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Credito Emiliano

Regulatory Filings Sep 5, 2023

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Regulatory Filings

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GIUGNO 2023

Credito Emiliano Spa Gruppo Bancario Credito Emiliano - Credem 3032 - Società per Azioni

Sede Sociale e Direzione:

Via Emilia San Pietro n. 4 - 42100 Reggio Emilia Capitale interamente versato 341.320.065 Euro Codice Fiscale 01806740153 - Partita IVA 02823390352 Codice ABI 03032 Banca iscritta all'albo delle banche al n.5350 Banca iscritta all'albo dei Gruppi bancari al n.03032 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Tel.0522 5821 - Telefax 0522 433969 - Telex BACDIR 530658 – Switf Code BACRIT22 Sito Internet: www.credem.it

INDICE

INTRODUZIONE 4
1. Ambito di applicazione 8
2. Fondi propri 12
3. Requisiti informativi generali 31
4. Rischio di Liquidità 34
5. Qualità del credito 44
6. Rischio di credito: informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato 50
7. Rischio di credito: Informativa sui portafogli cui si applicano gli approcci IRB 53
8. Tecniche di attenuazione del rischio di credito 66
9. Informativa sui rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) 67
10. Rischio di controparte 98
11. Operazioni di cartolarizzazione 103
12. Rischio di mercato 109
13. Rischio di tasso di interesse sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario 110
14. Leva Finanziaria 111
Attestazione sugli obblighi di informativa ai sensi della parte otto, art. 431 comma 3
del regolamento (ue) n° 575/2013 del 26 giugno 2013 e successive modifiche ed integrazioni 116
Dichiarazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari 117

INTRODUZIONE

Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 ("CRR") con il quale vengono introdotte nell'Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria con l'articolato insieme di documenti unitariamente denominato "Basilea 3" in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e informativa al pubblico (Terzo pilastro).

Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE ("CRD IV") definiscono il nuovo quadro normativo di riferimento nell'Unione Europea per banche e imprese di investimento. Dal 1° gennaio 2014 CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di regolamentazione o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di supervisione ("ESA"), che danno attuazione alla normativa primaria.

Con l'adozione del regolamento di esecuzione (UE) n. 2021/451 sono state stabilite le norme tecniche di attuazione (Implementing Technical Standards) vincolanti in materia di segnalazioni prudenziali armonizzate delle banche e delle imprese di investimento relative a: fondi propri, rischio di credito e controparte, rischi di mercato, rischio operativo, grandi rischi, rilevazione su perdite ipotecarie, posizione patrimoniale complessiva, liquidità e leva finanziaria.

Relativamente alla vigilanza bancaria, ricordiamo:

  • Il 31 gennaio 2023, la BCE ed EBA hanno lanciato lo stress test sulle banche europee vigilate. La prova di stress a livello di UE ha seguito un approccio bottom-up, con alcuni elementi di tipo top-down. Le banche hanno applicato i propri modelli per elaborare proiezioni sull'impatto degli scenari, nel rispetto di regole rigorose e con il vaglio approfondito delle Autorità competenti.
  • L'8 febbraio, sono stati pubblicati gli esiti del processo di revisione e valutazione prudenziale (supervisory review and evaluation process, SREP) per il 2022. In base ai risultati di questo esercizio, gli enti significativi hanno mantenuto solide posizioni patrimoniali e di liquidità.
  • Il 21 aprile, la BCE ha pubblicato la terza valutazione dei progressi compiuti dalle banche europee nella divulgazione dei rischi climatici e ambientali. Sebbene nell'ultimo anno le banche abbiano aumentato le informazioni che pubblicano, la qualità delle informative è stata considerata ancora troppo bassa per soddisfare i prossimi standard di vigilanza. La BCE si aspetta che le banche continuino ad affrontare tali tematiche migliorando la qualità delle informazioni fornite.
  • Il 23 maggio, è stata resa disponibile la guida finale che chiarisce le pratiche di vigilanza della BCE per le valutazioni delle partecipazioni qualificate. La guida chiarisce in che modo le Autorità di Vigilanza valutano le richieste di acquisizione di partecipazioni qualificate nelle banche. L'obiettivo è quello di rendere più prevedibili le azioni di vigilanza.
  • Il 22 giugno, è stata messa in consultazione una nuova versione della Guida ai modelli interni che chiarisce come le banche dovrebbero procedere per includere nei loro modelli i rischi materiali legati al clima e all'ambiente. Fornisce inoltre chiarimenti per le banche che desiderano tornare all'approccio standardizzato per il calcolo delle proprie attività ponderate per il rischio. La Guida prevede inoltre chiarimenti in merito al rischio di credito di controparte, ovvero il rischio che la controparte di un'operazione possa essere inadempiente.

Nel mese di febbraio 2023, il Parlamento UE ha approvato dei testi di modifica della Direttiva e del Regolamento sui requisiti di capitale (CRD6 e CRR3) che dovrebbero recepire nella legislazione europea la finalizzazione di Basilea 3 (cosiddetta Basilea 4). Attualmente sta proseguendo il trilogo tra i legislatori europei (Commissione, Parlamento e Consiglio europeo) per definire una versione condivisa che dovrebbe essere rilasciata entro la fine dell'anno e applicata dal 2025. Il 24 maggio 2023, è stata presentata una proposta di Direttiva Omnibus che modifica le Direttive: UCITS (sui fondi comuni di investimento), MIFID II (sui servizi di investimento), IDD (sulla distribuzione in ambito assicurativo), AIFMD (sui fondi comuni alternativi), Solvency II (sul regime prudenziale del settore assicurativo). È stata, inoltre, presentata una proposta di modifica al Regolamento PRIIPs (che disciplina il KID, key information document,), al fine di rendere le informazioni chiave che devono essere fornite per i prodotti d'investimento agli investitori più adatte all'evoluzione delle esigenze degli stessi (come per esempio l'utilizzo sui dispositivi digitali) e aumentarne la chiarezza giuridica. Il 28 giugno 2023, in Commissione Europea è stata presentata la proposta normativa in tema di open finance e la proposta di Regolamento per la possibile introduzione dell'euro digitale. Quest'ultima descrive le motivazioni e gli obiettivi di una nuova forma di moneta disponibile al pubblico e contiene un ampio insieme di norme riguardanti, tra l'altro, la base legale, il ruolo dell'Eurosistema e degli intermediari, il trattamento dei dati personali degli utenti.

Il Regolamento EU 2019/876 (CRR2) ha introdotto nuove disposizioni in materia di informativa al pubblico, dando mandato all'EBA nell'art. 434a di elaborare norme tecniche di attuazione in tale ambito. Facendo seguito a queste disposizioni, l'EBA in data 16 ottobre 2019 ha avviato una consultazione pubblica in merito ai nuovi obblighi informativi, conclusasi in data 16 gennaio 2020. Le nuove disposizioni si pongono diversi obbiettivi tra i quali quello uniformare il contenuto dell'informativa attraverso un unico framework normativo in grado di garantire informazioni sufficientemente complete e comparabili. Facendo seguito a tale consultazione, in data 24 giugno 2020 l'EBA ha emanato l'Implementing Technical Standard EBA/ITS/2020/04 "Final draft implementing technical standards on public disclosures by institutions of the information referred to in Titles II and III of Part Eight of Regulation (EU) No 575/2013". L'ITS è stato recepito nel Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637 della Commissione del 15 marzo 2021, pubblicato in data 21 aprile 2021, la cui applicazione è stata avviata a partire dal 28 giugno 2021.

Il contenuto della presente Informativa al Pubblico è disciplinato nella Parte 8 del regolamento CRR e redatto secondo le disposizioni del Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637.

Per ciascun ambito informativo è prevista la predisposizione di templates e tables all'interno delle quali è fornita, rispettivamente, l'informativa quantitativa e qualitativa richiesta. Per facilitare la predisposizione delle informazioni di carattere quantitativo, oltre che per garantire maggiore coerenza e qualità dei dati forniti, l'EBA ha predisposto, quando applicabili, specifici raccordi tra le informazioni presenti all'interno dei templates e le informazioni presenti nelle segnalazioni di vigilanza.

Il Consiglio d'Amministrazione con apposita delibera nella seduta del 7 agosto 2023 ha espresso specifico parere, ai sensi dell'art. 435 comma 1 delle lettere e) ed f) del Regolamento UE 575/2013 del 26/03/2013, in merito a:

  • l'adeguatezza delle misure di gestione dei rischi della Capogruppo descritti nel presente documento;
  • l'allineamento tra i sistemi di gestione dei rischi posti in essere e il profilo di rischio e la strategia dell'ente, così come definiti e approvati in ambito Risk Appetite Framework e descritti nel presente documento.

Per una completa informativa sui rischi e la governance si rimanda anche alla Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giugno 2023, alla Relazione sulla Gestione al 31 dicembre 2022, al Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2022 ed alla Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari per l'esercizio 2022. I documenti sono pubblicati sul sito www.credem.it.

Le informazioni quantitative sono rappresentate in migliaia di euro e, se non diversamente specificato, si riferiscono al perimetro prudenziale del Gruppo Bancario.

L'informativa al Pubblico è pubblicata sul sito internet www.credem.it.

Riferimento ai requisiti regolamentari CRR Parte Otto

La tabella che segue riporta la collocazione nel documento Pillar 3 dei requisiti informativi introdotti dal Commission Implementing Regulation (EU) 2021/637 applicabili al Gruppo Credem al 30 giugno 2023.

Capitolo Pillar III Articolo
CRR
Tabella / Modello Note
Modello EU CC1: composizione dei fondi propri regolamentari
2. Fondi propri 437 Modello EU CC2: riconciliazione dei fondi propri regolamentari con lo stato patrimoniale nel
bilancio sottoposto a revisione contabile
440 Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo
della riserva di capitale anticiclica
Modello EU CCyB2: importo della riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente
3. Requisiti informativi 438 Modello EU OV1: quadro sinottico degli importi complessivi dell'esposizione al rischio
generali 438 e 447 Modello EU KM1: metriche principali
Modello EU LIQ1: informazioni quantitative dell'LCR
4. Rischio di liquidità 451a Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile
Tabella EU LIQB: informazioni qualitative sull'LCR, ad integrazione del modello EU LIQ1
Modello EU CQ1: qualità creditizia delle esposizioni oggetto di misure di concessione
Modello EU CQ2: qualità della concessione 2
Modello EU CQ4: qualità delle esposizioni deteriorate per zona geografica
Modello EU CQ5: qualità creditizia dei prestiti e delle anticipazioni per settore 2
1
2
Modello EU CQ6: valutazione delle garanzie reali - prestiti e anticipazioni
5. Qualità del credito 442 Modello EU CQ7: garanzie reali ottenute acquisendone il possesso e tramite procedure di
escussione
Modello EU CQ8: garanzie reali ottenute acquisendone il possesso e tramite procedure di
escussione - disaggregazione per anzianità
Modello EU CR1: esposizioni in bonis ed esposizioni deteriorate e relativi accantonamenti
Modello EU CR1-A: durata delle esposizioni
Modello EU CR2: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati
Modello EU CR2a: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati e relativi recuperi
netti accumulati
2
6. Rischio di credito:
informazioni relative
453 e 444 Modello EU CR4 - Metodo standardizzato: esposizione al rischio di credito ed effetti della CRM
ai portafogli
assoggettati al
metodo
standardizzato
444 Modello EU CR5: metodo standardizzato
452 Modello EU CR6 - Metodo IRB: esposizioni al rischio di credito per classe di esposizioni e
intervallo di PD
7. Rischio di credito:
Informativa sui
453 Modello EU CR7 - Metodo IRB: effetto sugli importi delle esposizioni ponderati per il rischio dei
derivati su crediti utilizzati nell'ambito delle tecniche di CRM
portafogli cui si Modello EU CR7-A - Metodo IRB: informativa sulla misura di utilizzo delle tecniche di CRM
applicano gli approcci
IRB
438 Modello EU CR8: prospetto degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di credito in base al
metodo IRB
Modello EU CR10.5: Esposizioni in strumenti di capitale in base al metodo della ponderazione
semplice
8. Tecniche di
attenuazione del
rischio di credito
453 Modello EU CR3 - Tecniche di CRM - Quadro d'insieme: informativa sull'uso di tecniche di
attenuazione del rischio di credito
Tabella 1 - Informazioni qualitative sui rischi ambientali
Tabella 2 - Informazioni qualitative sui rischi sociali
9. Informativa sui
rischi ambientali,
sociali e di
449 Tabella 3 - Informazioni qualitative sui rischi di governance
governance (ESG) Modello 1: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia
delle esposizioni per settore, emissioni e vita residua
Modello 2: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: Prestiti garantiti
da immobili - Efficienza energetica della garanzia
Capitolo Pillar III Articolo
CRR
Tabella / Modello Note
Modello 4: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: esposizioni
verso le prime 20 aziende ad alta intensità di carbonio
Modello 5 – Rischio fisico relativo ai cambiamenti climatici: Esposizioni soggette a rischio fisico
Modello 10 - Altre azioni di mitigazione del cambiamento climatico che non sono contemplate
nel Regolamento (EU) 2020/852
Modello EU CCR1: analisi dell'esposizione al CCR per metodo
439 Modello EU CCR2: operazioni soggette a requisiti di fondi propri per il rischio di CVA
439 e 444 Modello EU CCR3 - Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni
regolamentare e ponderazione del rischio
10. Rischio di 439 e 452 Modello EU CCR4 - Metodo IRB: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni e scala di
PD
1
1
1
1
1
1
1
controparte Modello EU CCR5: composizione delle garanzie reali per le esposizioni soggette al CCR
439 Modello EU CCR6: esposizioni in derivati su crediti
438 Modello EU CCR7: prospetti degli RWEA delle esposizioni soggette al CCR nell'ambito dell'IMM
439 Modello EU CCR8: esposizioni verso CCP
Modello EU SEC1: esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione
Modello EU SEC2: esposizioni verso la cartolarizzazione incluse nel portafoglio di negoziazione
11. Operazioni di
cartolarizzazione
449 Modello EU SEC3 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e
relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore
Modello EU SEC4 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e
relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore
Modello EU SEC5 - Esposizioni cartolarizzate dall'ente: esposizioni in stato di default e rettifiche
di valore su crediti specifiche
Modello EU MR1: rischio di mercato in base al metodo standardizzato
445 Modello EU MR2-A: rischio di mercato in base al metodo dei modelli interni (IMA)
12. Rischio di mercato 438 Modello EU MR2-B: prospetti degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di mercato in base
al metodo IMA
Modello EU MR3: valori IMA per i portafogli di negoziazione
455 Modello EU MR4: raffronto tra stime del VaR e profitti/perdite
13. Rischio di tasso di
interesse sulle
posizioni incluse nel
portafoglio bancario
448 IRRBB1: esposizione al rischio di tasso di interesse su posizioni non incluse nel portafoglio di
negoziazione
Modello EU LR1 - LRSum: riepilogo della riconciliazione tra attività contabili e esposizioni del
coefficiente di leva finanziaria
14. Leva finanziaria 451 Modello EU LR2 - LRCom: informativa armonizzata sul coefficiente di leva finanziaria
Modello EU LR3 - LRSpl: disaggregazione delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e
esposizioni esentate)

1: modello o tabella non applicabile al 30 giugno 2023.

2: modello non predisposto in quanto l'ammontare degli NPL è inferiore alla soglia del 5%.

I Modelli EU CR10.1, EU CR10.2, EU CR10.3 ed EU CR10.4 Esposizioni da finanziamenti specializzati non risultano prodotti in quanto non applicabili al 30 giugno 2023.

Come meglio specificato nel Capitolo 5 "Qualità del credito", i template soggetti alla soglia del 5% dell'NPL ratio non sono pubblicati al 30 giugno 2023 in quanto l'ammontare degli NPL risultava inferiore a tale soglia.

Il raffronto dei dati del periodo in corso con quelli del periodo precedente è stato predisposto nei casi rischiesti dai templates EBA.

1. AMBITO DI APPLICAZIONE

Credito Emiliano Spa

Capogruppo del Gruppo Bancario, Credito Emiliano – Credem.

Area e metodi di consolidamento

Il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Credem comprende il bilancio di Credito Emiliano spa e delle società da questa controllate, includendo nel perimetro di consolidamento anche le società operanti in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo. Analogamente, sono incluse anche le società veicolo (SPE/SPV) quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.

Sono considerate controllate le imprese nelle quali la Capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede più della metà dei diritti di voto o quando, pur con una quota di diritti di voto inferiore, la Capogruppo ha il potere di nominare la maggioranza degli amministratori della partecipata o di determinare le politiche finanziarie ed operative della stessa. Nella valutazione dei diritti di voto si tiene conto anche dei diritti "potenziali" che siano correntemente esercitabili o convertibili in diritti di voto effettivi in qualsiasi momento.

Sono considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell'attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull'attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.

Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali la capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali" come sopra definiti) o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.

Le partecipazioni controllate sono consolidate con il metodo integrale, mentre le interessenze non di controllo e di joint venture sono consolidate in base al metodo del patrimonio netto.

Criteri e principi di consolidamento

I criteri adottati per la redazione del bilancio consolidato sono i seguenti:

  • in occasione del primo consolidamento, il valore di carico delle partecipazioni in società consolidate integralmente o proporzionalmente è annullato a fronte del patrimonio netto delle società stesse (ovvero delle quote di patrimonio netto che le partecipazioni stesse rappresentano). La contabilizzazione degli acquisti nelle società avviene in base al "metodo dell'acquisto" come definito dall' IFRS 3, ossia con rilevazione di attività, passività e passività potenziali delle imprese acquisite al fair value alla data di acquisizione, cioè dal momento in cui si ottiene l'effettivo controllo della società acquisita. Pertanto, i risultati economici di una controllata acquisita nel corso del periodo di riferimento sono inclusi nel bilancio consolidato a partire dalla data della sua acquisizione. Parimenti, i risultati economici di una controllata ceduta sono inclusi nel bilancio consolidato fino alla data in cui il controllo è cessato;
  • le eventuali eccedenze del valore di carico delle partecipazioni di cui al punto precedente rispetto alla corrispondente frazione di patrimonio netto, adeguato con l'effetto del fair value delle attività o passività, se positive sono rilevate quali avviamento nella voce "Attività immateriali", se negative sono imputate a conto economico;
  • per gli eventuali acquisti di ulteriori quote partecipative successive all'acquisizione del controllo, disciplinati specificatamente dal principio contabile IAS27, le eventuali differenze positive o negative, come sopra determinate, che vengono a sorgere a seguito di tali acquisti successivi sono imputate direttamente a patrimonio;
  • ad ogni data di bilancio (od ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) viene verificata l'adeguatezza del valore dell'avviamento (c.d. impairment test). A tal fine viene identificata l'unità generatrice di flussi finanziari cui attribuire l'avviamento. L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è dato dall'eventuale differenza negativa tra il valore di iscrizione dell'avviamento ed il suo valore di recupero, determinato come il maggiore tra il fair value dell'unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d'uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico;

  • gli elementi di attivo, passivo e conto economico vengono integralmente acquisiti "linea per linea";

  • le partite debitorie e creditorie, le operazioni fuori bilancio nonché i proventi e gli oneri ed i profitti e le perdite traenti origine da rapporti tra società oggetto di consolidamento integrale, sono tra di loro elisi;
  • le quote di patrimonio netto e di utile di periodo di pertinenza dei "terzi" azionisti delle società consolidate, sono incluse in apposite voci, rispettivamente, del passivo di stato patrimoniale e del conto economico;
  • per il consolidamento delle società con metodo integrale sono stati utilizzate le situazioni contabili semestrali al 30 giugno 2023 e approvate dalle singole società, eventualmente rese conformi ai principi contabili internazionali seguiti nella predisposizione della situazione consolidata;
  • il valore di libro delle partecipazioni rilevanti, detenute dalla capogruppo, o da altre società del gruppo, afferenti società consolidate con il metodo del patrimonio netto, è raffrontato con la pertinente quota di patrimonio delle partecipate. L'eventuale eccedenza del valore di libro risultante in prima applicazione al bilancio consolidato – è inclusa nel valore contabile della partecipata. Le variazioni nel valore patrimoniale, intervenute negli anni successivi a quello di prima applicazione, sono iscritte a voce 250 del conto economico consolidato ("utili (perdite) delle partecipazioni") nella misura in cui le variazioni stesse siano riferibili a utili o perdite delle partecipate;
  • se esistono evidenze che il valore di una partecipazione rilevante possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento. Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata nel conto economico;
  • per il consolidamento delle partecipazioni in società collegate sono state utilizzate, ove disponibili, le risultanze delle situazioni semestrali al 30 giugno 2023 approvate dai rispettivi Consigli di Amministrazione; in loro mancanza sono stati considerati i dati degli ultimi bilanci approvati (generalmente quelli al 31 dicembre 2022).

