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Credito Emiliano

Regulatory Filings Sep 13, 2024

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Regulatory Filings

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GIUGNO 2024

Credito Emiliano Spa Gruppo Bancario Credito Emiliano - Credem 3032 - Società per Azioni

Sede Sociale e Direzione:

Via Emilia San Pietro n. 4 - 42100 Reggio Emilia Capitale interamente versato 341.320.065 Euro Codice Fiscale 01806740153 - Partita IVA 02823390352 Codice ABI 03032 Banca iscritta all'albo delle banche al n.5350 Banca iscritta all'albo dei Gruppi bancari al n.03032 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Tel.0522 5821 - Telefax 0522 433969 - Telex BACDIR 530658 – Switf Code BACRIT22 Sito Internet: www.credem.it

INDICE

INTRODUZIONE
1. Ambito di applicazione 10
2. Fondi propri 13
3. Requisiti informativi generali 28
4. Rischio di Liquidità 31
5. Qualità del credito 41
6. Rischio di credito: informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato 47
7. Rischio di credito: Informativa sui portafogli cui si applicano gli approcci IRB 50
8. Tecniche di attenuazione del rischio di credito 63
9. Informativa sui rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) 64
10. Rischio di controparte 125
11. Operazioni di cartolarizzazione 130
12. Rischio di mercato 136
13. Rischio di tasso di interesse sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario 137
14. Leva Finanziaria 138
Attestazione sugli obblighi di informativa ai sensi della parte otto, art. 431 comma 3
del regolamento (ue) n° 575/2013 del 26 giugno 2013 e successive modifiche ed integrazioni
Dichiarazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari 144

INTRODUZIONE

Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 ("CRR") con il quale vengono introdotte nell'Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria con l'articolato insieme di documenti unitariamente denominato "Basilea 3" in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e informativa al pubblico (Terzo pilastro).

Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE ("CRD IV") definiscono il nuovo quadro normativo di riferimento nell'Unione Europea per banche e imprese di investimento. Dal 1° gennaio 2014 CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di regolamentazione o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di supervisione ("ESA"), che danno attuazione alla normativa primaria.

Con l'adozione del regolamento di esecuzione (UE) n. 2021/451 sono state stabilite le norme tecniche di attuazione (Implementing Technical Standards) vincolanti in materia di segnalazioni prudenziali armonizzate delle banche e delle imprese di investimento relative a: fondi propri, rischio di credito e controparte, rischi di mercato, rischio operativo, grandi rischi, rilevazione su perdite ipotecarie, posizione patrimoniale complessiva, liquidità e leva finanziaria.

Relativamente alla vigilanza bancaria, ricordiamo:

  • Il 10 gennaio, è stata pubblicata la "Guida alla segnalazione delle concentrazioni dei rischi e delle operazioni infragruppo significative da parte dei conglomerati finanziari". La guida ha lo scopo di assicurare uniformità, coerenza, efficacia e trasparenza per quanto concerne l'approccio che la BCE adotterà laddove sia nominata coordinatore per un conglomerato finanziario in linea con i criteri stabiliti dalla normativa dell'Unione.
  • Il 23 gennaio, è stato reso pubblico il documento "Risks from misalignment of banks' financing with the EU climate objectives. Assessment of the alignment of the European banking sector". La Vigilanza riconosce che i rischi derivanti dalla transizione verso un'economia decarbonizzata possono avere un effetto significativo sul portafoglio crediti di un istituto finanziario.
  • Il 19 febbraio, è stata pubblicata la "Guide to internal models". L'obiettivo dichiarato è quello di assicurare che elevati standard di vigilanza siano applicati in modo coerente alle istituzioni sottoposte a vigilanza diretta e che le regole relative all'uso dei modelli interni siano comprese e applicate in modo coerente. La guida fornisce trasparenza sul modo in cui la BCE intende le regole che disciplinano i modelli interni utilizzati dalle istituzioni (sottoposte a vigilanza diretta) per calcolare i requisiti di fondi propri per il rischio di credito, di mercato e di controparte.
  • Il 4 marzo, sono state diffuse le FAQ sulla "Commissione amministrativa del riesame". La procedura della Commissione amministrativa del riesame offre alle banche e ai singoli individui la possibilità di ottenere in tempi brevi una nuova decisione di vigilanza della BCE in caso di disaccordo con una decisione emessa originariamente. L'iter è ritenuto rapido, riservato e non costoso.
  • Il 21 marzo, è stato presentato il "Rapporto annuale della BCE sulle attività di vigilanza". E' stato sottolineato che nel 2023 le banche europee hanno continuato a operare in un contesto difficile: debolezza dell'economia nell'area dell'euro e aumento dei rischi geopolitici. Nel contempo, il lavoro degli anni passati fatto per accrescere la resilienza delle banche dell'area dell'euro ha dato buoni risultati: le posizioni patrimoniali e di liquidità delle banche si sono mantenute solide e il coefficiente aggregato di capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1) degli enti vigilati si è collocato al 15,6%. La BCE sottolinea che nel 2024 le banche sono chiamate a rispondere alle aspettative di vigilanza della BCE sui rischi climatici e ambientali, integrando questi aspetti nelle strategie e nei processi di gestione dei rischi. Alla luce del crescente utilizzo dell'intelligenza artificiale, le autorità di vigilanza continueranno a esaminare le strategie di digitalizzazione delle banche e la loro resilienza agli attacchi cibernetici. Questi sforzi contribuiranno ad assicurare che le banche restino solide e continuino a fare la propria parte nel sostenere l'economia dell'area dell'euro nel cammino verso un futuro più verde e digitale.
  • Il 3 maggio, è stata resa pubblica la "Guide on effective risk data aggregation and risk reporting". Alla base delle indicazioni vi è la convinzione che la capacità degli istituti di gestire e aggregare in modo efficace i dati relativi al rischio è un prerequisito essenziale per un solido processo decisionale e una solida governance del rischio. Questo vale per tutti i dati utilizzati per orientare e gestire gli istituti, sia a livello strategico che operativo, nonché per i dati utilizzati per il reporting sul rischio, finanziario e di vigilanza.
  • Il 28 maggio sono state pubblicate le Q&A relative al nuovo processo SREP. Le azioni intraprese, a seguito del riesame, hanno l'obiettivo di tradursi in processi di vigilanza più semplici e flessibili e in una tempistica più breve per lo SREP. Queste azioni mirano inoltre a favorire e preservare una cultura della vigilanza che si incentri maggiormente sui rischi principali, promuova il giudizio qualitativo sulle singole banche e incoraggi interventi forti e tempestivi, ove necessario. Infine, le modifiche apportate aiuteranno a rendere la comunicazione con le banche vigilate più chiara e il lavoro della BCE più efficiente, trasparente e prevedibile.
  • Il 28 giugno il Consiglio direttivo ha invitato le autorità macroprudenziali nazionali a mantenere gli attuali requisiti di riserva di capitale. Alla base dell'indicazione vi è il ragionamento che il ciclo finanziario dell'area dell'euro si sta contraendo in modo ordinato e il sistema bancario si è finora dimostrato resiliente; le vulnerabilità del sistema finanziario si sono attenuate ma sono ancora elevate. In prospettiva, si prevedono minacce alla redditività bancaria e permangono vulnerabilità rilevanti per la politica macroprudenziale, in particolare l'elevato indebitamento e i continui segnali di sopravvalutazione dei mercati immobiliari e finanziari in diversi Paesi. Inoltre, il rischio geopolitico e l'incertezza macrofinanziaria rimangono importanti, creando il potenziale per ulteriori shock negativi all'economia e al sistema finanziario, mentre l'aumento delle minacce da parte dei rischi informatici potrebbe rappresentare una sfida alla stabilità finanziaria.

Nella prima parte del 2024, i legislatori europei (Commissione, Parlamento e Consiglio europeo) hanno finalizzato i testi di modifica della Direttiva e del Regolamento sui requisiti di capitale (CRD6 e CRR3) che recepisce nella legislazione europea la finalizzazione di Basilea 3 (cosiddetta Basilea 4), che andrà applicata dal 2025.

Infine, ricordiamo che il 26 aprile la Banca d'Italia ha deciso di applicare a tutte le banche autorizzate in Italia un SyRB (Systemic Risk Buffer) pari all'1,0% delle esposizioni ponderate per il rischio di credito e di controparte verso i residenti in Italia. Il tasso obiettivo dell'1,0% dovrà essere raggiunto gradualmente costituendo una riserva pari allo 0,5% delle esposizioni rilevanti entro il 31 dicembre 2024 e il rimanente 0,5% entro il 30 giugno 2025. Il SyRB - andrà applicato a livello sia consolidato sia individuale. Nelle intenzioni dell'Autorità, la costituzione della riserva rafforzerà la capacità del sistema bancario italiano di affrontare possibili eventi avversi, anche indipendenti dal ciclo economico-finanziario. Al verificarsi di questi eventi, il rilascio del buffer da parte della Banca d'Italia fornirà alle banche risorse utili ad assorbire le perdite e sostenere l'offerta di credito all'economia. La Banca d'Italia rivaluterà il livello della riserva almeno ogni due anni, o prima se le circostanze lo richiederanno.

Il Regolamento EU 2019/876 (CRR2) ha introdotto nuove disposizioni in materia di informativa al pubblico, dando mandato all'EBA nell'art. 434a di elaborare norme tecniche di attuazione in tale ambito. Facendo seguito a queste disposizioni, l'EBA in data 16 ottobre 2019 ha avviato una consultazione pubblica in merito ai nuovi obblighi informativi, conclusasi in data 16 gennaio 2020. Le nuove disposizioni si pongono diversi obbiettivi tra i quali quello uniformare il contenuto dell'informativa attraverso un unico framework normativo in grado di garantire informazioni sufficientemente complete e comparabili. Facendo seguito a tale consultazione, in data 24 giugno 2020 l'EBA ha emanato l'Implementing Technical Standard EBA/ITS/2020/04 "Final draft implementing technical standards on public disclosures by institutions of the information referred to in Titles II and III of Part Eight of Regulation (EU) No 575/2013". L'ITS è stato recepito nel Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637 della Commissione del 15 marzo 2021, pubblicato in data 21 aprile 2021, la cui applicazione è stata avviata a partire dal 28 giugno 2021.

Il contenuto della presente Informativa al Pubblico è disciplinato nella Parte 8 del regolamento CRR e redatto secondo le disposizioni del Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637.

Per ciascun ambito informativo è prevista la predisposizione di templates e tables all'interno delle quali è fornita, rispettivamente, l'informativa quantitativa e qualitativa richiesta. Per facilitare la predisposizione delle informazioni di carattere quantitativo, oltre che per garantire maggiore coerenza e qualità dei dati forniti, l'EBA ha predisposto, quando applicabili, specifici raccordi tra le informazioni presenti all'interno dei templatese le informazioni presenti nelle segnalazioni di vigilanza.

Il Consiglio d'Amministrazione con apposita delibera nella seduta del 5 agosto 2024 ha espresso specifico parere, ai sensi dell'art. 435 comma 1 delle lettere e) ed f) del Regolamento UE 575/2013 del 26/03/2013, in merito a:

  • l'adeguatezza delle misure di gestione dei rischi della Capogruppo descritti nel presente documento;
  • l'allineamento tra i sistemi di gestione dei rischi posti in essere e il profilo di rischio e la strategia dell'ente, così come definiti e approvati in ambito Risk Appetite Framework e descritti nel presente documento.

Per una completa informativa sui rischi e la governance si rimanda anche alla Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giugno 2024, alla Relazione sulla Gestione al 31 dicembre 2023, al Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2023 ed alla Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari per l'esercizio 2023. I documenti sono pubblicati sul sito www.credem.it.

Le informazioni quantitative sono rappresentate in migliaia di euro e, se non diversamente specificato, si riferiscono al perimetro prudenziale del Gruppo Bancario.

L'informativa al Pubblico è pubblicata sul sito internet www.credem.it.

Riferimento ai requisiti regolamentari CRR Parte Otto

La tabella che segue riporta la collocazione nel documento Pillar 3 dei requisiti informativi introdotti dal Commission Implementing Regulation (EU) 2021/637 applicabili al Gruppo Credem al 30 giugno 2024.

Capitolo Pillar III Articolo
CRR
Tabella / Modello Note
437 Modello EU CC1: composizione dei fondi propri regolamentari
Modello EU CC2: riconciliazione dei fondi propri regolamentari con lo stato patrimoniale nel
bilancio sottoposto a revisione contabile
2. Fondi propri 440 Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo
della riserva di capitale anticiclica
Modello EU CCyB2: importo della riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente
Reg.to EU
2021/763
Modello EU KM2: Metriche principali - MREL e, se del caso, requisito di fondi propri e passività
ammissibili per i G-SII
3. Requisiti informativi 438 Modello EU OV1: quadro sinottico degli importi complessivi dell'esposizione al rischio
generali 438 e 447 Modello EU KM1: metriche principali
Modello EU LIQ1: informazioni quantitative dell'LCR
4. Rischio di liquidità 451a Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile
Tabella EU LIQB: informazioni qualitative sull'LCR, ad integrazione del modello EU LIQ1
Modello EU CQ1: qualità creditizia delle esposizioni oggetto di misure di concessione
Modello EU CQ2: qualità della concessione 2
Modello EU CQ4: qualità delle esposizioni deteriorate per zona geografica
Modello EU CQ5: qualità creditizia dei prestiti e delle anticipazioni per settore
Modello EU CQ6: valutazione delle garanzie reali - prestiti e anticipazioni 2
Modello EU CQ7: garanzie reali ottenute acquisendone il possesso e tramite procedure di 1
5. Qualità del credito 442 escussione
Modello EU CQ8: garanzie reali ottenute acquisendone il possesso e tramite procedure di
escussione - disaggregazione per anzianità
2
Modello EU CR1: esposizioni in bonis ed esposizioni deteriorate e relativi accantonamenti
Modello EU CR1-A: durata delle esposizioni
Modello EU CR2: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati
Modello EU CR2a: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati e relativi recuperi
netti accumulati
2
6. Rischio di credito:
informazioni relative
453 e 444 Modello EU CR4 - Metodo standardizzato: esposizione al rischio di credito ed effetti della CRM
ai portafogli
assoggettati al
metodo
standardizzato
444 Modello EU CR5: metodo standardizzato
452 Modello EU CR6 - Metodo IRB: esposizioni al rischio di credito per classe di esposizioni e
intervallo di PD
7. Rischio di credito:
Informativa sui
453 Modello EU CR7 - Metodo IRB: effetto sugli importi delle esposizioni ponderati per il rischio dei
derivati su crediti utilizzati nell'ambito delle tecniche di CRM
portafogli cui si Modello EU CR7-A - Metodo IRB: informativa sulla misura di utilizzo delle tecniche di CRM
applicano gli approcci
IRB
438 Modello EU CR8: prospetto degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di credito in base al
metodo IRB
Modello EU CR10.5: Esposizioni in strumenti di capitale in base al metodo della ponderazione
semplice
8. Tecniche di
attenuazione del
rischio di credito
453 Modello EU CR3 - Tecniche di CRM - Quadro d'insieme: informativa sull'uso di tecniche di
attenuazione del rischio di credito
449 Tabella 1 - Informazioni qualitative sui rischi ambientali
9. Informativa sui Tabella 2 - Informazioni qualitative sui rischi sociali
rischi ambientali,
sociali e di
Tabella 3 - Informazioni qualitative sui rischi di governance
governance (ESG) Modello 1: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia
delle esposizioni per settore, emissioni e vita residua
Modello 2: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: Prestiti garantiti
da immobili - Efficienza energetica della garanzia
Articolo
Capitolo Pillar III
CRR
Tabella / Modello
Modello 3: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai
cambiamenti climatici: metriche di allineamento
Modello 4: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: esposizioni
verso le prime 20 aziende ad alta intensità di carbonio
Modello 5 – Rischio fisico relativo ai cambiamenti climatici: Esposizioni soggette a rischio fisico
Modello 6 - Sintesi degli indicatori fondamentali di prestazione (key performance indicator, KPI)
sulle esposizioni allineate alla tassonomia
Modello 7: Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del GAR
Modello 8: GAR (%)
Modello 10 - Altre azioni di mitigazione del cambiamento climatico che non sono contemplate
nel Regolamento (EU) 2020/852
Modello EU CCR1: analisi dell'esposizione al CCR per metodo
439 Modello EU CCR2: operazioni soggette a requisiti di fondi propri per il rischio di CVA
439 e 444 Modello EU CCR3 - Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni
regolamentare e ponderazione del rischio
10. Rischio di 439 e 452 Modello EU CCR4 - Metodo IRB: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni e scala di
PD
controparte Modello EU CCR5: composizione delle garanzie reali per le esposizioni soggette al CCR
439 Modello EU CCR6: esposizioni in derivati su crediti 1
438 Modello EU CCR7: prospetti degli RWEA delle esposizioni soggette al CCR nell'ambito dell'IMM 1
439 Modello EU CCR8: esposizioni verso CCP
449 Modello EU SEC1: esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione
Modello EU SEC2: esposizioni verso la cartolarizzazione incluse nel portafoglio di negoziazione 1
11. Operazioni di
cartolarizzazione
Modello EU SEC3 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e
relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore
Modello EU SEC4 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e
relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore
Modello EU SEC5 - Esposizioni cartolarizzate dall'ente: esposizioni in stato di default e rettifiche
di valore su crediti specifiche
445 Modello EU MR1: rischio di mercato in base al metodo standardizzato
Modello EU MR2-A: rischio di mercato in base al metodo dei modelli interni (IMA) 1
12. Rischio di mercato 438 Modello EU MR2-B: prospetti degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di mercato in base
al metodo IMA
1
Modello EU MR3: valori IMA per i portafogli di negoziazione 1
455 Modello EU MR4: raffronto tra stime del VaR e profitti/perdite 1
13. Rischio di tasso di
interesse sulle
IRRBB1: esposizione al rischio di tasso di interesse su posizioni non incluse nel portafoglio di
448
posizioni incluse nel
negoziazione
portafoglio bancario
Modello EU LR1 - LRSum: riepilogo della riconciliazione tra attività contabili e esposizioni del
coefficiente di leva finanziaria
14. Leva finanziaria 451 Modello EU LR2 - LRCom: informativa armonizzata sul coefficiente di leva finanziaria
Modello EU LR3 - LRSpl: disaggregazione delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e
esposizioni esentate)

1: modello o tabella non applicabile al 30 giugno 2024. 2: modello non predisposto in quanto l'ammontare degli NPL è inferiore alla soglia del 5%.

I Modelli EU CR10.1, EU CR10.2, EU CR10.3 ed EU CR10.4 Esposizioni da finanziamenti specializzati non risultano prodotti in quanto non applicabili al 30 giugno 2024.

Come meglio specificato nel Capitolo 5 "Qualità del credito", i template soggetti alla soglia del 5% dell'NPL ratio non sono pubblicati al 30 giugno 2024 in quanto l'ammontare degli NPL risultava inferiore a tale soglia. Il raffronto dei dati del periodo in corso con quelli del periodo precedente è stato predisposto nei casi rischiesti dai templatesEBA.

1. AMBITO DI APPLICAZIONE

Credito Emiliano Spa

Capogruppo del Gruppo Bancario, Credito Emiliano – Credem.

Area e metodi di consolidamento

Il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Credem comprende il bilancio di Credito Emiliano spa e delle società da questa controllate, includendo nel perimetro di consolidamento anche le società operanti in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo. Analogamente, sono incluse anche le società veicolo (SPE/SPV) quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.

Sono considerate controllate le imprese nelle quali la Capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede più della metà dei diritti di voto o quando, pur con una quota di diritti di voto inferiore, la Capogruppo ha il potere di nominare la maggioranza degli amministratori della partecipata o di determinare le politiche finanziarie ed operative della stessa. Nella valutazione dei diritti di voto si tiene conto anche dei diritti "potenziali" che siano correntemente esercitabili o convertibili in diritti di voto effettivi in qualsiasi momento.

Più in generale un'impresa è in grado di esercitare il controllo se è esposta o ha diritto a rendimenti variabili, derivanti dal proprio rapporto con l'entità oggetto d'investimento e, nel frattempo, ha la capacità di incidere su tali rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità.

Specificatamente, un'impresa è in grado di esercitare il controllo se, e solo se, ha:

  • il potere sull'entità oggetto d'investimento (ovvero detiene validi diritti che gli conferiscono la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti dell'entità oggetto d'investimento);
  • l'esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l'entità oggetto d'investimento;
  • la capacità di esercitare il proprio potere sull'entità oggetto di investimento per incidere sull'ammontare dei suoi rendimenti.

Sono considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell'attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull'attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.

Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali la capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali" come sopra definiti) o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.

Le partecipazioni controllate sono consolidate con il metodo integrale, mentre le interessenze non di controllo e di joint venture sono consolidate in base al metodo del patrimonio netto.

Criteri e principi di consolidamento

I criteri adottati per la redazione del bilancio consolidato sono i seguenti:

  • in occasione del primo consolidamento, il valore di carico delle partecipazioni in società consolidate integralmente o proporzionalmente è annullato a fronte del patrimonio netto delle società stesse (ovvero delle quote di patrimonio netto che le partecipazioni stesse rappresentano). La contabilizzazione degli acquisti nelle società avviene in base al "metodo dell'acquisto" come definito dall' IFRS 3, ossia con rilevazione di attività, passività e passività potenziali delle imprese acquisite al fair value alla data di acquisizione, cioè dal momento in cui si ottiene l'effettivo controllo della società acquisita. Pertanto, i risultati economici di una controllata acquisita nel corso del periodo di riferimento sono inclusi nel bilancio consolidato a partire dalla data della sua acquisizione. Parimenti, i risultati economici di una controllata ceduta sono inclusi nel bilancio consolidato fino alla data in cui il controllo è cessato;
  • le eventuali eccedenze del valore di carico delle partecipazioni di cui al punto precedente rispetto alla corrispondente frazione di patrimonio netto, adeguato con l'effetto del fair value delle attività o passività, se positive sono rilevate quali avviamento nella voce "Attività immateriali", se negative sono imputate a conto economico;
  • per gli eventuali acquisti di ulteriori quote partecipative successive all'acquisizione del controllo, disciplinati specificatamente dal principio contabile IAS27, le eventuali differenze positive o

negative, come sopra determinate, che vengono a sorgere a seguito di tali acquisti successivi sono imputate direttamente a patrimonio;

  • ad ogni data di bilancio (od ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) viene verificata l'adeguatezza del valore dell'avviamento (c.d. impairment test). A tal fine viene identificata l'unità generatrice di flussi finanziari cui attribuire l'avviamento. L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è dato dall'eventuale differenza negativa tra il valore di iscrizione dell'avviamento ed il suo valore di recupero, determinato come il maggiore tra il fair value dell'unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d'uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico;
  • gli elementi di attivo, passivo e conto economico vengono integralmente acquisiti "linea per linea";
  • le partite debitorie e creditorie, le operazioni fuori bilancio nonché i proventi e gli oneri ed i profitti e le perdite traenti origine da rapporti tra società oggetto di consolidamento integrale, sono tra di loro elisi;
  • le quote di patrimonio netto e di utile di periodo di pertinenza dei "terzi" azionisti delle società consolidate, sono incluse in apposite voci, rispettivamente, del passivo di stato patrimoniale e del conto economico;
  • per il consolidamento delle società con metodo integrale sono stati utilizzate le situazioni contabili semestrali al 30 giugno 2024 e approvate dalle singole società, eventualmente rese conformi ai principi contabili internazionali seguiti nella predisposizione della situazione consolidata;
  • il valore di libro delle partecipazioni rilevanti, detenute dalla capogruppo, o da altre società del gruppo, afferenti società consolidate con il metodo del patrimonio netto, è raffrontato con la pertinente quota di patrimonio delle partecipate. L'eventuale eccedenza del valore di libro risultante in prima applicazione al bilancio consolidato – è inclusa nel valore contabile della partecipata. Le variazioni nel valore patrimoniale, intervenute negli anni successivi a quello di prima applicazione, sono iscritte a voce 250 del conto economico consolidato ("utili (perdite) delle partecipazioni") nella misura in cui le variazioni stesse siano riferibili a utili o perdite delle partecipate;
  • se esistono evidenze che il valore di una partecipazione rilevante possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento. Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata nel conto economico;
  • per il consolidamento delle partecipazioni in società collegate sono state utilizzate, ove disponibili, le risultanze delle situazioni semestrali al 30 giugno 2024 approvate dai rispettivi Consigli di Amministrazione; in loro mancanza sono stati considerati i dati degli ultimi bilanci approvati (generalmente quelli al 31 dicembre 2023).

AREA DI CONSOLIDAMENTO

Note:

le percentuali esprimono i diritti di voto esercitabili direttamente e indirettamente le partecipazioni in chiaro sono valutate con il metodo del patrimonio netto

Il 1° aprile 2024 si è dato atto al Progetto di Fusione delle Società Blue Eye Srl e Sata Srl in Credemtel Spa.

Non ci sono impedimenti né sostanziali né giuridici che ostacolano il rapido trasferimento di risorse patrimoniali o di fondi all'interno del Gruppo.

2. FONDI PROPRI

A partire dal 1° gennaio 2014 è applicabile la disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013 e modificata dal Regolamento (UE) 2019/876 (CRR II), che traspongono nell'Unione europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (cd. framework Basilea 3). Il CRR ha avuto diretta efficacia negli Stati membri, mentre la disciplina contenuta nella CRD IV è stata recepita nell'ordinamento nazionale dalla Banca d'Italia il 17 dicembre 2013 con la pubblicazione della Circolare 285 «Disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche» (e successive modifiche e integrazioni).

Tale regolamentazione prevede la seguente articolazione dei Fondi Propri: — Capitale di Classe 1 (Tier 1 Capital), composto a propria volta da:

  • Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 CET1);
    • Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 AT1);
  • Capitale di Classe 2 (Tier 2 T2).

La somma del Capitale di Classe 1 e del Capitale di Classe 2 compone il Totale dei Fondi Propri (Total Capital).

Componente principale del Tier 1 è il Common Equity, composto principalmente da strumenti di capitale (es. azioni ordinarie al netto delle azioni proprie), sovrapprezzi di emissione, riserve di utili, utile del periodo non distribuito, riserve da valutazione, interessi di minoranza computabili, al netto degli elementi in deduzione.

La categoria dell'AT1 ricomprende gli strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie (che sono computabili nel Common Equity) e che rispettano i requisiti normativi per l'inclusione in tale livello dei Fondi propri una volta applicate le deduzioni degli elementi e le deroghe previste dalla normativa citata in premessa.

Il Capitale di Classe 2 (Tier 2) è composto dagli elementi quali principalmente le passività subordinate computabili e le eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese per le posizioni ponderate secondo i metodi IRB, una volta applicate le deduzioni e le deroghe previste dalla normativa citata in premessa.

I requisiti minimi di capitale applicabili al Gruppo sono pari ai seguenti ratio patrimoniali in coerenza con l'articolo 92 del CRR:

  • CET1 ratio: 4,50%
  • T1 ratio: 6,00%
  • Total Capital ratio: 8,00%

In aggiunta a tali livelli patrimoniali, per il 2024 il Gruppo deve inoltre rispettare i seguenti requisiti:

  • 1,00% requisito di Pillar 2 (Pillar 2 Requirement) richiesto in coerenza con i risultati SREP;
  • 2,50%: riserva di conservazione del capitale ("CCB" buffer), in coerenza con l'articolo 129 della CRD IV;
  • 0,0485%: riserva di capitale anticiclica (CCyB buffer), in coerenza con l'articolo 130 della CRD IV, calcolata trimestralmente.

Il requisito aggiuntivo assegnato dall'organo di vigilanza (il Pillar 2 Requirement), rispetto ai livelli regolamentari di patrimonio vigenti nel 2024, sarebbe pari all'1%. In base all'articolo 104bis della CRD V l'ente rispetta il requisito di fondi propri aggiuntivi imposto dall'autorità competente mediante fondi propri che soddisfano le condizioni seguenti:

a) almeno tre quarti del requisito di fondi propri aggiuntivi sono rispettati mediante capitale di classe 1;

b) almeno tre quarti del capitale di classe 1 di cui alla lettera a) sono costituiti da capitale primario di classe 1. Conseguentemente il requisito può essere rispettato con un minimo del 56,25% di CET1 capital e con un 75% di Tier1 capital.

Pertanto, al 30 giugno 2024, il Gruppo deve rispettare i seguenti requisiti complessivi:

  • CET1 ratio: 7,61%
  • T1 ratio: 9,3%
  • Total Capital ratio: 11,55%.

In base alle disposizioni dettate dagli articoli 11, paragrafi 2 e 3, e 13, paragrafo 2, del Regolamento CRR, le banche controllate da una "società di partecipazione finanziaria madre" sono tenute a rispettare i requisiti stabiliti dal predetto regolamento sulla base della situazione consolidata della società di partecipazione finanziaria medesima. Tali disposizioni hanno pertanto reso necessaria la modifica del perimetro di consolidamento del Gruppo ai fini della vigilanza prudenziale, portando a calcolare i ratio patrimoniali a livello di Credemholding, società controllante al 79,472% di Credem Spa. Tale livello comporta differenze di rilievo rispetto alle analoghe rilevazioni misurate sul perimetro che fa capo a Credito Emiliano Spa, dovute al trattamento più restrittivo riservato dalle norme vigenti al computo del cosiddetto "patrimonio di terzi".

A partire dal mese di ottobre 2017 il Gruppo è stato inserito dall'Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Tale provvedimento riflette la situazione di business al dicembre 2016, data alla quale il Gruppo superava le soglie previste dalle norme in materia.

E' doveroso segnalare preliminarmente che la vigilanza sui conglomerati finanziari è esercitata attraverso presidi supplementari, che integrano quelli già operativi a livello di Gruppo Bancario e di specifici settori di attività.

Il soggetto coordinatore della sopra illustrata vigilanza rafforzata, essendo preminente nel Gruppo il business bancario, è rappresentato dalla Banca Centrale Europea.

Conseguentemente il primo di marzo del 2018 la Banca Centrale Europea ha autorizzato il Gruppo a non dedurre dal calcolo dei fondi propri regolamentari la partecipazione totalitaria detenuta nell'impresa di assicurazione Credemvita.

Tale autorizzazione, derivante dall'applicazione dell'articolo 49 del Regolamento (EU) n.575/2103 ("CRR"), è applicabile qualora il Gruppo faccia parte della lista di quelli che, in base ai parametri di vigilanza, svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo (conglomerati finanziari).

Ai sensi del regolamento (UE) n.575/2013 (CRR), art.26, comma 2, la quota dell'utile netto del 1° semestre 2024, al netto della quota destinabile ai dividendi, è stata inserita nel calcolo dei Fondi Propri in quanto la Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giugno 2024 è stata assoggettata a revisione contabile.

Il requisito patrimoniale complessivo al 30 giugno 2024 è di 1.648,5 milioni di euro a fronte di Fondi Propri per 3.820,7 milioni di euro con un margine disponibile di 1.818,9 milioni di euro, pari ad oltre il 56% dei Fondi Propri.

Le indicazioni sui coefficienti patrimoniali evidenziano il Common Equity Tier 1 ratio al 15,72%, il Tier 1 Capital ratio al 16,03% e il Total capital ratio al 18,54%.

FONDI PROPRI - INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Totale Totale
30/06/2024 31/12/2023
A. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) prima dell'applicazione dei filtri
prudenziali
3.622.630 3.439.222
B. Filtri prudenziali del CET1 (+/-) 26.297 23.730
C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio (A +/- B) 3.648.927 3.462.952
D. Elementi da dedurre dal CET1 (409.052) (442.215)
E. Regime transitorio - Impatto su CET1 (+/-), inclusi gli interessi di minoranza oggetto di
disposizioni transitorie
- -
F. Totale Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) (C – D +/-E) 3.239.875 3.020.737
G. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) al lordo degli elementi da dedurre e
degli effetti del regime transitorio
62.951 64.880
H. Elementi da dedurre dall'AT1 - -
I. Regime transitorio - Impatto su AT1 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi
nell'AT1 per effetto di disposizioni transitorie
- -
L. Totale Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) (G - H +/- I) 62.951 64.880
M. Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime
transitorio
517.908 514.954
N. Elementi da dedurre dal T2 - -
O. Regime transitorio - Impatto su T2 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi
nel T2 per effetto di disposizioni transitorie
- -
P. Totale Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) (M - N +/- O) 517.908 514.954
Q. Totale fondi propri (F + L + P) 3.820.734 3.600.571

La disclosure prevista in materia di fondi propri è richiesta dal Regolamento 2021/637, ed è riportata nel template EU CC1- Composizione dei Fondi propri regolamentari.

