Servizio VALORE, in particolare con le seguenti fasi: i) linee guida nelle quali il Servizio Valore elabora, sulla base di indirizzi di Risk Appetite definiti dal Servizio ERISK, i principali target che verranno poi sviluppati e verificati nella fase successiva.

ii) processo di pianificazione sviluppato in coerenza con il processo di Risk Appetite Framework.Al fine di assicurare la formalizzazione della Risk Capacity che il Gruppo è disposto ad accettare nel perseguimento dei propri obiettivi di business, gli obiettivi di rischio/rendimento vengono formalmente assegnati alle singole Società ritenute rilevanti e, ove necessario, alla Business Unit. Nella fase di Pianificazione

Preliminare del processo di RAF, il Comitato Pianificazione strategica, con il supporto tecnico del Team Pianificazione Gestiona Capitale e Costi, ha il ruolo di:

  • proporre al CA le linee guida a medio/lungo termine per la determinazione del Piano Strategico e/o del Budget del Gruppo e, su proposta della funzione di Risk Management, la revisione/conferma dell'insieme di indicatori di Risk Appetite e delle relative metriche di calcolo su cui strutturare il RAF;
  • definire, sulla base delle linee guida, il relativo Business Plan, con l'obiettivo di elaborare una stima preliminare dei risultati economico/finanziari, espressi tramite i parametri reddituali e i valori obiettivo dei principali indicatori relativi ai rischi patrimoniali, di liquidità e di leverage.

Trimestralmente il rischio effettivamente assunto è sottoposto a monitoraggio al fine di verificare che siano rispettate le soglie di appetite e tolerance alle singole tipologie di rischio. Il quadro di riferimento per la determinazione della propensione al rischio utilizza metodologie di stima coerenti con quelle approvate in sede di verifica dell'adeguatezza patrimoniale (processo ICAAP), nel rispetto dei diversi obiettivi.

Sistema premiante: in particolare, il sistema premiante, definito per misurare i diversi livelli di performance, prevede indicatori di rischio-rendimento (Risk Adjusted Return On Risk Adjusted Capital - RARORAC), basati sulla stima interna delle PD, e indicatori di crescita del business (raccolta e impieghi). La struttura organizzativa adibita alla delibera dei rating non possiede obiettivi e non riceve incentivi o premi in connessione al business creditizio. Il sistema premiante delle Business Unit Commerciali prevede indicatori di rischio/rendimento basati sui parametri interni.

Pricing: la normativa interna prevede che nella determinazione delle condizioni da applicare alla clientela, per la quale è prevista l'assegnazione del rating di controparte, sia necessario verificare la congruità del prezzo proposto con il rating creditizio assegnato alla stessa avvalendosi di un apposito supporto di simulazione per la valutazione del profilo di rischio-rendimento (RARORAC) e del capitale gestionale assorbito.

Per quanto riguarda il processo di reporting direzionale relativo all'utilizzo delle misure di rischio prodotte dal modello di rating, le principali informative sono prodotte per il Comitato Risk Management, per il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e per il Comitato Crediti di Gruppo.

Con particolare riferimento ai compiti in materia di gestione e controllo dei rischi, il Comitato Risk Management:

  • valuta il livello di rischio complessivamente assunto dalle singole società sia a livello gestionale che rispetto agli assorbimenti di vigilanza, avendo come riferimento il cd. Tableau de Bord di monitoraggio del Risk Appetite Framework (c.d "indicatori di I livello" o "indicatori RAF");
  • nell'ambito delle attività di monitoraggio definite in coerenza con le regole di vigilanza prudenziale imposte dalla Banca Centrale Europea (cd. processo SREP - Supervisory Review and Evaluation Process), rendiconta gli indicatori cd di II livello o "indicatori SREP" ossia quegli indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo.
  • analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer (di seguito anche RO), revisioni addizionali del RAF;
  • svolge analisi di coerenza delle condizioni applicate alla clientela in funzione del rischio assunto;
  • valuta analisi specifiche proposte dal RO e ritenute esemplificative delle dinamiche dei diversi fattori di rischio;
  • svolge attività valutative in coerenza con quanto attribuito al Senior management dalla normativa in riferimento agli argomenti di Risk Management, in particolare in riferimento ai modelli interni.

Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo svolge le seguenti funzioni di supporto:

  • svolge l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa definire e approvare il Risk Appetite Framework (cd. RAF, con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza);
  • monitora l'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di risk appetite e alle soglie di tolleranza relativamente a tutti gli indicatori previsti nel RAF di Gruppo;
  • formula strategie per la gestione dei rischi;
  • esprime parere sulle proposte del CE relative alle metodologie di misurazione, controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno;
  • recepisce le valutazioni relative all'analisi di rilevanza e analizza qualsiasi nuovo rischio dovesse emergere;
  • valuta le politiche e i processi di valutazione delle attività aziendali (ad es. fair value policy e linee guida e criteri per la svalutazione dei crediti) verificando che il prezzo e le condizioni delle operazioni con la clientela siano coerenti con il modello di business e le strategie in materia di rischi.

Il Comitato Crediti di Gruppo ha l'obiettivo di supportare la Capogruppo in materia di gestione dei c.d. Grandi Rischi. A questo scopo effettua un monitoraggio periodico dei grandi rischi assunti, per singola controparte, mediante un'attività di raccordo tra le strutture organizzative e i sistemi informativi su tutte le attività dell'area credito poste in essere dalle diverse unità che compongono il Gruppo. L'attività del Comitato è supportata dall'ufficio Credit Strategy che svolge la funzione di segreteria tecnica del Comitato stesso con particolare riguardo ai seguenti aspetti della tematica considerata:

  • analisi periodica del rischio di credito a livello consolidato;
  • analisi di norme inerenti l'assunzione del rischio di credito;
  • elaborazione e manutenzione della matrice contenente le soglie di massima esposizione per singola controparte del gruppo Credem.

Il Comitato è composto da membri nominati dal Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo.

Informativa quantitativa

Si espongono nel seguito le principali informazioni quantitative per i portafogli assoggettati ai modelli interni.

Modello EU CR6-A: ambito d'uso dei metodi IRB e SA

Valore
dell'esposizione
come definito
all'articolo 166
del CRR per le
esposizioni
soggette al
metodo IRB
Valore
dell'esposizione
complessiva
per le
esposizioni
soggette al
metodo
standardizzato
e al metodo IRB
Percentuale del
valore
dell'esposizione
complessiva
soggetta
all'utilizzo
parziale
permanente del
metodo SA (%)
Percentuale del
valore
dell'esposizione
complessiva
soggetta a un
piano di
introduzione
(roll-out) (%)
Percentuale del
valore
dell'esposizione
complessiva
soggetta al
metodo IRB (%)
a b c d e
1 Amministrazioni centrali o banche centrali 13.955.964 13.948.051 100,00% - -
1.1 di cui amministrazioni regionali o autorità
locali
00/01/1900 33.927 100,00% - -
1.2 di cui organismi del settore pubblico 00/01/1900 24.029 100,00% - -
2 Enti 1.862.778 1.864.995 100,00% - -
3 Imprese 21.465.048 20.084.932 14,45% 0,60% 84,96%
3.1 di cui imprese – finanziamenti specializzati,
escluso il metodo di assegnazione
00/01/1900 - - - -
3.2 di cui imprese – finanziamenti specializzati, in
base al metodo di assegnazione
00/01/1900 - - - -
4 Al dettaglio 18.952.556 18.522.245 21,05% 1,83% 77,12%
4.1 di cui al dettaglio – PMI, garantite da beni
immobili
00/01/1900 329.919 - - 100,00%
4.2 di cui al dettaglio –
non PMI, garantite da beni
immobili
00/01/1900 9.152.700 0,12% 2,51% 97,37%
4.3 di cui al dettaglio – rotative qualificate 00/01/1900 378.812 - - 100,00%
4.4 di cui al dettaglio – PMI, altre 00/01/1900 1.830.696 18,09% - 81,91%
4.5 di cui al dettaglio – non PMI, altre 00/01/1900 6.830.119 52,08% 1,58% 46,34%
5 Strumenti di capitale 642.799 642.799 3,50% - 96,50%
6 Altre attività diverse dai crediti 3.523.528 3.523.539 99,49% 0,51% -
7 Totale 60.402.672 58.586.562 44,62% 0,81% 54,57%
Mo
de
l
lo
E
U
C
R
Me
do
I
R
B:
iz
ion
i a
l r
isc
h
io
d
i cr
d
i
6 –
to
to
es
p
os
e
p
er
las
d
i es
iz
ion
i e
in
l
lo
d
i
P
D
ter
c
se
p
os
va
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- --------------------------------------------------------------------------------------------------------------
A-I
RB
Int
allo
di
PD
erv
Esp
ni in b
osi
zio
ilan
cio
Esp
ni fuo
osi
zio
ri bila
nci
o
-C
CF
pre
C
CF
ed
io
m
nd
to
po
era
pe
r
l'es
siz
ion
po
e
osi
zio
Esp
ne
C
CF
st-
po
e
CR
M
st-
po
PD
ed
ia
m
nd
ta
po
era
pe
r
l'es
siz
ion
po
e
(
%)
Nu
me
ro
di
de
bit
ori
LG
D m
ed
ia
nd
ta
po
era
pe
r
l'es
siz
ion
po
e
(
%)
Du
rat
a
dia
me
nd
ta
po
era
pe
r
l'es
siz
ion
po
e
(an
ni)
Im
rto
po
de
ll'e
siz
ion
spo
e
r il
nd
to
po
era
pe
risc
hio
do
po
l'ap
lica
zio
p
ne
de
i fa
tto
ri d
i
teg
sos
no
De
nsi

deg
li
im
rti
po
de
lle
osi
zio
ni
esp
nd
ti
po
era
r il
pe
risc
hio
Im
rto
po
de
lla
rdit
pe
a
att
esa
tifi
di
Ret
che
val
ore
e
i
ant
ent
acc
on
am
a b c d e f g h i j k l m
0,
00
0,
15
a <
1.4
44
.06
0
1.8
05
.02
0
16% 1.79
1.5
57
0,
04
%
6.3
42
38
35%
,
2 129
.36
5
7,
22%
275 63
4
0,
00
a <
0,
10
1.4
44
.06
0
1.8
05
.02
0
16% 1.79
1.5
57
0,
04
%
6.3
42
38
35%
,
2 129
.36
5
7,
22%
275 63
4
0,
10
0,
15
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
15
0,
25
a <
8 182 3% 13 0,
23%
16 27,
07%
3 3 21,
91%
- -
0,
25
0,
50
a <
1.8
99
.48
2
1.3
10.
82
3
21% 2.2
44
.04
8
0,
26%
8.1
23
38
39%
,
2 552
.161
24,
61%
2.2
32
1.72
6
0,
50
0,
75
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
75
2,
50
a <
2.13
9.1
08
1.17
3.7
03
19% 2.4
41.
89
8
1,
06
%
11.0
17
38
33%
,
2 1.13
6.7
05
46
55%
,
9.7
99
4.3
02
0,
75
1,
75
a <
2.13
6.2
59
1.17
3.0
40
19% 2.4
38
.67
3
1,
06
%
10.
98
4
38
35%
,
2 1.13
5.6
55
46
57%
,
9.7
87
4.2
94
osi
zio
ni
Esp
2,
1,
75
5
a <
2.8
49
66
2
16% 3.2
25
91%
1,
33 25,
02
%
2 1.0
50
32,
57%
12 7
ver
so
im
pre
se
2,
50
10
00
a <
,
322
.08
6
156
.84
6
11% 350
.66
7
4,
37%
2.7
31
36
89
%
,
2 242
.29
1
69,
09
%
5.4
93
2.3
57
- PM
I
2,
5 a
< 5
319
.34
1
156
.36
3
11% 347
.51
1
36%
4,
2.7
02
37,
01%
2 240
.90
5
69,
32%
63
5.4
2.3
39
5 a
< 1
0
2.7
45
48
3
24% 3.1
56
5,
84
%
29 23
35%
,
2 1.3
86
43
93
%
,
30 18
10,
00
a <
100
00
,
149
.28
5
56
.35
4
9% 163
.98
7
12,
95
%
1.9
64
35
00
%
,
2 162
.16
0
98
89
%
,
7.13
7
3.7
42
10
20
a <
138
.83
7
55
.128
9% 152
.50
7
11,
44%
1.75
9
35
25%
,
2 148
.73
7
97,
53%
5.9
30
3.1
40
20
30
a <
9 5 - 10 23
63%
,
3 34
64%
,
1 5 46
43%
,
- -
30
00
a <
,
100
00
,
10.
43
9
1.2
22
28
%
11.4
71
33
15%
,
20
2
31,
68
%
2 13.
418
116
97%
,
1.2
07
60
2
100
00
,
(
De
fau
lt)
105
.56
1
9.7
56
- 117.
83
1
100
00
%
,
744 80
29%
,
1 113
.58
2
96
39
%
,
85
.53
2
79.
40
0
Tot
ale
rzia
le
pa
(c
las
di
se
osi
zio
ni)
esp
6.0
59
.59
0
12.
68
4.5
5
18,
03
%
0.0
00
7.11
2,
63
%
30
.93
7
38
90
%
,
2 2.3
36
.26
7
32,
86
%
110
.46
8
92
.161
A-I
RB
Int
allo
di
PD
erv
Esp
ni in b
osi
zio
ilan
cio
Esp
osi
zio
ni
fuo
ri
bila
nci
o
-C
CF
pre
C
CF
ed
io
m
nd
to
po
era
pe
r
l'es
siz
ion
po
e
Esp
osi
zio
ne
C
CF
st-
po
e
CR
st-
M
po
PD
ed
ia
m
nd
ta
po
era
pe
r
siz
ion
l'es
po
e
(
%)
Nu
me
ro
di
bit
ori
de
LG
D m
ed
ia
nd
ta
po
era
pe
r
siz
ion
l'es
po
e
(
%)
Du
rat
a
dia
me
nd
ta
po
era
pe
r
l'es
siz
ion
po
e
(an
ni)
Im
rto
po
de
ll'e
siz
ion
spo
e
nd
r il
to
po
era
pe
risc
hio
do
po
lica
zio
l'ap
p
ne
de
i fa
ri d
i
tto
teg
sos
no
nsi

De
deg
li
im
rti
po
de
lle
osi
zio
ni
esp
nd
ti
po
era
r il
pe
risc
hio
Im
rto
po
de
lla
rdit
pe
a
att
esa
Ret
tifi
che
di
val
ore
e
i
ant
ent
acc
on
am
a b c d e f g h i j k l m
0,
00
0,
15
a <
2.0
97.
425
2.4
91.
38
6
26% 2.8
05
.67
4
0,
04
%
1.3
10
39
94
%
1 313
.27
1
11,
17%
44
8
754
0,
00
a <
0,
10
2.0
97.
425
2.4
91.
38
6
26% 2.8
05
.67
4
0,
04
%
1.3
10
,
39
94
%
,
1 313
.27
1
17%
11,
8
44
754
0,
10
0,
15
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
15
0,
25
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
25
0,
50
a <
3.11
6.3
83
1.8
63
.78
5
32% 3.7
85
.80
6
0,
26%
1.9
12
40
80
%
,
1 1.4
31.
812
37,
82
%
3.9
64
2.2
20
0,
50
0,
75
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
2,
50
75
a <
2.3
58
.06
7
07.
43
9
1.4
30
%
2.8
84
6
41.
0,
95
%
2.3
10
35
88
%
,
2 1.78
0.9
89
62,
67%
9.5
25
3.4
82
0,
75
1,
75
a <
2.3
57.
58
2
1.4
07.
43
4
30
%
2.8
41.
33
1
0,
95
%
2.3
08
35
88
%
,
2 1.78
0.9
34
62,
68
%
9.5
25
3.4
82
Esp
osi
zio
ni
1,
75
2,
5
a <
48
5
5 157
%
515 - 2 44
63
%
,
2 55 10,
76%
- -
ver
so
im
pre
se
- Alt
2,
50
10
00
a <
,
135
.81
2
103
.169
9% 151
.96
0
4,
36%
424 39
07%
,
2 172
.72
6
113
67%
,
2.3
19
1.17
8
re
Im
2,
5 a
< 5
135
.81
2
103
.169
9% 151
.96
0
4,
36%
424 39
07%
,
2 172
.72
6
113
67%
,
2.3
19
1.17
8
pre
se
5 a
< 1
0
- - - - - - - - - - - -
10,
00
a <
100
00
,
35
.50
3
28
.88
8
8% 42
.32
1
12,
89
%
242 37,
30
%
2 67.
60
6
159
75%
,
1.8
83
1.2
55
10
20
a <
32
.63
1
28
.69
9
8% 39
.22
6
30
11,
%
178 37,
06
%
2 60
.67
2
67%
154
,
84
1.4
811
20
30
a <
139 - - 148 23
63%
,
37 37,
36%
2 50 33
64%
,
- -
30
00
a <
,
100
00
2.7
33
188 78% 2.9
47
33
45%
27 40
53%
2 6.8
84
23
59%
40
0
44
4
,
100
00
, , 3,
,
(
De
fau
lt)
84
.49
9
7.5
77
- 89
.63
4
100
00
%
,
43
3
90
35%
,
1 91.
30
6
101
87%
,
73
.67
6
75.
89
1
Tot
ale
rzia
le
pa
(c
las
di
se
osi
zio
ni)
esp
7.8
27.
68
9
5.9
02
.24
3
28
25%
,
9.7
17.2
41
1,
44%
6.6
31
39
53%
,
2 3.8
57.
710
39
70%
,
91.
816
84
.78
1
A-I
RB
Int
allo
di
PD
erv
Esp
ni in b
osi
zio
ilan
cio
osi
zio
ni
Esp
fuo
ri
bila
nci
o
-C
CF
pre
C
CF
io
ed
m
nd
to
po
era
pe
r
siz
ion
l'es
po
e
Esp
osi
zio
ne
C
CF
st-
po
e
CR
M
st-
po
PD
ed
ia
m
nd
ta
po
era
pe
r
l'es
siz
ion
po
e
(
%)
Nu
me
ro
di
de
bit
ori
LG
D m
ed
ia
nd
ta
po
era
pe
r
l'es
siz
ion
po
e
(
%)
Du
rat
a
dia
me
nd
ta
po
era
pe
r
siz
ion
l'es
po
e
(an
ni)
Im
rto
po
de
ll'e
siz
ion
spo
e
nd
r il
to
po
era
pe
risc
hio
do
po
l'ap
lica
zio
p
ne
de
i fa
ri d
i
tto
teg
sos
no
De
nsi

deg
li
im
rti
po
de
lle
osi
zio
ni
esp
ti
nd
po
era
r il
pe
risc
hio
Im
rto
po
de
lla
rdit
pe
a
att
esa
Ret
tifi
che
di
val
ore
e
i
ant
ent
acc
on
am
a b c d e f g h i j k l m
0,
00
0,
15
a <
0,
00
a <
10
- - - - - - - - - - - -
0,
0,
10
a <
0,
15
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
0,
15
0,
25
a <
6 - - 6 0,
23%
1 17,
35%
1 - - - -
0,
25
0,
50
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
50
0,
75
a <
43
.52
8
60 - 43
.55
0
0,
67%
49
9
16,
05
%
5 5.3
96
12,
39%
47 27
0,
2,
50
75
a <
84
8
.45
38
4
- 88
.28
8
68
1,
%
1.12
2
16,
92
%
4 20
.84
8
23
61%
,
251 172
Esp
osi
zio
ni
0,
75
1,
75
a <
26
.09
6
75 - 27.
26
0
1,
01%
33
0
16,
86
%
4 4.6
32
16,
99
%
46 33
al d
ett
lio
ag
1,
75
2,
5
a <
58
.36
1
30
9
- 61.
02
8
1,
99
%
792 16,
95%
4 16.
216
26
57%
,
20
5
139
nti
te
- g
ara
da
im
bili
mo
2,
50
10
00
a <
,
141
.73
1
48
6
- 150
.04
8
5,
10%
1.5
02
17,
34
%
4 69
.41
2
46
26%
,
1.3
25
1.4
21
ide
nzi
ali
res
PM
I
2,
5 a
< 5
57.
60
5
85 - 61.
30
2
4,
01%
56
8
17,
56%
4 25
.46
3
41,
54%
43
2
421
5 a
< 1
0
84
.126
40
0
- 88
.74
6
5,
86
%
93
4
17,
19%
4 43
.95
0
49
52%
,
89
3
1.0
00
10,
00
a <
100
00
,
46
.37
2
- - 49
.36
7
13,
34%
477 17,
81%
4 34
.87
5
70
64%
,
1.17
5
1.4
67
10
20
a <
38
.147
- - 40
.48
5
21%
11,
420 72%
17,
4 27.
417
67,
72%
80
2
1.0
22
20
30
a <
6.1
34
- - 6.6
82
20
76%
,
33 18,
32%
4 5.5
97
83
77%
,
254 28
4
30
00
a <
,
100
00
,
2.0
91
- - 2.2
01
30
16%
,
24 93
17,
%
4 1.8
61
84
55%
,
119 160
100
00
,
(
De
fau
lt)
36
.76
0
- - 41.
328
100
00
%
,
45
2
49
05
%
,
2 34
.53
9
83
57%
,
17.5
27
20
.139
Tot
ale
rzia
le
pa
(c
las
di
se
osi
zio
ni)
esp
35
2.8
54
93
0
- 372
.58
8
15,
39
%
4.0
53
20
67%
4 165
.07
0
44
30
%
20
.32
4
23
.22
6
, ,
A-I
RB
di
Int
allo
PD
erv
Esp
ni in b
osi
zio
ilan
cio
Esp
osi
zio
ni
fuo
ri
bila
nci
o
-C
CF
pre
C
CF
ed
io
m
nd
to
po
era
pe
r
siz
ion
l'es
po
e
Esp
osi
zio
ne
C
CF
st-
po
e
CR
M
st-
po
PD
ed
ia
m
nd
ta
po
era
pe
r
l'es
siz
ion
po
e
(
%)
Nu
me
ro
di
de
bit
ori
LG
D m
ed
ia
nd
ta
po
era
pe
r
l'es
siz
ion
po
e
(
%)
Du
rat
a
dia
me
nd
ta
po
era
pe
r
siz
ion
l'es
po
e
(an
ni)
Im
rto
po
de
ll'e
siz
ion
spo
e
nd
r il
to
po
era
pe
risc
hio
do
po
l'ap
lica
zio
p
ne
de
i fa
ri d
i
tto
teg
sos
no

De
nsi
deg
li
im
rti
po
de
lle
osi
zio
ni
esp
ti
nd
po
era
r il
pe
risc
hio
Im
rto
po
de
lla
rdit
pe
a
att
esa
Ret
tifi
che
di
val
ore
e
i
ant
ent
acc
on
am
a b c d e f g h i j k l m
0,
00
0,
15
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
00
a <
0,
10
- - - - - - - - - - - -
0,
10
0,
15
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
15
0,
25
a <
98
4
- - 98
4
0,
23%
10 15,
95%
4 74 7,
52%
- 1
0,
25
0,
50
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
50
0,
75
a <
6.0
53
.124
10.
30
3
- 6.0
53
.142
0,
67%
68
.44
8
16,
61%
5 1.0
18.
59
0
16,
83
%
6.7
37
3.6
92
0,
75
2,
50
a <
2.2
83
.179
6.7
53
- 2.2
83
.18
4
1,
67%
26
.53
2
17,
11%
5 716
.67
2
31,
39%
6.4
92
6.3
38
0,
75
1,
75
a <
1.5
61.
86
6
3.9
38
- 1.5
61.
86
6
1,
44%
17.2
67
17,
50%
5 46
0.7
10
29,
50%
3.9
36
4.3
25
osi
zio
ni
Esp
al d
lio
ett
ag
1,
75
2,
5
a <
721
.31
3
2.8
14
- 721
.31
8
2,
18%
9.2
65
16,
25%
5 255
.96
2
35,
49
%
2.5
56
2.0
13
tite
ga
ran
2,
50
10
00
a <
,
401
.27
2
78
5
- 401
.27
7
6,
08
%
4.8
67
16,
76%
5 259
.20
7
64
60
%
,
4.0
91
50
5.1
da
im
bili
mo
PM
I
- n
on
2,
5 a
< 5
- - - - - - - - - - - -
5 a
< 1
0
401
.27
2
78
5
- 401
.27
7
6,
08
%
4.8
67
16,
76%
5 259
.20
7
64
60
%
,
4.0
91
5.1
50
10,
00
a <
100
00
,
120
.50
3
214 - 120
.50
3
17,
31%
1.5
21
16,
79%
5 116
.70
7
96
85%
,
3.4
94
3.2
82
10
20
a <
117.
78
9
194 - 117.
78
9
17,
16%
1.4
72
16,
89
%
5 114
.62
9
97,
32%
3.4
14
3.1
44
20
30
a <
2.7
14
20 - 2.7
14
23
63%
,
49 12,
52%
4 2.0
79
76,
59%
80 139
30
00
a <
,
100
00
,
- - - - - - - - - - - -
100
00
,
(
De
fau
lt)
117.
359
- - 125
.37
4
100
00
%
,
1.9
75
39
33%
,
3 100
.29
7
80
00
%
,
41.
311
54
.49
6
rzia
Tot
ale
le
pa
(c
las
di
se
osi
zio
ni)
esp
8.9
76
.42
1
18.
05
4
- 8.9
84
.46
4
2,
78%
103
.35
3
17,
06
%
5 2.2
11.5
48
24,
62%
62
.125
72.
95
8
A-I
RB
Int
allo
di
PD
erv
Esp
ni in b
osi
zio
ilan
cio
Esp
osi
zio
ni
fuo
ri
bila
nci
o
-C
CF
pre
C
CF
ed
io
m
nd
to
po
era
pe
r
l'es
siz
ion
po
e
osi
zio
Esp
ne
C
CF
st-
po
e
CR
M
st-
po
PD
ed
ia
m
nd
ta
po
era
pe
r
l'es
siz
ion
po
e
(
%)
Nu
me
ro
di
de
bit
ori
LG
D m
ed
ia
nd
ta
po
era
pe
r
l'es
siz
ion
po
e
(
%)
Du
rat
a
dia
me
nd
ta
po
era
pe
r
l'es
siz
ion
po
e
(an
ni)
Im
rto
po
de
ll'e
siz
ion
spo
e
r il
nd
to
po
era
pe
risc
hio
do
po
l'ap
lica
zio
p
ne
de
i fa
tto
ri d
i
teg
sos
no
De
nsi

deg
li
im
rti
po
de
lle
osi
zio
ni
esp
nd
ti
po
era
r il
pe
risc
hio
Im
rto
po
de
lla
rdit
pe
a
att
esa
tifi
di
Ret
che
val
ore
e
i
ant
ent
acc
on
am
a b c d e f g h i j k l m
0,
00
0,
15
a <
0,
00
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
10
- - - - - - - - - - - -
0,
10
a <
0,
15
- - - - - - - - - - - -
0,
15
0,
25
a <
185
.42
4
- - 186
.70
3
0,
23%
170
.13
4
26
00
%
,
4 6.1
52
3,
30
%
112 154
0,
25
0,
50
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
50
0,
75
a <
31.
379
- - 32
.01
7
0,
67%
20
.52
4
22,
30
%
3 2.12
5
6,
64%
48 19
0,
75
2,
50
a <
48
.158
- - 49
.58
9
1,
71%
27.
00
0
30
54%
,
3 9.0
83
18,
32%
256 178
0,
75
1,
75
a <
37.
86
8
- - 38
.83
1
1,
58%
22.
420
32,
90
%
3 7.3
51
18,
93
%
20
4
162
Esp
osi
zio
ni
1,
75
2,
5
a <
10.
29
0
- - 10.
758
2,
20
%
4.5
80
22,
03
%
3 1.73
3
16,
10%
52 16
al d
lio
ett
ag
rot
ativ
e
2,
50
10
00
a <
,
97.
374
- - 105
.85
3
8,
63
%
50
.48
1
25,
55%
3 49
.08
9
46
37%
,
2.3
38
1.9
54
alif
ica
te
qu
2,
5 a
< 5
- - - - - - - - - - - -
5 a
< 1
0
97.
374
- - 105
.85
3
8,
63
%
50
.48
1
25,
55%
3 49
.08
9
46
37%
,
2.3
38
1.9
54
10,
00
a <
100
00
,
9.9
73
- - 13.
412
23
57%
,
46
.27
9
21,
58%
2 8.5
63
63
84
%
,
697 418
10
20
a <
1.3
73
- - 1.5
22
17,
16%
54
8
21,
27%
2 84
3
55,
41%
56 13
20
30
a <
8.6
00
- - 11.8
90
24,
40
%
.73
45
1
21,
62%
2 19
7.7
64
92%
,
64
1
40
4
30
00
a <
,
100
00
,
- - - - - - - - - - - -
100
00
,
(
De
fau
lt)
35
.38
8
- - 58
.35
2
100
00
%
,
15.
470
39
72%
,
1 33
.85
0
58
01%
,
20
.46
7
26
.161
rzia
Tot
ale
le
pa
(c
las
di
se
osi
zio
ni)
esp
407
.69
6
- - 44
5.9
27
16,
18%
329
.88
8
27,
79%
3 108
.86
2
24,
41%
23
.917
28
.88
4
A-I
RB
Int
allo
di
PD
erv
ni in b
osi
zio
Esp
ilan
cio
Esp
osi
zio
ni
ri
fuo
bila
nci
o
-C
CF
pre
C
CF
ed
io
m
nd
to
po
era
pe
r
l'es
siz
ion
po
e
Esp
osi
zio
ne
C
CF
st-
po
e
CR
st-
M
po
PD
ed
ia
m
nd
ta
po
era
pe
r
siz
ion
l'es
po
e
(
%)
Nu
me
ro
di
bit
ori
de
LG
D m
ed
ia
nd
ta
po
era
pe
r
siz
ion
l'es
po
e
(
%)
Du
rat
a
dia
me
nd
ta
po
era
pe
r
l'es
siz
ion
po
e
(an
ni)
Im
rto
po
de
ll'e
siz
ion
spo
e
nd
r il
to
po
era
pe
risc
hio
do
po
lica
zio
l'ap
p
ne
de
i fa
ri d
i
tto
teg
sos
no
De
nsi

deg
li
im
rti
po
de
lle
osi
zio
ni
esp
nd
ti
po
era
r il
pe
risc
hio
Im
rto
po
de
lla
rdit
pe
a
att
esa
Ret
tifi
che
di
val
ore
e
i
ant
ent
acc
on
am
a b c d e f g h i j k l m
0,
00
0,
15
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
00
0,
10
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
10
0,
15
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
0,
25
15
a <
10.
48
6
38
.145
1% 10.
89
5
0,
23%
12.
375
25,
74%
5 1.0
08
9,
25%
6 10
0,
25
0,
50
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
50
0,
75
a <
11.1
15
3.6
00
37% 12.
618
0,
67%
818 21,
75%
4 1.8
66
14,
79%
18 8
0,
2,
50
75
a <
354
.22
4
291
.64
2
43
%
50
3.3
32
48
%
1,
20
.44
1
23
97%
,
2 110
.86
4
22,
03
%
1.77
5
1.2
35
0,
75
1,
75
a <
130
.87
1
150
.10
5
47% 20
9.7
73
0,
87%
8.2
98
24,
48
%
2 39
.56
4
18,
86
%
44
8
350
1,
75
2,
5
a <
223
.35
3
141
.53
7
38
%
293
.55
9
1,
92
%
12.1
43
23
60
%
,
2 71.
30
0
24,
29%
1.3
27
88
5
Esp
osi
zio
ni
al d
lio
ett
ag
2,
50
10
00
a <
,
422
.06
7
157
.149
36
%
507
.57
2
5,
06
%
27.
744
23
68
%
,
2 143
.39
3
28
25%
,
6.0
77
3.5
40
ltre
PM
I
- a
2,
5 a
< 5
191
.73
0
82
.55
6
33% 231
.58
7
4,
01%
9.5
67
23
79%
,
2 64
.30
5
27,
77%
2.2
09
1.2
97
0
5 a
< 1
23
0.3
37
59
74.
4
39
%
275
.98
4
93
5,
%
18.
177
23
59%
,
2 79.
08
9
28
66
%
,
3.8
68
2.2
43
10,
00
a <
100
00
,
178
.67
3
44
.74
7
36
%
211
.63
5
13,
79%
16.
577
23
07%
,
2 73
.70
2
34
82
%
,
6.6
33
4.7
01
10
20
a <
136
.19
9
34
.02
2
39
%
160
.84
4
10,
99
%
8.1
03
23
56%
,
2 53
.121
33
03%
,
59
4.1
3.1
31
20
30
a <
35
.65
1
8.7
39
22% 42
.43
0
21,
17%
7.9
96
21,
08
%
3 16.
48
1
38
84
%
,
1.8
79
1.2
37
30
00
a <
,
100
00
,
6.8
22
1.9
86
51% 8.3
61
30
16%
,
478 23
63%
,
2 4.1
00
49
04
%
,
59
6
33
3
100
00
(
De
fau
lt)
,
65
.45
0
5.8
11
- 78
.54
6
100
00
%
,
7.2
18
64
77%
,
1 62
.43
3
79,
48
%
45
.87
5
50
.69
8
Tot
ale
rzia
le
pa
(c
lass
e d
i
osi
zio
ni)
esp
1.0
42
.01
6
.09
541
4
36
81%
,
1.3
24
.59
8
10,
64
%
85
.173
26
13%
,
2 39
3.2
66
29,
69%
60
.38
5
60
.19
2
A-I
RB
Int
allo
di
PD
erv
ni in b
osi
zio
Esp
ilan
cio
Esp
osi
zio
ni
ri
fuo
bila
nci
o
-C
CF
pre
C
CF
ed
io
m
nd
to
po
era
pe
r
l'es
siz
ion
po
e
Esp
osi
zio
ne
C
CF
st-
po
e
CR
st-
M
po
PD
ed
ia
m
nd
ta
po
era
pe
r
siz
ion
l'es
po
e
(
%)
Nu
me
ro
di
bit
ori
de
LG
D m
ed
ia
nd
ta
po
era
pe
r
siz
ion
l'es
po
e
(
%)
Du
rat
a
dia
me
nd
ta
po
era
pe
r
l'es
siz
ion
po
e
(an
ni)
Im
rto
po
de
ll'e
siz
ion
spo
e
nd
r il
to
po
era
pe
risc
hio
do
po
lica
zio
l'ap
p
ne
de
i fa
ri d
i
tto
teg
sos
no
De
nsi

deg
li
im
rti
po
de
lle
osi
zio
ni
esp
nd
ti
po
era
r il
pe
risc
hio
Im
rto
po
de
lla
rdit
pe
a
att
esa
Ret
tifi
che
di
val
ore
e
i
ant
ent
acc
on
am
a b c d e f g h i j k l m
0,
00
0,
15
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
00
0,
10
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
10
0,
15
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
15
0,
25
a <
11.1
41
627
.36
5
16% 114
.31
7
0,
23%
240
.99
8
26
04
%
,
1 14.
03
9
12,
28
%
68 99
0,
25
0,
50
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
50
0,
75
a <
1.0
55
.01
1
128
.56
3
18% 1.0
89
.715
0,
67%
77.
09
7
21,
68
%
4 210
.86
8
19,
35%
1.5
83
68
1
0,
75
2,
50
a <
1.2
79.
537
152
.69
1
17% 1.3
12.
58
5
1,
68
%
80
.78
2
23
70%
,
4 39
8.4
35
30
35%
,
5.1
09
2.8
52
0,
75
1,
75
a <
929
.31
4
112
.48
2
14% 94
9.2
53
1,
46
%
58
.07
6
25,
26%
4 29
8.8
14
31,
48
%
3.5
36
2.1
65
Esp
osi
zio
ni
1,
75
2,
5
a <
350
.22
4
40
.20
8
25% 36
3.3
32
2,
24%
22.
70
6
19,
62%
4 99
.62
1
27,
42%
1.5
73
68
7
al d
ett
lio
ag
ltre
2,
50
10
00
a <
,
129
.65
8
98
.64
0
15% 146
.93
1
6,
45%
721
57.
19,
42%
4 46
.13
6
31,
40%
1.8
63
1.6
59
- a
no
n
PM
I
2,
5 a
< 5
152 - - 165 4,
01%
2 18,
41%
3 47 28
19%
,
1 1
5 a
< 1
0
129
.50
6
98
.64
0
15% 146
.76
6
6,
45%
57.
719
19,
42%
4 46
.08
9
31,
40%
1.8
62
1.6
59
10,
00
a <
100
00
,
62
.34
8
8.5
80
12% 64
.56
2
19,
45%
14.
89
8
23
16%
,
3 35
.40
1
54
83
%
,
3.0
91
2.0
11
10
20
a <
44
.62
6
2.8
82
23% 46
.03
5
16,
99
%
2.12
6
19,
20
%
4 19.
531
42,
43
%
1.5
11
82
5
20
30
a <
17.7
22
5.6
98
7% 18.
527
25,
55%
12.7
72
33
00
%
,
2 15.
870
85
66%
,
1.5
79
1.18
6
30
00
a <
,
100
00
,
- - - - - - - - - - - -
100
00
(
De
fau
lt)
,
88
.36
1
9.2
36
- 97.
04
3
100
00
%
,
12.7
94
60
40
%
,
2 80
.61
0
83
07%
,
52.
166
61.
142
Tot
ale
rzia
le
pa
(c
las
di
se
osi
zio
ni)
esp
2.6
26
.05
6
1.0
25
.07
4
16,
45%
2.8
25
.15
4
5,
26%
48
4.2
90
24,
04
%
4 78
5.4
89
27,
80
%
63
.88
0
68
.44
4
Tot
ale
fog
lio
AIR
B
rta
po
27.
292
.32
3
12.
00
0.0
80
23
74%
,
30
.77
9.9
71
3,
23%
672
.39
5
30
43
%
,
3 9.8
58
.21
2
32,
03
%
43
2.9
15
43
0.6
46

Modello EU CR7 – Metodo IRB: effetto sugli importi delle esposizioni ponderati per il rischio dei derivati su crediti utilizzati nell'ambito delle tecniche di CRM

Importo dell'esposizione
ponderato per il rischio prima
dei derivati su crediti
Importo effettivo
dell'esposizione ponderato per il
rischio
a b
1 Esposizioni in base all'F-IRB - -
2 Amministrazioni centrali e banche centrali - -
3 Enti - -
4 Imprese - -
4.1 di cui imprese – PMI - -
4.2 di cui imprese – finanziamenti specializzati - -
5 Esposizioni in base all'A-IRB 9.858.212 9.858.212
6 Amministrazioni centrali e banche centrali - -
7 Enti - -
8 Imprese 6.193.977 6.193.977
8.1 di cui imprese – PMI 2.336.267 2.336.267
8.2 di cui imprese – finanziamenti specializzati - -
9 Al dettaglio 3.664.235 3.664.235
9.1 di cui al dettaglio – PMI, garantite da beni immobili 165.071 165.071
9.2 di cui al dettaglio – non PMI, garantite da beni immobili 2.211.548 2.211.548
9.3 di cui al dettaglio – rotative qualificate 108.862 108.862
9.4 di cui al dettaglio – PMI, altre 393.266 393.266
9.5 di cui al dettaglio – non PMI, altre 785.489 785.489
10 TOTALE (comprese le esposizioni in base all'F-IRB e le esposizioni
in base all'A-IRB)
9.858.212 9.858.212

Modello EU CR7-A – Metodo IRB: informativa sulla misura di utilizzo delle tecniche di CRM

A-I
RB
Met
odi
di
zio
del
atte
nua
ne
risc
hio
di
dito
l ca
lco
lo
cre
ne
deg
li RW
EA
Pro
ion
e d
el c
tez
Pro
tez
ion
e d
el c
red
ito
di
tipo
nal
e (
UFC
P)
pe
rso
Par
te d
i es
izio
ni c
da
altr
rte
pos
ope
e
ie r
eal
i am
mis
sib
ili (%
)
gar
anz
Par
te d
i es
ion
tez
pro
izio
ni c
rte
pos
ope
e d
el c
red
ito
di t
ipo
da
altr
i tip
i di
le (
%)
rea
RW
EA
con
Tot
ale del
le esp
osi
zio
ni
i
Par
te d
osi
zio
ni
esp
da
erte
cop
ie
gar
anz
li
rea
fina
nzia
rie
(%
)
i esp
Par
te d
ni cop
osi
zio
erte
da
gar
ie imm
anz
i (%
obi
liar
)
i esp
Par
te d
ni cop
osi
zio
erte
da
cre
diti
(%
)
i esp
Par
te d
ni cop
osi
zio
da
erte
altr
e gar
ie rea
anz
li su
ben
i ma
iali
ter
(%
)
Par
te d
i
osi
zio
ni
esp
erte
da
cop
dep
osi
ti in
tan
te
con
(%
)
Par
te d
i
osi
zio
ni
esp
erte
da
cop
lizz
e d
i
po
icu
ion
ass
raz
e
vita
(%
)
Par
te d
i
osi
zio
ni
esp
da
erte
cop
nti
stru
me
det
ti
enu
da
zi
ter
(%
)
i esp
Par
te d
ni cop
osi
zio
erte
da
gar
ie per
anz
ali (%
son
)
i esp
Par
te d
ni cop
osi
zio
da
erte
der
ivat
i su
cre
diti
(%
)
EA sen
RW
za effe
tti d
i
titu
zio
sos
ne
(so
lo e
ffet
ti
di r
idu
zio
ne)
effe
tti d
i
titu
zio
sos
ne
(e
ffet
ti s
ia d
i
ridu
zio
ne
che
di
titu
zio
ne)
sos
a b c d e f g h i j k l m n
1 min
istr
azio
ni c
rali
Am
ent
e
li
ban
che
ntra
ce
- - - - - - - - - - - - - -
2 Ent
i
- - - - - - - - - - - - - -
3 Imp
res
e
16.8
27.
241
2,9
8%
3,5
7%
3,5
7%
- - - - - - - - 6.19
3.9
77
6.19
3.9
77
3.1 di c
ui im
– P
MI
pre
se
7.11
0.0
00
0,9
4%
5,8
4%
5,8
4%
- - - - - - - - 2.3
36.
267
2.3
36.
267
3.2 di c
ui im
– fi
zia
nti
pre
se
nan
me
cia
lizz
ati
spe
- - - - - - - - - - - - - -
3.3 di c
ui im
– al
tro
pre
se
9.7
17.2
41
4,4
8%
1,92
%
1,92
%
- - - - - - - - 3.8
57.
710
3.8
57.
710
4 Al d
etta
lio
g
13.9
52.
730
0,6
2%
67,
00%
67,
00%
- - - - - - - - 3.6
64.
235
3.6
64.
235
4.1 di c
ui a
lio –
l de
ttag
PM
I,
ant
ite
da
ben
i im
bili
gar
mo
372
.58
8
- 94,
95%
94,
95%
- - - - - - - - 165
.07
1
165
.07
1
4.2 di c
ui a
l de
lio –
n P
MI,
ttag
no
ite
da
ben
i im
bili
ant
gar
mo
8.9
84.
464
- 100
,11%
100
,11%
- - - - - - - - 2.2
11.5
48
2.2
11.5
48
4.3 di c
ui a
l de
ttag
lio –
rot
ativ
e
lific
ate
qua
445
.92
7
- - - - - - - - - - - 108
.86
2
108
.86
2
4.4 di c
ui a
lio –
l de
ttag
PM
I, a
ltre
1.32
4.5
98
2,5
1%
- - - - - - - - - - 393
.26
6
393
.26
6
4.5 di c
ui a
l de
lio –
n P
MI,
ttag
no
altr
e
2.8
25.
154
1,88
%
- - - - - - - - - - 785
.48
9
785
.48
9
5 Tot
ale
30.
779
.97
1
1,91
%
32,
33%
32,
33%
- - - - - - - - 9.8
58.
212
9.8
58.
212

Modello EU CR8: prospetto degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di credito in base al metodo IRB

Importo dell'esposizione
ponderato per il rischio
a
1 Importo dell'esposizione ponderato per il rischio al termine del precedente periodo di riferimento 11.572.401
2 Dimensioni delle attività (+/-) 355.805
3 Qualità delle attività (+/-) 173.964
4 Aggiornamenti del modello (+/-) -
5 Metodologia e politica (+/-) -
6 Acquisizioni e dismissioni (+/-) (9.514)
7 Oscillazioni del cambio (+/-) 3.770
8 Altro (+/-) -
9 Importo dell'esposizione ponderato per il rischio al termine del periodo di riferimento 12.096.426
Classi di
esposizioni
Intervallo di PD Numero di debitori alla fine
dell'anno precedente
di cui numero
di debitori in
stato di
default
nell'anno
Tasso medio
di default
osservato (%)
PD media
ponderata per
l'esposizione
(%)
PD media (%) Tasso di
default
annuo
storico
medio (%)
a b c d e f g h
da 0,00 a < 0,15 5.731 - - 0,04% 0,04% 0,04%
da 0,00 a < 0,10 5.731 - - 0,04% 0,04% 0,04%
da 0,10 a < 0,15 - - - - - -
da 0,15 a < 0,25 13 - - 0,23% 0,23% 0,16%
da 0,25 a < 0,50 7.726 11 0,14% 0,26% 0,26% 0,11%
da 0,50 a < 0,75 - - - - - -
da 0,75 a < 2,50 10.965 77 0,70% 1,07% 1,11% 0,66%
Esposizioni da 0,75 a < 1,75 10.936 77 0,70% 1,07% 1,11% 0,61%
verso da 1,75 a < 2,5 29 - - 1,91% 1,92% 1,03%
imprese - PMI da 2,50 a < 10,00 2.633 74 2,81% 4,37% 4,37% 2,16%

da 2,5 a < 5 2.611 74 2,83% 4,35% 4,36% 1,82% da 5 a < 10 22 - - 5,84% 6,10% 3,29% da 10,00 a < 100,00 1.754 130 7,41% 13,07% 14,44% 7,98% da 10 a < 20 1.541 100 6,49% 11,47% 11,89% 7,02% da 20 a < 30 10 4 40,00% 20,67% 22,43% 40,00% da 30,00 a < 100,00 203 26 12,81% 33,44% 33,43% 10,90% 100,00 (default) 632 632 100,00% 100,00% 100,00% 100,00%

da 0,00 a < 0,15 1.207 - - 0,04% 0,04% da 0,00 a < 0,10 1.207 - - 0,04% 0,04% da 0,10 a < 0,15 - - - - - da 0,15 a < 0,25 - - - - - da 0,25 a < 0,50 1.869 2 0,11% 0,26% 0,26% 0,11% da 0,50 a < 0,75 - - - - - da 0,75 a < 2,50 2.216 9 0,41% 1,02% 1,10% 0,38% da 0,75 a < 1,75 2.216 9 0,41% 1,02% 1,10% 0,40% da 1,75 a < 2,5 - - - - - da 2,50 a < 10,00 402 5 1,24% 4,36% 4,36% 1,43% da 2,5 a < 5 402 5 1,24% 4,36% 4,36% 1,02% da 5 a < 10 - - - - - da 10,00 a < 100,00 232 13 5,60% 13,27% 15,20% 4,26% da 10 a < 20 176 11 6,25% 12,24% 11,40% 2,33% da 20 a < 30 36 - - 23,63% 23,63% da 30,00 a < 100,00 20 2 10,00% 33,45% 33,45% 16,97% 100,00 (default) 516 516 100,00% 100,00% 100,00% 100,00%

Modello CR9 – Metodo IRB: test retrospettivi della PD per classe di esposizioni (scala di PD fissa) – AIRB

Esposizioni verso imprese - Altre Imprese

Numero di debitori alla fine
dell'anno precedente
Tasso di
Classi di
esposizioni
Intervallo di PD di cui numero
di debitori in
stato di
default
nell'anno
Tasso medio
di default
osservato (%)
PD media
ponderata per
l'esposizione
(%)
PD media (%) default
annuo
storico
medio (%)
a b c d e f g h
da 0,00 a < 0,15 - - - - - -
da 0,00 a < 0,10 - - - - - -
da 0,10 a < 0,15 - - - - - -
da 0,15 a < 0,25 1 - - 0,23% 0,23% -
da 0,25 a < 0,50 - - - - - -
da 0,50 a < 0,75 477 2 0,42% 0,67% 0,67% 0,29%
da 0,75 a < 2,50 1.150 5 0,43% 1,68% 1,69% 0,54%
Esposizioni al da 0,75 a < 1,75 344 - - 0,99% 0,97% 0,49%
dettaglio -
garantite da
da 1,75 a < 2,5 806 5 0,62% 1,97% 2,00% 0,93%
immobili PMI da 2,50 a < 10,00 1.712 11 0,64% 5,14% 5,20% 0,81%
da 2,5 a < 5 616 2 0,32% 4,01% 4,01% 0,41%
da 5 a < 10 1.096 9 0,82% 5,86% 5,86% 1,56%
da 10,00 a < 100,00 500 14 2,80% 13,41% 13,15% 4,15%
da 10 a < 20 431 8 1,86% 11,22% 11,33% 3,70%
da 20 a < 30 42 2 4,76% 20,84% 20,92% 4,35%
da 30,00 a < 100,00 27 4 14,81% 30,16% 30,16% 10,67%
100,00 (default) 489 489 100,00% 100,00% 100,00% 100,00%
da 0,00 a < 0,15 - - - - - -
da 0,00 a < 0,10 - - - - - -
da 0,10 a < 0,15 - - - - - -
da 0,15 a < 0,25 12 - - 0,23% 0,23% -
da 0,25 a < 0,50 - - - - - -
da 0,50 a < 0,75 66.093 96 0,15% 0,67% 0,67% 0,15%
da 0,75 a < 2,50 26.480 82 0,31% 1,69% 1,72% 0,47%
Esposizioni al
dettaglio
da 0,75 a < 1,75 16.398 40 0,24% 1,44% 1,44% 0,23%
garantite da da 1,75 a < 2,5 10.082 42 0,42% 2,18% 2,18% 0,94%
immobili -
non PMI
da 2,50 a < 10,00 5.116 127 2,48% 6,08% 6,08% 1,77%
da 2,5 a < 5 2 - - 4,01% 4,01% 0,38%
da 5 a < 10 5.114 127 2,48% 6,08% 6,08% 2,41%
da 10,00 a < 100,00 1.613 74 4,59% 17,57% 17,60% 3,71%
da 10 a < 20 1.503 63 4,19% 17,16% 17,16% 3,61%
da 20 a < 30 110 11 10,00% 23,63% 23,63% 8,42%
da 30,00 a < 100,00 - - - - - -
100,00 (default) 2.090 2.090 100,00% 100,00% 100,00% 100,00%
Numero di debitori alla fine
dell'anno precedente
Classi di
esposizioni
Intervallo di PD di cui numero
di debitori in
stato di
default
nell'anno
Tasso medio
di default
osservato (%)
PD media
ponderata per
l'esposizione
(%)
PD media (%) Tasso di
default annuo
storico medio
(%)
a b c e f g h
da 0,00 a < 0,15 - - - - - -
da 0,00 a < 0,10 - - - - - -
da 0,10 a < 0,15 - - - - - -
da 0,15 a < 0,25 165.104 290 0,18% 0,23% 0,23% 0,20%
da 0,25 a < 0,50 - - - - - -
da 0,50 a < 0,75 20.081 51 0,25% 0,67% 0,67% 0,34%
da 0,75 a < 2,50 33.741 597 1,77% 1,71% 1,67% 1,56%
Esposizioni al da 0,75 a < 1,75 28.615 550 1,92% 1,57% 1,58% 1,40%
dettaglio da 1,75 a < 2,5 5.126 47 0,92% 2,20% 2,22% 1,65%
rotative
qualificate
da 2,50 a < 10,00 48.580 3.281 6,75% 8,59% 8,64% 6,69%
da 2,5 a < 5 - - - - - -
da 5 a < 10 48.580 3.281 6,75% 8,59% 8,64% 6,80%
da 10,00 a
< 100,00
37.280 2.623 7,04% 23,48% 23,63% 9,29%
da 10 a < 20 669 37 5,53% 17,15% 17,07% 7,65%
da 20 a < 30 36.611 2.586 7,06% 24,47% 23,75% 16,98%
da 30,00 a
< 100,00
- - - - - -
100,00 (default) 17.693 17.693 100,00% 100,00% 100,00% 100,00%
da 0,00 a < 0,15 - - - - - -
da 0,00 a < 0,10 - - - - - -
da 0,10 a < 0,15 - - - - - -
da 0,15 a < 0,25 12.032 47 0,39% 0,23% 0,23% 0,48%
da 0,25 a < 0,50 - - - - - -
da 0,50 a < 0,75 762 5 0,66% 0,67% 0,67% 0,42%
da 0,75 a < 2,50 20.806 191 0,92% 1,49% 1,51% 0,76%
da 0,75 a < 1,75 8.330 43 0,52% 0,87% 0,90% 0,58%
Esposizioni al
dettaglio -
da 1,75 a < 2,5 12.476 148 1,19% 1,92% 1,92% 1,16%
altre PMI da 2,50 a < 10,00 28.809 1.015 3,52% 5,08% 5,79% 3,56%
da 2,5 a < 5 9.863 223 2,26% 4,01% 4,01% 1,71%
da 5 a < 10 18.946 792 4,18% 5,93% 6,72% 5,28%
da 10,00 a
< 100,00
16.156 1.483 9,18% 13,91% 17,24% 11,20%
da 10 a < 20 8.140 499 6,13% 10,97% 11,05% 9,92%
da 20 a < 30 7.494 900 12,01% 21,16% 23,05% 11,46%
da 30,00 a
< 100,00
522 84 16,09% 30,16% 30,16% 14,45%
100,00 (default) 7.726 7.726 100,00% 100,00% 100,00% 100,00%
Intervallo di PD Numero di debitori alla fine
dell'anno precedente
PD media Tasso di
Classi di
esposizioni
di cui numero
di debitori in
stato di
default
nell'anno
Tasso medio
di default
osservato (%)
ponderata per
l'esposizione
(%)
PD media (%) default annuo
storico medio
(%)
a b c e f g h
da 0,00 a < 0,15 - - - - - -
da 0,00 a < 0,10 - - - - - -
da 0,10 a < 0,15 - - - - - -
da 0,15 a < 0,25 234.854 337 0,14% 0,23% 0,23% 0,16%
da 0,25 a < 0,50 - - - - - -
da 0,50 a < 0,75 73.994 119 0,16% 0,67% 0,67% 0,27%
da 0,75 a < 2,50 96.656 1.097 1,14% 1,72% 1,76% 0,98%
da 0,75 a < 1,75 69.734 881 1,26% 1,48% 1,55% 0,87%
Esposizioni al
dettaglio -
da 1,75 a < 2,5 26.922 216 0,80% 2,26% 2,31% 1,29%
altre non PMI da 2,50 a < 10,00 56.444 2.876 5,10% 6,55% 8,41% 4,99%
da 2,5 a < 5 4 - - 4,01% 4,01% 3,36%
da 5 a < 10 56.440 2.876 5,10% 6,55% 8,41% 5,42%
da 10,00 a < 100,00 14.107 1.027 7,28% 19,29% 23,03% 6,56%
da 10 a < 20 2.339 105 4,49% 16,94% 16,50% 3,98%
da 20 a < 30 11.768 922 7,83% 25,53% 24,32% 14,07%
da 30,00 a
< 100,00
- - - - - -
100,00 (default) 13.359 13.359 100,00% 100,00% 100,00% 100,00%

Modello EU CR10.5 - Esposizioni in strumenti di capitale in base al metodo della ponderazione semplice

Categorie Esposizioni in
bilancio
Esposizioni
fuori bilancio
Fattore di
ponderazione
del rischio
Valore
dell'esposizione
Importo
dell'esposizione
ponderato per il
rischio
Importo delle
perdite attese
a b c d e f
Esposizioni in strumenti di private
equity
- - 190% - - -
Esposizioni in strumenti di capitale
negoziati in mercati
554 - 290% 554 1.607 4
Altre esposizioni in strumenti di
capitale
572.704 - 370% 572.704 2.119.005 13.745
Totale 573.258
-
573.258 2.120.611 13.749

8. TECNICHE DI ATTENUAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO

Informativa qualitativa sulle tecniche di CRM

Il principio IFRS 7 richiede di fornire una specifica informativa degli strumenti finanziari:

  • che sono stati compensati nello stato patrimoniale ai sensi dello IAS 32;
  • che sono potenzialmente compensabili, al ricorrere di determinate condizioni, ma esposti nello stato patrimoniale a saldi aperti in quanto regolati da "accordi quadro di compensazione o accordi simili" che tuttavia non rispettano i criteri stabiliti dallo IAS 32 per operare la compensazione di bilancio. Per la disclosure di tali accordi il principio richiede di considerare gli effetti delle garanzie reali finanziarie ricevute e prestate

Al riguardo si segnala che, sulla base dell'analisi effettuata, non risultano in essere accordi di netting per i quali si debba procedere alla compensazione dei saldi nello stato patrimoniale, ai sensi di quanto richiesto dallo IAS 32.