AREA DI CONSOLIDAMENTO

Note:

le percentuali esprimono i diritti di voto esercitabili direttamente e indirettamente le partecipazioni in chiaro sono valutate con il metodo del patrimonio netto

Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 4,54% di MYNET Srl Società Benefit (MYNET). Alla quota detenuta da Credemtel sono stati attribuiti diritti di voto pari al 5% del totale dei diritti di voto.

In tale contesto:

  • Credemtel non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;

  • Credemtel però ha il potere il veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credemtel anche gli altri soci non sono in grado di incidere sulla società.

In relazione a MYNET la posizione di Credemtel è pertanto quella:

  • di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;
  • che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte degli altri soci.

Gli accordi in essere tra i soci di MYNET contemplano, a favore di Credemtel, il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione) oltre alla designazione di un sindaco effettivo (con ruolo di presidente del collegio sindacale) ed uno supplente. Siccome non vi sono nell'ambito di MYNET voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.

Non ci sono impedimenti né sostanziali né giuridici che ostacolano il rapido trasferimento di risorse patrimoniali o di fondi all'interno del Gruppo.

2. FONDI PROPRI

A partire dal 1° gennaio 2014 è applicabile la disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013 e modificata dal Regolamento (UE) 2019/876 (CRR II), che traspongono nell'Unione europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (cd. framework Basilea 3). Il CRR ha avuto diretta efficacia negli Stati membri, mentre la disciplina contenuta nella CRD IV è stata recepita nell'ordinamento nazionale dalla Banca d'Italia il 17 dicembre 2013 con la pubblicazione della Circolare 285 «Disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche» (e successive modifiche e integrazioni). Tale regolamentazione prevede la seguente articolazione dei Fondi Propri:

Capitale di Classe 1 (Tier 1 Capital), composto a propria volta da:

  • o Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 CET1);
  • o Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 AT1);

Capitale di Classe 2 (Tier 2 - T2).

La somma del Capitale di Classe 1 e del Capitale di Classe 2 compone il Totale dei Fondi Propri (Total Capital).

Componente principale del Tier 1 è il Common Equity, composto principalmente da strumenti di capitale (es. azioni ordinarie al netto delle azioni proprie), sovrapprezzi di emissione, riserve di utili, utile del periodo non distribuito, riserve da valutazione, interessi di minoranza computabili, al netto degli elementi in deduzione.

La categoria dell'AT1 ricomprende gli strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie (che sono computabili nel Common Equity) e che rispettano i requisiti normativi per l'inclusione in tale livello dei Fondi propri una volta applicate le deduzioni degli elementi e le deroghe previste dalla normativa citata in premessa.

Il Capitale di Classe 2 (Tier 2) è composto dagli elementi quali principalmente le passività subordinate computabili e le eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese per le posizioni ponderate secondo i metodi IRB, una volta applicate le deduzioni e le deroghe previste dalla normativa citata in premessa.

I requisiti minimi di capitale applicabili al Gruppo al 30 giugno 2023 sono pari ai seguenti ratio patrimoniali in coerenza con l'articolo 92 del CRR:

  • CET1 ratio: 4,50%
  • T1 ratio: 6,00%
  • Total Capital ratio: 8,00%

In aggiunta a tali livelli patrimoniali, per il 2023 il Gruppo deve inoltre rispettare i seguenti requisiti:

1,00% requisito di Pillar 2 (Pillar 2 Requirement) richiesto in coerenza con i risultati SREP;

  • 2,50%: riserva di conservazione del capitale ("CCB" buffer), in coerenza con l'articolo 129 della CRD IV;
  • 0,0253%: riserva di capitale anticiclica (CCyB buffer), in coerenza con l'articolo 130 della CRD IV, calcolata trimestralmente.

Pertanto, al 30 giugno 2023, il Gruppo deve rispettare i seguenti requisiti complessivi:

  • CET1 ratio: 8,00%
  • T1 ratio: 9,5%
  • Total Capital ratio: 11,5%.

Il requisito aggiuntivo assegnato dall'organo di vigilanza (il Pillar 2 Requirement), rispetto ai livelli regolamentari di patrimonio vigenti nel 2020, sarebbe pari all'1%; il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) ha comunicato, in data 8 aprile 2020, la decisione di modificare il requisito prudenziale da detenere originariamente interamente sotto forma di capitale primario di classe 1 (CET1), con l'obiettivo di supportare le banche vigilate date le circostanze straordinarie determinate dalla diffusione del Covid-19. Il requisito potrà, in virtù di tale decisione, essere rispettato con un minimo del 56,25% di CET1 capital e con un 75% di Tier1 capital. Tale decisione, ha avuto effetto retroattivo a partire dal 12 marzo 2020 si è tradotta nei seguenti coefficienti minimi per il 2020: 7,56%, 9,25% ed 11,5% a livello, rispettivamente, di CET1 ratio, TIER1 Ratio e Total Capital Ratio.

Il 28 aprile 2020 è intervenuta, per sostenere il credito verso imprese e famiglie, anche la Commissione Europea con una comunicazione interpretativa relativamente ai principi contabili IFRS9 nonché alcune modifiche mirate volte ad anticipare l'applicazione di alcune regole (estensione dello SME Supporting Factor, ponderazione della Cessione del Quinto al 35% e la "non deducibilità" dal CET1 capital di alcuni investimenti in software) già previste dal Regolamento sui requisiti patrimoniali (CRR2).

Con particolare riferimento agli impatti regolamentari del modello di impairment del principio IFRS9, in data 27 dicembre 2017 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il Regolamento UE n. 2017/2395 emesso in data 12 dicembre 2017 dal Parlamento Europeo e dal Consiglio ("Regolamento"), che modifica il regolamento 2013/575 contenente l'aggiornamento della c.d. "CRR" ed introduce, tra le altre cose, disposizioni transitorie volte ad attenuare l'impatto dell'introduzione dell'IFRS 9 sui fondi propri. Tale normativa fornisce sostanzialmente alle Banche due opzioni: i) di adottare un "approccio graduale" (cd. "phase-in") di iscrizione dell'impatto derivante dall'applicazione dell'IFRS 9 in relazione nuovo metodo ECL; o ii) di iscrivere l'impatto totale dell'IFRS 9 al 1° gennaio 2018.

A tale riguardo il Gruppo, ai sensi del suindicato Regolamento, ha comunicato formalmente all'Autorità di Vigilanza in data 26 gennaio 2018 la propria decisione di non avvalersi del regime transitorio.

Successivamente, in data 3 aprile 2020, il Comitato di Basilea ha formulato alcuni principi relativi alle possibili modifiche delle disposizioni transitorie per il trattamento dell'ECL, al fine di mitigare gli effetti negativi dell'emergenza sanitaria.

L'articolo 473 bis del CRR contiene appunto disposizioni transitorie che consentono agli enti di reintegrare nel capitale primario di classe 1 (CET1) una parte di eventuali aumenti degli accantonamenti dovuti all'introduzione della contabilità delle perdite attese su crediti a norma dell'IFRS 9. Le disposizioni transitorie constano di due elementi: una componente statica e una dinamica. La componente statica consente agli enti creditizi di neutralizzare parzialmente l'"effetto del primo giorno" sul capitale primario di classe 1 dell'aumento degli accantonamenti contabili dovuto all'introduzione dell'IFRS 9. La componente dinamica consente alle banche di neutralizzare parzialmente l'effetto dell'ulteriore aumento (ossia quello successivo al primo giorno) degli accantonamenti per le attività finanziarie che non sono deteriorate. Le vigenti disposizioni transitorie riguardano il periodo 2018-2022.

L'applicazione dell'IFRS 9 durante la crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19 comporterà un aumento repentino e significativo degli accantonamenti per perdite attese su crediti poiché per molte esposizioni potrebbe essere necessario calcolare le perdite attese lungo tutta la vita dell'esposizione. Per attenuare l'impatto potenziale, a seguito della crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19, che un aumento improvviso degli accantonamenti per perdite attese su crediti potrebbe avere sulla capacità degli enti di concedere prestiti ai clienti nel momento in cui è più necessario, è stato deciso di prorogare le disposizioni transitorie.

Queste modifiche hanno permesso di ridefinire il periodo transitorio di cinque anni avviato nel 2018. Il nuovo periodo transitorio consentirà quindi agli enti finanziari di adeguare la calibrazione delle disposizioni per il reintegro degli accantonamenti nel capitale primario di classe 1 nel periodo 2020-2024. Per garantire che questo alleggerimento aggiuntivo sia mirato alle perdite attese su crediti derivanti dalle circostanze eccezionali legate alla pandemia di Covid19, la data di riferimento degli accantonamenti soggetti al regime transitorio prorogato è spostata dal 1º gennaio 2018 al 1º gennaio 2020.

Le modifiche all'articolo 473 bis, paragrafo 9, del CRR consentono agli enti che avevano scelto in precedenza di non avvalersi delle disposizioni transitorie di rivedere tale decisione in qualsiasi momento durante il periodo transitorio, previa approvazione da parte della rispettiva autorità competente. Inoltre, l'articolo 473 bis, paragrafo 9, del CRR offre agli enti la possibilità di applicare solo la componente dinamica. Il Gruppo, a seguito delle suddette modifiche apportate all'articolo 473, bis, non si è avvalso di rivedere tale decisione riguardante il regime transitorio.

In base alle disposizioni dettate dagli articoli 11, paragrafi 2 e 3, e 13, paragrafo 2, del Regolamento CRR, le banche controllate da una "società di partecipazione finanziaria madre" sono tenute a rispettare i requisiti stabiliti dal predetto regolamento sulla base della situazione consolidata della società di partecipazione finanziaria medesima. Tali disposizioni hanno pertanto reso necessaria la modifica del perimetro di consolidamento del Gruppo ai fini della vigilanza prudenziale, portando a calcolare i ratio patrimoniali a livello di Credemholding, società controllante al 78,96% di Credem Spa. Tale livello comporta differenze di rilievo rispetto alle analoghe rilevazioni misurate sul perimetro che fa capo a Credito Emiliano Spa, dovute al trattamento più restrittivo riservato dalle norme vigenti al computo del cosiddetto "patrimonio di terzi". A partire dal mese di ottobre 2017 il Gruppo è stato inserito dall'Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Tale provvedimento riflette la situazione di business al dicembre 2016, data alla quale il Gruppo superava le soglie previste dalle norme in materia.

E' doveroso segnalare preliminarmente che la vigilanza sui conglomerati finanziari è esercitata attraverso presidi supplementari, che integrano quelli già operativi a livello di Gruppo Bancario e di specifici settori di attività.

Il soggetto coordinatore della sopra illustrata vigilanza rafforzata, essendo preminente nel Gruppo il business bancario, è rappresentato dalla Banca Centrale Europea.

Conseguentemente il primo di marzo del 2018 la Banca Centrale Europea ha autorizzato il Gruppo a non dedurre dal calcolo dei fondi propri regolamentari la partecipazione totalitaria detenuta nell'impresa di assicurazione Credemvita.

Tale autorizzazione, derivante dall'applicazione dell'articolo 49 del Regolamento (EU) n.575/2103 ("CRR"), è applicabile qualora il Gruppo faccia parte della lista di quelli che, in base ai parametri di vigilanza, svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo (conglomerati finanziari).

Ai sensi del regolamento (UE) n.575/2013 (CRR), art.26, comma 2, la quota dell'utile netto del 1° semestre 2023, al netto della quota destinabile ai dividendi, è stata inserita nel calcolo dei Fondi Propri in quanto la Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giugno 2023 è stata assoggettata a revisione contabile.

Il requisito patrimoniale complessivo al 30 giugno 2023 è di 1.595,7 milioni di euro a fronte di Fondi Propri per 3.414,6 milioni di euro con un margine disponibile di 1.818,9 milioni di euro, pari ad oltre il 53% dei Fondi Propri.

Le indicazioni sui coefficienti patrimoniali evidenziano il Common Equity Tier 1 ratio al 14,36%, il Tier 1 Capital ratio al 14,68% e il Total capital ratio al 17,12%.

FONDI PROPRI - INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

30/06/2023 31/12/2022
A. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) prima dell'applicazione dei filtri
prudenziali
3.250.184 2.900.546
B. Filtri prudenziali del CET1 (+/-) 44.953 48.417
C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio (A +/- B) 3.295.137 2.948.963
D. Elementi da dedurre dal CET1 (430.095) (425.288)
E. Regime transitorio - Impatto su CET1 (+/-), inclusi gli interessi di minoranza oggetto di
disposizioni transitorie
- -
F. Totale Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) (C – D +/-E) 2.865.042 2.523.675
G. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) al lordo degli elementi da dedurre e
degli effetti del regime transitorio
62.451 57.938
H. Elementi da dedurre dall'AT1 - -
I. Regime transitorio - Impatto su AT1 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi
nell'AT1 per effetto di disposizioni transitorie
- -
L. Totale Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) (G - H +/- I) 62.451 57.938
M. Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime
transitorio
487.069 481.545
N. Elementi da dedurre dal T2 - -
O. Regime transitorio - Impatto su T2 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi
nel T2 per effetto di disposizioni transitorie
- -
P. Totale Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) (M - N +/- O) 487.069 481.545
Q. Totale fondi propri (F + L + P) 3.414.562 3.063.158

La disclosure prevista in materia di fondi propri è richiesta dal Regolamento 2021/637, ed è riportata nel template EU CC1- Composizione dei Fondi propri regolamentari.

Modello EU CC1: composizione dei fondi propri regolamentari

a) b)
Importi Fonte basata su
numeri /lettere di
riferimento dello
stato patrimoniale
nell'ambito del
30/06/2023 consolidamento
prudenziale
Capitale primario di classe 1 (CET1): strumenti e riserve
1 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni 302.320 9, 10
Di cui: Azioni ordinarie 49.437 10
2 Utili non distribuiti - 8
3 Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) 2.432.865 1 – 2 – 3 - 4
EU-3a Fondi per rischi bancari generali (47.500)
4 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 3, del CRR e le
relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal CET1
-
5 Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) 378.437 11 – 12
-13 – 14 – 15 - 19
EU-5a Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o
dividendi prevedibili
184.062 20
6 Capitale primario di classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari 3.250.184
Capitale primario di classe 1 (CET1): rettifiche regolamentari
7 Rettifiche di valore supplementari (importo negativo) (7.024)
8 Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) (importo negativo) (332.402) 10 - 11 - 12
9 Non applicabile -
10 Attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura, escluse quelle
derivanti da differenze temporanee (al netto delle relative passività fiscali per le
quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR)
(importo negativo)
-
11 Riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei
flussi di cassa degli strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo
51.977 1-5
12 Importi negativi risultanti dal calcolo degli importi delle perdite attese (44.022)
13 Qualsiasi aumento del patrimonio netto risultante da attività cartolarizzate
(importo negativo)
-
14 I profitti o le perdite sulle passività dell'ente valutate al valore equo dovuti a
variazioni del merito di credito
-
15 Attività dei fondi pensione a prestazioni definite (importo negativo) -
16 Propri strumenti del CET1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o
sinteticamente (importo negativo)
(1.967) 10
17 Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una
partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi
propri dell'ente (importo negativo)
-
18 Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente
direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un
investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10 % e
al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
-
19 Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente
direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento
significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10% e al netto di
posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
-
20 Non applicabile -
EU-20a Importo dell'esposizione dei seguenti elementi, che possiedono i requisiti per
ricevere un fattore di ponderazione del rischio pari al 1250%, quando l'ente opta
per la deduzione
-
a) b)
Importi Fonte basata su
numeri /lettere di
riferimento dello
stato patrimoniale
nell'ambito del
30/06/2023 consolidamento
prudenziale
EU-20b Di cui partecipazioni qualificate al di fuori del settore finanziario (importo
negativo)
-
EU-20c Di cui posizioni verso la cartolarizzazione (importo negativo) -
EU-20d Di cui operazioni con regolamento non contestuale (importo negativo) -
21 Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo superiore
alla soglia del 10 %, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono
soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (importo
negativo)
-
22 Importo che supera la soglia del 17,65 % (importo negativo) -
23 Di cui strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente
direttamente, indirettamente e sinteticamente, quando l'ente ha un investimento
-
24 Non applicabile -
25 Di cui attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee -
EU-25a Perdite relative all'esercizio in corso (importo negativo) -
EU-25b Tributi prevedibili relativi agli elementi del CET1, ad eccezione dei casi in cui l'ente
adatta di conseguenza l'importo degli elementi del CET1 nella misura in cui tali
tributi riducano l'importo fino a concorrenza del quale questi elementi possono
essere destinati alla copertura di rischi o perdite (importo negativo)
-
26 Non applicabile -
27 Deduzioni ammissibili dal capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) che superano gli
elementi dell'AT1 dell'ente (importo negativo)
-
27a Altre rettifiche regolamentari (51.704)
28 Totale delle rettifiche regolamentari del capitale primario di classe 1 (CET1) (385.142)
29 Capitale primario di classe 1 (CET1) 2.865.042
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): strumenti
30 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni -
31 Di cui classificati come patrimonio netto a norma dei principi contabili
applicabili
-
32 Di cui classificati come passività a norma dei principi contabili applicabili -
33 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 4, del CRR e le
relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dall'AT1
-
EU-33a Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 bis, paragrafo 1, del CRR
soggetti a eliminazione graduale dall'AT1
-
EU-33b Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 ter, paragrafo 1, del CRR
soggetti a eliminazione graduale dall'AT1
-
34 Capitale di classe 1 ammissibile incluso nel capitale AT1 consolidato (compresi gli
interessi di minoranza non inclusi nella riga 5) emesso da filiazioni e detenuto da
terzi
62.451
35 di cui strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva -
36 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) prima delle rettifiche regolamentari 62.451
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): rettifiche regolamentari
37 Propri strumenti di AT1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o
sinteticamente (importo negativo)
-
38 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una
partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi
propri dell'ente (importo negativo
-
a) b)
Importi Fonte basata su
numeri /lettere di
riferimento dello
stato patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento
30/06/2023 prudenziale
39 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento
significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di
posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
-
40 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in
tali soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
-
41 Non applicabile -
42 Deduzioni ammissibili dal capitale di classe 2 (T2) che superano gli elementi del T2
dell'ente (importo negativo)
-
42a Altre rettifiche regolamentari del capitale AT1 -
43 Totale delle rettifiche regolamentari del capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) -
44 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) 62.451
45 Capitale di classe 1 (T1 = CET1 + AT1) 2.927.493
Capitale di classe 2 (T2) strumenti
46 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni 403.801 2 - 3
47 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 5, del CRR e le
relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal T2 ai
sensi dell'articolo 486, paragrafo 4, del CRR
-
EU-47a Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 bis, paragrafo 2, del CRR
soggetti a eliminazione graduale dal T2
-
EU-47b Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 ter, paragrafo 2, del CRR
soggetti a eliminazione graduale dal T2
-
48 Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel capitale T2 consolidato (compresi
gli interessi di minoranza e strumenti di AT1 non inclusi nella riga 5 o nella riga 34)
emessi da filiazioni e detenuti da terzi
83.268 2 - 3
49 di cui strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva -
50 Rettifiche di valore su crediti -
51 Capitale di classe 2 (T2) prima delle rettifiche regolamentari 487.069
Capitale di classe 2 (T2): rettifiche regolamentari
52 Strumenti propri di T2 e prestiti subordinati detenuti dall'ente direttamente,
indirettamente o sinteticamente (importo negativo)
-
53 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti
direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono
con l'ente una partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare
artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo)
-
54 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti
direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un
investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10 % e
al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
-
54a Non applicabile -
a) b)
Importi Fonte basata su
numeri /lettere di
riferimento dello
stato patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento
30/06/2023 prudenziale
55 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti
dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un
investimento significativo in tali soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili)
(importo negativo)
-
56 Non applicabile -
EU-56a Deduzioni di passività ammissibili che superano gli elementi delle passività
ammissibili dell'ente (importo negativo)
-
EU-56b Altre rettifiche regolamentari del capitale T2 -
57 Totale delle rettifiche regolamentari del capitale di classe 2 (T2) -
58 Capitale di classe 2 (T2) 487.069
59 Capitale totale (TC = T1 + T2) 3.414.562
60 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 19.945.912
Coefficienti e requisiti patrimoniali, comprese le riserve di capitale
61 Capitale primario di classe 1 14,36% -
62 Capitale di classe 1 14,68% -
63 Capitale totale 17,12% -
64 Requisiti patrimoniali complessivi CET1 dell'ente 7,59% -
65 Di cui requisito della riserva di conservazione del capitale 2,50% -
66 Di cui requisito della riserva di capitale anticiclica 0,0253% -
67 Di cui requisito della riserva a fronte del rischio sistemico - -
EU-67a Di cui requisito della riserva di capitale degli enti a rilevanza sistemica a livello
globale (G-SII) o degli altri enti a rilevanza sistemica (O-SII)
- -
EU-67b Di cui requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio
di leva finanziaria eccessiva
0,56% -
68 Capitale primario di classe 1 (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio)
disponibile dopo aver soddisfatto i requisiti patrimoniali minimi
7,93% -
Minimi nazionali (se diversi da Basilea III)
69 Non applicabile - -
70 Non applicabile - -
71 Non applicabile - -
Importi inferiori alle soglie di deduzione (prima della ponderazione del rischio)
72 Fondi propri e passività ammissibili di soggetti del settore finanziario detenuti
direttamente o indirettamente, quando l'ente non ha un investimento significativo
in tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte
ammissibili)
- -
73 Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente
direttamente o indirettamente, quando l'ente ha un investimento significativo in
tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 17,65 % e al netto di posizioni corte
ammissibili)
- -
74 Non applicabile - -
75 Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo inferiore
alla soglia del 17,65 %, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono
soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR)
207.155 -
Massimali applicabili per l'inclusione di accantonamenti nel capitale di classe 2
76 Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al
metodo standardizzato (prima dell'applicazione del massimale)
- -
a) b)
Importi Fonte basata su
numeri /lettere di
riferimento dello
stato patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento
30/06/2023 prudenziale
77 Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del
metodo standardizzato
76.210 -
78 Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al
metodo basato sui rating interni (prima dell'applicazione del massimale)
- -
79 Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del
metodo basato sui rating interni
69.201 -
Strumenti di capitale soggetti a eliminazione progressiva (applicabile soltanto tra l'1 gennaio 2014 e l'1 gennaio 2022)
80 Massimale corrente sugli strumenti di CET1 soggetti a eliminazione progressiva - -
81 Importo escluso dal CET1 in ragione del massimale (superamento del massimale
dopo i rimborsi e le scadenze)
- -
82 Massimale corrente sugli strumenti di AT1 soggetti a eliminazione progressiva - -
83 Importo escluso dall'AT1 in ragione del massimale (superamento del massimale
dopo i rimborsi e le scadenze)
- -
84 Massimale corrente sugli strumenti di T2 soggetti a eliminazione progressiva - -
85 Importo escluso dal T2 in ragione del massimale (superamento del massimale
dopo i rimborsi e le scadenze)
- -