Modello EU CC1: composizione dei fondi propri regolamentari

a) b)
Importi Fonte basata su
30/06/2024 numeri /lettere
di riferimento
dello stato
patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
Capitale primario di classe 1 (CET1): strumenti e riserve
1 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni 302.360 9, 10
Di cui: Azioni ordinarie 49.437 -
2 Utili non distribuiti 2.774.668 8
3 Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) (23.283) 1
EU-3a Fondi per rischi bancari generali - -
4 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 3, del CRR e le relative riserve
sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal CET1
- -
5 Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) 375.325 11
EU-5a Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o dividendi prevedibili 193.561 21
6 Capitale primario di classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari 3.622.630 -
Capitale primario di classe 1 (CET1): rettifiche regolamentari
7 Rettifiche di valore supplementari (importo negativo) (6.938) -
8 Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) (importo negativo) (329.534) 10
9 Non applicabile - -
10 Attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura, escluse quelle derivanti da differenze
temporanee (al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui
all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (importo negativo)
- -
11 Riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa
degli strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo
33.235 1, 7
12 Importi negativi risultanti dal calcolo degli importi delle perdite attese (44.432) -
13 Qualsiasi aumento del patrimonio netto risultante da attività cartolarizzate (importo negativo) - -
14 I profitti o le perdite sulle passività dell'ente valutate al valore equo dovuti a variazioni del merito di
credito
- -
15 Attività dei fondi pensione a prestazioni definite (importo negativo) - -
16 Propri strumenti del CET1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente
(importo negativo)
(1.913) -
17 Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o
sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca
concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo)
- -
18 Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti
(importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
- -
19 Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente
o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore
alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
- -
20 Non applicabile - -
EU-20a Importo dell'esposizione dei seguenti elementi, che possiedono i requisiti per ricevere un fattore di
ponderazione del rischio pari al 1250%, quando l'ente opta per la deduzione
- -
EU-20b Di cui partecipazioni qualificate al di fuori del settore finanziario (importo negativo) - -
EU-20c Di cui posizioni verso la cartolarizzazione (importo negativo) - -
EU-20d Di cui operazioni con regolamento non contestuale (importo negativo) - -
21 Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo superiore alla soglia del 10
%, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo
38, paragrafo 3, del CRR) (importo negativo)
- -
22 Importo che supera la soglia del 17,65 % (importo negativo) - -
a) b)
Importi Fonte basata su
30/06/2024 numeri /lettere
di riferimento
dello stato
patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
23 Di cui strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente,
indirettamente e sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti
- -
24 Non applicabile - -
25 Di cui attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee - -
EU-25a Perdite relative all'esercizio in corso (importo negativo) - -
EU-25b Tributi prevedibili relativi agli elementi del CET1, ad eccezione dei casi in cui l'ente adatta di
conseguenza l'importo degli elementi del CET1 nella misura in cui tali tributi riducano l'importo fino
a concorrenza del quale questi elementi possono essere destinati alla copertura di rischi o perdite
(importo negativo)
- -
26 Non applicabile - -
27 Deduzioni ammissibili dal capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) che superano gli elementi dell'AT1
dell'ente (importo negativo)
- -
27a Altre rettifiche regolamentari (33.172) -
28 Totale delle rettifiche regolamentari del capitale primario di classe 1 (CET1) (382.754) -
29 Capitale primario di classe 1 (CET1) 3.239.875 -
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): strumenti
30 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni - -
31 Di cui classificati come patrimonio netto a norma dei principi contabili applicabili - -
32 Di cui classificati come passività a norma dei principi contabili applicabili - -
33 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 4, del CRR e le relative riserve
sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dall'AT1
- -
EU-33a Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 bis, paragrafo 1, del CRR soggetti a
eliminazione graduale dall'AT1
- -
EU-33b Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 ter, paragrafo 1, del CRR soggetti a
eliminazione graduale dall'AT1
- -
34 Capitale di classe 1 ammissibile incluso nel capitale AT1 consolidato (compresi gli interessi di
minoranza non inclusi nella riga 5) emesso da filiazioni e detenuto da terzi
62.951 -
35 di cui strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva - -
36 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) prima delle rettifiche regolamentari 62.951 -
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): rettifiche regolamentari
37 Propri strumenti di AT1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo
negativo)
- -
38 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o
sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca
concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo
- -
39 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o
sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo
superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
- -
40 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente
o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (al netto di
posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
- -
41 Non applicabile - -
42 Deduzioni ammissibili dal capitale di classe 2 (T2) che superano gli elementi del T2 dell'ente
(importo negativo)
- -
42a Altre rettifiche regolamentari del capitale AT1 - -
43 Totale delle rettifiche regolamentari del capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) - -
44 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) 62.951 -
45 Capitale di classe 1 (T1 = CET1 + AT1) 3.302.826 -
Capitale di classe 2 (T2) strumenti
46 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni 407.820 -
a) b)
Importi Fonte basata su
numeri /lettere
30/06/2024 di riferimento
dello stato
patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
47 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 5, del CRR e le relative riserve
sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal T2 ai sensi dell'articolo 486, paragrafo
4, del CRR
- -
EU-47a Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 bis, paragrafo 2, del CRR soggetti a
eliminazione graduale dal T2
- -
EU-47b Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 ter, paragrafo 2, del CRR soggetti a
eliminazione graduale dal T2
- -
48 Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel capitale T2 consolidato (compresi gli interessi di
minoranza e strumenti di AT1 non inclusi nella riga 5 o nella riga 34) emessi da filiazioni e detenuti
da terzi
83.935 -
49 di cui strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva - -
50 Rettifiche di valore su crediti 26.153 -
51 Capitale di classe 2 (T2) prima delle rettifiche regolamentari 517.908 -
Capitale di classe 2 (T2): rettifiche regolamentari
52 Strumenti propri di T2 e prestiti subordinati detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o
sinteticamente (importo negativo)
- -
53 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione
incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo
negativo)
- -
54 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti
(importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
- -
54a Non applicabile - -
55 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente
direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in
tali soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
- -
56 Non applicabile - -
EU-56a Deduzioni di passività ammissibili che superano gli elementi delle passività ammissibili dell'ente
(importo negativo)
- -
EU-56b Altre rettifiche regolamentari del capitale T2 - -
57 Totale delle rettifiche regolamentari del capitale di classe 2 (T2) - -
58 Capitale di classe 2 (T2) 517.908 -
59 Capitale totale (TC = T1 + T2) 3.820.735 -
60 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 20.606.552 -
Coefficienti e requisiti patrimoniali, comprese le riserve di capitale
61 Capitale primario di classe 1 15,72% -
62 Capitale di classe 1 16,03% -
63 Capitale totale 18,54% -
64 Requisiti patrimoniali complessivi CET1 dell'ente 7,61% -
65 Di cui requisito della riserva di conservazione del capitale 2,50% -
66 Di cui requisito della riserva di capitale anticiclica 0,0485% -
67 Di cui requisito della riserva a fronte del rischio sistemico - -
EU-67a Di cui requisito della riserva di capitale degli enti a rilevanza sistemica a livello globale (G-SII) o degli
altri enti a rilevanza sistemica (O-SII)
- -
EU-67b Di cui requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria
eccessiva
0,56% -
68 Capitale primario di classe 1 (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) disponibile
dopo aver soddisfatto i requisiti patrimoniali minimi
9,28% -
Minimi nazionali (se diversi da Basilea III)
69 Non applicabile - -
a) b)
Importi Fonte basata su
numeri /lettere
30/06/2024 di riferimento
dello stato
patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
70 Non applicabile - -
71 Non applicabile - -
Importi inferiori alle soglie di deduzione (prima della ponderazione del rischio)
72 Fondi propri e passività ammissibili di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente o
indirettamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore
alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili)
- -
73 Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente o
indirettamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla
soglia del 17,65 % e al netto di posizioni corte ammissibili)
- -
74 Non applicabile - -
75 Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo inferiore alla soglia del
17,65 %, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui
all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR)
201.348 -
Massimali applicabili per l'inclusione di accantonamenti nel capitale di classe 2
76 Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo
standardizzato (prima dell'applicazione del massimale)
- -
77 Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo
standardizzato
79.873 -
78 Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo basato
sui rating interni (prima dell'applicazione del massimale)
26.153 -
79 Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo basato sui
rating interni
69.893 -
gennaio 2022) Strumenti di capitale soggetti a eliminazione progressiva (applicabile soltanto tra l'1 gennaio 2014 e l'1
80 Massimale corrente sugli strumenti di CET1 soggetti a eliminazione progressiva - -
81 Importo escluso dal CET1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e
le scadenze)
- -
82 Massimale corrente sugli strumenti di AT1 soggetti a eliminazione progressiva - -
83 Importo escluso dall'AT1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le
scadenze)
- -
84 Massimale corrente sugli strumenti di T2 soggetti a eliminazione progressiva - -
85 Importo escluso dal T2 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le
scadenze)
- -

Modello EU CC2: riconciliazione dei fondi propri regolamentari con lo SP nel bilancio sottoposto a revisione contabile

a b c
Stato
patrimoniale
incluso nel
bilancio
pubblicato
Nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
Riferimento
30/06/2024 30/06/2024
Attività - Ripartizione per classi di attività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato
1 Cassa e disponibilità liquide 4.027.934 4.014.562
2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
a conto economico
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
5.407.227 156.657
3 sulla redditività complessiva 9.023.553 5.264.784
4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 43.805.905 43.647.483
5 Derivati di copertura 744.755 744.755
6 Adeguamento di valore delle attività finanziarie
oggetto di copertura generica (+/-)
(36.177) (36.177)
7 Partecipazioni 56.375 547.945
8 Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 12.806 -
9 Attività materiali 446.035 445.718
10 Attività immateriali 506.833 514.020 8 Attività immateriali (al netto delle relative
passività fiscali) (importo negativo)
11 - Avviamento 318.026 330.032
12 - Altre attività immateriali 188.807 183.988
13 Attività fiscali 609.278 252.875
14 Attività non correnti e gruppi di attività in via di
dismissione
- -
15 Altre attività 1.021.817 992.974
16 Totale attività 65.626.341 56.545.596
Passività - Ripartizione per classi di passività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato
1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 49.164.882 49.141.246
2 Passività finanziarie di negoziazione 32.996 32.996
3 Passività finanziarie designate al fair value 4.170.554 -
4 Derivati di copertura 668.789 668.789
5 Adeguamento di valore delle passività finanziarie
oggetto di copertura generica (+/-)
(97.008) (97.008)
6 Passività fiscali 417.443 166.472
7 Passività associate a gruppi di attività in via di
dismissione
- -
8 Altre passività 2.296.347 2.294.166
9 Trattamento di fine rapporto del personale 26.926 26.639
10 Fondi per rischi e oneri 189.505 186.175
11 Passività assicurative (ex riserve tecniche) 4.629.786 -
12 Totale passività 61.500.220 52.419.475
a b c
Stato
patrimoniale
incluso nel
bilancio
pubblicato
30/062024
Nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
30/06/2024
Riferimento
Capitale proprio
Altre componenti di conto economico
1 Riserve da valutazione, di cui: (23.282) (23.283) 3, 11 complessivo
accumulate
(e
altre
riserve); riserve di valore equo relative ai
profitti e alle perdite generati dalla
copertura dei flussi di cassa degli strumenti
finanziari che non sono valutati al valore
equo
2 Riserve da valutazione di titoli HTCS/titoli
disponibili per la vendita
(363.782) (363.782)
3 Riserve da valutazione degli utili perdite (5.553) (5.554)
4 attuariali nette
Riserva da valutazione: ricavi o costi di natura
finanziaria relativi ai contratti assicurativi
emessi
272.742 272.742
5 Riserva da valutazione: ricavi o costi di natura
finanziaria relativi alle cessioni in
riassicurazione
(281) (281)
6 Altri elementi positivi - Leggi speciali di
rivalutazione
106.827 106.827
7 Riserve di cash flow hedge (33.235) (33.235) 11 Riserve di valore equo relative ai profitti e
alle perdite generati dalla copertura dei
flussi di cassa degli strumenti finanziari che
non sono valutati al valore equo
8 Riserve 2.774.668 2.774.668 2 Utili non distribuiti
9 Sovrapprezzi di emissione 252.923 252.923 1 Strumenti di capitale e le relative riserve
sovrapprezzo azioni
10 Capitale 49.437 49.437 1 Strumenti di capitale e le relative riserve
sovrapprezzo azioni
11 Partimonio di pertinenza di terzi (+/-) 816.823 816.824 5 Interessi di minoranza (importo consentito
nel CET1 consolidato)
12 di cui Riserve da valutazione: (22.712) (22.711)
13 Riserva da valutazione: att. fin. (diverse dai
titoli di capitale) valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
(95.500) (95.500)
14 Riserve da valutazione: copertura di flussi
finanziari
(8.585) (8.585)
15 Riserva da valutazione: utili (perdite) attuariali
su piani previdenziali a benefici definiti
(1.434) (1.433)
16 Riserva da valutazione: ricavi o costi di natura
finanziaria relativi ai contratti assicurativi
emessi
70.451 70.451
17 Riserva da valutazione: ricavi o costi di natura
finanziaria relativi alle cessioni in
riassicurazione
(73) (73)
18 Riserve da valutazione: leggi speciali di
rivalutazione
10.896 10.896
19 Riserva da valutazione: titoli di capitale
designati al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
1.533 1.533
20 di cui Riserve e utili 554.392 554.392
21 Utile (Perdita) di periodo (+/-) 255.552 255.552 EU-5a Utili di periodo verificati da persone
indipendenti al netto di tutti gli oneri o
dividendi prevedibili
22 Capitale proprio totale 4.126.121 4.126.121

Le principali differenze tra i valori contabili riportati nel bilancio pubblicato ed i valori contabili nell'ambito del consolidamento prudenziale afferiscono al perimetro di consolidamento. Nel primo caso le società esterne al Gruppo prudenziale sono consolidate integralmente mentre nel secondo caso sono consolidate con il metodo del patrimonio netto.

La società esterna al Gruppo prudenziale al 30 giuno 2024 è Credemvita Spa.

Modello EU CCA: principali caratteristiche degli strumenti di fondi propri regolamentari e degli strumenti di passività ammissibili

1 Emittente CREDITO EMILIANO HOLDING CREDITO EMILIANO HOLDING
2 Identificativo unico (ad es., Identificativo CUSIP,
ISIN o Bloomberg per i collocamenti privati)
XS2229022822 XS2488465423
3 Legislazione applicabile allo strumento Legislazione
italiana:
clausole
di
subordinazione
Legislazione
italiana:
clausole
di
subordinazione
Trattamento regolamentare
4 Disposizioni transitorie del CRR Capitale di classe 2 Capitale di classe 2
5 Disposizioni post transitorie del CRR Capitale di classe 2 Capitale di classe 2
6 Ammissibile
a
livello
di
singolo
ente/(sub)consolidamento / di singolo ente e di
(sub)consolidamento
Singolo Ente Singolo Ente
7 Tipo di strumento (I tipi devono essere
specificati per ciascuna giurisdizione)
Strumento di capitale di classe 2 ex
art.62
Strumento di capitale di classe 2 ex
art.62
8 Importo rilevato nel capitale regolamentare
(moneta in milioni, alla più recente data di
riferimento per la segnalazione)
203.318 204.501
9 Importo nominale dello strumento 200.000 200.000
9a Prezzo di emissione 100 100
9b Prezzo di rimborso 100 100
10 Classificazione contabile Titoli
in
circolazione
-
costo
ammortizzato
Titoli
in
circolazione
-
costo
ammortizzato
11 Data di emissione originaria 16/09/2020 05/07/2022
12 Irredimibile o a scadenza A scadenza A scadenza
13 Data di scadenza originaria 16/12/2030 05/10/2032
14 Rimborso
anticipato
a
discrezione
dell'emittente
soggetto
a
approvazione
preventiva dell'autorità di vigilanza
15 Data del rimborso anticipato facoltativo, date
del rimborso anticipato eventuale e Importo del
rimborso
Prevista possibilità di rimborso tra il
16/09/2025 e il 16/12/2025
Prevista
possibilità
di
rimborso
il
05/07/2027
16 Date successive di rimborso anticipato, se del
caso
Pagamento cedole Pagamento cedole
Cedole/dividendi
17 Dividendi/cedole fissi o variabili Fissi/Variabili Fissi/Variabili
18 Tasso della cedola ed eventuale Indice correlato 3,5% fino al 16/12/2025; dal sesto anno
IRS 5Y + 389,7 bps
7,625% per i primi cinque anni se non
rimborsato; dal sesto anno MS 5Y +
551,4 bps
19 Presenza di un meccanismo di "dividend
stopper"
No No
20a Pienamente
discrezionale,
parzialmente
discrezionale o obbligatorio (in termini di
tempo)
Obbligatorio Obbligatorio
20b Pienamente
discrezionale,
parzialmente
discrezionale o obbligatorio (in termini di
importo)
Obbligatorio Obbligatorio
21 Presenza di "step up" o di altro incentivo al
rimborso
No No
22 Non cumulativo o cumulativo Non cumulativo Non cumulativo
23 Convertibile o non convertibile Non convertibile Non convertibile
24 Se convertibile, evento(i) che determina(no) la
conversione
N/A N/A
25 Se convertibile, in tutto o in parte N/A N/A
26 Se convertibile, tasso di conversione N/A N/A
1 Emittente CREDITO EMILIANO HOLDING CREDITO EMILIANO HOLDING
27 Se convertibile, conversione obbligatoria o
facoltativa
N/A N/A
28 Se convertibile, precisare il tipo di strumento nel
quale la conversione è possibile
N/A N/A
29 Se convertibile, precisare 'emittente dello
strumento nel quale viene convertito
N/A N/A
30 Meccanismi di svalutazione (write down) No No
31 In caso di meccanismo di svalutazione (write
down), evento(i) che la determina(no)
N/A N/A
32 In
caso
di
svalutazione
(write
down),
svalutazione totale o parziale
N/A N/A
33 In
caso
di
svalutazione
(write
down),
svalutazione permanente o temporanea
N/A N/A
34 In
caso
di
svalutazione
(write
down)
temporanea, descrizione del meccanismo di
rivalutazione
N/A N/A
35 Posizione nella gerarchia di subordinazione in
caso di liquidazione (specificare il tipo di
strumento di rango immediatamente superiore
(senior)
Senior Senior
36 Caratteristiche non conformi degli strumenti
che beneficiano delle disposizioni transitorie
No No
37 In
caso
affermativo,
specificare
le
caratteristiche non conformi
N/A N/A

L'adeguatezza patrimoniale del conglomerato finanziario

Dati in milioni di euro 30/06/2024 31/12/2023
A Totale dei mezzi patrimoniali del conglomerato 4.017,4 3.815,4
B Requisiti patrimoniali delle componenti bancarie 2.152,0 2.229,1
C Margine di solvibilità richiesto delle componenti assicurative 328,1 311,3
D Totale delle esigenze patrimoniali del conglomerato (B+C) 2.480,1 2.540,4
E Eccedenza (deficit) del conglomerato (A-D) 1.537,3 1.275,0

A partire dal mese di ottobre 2017 il Gruppo è stato inserito dall'Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Tale provvedimento rifletteva la situazione di business al dicembre 2016, data alla quale il Gruppo superava le soglie previste dalle norme in materia. Le società assicurative sottoposte alla vigilanza supplementare sono Credemvita, controllata in modo esclusivo dal Gruppo e Credemassicurazioni, controllata in modo congiunto con Reale Mutua Assicurazioni.

I mezzi patrimoniali del conglomerato finanziario Credem eccedono il totale delle esigenze patrimoniali richieste per 1.537,3milioni di euro. Nel calcolo dei requisiti patrimoniali del conglomerato finanziario si è adottato, per il 2024, un Total Capital Ratio del 11,5%, così come comunicato dalla Banca Centrale Europea.

Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo della riserva di capitale anticiclica (1 di 2)

Ripartizione per paese a b c d e f
Esposizioni creditizie generiche Esposizioni creditizie rilevanti — Rischio
Valore
dell'esposizione
secondo il
metodo
standardizzato
Valore
dell'esposizione
secondo il
metodo IRB
di mercato
Somma delle
posizioni lunghe e
corte delle
esposizioni contenute
nel portafoglio di
negoziazione
secondo il metodo
standardizzato
Valore delle
esposizioni nel
portafoglio di
negoziazione
secondo i
modelli interni
Valore
dell'esposizione
delle esposizioni
verso la
cartolarizzazione
esterne al
portafoglio di
negoziazione
Valore
dell'esposizione
complessiva
Abu Dhabi 198 - - - - 198
Australia 1.481 16 - - - 1.497
Austria 888 4 - - - 892
Belgio 19.067 1.001 - - - 20.068
Brasile 151 2.420 - - - 2.571
Bulgaria 279 36 - - - 315
Ceca (Repubblica) 524 578 - - - 1.102
Croazia 549 4 - - - 553
Francia 140.558 - 9.239 - 119.130 268.927
Germania 47.781 393 4.522 - 34.298 86.994
Hong Kong 146 - - - - 146
India 183 7 - - - 190
Irlanda 1.036 1 23.764 - 13.237 38.038
Italia 6.272.518 33.517.116 21.139 - 21.017 39.831.790
Lussemburgo 27.613 4 17.081 - 24.497 69.195
010 Norvegia 515 1 - - - 516
Paesi Bassi 202.846 81 113 - 43.806 246.846
Panama 738 2 - - - 740
Polonia 2.674 479 - - - 3.153
Principato di
Monaco
- 45 - - - 45
Regno Unito 274.945 1.371 270 - 93 276.679
Romania 1.286 111 - - - 1.397
Serbia - - - - - -
Singapore - 177 - - - 177
Slovacchia 55 - - - - 55
Spagna 21.899 - - - 58.938 80.837
Stati Uniti 517.701 39.456 17.188 - - 574.345
Svezia 2.632 1 - - - 2.633
Svizzera 51.380 920 - - - 52.300
Ungheria 1.633 202 - - - 1.835
Altri Paesi 11.524 12.968 - - - 24.492
020 Totale 7.602.800 33.577.394 93.316 - 315.016 41.588.526

Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo della riserva di capitale anticiclica (2 di 2)

g h i j k l m
Ripartizione per paese Requisiti di fondi propri
Esposizioni
creditizie
rilevanti —
Rischio di
credito
Esposizioni
creditizie
rilevanti —
Rischio di
mercato
Esposizioni
creditizie rilevanti
— Posizioni verso la
cartolarizzazione
esterne al
portafoglio di
negoziazione
Totale Importi delle
esposizioni
ponderati
per il rischio
Fattori di
ponderazione
dei requisiti
di fondi
propri
Coefficiente
anticiclico
Abu Dhabi 10 - - 10 121 0,0007% -
Australia 48 - - 48 603 0,0035% 1,00%
Austria 41 - - 41 516 0,0030% -
Belgio 1.695 - - 1.695 21.185 0,1247% 0,50%
Brasile 68 - - 68 854 0,0050% -
Bulgaria 14 - - 14 179 0,0011% 2,00%
Ceca (Repubblica) 41 - - 41 508 0,0030% 1,75%
Croazia 40 - - 40 500 0,0029% 1,50%
Francia 5.704 944 1.906 8.554 106.936 0,6295% 1,00%
Germania 3.052 183 549 3.784 47.312 0,2785% 0,75%
Hong Kong 9 - - 9 107 0,0006% 1,00%
India 11 - - 11 140 0,0008% -
Irlanda 75 7.275 223 7.573 94.670 0,5573% 1,50%
Italia 1.280.283 2.020 820 1.283.123 16.039.028 94,4127% -
Lussemburgo 1.451 5.466 392 7.309 91.360 0,5378% 0,50%
010 Norvegia 20 - - 20 255 0,0015% 2,50%
Paesi Bassi 7.617 1 726 8.344 104.307 0,6140% 2,00%
Panama 44 - - 44 553 0,0033% -
Polonia 159 - - 159 1.989 0,0117% -
Principato di Monaco - - - - - - -
Regno Unito 10.582 21 1 10.604 132.560 0,7803% 2,00%
Romania 87 - - 87 1.092 0,0064% 1,00%
Serbia - - - - - - -
Singapore 5 - - 5 64 0,0004% -
Slovacchia 3 - - 3 31 0,0002% 1,50%
Spagna 954 - 943 1.897 23.707 0,1396% -
Stati Uniti 22.171 24 - 22.195 277.437 1,6331% -
Svezia 185 - - 185 2.315 0,0136% 2,00%
Svizzera 2.039 - - 2.039 25.488 0,1500% -
Ungheria 130 - - 130 1.624 0,0096% -
Altri Paesi 1.022 2 1 1.025 12.777 0,0752% -
020 Totale 1.337.560 15.936 5.561 1.359.057 16.988.218 100,00% -

Modello EU CCyB2: importo della riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente

a
1 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 20.606.552
2 Coefficiente anticiclico specifico dell'ente 0,049%
3 Requisito di riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente 10.001

Modello KM2: metriche principali - MREL e, se del caso, requisito di fondi propri e passività ammissibili per i G-SII

a
Requisito minimo di
fondi propri e passività
ammissibili
(MREL)
30/06/2024
Fondi propri e passività ammissibili, rapporti e componenti
1 Fondi propri e passività ammissibili 6.389.585
EU-1a Di cui fondi propri e passività subordinate 4.644.948
2 Importo complessivo dell'esposizione al rischio (TREA) del gruppo soggetto a risoluzione 20.443.875
3 Fondi propri e passività ammissibili in percentuale del TREA 31,25%
EU-3a Di cui fondi propri e passività subordinate 22,72%
4 Misura dell'esposizione complessiva (TEM) del gruppo soggetto a risoluzione 57.079.945
5 Fondi propri e passività ammissibili in percentuale della TEM 11,19%
EU-5a Di cui fondi propri o passività subordinate 8,14%
6a Si applica la deroga per subordinazione di cui all'articolo 72 ter, paragrafo 4, del regolamento (UE)
n. 575/2013 (CRR)? (deroga 5 %)
6b Importo complessivo degli strumenti di passività non subordinate ammissibili consentiti se si
applica la facoltà di subordinazione conformemente all'articolo 72 ter, paragrafo 3, del CRR
(deroga 3,5 % massimo)
6c Se si applica la deroga per subordinazione con massimale conformemente all'articolo 72 ter,
paragrafo 3, del CRR, l'importo di passività emesse che ha rango pari a quello delle passività
escluse e incluso nella riga 1, diviso per le passività emesse che hanno rango pari a quello delle
passività escluse e che sarebbero incluse nella riga 1 se non fosse applicato alcun massimale (%)
Requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL)
EU-7 MREL espresso in percentuale del TREA 20,07%
EU-8 Di cui da soddisfare con fondi propri o passività subordinate -
EU-9 MREL espresso in percentuale della TEM 5,91%
EU-10 Di cui da soddisfare con fondi propri o passività subordinate -

Il Gruppo Credem al 30 giugno 2024 presenta risultati superiori ai requisiti da rispettare (MREL-TREA pari a 31,25% e MREL-LRE pari a 11,19%).

Nel mese di ottobre 2023 il Gruppo Credem ha ricevuto la decisione aggiornata dall'SRB (Single Resolution Board) sulla determinazione del requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL). A partire dal 1 gennaio 2024, il Gruppo Credem deve rispettare un requisito MREL-TREA (esposizione al rischio), su base consolidata, pari al 20,07% maggiorato del Combined Buffer Requirement applicabile (22,60% comprensivo del Combined Buffer Requirement) e un requisito MREL-LRE (esposizione complessiva per la leva finanziaria) pari al 5,91%. Al fine del rispetto del requisito e del computo delle altre passività ammissibili emesse da Credem, non è richiesto attualmente un requisito di subordinazione nell'emissione di strumenti MREL eligible (e.g. Senior unsecured).

3. REQUISITI NFORMATIVI GENERALI

Si riporta nel seguito il Modello EU OV1 contenente un quadro d'insieme degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e dei requisiti totali di fondi propri, ed il Modello EU KM1 circa le principali metriche prudenziali e regolamentari al 30 giugno 2024.

Informativa quantitativa

Modello EU OV1: quadro sinottico degli importi complessivi dell'esposizione al rischio

Importi complessivi dell'esposizione al
rischio (TREA)
Requisiti totali di
fondi propri
a
b
c
30/06/2024 31/03/2024 30/06/2024
1 Rischio di credito (escluso il CCR) 17.912.795 18.049.272 1.433.024
2 Di cui metodo standardizzato 6.273.146 6.358.624 501.852
3 Di cui metodo IRB di base (F-IRB) - - -
4 Di cui metodo di assegnazione - - -
EU 4a Di cui strumenti di capitale soggetti al metodo della
ponderazione semplice
1.957.057 1.955.783 156.565
5 Di cui metodo IRB avanzato (A-IRB) 9.682.592 9.734.866 774.607
6 Rischio di controparte (CCR) 61.707 78.878 4.937
7 Di cui metodo standardizzato 15.293 14.285 1.223
8 Di cui metodo dei modelli interni (IMM) - - -
EU 8a Di cui esposizioni verso una CCP 10.001 11.261 800
EU 8b Di cui aggiustamento della valutazione del credito (CVA) 5.408 4.075 433
9 Di cui altri CCR 31.005 49.256 2.480
15 Rischio di regolamento - - -
16 Esposizioni verso le cartolarizzazioni esterne al portafoglio di
negoziazione (tenendo conto del massimale)
69.513 76.454 5.561
17 Di cui metodo SEC-IRBA - - -
18 Di cui metodo SEC-ERBA (compreso IAA) 69.513 76.454 5.561
19 Di cui metodo SEC-SA - - -
EU 19a Di cui 1250% / Deduzioni - - -
20 Rischi di posizione, di cambio e di posizione in merci (rischio di
mercato)
248.783 246.188 19.903
21 Di cui metodo standardizzato 248.783 246.188 19.903
22 Di cui IMA - - -
EU 22a Grandi esposizioni - - -
23 Rischio operativo 2.313.754 2.313.754 185.100
EU 23a Di cui metodo base - - -
EU 23b Di cui metodo standardizzato 2.313.754 2.313.754 185.100
EU 23c Di cui metodo avanzato di misurazione - - -
24 Importo al di sotto delle soglie per la deduzione (soggetto a
fattore di ponderazione del rischio del 250 %)
503.370 521.573 40.270
29 Totale 20.606.552 20.764.546 1.648.524

Modello EU KM1: metriche principali

a b c d e
30/06/2024 31/03/2024 31/12/2023 30/09/2023 30/06/2023
Fondi propri disponibili (importi)
1 Capitale primario di classe 1 (CET1) 3.239.875 3.024.277 3.020.737 2.951.120 2.865.042
2 Capitale di classe 1 3.302.826 3.087.756 3.085.617 3.012.846 2.927.493
3 Capitale totale 3.820.735 3.600.732 3.600.570 3.504.440 3.414.562
Importi delle esposizioni ponderati per il rischio
4 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 20.606.552 20.764.546 21.217.284 19.992.366 19.945.912
Coefficienti di capitale (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio)
5 Coefficiente del capitale primario di classe 1 (%) 15,72% 14,56% 14,24% 14,76% 14,36%
6 Coefficiente del capitale di classe 1 (%) 16,03% 14,87% 14,54% 15,07% 14,68%
7 Coefficiente di capitale totale (in %) 18,54% 17,34% 16,97% 17,53% 17,12%
Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva (in percentuale dell'importo
dell'esposizione ponderato per il rischio)
EU 7a Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi
diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva (in %)
1,00% 1,00% 1,00% 1,00% 1,00%
EU 7b Di cui costituiti da capitale CET1 (punti percentuali) 0,56% 0,56% 0,56% 0,56% 0,56%
EU 7c Di cui costituiti da capitale di classe 1 (punti percentuali) 0,75% 0,75% 0,75% 0,75% 0,75%
EU 7d Requisiti di fondi propri SREP totali (%) 9,00% 9,00% 9,00% 9,00% 9,00%
Requisito combinato di riserva e requisito patrimoniale complessivo (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio
8 Riserva di conservazione del capitale (%) 2,50% 2,50% 2,50% 2,50% 2,50%
EU 8a Riserva di conservazione dovuta al rischio macroprudenziale
o sistemico individuato a livello di uno Stato membro (%)
- - - - -
9 Riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente (%) 0,05% 0,04% 0,04% 0,04% 0,03%
EU 9a Riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (%) - - - - -
10 Riserva degli enti a rilevanza sistemica a livello globale (%) - - - - -
EU 10a Riserva di altri enti a rilevanza sistemica (%) - - - - -
11 Requisito combinato di riserva di capitale (%) 2,55% 2,54% 2,54% 2,54% 2,53%
EU 11a Requisiti patrimoniali complessivi (%) 11,55% 11,54% 11,54% 11,54% 11,53%
12 CET1 disponibile dopo aver soddisfatto i requisiti di fondi
propri SREP totali (%)
9,28% 8,12% 7,79% 8,32% 7,93%
Coefficiente di leva finanziaria
13 Misura dell'esposizione complessiva 57.122.087 57.509.428 60.214.845 57.236.033 56.069.040
14 Coefficiente di leva finanziaria (%) 5,78% 5,37% 5,12% 5,26% 5,22%
complessiva) Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (in percentuale della misura dell'esposizione
EU 14a Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di
leva finanziaria eccessiva (in %)
- - - - -
EU 14b di cui costituiti da capitale CET1 (punti percentuali) - - - - -
EU 14c Requisiti del coefficiente di leva finanziaria totali SREP (%) 3,00% 3,00% 3,00% 3,00% 3,00%
Riserva del coefficiente di leva finanziaria e requisito complessivo del coefficiente di leva finanziaria (in percentuale della misura
dell'esposizione totale)
EU 14d Requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria (%) - - - - -
EU 14e Requisito del coefficiente di leva finanziaria complessivo (%) 3,00% 3,00% 3,00% 3,00% 3,00%
Coefficiente di copertura della liquidità
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) (valore
ponderato - media)
8.724.694 9.154.304 9.730.860 10.172.489 10.623.064
a b c d e
30/06/2024 31/03/2024 31/12/2023 30/09/2023 30/06/2023
EU 16a Deflussi di cassa - Valore ponderato totale 6.533.486 6.498.287 6.463.038 6.319.578 6.233.495
EU 16b Afflussi di cassa - Valore ponderato totale 1.545.440 1.557.572 1.567.021 1.539.999 1.542.879
16 Totale dei deflussi di cassa netti (valore corretto) 4.988.046 4.940.714 4.896.016 4.779.579 4.690.616
17 Coefficiente di copertura della liquidità (%) 185,92% 200,42% 213,67% 226,69%
Coefficiente netto di finanziamento stabile
18 Finanziamento stabile disponibile totale 38.069.640 37.187.292 37.313.373 36.669.351 36.464.865
19 Finanziamento stabile richiesto totale 27.890.917 27.668.290 28.176.810 27.281.717 27.291.937
20 Coefficiente NSFR (%) 136,49% 134,40% 132,43% 134,41% 133,61%

4. RISCHIO DI LIQUIDITA'

Informativa quantitativa

Si riportano nel seguito i modelli EU LIQ1, EU LIQB, quest'ultimo relativo alle principali informazioni di carattere qualitativo a completamento del template EU LIQ1, ed EU_LIQ2.

Il template EU LIQ1 contiene informazioni circa LCR, buffer di liquidità, deflussi di cassa, afflussi di cassa e attività liquide di elevata qualità.

