Regulatory Filings • Apr 8, 2025
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Situazione al 31 dicembre 2024
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Credito Emiliano Spa Gruppo Bancario Credito Emiliano - Credem 3032 - Società per Azioni
Sede Sociale e Direzione:
Via Emilia San Pietro n. 4 - 42100 Reggio Emilia Capitale interamente versato 341.320.065 Euro Codice Fiscale 01806740153 - Partita IVA 02823390352 Codice ABI 03032 Banca iscritta all'albo delle banche al n.5350 Banca iscritta all'albo dei Gruppi bancari al n.03032 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Tel.0522 5821 - Telefax 0522 433969 - Telex BACDIR 530658 – Switf Code BACRIT22 Sito Internet: www.credem.it
| INTRODUZIONE | 4 | |
|---|---|---|
| 1. | Ambito di applicazione | 11 |
| 2. | Fondi propri | 18 |
| 3. | Requisiti informativi generali | 35 |
| 4. | Rischio di Liquidità | 51 |
| 5. | Qualità del credito | 67 |
| 6. | Rischio di credito: informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato | 81 |
| 7. | Rischio di credito: Informativa sui portafogli cui si applicano gli approcci IRB | 85 |
| 8. | Tecniche di attenuazione del rischio di credito | 123 |
| 9. | Informativa sui rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) | 126 |
| 10. | Rischio di controparte | 198 |
| 11. | Operazioni di cartolarizzazione | 205 |
| 12. | Rischio di mercato | 211 |
| 13. | Rischio di tasso di interesse sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario | 216 |
| 14. | Rischio Operativo | 220 |
| 15. | Leva Finanziaria | 225 |
| 16. | Attività vincolate | 231 |
| 17. | Politiche di remunerazione | 234 |
| Attestazione sugli obblighi di informativa ai sensi della parte otto, art. 431 comma 3 del regolamento (ue) n° 575/2013 del 26 giugno 2013 e successive modifiche ed integrazioni |
245 | |
| Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari | 246 |
Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 ("CRR") con il quale vengono introdotte nell'Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria con l'articolato insieme di documenti unitariamente denominato "Basilea 3" in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e informativa al pubblico (Terzo pilastro).
Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE ("CRD IV") definiscono il nuovo quadro normativo di riferimento nell'Unione Europea per banche e imprese di investimento. Dal 1° gennaio 2014 CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di regolamentazione o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di supervisione ("ESA"), che danno attuazione alla normativa primaria.
Con l'adozione del regolamento di esecuzione (UE) n. 2021/451 sono state stabilite le norme tecniche di attuazione (Implementing Technical Standards) vincolanti in materia di segnalazioni prudenziali armonizzate delle banche e delle imprese di investimento relative a: fondi propri, rischio di credito e controparte, rischi di mercato, rischio operativo, grandi rischi, rilevazione su perdite ipotecarie, posizione patrimoniale complessiva, liquidità e leva finanziaria.
Relativamente alla vigilanza bancaria, ricordiamo:
aiuteranno a rendere la comunicazione con le banche vigilate più chiara e il lavoro della BCE più efficiente, trasparente e prevedibile.
Nella prima parte del 2024, i legislatori europei (Commissione, Parlamento e Consiglio europeo) hanno finalizzato i testi di modifica della Direttiva e del Regolamento sui requisiti di capitale (CRD6 e CRR3) che recepisce nella legislazione europea la finalizzazione di Basilea 3 (cosiddetta Basilea 4), che andrà applicata dal 2025.
Il 26 aprile la Banca d'Italia ha deciso di applicare a tutte le banche autorizzate in Italia un SyRB (Systemic Risk Buffer) pari all'1,0% delle esposizioni ponderate per il rischio di credito e di controparte verso i residenti in Italia. Il tasso obiettivo dell'1,0% dovrà essere raggiunto gradualmente costituendo una riserva pari allo 0,5% delle esposizioni rilevanti entro il 31 dicembre 2024 e il rimanente 0,5% entro il 30 giugno 2025. Il SyRB andrà applicato a livello sia consolidato sia individuale. Nelle intenzioni dell'Autorità, la costituzione della riserva rafforzerà la capacità del sistema bancario italiano di affrontare possibili eventi avversi, anche indipendenti dal ciclo economico-finanziario. Al verificarsi di questi eventi, il rilascio del buffer da parte della Banca d'Italia fornirà alle banche risorse utili ad assorbire le perdite e sostenere l'offerta di credito all'economia. La Banca d'Italia rivaluterà il livello della riserva almeno ogni due anni, o prima se le circostanze lo richiederanno.
Il Regolamento EU 2019/876 (CRR2) ha introdotto nuove disposizioni in materia di informativa al pubblico, dando mandato all'EBA nell'art. 434a di elaborare norme tecniche di attuazione in tale ambito. Facendo seguito a queste disposizioni, l'EBA in data 16 ottobre 2019 ha avviato una consultazione pubblica in merito ai nuovi obblighi informativi, conclusasi in data 16 gennaio 2020. Le nuove disposizioni si pongono diversi obbiettivi tra i quali quello uniformare il contenuto dell'informativa attraverso un unico framework normativo in grado di garantire informazioni sufficientemente complete e comparabili. Facendo seguito a tale consultazione, in data 24 giugno 2020 l'EBA ha emanato l'Implementing Technical Standard EBA/ITS/2020/04 "Final draft implementing technical standards on public disclosures by institutions of the information referred to in Titles II and III of Part Eight of Regulation (EU) No 575/2013". L'ITS è stato recepito nel Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637 della Commissione del 15 marzo 2021, pubblicato in data 21 aprile 2021, la cui applicazione è stata avviata a partire dal 28 giugno 2021.
Il contenuto della presente Informativa al Pubblico è disciplinato nella Parte 8 del regolamento CRR e redatto secondo le disposizioni del Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637.
Per ciascun ambito informativo è prevista la predisposizione di templates e tables all'interno delle quali è fornita, rispettivamente, l'informativa quantitativa e qualitativa richiesta. Per facilitare la predisposizione delle informazioni di carattere quantitativo, oltre che per garantire maggiore coerenza e qualità dei dati forniti, l'EBA ha predisposto, quando applicabili, specifici raccordi tra le informazioni presenti all'interno dei templatese le informazioni presenti nelle segnalazioni di vigilanza.
Il Consiglio d'Amministrazione con apposita delibera nella seduta del 6 febbraio 2025 ha espresso specifico parere, ai sensi dell'art. 435 comma 1 delle lettere e) ed f) del Regolamento UE 575/2013 del 26/03/2013, in merito a:
Per una completa informativa sui rischi, la governance e sulle politiche di remunerazione si rimanda alla Relazione sulla Gestione, al Bilancio Consolidato, alla Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari ed alla Relazione sulla Politica di Gruppo in materia di Remunerazione e Incentivazione e sui Compensi Corrisposti. I documenti sono pubblicati sul sito www.credem.it.
Le informazioni quantitative sono rappresentate in migliaia di euro e si riferiscono al perimetro prudenziale del Gruppo Bancario, se non diversamente specificato.
L'informativa al Pubblico è pubblicata sul sito internet www.credem.it.
La tabella che segue riporta la collocazione nel documento Pillar 3 dei requisiti informativi introdotti dal Commission Implementing Regulation (EU) 2021/637 applicabili al Gruppo Credem al 31 dicembre 2024.
| Capitolo Pillar III | Articolo CRR |
Tabella / Modello | Note |
|---|---|---|---|
| Modello EU LI1: differenze tra l'ambito del consolidamento contabile e quello del consolidamento prudenziale e associazione delle categorie di bilancio alle categorie di rischio regolamentari |
|||
| Modello EU LI2: principali fonti di differenze tra gli importi delle esposizioni determinati a fini regolamentari e i valori contabili nel bilancio |
|||
| 1. Ambito di | 436 | Modello EU LI3: descrizione delle differenze tra gli ambiti di consolidamento (soggetto per soggetto) | |
| applicazione | Modello EU PV1: aggiustamenti per la valutazione prudente (PVA) | 1 | |
| Tabella EU LIA: descrizione delle differenze tra gli importi delle esposizioni in bilancio e quelli delle esposizioni determinati a fini regolamentari |
|||
| Tabella EU LIB: altre informazioni qualitative sull'ambito di applicazione | |||
| Modello EU CC1: composizione dei fondi propri regolamentari | |||
| 437 | Modello EU CC2: riconciliazione dei fondi propri regolamentari con lo stato patrimoniale nel bilancio sottoposto a revisione contabile |
||
| Modello EU CCA: principali caratteristiche degli strumenti di fondi propri regolamentari e degli strumenti di passività ammissibili |
|||
| 2. Fondi propri | 440 | Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo della riserva di capitale anticiclica |
|
| Modello EU CCyB2: importo della riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente | |||
| Modello KM2: metriche principali - MREL e, se del caso, requisito di fondi propri e passività ammissibili per i G-SII |
|||
| Reg.to EU 2021/763 |
Modello TLAC 1: Composizione - MREL e, se del caso, requisito di fondi propri e passività ammissibili per i G-SII |
||
| Modello EU TLAC3b: Rango nella graduatoria dei creditori - Entità soggetta a risoluzione | |||
| 438 | Modello EU INS1: partecipazioni in assicurazioni | ||
| Modello EU INS2: informazioni sui fondi propri e sul coefficiente di adeguatezza patrimoniale dei conglomerati finanziari |
|||
| 3. Requisiti | 447 e 448 | Modello EU KM1: metriche principali | |
| informativi generali |
438 | Modello EU OV1: quadro sinottico degli importi complessivi dell'esposizione al rischio | |
| Tabella EU OVA: metodo di gestione del rischio dell'ente | |||
| 435 | Tabella EU OVB: informativa sui sistemi di governance | ||
| 438 | Tabella EU OVC: informazioni ICAAP | ||
| 451a | Modello EU LIQ1: informazioni quantitative dell'LCR | ||
| Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile | |||
| 4. Rischio di liquidità |
435 e 451a |
Tabella EU LIQA: gestione del rischio di liquidità | |
| 451a | Tabella EU LIQB: informazioni qualitative sull'LCR, ad integrazione del modello EU LIQ1 | ||
| Modello EU CQ1: qualità creditizia delle esposizioni oggetto di misure di concessione | |||
| Modello EU CQ2: qualità della concessione | 2 | ||
| Modello EU CQ3: qualità creditizia delle esposizioni in bonis e deteriorate suddivise in base ai giorni di arretrato |
|||
| 442 | Modello EU CQ4: qualità delle esposizioni deteriorate per zona geografica | ||
| 5. Qualità del | Modello EU CQ5: qualità creditizia dei prestiti e delle anticipazioni per settore | ||
| credito | Modello EU CQ6: valutazione delle garanzie reali - prestiti e anticipazioni | 2 | |
| Modello EU CQ7: garanzie reali ottenute acquisendone il possesso e tramite procedure di escussione | 1 | ||
| Modello EU CQ8: garanzie reali ottenute acquisendone il possesso e tramite procedure di escussione - disaggregazione per anzianità |
2 | ||
| Modello EU CR1: esposizioni in bonis ed esposizioni deteriorate e relativi accantonamenti | |||
| Modello EU CR1-A: durata delle esposizioni |
| Articolo Capitolo Pillar III CRR |
Tabella / Modello | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Modello EU CR2: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati | |||||||
| Modello EU CR2a: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati e relativi recuperi netti accumulati |
|||||||
| 435 | Tabella EU CRA: informazioni qualitative generali sul rischio di credito | ||||||
| 442 | Tabella EU CRB: informativa aggiuntiva in merito alla qualità creditizia delle attività | ||||||
| 6. Rischio di | 453 e 444 | Modello EU CR4 - Metodo standardizzato: esposizione al rischio di credito ed effetti della CRM | |||||
| credito: informazioni |
Modello EU CR5: metodo standardizzato | ||||||
| relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato |
444 | Tabella EU CRD: obblighi di informativa qualitativa sul metodo standardizzato | |||||
| 452 | Modello CR9 - Metodo IRB: test retrospettivi della PD per classe di esposizioni (scala di PD fissa) | ||||||
| 452 e 180 | Modello CR9.1 - Metodo IRB: test retrospettivi della PD per classe di esposizioni (solo per le stime della PD conformemente all'articolo 180, paragrafo 1, lettera f), del CRR) |
||||||
| 438 | Modello EU CR10: esposizioni da finanziamenti specializzati e in strumenti di capitale in base al metodo della ponderazione semplice |
||||||
| 7. Rischio di credito: |
452 | Modello EU CR6 - Metodo IRB: esposizioni al rischio di credito per classe di esposizioni e intervallo di PD |
|||||
| Informativa sui | Modello EU CR6-A: ambito d'uso dei metodi IRB e SA | ||||||
| portafogli cui si applicano gli approcci IRB |
453 | Modello EU CR7 - Metodo IRB: effetto sugli importi delle esposizioni ponderati per il rischio dei derivati su crediti utilizzati nell'ambito delle tecniche di CRM |
|||||
| Modello EU CR7-A - Metodo IRB: informativa sulla misura di utilizzo delle tecniche di CRM | |||||||
| 438 | Modello EU CR8: prospetto degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di credito in base al metodo IRB |
||||||
| Modello EU CR10.5: Esposizioni in strumenti di capitale in base al metodo della ponderazione semplice | |||||||
| 452 | Tabella EU CRE: obblighi di informativa qualitativa sul metodo IRB | ||||||
| 8. Tecniche di attenuazione del |
453 | Modello EU CR3 - Tecniche di CRM - Quadro d'insieme: informativa sull'uso di tecniche di attenuazione del rischio di credito |
|||||
| rischio di credito | Tabella EU CRC: obblighi di informativa qualitativa sulle tecniche di CRM | ||||||
| Tabella 1 - Informazioni qualitative sui rischi ambientali | |||||||
| Tabella 2 - Informazioni qualitative sui rischi sociali | |||||||
| Tabella 3 - Informazioni qualitative sui rischi di governance | |||||||
| Modello 1: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e vita residua |
|||||||
| 9. Informativa | Modello 2: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: Prestiti garantiti da immobili - Efficienza energetica della garanzia |
||||||
| sui rischi ambientali, |
449a | Modello 4: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: esposizioni verso le prime 20 aziende ad alta intensità di carbonio |
|||||
| sociali e di governance (ESG) |
Modello 5 Portafoglio bancario - Rischio fisico relativo ai cambiamenti climatici: Esposizioni soggette a rischio fisico |
||||||
| Modello 6 - Sintesi degli indicatori fondamentali di prestazione (key performance indicator, KPI) sulle esposizioni allineate alla tassonomia |
|||||||
| Modello 7: Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del GAR | |||||||
| Modello 8: GAR (%) | |||||||
| Modello 9: Azioni di attenuazione: BTAR | |||||||
| Modello 10 - Altre azioni di mitigazione del cambiamento climatico che non sono contemplate nel Regolamento (EU) 2020/852 |
|||||||
| 439 | Modello EU CCR1: analisi dell'esposizione al CCR per metodo | ||||||
| Modello EU CCR2: operazioni soggette a requisiti di fondi propri per il rischio di CVA | |||||||
| 10. Rischio di controparte |
439 e 444 | Modello EU CCR3 - Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni regolamentare e ponderazione del rischio |
|||||
| 439 e 452 | Modello EU CCR4 - Metodo IRB: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni e scala di PD | ||||||
| 439 | Modello EU CCR5: composizione delle garanzie reali per le esposizioni soggette al CCR |
| Capitolo Pillar III | Articolo CRR |
Tabella / Modello | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Modello EU CCR6: esposizioni in derivati su crediti | ||||||
| 438 | Modello EU CCR7: prospetti degli RWEA delle esposizioni soggette al CCR nell'ambito dell'IMM | |||||
| Modello EU CCR8: esposizioni verso CCP | ||||||
| 439 | Tabella EU CCRA: informativa qualitativa sul CCR | |||||
| Modello EU SEC1: esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione | ||||||
| Modello EU SEC2: esposizioni verso la cartolarizzazione incluse nel portafoglio di negoziazione | 1 | |||||
| Modello EU SEC3 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore |
||||||
| 11. Operazioni di cartolarizzazione |
449 | Modello EU SEC4 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore |
||||
| Modello EU SEC5 - Esposizioni cartolarizzate dall'ente: esposizioni in stato di default e rettifiche di valore su crediti specifiche |
||||||
| Tabella EU SECA: obblighi di informativa qualitativa sulle esposizioni verso la cartolarizzazione | ||||||
| 445 | Modello EU MR1: rischio di mercato in base al metodo standardizzato | |||||
| 455 | Modello EU MR2-A: rischio di mercato in base al metodo dei modelli interni (IMA) | 1 | ||||
| 438 | Modello EU MR2-B: prospetti degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di mercato in base al metodo IMA |
1 | ||||
| 12. Rischio di | Modello EU MR3: valori IMA per i portafogli di negoziazione | 1 | ||||
| mercato | 455 | Modello EU MR4: raffronto tra stime del VaR e profitti/perdite | 1 | |||
| 435 | Tabella EU MRA: obblighi di informativa qualitativa sul rischio di mercato | |||||
| 455 | Tabella EU MRB: obblighi di informativa qualitativa per gli enti che utilizzano i modelli interni per il rischio di mercato |
1 | ||||
| 13. Rischio di tasso di interesse sulle |
448 | IRRBB1: esposizioni al rischio di tasso di interesse su posizioni non detenute nel portafoglio di negoziazione |
||||
| posizioni incluse nel portafoglio bancario |
IRRBBA: informazioni qualitative sul rischio di tasso di interesse su posizioni non detenute nel portafoglio di negoziazione |
|||||
| 14. Rischio | 446 e 454 | Modello EU OR1: requisiti di fondi propri per il rischio operativo e importi delle esposizioni ponderati per il rischio |
||||
| Operativo | 435, 446 e 454 |
Tabella EU ORA: informazioni qualitative sul rischio operativo | ||||
| Modello EU LR1 - LRSum: riepilogo della riconciliazione tra attività contabili e esposizioni del coefficiente di leva finanziaria |
||||||
| 15. Leva | 451 | Modello EU LR2 - LRCom: informativa armonizzata sul coefficiente di leva finanziaria | ||||
| finanziaria | Modello EU LR3 - LRSpl: disaggregazione delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate) |
|||||
| Tabella EU LRA: comunicazione di informazioni qualitative sul coefficiente di leva finanziaria | ||||||
| Modello EU AE1: attività vincolate e non vincolate | ||||||
| 16. Attività | Modello EU AE2: garanzie reali ricevute e titoli di debito di propria emissione | |||||
| vincolate | 443 | Modello EU AE3: fonti di gravame | ||||
| Tabella EU AE4: informazioni descrittive di accompagnamento | ||||||
| Modello EU REM1: remunerazione riconosciuta per l'esercizio | ||||||
| Modello EU REM2: pagamenti speciali al personale le cui attività professionali hanno un impatto rilevante sul profilo di rischio dell'ente (personale più rilevante) |
||||||
| 17. Politiche di | Modello EU REM3: remunerazione differita | |||||
| remunerazione | 450 | Modello EU REM4: remunerazione di 1 milione di EUR o più per esercizio | ||||
| Modello EU REM5: informazioni sulla remunerazione del personale le cui attività professionali hanno un impatto rilevante sul profilo di rischio dell'ente (personale più rilevante) |
||||||
| Tabella EU REMA: politica di remunerazione |
1: modello o tabella non applicabile al 31 dicembre 2024.
2: modello non predisposto in quanto l'ammontare degli NPL è inferiore alla soglia del 5%.
I Modelli EU CR10.1, EU CR10.2, EU CR10.3 ed EU CR10.4 "Esposizioni da finanziamenti specializzati" non risultano prodotti in quanto non applicabili al 31 dicembre 2024.
Come meglio specificato nel Capitolo 5 "Qualità del credito", i template soggetti alla soglia del 5% dell'NPL ratio non sono pubblicati al 31 dicembre 2024 in quanto l'ammontare degli NPL risultava inferiore a tale soglia.
Il raffronto dei dati del periodo in corso con quelli del periodo precedente è stato predisposto nei casi richiesti dai templatesEBA.
Capogruppo del Gruppo Bancario, Credito Emiliano – Credem.
Il bilancio consolidato del Gruppo Credem comprende il bilancio di Credito Emiliano spa e delle società da questa controllate, includendo nel perimetro di consolidamento anche le società operanti in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo. Analogamente, sono incluse anche le società veicolo (SPE/SPV) quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.
Sono considerate controllate le imprese nelle quali la Capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede più della metà dei diritti di voto o quando, pur con una quota di diritti di voto inferiore, la Capogruppo ha il potere di nominare la maggioranza degli amministratori della partecipata o di determinare le politiche finanziarie ed operative della stessa. Nella valutazione dei diritti di voto si tiene conto anche dei diritti "potenziali" che siano correntemente esercitabili o convertibili in diritti di voto effettivi in qualsiasi momento.
Sono considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell'attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull'attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.
Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali la capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali" come sopra definiti) o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.
Le partecipazioni controllate sono consolidate con il metodo integrale, mentre le interessenze non di controllo e di joint venture sono consolidate in base al metodo del patrimonio netto.
I criteri adottati per la redazione del bilancio consolidato sono i seguenti:
vendita, ed il relativo valore d'uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico;

le percentuali esprimono i diritti di voto esercitabili direttamente e indirettamente le partecipazioni in chiaro sono valutate con il metodo del patrimonio netto
| a | b | c | d | e | f | g | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valori contabili degli elementi | |||||||
| Valori contabili riportati nel bilancio pubblicato |
Valori contabili nell'ambito del consolidamento prudenziale |
soggetti al quadro relativo al rischio di credito |
soggetti al quadro relativo al CCR |
soggetti al quadro relativo alla cartolarizzazione |
soggetti al quadro relativo al rischio di mercato |
non soggetti a requisiti di fondi propri o soggetti a deduzione dai fondi propri |
|
| Disaggregazione per classi di attività in base allo stato patrimoniale nel bilancio pubblicato | |||||||
| 10. Cassa e disponibilita' liquide | 4.207.806 | 4.196.102 | 4.196.102 | - | - | - | - |
| 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
5.706.465 | 83.032 | 46.910 | 14.992 | 1.962 | 19.168 | - |
| 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
9.491.841 | 5.403.531 | 5.403.521 | - | 10 | - | - |
| 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 45.274.702 | 45.128.074 | 44.464.883 | 359.416 | 303.775 | - | - |
| 50. Derivati di copertura | 427.235 | 427.235 | - | 427.235 | - | - | - |
| 60. Adeguamento di valore delle attivita' finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) |
112.020 | 112.020 | 112.020 | - | - | - | - |
| 70. Partecipazioni | 59.937 | 592.398 | 592.398 | - | - | - | - |
| 80. Attività assicurative | 11.252 | - | - | - | - | - | - |
| 90. Attivita' materiali | 443.532 | 442.864 | 442.864 | - | - | - | - |
| 100. Attivita' immateriali | 527.335 | 534.884 | 105.164 | - | - | - | 429.720 |
| - Avviamento | 318.027 | 330.032 | - | - | - | - | 330.032 |
| - Altre attività immateriali | 209.309 | 204.852 | 105.164 | - | - | - | 99.688 |
| 110. Attivita' fiscali | 417.593 | 259.352 | 259.352 | - | - | - | - |
| 120. Attivita' non correnti e gruppi di attivita' in via di dismissione |
533 | 533 | 533 | - | - | - | - |
| 130. Altre attivita' | 1.314.710 | 1.114.256 | 1.114.256 | - | - | - | - |
| Totale attività | 67.994.961 | 58.294.281 | 56.738.003 | 801.643 | 305.747 | 19.168 | 429.720 |
| Disaggregazione per classi di passività in base allo stato patrimoniale nel bilancio pubblicato | |||||||
| 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 51.365.733 | 51.333.249 | - | 730 | - | - | - |
| 20. Passivita' finanziarie di negoziazione | 14.463 | 14.463 | - | 14.463 | - | - | - |
| 30. Passivita' finanziarie designate al fair value | 4.402.690 | - | - | - | - | - | - |
| 40. Derivati di copertura | 731.778 | 731.778 | - | 731.778 | - | - | - |
| 50. Adeguamento di valore delle passivita' finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) |
(8.086) | (8.086) | - | - | - | - | - |
| 60. Passivita' fiscali | 345.702 | 149.164 | 19.348 | - | - | - | 89.196 |
| 80. Altre passivita' | 1.459.452 | 1.383.883 | - | - | - | - | - |
| 90. Trattamento di fine rapporto del personale | 26.144 | 25.835 | - | - | - | - | - |
| 100. Fondi per rischi e oneri | 240.891 | 240.800 | - | - | - | - | - |
| 110. Passività assicurative | 4.992.999 | - | - | - | - | - | - |
| 120. Riserve da valutazione | (11.787) | (11.788) | - | - | - | - | - |
| 150. Riserve | 2.777.237 | 2.777.237 | - | - | - | - | - |
| 160. Sovrapprezzi di emissione | 252.937 | 252.937 | - | - | - | - | - |
| 170. Capitale | 49.437 | 49.437 | - | - | - | - | - |
| 190. Patrimonio di pertinenza dei terzi (+/-) | 866.376 | 866.377 | - | - | - | - | - |
| 200. Utile (perdita) d'esercizio | 488.995 | 488.995 | - | - | - | - | - |
| Totale passività | 67.994.961 | 58.294.281 | 19.348 | 746.971 | - | - | 89.196 |
Il perimetro di riferimento ai fini della vigilanza prudenziale (Gruppo prudenziale) fa capo a CredemHolding. La percentuale di partecipazione di Credito Emiliano Holding S.p.A. in Credem S.p.A., al 31/12/2024, è del 79,82%.
Le principali differenze tra i valori contabili riportati nel bilancio pubblicato ed i valori contabili nell'ambito del consolidamento prudenziale afferiscono al perimetro di consolidamento. Nel primo caso le società esterne al Gruppo prudenziale sono consolidate integralmente mentre nel secondo caso sono consolidate con il metodo del patrimonio netto. La società esterna al Gruppo prudenziale al 31 dicembre 2024 è Credemvita Spa.
| a | b | c | d | e | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Esposizioni soggette al | ||||||||
| Totale | quadro relativo al rischio di credito |
quadro relativo alla cartolarizzazione |
quadro relativo al CCR |
quadro relativo al rischio di mercato |
||||
| 1 | Valore contabile delle attività nell'ambito del consolidamento prudenziale (come nel modello LI1) |
57.864.561 | 56.738.003 | 305.747 | 801.643 | 19.168 | ||
| 2 | Valore contabile delle passività nell'ambito del consolidamento prudenziale (come nel modello LI1) |
766.319 | 19.348 | - | 746.971 | - | ||
| 3 | Importo netto totale nell'ambito del consolidamento prudenziale |
57.098.242 | 56.718.655 | 305.747 | 54.672 | 19.168 | ||
| 4 | Importi fuori bilancio | 20.399.342 | 13.585.737 | 6.813.605 | ||||
| 5 | Differenze di valutazione | - | - | - | - | |||
| 6 | Differenze dovute a regole di compensazione diverse da quelle già incluse nella riga 2 |
118.879 | - | - | 118.879 | |||
| 7 | Differenze dovute al trattamento delle rettifiche di valore | 426.110 | 426.110 | - | - | |||
| 8 | Differenze dovute all'uso di tecniche di attenuazione del rischio di credito (CRM) |
(6.791.624) | (154.708) | - | (6.636.916) | |||
| 9 | Differenze dovute ai fattori di conversione del credito | (10.051.674) | (10.051.674) | - | - | |||
| 10 | Differenze dovute alla cartolarizzazione con trasferimento del rischio |
- | - | - | - | |||
| 11 | Altre differenze | 74.802 | 74.802 | - | - | |||
| 12 | Importi delle esposizioni considerati a fini regolamentari | 61.254.909 | 60.598.922 | 305.747 | 350.240 | - |
Le principali fonti di differenze tra gli importi delle esposizioni determinati a fini regolamentari e i valori contabili nel bilancio di cui al modello EU LI2 attengono ai fattori di conversione del credito (FCC) ed all'applicazione delle tecniche di mitigazione del rischio. Per maggiori informazioni sulle tecniche di mitigazione del rischio di credito si rimanda all'apposito capitolo del presente documento. Nell'ambito del quadro relativo al CCR l'applicazione delle tecniche di mitigazione del rischio hanno interessato principalmente le operazioni SFT.
| a | b | c | d | e | f | g | h |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Metodo di | Metodo di consolidamento prudenziale | ||||||
| Denominazione del soggetto | consolidamento contabile |
Consolidamento integrale |
Consolidamento proporzionale |
Metodo del patrimonio netto |
Né consolidato né dedotto |
Dedotto | Descrizione del soggetto |
| Credito Emiliano Holding spa | Consolidamento integrale | x | Società finanziaria |
||||
| Credito Emiliano spa | Consolidamento integrale | x | Banca | ||||
| Credemleasing spa | Consolidamento integrale | x | Società finanziaria |
||||
| Credemfactor spa | Consolidamento integrale | x | Società finanziaria |
||||
| Credem Private Equity SGR spa | Consolidamento integrale | x | Società finanziaria |
||||
| Euromobiliare Asset Management SGR spa |
Consolidamento integrale | x | Società finanziaria |
||||
| Euromobiliare Advisory SIM spa | Consolidamento integrale | x | Società finanziaria |
||||
| Credemtel spa | Consolidamento integrale | x | Società non finanziaria |
||||
| Avvera spa | Consolidamento integrale | x | Società finanziaria |
||||
| Magazzini Generali delle Tagliate spa |
Consolidamento integrale | x | Società non finanziaria |
||||
| Credem Euromobiliare Private Banking spa |
Consolidamento integrale | x | Banca | ||||
| Euromobiliare Fiduciaria spa | Consolidamento integrale | x | Società finanziaria |
||||
| Credemvita spa | Consolidamento integrale | x | Soggetto Assicurativo |
||||
| Credem CB srl | Consolidamento integrale | x | Società finanziaria |
||||
| Credemassicurazioni spa | Metodo del patrimonio netto |
x | Soggetto Assicurativo |
||||
| Andxor srl | Metodo del patrimonio netto |
x | Società non finanziaria |
||||
| SBC Fintech Milan 2224 srl | Metodo del patrimonio netto |
x | Società non finanziaria |
||||
| Mynet srl | Metodo del patrimonio netto |
x | Società non finanziaria |
||||
| Flairbit Srl | Metodo del patrimonio netto |
x | Società non finanziaria |
A partire dal 1° gennaio 2014 è applicabile la disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013 e modificata dal Regolamento (UE) 2019/876 (CRR II), che traspongono nell'Unione europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (cd. framework Basilea 3). Il CRR ha avuto diretta efficacia negli Stati membri, mentre la disciplina contenuta nella CRD IV è stata recepita nell'ordinamento nazionale dalla Banca d'Italia il 17 dicembre 2013 con la pubblicazione della Circolare 285 «Disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche» (e successive modifiche e integrazioni). Tale regolamentazione prevede la seguente articolazione dei Fondi Propri:
— Capitale di Classe 1 (Tier 1 Capital), composto a propria volta da:
La somma del Capitale di Classe 1 e del Capitale di Classe 2 compone il Totale dei Fondi Propri (Total Capital).
Componente principale del Tier 1 è il Common Equity, composto principalmente da strumenti di capitale (es. azioni ordinarie al netto delle azioni proprie), sovrapprezzi di emissione, riserve di utili, utile del periodo non distribuito, riserve da valutazione, interessi di minoranza computabili, al netto degli elementi in deduzione.
La categoria dell'AT1 ricomprende gli strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie (che sono computabili nel Common Equity) e che rispettano i requisiti normativi per l'inclusione in tale livello dei Fondi propri una volta applicate le deduzioni degli elementi e le deroghe previste dalla normativa citata in premessa.
Il Capitale di Classe 2 (Tier 2) è composto dagli elementi quali principalmente le passività subordinate computabili e le eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese per le posizioni ponderate secondo i metodi IRB, una volta applicate le deduzioni e le deroghe previste dalla normativa citata in premessa.
I requisiti minimi di capitale applicabili al Gruppo sono pari ai seguenti ratio patrimoniali in coerenza con l'articolo 92 del CRR:
In aggiunta a tali livelli patrimoniali, per il 2024 il Gruppo deve inoltre rispettare i seguenti requisiti:
Il requisito aggiuntivo assegnato dall'organo di vigilanza (il Pillar 2 Requirement), rispetto ai livelli regolamentari di patrimonio vigenti nel 2024, sarebbe pari all'1%. In base all'articolo 104bis della CRD V l'ente rispetta il requisito di fondi propri aggiuntivi imposto dall'autorità competente mediante fondi propri che soddisfano le condizioni seguenti:
a) almeno tre quarti del requisito di fondi propri aggiuntivi sono rispettati mediante capitale di classe 1; b) almeno tre quarti del capitale di classe 1 di cui alla lettera a) sono costituiti da capitale primario di classe 1. Conseguentemente il requisito può essere rispettato con un minimo del 56,25% di CET1 capital e con un 75% di Tier1 capital.
Pertanto, al 31 dicembre 2024, il Gruppo deve rispettare i seguenti requisiti complessivi:
In base alle disposizioni dettate dagli articoli 11, paragrafi 2 e 3, e 13, paragrafo 2, del Regolamento CRR, le banche controllate da una "società di partecipazione finanziaria madre" sono tenute a rispettare i requisiti stabiliti dal predetto regolamento sulla base della situazione consolidata della società di partecipazione finanziaria medesima. Tali disposizioni hanno pertanto reso necessaria la modifica del perimetro di consolidamento del Gruppo ai fini della vigilanza prudenziale, portando a calcolare i ratio patrimoniali a livello di Credemholding, società controllante al 79,8167% di Credem Spa. Tale livello comporta differenze di rilievo rispetto alle analoghe rilevazioni misurate sul perimetro che fa capo a Credito Emiliano Spa, dovute al trattamento più restrittivo riservato dalle norme vigenti al computo del cosiddetto "patrimonio di terzi".
A partire dal mese di ottobre 2017 il Gruppo è stato inserito dall'Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Tale provvedimento riflette la situazione di business al dicembre 2016, data alla quale il Gruppo superava le soglie previste dalle norme in materia.
E' doveroso segnalare preliminarmente che la vigilanza sui conglomerati finanziari è esercitata attraverso presidi supplementari, che integrano quelli già operativi a livello di Gruppo Bancario e di specifici settori di attività.
Il soggetto coordinatore della sopra illustrata vigilanza rafforzata, essendo preminente nel Gruppo il business bancario, è rappresentato dalla Banca Centrale Europea.
Conseguentemente il primo di marzo del 2018 la Banca Centrale Europea ha autorizzato il Gruppo a non dedurre dal calcolo dei fondi propri regolamentari la partecipazione totalitaria detenuta nell'impresa di assicurazione Credemvita.
Tale autorizzazione, derivante dall'applicazione dell'articolo 49 del Regolamento (EU) n.575/2103 ("CRR"), è applicabile qualora il Gruppo faccia parte della lista di quelli che, in base ai parametri di vigilanza, svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo (conglomerati finanziari).
Ai sensi del regolamento (UE) n.575/2013 (CRR), art.26, comma 2, la quota dell'utile netto del 2024, al netto della quota destinabile ai dividendi, è stata inserita nel calcolo dei Fondi Propri.
Il requisito patrimoniale complessivo al 31 dicembre 2024 è di 1.746,3 milioni di euro a fronte di Fondi Propri per 3.978,7 milioni di euro con un margine disponibile di 2.232,4 milioni di euro, pari ad oltre il 56% dei Fondi Propri.
Le indicazioni sui coefficienti patrimoniali evidenziano il Common Equity Tier 1 ratio al 15,53%, il Tier 1 Capital ratio al 15,84% e il Total capital ratio al 18,23%.
| 31/12/2024 | 31/12/2023 | |
|---|---|---|
| A. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) prima dell'applicazione dei filtri prudenziali |
3.801.228 | 3.439.222 |
| B. Filtri prudenziali del CET1 (+/-) | 11.985 | 23.730 |
| C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio (A +/- B) | 3.813.214 | 3.462.952 |
| D. Elementi da dedurre dal CET1 | (422.177) | (442.215) |
| E. Regime transitorio - Impatto su CET1 (+/-), inclusi gli interessi di minoranza oggetto di disposizioni transitorie |
- | - |
| F. Totale Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) (C – D +/-E) | 3.391.037 | 3.020.737 |
| G. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio |
66.152 | 64.880 |
| H. Elementi da dedurre dall'AT1 | - | - |
| I. Regime transitorio - Impatto su AT1 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi nell'AT1 per effetto di disposizioni transitorie |
- | - |
| L. Totale Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) (G - H +/- I) | 66.152 | 64.880 |
| M. Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio |
521.469 | 514.954 |
| N. Elementi da dedurre dal T2 | - | - |
| O. Regime transitorio - Impatto su T2 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi nel T2 per effetto di disposizioni transitorie |
- | - |
| P. Totale Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) (M - N +/- O) | 521.469 | 514.954 |
| Q. Totale fondi propri (F + L + P) | 3.978.658 | 3.600.571 |
La disclosure prevista in materia di fondi propri è richiesta dal Regolamento 2021/637, ed è riportata nel template EU CC1- Composizione dei Fondi propri regolamentari.
| a) | b) | ||
|---|---|---|---|
| Importi | Fonte basata su numeri /lettere |
||
| 31/12/2024 | di riferimento dello stato patrimoniale nell'ambito del consolidamento prudenziale |
||
| Capitale primario di classe 1 (CET1): strumenti e riserve | |||
| 1 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni | 302.374 | 7, 8 |
| Di cui: Azioni ordinarie | 49.437 | 8 | |
| 2 | Utili non distribuiti | 2.777.237 | 6 |
| 3 | Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) | (11.788) | 1 |
| EU-3a | Fondi per rischi bancari generali | - | |
| 4 | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 3, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal CET1 |
- | |
| 5 | Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) | 409.200 | 9 |
| EU-5a | Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o dividendi prevedibili | 324.206 | 16 |
| 6 | Capitale primario di classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari | 3.801.228 | |
| Capitale primario di classe 1 (CET1): rettifiche regolamentari | |||
| 7 | Rettifiche di valore supplementari (importo negativo) | (6.745) | |
| 8 | Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) (importo negativo) | (340.524) | 10 |
| 9 | Non applicabile | - | |
| 10 | Attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura, escluse quelle derivanti da differenze temporanee (al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (importo negativo) |
- | |
| 11 | Riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa degli strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo |
18.730 | 1, 5 |
| 12 | Importi negativi risultanti dal calcolo degli importi delle perdite attese | (47.452) | |
| 13 | Qualsiasi aumento del patrimonio netto risultante da attività cartolarizzate (importo negativo) | - | |
| 14 | I profitti o le perdite sulle passività dell'ente valutate al valore equo dovuti a variazioni del merito di credito |
- | |
| 15 | Attività dei fondi pensione a prestazioni definite (importo negativo) | - | |
| 16 | Propri strumenti del CET1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo negativo) |
(1.892) | |
| 17 | Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo) |
- | |
| 18 | Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
- | |
| 19 | Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
- | |
| 20 | Non applicabile | - | |
| EU-20a | Importo dell'esposizione dei seguenti elementi, che possiedono i requisiti per ricevere un fattore di ponderazione del rischio pari al 1250%, quando l'ente opta per la deduzione |
- | |
| EU-20b | Di cui partecipazioni qualificate al di fuori del settore finanziario (importo negativo) | - | |
| EU-20c | Di cui posizioni verso la cartolarizzazione (importo negativo) | - | |
| EU-20d | Di cui operazioni con regolamento non contestuale (importo negativo) | - | |
| 21 | Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo superiore alla soglia del 10 %, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (importo negativo) |
- |
| a) | b) | ||
|---|---|---|---|
| Importi | Fonte basata su numeri /lettere |
||
| 31/12/2024 | di riferimento dello stato patrimoniale nell'ambito del consolidamento prudenziale |
||
| 22 | Importo che supera la soglia del 17,65 % (importo negativo) | - | |
| 23 | Di cui strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente e sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti |
- | |
| 24 | Non applicabile | - | |
| 25 | Di cui attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee | - | |
| EU-25a | Perdite relative all'esercizio in corso (importo negativo) | - | |
| EU-25b | Tributi prevedibili relativi agli elementi del CET1, ad eccezione dei casi in cui l'ente adatta di conseguenza l'importo degli elementi del CET1 nella misura in cui tali tributi riducano l'importo fino a concorrenza del quale questi elementi possono essere destinati alla copertura di rischi o perdite (importo negativo) |
- | |
| 26 | Non applicabile | - | |
| 27 | Deduzioni ammissibili dal capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) che superano gli elementi dell'AT1 dell'ente (importo negativo) |
- | |
| 27a | Altre rettifiche regolamentari | (32.308) | |
| 28 | Totale delle rettifiche regolamentari del capitale primario di classe 1 (CET1) | (410.191) | |
| 29 | Capitale primario di classe 1 (CET1) | 3.391.037 | |
| Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): strumenti | |||
| 30 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni | - | |
| 31 | Di cui classificati come patrimonio netto a norma dei principi contabili applicabili | - | |
| 32 | Di cui classificati come passività a norma dei principi contabili applicabili | - | |
| 33 | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 4, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dall'AT1 |
- | |
| EU-33a | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 bis, paragrafo 1, del CRR soggetti a eliminazione graduale dall'AT1 |
- | |
| EU-33b | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 ter, paragrafo 1, del CRR soggetti a eliminazione graduale dall'AT1 |
- | |
| 34 | Capitale di classe 1 ammissibile incluso nel capitale AT1 consolidato (compresi gli interessi di minoranza non inclusi nella riga 5) emesso da filiazioni e detenuto da terzi |
66.152 | |
| 35 | di cui strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva | - | |
| 36 | Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) prima delle rettifiche regolamentari | 66.152 | |
| Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): rettifiche regolamentari | |||
| 37 | Propri strumenti di AT1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo negativo) |
- | |
| 38 | Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo |
- | |
| 39 | Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
- | |
| 40 | Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
- | |
| 41 | Non applicabile | - | |
| 42 | Deduzioni ammissibili dal capitale di classe 2 (T2) che superano gli elementi del T2 dell'ente (importo negativo) |
- | |
| 42a | Altre rettifiche regolamentari del capitale AT1 | - | |
| 43 | Totale delle rettifiche regolamentari del capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) | - | |
| 44 | Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) | 66.152 | |
| 45 | Capitale di classe 1 (T1 = CET1 + AT1) | 3.457.189 |
| a) | b) | ||
|---|---|---|---|
| Importi | Fonte basata su numeri /lettere |
||
| 31/12/2024 | di riferimento dello stato patrimoniale nell'ambito del consolidamento prudenziale |
||
| Capitale di classe 2 (T2) strumenti | |||
| 46 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni | 402.064 | |
| 47 | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 5, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal T2 ai sensi dell'articolo 486, paragrafo 4, del CRR |
- | |
| EU-47a | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 bis, paragrafo 2, del CRR soggetti a eliminazione graduale dal T2 |
- | |
| EU-47b | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 ter, paragrafo 2, del CRR soggetti a eliminazione graduale dal T2 |
- | |
| 48 | Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel capitale T2 consolidato (compresi gli interessi di minoranza e strumenti di AT1 non inclusi nella riga 5 o nella riga 34) emessi da filiazioni e detenuti da terzi |
88.203 | |
| 49 | di cui strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva | - | |
| 50 | Rettifiche di valore su crediti | 31.201 | |
| 51 | Capitale di classe 2 (T2) prima delle rettifiche regolamentari | 521.469 | |
| Capitale di classe 2 (T2): rettifiche regolamentari | |||
| 52 | Strumenti propri di T2 e prestiti subordinati detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo negativo) |
- | |
| 53 | Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo) |
- | |
| 54 | Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
- | |
| 54a | Non applicabile | - | |
| 55 | Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
- | |
| 56 | Non applicabile | - | |
| EU-56a | Deduzioni di passività ammissibili che superano gli elementi delle passività ammissibili dell'ente (importo negativo) |
- | |
| EU-56b | Altre rettifiche regolamentari del capitale T2 | - | |
| 57 | Totale delle rettifiche regolamentari del capitale di classe 2 (T2) | - | |
| 58 | Capitale di classe 2 (T2) | 521.469 | |
| 59 | Capitale totale (TC = T1 + T2) | 3.978.658 | |
| 60 | Importo complessivo dell'esposizione al rischio | 21.829.077 | |
| Coefficienti e requisiti patrimoniali, comprese le riserve di capitale | |||
| 61 | Capitale primario di classe 1 | 15,53% | |
| 62 | Capitale di classe 1 | 15,84% | |
| 63 | Capitale totale | 18,23% | |
| 64 | Requisiti patrimoniali complessivi CET1 dell'ente | 8,01% | |
| 65 | Di cui requisito della riserva di conservazione del capitale | 2,50% | |
| 66 | Di cui requisito della riserva di capitale anticiclica | 0,0354% | |
| 67 | Di cui requisito della riserva a fronte del rischio sistemico | 0,41% | |
| EU-67a | Di cui requisito della riserva di capitale degli enti a rilevanza sistemica a livello globale (G-SII) o degli altri enti a rilevanza sistemica (O-SII) |
- |
| a) | b) | ||
|---|---|---|---|
| Importi | Fonte basata su numeri /lettere |
||
| 31/12/2024 | di riferimento dello stato patrimoniale nell'ambito del consolidamento prudenziale |
||
| EU-67b | Di cui requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva |
0,56% | |
| 68 | Capitale primario di classe 1 (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) disponibile dopo aver soddisfatto i requisiti patrimoniali minimi |
9,09% | |
| Minimi nazionali (se diversi da Basilea III) | |||
| 69 | Non applicabile | - | |
| 70 | Non applicabile | - | |
| 71 | Non applicabile | - | |
| Importi inferiori alle soglie di deduzione (prima della ponderazione del rischio) | |||
| 72 | Fondi propri e passività ammissibili di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente o indirettamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili) |
- | |
| 73 | Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente o indirettamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 17,65 % e al netto di posizioni corte ammissibili) |
- | |
| 74 | Non applicabile | - | |
| 75 | Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo inferiore alla soglia del 17,65 %, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) |
211.438 | |
| Massimali applicabili per l'inclusione di accantonamenti nel capitale di classe 2 | |||
| 76 | Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo standardizzato (prima dell'applicazione del massimale) |
- | |
| 77 | Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo standardizzato |
87.631 | |
| 78 | Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo basato sui rating interni (prima dell'applicazione del massimale) |
31.201 | |
| 79 | Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo basato sui rating interni |
72.657 | |
| Strumenti di capitale soggetti a eliminazione progressiva (applicabile soltanto tra l'1 gennaio 2014 e l'1 gennaio 2022) | |||
| 80 | Massimale corrente sugli strumenti di CET1 soggetti a eliminazione progressiva | - | |
| 81 | Importo escluso dal CET1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le scadenze) |
- | |
| 82 | Massimale corrente sugli strumenti di AT1 soggetti a eliminazione progressiva | - | |
| 83 | Importo escluso dall'AT1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le scadenze) |
- | |
| 84 | Massimale corrente sugli strumenti di T2 soggetti a eliminazione progressiva | - | |
| 85 | Importo escluso dal T2 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le scadenze) |
- |
| a | b | c | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato |
Nell'ambito del consolidamento prudenziale |
Riferimento | |||||
| 31/12/2024 | 31/12/2024 | ||||||
| Attività - Ripartizione per classi di attività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato | |||||||
| 1 | Cassa e disponibilità liquide | 4.207.806 | 4.196.102 | ||||
| 2 | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
5.706.465 | 83.032 | ||||
| 3 | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
9.491.841 | 5.403.531 | ||||
| 4 | Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 45.274.702 | 45.128.074 | ||||
| 5 | Derivati di copertura | 427.235 | 427.235 | ||||
| 6 | Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) |
112.020 | 112.020 | ||||
| 7 | Partecipazioni | 59.937 | 592.398 | ||||
| 8 | Attività assicurative | 11.252 | - | ||||
| 9 | Attività materiali | 443.532 | 442.864 | 8 | Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) (importo negativo) |
||
| 10 | Attività immateriali, di cui: | 527.335 | 534.884 | ||||
| 11 | Avviamento | 318.027 | 330.032 | ||||
| 12 | Altre immobilizzazioni immateriali | 209.309 | 204.852 | ||||
| 13 | Attività fiscali | 417.593 | 259.352 | ||||
| 14 | Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione |
533 | 533 | ||||
| 15 | Altre attività | 1.314.710 | 1.114.256 | ||||
| 16 | Totale attività | 67.994.961 | 58.294.281 | ||||
| Passività - Ripartizione per classi di passività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato | |||||||
| 1 | Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 51.365.733 | 51.333.249 | ||||
| 2 | di cui - titoli in circolazione | 4.445.155 | 4.335.560 | ||||
| 3 | di cui - passività subordinate: Strumenti computabili nel capitale di classe 2 |
402.064 | 402.064 | ||||
| 4 | Passività finanziarie di negoziazione | 14.463 | 14.463 | ||||
| 5 | Passivita' finanziarie designate al fair value | 4.402.690 | - | ||||
| 6 | Derivati di copertura | 731.778 | 731.778 | ||||
| 7 | Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) |
(8.086) | (8.086) | ||||
| 8 | Passività fiscali | 345.702 | 149.164 |
| a | b | c | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato |
Nell'ambito del consolidamento prudenziale |
Riferimento | |||
| 31/12/2024 | 31/12/2024 | ||||
| 9 | Altre passività | 1.459.452 | 1.383.883 | ||
| 10 | Trattamento di fine rapporto del personale | 26.144 | 25.835 | ||
| 11 | Fondi per rischi e oneri | 240.891 | 240.800 | ||
| 12 | Passività assicurative | 4.992.999 | - | ||
| 13 | Totale passività | 63.571.766 | 53.871.086 | ||
| Capitale proprio | |||||
| 1 | Riserve da valutazione, di cui: | (11.788) | (11.788) | 3, 11 | Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve); riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa degli strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo |
| 2 | Riserve da valutazione su attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
(300.877) | (300.877) | ||
| 3 | Riserve da valutazione degli tuili perdite attuariali nette |
(5.250) | (5.250) | ||
| 4 | Altri elementi positivi - Leggi speciali di rivalutazione |
107.010 | 107.010 | ||
| 5 | Riserve di cash flow hedge | (18.729) | (18.729) | 11 | Riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa degli strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo |
| 6 | Riserve | 2.777.237 | 2.777.237 | 2 | Utili non distribuiti |
| 7 | Sovrapprezzi di emissione | 252.937 | 252.937 | 1 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni |
| 8 | Capitale | 49.437 | 49.437 | 1 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni |
| 9 | Partimonio di pertinenza di terzi (+/-) | 866.377 | 866.377 | 5 | Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) |
| 10 | di cui Riserve da valutazione: | (19.324) | (19.324) | ||
| 11 | Riserve da valutazione di titoli HTCS/titoli disponibili per la vendita |
(76.082) | (76.082) | ||
| 12 | Riserve da valutazione degli tuili perdite attuariali nette |
(1.327) | (1.327) | ||
| 13 | Altri elementi positivi - Leggi speciali di rivalutazione |
10.714 | 10.714 | ||
| 14 | Riserve di cash flow hedge | (4.736) | (4.736) | ||
| 15 | di cui Riserve e utili | 545.821 | 545.821 | ||
| 16 | Utile (Perdita) di periodo (+/-) | 488.995 | 488.995 | EU-5a | Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o dividendi prevedibili |
| 17 Capitale proprio totale | 4.423.195 | 4.423.195 |
| 1 | Emittente | CREDITO EMILIANO HOLDING | CREDITO EMILIANO HOLDING | |
|---|---|---|---|---|
| 2 | Identificativo unico (ad es., Identificativo CUSIP, ISIN o Bloomberg per i collocamenti privati) |
XS2229022822 | XS2488465423 | |
| 3 | Legislazione applicabile allo strumento | Legislazione italiana: clausole di subordinazione |
Legislazione italiana: clausole di subordinazione |
|
| Trattamento regolamentare | ||||
| 4 | Disposizioni transitorie del CRR | Capitale di classe 2 | Capitale di classe 2 | |
| 5 | Disposizioni post transitorie del CRR | Capitale di classe 2 | Capitale di classe 2 | |
| 6 | Ammissibile a livello di singolo ente/(sub)consolidamento / di singolo ente e di (sub)consolidamento |
Singolo Ente | Singolo Ente | |
| 7 | Tipo di strumento (I tipi devono essere specificati per ciascuna giurisdizione) |
Strumento di capitale di classe 2 ex art.62 |
Strumento di capitale di classe 2 ex art.62 |
|
| 8 | Importo rilevato nel capitale regolamentare (moneta in milioni, alla più recente data di riferimento per la segnalazione) |
199.900 | 202.164 | |
| 9 | Importo nominale dello strumento | 200.000 | 200.000 | |
| 9a | Prezzo di emissione | 100 | 100 | |
| 9b | Prezzo di rimborso | 100 | 100 | |
| 10 | Classificazione contabile | Titoli in circolazione - costo ammortizzato |
Titoli in circolazione - costo ammortizzato |
|
| 11 | Data di emissione originaria | 16/09/2020 | 05/07/2022 | |
| 12 | Irredimibile o a scadenza | A scadenza | A scadenza | |
| 13 | Data di scadenza originaria | 16/12/2030 | 05/10/2032 | |
| 14 | Rimborso anticipato a discrezione dell'emittente soggetto a approvazione preventiva dell'autorità di vigilanza |
Sì | Sì | |
| 15 | Data del rimborso anticipato facoltativo, date del rimborso anticipato eventuale e Importo del rimborso |
Prevista possibilità di rimborso tra il 16/09/2025 e il 16/12/2025 |
Prevista possibilità di rimborso il 05/07/2027 |
|
| 16 | Date successive di rimborso anticipato, se del caso | Pagamento cedole | Pagamento cedole | |
| Cedole/dividendi | ||||
| 17 | Dividendi/cedole fissi o variabili | Fissi/Variabili | Fissi/Variabili | |
| 18 | Tasso della cedola ed eventuale Indice correlato | 3,5% fino al 16/12/2025; dal sesto anno IRS 5Y + 389,7 bps |
7,625% per i primi cinque anni se non rimborsato; dal sesto anno MS 5Y + 551,4 bps |
|
| 19 | Presenza di un meccanismo di "dividend stopper" | No | No | |
| 20a | Pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale o obbligatorio (in termini di tempo) |
Obbligatorio | Obbligatorio | |
| 20b | Pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale o obbligatorio (in termini di importo) |
Obbligatorio | Obbligatorio | |
| 21 | Presenza di "step up" o di altro incentivo al rimborso No | No | ||
| 22 | Non cumulativo o cumulativo | Non cumulativo | Non cumulativo | |
| 23 | Convertibile o non convertibile | Non convertibile | Non convertibile | |
| 24 | Se convertibile, evento(i) che determina(no) la conversione |
N/A | N/A | |
| 25 | Se convertibile, in tutto o in parte | N/A | N/A | |
| 26 | Se convertibile, tasso di conversione | N/A | N/A |
| 1 | Emittente | CREDITO EMILIANO HOLDING | CREDITO EMILIANO HOLDING |
|---|---|---|---|
| 27 | Se convertibile, conversione obbligatoria o facoltativa |
N/A | N/A |
| 28 | Se convertibile, precisare il tipo di strumento nel quale la conversione è possibile |
N/A | N/A |
| 29 | Se convertibile, precisare 'emittente dello strumento nel quale viene convertito |
N/A | N/A |
| 30 | Meccanismi di svalutazione (write down) | No | No |
| 31 | In caso di meccanismo di svalutazione (write down), evento(i) che la determina(no) |
N/A | N/A |
| 32 | In caso di svalutazione (write down), svalutazione totale o parziale |
N/A | N/A |
| 33 | In caso di svalutazione (write down), svalutazione permanente o temporanea |
N/A | N/A |
| 34 | In caso di svalutazione (write down) temporanea, descrizione del meccanismo di rivalutazione |
N/A | N/A |
| 35 | Posizione nella gerarchia di subordinazione in caso di liquidazione (specificare il tipo di strumento di rango immediatamente superiore (senior) |
Senior | Senior |
| 36 | Caratteristiche non conformi degli strumenti che beneficiano delle disposizioni transitorie |
No | No |
| 37 | In caso affermativo, specificare le caratteristiche non conformi |
N/A | N/A |
| Dati in milioni di euro | 31/12/2024 | 31/12/2023 | |
|---|---|---|---|
| A | Totale dei mezzi patrimoniali del conglomerato | 4.235,5 | 3.815,4 |
| B | Requisiti patrimoniali delle componenti bancarie | 2.353,1 | 2.229,1 |
| C | Margine di solvibilità richiesto delle componenti assicurative | 302,6 | 311,3 |
| D | Totale delle esigenze patrimoniali del conglomerato (B+C) | 2.655,7 | 2.540,4 |
| E | Eccedenza (deficit) del conglomerato (A-D) | 1.579,8 | 1.275,0 |
A partire dal mese di ottobre 2017 il Gruppo è stato inserito dall'Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Tale provvedimento rifletteva la situazione di business al dicembre 2016, data alla quale il Gruppo superava le soglie previste dalle norme in materia. Le società assicurative sottoposte alla vigilanza supplementare sono Credemvita, controllata in modo esclusivo dal Gruppo e Credemassicurazioni, controllata in modo congiunto con Reale Mutua Assicurazioni.
I mezzi patrimoniali del conglomerato finanziario Credem eccedono il totale delle esigenze patrimoniali richieste per 1.579,8 milioni di euro. Nel calcolo dei requisiti patrimoniali del conglomerato finanziario si è adottato, per il 2024, un Total Capital Ratio del 11,5%, così come comunicato dalla Banca Centrale Europea.
| a | b | c | d | e | f | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ripartizione per paese |
Esposizioni creditizie generiche | Esposizioni creditizie rilevanti — Rischio di mercato |
|||||
| Valore dell'esposizione secondo il metodo standardizzato |
Valore dell'esposizione secondo il metodo IRB |
Somma delle posizioni lunghe e corte delle esposizioni contenute nel portafoglio di negoziazione secondo il metodo standardizzato |
Valore delle esposizioni nel portafoglio di negoziazione secondo i modelli interni |
Valore dell'esposizione delle esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione |
Valore dell'esposizione complessiva |
||
| Abu Dhabi | 208 | - | - | - | - | 208 | |
| Australia | 2.427 | 11 | - | - | - | 2.438 | |
| Austria | 1.308 | 4 | - | - | - | 1.312 | |
| Belgio | 20.294 | 980 | 55 | - | - | 21.329 | |
| Brasile | 174 | 3.387 | - | - | - | 3.561 | |
| Bulgaria | 498 | 7 | - | - | - | 505 | |
| Ceca (Repubblica) |
1.632 | 1 | - | - | - | 1.633 | |
| Croazia | 1.192 | 1 | - | - | - | 1.193 | |
| Francia | 279.684 | - | 16.134 | - | 104.419 | 400.237 | |
| Germania | 40.553 | 373 | 2.438 | - | 39.887 | 83.251 | |
| Hong Kong | 138 | - | - | - | - | 138 | |
| India | - | 10 | - | - | - | 10 | |
| Irlanda | 1.505 | 1 | 12.988 | - | 8.549 | 23.043 | |
| Israele | 1.360 | 3 | - | - | - | 1.363 | |
| Italia | 7.056.524 | 34.262.171 | 7.099 | - | 14.508 | 41.340.303 | |
| Lituania | 87 | - | - | - | - | 87 | |
| 010 | Lussemburgo | 38.046 | 3 | 861 | - | 32.568 | 71.478 |
| Norvegia | 98 | - | - | - | - | 98 | |
| Paesi Bassi | 187.939 | 84 | 6.724 | - | 50.454 | 245.201 | |
| Panama | 5 | 3 | - | - | - | 8 | |
| Polonia | 5.171 | 476 | - | - | - | 5.647 | |
| Principato di Monaco |
- | 40 | - | - | - | 40 | |
| Regno Unito | 212.785 | 1.289 | 11.203 | - | - | 225.277 | |
| Romania | 2.475 | 126 | - | - | - | 2.601 | |
| Serbia | 1.496 | - | - | - | - | 1.496 | |
| Singapore | 96 | 178 | - | - | - | 274 | |
| Slovacchia | 893 | - | - | - | - | 893 | |
| Spagna | 28.546 | - | 5.871 | - | 55.363 | 89.780 | |
| Stati Uniti | 498.998 | 42.546 | 555 | - | - | 542.099 | |
| Svezia | 2.367 | 2 | - | - | - | 2.369 | |
| Svizzera | 54.928 | 780 | 2.128 | - | - | 57.836 | |
| Ungheria | 2.326 | 195 | - | - | - | 2.521 | |
| Altri Paesi | 24.305 | 12.297 | 6 | - | - | 36.607 | |
| 020 Totale | 8.468.058 | 34.324.968 | 66.062 | - | 305.748 | 43.164.836 |
| Ripartizione per paese |
g | h | i | j | k | l | m | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Requisiti di fondi propri | ||||||||
| Esposizioni creditizie rilevanti — Rischio di credito |
Esposizioni creditizie rilevanti — Rischio di mercato |
Esposizioni creditizie rilevanti — Posizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione |
Totale | Importi delle esposizioni ponderati per il rischio |
Fattori di ponderazione dei requisiti di fondi propri |
Coefficiente anticiclico |
||
| Abu Dhabi | 10 | - | - | 10 | 130 | 0,0007% | - | |
| Australia | 91 | - | - | 91 | 1.137 | 0,0063% | 1,00% | |
| Austria | 60 | - | - | 60 | 751 | 0,0042% | - | |
| Belgio | 1.788 | 2 | - | 1.790 | 22.373 | 0,1248% | 1,00% | |
| Brasile | 34 | - | - | 34 | 423 | 0,0024% | - | |
| Bulgaria | 23 | - | - | 23 | 288 | 0,0016% | 2,00% | |
| Ceca (Repubblica) |
75 | - | - | 75 | 943 | 0,0053% | 1,25% | |
| Croazia | 85 | - | - | 85 | 1.067 | 0,0060% | 1,50% | |
| Francia | 7.298 | 645 | 1.671 | 9.614 | 120.172 | 0,6705% | 1,00% | |
| Germania | 2.446 | 98 | 638 | 3.182 | 39.780 | 0,2220% | 0,75% | |
| Hong Kong | 8 | - | - | 8 | 101 | 0,0006% | 0,50% | |
| India | - | - | - | - | - | 0,0000% | - | |
| Irlanda | 110 | 520 | 137 | 767 | 9.581 | 0,0535% | 1,50% | |
| Israele | 102 | - | - | 102 | 1.273 | 0,0071% | - | |
| Italia | 1.367.621 | 466 | 584 | 1.368.671 | 17.108.383 | 95,4576% | - | |
| Lituania | 4 | - | - | 4 | 50 | 0,0003% | 1,00% | |
| 010 | Lussemburgo | 2.260 | 34 | 519 | 2.813 | 35.165 | 0,1962% | 0,50% |
| Norvegia | 2 | - | - | 2 | 21 | 0,0001% | 2,50% | |
| Paesi Bassi | 7.042 | 264 | 832 | 8.138 | 101.729 | 0,5676% | 2,00% | |
| Panama | - | - | - | 0 | - | 0,0000% | - | |
| Polonia | 298 | - | - | 298 | 3.725 | 0,0208% | - | |
| Principato di Monaco |
- | - | - | - | - | 0,0000% | - | |
| Regno Unito | 8.070 | 448 | - | 8.518 | 106.478 | 0,5941% | 2,00% | |
| Romania | 149 | - | - | 149 | 1.865 | 0,0104% | 1,00% | |
| Serbia | 91 | - | - | 91 | 1.141 | 0,0064% | - | |
| Singapore | 9 | - | - | 9 | 118 | 0,0007% | - | |
| Slovacchia | 41 | - | - | 41 | 510 | 0,0028% | 1,50% | |
| Spagna | 1.318 | 235 | 886 | 2.439 | 30.486 | 0,1701% | - | |
| Stati Uniti | 22.491 | 12 | - | 22.503 | 281.289 | 1,5695% | - | |
| Svezia | 129 | - | - | 129 | 1.618 | 0,0090% | 2,00% | |
| Svizzera | 2.182 | 85 | - | 2.267 | 28.339 | 0,1581% | - | |
| Ungheria | 161 | - | - | 161 | 2.016 | 0,0112% | 0,50% | |
| Altri Paesi | 1.726 | - | - | 1.726 | 21.544 | 0,1202% | - | |
| 020 Totale | 1.425.724 | 2.809 | 5.267 | 1.433.800 | 17.922.496 | 100% | - |
| a | ||
|---|---|---|
| 1 | Importo complessivo dell'esposizione al rischio | 21.829.077 |
| 2 | Coefficiente anticiclico specifico dell'ente | 0,0354% |
| 3 | Requisito di riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente | 7.721 |
| a | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL) |
||||||
| 31/12/2024 | ||||||
| Fondi propri e passività ammissibili, rapporti e componenti | ||||||
| 1 | Fondi propri e passività ammissibili | 6.206.339 | ||||
| EU-1a | Di cui fondi propri e passività subordinate | 4.463.807 | ||||
| 2 | Importo complessivo dell'esposizione al rischio (TREA) del gruppo soggetto a risoluzione | 21.850.323 | ||||
| 3 | Fondi propri e passività ammissibili in percentuale del TREA | 28,40% | ||||
| EU-3a | Di cui fondi propri e passività subordinate | 20,43% | ||||
| 4 | Misura dell'esposizione complessiva (TEM) del gruppo soggetto a risoluzione | 58.966.687 | ||||
| 5 | Fondi propri e passività ammissibili in percentuale della TEM | 10,53% | ||||
| EU-5a | Di cui fondi propri o passività subordinate | 7,57% | ||||
| 6a | Si applica la deroga per subordinazione di cui all'articolo 72 ter, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR)? (deroga 5 %) |
|||||
| 6b | Importo complessivo degli strumenti di passività non subordinate ammissibili consentiti se si applica la facoltà di subordinazione conformemente all'articolo 72 ter, paragrafo 3, del CRR (deroga 3,5 % massimo) |
|||||
| 6c | Se si applica la deroga per subordinazione con massimale conformemente all'articolo 72 ter, paragrafo 3, del CRR, l'importo di passività emesse che ha rango pari a quello delle passività escluse e incluso nella riga 1, diviso per le passività emesse che hanno rango pari a quello delle passività escluse e che sarebbero incluse nella riga 1 se non fosse applicato alcun massimale (%) |
|||||
| Requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL) | ||||||
| EU-7 | MREL espresso in percentuale del TREA | 19,55% | ||||
| EU-8 | Di cui da soddisfare con fondi propri o passività subordinate | - | ||||
| EU-9 | MREL espresso in percentuale della TEM | - | ||||
| EU-10 | Di cui da soddisfare con fondi propri o passività subordinate | 5,91% |
Al 31 dicembre 2024 il gruppo Credem evidenzia risultati superiori ai requisiti da rispettare (MREL-TREA pari a 28,40% e MREL-LRE pari a 10,53%).
Nel mese di novembre 2024 il gruppo Credem ha ricevuto la decisione aggiornata dal Single Resolution Board sulla determinazione del requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL). A partire dal 15 novembre 2024, il gruppo Credem deve rispettare su base consolidata un requisito MREL-TREA (esposizione al rischio) pari al 19,55% maggiorato del Combined Buffer Requirement applicabile e un requisito MREL-LRE (esposizione complessiva per la leva finanziaria) pari al 5,91%.
Al fine del rispetto del requisito e del computo delle altre passività ammissibili emesse da Credem, non è richiesto allo stato attuale un requisito di subordinazione nell'emissione di strumenti MREL eligible (e.g. Senior unsecured).
| a | b | c | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL) |
Requisito di fondi propri e passività ammissibili per i G-SII (TLAC ) |
Voce per memoria: importi ammissibili ai fini del MREL, ma non della TLAC |
||||
| Fondi propri e passività ammissibili e rettifiche | ||||||
| 1 | Capitale primario di classe 1 (CET1) | 3.659.788 | - | - | ||
| 2 | Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) | - | - | - | ||
| 3 | Campo vuoto nell'UE | |||||
| 4 | Campo vuoto nell'UE | |||||
| 5 | Campo vuoto nell'UE | |||||
| 6 | Capitale di classe 2 (T2) | 433.266 | - | - | ||
| 7 | Campo vuoto nell'UE | |||||
| 8 | Campo vuoto nell'UE | |||||
| 11 | Fondi propri ai fini dell'art. 92 bis del CRR e dell'art. 45 della direttiva 2014/59/UE | 4.093.054 | - | - | ||
| Fondi propri e passività ammissibili: elementi del capitale non regolamentare | ||||||
| 12 | Strumenti di passività ammissibili emessi direttamente dall'entità soggetta a risoluzione subordinati a passività escluse (non soggetti alla clausola grandfathering) |
413.253 | - | - | ||
| EU-12a | Strumenti di passività ammissibili emessi da altri soggetti all'interno del gruppo soggetto a risoluzione subordinati a passività escluse (non soggetti alla clausola grandfathering) |
- | - | - | ||
| EU-12b | Strumenti di passività ammissibili subordinati a passività escluse prima del 27 giugno 2019 (subordinati soggetti alla clausola grandfathering) |
- | - | - | ||
| EU-12c | Strumenti di classe 2 con una durata residua di almeno un anno, nella misura in cui non sono considerati elementi di classe 2 |
- | - | - | ||
| 13 | Passività ammissibili non subordinate a passività escluse (non soggette alla clausola grandfathering pre-massimale) |
1.365.630 | - | - | ||
| EU-13a | Passività ammissibili non subordinate a passività escluse emesse prima del 27 giugno 2019 (pre-massimale) |
376.903 | - | - | ||
| 14 | Importo degli strumenti di passività non subordinate ammissibili, se applicabile dopo l'applicazione dell'art. 72 ter., paragrafo 3, del CRR |
1.742.532 | - | - | ||
| 15 | Campo vuoto nell'UE | |||||
| 16 | Campo vuoto nell'UE | |||||
| 17 | Elementi di passività ammissibili prima delle rettifiche | 2.155.786 | - | - | ||
| EU-17a | Di cui elementi di passività subordinate | 413.253 | - | - | ||
| Fondi propri e passività ammissibili: rettifiche a elementi del capitale non regolamentare | ||||||
| 18 | Elementi di fondi propri e passività ammissibili prima delle rettifiche | 6.248.839 | - | - | ||
| 19 | (Deduzione di esposizioni tra gruppi soggetti a risoluzione con punto di avvio multiplo (MPE)) | - | - | - | ||
| 20 | (Deduzione di investimenti in altri strumenti di passività ammissibili) | (42.500) | - | - | ||
| 21 | Campo vuoto nell'UE | |||||
| 22 | Fondi propri e passività ammissibili dopo le rettifiche | 6.206.339 | - | - | ||
| EU-22a | Di cui: fondi propri e passività subordinate | 4.463.807 | - | - | ||
| Importo dell'esposizione ponderato per il rischio e misura dell'esposizione della leva finanziaria del gruppo soggetto a risoluzione | ||||||
| 23 | Importo complessivo dell'esposizione al rischio (TREA) | 21.850.323 | - | - | ||
| 24 | Misura dell'esposizione complessiva (TEM) | 58.966.687 | - | - | ||
| Rapporto dei fondi propri e delle passività ammissibili: | ||||||
| 25 | Fondi propri e passività ammissibili in percentuale del TREA | 28,40% | - | - | ||
| EU-25a | Di cui fondi propri e passività subordinate | 20,43% | - | - |
| a | b | c | ||
|---|---|---|---|---|
| Requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL) |
Requisito di fondi propri e passività ammissibili per i G-SII (TLAC ) |
Voce per memoria: importi ammissibili ai fini del MREL, ma non della TLAC |
||
| 26 | Fondi propri e passività ammissibili in percentuale del TEM | 10,53% | - | - |
| EU-26a | Di cui fondi propri e passività subordinate | 7,57% | - | - |
| 27 | CET1 (in percentuale del TREA) disponibile dopo aver soddisfatto i requisiti del gruppo soggetto a risoluzione |
- | - | - |
| 28 | Requisito combinato di riserva di capitale specifico per ente | - | - | - |
| 29 | Di cui requisito di riserva di conservazione del capitale | - | - | - |
| 30 | Di cui requisito anticiclico di riserva di capitale | - | - | - |
| 31 | Di cui requisito di riserva di capitale a fronte del rischio sistemico | - | - | - |
| EU-31a | Di cui riserva di capitale degli enti a rilevanza sistemica a livello globale (G-SII) o degli altri enti a rilevanza sistemica (O-SII) |
- | - | - |
| Voci per memoria | ||||
| EU-32 | Importo complessivo delle passività escluse di cui all'art. 72 bis, paragrafo 2, del CRR | - | - | - |
| Rango in caso di insolvenza | Somma | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 2 | 4 | 5 | 6 | da 1 a n |
||
| 1 | Descrizione del rango in caso di insolvenza | CET1 | Strumenti di Tier 2 |
Passività di primo rango (senior) non privilegiate |
Passività di primo rango (senior) non garantite |
Depositi, non protetti e non preferenziali |
|
| 2 | Campo vuoto nell'UE | ||||||
| 3 | Campo vuoto nell'UE | ||||||
| 4 | Campo vuoto nell'UE | ||||||
| 5 | Fondi propri e passività potenzialmente ammissibili ai fini del MREL |
- | 402.064 | 413.253 | 1.365.630 | 376.903 | 2.557.850 |
| 6 | Di cui durata residua ≥ 1 anno e < 2 anni | - | - | - | - | - | - |
| 7 | Di cui durata residua ≥ 2 anni e < 5 anni | - | - | 413.253 | 846.931 | 239 | 1.260.423 |
| 8 | Di cui durata residua ≥ 5 anni e < 10 anni | - | 402.064 | - | 518.699 | 9.597 | 930.360 |
| 9 | Di cui durata residua ≥ 10 anni, esclusi titoli perpetui |
- | - | - | - | 367.067 | 367.067 |
| 10 | Di cui titoli perpetui | 2.285.148 | - | - | - | - | 2.285.148 |
Risk Appetite Framework (RAF): rappresenta la propensione al rischio che il Gruppo intende perseguire e mantenere nel tempo sia in:
Il RAF prevede come output finale del processo un documento valutato dal CA della Capogruppo che (in funzione del business model e del Piano Strategico/Operativo) approva obiettivi di rischio e soglie di tolleranza coerenti con l'ICAAP/ILAAP, anche in termini di perimetro e di metodologia.
Lo sviluppo dei processi di governo e gestione del Risk Appetite Framework avviene in modo coerente con la struttura del Gruppo e mediante una forte interrelazione con le linee Guida ed il Processo di pianificazione di gruppo coordinato dal Comitato di Pianficazione Strategica (con il supporto del servizio Valore).
Il processo è disciplinato nel Regolamento «Recovery Planning» e «Risk Appetite Framework» del Gruppo Credem approvato dal CA.
I compiti e le responsabilità in ambito RAF assegnati al CE della Capogruppo quale organo con funzione di gestione, sono:
I compiti e le responsabilità in ambito RAF assegnati al CA della Capogruppo quale organo di supervisione strategica, sono:
Il CA definisce ed approva i criteri ed il processo per individuare le cd. Operazioni di Maggior Rilievo (OMR) da sottoporre al vaglio preventivo della funzione di controllo dei rischi. Tali criteri, assieme alle differenti fasi del processo, sono riportati nel Regolamento «Recovery Planning» e «Risk Appetite Framework» del Gruppo Credem.
Il parere preventivo del Risk Officer è previsto per tutte le operazioni definite come OMR in base ai criteri indicati dal CA.
L'obiettivo è quello di far confluire al Risk Officer ex‐ante tutte quelle operazioni (singole o costituite da "pacchetti" o "pool") che non rientrando nei poteri di delega del CA, presentano comunque per dimensione, durata o qualità, profili di rischio che in un'ottica temporale di medio periodo potenzialmente possono subire sensibili variazioni in presenza di andamenti avversi di mercato e/o caratterizzati da elevata volatilità.
Le operazioni che ricadono nella competenza diretta del CA / CE sono escluse dall'obbligo di parere preventivo del Risk Officer, tuttavia il CA / CE possono richiederlo a fini consultivi (parere consultivo).
Qualora la Direzione proponente ritenesse di sottoporre a Organi Aziendali l'approvazione di OMR ricadenti nella propria autonomia, queste debbono essere comunque accompagnate dal parere del Risk Officer.
Le OMR con parere negativo del Risk Officer possono essere presentate dalla Direzione Proponente al CE o ad eventuale altro organo aziendale opportunamente delegato sulla materia, il quale le può eventualmente autorizzare, verbalizzando il parere negativo precedente.
La tenuta, l'aggiornamento, la proposizione a CA e la diffusione alle funzioni aziendali/società del gruppo interessate dei criteri di individuazione delle OMR competono al Risk Officer.
Il Risk Officer rendiconta annualmente al CA della capogruppo e alle società controllate le OMR di pertinenza oggetto di parere nel periodo di riferimento.