Modello EU CC2: riconciliazione dei fondi propri regolamentari con lo SP nel bilancio sottoposto a revisione contabile

a b c
Stato
patrimoniale
incluso nel
bilancio
pubblicato
Nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
Riferimento
30/06/2023 30/06/2023
Attività - Ripartizione per classi di attività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato
1 Cassa e disponibilità liquide 4.542.443 4.529.857
2 Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto a conto economico
4.969.018 157.017
3 Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
8.419.202 4.938.476
4 Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
43.125.708 43.017.790
5 Derivati di copertura 780.725 780.725
6 Adeguamento di valore delle attività finanziarie
oggetto di copertura generica (+/-)
(138.494) (138.494)
7 Partecipazioni 53.430 500.522
8 Attività assicurative 17.906 -
9 Attività materiali 452.567 451.314
10 Attività immateriali, di cui: 492.295 498.262 8 Attività immateriali (al netto delle
relative passività fiscali)
11 Avviamento 318.027 329.748 8 Attività immateriali (al netto delle
relative passività fiscali)
12 Altre immobilizzazioni immateriali 174.268 168.514 8 Attività immateriali (al netto delle
relative passività fiscali)
13 Attività fiscali 683.179 285.012
14 Attività non correnti e gruppi di attività in via di
dismissione
- -
15 Altre attività 1.088.293 1.064.942
16 Totale attività 64.486.272 56.085.423
Passività - Ripartizione per classi di passività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato
1 Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
48.861.598 48.817.486
2 di cui - titoli in circolazione 3.904.591 3.797.154 46 - 48 Strumenti di capitale e le relative
riserve sovrapprezzo azioni.
3 di cui - passività subordinate: Strumenti
computabili nel capitale di classe 2
403.802 403.802 46 - 48 Strumenti di fondi propri
ammissibili inclusi nel capitale T2
consolidato (compresi gli interessi
di minoranza e strumenti di AT1
non inclusi nella riga 5 o nella riga
34) emessi da filiazioni e detenuti
da terzi
4 Passività finanziarie di negoziazione 26.736 26.736
5 Passività finanziarie designate al fair value 3.851.862 -
6 Derivati di copertura 890.269 890.269
7 Adeguamento di valore delle passività
finanziarie oggetto di copertura generica (+/-)
(190.916) (190.916)
8 Passività fiscali 454.633 194.531
9 Passività associate a gruppi di attività in via di
dismissione
- -
10 Altre passività 2.444.298 2.451.008
11 Trattamento di fine rapporto del personale 53.329 52.372
12 Fondi per rischi e oneri 167.175 166.990
13 Passività assicurative 4.250.176 -
14 Totale passività 60.809.160 52.408.476
a b c
Stato
patrimoniale
incluso nel
bilancio
pubblicato
Nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
Riferimento
30/06/2023 30/06/2023
Capitale proprio
1 Riserve da valutazione, di cui: (47.500) (47.502) 3, 11 Altre componenti di conto
economico complessivo
accumulate (e altre riserve);
riserve di valore equo relative ai
profitti e alle perdite generati dalla
copertura dei flussi di cassa degli
strumenti finanziari che non sono
valutati al valore equo
2 Riserve da valutazione di titoli HTCS (391.038) (391.038) 3 Altre componenti di conto
economico complessivo
accumulate (e altre riserve)
3 Riserve da valutazione degli utili perdite
attuariali nette
(4.571) (4.573) 3 Altre componenti di conto
economico complessivo
accumulate (e altre riserve)
4 Altri elementi positivi - Leggi speciali di
rivalutazione
106.553 106.553 3 Altre componenti di conto
economico complessivo
accumulate (e altre riserve)
5 Riserve di cash flow hedge (51.977) (51.977) 11 Riserve di valore equo relative ai
profitti e alle perdite generati dalla
copertura dei flussi di cassa degli
strumenti finanziari che non sono
valutati al valore equo
6 Ricavi o costi di natura finanziaria
relativi ai contratti assicurativi emessi
294.201 294.201
7 Ricavi o costi di natura finanziaria
relativi alle cessioni in riassicurazione
(668) (668)
8 Riserve 2.432.864 2.432.865 2 Utili non distribuiti
9 Sovrapprezzi di emissione 252.884 252.884 1 Strumenti di capitale e le relative
riserve sovrapprezzo azioni
10 Capitale 49.437 49.437 1, 16 Strumenti di capitale e le relative
riserve sovrapprezzo azioni; propri
strumenti del CET1 detenuti
dall'ente direttamente,
indirettamente o sinteticamente
(importo negativo)
11 Partimonio di pertinenza di terzi (+/-) 752.999 752.836 5 Interessi di minoranza (importo
consentito nel CET1 consolidato)
12 di cui Riserve da valutazione: (29.894) (29.889) 5 Interessi di minoranza (importo
consentito nel CET1 consolidato)
13 Riserve da valutazione di titoli HTCS (104.221) (104.221) 5 Interessi di minoranza (importo
consentito nel CET1 consolidato)
14 Riserve da valutazione degli tuili perdite
attuariali nette
(1.223) (1.218) 5 Interessi di minoranza (importo
consentito nel CET1 consolidato)
15 Altri elementi positivi - Leggi speciali di
rivalutazione
11.170 11.170 5 Interessi di minoranza (importo
consentito nel CET1 consolidato)
16 Riserve di cash flow hedge (13.853) (13.853)
17 Ricavi o costi di natura finanziaria
relativi ai contratti assicurativi emessi
78.411 78.411
18 Ricavi o costi di natura finanziaria
relativi alle cessioni in riassicurazione
(178) (178)
19 di cui Riserve e utili 501.229 501.076 5 Interessi di minoranza (importo
consentito nel CET1 consolidato)
20 Utile (Perdita) di periodo (+/-) 236.428 236.427 EU-5a Utili di periodo verificati da persone
indipendenti al netto di tutti gli
oneri o dividendi prevedibili
21 Capitale proprio totale 3.677.112 3.676.947

Le principali differenze tra i valori contabili riportati nel bilancio pubblicato ed i valori contabili nell'ambito del consolidamento prudenziale afferiscono al perimetro di consolidamento. Nel primo caso le società esterne al Gruppo prudenziale sono consolidate

integralmente mentre nel secondo caso sono consolidate con il metodo del patrimonio netto. Le società esterne al Gruppo prudenziale al 30 giuno 2023 sono:

  • Credemvita Spa;
  • Sata Srl;
  • Blue Eye Solutions Srl.

Modello EU CCA: principali caratteristiche degli strumenti di fondi propri regolamentari e degli strumenti di passività ammissibili

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L'adeguatezza patrimoniale del conglomerato finanziario

Dati in milioni di euro 30/06/2023 31/12/2022
A Totale dei mezzi patrimoniali del conglomerato 3.587,2 3.391,4
B Requisiti patrimoniali delle componenti bancarie 2.092,6 2.030,0
C Margine di solvibilità richiesto delle componenti assicurative 347,6 360,1
D Totale delle esigenze patrimoniali del conglomerato (B+C) 2.440,2 2.390,1
E Eccedenza (deficit) del conglomerato (A-D) 1.147,0 1.001,3

A partire dal mese di ottobre 2017 il Gruppo è stato inserito dall'Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Tale provvedimento rifletteva la situazione di business al dicembre 2016, data alla quale il Gruppo superava le soglie previste dalle norme in materia. Le società assicurative sottoposte alla vigilanza supplementare sono Credemvita, controllata in modo esclusivo dal Gruppo e Credemassicurazioni, controllata in modo congiunto con Reale Mutua Assicurazioni.

I mezzi patrimoniali del conglomerato finanziario Credem eccedono il totale delle esigenze patrimoniali richieste per 1.147,0 milioni di euro. Nel calcolo dei requisiti patrimoniali del conglomerato finanziario si è adottato, per il 2023, un Total Capital Ratio del 11,5%, così come comunicato dalla Banca Centrale Europea nel mese di dicembre 2022 a seguito degli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP). In data 15 dicembre 2022, la Banca Centrale Europea (BCE) ha confermato anche per il 2023, il requisito di Pillar 2 (P2R) di Credem all'1,00%, come già in essere per il 2022.

Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo della riserva di capitale anticiclica (1 di 2)

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Esposizioni creditizie generiche Esposizioni creditizie rilevanti — Rischio
di mercato
Ripartizione per paese Valore
dell'esposizione
secondo il metodo
standardizzato
Valore
dell'esposizione
secondo il metodo
IRB
Somma delle
posizioni lunghe e
corte delle
esposizioni
contenute nel
portafoglio di
negoziazione
secondo il metodo
standardizzato
Valore delle
esposizioni nel
portafoglio di
negoziazione
secondo i modelli
interni
Valore
dell'esposizione
delle esposizioni
verso la
cartolarizzazione
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portafoglio di
negoziazione
Valore
dell'esposizione
complessiva
Abu Dhabi 257 - - - - 257
Australia 1.313 106 - - - 1.419
Austria 378 4 - - - 382
Belgio 18.554 872 - - - 19.426
Brasile 56 444 - - - 500
Bulgaria 257 47 - - - 304
Ceca (Repubblica) 642 691 - - - 1.333
Croazia 707 14 - - - 721
Francia 132.931 - 19.849 - 164.061 316.841
Germania 37.038 3.130 772 - 54.571 95.511
Hong Kong 41 - - - - 41
India 37 5 - - - 42
Irlanda 398 4 40.979 - 20.826 62.207
Italia 5.821.920 33.426.812 34.905 - 36.251 39.319.888
010 Lussemburgo 31.876 5 17.986 - 62.974 112.841
Norvegia 1.014 - - - - 1.014
Paesi Bassi 204.656 145 256 - 105.179 310.236
Panama 981 - - - - 981
Polonia 1.901 444 - - - 2.345
Principato di Monaco 1.654 112 - - - 1.766
Regno Unito 201.820 1.998 382 - 538 204.738
Romania 1.260 149 - - - 1.409
Singapore 192 9 - - - 201
Slovacchia 13 - - - - 13
Spagna 20.183 - 1.857 - 69.297 91.337
Stati Uniti 510.480 49.483 26.040 - - 586.003
Svezia 2.892 1 - - - 2.893
Svizzera 48.858 1.777 7 - - 50.642
Ungheria 674 216 - - - 890
Altri Paesi 8.791 12.544 104 - - 21.439
020 Totale 7.051.774 33.499.012 143.137 - 513.697 41.207.620

Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo della riserva di capitale anticiclica (2 di 2)

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Requisiti di fondi propri
Ripartizione per paese Esposizioni
creditizie
rilevanti —
Rischio di
credito
Esposizioni
creditizie
rilevanti —
Rischio di
mercato
Esposizioni
creditizie
rilevanti —
Posizioni verso la
cartolarizzazione
esterne al
portafoglio di
negoziazione
Totale Importi delle
esposizioni
ponderati per il
rischio
Fattori di
ponderazione dei
requisiti di fondi
propri
Coefficiente
anticiclico
Abu Dhabi 12 - - 12 154 0,0009% -
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Austria 20 - - 20 246 0,0015% -
Belgio 1.595 - - 1.595 19.936 0,1201% -
Brasile 8 - - 8 94 0,0006% -
Bulgaria 14 - - 14 175 0,0011% 1,50%
Ceca (Repubblica) 69 - - 69 857 0,0052% 2,50%
Croazia 49 - - 49 616 0,0037% 0,50%
Francia 5.290 1.588 2.624 9.502 118.783 0,7155% 0,50%
Germania 3.059 157 873 4.089 51.117 0,3079% 0,75%
Hong Kong 2 - - 2 22 0,0001% 1,00%
India 2 - - 2 23 0,0001% -
Irlanda 25 7.644 347 8.016 100.205 0,6036% 0,50%
Italia 1.247.331 5.115 1.349 1.253.795 15.672.415 94,4002% -
010 Lussemburgo 1.252 5.673 995 7.920 99.005 0,5963% 0,50%
Norvegia 43 - - 43 542 0,0033% 2,50%
Paesi Bassi 7.320 13 1.714 9.047 113.092 0,6812% 1,00%
Panama 78 - - 78 980 0,0059% -
Polonia 122 - - 122 1.527 0,0092% -
Principato di Monaco 134 - - 134 1.680 0,0101% -
Regno Unito 7.853 14 9 7.876 98.429 0,5929% 1,00%
Romania 93 - - 93 1.167 0,0070% 0,50%
Singapore 9 - - 9 110 0,0007% -
Slovacchia 1 - - 1 8 0,0000% 1,00%
Spagna 874 149 1.109 2.132 26.640 0,1605% -
Stati Uniti 20.409 17 - 20.426 255.316 1,5379% -
Svezia 195 - - 195 2.441 0,0147% 2,00%
Svizzera 2.051 1 - 2.052 25.642 0,1545% -
Ungheria 36 - - 36 449 0,0027% -
Altri Paesi 776 6 - 782 9.788 0,0590% -
020 Totale 1.298.774 20.377 9.020 1.328.171 16.602.107 100% -

Modello EU CCyB2: importo della riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente

a
1 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 19.945.912
2 Coefficiente anticiclico specifico dell'ente 0,025%
3 Requisito di riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente 5.038

3. REQUISITI NFORMATIVI GENERALI

Si riporta nel seguito il Modello EU OV1 contenente un quadro d'insieme degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e dei requisiti totali di fondi propri, ed il Modello EU KM1 circa le principali metriche prudenziali e regolamentari al 30 giugno 2023.