Modello EU LIQ1: informazioni quantitative dell'LCR

a b c d e f g h
Ambito consolidato di Gruppo Totale valore non ponderato (media) Totale valore ponderato (media)
EU 1a Trimestre che termina il 30.06.2024 31.03.2024 31.12.2023 30.09.2023 30.06.2024 31.03.2024 31.12.2023 30.09.2023
EU 1b Numero di punti di dati usati per il
calcolo delle medie
12 12 12 12 12 12 12 12
ATTIVITÀ LIQUIDE DI ELEVATA QUALITÀ
1 Totale delle attività liquide di elevata
qualità (HQLA)
8.724.694 9.154.304 9.730.860 10.172.489
DEFLUSSI DI CASSA
2 Depositi al dettaglio e depositi di
piccole imprese, di cui
23.079.032 23.402.219 23.898.742 24.485.277 1.666.117 1.697.888 1.747.613 1.802.863
3 Depositi stabili 16.118.388 16.246.057 16.421.315 16.674.315 805.919 812.303 821.066 833.716
4 Depositi meno stabili 6.960.644 7.156.162 7.477.427 7.810.962 860.198 885.585 926.547 969.148
5 Finanziamento all'ingrosso non
garantito
10.384.207 10.333.908 10.207.045 9.667.763 3.687.814 3.671.846 3.632.224 3.406.850
6 Depositi operativi (tutte le controparti)
e depositi in reti di banche cooperative
3.260.303 3.249.468 3.307.690 3.315.809 723.201 726.302 744.821 751.394
7 Depositi non operativi (tutte le
controparti)
7.037.621 7.012.532 6.832.961 6.348.060 2.878.330 2.873.636 2.821.008 2.651.562
8 Debito non garantito 86.283 71.908 66.394 3.894 86.283 71.908 66.394 3.894
9 Finanziamento all'ingrosso garantito 59.386 25.828 328 59.386
10 Obblighi aggiuntivi 1.266.918 1.212.326 1.125.220 1.117.630 793.518 783.693 766.060 751.995
11 Deflussi connessi ad esposizioni in
derivati e altri obblighi in materia di
garanzie reali
754.356 750.161 740.531 726.572 754.356 750.161 740.531 726.572
12 Deflussi connessi alla perdita di
finanziamenti su prodotti di debito
- - - - - - - -
13 Linee di credito e di liquidità 512.561 462.165 384.689 391.059 39.162 33.532 25.529 25.424
14 Altre obbligazioni di finanziamento
contrattuali
100.612 98.869 105.405 159.390 100.612 98.869 105.405 159.390
15 Altre obbligazioni di finanziamento
potenziali
9.067.276 8.826.947 8.598.672 8.316.294 226.038 220.163 211.407 198.219
16 TOTALE DEI DEFLUSSI DI CASSA 6.533.486 6.498.287 6.463.038 6.533.486
AFFLUSSI DI CASSA
Ambito consolidato di Gruppo a b c d e f g h
Totale valore non ponderato (media) Totale valore ponderato (media)
EU 1a Trimestre che termina il 30.06.2024 31.03.2024 31.12.2023 30.09.2023 30.06.2024 31.03.2024 31.12.2023 30.09.2023
EU 1b Numero di punti di dati usati per il
calcolo delle medie
12 12 12 12 12 12 12 12
17 Prestiti garantiti (ad es. contratti di
vendita con patto di riacquisto
passivo)
204.366 182.993 130.267 102.561 1.254 3.596 4.768 3.514
18 Afflussi da esposizioni pienamente in
bonis
1.419.695 1.420.463 1.427.744 1.412.729 766.018 763.046 765.376 753.899
19 Altri afflussi di cassa 3.651.703 3.717.474 3.736.388 3.765.557 778.168 790.931 796.877 782.586
EU-19a (Differenza tra gli afflussi ponderati
totali e i deflussi ponderati totali
derivanti da operazioni in paesi terzi in
cui vigono restrizioni al trasferimento
o che sono denominate in valute non
convertibili)
- - -
EU-19b (Afflussi in eccesso da un ente
creditizio specializzato connesso)
- - -
20 TOTALE DEGLI AFFLUSSI DI CASSA 5.275.765 5.320.929 5.294.398 5.280.848 1.545.440 1.557.572 1.567.021 1.539.999
EU-20a Afflussi totalmente esenti - - - - - - - -
EU-20b Afflussi soggetti al massimale del
90 %
- - - - - - - -
EU-20c Afflussi soggetti al massimale del
75 %
5.275.765 5.320.929 5.294.398 5.280.848 1.545.440 1.557.572 1.567.021 1.539.999
VALORE CORRETTO TOTALE
EU-21 RISERVA DI LIQUIDITÀ 8.724.694 9.154.304 9.730.860 10.172.489
22 TOTALE DEI DEFLUSSI DI CASSA
NETTI
4.988.046 4.940.714 4.896.016 4.779.579
23 COEFFICIENTE DI COPERTURA DELLA
LIQUIDITÀ
175% 186% 200% 214%

Informazioni qualitative sull'LCR, ad integrazione del modello EU LIQ1

I drivers principali dell'LCR sono rappresentati da:

  • riserva ECB e portafoglio titoli HQLA (impatto sul liquidity buffer);
  • raccolta retail e corporate (impatto al denominatore).

Nel periodo analizzato, l'indicatore LCR risulta in calo rispetto ai trimestri precedenti, prevalentemente per la diminuzione del numeratore dovuto ai rimborsi di TLTRO avvenuti nel secondo semestre del 2023 e nel primo trimestre 2024.

L'attuale concentrazione delle fonti di raccolta è:

  • attività in pronti contro termine;
  • retail e corporate deposit.

Nel periodo considerato la composizione media del buffer è stata:

  • circa 59% cassa e riserva ECB;

  • circa 36% titoli L1;

  • circa 5% altri.

In merito alle esposizioni in derivati e potenziali richieste di garanzie reali, la stima del valore massimo registrato sulla serie storica delle variazioni mensili degli ultimi 2 anni è di circa 568 milioni.

L'euro è la sola divisa significativa. Eventuali acquisti in divisa estera sono rifinanziati nella medesima divisa.

Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 30 giugno 2024

a b c d e
Valore non ponderato per durata residua
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi
a < 1 anno
≥ 1 anno Valore
ponderato
Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF)
1 Elementi e strumenti di capitale 3.685.581 - - 517.908 4.203.489
2 Fondi propri 3.685.581 - - 517.908 4.203.489
3 Altri strumenti di capitale 00/01/1900 - - - -
4 Depositi al dettaglio 00/01/1900 23.658.409 860.981 552.010 23.460.447
5 Depositi stabili 00/01/1900 16.407.066 412.659 187.210 16.165.948
6 Depositi meno stabili 00/01/1900 7.251.343 448.322 364.800 7.294.498
7 Finanziamento all'ingrosso: 00/01/1900 17.942.406 498.341 4.351.500 10.405.705
8 Depositi operativi 00/01/1900 3.808.060 - - 1.904.030
9 Altri finanziamenti all'ingrosso 00/01/1900 14.134.346 498.341 4.351.500 8.501.675
10 Passività correlate 00/01/1900 - - - -
11 Altre passività: 594 1.939.927 - - -
12 NSFR derivati passivi 594 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle categorie di
cui sopra
00/01/1900 1.939.927 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 38.069.640
Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF)
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 568.885
EU
15a
Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un aggregato di
copertura
00/01/1900 - - 2.203.405 1.872.894
16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi 00/01/1900 - - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 00/01/1900 10.758.177 3.334.229 21.195.694 22.557.306
18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da
HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0%
00/01/1900 952.325 - - -
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da
altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari
00/01/1900 301.783 28.133 201.025 245.270
20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio e
piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico, di cui
00/01/1900 8.073.150 2.882.778 11.598.213 20.318.894
21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del
metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
00/01/1900 61.444 72.572 970.171 5.592.754
22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 00/01/1900 313.982 312.831 7.287.453 -
23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del
metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
00/01/1900 308.381 307.138 7.057.501 -
24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono ammissibili come
HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in mercati e i prodotti in bilancio
relativi al finanziamento al commercio
00/01/1900 1.116.937 110.487 2.109.002 1.993.142
a b c d e
Valore non ponderato per durata residua
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi
a < 1 anno
≥ 1 anno Valore
ponderato
25 Attività correlate 00/01/1900 - - - -
26 Altre attività: - 753.090 28.316 2.746.411 2.850.763
27 Merci negoziate fisicamente 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo ai
fondi di garanzia delle CCP
00/01/1900 - - 279.367 237.462
29 NSFR derivati attivi 00/01/1900 - 00/01/1900 00/01/1900 -
30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito 00/01/1900 267.038 00/01/1900 00/01/1900 13.352
31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra 00/01/1900 486.053 28.316 2.467.044 2.599.950
32 Elementi fuori bilancio 00/01/1900 821.371 - - 41.069
33 RSF totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 27.890.917
34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 136,49%

Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 31 marzo 2024

a
b
c
d
e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi
a < 1 anno
≥ 1 anno ponderato
Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF)
1 Elementi e strumenti di capitale 3.504.840 - - 512.976 4.017.816
2 Fondi propri 3.504.840 - - 512.976 4.017.816
3 Altri strumenti di capitale 00/01/1900 - - - -
4 Depositi al dettaglio 00/01/1900 23.400.344 702.129 606.377 23.130.049
5 Depositi stabili 00/01/1900 16.305.760 323.159 227.918 16.025.391
6 Depositi meno stabili 00/01/1900 7.094.583 378.970 378.460 7.104.658
7 Finanziamento all'ingrosso: 00/01/1900 18.331.437 814.387 4.193.957 10.039.427
8 Depositi operativi 00/01/1900 2.611.711 - - 1.305.855
9 Altri finanziamenti all'ingrosso 00/01/1900 15.719.726 814.387 4.193.957 8.733.571
10 Passività correlate 00/01/1900 - - - -
11 Altre passività: 6.486 2.503.952 - - -
12 NSFR derivati passivi 6.486 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle categorie di
cui sopra
00/01/1900 2.503.952 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 37.187.292
Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF)
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 560.491
EU
15a
Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un aggregato di
copertura
00/01/1900 - - 1.987.787 1.689.619
16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi 00/01/1900 - - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 00/01/1900 9.756.378 3.066.097 21.337.585 22.413.591
18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da
HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0%
00/01/1900 - - - -
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da
altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari
00/01/1900 569.200 9.204 168.909 230.431
20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio e
piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico, di cui
00/01/1900 7.799.600 2.676.012 11.527.407 20.149.276
21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del
metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
00/01/1900 53.827 64.681 907.110 5.648.288
22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 00/01/1900 308.682 315.045 7.458.183 -
23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del
metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
00/01/1900 302.943 309.041 7.220.647 -
24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono ammissibili come
HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in mercati e i prodotti in bilancio
relativi al finanziamento al commercio
00/01/1900 1.078.896 65.836 2.183.086 2.033.884
a b c d e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi
a < 1 anno
≥ 1 anno ponderato
25 Attività correlate 00/01/1900 - - - -
26 Altre attività: - 741.451 27.269 2.860.888 2.959.306
27 Merci negoziate fisicamente 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo ai
fondi di garanzia delle CCP
00/01/1900 - - 327.614 278.472
29 NSFR derivati attivi 00/01/1900 - 00/01/1900 00/01/1900 -
30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito 00/01/1900 260.377 00/01/1900 00/01/1900 13.019
31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra 00/01/1900 481.074 27.269 2.533.274 2.667.815
32 Elementi fuori bilancio 00/01/1900 905.669 - - 45.283
33 RSF totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 27.668.290
34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 134,40%

Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 31 dicembre 2023

a b c d e
Valore non ponderato per durata residua
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a
< 1 anno
≥ 1 anno Valore
ponderato
Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF)
1 Elementi e strumenti di capitale 3.504.102 - - 514.954 4.019.056
2 Fondi propri 3.504.102 - - 514.954 4.019.056
3 Altri strumenti di capitale 00/01/1900 - - - -
4 Depositi al dettaglio 00/01/1900 23.803.877 633.200 285.915 23.122.813
5 Depositi stabili 00/01/1900 16.546.156 324.413 29.878 16.056.919
6 Depositi meno stabili 00/01/1900 7.257.721 308.787 256.036 7.065.894
7 Finanziamento all'ingrosso: 00/01/1900 22.022.908 1.255.933 3.676.797 10.171.505
8 Depositi operativi 00/01/1900 3.453.751 - - 1.726.875
9 Altri finanziamenti all'ingrosso 00/01/1900 18.569.157 1.255.933 3.676.797 8.444.630
10 Passività correlate 00/01/1900 - - - -
11 Altre passività: - 1.210.097 - - -
12 NSFR derivati passivi - 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle
categorie di cui sopra
00/01/1900 1.210.097 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 37.313.373
Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF)
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 562.466
EU-15a Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un
aggregato di copertura
00/01/1900 - - 1.450.166 1.232.642
16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi 00/01/1900 - - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 00/01/1900 10.276.179 3.176.437 22.120.992 23.252.987
18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari
garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0%
00/01/1900 8.797 - - -
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari
garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari
00/01/1900 310.365 31.112 88.572 135.165
20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al
dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del
settore pubblico, di cui
00/01/1900 8.264.038 2.745.501 11.866.953 20.948.112
21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro
del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
00/01/1900 59.243 66.376 930.459 5.912.720
22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 00/01/1900 307.978 314.389 7.846.853 -
23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro
del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
00/01/1900 301.870 308.009 7.600.266 -
24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono
ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in
mercati e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento al commercio
00/01/1900 1.385.001 85.435 2.318.614 2.169.710
a b c d e
Valore non ponderato per durata residua
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a
< 1 anno
≥ 1 anno Valore
ponderato
25 Attività correlate 00/01/1900 - - - -
26 Altre attività: - 942.642 26.379 2.979.467 3.097.262
27 Merci negoziate fisicamente 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come
contributo ai fondi di garanzia delle CCP
00/01/1900 - - 401.829 341.555
29 NSFR derivati attivi 00/01/1900 25.992 00/01/1900 00/01/1900 25.992
30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito 00/01/1900 438.040 00/01/1900 00/01/1900 21.902
31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra 00/01/1900 478.611 26.379 2.577.638 2.707.814
32 Elementi fuori bilancio 00/01/1900 629.011 - - 31.453
33 RSF totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 28.176.810
34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 132,43%

Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 30 settembre 2023

a b c d e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a
< 1 anno
≥ 1 anno ponderato
Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF)
1 Elementi e strumenti di capitale 3.401.052 - - 491.594 3.892.646
2 Fondi propri 3.401.052 - - 491.594 3.892.646
3 Altri strumenti di capitale 00/01/1900 - - - -
4 Depositi al dettaglio 00/01/1900 23.663.666 608.673 298.366 22.977.581
5 Depositi stabili 00/01/1900 16.389.474 292.729 38.006 15.886.098
6 Depositi meno stabili 00/01/1900 7.274.192 315.944 260.361 7.091.483
7 Finanziamento all'ingrosso: 00/01/1900 20.222.069 465.058 3.689.162 9.799.123
8 Depositi operativi 00/01/1900 3.113.194 - - 1.556.597
9 Altri finanziamenti all'ingrosso 00/01/1900 17.108.875 465.058 3.689.162 8.242.526
10 Passività correlate 00/01/1900 - - - -
11 Altre passività: 49.224 1.470.610 - - -
12 NSFR derivati passivi 49.224 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle
categorie di cui sopra
00/01/1900 1.470.610 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 36.669.351
Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF)
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 549.996
EU-15a Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un
aggregato di copertura
00/01/1900 - - 1.449.040 1.231.684
16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi 00/01/1900 - - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 00/01/1900 9.324.110 3.060.391 21.740.760 22.590.202
18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari
garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0%
00/01/1900 - - - -
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari
garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari
00/01/1900 224.663 10.870 48.431 76.332
20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al
dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del
settore pubblico, di cui
00/01/1900 7.716.304 2.650.447 11.861.267 20.567.469
21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel
quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
00/01/1900 57.524 68.016 910.209 5.827.623
22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 00/01/1900 308.592 307.757 7.748.421 -
23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel
quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
00/01/1900 302.145 301.213 7.494.673 -
a b c d e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a
< 1 anno
≥ 1 anno ponderato
24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono
ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in
mercati e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento al commercio
00/01/1900 1.074.550 91.316 2.082.641 1.946.401
25 Attività correlate 00/01/1900 - - - -
26 Altre attività: - 773.196 32.505 2.767.580 2.876.885
27 Merci negoziate fisicamente 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come
contributo ai fondi di garanzia delle CCP
00/01/1900 - - 318.279 270.537
29 NSFR derivati attivi 00/01/1900 - 00/01/1900 00/01/1900 -
30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione
fornito
00/01/1900 329.434 00/01/1900 00/01/1900 16.472
31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra 00/01/1900 443.763 32.505 2.449.301 2.589.876
32 Elementi fuori bilancio 00/01/1900 652.692 - - 32.950
33 RSF totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 27.281.717
34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 134,41%

5. QUALITA' DEL CREDITO

Informativa quantitativa

Si riportano nel seguito le informazioni quantitative sulla qualità del credito. La normativa in merito all'informativa in oggetto adotta un principio di proporzionalità in funzione del livello delle esposizioni deteriorate segnalate conformemente all'ambito d'applicazione specificato per ogni singola tabella. Alcune tabelle si applicano a tutti gli enti creditizi, mentre altre si applicano soltanto agli enti creditizi con un'incidenza lorda dei crediti deteriorati (gross NPL ratio) pari o superiore al 5 %.

L'incidenza lorda dei crediti deteriorati è data dal rapporto tra il valore contabile lordo dei prestiti e delle anticipazioni deteriorati e il valore contabile lordo totale dei prestiti e delle anticipazioni che rientrano nella definizione di esposizione deteriorata. Ai fini di questo calcolo vanno esclusi sia dal denominatore che dal numeratore i prestiti e le anticipazioni classificati come posseduti per la vendita, la cassa e disponibilità presso le banche centrali e gli altri depositi a vista. I prestiti e le anticipazioni deteriorati comprendono i prestiti e le anticipazioni classificati come deteriorati a norma dell'allegato V del Regolamento di esecuzione (UE) 2021/451 della Commissione, del 17 dicembre 2020.

Al 30 giugno 2024 l'incidenza lorda dei crediti deteriorati è risultata inferiore al 5 %, pertanto l'informativa di seguito riportata è limitata alle tabelle previste quando tale parametro non sia superato.

Informativa quantitativa Modello EU CR1: esposizioni in bonis ed esposizioni deteriorate e relativi accantonamenti

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700
.797
- 687
.00
0
(90
.674
)
(50
.274
)
(40
.329
)
(39
2.21
7)
- (39
0.2
32)
16.6
41
23.
497
.991
231
.40
4

Modello EU CR1-A: durata delle esposizioni

a b c d e f
Valore netto dell'esposizione
Su
richiesta
<= 1 anno > 1 anno <=
5 anni
> 5 anni Nessuna
durata
indicata
Totale
1 Prestiti e anticipazioni 3.646.429 6.596.125 10.007.950 16.375.863 - 36.626.367
2 Titoli di debito - 573.134 6.345.835 4.971.460 - 11.890.429
3 Totale 3.646.429 7.169.259 16.353.785 21.347.323 - 48.516.796

Modello EU CR2: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati

a
Valore contabile lordo
010 Stock iniziale di prestiti e anticipazioni deteriorati 701.675
020 Afflussi verso portafogli deteriorati 123.603
030 Deflussi da portafogli deteriorati (157.965)
040 Deflusso dovuto alle cancellazioni (15.951)
050 Deflusso dovuto ad altre situazioni (142.014)
060 Stock finale di prestiti e anticipazioni deteriorati 667.313

La voce 020 "Afflussi verso portafogli deteriorati" include i prestiti e anticipazioni divenuti deteriorati nel corso del semestre. Allo stesso modo, la riga 030 "Deflussi da portafogli deteriorati" include l'ammontare dei presti e delle anticipazioni divenuti performing nel corso del semestre, le posizioni cedute e le cancellazioni di crediti deteriorati nello stesso periodo.

Modello EU CQ1: qualità creditizia delle esposizioni oggetto di misure di concessione

a b c d e f g h
Valore contabile lordo / importo nominale delle
esposizioni oggetto di misure di concessione
Riduzione di valore
accumulata, variazioni
negative accumulate del
valore equo dovute al rischio
di credito e accantonamenti
Garanzie reali e garanzie
finanziarie ricevute su
esposizioni oggetto di
misure di concessione
Deteriorate oggetto di misure di
concessione
Di cui
garanzie
In bonis
oggetto di
misure di
concessione
di cui in
stato di
default
di cui
hanno
subito
una
riduzione
di valore
Su
esposizioni
in bonis
oggetto di
misure di
concessione
Su
esposizioni
deteriorate
oggetto di
misure di
concessione
reali e
garanzie
finanziarie
ricevute su
esposizioni
deteriorate
oggetto di
misure di
concessione
005 Disponibilità
presso banche
centrali e altri
depositi a vista
- - - - - - - -
010 Prestiti e
anticipazioni
83.717 207.982 207.982 207.982 (1.686) (108.939) 168.624 95.009
020 Banche centrali - - - - - - - -
030 Amministrazioni
pubbliche
127 30 30 30 - (17) - -
040 Enti creditizi - - - - - - - -
050 Altre società
finanziarie
- 58 58 58 - (50) 7 7
060 Società non
finanziarie
31.788 91.362 91.362 91.362 (573) (53.249) 60.934 35.394
070 Famiglie 51.801 116.532 116.532 116.532 (1.114) (55.623) 107.683 59.608
080 Titoli di debito - - - - - - - -
090 Impegni
all'erogazione di
finanziamenti
dati
460 545 545 545 (3) (3) - -
100 Totale 84.177 208.527 208.527 208.527 (1.689) (108.942) 168.624 95.009

Modello EU CQ4: qualità delle esposizioni deteriorate per zona geografica

a b c d e f g
Valore contabile lordo / importo nominale Variazioni
Di cui deteriorate Accantonamenti negative
accumulate
Di cui in
stato di
default
Di cui
soggette a
riduzione di
valore
Riduzione di
valore
accumulata
per gli impegni
fuori bilancio e le
garanzie
finanziarie date
del valore
equo dovute
al rischio di
credito su
esposizioni
deteriorate
010 Esposizioni in
bilancio
48.995.058 667.309 667.309 48.963.034 (478.260) 00/01/1900 -
020 Italia 40.631.786 666.797 666.797 40.599.949 (474.587) 00/01/1900 -
030 Stati Uniti 1.468.332 3 3 1.468.332 (660) 00/01/1900 -
040 Francia 1.513.293 7 7 1.513.106 (449) 00/01/1900 -
050 Spagna 1.151.101 3 3 1.151.101 (911) 00/01/1900 -
060 Paesi Bassi 425.903 7 7 425.903 (131) 00/01/1900 -
070 Altri Stati 3.804.644 492 492 3.804.644 (1.521) 00/01/1900 -
080 Esposizioni fuori
bilancio
13.460.898 33.485 33.485 00/01/1900 00/01/1900 (4.557) 00/01/1900
090 Italia 13.294.455 33.444 33.444 00/01/1900 00/01/1900 (4.547) 00/01/1900
100 Stati Uniti 70.172 5 5 00/01/1900 00/01/1900 (7) 00/01/1900
110 Francia 685 4 4 00/01/1900 00/01/1900 - 00/01/1900
120 Spagna 10.518 - - 00/01/1900 00/01/1900 - 00/01/1900
130 Paesi Bassi 88 10 10 00/01/1900 00/01/1900 - 00/01/1900
140 Altri Stati 84.981 23 23 00/01/1900 00/01/1900 (3) 00/01/1900
150 TOTALE 62.455.956 700.794 700.794 48.963.034 (478.260) (4.557) -

Modello EU CQ5: qualità creditizia dei prestiti e delle anticipazioni a società non finanziarie per settore economico

a b c d e f
Valore contabile lordo Variazioni
negative
accumulate del
Di cui deteriorate Di cui prestiti e Riduzione di valore equo
Di cui in
stato di
default
anticipazioni
soggetti a
riduzione di
valore
valore
accumulata
dovute al
rischio di
credito su
esposizioni
deteriorate
010 Agricoltura, silvicoltura e pesca 406.470 12.168 12.168 406.470 (8.180) -
020 Attività estrattiva 32.361 320 320 32.361 (272) -
030 Attività manifatturiera 7.559.300 75.451 75.451 7.540.071 (56.102) -
040 Fornitura di energia elettrica,
gas, vapore e aria condizionata
203.309 2.905 2.905 203.309 (2.541) -
050 Approvvigionamento idrico 332.689 2.470 2.470 332.689 (1.710) -
060 Costruzioni 671.107 38.888 38.888 671.107 (31.108) -
070 Commercio all'ingrosso e al
dettaglio
4.248.693 78.883 78.883 4.248.693 (56.859) -
080 Trasporto e stoccaggio 595.006 7.276 7.276 595.006 (5.548) -
090 Servizi di alloggio e di
ristorazione
211.623 12.226 12.226 211.623 (6.366) -
100 Servizi di informazione e
comunicazione
246.003 4.880 4.880 246.003 (3.555) -
110 Attività finanziarie e assicurative 89.258 639 639 89.257 (646) -
120 Attività immobiliari 1.246.738 40.511 40.511 1.246.738 (28.229) -
130 Attività professionali,
scientifiche e tecniche
649.242 9.045 9.045 649.242 (6.017) -
140 Attività amministrative e di
servizi di supporto
397.101 4.072 4.072 397.101 (2.831) -
150 Amministrazione pubblica e
difesa, previdenza sociale
obbligatoria
1 - - 1 - -
160 Istruzione 18.081 809 809 18.081 (507) -
170 Attività dei servizi sanitari e di
assistenza sociale
155.583 2.858 2.858 155.583 (1.975) -
180 Attività artistiche, di
intrattenimento e divertimento
26.070 1.393 1.393 26.070 (970) -
190 Altri servizi 212.255 2.680 2.680 212.068 (1.761) -
200 Totale 17.300.892 297.473 297.473 17.281.476 (215.178) -

6. RISCHIO DI CREDITO: INFORMAZIONI RELATIVE AI PORTAFOGLI ASSOGGETTATI AL METODO STANDARDIZZATO

Informativa quantitativa

Si riportano nel seguito le principali informazioni quantitative in merito ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato. In particolare:

  • il Modello EU CR4 mostra l'impatto di tutte le tecniche di mitigazione del rischio di credito, inclusi i metodi financial collateral simple method e il financial collateral comprehensive method. Il Modello fornisce inoltre la densità degli RWA come indicatore sintetico della rischiosità di ciascun portafoglio;
  • il Modello EU CR5 fornisce la spaccatura delle esposizioni presenti in ciascun portafoglio regolamentare per fascia di ponderazione.

Modello EU CR4 – Metodo standardizzato: esposizione al rischio di credito ed effetti della CRM

Esposizioni pre-CCF e pre
CRM
Esposizioni post-CCF e
post-CRM
RWA e densità degli RWA
Classi di esposizioni Esposizioni
in bilancio
Esposizioni
fuori
bilancio
Esposizioni
in bilancio
Esposizioni
fuori
bilancio
RWA Densità
degli RWA
(%)
a b c d e f
1 Amministrazioni centrali o banche centrali 12.231.647 111.267 15.171.190 106.622 540.351 3,54%
2 Amministrazioni regionali o autorità locali 56.235 3.451 56.680 41 11.339 19,99%
3 Organismi del settore pubblico 26.175 226 26.175 - 13.295 50,80%
4 Banche multilaterali di sviluppo 77.094 - 204.010 - - -
5 Organizzazioni internazionali 2.123.761 - 2.123.761 - - -
6 Enti 1.771.802 52.529 1.771.802 10.754 641.972 36,01%
7 Imprese 2.689.217 893.237 2.621.082 15.510 1.939.883 73,58%
8 Al dettaglio 3.547.395 696.123 3.462.193 25.785 2.151.181 61,67%
9 Garantite da ipoteche su beni immobili 246.130 103 246.130 51 85.202 34,61%
10 Esposizioni in stato di default 39.559 4.972 35.976 223 45.443 125,54%
11 Esposizioni associate a un rischio
particolarmente elevato
23.410 7.321 20.585 1.234 32.728 150,00%
12 Obbligazioni garantite - - - - - -
13 Enti e imprese con valutazione del merito di
credito a breve termine
- - - - - -
14 Organismi di investimento collettivo 5.889 - 5.889 - 2.896 49,18%
15 Strumenti di capitale 22.500 - 22.500 - 22.500 100,00%
16 Altre posizioni 1.091.041 - 1.091.041 - 786.356 72,07%
17 TOTALE 23.951.853 1.769.229 26.859.014 160.220 6.273.146 23,22%

Modello EU CR5: metodo standardizzato (1 di 2)

Fattori di ponderazione del rischio
Classi di esposizioni 0% 2% 4% 10% 20% 35% 50% 70% 75%
a b c d e f g h i
1 Amministrazioni centrali o
banche centrali
15.039.483 - - - - - - - -
2 Amministrazioni regionali
o autorità locali
- - - - 56.721 - - - -
3 Organismi del settore
pubblico
- - - - 16.099 - - - -
4 Banche multilaterali di
sviluppo
204.010 - - - - - - - -
5 Organizzazioni
internazionali
2.123.761 - - - - - - - -
6 Enti - 193.343 - - 543.799 - 1.032.139 - -
7 Imprese - - - - 321.229 - 760.780 - -
8 Esposizioni al dettaglio - - - - - 1.049.609 - - 2.438.369
9 Esposizioni garantite da
ipoteche su beni immobili
- - - - - 244.162 2.019 - -
10 Esposizioni in stato di
default
- - - - - - - - -
11 Esposizioni associate a un
rischio particolarmente
elevato
- - - - - - - - -
12 Obbligazioni garantite - - - - - - - - -
13 Esposizioni verso enti e
imprese con valutazione
del merito di credito a
breve termine
- - - - - - - - -
14 Quote o azioni in organismi
di investimento collettivo
20 - - - 3.715 - - - -
15 Esposizioni in strumenti di
capitale
- - - - - - - - -
16 Altre posizioni 152.919 - - - 189.707 - - - -
17 TOTALE 17.520.194 193.343 - - 1.131.271 1.293.771 1.794.938 - 2.438.369

Modello EU CR5: metodo standardizzato (2 di 2)

Fattori di ponderazione del rischio Di cui prive di
Classi di esposizioni 100% 150% 250% 370% 1250% Altri Totale rating
j k l m n o p q
1 Amministrazioni centrali o
banche centrali
36.981 - 201.348 - - - 15.277.812 8.137.130
2 Amministrazioni regionali o
autorità locali
- - - - - - 56.721 56.721
3 Organismi del settore
pubblico
10.076 - - - - - 26.175 26.175
4 Banche multilaterali di
sviluppo
- - - - - - 204.010 165.960
5 Organizzazioni
internazionali
- - - - - - 2.123.761 546.524
6 Enti 13.276 - - - - - 1.782.556 808.384
7 Imprese 1.554.582 - - - - - 2.636.592 1.902.477
8 Esposizioni al dettaglio - - - - - - 3.487.978 3.487.978
9 Esposizioni garantite da
ipoteche su beni immobili
- - - - - - 246.181 246.181
10 Esposizioni in stato di
default
17.712 18.487 - - - - 36.199 36.199
11 Esposizioni associate a un
rischio particolarmente
elevato
- 21.819 - - - - 21.819 21.819
12 Obbligazioni garantite - - - - - - - -
13 Esposizioni verso enti e
imprese con valutazione
del merito di credito a
breve termine
- - - - - - - -
14 Quote o azioni in organismi
di investimento collettivo
2.153 - - - - - 5.889 5.889
15 Esposizioni in strumenti di
capitale
22.500 - - - - - 22.500 22.500
16 Altre posizioni 748.414 - - - - - 1.091.041 1.091.041
17 TOTALE 2.405.694 40.306 201.348 - - - 27.019.233 16.554.978

7. RISCHIO DI CREDITO: INFORMATIVA SUI PORTAFOGLI CUI SI APPLICANO GLI APPROCCI IRB

Informativa quantitativa

Si espongono nel seguito le principali informazioni quantitative per i portafogli assoggettati ai modelli interni.