Di seguito vengono descritte le modalità di valutazione e gestione delle garanzie reali, che sono diverse nel caso di pegno rispetto a quello di ipoteche:

La valutazione di una garanzia reale immobiliare può essere effettuata in vari momenti della vita del credito; pertanto, le finalità della valutazione possono essere molto diverse. Tuttavia, indipendentemente dalla finalità con cui viene svolta, questa fase richiede sempre la valutazione effettuata da un perito esterno indipendente, che dovrà seguire i criteri generali di valutazione contenuti nel documento ABI "Linee guida per la valutazione degli immobili in garanzia delle esposizioni creditizie".

Le principali finalità per cui può essere effettuata la valutazione della garanzia sono:

  • a) Erogazione del credito: in questo caso la valutazione dell'immobile a garanzia ha lo scopo di cautelare la Banca nella concessione del credito e nel rispetto delle policy interne di Loan to Value;
  • b) Monitoraggio del valore della garanzia nel tempo: come prescritto dal Regolamento575/2013 (c.d. CRR), la garanzia va monitorata con periodicità definita (cfr fase 3 "Monitoraggio delle Garanzie"). Nel caso in cui le valutazioni statistiche mostrino una perdita rilevante, in termini percentuali, del valore del bene posto a garanzia, sarà necessario riperiziare il bene;
  • c) Deterioramento del credito sottostante con eventuale necessità di realizzo della garanzia: in presenza di crediti che stiano manifestando anomalie e insoluti continuativi e si renda necessario ottenere un valore aggiornato del bene posto a garanzia per valutare quali azioni (giudiziali e stragiudiziali) intraprendere.

Il processo di valutazione delle garanzie ipotecarie su immobili residenziali e non, ha come obiettivo quello di definire le responsabilità e le modalità operative adottate dal Gruppo Credem per gestire e controllare le fasi di valutazione delle garanzie. Si richiede al cliente la documentazione necessaria da produrre per attivare la richiesta di perizia tecnica. La documentazione è differente a seconda della finalità dell'operazione (es. acquisto di un nuovo immobile o immobile di proprietà, surroga, ristrutturazione, costruzione…) ed è codificata nella specifica documentazione a supporto. Dopo aver verificato la correttezza e la congruità della documentazione raccolta, il gestore richiede al cliente di sottoscrivere la documentazione prodotta.

Se la documentazione ricevuta è quella prevista ed è conforme, l'ingaggio del fornitore di perizie avviene attraverso l'applicativo MUTWEB. Il fornitore sarà selezionato in automatico dall'applicativo stesso.

Se la documentazione ricevuta non è corretta/completa, avviene il riciclo della richiesta sul gestore che dovrà provvedere a recuperare la documentazione richiesta.

Avviene la ricezione della perizia tecnica sull'immobile. Successivamente avviene la verifica tecnico/legale della documentazione, in particolare verifica che:

  • vi sia corrispondenza tra le informazioni contenute in perizia e quelle contenute nella RNP;
  • vi sia corrispondenza tra la documentazione fornita della rete e quanto riportato dal fornitore nella perizia.

In caso di documentazione incompleta o dati mancanti, l'ufficio preposto contatta direttamente il fornitore della perizia.

Vengono descritte le fasi collegate alla gestione di due differenti perimetri:

  • beni immobili residenziali posti a garanzia di esposizioni a privati, di seguito denominati "immobili residenziali privati"
  • beni immobili residenziali posti a garanzia di esposizioni ad aziende e beni immobili non residenziali posti a garanzia, di seguito definiti "altri immobili".

Con cadenza periodica annuale, l'ufficio preposto attiverà il processo di trasferimento a Nomisma dei dati degli immobili rilevati nel corso del periodo.

L'ufficio preposto invia a Nomisma il file contenente gli immobili da georeferenziare attraverso il trasferimento di quest'ultimo nella apposite cartelle condivise, e ne riceve il file georeferenziato. L'elaborazione termina producendo nuovi archivi che contengono i dati degli immobili rivalutati.

L'ufficio preposto verifica tecnicamente la completezza e correttezza formale dei dati ricevuti ed identifica possibili anomalie macro legate ad errori di elaborazione. Nel caso in cui alcuni immobili non vengano rivalutati perché sul db indici e/o sul db valori non si trovi la combinazione di dati geografici corrispondenti (ad es. perché nel frattempo sono intervenute variazioni nell'assegnazione dei comuni alle province, o nella classe dimensionale dei comuni) verrà creato un file di scarti, che sarà inviato nuovamente a Nomisma per una nuova georeferenziazione.

L'ufficio preposto predispone la base dati per la verifica del valore rivalutato da Nomisma e degli eventuali scostamenti rispetto alla valorizzazione precedente e alla perizia iniziale. La fase è finalizzata ad attivare un processo di controllo dei valori degli immobili residenziali.

Per quanto riguarda le garanzie reali su valori mobiliari sono previsti scarti cauzionali da applicare a seconda della tipologia del prodotto acquisito in garanzia e dell'eventuale rating dell'emittente. E' inoltre previsto il monitoraggio costante dei valori mobiliari a garanzia e la valorizzazione ai fini di Credit Risk Mitigation.

Tipologia di strumenti acquisibili a garanzia
Pegno su saldo di conto corrente in Euro
Pegno su saldo di conto corrente in valuta
Azioni Credemholding
Azioni non quotate
Certificati di deposito - CREDEM
Warrant, Covered warrant, Strumenti finanziari derivati quotati ed OTC

Eventuali strumenti finanziari non presenti nell'elenco sopra riportato dovranno essere autorizzati e valutati dall'organo deliberante competente la pratica di fido. Le percentuali di scarto sono state individuate utilizzando i valori medi regolamentari di volatilità in vigore (tabelle UCITS). Tali valori medi regolamentari di volatilità sono stati convertiti nella misura del VAR a 12 mesi, con arrotondamento prudenziale per eccesso.

Lo scarto applicabile va da 1 al 50%, mentre ai fini dell'esecuzione del monitoraggio periodico del valore delle garanzie su strumenti finanziari e del calcolo dell'accordato ponderato sui pegni in essere valorizzati al valore di mercato, si applicano i seguenti scarti: da 1 al 35%. Tali percentuali di scarto sono state individuate utilizzando i valori medi regolamentari di volatilità in vigore (tabelle UCITS). Tali valori medi regolamentari di volatilità sono stati convertiti nella misura del VAR a 6 mesi, con arrotondamento prudenziale per eccesso. Le percentuali di scarto verranno aggiornate in base agli adeguamenti regolamentari che interverranno.

Famiglia Garanzie Garanzie - descrizione lunga
Ipoteche IPOTECA
Pegni PEGNO SU SALDO CC E ASSIMILATI
Pegni PEGNO SU MERCE
Pegni PEGNO SU STRUMENTI FINANZIARI
Pegni PEGNO SU POLIZZE ASSICURATIVE
Pegni PEGNO SU QUOTE DI SRL
Altre Garanzie PEGNO SU CREDITO

Di seguito si fornisce un elenco con descrizione delle garanzie reali accettate:

Non sono presenti Derivati su Crediti.

Facendo riferimento agli immobili residenziali posti a garanzia, che rappresentano la maggioranza delle garanzie in termini di valore, tali immobili sono dislocati in modo distribuito su tutti il territorio italiano. Periodicamente avviene un processo di monitoraggio volto a cogliere eventuali concentrazioni significative associate a scostamenti negativi di valore delle garanzie non trascurabili.

Con riferimento alle garanzie reali su valori mobiliari, periodicamente viene monitorato l'andamento del controvalore per attivare eventuali processi correttivi.

Informativa quantitativa

Modello EU CR3 – Tecniche di CRM - Quadro d'insieme: informativa sull'uso di tecniche di attenuazione del rischio di credito

Valore contabile garantito
Valore contabile di cui garantito di cui garantito da garanzie
finanziarie
non garantito da garanzie
reali
di cui garantito
da derivati su
crediti
a b c d e
1 Prestiti e anticipazioni 18.879.466 22.504.092 18.722.560 3.781.532 -
2 Titoli di debito 13.155.379 - - - 0
3 Totale 32.034.845 22.504.092 18.722.560 3.781.532 -
4 di cui esposizioni deteriorate 48.294 219.164 159.487 59.677 -
EU
5
di cui in stato di default 48.294 219.164 0 0 0

9. INFORMATIVA SUI RISCHI AMBIENTALI, SOCIALI E DI GOVERNANCE (ESG)

Informativa qualitativa

Tabella 1 — Informazioni qualitative sui rischi ambientali

Sezione Business strategy and processes

Il Gruppo sta progressivamente implementando l'analisi dei rischi ambientali all'interno del proprio modello di business e sviluppando una strategia di decarbonizzazione di breve, medio/lungo termine che include obiettivi legati all'operatività aziendale e ai portafogli. Nel corso del 2024, in coerenza con il D.Lgs 125/2024, è stata effettuata l'analisi di doppia rilevanza che ha individuato i temi ambientali,sociali e di governance su cui il Gruppo ha sviluppato la propria Rendicontazione di Sostenibilità. Per rispondere compiutamente alle aspettative sono stati definiti obiettivi di breve termine (al 2025), medio termine (al 2030) e lungo termine (al 2040) correlati all'adesione alla NZBA che comporta in particolare la definizione di una strategia di decarbonizzazione sui settori ad alta intensità carbonica riconducibili al portafoglio crediti e titoli di proprietà. A seguito dell'adesione all'Alleanza (gennaio 2024) e dell'attività di analisi effettuata, Credem ha deciso di intraprendere e focalizzare la propria strategia a partire dai seguenti settori Petrolio & Gas e Produzione di energia. Gli obiettivi definiti prevedono la seguente diminuzione dell'intensità emissiva:

Settore 2030 2040
Produzione
di
energia
tCO2eq/Mwh)
-76% -100%
Petrolio e Gas (tCO2eq/Mj) -25% -69%

Con riferimento alle attività svolte dal Gruppo, ai fini di un maggior allineamento dei propri portafogli alla Tassonomia europea, si rimanda a quanto esposto nella Rendicontazione consolidata di Sostenibilità. In particolare, il Gruppo riconosce il valore della Tassonomia nel conferire al settore bancario un ruolo chiave nel promuovere gli investimenti sostenibili, al fine di perseguire la strategia dell'Unione Europea per lo sviluppo sostenibile e la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio (con una riduzione delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030 e la neutralità carbonica entro il 2050).

Pertanto, nel corso del 2024, sono state avviate una serie di iniziative volte ad incorporare l'allineamento con la Tassonomia nella strategia aziendale, nella definizione degli obiettivi, nei processi di progettazione dei prodotti e negli impegni verso clienti e controparti. Tali iniziative comprendono l'introduzione di regole e processi per la classificazione delle esposizioni creditizie in coerenza con i suddetti requisiti, consentendo così di indirizzare il portafoglio creditizio e identificare nuove opportunità di business, al fine di incrementare la quota di esposizioni allineate.

Nel 2024, il Green Asset Ratio - Turnover Based ammonta a 1,20% ed include le seguenti tipologie di esposizioni:

  • mutui a famiglie per l'acquisto di immobili residenziali, garantiti da ipoteca immobiliare, allineati alla tassonomia (0,93%);
  • esposizioni verso società finanziarie e non finanziarie soggette all'obbligo di pubblicazione della DNF ponderate secondo i dati di allineamento delle controparti stesse pubblicati all'interno delle DNF (individuali o consolidate) 2023 e forniti da info - provider specializzati, laddove disponibili (0,28%).

Parallelamente, con specifico riferimento alle emissioni Scope 1 e Scope 2, il Gruppo ha pianificato un percorso per raggiungere la neutralità climatica dal 2025, anno in cui le emissioni residue saranno infatti compensate mediante un numero equivalente di carbon credits, tramite un progetto di riforestazione. È previsto l'acquisto di un lotto di crediti di carbonio certificati Verified Carbon Standard (VCS), emessi dal principale standard internazionale VERRA, soggetti ad audit da parte di un ente terzo indipendente e riconosciuti dall'UNFCCC.

L'acquisto dei crediti di carbonio non sostituisce le azioni volte a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni Scope 1, Scope 2 e Scope 3 (categoria 1) che il Gruppo si impegna a perseguire, tra l'altro, attraverso:

  • installazione ed impiego di sistemi di controllo a distanza degli impianti (Building Energy Management Systems);
  • sostituzione dei corpi illuminanti con tecnologie LED (relamping);
  • installazione ove possibile di impianti fotovoltaici;
  • possibilità di utilizzare l'agile working;
  • dematerializzazione dei documenti e contestuale riduzione dei volumi di carta utilizzata.

Nel corso del 2025, inoltre, il Gruppo svilupperà un'attività progettuale volta a definire un piano di transizione complessivo funzionale al raggiungimento dei target definiti nell'ambito della Net Zero Banking Alliance e per la progressiva riduzione delle emissioni Scope 1 e Scope 2 e Scope 3 non riconducibili ai portafogli.

La tabella seguente riporta gli obiettivi riconducibili ai fattori ambientali, che impattano direttamente ed indirettamente sull'attività d'impresa, di medio termine (2030) rispetto ai dati del 2022 (baseline):

Descrizione dell'obiettivo Baseline 2022
tCO₂eq
Consuntivo 2024 Target 2030
Emissioni Scope1: riduzione emissioni
dirette di GHG provenienti da attività
interne all'azienda (riscaldamento e
auto aziendali)
2.831,0 +5% -12,3%
Emissioni Scope2: riduzione emissioni
indirette di GHG (market based)
847,9 -37%
Emissioni Scope2: riduzione emissioni
indirette di GHG (location based)
7.406,7 +3%* -22%
Emissioni Scope 3: riduzione emissioni
indirette riconducibili all'attività
dell'azienda (dovute al consumo di
carta)
330,7 +3%** -34%
Riduzione dei consumi energetici
interni per edifici
143.493 GJ -9,3 -18,3%

*aumento principalmente riconducibile all'aumento dei fattori di emissione dell'energia elettrica per il mix di produzione dell'Italia. **aumento attribuibile all'aumento dei fattori di emissione utilizzati per la produzione della carta.

Nella tabella seguente sono riportati i nuovi obiettivi di pianificazione commerciale di breve termine inerenti finanziamenti/emissioni/investimenti ESG del Gruppo coerenti con la strategia di lungo termine prefissata:

Obiettivi Consuntivo 2024 Target 2025
Aziende: Volumi erogati (lordi) in valore assoluto
344 mln€ 200 mln€
Privati: volume erogato Mutui residenziali (lordi) con APE in
classi energetiche A e B su volume erogato complessivo
Mutui residenziali (per Credito Emiliano ed Avvera)
25% 19%
Volumi erogato in prestiti green ai privati da parte di Avvera
(societa del Gruppo specializzata nel credito al consumo)
10 mln€
Aziende e Privati: Volumi leasing (erogato lordo) in valore
assoluto (auto elettriche, fotovoltaico, immobili classe A)
147 mln€ 130* mln€
Controvalore esposizioni in settori a basso/ medio-basso
rischio ambientale su totale portafoglio investimenti
96,4% 99,4%
Totale outstanding emissioni ESG/ Totale outstanding
bonds
61% 50%

*Nel 2025 il target è esteso anche agli immobili in classe B

Per dare attuazione al piano strategico, il Gruppo ha avviato un percorso di evoluzione nella gestione delle tematiche ESG in taluni settori di business, in particolare nell'Area del Wealth Management e Crediti. L'Area Wealth Management continua infatti ad integrare i criteri di sostenibilità nei processi di investimento, nelle attività di governance, nella creazione e sviluppo dei nuovi prodotti, in attività di formazione correlate e a supporto dei servizi di consulenza erogata alle reti del Gruppo. Per quanto riguarda l'attività creditizia è stato integrato integrando la valutazione dei rischi climatici e ambientali nel processo di erogazione e gestione dei crediti e nella valutazione delle garanzie immobiliari. L'evoluzione si sta riflettendo in un ampliamento della gamma prodotti strutturati dalle diverse società del Gruppo attive nell'erogazione di prestiti e finanziamenti verso la clientela (privati ed aziende). A sostegno della strategia ESG del Gruppo nel primo semestre 2024 è avvenuto il collocamento di uno standard social covered bond per 500 milioni di euro destinato alla clientela istituzionale e

professionale, che porta il totale delle obbligazioni ESG collocati dal Gruppo a circa 2,45 miliardi. L'emissione rappresenta il primo covered bond con taglio ESG emesso dal Gruppo Credem i cui proventi verranno utilizzati per finanziare e/o rifinanziare attivi idonei al Framework ESG del Gruppo,supportando attività di sostenibilità sociale.

Le iniziative del Gruppo sono coordinate da un programma ESG per garantire una sinergica e armonica integrazione. Con riferimento alle politiche e procedure relative al dialogo diretto e indiretto con controparti nuove o esistenti sulle loro strategie per attenuare e ridurre i rischi ambientali, il Gruppo ha implementato un processo di Stakeholder engagement. Più in generale è stata strutturata un'attività di dialogo con tutti gli individui o gruppi che hanno un interesse e sono o potrebbero essere influenzati, positivamente o negativamente, dalle attività del Gruppo. L'ascolto dei

L'ultima tabella riporta gli obiettivi riconducibili ai fattori ambientali, che impattano direttamente ed indirettamente sull'attività d'impresa, da raggiungere nel medio periodo (al 2027) rispetto ai dati del 2022 (baseline) bisogni e delle aspettative degli Stakeholder consente di individuare i trend emergenti, comprendere gli aspetti ambientali e sociali rilevanti, valutare l'adeguata correlazione dei rischi e delle opportunità e favorire una sinergica integrazione nel processo di pianificazione strategica. Azionisti,/Investitori, Analisti, Clienti, Fornitori e Dipendenti, Media e opinione pubblica, Amministrazione pubblica e Associazioni di categoria costituiscono gli Stakeholder rilevanti del Gruppo e pertanto sono stati coinvolti direttamente, attraverso survey online e/o mediante analisi desk che hanno contribuito alla definizione dei temi materiali

La survey condivisa con gli Stakeholder, 2.464 in totale, ha riguardato 24 impatti, per ciascuno è stato chiesto se fosse rilevante o meno per il business e/o per l'operatività aziendale al fine di definire la materialità degli stessi. La valutazione degli impatti ambientali ha riguardato diversi marco temi:

cambiamenti climatici: il tema si articola nella mitigazione, adattamento ed energia. La mitigazione dei cambiamenti climatici si concretizza nell'impegno del Gruppo a ridurre o prevenire le proprie emissioni di gas serra e nel supporto alla transizione delle attività economiche con l'obiettivo di concorrere a limitare l'aumento della temperatura media mondiale a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali;

L'adattamento ai cambiamenti climatici si concretizza invece nell'anticipare gli effetti avversi dei suddetti cambiamenti climatici e nell'adottare misure adeguate per prevenire o ridurre al minimo i danni che possono causare, oppure nel cogliere le opportunità che possono presentarsi;

  • Per energia si intende il consumo totale di energia dell'impresa, il miglioramento della sua efficienza energetica, la sua esposizione ad attività legate al carbone, al petrolio e al gas e la quota di energia da fonti rinnovabili nel suo mix energetico complessivo.
  • Inquinamento: il tema ha come oggetto l'introduzione diretta o indiretta, a seguito di attività umana, di inquinanti nell'aria, nell'acqua o nel suolo, che potrebbero nuocere alla salute umana e/o all'ambiente, causare il deterioramento di beni diminuendone il valore materiale o ricreativo.
  • Acqua e risorse marine: il tema delle acque ha per oggetto il consumo delle acque superficiali e sotterranee nelle attività e servizi del Gruppo, nonché i prelievi e gli scarichi di acqua. Il tema della risorse marine ha per oggetto l'estrazione e l'uso di tali risorse e le attività economiche associate, nonché gli scarichi di acque negli oceani.
  • Biodiversità ed ecosistemi: Il tema ha per oggetto l'impatto del Gruppo sugli habitat e gli ecosistemi marini, terrestri e d'acqua dolce e sulla consistenza e varietà di specie che li popolano.
  • Economia circolare: Il tema ha per oggetto un sistema di produzione e consumo in cui il valore dei materiali e delle risorse è mantenuto il più a lungo possibile, migliorando l'efficienza del loro utilizzo nei flussi in entrata e nei flussi in uscita, riducendo al minimo i rifiuti ed il rilascio di sostanze pericolose in tutte le fasi del ciclo di vita dei prodotti.

In particolare, sono stati oggetto di approfondimento i seguenti ambiti: cambiamento climatico, promozione di finanziamenti e investimenti green, adeguata gestione dei rischi legati al cambiamento climatico in considerazione degli impatti dell'organizzazione sul clima e del clima sull'organizzazione. Viene altresì mantenuta con continuità l'attenzione sui contenuti emersi dal dialogo con gli azionisti: i principi e le linee guida sono disciplinati da apposita regolamentazione interna e pubblicati nelle sezioni Sostenibilità e Investor Relations del sito internet della Capogruppo. Il Consiglio di Amministrazione, coerentemente a quanto definito dalla regolamentazione interna, è stato informato con cadenza trimestrale sull'evoluzione della politica di dialogo con i portatori di interessi, mediante l'illustrazione dei canali di dialogo attivati, degli Stakeholder coinvolti e dei principali contenuti che hanno caratterizzato l'engagement.

I rapporti con i fornitori sono disciplinati dal Codice etico, parte integrante del MOG 231, e dagli standard etici correlati, richiamati con specifica clausola ex D.lgs. 231/200120 nei contratti di fornitura. Mediante questa clausola il fornitore si impegna a scongiurare la commissione dei cosiddetti reati rilevanti e improntare la propria operatività al rispetto assoluto dei più elevati standard di professionalità, integrità, legalità, trasparenza, correttezza e buona fede

Con riferimento alla valutazione dei rischi fornitore il Gruppo ha implementato nuovi processi di gestione dei processi di procurement e di gestione delle esternalizzazioni che tengono conto dei criteri sociali e ambientali relativi ai partner contrattuali.

La valutazione dei rischi dei fornitori e delle forniture, compreso quelli legati agli aspetti di sostenibilità, è il filo conduttore che caratterizza tutte le fasi dei processi di procurement e gestione delle esternalizzazioni.

In fase di onboarding i fornitori devono completare un processo di qualifica che, oltre a raccogliere dichiarazioni, dati, documenti e certificazioni sul rispetto dei diritti umani, dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente, va anche a determinare il cosiddetto rischio fornitore che si compone di quattro componenti con specifici pesi:

  • il rischio finanziario;
  • il rischio legale;

  • il rischio reputazionale;

  • il rischio ESG (quest'ultimo ottenuto tramite un ente certificatore esterno che fornisce un rating ESG).

Il Rischio Fornitore viene aggiornato nel tempo e valutato in vari momenti, tra i quali la scelta dei fornitori da coinvolgere nella gara (si privilegiano fornitori con Rischio Medio/basso) e nella scelta del fornitore/fornitura che si aggiudica la gara. La scelta del vincitore di una gara non si basa pertanto solo ed esclusivamente su criteri di prezzo e di bontà/completezza delle soluzioni proposte rispetto ai requisiti, ma anche su aspetti di sicurezza e rischio ESG.

Sulla fornitura scelta in fase di gara, prima di procedere con l'aggiudicazione finale e con la contrattualizzazione, nel caso si tratti di "esternalizzazioni" (e in alcuni casi anche in situazioni a "Rischio alto" che non sono "esternalizzazioni") viene effettuato un ulteriore questionario per valutare diversi fattori di rischio, tra i quali anche quelli legati ad aspetti Climate & Environmental.

La valutazione dei suddetti aspetti può coinvolgere anche la funzione di Risk Management e portare alla definizione di specifici criteri di mitigazione dei rischi da includere nei contratti. In particolare:

  • rischio che siano presenti fattori di rischio climatico ed ambientale che possono compromettere l'attività esternalizzata;
  • rischio che la posizione geografica del fornitore aumenti l'esposizione a rischi climaticoambientali;
  • verifica che il fornitore, nel suo piano di business continuity, abbia considerato anche i rischi di Climate & Environmental.

Con specifico riferimento alla fase della contrattualizzazione finale, i contratti sono formulati sulla base di template volti a garantire il rispetto delle normative, alla mitigazione dei rischi, alla chiarezza e completezza degli accordi e al rispetto di clausole riconducibili alle questioni di sostenibilità che riguardano accertamenti sull'etica del business, sul rispetto dei diritti umani, dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente.

Sezione Governance

Per gli aspetti di governance inerenti ai rischi Ambientali si rimanda alla sezione Informazioni qualitative sui rischi di Governance - paragrafo Governance, nel quale tali aspetti sono rappresentati unitariamente per le tematiche ambientali, sociali e di governance.

Sezione Risk Management

Credem monitora i rischi legati ai fattori ambientali mappando i potenziali impatti negativi che attraverso specifici "canali di trasmissione" possono concretizzarsi in rischi (finanziari e non finanziari) quantificabili e gestibili.

Nell'ambito del quadro normativo e di vigilanza prudenziale, il processo di integrazione e gestione dei rischi C&E rappresenta un aspetto di notevole rilevanza sia per l'Autorità Bancaria Europea (ABE) che per la Banca Centrale Europea (BCE). La transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, infatti, comporta rischi e opportunità per il sistema economico e per le istituzioni finanziarie, mentre i rischi fisici indotti da eventi meteorologici estremi, cambiamenti graduali del clima o degrado ambientale possono manifestare impatti significativi sull'economia reale e sul settore finanziario.

Il Gruppo ha pertanto integrato i rischi C&E nel proprio sistema di gestione del rischio complessivo, al fine di monitorarli, mitigarli e comunicarli in modo trasparente.

Le attività di identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici ed ambientali sono gestite dalla Funzione Risk Management, che, in linea con quanto previsto dalle aspettative di vigilanza, ha:

  • integrato i fattori di rischio C&E nella mappa dei rischi utilizzata per l'analisi di materialità considerandoli come potenziali driver di tutte le categorie tradizionali di rischi finanziari (rischi di credito, di mercato, operativi, di reputazione, di liquidità, strategico);
  • identificato una serie di indicatori specifici nel proprio Risk Appetite Framework per la misurazione e il monitoraggio dei fattori C&E;
  • integrato il proprio framework di stress test (Recovery Plan, scenario avverso RAF, ICAAP, ILAAP).

Di seguito vengono riportate le definizioni e le norme internazionali di riferimento su cui si basa il quadro di gestione dei rischi ambientali del Gruppo.

Coerentemente con la normativa di riferimento:

  • Guida BCE sui rischi climatici ed ambientali novembre 2020;
  • Good Practices for climate related and environmental risk management novembre 2022.

I rischi climatici ed ambientali possono essere suddivisi in due principali categorie:

  • RISCHI FISICI: impatto finanziario derivante dal verificarsi di eventi catastrofici acuti (tempeste, inondazioni, incendi) o cronici (cambiamenti di temperatura) ;
  • RISCHI DI TRANSIZIONE: perdita finanziaria in cui può incorrere un'organizzazione a seguito del processo di transizione verso un'economia low carbon e climate resilient (rischi di policy, legali, tecnologici, di mercato e reputazionali).

Il Gruppo considera i rischi ESG come potenziali driver di tutte le categorie di rischi tradizionali. Per tale motivo, partendo dall'analisi della normativa di riferimento e in linea con quanto previsto dalle aspettative di Vigilanza, il processo di identificazione dei rischi climatico-ambientali, sociali e di governance ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto è stato progressivamente aggiornato per includere nella Mappa dei Rischi di Gruppo nuove sotto-categorie di rischio, al fine di cogliere pienamente l'impatto dei rischi climatici e ambientali, sociali e di governance sulle principali categorie di rischio esistenti (ad esempio, rischio di credito, di mercato, operativo e di liquidità).

Le relative definizioni sono state integrate nel documento "Processo di identificazione dei rischi ed analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF"e nel documento "Linee guida di governo e gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) di Gruppo" pubblicato sul sito internet di Credem. Una volta identificate le sottocategorie di rischio climatico-ambientale potenzialmente impattanti le categorie di rischio esistenti, è stato effettuato l'aggiornamento annuale dell'analisi di rilevanza alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.). Nel corso del 2024 la materialità dei fattori climatici e ambientali è stata valutata , per tutte le categorie di rischio, su differenti orizzonti temporali:

  • breve termine: entro i 3 anni, in coerenza con le logiche sviluppate in sede di RAF, ICAAP e ILAAP

  • medio termine: da 3 entro 7 anni, orizzonte definito per far ricadere il punto di osservazione al 2030, considerato snodo importante della transizione climatica (obiettivo UE di riduzione GHG nette del 55% entro il 2030)

  • lungo termine: oltre i 7 anni sino al 2050, in coerenza con i target globali di decarbonizzazione degli Accordi di Parigi e con lo scenario Net Zero al 2050.

Le analisi sul rischio di credito sono state integrate indagando:

  • l'impatto, in termini di concentrazione delle esposizioni, dei fattori fisici (sia acuti che cronici) e di transizione nel breve, medio e lungo termine sia sulle controparti che sugli immobili a garanzia delle esposizioni creditizie o oggetto di leasing;
  • la materialità dei rischi environmental (fattori di rischio: biodiversità, rifiuti, stress idrico e degradazione del suolo), social e governance. I rischi Environmental sono stati analizzati sia sul perimetro controparti che immobili ed in particolare è stata sviluppata una metodologia interna per la biodiversity footprint e una prima stima quali-quantitativa del costo del danno relativo alla concentrazione delle esposizioni del gruppo verso controparti con punteggi relativi ai risk driver della biodiversità più elevati.

Di seguito si rappresentano le analisi del rischio di credito C&E fisico, di transizione ed environmental. Per quanto riguarda l'analisi di rilevanza dei rischi fisici, è stato adottato un approccio quantitativo per indagare l'impatto del rischio fisico, in termini di concentrazione, sul perimetro delle esposizioni verso controparti aziendali (Aziende) e sul perimetro delle esposizioni con immobili a garanzia o oggetto di leasing (Immobili) nel breve, nel medio e nel lungo termine.

Rischio di Credito – RISCHIO FISICO
Orizzonte temporale di breve termine (0-3 anni)
Perimetro Aziende Perimetro Immobili
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza
delle esposizioni delle società del Gruppo verso controparti
aziendali, appartenenti ai settori i cui processi produttivi
risultano essere dipendenti in misura medio-alta dai servizi
ecosistemici, sul totale delle esposizioni del Gruppo. Per tale
motivo, è stato assegnato a ciascuna controparte, in base al
settore (Nace livello 1), uno score di rischio calcolato in
funzione dei giudizi, attribuiti dalla base dati open source
Encore, sulla dipendenza dei relativi processi produttivi
(ricostruiti
tramite
la
classificazione
Global
Industry
Classification Standard), da 21 servizi ecosistemici. Il
razionale di tale approccio metodologico si basa sul
presupposto che l'eccessiva vulnerabilità dei processi
produttivi al deterioramento dei servizi ecosistemici può
provocare un aumento dell'esposizione ai rischi fisici.
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza
delle esposizioni aventi immobili a garanzia o oggetto di
leasing situati in province valutate ad alto rischio fisico, sul
totale esposizioni del perimetro Immobili. Per tale motivo, è
stato assegnato, in funzione della provincia in cui è localizzato
l'immobile, un giudizio di rischio sui principali eventi fisici
acuti acuti (in quanto gli eventi cronici hanno effetto più sul
medio-lungo periodo), ossia frane e alluvioni, attribuito da
ISPRA nel "Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia". I
singoli giudizi di rischio vengono sintetizzati tramite media in
fasce di rischio alto-medio-basso.
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel

breve termine, in misura rilevante al rischio fisico, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza.

Orizzonte temporale di lungo termine (maggiore ai 3 anni)

Perimetro Aziende e Immobili

Per entrambi i perimetri, una volta identificato il portafoglio crediti da sottoporre all'analisi, vengono assegnati score di rischio fisico prospettici, al 2040, forniti da un Data provider esterno, rispettivamente a:

• per il perimetro Aziende, alle singole unità locali d'impresa in funzione della loro geolocalizzazione territoriale e del settore di appartenenza. I giudizi di rischio, per i singoli immobili riferiti ad una controparte, vengono successivamente sintetizzati in un unico score tramite una media quadratica ponderata, in funzione della distribuzione dei dipendenti

• per il perimetro Immobili, ai singoli immobili considerati in funzione della loro geolocalizzazione territoriale e della categoria catastale o destinazione d'uso degli stessi (immobile residenziale, commerciale o industriale). Grazie all'utilizzo di mappe di pericolosità territoriali (hazard maps), gli score sintetici di rischio esprimono l'esposizione, dell'area geografica in cui sono presenti gli immobili, a n. 17 fenomeni climatici, idro meteorologici e idrogeologici, suddivisibili tra:

• fattori di rischio fisico cronico, che, in quanto fenomeni naturali a medio-lungo termine, impattano indirettamente sul valore dell'immobile, attraverso l'aumento dei costi operativi e di costruzione dello stesso: cambiamento delle temperature, stress termico, cambiamento del regime dei venti, cambiamento del regime e del tipo di precipitazioni, scongelamento del permafrost, innalzamento del livello del mare, stress idrico, erosione del suolo o costiera e degradazione del suolo

• fattori di rischio fisico acuto, che, in quanto fenomeni repentini, impattano direttamente sul valore dell'immobile tramite danneggiamenti: frana, inondazione, ondate di calore, ondate di freddo/gelate, incendio boschivo, tempesta di vento/tromba d'aria, siccità e forti precipitazioni.

La natura forward looking di tali score è garantita dall'inclusione dello scenario climatico RCP 4.5 (Representative Concentration Pathways), appartenente alla famiglia degli scenari adottati dall'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che consente di stressare i livelli di frequenza ed intensità dei 17 fenomeni considerati in funzione delle ipotesi di concentrazione di CO2 nell'atmosfera.

Dopo aver quantificato gli impatti potenziali, in termini di perdite medie annuali, gli score vengono espressi in scala 1-5 (1=basso;5=molto alto). L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza delle esposizioni della singola società verso le controparti con gli score di rischio peggiori (i.e. 4=alto e 5=molto alto) sul totale esposizioni del Gruppo. Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel lungo termine, in misura rilevante al rischio fisico, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza

Orizzonte temporale di medio termine

Perimetro Aziende e Immobili

Per entrambi i perimetri, a partire dai risultati ottenuti per il Lungo e Breve Periodo è stato individuato il periodo intermedio mediante un criterio che assicura una transizione graduale e proporzionata, rispettando la coerenza tra i due riferimenti temporali.

Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel medio termine, in misura rilevante al rischio fisico, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza.

Per quanto concerne i rischi di transizione, è stata adottata una metodologia di analisi che indaga l'impatto del rischio di transizione, in termini di concentrazione, sul perimetro delle esposizioni verso controparti aziendali (Aziende) e sul perimetro delle esposizioni con immobili a garanzia o oggetto di leasing (Immobili) nel breve, nel medio e nel lungo termine.

Rischio di Credito – RISCHIO TRANSIZIONE
Orizzonte temporale di Breve termine
Perimetro Aziende Perimetro Immobili
Ad ogni controparte del portafoglio creditizio è assegnata,
sulla base del codice ATECO, una categoria Climate Policy
Relevant Sectors (CPRS) e, in base a quest'ultima, le
esposizioni sono state raggruppate come «affette (categorie
1-6)» o «non affette (categorie 7-9)» dal rischio climatico
ambientale di transizione.
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza
delle esposizioni della singola società del Gruppo verso le
categorie affette dal rischio di transizione (Fossil Fuel, Utility,
Energy-Intensive, Buildings, Transportation, Agriculture) sul
portafoglio totale del Gruppo.
Vengono raccolti i giudizi relativi alla classe energetica degli
immobili a garanzia o oggetto di leasing, tramite APE
attraverso la stima da parte di un Data-provider esterno.
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza
delle esposizioni della singola società, con immobili a
garanzia o oggetto di leasing, aventi classi energetiche
peggiori (F o G), sul totale delle esposizioni del Gruppo del
perimetro Immobili.

Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel breve termine, in misura rilevante al rischio di transizione, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza.

Orizzonte temporale di Lungo termine

Perimetro Aziende Perimetro Immobili
A livello di singola controparte del portafoglio creditizio, viene
assegnato uno score di rischio prospettico, al 2050, in scala
1-5 (1=basso; 5=molto alto), fornito da un Data provider
esterno, che sintetizza l'impatto finanziario che potrebbe
subire a causa dell'esposizione alla transizione verso
un'economia sostenibile, ossia a basse emissioni di carbonio.
La natura prospettica dell'indicatore è garantita dall'utilizzo,
come input, di scenari di transizione, prodotti dall'NGFS, ossia
l'"Orderly transition – Net Zero 2050" e l'"Hot house world -
Current policies". Tali scenari impattano sui tre macro-fattori
di transizione, ossia le politiche e le regolamentazioni future,
la tecnologia richiesta e la domanda di mercato, che a loro
volta hanno effetto sui ricavi, sugli investimenti e sui costi
della singola controparte.
Vengono raccolti i giudizi relativi alla classe energetica degli
immobili a garanzia o oggetto di leasing, tramite APE
attraverso la stima da parte di un Data-provider esterno. Nel
lungo periodo, in considerazione della riduzione dei consumi
energetici prevista dalla Direttiva UE 2024/1275 (16% entro il
2030 e 22% entro il 2035), si ritiene opportuno focalizzare
l'attenzione sulle classi energetiche meno efficienti (E, F, G),
le quali, presentando i rischi di transizione più elevati, saranno
maggiormente impattate dalla riduzione dei consumi previsti
dalla direttiva. L'approccio metodologico prevede di misurare
l'incidenza delle esposizioni della singola società, con
immobili a garanzia o oggetto di leasing, aventi classi
energetiche E, F o G sul totale delle esposizioni del Gruppo con
immobili a garanzia o oggetto di leasing.
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza

delle esposizioni della singola società verso le controparti con

gli score di rischio peggiori (i.e. 4=alto e 5=molto alto) sul
totale esposizioni del Gruppo.
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel lungo
termine, in misura rilevante al rischio di transizione, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza.

Orizzonte temporale di Medio termine

Perimetro Aziende e Immobili

Per entrambi i perimetri, a partire dai risultati ottenuti per il Lungo e Breve Periodo è stato individuato il periodo intermedio mediante un criterio che assicura una transizione graduale e proporzionata, rispettando la coerenza tra i due riferimenti temporali.

Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel medio termine, in misura rilevante al rischio di transizione, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza.

Per quanto riferito al Rischio Environmental, la valutazione della rilevanza di tale fattore di rischio sul rischio di credito viene effettuata sul perimetro delle controparti aziendali presenti nel portafoglio creditizio del Gruppo e sul perimetro degli immobili dati a garanzia o oggetto di leasing.

Rischio di Credito – RISCHIO ENVIRONMENTAL
Orizzonte temporale di Breve termine
Perimetro Aziende Perimetro Immobili
Al fine di individuare l'indicatore di rischio che esprima
quantitativamente le esposizioni soggette ad alto rischio di
Biodiversità, è stato utilizzato un tool costruito su base-dati
Encore e i relativi rating di biodiversità forniti per i diversi
settori produttivi. A questi punteggi di impatto e dipendenza
per settore viene assegnato un livello di rischio qualitativo
(basso, medio, alto, molto alto) che consente di classificare i
settori produttivi in base al rischio per la biodiversità. Alle
esposizioni del portafoglio, in base al settore Nace di
riferimento, viene associato l'impatto standardizzato sulla
biodiversità e il punteggio di dipendenza.
E' stata effettuata un'analisi sui collateral del mortgage
portfolio basato sull'utilizzo di score forniti da IPCC (Climate
change world portal knowledge) per il driver water stress nello
scenario al 2025 e Globio per il driver degradazione del suolo,
per l'assegnazione di una fascia di rischio in base alla
locazione geografica degli immobili. Gli score vengono
espressi in scala 1-5 (1=basso; 5=molto alto). L'approccio
metodologico
prevede
di
misurare
l'incidenza
delle
esposizioni della singola società verso le controparti con gli
score di rischio peggiori (i.e. 4=alto e 5=molto alto) sul totale
esposizioni del Gruppo.
L'approccio metodologico, tramite la classificazione dell'EAD
per livelli di rischio di impatto e di dipendenza per fattore di
biodiversità, ha permesso di avere una prima stima quali
quantitativa del costo del danno relativo alla concentrazione
delle esposizioni della singola società del gruppo verso le
controparti con gli score di rischio più elevati.

Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e una società risulta esposta, nel breve termine, in misura rilevante al rischio environmental che impatta sul rischio di credito se supera la soglia di rilevanza.

Orizzonte temporale di Lungo termine

Perimetro Aziende Perimetro Immobili
E' stato utilizzato un indicatore quantitativo che misura
l'impatto dei fattori ambientali sulle imprese sfruttando una
combinazione di variabili puntuali valutando il rischio alto su
stress idrico, produzione di rifiuti, degradazione del suolo e
biodiversità come risk driver principali dei rischi ambientali.
Sono stati utilizzati due score, forniti da provider esterno, che
sintetizzano i potenziali impatti attesi (al 2040) sull'immobile
derivanti dallo stress idrico e degradazione del suolo,
considerando la pericolosità geografica della zona nel quale è
localizzato e la sua tipologia d'uso.
Viene assegnato, a livello di singola controparte, uno score di
rischio prospettico, fornito da un Data provider esterno, che
sintetizza l'impatto environmental.
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza
delle esposizioni della singola società verso le controparti con
gli score di rischio peggiori sul totale esposizioni del Gruppo.
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza
delle esposizioni della singola società verso le controparti con
gli score di rischio peggiori sul totale esposizioni del Gruppo.

Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e una società risulta esposta, nel lungo termine, in misura rilevante al rischio environmental che impatta sul rischio di credito se supera la soglia di rilevanza.

Orizzonte temporale di Medio termine

Per entrambi i perimetri, a partire dai risultati ottenuti per il Lungo e Breve Periodo è stato individuato il periodo intermedio mediante un criterio che assicura una transizione graduale e proporzionata, rispettando la coerenza tra i due riferimenti temporali. Per il perimetro immobili per il driver water stress è stato usato lo scenario al 2030 fornito da IPCC.

Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e una società risulta esposta, nel medio termine, in misura rilevante al rischio environmental che impatta sul rischio di credito se supera la soglia di rilevanza.

Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio di Mercato Environmental.

Relativamente al rischio di mercato è stata costruita una heatmap settoriale per valutare l'impatto dei rischi Environmental (sia fisici che di transizione), sul portafoglio investimenti del Gruppo Bancario (banking e trading book). In aggiunta, per la parte dei rischi climatici, è stata utilizzata la metrica Multihorizon Climate Value at Risk (CVaR) a livello di emittente per effettuare l'analisi sul breve, medio e lungo termine sulla base degli scenari forniti da NGFS.

Rischio di Mercato – RISCHIO ENVIRONMENTAL

Orizzonte temporale di Breve termine

Per valutare l'impatto del rischio C&E sul portafoglio degli investimenti di proprietà (trading e banking book), si adotta una heatmap che restituisce la valutazione di sintesi della rischiosità di ogni settore economico distinta sul Pillar Environmental.

Le principali attività alla base della metodologia per la creazione della matrice settoriale e la quantificazione degli impatti dei fattori C&E rispetto ai settori economici sono costituite da:

  1. riconciliazione delle fonti informative internazionali;

  2. aggregazione degli impatti climatico-ambientali e conversione degli stessi in score numerici;

  3. definizione della scala valutativa (Alto, Medio, Basso, Non significativo) e aggregazione a livello settoriale (NACE). I fattori C&E adottati per la definizione della matrice settoriale sono: Qualità dell'acqua, Aria, Suolo, Biodiversità ed ecosistemi, Efficienza e sicurezza delle risorse, Clima, Rifiuti, Rischio fisico, Rischio di transizione, Impatti su siti del patrimonio mondiale o altre aree protette, Impatti su specie inserite nella Lista Rossa IUCN delle specie minacciate, Condizioni di vita controverse o uso di sostanze chimiche/medicinali (ad esempio uso eccessivo di antibiotici).

L'approccio metodologico prevede la misurazione della concentrazione di esposizioni della singola società verso gli emittenti valutati a rischio medio o alto dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo.

Rischio di Mercato – RISCHIO CLIMATICO FISICO E DI TRANSIZIONE

Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine

Al fine di performare un'analisi di rilevanza sul breve, medio, lungo termine con un focus sul solo aspetto climatico, è stata sfruttata la metrica di Multi-horizon CVaR, a livello di emittente. Tutti gli indicatori di Climate VaR utilizzati sono stati calcolati sullo scenario NGFS Delayed Transition. Il perimetro di analisi comprende il portafoglio corporate e financial sia banking book che trading book di Credito Emiliano.

L'analisi viene svolta per ogni intervallo temporale, separatamente tra rischio fisico e rischio di transizione.

Per assegnare una fascia di rischio alle esposizioni sulla base del valore di CVaR è stata implementata la seguente procedura:

  • Dapprima sono stati calcolati i valori di CVaR per i titoli che compongono l'indice ER00da usare come benchmark, sui seguenti orizzonti: 2026,2028, 2043
  • In seguito, partendo dai dati del punto sopra, sono state ottenute le soglie sulla base dei percentili della distribuzione dei CVaR del benchmark.

Le due soglie così costruite, una relativa al CVAR rischio fisico e una al CVAR rischio di transizione, sono poi applicate al portafoglio in modo da classificare ogni osservazione di CVaR sulla fascia di rischio corrispondente .

L'indicatore viene infine calcolato sia per il CVaR fisico che di transizione come somma dei controvalori delle posizioni classificate ad alto e medio rischio sul totale del controvalore di portafoglio lungo i tre orizzonti temporali identificati.

La metrica di Climate VaR permette di coprire un consistente numero di risk drivers: Extreme Heat, Extreme Cold, Extreme Wind, Extreme Precipitation, Extreme Snowfall, Tropycal Cyclones, Coastal Flooding, Fluvial Flooding, River Low Flow, Wildfire, Policy Risk, Technology Opportunities

Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio di Liquidità Environmental.

Per valutare la materialità dei rischi Climate & Environmental sul rischio di liquidità, è stata condotta sia un'analisi finalizzata a valutare l'impatto del rischio fisico sui depositi retail nel breve, medio e lungo termine sia l'impatto del rischio environmental sul portafoglio titoli in analogia a quanto fatto sul rischio di mercato.

Rischio di Liquidità – ENVIRONMENTAL

Orizzonte temporale di Breve termine - Portafoglio investimenti

Per quanto riguarda l'analisi sul portafoglio titoli, è stata valutata l'esposizione in essere sul portafoglio titoli, considerando lo stesso approccio definito per il rischio di mercato, ossia una analisi settoriale sul Pillar Environmental.

L'approccio metodologico prevede la misurazione della concentrazione di esposizioni della singola società verso gli emittenti valutati a rischio Environmental medio o alto dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo.

Rischio di Liquidità – RISCHIO CLIMATICO FISICO

Orizzonte temporale di Breve termine - Depositi Retail Orizzonte temporale di Medio e Lungo termine - Depositi
Retail
Per quanto riguarda l'analisi che ha coinvolto i depositi retail è
stata presa in considerazione l'ubicazione geografica degli
immobili dalla base dati ISPRA, ipotizzando che essa sia
associabile alla località di intestazione del conto correnti della
clientela retail e sono state considerate due tipologie di risk
drivers, ossia frane e alluvioni.
Per quanto riguarda l'analisi sul medio e lungo termine che ha
coinvolto i depositi retail, sono state introdotte delle
metodologie di identificazione che considerano la mappatura
dei fattori di rischio frane e alluvioni in linea con la fonte dati
Thinkhazard! (TH!) che propone degli score qualitativi per
singola provincia differenziati per medio e lungo termine. A
partire degli score qualitativi di TH! è stato identificato un
meccanismo di allineamento della metodologia a quella di
breve termine (ISPRA).

Per quanto riguarda il Rischio Operativo sono state analizzate le evidenze rivenienti dai processi di RSA e LDC sul rischio climatico fisico e di transizione e poi sono state condotte due analisi per la valutazione della rilevanza di Rischio Fisico e di Transizione. Di seguito si rappresentano le analisi del rischio di operativo C&E Environmental:

Rischio Operativo – RISCHIO CLIMATICO FISICO
Orizzonte temporale di Breve termine - Immobili di Proprietà
del Gruppo
Orizzonte temporale di Breve termine - Immobili degli
Outsourcer
L'approccio metodologico prevede di valutare le minacce di
rischio fisico sugli immobili di proprietà delle società del
Gruppo:
alluvione,
frana,
incendio,
ondata
di
calore,
precipitazioni abbondanti, siccità, stress da alte temperature.
Per tale motivo, è stato assegnato a ciascun immobile uno
score baseline di rischio per ciascuna minaccia fornito da un
data provider esterno.
Una Legal Entity del Gruppo viene considerata rilevante per il
rischio climatico di natura fisica nel caso in cui si osservi un
valore di mercato rilevante nelle fasce di materialità oltre
«Medium-High»
L'analisi degli immobili degli outsourcers, è stata condotta
con la medesima metodologia degli immobili di proprietà ma
considera gli score attribuiti ai fornitori FEI e FEI ICT e si
considera il valore contrattuale delle esternalizzazioni a
rischiosità alta.
Orizzonte temporale di Lungo termine - Immobili di
Proprietà del Gruppo
Orizzonte temporale di Lungo termine - Immobili degli
Outsourcer
La metodologia utilizzata nel lungo periodo è uguale a quella
del breve solo che vengono utilizzati gli score prospettici che
includono l'orizzonte temporale al 2040 in quanto stimato
sulla base dello scenario climatico RCP 4.5 (Representative
Concentration Pathways).
La metodologia utilizzata nel lungo periodo è uguale a quella
del breve solo che vengono utilizzati gli score prospettici che
includono l'orizzonte temporale al 2040 in quanto stimato
sulla base dello scenario climatico RCP 4.5 (Representative
Concentration Pathways).
Orizzonte temporale di Medio termine - Immobili di Proprietà del Gruppo e degli Outsourcer

A partire dai risultati di Lungo e Breve Periodo è stato individuato il periodo intermedio mediante un criterio che assicura una transizione graduale e proporzionata, rispettando la coerenza tra i due riferimenti temporali.