Informativa quantitativa

Modello EU OV1: quadro sinottico degli importi complessivi dell'esposizione al rischio

rischio (TREA) Importi complessivi dell'esposizione al Requisiti totali di
fondi propri
a b c
30/06/2023 31/03/2023 30/06/2023
1 Rischio di credito (escluso il CCR) 17.458.483 16.557.110 1.396.679
2 Di cui metodo standardizzato 5.941.502 6.018.225 475.321
3 Di cui metodo IRB di base (F-IRB) - - -
4 Di cui metodo di assegnazione - - -
EU 4a Di cui strumenti di capitale soggetti al metodo della
ponderazione semplice
1.790.415 1.355.342 143.233
5 Di cui metodo IRB avanzato (A-IRB) 9.726.566 9.183.543 778.125
6 Rischio di controparte (CCR) 67.591 70.291 5.407
7 Di cui metodo standardizzato 24.751 25.530 1.980
8 Di cui metodo dei modelli interni (IMM) - - -
EU 8a Di cui esposizioni verso una CCP 3.654 4.225 292
EU 8b Di cui aggiustamento della valutazione del credito (CVA) 8.565 4.764 685
9 Di cui altri CCR 30.621 35.772 2.450
15 Rischio di regolamento - - -
16 Esposizioni verso le cartolarizzazioni esterne al portafoglio di
negoziazione (tenendo conto del massimale)
112.752 123.439 9.020
17 Di cui metodo SEC-IRBA - - -
18 Di cui metodo SEC-ERBA (compreso IAA) 112.752 123.439 9.020
19 Di cui metodo SEC-SA - - -
EU 19a Di cui 1250% / Deduzioni - - -
20 Rischi di posizione, di cambio e di posizione in merci (rischio di
mercato)
285.645 280.989 22.852
21 Di cui metodo standardizzato 285.645 280.989 22.852
22 Di cui IMA - - -
EU 22a Grandi esposizioni - - -
23 Rischio operativo 2.021.442 2.021.442 161.715
EU 23a Di cui metodo base - - -
EU 23b Di cui metodo standardizzato 2.021.442 2.021.442 161.715
EU 23c Di cui metodo avanzato di misurazione - - -
24 Importo al di sotto delle soglie per la deduzione (soggetto a fattore
di ponderazione del rischio del 250 %)
517.888 538.458 41.431
29 Totale 19.945.912 19.053.271 1.595.673

Modello EU KM1: metriche principali

a b c d e
30/06/2023 31/03/2023 31/12/2022 30/09/2022 30/06/2022
Fondi propri disponibili (importi)
1 Capitale primario di classe 1 (CET1) 2.865.042 2.665.177 2.523.675 2.424.353 2.452.518
2 Capitale di classe 1 2.927.493 2.725.202 2.581.613 2.481.746 2.512.127
3 Capitale totale 3.414.562 3.220.158 3.063.158 2.958.798 2.791.043
Importi delle esposizioni ponderati per il rischio
4 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 19.945.912 19.053.271 18.395.214 17.722.692 18.221.427
Coefficienti di capitale (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio)
5 Coefficiente del capitale primario di classe 1 (%) 14,36% 13,99% 13,72% 13,68% 13,46%
6 Coefficiente del capitale di classe 1 (%) 14,68% 14,30% 14,03% 14,00% 13,79%
7 Coefficiente di capitale totale (in %) 17,12% 16,90% 16,65% 16,69% 15,32%
Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva (in percentuale dell'importo
dell'esposizione ponderato per il rischio)
EU 7a Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi
diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva (in %)
1,00% 1,00% 1,00% 1,00% 1,00%
EU 7b Di cui costituiti da capitale CET1 (punti percentuali) 0,56% 0,56% 0,56% 0,56% 0,56%
EU 7c Di cui costituiti da capitale di classe 1 (punti percentuali) 0,75% 0,75% 0,75% 0,75% 0,75%
EU 7d Requisiti di fondi propri SREP totali (%) 9,00% 9,00% 9,00% 9,00% 9,00%
Requisito combinato di riserva e requisito patrimoniale complessivo (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio
8 Riserva di conservazione del capitale (%) 2,50% 2,50% 2,50% 2,50% 2,50%
EU 8a Riserva di conservazione dovuta al rischio macroprudenziale
o sistemico individuato a livello di uno Stato membro (%)
- - - - -
9 Riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente (%) 0,0253% 0,0149% 0,0153% 0,0017% 0,0027%
EU 9a Riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (%) - - - - -
10 Riserva degli enti a rilevanza sistemica a livello globale (%) - - - - -
EU 10a Riserva di altri enti a rilevanza sistemica (%) - - - - -
11 Requisito combinato di riserva di capitale (%) 2,53% 2,52% 2,52% 2,50% 2,50%
EU 11a Requisiti patrimoniali complessivi (%) 11,53% 11,52% 11,52% 11,50% 11,50%
12 CET1 disponibile dopo aver soddisfatto i requisiti di fondi
propri SREP totali (%)
7,93% 7,55% 7,28% 7,25% 6,32%
Coefficiente di leva finanziaria
13 Misura dell'esposizione complessiva 56.069.040 59.707.805 56.510.977 58.381.948 57.433.010
14 Coefficiente di leva finanziaria (%) 5,22% 4,56% 4,57% 4,25% 4,37%
Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (in percentuale della misura dell'esposizione complessiva)
EU 14a Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di
leva finanziaria eccessiva (in %)
- - - - -
EU 14b di cui costituiti da capitale CET1 (punti percentuali) - - - - -
EU 14c Requisiti del coefficiente di leva finanziaria totali SREP (%) 3,00% 3,00% 3,00% 3,00% 3,00%
Riserva del coefficiente di leva finanziaria e requisito complessivo del coefficiente di leva finanziaria (in percentuale della misura
dell'esposizione totale)
EU 14d Requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria (%) - - - - -
EU 14e Requisito del coefficiente di leva finanziaria complessivo (%) 3,00% 3,00% 3,00% 3,00% 3,00%
Coefficiente di copertura della liquidità
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) (valore
ponderato - media)
10.623.064 10.574.037 10.460.985 10.599.548 11.291.798
a b c d e
30/06/2023 31/03/2023 31/12/2022 30/09/2022 30/06/2022
EU 16a Deflussi di cassa - Valore ponderato totale 6.233.495 6.158.616 6.091.782 6.126.017 6.115.141
EU 16b Afflussi di cassa - Valore ponderato totale 1.542.879 1.508.446 1.458.196 1.387.531 1.314.234
16 Totale dei deflussi di cassa netti (valore corretto) 4.690.616 4.650.169 4.633.586 4.738.486 4.800.907
17 Coefficiente di copertura della liquidità (%) 226,69% 227,92% 226,33% 224,19% 235,50%
Coefficiente netto di finanziamento stabile
18 Finanziamento stabile disponibile totale 36.464.865 35.782.018 36.723.668 38.112.885 39.375.270
19 Finanziamento stabile richiesto totale 27.291.937 26.988.172 26.868.716 26.208.363 27.014.038
20 Coefficiente NSFR (%) 133,61% 132,58% 136,68% 145,42% 145,76%

4. RISCHIO DI LIQUIDITA'

Informativa quantitativa

Si riportano nel seguito i modelli EU LIQ1, EU LIQB, quest'ultimo relativo alle principali informazioni di carattere qualitativo a completamento del template EU LIQ1, ed EU_LIQ2.

Il template EU LIQ1 contiene informazioni circa LCR, buffer di liquidità, deflussi di cassa, afflussi di cassa e attività liquide di elevata qualità.

Modello EU LIQ1: informazioni quantitative dell'LCR

Ambito consolidato di Gruppo a b c d e f g h
Totale valore non ponderato (media) Totale valore ponderato (media)
EU 1a Trimestre che termina il 30.06.2023 31.03.2023 31.12.2022 30.09.2022 30.06.2023 31.03.2023 31.12.2022 30.09.2022
EU 1b Numero di punti di dati usati per il
calcolo delle medie
12 12 12 12 12 12 12 12
ATTIVITÀ LIQUIDE DI ELEVATA QUALITÀ
1 Totale delle attività liquide di elevata
qualità (HQLA)
10.623.064 10.574.037 10.460.985 10.599.548
DEFLUSSI DI CASSA
2 Depositi al dettaglio e depositi di
piccole imprese, di cui
25.045.608 25.461.894 25.507.658 25.282.784 1.855.754 1.892.845 1.893.731 1.873.532
3 Depositi stabili 16.909.027 17.076.339 17.113.289 16.986.454 845.451 853.817 855.664 849.323
4 Depositi meno stabili 8.136.581 8.385.555 8.394.369 8.296.330 1.010.302 1.039.028 1.038.067 1.024.209
5 Finanziamento all'ingrosso non
garantito
9.057.571 8.674.800 8.362.815 8.493.881 3.224.288 3.159.290 3.128.757 3.279.728
6 Depositi operativi (tutte le controparti)
e depositi in reti di banche cooperative
3.203.972 2.992.801 2.700.621 2.536.524 727.515 678.102 608.048 567.163
7 Depositi non operativi (tutte le
controparti)
5.850.453 5.670.218 5.650.411 5.883.091 2.493.627 2.469.406 2.508.927 2.638.299
8 Debito non garantito 3.146 11.782 11.782 74.266 3.146 11.782 11.782 74.266
9 Finanziamento all'ingrosso garantito 260 312 312 313
10 Obblighi aggiuntivi 1.164.948 1.086.892 969.600 861.287 783.389 701.057 588.839 483.518
11 Deflussi connessi ad esposizioni in
derivati e altri obblighi in materia di
garanzie reali
757.502 675.210 563.451 458.433 757.502 675.210 563.451 458.433
12 Deflussi connessi alla perdita di
finanziamenti su prodotti di debito
- - - - - - - -
13 Linee di credito e di liquidità 407.446 411.682 406.149 402.854 25.887 25.848 25.388 25.085
14 Altre obbligazioni di finanziamento
contrattuali
184.780 232.098 309.331 318.249 184.780 232.098 309.331 318.249
15 Altre obbligazioni di finanziamento
potenziali
8.067.232 7.901.720 7.825.696 7.784.319 185.024 173.013 170.810 170.679
16 TOTALE DEI DEFLUSSI DI CASSA 6.233.495 6.158.616 6.091.782 6.126.017
AFFLUSSI DI CASSA
Ambito consolidato di Gruppo a b c d e f g h
Totale valore non ponderato (media) Totale valore ponderato (media)
EU 1a Trimestre che termina il 30.06.2023 31.03.2023 31.12.2022 30.09.2022 30.06.2023 31.03.2023 31.12.2022 30.09.2022
EU 1b Numero di punti di dati usati per il
calcolo delle medie
12 12 12 12 12 12 12 12
17 Prestiti garantiti (ad es. contratti di
vendita con patto di riacquisto
passivo)
97.601 37.127 5.262 4.584 3.514 1.172 - -
18 Afflussi da esposizioni pienamente in
bonis
1.418.723 1.399.206 1.343.704 1.271.527 750.565 736.187 704.153 665.185
19 Altri afflussi di cassa 3.787.757 3.732.899 3.671.177 3.530.410 788.799 771.087 754.043 722.346
EU-19a (Differenza tra gli afflussi ponderati
totali e i deflussi ponderati totali
derivanti da operazioni in paesi terzi in
cui vigono restrizioni al trasferimento
o che sono denominate in valute non
convertibili)
- - - -
EU-19b (Afflussi in eccesso da un ente
creditizio specializzato connesso)
- - - -
20 TOTALE DEGLI AFFLUSSI DI CASSA 5.304.081 5.169.233 5.020.143 4.806.522 1.542.879 1.508.446 1.458.196 1.387.531
EU-20a Afflussi totalmente esenti - - - - - - - -
EU-20b Afflussi soggetti al massimale del 90 % - - - - - - - -
EU-20c Afflussi soggetti al massimale del 75 % 5.304.081 5.169.233 5.020.143 4.806.522 1.542.879 1.508.446 1.458.196 1.387.531
VALORE CORRETTO TOTALE
EU-21 RISERVA DI LIQUIDITÀ 10.623.064 10.574.037 10.460.985 10.599.548
22 TOTALE DEI DEFLUSSI DI CASSA NETTI 4.690.616 4.650.169 4.633.586 4.738.486
23 COEFFICIENTE DI COPERTURA DELLA
LIQUIDITÀ
227% 228% 226% 224%

Informazioni qualitative sull'LCR, ad integrazione del modello EU LIQ1

I drivers principali dell'LCR sono rappresentati da:

  • riserva ECB (impatto sul liquidity buffer);
  • raccolta retail e corporate (impatto al denominatore).

Nel periodo analizzato, l'indicatore LCR non presenta particolari variazioni rispetto al valore del trimestre precedente.

L'attuale concentrazione delle fonti di raccolta è:

  • attività in pronti contro termine.;
  • retail e corporate deposit.

Nel periodo considerato la composizione media del buffer è stata:

  • circa 62% cassa e riserva ECB;

  • circa 33% titoli L1;

  • circa 5% altri.

In merito alle esposizioni in derivati e potenziali richieste di garanzie reali, la stima del valore massimo registrato sulla serie storica delle variazioni mensili degli ultimi 2 anni è di circa 568 milioni.

L'euro è la sola divisa significativa. Eventuali acquisti in divisa estera sono rifinanziati nella medesima divisa.

Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 30 giugno 2023

a b c d e
Valore non ponderato per durata residua
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a
< 1 anno
≥ 1 anno Valore
ponderato
Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF)
1 Elementi e strumenti di capitale 3.312.635 - - 487.069 3.799.705
2 Fondi propri 3.312.635 - - 487.069 3.799.705
3 Altri strumenti di capitale 00/01/1900 - - - -
4 Depositi al dettaglio 00/01/1900 23.879.689 622.222 58.368 22.946.094
5 Depositi stabili 00/01/1900 16.415.860 304.256 41.783 15.925.893
6 Depositi meno stabili 00/01/1900 7.463.829 317.966 16.585 7.020.200
7 Finanziamento all'ingrosso: 00/01/1900 17.824.869 2.034.564 3.362.764 9.719.066
8 Depositi operativi 00/01/1900 3.397.689 - - 1.698.844
9 Altri finanziamenti all'ingrosso 00/01/1900 14.427.180 2.034.564 3.362.764 8.020.222
10 Passività correlate 00/01/1900 - - - -
11 Altre passività: 12.379 1.602.708 - - -
12 NSFR derivati passivi 12.379 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi
nelle categorie di cui sopra
00/01/1900 1.602.708 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 36.464.865
Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF)
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 565.058
EU
15a
Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno
in un aggregato di copertura
00/01/1900 - - 1.449.564 1.232.130
16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi 00/01/1900 - - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 00/01/1900 9.991.430 3.145.251 21.500.572 22.564.731
18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti
finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di
scarto dello 0%
00/01/1900 394.108 - - -
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti
finanziari garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti
finanziari
00/01/1900 363.750 12.136 46.727 89.170
20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti
al dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e
organismi del settore pubblico, di cui
00/01/1900 7.888.471 2.776.763 12.006.753 20.671.586
21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 %
nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di
credito
00/01/1900 52.417 62.163 861.094 5.635.031
22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 00/01/1900 305.874 305.127 7.490.439 -
23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 %
nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di
credito
00/01/1900 300.442 299.616 7.258.463 -
a b c d e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a
< 1 anno
≥ 1 anno ponderato
24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono
ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di capitale
negoziati in mercati e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento
al commercio
00/01/1900 1.039.227 51.225 1.956.653 1.803.976
25 Attività correlate 00/01/1900 - - - -
26 Altre attività: - 908.576 32.780 2.782.849 2.898.467
27 Merci negoziate fisicamente 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come
contributo ai fondi di garanzia delle CCP
00/01/1900 - - 319.038 271.182
29 NSFR derivati attivi 00/01/1900 - 00/01/1900 00/01/1900 -
30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di
variazione fornito
00/01/1900 436.845 00/01/1900 00/01/1900 21.842
31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra 00/01/1900 471.731 32.780 2.463.810 2.605.442
32 Elementi fuori bilancio 00/01/1900 626.912 - - 31.552
33 RSF totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 27.291.937
34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 133,61%

Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 31 marzo 2023

a
b
c
d
e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a
< 1 anno
≥ 1 anno ponderato
Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF)
1 Elementi e strumenti di capitale 3.098.620 - - 494.956 3.593.576
2 Fondi propri 3.098.620 - - 494.956 3.593.576
3 Altri strumenti di capitale - - - -
4 Depositi al dettaglio 24.178.062 445.545 63.787 23.066.173
5 Depositi stabili 16.607.009 215.777 45.561 16.027.208
6 Depositi meno stabili 7.571.053 229.769 18.226 7.038.965
7 Finanziamento all'ingrosso: 22.260.302 1.955.849 2.966.091 9.122.269
8 Depositi operativi 3.191.538 - - 1.595.769
9 Altri finanziamenti all'ingrosso 19.068.765 1.955.849 2.966.091 7.526.501
10 Passività correlate - - - -
11 Altre passività: 25.618 1.303.706 - - -
12 NSFR derivati passivi 25.618
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non
compresi nelle categorie di cui sopra
1.303.706 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 35.782.018
Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF)
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 440.555
EU-15a Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a
un anno in un aggregato di copertura
- - 1.449.595 1.232.156
16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi - - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 9.668.799 2.840.335 21.154.210 22.174.671
18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti
finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette a un
coefficiente di scarto dello 0%
- - - -
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti
finanziari garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a
enti finanziari
437.295 14.912 51.698 92.858
20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie,
clienti al dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti
sovrani e organismi del settore pubblico, di cui
7.804.549 2.462.330 11.870.854 20.188.167
21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al
35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il
rischio di credito
55.842 57.801 810.495 5.410.477
22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 297.772 304.004 7.211.625 -
23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al
35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il
rischio di credito
292.091 298.063 6.971.934 -
a b c d e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a
< 1 anno
≥ 1 anno ponderato
24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non
sono ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di
capitale negoziati in mercati e i prodotti in bilancio relativi al
finanziamento al commercio
1.129.184 59.090 2.020.032 1.893.646
25 Attività correlate - - - -
26 Altre attività: - 904.365 30.682 3.001.838 3.112.196
27 Merci negoziate fisicamente - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e
come contributo ai fondi di garanzia delle CCP
- - 344.981 293.234
29 NSFR derivati attivi - -
30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di
variazione fornito
432.187 21.609
31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui
sopra
472.178 30.682 2.656.857 2.797.353
32 Elementi fuori bilancio 566.921 - - 28.595
33 RSF totale 26.988.172
34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 132,58%

Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 31 dicembre 2022

a b c d e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a
< 1 anno
≥ 1 anno ponderato
Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF)
1 Elementi e strumenti di capitale 2.958.484 - - 481.545 3.440.029
2 Fondi propri 2.958.484 - - 481.545 3.440.029
3 Altri strumenti di capitale 00/01/1900 - - - -
4 Depositi al dettaglio 00/01/1900 25.333.586 136.783 60.472 23.844.989
5 Depositi stabili 00/01/1900 17.152.878 70.810 46.073 16.408.576
6 Depositi meno stabili 00/01/1900 8.180.708 65.973 14.399 7.436.412
7 Finanziamento all'ingrosso: 00/01/1900 19.472.002 433.751 4.452.494 9.438.650
8 Depositi operativi 00/01/1900 3.586.219 - - 1.793.110
9 Altri finanziamenti all'ingrosso 00/01/1900 15.885.783 433.751 4.452.494 7.645.540
10 Passività correlate 00/01/1900 - - - -
11 Altre passività: - 382.756 - - -
12 NSFR derivati passivi - 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle
categorie di cui sopra
00/01/1900 382.756 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 36.723.668
Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF)
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 333.598
EU-15a Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un
aggregato di copertura
00/01/1900 - - 2.256.609 1.918.118
16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi 00/01/1900 - - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 00/01/1900 10.455.237 2.929.124 20.248.232 22.085.308
18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari
garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0%
00/01/1900 - - - -
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari
garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari
00/01/1900 243.865 18.462 75.657 109.275
20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al
dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del
settore pubblico, di cui
00/01/1900 8.310.042 2.518.919 11.773.849 19.968.273
21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro
del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
00/01/1900 50.271 56.288 747.488 4.796.202
22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 00/01/1900 311.932 317.124 6.331.658 -
a b c d e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a
< 1 anno
≥ 1 anno ponderato
23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro
del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
00/01/1900 305.377 310.300 6.075.718 -
24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono
ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in
mercati e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento al commercio
00/01/1900 1.589.398 74.618 2.067.068 2.007.760
25 Attività correlate 00/01/1900 - - - -
26 Altre attività: - 371.767 28.858 2.396.051 2.501.158
27 Merci negoziate fisicamente 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come
contributo ai fondi di garanzia delle CCP
00/01/1900 - - 429.310 364.914
29 NSFR derivati attivi 00/01/1900 19.024 00/01/1900 00/01/1900 19.024
30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito 00/01/1900 243.286 00/01/1900 00/01/1900 12.164
31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra 00/01/1900 109.457 28.858 1.966.741 2.105.056
32 Elementi fuori bilancio 00/01/1900 605.808 - - 30.534
33 RSF totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 26.868.716
34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 136,68%

Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile al 30 settembre 2022

a b c d e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a < 1
anno
≥ 1 anno ponderato
Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF)
1 Elementi e strumenti di capitale 2.874.238 - - 477.052 3.351.290
2 Fondi propri 2.874.238 - - 477.052 3.351.290
3 Altri strumenti di capitale 00/01/1900 - - - -
4 Depositi al dettaglio 00/01/1900 25.556.376 13.966 87.682 23.957.900
5 Depositi stabili 00/01/1900 17.126.596 11.612 67.214 16.348.512
6 Depositi meno stabili 00/01/1900 8.429.780 2.353 20.467 7.609.387
7 Finanziamento all'ingrosso: 00/01/1900 13.579.913 4.855.823 4.469.274 9.377.266
8 Depositi operativi 00/01/1900 2.852.858 - - 1.426.429
9 Altri finanziamenti all'ingrosso 00/01/1900 10.727.054 4.855.823 4.469.274 7.950.837
10 Passività correlate 00/01/1900 - - - -
11 Altre passività: 15.359 567.303 - - -
12 NSFR derivati passivi 15.359 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non
compresi nelle categorie di cui sopra
00/01/1900 567.303 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 38.112.885
Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF)
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 475.505
EU
15a
Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a
un anno in un aggregato di copertura
00/01/1900 - - 2.256.253 1.917.815
16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi 00/01/1900 - - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 00/01/1900 9.492.370 2.928.074 19.802.464 21.436.356
18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con
clienti finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette a
un coefficiente di scarto dello 0%
00/01/1900 4.054 - - -
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con
clienti finanziari garantite da altre attività e prestiti e
anticipazioni a enti finanziari
00/01/1900 230.280 26.792 58.190 94.614
20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non
finanziarie, clienti al dettaglio e piccole imprese e prestiti
a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico, di cui
00/01/1900 7.840.943 2.491.402 11.353.934 19.348.822
21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore
al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II
00/01/1900 43.717 53.169 682.468 4.696.648
22 per il rischio di credito
Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui
00/01/1900 321.307 318.374 6.266.363 -
a b c d e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a < 1
anno
≥ 1 anno ponderato
23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore
al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II
per il rischio di credito
00/01/1900 313.778 310.769 5.988.191 -
24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che
non sono ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti
di capitale negoziati in mercati e i prodotti in bilancio
relativi al finanziamento al commercio
00/01/1900 1.095.787 91.506 2.123.977 1.992.921
25 Attività correlate 00/01/1900 - - - -
26 Altre attività: - 484.364 30.298 2.230.132 2.343.815
27 Merci negoziate fisicamente 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti
derivati e come contributo ai fondi di garanzia delle CCP
00/01/1900 - - 320.889 272.756
29 NSFR derivati attivi 00/01/1900 - 00/01/1900 00/01/1900 -
30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di
variazione fornito
00/01/1900 370.403 00/01/1900 00/01/1900 18.520
31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui
sopra
00/01/1900 113.961 30.298 1.909.244 2.052.539
32 Elementi fuori bilancio 00/01/1900 692.769 - - 34.872
33 RSF totale 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 26.208.363
34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 00/01/1900 145,42%

5. QUALITA' DEL CREDITO

Informativa quantitativa

Si riportano nel seguito le informazioni quantitative sulla qualità del credito. La normativa in merito all'informativa in oggetto adotta un principio di proporzionalità in funzione del livello delle esposizioni deteriorate segnalate conformemente all'ambito d'applicazione specificato per ogni singola tabella. Alcune tabelle si applicano a tutti gli enti creditizi, mentre altre si applicano soltanto agli enti creditizi con un'incidenza lorda dei crediti deteriorati (gross NPL ratio) pari o superiore al 5 %.

L'incidenza lorda dei crediti deteriorati è data dal rapporto tra il valore contabile lordo dei prestiti e delle anticipazioni deteriorati e il valore contabile lordo totale dei prestiti e delle anticipazioni che rientrano nella definizione di esposizione deteriorata. Ai fini di questo calcolo vanno esclusi sia dal denominatore che dal numeratore i prestiti e le anticipazioni classificati come posseduti per la vendita, la cassa e disponibilità presso le banche centrali e gli altri depositi a vista. I prestiti e le anticipazioni deteriorati comprendono i prestiti e le anticipazioni classificati come deteriorati a norma dell'allegato V del regolamento (UE) n. 680/2014.

Al 30 giugno 2023 l'incidenza lorda dei crediti deteriorati è risultata inferiore al 5 %, pertanto l'informativa di seguito riportata è limitata alle tabelle previste quando tale parametro non è superato.

Modello EU CR1: esposizioni in bonis ed esposizioni deteriorate e relativi accantonamenti

a b c d e f g h i j k l m n o
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22.7
35
1.118 - 270 812 235 576 236 - 193 - 332
.299
54
060 Soc
ietà
n fina
no
nzia
rie
16.9
78
45.1
16.1
78.1
06
732
.729
325
.018
- 316
.962
27.6
87
18.3
07
9.37
9
204
.30
3
- 202
.610
13.6
16
7.8
31.8
59
106
.558
070 di c
ui P
MI
9.13
0.13
2
8.5
67.3
19
547
.526
195
.810
- 189
.108
18.4
18
11.0
31
7.38
5
98.
589
- 97.2
45
10.2
09
5.67
3.59
9
87.3
94
080 Fam
iglie
16.4
28.
589
15.0
22.4
05
1.40
0.3
80
388
.48
5
- 380
.140
61.6
32
26.
648
34.
950
185
.121
- 184
.447
26 12.9
74.2
63
164
.49
8
090 Tito
li di
bito
de
11.8
22.7
98
11.8
22.7
88
- - - - 4.4
65
4.4
65
- - - - - - -
100 Ban
che
tral
i
cen
- - - - - - - - - - - - - - -
110 Am
ni pub
min
istr
azio
blic
he
8.8
93.
150
8.8
93.
150
- - - - 3.3
40
3.3
40
- - - - - - -
120 Ent
i cre
diti
zi
1.30
7.62
4
1.30
7.62
4
- - - - 624 624 - - - - - - -
130 Altr
à fina
ciet
e so
nzia
rie
1.12
6.72
4
1.12
6.71
4
- - - - 294 294 - - - - - - -
140 Soc
ietà
n fina
no
nzia
rie
495
.30
0
495
.30
0
- - - - 207 207 - - - - - - -
150 ri bila
osiz
ioni
Esp
fuo
ncio
12.5
23.6
69
12.2
35.1
95
221
.434
35.0
54
- 31.8
72
2.76
6
1.64
4
1.12
0
1.57
1
- 1.35
1
00/
01/1
900
720
.764
2.79
5
160 Ban
che
tral
i
cen
- - - - - - - - - - - - 00/
01/1
900
- -
170 Am
ni pub
min
istr
azio
blic
he
10.1
65
10.1
65
- 3 - 3 1 1 - - - - 00/
01/1
900
- -
180 Ent
i cre
diti
zi
101.
110
33.1
69
6.6
33
- - - 2 1 1 - - - 00/
01/1
900
- -
190 Altr
à fina
ciet
e so
nzia
rie
266
.619
257
.955
5.4
42
14 - 14 12 11 2 - - - 00/
01/1
900
11.18
4
-
200 Soc
ietà
n fina
no
nzia
rie
10.3
35.6
01
10.2
63.1
62
72.3
88
18.4
91
- 15.3
29
1.49
1
969 519 1.47
8
- 1.25
7
00/
01/1
900
475
.86
3
1.36
8
210 Fam
iglie
1.81
0.17
3
1.67
0.74
3
136
.971
16.5
46
- 16.5
26
1.26
0
663 597 93 - 93 233
.717
1.42
7
220 Tot
ale
64.
624
.344
62.0
59.8
98
2.44
3.56
6
755
.756
- 735
.325
97.8
17
51.6
51
46.1
28
394
.262
- 391
.631
13.6
42
22.0
69.0
13
273
.90
6

Modello EU CR1-A: durata delle esposizioni

a b c d e f
Valore netto dell'esposizione
Su
richiesta
<= 1 anno > 1 anno <=
5 anni
> 5 anni Nessuna
durata
indicata
Totale
1 Prestiti e anticipazioni 5.252.233 4.535.598 10.106.857 15.887.338 - 35.782.026
2 Titoli di debito 4.079 850.189 5.801.837 5.162.228 - 11.818.333
3 Totale 5.256.312 5.385.787 15.908.694 21.049.566 - 47.600.359

Modello EU CR2: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati

a
Valore contabile lordo
010 Stock iniziale di prestiti e anticipazioni deteriorati 735.660
020 Afflussi verso portafogli deteriorati 130.046
030 Deflussi da portafogli deteriorati (145.005)
040 Deflusso dovuto alle cancellazioni (17.828)
050 Deflusso dovuto ad altre situazioni (127.177)
060 Stock finale di prestiti e anticipazioni deteriorati 720.701

La voce 020 "Afflussi verso portafogli deteriorati" include i prestiti e anticipazioni divenuti deteriorati nel corso dell'anno. Allo stesso modo, la riga 030 "Deflussi da portafogli deteriorati" include l'ammontare dei presti e delle anticipazioni divenuti performing nel corso dell'anno, le posizioni cedute e le cancellazioni di crediti deteriorati nello stesso periodo.

Modello EU CQ1: qualità creditizia delle esposizioni oggetto di misure di concessione

a b c d e f g h
Valore contabile lordo / importo nominale delle
esposizioni oggetto di misure di concessione
Riduzione di valore
accumulata, variazioni
negative accumulate del
valore equo dovute al rischio
di credito e accantonamenti
Garanzie reali e garanzie
finanziarie ricevute su
esposizioni oggetto di
misure di concessione
Deteriorate oggetto di misure di
concessione
Di cui
garanzie
In bonis
oggetto di
misure di
concessione
di cui in
stato di
default
di cui
hanno
subito una
riduzione
di valore
Su
esposizioni
in bonis
oggetto di
misure di
concessione
Su
esposizioni
deteriorate
oggetto di
misure di
concessione
reali e
garanzie
finanziarie
ricevute su
esposizioni
deteriorate
oggetto di
misure di
concessione
005 Disponibilità
presso banche
centrali e altri
depositi a vista
- - - - - - - -
010 Prestiti e
anticipazioni
165.130 232.715 232.715 232.715 3.253 100.792 261.653 121.937
020 Banche centrali - - - - - - - -
030 Amministrazioni
pubbliche
- 24 24 24 - 16 - -
040 Enti creditizi - - - - - - - -
050 Altre società
finanziarie
3.315 39 39 39 11 30 3.310 6
060 Società non
finanziarie
85.209 108.513 108.513 108.513 1.215 57.576 122.167 47.687
070 Famiglie 76.606 124.139 124.139 124.139 2.027 43.171 136.176 74.244
080 Titoli di debito - - - - - - - -
090 Impegni
all'erogazione di
finanziamenti
dati
1.537 377 377 377 3 - - -
100 Totale 166.667 233.092 233.092 233.092 3.256 100.792 261.653 121.937

Modello EU CQ4: qualità delle esposizioni deteriorate per zona geografica

a b c d e f g
Valore contabile lordo / importo nominale Variazioni
Di cui deteriorate Accantonamenti negative
accumulate
Di cui in
stato di
default
Di cui
soggette a
riduzione di
valore
Riduzione di
valore
accumulata
per gli impegni
fuori bilancio e le
garanzie
finanziarie date
del valore
equo dovute
al rischio di
credito su
esposizioni
deteriorate
010 Esposizioni in
bilancio
48.088.045 720.699 720.699 48.038.943 487.685 00/01/1900 -
020 Italia 40.251.683 720.087 720.087 40.202.765 485.510 00/01/1900 -
030 Stati Uniti 1.740.268 35 35 1.740.084 290 00/01/1900 -
040 Francia 1.316.434 4 4 1.316.434 352 00/01/1900 -
050 Spagna 938.625 - - 938.625 403 00/01/1900 -
060 Paesi Bassi 503.641 3 3 503.641 134 00/01/1900 -
070 Altri Stati 3.337.394 570 570 3.337.394 995 00/01/1900 -
080 Esposizioni fuori
bilancio
12.558.723 35.054 35.054 00/01/1900 00/01/1900 4.333 00/01/1900
090 Italia 12.488.936 35.001 35.001 00/01/1900 00/01/1900 4.330 00/01/1900
100 Stati Uniti 22.339 - - 00/01/1900 00/01/1900 - 00/01/1900
110 Francia 14.891 7 7 00/01/1900 00/01/1900 - 00/01/1900
120 Spagna 329 - - 00/01/1900 00/01/1900 - 00/01/1900
130 Paesi Bassi 808 - - 00/01/1900 00/01/1900 - 00/01/1900
140 Altri Stati 31.419 46 46 00/01/1900 00/01/1900 3 00/01/1900
150 TOTALE 60.646.768 755.753 755.753 48.038.943 487.685 4.333 -

Modello EU CQ5: qualità creditizia dei prestiti e delle anticipazioni a società non finanziarie per settore economico

a b c d e f
Valore contabile lordo Variazioni
negative
Di cui deteriorate Di cui prestiti e Riduzione di accumulate del
valore equo
Di cui in
stato di
default
anticipazioni
soggetti a
riduzione di
valore
valore
accumulata
dovute al
rischio di
credito su
esposizioni
deteriorate
010 Agricoltura, silvicoltura e pesca 409.018 8.070 8.070 409.018 5.930 -
020 Attività estrattiva 36.031 606 606 36.031 440 -
030 Attività manifatturiera 7.816.344 71.789 71.789 7.797.062 58.070 -
040 Fornitura di energia elettrica,
gas, vapore e aria condizionata
180.985 3.218 3.218 180.985 2.525 -
050 Approvvigionamento idrico 301.802 3.155 3.155 301.802 2.241 -
060 Costruzioni 704.295 50.129 50.129 704.295 36.038 -
070 Commercio all'ingrosso e al
dettaglio
4.103.584 85.650 85.650 4.103.584 62.757 -
080 Trasporto e stoccaggio 474.854 7.564 7.564 474.854 5.961 -
090 Servizi di alloggio e di
ristorazione
235.574 17.607 17.607 235.574 7.481 -
100 Servizi di informazione e
comunicazione
239.448 4.325 4.325 239.448 3.363 -
110 Attività finanziarie e assicurative 110.564 666 666 110.564 769 -
120 Attività immobiliari 1.276.281 47.640 47.640 1.276.281 29.994 -
130 Attività professionali,
scientifiche e tecniche
606.437 8.929 8.929 591.654 6.129 -
140 Attività amministrative e di
servizi di supporto
373.104 6.705 6.705 373.104 4.414 -
150 Amministrazione pubblica e
difesa, previdenza sociale
obbligatoria
- - - - - -
160 Istruzione 20.630 633 633 20.630 412 -
170 Attività dei servizi sanitari e di
assistenza sociale
164.446 3.221 3.221 164.446 2.193 -
180 Attività artistiche, di
intrattenimento e divertimento
31.845 2.355 2.355 31.845 1.356 -
190 Altri servizi 184.954 2.756 2.756 184.769 1.917 -
200 Totale 17.270.196 325.018 325.018 17.235.946 231.990 -

6. RISCHIO DI CREDITO: INFORMAZIONI RELATIVE AI PORTAFOGLI ASSOGGETTATI AL METODO STANDARDIZZATO

Informativa quantitativa

Si riportano nel seguito le principali informazioni quantitative in merito ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato. In particolare:

  • il Modello EU CR4 mostra l'impatto di tutte le tecniche di mitigazione del rischio di credito, inclusi i metodi financial collateral simple method e il financial collateral comprehensive method. Il Modello fornisce inoltre la densità degli RWA come indicatore sintetico della rischiosità di ciascun portafoglio;
  • il Modello EU CR5 fornisce la spaccatura delle esposizioni presenti in ciascun portafoglio regolamentare per fascia di ponderazione.

Modello EU CR4 – Metodo standardizzato: esposizione al rischio di credito ed effetti della CRM

Esposizioni pre-CCF e pre
CRM
Esposizioni post-CCF e
post-CRM
RWA e densità degli RWA
Classi di esposizioni Esposizioni
in bilancio
Esposizioni
fuori
bilancio
Esposizioni
in bilancio
Esposizioni
fuori
bilancio
RWA Densità
degli RWA
(%)
a b c d e f
1 Amministrazioni centrali o banche centrali 13.002.907 4.660 16.134.657 35 577.551 3,58%
2 Amministrazioni regionali o autorità locali 75.355 5.386 75.926 1.137 15.407 19,99%
3 Organismi del settore pubblico 39.864 118 39.864 - 19.318 48,46%
4 Banche multilaterali di sviluppo 75.834 - 245.998 - - -
5 Organizzazioni internazionali 1.781.505 - 1.781.505 - - -
6 Enti 1.597.557 45.994 1.597.557 5.419 633.802 39,54%
7 Imprese 2.661.335 854.826 2.580.823 11.756 1.910.031 73,67%
8 Al dettaglio 2.850.984 625.780 2.762.839 17.103 1.667.669 59,99%
9 Garantite da ipoteche su beni immobili 294.365 82 294.365 41 102.284 34,74%
10 Esposizioni in stato di default 44.111 5.555 41.623 162 56.239 134,59%
11 Esposizioni associate a un rischio
particolarmente elevato
30.562 10.462 26.692 2.194 43.329 150,00%
12 Obbligazioni garantite - - - - - -
13 Enti e imprese con valutazione del merito di
credito a breve termine
- - - - - -
14 Organismi di investimento collettivo 5.380 - 5.380 - 2.446 45,46%
15 Strumenti di capitale 22.500 - 22.500 - 22.500 100,00%
16 Altre posizioni 1.215.007 - 1.215.008 - 890.926 73,33%
17 TOTALE 23.697.266 1.552.863 26.824.737 37.847 5.941.502 22,12%

Modello EU CR5: metodo standardizzato (1 di 2)

Fattori di ponderazione del rischio
Classi di esposizioni 0% 2% 4% 10% 20% 35% 50% 70% 75%
a b c d e f g h i
1 Amministrazioni centrali o
banche centrali
15.867.874 - - - - - - - -
2 Amministrazioni regionali o
autorità locali
- - - - 77.064 - - - -
3 Organismi del settore
pubblico
- - - - 25.682 - - - -
4 Banche multilaterali di
sviluppo
245.998 - - - - - - - -
5 Organizzazioni
internazionali
1.781.505 - - - - - - - -
6 Enti - 106.837 - - 470.882 - 975.538 - -
7 Imprese - - - - 373.817 - 625.406 - -
8 Esposizioni al dettaglio - - - - - 923.584 - - 1.856.358
9 Esposizioni garantite da
ipoteche su beni immobili
- - - - - 287.617 6.789 - -
10 Esposizioni in stato di
default
- - - - - - - - -
11 Esposizioni associate a un
rischio particolarmente
elevato
- - - - - - - - -
12 Obbligazioni garantite - - - - - - - - -
13 Esposizioni verso enti e
imprese con valutazione
del merito di credito a
breve termine
- - - - - - - - -
14 Quote o azioni in organismi
di investimento collettivo
27 - - - 3.634 - - - -
15 Esposizioni in strumenti di
capitale
- - - - - - - - -
16 Altre posizioni 159.662 - - - 205.525 - - - -
17 TOTALE 18.055.066 106.837 - - 1.156.603 1.211.201 1.607.733 - 1.856.358

Modello EU CR5: metodo standardizzato (2 di 2)

Di cui prive di
Classi di esposizioni 100% 150% 250% 370% 1250% Altri Totale rating
j k l m n o p q
1 Amministrazioni centrali o
banche centrali
59.664 - 207.155 - - - 16.134.693 9.026.388
2 Amministrazioni regionali o
autorità locali
- - - - - - 77.064 77.064
3 Organismi del settore
pubblico
14.182 - - - - - 39.864 39.864
4 Banche multilaterali di
sviluppo
- - - - - - 245.998 207.959
5 Organizzazioni
internazionali
- - - - - - 1.781.505 321.951
6 Enti 49.720 - - - - - 1.602.976 391.485
7 Imprese 1.593.357 - - - - - 2.592.579 1.543.975
8 Esposizioni al dettaglio - - - - - - 2.779.942 2.779.942
9 Esposizioni garantite da
ipoteche su beni immobili
- - - - - - 294.406 294.406
10 Esposizioni in stato di
default
12.874 28.910 - - - - 41.784 41.784
11 Esposizioni associate a un
rischio particolarmente
elevato
- 28.886 - - - - 28.886 28.886
12 Obbligazioni garantite - - - - - - - -
13 Esposizioni verso enti e
imprese con valutazione
del merito di credito a
breve termine
- - - - - - - -
14 Quote o azioni in organismi
di investimento collettivo
1.719 - - - - - 5.380 5.380
15 Esposizioni in strumenti di
capitale
22.500 - - - - - 22.500 22.500
16 Altre posizioni 849.820 - - - - - 1.215.008 1.215.008
17 TOTALE 2.603.836 57.796 207.155 - - - 26.862.584 15.996.592

7. RISCHIO DI CREDITO: INFORMATIVA SUI PORTAFOGLI CUI SI APPLICANO GLI APPROCCI IRB

Informativa quantitativa

Si espongono nel seguito le principali informazioni quantitative per i portafogli assoggettati ai modelli interni.