Nel Regolamento Risk Management del Gruppo Credem vengono definite le attività ed i ruoli della Funzione di Risk Management. Vengono inoltre elencate le reportistiche ed i flussi periodici prodotti dalla funzione stessa in relazione a tutte le tipologie di rischio rilevanti all'interno del Gruppo.
Il Gruppo Credem ha individuato come presupposto per la gestione dei rischi in ottica consolidata l'individuazione di organismi di governo:
e la costituzione di Funzioni specialistiche all'interno di Credembanca (in qualità di Capogruppo) ed in particolare:
La Funzione di Risk Management è composta oltre che dal Team Leader di Direzione - TLD Funzione Risk Management (c.d. Risk Officer), individuato nel responsabile del Servizio ERISK, da:
e impairment IFRS9 e i modelli modelli/metriche inerenti il rischio tasso IRRBB e rischio Liquidità effettuare attività di verifiche periodiche. Effettuare attività di secondo livello sulle attività di controllo andamentale dei crediti. Coordinare le attività relative il rischio modello e condurne la rendicontazione annuale. Supporta il Risk Officer nella predisposizione dell'Autovalutazione dei processi ICAAP e ILAAP. Presidiare e validare i modelli valutativi di pricing, parametri e livelli di fair value nel rispetto dei criteri definiti nella Fair Value Policy di Gruppo redatta anche in coerenza con le disposizioni normative e contabili vigenti. Verificare l'adeguatezza dell'impianto di data governance e dei modelli interni inclusi nel perimetro di applicazione rispetto a "Principles for effective risk data aggregation and risk reporting" (BCBS 239) e a "Guide on effective risk data aggregation and risk reporting" (BCE, maggio 2024).
Nella gestione dei rischi hanno un ruolo determinante i seguenti Comitati:
Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo istituito per svolgere l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa definire e approvare il Risk Appetite Framework (con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza) e valutare periodicamente l'adeguatezza del RAF e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo.
Gli indicatori di I livello sono raggruppati in Aree la cui Governance è definita nel modo seguente:
Comitato Risk Management di Gruppo istituito al fine di informare il CE del presidio del rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework. Nell'ambito delle attività di monitoraggio definite in coerenza con le regole di vigilanza prudenziale definite dalla Banca Centrale Europea (cd. processo SREP - Supervisory Review and Evaluation Process), rendiconta gli indicatori cd di II livello o "indicatori SREP" ossia quegli indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo.
Gli indicatori di II livello sono raggruppati in Aree la cui Governance è definita nel modo seguente:
Poiché il Risk Appetite è l'ammontare di rischio che il Gruppo è disposto ad assumere per raggiungere i propri obiettivi, è prevista una fase di monitoraggio del Risk Profile, misurato puntualmente.
Come previsto nei ruoli principali, è potere del Comitato Esecutivo richiedere in situazioni di mercato caratterizzate da andamenti negativi ed estrema volatilità dei diversi fattori di rischio l'aumento della frequenza del monitoraggio degli indicatori di RAS e relativa rendicontazione.
Il Servizio AUDIT, inoltre, verifica l'efficacia e l'efficienza del processo di definizione del Risk Appetite e di gestione dei rischi, nonché degli strumenti di misurazione e controllo degli stessi.
Il Risk Management rendiconta almeno trimestralmente il Comitato Rischi in merito all'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite relativamente a tutti gli indicatori che, comunque, nel dettaglio sono rendicontati nei rispettivi Comitati di competenza, ciò al fine di garantire omogeneità di misurazione e reporting delle medesime grandezze. Il verbale del Comitato Rischi è sottoposto all'esame del CA alla prima occasione utile.
Le evidenze delle attività di monitoraggio sono inoltre riportate al CE per il tramite del Comitato Risk Management e sono parte integrante della più ampia rendicontazione annuale consuntiva della Funzione Risk Management in linea con quanto richiesto dalla normativa vigente. Mensilmente a CE viene inoltre riportata la rendicontazione relativa ai principali indicatori definiti.
L'Analisi di Rilevanza ha l'obiettivo di stabilire i rischi oggetto di valutazione e la rilevanza di ognuno di essi con riferimento a ciascuna Società del Gruppo e costituisce un'introduzione alla descrizione delle metodologie di quantificazione e delle misure di attenuazione e controllo adottate per ciascuno dei rischi ritenuti rilevanti.
Il perimetro dei rischi definiti, così come l'analisi di rilevanza condotta, sono unici per i processi ICAAP, ILAAP (solo per la parte di liquidità) e RAF.
Alle società risultate rilevanti verranno attribuite metriche gestionali di misurazione del capitale interno oppure misure di attenuazione e controllo.
In base alle risultanze dell'Analisi di rilevanza in oggeto, vengono stabiliti i rischi di pertinenza e il perimetro societatario al quale verranno indirizzate le analisi svolte.
In particolare per i rischi definiti misurabili la frequenza delle misurazioni diverge a seconda della tipologia e della intensità dei rischi generati da ogni Società:
Le attività di Risk Management si concretizzano nella realizzazione di una serie di report, redatti in coerenza ai dettami normativi contenuti nel documento "Principles for effective risk data aggregation and risk reporting" (BCBS 239) esplicitati nei seguenti principi guida:
Accuratezza: i report riportano i dati aggregati in modo accurato e preciso e riflettono fedelmente la situazione di rischio.
In base a tali principi sono esplicitate nei singoli report anche le assunzioni e le ipotesi sottostanti e, laddove necessarie, anche le eventuali semplificazioni adottate a favore della fruibilità e tempestività dei report prodotti.
Laddove rilevanti e disponibili sono inoltre esplicitati i controlli di Data Quality implementati e i relativi esiti. Il dettaglio delle rendicontazioni prodotte con l'indicazione della Funzione emittente, dei destinatari, della società, della tipologia di rischio e della frequenza di produzione sono riportati nel Regolamento Risk Management di Gruppo.
La Funzione Risk Management, per il tramite del Team VAL, definisce un framework di gestione del rischio modello con l'obiettivo di individuare, misurare e mitigare il rischio di decisioni strategiche fondate su dati non corretti, di perdite potenziali e di sottostima dei requisiti di fondi propri derivanti da lacune nello sviluppo, nell'attuazione o nell'utilizzo dei modelli.
In coerenza con le disposizioni normative in materia di modelli interni , il framework di gestione del rischio modello del Gruppo include quanto di seguito declinato:
Nell'ambito del framework di gestione del rischio modello, VAL, con il supporto degli altri Uffici della Funzione, ognuno per la propria area di competenza:
Il perimetro di applicazione del framework di gestione del rischio modello include tutti i modelli e le società relativi al perimetro di Gruppo bancario e individuati a fronte delle famiglie di rischio dettagliate e identificate annualmente nel documento "Processo di identificazione dei rischi e analisi di rilevanza", redatto nel contesto del Processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP) – Credito, Residuo, Mercato, Operativo, Reputazionale, Tasso, Liquidità – sono inoltre riportate a completamento del quadro generale – Modelli satellite e scenari di stress, Modelli Contabili e Processi.
Le attività connesse alla gestione degli scenari sono svolte con l'obiettivo di disciplinare e rendere omogeno il processo di definizione, monitoraggio e aggiornamento degli scenari prospettici e di stress utilizzati nei diversi processi interni, in modo da rispondere alle aspettative dell'Autorità di Vigilanza.
Tali attività vengono dettagliatamente descritte nel Manuale Metodologico Processo di Gestione degli Scenari, aggiornato in autonomia da GEO. In particolare vengono esplicitati:
Il framework di gestione degli scenari così come disciplinato assicura la coerenza tra i diversi scenari implementati all'interno dei vari processi interni.
Nell'ambito del processo di gestione degli scenari le attività connesse alla definizione dello scenario sono in carico ai seguenti uffici competenti:
L'attività di monitoraggio degli scenari è in carico al Team GEO, che ne comunica l'esito agli uffici competenti, cui spetta la decisione sull'aggiornamento.
Le attività connesse alla definizione e alla gestione del Framework di stress test integrato sono in carico al Team GEO.
Le attività previste in termini di:
sono descritte e dettagliate nel documento " Stress test Framework" aggiornato su base almeno annuale. In tale documento sono anche disciplinati anche le modalità di individuazione e di applicazione degli scenari di riferimento. La cadenza delle attività di stress testing sia interne che regolamentari sono riportate nel documento "Stress Testing Programme", in coerenza con i principali processi di cui gli stress test sono parte integrante (ICAAP, ILAAP, RRP, RAF, Budget e Pianificazione disciplinati nei rispettivi Regolamenti), con le attività di stress previste per la definizione delle rettifiche di valore sui crediti in bonis previste per l'applicazione dei principi contabili IFRS9.
Le strategie e i processi di gestione, copertura e attenuazione dei rischi, nonché la sorveglianza sulla loro efficacia sono definite all'interno dei singoli Regolamenti che hanno per oggetto i processi delle varie tipologie di rischio (Regolamento assunzione rischi Finanziari, Regolamento rischi operativi, Regolamento gestione rischio di liquidità…).
Annualmente inoltre, all'interno del processo ICAAP e ILAAP, per ogni tipologia di rischio, vengono specificate le "misure di attenuazione e controllo" per un maggiore presidio da parte del Gruppo.
Si riporta nel seguito il numero di cariche di amministratore affidate ai membri dell'organo di amministrazione:
| Applicazione cumulo privilegiato ed esenzioni società non commerciali |
|||||
|---|---|---|---|---|---|
| Esponente | # incarichi esecutivi |
# incarichi non esecutivi |
# incarichi esecutivi | # incarichi non esecutivi |
Incarico non esecutivo aggiuntivo |
| Lucio I. Zanon di Valgiurata | 8 | 6 | 1 | 1 | - |
| Enrico Corradi | 7 | 11 | 1 | 2 | - |
| Luigi Maramotti | 8 | 6 | 1 | 2 | - |
| Ernestina Morstofolini | 2 | - | 1 | - | - |
| Elisabetta Gualandri | - | 3 | - | 2 | - |
| Anna Chiara Svelto | - | 5 | - | 5 | 1* |
| Giorgia Fontanesi | 3 | 1 | 1 | 1 | - |
| Mariaelena Fontanesi | - | 3 | - | 3 | - |
| Edoardo Prezioso | 4 | 3 | 1 | 1 | - |
| Paola Agnese Bongini | - | 3 | - | 1 | - |
| Alessandro Merli | - | 2 | - | 1 | - |
| Giovanni Viani | - | 6 | - | 4 | - |
* Incarico non esecutivo aggiuntivo autorizzato dalla Banca Centrale Europea in data 02.08.2023.
La nomina degli Amministratori avviene, in ottemperanza alle vigenti disposizioni normative e regolamentari, sulla base del meccanismo del voto di lista, previsto per le società quotate, e nel rispetto dei criteri di composizione relativi alla presenza di amministratori in possesso dei requisiti di onorabilità, professionalità e di indipendenza. Ai suddetti requisiti si affiancano altresì ulteriori e specifici criteri di correttezza, competenza e indipendenza di giudizio che, unitamente al limite al cumulo degli incarichi e al time committment vengono verificati in capo a ciascun Amministratore.
In generale, nella composizione del Consiglio di Amministrazione, sono diverse le norme di legge e regolamentari che disciplinano le competenze, conoscenze ed esperienze dei suoi componenti:
In tale contesto normativo, con specifico riferimento alle conoscenze, competenze ed esperienze, sempre sulla scorta delle vigenti disposizioni normative e regolamentari, il Consiglio di Amministrazione, ai fini delle nomine (o della cooptazione) dei Consiglieri identifica preventivamente la composizione qualitativa e quantitativa considerata ottimale, provvedendo alla redazione e pubblicazione, a beneficio degli Azionisti, del documento "Composizione qualitativa e quantitativa ottimale del Consiglio di Amministrazione".
L'obiettivo del documento citato, redatto anche sulla scorta dell'esito dei processi di autovalutazione condotti nel triennio del mandato del Consiglio stesso, consiste nel fornire agli Azionisti indicazioni funzionali all'esercizio delle relative prerogative che, nell'ambito delle nomine assembleari, insistono sui seguenti aspetti attinenti alla composizione del Consiglio di Amministrazione:
che nelle decisioni che è chiamato collegialmente ad assumere partecipando al plenum dell'Organo, funzionalmente teso a contribuire e ad assicurare un governo efficace dei rischi in tutte le aree della Banca e del Gruppo CREDEM;
Con specifico riferimento all'aspetto delle conoscenze, competenze, esperienze, il documento in argomento definisce un framework funzionale a definire il grado di diffusione delle competenze, differenziandolo proprio alla luce degli obiettivi strategici di breve/medio periodo definiti, affinchè i medesimi possano essere perseguiti nel tempo in modo da garantire la sana e prudente gestione della Banca.
| # | Competenze* | Grado di diffusione |
|---|---|---|
| 1 | Mercati finanziari | molto diffuso |
| 2 | Regolamentazione nel settore bancario e finanziario | molto diffuso |
| 3 | Indirizzi e programmazione strategica | molto diffuso |
| 4 | Assetti organizzativi e di governo societario | diffuso |
| 5 | Gestione dei rischi | molto diffuso |
| 6 | Sistemi di controllo interno e altri meccanismi operativi | molto diffuso |
| 7 | Attività e prodotti bancari e finanziari | molto diffuso |
| 8 | Informativa contabile e finanziaria | diffuso |
| 9 | Tecnologia Informatica | presente/diffuso** |
| 10 | ESG & Sostenibilità | presente/diffuso** |
Legenda:
*Rimane ferma la possibilità di colmare eventuali lacune o irrobustire specifiche competenze mediante il ricorso a specifiche iniziative formative.
**La competenza in questione si ritiene sussistente in modo ottimale nell'ambito dell'adeguatezza complessiva del Consiglio sia nel caso in cui sia classificabile come "diffusa" sia laddove sia classificabile come "presente" anche in considerazione del fatto che trattasi di materie che ben si prestano ad essere oggetto di consulenza specialistica indipendente che il Consiglio può richiedere per farsi assistere nell'occasione in cui occorra adottare decisioni anche di portata strategica i cui contenuti tecnici possono risultare determinanti.
In seguito alle verifiche esperite dal Consiglio di Amministrazione successivamente alle nomine effettuate dall'Assemblea degli Azionisti tenutasi in data 24.04.2024, sono emersi i seguenti tratti salienti:
| Nome | # di competenz e |
Mercati finanziari |
Regol. settore bancario e finanziario |
Indirizzi e programmazi one strategica |
Assetti organizzativi e di governo societario |
Gestione dei rischi |
Sistemi di controllo interno e altri meccanismi operativi |
Attività e prodotti bancari e finanziari |
Informativa contabile e finanziaria |
Tecnologia Informatica |
ESG & Sostenibilità |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Lucio Igino Zanon di Valgiurata |
9 | × | × | × | × | × | × | × | × | × | |
| Enrico Corradi | 10 | × | × | × | × | × | × | × | × | × | × |
| Luigi Maramotti | 8 | × | × | × | × | × | × | × | × | ||
| Paola Agnese Bongini | 7 | × | × | × | × | × | × | × | |||
| Giorgia Fontanesi | 9 | × | × | × | × | × | × | × | × | × | |
| Mariaelena Fontanesi | 4 | × | × | × | × | ||||||
| Elisabetta Gualandri | 9 | × | × | × | × | × | × | × | × | × | |
| Alessandro Merli | 8 | × | × | × | × | × | × | × | × | ||
| Ernestina Morstofolini | 7 | × | × | × | x | × | x | × | |||
| Edoardo Prezioso | 8 | × | × | × | x | × | × | × | × | ||
| Anna Chiara Svelto | 6 | × | × | × | × | × | × | ||||
| Giovanni Viani | 6 | × | × | × | × | × | × | ||||
| 11 | 11 | 8 | 12 | 11 | 10 | 9 | 8 | 6 | 5 | ||
| Numero minimo competenze richieste da documento composizione quali quantitativa |
7 | 7 | 7 | 4 | 7 | 7 | 7 | 4 | 1-4 | 1-4 | |
| C-14- | A | A | 0 | A | 2 | C | A | A-4 | A-4 |
che hanno consentito di attestare:
In quanto banca quotata, il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano S.p.A. contempla la presenza di almeno 2/5 dei componenti appartenente al genere meno rappresentato (con arrotondamento in caso di numero decimale all'intero superiore).
Inoltre, il Consiglio di Amministrazione in occasione dell'assegnazione delle cariche particolari, nonché in sede di nomina del Direttore Generale, valuta l'applicazione delle buone prassi previste della Circolare Banca d'Italia n. 285/2013 che suggeriscono di evitare che le cariche di Presidente dell'Organo con Funzione di Supervisione Strategica, di Presidente dell'Organo con Funzione di Controllo, di Amministratore Delegato e di Direttore Generale siano ricoperte da esponenti dello stesso genere.
Attualmente, nell'ambito della compagine consiliare non sussiste il genere meno rappresentato in quanto gli Amministratori in carica appartengono per il 50% al genere femminile e per il 50% al genere maschile.
Credito Emiliano S.p.A., in coerenza con le previsioni della Circolare Banca d'Italia 285/2013 e nel rispetto delle previsioni di cui al Codice di Corporate Governance, ha istituito uno specifico e distinto Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.
Nel corso del 2024, il Comitato in argomento si è riunito 17 volte, con una frequenza mensile media pari pertanto a circa 1,5.
Il Sistema dei Controlli Interni del Gruppo Credito Emiliano è impostato secondo un modello che prevede il pieno coinvolgimento del Consiglio di Amministrazione che riceve specifici e puntuali flussi informativi funzionali all'esercizio dei compiti e delle responsabilità ad esso facenti capo in materia di Sistema dei Controlli Interni.
In primo luogo, si osserva che particolare rilievo assume il ruolo del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo che coadiuva il Consiglio di Amministrazione in relazione alle valutazioni e decisioni relative al Sistema dei Controlli Interni; tale compito viene eseguito attraverso una preventiva attività istruttoria e mediante la formulazione di proposte e pareri.
I lavori del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo vengono di volta in volta sottoposti all'attenzione del Consiglio di Amministrazione e pertanto con periodicità almeno mensile.
Più nel dettaglio, sono stati definiti specifici "flussi verticali", a periodicità predefinita (a prescindere, pertanto dai flussi cosiddetti "ad evento") e trasmessi dalle Funzioni Aziendali di Controllo ma anche dalle funzioni specialistiche della Banca, che coinvolgono direttamente il Consiglio di Amministrazione.
Nello specifico, tra i flussi più significativi nell'economia del Sistema dei Controlli Interni e presidio dei rischi, si segnalano quelli in base ai quali, annualmente:
La Funzione di Revisione interna presenta altresì il piano di audit triennale elaborato secondo logiche di copertura delle diverse aree operative e dei rischi connessi alle varie attività/strutture aziendali del Gruppo.
Le Funzioni Aziendali di Controllo svolgono le attività di controllo nel rispetto dei suddetti piani e presentano con cadenza almeno semestrale, lo stato di avanzamento delle attività e le eventuali integrazioni/variazioni resesi necessarie a fronte di esigenze impreviste o di richieste del management.
In ottemperanza alla vigente normativa di vigilanza di cui alla Circolare Banca d'Italia n. 285/2013, il Consiglio di Amministrazione verifica annualmente la funzionalità e l'efficacia del Sistema dei Controlli Interni, avvalendosi del supporto operativo della Funzione di Revisione Interna, la quale formula una valutazione in relazione alla completezza, adeguatezza, funzionalità ed affidabilità della struttura organizzativa e delle altre componenti del Sistema dei Controlli Interni, tenuto anche conto delle risultanze emerse dalle attività di verifica svolte dalle altre Funzioni Aziendali di Controllo.
Tali risultanze sono contenute in specifiche rendicontazioni che le singole Funzioni Aziendali di Controllo sono tenute a redigere annualmente.
Con riferimento alle Funzioni Essenziali o Importanti (FEI) o di controllo esternalizzate al di fuori del Gruppo Bancario, la Funzione di Revisione Interna predispone annualmente una relazione relativa ai controlli svolti sulle stesse, alle carenze eventualmente riscontrate e alle conseguenti azioni correttive adottate. Per le Banche del Gruppo la relazione include anche le iniziative di esternalizzazione del sistema informativo che sono state oggetto di informativa preventiva, nonché i principali servizi ICT forniti da terze parti anche se non assumono la qualifica di esternalizzazione.
In particolare, al termine del ciclo gestionale, con cadenza annuale, le Funzioni Aziendali di Controllo:
I flussi previsti a beneficio del Consiglio di Amministrazione sono funzionali inoltre all'esercizio delle seguenti prerogative:
Il processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (Internal Capital Adequacy Assessment Process – ICAAP) adottato dal Gruppo Credito Emiliano – CREDEM risponde ai requisiti in materia definiti dalle "Nuove istruzioni di vigilanza prudenziale per le banche" (Circolare 285 del 17 dicembre 2013, e successivi aggiornamenti) e alla Guida della BCE sul processo interno di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale del 9 novembre 2018.
Vengono illustrate situazioni e commenti relativi all'evoluzione patrimoniale del perimetro che fa capo al Gruppo CredemHolding, fatto ovviamente salvo che il perimetro che fa capo al Gruppo Credembanca costituisce la base preliminare per addivenire alla situazione regolamentare e gestionale.
Va anche segnalato che, a partire dal 2018, si è esaurito per il gruppo il regime transitorio previsto dal regolatore fino alla fine del 2017, fermo anche restando che il Gruppo ha comunicato di non avvalersi dell'"approccio graduale" previsto in merito agli impatti patrimoniali derivanti dalla prima applicazione dello standard contabile IFRS9.
Viene altresì evidenziata, a seguito dell'inserimento del gruppo tra i conglomerati finanziari, l'adeguatezza patrimoniale normativa riferita a tale perimetro. L'adeguatezza patrimoniale dal 2021 tiene conto anche degli indicatori MREL e Leverage Ratio.
Il Processo ICAAP deriva ed è strettamente correlato, pur costituendo un processo autonomo e rilevante, dai processi RAF e Pianificazione, Programmazione e Controllo di Gruppo. Gli orientamenti assunti dal CA sono supportati rispettivamente dal Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (di seguito Comitato Rischi) e dal Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo (di seguito CPS). Ciò in particolare in merito a:
L'avvio del processo di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale e prospettica è a sua volta articolato nelle seguenti fasi:
Per l'anno 2025, così come in maniera progressiva già dal 2023, l'elenco dei rischi considerati è stato ampliato tramite l'inclusione del rischio ESG (Environmental, Social and Governance), definito ed analizzato anche secondo le richieste della Feedback letter on "Supervisory monitoring assessment of the remediation of shortcomings concerning climate-related and environmental risks".
Come previsto dalla normativa, l'ICAAP deve poggiare su due pilastri: la prospettiva normativa e la prospettiva economica. Le due prospettive si completano e si forniscono informazioni reciprocamente.
In dettaglio:
Nella prospettiva normativa interna si richiede alle Banche e ai Gruppi Bancari di:
I rischi misurabili, per i quali si procede alla misurazione di un capitale interno nell'ambito del Gruppo, sono i seguenti:
Per tutti gli altri rischi individuati come rilevanti sono stati definiti degli appositi presidi e/o metodologie di misurazione. In particolare, il presidio del Gruppo rispetto ai rischi climatici e ambientali è volto a proseguire nel percorso di integrazione dei fattori ESG all'intero dei propri processi decisionali, anche in considerazione delle aspettative della BCE in merito a tali rischi.
Il rischio di liquidità viene trattato nell'ILAAP (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process) del Gruppo Credem.
Gli Organi Societari del Gruppo Credem coinvolti nel processo ICAAP, secondo le rispettive competenze, definiscono ed approvano le linee generali del processo, ne curano l'attuazione e vigilano sulla rispondenza di tale processo ai dettami della normativa.
Nello specifico il governo del processo ICAAP riguarda:
La responsabilità del processo ICAAP fa capo al CA il quale, per l'esercizio delle sue prerogative, si avvale del supporto dei Comitati di Gruppo competenti e delle strutture del Servizio Governo del VALORE di Credembanca (di seguito Servizio VALORE) e del Servizio Enterprise Risk Management (di seguito Servizio ERISK). Il Servizio VALORE garantisce la documentazione del processo e la sua diffusione nelle diverse Società del Gruppo.
In particolare:
Le metodologie di misurazione e controllo dei rischi utilizzate anche ai fini del calcolo del capitale interno, il perimetro dei rischi rilevanti, le metodologie di stress test e la definizione degli scenari sono presentate dal Risk Officer al Comitato Rischi che fornisce un parere per l'approvazione al CA.
La valutazione dell'adeguatezza patrimoniale è misurata in ottica statica, al 31 dicembre 2024, ed in ottica prospettica nel triennio 2025-2027.
Il Gruppo procede:
alla verifica dell'adeguatezza attuale e prospettica del capitale in entrambe le prospettive. In dettaglio riporta i risultati ottenuti in termini di capitale disponibile (fondi propri - NIP e available financial resources - EIP), capitale assorbito (requisito patrimoniale - NIP e capitale interno - EIP) ed indicatori di adeguatezza sull'intero periodo di riferimento del Processo, consuntivo e prospettico su un orizzonte a tre anni nella NIP e nella EIP.
Le risultanze del processo ICAAP 2024 hanno confermato la solidità patrimoniale del Gruppo: le risorse finanziarie disponibili garantiscono, con margini sufficienti, la copertura di tutti i rischi attuali e prospettici, anche in condizioni di stress.
| Importi complessivi dell'esposizione al rischio (TREA) |
Requisiti totali di fondi propri |
|||
|---|---|---|---|---|
| a b |
c | |||
| 31/12/2024 | 30/09/2024 | 31/12/2024 | ||
| 1 | Rischio di credito (escluso il CCR) | 19.013.217 | 17.936.823 | 1.521.057 |
| 2 | Di cui metodo standardizzato | 6.916.791 | 6.364.422 | 553.343 |
| 3 | Di cui metodo IRB di base (F-IRB) | - | - | - |
| 4 | Di cui metodo di assegnazione | - | - | - |
| EU 4a | Di cui strumenti di capitale soggetti al metodo della ponderazione semplice |
2.120.611 | 2.048.566 | 169.649 |
| 5 | Di cui metodo IRB avanzato (A-IRB) | 9.975.815 | 9.523.835 | 798.065 |
| 6 | Rischio di controparte (CCR) | 46.657 | 46.313 | 3.733 |
| 7 | Di cui metodo standardizzato | 19.617 | 19.728 | 1.570 |
| 8 | Di cui metodo dei modelli interni (IMM) | - | - | - |
| EU 8a | Di cui esposizioni verso una CCP | 11.836 | 9.772 | 947 |
| EU 8b | Di cui aggiustamento della valutazione del credito (CVA) | 5.699 | 5.127 | 456 |
| 9 | Di cui altri CCR | 9.505 | 11.686 | 760 |
| 15 | Rischio di regolamento | - | - | - |
| 16 | Esposizioni verso le cartolarizzazioni esterne al portafoglio di negoziazione (tenendo conto del massimale) |
65.835 | 61.881 | 5.267 |
| 17 | Di cui metodo SEC-IRBA | - | - | - |
| 18 | Di cui metodo SEC-ERBA (compreso IAA) | 65.835 | 61.881 | 5.267 |
| 19 | Di cui metodo SEC-SA | - | - | - |
| EU 19a | Di cui 1250% / Deduzioni | - | - | - |
| 20 | Rischi di posizione, di cambio e di posizione in merci (rischio di mercato) |
52.126 | 258.797 | 4.170 |
| 21 | Di cui metodo standardizzato | 52.126 | 258.797 | 4.170 |
| 22 | Di cui IMA | - | - | - |
| EU 22a | Grandi esposizioni | - | - | - |
| 23 | Rischio operativo | 2.651.242 | 2.313.754 | 212.099 |
| EU 23a | Di cui metodo base | - | - | - |
| EU 23b | Di cui metodo standardizzato | 2.651.242 | 2.313.754 | 212.099 |
| EU 23c | Di cui metodo avanzato di misurazione | - | - | - |
| 24 | Importo al di sotto delle soglie per la deduzione (soggetto a fattore di ponderazione del rischio del 250 %) |
528.595 | 500.155 | 42.288 |
| 29 | Totale | 21.829.077 | 20.617.568 | 1.746.326 |
| a | b | c | d | e | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| 31/12/2024 | 30/09/2024 30/06/2024 31/03/2024 | 31/12/2023 | ||||
| Fondi propri disponibili (importi) | ||||||
| 1 | Capitale primario di classe 1 (CET1) | 3.391.037 | 3.247.459 | 3.239.875 | 3.024.277 | 3.020.737 |
| 2 | Capitale di classe 1 | 3.457.189 | 3.310.457 | 3.302.826 | 3.087.756 | 3.085.617 |
| 3 | Capitale totale | 3.978.658 | 3.833.785 | 3.820.735 | 3.600.732 | 3.600.570 |
| Importi delle esposizioni ponderati per il rischio | ||||||
| 4 | Importo complessivo dell'esposizione al rischio | 21.829.077 | 20.617.568 | 20.606.552 | 20.764.546 | 21.217.284 |
| Coefficienti di capitale (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio) | ||||||
| 5 | Coefficiente del capitale primario di classe 1 (%) | 15,53% | 15,75% | 15,72% | 14,56% | 14,24% |
| 6 | Coefficiente del capitale di classe 1 (%) | 15,84% | 16,06% | 16,03% | 14,87% | 14,54% |
| 7 | Coefficiente di capitale totale (in %) | 18,23% | 18,59% | 18,54% | 17,34% | 16,97% |
| Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio) |
||||||
| EU 7a | Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva (in %) |
1,00% | 1,00% | 1,00% | 1,00% | 1,00% |
| EU 7b |
Di cui costituiti da capitale CET1 (punti percentuali) | 0,56% | 0,56% | 0,56% | 0,56% | 0,56% |
| EU 7c | Di cui costituiti da capitale di classe 1 (punti percentuali) | 0,75% | 0,75% | 0,75% | 0,75% | 0,75% |
| EU 7d |
Requisiti di fondi propri SREP totali (%) | 9,00% | 9,00% | 9,00% | 9,00% | 9,00% |
| Requisito combinato di riserva e requisito patrimoniale complessivo (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio | ||||||
| 8 | Riserva di conservazione del capitale (%) | 2,50% | 2,50% | 2,50% | 2,50% | 2,50% |
| EU 8a |
Riserva di conservazione dovuta al rischio macroprudenziale o sistemico individuato a livello di uno Stato membro (%) |
- | - | - | - | - |
| 9 | Riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente (%) | 0,04% | 0,04% | 0,05% | 0,04% | 0,04% |
| EU 9a |
Riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (%) | 0,41% | - | - | - | - |
| 10 | Riserva degli enti a rilevanza sistemica a livello globale (%) | - | - | - | - | - |
| EU 10a |
Riserva di altri enti a rilevanza sistemica (%) | - | - | - | - | - |
| 11 | Requisito combinato di riserva di capitale (%) | 2,95% | 2,54% | 2,55% | 2,54% | 2,54% |
| EU 11a |
Requisiti patrimoniali complessivi (%) | 11,95% | 11,54% | 11,55% | 11,54% | 11,54% |
| 12 | CET1 disponibile dopo aver soddisfatto i requisiti di fondi propri SREP totali (%) |
9,09% | 9,31% | 9,28% | 8,12% | 7,79% |
| Coefficiente di leva finanziaria | ||||||
| 13 | Misura dell'esposizione complessiva | 58.966.439 | 54.954.728 | 57.122.087 | 57.509.428 | 60.214.845 |
| 14 | Coefficiente di leva finanziaria (%) | 5,86% | 6,02% | 5,78% | 5,37% | 5,12% |
| Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (in percentuale della misura dell'esposizione complessiva) |
||||||
| EU 14a |
Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (in %) |
- | - | - | - | - |
| a | b | c | d | e | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31/12/2024 | 30/09/2024 30/06/2024 31/03/2024 | 31/12/2023 | |||||
| EU 14b |
di cui costituiti da capitale CET1 (punti percentuali) | - | - | - | - | - | |
| EU 14c |
Requisiti del coefficiente di leva finanziaria totali SREP (%) | 3,00% | 3,00% | 3,00% | 3,00% | 3,00% | |
| Riserva del coefficiente di leva finanziaria e requisito complessivo del coefficiente di leva finanziaria (in percentuale della misura dell'esposizione totale) |
|||||||
| EU 14d |
Requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria (%) | - | - | - | - | - | |
| EU 14e |
Requisito del coefficiente di leva finanziaria complessivo (%) | 3,00% | 3,00% | 3,00% | 3,00% | 3,00% | |
| Coefficiente di copertura della liquidità | |||||||
| 15 | Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) (valore ponderato - media) |
8.393.603 | 8.651.587 | 8.724.694 | 9.154.304 | 9.730.860 | |
| EU 16a |
Deflussi di cassa - Valore ponderato totale | 6.434.272 | 6.518.253 | 6.533.486 | 6.498.287 | 6.463.038 | |
| EU 16b |
Afflussi di cassa - Valore ponderato totale | 1.557.098 | 1.556.381 | 1.545.440 | 1.557.572 | 1.567.021 | |
| 16 | Totale dei deflussi di cassa netti (valore corretto) | 4.877.174 | 4.961.872 | 4.988.046 | 4.940.714 | 4.896.016 | |
| 17 | Coefficiente di copertura della liquidità (%) | 172,32% | 174,68% | 175,27% | 185,92% | 200,34% | |
| Coefficiente netto di finanziamento stabile | |||||||
| 18 | Finanziamento stabile disponibile totale | 38.884.428 | 37.524.251 | 38.069.640 | 37.187.292 | 37.313.373 | |
| 19 | Finanziamento stabile richiesto totale | 28.727.631 | 27.709.367 | 27.890.917 | 27.668.290 | 28.176.810 | |
| 20 | Coefficiente NSFR (%) | 135,36% | 135,42% | 136,49% | 134,40% | 132,43% |
| a | b | ||
|---|---|---|---|
| Valore dell'esposizione | Importo dell'esposizione al rischio |
||
| 1 | Strumenti di fondi propri detenuti in imprese di assicurazione o di riassicurazione o società di partecipazione assicurativa non dedotti dai fondi propri |
591.507 | 2.132.127 |
| a | ||
|---|---|---|
| 31/12/2024 | ||
| 1 | Requisiti di fondi propri supplementari del conglomerato finanziario (importo) | 2.655.673 |
| 2 | Coefficiente di adeguatezza patrimoniale del conglomerato finanziario (%) | 159% |
Si definisce rischio di liquidità l'eventualità che il Gruppo possa trovarsi nella condizione di non riuscire a far fronte ai propri impegni di pagamento di natura ordinaria o straordinaria, quando gli stessi diventino esigibili, senza incorrere in perdite tali da pregiudicare la propria operatività quotidiana o le condizioni finanziarie complessive del Gruppo stesso.
Il Gruppo Credem gestisce la posizione di liquidità e le fonti di funding per garantirne la conformità agli obiettivi definiti nel RAF ed ai requisiti regolamentari tempo per tempo vigenti. Nel contesto di una sana e prudente gestione della liquidità, il Gruppo si impegna a definire un buffer di liquidità idoneo a rispettare gli obblighi di pagamento, sia ordinari che straordinari.
Il liquidity buffer del Gruppo Credem è costituito da un insieme di attività di elevata qualità, non vincolate, facilmente liquidabili sui mercati anche in periodi di tensione, necessarie per controbilanciare gli eventuali deflussi di cassa netti connessi con uno scenario di stress.
Il perimetro di riferimento è rappresentato dall'intero Gruppo, essendo i problemi di individuazione e trasferibilità degli attivi all'interno del Gruppo estremamente limitati. Infatti:
Lo sviluppo dei processi di governo e gestione della liquidità e di controllo e monitoraggio del rischio di liquidità avviene in modo coerente con la struttura del Gruppo e mediante un processo di deleghe che prevede il coinvolgimento delle funzioni della Capogruppo. Tutti i compiti e le responsabilità in materia di governo, gestione e controllo del rischio liquidità sono rimessi agli Organi Societari.
1) Il Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo quale organo di supervisione strategica e di gestione del rischio di liquidità di Gruppo, ha la responsabilità:
2) Al Comitato Esecutivo della Capogruppo compete:
3) Al Collegio Sindacale spetta la funzione di controllo, avente la responsabilità del controllo del rischio di liquidità del Gruppo.
Il processo di gestione degli adempimenti in materia di rischio liquidità è costituito da presidi organizzativi che coinvolgono, oltre agli Organi Societari, differenti funzioni che operano con l'obiettivo di assicurare l'allineamento dell'operatività al sistema di norme e regolamenti in vigore. Tra queste:
Il Gruppo, nell'ambito delle segnalazioni regolamentari, trasmette alle autorità di vigilanza:
A Novembre 2024 il Gruppo ha partecipato al Single Supervisory Mechanism SSM annual Liquidity Exercise (SSM Liquidity Excercise) attraverso la compilazione del Joint Liquidity Template, sia a livello consolidato sia a livello individuale Credem, richiesto congiuntamente da BCE e SRB. Il Gruppo inoltre, nel corso di tutto il 2024, ha continuato l'invio settimanale del Single Supervisory Mechanism Liquidity Exercise (SLT) a livello consolidato richiesto da BCE (a partire da Settembre 2023).
Ai fini gestionali è prodotta un'articolata informativa periodica, con frequenza e destinatari differenziati in base al contenuto, indirizzata al management aziendale e basata sugli indicatori identificati dal Gruppo per misurare l'adeguatezza della liquidità nell'ambito della c.d. economic internal perspective, come esplicitato nel documento "Internal Liquidity Adequacy Assessment Process – ILAAP". In particolare la gestione del rischio di liquidità può essere suddivisa fra:
Il Gruppo Credito Emiliano si è da tempo dotato di una Policy per la Gestione del rischio liquidità. La Policy approvata disciplina:
I principi essenziali a cui si ispira la politica di gestione della liquidità sono:
Su base giornaliera, mediante un modello di liquidity gap, viene esposta l'evoluzione temporale dei flussi di cassa per consentire l'attivazione di operazioni finalizzate a determinare un equilibrio fra entrate ed uscite di cassa.
Al Comitato Asset Liability & Management di Gruppo sono assegnati poteri decisionali per la declinazione delle strategie in merito alle politiche di funding del Gruppo. Periodicamente sono analizzate, in sede di Comitato, le condizioni di equilibrio finanziario per orientare le decisioni circa le strategie di funding. Sempre in sede di Comitato, sono analizzati interventi straordinari eventualmente richiesti per le contingenti situazioni di mercato.
Nell'ambito del processo RAF vengono, inoltre, definite le soglie di Risk Tolerance, le metriche e le modalità di controllo dei seguenti indicatori di liquidità:
Le regole di "Liquidity Management" adottate prevedono limiti di liquidità da rispettarsi sulle scadenze di breve termine ed altri indicatori per monitorare quotidianamente la posizione complessiva.
Relativamente alla liquidità strutturale sono previsti limiti finalizzati a controllare e gestire i rischi derivanti dal mismatch di scadenze a medio-lungo termine dell'attivo e del passivo. Sono previsti dei gap ratio a 1, 2 e 5 anni.
Questi limiti consentono di evitare che l'operatività a medio-lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine.
L'impianto metodologico alla base del liquidity stress testing implementato nel Gruppo, prevede l'esecuzione di:
Gli stress test sono eseguiti tenendo conto della duplice prospettiva interna e regolamentare, valutando l'impatto sulle diverse misure di rischio:
L'analisi di scenario viene svolta anche trimestralmente sulla matrice intraday A2 "Available Intraday Liquidity at the start of the business day".
In particolare gli scenari di stress test previsti dall'analisi di scenario si distinguono in:
Come previsto dalla "ECB Guide to the ILAAP", l'impianto di stress di ICAAP e ILAAP interagiscono reciprocamente. In entrambi i casi viene svolta un'analisi di sensitivity volta a evidenziare gli aspetti di maggior vulnerabilità in termini rispettivamente di capitale e liquidità.
Il Gruppo redige anche lo "Stress Test Framework", il documento che definisce ruoli e responsabilità di tutte le funzioni coinvolte nelle prove di stress, dal Consiglio di Amministrazione agli uffici operativi. Nella specifica sezione "Stress testing for ILAAP purposes" sono illustrate le tipologie di stress condotte sulla liquidità, da cui oltre a ruoli e responsabilità, si ricavano indicazioni su metodologie, operatività e frequenza delle prove di stress.
Il framework è completato dal documento "Stress Testing Programme" che contiene una scheda dettagliata per ogni prova di stress, incluse quelle sulla liquidità, con indicazione di:
Gli stress test sulla liquidità sono integrati con i processi RAF (concorrono a determinare la soglia di tolleranza delle metriche) e CFP (sono utilizzati per rilevare lo stato della liquidità nei vari scenari di crisi). Le stesse metriche sono poi utilizzate tanto a consuntivo quanto in ottica prospettica.
L'attività di gestione della liquidità a breve e del funding strutturale è svolta dalla Business Unit Finanza della Capogruppo che complessivamente:
Questa impostazione consente di supportare adeguatamente i fabbisogni finanziari ed è finalizzata a:
Ai processi descritti precedentemente si aggiunge un modello di governo degli eventi di crisi definito Contingency Funding Plan e approvato dal Consiglio di Amministrazione.
Il Contingency Funding Plan (di seguito CFP) individua ex-ante un sistema di interventi predefiniti ma flessibili, da attivare nei primi stadi di evoluzione di una crisi di liquidità.
L'obiettivo del piano è quello di salvaguardare la stabilità del Gruppo durante uno stato di tensione di liquidità, garantendone, altresì, la continuità nel caso di gravi crisi.
Il CFP si integra con il processo RAF e con il processo di gestione del piano di risanamento di Gruppo e considera le soglie definite nel Recovery Plan di Gruppo.
Il CFP prevede 2 fasi, identificate dai limiti definiti sul sistema degli indicatori di rischi, volte a fronteggiare il progressivo aggravarsi dello stress e/o crisi di liquidità:
Obiettivo del CFP è quello di disciplinare la gestione di tali due fasi.
Gli indicatori di rischio di tipo quantitativo monitorati nel CFP, sono riconducibili a:
La BU Finanza identifica le azioni più efficaci da attuare in base allo scenario operativo mediante criteri qualitativi e quantitativi, questi ultimi atti a misurare l'effetto di attenuazione del rischio che l'azione stessa può generare su un dato orizzonte temporale e per ciascuno stato.
Le potenziali azioni attivabili in situazioni di stress/crisi di liquidità sono dettagliate nel Manuale Applicativo del Regolamento Contingency Funding Plan. Alcune di questi interventi rientrano anche tra le recovery options. Le potenziali azioni attivabili in situazioni di stress/crisi di liquidità sono classificate, in relazione al livello di criticità rilevato, tra 1° e 2° livello. Tra quelle di 1° livello, caratterizzate da tempistiche di attuazione ridotte, rientrano interventi tesi ad utilizzare la "leva prezzo", operazioni unsecured e operazioni che non richiedono un'ulteriore movimentazione di attivi. Le azioni di 2° livello sono prevalentemente volte a massimizzare l'utilizzo di asset collateralizzabili.
In aggiunta alle sopra citate azioni, il CFP include delle azioni finalizzate specificatamente a fronteggiare crisi che potrebbero avere impatti diretti sulla raccolta denominata in USD.
L'importo complessivo del finanziamento con BCE a fine dicembre 2024 è pari a 500 milioni di euro e deriva da un'operazione di rifinanziamento principale "MRO" settimanale. Nel mese di marzo 2024 è stata rimborsata alla naturale scadenza l'ultima tranche TLTRO III.7 per l'importo nominale di 740 milioni di euro.
Al 31 Dicembre 2024 l'importo totale delle riserve di liquidità libere, intese come attività liquide di elevata qualità calcolate ai fini del calcolo dell'indicatore LCR, si è attestato a 8,30 miliardi di euro a valore di mercato. Il 97% di tali riserve è detenuto dalla Capogruppo ed il restante 3% dalle controllate domestiche.
Nel corso dell'esercizio 2024, nell'ambito dell'operatività di money market, è continuata l'operatività di raccolta in depositi unsecured a breve termine con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), con un importo medio di 150 milioni di euro. L'importo puntuale a fine dicembre 2024 è risultato pari a 500 milioni di euro.
Inoltre, nel corso del primo semestre, è stata negoziata la prima operazione di Repo sul Covered Bond retained emesso a gennaio 2024 per il valore nominale di 200 milioni di euro e sono state effettuate nuove operazioni in repo a breve termine con sottostanti titoli obbligazionari non governativi, per un valore nominale complessivo in essere a fine dicembre pari a circa 500 milioni di euro.
Con riferimento all'operatività di rifinanziamento in pronti contro termine di Titoli di Stato e Supras Europei, il Gruppo è rimasto molto attivo nel corso del 2024 e la raccolta outstanding a fine dicembre è risultata pari a circa 4,93 miliardi di euro a controvalore di mercato. La quota di liquidità in eccesso rispetto ai fabbisogni è stata depositata presso la Banca Centrale Europea.
In relazione all'operatività in divisa diversa dall'Euro e in particolare in USD, il portafoglio di titoli governativi in USD è stato rifinanziato prevalentemente in pronti contro termine in divisa. L'importo complessivo di tali operazioni a fine dicembre 2024 ammonta a 830 milioni di USD a controvalore di mercato.
Nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB, il valore nominale delle emissioni in circolazione a fine dicembre 2024 è risultato pari a 2,85 miliardi di euro, di cui 1 miliardo di euro rappresentato da un'emissione retained. Nel mese di gennaio 2024, in conformità alla nuova direttiva europea recepita in Italia il 30 marzo 2023, sono stati emessi due nuovi European Covered Bond (Premium). La prima emissione, destinata al collocamento pubblico verso investitori istituzionali, è stata emessa per un valore nominale di 500 milioni di euro. La seconda emissione, di tipo retained, ha raggiunto un valore nominale di 1.000 milioni di euro. Quest'ultima risulta idonea per operazioni di rifinanziamento presso la Banca Centrale Europea e si presta come attività di livello 1 ai fini del Liquidity Coverage Ratio per potenziali controparti prenditrici in operazioni di Repo.
Nel mese di luglio è stato perfezionato il rinnovo annuale del Programma EMTN. L'aggiornamento del Base Prospectus ha permesso l'introduzione della possibilità di emettere anche titoli di diritto italiano nella forma dematerializzata e accentrata su Monte Titoli, in linea con l'attuale prassi di mercato. Nel 2024 il Gruppo non ha collocato emissioni unsecured, in linea con quanto previsto nel piano di funding 2024.
Con riferimento all'operazione di cartolarizzazione avente come veicolo Emilia SPV S.r.l., nel corso del 2024 sono state effettuate due nuove cessioni di attivi relative a mutui ipotecari residenziali in bonis. Al 31 dicembre 2024, il circolante della tranche senior è pari a circa 2,13 miliardi di Euro, mentre quello della tranche junior è pari a circa 0,64 miliardi di euro.
Nel corso del 2024, a valere sul Programma di Emissione di Cambiali Finanziarie di Credito Emiliano, che dà la possibilità di emettere Commercial Paper di diritto Italiano da destinarsi alla clientela istituzionale e professionale, sono state effettuate 22 emissioni di Cambiali Finanziarie, nella forma di Zero Coupon con durata media pari a 6 mesi e per un ammontare complessivo di 708 milioni di euro e per un valore outstanding al 31 dicembre 2024 di 213 milioni di euro.
In applicazione dell'articolo 86 della Direttiva 2013/36/EU, il Gruppo identifica, misura, gestisce e monitora il rischio di liquidità nell'ambito del processo di valutazione interna dell'adeguatezza della liquidità (ILAAP – Internal Liqudity Adequacy Assessment Process). Il Gruppo, nell'ambito di tale processo, che è parte integrante dell'attività di supervisione dell'Autorità di Vigilanza (SREP – Supervisory Review and Evaluation Process), definisce un'autovalutazione dell'adeguatezza del quadro di riferimento complessivo della gestione e misurazione del rischio di liquidità da un punto di vista qualitativo e quantitativo, identificando indicatori capaci di evidenziare, in maniera chiara ed efficace, il grado di solvibilità del Gruppo. Gli organi societari di Credito Emiliano nel corso del 2024 hanno approvato, all'interno del processo ILAAP, il LAS - Liquidity Adequacy Statement, dichiarando l'adeguatezza della gestione del rischio e della posizione di liquidità.
Si riportano nel seguito i modelli EU LIQ1, EU LIQB, quest'ultimo relativo alle principali informazioni di carattere qualitativo a completamento del template EU LIQ1, ed EU_LIQ2. Il template EU LIQ1 contiene informazioni circa LCR, buffer di liquidità, deflussi di cassa, afflussi di cassa e attività liquide di elevata qualità.
| a | b | c | d | e | f | g | h | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ambito consolidato di Gruppo | Totale valore non ponderato (media) | Totale valore ponderato (media) | |||||||
| EU 1a |
Trimestre che termina il | 31.12.2024 30.09.2024 30.06.2024 31.03.2024 31.12.2024 30.09.2024 30.06.2024 31.03.2024 | |||||||
| EU 1b |
Numero di punti di dati usati per il calcolo delle medie |
12 | 12 | 12 | 12 | 12 | 12 | 12 | 12 |
| ATTIVITÀ LIQUIDE DI ELEVATA QUALITÀ | |||||||||
| 1 | Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) |
8.393.603 | 8.651.587 | 8.724.694 | 9.154.304 | ||||
| DEFLUSSI DI CASSA | |||||||||
| 2 | Depositi al dettaglio e depositi di piccole imprese, di cui |
23.031.192 | 22.987.410 | 23.079.032 | 23.402.219 | 1.663.011 | 1.659.964 | 1.666.117 | 1.697.888 |
| 3 | Depositi stabili | 16.111.829 | 16.069.684 | 16.118.388 | 16.246.057 | 805.591 | 803.484 | 805.919 | 812.303 |
| 4 | Depositi meno stabili | 6.919.364 | 6.917.726 | 6.960.644 | 7.156.162 | 857.420 | 856.480 | 860.198 | 885.585 |
| 5 | Finanziamento all'ingrosso non garantito | 10.251.598 | 10.271.531 | 10.384.207 | 10.333.908 | 3.551.396 | 3.636.325 | 3.687.814 | 3.671.846 |
| 6 | Depositi operativi (tutte le controparti) e depositi in reti di banche cooperative |
3.619.655 | 3.354.220 | 3.260.303 | 3.249.468 | 801.327 | 740.609 | 723.201 | 726.302 |
| 7 | Depositi non operativi (tutte le controparti) | 6.556.116 | 6.795.365 | 7.037.621 | 7.012.532 | 2.674.243 | 2.773.769 | 2.878.330 | 2.873.636 |
| 8 | Debito non garantito | 75.826 | 121.946 | 86.283 | 71.908 | 75.826 | 121.946 | 86.283 | 71.908 |
| 9 | Finanziamento all'ingrosso garantito | 114.507 | 99.101 | 59386 | 25828 | ||||
| 10 | Obblighi aggiuntivi | 1.330.908 | 1.311.600 | 1.266.918 | 1.212.326 | 764.014 | 790.194 | 793.518 | 783.693 |
| 11 | Deflussi connessi ad esposizioni in derivati e altri obblighi in materia di garanzie reali |
713.956 | 745.447 | 754.356 | 750.161 | 713.956 | 745.447 | 754.356 | 750.161 |
| 12 | Deflussi connessi alla perdita di finanziamenti su prodotti di debito |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Linee di credito e di liquidità | 616.952 | 566.153 | 512.561 | 462.165 | 50.058 | 44.747 | 39.162 | 33.532 |
| 14 | Altre obbligazioni di finanziamento contrattuali |
99.164 | 98.377 | 100.612 | 98.869 | 99.164 | 98.377 | 100.612 | 98.869 |
| 15 | Altre obbligazioni di finanziamento potenziali | 9.262.287 | 9.199.678 | 9.067.276 | 8.826.947 | 242.180 | 234.293 | 226.038 | 220.163 |
| 16 | TOTALE DEI DEFLUSSI DI CASSA | 6.434.272 | 6.518.253 | 6.533.486 | 6.498.287 | ||||
| AFFLUSSI DI CASSA | |||||||||
| 17 | Prestiti garantiti (ad es. contratti di vendita con patto di riacquisto passivo) |
238.228 | 266.493 | 204.366 | 182.993 | 77 | 1.254 | 1.254 | 3.596 |
| 18 | Afflussi da esposizioni pienamente in bonis | 1.459.788 | 1.449.514 | 1.419.695 | 1.420.463 | 785.729 | 778.747 | 766.018 | 763.046 |
| 19 | Altri afflussi di cassa | 3.607.929 | 3.611.750 | 3.651.703 | 3.717.474 | 771.292 | 776.380 | 778.168 | 790.931 |
| EU 19a |
(Differenza tra gli afflussi ponderati totali e i deflussi ponderati totali derivanti da operazioni in paesi terzi in cui vigono restrizioni al trasferimento o che sono denominate in valute non convertibili) |
- | - | - | - |
| a | b | c | d | e | f | g | h | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ambito consolidato di Gruppo | Totale valore non ponderato (media) | Totale valore ponderato (media) | |||||||
| EU 1a |
Trimestre che termina il | 31.12.2024 30.09.2024 30.06.2024 31.03.2024 31.12.2024 30.09.2024 30.06.2024 31.03.2024 | |||||||
| EU 1b |
Numero di punti di dati usati per il calcolo delle medie |
12 | 12 | 12 | 12 | 12 | 12 | 12 | 12 |
| EU 19b |
(Afflussi in eccesso da un ente creditizio specializzato connesso) |
- | - | - | - | ||||
| 20 | TOTALE DEGLI AFFLUSSI DI CASSA | 5.305.945 | 5.327.757 | 5.275.765 | 5.320.929 | 1.557.098 | 1.556.381 | 1.545.440 | 1.557.572 |
| EU 20a |
Afflussi totalmente esenti | - | - | - | - | - | - | - | - |
| EU 20b |
Afflussi soggetti al massimale del 90 % | - | - | - | - | - | - | - | - |
| EU 20c |
Afflussi soggetti al massimale del 75 % | 5.305.945 | 5.327.757 | 5.275.765 | 5.320.929 | 1.557.098 | 1.556.381 | 1.545.440 | 1.557.572 |
| VALORE CORRETTO TOTALE | |||||||||
| EU 21 |
RISERVA DI LIQUIDITÀ | 8.393.603 | 8.651.587 | 8.724.694 | 9.154.304 | ||||
| 22 | TOTALE DEI DEFLUSSI DI CASSA NETTI | 4.877.174 | 4.961.872 | 4.988.046 | 4.940.714 | ||||
| 23 | COEFFICIENTE DI COPERTURA DELLA LIQUIDITÀ |
172% | 175% | 175% | 186% |
I drivers principali dell'LCR sono rappresentati da:
Nel periodo analizzato, l'indicatore LCR risulta in lieve calo rispetto ai trimestri precedenti, prevalentemente per la diminuzione del numeratore dovuto ai rimborsi di TLTRO avvenuti nel secondo semestre del 2023 e nel primo trimestre 2024.
L'attuale concentrazione delle fonti di raccolta è:
Nel periodo considerato la composizione media del buffer è stata:
In merito alle esposizioni in derivati e potenziali richieste di garanzie reali, la stima del valore massimo registrato sulla serie storica delle variazioni mensili degli ultimi 2 anni è di circa 503 milioni. L'euro è la sola divisa significativa. Eventuali acquisti in divisa estera sono rifinanziati nella medesima divisa.
| a | b | c | d | e | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore non ponderato per durata residua | Valore | |||||
| Privo di scadenza |
< 6 mesi | da 6 mesi a < 1 anno |
≥ 1 anno | ponderato | ||
| Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF) | ||||||
| 1 | Elementi e strumenti di capitale | 3.867.380 | - | - | 521.469 | 4.388.849 |
| 2 | Fondi propri | 3.867.380 | - | - | 521.469 | 4.388.849 |
| 3 | Altri strumenti di capitale | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 4 | Depositi al dettaglio | 00/01/1900 | 24.751.027 | 409.777 | 364.945 | 23.871.222 |
| 5 | Depositi stabili | 00/01/1900 | 17.012.497 | 218.567 | 71.170 | 16.440.682 |
| 6 | Depositi meno stabili | 00/01/1900 | 7.738.529 | 191.210 | 293.775 | 7.430.540 |
| 7 | Finanziamento all'ingrosso: | 00/01/1900 | 20.645.998 | 242.295 | 4.010.161 | 10.624.357 |
| 8 | Depositi operativi | 00/01/1900 | 4.950.008 | - | - | 2.475.004 |
| 9 | Altri finanziamenti all'ingrosso | 00/01/1900 | 15.695.990 | 242.295 | 4.010.161 | 8.149.353 |
| 10 | Passività correlate | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 11 | Altre passività: | - | 1.160.678 | - | - | - |
| 12 | NSFR derivati passivi | - | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 |
| 13 | Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle categorie di cui sopra |
00/01/1900 | 1.160.678 | - | - | - |
| 14 | Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 00/01/1900 | 38.884.428 | |
| Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF) | ||||||
| 15 | Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 559.640 |
| EU 15a |
Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un aggregato di copertura |
00/01/1900 | - | - | 2.203.307 | 1.872.811 |
| 16 | Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 17 | Prestiti e titoli in bonis: | 00/01/1900 | 10.771.694 | 3.005.399 | 21.565.444 | 23.052.978 |
| 18 | Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0% |
00/01/1900 | 499 | - | - | - |
| 19 | Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari |
00/01/1900 | 318.504 | 14.206 | 219.470 | 258.423 |
| 20 | Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico, di cui |
00/01/1900 | 8.681.341 | 2.653.261 | 11.910.753 | 15.672.318 |
| 21 | Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito |
00/01/1900 | 64.795 | 74.789 | 996.666 | 717.625 |
| 22 | Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui | 00/01/1900 | 317.789 | 324.431 | 7.324.222 | 5.134.733 |
| 23 | Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito |
00/01/1900 | 311.449 | 317.799 | 7.059.827 | 4.903.512 |
| 24 | Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in mercati e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento al commercio |
00/01/1900 | 1.453.562 | 13.501 | 2.110.998 | 1.987.503 |
| a | b | c | d | e | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore non ponderato per durata residua | |||||||
| Privo di scadenza |
< 6 mesi | da 6 mesi a < 1 anno |
≥ 1 anno | Valore ponderato |
|||
| 25 | Attività correlate | 00/01/1900 | - | - | - | - | |
| 26 | Altre attività: | - | 852.230 | 27.551 | 3.101.646 | 3.202.120 | |
| 27 | Merci negoziate fisicamente | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | - | |
| 28 | Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo ai fondi di garanzia delle CCP |
00/01/1900 | - | - | 330.962 | 281.318 | |
| 29 | NSFR derivati attivi | 00/01/1900 | 3.163 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 3.163 | |
| 30 | NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito | 00/01/1900 | 360.311 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 18.016 | |
| 31 | Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra | 00/01/1900 | 488.757 | 27.551 | 2.770.684 | 2.899.623 | |
| 32 | Elementi fuori bilancio | 00/01/1900 | 801.652 | - | - | 40.083 | |
| 33 | RSF totale | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 00/01/1900 | 28.727.631 | ||
| 34 | Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 00/01/1900 | 135,36% |
| a | b | c | d | e | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore non ponderato per durata residua | Valore | |||||
| Privo di scadenza |
< 6 mesi | da 6 mesi a < 1 anno |
≥ 1 anno | ponderato | ||
| Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF) | ||||||
| 1 | Elementi e strumenti di capitale | 3.701.924 | - | - | 523.328 | 4.225.252 |
| 2 | Fondi propri | 3.701.924 | - | - | 523.328 | 4.225.252 |
| 3 | Altri strumenti di capitale | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 4 | Depositi al dettaglio | 00/01/1900 | 23.811.685 | 896.723 | 383.870 | 23.467.081 |
| 5 | Depositi stabili | 00/01/1900 | 16.416.342 | 496.537 | 84.733 | 16.151.967 |
| 6 | Depositi meno stabili | 00/01/1900 | 7.395.343 | 400.186 | 299.138 | 7.315.114 |
| 7 | Finanziamento all'ingrosso: | 00/01/1900 | 16.385.781 | 357.908 | 4.011.060 | 9.831.918 |
| 8 | Depositi operativi | 00/01/1900 | 3.656.112 | - | - | 1.828.056 |
| 9 | Altri finanziamenti all'ingrosso | 00/01/1900 | 12.729.669 | 357.908 | 4.011.060 | 8.003.862 |
| 10 | Passività correlate | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 11 | Altre passività: | 1.191 | 1.931.248 | - | - | - |
| 12 | NSFR derivati passivi | 1.191 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 |
| 13 | Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle categorie di cui sopra |
00/01/1900 | 1.931.248 | - | - | - |
| 14 | Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 37.524.251 |
| Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF) | ||||||
| 15 | Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 527.574 |
| EU-15a | Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un aggregato di copertura |
00/01/1900 | - | - | 2.203.402 | 1.872.892 |
| 16 | Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 17 | Prestiti e titoli in bonis: | 00/01/1900 | 10.315.445 | 3.071.002 | 21.029.970 | 22.228.434 |
| 18 | Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0% |
00/01/1900 | 638.616 | - | - | - |
| 19 | Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari |
00/01/1900 | 328.658 | 10.520 | 208.049 | 246.174 |
| 20 | Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico, di cui |
00/01/1900 | 7.978.757 | 2.691.852 | 11.364.775 | 20.037.467 |
| 21 | Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito |
00/01/1900 | 63.861 | 72.506 | 974.943 | 5.617.452 |
| 22 | Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui | 00/01/1900 | 317.838 | 316.692 | 7.353.844 | - |
| 23 | Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito |
00/01/1900 | 311.358 | 310.106 | 7.084.345 | - |
| 24 | Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in mercati e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento al commercio |
00/01/1900 | 1.051.576 | 51.938 | 2.103.302 | 1.944.793 |
| 25 | Attività correlate | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| a | b | c | d | e | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore non ponderato per durata residua | Valore | |||||
| Privo di scadenza |
< 6 mesi | da 6 mesi a < 1 anno |
≥ 1 anno | ponderato | ||
| 26 | Altre attività: | - | 770.189 | 26.169 | 2.937.563 | 3.039.053 |
| 27 | Merci negoziate fisicamente | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | - |
| 28 | Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo ai fondi di garanzia delle CCP |
00/01/1900 | - | - | 262.903 | 223.467 |
| 29 | NSFR derivati attivi | 00/01/1900 | - | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - |
| 30 | NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito | 00/01/1900 | 291.876 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 14.594 |
| 31 | Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra | 00/01/1900 | 478.313 | 26.169 | 2.674.660 | 2.800.992 |
| 32 | Elementi fuori bilancio | 00/01/1900 | 828.274 | - | - | 41.414 |
| 33 | RSF totale | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 27.709.367 |
| 34 | Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 135,42% |
| a | b | c | d | e | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore non ponderato per durata residua | ||||||
| Valore ponderato |
||||||
| Privo di scadenza |
< 6 mesi | da 6 mesi a < 1 anno |
≥ 1 anno | |||
| Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF) | ||||||
| 1 | Elementi e strumenti di capitale | 3.685.581 | - | - | 517.908 | 4.203.489 |
| 2 | Fondi propri | 3.685.581 | - | - | 517.908 | 4.203.489 |
| 3 | Altri strumenti di capitale | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 4 | Depositi al dettaglio | 00/01/1900 | 23.658.409 | 860.981 | 552.010 | 23.460.447 |
| 5 | Depositi stabili | 00/01/1900 | 16.407.066 | 412.659 | 187.210 | 16.165.948 |
| 6 | Depositi meno stabili | 00/01/1900 | 7.251.343 | 448.322 | 364.800 | 7.294.498 |
| 7 | Finanziamento all'ingrosso: | 00/01/1900 | 17.942.406 | 498.341 | 4.351.500 | 10.405.705 |
| 8 | Depositi operativi | 00/01/1900 | 3.808.060 | - | - | 1.904.030 |
| 9 | Altri finanziamenti all'ingrosso | 00/01/1900 | 14.134.346 | 498.341 | 4.351.500 | 8.501.675 |
| 10 | Passività correlate | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 11 | Altre passività: | 594 | 1.939.927 | - | - | - |
| 12 | NSFR derivati passivi | 594 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 |
| 13 | Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle categorie di cui sopra |
00/01/1900 | 1.939.927 | - | - | - |
| 14 | Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale | 00/01/1900 | 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 | 38.069.640 | ||
| Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF) | ||||||
| 15 | Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 568.885 |
| EU 15a |
Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un aggregato di copertura |
00/01/1900 | - | - | 2.203.405 | 1.872.894 |
| 16 | Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 17 | Prestiti e titoli in bonis: | 00/01/1900 | 10.758.177 | 3.334.229 | 21.195.694 | 22.557.306 |
| 18 | Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0% |
00/01/1900 | 952.325 | - | - | - |
| 19 | Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari |
00/01/1900 | 301.783 | 28.133 | 201.025 | 245.270 |
| 20 | Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico, di cui |
00/01/1900 | 8.073.150 | 2.882.778 | 11.598.213 | 20.318.894 |
| 21 | Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito |
00/01/1900 | 61.444 | 72.572 | 970.171 | 5.592.754 |
| 22 | Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui | 00/01/1900 | 313.982 | 312.831 | 7.287.453 | - |
| 23 | Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito |
00/01/1900 | 308.381 | 307.138 | 7.057.501 | - |
| 24 | Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in mercati e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento al commercio |
00/01/1900 | 1.116.937 | 110.487 | 2.109.002 | 1.993.142 |
| a | b | c | d | e | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore non ponderato per durata residua | Valore | |||||
| Privo di scadenza |
< 6 mesi | da 6 mesi a < 1 anno |
≥ 1 anno | ponderato | ||
| 25 | Attività correlate | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 26 | Altre attività: | - | 753.090 | 28.316 | 2.746.411 | 2.850.763 |
| 27 | Merci negoziate fisicamente | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | - |
| 28 | Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo ai fondi di garanzia delle CCP |
00/01/1900 | - | - | 279.367 | 237.462 |
| 29 | NSFR derivati attivi | 00/01/1900 | - | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - |
| 30 | NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito | 00/01/1900 | 267.038 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 13.352 |
| 31 | Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra | 00/01/1900 | 486.053 | 28.316 | 2.467.044 | 2.599.950 |
| 32 | Elementi fuori bilancio | 00/01/1900 | 821.371 | - | - | 41.069 |
| 33 | RSF totale | 00/01/1900 | 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 | 27.890.917 | ||
| 34 | Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) | 00/01/1900 | 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 | 136,49% |
| a b |
c | d | e | |||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore non ponderato per durata residua | Valore | |||||
| Privo di scadenza |
< 6 mesi | da 6 mesi a < 1 anno |
≥ 1 anno | ponderato | ||
| Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF) | ||||||
| 1 | Elementi e strumenti di capitale | 3.504.840 | - | - | 512.976 | 4.017.816 |
| 2 | Fondi propri | 3.504.840 | - | - | 512.976 | 4.017.816 |
| 3 | Altri strumenti di capitale | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 4 | Depositi al dettaglio | 00/01/1900 | 23.400.344 | 702.129 | 606.377 | 23.130.049 |
| 5 | Depositi stabili | 00/01/1900 | 16.305.760 | 323.159 | 227.918 | 16.025.391 |
| 6 | Depositi meno stabili | 00/01/1900 | 7.094.583 | 378.970 | 378.460 | 7.104.658 |
| 7 | Finanziamento all'ingrosso: | 00/01/1900 | 18.331.437 | 814.387 | 4.193.957 | 10.039.427 |
| 8 | Depositi operativi | 00/01/1900 | 2.611.711 | - | - | 1.305.855 |
| 9 | Altri finanziamenti all'ingrosso | 00/01/1900 | 15.719.726 | 814.387 | 4.193.957 | 8.733.571 |
| 10 | Passività correlate | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 11 | Altre passività: | 6.486 | 2.503.952 | - | - | - |
| 12 | NSFR derivati passivi | 6.486 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 |
| 13 | Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle categorie di cui sopra |
00/01/1900 | 2.503.952 | - | - | - |
| 14 | Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale | 00/01/1900 | 00/01/1900 00/01/1900 | 00/01/1900 | 37.187.292 | |
| Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF) | ||||||
| 15 | Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 560.491 |
| EU 15a |
Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un aggregato di copertura |
00/01/1900 | - | - | 1.987.787 | 1.689.619 |
| 16 | Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 17 | Prestiti e titoli in bonis: | 00/01/1900 | 9.756.378 | 3.066.097 | 21.337.585 | 22.413.591 |
| 18 | Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0% |
00/01/1900 | - | - | - | - |
| 19 | Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari |
00/01/1900 | 569.200 | 9.204 | 168.909 | 230.431 |
| 20 | Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico, di cui |
00/01/1900 | 7.799.600 | 2.676.012 | 11.527.407 | 20.149.276 |
| 21 | Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito |
00/01/1900 | 53.827 | 64.681 | 907.110 | 5.648.288 |
| 22 | Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui | 00/01/1900 | 308.682 | 315.045 | 7.458.183 | - |
| 23 | Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito |
00/01/1900 | 302.943 | 309.041 | 7.220.647 | - |
| 24 | Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in mercati e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento al commercio |
00/01/1900 | 1.078.896 | 65.836 | 2.183.086 | 2.033.884 |
| a | b | c | d | e | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore non ponderato per durata residua | Valore | |||||
| Privo di scadenza |
< 6 mesi | da 6 mesi a < 1 anno |
≥ 1 anno | ponderato | ||
| 25 | Attività correlate | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 26 | Altre attività: | - | 741.451 | 27.269 | 2.860.888 | 2.959.306 |
| 27 | Merci negoziate fisicamente | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | - |
| 28 | Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo ai fondi di garanzia delle CCP |
00/01/1900 | - | - | 327.614 | 278.472 |
| 29 | NSFR derivati attivi | 00/01/1900 | - | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - |
| 30 | NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito | 00/01/1900 | 260.377 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 13.019 |
| 31 | Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra | 00/01/1900 | 481.074 | 27.269 | 2.533.274 | 2.667.815 |
| 32 | Elementi fuori bilancio | 00/01/1900 | 905.669 | - | - | 45.283 |
| 33 | RSF totale | 00/01/1900 | 00/01/1900 00/01/1900 | 00/01/1900 | 27.668.290 | |
| 34 | Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) | 00/01/1900 | 00/01/1900 00/01/1900 | 00/01/1900 | 134,40% |
Il RAF rappresenta il processo attraverso il quale il Gruppo identifica i propri obiettivi di rischio in coerenza con la strategia aziendale (fase di validazione) e, nel corso del tempo, verifica che il profilo di rischio sia in linea con tali obiettivi (fase di monitoraggio).
La fase di validazione prevede come output finale il documento RAS (Risk Appetite Statement); la fase di monitoraggio prevede come output il documento periodico RAM (Risk Appetite Monitor).
Il documento RAS viene valutato dal CA della Capogruppo che (in funzione del business model e del Piano Strategico/Operativo) approva obiettivi di rischio e soglie di tolleranza coerenti con l'ICAAP/ILAAP, anche in termini di perimetro e di metodologia.
Risk capacity (massimo rischio assumibile): il livello massimo di rischio che una banca è tecnicamente in grado di assumere senza violare i requisiti regolamentari o gli altri vincoli imposti dagli azionisti o dall'autorità di vigilanza.
Risk appetite (obiettivo di rischio o propensione al rischio): il livello di rischio (complessivo e per tipologia) che la banca intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici.
Risk tolerance (soglia di tollerenza): la devianza massima dal risk appetite consentita; la soglia di tolleranza è fissata in modo da assicurare in ogni caso margini sufficienti per operare, anche in condizioni di stress, entro il massimo rischio assumibile. Nel caso in cui sia consentita l'assunzione di rischio oltre l'obiettivo di rischio fissato, fermo restando il rispetto della soglia di tolleranza, sono individuate le azioni gestionali necessarie per ricondurre il rischio assunto entro l'obiettivo prestabilito.
Risk profile (rischio effettivo): il rischio effettivamente assunto, misurato in un determinato istante temporale.
Il processo RAF è fortemente interconnesso al processo di Pianificazione di Gruppo, coordinato dal Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo, con il supporto del Servizio VALORE, in particolare con le seguenti fasi:
Il processo di Risk Appetite Framework si articola in:
a) definizione del Risk Appetite formalizzato in uno statement sintetico che fornisce una visione olistica dei rischi di Gruppo (RAS);
b) monitoraggio e Rendicontazione RAF (RAM).
Il processo di RAF coinvolge molte funzioni aziendali e Comitati:
l'ufficio Pianificazione studi capitale (di seguito PGC esercita un ruolo di coordinamento dei business plan, traducendoli in budget e/o piani strategici;
I compiti e le responsabilità in ambito RAF assegnati al CE della Capogruppo quale organo con funzione di gestione, sono:
interne specifiche di attivarsi per rientrare entro le soglie, fornendo gli opportuni approfondimenti in merito; o autorizzare lo sconfinamento e aumentare la frequenza del monitoraggio, dandone pronta informativa al CA.
Esaminare le Operazioni di Maggiore Rilievo (c.d. OMR) con parere negativo del Risk Officer.
Definisce i flussi informativi interni volti ad assicurare alle funzioni aziendali di controllo la piena conoscenza e governabilità dei fattori di rischio e la verifica del rispetto del RAF.
L'attività di valutazione ed erogazione del credito è differenziata a seconda della tipologia di clientela. Più precisamente, per il segmento corporate è in uso un sistema "esperto" che guida la formulazione della proposta di affidamento ed è alla base del sistema di rating. Tale metodologia si basa su logiche di analisi delle componenti economico-patrimoniali di bilancio integrate dalla valutazione dei flussi di cassa, dati di centrale rischi, nonché da valutazioni qualitative sul posizionamento competitivo, sui rischi di business e sull'appartenenza al gruppo.
Per il segmento small business, nell'ambito della stessa metodologia generale di valutazione, sono state applicate delle differenziazioni per dare maggior peso alle informazioni di tipo andamentale e di centrale dei rischi, che forniscono un contributo importante alla capacità predittiva del default.
Per il segmento delle microattività e dei privati consumatori è stato sviluppato un sistema di rating specificamente calibrato su questa tipologia di clientela a supporto dei processi di approvazione delle operazioni.
Inoltre, per tutta la clientela Banca è attivo un modello interno di Loss Given Default (LGD) che valuta la potenziale perdita dato il default della controparte, tenendo in considerazione la tipologia di controparte, l'ammontare dell'esposizione, la tipologia di forma tecnica e le eventuali garanzie a sostegno della posizione.
Tutti i sistemi sono direttamente integrati nella proposta di affidamento; la nuova Pratica Elettronica di Fido è operativa per tutti i gestori privati e aziende. La piattaforma garantisce un elevato data quality ed efficienza nei processi di istruttoria e delibera di affidamenti e rating.
Un pilastro fondamentale di governance del credito è costituito inoltre dall' assegnazione "ad personam" delle autonomie delegate, previa valutazione sul singolo deliberante di elementi fondamentali quali le competenze, i risultati conseguiti nella gestione ed erogazione del credito e l'attività formativa fruita.
I poteri di delega si basano, attualmente per la sola Credembanca, sull'indicatore "Accordato Ponderato", che applicando dei pesi alle singole componenti della posizione affidata ne sintetizza la rischiosità in rapporto alle policy ed alle serie storiche dei default.
Negli ultimi anni sono stati inoltre potenziati, anche grazie ad investimenti tecnologici e l'utilizzo di Advanced Analytics, i meccanismi «automatici» a supporto del monitoraggio e dell'origination, anche in ottica Openbanking.
In questo contesto, l'Indicatore di Monitoraggio Andamentale (IMA), un Modello di Early Warning, gioca un ruolo centrale nella previsione di comportamenti creditizi anomali prima che si manifestino, contribuendo anche al calcolo del Massimo Accordato Concedibile (MAC), che rappresenta il massimo livello di affidamento attribuibile automaticamente a una controparte.
L'efficacia di questi strumenti si traduce in una maggiore industrializzazione del processo di concessione del credito, facilitando la realizzazione di campagne automatiche. Da evidenziare è la capacità di questi indicatori di considerare, in diverse fasi storiche, il contesto economico circostante, come evidenziato durante periodi di crisi e contesti geopolitici (ad esempio, conflitti bellici). Queste valutazioni forward-looking consentono di contestualizzare e graduare le azioni commerciali in modo dinamico.
Inoltre, l'adozione di metodologie di Early Warning sta progressivamente permettendo di superare il tradizionale concetto di scadenze di revisioni periodiche, orientandosi verso logiche di revisione di merito richieste ad evento, ovvero in risposta a motivi specifici di rischio di credito atteso che emergono nel corso dell'attività.
A partire dall'anno 2020 Credem ha eseguito un assessment con riferimento al documento EBA relativo alle guidelines on loan origination and monitoring con l'obiettivo di individuare gli impatti che la regolamentazione avrebbe determinato su governance, strategie creditizie, processi del credito e sistemi IT.
Nel corso del 2024 sono stati realizzati ulteriori interventi organizzativi e di governo atti ad addivenire ad una piena aderenza alle indicazioni normative delle linee guida EBA.