A-I
RB
Int
allo
di
PD
erv
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osi
zio
Esp
ilan
cio
Esp
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a b c d e f g h i j k l m
0,
00
0,
15
a <
1.3
40
.19
5
1.6
72.
715
16,
17%
1.6
68
.19
0
0,
04
%
5.8
23
38
39%
,
2 123
.12
5
38
%
7,
256 626
0
00
0,
10
a <
,
1.3
40
.19
5
1.6
72.
715
16,
17%
1.6
68
.19
0
0,
04
%
5.8
23
38
39%
,
2 123
.12
5
38
%
7,
256 626
0
10
0,
15
a <
,
- - - - - - - - - - - -
0,
15
0,
25
a <
23 175 2,
70%
28 0,
23%
18 26
21%
,
4 8 27,
56%
- -
0,
25
0,
50
a <
1.9
00
.26
1
1.4
18.
125
19,
15%
2.2
38
.06
3
0,
26%
7.9
32
38
79%
,
2 559
.73
4
25,
01%
2.2
49
1.77
9
0,
50
0,
75
a <
- - - - - - - - - - - -
0,
75
2,
50
a <
2.1
16.
84
7
1.2
41.
89
1
18,
94
%
2.4
31.
55
0
1,
07%
11.2
76
38
34
%
,
2 1.13
7.9
74
46
80
%
,
9.7
78
4.6
21
0
75
1,
75
a <
,
2.1
14.
20
8
1.2
41.
02
5
18,
93
%
2.4
28
.32
2
1,
07%
11.2
44
38
36%
,
2 1.13
6.8
95
46
82%
,
9.7
67
4.6
16
Esp
osi
zio
ni
ver
so
1,
75
2,
5
a <
2.6
39
86
7
33
49%
,
3.2
28
1,
91%
32 24
06
%
,
2 1.0
79
33
43%
,
11 5
im
pre
se
- PM
2,
50
10
00
a <
,
29
5.1
33
146
.19
8
11,
28
%
323
.47
6
4,
37%
2.6
33
36
79%
,
2 225
.29
4
69
65%
,
5.0
71
2.2
15
I 2
5 a
< 5
,
291
.98
8
146
.13
7
26%
11,
320
.15
4
36
%
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37
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.18
7

Modello EU CR7 – Metodo IRB: effetto sugli importi delle esposizioni ponderati per il rischio dei derivati su crediti utilizzati nell'ambito delle tecniche di CRM

Importo dell'esposizione
ponderato per il rischio prima
dei derivati su crediti
Importo effettivo
dell'esposizione ponderato per il
rischio
a b
1 Esposizioni in base all'F-IRB - -
2 Amministrazioni centrali e banche centrali - -
3 Enti - -
4 Imprese - -
4.1 di cui imprese – PMI - -
4.2 di cui imprese – finanziamenti specializzati - -
5 Esposizioni in base all'A-IRB 9.573.480 9.573.480
6 Amministrazioni centrali e banche centrali - -
7 Enti - -
8 Imprese 5.912.413 5.912.413
8.1 di cui imprese – PMI 2.277.890 2.277.890
8.2 di cui imprese – finanziamenti specializzati - -
9 Al dettaglio 3.661.067 3.661.067
9.1 di cui al dettaglio – PMI, garantite da beni immobili 145.339 145.339
9.2 di cui al dettaglio – non PMI, garantite da beni immobili 2.238.536 2.238.536
9.3 di cui al dettaglio – rotative qualificate 112.133 112.133
9.4 di cui al dettaglio – PMI, altre 435.739 435.739
9.5 di cui al dettaglio – non PMI, altre 729.320 729.320
10 TOTALE (comprese le esposizioni in base all'F-IRB e le esposizioni
in base all'A-IRB)
9.573.480 9.573.480

Modello EU CR7-A – Metodo IRB: informativa sulla misura di utilizzo delle tecniche di CRM

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Modello EU CR8: prospetto degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di credito in base al metodo IRB

Importo dell'esposizione
ponderato per il rischio
a
1 Importo dell'esposizione ponderato per il rischio al termine del precedente periodo di riferimento 11.690.649
2 Dimensioni delle attività (+/-) 27.458
3 Qualità delle attività (+/-) (52.806)
4 Aggiornamenti del modello (+/-) -
5 Metodologia e politica (+/-) -
6 Acquisizioni e dismissioni (+/-) (25.938)
7 Oscillazioni del cambio (+/-) 288
8 Altro (+/-) -
9 Importo dell'esposizione ponderato per il rischio al termine del periodo di riferimento 11.639.650

Modello EU CR10.5 - Esposizioni in strumenti di capitale in base al metodo della ponderazione semplice

Categorie Esposizioni in
bilancio
Esposizioni
fuori bilancio
Fattore di
ponderazione
del rischio
Valore
dell'esposizione
Importo
dell'esposizione
ponderato per il
rischio
Importo delle
perdite attese
a b c d e f
Esposizioni in strumenti di private
equity
- - 190% - - -
Esposizioni in strumenti di capitale
negoziati in mercati
587 - 290% 587 1.702 5
Altre esposizioni in strumenti di
capitale
528.474 - 370% 528.474 1.955.355 12.683
Totale 529.061 - 529.061 1.957.058 12.688

8. TECNICHE DI ATTENUAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO

Informativa quantitativa

Modello EU CR3 – Tecniche di CRM - Quadro d'insieme: informativa sull'uso di tecniche di attenuazione del rischio di credito

Valore contabile garantito
Valore contabile di cui garantito di cui garantito da garanzie
finanziarie
non garantito da garanzie
reali
di cui garantito
da derivati su
crediti
a b c d e
1 Prestiti e anticipazioni 17.843.778 23.031.094 19.125.576 3.905.518 -
2 Titoli di debito 11.890.428 - - - 0
3 Totale 29.734.207 23.031.094 19.125.576 3.905.518 -
4 di cui esposizioni deteriorate 46.859 229.264 170.478 58.786 -
EU-5 di cui in stato di default 46.859 229.264 0 0 0

9. INFORMATIVA SUI RISCHI AMBIENTALI, SOCIALI E DI GOVERNANCE (ESG)

Informativa qualitativa

Tabella 1 — Informazioni qualitative sui rischi ambientali

Sezione Business strategy and processes

Il Gruppo sta progressivamente implementando l'analisi dei rischi ambientali all'interno del proprio modello di business e sviluppando una strategia di decarbonizzazione di breve, medio/lungo termine che include obiettivi legati all'operatività aziendale, e ai propri potafogli. Nel 2023 è stata aggiornata la prioritizzazione dei temi materiali ESG (il processo è in corso anche nel 2024, in conformità alle aspettative della Corporate Sustainability Reporting Directive) e sono stati coerentemente definiti e integrati nel processo di pianificazione preliminare al 2027 obiettivi che coprono tutti gli orizzonti temporali e. Il Gruppo ha pianificato un percorso per raggiungere la neutralità climatica entro il 2025, con specifico riferimento alle emissioni Scope 1 e Scope 2 residue. Dal 2025 le suddette emissioni saranno infatti compensate mediante un numero equivalente di carbon credits, tramite un progetto di afforestazione. È previsto l'acquisto di un lotto di crediti di carbonio certificati Verified Carbon Standard (VCS), emessi dal principale standard internazionale VERRA, soggetti ad audit da parte di un ente terzo indipendente e riconosciuti dall'UNFCCC.

Di seguito vengono riportati gli obiettivi che il Gruppo si impegna a raggiungere:

  • ridurre le emissioni dirette (Scope 1) attraverso:
    • o Building Energy Management System;
    • o Progressivo Incremento della flotta di auto aziendali full hybrid;
  • ridurre le emissioni indirette (Scope 2 e Scope 3 controllate direttamente) tramite:
    • o ampliamento di impianti fotovoltaici;
    • o possibilità di utilizzare l'agile working;
    • o dematerializzazione dei documenti e contestuale riduzione dei volumi di carta utilizzata;
  • finalizzare una strategia di decarbonizzazione del portafoglio crediti/titoli di proprietà attraverso:
    • o la determinazione di target di riduzione delle emissioni sui suddetti portafogli in linea con l'obiettivo dell'Accordo di Parigi e in coerenza con le politiche creditizie e le politiche di investimento (adesione alla Net Zero Banking Alliance, formalizzata nel corso del 2024);
    • o l'ampliamento dell'offerta commerciale con nuovi prodotti/servizi ESG.

La tabella seguente riporta i risultati di consuntivazione degli obiettivi integrati nel processo di pianificazione preliminare al 2023 e in corso di monitoraggio trimestrale da parte del Comitato Sostenibilità di Gruppo nel 2024:

Obiettivi Target 20231 Consuntivo 20232
Rifiuti smaltiti tramite riciclo 98% 100%
Utilizzo carta riciclata 98% 66%3
Riuso materiale hardware 100% 100%
Riduzione dei consumi energetici interni -10% -14%
Emissioni Scope 1: riduzione emissioni dirette di GHG
provenienti da attività interne all'azienda (riscaldamento e
auto aziendali)
-12% -21%
Emissioni Scope 2: riduzione emissioni indirette di GHG
risultanti dalla generazione di elettricità acquistata
-19% -28%
Emissioni Scope 3: riduzione emissioni indirette
riconducibili all'attività dell'azienda (viaggi di lavoro,
consumo di carta)
-10% -37%
Compensazione delle emissioni di CO2 tramite progetti di
afforestazione
100% al 2025

La tabella seguente riporta i nuovi obiettivi di pianificazione commerciale inerenti finanziamenti/emissioni/investimenti ESG del Gruppo e indicatori RAF di I livello di breve termine coerenti con la strategia di lungo termine prefissata:

1 Si considerano i dati e le informazioni al 31.12.2019 come baseline per i target 2023.

2 Si considerano i dati e le informazioni al 31.12.2019 come baseline per i consuntivi 2023.

3 La restante carta utilizzata è dotata di certificazioni EU Ecolabel e FSC (Forest Stewardship Council).

Obiettivi Baseline 2023 Target 2024
Volumi erogati (lordi) in valore assoluto 50 mln€ 150 mln€
Aziende: numero prodotti green a catalogo 5 >5
Privati: volume erogato Mutui residenziali (lordi) con APE in
classi energetiche virtuose su volume erogato complessivo
Mutui residenziali
1.704 mln€ (valore erogato
complessivo dei mutui
residenziali)
27%
Privati: numero prodotti green a catalogo 0 ≥2
Aziende e Privati: Volumi leasing (erogato lordo) in valore
assoluto (auto elettriche, fotovoltaico, immobili classe A)
20 mln€ 50 mln€
Controvalore esposizioni in settori a basso/ medio-basso
rischio ambientale su totale portafoglio investimenti
95,6% 96%
Totale outstanding emissioni ESG/ Totale outstanding
bonds
42,4% 60%
Incidenza delle masse sostenibili Wealth (OICR, GP e IBIPs
artt 8 e 9) sul totale masse AUM Wealth del
Gruppo (peso %)
28% 30%

L'ultima tabella riporta gli obiettivi riconducibili ai fattori ambientali, che impattano direttamente ed indirettamente sull'attività d'impresa, di medio termine (2027) rispetto ai dati del 2022 (baseline):

Obiettivi Baseline 2022 Target 2027
Emissioni Scope 1: riduzione emissioni dirette di GHG
provenienti da attività interne all'azienda (riscaldamento e
auto aziendali)
2.831 tCO2eq -3%
Emissioni Scope 2: riduzione emissioni indirette di GHG
risultanti dalla generazione di elettricità acquistata
7.407 tCO2eq -18%
Emissioni Scope 3: riduzione emissioni indirette
riconducibili all'attività dell'azienda (viaggi di lavoro,
consumo di carta)
1.925 tCO2eq -6%
Riduzione dei consumi energetici interni 143.493 GJ -10%

Gli obiettivi di lungo termine (con orizzonte al 2030) includono la definizione di una strategia di decarbonizzazione sui settori ad alta intensità carbonica riconducibili al portafoglio crediti e titoli di proprietà. Attraverso l'adesione alla Net Zero Banking Alliance le banche aderenti si concentrano sulla progressiva decarbonizzazione dei seguenti settori inclusi nei portafogli: agricoltura, alluminio, cemento, carbone, immobili commerciali e residenziali, ferro e acciaio, petrolio e gas, produzione di energia e trasporti. Per ogni banca i settori vengono identificati in base alla materialità dei portafogli. A seguito dell'adesione alla Net Zero Banking Alliance (gennaio 2024) e dell'attività di analisi effettuata, Credem ha deciso di intraprendere e focalizzare la propria strategia sui seguenti settori:

  • Petrolio & Gas;
  • Produzione di energia.

Per dare attuazione al piano strategico, il Gruppo ha avviato un percorso di evoluzione nella gestione delle tematiche ESG in taluni settori di business, in particolare nell'Area del Wealth Management e Crediti. L'Area Wealth Management continua infatti ad integrare i criteri di sostenibilità nei processi di investimento, nelle attività di governance, nella creazione e sviluppo dei nuovi prodotti, in attività di formazione correlate e a supporto dei servizi di consulenza erogata alle reti del Gruppo. Per quanto riguarda l'attività creditizia si sta progressivamente integrando la valutazione dei rischi climatici e ambientali nel processo di erogazione e gestione dei crediti e nella valutazione delle garanzie immobiliari. L'evoluzione si sta riflettendo in un ampliamento della gamma prodotti strutturati dalle diverse società del Gruppo attive nell'erogazione di prestiti e finanziamenti verso la clientela (privati ed aziende).

A sostegno della strategia ESG del Gruppo nel primo semestre 2024 è avvenuto il collocamento di uno standard social covered bond per 500 milioni di euro destinato alla clientela istituzionale e professionale, che porta il totale delle obbligazioni ESG collocati dal Gruppo a circa 2,45 miliardi. L'emissione rappresenta il primo covered bond con taglio ESG emesso dal Gruppo Credem i cui proventi verranno utilizzati per finanziare e/o rifinanziare attivi idonei al Framework ESG del Gruppo,supportando attività di sostenibilità sociale.

Le iniziative del Gruppo sono coordinate da un programma ESG per garantire una sinergica e armonica integrazione. Con riferimento alle politiche e procedure relative al dialogo diretto e indiretto con controparti nuove o esistenti sulle loro strategie per attenuare e ridurre i rischi ambientali, il Gruppo ha implementato un processo di Stakeholder engagement. Più in generale è stata strutturata un'attività di dialogo con tutti gli individui o gruppi che hanno un interesse e sono o potrebbero essere influenzati, positivamente o negativamente, dalle attività del Gruppo. L'ascolto dei bisogni e delle aspettative degli Stakeholder consente di individuare i trend emergenti, comprendere gli aspetti ambientali e sociali rilevanti, valutare l'adeguata correlazione dei rischi e delle opportunità e favorire una sinergica integrazione nel processo di pianificazione strategica. Azionisti,/Investitori, Analisti, Clienti, Fornitori e Dipendenti, Media e opinione pubblica, Amministrazione pubblica e Associazioni di categoria costituiscono gli Stakeholder rilevanti del Gruppo e pertanto sono stati coinvolti direttamente, attraverso survey online e/o conference call/focus group dedicati, che hanno favorito la partecipazione alla definizione dei temi materiali e il successivo processo di confronto e analisi. In particolare, sono stati oggetto di approfondimento i seguenti ambiti: cambiamento climatico, promozione di finanziamenti e investimenti green, adeguata gestione dei rischi legati al cambiamento climatico in considerazione degli impatti dell'organizzazione sul clima e del clima sull'organizzazione.

Anche nel corso del 2023 è stata predisposta un'indagine quantitativa volta a misurare il "Rischio Reputazionale", ossia il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da una percezione negativa dell'immagine della banca da parte di clienti, controparti, azionisti della banca, investitori o autorità di vigilanza. Tale operazione ha mostrato che per l'esercizio 2024 gli ambiti inerenti le tematiche ESG costituiscono circa il 14% del valore a rischio complessivo e in particolare, gli eventi afferenti a fattori Environmental rappresentano il 9% dell'esposizione totale al rischio reputazionale, le domande associate alla componente Social rappresentano il 9% mentre quelle associate alla componente Governance il 7%. Viene altresì mantenuta con continuità l'attenzione sui contenuti emersi dal dialogo con gli azionisti: i principi e le linee guida sono disciplinati da apposita regolamentazione interna e pubblicati nelle sezioni Sostenibilità e Investor Relations del sito internet della Capogruppo. Il Consiglio di Amministrazione, coerentemente a quanto definito dalla regolamentazione interna, è stato informato con cadenza trimestrale sull'evoluzione della politica di dialogo con i portatori di interessi, mediante l'illustrazione dei canali di dialogo attivati, degli Stakeholder coinvolti e dei principali contenuti che hanno caratterizzato l'engagement.

Sezione Governance

Per gli aspetti di governance inerenti ai rischi Ambientali si rimanda alla sezione Informazioni qualitative sui rischi di Governance - paragrafo Governance, nel quale tali aspetti sono rappresentati unitariamente per le tematiche ambientali, sociali e di governance.

Sezione Risk Management

Credem monitora i rischi legati ai fattori ambientali mappando i potenziali impatti negativi che attraverso specifici "canali di trasmissione" possono concretizzarsi in rischi (finanziari e non finanziari) quantificabili e gestibili.

I principali rischi ambientali individuati, ovvero quelli riconducibili all'analisi di materialità pubblicata nella DNF 2023 (e attualmente in corso sull'annualità 2024) sul sito della Capogruppo, si concretizzano in rischio di non conformità, rischio reputazionale e rischio climatico (fisico e di transizione), in conseguenza al mancato presidio degli impatti ambientali diretti ed indiretti.

La tabella seguente esplicita la correlazione tra fattori ambientali, rischi connessi, impatti sui rischi tradizionali (finanziari e non finanziari) e gli eventuali presidi per la gestione e mitigazione:

Tema materiale Fattori di
Governance
Impatto negativo Tipologia di
rischio
Azioni di
mitigazione
Funzioni di
Presidio
Cambiamento
climatico
Capacità di
gestire,
monitorare e
razionalizzare gli
impatti ambientali
diretti e indiretti
del Gruppo
(consumi
energetici,
emissioni di gas
ad effetto serra,
consumi di carta,
smaltimento dei
rifiuti, mobilità
delle Persone,
emissioni
correlate a
finanziamenti e
investimenti).
Generazione di
emissioni di CO2
nello svolgimento
delle attività
d'impresa (scope 1
e 2) e lungo la
catena del valore
(scope 3)

Rischio di
impresa e
strategico

Rischio di
mercato

Rischio
reputazional
e

Rischio di
credito

Rischio
operativo

Rischio di
liquidità

Politiche di
riduzione
delle
emissioni
Scope 1 e
Scope 2 e, in
via residuale,
politiche di
compensazio
ne

Politica di
riduzione
delle
emissioni
Scope 3
mediante
sviluppo di
una strategia
di
decarbonizza
zione del
portafoglio
crediti ed
investimenti

Sviluppo di
prodotti volti
a supportare
la transizione
di imprese
Clienti e
Clienti privati

Investimenti
in tecnologia
e
innovazione
(per maggiori
informazioni
consultare i
capitoli "Planet",
"Principle of
Governance",
paragrafo "La
strategia di
Sostenibilità del
Gruppo", capitolo
"Prosperity",
paragrafi "Finanza
sostenibile",
inclusi nella DNF
2023.

Enterprise
Risk
Management

Governo e
Controllo
Immobili

Coordinamen
to Strutture
Logistiche

Nell'ambito del quadro normativo e di vigilanza prudenziale, il processo di integrazione e gestione dei rischi C&E rappresenta un aspetto di notevole rilevanza sia per l'Autorità Bancaria Europea (ABE) che per la Banca Centrale Europea (BCE). La transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, infatti, comporta rischi e opportunità per il sistema economico e per le istituzioni finanziarie, mentre i rischi fisici indotti da eventi meteorologici estremi, cambiamenti graduali del clima o degrado ambientale possono manifestare impatti significativi sull'economia reale e sul settore finanziario.

Il Gruppo ha pertanto integrato i rischi C&E nel proprio sistema di gestione del rischio complessivo, al fine di monitorarli, mitigarli e comunicarli in modo trasparente.

Le attività di identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici ed ambientali sono gestite dalla Funzione Risk Management, che, in linea con quanto previsto dalle aspettative di vigilanza, ha:

  • integrato i fattori di rischio C&E nella mappa dei rischi utilizzata per l'analisi di materialità considerandoli come potenziali driver di tutte le categorie tradizionali di rischi finanziari (rischi di credito, di mercato, operativi, di reputazione, di liquidità, strategico);
  • identificato una serie di Key Risk Indicators (KRIs) specifici nel proprio Risk Appetite Framework per la misurazione e il monitoraggio dei fattori C&E;
  • integrato il proprio framework di stress test (Recovery Plan, scenario avverso RAF, ICAAP).

Di seguito vengono riportate le definizioni e le norme internazionali di riferimento su cui si basa il quadro di gestione dei rischi ambientali del Gruppo.

Coerentemente con la normativa di riferimento:

● Guida BCE sui rischi climatici ed ambientali – novembre 2020;

● Good Practices for climate – related and environmental risk management – novembre 2022. I rischi climatici ed ambientali possono essere suddivisi in due principali categorie:

• RISCHI FISICI: impatto finanziario derivante dal verificarsi di eventi catastrofici acuti (tempeste, inondazioni, incendi) o cronici (cambiamenti di temperatura)

• RISCHI DI TRANSIZIONE: perdita finanziaria in cui può incorrere un'organizzazione a seguito del processo di transizione verso un'economia low carbon e climate resilient (rischi di policy, legali, tecnologici, di mercato e reputazionali).

Con riferimento al processo di identificazione dei rischi climatico-ambientali ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto era stato già aggiornato lo scorso anno mediante un'integrazione qualitativa della Mappa dei Rischi di Gruppo con nuove sottocategorie di rischio, al fine di cogliere pienamente l'impatto dei rischi C&E sulle principali categorie di rischio esistenti.

Le relative definizioni sono state integrate nel documento "Processo di identificazione dei rischi ed analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF" e nel paragrafo "I controlli interni - Enterprise Risk Management" della DNF 2023.

Una volta identificate le sottocategorie di rischio climatico-ambientale potenzialmente impattanti le categorie di rischio esistenti, è stato effettuato l'aggiornamento annuale dell'analisi di rilevanza alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.). Rispetto allo scorso anno sono state apportate evoluzioni in termini di perimetro dei rischi e di metodologie utilizzate.

Per quanto riguarda il Rischio di Credito, le analisi sono state evolute e integrate al fine di indagare l'impatto dei fattori fisici e di transizione sia nel breve che nel medio-lungo termine; è stata introdotta l'analisi del rischio fisico sulle controparti (in aggiunta a quella sul rischio di transizione) e del rischio di transizione sugli immobili a garanzia delle esposizioni creditizie sulla base delle classi energetiche (oltre a quella già presente del rischio fisico sugli immobili); infine, è stata introdotta un'analisi specifica sui rischi environmental (biodiversità, rifiuti e utilizzo d'acqua).

In particolare, sono stati considerati due orizzonti temporali per la stima dei potenziali impatti di tali rischi:

  • breve termine: da 0-3 anni, in coerenza con le logiche sviluppate in sede di RAF, ICAAP e ILAAP
  • medio-lungo termine: maggiore ai 3 anni, in coerenza con gli obiettivi intermedi e di lungo termine definiti dalla Comunità europea (i.e riduzione del 55% delle emissioni al 2030, rispetto al livello del 1990; Net Zero al 2050).

Di seguito si rappresentano le analisi del rischio di credito C&E fisico e di transizione ed environmental. Per quanto riguarda l'analisi di rilevanza dei rischi fisici, è stato adottato un approccio quantitativo per indagare l'impatto del rischio fisico, in termini di concentrazione, sul perimetro delle esposizioni verso controparti aziendali (Aziende) e sul perimetro delle esposizioni con immobili a garanzia o oggetto di leasing (Immobili) nel breve e nel medio - lungo termine. Le società del Gruppo analizzate sono:

  • perimetro Aziende: Credito Emiliano, Credem Euromobiliare Private Banking (CEPB), Avvera, Credemleasing, Credemfactor;
  • perimetro Immobili: Credito Emiliano, Credemleasing.

Rischio di Credito – RISCHIO FISICO Orizzonte temporale di breve termine (0-3 anni) Perimetro Aziende L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza delle esposizioni delle società del Gruppo verso controparti aziendali, appartenenti ai settori i cui processi produttivi risultano essere dipendenti in misura medio-alta dai servizi ecosistemici, sul totale delle esposizioni del Gruppo. Per tale motivo, è stato assegnato a ciascuna controparte, in base al settore (Nace livello 1), uno score di rischio calcolato in funzione dei giudizi, attribuiti dalla base dati open source Encore, sulla dipendenza dei relativi processi produttivi (ricostruiti tramite la classificazione Global Industry Classification Standard), da 21 servizi ecosistemici. Il razionale di tale approccio metodologico si basa sul presupposto che l'eccessiva vulnerabilità dei processi produttivi al deterioramento dei servizi ecosistemici può provocare un aumento dell'esposizione ai rischi fisici. Perimetro Immobili L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza delle esposizioni aventi immobili a garanzia o oggetto di leasing situati in province valutate ad alto rischio fisico, sul totale esposizioni del perimetro Immobili. Per tale motivo, è stato assegnato, in funzione della provincia in cui è localizzato l'immobile, un giudizio di rischio sui principali eventi fisici acuti, ossia frane e alluvioni, attribuito da ISPRA nel "Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia". I singoli giudizi di rischio vengono sintetizzati tramite media in fasce di rischio altomedio-basso.

Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel breve termine, in misura rilevante al rischio fisico, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza in almeno uno dei due perimetri analizzati.

Orizzonte temporale di medio – lungo termine (maggiore ai 3 anni)

Perimetro Aziende e Immobili

Per entrambi i perimetri, una volta identificato il portafoglio crediti da sottoporre all'analisi, vengono assegnati score di rischio fisico prospettici, al 2040, forniti da un Data provider esterno, rispettivamente a:

• per il perimetro Aziende, alle singole unità locali d'impresa in funzione della loro geolocalizzazione territoriale e del settore di appartenenza. I giudizi di rischio, per i singoli immobili riferiti ad una controparte, vengono successivamente sintetizzati in un unico score tramite una media quadratica ponderata, in funzione della distribuzione dei dipendenti

• per il perimetro Immobili, ai singoli immobili considerati in funzione della loro geolocalizzazione territoriale e della categoria catastale o destinazione d'uso degli stessi (immobile residenziale, commerciale o industriale). Grazie all'utilizzo di mappe di pericolosità territoriali (hazard maps), gli score sintetici di rischio esprimono l'esposizione, dell'area geografica in cui sono presenti gli immobili, a n. 17 fenomeni climatici, idrometeorologici e idrogeologici, suddivisibili tra:

• fattori di rischio fisico cronico, che, in quanto fenomeni naturali a medio-lungo termine, impattano indirettamente sul valore dell'immobile, attraverso l'aumento dei costi operativi e di costruzione dello stesso: cambiamento delle temperature, stress termico, cambiamento del regime dei venti, cambiamento del regime e del tipo di precipitazioni, scongelamento del permafrost, innalzamento del livello del mare, stress idrico, erosione del suolo o costiera e degradazione del suolo

• fattori di rischio fisico acuto, che, in quanto fenomeni repentini, impattano direttamente sul valore dell'immobile tramite danneggiamenti: frana, inondazione, ondate di calore, ondate di freddo/gelate, incendio boschivo, tempesta di vento/tromba d'aria, siccità e forti precipitazioni.

La natura forward looking di tali score è garantita dall'inclusione dello scenario climatico RCP 4.5 (Representative Concentration Pathways), appartenente alla famiglia degli scenari adottati dall'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che consente di stressare i livelli di frequenza ed intensità dei 17 fenomeni considerati in funzione delle ipotesi di concentrazione di CO2 nell'atmosfera.

Dopo aver quantificato gli impatti potenziali, in termini di perdite medie annuali, gli score vengono espressi in scala 1-5 (1=basso;5=molto alto). L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza delle esposizioni della singola società verso le controparti con gli score di rischio peggiori (i.e. 4=alto e 5=molto alto) sul totale esposizioni del Gruppo.

Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel medio-lungo termine, in misura rilevante al rischio fisico, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza in almeno uno dei due perimetri analizzati.

Per quanto concerne i rischi di transizione, è stata adottata una metodologia di analisi che indaga l'impatto del rischio di transizione, in termini di concentrazione, sul perimetro delle esposizioni verso controparti aziendali (Aziende) e sul perimetro delle esposizioni con immobili a garanzia o oggetto di leasing (Immobili) nel breve e nel medio -lungo termine. Le società del Gruppo analizzate sono:

  • perimetro Aziende: Credito Emiliano, Credem Euromobiliare Private Banking (CEPB), Avvera, Credemleasing, Credemfactor
  • perimetro Immobili: Credito Emiliano, Credemleasing.
Rischio di Credito – RISCHIO TRANSIZIONE
Orizzonte temporale di breve termine (0-3 anni)
Perimetro Aziende Perimetro Immobili
Ad ogni controparte del portafoglio creditizio è assegnata,
sulla base del codice ATECO, una categoria Climate Policy
Relevant Sectors (CPRS) e, in base a quest'ultima, le
esposizioni sono state raggruppate come «affette (categorie
1-6)» o «non affette (categorie 7-9)» dal rischio climatico
ambientale di transizione.
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza
delle esposizioni della singola società del Gruppo verso le
categorie affette dal rischio di transizione (Fossil Fuel, Utility,
Energy-Intensive, Buildings, Transportation, Agriculture) sul
portafoglio totale del Gruppo.
Vengono raccolti i giudizi relativi alla classe energetica degli
immobili a garanzia o oggetto di leasing, tramite APE e
tramite stima da parte di un Data-provider esterno.
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza
delle esposizioni della singola società, con immobili a
garanzia o oggetto di leasing, aventi classi energetiche
peggiori (F o G), sul totale delle esposizioni del Gruppo del
perimetro Immobili.
Vengono definite soglie di rilevanza per ciascuna analisi e la singola entità giuridica del Gruppo viene ritenuta esposta, nel
breve termine, in misura rilevante al rischio di transizione, che impatta sul rischio di credito, se supera la soglia di rilevanza in
almeno uno dei due perimetri analizzati.
Orizzonte temporale di medio – lungo termine (maggiore ai 3 anni)
Perimetro Aziende Perimetro Immobili
A livello di singola controparte del portafoglio creditizio, viene
assegnato uno score di rischio prospettico, al 2050, in scala
1-5 (1=basso; 5=molto alto), fornito da un Data provider
esterno, che sintetizza l'impatto finanziario che potrebbe
subire a causa dell'esposizione alla transizione verso
un'economia sostenibile, ossia a basse emissioni di carbonio.
Vengono raccolti i giudizi relativi alla classe energetica degli
immobili a garanzia o oggetto di leasing, tramite APE e
tramite stima da parte di un Data-provider esterno.
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza
delle esposizioni della singola società, con immobili a
garanzia o oggetto di leasing, aventi classi energetiche E, F o
G (ossia quelle che non saranno ritenute ammissibili dal 2033,
secondo la Direttiva Europea EBPD), sul totale delle
esposizioni del Gruppo con immobili a garanzia o oggetto di
leasing.
La natura prospettica dell'indicatore è garantita dall'utilizzo,
come input, di scenari di transizione, prodotti dall'NGFS, ossia
l'"Orderly transition – Net Zero 2050" e l'"Hot house world -
Current policies". Tali scenari impattano sui tre macro-fattori
di transizione, ossia le politiche e le regolamentazioni future,
la tecnologia richiesta e la domanda di mercato, che a loro
volta hanno effetto sui ricavi, sugli investimenti e sui costi
della singola controparte.
L'approccio metodologico prevede di misurare l'incidenza
delle esposizioni della singola società verso le controparti con
gli score di rischio peggiori (i.e. 4=alto e 5=molto alto) sul
totale esposizioni del Gruppo.

Per quanto riferito al Rischio Environmental, la valutazione della rilevanza di tale fattore di rischio sul rischio di credito viene effettuata sul perimetro delle controparti aziendali presenti nel portafoglio creditizio del Gruppo, valutandone il grado di adeguatezza sotto i seguenti fattori ambientali considerati da EBA nel report sulla gestione e supervisione dei rischi ESG:

  • biodiversità;
  • utilizzo d'acqua;
  • produzione dei rifiuti.

Il perimetro considerato è il portafoglio creditizio delle seguenti società: Credito Emiliano, Credem Euromobiliare Private Banking (CEPB), Avvera, Credemleasing, Credemfactor.

Rischio di Credito – RISCHIO ENVIRONMENTAL

Perimetro Aziende

Una volta definito il perimetro di analisi, alle singole controparti vengono assegnati gli score di rischio ambientale, per i fattori "Biodiversità", "Produzione dei rifiuti" e "Utilizzo d'acqua", forniti da un Data Provider esterno, che indicano il grado di adeguatezza della gestione dei tre fattori in scala 1-3 (1=eccellente;2=medio;3=inadeguato).

L'approccio metodologico prevede di misurare la concentrazione delle esposizioni della singola società del gruppo verso le controparti con gli score di rischio peggiore (2 – 3) nella gestione di tali fattori ambientali.

Una società risulta esposta in misura rilevante al rischio environmental che impatta sul rischio di credito se supera almeno una delle soglie sui tre fattori ambientali.

Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio di Mercato C&E fisico e di transizione.

Il perimetro di analisi considerato è il portafoglio investimenti di proprietà, banking book e trading book, del Gruppo bancario Credem, riferibile alle seguenti società: Credito Emiliano, CEPB, Credemtel, EuroSGR, Eurofiduciaria, Credemholding e SIM.

Rischio di Mercato – RISCHIO C&E FISICO E DI TRANSIZIONE

Per valutare l'impatto del rischio C&E sul portafoglio degli investimenti si adotta una heatmap che restituisce la valutazione di sintesi della rischiosità di ogni settore economico distinta sul Pillar Environmental. Le principali attività alla base della metodologia per la creazione della matrice settoriale e la quantificazione degli impatti dei fattori C&E rispetto ai settori economici sono costituite da:

  1. riconciliazione delle fonti informative internazionali;

  2. aggregazione degli impatti climatico-ambientali e conversione degli stessi in score numerici;

  3. definizione della scala valutativa (Alto, Medio, Basso) e aggregazione a livello settoriale (NACE).

I fattori C&E adottati per la definizione della matrice settoriale sono: Qualità dell'acqua, Aria, Suolo, Biodiversità ed ecosistemi, Efficienza e sicurezza delle risorse, Clima, Rifiuti, Rischio fisico, Rischio di transizione, Impatti su siti del patrimonio mondiale o altre aree protette, Impatti su specie inserite nella Lista Rossa IUCN delle specie minacciate, Condizioni di vita controverse o uso di sostanze chimiche/medicinali (ad esempio uso eccessivo di antibiotici). L'approccio metodologico prevede la misurazione della concentrazione di esposizioni della singola società verso gli emittenti valutati ad alto rischio environmental, dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo.

L'analisi di rilevanza sul Medio Lungo Termine non viene applicata in quanto questo orizzonte impatta principalmente sul Trading che a livello di Gruppo risulta poco materiale.

Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio di Liquidità C&E fisico e di transizione.

Sono state condotte due analisi su due perimetri differenti, ossia per il Rischio fisico sui Depositi Retail e per i Rischi Fisico e di Transizione sul Portafoglio titoli del Gruppo Bancario.

Le società del Gruppo considerate sono:

  • per l'analisi di Rischio Fisico sui Depositi: Credito Emiliano e Credem Euromobiliare Private Banking, in quanto le altre società del Gruppo non fanno raccolta da clientela;
  • per l'analisi di Rischio Fisico e di Transizione sul Portafoglio investimenti di proprietà, banking book e trading book, del Gruppo Bancario: Credito Emiliano, CEPB, Credemtel, EuroSGR, Eurofiduciaria, Credemholding e SIM.
Rischio di Liquidità – RISCHIO C&E FISICO E DI TRANSIZIONE
Depositi Retail - RISCHIO FISICO Portafoglio investimenti – RISCHIO FISICO E DI TRANSIZIONE
Per quanto riguarda l'analisi che ha coinvolto i depositi retail è
stata presa in considerazione l'ubicazione geografica degli
immobili dalla base dati ISPRA, ipotizzando che essa sia
associabile alla località di intestazione del conto correnti della
clientela retail e sono state considerate due tipologie di risk
drivers, ossia frane e alluvioni.
Per quanto riguarda l'analisi sul portafoglio titoli, è stata
valutata l'esposizione in essere su bond ed equity,
considerando lo stesso approccio definito per il rischio di
mercato, ossia una analisi settoriale.