Modello EU CR6 – Metodo IRB: esposizioni al rischio di credito per classe di esposizioni e intervallo di PD

A-I
RB
Int
allo
di
PD
erv
ni in b
osi
zio
Esp
ilan
cio
Esp
ni fuo
osi
zio
ri bila
nci
o
-C
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18
44
8.8
94

Modello EU CR7 – Metodo IRB: effetto sugli importi delle esposizioni ponderati per il rischio dei derivati su crediti utilizzati nell'ambito delle tecniche di CRM

Importo dell'esposizione
ponderato per il rischio prima dei
derivati su crediti
Importo effettivo
dell'esposizione ponderato per il
rischio
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1 Esposizioni in base all'F-IRB - -
2 Amministrazioni centrali e banche centrali - -
3 Enti - -
4 Imprese - -
4.1 di cui imprese – PMI - -
4.2 di cui imprese – finanziamenti specializzati - -
5 Esposizioni in base all'A-IRB 9.624.246 9.624.246
6 Amministrazioni centrali e banche centrali - -
7 Enti - -
8 Imprese 5.742.732 5.742.732
8.1 di cui imprese – PMI 2.308.040 2.308.040
8.2 di cui imprese – finanziamenti specializzati - -
9 Al dettaglio 3.881.514 3.881.514
9.1 di cui al dettaglio – PMI, garantite da beni immobili 196.029 196.029
9.2 di cui al dettaglio – non PMI, garantite da beni immobili 2.224.410 2.224.410
9.3 di cui al dettaglio – rotative qualificate 114.586 114.586
9.4 di cui al dettaglio – PMI, altre 442.305 442.305
9.5 di cui al dettaglio – non PMI, altre 904.184 904.184
10 TOTALE (comprese le esposizioni in base all'F-IRB e le esposizioni
in base all'A-IRB)
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.24
6

Modello EU CR8: prospetto degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di credito in base al metodo IRB

Importo dell'esposizione ponderato
per il rischio
a
1 Importo dell'esposizione ponderato per il rischio al termine del precedente periodo di riferimento 9.080.896
2 Dimensioni delle attività (+/-) 296.596
3 Qualità delle attività (+/-) (1.795)
4 Aggiornamenti del modello (+/-) 258.241
5 Metodologia e politica (+/-) -
6 Acquisizioni e dismissioni (+/-) (9.674)
7 Oscillazioni del cambio (+/-) (18)
8 Altro (+/-) -
9 Importo dell'esposizione ponderato per il rischio al termine del periodo di riferimento 9.624.246

Modello EU CR10.5 - Esposizioni in strumenti di capitale in base al metodo della ponderazione semplice

Categorie Esposizioni in
bilancio
Esposizioni
fuori bilancio
Fattore di
ponderazione
del rischio
Valore
dell'esposizione
Importo
dell'esposizione
ponderato per il
rischio
Importo delle
perdite attese
a b c d e f
Esposizioni in strumenti di private
equity
- - 190% - - -
Esposizioni in strumenti di capitale
negoziati in mercati
618 - 290% 618 1.793 5
Altre esposizioni in strumenti di
capitale
483.411 - 370% 483.411 1.788.622 11.602
Totale 484.029 - 484.029 1.790.415 11.607

8. TECNICHE DI ATTENUAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO

Informativa quantitativa

Valore contabile garantito
Valore contabile di cui garantito di cui garantito da garanzie
finanziarie
non garantito da garanzie
reali
di cui garantito da
derivati su crediti
a b c d e
1 Prestiti e anticipazioni 18.895.941 21.619.360 17.251.070 4.368.290 -
2 Titoli di debito 11.818.334 - - - 0
3 Totale 30.714.275 21.619.360 17.251.070 4.368.290 -
4 di cui esposizioni deteriorate 56.900 271.111 210.382 60.729 -
EU-5 di cui in stato di default 56.900 271.111 0 0 0

Modello EU CR3 – Tecniche di CRM - Quadro d'insieme: informativa sull'uso di tecniche di attenuazione del rischio di credito

9. INFORMATIVA SUI RISCHI AMBIENTALI, SOCIALI E DI GOVERNANCE (ESG)

Nel presente capitolo sono fornite le informazioni qualitative e quantitative richieste dall'articolo 449 bis del CRR2 in materia di informativa sui rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) secondo le indicazioni fornite da EBA negli "Implementing Technical Standards" (ITS), recepiti ed emendati nella "Implementing Regulation (EU) 637/2021".

In base alle prescrizioni normative sopracitate, nel documento Pillar 3 viene richiesto di pubblicare, con frequenza semestrale a partire dal 31 dicembre 2022, tre sezioni qualitative riguardanti i rischi ambientali (Environmental), connessi alle tematiche sociali (Social) e legati a questioni di governance (Governance). Sono altresì richieste tabelle quantitative riguardanti le esposizioni alla categoria dei rischi fisici e di transizione connessi al cambiamento climatico (Climate Change risk) e in merito alle azioni che le Istituzioni stanno mettendo in atto per mitigare i sopracitati rischi, comprese le informazioni sulle attività allineate alla tassonomia (GAR e BTAR) e su eventuali altre azioni di mitigazione.

L'informativa qualitativa descrive l'integrazione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) nelle scelte strategiche e di governance, nei processi aziendali e nella gestione dei rischi.

Relativamente alla pubblicazione delle tabelle quantitative, negli ITS EBA è previsto un periodo di phase-in relativamente ad alcune informazioni più complesse in termini di raccolta dati e relativa metodologia di misurazione dei rischi quali, in particolare, quelle relative alla rendicontazione delle emissioni, Green Asset Ratio (GAR) e Banking Taxonomy Alignment Ratio (BTAR) che dovranno comunque essere rendicontati entro il 30 Giugno 2024.

Per ulteriori informazioni circa la gestione dei rischi ESG si rimanda anche alla Dichiarazione Non Finanziaria (DNF) 2022, disponibile sul sito del Gruppo nella sezione sostenibilità/Dichiarazione non finanziaria.

Tabella 1 — Informazioni qualitative sui rischi ambientali

Sezione Business strategy and processes

Il Gruppo sta progressivamente implementando l'analisi dei rischi Ambientali all'interno del proprio modello di business e sta sviluppando una strategia di decarbonizzazione di medio/lungo termine e di riduzione degli impatti diretti ed indiretti del proprio business. Nel primo semestre 2023 è stato dunque intrapreso il processo di pianificazione preliminare 2023-2027, che traccia la linea di sviluppo in ambito ambientale, per favorire la creazione di valore nel lungo termine.

In particolare il Gruppo si pone l'obiettivo di:

  • diminuire le emissioni dirette (Scope 1) attraverso:
  • Building Energy Management System;
  • auto aziendali full hybrid;
  • diminuire le emissioni indirette (Scope 2 Scope 3) attraverso:
  • fotovoltaico diffuso;
  • piani aziendali di spostamento casa-lavoro;
  • smart working;
  • dematerializzazione;
  • impostare una strategia di decarbonizzazione del portafoglio crediti/titoli attraverso:
  • la definizione di KPIs strategici;
  • la determinazione di target di riduzione delle emissioni sul proprio portafoglio in linea con l'obiettivo dell'Accordo di Parigi e in coerenza con le politiche creditizie e le politiche di investimento;
  • l'ampliamento dell'offerta commerciale con nuovi prodotti/servizi ESG.

Dal 2025 il Gruppo compenserà le emissioni Scope 1 e 2 di CO2 residue con un numero equivalente di carbon credits, mediante un progetto di afforestazione. È previsto infatti l'acquisto di un lotto di crediti di carbonio certificati Verified Carbon Standard (VCS), emessi dal principale standard internazionale VERRA, soggetti ad audit da parte di un ente terzo indipendente e riconosciuti dall'UNFCCC.

Nel piano strategico attuale (2020 - 2023) si stanno traguardando i seguenti obiettivi ambientali prefissati:

Obiettivi Target 2023 Consuntivo 2022
Riduzione dei consumi energetici interni 10% 10%
Emissioni Scope 1: da attività interne
all'azienda (riscaldamento e auto aziendali)
-12% -18%
Emissioni Scope 2: dalla generazione di
elettricità acquistata
-19% -24%
Emissioni Scope 3: da viaggi di lavoro e
consumi di carta
-10% -42%
Rifiuti smaltiti tramite riciclo 98% 100%
Utilizzo carta riciclata 98% 100%
Riuso materiale hardware 100% 100%

Si considerano i dati e le informazioni al 31.12.2019 come baseline per i target 2022/2023.

Per dare attuazione al piano strategico, il Gruppo ha avviato un percorso di evoluzione nella gestione delle tematiche ESG in taluni settori di business e aree corporate, in particolare nell'Area del Wealth Management e Crediti. Nel primo ambito è già stata effettuata una prima integrazione della gamma prodotti e dei processi di investimento ESG.

Per quanto riguarda l'attività creditizia si sta progressivamente integrando la valutazione dei rischi climatici ed ambientali nel processo di erogazione e gestione dei crediti e nella valutazione dei collateral. L'evoluzione si rifletterà in un ampliamento della gamma prodotti offerta dalle diverse società del Gruppo attive nell'erogazione di prestiti e finanziamenti verso la clientela (privati ed aziende).

Da rilevare, nel primo semestre 2023, anche l'emissione di 400 milioni di euro di Green Bond. L'emissione obbligazionaria, destinata a investitori istituzionali e professionali, rappresenta il terzo strumento ESG lanciato sul mercato dal Gruppo da inizio 2022.

Le iniziative del Gruppo sono coordinate da un programma ESG per garantire una sinergica e armonica integrazione.

Le attività sono organizzate nelle seguenti macro aree, come da aspettative del regulator: Governance & Strategia, Risk Management, Credito, Finanza e Rischi Finanziari, Prodotti e modello d'offerta, Legal Entities (Area Wealth ed Area Lending), Architettura & Dati.

Il cantiere Governance presidia l'implementazione della struttura organizzativa con l'implementazione di ruoli/responsabilità, adeguamento della regolamentazione interna e correlati flussi di reporting; in generale quindi coordina l'evoluzione del modello operativo complessivo di Gruppo.

I processi operativi specifici (origination creditizia, gestione finanza di proprietà, etc.) sono demandati ai singoli cantieri.

Con riferimento alle politiche e procedure relative al dialogo diretto e indiretto con controparti nuove o esistenti sulle loro strategie per attenuare e ridurre i rischi ambientali, il Gruppo ha implementato un processo di Stakeholder engagement.

Più in generale è stata strutturata un'attività di dialogo con tutti gli individui o gruppi che hanno un interesse e sono o potrebbero essere influenzati, positivamente o negativamente, dalle attività del Gruppo. L'ascolto dei bisogni e delle aspettative degli Stakeholder consente di individuare i trend emergenti, comprendere gli aspetti ambientali e sociali rilevanti, valutare l'adeguata correlazione dei rischi e delle opportunità e favorire una sinergica integrazione nel processo di pianificazione strategica.

Azionisti, Investitori, Analisti, Clienti, Fornitori e Dipendenti costituiscono gli Stakeholder rilevanti del Gruppo e per questo sono stati coinvolti direttamente, attraverso survey online e/o conference call/focus group dedicati, che hanno favorito la partecipazione alla definizione dei temi materiali e il successivo processo di confronto e analisi. In particolare, sono stati oggetto di approfondimento i seguenti ambiti: cambiamento climatico, promozione di finanziamenti e investimenti green, adeguata gestione dei rischi legati al cambiamento climatico in considerazione degli impatti dell'organizzazione sul clima e del clima sull'organizzazione.

Nel corso del 2023, coerentemente con quanto svolto anche nel 2022, è stata predisposta un'indagine quantitativa volta a misurare il "Rischio Reputazionale", ossia il l rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da una percezione negativa dell'immagine della banca da parte di clienti, controparti, azionisti della banca, investitori o autorità di vigilanza. Credem verificherà quindi, presso un campione di suoi clienti, quali aspetti o eventi legati alla banca produrrebbero potenzialmente un cambiamento nel rapporto tra cliente e istituto. Con particolare riferimento al rischio ambientale, saranno approfonditi i seguenti temi: utilizzo di criteri sociali e ambientali nella selezione degli investimenti, attenzione agli impatti ambientali nello svolgimento delle attività aziendali, greenwashing.

Viene altresì mantenuta con continuità l'attenzione sui contenuti emersi dal dialogo con gli azionisti: i principi e le linee guida sono disciplinati da apposita regolamentazione interna e pubblicati nelle sezioni Sostenibilità e Investor Relations del sito internet della Capogruppo. Anche nel corso del primo semestre 2023 il Consiglio di Amministrazione è stato informato con cadenza trimestrale sull'evoluzione della politica di dialogo.

Sezione Governance

Per gli aspetti di governance inerenti ai rischi Ambientali si rimanda alla sezione Informazioni qualitative sui rischi di Governance - paragrafo Governance, nel quale tali aspetti sono rappresentati unitariamente per le tematiche ambientali, sociali e di governance.

Sezione Risk management

Credem monitora i rischi legati ai fattori ambientali mappando i potenziali impatti negativi che attraverso specifici "canali di trasmissione" possono concretizzarsi in rischi (finanziari e non finanziari) quantificabili e gestibili.

I principali rischi ambientali individuati, ovvero quelli riconducibili all'analisi di materialità pubblicata in DNF 2022, si concretizzano principalmente in rischio di non conformità, rischio reputazionale e rischio climatico (fisico e di transizione), in conseguenza al mancato presidio degli impatti ambientali diretti ed indiretti. La tabella seguente esplicita la correlazione tra fattori ambientali, rischi connessi, impatti sui rischi tradizionali (finanziari e non finanziari) e gli eventuali presidi per la gestione e mitigazione:

Tema materiale Fattori di
Governance
Impatto negativo Tipologia di
rischio
Azioni di
mitigazione
Funzioni di
Presidio
Cambiamento
climatico
Capacità di
gestire,
monitorare e
razionalizzare gli
impatti
ambientali diretti
ed indiretti
(consumi
energetici,
emissioni di gas
ad effetto serra
generate dal
Gruppo e
correlate ad
investimenti/fina
nziamenti,
consumi di carta,
smaltimento dei
rifiuti, mobilità
delle persone).
Generazione di
emissioni di CO2
nello
svolgimento
delle attività di
impresa (Scope 1
e 2) e lungo la
catena del valore
(Scope 3)
• Rischio di non
conformità alla
normativa sulla
tutela
ambientale
•Rischio
reputazionale
finalizzato a una
stima del
potenziale
impatto
economico
derivante dal
danno
reputazionale
clientela (cause
esterne alla
banca)
•Rischio
climatico di
transizione
•Rischio
climatico fisico
Politiche di
riduzione e di
compensazione
inerenti il rilascio
diretto e
indiretto di gas
serra, anche
mediante
prodotti e servizi
ESG.
(per maggiori
informazioni
consultare la
sezione "Planet",
inclusa nella DNF
2022, pubblicata
sul sito internet
della
Capogruppo)
•Enterprise Risk
Management
•Governo e
Controllo
Immobili
•Coordinamento
Strutture
Logistiche

Nell'ambito del quadro normativo e di vigilanza prudenziale, il processo di integrazione e gestione dei rischi C&E rappresenta un aspetto di notevole rilevanza sia per l'Autorità Bancaria Europea (ABE) che per la Banca Centrale Europea (BCE). Il percorso verso la transizione ecologica, infatti, comporta rischi e opportunità per il sistema economico e per le istituzioni finanziarie, mentre i rischi fisici indotti da eventi meteorologici estremi, cambiamenti graduali del clima o degrado ambientale possono manifestare impatti significativi sull'economia reale e sul settore finanziario.

Per tale ragione, gli istituti sottoposti a vigilanza sono tenuti ad integrare i rischi C&E nel sistema di gestione del rischio complessivo, al fine di monitorarli, mitigarli e comunicarli in modo trasparente e pertanto anche il Gruppo Credem si è attivato per integrare i rischi ESG all'interno del proprio framework. Con riferimento al processo di identificazione dei rischi climatico-ambientali, sociali e di governance ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto è stato parzialmente rivisto ed aggiornato nel 2021 e potenziato nel corso del 2022 mediante un'integrazione qualitativa della Mappa dei Rischi di Gruppo con nuove sottocategorie di rischio al fine di cogliere a pieno l'impatto dei rischi C&E, sociali e di governance sulle principali categorie di rischio esistenti.

A tali sottocategorie di rischi esistenti è comunque associata e valorizzata anche una categoria standalone "Rischi ESG", già prevista nel 2021, al fine di intercettare eventuali elementi di rischio non compresi nelle nuove sottocategorie identificate, ivi compresi i pillar Social e Governance.

Pertanto, alla luce di quanto sopra riportato, le seguenti definizioni sono state integrate nel documento "Processo di identificazione dei rischi ed analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF".

Una volta identificate le sottocategorie di rischio climatico-ambientale potenzialmente impattanti le categorie di rischio esistenti, è stata predisposta un'analisi dedicata, con cadenza annuale, sui portafogli inerenti ai finanziamenti e gli investimenti, nonché sugli immobili delle Società del Gruppo per valutare la rilevanza delle esposizioni ai suddetti rischi.

Le attività di identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici ed ambientali sono gestite dalla funzione Entreprise Risk Management, che coordina anche le attività di misurazione e monitoraggio dei fattori di rischio C&E sui rischi principali, coerentemente con la mappa dei rischi utilizzata per l'analisi di materialità.

Di seguito vengono riportate le definizioni e le norme internazionali di riferimento su cui si basa il quadro di gestione dei rischi ambientali del Gruppo.

Coerentemente con la normativa di riferimento:

  • Guida sui rischi climatici e ambientali della BCE novembre 2020;
  • Good practices for climate related and environmental risk management Novembre 2022.