La funzione di definizione e di controllo dei limiti di affidamento si avvale del supporto di uno specifico Comitato Crediti di Gruppo che fissa, tra gli altri, il Credit Limit principale su cui si basa la Policy che è la Soglia di Mass Esposizione (SME), cioè l'ammontare massimo di rischio di credito che il Gruppo intende assumere verso una controparte (o gruppo di soggetti collegati) incluse le esposizioni derivanti dai titoli. La definizione di tale soglia prende a riferimento il Capitale Ammissibile di Gruppo ed i limiti di Vigilanza. Il Comitato è responsabile inoltre di rendicontare le posizioni che, a seguito di specifiche decisioni, superano le soglie definite. Il superamento delle "Soglie di Massima Esposizione" si configura come "Operazione di Maggior Rilievo" ai sensi del 15° aggiornamento del 2 luglio 2013 della Circolare n. 263 del del 27 dicembre 2006.
Il Gruppo Credem ha individuato come presupposto per la gestione dei rischi in ottica consolidata l'individuazione di organismi di governo:
Sono inoltre state costituite Funzioni specialistiche all'interno della Capogruppo ed in particolare:
La Funzione di Risk Management è composta oltre che dal Team Leader di Direzione della Funzione Risk Management (c.d. Risk Officer), individuato nel responsabile del Servizio ERISK, da:
A livello di portafoglio, le analisi periodiche e il monitoraggio sono svolte dalla funzione Risk Management. Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di di Gruppo (CCRSG) svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed in generale al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento. In particolare, la funzione di Risk management consente al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del CCRSG ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:
Il 2 ottobre 2015 la Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing. Relativamente ai modelli interni, la funzione di Risk management consente al CA, con il supporto del CCRSG ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:
Nello specifico, con riferimento al Rischio di credito per le attività richieste dalla disciplina prudenziale, la Funzione Risk Management per il tramite del Team RCR Rischi di Credito:
Inoltre il Team Validazione Modelli Interni:
La Funzione di Sviluppo (Team RCR – Area di Competenza Modelli Rischi di Credito) e la Funzione di Convalida (Team VAL - Validazione Modelli Interni) appartengono al Servizio Enterprise Risk Management (ERISK). Tali Team risultano completamente indipendenti dalla Funzione di Revisione Interna (Servizio AUDIT). I responsabili delle Funzioni di Sviluppo e Convalida, infatti, non si trovano in situazione di dipendenza gerarchica né tra di loro, né rispetto al responsabile delle attività di revisione interna. Si precisa come la responsabilità delle attività di convalida risulti esclusivamente di competenza del Team VAL. Parallelamente, la responsabilità delle attività di revisione risulta esclusivamente di competenza del Servizio Audit, il quale non è coinvolto nelle attività di sviluppo dei sistemi di misurazione del rischio ed è indipendente dalla funzione di convalida interna.
Il principio contabile IFRS 9 prevede criteri di misurazione delle perdite attese che sono articolati su tre livelli crescenti di deterioramento creditizio. Gli strumenti finanziari sono raggruppati in tre Stage (categorie o bucket), sulla base del rischio di credito e dell'incremento del rischio di credito tra la rilevazione iniziale e la data di riferimento del bilancio. Nel dettaglio:
In generale le regole di allocazione nei tre Stage definite dal Gruppo Credem, si fondano sui principali elementi forniti dal sistema di rating interno nonché sui principali indicatori di deterioramento creditizio monitorati dal Gruppo Credem per la gestione del rischio.
Credito Emiliano identifica la presenza di un significativo incremento del rischio di credito (SICR) nella rilevazione di un deterioramento di almeno 2 classi nel rating della controparte dal momento della rilevazione iniziale. Nel contempo le classi di rating assimilabili alla categoria "investment-grade" sono considerate profili di bassa rischiosità; le esposizioni che alla data di misurazione rientrano in tali categorie, sono classificate dall'applicativo interno di riferimento in Stage 1, senza necessità di verificare l'eventuale deterioramento del merito creditizio intervenuto a seguito della rilevazione iniziale (c.d. low credit risk exempiton).
Inoltre l'inserimento del rapporto nella lista dei clienti sotto osservazione perché valutati come a maggior rischio di deterioramento (cd. Watchlist), la presenza di misure di forbearance o di scaduto continuativo di oltre 30 giorni sono considerati segnali oggettivi di deterioramento del merito creditizio: pertanto gli strumenti finanziari che presentano tali evidenze sono classificati direttamente in Stage 2 senza valutare la contestuale presenza o meno di un significativo incremento del rischio di credito né tanto meno l'aderenza ad un profilo ritenuto a bassa rischiosità.
Per l'identificazione dei crediti deteriorati, e la loro allocazione nel bucket di rischio Stage 3, il Gruppo Credem fa riferimento alla definizione interna di credito deteriorato disciplinata nel regolamento "Policy di gruppo Crediti". Tale regolamento specifica che sono considerate "default" le categorie di crediti deteriorati in conformità a quanto previsto in materia dalle disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia (Circolare n. 272 30 luglio 2008 "Matrice dei conti", Sez. B) Cap. II, "Qualità del credito" - 15° aggiornamento del 26 ottobre 2021) dove sono elencati i criteri e le caratteristiche richiesti per ogni categoria. La definizione di default comprende le seguenti categorie, che rappresentano stati di "default" di severità crescente:
Per gli strumenti finanziari allocati in Stage 3, le rettifiche di valore sono definite su base "esperta" in relazione alle evidenze dell'attività di gestione e recupero dei crediti deteriorati: per ciascun credito anomalo/deteriorato, è identificata una percentuale di copertura idonea a rappresentare le perdite attese nella vita residua del credito, in relazione all' analisi di caratteristiche rilevanti quali: tipologia di prodotto creditizio, ammontare dell'esposizione creditizia, anzianità dello stato di deterioramento, presenza o meno di garanzia a supporto (tipologia di garanzia e livello di copertura "loan to value").
Sugli strumenti finanziari allocati in Stage 1 e 2, la determinazione delle perdite attese avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, sono associate:
In generale, i parametri di rischio adottati dal Gruppo per determinare le rettifiche di valore sono basati sulle medesime ipotesi e tecniche di stima dei modelli interni validati per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito con metodologia IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD).
A differenza di questi ultimi che sono definiti tramite un approccio di media lungo il ciclo ("truogh-thecycle") e di inclusione di condizioni macroeconomiche sfavorevoli (fase recessiva di "downturn"), i parametri adottati per la determinazione delle rettifiche di valore ai sensi dell'IFRS 9, sono fondati su una logica puntuale (c.d. "point in time") e previsionale ("forward-looking"); in modo da essere idonei a rappresentare la congiuntura macroeconomica presente e prevista nel breve-medio termine. Pertanto essi sono stimati prendendo in considerazione sia i dati storici, laddove siano state identificate tendenze e correlazioni con il rischio di credito, sia indicatori previsionali di eventi attesi nonché previsioni sull'andamento del ciclo macroeconomico.
Le rettifiche di valore sono quindi determinate valutando una gamma di possibili risultati in modo da riflettere un importo obiettivo ponderato in relazione alle probabilità di realizzo dei diversi scenari. Nello specifico il Gruppo considera tre scenari di severità crescente, e ne proietta l'andamento sui parametri di rischio adottati per la misurazione delle perdite attese, in modo che essi riflettano le condizioni macroeconomiche attese da tali scenari. Le tecniche di condizionamento al ciclo macroeconomico ricalcano le logiche adottate dal Gruppo per la conduzione degli esercizi di stress testing indetti dagli organi europei di supervisione:
A partire da Settembre 2023 l'impianto complessivo dei modelli contabili è stato aggiornato nell'ottica di recepire le ultime modifiche all'impianto AIRB e le serie storiche più recenti sia in termini di parametri che di scenari macroeconomici.
In particolare:
A partire da Dicembre 2023, per la quantificazione delle perdite attese delle esposizioni senza scadenza contrattuale, è entrato in vigore un modello specifico per la determinazione del parametro di Maturity.
Gli aggiornamenti intercorsi nell'anno, che riguardano la dismissione degli overlay e le modifiche effettuate ai parametri IFRS9, hanno come effetto una ripresa di valore concentrata sulle società Credem Banca e Credem Leasing. Contrapposta è la dinamica di Avvera che registra una crescita del portafoglio crediti significativa. Nessun effetto materiale si rileva sulle restanti società del Gruppo.
In generale, i criteri dettagliati seguiti per la determinazione delle rettifiche di valore su ciascuno Stage, sono disciplinati nelle policy interne "policy svalutazione Crediti" e "Linee Guida e criteri di svalutazione titoli"; aggiornate e sottoposte all'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione con cadenza almeno annuale. Nel corso del 2024 la "policy svalutazione Crediti" è stata ulteriormente aggiornata ed affinata, dopo le revisioni del 2023, per effetto delle analisi andamentali sullo storico delle svalutazioni applicate fino al alla fine dell'anno precedente.
Per quel che attiene più specificatamente ai crediti deteriorati, si segnala che, pur in presenza di una sostanziale equiparazione della definizione di credito deteriorato (credit-impaired financial asset) presente nell'IFRS 9 rispetto al principio contabile che è andato a sostituire (lo IAS39), le modalità di calcolo dell'ECL lifetime hanno comportato riflessi metodologici anche ai fini delle valutazioni da svolgere in tale comparto, principalmente in relazione:
Nel corso del 2024 la "Policy Svalutazione Crediti" è stata ulteriormente aggiornata ed affinata, per recepire quanto emerso dalle analisi empiriche, frutto di osservazione dei dati storici.
In continuità con le iniziative già avviate nel 2023 riguardo all'applicazione dei minimi per ageing da default ininterrotto, nel 2024 è stato introdotto un ulteriore scaglione di ageing. Questo nuovo scaglione si applica sia alle esposizioni classificate a sofferenza sia a quelle UTP irregolari, estendendo inoltre la griglia di applicazione anche alle posizioni classificate come NPL da almeno tre anni.
L'intervento rappresenta un passaggio fondamentale per il completamento dell'allineamento definitivo al Regolamento (UE) 630/2019, in conformità con le best practice di settore e le indicazioni dell'Autorità di Vigilanza. Di conseguenza, le percentuali applicate agli altri scaglioni sono state adeguate per garantire un trattamento coerente e conforme ai principi prudenziali.
In conformità agli standard dell'EBA, si definiscono Forborne le esposizioni nei confronti delle quali sono state accordate misure di Forbearance, ossia misure di sostegno a debitori che affrontano, o sono prossimi ad affrontare, difficoltà ad adempiere alle proprie obbligazioni finanziare (c.d. stato di difficoltà finanziaria). In linea generale, le possibili misure di Forbearance accordate al debitore in difficoltà finanziaria possono ricadere nelle seguenti fattispecie:
In conformità con gli standard di riferimento, la classificazione nel portafoglio Forborne è indipendente dalla classificazione a default o dalla presenza di svalutazioni analitiche. In virtù della peculiarità di tali tipologie di esposizioni, la valutazione e la concessione di misure di Forbearence è demandata alle strutture deliberative centrali, anche attraverso l'ausilio di sistemi automatizzati di alerting sulla presenza di Forborne "potenziali", sull'indirizzamento delle proposte di fido verso gli organi competenti e sul decorso dei termini relativi al cure period e probation period.
Relativamente a tale tipologia di esposizioni sono state recepite le indicazioni delle Guidelines BCE sui NPL con impatto sia sui processi sia sugli applicativi per un'adeguata tracciatura delle valutazioni fatte in sede di concessione di misure di forbearance e anche nelle valutazioni dei triggers sulle Inadempienze Probabili con il coinvolgimento della Funzione di Risk Management per la redazione di uno specifico parere vincolante nei casi di misure reiterate.
Con riferimento alle "ristrutturazioni onerose" il Gruppo Credem, in conformità con quanto previsto dalle linee guida EBA in materia di nuova definizione di default, definisce che una ristrutturazione onerosa occorre nei confronti di un debitore che fronteggia, o è in procinto di fronteggiare, difficoltà nell'onorare i propri impegni finanziari ed è oggetto di una misura di forbearance. Laddove la ristrutturazione onerosa implichi verosimilmente una ridotta obbligazione finanziaria con una soglia superiore all'1%, il debitore dovrà essere classificato in stato di inadempienza probabile e la misura di forbearance sarà classificata come esposizione forborne non performing.
Si riportano nel seguito le informazioni quantitative sulla qualità del credito. La normativa in merito all'informativa in oggetto adotta un principio di proporzionalità in funzione del livello delle esposizioni deteriorate segnalate conformemente all'ambito d'applicazione specificato per ogni singola tabella. Alcune tabelle si applicano a tutti gli enti creditizi, mentre altre si applicano soltanto agli enti creditizi con un'incidenza lorda dei crediti deteriorati (gross NPL ratio) pari o superiore al 5 %.
L'incidenza lorda dei crediti deteriorati è data dal rapporto tra il valore contabile lordo dei prestiti e delle anticipazioni deteriorati e il valore contabile lordo totale dei prestiti e delle anticipazioni che rientrano nella definizione di esposizione deteriorata. Ai fini di questo calcolo vanno esclusi sia dal denominatore che dal numeratore i prestiti e le anticipazioni classificati come posseduti per la vendita, la cassa e disponibilità presso le banche centrali e gli altri depositi a vista. I prestiti e le anticipazioni deteriorati comprendono i prestiti e le anticipazioni classificati come deteriorati a norma dell'allegato V del regolamento (UE) n. 2021/451.
Al 31 dicembre 2024 l'incidenza lorda dei crediti deteriorati è risultata inferiore al 5 %, pertanto l'informativa di seguito riportata è limitata alle tabelle previste quando tale parametro non è superato.
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | n | o | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Val nta ore co |
bile lor do / im |
ina to n por om |
le | Rid uzio di v alo lata riaz ion i ne tive ula te d el ne re a ccu mu , va ga ac cum isc hio di dito val dov ute al r nto ore eq uo cre e a cca nam |
i ent |
Gar ie r eal anz rice |
i e f ina nzi arie vut e |
|||||||||
| oni In b s |
osi zio ni d rior Esp ete ate |
osi zio ni in nis - Ri ion Esp bo duz e di v alo lata re a ccu mu e ant nti acc ona me |
Esp osi zio ni d ete Rid uzio di v alo ne iazi oni tive var ne ga del lore va eq uo risc hio di cre ant acc ona |
rior ate – lata re a ccu mu , ula te ac cum dov al ute dito e nti me |
Can lazi oni cel zia li par ula te acc um |
Su osi zio ni esp |
Su osi zio ni esp |
|||||||||
| Di c ui f 1 ase |
Di c ui f ase 2 |
Di cui fas e 2 |
Di c ui fas e 3 |
ui fas Di c e 1 |
ui fas Di c e 2 |
Di cui fas e 2 |
Di c ui fas e 3 |
in b oni s |
det erio rate |
|||||||
| 005 | Dis ibili tà p pon res so ban che ntra li e altr i ce osi ti a vis dep ta |
4.4 04. 379 |
4.3 97.3 77 |
7.0 02 |
- | - | - | (43 ) |
(28 ) |
(15) | - | - | - | - | - | - |
| 010 | Pre stit i e a ntic ipa zio ni |
36.7 93. 896 |
34. 446 .39 4 |
2.3 07.0 18 |
668 .645 |
- | 657 .874 |
(82 .133 ) |
(40 ) .571 |
(41. ) 445 |
(40 1.18 7) |
- | (39 9.15 7) |
16.2 27 |
22.2 84. 928 |
219 .164 |
| 020 | Ban che li ntra ce |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 030 | Am min istr azio ni p ubb lich e |
567 .50 8 |
567 .28 8 |
220 | 3.9 36 |
- | 3.9 36 |
(83 ) |
(82 ) |
- | (2.3 03) |
- | (2.3 03) |
- | 25.0 50 |
- |
| 040 | Ent i cr edi tizi |
553 .185 |
502 .475 |
50.7 11 |
- | - | - | (413 ) |
(315 ) |
(98 ) |
- | - | - | - | 129 | - |
| 050 | oci età fin iari Alt re s anz e |
797 .412 |
764 .93 3 |
18.4 72 |
482 | - | 451 | (76 0) |
(40 7) |
(35 3) |
(187 ) |
- | (187 ) |
- | 246 .80 2 |
223 |
| 060 | Soc ietà n fi zia rie no nan |
17.4 06. 875 |
16.5 23. 804 |
863 .09 3 |
302 .84 6 |
- | 298 .527 |
(25 2) .98 |
(16. ) 073 |
(9.8 44) |
(191 7) .88 |
- | (190 ) .590 |
15.9 52 |
7.55 0.6 27 |
91.8 57 |
| 070 | di c ui P MI |
8.6 60. 093 |
8.0 65.5 22 |
578 .784 |
210 .724 |
- | 207 .30 0 |
(17. 734 ) |
(10. 214 ) |
(7.4 55) |
(114 .68 1) |
- | (113 .425 ) |
11.9 83 |
5.0 96. 570 |
82.7 15 |
| 080 | Fam ig lie |
17.4 68. 916 |
16.0 87.8 95 |
1.37 4.52 2 |
361 .38 2 |
- | 354 .96 0 |
(54 6) .89 |
(23 3) .69 |
(31. 151) |
(20 10) 6.8 |
- | (20 77) 6.0 |
275 | 14.4 62.3 20 |
127 .08 4 |
| 090 | Tito li di de bito |
13.1 64. 401 |
13.1 64. 391 |
- | - | - | - | (9.0 22) |
(9.0 22) |
- | - | - | - | - | - | - |
| 100 | Ban che li ntra ce |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 110 | Am min istr azio ni p ubb lich e |
10.0 87.9 46 |
10.0 87.9 46 |
- | - | - | - | (6.8 44) |
(6.8 44) |
- | - | - | - | - | - | - |
| 120 | i cr edi tizi Ent |
1.72 0.0 28 |
1.72 0.0 28 |
- | - | - | - | (1.3 17) |
(1.3 17) |
- | - | - | - | - | - | - |
| 130 | Alt oci età fin iari re s anz e |
905 .30 5 |
905 .295 |
- | - | - | - | (52 0) |
(52 0) |
- | - | - | - | - | - | - |
| 140 | Soc ietà n fi zia rie no nan |
.123 451 |
.123 451 |
- | - | - | - | (34 0) |
(34 0) |
- | - | - | - | - | - | - |
| 150 | osi zio ni f i bil io Esp uor anc |
13.5 50. 243 |
13.0 79.6 95 |
463 .705 |
41.9 65 |
- | 36. 026 |
(3.3 80) |
(2.2 88) |
(1.0 56) |
(1.12 9) |
- | (1.0 47) |
00/ 01/1 900 |
710 .216 |
2.4 42 |
| 160 | Ban che li ntra ce |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 00/ 01/1 900 |
- | - |
| 170 | Am min istr azio ni p ubb lich e |
8.8 00 |
8.8 00 |
- | 3 | - | 3 | - | - | - | - | - | - | 00/ 01/1 900 |
- | - |
| 180 | Ent i cr edi tizi |
19.2 20 |
9.8 38 |
3.61 3 |
- | - | - | (5) | (4) | (1) | - | - | - | 00/ 01/1 900 |
- | - |
| 190 | Alt oci età fin iari re s anz e |
462 .287 |
446 .84 5 |
15.2 44 |
119 | - | 119 | (33 ) |
(18) | (16) | - | - | - | 00/ 01/1 900 |
47.0 95 |
- |
| 200 | Soc ietà n fi zia rie no nan |
11.3 37.5 43 |
11.0 59.8 46 |
277 .345 |
29.1 10 |
- | 23. 301 |
(1.8 98) |
(1.3 41) |
(52 2) |
(92 4) |
- | (84 8) |
00/ 01/1 900 |
456 .38 0 |
1.79 8 |
| 210 | Fam ig lie |
1.72 2.39 1 |
1.55 4.3 66 |
167 .50 3 |
12.7 33 |
- | 12.6 03 |
(1.4 44) |
(92 5) |
(517 ) |
(20 5) |
- | (199 ) |
00/ 01/1 900 |
206 .742 |
644 |
| 220 | Tot ale |
67.9 12.9 19 |
65.0 87.8 57 |
2.77 7.72 5 |
710 .610 |
- | 693 .90 1 |
(94 ) .577 |
(51. 909 ) |
(42 .516 ) |
(40 2.31 7) |
- | (40 0.2 04) |
16.2 27 |
22.9 95.1 44 |
221 .60 6 |
| a | b | c | d | e | f | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore netto dell'esposizione | |||||||||||
| Su richiesta |
<= 1 anno | > 1 anno <= 5 anni |
> 5 anni | Nessuna durata indicata |
Totale | ||||||
| 1 | Prestiti e anticipazioni | 3.528.746 | 6.806.848 | 9.641.001 | 17.002.627 | - | 36.979.222 | ||||
| 2 | Titoli di debito | - | 275.590 | 8.452.212 | 4.427.577 | - | 13.155.379 | ||||
| 3 | Totale | 3.528.746 | 7.082.438 | 18.093.213 | 21.430.204 | - | 50.134.601 |
| a Valore contabile lordo |
||
|---|---|---|
| 010 | Stock iniziale di prestiti e anticipazioni deteriorati | 701.675 |
| 020 | Afflussi verso portafogli deteriorati | 242.529 |
| 030 | Deflussi da portafogli deteriorati | (275.560) |
| 040 | Deflusso dovuto alle cancellazioni | (33.221) |
| 050 | Deflusso dovuto ad altre situazioni | (242.339) |
| 060 | Stock finale di prestiti e anticipazioni deteriorati | 668.644 |
La voce 020 "Afflussi verso portafogli deteriorati" include i prestiti e anticipazioni divenuti deteriorati nel corso dell'anno. Allo stesso modo, la riga 030 "Deflussi da portafogli deteriorati" include l'ammontare dei presti e delle anticipazioni divenuti performing nel corso dell'anno, le posizioni cedute e le cancellazioni di crediti deteriorati avvenute nello stesso periodo.
| a | b | c | d | e | f | g | h | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore contabile lordo / importo nominale delle esposizioni oggetto di misure di concessione |
Riduzione di valore accumulata, variazioni negative accumulate del valore equo dovute al rischio di credito e accantonamenti |
Garanzie reali e garanzie finanziarie ricevute su esposizioni oggetto di misure di concessione |
||||||||
| Deteriorate oggetto di misure di concessione |
Di cui garanzie |
|||||||||
| In bonis oggetto di misure di concessione |
di cui in stato di default |
di cui hanno subito una riduzione di valore |
Su esposizioni in bonis oggetto di misure di concessione |
Su esposizioni deteriorate oggetto di misure di concessione |
reali e garanzie finanziarie ricevute su esposizioni deteriorate oggetto di misure di concessione |
|||||
| 005 | Disponibilità presso banche centrali e altri depositi a vista |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 010 | Prestiti e anticipazioni |
72.358 | 198.261 | 198.261 | 198.261 | (1.369) | (106.214) | 150.321 | 87.518 | |
| 020 | Banche centrali | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 030 | Amministrazioni pubbliche |
52 | 17 | 17 | 17 | - | (14) | - | - | |
| 040 | Enti creditizi | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 050 | Altre società finanziarie |
1.050 | 21 | 21 | 21 | - | (15) | 1.056 | 6 | |
| 060 | Società non finanziarie |
26.059 | 84.209 | 84.209 | 84.209 | (383) | (49.084) | 52.208 | 32.054 | |
| 070 | Famiglie | 45.198 | 114.014 | 114.014 | 114.014 | (986) | (57.102) | 97.057 | 55.458 | |
| 080 | Titoli di debito | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 090 | Impegni all'erogazione di finanziamenti dati |
303 | 309 | 309 | 309 | (3) | - | - | - | |
| 100 | Totale | 72.661 | 198.570 | 198.570 | 198.570 | (1.372) | (106.214) | 150.321 | 87.518 |
| a | b | c | d | E | f | g | h | i | j | k | l | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Val nta bile lor do / im to n ina le ore co por om |
||||||||||||||
| Esp osi zio ni in bo nis |
Esp osi zio ni d rior ete ate |
|||||||||||||
| Non adu te o s sc cad da ute ≤ 3 iorn i 0 g |
Sca dut e d a > 3 i ≤ 90 0 g iorn iorn i g |
Ina dem ien ze pro p bab ili c he non cad ute son o che o s no sca so dut e d a ≤ 90 iorn i g |
Sca dut e d a iorn i > 9 0 g ≤ 18 iorn i 0 g |
Sca dut e da > 18 0 iorn i ≤ 1 g ann o |
Sca dut e da > 1 o ≤ 2 ann i ann |
Sca dut e da > 2 i <= 5 ann i ann |
Sca dut e da > 5 i <= 7 ann i ann |
Sca dut e da i > 7 ann |
Di c ui in to d i sta def aul t |
|||||
| 005 | Dis ibili tà p ban che li e ntra pon res so ce altr i de iti a vis ta pos |
4.4 04. 379 |
4.4 04. 379 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 010 | Pre stit i e a ntic ipa zio ni |
36. 793 .89 6 |
36. 711. 751 |
82. 145 |
668 .64 5 |
208 .97 5 |
38. 105 |
54. 687 |
74. 111 |
95. 084 |
42. 868 |
154 .815 |
668 .64 5 |
|
| 020 | Ban che ntra li ce |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 030 | Am min istr azio ni p ubb lich e |
567 .50 8 |
563 .85 7 |
3.6 51 |
3.9 36 |
1.00 7 |
19 | 37 | 60 | 198 | 717 | 1.89 9 |
3.9 36 |
|
| 040 | i cr edi tizi Ent |
553 .185 |
553 .148 |
38 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 050 | oci età fin iari Alt re s anz e |
797 .412 |
797 .39 7 |
14 | 482 | 44 | 10 | 298 | 36 | 42 | 8 | 44 | 482 | |
| 060 | Soc ietà n fi zia rie no nan |
17.4 06. 875 |
17.3 64. 583 |
42. 292 |
302 .84 6 |
73. 865 |
12.8 73 |
19.4 13 |
34. 215 |
49. 431 |
20. 464 |
92. 585 |
302 .84 6 |
|
| 070 | di c ui P MI |
8.6 60. 093 |
8.6 49. 288 |
10.8 05 |
210 .72 4 |
62. 021 |
10.3 82 |
18.3 54 |
29. 633 |
41.9 69 |
7.8 18 |
40. 546 |
210 .72 4 |
|
| 080 | Fam ig lie |
68. 916 17.4 |
32. 767 17.4 |
36. 150 |
361 .38 2 |
134 .05 9 |
25. 203 |
34. 939 |
39. 801 |
413 45. |
21.6 80 |
60. 287 |
361 .38 2 |
|
| 090 | Tito li di de bito |
13.1 64. 401 |
13.1 64. 401 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 100 | Ban che ntra li ce |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 110 | Am min istr azio ni p ubb lich e |
10.0 87. 946 |
10.0 87. 946 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 120 | Ent i cr edi tizi |
1.72 0.0 28 |
1.72 0.0 28 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 130 | Alt oci età fin iari re s anz e |
905 .30 5 |
905 .30 5 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 140 | Soc ietà n fi zia rie no nan |
451 .123 |
451 .123 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 150 | Esp osi zio ni f i bil io uor anc |
13.5 50. 243 |
41.9 65 |
41.9 65 |
||||||||||
| 160 | li Ban che ntra ce |
- | - | - | ||||||||||
| 170 | min istr azio ni p lich Am ubb e |
8.8 00 |
3 | 3 | ||||||||||
| 180 | Ent i cr edi tizi |
19.2 20 |
- | - | ||||||||||
| 190 | Alt oci età fin iari re s anz e |
462 .28 7 |
119 | 119 | ||||||||||
| 200 | Soc ietà n fi zia rie no nan |
11.3 37. 543 |
29. 110 |
29. 110 |
||||||||||
| 210 | Fam ig lie |
1.72 2.3 91 |
12.7 33 |
12.7 33 |
||||||||||
| 220 | Tot ale |
67. 912 .919 |
280 .53 54. 1 |
82. 145 |
710 .610 |
208 .97 5 |
38. 105 |
687 54. |
74. 111 |
95. 084 |
42. 868 |
.815 154 |
710 .610 |
| a | b | c | d | e | f | g | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore contabile lordo / importo nominale | Variazioni negative |
|||||||
| Di cui deteriorate | Accantonamenti | accumulate | ||||||
| Di cui in stato di default |
Di cui soggette a riduzione di valore |
Riduzione di valore accumulata |
per gli impegni fuori bilancio e le garanzie finanziarie date |
del valore equo dovute al rischio di credito su esposizioni deteriorate |
||||
| 010 | Esposizioni in bilancio |
50.626.941 | 668.644 | 668.644 | 50.593.276 | (492.336) | 00/01/1900 | - |
| 020 | Italia | 42.502.263 | 668.133 | 668.133 | 42.468.790 | (488.511) | 00/01/1900 | - |
| 030 | Francia | 1.607.926 | 3 | 3 | 1.607.926 | (930) | 00/01/1900 | - |
| 040 | Stati Uniti | 1.540.720 | 1 | 1 | 1.540.527 | (442) | 00/01/1900 | - |
| 050 | Spagna | 1.076.697 | 3 | 3 | 1.076.697 | (889) | 00/01/1900 | - |
| 060 | Germania | 440.338 | 7 | 7 | 440.338 | (134) | 00/01/1900 | - |
| 070 | Altri Stati | 3.458.996 | 497 | 497 | 3.458.996 | (1.429) | 00/01/1900 | - |
| 080 | Esposizioni fuori bilancio |
13.592.207 | 41.965 | 41.965 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | (4.507) | 00/01/1900 |
| 090 | Italia | 13.563.633 | 41.901 | 41.901 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | (4.493) | 00/01/1900 |
| 100 | Francia | 2.230 | 2 | 2 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | (6) | 00/01/1900 |
| 110 | Stati Uniti | 379 | 3 | 3 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | 00/01/1900 |
| 120 | Spagna | 2.378 | - | - | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | 00/01/1900 |
| 130 | Germania | 69 | 10 | 10 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | 00/01/1900 |
| 140 | Altri Stati | 23.518 | 49 | 49 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | (8) | 00/01/1900 |
| 150 | TOTALE | 64.219.148 | 710.609 | 710.609 | 50.593.276 | (492.336) | (4.507) | - |
| a | b | c | d | e | f | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Variazioni | |||||||
| Valore contabile lordo | negative accumulate del |
||||||
| Di cui deteriorate | Di cui prestiti e anticipazioni |
Riduzione di valore |
valore equo dovute al rischio |
||||
| Di cui in stato di default |
soggetti a riduzione di valore |
accumulata | di credito su esposizioni deteriorate |
||||
| 010 | Agricoltura, silvicoltura e pesca | 442.060 | 12.644 | 12.644 | 441.985 | (8.427) | - |
| 020 | Attività estrattiva | 34.063 | 297 | 297 | 34.063 | (279) | - |
| 030 | Attività manifatturiera | 7.646.539 | 81.641 | 81.641 | 7.628.266 | (58.200) | - |
| 040 | Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata |
235.169 | 3.312 | 3.312 | 235.169 | (2.671) | - |
| 050 | Approvvigionamento idrico | 348.376 | 2.411 | 2.411 | 348.376 | (1.730) | - |
| 060 | Costruzioni | 698.784 | 34.811 | 34.811 | 698.784 | (28.939) | - |
| 070 | Commercio all'ingrosso e al dettaglio | 4.347.274 | 79.968 | 79.968 | 4.347.274 | (57.711) | - |
| 080 | Trasporto e stoccaggio | 650.094 | 9.147 | 9.147 | 650.094 | (6.746) | - |
| 090 | Servizi di alloggio e di ristorazione | 214.680 | 10.983 | 10.983 | 214.680 | (6.017) | - |
| 100 | Servizi di informazione e comunicazione |
245.957 | 5.369 | 5.369 | 245.957 | (3.673) | - |
| 110 | Attività finanziarie e assicurative | 94.252 | 651 | 651 | 94.252 | (647) | - |
| 120 | Attività immobiliari | 1.272.971 | 41.632 | 41.632 | 1.272.971 | (29.157) | - |
| 130 | Attività professionali, scientifiche e tecniche |
628.413 | 8.486 | 8.486 | 628.413 | (5.496) | - |
| 140 | Attività amministrative e di servizi di supporto |
401.130 | 4.139 | 4.139 | 401.130 | (3.141) | - |
| 150 | Amministrazione pubblica e difesa, previdenza sociale obbligatoria |
- | - | - | - | - | - |
| 160 | Istruzione | 20.604 | 982 | 982 | 20.604 | (594) | - |
| 170 | Attività dei servizi sanitari e di assistenza sociale |
173.108 | 2.445 | 2.445 | 173.108 | (1.760) | - |
| 180 | Attività artistiche, di intrattenimento e divertimento |
33.746 | 1.025 | 1.025 | 33.746 | (776) | - |
| 190 | Altri servizi | 222.500 | 2.906 | 2.906 | 222.308 | (1.905) | - |
| 200 | Totale | 17.709.721 | 302.846 | 302.846 | 17.691.180 | (217.869) | - |
Nell'ambito del metodo standardizzato, per il portafoglio "Amministrazioni centrali e banche centrali" la ponderazione dipende dal rating attribuito dalle ECAI ai singoli Stati.
Credem adotta, con riferimento alle "esposizioni verso amministrazioni centrali e banche centrali" (metodologia standardizzata), la valutazione del merito creditizio della società "DBRS".
Le classi di rating esterni indicate di seguito si riferiscono alle classi di merito creditizio dei debitori/garanti di cui alla normativa prudenziale.
Le agenzie di rating utilizzate sono sotto riportate:
| Portafogli | ECA/ECAI | |||
|---|---|---|---|---|
| Esposizione verso Amministrazioni centrali e banche centrali | DBRS Rating Limited | Unsolicited | ||
| Esposizioni verso organizzazioni internazionali | Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services* |
Solicited | ||
| Esposizioni verso banche multilaterali di sviluppo | Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services* |
Solicited | ||
| Intermediari vigilati | Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services* |
Solicited | ||
| Esposizioni verso imprese ed altri soggetti | Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services* |
Solicited | ||
| Esposizioni verso organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) | Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services* |
Solicited | ||
| Posizioni verso le cartolarizzazioni aventi un rating a breve termine | Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services Moody's |
|||
| Posizioni verso le cartolarizzazioni diverse da quelle aventi un rating a breve termine |
Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services Moody's |
*ECAI utilizzata solo nella mitigazione del rischio (CRM) su strumenti finanziari accettati a garanzia
Si riportano nel seguito le principali informazioni quantitative in merito ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato. In particolare:
il Modello EU CR4 mostra l'impatto di tutte le tecniche di mitigazione del rischio di credito, inclusi i metodi financial collateral simple method e il financial collateral comprehensive method. Il Modello fornisce inoltre la densità degli RWA come indicatore sintetico della rischiosità di ciascun portafoglio; il Modello EU CR5 fornisce una spaccatura delle esposizioni presenti in ciascun portafoglio regolamentare per fascia di ponderazione.
| Modello EU CR4 – Metodo standardizzato: esposizione al rischio di credito ed effetti della CRM | ||
|---|---|---|
| Esposizioni pre-CCF e pre CRM |
post-CRM | Esposizioni post-CCF e | RWA e densità degli RWA | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni | Esposizioni in bilancio |
Esposizioni fuori bilancio |
Esposizioni in bilancio |
Esposizioni fuori bilancio |
RWA | Densità degli RWA (%) |
||
| a | b | c | d | e | f | |||
| 1 | Amministrazioni centrali o banche centrali | 13.889.449 | 4.775 | 16.717.519 | 98 | 554.896 | 3,32% | |
| 2 | Amministrazioni regionali o autorità locali | 32.629 | 3.452 | 33.046 | 42 | 6.613 | 19,99% | |
| 3 | Organismi del settore pubblico | 23.319 | 573 | 23.319 | - | 14.103 | 60,48% | |
| 4 | Banche multilaterali di sviluppo | 80.049 | - | 183.841 | - | - | - | |
| 5 | Organizzazioni internazionali | 1.956.271 | - | 1.956.271 | - | - | - | |
| 6 | Enti | 1.859.410 | 40.808 | 1.859.410 | 1.950 | 633.050 | 34,01% | |
| 7 | Imprese | 2.897.869 | 895.225 | 2.789.773 | 20.153 | 2.172.987 | 77,33% | |
| 8 | Al dettaglio | 3.881.372 | 625.011 | 3.800.004 | 22.439 | 2.379.087 | 62,24% | |
| 9 | Garantite da ipoteche su beni immobili | 245.974 | 104 | 245.974 | 52 | 85.621 | 34,80% | |
| 10 | Esposizioni in stato di default | 41.324 | 9.223 | 37.263 | 24 | 46.104 | 123,65% | |
| 11 | Esposizioni associate a un rischio particolarmente elevato |
21.431 | 6.078 | 19.075 | 1.250 | 30.487 | 150,00% | |
| 12 | Obbligazioni garantite | 188.712 | - | 188.712 | - | 25.636 | 13,58% | |
| 13 | Enti e imprese con valutazione del merito di credito a breve termine |
- | - | - | - | - | - | |
| 14 | Organismi di investimento collettivo | 7.605 | - | 7.605 | - | 3.364 | 44,23% | |
| 15 | Strumenti di capitale | 22.500 | - | 22.500 | - | 22.500 | 100,00% | |
| 16 | Altre posizioni | 1.267.794 | - | 1.267.794 | - | 942.344 | 74,33% | |
| 17 | TOTALE | 26.415.708 | 1.585.250 | 29.152.106 | 46.009 | 6.916.791 | 23,69% |
| Fattori di ponderazione del rischio | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni | 0% | 2% | 4% | 10% | 20% | 35% | 50% | 70% | 75% | |
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | ||
| 1 | Amministrazioni centrali o banche centrali |
16.479.878 | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 2 | Amministrazioni regionali o autorità locali |
- | - | - | - | 33.088 | - | - | - | - |
| 3 | Organismi del settore pubblico |
- | - | - | - | 11.520 | - | - | - | - |
| 4 | Banche multilaterali di sviluppo |
183.841 | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 5 | Organizzazioni internazionali |
1.956.271 | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 6 | Enti | 2 | 286.797 | - | - | 535.864 | - | 1.037.111 | - | - |
| 7 | Imprese | - | - | - | - | 324.013 | - | 620.723 | - | - |
| 8 | Esposizioni al dettaglio | - | - | - | - | - | 1.084.305 | - | - | 2.738.139 |
| 9 | Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili |
- | - | - | - | - | 239.583 | 6.443 | - | - |
| 10 | Esposizioni in stato di default |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 11 | Esposizioni associate a un rischio particolarmente elevato |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 12 | Obbligazioni garantite | - | - | - | 169.516 | 3.046 | - | 16.150 | - | - |
| 13 | Esposizioni verso enti e imprese con valutazione del merito di credito a breve termine |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 14 | Quote o azioni in organismi di investimento collettivo |
19 | - | - | - | 5.278 | - | - | - | - |
| 15 | Esposizioni in strumenti di capitale |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 16 | Altre posizioni | 179.667 | - | - | - | 182.229 | - | - | - | - |
| 17 | TOTALE | 18.799.679 | 286.797 | - | 169.516 | 1.095.037 | 1.323.887 | 1.680.427 | - | 2.738.139 |
| Fattori di ponderazione del rischio | Di cui | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni | 100% | 150% | 250% | 370% | 1250% | Altri | Totale | prive di rating |
|
| j | k | l | m | n | o | p | q | ||
| 1 | Amministrazioni centrali o banche centrali |
26.301 | - | 211.438 | - | - | - | 16.717.617 | 8.592.787 |
| 2 | Amministrazioni regionali o autorità locali |
- | - | - | - | - | - | 33.088 | 33.088 |
| 3 | Organismi del settore pubblico |
11.799 | - | - | - | - | - | 23.319 | 23.319 |
| 4 | Banche multilaterali di sviluppo |
- | - | - | - | - | - | 183.841 | 143.792 |
| 5 | Organizzazioni internazionali |
- | - | - | - | - | - | 1.956.271 | 0 |
| 6 | Enti | 1.586 | - | - | - | - | - | 1.861.360 | 450.805 |
| 7 | Imprese | 1.865.190 | - | - | - | - | - | 2.809.926 | 1.787.167 |
| 8 | Esposizioni al dettaglio | - | - | - | - | - | - | 3.822.443 | 3.822.443 |
| 9 | Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili |
- | - | - | - | - | - | 246.026 | 246.026 |
| 10 | Esposizioni in stato di default |
19.653 | 17.634 | - | - | - | - | 37.287 | 37.287 |
| 11 | Esposizioni associate a un rischio particolarmente elevato |
- | 20.325 | - | - | - | - | 20.325 | 20.325 |
| 12 | Obbligazioni garantite | - | - | - | - | - | - | 188.712 | 162.912 |
| 13 | Esposizioni verso enti e imprese con valutazione del merito di credito a breve termine |
- | - | - | - | - | - | - | 0 |
| 14 | Quote o azioni in organismi di investimento collettivo |
2.308 | - | - | - | - | - | 7.605 | 7.605 |
| 15 | Esposizioni in strumenti di capitale |
22.500 | - | - | - | - | - | 22.500 | 22.500 |
| 16 | Altre posizioni | 905.898 | - | - | - | - | - | 1.267.794 | 1.267.794 |
| 17 | TOTALE | 2.855.235 | 37.959 | 211.438 | - | - | - | 29.198.114 | 16.617.850 |
Il Gruppo Credem:
Per quanto riguarda il perimetro di applicazione dei sistemi di rating, come anticipato il Gruppo risulta autorizzato all'utilizzo del metodo A-IRB per tutte le esposizioni Corporate e Retail facenti capo alle società Credito Emiliano e Credem Leasing, oltre che del metodo della ponderazione semplice per tutte le esposizioni in strumenti di capitale (i.e. Equity). Parallelamente, il Gruppo si avvale del cd. PPU per le esposizioni Corporate e Retail relative a tutte le altre società del Gruppo diverse da Credito Emiliano e Credem Leasing, oltre che per tutte le altre tipologie di esposizioni diverse dagli strumenti di capitale (i.e. esposizioni verso stati, istituzioni, enti, banche centrali, altre esposizioni, ecc.).
In data 28 settembre 2016, l'Autorità Bancaria Europea (EBA) ha pubblicato la versione definitiva delle:
Successivamente, a dicembre 2018, il Gruppo Credem ha inviato all'Organismo di Vigilanza il package contenente le modalità e le tempistiche con cui il Gruppo intende adeguarsi ai requisiti regolamentari sulla nuova definizione di default (New DoD) sulla base del two-step approach:
Il piano d'azione è stato completato rispettando gli obblighi e le relative scadenze definite con l'Organismo di Vigilanza e formalizzate nelle comunicazioni sopra citate, coerentemente alla Decisione di estensione delle scadenze sulle Obligations contenute nella lettera1 ricevuta da Credem in data 30 marzo 2020 da parte di ECB Jointly Supervisory Team (JST).
Conseguentemente, la definizione di default impiegata lungo la serie storica utilizzata per lo sviluppo dei modelli interni, come descritto nel capitolo 5, risulta eterogenea:
Il Gruppo ha dovuto dunque garantire che i dati utilizzati per lo sviluppo e la calibrazione dei modelli interni fossero rappresentativi della nuova definizione di default utilizzata nei processi interni di identificazione dei default. In particolare, i dati relativi alla New DoD in produzione, ovvero quelli rilevati a partire dal 01 ottobre 2019, sono stati utilizzati per validare la ricostruzione della base dati New DoD sull'orizzonte temporale 01/01/2015 – 30/09/2019, su cui si basa il calcolo dei fattori ricalibrativi usati per la correzione di PD, EAD ed LGD (nella componente Danger Rates migrazioni) con metodologie specifiche per ognni singolo parametro.
Si riporta di seguito una descrizione dei sistemi di rating impiegati dal Gruppo e delle esposizioni soggette ad applicazione:
L'attribuzione del rating alla clientela Corporate di Credito Emiliano e Credem Leasing avviene attraverso un sistema unico di calcolo di uno score di controparte (Per*Fido), le cui modalità di valutazione assumono configurazioni differenziate in relazione alla tipologia di clientela analizzata:
Per quanto riguarda specificatamente le caratteristiche del sistema di credit scoring Per*Fido, Il modello interno di Per*Fido adottato da Credem per la valutazione dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate appartiene alla categoria dei modelli analitico-soggettivi, e presenta una struttura di tipo modulare articolata nelle seguenti aree di analisi di tipo quantitativo:
1 "Decision to extend deadlines set out in supervisory decisions and operational acts".
Trend del dimensionamento del debito finanziario - con lo scopo di evidenziare, con dati aggiornati rispetto all'ultimo bilancio analizzato, la variazione degli indici di capitalizzazione, di indebitamento e il conseguente impatto sugli oneri finanziari e sul conto economico dell'anno in corso.
Un ulteriore modulo di valutazione (Qualitativo) è dedicato alle informazioni di tipo qualitativo derivanti dalla compilazione di appositi questionari. L'analisi qualitativa ha lo scopo di valorizzare quei dati dell'azienda, di mercato e di management che non sono quantificati con meccanismi automatizzati, ma che rispecchiano le conoscenze e l'esperienza dei gestori del rapporto e degli analisti di settore e d'impresa. I dati qualitativi si riferiscono a: aspetti di governance, aspetti operativi, aspetti finanziari, aspetti di posizionamento competitivo e aspetti organizzativi. In particolare, i dati di "posizionamento competitivo" ed "operativi" hanno una funzione ed un contenuto previsivo, con l'obiettivo di evidenziare la capacità dell'azienda di "restare sul mercato", la sua capacità di cogliere le opportunità favorevoli e di fronteggiare condizioni economiche avverse o eventi inattesi, nell'arco dei futuri 18 mesi. L'appartenenza della controparte ad un "gruppo di imprese" viene considerata nel seguente modo:
Le fonti informative provenienti dai suddetti moduli vengono instradate tramite algoritmi specifici per tipologia di clientela in percorsi decisionali che prevedono la trasformazione dei dati elementari in score fattoriali, la ponderazione dello score fattoriale rispetto a pesi predefiniti, il calcolo dei punteggi di sintesi. La valutazione finale del sistema è conseguenza delle singole valutazioni svolte nei moduli sottostanti che sono la risultante tra il giudizio assegnato all'aspetto valutato ed il peso del medesimo. In funzione dell'Area geografica d'appartenenza, dell'operatività economica e della forma giuridica della controparte sono previsti alberi decisionali che si distinguono per le variabili considerate all'interno dei singoli moduli e per i criteri di ponderazione attraverso i quali viene determinato lo score aggregato. Le soglie ed i pesi con i quali vengono trattate le variabili elementari corrispondenti ai singoli fattori di rischio sono il frutto del giudizio degli esperti della banca che sulla base della propria sensibilità in materia creditizia hanno contribuito alla personalizzazione analitica del modello, originariamente fornito da un outsourcer esterno. Come già anticipato, l'output finale del sistema Per*Fido, pertanto, è rappresentato da un valore ordinale (score) espresso come valore numerico continuo compreso tra 0 e 1 e riferito alla singola controparte.
Lo score prodotto dal modello viene trasformato in Probabilità di Default (PD) attraverso l'utilizzo sia di tecniche statistiche dedicate (regressione logistica e cluster analysis) all'individuazione delle cd. classi di rating, sia dei dati interni di default (i.e. tassi di default storici). Ricostruendo su base storica gli score di modello e scegliendo su base analitica opportuni livelli di cut-off per il suddetto score, si è calcolato il livello delle frequenze storiche di default corrispondenti ai bucket individuati. Infine, La profondità storica di osservazione dei dati è gennaio 2012 - dicembre 2021.
Coerentemente con il framework interno di sviluppo AIRB, il Gruppo ha incluso nella stima del modello PD analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC). In particolare, nel processo di ricalibrazione a nuova definizione di default del modello PD è stata identificata una carenza legata alla base dati New DoD che comprende una finestra di tempo parziale rispetto all'intero orizzonte temporale utilizzato in fase di stima: a fronte di tali considerazioni è stato stimato un MOC di Categoria A. Inoltre, nell'ambito del protocollo di sviluppo adottato, è stata definita una metodologia di stima dedicata al fattore di aggiustamento relativo al MoC di categoria C, ovvero legato al cd. general estimation error.
Infine, in ambito di allungamento delle serie storiche di sviluppo a dicembre 2021 dei Modelli AIRB per il Rischio di Credito, è stato introdotto un aggiustamento prudenziale finalizzato a gestire i rischi di sottostima delle PD derivanti dalle misure di sostegno Covid (i.e. moratorie e finanziamenti speciali), concesse alla clientela nel corso del biennio 2020-2021.
L'attribuzione del rating alla clientela Retail di Credito Emiliano e Credem Leasing avviene attraverso un modello che presenta due principali configurazioni: il "Modello PD scoring based" basato sul sistema di valutazione Per*Fido e il "Modello PD di prodotto". La normativa interna prevede criteri di prevalenza per l'attribuzione della PD alla clientela Retail, qualora si osservino una molteplicità di richieste di affidamento processate attraverso strumenti di valutazione diversi. In particolare, si distinguono le seguenti casistiche:
Il modello PD scoring based appartiene alla categoria dei modelli analitico-soggettivi ed è ripartito in tre percorsi informativi:
Il Percorso Privati consente di valutare le proposte di affidamento nei confronti di privati o di soci d'impresa ed è a sua volta suddiviso in due sottopercorsi:
Il Percorso Microattività/Agricoltori è suddiviso in due sottopercorsi:
Per quanto riguarda specificatamente le caratteristiche del sistema di credit scoring Per*Fido Retail, come già anticipato tutti i percorsi presentano una struttura di tipo modulare, all'interno della quale vengono valutati aspetti quantitativi e qualitativi, che si articola come segue:
Ogni modulo di valutazione si articola a sua volta in livelli e sottolivelli, con un'organizzazione assimilabile ad una struttura ad albero, nella quale componenti di base (dette nodi) concorrono a determinare il giudizio associato al livello immediatamente superiore fino a giungere a un giudizio finale. Una serie di anomalie (distinte tra lievi e gravi) agiscono direttamente sul rating di proposta, con lo scopo di correggere, in negativo, lo score ottenuto ponderato sulla base dei giudizi ottenuti nei due precedenti moduli. Il percorso informativo 3 - "Microimprese" presenta anch'esso una struttura di tipo modulare articolata nelle seguenti aree quantitative:
Anche in questo caso, ogni modulo di valutazione si articola a sua volta in livelli e sottolivelli, con un'organizzazione assimilabile ad una struttura ad albero, nella quale componenti di base (dette nodi) concorrono a determinare il giudizio associato al livello immediatamente superiore fino a giungere a un giudizio finale. L'output finale del sistema Per*Fido è rappresentato da un valore ordinale (score) espresso come valore numerico continuo compreso tra 0 e 1 e riferito alla singola posizione. Con riferimento al percorso informativo 3 – "Microimprese", in considerazione delle caratteristiche della clientela valutata similari alla clientela valutata nell'ambito della funzione regolamentare Corporate, lo score finale rappresenta la valutazione della controparte oggetto di affidamento. Con riferimento invece ai percorsi informativi 1 - "Mutui" e 2 - "Microattività/Agricoltori", lo score rappresenta una valutazione della proposta di affidamento, comprensivo pertanto delle caratteristiche specifiche dell'affidamento richiesto.
Lo score prodotto dal modello viene trasformato in Probabilità di Default (PD) attraverso l'utilizzo sia di tecniche statistiche dedicate (regressione logistica e cluster analysis) all'individuazione delle cd. classi di rating, sia dei dati interni di default (i.e. tassi di default storici). Ricostruendo su base storica gli score di modello e scegliendo su base analitica opportuni livelli di cut-off per il suddetto score, si è calcolato il livello delle frequenze storiche di default corrispondenti ai bucket individuati.
Il modello PD di prodotto definisce pool di prodotto, distinti in considerazione della forma tecnica di fido richiesta, a cui viene associata una PD sulla base dell'esperienza di default interna alla banca. Il modello si applica alle operazioni che fanno riferimento alla clientela per le quali non è previsto un iter valutativo che prevede l'utilizzo del sistema di credit scoring Per*Fido. In tale ambito, la PD viene associata a livello di controparte sulla base della seguente priorità:
Si evidenzia che, anche nel modello PD di prodotto, ove possibile, si è provveduto a incorporare nelle stime di PD l'informazione andamentale. La profondità storica di osservazione dei dati è gennaio 2012 - dicembre 2021.
Le classi di PD assegnate alle controparti Retail, a prescindere dall'iter valutativo, vengono ricondotte, solo per scopi di reportistica, ad un'unica scala maestra, con 8 classi a rischio crescente, equivalente a quella prevista per le controparti Corporate.
Coerentemente con il framework interno di sviluppo AIRB il Gruppo ha incluso nella stima del modello PD analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC). In particolare, nel processo di ricalibrazione a nuova definizione di default del modello PD è stata identificata una carenza legata alla base dati New DoD che comprende una finestra di tempo parziale rispetto all'intero orizzonte temporale utilizzato in fase di stima: a fronte di tali considerazioni è stato stimato un MOC di Categoria A. Inoltre, nell'ambito del protocollo di sviluppo adottato, è stata definita una metodologia di stima dedicata al fattore di aggiustamento relativo al MoC di categoria C, ovvero legato al cd. general estimation error
Infine, in ambito di allungamento delle serie storiche di sviluppo a dicembre 2021 dei Modelli AIRB per il Rischio di Credito, è stato introdotto un aggiustamento prudenziale finalizzato a gestire i rischi di sottostima delle PD derivanti dalle misure di sostegno Covid (i.e. moratorie e finanziamenti speciali), concesse alla clientela nel corso del biennio 2020-2021.
I modelli LGD bonis e defaulted assets per le controparti Corporate e Retail sono distinti per Credito Emiliano e Credem Leasing al fine di cogliere le specificità intrinseche all'operatività delle due società. I modelli si basano su un approccio metodologico di tipo "Workout" che, al fine si stimare la calcolare la variabile target del modello regressivo usato, considera i flussi di cassa in carico e scarico, opportunamente scontati con un tasso che ingloba un adeguato premio al rischio, registrati sulle singole posizioni in sofferenza. Il modello complessivo risulta inoltre essere "per parti", ovvero si avvale di più componenti diverse per pervenire alle stime finali di LGD ed ELBE. Per i modelli defaulted assets, al fine di stimare la LGD e la ELBE delle posizioni a sofferenza, si adotta un approccio di tipo statistico, che prevede l'utilizzo di informazioni relative alla controparte, alle caratteristiche dell'operazione, alla tipologia di procedura di recupero attivata e al vintage. Conseguentemente, in base all'approccio "per parti", per determinare la LGD delle esposizioni in bonis, si applicano alla LGD Sofferenze (i.e. LGS) specifici fattori di correzione (nella fattispecie: DeltaQ, LGDSeS e Danger Rate migrazioni), differenziati in ognuna delle componenti per diversi driver tra cui la tipologia di controparte, il taglio dell'esposizione, la tipologia di prodotto. Similmente, per determinare la LGD e la ELBE delle esposizioni in stato di precontenzioso, l'approccio adottato prevede l'applicazione di fattori di correzione, alla LGS e all'ELBE Sofferenze del modello defaulted assets, differenziati per tipologia di controparte/posizione. Inoltre, i modelli LGD inglobano correttivi prudenziali per renderli adatti ad una fase recessiva del ciclo economico, cd. componente Downturn. La profondità storica di osservazione dei dati per la stima dei modelli LGD ed ELBE sofferenze è:
Nel campione sono incluse, tutte le sofferenze aperte nel periodo riportato (l'inclusione nel campione delle sofferenze ancora aperte alla data di riferimento ha effetto prudenziale sulle stime complessive e migliora la stabilità del modello nel tempo). La profondità storica di osservazione dei dati relativi alle componenti Danger Rate (DeltaQ, LGD SeS, Danger Rate migrazioni) è dicembre 2011 - dicembre 2021, per tutte le tipologie di esposizione. Tale periodo garantisce un campione omogeneo e rappresentativo in termini di posizioni, delle quali si conosce l'esito, oltre che prudente, in quanto idoneo a coprire anni che hanno manifestato una maggior rischiosità e coerente con gli altri parametri di rischio. Per quanto riguarda specificatamente i modelli performing, la stima del tasso LGD per le controparti in bonis Corporate e Retail di Credito Emiliano e di Credem Leasing, come anticipato, è stata effettuata sulla base di un approccio metodologico di tipo Workout, che prevede il calcolo dei tassi di perdita effettivamente osservati sulle posizioni in sofferenza chiuse e sostanzialmente chiuse attraverso il computo dei flussi di carico e scarico registrati a seguito delle procedure di contenzioso attivate, opportunamente scontati per tenere conto della durata e dell'incertezza del processo di recupero crediti. A questi ultimi sono stati applicati specifici correttivi per tenere conto delle posizioni ancora aperte in stato di sofferenza e della previsione di recupero ipotizzabile su di loro a partire da quanto osservato nello storico. Infine, è previsto un'ulteriore fattore di correzione derivante dall'applicazione dell'Art. 500 della CRR che permette di modelizzare distintamente le perdite provenienti da "massive disposal" avvenute nell'orizzonte temporale il 23 novembre 2016, ma non oltre il 28 giugno 2022. A livello geenrale è stato manutenuto un approccio di stima "per parti" che prevede la definizione di tassi di LGD differenziati per:
Per le posizioni in sofferenza è stato sviluppato un modello statistico regressivo, utilizzando come variabili esplicative informazioni relative alla controparte, caratteristiche relative all'operazione in essere al momento del default e variabili macroeconomiche. L'approccio di stima diretta del tasso LGD consente di produrre una stima puntuale per ciascuna posizione, basata sulle specifiche caratteristiche della stessa. La riconduzione alla definizione regolamentare Corporate e Retail è avvenuta nella stima dei tassi di LGD per le posizioni in bonis, per la cui definizione non è stato adottato un approccio di tipo statistico, ricorrendo invece alla stima di fattori di correzione della LGD sofferenze.
Questi fattori correttivi (complessivamente denominati Danger Rate) rappresentano le dinamiche osservate tra il passaggio a default e la conclusione del ciclo di default.
Il parametro Danger Rate considera, quindi, tutte le componenti di perdita e recupero che avvengono nelle fasi di gestione del credito problematico nel precontenzioso, e le connesse migrazioni tra stati di default. Pertanto la struttura del modello risulta suddivisa in:
In coerenza con le disposizioni normative che richiedono una stima di LGD adatta ad una fase recessiva del ciclo economico, nel caso queste si rivelino più prudenti di quelle basate sui tassi di perdita di lungo periodo, sia per i modelli LGD sofferenze di Credito Emiliano e di Credem Leasing, sia per le componenti Delta Q e Danger Rate migrazioni sono state introdotte modalità che recepiscono il cd. effetto Downturn.
Per quanto riguarda specificatamente i modelli non performing, come per il modello bonis, l'approccio metodologico di stima selezionato è "per parti", e prevede la definizione di tassi di ELBE e LGD differenziati per:
La logica dei modelli defaulted assets prevede una stima del parametro di rischio per i diversi momenti temporali che un default attraversa lungo il processo di recupero, pertanto ci si attende che la LGD sia crescente al trascorrere del tempo di permanenza nello stato di default. La metodologia utilizzata per la stima della ELBE sofferenza per le controparti Corporate e Retail di Credito Emiliano e di Credem Leasing rientra nella categoria della Workout LGD, in allineamento all'approccio metodologico scelto per il modello bonis. Al fine di includere nel modello specifico per le posizioni in default le caratteristiche specifiche di queste esposizioni, sono state introdotte nella long list le variabili vintage (ossia numero di anni dal quale la posizione è a contenzioso), tipologia di recupero attivata e la possibilità di indicare la presenza di una garanzia ipotecaria condizionata all'escussione della stessa. L'approccio scelto per la stima della LGD sofferenza consiste nel sommare alla ELBE sofferenza i costi indiretti, per arrivare a una LGD economica inclusiva di tutte le componenti di costo, e uno specifico add-on prudenziale, che consentano di assorbire le "ulteriori perdite inattese durante il periodo di recupero". Tale fattore è stato ottenuto tramite la stima dell'effetto Downturn. Per le posizioni in sofferenza è stato sviluppato un modello statistico di regressione lineare multivariata, in linea con quanto condotto per il modello bonis. La riconduzione alla definizione di default regolamentare Corporate e Retail è avvenuta nella stima dei tassi ELBE e LGD per le posizioni in precontenzioso, per la cui definizione sono stati stimati fattori di correzione della LGD sofferenze (danger rate e Delta Q), che tengono in considerazione le probabilità di migrazione tra stati, e in particolare la probabilità di osservare una migrazione allo stato finale di sofferenza oltre alla variazione di esposizione media tra l'ingresso a default e l'ingresso a sofferenza.
Coerentemente con il framework interno di sviluppo AIRB il Gruppo ha incluso nella stima del modello LGD (e in tutte le sue componenti) analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC).
Inoltre, è stato stimato per ciascune delle componenti del parametro LGD un distinto MoC di categoria C, legato all'errore generico di stima, c.d. general estimation error, ovvero alla componente di errore residuale non eliminabile intrinseca nello sviluppo di modelli previsionali.
L'EAD delle posizioni per cassa per le controparti Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credem Leasing è determinabile attraverso l'adozione di fattori di conversione creditizia (CCF e K). Il fattore di conversione creditizia da applicare ai margini relativi alle esposizioni per cassa rappresenta il rapporto tra la parte non utilizzata della linea di credito che si stima possa essere utilizzata in caso di default e la parte attualmente non utilizzata, e non può essere inferiore a zero. Parallelamente, per tutte le casistiche caratterizzate da immaterialità dei margini (i.e. cd. Region of Instability), assenza di margine disponibile (i.e. sconfini), prodotti rateali o per le esposizioni a default, data l'impossibilità di determinare un parametro CCF, la ECB Guide to internal models - risk type specific chapters (Art. 133 (a) e Art. 139(a)) prevede che venga impiegato il cd. Fattore K, definito come il rapporto tra gli importi utilizzati dalla controparte rispettivamente alla data di ingresso a default e alla data di riferimento, ovvero 12 mesi prima dell'evento stesso, quando la controparte risulta classificata in bonis.
Similmente all'applicazione del CCF, per queste posizioni le stime di EAD sono ottenute moltiplicando tale parametro all'utilizzo rilevato alla data di riferimento. La stima del CCF è stata effettuata analizzando le esposizioni terminate in default lungo la serie storica analizzata (CCF storici osservati) e utilizzando l'approccio a orizzonti fissi, che prevede il calcolo delle variabili target tramite osservazione dei delta espositivi percentuali su un orizzonte temporale predeterminato, ovvero tra la data di default e la data performing, fissata 1 anno prima dell'evento di passaggio a default. Tramite le scelte di segmentazione e l'analisi statistica univariata, di un set completo di risk driver inerenti le caratteristiche delle operazioni creditizie (come ad esempio le fasce di accordato, utilizzato e margine), mediante un approccio a media di cella (media aritmetica dei parametri medi osservati annualmente), si perviene a definire delle griglie di CCF statisticamente significative. La profondità storica di osservazione dei dati è dicembre 2011 - dicembre 2021. Per quanto riguarda nello specifico la stima dell'EAD delle posizioni per cassa per le controparti Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credem Leasing, determinata attraverso l'adozione di fattori di conversione creditizia (CCF), questa avviene in coerenza con le informazioni utilizzate per la calibrazione delle Probabilità di Default dei fattori di correzione della LGD (Delta Q e LGD SeS) e con i requisiti normativi di riferimento, che definiscono la profondità delle serie storiche. Nel set informativo iniziale, le osservazioni sono state suddivise in diversi sottoinsiemi in base ad alcuni driver (come ad esempio le caratteristiche del margine disponibile, la forma tecnica, ecc.). Partendo dalle base dati così definite, è stato calcolato il fattore CCF storico/K a seconda della dinamica del margine iniziale (positivo, negativo o nullo). I campioni di sviluppo, sono stati ulteriormente analizzati per individuare tramite un'analisi statistica univariata ulteriori driver specifici di disaggregazione che risultino significativi (come ad esempio classe di rating, fasce di accordato e fasce di margine) al fine di definire le griglie finali di stima. All'interno di ciascun aggregato statisticamente significativo, il CCF è calcolato come media semplice dei parametri medi osservati annualmente lungo la serie storica di riferimento.
In linea con la Normativa di riferimento, Regolamento Delegato UE 575/2013, Art. 182(1)(b), i parametri CCF bonis, K bonis e K default devono risultare adeguati a riflettere il manifestarsi di una fase recessiva tramite l'individuazione e la stima di uno specifico fattore correttivo. Tale fattore correttivo risulta funzionale a rendere le stime espressive del periodo di downturn individuato, ovvero di un periodo considerato come espressivo di una fase recessiva del ciclo macroeconomico, in coerenza con il Framework di sviluppo AIRB.
Inoltre, coerentemente con il suddetto framework interno di sviluppo AIRB il Gruppo ha incluso nella stima dei modelli EAD un set di analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC). Di conseguenza, nell'ambito del protocollo di sviluppo adottato, è stata definita una metodologia di stima dedicata per l'identificazione e classificazione delle eventuali carenze identificate e per la stima di uno o più MoC.
Nel processo di sviluppo del modello EAD sono state identificate limitate carenze nella base dati di stima, che hanno portato all'adozione di data exclusion nei campioni di stima dei parametri CCF e K. A fronte di tali esclusioni, sono stati stimati dei MOC di Categoria A. Inoltre, è stato stimato per tutti i parametri di rischio un MoC di categoria C, legato all'errore generico di stima, c.d. general estimation error, ovvero alla componente di errore residuale, non eliminabile, intrinseca nello sviluppo di modelli previsionali.
Con riferimento ai modelli regolamentari IRB, si riportano i ruoli e le responsabilità delle principali funzioni coinvolte nei processi di sviluppo, controllo, adozione, monitoraggio, revisione e modifica.
garantire la valutazione e l'eventuale recepimento di indicazioni relative a scelte specifiche di sviluppo;
Funzione di Sviluppo:
Funzione di Validazione:
A fini riepilogativi, si precisa ancora come la responsabilità delle attività di convalida risulta esclusivamente di competenza del Team Validazione (VAL). In tale ambito la Funzione di Convalida è indipendente da quelle coinvolte nelle attività di assegnazione del rating e di erogazione del credito; in particolare il responsabile della funzione non si trova in situazione di dipendenza gerarchica rispetto ai soggetti responsabili di dette attività. La Funzione di Convalida, come già detto, appartiene al Servizio Enterprise Risk Management (ERISK). Al medesimo Servizio appartengono il Team Rischio di Credito con le sue due aree di competenza (Rating Office e Modelli Rischio di Credito), responsabili, unitamente all'ufficio Policy e Controllo Crediti, del Servizio Crediti, a vario titolo dello sviluppo del sistema di rating. La Funzione di Convalida risulta, inoltre, indipendente da quella di Revisione Interna (Internal Audit).
All'interno del Regolamento (UE) n. 575/2013 del 26 giugno 2013 (rif. "Articolo 191 della Capital Requirements Regulation") è previsto che la Funzione di Revisione Interna o Servizio Audit riveda almeno una volta l'anno i sistemi di rating dell'ente ed il loro funzionamento attraverso l'esecuzione di verifiche mirate ad appurare:
Processo di calcolo dei fondi propri;
Tali verifiche permettono al Servizio di definire un'opinione sui vari elementi del sistema di rating e, attraverso un'attività di Risk Assessment, di determinare l'intensità e la frequenza delle attività di verifica del sistema di Rating per gli anni successivi.
Durante l'esecuzione di queste verifiche, il Servizio Audit utilizza i seguenti strumenti operativi nell'ambito delle proprie attività:
L'attività di revisione interna svolta sui sistemi di rating è formalizzata:
Le verifiche condotte sono ricomprese all'interno dell'audit plan approvato dall'Organo con Funzione di Supervisione Strategica e contemplate nella normativa interna di riferimento. La responsabilità delle attività di revisione risulta esclusivamente di competenza del Servizio Audit il quale non è coinvolto nelle attività di selezione e sviluppo del modello di rating interno ed è indipendente dalla funzione di convalida interna.
Con particolare riferimento ai processi di primo sviluppo adozione e monitoraggio dei sistemi regolamentari dedicati alla misurazione del Rischio di Credito, si riportano qui di seguito le fasi principali dei vari processi coinvolti, unitamente ai relativi ruoli e responsabilità. Il processo di sviluppo di un nuovo modello interno è attivato dal Risk Officer, sulla base di esigenze:
In particolare, il Risk Officer formalizza:
Il piano di progetto è sottoposto ad approvazione da parte degli Organi Aziendali in caso di esplicita richiesta normativa e/o da parte dell'Autorità di Vigilanza, nonché in caso di superamento dei limiti di spesa definiti all'interno del Regolamento di Gestione della Spesa. Inoltre, solo nel caso in cui ricorrano le condizioni indicate dalla Guida TRIM ECB sui General Topics (Section 3: Roll-out and PPU), il Risk Officer, con il supporto della Funzione Risk Management, procede all'aggiornamento del piano di roll-out e alla condivisione dello stesso con il Comitato Risk Management e con il Comitato Esecutivo, e alla presentazione al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, per successiva delibera del Consiglio di Amministrazione. Concluso il processo di approvazione interno, il Risk Officer provvede all'inoltro del piano di roll-out all'Autorità di Vigilanza competente. Una volta attivato l'indirizzo strategico del progetto per l'adozione del modello interno, la Funzione di Sviluppo avvia le valutazioni in merito al perimetro degli elementi del modello interno da sviluppare (aspetti metodologici, organizzativi e implementativi). Nello specifico, il processo di definizione dei modelli interni si articola nelle fasi di seguito declinate:
Il perimetro di applicazione del modello interno e le scelte di model design sono definite dal Team RCR (i.e. Funzione di Sviluppo) sulla base di analisi di composizione del portafoglio, di eventuali indicazioni normative in materia e delle prassi gestionali adottate dal Gruppo. La proposta formulata viene condivisa con il Risk Officer. Il Team competente dello sviluppo del modello interno analizza e accoglie le sue eventuali segnalazioni, procedendo, se necessario, a condividerle con le altre Funzioni Aziendali coinvolte e/o a rivedere il perimetro di applicazione del modello identificato. Una volta definito il disegno di fondo relativo al nuovo modello interno, si procede con le attività di seguito descritte:
Terminate le attività di sviluppo, per i modelli, si procede con le attività di seguito descritte:
Per le metriche, il processo di adozione segue il seguente iter:
L'adozione del modello interno ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali regolamentari è subordinata all'autorizzazione da parte dell'Autorità di Vigilanza competente. A tal fine, il Gruppo procede pertanto alla predisposizione e al successivo inoltro dell'istanza autorizzativa all'Autorità competente secondo i criteri previsti dalla normativa di riferimento, utilizzando la seguente documentazione a supporto:
La documentazione è condivisa con il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e trasmessa al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo per approvazione, e al Consiglio di Amministrazione delle Società del Gruppo interessate per informativa. Allo scopo di tenere aggiornato il senior management del Gruppo, l'istanza è condivisa in via preventiva con il Comitato Risk Management.
Per quanto riguarda specificatamente il processo di application, l'Autorità di Vigilanza verifica la completezza e l'adeguatezza del pacchetto inviato e comunica via lettera o mail gli esiti dei controlli di completezza:
Ricevuta l'autorizzazione da parte dell'Autorità di Vigilanza, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo delibera l'adozione del modello a fini regolamentari, mentre il Consiglio di Amministrazione delle Società del Gruppo interessate ratificano l'adozione. Una volta concluso con esito positivo l'iter di approvazione del modello interno in fase di adozione, questo inizia ad essere effettivamente impiegato nell'ambito dei relativi processi interni, coerentemente con gli obiettivi di sviluppo definiti in fase di pianificazione.
In coerenza con le disposizioni normative di riferimento, il Gruppo si è dotato di un framework di monitoraggio periodico dei modelli interni adottati, al fine di:
Le attività di monitoraggio e aggiornamento dei modelli prevedono, sia attività di ricalibrazione a cura della Funzione di Sviluppo competente con frequenza annuale, sia attività di monitoraggio e review che includono verifiche di natura quantitativa, sia verifiche di natura qualitativa, in considerazione del modello analizzato. La frequenza e la profondità delle attività di verifica è definita sulla base dei seguenti criteri:
esiti delle attività dei precedenti cicli di verifica della Funzione di Validazione.
In particolare, in merito alla profondità delle analisi, sono previste tre modalità di verifica:
full review: VAL analizza le risultanze dell'attività di ristima (full review) condotta dalla Funzione di Sviluppo competente in termini di analisi complessiva del modello e delle scelte metodologiche, fornendo pareri sulle conclusioni raggiunte e sulla necessità di eventuali analisi supplementari.
Gli esiti delle attività di misurazione del rischio modello condotte da VAL sono trasmesse con cadenza annuale al Comitato Risk Management. Laddove dalle verifiche condotte emergano criticità o aspetti suscettibili di miglioramento, VAL definisce, con le unità organizzative interessate, gli opportuni interventi e il piano di azione, inclusivo delle seguenti informazioni:
Prima del passaggio agli Organi aziendali, VAL esamina il piano in proposta verificandone l'adeguatezza anche in relazione alle criticità rilevate nell'ambito delle proprie attività. La proposta di piano annuale è condivisa con le funzioni aziendali coinvolte allo scopo di verificarne la fattibilità. Conclusa la fase di condivisione con le funzioni aziendali coinvolte, la proposta di piano annuale è presentata per approvazione al Risk Officer, che la condivide con il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e successivamente la sottopone a delibera di approvazione del Consiglio di Amministrazione. VAL verifica con cadenza almeno trimestrale che le azioni pianificate per sanare i rilievi siano effettivamente poste in essere nelle modalità e nei tempi previsti. Il perimetro delle attività di monitoraggio relative agli interventi ai modelli interni comprende, oltre alle modifiche stabilite a seguito dell'attività di review, anche le modifiche richieste dall'Autorità di Vigilanza competente. Il report di monitoraggio è presentato al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo tramite il Tableau de Bord delle Funzioni Aziendali di Controllo con frequenza trimestrale. Si precisa come il monitoraggio trimestrale ricomprenda sia gli interventi definiti da VAL a valle delle proprie attività di verifica, sia le altre casistiche di interventi definiti sulla base di processi differenti dalla convalida iniziale o dalla convalida periodica (ad esempio, gli interventi identificati a valle delle verifiche della funzione di revisione interna).
Con particolare riferimento alle modifiche ai sistemi regolamentari dedicati alla misurazione del Rischio di Credito, occorre innanzitutto precisare come le norme interne del Gruppo descrivano esaustivamente tutte le tipologie di modifiche (sostanziali da autorizzazione preventiva, non sostanziali da notifica ex-ante e non sostanziali da notifica ex-post) e le relative modalità di classificazione, in maniera completamente allineata al Regolamento delegato UE 529/2014. Si riportano qui di seguito le fasi del processo di modifica, unitamente ai relativi ruoli e responsabilità. Sulla base degli esiti del processo di monitoraggio e/o di richieste da parte dell'Autorità di Vigilanza, la Funzione di Risk Management valuta la necessità di apportare opportune modifiche ai modelli interni. In particolare, le condizioni che possono comportare la necessità di modifiche ai modelli interni adottati sono riconducibili alle seguenti casistiche:
Il processo di identificazione, classificazione, implementazione e adozione delle modifiche ai modelli interni è composto dalle seguenti fasi:
Prima della trasmissione all'Autorità di Vigilanza (da effettuare almeno 2 mesi prima dell'adozione), il form è condiviso con il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e trasmesso al CA della Capogruppo per approvazione, e al CA delle Società del Gruppo interessate per informativa. Allo scopo di tenere aggiornato il senior management del Gruppo, il form è condiviso in via preventiva con il Comitato Risk Management;
Prima della trasmissione all'Autorità di Vigilanza, da effettuare con cadenza almeno annuale, e comunque non oltre il mese di gennaio dell'anno successivo all'adozione, il form è condiviso con il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e trasmesso al CA della Capogruppo per approvazione, e al CA delle Società del Gruppo interessate per informativa. Allo scopo di tenere aggiornato il senior management del Gruppo, il form è condiviso in via preventiva con il Comitato Risk Management.
decisione di non adozione dell'estensione o modifica successiva rispetto alla notifica (ex-ante), occorre comunicare al più presto tale decisione all'Autorità di Vigilanza competente.
per i soli interventi per i quali l'Autorità di Vigilanza competente abbia esplicitamente richiesto un'apposita comunicazione, il Risk Officer, di concerto con VAL, previa verifica dell'adeguatezza delle modifiche sviluppate e della relativa corretta adozione, presenta agli Organi aziendali competenti la proposta di deliberazione sulla chiusura degli interventi esaminati.
Le responsabilità, i processi decisionali e i flussi informativi relativi ai vari organi societari e al senior management, identificato con il Comitato Risk Management, per quanto riguarda i modelli regolamentari AIRB, sono normati nel Regolamento di Gruppo Risk Management, con particolare riferimento all'Allegato 1 - Adozione, gestione e modifica dei modelli interni.