Per quanto riguarda il Rischio Operativo sono state condotte due analisi per la valutazione della rilevanza di Rischio Fisico e di Transizione.

Di seguito si rappresentano le analisi del rischio di operativo C&E fisico e di transizione:

Rischio Operativo – RISCHIO FISICO
Immobili di Proprietà del Gruppo Immobili degli Outsourcer
L'approccio metodologico prevede di valutare le minacce di
rischio fisico sugli immobili di proprietà delle società del
Gruppo
(Credito
Emiliano,
Credemleasing,
Credemtel,
Euromobiliare SGR e MGT).
L'analisi degli immobili degli outsourcers, è stata condotta
con la medesima metodologia degli immobili di proprietà ma
si considera il valore contrattuale delle esternalizzazioni (FEI
e FEI ICT) a rischiosità alta.
L'analisi dell'esposizione a minacce di rischio fisico degli
immobili di proprietà del Gruppo, che è stata condotta tramite
l'utilizzo dei dati ISPRA per le minacce di rischio alluvione e
frana e del provider ThinkHazard! per le minacce di incendio e
ondate di calore.
ThinkHazard! fornisce un livello di rischiosità basato su
quattro classi (molto basso, basso, medio, alto) a livello
provinciale,
ISPRA
restituisce
invece
i
km2
dell'area
provinciale esposti ad una data pericolosità che vengono poi
rielaborati al fine di restituire delle classi di rischiosità
armonizzate tra le due fonti dati. Di conseguenza, viene
rappresentata l'esposizione del valore di mercato del
patrimonio immobiliare del Gruppo ai quattro livelli di
rischiosità per singola minaccia e si prende in considerazione
il valore di mercato degli immobili a rischiosità alta.
Una Legal Entity del Gruppo viene considerata rilevante rispetto al rischio climatico di natura fisica che impatta sul rischio
operativo nel caso in cui risulti rilevante per almeno una delle due analisi condotte.

Rischio Operativo – RISCHIO DI TRANSIZIONE

È stata condotta un'analisi del database delle perdite operative di Loss Data Collection e delle risultanze del processo di Risk Self Assessment 2024 relativamente agli scenari C&E.

Dall'analisi combinata di questi due processi tipici di Operational Risk Management, è emerso che le numeriche relative agli eventi/scenari connessi al rischio di transizione sono trascurabili rispetto al totale delle perdite e alle soglie adoperate per l'analisi delle proprietà immobiliari e dei fornitori.

Di conseguenza, ai fini dell'analisi di materialità, attualmente l'approccio utilizzabile fa prevalere la componente qualitativa in quanto la componente quantitativa non si riflette ancora nei dati bensì nella sua natura prospettica e catastrofale (es. futuri danni agli immobili, reclami per tematiche di greenwashing). Tale analisi individua la rilevanza delle singole Legal Entities in base alla loro operatività.

Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio Reputazionale C&E Fisico e di Transizione:

Rischio Reputazionale – RISCHIO C&E FISICO E DI TRANSIZIONE

Per l'analisi di rilevanza dei fattori C&E in ambito reputazionale il Gruppo ha ricondotto alle categorie Environmental, Sociale e Governance gli eventi oggetto dell'approccio quantitativo utilizzato dal Gruppo per la valutazione del rischio reputazionale, identificando in tal modo alcuni potenziali scenari.

Tale operazione ha mostrato che per l'esercizio prospettico 2024 gli ambiti inerenti a tematiche ESG costituiscono circa il 14% del valore a rischio complessivo e in particolare, gli eventi afferenti a fattori Environmental rappresentano il 9% dell'esposizione totale al rischio reputazionale.

Stante il carattere «evolutivo» dei possibili impatti dei fattori analizzati, la materialità del rischio reputazionale derivante da fattori C&E è stata considerata anche in maniera prospettica, e quindi ricondotta al progressivo aumento dell'operatività negli ambiti di collocamento e distribuzione di prodotti legati a tali fattori.

In sede di analisi di rilevanza è stato quindi considerato anche un approccio qualitativo, individuando quali società del Gruppo siano potenzialmente esposte ad un rischio reputazionale legato a componenti C&E, sulla base della loro tipologia di operatività (prodotti, servizi e clienti).

Per quanto riguarda l'impatto dei Rischi climatico ambientali sul Rischio di impresa e Strategico, è stata effettuata una doppia analisi, sul portafoglio creditizio del Gruppo, per misurare la quota di emissioni assolute, Scope 1 e Scope 2, riconducibili ai settori maggiormente emissivi sul portafoglio del Gruppo Credem.

Di seguito si rappresentano le analisi del Rischio di Transizione sul Rischio d'impresa e strategico.

Il perimetro considerato è il portafoglio creditizio delle seguenti società: Credito Emiliano, Credem Euromobiliare Private Banking (CEPB), Avvera, Credemleasing, Credemfactor.

Rischio di impresa e strategico – RISCHIO DI TRANSIZIONE

Una volta identificato il perimetro sul quale svolgere le analisi, sono stati associati il settore di appartenenza, tramite il codice NACE (4 digits), e le emissioni assolute, in termini di tonnellate di CO2 Scope 1 e Scope 2, prodotte dalla singola controparte.

Analisi preliminare

L'analisi preliminare è volta a verificare quali siano, all'interno del portafoglio creditizio del Gruppo, i settori che emettono maggiori quantità di gas serra tra quelli attenzionati dalla "Net Zero" (automation, aviation, cement, coal, iron and steel, oil & natural gas, power e shipping), in quanto settori a maggiore intensità carbonica.

L'approccio preliminare, pertanto, prevede la misurazione dell'incidenza delle emissioni assolute di CO2, Scope 1 e Scope 2, dei singoli settori sul perimetro di quelli considerati.

Le risultanze segnalano che i settori che contribuiscono maggiormente in termini di emissioni assolute sono l'Oil&Natural Gas e il Power.

Analisi di rilevanza

Al fine di misurare la rilevanza delle società del Gruppo, l'approccio metodologico prevede di misurare la contribuzione, in termini di emissioni assolute, Scope 1 e Scope 2, delle controparti dei settori Oil&Natural Gas e Power, verso cui è esposta la singola entità giuridica, sul totale di emissioni prodotte dalle controparti verso cui è esposto il Gruppo.

Credembanca Ore demile as ing Credemfactor Credem Euromobillare
Private Banking
Awera Euromobiliare SgR Euromobiliare SIM Credem Private Equity Credemte Euromobiliare Fiduciaria MGT Credemvita Other Legal entities
Rischi di Credito ESG Climate Factors -
Physical Risk
Climate Factors - Transition Risk
Environmental Factors
Social Factors
Governance Factors
Climate & Environmental Factor -
Transition & Physical Risk
Rischi di Mercato ESG Social Factors
Governance Factors
Operational Risk Climate &
Environmental Factors - Physical Risk
Rischio o per ativo e
re put azionale ESG
Operational Risk Climate &
Environmental Factors - Transition
Risk
Reputational - Climate &
Environmental Factors
Rischi di
Liquidità
ESG
Climate & Environmental Factors -
Transition & Phisycal Risk
Strategico
Rischi
ESG
Climate & Environmental Factors
Climate & Environmental Factors -
Transition Risk
Assicurativo
Rischi
ESG
Climate & Environmental Factors -
Physical Risk

Alla luce delle metodologie sopra illustrate, si riporta di seguito la matrice di materialità svolta nel 2023 e valida per il 2024, dei rischi C&E per il Gruppo e per le Società ad esso appartenenti:

Il concetto di rilevanza, per ciascun rischio, è coerente con quanto utilizzato nell'ambito dei principali processi di gestione dei rischi (ICAAP, ILAAP, RAF e Recovery Plan), al fine di assicurarne massima coerenza in termini di: rischi rilevanti, dotazione patrimoniale e target di rischio.

In particolare, relativamente ai processi di misurazione e monitoraggio dei rischi C&E, il Gruppo ha svolto varie attività nei diversi ambiti:

  • definito il framework metodologico di misurazione del Rischio di Credito di Transizione e del Rischio di Credito Fisico ed effettuate le relative quantificazioni in ambito stress RAF;
  • definite le metodologie per misurare il Rischio di mercato, derivante dall'impatto dei rischi climatico ambientali, mediante la costruzione di una heatmap settoriale del portafoglio degli investimenti e la misura di "Climate VaR" al fine di integrare di tali metriche legate di rischio di mercato e di scoring ESG all'interno delle politiche di investimento e del reporting di market risk management;
  • effettuata l'integrazione, nel processo ICAAP 2024 .
  • sviluppato e integrato un approccio metodologico per l'analisi di scenario in ambito Recovery Plan;
  • Integrato le linee guida di Credit Strategy, per inserire in fase di concessione e di monitoraggio valutazioni di carattere climatico ambientali;
  • Integrato i processi di operational e reputational risk assessment e le relative analisi di scenario in ottica C&E;
  • definito metriche "ESG-Specific" in ambito RAF al fine di monitorare i rischi C&E e fissare dei limiti all'assunzione di tali rischi;

Per quanto riguarda l'ambito della misurazione degli impatti dei fattori di Rischio climatico ambientali sono stati compiuti importanti progressi metodologici.

Per il Rischio di Credito, oltre agli indicatori specifici descritti nel paragrafo successivo, il Gruppo ha sviluppato una metodologia per includere i rischi C&E nel framework di stress testing al fine di valutare, in termini di impatto sull' Expected Credit Loss (ECL), il rischio di transizione sulla Probability of Default (PD) e il rischio fisico sul valore della garanzia nello scenario avverso ai fini RAF. I valori condizionati di PD ed LGD sono stati quindi integrati nel framewrork di stress testing.

Rischio di Transizione Rischio Fisico
l'impatto Seguendo le best practice di mercato, il rischio di transizione
è stato integrato nella Probability of Default (PD), mediante la
cosiddetta metodologia dei bilanci prospettici, che prevede
due principali step, volti a proiettare i bilanci delle controparti
appartenenti al segmento Imprese Corporate e ad introdurre
un "costo climatico", consentendo quindi di misurare
della
transizione
sulle
variabili
economico
finanziarie. Più in dettaglio, sono stati seguiti i seguenti step:
Il rischio fisico è stato integrato nel parametro di Loss Given
Default (LGD). L'approccio seguito considera gli effetti di
possibili scenari catastrofici (e.g. alluvione) e la conseguente
svalutazione delle garanzie immobiliari (haircut sul valore del
collateral); la riduzione dei valori di collateral si riflette in un
aumento del valore di LGD del portafoglio.
o sviluppo di modelli econometrici per la proiezione di
alcune voci di bilancio considerate rilevanti per la
struttura del modello di rating Per*Fido;
o calcolo di un costo operativo climatico, come
prodotto tra il prezzo del carbonio e le emissioni di
GHG;
o sottratto all'EBITDA con lo scopo di stressare il
bilancio prospettico delle controparti quantificazione
dell'impatto climatico sullo score di bilancio e quindi
sulla PD.

Focus Misurazione impatti Rischio di Credito – RISCHI C&E

Di seguito sono riportati i progressi raggiunti per la misurazione degli impatti dei fattori di Rischio climatico ambientali sul Rischio di Mercato:

Focus Misurazione impatti Rischio di Mercato – RISCHI C&E FISICO E TRANSIZIONE

Con specifico riferimento al portafoglio investimenti ed al rischio di mercato, oltre alla heatmap settoriale (utilizzata anche per la costruzione dell'indicatore RAF), al fine di integrare i presidi di monitoraggio del rischio di mercato con gli impatti derivanti dai rischi climatici e ambientali (C&E) è stata definita un'apposita metrica (Climate VaR) su cui sono in corso analisi volte ad una sua futura integrazione all'interno del regolamento "Assunzione rischi finanziari".

In ambito misurazione con riferimento alle metriche utilizzate per la valutazione ed il governo dei rischi sotto il profilo climatico, il Gruppo ha definito metriche specifiche, affinate nel corso del 2022 anche grazie all'esercizio di climate stress test condotto per la BCE, attraverso una maggiore analiticità del calcolo delle metriche stesse. In particolare, con riferimento al rischio di transizione, il Gruppo stima le emissioni indirette di gas a effetto serra Scope 3. Le emissioni Scope 3 sono rappresentate dalle emissioni indirette di gas a effetto serra derivanti da fonti che non sono di proprietà o non sono direttamente controllate dall'organizzazione. Le suddette emissioni sono spesso riconducibili alla catena del valore e sono costituite da emissioni dirette e indirette di altre organizzazioni. Sulla base delle indicazioni del GHG Protocol Corporate Value Chain (Scope 3) Accounting and Reporting Standard, le emissioni di gas serra derivanti da diverse asset class devono essere allocate alle istituzioni finanziarie in base alla quota proporzionale di prestito o investimento inerenti alla controparte, rispetto al suo valore complessivo.

Con riferimento all'informativa sulle emissioni GHG Scope 1 e Scope 2 si rimanda al paragrafo "Consumi energetici ed emissioni di gas a effetto serra" pubblicato nella DNF 2023.

Anche nel 2023 il Gruppo ha calcolato le emissioni di CO2 indirette (Scope 3) collegate a finanziamenti e investimenti. Rispetto al 2021 e al 2022 le modalità di raccolta e di acquisizione dei dati sono state affinate per rendere maggiormente puntuali le stime. In particolare, con le attuali modalità di raccolta è stato possibile ottenere una maggiore granularità dei dati di emissione sulle controparti in relazione ai finanziamenti. Per tale motivo si evidenzia uno scostamento rilevante rispetto alla valutazione precedente. L'analisi delle emissioni di Scope 3 del portafoglio legate ad attività finanziate e agli investimenti del Gruppo è stata realizzata prendendo in considerazione le asset class più rilevanti in portafoglio e utilizzando per ciascuna di queste le specifiche metodologie di calcolo stabilite nel "Global GHG Accounting and Reporting Standard for the Financial Industry" del PCAF. La quantificazione delle emissioni finanziate è basata su metodologie proprietarie riconducibili ad infoprovider affidati in funzione delle diverse Asset Class (finanziamenti e investimenti).

Rispetto al 2022 si nota un netto calo delle emissioni finanziate nel portafoglio finanziamenti. È possibile

ricondurre le motivazioni di tale cambiamento ad una serie di fattori, in primis all'utilizzo di una diversa variabile per misurare l'esposizione verso la controparte. Nel 2023, infatti, la metodologia di calcolo prevede l'impiego del GCA.

In secondo luogo, si registra una significativa crescita nei valori di totale attivo delle controparti correlate in grado di influire in maniera considerevole sul valore finale dell'indicatore.

Per dettagli sul metodo di calcolo si rimanda al box sottostante:

METODOLOGIA DI CALCOLO DELLE EMISSIONI GHG SCOPE 3

  • Finanziamenti: sono stati inclusi i crediti erogati alle controparti aziendali, ossia riferiti alle categorie Corporate Large, Corporate Small e Retail imprese. La quantificazione delle emissioni finanziate è basata su dati forniti dall'info provider secondo metodologie proprietarie. Le emissioni finanziate sono calcolate come rapporto tra il valore contabile dell'esposizione, ossia il GCA (Gross Carrying Amount), e il valore della controparte espressa in termini di Totale Attivo. Questo valore è stato moltiplicato per la somma delle emissioni Scope 1 e 2 della controparte (dato fornito da infoprovider).
  • Investimenti di proprietà: è stato considerato il portafoglio Investimenti, inclusi gli investimenti in emittenti Corporate e Financial. Sono stati esclusi il portafoglio negoziazione, gli investimenti in Asset Backed Securities, Government, Mortgage Securities. Il dato delle emissioni finanziate è stato ricavato da info provider utilizzando il GCA (Gross Carrying Amount) dell'investimento e l'intensità delle emissioni di Scope 1 e 2 in tonnellate di CO2 equivalente rispetto all'EVIC (Enterprise Value Including Cash) della controparte.
  • Investimenti: sono stati inclusi nel calcolo gli investimenti in azioni e obbligazioni e gli investimenti in fondi, considerando sia i portafogli gestiti direttamente che i portafogli delegati a terzi. Il dato delle emissioni finanziate è stato ricavato da info provider, utilizzando per i titoli il GCA (Gross Carrying Amount) dell'investimento e l'intensità delle emissioni di Scope 1 e 2 in tonnellate di CO2 equivalente rispetto all'EVIC (Enterprise Value Including Cash) della controparte; per i fondi il controvalore di mercato è stato moltiplicato per l'intensità emissiva in tonnellate di CO2 equivalente sul valore investito.

La Banca ha altresì svolto, anche quest'anno, il calcolo dell'indicatore Weighted Average Carbon Intensity (WACI) di Gruppo, pari alla somma ponderata delle emissioni di carbonio per milione di euro di fatturato.

Per dettagli sul metodo di calcolo si rimanda al box sottostante:

METODOLOGA DI CALCOLO DEL WACI

La metodologia di calcolo adottata prevede la sommatoria delle GHG Intensity Scope 1 e 2 (cioè la somma delle emissioni di Scope 1 e Scope 2 rapportata al fatturato della controparte) per l'ammontare del Gross Carrying Amount (GCA) della singola controparte sul valore totale coperto di portafoglio (ovvero la somma di tutti i GCA delle controparti per le quali sono disponibili le informazioni su GHG Scope 1 e 2).

Per supportare le attività di misurazione dei rischi climatico ambientali il Gruppo ha consolidato la raccolta di dati, informazioni e score ESG da infoprovider specializzati in grado di stimare le di emissioni GHG, con un elevato livello di granularità, generate dalle singole controparti nei diversi portafogli.

In ambito monitoraggio il Gruppo ha integrato considerazioni di rischio climatici e ambientali nei processi del Credito e del Rischio operativo e reputazionale.

Relativamente all'integrazione della Credit Strategy, nel corso del 2023, in coerenza con la strategia di decarbonizzazione del Gruppo, sono state definite le linee guida riconducibili alla valutazione delle controparti aziende e dei collateral immobiliari.

Inoltre, è stato affinato il metodo di valutazione della resilienza prospettica riconducibile alle aziende corporate, integrando la performance ambientale delle controparti.

Di seguito vengono riportate le integrazioni apportate nelle diverse fasi del Processo creditizio:

FOCUS CREDIT STRATEGY
Concessione Monitoraggio
Valutazione controparti
Gli score automatici ESG, forniti da un Data provider esterno,
dal 2023 coprono l'intero portafoglio aziendale e sono stati
progressivamente inclusi nel processo di analisi inerente alla
concessione per le aziende Corporate (imprese con fatturato
singolo o di gruppo superiore a 1.000.000 di euro, oppure, con
esposizione singola o di gruppo maggiore di 1.000.000 di
euro.
Nel corso del 2023 è entrato a regime un sistema di
monitoraggio dei fattori C&E sul portafoglio crediti, che
include sia le controparti aziende che le garanzie immobiliari.
Le informazioni specifiche contenute nel reporting di
riferimento sono aggiornate periodicamente e discusse
trimestralmente nell'ambito del Comitato Credit Strategy.
È stato definito il processo di monitoraggio single name,
focalizzato sul rischio rischio fisico e di transizione e correlato
Da aprile 2024 sono stati implementati nei sistemi, strumenti
specifici basati su dati di input forniti direttamente dal
fornitore (scheda di valutazione ESG e report di rischio fisico
forniti da un Data provider esterno), ma anche su dati single
name forniti direttamente dai Clienti (questionari esterni
forniti da Data provider).
alla situazione finanziaria delle controparti, formalizzando i
criteri nella documentazione aziendale.
Sul segmento Corporate sono stati identificati un set di
indicatori/metriche sintetici di performance rappresentativi
del livello di esposizione verso tutti i fattori ESG.
È stata prevista un'autonomia minima per i settoristi centrali
della
funzione
Crediti,
con
specifico
riferimento
alle
controparti operanti nei settori dell'estrazione del carbone
(senza esposizioni e in black list) e dei combustibili fossili non
allineati alla Tassonomia. Da giugno 2024 tutte le proposte di
nuovi affidamenti, incremento o variazione dell'importo, con
affidamenti complessivi superiori a 100.000 euro e Score
Environmental sfavorevole sono attribuite all'autonomia di
deliberazione dei settoristi centrali della funzione Crediti.
È stata aggiornata la normativa interna e la documentazione
aziendale al fine di formalizzare i processi di raccolta e
valutazione delle informazioni di sostenibilità riferite alle
controparti, alle garanzie immobiliari e agli indicatori di
riferimento.
Valutazione collateral Immobiliari
Nel corso del 2023 sono stati definiti processi e strumenti per
la valutazione dell'esposizione ai rischi C&E inerenti ai
collateral immobiliari, in particolare il rischio di transizione e
fisico:

il rischio di transizione viene valutato attraverso l'analisi
dell'Attestato di Prestazione Energetica (APE);

l'esposizione al rischio fisico viene analizzata attraverso
indicatori contenuti nel report di rischio fisico advanced
fornito da un Data provider esterno (attivazione del
servizio da aprile 2024).
Con specifico riferimento alla documentazione di riferimento
sono
stati
definiti,
nell'ambito
della
documentazione
aziendale e della normativa interna, i processi di raccolta e
valutazione delle informazioni e gli indicatori di riferimento,

Di seguito sono riportate le novità relative all'integrazione di considerazioni climatico ambientali nel processo del Rischio Operativo e Reputazionale:

FOCUS RISCHIO OPERATIVO E REPUTAZIONALE

Per quanto riguarda i processi di rischio operativo e reputazionale, sono stati aggiornati i relativi framework (ad esempio, LDC, RSA, RepRisk Questionnaire) al fine di catturare anche i fattori di rischio C&E (ad esempio, il catalogo dei rischi RSA è stato integrato con le domande ESG, sono state definite le linee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che ne consentano la rilevazione a partire dal 2024), per prendere in considerazione i suddetti fattori e il loro potenziale impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativo e reputazionale.

Al fine di monitorare e definire dei limiti per i rischi ambientali che, se superati, determinano un processo di escalation, il Gruppo ha definito, aggiornato e integrato diversi Key Risk Indicators (KRIs) nel suo Risk Appetite Framework, sia di primo livello (RAF) che di secondo livello (SREP).

Tali indicatori monitorano l'impatto dei Rischi C&E di transizione e fisici sul rischio di credito e di mercato misurando la concentrazione attuale e prospettica verso le controparti maggiormente esposte. Il Gruppo ha altresì definito metriche di intensità delle emissioni GHG che permettono di monitorare le emissioni delle controparti inerenti al portafoglio crediti.

Gli indicatori SREP monitorati nel Comitato Risk Management di Gruppo sono esplicitati nella tabella seguente:

Tipologia indicatore Rischio Rischio C&E Indicatore
Rischio di Credito Transizione Indicatore di stock che monitora le esposizioni
creditizie verso aziende ad alto rischio C&E di
transizione alla data di riferimento
Indicatore di stock che monitora le esposizioni
creditizie con immobili a garanzia verso classi
energetiche peggiori (classi F e G)
Indicatore di flusso che monitora le nuove
erogazioni creditizie con immobili a garanzia
verso classi energetiche peggiori (classi F e G)
e la rispettiva evoluzione nel periodo di
riferimento
Di concentrazione Fisico Indicatore di stock che monitora il numero di
rapporti creditizi con immobili a garanzia ad alto
rischio C&E fisico
Indicatore di stock che monitora le esposizioni
creditizie con immobili a garanzia ad alto rischio
C&E fisico
Indicatore di flusso che monitora le nuove
erogazioni con immobili a garanzia ad alto
rischio C&E fisico e la rispettiva evoluzione nel
periodo di riferimento
Indicatore di stock che monitora le esposizioni
creditizie verso aziende ad alto rischio C&E
fisico
Di intensità Transizione Indicatore che monitora il grado di esposizione
della Banca alle controparti ad alta intensità di
emissioni di Scope 1 e 2 (WACI)

Per il RAF 2024 sono stati definiti due KRI nel primo livello, uno per il rischio di credito e uno per il rischio di mercato, per i quali sono state stimate le soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance al fine di attivare le procedure di escalation in caso di superamento dei suddetti limiti.

Tipologia indicatore Rischio Rischio C&E Indicatore Livello
Di concentrazione Rischio di
Credito
Transizione e
Fisico
Indicatore di stock che
monitora le esposizioni
creditizie verso aziende
ad alto rischio C&E di
transizione e fisico alla
data
di
riferimento
(rating E)
I livello
(RAF)
Rischio di
Mercato
Transizione e
Fisico
Indicatore che monitora
l'incidenza
degli
investimenti in titoli al
rischio
Environmental
basso
I livello
(RAF)

Per quanto riguarda l'inserimento di componenti di rischio climatico nel framework di Stress testing, il Gruppo ha:

  • in ambito Recovery Plan, integrato con i fattori di rischio legati al clima sia lo scenario sistemico che quello combinato. In particolare:
    • o per il rischio fisico: sono stati considerati gli effetti di un evento climatico estremo, nello specifico un'alluvione che colpisce soprattutto la provincia di Reggio Emilia, sul patrimonio immobiliare del Gruppo
    • o per il rischio di transizione: è stata inclusa la componente transition risk, che impone specifiche svalutazioni sulle imprese maggiormente esposte al processo di aggiustamento verso un'economia più sostenibile, ipotizzando uno scenario climatico di tipo "short-term disorderly"
  • in ambito ICAAP, dopo una prima integrazione nell'ICAAP 2023 relativa esclusivamente al rischio di credito C&E di transizione in termini di impatto sulla PD, i fattori C&E sono stati pienamente integrati nell'ICAAP 2024 per valutare:
    • o lato rischio di credito, l'impatto del rischio di transizione sulla PD e l'impatto del rischio fisico sul valore della garanzia seguendo la stessa metodologia utilizzata nello scenario avverso del RAF;
    • o per il rischio di mercato, attraverso l'adozione del Climate Value at Risk (CVaR), è stata stimata la perdita potenziale che potrebbe verificarsi nel portafoglio di investimenti in diversi scenari climatici;
    • o per il rischio operativo è stato applicato un approccio di analisi di scenario relativamente al rischio fisico sugli immobili;
    • o relativamente al rischio di liquidità, un evento di rischio climatico è stato incorporato nello scenario ILAAP esistente per il 2024.

Il Gruppo, nel corso del primo semestre 2024, ha partecipato all'esercizio di stress della BCE One-off Fit-for-55 climate risk scenario analysis.

Tabella 2 — Informazioni qualitative sui rischi sociali

Sezione Business strategy and processes

Il Gruppo sta implementando l'analisi dei rischi sociali nel proprio modello di business, favorendo l'inclusione, la tutela e lo sviluppo delle risorse umane, l'occupazione, il welfare aziendale, la privacy e sicurezza dei dati, la salute e sicurezza sul lavoro. Nel 2024 è proseguito il percorso tracciato in pianificazione preliminare , che include anche obiettivi di carattere sociale, per favorire la creazione di valore nel lungo termine. Unitamente al mantenimento delle certificazioni Equal Salary e Top Employer già ottenute, nel 2023 il Gruppo ha acquisito anche la certificazione PDR UNI 125:2022 sulla parità di genere, che attesta l'impegno della banca nelle politiche gestionali verso tutte le Persone del Gruppo rispetto ai seguenti ambiti:

  • parità salariale;
  • iniziative di conciliazione vita-lavoro e supporto alla genitorialità (es. agile working e potenziamento dei congedi parentali);
  • formazione e informazione per contrastare gli stereotipi femminili relativamente al lavoro nel settore finanziario;

● adozione di politiche di assunzione volte a scongiurare qualsiasi forma di discriminazione.

Inoltre, sono stati definiti obiettivi sociali di medio termine per incrementare:

  • i congedi parentali, al fine di garantire una miglior conciliazione vita-lavoro e supporto alla genitorialità;
  • i percorsi welfare di prevenzione, riducendo i potenziali impatti negativi sulla salute correlati all'attività lavorativa a livello aziendale e, indirettamente, a livello sociale;
  • le modalità di selezione delle persone e lo sviluppo di politiche idonee a promuovere le pari opportunità di genere, in un contesto aziendale orientato, ad ogni livello, alle pari opportunità di ruolo e parità di trattamento;
  • la formazione volontaria, per qualificare conoscenze e competenze, in modo complementare alla formazione obbligatoria;
  • l'educazione finanziaria, per sviluppare una cittadinanza attiva e diminuire le asimmetrie informative tra banca e consumatore. Nell'ambito del processo di pianificazione preliminare al 2027 è stato definito un target specifico per incrementare il numero di studenti coinvolti in attività di educazione finanziaria mediante il coinvolgimento di 5.000 studenti nel quinquennio.

I risultati di consuntivazione degli obiettivi integrati nel processo di pianificazione preliminare al 2027, consuntivati a dicembre 2023 rispetto all'obiettivo annuale, vengono riportati nella seguente tabella:

L'ultima tabella riporta gli obiettivi riconducibili ai fattori sociali, che impattano direttamente ed indirettamente sull'attività d'impresa, di medio termine (2027) rispetto ai dati del 2022 (baseline):

Obiettivi Baseline 2022 Target 2027
· Congedi e permessi: garantire il mantenimento
di una quota volontaria aziendale, incrementale
rispetto agli obblighi normativi (6 tipologie che si
aggiungono alle 8 gia previste da CCNL).
· Potenziare le politiche di diversità e inclusione,
anche mediante certificazioni dedicate.
14 tipologie, di cui 6 in
scadenza nel 2024
Certificazione equal salary
· Mantenimento 6
tipologie di congedi e
permessi extra CCNL
· Mantenimento
certificazione Equal
Salary
· Certificazione Parità di
genere (NEW)
· Prevenzione sanitaria: garantire un'attivita
periodica a tutta la popolazione aziendale
Pacchetti prevenzione inclusi
nella polizza sanitaria (in
scadenza nel 2022)
Pacchetti prevenzione
sanitaria biennale a carico
dell'azienda
· Incentivo al lavoro agile su tutta la popolazione
aziendale
86% 86%
· Quota di formazione e-learning sul totale della
formazione erogata
81% 80%
· Numero di persone che nell'arco dell'anno
fruiscono di almeno un corso ESG volontario
14% 30%

Tra le altre iniziative sociali attivate si evidenziano:

  • l'individuazione di n. 162 nuovi diversity coach, persone del Gruppo che si rendono portavoce della cultura inclusiva, di esigenze specifiche in ambito D&I e partecipanti attivi in tavoli di lavoro coordinati dalla funzione People Management;
  • la politica di prevenzione per il biennio 2023-2024, che consiste nell' erogazione gratuita di un pacchetto prevenzione personalizzato in funzione di età e sesso rivolta a tutti i dipendenti del Gruppo.

Sono altresì in corso le azioni volte a garantire la compliance del Gruppo rispetto all'entrata in vigore della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), in conformità agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS).

Le nuove regole saranno applicate per la prima volta nell'anno finanziario 2024, con pubblicazione della prima nuova informativa sulla sostenibilità nel 2025.

Nell'ambito della complessiva azione di adeguamento alle nuove prescrizioni normative, la funzione Compliance ha effettuato una specifica analisi di impatto, identificando i gap normativi, le relative soluzioni di adeguamento con le connesse tempistiche e le strutture aziendali coinvolte.

Tutti i singoli stream di adeguamento individuati sono stati debitamente formalizzati nelle procedure e nelle evidenze interne e la funzione di conformità monitora nel continuo lo svolgimento delle attività funzionali alla relativa realizzazione nel rispetto delle scadenze predefinite.

Dal punto di vista organizzativo, per implementare i nuovi requisiti, sono stati definiti n. 2 progetti supportati da advisor esterni e volti ad adeguare e potenziare i processi, i controlli interni e le procedure, tenendo conto della necessità di stabilire connessione normativamente richiesta tra DNF e bilancio di esercizio.

Nel dettaglio gli obiettivi principali sono funzionali a:

  • • strutturare un processo adeguato per la produzione, raccolta, gestione e organizzazione dei dati relativi alla sostenibilità in tutte le entità del Gruppo, anche mediante l'eventuale adozione di un sistema informativo ad hoc;
  • • definire uno strutturato piano di azione in base alle risultanze della gap analysis tra, da un lato, le informazioni contenute nella DNF (redatta in applicazione del D.Lgs. 254/2016 e ai GRI Standards) e/o in altri documenti del Gruppo relativi a tematiche ESG e, dall'altro lato, i requisiti di disclosure previsti dalla CSRD e dagli ESRS "Sector agnostic";
  • • comparare l'attuale e il nuovo perimetro di reporting (inclusa la catena del valore);
  • • confrontare l'attuale processo di definizione della materialità e le previsioni CSRD/ESRS "Sector agnostic", nonché l'informativa finanziaria attualmente contenuta nella DNF e i nuovi requirements di connectivity;
  • • confrontare le strategie e le politiche adottate per la gestione delle tematiche di sostenibilità e le procedure di due diligence e il contenuto dei requirement di disclosure inclusi negli ESRS "Sector agnostic";
  • • supportare l'evoluzione della disclosure e valutare, contestualmente, contenuti e canali adeguati per condurre un'adeguata formazione e un efficace onboarding, in modo da poter integrare tempestivamente e con una visione olistica i nuovi requisiti. A tal proposito, anche nel 2024 è stato pianificato ed è in corso di erogazione un ciclo di induction ESG rivolto a tutti i Consigli di Amministrazione e Top Manager del Gruppo, che approfondirà anche le principali novità previste dalla Corporate Sustainability Reporting Directive.

Nel 2024 il Gruppo ha altresì pianificato un'attività di Stakeholder engagement per meglio comprendere gli impatti attuali e potenziali, positivi e negativi dell'impresa sull'economia, sull'ambiente e sulle persone, inclusi quelli sui diritti umani, nell'ambito delle sue attività e dei suoi rapporti di business, favorendo una comprensione più estesa dei rischi e delle opportunità (doppia materialità). Gli Stakeholder rilevanti sono stati identificati seguendo le linee guida dello Stakeholder Engagement (AA1000 SES) emanate da Accountability (2015) e fondate su n. 3 principi chiave:

  • inclusività, capacità di comprendere aspettative, punti di vista, bisogni e percezioni associati a tematiche concrete, in modo da garantire il pieno coinvolgimento nell'intero processo e definire una risposta strategica e condivisa;
  • rilevanza, definizione della pertinenza e della significatività dei temi ambientali e sociali, anche per il Gruppo;
  • rispondenza coerente alle aspettative ed alle preoccupazioni espresse, attraverso decisioni, azioni e comunicazioni mirate.