I rischi climatici ed ambientali possono essere suddivisi in due principali categorie:

RISCHI C&E

  • RISCHI FISICI: impatto finanziario derivante dal verificarsi di eventi catastrofici acuti (tempeste, inondazioni, incendi) o cronici (cambiamenti di temperatura)
  • RISCHI DI TRANSIZIONE: perdita finanziaria in cui può incorrere un'organizzazione a seguito del processo di transizione verso un'economia low carbon e climate-resilient (rischi di policy, legali, tecnologici, di mercato e reputazionali)

Di seguito si rappresentano le analisi del rischio di credito fisico e di transizione:

Rischio di Credito - RISCHIO FISICO Rischio di Credito - RISCHIO TRANSIZIONE
Per quanto riguarda l'analisi di rilevanza dei rischi fisici, è
stata sviluppata ed adottata una metodologia interna che,
partendo dalle principali fonti di letteratura nazionali e
internazionali, ha permesso di completare un primo
approfondimento sull'esposizione al rischio fisico degli
immobili sulla base della localizzazione geografica (a livello
di provincia), prendendo in considerazione n. 7 fattori di
rischio collegati a eventi climatici significativi per il territorio
italiano e per gli studi di settore (dissesto idrogeologico;
piogge estreme e alluvioni; caldo estremo; variabilità nelle
precipitazioni e siccità; variabilità nelle temperature; stress
idrico; innalzamento del livello del mare).
Il perimetro di applicazione ha incluso tutti gli immobili a
garanzia di finanziamenti erogati e oggetto di leasing, relativi
a Persone fisiche e giuridiche e correlati a Credito Emiliano e
Credemleasing.
Sulla base della localizzazione geografica degli immobili,
della tipologia del bene, della data stipula e scadenza del
contratto e del debito residuo, è stato calcolato un indicatore
sintetico di rischio (alto, medio, basso) come risultante del
livello di esposizione degli immobili ai singoli rischi climatici
(collegati a n. 7 eventi climatici
Per quanto concerne i rischi di transizione, è stata
adottata una metodologia di analisi che, partendo dal
settore economico di appartenenza delle controparti
affidate, clusterizza le esposizioni nel portafoglio in n. 6
categorie industriali e identifica quindi il livello di
esposizione verso le categorie ritenute maggiormente
impattate su un orizzonte di medio e lungo termine
dalla transizione verso un'economia a basse emissioni
di carbonio (Fossil Fuel, Utility, Energy-Intensive,
Buildings, Transportation, Agriculture).
La categorizzazione si basa sulla metodologia Climate
Policy Relevant Sectors (CPRS), richiamata da EBA
nell'ambito
dell'esercizio
pilota
di
analisi
dell'esposizione al rischio di transizione svolto su un
campione di n. 29 banche europee.
Il perimetro di applicazione, stabilito in coerenza con
quanto definito per i rischi di credito, è rappresentato
da:

portafoglio creditizio (segmenti inclusi: Banche,
Retail
Imprese,
Corporate
Small
Business,
Corporate Large) delle Società Credito Emiliano,
Credem
Euromobiliare
Private
Banking,
significativi del territorio italiano sopra riportati) per
ciascuna area geografica.
Credemleasing, Credemfactor e Avvera.
L'analisi è stata condotta sulla base di due scenari futuri:

scenario
ottimistico
di
contrasto
efficace
al
cambiamento climatico e riduzione significativa delle
emissioni di gas ad effetto serra nell'atmosfera;

scenario
pessimistico
comunemente
associato
all'espressione
Business-as-usual,
o
Nessuna
mitigazione, in cui la crescita delle emissioni continua ai
ritmi attuali.
La soglia di materialità, in coerenza con le soglie
definite per il rischio di credito, valuta il valore delle
esposizioni delle categorie affette da rischio climatico
sul totale esposizioni del portafoglio creditizio.
Le Società Credito Emiliano e Credemleasing sono
risultate rilevanti in termini di esposizione al rischio di
transizione.
La soglia definita in termini di rapporto di parte al tutto tra
quanto emerso nelle diverse fasce di rischio dell'indicatore
sintetico è differenziata tra i diversi scenari.
Le Società Credito Emiliano e Credemleasing sono risultate
rilevanti in termini di esposizione al rischio fisico.

Nel corso del 2022 il Gruppo ha affinato le metodologie quantitative alla base dell'analisi di materialità di tali rischi con l'obiettivo di stabilire i rischi oggetto di valutazione e la materialità di ognuno di essi con riferimento a ciascuna società controllata. In particolare, l'affinamento quantitativo dell'analisi di materialità per il rischio di credito legato ai rischi climatico-ambientali ha riguardato l'aggiornamento dei dati di input dell'analisi di rilevanza per il rischio di transizione e per quello fisico, mantenendo l'approccio metodologico dello scorso esercizio; l'automatizzazione dell'assegnazione dei giudizi negli scenari ottimistico e pessimistico per gli indicatori di rischio fisico "Alluvioni" e "Rischio idrogeologico" e la definizione del giudizio, in via residuale, secondo la logica alla base dei due scenari sopra citati migliorando o peggiorando di 1 notch il giudizio as-is.

Rischio di Mercato - RISCHIO FISICO e di TRANSIZIONE

Rischio di mercato legato ai rischi climatico-ambientali: la definizione di un'analisi di rilevanza fondata su un nuovo approccio che prevede il ricorso alla heatmap settoriale sul portafoglio investimenti (investimenti in emittenti Corporate e Financial) delle Società Credito Emiliano, Credemvita e Credem Euromobiliare Private Banking. Si adotta una heatmap che restituisce la valutazione di sintesi della rischiosità di ogni settore economico distinta sul Pillar Environmental. Le principali attività alla base della metodologia per la creazione della matrice settoriale e la quantificazione degli impatti dei fattori climatico-ambientali rispetto ai settori economici sono:

  • 1 riconciliazione delle fonti informative internazionali;
  • 2 aggregazione degli impatti climatico-ambientali e conversione degli stessi in score numerici;
  • 3 definizione della scala valutativa (Alto, Medio, Basso) e aggregazione a livello settoriale (NACE).

I fattori climatico-ambientali adottati per la definizione della matrice settoriale sono: Qualità dell'acqua, Aria, suolo, Biodiversità ed ecosistemi, Efficienza e sicurezza delle risorse, Clima, Rifiuti, Rischio fisico, Rischio di transizione, Impatti su siti del patrimonio mondiale o altre aree protette, Impatti su specie inserite nella Lista Rossa IUCN delle specie minacciate, Condizioni di vita controverse o uso di sostanze chimiche/medicinali (ad esempio uso eccessivo di antibiotici).

La soglia di materialità valuta il valore delle esposizioni delle categorie affette da rischio climatico sul totale esposizioni in perimetro.

Il Portafoglio investimenti di proprietà di Credito Emiliano Spa risulta essere l'unico rilevante al rischio climatico ambientale di transizione e fisico che potrebbe impattare attraverso il canale di trasmissione rischio di mercato

Rischio Reputazionale - RISCHIO FISICO e di TRANSIZIONE

Per l'analisi di rilevanza dei fattori climatico-ambientali in ambito reputazionale il Gruppo ha ricondotto alla categoria C&E gli eventi oggetto dell'approccio quantitativo per il rischio reputazionale in generale, identificando in tal modo potenziali scenari.

Tale operazione ha mostrato che per l'esercizio 2022 gli ambiti inerenti a tematiche ESG costituiscono una parte significativa del valore a rischio complessivo (pari a circa il 40%) e in particolare, gli eventi afferenti a fattori C&E rappresentano il 10% dell'esposizione totale al rischio reputazionale.

Stante il carattere «evolutivo» dei possibili impatti dei fattori analizzati, la materialità del rischio reputazionale derivante da fattori C&E è stata considerata anche in maniera prospettica, e quindi legata al progressivo aumento dell'operatività negli ambiti di collocamento e distribuzione di prodotti legati a tali fattori. In sede di analisi di rilevanza si è quindi deciso di considerare anche un approccio qualitativo, individuando quali società del Gruppo siano potenzialmente esposte ad un rischio reputazionale legato a componenti C&E, sulla base della loro tipologia di operatività (prodotti, servizi e clienti).

Sono risultate quindi rilevanti: Credito Emiliano Spa, Credem Euromobiliare Private Banking, Avvera Spa, Credemleasing Spa, Credemfactor Spa, Euromobiliare Asset, Management SGR Spa, Credem Private Equity SGR Spa, Euromobiliare Advisory SIM Spa, Credemvita Spa

Alla luce delle metodologie sopra illustrate, si riporta di seguito la matrice di materialità 2022 dei rischi C&E per il Gruppo e per le Società ad esso appartenenti:

Group level Credentence
Credentessing
Credentector
Credem Euromobiliare
Private Banking
Credemvita Euromobiliare SgR Euromobiliare Sim pound Credem Private Equity Crederme Other Legal entities
Climate Factors -
Transition Risk
Credit Climate Factors -
Physical Risk
Environmental Factors
Climate Factors -
Transition Risk
Market Climate Factors -
Physical Risk
Environmental Factors
Operational Risk - Climate
Factors
Operational Risk Operational Risk -
Environmental Factors
Reputational - Climate &
Environmental Factor
Climate & Environmental
Factor
Strategic Liquidity Climate & Environmental
Factor
Climate & Environmental
Factors - Transition Risk
Insurance Climate & Environmental
Factors - Physical Risk

L'analisi di materialità costituisce il primo passo, fondamentale, verso la definizione delle metodologie di quantificazione, attenuazione e controllo adottate per ciascuno dei rischi ritenuti rilevanti. Lo stesso concetto di rilevanza, per ciascun rischio, è coerente con quanto utilizzato nell'ambito dei principali processi di gestione dei rischi (ICAAP, ILAAP, RAF e Recovery Plan), al fine di assicurarne massima coerenza in termini di: rischi rilevanti, dotazione patrimoniale e target di rischio.

In particolare, al 30 giugno 2023, relativamente ai processi di gestione dei rischi C&E, oltre ad aver svolto l'esercizio regolamentare di stress test in ottica C&E, il Gruppo ha svolto le seguenti attività:

  • definito metriche "ESG-Specific" in ambito RAF al fine di monitorare i rischi C&E (per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo "Strategia" del presente paragrafo);
  • intrapresa l'analisi del framework di concessione e monitoraggio del credito per il portafoglio corporate e large corporate, mentre il framework relativo al pricing è stato assegnato al cantiere Prodotti, le cui attività sono in corso di avvio;
  • definito un framework metodologico di misurazione del rischio di credito di transizione in ottica C&E ed avviato le relative quantificazioni;
  • avviata l'integrazione dei processi di operational e reputational risk assessment e le relative analisi di scenario in ottica C&E;
  • definita una metodologia di costruzione di una heatmap settoriale del portafoglio degli investimenti ed avviata l'integrazione di tali metriche legate al rischio di mercato e di scoring ESG all'interno delle politiche di investimento e del reporting di market risk management;
  • sviluppato un primo approccio metodologico per l'analisi di scenario in ambito Recovery Plan;

• effettuata una prima integrazione, con un approccio a rilasci intermedi sui singoli verticali di rischio, il processo ICAAP 2023 con una specifica analisi di scenario basata su eventi climatico avversi che possono impattare la struttura patrimoniale/di liquidità del Gruppo tramite specifici verticali di rischio sensibili a tali eventi (Prima integrazione prevista: ICAAP 2023).

Anche da un punto di vista di innovazione metodologica nella misurazione dei rischi il Gruppo ha fatto importanti passi avanti:

FOCUS RISCHIO DI CREDITO

Con riferimento al rischio di credito, oltra agli indicatori specifici descritti nel paragrafo successivo, è stata sviluppata una metodologia per l'inclusione del rischio di transizione nel framework di stress testing. La quantificazione del rischio climatico, in particolare del rischio di transizione, a fini ICAAP è basata sull'inserimento delle componenti connesse al rischio climatico nel framework di stress testing del Gruppo. Seguendo le best practice di mercato, il rischio di transizione è stato integrato nella Probability of Default (PD), mediante la cosiddetta metodologia dei bilanci prospettici, che prevede due principali step, volti a proiettare i bilanci delle controparti appartenenti al segmento Imprese Corporate e ad introdurre un "costo climatico", consentendo quindi di misurare l'impatto della transizione sulle variabili economico-finanziarie.

Più in dettaglio, sono stati seguiti i seguenti step:

  • sviluppo di modelli econometrici per la proiezione di alcune voci di bilancio considerate rilevanti per la struttura del modello di rating interno;
  • calcolo di un costo operativo climatico, come prodotto tra il prezzo del carbonio e le emissioni di GHG, sottratto all'EBITDA con lo scopo di stressare il bilancio prospettico delle controparti;
  • quantificazione dell'impatto climatico sullo score di bilancio e quindi sulla PD;
  • integrazione degli impatti climatici nel framework di condizionamento della PD.

Nell'ICAAP 2023 si è evoluto l'approccio e sono stati utilizzati questi modelli.

FOCUS RISCHIO DI MERCATO

Con specifico riferimento al portafoglio investimenti ed al rischio di mercato, nel corso del 2022 è stata definita una metodologia di costruzione di una heatmap settoriale del portafoglio investimenti e sono in corso attività di integrazione di tali metriche legate al rischio di mercato e di scoring ESG all'interno delle politiche di investimento e del reporting di market risk management.

Con riferimento alle metriche utilizzate per la valutazione ed il governo dei rischi sotto il profilo climatico, il Gruppo ha definito metriche specifiche, affinate nel corso del 2022 anche grazie all'esercizio di climate stress test condotto per la BCE, attraverso una maggiore analiticità del calcolo delle metriche stesse.

In particolare, con riferimento al rischio di transizione, il Gruppo stima le emissioni indirette di gas a effetto serra riconducibili ad attività aziendali, ma che provengono da fonti che non sono di proprietà o che non sono controllate da Credem. Queste emissioni sono spesso riconducibili alla catena del valore e sono costituite dalle emissioni dirette e indirette di altre organizzazioni, che vengono in parte allocate alla società che effettua il calcolo, sulla base di specifici fattori di attribuzione. In tale contesto il Gruppo calcola e fornisce disclosure delle emissioni generate dalle emissioni indirette collegate a finanziamenti e investimenti tramite una metrica di intensità delle emissioni GHG.

Con riferimento all'informativa sulle emissioni GHG Scope 1 e Scope 2 si rimanda al paragrafo "Consumi energetici ed emissioni di gas a effetto serra" pubblicato nella DNF 2022.

Con riferimento invece alle emissioni GHG Scope 3, sulla base delle indicazioni del GHG Protocol Corporate Value Chain Accounting and Reporting Standard, le emissioni di gas serra derivanti da diverse asset class devono essere allocate alle istituzioni finanziarie in base alla quota proporzionale di prestito o investimento nella controparte, rispetto al suo valore complessivo.

Nel 2021, il Gruppo Credem ha calcolato e pubblicato per la prima volta una stima delle emissioni di CO2 indirette (Scope 3) collegate a finanziamenti e investimenti e, come sopra riportato, nel corso del 2022, anche grazie all'esercizio di climate stress test condotto per la BCE, ha affinato la metodologia di stima e l'analiticità del calcolo delle metriche stesse.

L'analisi delle emissioni di Scope 3 del portafoglio legate ad attività finanziate e agli investimenti del Gruppo è stata realizzata prendendo in considerazione le asset class più rilevanti in portafoglio e utilizzando per ciascuna di queste le specifiche metodologie di calcolo stabilite nel "Global GHG Accounting and Reporting Standard for the Financial Industry" del PCAF.

La principale evoluzione del 2022 ha riguardato i dati utilizzati in quanto per la maggior parte delle controparti, anche grazie alle informazioni recuperate da info-provider di mercato specializzati, sono stati utilizzati i dati relativi alle emissioni GHG specifiche delle singole controparti in portafoglio in coerenza con quanto implementato per la gestione dei rischi e di reporting. Per dettagli sul metodo di calcolo si rimanda al box sottostante;

METODOLOGIA DI CALCOLO DELLE EMISSIONI GHG SCOPE 3

  • Finanziamenti: sono stati considerati tutti i crediti erogati alle controparti corporate (incluse le controparti di natura finanziaria) del Gruppo, la quantificazione delle emissioni finanziate è stata recuperata per ogni singola controparte da infoprovider specializzati utilizzati nei processi di gestione e presidio del rischio di credito che fornisce tali valori in modo puntuale.
  • Investimenti di proprietà: è stato considerato il portafoglio Investimenti, inclusi gli investimenti in emittenti Corporate e Financial. Sono stati esclusi il portafoglio negoziazione, gli investimenti in Asset Backed Securities, Government, Mortgage Securities. Il dato delle emissioni finanziate è stato ricavato da MSCI, utilizzando il controvalore di mercato dell'investimento e l'intensità delle emissioni di Scope 1 e 2 in tonnellate di CO2 equivalente rispetto all'EVIC (Enterprise Value Including Cash) della controparte.
  • Investimenti della clientela: sono stati inclusi nel calcolo gli investimenti in azioni e obbligazioni e gli investimenti in fondi, considerando sia i portafogli gestiti direttamente che i portafogli delegati a terzi. Il dato delle emissioni finanziate è stato ricavato da MSCI, utilizzando per i titoli il controvalore di mercato dell'investimento e l'intensità delle emissioni di Scope 1 e 2 in tonnellate di CO2 equivalente rispetto all'EVIC (Enterprise Value Including Cash) della controparte; per i fondi il controvalore di mercato è stato moltiplicato per l'intensità emissiva in tonnellate di CO2 equivalente sul valore investito.

La Banca ha altresì svolto un primo esercizio di calcolo dell'indicatore Weighted Average Carbon Intensity (WACI) (pari alla somma ponderata delle emissioni di carbonio per milione di euro di fatturato). Il primo esercizio di calcolo del WACI, anche in considerazione della rilevanza del business del Gruppo, è stato effettuato sul proprio portafoglio finanziamenti.

La metodologia di calcolo adottata prevede la sommatoria delle GHG Intensity Scope 1 e 2 (cioè la somma delle emissioni di Scope 1 e Scope 2 rapportata al fatturato della controparte) per l'ammontare dell'utilizzato della singola controparte sul valore totale coperto di portafoglio (ovvero la somma di tutti gli utilizzi delle controparti per le quali sono disponibili le informazioni su GHG Scope 1 e 2).

FOCUS RISCHIO DI CREDITO

Con particolare riferimento al portafoglio di proprietà, lato portafoglio crediti, sono state svolte diverse attività che hanno consentito di raccogliere dati e informazioni ESG da info provider specializzati. Inoltre, per le esposizioni più rilevanti dei segmenti di clientela Large Corporate e Corporate è stato arricchito il processo di concessione e monitoraggio del credito prevedendo un ambito di valutazione volto ad analizzare e monitorare il posizionamento delle società richiedenti rispetto ai fattori climatici e ambientali e, in particolare, ai fattori di rischio fisico e di transizione. Più nel dettaglio, è stato definito un set di indicatori / metriche sintetici di performance rappresentativi del livello di esposizione delle controparti richiedenti verso tali fattori. Gli indicatori sono funzionali alle valutazioni inerenti all'appetibilità e al processo di delibera del finanziamento per la singola controparte. La Policy riconducibile al servizio Crediti è stata quindi conseguentemente integrata prevedendo, tra i principi fondamentali per l'erogazione del credito, un'attenzione specifica rivolta ai fattori ESG, con focus rispetto al grado di esposizione agli impatti generati dai fattori C&E sulla sostenibilità delle controparti e dei portafogli creditizi.

Infine, le metriche climate & environmental integrate nella Policy, in funzione della disponibilità dei dati, informano il Comitato Credit Strategy e vengono rappresentate, anche tenuto conto dei driver di rischio fisico o di transizione considerati, con diverse viste settoriali e di segmento. Nel corso del primo semestre 2023 è stato avviato un monitoraggio di portafoglio riferito al "portafoglio collateral immobiliari", per valutarne le esposizioni ai rischi fisici e al rischio di transizione. Di seguito la lista di metriche principali riportate al Comitato:

  • score environmental;
  • score transizione;
  • score rischio fisico, anche con riferimento al driver di rischio fisico acuto e fisico cronico;
  • GHG Intensity.