Nell'ambito del processo di adozione dei modelli regolamentari:
Nell'ambito del processo di monitoraggio dei modelli regolamentari:
Nell'ambito del processo di modifica dei modelli regolamentari:
Per quanto riguarda i contenuti dei principali documenti trasmessi al senior management e agli organi aziendali per approvazione:
L'attuale impianto regolamentare AIRB prevede l'impiego dei seguenti 11 modelli:
PD Corporate, applicato a tutte le controparti rientranti nella Funzione Regolamentare Corporate, al fine di assegnare una classe di rating, unitamente al parametro PD associato alla stessa. Lo sviluppo del modello prevede l'impiego di un dataset contenente l'elenco di tutte le controparti bonis Corporate rilevate a tutte le date di osservazione (fine mese) incluse nella serie storica dicembre 2011 - dicembre 2021, con indicazione sia del valore di score Per*Fido assegnato a quella dat, sia dell'informazione relativa ad un eventuale passaggio a default nei 12 mesi successivi alla data di osservazione. Tramite regressione logistica sui dati storici di passaggio a default, ciascuno dei punti di score ammessi (valori tra 0 e 1) è trasformato in una PD teorica. Successivamente, tali PD teoriche sono impiegate come input ad un algoritmo di cluster analysis, finalizzato ad individuare un certo numero di classi di rating (tramite definizione di cut-off sui punteggi score) considerate statisticamente significative in termini di differenze di rischio di default atteso. Infine, una volta stabilite tali classi, la PD associata è calcolata semplicemente come tasso di default di lungo periodo osservato sulle controparti ricomprese in quella classe per tutte le rilevazioni mensili considerate. Chiaramente tale approccio di stima, basato sulla quantificazione di PD completamente equivalenti ai tassi di default storici, comporta una perfetta coincidenza dei parametri con i tassi di passaggio a default osservati nei vari periodi di riferimento;
A questi ultimi sono stati applicati specifici correttivi per tenere conto delle posizioni ancora aperte in stato di sofferenza e della previsione di recupero ipotizzabile su di loro a partire da quanto osservato nello storico. Infine è previsto un'ulteriore fattore di correzione derivatnte dall'applicazione dell'Art. 500 della CRR che permette di modelizzare distintamente le perdite provenienti da "massive disposal" avvenute nell'orizzonte temporale tra 23 novembre 2016, ma non oltre il 28 giugno 2022.
Per quanto riguarda le componenti relative al pre-contenzioso, le base dati comprendono tutti gli ingressi a default ricompresi nella serie storica utilizzata (dicembre 2011- dicembre 2021), con il dettaglio del tipo di controparte, lo stato di primo ingresso a default, il taglio dell'esposizione, la tipologia di prodotto e le informazioni circa margini e accordato per la controparte con l'eventuale segnale di classificazione finale allo stato di sofferenza. Si precisa come il dataset di stima comprenda esclusivamente i cicli di default ritenuti chiusi, ovvero quelli direttamente classificati a sofferenza oppure classificati in un primo momento in uno stato di precontenzioso (past due e inadempienza probabile) e successivamente ritornati in bonis o passati a sofferenza. Con un simile set di osservazioni coerente con quello utilizzato per stima dei parametri PD e CCF, tramite approccio basato sui dati medi storici di lungo periodovengono calcolati:
prodotti leasing. Anche per questa componente la stima della componente Danger Rate Migrazioni è svolta in maniera aggregate per le controparti delle due entità mentre il resto dei modelli disingue tra Credito Emiliano e Credemleasing;
Al pari del modello LGD, il dataset contiene tutti le posizioni migrate a default in un dato orizzonte temporale (i.e. stesso perimetro di default osservato nel modello PD), e per ognuna delle quali sono presenti sia le caratteristiche oggetto di studio (i.e. risk driver) del modello, sia il valore di CCF/K storico effettivamente osservato, ovvero il rapporto tra il delta di esposizione osservato nei 12 mesi prima del default e il margine disponibile all'inizio di tale periodo di osservazione. L'approccio di sviluppo prevede l'individuazione di una serie di risk driver rilevanti tramite analisi univariata, e successivamente la stima dei parametri associati a ciascuna cella della griglia così ottenuta tramite un approccio a media di cella (media aritmetica dei parametri medi osservati annualmente).
Per quanto riguarda le modalità di validazione, la Funzione di Validazione (Team VAL) è responsabili di sottoporre inizialmente i modelli AIRB a una prima validazione omnicomprensiva, e successivamente, con cadenza almeno annuale, ad una revisione delle stime, tanto più profonda e frequente in virtù delle eventuali anomalie riscontrate nei precedenti monitoraggi. In particolare, la review peripodica delle stime è regolata dal Framework di Validazione, un documento ufficiale di taglio operativo che per ciascuno dei modelli descritti indica:
Per l'applicazione dell'intero processo di validazione, e in particolare del suddetto framework, VAL si avvale di basi dati dedicate, simili per struttura a quelle già descritte per lo sviluppo dei modelli, ma eventualmente arricchite in termini di informazioni e/o profondità storica, e comunque sempre idonee a consentire lo svolgimento dell'intero set di controlli e verifiche definito.
Il sistema interno di rating in uso presso il Gruppo Credem produce misure di rischiosità dei prenditori che sono utilizzate sia all'interno del processo del credito sia per finalità differenti. Di seguito si illustrano i principali processi in cui trovano utilizzo le misure di rischio prodotte dal sistema di rating interno.
Erogazione e revisione del credito: l'attività di valutazione ed erogazione del credito di Credem Banca verso la clientela assume, come presupposto tecnico, il giudizio di sintesi della rischiosità della controparte, rappresentato dal rating. Nell'attribuzione del rating, la banca deve valutare il grado di rischio in un arco temporale di almeno 18 mesi, tenendo conto della vulnerabilità della controparte a condizioni economiche avverse o ad eventi inattesi. L'autonomia di delibera degli affidamenti rappresenta la delega in materia di credito che il Consiglio di Amministrazione attribuisce agli organi delegati e/o soggetti che ricoprono specifici ruoli oppure "ad personam" a singoli soggetti. In Credem Banca, le autonomie di delibera per gli affidamenti delle posizioni in bonis vengono determinate in base al valore dell'accordato ponderato. L'accordato ponderato quantifica l'ammontare di rischio di credito associato alla posizione, determinato dall'accordato nominale (somma degli affidamenti proposti sulle singole linee), ponderato per gli elementi di rischio delle linee di credito (linea di credito, durata residua e garanzie) e del cliente (rating, settore economico e area territoriale). Si evidenzia, altresì, che il processo di revisione periodica delle posizioni che rientrano nella Funzione Regolamentare Retail, presenta timing differenti in funzione della classe di rating di appartenenza.
Monitoraggio andamentale del credito: l'ufficio Policy e Controllo Crediti svolge attività di controllo e monitoraggio sull'area credito al fine di garantire la corretta individuazione dei rapporti caratterizzati da anomalie andamentali. Tale attività avviene anche ricorrendo alle misure di rischio prodotte dal modello interno di rating. In particolare, l'Ufficio Policy e Controllo Crediti è responsabile dell'individuazione delle posizioni a rischio, caratterizzate da anomalie o da rating problematici/in deterioramento, della formalizzazione di adeguati interventi indirizzati alla Rete per la regolarizzazione delle posizioni segnalate, del monitoraggio delle posizioni oggetto di intervento fino all'avvenuta sistemazione ("gestione dei sospesi") e dell'eventuale coinvolgimento del Direttore di Filiale, della Funzione Regolamentare Corporate e Retail e del Servizio Crediti per la rimozione ed il presidio delle anomalie non evase dalla rete. Inoltre, l'ufficio Policy e Controllo Crediti effettua controlli massivi, con frequenza trimestrale, dell'analisi dinamica del portafoglio per classi di rating al fine di prevenire l'eventuale degrado della posizione rispetto all'ultimo rating deliberato segnalando alla Rete i degradi rilevanti per l'eventuale revisione del rating e/o del fido.
Provisioning: a partire dalla relazione semestrale approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 22 luglio 2010, coerentemente con quanto disposto dai principi contabili internazionali IAS/IFRS, si è scelto di adottare i parametri di rischio (PD ed LGD) stimati internamente dal sistema di rating, per la determinazione degli accantonamenti derivanti da svalutazioni collettive delle attività finanziarie in bonis. Successivamente i parametri di rischio sono stati ulteriormente evoluti per tenere in considerazione le peculiarità richieste dal principio contabile IFRS9 a partire da dicembre 2017. La valutazione avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito e le relative percentuali di perdita sono stimate tenendo conto di serie storiche, fondate su elementi osservabili alla data della valutazione, che consentano di stimare il valore della perdita latente in ciascuna categoria di crediti. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, è associata una "probabilità di inadempienza" assegnata sulla base del rating interno del cliente ed una "perdita in caso di inadempienza" commisurata all'ammontare dell'esposizione, alla forma tecnica del finanziamento e alla tipologia di garanzia. Inoltre, i parametri di rischio (PD e LGD) stimati internamente dal sistema di rating sono stati adottati per la stima degli accantonamenti derivanti da svalutazioni analitiche, di tipo forfettario, previste per le posizioni classificate come Past Due.
Misurazione delle performance del credito ed allocazione del capitale: in ottica Risk Appetite Framework (RAF), il Gruppo Credem utilizza come Massimo Rischio Assumibile o Risk Capacity, il patrimonio di Vigilanza di Gruppo (Fondi Propri), o parte di esso in presenza di vincoli imposti dall'Assemblea degli Azionisti o dall'Autorità di Vigilanza.
Il processo RAF è fortemente interconnesso al processo di Pianificazione di Gruppo, coordinato dal Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo, con il supporto del Servizio VALORE, in particolare con le seguenti fasi: i) linee guida nelle quali il Servizio Valore elabora, sulla base di indirizzi di Risk Appetite definiti dal Servizio ERISK, i principali target che verranno poi sviluppati e verificati nella fase successiva.
ii) processo di pianificazione sviluppato in coerenza con il processo di Risk Appetite Framework.Al fine di assicurare la formalizzazione della Risk Capacity che il Gruppo è disposto ad accettare nel perseguimento dei propri obiettivi di business, gli obiettivi di rischio/rendimento vengono formalmente assegnati alle singole Società ritenute rilevanti e, ove necessario, alla Business Unit. Nella fase di Pianificazione
Preliminare del processo di RAF, il Comitato Pianificazione strategica, con il supporto tecnico del Team Pianificazione Gestiona Capitale e Costi, ha il ruolo di:
Trimestralmente il rischio effettivamente assunto è sottoposto a monitoraggio al fine di verificare che siano rispettate le soglie di appetite e tolerance alle singole tipologie di rischio. Il quadro di riferimento per la determinazione della propensione al rischio utilizza metodologie di stima coerenti con quelle approvate in sede di verifica dell'adeguatezza patrimoniale (processo ICAAP), nel rispetto dei diversi obiettivi.
Sistema premiante: in particolare, il sistema premiante, definito per misurare i diversi livelli di performance, prevede indicatori di rischio-rendimento (Risk Adjusted Return On Risk Adjusted Capital - RARORAC), basati sulla stima interna delle PD, e indicatori di crescita del business (raccolta e impieghi). La struttura organizzativa adibita alla delibera dei rating non possiede obiettivi e non riceve incentivi o premi in connessione al business creditizio. Il sistema premiante delle Business Unit Commerciali prevede indicatori di rischio/rendimento basati sui parametri interni.
Pricing: la normativa interna prevede che nella determinazione delle condizioni da applicare alla clientela, per la quale è prevista l'assegnazione del rating di controparte, sia necessario verificare la congruità del prezzo proposto con il rating creditizio assegnato alla stessa avvalendosi di un apposito supporto di simulazione per la valutazione del profilo di rischio-rendimento (RARORAC) e del capitale gestionale assorbito.
Per quanto riguarda il processo di reporting direzionale relativo all'utilizzo delle misure di rischio prodotte dal modello di rating, le principali informative sono prodotte per il Comitato Risk Management, per il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e per il Comitato Crediti di Gruppo.
Con particolare riferimento ai compiti in materia di gestione e controllo dei rischi, il Comitato Risk Management:
Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo svolge le seguenti funzioni di supporto:
Il Comitato Crediti di Gruppo ha l'obiettivo di supportare la Capogruppo in materia di gestione dei c.d. Grandi Rischi. A questo scopo effettua un monitoraggio periodico dei grandi rischi assunti, per singola controparte, mediante un'attività di raccordo tra le strutture organizzative e i sistemi informativi su tutte le attività dell'area credito poste in essere dalle diverse unità che compongono il Gruppo. L'attività del Comitato è supportata dall'ufficio Credit Strategy che svolge la funzione di segreteria tecnica del Comitato stesso con particolare riguardo ai seguenti aspetti della tematica considerata:
Il Comitato è composto da membri nominati dal Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo.
Si espongono nel seguito le principali informazioni quantitative per i portafogli assoggettati ai modelli interni.
| Valore dell'esposizione come definito all'articolo 166 del CRR per le esposizioni soggette al metodo IRB |
Valore dell'esposizione complessiva per le esposizioni soggette al metodo standardizzato e al metodo IRB |
Percentuale del valore dell'esposizione complessiva soggetta all'utilizzo parziale permanente del metodo SA (%) |
Percentuale del valore dell'esposizione complessiva soggetta a un piano di introduzione (roll-out) (%) |
Percentuale del valore dell'esposizione complessiva soggetta al metodo IRB (%) |
||
|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | ||
| 1 | Amministrazioni centrali o banche centrali | 13.955.964 | 13.948.051 | 100,00% | - | - |
| 1.1 | di cui amministrazioni regionali o autorità locali |
00/01/1900 | 33.927 | 100,00% | - | - |
| 1.2 | di cui organismi del settore pubblico | 00/01/1900 | 24.029 | 100,00% | - | - |
| 2 | Enti | 1.862.778 | 1.864.995 | 100,00% | - | - |
| 3 | Imprese | 21.465.048 | 20.084.932 | 14,45% | 0,60% | 84,96% |
| 3.1 | di cui imprese – finanziamenti specializzati, escluso il metodo di assegnazione |
00/01/1900 | - | - | - | - |
| 3.2 | di cui imprese – finanziamenti specializzati, in base al metodo di assegnazione |
00/01/1900 | - | - | - | - |
| 4 | Al dettaglio | 18.952.556 | 18.522.245 | 21,05% | 1,83% | 77,12% |
| 4.1 | di cui al dettaglio – PMI, garantite da beni immobili |
00/01/1900 | 329.919 | - | - | 100,00% |
| 4.2 | di cui al dettaglio – non PMI, garantite da beni immobili |
00/01/1900 | 9.152.700 | 0,12% | 2,51% | 97,37% |
| 4.3 | di cui al dettaglio – rotative qualificate | 00/01/1900 | 378.812 | - | - | 100,00% |
| 4.4 | di cui al dettaglio – PMI, altre | 00/01/1900 | 1.830.696 | 18,09% | - | 81,91% |
| 4.5 | di cui al dettaglio – non PMI, altre | 00/01/1900 | 6.830.119 | 52,08% | 1,58% | 46,34% |
| 5 | Strumenti di capitale | 642.799 | 642.799 | 3,50% | - | 96,50% |
| 6 | Altre attività diverse dai crediti | 3.523.528 | 3.523.539 | 99,49% | 0,51% | - |
| 7 | Totale | 60.402.672 | 58.586.562 | 44,62% | 0,81% | 54,57% |
| Mo de l lo E U C R Me do I R B: iz ion i a l r isc h io d i cr d i 6 – to to es p os e p er |
las d i es iz ion i e in l lo d i P D ter c se p os va |
|---|---|
| --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- | -------------------------------------------------------------------------------------------------------------- |
| A-I RB |
Int allo di PD erv |
Esp ni in b osi zio ilan cio |
Esp ni fuo osi zio ri bila nci o -C CF pre |
C CF ed io m nd to po era pe r l'es siz ion po e |
osi zio Esp ne C CF st- po e CR M st- po |
PD ed ia m nd ta po era pe r l'es siz ion po e ( %) |
Nu me ro di de bit ori |
LG D m ed ia nd ta po era pe r l'es siz ion po e ( %) |
Du rat a dia me nd ta po era pe r l'es siz ion po e (an ni) |
Im rto po de ll'e siz ion spo e r il nd to po era pe risc hio do po l'ap lica zio p ne de i fa tto ri d i teg sos no |
De nsi tà deg li im rti po de lle osi zio ni esp nd ti po era r il pe risc hio |
Im rto po de lla rdit pe a att esa |
tifi di Ret che val ore e i ant ent acc on am |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0, 00 0, 15 a < |
1.4 44 .06 0 |
1.8 05 .02 0 |
16% | 1.79 1.5 57 |
0, 04 % |
6.3 42 |
38 35% , |
2 | 129 .36 5 |
7, 22% |
275 | 63 4 |
|
| 0, 00 a < 0, 10 |
1.4 44 .06 0 |
1.8 05 .02 0 |
16% | 1.79 1.5 57 |
0, 04 % |
6.3 42 |
38 35% , |
2 | 129 .36 5 |
7, 22% |
275 | 63 4 |
|
| 0, 10 0, 15 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 15 0, 25 a < |
8 | 182 | 3% | 13 | 0, 23% |
16 | 27, 07% |
3 | 3 | 21, 91% |
- | - | |
| 0, 25 0, 50 a < |
1.8 99 .48 2 |
1.3 10. 82 3 |
21% | 2.2 44 .04 8 |
0, 26% |
8.1 23 |
38 39% , |
2 | 552 .161 |
24, 61% |
2.2 32 |
1.72 6 |
|
| 0, 50 0, 75 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 75 2, 50 a < |
2.13 9.1 08 |
1.17 3.7 03 |
19% | 2.4 41. 89 8 |
1, 06 % |
11.0 17 |
38 33% , |
2 | 1.13 6.7 05 |
46 55% , |
9.7 99 |
4.3 02 |
|
| 0, 75 1, 75 a < |
2.13 6.2 59 |
1.17 3.0 40 |
19% | 2.4 38 .67 3 |
1, 06 % |
10. 98 4 |
38 35% , |
2 | 1.13 5.6 55 |
46 57% , |
9.7 87 |
4.2 94 |
|
| osi zio ni Esp |
2, 1, 75 5 a < |
2.8 49 |
66 2 |
16% | 3.2 25 |
91% 1, |
33 | 25, 02 % |
2 | 1.0 50 |
32, 57% |
12 | 7 |
| ver so im pre se |
2, 50 10 00 a < , |
322 .08 6 |
156 .84 6 |
11% | 350 .66 7 |
4, 37% |
2.7 31 |
36 89 % , |
2 | 242 .29 1 |
69, 09 % |
5.4 93 |
2.3 57 |
| - PM I |
2, 5 a < 5 |
319 .34 1 |
156 .36 3 |
11% | 347 .51 1 |
36% 4, |
2.7 02 |
37, 01% |
2 | 240 .90 5 |
69, 32% |
63 5.4 |
2.3 39 |
| 5 a < 1 0 |
2.7 45 |
48 3 |
24% | 3.1 56 |
5, 84 % |
29 | 23 35% , |
2 | 1.3 86 |
43 93 % , |
30 | 18 | |
| 10, 00 a < 100 00 , |
149 .28 5 |
56 .35 4 |
9% | 163 .98 7 |
12, 95 % |
1.9 64 |
35 00 % , |
2 | 162 .16 0 |
98 89 % , |
7.13 7 |
3.7 42 |
|
| 10 20 a < |
138 .83 7 |
55 .128 |
9% | 152 .50 7 |
11, 44% |
1.75 9 |
35 25% , |
2 | 148 .73 7 |
97, 53% |
5.9 30 |
3.1 40 |
|
| 20 30 a < |
9 | 5 | - | 10 | 23 63% , |
3 | 34 64% , |
1 | 5 | 46 43% , |
- | - | |
| 30 00 a < , 100 00 , |
10. 43 9 |
1.2 22 |
28 % |
11.4 71 |
33 15% , |
20 2 |
31, 68 % |
2 | 13. 418 |
116 97% , |
1.2 07 |
60 2 |
|
| 100 00 , ( De fau lt) |
105 .56 1 |
9.7 56 |
- | 117. 83 1 |
100 00 % , |
744 | 80 29% , |
1 | 113 .58 2 |
96 39 % , |
85 .53 2 |
79. 40 0 |
|
| Tot ale rzia le pa (c las di se osi zio ni) esp |
6.0 59 .59 0 |
12. 68 4.5 5 |
18, 03 % |
0.0 00 7.11 |
2, 63 % |
30 .93 7 |
38 90 % , |
2 | 2.3 36 .26 7 |
32, 86 % |
110 .46 8 |
92 .161 |
| A-I RB |
Int allo di PD erv |
Esp ni in b osi zio ilan cio |
Esp osi zio ni fuo ri bila nci o -C CF pre |
C CF ed io m nd to po era pe r l'es siz ion po e |
Esp osi zio ne C CF st- po e CR st- M po |
PD ed ia m nd ta po era pe r siz ion l'es po e ( %) |
Nu me ro di bit ori de |
LG D m ed ia nd ta po era pe r siz ion l'es po e ( %) |
Du rat a dia me nd ta po era pe r l'es siz ion po e (an ni) |
Im rto po de ll'e siz ion spo e nd r il to po era pe risc hio do po lica zio l'ap p ne de i fa ri d i tto teg sos no |
nsi tà De deg li im rti po de lle osi zio ni esp nd ti po era r il pe risc hio |
Im rto po de lla rdit pe a att esa |
Ret tifi che di val ore e i ant ent acc on am |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0, 00 0, 15 a < |
2.0 97. 425 |
2.4 91. 38 6 |
26% | 2.8 05 .67 4 |
0, 04 % |
1.3 10 |
39 94 % |
1 | 313 .27 1 |
11, 17% |
44 8 |
754 | |
| 0, 00 a < 0, 10 |
2.0 97. 425 |
2.4 91. 38 6 |
26% | 2.8 05 .67 4 |
0, 04 % |
1.3 10 |
, 39 94 % , |
1 | 313 .27 1 |
17% 11, |
8 44 |
754 | |
| 0, 10 0, 15 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 15 0, 25 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 25 0, 50 a < |
3.11 6.3 83 |
1.8 63 .78 5 |
32% | 3.7 85 .80 6 |
0, 26% |
1.9 12 |
40 80 % , |
1 | 1.4 31. 812 |
37, 82 % |
3.9 64 |
2.2 20 |
|
| 0, 50 0, 75 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 2, 50 75 a < |
2.3 58 .06 7 |
07. 43 9 1.4 |
30 % |
2.8 84 6 41. |
0, 95 % |
2.3 10 |
35 88 % , |
2 | 1.78 0.9 89 |
62, 67% |
9.5 25 |
3.4 82 |
|
| 0, 75 1, 75 a < |
2.3 57. 58 2 |
1.4 07. 43 4 |
30 % |
2.8 41. 33 1 |
0, 95 % |
2.3 08 |
35 88 % , |
2 | 1.78 0.9 34 |
62, 68 % |
9.5 25 |
3.4 82 |
|
| Esp osi zio ni |
1, 75 2, 5 a < |
48 5 |
5 | 157 % |
515 | - | 2 | 44 63 % , |
2 | 55 | 10, 76% |
- | - |
| ver so im pre se - Alt |
2, 50 10 00 a < , |
135 .81 2 |
103 .169 |
9% | 151 .96 0 |
4, 36% |
424 | 39 07% , |
2 | 172 .72 6 |
113 67% , |
2.3 19 |
1.17 8 |
| re Im |
2, 5 a < 5 |
135 .81 2 |
103 .169 |
9% | 151 .96 0 |
4, 36% |
424 | 39 07% , |
2 | 172 .72 6 |
113 67% , |
2.3 19 |
1.17 8 |
| pre se |
5 a < 1 0 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 10, 00 a < 100 00 , |
35 .50 3 |
28 .88 8 |
8% | 42 .32 1 |
12, 89 % |
242 | 37, 30 % |
2 | 67. 60 6 |
159 75% , |
1.8 83 |
1.2 55 |
|
| 10 20 a < |
32 .63 1 |
28 .69 9 |
8% | 39 .22 6 |
30 11, % |
178 | 37, 06 % |
2 | 60 .67 2 |
67% 154 , |
84 1.4 |
811 | |
| 20 30 a < |
139 | - | - | 148 | 23 63% , |
37 | 37, 36% |
2 | 50 | 33 64% , |
- | - | |
| 30 00 a < , 100 00 |
2.7 33 |
188 | 78% | 2.9 47 |
33 45% |
27 | 40 53% |
2 | 6.8 84 |
23 59% |
40 0 |
44 4 |
|
| , 100 00 |
, | , | 3, | ||||||||||
| , ( De fau lt) |
84 .49 9 |
7.5 77 |
- | 89 .63 4 |
100 00 % , |
43 3 |
90 35% , |
1 | 91. 30 6 |
101 87% , |
73 .67 6 |
75. 89 1 |
|
| Tot ale rzia le pa (c las di se |
|||||||||||||
| osi zio ni) esp |
7.8 27. 68 9 |
5.9 02 .24 3 |
28 25% , |
9.7 17.2 41 |
1, 44% |
6.6 31 |
39 53% , |
2 | 3.8 57. 710 |
39 70% , |
91. 816 |
84 .78 1 |
| A-I RB |
Int allo di PD erv |
Esp ni in b osi zio ilan cio |
osi zio ni Esp fuo ri bila nci o -C CF pre |
C CF io ed m nd to po era pe r siz ion l'es po e |
Esp osi zio ne C CF st- po e CR M st- po |
PD ed ia m nd ta po era pe r l'es siz ion po e ( %) |
Nu me ro di de bit ori |
LG D m ed ia nd ta po era pe r l'es siz ion po e ( %) |
Du rat a dia me nd ta po era pe r siz ion l'es po e (an ni) |
Im rto po de ll'e siz ion spo e nd r il to po era pe risc hio do po l'ap lica zio p ne de i fa ri d i tto teg sos no |
De nsi tà deg li im rti po de lle osi zio ni esp ti nd po era r il pe risc hio |
Im rto po de lla rdit pe a att esa |
Ret tifi che di val ore e i ant ent acc on am |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0, 00 0, 15 a < 0, 00 a < 10 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 0, 10 a < 0, 15 |
- - |
- - |
- - |
- - |
- - |
- - |
- - |
- - |
- - |
- - |
- - |
- - |
|
| 0, 15 0, 25 a < |
6 | - | - | 6 | 0, 23% |
1 | 17, 35% |
1 | - | - | - | - | |
| 0, 25 0, 50 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 50 0, 75 a < |
43 .52 8 |
60 | - | 43 .55 0 |
0, 67% |
49 9 |
16, 05 % |
5 | 5.3 96 |
12, 39% |
47 | 27 | |
| 0, 2, 50 75 a < |
84 8 .45 |
38 4 |
- | 88 .28 8 |
68 1, % |
1.12 2 |
16, 92 % |
4 | 20 .84 8 |
23 61% , |
251 | 172 | |
| Esp osi zio ni |
0, 75 1, 75 a < |
26 .09 6 |
75 | - | 27. 26 0 |
1, 01% |
33 0 |
16, 86 % |
4 | 4.6 32 |
16, 99 % |
46 | 33 |
| al d ett lio ag |
1, 75 2, 5 a < |
58 .36 1 |
30 9 |
- | 61. 02 8 |
1, 99 % |
792 | 16, 95% |
4 | 16. 216 |
26 57% , |
20 5 |
139 |
| nti te - g ara da im bili mo |
2, 50 10 00 a < , |
141 .73 1 |
48 6 |
- | 150 .04 8 |
5, 10% |
1.5 02 |
17, 34 % |
4 | 69 .41 2 |
46 26% , |
1.3 25 |
1.4 21 |
| ide nzi ali res PM I |
2, 5 a < 5 |
57. 60 5 |
85 | - | 61. 30 2 |
4, 01% |
56 8 |
17, 56% |
4 | 25 .46 3 |
41, 54% |
43 2 |
421 |
| 5 a < 1 0 |
84 .126 |
40 0 |
- | 88 .74 6 |
5, 86 % |
93 4 |
17, 19% |
4 | 43 .95 0 |
49 52% , |
89 3 |
1.0 00 |
|
| 10, 00 a < 100 00 , |
46 .37 2 |
- | - | 49 .36 7 |
13, 34% |
477 | 17, 81% |
4 | 34 .87 5 |
70 64% , |
1.17 5 |
1.4 67 |
|
| 10 20 a < |
38 .147 |
- | - | 40 .48 5 |
21% 11, |
420 | 72% 17, |
4 | 27. 417 |
67, 72% |
80 2 |
1.0 22 |
|
| 20 30 a < |
6.1 34 |
- | - | 6.6 82 |
20 76% , |
33 | 18, 32% |
4 | 5.5 97 |
83 77% , |
254 | 28 4 |
|
| 30 00 a < , 100 00 , |
2.0 91 |
- | - | 2.2 01 |
30 16% , |
24 | 93 17, % |
4 | 1.8 61 |
84 55% , |
119 | 160 | |
| 100 00 , ( De fau lt) |
36 .76 0 |
- | - | 41. 328 |
100 00 % , |
45 2 |
49 05 % , |
2 | 34 .53 9 |
83 57% , |
17.5 27 |
20 .139 |
|
| Tot ale rzia le pa (c las di se osi zio ni) esp |
35 2.8 54 |
93 0 |
- | 372 .58 8 |
15, 39 % |
4.0 53 |
20 67% |
4 | 165 .07 0 |
44 30 % |
20 .32 4 |
23 .22 6 |
|
| , | , |
| A-I RB |
di Int allo PD erv |
Esp ni in b osi zio ilan cio |
Esp osi zio ni fuo ri bila nci o -C CF pre |
C CF ed io m nd to po era pe r siz ion l'es po e |
Esp osi zio ne C CF st- po e CR M st- po |
PD ed ia m nd ta po era pe r l'es siz ion po e ( %) |
Nu me ro di de bit ori |
LG D m ed ia nd ta po era pe r l'es siz ion po e ( %) |
Du rat a dia me nd ta po era pe r siz ion l'es po e (an ni) |
Im rto po de ll'e siz ion spo e nd r il to po era pe risc hio do po l'ap lica zio p ne de i fa ri d i tto teg sos no |
tà De nsi deg li im rti po de lle osi zio ni esp ti nd po era r il pe risc hio |
Im rto po de lla rdit pe a att esa |
Ret tifi che di val ore e i ant ent acc on am |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0, 00 0, 15 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 00 a < 0, 10 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 10 0, 15 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 15 0, 25 a < |
98 4 |
- | - | 98 4 |
0, 23% |
10 | 15, 95% |
4 | 74 | 7, 52% |
- | 1 | |
| 0, 25 0, 50 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 50 0, 75 a < |
6.0 53 .124 |
10. 30 3 |
- | 6.0 53 .142 |
0, 67% |
68 .44 8 |
16, 61% |
5 | 1.0 18. 59 0 |
16, 83 % |
6.7 37 |
3.6 92 |
|
| 0, 75 2, 50 a < |
2.2 83 .179 |
6.7 53 |
- | 2.2 83 .18 4 |
1, 67% |
26 .53 2 |
17, 11% |
5 | 716 .67 2 |
31, 39% |
6.4 92 |
6.3 38 |
|
| 0, 75 1, 75 a < |
1.5 61. 86 6 |
3.9 38 |
- | 1.5 61. 86 6 |
1, 44% |
17.2 67 |
17, 50% |
5 | 46 0.7 10 |
29, 50% |
3.9 36 |
4.3 25 |
|
| osi zio ni Esp al d lio ett ag |
1, 75 2, 5 a < |
721 .31 3 |
2.8 14 |
- | 721 .31 8 |
2, 18% |
9.2 65 |
16, 25% |
5 | 255 .96 2 |
35, 49 % |
2.5 56 |
2.0 13 |
| tite ga ran |
2, 50 10 00 a < , |
401 .27 2 |
78 5 |
- | 401 .27 7 |
6, 08 % |
4.8 67 |
16, 76% |
5 | 259 .20 7 |
64 60 % , |
4.0 91 |
50 5.1 |
| da im bili mo PM I - n on |
2, 5 a < 5 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 5 a < 1 0 |
401 .27 2 |
78 5 |
- | 401 .27 7 |
6, 08 % |
4.8 67 |
16, 76% |
5 | 259 .20 7 |
64 60 % , |
4.0 91 |
5.1 50 |
|
| 10, 00 a < 100 00 , |
120 .50 3 |
214 | - | 120 .50 3 |
17, 31% |
1.5 21 |
16, 79% |
5 | 116 .70 7 |
96 85% , |
3.4 94 |
3.2 82 |
|
| 10 20 a < |
117. 78 9 |
194 | - | 117. 78 9 |
17, 16% |
1.4 72 |
16, 89 % |
5 | 114 .62 9 |
97, 32% |
3.4 14 |
3.1 44 |
|
| 20 30 a < |
2.7 14 |
20 | - | 2.7 14 |
23 63% , |
49 | 12, 52% |
4 | 2.0 79 |
76, 59% |
80 | 139 | |
| 30 00 a < , 100 00 , |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 100 00 , ( De fau lt) |
117. 359 |
- | - | 125 .37 4 |
100 00 % , |
1.9 75 |
39 33% , |
3 | 100 .29 7 |
80 00 % , |
41. 311 |
54 .49 6 |
|
| rzia Tot ale le pa (c las di se |
|||||||||||||
| osi zio ni) esp |
8.9 76 .42 1 |
18. 05 4 |
- | 8.9 84 .46 4 |
2, 78% |
103 .35 3 |
17, 06 % |
5 | 2.2 11.5 48 |
24, 62% |
62 .125 |
72. 95 8 |
| A-I RB |
Int allo di PD erv |
Esp ni in b osi zio ilan cio |
Esp osi zio ni fuo ri bila nci o -C CF pre |
C CF ed io m nd to po era pe r l'es siz ion po e |
osi zio Esp ne C CF st- po e CR M st- po |
PD ed ia m nd ta po era pe r l'es siz ion po e ( %) |
Nu me ro di de bit ori |
LG D m ed ia nd ta po era pe r l'es siz ion po e ( %) |
Du rat a dia me nd ta po era pe r l'es siz ion po e (an ni) |
Im rto po de ll'e siz ion spo e r il nd to po era pe risc hio do po l'ap lica zio p ne de i fa tto ri d i teg sos no |
De nsi tà deg li im rti po de lle osi zio ni esp nd ti po era r il pe risc hio |
Im rto po de lla rdit pe a att esa |
tifi di Ret che val ore e i ant ent acc on am |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0, 00 0, 15 a < 0, 00 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 10 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 10 a < 0, 15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 15 0, 25 a < |
185 .42 4 |
- | - | 186 .70 3 |
0, 23% |
170 .13 4 |
26 00 % , |
4 | 6.1 52 |
3, 30 % |
112 | 154 | |
| 0, 25 0, 50 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 50 0, 75 a < |
31. 379 |
- | - | 32 .01 7 |
0, 67% |
20 .52 4 |
22, 30 % |
3 | 2.12 5 |
6, 64% |
48 | 19 | |
| 0, 75 2, 50 a < |
48 .158 |
- | - | 49 .58 9 |
1, 71% |
27. 00 0 |
30 54% , |
3 | 9.0 83 |
18, 32% |
256 | 178 | |
| 0, 75 1, 75 a < |
37. 86 8 |
- | - | 38 .83 1 |
1, 58% |
22. 420 |
32, 90 % |
3 | 7.3 51 |
18, 93 % |
20 4 |
162 | |
| Esp osi zio ni |
1, 75 2, 5 a < |
10. 29 0 |
- | - | 10. 758 |
2, 20 % |
4.5 80 |
22, 03 % |
3 | 1.73 3 |
16, 10% |
52 | 16 |
| al d lio ett ag rot ativ e |
2, 50 10 00 a < , |
97. 374 |
- | - | 105 .85 3 |
8, 63 % |
50 .48 1 |
25, 55% |
3 | 49 .08 9 |
46 37% , |
2.3 38 |
1.9 54 |
| alif ica te qu |
2, 5 a < 5 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 5 a < 1 0 |
97. 374 |
- | - | 105 .85 3 |
8, 63 % |
50 .48 1 |
25, 55% |
3 | 49 .08 9 |
46 37% , |
2.3 38 |
1.9 54 |
|
| 10, 00 a < 100 00 , |
9.9 73 |
- | - | 13. 412 |
23 57% , |
46 .27 9 |
21, 58% |
2 | 8.5 63 |
63 84 % , |
697 | 418 | |
| 10 20 a < |
1.3 73 |
- | - | 1.5 22 |
17, 16% |
54 8 |
21, 27% |
2 | 84 3 |
55, 41% |
56 | 13 | |
| 20 30 a < |
8.6 00 |
- | - | 11.8 90 |
24, 40 % |
.73 45 1 |
21, 62% |
2 | 19 7.7 |
64 92% , |
64 1 |
40 4 |
|
| 30 00 a < , 100 00 , |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 100 00 , ( De fau lt) |
35 .38 8 |
- | - | 58 .35 2 |
100 00 % , |
15. 470 |
39 72% , |
1 | 33 .85 0 |
58 01% , |
20 .46 7 |
26 .161 |
|
| rzia Tot ale le pa (c las di se |
|||||||||||||
| osi zio ni) esp |
407 .69 6 |
- | - | 44 5.9 27 |
16, 18% |
329 .88 8 |
27, 79% |
3 | 108 .86 2 |
24, 41% |
23 .917 |
28 .88 4 |
| A-I RB |
Int allo di PD erv |
ni in b osi zio Esp ilan cio |
Esp osi zio ni ri fuo bila nci o -C CF pre |
C CF ed io m nd to po era pe r l'es siz ion po e |
Esp osi zio ne C CF st- po e CR st- M po |
PD ed ia m nd ta po era pe r siz ion l'es po e ( %) |
Nu me ro di bit ori de |
LG D m ed ia nd ta po era pe r siz ion l'es po e ( %) |
Du rat a dia me nd ta po era pe r l'es siz ion po e (an ni) |
Im rto po de ll'e siz ion spo e nd r il to po era pe risc hio do po lica zio l'ap p ne de i fa ri d i tto teg sos no |
De nsi tà deg li im rti po de lle osi zio ni esp nd ti po era r il pe risc hio |
Im rto po de lla rdit pe a att esa |
Ret tifi che di val ore e i ant ent acc on am |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0, 00 0, 15 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 00 0, 10 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 10 0, 15 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 0, 25 15 a < |
10. 48 6 |
38 .145 |
1% | 10. 89 5 |
0, 23% |
12. 375 |
25, 74% |
5 | 1.0 08 |
9, 25% |
6 | 10 | |
| 0, 25 0, 50 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 50 0, 75 a < |
11.1 15 |
3.6 00 |
37% | 12. 618 |
0, 67% |
818 | 21, 75% |
4 | 1.8 66 |
14, 79% |
18 | 8 | |
| 0, 2, 50 75 a < |
354 .22 4 |
291 .64 2 |
43 % |
50 3.3 32 |
48 % 1, |
20 .44 1 |
23 97% , |
2 | 110 .86 4 |
22, 03 % |
1.77 5 |
1.2 35 |
|
| 0, 75 1, 75 a < |
130 .87 1 |
150 .10 5 |
47% | 20 9.7 73 |
0, 87% |
8.2 98 |
24, 48 % |
2 | 39 .56 4 |
18, 86 % |
44 8 |
350 | |
| 1, 75 2, 5 a < |
223 .35 3 |
141 .53 7 |
38 % |
293 .55 9 |
1, 92 % |
12.1 43 |
23 60 % , |
2 | 71. 30 0 |
24, 29% |
1.3 27 |
88 5 |
|
| Esp osi zio ni al d lio ett ag |
2, 50 10 00 a < , |
422 .06 7 |
157 .149 |
36 % |
507 .57 2 |
5, 06 % |
27. 744 |
23 68 % , |
2 | 143 .39 3 |
28 25% , |
6.0 77 |
3.5 40 |
| ltre PM I - a |
2, 5 a < 5 |
191 .73 0 |
82 .55 6 |
33% | 231 .58 7 |
4, 01% |
9.5 67 |
23 79% , |
2 | 64 .30 5 |
27, 77% |
2.2 09 |
1.2 97 |
| 0 5 a < 1 |
23 0.3 37 |
59 74. 4 |
39 % |
275 .98 4 |
93 5, % |
18. 177 |
23 59% , |
2 | 79. 08 9 |
28 66 % , |
3.8 68 |
2.2 43 |
|
| 10, 00 a < 100 00 , |
178 .67 3 |
44 .74 7 |
36 % |
211 .63 5 |
13, 79% |
16. 577 |
23 07% , |
2 | 73 .70 2 |
34 82 % , |
6.6 33 |
4.7 01 |
|
| 10 20 a < |
136 .19 9 |
34 .02 2 |
39 % |
160 .84 4 |
10, 99 % |
8.1 03 |
23 56% , |
2 | 53 .121 |
33 03% , |
59 4.1 |
3.1 31 |
|
| 20 30 a < |
35 .65 1 |
8.7 39 |
22% | 42 .43 0 |
21, 17% |
7.9 96 |
21, 08 % |
3 | 16. 48 1 |
38 84 % , |
1.8 79 |
1.2 37 |
|
| 30 00 a < , 100 00 , |
6.8 22 |
1.9 86 |
51% | 8.3 61 |
30 16% , |
478 | 23 63% , |
2 | 4.1 00 |
49 04 % , |
59 6 |
33 3 |
|
| 100 00 ( De fau lt) , |
65 .45 0 |
5.8 11 |
- | 78 .54 6 |
100 00 % , |
7.2 18 |
64 77% , |
1 | 62 .43 3 |
79, 48 % |
45 .87 5 |
50 .69 8 |
|
| Tot ale rzia le pa (c lass e d i osi zio ni) esp |
1.0 42 .01 6 |
.09 541 4 |
36 81% , |
1.3 24 .59 8 |
10, 64 % |
85 .173 |
26 13% , |
2 | 39 3.2 66 |
29, 69% |
60 .38 5 |
60 .19 2 |
| A-I RB |
Int allo di PD erv |
ni in b osi zio Esp ilan cio |
Esp osi zio ni ri fuo bila nci o -C CF pre |
C CF ed io m nd to po era pe r l'es siz ion po e |
Esp osi zio ne C CF st- po e CR st- M po |
PD ed ia m nd ta po era pe r siz ion l'es po e ( %) |
Nu me ro di bit ori de |
LG D m ed ia nd ta po era pe r siz ion l'es po e ( %) |
Du rat a dia me nd ta po era pe r l'es siz ion po e (an ni) |
Im rto po de ll'e siz ion spo e nd r il to po era pe risc hio do po lica zio l'ap p ne de i fa ri d i tto teg sos no |
De nsi tà deg li im rti po de lle osi zio ni esp nd ti po era r il pe risc hio |
Im rto po de lla rdit pe a att esa |
Ret tifi che di val ore e i ant ent acc on am |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0, 00 0, 15 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 00 0, 10 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 10 0, 15 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 15 0, 25 a < |
11.1 41 |
627 .36 5 |
16% | 114 .31 7 |
0, 23% |
240 .99 8 |
26 04 % , |
1 | 14. 03 9 |
12, 28 % |
68 | 99 | |
| 0, 25 0, 50 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0, 50 0, 75 a < |
1.0 55 .01 1 |
128 .56 3 |
18% | 1.0 89 .715 |
0, 67% |
77. 09 7 |
21, 68 % |
4 | 210 .86 8 |
19, 35% |
1.5 83 |
68 1 |
|
| 0, 75 2, 50 a < |
1.2 79. 537 |
152 .69 1 |
17% | 1.3 12. 58 5 |
1, 68 % |
80 .78 2 |
23 70% , |
4 | 39 8.4 35 |
30 35% , |
5.1 09 |
2.8 52 |
|
| 0, 75 1, 75 a < |
929 .31 4 |
112 .48 2 |
14% | 94 9.2 53 |
1, 46 % |
58 .07 6 |
25, 26% |
4 | 29 8.8 14 |
31, 48 % |
3.5 36 |
2.1 65 |
|
| Esp osi zio ni |
1, 75 2, 5 a < |
350 .22 4 |
40 .20 8 |
25% | 36 3.3 32 |
2, 24% |
22. 70 6 |
19, 62% |
4 | 99 .62 1 |
27, 42% |
1.5 73 |
68 7 |
| al d ett lio ag ltre |
2, 50 10 00 a < , |
129 .65 8 |
98 .64 0 |
15% | 146 .93 1 |
6, 45% |
721 57. |
19, 42% |
4 | 46 .13 6 |
31, 40% |
1.8 63 |
1.6 59 |
| - a no n PM I |
2, 5 a < 5 |
152 | - | - | 165 | 4, 01% |
2 | 18, 41% |
3 | 47 | 28 19% , |
1 | 1 |
| 5 a < 1 0 |
129 .50 6 |
98 .64 0 |
15% | 146 .76 6 |
6, 45% |
57. 719 |
19, 42% |
4 | 46 .08 9 |
31, 40% |
1.8 62 |
1.6 59 |
|
| 10, 00 a < 100 00 , |
62 .34 8 |
8.5 80 |
12% | 64 .56 2 |
19, 45% |
14. 89 8 |
23 16% , |
3 | 35 .40 1 |
54 83 % , |
3.0 91 |
2.0 11 |
|
| 10 20 a < |
44 .62 6 |
2.8 82 |
23% | 46 .03 5 |
16, 99 % |
2.12 6 |
19, 20 % |
4 | 19. 531 |
42, 43 % |
1.5 11 |
82 5 |
|
| 20 30 a < |
17.7 22 |
5.6 98 |
7% | 18. 527 |
25, 55% |
12.7 72 |
33 00 % , |
2 | 15. 870 |
85 66% , |
1.5 79 |
1.18 6 |
|
| 30 00 a < , 100 00 , |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 100 00 ( De fau lt) , |
88 .36 1 |
9.2 36 |
- | 97. 04 3 |
100 00 % , |
12.7 94 |
60 40 % , |
2 | 80 .61 0 |
83 07% , |
52. 166 |
61. 142 |
|
| Tot ale rzia le pa (c las di se osi zio ni) esp |
2.6 26 .05 6 |
1.0 25 .07 4 |
16, 45% |
2.8 25 .15 4 |
5, 26% |
48 4.2 90 |
24, 04 % |
4 | 78 5.4 89 |
27, 80 % |
63 .88 0 |
68 .44 4 |
|
| Tot ale fog lio AIR B rta po |
27. 292 .32 3 |
12. 00 0.0 80 |
23 74% , |
30 .77 9.9 71 |
3, 23% |
672 .39 5 |
30 43 % , |
3 | 9.8 58 .21 2 |
32, 03 % |
43 2.9 15 |
43 0.6 46 |
| Importo dell'esposizione ponderato per il rischio prima dei derivati su crediti |
Importo effettivo dell'esposizione ponderato per il rischio |
||
|---|---|---|---|
| a | b | ||
| 1 | Esposizioni in base all'F-IRB | - | - |
| 2 | Amministrazioni centrali e banche centrali | - | - |
| 3 | Enti | - | - |
| 4 | Imprese | - | - |
| 4.1 | di cui imprese – PMI | - | - |
| 4.2 | di cui imprese – finanziamenti specializzati | - | - |
| 5 | Esposizioni in base all'A-IRB | 9.858.212 | 9.858.212 |
| 6 | Amministrazioni centrali e banche centrali | - | - |
| 7 | Enti | - | - |
| 8 | Imprese | 6.193.977 | 6.193.977 |
| 8.1 | di cui imprese – PMI | 2.336.267 | 2.336.267 |
| 8.2 | di cui imprese – finanziamenti specializzati | - | - |
| 9 | Al dettaglio | 3.664.235 | 3.664.235 |
| 9.1 | di cui al dettaglio – PMI, garantite da beni immobili | 165.071 | 165.071 |
| 9.2 | di cui al dettaglio – non PMI, garantite da beni immobili | 2.211.548 | 2.211.548 |
| 9.3 | di cui al dettaglio – rotative qualificate | 108.862 | 108.862 |
| 9.4 | di cui al dettaglio – PMI, altre | 393.266 | 393.266 |
| 9.5 | di cui al dettaglio – non PMI, altre | 785.489 | 785.489 |
| 10 | TOTALE (comprese le esposizioni in base all'F-IRB e le esposizioni in base all'A-IRB) |
9.858.212 | 9.858.212 |
| A-I RB |
Met odi di zio del atte nua ne risc hio di dito l ca lco lo cre ne deg li RW EA |
||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Pro ion e d el c tez |
Pro tez ion e d el c red ito di tipo nal e ( UFC P) pe rso |
||||||||||||||
| Par te d i es izio ni c da altr rte pos ope e ie r eal i am mis sib ili (% ) gar anz |
Par te d i es ion tez pro |
izio ni c rte pos ope e d el c red ito di t ipo |
da altr i tip i di le ( %) rea |
RW EA con |
|||||||||||
| Tot ale del le esp osi zio ni |
i Par te d osi zio ni esp da erte cop ie gar anz li rea fina nzia rie (% ) |
i esp Par te d ni cop osi zio erte da gar ie imm anz i (% obi liar ) |
i esp Par te d ni cop osi zio erte da cre diti (% ) |
i esp Par te d ni cop osi zio da erte altr e gar ie rea anz li su ben i ma iali ter (% ) |
Par te d i osi zio ni esp erte da cop dep osi ti in tan te con (% ) |
Par te d i osi zio ni esp erte da cop lizz e d i po icu ion ass raz e vita (% ) |
Par te d i osi zio ni esp da erte cop nti stru me det ti enu da zi ter (% ) |
i esp Par te d ni cop osi zio erte da gar ie per anz ali (% son ) |
i esp Par te d ni cop osi zio da erte der ivat i su cre diti (% ) |
EA sen RW za effe tti d i titu zio sos ne (so lo e ffet ti di r idu zio ne) |
effe tti d i titu zio sos ne (e ffet ti s ia d i ridu zio ne che di titu zio ne) sos |
||||
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | n | ||
| 1 | min istr azio ni c rali Am ent e li ban che ntra ce |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 2 | Ent i |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3 | Imp res e |
16.8 27. 241 |
2,9 8% |
3,5 7% |
3,5 7% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 6.19 3.9 77 |
6.19 3.9 77 |
| 3.1 | di c ui im – P MI pre se |
7.11 0.0 00 |
0,9 4% |
5,8 4% |
5,8 4% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 2.3 36. 267 |
2.3 36. 267 |
| 3.2 | di c ui im – fi zia nti pre se nan me cia lizz ati spe |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3.3 | di c ui im – al tro pre se |
9.7 17.2 41 |
4,4 8% |
1,92 % |
1,92 % |
- | - | - | - | - | - | - | - | 3.8 57. 710 |
3.8 57. 710 |
| 4 | Al d etta lio g |
13.9 52. 730 |
0,6 2% |
67, 00% |
67, 00% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 3.6 64. 235 |
3.6 64. 235 |
| 4.1 | di c ui a lio – l de ttag PM I, ant ite da ben i im bili gar mo |
372 .58 8 |
- | 94, 95% |
94, 95% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 165 .07 1 |
165 .07 1 |
| 4.2 | di c ui a l de lio – n P MI, ttag no ite da ben i im bili ant gar mo |
8.9 84. 464 |
- | 100 ,11% |
100 ,11% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 2.2 11.5 48 |
2.2 11.5 48 |
| 4.3 | di c ui a l de ttag lio – rot ativ e lific ate qua |
445 .92 7 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 108 .86 2 |
108 .86 2 |
| 4.4 | di c ui a lio – l de ttag PM I, a ltre |
1.32 4.5 98 |
2,5 1% |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 393 .26 6 |
393 .26 6 |
| 4.5 | di c ui a l de lio – n P MI, ttag no altr e |
2.8 25. 154 |
1,88 % |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 785 .48 9 |
785 .48 9 |
| 5 | Tot ale |
30. 779 .97 1 |
1,91 % |
32, 33% |
32, 33% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 9.8 58. 212 |
9.8 58. 212 |
| Importo dell'esposizione ponderato per il rischio |
||
|---|---|---|
| a | ||
| 1 | Importo dell'esposizione ponderato per il rischio al termine del precedente periodo di riferimento | 11.572.401 |
| 2 | Dimensioni delle attività (+/-) | 355.805 |
| 3 | Qualità delle attività (+/-) | 173.964 |
| 4 | Aggiornamenti del modello (+/-) | - |
| 5 | Metodologia e politica (+/-) | - |
| 6 | Acquisizioni e dismissioni (+/-) | (9.514) |
| 7 | Oscillazioni del cambio (+/-) | 3.770 |
| 8 | Altro (+/-) | - |
| 9 | Importo dell'esposizione ponderato per il rischio al termine del periodo di riferimento | 12.096.426 |
| Classi di esposizioni |
Intervallo di PD | Numero di debitori alla fine dell'anno precedente di cui numero di debitori in stato di default nell'anno |
Tasso medio di default osservato (%) |
PD media ponderata per l'esposizione (%) |
PD media (%) | Tasso di default annuo storico medio (%) |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h |
| da 0,00 a < 0,15 | 5.731 | - | - | 0,04% | 0,04% | 0,04% | |
| da 0,00 a < 0,10 | 5.731 | - | - | 0,04% | 0,04% | 0,04% | |
| da 0,10 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,15 a < 0,25 | 13 | - | - | 0,23% | 0,23% | 0,16% | |
| da 0,25 a < 0,50 | 7.726 | 11 | 0,14% | 0,26% | 0,26% | 0,11% | |
| da 0,50 a < 0,75 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,75 a < 2,50 | 10.965 | 77 | 0,70% | 1,07% | 1,11% | 0,66% | |
| Esposizioni | da 0,75 a < 1,75 | 10.936 | 77 | 0,70% | 1,07% | 1,11% | 0,61% |
| verso | da 1,75 a < 2,5 | 29 | - | - | 1,91% | 1,92% | 1,03% |
| imprese - PMI | da 2,50 a < 10,00 | 2.633 | 74 | 2,81% | 4,37% | 4,37% | 2,16% |
da 2,5 a < 5 2.611 74 2,83% 4,35% 4,36% 1,82% da 5 a < 10 22 - - 5,84% 6,10% 3,29% da 10,00 a < 100,00 1.754 130 7,41% 13,07% 14,44% 7,98% da 10 a < 20 1.541 100 6,49% 11,47% 11,89% 7,02% da 20 a < 30 10 4 40,00% 20,67% 22,43% 40,00% da 30,00 a < 100,00 203 26 12,81% 33,44% 33,43% 10,90% 100,00 (default) 632 632 100,00% 100,00% 100,00% 100,00%
da 0,00 a < 0,15 1.207 - - 0,04% 0,04% da 0,00 a < 0,10 1.207 - - 0,04% 0,04% da 0,10 a < 0,15 - - - - - da 0,15 a < 0,25 - - - - - da 0,25 a < 0,50 1.869 2 0,11% 0,26% 0,26% 0,11% da 0,50 a < 0,75 - - - - - da 0,75 a < 2,50 2.216 9 0,41% 1,02% 1,10% 0,38% da 0,75 a < 1,75 2.216 9 0,41% 1,02% 1,10% 0,40% da 1,75 a < 2,5 - - - - - da 2,50 a < 10,00 402 5 1,24% 4,36% 4,36% 1,43% da 2,5 a < 5 402 5 1,24% 4,36% 4,36% 1,02% da 5 a < 10 - - - - - da 10,00 a < 100,00 232 13 5,60% 13,27% 15,20% 4,26% da 10 a < 20 176 11 6,25% 12,24% 11,40% 2,33% da 20 a < 30 36 - - 23,63% 23,63% da 30,00 a < 100,00 20 2 10,00% 33,45% 33,45% 16,97% 100,00 (default) 516 516 100,00% 100,00% 100,00% 100,00%
Esposizioni verso imprese - Altre Imprese
| Numero di debitori alla fine dell'anno precedente |
Tasso di | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni |
Intervallo di PD | di cui numero di debitori in stato di default nell'anno |
Tasso medio di default osservato (%) |
PD media ponderata per l'esposizione (%) |
PD media (%) | default annuo storico medio (%) |
|
| a | b | c | d | e | f | g | h |
| da 0,00 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,00 a < 0,10 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,10 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,15 a < 0,25 | 1 | - | - | 0,23% | 0,23% | - | |
| da 0,25 a < 0,50 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,50 a < 0,75 | 477 | 2 | 0,42% | 0,67% | 0,67% | 0,29% | |
| da 0,75 a < 2,50 | 1.150 | 5 | 0,43% | 1,68% | 1,69% | 0,54% | |
| Esposizioni al | da 0,75 a < 1,75 | 344 | - | - | 0,99% | 0,97% | 0,49% |
| dettaglio - garantite da |
da 1,75 a < 2,5 | 806 | 5 | 0,62% | 1,97% | 2,00% | 0,93% |
| immobili PMI | da 2,50 a < 10,00 | 1.712 | 11 | 0,64% | 5,14% | 5,20% | 0,81% |
| da 2,5 a < 5 | 616 | 2 | 0,32% | 4,01% | 4,01% | 0,41% | |
| da 5 a < 10 | 1.096 | 9 | 0,82% | 5,86% | 5,86% | 1,56% | |
| da 10,00 a < 100,00 | 500 | 14 | 2,80% | 13,41% | 13,15% | 4,15% | |
| da 10 a < 20 | 431 | 8 | 1,86% | 11,22% | 11,33% | 3,70% | |
| da 20 a < 30 | 42 | 2 | 4,76% | 20,84% | 20,92% | 4,35% | |
| da 30,00 a < 100,00 | 27 | 4 | 14,81% | 30,16% | 30,16% | 10,67% | |
| 100,00 (default) | 489 | 489 | 100,00% | 100,00% | 100,00% | 100,00% | |
| da 0,00 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,00 a < 0,10 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,10 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,15 a < 0,25 | 12 | - | - | 0,23% | 0,23% | - | |
| da 0,25 a < 0,50 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,50 a < 0,75 | 66.093 | 96 | 0,15% | 0,67% | 0,67% | 0,15% | |
| da 0,75 a < 2,50 | 26.480 | 82 | 0,31% | 1,69% | 1,72% | 0,47% | |
| Esposizioni al dettaglio |
da 0,75 a < 1,75 | 16.398 | 40 | 0,24% | 1,44% | 1,44% | 0,23% |
| garantite da | da 1,75 a < 2,5 | 10.082 | 42 | 0,42% | 2,18% | 2,18% | 0,94% |
| immobili - non PMI |
da 2,50 a < 10,00 | 5.116 | 127 | 2,48% | 6,08% | 6,08% | 1,77% |
| da 2,5 a < 5 | 2 | - | - | 4,01% | 4,01% | 0,38% | |
| da 5 a < 10 | 5.114 | 127 | 2,48% | 6,08% | 6,08% | 2,41% | |
| da 10,00 a < 100,00 | 1.613 | 74 | 4,59% | 17,57% | 17,60% | 3,71% | |
| da 10 a < 20 | 1.503 | 63 | 4,19% | 17,16% | 17,16% | 3,61% | |
| da 20 a < 30 | 110 | 11 | 10,00% | 23,63% | 23,63% | 8,42% | |
| da 30,00 a < 100,00 | - | - | - | - | - | - | |
| 100,00 (default) | 2.090 | 2.090 | 100,00% | 100,00% | 100,00% | 100,00% |
| Numero di debitori alla fine dell'anno precedente |
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni |
Intervallo di PD | di cui numero di debitori in stato di default nell'anno |
Tasso medio di default osservato (%) |
PD media ponderata per l'esposizione (%) |
PD media (%) | Tasso di default annuo storico medio (%) |
|
| a | b | c | e | f | g | h | |
| da 0,00 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,00 a < 0,10 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,10 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,15 a < 0,25 | 165.104 | 290 | 0,18% | 0,23% | 0,23% | 0,20% | |
| da 0,25 a < 0,50 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,50 a < 0,75 | 20.081 | 51 | 0,25% | 0,67% | 0,67% | 0,34% | |
| da 0,75 a < 2,50 | 33.741 | 597 | 1,77% | 1,71% | 1,67% | 1,56% | |
| Esposizioni al | da 0,75 a < 1,75 | 28.615 | 550 | 1,92% | 1,57% | 1,58% | 1,40% |
| dettaglio | da 1,75 a < 2,5 | 5.126 | 47 | 0,92% | 2,20% | 2,22% | 1,65% |
| rotative qualificate |
da 2,50 a < 10,00 | 48.580 | 3.281 | 6,75% | 8,59% | 8,64% | 6,69% |
| da 2,5 a < 5 | - | - | - | - | - | - | |
| da 5 a < 10 | 48.580 | 3.281 | 6,75% | 8,59% | 8,64% | 6,80% | |
| da 10,00 a < 100,00 |
37.280 | 2.623 | 7,04% | 23,48% | 23,63% | 9,29% | |
| da 10 a < 20 | 669 | 37 | 5,53% | 17,15% | 17,07% | 7,65% | |
| da 20 a < 30 | 36.611 | 2.586 | 7,06% | 24,47% | 23,75% | 16,98% | |
| da 30,00 a < 100,00 |
- | - | - | - | - | - | |
| 100,00 (default) | 17.693 | 17.693 | 100,00% | 100,00% | 100,00% | 100,00% | |
| da 0,00 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,00 a < 0,10 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,10 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,15 a < 0,25 | 12.032 | 47 | 0,39% | 0,23% | 0,23% | 0,48% | |
| da 0,25 a < 0,50 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,50 a < 0,75 | 762 | 5 | 0,66% | 0,67% | 0,67% | 0,42% | |
| da 0,75 a < 2,50 | 20.806 | 191 | 0,92% | 1,49% | 1,51% | 0,76% | |
| da 0,75 a < 1,75 | 8.330 | 43 | 0,52% | 0,87% | 0,90% | 0,58% | |
| Esposizioni al dettaglio - |
da 1,75 a < 2,5 | 12.476 | 148 | 1,19% | 1,92% | 1,92% | 1,16% |
| altre PMI | da 2,50 a < 10,00 | 28.809 | 1.015 | 3,52% | 5,08% | 5,79% | 3,56% |
| da 2,5 a < 5 | 9.863 | 223 | 2,26% | 4,01% | 4,01% | 1,71% | |
| da 5 a < 10 | 18.946 | 792 | 4,18% | 5,93% | 6,72% | 5,28% | |
| da 10,00 a < 100,00 |
16.156 | 1.483 | 9,18% | 13,91% | 17,24% | 11,20% | |
| da 10 a < 20 | 8.140 | 499 | 6,13% | 10,97% | 11,05% | 9,92% | |
| da 20 a < 30 | 7.494 | 900 | 12,01% | 21,16% | 23,05% | 11,46% | |
| da 30,00 a < 100,00 |
522 | 84 | 16,09% | 30,16% | 30,16% | 14,45% | |
| 100,00 (default) | 7.726 | 7.726 | 100,00% | 100,00% | 100,00% | 100,00% |
| Intervallo di PD | Numero di debitori alla fine dell'anno precedente |
PD media | Tasso di | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni |
di cui numero di debitori in stato di default nell'anno |
Tasso medio di default osservato (%) |
ponderata per l'esposizione (%) |
PD media (%) | default annuo storico medio (%) |
||
| a | b | c | e | f | g | h | |
| da 0,00 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,00 a < 0,10 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,10 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,15 a < 0,25 | 234.854 | 337 | 0,14% | 0,23% | 0,23% | 0,16% | |
| da 0,25 a < 0,50 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,50 a < 0,75 | 73.994 | 119 | 0,16% | 0,67% | 0,67% | 0,27% | |
| da 0,75 a < 2,50 | 96.656 | 1.097 | 1,14% | 1,72% | 1,76% | 0,98% | |
| da 0,75 a < 1,75 | 69.734 | 881 | 1,26% | 1,48% | 1,55% | 0,87% | |
| Esposizioni al dettaglio - |
da 1,75 a < 2,5 | 26.922 | 216 | 0,80% | 2,26% | 2,31% | 1,29% |
| altre non PMI | da 2,50 a < 10,00 | 56.444 | 2.876 | 5,10% | 6,55% | 8,41% | 4,99% |
| da 2,5 a < 5 | 4 | - | - | 4,01% | 4,01% | 3,36% | |
| da 5 a < 10 | 56.440 | 2.876 | 5,10% | 6,55% | 8,41% | 5,42% | |
| da 10,00 a < 100,00 | 14.107 | 1.027 | 7,28% | 19,29% | 23,03% | 6,56% | |
| da 10 a < 20 | 2.339 | 105 | 4,49% | 16,94% | 16,50% | 3,98% | |
| da 20 a < 30 | 11.768 | 922 | 7,83% | 25,53% | 24,32% | 14,07% | |
| da 30,00 a < 100,00 |
- | - | - | - | - | - | |
| 100,00 (default) | 13.359 | 13.359 | 100,00% | 100,00% | 100,00% | 100,00% |
| Categorie | Esposizioni in bilancio |
Esposizioni fuori bilancio |
Fattore di ponderazione del rischio |
Valore dell'esposizione |
Importo dell'esposizione ponderato per il rischio |
Importo delle perdite attese |
|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | |
| Esposizioni in strumenti di private equity |
- | - | 190% | - | - | - |
| Esposizioni in strumenti di capitale negoziati in mercati |
554 | - | 290% | 554 | 1.607 | 4 |
| Altre esposizioni in strumenti di capitale |
572.704 | - | 370% | 572.704 | 2.119.005 | 13.745 |
| Totale | 573.258 - |
573.258 | 2.120.611 | 13.749 |
Il principio IFRS 7 richiede di fornire una specifica informativa degli strumenti finanziari:
Al riguardo si segnala che, sulla base dell'analisi effettuata, non risultano in essere accordi di netting per i quali si debba procedere alla compensazione dei saldi nello stato patrimoniale, ai sensi di quanto richiesto dallo IAS 32.
Di seguito vengono descritte le modalità di valutazione e gestione delle garanzie reali, che sono diverse nel caso di pegno rispetto a quello di ipoteche:
La valutazione di una garanzia reale immobiliare può essere effettuata in vari momenti della vita del credito; pertanto, le finalità della valutazione possono essere molto diverse. Tuttavia, indipendentemente dalla finalità con cui viene svolta, questa fase richiede sempre la valutazione effettuata da un perito esterno indipendente, che dovrà seguire i criteri generali di valutazione contenuti nel documento ABI "Linee guida per la valutazione degli immobili in garanzia delle esposizioni creditizie".
Le principali finalità per cui può essere effettuata la valutazione della garanzia sono:
Il processo di valutazione delle garanzie ipotecarie su immobili residenziali e non, ha come obiettivo quello di definire le responsabilità e le modalità operative adottate dal Gruppo Credem per gestire e controllare le fasi di valutazione delle garanzie. Si richiede al cliente la documentazione necessaria da produrre per attivare la richiesta di perizia tecnica. La documentazione è differente a seconda della finalità dell'operazione (es. acquisto di un nuovo immobile o immobile di proprietà, surroga, ristrutturazione, costruzione…) ed è codificata nella specifica documentazione a supporto. Dopo aver verificato la correttezza e la congruità della documentazione raccolta, il gestore richiede al cliente di sottoscrivere la documentazione prodotta.
Se la documentazione ricevuta è quella prevista ed è conforme, l'ingaggio del fornitore di perizie avviene attraverso l'applicativo MUTWEB. Il fornitore sarà selezionato in automatico dall'applicativo stesso.
Se la documentazione ricevuta non è corretta/completa, avviene il riciclo della richiesta sul gestore che dovrà provvedere a recuperare la documentazione richiesta.
Avviene la ricezione della perizia tecnica sull'immobile. Successivamente avviene la verifica tecnico/legale della documentazione, in particolare verifica che:
In caso di documentazione incompleta o dati mancanti, l'ufficio preposto contatta direttamente il fornitore della perizia.
Vengono descritte le fasi collegate alla gestione di due differenti perimetri:
Con cadenza periodica annuale, l'ufficio preposto attiverà il processo di trasferimento a Nomisma dei dati degli immobili rilevati nel corso del periodo.
L'ufficio preposto invia a Nomisma il file contenente gli immobili da georeferenziare attraverso il trasferimento di quest'ultimo nella apposite cartelle condivise, e ne riceve il file georeferenziato. L'elaborazione termina producendo nuovi archivi che contengono i dati degli immobili rivalutati.
L'ufficio preposto verifica tecnicamente la completezza e correttezza formale dei dati ricevuti ed identifica possibili anomalie macro legate ad errori di elaborazione. Nel caso in cui alcuni immobili non vengano rivalutati perché sul db indici e/o sul db valori non si trovi la combinazione di dati geografici corrispondenti (ad es. perché nel frattempo sono intervenute variazioni nell'assegnazione dei comuni alle province, o nella classe dimensionale dei comuni) verrà creato un file di scarti, che sarà inviato nuovamente a Nomisma per una nuova georeferenziazione.
L'ufficio preposto predispone la base dati per la verifica del valore rivalutato da Nomisma e degli eventuali scostamenti rispetto alla valorizzazione precedente e alla perizia iniziale. La fase è finalizzata ad attivare un processo di controllo dei valori degli immobili residenziali.
Per quanto riguarda le garanzie reali su valori mobiliari sono previsti scarti cauzionali da applicare a seconda della tipologia del prodotto acquisito in garanzia e dell'eventuale rating dell'emittente. E' inoltre previsto il monitoraggio costante dei valori mobiliari a garanzia e la valorizzazione ai fini di Credit Risk Mitigation.
| Tipologia di strumenti acquisibili a garanzia |
|---|
| Pegno su saldo di conto corrente in Euro |
| Pegno su saldo di conto corrente in valuta |
| Azioni Credemholding |
| Azioni non quotate |
| Certificati di deposito - CREDEM |
| Warrant, Covered warrant, Strumenti finanziari derivati quotati ed OTC |
Eventuali strumenti finanziari non presenti nell'elenco sopra riportato dovranno essere autorizzati e valutati dall'organo deliberante competente la pratica di fido. Le percentuali di scarto sono state individuate utilizzando i valori medi regolamentari di volatilità in vigore (tabelle UCITS). Tali valori medi regolamentari di volatilità sono stati convertiti nella misura del VAR a 12 mesi, con arrotondamento prudenziale per eccesso.
Lo scarto applicabile va da 1 al 50%, mentre ai fini dell'esecuzione del monitoraggio periodico del valore delle garanzie su strumenti finanziari e del calcolo dell'accordato ponderato sui pegni in essere valorizzati al valore di mercato, si applicano i seguenti scarti: da 1 al 35%. Tali percentuali di scarto sono state individuate utilizzando i valori medi regolamentari di volatilità in vigore (tabelle UCITS). Tali valori medi regolamentari di volatilità sono stati convertiti nella misura del VAR a 6 mesi, con arrotondamento prudenziale per eccesso. Le percentuali di scarto verranno aggiornate in base agli adeguamenti regolamentari che interverranno.
| Famiglia Garanzie | Garanzie - descrizione lunga | |
|---|---|---|
| Ipoteche | IPOTECA | |
| Pegni | PEGNO SU SALDO CC E ASSIMILATI | |
| Pegni | PEGNO SU MERCE | |
| Pegni | PEGNO SU STRUMENTI FINANZIARI | |
| Pegni | PEGNO SU POLIZZE ASSICURATIVE | |
| Pegni | PEGNO SU QUOTE DI SRL | |
| Altre Garanzie | PEGNO SU CREDITO |
Di seguito si fornisce un elenco con descrizione delle garanzie reali accettate:
Non sono presenti Derivati su Crediti.
Facendo riferimento agli immobili residenziali posti a garanzia, che rappresentano la maggioranza delle garanzie in termini di valore, tali immobili sono dislocati in modo distribuito su tutti il territorio italiano. Periodicamente avviene un processo di monitoraggio volto a cogliere eventuali concentrazioni significative associate a scostamenti negativi di valore delle garanzie non trascurabili.
Con riferimento alle garanzie reali su valori mobiliari, periodicamente viene monitorato l'andamento del controvalore per attivare eventuali processi correttivi.
| Valore contabile garantito | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore contabile | di cui garantito | di cui garantito da garanzie finanziarie |
||||
| non garantito | da garanzie reali |
di cui garantito da derivati su crediti |
||||
| a | b | c | d | e | ||
| 1 | Prestiti e anticipazioni | 18.879.466 | 22.504.092 | 18.722.560 | 3.781.532 | - |
| 2 | Titoli di debito | 13.155.379 | - | - | - | 0 |
| 3 | Totale | 32.034.845 | 22.504.092 | 18.722.560 | 3.781.532 | - |
| 4 | di cui esposizioni deteriorate | 48.294 | 219.164 | 159.487 | 59.677 | - |
| EU 5 |
di cui in stato di default | 48.294 | 219.164 | 0 | 0 | 0 |
Il Gruppo sta progressivamente implementando l'analisi dei rischi ambientali all'interno del proprio modello di business e sviluppando una strategia di decarbonizzazione di breve, medio/lungo termine che include obiettivi legati all'operatività aziendale e ai portafogli. Nel corso del 2024, in coerenza con il D.Lgs 125/2024, è stata effettuata l'analisi di doppia rilevanza che ha individuato i temi ambientali,sociali e di governance su cui il Gruppo ha sviluppato la propria Rendicontazione di Sostenibilità. Per rispondere compiutamente alle aspettative sono stati definiti obiettivi di breve termine (al 2025), medio termine (al 2030) e lungo termine (al 2040) correlati all'adesione alla NZBA che comporta in particolare la definizione di una strategia di decarbonizzazione sui settori ad alta intensità carbonica riconducibili al portafoglio crediti e titoli di proprietà. A seguito dell'adesione all'Alleanza (gennaio 2024) e dell'attività di analisi effettuata, Credem ha deciso di intraprendere e focalizzare la propria strategia a partire dai seguenti settori Petrolio & Gas e Produzione di energia. Gli obiettivi definiti prevedono la seguente diminuzione dell'intensità emissiva:
| Settore | 2030 | 2040 |
|---|---|---|
| Produzione di energia tCO2eq/Mwh) |
-76% | -100% |
| Petrolio e Gas (tCO2eq/Mj) | -25% | -69% |
Con riferimento alle attività svolte dal Gruppo, ai fini di un maggior allineamento dei propri portafogli alla Tassonomia europea, si rimanda a quanto esposto nella Rendicontazione consolidata di Sostenibilità. In particolare, il Gruppo riconosce il valore della Tassonomia nel conferire al settore bancario un ruolo chiave nel promuovere gli investimenti sostenibili, al fine di perseguire la strategia dell'Unione Europea per lo sviluppo sostenibile e la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio (con una riduzione delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030 e la neutralità carbonica entro il 2050).
Pertanto, nel corso del 2024, sono state avviate una serie di iniziative volte ad incorporare l'allineamento con la Tassonomia nella strategia aziendale, nella definizione degli obiettivi, nei processi di progettazione dei prodotti e negli impegni verso clienti e controparti. Tali iniziative comprendono l'introduzione di regole e processi per la classificazione delle esposizioni creditizie in coerenza con i suddetti requisiti, consentendo così di indirizzare il portafoglio creditizio e identificare nuove opportunità di business, al fine di incrementare la quota di esposizioni allineate.
Nel 2024, il Green Asset Ratio - Turnover Based ammonta a 1,20% ed include le seguenti tipologie di esposizioni:
Parallelamente, con specifico riferimento alle emissioni Scope 1 e Scope 2, il Gruppo ha pianificato un percorso per raggiungere la neutralità climatica dal 2025, anno in cui le emissioni residue saranno infatti compensate mediante un numero equivalente di carbon credits, tramite un progetto di riforestazione. È previsto l'acquisto di un lotto di crediti di carbonio certificati Verified Carbon Standard (VCS), emessi dal principale standard internazionale VERRA, soggetti ad audit da parte di un ente terzo indipendente e riconosciuti dall'UNFCCC.
L'acquisto dei crediti di carbonio non sostituisce le azioni volte a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni Scope 1, Scope 2 e Scope 3 (categoria 1) che il Gruppo si impegna a perseguire, tra l'altro, attraverso:
Nel corso del 2025, inoltre, il Gruppo svilupperà un'attività progettuale volta a definire un piano di transizione complessivo funzionale al raggiungimento dei target definiti nell'ambito della Net Zero Banking Alliance e per la progressiva riduzione delle emissioni Scope 1 e Scope 2 e Scope 3 non riconducibili ai portafogli.
La tabella seguente riporta gli obiettivi riconducibili ai fattori ambientali, che impattano direttamente ed indirettamente sull'attività d'impresa, di medio termine (2030) rispetto ai dati del 2022 (baseline):
| Descrizione dell'obiettivo | Baseline 2022 tCO₂eq |
Consuntivo 2024 | Target 2030 |
|---|---|---|---|
| Emissioni Scope1: riduzione emissioni dirette di GHG provenienti da attività interne all'azienda (riscaldamento e auto aziendali) |
2.831,0 | +5% | -12,3% |
| Emissioni Scope2: riduzione emissioni indirette di GHG (market based) |
847,9 | -37% | – |
| Emissioni Scope2: riduzione emissioni indirette di GHG (location based) |
7.406,7 | +3%* | -22% |
| Emissioni Scope 3: riduzione emissioni indirette riconducibili all'attività dell'azienda (dovute al consumo di carta) |
330,7 | +3%** | -34% |
| Riduzione dei consumi energetici interni per edifici |
143.493 GJ | -9,3 | -18,3% |
*aumento principalmente riconducibile all'aumento dei fattori di emissione dell'energia elettrica per il mix di produzione dell'Italia. **aumento attribuibile all'aumento dei fattori di emissione utilizzati per la produzione della carta.