Sezione Governance

Per gli aspetti di governance inerenti ai rischi sociali si rimanda alla sezione Informazioni qualitative sui rischi di Governance - paragrafo Governance, nel quale tali aspetti sono rappresentati unitariamente per le tematiche ambientali, sociali e di governance.

Sezione Risk Management

Credem monitora i rischi legati ai fattori sociali mappando i potenziali impatti negativi che attraverso specifici canali di trasmissione possono concretizzarsi in rischi (finanziari e non finanziari) quantificabili e gestibili.

I principali rischi sociali individuati, inclusi nella mappa dei rischi e riconducibili all'analisi di materialità pubblicata in DNF 2023, ovvero quelli legati ad esempio alla sicurezza dei dati, alla salute e sicurezza sul lavoro, ai diritti dei lavoratori, ai diritti umani e alla parità di genere, si concretizzano principalmente in rischi reputazionali correlati ad attività controverse e in rischi di non conformità alla normativa (compliance), per la possibilità di incorrere in perdite dovute a sanzioni o contenziosi.

La tabella seguente esplicita la correlazione tra fattori sociali, rischi connessi, impatti sui rischi tradizionali (finanziari e non finanziari) e gli eventuali presidi per la gestione e mitigazione:

Tema materiale Fattori sociali Impatto negativo Tipologia di
rischio
Azioni di
mitigazione
Funzioni di
Presidio
Formazione e
percorsi di
crescita
Capacità di
ideare e
realizzare
soluzioni
formative ed
organizzative
che consentano

Rischio
reputazional
e

Rischio di
non
• Gestione dei
percorsi
professionali
• Attività
formative

Direzione
prevenzione
e sicurezza;
alle Persone di
acquisire e
sviluppare
competenze e
conoscenze e
conformità
alle norme

Rischio di
impresa e
rivolte a tutto
il personale
• Job rotation e
percorsi di

HR della
Capogruppo
Tema materiale Fattori sociali Impatto negativo Tipologia di
rischio
Azioni di
mitigazione
Funzioni di
Presidio
che favoriscano
la crescita
professionale,
coerentemente
con il loro
potenziale e le
loro aspettative
per contribuire
alla creazione di
valore condiviso.
strategico

Rischio
operativo
crescita
• Attività di
upskilling e
reskilling
(per maggiori
informazioni
consultare il
capitolo
"People",
paragrafi
"Formazione e
percorsi di
crescita"; "La
gestione delle
Persone", inclusi
nella DNF 2023,
pubblicata sul
sito internet
della
Capogruppo)
Diversità, equità
e inclusione
• Riconoscere le
differenze tra
tutte le
Persone del
Gruppo, le loro
identità e il loro
background
• Accogliere e
valorizzare
incondizionata
mente queste
differenze che
rappresentano
una
ricchezza per il
Gruppo
• Capacità di
conferire
opportunità a
tutte le risorse
in base alle loro
caratteristiche/
potenzialità e
risultati
conseguiti
• Porre in
essere delle
condotte
discriminatori
e con impatti
negativi su
Persone,
minoranze e
società
• Politiche per
contrastare
ogni tipo di
discriminazion
e, differenze
salariali e di
genere e volte
a favorire
l'inclusione
delle diversità
• Formazione al
personale per
creare un clima
aziendale
inclusivo,
anche
mediante
l'utilizzo di un
linguaggio
inclusivo
• Attenzione
all'accessibilità
delle
applicazioni
digitali
• Acquisizione e
mantenimento
di certificazioni
ad hoc
Tema materiale Fattori sociali Impatto negativo Tipologia di
rischio
Azioni di
mitigazione
Funzioni di
Presidio
(per maggiori
informazioni
consultare il
capitolo
"People",
paragrafo
"Diversità, equità
e inclusione",
incluso nella DNF
2023, pubblicata
sul sito internet
della
Capogruppo)
Welfare
aziendale
Capacità di
garantire un
buon ambiente
di lavoro e di
rispondere alle
esigenze delle
Persone del
Gruppo,
migliorando
l'equilibrio tra
lavoro e vita
privata.
- • Adozione di
modalità di
lavoro agile per
conciliare
esigenze
personali e
lavorative
• Miglioramento
e ampliamento
dei servizi
offerti in
ambito welfare
• Engagement
dei Dipendenti
(per maggiori
informazioni
consultare il
capitolo
"People",
paragrafo
"Welfare",
incluso nella DNF
2023, pubblicata
sul sito internet
della
Capogruppo)
Salute e
sicurezza
• Capacità del
Gruppo di
tutelare la
salute e
sicurezza dei
propri
Dipendenti e
Clienti tramite
misure di
prevenzione,
sviluppo della
consapevolezz

Aumento di
infortuni/
near miss

Deteriorame
nto della
salute a
livello
sociale e
correlati
• Compliance
normativa
• Attività di
manutenzione
ordinaria e
straordinaria
delle sedi
aziendali
• Attività di
formazione
Tema materiale Fattori sociali Impatto negativo Tipologia di
rischio
Azioni di
mitigazione
Funzioni di
Presidio
a dei singoli,
educazione,
formazione
sanitaria e
monitoraggio
degli incidenti
sul luogo di
lavoro.

costi sociali
rivolte a tutto il
personale per
ridurre il
rischio relativo
a infortuni e
quello legato a
possibili
episodi di
rapina
• Attività di
prevenzione a
tutela della
salute delle
Persone
(per maggiori
informazioni
consultare il
capitolo
"People",
paragrafo
"Salute e
Sicurezza",
incluso nella DNF
2023, pubblicata
sul sito internet
della
Capogruppo)
Sicurezza e
protezione dei
dati

Capacità del
Gruppo di
tutelare la
privacy
ponendo in
essere ogni
misura volta
a garantire
la sicurezza
e protezione
dei dati e a
scongiurare
l'accesso o
l'uso delle
informazioni
in forma non
autorizzata
• Perdita di dati
personali della
clientela o del
personale
gestiti dalla
banca a causa
di attacchi
informatici e
incremento
delle frodi
informatiche
con
conseguente
deteriorament
o della fiducia
e della
reputazione
• Interruzione
del servizio o
deteriorament
o
dell'operatività

Rischio
operativo

Rischio di
impresa e
strategico

Rischio
reputazional
e

Rischio di
credito

Rischio di
mercato

Rischio di
liquidità

Rischio
informatico
• Formazione
del personale e
dei Clienti
• Policy e
regolamenti
atti ad
impedire la
fuga di dati
personali
• Investimenti
per migliorare,
nel continuo, i
sistemi di
sicurezza
• Campagne di
sensibilizzazio
ne indirizzate
ai Clienti e
focalizzate sui
rischi insiti in
fenomeni quali
spamming e
phishing e sulle

Data
Protection
Officer

Enterprise
Risk
Managemen
t

Antiriciclagg
io

Analytics &
Fraud Audit

Compliance

Information
Security
Risk
Tema materiale Fattori sociali Impatto negativo Tipologia di
rischio
Azioni di
mitigazione
Funzioni di
Presidio
relative azioni
di contrasto
(per maggiori
informazioni
consultare il
capitolo
"Prosperity",
paragrafo
"Sicurezza e
protezione dei
dati", incluso
nella DNF 2023,
pubblicata sul
sito internet
della
Capogruppo)
Innovazione e
digitalizzazione
• Capacità di
sviluppare
politiche
digitali
innovative e
servizi
tecnologicame
nte
all'avanguardia
, in grado di
apportare
benefici agli
Stakeholder
• Capacità di
definire
politiche volte
a promuovere
l'accesso a
prodotti e
servizi
finanziari
digitali
Insoddisfazione
dei Clienti a
causa di prodotti
finanziari erogati
con tecnologie
obsolete e
incapacità di
offrire nuovi servi
• Strategie per il
supporto e lo
sviluppo di idee
e prodotti
innovativi
• Sviluppo di
partnership
con
accademie/rea
ltà
imprenditoriale
• Rafforzamento
dei canali
alternativi alle
filiali operative
per facilitare
l'accessibilità
ai servizi
erogati
• Attività, anche
di open
Innovation, per
rispondere a
bisogni ed
aspettative dei
Clienti
• Formazione
per
consolidare e
diffondere la
cultura digitale
(per maggiori
informazioni
Tema materiale Fattori sociali Impatto negativo Tipologia di
rischio
Azioni di
mitigazione
Funzioni di
Presidio
consultare il
capitolo
"Prosperity",
paragrafo
"Innovazione e
digitalizzazione",
incluso nella DNF
2023, pubblicata
sul sito internet
della
Capogruppo)
Finanza
sostenibile

Adozione di
pratiche di
screening
socio
ambientale
nelle attività
di
finanziamen
to/
investiment
o per
favorire
l'allocazione
di risorse
finanziarie
verso le
attività
produttive
più
sostenibili e
finanziare le
iniziative più
meritevoli
per favorire
la
transizione
verso
un'economi
a a basse
emissioni di
carbonio

Sviluppo di
prodotti e
servizi con
specifiche
finalità
ambientali
e/o sociali
-
Sviluppo di
politiche di
finanziamen
to e
investiment
o ESG per
favorire la
transizione
verso
un'economi
a a basse
emissioni di
carbonio,
equa ed
inclusiva,
mitigando i
rischi fisici,
di
transizione,
sociali e di
governance.
(per maggiori
informazioni
consultare il
capitolo
"Prosperity",
paragrafo
"Finanza
sostenibile",
incluso nella DNF
2023, pubblicata
sul sito internet
della
Capogruppo)
Tema materiale Fattori sociali Impatto negativo Tipologia di
rischio
Azioni di
mitigazione
Funzioni di
Presidio
Qualità del
servizio

Allineament
o della
qualità del
servizio alle
aspettative
dei Clienti
monitorand
o, nel
continuo, le
migliori
pratiche di
mercato

Capacità di
migliorare,
nel
continuo, la
customer
experience
-
Attività
strategiche
e
progettuali,
nel continuo
volte al
miglioramen
to dei
prodotti e
all'evoluzion
e e del
modello di
offerta,
anche
mediante
analisi di
mercato

Attività
formative
indirizzate al
personale e
ai Clienti
(per maggiori
informazioni
consultare il
capitolo
"People",
paragrafo
"Formazione e
percorsi di
crescita", incluso
nella DNF 2023,
pubblicata sul
sito internet
della
Capogruppo)

Con riferimento al processo di identificazione dei rischi sociali ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto, dallo scorso anno è stata aggiornata la mappa dei rischi di gruppo con nuove sottocategorie di rischio, al fine di cogliere pienamente l'impatto di questi sulle principali categorie di rischio esistenti, ossia rischio di credito, rischio di mercato e rischio reputazionale.

Le relative definizioni sono state integrate nel documento "Processo di identificazione dei rischi ed analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF" e nel paragrafo "I controlli interni - Entreprise Risk Management" della DNF 2023.

Una volta identificate le sottocategorie di rischio sociale potenzialmente impattanti le categorie di rischio esistenti, è stato effettuato l'aggiornamento annuale dell'analisi di rilevanza alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.).

La valutazione della rilevanza del fattore Social relativo al rischio di credito viene effettuata sul perimetro delle controparti aziendali presenti nel portafoglio creditizio del gruppo Credem.

Sono oggetto di analisi le seguenti società: Credito Emiliano, Credem Euromobiliare Private Banking (CEPB), Avvera, Credemleasing, Credemfactor.

Rischio di Credito – Rischio SOCIAL

Viene assegnato alle singole controparti aziende del portafoglio creditizio del Gruppo, uno score di rischio, fornito da un Data Provider esterno, che rappresenta un rating sul Pillar S, in scala peggiorativa 1 - 5, in grado di sintetizzare le valutazioni sull'adeguatezza nella gestione dei fattori considerati da EBA nel "EBA report on management and supervision of ESG risks Allegato I". L'approccio metodologico prevede di misurare la concentrazione delle esposizioni verso le controparti con score peggiori (classi 4 e 5) sul totale portafoglio del Gruppo.

Per il Rischio mercato il perimetro di analisi considerato è il portafoglio investimenti di proprietà, banking book e trading book, del Gruppo bancario Credem, riferibile alle seguenti società: Credito Emiliano, CEPB, CredemTel, EuroSGR, Eurofiduciaria, Credemholding e SIM.

Rischio di Mercato – RISCHIO SOCIAL

Per valutare l'impatto del rischio social sul portafoglio degli investimenti di proprietà del Gruppo Bancario Credem (trading e banking book), si adotta una heatmap che restituisce la valutazione di sintesi della rischiosità di ogni settore economico distinta sul Pillar Social. L'approccio metodologico utilizzato è il medesimo del pillar Environmental, riportato nella sezione Risk Management della Tabella 1 sui rischi ambientali, e prevede la misurazione della concentrazione di esposizioni della singola società verso gli emittenti valutati ad alto rischio social, dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo. I fattori social considerati per la definizione della matrice settoriale sono: disponibilità di acqua, cibo, alloggi, salute e servizi igienici, educazione, occupazione, energia, mobilità, informazione, cultura e patrimonio, integrità e sicurezza delle persone, giustizia, istituzioni forti, pace e stabilità, lavoro minorile, traffico di esseri umani, reinsediamento forzato, violazione dei diritti umani dei lavoratori, esposizione controverse verso armi.

Di seguito vengono riportate le analisi svolte sul Rischio reputazionale:

Rischio Reputazionale – RISCHIO SOCIAL

Nell'ambito dell'approccio quantitativo adottato dal Gruppo per la misurazione del rischio reputazionale, in continuità con quanto svolto nel 2023, anche nel 2024 è stato predisposto un questionario da sottoporre ad un campione rappresentativo della clientela per identificare gli eventi di rischio riconducibili al pillar attinente alla componente Social. In particolare, gli ambiti di indagine riguardano l'operatività in settori controversi, l'attenzione all'ambiente di lavoro e al personale (welfare aziendale, pari opportunità di genere, formazione), le discriminazioni, l'utilizzo di criteri sociali nella selezione degli investimenti, l'attivazione di politiche a supporto delle comunità locali.

Come già richiamato nella sezione sui rischi ambientali, con riferimento all'annualità 2023, tale operazione ha mostrato che per l'esercizio prospettico 2024 gli ambiti inerenti a tematiche ESG costituiscono il 14% del valore a rischio complessivo e in particolare gli eventi afferenti a fattori Social hanno rappresentato circa il 9% dell'esposizione totale al rischio reputazionale.

Tabella 3 — Informazioni qualitative sul rischio di governance

Sezione Governance

Il Gruppo sta implementando l'analisi dei rischi di governance all'interno del proprio modello di business, anche per favorire etica, integrità e trasparenza nella gestione del business. Nel corso del 2023 è stato portato a termine il processo di pianificazione preliminare al 2027, che traccia le linee di sviluppo anche in ambito di governance a decorrere dal 2024, per favorire la creazione di valore nel lungo termine.

In particolare il Gruppo si pone l'obiettivo di:

  • incrementare l'attività di Stakeholder engagement, ovvero l'attività di dialogo con tutti gli individui o gruppi che hanno un interesse e sono o potrebbero essere influenzati, positivamente o negativamente, dalle attività del Gruppo;
  • estendere la correlazione tra tematiche ESG e politiche di remunerazione;
  • mantenere una quota di induction ESG indirizzate a CdA e al Top Management del Gruppo;
  • migliorare il rating ex CDP, al fine di riflettere la capacità del Gruppo di gestire i rischi ambientali e di misurare gli impatti ambientali.

I risultati di consuntivazione degli obiettivi integrati nel processo di pianificazione preliminare al 2027, consuntivati a dicembre 2023 rispetto all'obiettivo annuale, vengono riportati nella seguente tabella:

Obiettivi Target 2023 Consuntivo
2023
Incremento del numero di persone coinvolte nelle attività di
stakeholder engagement
+20% +32%
Quota di sessioni formative ESG 20% 43%
Implementazione di un sistema di MBO correlato a KPIs ESG
identificati sulla base dei temi materiali del gruppo
100% dei temi
materiali coperti
80%

Si considerano i dati e le informazioni al 31.12.2019 come baseline per i target 2022/2023.

L'ultima tabella riporta gli obiettivi riconducibili ai fattori di governance, che impattano direttamente ed indirettamente sull'attività d'impresa, di medio termine (2027) rispetto ai dati del 2022 (baseline):

Obiettivi Baseline 2022 Target 2027
Stakeholder engagement su tematiche ESG 10.782 Stakeholder 14.200 (+25%)
Potenziamento della
correlazione tra temi ESG,
sistema di MBO e superindice
Superindice ESG
con peso 10% per
Top management e
Amministratori Esecutivi
Estensione superindice
ESG a tutto il personale
più rilevante e
introduzione KPIs
specifici su legal entities
e reti commerciali
Quota di induction ESG destinate a CdA e al Top
Management del
Gruppo
Ciclo di induction ESG per
CdA della Capogruppo
Estensione del ciclo di
induction ESG per CdA
e Top Management del
Gruppo
Migliorare il Rating CDP D B

Il Consiglio di Amministrazione ha delegato il Comitato Sostenibilità di Gruppo e il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo per agevolare l'assunzione di decisioni qualificate e informate riguardanti le tematiche di sostenibilità. I suddetti Comitati supportano il Consiglio con funzioni propositive, consultive ed istruttorie relativamente all'indirizzo strategico e al presidio dei rischi ambientali, sociali e di governance, per favorire il perseguimento del successo sostenibile, ovvero la creazione di valore nel lungo termine per gli Azionisti e gli altri Stakeholder rilevanti.

Il Comitato Sostenibilità di Gruppo:

  • sviluppa una visione e strategia di sostenibilità coerenti con il purpose, gli obiettivi e i valori del Gruppo;
  • favorisce l'integrazione della sostenibilità nei processi e nelle funzioni aziendali, garantisce la misurazione e valutazione periodica delle iniziative per garantire che siano efficaci e in linea con gli obiettivi prefissati;
  • favorisce il coinvolgimento degli stakeholder interni ed esterni per verificare che la strategia di sostenibilità sia coerente anche con le loro aspettative.

Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo:

  • supporta il Consiglio nel presidio dei rischi ambientali, sociali e di governance;
  • analizza l'informativa sulla sostenibilità, coerentemente alle indicazioni espresse dal Codice di Corporate Governance 2020 delle Società quotate.

È altresì presente un Comitato Sostenibilità riconducibile all'Area Wealth Management, organo consultivo in merito a tematiche di Corporate Social Responsibility e Sustainable Responsible Investments; svolge un ruolo propositivo e consultivo nei confronti dei Comitati e dei Consigli di Amministrazione societari delle società dell'Area Wealth (Euromobiliare Advisory SIM, Euromobiliare Asset Management SGR, Credemvita, Credem Private Equity SGR ed Euromobiliare Fiduciaria) ed agisce in coerenza con il modello di governance in tema di sostenibilità di Gruppo, in coerenza con le linee guida definite dalla Capogruppo e nel rispetto delle autonomie e delle specificità delle singole società.

Inoltre, il Comitato Credit Strategy monitora il livello di esposizione ai fattori climatici e ambientali che possono incidere sulle politiche creditizie del Gruppo. Coerentemente alle attività svolte dal suddetto Comitato, la funzione Crediti ha definito specifiche metriche per la valutazione dei fattori ambientali, sociali e di governance:

  • per la clientela Corporate sono stati identificati un set di indicatori/metriche sintetici di performance rappresentativi del livello di esposizione ai fattori ESG;
  • per la valutazione delle garanzie reali immobiliari (mutui e leasing) si presta particolare attenzione, nel processo di concessione e di monitoraggio delle garanzie, all'efficienza energetica degli immobili e all'esposizione ai principali pericoli climatici (inondazione, frana, vento estremo).

Il team Sustainability & Stakeholder Engagement garantisce il coordinamento e presidio in materia di governance, strategia, gestione dei rischi, metriche ed obiettivi di sostenibilità all'interno del Gruppo. Fornisce altresì un supporto al Comitato Sostenibilità di Gruppo; in particolare:

  • monitora lo stato di avanzamento della strategia di sostenibilità e coordina l'implementazione delle attività attraverso il raccordo con i Comitati e funzioni aziendali di riferimento
  • mantiene un sinergico allineamento con la funzione Pianificazione Studi e Capitale per garantire coerenza di tempistiche tra il processo di pianificazione, programmazione e controllo del Gruppo
  • diffonde le linee guida e gli obiettivi ESG alle funzioni della Capogruppo e società del Gruppo e collabora con loro per definire, aggiornare e monitorare il piano strategico di sostenibilità del Gruppo e i relativi KPIs
  • individua e promuove iniziative coerenti con le linee guida ESG
  • presidia il processo di predisposizione della Dichiarazione non Finanziaria in conformità alla normativa vigente, anche attraverso il coordinamento degli interlocutori di riferimento del Gruppo e svolge il ruolo di utente responsabile delle procedure di competenza effettuando le attività e i controlli, in coerenza con la regolamentazione interna in materia di Information Technology.

Nel corso del primo semestre 2024 è stato altresì definito un modello organizzativo che definisce nelle diverse funzioni della Capogruppo e nelle Società del Gruppo figure pivot con ruoli/responsabilità specifici in ambito ESG per favorire la sinergia e coerenza dei flussi informativi (Link ESG), in particolare per quanto concerne la strategia, il presidio del rischio, le metriche e i dati, la comunicazione e il reporting. Contestualmente è stata creata una cabina di regia per favorire momenti di confronto informativo, formativo e progettuale tra il team Sustainability & Stakeholder Engagement e le figure individuate.

Nel corso del 2024 sono proseguiti, supportati da advisor esterni, i percorsi progettuali inerenti le seguenti iniziative specifiche:

● n. 2 iniziative regolamentari, per garantire il presidio dei piani di azione finalizzati alla progressiva integrazione dei rischi ambientali e climatici nel modello di business e rispondere alle aspettative di vigilanza inerenti alla Capogruppo e a talune società del Gruppo (Avvera, Credemleasing, Euromobiliare Advisory SIM, Euromobiliare Asset Management SGR, Credem Private Equity);

● n. 1 iniziativa strategica, funzionale alla progressiva decarbonizzazione dei portafogli crediti e titoli di proprietà e integrata nel più ampio processo di adesione alla Net Zero Banking Alliance. E' stata altresì impostata la definizione di una strategia per la progressiva creazione di prodotti green/taxonomy aligned

Nel 2024 sono altresì stati attivati, i seguenti strem progettuali:

  • IFRS 9: con l'obiettivo di introdurre le prime stime degli effetti rivenienti dall'applicazione dei fattori di rischio climatici e ambientali nei suddetti modelli contabili;
  • CSRD: per supportare l'evoluzione dell'informativa sulla sostenibilità

Sono state individuate le funzioni responsabili dei vari cantieri, costituiti gruppi di lavori trasversali e definiti reporting periodici ai Consigli di Amministrazione per monitorare le evoluzioni rispetto alle diverse iniziative. Per garantire il processo di monitoraggio e coordinamento è stato coinvolto il Top Management, costantemente aggiornato sull'andamento delle attività progettuali; è inoltre garantito un allineamento periodico con il Comitato Sostenibilità di Gruppo ed il Comitato Rischi e Sostenibilità di Gruppo.

Tutte le informazioni ad oggi disponibili mediante l'architettura ESG sono state acquisite tramite infoprovider o da basi dati interne regolamentari. Per ciascun dato è quindi disponibile un set informativo inerente alla sua origine (se da fonte interna o esterna, se dato puntuale o dato stimato, la data di aggiornamento dello stesso, ecc.). Il processo di elezione di qualsiasi informazione alla base dati ESG è sottoposto alle regole di Data Governance, le quali prevedono la puntuale definizione della natura di ciascun dato in modo da rendere esplicito il grado di accuratezza/affidabilità dello stesso.

Nel corso del primo semestre 2024 il Gruppo ha intrapreso nuvaomente l'annuale attività di Stakeholder engagement con tutti gli individui o gruppi che hanno un interesse e sono o potrebbero essere influenzati, in maniera positiva o negativa, dalle attività del Gruppo. In quest'ottica sono stati predisposti questionari di engagement su varie tipologie di stakeholder quali azionisti, clienti, fornitori, dipendenti e collaboratori, investitori/analisti, associazioni di categoria, Amministrazione Pubblica,media e opinione pubblica. Le survey si fondano su tre principi chiave:

  • inclusività: capacità di comprendere aspettative, punti di vista, bisogni e percezioni associati a tematiche concrete, in modo da garantirne il pieno coinvolgimento nell'intero processo e definire una risposta strategica e condivisa
  • rilevanza: definizione della pertinenza e della significatività dei temi ambientali e sociali, anche per il Gruppo
  • rispondenza coerente alle aspettative: garanzia di una risposta coerente alle aspettative e preoccupazioni espresse, attraverso decisioni, azioni e comunicazioni mirate.

La mission è orientata al perseguimento del successo sostenibile attraverso la creazione di valore nel lungo termine a beneficio degli azionisti, tenendo conto degli interessi degli altri stakeholder rilevanti. Al fine di raggiungere i suddetti obiettivi, valutando opportunamente i rischi e le opportunità correlate, il Consiglio di Amministrazione definisce la politica per la gestione del dialogo con gli azionisti e gli altri stakeholder rilevanti, contribuisce alla identificazione e prioritizzazione dei temi materiali, definisce le linee di indirizzo strategiche e gli obiettivi di sostenibilità coerenti con la lista prioritizzata dei temi materiali, approva l'informativa sulla sostenibilità, attribuisce il mandato alla società di revisione preposta a verificare la disclosure e a rilasciare un'attestazione di limited assurance.

A vigilare sul rispetto delle disposizioni di legge e sull'adeguatezza del sistema organizzativo, amministrativo, di rendicontazione e controllo è il Collegio Sindacale, che assolve altresì la funzione di Organismo di Vigilanza di cui al D.lgs. n. 231/2001 (c.d. OdV 231).

Le società dell'Area Wealth si sono inoltre dotate di specifici meccanismi di governance con un approccio di lungo periodo ed integrato , caratterizzato da una intensa attività anche nel primo semestre 2024 . In particolare:

  • Comitato di Sostenibilità Area Wealth: istituito al fine di presidiare e governare, in maniera coordinata ed armonizzata, le linee guida di gestione e sviluppo dei temi della sostenibilità applicabili alle società di investimento
  • definizione di meccanismi di raccordo e coordinamento tra il Comitato di Sostenibilità Area Wealth, il Comitato Sostenibilità di Gruppo e il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo per garantire una visione d'insieme e mettere a fattor comune le expertise e le linee guida specifiche del mondo Wealth.
  • figure specialistiche in ambito Corporate Social Responsibility (CSR) e Sustainable Responsible Investment (SRI): in particolare CSR Leader di Area, CSR Specialist Societari e ESG Investment Analyst Societari
  • gruppo di lavoro tecnico trasversale ESG Data & Investments: gruppo permanente che identifica, gestisce e monitora le iniziative comuni per la costruzione di portafogli sostenibili, database e score ESG.

Un ruolo di primo piano nell'ambito dei presidi dei rischi ESG è svolto dalle funzioni di controllo, in particolare:

  • Internal Audit
    • con particolare riferimento al presidio dell'evoluzione dei controlli sui rischi ESG, la funzione:
      • o esamina il sistema dei controlli interni e di gestione dei rischi tenendo conto, tra l'altro, degli sviluppi esterni, dei cambiamenti nel profilo di rischio nei prodotti e/o nei rami di attività, delle politiche e procedure adottate;
      • o valuta l'adeguatezza dei profili di rischio assunti dalle società del Gruppo, anche in relazione alla strategia di decarbonizzazione intrapresa e l'inclusione degli scenari macroclimatici nel perimetro di valutazione del processo di gestione dei rischi;
      • o presidia l'integrazione delle verifiche sui rischi ESG nell'ambito delle periodiche attività di presidio del sistema dei controlli interni;
      • o verifica la completezza e correttezza delle disclosure ESG (Dichiarazione Non Finanziaria e Informativa di Pillar 3 ESG).
  • Enterprise Risk Management

Alla funzione sono affidati l'identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici e ambientali (C&E). Tali fattori, in linea con quanto previsto dalle aspettative di vigilanza, sono stati integrati nelle principali categorie di rischio preesistenti coerentemente con quanto riportato nella Mappa dei rischi e con il processo inerente all'analisi di rilevanza, alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.).

Per ulteriori approfondimenti inerenti alla governance si rimanda alla Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari 2023 e, con particolare riferimento alla governance di sostenibilità, alla DNF 2023. Entrambi i documenti sono pubblicati sul sito internet della Capogruppo.

Anche nel 2024 è stata mantenuta la correlazione tra politiche di remunerazione e performance ESG per indirizzare le azioni e i comportamenti verso il raggiungimento di obiettivi aziendali legati alla sfera della sostenibilità ambientale, sociale e di governance, in linea con la strategia aziendale e con la creazione di valore nel lungo termine per gli azionisti e gli altri stakeholder rilevanti. È stato pertanto aggiornato un l'indicatore sintetico di sviluppo sostenibileche dal 2023 è indirizzato a tutto il Personale Più Rilevante (peso 10% sulla scheda KPIs) oltre che agli Amministratori Esecutivi, e caratterizzato dai seguenti items coerenti con l'evoluzione strategica:

  • riduzione delle emissioni Scope 2
  • finanza sostenibile
  • formazione ESG
  • uguaglianza di genere
  • rispetto del piano pluriennale inerente alla progressiva integrazione dei rischi climatici e ambientali nel business model.

Nel 2023 la consuntivazione dell'indicatore ha confermato il pieno raggiungimento degli obiettivi prefissati; è inc orso il monitoraggio rispetto all'andamentale 2024

Sezione Risk Management

Credem monitora i rischi legati ai fattori di governance mappando i potenziali impatti negativi che attraverso specifici "canali di trasmissione" possono concretizzarsi in rischi (finanziari e non finanziari) quantificabili e gestibili.

I principali rischi di governance, individuati coerentemente con la mappa dei rischi, sono legati a fattori quali l'anticorruzione, l'antiriciclaggio, la presenza di iniziative e regole volte a garantire la business ethics e una governance solida e trasparente; si concretizzano principalmente in rischio reputazionale e in rischio operativo.

La tabella seguente esplicita la correlazione tra i temi materiali di Governance presenti nell' analisi di materialità, i fattori di governance, i rischi connessi, gli impatti sui rischi tradizionali (finanziari e non finanziari) e gli eventuali presidi per la gestione e mitigazione:

Tema materiale Fattori di
Governance
Impatto
negativo
Tipologia di
rischio
Azioni di
mitigazione
Funzioni di
Presidio
Etica, integrità e
trasparenza

Volontà e
capacità di
operare nel
rispetto di
principi
etici,
regolament
azione
interna,
leggi e
regolament
i

Lotta alla
corruzione
attiva e
passiva

Capacità di
identificarsi
e
trasmettere
agli
Stakeholder
il purpose,
la mission e
i valori
aziendali,
fulcro e
sintesi
dell'identità
del Gruppo
e di
garantire
massima
trasparenza
di servizi e
attività.

Episodi di
corruzione,
comportam
enti
anticoncorr
enziali e
altre
condotte in
violazione
di leggi e
regolament
i

Malcontent
o da parte
dei Clienti
con
possibile
aumento di
reclami e
contenziosi

Decrement
o della
trasparenza
e
monitoragg
io delle
dichiarazio
ni aziendali,
anche con
riferimento
a
prestazioni
ambientali/
dichiarazio
ni
ambientali
generiche
(greenwash
ing)

Rischio
reputaziona
le

Rischio
operativo

Rischio di
impresa e
strategico

Controlli
interni per
garantire la
conformità
alle norme,
la
mitigazione
di possibili
azioni
corruttive o
anticoncorr
enziali

Attività di
formazione
per
garantire la
conformità
normativa e
il
rispetto/ap
plicazione
dei
valori/cultur
a aziendale
(per maggiori
informazioni
consultare il
capitolo
"Principle of
Governance",
paragrafi "Una
gestione etica,
responsabile e
trasparente del
business"; "I
controlli
interni", e il
capitolo
"People",
paragrafo
"Formazione e
percorsi di
crescita", inclusi
nella DNF 2023,
pubblicata sul
sito internet
della
Capogruppo)

Segreteria
Generale

Organizzazio
ne

Compliance

Antiriciclagg
io

People

Enterprise
Risk
Managemen
t
Valore condiviso e
solidità
Capacità di
perdurare nel
tempo,
adattando il
modello di
business alle

Valorizzazio
ne delle
competenz
e ed
esperienze
Tema materiale Fattori di
Governance
Impatto
negativo
Tipologia di
rischio
Azioni di
mitigazione
Funzioni di
Presidio
mutevoli
condizioni
interne ed
esterne e
creando valore
per il Gruppo e
per i suoi
Stakeholder
per
intensificar
e i processi
di analisi
micro e
macroecon
omica, i
processi di
pianificazio
ne
strategica
(a breve,
medio e
lungo
termine), e
di
esecuzione
/controllo
per
garantire
una sana e
prudente
gestione,
caratterizza
ta da una
storica e
diffusa
cultura del
rischio

I rischi
vengono
individuati,
misurati e
gestiti in
ottemperan
za alle
aspettative
di vigilanza
(per maggiori
informazioni
consultare il
capitolo
"Prosperity",
paragrafo
"Valore
condiviso e
società"; incluso
nella DNF 2023,
pubblicata sul
sito internet
della
Capogruppo)

Con riferimento al processo di identificazione dei rischi sociali ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto già lo scorso anno, la Mappa dei Rischi di Gruppo è stata integrata con nuove sottocategorie di rischio, al fine di cogliere pienamente l'impatto dei rischi di Governance sulle principali categorie di rischio esistenti, ossia rischio di credito, rischio di mercato e rischio reputazionale.