Rischio Operativo – RISCHIO CLIMATICO DI TRANSIZIONE

Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine

È stata condotta un'analisi del database delle perdite operative di Loss Data Collection e delle risultanze del processo di Risk Self Assessment 2025 relativamente agli scenari C&E.

Ai fini dell'analisi di materialità, è stato utilizzato un approccio qualitativo al fine di individuare la rilevanza delle singole Legal Entities in base alla loro operatività. Sono stati identificati due principali canali di trasmissione del rischio con annesso razionale per la definizione dell'impatto nei tre orizzonti temporali:

  • Mancata aderenza / conformità alle normative e aspettative C&E (incl. strategia del Gruppo, disallineamento degli obiettivi di decarbonizzazione, disclosure).
  • Rischio di greenwashing nell'offerta commerciale (es. offerta dei prodotti e servizi green).

I transmission channel sono stati in seguito associati a ciascuna Legal Entity del Gruppo in funzione della rispettiva operatività e fungono da driver per la definizione dell'impatto attraverso giudizi qualitativi nei tre orizzonti temporali di breve, medio e lungo termine.

Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio Reputazionale Environmental:

Rischio Reputazionale – RISCHIO ENVIRONMENTAL

Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine

Per l'analisi di rilevanza dei fattori C&E in ambito reputazionale il Gruppo ha ricondotto alle categorie Environmental, gli eventi oggetto dell'approccio quantitativo utilizzato dal Gruppo per la valutazione del rischio reputazionale, identificando in tal modo alcuni potenziali scenari.

In particolare, alla luce dell'introduzione della nuova Direttiva Europea sulla rendicontazione societaria di sostenibilità Corporate Sustainability Reporting Directive, il Gruppo ha ricondotto le domande del questionario ai nuovi standard obbligatori per la rendicontazione di sostenibilità (European Sustainability Reporting Standards - ESRS).

Gli standard topics relativi all'ambito ambientale, coperti da almeno un item del questionario dei rischi reputazionali sono:

  • E1 Cambiamenti climatici
  • E2 Inquinamento
  • E3 Acqua e risorse marine
  • E4 Biodiversità ed ecosistemi

Tale operazione ha mostrato che per l'esercizio prospettico 2025 gli ambiti inerenti a tematiche ESG costituiscono circa il 98% del valore a rischio complessivo e in particolare, gli eventi afferenti a fattori Environmental rappresentano il 6% dell'esposizione totale al rischio reputazionale.

Stante il carattere «evolutivo» dei possibili impatti dei fattori analizzati, in sede di analisi di rilevanza è stato inoltre considerato anche un approccio qualitativo, individuando quali società del Gruppo siano potenzialmente esposte ad un rischio reputazionale legato a componenti C&E, sulla base della loro tipologia di operatività (prodotti, servizi e clienti). I canali di trasmissione analizzati lungo i tre orizzonti temporali sono i medesimi del rischio operativo (Mancata aderenza / conformità alle normative e aspettative C&E e Rischio di greenwashing nell'offerta commerciale).

Per quanto riguarda l'impatto dei Rischi climatico ambientali sul Rischio di impresa e Strategico, è stata effettuata una doppia analisi, sul portafoglio creditizio del Gruppo, per misurare la quota di emissioni assolute, Scope 1 e Scope 2, riconducibili ai settori maggiormente emissivi sul portafoglio del Gruppo Credem.

Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio di Transizione sul Rischio d'impresa e strategico.

Rischio di impresa e strategico – RISCHIO CLIMATICO DI TRANSIZIONE

Orizzonte temporale di Breve, Medio e Lungo termine

Una volta identificato il perimetro sul quale svolgere le analisi, sono stati associati il settore di appartenenza, tramite il codice NACE, e le emissioni assolute, in termini di tonnellate di CO2 Scope 1 e Scope 2, prodotte dalla singola controparte.

Analisi preliminare

L'analisi preliminare è volta a verificare quali siano, all'interno del portafoglio creditizio del Gruppo, i settori che emettono maggiori quantità di gas serra tra quelli attenzionati dalla "Net Zero" secondo le definizioni dei settori IEA (automation, aviation, cement, coal, iron and steel, oil & natural gas, power e shipping), in quanto settori a maggiore intensità carbonica.

L'approccio preliminare, pertanto, prevede la misurazione dell'incidenza delle emissioni assolute di CO2, Scope 1 e Scope 2, dei singoli settori sul perimetro di quelli considerati.

Le risultanze segnalano che i settori che contribuiscono maggiormente in termini di emissioni assolute sono l'Oil&Natural Gas e il Power.

Analisi di rilevanza

Al fine di misurare la rilevanza delle società del Gruppo nel breve termine (scenario IEA al 2024), nel medio termine (scenario IEA al 2030) e nel lungo termine (scenario IEA al 2050), l'approccio metodologico prevede di misurare la contribuzione, in termini di emissioni assolute, Scope 1 e Scope 2, delle controparti dei settori Oil&Natural Gas e Power, verso cui è esposta la singola entità giuridica, sul totale di emissioni prodotte dalle controparti verso cui è esposto il Gruppo.

Alla luce delle metodologie sopra illustrate, si riporta di seguito la matrice di materialità sui rischi ambientali svolta nel 2024 e valida per il 2025, per il Gruppo e per le Società ad esso appartenenti:

Credito Emiliano Credemleasing Credemfactor Credem Euromobiliare
Private Banking
Avvera Euromobiliare SgR Euromo biliare SIM Credem Private Equity C re de mite l Euromobiliare Fiduciaria MGT Credemvita Other Legal entities
Climat cirscho di transko de BREVE Aziende
Im mobill
MEDIO Aziende
Immobili
LUNGO Aziende
lim mobili
BREVE Aziende
lim mobili
Rischi di Credito Climatel rischto form MEDIO Aziende
Im mobili
DOMIT Aziende
Im mobili
Ambe ntali (diversida (Climat co) BREVE Aziende
Irn mobili
MEDIO Aziende
Im mobili
rungo Aziende
Immobili
Rischi di Mercato Climatici rischio di transizione BREVE
MEDIO
rungo
ENVIRONMENTAL Climatici rischio fisico BREVE
MEDIO
LUNGO
Ambientali (C&E) BREVE
Ambientali (C&E) BREVE mercato
Rischio di
Liquidità
Climatici rischia fisica BREVE raccolta
MEDIO raccolta
LUNGO rawalta
Rischio Operativo Climatici Rischio di transizione
(qualitativo)
BREVE
MEDIO
TUNGO
Climatici nschip fisica BREVE immabili
MEDIO immobili proprieta
LUNGO immobili proprieta
BREVE Outsaurærs
MEDIO Out sourcers
LUNGO Outsourcers
hig
পা
Risc
Climatici Rischio di transizione
(qualitativo)
BREVE
MEDIO
LUNGO
Ambientali (C&E) BREVE
Strategic Reputaziona
Rischio Rischia
Climatici Rischio di transizione BREWE
MEDIO
OSMART
Climatici Rischio di transizione BREVE
Assicura
tivo
Climatici Rischio Fisico BREVE

Il concetto di rilevanza, per ciascun rischio, è coerente con quanto utilizzato nell'ambito dei principali processi di gestione dei rischi (ICAAP, ILAAP, RAF e Recovery Plan), al fine di assicurarne massima coerenza in termini di: rischi rilevanti, dotazione patrimoniale e target di rischio.

In particolare, relativamente ai processi di misurazione e monitoraggio dei rischi C&E, il Gruppo ha svolto varie attività nei diversi ambiti:

  • definito il framework metodologico di misurazione del Rischio di Credito di Transizione e del Rischio di Credito Fisico ed effettuate le relative quantificazioni in ambito stress RAF;
  • definite le metodologie per misurare il Rischio di mercato, derivante dall'impatto dei rischi climatico ambientali, mediante la costruzione di una heatmap settoriale del portafoglio degli

investimenti e la misura di "Climate VaR" al fine di integrare di tali metriche legate di rischio di mercato e di scoring ESG all'interno delle politiche di investimento e del reporting di market risk management;

  • effettuata l'integrazione nei processi ICAAP e ILAAP;
  • sviluppato e integrato un approccio metodologico per l'analisi di scenario in ambito Recovery Plan;
  • integrato le linee guida di Credit Strategy, per inserire in fase di concessione e di monitoraggio valutazioni di carattere climatico ambientali;
  • integrato i processi di operational e reputational risk;
  • definito metriche "ESG-Specific" in ambito RAF al fine di: monitorare i rischi C&E, fissare dei limiti all'assunzione di tali rischi e definire i relativi processi di escalation;
  • integrato, nel processo di gestione delle esternalizzazioni, la valutazione dei rischi ESG legati ai fornitori;
  • integrato gli impatti causati dagli eventi climatici e ambientali di rischio fisico nel piano di continuità operativa.

Per quanto riguarda l'ambito della misurazione degli impatti dei fattori di Rischio climatico ambientali sono stati compiuti importanti progressi metodologici.

Per il Rischio di Credito, oltre agli indicatori RAF specifici descritti successivamente, il Gruppo ha sviluppato una metodologia per includere i rischi C&E nel framework di stress testing al fine di valutare, in termini di impatto sull' Expected Credit Loss (ECL), il rischio di transizione sulla Probability of Default (PD) e sia il rischio fisico che il rischio di transizione sul valore della garanzia nello scenario avverso ai fini RAF. I valori condizionati di PD ed LGD sono stati quindi integrati nel framewrork di stress testing.

Focus Misurazione impatti Rischio di Credito – RISCHI C&E
Rischio di Transizione Rischio Fisico
Perimetro Controparti Perimetro Immobili
Seguendo le best practice di mercato, il rischio di transizione
è stato integrato nella Probability of Default (PD) delle
controparti aziende, mediante la cosiddetta metodologia dei
bilanci prospettici, che prevede due principali step, volti a
proiettare i bilanci delle controparti appartenenti al segmento
Imprese Corporate e ad introdurre un "costo climatico",
consentendo quindi di misurare l'impatto della transizione
sulle variabili economico-finanziarie. Più in dettaglio, sono
stati seguiti i seguenti step:
Il rischio fisico è stato integrato nel parametro di Loss Given
Default (LGD). L'approccio seguito considera gli effetti di
possibili scenari catastrofici (e.g. alluvione) e la conseguente
svalutazione delle garanzie immobiliari (haircut sul valore del
collateral); la riduzione dei valori di collateral si riflette in un
aumento del valore di LGD del portafoglio.
o
sviluppo di modelli econometrici per la proiezione di
alcune voci di bilancio considerate rilevanti per la
struttura del modello di rating Per*Fido;
o
calcolo di un costo operativo climatico, come
prodotto tra il prezzo del carbonio e le emissioni di
GHG;
o
sottratto all'EBITDA con lo scopo di stressare il
bilancio prospettico delle controparti quantificazione
dell'impatto climatico sullo score di bilancio e quindi
sulla PD.
Il perimetro è rappresentato dalle controparti aziende
(corporate e retail) e si sostanzia in un aumento delle PD
derivante dall'impatto dei maggiori costi delle emissioni su
indicatori di bilancio.
Perimetro Immobili
E' stata sviluppata un'analisi per quantificare il rischio di
transizione per gli immobili in relazione alla classe energetica
di partenza.
La metodologia si basa sul confronto tra quanto costerebbe
mantenere un immobile nella sua classe rispetto a quanto
costerebbe
se
quest'ultimo
seguisse
la
transizione
energetica definita dalla legge, in base ai costi dell'energia
definiti dagli scenari di NGFS. Il differenziale tra questi costi
può essere visto come un mancato rendimento derivante dal
non aver effettuato la transizione. Infine viene calcolato un
haircut come incidenza del costo opportunità sul valore
dell'immobile.
In aggiunta, nell'ambito del percorso di progressivo allineamento alle aspettative della Banca Centrale Europea (BCE) in
materia di inclusione delle tematiche ESG nel Framework di Risk Management, il Gruppo ha avviato una progettualità
che, nel corso del 2025, ha l'obiettivo di introdurre i principali fattori di rischio climatici e ambientali nei modelli contabili
IFRS9.
In particolare saranno gestiti i seguenti fattori di rischio:

«Rischio Fisico» sul portafoglio Mutui e Leasing immobiliari: espresso tramite la riduzione del valore delle
garanzie immobiliari, al fine di rappresentare l'ipotetico danno apportato da eventi climatici (alluvioni e frane), in
relazione alla rischiosità del territorio in cui è ubicato l'immobile.

«Rischio di Transizione» sul portafoglio Imprese: volto a rappresentare la minore redditività in cui le Imprese
potrebbero incorrere nell'ambito del processo di adeguamento verso un'economia più sostenibile.
Le evolutive consentiranno di riflettere l'impatto dei suddetti driver di rischio nelle stime di perdita attesa IFRS 9, nell'ambito

di diversi scenari climatici (differenziati per tempistiche e grado di intensità delle politiche climatiche attivate nel contesto europeo) ad integrazione degli scenari macro-economici già previsti dall'attuale framework IFRS 9.

Il progetto traguarderà il suo obiettivo nel corso del 2025 con l'evoluzione ESG del framework contabile IFRS 9.

Di seguito sono riportati i progressi raggiunti per la misurazione degli impatti dei fattori di Rischio climatico ambientali sul Rischio di Mercato:

Focus Misurazione impatti Rischio di Mercato – RISCHI C&E FISICO E TRANSIZIONE

Con specifico riferimento al portafoglio investimenti ed al rischio di mercato, oltre alla heatmap settoriale (utilizzata anche per la costruzione dell'indicatore RAF), al fine di integrare i presidi di monitoraggio del rischio di mercato con gli impatti derivanti dai rischi climatici e ambientali (C&E), è stata introdotta la metrica Climate VaR. Tale metrica stima quali potrebbero essere le perdite attese scaturite da uno scenario climatico avverso, selezionato tra quelli proposti dal Network for Greening the Financial System (NGFS). In particolare, è stato adottato lo scenario più sfavorevole tra "Below 2°C" e "Delayed Transition".

Il Climate VaR è calcolato mensilmente sulla componente corporate e financial del portafoglio di proprietà (Banking Book e Trading Book) e verrà sottoposto a un limite operativo come previsto dal Regolamento Finanza.

In ambito misurazione con riferimento alle metriche utilizzate per la valutazione ed il governo dei rischi sotto il profilo climatico, il Gruppo ha definito metriche specifiche, affinate nel corso del 2022 anche grazie all'esercizio di climate stress test condotto per la BCE, attraverso una maggiore analiticità del calcolo delle metriche stesse. In particolare, con riferimento al rischio di transizione, il Gruppo stima le emissioni indirette di gas a effetto serra Scope 3. Le emissioni Scope 3 sono rappresentate dalle emissioni indirette di gas a effetto serra derivanti da fonti che non sono di proprietà o non sono direttamente controllate dall'organizzazione. Le suddette emissioni sono spesso riconducibili alla catena del valore e sono costituite da emissioni dirette e indirette di altre organizzazioni. Sulla base delle indicazioni del GHG Protocol Corporate Value Chain (Scope 3) Accounting and Reporting Standard, le emissioni di gas serra derivanti da diverse asset class devono essere allocate alle istituzioni finanziarie in base alla quota proporzionale di prestito o investimento inerenti alla controparte, rispetto al suo valore complessivo.

Con riferimento all'informativa sulle emissioni GHG Scope 1 e Scope 2 si rimanda alla Rendicontazione di sostenibilità consolidata di Gruppo 2024.

Anche nel 2024 il Gruppo ha calcolato le emissioni di CO2 indirette (Scope 3) collegate a finanziamenti e investimenti. Rispetto agli anni precedenti le modalità di raccolta e di acquisizione dei dati sono state affinate per rendere maggiormente puntuali le stime. In particolare, oltre alle emissioni Scope 1 e 2 si sono considerate anche le emissioni Scope 3 (tutte le 15 categorie) delle controparti. Per tale motivo si evidenzia uno scostamento rilevante rispetto alla valutazione precedente. L'analisi delle emissioni di Scope 3 del portafoglio legate ad attività finanziate e agli investimenti del Gruppo è stata realizzata prendendo in considerazione le asset class più rilevanti in portafoglio e utilizzando per ciascuna di queste le specifiche metodologie di calcolo stabilite nel "Global GHG Accounting and Reporting Standard for the Financial Industry" del PCAF. La quantificazione delle emissioni finanziate è basata su metodologie proprietarie riconducibili ad infoprovider affidati in funzione delle diverse Asset Class (finanziamenti e investimenti).

Per dettagli sul metodo di calcolo si rimanda al box sottostante:

METODOLOGIA DI CALCOLO DELLE EMISSIONI GHG SCOPE 3

  • Finanziamenti: sono stati inclusi i crediti erogati alle controparti aziendali, ossia riferiti alle categorie Corporate Large, Corporate Small e Retail imprese. La quantificazione delle emissioni finanziate è basata su dati forniti dall'info provider secondo metodologie proprietarie. Le emissioni finanziate sono calcolate come rapporto tra il valore contabile dell'esposizione, ossia il GCA (Gross Carrying Amount), e il valore della controparte espressa in termini di Totale Attivo. Questo valore è stato moltiplicato per la somma delle emissioni Scope 1 , 2 e 3 della controparte (dato fornito da infoprovider). Sono poi stati inclusi i mutui per immobili residenziali e non residenziali calcolando le emissioni in base all'importo lordo di ciascuna esposizione ed alle caratteristiche degli immobili utilizzando i fattori emissivi risultanti dal data base PCAF in funzione della disponibilità dei dati relativi agli immobili oggetto di analisi.Investimenti di proprietà: è stato considerato il portafoglio Investimenti, inclusi gli investimenti in emittenti Corporate e Financial. Sono stati esclusi il portafoglio negoziazione, gli investimenti in Asset Backed Securities, Mortgage Securities. Il dato delle emissioni finanziate è stato ricavato da info provider utilizzando il GCA (Gross Carrying Amount) dell'investimento e l'intensità delle emissioni di Scope 1 , 2 e 3 in tonnellate di CO2 equivalente rispetto all'EVIC (Enterprise Value Including Cash) della controparte.
  • Investimenti: sono stati inclusi nel calcolo gli investimenti in azioni e obbligazioni e gli investimenti in fondi, considerando sia i portafogli gestiti direttamente che i portafogli delegati a terzi. Il dato delle emissioni finanziate è stato ricavato da info provider, utilizzando per i titoli il GCA (Gross Carrying Amount) dell'investimento e l'intensità delle emissioni di Scope 1 , 2 e 3 in tonnellate di CO2 equivalente rispetto all'EVIC (Enterprise Value Including Cash) della controparte; per i fondi il controvalore di mercato è stato moltiplicato per l'intensità emissiva in tonnellate di CO2 equivalente sul valore investito.

Per supportare le attività di misurazione dei rischi climatico ambientali il Gruppo ha consolidato la raccolta di dati, informazioni e score ESG da infoprovider specializzati in grado di stimare le di emissioni GHG, con un elevato livello di granularità, generate dalle singole controparti nei diversi portafogli.

In ambito monitoraggio il Gruppo ha integrato considerazioni di rischio climatici e ambientali nei processi del Credito e del Rischio operativo e reputazionale.

Relativamente all'integrazione della Credit Strategy, nel corso del 2023, in coerenza con la strategia di decarbonizzazione del Gruppo, sono state definite le linee guida riconducibili alla valutazione delle controparti aziende e dei collateral immobiliari. Successivamente affinate in coerenza con l'adesione alla Net Zero Banking Alliance.

Inoltre, è stato affinato il metodo di valutazione della resilienza prospettica riconducibile alle aziende corporate, integrando la performance ambientale delle controparti.

Di seguito vengono riportate le integrazioni apportate nelle diverse fasi del Processo creditizio:

FOCUS CREDIT STRATEGY
Concessione Monitoraggio
Valutazione controparti
Gli score automatici ESG, forniti da un Data provider esterno,
dal 2023 coprono l'intero portafoglio aziendale e sono stati
progressivamente inclusi nel processo di analisi inerente alla
concessione per le aziende Corporate (imprese con fatturato
singolo o di gruppo superiore a 1.000.000 di euro, oppure, con
esposizione singola o di gruppo maggiore di 1.000.000 di
euro.
Da aprile 2024 sono stati implementati nei sistemi, strumenti
specifici basati su dati di input forniti direttamente dal
fornitore (scheda di valutazione ESG e report di rischio fisico
forniti da un Data provider esterno), ma anche su dati single
name forniti direttamente dai Clienti (questionari esterni
forniti da Data provider).
A partire dal 2023 è entrato a regime un sistema di
monitoraggio dei fattori C&E sul portafoglio crediti, che
include sia le controparti aziende che le garanzie immobiliari.
Le informazioni specifiche contenute nel reporting di
riferimento sono aggiornate periodicamente e discusse
trimestralmente nell'ambito del Comitato Credit Strategy.
È stato definito il processo di monitoraggio single name,
focalizzato sul rischio rischio fisico e di transizione e correlato
alla situazione finanziaria delle controparti, formalizzando i
criteri nella documentazione aziendale.
Sul segmento Corporate sono stati identificati un set di
indicatori/metriche sintetici di performance rappresentativi
del livello di esposizione verso tutti i fattori ESG.
È stata prevista un'autonomia minima per i settoristi centrali
della
funzione
Crediti,
con
specifico
riferimento
alle
controparti operanti nei settori dell'estrazione del carbone
(senza esposizioni e in black list) e dei combustibili fossili non
allineati alla Tassonomia. Da giugno 2024 tutte le proposte di
nuovi affidamenti, incremento o variazione dell'importo, con
affidamenti complessivi superiori a 100.000 euro e Score
Environmental sfavorevole sono attribuite all'autonomia di
deliberazione dei settoristi centrali della funzione Crediti.
È stata aggiornata la normativa interna e la documentazione
aziendale al fine di formalizzare i processi di raccolta e
valutazione delle informazioni di sostenibilità riferite alle
controparti, alle garanzie immobiliari e agli indicatori di
riferimento.
Valutazione collateral Immobiliari
Nel corso del 2023 sono stati definiti processi e strumenti per
la valutazione dell'esposizione ai rischi C&E inerenti ai
collateral immobiliari, in particolare il rischio di transizione e
fisico:

il rischio di transizione viene valutato attraverso l'analisi
dell'Attestato di Prestazione Energetica (APE);

l'esposizione al rischio fisico viene analizzata attraverso
indicatori contenuti nel report di rischio fisico advanced
fornito da un Data provider esterno (attivazione del
servizio da aprile 2024).
Con specifico riferimento alla documentazione di riferimento
sono
stati
definiti,
nell'ambito
della
documentazione
aziendale e della normativa interna, i processi di raccolta e
valutazione delle informazioni e gli indicatori di riferimento,
raccolti sia per il residential real estate che per il commercial
real estate.

Di seguito sono riportate le novità relative all'integrazione di considerazioni climatico ambientali nel processo del Rischio Operativo, Reputazionale, Business Continuity ed Esternalizzazioni:

FOCUS RISCHIO OPERATIVO

I processi di gestione dei rischi operativi, Loss Data Collection e Risk Self Assessment, sono stati integrati al fine di catturare anche i fattori di rischio Environmental consentendo così di prendere in considerazione questi fattori e il loro potenziale impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativo. In particolare, relativamente al processo di Loss Data Collection, sono state definite le linee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che, a partire dal 2024, ne permettono l'identificazione all'interno del database di Gruppo delle perdite operative. Si segnala che tali eventi di perdita vengono inoltre recepiti in bilancio nelle voci accantonamenti a fondo rischi e oneri o nella voce oneri straordinari. Nel 2024 non si sono registrati per il Gruppo eventi relativi a litigation risk in ambito Environmental.

In aggiunta, i questionari di Risk Self Assessment (processo di autovalutazione del profilo di rischio che mira a valutare, con frequenza almeno annuale, il livello di esposizione ai rischi operativi complessiva e per segmenti di operatività rilevanti), sono stati integrati con domande che descrivono scenari attinenti alle tematiche Environmental. In particolare, sono state introdotte domande relative a perdite derivanti da reclami/contenziosi su tematiche climatiche, perdite/sanzioni derivanti dalle strategie di comunicazione in materia di prodotti/servizi green (greenwashing), errori nell'analisi/monitoraggio della volatilità del mercato e della variazione del valore degli asset causata dal cambiamento climatico, perdite derivanti da danni relativi a immobili e/o altri beni aziendali a seguito di eventi di rischio fisico, ecc..

Il processo di RSA determina i valori di Perdita Attesa, Inattesa e VaR prospettici relativi ai rischi operativi. La Perdita Attesa complessiva (quindi inclusiva dei valori relativi ai temi Environmental) viene inserita nel bilancio come budget degli oneri straordinari relativo all'anno successivo e quindi anche nello scenario baseline dell'ICAAP.

FOCUS RISCHIO REPUTAZIONALE

La metodologia utilizzata per la valutazione del Rischio Reputazionale è finalizzata ad addivenire ad una stima del potenziale impatto economico derivante dal danno reputazionale. L'approccio utilizzato dal Gruppo per la stima della Reputational Loss prevede l'identificazione di una serie di eventi negativi da sottoporre ad un campione di clienti tramite un questionario. L'impatto è ottenuto associando le valutazioni espresse dalla clientela e valutando la riduzione della redditività conseguente all'abbandono o alla riduzione significativa del rapporto con la banca. La frequenza è fornita dal Top Management che valuta la probabilità di accadimento degli eventi descritti nel questionario. Al fine di prendere in considerazione i fattori Environmental e il loro potenziale impatto nell'ambito del processo complessivo di gestione del rischio reputazionale, sono state introdotte nel questionario domande relative alle tematiche ESG ed è stata effettuata una riconduzione agli standard topics (ESRS) della CSRD. Relativamente al rischio ambientale, gli standard topics coperti da almeno un item del questionario dei rischi reputazionali sono: E1 cambiamenti climatici, E2 Inquinamento, E3 Acqua e risorse marine e E4 Biodiversità ed ecosistemi.

La Perdita Inattesa derivante da tale stima (la componente Environmental pesa circa il 10 % della perdita inattesa complessiva) viene inclusa nello scenario avverso dei processi RAF e ICAAP in termini di minor utile.

FOCUS BUSINESS CONTINUITY

Uno degli impatti causati dagli eventi climatici e ambientali di rischio fisico sono le perdite dovute all'interruzione della continuità operativa che può derivare dai disastri naturali. Per tale motivo, nel il piano di continuità/resilienza operativa, aggiornato annualmente, sono stati introdotti nuovi scenari specifici, derivanti dalle valutazioni dei criteri ESG quali minacce relative a vento forte/tromba d'aria/cicloni mediterranei (Tropical Like Cyclones - TLC)/grandinata/ondate di calore. Per ogni sito logistico ospitante un'attività critica per il funzionamento della Banca, sono stati valutati i rischi di accadimento su una scala qualitativa in base alle fonti informative rese disponibili su siti ufficiali di analisi come Arpa, ISPRAmbiente. Sono state pertanto definite le procedure operative di trasferimento dell'attività in siti alternativi sicuri nei rispettivi scenari.

FOCUS ESTERNALIZZAZIONI

Nel processo di gestione delle esternalizzazioni del Gruppo Credem è stato definito un framework strutturato per l'identificazione, la valutazione e la mitigazione dei rischi che derivano dalla collaborazione con un fornitore in relazione ai servizi erogati. Con l'introduzione del regolamento sulla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e il principio della doppia materialità, le aziende devono considerare non solo l'impatto dei loro comportamenti su aspetti ESG, ma anche l'impatto di tali aspetti sul loro stesso business: per tale motivo nella fase di onboarding di un fornitore, nell'ambito della valutazione dei rischi ad esso associati, il Gruppo ha introdotto la valutazione dei rischi ESG tramite la compilazione di un questionario. Inoltre, nella fase di valutazione del rischio fornitore-fornitura è stata introdotta la valutazione dei rischi climatici e ambientali relativi ai fornitori sotto tre aspetti:

  • il rischio che vi siano dei fattori di rischio climatico ed ambientale che possono compromettere l'attività esternalizzata
  • il rischio che la posizione geografica del fornitore aumenti l'esposizione a rischi climatico-ambientali (la localizzazione dei fornitori in aree soggette ad alti rischi climatico-ambientali può aumentare la vulnerabilità delle attività esternalizzate)
  • se il piano di continuità operativa dei fornitori considera i risk driver climatico-ambientali.

Al fine di monitorare e definire dei limiti per i rischi ambientali che, se superati, determinano un processo di escalation, il Gruppo ha definito, aggiornato e integrato diversi Indicatori nel suo processo di Risk Appetite Framework, sia di primo livello (RAF) che di secondo livello (SREP).

Tali indicatori monitorano l'impatto dei Rischi C&E di transizione e fisici sul rischio di credito e di mercato misurando la concentrazione attuale e prospettica verso le controparti maggiormente esposte. Il Gruppo ha altresì definito metriche di intensità delle emissioni GHG che permettono di monitorare le emissioni delle controparti inerenti al portafoglio crediti.

Gli indicatori SREP monitorati nel corso del 2024 nel Comitato Risk Management di Gruppo sono esplicitati nella tabella seguente:

Tipologia indicatore Rischio Rischio C&E Indicatore
Indicatore
di
stock
che
monitora
le
esposizioni creditizie verso aziende ad alto
rischio C&E di transizione alla data di
riferimento
Rischio di Credito Transizione Indicatore
di
stock
che
monitora
le
esposizioni
creditizie
con
immobili
a
garanzia verso classi energetiche peggiori
(classi F e G)
Indicatore di flusso che monitora le nuove
erogazioni creditizie con immobili a garanzia
verso classi energetiche peggiori (classi F e
G) e la rispettiva evoluzione nel periodo di
riferimento
Di concentrazione Indicatore di stock che monitora il numero di
rapporti creditizi con immobili a garanzia ad
alto rischio C&E fisico
Indicatore
di
stock
che
monitora
le
esposizioni
creditizie
con
immobili
a
garanzia ad alto rischio C&E fisico
Fisico Indicatore di flusso che monitora le nuove
erogazioni con immobili a garanzia ad alto
rischio C&E fisico e la rispettiva evoluzione
nel periodo di riferimento
Indicatore
di
stock
che
monitora
le
esposizioni creditizie verso aziende ad alto
rischio C&E fisico
Di intensità Transizione Indicatore
che
monitora
il
grado
di
esposizione della Banca alle controparti ad
alta intensità di emissioni di Scope 1 e 2
(WACI)

Sono stati inoltre definiti due indicatori di primo livello, uno per il rischio di credito e uno per il rischio di mercato, per i quali sono state calibrate le soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance e, all'interno del Regolamento RAF, sono state definite le procedure di escalation che le funzioni/comitati di governance devono attivare in caso di superamento dei suddetti limiti.

Tipologia indicatore Rischio Rischio C&E Indicatore Livello
Di concentrazione Rischio di Credito Transizione e Fisico Indicatore di stock che
monitora le esposizioni
creditizie verso aziende a
rischio
Environmental
molto alto alla data di
riferimento (rating E)
I livello (RAF)
Rischio di Mercato Transizione e Fisico Indicatore che monitora
l'incidenza
degli
investimenti in titoli a
rischio
Environmental
basso
I livello (RAF)

Relativamente all'inserimento delle componenti connesse al rischio climatico nel proprio framework di stress testing, il Gruppo ha:

  • integrato il Recovery Plan con i fattori di rischio legati al clima sia nello scenario sistemico che in quello combinato. In particolare:
    • o sono stati considerati gli effetti di un evento climatico estremo sul patrimonio immobiliare del gruppo;
    • o è stata incluso l'impatto sul provisioning dei crediti in bonis di:
      • rischio transizione per le imprese, che impone specifiche svalutazioni sulle imprese maggiormente esposte al processo di aggiustamento verso un'economia più sostenibile;
      • rischio fisico sulle garanzie, che comporta un impatto sulla LGD degli immobili in base all'esposizione al rischio alluvione.
  • incluso l'impatto del rischio climatico nello scenario avverso del RAF tramite:
    • o una metodologia volta a valutare, in termini maggior Expected Credit Loss: il rischio di transizione sulle controparti aziende in termini di shift sulla Probability of Default (PD); il rischio fisico e il rischio di transizione sul portafoglio degli immobili a garanzia in termini di peggioramento del parametro LGD derivante da un aumento degli haircut sugli immobili. E' stata inoltre analizzata la materialità del rischio fisico sul portafoglio delle controparti aziende ma, essendo risultata non materiale, il relativo impatto sulla PD non è stato incluso.
    • o l'utilizzo del CVar (rischio fisico e di transizione) sul portafoglio titoli del Gruppo (HTC/HTCS).

Le analisi di stress si basano tutte sugli scenari NGFS (Network for Greening the Financial System):

  • o Delayed transition
  • o Nationally Determined Contributions (NDCs)
  • o Net Zero 2050
  • i fattori C&E sono stati integrati nello scenario avverso dell'CAAP 2024 per valutare:
    • o lato rischio di credito, in coerenza con il RAF, l'impatto del rischio di transizione sulla PD delle controparti aziendali per i costi delle emissioni e l'impatto del rischio fisico (determinato dalla minaccia alluvione) sul valore della garanzia del portafoglio immobili. L'impatto determinato, in base agli scenari forniti da NGFS, è in termini di incremento dell'Expected Credit Loss e quindi di riduzione dei fondi propri;
    • o per il rischio di mercato, in coerenza con il RAF, attraverso l'adozione del Climate Value at Risk (CVaR), è stata stimata la perdita potenziale che potrebbe verificarsi nel portafoglio di investimenti in diversi scenari climatici (forniti da NGFS). L'impatto determinato è in termini di aumento delle riserve titoli HTCS e quindi di riduzione dei fondi propri;
    • o la Perdita Inattesa relativa ai Rischi Reputazionali derivante dalla stima della reputational loss in termini di riduzione della redditività (utile) e quindi dei fondi propri.

Tale stima comprende le tematiche ESG, di cui la componente Environmental pesa circa il 10% della perdita inattesa totale;

o inoltre, nell'analisi di reverse stress test, sono stati valutati eventi estremi tra cui perdite operative, dal punto di vista C&E, danni a beni mobili e immobili e mancati guadagni dovuti all'interruzione delle operazioni a causa di un evento di rischio fisico localizzato a Reggio Emilia, dove la Banca ha la sua principale sede operativa.

L'impatto sull'adeguatezza patrimoniale è stato valutato sia nella visione NIP che in quella EIP.

  • L'impatto dei rischi C&E è stato valutato anche in termini di rischio di liquidità nell'ambito dell'ILAAP 2024:
    • o aumento dei deflussi al dettaglio a seguito del rischio che si verifichino eventi come frane e alluvioni (rischio fisico);
    • o perdita sul portafoglio di investimenti di proprietà del Gruppo, in linea con il Climate VaR (rischio fisico e di transizione).

L'impatto è in termini di riduzione degli indicatori LCR e Gap cumulato 1 mese.

I fattori C&E integrati nello scenario avverso dell'CAAP 2024 hanno un'incidenza sui fondi propri stressati a fine 2024 pari all'1,2%.

Nello scenario avverso dell'ILAAP 2024, i fattori C&E hanno un'incidenza sui conti correnti retail pari all'1,7% e sul portafoglio titoli pari al 0,7%.

Si riportano alcune Linee evolutive che verranno recepite nell'ICAAP 2025:

  • nello scenario baseline:
    • o verrà stimato un climate risk overlay, sulla base di stime preliminari expert-based, in termini di rettifiche sui crediti in bonis e quindi di incremento dell'Expected Credit Loss; o la Perdita Attesa risultante dall'esercizio di Risk Self Assessment che viene considerata
    • come budget degli oneri straordinari, dal 2025 includerà anche la componente ESG;
  • nello scenario avverso:
    • o sarà incluso anche il rischio di transizione sul portafoglio di immobili a garanzia in coerenza con quanto svolto in ambito scenario avverso RAF;
    • o sarà integrata l'analisi di scenario relativa al rischio ambientale per stimare la vulnerabilità regionale alla perdita di biodiversità e servizi ecosistemici, sulla base dell'allocazione geografica delle controparti aziendali e delle garanzie immobiliari, attraverso la misurazione dell'indicatore relativo all'abbondanza media delle specie MSA (Mean Abundance Species).

Il Gruppo, nel corso del primo semestre 2024, ha partecipato all'esercizio di stress della BCE One-off Fitfor-55 climate risk scenario analysis.

Di seguito si riportano altre azioni di mitigazione del rischio Ambientale delle controparti, in particolare attraverso lo strumento di finanziamento Sustainability Linked Loan, le politiche di investimento e screening dell'Area Wealth Management e le categorie di attivi eligible a cui Il Gruppo destina i proventi delle obbligazioni green o di sostenibilità.

Green, Social and Sustainability Bond Framework - Attivi Eligible Green

Come indicato nell'ultimo aggiornamento del GSS Bond Framework di Credem avvenuto a Maggio 2024, i proventi delle emissioni di Green Bond, vengono utilizzati esclusivamente per finanziare e/o rifinanziare gli attivi eligible green, che hanno come fine quello di creare un impatto climatico positivo, incluso il mitigamento del cambiamento climatico, riducendo l'emissione di gas serra e la riduzione dell'inquinamento. Tutti questi impatti sono al fine di supportare la transizione verso un'economia lowcarbon. Gli attivi Eligible Green vengono rappresentati dalle seguenti categorie:

  • Prevenzione e Controllo dell'Inquinamento: tecnologie, infrastrutture e operazioni per supportare lo smaltimento dei rifiuti;
  • Energia Rinnovabile: attrezzature, sviluppo, produzione, costruzione, operazione, distribuzione, capacità di stoccaggio dell'energia e manutenzione di fonti di energia rinnovabile: es. eolica, solare fotovoltaica e CSP; idroelettrica; geotermica;
  • Trasporti Puliti: progetti, attività e tecnologie che supportano le infrastrutture per il trasporto pulito e l'espansione della flotta per il trasporto pubblico passeggeri e merci con treni, tram e reti metropolitane; veicoli commerciali e passeggeri;
  • Edifici Green: prestiti per finanziare la costruzione e/o l'acquisizione di edifici commerciali e residenziali - Prestiti per finanziare la ristrutturazione di edifici residenziali e commerciali (inclusi gli Incentivi Fiscali Superbonus ed Ecobonus);
  • Gestione Sostenibile delle Risorse Naturali Viventi e Uso del Territorio: agricoltura sostenibile dal punto di vista ambientale; allevamento animale sostenibile; input per aziende agricole climaticamente intelligenti, come protezione biologica delle colture o irrigazione a goccia;
  • Attività Green Supportate da Meccanismi Statali: finanziamenti assistiti da garanzie statali (es. Garanzia SACE) e/o incentivi/agevolazioni statali (es. SABATINI Green).

Nel 2024 l'Area Wealth Management, di concerto con le banche del Gruppo per i temi di contatto e di interrelazione, ha continuato il consolidamento e rafforzamento dei criteri di sostenibilità nei processi di investimento e nelle attività di governance. In particolare, è stato rafforzato lo scoring ESG proprietario basato su valutazioni esterne (MSCI, Mainstreet Partners) e due diligence interne, compresa quella sugli asset manager terzi, anche attraverso l'inclusione delle valutazioni delle caratteristiche di sostenibilità secondo la MIFID/IDD. Inoltre, sono stati ampliati i criteri di valutazione ESG sui prodotti gestiti dagli asset manager terzi attraverso un nuovo questionario di Due Diligence ESG anche al fine di monitorare la gestione del rischio "ambientale" da parte degli stessi sia a livello aziendale, che a livello di gestione di portafoglio. Sono stati considerati come PAI (Principali Effetti Avversi) prioritari nella gestione e rendicontazione dei PAI sia a livello di prodotti e servizi art. 8 SFDR ed a livello di Legal Entity il PAI 2 (Carbon Footprint t) ed il PAI 3 (Intensità dei gas serra delle società partecipate). Infine nel corso del 2024, nell'ambito del "Piano di Azione", predisposto da SIM e da SGR, in adempimento alle aspettative dettate dalla Banca d'Italia con lettera del 28 dicembre 2022 al fine di integrare, nell'arco di un triennio, i rischi climatici ed ambientali nel quadro della gestione dei rischi della Società, sono state definite:

  • livello societario l'approccio e gli indicatori per effettuare l'analisi di rilevanza sui rischi C&E per i portafogli gestiti, per meglio valutarne il potenziale impatto sul profilo di rischio reputazionale delle società, mediante la costruzione di una heatmap settoriale;
  • nell'ambito dell'individuazione della migliore soluzione metodologica ed operativa per la determinazione degli impatti dei rischi climatici ed ambientali sul fattore rischio di mercato è stato deciso di adottare la soluzione "Climate VaR MSCI".

Tabella 2 — Informazioni qualitative sui rischi sociali

Sezione Business strategy and processes

Nel 2024 il Gruppo ha ulteriormente consolidato l'integrazione dei rischi sociali nel proprio modello di business, rafforzando le politiche e le iniziative orientate al benessere e allo sviluppo della forza lavoro. Il framework normativo interno - che include il Codice Etico, il Codice di Comportamento interno, il Regolamento di Gruppo in materia di Sostenibilità e la Policy di Gruppo People Management - assicura l'applicazione di standard elevati in termini di inclusione, trasparenza e pari opportunità.

Nel 2024 sono state mantenute le seguenti certificazioni in ambito Social:

  • Equal Salary e Parità di Genere (PDR UNI 125:2022), che comprendono un confronto quantitativo dei dati sulle retribuzioni e promuovono, inoltre, la trasparenza sui processi lavorativi nell'accesso al lavoro, parità reddituale a parità di inquadramento, pari accesso alle opportunità di carriera e di formazione, piena attuazione del congedo di paternità in linea con le migliori pratiche europee e promozione di politiche di welfare;
  • Top Employer, che comprende molteplici macroaree relative alla gestione delle risorse umane ed esamina molteplici temi e rispettive buone pratiche, tra cui riconoscimento delle persone e delle loro professionalità, ambiente di lavoro, opportunità di carriera, formazione e sviluppo, valorizzazione delle diversità, equità e inclusione, benessere, talent attraction, impegno sociale.

Le suddette certificazioni, unitamente al Codice Etico, di Comportamento Interno e al Regolamento di Gruppo Sostenibilità, definiscono linee guida operative per la gestione dei rischi sociali e per l'implementazione di politiche di inclusione e trasparenza ed attestano l'impegno della banca nelle politiche gestionali verso tutte le Persone del Gruppo rispetto ai seguenti ambiti:

  • parità salariale;
  • iniziative di conciliazione vita-lavoro e supporto alla genitorialità (es. agile working e potenziamento dei congedi parentali);
  • formazione e informazione per contrastare gli stereotipi femminili relativamente al lavoro nel settore finanziario;
  • adozione di politiche di assunzione volte a scongiurare qualsiasi forma di discriminazione.

Nel 2024 è proseguito il percorso tracciato di pianificazione strategica integrata , che include anche obiettivi di carattere sociale, per favorire la creazione di valore. Sono stati inoltre definiti obiettivi sociali di medio termine per incrementare:

  • i congedi parentali, al fine di garantire una migliore conciliazione vita-lavoro e supporto alla genitorialità;
  • i percorsi welfare di prevenzione, riducendo i potenziali impatti negativi sulla salute correlati all'attività lavorativa a livello aziendale e, indirettamente, a livello sociale;
  • le modalità di selezione delle persone e lo sviluppo di politiche idonee a promuovere le pari opportunità di genere, in un contesto aziendale orientato, ad ogni livello, alle pari opportunità di ruolo e parità di trattamento;
  • la formazione volontaria, per qualificare conoscenze e competenze, in modo complementare alla formazione obbligatoria;
  • l'educazione finanziaria, per sviluppare una cittadinanza attiva e diminuire le asimmetrie informative tra banca e consumatore. Nell'ambito del processo di pianificazione preliminare è stato definito un target specifico per incrementare il numero di studenti coinvolti in attività di educazione finanziaria mediante il coinvolgimento di 6.000 studenti entro il 2030.
  • al fine di garantire un'adeguata valutazione dei propri fornitori e monitorare il loro allineamento ai principi di sostenibilità, è stato sviluppato un sistema di valutazione basato su un rating di sostenibilità sviluppato con il supporto e la consulenza di un infoprovider esterno specializzato, che garantisce analisi dettagliate e dati aggiornati per valutare le performance ESG dei fornitori. Il rating include il rischio legale, finanziario, reputazionale e di sostenibilità. In fase di valutazione dei rischi della fornitura associata al fornitore vengono valutati i seguenti aspetti:
    • o il rischio che siano presenti fattori di rischio climatico ed ambientale che possono compromettere l'attività esternalizzata;
    • o il rischio che la posizione geografica del fornitore aumenti l'esposizione a rischi climatico-ambientali (la localizzazione dei fornitori in aree soggette ad alti rischi C&E può aumentare la vulnerabilità delle attività esternalizzate);
    • o se il piano di continuità operativa dei fornitori considera risk driver C&E.

I risultati di consuntivazione degli obiettivi integrati nel processo di pianificazione preliminare al 2030, consuntivati a dicembre 2024 rispetto all'obiettivo annuale, sono riportati nella seguente tabella:

Descrizione dell'obiettivo Baseline 2022 Consuntivo 2024 Target 2030
Assunzioni: incremento delle
assunzioni complessive del periodo,
favorendo le giovani generazioni
172 371 700
Congedi e permessi: garantire il
mantenimento di una quota volontaria
aziendale, incrementale rispetto agli
obblighi normativi (6 tipologie che si
aggiungono alle 8 già previste da
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro
o CCNL)
14 tipologie (6 in
scadenza nel
2024)
6 congedi Mantenimento 6
tipologie di congedi e
permessi extra
Contratto Collettivo
Nazionale di Lavoro
Lavoro agile: incentivo al lavoro agile su
tutta la popolazione aziendale
86% 86% 86%
Prevenzione sanitaria: garantire
un'attività periodica a tutta la
popolazione aziendale
Pacchetti
prevenzione
sanitaria
biennale a
carico
dell'azienda
4 campagne di
prevenzione sanitaria
Mantenimento dei
pacchetti prevenzione
sanitaria biennale a
carico dell'azienda
Certificazioni sulla Parità di genere e
retribuzione: politiche di diversità e
inclusione, anche mediante
certificazioni dedicate
Certificazione
Equal Salary,
Certificazione
Parità di Genere
Certificazioni
confermate
Mantenimento
Certificazione Equal
Salary e Certificazione
Parità di Genere
Quota di formazione e-learning sul
totale della formazione erogata
80% 59% [1] 80%
Formazione ESG: numero di Persone
che nell'arco dell'anno fruiscono di
almeno un corso ESG volontario
21% 23% 30%

L'obiettivo primario dei suddetti obiettivi è quello di garantire pari opportunità e valorizzare diversità, inclusione ed eque opportunità contribuendo alla creazione di valore. Attraverso la contaminazione di genere, conoscenze, competenze ed esperienze, vengono favorite creatività e innovazione, diminuisce il rischio di discriminazioni, viene incentivata la motivazione di dipendenti e collaboratori, la capacità di attrarre e trattenere Persone ad alto potenziale e un miglior clima aziendale.

Gli obiettivi sopra elencati vengono monitorati trimestralmente dal Comitato Sostenibilità di Gruppo. Le evoluzioni intermedie si sono dimostrate in linea con quanto prefissato ed allineate rispetto al target complessivo da raggiungere al 2030.

[1] Il dato, in controtendenza rispetto al target, rappresenta il ritorno parziale alla modalità fisica in aula dopo 2 anni di prevalenza online.

Tra le altre iniziative sociali attivate si evidenziano:

Inclusione, Diversità e Pari Opportunità

Per promuovere un ambiente di lavoro inclusivo, il Gruppo ha istituito un network di oltre 130 Diversity Coach, figure chiave per stimolare il dialogo interno e favorire l'adozione di pratiche non discriminatorie. Iniziative mirate supportano la selezione e lo sviluppo del personale basati esclusivamente sul merito, contribuendo a valorizzare la diversità e a garantire pari opportunità su tutti i livelli organizzativi.

Salute, Prevenzione e Gestione dei Rischi

L'attenzione al benessere fisico e mentale è rafforzata attraverso programmi di prevenzione sanitaria che includono pacchetti biennali di visite personalizzate, iniziative di prevenzione oncologica in collaborazione con enti specializzati e l'attivazione di servizi di virtual hospital. Parallelamente, il Gruppo ha implementato procedure strutturate per la gestione dei rischi legati alla salute e alla sicurezza sul lavoro, supportate da formazione specifica e sistemi di monitoraggio e feedback.

Formazione e Sviluppo delle Competenze

Sono stati definiti percorsi formativi dedicati alla sostenibilità, alle competenze digitali e alle soft skills, per favorire una job rotation interna più efficace e per preparare il personale alle sfide future. Le iniziative comprendono coaching individuale, percorsi di upskilling e formazione on the job, contribuendo alla crescita professionale e al rafforzamento della leadership aziendale. L' erogazione di percorsi formativi ESG è stata realizzata mediante la creazione di un Portale online formazione accessibile a tutti i dipendenti su base volontaria.

Supporto Sociale

Le diverse iniziative di sostegno, collaborazioni con enti terzi, donazioni e/o sponsorizzazioni, al fine di promuovere l'istruzione, lo sviluppo delle competenze e l'imprenditorialità, sono un pilastro che consente a Credem di contribuire allo sviluppo sociale ed economico delle comunità in cui il Gruppo opera.

Nello specifico il Gruppo ha garantito oltre n. 1 mln di erogazioni liberali ad associazioni no profit e progetti di volontariato che operano in comunità fragili, svantaggiate e/o bisognose, ad esempio:

  • erogazioni liberali: contributi una tantum e/o continuativi a favore di organizzazioni non governative, no-profit, sovranazionali e/o locali;
  • volontariato d'impresa: iniziative o programmi che consentono ai dipendenti di dedicare parte del loro tempo ad iniziative solidali;
  • sponsorizzazioni: finanziamenti per promuovere la conoscenza e il posizionamento d'impresa.
  • istruzione e formazione: contributi a favore di scuole, università, enti di formazione e organizzazioni che promuovono competenze e conoscenza;
  • salute e prevenzione: attività a sostegno della prevenzione, della ricerca medico scientifica e del benessere delle comunità.

Equilibrio Vita-Lavoro e Welfare Aziendale

Per favorire la conciliazione tra vita professionale e privata, il Gruppo ha adottato modalità di lavoro agile, ampliato i congedi parentali e implementato un piano di welfare che offre servizi di supporto psicologico, consulenze specializzate e iniziative rivolte ai caregiver. Queste azioni mirano a creare un ambiente di lavoro sano e motivante, in grado di mitigare gli impatti negativi sul benessere dei dipendenti.

Processi di Ascolto e Coinvolgimento

Attraverso indagini di clima, colloqui individuali e sistemi di feedback periodici, il Gruppo monitora costantemente il benessere organizzativo. Questi strumenti consentono di individuare tempestivamente aree di miglioramento e di adeguare le strategie di People Management, garantendo un processo decisionale partecipativo e orientato alle esigenze reali della forza lavoro.

Nel 2024 il Gruppo, nell'ambito del processo di redazione della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità ha condotto un'attività di Stakeholder engagement per definire gli impatti attuali e potenziali, positivi e negativi dell'impresa sull'economia, sull'ambiente e sulle persone, inclusi quelli sui diritti umani, nell'ambito delle sue attività e dei suoi rapporti di business, favorendo una comprensione più estesa dei rischi e delle opportunità (doppia materialità). Gli Stakeholder rilevanti sono stati identificati seguendo le linee guida dello Stakeholder Engagement (AA1000 SES) emanate da Accountability (2015). La survey condivisa con gli Stakeholder, 2.464 in totale, ha riguardato 24 impatti; per ciascuno è stato chiesto se fosse rilevante o meno per il business e/o per l'operatività aziendale al fine di definire la materialità degli stessi.

La valutazione degli impatti sociali ha riguardato due macro temi:

forza lavoro propria: il tema ha per oggetto le condizioni di lavoro (tra cui orario di lavoro, salari adeguati, libertà di associazione, contrattazione collettiva, equilibrio tra vita professionale e vita privata, salute e sicurezza); la parità di trattamento e di opportunità (tra cui parità di genere e di retribuzione, formazione e sviluppo delle competenze, occupazione e inclusione delle persone con disabilità, misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro) e altri diritti connessi al lavoro (tra cui il lavoro minorile e forzato e la riservatezza);

lavoratori nella catena del valore: Il tema ha per oggetto le condizioni di lavoro, la parità di trattamento e di opportunità e altri diritti legati al lavoro (tra cui il lavoro, minorile, il lavoro forzato, alloggi adeguati, acqua e servizi igienico-sanitari e rispetto della privacy) nell'ambito della catena di fornitura.

Sezione Governance

Per gli aspetti di governance inerenti ai rischi sociali si rimanda alla sezione Informazioni qualitative sui rischi di Governance - paragrafo Governance, nel quale tali aspetti sono rappresentati unitariamente per le tematiche ambientali, sociali e di governance.

Sezione Risk Management

Credem monitora i rischi legati ai fattori sociali mappando i potenziali impatti negativi che attraverso specifici canali di trasmissione possono concretizzarsi in rischi (finanziari e non finanziari) quantificabili e gestibili.