Nella tabella seguente sono riportati i nuovi obiettivi di pianificazione commerciale di breve termine inerenti finanziamenti/emissioni/investimenti ESG del Gruppo coerenti con la strategia di lungo termine prefissata:
| Obiettivi | Consuntivo 2024 | Target 2025 |
|---|---|---|
| Aziende: Volumi erogati (lordi) in valore assoluto | ||
| 344 mln€ | 200 mln€ | |
| Privati: volume erogato Mutui residenziali (lordi) con APE in classi energetiche A e B su volume erogato complessivo Mutui residenziali (per Credito Emiliano ed Avvera) |
25% | 19% |
| Volumi erogato in prestiti green ai privati da parte di Avvera (societa del Gruppo specializzata nel credito al consumo) |
– | |
| 10 mln€ | ||
| Aziende e Privati: Volumi leasing (erogato lordo) in valore assoluto (auto elettriche, fotovoltaico, immobili classe A) |
147 mln€ | 130* mln€ |
| Controvalore esposizioni in settori a basso/ medio-basso rischio ambientale su totale portafoglio investimenti |
96,4% | 99,4% |
| Totale outstanding emissioni ESG/ Totale outstanding bonds |
61% | 50% |
*Nel 2025 il target è esteso anche agli immobili in classe B
Per dare attuazione al piano strategico, il Gruppo ha avviato un percorso di evoluzione nella gestione delle tematiche ESG in taluni settori di business, in particolare nell'Area del Wealth Management e Crediti. L'Area Wealth Management continua infatti ad integrare i criteri di sostenibilità nei processi di investimento, nelle attività di governance, nella creazione e sviluppo dei nuovi prodotti, in attività di formazione correlate e a supporto dei servizi di consulenza erogata alle reti del Gruppo. Per quanto riguarda l'attività creditizia è stato integrato integrando la valutazione dei rischi climatici e ambientali nel processo di erogazione e gestione dei crediti e nella valutazione delle garanzie immobiliari. L'evoluzione si sta riflettendo in un ampliamento della gamma prodotti strutturati dalle diverse società del Gruppo attive nell'erogazione di prestiti e finanziamenti verso la clientela (privati ed aziende). A sostegno della strategia ESG del Gruppo nel primo semestre 2024 è avvenuto il collocamento di uno standard social covered bond per 500 milioni di euro destinato alla clientela istituzionale e
professionale, che porta il totale delle obbligazioni ESG collocati dal Gruppo a circa 2,45 miliardi. L'emissione rappresenta il primo covered bond con taglio ESG emesso dal Gruppo Credem i cui proventi verranno utilizzati per finanziare e/o rifinanziare attivi idonei al Framework ESG del Gruppo,supportando attività di sostenibilità sociale.
Le iniziative del Gruppo sono coordinate da un programma ESG per garantire una sinergica e armonica integrazione. Con riferimento alle politiche e procedure relative al dialogo diretto e indiretto con controparti nuove o esistenti sulle loro strategie per attenuare e ridurre i rischi ambientali, il Gruppo ha implementato un processo di Stakeholder engagement. Più in generale è stata strutturata un'attività di dialogo con tutti gli individui o gruppi che hanno un interesse e sono o potrebbero essere influenzati, positivamente o negativamente, dalle attività del Gruppo. L'ascolto dei
L'ultima tabella riporta gli obiettivi riconducibili ai fattori ambientali, che impattano direttamente ed indirettamente sull'attività d'impresa, da raggiungere nel medio periodo (al 2027) rispetto ai dati del 2022 (baseline) bisogni e delle aspettative degli Stakeholder consente di individuare i trend emergenti, comprendere gli aspetti ambientali e sociali rilevanti, valutare l'adeguata correlazione dei rischi e delle opportunità e favorire una sinergica integrazione nel processo di pianificazione strategica. Azionisti,/Investitori, Analisti, Clienti, Fornitori e Dipendenti, Media e opinione pubblica, Amministrazione pubblica e Associazioni di categoria costituiscono gli Stakeholder rilevanti del Gruppo e pertanto sono stati coinvolti direttamente, attraverso survey online e/o mediante analisi desk che hanno contribuito alla definizione dei temi materiali
La survey condivisa con gli Stakeholder, 2.464 in totale, ha riguardato 24 impatti, per ciascuno è stato chiesto se fosse rilevante o meno per il business e/o per l'operatività aziendale al fine di definire la materialità degli stessi. La valutazione degli impatti ambientali ha riguardato diversi marco temi:
cambiamenti climatici: il tema si articola nella mitigazione, adattamento ed energia. La mitigazione dei cambiamenti climatici si concretizza nell'impegno del Gruppo a ridurre o prevenire le proprie emissioni di gas serra e nel supporto alla transizione delle attività economiche con l'obiettivo di concorrere a limitare l'aumento della temperatura media mondiale a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali;
L'adattamento ai cambiamenti climatici si concretizza invece nell'anticipare gli effetti avversi dei suddetti cambiamenti climatici e nell'adottare misure adeguate per prevenire o ridurre al minimo i danni che possono causare, oppure nel cogliere le opportunità che possono presentarsi;
In particolare, sono stati oggetto di approfondimento i seguenti ambiti: cambiamento climatico, promozione di finanziamenti e investimenti green, adeguata gestione dei rischi legati al cambiamento climatico in considerazione degli impatti dell'organizzazione sul clima e del clima sull'organizzazione. Viene altresì mantenuta con continuità l'attenzione sui contenuti emersi dal dialogo con gli azionisti: i principi e le linee guida sono disciplinati da apposita regolamentazione interna e pubblicati nelle sezioni Sostenibilità e Investor Relations del sito internet della Capogruppo. Il Consiglio di Amministrazione, coerentemente a quanto definito dalla regolamentazione interna, è stato informato con cadenza trimestrale sull'evoluzione della politica di dialogo con i portatori di interessi, mediante l'illustrazione dei canali di dialogo attivati, degli Stakeholder coinvolti e dei principali contenuti che hanno caratterizzato l'engagement.
I rapporti con i fornitori sono disciplinati dal Codice etico, parte integrante del MOG 231, e dagli standard etici correlati, richiamati con specifica clausola ex D.lgs. 231/200120 nei contratti di fornitura. Mediante questa clausola il fornitore si impegna a scongiurare la commissione dei cosiddetti reati rilevanti e improntare la propria operatività al rispetto assoluto dei più elevati standard di professionalità, integrità, legalità, trasparenza, correttezza e buona fede
Con riferimento alla valutazione dei rischi fornitore il Gruppo ha implementato nuovi processi di gestione dei processi di procurement e di gestione delle esternalizzazioni che tengono conto dei criteri sociali e ambientali relativi ai partner contrattuali.
La valutazione dei rischi dei fornitori e delle forniture, compreso quelli legati agli aspetti di sostenibilità, è il filo conduttore che caratterizza tutte le fasi dei processi di procurement e gestione delle esternalizzazioni.
In fase di onboarding i fornitori devono completare un processo di qualifica che, oltre a raccogliere dichiarazioni, dati, documenti e certificazioni sul rispetto dei diritti umani, dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente, va anche a determinare il cosiddetto rischio fornitore che si compone di quattro componenti con specifici pesi:
il rischio legale;
il rischio reputazionale;
Il Rischio Fornitore viene aggiornato nel tempo e valutato in vari momenti, tra i quali la scelta dei fornitori da coinvolgere nella gara (si privilegiano fornitori con Rischio Medio/basso) e nella scelta del fornitore/fornitura che si aggiudica la gara. La scelta del vincitore di una gara non si basa pertanto solo ed esclusivamente su criteri di prezzo e di bontà/completezza delle soluzioni proposte rispetto ai requisiti, ma anche su aspetti di sicurezza e rischio ESG.
Sulla fornitura scelta in fase di gara, prima di procedere con l'aggiudicazione finale e con la contrattualizzazione, nel caso si tratti di "esternalizzazioni" (e in alcuni casi anche in situazioni a "Rischio alto" che non sono "esternalizzazioni") viene effettuato un ulteriore questionario per valutare diversi fattori di rischio, tra i quali anche quelli legati ad aspetti Climate & Environmental.
La valutazione dei suddetti aspetti può coinvolgere anche la funzione di Risk Management e portare alla definizione di specifici criteri di mitigazione dei rischi da includere nei contratti. In particolare:
Con specifico riferimento alla fase della contrattualizzazione finale, i contratti sono formulati sulla base di template volti a garantire il rispetto delle normative, alla mitigazione dei rischi, alla chiarezza e completezza degli accordi e al rispetto di clausole riconducibili alle questioni di sostenibilità che riguardano accertamenti sull'etica del business, sul rispetto dei diritti umani, dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente.
Per gli aspetti di governance inerenti ai rischi Ambientali si rimanda alla sezione Informazioni qualitative sui rischi di Governance - paragrafo Governance, nel quale tali aspetti sono rappresentati unitariamente per le tematiche ambientali, sociali e di governance.
Credem monitora i rischi legati ai fattori ambientali mappando i potenziali impatti negativi che attraverso specifici "canali di trasmissione" possono concretizzarsi in rischi (finanziari e non finanziari) quantificabili e gestibili.
Nell'ambito del quadro normativo e di vigilanza prudenziale, il processo di integrazione e gestione dei rischi C&E rappresenta un aspetto di notevole rilevanza sia per l'Autorità Bancaria Europea (ABE) che per la Banca Centrale Europea (BCE). La transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, infatti, comporta rischi e opportunità per il sistema economico e per le istituzioni finanziarie, mentre i rischi fisici indotti da eventi meteorologici estremi, cambiamenti graduali del clima o degrado ambientale possono manifestare impatti significativi sull'economia reale e sul settore finanziario.
Il Gruppo ha pertanto integrato i rischi C&E nel proprio sistema di gestione del rischio complessivo, al fine di monitorarli, mitigarli e comunicarli in modo trasparente.
Le attività di identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici ed ambientali sono gestite dalla Funzione Risk Management, che, in linea con quanto previsto dalle aspettative di vigilanza, ha:
Di seguito vengono riportate le definizioni e le norme internazionali di riferimento su cui si basa il quadro di gestione dei rischi ambientali del Gruppo.
Coerentemente con la normativa di riferimento:
I rischi climatici ed ambientali possono essere suddivisi in due principali categorie:
Il Gruppo considera i rischi ESG come potenziali driver di tutte le categorie di rischi tradizionali. Per tale motivo, partendo dall'analisi della normativa di riferimento e in linea con quanto previsto dalle aspettative di Vigilanza, il processo di identificazione dei rischi climatico-ambientali, sociali e di governance ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto è stato progressivamente aggiornato per includere nella Mappa dei Rischi di Gruppo nuove sotto-categorie di rischio, al fine di cogliere pienamente l'impatto dei rischi climatici e ambientali, sociali e di governance sulle principali categorie di rischio esistenti (ad esempio, rischio di credito, di mercato, operativo e di liquidità).
Le relative definizioni sono state integrate nel documento "Processo di identificazione dei rischi ed analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF"e nel documento "Linee guida di governo e gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) di Gruppo" pubblicato sul sito internet di Credem. Una volta identificate le sottocategorie di rischio climatico-ambientale potenzialmente impattanti le categorie di rischio esistenti, è stato effettuato l'aggiornamento annuale dell'analisi di rilevanza alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.). Nel corso del 2024 la materialità dei fattori climatici e ambientali è stata valutata , per tutte le categorie di rischio, su differenti orizzonti temporali:
breve termine: entro i 3 anni, in coerenza con le logiche sviluppate in sede di RAF, ICAAP e ILAAP
medio termine: da 3 entro 7 anni, orizzonte definito per far ricadere il punto di osservazione al 2030, considerato snodo importante della transizione climatica (obiettivo UE di riduzione GHG nette del 55% entro il 2030)
lungo termine: oltre i 7 anni sino al 2050, in coerenza con i target globali di decarbonizzazione degli Accordi di Parigi e con lo scenario Net Zero al 2050.
Le analisi sul rischio di credito sono state integrate indagando:
Di seguito si rappresentano le analisi del rischio di credito C&E fisico, di transizione ed environmental. Per quanto riguarda l'analisi di rilevanza dei rischi fisici, è stato adottato un approccio quantitativo per indagare l'impatto del rischio fisico, in termini di concentrazione, sul perimetro delle esposizioni verso controparti aziendali (Aziende) e sul perimetro delle esposizioni con immobili a garanzia o oggetto di leasing (Immobili) nel breve, nel medio e nel lungo termine.
| Rischio di Credito – RISCHIO FISICO | ||
|---|---|---|
| Orizzonte temporale di breve termine (0-3 anni) | ||
| Perimetro Aziende | Perimetro Immobili | |
| L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza delle esposizioni delle società del Gruppo verso controparti aziendali, appartenenti ai settori i cui processi produttivi risultano essere dipendenti in misura medio-alta dai servizi ecosistemici, sul totale delle esposizioni del Gruppo. Per tale motivo, è stato assegnato a ciascuna controparte, in base al settore (Nace livello 1), uno score di rischio calcolato in funzione dei giudizi, attribuiti dalla base dati open source Encore, sulla dipendenza dei relativi processi produttivi (ricostruiti tramite la classificazione Global Industry Classification Standard), da 21 servizi ecosistemici. Il razionale di tale approccio metodologico si basa sul presupposto che l'eccessiva vulnerabilità dei processi produttivi al deterioramento dei servizi ecosistemici può provocare un aumento dell'esposizione ai rischi fisici. |
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza delle esposizioni aventi immobili a garanzia o oggetto di leasing situati in province valutate ad alto rischio fisico, sul totale esposizioni del perimetro Immobili. Per tale motivo, è stato assegnato, in funzione della provincia in cui è localizzato l'immobile, un giudizio di rischio sui principali eventi fisici acuti acuti (in quanto gli eventi cronici hanno effetto più sul medio-lungo periodo), ossia frane e alluvioni, attribuito da ISPRA nel "Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia". I singoli giudizi di rischio vengono sintetizzati tramite media in fasce di rischio alto-medio-basso. |
|
| Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel |
breve termine, in misura rilevante al rischio fisico, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza.
Per entrambi i perimetri, una volta identificato il portafoglio crediti da sottoporre all'analisi, vengono assegnati score di rischio fisico prospettici, al 2040, forniti da un Data provider esterno, rispettivamente a:
• per il perimetro Aziende, alle singole unità locali d'impresa in funzione della loro geolocalizzazione territoriale e del settore di appartenenza. I giudizi di rischio, per i singoli immobili riferiti ad una controparte, vengono successivamente sintetizzati in un unico score tramite una media quadratica ponderata, in funzione della distribuzione dei dipendenti
• per il perimetro Immobili, ai singoli immobili considerati in funzione della loro geolocalizzazione territoriale e della categoria catastale o destinazione d'uso degli stessi (immobile residenziale, commerciale o industriale). Grazie all'utilizzo di mappe di pericolosità territoriali (hazard maps), gli score sintetici di rischio esprimono l'esposizione, dell'area geografica in cui sono presenti gli immobili, a n. 17 fenomeni climatici, idro meteorologici e idrogeologici, suddivisibili tra:
• fattori di rischio fisico cronico, che, in quanto fenomeni naturali a medio-lungo termine, impattano indirettamente sul valore dell'immobile, attraverso l'aumento dei costi operativi e di costruzione dello stesso: cambiamento delle temperature, stress termico, cambiamento del regime dei venti, cambiamento del regime e del tipo di precipitazioni, scongelamento del permafrost, innalzamento del livello del mare, stress idrico, erosione del suolo o costiera e degradazione del suolo
• fattori di rischio fisico acuto, che, in quanto fenomeni repentini, impattano direttamente sul valore dell'immobile tramite danneggiamenti: frana, inondazione, ondate di calore, ondate di freddo/gelate, incendio boschivo, tempesta di vento/tromba d'aria, siccità e forti precipitazioni.
La natura forward looking di tali score è garantita dall'inclusione dello scenario climatico RCP 4.5 (Representative Concentration Pathways), appartenente alla famiglia degli scenari adottati dall'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che consente di stressare i livelli di frequenza ed intensità dei 17 fenomeni considerati in funzione delle ipotesi di concentrazione di CO2 nell'atmosfera.
Dopo aver quantificato gli impatti potenziali, in termini di perdite medie annuali, gli score vengono espressi in scala 1-5 (1=basso;5=molto alto). L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza delle esposizioni della singola società verso le controparti con gli score di rischio peggiori (i.e. 4=alto e 5=molto alto) sul totale esposizioni del Gruppo. Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel lungo termine, in misura rilevante al rischio fisico, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza
Per entrambi i perimetri, a partire dai risultati ottenuti per il Lungo e Breve Periodo è stato individuato il periodo intermedio mediante un criterio che assicura una transizione graduale e proporzionata, rispettando la coerenza tra i due riferimenti temporali.
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel medio termine, in misura rilevante al rischio fisico, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza.
Per quanto concerne i rischi di transizione, è stata adottata una metodologia di analisi che indaga l'impatto del rischio di transizione, in termini di concentrazione, sul perimetro delle esposizioni verso controparti aziendali (Aziende) e sul perimetro delle esposizioni con immobili a garanzia o oggetto di leasing (Immobili) nel breve, nel medio e nel lungo termine.
| Rischio di Credito – RISCHIO TRANSIZIONE | ||
|---|---|---|
| Orizzonte temporale di Breve termine | ||
| Perimetro Aziende | Perimetro Immobili | |
| Ad ogni controparte del portafoglio creditizio è assegnata, sulla base del codice ATECO, una categoria Climate Policy Relevant Sectors (CPRS) e, in base a quest'ultima, le esposizioni sono state raggruppate come «affette (categorie 1-6)» o «non affette (categorie 7-9)» dal rischio climatico ambientale di transizione. L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza delle esposizioni della singola società del Gruppo verso le categorie affette dal rischio di transizione (Fossil Fuel, Utility, Energy-Intensive, Buildings, Transportation, Agriculture) sul portafoglio totale del Gruppo. |
Vengono raccolti i giudizi relativi alla classe energetica degli immobili a garanzia o oggetto di leasing, tramite APE attraverso la stima da parte di un Data-provider esterno. L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza delle esposizioni della singola società, con immobili a garanzia o oggetto di leasing, aventi classi energetiche peggiori (F o G), sul totale delle esposizioni del Gruppo del perimetro Immobili. |
|
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel breve termine, in misura rilevante al rischio di transizione, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza.
| Perimetro Aziende | Perimetro Immobili |
|---|---|
| A livello di singola controparte del portafoglio creditizio, viene assegnato uno score di rischio prospettico, al 2050, in scala 1-5 (1=basso; 5=molto alto), fornito da un Data provider esterno, che sintetizza l'impatto finanziario che potrebbe subire a causa dell'esposizione alla transizione verso un'economia sostenibile, ossia a basse emissioni di carbonio. La natura prospettica dell'indicatore è garantita dall'utilizzo, come input, di scenari di transizione, prodotti dall'NGFS, ossia l'"Orderly transition – Net Zero 2050" e l'"Hot house world - Current policies". Tali scenari impattano sui tre macro-fattori di transizione, ossia le politiche e le regolamentazioni future, la tecnologia richiesta e la domanda di mercato, che a loro volta hanno effetto sui ricavi, sugli investimenti e sui costi della singola controparte. |
Vengono raccolti i giudizi relativi alla classe energetica degli immobili a garanzia o oggetto di leasing, tramite APE attraverso la stima da parte di un Data-provider esterno. Nel lungo periodo, in considerazione della riduzione dei consumi energetici prevista dalla Direttiva UE 2024/1275 (16% entro il 2030 e 22% entro il 2035), si ritiene opportuno focalizzare l'attenzione sulle classi energetiche meno efficienti (E, F, G), le quali, presentando i rischi di transizione più elevati, saranno maggiormente impattate dalla riduzione dei consumi previsti dalla direttiva. L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza delle esposizioni della singola società, con immobili a garanzia o oggetto di leasing, aventi classi energetiche E, F o G sul totale delle esposizioni del Gruppo con immobili a garanzia o oggetto di leasing. |
| L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza |
delle esposizioni della singola società verso le controparti con
| gli score di rischio peggiori (i.e. 4=alto e 5=molto alto) sul totale esposizioni del Gruppo. |
|
|---|---|
| Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel lungo termine, in misura rilevante al rischio di transizione, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza. |
Per entrambi i perimetri, a partire dai risultati ottenuti per il Lungo e Breve Periodo è stato individuato il periodo intermedio mediante un criterio che assicura una transizione graduale e proporzionata, rispettando la coerenza tra i due riferimenti temporali.
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel medio termine, in misura rilevante al rischio di transizione, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza.
Per quanto riferito al Rischio Environmental, la valutazione della rilevanza di tale fattore di rischio sul rischio di credito viene effettuata sul perimetro delle controparti aziendali presenti nel portafoglio creditizio del Gruppo e sul perimetro degli immobili dati a garanzia o oggetto di leasing.
| Rischio di Credito – RISCHIO ENVIRONMENTAL | ||
|---|---|---|
| Orizzonte temporale di Breve termine | ||
| Perimetro Aziende | Perimetro Immobili | |
| Al fine di individuare l'indicatore di rischio che esprima quantitativamente le esposizioni soggette ad alto rischio di Biodiversità, è stato utilizzato un tool costruito su base-dati Encore e i relativi rating di biodiversità forniti per i diversi settori produttivi. A questi punteggi di impatto e dipendenza per settore viene assegnato un livello di rischio qualitativo (basso, medio, alto, molto alto) che consente di classificare i settori produttivi in base al rischio per la biodiversità. Alle esposizioni del portafoglio, in base al settore Nace di riferimento, viene associato l'impatto standardizzato sulla biodiversità e il punteggio di dipendenza. |
E' stata effettuata un'analisi sui collateral del mortgage portfolio basato sull'utilizzo di score forniti da IPCC (Climate change world portal knowledge) per il driver water stress nello scenario al 2025 e Globio per il driver degradazione del suolo, per l'assegnazione di una fascia di rischio in base alla locazione geografica degli immobili. Gli score vengono espressi in scala 1-5 (1=basso; 5=molto alto). L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza delle esposizioni della singola società verso le controparti con gli score di rischio peggiori (i.e. 4=alto e 5=molto alto) sul totale esposizioni del Gruppo. |
|
| L'approccio metodologico, tramite la classificazione dell'EAD per livelli di rischio di impatto e di dipendenza per fattore di biodiversità, ha permesso di avere una prima stima quali quantitativa del costo del danno relativo alla concentrazione delle esposizioni della singola società del gruppo verso le controparti con gli score di rischio più elevati. |
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e una società risulta esposta, nel breve termine, in misura rilevante al rischio environmental che impatta sul rischio di credito se supera la soglia di rilevanza.
| Perimetro Aziende | Perimetro Immobili |
|---|---|
| E' stato utilizzato un indicatore quantitativo che misura l'impatto dei fattori ambientali sulle imprese sfruttando una combinazione di variabili puntuali valutando il rischio alto su stress idrico, produzione di rifiuti, degradazione del suolo e biodiversità come risk driver principali dei rischi ambientali. |
Sono stati utilizzati due score, forniti da provider esterno, che sintetizzano i potenziali impatti attesi (al 2040) sull'immobile derivanti dallo stress idrico e degradazione del suolo, considerando la pericolosità geografica della zona nel quale è localizzato e la sua tipologia d'uso. |
| Viene assegnato, a livello di singola controparte, uno score di rischio prospettico, fornito da un Data provider esterno, che sintetizza l'impatto environmental. |
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza delle esposizioni della singola società verso le controparti con gli score di rischio peggiori sul totale esposizioni del Gruppo. |
| L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza delle esposizioni della singola società verso le controparti con gli score di rischio peggiori sul totale esposizioni del Gruppo. |
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e una società risulta esposta, nel lungo termine, in misura rilevante al rischio environmental che impatta sul rischio di credito se supera la soglia di rilevanza.
Per entrambi i perimetri, a partire dai risultati ottenuti per il Lungo e Breve Periodo è stato individuato il periodo intermedio mediante un criterio che assicura una transizione graduale e proporzionata, rispettando la coerenza tra i due riferimenti temporali. Per il perimetro immobili per il driver water stress è stato usato lo scenario al 2030 fornito da IPCC.
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e una società risulta esposta, nel medio termine, in misura rilevante al rischio environmental che impatta sul rischio di credito se supera la soglia di rilevanza.
Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio di Mercato Environmental.
Relativamente al rischio di mercato è stata costruita una heatmap settoriale per valutare l'impatto dei rischi Environmental (sia fisici che di transizione), sul portafoglio investimenti del Gruppo Bancario (banking e trading book). In aggiunta, per la parte dei rischi climatici, è stata utilizzata la metrica Multihorizon Climate Value at Risk (CVaR) a livello di emittente per effettuare l'analisi sul breve, medio e lungo termine sulla base degli scenari forniti da NGFS.
Per valutare l'impatto del rischio C&E sul portafoglio degli investimenti di proprietà (trading e banking book), si adotta una heatmap che restituisce la valutazione di sintesi della rischiosità di ogni settore economico distinta sul Pillar Environmental.
Le principali attività alla base della metodologia per la creazione della matrice settoriale e la quantificazione degli impatti dei fattori C&E rispetto ai settori economici sono costituite da:
riconciliazione delle fonti informative internazionali;
aggregazione degli impatti climatico-ambientali e conversione degli stessi in score numerici;
definizione della scala valutativa (Alto, Medio, Basso, Non significativo) e aggregazione a livello settoriale (NACE). I fattori C&E adottati per la definizione della matrice settoriale sono: Qualità dell'acqua, Aria, Suolo, Biodiversità ed ecosistemi, Efficienza e sicurezza delle risorse, Clima, Rifiuti, Rischio fisico, Rischio di transizione, Impatti su siti del patrimonio mondiale o altre aree protette, Impatti su specie inserite nella Lista Rossa IUCN delle specie minacciate, Condizioni di vita controverse o uso di sostanze chimiche/medicinali (ad esempio uso eccessivo di antibiotici).
L'approccio metodologico prevede la misurazione della concentrazione di esposizioni della singola società verso gli emittenti valutati a rischio medio o alto dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo.
Al fine di performare un'analisi di rilevanza sul breve, medio, lungo termine con un focus sul solo aspetto climatico, è stata sfruttata la metrica di Multi-horizon CVaR, a livello di emittente. Tutti gli indicatori di Climate VaR utilizzati sono stati calcolati sullo scenario NGFS Delayed Transition. Il perimetro di analisi comprende il portafoglio corporate e financial sia banking book che trading book di Credito Emiliano.
L'analisi viene svolta per ogni intervallo temporale, separatamente tra rischio fisico e rischio di transizione.
Per assegnare una fascia di rischio alle esposizioni sulla base del valore di CVaR è stata implementata la seguente procedura:
Le due soglie così costruite, una relativa al CVAR rischio fisico e una al CVAR rischio di transizione, sono poi applicate al portafoglio in modo da classificare ogni osservazione di CVaR sulla fascia di rischio corrispondente .
L'indicatore viene infine calcolato sia per il CVaR fisico che di transizione come somma dei controvalori delle posizioni classificate ad alto e medio rischio sul totale del controvalore di portafoglio lungo i tre orizzonti temporali identificati.
La metrica di Climate VaR permette di coprire un consistente numero di risk drivers: Extreme Heat, Extreme Cold, Extreme Wind, Extreme Precipitation, Extreme Snowfall, Tropycal Cyclones, Coastal Flooding, Fluvial Flooding, River Low Flow, Wildfire, Policy Risk, Technology Opportunities
Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio di Liquidità Environmental.
Per valutare la materialità dei rischi Climate & Environmental sul rischio di liquidità, è stata condotta sia un'analisi finalizzata a valutare l'impatto del rischio fisico sui depositi retail nel breve, medio e lungo termine sia l'impatto del rischio environmental sul portafoglio titoli in analogia a quanto fatto sul rischio di mercato.
Per quanto riguarda l'analisi sul portafoglio titoli, è stata valutata l'esposizione in essere sul portafoglio titoli, considerando lo stesso approccio definito per il rischio di mercato, ossia una analisi settoriale sul Pillar Environmental.
L'approccio metodologico prevede la misurazione della concentrazione di esposizioni della singola società verso gli emittenti valutati a rischio Environmental medio o alto dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo.
| Orizzonte temporale di Breve termine - Depositi Retail | Orizzonte temporale di Medio e Lungo termine - Depositi Retail |
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|---|---|---|
| Per quanto riguarda l'analisi che ha coinvolto i depositi retail è stata presa in considerazione l'ubicazione geografica degli immobili dalla base dati ISPRA, ipotizzando che essa sia associabile alla località di intestazione del conto correnti della clientela retail e sono state considerate due tipologie di risk drivers, ossia frane e alluvioni. |
Per quanto riguarda l'analisi sul medio e lungo termine che ha coinvolto i depositi retail, sono state introdotte delle metodologie di identificazione che considerano la mappatura dei fattori di rischio frane e alluvioni in linea con la fonte dati Thinkhazard! (TH!) che propone degli score qualitativi per singola provincia differenziati per medio e lungo termine. A partire degli score qualitativi di TH! è stato identificato un meccanismo di allineamento della metodologia a quella di breve termine (ISPRA). |
Per quanto riguarda il Rischio Operativo sono state analizzate le evidenze rivenienti dai processi di RSA e LDC sul rischio climatico fisico e di transizione e poi sono state condotte due analisi per la valutazione della rilevanza di Rischio Fisico e di Transizione. Di seguito si rappresentano le analisi del rischio di operativo C&E Environmental:
| Rischio Operativo – RISCHIO CLIMATICO FISICO | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Orizzonte temporale di Breve termine - Immobili di Proprietà del Gruppo |
Orizzonte temporale di Breve termine - Immobili degli Outsourcer |
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| L'approccio metodologico prevede di valutare le minacce di rischio fisico sugli immobili di proprietà delle società del Gruppo: alluvione, frana, incendio, ondata di calore, precipitazioni abbondanti, siccità, stress da alte temperature. Per tale motivo, è stato assegnato a ciascun immobile uno score baseline di rischio per ciascuna minaccia fornito da un data provider esterno. Una Legal Entity del Gruppo viene considerata rilevante per il rischio climatico di natura fisica nel caso in cui si osservi un valore di mercato rilevante nelle fasce di materialità oltre «Medium-High» |
L'analisi degli immobili degli outsourcers, è stata condotta con la medesima metodologia degli immobili di proprietà ma considera gli score attribuiti ai fornitori FEI e FEI ICT e si considera il valore contrattuale delle esternalizzazioni a rischiosità alta. |
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| Orizzonte temporale di Lungo termine - Immobili di Proprietà del Gruppo |
Orizzonte temporale di Lungo termine - Immobili degli Outsourcer |
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| La metodologia utilizzata nel lungo periodo è uguale a quella del breve solo che vengono utilizzati gli score prospettici che includono l'orizzonte temporale al 2040 in quanto stimato sulla base dello scenario climatico RCP 4.5 (Representative Concentration Pathways). |
La metodologia utilizzata nel lungo periodo è uguale a quella del breve solo che vengono utilizzati gli score prospettici che includono l'orizzonte temporale al 2040 in quanto stimato sulla base dello scenario climatico RCP 4.5 (Representative Concentration Pathways). |
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| Orizzonte temporale di Medio termine - Immobili di Proprietà del Gruppo e degli Outsourcer |
A partire dai risultati di Lungo e Breve Periodo è stato individuato il periodo intermedio mediante un criterio che assicura una transizione graduale e proporzionata, rispettando la coerenza tra i due riferimenti temporali.
È stata condotta un'analisi del database delle perdite operative di Loss Data Collection e delle risultanze del processo di Risk Self Assessment 2025 relativamente agli scenari C&E.
Ai fini dell'analisi di materialità, è stato utilizzato un approccio qualitativo al fine di individuare la rilevanza delle singole Legal Entities in base alla loro operatività. Sono stati identificati due principali canali di trasmissione del rischio con annesso razionale per la definizione dell'impatto nei tre orizzonti temporali:
I transmission channel sono stati in seguito associati a ciascuna Legal Entity del Gruppo in funzione della rispettiva operatività e fungono da driver per la definizione dell'impatto attraverso giudizi qualitativi nei tre orizzonti temporali di breve, medio e lungo termine.
Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio Reputazionale Environmental:
Per l'analisi di rilevanza dei fattori C&E in ambito reputazionale il Gruppo ha ricondotto alle categorie Environmental, gli eventi oggetto dell'approccio quantitativo utilizzato dal Gruppo per la valutazione del rischio reputazionale, identificando in tal modo alcuni potenziali scenari.
In particolare, alla luce dell'introduzione della nuova Direttiva Europea sulla rendicontazione societaria di sostenibilità Corporate Sustainability Reporting Directive, il Gruppo ha ricondotto le domande del questionario ai nuovi standard obbligatori per la rendicontazione di sostenibilità (European Sustainability Reporting Standards - ESRS).
Gli standard topics relativi all'ambito ambientale, coperti da almeno un item del questionario dei rischi reputazionali sono:
Tale operazione ha mostrato che per l'esercizio prospettico 2025 gli ambiti inerenti a tematiche ESG costituiscono circa il 98% del valore a rischio complessivo e in particolare, gli eventi afferenti a fattori Environmental rappresentano il 6% dell'esposizione totale al rischio reputazionale.
Stante il carattere «evolutivo» dei possibili impatti dei fattori analizzati, in sede di analisi di rilevanza è stato inoltre considerato anche un approccio qualitativo, individuando quali società del Gruppo siano potenzialmente esposte ad un rischio reputazionale legato a componenti C&E, sulla base della loro tipologia di operatività (prodotti, servizi e clienti). I canali di trasmissione analizzati lungo i tre orizzonti temporali sono i medesimi del rischio operativo (Mancata aderenza / conformità alle normative e aspettative C&E e Rischio di greenwashing nell'offerta commerciale).
Per quanto riguarda l'impatto dei Rischi climatico ambientali sul Rischio di impresa e Strategico, è stata effettuata una doppia analisi, sul portafoglio creditizio del Gruppo, per misurare la quota di emissioni assolute, Scope 1 e Scope 2, riconducibili ai settori maggiormente emissivi sul portafoglio del Gruppo Credem.
Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio di Transizione sul Rischio d'impresa e strategico.
Una volta identificato il perimetro sul quale svolgere le analisi, sono stati associati il settore di appartenenza, tramite il codice NACE, e le emissioni assolute, in termini di tonnellate di CO2 Scope 1 e Scope 2, prodotte dalla singola controparte.
L'analisi preliminare è volta a verificare quali siano, all'interno del portafoglio creditizio del Gruppo, i settori che emettono maggiori quantità di gas serra tra quelli attenzionati dalla "Net Zero" secondo le definizioni dei settori IEA (automation, aviation, cement, coal, iron and steel, oil & natural gas, power e shipping), in quanto settori a maggiore intensità carbonica.
L'approccio preliminare, pertanto, prevede la misurazione dell'incidenza delle emissioni assolute di CO2, Scope 1 e Scope 2, dei singoli settori sul perimetro di quelli considerati.
Le risultanze segnalano che i settori che contribuiscono maggiormente in termini di emissioni assolute sono l'Oil&Natural Gas e il Power.
Al fine di misurare la rilevanza delle società del Gruppo nel breve termine (scenario IEA al 2024), nel medio termine (scenario IEA al 2030) e nel lungo termine (scenario IEA al 2050), l'approccio metodologico prevede di misurare la contribuzione, in termini di emissioni assolute, Scope 1 e Scope 2, delle controparti dei settori Oil&Natural Gas e Power, verso cui è esposta la singola entità giuridica, sul totale di emissioni prodotte dalle controparti verso cui è esposto il Gruppo.
Alla luce delle metodologie sopra illustrate, si riporta di seguito la matrice di materialità sui rischi ambientali svolta nel 2024 e valida per il 2025, per il Gruppo e per le Società ad esso appartenenti:
| Credito Emiliano | Credemleasing | Credemfactor | Credem Euromobiliare Private Banking |
Avvera | Euromobiliare SgR | Euromo biliare SIM | Credem Private Equity | C re de mite l | Euromobiliare Fiduciaria | MGT | Credemvita | Other Legal entities | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Climat cirscho di transko de | BREVE | Aziende Im mobill |
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| MEDIO | Aziende Immobili |
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| LUNGO | Aziende lim mobili |
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| BREVE | Aziende lim mobili |
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| Rischi di Credito | Climatel rischto form | MEDIO | Aziende Im mobili |
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| DOMIT | Aziende Im mobili |
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| Ambe ntali (diversida (Climat co) | BREVE | Aziende Irn mobili |
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| MEDIO | Aziende Im mobili |
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| rungo | Aziende Immobili |
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| Rischi di Mercato | Climatici rischio di transizione | BREVE MEDIO rungo |
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| ENVIRONMENTAL | Climatici rischio fisico | BREVE MEDIO LUNGO |
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| Ambientali (C&E) | BREVE | ||||||||||||||||
| Ambientali (C&E) | BREVE mercato | ||||||||||||||||
| Rischio di Liquidità |
Climatici rischia fisica | BREVE raccolta MEDIO raccolta LUNGO rawalta |
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| Rischio Operativo | Climatici Rischio di transizione (qualitativo) |
BREVE MEDIO TUNGO |
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| Climatici nschip fisica | BREVE immabili MEDIO immobili proprieta LUNGO immobili proprieta BREVE Outsaurærs MEDIO Out sourcers LUNGO Outsourcers |
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| hig পা Risc |
Climatici Rischio di transizione (qualitativo) |
BREVE MEDIO LUNGO |
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| Ambientali (C&E) | BREVE | ||||||||||||||||
| Strategic Reputaziona Rischio Rischia ੇ |
Climatici Rischio di transizione | BREWE MEDIO OSMART |
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| Climatici Rischio di transizione | BREVE | ||||||||||||||||
| Assicura tivo |
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| Climatici Rischio Fisico | BREVE |
Il concetto di rilevanza, per ciascun rischio, è coerente con quanto utilizzato nell'ambito dei principali processi di gestione dei rischi (ICAAP, ILAAP, RAF e Recovery Plan), al fine di assicurarne massima coerenza in termini di: rischi rilevanti, dotazione patrimoniale e target di rischio.
In particolare, relativamente ai processi di misurazione e monitoraggio dei rischi C&E, il Gruppo ha svolto varie attività nei diversi ambiti:
investimenti e la misura di "Climate VaR" al fine di integrare di tali metriche legate di rischio di mercato e di scoring ESG all'interno delle politiche di investimento e del reporting di market risk management;
Per quanto riguarda l'ambito della misurazione degli impatti dei fattori di Rischio climatico ambientali sono stati compiuti importanti progressi metodologici.
Per il Rischio di Credito, oltre agli indicatori RAF specifici descritti successivamente, il Gruppo ha sviluppato una metodologia per includere i rischi C&E nel framework di stress testing al fine di valutare, in termini di impatto sull' Expected Credit Loss (ECL), il rischio di transizione sulla Probability of Default (PD) e sia il rischio fisico che il rischio di transizione sul valore della garanzia nello scenario avverso ai fini RAF. I valori condizionati di PD ed LGD sono stati quindi integrati nel framewrork di stress testing.
| Focus Misurazione impatti Rischio di Credito – RISCHI C&E | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Rischio di Transizione | Rischio Fisico | |||||
| Perimetro Controparti | Perimetro Immobili | |||||
| Seguendo le best practice di mercato, il rischio di transizione è stato integrato nella Probability of Default (PD) delle controparti aziende, mediante la cosiddetta metodologia dei bilanci prospettici, che prevede due principali step, volti a proiettare i bilanci delle controparti appartenenti al segmento Imprese Corporate e ad introdurre un "costo climatico", consentendo quindi di misurare l'impatto della transizione sulle variabili economico-finanziarie. Più in dettaglio, sono stati seguiti i seguenti step: |
Il rischio fisico è stato integrato nel parametro di Loss Given Default (LGD). L'approccio seguito considera gli effetti di possibili scenari catastrofici (e.g. alluvione) e la conseguente svalutazione delle garanzie immobiliari (haircut sul valore del collateral); la riduzione dei valori di collateral si riflette in un aumento del valore di LGD del portafoglio. |
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| o sviluppo di modelli econometrici per la proiezione di alcune voci di bilancio considerate rilevanti per la struttura del modello di rating Per*Fido; |
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| o calcolo di un costo operativo climatico, come prodotto tra il prezzo del carbonio e le emissioni di GHG; |
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| o sottratto all'EBITDA con lo scopo di stressare il bilancio prospettico delle controparti quantificazione dell'impatto climatico sullo score di bilancio e quindi sulla PD. |
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| Il perimetro è rappresentato dalle controparti aziende (corporate e retail) e si sostanzia in un aumento delle PD derivante dall'impatto dei maggiori costi delle emissioni su indicatori di bilancio. |
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| Perimetro Immobili | ||||||
| E' stata sviluppata un'analisi per quantificare il rischio di transizione per gli immobili in relazione alla classe energetica di partenza. La metodologia si basa sul confronto tra quanto costerebbe mantenere un immobile nella sua classe rispetto a quanto costerebbe se quest'ultimo seguisse la transizione energetica definita dalla legge, in base ai costi dell'energia definiti dagli scenari di NGFS. Il differenziale tra questi costi può essere visto come un mancato rendimento derivante dal non aver effettuato la transizione. Infine viene calcolato un haircut come incidenza del costo opportunità sul valore dell'immobile. |
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| In aggiunta, nell'ambito del percorso di progressivo allineamento alle aspettative della Banca Centrale Europea (BCE) in materia di inclusione delle tematiche ESG nel Framework di Risk Management, il Gruppo ha avviato una progettualità che, nel corso del 2025, ha l'obiettivo di introdurre i principali fattori di rischio climatici e ambientali nei modelli contabili IFRS9. |
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| In particolare saranno gestiti i seguenti fattori di rischio: | ||||||
| ● «Rischio Fisico» sul portafoglio Mutui e Leasing immobiliari: espresso tramite la riduzione del valore delle garanzie immobiliari, al fine di rappresentare l'ipotetico danno apportato da eventi climatici (alluvioni e frane), in relazione alla rischiosità del territorio in cui è ubicato l'immobile. ● «Rischio di Transizione» sul portafoglio Imprese: volto a rappresentare la minore redditività in cui le Imprese |
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| potrebbero incorrere nell'ambito del processo di adeguamento verso un'economia più sostenibile. | ||||||
| Le evolutive consentiranno di riflettere l'impatto dei suddetti driver di rischio nelle stime di perdita attesa IFRS 9, nell'ambito |
di diversi scenari climatici (differenziati per tempistiche e grado di intensità delle politiche climatiche attivate nel contesto europeo) ad integrazione degli scenari macro-economici già previsti dall'attuale framework IFRS 9.
Il progetto traguarderà il suo obiettivo nel corso del 2025 con l'evoluzione ESG del framework contabile IFRS 9.
Di seguito sono riportati i progressi raggiunti per la misurazione degli impatti dei fattori di Rischio climatico ambientali sul Rischio di Mercato:
Con specifico riferimento al portafoglio investimenti ed al rischio di mercato, oltre alla heatmap settoriale (utilizzata anche per la costruzione dell'indicatore RAF), al fine di integrare i presidi di monitoraggio del rischio di mercato con gli impatti derivanti dai rischi climatici e ambientali (C&E), è stata introdotta la metrica Climate VaR. Tale metrica stima quali potrebbero essere le perdite attese scaturite da uno scenario climatico avverso, selezionato tra quelli proposti dal Network for Greening the Financial System (NGFS). In particolare, è stato adottato lo scenario più sfavorevole tra "Below 2°C" e "Delayed Transition".
Il Climate VaR è calcolato mensilmente sulla componente corporate e financial del portafoglio di proprietà (Banking Book e Trading Book) e verrà sottoposto a un limite operativo come previsto dal Regolamento Finanza.
In ambito misurazione con riferimento alle metriche utilizzate per la valutazione ed il governo dei rischi sotto il profilo climatico, il Gruppo ha definito metriche specifiche, affinate nel corso del 2022 anche grazie all'esercizio di climate stress test condotto per la BCE, attraverso una maggiore analiticità del calcolo delle metriche stesse. In particolare, con riferimento al rischio di transizione, il Gruppo stima le emissioni indirette di gas a effetto serra Scope 3. Le emissioni Scope 3 sono rappresentate dalle emissioni indirette di gas a effetto serra derivanti da fonti che non sono di proprietà o non sono direttamente controllate dall'organizzazione. Le suddette emissioni sono spesso riconducibili alla catena del valore e sono costituite da emissioni dirette e indirette di altre organizzazioni. Sulla base delle indicazioni del GHG Protocol Corporate Value Chain (Scope 3) Accounting and Reporting Standard, le emissioni di gas serra derivanti da diverse asset class devono essere allocate alle istituzioni finanziarie in base alla quota proporzionale di prestito o investimento inerenti alla controparte, rispetto al suo valore complessivo.
Con riferimento all'informativa sulle emissioni GHG Scope 1 e Scope 2 si rimanda alla Rendicontazione di sostenibilità consolidata di Gruppo 2024.
Anche nel 2024 il Gruppo ha calcolato le emissioni di CO2 indirette (Scope 3) collegate a finanziamenti e investimenti. Rispetto agli anni precedenti le modalità di raccolta e di acquisizione dei dati sono state affinate per rendere maggiormente puntuali le stime. In particolare, oltre alle emissioni Scope 1 e 2 si sono considerate anche le emissioni Scope 3 (tutte le 15 categorie) delle controparti. Per tale motivo si evidenzia uno scostamento rilevante rispetto alla valutazione precedente. L'analisi delle emissioni di Scope 3 del portafoglio legate ad attività finanziate e agli investimenti del Gruppo è stata realizzata prendendo in considerazione le asset class più rilevanti in portafoglio e utilizzando per ciascuna di queste le specifiche metodologie di calcolo stabilite nel "Global GHG Accounting and Reporting Standard for the Financial Industry" del PCAF. La quantificazione delle emissioni finanziate è basata su metodologie proprietarie riconducibili ad infoprovider affidati in funzione delle diverse Asset Class (finanziamenti e investimenti).
Per dettagli sul metodo di calcolo si rimanda al box sottostante:
Per supportare le attività di misurazione dei rischi climatico ambientali il Gruppo ha consolidato la raccolta di dati, informazioni e score ESG da infoprovider specializzati in grado di stimare le di emissioni GHG, con un elevato livello di granularità, generate dalle singole controparti nei diversi portafogli.
In ambito monitoraggio il Gruppo ha integrato considerazioni di rischio climatici e ambientali nei processi del Credito e del Rischio operativo e reputazionale.
Relativamente all'integrazione della Credit Strategy, nel corso del 2023, in coerenza con la strategia di decarbonizzazione del Gruppo, sono state definite le linee guida riconducibili alla valutazione delle controparti aziende e dei collateral immobiliari. Successivamente affinate in coerenza con l'adesione alla Net Zero Banking Alliance.
Inoltre, è stato affinato il metodo di valutazione della resilienza prospettica riconducibile alle aziende corporate, integrando la performance ambientale delle controparti.
Di seguito vengono riportate le integrazioni apportate nelle diverse fasi del Processo creditizio:
| FOCUS CREDIT STRATEGY | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Concessione | Monitoraggio | |||||
| Valutazione controparti Gli score automatici ESG, forniti da un Data provider esterno, dal 2023 coprono l'intero portafoglio aziendale e sono stati progressivamente inclusi nel processo di analisi inerente alla concessione per le aziende Corporate (imprese con fatturato singolo o di gruppo superiore a 1.000.000 di euro, oppure, con esposizione singola o di gruppo maggiore di 1.000.000 di euro. Da aprile 2024 sono stati implementati nei sistemi, strumenti specifici basati su dati di input forniti direttamente dal fornitore (scheda di valutazione ESG e report di rischio fisico forniti da un Data provider esterno), ma anche su dati single name forniti direttamente dai Clienti (questionari esterni forniti da Data provider). |
A partire dal 2023 è entrato a regime un sistema di monitoraggio dei fattori C&E sul portafoglio crediti, che include sia le controparti aziende che le garanzie immobiliari. Le informazioni specifiche contenute nel reporting di riferimento sono aggiornate periodicamente e discusse trimestralmente nell'ambito del Comitato Credit Strategy. È stato definito il processo di monitoraggio single name, focalizzato sul rischio rischio fisico e di transizione e correlato alla situazione finanziaria delle controparti, formalizzando i criteri nella documentazione aziendale. |
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| Sul segmento Corporate sono stati identificati un set di indicatori/metriche sintetici di performance rappresentativi del livello di esposizione verso tutti i fattori ESG. |
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| È stata prevista un'autonomia minima per i settoristi centrali della funzione Crediti, con specifico riferimento alle controparti operanti nei settori dell'estrazione del carbone (senza esposizioni e in black list) e dei combustibili fossili non allineati alla Tassonomia. Da giugno 2024 tutte le proposte di nuovi affidamenti, incremento o variazione dell'importo, con affidamenti complessivi superiori a 100.000 euro e Score Environmental sfavorevole sono attribuite all'autonomia di deliberazione dei settoristi centrali della funzione Crediti. |
||||||
| È stata aggiornata la normativa interna e la documentazione aziendale al fine di formalizzare i processi di raccolta e valutazione delle informazioni di sostenibilità riferite alle controparti, alle garanzie immobiliari e agli indicatori di riferimento. |
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| Valutazione collateral Immobiliari | ||||||
| Nel corso del 2023 sono stati definiti processi e strumenti per la valutazione dell'esposizione ai rischi C&E inerenti ai collateral immobiliari, in particolare il rischio di transizione e fisico: |
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| • il rischio di transizione viene valutato attraverso l'analisi dell'Attestato di Prestazione Energetica (APE); |
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| • l'esposizione al rischio fisico viene analizzata attraverso indicatori contenuti nel report di rischio fisico advanced fornito da un Data provider esterno (attivazione del servizio da aprile 2024). |
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| Con specifico riferimento alla documentazione di riferimento sono stati definiti, nell'ambito della documentazione aziendale e della normativa interna, i processi di raccolta e valutazione delle informazioni e gli indicatori di riferimento, raccolti sia per il residential real estate che per il commercial real estate. |
Di seguito sono riportate le novità relative all'integrazione di considerazioni climatico ambientali nel processo del Rischio Operativo, Reputazionale, Business Continuity ed Esternalizzazioni:
I processi di gestione dei rischi operativi, Loss Data Collection e Risk Self Assessment, sono stati integrati al fine di catturare anche i fattori di rischio Environmental consentendo così di prendere in considerazione questi fattori e il loro potenziale impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativo. In particolare, relativamente al processo di Loss Data Collection, sono state definite le linee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che, a partire dal 2024, ne permettono l'identificazione all'interno del database di Gruppo delle perdite operative. Si segnala che tali eventi di perdita vengono inoltre recepiti in bilancio nelle voci accantonamenti a fondo rischi e oneri o nella voce oneri straordinari. Nel 2024 non si sono registrati per il Gruppo eventi relativi a litigation risk in ambito Environmental.
In aggiunta, i questionari di Risk Self Assessment (processo di autovalutazione del profilo di rischio che mira a valutare, con frequenza almeno annuale, il livello di esposizione ai rischi operativi complessiva e per segmenti di operatività rilevanti), sono stati integrati con domande che descrivono scenari attinenti alle tematiche Environmental. In particolare, sono state introdotte domande relative a perdite derivanti da reclami/contenziosi su tematiche climatiche, perdite/sanzioni derivanti dalle strategie di comunicazione in materia di prodotti/servizi green (greenwashing), errori nell'analisi/monitoraggio della volatilità del mercato e della variazione del valore degli asset causata dal cambiamento climatico, perdite derivanti da danni relativi a immobili e/o altri beni aziendali a seguito di eventi di rischio fisico, ecc..
Il processo di RSA determina i valori di Perdita Attesa, Inattesa e VaR prospettici relativi ai rischi operativi. La Perdita Attesa complessiva (quindi inclusiva dei valori relativi ai temi Environmental) viene inserita nel bilancio come budget degli oneri straordinari relativo all'anno successivo e quindi anche nello scenario baseline dell'ICAAP.
La metodologia utilizzata per la valutazione del Rischio Reputazionale è finalizzata ad addivenire ad una stima del potenziale impatto economico derivante dal danno reputazionale. L'approccio utilizzato dal Gruppo per la stima della Reputational Loss prevede l'identificazione di una serie di eventi negativi da sottoporre ad un campione di clienti tramite un questionario. L'impatto è ottenuto associando le valutazioni espresse dalla clientela e valutando la riduzione della redditività conseguente all'abbandono o alla riduzione significativa del rapporto con la banca. La frequenza è fornita dal Top Management che valuta la probabilità di accadimento degli eventi descritti nel questionario. Al fine di prendere in considerazione i fattori Environmental e il loro potenziale impatto nell'ambito del processo complessivo di gestione del rischio reputazionale, sono state introdotte nel questionario domande relative alle tematiche ESG ed è stata effettuata una riconduzione agli standard topics (ESRS) della CSRD. Relativamente al rischio ambientale, gli standard topics coperti da almeno un item del questionario dei rischi reputazionali sono: E1 cambiamenti climatici, E2 Inquinamento, E3 Acqua e risorse marine e E4 Biodiversità ed ecosistemi.
La Perdita Inattesa derivante da tale stima (la componente Environmental pesa circa il 10 % della perdita inattesa complessiva) viene inclusa nello scenario avverso dei processi RAF e ICAAP in termini di minor utile.
Uno degli impatti causati dagli eventi climatici e ambientali di rischio fisico sono le perdite dovute all'interruzione della continuità operativa che può derivare dai disastri naturali. Per tale motivo, nel il piano di continuità/resilienza operativa, aggiornato annualmente, sono stati introdotti nuovi scenari specifici, derivanti dalle valutazioni dei criteri ESG quali minacce relative a vento forte/tromba d'aria/cicloni mediterranei (Tropical Like Cyclones - TLC)/grandinata/ondate di calore. Per ogni sito logistico ospitante un'attività critica per il funzionamento della Banca, sono stati valutati i rischi di accadimento su una scala qualitativa in base alle fonti informative rese disponibili su siti ufficiali di analisi come Arpa, ISPRAmbiente. Sono state pertanto definite le procedure operative di trasferimento dell'attività in siti alternativi sicuri nei rispettivi scenari.
Nel processo di gestione delle esternalizzazioni del Gruppo Credem è stato definito un framework strutturato per l'identificazione, la valutazione e la mitigazione dei rischi che derivano dalla collaborazione con un fornitore in relazione ai servizi erogati. Con l'introduzione del regolamento sulla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e il principio della doppia materialità, le aziende devono considerare non solo l'impatto dei loro comportamenti su aspetti ESG, ma anche l'impatto di tali aspetti sul loro stesso business: per tale motivo nella fase di onboarding di un fornitore, nell'ambito della valutazione dei rischi ad esso associati, il Gruppo ha introdotto la valutazione dei rischi ESG tramite la compilazione di un questionario. Inoltre, nella fase di valutazione del rischio fornitore-fornitura è stata introdotta la valutazione dei rischi climatici e ambientali relativi ai fornitori sotto tre aspetti:
Al fine di monitorare e definire dei limiti per i rischi ambientali che, se superati, determinano un processo di escalation, il Gruppo ha definito, aggiornato e integrato diversi Indicatori nel suo processo di Risk Appetite Framework, sia di primo livello (RAF) che di secondo livello (SREP).
Tali indicatori monitorano l'impatto dei Rischi C&E di transizione e fisici sul rischio di credito e di mercato misurando la concentrazione attuale e prospettica verso le controparti maggiormente esposte. Il Gruppo ha altresì definito metriche di intensità delle emissioni GHG che permettono di monitorare le emissioni delle controparti inerenti al portafoglio crediti.
Gli indicatori SREP monitorati nel corso del 2024 nel Comitato Risk Management di Gruppo sono esplicitati nella tabella seguente:
| Tipologia indicatore | Rischio | Rischio C&E | Indicatore | |||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Indicatore di stock che monitora le esposizioni creditizie verso aziende ad alto rischio C&E di transizione alla data di riferimento |
||||||
| Rischio di Credito | Transizione | Indicatore di stock che monitora le esposizioni creditizie con immobili a garanzia verso classi energetiche peggiori (classi F e G) |
||||
| Indicatore di flusso che monitora le nuove erogazioni creditizie con immobili a garanzia verso classi energetiche peggiori (classi F e G) e la rispettiva evoluzione nel periodo di riferimento |
||||||
| Di concentrazione | Indicatore di stock che monitora il numero di rapporti creditizi con immobili a garanzia ad alto rischio C&E fisico |
|||||
| Indicatore di stock che monitora le esposizioni creditizie con immobili a garanzia ad alto rischio C&E fisico |
||||||
| Fisico | Indicatore di flusso che monitora le nuove erogazioni con immobili a garanzia ad alto rischio C&E fisico e la rispettiva evoluzione nel periodo di riferimento |
|||||
| Indicatore di stock che monitora le esposizioni creditizie verso aziende ad alto rischio C&E fisico |
||||||
| Di intensità | Transizione | Indicatore che monitora il grado di esposizione della Banca alle controparti ad alta intensità di emissioni di Scope 1 e 2 (WACI) |
Sono stati inoltre definiti due indicatori di primo livello, uno per il rischio di credito e uno per il rischio di mercato, per i quali sono state calibrate le soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance e, all'interno del Regolamento RAF, sono state definite le procedure di escalation che le funzioni/comitati di governance devono attivare in caso di superamento dei suddetti limiti.
| Tipologia indicatore | Rischio | Rischio C&E | Indicatore | Livello | |
|---|---|---|---|---|---|
| Di concentrazione | Rischio di Credito | Transizione e Fisico | Indicatore di stock che monitora le esposizioni creditizie verso aziende a rischio Environmental molto alto alla data di riferimento (rating E) |
I livello (RAF) | |
| Rischio di Mercato | Transizione e Fisico | Indicatore che monitora l'incidenza degli investimenti in titoli a rischio Environmental basso |
I livello (RAF) |
Relativamente all'inserimento delle componenti connesse al rischio climatico nel proprio framework di stress testing, il Gruppo ha:
Le analisi di stress si basano tutte sugli scenari NGFS (Network for Greening the Financial System):
Tale stima comprende le tematiche ESG, di cui la componente Environmental pesa circa il 10% della perdita inattesa totale;
o inoltre, nell'analisi di reverse stress test, sono stati valutati eventi estremi tra cui perdite operative, dal punto di vista C&E, danni a beni mobili e immobili e mancati guadagni dovuti all'interruzione delle operazioni a causa di un evento di rischio fisico localizzato a Reggio Emilia, dove la Banca ha la sua principale sede operativa.
L'impatto sull'adeguatezza patrimoniale è stato valutato sia nella visione NIP che in quella EIP.
L'impatto è in termini di riduzione degli indicatori LCR e Gap cumulato 1 mese.
I fattori C&E integrati nello scenario avverso dell'CAAP 2024 hanno un'incidenza sui fondi propri stressati a fine 2024 pari all'1,2%.
Nello scenario avverso dell'ILAAP 2024, i fattori C&E hanno un'incidenza sui conti correnti retail pari all'1,7% e sul portafoglio titoli pari al 0,7%.
Si riportano alcune Linee evolutive che verranno recepite nell'ICAAP 2025:
Il Gruppo, nel corso del primo semestre 2024, ha partecipato all'esercizio di stress della BCE One-off Fitfor-55 climate risk scenario analysis.
Di seguito si riportano altre azioni di mitigazione del rischio Ambientale delle controparti, in particolare attraverso lo strumento di finanziamento Sustainability Linked Loan, le politiche di investimento e screening dell'Area Wealth Management e le categorie di attivi eligible a cui Il Gruppo destina i proventi delle obbligazioni green o di sostenibilità.
Come indicato nell'ultimo aggiornamento del GSS Bond Framework di Credem avvenuto a Maggio 2024, i proventi delle emissioni di Green Bond, vengono utilizzati esclusivamente per finanziare e/o rifinanziare gli attivi eligible green, che hanno come fine quello di creare un impatto climatico positivo, incluso il mitigamento del cambiamento climatico, riducendo l'emissione di gas serra e la riduzione dell'inquinamento. Tutti questi impatti sono al fine di supportare la transizione verso un'economia lowcarbon. Gli attivi Eligible Green vengono rappresentati dalle seguenti categorie:
Nel 2024 l'Area Wealth Management, di concerto con le banche del Gruppo per i temi di contatto e di interrelazione, ha continuato il consolidamento e rafforzamento dei criteri di sostenibilità nei processi di investimento e nelle attività di governance. In particolare, è stato rafforzato lo scoring ESG proprietario basato su valutazioni esterne (MSCI, Mainstreet Partners) e due diligence interne, compresa quella sugli asset manager terzi, anche attraverso l'inclusione delle valutazioni delle caratteristiche di sostenibilità secondo la MIFID/IDD. Inoltre, sono stati ampliati i criteri di valutazione ESG sui prodotti gestiti dagli asset manager terzi attraverso un nuovo questionario di Due Diligence ESG anche al fine di monitorare la gestione del rischio "ambientale" da parte degli stessi sia a livello aziendale, che a livello di gestione di portafoglio. Sono stati considerati come PAI (Principali Effetti Avversi) prioritari nella gestione e rendicontazione dei PAI sia a livello di prodotti e servizi art. 8 SFDR ed a livello di Legal Entity il PAI 2 (Carbon Footprint t) ed il PAI 3 (Intensità dei gas serra delle società partecipate). Infine nel corso del 2024, nell'ambito del "Piano di Azione", predisposto da SIM e da SGR, in adempimento alle aspettative dettate dalla Banca d'Italia con lettera del 28 dicembre 2022 al fine di integrare, nell'arco di un triennio, i rischi climatici ed ambientali nel quadro della gestione dei rischi della Società, sono state definite:
Nel 2024 il Gruppo ha ulteriormente consolidato l'integrazione dei rischi sociali nel proprio modello di business, rafforzando le politiche e le iniziative orientate al benessere e allo sviluppo della forza lavoro. Il framework normativo interno - che include il Codice Etico, il Codice di Comportamento interno, il Regolamento di Gruppo in materia di Sostenibilità e la Policy di Gruppo People Management - assicura l'applicazione di standard elevati in termini di inclusione, trasparenza e pari opportunità.
Nel 2024 sono state mantenute le seguenti certificazioni in ambito Social:
Le suddette certificazioni, unitamente al Codice Etico, di Comportamento Interno e al Regolamento di Gruppo Sostenibilità, definiscono linee guida operative per la gestione dei rischi sociali e per l'implementazione di politiche di inclusione e trasparenza ed attestano l'impegno della banca nelle politiche gestionali verso tutte le Persone del Gruppo rispetto ai seguenti ambiti:
Nel 2024 è proseguito il percorso tracciato di pianificazione strategica integrata , che include anche obiettivi di carattere sociale, per favorire la creazione di valore. Sono stati inoltre definiti obiettivi sociali di medio termine per incrementare:
I risultati di consuntivazione degli obiettivi integrati nel processo di pianificazione preliminare al 2030, consuntivati a dicembre 2024 rispetto all'obiettivo annuale, sono riportati nella seguente tabella:
| Descrizione dell'obiettivo | Baseline 2022 | Consuntivo 2024 | Target 2030 |
|---|---|---|---|
| Assunzioni: incremento delle assunzioni complessive del periodo, favorendo le giovani generazioni |
172 | 371 | 700 |
| Congedi e permessi: garantire il mantenimento di una quota volontaria aziendale, incrementale rispetto agli obblighi normativi (6 tipologie che si aggiungono alle 8 già previste da Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro o CCNL) |
14 tipologie (6 in scadenza nel 2024) |
6 congedi | Mantenimento 6 tipologie di congedi e permessi extra Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro |
| Lavoro agile: incentivo al lavoro agile su tutta la popolazione aziendale |
86% | 86% | 86% |
| Prevenzione sanitaria: garantire un'attività periodica a tutta la popolazione aziendale |
Pacchetti prevenzione sanitaria biennale a carico dell'azienda |
4 campagne di prevenzione sanitaria |
Mantenimento dei pacchetti prevenzione sanitaria biennale a carico dell'azienda |
| Certificazioni sulla Parità di genere e retribuzione: politiche di diversità e inclusione, anche mediante certificazioni dedicate |
Certificazione Equal Salary, Certificazione Parità di Genere |
Certificazioni confermate |
Mantenimento Certificazione Equal Salary e Certificazione Parità di Genere |
| Quota di formazione e-learning sul totale della formazione erogata |
80% | 59% [1] | 80% |
| Formazione ESG: numero di Persone che nell'arco dell'anno fruiscono di almeno un corso ESG volontario |
21% | 23% | 30% |
L'obiettivo primario dei suddetti obiettivi è quello di garantire pari opportunità e valorizzare diversità, inclusione ed eque opportunità contribuendo alla creazione di valore. Attraverso la contaminazione di genere, conoscenze, competenze ed esperienze, vengono favorite creatività e innovazione, diminuisce il rischio di discriminazioni, viene incentivata la motivazione di dipendenti e collaboratori, la capacità di attrarre e trattenere Persone ad alto potenziale e un miglior clima aziendale.
Gli obiettivi sopra elencati vengono monitorati trimestralmente dal Comitato Sostenibilità di Gruppo. Le evoluzioni intermedie si sono dimostrate in linea con quanto prefissato ed allineate rispetto al target complessivo da raggiungere al 2030.
[1] Il dato, in controtendenza rispetto al target, rappresenta il ritorno parziale alla modalità fisica in aula dopo 2 anni di prevalenza online.
Tra le altre iniziative sociali attivate si evidenziano:
Per promuovere un ambiente di lavoro inclusivo, il Gruppo ha istituito un network di oltre 130 Diversity Coach, figure chiave per stimolare il dialogo interno e favorire l'adozione di pratiche non discriminatorie. Iniziative mirate supportano la selezione e lo sviluppo del personale basati esclusivamente sul merito, contribuendo a valorizzare la diversità e a garantire pari opportunità su tutti i livelli organizzativi.
L'attenzione al benessere fisico e mentale è rafforzata attraverso programmi di prevenzione sanitaria che includono pacchetti biennali di visite personalizzate, iniziative di prevenzione oncologica in collaborazione con enti specializzati e l'attivazione di servizi di virtual hospital. Parallelamente, il Gruppo ha implementato procedure strutturate per la gestione dei rischi legati alla salute e alla sicurezza sul lavoro, supportate da formazione specifica e sistemi di monitoraggio e feedback.
Sono stati definiti percorsi formativi dedicati alla sostenibilità, alle competenze digitali e alle soft skills, per favorire una job rotation interna più efficace e per preparare il personale alle sfide future. Le iniziative comprendono coaching individuale, percorsi di upskilling e formazione on the job, contribuendo alla crescita professionale e al rafforzamento della leadership aziendale. L' erogazione di percorsi formativi ESG è stata realizzata mediante la creazione di un Portale online formazione accessibile a tutti i dipendenti su base volontaria.
Le diverse iniziative di sostegno, collaborazioni con enti terzi, donazioni e/o sponsorizzazioni, al fine di promuovere l'istruzione, lo sviluppo delle competenze e l'imprenditorialità, sono un pilastro che consente a Credem di contribuire allo sviluppo sociale ed economico delle comunità in cui il Gruppo opera.
Nello specifico il Gruppo ha garantito oltre n. 1 mln di erogazioni liberali ad associazioni no profit e progetti di volontariato che operano in comunità fragili, svantaggiate e/o bisognose, ad esempio:
Per favorire la conciliazione tra vita professionale e privata, il Gruppo ha adottato modalità di lavoro agile, ampliato i congedi parentali e implementato un piano di welfare che offre servizi di supporto psicologico, consulenze specializzate e iniziative rivolte ai caregiver. Queste azioni mirano a creare un ambiente di lavoro sano e motivante, in grado di mitigare gli impatti negativi sul benessere dei dipendenti.
Attraverso indagini di clima, colloqui individuali e sistemi di feedback periodici, il Gruppo monitora costantemente il benessere organizzativo. Questi strumenti consentono di individuare tempestivamente aree di miglioramento e di adeguare le strategie di People Management, garantendo un processo decisionale partecipativo e orientato alle esigenze reali della forza lavoro.
Nel 2024 il Gruppo, nell'ambito del processo di redazione della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità ha condotto un'attività di Stakeholder engagement per definire gli impatti attuali e potenziali, positivi e negativi dell'impresa sull'economia, sull'ambiente e sulle persone, inclusi quelli sui diritti umani, nell'ambito delle sue attività e dei suoi rapporti di business, favorendo una comprensione più estesa dei rischi e delle opportunità (doppia materialità). Gli Stakeholder rilevanti sono stati identificati seguendo le linee guida dello Stakeholder Engagement (AA1000 SES) emanate da Accountability (2015). La survey condivisa con gli Stakeholder, 2.464 in totale, ha riguardato 24 impatti; per ciascuno è stato chiesto se fosse rilevante o meno per il business e/o per l'operatività aziendale al fine di definire la materialità degli stessi.
La valutazione degli impatti sociali ha riguardato due macro temi:
forza lavoro propria: il tema ha per oggetto le condizioni di lavoro (tra cui orario di lavoro, salari adeguati, libertà di associazione, contrattazione collettiva, equilibrio tra vita professionale e vita privata, salute e sicurezza); la parità di trattamento e di opportunità (tra cui parità di genere e di retribuzione, formazione e sviluppo delle competenze, occupazione e inclusione delle persone con disabilità, misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro) e altri diritti connessi al lavoro (tra cui il lavoro minorile e forzato e la riservatezza);
lavoratori nella catena del valore: Il tema ha per oggetto le condizioni di lavoro, la parità di trattamento e di opportunità e altri diritti legati al lavoro (tra cui il lavoro, minorile, il lavoro forzato, alloggi adeguati, acqua e servizi igienico-sanitari e rispetto della privacy) nell'ambito della catena di fornitura.
Per gli aspetti di governance inerenti ai rischi sociali si rimanda alla sezione Informazioni qualitative sui rischi di Governance - paragrafo Governance, nel quale tali aspetti sono rappresentati unitariamente per le tematiche ambientali, sociali e di governance.
Credem monitora i rischi legati ai fattori sociali mappando i potenziali impatti negativi che attraverso specifici canali di trasmissione possono concretizzarsi in rischi (finanziari e non finanziari) quantificabili e gestibili.
Il Gruppo considera i rischi ESG come potenziali driver di tutte le categorie di rischi tradizionali. Per tale motivo, partendo dall'analisi della normativa di riferimento e in linea con quanto previsto dalle aspettative di Vigilanza, il processo di identificazione dei rischi climatico-ambientali, sociali e di governance ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto è stato progressivamente aggiornato per includere nella Mappa dei Rischi di Gruppo nuove sotto-categorie di rischio, al fine di cogliere pienamente l'impatto dei rischi climatici e ambientali, sociali e di governance sulle principali categorie di rischio esistenti (ad esempio, rischio di credito, di mercato, operativo e di liquidità).
Le relative definizioni sono state integrate nel documento "Processo di identificazione dei rischi ed analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF" e nel documento "Linee guida di governo e gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) di Gruppo" pubblicato sul sito internet di Credem.
Una volta identificate le sottocategorie di rischio climatico-ambientale potenzialmente impattanti le categorie di rischio esistenti, è stato effettuato l'aggiornamento annuale dell'analisi di rilevanza alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.).
La valutazione della rilevanza del fattore Social relativo al rischio di credito viene effettuata sul perimetro delle controparti aziendali presenti nel portafoglio creditizio del gruppo Credem.
Viene assegnato alle singole controparti aziende del portafoglio creditizio del Gruppo, uno score di rischio, fornito da un Data Provider esterno, che rappresenta un rating sul Pillar S, in scala peggiorativa 1 - 5, in grado di sintetizzare le valutazioni sull'adeguatezza nella gestione dei fattori considerati da EBA nel "EBA report on management and supervision of ESG risks Allegato I". L'approccio metodologico prevede di misurare la concentrazione delle esposizioni verso le controparti con score peggiori (classi 4 e 5) sul totale portafoglio del Gruppo.
I risk driver considerati per la definizione dello score sono: Comunità e società, Rapporto con i dipendenti, Rapporto coi clienti, Diritti umani e Povertà e carestia.
Per il Rischio mercato il perimetro di analisi considerato è il portafoglio investimenti di proprietà, banking book e trading book, del Gruppo bancario Credem
Rischio di Mercato – RISCHIO SOCIAL
Per valutare l'impatto del rischio social sul portafoglio degli investimenti di proprietà del Gruppo Bancario Credem (trading e banking book), si adotta una heatmap che restituisce la valutazione di sintesi della rischiosità di ogni settore economico distinta sul Pillar Social. L'approccio metodologico utilizzato è il medesimo del pillar Environmental, riportato nella sezione Risk Management sui rischi ambientali, e prevede la misurazione della concentrazione di esposizioni della singola società verso gli emittenti valutati ad alto rischio social, dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo. I fattori social considerati per la definizione della matrice settoriale sono: disponibilità di acqua, cibo, alloggi, salute e servizi igienici, educazione, occupazione, energia, mobilità, informazione, cultura e patrimonio, integrità e sicurezza delle persone, giustizia, istituzioni forti, pace e stabilità, lavoro minorile, traffico di esseri uman reinsediamento forzato, violazione dei diritti umani dei lavoratori, esposizione controverse verso armi.
Per quanto riguarda il Rischio Operativo sono state analizzate le evidenze rivenienti dai processi di RSA e LDC sul rischio social.
I processi di gestione dei rischi operativi, Loss Data Collection e Risk Self Assessment, sono stati integrati al fine di catturare anche i fattori di rischio Social consentendo così di prendere in considerazione questi fattori e il loro potenziale impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativo. In particolare, relativamente al processo di Loss Data Collection, sono state definite le linee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che, a partire dal 2024, ne permettono l'identificazione all'interno del database di Gruppo delle perdite operative. Si segnala che tali eventi di perdita vengono inoltre recepiti in bilancio nelle voci accantonamenti a fondo rischi e oneri o nella voce oneri straordinari come ad esempio alcuni contenziosi lavoristici attualmente in corso. Nel 2024 non si sono registrati per il Gruppo eventi relativi a litigation risk in ambito Social.
In aggiunta, i questionari di Risk Self Assessment (processo di misurazione che mira a valutare, con frequenza almeno annuale, il livello di esposizione ai rischi operativi complessiva e per segmenti di operatività rilevanti), sono stati integrati con domande che descrivono scenari attinenti alle tematiche Social. In particolare, sono state introdotte domande relative a perdite a seguito di violazioni di regolamenti e leggi in materia di diritti umani, perdite a seguito di cause legali/contenzioso con i dipendenti relative al rapporto di impiego, perdite dovute all'operatività con controparti operanti in settori produttivi socialmente / eticamente controversi ecc..
Il processo di RSA determina i valori di Perdita Attesa, Inattesa e VaR prospettici relativi ai rischi operativi. La Perdita Attesa complessiva (quindi inclusiva dei valori relativi ai temi Social) viene inserita nel bilancio come budget degli oneri straordinari relativo all'anno successivo e quindi anche nello scenario baseline dell'ICAAP.
Di seguito vengono riportate le analisi svolte sul Rischio reputazionale:
La metodologia utilizzata per la valutazione del Rischio Reputazionale è finalizzata ad addivenire ad una stima del potenziale impatto economico derivante dal danno reputazionale. L'approccio utilizzato dal Gruppo per la stima della Reputational Loss prevede l'identificazione di una serie di eventi negativi da sottoporre ad un campione di clienti tramite un questionario. L'impatto è ottenuto associando le valutazioni espresse dalla clientela e valutando la riduzione della redditività conseguente all'abbandono o alla riduzione significativa del rapporto con la banca. La frequenza è fornita dal Top Management che valuta la probabilità di accadimento degli eventi descritti nel questionario.
Per l'analisi di rilevanza dei fattori ESG in ambito reputazionale, il Gruppo ha ricondotto alle categorie Social, gli eventi oggetto dell'approccio quantitativo utilizzato dal Gruppo per la valutazione del rischio reputazionale, identificando in tal modo alcuni potenziali scenari. In particolare, gli ambiti di indagine riguardano: l'attenzione all'ambiente di lavoro e al personale (welfare aziendale, pari opportunità, formazione), le discriminazioni, l'utilizzo di criteri sociali nella selezione degli investimenti, l'attivazione di politiche a supporto delle comunità locali, il greenwashing.
In particolare, alla luce dell'introduzione della nuova Direttiva Europea sulla rendicontazione societaria di sostenibilità Corporate Sustainability Reporting Directive, il Gruppo ha ricondotto le domande del questionario ai nuovi standard obbligatori per la rendicontazione di sostenibilità (European Sustainability Reporting Standards - ESRS).