Le relative definizioni sono state integrate nel documento "Processo di identificazione dei rischi ed analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF" e nel paragrafo "I controlli interni - Entreprise Risk Management" della DNF 2023.

Una volta identificate le sottocategorie di rischio Governance potenzialmente impattanti le categorie di rischio esistenti, è stato effettuato l'aggiornamento annuale dell'analisi di rilevanza alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.).

La valutazione della rilevanza del fattore Governance relativo al rischio di credito viene effettuata sul perimetro delle controparti aziendali presenti nel portafoglio creditizio del gruppo Credem. Sono oggetto di analisi le seguenti società: Credito Emiliano, Credem Euromobiliare Private Banking (CEPB), Avvera, Credemleasing, Credemfactor.

Rischio di Credito – RISCHIO GOVERNANCE

Viene assegnato alle singole controparti aziende del portafoglio creditizio del Gruppo, uno score di rischio, fornito da un Data Provider esterno, che rappresenta un rating sul Pillar G, in scala peggiorativa 1 - 5, in grado di sintetizzare le valutazioni sull'adeguatezza nella gestione dei fattori considerati da EBA nel "EBA report on management and supervision of ESG risks Allegato I". L'approccio metodologico prevede di misurare la concentrazione delle esposizioni verso le controparti con score peggiori (classi 4 e 5) sul totale portafoglio del Gruppo

Per il Rischio mercato il perimetro di analisi considerato è il portafoglio investimenti di proprietà, banking book e trading book, del Gruppo bancario Credem, riferibile alle seguenti società: Credito Emiliano, CEPB, CredemTel, Euro SGR, Eurofiduciaria, Credemholding e SIM.

Rischio di Mercato – RISCHIO GOVERNANCE

Per valutare l'impatto del rischio governance sul portafoglio degli investimenti di proprietà del Gruppo Bancario Credem (trading e banking book), si adotta una heatmap che restituisce la valutazione di sintesi della rischiosità di ogni settore economico distinta sul Pillar Governance. L'approccio metodologico utilizzato è il medesimo del pillar Environmental e prevede la misurazione della concentrazione di esposizioni della singola società verso gli emittenti valutati ad alto rischio governance, dalla heatmap, sul portafoglio totale di Gruppo. I fattori governance adottati per la definizione dello score sono: considerazioni etiche (es. rating di legalità, codice etico, ecc..), strategia e risk management (es. dirigenti, numero manager.), inclusività (es. percentuale di donne e/o giovani under 40, gap salariale uomini e donne, ecc..) e trasparenza (es. disclosure su temi ESG).

Di seguito vengono riportate le analisi svolte sul Rischio reputazionale:

Rischio Reputazionale – RISCHIO GOVERNANCE

Nell'ambito dell'approccio quantitativo adottato dal Gruppo per la misurazione del rischio reputazionale, in continuità con quanto svolto nel 2023, anche nel 2024 è stato predisposto un questionario da sottoporre ad un campione rappresentativo della clientela per identificare gli eventi di rischio riconducibili al Pillar attinente alla componente Governance. In particolare, gli ambiti di indagine riguardano il rischio di condotta, l'offerta di prodotti relativi a settori controversi, il falso in bilancio, il greenwashing. Come già richiamato nella sezione sui rischi ambientali, tale operazione ha mostrato che per l'esercizio prospettico 2024 (con riferimento al questionario 2023) gli ambiti inerenti a tematiche ESG costituiscono il 14% del valore a rischio complessivo e in particolare gli eventi afferenti a fattori Governance hanno rappresentato circa il 7% dell'esposizione totale al rischio reputazionale.

Informativa quantitativa

Nella presente sezione vengono rappresentate le seguenti tavole quantitative in ambito "Prudential disclosures on ESG risks (Article 449a CRR)":

  • Template 1 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua;
  • Template 2 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili — Efficienza energetica delle garanzie reali;
  • Template 3 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento
  • Template 4 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni verso le prime 20 imprese ad alta intensità di carbonio;
  • Template 5 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico;
  • Template 6 Sintesi degli indicatori fondamentali di prestazione (key performance indicator, KPI) sulle esposizioni allineate alla tassonomia
  • Template 7 Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del GAR
  • Template 8 GAR (%)

Template 10 - Altre azioni di attenuazione connesse ai cambiamenti climatici non contemplate dal regolamento (UE) 2020/852.

Si precisa che le informazioni quantitative sono rappresentate in milioni di euro.

Template 1 - Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua

Nel Template 1 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem nei confronti di società non finanziarie che operano in settori connessi al carbonio che contribuiscono in modo significativo al cambiamento climatico, e la qualità di tali esposizioni, compresi lo status di esposizione deteriorata, la classificazione come stage 2 e i relativi accantonamenti, nonché le classi di maturity.

Con riferimento alle metriche ESG, nel Template 1 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem verso controparti escluse dagli "EU Paris-aligned Benchmarks", poiché considerate particolarmente inquinanti. Tali controparti sono definite in accordo all'articolo 12, paragrafo 1, lettere da d) a g), e all'articolo 12, paragrafo 2, del regolamento delegato (UE) 2020/1818, in cui sono definite alcune percentuali soglia di coinvolgimento in tali attività economiche inquinanti superate le quali la società viene esclusa dai benchmark, come indicato di seguito:

  • società che traggono l'1% o più dei propri ricavi dalla prospezione, estrazione, estrazione, distribuzione o raffinazione di antracite e lignite;
  • società che traggono il 10% o più dei propri ricavi dall'esplorazione, estrazione, distribuzione o raffinazione di combustibili derivati dal petrolio;
  • società che traggono il 50% o più dei propri ricavi dalla prospezione, estrazione, produzione o distribuzione di combustibili gassosi;
  • imprese che ottengono il 50% o più dei propri ricavi dalla produzione di elettricità con un'intensità di gas a effetto serra superiore a 100 g CO2 e/kWh.

Nella rendicontazione vengono inoltre rappresentate le esposizioni ecosostenibili in termini di mitigazione dei cambiamenti climatici o che consentono di realizzare la mitigazione, conformemente agli articoli 10 e 16 del Regolamento (UE) n. 2020/852.

Per l'identificazione delle controparti sopra citate e per il recupero dei dati di allineamento delle controparti soggette a NFRD, il Gruppo Credem si è avvalso di informazioni recuperate da un data provider esterno.

Nell'attuale rendicontazione sono state introdotte per la prima volta le colonne riferite alle le emissioni finanziate di gas a effetto serra (emissioni di ambito 1, 2 e 3 della controparte) in tonnellate di CO2 equivalente per le posizioni che maggiormente contribuiscono al cambiamento climatico. Per il reperimento di tali dati, il Gruppo Credem si è avvalso di una data provider esterno. Per la stima delle emissioni sono utilizzate 3 metodologie:

  • Stima basata sul database E-PRTR: questa metodologia si basa sull' European Pollutant Release and Transfer Register (E-PRTR) database messo a disposizione dall'Agenzia europea dell'ambiente (AEA). L'E-PRTR contiene informazioni complete sui più grandi impianti industriali in Europa, che riguardano le emissioni di inquinanti nell'aria, nell'acqua e nel suolo, nonché i trasferimenti di rifiuti per i grandi impianti di combustione in vari Paesi europei. Per la stima delle emissioni Scope 1, questo metodo viene utilizzato se il database E-PRTR contiene record sulle unità locali. Il processo consiste nel verificare se le coordinate geografiche di un'unità locale corrispondono a qualsiasi struttura all'interno del database E-PRTR e nel valutare la somiglianza dei nomi delle aziende. Se queste condizioni sono soddisfatte, le emissioni di gas serra delle strutture vengono sommate per determinare le emissioni Scope 1 dell'unità locale.
  • Stima per settore e per reddito: questa metodologia utilizza moltiplicatori dell'intensità delle emissioni, disponibili per i 27 Paesi dell'Unione Europea. Tali moltiplicatori sono derivati dai dati pubblicati da EUROSTAT a livello di settore Nace e di Paese. Il processo di stima prevede l'utilizzo dei bilanci e dei dati sui ricavi delle aziende per calcolare i grammi di CO2eq Scope 1 e Scope 2 prodotti per Euro e per dipendente. Questo metodo viene applicato a tutte le unità locali delle aziende che pubblicano bilanci o per le quali sono stimati sia il numero di dipendenti che il fatturato. Inoltre, viene effettuato un controllo a campione per garantire l'allineamento dei moltiplicatori stimati con quelli osservati nei rapporti di sostenibilità pubblicati.
  • Stima per settore e per dipendente: questa metodologia utilizza moltiplicatori di intensità per dipendente per stimare le emissioni. Viene utilizzato per tutte le unità locali di aziende che non pubblicano il bilancio.

Ciascuna di queste metodologie è scelta in base a criteri specifici legati alla disponibilità e all'affidabilità dei dati.

I dati sulle emissioni, laddove comunicati dalla controparte, sono stati accuratamente recuperati; diversamente, sono stati stimati secondo le metodologie descritte in precedenza.

Modello 1: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua (1 di 3)

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Modello 1: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua (2 di 3)

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* Conformemente al regolamento delegato (UE) 2020/1818 della Commissione che integra il regolamento (UE) 2016/1011 per quanto riguarda le norme minime per gli indici di riferimento UE di transizione climatica e per gli indici di riferimento UE allinenati con l'accordo di Parigi regolamento sulle norme per gli indici di riferimento climatici - considerando 6: settori di cui alle sezioni da A a H e alla sezione L dell'allegato I del regolamento (CE) n. 1893/2006

Template 2 - Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili — Efficienza energetica delle garanzie reali

Nel Template 2 è rappresentato il "gross carrying amount" dei prestiti garantiti da immobili commerciali e residenziali erogati dal Gruppo Credem, con un focus sulle informazioni riguardanti il livello di efficienza energetica delle garanzie reali misurato in termini di consumo energetico in kWh/m2 e in termini di classe attribuita dall'attestato di prestazione energetica (APE).

Il template richiede inoltre la medesima disclosure riferita alle garanzie reali immobiliari recuperate (c.d. repossessed collateral), tuttavia si tratta di una casistica non applicabile per il Gruppo Credem.

A partire da inizio 2024, il Gruppo Credem ha avviato il processo a regime per gestire in modo strutturato la raccolta delle etichette APE e dei livelli di efficienza energetica sulle nuove erogazioni a partire dal processo di perizia. Per il pregresso, il Gruppo Credem si è basato sui dati raccolti per le disclosure precedenti, per cui si era avvalso di un data provider esterno.

Modello 2: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili — Efficienza energetica delle garanzie reali

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Template 3: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento

Nel Template 3 sono rappresentate le alignment metric rispetto all'obiettivo NZE2050 relative al portafoglio classificato secondo i settori di attività economica definiti da IEA. Sulle stesse alignment metric, in tale Template è rappresentata la distanza rispetto al punto della curva al 2030 dello scenario climatico NZE2050, nonché è fissato un target a 3 anni.

Sulla base dell'analisi di rilevanza (4) svolta in sede di definizione dei target climatici ed ambientali, il Gruppo Credem rendiconta i seguenti settori: "Oil & Gas" e "Power". Le variabili ricomprese nell'analisi di rilevanza citata (basata sul portafoglio crediti e sul portafoglio titoli del Gruppo Credem) sono le seguenti:

  • Controparti per settore NACE del portafoglio Net Zero
  • Esposizione per settore NACE del portafoglio Net Zero
  • Emissioni GHG per settore NACE del portafoglio Net Zero

Per il calcolo dell'intensità emissiva a livello di settore, il Gruppo Credem utilizza una metrica calcolata come media pesata in funzione del Gross Carrying Amount delle intensity (GHG/livelli di produzione) delle singole controparti che ne fanno parte. Con riferimento al settore "Oil & Gas" è utilizzata la metrica "Average tonnes of CO2 per GJ"; mentre per il settore "Power" è utilizzata la metrica "Average tons of CO2 per MWh". Il Gruppo Credem ha reperito le intensity ed i relativi livelli di produzione direttamente dalla Disclosure non Finanziaria (DNF) delle relative controparti che pubblicano tale documentazione; per le controparti che invece non pubblicano la DNF, il Gruppo Credem si è servito di una data provider esterno per il reperimento delle informazioni relative alle GHG ed ha stimato i dati relativi ai livelli di produzione.

L'anno di riferimento è stato selezionato dal Gruppo Credem sulla base della data degli ultimi dati disponibili per il calcolo dell'alignment metric: 31/12/2023.

Il Gruppo Credem ha calcolato la distanza dallo scenario IEA al 2030 applicando la formula (5) indicata dal COMMISSION IMPLEMENTING REGULATION (EU) 2022/2453 – Annex II. La "IEA scenario metric in 2030" è derivata direttamente dallo scenario IEA e corrisponde alla intensity (GHG/livelli di produzione) del settore a livello mondiale al 2030.

I target al 31/12/2026 sui due settori rendicontati sono stati identificati dal Gruppo Credem in coerenza con gli scenari Net Zero IEA.

4 Dati al 31/12/23.

5 Distance = (Metric at reference year – IEA scenario metric in 2030 / IEA scenario metric in 2030)*100

Modello 3: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento

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Template 4 - Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni verso le prime 20 imprese ad alta intensità di carbonio

Nel Template 4 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem verso controparti che figurano tra le prime 20 imprese a più alta intensità di carbonio a livello mondiale, e viene data un'indicazione sulla numerosità delle imprese più inquinanti incluse nel calcolo del valore contabile lordo aggregato.

Per il recupero della lista delle società appartenenti alle "top 20 polluting firms", il Gruppo Credem si è avvalso di un data provider esterno. Nei dati messi a disposizione dal data provider sono considerate anche le eventuali società controllate dalle holding incluse in suddetta lista. Inoltre, anche per il recupero dei dati di allineamento delle controparti soggette a NFRD, il Gruppo Credem si è avvalso di informazioni recuperate da un data provider esterno.

Le esposizioni presenti nel Modello 4 al 30 giugno 2024 sono pressoché interamente riconducibili a titoli di debito del banking book.

Modello 4: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni verso le prime 20 imprese ad alta intensità di carbonio

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(aggregato)
Valore contabile lordo
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(aggregato)*
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(*) Per le controparti tra le 20 imprese che più emettono carbonio al mondo

Template 5 - Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico

Nel Template 5 sono rappresentate le informazioni sulle esposizioni del Gruppo Credem nei confronti di società non finanziarie, sui prestiti garantiti da beni immobili e sulle garanzie reali immobiliari recuperate, soggette a rischi fisici acuti e cronici.

Il rischio fisico è classificato come "acuto" quando deriva da eventi estremi come possono essere siccità, inondazioni e tempeste, e "cronico" quando deriva da cambiamenti progressivi, come l'aumento delle temperature e lo stress idrico.

Il Gruppo ha individuato due aree geografiche soggette a rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: Italia e Resto del mondo.

Per l'identificazione delle esposizioni soggette a rischi fisici acuti e cronici, il Gruppo si è avvalso di informazioni recuperate da un data provider esterno.

Coerentemente con Disclosure su data rif. 31/12/23, il gruppo Credem ha rendicontato una vista aggregata con riferimento agli "Altri settori pertinenti", non riportando un breakdown per singolo codice NACE.

Modello 5: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico (1 di 2)

Italia

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247 74 51 26 15 (
9)
- (
8)
10 Pre
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mo
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res
11.4
29
61 168 626 295 6,11 127 978 45 1 3 (17
)
(
2)
(14
)
11 Pre
stit
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da
ben
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bili
ran
mo
ide
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li
non
res
828 81 114 37 3 6,2
0
81 108 46 17 11 (1
0)
(1
)
(
8)
12 Gar
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13 Alt
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1.88
3
312 76 19 1 3,11 226 127 55 37 9 (5
)
- (4
)

Modello 5: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico (2 di 2)

Resto del mondo

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7 - - 1 - - - 1 - - - - - -
11 Pre
stit
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bili
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- - - - - - - - - - - - - -
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624 - - - - - - - - - - - - -

Template 6 - Sintesi degli indicatori fondamentali di prestazione (key performance indicator, KPI) sulle esposizioni allineate alla tassonomia / Template 7 - Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del GAR / Template 8 - GAR (%)

Nei Template 6, 7 e 8 sono riportate le informazioni relative al "Green Asset Ratio", metrica che rappresenta il grado di allineamento delle esposizioni (loans and advances, debt securites ed equity instruments) del Gruppo Credem alla Tassonomia Europea per gli obiettivi "Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM)" ed "Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA)".

Le numeriche riportate nei Template sono state calcolate secondo le migliori metodologie attualmente disponibili con riferimento alle esposizioni del Gruppo, elaborate sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, dei requisiti regolamentari e delle indicazioni fornite dalle autorità competenti ed associazioni di categoria.

Il GAR stock Turnover-based del Gruppo Credem, che si attesta al 1,09%, include le seguenti tipologie di esposizioni:

  • mutui a famiglie per l'acquisto di immobili residenziali, garantiti da ipoteca immobiliare, allineati alla tassonomia* (1,00%)
  • esposizioni verso società italiane non finanziarie soggette all'obbligo di pubblicazione della DNF ponderate secondo i dati di allineamento delle controparti stesse pubblicati all'interno delle DNF (individuali o consolidate) 2022 e forniti da provider esterni, laddove disponibili (0,09%).

Non sono invece applicabili al contesto del Gruppo le altre casistiche previste dalla normativa (credito al consumo per l'acquisto di autovetture, prestiti e anticipi che finanziano l'edilizia residenziale pubblica e altri finanziamenti specializzati alle autorità pubbliche e garanzie immobiliari recuperate).

Infine, con specifico riferimento alle sezioni relative alle quote di esposizioni ammissibili rispetto ai singoli obiettivi ambientali (mitigazione dei cambiamenti climatici; adattamento ai cambiamenti climatici) delle controparti finanziarie, esse non sono state valorizzate a causa dell'indisponibilità di dati "actual" (le quote di esposizioni ammissibili sono state rendicontate dalle controparti unicamente come aggregato complessivo (CCM + CCA)).

*Le valutazioni di allineamento hanno riguardato anche il rispetto del criterio di DNSH per l'obiettivo ambientale di adattamento ai cambiamenti climatici.

Modello 6 - Sintesi degli indicatori fondamentali di prestazione (key performance indicator, KPI) sulle esposizioni allineate alla tassonomia

30/06/2024
Mitigazione dei
cambiamenti climatici
Adattamento ai
cambiamenti climatici
Totale (mitigazione dei
cambiamenti climatici +
adattamento ai
cambiamenti climatici)
Copertura % (sul totale
degli attivi)*
GAR Stock 1,09% - 1,09% 75,88%
GAR Flow 0,07% - 0,07% 64,88%

* % degli attivi coperti dal KPI sul totale degli attivi delle banche

Modello 7: Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del GAR (1 di 4)

a b c d e f g h i j k
30/06/2024
Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM) Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA)
Di cui verso settori pertinenti per la tassonomia (ammissibile
alla tassonomia)
(ammissibile alla tassonomia) Di cui verso settori pertinenti per la tassonomia
Valore
contabile
lordo
Di cui ecosostenibile (allineato alla tassonomia) Di cui ecosostenibile (allineato alla tassonomia)
totale Di cui
finanziamenti
specializzati
Di cui di
transizione
Di cui
abilitante
Di cui
finanziamenti
specializzati
Di cui di
adattamento
Di cui
abilitant
e
GAR - Attivi coperti sia al numeratore che al denominatore
1 Prestiti e anticipazioni, titoli di debito e strumenti
rappresentativi di capitale non posseduti per la
negoziazione ammissibili per il calcolo del GAR
18.081 11.710 471 - 4 27 - - - - -
2 Società finanziarie 365 - - - - - - - - - -
3 Enti creditizi 38 - - - - - - - - - -
4 Prestiti e anticipazioni 38 - - - - - - - - - -
5 Titoli di debito, compresi UoP - - - - - - - - - - -
6 Strumenti rappresentativi di capitale - - - - - - - - - - -
7 Altre società finanziarie 326 - - - - - - - - - -
8 di cui imprese di investimento - - - - - - - - - - -
9 Prestiti e anticipazioni - - - - - - - - - - -
10 Titoli di debito, compresi UoP - - - - - - - - - - -
11 Strumenti rappresentativi di capitale - - - - - - - - - - -
12 di cui società di gestione - - - - - - - - - - -
13 Prestiti e anticipazioni - - - - - - - - - - -
14 Titoli di debito, compresi UoP - - - - - - - - - - -
15 Strumenti rappresentativi di capitale - - - - - - - - - - -
16 di cui imprese di assicurazione 271 - - - - - - - - - -
17 Prestiti e anticipazioni 30 - - - - - - - - - -
18 Titoli di debito, compresi UoP - - - - - - - - - - -
19 Strumenti rappresentativi di capitale 241 - - - - - - - - - -
2
0
Società non finanziarie (soggette agli
obblighi di informativa della NFRD)
497 53 39 - 4 27 - - - - -
21 Prestiti e anticipazioni 497 53 39 - 4 27 - - - - -
22 Titoli di debito, compresi UoP - - - - - - - - - - -
23 Strumenti rappresentativi di capitale - - - - - - - - - - -
24 Famiglie 17.219 11.658 432 - - - - - - - -
25 di cui prestiti garantiti da immobili
residenziali
11.405 11.358 432 - - - - - - - -
26 di cui prestiti per la ristrutturazione di
edifici
737 726 16 - - - - - - - -
27 di cui prestiti per veicoli a motore - - - - - - - - - - -

Modello 7: Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del GAR (2 di 4)

l m n o p
30/06/2024
TOTALE (CCM+CCA)
Di cui verso settori pertinenti per la tassonomia (ammissibile alla tassonomia)
Di cui ecosostenibile (allineato alla tassonomia)
Di cui finanziamenti
specializzati
Di cui di
transizione/adattamento
Di cui abilitante
GAR - Attivi coperti sia al numeratore che al
denominatore
1 Prestiti e anticipazioni, titoli di debito e strumenti
rappresentativi di capitale non posseduti per la
negoziazione ammissibili per il calcolo del GAR
11.784 471 - 4 27
2 Società finanziarie 74 - - - -
3 Enti creditizi 10 - - - -
4 Prestiti e anticipazioni 10 - - - -
5 Titoli di debito, compresi UoP - - - - -
6 Strumenti rappresentativi di capitale - - - -
7 Altre società finanziarie 64 - - - -
8 di cui imprese di investimento - - - - -
9 Prestiti e anticipazioni - - - - -
10 Titoli di debito, compresi UoP - - - - -
11 Strumenti rappresentativi di capitale - - - -
12 di cui società di gestione - - - - -
13 Prestiti e anticipazioni - - - - -
14 Titoli di debito, compresi UoP - - - - -
15 Strumenti rappresentativi di capitale - - - -
16 di cui imprese di assicurazione 56 - - - -
17 Prestiti e anticipazioni 6 - - - -
18 Titoli di debito, compresi UoP - - - - -
19 Strumenti rappresentativi di capitale 50 - - -
20 Società non finanziarie (soggette agli obblighi
di informativa della NFRD)
53 39 - 4 27
21 Prestiti e anticipazioni 53 39 - 4 27
22 Titoli di debito, compresi UoP - - - - -
23 Strumenti rappresentativi di capitale - - - -
24 Famiglie 11.658 432 - - -
25 di cui prestiti garantiti da immobili
residenziali
11.358 432 - - -
26 di cui prestiti per la ristrutturazione di
edifici
726 16 - - -
27 di cui prestiti per veicoli a motore - - - - -

Modello 7: Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del GAR (3 di 4)

a b c d e f g h i j k
30/06/2024
Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM)
Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA)
Di cui verso settori pertinenti per la tassonomia (ammissibile
alla tassonomia)
Di cui verso settori pertinenti per la tassonomia (ammissibile alla
tassonomia)
Valore
contabile
lordo
Di cui ecosostenibile (allineato alla tassonomia) Di cui ecosostenibile (allineato alla tassonomia)
totale Di cui
finanziamenti
specializzati
Di cui di
transizione
Di cui
abilitante
Di cui
finanziamenti
specializzati
Di cui di
adattamento
Di cui
abilitante
28 Finanziamento delle amministrazioni
locali
- - - - - - - - - - -
29 Finanziamento degli alloggi - - - - - - - - - - -
30 Altri finanziamenti delle
amministrazioni locali
- - - - - - - - - - -
31 Garanzie reali ottenute acquisendone il
possesso: beni immobili residenziali e non
residenziali
- - - - - - - - - - -
32 Totale attivi GAR 18.081 11.710 471 - 4 27 - - - - -
Attivi esclusi dal numeratore per il calcolo del GAR (inclusi nel denominatore)
33 Società non finanziarie dell'UE (non
soggette agli obblighi di informativi
della NFRD)
16.897 - - - - - - - - - -
34 Prestiti e anticipazioni 16.713 - - - - - - - - - -
35 Titoli di debito 182 - - - - - - - - - -
36 Strumenti rappresentativi di
capitale
2 - - - - - - - - - -
37 Società non finanziarie di paesi terzi
(non soggette agli obblighi di
informativa della NFRD)
409 - - - - - - - - - -
38 Prestiti e anticipazioni 91 - - - - - - - - - -
39 Titoli di debito 318 - - - - - - - - - -
40 Strumenti rappresentativi di
capitale
- - - - - - - - - - -
41 Derivati 745 - - - - - - - - - -
42 Prestiti interbancari a vista 96 - - - - - - - - - -
43 Disponibilità liquide e attivi in contante 153 - - - - - - - - - -
44 Altri attivi (ad esempio avviamento,
merci ecc.)
6.887 - - - - - - - - - -
45 Totale degli attivi al denominatore (GAR) 43.267 - - - - - - - - - -
Altri attivi esclusi sia dal numeratore che dal denominatore per il calcolo del GAR
46 Esposizioni sovrane 9.469 - - - - - - - - - -
47 Esposizione verso le banche centrali 4.175 - - - - - - - - - -
48 Portafoglio di negoziazione 112 - - - - - - - - - -
49 Totale degli attivi esclusi dal numeratore e
dal denominatore
13.757 - - - - - - - - - -
50 Totale attivi 57.024 - - - - - - - - - -

Modello 7: Azioni di attenuazione: attivi per il calcolo del GAR (4 di 4)

l m n o p
30/06/2024
TOTALE (CCM+CCA)
Di cui verso settori pertinenti per la tassonomia (ammissibile alla tassonomia)
Di cui ecosostenibile (allineato alla tassonomia)
Di cui finanziamenti
specializzati
Di cui di
transizione/adattamento
Di cui abilitante
28 Finanziamento delle amministrazioni locali - - - - -
29 Finanziamento degli alloggi - - - - -
30 Altri finanziamenti delle amministrazioni locali - - - - -
31 Garanzie reali ottenute acquisendone il possesso: beni immobili
residenziali e non residenziali
- - - - -
32 Totale attivi GAR 11.784 471 - 4 27
Attivi esclusi dal numeratore per il calcolo del GAR (inclusi nel denominatore)
33 Società non finanziarie dell'UE (non soggette agli obblighi di
informativi della NFRD)
34 Prestiti e anticipazioni
35 Titoli di debito
36 Strumenti rappresentativi di capitale
37 Società non finanziarie di paesi terzi (non soggette agli obblighi
di informativa della NFRD)
38 Prestiti e anticipazioni
39 Titoli di debito
40 Strumenti rappresentativi di capitale
41 Derivati
42 Prestiti interbancari a vista
43 Disponibilità liquide e attivi in contante
44 Altri attivi (ad esempio avviamento, merci ecc.)
45 Totale degli attivi al denominatore (GAR)
Altri attivi esclusi sia dal numeratore che dal denominatore per il calcolo del GAR
46 Esposizioni sovrane
47 Esposizione verso le banche centrali
48 Portafoglio di negoziazione
49 Totale degli attivi esclusi dal numeratore e dal denominatore
50 Totale attivi

Template 8 - GAR (%) (1 di 4)

a b c d e f g h i j
30/06/2024: KPI sullo stock
Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM) Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA)
% (a fronte del totale degli attivi coperti al
denominatore)
Percentuale di nuovi attivi ammissibili che finanziano settori
pertinenti per la tassonomia
Percentuale di nuovi attivi ammissibili che finanziano settori
pertinenti per la tassonomia
Di cui ecosostenibile Di cui ecosostenibile
Di cui
finanziamenti
specializzati
Di cui di
transizione
Di cui
abilitante
Di cui
finanziamenti
specializzati
Di cui di
adattamento
Di cui
abilitante
1 GAR 27,07% 1,09% - 0,01% 0,06% - - - - -
2 Prestiti e anticipazioni, titoli di debito e strumenti
rappresentativi di capitale non posseduti per la
negoziazione ammissibili per il calcolo del GAR
27,07% 1,09% - 0,01% 0,06% - - - - -
3 Società finanziarie - - - - - - - - - -
4 Enti creditizi - - - - - - - - - -
5 Altre società finanziarie - - - - - - - - - -
6 di cui imprese di investimento - - - - - - - - - -
7 di cui società di gestione - - - - - - - - - -
8 di cui imprese di assicurazione - - - - - - - - - -
9 Società non finanziarie soggette agli
obblighi di informativa della NFRD
0,12% 0,09% - 0,01% 0,06% - - - - -
10 Famiglie 26,94% 1,00% - - - - - - - -
11 di cui prestiti garantiti da immobili
residenziali
26,25% 1,00% - - - - - - - -
12 di cui prestiti per la ristrutturazione
di edifici
1,68% 0,04% - - - - - - - -
13 di cui prestiti per veicoli a motore - - - - - - - - - -
14 Finanziamento delle amministrazioni locali - - - - - - - - - -
15 Finanziamento degli alloggi - - - - - - - - - -
16 Altri finanziamenti delle
amministrazioni locali
- - - - - - - - - -
17 Garanzie reali ottenute acquisendone il possesso:
beni immobili residenziali e non residenziali
- - - - - - - - - -

Template 8 - GAR (%) (2 di 4)

k l m n o p
30/06/2024: KPI sullo stock
% (a fronte del totale degli attivi coperti al
denominatore)
Percentuale di nuovi attivi ammissibili che finanziano settori pertinenti per la tassonomia
Quota degli attivi
totali coperti
Di cui
finanziamenti
specializzati
Di cui di
transizione/adattamento
Di cui abilitante
1 GAR 27,24% 1,09% - 0,01% 0,06% 75,88%
2 Prestiti e anticipazioni, titoli di debito e strumenti
rappresentativi di capitale non posseduti per la
negoziazione ammissibili per il calcolo del GAR
27,24% 1,09% - 0,01% 0,06% 31,71%
3 Società finanziarie 0,17% - - - - 0,64%
4 Enti creditizi 0,02% - - - - 0,07%
5 Altre società finanziarie 0,15% - - - - 0,57%
6 di cui imprese di investimento - - - - - -
7 di cui società di gestione - - - - - 0,00%
8 di cui imprese di assicurazione 0,13% - - - - 0,48%
9 Società non finanziarie soggette agli
obblighi di informativa della NFRD
0,12% 0,09% - 0,01% 0,06% 0,87%
10 Famiglie 26,94% 1,00% - - - 30,20%
11 di cui prestiti garantiti da immobili
residenziali
26,25% 1,00% - - - 20,00%
12 di cui prestiti per la ristrutturazione
di edifici
1,68% 0,04% - - - 1,29%
13 di cui prestiti per veicoli a motore - - - - - -
14 Finanziamento delle amministrazioni locali - - - - - -
15 Finanziamento degli alloggi - - - - - -
16 Altri finanziamenti delle
amministrazioni locali
- - - - - -
17 Garanzie reali ottenute acquisendone il
possesso: beni immobili residenziali e non
residenziali
- - - - - -

Template 8 - GAR (%) (3 di 4)

q r s t u v w x y z
30/06/2024: KPI sui flussi
Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM)
Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA)
% (a fronte del totale degli attivi coperti al denominatore) Percentuale di nuovi attivi ammissibili che finanziano settori
pertinenti per la tassonomia
Percentuale di nuovi attivi ammissibili che finanziano settori
pertinenti per la tassonomia
Di cui ecosostenibile Di cui ecosostenibile
Di cui
finanziamenti
specializzati
Di cui di
transizione
Di cui
abilitante
Di cui
finanziamenti
specializzati
Di cui di
adattamento
Di cui
abilitante
1 GAR 52,39% 0,07% - - - - - - - -
2 Prestiti e anticipazioni, titoli di debito e
strumenti rappresentativi di capitale non
posseduti per la negoziazione ammissibili per il
calcolo del GAR
52,39% 0,07% - - - - - - - -
3 Società finanziarie - - - - - - - - - -
4 Enti creditizi - - - - - - - - - -
5 Altre società finanziarie - - - - - - - - - -
6 di cui imprese di investimento - - - - - - - - - -
7 di cui società di gestione - - - - - - - - - -
8 di cui imprese di assicurazione - - - - - - - - - -
9 Società non finanziarie soggette agli
obblighi di informativa della NFRD
1,17% 0,80% - 0,01% 0,42% - - - - -
10 Famiglie 67,21% 0,04% - - - - - - - -
11 di cui prestiti garantiti da immobili
residenziali
99,59% 0,06% - - - - - - - -
12 di cui prestiti per la ristrutturazione di
edifici
98,42% 0,04% - - - - - - - -
13 di cui prestiti per veicoli a motore - - - - - - - - - -
14 Finanziamento delle amministrazioni locali - - - - - - - - - -
15 Finanziamento degli alloggi - - - - - - - - - -
16 Altri finanziamenti delle
amministrazioni locali
- - - - - - - - - -
17 Garanzie reali ottenute acquisendone il
possesso: beni immobili residenziali e non
residenziali
- - - - - - - - - -

Template 8 - GAR (%) (4 di 4)