Il Gruppo considera i rischi ESG come potenziali driver di tutte le categorie di rischi tradizionali. Per tale motivo, partendo dall'analisi della normativa di riferimento e in linea con quanto previsto dalle aspettative di Vigilanza, il processo di identificazione dei rischi climatico-ambientali, sociali e di governance ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto è stato progressivamente aggiornato per includere nella Mappa dei Rischi di Gruppo nuove sotto-categorie di rischio, al fine di cogliere pienamente l'impatto dei rischi climatici e ambientali, sociali e di governance sulle principali categorie di rischio esistenti (ad esempio, rischio di credito, di mercato, operativo e di liquidità).

Le relative definizioni sono state integrate nel documento "Processo di identificazione dei rischi ed analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF" e nel documento "Linee guida di governo e gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) di Gruppo" pubblicato sul sito internet di Credem.

Una volta identificate le sottocategorie di rischio climatico-ambientale potenzialmente impattanti le categorie di rischio esistenti, è stato effettuato l'aggiornamento annuale dell'analisi di rilevanza alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.).

La valutazione della rilevanza del fattore Social relativo al rischio di credito viene effettuata sul perimetro delle controparti aziendali presenti nel portafoglio creditizio del gruppo Credem.

Rischio di Credito – Rischio SOCIAL

Orizzonte temporale di Breve termine

Viene assegnato alle singole controparti aziende del portafoglio creditizio del Gruppo, uno score di rischio, fornito da un Data Provider esterno, che rappresenta un rating sul Pillar S, in scala peggiorativa 1 - 5, in grado di sintetizzare le valutazioni sull'adeguatezza nella gestione dei fattori considerati da EBA nel "EBA report on management and supervision of ESG risks Allegato I". L'approccio metodologico prevede di misurare la concentrazione delle esposizioni verso le controparti con score peggiori (classi 4 e 5) sul totale portafoglio del Gruppo.

I risk driver considerati per la definizione dello score sono: Comunità e società, Rapporto con i dipendenti, Rapporto coi clienti, Diritti umani e Povertà e carestia.

Per il Rischio mercato il perimetro di analisi considerato è il portafoglio investimenti di proprietà, banking book e trading book, del Gruppo bancario Credem

Rischio di Mercato – RISCHIO SOCIAL

Orizzonte temporale di Breve termine

Per valutare l'impatto del rischio social sul portafoglio degli investimenti di proprietà del Gruppo Bancario Credem (trading e banking book), si adotta una heatmap che restituisce la valutazione di sintesi della rischiosità di ogni settore economico distinta sul Pillar Social. L'approccio metodologico utilizzato è il medesimo del pillar Environmental, riportato nella sezione Risk Management sui rischi ambientali, e prevede la misurazione della concentrazione di esposizioni della singola società verso gli emittenti valutati ad alto rischio social, dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo. I fattori social considerati per la definizione della matrice settoriale sono: disponibilità di acqua, cibo, alloggi, salute e servizi igienici, educazione, occupazione, energia, mobilità, informazione, cultura e patrimonio, integrità e sicurezza delle persone, giustizia, istituzioni forti, pace e stabilità, lavoro minorile, traffico di esseri uman reinsediamento forzato, violazione dei diritti umani dei lavoratori, esposizione controverse verso armi.

Per quanto riguarda il Rischio Operativo sono state analizzate le evidenze rivenienti dai processi di RSA e LDC sul rischio social.

Rischio di Operativo – RISCHIO SOCIAL

Orizzonte temporale di Breve termine

I processi di gestione dei rischi operativi, Loss Data Collection e Risk Self Assessment, sono stati integrati al fine di catturare anche i fattori di rischio Social consentendo così di prendere in considerazione questi fattori e il loro potenziale impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativo. In particolare, relativamente al processo di Loss Data Collection, sono state definite le linee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che, a partire dal 2024, ne permettono l'identificazione all'interno del database di Gruppo delle perdite operative. Si segnala che tali eventi di perdita vengono inoltre recepiti in bilancio nelle voci accantonamenti a fondo rischi e oneri o nella voce oneri straordinari come ad esempio alcuni contenziosi lavoristici attualmente in corso. Nel 2024 non si sono registrati per il Gruppo eventi relativi a litigation risk in ambito Social.

In aggiunta, i questionari di Risk Self Assessment (processo di misurazione che mira a valutare, con frequenza almeno annuale, il livello di esposizione ai rischi operativi complessiva e per segmenti di operatività rilevanti), sono stati integrati con domande che descrivono scenari attinenti alle tematiche Social. In particolare, sono state introdotte domande relative a perdite a seguito di violazioni di regolamenti e leggi in materia di diritti umani, perdite a seguito di cause legali/contenzioso con i dipendenti relative al rapporto di impiego, perdite dovute all'operatività con controparti operanti in settori produttivi socialmente / eticamente controversi ecc..

Il processo di RSA determina i valori di Perdita Attesa, Inattesa e VaR prospettici relativi ai rischi operativi. La Perdita Attesa complessiva (quindi inclusiva dei valori relativi ai temi Social) viene inserita nel bilancio come budget degli oneri straordinari relativo all'anno successivo e quindi anche nello scenario baseline dell'ICAAP.

Di seguito vengono riportate le analisi svolte sul Rischio reputazionale:

Rischio Reputazionale – RISCHIO SOCIAL

Orizzonte temporale di Breve termine

La metodologia utilizzata per la valutazione del Rischio Reputazionale è finalizzata ad addivenire ad una stima del potenziale impatto economico derivante dal danno reputazionale. L'approccio utilizzato dal Gruppo per la stima della Reputational Loss prevede l'identificazione di una serie di eventi negativi da sottoporre ad un campione di clienti tramite un questionario. L'impatto è ottenuto associando le valutazioni espresse dalla clientela e valutando la riduzione della redditività conseguente all'abbandono o alla riduzione significativa del rapporto con la banca. La frequenza è fornita dal Top Management che valuta la probabilità di accadimento degli eventi descritti nel questionario.

Per l'analisi di rilevanza dei fattori ESG in ambito reputazionale, il Gruppo ha ricondotto alle categorie Social, gli eventi oggetto dell'approccio quantitativo utilizzato dal Gruppo per la valutazione del rischio reputazionale, identificando in tal modo alcuni potenziali scenari. In particolare, gli ambiti di indagine riguardano: l'attenzione all'ambiente di lavoro e al personale (welfare aziendale, pari opportunità, formazione), le discriminazioni, l'utilizzo di criteri sociali nella selezione degli investimenti, l'attivazione di politiche a supporto delle comunità locali, il greenwashing.

In particolare, alla luce dell'introduzione della nuova Direttiva Europea sulla rendicontazione societaria di sostenibilità Corporate Sustainability Reporting Directive, il Gruppo ha ricondotto le domande del questionario ai nuovi standard obbligatori per la rendicontazione di sostenibilità (European Sustainability Reporting Standards - ESRS).

Gli standard topics relativi all'ambito social, coperti da almeno un item del questionario dei rischi reputazionali sono:

  • S1 Forza lavoro propria
  • S3 Comunità interessate
  • S4 Consumatori e utilizzatori finali

Tale operazione ha mostrato che per l'esercizio prospettico 2025 gli ambiti inerenti a tematiche ESG costituiscono circa il 98% del valore a rischio complessivo e in particolare, gli eventi afferenti a fattori Social rappresentano il 92% dell'esposizione totale al rischio reputazionale.

La Perdita Inattesa derivante da tale stima (la componente Social pesa circa l'86% della perdita inattesa complessiva) viene inclusa nello scenario avverso dei processi RAF e ICAAP in termini di minor utile.

Alla luce delle metodologie sopra illustrate, si riporta di seguito la matrice di materialità sui rischi social svolta nel 2024 e valida per il 2025, per il Gruppo e per le Società ad esso appartenenti:

Di seguito si riportano altre azioni di mitigazione del rischio social delle controparti, in particolare attraverso lo strumento di finanziamento Sustainability Linked Loan, le politiche di investimento e screening dell'Area Wealth Management, le categorie di attivi eligible a cui Il Gruppo destina i proventi delle obbligazioni sociali o di sostenibilità e la composizione dell score Social utilizzato nel processo di monitoraggio del portafoglio crediti.

SLL - Sustainability Linked Loan

Il Sustainability Linked Loan è una tipologia di finanziamento che ha l'obiettivo di incentivare il raggiungimento di predefiniti obiettivi di sostenibilità da parte del beneficiario. Il finanziamento prevede la contrattualizzazione di obiettivi/KPI specifici in ambito Environmental (E), Social (S), Governance (G) finalizzati al miglioramento del profilo di sostenibilità della controparte, che consentono di pattuire, con specifica clausola contrattuale, impegni particolari con l'impresa, prevedendo la conferma dello spread contrattualmente stabilito o la sua riduzione (una tantum) in relazione:

  • alla presentazione, almeno una volta all'anno alla Banca, di informazioni aggiornate e sufficienti – a ragionevole giudizio della Banca – per monitorare l'andamento degli obiettivi/KPIs contrattualizzati, nonché, per ciascuna annualità in cui il Finanziamento è in ammortamento (compreso l'eventuale periodo di preammortamento), il bilancio civilistico e la relativa nota integrativa;
  • al raggiungimento del 100% dei KPIs/obiettivi contrattualizzati e che ciò sia attestato dal bilancio civilistico e dalla nota integrativa redatti e pubblicati ai sensi di legge e il cui deposito presso il Registro delle Imprese sia dimostrato da apposita ricevuta;
  • al regolare ammortamento del finanziamento e all'adempienza del Cliente alle relative obbligazioni di pagamento ai sensi delle Norme che regolano il servizio Finanziamento chirografario a tasso fisso o variabile.

In ambito Social i KPI utilizzabili riguardano specifiche tematiche, a titolo di esempio: assunzioni di personale che prevede la valorizzazione della parità di genere, dei giovani talenti e delle categorie protette, promuovendo un ambiente aziendale più diversificato ed inclusivo.

Nel 2024 l'Area Wealth Management, di concerto con le banche del Gruppo per i temi di contatto e di interrelazione, ha continuato il consolidamento e rafforzamento dei criteri di sostenibilità nei processi di investimento e nelle attività di governance. In particolare, è stato rafforzato lo scoring ESG proprietario basato su valutazioni esterne (MSCI, Mainstreet Partners) e due diligence interne, compresa quella sugli asset manager terzi,

anche attraverso l'inclusione delle valutazioni delle caratteristiche di sostenibilità secondo la MIFID/IDD. Inoltre, sono stati ampliati i criteri di valutazione ESG sui prodotti gestiti dagli asset manager terzi attraverso un nuovo questionario di Due Diligence ESG anche al fine di monitorare la gestione del rischio sociale da parte degli stessi sia a livello aziendale, che a livello di gestione di portafoglio. E' proseguita l'applicazione delle esclusioni valoriali (violazioni diritti umani e lavoro minorile) e politiche di esclusione per settori controversi (armi controverse, derivati su materie prime alimentari) su tutti si servizi e prodotti dell'Area Wealth. Tali esclusioni sono valorizzate anche nella prioritizzazione, gestione e rendicontazione dei PAI - Principali Effetti Avversi - sia a livello di prodotti e servizi art. 8 SFDR ed a livello di Legal Entity, in particolare attraverso il PAI 10 (Violazioni dei principi dello UN Global Compact) ed il PAI 14 (Esposizione ad armi controverse).

Green, Social and Sustainability Bond Framework - Attivi Eligible Social

Come indicato nell'ultimo aggiornamento del GSS Bond Framework di Credem avvenuto a Maggio 2024, i proventi delle emissioni di Social Bond, vengono utilizzati esclusivamente per finanziare e/o rifinanziare gli attivi eligible social, che hanno come fine quello di creare un impatto sociale positivo, promuovere l'accesso ai servizi essenziali, facilitare l'inclusione sociale e promuovere l'occupazione. Gli attivi Eligible Social vengono rappresentati dalle seguenti categorie:

  • Finanziamenti per PMI: prestiti concessi alle PMI con garanzia governativa per supportare le difficoltà dei clienti dovute alla crisi del Covid-19; prestiti concessi alle PMI in aree con basso PIL pro capite; prestiti concessi a PMI gestite da donne;
  • Finanziamenti per il Settore Sanitario: infrastrutture sanitarie pubbliche, inclusi sviluppo, acquisizione di edifici, strutture o attrezzature relative a ospedali pubblici e servizi sanitari, comprese più in generale le PMI operanti nel settore sanitario;
  • Finanziamenti per Organizzazioni Non Profit: prestiti per finanziare aziende parzialmente statali e organizzazioni non profit dedicate a finanziare progetti con un impatto sociale positivo;
  • Edilizia Sociale (Social Housing): mutui Consap e prestiti che promuovono l'accessibilità alla casa in Italia per individui con un reddito annuo pro capite inferiore alla media nazionale.

Per lo score Social si considerano un set di fattori ESG suggeriti dall'EBA, ovvero le aree tematiche o rischi da tenere in considerazione nell'ambito della valutazione ESG.

EBA Factor Variabili Descrizione Granularità Relazione
Comunità /
Società
Indice di ruralità
economica per
dipendenti
Indice sintetico di
ruralità
economica del
territorio
ponderato per
numero di
dipendenti
occupati
Individuale Negativa
Indice di ruralità
economica per
unità locali
Indice sintetico di
ruralità
economica del
territorio
ponderato per
numero di unità
locali
Individuale Negativa
Indice di ruralità
economica per
trend
Indice sintetico di
ruralità
economica del
territorio
ponderato per
Individuale Negativa

Le variabili che compongono i vari EBA Factors sono di seguito riportate:

EBA Factor Variabili Descrizione Granularità Relazione
trend di variazioni
di dipendenti
occupati
Relazioni con i
dipendenti
Spesa per
dipendente I**
rapporto tra spesa
del personale e
numero
dipendenti
Individuale Negativa
Precarietà
lavorativa I
% di lavoratori non
a tempo
indeterminato
Individuale Positiva
Spesa per
dipendente II
Rapporto
settoriale tra
spesa del
personale e
numero
dipendenti
Geosettoriale Negativa
Precarietà
lavorativa III
% settore
provincia di
lavoratori non a
tempo
indeterminato
Geosettoriale Positiva
ISI-INAIL Presenza di un
incentivo INAIL
dedicato al
miglioramento
della sicurezza sul
posto di lavoro
Individuale Negativa
ISO 45001 Presenza di ISO
45001
Individuale Negativa
Brevetto
aziendale
Presenza di un
brevetto aziendale
Individuale Negativa
Aiuti di Stato -
Training courses
Presenza di aiuti di
stato per training
del personale
aziendale
Individuale Negativa
Giorni di lavoro
persi per incidenti
Numero medio
settore-regionale
di giorni di lavoro
persi per incidenti
Geosettoriale Positiva
Infortuni
professionali
% di incidenti
provinciale sul
totale occupati
Geosettoriale Positiva
Relazioni con i
clienti
ISO 9001 Presenza di ISO
9001
Individuale Negativa
Aiuti di Stato -
Digital security
Presenza di aiuti di
stato per
miglioramento
della sicurezza
digitale aziendale
Individuale Negativa
DNF di gruppo Pubblicazione da
parte del gruppo
aziendale di una
Individuale Negativa
EBA Factor Variabili Descrizione Granularità Relazione
DNF
Codice di
condotta fornitori
Presenza sul sito
web del Codice di
Condotta dei
Fornitori aziendali
Individuale Negativa
Diritti umani Impiegati terzo
settore - S
Distribuzione
regionale degli
impiegati del terzo
settore
Geosettoriale Negativa
Povertà / Carestia Aiuti di Stato -
Lavoratori
Svantaggiati
Presenza di aiuti di
stato per
assunzione di
lavoratori
svantaggiati
Individuale Negativa

*Individuale se la variabile è osservata sull'azienda, geo-settoriale se relativa al settore/regione di appartenenza dell'azienda.

** Disponibile solo per società di capitali

Il report ESG automatico può essere integrato con dati puntuali forniti dalla controparte stessa prendendo a riferimento quanto inserito in fase di compilazione del "Questionario ESG" mediante l'accesso da parte dell'azienda alla piattaforma del provider.

Le viste di portafoglio per tutti gli score adottati (ESG, E, S, G, Indice di Allerta Fisico, Score di rischio cronico, Score di rischio acuto, Score di Transizione), sono illustrate trimestralmente al Comitato Credit Strategy e al Consiglio di Amministrazione. Tali viste evidenziano la distribuzione per classi di rischio delle società in relazione ai diversi score adottati, su totale aziende e su segmento "Funzione Regolamentare Corporate".

Nel processo di concessione e di valutazione il focus è invece limitato allo Score Environmental, cui è stata priorità perché le metodologie sono più consolidate ed in ragione di una maggiore concentrazione sugli score di maggior rischio, rispetto agli score Social e Governance, che evidenziano valori più contenuti. Nei report ESG sulle singole posizioni sono riportati tutti gli score adottati, con punteggi analitici di valutazione dei fattori EBA E, S e G.

Tabella 3 — Informazioni qualitative sul rischio di governance

Sezione Governance

Anche nel corso del 2024 nel processo di pianificazione strategica integrata sono stati inclusi obiettivi di governance per favorire la creazione di valore nel lungo termine. Le variazioni rilevanti rispetto al ciclo di pianificazione precedente hanno riguardato l'estensione dell'orizzonte temporale di medio periodo al 2030, considerato snodo temporale importante della transizione climatica, e l'introduzione di una nuova tipologia di obiettivo.

In particolare il Gruppo si pone l'obiettivo di:

  • incrementare l'attività di Stakeholder engagement, ovvero l'attività di dialogo con tutti gli individui o gruppi che hanno un interesse e sono o potrebbero essere influenzati, positivamente o negativamente, dalle attività del Gruppo;
  • estendere la correlazione tra tematiche ESG e politiche di remunerazione a tutto il Personale Più Rilevante e Amministratori esecutivi. In particolare gli obiettivi riconducibili alla finanza sostenibile sono riflessi nelle politiche di remunerazione di taluni ruoli commerciali (Banca e Gruppo);
  • estendere le induction ESG agli Organi di amministrazione e controllo, Top management e Link ESG del Gruppo;
  • valutare tutti i fornitori commerciali secondo criteri ESG.

I risultati di consuntivazione degli obiettivi integrati nel processo di pianificazione preliminare al 2027, consuntivati a dicembre 2024 rispetto all'obiettivo annuale, sono riportati nella seguente tabella:

Obiettivi Target 2027 Consuntivo 2024
Stakeholder engagement su tematiche ESG +25% +87%
Potenziamento della
correlazione tra temi ESG,
sistema di MBO e superindice
Estensione superindice
ESG a tutto il personale
più rilevante e
introduzione KPIs
specifici su legal entities
e reti commerciali
Raggiunto
Quota di induction ESG destinate a CdA e al Top
Management del Gruppo
Estensione del ciclo di
induction ESG per CdA
e Top Management del
Gruppo
Raggiunto
Migliorare il Rating CDP B C

Si considerano i dati e le informazioni al 31.12.2022 come baseline per i target 2027.

La tabella seguente riporta gli obiettivi riconducibili ai fattori di governance, che impattano direttamente ed indirettamente sull'attività d'impresa, di medio termine (2030) rispetto ai dati del 2022 (baseline):

Obiettivi Baseline 2022 Target 2030
Stakeholder engagement su tematiche ESG 11.350 +25%
Induction ESG ESG Induction
destinate al CdA
della Capogruppo
Estensione induction
a Organi di
amministrazione e
controllo, Top
management e Link
ESG del Gruppo
Obiettivi ESG integrati nelle politiche di remunerazione Obiettivi ESG integrati
nelle politiche di
remunerazione (peso
10%) del Top
Management e
Amministratori Esecutivi
Estensione
obiettivi a tutto
il Personale Più
Rilevante,
società del
Gruppo e reti
commerciali
Valutazione dei fornitori secondo criteri ESG - 100%
Migliorare il rating CDP F B
  1. Il valore si riferisce al numero di questionari inviati, le indagini hanno ottenuto 1.316 risposte.

  2. Mediante survey, focus group e/o interlocuzione diretta.

  3. Perimetro: fornitori commerciali (i.e. Entità o aziende con cui la banca ha un contratto d'appalto per la fornitura di beni o servizi).

Il Comitato Sostenibilità di Gruppo e il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, con funzioni istruttorie, propositive e consultive, supportano il Consiglio di Amministrazione in merito alla strategia e al presidio dei rischi di sostenibilità, facilitando un approccio integrato e consapevole. Il Comitato Sostenibilità di Gruppo:

  • sviluppa una visione e strategia di sostenibilità coerenti con il purpose, gli obiettivi e i valori del Gruppo;
  • favorisce l'integrazione della sostenibilità nella pianificazione strategica, ovvero nella valutazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità, nei processi e nella regolamentazione interna;
  • verifica l'andamento del Gruppo e delle singole Società con specifico riferimento alla strategia di sostenibilità e il rispetto degli obiettivi definiti, indicando eventuali interventi correttivi infraannuali che implicano il riposizionamento della pianificazione. In particolare, Il monitoraggio degli obiettivi è effettuato con cadenza trimestrale mediante specifici indicatori di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (KPIs ESG) con orizzonti temporali di breve, medio e lungo termine e coerenti con l'analisi di materialità (impatti, rischi ed opportunità).
  • favorisce il coinvolgimento degli stakeholder interni ed esterni per verificare che la strategia di sostenibilità sia coerente con le loro aspettative.

Nell'esercizio delle suddette attività, il Comitato Sostenibilità si avvale del team Sustainability e Stakeholder Engagement e tiene conto delle informazioni rilevanti provenienti dalle Società del Gruppo e delle attività, proposte o linee guida formulate dai Comitati Asset & Liability Management, Credit Strategy, Demand Strategico, Sostenibilità Area Wealth, Brand, Comunicazione e Pubblicità, Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, per gli aspetti di comune rilevanza; collabora altresì con il Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo per la definizione degli obiettivi strategici di sostenibilità con orizzonti di breve, medio e lungo termine.

Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo:

  • valuta l'effettivo allineamento alle aspettative di Vigilanza e regolamentari;
  • annualmente presidia il processo di analisi e revisione dell'esposizione del Gruppo ai rischi ESG nell'ambito del processo di double materiality assessment, ovvero dell'analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF e con cadenza trimestrale lo stato di avanzamento dell'Action plan BCE sul presidio dei rischi C&E;
  • supporta il Consiglio nel presidio dei rischi ambientali, sociali e di governance;
  • esamina il contenuto della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità rilevante ai fini del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

Il Comitato Sostenibilità Area Wealth, svolge il ruolo di organo propositivo e consultivo in merito a tematiche di Corporate Social Responsibility e Sustainable Responsible Investments; svolge altresì un ruolo propositivo e consultivo nei confronti dei Comitati e dei Consigli di Amministrazione societari delle società dell'Area Wealth (Euromobiliare Advisory SIM, Euromobiliare Asset Management SGR, Credemvita, Credem Private Equity SGR ed Euromobiliare Fiduciaria) ed agisce in coerenza con il modello di governance in tema di sostenibilità di Gruppo e con le linee guida definite dalla Capogruppo, nel rispetto delle autonomie e delle specificità delle singole società.

Il team Sustainability & Stakeholder Engagement contribuisce all'implementazione delle iniziative volte allo sviluppo sostenibile del Gruppo favorendo una progressiva integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance nel modello di business per supportare la creazione di valore nel lungo termine a beneficio di tutti gli Stakeholder

Fornisce altresì un supporto al Comitato Sostenibilità di Gruppo; in particolare:

  • supporta il segretario del Comitato Sostenibilità di Gruppo nella preparazione del comitato stesso in merito alla definizione e proposizione agli Organi Competenti della strategia di sostenibilità in coerenza con la strategia complessiva del Gruppo e ne monitora l'attuazione;
  • supporta l'identificazione di un panel di KPIs ESG correlati alle politiche di remunerazione degli Amministratori Esecutivi, Personale più Rilevante e Dipendenti;
  • definisce, presidia e coordina l'engagement formativo mediante induction ESG indirizzate a CdA, Top Management, Link ESG e programmi formativi specifici;
  • coordina le attività di Stakeholder engagement;
  • presidia ed è responsabile del processo di predisposizione della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità in conformità alla normativa vigente, anche attraverso il coordinamento degli interlocutori di riferimento del Gruppo;
  • coordina i Link ESG individuati all'interno delle funzioni/ strutture della Capogruppo e delle Società del Gruppo.

I Link ESG, sono figure individuate all'interno delle funzioni/ strutture della Capogruppo e delle Società del Gruppo, che fungono da collegamento tra le funzioni di riferimento di Credem/le Società del Gruppo di appartenenza e il team SSE per favorire la sinergia/coerenza dei flussi informativi concernenti le seguenti, principali tematiche connesse agli ambiti di Sostenibilità:

  • presidio del rischio;
  • strategia e change;
  • data governance;
  • disclosure, comunicazione e reporting.

In sinergia e con il coordinamento del Team SSE, trimestralmente viene condiviso lo stato di avanzamento progettuale e/o delle eventuali azioni di remediation/evoluzione condivise e gli esiti del Comitato Sostenibilità di Gruppo.

Funzioni di controllo

Il Collegio Sindacale svolge svolge le funzioni di Organismo di vigilanza ai sensi del Decreto Legislativo 231/2001 e, oltre a proporre al Consiglio gli aggiornamenti al Modello di Organizzazione e Gestione, vigila sulla effettiva attuazione dello stesso attraverso la verifica della coerenza tra i comportamenti concreti ed il Modello istituito anche tramite il presidio di flussi informativi e l'ampia diffusione della formazione e dell'informazione in materia;

La funzione Internal Audit, con particolare riferimento al presidio dell'evoluzione dei controlli sui rischi ESG:

  • esamina il sistema dei controlli interni e di gestione dei rischi tenendo conto, tra l'altro, degli sviluppi esterni, dei cambiamenti nel profilo di rischio nei prodotti e/o nei rami di attività, delle politiche e procedure adottate;
  • valuta l'adeguatezza dei profili di rischio assunti dalle società del Gruppo, anche in relazione alla strategia di decarbonizzazione intrapresa e l'inclusione degli scenari macroclimatici nel perimetro di valutazione del processo di gestione dei rischi;
  • presidia l'integrazione delle verifiche sui rischi ESG nell'ambito delle periodiche attività di presidio del sistema dei controlli interni;
  • verifica la completezza e correttezza delle disclosure ESG (Rendicontazione consolidata di Sostenibilità e Informativa Pillar ESG).

Alla funzione Enterprise Risk Management sono affidati:

  • l'identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici e ambientali (C&E), sociali e di governance. Tali fattori, in linea con quanto previsto dalle aspettative di vigilanza, sono stati integrati nelle principali categorie di rischio preesistenti coerentemente con quanto riportato nella Mappa dei rischi e con il processo inerente all'analisi di rilevanza, alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.);
  • il supporto nelle valutazioni relative alla strategia di decarbonizzazione (tramite l'utilizzo di scenari climatici);
  • il contributo ai principali framework di disclosure legati a tematiche di Sostenibilità/ ESG;
  • la gestione degli esercizi di Climate Stress Test della BCE.

Alla funzione Compliance è affidato il presidio delle novità normative e la valutazione dei relativi impatti, il presidio dei rischi di non conformità nella gestione del cambiamento (nuove normative, nuovi prodotti/servizi, nuovi processi), l'effettuazione di verifiche ex-post di adeguatezza ed efficacia delle procedure interne e definizione delle eventuali azioni di mitigazione (incluso loro follow-up).

Per ulteriori approfondimenti inerenti alla governance si rimanda alla Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari 2024, con particolare riferimento alla governance di sostenibilità, alla Rendicontazione consolidata di Sostenibilità 2024. Entrambi i documenti sono pubblicati sul sito internet della Capogruppo.

Nel corso del 2024 sono proseguiti, supportati da advisor esterni, i percorsi progettuali inerenti le seguenti iniziative specifiche:

presidio dei piani di azione finalizzati alla progressiva integrazione dei rischi ambientali e climatici nel modello di business e rispondere alle aspettative di vigilanza inerenti alla Capogruppo e a talune società del Gruppo;

  • un'iniziativa strategica, funzionale alla progressiva decarbonizzazione dei portafogli crediti e titoli di proprietà e integrata nel più ampio processo di adesione alla Net Zero Banking Alliance. E' stata altresì impostata la definizione di una strategia per la progressiva creazione di prodotti green;
  • valutazione delle modalità di modellizzazione e integrazione dei principali fattori di rischio climatici e ambientali nei modelli contabili IFRS9, in particolare, fattori di rischio fisico sul portafoglio Mutui e Leasing immobiliari e rischio di transizione sul portafoglio Imprese.
  • adeguamento al D.lgs 125/2024 per supportare l'evoluzione della Rendicontazione di sostenibilità attraverso un percorso strutturato dell'intero Gruppo.

Gli standard aziendali adottati nel Gruppo rappresentano lo "Standard di Data Governance" ai sensi della normativa vigente (Circolare 285 "sistema di gestione dei dati Sezione V Capitolo 4 – il Sistema Informativo") e sono normati all'interno di uno specifico Regolamento di Gruppo di Data & Analytics Governance. Il Regolamento ha l'obiettivo di fornire un framework di riferimento utile a garantire l'effettivo ed efficace governo e gestione dei dati aziendali e degli algoritmi lungo l'intero percorso di evoluzione dei dati del Gruppo.

Il framework identifica le figure e le strutture coinvolte, le relative responsabilità ed evidenzia i principi necessari a garantire la corretta gestione e utilizzo del patrimonio informativo aziendale. Tutte le informazioni ad oggi disponibili mediante l'architettura ESG sono state acquisite tramite infoprovider o da basi dati interne regolamentari. Per ciascun dato è quindi disponibile un set informativo inerente alla sua origine (se da fonte interna o esterna, se dato puntuale o dato stimato, la data di aggiornamento dello stesso, ecc.). Il processo di elezione di qualsiasi informazione alla base dati ESG è sottoposto alle regole di Data Governance, le quali prevedono la puntuale definizione della natura di ciascun dato in modo da rendere esplicito il grado di accuratezza/affidabilità dello stesso.

Anche nel 2024 è proseguita la correlazione tra politiche di remunerazione e performance ESG al fine di indirizzare le azioni e i comportamenti verso il raggiungimento di obiettivi aziendali legati alla sfera della sostenibilità ambientale, sociale e di governance. È stato utilizzato l'indicatore sintetico di sviluppo sostenibile indirizzato a tutto il Personale Più Rilevante e agli Amministratori Esecutivi (peso 10% sulla scheda KPIs) e caratterizzato dai seguenti items:

  • presidio del rischio C&E, correlato allo stato di avanzamento dell'Action Plan BCE (peso 15%);
  • riduzione delle emissioni CO2 Scope 2, correlato all'obiettivo di medio termine -18% delle emissioni Scope 2 rispetto al 2022 (peso 15%);
  • finanza sostenibile, che include gli obiettivi commerciali a breve termine (peso 40%);
  • uguaglianza di genere, correlato al target di medio termine su % donne assunte, job rotation, indagine di clima, acquisizione/mantenimento certificazioni Equal Salary/ Parità di Genere (peso 15%);
  • formazione volontaria, correlato al target di medio periodo relativo al numero di persone che nell'arco dell'anno fruiscono di almeno un corso ESG volontario (peso 15%).

Nel 2024 la consuntivazione dell'indicatore ha confermato il pieno raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Nell'ambito del processo di stakeholder engagement 2024 è stata indagata anche la rilevanza di tematiche specifiche sulla governance, in particolare rispetto al tema della condotta d' impresa. Il tema ha per oggetto gli impatti rilevanti che il Gruppo genera e che includono la cultura d'impresa, la diffusione e la protezione dei canali di segnalazione delle azioni potenzialmente illecite per evitare ritorsioni sui lavoratori in conformità alla norme, il benessere degli animali, l'impegno politico e le attività di lobbying, la gestione dei rapporti con i fornitori, compresi il rispetto dei termini di pagamento e la corruzione attiva e passiva.

Il Gruppo ha implementato nuovi processi di gestione dei processi di procurement e di gestione delle esternalizzazioni che tengono conto dei criteri di sostenibilità relativi ai partner contrattuali. La valutazione dei rischi dei fornitori e delle forniture, compreso quelli legati agli aspetti di sostenibilità, è il filo conduttore che caratterizza tutte le fasi dei processi di procurement e gestione delle esternalizzazioni.

In fase di onboarding i fornitori devono completare un processo di qualifica che, oltre a raccogliere importanti dichiarazioni, dati, documenti e certificazioni sul rispetto dei diritti umani, dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente, va anche a determinare il cosiddetto rischio fornitore che si compone di quattro componenti con specifici pesi:

  • il rischio finanziario;
  • il rischio legale;
  • il rischio reputazionale;
  • il rischio ESG (quest'ultimo ottenuto tramite un ente certificatore esterno che fornisce un rating ESG).

Sezione Risk Management

Credem monitora i rischi legati ai fattori di governance mappando i potenziali impatti negativi che attraverso specifici "canali di trasmissione" possono concretizzarsi in rischi (finanziari e non finanziari) quantificabili e gestibili.

I principali rischi di governance, individuati coerentemente con la mappa dei rischi, sono legati a fattori quali l'anticorruzione, l'antiriciclaggio, la presenza di iniziative e regole volte a garantire la business ethics e una governance solida e trasparente; si concretizzano principalmente in rischio reputazionale e in rischio operativo.

La tabella seguente esplicita la correlazione tra i temi materiali di governance presenti nell' analisi di materialità, i fattori di governance, i rischi connessi, gli impatti sui rischi tradizionali (finanziari e non finanziari) e gli eventuali presidi per la gestione e mitigazione:

Il Gruppo considera i rischi ESG come potenziali driver di tutte le categorie di rischi tradizionali. Per tale motivo, partendo dall'analisi della normativa di riferimento e in linea con quanto previsto dalle aspettative di Vigilanza, il processo di identificazione dei rischi climatico-ambientali, sociali e di governance ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto è stato progressivamente aggiornato per includere nella Mappa dei Rischi di Gruppo nuove sotto-categorie di rischio, al fine di cogliere pienamente l'impatto dei rischi climatici e ambientali, sociali e di governance sulle principali categorie di rischio esistenti (ad esempio, rischio di credito, di mercato, operativo e di liquidità). Le relative definizioni sono state integrate nel documento "Processo di identificazione dei rischi ed analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF" e nel documento "Linee guida di governo e gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) di Gruppo" pubblicato sul sito internet di Credem.

Una volta identificate le sottocategorie di rischio climatico-ambientale potenzialmente impattanti le categorie di rischio esistenti, è stato effettuato l'aggiornamento annuale dell'analisi di rilevanza alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.).

La valutazione della rilevanza del fattore Governance relativo al rischio di credito viene effettuata sul perimetro delle controparti aziendali presenti nel portafoglio creditizio del gruppo Credem.

Rischio di Credito – RISCHIO GOVERNANCE

Orizzonte temporale di Breve termine

Viene assegnato alle singole controparti aziende del portafoglio creditizio del Gruppo, uno score di rischio, fornito da un Data Provider esterno, che rappresenta un rating sul Pillar G, in scala peggiorativa 1 - 5, in grado di sintetizzare le valutazioni sull'adeguatezza nella gestione dei fattori considerati da EBA nel "EBA report on management and supervision of ESG risks Allegato I". L'approccio metodologico prevede di misurare la concentrazione delle esposizioni verso le controparti con score peggiori (classi 4 e 5) sul totale portafoglio del Gruppo.

I risk driver considerati per la definizione dello score sono: considerazioni etiche (es. rating di legalità, codice etico, ecc..), strategia e risk management (es. dirigenti, numero manager.), inclusività (es. percentuale di donne e/o giovani under 40, gap salariale uomini e donne, ecc..) e trasparenza (es. disclosure su temi ESG).

Per il Rischio mercato il perimetro di analisi considerato è il portafoglio investimenti di proprietà, banking book e trading book, del Gruppo bancario Credem.

Rischio di Mercato – RISCHIO GOVERNANCE

Orizzonte temporale di Breve termine

Per valutare l'impatto del rischio governance sul portafoglio degli investimenti di proprietà del Gruppo Bancario Credem (trading e banking book), si adotta una heatmap che restituisce la valutazione di sintesi della rischiosità di ogni settore economico distinta sul Pillar Governance. L'approccio metodologico utilizzato è il medesimo del pillar Environmental e prevede la misurazione della concentrazione di esposizioni della singola società verso gli emittenti valutati ad alto rischio governance, dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo. I fattori governance per la definizione della matrice settoriale sono: economie sane e inclusive, convergenza economica, pagamenti illegali e non etici, pratiche lesive della concorrenza, violazioni di leggi antitrust, condotta anti-etica, approccio non etico in ambito tassazione, condotta anti-etica o impatti avversi sulla salute dei clienti.

Per quanto riguarda il Rischio Operativo sono state analizzate le evidenze rivenienti dai processi di RSA e LDC sul rischio social.

Rischio di Operativo – RISCHIO GOVERNANCE

Orizzonte temporale di Breve termine

I processi di gestione dei rischi operativi, Loss Data Collection e Risk Self Assessment, sono stati integrati al fine di catturare anche i fattori di rischio Governance consentendo così di prendere in considerazione questi fattori e il loro potenziale impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativo. In particolare, relativamente al processo di Loss Data Collection, sono state definite le linee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che, a partire dal 2024, ne permettono l'identificazione all'interno del database di Gruppo delle perdite operative. Si segnala che tali eventi di perdita vengono inoltre recepiti in bilancio nelle voci accantonamenti a fondo rischi e oneri o nella voce oneri straordinari. Nel 2024 non si sono registrati per il Gruppo eventi relativi a litigation risk in ambito Governance.

In aggiunta, i questionari di Risk Self Assessment (processo di misurazione che mira a valutare, con frequenza almeno annuale, il livello di esposizione ai rischi operativi complessiva e per segmenti di operatività rilevanti), sono stati integrati con domande che descrivono scenari attinenti alle tematiche Governance. In particolare, sono state introdotte domande relative a perdite a seguito di mancato rispetto di norme e regolamenti interni, operazioni/attività/pratiche di mercato improprie, ecc…

Il processo di RSA determina i valori di Perdita Attesa, Inattesa e VaR prospettici relativi ai rischi operativi. La Perdita Attesa complessiva (quindi inclusiva dei valori relativi ai temi Governance) viene inserita nel bilancio come budget degli oneri straordinari relativo all'anno successivo e quindi anche nello scenario baseline dell'ICAAP.

Di seguito vengono riportate le analisi svolte sul Rischio reputazionale:

Rischio Reputazionale – RISCHIO GOVERNANCE

Orizzonte temporale di Breve termine

La metodologia utilizzata per la valutazione del Rischio Reputazionale è finalizzata ad addivenire ad una stima del potenziale impatto economico derivante dal danno reputazionale. L'approccio utilizzato dal Gruppo per la stima della Reputational Loss prevede l'identificazione di una serie di eventi negativi da sottoporre ad un campione di clienti tramite un questionario. L'impatto è ottenuto associando le valutazioni espresse dalla clientela e valutando la riduzione della redditività conseguente all'abbandono o alla riduzione significativa del rapporto con la banca. La frequenza è fornita dal Top Management che valuta la probabilità di accadimento degli eventi descritti nel questionario.

Per l'analisi di rilevanza dei fattori ESG in ambito reputazionale, il Gruppo ha ricondotto alle categorie Governance, gli eventi oggetto dell'approccio quantitativo utilizzato dal Gruppo per la valutazione del rischio reputazionale, identificando in tal modo alcuni potenziali scenari. In particolare, gli ambiti di indagine riguardano l'adozione di comportamenti non coerenti alla propria cultura aziendale, il finanziamento di aziende che operano in settori controversi, il falso in bilancio, ecc..

In particolare, alla luce dell'introduzione della nuova Direttiva Europea sulla rendicontazione societaria di sostenibilità Corporate Sustainability Reporting Directive, il Gruppo ha ricondotto le domande del questionario ai nuovi standard obbligatori per la rendicontazione di sostenibilità (European Sustainability Reporting Standards - ESRS).

Gli standard topics relativi all'ambito di governance, coperti da almeno un item del questionario dei rischi reputazionali sono:

  • G1 Condotta delle imprese

Tale operazione ha mostrato che per l'esercizio prospettico 2025 gli ambiti inerenti a tematiche ESG costituiscono circa il 98% del valore a rischio complessivo e in particolare, gli eventi afferenti a fattori Governance rappresentano il 3% dell'esposizione totale al rischio reputazionale.

La Perdita Inattesa derivante da tale stima (la componente Governance pesa circa il 5% della perdita inattesa complessiva) viene inclusa nello scenario avverso dei processi RAF e ICAAP in termini di minor utile.

Alla luce delle metodologie sopra illustrate, si riporta di seguito la matrice di materialità sui rischi governance svolta nel 2024 e valida per il 2025, per il Gruppo e per le Società ad esso appartenenti:

Di seguito si riportano altre azioni di mitigazione del rischio di governance delle controparti, in particolare attraverso lo strumento di finanziamento Sustainability Linked Loan, le politiche di investimento e screening dell'Area Wealth Management e la composizione dello score Social utilizzato nel processo di monitoraggio del portafoglio crediti.

SLL - Sustainability Linked Loan

Il Sustainability Linked Loan è una tipologia di finanziamento che ha l'obiettivo di incentivare il raggiungimento di predefiniti obiettivi di sostenibilità da parte del beneficiario. Il finanziamento prevede la contrattualizzazione di obiettivi/KPI specifici in ambito Environmental (E), Social (S), Governance (G) finalizzati al miglioramento del profilo di sostenibilità della controparte, che consentono di pattuire, con specifica clausola contrattuale, impegni particolari con l'impresa, prevedendo la conferma dello spread contrattualmente stabilito o la sua riduzione (una tantum) in relazione:

  • alla presentazione, almeno una volta all'anno alla Banca, di informazioni aggiornate e sufficienti a ragionevole giudizio della Banca – per monitorare l'andamento degli obiettivi/KPIs contrattualizzati, nonché, per ciascuna annualità in cui il finanziamento è in ammortamento (compreso l'eventuale periodo di preammortamento), il bilancio civilistico e la relativa nota integrativa;
  • al raggiungimento del 100% dei KPIs/obiettivi contrattualizzati e che ciò sia attestato dal bilancio civilistico e dalla nota integrativa redatti e pubblicati ai sensi di legge e il cui deposito presso il Registro delle Imprese sia dimostrato da apposita ricevuta;
  • al regolare ammortamento del finanziamento e all'adempienza del Cliente alle relative obbligazioni di pagamento ai sensi delle norme che regolano il servizio finanziamento chirografario a tasso fisso o variabile.

In ambito Governance i KPI utilizzabili riguardano tematiche come, a titolo di esempio, l'uguaglianza di genere nei Consigli di Amministrazione o l'introduzione di policy per promuovere la parità di genere nel contesto d'azienda.

Nel 2024 l'Area Wealth Management, di concerto con le banche del Gruppo per i temi di contatto e di interrelazione, ha continuato il consolidamento e rafforzamento dei criteri di sostenibilità nei processi di investimento e nelle attività di governance. In particolare, è stato rafforzato lo scoring ESG proprietario basato su valutazioni esterne (MSCI, Mainstreet Partners) e due diligence interne, compresa quella sugli asset manager terzi, anche attraverso l'inclusione delle valutazioni delle caratteristiche di sostenibilità secondo la MIFID. Tale score, calcolato anche sul pilastro della Governance, viene utilizzato efficacemente nella gestione dei prodotti e servizi "sostenibili" (art. 8 e 9 SFDR) all'interno dell'Area Wealth. Inoltre, sono stati ampliati i criteri di valutazione ESG sui prodotti gestiti da asset manager terzi attraverso un nuovo questionario di Due Diligence ESG, anche al fine di monitorare la gestione dei rischi di governance, come ad esempio il greenwashing e la trasparenza.

Per lo score Governance si considerano un set di fattori ESG suggeriti dall'EBA, ovvero le aree tematiche o rischi da tenere in considerazione nell'ambito della valutazione ESG.

Le variabili che compongono i vari EBA Factors sono di seguito riportate:

Variabili ESG - Governance: definizione

Le variabili ESG che compongono i vari EBA Factors possono avere diversa granularità (individuale o geosettoriale*), diverso peso nel computo della valutazione dell'EBA e diversa relazione (positiva o negativa). Relazione positiva significa che all'aumentare della variabile diminuisce la virtuosità dell'azienda rispetto alla variabile osservata; relazione negativa significa che all'aumentare della variabile aumenta anche la virtuosità dell'azienda. Le variabili ESG che compongono gli EBA del macro-ambito Governance sono:

EBA Factor Variabili Descrizione Granularità Relazione
Considerazioni
Etiche
Rating Legalità Presenza di un rating
di legalità
Individuale Negativa
Codice etico Presenza del codice
etico su sito web
aziendale
Individuale Negativa
Collegio sindacale
non obbligatorio
Presenza di un
collegio sindacale
per imprese non
obbligate dalla legge
Individuale Negativa
Bilancio certificato
non obbligatorio
Presenza di un
bilancio certificato
per imprese non
obbligate dalla legge
Individuale Negativa
Settore legato al
riciclaggio
Flag di attività
economica in settori
legati ad attività di
riciclaggio di denaro
Geosettoriale Positiva
Strategia / Risk
management
Dirigenti e quadri III % di imprese
settoriale con
dirigenti / quadri
nella forza lavoro
aziendale
Geosettoriale Negativa
Dirigenti e quadri I % di dirigenti o
quadri sul totale
della forza lavoro
aziendale
Individuale Negativa
Inclusione Gender gap I % di esponenti
donne
Individuale Negativa
Esponenti under 40 % di esponenti
under 40
Individuale Negativa
Gender gap II Rapporto settoriale
tra manager donne
vs manager uomini
Geosettoriale Negativa**
Gender pay Variazione % tra
paga lorda maschile
e femminile
osservata su dati
provinciali
Geosettoriale Positiva
Trasparenza Parole chiave E da
crawling sito web
Presenza all'interno
del sito web
aziendale di parole
chiave legate alla
componente
ambientale
Individuale Negativa
Parole chiave S da
crawling sito web
Presenza all'interno
del sito web
aziendale di parole
chiave legate alla
componente sociale
Individuale Negativa
Parole chiave G da
crawling sito web
Presenza all'interno
del sito web
aziendale di parole
chiave legate alla
componente
governance
Individuale Negativa
Sito web Presenza di un sito
web aziendale
Individuale Negativa

*Individuale se la variabile è osservata sull'azienda, geo-settoriale se relativa al settore/regione di appartenenza dell'azienda.

** Relazione negativa: Ad esempio, Più il rapporto tra manager donne vs manager uomini è alto, più l'EBA Factor Inclusione tende a migliorare e assumere valore medio o adeguato.

Il report ESG automatico può essere integrato con dati puntuali forniti dalla controparte stessa prendendo a riferimento quanto inserito in fase di compilazione del "Questionario ESG" mediante l'accesso da parte dell'azienda alla piattaforma del provider.

Le viste di portafoglio, per tutti gli score adottati (ESG, E, S, G, Indice di Allerta Fisico, Score di rischio cronico, Score di rischio di Transizione), sono illustrate trimestralmente al Comitato Credit Strategy e al Consiglio di Amministrazione. Tali viste evidenziano la distribuzione per classi di rischio delle società in relazione ai diversi score adottati, su totale aziende e segmento "Funzione Regolamentare Corporate".

Nel processo di concessione e di valutazione il focus è invece limitato allo Score Environmental, cui è stata priorità perché le metodologie sono più consolidate ed in ragione di una maggiore concentrazione sugli score di maggior rischio, rispetto agli score Social e Governance, che evidenziano valori più contenuti. Nei report ESG sulle singole posizioni sono riportati tutti gli score adottati, con punteggi analitici di valutazione dei fattori EBA E, S e G.

Informativa quantitativa

Nella presente sezione vengono rappresentate le seguenti tavole quantitative in ambito "Prudential disclosures on ESG risks (Article 449a CRR)":

  • Template 1 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua;
  • Template 2 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili — Efficienza energetica delle garanzie reali;
  • Template 3 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento
  • Template 4 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni verso le prime 20 imprese ad alta intensità di carbonio;
  • Template 5 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico;
  • Template 6 Sintesi degli indicatori fondamentali di prestazione (key performance indicator, KPI) sulle esposizioni allineate alla tassonomia
  • Template 7 Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del GAR
  • Template 8 GAR (%)

  • Template 9.1 Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del BTAR

  • Template 9.2 % del BTAR
  • Template 9.3 % del BTAR
  • Template 10 Altre azioni di attenuazione connesse ai cambiamenti climatici non contemplate dal regolamento (UE) 2020/852.

Si precisa che le informazioni quantitative sono rappresentate in milioni di euro.

Template 1 - Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua

Nel Template 1 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem nei confronti di società non finanziarie che operano in settori connessi al carbonio che contribuiscono in modo significativo al cambiamento climatico, e la qualità di tali esposizioni, compresi lo status di esposizione deteriorata, la classificazione come stage 2 e i relativi accantonamenti, nonché le classi di maturity.

Con riferimento alle metriche ESG, nel Template 1 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem verso controparti escluse dagli "EU Paris-aligned Benchmarks", poiché considerate particolarmente inquinanti. Tali controparti sono definite in accordo all'articolo 12, paragrafo 1, lettere da d) a g), e all'articolo 12, paragrafo 2, del regolamento delegato (UE) 2020/1818, in cui sono definite alcune percentuali soglia di coinvolgimento in tali attività economiche inquinanti superate le quali la società viene esclusa dai benchmark, come indicato di seguito:

  • società che traggono l'1% o più dei propri ricavi dalla prospezione, estrazione, estrazione, distribuzione o raffinazione di antracite e lignite;
  • società che traggono il 10% o più dei propri ricavi dall'esplorazione, estrazione, distribuzione o raffinazione di combustibili derivati dal petrolio;
  • società che traggono il 50% o più dei propri ricavi dalla prospezione, estrazione, produzione o distribuzione di combustibili gassosi;
  • imprese che ottengono il 50% o più dei propri ricavi dalla produzione di elettricità con un'intensità di gas a effetto serra superiore a 100 g CO2 e/kWh.

Nella rendicontazione vengono inoltre rappresentate le esposizioni ecosostenibili in termini di mitigazione dei cambiamenti climatici o che consentono di realizzare la mitigazione, conformemente agli articoli 10 e 16 del Regolamento (UE) n. 2020/852.

Per l'identificazione delle controparti sopra citate e per il recupero dei dati di allineamento delle controparti soggette a NFRD, il Gruppo Credem si è avvalso di informazioni recuperate da un data provider esterno.

Per il reperimento dei dati riferiti alle le emissioni finanziate di gas a effetto serra (emissioni di ambito 1, 2 e 3 della controparte, per lo scope 3 sono considerate tutte le 15 categorie) in tonnellate di CO2 equivalente per le posizioni che maggiormente contribuiscono al cambiamento climatico, il Gruppo Credem si è avvalso di una data provider esterno. Per la stima delle emissioni sono utilizzate 3 metodologie:

● Stima basata sul database E-PRTR: questa metodologia si basa sull' European Pollutant Release and Transfer Register (E-PRTR) database messo a disposizione dall'Agenzia europea dell'ambiente (AEA). L'E-PRTR contiene informazioni complete sui più grandi impianti industriali in Europa, che riguardano le emissioni di inquinanti nell'aria, nell'acqua e nel suolo, nonché i trasferimenti di rifiuti per i grandi impianti di combustione in vari Paesi europei. Per la stima delle emissioni Scope 1, questo metodo viene utilizzato se il database E-PRTR contiene record sulle unità locali. Il processo consiste nel verificare se le coordinate geografiche di un'unità locale corrispondono a qualsiasi struttura all'interno del database E-PRTR e nel valutare la somiglianza dei nomi delle aziende. Se queste condizioni sono soddisfatte, le emissioni di gas serra delle strutture vengono sommate per determinare le emissioni Scope 1 dell'unità locale.

  • Stima per settore e per reddito: questa metodologia utilizza moltiplicatori dell'intensità delle emissioni, disponibili per i 27 Paesi dell'Unione Europea. Tali moltiplicatori sono derivati dai dati pubblicati da EUROSTAT a livello di settore Nace e di Paese. Il processo di stima prevede l'utilizzo dei bilanci e dei dati sui ricavi delle aziende per calcolare i grammi di CO2eq Scope 1 e Scope 2 prodotti per Euro e per dipendente. Questo metodo viene applicato a tutte le unità locali delle aziende che pubblicano bilanci o per le quali sono stimati sia il numero di dipendenti che il fatturato. Inoltre, viene effettuato un controllo a campione per garantire l'allineamento dei moltiplicatori stimati con quelli osservati nei rapporti di sostenibilità pubblicati.
  • Stima per settore e per dipendente: questa metodologia utilizza moltiplicatori di intensità per dipendente per stimare le emissioni. Viene utilizzato per tutte le unità locali di aziende che non pubblicano il bilancio.

Ciascuna di queste metodologie è scelta in base a criteri specifici legati alla disponibilità e all'affidabilità dei dati.

I dati sulle emissioni, laddove comunicati dalla controparte, sono stati accuratamente recuperati; diversamente, sono stati stimati secondo le metodologie descritte in precedenza.