Gli standard topics relativi all'ambito social, coperti da almeno un item del questionario dei rischi reputazionali sono:
Tale operazione ha mostrato che per l'esercizio prospettico 2025 gli ambiti inerenti a tematiche ESG costituiscono circa il 98% del valore a rischio complessivo e in particolare, gli eventi afferenti a fattori Social rappresentano il 92% dell'esposizione totale al rischio reputazionale.
La Perdita Inattesa derivante da tale stima (la componente Social pesa circa l'86% della perdita inattesa complessiva) viene inclusa nello scenario avverso dei processi RAF e ICAAP in termini di minor utile.
Alla luce delle metodologie sopra illustrate, si riporta di seguito la matrice di materialità sui rischi social svolta nel 2024 e valida per il 2025, per il Gruppo e per le Società ad esso appartenenti:

Di seguito si riportano altre azioni di mitigazione del rischio social delle controparti, in particolare attraverso lo strumento di finanziamento Sustainability Linked Loan, le politiche di investimento e screening dell'Area Wealth Management, le categorie di attivi eligible a cui Il Gruppo destina i proventi delle obbligazioni sociali o di sostenibilità e la composizione dell score Social utilizzato nel processo di monitoraggio del portafoglio crediti.
Il Sustainability Linked Loan è una tipologia di finanziamento che ha l'obiettivo di incentivare il raggiungimento di predefiniti obiettivi di sostenibilità da parte del beneficiario. Il finanziamento prevede la contrattualizzazione di obiettivi/KPI specifici in ambito Environmental (E), Social (S), Governance (G) finalizzati al miglioramento del profilo di sostenibilità della controparte, che consentono di pattuire, con specifica clausola contrattuale, impegni particolari con l'impresa, prevedendo la conferma dello spread contrattualmente stabilito o la sua riduzione (una tantum) in relazione:
In ambito Social i KPI utilizzabili riguardano specifiche tematiche, a titolo di esempio: assunzioni di personale che prevede la valorizzazione della parità di genere, dei giovani talenti e delle categorie protette, promuovendo un ambiente aziendale più diversificato ed inclusivo.
Nel 2024 l'Area Wealth Management, di concerto con le banche del Gruppo per i temi di contatto e di interrelazione, ha continuato il consolidamento e rafforzamento dei criteri di sostenibilità nei processi di investimento e nelle attività di governance. In particolare, è stato rafforzato lo scoring ESG proprietario basato su valutazioni esterne (MSCI, Mainstreet Partners) e due diligence interne, compresa quella sugli asset manager terzi,
anche attraverso l'inclusione delle valutazioni delle caratteristiche di sostenibilità secondo la MIFID/IDD. Inoltre, sono stati ampliati i criteri di valutazione ESG sui prodotti gestiti dagli asset manager terzi attraverso un nuovo questionario di Due Diligence ESG anche al fine di monitorare la gestione del rischio sociale da parte degli stessi sia a livello aziendale, che a livello di gestione di portafoglio. E' proseguita l'applicazione delle esclusioni valoriali (violazioni diritti umani e lavoro minorile) e politiche di esclusione per settori controversi (armi controverse, derivati su materie prime alimentari) su tutti si servizi e prodotti dell'Area Wealth. Tali esclusioni sono valorizzate anche nella prioritizzazione, gestione e rendicontazione dei PAI - Principali Effetti Avversi - sia a livello di prodotti e servizi art. 8 SFDR ed a livello di Legal Entity, in particolare attraverso il PAI 10 (Violazioni dei principi dello UN Global Compact) ed il PAI 14 (Esposizione ad armi controverse).
Come indicato nell'ultimo aggiornamento del GSS Bond Framework di Credem avvenuto a Maggio 2024, i proventi delle emissioni di Social Bond, vengono utilizzati esclusivamente per finanziare e/o rifinanziare gli attivi eligible social, che hanno come fine quello di creare un impatto sociale positivo, promuovere l'accesso ai servizi essenziali, facilitare l'inclusione sociale e promuovere l'occupazione. Gli attivi Eligible Social vengono rappresentati dalle seguenti categorie:
Per lo score Social si considerano un set di fattori ESG suggeriti dall'EBA, ovvero le aree tematiche o rischi da tenere in considerazione nell'ambito della valutazione ESG.
| EBA Factor | Variabili | Descrizione | Granularità | Relazione |
|---|---|---|---|---|
| Comunità / Società |
Indice di ruralità economica per dipendenti |
Indice sintetico di ruralità economica del territorio ponderato per numero di dipendenti occupati |
Individuale | Negativa |
| Indice di ruralità economica per unità locali |
Indice sintetico di ruralità economica del territorio ponderato per numero di unità locali |
Individuale | Negativa | |
| Indice di ruralità economica per trend |
Indice sintetico di ruralità economica del territorio ponderato per |
Individuale | Negativa |
Le variabili che compongono i vari EBA Factors sono di seguito riportate:
| EBA Factor | Variabili | Descrizione | Granularità | Relazione |
|---|---|---|---|---|
| trend di variazioni di dipendenti occupati |
||||
| Relazioni con i dipendenti |
Spesa per dipendente I** |
rapporto tra spesa del personale e numero dipendenti |
Individuale | Negativa |
| Precarietà lavorativa I |
% di lavoratori non a tempo indeterminato |
Individuale | Positiva | |
| Spesa per dipendente II |
Rapporto settoriale tra spesa del personale e numero dipendenti |
Geosettoriale | Negativa | |
| Precarietà lavorativa III |
% settore provincia di lavoratori non a tempo indeterminato |
Geosettoriale | Positiva | |
| ISI-INAIL | Presenza di un incentivo INAIL dedicato al miglioramento della sicurezza sul posto di lavoro |
Individuale | Negativa | |
| ISO 45001 | Presenza di ISO 45001 |
Individuale | Negativa | |
| Brevetto aziendale |
Presenza di un brevetto aziendale |
Individuale | Negativa | |
| Aiuti di Stato - Training courses |
Presenza di aiuti di stato per training del personale aziendale |
Individuale | Negativa | |
| Giorni di lavoro persi per incidenti |
Numero medio settore-regionale di giorni di lavoro persi per incidenti |
Geosettoriale | Positiva | |
| Infortuni professionali |
% di incidenti provinciale sul totale occupati |
Geosettoriale | Positiva | |
| Relazioni con i clienti |
ISO 9001 | Presenza di ISO 9001 |
Individuale | Negativa |
| Aiuti di Stato - Digital security |
Presenza di aiuti di stato per miglioramento della sicurezza digitale aziendale |
Individuale | Negativa | |
| DNF di gruppo | Pubblicazione da parte del gruppo aziendale di una |
Individuale | Negativa |
| EBA Factor | Variabili | Descrizione | Granularità | Relazione |
|---|---|---|---|---|
| DNF | ||||
| Codice di condotta fornitori |
Presenza sul sito web del Codice di Condotta dei Fornitori aziendali |
Individuale | Negativa | |
| Diritti umani | Impiegati terzo settore - S |
Distribuzione regionale degli impiegati del terzo settore |
Geosettoriale | Negativa |
| Povertà / Carestia | Aiuti di Stato - Lavoratori Svantaggiati |
Presenza di aiuti di stato per assunzione di lavoratori svantaggiati |
Individuale | Negativa |
*Individuale se la variabile è osservata sull'azienda, geo-settoriale se relativa al settore/regione di appartenenza dell'azienda.
** Disponibile solo per società di capitali
Il report ESG automatico può essere integrato con dati puntuali forniti dalla controparte stessa prendendo a riferimento quanto inserito in fase di compilazione del "Questionario ESG" mediante l'accesso da parte dell'azienda alla piattaforma del provider.
Le viste di portafoglio per tutti gli score adottati (ESG, E, S, G, Indice di Allerta Fisico, Score di rischio cronico, Score di rischio acuto, Score di Transizione), sono illustrate trimestralmente al Comitato Credit Strategy e al Consiglio di Amministrazione. Tali viste evidenziano la distribuzione per classi di rischio delle società in relazione ai diversi score adottati, su totale aziende e su segmento "Funzione Regolamentare Corporate".
Nel processo di concessione e di valutazione il focus è invece limitato allo Score Environmental, cui è stata priorità perché le metodologie sono più consolidate ed in ragione di una maggiore concentrazione sugli score di maggior rischio, rispetto agli score Social e Governance, che evidenziano valori più contenuti. Nei report ESG sulle singole posizioni sono riportati tutti gli score adottati, con punteggi analitici di valutazione dei fattori EBA E, S e G.
Anche nel corso del 2024 nel processo di pianificazione strategica integrata sono stati inclusi obiettivi di governance per favorire la creazione di valore nel lungo termine. Le variazioni rilevanti rispetto al ciclo di pianificazione precedente hanno riguardato l'estensione dell'orizzonte temporale di medio periodo al 2030, considerato snodo temporale importante della transizione climatica, e l'introduzione di una nuova tipologia di obiettivo.
In particolare il Gruppo si pone l'obiettivo di:
I risultati di consuntivazione degli obiettivi integrati nel processo di pianificazione preliminare al 2027, consuntivati a dicembre 2024 rispetto all'obiettivo annuale, sono riportati nella seguente tabella:
| Obiettivi | Target 2027 | Consuntivo 2024 |
|---|---|---|
| Stakeholder engagement su tematiche ESG | +25% | +87% |
| Potenziamento della correlazione tra temi ESG, sistema di MBO e superindice |
Estensione superindice ESG a tutto il personale più rilevante e introduzione KPIs specifici su legal entities e reti commerciali |
Raggiunto |
| Quota di induction ESG destinate a CdA e al Top Management del Gruppo |
Estensione del ciclo di induction ESG per CdA e Top Management del Gruppo |
Raggiunto |
| Migliorare il Rating CDP | B | C |
Si considerano i dati e le informazioni al 31.12.2022 come baseline per i target 2027.
La tabella seguente riporta gli obiettivi riconducibili ai fattori di governance, che impattano direttamente ed indirettamente sull'attività d'impresa, di medio termine (2030) rispetto ai dati del 2022 (baseline):
| Obiettivi | Baseline 2022 | Target 2030 |
|---|---|---|
| Stakeholder engagement su tematiche ESG | 11.350 | +25% |
| Induction ESG ESG | Induction destinate al CdA della Capogruppo |
Estensione induction a Organi di amministrazione e controllo, Top management e Link ESG del Gruppo |
| Obiettivi ESG integrati nelle politiche di remunerazione | Obiettivi ESG integrati nelle politiche di remunerazione (peso 10%) del Top Management e Amministratori Esecutivi |
Estensione obiettivi a tutto il Personale Più Rilevante, società del Gruppo e reti commerciali |
| Valutazione dei fornitori secondo criteri ESG | - | 100% |
| Migliorare il rating CDP | F | B |
Il valore si riferisce al numero di questionari inviati, le indagini hanno ottenuto 1.316 risposte.
Mediante survey, focus group e/o interlocuzione diretta.
Perimetro: fornitori commerciali (i.e. Entità o aziende con cui la banca ha un contratto d'appalto per la fornitura di beni o servizi).
Il Comitato Sostenibilità di Gruppo e il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, con funzioni istruttorie, propositive e consultive, supportano il Consiglio di Amministrazione in merito alla strategia e al presidio dei rischi di sostenibilità, facilitando un approccio integrato e consapevole. Il Comitato Sostenibilità di Gruppo:
Nell'esercizio delle suddette attività, il Comitato Sostenibilità si avvale del team Sustainability e Stakeholder Engagement e tiene conto delle informazioni rilevanti provenienti dalle Società del Gruppo e delle attività, proposte o linee guida formulate dai Comitati Asset & Liability Management, Credit Strategy, Demand Strategico, Sostenibilità Area Wealth, Brand, Comunicazione e Pubblicità, Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, per gli aspetti di comune rilevanza; collabora altresì con il Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo per la definizione degli obiettivi strategici di sostenibilità con orizzonti di breve, medio e lungo termine.
Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo:
Il Comitato Sostenibilità Area Wealth, svolge il ruolo di organo propositivo e consultivo in merito a tematiche di Corporate Social Responsibility e Sustainable Responsible Investments; svolge altresì un ruolo propositivo e consultivo nei confronti dei Comitati e dei Consigli di Amministrazione societari delle società dell'Area Wealth (Euromobiliare Advisory SIM, Euromobiliare Asset Management SGR, Credemvita, Credem Private Equity SGR ed Euromobiliare Fiduciaria) ed agisce in coerenza con il modello di governance in tema di sostenibilità di Gruppo e con le linee guida definite dalla Capogruppo, nel rispetto delle autonomie e delle specificità delle singole società.
Il team Sustainability & Stakeholder Engagement contribuisce all'implementazione delle iniziative volte allo sviluppo sostenibile del Gruppo favorendo una progressiva integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance nel modello di business per supportare la creazione di valore nel lungo termine a beneficio di tutti gli Stakeholder
Fornisce altresì un supporto al Comitato Sostenibilità di Gruppo; in particolare:
I Link ESG, sono figure individuate all'interno delle funzioni/ strutture della Capogruppo e delle Società del Gruppo, che fungono da collegamento tra le funzioni di riferimento di Credem/le Società del Gruppo di appartenenza e il team SSE per favorire la sinergia/coerenza dei flussi informativi concernenti le seguenti, principali tematiche connesse agli ambiti di Sostenibilità:
In sinergia e con il coordinamento del Team SSE, trimestralmente viene condiviso lo stato di avanzamento progettuale e/o delle eventuali azioni di remediation/evoluzione condivise e gli esiti del Comitato Sostenibilità di Gruppo.
Il Collegio Sindacale svolge svolge le funzioni di Organismo di vigilanza ai sensi del Decreto Legislativo 231/2001 e, oltre a proporre al Consiglio gli aggiornamenti al Modello di Organizzazione e Gestione, vigila sulla effettiva attuazione dello stesso attraverso la verifica della coerenza tra i comportamenti concreti ed il Modello istituito anche tramite il presidio di flussi informativi e l'ampia diffusione della formazione e dell'informazione in materia;
La funzione Internal Audit, con particolare riferimento al presidio dell'evoluzione dei controlli sui rischi ESG:
Alla funzione Enterprise Risk Management sono affidati:
Alla funzione Compliance è affidato il presidio delle novità normative e la valutazione dei relativi impatti, il presidio dei rischi di non conformità nella gestione del cambiamento (nuove normative, nuovi prodotti/servizi, nuovi processi), l'effettuazione di verifiche ex-post di adeguatezza ed efficacia delle procedure interne e definizione delle eventuali azioni di mitigazione (incluso loro follow-up).
Per ulteriori approfondimenti inerenti alla governance si rimanda alla Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari 2024, con particolare riferimento alla governance di sostenibilità, alla Rendicontazione consolidata di Sostenibilità 2024. Entrambi i documenti sono pubblicati sul sito internet della Capogruppo.
Nel corso del 2024 sono proseguiti, supportati da advisor esterni, i percorsi progettuali inerenti le seguenti iniziative specifiche:
presidio dei piani di azione finalizzati alla progressiva integrazione dei rischi ambientali e climatici nel modello di business e rispondere alle aspettative di vigilanza inerenti alla Capogruppo e a talune società del Gruppo;
Gli standard aziendali adottati nel Gruppo rappresentano lo "Standard di Data Governance" ai sensi della normativa vigente (Circolare 285 "sistema di gestione dei dati Sezione V Capitolo 4 – il Sistema Informativo") e sono normati all'interno di uno specifico Regolamento di Gruppo di Data & Analytics Governance. Il Regolamento ha l'obiettivo di fornire un framework di riferimento utile a garantire l'effettivo ed efficace governo e gestione dei dati aziendali e degli algoritmi lungo l'intero percorso di evoluzione dei dati del Gruppo.
Il framework identifica le figure e le strutture coinvolte, le relative responsabilità ed evidenzia i principi necessari a garantire la corretta gestione e utilizzo del patrimonio informativo aziendale. Tutte le informazioni ad oggi disponibili mediante l'architettura ESG sono state acquisite tramite infoprovider o da basi dati interne regolamentari. Per ciascun dato è quindi disponibile un set informativo inerente alla sua origine (se da fonte interna o esterna, se dato puntuale o dato stimato, la data di aggiornamento dello stesso, ecc.). Il processo di elezione di qualsiasi informazione alla base dati ESG è sottoposto alle regole di Data Governance, le quali prevedono la puntuale definizione della natura di ciascun dato in modo da rendere esplicito il grado di accuratezza/affidabilità dello stesso.
Anche nel 2024 è proseguita la correlazione tra politiche di remunerazione e performance ESG al fine di indirizzare le azioni e i comportamenti verso il raggiungimento di obiettivi aziendali legati alla sfera della sostenibilità ambientale, sociale e di governance. È stato utilizzato l'indicatore sintetico di sviluppo sostenibile indirizzato a tutto il Personale Più Rilevante e agli Amministratori Esecutivi (peso 10% sulla scheda KPIs) e caratterizzato dai seguenti items:
Nel 2024 la consuntivazione dell'indicatore ha confermato il pieno raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Nell'ambito del processo di stakeholder engagement 2024 è stata indagata anche la rilevanza di tematiche specifiche sulla governance, in particolare rispetto al tema della condotta d' impresa. Il tema ha per oggetto gli impatti rilevanti che il Gruppo genera e che includono la cultura d'impresa, la diffusione e la protezione dei canali di segnalazione delle azioni potenzialmente illecite per evitare ritorsioni sui lavoratori in conformità alla norme, il benessere degli animali, l'impegno politico e le attività di lobbying, la gestione dei rapporti con i fornitori, compresi il rispetto dei termini di pagamento e la corruzione attiva e passiva.
Il Gruppo ha implementato nuovi processi di gestione dei processi di procurement e di gestione delle esternalizzazioni che tengono conto dei criteri di sostenibilità relativi ai partner contrattuali. La valutazione dei rischi dei fornitori e delle forniture, compreso quelli legati agli aspetti di sostenibilità, è il filo conduttore che caratterizza tutte le fasi dei processi di procurement e gestione delle esternalizzazioni.
In fase di onboarding i fornitori devono completare un processo di qualifica che, oltre a raccogliere importanti dichiarazioni, dati, documenti e certificazioni sul rispetto dei diritti umani, dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente, va anche a determinare il cosiddetto rischio fornitore che si compone di quattro componenti con specifici pesi:
Credem monitora i rischi legati ai fattori di governance mappando i potenziali impatti negativi che attraverso specifici "canali di trasmissione" possono concretizzarsi in rischi (finanziari e non finanziari) quantificabili e gestibili.
I principali rischi di governance, individuati coerentemente con la mappa dei rischi, sono legati a fattori quali l'anticorruzione, l'antiriciclaggio, la presenza di iniziative e regole volte a garantire la business ethics e una governance solida e trasparente; si concretizzano principalmente in rischio reputazionale e in rischio operativo.
La tabella seguente esplicita la correlazione tra i temi materiali di governance presenti nell' analisi di materialità, i fattori di governance, i rischi connessi, gli impatti sui rischi tradizionali (finanziari e non finanziari) e gli eventuali presidi per la gestione e mitigazione:
Il Gruppo considera i rischi ESG come potenziali driver di tutte le categorie di rischi tradizionali. Per tale motivo, partendo dall'analisi della normativa di riferimento e in linea con quanto previsto dalle aspettative di Vigilanza, il processo di identificazione dei rischi climatico-ambientali, sociali e di governance ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto è stato progressivamente aggiornato per includere nella Mappa dei Rischi di Gruppo nuove sotto-categorie di rischio, al fine di cogliere pienamente l'impatto dei rischi climatici e ambientali, sociali e di governance sulle principali categorie di rischio esistenti (ad esempio, rischio di credito, di mercato, operativo e di liquidità). Le relative definizioni sono state integrate nel documento "Processo di identificazione dei rischi ed analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF" e nel documento "Linee guida di governo e gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) di Gruppo" pubblicato sul sito internet di Credem.
Una volta identificate le sottocategorie di rischio climatico-ambientale potenzialmente impattanti le categorie di rischio esistenti, è stato effettuato l'aggiornamento annuale dell'analisi di rilevanza alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.).
La valutazione della rilevanza del fattore Governance relativo al rischio di credito viene effettuata sul perimetro delle controparti aziendali presenti nel portafoglio creditizio del gruppo Credem.
Viene assegnato alle singole controparti aziende del portafoglio creditizio del Gruppo, uno score di rischio, fornito da un Data Provider esterno, che rappresenta un rating sul Pillar G, in scala peggiorativa 1 - 5, in grado di sintetizzare le valutazioni sull'adeguatezza nella gestione dei fattori considerati da EBA nel "EBA report on management and supervision of ESG risks Allegato I". L'approccio metodologico prevede di misurare la concentrazione delle esposizioni verso le controparti con score peggiori (classi 4 e 5) sul totale portafoglio del Gruppo.
I risk driver considerati per la definizione dello score sono: considerazioni etiche (es. rating di legalità, codice etico, ecc..), strategia e risk management (es. dirigenti, numero manager.), inclusività (es. percentuale di donne e/o giovani under 40, gap salariale uomini e donne, ecc..) e trasparenza (es. disclosure su temi ESG).
Per il Rischio mercato il perimetro di analisi considerato è il portafoglio investimenti di proprietà, banking book e trading book, del Gruppo bancario Credem.
Per valutare l'impatto del rischio governance sul portafoglio degli investimenti di proprietà del Gruppo Bancario Credem (trading e banking book), si adotta una heatmap che restituisce la valutazione di sintesi della rischiosità di ogni settore economico distinta sul Pillar Governance. L'approccio metodologico utilizzato è il medesimo del pillar Environmental e prevede la misurazione della concentrazione di esposizioni della singola società verso gli emittenti valutati ad alto rischio governance, dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo. I fattori governance per la definizione della matrice settoriale sono: economie sane e inclusive, convergenza economica, pagamenti illegali e non etici, pratiche lesive della concorrenza, violazioni di leggi antitrust, condotta anti-etica, approccio non etico in ambito tassazione, condotta anti-etica o impatti avversi sulla salute dei clienti.
Per quanto riguarda il Rischio Operativo sono state analizzate le evidenze rivenienti dai processi di RSA e LDC sul rischio social.
I processi di gestione dei rischi operativi, Loss Data Collection e Risk Self Assessment, sono stati integrati al fine di catturare anche i fattori di rischio Governance consentendo così di prendere in considerazione questi fattori e il loro potenziale impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativo. In particolare, relativamente al processo di Loss Data Collection, sono state definite le linee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che, a partire dal 2024, ne permettono l'identificazione all'interno del database di Gruppo delle perdite operative. Si segnala che tali eventi di perdita vengono inoltre recepiti in bilancio nelle voci accantonamenti a fondo rischi e oneri o nella voce oneri straordinari. Nel 2024 non si sono registrati per il Gruppo eventi relativi a litigation risk in ambito Governance.
In aggiunta, i questionari di Risk Self Assessment (processo di misurazione che mira a valutare, con frequenza almeno annuale, il livello di esposizione ai rischi operativi complessiva e per segmenti di operatività rilevanti), sono stati integrati con domande che descrivono scenari attinenti alle tematiche Governance. In particolare, sono state introdotte domande relative a perdite a seguito di mancato rispetto di norme e regolamenti interni, operazioni/attività/pratiche di mercato improprie, ecc…
Il processo di RSA determina i valori di Perdita Attesa, Inattesa e VaR prospettici relativi ai rischi operativi. La Perdita Attesa complessiva (quindi inclusiva dei valori relativi ai temi Governance) viene inserita nel bilancio come budget degli oneri straordinari relativo all'anno successivo e quindi anche nello scenario baseline dell'ICAAP.
Di seguito vengono riportate le analisi svolte sul Rischio reputazionale:
La metodologia utilizzata per la valutazione del Rischio Reputazionale è finalizzata ad addivenire ad una stima del potenziale impatto economico derivante dal danno reputazionale. L'approccio utilizzato dal Gruppo per la stima della Reputational Loss prevede l'identificazione di una serie di eventi negativi da sottoporre ad un campione di clienti tramite un questionario. L'impatto è ottenuto associando le valutazioni espresse dalla clientela e valutando la riduzione della redditività conseguente all'abbandono o alla riduzione significativa del rapporto con la banca. La frequenza è fornita dal Top Management che valuta la probabilità di accadimento degli eventi descritti nel questionario.
Per l'analisi di rilevanza dei fattori ESG in ambito reputazionale, il Gruppo ha ricondotto alle categorie Governance, gli eventi oggetto dell'approccio quantitativo utilizzato dal Gruppo per la valutazione del rischio reputazionale, identificando in tal modo alcuni potenziali scenari. In particolare, gli ambiti di indagine riguardano l'adozione di comportamenti non coerenti alla propria cultura aziendale, il finanziamento di aziende che operano in settori controversi, il falso in bilancio, ecc..
In particolare, alla luce dell'introduzione della nuova Direttiva Europea sulla rendicontazione societaria di sostenibilità Corporate Sustainability Reporting Directive, il Gruppo ha ricondotto le domande del questionario ai nuovi standard obbligatori per la rendicontazione di sostenibilità (European Sustainability Reporting Standards - ESRS).
Gli standard topics relativi all'ambito di governance, coperti da almeno un item del questionario dei rischi reputazionali sono:
Tale operazione ha mostrato che per l'esercizio prospettico 2025 gli ambiti inerenti a tematiche ESG costituiscono circa il 98% del valore a rischio complessivo e in particolare, gli eventi afferenti a fattori Governance rappresentano il 3% dell'esposizione totale al rischio reputazionale.
La Perdita Inattesa derivante da tale stima (la componente Governance pesa circa il 5% della perdita inattesa complessiva) viene inclusa nello scenario avverso dei processi RAF e ICAAP in termini di minor utile.

Alla luce delle metodologie sopra illustrate, si riporta di seguito la matrice di materialità sui rischi governance svolta nel 2024 e valida per il 2025, per il Gruppo e per le Società ad esso appartenenti:
Di seguito si riportano altre azioni di mitigazione del rischio di governance delle controparti, in particolare attraverso lo strumento di finanziamento Sustainability Linked Loan, le politiche di investimento e screening dell'Area Wealth Management e la composizione dello score Social utilizzato nel processo di monitoraggio del portafoglio crediti.
Il Sustainability Linked Loan è una tipologia di finanziamento che ha l'obiettivo di incentivare il raggiungimento di predefiniti obiettivi di sostenibilità da parte del beneficiario. Il finanziamento prevede la contrattualizzazione di obiettivi/KPI specifici in ambito Environmental (E), Social (S), Governance (G) finalizzati al miglioramento del profilo di sostenibilità della controparte, che consentono di pattuire, con specifica clausola contrattuale, impegni particolari con l'impresa, prevedendo la conferma dello spread contrattualmente stabilito o la sua riduzione (una tantum) in relazione:
In ambito Governance i KPI utilizzabili riguardano tematiche come, a titolo di esempio, l'uguaglianza di genere nei Consigli di Amministrazione o l'introduzione di policy per promuovere la parità di genere nel contesto d'azienda.
Nel 2024 l'Area Wealth Management, di concerto con le banche del Gruppo per i temi di contatto e di interrelazione, ha continuato il consolidamento e rafforzamento dei criteri di sostenibilità nei processi di investimento e nelle attività di governance. In particolare, è stato rafforzato lo scoring ESG proprietario basato su valutazioni esterne (MSCI, Mainstreet Partners) e due diligence interne, compresa quella sugli asset manager terzi, anche attraverso l'inclusione delle valutazioni delle caratteristiche di sostenibilità secondo la MIFID. Tale score, calcolato anche sul pilastro della Governance, viene utilizzato efficacemente nella gestione dei prodotti e servizi "sostenibili" (art. 8 e 9 SFDR) all'interno dell'Area Wealth. Inoltre, sono stati ampliati i criteri di valutazione ESG sui prodotti gestiti da asset manager terzi attraverso un nuovo questionario di Due Diligence ESG, anche al fine di monitorare la gestione dei rischi di governance, come ad esempio il greenwashing e la trasparenza.
Per lo score Governance si considerano un set di fattori ESG suggeriti dall'EBA, ovvero le aree tematiche o rischi da tenere in considerazione nell'ambito della valutazione ESG.
Le variabili che compongono i vari EBA Factors sono di seguito riportate:
Le variabili ESG che compongono i vari EBA Factors possono avere diversa granularità (individuale o geosettoriale*), diverso peso nel computo della valutazione dell'EBA e diversa relazione (positiva o negativa). Relazione positiva significa che all'aumentare della variabile diminuisce la virtuosità dell'azienda rispetto alla variabile osservata; relazione negativa significa che all'aumentare della variabile aumenta anche la virtuosità dell'azienda. Le variabili ESG che compongono gli EBA del macro-ambito Governance sono:
| EBA Factor | Variabili | Descrizione | Granularità | Relazione | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Considerazioni Etiche |
Rating Legalità | Presenza di un rating di legalità |
Individuale | Negativa | |||
| Codice etico | Presenza del codice etico su sito web aziendale |
Individuale | Negativa | ||||
| Collegio sindacale non obbligatorio |
Presenza di un collegio sindacale per imprese non obbligate dalla legge |
Individuale | Negativa | ||||
| Bilancio certificato non obbligatorio |
Presenza di un bilancio certificato per imprese non obbligate dalla legge |
Individuale | Negativa | ||||
| Settore legato al riciclaggio |
Flag di attività economica in settori legati ad attività di riciclaggio di denaro |
Geosettoriale | Positiva | ||||
| Strategia / Risk management |
Dirigenti e quadri III | % di imprese settoriale con dirigenti / quadri nella forza lavoro aziendale |
Geosettoriale | Negativa | |||
| Dirigenti e quadri I | % di dirigenti o quadri sul totale della forza lavoro aziendale |
Individuale | Negativa | ||||
| Inclusione | Gender gap I | % di esponenti donne |
Individuale | Negativa | |||
| Esponenti under 40 | % di esponenti under 40 |
Individuale | Negativa | ||||
| Gender gap II | Rapporto settoriale tra manager donne vs manager uomini |
Geosettoriale | Negativa** | ||||
| Gender pay | Variazione % tra paga lorda maschile e femminile osservata su dati provinciali |
Geosettoriale | Positiva | ||||
| Trasparenza | Parole chiave E da crawling sito web |
Presenza all'interno del sito web aziendale di parole chiave legate alla componente ambientale |
Individuale | Negativa | |||
| Parole chiave S da crawling sito web |
Presenza all'interno del sito web aziendale di parole chiave legate alla componente sociale |
Individuale | Negativa | ||||
| Parole chiave G da crawling sito web |
Presenza all'interno del sito web aziendale di parole chiave legate alla componente governance |
Individuale | Negativa | ||||
| Sito web | Presenza di un sito web aziendale |
Individuale | Negativa |
*Individuale se la variabile è osservata sull'azienda, geo-settoriale se relativa al settore/regione di appartenenza dell'azienda.
** Relazione negativa: Ad esempio, Più il rapporto tra manager donne vs manager uomini è alto, più l'EBA Factor Inclusione tende a migliorare e assumere valore medio o adeguato.
Il report ESG automatico può essere integrato con dati puntuali forniti dalla controparte stessa prendendo a riferimento quanto inserito in fase di compilazione del "Questionario ESG" mediante l'accesso da parte dell'azienda alla piattaforma del provider.
Le viste di portafoglio, per tutti gli score adottati (ESG, E, S, G, Indice di Allerta Fisico, Score di rischio cronico, Score di rischio di Transizione), sono illustrate trimestralmente al Comitato Credit Strategy e al Consiglio di Amministrazione. Tali viste evidenziano la distribuzione per classi di rischio delle società in relazione ai diversi score adottati, su totale aziende e segmento "Funzione Regolamentare Corporate".
Nel processo di concessione e di valutazione il focus è invece limitato allo Score Environmental, cui è stata priorità perché le metodologie sono più consolidate ed in ragione di una maggiore concentrazione sugli score di maggior rischio, rispetto agli score Social e Governance, che evidenziano valori più contenuti. Nei report ESG sulle singole posizioni sono riportati tutti gli score adottati, con punteggi analitici di valutazione dei fattori EBA E, S e G.
Nella presente sezione vengono rappresentate le seguenti tavole quantitative in ambito "Prudential disclosures on ESG risks (Article 449a CRR)":
Template 8 GAR (%)
Template 9.1 Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del BTAR
Si precisa che le informazioni quantitative sono rappresentate in milioni di euro.
Nel Template 1 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem nei confronti di società non finanziarie che operano in settori connessi al carbonio che contribuiscono in modo significativo al cambiamento climatico, e la qualità di tali esposizioni, compresi lo status di esposizione deteriorata, la classificazione come stage 2 e i relativi accantonamenti, nonché le classi di maturity.
Con riferimento alle metriche ESG, nel Template 1 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem verso controparti escluse dagli "EU Paris-aligned Benchmarks", poiché considerate particolarmente inquinanti. Tali controparti sono definite in accordo all'articolo 12, paragrafo 1, lettere da d) a g), e all'articolo 12, paragrafo 2, del regolamento delegato (UE) 2020/1818, in cui sono definite alcune percentuali soglia di coinvolgimento in tali attività economiche inquinanti superate le quali la società viene esclusa dai benchmark, come indicato di seguito:
Nella rendicontazione vengono inoltre rappresentate le esposizioni ecosostenibili in termini di mitigazione dei cambiamenti climatici o che consentono di realizzare la mitigazione, conformemente agli articoli 10 e 16 del Regolamento (UE) n. 2020/852.
Per l'identificazione delle controparti sopra citate e per il recupero dei dati di allineamento delle controparti soggette a NFRD, il Gruppo Credem si è avvalso di informazioni recuperate da un data provider esterno.
Per il reperimento dei dati riferiti alle le emissioni finanziate di gas a effetto serra (emissioni di ambito 1, 2 e 3 della controparte, per lo scope 3 sono considerate tutte le 15 categorie) in tonnellate di CO2 equivalente per le posizioni che maggiormente contribuiscono al cambiamento climatico, il Gruppo Credem si è avvalso di una data provider esterno. Per la stima delle emissioni sono utilizzate 3 metodologie:
● Stima basata sul database E-PRTR: questa metodologia si basa sull' European Pollutant Release and Transfer Register (E-PRTR) database messo a disposizione dall'Agenzia europea dell'ambiente (AEA). L'E-PRTR contiene informazioni complete sui più grandi impianti industriali in Europa, che riguardano le emissioni di inquinanti nell'aria, nell'acqua e nel suolo, nonché i trasferimenti di rifiuti per i grandi impianti di combustione in vari Paesi europei. Per la stima delle emissioni Scope 1, questo metodo viene utilizzato se il database E-PRTR contiene record sulle unità locali. Il processo consiste nel verificare se le coordinate geografiche di un'unità locale corrispondono a qualsiasi struttura all'interno del database E-PRTR e nel valutare la somiglianza dei nomi delle aziende. Se queste condizioni sono soddisfatte, le emissioni di gas serra delle strutture vengono sommate per determinare le emissioni Scope 1 dell'unità locale.
Ciascuna di queste metodologie è scelta in base a criteri specifici legati alla disponibilità e all'affidabilità dei dati.
I dati sulle emissioni, laddove comunicati dalla controparte, sono stati accuratamente recuperati; diversamente, sono stati stimati secondo le metodologie descritte in precedenza.
Modello 1: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua (1 di 3)
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | n | o | p | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valo re c |
abil e lo ont |
rdo | Ridu zion e di val lata ore acc umu , vari azio ni n tive late del ega acc umu valo dov ute al ri sch io d i re e quo cred ito e i anto ent acc nam |
Emi ssio ni fi ziat e di nan gas a effe tto a (e mis sion i di serr amb ito 1 3 d ella , 2 e ) (in nell di trop arte ton ate con CO2 ival ente ) equ |
|||||||||||||
| Sett ore/ Sot tose ttor e |
ui esp Di c osiz ioni vers o im e esc pres li indi luse dag i rifer ci d UE allin ime nto eati con l'acc ord o di Pari gi a nor ma dell 'art 12 graf o 1, para lette re d a d) ), a g e de ll'ar t. 12 , graf del o 2, para lam ento rego (UE ) 20 20/1 818 |
ui eco Di c t sos enib ile (CC M) |
ui esp Di c osiz i di fase oni 2 |
ui esp Di c osiz ioni dete rior ate |
ui esp Di c osiz ioni di fa se 2 |
ui esp Di c osiz ioni dete rior ate |
ui emi Di c ni fina ssio nzia te in amb ito 3 |
Emi ssio ni d i ga s a effe tto a (col serr a i): val ore con onn rdo perc tab ile lo uale del ent port afog lio r icav ato da s alaz ioni egn cific he spe 'imp dell resa |
<= 5 ann i |
> 5 ann i <= 1 0 ann i |
> 10 ann i <= 20 ann i |
> 20 ann i |
Dur ata med ia pon dera ta |
||||
| 1 | Esp osiz ioni ri ch ntri buis etto ver so s e co con o fort nte ai c amb iam ent i clim atic i* eme |
15.8 91 |
191 | 296 | 737 | 277 | (200 ) |
(9) | (177 ) |
42.2 38.2 65 |
40.9 83.9 52 |
0,37 % |
13.9 04 |
1.47 0 |
512 | 5 | 2,31 |
| 2 | A - A gric oltu ilvic oltu ra, s ra e pes ca |
442 | 4 | - | 34 | 13 | (8) | (1) | (7) | 326 .742 |
294 .598 |
1,13 % |
387 | 44 | 9 | 2 | 2,22 |
| 3 | B - A ttivi tà E ttiva stra |
34 | - | - | 2 | - | - | - | - | 38.3 37 |
33.4 40 |
- | 34 | - | - | - | 2,65 |
| 4 | B.05 - Es traz ione di c arbo lign ite ne e |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 5 | ione di p lio g io e di g B.06 - Es traz etro regg as rale natu |
1 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 1 | - | - | - | 0,15 |
| 6 | B.07 - Es traz ione di m iner ali m etal lifer i |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | B.08 - A ltre attiv ità e ttive stra |
33 | - | - | 1 | - | - | - | - | 38.2 61 |
33.4 04 |
- | 33 | - | - | - | 2,70 |
| 8 | B.09 - At tivit à de i se rviz i di s all'e zion orto stra upp e |
- | - | - | - | - | - | - | - | 76 | 36 | - | - | - | - | - | 2,02 |
| 9 | C - A ttivi tà m anif attu riere |
7.64 7 |
99 | 13 | 320 | 82 | (58) | (3) | (50) | 21.6 14.4 76 |
20.8 91.9 78 |
1,05 % |
7.12 2 |
413 | 111 | - | 1,93 |
| 10 | C.10 - In dus trie alim enta ri |
1.57 7 |
- | - | 53 | 12 | (10) | - | (8) | 3.86 6.48 0 |
3.75 5.76 7 |
0,17 % |
1.52 7 |
39 | 11 | - | 1,34 |
| 11 | C.11 - P rod uzio ne d i be de van |
268 | - | - | 7 | 1 | (1) | - | - | 100 .012 |
89.2 26 |
4,20 % |
251 | 18 | - | - | 1,67 |
| 12 | C.12 - In dus tria del taba cco |
3 | 3 | - | - | - | - | - | - | 201 | 105 | - | 3 | - | - | - | 0,25 |
| 13 | C.13 - In dus trie ili tess |
198 | - | - | 15 | 2 | (1) | - | (1) | 739 .788 |
730 .128 |
- | 184 | 10 | 4 | - | 1,91 |
| 14 | C.14 - C onfe zion e di icol i di a bbig liam art ento |
123 | - | - | 6 | 5 | (4) | - | (3) | 78.6 68 |
74.5 64 |
- | 111 | 11 | 1 | - | 1,62 |
| 15 | C.15 - C onfe zion e di art icol i in p elle imil i e s |
94 | - | - | 14 | 7 | (3) | - | (3) | 82.5 65 |
81.5 90 |
- | 86 | 5 | 2 | - | 1,79 |
| 16 | C.16 tria i in l - In dus del legn dott o e pro egn o e hero (es clus i mo bili) ; fab bric azio ne d i art icol i in sug lia e teri ali d a in cio trec pag ma |
137 | - | - | 4 | 2 | (1) | - | (1) | 255 .185 |
244 .114 |
- | 121 | 11 | 4 | - | 2,86 |
| 17 | C.17 - Fa bbr icaz ione del la p asta da cart a, d ella dei dott i di c cart arta a e pro |
232 | - | - | 10 | 1 | (1) | - | - | 708 .424 |
644 .562 |
- | 209 | 20 | 2 | - | 2,19 |
| 18 | C.18 - St ripr odu zion i reg istra ti port amp a e e su sup |
102 | - | - | 5 | 1 | (1) | - | (1) | 71.9 34 |
64.1 80 |
- | 94 | 6 | 2 | - | 2,24 |
Modello 1: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua (2 di 3)
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | n | o | p | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valo | ont abil e lo rdo re c |
Ridu zion vari azio valo re e cred |
e di val ore ni n tive ega acc dov ute quo ito e anto acc |
lata acc umu , late del umu al ri sch io d i ent i nam |
Emi ssio ni fi ziat e di nan ffet to s gas a e erra (em issio ni d i am bito 1, 2 e lla con 3 de ) (in trop arte ton O2 equ nell ate di C ivale nte) |
Emi i gas ssio ni d a effe tto serr |
Dur ata med ia pon dera ta |
||||||||||
| Sett ore/ Sot tose ttor e |
Di c ni vers ui e sizio spo o im e esc pres li indi luse dag i rifer ci d UE allin ime nto eati con l'acc ord o di Pari gi a ma dell nor 'art 12 para o 1, lette graf re d a d) ), a g e de ll'ar t. 12 , graf del o 2, para lam ento rego (UE ) 20 20/1 818 |
ui eco Di c ten ibile sos (CC M) |
ui esp Di c osiz ioni di fa se 2 |
ui esp Di c osiz ioni dete rior ate |
ui esp Di c osiz ioni di fa se 2 |
ui esp Di c osiz ioni dete rior ate |
ui emi Di c ni fina ssio te in a nzia mbi to 3 |
a (col a i): onn valo re con ile lord tab o ent uale perc del lio port afog rica da vato nala zion i seg cific he spe dell 'imp resa |
<= 5 ann i |
> 5 i <= 1 ann 0 ann i |
> 10 i <= 2 ann 0 ann i |
i > 20 ann |
|||||
| 19 | C.19 - Fa bbr icaz ione di c oke rodo tti d eriv anti e p dall ffin azio ne d el p lio etro a ra |
99 | 95 | - | - | - | - | - | - | 562 .780 |
531 .123 |
- | 99 | - | - | - | 1,24 |
| 20 | C.20 - Fa bbr icaz ione di p rodo tti c him ici |
379 | 1 | - | 27 | 6 | (3) | - | (3) | 619 .380 |
529 .710 |
- | 356 | 20 | 3 | - | 1,84 |
| 21 | C.21 - Fa bbr icaz ione di p rodo tti f utic i di arm ace bas di p rati farm utic i e e repa ace |
102 | - | - | 2 | - | - | - | - | 32.3 79 |
25.5 84 |
- | 93 | 7 | 2 | - | 1,54 |
| 22 | C.22 - Fa bbr icaz ione di a rtico li in gom ma |
493 | - | - | 17 | 3 | (2) | - | (2) | 2.07 7.45 0 |
2.04 4.95 1 |
- | 466 | 22 | 4 | - | 2,17 |
| 23 | C.23 - Fa bbr icaz ione di a ltri p rodo tti d ella lavo razi di m iner ali n etal lifer i one on m |
307 | - | - | 8 | 2 | (2) | - | (1) | 1.30 4.21 3 |
1.20 7.98 2 |
11,9 9% |
282 | 21 | 4 | - | 2,16 |
| 24 | C.24 - At tivit à m etal lurg iche |
436 | - | 2 | 20 | 6 | (3) | - | (2) | 1.43 1.28 0 |
1.30 4.12 5 |
0,16 % |
425 | 9 | 2 | - | 1,40 |
| 25 | C.25 - Fa bbr icaz ione di p rodo tti in tallo clus i me , es chin ari e att atur mac rezz e |
1.12 6 |
- | - | 50 | 10 | (7) | - | (6) | 1.03 9.56 5 |
978 .832 |
- | 1.02 6 |
74 | 27 | - | 2,48 |
| 26 | C.26 - Fa bbr . di c uter rodo tti d i ele ttro nica omp e p tica e ot |
170 | - | 7 | 10 | 2 | (1) | - | (1) | 308 .692 |
305 .372 |
- | 165 | 5 | 1 | - | 1,94 |
| 27 | C.27 icaz ione di a hiat tric - Fa bbr elet he ppa recc ure |
261 | - | - | 15 | 1 | (1) | - | - | 1.76 6.13 1 |
1.75 8.92 1 |
- | 249 | 8 | 4 | - | 1,61 |
| 28 | C.28 - Fa bbr icaz ione di m hina ri ed acc chia ture N.C .A. app arec |
1.00 4 |
- | - | 26 | 15 | (11) | - | (10) | 5 .775 .347 |
5 .741 .064 |
- | 900 | 78 | 26 | - | 2,26 |
| 29 | C.29 - Fa bbr icaz ione di a utov eico li, ri chi mor e irim i orch sem |
135 | - | 1 | 7 | 1 | (1) | - | (1) | 58.6 49 |
55.7 18 |
5,68 % |
116 | 16 | 3 | - | 2,38 |
| 30 | C.30 - Fa bbr icaz ione di a ltri m i di t orto ezz rasp |
51 | - | - | 1 | - | - | - | - | 163 .693 |
162 .881 |
- | 47 | 3 | 1 | - | 1,51 |
| 31 | C.31 - Fa bbr icaz ione di m obil i |
109 | - | 2 | 6 | 2 | (2) | - | (2) | 395 .921 |
392 .592 |
- | 96 | 12 | - | - | 2,36 |
| 32 | C.32 - A ltre indu strie nifa ttur iere ma |
129 | - | - | 8 | 1 | (1) | - | (1) | 69.2 11 |
66.3 37 |
19,5 8% |
117 | 10 | 2 | - | 2,00 |
| 33 | C.33 - R ipar azio ins talla zion e di cch ine ed ne e ma chia ture app arec |
113 | - | - | 7 | 3 | (2) | - | (2) | 106 .528 |
102 .548 |
- | 98 | 10 | 4 | - | 2,57 |
| 34 | D - F itur a di rgia ele ttric aria orn ene a, g as, v apo re e dizi ta con ona |
235 | 45 | 43 | 15 | 3 | (3) | - | (3) | 228 .325 |
218 .653 |
1,14 % |
221 | 12 | 2 | - | 1,46 |
| 35 | D.35 .1 - P rod uzio tras mis sion dist ribu zion ne, e e e di e ia e lett rica nerg |
139 | 20 | 43 | 14 | 1 | (1) | - | (1) | 24.1 95 |
20.5 99 |
2,71 % |
125 | 12 | 2 | - | 1,42 |
| 36 | D.35 .11 - Pro duz ione di e ia e lett rica nerg |
54 | 20 | 7 | 2 | 1 | - | - | - | 17.3 54 |
10.1 83 |
2,43 % |
40 | 12 | 2 | - | 2,90 |
| 37 | D.35 Pro duz ione di g dist ribu zion e di .2 - as; bus tibil i ga si m edia dott nte com sso con e |
93 | 25 | - | 1 | 2 | (2) | - | (2) | 196 .819 |
191. 810 |
- | 93 | - | - | - | 1,49 |
| 38 | D.35 For nitu ra d i vap ia c ond izio .3 - nata ore e ar |
2 | - | - | - | - | - | - | - | 7.31 0 |
6.24 4 |
- | 2 | - | - | - | 2,13 |
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | n | o | p | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valo abil e lo rdo ont re c |
Ridu zion e di val lata ore acc umu , vari azio ni n tive late ega acc umu al ri io del valo dov ute sch re e quo di c redi i to e anto ent acc nam |
ni fi ziat e di nan ffet to s erra ni d i am bito 1, 2 e (in ont rte) ropa O2 equ di C ate ivale nte) |
Emi ssio ni d i ga s a ef fett rra (col o se |
||||||||||||||
| Sett ore/ Sot tose ttor e |
ni vers Di c ui e sizio spo o im clus pres e es e dag i rifer li ind ici d ime UE a lline ati nto l'ac cord o di Par igi con del l'art 12 para a no rma graf o 1, lette re d a d) a g), e de ll'art . 12, graf o 2, del para lam ento (UE ) rego 202 0/18 18 |
ui eco Di c ibile ten sos (CC M) |
ui esp Di c osiz ioni di fa se 2 |
ui esp Di c osiz ioni dete rior ate |
ui esp Di c osiz ioni di fa se 2 |
ui esp Di c osiz ioni dete rior ate |
ui emi Di c ni fina ssio nzia te in amb ito 3 |
a i): val ore con onn ile lo rdo perc tab uale del ent afog lio port rica da vato nala zion i seg cific he spe dell 'imp resa |
<= 5 ann i |
> 5 ann i <= 10 ann i |
> 10 ann i <= 2 0 ann i |
> 20 ann i |
Dur ata med ia pon dera ta |
||||
| 39 | tà d E - F itur a di reti fog nari ttivi i ge stio ne d ei orn acq ua; e, a rifiu ti e risa ento nam |
348 | - | - | 15 | 2 | (2) | - | (1) | 934 511. |
473 .423 |
6,52 % |
320 | 28 | - | - | 1,79 |
| 40 | F - C ostr uzio ni |
699 | 1 | 148 | 41 | 35 | (29) | (1) | (28) | 1.02 7.42 1 |
1.00 2.13 9 |
0,44 % |
610 | 53 | 36 | - | 2,59 |
| 41 | - C F.41 ostr uzio ne d i ed ifici |
155 | - | 51 | 14 | 22 | (18) | - | (18) | 177. 029 |
173. 739 |
- | 123 | 15 | 17 | - | 2,89 |
| 42 | F.42 - In neri a civ ile geg |
222 | 1 | 31 | 11 | 2 | (2) | - | (2) | 548 .287 |
540 .100 |
- | 206 | 9 | 7 | - | 2,51 |
| 43 | F.43 - La vori di c uzio ializ zati ostr ne s pec |
322 | - | 67 | 16 | 11 | (9) | - | (8) | 302 .105 |
288 .300 |
0,85 % |
280 | 29 | 12 | - | 2,53 |
| 44 | G - C erci o al l'ing al d etta glio ; rip ione di omm ross o e araz veic oli e icli auto toc mo |
4.34 7 |
35 | 13 | 153 | 80 | (58) | (2) | (52) | 82.2 17.4 75 |
17.2 66.7 15 |
1,52 % |
4.00 6 |
238 | 103 | - | 1,68 |
| 45 | H - T orto zzin io rasp e m aga agg |
651 | - | 1 | 31 | 9 | (7) | - | (6) | 420 .470 |
229 .778 |
- | 542 | 101 | 7 | 1 | 3,13 |
| 46 | H.49 - T orto ter rest tra rto med iant ndo tte rasp re e spo e co |
370 | - | 1 | 20 | 6 | (4) | - | (3) | 160 .576 |
139 .955 |
- | 336 | 28 | 6 | - | 2,75 |
| 47 | H.50 - T orti ittim i e p ie d 'acq rasp mar er v ua |
73 | - | - | 5 | - | - | - | - | 167. 601 |
8.09 8 |
- | 26 | 47 | - | - | 6,75 |
| 48 | H.51 - T orto rasp aer eo |
1 | - | - | - | - | - | - | - | 416 | 53 | - | 1 | - | - | - | 1,33 |
| 49 | H.52 - M zzin io e att ività di s orto ai t orti aga agg upp rasp |
203 | - | - | 5 | 3 | (3) | - | (2) | 90.7 03 |
80.5 54 |
- | 175 | 25 | 2 | 1 | 2,58 |
| 50 | - Se tà d H.53 rviz i po stal i e a ttivi i co rrie re |
3 | - | - | 1 | - | - | - | - | 1.17 3 |
1.118 | - | 3 | - | - | - | 0,60 |
| 51 | I - S ervi zi d i allo ggio e d i ris tora zion e |
215 | - | 1 | 20 | 11 | (6) | - | (5) | 506 .857 |
494 .300 |
- | 126 | 54 | 35 | - | 5,14 |
| 52 | L - A ttivi tà im mob iliar i |
1.27 3 |
6 | 76 | 107 | 42 | (29) | (2) | (26) | 81.4 29 |
78.9 28 |
- | 537 | 526 | 208 | 2 | 5,99 |
| 53 | Esp osiz ioni etto ri di i da lli ch ntri buis ver so s vers que e co con o in m isur nsid ole ai c amb iam i clim atic i* ent a co erev |
2.27 3 |
- | 33 | 126 | 26 | (18) | (1) | (15) | - | - | - | 1.99 4 |
219 | 59 | 1 | 2,52 |
| 54 | K - A ttivi tà fi ziar ie e icur ativ nan ass e |
94 | - | 2 | 1 | 1 | (1) | - | (1) | - | - | - | 72 | 7 | 15 | - | 3,70 |
| 55 | ri (C CE J Esp osiz ioni ltri s etto odic i NA , M - U) ver so a |
2.17 9 |
- | 31 | 125 | 25 | (18) | (1) | (14) | - | - | - | 1.92 1 |
212 | 44 | 1 | 2,47 |
| 56 | Tot ale |
18.1 64 |
192 | 329 | 863 | 303 | ( 218 ) |
(10) | (192 ) |
42.2 38.2 65 |
40.9 83.9 52 |
0,34 % |
15.8 98 |
1.69 0 |
570 | 6 | 2,34 |
* Conformemente al regolamento delegato (UE) 2020/1818 della Commissione che integra il regolamento (UE) 2016/1011 per quanto riguarda le norme minime per gli indici di riferimento UE di transizione climatica e per gli indici di riferimento UE allinenati con l'accordo di Parigi - regolamento sulle norme per gli indici di riferimento climatici - considerando 6: settori di cui alle sezioni da A a H e alla sezione L dell'allegato I del regolamento (CE) n. 1893/2006
Nel Template 2 è rappresentato il "gross carrying amount" dei prestiti garantiti da immobili commerciali e residenziali erogati dal Gruppo Credem, con un focus sulle informazioni riguardanti il livello di efficienza energetica delle garanzie reali misurato in termini di consumo energetico in kWh/m2 e in termini di classe attribuita dall'attestato di prestazione energetica (APE).
Il template richiede inoltre la medesima disclosure riferita alle garanzie reali immobiliari recuperate (c.d. repossessed collateral), tuttavia si tratta di una casistica non applicabile per il Gruppo Credem.
A partire dal 2024, il Gruppo Credem ha avviato il processo a regime per gestire in modo strutturato la raccolta delle etichette APE e dei livelli di efficienza energetica sulle nuove erogazioni a partire dal processo di perizia. Per il pregresso, il Gruppo Credem si è basato sui dati raccolti per le disclosure precedenti, per cui si era avvalso di un data provider esterno.
Modello 2: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili — Efficienza energetica delle garanzie reali
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | n | o | p | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Val nta bile lor do tot ale ore co |
|||||||||||||||||
| Live llo d i ef fici tica (pu io d i pr azi etic a in kW h/m nte est ² enz a e ner ge gg one en erg Live llo d i ef fici tica (c lass e A PE del le g nzi ali) enz a e ner ge ara e re del le g nzie li) ara rea |
Sen lass e A PE del le za c ie r eal i gar anz |
||||||||||||||||
| Set e d ella tor ntro te co par |
0; < = 10 0 |
> 10 0; < = 200 |
> 2 00; <= 300 |
> 3 00; <= 400 |
> 4 00; <= 500 |
00 > 5 |
A | B | C | D | E | F | G | Di c i effi ui li vel lo d cie nza ene tica rge (pu io P E in nte gg kW h/m ² de lle ie r eal i) gar anz stim ato |
|||
| 1 | Tot ale a U E are |
12.6 41 |
1.44 4 |
4.2 07 |
1.91 7 |
1.06 2 |
384 | 147 | 385 | 134 | 150 | 294 | 406 | 468 | 525 | 10.2 79 |
66, 14% |
| 2 | Di c ui p titi iti d a b eni im bili ant res gar mo non ide nzia li res |
806 | 6 | 22 | 55 | 59 | 27 | 5 | 1 | 1 | 3 | 2 | 2 | 2 | 6 | 789 | 19,9 3% |
| 3 | Di c ui p titi iti d a b eni im bili ant res gar mo ide nzia li res |
11.8 35 |
1.43 8 |
4.18 5 |
1.86 2 |
1.00 3 |
356 | 142 | 384 | 134 | 147 | 292 | 404 | 466 | 520 | 9.4 90 |
69, 98% |
| 4 | Di c ui g nzie li ot ise ndo il ten ute ara rea ac qu ne be ni im bili ide nzia li e pos ses so: mo res non ide nzia li res |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 5 | Di c ui L ive llo d i ef fici tica enz a e ner ge (pu io P E in kW h/m ² de lle g nzi ali) nte gg ara e re stim ato |
6.7 98 |
769 | 3.3 28 |
1.43 9 |
876 | 319 | 68 | - | - | - | - | - | - | - | 6.7 98 |
100 ,00 % |
| 6 | Tot ale tra UE are a ex |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | Di c ui p titi iti d a b eni im bili ant res gar mo non ide nzia li res |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 8 | Di c ui p titi iti d a b eni im bili ant res gar mo ide nzia li res |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 9 | Di c ui g nzie li ot ise ndo il ten ute ara rea ac qu ne be ni im bili ide nzia li e pos ses so: mo res non ide nzia li res |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 10 | Di c ui L ive llo d i ef fici tica enz a e ner ge (pu io P E in kW h/m ² de lle g nzi ali) nte gg ara e re stim ato |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
Nel Template 3 sono rappresentate le alignment metric rispetto all'obiettivo NZE2050 relative al portafoglio classificato secondo i settori di attività economica definiti da IEA. Sulle stesse alignment metric, in tale Template è rappresentata la distanza rispetto al punto della curva al 2030 dello scenario climatico NZE2050, nonché è fissato un target a 3 anni.
Sulla base dell'analisi di rilevanza svolta in sede di definizione dei target climatici ed ambientali, il Gruppo Credem rendiconta i seguenti settori: "Oil & Gas" e "Power". Le variabili ricomprese nell'analisi di rilevanza citata (basata sul portafoglio crediti e sul portafoglio titoli del Gruppo Credem) sono le seguenti:
Per il calcolo dell'intensità emissiva a livello di settore, il Gruppo Credem utilizza una metrica calcolata come media pesata in funzione del Gross Carrying Amount delle intensity (GHG/livelli di produzione) delle singole controparti che ne fanno parte. Con riferimento al settore "Oil & Gas" è utilizzata la metrica "Average tonnes of CO2 per GJ"; mentre per il settore "Power" è utilizzata la metrica "Average tons of CO2 per MWh". Il Gruppo Credem ha reperito le intensity ed i relativi livelli di produzione direttamente dalla Disclosure non Finanziaria (DNF) delle relative controparti che pubblicano tale documentazione; per le controparti che invece non pubblicano la DNF, il Gruppo Credem si è servito di una data provider esterno per il reperimento delle informazioni relative alle GHG ed ha stimato i dati relativi ai livelli di produzione.
L'anno di riferimento è stato selezionato dal Gruppo Credem sulla base della data degli ultimi dati disponibili per il calcolo dell'alignment metric: 31/12/2024.
Il Gruppo Credem ha calcolato la distanza dallo scenario IEA al 2030 applicando la formula2 indicata dal COMMISSION IMPLEMENTING REGULATION (EU) 2022/2453 – Annex II. La "IEA scenario metric in 2030" è derivata direttamente dallo scenario IEA e corrisponde alla intensity (GHG/livelli di produzione) del settore a livello mondiale al 2030.
I target al 31/12/2027 sui due settori rendicontati sono stati identificati dal Gruppo Credem in coerenza con gli scenari Net Zero IEA.
2 Distance = (Metric at reference year – IEA scenario metric in 2030 / IEA scenario metric in 2030)*100
Modello 3: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento
| a | b | c | d | e | f | g | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Settore | Settore NACE (come minimo) |
Valore contabile lordo di portafoglio (milioni di euro) |
Metrica di allineamento |
Anno di riferimento |
Distanza dallo scenario "zero emissioni nette" entro il 2050 dell'AIE in % |
Target 3 anni | ||
| 27 | 25,57 | |||||||
| 27.12 | 25,57 | |||||||
| Energia | 33.14 | 4,78 | 2024 | 34,99% | ||||
| 35 | 69,13 | |||||||
| 1 | 35.1 | 69,13 | tCo2/MWh | 0,185 | ||||
| 35.11 | 38,96 | |||||||
| 35.12 | - | |||||||
| 35.13 | - | |||||||
| 35.14 | 28,42 | |||||||
| 43.21 | 103,96 | |||||||
| 06.1 | - | |||||||
| 06.2 | - | |||||||
| 09.1 | - | |||||||
| 19.2 | 96,45 | |||||||
| 20.14 | 4,96 | |||||||
| 2 | Combustione di combustibili fossili |
35.2 | 83,93 | tCo2/Gj | 2024 | 27,26% | 0,065 | |
| 35.21 | 1,51 | |||||||
| 35.22 | 27,25 | |||||||
| 35.23 | 55,17 | |||||||
| 46.12 | 3,56 | |||||||
| 46.71 | 194,13 |
Nel Template 4 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem verso controparti che figurano tra le prime 20 imprese a più alta intensità di carbonio a livello mondiale, e viene data un'indicazione sulla numerosità delle imprese più inquinanti incluse nel calcolo del valore contabile lordo aggregato.
Per il recupero della lista delle società appartenenti alle "top 20 polluting firms", il Gruppo Credem si è avvalso di un data provider esterno. Nei dati messi a disposizione dal data provider sono considerate anche le eventuali società controllate dalle holding incluse in suddetta lista. Inoltre, anche per il recupero dei dati di allineamento delle controparti soggette a NFRD, il Gruppo Credem si è avvalso di informazioni recuperate da un data provider esterno.
Le esposizioni presenti nel Modello 4 al 31 dicembre 2024 sono pressoché interamente riconducibili a titoli di debito del banking book.
| a | b | c | d | e | |
|---|---|---|---|---|---|
| Valore contabile lordo (aggregato) |
Valore contabile lordo riferito alle controparti rispetto al valore contabile lordo totale (aggregato)* |
Durata media ponderata | Numero di imprese tra le 20 più inquinanti |
||
| 1 | 58,6 | 0,11% | - | 1,82 | 5 |
(*) Per le controparti tra le 20 imprese che più emettono carbonio al mondo
Nel Template 5 sono rappresentate le informazioni sulle esposizioni del Gruppo Credem nei confronti di società non finanziarie, sui prestiti garantiti da beni immobili e sulle garanzie reali immobiliari recuperate, soggette a rischi fisici acuti e cronici.
Il rischio fisico è classificato come "acuto" quando deriva da eventi estremi come possono essere siccità, inondazioni e tempeste, e "cronico" quando deriva da cambiamenti progressivi, come l'aumento delle temperature e lo stress idrico.
Il Gruppo ha individuato due aree geografiche soggette a rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: Italia e Resto del mondo.
Per l'identificazione delle esposizioni soggette a rischi fisici acuti e cronici, il Gruppo si è avvalso di informazioni recuperate da un data provider esterno.
Italia
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | n | o | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| bile Val nta ore co |
lor do |
|||||||||||||||
| di c ui e sizi oni nsi bili all'i atto di nti fisi ci c i ai bia nti clim atic i spo se mp eve onn ess cam me |
||||||||||||||||
| Var iab ile: Are rafi a ri sch io f isic tta a g eog ca sog ge o ai c bia nti clim atic i - e ti a i e cut con nes so am me ven nic i cro |
Rip arti zio ne |
oria teg per ca |
di den sca za |
ui esp di c ni sen osi zio ili all'i sib atto |
ui esp di c ni sen osi zio ili all'i sib di eve atto mp ti con nti acu i cam si a nes nti clim bia me atic i |
ui esp di c ni sen osi zio ili all'i sib di eve atto mp sia cro nti nic i ch e acu ti con i cam si a nes nti clim bia me atic i |
Di c | ui esp Di c ni det osi zio erio rate |
Rid var del va di c |
uzio di v alo lata ne re a ccu mu , iazi oni tive ula te ne ga ac cum lore dov al risc hio ute eq uo red ito i nto ent e a cca nam |
||||||
| nni 5 a <= |
> 5 ni < an = 10 a nni |
> 10 ni< an = 20 i ann |
nni > 2 0 a |
Dur ata me dia pon der ata |
di eve mp nti nic i cro si a i con nes bia nti cam me clim atic i |
ui esp osi zio ne di f 2 ase |
ui esp Di c ni di f osi zio 2 ase |
ui esp Di c ni det osi zio erio rate |
||||||||
| 1 | A - Agr ico ltur ilvic oltu a, s ra e pe sca |
442 | 92 | 14 | 2 | 2 | 2,8 1 |
42 | 56 | 13 | 8 | 3 | ( 2) |
- | ( 2) |
|
| 2 | B - Att ivit à e stra ttiv a |
34 | 7 | - | - | - | 2,4 0 |
3 | 4 | - | - | - | - | - | - | |
| 3 | C - Att ivit à m ani fatt urie re |
7.6 46 |
899 | 37 | 20 | - | 2,0 2 |
171 | 719 | 66 | 33 | 10 | (5 ) |
- | (4 ) |
|
| 4 | D - For nitu ra d i en ia e lett rica erg , ga s, v apo re ria diz ion ata e a con |
235 | 16 | 1 | - | - | 2,8 5 |
9 | 6 | 2 | 2 | - | - | - | - | |
| 5 | E - For nitu ra d i ac ti fo rie, att ivit à d i qua ; re gna tion e d ei r ifiu ti e ris nto ges ana me |
348 | 36 | 9 | - | - | 2,6 9 |
15 | 29 | 2 | 2 | - | - | - | - | |
| 6 | F - Cos zio ni tru |
699 | 89 | 14 | 9 | - | 3,2 0 |
33 | 75 | 3 | 6 | 5 | ( 3) |
- | ( 3) |
|
| 7 | G - Com rcio all' ing l de lio; tta me ros so e a g ripa ion e d i au eic oli e icli tov toc raz mo |
4.3 45 |
662 | 67 | 34 | - | 2,0 5 |
231 | 487 | 45 | 33 | 14 | ( 8) |
- | (7 ) |
|
| 8 | zzin io H - Tra rto spo e m aga agg |
651 | 65 | 20 | 2 | - | 3,4 6 |
14 | 68 | 4 | 2 | 2 | (1 ) |
- | (1 ) |
|
| 9 | L - Att ivit à im bilia ri mo |
1.27 3 |
164 | 144 | 63 | - | 5,9 0 |
247 | 77 | 47 | 32 | 14 | (1 0) |
(1 ) |
( 8) |
|
| 10 | Pre stit i ga titi da ben i im bili ide nzia li ran mo res |
11.8 28 |
62 | 169 | 608 | 295 | 5,9 2 |
124 | 966 | 43 | 1 | 3 | (17 ) |
( 2) |
(15 ) |
|
| 11 | Pre stit i ga titi da ben i im bili ran mo non ide nzia li res |
806 | 65 | 108 | 50 | 2 | 7,2 6 |
63 | 121 | 41 | 14 | 10 | ( 9) |
(1 ) |
( 8) |
|
| 12 | Gar ie r eal i re te anz cup era |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 13 | Alt ri s ri p ine nti (se rip arti zio etto ert gue ne se tine ) nte per |
1.87 5 |
301 | 77 | 35 | 1 | 3,7 1 |
227 | 140 | 47 | 28 | 9 | ( 6) |
- | (5 ) |
|
| 14 | I - S izi d i all io e di rist zio erv ogg ora ne |
215 | 33 | 18 | 21 | - | 6,7 8 |
12 | 56 | 4 | 6 | 3 | (1 ) |
- | (1 ) |
|
| 15 | J - Info zio uni ion rma ne e c om caz e |
252 | 37 | 5 | 2 | - | 2,6 5 |
34 | 6 | 4 | 3 | 1 | (1 ) |
- | (1 ) |
|
| 16 | K - Att ivit à fi zia rie ssic tive nan e a ura |
94 | 5 | 2 | 1 | - | 3,3 2 |
5 | 2 | 1 | - | - | - | - | - | |
| 17 | M - Att ivit à p rofe ssio nal i, sc ien tific he e nic he tec |
629 | 105 | 21 | 4 | - | 2,7 3 |
87 | 25 | 17 | 6 | 3 | ( 2) |
- | ( 2) |
|
| 18 | N - Att ivit à a inis ive e d i se rviz i di trat mm to sup por |
401 | 58 | 9 | 3 | - | 3,0 1 |
43 | 23 | 5 | 4 | 1 | (1 ) |
- | - | |
| 19 | O - Am min istr azio bbl ica e d ifes ne pu a, vid cia le o bbl iga ia tor pre enz a so |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 20 | P - Istr uzio ne |
21 | 3 | 3 | 1 | - | 6,2 8 |
3 | 3 | - | 1 | - | - | - | - | |
| 21 | Q - Att ivit à d ei s izi s ani i e d i as sist tar erv enz a iale soc |
173 | 37 | 14 | 3 | - | 3,6 4 |
29 | 13 | 11 | 6 | - | - | - | - | |
| 22 | R - Art pet tac oli e tem libe e, s po ro |
34 | 10 | 2 | - | - | 3,5 7 |
4 | 6 | 1 | 1 | - | - | - | - | |
| 23 | S - Alt ri s izi erv |
58 | 14 | 4 | - | - | 3,4 6 |
10 | 5 | 3 | 1 | 1 | (1 ) |
- | (1 ) |
Resto del mondo
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | n | o | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Val | nta bile lor ore co |
do | |||||||||||||
| di c ui e sizi oni nsi bili all'i di nti fisi ci c i ai bia nti clim atic i atto spo se mp eve onn ess cam me |
|||||||||||||||
| iab ile: rafi a ri io f isic Var Are tta sch a g eog ca sog ge o ai c bia nti clim atic i - e ti a cut i e con nes so am me ven nic i cro |
Rip arti zio oria di den teg ne per ca sca za |
ui esp di c ni sen osi zio ili all'i sib atto |
ui esp di c ni sen osi zio ili all'i sib |
ui esp di c ni sen osi zio ili all'i sib di eve atto mp |
Di c | Di c | Rid uzio iazi oni var val ore cre |
di v alo ne re a tive ne ga ac dov ute eq uo dito nto e a cca |
lata ccu mu , ula te d el cum isc hio di al r i ent nam |
||||||
| nni 5 a <= |
ni <= > 5 an 10 ann i |
> 10 ann i<= 20 i ann |
nni > 2 0 a |
Dur ata me dia pon der ata |
di eve mp nti nic i cro si a i con nes bia nti cam me clim atic i |
di eve atto mp ti con nti acu i cam si a nes nti clim bia me atic i |
sia cro nti nic i ch e acu ti con i cam si a nes nti clim bia me atic i |
ui esp osi zio ne di f 2 ase |
ui esp ni det osi zio erio rate |
ui esp Di c ni di f osi zio 2 ase |
ui esp Di c ni det osi zio erio rate |
||||
| 1 | ico ilvic A - Agr ltur oltu a, s ra e pe sca |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 2 | B - Att ivit à e ttiv stra a |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3 | C - Att ivit à m ani fatt urie re |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 4 | D - For nitu ra d i en ia e lett rica ari erg , ga s, v apo re e a diz ion ata con |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 5 | E - For nitu ra d i ac ti fo rie, ivit à d i att qua ; re gna tion e d ei r ifiu ti e ris nto ges ana me |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 6 | Cos zio ni F - tru |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | G - Com rcio all' ing l de lio; tta me ros so e a g ripa ion e d i au eic oli e icli tov toc raz mo |
2 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 8 | H - Tra rto zzin io spo e m aga agg |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 9 | L - Att ivit à im bilia ri mo |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 10 | Pre stit i ga titi da ben i im bili ide nzia li ran mo res |
7 | - | - | 1 | - | - | - | 1 | - | - | - | - | - | - |
| 11 | Pre stit i ga titi da ben i im bili ide nzia li ran mo non res |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 12 | Gar ie r eal i re te anz cup era |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Alt ri s etto ri p ert ine nti (se rip arti zio gue ne se tine nte ) per |
612 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 14 | I - S izi d i all io e di rist zio erv ogg ora ne |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 15 | J - Info zio uni ion rma ne e c om caz e |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 16 | à fi K - Att ivit zia rie ssic tive nan e a ura |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 17 | M - Att ivit à p rofe ssio nal i, sc ien tific he cni che e te |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 18 | N - Att ivit à a inis ive e d i se rviz i di trat to mm sup por |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 19 | O - Am min istr azio bbl ica e d ifes ide ne pu a, p rev nza iale ob blig ria ato soc |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 20 | uzio P - Istr ne |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 21 | Q - Att ivit à d ei s izi s ani i e d i as sist tar erv enz a iale soc |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 22 | R - Art oli e libe pet tac tem e, s po ro |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 23 | S - Alt ri s izi erv |
612 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
Nei Template 6, 7 e 8 sono riportate le informazioni relative al "Green Asset Ratio", metrica che rappresenta il grado di allineamento delle esposizioni (loans and advances, debt securites ed equity instruments) del Gruppo Credem alla Tassonomia Europea per gli obiettivi "Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM)" ed "Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA)".
Il Green Asset Ratio del Gruppo include le seguenti tipologie di esposizioni:
Il GAR stock Turnover-based, che si attesta al 1,20%, mostra un incremento rispetto al dato calcolato per l'esercizio su data riferimento giugno 2024, attribuibile a molteplici fattori:
| 31/12/2024 | |||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Mitigazione dei cambiamenti climatici |
Adattamento ai cambiamenti climatici |
Totale (mitigazione dei cambiamenti climatici + adattamento ai cambiamenti climatici) |
Copertura % (sul totale degli attivi)* |
||||||||
| GAR Stock | 1,20% | - | 1,20% | 74,40% | |||||||
| GAR Flow | 0,98% | - | 0,98% | 90,62% |
* % degli attivi copertidal KPI sul totale degli attivi delle banche.