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30/06/2024: KPI sui flussi
TOTALE (CCM+CCA)
% (a fronte del totale degli attivi coperti al
denominatore)
Percentuale di nuovi attivi ammissibili che finanziano settori pertinenti per la tassonomia
Quota dei nuovi attivi totali coperti
Di cui finanziamenti Di cui di
specializzati transizione/adattamento Di cui abilitante
1 GAR 52,39% 0,07% - - - 64,88%
2 Prestiti e anticipazioni, titoli di debito e strumenti
rappresentativi di capitale non posseduti per la
negoziazione ammissibili per il calcolo del GAR
52,39% 0,07% - - - 64,88%
3 Società finanziarie 3,99% - - - - 1,62%
4 Enti creditizi 6,55% - - - - 0,92%
5 Altre società finanziarie 3,01% - - - - 0,71%
6 di cui imprese di investimento - - - - - -
7 di cui società di gestione 3,72% - - - - -
8 di cui imprese di assicurazione - - - - - -
9 Società non finanziarie soggette agli
obblighi di informativa della NFRD
1,17% 0,80% - 0,01% 0,42% 3,52%
10 Famiglie 67,21% 0,04% - - - 61,25%
11 di cui prestiti garantiti da immobili
residenziali
99,59% 0,06% - - - 76,39%
12 di cui prestiti per la ristrutturazione di
edifici
98,42% 0,04% - - - 4,47%
13 di cui prestiti per veicoli a motore - - - - - -
14 Finanziamento delle amministrazioni locali - - - - - -
15 Finanziamento degli alloggi - - - - - -
16 Altri finanziamenti delle amministrazioni
locali
- - - - - -
17 Garanzie reali ottenute acquisendone il
possesso: beni immobili residenziali e non
residenziali
- - - - - -

Template 10 - Altre azioni di attenuazione connesse ai cambiamenti climatici non contemplate dal regolamento (UE) 2020/852

Nel Template 10 sono rappresentate le informazioni sulle esposizioni green del Gruppo Credem - bond e loan - che non risultano in linea con lo standard EU Taxonomy, ma che sostengono i clienti nel processo di transizione e adattamento ai cambiamenti climatici. Pertanto, sono considerati ai fini del Template 10 i loans/bond come descritto di seguito:

  • Loans: finanziamenti per i quali è stato possibile verificare lo use of proceeds "Green" dell'attività, vale a dire la modalità con cui i proventi associati al finanziamento sono stati utilizzati. Sono state quindi identificate le operazioni "Green" oggetto di reportistica del Template 10 come esposto di seguito: finanziamenti volti all'acquisto e alla costruzione di green buildings residenziali e commerciali; finanziamenti green collegati a contratti di leasing che hanno come sottostante il bene "impianti fotovoltaici" e finanziamenti finalizzati all'acquisto di pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici (c.d. prodotto "Energia rinnovabile"); finanziamenti green verso controparti corporate (prodotti: Finanziamento transizione ecologica Green/ESG, Finanziamento garanzia SACE green, Finanziamento garanzia Sustainability FEI, Finanziamento con contributo Sabatini Green). Per il recupero delle informazioni necessarie ad identificare i finanziamenti volti all'acquisto e alla costruzione di green buildings residenziali e commerciali idonei ad essere rendicontati nel Template 10, il gruppo Credem si è avvalso di un data provider esterno.
  • Bonds: bonds presenti nel portafoglio di proprietà di Credem per i quali è stata recuperata da un data provider esterno l'indicazione use of proceeds "Green

Modello 10: Altre azioni di attenuazione connesse ai cambiamenti climatici non contemplate dal regolamento (UE) 2020/852

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10.RISCHIO DI CONTROPARTE

Informativa quantitativa

Modello EU CCR1: analisi dell'esposizione al CCR per metodo

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Modello EU CCR2: operazioni soggette a requisiti di fondi propri per il rischio di CVA

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Valore
dell'esposizione
RWEA
1 Totale delle operazioni soggette al metodo avanzato - -
2 i) componente VaR (incluso il moltiplicatore 3×) 00/01/1900 -
3 ii) componente VaR in condizioni di stress (incluso il moltiplicatore 3×) 00/01/1900 -
4 Operazioni soggette al metodo standardizzato 11.543 5.408
EU-4 Operazioni soggette al metodo alternativo (sulla base del metodo dell'esposizione originaria) - -
5 Totale operazioni soggette a requisiti di fondi propri per il rischio di CVA 11.543 5.408

Modello EU CCR3 – Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni regolamentare e ponderazione del rischio (1 di 2)

Fattore di ponderazione del rischio
Classi di esposizioni a b c d e f
0% 2% 4% 10% 20% 50%
1 Amministrazioni centrali o banche
centrali
- - - - - -
2 Amministrazioni regionali o autorità
locali
- - - - - -
3 Organismi del settore pubblico - - - - - -
4 Banche multilaterali di sviluppo - - - - - -
5 Organizzazioni internazionali - - - - - -
6 Enti - 169.176 - - 107.603 21.530
7 Imprese - - - - 2.278 -
8 Esposizioni al dettaglio - - - - - -
9 Esposizioni verso enti e imprese con
valutazione del merito di credito a
breve termine
- - - - - -
10 Altre posizioni - - - - - -
11 Valore dell'esposizione complessiva - 169.176 - - 109.881 21.530

Modello EU CCR3 – Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni regolamentare e ponderazione del rischio (2 di 2)

Fattore di ponderazione del rischio
g h i j k l
Classi di esposizioni 70% 75% 100% 150% Altri Valore
dell'esposizione
complessiva
1 Amministrazioni centrali o banche
centrali
- - - - - -
2 Amministrazioni regionali o autorità
locali
- - - - - -
3 Organismi del settore pubblico - - - - - -
4 Banche multilaterali di sviluppo - - - - - -
5 Organizzazioni internazionali - - - - - -
6 Enti - - 350 - - 298.660
7 Imprese - - 2.858 - - 5.136
8 Esposizioni al dettaglio - 1.286 - - - 1.286
9 Esposizioni verso enti e imprese con
valutazione del merito di credito a
breve termine
- - - - - -
10 Altre posizioni - - - 173 - 173
11 Valore dell'esposizione complessiva - 1.286 3.208 173 - 305.255

Modello EU CCR4 – Metodo IRB: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni e scala di PD

a b c d e f g
AIRB Scala di PD Valore
dell'esposizione
PD media
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l'esposizione
(%)
Numero
di
debitori
LGD media
ponderata
per
l'esposizione
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Durata
media
ponderata
per
l'esposizione
(anni)
RWEA Densità degli
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dell'esposizio
ne ponderati
per il rischio
0,00 a <0,15 2.531 0,04% 112 42,30% 1 268 10,58%
0,15 a <0,25 - - - - - - -
0,25 a <0,50 4.095 0,26% 144 42,13% 2 1.831 44,71%
Esposizioni 0,50 a <0,75 - - - - - - -
verso
imprese -
0,75 a <2,50 1.599 1,05% 115 42,51% 3 1.325 82,85%
PMI 2,50 a <10,00 398 4,36% 21 42,21% 2 495 124,39%
10,00 a <100,00 5 11,39% 6 42,24% 2 8 157,06%
100,00
(Default)
- - - - - - -
Totale parziale 8.629 0,54% 398 42,25% 2 3.927 45,51%
0,00 a <0,15 11.681 0,04% 53 42,03% 1 1.242 10,64%
0,15 a <0,25 - - - - - - -
0,25 a <0,50 3.714 0,26% 87 40,34% 2 1.637 44,08%
Esposizioni
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0,50 a <0,75 - - - - - - -
imprese - 0,75 a <2,50 2.313 1,04% 83 42,74% 2 2.071 89,54%
Altre 2,50 a <10,00 57 4,36% 5 39,92% 3 80 140,65%
Imprese 10,00 a <100,00 65 10,48% 3 42,41% 3 133 203,68%
100,00
(Default)
- 100,00% 1 72,18% 1 - -
Totale parziale 17.830 0,27% 232 41,77% 2 5.163 28,96%
0,00 a <0,15 - - - - - - -
0,15 a <0,25 - - - - - - -
0,25 a <0,50 - - - - - - -
Esposizioni 0,50 a <0,75 - - - - - - -
al dettaglio 0,75 a <2,50 15 1,95% 4 23,37% - 5 31,57%
- altre PMI 2,50 a <10,00 33 4,29% 7 27,05% - 14 41,68%
10,00 a <100,00 10 15,05% 5 26,48% - 6 54,26%
100,00
(Default)
- - - - - - -
Totale parziale 58 5,61% 16 26,01% - 24 41,33%
0,00 a <0,15 - - - - - - -
0,15 a <0,25 - - - - - - -
0,25 a <0,50 - - - - - - -
Esposizioni 0,50 a <0,75 24 0,67% 5 22,81% - 5 20,36%
al dettaglio
- altre non
0,75 a <2,50 18 2,18% 2 17,03% - 4 23,74%
PMI 2,50 a <10,00 - - - - - - -
10,00 a <100,00 - 23,63% 1 14,35% - - -
100,00
(Default)
- - - - - - -
Totale parziale 42 1,54% 8 20,26% - 9 21,96%
Totale portafoglio AIRB 26.558 0,37% 654 41,86% 2 9.123 34,35%

Modello EU CCR5: composizione delle garanzie reali per le esposizioni soggette al CCR

a b c d e f g h
Garanzie reali utilizzate in operazioni su derivati Garanzie reali utilizzate in SFT
Tipo di garanzia reale Fair value (valore equo)
delle garanzie reali
ricevute
Fair value (valore equo)
delle garanzie reali
fornite
Fair value (valore equo)
delle garanzie reali
ricevute
Fair value (valore equo)
delle garanzie reali
fornite
Separate Non
separate
Separate Non
separate
Separate Non
separate
Separate Non
separate
1 Cassa - valuta
nazionale
340.067 - 465.978 709 - - - -
2 Cassa - altre valute - - - - - - - -
3 Debito sovrano
nazionale
- - - - - - - -
4 Altro debito sovrano - - - - - - - -
5 Debito delle agenzie
pubbliche
- - - - - - - -
6 Obbligazioni societarie - - - - - - - -
7 Titoli di capitale - - - - - - - -
8 Altre garanzie reali - - - - - - - -
9 Totale 340.067 - 465.978 709 - - - -

Modello EU CCR8: esposizioni verso CCP

Valore
dell'esposizione
RWEA
a b
1 Esposizioni verso QCCP (totale) 00/01/1900 10.001
2 Esposizioni per negoziazioni presso QCCP (esclusi il margine iniziale e i contributi al
fondo di garanzia) di cui:
169.176 3.384
3 i) derivati OTC 63.077 1.262
4 ii) derivati negoziati in borsa 181 4
5 iii) SFT 105.918 2.118
6 iv) insiemi di attività soggette a compensazione per i quali è stata approvata la
compensazione tra prodotti differenti
- -
7 Margine iniziale separato - 00/01/1900
8 Margine iniziale non separato - -
9 Contributi prefinanziati al fondo di garanzia 529 6.617
10 Contributi non finanziati al fondo di garanzia - -
11 Esposizioni verso non QCCP (totale) 00/01/1900 -
12 Esposizioni per negoziazioni presso non QCCP (esclusi il margine iniziale e i contributi al
fondo di garanzia) di cui:
- -
13 i) derivati OTC - -
14 ii) derivati negoziati in borsa - -
15 iii) SFT - -
16 iv) insiemi di attività soggette a compensazione per i quali è stata approvata la
compensazione tra prodotti differenti
- -
17 Margine iniziale separato - 00/01/1900
18 Margine iniziale non separato - -
19 Contributi prefinanziati al fondo di garanzia - -
20 Contributi non finanziati al fondo di garanzia - -

11. OPERAZIONI DI CARTOLARIZZAZIONE

Informativa qualitativa sulle esposizioni verso la cartolarizzazione

Il Gruppo detiene una partecipazione pari al 10% in Emilia SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita ed avente quale oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

Emilia SPV S.r.l. ha in essere un'operazione di cartolarizzazione revolving, perfezionata da Credem nel corso del 2015, su mutui ipotecari residenziali in bonis erogati dalla Banca alla propria clientela, non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l. e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.

La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).

Le note del tipo "senior", quotate all'Irish Stock Exchange e dotate di rating ufficiale assegnato dalle agenzie accreditate DBRS e Moody's Investor Services (al 30 giugno 2024, giudizio "A high" assegnato da DBRS e "Aa3" da Moody's) pagano, trimestralmente, interessi variabili pari al tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 75 bps, mentre le note "junior", sprovviste di rating, pagano un tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 200 bps. I detentori dei titoli junior hanno inoltre diritto di ricevere a ciascuna data di pagamento e, in base all'ordine di priorità dei pagamenti e fondi disponibili, anche un premio determinato in via residuale, dopo che siano stati corrisposti tutti gli altri importi da corrispondersi in priorità.

I titoli sono strutturati nella forma di partly paid notes ("PPN") e interamente emessi per il loro valore nominale alla data d'emissione (Euro 3.000.000.000 per le note senior ed Euro 900.000.000 per le note junior). Il prezzo delle note è stato corrisposto solo in parte alla data di emissione, mentre le restanti quote di prezzo possono essere pagate in più rate successive differite nel tempo secondo la logica revolving dell'operazione.

Credem ha sottoscritto all'atto dell'emissione, e detiene in portafoglio, il totale delle passività emesse dal veicolo. Pertanto, in base alle norme IFRS9 in materia di "derecognition" (cancellazione contabile), i crediti oggetto della cartolarizzazione rimangono iscritti nell'attivo del bilancio Credem. La struttura revolving dell'operazione permette, inoltre, alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che può durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, rinnovato nel 2021 con scadenza maggio 2026, le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione.

Al 30 giugno 2024, a seguito del perfezionamento di una nuova cessione di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis, il circolante della tranche senior risulta pari ad Euro 2.132.862.077,51 mentre quello della tranche junior risulta pari ad Euro 639.202.760,92.

La tranche senior può essere utilizzata dalla Banca per operazioni di rifinanziamento presso l'Eurosistema. L'operazione è, infatti, finalizzata a costituire una riserva di liquidità e rientra tra le complessive attività di gestione della liquidità poste in essere da Credem.

A Credem, inoltre, sono state riconosciute dalla società veicolo le seguenti opzioni: riacquisto di singoli crediti entro determinati parametri, riacquisto in blocco per i crediti che dovessero diventare eleggibili per l'utilizzo nel programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB S.r.l. e riacquisto di tutto il portafoglio crediti in essere, in blocco e pro soluto (nel rispetto dei vincoli contrattuali previsti).

Nel corso del primo semestre 2024 non sono state effettuate operazioni di riacquisto parziale e/o in blocco di crediti dalla società veicolo.

Attività finanziarie cedute non cancellate integralmente

Come già anticipato in riferimento alla Cartolarizzazione Emilia SPV S.r.l., nel corso dell'esercizio 2015 Credem ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione revolving, relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l., erogati alla propria clientela e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.

A seguito della prima cessione di attivi, perfezionata nel quarto trimestre 2014 ad un prezzo pari ad Euro 1.002.811.119,07, sono state perfezionate, dal 2015 al 30 giugno 2024, nei periodi di seguito indicati, dodici cessioni di altrettanti portafogli di crediti idonei alla società veicolo ad un prezzo pari a:

  • Quarto trimestre 2015: Euro 285.392.481,54
  • Quarto trimestre 2016: Euro 293.707.640,58
  • Quarto trimestre 2017: Euro 245.710.926,70
  • Quarto trimestre 2018: Euro 52.416.789,64
  • Secondo trimestre 2021: Euro 1.304.130.865,63
  • Quarto trimestre 2021: Euro 353.874.864,16
  • Secondo trimestre 2022: Euro 274.726.751,12
  • Quarto trimestre 2022: Euro 190.056.443,89
  • Secondo trimestre 2023: Euro 163.629.812,82
  • Quarto trimestre 2023: Euro 271.235.442,14
  • Secondo trimestre 2024: Euro 140.344.103,48

I crediti sono stati acquistati "pro soluto", ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, dalla società EMILIA SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita e partecipata al 10% da Credem, con oggetto esclusivo consistente nella realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).

Informativa quantitativa

Template EU-SEC1 - Esposizioni in cartolarizzazioni incluse nel portafoglio bancario (1 di 2)

a b c d e f g
L'ente agisce in qualità di cedente
Tradizionali Sintetiche
STS Non-STS Totale
parziale
di cui SRT di cui SRT di cui SRT
1 Totale delle esposizioni - - 2.536.646 2.328 - - 2.536.646
2 Al dettaglio (totale) - - 2.536.646 2.328 - - 2.536.646
3 Mutui ipotecari su immobili
residenziali
- - 2.534.319 - - - 2.534.319
4 Carte di credito - - - - - - -
5 Altre esposizioni al dettaglio - - 2.328 2.328 - - 2.328
6 Ricartolarizzazione - - - - - - -
7 All'ingrosso (totale) - - - - - - -
8 Prestiti a imprese - - - - - - -
9 Mutui ipotecari su immobili non
residenziali
- - - - - - -
10 Leasing e Crediti - - - - - - -
11 Altre all'ingrosso - - - - - - -
12 Ricartolarizzazione - - - - - - -

Template EU-SEC1 - Esposizioni in cartolarizzazioni incluse nel portafoglio bancario (2 di 2)

h i j k l m n o
L'ente agisce in qualità di promotore L'ente agisce in qualità di investitore
Tradizionali Tradizionali
STS Non-STS Sintetiche Totale
parziale
STS Non-STS Sintetiche Totale
parziale
1 Totale delle esposizioni - - - - 311.011 1.677 - 312.688
2 Al dettaglio (totale) - - - - 311.011 1.677 - 312.688
3 Mutui ipotecari su immobili
residenziali
- - - - 185.583 1.677 - 187.260
4 Carte di credito - - - - - - - -
5 Altre esposizioni al dettaglio - - - - 125.428 - - 125.428
6 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
7 All'ingrosso (totale) - - - - - - - -
8 Prestiti a imprese - - - - - - - -
9 Mutui ipotecari su immobili
non residenziali
- - - - - - - -
10 Leasing e Crediti - - - - - - - -
11 Altre all'ingrosso - - - - - - - -
12 Ricartolarizzazione - - - - - - - -

Modello EU SEC3 – Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore (1 di 2)

a b c d e f g h i
Valori dell'esposizione (per fascia di RW/deduzione) Valori dell'esposizione (per metodo
regolamentare)
≤20 %
RW
DA
>20%
A 50%
RW
DA
>50%
A
100%
RW
DA
>100% A
<1250%
RW
1250% RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW/
DEDUZIONI
1 Totale delle
esposizioni
- - - 2.328 - - 2.328 - -
2 Operazioni
tradizionali
- - - 2.328 - - 2.328 - -
3 Cartolarizzazioni - - - 2.328 - - 2.328 - -
4 Al dettaglio - - - 2.328 - - 2.328 - -
5 di cui STS - - - - - - - - -
6 All'ingrosso - - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -
9 Operazioni
sintetiche
- - - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -

Template EU-SEC3 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore (2 di 2)

j k l m n o EU-p EU-q
RWEA (per metodo regolamentare) Requisito patrimoniale dopo l'applicazione del
massimale
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC-SA 1250% RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC-SA 1250%
RW
1 Totale delle
esposizioni
- 2.563 - - - 205 - -
2 Operazioni
tradizionali
- 2.563 - - - 205 - -
3 Cartolarizzazioni - 2.563 - - - 205 - -
4 Al dettaglio - 2.563 - - - 205 - -
5 di cui STS - - - - - - - -
6 All'ingrosso - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
9 Operazioni sintetiche - - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - -

Modello EU SEC4 – Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore (1 di 2)

a b c d e f g h i
Valori dell'esposizione (per fascia di RW/deduzione) Valori dell'esposizione (per metodo
regolamentare)
≤20 %
RW
DA
>20% A
50% RW
DA
>50%
A
100%
RW
DA
>100% A
<1250%
RW
1250% RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW/
DEDUZIONI
1 Totale delle
esposizioni
292.416 20.273 - - - - 312.688 - -
2 Cartolarizzazione
tradizionale
292.416 20.273 - - - - 312.688 - -
3 Cartolarizzazioni 292.416 20.273 - - - - 312.688 - -
4 Sottostante al
dettaglio
292.416 20.273 - - - - 312.688 - -
5 di cui STS 292.322 18.689 - - - - 311.011 - -
6 All'ingrosso - - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -
9 Cartolarizzazione
sintetica
- - - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -

Modello EU SEC4 – Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore (2 di 2)

j k l m n
o
EU-p EU-q
RWEA (per metodo regolamentare) Requisito patrimoniale dopo l'applicazione del
massimale
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW/
DEDUZIONI
1 Totale delle
esposizioni
- 66.950 - - - 5.356 - -
2 Cartolarizzazione
tradizionale
- 66.950 - - - 5.356 - -
3 Cartolarizzazioni - 66.950 - - - 5.356 - -
4 Sottostante al
dettaglio
- 66.950 - - - 5.356 - -
5 di cui STS - 66.140 - - - 5.291 - -
6 All'ingrosso - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - -
9 Cartolarizzazione
sintetica
- - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - -

Modello EU SEC5 – Esposizioni cartolarizzate dall'ente: esposizioni in stato di default e rettifiche di valore su crediti specifiche

a b c
Esposizioni cartolarizzate dall'ente — L'ente agisce in qualità di
cedente o promotore
Importo nominale in essere totale Importo totale delle
di cui esposizioni in
stato di default
rettifiche di valore su
crediti specifiche
effettuate nel
periodo
1 Totale delle esposizioni 2.555.325 21.006 (454)
2 Al dettaglio (totale) 2.555.325 21.006 (454)
3 Mutui ipotecari su immobili residenziali 2.534.319 - (454)
4 Carte di credito - - -
5 Altre esposizioni al dettaglio 21.006 21.006 -
6 Ricartolarizzazione - - -
7 All'ingrosso (totale) - - -
8 Prestiti a imprese - - -
9 Mutui ipotecari su immobili non residenziali - - -
10 Leasing e Crediti - - -
11 Altre all'ingrosso - - -
12 Ricartolarizzazione - - -

12. RISCHIO DI MERCATO

Informativa quantitativa

Si riporta di seguito il template EU MR1 al cui interno è fornito il dettaglio del dell'esposizione ponderata relativa al rischio di mercato, calcolata secondo il metodo standardizzato.

Modello EU MR1: rischio di mercato in base al metodo standardizzato

a
RWEA
Prodotti outright
1 Rischio di tasso di interesse (generico e specifico) 77.099
2 Rischio azionario (generico e specifico) 171.646
3 Rischio di cambio -
4 Rischio di posizioni in merci -
Opzioni
5 Metodo semplificato -
6 Metodo delta plus 39
7 Metodo di scenario -
8 Cartolarizzazione (rischio specifico) -
9 Totale 248.784

13. RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE SULLE POSIZIONI INCLUSE NEL PORTAFOGLIO BANCARIO

Informativa quantitativa

Si riportano nel seguito le informazioni di cui al modello EU IRRBB1 relative all'informativa quantitativa sul rischio di tasso di interesse su posizioni non detenute nel portafoglio di negoziazione.

Modello EU IRRBB1 - Rischio di tasso di interesse su posizioni non detenute nel portafoglio di negoziazione

a b c d
Scenari prudenziali di shock Variazioni del valore economico del capitale
proprio
Variazioni dei proventi da interessi netti
30/06/2024 31/12/2023 30/06/2024 31/12/2023
1 Shock al rialzo parallelo (118.968) (177.469) 112.929 98.345
2 Shock al ribasso parallelo 80.952 111.907 (138.345) (106.124)
3 Steepener (7.615) (16.561)
4 Flattener (8.786) (7.366)
5 Shock up dei tassi a breve (51.079) (67.245)
6 Shock down dei tassi a lungo 25.987 29.801

14. LEVA FINANZIARIA

Informazioni qualitative sul coefficiente di leva finanziaria

Il Regolamento UE 575/2013 ha introdotto a partire dal 1° gennaio 2014 l'obbligo di calcolo del coefficiente di leva finanziaria per limitare l'accumulo di leva finanziaria eccessiva, ovvero di un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri che renda la banca vulnerabile.

In relazione al rischio di leva finanziaria è previsto che le banche si dotino di politiche e procedure aziendali volte a identificare, gestire e monitorare tale rischio.

E' inoltre previsto che le banche gestiscano conservativamente il rischio di eccessiva leva finanziaria considerando i potenziali incrementi di tale rischio dovuti alle riduzioni dei fondi propri della banca causate da perdite attese o realizzate derivanti dalle regole contabili applicabili. A tal fine le banche devono essere in grado di far fronte a diverse situazioni di stress con riferimento al rischio di leva finanziaria eccessiva.

A partire dal 1 gennaio 2015 è stato introdotto l'obbligo di pubblicazione del coefficiente calcolato conformemente all'art. 429 del Regolamento UE 575/2013.

In data 10 ottobre 2014 la Commissione Europea ha emanato il Regolamento Delegato 2015/62 che modifica la definizione di Leva Finanziaria. Il Regolamento Delegato, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE in data 17 gennaio 2015, non introduce un obbligo di requisito specifico legato al coefficiente in oggetto, ma elimina divergenze interpretative e garantisce l'allineamento delle disposizioni del Regolamento (UE) n. 575/2013 alle norme concordate a livello internazionale, in modo da assicurare una migliore comparabilità e pari condizioni di concorrenza.

In data 15 febbraio 2016 sono state pubblicate, attraverso il Regolamento di esecuzione 2016/200 della Commissione, le norme tecniche di attuazione relative all'informativa sul coefficiente di Leva Finanziaria ai sensi del Regolamento UE 575/2013. Inoltre, a partire dal 30 settembre 2016, il coefficiente di leva è calcolato secondo le disposizioni contenute nel Regolamento di esecuzione (UE) n.428/2016 della Commissione che hanno modificato il Regolamento di esecuzione n.680/2014, contente le norme tecniche di attuazione per quanto riguarda le segnalazioni a fini di vigilanza.

Il coefficiente di leva finanziaria è calcolato trimestralmente, sia a livello individuale che a livello consolidato, come rapporto tra il totale delle esposizioni del Gruppo non dedotte nel calcolo del capitale (SFT, derivati, esposizioni fuori bilancio ed altre esposizioni in bilancio) ed il Capitale di Classe 1. A partire dal 31 dicembre 2021, con l'introduzione della CRR2, è previsto un requisito minimo vincolante del 3%.

Informativa quantitativa

Si riportano di seguito le principali informazioni inerenti il coefficiente di leva finanziaria del Gruppo.

Modello EU LR1 - LRSum: Riepilogo della riconciliazione tra attività contabili ed esposizioni del coefficiente di leva finanziaria

a
Importo applicabile
30/06/2024
1 Attività totali come da bilancio pubblicato 65.626.341
2 Rettifica per i soggetti consolidati a fini contabili ma esclusi dall'ambito del consolidamento
prudenziale
(9.080.745)
3 (Rettifica per le esposizioni cartolarizzate che soddisfano i requisiti operativi per il riconoscimento del
trasferimento del rischio)
-
4 (Rettifica per l'esenzione temporanea delle esposizioni verso banche centrali (se del caso)) -
5 (Rettifica per le attività fiduciarie iscritte a bilancio a norma della disciplina contabile applicabile ma
escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1,
lettera i), del CRR)
-
6 Rettifica per gli acquisti e le vendite standardizzati di attività finanziarie soggette alla registrazione
sulla base della data di negoziazione
-
7 Rettifica per le operazioni di tesoreria accentrata ammissibili -
8 Rettifica per gli strumenti finanziari derivati (672.661)
9 Rettifica per le operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT) 54.076
10 Rettifica per gli elementi fuori bilancio (conversione delle esposizioni fuori bilancio in importi
equivalenti di credito)
1.884.716
11 (Rettifica per gli aggiustamenti per la valutazione prudente e gli accantonamenti specifici e generici
che hanno ridotto il capitale di classe 1)
-
EU
11a
(Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente
all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera c), del CRR)
-
EU
11b
(Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente
all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera j), del CRR)
-
12 Altre rettifiche (689.640)
13 Misura dell'esposizione complessiva 57.122.087

Modello EU LR2 - LRCom: Informativa armonizzata sul coefficiente di leva finanziaria

Esposizioni del coefficiente di leva
finanziaria (CRR)
a b
30/06/2024 31/12/2023
Esposizioni in bilancio (esclusi derivati e SFT)
1 Elementi in bilancio (esclusi derivati e SFT, ma comprese le garanzie reali) 54.815.979 59.036.205
2 Maggiorazione per le garanzie reali fornite su derivati se dedotte dalle attività in bilancio in
base alla disciplina contabile applicabile
- -
3 (Deduzioni dei crediti per il margine di variazione in contante fornito in operazioni su
derivati)
(276.300) (464.643)
4 (Rettifica per i titoli ricevuti nell'ambito di operazioni di finanziamento tramite titoli che
sono iscritti come attività)
- -
5 (Rettifiche di valore su crediti generiche degli elementi in bilancio) - -
6 (Importi delle attività dedotte nella determinazione del capitale di classe 1) (413.341) (446.466)
7 Esposizioni in bilancio complessive (esclusi derivati e SFT) 54.126.338 58.125.096
Esposizioni su derivati
8 Costo di sostituzione associato alle operazioni su derivati SA-CCR (al netto del margine di
variazione in contante ammissibile)
16.218 35.948
EU-8a Deroga per derivati: contributo ai costi di sostituzione nel quadro del metodo
standardizzato semplificato
- -
9 Importi delle maggiorazioni per le esposizioni potenziali future associate alle operazioni su
derivati SA-CCR
88.082 91.878
EU-9a Deroga per derivati: contributo all'esposizione potenziale futura nel quadro del metodo
standardizzato semplificato
EU-9b Esposizione calcolata secondo il metodo dell'esposizione originaria - -
10 (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del
cliente) (SA-CCR)
- -
EU-10a (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del
cliente) (metodo standardizzato semplificato)
- -
EU-10b (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del
cliente) (metodo dell'esposizione originaria)
- -
11 Importo nozionale effettivo rettificato dei derivati su crediti venduti - -
12 (Compensazioni nozionali effettive rettificate e deduzione delle maggiorazioni per i derivati
su crediti venduti)
- -
13 Totale delle esposizioni in derivati 104.300 127.826
Esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT)
14 Attività SFT lorde (senza riconoscimento della compensazione) previa rettifica per le
operazioni contabilizzate come vendita
952.657 8.797
15 (Importi compensati risultanti dai debiti e crediti in contante delle attività SFT lorde) - -
16 Esposizione al rischio di controparte per le attività SFT 54.076 189.933
EU-16a Deroga per SFT: esposizione al rischio di controparte conformemente all'articolo 429
sexies, paragrafo 5, e all'articolo 222 del CRR.
- -
17 Esposizioni su operazioni effettuate come agente - -
EU-17a (Componente CCP esentata delle esposizioni su SFT compensate per conto del cliente) - -
18 Totale delle esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli 1.006.733 198.730
Altre esposizioni fuori bilancio
19 Importo nozionale lordo delle esposizioni fuori bilancio 13.422.270 12.961.417
20 (Rettifiche per conversione in importi equivalenti di credito) (11.537.554) (11.198.224)
21 (Accantonamenti generici dedotti nella determinazione del capitale di classe 1 e
accantonamenti specifici associati alle esposizioni fuori bilancio)
- -
22 Esposizioni fuori bilancio 1.884.716 1.763.193
Esposizioni escluse
EU-22a (Esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente
all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera c), del CRR)
- -
EU-22b (Esposizioni esentate conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera j), del CRR (in
bilancio e fuori bilancio))
- -
EU-22c (Esposizioni di banche (o unità) pubbliche di sviluppo escluse - Investimenti del settore
pubblico)
- -
Esposizioni del coefficiente di leva
finanziaria (CRR)
a b
30/06/2024 31/12/2023
EU-22d (Esposizioni di banche (o unità) pubbliche di sviluppo escluse - Prestiti agevolati) - -
EU-22e (Esposizioni escluse derivanti da trasferimenti (passing-through) di prestiti agevolati da
parte di un ente che non sia una banca (o unità) pubblica di sviluppo)
- -
EU-22f (Parti garantite escluse delle esposizioni derivanti da crediti all'esportazione) - -
EU-22g (Garanzie reali in eccesso depositate presso agenti triparty escluse) - -
EU-22h (Servizi connessi a un CSD di CSD/enti esclusi conformemente all'articolo 429 bis,
paragrafo 1, lettera o), del CRR)
- -
EU-22i (Servizi connessi a un CSD di enti designati esclusi conformemente all'articolo 429 bis,
paragrafo 1, lettera p), del CRR)
- -
EU-22j (Riduzione del valore dell'esposizione di prestiti di prefinanziamento o di prestiti intermedi) - -
EU-22k (Totale delle esposizioni escluse) - -
Capitale e misura dell'esposizione complessiva
23 Capitale di classe 1 3.302.826 3.085.617
24 Misura dell'esposizione complessiva 57.122.087 60.214.845
Coefficiente di leva finanziaria
25 Coefficiente di leva finanziaria (%) 5,78% 5,12%
EU-25 Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto dell'esenzione degli investimenti del 5,78% 5,12%
25a settore pubblico e dei prestiti agevolati) (%)
Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea
5,78% 5,12%
26 applicabile delle riserve della banca centrale) (%)
Requisito regolamentare del coefficiente minimo di leva finanziaria (%)
3,00% 3,00%
EU-26a Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (%) - -
EU-26b Di cui costituiti da capitale CET1 - -
27 Requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria (%) - -
EU-27a Requisito del coefficiente di leva finanziaria complessivo (%) 3,00% 3,00%
Scelta in merito a disposizioni transitorie e esposizioni rilevanti
a
Esposizioni del
coefficiente di leva
finanziaria (CRR)
30/06/2024
EU - 1 Totale delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate), di cui 54.539.679
EU - 2 Esposizioni nel portafoglio di negoziazione 79.937
EU - 3 Esposizioni nel portafoglio bancario, di cui 54.459.742
EU - 4 Obbligazioni garantite -
EU - 5 Esposizioni trattate come emittenti sovrani 14.432.502
EU - 6 Esposizioni verso amministrazioni regionali, banche multilaterali di sviluppo, organizzazioni
internazionali e organismi del settore pubblico non trattati come emittenti sovrani
82.409
EU - 7 Esposizioni verso enti 1.771.802
EU - 8 Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili 9.372.557
EU - 9 Esposizioni al dettaglio 8.150.984
EU - 10 Esposizioni verso imprese 18.024.962
EU - 11 Esposizioni in stato di default 281.036
EU - 12 Altre esposizioni (ad es. in strumenti di capitale, cartolarizzazioni e altre attività diverse da crediti) 2.343.490

Modello EU LR3 - LRSpl: disaggregazione delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate)

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