Modello 1: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua (1 di 3)

a b c d e f g h i j k l m n o p
Valo
re c
abil
e lo
ont
rdo Ridu
zion
e di
val
lata
ore
acc
umu
,
vari
azio
ni n
tive
late
del
ega
acc
umu
valo
dov
ute
al ri
sch
io d
i
re e
quo
cred
ito e
i
anto
ent
acc
nam
Emi
ssio
ni fi
ziat
e di
nan
gas
a
effe
tto
a (e
mis
sion
i di
serr
amb
ito 1
3 d
ella
, 2 e
) (in
nell
di
trop
arte
ton
ate
con
CO2
ival
ente
)
equ
Sett
ore/
Sot
tose
ttor
e
ui esp
Di c
osiz
ioni
vers
o im
e esc
pres
li indi
luse
dag
i rifer
ci d
UE allin
ime
nto
eati
con
l'acc
ord
o di
Pari
gi a
nor
ma
dell
'art
12
graf
o 1,
para
lette
re d
a d)
),
a g
e de
ll'ar
t. 12
,
graf
del
o 2,
para
lam
ento
rego
(UE
) 20
20/1
818
ui eco
Di c
t
sos
enib
ile (CC
M)
ui esp
Di c
osiz
i
di fase
oni
2
ui esp
Di c
osiz
ioni
dete
rior
ate
ui esp
Di c
osiz
ioni
di fa
se 2
ui esp
Di c
osiz
ioni
dete
rior
ate
ui emi
Di c
ni fina
ssio
nzia
te in
amb
ito 3
Emi
ssio
ni d
i ga
s a effe
tto
a (col
serr
a i):
val
ore con
onn
rdo perc
tab
ile lo
uale
del
ent
port
afog
lio r
icav
ato
da s
alaz
ioni
egn
cific
he
spe
'imp
dell
resa
<= 5
ann
i
> 5 ann
i <= 1
0 ann
i
> 10
ann
i <= 20 ann
i
> 20
ann
i
Dur
ata med
ia pon
dera
ta
1 Esp
osiz
ioni
ri ch
ntri
buis
etto
ver
so s
e co
con
o
fort
nte
ai c
amb
iam
ent
i clim
atic
i*
eme
15.8
91
191 296 737 277 (200
)
(9) (177
)
42.2
38.2
65
40.9
83.9
52
0,37
%
13.9
04
1.47
0
512 5 2,31
2 A - A
gric
oltu
ilvic
oltu
ra, s
ra e
pes
ca
442 4 - 34 13 (8) (1) (7) 326
.742
294
.598
1,13
%
387 44 9 2 2,22
3 B - A
ttivi
tà E
ttiva
stra
34 - - 2 - - - - 38.3
37
33.4
40
- 34 - - - 2,65
4 B.05
- Es
traz
ione
di c
arbo
lign
ite
ne e
- - - - - - - - - - - - - - - -
5 ione
di p
lio g
io e
di g
B.06
- Es
traz
etro
regg
as
rale
natu
1 - - - - - - - - - - 1 - - - 0,15
6 B.07
- Es
traz
ione
di m
iner
ali m
etal
lifer
i
- - - - - - - - - - - - - - - -
7 B.08
- A
ltre
attiv
ità e
ttive
stra
33 - - 1 - - - - 38.2
61
33.4
04
- 33 - - - 2,70
8 B.09
- At
tivit
à de
i se
rviz
i di s
all'e
zion
orto
stra
upp
e
- - - - - - - - 76 36 - - - - - 2,02
9 C - A
ttivi
tà m
anif
attu
riere
7.64
7
99 13 320 82 (58) (3) (50) 21.6
14.4
76
20.8
91.9
78
1,05
%
7.12
2
413 111 - 1,93
10 C.10
- In
dus
trie
alim
enta
ri
1.57
7
- - 53 12 (10) - (8) 3.86
6.48
0
3.75
5.76
7
0,17
%
1.52
7
39 11 - 1,34
11 C.11
- P
rod
uzio
ne d
i be
de
van
268 - - 7 1 (1) - - 100
.012
89.2
26
4,20
%
251 18 - - 1,67
12 C.12
- In
dus
tria
del
taba
cco
3 3 - - - - - - 201 105 - 3 - - - 0,25
13 C.13
- In
dus
trie
ili
tess
198 - - 15 2 (1) - (1) 739
.788
730
.128
- 184 10 4 - 1,91
14 C.14
- C
onfe
zion
e di
icol
i di a
bbig
liam
art
ento
123 - - 6 5 (4) - (3) 78.6
68
74.5
64
- 111 11 1 - 1,62
15 C.15
- C
onfe
zion
e di
art
icol
i in p
elle
imil
i
e s
94 - - 14 7 (3) - (3) 82.5
65
81.5
90
- 86 5 2 - 1,79
16 C.16
tria
i in l
- In
dus
del
legn
dott
o e
pro
egn
o e
hero
(es
clus
i mo
bili)
; fab
bric
azio
ne d
i art
icol
i in
sug
lia e
teri
ali d
a in
cio
trec
pag
ma
137 - - 4 2 (1) - (1) 255
.185
244
.114
- 121 11 4 - 2,86
17 C.17
- Fa
bbr
icaz
ione
del
la p
asta
da
cart
a, d
ella
dei
dott
i di c
cart
arta
a e
pro
232 - - 10 1 (1) - - 708
.424
644
.562
- 209 20 2 - 2,19
18 C.18
- St
ripr
odu
zion
i reg
istra
ti
port
amp
a e
e su
sup
102 - - 5 1 (1) - (1) 71.9
34
64.1
80
- 94 6 2 - 2,24

Modello 1: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua (2 di 3)

a b c d e f g h i j k l m n o p
Valo ont
abil
e lo
rdo
re c
Ridu
zion
vari
azio
valo
re e
cred
e di
val
ore
ni n
tive
ega
acc
dov
ute
quo
ito e
anto
acc
lata
acc
umu
,
late
del
umu
al ri
sch
io d
i
ent
i
nam
Emi
ssio
ni fi
ziat
e di
nan
ffet
to s
gas
a e
erra
(em
issio
ni d
i am
bito
1, 2 e
lla con
3 de
) (in
trop
arte
ton
O2 equ
nell
ate
di C
ivale
nte)
Emi
i gas
ssio
ni d
a effe
tto
serr
Dur
ata med
ia pon
dera
ta
Sett
ore/
Sot
tose
ttor
e
Di c
ni vers
ui e
sizio
spo
o im
e esc
pres
li indi
luse
dag
i rifer
ci d
UE allin
ime
nto
eati
con
l'acc
ord
o di
Pari
gi a
ma dell
nor
'art
12 para
o 1, lette
graf
re d
a d)
),
a g
e de
ll'ar
t. 12
,
graf
del
o 2,
para
lam
ento
rego
(UE
) 20
20/1
818
ui eco
Di c
ten
ibile
sos
(CC
M)
ui esp
Di c
osiz
ioni
di fa
se 2
ui esp
Di c
osiz
ioni
dete
rior
ate
ui esp
Di c
osiz
ioni
di fa
se 2
ui esp
Di c
osiz
ioni
dete
rior
ate
ui emi
Di c
ni fina
ssio
te in a
nzia
mbi
to 3
a (col
a i):
onn
valo
re con
ile lord
tab
o
ent
uale
perc
del
lio
port
afog
rica
da
vato
nala
zion
i
seg
cific
he
spe
dell
'imp
resa
<= 5
ann
i
> 5
i <= 1
ann
0 ann
i
> 10
i <= 2
ann
0 ann
i
i
> 20
ann
19 C.19
- Fa
bbr
icaz
ione
di c
oke
rodo
tti d
eriv
anti
e p
dall
ffin
azio
ne d
el p
lio
etro
a ra
99 95 - - - - - - 562
.780
531
.123
- 99 - - - 1,24
20 C.20
- Fa
bbr
icaz
ione
di p
rodo
tti c
him
ici
379 1 - 27 6 (3) - (3) 619
.380
529
.710
- 356 20 3 - 1,84
21 C.21
- Fa
bbr
icaz
ione
di p
rodo
tti f
utic
i di
arm
ace
bas
di p
rati
farm
utic
i
e e
repa
ace
102 - - 2 - - - - 32.3
79
25.5
84
- 93 7 2 - 1,54
22 C.22
- Fa
bbr
icaz
ione
di a
rtico
li in
gom
ma
493 - - 17 3 (2) - (2) 2.07
7.45
0
2.04
4.95
1
- 466 22 4 - 2,17
23 C.23
- Fa
bbr
icaz
ione
di a
ltri p
rodo
tti d
ella
lavo
razi
di m
iner
ali n
etal
lifer
i
one
on m
307 - - 8 2 (2) - (1) 1.30
4.21
3
1.20
7.98
2
11,9
9%
282 21 4 - 2,16
24 C.24
- At
tivit
à m
etal
lurg
iche
436 - 2 20 6 (3) - (2) 1.43
1.28
0
1.30
4.12
5
0,16
%
425 9 2 - 1,40
25 C.25
- Fa
bbr
icaz
ione
di p
rodo
tti in
tallo
clus
i
me
, es
chin
ari e
att
atur
mac
rezz
e
1.12
6
- - 50 10 (7) - (6) 1.03
9.56
5
978
.832
- 1.02
6
74 27 - 2,48
26 C.26
- Fa
bbr
. di c
uter
rodo
tti d
i ele
ttro
nica
omp
e p
tica
e ot
170 - 7 10 2 (1) - (1) 308
.692
305
.372
- 165 5 1 - 1,94
27 C.27
icaz
ione
di a
hiat
tric
- Fa
bbr
elet
he
ppa
recc
ure
261 - - 15 1 (1) - - 1.76
6.13
1
1.75
8.92
1
- 249 8 4 - 1,61
28 C.28
- Fa
bbr
icaz
ione
di m
hina
ri ed
acc
chia
ture
N.C
.A.
app
arec
1.00
4
- - 26 15 (11) - (10) 5
.775
.347
5
.741
.064
- 900 78 26 - 2,26
29 C.29
- Fa
bbr
icaz
ione
di a
utov
eico
li, ri
chi
mor
e
irim
i
orch
sem
135 - 1 7 1 (1) - (1) 58.6
49
55.7
18
5,68
%
116 16 3 - 2,38
30 C.30
- Fa
bbr
icaz
ione
di a
ltri m
i di t
orto
ezz
rasp
51 - - 1 - - - - 163
.693
162
.881
- 47 3 1 - 1,51
31 C.31
- Fa
bbr
icaz
ione
di m
obil
i
109 - 2 6 2 (2) - (2) 395
.921
392
.592
- 96 12 - - 2,36
32 C.32
- A
ltre
indu
strie
nifa
ttur
iere
ma
129 - - 8 1 (1) - (1) 69.2
11
66.3
37
19,5
8%
117 10 2 - 2,00
33 C.33
- R
ipar
azio
ins
talla
zion
e di
cch
ine
ed
ne e
ma
chia
ture
app
arec
113 - - 7 3 (2) - (2) 106
.528
102
.548
- 98 10 4 - 2,57
34 D - F
itur
a di
rgia
ele
ttric
aria
orn
ene
a, g
as, v
apo
re e
dizi
ta
con
ona
235 45 43 15 3 (3) - (3) 228
.325
218
.653
1,14
%
221 12 2 - 1,46
35 D.35
.1 - P
rod
uzio
tras
mis
sion
dist
ribu
zion
ne,
e e
e
di e
ia e
lett
rica
nerg
139 20 43 14 1 (1) - (1) 24.1
95
20.5
99
2,71
%
125 12 2 - 1,42
36 D.35
.11 -
Pro
duz
ione
di e
ia e
lett
rica
nerg
54 20 7 2 1 - - - 17.3
54
10.1
83
2,43
%
40 12 2 - 2,90
37 D.35
Pro
duz
ione
di g
dist
ribu
zion
e di
.2 -
as;
bus
tibil
i ga
si m
edia
dott
nte
com
sso
con
e
93 25 - 1 2 (2) - (2) 196
.819
191.
810
- 93 - - - 1,49
38 D.35
For
nitu
ra d
i vap
ia c
ond
izio
.3 -
nata
ore
e ar
2 - - - - - - - 7.31
0
6.24
4
- 2 - - - 2,13

Modello 1: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua (3 di 3)

a b c d e f g h i j k l m n o p
Valo
abil
e lo
rdo
ont
re c
Ridu
zion
e di
val
lata
ore
acc
umu
,
vari
azio
ni n
tive
late
ega
acc
umu
al ri
io
del
valo
dov
ute
sch
re e
quo
di c
redi
i
to e
anto
ent
acc
nam
ni fi
ziat
e di
nan
ffet
to s
erra
ni d
i am
bito
1, 2
e
(in
ont
rte)
ropa
O2 equ
di C
ate
ivale
nte)
Emi
ssio
ni d
i ga
s a ef
fett
rra (col
o se
Sett
ore/
Sot
tose
ttor
e
ni vers
Di c
ui e
sizio
spo
o im
clus
pres
e es
e
dag
i rifer
li ind
ici d
ime
UE a
lline
ati
nto
l'ac
cord
o di
Par
igi
con
del
l'art
12 para
a no
rma
graf
o 1,
lette
re d
a
d) a
g),
e de
ll'art
. 12,
graf
o 2,
del
para
lam
ento
(UE
)
rego
202
0/18
18
ui eco
Di c
ibile
ten
sos
(CC
M)
ui esp
Di c
osiz
ioni
di fa
se 2
ui esp
Di c
osiz
ioni
dete
rior
ate
ui esp
Di c
osiz
ioni
di fa
se 2
ui esp
Di c
osiz
ioni
dete
rior
ate
ui emi
Di c
ni fina
ssio
nzia
te in
amb
ito 3
a i):
val
ore con
onn
ile lo
rdo perc
tab
uale
del
ent
afog
lio
port
rica
da
vato
nala
zion
i
seg
cific
he
spe
dell
'imp
resa
<= 5
ann
i
> 5 ann
i <= 10 ann
i
> 10
ann
i <= 2
0 ann
i
> 20
ann
i
Dur
ata med
ia pon
dera
ta
39 tà d
E - F
itur
a di
reti
fog
nari
ttivi
i ge
stio
ne d
ei
orn
acq
ua;
e, a
rifiu
ti e
risa
ento
nam
348 - - 15 2 (2) - (1) 934
511.
473
.423
6,52
%
320 28 - - 1,79
40 F - C
ostr
uzio
ni
699 1 148 41 35 (29) (1) (28) 1.02
7.42
1
1.00
2.13
9
0,44
%
610 53 36 - 2,59
41 - C
F.41
ostr
uzio
ne d
i ed
ifici
155 - 51 14 22 (18) - (18) 177.
029
173.
739
- 123 15 17 - 2,89
42 F.42
- In
neri
a civ
ile
geg
222 1 31 11 2 (2) - (2) 548
.287
540
.100
- 206 9 7 - 2,51
43 F.43
- La
vori
di c
uzio
ializ
zati
ostr
ne s
pec
322 - 67 16 11 (9) - (8) 302
.105
288
.300
0,85
%
280 29 12 - 2,53
44 G - C
erci
o al
l'ing
al d
etta
glio
; rip
ione
di
omm
ross
o e
araz
veic
oli e
icli
auto
toc
mo
4.34
7
35 13 153 80 (58) (2) (52) 82.2
17.4
75
17.2
66.7
15
1,52
%
4.00
6
238 103 - 1,68
45 H - T
orto
zzin
io
rasp
e m
aga
agg
651 - 1 31 9 (7) - (6) 420
.470
229
.778
- 542 101 7 1 3,13
46 H.49
- T
orto
ter
rest
tra
rto
med
iant
ndo
tte
rasp
re e
spo
e co
370 - 1 20 6 (4) - (3) 160
.576
139
.955
- 336 28 6 - 2,75
47 H.50
- T
orti
ittim
i e p
ie d
'acq
rasp
mar
er v
ua
73 - - 5 - - - - 167.
601
8.09
8
- 26 47 - - 6,75
48 H.51
- T
orto
rasp
aer
eo
1 - - - - - - - 416 53 - 1 - - - 1,33
49 H.52
- M
zzin
io e
att
ività
di s
orto
ai t
orti
aga
agg
upp
rasp
203 - - 5 3 (3) - (2) 90.7
03
80.5
54
- 175 25 2 1 2,58
50 - Se
tà d
H.53
rviz
i po
stal
i e a
ttivi
i co
rrie
re
3 - - 1 - - - - 1.17
3
1.118 - 3 - - - 0,60
51 I - S
ervi
zi d
i allo
ggio
e d
i ris
tora
zion
e
215 - 1 20 11 (6) - (5) 506
.857
494
.300
- 126 54 35 - 5,14
52 L - A
ttivi
tà im
mob
iliar
i
1.27
3
6 76 107 42 (29) (2) (26) 81.4
29
78.9
28
- 537 526 208 2 5,99
53 Esp
osiz
ioni
etto
ri di
i da
lli ch
ntri
buis
ver
so s
vers
que
e co
con
o
in m
isur
nsid
ole
ai c
amb
iam
i clim
atic
i*
ent
a co
erev
2.27
3
- 33 126 26 (18) (1) (15) - - - 1.99
4
219 59 1 2,52
54 K - A
ttivi
tà fi
ziar
ie e
icur
ativ
nan
ass
e
94 - 2 1 1 (1) - (1) - - - 72 7 15 - 3,70
55 ri (C
CE J
Esp
osiz
ioni
ltri s
etto
odic
i NA
, M -
U)
ver
so a
2.17
9
- 31 125 25 (18) (1) (14) - - - 1.92
1
212 44 1 2,47
56 Tot
ale
18.1
64
192 329 863 303 (
218
)
(10) (192
)
42.2
38.2
65
40.9
83.9
52
0,34
%
15.8
98
1.69
0
570 6 2,34

* Conformemente al regolamento delegato (UE) 2020/1818 della Commissione che integra il regolamento (UE) 2016/1011 per quanto riguarda le norme minime per gli indici di riferimento UE di transizione climatica e per gli indici di riferimento UE allinenati con l'accordo di Parigi - regolamento sulle norme per gli indici di riferimento climatici - considerando 6: settori di cui alle sezioni da A a H e alla sezione L dell'allegato I del regolamento (CE) n. 1893/2006

Template 2 - Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili — Efficienza energetica delle garanzie reali

Nel Template 2 è rappresentato il "gross carrying amount" dei prestiti garantiti da immobili commerciali e residenziali erogati dal Gruppo Credem, con un focus sulle informazioni riguardanti il livello di efficienza energetica delle garanzie reali misurato in termini di consumo energetico in kWh/m2 e in termini di classe attribuita dall'attestato di prestazione energetica (APE).

Il template richiede inoltre la medesima disclosure riferita alle garanzie reali immobiliari recuperate (c.d. repossessed collateral), tuttavia si tratta di una casistica non applicabile per il Gruppo Credem.

A partire dal 2024, il Gruppo Credem ha avviato il processo a regime per gestire in modo strutturato la raccolta delle etichette APE e dei livelli di efficienza energetica sulle nuove erogazioni a partire dal processo di perizia. Per il pregresso, il Gruppo Credem si è basato sui dati raccolti per le disclosure precedenti, per cui si era avvalso di un data provider esterno.

Modello 2: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili — Efficienza energetica delle garanzie reali

a b c d e f g h i j k l m n o p
Val
nta
bile
lor
do
tot
ale
ore
co
Live
llo d
i ef
fici
tica
(pu
io d
i pr
azi
etic
a in
kW
h/m
nte
est
²
enz
a e
ner
ge
gg
one
en
erg
Live
llo d
i ef
fici
tica
(c
lass
e A
PE
del
le g
nzi
ali)
enz
a e
ner
ge
ara
e re
del
le g
nzie
li)
ara
rea
Sen
lass
e A
PE
del
le
za c
ie r
eal
i
gar
anz
Set
e d
ella
tor
ntro
te
co
par
0; <
= 10
0
> 10
0; <
= 200
> 2
00;
<=
300
> 3
00;
<=
400
> 4
00;
<=
500
00
> 5
A B C D E F G Di c
i effi
ui li
vel
lo d
cie
nza
ene
tica
rge
(pu
io P
E in
nte
gg
kW
h/m
² de
lle
ie r
eal
i)
gar
anz
stim
ato
1 Tot
ale
a U
E
are
12.6
41
1.44
4
4.2
07
1.91
7
1.06
2
384 147 385 134 150 294 406 468 525 10.2
79
66,
14%
2 Di c
ui p
titi
iti d
a b
eni
im
bili
ant
res
gar
mo
non
ide
nzia
li
res
806 6 22 55 59 27 5 1 1 3 2 2 2 6 789 19,9
3%
3 Di c
ui p
titi
iti d
a b
eni
im
bili
ant
res
gar
mo
ide
nzia
li
res
11.8
35
1.43
8
4.18
5
1.86
2
1.00
3
356 142 384 134 147 292 404 466 520 9.4
90
69,
98%
4 Di c
ui g
nzie
li ot
ise
ndo
il
ten
ute
ara
rea
ac
qu
ne
be
ni im
bili
ide
nzia
li e
pos
ses
so:
mo
res
non
ide
nzia
li
res
- - - - - - - - - - - - - - - -
5 Di c
ui L
ive
llo d
i ef
fici
tica
enz
a e
ner
ge
(pu
io P
E in
kW
h/m
² de
lle g
nzi
ali)
nte
gg
ara
e re
stim
ato
6.7
98
769 3.3
28
1.43
9
876 319 68 - - - - - - - 6.7
98
100
,00
%
6 Tot
ale
tra
UE
are
a ex
- - - - - - - - - - - - - - - -
7 Di c
ui p
titi
iti d
a b
eni
im
bili
ant
res
gar
mo
non
ide
nzia
li
res
- - - - - - - - - - - - - - - -
8 Di c
ui p
titi
iti d
a b
eni
im
bili
ant
res
gar
mo
ide
nzia
li
res
- - - - - - - - - - - - - - - -
9 Di c
ui g
nzie
li ot
ise
ndo
il
ten
ute
ara
rea
ac
qu
ne
be
ni im
bili
ide
nzia
li e
pos
ses
so:
mo
res
non
ide
nzia
li
res
- - - - - - - - - - - - - - - -
10 Di c
ui L
ive
llo d
i ef
fici
tica
enz
a e
ner
ge
(pu
io P
E in
kW
h/m
² de
lle g
nzi
ali)
nte
gg
ara
e re
stim
ato
- - - - - - - - - - - - - - - -

Template 3: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento

Nel Template 3 sono rappresentate le alignment metric rispetto all'obiettivo NZE2050 relative al portafoglio classificato secondo i settori di attività economica definiti da IEA. Sulle stesse alignment metric, in tale Template è rappresentata la distanza rispetto al punto della curva al 2030 dello scenario climatico NZE2050, nonché è fissato un target a 3 anni.

Sulla base dell'analisi di rilevanza svolta in sede di definizione dei target climatici ed ambientali, il Gruppo Credem rendiconta i seguenti settori: "Oil & Gas" e "Power". Le variabili ricomprese nell'analisi di rilevanza citata (basata sul portafoglio crediti e sul portafoglio titoli del Gruppo Credem) sono le seguenti:

  • Controparti per settore NACE del portafoglio Net Zero
  • Esposizione per settore NACE del portafoglio Net Zero
  • Emissioni GHG per settore NACE del portafoglio Net Zero

Per il calcolo dell'intensità emissiva a livello di settore, il Gruppo Credem utilizza una metrica calcolata come media pesata in funzione del Gross Carrying Amount delle intensity (GHG/livelli di produzione) delle singole controparti che ne fanno parte. Con riferimento al settore "Oil & Gas" è utilizzata la metrica "Average tonnes of CO2 per GJ"; mentre per il settore "Power" è utilizzata la metrica "Average tons of CO2 per MWh". Il Gruppo Credem ha reperito le intensity ed i relativi livelli di produzione direttamente dalla Disclosure non Finanziaria (DNF) delle relative controparti che pubblicano tale documentazione; per le controparti che invece non pubblicano la DNF, il Gruppo Credem si è servito di una data provider esterno per il reperimento delle informazioni relative alle GHG ed ha stimato i dati relativi ai livelli di produzione.

L'anno di riferimento è stato selezionato dal Gruppo Credem sulla base della data degli ultimi dati disponibili per il calcolo dell'alignment metric: 31/12/2024.

Il Gruppo Credem ha calcolato la distanza dallo scenario IEA al 2030 applicando la formula2 indicata dal COMMISSION IMPLEMENTING REGULATION (EU) 2022/2453 – Annex II. La "IEA scenario metric in 2030" è derivata direttamente dallo scenario IEA e corrisponde alla intensity (GHG/livelli di produzione) del settore a livello mondiale al 2030.

I target al 31/12/2027 sui due settori rendicontati sono stati identificati dal Gruppo Credem in coerenza con gli scenari Net Zero IEA.

2 Distance = (Metric at reference year – IEA scenario metric in 2030 / IEA scenario metric in 2030)*100

Modello 3: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento

a b c d e f g
Settore Settore NACE
(come minimo)
Valore contabile
lordo di
portafoglio
(milioni di euro)
Metrica di
allineamento
Anno di
riferimento
Distanza dallo
scenario "zero
emissioni nette"
entro il 2050
dell'AIE in %
Target 3 anni
27 25,57
27.12 25,57
Energia 33.14 4,78 2024 34,99%
35 69,13
1 35.1 69,13 tCo2/MWh 0,185
35.11 38,96
35.12 -
35.13 -
35.14 28,42
43.21 103,96
06.1 -
06.2 -
09.1 -
19.2 96,45
20.14 4,96
2 Combustione di
combustibili fossili
35.2 83,93 tCo2/Gj 2024 27,26% 0,065
35.21 1,51
35.22 27,25
35.23 55,17
46.12 3,56
46.71 194,13

Template 4 - Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni verso le prime 20 imprese ad alta intensità di carbonio

Nel Template 4 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem verso controparti che figurano tra le prime 20 imprese a più alta intensità di carbonio a livello mondiale, e viene data un'indicazione sulla numerosità delle imprese più inquinanti incluse nel calcolo del valore contabile lordo aggregato.

Per il recupero della lista delle società appartenenti alle "top 20 polluting firms", il Gruppo Credem si è avvalso di un data provider esterno. Nei dati messi a disposizione dal data provider sono considerate anche le eventuali società controllate dalle holding incluse in suddetta lista. Inoltre, anche per il recupero dei dati di allineamento delle controparti soggette a NFRD, il Gruppo Credem si è avvalso di informazioni recuperate da un data provider esterno.

Le esposizioni presenti nel Modello 4 al 31 dicembre 2024 sono pressoché interamente riconducibili a titoli di debito del banking book.

Modello 4: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni verso le prime 20 imprese ad alta intensità di carbonio

a b c d e
Valore contabile lordo
(aggregato)
Valore contabile lordo
riferito alle controparti
rispetto al valore
contabile lordo totale
(aggregato)*
Durata media ponderata Numero di imprese tra
le 20 più inquinanti
1 58,6 0,11% - 1,82 5

(*) Per le controparti tra le 20 imprese che più emettono carbonio al mondo

Template 5 - Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico

Nel Template 5 sono rappresentate le informazioni sulle esposizioni del Gruppo Credem nei confronti di società non finanziarie, sui prestiti garantiti da beni immobili e sulle garanzie reali immobiliari recuperate, soggette a rischi fisici acuti e cronici.

Il rischio fisico è classificato come "acuto" quando deriva da eventi estremi come possono essere siccità, inondazioni e tempeste, e "cronico" quando deriva da cambiamenti progressivi, come l'aumento delle temperature e lo stress idrico.

Il Gruppo ha individuato due aree geografiche soggette a rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: Italia e Resto del mondo.

Per l'identificazione delle esposizioni soggette a rischi fisici acuti e cronici, il Gruppo si è avvalso di informazioni recuperate da un data provider esterno.

Modello 5: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico

Italia

a b c d e f g h i j k l m n o
bile
Val
nta
ore
co
lor
do
di c
ui e
sizi
oni
nsi
bili
all'i
atto
di
nti
fisi
ci c
i ai
bia
nti
clim
atic
i
spo
se
mp
eve
onn
ess
cam
me
Var
iab
ile:
Are
rafi
a ri
sch
io f
isic
tta
a g
eog
ca
sog
ge
o
ai c
bia
nti
clim
atic
i - e
ti a
i e
cut
con
nes
so
am
me
ven
nic
i
cro
Rip
arti
zio
ne
oria
teg
per
ca
di
den
sca
za
ui esp
di c
ni sen
osi
zio
ili all'i
sib
atto
ui esp
di c
ni sen
osi
zio
ili all'i
sib
di eve
atto
mp
ti con
nti
acu
i cam
si a
nes
nti clim
bia
me
atic
i
ui esp
di c
ni sen
osi
zio
ili all'i
sib
di eve
atto
mp
sia cro
nti
nic
i ch
e acu
ti con
i cam
si a
nes
nti clim
bia
me
atic
i
Di c ui esp
Di c
ni det
osi
zio
erio
rate
Rid
var
del
va
di c
uzio
di v
alo
lata
ne
re a
ccu
mu
,
iazi
oni
tive
ula
te
ne
ga
ac
cum
lore
dov
al
risc
hio
ute
eq
uo
red
ito
i
nto
ent
e a
cca
nam
nni
5 a
<=
> 5
ni <
an
= 10 a
nni
> 10
ni<
an
= 20
i
ann
nni
> 2
0 a
Dur
ata
me
dia
pon
der
ata
di eve
mp
nti
nic
i
cro
si a
i
con
nes
bia
nti
cam
me
clim
atic
i
ui esp
osi
zio
ne di f
2
ase
ui esp
Di c
ni di f
osi
zio
2
ase
ui esp
Di c
ni det
osi
zio
erio
rate
1 A -
Agr
ico
ltur
ilvic
oltu
a, s
ra e
pe
sca
442 92 14 2 2 2,8
1
42 56 13 8 3 (
2)
- (
2)
2 B -
Att
ivit
à e
stra
ttiv
a
34 7 - - - 2,4
0
3 4 - - - - - -
3 C -
Att
ivit
à m
ani
fatt
urie
re
7.6
46
899 37 20 - 2,0
2
171 719 66 33 10 (5
)
- (4
)
4 D -
For
nitu
ra d
i en
ia e
lett
rica
erg
, ga
s, v
apo
re
ria
diz
ion
ata
e a
con
235 16 1 - - 2,8
5
9 6 2 2 - - - -
5 E -
For
nitu
ra d
i ac
ti fo
rie,
att
ivit
à d
i
qua
; re
gna
tion
e d
ei r
ifiu
ti e
ris
nto
ges
ana
me
348 36 9 - - 2,6
9
15 29 2 2 - - - -
6 F -
Cos
zio
ni
tru
699 89 14 9 - 3,2
0
33 75 3 6 5 (
3)
- (
3)
7 G -
Com
rcio
all'
ing
l de
lio;
tta
me
ros
so
e a
g
ripa
ion
e d
i au
eic
oli e
icli
tov
toc
raz
mo
4.3
45
662 67 34 - 2,0
5
231 487 45 33 14 (
8)
- (7
)
8 zzin
io
H -
Tra
rto
spo
e m
aga
agg
651 65 20 2 - 3,4
6
14 68 4 2 2 (1
)
- (1
)
9 L -
Att
ivit
à im
bilia
ri
mo
1.27
3
164 144 63 - 5,9
0
247 77 47 32 14 (1
0)
(1
)
(
8)
10 Pre
stit
i ga
titi
da
ben
i im
bili
ide
nzia
li
ran
mo
res
11.8
28
62 169 608 295 5,9
2
124 966 43 1 3 (17
)
(
2)
(15
)
11 Pre
stit
i ga
titi
da
ben
i im
bili
ran
mo
non
ide
nzia
li
res
806 65 108 50 2 7,2
6
63 121 41 14 10 (
9)
(1
)
(
8)
12 Gar
ie r
eal
i re
te
anz
cup
era
- - - - - - - - - - - - - -
13 Alt
ri s
ri p
ine
nti
(se
rip
arti
zio
etto
ert
gue
ne
se
tine
)
nte
per
1.87
5
301 77 35 1 3,7
1
227 140 47 28 9 (
6)
- (5
)
14 I - S
izi d
i all
io e
di
rist
zio
erv
ogg
ora
ne
215 33 18 21 - 6,7
8
12 56 4 6 3 (1
)
- (1
)
15 J -
Info
zio
uni
ion
rma
ne
e c
om
caz
e
252 37 5 2 - 2,6
5
34 6 4 3 1 (1
)
- (1
)
16 K -
Att
ivit
à fi
zia
rie
ssic
tive
nan
e a
ura
94 5 2 1 - 3,3
2
5 2 1 - - - - -
17 M -
Att
ivit
à p
rofe
ssio
nal
i, sc
ien
tific
he
e
nic
he
tec
629 105 21 4 - 2,7
3
87 25 17 6 3 (
2)
- (
2)
18 N -
Att
ivit
à a
inis
ive
e d
i se
rviz
i di
trat
mm
to
sup
por
401 58 9 3 - 3,0
1
43 23 5 4 1 (1
)
- -
19 O -
Am
min
istr
azio
bbl
ica
e d
ifes
ne
pu
a,
vid
cia
le o
bbl
iga
ia
tor
pre
enz
a so
- - - - - - - - - - - - - -
20 P -
Istr
uzio
ne
21 3 3 1 - 6,2
8
3 3 - 1 - - - -
21 Q -
Att
ivit
à d
ei s
izi s
ani
i e d
i as
sist
tar
erv
enz
a
iale
soc
173 37 14 3 - 3,6
4
29 13 11 6 - - - -
22 R -
Art
pet
tac
oli e
tem
libe
e, s
po
ro
34 10 2 - - 3,5
7
4 6 1 1 - - - -
23 S -
Alt
ri s
izi
erv
58 14 4 - - 3,4
6
10 5 3 1 1 (1
)
- (1
)

Modello 5: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico (2 di 2)

Resto del mondo

a b c d e f g h i j k l m n o
Val nta
bile
lor
ore
co
do
di c
ui e
sizi
oni
nsi
bili
all'i
di
nti
fisi
ci c
i ai
bia
nti
clim
atic
i
atto
spo
se
mp
eve
onn
ess
cam
me
iab
ile:
rafi
a ri
io f
isic
Var
Are
tta
sch
a g
eog
ca
sog
ge
o
ai c
bia
nti
clim
atic
i - e
ti a
cut
i e
con
nes
so
am
me
ven
nic
i
cro
Rip
arti
zio
oria
di
den
teg
ne
per
ca
sca
za
ui esp
di c
ni sen
osi
zio
ili all'i
sib
atto
ui esp
di c
ni sen
osi
zio
ili all'i
sib
ui esp
di c
ni sen
osi
zio
ili all'i
sib
di eve
atto
mp
Di c Di c Rid
uzio
iazi
oni
var
val
ore
cre
di v
alo
ne
re a
tive
ne
ga
ac
dov
ute
eq
uo
dito
nto
e a
cca
lata
ccu
mu
,
ula
te d
el
cum
isc
hio
di
al r
i
ent
nam
nni
5 a
<=
ni <=
> 5
an
10 ann
i
> 10
ann
i<=
20
i
ann
nni
> 2
0 a
Dur
ata
me
dia
pon
der
ata
di eve
mp
nti
nic
i
cro
si a
i
con
nes
bia
nti
cam
me
clim
atic
i
di eve
atto
mp
ti con
nti
acu
i cam
si a
nes
nti clim
bia
me
atic
i
sia cro
nti
nic
i ch
e acu
ti con
i cam
si a
nes
nti clim
bia
me
atic
i
ui esp
osi
zio
ne di f
2
ase
ui esp
ni det
osi
zio
erio
rate
ui esp
Di c
ni di f
osi
zio
2
ase
ui esp
Di c
ni det
osi
zio
erio
rate
1 ico
ilvic
A -
Agr
ltur
oltu
a, s
ra e
pe
sca
- - - - - - - - - - - - - -
2 B -
Att
ivit
à e
ttiv
stra
a
- - - - - - - - - - - - - -
3 C -
Att
ivit
à m
ani
fatt
urie
re
- - - - - - - - - - - - - -
4 D -
For
nitu
ra d
i en
ia e
lett
rica
ari
erg
, ga
s, v
apo
re e
a
diz
ion
ata
con
- - - - - - - - - - - - - -
5 E -
For
nitu
ra d
i ac
ti fo
rie,
ivit
à d
i
att
qua
; re
gna
tion
e d
ei r
ifiu
ti e
ris
nto
ges
ana
me
- - - - - - - - - - - - - -
6 Cos
zio
ni
F -
tru
- - - - - - - - - - - - - -
7 G -
Com
rcio
all'
ing
l de
lio;
tta
me
ros
so
e a
g
ripa
ion
e d
i au
eic
oli e
icli
tov
toc
raz
mo
2 - - - - - - - - - - - - -
8 H -
Tra
rto
zzin
io
spo
e m
aga
agg
- - - - - - - - - - - - - -
9 L -
Att
ivit
à im
bilia
ri
mo
- - - - - - - - - - - - - -
10 Pre
stit
i ga
titi
da
ben
i im
bili
ide
nzia
li
ran
mo
res
7 - - 1 - - - 1 - - - - - -
11 Pre
stit
i ga
titi
da
ben
i im
bili
ide
nzia
li
ran
mo
non
res
- - - - - - - - - - - - - -
12 Gar
ie r
eal
i re
te
anz
cup
era
- - - - - - - - - - - - - -
13 Alt
ri s
etto
ri p
ert
ine
nti
(se
rip
arti
zio
gue
ne
se
tine
nte
)
per
612 - - - - - - - - - - - - -
14 I - S
izi d
i all
io e
di
rist
zio
erv
ogg
ora
ne
- - - - - - - - - - - - - -
15 J -
Info
zio
uni
ion
rma
ne
e c
om
caz
e
- - - - - - - - - - - - - -
16 à fi
K -
Att
ivit
zia
rie
ssic
tive
nan
e a
ura
- - - - - - - - - - - - - -
17 M -
Att
ivit
à p
rofe
ssio
nal
i, sc
ien
tific
he
cni
che
e te
- - - - - - - - - - - - - -
18 N -
Att
ivit
à a
inis
ive
e d
i se
rviz
i di
trat
to
mm
sup
por
- - - - - - - - - - - - - -
19 O -
Am
min
istr
azio
bbl
ica
e d
ifes
ide
ne
pu
a, p
rev
nza
iale
ob
blig
ria
ato
soc
- - - - - - - - - - - - - -
20 uzio
P -
Istr
ne
- - - - - - - - - - - - - -
21 Q -
Att
ivit
à d
ei s
izi s
ani
i e d
i as
sist
tar
erv
enz
a
iale
soc
- - - - - - - - - - - - - -
22 R -
Art
oli e
libe
pet
tac
tem
e, s
po
ro
- - - - - - - - - - - - - -
23 S -
Alt
ri s
izi
erv
612 - - - - - - - - - - - - -

Template 6 - Sintesi degli indicatori fondamentali di prestazione (key performance indicator, KPI) sulle esposizioni allineate alla tassonomia / Template 7 - Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del GAR / Template 8 - GAR (%)

Nei Template 6, 7 e 8 sono riportate le informazioni relative al "Green Asset Ratio", metrica che rappresenta il grado di allineamento delle esposizioni (loans and advances, debt securites ed equity instruments) del Gruppo Credem alla Tassonomia Europea per gli obiettivi "Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM)" ed "Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA)".

Il Green Asset Ratio del Gruppo include le seguenti tipologie di esposizioni:

  • Mutui a famiglie per l'acquisto di immobili residenziali, garantiti da ipoteca immobiliare, allineati alla tassonomia (0,93%);
  • Esposizioni verso società finanziarie e non finanziarie soggette all'obbligo di pubblicazione della DNF ponderate secondo i dati di allineamento delle controparti stesse pubblicati all'interno delle DNF (individuali o consolidate) 2023 e forniti da info - provider specializzati, laddove disponibili (0,28%).

Il GAR stock Turnover-based, che si attesta al 1,20%, mostra un incremento rispetto al dato calcolato per l'esercizio su data riferimento giugno 2024, attribuibile a molteplici fattori:

  • miglioramento nella raccolta di informazioni riguardo alle esposizioni verso le famiglie;
  • aumento delle esposizioni verso società finanziarie e non finanziarie soggette all'obbligo di rendicontazione NFRD: il portafoglio contabilizzato in bilancio del Gruppo presenta un'esposizione del 6% verso società soggette a NFRD, in leggero aumento rispetto all'anno precedente;
  • introduzione delle nuove disclosure per le società finanziarie che, a partire dal 2023, comprendono anche i dati relativi all'allineamento tassonomico.

Modello 6 - Sintesi degli indicatori fondamentali di prestazione (key performance indicator, KPI) sulle esposizioni allineate alla tassonomia

31/12/2024
Mitigazione dei
cambiamenti climatici
Adattamento ai
cambiamenti climatici
Totale (mitigazione dei
cambiamenti climatici +
adattamento ai
cambiamenti climatici)
Copertura % (sul totale
degli attivi)*
GAR Stock 1,20% - 1,20% 74,40%
GAR Flow 0,98% - 0,98% 90,62%

* % degli attivi copertidal KPI sul totale degli attivi delle banche.

Modello 7: Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del GAR (1 di 4)

a b c d e f g h i j k
31 D
ice
mb
re 2
024
Mit
iga
zio
dei
mb
iam
ent
ne
ca
i cli
tici
(
CCM
)
ma
Ada
ai c
bia
nti
clim
atic
i (
CCA
)
tta
nto
me
am
me
Di c
ui v
etto
ri p
ert
ine
nti
la t
mia
(am
mis
sib
ile a
lla t
mia
)
ers
o s
per
ass
ono
ass
ono
ri p
ine
nti
etto
ert
o s
per
tas
son
la t
mia
(am
mis
ass
ono
ia)
om
sib
ile a
lla
Val
ore
Di c
ui e
ost
eni
bile
(a
lline
ato
alla
tas
ia)
cos
son
om
Di c
ui e
ost
eni
bile
cos
(a
lline
ato
alla
tas
son
ia)
om
ile
tab
con
lord
tale
o to
ui fina
Di c
nzia
nti
me
cia
lizz
ati
spe
i tra
Di c
ui d
nsiz
ion
e
ui abi
Di c
lita
nte
ui fina
Di c
nti spe
nzia
me
cia
lizz
ati
i ada
Di c
ui d
tta
nto
me
ui abi
Di c
lita
nte
GA
R -
Att
ivi c
rti s
ia a
l nu
he
al d
min
rato
ato
ope
me
re c
eno
re
1 Pre
stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni, t
itol
i di
deb
ito
i ra
tivi
e st
ent
nta
rum
ppr
ese
di c
ital
sed
uti
la n
ziaz
ion
issi
bili
il
ap
e n
on
pos
per
ego
e a
mm
per
cal
col
o d
el G
AR
20.
559
12.2
91
525 405 2 57 8 - - - -
2 Soc
ietà
fin
iari
anz
e
2.12
8
419 42 - 2 3 6 - - - -
3 Ent
i cr
edi
tizi
1.73
1
356 31 - 2 3 5 - - - -
4 stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni
Pre
325 53 5 - - 1 - - - - -
5 Tito
li di
de
bito
i Uo
P
, co
mp
res
1.40
6
303 26 - 1 2 5 - - - -
6 Str
i ra
tivi
di
ital
ent
nta
um
ppr
ese
cap
e
- - - - - - - - -
7 Alt
oci
età
fin
iari
re s
anz
e
396 63 12 - - 1 1 - - - -
8 di c
ui im
di in
tim
ent
pre
se
ves
o
- - - - - - - - - - -
9 Pre
stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni
- - - - - - - - - - -
10 Tito
li di
de
bito
i Uo
P
, co
mp
res
- - - - - - - - - - -
11 Str
i ra
tivi
di
ital
ent
nta
um
ppr
ese
cap
e
- - - - - - - - -
12 di c
ui s
oci
età
di
tion
ges
e
- - - - - - - - - - -
13 Pre
stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni
- - - - - - - - - - -
14 Tito
li di
de
bito
i Uo
P
, co
mp
res
- - - - - - - - - - -
15 Str
ent
i ra
nta
tivi
di
ital
um
ppr
ese
cap
e
- - - - - - - - -
16 di c
ui im
di a
ssic
zio
pre
se
ura
ne
1 - - - - - - - - - -
17 Pre
stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni
1 - - - - - - - - - -
18 Tito
li di
de
bito
i Uo
P
, co
mp
res
- - - - - - - - - - -
19 Str
ent
i ra
nta
tivi
di
ital
um
ppr
ese
cap
e
- - - - - - - - -
20 Soc
ietà
n fi
zia
rie
(so
tte
li ob
blig
hi d
i
no
nan
gge
ag
info
tiva
de
lla N
FRD
)
rma
601 89 78 - - 53 2 - - - -
21 Pre
stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni
573 88 78 - - 53 2 - - - -
22 Tito
li di
de
bito
i Uo
P
, co
mp
res
28 1 - - - - - - - - -
23 Str
ent
i ra
nta
tivi
di
ital
um
ppr
ese
cap
e
1 - - - - - - - -
24 Fam
ig
lie
17.8
30
11.7
84
405 405 - -
25 di c
ui p
titi
iti d
a im
bili
ide
nzia
li
ant
res
gar
mo
res
11.8
05
11.7
63
405 405 - -
26 di c
ui p
titi
la r
istr
ion
e d
i ed
ific
i
uttu
res
per
raz
21 21 - - - -
27 di c
ui p
titi
ico
li a
tor
res
per
ve
mo
e
- - - - - -

Modello 7: Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del GAR (2 di 4)

l m n o p
31/1
2/2
024
TOT
CCM
+CC
ALE
(
A)
Di c
ui v
ri p
etto
ers
o s
ine
nti
la t
mia
(am
ert
per
ass
ono
mis
sib
ile a
lla t
mia
)
ass
ono
Di c
ui e
eni
bile
(a
lline
alla
ia)
ost
ato
tas
cos
son
om
Di c
ui f
ina
nzi
i
ent
am
cia
lizz
ati
spe
Di c
ui d
i tra
nsiz
ion
e/a
dat
tam
ent
o
Di c
ui a
bilit
ant
e
GA
R -
Att
ivi c
rti s
ia a
l nu
he
al d
min
rato
ato
ope
me
re c
eno
re
1 Pre
stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni, t
itol
i di
deb
ito
e st
ent
i ra
nta
tivi
rum
ppr
ese
di c
ital
sed
uti
la n
ziaz
ion
issi
bili
il
ap
e n
on
pos
per
ego
e a
mm
per
cal
col
o d
el G
AR
12.3
00
525 405 2 57
2 Soc
ietà
fin
iari
anz
e
425 43 - 2 3
3 Ent
i cr
edi
tizi
361 31 - 2 3
4 Pre
stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni
53 5 - - 1
5 Tito
li di
de
bito
i Uo
P
, co
mp
res
308 26 - 1 2
6 Str
i ra
tivi
di
ital
ent
nta
um
ppr
ese
cap
e
- - - -
7 Alt
oci
età
fin
iari
re s
anz
e
63 12 - - 1
8 di c
ui im
di in
tim
ent
pre
se
ves
o
- - - - -
9 Pre
stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni
- - - - -
10 Tito
li di
bito
i Uo
de
P
, co
mp
res
- - - - -
11 Str
i ra
tivi
di
ital
ent
nta
um
ppr
ese
cap
e
- - - -
12 di c
ui s
oci
età
di
tion
ges
e
- - - - -
13 stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni
Pre
- - - - -
14 Tito
li di
de
bito
i Uo
P
, co
mp
res
- - - - -
15 Str
i ra
tivi
di
ital
ent
nta
um
ppr
ese
cap
e
- - - -
16 di c
ui im
di a
ssic
zio
pre
se
ura
ne
- - -
17 Pre
stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni
- - -
18 Tito
li di
de
bito
i Uo
P
, co
mp
res
- - - - -
19 Str
i ra
tivi
di
ital
ent
nta
um
ppr
ese
cap
e
- - - -
20 Soc
ietà
n fi
zia
rie
(so
li ob
blig
hi d
i inf
ativ
tte
no
nan
gge
ag
orm
a
del
la N
FRD
)
91 78 - - 53
21 stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni
Pre
91 78 - - 53
22 Tito
li di
de
bito
i Uo
P
, co
mp
res
1 0 - - -
23 Str
i ra
tivi
di
ital
ent
nta
um
ppr
ese
cap
e
- - - -
24 Fam
ig
lie
11.7
84
405 405 - -
25 di c
ui p
titi
ant
iti d
a im
bili
ide
nzia
li
res
gar
mo
res
11.7
63
405 405 - -
26 di c
ui p
titi
la r
istr
uttu
ion
e d
i ed
ific
i
res
per
raz
21 - - - -
27 di c
ui p
titi
ico
li a
tor
res
per
ve
mo
e
- - - - -

Modello 7: Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del GAR (3 di 4)

a b c d e f g h i j k
31/1
2/2
024
Mit iga
zio
dei
mb
iam
ne
ca
i cli
tici
(
CCM
)
ent
ma
Ada
ai c
bia
nti
clim
atic
i (
CCA
)
tta
nto
me
am
me
Di c
ui v
ers
o s
etto
ri p
ert
ine
nti
la t
per
ass
ono
mia
(am
mis
sib
ile a
lla t
mia
)
ass
ono
Di c
ui v
etto
ri p
ert
ine
nti
la t
mia
(am
mis
sib
ile a
lla t
mia
ers
o s
per
ass
ono
ass
ono
Val
ore
Di c
ui e
eni
bile
ost
cos
(a
lline
alla
ato
tas
ia)
son
om
Di c
ui e
eni
bile
(a
ost
cos
lline
alla
ato
tas
son
om
ia)
tab
ile l
ord
con
o
tot
ale
ui fina
Di c
nzia
nti
me
cia
lizz
ati
spe
i tra
Di c
ui d
nsiz
ion
e
Di c
ui a
bilit
ant
e
Di c
ui f
ina
nzi
i
ent
am
cia
lizz
ati
spe
i ada
Di c
ui d
tta
nto
me
ui abi
Di c
lita
nte
28 Fin
iam
o d
elle
min
istr
azio
ni lo
cal
i
ent
anz
am
- - - - - - - - - - -
29 Fin
iam
o d
li al
log
i
ent
anz
eg
g
- - - - - - - - - - -
30 ri fi
zia
nti
inis
ion
i loc
ali
Alt
del
le a
traz
nan
me
mm
- - - - - - - - - - -
31 Gar
ie r
eal
i ot
ise
ndo
il po
: be
ni
ten
ute
anz
ac
qu
ne
sse
sso
imm
obi
li re
sid
iali
ide
nzia
li
enz
e n
on
res
- - - - - - - - - - -
32 Tot
ale
atti
vi G
AR
20.
559
12.2
91
525 405 2 57 8 - - - -
Att
ivi e
scl
usi
dal
er i
l ca
lco
lo d
el G
AR
(
inc
lus
i ne
l de
tor
num
era
e p
ina
e)
tor
nom
33 Soc
ietà
n fi
zia
rie
del
l'UE
(no
li
tte
no
nan
n so
gge
ag
obb
lig
hi d
i inf
ativ
i de
lla N
FRD
)
orm
17.1
92
34 Pre
stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni
17.0
57
35 Tito
li di
de
bito
134
36 Str
i ra
tivi
di
ital
ent
nta
um
ppr
ese
cap
e
1
37 Soc
ietà
n fi
zia
rie
di p
i te
rzi
(no
tte
no
nan
aes
n so
gge
li ob
blig
hi d
i inf
ativ
a d
ella
NF
RD)
ag
orm
369
38 Pre
stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni
80
39 Tito
li di
de
bito
289
40 Str
ent
i ra
nta
tivi
di
ital
um
ppr
ese
cap
e
-
41 Der
ivat
i
427
42 Pre
stit
i int
erb
ari
a vi
sta
anc
68
43 Dis
ibili
tà l
iqu
ide
ttiv
i in
tan
te
pon
e a
con
180
44 Alt
ri a
ttiv
i (a
d e
io a
vvia
i ec
c.)
nto
sem
p
me
, m
erc
4.9
39
45 li at
tivi
min
GA
Tot
ale
deg
al d
ato
re (
R)
eno
43.
735
Alt
ri a
ttiv
i es
clu
si s
ia d
al n
tor
he
dal
de
ina
tor
er i
um
era
e c
nom
e p
l ca
lco
lo d
el G
AR
46 Esp
osi
zio
ni s
ovr
ane
10.6
59
47 Esp
osi
zio
o le
ba
nch
rali
ent
ne v
ers
e c
4.3
58
48 Por
tafo
lio d
i ne
iazi
g
goz
one
34
49 Tot
ale
deg
li at
tivi
clu
si d
al n
dal
tor
es
um
era
e e
den
ina
tor
om
e
15.0
52
50 Tot
ale
atti
vi
58.
787