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31 D ice mb re 2 024 |
||||||||||||||
| Mit iga zio |
dei mb iam ent ne ca |
i cli tici ( CCM ) ma |
Ada ai c bia nti clim atic i ( CCA ) tta nto me am me |
|||||||||||
| Di c ui v etto ri p ert ine nti la t mia (am mis sib ile a lla t mia ) ers o s per ass ono ass ono |
ri p ine nti etto ert o s per tas son |
la t mia (am mis ass ono ia) om |
sib ile a lla |
|||||||||||
| Val ore |
Di c ui e ost eni bile (a lline ato alla tas ia) cos son om |
Di c ui e ost eni bile cos |
(a lline ato alla tas son |
ia) om |
||||||||||
| ile tab con |
||||||||||||||
| lord tale o to |
ui fina Di c nzia nti me cia lizz ati spe |
i tra Di c ui d nsiz ion e |
ui abi Di c lita nte |
ui fina Di c nti spe nzia me cia lizz ati |
i ada Di c ui d tta nto me |
ui abi Di c lita nte |
||||||||
| GA R - Att ivi c rti s ia a l nu he al d min rato ato ope me re c eno re |
||||||||||||||
| 1 | Pre stit i e a ntic ipa zio ni, t itol i di deb ito i ra tivi e st ent nta rum ppr ese di c ital sed uti la n ziaz ion issi bili il ap e n on pos per ego e a mm per cal col o d el G AR |
20. 559 |
12.2 91 |
525 | 405 | 2 | 57 | 8 | - | - | - | - | ||
| 2 | Soc ietà fin iari anz e |
2.12 8 |
419 | 42 | - | 2 | 3 | 6 | - | - | - | - | ||
| 3 | Ent i cr edi tizi |
1.73 1 |
356 | 31 | - | 2 | 3 | 5 | - | - | - | - | ||
| 4 | stit i e a ntic ipa zio ni Pre |
325 | 53 | 5 | - | - | 1 | - | - | - | - | - | ||
| 5 | Tito li di de bito i Uo P , co mp res |
1.40 6 |
303 | 26 | - | 1 | 2 | 5 | - | - | - | - | ||
| 6 | Str i ra tivi di ital ent nta um ppr ese cap e |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | ||||
| 7 | Alt oci età fin iari re s anz e |
396 | 63 | 12 | - | - | 1 | 1 | - | - | - | - | ||
| 8 | di c ui im di in tim ent pre se ves o |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 9 | Pre stit i e a ntic ipa zio ni |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 10 | Tito li di de bito i Uo P , co mp res |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 11 | Str i ra tivi di ital ent nta um ppr ese cap e |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | ||||
| 12 | di c ui s oci età di tion ges e |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 13 | Pre stit i e a ntic ipa zio ni |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 14 | Tito li di de bito i Uo P , co mp res |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 15 | Str ent i ra nta tivi di ital um ppr ese cap e |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | ||||
| 16 | di c ui im di a ssic zio pre se ura ne |
1 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 17 | Pre stit i e a ntic ipa zio ni |
1 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 18 | Tito li di de bito i Uo P , co mp res |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 19 | Str ent i ra nta tivi di ital um ppr ese cap e |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | ||||
| 20 | Soc ietà n fi zia rie (so tte li ob blig hi d i no nan gge ag info tiva de lla N FRD ) rma |
601 | 89 | 78 | - | - | 53 | 2 | - | - | - | - | ||
| 21 | Pre stit i e a ntic ipa zio ni |
573 | 88 | 78 | - | - | 53 | 2 | - | - | - | - | ||
| 22 | Tito li di de bito i Uo P , co mp res |
28 | 1 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 23 | Str ent i ra nta tivi di ital um ppr ese cap e |
1 | - | - | - | - | - | - | - | - | ||||
| 24 | Fam ig lie |
17.8 30 |
11.7 84 |
405 | 405 | - | - | |||||||
| 25 | di c ui p titi iti d a im bili ide nzia li ant res gar mo res |
11.8 05 |
11.7 63 |
405 | 405 | - | - | |||||||
| 26 | di c ui p titi la r istr ion e d i ed ific i uttu res per raz |
21 | 21 | - | - | - | - | |||||||
| 27 | di c ui p titi ico li a tor res per ve mo e |
- | - | - | - | - | - |
| l | m | n | o | p | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31/1 2/2 024 |
|||||||||||||
| TOT CCM +CC ALE ( A) |
|||||||||||||
| Di c ui v ri p etto ers o s |
ine nti la t mia (am ert per ass ono |
mis sib ile a lla t mia ) ass ono |
|||||||||||
| Di c ui e eni bile (a lline alla ia) ost ato tas cos son om |
|||||||||||||
| Di c ui f ina nzi i ent am cia lizz ati spe |
Di c ui d i tra nsiz ion e/a dat tam ent o |
Di c ui a bilit ant e |
|||||||||||
| GA R - |
Att ivi c rti s ia a l nu he al d min rato ato ope me re c eno re |
||||||||||||
| 1 | Pre stit i e a ntic ipa zio ni, t itol i di deb ito e st ent i ra nta tivi rum ppr ese di c ital sed uti la n ziaz ion issi bili il ap e n on pos per ego e a mm per cal col o d el G AR |
12.3 00 |
525 | 405 | 2 | 57 | |||||||
| 2 | Soc ietà fin iari anz e |
425 | 43 | - | 2 | 3 | |||||||
| 3 | Ent i cr edi tizi |
361 | 31 | - | 2 | 3 | |||||||
| 4 | Pre stit i e a ntic ipa zio ni |
53 | 5 | - | - | 1 | |||||||
| 5 | Tito li di de bito i Uo P , co mp res |
308 | 26 | - | 1 | 2 | |||||||
| 6 | Str i ra tivi di ital ent nta um ppr ese cap e |
- | - | - | - | ||||||||
| 7 | Alt oci età fin iari re s anz e |
63 | 12 | - | - | 1 | |||||||
| 8 | di c ui im di in tim ent pre se ves o |
- | - | - | - | - | |||||||
| 9 | Pre stit i e a ntic ipa zio ni |
- | - | - | - | - | |||||||
| 10 | Tito li di bito i Uo de P , co mp res |
- | - | - | - | - | |||||||
| 11 | Str i ra tivi di ital ent nta um ppr ese cap e |
- | - | - | - | ||||||||
| 12 | di c ui s oci età di tion ges e |
- | - | - | - | - | |||||||
| 13 | stit i e a ntic ipa zio ni Pre |
- | - | - | - | - | |||||||
| 14 | Tito li di de bito i Uo P , co mp res |
- | - | - | - | - | |||||||
| 15 | Str i ra tivi di ital ent nta um ppr ese cap e |
- | - | - | - | ||||||||
| 16 | di c ui im di a ssic zio pre se ura ne |
- | - | - | |||||||||
| 17 | Pre stit i e a ntic ipa zio ni |
- | - | - | |||||||||
| 18 | Tito li di de bito i Uo P , co mp res |
- | - | - | - | - | |||||||
| 19 | Str i ra tivi di ital ent nta um ppr ese cap e |
- | - | - | - | ||||||||
| 20 | Soc ietà n fi zia rie (so li ob blig hi d i inf ativ tte no nan gge ag orm a del la N FRD ) |
91 | 78 | - | - | 53 | |||||||
| 21 | stit i e a ntic ipa zio ni Pre |
91 | 78 | - | - | 53 | |||||||
| 22 | Tito li di de bito i Uo P , co mp res |
1 | 0 | - | - | - | |||||||
| 23 | Str i ra tivi di ital ent nta um ppr ese cap e |
- | - | - | - | ||||||||
| 24 | Fam ig lie |
11.7 84 |
405 | 405 | - | - | |||||||
| 25 | di c ui p titi ant iti d a im bili ide nzia li res gar mo res |
11.7 63 |
405 | 405 | - | - | |||||||
| 26 | di c ui p titi la r istr uttu ion e d i ed ific i res per raz |
21 | - | - | - | - | |||||||
| 27 | di c ui p titi ico li a tor res per ve mo e |
- | - | - | - | - |
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31/1 2/2 024 |
|||||||||||||
| Mit | iga zio dei mb iam ne ca |
i cli tici ( CCM ) ent ma |
Ada ai c bia nti clim atic i ( CCA ) tta nto me am me |
||||||||||
| Di c ui v ers o s |
etto ri p |
ert ine nti la t per ass ono |
mia (am mis sib ile a |
lla t mia ) ass ono |
Di c ui v etto ri p ert ine nti la t mia (am mis sib ile a lla t mia ers o s per ass ono ass ono |
||||||||
| Val ore |
Di c ui e eni bile ost cos |
(a lline alla ato tas |
ia) son om |
Di c ui e eni bile (a ost cos |
lline alla ato tas son om |
ia) | |||||||
| tab ile l ord con o tot ale |
ui fina Di c nzia nti me cia lizz ati spe |
i tra Di c ui d nsiz ion e |
Di c ui a bilit ant e |
Di c ui f ina nzi i ent am cia lizz ati spe |
i ada Di c ui d tta nto me |
ui abi Di c lita nte |
|||||||
| 28 | Fin iam o d elle min istr azio ni lo cal i ent anz am |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 29 | Fin iam o d li al log i ent anz eg g |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 30 | ri fi zia nti inis ion i loc ali Alt del le a traz nan me mm |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 31 | Gar ie r eal i ot ise ndo il po : be ni ten ute anz ac qu ne sse sso imm obi li re sid iali ide nzia li enz e n on res |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 32 | Tot ale atti vi G AR |
20. 559 |
12.2 91 |
525 | 405 | 2 | 57 | 8 | - | - | - | - | |
| Att ivi e |
scl usi dal er i l ca lco lo d el G AR ( inc lus i ne l de tor num era e p |
ina e) tor nom |
|||||||||||
| 33 | Soc ietà n fi zia rie del l'UE (no li tte no nan n so gge ag obb lig hi d i inf ativ i de lla N FRD ) orm |
17.1 92 |
|||||||||||
| 34 | Pre stit i e a ntic ipa zio ni |
17.0 57 |
|||||||||||
| 35 | Tito li di de bito |
134 | |||||||||||
| 36 | Str i ra tivi di ital ent nta um ppr ese cap e |
1 | |||||||||||
| 37 | Soc ietà n fi zia rie di p i te rzi (no tte no nan aes n so gge li ob blig hi d i inf ativ a d ella NF RD) ag orm |
369 | |||||||||||
| 38 | Pre stit i e a ntic ipa zio ni |
80 | |||||||||||
| 39 | Tito li di de bito |
289 | |||||||||||
| 40 | Str ent i ra nta tivi di ital um ppr ese cap e |
- | |||||||||||
| 41 | Der ivat i |
427 | |||||||||||
| 42 | Pre stit i int erb ari a vi sta anc |
68 | |||||||||||
| 43 | Dis ibili tà l iqu ide ttiv i in tan te pon e a con |
180 | |||||||||||
| 44 | Alt ri a ttiv i (a d e io a vvia i ec c.) nto sem p me , m erc |
4.9 39 |
|||||||||||
| 45 | li at tivi min GA Tot ale deg al d ato re ( R) eno |
43. 735 |
|||||||||||
| Alt ri a |
ttiv i es clu si s ia d al n tor he dal de ina tor er i um era e c nom e p |
l ca lco lo d el G AR |
|||||||||||
| 46 | Esp osi zio ni s ovr ane |
10.6 59 |
|||||||||||
| 47 | Esp osi zio o le ba nch rali ent ne v ers e c |
4.3 58 |
|||||||||||
| 48 | Por tafo lio d i ne iazi g goz one |
34 | |||||||||||
| 49 | Tot ale deg li at tivi clu si d al n dal tor es um era e e den ina tor om e |
15.0 52 |
|||||||||||
| 50 | Tot ale atti vi |
58. 787 |
| l | m | n | o | p | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31/1 2/2 024 |
||||||||||||
| TOT ALE ( CCM +CC A) |
||||||||||||
| Di c ui v ri p etto ert ers o s |
ine nti la t mia (am per ass ono |
mis sib ile a lla t mia ) ass ono |
||||||||||
| Di c ui e ost eni bile (a lline ato alla tas ia) cos son om |
||||||||||||
| Di c ui f ina nzi ent i am cia lizz ati spe |
Di c ui d i tra nsiz ion e/a dat tam ent o |
Di c ui a bilit ant e |
||||||||||
| 28 | Fin iam o d elle min istr azio ni lo cal i ent anz am |
- | - | - | - | - | ||||||
| 29 | Fin iam ent o d li al log i anz eg g |
- | - | - | - | - | ||||||
| 30 | Alt ri fi zia nti del le a inis ion i loc ali traz nan me mm |
- | - | - | - | - | ||||||
| 31 | Gar ie r eal i ot ise ndo il po : be ni im bili ide nzia li e ten ute anz ac qu ne sse sso mo res non ide nzia li res |
- | - | - | - | - | ||||||
| 32 | Tot ale atti vi G AR |
12.3 00 |
525 | 405 | 2 | 57 | ||||||
| Att ivi e |
scl usi dal er i l ca lco lo d el G AR ( inc lus i ne l de ina e) tor tor num era e p nom |
|||||||||||
| 33 | Soc ietà n fi zia rie del l'UE (no li ob blig hi d i inf ativ i de lla N FRD ) tte no nan n so gge ag orm |
|||||||||||
| 34 | Pre stit i e a ntic ipa zio ni |
|||||||||||
| 35 | Tito li di de bito |
|||||||||||
| 36 | Str ent i ra nta tivi di ital um ppr ese cap e |
|||||||||||
| 37 | Soc ietà n fi zia rie di p i te rzi (no tte li ob blig hi d i inf ativ a d ella no nan aes n so gge ag orm NFR |
|||||||||||
| D) 38 Pre stit i e a ntic ipa zio ni |
||||||||||||
| 39 | Tito li di bito de |
|||||||||||
| 40 | Str ent i ra nta tivi di ital um ppr ese cap e |
|||||||||||
| 41 | Der ivat i |
|||||||||||
| 42 | Pre stit i int erb ari a vi sta anc |
|||||||||||
| 43 | Dis ibili tà l iqu ide ttiv i in tan te pon e a con |
|||||||||||
| 44 | Alt ri a ttiv i (a d e io a vvia nto i ec c.) sem p me , m erc |
|||||||||||
| 45 | Tot ale deg li at tivi al d min re ( GA R) ato eno |
|||||||||||
| Alt ri a |
ttiv i es clu si s ia d al n tor he dal de ina tor er i l ca lco lo d el G AR um era e c nom e p |
|||||||||||
| 46 | Esp osi zio ni s ovr ane |
|||||||||||
| 47 | Esp osi zio o le ba nch rali ent ne v ers e c |
|||||||||||
| 48 | Por tafo lio d i ne iazi g goz one |
|||||||||||
| 49 | Tot ale deg li at tivi clu si d al n dal den ina tor tor es um era e e om e |
|||||||||||
| 50 | Tot ale atti vi |
| b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | n | o | p | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31/1 2/2 : KP I su llo s k 024 toc |
31/1 2/2 : KP I su llo s k 024 toc |
||||||||||||||||
| Mit | iga zio |
dei mb iam ent ne ca |
i cli tici ( ma |
CCM ) |
Ada ai c bia nti clim atic i ( CCA ) tta nto me am me |
TOT ALE ( CCM +CC A) |
|||||||||||
| % | (a fro nte de l to tale de li at tivi ti a l g co per den ina tor e) om |
Per le d i nu ovi atti vi a issi bili che fin ian tua cen mm anz o i pe rtin i pe r la ia set tor ent tas son om |
Per le d i nu ovi atti vi a issi bili che fin ian tua cen mm anz o i pe rtin i pe r la ia set tor ent tas son om |
le d i nu ovi atti vi a issi bili che fin ian ri etto mm anz o s tine nti la t mia per per ass ono |
|||||||||||||
| Di c ui e cos |
ost eni bile |
Di c ui e |
ost eni bile cos |
Di c ui e |
ost eni bile cos |
atti vi |
|||||||||||
| ui fina Di c nzia nti me cia lizz ati spe |
i tra Di c ui d nsiz ion e |
ui abi Di c lita nte |
ui fina Di c nti spe nzia me cia lizz ati |
i ada Di c ui d tta nto me |
ui abi Di c lita nte |
ui fina Di c nti spe nzia me cia lizz ati |
i tra Di c ui d e / ada nsiz ion tta nto me |
ui abi Di c lita nte |
ali tot i ert cop |
||||||||
| 1 | GA R |
28, 10% |
1,20 % |
0,9 3% |
0,0 1% |
0,13 % |
0,0 2% |
0 ,00 % |
- | - | - | 28, 12% |
1,20 % |
0,9 3% |
0,0 1% |
0,13 % |
40% 74, |
| 2 | Pre stit i e a ntic ipa zio ni, t itol i di deb ito e nti ivi d i ca ital stru tat me rap pre sen p e n on sed uti la n ziaz ion pos per ego e mis sib ili p er i l ca lco lo d el G AR am |
28, 10% |
1,20 % |
0,9 3% |
0,0 1% |
0,13 % |
0,0 2% |
0,0 0% |
- | - | - | 28, 12% |
1,20 % |
0,9 3% |
0,0 1% |
0,13 % |
35, 12% |
| 3 | Soc ietà fin iari anz e |
0,9 6% |
0,10 % |
- | - | 0,0 1% |
0,0 1% |
0,0 0% |
- | - | - | 0,9 7% |
0,10 % |
- | - | 0,0 1% |
3,7 7% |
| 4 | Ent i cr edi tizi |
0,8 1% |
0,0 7% |
- | - | 0,0 1% |
0,0 1% |
0,0 0% |
- | - | - | 0,8 3% |
0,0 7% |
- | - | 0,0 1% |
3,10 % |
| 5 | oci età fin iari Alt re s anz e |
0,14 % |
0,0 3% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 0,15 % |
0,0 3% |
- | - | - | 0,6 7% |
| 6 | di c ui im di pre se inv ime est nto |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | di c ui s oci età di tion ges e |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 8 | di c ui im di pre se icu ion ass raz e |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 9 | Soc ietà n fi zia rie tte no nan sog ge li ob blig hi d i inf ativ a d ella ag orm NFR D |
0,2 0% |
0,18 % |
- | - | 0,12 % |
0,0 1% |
- | - | - | - | 0,2 1% |
0,18 % |
- | - | 0,12 % |
1,02 % |
| 10 | Fam ig lie |
26, 94% |
0,9 3% |
0,9 3% |
- | - | - | - | - | - | - | 26, 94% |
0,9 3% |
0,9 3% |
- | - | 30, 33% |
| 11 | di c ui p titi ant iti d res gar a imm obi li re sid iali enz |
26, 90% |
0,9 3% |
0,9 3% |
- | - | - | - | - | - | - | 26, 90% |
0,9 3% |
0,9 3% |
- | - | 20, 08% |
| 12 | di c ui p titi la res per rist rutt zio di e difi ci ura ne |
0,0 5% |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | 0,0 5% |
- | - | - | - | 0,0 4% |
| 13 | di c ui p titi ico li a res per ve tor mo e |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 14 | Fin iam ent o d elle anz min istr azio ni lo cal i am |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 15 | Fin iam o d li al log i ent anz eg g |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 16 | Alt ri fi zia nti del le nan me min istr azio ni lo cal i am |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 17 | Gar ie r eal i ot ten ute anz uis end il p o: b eni acq one oss ess imm obi li re sid iali enz e n on ide nzia li res |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| q | r | s | t | u | v | w | x | y | z | aa | ab | ac | ad | ae | af | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| i flu ssi 31/1 2/2 024 : KP I su |
i flu ssi 31/1 2/2 024 : KP I su |
||||||||||||||||||
| Mit iga zio |
dei mb iam ne ca |
ent i cli tici ma |
CCM ( ) |
CCA Ada tta nto ai c bia nti clim atic i ( ) me am me |
TOT CCM ALE ( |
+CC A) |
|||||||||||||
| i nu ovi atti vi a issi bili fin ian Per tua le d che cen mm anz o i pe rtin i pe r la ia set tor ent tas son om |
i nu ovi atti vi a issi bili Per tua le d che cen mm fina nzia i pe rtin i pe r la ia set tor ent tas no son om |
i nu ovi atti vi a issi bili fin ian Per tua le d che cen mm anz o i pe rtin i pe r la ia set tor ent tas son om |
|||||||||||||||||
| % | li at tivi ti a ina (a fro nte de l to tale de l de tor e) g co per nom |
Di c ui e eni bile ost cos |
Di c ui e eni bile ost cos |
ta dei vi nuo |
|||||||||||||||
| ui fina Di c i nz.t cial izza ti spe |
i tra Di c ui d nsiz ion e |
ui abi Di c lita nte |
ui fina Di c i spe nz.t cia lizz ati |
i ada Di c ui d tta nto me |
ui abi Di c lita nte |
ui fina Di c nti spe nzia me cia lizz ati |
i tra Di c ui d e / ada nsiz ion tta nto me |
ui abi Di c lita nte |
atti vi ali tot i ert cop |
||||||||||
| 1 | GA R |
15,0 2% |
0,98 % |
0,33 % |
- | 0,41 % |
0,02 % |
- | - | - | - | 15,0 4% |
0,98 % |
0,33 % |
- | 0,41 % |
90,6 2% |
||
| 2 | Pre stit i e a ntic ipa zio ni, t itol i di deb ito i e st ent rum ivi d i ca ital sed uti la tat rap pre sen p e n on pos per ozi azio mis sib ili p er i l ca lco lo d el G AR neg ne am |
15,0 2% |
0,98 % |
0,33 % |
- | 0,41 % |
0,02 % |
- | - | - | - | 15,0 4% |
0,98 % |
0,33 % |
- | 0,41 % |
18,9 3% |
||
| 3 | Soc ietà fin iari anz e |
0,49 % |
0,04 % |
- | - | - | - | - | - | - | - | 0,49 % |
0,04 % |
- | - | - | 3,66 % |
||
| 4 | Ent i cr edi tizi |
0,49 % |
0,04 % |
- | - | - | - | - | - | - | - | 0,49 % |
0,04 % |
- | - | - | 2,98 % |
||
| 5 | Alt oci età fin iari re s anz e |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 0,67 % |
||
| 6 | di c ui im di in tim ent pre se ves o |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 7 | di c ui s oci età di tion ges e |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 8 | di c ui im di a ssic zio pre se ura ne |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 9 | Soc ietà n fi zia rie li ob blig hi tte no nan sog ge ag di in for tiva de lla N FRD ma |
0,67 % |
0,61 % |
- | - | 0,41 % |
0,02 % |
- | - | - | - | 0,69 % |
0,61 % |
- | - | 0,41 % |
2,71 % |
||
| 10 | Fam ig lie |
13,8 6% |
0,33 % |
0,33 % |
- | - | 13,8 6% |
0,33 % |
0,33 % |
- | - | 12,5 6% |
|||||||
| 11 | di c ui p titi iti d a im bili ant res gar mo ide nzia li res |
13,8 4% |
0,33 % |
0,33 % |
- | - | 13,8 4% |
0,33 % |
0,33 % |
- | - | 12,5 4% |
|||||||
| 12 | di c ui p titi la r istr ion e d i uttu res per raz edi fici |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |||||||
| 13 | di c ui p titi ico li a tor res per ve mo e |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |||||||
| 14 | Fin iam o d elle min istr azio ni lo cal i ent anz am |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |||||||
| 15 | Fin iam o d li al log i ent anz eg g |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |||||||
| 16 | Alt ri fi zia nti del le a inis ion i traz nan me mm loc ali |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |||
| 17 | Gar ie r eal i ot ise ndo il po : be ni ten ute anz ac qu ne sse sso imm obi li re sid iali ide nzia li enz e n on res |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
Nei Template 9.1, 9.2 e 9.3 sono riportate le informazioni relative al "Banking Book Taxonomy Alignment Ratio", metrica volontaria che rappresenta il grado di allineamento delle esposizioni (loans and advances, debt securites ed equity instruments) del Gruppo Credem alla Tassonomia Europea per gli obiettivi "Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM)" ed "Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA)", considerando a numeratore del KPI anche le esposizioni verso società non finanziarie non soggette all'obbligo di rendicontazione NFRD (tali esposizioni non sono incluse nel numeratore del Green Asset Ratio).
Il BTAR del Gruppo Credem, che si attesta al 1,79%, è calcolato per le esposizioni verso società non finanziarie non soggette all'obbligo di rendicontazione NFRD mediante i "Taxonomy-alignment coefficients" (c.d. TACs), forniti da provider esterni
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31 Dic em |
bre 20 24 |
||||||||||||||
| Mit iga |
zio de i ca mb iam ne |
C ent i cl ima tic i ( |
CM ) |
C CA Ad att ent i ca mb iam ent i cl ima tic i ( ) am o a |
|||||||||||
| Va lor e |
Di c ui v |
ett ers o s |
ori rtin i pe r la ent pe tas son |
mia (a ta sso no ia) om |
iss ibil lla mm e a |
Di c ui v ori rtin i pe mia iss ibil ia) ett ent r la ta (a lla tas ers o s pe sso no mm e a son om |
|||||||||
| nta bile co |
Di c ui e ibil ost cos en |
e (a llin lla eat tas o a |
ia) son om |
Di c ui e |
ibil e (a ost cos en |
llin lla ia) eat tas o a son om |
|||||||||
| lor do ale tot |
ui fin Di c iam i ent anz cia lizz ati spe |
i tra Di c ui d nsi zio ne |
ui ab Di c ilita nte |
ui fin Di c iam i ent anz cia lizz ati spe |
i ada Di c ui d tta nto me |
ui ab Di c ilita nte |
|||||||||
| 1 | To tal ttiv i GA R e a |
20. 559 |
12.2 91 |
525 | 405 | 2 | 57 | 8 | - | - | - | - | |||
| Att 2 |
ivi e usi er i scl dal tor l ca lco lo d num era e p So cie tà n f ina nzi ari e d ell' UE no (no li o bb lig hi d i tte n s og ge ag inf ativ i de lla NF RD ) orm |
el G inc i ne AR ( lus 92 17.1 |
ina l de nom 261 |
a in tor e) m 259 |
si n clu el n tor um era - |
ina nel den tor e e om - |
e d el B TA R - |
- | - | - | - | - | |||
| 3 | Pre stit i e icip azi i ant on |
17.0 57 |
261 | 259 | - | - | - | - | - | - | - | - | |||
| 4 | di c ui p titi titi da res ga ran im bili iali mo co mm erc |
2.19 8 |
- | - | - | - | - | ||||||||
| 5 | di c ui p titi r la res pe rist azi e d i ed ific i rut tur on |
15 | - | - | - | - | - | ||||||||
| 6 | Tit oli di d eb ito |
134 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |||
| 7 | Str i ra ativ i di ent ent um pp res ita le cap |
1 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |||
| 8 | So cie tà n f ina nzi ari e d i pa esi no zi ( li o lig hi ter tte bb no n s og ge ag di i nfo ativ i de lla NF RD ) rm |
369 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |||
| 9 | stit i e icip azi i Pre ant on |
80 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |||
| 10 | Tit oli di d eb ito |
289 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |||
| 11 | Str ent i ra ent ativ i di um pp res ita le cap |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |||
| 12 | To tal ttiv i BT AR e a |
38. 121 |
12.5 52 |
784 | 405 | 2 | 57 | 8 | - | - | - | - | |||
| Att | ivi e scl usi dal tor e d el B TA R ( inc lus num era |
i ne l de ina nom |
tor e) |
||||||||||||
| 13 | De riva ti |
427 | |||||||||||||
| 14 | stit i in ri a vis Pre ter ba ta nca |
68 | |||||||||||||
| 15 | Dis nib ilità liq uid tiv i in at po e e nta nte co |
180 | |||||||||||||
| 16 | Alt ri a ttiv i (a d e io sem p iam i ec c.) ent avv o, m erc |
4.9 39 |
|||||||||||||
| 17 | To tal e d li a ttiv i al eg de mi nat no ore |
43. 735 |
|||||||||||||
| Alt | ri a ttiv i es clu si s ia d al n tor he dal um era e c |
de ina tor nom e p |
er i l ca lco |
lo d el B TAR |
| li a ttiv i 19 To tal e d eg |
58. 787 |
||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Dic 31 bre 20 24 em |
|||||||||||||||
| Mit iga |
zio i ca iam de mb ne |
i cl ima tic i ( C ent |
CM ) |
i ca iam i cl ima tic i ( C CA Ad att ent mb ent ) am o a |
|||||||||||
| Di c ui v ori rtin i pe ett ent r la ta ers o s pe sso ia) tas son om |
iss ibil mm e a |
lla | Di c ui v ori rtin i pe r la mia (a ett ent ta ers o s pe sso no |
iss ibil lla ia) tas mm e a son om |
|||||||||||
| Va lor e co bile nta |
Di c ui e ibil ost cos en |
e (a llin lla eat tas o a |
ia) son om |
Di c ui e |
ibil e (a ost cos en |
llin lla eat o a |
ia) tas son om |
||||||||
| lor do tot ale |
ui fin Di c iam i ent anz cia lizz ati spe |
i tra Di c ui d nsi zio ne |
ui ab Di c ilita |
nte | ui fin Di c iam i ent anz cia lizz ati spe |
i ada Di c ui d tta me |
ui ab Di c ilita nto nte |
||||||||
| 18 | li a ttiv i es si d To tal e d clu al eg e d al d min rat ato nu me ore eno re |
15.0 52 |
|||||||||||||
| 19 | To tal e d li a ttiv i eg |
58. 787 |
|||||||||||||
| Te la Az ion i d i a te 9. 1 - mp |
i p i l ca lco er |
lo de l B T A R ( d 2 |
i ) 2 l |
m | n | o | p | ||||||||
| 31 Dic bre 20 em |
24 | ||||||||||||||
| TO TA LE ( C CM +C CA ) |
|||||||||||||||
| Di c | ui v ers o s |
ori rtin ett pe |
i pe r la mia ent ta sso no |
(a iss ibil mm e a |
lla tas son om |
ia) | |||||||||
| Di c ui e ost ibil cos en |
e (a llin eat lla tas o a |
ia) son om |
|||||||||||||
| Di c ui f ina nzi i ent am cia lizz ati spe |
Di c ui d tra nsi zio ne/ ada |
i tta nto me |
Di c ui a bili tan te |
||||||||||||
| 1 | To tal ttiv i GA R e a |
12.3 00 |
525 | 405 | 2 | 57 | |||||||||
| Att | ivi e scl usi dal er i l ca lco lo d tor num era e p |
el G AR ( inc lus i ne |
l de ina nom |
e) m a in tor |
clu si n el n tor um era e e |
nel den ina e d tor om |
el B TA R |
||||||||
| 2 | So cie tà n f ina nzi ari e d ell' no |
UE (n on sog ge |
li o tte ag |
bb lig hi d i in |
for tiv i de lla NF ma |
RD ) |
261 | 259 | - | - | - | ||||
| 3 | Pre stit i e icip azi i ant on |
261 | 259 | - | - | - | |||||||||
| 4 | di c ui p titi titi res ga ran |
da im bili mo co |
iali mm erc |
- | - | - | - | - | |||||||
| 5 | di c ui p titi r la ris res pe |
ion e d tru ttu raz |
i ed ific i |
- | - | - | - | - | |||||||
| 6 | Tit oli di d eb ito |
- | - | - | - | - | |||||||||
| 7 | Str i ra ativ ent ent um pp res |
i di ita le ca p |
- | - | - | - | - | ||||||||
| 8 | So cie tà n f ina nzi ari e d i pa no NF RD ) |
esi rzi (no te n s |
tte og ge |
li o bb lig ag |
hi d i in for tiv i de ma |
lla | - | - | - | - | - | ||||
| 9 | Pre stit i e icip azi i ant on |
- | - | - | - | - | |||||||||
| 10 | Tit oli di d eb ito |
- | - | - | - | - | |||||||||
| 11 | Str i ra ativ ent ent um pp res |
i di ita le ca p |
- | - | - | - | - | ||||||||
| 12 | To tal ttiv i BT AR e a |
12.5 61 |
784 | 405 | 2 | 57 | |||||||||
| Att | ivi lus i da l nu de l BT AR rat esc me ore |
( inc lus i ne l de |
min ato no |
re) | |||||||||||
| 13 | riva ti De |
427 | .23 4.0 60 |
- | - | - | - | ||||||||
| 14 | Pre stit i in ter ba ri a vis ta nca |
68 | .48 1.77 5 |
- | - | - | - |
| l | m | n | o | p | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31 Dic bre 20 em |
24 | |||||||
| TO TA LE ( C CM +C |
CA ) |
|||||||
| Di c ui v ori rtin i pe r la mia (a iss ibil lla ia) ett ent ta tas ers o s pe sso no mm e a son om |
||||||||
| Di c ui e ibil ost cos en |
llin ia) e (a eat lla tas o a son om |
|||||||
| Di c ui f ina nzi i ent am cia lizz ati spe |
Di c ui d i nsi zio ne/ ada tra tta nto me |
Di c ui a bili tan te |
||||||
| 15 | Dis nib ilità liq uid tiv i in at nta nte po e e co |
179 .66 |
2.1 17 |
- | - | - | - | |
| 16 | Alt ri a ttiv i (a d e io a vvi i ec c.) ent sem p am o, m erc |
4.8 49 .75 |
0.5 23 |
- | - | - | - | |
| 17 | li a ttiv i al min To tal e d de ato eg no re |
43 .73 4.7 |
19. 36 4 |
- | - | - | - | |
| Alt | ri a ttiv i es clu si s ia d al n he da l de min r il cal col o d el B TA R tor ato um era e c no re pe |
|||||||
| 18 | To tal e d li a ttiv i es clu si d al n da l de min tor ato eg um era e e no re |
15. 05 1.9 |
46 .25 9 |
- | - | - | - | |
| 19 | To tal e d li a ttiv i eg |
58 .78 6.6 |
65 .62 3 |
- | - | - | - | |
| 9 3 1 |
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | n | o | p | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31 D ice mb re 2 024 |
|||||||||||||||||
| Mit iga zio ne |
dei mb iam ent ca |
i cli tici ( ma |
CCM ) |
Ada tta me |
nto ai c bia am me |
nti clim atic i ( |
CCA ) |
TOT ALE ( CCM |
+CC A) |
||||||||
| (a % |
fro de l to tale de li at tivi nte g i al den ina e) ert tor cop om |
Per cen |
tua li di att per |
ivi a issi bili mm tine nti la t per ass |
che fin ian anz mia ono |
etto ri o s |
Per | tua li di cen |
att ivi a issi bili mm tine nti la t per per |
che fin ian anz mia ass ono |
etto ri o s |
Per cen |
tua li di att |
ivi a issi bili che mm la t per ass |
fin ian etto anz o s mia ono |
ri p ert ine nti |
Quo ta deg li |
| Di c ui e cos |
eni bile ost |
Di c ui e cos |
eni bile ost |
Di c ui e |
eni bile ost cos |
atti vi |
|||||||||||
| ui fina Di c nzia nti me cia lizz ati spe |
i tra Di c ui d nsiz ion e |
ui abi Di c lita nte |
ui fina Di c nti spe nzia me cia lizz ati |
i ada Di c ui d tta nto me |
ui abi Di c lita nte |
ui fina Di c nti spe nzia me cia lizz ati |
i tra Di c ui d e / ada nsiz ion tta nto me |
ui abi Di c lita nte |
ali tot i ert cop |
||||||||
| 1 | BTA R |
28, 70% |
1,79 % |
0,9 3% |
0,0 1% |
0,13 % |
0,0 2% |
- | - | - | - | 28, 72% |
1,79 % |
0,9 3% |
0,0 1% |
0,13 % |
74, 40% |
| 2 | GA R |
28, 10% |
1,20 % |
0,9 3% |
0,0 1% |
0,13 % |
0,0 2% |
- | - | - | - | 28, 12% |
1,20 % |
0,9 3% |
0,0 1% |
0,13 % |
74, 40% |
| 3 | Soc ietà n fi zia rie no nan del l'UE li tte no n so gge ag obb lig hi d i inf ativ a d ella orm NFR D |
0,6 0% |
0,5 9% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 0,6 0% |
0,5 9% |
- | - | - | 29, 24% |
| 4 | di c ui p titi iti d ant res gar a imm obi li co iali mm erc |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 3,7 4% |
| 5 | di c ui p titi la res per rist zio di e difi ci rutt ura ne |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 0,0 3% |
| 6 | Con ti d i pa esi zi tro ter par li ob blig hi d i tte non so gge ag info tiva de lla N FRD rma |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 0,6 3% |
| q | r | s | t | u | v | w | x | y | z | aa | ab | ac | ad | ae | af | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31/1 2/2 |
i flu ssi 024 : KP I su |
||||||||||||||||
| Mit iga zio ne |
dei mb iam ent ca |
i cli tici ( ma |
CCM ) |
Ada tta me |
ai c bia nto am me |
nti clim atic i ( |
CCA ) |
TOT ALE ( CCM |
+CC A) |
||||||||
| (a % |
fro de l to tale de li at tivi nte g i al den ina e) ert tor cop om |
Per tua li di att ivi a issi bili che fin ian etto ri cen mm anz o s tine nti mia la t per per ass ono |
Per | tua li di cen |
att ivi a issi bili mm tine nti la t per per |
che fin ian anz mia ass ono |
etto ri o s |
Per cen |
tua li di att |
ivi a issi bili che mm la t per ass |
fin ian etto anz o s mia ono |
ri p ert ine nti |
Quo ta dei nuo vi |
||||
| Di c ui e eni bile ost cos |
Di c ui e cos |
eni bile ost |
Di c ui e |
eni bile ost cos |
atti vi |
||||||||||||
| ui fina Di c nzia nti me cia lizz ati spe |
i tra Di c ui d nsiz ion e |
ui abi Di c lita nte |
ui fina Di c nti spe nzia me cia lizz ati |
i ada Di c ui d tta nto me |
ui abi Di c lita nte |
ui fina Di c nti spe nzia me cia lizz ati |
i tra Di c ui d e / ada nsiz ion tta nto me |
ui abi Di c lita nte |
ali tot i ert cop |
||||||||
| 1 | BTA R |
15,9 3% |
1,89 % |
0,3 3% |
0,0 0% |
0,4 1% |
0,0 2% |
- | - | - | - | 15,9 5% |
1,89 % |
0,3 3% |
0,4 1% - |
90, 62% |
|
| 2 | GA R |
15,0 2% |
0,9 8% |
0,3 3% |
0,0 0% |
0,4 1% |
0,0 2% |
- | - | - | - | 15,0 4% |
0,9 8% |
0,3 3% |
0,4 1% - |
90, 62% |
|
| 3 | Soc ietà n fi zia rie no nan del l'UE li tte no n so gge ag obb lig hi d i inf ativ a d ella orm NFR D |
0,9 1% |
0,9 1% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 0,9 1% |
0,9 1% |
- - |
60, 33% |
||
| 4 | di c ui p titi iti d ant res gar a imm obi li co iali mm erc |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - - |
2,4 2% |
|
| 5 | di c ui p titi la res per rist zio di e difi ci rutt ura ne |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - - |
0,0 3% |
|
| 6 | Con ti d i pa esi zi tro ter par li ob blig hi d i tte non so gge ag info tiva de lla N FRD rma |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - - |
0,5 9% |
| KPI | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Mitigazione dei cambiamenti climatici |
Adattamento ai cambiamenti climatici |
Totale (mitigazione dei cambiamenti climatici + adattamento ai cambiamenti climatici) |
Copertura % (sul totale degli attivi)* |
||
| BTAR stock | 1,79% | - | 1,79% | 74,40% | |
| BTAR flow | 1,89% | - | 1,89% | 90,62% |
* % degli attivi coperti dal KPI sul totale degli attivi delle banche
Nel Template 10 sono rappresentate le informazioni sulle esposizioni green del Gruppo Credem - bond e loan - che non risultano in linea con lo standard EU Taxonomy, ma che sostengono i clienti nel processo di transizione e adattamento ai cambiamenti climatici. Pertanto, sono considerati ai fini del Template 10 i loans/bond come descritto di seguito:
| a | b | c | d | e | f | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipo di strumento finanziario |
Tipo di controparte |
Valore contabile lordo |
Tipo di rischio attenuato (rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici) |
Tipo di rischio attenutato (Rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici) |
Informazioni qualitative sulla natura delle azioni di attenuazione |
|
| 1 | Obbligazioni (ad esempio obbligazioni |
Società finanziarie |
402 | Y | Y | Sono incluse principalmente obbligazioni emesse con la finalità di finanziare: progetti relativi alla produzione di energia rinnovabile (pannelli fotovoltaici, energia eolica, centrali termosolari), all'aumento dell'efficienza energetica, alla mobilità ed al trasporto sostenibile, alla prevenzione e al controllo dell'inquinamento e alla costruzione di edifici sostenibili. |
| 2 | verdi, sostenibili, |
Società non finanziarie |
14 | Y | Y | Sono incluse principalmente obbligazioni emesse con la finalità di finanziare progetti relativi alle energie rinnovabili. |
| 3 | connesse alla sostenibilità secondo norme |
Di cui prestiti garantiti da beni immobili non residenziali |
- | - | - | - |
| 4 | diverse rispetto a quelle UE) |
Altre controparti |
379 | Y | Y | Sono incluse principalmente obbligazioni emesse con la finalità di finanziare progetti relativi: alla ricerca e alle attività innovative che supportano la transizione green, all'aumento dell'efficienza energetica, all'adattemento al cambiamento climatico e alla costruzione di infrastrutture e trasporti sostenibili. |
| 5 | Società finanziarie |
2 | Y | N | Sono inclusi finanziamenti volti all'acquisto e alla costruzione di green buildings residenziali e commerciali. |
|
| 6 | Società non finanziarie |
426 | Y | Y | Sono inclusi principalmente finanziamenti green collegati a contratti di leasing che hanno come sottostante il bene "impianti fotovoltaici", finanziamenti finalizzati all'installazione impianti di energia rinnovabile, investimenti edilizi per efficientamento energetico, finanziamenti atti alla prevenzione e riduzione dell'inquinamento. Inoltre, sono inclusi finanziamenti volti all'acquisto e alla costruzione di green buildings residenziali e commerciali. |
|
| 7 | Prestiti (ad esempio prestiti verdi, |
Di cui prestiti garantiti da beni immobili non residenziali |
- | Y | N | Sono inclusi finanziamenti volti all'acquisto e alla costruzione di green buildings residenziali e commerciali. |
| 8 | sostenibili, connesse alla sostenibilità secondo norme diverse rispetto a |
Famiglie | 761 | Y | N | Sono inclusi principalmente finanziamenti volti all'acquisto e alla costruzione di green buildings residenziali e commerciali; finanziamenti green collegati a contratti di leasing che hanno come sottostante il bene "impianti fotovoltaici"; finanziamenti finalizzati all'acquisto di pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici (prodotto "Energia rinnovabile"). |
| 9 | quelle UE) | Di cui prestiti garantiti da beni immobili residenziali |
755 | Y | N | Sono inclusi finanziamenti volti all'acquisto e alla costruzione di green buildings residenziali e commerciali. |
| 10 | Di cui prestiti per la ristrutturazione di edifici |
118 | Y | N | Sono inclusi principalmente finanziamenti volti all'acquisto e alla costruzione di green buildings residenziali e commerciali; finanziamenti green collegati a contratti di leasing che hanno come sottostante il bene "impianti fotovoltaici"; finanziamenti finalizzati all'acquisto di pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici (prodotto "Energia rinnovabile"). |
|
| 11 | Altre controparti |
- | - | - | - |
Il rischio di controparte è una particolare fattispecie di rischio di credito che si manifesta nel caso in cui la controparte di un'operazione risulti inadempiente prima del regolamento definitivo dei flussi finanziari. Gli accordati per operazioni OTC vengono definiti con logiche del tutto analoghe a quelle delle esposizioni per cassa e dunque si basa sulla valutazione dei bilanci delle controparti, sui giudizi delle agenzie di rating e sull'esame dei report di altri information provider. Questa attività di analisi si conclude esprimendo un rating interno alla controparte.
Per il calcolo dei requisiti patrimoniali per il rischio di controparte il Gruppo applica:
Credem applica le specifiche indicazioni fornite dalla normativa per il calcolo del valore delle esposizioni soggette a rischio di controparte:
In coerenza con quanto indicato dalla normativa, ai fini di riduzione/contenimento del valore delle esposizioni al rischio di controparte Il Gruppo Credem si avvale di strumenti di mitigazione quali gli accordi bilaterali di compensazione dei contratti (cioè accordi scritti in base ai quali le reciproche posizioni sono automaticamente compensate stabilendo un unico saldo netto, senza effetti innovativi).
In particolare, nell'ambito delle politiche di riduzione del rischio di controparte è prevista la stipula di appositi contratti aventi ad oggetto la regolamentazione della operatività in pronti contro termine (c.d. GMRA – "Global Master Repurchase Agreement") e in contratti derivati OTC (over the counter) (c.d. ISDA Agreements, unitamente ai c.d. CSA - "Credit Support Annex"). Il GMRA prevede al suo interno apposite disposizioni finalizzate alla marginazione a copertura dell'esposizione di volta in volta presentata dal portafoglio di operazioni con la singola controparte. Similmente, i CSA, che costituiscono propriamente allegato allo stesso ISDA, hanno ad oggetto la disciplina dello scambio di garanzie finanziarie (c.d. collateral) a supporto della operatività in derivati, al fine di contenere l'esposizione creditizia verso la controparte. In particolare, con la stipula di un CSA le parti si accordano per depositare in garanzia presso la parte risultante creditrice un importo pari al valore del mark to market dell'esposizione. Periodicamente viene fatto il ricalcolo dell'esposizione stessa per valutare la congruità delle garanzie depositate.
La maggior parte degli accordi di garanzia sopra descritti (ISDA Agreement unitamente ai rispettivi CSA ed i GMRA) stipulati dal Gruppo Credem ed in essere al 31 dicembre 2024 non contiene clausole che prevedono impatti in termini di ammontare delle garanzie da prestare in caso di riduzione del proprio merito creditizio. Per l'operatività in derivati OTC, il collaterale prestato/ricevuto è rappresentato esclusivamente da contante.
Concorrono infine alla riduzione del rischio di controparte le operazioni portate in clearing presso controparti centrali.
Lo sviluppo dei processi di governo, gestione e monitoraggio del rischio di controparte avviene in modo coerente con la struttura del Gruppo e mediante un processo di deleghe che prevede il coinvolgimento delle funzioni della Capogruppo. I compiti e le responsabilità in materia di governo, gestione e controllo del rischio di credito sono rimessi agli Organi Societari.
L'esposizione massima al rischio di credito che il Gruppo può assumere verso un singolo cliente o gruppo di clienti connessi, non può superare il 25% del Tier 1 Capital consolidato del Gruppo Bancario, così come disciplinato dalle normative in materia di grandi esposizioni.
Il frazionamento del rischio di credito è un principio fondamentale presente nelle Policy aziendali e viene perseguito attraverso la definizione di Credit Limit a livello di Paese, di singolo cliente e di gruppo di clienti connessi, di asset class e di portafoglio clientela.
Il rischio paese attiene al rischio di perdite causate da eventi che si verificano in un paese diverso dall'Italia. Il concetto di rischio paese è più ampio di quello di rischio sovrano in quanto è riferito a tutte le esposizioni indipendentemente dalla natura delle controparti, siano esse persone fisiche, imprese, banche o amministrazioni pubbliche.
| a | b | c | d | e | f | g | h | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Cos to d i titu zio ( RC) sos ne |
Esp osi zio ne iale fut pot enz ura ( PFE ) |
EPE eff iva ett |
Alfa uti lizz r il ata pe cal col o d el v alo re del l'es izio pos ne a fini ola ri nta reg me |
Val ore del l'es izio pos ne -CR M pre |
Exp alu osu re v e t-C RM pos |
Val ore del l'es izio pos ne |
RW EA |
||
| EU- 1 |
izio orig ina ria r i d eriv ati) EU - M eto do del l'es (pe pos ne |
- | - | 00 /01 /19 00 |
1, 4 |
- | - | - | - |
| EU- 2 |
EU - SA -CC R s lific (pe r i d eriv ati) ato em p |
- | - | /01 /19 00 00 |
1, 4 |
- | - | - | - |
| 1 | SA- CCR r i d eriv ati) (pe |
12. 40 5 |
20 .46 4 |
00 /01 /19 00 |
1, 4 |
46 .00 7 |
46 .00 7 |
46 .00 7 |
19. 618 |
| 2 | IMM (pe r de riva ti e SF T) |
00 /01 /19 00 |
00 /01 /19 00 |
- | - | - | - | - | - |
| 2a | di c ui in sie mi di a ttiv ità ion tte sog ge a c om pen saz e i op zio ni d i fin iam ite tito li ten ent ent o tr con era anz am |
00 /01 /19 00 |
00 /01 /19 00 |
- | - | - | - | - | |
| 2b | di c ui in sie mi di a ttiv ità ion tte sog ge a c om pen saz e i de riva ti e zio ni c ola a lu ten ent nto con op era on reg me ngo ter min e |
/01 /19 00 00 |
/01 /19 00 00 |
- | - | - | - | - | |
| 2c | di c ui d a in sie mi di a ttiv ità ad ord o d i tte sog ge acc ion ont ratt ual e tr rod ott i dif fere nti com pen saz e c a p |
/01 /19 00 00 |
/01 /19 00 00 |
- | - | - | - | - | |
| 3 | Met odo lific r il t o d elle zie ato ratt ent se mp pe am ga ran li fin iari e (p er l e S FT) rea anz |
/01 /19 00 00 |
/01 /19 00 00 |
/01 /19 00 00 |
- | - | - | - | |
| 4 | Met odo int ale il t o d elle zie li ratt ent egr per am ga ran rea fina nzia rie (pe r le SF T) |
/01 /19 00 00 |
/01 /19 00 00 |
/01 /19 00 00 |
1.3 72. 878 |
47. 523 |
47. 523 |
9.5 05 |
|
| 5 | SF VaR r le T pe |
00 /01 /19 00 |
00 /01 /19 00 |
00 /01 /19 00 |
- | - | - | - | |
| 6 | Tot ale |
/01 /19 00 00 |
/01 /19 00 00 |
/01 /19 00 00 |
1.4 18. 88 4 |
93 .53 0 |
93 .53 0 |
29 .12 2 |
| a | b | ||
|---|---|---|---|
| Valore dell'esposizione |
RWEA | ||
| 1 | Totale delle operazioni soggette al metodo avanzato | - | - |
| 2 | i) componente VaR (incluso il moltiplicatore 3×) | 00/01/1900 | - |
| 3 | ii) componente VaR in condizioni di stress (incluso il moltiplicatore 3×) | 00/01/1900 | - |
| 4 | Operazioni soggette al metodo standardizzato | 11.765 | 5.699 |
| EU-4 | Operazioni soggette al metodo alternativo (sulla base del metodo dell'esposizione originaria) | - | - |
| 5 | Totale operazioni soggette a requisiti di fondi propri per il rischio di CVA | 11.765 | 5.699 |
| Fattore di ponderazione del rischio | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni | a b c |
d | e | f | ||||||
| 0% | 2% | 4% | 10% | 20% | 50% | |||||
| 1 | Amministrazioni centrali o banche centrali | 52 | - | - | - | - | - | |||
| 2 | Amministrazioni regionali o autorità locali | - | - | - | - | - | - | |||
| 3 | Organismi del settore pubblico | - | - | - | - | - | - | |||
| 4 | Banche multilaterali di sviluppo | - | - | - | - | - | - | |||
| 5 | Organizzazioni internazionali | - | - | - | - | - | - | |||
| 6 | Enti | - | 256.711 | - | - | 53.924 | 1.179 | |||
| 7 | Imprese | - | - | - | - | - | - | |||
| 8 | Esposizioni al dettaglio | - | - | - | - | - | - | |||
| 9 | Esposizioni verso enti e imprese con valutazione del merito di credito a breve termine |
- | - | - | - | - | - | |||
| 10 | Altre posizioni | - | - | - | - | - | - | |||
| 11 | Valore dell'esposizione complessiva | - | 256.711 | - | - | 53.924 | 1.179 |
| Fattore di ponderazione del rischio | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| g | h | i | j | k | l | ||||
| Classi di esposizioni | 70% | 75% | 100% | 150% | Altri | Valore dell'esposizione complessiva |
|||
| 1 | Amministrazioni centrali o banche centrali |
- | - | - | - | - | 52 | ||
| 2 | Amministrazioni regionali o autorità locali | - | - | - | - | - | - | ||
| 3 | Organismi del settore pubblico | - | - | - | - | - | - | ||
| 4 | Banche multilaterali di sviluppo | - | - | - | - | - | - | ||
| 5 | Organizzazioni internazionali | - | - | - | - | - | - | ||
| 6 | Enti | - | - | 753 | - | - | 312.567 | ||
| 7 | Imprese | - | - | 2.759 | - | - | 2.759 | ||
| 8 | Esposizioni al dettaglio | - | 1.128 | - | - | - | 1.128 | ||
| 9 | Esposizioni verso enti e imprese con valutazione del merito di credito a breve termine |
- | - | - | - | - | - | ||
| 10 | Altre posizioni | - | - | - | 194 | - | 194 | ||
| 11 | Valore dell'esposizione complessiva | - | 1.128 | 3.513 | 194 | - | 316.648 |
| a | b | c | d | e | f | g | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| AIRB | Scala di PD | Valore dell'esposizione |
PD media ponderata per l'esposizione (%) |
Numero di debitori |
LGD media ponderata per l'esposizione (%) |
Durata media ponderata per l'esposizione (anni) |
RWEA | Densità degli importi dell'esposizione ponderati per il rischio |
| 0,00 a <0,15 | 3.515 | 0,04% | 109 | 42,28% | 2 | 458 | 13,04% | |
| 0,15 a <0,25 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,25 a <0,50 | 4.436 | 0,26% | 132 | 42,16% | 3 | 2.136 | 48,16% | |
| 0,50 a <0,75 | - | - | - | - | - | - | - | |
| Esposizioni verso |
0,75 a <2,50 | 2.259 | 0,88% | 96 | 42,44% | 3 | 1.809 | 80,08% |
| imprese - PMI |
2,50 a <10,00 | 242 | 4,36% | 14 | 42,72% | 3 | 308 | 127,69% |
| 10,00 a <100,00 |
121 | 10,72% | 13 | 42,18% | 4 | 231 | 190,13% | |
| 100,00 (Default) |
223 | 100,00% | 2 | 68,42% | 3 | 198 | 88,67% | |
| Totale parziale |
10.796 | 2,59% | 366 | 42,81% | 3 | 5.140 | 47,61% | |
| 0,00 a <0,15 | 13.178 | 0,04% | 71 | 41,67% | 1 | 1.557 | 11,82% | |
| 0,15 a <0,25 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,25 a <0,50 | 5.176 | 0,26% | 78 | 41,36% | 2 | 2.225 | 42,99% | |
| Esposizioni | 0,50 a <0,75 | - | - | - | - | - | - | - |
| verso imprese - |
0,75 a <2,50 | 3.801 | 1,14% | 81 | 42,57% | 2 | 3.443 | 90,56% |
| Altre | 2,50 a <10,00 | 497 | 4,36% | 7 | 42,55% | 1 | 636 | 127,94% |
| Imprese | 10,00 a <100,00 |
13 | 10,52% | 4 | 44,29% | 1 | 24 | 186,70% |
| 100,00 (Default) |
57 | 100,00% | 2 | 68,41% | 2 | 50 | 88,67% | |
| Totale parziale |
22.722 | 0,62% | 243 | 41,84% | 2 | 7.935 | 34,92% | |
| 0,00 a <0,15 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,15 a <0,25 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,25 a <0,50 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,50 a <0,75 | - | - | - | - | - | - | - | |
| Esposizioni al dettaglio - |
0,75 a <2,50 | 15 | 1,89% | 5 | 23,21% | - | 5 | 31,12% |
| altre PMI | 2,50 a <10,00 | 15 | 4,57% | 6 | 27,12% | - | 6 | 42,03% |
| 10,00 a <100,00 |
11 | 11,56% | 4 | 26,15% | - | 5 | 49,08% | |
| 100,00 (Default) |
- | - | - | - | - | - | - | |
| Totale parziale |
41 | 5,49% | 15 | 25,42% | - | 16 | 39,95% | |
| 0,00 a <0,15 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,15 a <0,25 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,25 a <0,50 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,50 a <0,75 | 22 | 0,67% | 5 | 23,14% | - | 5 | 20,65% | |
| Esposizioni al dettaglio - |
0,75 a <2,50 | 11 | 2,18% | 2 | 16,49% | - | 3 | 22,98% |
| altre non PMI | 2,50 a <10,00 | - | - | - | - | - | - | - |
| 10,00 a <100,00 |
- | 23,63% | 1 | 14,35% | - | - | - | |
| 100,00 (Default) |
- | - | - | - | - | - | - | |
| Totale parziale |
33 | 1,32% | 8 | 20,85% | - | 7 | 21,53% | |
| Totale portafoglio AIRB | 33.592 | 1,26% | 632 | 42,11% | 2 | 13.098 | 38,99% |
| a | b | c | d | e | f | g | h | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Garanzie reali utilizzate in operazioni su derivati | Garanzie reali utilizzate in SFT | |||||||||
| Tipo di garanzia reale | Fair value (valore equo) delle garanzie reali ricevute |
Fair value (valore equo) delle garanzie reali fornite |
Fair value (valore equo) delle garanzie reali ricevute |
Fair value (valore equo) delle garanzie reali fornite |
||||||
| Separate | Non separate |
Separate | Non separate |
Separate | Non separate |
Separate | Non separate |
|||
| 1 | Cassa - valuta nazionale |
730 | - | 661.817 | 114 | - | - | - | - | |
| 2 | Cassa - altre valute | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3 | Debito sovrano nazionale |
- | - | 85.685 | - | - | - | - | - | |
| 4 | Altro debito sovrano | - | - | 139.741 | - | - | - | - | - | |
| 5 | Debito delle agenzie pubbliche |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 6 | Obbligazioni societarie | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 7 | Titoli di capitale | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 8 | Altre garanzie reali | - | - | 43.264 | - | - | - | - | - | |
| 9 | Totale | 730 | - | 930.507 | 114 | - | - | - | - |
| Valore dell'esposizione |
RWEA | ||
|---|---|---|---|
| a | b | ||
| 1 | Esposizioni verso QCCP (totale) | 00/01/1900 | 11.836 |
| 2 | Esposizioni per negoziazioni presso QCCP (esclusi il margine iniziale e i contributi al fondo di garanzia) di cui: |
256.711 | 5.134 |
| 3 | i) derivati OTC | 127.036 | 2.541 |
| 4 | ii) derivati negoziati in borsa | 9 | - |
| 5 | iii) SFT | 129.665 | 2.593 |
| 6 | iv) insiemi di attività soggette a compensazione per i quali è stata approvata la compensazione tra prodotti differenti |
- | - |
| 7 | Margine iniziale separato | - | 00/01/1900 |
| 8 | Margine iniziale non separato | - | - |
| 9 | Contributi prefinanziati al fondo di garanzia | 536 | 6.702 |
| 10 | Contributi non finanziati al fondo di garanzia | - | - |
| 11 | Esposizioni verso non QCCP (totale) | 00/01/1900 | - |
| 12 | Esposizioni per negoziazioni presso non QCCP (esclusi il margine iniziale e i contributi al fondo di garanzia) di cui: |
- | - |
| 13 | i) derivati OTC | - | - |
| 14 | ii) derivati negoziati in borsa | - | - |
| 15 | iii) SFT | - | - |
| 16 | iv) insiemi di attività soggette a compensazione per i quali è stata approvata la compensazione tra prodotti differenti |
- | - |
| 17 | Margine iniziale separato | - | 00/01/1900 |
| 18 | Margine iniziale non separato | - | - |
| 19 | Contributi prefinanziati al fondo di garanzia | - | - |
| 20 | Contributi non finanziati al fondo di garanzia | - | - |
Il Gruppo detiene una partecipazione pari al 10% in Emilia SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita ed avente quale oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.
Emilia SPV S.r.l. ha in essere un'operazione di cartolarizzazione revolving, perfezionata da Credem nel corso del 2015, su mutui ipotecari residenziali in bonis erogati dalla Banca alla propria clientela, non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l. e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.
La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).
Le note del tipo "senior", quotate all'Irish Stock Exchange e dotate di rating ufficiale assegnato dalle agenzie accreditate DBRS e Moody's Investor Services (al 31 dicembre 2024, giudizio "A high" assegnato da DBRS e "Aa3" da Moody's) pagano, trimestralmente, interessi variabili pari al tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 75 bps, mentre le note "junior", sprovviste di rating, pagano un tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 200 bps. I detentori dei titoli junior hanno inoltre diritto di ricevere a ciascuna data di pagamento e, in base all'ordine di priorità dei pagamenti e fondi disponibili, anche un premio determinato in via residuale, dopo che siano stati corrisposti tutti gli altri importi da corrispondersi in priorità.
I titoli sono strutturati nella forma di partly paid notes ("PPN") e interamente emessi per il loro valore nominale alla data d'emissione (Euro 3.000.000.000 per le note senior ed Euro 900.000.000 per le note junior). Il prezzo delle note è stato corrisposto solo in parte alla data di emissione, mentre le restanti quote di prezzo possono essere pagate in più rate successive differite nel tempo secondo la logica revolving dell'operazione.
Credem ha sottoscritto all'atto dell'emissione, e detiene in portafoglio, il totale delle passività emesse dal veicolo. Pertanto, in base alle norme IFRS9 in materia di "derecognition" (cancellazione contabile), i crediti oggetto della cartolarizzazione rimangono iscritti nell'attivo del bilancio Credem. La struttura revolving dell'operazione permette, inoltre, alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che può durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, rinnovato nel 2021 con scadenza maggio 2026, le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione.
Al 31 dicembre 2024, a seguito del perfezionamento di due nuove cessioni di attivi relative a mutui ipotecari residenziali in bonis, il circolante della tranche senior risulta pari ad Euro 2.132.862.077,51 mentre quello della tranche junior risulta pari ad Euro 639.202.760,92.
La tranche senior può essere utilizzata dalla Banca per operazioni di rifinanziamento presso l'Eurosistema. L'operazione è, infatti, finalizzata a costituire una riserva di liquidità e rientra tra le complessive attività di gestione della liquidità poste in essere da Credem.
A Credem, inoltre, sono state riconosciute dalla società veicolo le seguenti opzioni: riacquisto di singoli crediti entro determinati parametri, riacquisto in blocco per i crediti che dovessero diventare eleggibili per l'utilizzo nel programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB S.r.l. e riacquisto di tutto il portafoglio crediti in essere, in blocco e pro soluto (nel rispetto dei vincoli contrattuali previsti).
Nel corso del 2024 non sono state effettuate operazioni di riacquisto parziale e/o in blocco di crediti dalla società veicolo.
Sono presenti nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", al 31 dicembre 2024, 304 milioni di Euro complessivi. Trattasi di strumenti finanziari collegati a crediti originati in Europa, con preponderanza della componente di origination francese (104,4 milioni di Euro). Il portafoglio è costituito da differenti tipologie di ABS con una prevalenza delle cartolarizzazioni di mutui residenziali, che incidono per il 58,7%.
| Paese | Controvalore (migliaia Euro) |
% Esposizione |
|---|---|---|
| FRANCIA | 104.428 | 34,4 |
| GERMANIA | 90.476 | 29,8 |
| SPAGNA | 55.368 | 18,2 |
| PAESI BASSI | 32.444 | 10,7 |
| ITALIA | 12.540 | 4,1 |
| IRLANDA | 8.550 | 2,8 |
| TOTALE | 303.806 | 100,0 |
L'attuale esposizione suddivisa per rischio paese è così composta:
Come già anticipato in riferimento alla Cartolarizzazione Emilia SPV S.r.l., nel corso dell'esercizio 2015 Credem ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione revolving, relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l., erogati alla propria clientela e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.
A seguito della prima cessione di attivi, perfezionata nel quarto trimestre 2014 ad un prezzo pari ad Euro 1.002.811.119,07, sono state perfezionate, dal 2015 alla fine del 2024, nei periodi di seguito indicati, dodici cessioni di altrettanti portafogli di crediti idonei alla società veicolo ad un prezzo pari a:
I crediti sono stati acquistati "pro soluto", ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, dalla società EMILIA SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita e partecipata al 10% da Credem, con oggetto esclusivo consistente nella realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.
La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).
| a | b | c | d | e | f | g | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| L'ente agisce in qualità di cedente | ||||||||||||
| Tradizionali Sintetiche |
||||||||||||
| STS | Non-STS | Totale parziale |
||||||||||
| di cui SRT | di cui SRT | di cui SRT | ||||||||||
| 1 | Totale delle esposizioni | - | - | 2.532.935 | 1.973 | - | - | 2.532.935 | ||||
| 2 | Al dettaglio (totale) | - | - | 2.532.935 | 1.973 | - | - | 2.532.935 | ||||
| 3 | Mutui ipotecari su immobili residenziali |
- | - | 2.530.962 | - | - | - | 2.530.962 | ||||
| 4 | Carte di credito | - | - | - | - | - | - | - | ||||
| 5 | Altre esposizioni al dettaglio | - | - | 1.973 | 1.973 | - | - | 1.973 | ||||
| 6 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | ||||
| 7 | All'ingrosso (totale) | - | - | - | - | - | - | - | ||||
| 8 | Prestiti a imprese | - | - | - | - | - | - | - | ||||
| 9 | Mutui ipotecari su immobili non residenziali |
- | - | - | - | - | - | - | ||||
| 10 | Leasing e Crediti | - | - | - | - | - | - | - | ||||
| 11 | Altre all'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | ||||
| 12 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - |
| h | i | j | k | l | m | n | o | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| L'ente agisce in qualità di promotore | L'ente agisce in qualità di investitore | |||||||||
| Tradizionali | Tradizionali | |||||||||
| STS | Non-STS | Sintetiche | Totale parziale |
STS | Non-STS | Sintetiche | Totale parziale |
|||
| 1 | Totale delle esposizioni | - | - | - | - | 302.744 | 1.031 | - | 303.775 | |
| 2 | Al dettaglio (totale) | - | - | - | - | 302.744 | 1.031 | - | 303.775 | |
| 3 | Mutui ipotecari su immobili residenziali |
- | - | - | - | 177.324 | 1.031 | - | 178.355 | |
| 4 | Carte di credito | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 5 | Altre esposizioni al dettaglio | - | - | - | - | 125.420 | - | - | 125.420 | |
| 6 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 7 | All'ingrosso (totale) | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 8 | Prestiti a imprese | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 9 | Mutui ipotecari su immobili non residenziali |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 10 | Leasing e Crediti | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 11 | Altre all'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 12 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - |
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valori dell'esposizione (per fascia di RW/deduzione) | Valori dell'esposizione (per metodo regolamentare) |
||||||||||
| ≤20 % RW |
DA >20% A 50% RW |
DA >50% A 100% RW |
DA >100% A <1250% RW |
1250% RW/ DEDUZIONI |
SEC IRBA |
SEC-ERBA (COMPRESO IAA) |
SEC SA |
1250% RW/ DEDUZIONI |
|||
| 1 | Totale delle esposizioni |
- | - | - | 1.973 | - | - | 1.973 | - | - | |
| 2 | Operazioni tradizionali |
- | - | - | 1.973 | - | - | 1.973 | - | - | |
| 3 | Cartolarizzazioni | - | - | - | 1.973 | - | - | 1.973 | - | - | |
| 4 | Al dettaglio | - | - | - | 1.973 | - | - | 1.973 | - | - | |
| 5 | di cui STS | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 6 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 7 | di cui STS | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 8 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 9 | Operazioni sintetiche |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 10 | Cartolarizzazioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 11 | Sottostante al dettaglio |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 12 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 13 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| j | k | l | m | n | o | EU-p | EU-q | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| RWEA (per metodo regolamentare) | Requisito patrimoniale dopo l'applicazione del massimale |
||||||||
| SEC IRBA |
SEC-ERBA (COMPRESO IAA) |
SEC-SA | 1250% RW/ DEDUZIONI |
SEC IRBA |
SEC-ERBA (COMPRESO IAA) |
SEC-SA | 1250% RW |
||
| 1 | Totale delle esposizioni |
- | 2.189 | - | - | - | 175 | - | - |
| 2 | Operazioni tradizionali |
- | 2.189 | - | - | - | 175 | - | - |
| 3 | Cartolarizzazioni | - | 2.189 | - | - | - | 175 | - | - |
| 4 | Al dettaglio | - | 2.189 | - | - | - | 175 | - | - |
| 5 | di cui STS | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 6 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | di cui STS | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 8 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 9 | Operazioni sintetiche | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 10 | Cartolarizzazioni | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 11 | Sottostante al dettaglio |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 12 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - |
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valori dell'esposizione (per fascia di RW/deduzione) | Valori dell'esposizione (per metodo regolamentare) |
|||||||||
| ≤20 % RW |
DA >20% A 50% RW |
DA >50% A 100% RW |
DA >100% A <1250% RW |
1250% RW/ DEDUZIONI |
SEC IRBA |
SEC-ERBA (COMPRESO IAA) |
SEC SA |
1250% RW/ DEDUZIONI |
||
| 1 | Totale delle esposizioni |
290.208 | 13.567 | - | - | - | - | 303.775 | - | - |
| 2 | Cartolarizzazione tradizionale |
290.208 | 13.567 | - | - | - | - | 303.775 | - | - |
| 3 | Cartolarizzazioni | 290.208 | 13.567 | - | - | - | - | 303.775 | - | - |
| 4 | Sottostante al dettaglio |
290.208 | 13.567 | - | - | - | - | 303.775 | - | - |
| 5 | di cui STS | 290.208 | 12.536 | - | - | - | - | 302.744 | - | - |
| 6 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | di cui STS | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 8 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 9 | Cartolarizzazione sintetica |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 10 | Cartolarizzazioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 11 | Sottostante al dettaglio |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 12 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| j | k | l | m | n | o | EU-p | EU-q | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| RWEA (per metodo regolamentare) | Requisito patrimoniale dopo l'applicazione del massimale |
||||||||
| SEC IRBA |
SEC-ERBA (COMPRESO IAA) |
SEC SA |
1250% RW/ DEDUZIONI |
SEC IRBA |
SEC-ERBA (COMPRESO IAA) |
SEC SA |
1250% RW/ DEDUZIONI |
||
| 1 | Totale delle esposizioni |
- | 63.645 | - | - | - | 5.092 | - | - |
| 2 | Cartolarizzazione tradizionale |
- | 63.645 | - | - | - | 5.092 | - | - |
| 3 | Cartolarizzazioni | - | 63.645 | - | - | - | 5.092 | - | - |
| 4 | Sottostante al dettaglio |
- | 63.645 | - | - | - | 5.092 | - | - |
| 5 | di cui STS | - | 63.130 | - | - | - | 5.050 | - | - |
| 6 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | di cui STS | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 8 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 9 | Cartolarizzazione sintetica |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 10 | Cartolarizzazioni | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 11 | Sottostante al dettaglio |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 12 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - |
| a | b | c | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Esposizioni cartolarizzate dall'ente — L'ente agisce in qualità di cedente o promotore |
||||||
| Importo nominale in essere totale | Importo totale delle | |||||
| di cui esposizioni in stato di default |
rettifiche di valore su crediti specifiche effettuate nel periodo |
|||||
| 1 | Totale delle esposizioni | 2.551.968 | 21.006 | (1.183) | ||
| 2 | Al dettaglio (totale) | 2.551.968 | 21.006 | (1.183) | ||
| 3 | Mutui ipotecari su immobili residenziali | 2.530.962 | - | (1.183) | ||
| 4 | Carte di credito | - | - | - | ||
| 5 | Altre esposizioni al dettaglio | 21.006 | 21.006 | - | ||
| 6 | Ricartolarizzazione | - | - | - | ||
| 7 | All'ingrosso (totale) | - | - | - | ||
| 8 | Prestiti a imprese | - | - | - | ||
| 9 | Mutui ipotecari su immobili non residenziali | - | - | - | ||
| 10 | Leasing e Crediti | - | - | - | ||
| 11 | Altre all'ingrosso | - | - | - | ||
| 12 | Ricartolarizzazione | - | - | - |
Il Rischio di mercato, inteso come rischio di perdite causate da variazioni sfavorevoli dei fattori di rischio (tasso, prezzo, cambio ed altri fattori di mercato), viene misurato e monitorato sia in riferimento al banking book sia al trading book.
La gestione e il monitoraggio dei rischi finanziari è effettuata attraverso un albero di portafogli che consente di individuare i rischi ed i risultati che si generano a fronte dell'attività tradizionale di raccolta ed impiego con clientela, dell'attività sui mercati finanziari con finalità di investimento e trading e della negoziazione di strumenti finanziari con la clientela, come disciplinato dal Regolamento assunzione rischi finanziari di Credem banca.
Nello specifico il portafoglio Trading Book è destinato a consolidare i rischi e risultati associati all'operatività di negoziazione in contropartita diretta con la clientela e quelli relativi all'operatività posta in essere di propria iniziativa dalla Banca sui mercati, al fine di sfruttare specifici movimenti di breve termine dei fattori di rischio.
Il presidio dei rischi di mercato avviene tramite la definizione di una struttura di limiti che costituisce l'espressione diretta del livello di rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree/linee di business, in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di gruppo.
Il sistema di limiti, disciplinato dal Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari, in funzione della tipologia di rischio monitorato prevede limiti in termini di controvalore, sensitivity ai fattori di rischio sottostanti, greche, VaR. La funzione di Risk Management produce un report di rendicontazione dei rischi con frequenza giornaliera, e informa la Business Unit Finanza degli eventuali sconfini rispetto ai massimali assegnati dandone informazione alla funzione Audit. Il Risk management produce inoltre un report di sintesi dei rischi settimanale e trimestrale rivolti al top management e al Comitato Esecutivo. Nel Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari viene inoltre disciplinato il processo di escalation in caso di sforamenti.
Come strumento di copertura e di attenuazione del rischio, in alternativa al natural hedge delle poste attive e passive, Credem adotta le metodologie contabili del Fair Value Hedge e del Cash Flow Hedge, finalizzate a evitare che variazioni inattese dei tassi di mercato si ripercuotano negativamente sul patrimonio e sul margine di interesse della banca. La metodologia del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso è associata principalmente a mutui/finanziamenti a tasso fisso e componente core anelastica della raccolta a vista. Il Micro Fair value Hedge è impiegato per la copertura del rischio di tasso associato a titoli di debito in regime contabile HTCS e HTC e prestiti obbligazionari a tasso fisso emessi da Credito Emiliano. Il Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi trimestrali. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%.
Il modello organizzativo di presidio dei rischi di mercato ha lo scopo di favorire il raggiungimento di una serie di obiettivi:
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, CA, è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi e di risk appetite, dell'approvazione della normativa interna che regolamenta anche le strutture di limiti specifiche; individua l'insieme degli indicatori di Risk Appetite e delle relative metriche di calcolo; definisce e approva il Risk Appetite Statement nel quale sono identificati gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza valutando periodicamente che il profilo di rischio sia coerente con gli obiettivi e le soglie identificate; approva la struttura generale dei limiti operativi e delle deleghe, nonché le linee di responsabilità ed autorità in merito al processo di gestione dei rischi.
I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono l'appetito al rischio e la soglia di tolleranza definiti in ambito RAF dalla Capogruppo; approvano gli indirizzi strategici e le linee guida di gestione dei rischi formulati dalla Capogruppo nonché la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo.
Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.
Il CE della Capogruppo, quale organo di gestione, cura l'attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di governo dei rischi definiti dal CA, ed in particolare definisce e cura l'attuazione del processo di gestione dei rischi. Al CE compete inoltre la definizione dei limiti operativi coerenti con la propensione al rischio.
I Comitati della Capogruppo coinvolti nel processo RAF hanno le seguenti responsabilità. Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo svolge l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa definire e approvare il Risk Appetite Statement e valutare periodicamente la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo. Esprime inoltre parere per il CA sulle proposte relative alle metodologie di misurazione e controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno; supporta infine il CA della capogruppo con la proposizione delle strategie generali per il governo dei rischi.
Il Comitato Risk Management, istituito al fine di informare il CE del presidio del rischio complessivamente assunto e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel RAF, presidia il rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework; valuta periodicamente il livello di rischio complessivamente assunto, attraverso il monitoraggio degli indicatori RAF per tipologia di rischio; analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer, revisioni addizionali del RAF.
La funzione di Risk Management supporta inoltre il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo ed effettua in ambito RAF la verifica almeno annuale della bontà delle metriche utilizzate sottoponendo a backtesting i modelli di stima del rischio, riportando nel RAF gli esiti, eventuali carenze ed eventuali necessità di sviluppo di nuove metodologie; rendiconta almeno trimestralmente il Comitato Rischi in merito all'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite relativamente a tutti gli indicatori, compresi quelli ineriti il rischio di mercato. Si occupa anche:
Le risultanze dell'attività della funzione di Risk Management sono riportate periodicamente al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.
La gestione operativa dei rischi di mercato è attribuita alla Business Unit Finanza alla quale competono la proposizione al Comitato ALM delle linee guida di gestione dei rischi, la gestione dei rischi in coerenza con il profilo di rischio complessivo definito e con le linee guida ricevute da parte del Comitato ALM, nonché nell'ambito dei massimali assegnati e la definizione, congiuntamente al Risk Management, della struttura dei limiti operativi da sottoporre al CE, in coerenza con il RAF. Nell'attività di gestione operativa la Business Unit Finanza si basa principalmente su analisi di controvalore, sensitivity rispetto ai fattori di rischio sottostanti e greche. Su tali misure si basa anche il sistema di controllo dei massimali.
I rischi di mercato sono oggetto delle segnalazioni di vigilanza secondo quanto richiesto dal Regolamento UE n. 575/2013. L'oggetto della segnalazione sono tutte le posizioni lunghe (creditorie) o corte (debitorie) appartenenti al portafoglio non immobilizzato, non destinato cioè a stabile investimento (c.d. "portafoglio di negoziazione a fini vigilanza" costituito dalle posizioni in strumenti finanziari, su merci e valute detenute per negoziazione o per copertura del rischio inerente ad altri elementi dello stesso portafoglio). La segnalazione è trimestrale, all'interno delle basi prudenziali CoRep. Il Gruppo segnala il rischio di mercato secondo l'approccio standard e il requisito, data la dimensione ridotta delle posizioni del trading book, risulta contenuto.
La tabella EU MR1 Metodo standardizzato di seguito riporta gli RWA, che si concentrano sulla parte rischio di tasso, generato dall'attività svolta sui mercati obbligazionari e derivati su tasso.
A partire dal 2021 il gruppo segnala inoltre il posizionamento rispetto alla soglia prevista per l'adozione del nuovo modello standard FRTB (pari a 500€mln). Il Gruppo si mantiene al di sotto della soglia stabilita.
Il Gruppo segnala l'esposizione ai rischi di mercato anche attraverso il reporting Short Term Exercise – STE trimestrale.
In ambito gestionale il monitoraggio dei rischi di mercato su Credem avviene attraverso un sistema articolato di limiti, monitorati giornalmente, in termini di controvalore, sensitivity (IR sensitivity e Credit spread sensitivity), greche e VaR. Tali limiti sono definiti nel Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari. Il VaR misura la massima perdita potenziale nella quale può incorrere il portafoglio in base all'evoluzione dei fattori di mercato, dato un certo livello di confidenza, nel corso di un determinato orizzonte temporale. La metodologia applicata prevede un livello di confidenza 99%, orizzonte temporale 1 giorno e volatilità calcolata sulla base di 2 anni di osservazioni giornaliere, con maggior peso ai dati più recenti (decay factor 0,94).
Per il calcolo dell'assorbimento in termini di capitale interno in Icaap si procede inoltre a convertire il dato in un VaR a 10gg, applicando prudenzialmente il coefficiente moltiplicativo 3. Il dato di rischio è anche sottoposto ad analisi di stress testing nell'ambito del processo di verifica dell'adeguatezza patrimoniale, che mira a verificare la variazione del capitale (stimato in termini di VaR) in caso di forti turbolenze dei mercati finanziari.
Il rischio tasso di interesse, generato dall'attività svolta sui mercati obbligazionari e derivati su tasso, è gestito e controllato tramite limiti complessivi in termini di IR sensitivity e di vega.
Il rischio specifico o emittente viene monitorato tramite appositi massimali di concentrazione per settore e classe di rating sia in termini di controvalore che di sensitivity. Inoltre il modello di VaR in uso esclusivamente ai fini gestionali include il rischio emittente, mediante l'utilizzo di serie storiche specifiche degli spread di mercato.
Per quanto riguarda i rischi azionari, l'attività svolta sui mercati prevede l'assunzione di posizioni direzionali gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, limiti in termini di greche e massimali di concentrazione per sottostante.
La funzione di Risk Management produce reports di rischio con frequenza giornaliera, settimanale e trimestrale a seconda della funzione destinataria, indicando gli eventuali sconfini rispetto ai massimali assegnati dal Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari di Credem banca e la misura di rischio gestionale in termini di VaR.
Eventuali modifiche al Regolamento ed ai massimali in esso espressi sono sottoposte a delibera del Consiglio di Amministrazione o del Comitato Esecutivo, per competenza, su proposta della Business Unit Finanza, sentito preventivamente il parere della funzione di Risk Management.
Con riferimento ai rischi climatici e ambientali il Gruppo ha inoltre sviluppato una metodologia quantitativa per misurare il livello di concentrazione del portafoglio investimenti verso quelle imprese la cui attività economica è ritenuta particolarmente sensibile ai rischi di transizione e fisici. Nello specifico, per valutare l'impatto del rischio climatico-ambientale sul portafoglio Investimenti di proprietà del Gruppo, è stata adottata una matrice settoriale che restituisce una valutazione di sintesi della rischiosità (alta, media, bassa) di ogni settore economico distinta sul Pillar Environmental. Al fine di monitorare l'esposizione ai rischi Climate – Environmental, è presente un indicatore dedicato nell'ambito del processo RAF.
Si riporta di seguito il template EU MR1 al cui interno è fornito il dettaglio dell'esposizione ponderata relativa al rischio di mercato, calcolata secondo il metodo standardizzato.
| a | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| RWEA | ||||||
| Prodotti outright | ||||||
| 1 | Rischio di tasso di interesse (generico e specifico) | 51.203 | ||||
| 2 | Rischio azionario (generico e specifico) | 899 | ||||
| 3 | Rischio di cambio | - | ||||
| 4 | Rischio di posizioni in merci | - | ||||
| Opzioni | ||||||
| 5 | Metodo semplificato | - | ||||
| 6 | Metodo delta plus | 24 | ||||
| 7 | Metodo di scenario | - | ||||
| 8 | Cartolarizzazione (rischio specifico) | - | ||||
| 9 | Totale | 52.126 |
Di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR generato dal fattore di rischio tasso di interesse per Credembanca relativi agli esercizi 2022, 2023 e 2024.
| 2024 | 2023 | 2022 | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Credem | |||||
| Interest Rate VaR- medio | 118 | 2.6 | 2,3 | ||
| min | 0.3 | 0.4 | 0.3 | ||
| max | 37.3 | 18.1 | 2.0 |
Nella figura sottostante è riportato l'andamento di tale dato di VaR per Credem nell'arco del 2024. Il dato risulta in crescita nel corso del 2024, per poi riportarsi su livelli molto contenuti nell'ultimo trimestre dell'anno.

Per quanto riguarda la shift sensitivity analysis e limitatamente al portafoglio di negoziazione di vigilanza, la tabella sotto riportata mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base (dato riferito al Gruppo).
L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni regolamentari sul rischio di tasso (IRRBB), in linea con le linee guida europee di riferimento.
| Ipotesi di shift parallelo (dati mln di €) 31 dicembre 2024 |
||||
|---|---|---|---|---|
| Shock -100 b.p. | Shock +100 b.p. | |||
| -0,2 | 0,2 |
Per quanto riguarda il rischio di prezzo in Tabella 2, il dato di Credem risulta in lieve aumento rispetto alla rilevazione precedente e sempre su livelli molto contenuti. Nella figura sottostante è riportato l'andamento del VaR per Credem nell'arco del 2024.
| Tabella 2. Dati di Rischio di prezzo | |||
|---|---|---|---|
| 2024 | 2023 | 2022 | |
| Credem | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Equity VaR - medio | 0,6 | 0,4 | 0,9 | |||
| min | 0,0 | 0,0 | 0,2 | |||
| max | 2,7 | 1,5 | 2,4 | |||
dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo

Il rischio specifico, Tabella 3, è il rischio di perdite causate da una sfavorevole variazione del prezzo degli strumenti finanziari negoziati dovuta a fattori connessi con la situazione dell'emittente.
| Tabella 3. Dati di rischio specifico | ||
|---|---|---|
| 2024 | 2023 | 2022 | ||
|---|---|---|---|---|
| Credem | ||||
| Rischio specifico - | medio | 0,1 | 0,2 | 0,6 |
| min | 0,1 | 0,0 | 0,5 | |
| max | 0,1 | 0,4 | 0,8 |
dati in mln di €
Il rischio di tasso di interesse si riferisce al potenziale impatto che variazioni inattese nei tassi di mercato determinano sui profitti correnti e sul valore del patrimonio netto del Gruppo. Tale rischio si manifesta tipicamente sulle posizioni incluse nel Banking Book (e attività, passività e voci fuori bilancio), ovvero il complesso delle posizioni diverse da quelle ricomprese nel portafoglio di negoziazione ai fini di vigilanza (trading book).
L'esposizione al rischio di tasso di interesse può essere declinata in:
Il processo di gestione e monitoraggio del rischio di tasso di interesse del banking book è finalizzato alla stabilizzazione del margine in coerenza con gli obiettivi di redditività e con il profilo di rischio desiderato e si basa sulle metriche di Sensitivity di Valore Economico e Sensitivity del Margine di Interesse.
Il processo di governo del rischio di tasso è parte del complessivo processo di governo dei rischi definito nel processo RAF di Gruppo ed è sviluppato in coerenza con gli obiettivi di rischio/rendimento definiti nel Risk Appetite Statement e con le strategie aziendali tempo per tempo definite.
Gli indirizzi strategici e le politiche di governo del rischio di tasso sono definiti e approvati dal CA, avente funzione di supervisione Strategica, e rappresentano, a livello di Gruppo, il quadro di riferimento e i vincoli per l'operatività delle strutture deputate alla gestione dei rischi di tasso.
Il CA della capogruppo approva il risk appetite e tolerance a livello consolidato, definendo gli orientamenti strategici sul rischio di tasso, e il CE, quale organo di gestione, definisce e cura l'attuazione del processo di gestione dei rischi e definisce dei limiti operativi coerenti con la propensione al rischio.
La gestione operativa del rischio di tasso di interesse sul banking book è attribuita alla Business Unit Finanza alla quale competono:
Nell'attività di gestione operativa la Business Unit Finanza si basa su analisi di interest rate sensitivity complessiva e buckettizzata, al fine di evidenziare il grado di esposizione asset o liability sensitive sui singoli tratti di curva. La Business Unit Finanza si occupa inoltre di proporre al Comitato ALM gli interventi ritenuti necessari a migliorare il profilo complessivo in termini di rischio di tasso e di realizzare operativamente tali interventi.
Nella Capogruppo sono accentrate le attività di misurazione, stress test e monitoraggio, che sono basate sulle metriche di Sensitivity di Valore Economico e Sensitivity del Margine di Interesse. La Sensitivity del Valore Economico esprime potenziali variazioni del valore economico, relative alla possibilità di subire variazioni nei valori attuali di tutte le attività, passività e strumenti fuori bilancio detenuti dalla banca, in seguito a mutamenti inattesi nei tassi di interesse. Ai fini del Risk Appetite lo scenario di riferimento è quello parallelo +-200bp; ai fini di Stress Testing sono previsti ulteriori scenari non paralleli. La Sensitivity del Margine di Interesse esprime potenziali variazioni negative di proventi o utili netti da interessi, che derivano dalla differenza nelle scadenze/periodo di ridefinizione del tasso di interesse delle attività e passività della banca sull'holding period definito, in seguito a mutamenti inattesi nei tassi di interesse. Ai fini del Risk Appetite lo scenario di riferimento è quello parallelo +-100bp; ai fini di Stress Testing sono previsti ulteriori scenari non paralleli.
Tali metriche, sono calcolate mensilmente ai fini della fase di monitoraggio RAF dalla funzione Risk Management e vengono rendicontante periodicamente ai comitati di riferimento (Comitato Risk Management e Comitato ALM) e organi decisionali in ambito RAF (CE/CA). Esse sono affiancate dagli indicatori operativi, monitorati con maggior frequenza, disciplinati nei regolamenti delle società esistenti in materia di assunzione Rischi Finanziari.
L'attività di monitoraggio comprende una costante attività di Stress Test volta a verificare almeno trimestralmente l'impatto sul rischio di tasso di scenari di stress ulteriori rispetto ai paralleli standard.
All'ufficio con funzione di convalida spetta periodicamente un'autonoma valutazione delle metodologie e dei modelli comportamentali utilizzati per quantificare il rischio di tasso, nonché la valutazione della congruità delle ipotesi di stress sottostanti.
Il Servizio Audit della Capogruppo effettua le verifiche periodiche (controllo di terzo livello) sull'adeguatezza del sistema di rilevazione del rischio di tasso del banking book in coerenza con la normativa interna ed esterna e sull'adeguatezza del processo relativo alle prove di stress.
Credem Banca misura e monitora il rischio di tasso di interesse mensilmente attraverso gli indicatori RAF basati sulla sensitivity del Margine di Interesse e sensitivity del Valore Economico. L'esposizione al rischio di tasso viene monitorata anche giornalmente attraverso i limiti operativi. Le componenti del rischio di tasso sono:
In linea con la normativa di riferimento Credem Banca valuta e presidia anche il credit spread risk del banking book – CSRBB. Esso rappresenta il rischio derivante da variazioni del prezzo di mercato dovute al credit spread. Tale rischio viene misurato e monitorato nell'ambito del Risk Appetite Framework di gruppo (indicatore credit spread sensitivity) e nei Regolamenti assunzione rischi finanziari delle singole società.
La misurazione della Sensitivity di Valore Economico mensilmente viene condotta sulla base degli scenari regolamentari standard paralleli (±200 bps) e non paralleli (normativa EBA/GL/2022/14) e sulla base di scenari gestionali custom. Ai fini del controllo dei limiti operativi, giornalmente viene misurata la Sensitivity di Valore Economico +1 bp.
La misurazione della Sensitivity di Margine di Interesse mensilmente viene effettuata sulla base degli scenari ±100 bps e degli scenari previsti per la metrica della Sensitivity di Valore Economico (scenari regolamentari e gestionali custom).
Parametri e assunzioni non parametriche dei modelli comportamentali utilizzati nella misurazione del rischio tasso secondo i modelli interni sono gli stessi utilizzati ai fini del calcolo delle esposizioni riportate nella tabella EU IRRBB1.
Nella quantificazione dei numeri di rischio esposti in tabella EU IRRBB1 l'aggregazione delle valute segue le regole del EBA RTS on SOT (EBA/RTS/2022/10) per la determinazione dei SOTs. Ai fini della quantificazione e monitoraggio del rischio di tasso secondo le metodologie interne le esposizioni sulle singole valute vengono considerate anche senza ponderazioni.
Il Gruppo effettua la copertura del rischio di tasso attraverso il natural hedge delle poste attive e passive e tramite l'utilizzo di derivati sui tassi di interesse (OIS / IRS). Credem adotta le metodologie contabili del Fair Value Hedge e del Cash Flow Hedge, finalizzate a evitare che variazioni inattese dei tassi di mercato si ripercuotano negativamente sul patrimonio e sul margine di interesse della banca. La metodologia del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associata principalmente a mutui/finanziamenti a tasso fisso, componente core anelastica della raccolta a vista. Il Micro Fair value Hedge è impiegato invece per la copertura del rischio di tasso associato a titoli di debito in regime contabile HTCS e HTC e prestiti obbligazionari a tasso fisso emessi da Credito Emiliano. Il Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi trimestrali.
Le misure di sensitivity riportate in tabella IRRBB1 sono condotte secondo le ipotesi di seguito elencate. Sensitivity di Valore Economico:
Sensitivity di Margine di Interesse:
In entrambe le metriche:
Le sensitivity di Valore Economico osservabili in tabella quantitativa IRRBB1 mostrano un'esposizione al rischio di tasso in aumento rispetto a giugno 2024. La sensitivity nello scenario dei tassi parallel up (+200 bps) a fine dicembre è pari al -4,6% del Tier1 capital, ben al di sotto della soglia EBA su SOT VE del 15%. La sensitivity del Margine di Interesse nello scenario parallel down dei tassi (-200 bps), in calo rispetto la scorsa rilevazione, si mantiene all'interno della soglia EBA su SOT NII del 5% del Tier1 capital. Le misure esposte in tabella IRRBB1 su 31.12.2024 sono in linea con quanto riportato nelle segnalazioni regolamentari ITS IRRBB per il calcolo dei SOT.
Con riferimento al modello comportamentale delle poste a vista la scadenza media di riprezzamento della raccolta a vista retail è pari a 2,1 anni, con durata massima 15 anni. La scadenza media di riprezzamento della raccolta a vista non-financial wholesale, è pari a 3 mesi, con durata massima 17 mesi.
| Scenari prudenziali di shock | a | b | c | d | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Variazioni del valore economico del capitale proprio |
Variazioni dei proventi da interessi netti |
|||||
| 31/12/2024 | 30/06/2024 | 31/12/2024 | 30/06/2024 | |||
| 1 | Shock al rialzo parallelo | (158.695) | (118.968) | 85.275 | 112.929 | |
| 2 | Shock al ribasso parallelo | 92.750 | 80.952 | (104.881) | (138.345) | |
| 3 | Steepener | 712 | (7.615) | |||
| 4 | Flattener | (35.759) | (8.786) | |||
| 5 | Shock up dei tassi a breve | (84.222) | (51.079) | |||
| 6 | Shock down dei tassi a lungo | 40.986 | 25.987 |
Il Gruppo ha sviluppato un sistema integrato di gestione dei rischi operativi assunti che, in attuazione degli indirizzi strategici, consente di rafforzare la capacità delle Unità Organizzative di gestirli consapevolmente, introducendo strumenti di rilevazione, misurazione e controllo tali da garantire un'assunzione dei rischi consapevole e compatibile con le strategie di Governance e con le condizioni economiche e patrimoniali, nel rispetto delle indicazioni provenienti dalle Autorità di Vigilanza.
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato il regolamento "Gestione dei rischi operativi" (Regolamento ORM) con cui definisce le politiche di gestione del rischio operativo a livello di Gruppo e Banca e determina un sistema comune e coordinato caratterizzato da regole condivise per l'allocazione di compiti e responsabilità. Il regolamento definisce come rischio operativo "il rischio di perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni, ivi compreso il rischio giuridico; non sono inclusi quelli strategici e di reputazione".
Inoltre, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato, ai fini della determinazione del requisito patrimoniale, l'utilizzo del metodo TSA per tutte le società appartenenti al Gruppo Bancario.
Non sono intervenute variazioni significative rispetto all'esercizio precedente in relazione al modello di gestione dei rischi operativi che di seguito viene rappresentato sinteticamente: l'Organo con funzioni di supervisione strategica di Gruppo è identificato nel Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano SpA, Capogruppo del Gruppo Bancario Credito Emiliano – CREDEM. L'azione viene esercitata con il supporto del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (Comitato di Governance, privo di deleghe, istituito con la finalità di svolgere un ruolo istruttorio).
A livello di Gruppo sono stati individuati più organi con funzioni di gestione, coincidenti con i Consigli di Amministrazione delle singole controllate, che hanno adottato il Regolamento ORM traducendo il relativo "schema" nella specifica realtà aziendale ed individuando concretamente le funzioni "locali" richieste per il buon esito del processo.
Dal punto di vista operativo gli organi con funzione di supervisione strategica e quelli con funzioni di gestione sono supportati dall'attività dell'ORM Centrale. Nell'ambito del processo coordinato centralmente dall' "ORM Centrale", l'attività viene svolta con il supporto di alcune funzioni "ORM Periferico" appartenenti a diversi servizi della banca.
L'Organo con funzioni di controllo è identificato nel Collegio Sindacale, coerentemente con la disciplina vigente relativa agli enti che adottano un modello "tradizionale" di governance societaria. Più in particolare, il Collegio della Capogruppo è responsabile di vigilare sull'osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie, sulla corretta amministrazione, sull'adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili del Gruppo anche tramite il coordinamento con gli omologhi organi collegiali presenti nelle controllate.
Nell'espletamento delle proprie attività tale organo viene supportato dal Servizio Audit di Gruppo.
Il Regolamento ORM istituisce, inoltre, specifici flussi informativi verso l'organo di controllo delle società interessate dal modello TSA (a livello individuale e consolidato, secondo le rispettive competenze).
Il Sistema di Gestione dei Rischi Operativi è periodicamente sottoposto a revisione indipendente da parte del Servizio Audit della Capogruppo.
Il sistema di gestione dei rischi operativi è definito come l'insieme strutturato dei processi funzioni e risorse per l'identificazione, la valutazione e il controllo dei rischi operativi ed è articolato nei seguenti sottoprocessi:
Le società incluse nei processi di misurazione, monitoraggio e mitigazione, sono quelle che risultano annualmente rilevanti ai fini del rischio operativo ed informatico dall'analisi di rilevanza effettuata nell'ambito dell'approvazione del Risk Appetite Framework (RAF) e del processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP) svolto dalla Capogruppo.
Il processo di "Identificazione" è composto dalle seguenti procedure:
Loss Data Collection: consiste nella raccolta dei dati di perdita operativa interna con il coinvolgimento diretto di tutte le unità di business. In tale ambito, gli eventi di perdita operativa (inclusi quelli di natura informatica) sono classificati per Business Line (corporate finance, trading and sales, retail banking, commercial banking, payment and settlement, agency services, asset management, retail Brokerage) ed Event Type (frodi interne, frodi esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, clientela - prodotti e prassi professionali, danni da eventi esterni, interruzioni dell'operatività e disfunzioni dei sistemi, esecuzione, consegna e gestione dei processi);
Il processo di "Misurazione" è rappresentato dalla quantificazione del Capitale a Rischio (CaR) mediante stime soggettive. Le metodologie di misurazione delle perdite attese e inattese sono finalizzate ad un'attività di controllo ed individuazione di situazioni potenzialmente critiche e si basano sulla esecuzione di questionari (RSA), con frequenza almeno annuale, che per ogni tipologia di evento richiedono ai responsabili delle unità organizzative (UO) che possono generare/gestire i rischi operativi, una stima soggettiva di alcuni fattori di rischio:
L'analisi è svolta su più livelli: unità organizzativa, business units, società e gruppo consolidato e per ogni livello sono prodotti: un valore di perdita attesa ed un valore di perdita inattesa. I risultati della valutazione sono utilizzati a fini gestionali per la prevenzione e la mitigazione dei rischi operativi e nel processo di pianificazione operativa, coerentemente a quanto definito dal "Regolamento pianificazione, programmazione e controllo di Gruppo".
Il processo di "Monitoraggio e controllo" mira a identificare tempestivamente eventuali disfunzioni nei processi aziendali o nelle procedure di gestione del rischio al fine di consentire di valutare le necessarie azioni di mitigazione.
I Rischi Operativi sono inoltre monitorati all'interno del più ampio processo di Risk Appetite Framework (RAF) di Gruppo (monitoraggio trimestrale).
Al fine di assicurare un presidio nel continuo, è prevista una rendicontazione per singolo evento di perdita operativa la cui autonomia di delibera (definita all'interno dei regolamenti già vigenti o, in mancanza, oltre la soglia di 100.000€) spetta al Comitato Esecutivo/Consiglio di Amministrazione, dei controlli che non sono andati a buon fine e delle azioni correttive di eventuali carenze organizzative e/o di processo/prodotto. Qualora disponibili, l'ORM periferico di volta in volta competente, inserisce le informazioni oggetto di rendicontazione in seno alle proposte e le invia alle Funzioni preposte a seconda delle casistiche (a titolo esemplificativo, Servizio Audit e Compliance). In ogni caso, le delibere assunte dal CE/CA sono inviate, per opportuna conoscenza, al Risk Officer della Capogruppo e all'ORM Centrale. L'ORM Centrale verifica semestralmente che le Funzioni preposte siano state attivate dagli ORM Periferici e laddove questo non sia accaduto, attiva direttamente le Funzioni preposte eventualmente coordinandosi con gli ORM Periferici.
Inoltre, l'ORM Centrale controlla semestralmente, per BU/Servizio di Credembanca e per le società rilevanti, che le rispettive perdite contabilizzate nel semestre/anno di riferimento non superino il relativo valore di Perdita Attesa stimato in ambito Risk Self Assessment e, nel caso in cui ciò accada, rendiconta nel CE di Credembanca le motivazioni dello scostamento fornite dai Responsabili delle BU/Capi Servizio di Credembanca. Per le singole società rilevanti, nel caso in cui le perdite risultino superiori alla Perdita Attesa, l'ORM periferico della società rendiconta nel proprio CA le motivazioni dello scostamento e ne dà comunicazione al Risk Officer della Capogruppo.
Il sistema di reporting fornisce agli organi aziendali ed ai responsabili delle funzioni interessate informazioni sul livello di esposizione ai rischi operativi e rappresenta uno strumento di supporto per la loro gestione attiva e la sintesi dei processi di misurazione, monitoraggio e controllo.
Il processo di "Mitigazione" definisce le azioni da intraprendere per la prevenzione e l'attenuazione dei rischi operativi ed è composto dalle seguenti procedure:
Analisi gestionale: consiste nell'analisi delle criticità emerse e delle diverse possibili soluzioni a disposizione nell'ambito delle tradizionali modalità alternative di gestione del rischio (ritenzione, trasferimento, mitigazione), in ottica costi-benefici;
Le azioni di mitigazione definite nel reporting vengono inoltre incluse nel processo di pianificazione operativa. Inoltre, con frequenza almeno triennale, il Team del Gruppo Credem per la valutazione delle polizze assicurative a copertura dei rischi propri (escluse quindi le polizze su prodotti o a favore del personale) stipulate dalle Società del Gruppo, effettua una rilevazione complessiva dello stato dei rischi e del livello delle relative coperture assicurative, con l'obiettivo di individuare aree con copertura insufficiente o inefficace.
La rilevazione considera la situazione di rischio complessiva del Gruppo, sulla base dei report periodici di RSA (Risk Self Assessment) e sulle statistiche LDC (Loss Data Collection).
L'area di competenza Insurance collabora con l'Orm Centrale e con gli Uffici di riferimento delle diverse aree su cui vengono evidenziati fattori d'attenzione, per verificare la coerenza dei dati rilevati, definire al meglio il rischio complessivo e in ultima analisi stabilire l'opportunità di attivare una polizza oppure non farlo. Inoltre, periodicamente, viene effettuata una valutazione inerente alle varie tipologie di rischio per verificare la necessità di estendere le relative coperture assicurative.
I rischi da considerare al fine di valutare l'attivazione di una polizza assicurativa sono quelli di natura patrimoniale, diretti o indiretti, dovuti alla perdita di valori di proprietà oppure derivanti dal risarcimento di danni causati a terzi nonché quelli previsti dalle normative di riferimento.
La classificazione delle attività nelle linee di business regolamentari è declinata nelle fasi di:
La mappatura dei dati si delinea a livello individuale attraverso il collocamento di ciascuno dei centri gestionali nella business line regolamentare di pertinenza seguendo i principi sanciti dal Regolamento UE n. 575/2013; segue quindi l'individuazione delle fonti dati che riportano i dati reddituali di tali centri e gli eventuali criteri di ripartizione.
In applicazione della mappatura definita, ciascuna società procede alla determinazione dei valori per centro, alla collocazione sulle business line previste e alla determinazione del requisito individuale.
Le attività definite per la determinazione del requisito patrimoniale consolidato prevedono l'identificazione dell'"Indicatore Rilevante" individuale e la componente riconducibile a ciascuna società del Gruppo per business line regolamentare (da determinarsi in coerenza con i criteri sanciti nella mappatura utilizzata a fini individuali).
Il requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi, calcolato sull' Indicatore Rilevante del triennio 2022 - 2024, è pari a 212,1 milioni di euro.
Si riporta di seguito la composizione percentuale delle perdite operative del Gruppo Credem per tipologie di evento:

Nel corso del 2024, la principale fonte di rischio operativo, per importo di perdita, è risultata essere la tipologia di evento "Esecuzione, gestione e consegna di prodotti o servizi" (ET 07). La seconda fonte di rischio operativo di riferisce alle perdite dovute a "Frodi esterne" (ET 02)", seguita da "Rapporti con Clienti, prestazioni di servizi o prodotti" (ET 04), "Frodi Interne" (ET 01), "Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro" (ET 03)" e "Disastri ed altri eventi" (ET 05).
L'incidenza delle perdite legate a malfunzionamento dei sistemi tecnologici (ET 06) è risultata marginale. Infine, la quasi totalità delle perdite riconducibili al "Conduct Risk" si riferisce agli Event Type 01 e 04.
| Attività bancarie | a | b | c | d | e | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Indicatore rilevante | ||||||
| Anno-3 | Anno-2 | Ultimo anno | Requisiti di fondi propri |
Importo dell'esposizione al rischio |
||
| 1 | Attività bancarie soggette al metodo base (BIA) | - | - | - | - | - |
| 2 | Attività bancarie soggette al metodo standardizzato (TSA) / al metodo standardizzato alternativo (ASA) |
1.261.881 | 1.724.453 | 1.812.311 | 212.100 | 2.651.242 |
| 3 | Soggette al metodo TSA | 1.261.881 | 1.724.453 | 1.812.311 | ||
| 4 | Soggette al metodo ASA | - | - | - | ||
| 5 | Attività bancarie soggette a metodi avanzati di misurazione (AMA) |
- | - | - | - | - |
Il Regolamento UE 575/2013 ha introdotto a partire dal 1° gennaio 2014 l'obbligo di calcolo del coefficiente di leva finanziaria per limitare l'accumulo di leva finanziaria eccessiva, ovvero di un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri che renda la banca vulnerabile.
In relazione al rischio di leva finanziaria è previsto che le banche si dotino di politiche e procedure aziendali volte a identificare, gestire e monitorare tale rischio.
E' inoltre previsto che le banche gestiscano conservativamente il rischio di eccessiva leva finanziaria considerando i potenziali incrementi di tale rischio dovuti alle riduzioni dei fondi propri della banca causate da perdite attese o realizzate derivanti dalle regole contabili applicabili. A tal fine le banche devono essere in grado di far fronte a diverse situazioni di stress con riferimento al rischio di leva finanziaria eccessiva.
A partire dal 1 gennaio 2015 è stato introdotto l'obbligo di pubblicazione del coefficiente calcolato conformemente all'art. 429 del Regolamento UE 575/2013.
In data 10 ottobre 2014 la Commissione Europea ha emanato il Regolamento Delegato 2015/62 che modifica la definizione di Leva Finanziaria. Il Regolamento Delegato, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE in data 17 gennaio 2015, non introduce un obbligo di requisito specifico legato al coefficiente in oggetto, ma elimina divergenze interpretative e garantisce l'allineamento delle disposizioni del Regolamento (UE) n. 575/2013 alle norme concordate a livello internazionale, in modo da assicurare una migliore comparabilità e pari condizioni di concorrenza.
In data 15 febbraio 2016 sono state pubblicate, attraverso il Regolamento di esecuzione 2016/200 della Commissione, le norme tecniche di attuazione relative all'informativa sul coefficiente di Leva Finanziaria ai sensi del Regolamento UE 575/2013. Inoltre, a partire dal 30 settembre 2016, il coefficiente di leva è calcolato secondo le disposizioni contenute nel Regolamento di esecuzione (UE) n.428/2016 della Commissione che hanno modificato il Regolamento di esecuzione n.680/2014, contente le norme tecniche di attuazione per quanto riguarda le segnalazioni a fini di vigilanza.
Il coefficiente di leva finanziaria è calcolato trimestralmente, sia a livello individuale che a livello consolidato, come rapporto tra il totale delle esposizioni del Gruppo non dedotte nel calcolo del capitale (SFT, derivati, esposizioni fuori bilancio ed altre esposizioni in bilancio) ed il Capitale di Classe 1. A partire dal 31 dicembre 2021, con l'introduzione della CRR2, è previsto un requisito minimo vincolante del 3%.
Il coefficiente di leva finanziaria al 31 dicembre 2024 risulta in aumento rispetto al 30 giugno 2024 dello 0,08%. Tale variazione è principalmente legata all'incremento del Capitale di classe 1. Per maggiori informazioni circa la composizione del Capitale di Classe 1 si rimanda all'apposito capitolo "I Fondi Propri", mentre per maggiori informazioni sulla composizione del totale esposizioni si rimanda alle successive tabelle del presente capitolo.
Il Gruppo Credem adotta la definizione di leva finanziaria eccessiva presente nella normativa (circolare 285), secondo cui lo stesso rappresenta "il rischio che un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri renda la banca vulnerabile, rendendo necessaria l'adozione di misure correttive al proprio piano industriale, compresa la vendita di attività con contabilizzazione di perdite che potrebbero comportare rettifiche di valore anche sulle restanti attività".
Relativamente al rischio di leva finanziaria eccessiva, la circolare 285 prevede che le banche debbano:
Il gruppo Credem adotta la definizione del leverage ratio in linea con la regolamentazione in vigore quale indicatore del rischio di leva finanziaria eccessiva a livello consolidato, come disciplinato all'interno del Regolamento "Regolamento Recovery Planning e RAF del gruppo Credem". L'indicatore viene inoltro sottoposto a stress in ipotesi di riduzione della base patrimoniale, coerentemente con gli scenari di stress rendicontati nel presente ICAAP.
Di seguito viene rappresentato sinteticamente il processo di gestione del rischio di leva finanziaria eccessiva, con evidenza dei ruoli e delle attribuzioni di responsabilità agli organi societari e alle funzioni aziendali a vario titolo coinvolte.
Il leverage ratio rappresenta uno degli indicatori di Risk appetite su cui è strutturato il RAF, come riportato all'interno del Regolamento Risk Appetite Framework del Gruppo Credem (allegato 1).
In generale il processo di determinazione del RAF si attiva contestualmente al processo per la determinazione del budget del Gruppo (o del Piano Strategico), coordinato dal Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo, con il supporto del Servizio VALORE. Lo sviluppo dei due processi (Piano Strategico/Budget e RAF) è pertanto strettamente integrato per favorire la lettura delle dinamiche di rischio implicite nella formulazione degli obiettivi economici.
L'ufficio Contabilità è responsabile del calcolo a consuntivo dell'indicatore di leverage, nell'ambito di quanto previsto dalle segnalazioni di Vigilanza.
A partire dall'anno 2022 l'indicatore è monitorato anche mensilmente nell'ambito del processo RAF mensile. Il calcolo gestionale infratrimestrale è effettuato dall'ufficio PGC
L'ufficio responsabile del calcolo di budget è PGC – Pianificazione Gestione Capitale e Costi, con il supporto di RWA – Team Rischi Finanziari e Wealth.
Il Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo supporta il CA nell'individuazione del valore obiettivo.
Il leverage ratio è calcolato come rapporto fra il capitale (Tier 1) e le esposizioni non pesate (on and offbalance sheet); la dotazione patrimoniale è riferibile al gruppo nel suo complesso.
Il leverage ratio è la misura adottata dal gruppo Credem quale indicatore del rischio di leva finanziaria eccessiva a livello consolidato. L'indicatore è stato concepito dal Comitato di Basilea come misura da affiancare ai Capital Ratio risk-based, in funzione di backstop supplementare a fronte di un eccessivo accumulo di rischio: "The Committee has designed the leverage ratio to be a credible supplementary measure to the risk-based requirement with a view to migrating to a Pillar 1 treatment based on appropriate review and calibration".
Nell'ambito della CRR II è stato introdotto il valore vincolante pari al 3%: "un ente che soddisfa il buffer del coefficiente di leva finanziaria ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, lettera a) del Il regolamento (UE) 575/2013 non può effettuare una distribuzione in connessione con il capitale di classe 1 a una misura che ridurrebbe il suo capitale di classe 1 ad un livello tale da non soddisfare più il requisito sul coefficiente di leva finanziaria".
Si riportano di seguito le principali informazioni inerenti il coefficiente di leva finanziaria del Gruppo al 31 dicembre 2024.
| a | ||
|---|---|---|
| Importo applicabile | ||
| 31/12/2024 | ||
| 1 | Attività totali come da bilancio pubblicato | 67.994.961 |
| 2 | Rettifica per i soggetti consolidati a fini contabili ma esclusi dall'ambito del consolidamento prudenziale |
(9.700.680) |
| 3 | (Rettifica per le esposizioni cartolarizzate che soddisfano i requisiti operativi per il riconoscimento del trasferimento del rischio) |
- |
| 4 | (Rettifica per l'esenzione temporanea delle esposizioni verso banche centrali (se del caso)) | - |
| 5 | (Rettifica per le attività fiduciarie iscritte a bilancio a norma della disciplina contabile applicabile ma escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera i), del CRR) |
- |
| 6 | Rettifica per gli acquisti e le vendite standardizzati di attività finanziarie soggette alla registrazione sulla base della data di negoziazione |
- |
| 7 | Rettifica per le operazioni di tesoreria accentrata ammissibili | - |
| 8 | Rettifica per gli strumenti finanziari derivati | (342.792) |
| 9 | Rettifica per le operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT) | 26.104 |
| 10 | Rettifica per gli elementi fuori bilancio (conversione delle esposizioni fuori bilancio in importi equivalenti di credito) |
1.793.641 |
| 11 | (Rettifica per gli aggiustamenti per la valutazione prudente e gli accantonamenti specifici e generici che hanno ridotto il capitale di classe 1) |
- |
| EU 11a |
(Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera c), del CRR) |
- |
| EU 11b |
(Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera j), del CRR) |
- |
| 12 | Altre rettifiche | (804.796) |
| 13 | Misura dell'esposizione complessiva | 58.966.439 |
| Esposizioni del coefficiente di leva finanziaria (CRR) |
|||
|---|---|---|---|
| a | b | ||
| 31/12/2024 | 30/06/2024 | ||
| Esposizioni in bilancio (esclusi derivati e SFT) | |||
| 1 | Elementi in bilancio (esclusi derivati e SFT, ma comprese le garanzie reali) | 57.851.556 | 54.815.979 |
| 2 | Maggiorazione per le garanzie reali fornite su derivati se dedotte dalle attività in bilancio in base alla disciplina contabile applicabile |
- | - |
| 3 | (Deduzioni dei crediti per il margine di variazione in contante fornito in operazioni su derivati) |
(378.486) | (276.300) |
| 4 | (Rettifica per i titoli ricevuti nell'ambito di operazioni di finanziamento tramite titoli che sono iscritti come attività) |
- | - |
| 5 | (Rettifiche di valore su crediti generiche degli elementi in bilancio) | - | - |
| 6 | (Importi delle attività dedotte nella determinazione del capitale di classe 1) | (426.310) | (413.341) |
| 7 | Esposizioni in bilancio complessive (esclusi derivati e SFT) | 57.046.761 | 54.126.338 |
| Esposizioni su derivati | |||
| 8 | Costo di sostituzione associato alle operazioni su derivati SA-CCR (al netto del margine di variazione in contante ammissibile) |
14.747 | 16.218 |
| EU-8a | Deroga per derivati: contributo ai costi di sostituzione nel quadro del metodo standardizzato semplificato |
- | - |
| 9 | Importi delle maggiorazioni per le esposizioni potenziali future associate alle operazioni su derivati SA-CCR |
84.687 | 88.082 |
| EU-9a | Deroga per derivati: contributo all'esposizione potenziale futura nel quadro del metodo standardizzato semplificato |
- | - |
| EU-9b | Esposizione calcolata secondo il metodo dell'esposizione originaria | - | - |
| 10 | (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del cliente) (SA-CCR) |
- | - |
| EU-10a | (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del cliente) (metodo standardizzato semplificato) |
- | - |
| EU-10b | (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del cliente) (metodo dell'esposizione originaria) |
- | - |
| 11 | Importo nozionale effettivo rettificato dei derivati su crediti venduti | - | - |
| 12 | (Compensazioni nozionali effettive rettificate e deduzione delle maggiorazioni per i derivati su crediti venduti) |
- | - |
| 13 | Totale delle esposizioni in derivati | 99.434 | 104.300 |
| Esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT) | |||
| 14 | Attività SFT lorde (senza riconoscimento della compensazione) previa rettifica per le operazioni contabilizzate come vendita |
499 | 952.657 |
| 15 | (Importi compensati risultanti dai debiti e crediti in contante delle attività SFT lorde) | - | - |
| 16 | Esposizione al rischio di controparte per le attività SFT | 26.104 | 54.076 |
| EU-16a | Deroga per SFT: esposizione al rischio di controparte conformemente all'articolo 429 sexies, paragrafo 5, e all'articolo 222 del CRR. |
- | - |
| 17 | Esposizioni su operazioni effettuate come agente | - | - |
| EU-17a | (Componente CCP esentata delle esposizioni su SFT compensate per conto del cliente) | - | - |
| 18 | Totale delle esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli | 26.603 | 1.006.733 |
| Altre esposizioni fuori bilancio | |||
| 19 | Importo nozionale lordo delle esposizioni fuori bilancio | 13.585.737 | 13.422.270 |
| 20 | (Rettifiche per conversione in importi equivalenti di credito) | (11.792.095) | (11.537.554) |
| 21 | (Accantonamenti generici dedotti nella determinazione del capitale di classe 1 e accantonamenti specifici associati alle esposizioni fuori bilancio) |
- | - |
| 22 | Esposizioni fuori bilancio | 1.793.641 | 1.884.716 |
| Esposizioni escluse | |||
| EU-22a | (Esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera c), del CRR) |
- | - |
| EU-22b | (Esposizioni esentate conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera j), del CRR (in bilancio e fuori bilancio)) |
- | - |
| EU-22c | (Esposizioni di banche (o unità) pubbliche di sviluppo escluse - Investimenti del settore pubblico) |
- | - |
| Esposizioni del coefficiente di leva finanziaria (CRR) |
|||
|---|---|---|---|
| a | b | ||
| 31/12/2024 | 30/06/2024 | ||
| EU-22d | (Esposizioni di banche (o unità) pubbliche di sviluppo escluse - Prestiti agevolati) | - | - |
| EU-22e | (Esposizioni escluse derivanti da trasferimenti (passing-through) di prestiti agevolati da parte di un ente che non sia una banca (o unità) pubblica di sviluppo) |
- | - |
| EU-22f | (Parti garantite escluse delle esposizioni derivanti da crediti all'esportazione) | - | - |
| EU-22g | (Garanzie reali in eccesso depositate presso agenti triparty escluse) | - | - |
| EU-22h | (Servizi connessi a un CSD di CSD/enti esclusi conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera o), del CRR) |
- | - |
| EU-22i | (Servizi connessi a un CSD di enti designati esclusi conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera p), del CRR) |
- | - |
| EU-22j | (Riduzione del valore dell'esposizione di prestiti di prefinanziamento o di prestiti intermedi) | - | - |
| EU-22k | (Totale delle esposizioni escluse) | - | - |
| Capitale e misura dell'esposizione complessiva | |||
| 23 | Capitale di classe 1 | 3.457.189 | 3.302.826 |
| 24 | Misura dell'esposizione complessiva | 58.966.439 | 57.122.087 |
| Coefficiente di leva finanziaria | |||
| 25 | Coefficiente di leva finanziaria (%) | 5,86% | 5,78% |
| EU-25 | Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto dell'esenzione degli investimenti del settore pubblico e dei prestiti agevolati) (%) |
5,86% | 5,78% |
| 25a | Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea applicabile delle riserve della banca centrale) (%) |
5,86% | 5,78% |
| 26 | Requisito regolamentare del coefficiente minimo di leva finanziaria (%) | 3,00% | 3,00% |
| EU-26a | Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (%) | - | - |
| EU-26b | Di cui costituiti da capitale CET1 | - | - |
| 27 | Requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria (%) | - | - |
| EU-27a | Requisito del coefficiente di leva finanziaria complessivo (%) | 3,00% | 3,00% |
| Scelta in merito a disposizioni transitorie e esposizioni rilevanti | |||
| EU-27b | Scelta in merito alle disposizioni transitorie per la definizione della misura del capitale | A regime | A regime |
| Informazioni sui valori medi | |||
| 28 | Media dei valori giornalieri delle attività lorde di SFT, dopo le rettifiche per le operazioni contabili di vendita e al netto dei debiti e dei crediti in contante associati |
360.995 | 161.429 |
| 29 | Valore di fine trimestre delle attività lorde di SFT, dopo le rettifiche per le operazioni contabili di vendita e al netto dei debiti e dei crediti in contante associati |
499 | 952.657 |
| 30 | Misura dell'esposizione complessiva (compreso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea applicabile delle riserve della banca centrale) comprendente i valori medi della riga 28 delle attività lorde di SFT (dopo la rettifica per le operazioni contabili di vendita e al netto dei debiti e dei crediti in contante associati) |
59.326.936 | 56.330.859 |
| 30a | Misura dell'esposizione complessiva (escluso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea applicabile delle riserve della banca centrale) comprendente i valori medi della riga 28 delle attività lorde di SFT (dopo la rettifica per le operazioni contabili di vendita e al netto dei debiti e dei crediti in contante associati) |
59.326.936 | 56.330.859 |
| 31 | Coefficiente di leva finanziaria (compreso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea applicabile delle riserve della banca centrale) comprendente i valori medi della riga 28 delle attività lorde di SFT (dopo la rettifica per le operazioni contabili di vendita e al netto dei debiti e dei crediti in contante associati) |
5,83% | 5,86% |
| 31a | Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea applicabile delle riserve della banca centrale) comprendente i valori medi della riga 28 delle attività lorde di SFT (dopo la rettifica per le operazioni contabili di vendita e al netto dei debiti e dei crediti in contante associati) |
5,83% | 5,86% |
| a | ||
|---|---|---|
| Esposizioni del coefficiente di leva finanziaria (CRR) |
||
| 31/12/2024 | ||
| EU - 1 | Totale delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate), di cui | 57.473.071 |
| EU - 2 | Esposizioni nel portafoglio di negoziazione | 19.168 |
| EU - 3 | Esposizioni nel portafoglio bancario, di cui | 57.453.903 |
| EU - 4 | Obbligazioni garantite | 188.712 |
| EU - 5 | Esposizioni trattate come emittenti sovrani | 15.925.770 |
| EU - 6 | Esposizioni verso amministrazioni regionali, banche multilaterali di sviluppo, organizzazioni internazionali e organismi del settore pubblico non trattati come emittenti sovrani |
55.948 |
| EU - 7 | Esposizioni verso enti | 1.859.410 |
| EU - 8 | Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili | 9.398.707 |
| EU - 9 | Esposizioni al dettaglio | 8.659.909 |
| EU - 10 | Esposizioni verso imprese | 18.491.551 |
| EU - 11 | Esposizioni in stato di default | 273.284 |
| EU - 12 | Altre esposizioni (ad es. in strumenti di capitale, cartolarizzazioni e altre attività diverse da crediti) | 2.600.611 |
E' considerata vincolata l'attività che è stata costituita in garanzia o altrimenti riservata per fornire forme di copertura, garanzia o supporto al credito (credit enhancement) a un'operazione da cui non può essere ritirata liberamente.
A titolo esemplificativo, rientrano tra le attività vincolate le seguenti tipologie di contratti:
Non sono considerate vincolate le attività che, assegnate a linee non utilizzate, possono essere ritirate liberamente.
Si riportano nel seguito le principali informazioni quantitative sulle attività impegnate e non impegnate iscritte in bilancio, le garanzie ricevute e i titoli di debito di propria emissione vincolati e vincolabili, le fonti di gravame.
I valori sono esposti secondo i modelli pubblicati nel Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637 e rappresentano la mediana dei dati trimestrali segnalati negli ultimi dodici mesi. La mediana costituisce la tendenza centrale, che rappresenta la posizione centrale di un insieme di numeri in una distribuzione statistica.
| Valore contabile delle attività vincolate |
Fair value (valore equo) delle attività vincolate |
Valore contabile delle attività non vincolate |
Fair value (valore equo) delle attività non vincolate |
||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| di cui EHQLA ed HQLA nozionalmente ammissibili |
di cui EHQLA ed HQLA nozionalmente ammissibili |
di cui EHQLA ed HQLA |
di cui EHQLA ed HQLA |
||||||
| 010 | 030 | 040 | 050 | 060 | 080 | 090 | 100 | ||
| 010 | Attività dell'ente che pubblica l'informativa |
10.074.917 | 5.980.243 | 46.703.367 | 8.224.960 | ||||
| 030 | Strumenti rappresentativi di capitale |
- | - | - | - | 94.410 | - | 54.462 | - |
| 040 | Titoli di debito | 6.711.535 | 5.980.243 | 6.678.217 | 5.949.104 | 5.839.459 | 4.004.159 | 5.597.823 | 4.007.945 |
| 050 | di cui obbligazioni garantite |
- | - | - | - | 35.955 | 35.955 | 35.958 | 35.958 |
| 060 | di cui cartolarizzazioni |
- | - | - | - | 298.933 | 269.148 | 296.815 | 267.419 |
| 070 | di cui emessi da amministrazioni pubbliche |
5.957.223 | 5.957.223 | 5.926.085 | 5.926.085 | 3.472.036 | 3.226.435 | 3.232.090 | 3.231.979 |
| 080 | di cui emessi da società finanziarie |
681.335 | 23.157 | 679.003 | 23.157 | 1.897.374 | 358.564 | 1.895.684 | 356.662 |
| 090 | di cui emessi da società non finanziarie |
- | - | - | - | 470.049 | 355.325 | 470.049 | 355.325 |
| 120 | Altre attività | 3.209.612 | - | 41.196.229 | 4.220.801 |
| Valore equo delle garanzie reali ricevute o dei titoli di debito di propria emissione vincolati |
Non vincolati | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| Valore equo delle garanzie reali ricevute o dei titoli di debito di propria emissione vincolabili |
|||||
| di cui EHQLA ed HQLA nozionalmente ammissibili |
di cui EHQLA ed HQLA |
||||
| 010 | 030 | 040 | 060 | ||
| 130 | Garanzie reali ricevute dall'ente che pubblica l'informativa |
249 | 249 | 319.308 | 319.308 |
| 140 | Finanziamenti a vista | - | - | - | - |
| 150 | Strumenti rappresentativi di capitale | - | - | - | - |
| 160 | Titoli di debito | 249 | 249 | 319.308 | 319.308 |
| 170 | di cui obbligazioni garantite | - | - | - | - |
| 180 | di cui cartolarizzazioni | - | - | - | - |
| 190 | di cui emessi da amministrazioni pubbliche | 249 | 249 | 319.308 | 319.308 |
| 200 | di cui emessi da società finanziarie | - | - | - | - |
| 210 | di cui emessi da società non finanziarie | - | - | - | - |
| 220 | Prestiti e anticipazioni diversi dai finanziamenti a vista | - | - | - | - |
| 230 | Altre garanzie reali ricevute | - | - | - | - |
| 240 | Titoli di debito di propria emissione diversi da obbligazioni garantite o cartolarizzazioni proprie |
- | - | - | - |
| 241 | Obbligazioni garantite e cartolarizzazioni di propria emissione non ancora costituite in garanzia |
- | - | ||
| 250 | TOTALE DELLE GARANZIE REALI RICEVUTE E DEI TITOLI DI DEBITO DI PROPRIA EMISSIONE AL |
10.193.750 | 6.099.075 |
| Passività corrispondenti, passività potenziali o titoli concessi in prestito |
Attività, garanzie reali ricevute e titoli di debito di propria emissione diversi da obbligazioni garantite e cartolarizzazioni, vincolati |
||
|---|---|---|---|
| 010 | 030 | ||
| 010 | Valore contabile delle passività finanziarie selezionate | 10.081.458 | 10.134.208 |
Le principali fattispecie di attività vincolate dal Gruppo, riconducibili principalmente a Credito Emiliano Spa, sono rappresentate dalle seguenti categorie:
Il rapporto tra le "Attività, garanzie ricevute e propri titoli di debito emessi vincolati diversi da Obbligazioni Bancarie Garantite e titoli ABS" e le relative "Passività finanziarie, passività potenziali e titoli in prestito associati ad attività vincolate" è pari al 101%, che deriva principalmente da eccesso di garanzie reali riconducibile a clausole di overcollateralisation per le forme di raccolta da Banche Centrali.
In conformità alle previsioni contenute nelle Disposizioni di Vigilanza in tema di governo societario emanate dalla Banca d'Italia ed in linea con le disposizioni del Codice di Autodisciplina delle Società Quotate ("Codice di Autodisciplina") è stato istituito internamente al Consiglio di Amministrazione ("CA") un Comitato Consiliare per le Remunerazioni di Gruppo ("CR") con poteri consultivi, istruttorii e propositivi.
Il CR è composto da n. 3 Amministratori non esecutivi, la maggioranza dei quali indipendenti ai sensi dell'art. 148, c3 TUF e dell'art. 3 del Codice di autodisciplina. La Presidenza è attribuita ad un Amministratore indipendente.
Nel corso del 2024, il CR si è riunito n. 6 volte. La durata media delle riunioni è stata di 1 ora e 20 minuti.
CREDEM in qualità di Capogruppo applica in modo unitario e uniforme la Politica di Remunerazione nelle Società del Gruppo. Le Società Controllate recepiscono le linee guida in tema di Remunerazione e di Sistemi Incentivanti ("SISPRE"), fermi gli opportuni adeguamenti alle eventuali disposizioni di settore, sottoponendole ai rispettivi competenti Organi Sociali.
Il processo di identificazione del Personale Più Rilevante ("PPR") di Gruppo avviene in applicazione dei "Criteri Qualitativi" e "Criteri Quantitativi" di CRDV e Regolamento Delegato EBA 923/2021. Il Perimetro PPR per i "Criteri Qualitativi" è composto:
Completa l'identificazione del PPR l'applicazione dei "Criteri Quantitativi" degli RTS EBA entro il IH dell'esercizio. I relativi esiti sono sottoposti dal CR al CA, che valuta e delibera, sussistendone le condizioni, l'inoltro di istanza di preventiva esclusione dal Perimetro PPR dei nominativi emersi dall'analisi nei termini e con le modalità normativamente previste.
La Capogruppo assicura la complessiva coerenza del processo di identificazione per l'intero Gruppo, nonché il coordinamento delle Disposizioni con le altre regole eventualmente applicabili a ciascuna Società, in ragione del settore di appartenenza e tenendo conto degli esiti delle valutazioni condotte dalle singole componenti del Gruppo nel caso fossero tenute ad effettuarle su base individuale.
Per ulteriori dettagli si rimanda alla "Relazione sulla Politica di Gruppo in materia di Remunerazione e Incentivazione e sui Compensi Corrisposti" ("Relazione"), Sezione I: paragrafi 6.1 "Il Processo di Identificazione del PPR" e 6.2 "Identificazione del PPR 2025"; Sezione II: paragrafo 21 "Identificazione del PPR 2024".
La Politica di Remunerazione si ispira a principi di valorizzazione del merito e di motivazione al risultato, coerenti con la cultura d'impresa che da sempre caratterizza il Gruppo CREDEM.
La Politica rappresenta uno strumento fondamentale per il perseguimento delle strategie aziendali in un'ottica di lungo periodo, di prudente gestione del rischio (ivi compreso quello di sostenibilità) e di solidità patrimoniale e finanziaria.
La Politica di Remunerazione si propone quindi di:
Per il perseguimento degli obiettivi del Gruppo rileva disporre di solidi processi di governance e di un efficiente modello organizzativo, definendo ruoli, compiti e meccanismi operativi per assicurare coerenza e trasparenza per tutti gli attori coinvolti nonché la corretta applicazione a livello di Gruppo.
Tali indicazioni sono contenute nello Statuto, nelle "Norme di Funzionamento del CR", nella "Policy di Gruppo People Management", nel "Regolamento People Management" e nel "Manuale Operativo delle Politiche di Remunerazione", che disciplina i processi sottostanti la definizione e la gestione delle stesse, ivi compresi i ruoli coinvolti. Lo scopo del modello organizzativo CREDEM è quello di assicurare che le decisioni vengano assunte ad un livello appropriato e con un adeguato supporto informativo, in modo da escludere qualsiasi possibile conflitto d'interesse, garantendo nel contempo processi in grado di rispondere efficacemente alle esigenze di business, nel rispetto delle normative vigenti.
La proposta di SISPRE è elaborata in coerenza con gli obiettivi definiti nell'ambito dei processi di pianificazione ed elaborazione del RAF. Tali obiettivi perseguono una strategia aziendale di crescita finalizzata alla creazione di valore nel tempo, in un contesto di prudente gestione del rischio e di solidità patrimoniale e finanziaria del Gruppo e tenuto conto della strategia sulla Sostenibilità.
Per assicurare che le remunerazioni variabili siano erogate in un contesto di adeguatezza patrimoniale e finanziaria, l'attivazione del SISPRE di tutte le Società del Gruppo è vincolata al raggiungimento di determinati livelli di CET1 - Common Equity Tier1 di Gruppo e di NSFR - Net Stable Funding Ratio di Gruppo ("gate") (indicatori che monitorano l'adeguatezza patrimoniale e i livelli di liquidità del Gruppo, i cui obiettivi sono determinati sulla base di quanto previsto dal RAF).
In particolare gli indicatori di cd. "allineamento al rischio" assumono un peso significativo e influenzano in modo sostanziale sia l'accesso al SISPRE (risk alignment ex ante) sia le eventuali necessità di correzione con riferimento ai pagamenti differiti (risk alignment ex post).
Verificata l'apertura dei gate, il SISPRE si attiva al raggiungimento di una soglia minima di un "Superindice" composto da: UAI (Utile Ante Imposte) di Gruppo (rettificato delle poste positive/negative di carattere straordinario non strutturali) e RARORAC di Gruppo (indicatore che misura il rapporto tra i margini reddituali e i rischi assunti coerentemente agli obiettivi fissati nel RAF).
La dimensione del bonus poolè determinata in base al livello di raggiungimento "Superindice".
Il meccanismo proposto, per mezzo di una solida pratica di allineamento al rischio basata su parametri oggettivi, assicura una simmetria tra ammontare del bonus pool e risultati, consentendo di contrarre sensibilmente il bonus pool stesso in caso di mancato raggiungimento dei target (fino all'azzeramento). Sono previsti meccanismi di malus e claw-back, ovvero rispettivamente di riduzione/cancellazione e restituzione della retribuzione variabile.
La Relazione deliberata dall'Assemblea degli Azionisti del 24.04.2024 non è stata modificata nel corso dell'esercizio 2024.
Coerentemente alle previsioni normative i meccanismi di attivazione del SISPRE delle Funzioni Aziendali di Controllo ("FAC") assicurano l'assenza di collegamento a obiettivi di tipo economico.
In una logica di sostenibilità dei risultati e di mantenimento della solidità patrimoniale e finanziaria del Gruppo, il SISPRE delle FAC si attiva in presenza di:
Inoltre, l'effettiva partecipazione del singolo ai premi avviene sulla base della prestazione individuale misurata attraverso la cosiddetta "Scheda KPI", costruita con un repertorio di indicatori coerente con le mansioni svolte, definite nei rispettivi regolamenti di Funzione, senza alcun legame diretto con i risultati dei settori aziendali soggetti al suo controllo.
La remunerazione variabile garantita è normativamente definita come eccezionale e prevista per assunzione di nuovo personale e limitatamente al primo anno d'impiego. Non può essere riconosciuta più di una volta alla stessa persona, né dalla Banca né da altra Società del Gruppo.
Per i trattamenti di fine rapporto, come richiesto dalle disposizioni normative, nella Sezione I della "Relazione sulla Politica di Gruppo in materia di Remunerazione e Incentivazione e sui Compensi Corrisposti", sono stati definiti i criteri per la determinazione dei compensi da accordare in caso di fine rapporto.
Per i dettagli si rimanda al paragrafo 15 della Relazione.
Per assicurare che le remunerazioni variabili siano erogate in un contesto di adeguatezza patrimoniale e finanziaria, l'attivazione del SISPRE è vincolata al raggiungimento di determinati livelli di CET1 di Gruppo e di NSFR di Gruppo (indicatori che monitorano l'adeguatezza patrimoniale e i livelli di liquidità del Gruppo, i cui obiettivi sono determinati sulla base di quanto previsto dal RAF).
Superati i gate di accesso, gli indicatori proposti per misurare la performance coprono sia ambiti di redditività e rischio/rendimento (Superindice) sia ambiti di crescita del total business (raccolta e impieghi), così come definiti in sede di budgeted approvati dal CA.
In particolare gli indicatori di cd. "allineamento al rischio" assumono un peso significativo e influenzano in modo sostanziale sia l'accesso al SISPRE (risk alignment ex ante) sia le eventuali necessità di correzione con riferimento ai pagamenti differiti (risk alignment ex post).
La dimensione del bonus pool è determinata in base al livello di raggiungimento del medesimo "Superindice".
Il meccanismo proposto, per mezzo di una solida pratica di allineamento al rischio basata su parametri oggettivi, assicura una simmetria tra ammontare del bonus pool e risultati, consentendo di contrarre sensibilmente il bonus poolstesso in caso di mancato raggiungimento dei target (fino all'azzeramento).
Come disposto dalla CRD e dalle disposizioni nazionali (Banca d'Italia) la componente fissa e la componente variabile della remunerazione sono bilanciate e viene fissato ex ante un limite al rapporto fra la componente variabile e quella fissa ("cap").
Le Assemblee degli Azionisti del 30.04.2019, del 30.04.2020, del 28.04.2022 e del 24.04.2024 hanno deliberato il capa 2:1 per:
Sono escluse dall'incremento le FAC (per le quali trovano applicazione le limitazioni previste per la categoria), il DDC - Dirigente Dati Contabili ex art. 154bis TUF e il responsabile dell'Ufficio Compensation Policy, per i quali le Disposizioni precisano che la componente variabile deve essere "contenuta".
Il CA ha inoltre deliberato la proposizione all'Assemblea del 30.04.2025 di estendere l'attuale perimetro (come sopra descritto) di riconoscimento di un cap di 2:1 per:
Si rimanda per ulteriori dettagli alla Relazione paragrafo 7.2 "Limiti Incidenza Remunerazione Variabile/Fissa ("cap")".
Superati i gate di accesso, gli indicatori proposti per misurare la performance coprono sia ambiti di redditività e rischio/rendimento sia ambiti di crescita del total business (raccolta e impieghi), così come definiti in sede di budgeted approvati dal CA.
In particolare gli indicatori di cd. "allineamento al rischio" assumono un peso significativo e influenzano in modo sostanziale sia l'accesso al SISPRE (risk alignment ex ante) sia le eventuali necessità di correzione con riferimento ai pagamenti differiti (risk alignment ex post).
Verificata l'apertura dei gate, il SISPRE CREDEM si attiva al raggiungimento di una soglia minima di un "Superindice" composto da:
La dimensione del bonus pool è determinata in base al livello di raggiungimento del medesimo "Superindice". Il meccanismo proposto, per mezzo di una solida pratica di allineamento al rischio basata su parametri oggettivi, assicura una simmetria tra ammontare del bonus poole risultati, consentendo di contrarre sensibilmente il bonus pool stesso in caso di mancato raggiungimento dei target (fino all'azzeramento).
Per il SISPRE delle altre Società, superati i medesimi gate di accesso di Gruppo già indicati per CREDEM, gli obiettivi sono legati alla redditività ed al rischio e sono specifici della Società medesima (cd. "Superindice"), con un fattore correttivo collegato all'andamento di Gruppo.
L'effettiva partecipazione del singolo ai premi è prevista sulla base del risultato della prestazione individuale, misurata secondo principi di balanced scorecard tradotti nelle cd. "Schede KPI" (key performance indicator).
Le Schede KPI sono costruite secondo una logica che contempla, laddove opportuno, aspetti di aggiustamento per il rischio ex ante e aspetti di sostenibilità coerenti con l'ambito di responsabilità del singolo. Gli obiettivi sono coerenti con l'area di responsabilità ed il livello decisionale dei singoli.
Una volta superati i gate di Gruppo e definita l'entità del bonus pool disponibile, l'ammontare del premio individuale è determinato in base a:
Ai bonus del PPR di Gruppo sono applicate le modalità di pagamento previste per la categoria di appartenenza, quindi differimento con quote cash e azioni della Capogruppo (laddove non confliggenti con le disposizioni normative di settore).
Il SISPRE prevede che, superati i gate di Gruppo, siano raggiunti gli obiettivi definiti per ogni singola entità del Gruppo e per le BU della Banca. La dimensione del bonus pool è determinata dal livello di raggiungimento del relativo "Superindice", secondo una griglia predefinita e al superamento dell'obiettivo di Utile almeno al 70% e tale da poter garantire l'autofinanziamento dell'importo da stanziare per i bonus. Il meccanismo proposto, per mezzo di una solida pratica di allineamento al rischio basata su parametri oggettivi, assicura una simmetria tra ammontare del bonus pool e risultati, consentendo di contrarre sensibilmente il bonus pool stesso in caso di mancato raggiungimento dei target(fino all'azzeramento).
Le modalità di pagamento dei bonusdel PPR sono:
Qualora la componente variabile superi la soglia di rilevanza definita per l'anno (Euro 436.933) sia per il PPR "Apicale" sia per l'"Altro" PPR: corresponsione del 55% del premio complessivo con assegnazione di azioni gratuite e il restante 45% pagato cash. Le azioni sono soggette ad un'adeguata politica di mantenimento (retention) realizzata attraverso una promessa di consegna dilazionata di 1y sia sulla quota up front che su quelle differite. Inoltre, il 20% del bonus up front è pagato in contanti, il 20% è corrisposto in azioni con promessa di è consegna dilazionata di 1y, il restante 60% differito nei 5y successivi.
Per i bonus inferiori o uguali a Euro 50.000 e inferiori o uguali a 1/3 della Remunerazione Totale, il pagamento (come normativamente consentito) avviene in unica soluzione cash.
Le singole quote differite del bonus sono soggette a condizioni di malus e aggiustamento al rischio ex post. In particolare le quote differite sono:
non erogate in caso di: risoluzione rapporto per iniziativa azienda prima del pagamento della rata, dimissioni prima del pagamento della rata (salvo se finalizzate al conseguimento del trattamento di pensione), ricezione di rilievi significativi da parte dell'Autorità di vigilanza, da Organi e/o Funzioni aziendali competenti di contestazione o comunicazione che rilevano lo svolgimento di una prestazione professionale contraria agli obblighi di buona fede e correttezza, perdita consolidata di Gruppo o RARORAC di Gruppo negativo, CET1 di Gruppo inferiore ai minimi regolamentari, NFSR di Gruppo sotto i limiti di risk capacity;
ridotte al 50% in caso di: UAI di Gruppo (rettificato delle poste positive/negative di carattere straordinario non strutturali), o RARORAC di Gruppo inferiori al 50% dell'obiettivo fissato, CET1 di Gruppo inferiore all'85% dell'obiettivo (fatto salvo operazioni straordinarie e/o variazioni normative).
Si applicano anche i meccanismi di claw back in virtù dei quali è prevista la restituzione parziale o totale del premio netto ricevuto, nel caso in cui nei 5y successivi all'erogazione del premio la Banca/Società dovesse accertare comportamenti fraudolenti o connotati da colpa grave, comportamenti da cui derivi una perdita significativa per la stessa, violazioni degli obblighi previsti dagli artt. 26 e 53 TUB, degli obblighi in materia di politiche di remunerazione e del divieto di non avvalersi di strategie di copertura personale o di assicurazioni sulla retribuzione.
L'attivazione del SISPRE è vincolata al raggiungimento di determinati livelli di CET1 di Gruppo e di NSFR di Gruppo (indicatori che monitorano l'adeguatezza patrimoniale e i livelli di liquidità del Gruppo, i cui obiettivi sono determinati sulla base di quanto previsto dal RAF).
In applicazione delle disposizioni normative, per il PPR è previsto che una quota della componente variabile sia bilanciata mediante corresponsione di strumenti finanziari, soggetta a pagamento differito in modo che la remunerazione tenga conto dell'andamento nel tempo dei rischi assunti dalla Banca. La componente variabile è sottoposta a meccanismi di correzione ex ante ed ex post idonei a riflettere i livelli di performance al netto dei rischi assunti, avendo riguardo anche a fenomeni di misconduct e deve potersi contrarre, fino ad azzerarsi, in relazione ai risultati effettivamente conseguiti.
Per i bonus superiori a Euro 50.000 e superiori a 1/3 della Remunerazione Totale il CA ha delineato le modalità di pagamento dei bonus seguendo la clusterizzazionedel PPR:
Qualora la componente variabile superi la soglia di rilevanza definita per l'anno sia per il PPR "Apicale" sia per l'"Altro" PPR: corresponsione del 55% del premio complessivo con assegnazione di azioni gratuite CREDEM e il restante 45% pagato cash. Il 20% del bonus up front pagato in contanti, il 20% corrisposto in azioni con promessa di consegna dilazionata di 1y, il restante 60% differito nei 5y successivi.
Relativamente all'informativa richiesta dal punto h) della tavola EU REMA, "A richiesta dello Stato membro pertinente o dell'autorità competente, la remunerazione complessiva per ciascun membro dell'organo di amministrazione o dell'alta dirigenza", si rinvia alle Tabelle Retributive 2024 della "Relazione sulla Politica di Gruppo in materia di Remunerazione e Incentivazione e sui Compensi Corrisposti".
Relativamente all'informativa richiesta al punto i) della tavola EU REMA "Informazioni sull'eventuale applicazione all'ente di una deroga di cui all'articolo 94, paragrafo 3, della CRD, conformemente all'articolo 450, paragrafo 1, lettera k), del CRR", deroga basata sulla lettera b) della CRD:
Relativamente all'informativa richiesta al punto j) della tavola EU REMA "I grandi enti pubblicano informazioni quantitative sulla remunerazione dell'organo di amministrazione collettiva, distinguendo tra i membri esecutivi e non esecutivi, conformemente all'articolo 450, paragrafo 2, del CRR si rinvia alla Relazione paragrafo 29 "Tabelle Retributive 2024.
| a | b | c | d | |||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Organo di amministrazione - funzione di supervisione strategica |
Organo di amministrazione - funzione di gestione |
Altri membri dell'alta dirigenza |
Altri membri del personale più rilevante |
|||
| 1 | Numero dei membri del personale più rilevante | 8 | 5 | 10 | 52,7 | |
| 2 | Remunerazione fissa complessiva | 1.326 | 1.166 | 2.625 | 10.577 | |
| 3 | Di cui in contanti | 1.320 | 1.150 | 2.494 | 10.311 | |
| 4 | (Non applicabile nell'UE) | |||||
| EU-4a | Remunerazione | Di cui azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
||||
| 5 | fissa | Di cui strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
||||
| EU-5x | Di cui altri strumenti | |||||
| 6 | (Non applicabile nell'UE) | |||||
| 7 | Di cui altre forme | 5 | 16 | 131 | 266 | |
| 8 | (Non applicabile nell'UE) | |||||
| 9 | Numero dei membri del personale più rilevante | - | 5 | 10 | 39 | |
| 10 | Remunerazione variabile complessiva | 1.065 | 4.655 | 6.866 | ||
| 11 | Di cui in contanti | 528 | 2.456 | 3.986 | ||
| 12 | Di cui differita | 246 | 1.005 | 1.475 | ||
| EU-13a | Di cui azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
537 | 2.199 | 2.794 | ||
| EU-14a | Remunerazione | Di cui differita | 329 | 1.273 | 1.249 | |
| EU-13b | variabile | Di cui strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
||||
| EU-14b | Di cui differita | |||||
| EU-14x | Di cui altri strumenti | - | - | 87 | ||
| EU-14y | Di cui differita | - | - | 44 | ||
| 15 | Di cui altre forme | |||||
| 16 | Di cui differita | |||||
| 17 | Remunerazione complessiva (2 + 10) | 1.326 | 2.231 | 7.280 | 17.444 | |
| a | b | c | d | ||
|---|---|---|---|---|---|
| Organo di amministrazione - funzione di supervisione strategica |
Organo di amministrazione - funzione di gestione |
Altri membri dell'alta dirigenza |
Altri membri del personale più rilevante |
||
| Premi facenti parte della remunerazione variabile garantita | |||||
| 1 | Premi facenti parte della remunerazione variabile garantita – Numero dei membri del personale più rilevante |
- | - | - | - |
| 2 | Premi facenti parte della remunerazione variabile garantita – Importo complessivo |
- | - | - | - |
| 3 | Di cui premi facenti parte della remunerazione variabile garantita versati nel corso dell'esercizio che non sono presi in considerazione nel limite massimo dei bonus |
- | - | - | - |
| Trattamenti di fine rapporto riconosciuti in periodi precedenti che sono stati versati nel corso dell'esercizio | |||||
| 4 | Trattamenti di fine rapporto riconosciuti in periodi precedenti che sono stati versati nel corso dell'esercizio – Numero dei membri del personale più rilevante |
1 | 4 | 3 | |
| 5 | Trattamenti di fine rapporto riconosciuti in periodi precedenti che sono stati versati nel corso dell'esercizio – Importo complessivo |
236 | 88 | 59 | |
| Trattamenti di fine rapporto riconosciuti nel corso dell'esercizio | |||||
| 6 | Trattamenti di fine rapporto riconosciuti nel corso dell'esercizio – Numero dei membri del personale più rilevante |
1 | 1 | ||
| 7 | Trattamenti di fine rapporto riconosciuti nel corso dell'esercizio – Importo complessivo |
450 | 210 | ||
| 8 | Di cui versati nel corso dell'esercizio | 348 | 210 | ||
| 9 | Di cui differiti | 102 | - | ||
| 10 | Di cui trattamenti di fine rapporto versati nel corso dell'esercizio non considerati nel limite massimo dei bonus |
- | - | 348 | 210 |
| 11 | Di cui l'importo più elevato riconosciuto a una singola persona |
- | - | 450 | 210 |
| a | b | c | d | ||
|---|---|---|---|---|---|
| Remunerazione differita e soggetta a mantenimento |
Importo complessivo della remunerazione differita riconosciuta per periodi di prestazione precedenti |
Di cui importi che maturano nel corso dell'esercizio |
Di cui importi che matureranno negli esercizi successivi |
Importo della correzione delle performance, effettuata nell'esercizio, sulla remunerazione differita che sarebbe dovuta maturare nel corso dell'esercizio |
|
| 1 | Organo di amministrazione - funzione di supervisione strategica |
- | - | - | - |
| 2 | In contanti | - | - | - | - |
| 3 | Azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
- | - | - | - |
| 4 | Strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
- | - | - | - |
| 5 | Altri strumenti | - | - | - | - |
| 6 | Altre forme | - | - | - | - |
| 7 | Organo di amministrazione - funzione di gestione |
1.224 | 314 | 910 | - |
| 8 | In contanti | 508 | 153 | 354 | - |
| 9 | Azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
716 | 160 | 556 | - |
| 10 | Strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
- | - | - | - |
| 11 | Altri strumenti | - | - | - | - |
| 12 | Altre forme | - | - | - | - |
| 13 | Altri membri dell'alta dirigenza |
4.526 | 1.284 | 3.242 | - |
| 14 | In contanti | 1.955 | 650 | 1.305 | - |
| 15 | Azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
2.571 | 634 | 1.937 | - |
| 16 | Strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
- | - | - | - |
| 17 | Altri strumenti | - | - | - | - |
| 18 | Altre forme | - | - | - | - |
| 19 | Altri membri del personale più rilevante |
4.808 | 1.257 | 3.551 | - |
| 20 | In contanti | 2.712 | 667 | 2.045 | - |
| 21 | Azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
2.018 | 583 | 1.435 | - |
| 22 | Strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
- | - | - | - |
| 23 | Altri strumenti | - | 7- | 72 | - |
| 24 | Altre forme | - | - | - | - |
| 25 | Importo totale | 10.558 | 2.855 | 7.704 | - |
| e | f | EU-g | EU-h | ||
|---|---|---|---|---|---|
| Remunerazione differita e soggetta a mantenimento |
Importo della correzione delle performance, effettuata nell'esercizio, sulla remunerazione differita che sarebbe dovuta maturare in successivi anni di prestazione |
Importo complessivo delle correzioni effettuate nel corso dell'esercizio dovute a correzioni implicite ex post (ossia variazioni di valore della remunerazione differita dovute alle variazioni dei prezzi degli strumenti) |
Importo complessivo della remunerazione differita riconosciuta prima dell'esercizio, effettivamente versato nel corso dell'esercizio |
Importo complessivo della remunerazione differita riconosciuta per il precedente periodo di prestazione che è stata maturata ma è soggetta a periodi di mantenimento |
|
| 1 | Organo di amministrazione - funzione di supervisione strategica |
- | - | - | - |
| 2 | In contanti | - | - | - | - |
| 3 | Azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
- | - | - | - |
| 4 | Strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
- | - | - | - |
| 5 | Altri strumenti | - | - | - | - |
| 6 | Altre forme | - | - | - | - |
| 7 | Organo di amministrazione - funzione di gestione |
- | - | 314 | 272 |
| 8 | In contanti | - | - | 153 | - |
| 9 | Azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
- | - | 160 | 272 |
| 10 | Strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
- | - | - | - |
| 11 | Altri strumenti | - | - | - | - |
| 12 | Altre forme | - | - | - | - |
| 13 | Altri membri dell'alta dirigenza |
- | - | 1.284 | 834 |
| 14 | In contanti | - | - | 650 | - |
| 15 | Azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
- | - | 634 | 834 |
| 16 | Strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
- | - | - | - |
| 17 | Altri strumenti | - | - | - | - |
| 18 | Altre forme | - | - | - | - |
| 19 | Altri membri del personale più rilevante |
- | - | 1.251 | 1.011 |
| 20 | In contanti | - | - | 667 | - |
| 21 | Azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
- | - | 583 | 1.011 |
| 22 | Strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
- | - | - | - |
| 23 | Altri strumenti | - | - | 7- | - |
| 24 | Altre forme | - | - | - | - |
| 25 | Importo totale | - | - | 2.848 | 2.116 |
| a | |||
|---|---|---|---|
| EUR | Membri del personale più rilevante che hanno una remunerazione elevata ai sensi dell'articolo 450, lettera i), del CRR. |
||
| 1 | Da 1 000 000 a meno di 1 500 000 | 5 | |
| 2 | Da 1 500 000 a meno di 2 000 000 | 1 | |
| 3 | Da 2 000 000 a meno di 2 500 000 | - | |
| 4 | Da 2 500 000 a meno di 3 000 000 | - | |
| 5 | Da 3 000 000 a meno di 3 500 000 | - | |
| 6 | Da 3 500 000 a meno di 4 000 000 | - | |
| 7 | Da 4 000 000 a meno di 4 500 000 | - | |
| 8 | Da 4 500 000 a meno di 5 000 000 | - | |
| 9 | Da 5 000 000 a meno di 6 000 000 | - | |
| 10 | Da 6 000 000 a meno di 7 000 000 | - | |
| 11 | Da 7 000 000 a meno di 8 000 000 | - |
| a | b | c | d | e | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Remunerazione dell'organo di amministrazione | Aree di business | |||||
| Organo di amministrazione - funzione di supervisione strategica |
Organo di amministrazione - funzione di gestione |
Totale organo di amministrazione |
Banca d'investimento |
Servizi bancari al dettaglio |
||
| 1 | Numero complessivo dei membri del personale più rilevante |
|||||
| 2 | Di cui membri dell'organo di amministrazione |
8 | 5 | 13 | ||
| 3 | Di cui altri membri dell'alta dirigenza | - | 2 | |||
| 4 | Di cui altri membri del personale più rilevante |
3 | 23 | |||
| 5 | Remunerazione complessiva del personale più rilevante |
1.326 | 2.231 | 3.556 | 1.102 | 11.674 |
| 6 | Di cui remunerazione variabile | 1.065 | 1.065 | 682 | 4.326 | |
| 7 | Di cui remunerazione fissa | 1.326 | 1.166 | 2.491 | 420 | 7.348 |
| f | g | h | i | j | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Gestione del risparmio (asset management) |
Funzioni aziendali |
Funzioni di controllo interno indipendenti |
Tutte le altre | Totale | ||
| 1 | Numero complessivo dei membri del personale più rilevante |
76 | ||||
| 2 | Di cui membri dell'organo di amministrazione |
|||||
| 3 | Di cui altri membri dell'alta dirigenza | 1 | 7 | - | - | |
| 4 | Di cui altri membri del personale più rilevante |
10 | 12 | 5 | - | |
| 5 | Remunerazione complessiva del personale più rilevante |
2.214 | 8.243 | 1.491 | - | |
| 6 | Di cui remunerazione variabile | 1.142 | 4.884 | 488 | - | |
| 7 | Di cui remunerazione fissa | 1.072 | 3.360 | 1.003 | - |
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