Modello 7: Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del GAR (4 di 4)

l m n o p
31/1
2/2
024
TOT
ALE
(
CCM
+CC
A)
Di c
ui v
ri p
etto
ert
ers
o s
ine
nti
la t
mia
(am
per
ass
ono
mis
sib
ile a
lla t
mia
)
ass
ono
Di c
ui e
ost
eni
bile
(a
lline
ato
alla
tas
ia)
cos
son
om
Di c
ui f
ina
nzi
ent
i
am
cia
lizz
ati
spe
Di c
ui d
i
tra
nsiz
ion
e/a
dat
tam
ent
o
Di c
ui a
bilit
ant
e
28 Fin
iam
o d
elle
min
istr
azio
ni lo
cal
i
ent
anz
am
- - - - -
29 Fin
iam
ent
o d
li al
log
i
anz
eg
g
- - - - -
30 Alt
ri fi
zia
nti
del
le a
inis
ion
i loc
ali
traz
nan
me
mm
- - - - -
31 Gar
ie r
eal
i ot
ise
ndo
il po
: be
ni im
bili
ide
nzia
li e
ten
ute
anz
ac
qu
ne
sse
sso
mo
res
non
ide
nzia
li
res
- - - - -
32 Tot
ale
atti
vi G
AR
12.3
00
525 405 2 57
Att
ivi e
scl
usi
dal
er i
l ca
lco
lo d
el G
AR
(
inc
lus
i ne
l de
ina
e)
tor
tor
num
era
e p
nom
33 Soc
ietà
n fi
zia
rie
del
l'UE
(no
li ob
blig
hi d
i inf
ativ
i de
lla N
FRD
)
tte
no
nan
n so
gge
ag
orm
34 Pre
stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni
35 Tito
li di
de
bito
36 Str
ent
i ra
nta
tivi
di
ital
um
ppr
ese
cap
e
37 Soc
ietà
n fi
zia
rie
di p
i te
rzi
(no
tte
li ob
blig
hi d
i inf
ativ
a d
ella
no
nan
aes
n so
gge
ag
orm
NFR
D) 38
Pre
stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni
39 Tito
li di
bito
de
40 Str
ent
i ra
nta
tivi
di
ital
um
ppr
ese
cap
e
41 Der
ivat
i
42 Pre
stit
i int
erb
ari
a vi
sta
anc
43 Dis
ibili
tà l
iqu
ide
ttiv
i in
tan
te
pon
e a
con
44 Alt
ri a
ttiv
i (a
d e
io a
vvia
nto
i ec
c.)
sem
p
me
, m
erc
45 Tot
ale
deg
li at
tivi
al d
min
re (
GA
R)
ato
eno
Alt
ri a
ttiv
i es
clu
si s
ia d
al n
tor
he
dal
de
ina
tor
er i
l ca
lco
lo d
el G
AR
um
era
e c
nom
e p
46 Esp
osi
zio
ni s
ovr
ane
47 Esp
osi
zio
o le
ba
nch
rali
ent
ne v
ers
e c
48 Por
tafo
lio d
i ne
iazi
g
goz
one
49 Tot
ale
deg
li at
tivi
clu
si d
al n
dal
den
ina
tor
tor
es
um
era
e e
om
e
50 Tot
ale
atti
vi

Modello 8 - GAR (%) (1 di 2)

b c d e f g h i j k l m n o p
31/1
2/2
: KP
I su
llo s
k
024
toc
31/1
2/2
: KP
I su
llo s
k
024
toc
Mit iga
zio
dei
mb
iam
ent
ne
ca
i cli
tici
(
ma
CCM
)
Ada
ai c
bia
nti
clim
atic
i (
CCA
)
tta
nto
me
am
me
TOT
ALE
(
CCM
+CC
A)
% (a
fro
nte
de
l to
tale
de
li at
tivi
ti a
l
g
co
per
den
ina
tor
e)
om
Per
le d
i nu
ovi
atti
vi a
issi
bili
che
fin
ian
tua
cen
mm
anz
o
i pe
rtin
i pe
r la
ia
set
tor
ent
tas
son
om
Per
le d
i nu
ovi
atti
vi a
issi
bili
che
fin
ian
tua
cen
mm
anz
o
i pe
rtin
i pe
r la
ia
set
tor
ent
tas
son
om
le d
i nu
ovi
atti
vi a
issi
bili
che
fin
ian
ri
etto
mm
anz
o s
tine
nti
la t
mia
per
per
ass
ono
Di c
ui e
cos
ost
eni
bile
Di c
ui e
ost
eni
bile
cos
Di c
ui e
ost
eni
bile
cos
atti
vi
ui fina
Di c
nzia
nti
me
cia
lizz
ati
spe
i tra
Di c
ui d
nsiz
ion
e
ui abi
Di c
lita
nte
ui fina
Di c
nti spe
nzia
me
cia
lizz
ati
i ada
Di c
ui d
tta
nto
me
ui abi
Di c
lita
nte
ui fina
Di c
nti spe
nzia
me
cia
lizz
ati
i tra
Di c
ui d
e / ada
nsiz
ion
tta
nto
me
ui abi
Di c
lita
nte
ali
tot
i
ert
cop
1 GA
R
28,
10%
1,20
%
0,9
3%
0,0
1%
0,13
%
0,0
2%
0
,00
%
- - - 28,
12%
1,20
%
0,9
3%
0,0
1%
0,13
%
40%
74,
2 Pre
stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni, t
itol
i di
deb
ito
e
nti
ivi d
i ca
ital
stru
tat
me
rap
pre
sen
p
e n
on
sed
uti
la n
ziaz
ion
pos
per
ego
e
mis
sib
ili p
er i
l ca
lco
lo d
el G
AR
am
28,
10%
1,20
%
0,9
3%
0,0
1%
0,13
%
0,0
2%
0,0
0%
- - - 28,
12%
1,20
%
0,9
3%
0,0
1%
0,13
%
35,
12%
3 Soc
ietà
fin
iari
anz
e
0,9
6%
0,10
%
- - 0,0
1%
0,0
1%
0,0
0%
- - - 0,9
7%
0,10
%
- - 0,0
1%
3,7
7%
4 Ent
i cr
edi
tizi
0,8
1%
0,0
7%
- - 0,0
1%
0,0
1%
0,0
0%
- - - 0,8
3%
0,0
7%
- - 0,0
1%
3,10
%
5 oci
età
fin
iari
Alt
re s
anz
e
0,14
%
0,0
3%
- - - - - - - - 0,15
%
0,0
3%
- - - 0,6
7%
6 di c
ui im
di
pre
se
inv
ime
est
nto
- - - - - - - - - - - - - - - -
7 di c
ui s
oci
età
di
tion
ges
e
- - - - - - - - - - - - - - - -
8 di c
ui im
di
pre
se
icu
ion
ass
raz
e
- - - - - - - - - - - - - - - -
9 Soc
ietà
n fi
zia
rie
tte
no
nan
sog
ge
li ob
blig
hi d
i inf
ativ
a d
ella
ag
orm
NFR
D
0,2
0%
0,18
%
- - 0,12
%
0,0
1%
- - - - 0,2
1%
0,18
%
- - 0,12
%
1,02
%
10 Fam
ig
lie
26,
94%
0,9
3%
0,9
3%
- - - - - - - 26,
94%
0,9
3%
0,9
3%
- - 30,
33%
11 di c
ui p
titi
ant
iti d
res
gar
a
imm
obi
li re
sid
iali
enz
26,
90%
0,9
3%
0,9
3%
- - - - - - - 26,
90%
0,9
3%
0,9
3%
- - 20,
08%
12 di c
ui p
titi
la
res
per
rist
rutt
zio
di e
difi
ci
ura
ne
0,0
5%
- - - - - - - - - 0,0
5%
- - - - 0,0
4%
13 di c
ui p
titi
ico
li a
res
per
ve
tor
mo
e
- - - - - - - - - - - - - - - -
14 Fin
iam
ent
o d
elle
anz
min
istr
azio
ni lo
cal
i
am
- - - - - - - - - - - - - - - -
15 Fin
iam
o d
li al
log
i
ent
anz
eg
g
- - - - - - - - - - - - - - - -
16 Alt
ri fi
zia
nti
del
le
nan
me
min
istr
azio
ni lo
cal
i
am
- - - - - - - - - - - - - - - -
17 Gar
ie r
eal
i ot
ten
ute
anz
uis
end
il p
o: b
eni
acq
one
oss
ess
imm
obi
li re
sid
iali
enz
e n
on
ide
nzia
li
res
- - - - - - - - - - - - - - - -

Modello 8 - GAR (%) (2 di 2)

q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af
i flu
ssi
31/1
2/2
024
: KP
I su
i flu
ssi
31/1
2/2
024
: KP
I su
Mit
iga
zio
dei
mb
iam
ne
ca
ent
i cli
tici
ma
CCM
(
)
CCA
Ada
tta
nto
ai c
bia
nti
clim
atic
i (
)
me
am
me
TOT
CCM
ALE
(
+CC
A)
i nu
ovi
atti
vi a
issi
bili
fin
ian
Per
tua
le d
che
cen
mm
anz
o
i pe
rtin
i pe
r la
ia
set
tor
ent
tas
son
om
i nu
ovi
atti
vi a
issi
bili
Per
tua
le d
che
cen
mm
fina
nzia
i pe
rtin
i pe
r la
ia
set
tor
ent
tas
no
son
om
i nu
ovi
atti
vi a
issi
bili
fin
ian
Per
tua
le d
che
cen
mm
anz
o
i pe
rtin
i pe
r la
ia
set
tor
ent
tas
son
om
% li at
tivi
ti a
ina
(a
fro
nte
de
l to
tale
de
l de
tor
e)
g
co
per
nom
Di c
ui e
eni
bile
ost
cos
Di c
ui e
eni
bile
ost
cos
ta dei
vi
nuo
ui fina
Di c
i
nz.t
cial
izza
ti
spe
i tra
Di c
ui d
nsiz
ion
e
ui abi
Di c
lita
nte
ui fina
Di c
i spe
nz.t
cia
lizz
ati
i ada
Di c
ui d
tta
nto
me
ui abi
Di c
lita
nte
ui fina
Di c
nti spe
nzia
me
cia
lizz
ati
i tra
Di c
ui d
e / ada
nsiz
ion
tta
nto
me
ui abi
Di c
lita
nte
atti
vi
ali
tot
i
ert
cop
1 GA
R
15,0
2%
0,98
%
0,33
%
- 0,41
%
0,02
%
- - - - 15,0
4%
0,98
%
0,33
%
- 0,41
%
90,6
2%
2 Pre
stit
i e a
ntic
ipa
zio
ni, t
itol
i di
deb
ito
i
e st
ent
rum
ivi d
i ca
ital
sed
uti
la
tat
rap
pre
sen
p
e n
on
pos
per
ozi
azio
mis
sib
ili p
er i
l ca
lco
lo d
el G
AR
neg
ne
am
15,0
2%
0,98
%
0,33
%
- 0,41
%
0,02
%
- - - - 15,0
4%
0,98
%
0,33
%
- 0,41
%
18,9
3%
3 Soc
ietà
fin
iari
anz
e
0,49
%
0,04
%
- - - - - - - - 0,49
%
0,04
%
- - - 3,66
%
4 Ent
i cr
edi
tizi
0,49
%
0,04
%
- - - - - - - - 0,49
%
0,04
%
- - - 2,98
%
5 Alt
oci
età
fin
iari
re s
anz
e
- - - - - - - - - - - - - - - 0,67
%
6 di c
ui im
di in
tim
ent
pre
se
ves
o
- - - - - - - - - - - - - - - -
7 di c
ui s
oci
età
di
tion
ges
e
- - - - - - - - - - - - - - - -
8 di c
ui im
di a
ssic
zio
pre
se
ura
ne
- - - - - - - - - - - - - - - -
9 Soc
ietà
n fi
zia
rie
li ob
blig
hi
tte
no
nan
sog
ge
ag
di in
for
tiva
de
lla N
FRD
ma
0,67
%
0,61
%
- - 0,41
%
0,02
%
- - - - 0,69
%
0,61
%
- - 0,41
%
2,71
%
10 Fam
ig
lie
13,8
6%
0,33
%
0,33
%
- - 13,8
6%
0,33
%
0,33
%
- - 12,5
6%
11 di c
ui p
titi
iti d
a im
bili
ant
res
gar
mo
ide
nzia
li
res
13,8
4%
0,33
%
0,33
%
- - 13,8
4%
0,33
%
0,33
%
- - 12,5
4%
12 di c
ui p
titi
la r
istr
ion
e d
i
uttu
res
per
raz
edi
fici
- - - - - - - - - - -
13 di c
ui p
titi
ico
li a
tor
res
per
ve
mo
e
- - - - - - - - - - -
14 Fin
iam
o d
elle
min
istr
azio
ni lo
cal
i
ent
anz
am
- - - - - - - - - - -
15 Fin
iam
o d
li al
log
i
ent
anz
eg
g
- - - - - - - - - - -
16 Alt
ri fi
zia
nti
del
le a
inis
ion
i
traz
nan
me
mm
loc
ali
- - - - - - - - - - - - - - -
17 Gar
ie r
eal
i ot
ise
ndo
il po
: be
ni
ten
ute
anz
ac
qu
ne
sse
sso
imm
obi
li re
sid
iali
ide
nzia
li
enz
e n
on
res
- - - - - - - - - - -

Template 9.1 - Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del BTAR / Template 9.2 - % del BTAR / Template 9.3 - % del BTAR

Nei Template 9.1, 9.2 e 9.3 sono riportate le informazioni relative al "Banking Book Taxonomy Alignment Ratio", metrica volontaria che rappresenta il grado di allineamento delle esposizioni (loans and advances, debt securites ed equity instruments) del Gruppo Credem alla Tassonomia Europea per gli obiettivi "Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM)" ed "Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA)", considerando a numeratore del KPI anche le esposizioni verso società non finanziarie non soggette all'obbligo di rendicontazione NFRD (tali esposizioni non sono incluse nel numeratore del Green Asset Ratio).

Il BTAR del Gruppo Credem, che si attesta al 1,79%, è calcolato per le esposizioni verso società non finanziarie non soggette all'obbligo di rendicontazione NFRD mediante i "Taxonomy-alignment coefficients" (c.d. TACs), forniti da provider esterni

Template 9.1 - Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del BTAR (1 di 2)

a b c d e f g h i j k
31
Dic
em
bre
20
24
Mit
iga
zio
de
i ca
mb
iam
ne
C
ent
i cl
ima
tic
i (
CM
)
C
CA
Ad
att
ent
i ca
mb
iam
ent
i cl
ima
tic
i (
)
am
o a
Va
lor
e
Di c
ui v
ett
ers
o s
ori
rtin
i pe
r la
ent
pe
tas
son
mia
(a
ta
sso
no
ia)
om
iss
ibil
lla
mm
e a
Di c
ui v
ori
rtin
i pe
mia
iss
ibil
ia)
ett
ent
r la
ta
(a
lla
tas
ers
o s
pe
sso
no
mm
e a
son
om
nta
bile
co
Di c
ui e
ibil
ost
cos
en
e (a
llin
lla
eat
tas
o a
ia)
son
om
Di c
ui e
ibil
e (a
ost
cos
en
llin
lla
ia)
eat
tas
o a
son
om
lor
do
ale
tot
ui fin
Di c
iam
i
ent
anz
cia
lizz
ati
spe
i tra
Di c
ui d
nsi
zio
ne
ui ab
Di c
ilita
nte
ui fin
Di c
iam
i
ent
anz
cia
lizz
ati
spe
i ada
Di c
ui d
tta
nto
me
ui ab
Di c
ilita
nte
1 To
tal
ttiv
i GA
R
e a
20.
559
12.2
91
525 405 2 57 8 - - - -
Att
2
ivi e
usi
er i
scl
dal
tor
l ca
lco
lo d
num
era
e p
So
cie

n f
ina
nzi
ari
e d
ell'
UE
no
(no
li o
bb
lig
hi d
i
tte
n s
og
ge
ag
inf
ativ
i de
lla
NF
RD
)
orm
el G
inc
i ne
AR
(
lus
92
17.1
ina
l de
nom
261
a in
tor
e) m
259
si n
clu
el n
tor
um
era
-
ina
nel
den
tor
e e
om
-
e d
el B
TA
R
-
- - - - -
3 Pre
stit
i e
icip
azi
i
ant
on
17.0
57
261 259 - - - - - - - -
4 di c
ui p
titi
titi
da
res
ga
ran
im
bili
iali
mo
co
mm
erc
2.19
8
- - - - -
5 di c
ui p
titi
r la
res
pe
rist
azi
e d
i ed
ific
i
rut
tur
on
15 - - - - -
6 Tit
oli
di d
eb
ito
134 - - - - - - - - - -
7 Str
i ra
ativ
i di
ent
ent
um
pp
res
ita
le
cap
1 - - - - - - - - - -
8 So
cie

n f
ina
nzi
ari
e d
i pa
esi
no
zi (
li o
lig
hi
ter
tte
bb
no
n s
og
ge
ag
di i
nfo
ativ
i de
lla
NF
RD
)
rm
369 - - - - - - - - - -
9 stit
i e
icip
azi
i
Pre
ant
on
80 - - - - - - - - - -
10 Tit
oli
di d
eb
ito
289 - - - - - - - - - -
11 Str
ent
i ra
ent
ativ
i di
um
pp
res
ita
le
cap
- - - - - - - - - - -
12 To
tal
ttiv
i BT
AR
e a
38.
121
12.5
52
784 405 2 57 8 - - - -
Att ivi e
scl
usi
dal
tor
e d
el B
TA
R (
inc
lus
num
era
i ne
l de
ina
nom
tor
e)
13 De
riva
ti
427
14 stit
i in
ri a
vis
Pre
ter
ba
ta
nca
68
15 Dis
nib
ilità
liq
uid
tiv
i in
at
po
e e
nta
nte
co
180
16 Alt
ri a
ttiv
i (a
d e
io
sem
p
iam
i ec
c.)
ent
avv
o, m
erc
4.9
39
17 To
tal
e d
li a
ttiv
i al
eg
de
mi
nat
no
ore
43.
735
Alt ri a
ttiv
i es
clu
si s
ia d
al n
tor
he
dal
um
era
e c
de
ina
tor
nom
e p
er i
l ca
lco
lo d
el B
TAR
li a
ttiv
i
19
To
tal
e d
eg
58.
787

Template 9.1 - Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del BTAR (2 di 2)

a b c d e f g h i j k
Dic
31
bre
20
24
em
Mit
iga
zio
i ca
iam
de
mb
ne
i cl
ima
tic
i (
C
ent
CM
)
i ca
iam
i cl
ima
tic
i (
C
CA
Ad
att
ent
mb
ent
)
am
o a
Di c
ui v
ori
rtin
i pe
ett
ent
r la
ta
ers
o s
pe
sso
ia)
tas
son
om
iss
ibil
mm
e a
lla Di c
ui v
ori
rtin
i pe
r la
mia
(a
ett
ent
ta
ers
o s
pe
sso
no
iss
ibil
lla
ia)
tas
mm
e a
son
om
Va
lor
e co
bile
nta
Di c
ui e
ibil
ost
cos
en
e (a
llin
lla
eat
tas
o a
ia)
son
om
Di c
ui e
ibil
e (a
ost
cos
en
llin
lla
eat
o a
ia)
tas
son
om
lor
do tot
ale
ui fin
Di c
iam
i
ent
anz
cia
lizz
ati
spe
i tra
Di c
ui d
nsi
zio
ne
ui ab
Di c
ilita
nte ui fin
Di c
iam
i
ent
anz
cia
lizz
ati
spe
i ada
Di c
ui d
tta
me
ui ab
Di c
ilita
nto
nte
18 li a
ttiv
i es
si d
To
tal
e d
clu
al
eg
e d
al d
min
rat
ato
nu
me
ore
eno
re
15.0
52
19 To
tal
e d
li a
ttiv
i
eg
58.
787
Te
la
Az
ion
i
d
i a
te
9.
1 -
mp
i p
i
l ca
lco
er
lo
de
l
B
T
A
R
(
d
2
i
)
2
l
m n o p
31
Dic
bre
20
em
24
TO
TA
LE
(
C
CM
+C
CA
)
Di c ui v
ers
o s
ori
rtin
ett
pe
i pe
r la
mia
ent
ta
sso
no
(a
iss
ibil
mm
e a
lla
tas
son
om
ia)
Di c
ui e
ost
ibil
cos
en
e (a
llin
eat
lla
tas
o a
ia)
son
om
Di c
ui f
ina
nzi
i
ent
am
cia
lizz
ati
spe
Di c
ui d
tra
nsi
zio
ne/
ada
i
tta
nto
me
Di c
ui a
bili
tan
te
1 To
tal
ttiv
i GA
R
e a
12.3
00
525 405 2 57
Att ivi e
scl
usi
dal
er i
l ca
lco
lo d
tor
num
era
e p
el G
AR
(
inc
lus
i ne
l de
ina
nom
e) m
a in
tor
clu
si n
el n
tor
um
era
e e
nel
den
ina
e d
tor
om
el B
TA
R
2 So
cie

n f
ina
nzi
ari
e d
ell'
no
UE
(n
on
sog
ge
li o
tte
ag
bb
lig
hi d
i in
for
tiv
i de
lla
NF
ma
RD
)
261 259 - - -
3 Pre
stit
i e
icip
azi
i
ant
on
261 259 - - -
4 di c
ui p
titi
titi
res
ga
ran
da
im
bili
mo
co
iali
mm
erc
- - - - -
5 di c
ui p
titi
r la
ris
res
pe
ion
e d
tru
ttu
raz
i ed
ific
i
- - - - -
6 Tit
oli
di d
eb
ito
- - - - -
7 Str
i ra
ativ
ent
ent
um
pp
res
i di
ita
le
ca
p
- - - - -
8 So
cie

n f
ina
nzi
ari
e d
i pa
no
NF
RD
)
esi
rzi
(no
te
n s
tte
og
ge
li o
bb
lig
ag
hi d
i in
for
tiv
i de
ma
lla - - - - -
9 Pre
stit
i e
icip
azi
i
ant
on
- - - - -
10 Tit
oli
di d
eb
ito
- - - - -
11 Str
i ra
ativ
ent
ent
um
pp
res
i di
ita
le
ca
p
- - - - -
12 To
tal
ttiv
i BT
AR
e a
12.5
61
784 405 2 57
Att ivi
lus
i da
l nu
de
l BT
AR
rat
esc
me
ore
(
inc
lus
i ne
l de
min
ato
no
re)
13 riva
ti
De
427 .23
4.0
60
- - - -
14 Pre
stit
i in
ter
ba
ri a
vis
ta
nca
68 .48
1.77
5
- - - -
l m n o p
31
Dic
bre
20
em
24
TO
TA
LE
(
C
CM
+C
CA
)
Di c
ui v
ori
rtin
i pe
r la
mia
(a
iss
ibil
lla
ia)
ett
ent
ta
tas
ers
o s
pe
sso
no
mm
e a
son
om
Di c
ui e
ibil
ost
cos
en
llin
ia)
e (a
eat
lla
tas
o a
son
om
Di c
ui f
ina
nzi
i
ent
am
cia
lizz
ati
spe
Di c
ui d
i
nsi
zio
ne/
ada
tra
tta
nto
me
Di c
ui a
bili
tan
te
15 Dis
nib
ilità
liq
uid
tiv
i in
at
nta
nte
po
e e
co
179
.66
2.1
17
- - - -
16 Alt
ri a
ttiv
i (a
d e
io a
vvi
i ec
c.)
ent
sem
p
am
o, m
erc
4.8
49
.75
0.5
23
- - - -
17 li a
ttiv
i al
min
To
tal
e d
de
ato
eg
no
re
43
.73
4.7
19.
36
4
- - - -
Alt ri a
ttiv
i es
clu
si s
ia d
al n
he
da
l de
min
r il
cal
col
o d
el B
TA
R
tor
ato
um
era
e c
no
re
pe
18 To
tal
e d
li a
ttiv
i es
clu
si d
al n
da
l de
min
tor
ato
eg
um
era
e e
no
re
15.
05
1.9
46
.25
9
- - - -
19 To
tal
e d
li a
ttiv
i
eg
58
.78
6.6
65
.62
3
- - - -
9
3
1

Template 9.2 - % del BTAR (1 di 2)

a b c d e f g h i j k l m n o p
31 D
ice
mb
re 2
024
Mit
iga
zio
ne
dei
mb
iam
ent
ca
i cli
tici
(
ma
CCM
)
Ada
tta
me
nto
ai c
bia
am
me
nti
clim
atic
i (
CCA
)
TOT
ALE
(
CCM
+CC
A)
(a
%
fro
de
l to
tale
de
li at
tivi
nte
g
i al
den
ina
e)
ert
tor
cop
om
Per
cen
tua
li di
att
per
ivi a
issi
bili
mm
tine
nti
la t
per
ass
che
fin
ian
anz
mia
ono
etto
ri
o s
Per tua
li di
cen
att
ivi a
issi
bili
mm
tine
nti
la t
per
per
che
fin
ian
anz
mia
ass
ono
etto
ri
o s
Per
cen
tua
li di
att
ivi a
issi
bili
che
mm
la t
per
ass
fin
ian
etto
anz
o s
mia
ono
ri p
ert
ine
nti
Quo
ta deg
li
Di c
ui e
cos
eni
bile
ost
Di c
ui e
cos
eni
bile
ost
Di c
ui e
eni
bile
ost
cos
atti
vi
ui fina
Di c
nzia
nti
me
cia
lizz
ati
spe
i tra
Di c
ui d
nsiz
ion
e
ui abi
Di c
lita
nte
ui fina
Di c
nti spe
nzia
me
cia
lizz
ati
i ada
Di c
ui d
tta
nto
me
ui abi
Di c
lita
nte
ui fina
Di c
nti spe
nzia
me
cia
lizz
ati
i tra
Di c
ui d
e / ada
nsiz
ion
tta
nto
me
ui abi
Di c
lita
nte
ali
tot
i
ert
cop
1 BTA
R
28,
70%
1,79
%
0,9
3%
0,0
1%
0,13
%
0,0
2%
- - - - 28,
72%
1,79
%
0,9
3%
0,0
1%
0,13
%
74,
40%
2 GA
R
28,
10%
1,20
%
0,9
3%
0,0
1%
0,13
%
0,0
2%
- - - - 28,
12%
1,20
%
0,9
3%
0,0
1%
0,13
%
74,
40%
3 Soc
ietà
n fi
zia
rie
no
nan
del
l'UE
li
tte
no
n so
gge
ag
obb
lig
hi d
i inf
ativ
a d
ella
orm
NFR
D
0,6
0%
0,5
9%
- - - - - - - - 0,6
0%
0,5
9%
- - - 29,
24%
4 di c
ui p
titi
iti d
ant
res
gar
a
imm
obi
li co
iali
mm
erc
- - - - - - - - - - - - - - - 3,7
4%
5 di c
ui p
titi
la
res
per
rist
zio
di e
difi
ci
rutt
ura
ne
- - - - - - - - - - - - - - - 0,0
3%
6 Con
ti d
i pa
esi
zi
tro
ter
par
li ob
blig
hi d
i
tte
non
so
gge
ag
info
tiva
de
lla N
FRD
rma
- - - - - - - - - - - - - - - 0,6
3%

Template 9.2 - % del BTAR (2 di 2)

q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af
31/1
2/2
i flu
ssi
024
: KP
I su
Mit
iga
zio
ne
dei
mb
iam
ent
ca
i cli
tici
(
ma
CCM
)
Ada
tta
me
ai c
bia
nto
am
me
nti
clim
atic
i (
CCA
)
TOT
ALE
(
CCM
+CC
A)
(a
%
fro
de
l to
tale
de
li at
tivi
nte
g
i al
den
ina
e)
ert
tor
cop
om
Per
tua
li di
att
ivi a
issi
bili
che
fin
ian
etto
ri
cen
mm
anz
o s
tine
nti
mia
la t
per
per
ass
ono
Per tua
li di
cen
att
ivi a
issi
bili
mm
tine
nti
la t
per
per
che
fin
ian
anz
mia
ass
ono
etto
ri
o s
Per
cen
tua
li di
att
ivi a
issi
bili
che
mm
la t
per
ass
fin
ian
etto
anz
o s
mia
ono
ri p
ert
ine
nti
Quo
ta dei
nuo
vi
Di c
ui e
eni
bile
ost
cos
Di c
ui e
cos
eni
bile
ost
Di c
ui e
eni
bile
ost
cos
atti
vi
ui fina
Di c
nzia
nti
me
cia
lizz
ati
spe
i tra
Di c
ui d
nsiz
ion
e
ui abi
Di c
lita
nte
ui fina
Di c
nti spe
nzia
me
cia
lizz
ati
i ada
Di c
ui d
tta
nto
me
ui abi
Di c
lita
nte
ui fina
Di c
nti spe
nzia
me
cia
lizz
ati
i tra
Di c
ui d
e / ada
nsiz
ion
tta
nto
me
ui abi
Di c
lita
nte
ali
tot
i
ert
cop
1 BTA
R
15,9
3%
1,89
%
0,3
3%
0,0
0%
0,4
1%
0,0
2%
- - - - 15,9
5%
1,89
%
0,3
3%
0,4
1%
-
90,
62%
2 GA
R
15,0
2%
0,9
8%
0,3
3%
0,0
0%
0,4
1%
0,0
2%
- - - - 15,0
4%
0,9
8%
0,3
3%
0,4
1%
-
90,
62%
3 Soc
ietà
n fi
zia
rie
no
nan
del
l'UE
li
tte
no
n so
gge
ag
obb
lig
hi d
i inf
ativ
a d
ella
orm
NFR
D
0,9
1%
0,9
1%
- - - - - - - - 0,9
1%
0,9
1%
-
-
60,
33%
4 di c
ui p
titi
iti d
ant
res
gar
a
imm
obi
li co
iali
mm
erc
- - - - - - - - - - - - - -
-
2,4
2%
5 di c
ui p
titi
la
res
per
rist
zio
di e
difi
ci
rutt
ura
ne
- - - - - - - - - - - - - -
-
0,0
3%
6 Con
ti d
i pa
esi
zi
tro
ter
par
li ob
blig
hi d
i
tte
non
so
gge
ag
info
tiva
de
lla N
FRD
rma
- - - - - - - - - - - - -
-
0,5
9%

Modello 9.3 - Tabella riassuntiva — % del BTAR

KPI
Mitigazione dei cambiamenti
climatici
Adattamento ai cambiamenti
climatici
Totale (mitigazione dei
cambiamenti climatici +
adattamento ai cambiamenti
climatici)
Copertura % (sul totale degli
attivi)*
BTAR stock 1,79% - 1,79% 74,40%
BTAR flow 1,89% - 1,89% 90,62%

* % degli attivi coperti dal KPI sul totale degli attivi delle banche

Template 10 - Altre azioni di attenuazione connesse ai cambiamenti climatici non contemplate dal regolamento (UE) 2020/852

Nel Template 10 sono rappresentate le informazioni sulle esposizioni green del Gruppo Credem - bond e loan - che non risultano in linea con lo standard EU Taxonomy, ma che sostengono i clienti nel processo di transizione e adattamento ai cambiamenti climatici. Pertanto, sono considerati ai fini del Template 10 i loans/bond come descritto di seguito:

  • Loans: finanziamenti per i quali è stato possibile verificare lo use of proceeds "Green" dell'attività, vale a dire la modalità con cui i proventi associati al finanziamento sono stati utilizzati. Sono state quindi identificate le operazioni "Green" oggetto di reportistica del Template 10 come esposto di seguito: finanziamenti volti all'acquisto e alla costruzione di green buildings residenziali e commerciali; finanziamenti green collegati a contratti di leasing che hanno come sottostante il bene "impianti fotovoltaici" e finanziamenti finalizzati all'acquisto di pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici (c.d. prodotto "Energia rinnovabile"); finanziamenti green verso controparti corporate (prodotti: Finanziamento transizione ecologica Green/ESG, Finanziamento garanzia SACE green, Finanziamento garanzia Sustainability FEI, Finanziamento con contributo Sabatini Green Sustanability linked loan; Mutuo Ipo Imprese Green). Per il recupero delle informazioni necessarie ad identificare i finanziamenti volti all'acquisto e alla costruzione di green buildings residenziali e commerciali idonei ad essere rendicontati nel Template 10, il gruppo Credem si è avvalso di un data provider esterno, a partire dal 2024 il Gruppo Credem ha avviato il processo a regime per gestire in modo strutturato la raccolta delle etichette APE e dei livelli di efficienza energetica sulle nuove erogazioni a partire dal processo di perizia. Per il pregresso, il Gruppo Credem si è basato sui dati raccolti per le disclosure precedenti, per cui si era avvalso di un data provider esterno.
  • Bonds: bonds presenti nel portafoglio di proprietà di Credem per i quali è stata recuperata da un data provider esterno l'indicazione use of proceeds "Green.

Modello 10: Altre azioni di attenuazione connesse ai cambiamenti climatici non contemplate dal regolamento (UE) 2020/852

a b c d e f
Tipo di strumento
finanziario
Tipo di
controparte
Valore
contabile
lordo
Tipo di
rischio
attenuato
(rischio di
transizione
connesso ai
cambiamenti
climatici)
Tipo di
rischio
attenutato
(Rischio
fisico
connesso ai
cambiamenti
climatici)
Informazioni qualitative sulla natura delle azioni di
attenuazione
1 Obbligazioni
(ad esempio
obbligazioni
Società
finanziarie
402 Y Y Sono incluse principalmente obbligazioni emesse con la
finalità di finanziare: progetti relativi alla produzione di
energia rinnovabile (pannelli fotovoltaici, energia eolica,
centrali termosolari), all'aumento dell'efficienza energetica,
alla mobilità ed al trasporto sostenibile, alla prevenzione e al
controllo dell'inquinamento e alla costruzione di edifici
sostenibili.
2 verdi,
sostenibili,
Società non
finanziarie
14 Y Y Sono incluse principalmente obbligazioni emesse con la
finalità di finanziare progetti relativi alle energie rinnovabili.
3 connesse alla
sostenibilità
secondo
norme
Di cui prestiti
garantiti da
beni immobili
non residenziali
- - - -
4 diverse
rispetto a
quelle UE)
Altre
controparti
379 Y Y Sono incluse principalmente obbligazioni emesse con la
finalità di finanziare progetti relativi: alla ricerca e alle attività
innovative che supportano la transizione green, all'aumento
dell'efficienza energetica, all'adattemento al cambiamento
climatico e alla costruzione di
infrastrutture e trasporti
sostenibili.
5 Società
finanziarie
2 Y N Sono inclusi finanziamenti volti all'acquisto e alla costruzione
di green buildings residenziali e commerciali.
6 Società non
finanziarie
426 Y Y Sono inclusi principalmente finanziamenti green collegati a
contratti di leasing che hanno come sottostante il bene
"impianti
fotovoltaici",
finanziamenti
finalizzati
all'installazione impianti di energia rinnovabile, investimenti
edilizi per efficientamento energetico, finanziamenti atti alla
prevenzione e riduzione dell'inquinamento. Inoltre, sono
inclusi finanziamenti volti all'acquisto e alla costruzione di
green buildings residenziali e commerciali.
7 Prestiti (ad
esempio
prestiti verdi,
Di cui prestiti
garantiti da
beni immobili
non residenziali
- Y N Sono inclusi finanziamenti volti all'acquisto e alla costruzione
di green buildings residenziali e commerciali.
8 sostenibili,
connesse alla
sostenibilità
secondo
norme
diverse
rispetto a
Famiglie 761 Y N Sono inclusi principalmente finanziamenti volti all'acquisto e
alla costruzione di green buildings residenziali e commerciali;
finanziamenti green collegati a contratti di leasing che hanno
come
sottostante
il
bene
"impianti
fotovoltaici";
finanziamenti finalizzati all'acquisto di pannelli fotovoltaici e
pannelli solari termici (prodotto "Energia rinnovabile").
9 quelle UE) Di cui prestiti
garantiti da
beni immobili
residenziali
755 Y N Sono inclusi finanziamenti volti all'acquisto e alla costruzione
di green buildings residenziali e commerciali.
10 Di cui prestiti
per la
ristrutturazione
di edifici
118 Y N Sono inclusi principalmente finanziamenti volti all'acquisto e
alla costruzione di green buildings residenziali e commerciali;
finanziamenti green collegati a contratti di leasing che hanno
come
sottostante
il
bene
"impianti
fotovoltaici";
finanziamenti finalizzati all'acquisto di pannelli fotovoltaici e
pannelli solari termici (prodotto "Energia rinnovabile").
11 Altre
controparti
- - - -

10. RISCHIO DI CONTROPARTE

Informativa qualitativa sul CCR

Il rischio di controparte è una particolare fattispecie di rischio di credito che si manifesta nel caso in cui la controparte di un'operazione risulti inadempiente prima del regolamento definitivo dei flussi finanziari. Gli accordati per operazioni OTC vengono definiti con logiche del tutto analoghe a quelle delle esposizioni per cassa e dunque si basa sulla valutazione dei bilanci delle controparti, sui giudizi delle agenzie di rating e sull'esame dei report di altri information provider. Questa attività di analisi si conclude esprimendo un rating interno alla controparte.

Per il calcolo dei requisiti patrimoniali per il rischio di controparte il Gruppo applica:

  • il metodo SA-CCR (Standardized Approach for Counterparty Credit Risk) per gli strumenti derivati e per le operazioni con regolamento a lungo termine, con applicazione del netting regolamentare;
  • il metodo della formula standardizzata per il requisito patrimoniale a fronte del CVA (credit value adjustment);
  • il metodo integrale con rettifiche di vigilanza per volatilità per le operazioni SFT (securities financing transactions).

Credem applica le specifiche indicazioni fornite dalla normativa per il calcolo del valore delle esposizioni soggette a rischio di controparte:

  • strumenti derivati finanziari negoziati fuori borsa (OTC);
  • Securities Financial Transaction (SFT) quali le operazioni di pronti contro termine attive e passive su titoli, quelle di concessione o assunzione di titoli in prestito e i finanziamenti con margini;
  • operazioni con regolamento a medio lungo termine.

In coerenza con quanto indicato dalla normativa, ai fini di riduzione/contenimento del valore delle esposizioni al rischio di controparte Il Gruppo Credem si avvale di strumenti di mitigazione quali gli accordi bilaterali di compensazione dei contratti (cioè accordi scritti in base ai quali le reciproche posizioni sono automaticamente compensate stabilendo un unico saldo netto, senza effetti innovativi).

In particolare, nell'ambito delle politiche di riduzione del rischio di controparte è prevista la stipula di appositi contratti aventi ad oggetto la regolamentazione della operatività in pronti contro termine (c.d. GMRA – "Global Master Repurchase Agreement") e in contratti derivati OTC (over the counter) (c.d. ISDA Agreements, unitamente ai c.d. CSA - "Credit Support Annex"). Il GMRA prevede al suo interno apposite disposizioni finalizzate alla marginazione a copertura dell'esposizione di volta in volta presentata dal portafoglio di operazioni con la singola controparte. Similmente, i CSA, che costituiscono propriamente allegato allo stesso ISDA, hanno ad oggetto la disciplina dello scambio di garanzie finanziarie (c.d. collateral) a supporto della operatività in derivati, al fine di contenere l'esposizione creditizia verso la controparte. In particolare, con la stipula di un CSA le parti si accordano per depositare in garanzia presso la parte risultante creditrice un importo pari al valore del mark to market dell'esposizione. Periodicamente viene fatto il ricalcolo dell'esposizione stessa per valutare la congruità delle garanzie depositate.

La maggior parte degli accordi di garanzia sopra descritti (ISDA Agreement unitamente ai rispettivi CSA ed i GMRA) stipulati dal Gruppo Credem ed in essere al 31 dicembre 2024 non contiene clausole che prevedono impatti in termini di ammontare delle garanzie da prestare in caso di riduzione del proprio merito creditizio. Per l'operatività in derivati OTC, il collaterale prestato/ricevuto è rappresentato esclusivamente da contante.

Concorrono infine alla riduzione del rischio di controparte le operazioni portate in clearing presso controparti centrali.

Lo sviluppo dei processi di governo, gestione e monitoraggio del rischio di controparte avviene in modo coerente con la struttura del Gruppo e mediante un processo di deleghe che prevede il coinvolgimento delle funzioni della Capogruppo. I compiti e le responsabilità in materia di governo, gestione e controllo del rischio di credito sono rimessi agli Organi Societari.

L'esposizione massima al rischio di credito che il Gruppo può assumere verso un singolo cliente o gruppo di clienti connessi, non può superare il 25% del Tier 1 Capital consolidato del Gruppo Bancario, così come disciplinato dalle normative in materia di grandi esposizioni.

Il frazionamento del rischio di credito è un principio fondamentale presente nelle Policy aziendali e viene perseguito attraverso la definizione di Credit Limit a livello di Paese, di singolo cliente e di gruppo di clienti connessi, di asset class e di portafoglio clientela.

Il rischio paese attiene al rischio di perdite causate da eventi che si verificano in un paese diverso dall'Italia. Il concetto di rischio paese è più ampio di quello di rischio sovrano in quanto è riferito a tutte le esposizioni indipendentemente dalla natura delle controparti, siano esse persone fisiche, imprese, banche o amministrazioni pubbliche.

Informativa quantitativa

Modello EU CCR1: analisi dell'esposizione al CCR per metodo

a b c d e f g h
Cos
to d
i
titu
zio
(
RC)
sos
ne
Esp
osi
zio
ne
iale
fut
pot
enz
ura
(
PFE
)
EPE
eff
iva
ett
Alfa
uti
lizz
r il
ata
pe
cal
col
o d
el v
alo
re
del
l'es
izio
pos
ne
a
fini
ola
ri
nta
reg
me
Val
ore
del
l'es
izio
pos
ne
-CR
M
pre
Exp
alu
osu
re v
e
t-C
RM
pos
Val
ore
del
l'es
izio
pos
ne
RW
EA
EU-
1
izio
orig
ina
ria
r i d
eriv
ati)
EU
- M
eto
do
del
l'es
(pe
pos
ne
- - 00
/01
/19
00
1,
4
- - - -
EU-
2
EU
- SA
-CC
R s
lific
(pe
r i d
eriv
ati)
ato
em
p
- - /01
/19
00
00
1,
4
- - - -
1 SA-
CCR
r i d
eriv
ati)
(pe
12.
40
5
20
.46
4
00
/01
/19
00
1,
4
46
.00
7
46
.00
7
46
.00
7
19.
618
2 IMM
(pe
r de
riva
ti e
SF
T)
00
/01
/19
00
00
/01
/19
00
- - - - - -
2a di c
ui in
sie
mi
di a
ttiv
ità
ion
tte
sog
ge
a c
om
pen
saz
e
i op
zio
ni d
i fin
iam
ite
tito
li
ten
ent
ent
o tr
con
era
anz
am
00
/01
/19
00
00
/01
/19
00
- - - - -
2b di c
ui in
sie
mi
di a
ttiv
ità
ion
tte
sog
ge
a c
om
pen
saz
e
i de
riva
ti e
zio
ni c
ola
a lu
ten
ent
nto
con
op
era
on
reg
me
ngo
ter
min
e
/01
/19
00
00
/01
/19
00
00
- - - - -
2c di c
ui d
a in
sie
mi
di a
ttiv
ità
ad
ord
o d
i
tte
sog
ge
acc
ion
ont
ratt
ual
e tr
rod
ott
i dif
fere
nti
com
pen
saz
e c
a p
/01
/19
00
00
/01
/19
00
00
- - - - -
3 Met
odo
lific
r il t
o d
elle
zie
ato
ratt
ent
se
mp
pe
am
ga
ran
li fin
iari
e (p
er l
e S
FT)
rea
anz
/01
/19
00
00
/01
/19
00
00
/01
/19
00
00
- - - -
4 Met
odo
int
ale
il t
o d
elle
zie
li
ratt
ent
egr
per
am
ga
ran
rea
fina
nzia
rie
(pe
r le
SF
T)
/01
/19
00
00
/01
/19
00
00
/01
/19
00
00
1.3
72.
878
47.
523
47.
523
9.5
05
5 SF
VaR
r le
T
pe
00
/01
/19
00
00
/01
/19
00
00
/01
/19
00
- - - -
6 Tot
ale
/01
/19
00
00
/01
/19
00
00
/01
/19
00
00
1.4
18.
88
4
93
.53
0
93
.53
0
29
.12
2

Modello EU CCR2: operazioni soggette a requisiti di fondi propri per il rischio di CVA

a b
Valore
dell'esposizione
RWEA
1 Totale delle operazioni soggette al metodo avanzato - -
2 i) componente VaR (incluso il moltiplicatore 3×) 00/01/1900 -
3 ii) componente VaR in condizioni di stress (incluso il moltiplicatore 3×) 00/01/1900 -
4 Operazioni soggette al metodo standardizzato 11.765 5.699
EU-4 Operazioni soggette al metodo alternativo (sulla base del metodo dell'esposizione originaria) - -
5 Totale operazioni soggette a requisiti di fondi propri per il rischio di CVA 11.765 5.699

Modello EU CCR3 – Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni regolamentare e ponderazione del rischio (1 di 2)

Fattore di ponderazione del rischio
Classi di esposizioni a
b
c
d e f
0% 2% 4% 10% 20% 50%
1 Amministrazioni centrali o banche centrali 52 - - - - -
2 Amministrazioni regionali o autorità locali - - - - - -
3 Organismi del settore pubblico - - - - - -
4 Banche multilaterali di sviluppo - - - - - -
5 Organizzazioni internazionali - - - - - -
6 Enti - 256.711 - - 53.924 1.179
7 Imprese - - - - - -
8 Esposizioni al dettaglio - - - - - -
9 Esposizioni verso enti e imprese con
valutazione del merito di credito a breve
termine
- - - - - -
10 Altre posizioni - - - - - -
11 Valore dell'esposizione complessiva - 256.711 - - 53.924 1.179

Modello EU CCR3 – Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni regolamentare e ponderazione del rischio (2 di 2)

Fattore di ponderazione del rischio
g h i j k l
Classi di esposizioni 70% 75% 100% 150% Altri Valore
dell'esposizione
complessiva
1 Amministrazioni centrali o banche
centrali
- - - - - 52
2 Amministrazioni regionali o autorità locali - - - - - -
3 Organismi del settore pubblico - - - - - -
4 Banche multilaterali di sviluppo - - - - - -
5 Organizzazioni internazionali - - - - - -
6 Enti - - 753 - - 312.567
7 Imprese - - 2.759 - - 2.759
8 Esposizioni al dettaglio - 1.128 - - - 1.128
9 Esposizioni verso enti e imprese con
valutazione del merito di credito a breve
termine
- - - - - -
10 Altre posizioni - - - 194 - 194
11 Valore dell'esposizione complessiva - 1.128 3.513 194 - 316.648
a b c d e f g
AIRB Scala di PD Valore
dell'esposizione
PD media
ponderata
per
l'esposizione
(%)
Numero
di
debitori
LGD media
ponderata
per
l'esposizione
(%)
Durata
media
ponderata
per
l'esposizione
(anni)
RWEA Densità degli
importi
dell'esposizione
ponderati per il
rischio
0,00 a <0,15 3.515 0,04% 109 42,28% 2 458 13,04%
0,15 a <0,25 - - - - - - -
0,25 a <0,50 4.436 0,26% 132 42,16% 3 2.136 48,16%
0,50 a <0,75 - - - - - - -
Esposizioni
verso
0,75 a <2,50 2.259 0,88% 96 42,44% 3 1.809 80,08%
imprese -
PMI
2,50 a <10,00 242 4,36% 14 42,72% 3 308 127,69%
10,00 a
<100,00
121 10,72% 13 42,18% 4 231 190,13%
100,00
(Default)
223 100,00% 2 68,42% 3 198 88,67%
Totale
parziale
10.796 2,59% 366 42,81% 3 5.140 47,61%
0,00 a <0,15 13.178 0,04% 71 41,67% 1 1.557 11,82%
0,15 a <0,25 - - - - - - -
0,25 a <0,50 5.176 0,26% 78 41,36% 2 2.225 42,99%
Esposizioni 0,50 a <0,75 - - - - - - -
verso
imprese -
0,75 a <2,50 3.801 1,14% 81 42,57% 2 3.443 90,56%
Altre 2,50 a <10,00 497 4,36% 7 42,55% 1 636 127,94%
Imprese 10,00 a
<100,00
13 10,52% 4 44,29% 1 24 186,70%
100,00
(Default)
57 100,00% 2 68,41% 2 50 88,67%
Totale
parziale
22.722 0,62% 243 41,84% 2 7.935 34,92%
0,00 a <0,15 - - - - - - -
0,15 a <0,25 - - - - - - -
0,25 a <0,50 - - - - - - -
0,50 a <0,75 - - - - - - -
Esposizioni
al dettaglio -
0,75 a <2,50 15 1,89% 5 23,21% - 5 31,12%
altre PMI 2,50 a <10,00 15 4,57% 6 27,12% - 6 42,03%
10,00 a
<100,00
11 11,56% 4 26,15% - 5 49,08%
100,00
(Default)
- - - - - - -
Totale
parziale
41 5,49% 15 25,42% - 16 39,95%
0,00 a <0,15 - - - - - - -
0,15 a <0,25 - - - - - - -
0,25 a <0,50 - - - - - - -
0,50 a <0,75 22 0,67% 5 23,14% - 5 20,65%
Esposizioni
al dettaglio -
0,75 a <2,50 11 2,18% 2 16,49% - 3 22,98%
altre non PMI 2,50 a <10,00 - - - - - - -
10,00 a
<100,00
- 23,63% 1 14,35% - - -
100,00
(Default)
- - - - - - -
Totale
parziale
33 1,32% 8 20,85% - 7 21,53%
Totale portafoglio AIRB 33.592 1,26% 632 42,11% 2 13.098 38,99%

Modello EU CCR4 – Metodo IRB: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni e scala di PD

Modello EU CCR5: composizione delle garanzie reali per le esposizioni soggette al CCR

a b c d e f g h
Garanzie reali utilizzate in operazioni su derivati Garanzie reali utilizzate in SFT
Tipo di garanzia reale Fair value (valore equo)
delle garanzie reali
ricevute
Fair value (valore equo)
delle garanzie reali
fornite
Fair value (valore equo)
delle garanzie reali
ricevute
Fair value (valore equo)
delle garanzie reali
fornite
Separate Non
separate
Separate Non
separate
Separate Non
separate
Separate Non
separate
1 Cassa - valuta
nazionale
730 - 661.817 114 - - - -
2 Cassa - altre valute - - - - - - - -
3 Debito sovrano
nazionale
- - 85.685 - - - - -
4 Altro debito sovrano - - 139.741 - - - - -
5 Debito delle agenzie
pubbliche
- - - - - - - -
6 Obbligazioni societarie - - - - - - - -
7 Titoli di capitale - - - - - - - -
8 Altre garanzie reali - - 43.264 - - - - -
9 Totale 730 - 930.507 114 - - - -

Modello EU CCR8: esposizioni verso CCP

Valore
dell'esposizione
RWEA
a b
1 Esposizioni verso QCCP (totale) 00/01/1900 11.836
2 Esposizioni per negoziazioni presso QCCP (esclusi il margine iniziale e i contributi al
fondo di garanzia) di cui:
256.711 5.134
3 i) derivati OTC 127.036 2.541
4 ii) derivati negoziati in borsa 9 -
5 iii) SFT 129.665 2.593
6 iv) insiemi di attività soggette a compensazione per i quali è stata approvata la
compensazione tra prodotti differenti
- -
7 Margine iniziale separato - 00/01/1900
8 Margine iniziale non separato - -
9 Contributi prefinanziati al fondo di garanzia 536 6.702
10 Contributi non finanziati al fondo di garanzia - -
11 Esposizioni verso non QCCP (totale) 00/01/1900 -
12 Esposizioni per negoziazioni presso non QCCP (esclusi il margine iniziale e i contributi al
fondo di garanzia) di cui:
- -
13 i) derivati OTC - -
14 ii) derivati negoziati in borsa - -
15 iii) SFT - -
16 iv) insiemi di attività soggette a compensazione per i quali è stata approvata la
compensazione tra prodotti differenti
- -
17 Margine iniziale separato - 00/01/1900
18 Margine iniziale non separato - -
19 Contributi prefinanziati al fondo di garanzia - -
20 Contributi non finanziati al fondo di garanzia - -

11. OPERAZIONI DI CARTOLARIZZAZIONE

Informativa qualitativa sulle esposizioni verso la cartolarizzazione

Operazione Emilia SPV

Il Gruppo detiene una partecipazione pari al 10% in Emilia SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita ed avente quale oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

Emilia SPV S.r.l. ha in essere un'operazione di cartolarizzazione revolving, perfezionata da Credem nel corso del 2015, su mutui ipotecari residenziali in bonis erogati dalla Banca alla propria clientela, non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l. e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.

La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).

Le note del tipo "senior", quotate all'Irish Stock Exchange e dotate di rating ufficiale assegnato dalle agenzie accreditate DBRS e Moody's Investor Services (al 31 dicembre 2024, giudizio "A high" assegnato da DBRS e "Aa3" da Moody's) pagano, trimestralmente, interessi variabili pari al tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 75 bps, mentre le note "junior", sprovviste di rating, pagano un tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 200 bps. I detentori dei titoli junior hanno inoltre diritto di ricevere a ciascuna data di pagamento e, in base all'ordine di priorità dei pagamenti e fondi disponibili, anche un premio determinato in via residuale, dopo che siano stati corrisposti tutti gli altri importi da corrispondersi in priorità.

I titoli sono strutturati nella forma di partly paid notes ("PPN") e interamente emessi per il loro valore nominale alla data d'emissione (Euro 3.000.000.000 per le note senior ed Euro 900.000.000 per le note junior). Il prezzo delle note è stato corrisposto solo in parte alla data di emissione, mentre le restanti quote di prezzo possono essere pagate in più rate successive differite nel tempo secondo la logica revolving dell'operazione.

Credem ha sottoscritto all'atto dell'emissione, e detiene in portafoglio, il totale delle passività emesse dal veicolo. Pertanto, in base alle norme IFRS9 in materia di "derecognition" (cancellazione contabile), i crediti oggetto della cartolarizzazione rimangono iscritti nell'attivo del bilancio Credem. La struttura revolving dell'operazione permette, inoltre, alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che può durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, rinnovato nel 2021 con scadenza maggio 2026, le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione.

Al 31 dicembre 2024, a seguito del perfezionamento di due nuove cessioni di attivi relative a mutui ipotecari residenziali in bonis, il circolante della tranche senior risulta pari ad Euro 2.132.862.077,51 mentre quello della tranche junior risulta pari ad Euro 639.202.760,92.

La tranche senior può essere utilizzata dalla Banca per operazioni di rifinanziamento presso l'Eurosistema. L'operazione è, infatti, finalizzata a costituire una riserva di liquidità e rientra tra le complessive attività di gestione della liquidità poste in essere da Credem.

A Credem, inoltre, sono state riconosciute dalla società veicolo le seguenti opzioni: riacquisto di singoli crediti entro determinati parametri, riacquisto in blocco per i crediti che dovessero diventare eleggibili per l'utilizzo nel programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB S.r.l. e riacquisto di tutto il portafoglio crediti in essere, in blocco e pro soluto (nel rispetto dei vincoli contrattuali previsti).

Nel corso del 2024 non sono state effettuate operazioni di riacquisto parziale e/o in blocco di crediti dalla società veicolo.

Altre operazioni

Sono presenti nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", al 31 dicembre 2024, 304 milioni di Euro complessivi. Trattasi di strumenti finanziari collegati a crediti originati in Europa, con preponderanza della componente di origination francese (104,4 milioni di Euro). Il portafoglio è costituito da differenti tipologie di ABS con una prevalenza delle cartolarizzazioni di mutui residenziali, che incidono per il 58,7%.

Paese Controvalore (migliaia
Euro)
% Esposizione
FRANCIA 104.428 34,4
GERMANIA 90.476 29,8
SPAGNA 55.368 18,2
PAESI BASSI 32.444 10,7
ITALIA 12.540 4,1
IRLANDA 8.550 2,8
TOTALE 303.806 100,0

L'attuale esposizione suddivisa per rischio paese è così composta:

Attività finanziarie cedute non cancellate integralmente

Come già anticipato in riferimento alla Cartolarizzazione Emilia SPV S.r.l., nel corso dell'esercizio 2015 Credem ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione revolving, relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l., erogati alla propria clientela e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.

A seguito della prima cessione di attivi, perfezionata nel quarto trimestre 2014 ad un prezzo pari ad Euro 1.002.811.119,07, sono state perfezionate, dal 2015 alla fine del 2024, nei periodi di seguito indicati, dodici cessioni di altrettanti portafogli di crediti idonei alla società veicolo ad un prezzo pari a:

  • Quarto trimestre 2015: Euro 285.392.481,54
  • Quarto trimestre 2016: Euro 293.707.640,58
  • Quarto trimestre 2017: Euro 245.710.926,70
  • Quarto trimestre 2018: Euro 52.416.789,64
  • Secondo trimestre 2021: Euro 1.304.130.865,63
  • Quarto trimestre 2021: Euro 353.874.864,16
  • Secondo trimestre 2022: Euro 274.726.751,12
  • Quarto trimestre 2022: Euro 190.056.443,89
  • Secondo trimestre 2023: Euro 163.629.812,82
  • Quarto trimestre 2023: Euro 271.235.442,14
  • Secondo trimestre 2024: Euro 140.344.103,48
  • Quarto trimestre 2024: Euro 144.587.852,93

I crediti sono stati acquistati "pro soluto", ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, dalla società EMILIA SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita e partecipata al 10% da Credem, con oggetto esclusivo consistente nella realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).

Informativa quantitativa

Template EU-SEC1 - Esposizioni in cartolarizzazioni incluse nel portafoglio bancario (1 di 2)

a b c d e f g
L'ente agisce in qualità di cedente
Tradizionali
Sintetiche
STS Non-STS Totale
parziale
di cui SRT di cui SRT di cui SRT
1 Totale delle esposizioni - - 2.532.935 1.973 - - 2.532.935
2 Al dettaglio (totale) - - 2.532.935 1.973 - - 2.532.935
3 Mutui ipotecari su immobili
residenziali
- - 2.530.962 - - - 2.530.962
4 Carte di credito - - - - - - -
5 Altre esposizioni al dettaglio - - 1.973 1.973 - - 1.973
6 Ricartolarizzazione - - - - - - -
7 All'ingrosso (totale) - - - - - - -
8 Prestiti a imprese - - - - - - -
9 Mutui ipotecari su immobili non
residenziali
- - - - - - -
10 Leasing e Crediti - - - - - - -
11 Altre all'ingrosso - - - - - - -
12 Ricartolarizzazione - - - - - - -

Template EU-SEC1 - Esposizioni in cartolarizzazioni incluse nel portafoglio bancario (2 di 2)

h i j k l m n o
L'ente agisce in qualità di promotore L'ente agisce in qualità di investitore
Tradizionali Tradizionali
STS Non-STS Sintetiche Totale
parziale
STS Non-STS Sintetiche Totale
parziale
1 Totale delle esposizioni - - - - 302.744 1.031 - 303.775
2 Al dettaglio (totale) - - - - 302.744 1.031 - 303.775
3 Mutui ipotecari su immobili
residenziali
- - - - 177.324 1.031 - 178.355
4 Carte di credito - - - - - - - -
5 Altre esposizioni al dettaglio - - - - 125.420 - - 125.420
6 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
7 All'ingrosso (totale) - - - - - - - -
8 Prestiti a imprese - - - - - - - -
9 Mutui ipotecari su immobili
non residenziali
- - - - - - - -
10 Leasing e Crediti - - - - - - - -
11 Altre all'ingrosso - - - - - - - -
12 Ricartolarizzazione - - - - - - - -

Modello EU SEC3 – Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore (1 di 2)

a b c d e f g h i
Valori dell'esposizione (per fascia di RW/deduzione) Valori dell'esposizione (per metodo
regolamentare)
≤20 %
RW
DA
>20%
A 50%
RW
DA
>50%
A
100%
RW
DA
>100% A
<1250%
RW
1250% RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW/
DEDUZIONI
1 Totale delle
esposizioni
- - - 1.973 - - 1.973 - -
2 Operazioni
tradizionali
- - - 1.973 - - 1.973 - -
3 Cartolarizzazioni - - - 1.973 - - 1.973 - -
4 Al dettaglio - - - 1.973 - - 1.973 - -
5 di cui STS - - - - - - - - -
6 All'ingrosso - - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -
9 Operazioni
sintetiche
- - - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -

Template EU-SEC3 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore (2 di 2)

j k l m n o EU-p EU-q
RWEA (per metodo regolamentare) Requisito patrimoniale dopo l'applicazione del
massimale
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC-SA 1250% RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC-SA 1250%
RW
1 Totale delle
esposizioni
- 2.189 - - - 175 - -
2 Operazioni
tradizionali
- 2.189 - - - 175 - -
3 Cartolarizzazioni - 2.189 - - - 175 - -
4 Al dettaglio - 2.189 - - - 175 - -
5 di cui STS - - - - - - - -
6 All'ingrosso - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
9 Operazioni sintetiche - - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - -

Modello EU SEC4 – Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore (1 di 2)

a b c d e f g h i
Valori dell'esposizione (per fascia di RW/deduzione) Valori dell'esposizione (per metodo
regolamentare)
≤20 %
RW
DA
>20% A
50% RW
DA
>50%
A
100%
RW
DA
>100% A
<1250%
RW
1250% RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW/
DEDUZIONI
1 Totale delle
esposizioni
290.208 13.567 - - - - 303.775 - -
2 Cartolarizzazione
tradizionale
290.208 13.567 - - - - 303.775 - -
3 Cartolarizzazioni 290.208 13.567 - - - - 303.775 - -
4 Sottostante al
dettaglio
290.208 13.567 - - - - 303.775 - -
5 di cui STS 290.208 12.536 - - - - 302.744 - -
6 All'ingrosso - - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -
9 Cartolarizzazione
sintetica
- - - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -

Modello EU SEC4 – Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore (2 di 2)

j k l m n o EU-p EU-q
RWEA (per metodo regolamentare) Requisito patrimoniale dopo l'applicazione del
massimale
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW/
DEDUZIONI
1 Totale delle
esposizioni
- 63.645 - - - 5.092 - -
2 Cartolarizzazione
tradizionale
- 63.645 - - - 5.092 - -
3 Cartolarizzazioni - 63.645 - - - 5.092 - -
4 Sottostante al
dettaglio
- 63.645 - - - 5.092 - -
5 di cui STS - 63.130 - - - 5.050 - -
6 All'ingrosso - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
9 Cartolarizzazione
sintetica
- - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - -

Modello EU SEC5 – Esposizioni cartolarizzate dall'ente: esposizioni in stato di default e rettifiche di valore su crediti specifiche

a b c
Esposizioni cartolarizzate dall'ente — L'ente agisce in qualità di
cedente o promotore
Importo nominale in essere totale Importo totale delle
di cui esposizioni in
stato di default
rettifiche di valore su
crediti specifiche
effettuate nel
periodo
1 Totale delle esposizioni 2.551.968 21.006 (1.183)
2 Al dettaglio (totale) 2.551.968 21.006 (1.183)
3 Mutui ipotecari su immobili residenziali 2.530.962 - (1.183)
4 Carte di credito - - -
5 Altre esposizioni al dettaglio 21.006 21.006 -
6 Ricartolarizzazione - - -
7 All'ingrosso (totale) - - -
8 Prestiti a imprese - - -
9 Mutui ipotecari su immobili non residenziali - - -
10 Leasing e Crediti - - -
11 Altre all'ingrosso - - -
12 Ricartolarizzazione - - -

12. RISCHIO DI MERCATO

Informativa qualitativa

Il Rischio di mercato, inteso come rischio di perdite causate da variazioni sfavorevoli dei fattori di rischio (tasso, prezzo, cambio ed altri fattori di mercato), viene misurato e monitorato sia in riferimento al banking book sia al trading book.

La gestione e il monitoraggio dei rischi finanziari è effettuata attraverso un albero di portafogli che consente di individuare i rischi ed i risultati che si generano a fronte dell'attività tradizionale di raccolta ed impiego con clientela, dell'attività sui mercati finanziari con finalità di investimento e trading e della negoziazione di strumenti finanziari con la clientela, come disciplinato dal Regolamento assunzione rischi finanziari di Credem banca.

Nello specifico il portafoglio Trading Book è destinato a consolidare i rischi e risultati associati all'operatività di negoziazione in contropartita diretta con la clientela e quelli relativi all'operatività posta in essere di propria iniziativa dalla Banca sui mercati, al fine di sfruttare specifici movimenti di breve termine dei fattori di rischio.

Il presidio dei rischi di mercato avviene tramite la definizione di una struttura di limiti che costituisce l'espressione diretta del livello di rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree/linee di business, in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di gruppo.

Il sistema di limiti, disciplinato dal Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari, in funzione della tipologia di rischio monitorato prevede limiti in termini di controvalore, sensitivity ai fattori di rischio sottostanti, greche, VaR. La funzione di Risk Management produce un report di rendicontazione dei rischi con frequenza giornaliera, e informa la Business Unit Finanza degli eventuali sconfini rispetto ai massimali assegnati dandone informazione alla funzione Audit. Il Risk management produce inoltre un report di sintesi dei rischi settimanale e trimestrale rivolti al top management e al Comitato Esecutivo. Nel Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari viene inoltre disciplinato il processo di escalation in caso di sforamenti.

Come strumento di copertura e di attenuazione del rischio, in alternativa al natural hedge delle poste attive e passive, Credem adotta le metodologie contabili del Fair Value Hedge e del Cash Flow Hedge, finalizzate a evitare che variazioni inattese dei tassi di mercato si ripercuotano negativamente sul patrimonio e sul margine di interesse della banca. La metodologia del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso è associata principalmente a mutui/finanziamenti a tasso fisso e componente core anelastica della raccolta a vista. Il Micro Fair value Hedge è impiegato per la copertura del rischio di tasso associato a titoli di debito in regime contabile HTCS e HTC e prestiti obbligazionari a tasso fisso emessi da Credito Emiliano. Il Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi trimestrali. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%.

Il modello organizzativo di presidio dei rischi di mercato ha lo scopo di favorire il raggiungimento di una serie di obiettivi:

  • ruolo di governo e indirizzo della Capogruppo nel presidio dei rischi per singola Società e del loro impatto sui rischi di Gruppo, in ottemperanza alle vigenti disposizioni di Vigilanza e al Risk Appetite Framework di Gruppo;
  • controllo gestionale nel senso dell'ottimizzazione del profilo rischio-rendimento a livello di Gruppo;
  • uniformità della metodologia di analisi e del "linguaggio" utilizzato per tutte le Società del gruppo.

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, CA, è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi e di risk appetite, dell'approvazione della normativa interna che regolamenta anche le strutture di limiti specifiche; individua l'insieme degli indicatori di Risk Appetite e delle relative metriche di calcolo; definisce e approva il Risk Appetite Statement nel quale sono identificati gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza valutando periodicamente che il profilo di rischio sia coerente con gli obiettivi e le soglie identificate; approva la struttura generale dei limiti operativi e delle deleghe, nonché le linee di responsabilità ed autorità in merito al processo di gestione dei rischi.

I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono l'appetito al rischio e la soglia di tolleranza definiti in ambito RAF dalla Capogruppo; approvano gli indirizzi strategici e le linee guida di gestione dei rischi formulati dalla Capogruppo nonché la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo.

Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.

Il CE della Capogruppo, quale organo di gestione, cura l'attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di governo dei rischi definiti dal CA, ed in particolare definisce e cura l'attuazione del processo di gestione dei rischi. Al CE compete inoltre la definizione dei limiti operativi coerenti con la propensione al rischio.

I Comitati della Capogruppo coinvolti nel processo RAF hanno le seguenti responsabilità. Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo svolge l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa definire e approvare il Risk Appetite Statement e valutare periodicamente la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo. Esprime inoltre parere per il CA sulle proposte relative alle metodologie di misurazione e controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno; supporta infine il CA della capogruppo con la proposizione delle strategie generali per il governo dei rischi.

Il Comitato Risk Management, istituito al fine di informare il CE del presidio del rischio complessivamente assunto e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel RAF, presidia il rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework; valuta periodicamente il livello di rischio complessivamente assunto, attraverso il monitoraggio degli indicatori RAF per tipologia di rischio; analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer, revisioni addizionali del RAF.

La funzione di Risk Management supporta inoltre il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo ed effettua in ambito RAF la verifica almeno annuale della bontà delle metriche utilizzate sottoponendo a backtesting i modelli di stima del rischio, riportando nel RAF gli esiti, eventuali carenze ed eventuali necessità di sviluppo di nuove metodologie; rendiconta almeno trimestralmente il Comitato Rischi in merito all'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite relativamente a tutti gli indicatori, compresi quelli ineriti il rischio di mercato. Si occupa anche:

  • della misurazione e rendicontazione dei rischi finanziari per singola società e a livello di Gruppo, utilizzando a questo fine principalmente misure di rischio in termini di sensitivity, volte a verificare il rispetto dei limiti assegnati e la coerenza con gli obiettivi di rischio rendimento assegnati;
  • dello sviluppo e della gestione dei sistemi di misurazione dei rischi tramite l'acquisizione dei dati di mercato necessari per il calcolo;
  • della definizione del profilo di rischio dei nuovi prodotti.

Le risultanze dell'attività della funzione di Risk Management sono riportate periodicamente al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.

La gestione operativa dei rischi di mercato è attribuita alla Business Unit Finanza alla quale competono la proposizione al Comitato ALM delle linee guida di gestione dei rischi, la gestione dei rischi in coerenza con il profilo di rischio complessivo definito e con le linee guida ricevute da parte del Comitato ALM, nonché nell'ambito dei massimali assegnati e la definizione, congiuntamente al Risk Management, della struttura dei limiti operativi da sottoporre al CE, in coerenza con il RAF. Nell'attività di gestione operativa la Business Unit Finanza si basa principalmente su analisi di controvalore, sensitivity rispetto ai fattori di rischio sottostanti e greche. Su tali misure si basa anche il sistema di controllo dei massimali.

I rischi di mercato sono oggetto delle segnalazioni di vigilanza secondo quanto richiesto dal Regolamento UE n. 575/2013. L'oggetto della segnalazione sono tutte le posizioni lunghe (creditorie) o corte (debitorie) appartenenti al portafoglio non immobilizzato, non destinato cioè a stabile investimento (c.d. "portafoglio di negoziazione a fini vigilanza" costituito dalle posizioni in strumenti finanziari, su merci e valute detenute per negoziazione o per copertura del rischio inerente ad altri elementi dello stesso portafoglio). La segnalazione è trimestrale, all'interno delle basi prudenziali CoRep. Il Gruppo segnala il rischio di mercato secondo l'approccio standard e il requisito, data la dimensione ridotta delle posizioni del trading book, risulta contenuto.

La tabella EU MR1 Metodo standardizzato di seguito riporta gli RWA, che si concentrano sulla parte rischio di tasso, generato dall'attività svolta sui mercati obbligazionari e derivati su tasso.

A partire dal 2021 il gruppo segnala inoltre il posizionamento rispetto alla soglia prevista per l'adozione del nuovo modello standard FRTB (pari a 500€mln). Il Gruppo si mantiene al di sotto della soglia stabilita.

Il Gruppo segnala l'esposizione ai rischi di mercato anche attraverso il reporting Short Term Exercise – STE trimestrale.

In ambito gestionale il monitoraggio dei rischi di mercato su Credem avviene attraverso un sistema articolato di limiti, monitorati giornalmente, in termini di controvalore, sensitivity (IR sensitivity e Credit spread sensitivity), greche e VaR. Tali limiti sono definiti nel Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari. Il VaR misura la massima perdita potenziale nella quale può incorrere il portafoglio in base all'evoluzione dei fattori di mercato, dato un certo livello di confidenza, nel corso di un determinato orizzonte temporale. La metodologia applicata prevede un livello di confidenza 99%, orizzonte temporale 1 giorno e volatilità calcolata sulla base di 2 anni di osservazioni giornaliere, con maggior peso ai dati più recenti (decay factor 0,94).

Per il calcolo dell'assorbimento in termini di capitale interno in Icaap si procede inoltre a convertire il dato in un VaR a 10gg, applicando prudenzialmente il coefficiente moltiplicativo 3. Il dato di rischio è anche sottoposto ad analisi di stress testing nell'ambito del processo di verifica dell'adeguatezza patrimoniale, che mira a verificare la variazione del capitale (stimato in termini di VaR) in caso di forti turbolenze dei mercati finanziari.

Il rischio tasso di interesse, generato dall'attività svolta sui mercati obbligazionari e derivati su tasso, è gestito e controllato tramite limiti complessivi in termini di IR sensitivity e di vega.

Il rischio specifico o emittente viene monitorato tramite appositi massimali di concentrazione per settore e classe di rating sia in termini di controvalore che di sensitivity. Inoltre il modello di VaR in uso esclusivamente ai fini gestionali include il rischio emittente, mediante l'utilizzo di serie storiche specifiche degli spread di mercato.

Per quanto riguarda i rischi azionari, l'attività svolta sui mercati prevede l'assunzione di posizioni direzionali gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, limiti in termini di greche e massimali di concentrazione per sottostante.

La funzione di Risk Management produce reports di rischio con frequenza giornaliera, settimanale e trimestrale a seconda della funzione destinataria, indicando gli eventuali sconfini rispetto ai massimali assegnati dal Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari di Credem banca e la misura di rischio gestionale in termini di VaR.

Eventuali modifiche al Regolamento ed ai massimali in esso espressi sono sottoposte a delibera del Consiglio di Amministrazione o del Comitato Esecutivo, per competenza, su proposta della Business Unit Finanza, sentito preventivamente il parere della funzione di Risk Management.

Con riferimento ai rischi climatici e ambientali il Gruppo ha inoltre sviluppato una metodologia quantitativa per misurare il livello di concentrazione del portafoglio investimenti verso quelle imprese la cui attività economica è ritenuta particolarmente sensibile ai rischi di transizione e fisici. Nello specifico, per valutare l'impatto del rischio climatico-ambientale sul portafoglio Investimenti di proprietà del Gruppo, è stata adottata una matrice settoriale che restituisce una valutazione di sintesi della rischiosità (alta, media, bassa) di ogni settore economico distinta sul Pillar Environmental. Al fine di monitorare l'esposizione ai rischi Climate – Environmental, è presente un indicatore dedicato nell'ambito del processo RAF.

Informativa quantitativa

Si riporta di seguito il template EU MR1 al cui interno è fornito il dettaglio dell'esposizione ponderata relativa al rischio di mercato, calcolata secondo il metodo standardizzato.

Modello EU MR1: rischio di mercato in base al metodo standardizzato

a
RWEA
Prodotti outright
1 Rischio di tasso di interesse (generico e specifico) 51.203
2 Rischio azionario (generico e specifico) 899
3 Rischio di cambio -
4 Rischio di posizioni in merci -
Opzioni
5 Metodo semplificato -
6 Metodo delta plus 24
7 Metodo di scenario -
8 Cartolarizzazione (rischio specifico) -
9 Totale 52.126

Di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR generato dal fattore di rischio tasso di interesse per Credembanca relativi agli esercizi 2022, 2023 e 2024.

2024 2023 2022
Credem
Interest Rate VaR- medio 118 2.6 2,3
min 0.3 0.4 0.3
max 37.3 18.1 2.0

Nella figura sottostante è riportato l'andamento di tale dato di VaR per Credem nell'arco del 2024. Il dato risulta in crescita nel corso del 2024, per poi riportarsi su livelli molto contenuti nell'ultimo trimestre dell'anno.

Figura 1. Andamento Interest Rate VaR Credem (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro

Per quanto riguarda la shift sensitivity analysis e limitatamente al portafoglio di negoziazione di vigilanza, la tabella sotto riportata mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base (dato riferito al Gruppo).

L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni regolamentari sul rischio di tasso (IRRBB), in linea con le linee guida europee di riferimento.

Ipotesi di shift parallelo (dati mln di €)
31 dicembre 2024
Shock -100 b.p. Shock +100 b.p.
-0,2 0,2

Per quanto riguarda il rischio di prezzo in Tabella 2, il dato di Credem risulta in lieve aumento rispetto alla rilevazione precedente e sempre su livelli molto contenuti. Nella figura sottostante è riportato l'andamento del VaR per Credem nell'arco del 2024.

Tabella 2. Dati di Rischio di prezzo
2024 2023 2022
Credem
Equity VaR - medio 0,6 0,4 0,9
min 0,0 0,0 0,2
max 2,7 1,5 2,4

dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo

Figura 2. Andamento Equity VaR Credem (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro

Il rischio specifico, Tabella 3, è il rischio di perdite causate da una sfavorevole variazione del prezzo degli strumenti finanziari negoziati dovuta a fattori connessi con la situazione dell'emittente.

Tabella 3. Dati di rischio specifico
2024 2023 2022
Credem
Rischio specifico - medio 0,1 0,2 0,6
min 0,1 0,0 0,5
max 0,1 0,4 0,8

dati in mln di €

13. RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE SULLE POSIZIONI INCLUSE NEL PORTAFOGLIO BANCARIO

Informativa qualitativa

Il rischio di tasso di interesse si riferisce al potenziale impatto che variazioni inattese nei tassi di mercato determinano sui profitti correnti e sul valore del patrimonio netto del Gruppo. Tale rischio si manifesta tipicamente sulle posizioni incluse nel Banking Book (e attività, passività e voci fuori bilancio), ovvero il complesso delle posizioni diverse da quelle ricomprese nel portafoglio di negoziazione ai fini di vigilanza (trading book).

L'esposizione al rischio di tasso di interesse può essere declinata in:

  • rischio di reddito, derivante dalla possibilità che una variazione inattesa nei tassi di interesse produca una riduzione del margine di interesse e dipende dallo sfasamento nella struttura temporale delle scadenze e periodi di ridefinizione delle condizioni di tasso di interesse degli impieghi e della raccolta;
  • rischio di investimento, ossia di subire variazioni negative nei valori di tutte le attività, passività e strumenti fuori bilancio, in seguito a mutamenti nei tassi di interesse, con un conseguente impatto destabilizzante sull'equilibrio patrimoniale.

Il processo di gestione e monitoraggio del rischio di tasso di interesse del banking book è finalizzato alla stabilizzazione del margine in coerenza con gli obiettivi di redditività e con il profilo di rischio desiderato e si basa sulle metriche di Sensitivity di Valore Economico e Sensitivity del Margine di Interesse.

Il processo di governo del rischio di tasso è parte del complessivo processo di governo dei rischi definito nel processo RAF di Gruppo ed è sviluppato in coerenza con gli obiettivi di rischio/rendimento definiti nel Risk Appetite Statement e con le strategie aziendali tempo per tempo definite.

Gli indirizzi strategici e le politiche di governo del rischio di tasso sono definiti e approvati dal CA, avente funzione di supervisione Strategica, e rappresentano, a livello di Gruppo, il quadro di riferimento e i vincoli per l'operatività delle strutture deputate alla gestione dei rischi di tasso.

Il CA della capogruppo approva il risk appetite e tolerance a livello consolidato, definendo gli orientamenti strategici sul rischio di tasso, e il CE, quale organo di gestione, definisce e cura l'attuazione del processo di gestione dei rischi e definisce dei limiti operativi coerenti con la propensione al rischio.

La gestione operativa del rischio di tasso di interesse sul banking book è attribuita alla Business Unit Finanza alla quale competono:

  • la proposizione al Comitato ALM delle linee guida di gestione del rischio di tasso del banking book;
  • la gestione del rischio di tasso della Capogruppo e delle Società del Gruppo, in coerenza con il profilo di rischio complessivo definito e con le linee guida ricevute da parte del Comitato ALM, nonché nell'ambito dei massimali assegnati.

Nell'attività di gestione operativa la Business Unit Finanza si basa su analisi di interest rate sensitivity complessiva e buckettizzata, al fine di evidenziare il grado di esposizione asset o liability sensitive sui singoli tratti di curva. La Business Unit Finanza si occupa inoltre di proporre al Comitato ALM gli interventi ritenuti necessari a migliorare il profilo complessivo in termini di rischio di tasso e di realizzare operativamente tali interventi.

Nella Capogruppo sono accentrate le attività di misurazione, stress test e monitoraggio, che sono basate sulle metriche di Sensitivity di Valore Economico e Sensitivity del Margine di Interesse. La Sensitivity del Valore Economico esprime potenziali variazioni del valore economico, relative alla possibilità di subire variazioni nei valori attuali di tutte le attività, passività e strumenti fuori bilancio detenuti dalla banca, in seguito a mutamenti inattesi nei tassi di interesse. Ai fini del Risk Appetite lo scenario di riferimento è quello parallelo +-200bp; ai fini di Stress Testing sono previsti ulteriori scenari non paralleli. La Sensitivity del Margine di Interesse esprime potenziali variazioni negative di proventi o utili netti da interessi, che derivano dalla differenza nelle scadenze/periodo di ridefinizione del tasso di interesse delle attività e passività della banca sull'holding period definito, in seguito a mutamenti inattesi nei tassi di interesse. Ai fini del Risk Appetite lo scenario di riferimento è quello parallelo +-100bp; ai fini di Stress Testing sono previsti ulteriori scenari non paralleli.

Tali metriche, sono calcolate mensilmente ai fini della fase di monitoraggio RAF dalla funzione Risk Management e vengono rendicontante periodicamente ai comitati di riferimento (Comitato Risk Management e Comitato ALM) e organi decisionali in ambito RAF (CE/CA). Esse sono affiancate dagli indicatori operativi, monitorati con maggior frequenza, disciplinati nei regolamenti delle società esistenti in materia di assunzione Rischi Finanziari.

L'attività di monitoraggio comprende una costante attività di Stress Test volta a verificare almeno trimestralmente l'impatto sul rischio di tasso di scenari di stress ulteriori rispetto ai paralleli standard.

All'ufficio con funzione di convalida spetta periodicamente un'autonoma valutazione delle metodologie e dei modelli comportamentali utilizzati per quantificare il rischio di tasso, nonché la valutazione della congruità delle ipotesi di stress sottostanti.

Il Servizio Audit della Capogruppo effettua le verifiche periodiche (controllo di terzo livello) sull'adeguatezza del sistema di rilevazione del rischio di tasso del banking book in coerenza con la normativa interna ed esterna e sull'adeguatezza del processo relativo alle prove di stress.

Credem Banca misura e monitora il rischio di tasso di interesse mensilmente attraverso gli indicatori RAF basati sulla sensitivity del Margine di Interesse e sensitivity del Valore Economico. L'esposizione al rischio di tasso viene monitorata anche giornalmente attraverso i limiti operativi. Le componenti del rischio di tasso sono:

  • Gap risk: rischio legato alla struttura per scadenza degli strumenti interest rate sensitive del portafoglio bancario, sia a fronte di modifiche parallele della curva dei tassi (rischio parallelo), sia di variazioni differenziate per periodo (rischio non parallelo);
  • Basis Risk: rischio determinato dalla non perfetta correlazione nell'aggiustamento dei tassi a cui sono indicizzati gli strumenti;
  • Optionality Risk: rischio legato a opzioni "esplicite" o "implicite" nelle attività o passività del Banking Book di tipo automatico (ad esempio, cap/floor, ecc.) e di tipo comportamentale (ad esempio opzioni di prepayment dei mutui, ecc.)

In linea con la normativa di riferimento Credem Banca valuta e presidia anche il credit spread risk del banking book – CSRBB. Esso rappresenta il rischio derivante da variazioni del prezzo di mercato dovute al credit spread. Tale rischio viene misurato e monitorato nell'ambito del Risk Appetite Framework di gruppo (indicatore credit spread sensitivity) e nei Regolamenti assunzione rischi finanziari delle singole società.

La misurazione della Sensitivity di Valore Economico mensilmente viene condotta sulla base degli scenari regolamentari standard paralleli (±200 bps) e non paralleli (normativa EBA/GL/2022/14) e sulla base di scenari gestionali custom. Ai fini del controllo dei limiti operativi, giornalmente viene misurata la Sensitivity di Valore Economico +1 bp.

La misurazione della Sensitivity di Margine di Interesse mensilmente viene effettuata sulla base degli scenari ±100 bps e degli scenari previsti per la metrica della Sensitivity di Valore Economico (scenari regolamentari e gestionali custom).

Parametri e assunzioni non parametriche dei modelli comportamentali utilizzati nella misurazione del rischio tasso secondo i modelli interni sono gli stessi utilizzati ai fini del calcolo delle esposizioni riportate nella tabella EU IRRBB1.

Nella quantificazione dei numeri di rischio esposti in tabella EU IRRBB1 l'aggregazione delle valute segue le regole del EBA RTS on SOT (EBA/RTS/2022/10) per la determinazione dei SOTs. Ai fini della quantificazione e monitoraggio del rischio di tasso secondo le metodologie interne le esposizioni sulle singole valute vengono considerate anche senza ponderazioni.

Il Gruppo effettua la copertura del rischio di tasso attraverso il natural hedge delle poste attive e passive e tramite l'utilizzo di derivati sui tassi di interesse (OIS / IRS). Credem adotta le metodologie contabili del Fair Value Hedge e del Cash Flow Hedge, finalizzate a evitare che variazioni inattese dei tassi di mercato si ripercuotano negativamente sul patrimonio e sul margine di interesse della banca. La metodologia del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associata principalmente a mutui/finanziamenti a tasso fisso, componente core anelastica della raccolta a vista. Il Micro Fair value Hedge è impiegato invece per la copertura del rischio di tasso associato a titoli di debito in regime contabile HTCS e HTC e prestiti obbligazionari a tasso fisso emessi da Credito Emiliano. Il Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi trimestrali.

Le misure di sensitivity riportate in tabella IRRBB1 sono condotte secondo le ipotesi di seguito elencate. Sensitivity di Valore Economico:

  • l'orizzonte temporale è medio lungo termine, ovvero è misurata sulla base del valore attuale dei flussi finanziari generati per tutta la durata delle operazioni;
  • è condotta al risk free (non sono ricompresi gli spread);
  • è calcolata sotto ipotesi di run off dei flussi e sulla base dei tassi di mercato forward.

Sensitivity di Margine di Interesse:

  • l'orizzonte temporale è di un anno;
  • è condotta al tasso cliente (i flussi sono comprensivi degli spread);
  • è calcolata a volumi costanti.

In entrambe le metriche:

  • le poste a vista con la clientela (conti correnti attivi e passivi) sono modellizzate secondo il modello comportamentale interno che suddivide le poste nella componente non stabile (non core) e stabile (core), su cui viene stimato statisticamente il profilo di scadenza comportamentale sulla base della persistenza di tali poste. Viene inoltre individuata l'elasticità dei tassi della clientela rispetto alle variazioni dei tassi di mercato (parametro beta) determinando la parte che riprezza (core elastica) e quella insensibile ai tassi (core anelastica);
  • i mutui sono modellizzati secondo il piano di rimborso atteso comportamentale che tiene conto dell'opzionalità di rimborso anticipato. Il modello statistico comportamentale è basato sull'analisi della serie storica degli eventi di estinzione anticipata (survival analysis) e tiene conto sia di variabili finanziarie sia dalle caratteristiche del mutuo/mutuatario;
  • non performing: trattate come poste con scadenze in linea con il tempo medio di recupero atteso. UTP e past due per la componente per cui si prevede il rientro in bonis sono trattati secondo le caratteristiche finanziarie originali;
  • sono valorizzate le opzionalità implicite nei prodotti con la clientela (es. floor contrattuali sul parametro e legali sul tasso finito);
  • in linea con quanto previsto da EBA RTS on SOT (EBA/RTS/2022/10), post-shock viene applicato un floor che parte da -150 basis point per le scadenze più immediate fino a 0 bps a 50 anni;
  • non è prevista alcuna modellizzazione del capitale.

Le sensitivity di Valore Economico osservabili in tabella quantitativa IRRBB1 mostrano un'esposizione al rischio di tasso in aumento rispetto a giugno 2024. La sensitivity nello scenario dei tassi parallel up (+200 bps) a fine dicembre è pari al -4,6% del Tier1 capital, ben al di sotto della soglia EBA su SOT VE del 15%. La sensitivity del Margine di Interesse nello scenario parallel down dei tassi (-200 bps), in calo rispetto la scorsa rilevazione, si mantiene all'interno della soglia EBA su SOT NII del 5% del Tier1 capital. Le misure esposte in tabella IRRBB1 su 31.12.2024 sono in linea con quanto riportato nelle segnalazioni regolamentari ITS IRRBB per il calcolo dei SOT.

Con riferimento al modello comportamentale delle poste a vista la scadenza media di riprezzamento della raccolta a vista retail è pari a 2,1 anni, con durata massima 15 anni. La scadenza media di riprezzamento della raccolta a vista non-financial wholesale, è pari a 3 mesi, con durata massima 17 mesi.

Informativa quantitativa

Modello EU IRRBB1 - Rischio di tasso di interesse su posizioni non detenute nel portafoglio di negoziazione

Scenari prudenziali di shock a b c d
Variazioni del valore economico del
capitale proprio
Variazioni dei proventi da interessi
netti
31/12/2024 30/06/2024 31/12/2024 30/06/2024
1 Shock al rialzo parallelo (158.695) (118.968) 85.275 112.929
2 Shock al ribasso parallelo 92.750 80.952 (104.881) (138.345)
3 Steepener 712 (7.615)
4 Flattener (35.759) (8.786)
5 Shock up dei tassi a breve (84.222) (51.079)
6 Shock down dei tassi a lungo 40.986 25.987

14. RISCHIO OPERATIVO

Informazioni qualitative sul rischio operativo

Il Gruppo ha sviluppato un sistema integrato di gestione dei rischi operativi assunti che, in attuazione degli indirizzi strategici, consente di rafforzare la capacità delle Unità Organizzative di gestirli consapevolmente, introducendo strumenti di rilevazione, misurazione e controllo tali da garantire un'assunzione dei rischi consapevole e compatibile con le strategie di Governance e con le condizioni economiche e patrimoniali, nel rispetto delle indicazioni provenienti dalle Autorità di Vigilanza.

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato il regolamento "Gestione dei rischi operativi" (Regolamento ORM) con cui definisce le politiche di gestione del rischio operativo a livello di Gruppo e Banca e determina un sistema comune e coordinato caratterizzato da regole condivise per l'allocazione di compiti e responsabilità. Il regolamento definisce come rischio operativo "il rischio di perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni, ivi compreso il rischio giuridico; non sono inclusi quelli strategici e di reputazione".

Inoltre, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato, ai fini della determinazione del requisito patrimoniale, l'utilizzo del metodo TSA per tutte le società appartenenti al Gruppo Bancario.

Non sono intervenute variazioni significative rispetto all'esercizio precedente in relazione al modello di gestione dei rischi operativi che di seguito viene rappresentato sinteticamente: l'Organo con funzioni di supervisione strategica di Gruppo è identificato nel Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano SpA, Capogruppo del Gruppo Bancario Credito Emiliano – CREDEM. L'azione viene esercitata con il supporto del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (Comitato di Governance, privo di deleghe, istituito con la finalità di svolgere un ruolo istruttorio).

A livello di Gruppo sono stati individuati più organi con funzioni di gestione, coincidenti con i Consigli di Amministrazione delle singole controllate, che hanno adottato il Regolamento ORM traducendo il relativo "schema" nella specifica realtà aziendale ed individuando concretamente le funzioni "locali" richieste per il buon esito del processo.

Dal punto di vista operativo gli organi con funzione di supervisione strategica e quelli con funzioni di gestione sono supportati dall'attività dell'ORM Centrale. Nell'ambito del processo coordinato centralmente dall' "ORM Centrale", l'attività viene svolta con il supporto di alcune funzioni "ORM Periferico" appartenenti a diversi servizi della banca.

L'Organo con funzioni di controllo è identificato nel Collegio Sindacale, coerentemente con la disciplina vigente relativa agli enti che adottano un modello "tradizionale" di governance societaria. Più in particolare, il Collegio della Capogruppo è responsabile di vigilare sull'osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie, sulla corretta amministrazione, sull'adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili del Gruppo anche tramite il coordinamento con gli omologhi organi collegiali presenti nelle controllate.

Nell'espletamento delle proprie attività tale organo viene supportato dal Servizio Audit di Gruppo.

Il Regolamento ORM istituisce, inoltre, specifici flussi informativi verso l'organo di controllo delle società interessate dal modello TSA (a livello individuale e consolidato, secondo le rispettive competenze).

Il Sistema di Gestione dei Rischi Operativi è periodicamente sottoposto a revisione indipendente da parte del Servizio Audit della Capogruppo.

Il sistema di gestione dei rischi operativi è definito come l'insieme strutturato dei processi funzioni e risorse per l'identificazione, la valutazione e il controllo dei rischi operativi ed è articolato nei seguenti sottoprocessi:

    1. Identificazione;
    1. Misurazione;
    1. Monitoraggio e Controllo;
    1. Mitigazione.

Le società incluse nei processi di misurazione, monitoraggio e mitigazione, sono quelle che risultano annualmente rilevanti ai fini del rischio operativo ed informatico dall'analisi di rilevanza effettuata nell'ambito dell'approvazione del Risk Appetite Framework (RAF) e del processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP) svolto dalla Capogruppo.

Il processo di "Identificazione" è composto dalle seguenti procedure:

Loss Data Collection: consiste nella raccolta dei dati di perdita operativa interna con il coinvolgimento diretto di tutte le unità di business. In tale ambito, gli eventi di perdita operativa (inclusi quelli di natura informatica) sono classificati per Business Line (corporate finance, trading and sales, retail banking, commercial banking, payment and settlement, agency services, asset management, retail Brokerage) ed Event Type (frodi interne, frodi esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, clientela - prodotti e prassi professionali, danni da eventi esterni, interruzioni dell'operatività e disfunzioni dei sistemi, esecuzione, consegna e gestione dei processi);

  • Risk Self Assessment: consiste nella raccolta, attraverso questionario, di stime soggettive espresse dai risk owner con riferimento agli eventi di natura operativa (inclusi quelli di natura informatica) potenzialmente rilevanti per le proprie unità di business e tenuto conto delle linee guida di sviluppo emerse dal processo di pianificazione preliminare di gruppo;
  • Data Pooling/Comunicazione verso enti esterni: consiste nella partecipazione ad iniziative consortili esterne e nella gestione delle relative interrelazioni (ad es. consorzio DIPO) ed alla comunicazione dei dati di perdita operativa raccolti agli Organi di Vigilanza (Banca d'Italia e Banca Centrale Europea).

Il processo di "Misurazione" è rappresentato dalla quantificazione del Capitale a Rischio (CaR) mediante stime soggettive. Le metodologie di misurazione delle perdite attese e inattese sono finalizzate ad un'attività di controllo ed individuazione di situazioni potenzialmente critiche e si basano sulla esecuzione di questionari (RSA), con frequenza almeno annuale, che per ogni tipologia di evento richiedono ai responsabili delle unità organizzative (UO) che possono generare/gestire i rischi operativi, una stima soggettiva di alcuni fattori di rischio:

  • "frequenza tipica", il numero medio atteso di eventi nell'arco temporale di riferimento;
  • "impatto tipico", la perdita media attesa per tipologia di evento;
  • "impatto peggiore", l'impatto del singolo evento qualora esso si manifesti nel peggior modo (ragionevolmente) concepibile.

L'analisi è svolta su più livelli: unità organizzativa, business units, società e gruppo consolidato e per ogni livello sono prodotti: un valore di perdita attesa ed un valore di perdita inattesa. I risultati della valutazione sono utilizzati a fini gestionali per la prevenzione e la mitigazione dei rischi operativi e nel processo di pianificazione operativa, coerentemente a quanto definito dal "Regolamento pianificazione, programmazione e controllo di Gruppo".

Il processo di "Monitoraggio e controllo" mira a identificare tempestivamente eventuali disfunzioni nei processi aziendali o nelle procedure di gestione del rischio al fine di consentire di valutare le necessarie azioni di mitigazione.

I Rischi Operativi sono inoltre monitorati all'interno del più ampio processo di Risk Appetite Framework (RAF) di Gruppo (monitoraggio trimestrale).

Al fine di assicurare un presidio nel continuo, è prevista una rendicontazione per singolo evento di perdita operativa la cui autonomia di delibera (definita all'interno dei regolamenti già vigenti o, in mancanza, oltre la soglia di 100.000€) spetta al Comitato Esecutivo/Consiglio di Amministrazione, dei controlli che non sono andati a buon fine e delle azioni correttive di eventuali carenze organizzative e/o di processo/prodotto. Qualora disponibili, l'ORM periferico di volta in volta competente, inserisce le informazioni oggetto di rendicontazione in seno alle proposte e le invia alle Funzioni preposte a seconda delle casistiche (a titolo esemplificativo, Servizio Audit e Compliance). In ogni caso, le delibere assunte dal CE/CA sono inviate, per opportuna conoscenza, al Risk Officer della Capogruppo e all'ORM Centrale. L'ORM Centrale verifica semestralmente che le Funzioni preposte siano state attivate dagli ORM Periferici e laddove questo non sia accaduto, attiva direttamente le Funzioni preposte eventualmente coordinandosi con gli ORM Periferici.

Inoltre, l'ORM Centrale controlla semestralmente, per BU/Servizio di Credembanca e per le società rilevanti, che le rispettive perdite contabilizzate nel semestre/anno di riferimento non superino il relativo valore di Perdita Attesa stimato in ambito Risk Self Assessment e, nel caso in cui ciò accada, rendiconta nel CE di Credembanca le motivazioni dello scostamento fornite dai Responsabili delle BU/Capi Servizio di Credembanca. Per le singole società rilevanti, nel caso in cui le perdite risultino superiori alla Perdita Attesa, l'ORM periferico della società rendiconta nel proprio CA le motivazioni dello scostamento e ne dà comunicazione al Risk Officer della Capogruppo.

Il sistema di reporting fornisce agli organi aziendali ed ai responsabili delle funzioni interessate informazioni sul livello di esposizione ai rischi operativi e rappresenta uno strumento di supporto per la loro gestione attiva e la sintesi dei processi di misurazione, monitoraggio e controllo.

Il processo di "Mitigazione" definisce le azioni da intraprendere per la prevenzione e l'attenuazione dei rischi operativi ed è composto dalle seguenti procedure:

Analisi gestionale: consiste nell'analisi delle criticità emerse e delle diverse possibili soluzioni a disposizione nell'ambito delle tradizionali modalità alternative di gestione del rischio (ritenzione, trasferimento, mitigazione), in ottica costi-benefici;

  • Gestione dell'attività di mitigazione: consiste nella scelta, pianificazione, avvio delle attività, implementazione e completamento degli interventi di mitigazione messi in atto e successivo controllo dell'avanzamento e dell'efficacia degli interventi di mitigazione del rischio attuati;
  • Gestione delle forme di trasferimento: consiste nella individuazione, valutazione, scelta e gestione delle diverse forme di trasferimento del rischio.

Le azioni di mitigazione definite nel reporting vengono inoltre incluse nel processo di pianificazione operativa. Inoltre, con frequenza almeno triennale, il Team del Gruppo Credem per la valutazione delle polizze assicurative a copertura dei rischi propri (escluse quindi le polizze su prodotti o a favore del personale) stipulate dalle Società del Gruppo, effettua una rilevazione complessiva dello stato dei rischi e del livello delle relative coperture assicurative, con l'obiettivo di individuare aree con copertura insufficiente o inefficace.

La rilevazione considera la situazione di rischio complessiva del Gruppo, sulla base dei report periodici di RSA (Risk Self Assessment) e sulle statistiche LDC (Loss Data Collection).

L'area di competenza Insurance collabora con l'Orm Centrale e con gli Uffici di riferimento delle diverse aree su cui vengono evidenziati fattori d'attenzione, per verificare la coerenza dei dati rilevati, definire al meglio il rischio complessivo e in ultima analisi stabilire l'opportunità di attivare una polizza oppure non farlo. Inoltre, periodicamente, viene effettuata una valutazione inerente alle varie tipologie di rischio per verificare la necessità di estendere le relative coperture assicurative.

I rischi da considerare al fine di valutare l'attivazione di una polizza assicurativa sono quelli di natura patrimoniale, diretti o indiretti, dovuti alla perdita di valori di proprietà oppure derivanti dal risarcimento di danni causati a terzi nonché quelli previsti dalle normative di riferimento.

La classificazione delle attività nelle linee di business regolamentari è declinata nelle fasi di:

  • mappatura dati;
  • determinazione requisito patrimoniale individuale.

La mappatura dei dati si delinea a livello individuale attraverso il collocamento di ciascuno dei centri gestionali nella business line regolamentare di pertinenza seguendo i principi sanciti dal Regolamento UE n. 575/2013; segue quindi l'individuazione delle fonti dati che riportano i dati reddituali di tali centri e gli eventuali criteri di ripartizione.

In applicazione della mappatura definita, ciascuna società procede alla determinazione dei valori per centro, alla collocazione sulle business line previste e alla determinazione del requisito individuale.

Le attività definite per la determinazione del requisito patrimoniale consolidato prevedono l'identificazione dell'"Indicatore Rilevante" individuale e la componente riconducibile a ciascuna società del Gruppo per business line regolamentare (da determinarsi in coerenza con i criteri sanciti nella mappatura utilizzata a fini individuali).

Il requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi, calcolato sull' Indicatore Rilevante del triennio 2022 - 2024, è pari a 212,1 milioni di euro.

Si riporta di seguito la composizione percentuale delle perdite operative del Gruppo Credem per tipologie di evento:

  • ET 01 Frode Interna
  • ET 02 Frode esterna
  • ET 03 Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro
  • ET 04 Rapporti con clienti, prestazioni di servizi e prodotti
  • ET 05 Disastri ed altri eventi
  • ET 06 Sistemi
  • ET 07- Esecuzione, gestione, consegna di servizi e prodotti

Nel corso del 2024, la principale fonte di rischio operativo, per importo di perdita, è risultata essere la tipologia di evento "Esecuzione, gestione e consegna di prodotti o servizi" (ET 07). La seconda fonte di rischio operativo di riferisce alle perdite dovute a "Frodi esterne" (ET 02)", seguita da "Rapporti con Clienti, prestazioni di servizi o prodotti" (ET 04), "Frodi Interne" (ET 01), "Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro" (ET 03)" e "Disastri ed altri eventi" (ET 05).

L'incidenza delle perdite legate a malfunzionamento dei sistemi tecnologici (ET 06) è risultata marginale. Infine, la quasi totalità delle perdite riconducibili al "Conduct Risk" si riferisce agli Event Type 01 e 04.

Informativa quantitativa

Modello EU OR1: requisiti di fondi propri per il rischio operativo e importi delle esposizioni ponderati per il rischio

Attività bancarie a b c d e
Indicatore rilevante
Anno-3 Anno-2 Ultimo anno Requisiti di
fondi propri
Importo
dell'esposizione
al rischio
1 Attività bancarie soggette al metodo base (BIA) - - - - -
2 Attività bancarie soggette al metodo standardizzato
(TSA) / al metodo standardizzato alternativo (ASA)
1.261.881 1.724.453 1.812.311 212.100 2.651.242
3 Soggette al metodo TSA 1.261.881 1.724.453 1.812.311
4 Soggette al metodo ASA - - -
5 Attività bancarie soggette a metodi avanzati di
misurazione (AMA)
- - - - -

15. LEVA FINANZIARIA

Informazioni qualitative sul coefficiente di leva finanziaria

Il Regolamento UE 575/2013 ha introdotto a partire dal 1° gennaio 2014 l'obbligo di calcolo del coefficiente di leva finanziaria per limitare l'accumulo di leva finanziaria eccessiva, ovvero di un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri che renda la banca vulnerabile.

In relazione al rischio di leva finanziaria è previsto che le banche si dotino di politiche e procedure aziendali volte a identificare, gestire e monitorare tale rischio.

E' inoltre previsto che le banche gestiscano conservativamente il rischio di eccessiva leva finanziaria considerando i potenziali incrementi di tale rischio dovuti alle riduzioni dei fondi propri della banca causate da perdite attese o realizzate derivanti dalle regole contabili applicabili. A tal fine le banche devono essere in grado di far fronte a diverse situazioni di stress con riferimento al rischio di leva finanziaria eccessiva.

A partire dal 1 gennaio 2015 è stato introdotto l'obbligo di pubblicazione del coefficiente calcolato conformemente all'art. 429 del Regolamento UE 575/2013.

In data 10 ottobre 2014 la Commissione Europea ha emanato il Regolamento Delegato 2015/62 che modifica la definizione di Leva Finanziaria. Il Regolamento Delegato, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE in data 17 gennaio 2015, non introduce un obbligo di requisito specifico legato al coefficiente in oggetto, ma elimina divergenze interpretative e garantisce l'allineamento delle disposizioni del Regolamento (UE) n. 575/2013 alle norme concordate a livello internazionale, in modo da assicurare una migliore comparabilità e pari condizioni di concorrenza.

In data 15 febbraio 2016 sono state pubblicate, attraverso il Regolamento di esecuzione 2016/200 della Commissione, le norme tecniche di attuazione relative all'informativa sul coefficiente di Leva Finanziaria ai sensi del Regolamento UE 575/2013. Inoltre, a partire dal 30 settembre 2016, il coefficiente di leva è calcolato secondo le disposizioni contenute nel Regolamento di esecuzione (UE) n.428/2016 della Commissione che hanno modificato il Regolamento di esecuzione n.680/2014, contente le norme tecniche di attuazione per quanto riguarda le segnalazioni a fini di vigilanza.

Il coefficiente di leva finanziaria è calcolato trimestralmente, sia a livello individuale che a livello consolidato, come rapporto tra il totale delle esposizioni del Gruppo non dedotte nel calcolo del capitale (SFT, derivati, esposizioni fuori bilancio ed altre esposizioni in bilancio) ed il Capitale di Classe 1. A partire dal 31 dicembre 2021, con l'introduzione della CRR2, è previsto un requisito minimo vincolante del 3%.

Descrizione dei fattori che hanno avuto un impatto sul coefficiente di leva finanziaria durante il periodo di riferimento

Il coefficiente di leva finanziaria al 31 dicembre 2024 risulta in aumento rispetto al 30 giugno 2024 dello 0,08%. Tale variazione è principalmente legata all'incremento del Capitale di classe 1. Per maggiori informazioni circa la composizione del Capitale di Classe 1 si rimanda all'apposito capitolo "I Fondi Propri", mentre per maggiori informazioni sulla composizione del totale esposizioni si rimanda alle successive tabelle del presente capitolo.

Descrizione dei processi utilizzati per gestire il rischio di leva finanziaria eccessiva

Definizione del rischio

Il Gruppo Credem adotta la definizione di leva finanziaria eccessiva presente nella normativa (circolare 285), secondo cui lo stesso rappresenta "il rischio che un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri renda la banca vulnerabile, rendendo necessaria l'adozione di misure correttive al proprio piano industriale, compresa la vendita di attività con contabilizzazione di perdite che potrebbero comportare rettifiche di valore anche sulle restanti attività".

Relativamente al rischio di leva finanziaria eccessiva, la circolare 285 prevede che le banche debbano:

  • fare riferimento a indicatori quali il leverage ratio e altri in grado di rilevare eventuali squilibri tra le attività e le passività;
  • tener conto del possibile incremento del rischio connesso con la rilevazione di perdite attese o realizzate che riducono la dotazione patrimoniale.

Il gruppo Credem adotta la definizione del leverage ratio in linea con la regolamentazione in vigore quale indicatore del rischio di leva finanziaria eccessiva a livello consolidato, come disciplinato all'interno del Regolamento "Regolamento Recovery Planning e RAF del gruppo Credem". L'indicatore viene inoltro sottoposto a stress in ipotesi di riduzione della base patrimoniale, coerentemente con gli scenari di stress rendicontati nel presente ICAAP.

Descrizione delle modalità di governance

Di seguito viene rappresentato sinteticamente il processo di gestione del rischio di leva finanziaria eccessiva, con evidenza dei ruoli e delle attribuzioni di responsabilità agli organi societari e alle funzioni aziendali a vario titolo coinvolte.

Il leverage ratio rappresenta uno degli indicatori di Risk appetite su cui è strutturato il RAF, come riportato all'interno del Regolamento Risk Appetite Framework del Gruppo Credem (allegato 1).

In generale il processo di determinazione del RAF si attiva contestualmente al processo per la determinazione del budget del Gruppo (o del Piano Strategico), coordinato dal Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo, con il supporto del Servizio VALORE. Lo sviluppo dei due processi (Piano Strategico/Budget e RAF) è pertanto strettamente integrato per favorire la lettura delle dinamiche di rischio implicite nella formulazione degli obiettivi economici.

L'ufficio Contabilità è responsabile del calcolo a consuntivo dell'indicatore di leverage, nell'ambito di quanto previsto dalle segnalazioni di Vigilanza.

A partire dall'anno 2022 l'indicatore è monitorato anche mensilmente nell'ambito del processo RAF mensile. Il calcolo gestionale infratrimestrale è effettuato dall'ufficio PGC

L'ufficio responsabile del calcolo di budget è PGC – Pianificazione Gestione Capitale e Costi, con il supporto di RWA – Team Rischi Finanziari e Wealth.

Il Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo supporta il CA nell'individuazione del valore obiettivo.

Descrizione delle metodologie di misurazione

Il leverage ratio è calcolato come rapporto fra il capitale (Tier 1) e le esposizioni non pesate (on and offbalance sheet); la dotazione patrimoniale è riferibile al gruppo nel suo complesso.

Misure di attenuazione e controllo

Il leverage ratio è la misura adottata dal gruppo Credem quale indicatore del rischio di leva finanziaria eccessiva a livello consolidato. L'indicatore è stato concepito dal Comitato di Basilea come misura da affiancare ai Capital Ratio risk-based, in funzione di backstop supplementare a fronte di un eccessivo accumulo di rischio: "The Committee has designed the leverage ratio to be a credible supplementary measure to the risk-based requirement with a view to migrating to a Pillar 1 treatment based on appropriate review and calibration".

Nell'ambito della CRR II è stato introdotto il valore vincolante pari al 3%: "un ente che soddisfa il buffer del coefficiente di leva finanziaria ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, lettera a) del Il regolamento (UE) 575/2013 non può effettuare una distribuzione in connessione con il capitale di classe 1 a una misura che ridurrebbe il suo capitale di classe 1 ad un livello tale da non soddisfare più il requisito sul coefficiente di leva finanziaria".

Si riportano di seguito le principali informazioni inerenti il coefficiente di leva finanziaria del Gruppo al 31 dicembre 2024.

Modello EU LR1 - LRSum: Riepilogo della riconciliazione tra attività contabili ed esposizioni del coefficiente di leva finanziaria

a
Importo applicabile
31/12/2024
1 Attività totali come da bilancio pubblicato 67.994.961
2 Rettifica per i soggetti consolidati a fini contabili ma esclusi dall'ambito del consolidamento
prudenziale
(9.700.680)
3 (Rettifica per le esposizioni cartolarizzate che soddisfano i requisiti operativi per il riconoscimento del
trasferimento del rischio)
-
4 (Rettifica per l'esenzione temporanea delle esposizioni verso banche centrali (se del caso)) -
5 (Rettifica per le attività fiduciarie iscritte a bilancio a norma della disciplina contabile applicabile ma
escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1,
lettera i), del CRR)
-
6 Rettifica per gli acquisti e le vendite standardizzati di attività finanziarie soggette alla registrazione
sulla base della data di negoziazione
-
7 Rettifica per le operazioni di tesoreria accentrata ammissibili -
8 Rettifica per gli strumenti finanziari derivati (342.792)
9 Rettifica per le operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT) 26.104
10 Rettifica per gli elementi fuori bilancio (conversione delle esposizioni fuori bilancio in importi
equivalenti di credito)
1.793.641
11 (Rettifica per gli aggiustamenti per la valutazione prudente e gli accantonamenti specifici e generici
che hanno ridotto il capitale di classe 1)
-
EU
11a
(Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente
all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera c), del CRR)
-
EU
11b
(Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente
all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera j), del CRR)
-
12 Altre rettifiche (804.796)
13 Misura dell'esposizione complessiva 58.966.439

Modello EU LR2 - LRCom: Informativa armonizzata sul coefficiente di leva finanziaria

Esposizioni del coefficiente di leva
finanziaria (CRR)
a b
31/12/2024 30/06/2024
Esposizioni in bilancio (esclusi derivati e SFT)
1 Elementi in bilancio (esclusi derivati e SFT, ma comprese le garanzie reali) 57.851.556 54.815.979
2 Maggiorazione per le garanzie reali fornite su derivati se dedotte dalle attività in bilancio in
base alla disciplina contabile applicabile
- -
3 (Deduzioni dei crediti per il margine di variazione in contante fornito in operazioni su
derivati)
(378.486) (276.300)
4 (Rettifica per i titoli ricevuti nell'ambito di operazioni di finanziamento tramite titoli che
sono iscritti come attività)
- -
5 (Rettifiche di valore su crediti generiche degli elementi in bilancio) - -
6 (Importi delle attività dedotte nella determinazione del capitale di classe 1) (426.310) (413.341)
7 Esposizioni in bilancio complessive (esclusi derivati e SFT) 57.046.761 54.126.338
Esposizioni su derivati
8 Costo di sostituzione associato alle operazioni su derivati SA-CCR (al netto del margine di
variazione in contante ammissibile)
14.747 16.218
EU-8a Deroga per derivati: contributo ai costi di sostituzione nel quadro del metodo
standardizzato semplificato
- -
9 Importi delle maggiorazioni per le esposizioni potenziali future associate alle operazioni su
derivati SA-CCR
84.687 88.082
EU-9a Deroga per derivati: contributo all'esposizione potenziale futura nel quadro del metodo
standardizzato semplificato
- -
EU-9b Esposizione calcolata secondo il metodo dell'esposizione originaria - -
10 (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del
cliente) (SA-CCR)
- -
EU-10a (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del
cliente) (metodo standardizzato semplificato)
- -
EU-10b (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del
cliente) (metodo dell'esposizione originaria)
- -
11 Importo nozionale effettivo rettificato dei derivati su crediti venduti - -
12 (Compensazioni nozionali effettive rettificate e deduzione delle maggiorazioni per i derivati
su crediti venduti)
- -
13 Totale delle esposizioni in derivati 99.434 104.300
Esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT)
14 Attività SFT lorde (senza riconoscimento della compensazione) previa rettifica per le
operazioni contabilizzate come vendita
499 952.657
15 (Importi compensati risultanti dai debiti e crediti in contante delle attività SFT lorde) - -
16 Esposizione al rischio di controparte per le attività SFT 26.104 54.076
EU-16a Deroga per SFT: esposizione al rischio di controparte conformemente all'articolo 429
sexies, paragrafo 5, e all'articolo 222 del CRR.
- -
17 Esposizioni su operazioni effettuate come agente - -
EU-17a (Componente CCP esentata delle esposizioni su SFT compensate per conto del cliente) - -
18 Totale delle esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli 26.603 1.006.733
Altre esposizioni fuori bilancio
19 Importo nozionale lordo delle esposizioni fuori bilancio 13.585.737 13.422.270
20 (Rettifiche per conversione in importi equivalenti di credito) (11.792.095) (11.537.554)
21 (Accantonamenti generici dedotti nella determinazione del capitale di classe 1 e
accantonamenti specifici associati alle esposizioni fuori bilancio)
- -
22 Esposizioni fuori bilancio 1.793.641 1.884.716
Esposizioni escluse
EU-22a (Esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente
all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera c), del CRR)
- -
EU-22b (Esposizioni esentate conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera j), del CRR (in
bilancio e fuori bilancio))
- -
EU-22c (Esposizioni di banche (o unità) pubbliche di sviluppo escluse - Investimenti del settore
pubblico)
- -
Esposizioni del coefficiente di leva
finanziaria (CRR)
a b
31/12/2024 30/06/2024
EU-22d (Esposizioni di banche (o unità) pubbliche di sviluppo escluse - Prestiti agevolati) - -
EU-22e (Esposizioni escluse derivanti da trasferimenti (passing-through) di prestiti agevolati da
parte di un ente che non sia una banca (o unità) pubblica di sviluppo)
- -
EU-22f (Parti garantite escluse delle esposizioni derivanti da crediti all'esportazione) - -
EU-22g (Garanzie reali in eccesso depositate presso agenti triparty escluse) - -
EU-22h (Servizi connessi a un CSD di CSD/enti esclusi conformemente all'articolo 429 bis,
paragrafo 1, lettera o), del CRR)
- -
EU-22i (Servizi connessi a un CSD di enti designati esclusi conformemente all'articolo 429 bis,
paragrafo 1, lettera p), del CRR)
- -
EU-22j (Riduzione del valore dell'esposizione di prestiti di prefinanziamento o di prestiti intermedi) - -
EU-22k (Totale delle esposizioni escluse) - -
Capitale e misura dell'esposizione complessiva
23 Capitale di classe 1 3.457.189 3.302.826
24 Misura dell'esposizione complessiva 58.966.439 57.122.087
Coefficiente di leva finanziaria
25 Coefficiente di leva finanziaria (%) 5,86% 5,78%
EU-25 Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto dell'esenzione degli investimenti del
settore pubblico e dei prestiti agevolati) (%)
5,86% 5,78%
25a Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea
applicabile delle riserve della banca centrale) (%)
5,86% 5,78%
26 Requisito regolamentare del coefficiente minimo di leva finanziaria (%) 3,00% 3,00%
EU-26a Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (%) - -
EU-26b Di cui costituiti da capitale CET1 - -
27 Requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria (%) - -
EU-27a Requisito del coefficiente di leva finanziaria complessivo (%) 3,00% 3,00%
Scelta in merito a disposizioni transitorie e esposizioni rilevanti
EU-27b Scelta in merito alle disposizioni transitorie per la definizione della misura del capitale A regime A regime
Informazioni sui valori medi
28 Media dei valori giornalieri delle attività lorde di SFT, dopo le rettifiche per le operazioni
contabili di vendita e al netto dei debiti e dei crediti in contante associati
360.995 161.429
29 Valore di fine trimestre delle attività lorde di SFT, dopo le rettifiche per le operazioni
contabili di vendita e al netto dei debiti e dei crediti in contante associati
499 952.657
30 Misura dell'esposizione complessiva (compreso l'impatto di un'eventuale esenzione
temporanea applicabile delle riserve della banca centrale) comprendente i valori medi della
riga 28 delle attività lorde di SFT (dopo la rettifica per le operazioni contabili di vendita e al
netto dei debiti e dei crediti in contante associati)
59.326.936 56.330.859
30a Misura dell'esposizione complessiva (escluso l'impatto di un'eventuale esenzione
temporanea applicabile delle riserve della banca centrale) comprendente i valori medi della
riga 28 delle attività lorde di SFT (dopo la rettifica per le operazioni contabili di vendita e al
netto dei debiti e dei crediti in contante associati)
59.326.936 56.330.859
31 Coefficiente di leva finanziaria (compreso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea
applicabile delle riserve della banca centrale) comprendente i valori medi della riga 28 delle
attività lorde di SFT (dopo la rettifica per le operazioni contabili di vendita e al netto dei
debiti e dei crediti in contante associati)
5,83% 5,86%
31a Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea
applicabile delle riserve della banca centrale) comprendente i valori medi della riga 28 delle
attività lorde di SFT (dopo la rettifica per le operazioni contabili di vendita e al netto dei
debiti e dei crediti in contante associati)
5,83% 5,86%
a
Esposizioni del
coefficiente di leva
finanziaria (CRR)
31/12/2024
EU - 1 Totale delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate), di cui 57.473.071
EU - 2 Esposizioni nel portafoglio di negoziazione 19.168
EU - 3 Esposizioni nel portafoglio bancario, di cui 57.453.903
EU - 4 Obbligazioni garantite 188.712
EU - 5 Esposizioni trattate come emittenti sovrani 15.925.770
EU - 6 Esposizioni verso amministrazioni regionali, banche multilaterali di sviluppo, organizzazioni
internazionali e organismi del settore pubblico non trattati come emittenti sovrani
55.948
EU - 7 Esposizioni verso enti 1.859.410
EU - 8 Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili 9.398.707
EU - 9 Esposizioni al dettaglio 8.659.909
EU - 10 Esposizioni verso imprese 18.491.551
EU - 11 Esposizioni in stato di default 273.284
EU - 12 Altre esposizioni (ad es. in strumenti di capitale, cartolarizzazioni e altre attività diverse da crediti) 2.600.611

Modello EU LR3 - LRSpl: disaggregazione delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate)

16. ATTIVITÀ VINCOLATE

E' considerata vincolata l'attività che è stata costituita in garanzia o altrimenti riservata per fornire forme di copertura, garanzia o supporto al credito (credit enhancement) a un'operazione da cui non può essere ritirata liberamente.

A titolo esemplificativo, rientrano tra le attività vincolate le seguenti tipologie di contratti:

  • operazioni di finanziamento garantite, compresi i contratti e accordi di vendita con patto di riacquisto, le concessioni di titoli in prestito e le altre forme di prestito garantito;
  • varie forme di contratti di garanzia, ad esempio garanzie reali collocate a copertura del valore di mercato delle operazioni su derivati;
  • garanzie finanziarie assistite da garanzie reali. Si rilevi che, in assenza di limitazioni di ritiro della garanzia reale per la parte inutilizzata della garanzia, quali l'autorizzazione preventiva, va imputato soltanto (in proporzione) l'importo utilizzato;
  • garanzie reali collocate presso sistemi di compensazione, controparti centrali o altri enti infrastrutturali come condizione per accedere al servizio. Sono compresi i fondi di garanzia e i margini iniziali;
  • linee di credito delle banche centrali. Le attività già posizionate non vanno considerate vincolate, salvo i casi in cui la banca centrale consente il ritiro delle attività collocate solo previa autorizzazione. Così come per le garanzie finanziarie inutilizzate, la parte inutilizzata (ossia la parte che supera l'importo minimo imposto dalla banca centrale) va imputata proporzionalmente alle diverse attività collocate presso la banca centrale;
  • attività sottostanti strutture di cartolarizzazione, laddove le attività finanziarie non siano state eliminate contabilmente dalle attività finanziarie dell'ente. Le attività sottostanti titoli mantenuti non sono considerate vincolate, a meno che i titoli in questione non siano costituiti in garanzia o altrimenti costituiti in garanzia reale per fornire una forma di assicurazione a un'operazione;
  • attività in aggregati di copertura usate per l'emissione di obbligazioni garantite. Le attività sottostanti obbligazioni garantite sono considerate vincolate, tranne in determinate situazioni in cui l'ente detiene le obbligazioni garantite corrispondenti ("obbligazioni di propria emissione").

Non sono considerate vincolate le attività che, assegnate a linee non utilizzate, possono essere ritirate liberamente.

Si riportano nel seguito le principali informazioni quantitative sulle attività impegnate e non impegnate iscritte in bilancio, le garanzie ricevute e i titoli di debito di propria emissione vincolati e vincolabili, le fonti di gravame.

I valori sono esposti secondo i modelli pubblicati nel Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637 e rappresentano la mediana dei dati trimestrali segnalati negli ultimi dodici mesi. La mediana costituisce la tendenza centrale, che rappresenta la posizione centrale di un insieme di numeri in una distribuzione statistica.

Modello EU AE1 - Attività vincolate e non vincolate

Valore contabile delle
attività vincolate
Fair value (valore equo)
delle attività vincolate
Valore contabile delle
attività non vincolate
Fair value (valore equo)
delle attività non
vincolate
di cui EHQLA
ed HQLA
nozionalmente
ammissibili
di cui EHQLA
ed HQLA
nozionalmente
ammissibili
di cui
EHQLA ed
HQLA
di cui
EHQLA ed
HQLA
010 030 040 050 060 080 090 100
010 Attività dell'ente
che pubblica
l'informativa
10.074.917 5.980.243 46.703.367 8.224.960
030 Strumenti
rappresentativi di
capitale
- - - - 94.410 - 54.462 -
040 Titoli di debito 6.711.535 5.980.243 6.678.217 5.949.104 5.839.459 4.004.159 5.597.823 4.007.945
050 di cui obbligazioni
garantite
- - - - 35.955 35.955 35.958 35.958
060 di cui
cartolarizzazioni
- - - - 298.933 269.148 296.815 267.419
070 di cui emessi da
amministrazioni
pubbliche
5.957.223 5.957.223 5.926.085 5.926.085 3.472.036 3.226.435 3.232.090 3.231.979
080 di cui emessi da
società
finanziarie
681.335 23.157 679.003 23.157 1.897.374 358.564 1.895.684 356.662
090 di cui emessi da
società non
finanziarie
- - - - 470.049 355.325 470.049 355.325
120 Altre attività 3.209.612 - 41.196.229 4.220.801

Modello EU AE2: garanzie reali ricevute e titoli di debito di propria emissione

Valore equo delle garanzie reali
ricevute o dei titoli di debito di
propria emissione vincolati
Non vincolati
Valore equo delle garanzie reali
ricevute o dei titoli di debito di propria
emissione vincolabili
di cui EHQLA ed
HQLA
nozionalmente
ammissibili
di cui EHQLA ed
HQLA
010 030 040 060
130 Garanzie reali ricevute dall'ente che pubblica
l'informativa
249 249 319.308 319.308
140 Finanziamenti a vista - - - -
150 Strumenti rappresentativi di capitale - - - -
160 Titoli di debito 249 249 319.308 319.308
170 di cui obbligazioni garantite - - - -
180 di cui cartolarizzazioni - - - -
190 di cui emessi da amministrazioni pubbliche 249 249 319.308 319.308
200 di cui emessi da società finanziarie - - - -
210 di cui emessi da società non finanziarie - - - -
220 Prestiti e anticipazioni diversi dai finanziamenti a vista - - - -
230 Altre garanzie reali ricevute - - - -
240 Titoli di debito di propria emissione diversi da
obbligazioni garantite o cartolarizzazioni proprie
- - - -
241 Obbligazioni garantite e cartolarizzazioni di propria
emissione non ancora costituite in garanzia
- -
250 TOTALE DELLE GARANZIE REALI RICEVUTE E DEI
TITOLI DI DEBITO DI PROPRIA EMISSIONE AL
10.193.750 6.099.075

Modello EU AE3: fonti di gravame

Passività
corrispondenti,
passività
potenziali o titoli
concessi in
prestito
Attività, garanzie reali
ricevute e titoli di debito
di propria emissione
diversi da obbligazioni
garantite e
cartolarizzazioni,
vincolati
010 030
010 Valore contabile delle passività finanziarie selezionate 10.081.458 10.134.208

Informazioni descrittive di accompagnamento

Le principali fattispecie di attività vincolate dal Gruppo, riconducibili principalmente a Credito Emiliano Spa, sono rappresentate dalle seguenti categorie:

  • attivi iscritti in bilancio costituiti da titoli e finanziamenti conferiti a cauzione per anticipazione su finanziamenti con la Banca Centrale Europea;
  • attivi iscritti in bilancio ceduti nell'ambito dei programmi connessi con le operazioni di "covered bond". Per maggiori informazioni relative ai portafogli di cessione si rimanda alla specifica sezione della presente Informativa al Pubblico riguardante il programma Credem CB;
  • attività finanziarie iscritte in bilancio, cedute nell'ambito dell'operazione di cartolarizzazione di mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nei programmi "Obbligazioni bancarie garantite"; l'ammontare dei finanziamenti vincolati è proporzionale alla quota dei relativi titoli ABS riacquistati dalla Banca e successivamente reimpiegati in operazioni di funding;
  • titoli iscritti in bilancio sottostanti ad operazioni di pronti contro termine passivi;
  • titoli di proprietà conferiti a garanzia dell'attività di prestito titoli;
  • depositi cauzionali e margini versati per l'operatività in derivati;
  • altre attività di proprietà impegnate costituite a garanzia dei finanziamenti da BEI;
  • finanziamenti erogati a valere su provvista di terzi, tipicamente BEI e da Cassa Depositi e Prestiti.

Il rapporto tra le "Attività, garanzie ricevute e propri titoli di debito emessi vincolati diversi da Obbligazioni Bancarie Garantite e titoli ABS" e le relative "Passività finanziarie, passività potenziali e titoli in prestito associati ad attività vincolate" è pari al 101%, che deriva principalmente da eccesso di garanzie reali riconducibile a clausole di overcollateralisation per le forme di raccolta da Banche Centrali.

17. POLITICHE DI REMUNERAZIONE

Informativa qualitativa

In conformità alle previsioni contenute nelle Disposizioni di Vigilanza in tema di governo societario emanate dalla Banca d'Italia ed in linea con le disposizioni del Codice di Autodisciplina delle Società Quotate ("Codice di Autodisciplina") è stato istituito internamente al Consiglio di Amministrazione ("CA") un Comitato Consiliare per le Remunerazioni di Gruppo ("CR") con poteri consultivi, istruttorii e propositivi.

Il CR è composto da n. 3 Amministratori non esecutivi, la maggioranza dei quali indipendenti ai sensi dell'art. 148, c3 TUF e dell'art. 3 del Codice di autodisciplina. La Presidenza è attribuita ad un Amministratore indipendente.

Nel corso del 2024, il CR si è riunito n. 6 volte. La durata media delle riunioni è stata di 1 ora e 20 minuti.

CREDEM in qualità di Capogruppo applica in modo unitario e uniforme la Politica di Remunerazione nelle Società del Gruppo. Le Società Controllate recepiscono le linee guida in tema di Remunerazione e di Sistemi Incentivanti ("SISPRE"), fermi gli opportuni adeguamenti alle eventuali disposizioni di settore, sottoponendole ai rispettivi competenti Organi Sociali.

Il processo di identificazione del Personale Più Rilevante ("PPR") di Gruppo avviene in applicazione dei "Criteri Qualitativi" e "Criteri Quantitativi" di CRDV e Regolamento Delegato EBA 923/2021. Il Perimetro PPR per i "Criteri Qualitativi" è composto:

  • in CREDEM: Amministratori, DG, membri della Direzione Centrale, responsabili di Business Unit, Team Leader di Direzione, altri ruoli manageriali che assumono rischi in modo significativo, Responsabili FAC;
  • nelle Società "Rilevanti" del Gruppo: Direzione Generale e altri risk taker.

Completa l'identificazione del PPR l'applicazione dei "Criteri Quantitativi" degli RTS EBA entro il IH dell'esercizio. I relativi esiti sono sottoposti dal CR al CA, che valuta e delibera, sussistendone le condizioni, l'inoltro di istanza di preventiva esclusione dal Perimetro PPR dei nominativi emersi dall'analisi nei termini e con le modalità normativamente previste.

La Capogruppo assicura la complessiva coerenza del processo di identificazione per l'intero Gruppo, nonché il coordinamento delle Disposizioni con le altre regole eventualmente applicabili a ciascuna Società, in ragione del settore di appartenenza e tenendo conto degli esiti delle valutazioni condotte dalle singole componenti del Gruppo nel caso fossero tenute ad effettuarle su base individuale.

Per ulteriori dettagli si rimanda alla "Relazione sulla Politica di Gruppo in materia di Remunerazione e Incentivazione e sui Compensi Corrisposti" ("Relazione"), Sezione I: paragrafi 6.1 "Il Processo di Identificazione del PPR" e 6.2 "Identificazione del PPR 2025"; Sezione II: paragrafo 21 "Identificazione del PPR 2024".

La Politica di Remunerazione si ispira a principi di valorizzazione del merito e di motivazione al risultato, coerenti con la cultura d'impresa che da sempre caratterizza il Gruppo CREDEM.

La Politica rappresenta uno strumento fondamentale per il perseguimento delle strategie aziendali in un'ottica di lungo periodo, di prudente gestione del rischio (ivi compreso quello di sostenibilità) e di solidità patrimoniale e finanziaria.

La Politica di Remunerazione si propone quindi di:

  • stimolare il Personale al raggiungimento di obiettivi di performance allineati con le politiche di gestione dei rischi del Gruppo, attuali e prospettici, in un contesto di adeguatezza patrimoniale e finanziaria;
  • attrarre e fidelizzare il Personale, le competenze chiave dell'organizzazione e i talenti;
  • sostenere ed accompagnare le Persone nell'assunzione di responsabilità verso sfide professionali crescenti;
  • assicurare la conformità delle prassi retributive alle disposizioni di Legge e delle Autorità di vigilanza;
  • curare lo sviluppo professionale e di carriera secondo criteri di merito che non possono essere influenzati da fattori quali a titolo esemplificativo età, genere, razza, etnia, stato civile, orientamento affettivo, orientamento sessuale, stato di gravidanza, di maternità o di paternità, orientamento politico, filosofico o religioso, disabilità, ecc.;
  • assicurare che, a parità di attività svolta, il Personale abbia un pari livello di remunerazione.

Per il perseguimento degli obiettivi del Gruppo rileva disporre di solidi processi di governance e di un efficiente modello organizzativo, definendo ruoli, compiti e meccanismi operativi per assicurare coerenza e trasparenza per tutti gli attori coinvolti nonché la corretta applicazione a livello di Gruppo.

Tali indicazioni sono contenute nello Statuto, nelle "Norme di Funzionamento del CR", nella "Policy di Gruppo People Management", nel "Regolamento People Management" e nel "Manuale Operativo delle Politiche di Remunerazione", che disciplina i processi sottostanti la definizione e la gestione delle stesse, ivi compresi i ruoli coinvolti. Lo scopo del modello organizzativo CREDEM è quello di assicurare che le decisioni vengano assunte ad un livello appropriato e con un adeguato supporto informativo, in modo da escludere qualsiasi possibile conflitto d'interesse, garantendo nel contempo processi in grado di rispondere efficacemente alle esigenze di business, nel rispetto delle normative vigenti.

La proposta di SISPRE è elaborata in coerenza con gli obiettivi definiti nell'ambito dei processi di pianificazione ed elaborazione del RAF. Tali obiettivi perseguono una strategia aziendale di crescita finalizzata alla creazione di valore nel tempo, in un contesto di prudente gestione del rischio e di solidità patrimoniale e finanziaria del Gruppo e tenuto conto della strategia sulla Sostenibilità.

Per assicurare che le remunerazioni variabili siano erogate in un contesto di adeguatezza patrimoniale e finanziaria, l'attivazione del SISPRE di tutte le Società del Gruppo è vincolata al raggiungimento di determinati livelli di CET1 - Common Equity Tier1 di Gruppo e di NSFR - Net Stable Funding Ratio di Gruppo ("gate") (indicatori che monitorano l'adeguatezza patrimoniale e i livelli di liquidità del Gruppo, i cui obiettivi sono determinati sulla base di quanto previsto dal RAF).

In particolare gli indicatori di cd. "allineamento al rischio" assumono un peso significativo e influenzano in modo sostanziale sia l'accesso al SISPRE (risk alignment ex ante) sia le eventuali necessità di correzione con riferimento ai pagamenti differiti (risk alignment ex post).

Verificata l'apertura dei gate, il SISPRE si attiva al raggiungimento di una soglia minima di un "Superindice" composto da: UAI (Utile Ante Imposte) di Gruppo (rettificato delle poste positive/negative di carattere straordinario non strutturali) e RARORAC di Gruppo (indicatore che misura il rapporto tra i margini reddituali e i rischi assunti coerentemente agli obiettivi fissati nel RAF).

La dimensione del bonus poolè determinata in base al livello di raggiungimento "Superindice".

Il meccanismo proposto, per mezzo di una solida pratica di allineamento al rischio basata su parametri oggettivi, assicura una simmetria tra ammontare del bonus pool e risultati, consentendo di contrarre sensibilmente il bonus pool stesso in caso di mancato raggiungimento dei target (fino all'azzeramento). Sono previsti meccanismi di malus e claw-back, ovvero rispettivamente di riduzione/cancellazione e restituzione della retribuzione variabile.

La Relazione deliberata dall'Assemblea degli Azionisti del 24.04.2024 non è stata modificata nel corso dell'esercizio 2024.

Coerentemente alle previsioni normative i meccanismi di attivazione del SISPRE delle Funzioni Aziendali di Controllo ("FAC") assicurano l'assenza di collegamento a obiettivi di tipo economico.

In una logica di sostenibilità dei risultati e di mantenimento della solidità patrimoniale e finanziaria del Gruppo, il SISPRE delle FAC si attiva in presenza di:

  • adeguati livelli di CET1 di Gruppo e NSFR di Gruppo;
  • RARORAC di Gruppo superiore al 50% della soglia definita per l'anno di Gruppo e
  • Utile di Gruppo positivo.

Inoltre, l'effettiva partecipazione del singolo ai premi avviene sulla base della prestazione individuale misurata attraverso la cosiddetta "Scheda KPI", costruita con un repertorio di indicatori coerente con le mansioni svolte, definite nei rispettivi regolamenti di Funzione, senza alcun legame diretto con i risultati dei settori aziendali soggetti al suo controllo.

La remunerazione variabile garantita è normativamente definita come eccezionale e prevista per assunzione di nuovo personale e limitatamente al primo anno d'impiego. Non può essere riconosciuta più di una volta alla stessa persona, né dalla Banca né da altra Società del Gruppo.

Per i trattamenti di fine rapporto, come richiesto dalle disposizioni normative, nella Sezione I della "Relazione sulla Politica di Gruppo in materia di Remunerazione e Incentivazione e sui Compensi Corrisposti", sono stati definiti i criteri per la determinazione dei compensi da accordare in caso di fine rapporto.

Per i dettagli si rimanda al paragrafo 15 della Relazione.

Per assicurare che le remunerazioni variabili siano erogate in un contesto di adeguatezza patrimoniale e finanziaria, l'attivazione del SISPRE è vincolata al raggiungimento di determinati livelli di CET1 di Gruppo e di NSFR di Gruppo (indicatori che monitorano l'adeguatezza patrimoniale e i livelli di liquidità del Gruppo, i cui obiettivi sono determinati sulla base di quanto previsto dal RAF).

Superati i gate di accesso, gli indicatori proposti per misurare la performance coprono sia ambiti di redditività e rischio/rendimento (Superindice) sia ambiti di crescita del total business (raccolta e impieghi), così come definiti in sede di budgeted approvati dal CA.

In particolare gli indicatori di cd. "allineamento al rischio" assumono un peso significativo e influenzano in modo sostanziale sia l'accesso al SISPRE (risk alignment ex ante) sia le eventuali necessità di correzione con riferimento ai pagamenti differiti (risk alignment ex post).

La dimensione del bonus pool è determinata in base al livello di raggiungimento del medesimo "Superindice".

Il meccanismo proposto, per mezzo di una solida pratica di allineamento al rischio basata su parametri oggettivi, assicura una simmetria tra ammontare del bonus pool e risultati, consentendo di contrarre sensibilmente il bonus poolstesso in caso di mancato raggiungimento dei target (fino all'azzeramento).

Come disposto dalla CRD e dalle disposizioni nazionali (Banca d'Italia) la componente fissa e la componente variabile della remunerazione sono bilanciate e viene fissato ex ante un limite al rapporto fra la componente variabile e quella fissa ("cap").

Le Assemblee degli Azionisti del 30.04.2019, del 30.04.2020, del 28.04.2022 e del 24.04.2024 hanno deliberato il capa 2:1 per:

  • un nucleo individuato di PPR di Gruppo: i) Direzione Centrale, responsabili delle principali Aree di Business e Funzioni Aziendali CREDEM e ii) Direzione Generale delle Società Controllate "Rilevanti";
  • alcuni cluster di popolazione aziendale del Gruppo: coordinatori delle Reti Private e di Consulenti Finanziari, Persone inquadrate nell'Area Private Banking di Gruppo e Persone inquadrate nella "filiera" Wealth Management(gestori e funzioni commerciali);
  • n. 9 Dipendenti di CREDEM nei ruoli di coordinamento delle aree territoriali, responsabili delle Direzioni della Business Unit Commerciale ("BU COMME") e nei ruoli di coordinamento di business della rete commerciale;
  • l'AD e il Responsabile della Gestione Fondi della Controllata Credem Private Equity("CPE").

Sono escluse dall'incremento le FAC (per le quali trovano applicazione le limitazioni previste per la categoria), il DDC - Dirigente Dati Contabili ex art. 154bis TUF e il responsabile dell'Ufficio Compensation Policy, per i quali le Disposizioni precisano che la componente variabile deve essere "contenuta".

Il CA ha inoltre deliberato la proposizione all'Assemblea del 30.04.2025 di estendere l'attuale perimetro (come sopra descritto) di riconoscimento di un cap di 2:1 per:

  • DG CREDEMASSICURAZIONI (Società "di Minor Rilevanza");
  • Coordinatore Commerciale Reti Agenti AVVERA;
  • cluster predefinito di Private Banker di Credem Euromobiliare Private Banking con portafoglio "high level" (> Emln. 50) e per AD di CPE da 2:1 a 3:1.

Si rimanda per ulteriori dettagli alla Relazione paragrafo 7.2 "Limiti Incidenza Remunerazione Variabile/Fissa ("cap")".

Superati i gate di accesso, gli indicatori proposti per misurare la performance coprono sia ambiti di redditività e rischio/rendimento sia ambiti di crescita del total business (raccolta e impieghi), così come definiti in sede di budgeted approvati dal CA.

In particolare gli indicatori di cd. "allineamento al rischio" assumono un peso significativo e influenzano in modo sostanziale sia l'accesso al SISPRE (risk alignment ex ante) sia le eventuali necessità di correzione con riferimento ai pagamenti differiti (risk alignment ex post).

Verificata l'apertura dei gate, il SISPRE CREDEM si attiva al raggiungimento di una soglia minima di un "Superindice" composto da:

  • UAI di Gruppo (rettificato delle poste positive/negative di carattere straordinario non strutturali);
  • RARORAC di Gruppo: indicatore che misura il rapporto tra i margini reddituali e i rischi assunti coerentemente agli obiettivi fissati nel RAF.

La dimensione del bonus pool è determinata in base al livello di raggiungimento del medesimo "Superindice". Il meccanismo proposto, per mezzo di una solida pratica di allineamento al rischio basata su parametri oggettivi, assicura una simmetria tra ammontare del bonus poole risultati, consentendo di contrarre sensibilmente il bonus pool stesso in caso di mancato raggiungimento dei target (fino all'azzeramento).

Per il SISPRE delle altre Società, superati i medesimi gate di accesso di Gruppo già indicati per CREDEM, gli obiettivi sono legati alla redditività ed al rischio e sono specifici della Società medesima (cd. "Superindice"), con un fattore correttivo collegato all'andamento di Gruppo.

L'effettiva partecipazione del singolo ai premi è prevista sulla base del risultato della prestazione individuale, misurata secondo principi di balanced scorecard tradotti nelle cd. "Schede KPI" (key performance indicator).

Le Schede KPI sono costruite secondo una logica che contempla, laddove opportuno, aspetti di aggiustamento per il rischio ex ante e aspetti di sostenibilità coerenti con l'ambito di responsabilità del singolo. Gli obiettivi sono coerenti con l'area di responsabilità ed il livello decisionale dei singoli.

Una volta superati i gate di Gruppo e definita l'entità del bonus pool disponibile, l'ammontare del premio individuale è determinato in base a:

  • risultato della prestazione individuale ("Scheda KPI");
  • complessità gestionale del ruolo ricoperto;
  • curriculum personale e andamento storico della performance.

Ai bonus del PPR di Gruppo sono applicate le modalità di pagamento previste per la categoria di appartenenza, quindi differimento con quote cash e azioni della Capogruppo (laddove non confliggenti con le disposizioni normative di settore).

Il SISPRE prevede che, superati i gate di Gruppo, siano raggiunti gli obiettivi definiti per ogni singola entità del Gruppo e per le BU della Banca. La dimensione del bonus pool è determinata dal livello di raggiungimento del relativo "Superindice", secondo una griglia predefinita e al superamento dell'obiettivo di Utile almeno al 70% e tale da poter garantire l'autofinanziamento dell'importo da stanziare per i bonus. Il meccanismo proposto, per mezzo di una solida pratica di allineamento al rischio basata su parametri oggettivi, assicura una simmetria tra ammontare del bonus pool e risultati, consentendo di contrarre sensibilmente il bonus pool stesso in caso di mancato raggiungimento dei target(fino all'azzeramento).

Le modalità di pagamento dei bonusdel PPR sono:

  • per il PPR "Apicale": corresponsione del 51% del premio complessivo con assegnazione di azioni gratuite ed il restante 49% pagato cash. Le azioni sono soggette ad un'adeguata politica di mantenimento (retention) realizzata attraverso una promessa di consegna dilazionata di 1y sia sulla quota up front che su quelle differite. Inoltre, il 25% del bonus up front è pagato in contanti, il 25% è corrisposto in azioni con promessa di consegna dilazionata di 1y, il restante 50% è differito nei 5y successivi;
  • per "Altro" PPR: corresponsione del 50% del premio complessivo con assegnazione di azioni gratuite e il restante 50% pagato cash. Le azioni sono soggette ad un'adeguata politica di mantenimento (retention) realizzata attraverso una promessa di consegna dilazionata di 1y sia sulla quota up front che su quelle differite. Inoltre, il 30% del bonus up front è pagato in contanti, il 30% è corrisposto in azioni con promessa di consegna dilazionata di 1y, il restante 40% è differito nei 4y successivi.

Qualora la componente variabile superi la soglia di rilevanza definita per l'anno (Euro 436.933) sia per il PPR "Apicale" sia per l'"Altro" PPR: corresponsione del 55% del premio complessivo con assegnazione di azioni gratuite e il restante 45% pagato cash. Le azioni sono soggette ad un'adeguata politica di mantenimento (retention) realizzata attraverso una promessa di consegna dilazionata di 1y sia sulla quota up front che su quelle differite. Inoltre, il 20% del bonus up front è pagato in contanti, il 20% è corrisposto in azioni con promessa di è consegna dilazionata di 1y, il restante 60% differito nei 5y successivi.

Per i bonus inferiori o uguali a Euro 50.000 e inferiori o uguali a 1/3 della Remunerazione Totale, il pagamento (come normativamente consentito) avviene in unica soluzione cash.

Le singole quote differite del bonus sono soggette a condizioni di malus e aggiustamento al rischio ex post. In particolare le quote differite sono:

non erogate in caso di: risoluzione rapporto per iniziativa azienda prima del pagamento della rata, dimissioni prima del pagamento della rata (salvo se finalizzate al conseguimento del trattamento di pensione), ricezione di rilievi significativi da parte dell'Autorità di vigilanza, da Organi e/o Funzioni aziendali competenti di contestazione o comunicazione che rilevano lo svolgimento di una prestazione professionale contraria agli obblighi di buona fede e correttezza, perdita consolidata di Gruppo o RARORAC di Gruppo negativo, CET1 di Gruppo inferiore ai minimi regolamentari, NFSR di Gruppo sotto i limiti di risk capacity;

ridotte al 50% in caso di: UAI di Gruppo (rettificato delle poste positive/negative di carattere straordinario non strutturali), o RARORAC di Gruppo inferiori al 50% dell'obiettivo fissato, CET1 di Gruppo inferiore all'85% dell'obiettivo (fatto salvo operazioni straordinarie e/o variazioni normative).

Si applicano anche i meccanismi di claw back in virtù dei quali è prevista la restituzione parziale o totale del premio netto ricevuto, nel caso in cui nei 5y successivi all'erogazione del premio la Banca/Società dovesse accertare comportamenti fraudolenti o connotati da colpa grave, comportamenti da cui derivi una perdita significativa per la stessa, violazioni degli obblighi previsti dagli artt. 26 e 53 TUB, degli obblighi in materia di politiche di remunerazione e del divieto di non avvalersi di strategie di copertura personale o di assicurazioni sulla retribuzione.

L'attivazione del SISPRE è vincolata al raggiungimento di determinati livelli di CET1 di Gruppo e di NSFR di Gruppo (indicatori che monitorano l'adeguatezza patrimoniale e i livelli di liquidità del Gruppo, i cui obiettivi sono determinati sulla base di quanto previsto dal RAF).

In applicazione delle disposizioni normative, per il PPR è previsto che una quota della componente variabile sia bilanciata mediante corresponsione di strumenti finanziari, soggetta a pagamento differito in modo che la remunerazione tenga conto dell'andamento nel tempo dei rischi assunti dalla Banca. La componente variabile è sottoposta a meccanismi di correzione ex ante ed ex post idonei a riflettere i livelli di performance al netto dei rischi assunti, avendo riguardo anche a fenomeni di misconduct e deve potersi contrarre, fino ad azzerarsi, in relazione ai risultati effettivamente conseguiti.

Per i bonus superiori a Euro 50.000 e superiori a 1/3 della Remunerazione Totale il CA ha delineato le modalità di pagamento dei bonus seguendo la clusterizzazionedel PPR:

  • PPR "Apicale" (membri della Direzione Centrale CREDEM e Direzione Generale Società "Rilevanti" del Gruppo) corresponsione del 51% del premio complessivo con assegnazione di azioni ordinarie gratuite CREDEM ed il restante 49% pagato cash. Il 25% del bonus up front pagato in contanti, il 25% corrisposto in azioni ordinarie CREDEM con promessa di consegna dilazionata di 1y, il restante 50% differito nei 5y successivi.
  • "Altro" PPR: corresponsione del 50% del premio complessivo con assegnazione di azioni ordinarie gratuite CREDEM e il restante 50% pagato cash. Il 30% del bonus up front pagato in contanti, il 30% corrisposto in azioni ordinarie CREDEM con promessa di consegna dilazionata di 1y, il restante 40% differito nei 4y successivi.

Qualora la componente variabile superi la soglia di rilevanza definita per l'anno sia per il PPR "Apicale" sia per l'"Altro" PPR: corresponsione del 55% del premio complessivo con assegnazione di azioni gratuite CREDEM e il restante 45% pagato cash. Il 20% del bonus up front pagato in contanti, il 20% corrisposto in azioni con promessa di consegna dilazionata di 1y, il restante 60% differito nei 5y successivi.

Relativamente all'informativa richiesta dal punto h) della tavola EU REMA, "A richiesta dello Stato membro pertinente o dell'autorità competente, la remunerazione complessiva per ciascun membro dell'organo di amministrazione o dell'alta dirigenza", si rinvia alle Tabelle Retributive 2024 della "Relazione sulla Politica di Gruppo in materia di Remunerazione e Incentivazione e sui Compensi Corrisposti".

Relativamente all'informativa richiesta al punto i) della tavola EU REMA "Informazioni sull'eventuale applicazione all'ente di una deroga di cui all'articolo 94, paragrafo 3, della CRD, conformemente all'articolo 450, paragrafo 1, lettera k), del CRR", deroga basata sulla lettera b) della CRD:

  • n. 3 Persone hanno beneficiato della deroga;
  • remunerazione totale Euro 516.300: di cui remunerazione fissa Euro 376.000 e remunerazione variabile Euro 140.300.

Relativamente all'informativa richiesta al punto j) della tavola EU REMA "I grandi enti pubblicano informazioni quantitative sulla remunerazione dell'organo di amministrazione collettiva, distinguendo tra i membri esecutivi e non esecutivi, conformemente all'articolo 450, paragrafo 2, del CRR si rinvia alla Relazione paragrafo 29 "Tabelle Retributive 2024.

Informativa quantitativa

Modello EU REM1: remunerazione riconosciuta per l'esercizio

a b c d
Organo di
amministrazione
- funzione di
supervisione
strategica
Organo di
amministrazione
- funzione di
gestione
Altri
membri
dell'alta
dirigenza
Altri
membri
del
personale
più
rilevante
1 Numero dei membri del personale più rilevante 8 5 10 52,7
2 Remunerazione fissa complessiva 1.326 1.166 2.625 10.577
3 Di cui in contanti 1.320 1.150 2.494 10.311
4 (Non applicabile nell'UE)
EU-4a Remunerazione Di cui azioni o partecipazioni al capitale
equivalenti
5 fissa Di cui strumenti collegati alle azioni o
strumenti non monetari equivalenti
EU-5x Di cui altri strumenti
6 (Non applicabile nell'UE)
7 Di cui altre forme 5 16 131 266
8 (Non applicabile nell'UE)
9 Numero dei membri del personale più rilevante - 5 10 39
10 Remunerazione variabile complessiva 1.065 4.655 6.866
11 Di cui in contanti 528 2.456 3.986
12 Di cui differita 246 1.005 1.475
EU-13a Di cui azioni o partecipazioni al capitale
equivalenti
537 2.199 2.794
EU-14a Remunerazione Di cui differita 329 1.273 1.249
EU-13b variabile Di cui strumenti collegati alle azioni o
strumenti non monetari equivalenti
EU-14b Di cui differita
EU-14x Di cui altri strumenti - - 87
EU-14y Di cui differita - - 44
15 Di cui altre forme
16 Di cui differita
17 Remunerazione complessiva (2 + 10) 1.326 2.231 7.280 17.444

Modello EU REM2: pagamenti speciali al personale le cui attività professionali hanno un impatto rilevante sul profilo di rischio dell'ente (personale più rilevante)

a b c d
Organo di
amministrazione -
funzione di
supervisione
strategica
Organo di
amministrazione -
funzione di
gestione
Altri membri
dell'alta
dirigenza
Altri membri
del
personale
più rilevante
Premi facenti parte della remunerazione variabile garantita
1 Premi facenti parte della remunerazione variabile garantita
– Numero dei membri del personale più rilevante
- - - -
2 Premi facenti parte della remunerazione variabile garantita
– Importo complessivo
- - - -
3 Di cui premi facenti parte della remunerazione variabile
garantita versati nel corso dell'esercizio che non sono
presi in considerazione nel limite massimo dei bonus
- - - -
Trattamenti di fine rapporto riconosciuti in periodi precedenti che sono stati versati nel corso dell'esercizio
4 Trattamenti di fine rapporto riconosciuti in periodi
precedenti che sono stati versati nel corso dell'esercizio –
Numero dei membri del personale più rilevante
1 4 3
5 Trattamenti di fine rapporto riconosciuti in periodi
precedenti che sono stati versati nel corso dell'esercizio –
Importo complessivo
236 88 59
Trattamenti di fine rapporto riconosciuti nel corso dell'esercizio
6 Trattamenti di fine rapporto riconosciuti nel corso
dell'esercizio – Numero dei membri del personale più
rilevante
1 1
7 Trattamenti di fine rapporto riconosciuti nel corso
dell'esercizio – Importo complessivo
450 210
8 Di cui versati nel corso dell'esercizio 348 210
9 Di cui differiti 102 -
10 Di cui trattamenti di fine rapporto versati nel corso
dell'esercizio non considerati nel limite massimo dei
bonus
- - 348 210
11 Di cui l'importo più elevato riconosciuto a una singola
persona
- - 450 210

Modello EU REM3: remunerazione differita (1 di 2)

a b c d
Remunerazione differita e soggetta a
mantenimento
Importo complessivo
della remunerazione
differita riconosciuta per
periodi di prestazione
precedenti
Di cui importi che
maturano nel corso
dell'esercizio
Di cui importi che
matureranno negli
esercizi successivi
Importo della correzione
delle performance,
effettuata nell'esercizio,
sulla remunerazione
differita che sarebbe
dovuta maturare nel
corso dell'esercizio
1 Organo di amministrazione
- funzione di supervisione
strategica
- - - -
2 In contanti - - - -
3 Azioni o partecipazioni al
capitale equivalenti
- - - -
4 Strumenti collegati alle
azioni o strumenti non
monetari equivalenti
- - - -
5 Altri strumenti - - - -
6 Altre forme - - - -
7 Organo di amministrazione
- funzione di gestione
1.224 314 910 -
8 In contanti 508 153 354 -
9 Azioni o partecipazioni al
capitale equivalenti
716 160 556 -
10 Strumenti collegati alle
azioni o strumenti non
monetari equivalenti
- - - -
11 Altri strumenti - - - -
12 Altre forme - - - -
13 Altri membri dell'alta
dirigenza
4.526 1.284 3.242 -
14 In contanti 1.955 650 1.305 -
15 Azioni o partecipazioni al
capitale equivalenti
2.571 634 1.937 -
16 Strumenti collegati alle
azioni o strumenti non
monetari equivalenti
- - - -
17 Altri strumenti - - - -
18 Altre forme - - - -
19 Altri membri del personale
più rilevante
4.808 1.257 3.551 -
20 In contanti 2.712 667 2.045 -
21 Azioni o partecipazioni al
capitale equivalenti
2.018 583 1.435 -
22 Strumenti collegati alle
azioni o strumenti non
monetari equivalenti
- - - -
23 Altri strumenti - 7- 72 -
24 Altre forme - - - -
25 Importo totale 10.558 2.855 7.704 -

Modello EU REM3: remunerazione differita (2 di 2)

e f EU-g EU-h
Remunerazione differita e soggetta a
mantenimento
Importo della correzione
delle performance,
effettuata nell'esercizio,
sulla remunerazione
differita che sarebbe
dovuta maturare in
successivi anni di
prestazione
Importo complessivo
delle correzioni
effettuate nel corso
dell'esercizio dovute
a correzioni implicite
ex post (ossia
variazioni di valore
della remunerazione
differita dovute alle
variazioni dei prezzi
degli strumenti)
Importo complessivo
della remunerazione
differita riconosciuta
prima dell'esercizio,
effettivamente
versato nel corso
dell'esercizio
Importo complessivo
della remunerazione
differita riconosciuta per
il precedente periodo di
prestazione che è stata
maturata ma è soggetta
a periodi di
mantenimento
1 Organo di amministrazione
- funzione di supervisione
strategica
- - - -
2 In contanti - - - -
3 Azioni o partecipazioni al
capitale equivalenti
- - - -
4 Strumenti collegati alle
azioni o strumenti non
monetari equivalenti
- - - -
5 Altri strumenti - - - -
6 Altre forme - - - -
7 Organo di amministrazione
- funzione di gestione
- - 314 272
8 In contanti - - 153 -
9 Azioni o partecipazioni al
capitale equivalenti
- - 160 272
10 Strumenti collegati alle
azioni o strumenti non
monetari equivalenti
- - - -
11 Altri strumenti - - - -
12 Altre forme - - - -
13 Altri membri dell'alta
dirigenza
- - 1.284 834
14 In contanti - - 650 -
15 Azioni o partecipazioni al
capitale equivalenti
- - 634 834
16 Strumenti collegati alle
azioni o strumenti non
monetari equivalenti
- - - -
17 Altri strumenti - - - -
18 Altre forme - - - -
19 Altri membri del personale
più rilevante
- - 1.251 1.011
20 In contanti - - 667 -
21 Azioni o partecipazioni al
capitale equivalenti
- - 583 1.011
22 Strumenti collegati alle
azioni o strumenti non
monetari equivalenti
- - - -
23 Altri strumenti - - 7- -
24 Altre forme - - - -
25 Importo totale - - 2.848 2.116

Modello EU REM4: remunerazione di 1 milione di EUR o più per esercizio

a
EUR Membri del personale più rilevante che hanno una remunerazione
elevata ai sensi dell'articolo 450, lettera i), del CRR.
1 Da 1 000 000 a meno di 1 500 000 5
2 Da 1 500 000 a meno di 2 000 000 1
3 Da 2 000 000 a meno di 2 500 000 -
4 Da 2 500 000 a meno di 3 000 000 -
5 Da 3 000 000 a meno di 3 500 000 -
6 Da 3 500 000 a meno di 4 000 000 -
7 Da 4 000 000 a meno di 4 500 000 -
8 Da 4 500 000 a meno di 5 000 000 -
9 Da 5 000 000 a meno di 6 000 000 -
10 Da 6 000 000 a meno di 7 000 000 -
11 Da 7 000 000 a meno di 8 000 000 -

Modello EU REM5: informazioni sulla remunerazione del personale le cui attività professionali hanno un impatto rilevante sul profilo di rischio dell'ente (personale più rilevante) (1 di 2)

a b c d e
Remunerazione dell'organo di amministrazione Aree di business
Organo di
amministrazione -
funzione di
supervisione
strategica
Organo di
amministrazione -
funzione di
gestione
Totale organo di
amministrazione
Banca
d'investimento
Servizi bancari
al dettaglio
1 Numero complessivo dei membri del
personale più rilevante
2 Di cui membri dell'organo di
amministrazione
8 5 13
3 Di cui altri membri dell'alta dirigenza - 2
4 Di cui altri membri del personale più
rilevante
3 23
5 Remunerazione complessiva del
personale più rilevante
1.326 2.231 3.556 1.102 11.674
6 Di cui remunerazione variabile 1.065 1.065 682 4.326
7 Di cui remunerazione fissa 1.326 1.166 2.491 420 7.348

Modello EU REM5: informazioni sulla remunerazione del personale le cui attività professionali hanno un impatto rilevante sul profilo di rischio dell'ente (personale più rilevante) (2 di 2)

f g h i j
Gestione del
risparmio (asset
management)
Funzioni
aziendali
Funzioni di
controllo interno
indipendenti
Tutte le altre Totale
1 Numero complessivo dei membri del
personale più rilevante
76
2 Di cui membri dell'organo di
amministrazione
3 Di cui altri membri dell'alta dirigenza 1 7 - -
4 Di cui altri membri del personale più
rilevante
10 12 5 -
5 Remunerazione complessiva del personale
più rilevante
2.214 8.243 1.491 -
6 Di cui remunerazione variabile 1.142 4.884 488 -
7 Di cui remunerazione fissa 1.072 3.360 1.003 -

Talk to a Data Expert

Have a question? We'll get back to you promptly.