Infine, sono in corso di valutazione e successiva integrazione per il Comitato Credit Strategy, in una prima fase esclusivamente a livello gestionale, ulteriori indicatori di intensità di emissioni delle controparti.

Con specifico riferimento invece al portafoglio investimenti, nel corso del 2022 è stata definita una metodologia di costruzione di una heatmap settoriale del portafoglio stesso e sono in corso attività di integrazione di tali metriche legate al rischio di mercato e di scoring ESG all'interno delle politiche di investimento e del reporting di market risk management.

Al fine di definire dei limiti per i rischi ambientali che, se superati, determinano indagini più approfondite, il Gruppo ha integrato il proprio framework RAF. L'integrazione è avvenuta con uno statement qualitativo relativo ai rischi climatici e ambientali attraverso il quale il Gruppo dimostra, in continuità con le analisi di rilevanza effettuate in merito ai rischi climatici, il proprio impegno nel proseguire il percorso di integrazione dei fattori ESG nei propri processi decisionali, anche in considerazione delle aspettative della BCE in merito ai rischi C&E. Si ritiene che tale processo sia necessario al fine di garantire un efficace presidio nel tempo finalizzato a stabilire un approccio affidabile per misurare, monitorare e gestire tali rischi in un'ottica di mantenimento / riduzione del livello di esposizione del Gruppo.

A tal fine, il Gruppo si predispone al monitoraggio dell'esposizione complessiva e dello stato di avanzamento delle attività previste dal piano aggiornato.

Il profilo di rischio è determinato in base a due dimensioni:

    1. l'esposizione del Gruppo ai rischi climatici e ambientali: viene determinata attraverso una valutazione dei risultati delle analisi di rilevanza sui rischi fisici e di transizione su base annuale e al monitoraggio degli indicatori di II livello definiti relativamente a tali rischi;
    1. il livello di presidio del Gruppo rispetto ai rischi climatici e ambientali: viene determinato attraverso una valutazione esperta periodica rispetto allo stato di avanzamento del Gruppo nel percorso di evoluzione previsto dal piano aggiornato.

Le valutazioni in riferimento al livello di esposizione e di presidio determinano una metrica qualitativa del profilo di rischio attraverso la matrice di monitoraggio di seguito illustrata.

Il livello di risk appetite riflette quindi l'impegno del Gruppo nel proseguire il percorso di evoluzione nel rispetto del piano aggiornato, ritenuto fondamentale. Rispetto al 2022 e a seguito dell'introduzione di indicatori di II livello di monitoraggio, si è calibrato il Risk Appetite in relazione anche al livello di esposizione in riduzione o mantenimento.

AUMENTO
,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,
MEDIO MEDIO ALTO
,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,
Punto
d'attenzione
di esposizione MANTENIMENTO BASSO MEDIO ALTO
in questa fase non
saranno definite
soglie di Risk
Livello RIDUZIONE BASSO BASSO MEDIO olerance e Risk
LIMITATO MODERATO SIGNIFICATIVO RISK APPETITE

Matrice di monitoraggio del profilo di rischio

Come descritto sopra, sono state introdotte specifiche metriche per il monitoraggio, su cui non sono state ancora settate delle soglie. Tali metriche sono state definite nell'ambito degli indicatori SREP (Supervisory Review and Evaluation Process) di secondo livello per monitorare le esposizioni del portafoglio creditizio e degli investimenti ai rischi fisici e di transizione valutandone la concentrazione attuale e prospettica in settori/ aree geografiche ad alto rischio C&E. Il Gruppo ha altresì definito metriche di intensità delle emissioni GHG che permettono di monitorare le emissioni delle controparti inerenti il portafoglio crediti e investimenti.

La tabella sottostante riporta le caratteristiche degli indicatori:

Tipologia indicatori Rischio Rischio C&E Indicatore
Rischio di Credito Di transizione Indicatore di stock che monitora le esposizioni
creditizie ad alto rischio C&E di transizione alla
data di riferimento
Indicatore di stock che monitora il numero di
mutui (o delle esposizioni ad essi associate)
esposti al rischio C&E fisico
Di concentrazione Rischio di Credito Fisico Indicatore di flusso che guida e monitora il
numero di nuovi mutui (e delle esposizioni ad
essi associate) esposti al rischio C&E fisico e la
rispettiva evoluzione nel trimestre
Indicatore di stock che monitora le esposizioni
creditizie verso imprese esposte al rischio C&E
fisico
Rischio di Mercato C&E Indicatore di stock che monitora gli investimenti
ad alto rischio C&E alla data di riferimento
Di intensità Rischio di Credito Di transizione Indicatore che monitora il valore delle tonnellate
di CO2 emesse per €/mln di revenue dall'azienda
Indicatore che monitora il grado di esposizione
della Banca alle controparti ad alta intensità di
emissioni di Scope 1 e 2

Una prima integrazione in tematica di stress è stata svolta nell'ambito del Recovery Plan 2022. L'approccio metodologico è basato sui tre scenari climatico-ambientali già utilizzati nell'ambito dell'esercizio di BCE Climate Stress Test regolamentare:

  • scenario triennale «Short Term-Transition Risk»;
  • scenario annuale per il rischio fisico «Drought and Heatwave»;
  • scenario annuale per il rischio fisico «Flood».

Per ciascuno scenario è stata poi condotta un'analisi di sensitivity semplificata per calcolare la somma degli impatti in termini di maggiori rettifiche ("impairment losses").

Nell'ambito dell'ICAAP 2023 le metodologie di stress si sono evolute: l'impatto del rischio climatico viene stimato sul perimetro delle controparti imprese (corporate e aziende retail) e viene quantificato come quantificato come un add-on in termini di ECL.

La quantificazione dell'impatto avviene attraverso i seguenti step:

    1. sviluppo di un modello econometrico con l'obiettivo di proiettare alcuni indicatori del modulo di bilancio (descritti nel paragrafo precedente relativo al rischio di credito);
    1. stima di una voce di costo aggiuntiva con l'obiettivo di stressare gli indicatori di bilancio, attraverso l'utilizzo di informazioni sulle emissioni di GHG per settore e sul costo della CO2;
    1. calcolo di uno shock da applicare allo score di bilancio e di riflesso alla PD.

I risultati sono stati così integrati nelle evidenze dello scenario avverso dell'ICAAP 2023. Il framework di stress testing per i rischi C&E è in fase di aggiornamento ed evoluzione in coerenza con il piano azione BCE per dicembre 2023.

Tabella 2 — Informazioni qualitative sui rischi sociali

Sezione Business strategy and processes

Il Gruppo sta implementando l'analisi dei rischi Social all'interno del proprio modello di business favorendo l'inclusione, la tutela e lo sviluppo delle risorse umane, l'occupazione e il welfare aziendale. Nel primo semestre 2023 è stato intrapreso il processo di pianificazione preliminare 2023-2027, che traccia la linea di sviluppo anche in ambito sociale, per favorire la creazione di valore nel lungo termine. in particolare il Gruppo si pone l'obiettivo di incrementare:

● i congedi parentali, per garantire una maggior conciliazione vita-lavoro;

  • i percorsi welfare di prevenzione, con impatti sulla salute dei lavoratori;
  • le assunzioni su base annuale, per perseguire una diversificazione anagrafica e di genere;
  • la formazione volontaria, per qualificare conoscenze e competenze;
  • l'educazione finanziaria, per sviluppare una cittadinanza attiva e diminuire le asimmetrie informative tra banca e consumatore.

Nel piano strategico attuale (2020 - 2023) si stanno traguardando i seguenti obiettivi Social prefissati:

Obiettivi Target 2023 Consuntivo 2022
Certificazione Equal Salary Mantenimento certificazione Mantenimento certificazione
Quota di formazione e-learning sul totale
della formazione erogata
70% 81%
Quota di formazione facoltativa sul totale
della formazione erogata
15% 14,2%
Incentivazione del lavoro agile 22% 86%
Incremento di assunzioni, favorendo le
giovani generazioni
800 persone 1344
Monitoraggio della soddisfazione per il livello
di servizio erogato
82/100 82/100
Incremento della gamma di prodotti ESG +30% +750%
Incremento di soggetti coinvolti in iniziative
di alfabetizzazione finanziaria
+30% +91%

Si considerano i dati e le informazioni al 31.12.2019 come baseline per i target 2022/2023.

Tra le altre iniziative Social attivate nel semestre di riferimento sono degne di nota:

  • la campagna per l'individuazione di nuovi diversity coach, persone del Gruppo che si rendono portavoce della cultura inclusiva, di esigenze specifiche in ambito D&I e partecipanti attivi in tavoli di lavoro coordinati dalla funzione PEOPLE Management;
  • la Politica di Prevenzione per il biennio 2023-2024, che consiste nell' offerta gratuita di un pacchetto prevenzione personalizzato in funzione di età e sesso rivolta a tutti i dipendenti.

Anche nel 2023 il Gruppo ha strutturato un'attività di Stakeholder engagement per meglio comprendere gli impatti attuali e potenziali, positivi e negativi dell'impresa sull'economia, sull'ambiente e sulle persone, inclusi quelli sui diritti umani, nell'ambito delle sue attività e dei suoi rapporti di business, favorendo una comprensione più estesa dei rischi e delle opportunità

In quest'ottica ha effettuato questionari di engagement su varie tipologie di stakeholder, quali clienti, dipendenti, investitori, azionisti e fornitori, anche su tematiche sociali. Il questionario mira a comprendere il livello di rilevanza attribuita alle questioni sociali, quali diversità, equità, inclusione, competenze, conoscenze, salute e sicurezza e welfare aziendale.

L'attività di ascolto confluirà, nel processo di identificazione e prioritizzazione dei temi materiali, che saranno pubblicati nella DNF 2023.

Sezione Governance

Per gli aspetti di governance inerenti ai rischi Sociali si rimanda alla sezione Informazioni qualitative sui rischi di Governance - paragrafo Governance, nel quale tali aspetti sono rappresentati unitariamente per le tematiche ambientali, sociali e di governance.

Sezione Risk management

Credem monitora i rischi legati ai fattori sociali mappando i potenziali impatti negativi che attraverso specifici "canali di trasmissione" possono concretizzarsi in rischi (finanziari e non finanziari) quantificabili e gestibili.

I principali rischi sociali individuati, inclusi nella mappa dei rischi e riconducibili all'analisi di materialità pubblicata in DNF 2022 , ovvero quelli legati ad esempio alla sicurezza, alla salute e sicurezza sul lavoro, ai diritti dei lavoratori, ai diritti umani e alla parità di genere, si concretizzano principalmente in rischio reputazionale, in conseguenza ad attività controverse e in rischio di non conformità alla normativa (compliance), per la possibilità di incorrere in perdite dovute a sanzioni o contenziosi.

La tabella seguente esplicita la correlazione tra fattori sociali, rischi connessi, impatti sui rischi tradizionali (finanziari e non finanziari) e gli eventuali presidi per la gestione e mitigazione:

Tema materiale Fattori sociali Impatto negativo Tipologia di
rischio
Azioni di
mitigazione
Funzioni di
Presidio
Diversità, equità
e inclusione
Capacità di
assicurare pari
opportunità di
accesso,
crescita,
remunerazione,
conciliazione di
vita privata e
professionale
•Discriminazione
e disparità
salariali con
impatti negativi
su Persone,
minoranze e
sulla società;
•Peggioramento
del clima
aziendale e della
motivazione dei
Dipendenti
• Rischio
reputazionale
finalizzato a una
stima del
potenziale
impatto
economico
derivante dal
danno
reputazionale
clientela (cause
interne alla
banca)
• Rischio di non
conformità alla
normativa sulla
salute e
sicurezza dei
Dipendenti e
sulla disciplina
giuslavoristica
Politiche per
contrastare la
discriminazione,
la differenza
salariale e
favorire
l'inclusione
(Certificazione
equal salary, Top
Employers,
adesione alla
Carta per le Pari
Opportunità e
l'uguaglianza sul
lavoro rilasciata
dalla Fondazione
Sodalitas)
• Direzione
Prevenzione e
Sicurezza
• People
Management
• Personale della
capogruppo
Sicurezza e
protezione dei
dati
Capacità del
Gruppo di
tutelare la
riservatezza dei
dati e delle
operazioni dei
Clienti
• Violazione dei
dati personali di
terzi gestiti della
banca;
• Aumento delle
truffe
informatiche
• Rischio di non
conformità alla
normativa sulla
tutela dei dati
personali e
trasparenza nella
distribuzione di
Policy e
regolamenti atti
a contrastare ed
impedire la fuga
di dati personali
•Data Protection
Officer
• Enterprise Risk
Management
•Antiriciclaggio
•Compliance
•Analytics and
Tema materiale Fattori sociali Impatto negativo Tipologia di
rischio
Azioni di
mitigazione
Funzioni di
Presidio
Innovazione e
digitalizzazione
• Capacità di
sviluppare
politiche
innovative e
servizi
tecnologicament
e
all'avanguardia,
in grado di
apportare
benefici agli
Stakeholder
• Capacità di
sviluppare
prodotti e servizi
finanziari digitali
Esclusione di
fasce di clientela
meno
qualificate/
digitali
servizi bancari e
finanziari
• Rischio di
coinvolgimento
in operazioni che
originano da
attività criminali
(Antiriciclaggio/
Antiterrorismo)
• Rischio
operativo:
Conduct Risk, IT
Risk
• Rischio
strategico
Strategie per il
supporto e lo
sviluppo di idee e
prodotti
innovativi rivolti
ai
Clienti privati e
alle imprese,
anche mediante
attività di open
innovation con i
clienti per
sondare i loro
bisogni e
diffondere la
cultura digitale
Fraud
Audit
•Information
Security
Governance
Finanza
sostenibile
•Adozione di
pratiche di
screening socio
ambientale nelle
attività di asset
management,
che escludono
investimenti in
imprese e
istituzioni i cui
valori non sono
compatibili con
quelli del Gruppo
(Armi non
convenzionali,
derivati ad uso
speculativo su
materie prime
alimentari,
Emittenti con
gravi violazioni
nell'ambito dei
diritti umani
e del lavoro
minorile
• Sviluppo di
prodotti e servizi
con specifiche
finalità
ambientali e/o
sociali
Investimento in
attività non
etiche/sostenibili
, con impatti
negativi in
termini sociali e
ambientali
la definizione di
una specifica
politica e
metodologia per
la gestione ed il
monitoraggio dei
principali effetti
negativi (c.d. PAI
- Principal
Adverse Impact)
delle decisioni di
investimento
nella gestione
dei prodotti e
servizi sostenibili
ha favorito
l'adozione dei
seguenti PAI
indicators:
• PAI 10:
violations of
UNGC principles
and OECD
Guidelines for
Multinational
Enterprises
• PAI 14:
exposure to
controversial
weapon
• Rischio
reputazionale
connesso alla
performance
prodotti
• Rischio
reputazionale
finalizzato a una
stima del
potenziale
impatto
economico
derivante
dal danno
reputazionale
clientela (cause
interne alla
banca, rapporti
tra banca e
Clienti)
Progressiva
integrazione di
azioni di
mitigazione/adat
tamento
climatico, anche
mediante
politiche di
investimento
ESG.
Una gestione
etica,
responsabile, e
trasparente del
business

Nell'ambito dell'approccio quantitativo adottato dal Gruppo per la stima del rischio reputazionale, in continuità con quanto svolto nel 2022, anche nel 2023 è stato predisposto un questionario da sottoporre ad un campione rappresentativo della clientela per identificare gli eventi di rischio riconducibili al pillar attinente alla componente Social. In particolare, gli ambiti di indagine riguardano l'operatività in settori controversi, l'attenzione all'ambiente di lavoro e al personale (welfare aziendale, pari opportunità di genere tra Donne e Uomini, formazione), le discriminazioni, l'utilizzo di criteri sociali nella selezione degli investimenti, l'attivazione di politiche a supporto delle comunità locali.

Nel 2022 gli eventi afferenti a fattori Social hanno rappresentato circa il 17% dell'esposizione totale al rischio reputazionale.

Tabella 3 — Informazioni qualitative sul rischio di governance

Sezione Governance

Il Gruppo sta implementando l'analisi dei rischi di Governance all'interno del proprio modello di business per favorire etica e integrità nella gestione del business.

Nel primo semestre 2023 è stato intrapreso il processo di pianificazione preliminare 2023-2027, che traccia la linea di sviluppo anche in ambito di governance, per favorire la creazione di valore nel lungo termine. in particolare il Gruppo si pone l'obiettivo di:

  • incrementare lo stakeholder engagement, per comprendere ed integrare aspettative e priorità dei portatori di interessi;
  • incrementare il numero di induction al Board e al Top Management, per qualificare le conoscenze e le competenze funzionali alla definizione, supervisione e gestione della strategia ESG;
  • migliorare, progressivamente, il rating del questionario Climate change del Carbon Disclosure Project CDP), per fornire informazioni sui propri impatti climatici in modo trasparente e standardizzato.

Nel piano strategico attuale (2020 - 2023) si stanno traguardando i seguenti obiettivi di Governance prefissati:

Obiettivi Target 2023 Consuntivo 2022
Incremento del numero di persone
coinvolte nelle attività di stakeholder
engagement
+20% +127%
Quota di sessioni formative a tema
ESG sul totale della formazione del
board
20% 75%
Implementazione di un sistema di
MBO correlato a KPIs ESG identificati
sulla base dei temi materiali del
gruppo
100% dei temi materiali coperti 82%

Si considerano i dati e le informazioni al 31.12.2019 come baseline per i target 2022/2023.

Nel primo semestre 2023 il Gruppo ha altresì attivato due importanti cantieri progettuali:

  • ESG Target operating model: in quest'ambito sono in corso di ulteriore definizione comitati di riferimento in materia di sostenibilità (es. Comitato Sostenibilità di Gruppo, Comitato Sostenibilità area Wealth, rif. Sezione Governance per i dettagli), e l'integrazione delle regole di funzionamento per delineare i processi di reporting correlati. E' stato altresì intrapreso un processo di formalizzazione di ruoli /responsabilità riconducibili ai Servizi/Società principalmente impattate. Il modello operativo è tuttora in fase di evoluzione e si pone, per il 2024, i seguenti obiettivi:
    1. estendere il modello operativo alle Legal Entities del Gruppo impattate, definendo le modalità di gestione e di interazione;
    1. completare il disegno del modello operativo riconducibile alla Capogruppo evolvendo ed ampliando quanto già in essere.
  • ESG Data Governance: nel corso delle recenti evoluzioni in materia di sostenibilità, il Gruppo ha implementato una specifica architettura riconducibile ai dati ESG; è in corso di progressiva definizione il relativo modello di Data Governance (definizione delle ownership su dati/informazioni, deleghe di gestione, informativa e reporting,, ecc.). Nel 2024 la Banca si pone l'obiettivo di completare/consolidare il modello e di estenderlo alle società del Gruppo.

Credem ha strutturato una specifica architettura dei dati ESG, tuttora in fase di ampliamento, affinamento e consolidamento. Tale impianto architetturale, per garantire un'accessibilità diffusa a tutti gli utenti aziendali, è stata alimentato (e viene alimentata semestralmente) dalle seguenti basi dati:

  • Pillar3 (data rif. 30/06/2023);
  • controparti affidate (report e scoring ESG su tutto il perimetro Financial Reporting);
  • collateral immobiliari a garanzia (info su prestazioni energetiche e rischi fisici).

L'attuale contesto implica rapidi sviluppi architetturali paralleli all'evolversi delle informazioni, delle logiche e delle destinazioni d'uso, sia relativamente agli aspetti di rischio ESG, sia alle altre informazioni inerenti la sostenibilità. In tal senso alcune delle prossime milestone di sviluppo riguarderanno:

  • l'attivazione delle alimentazioni delle informazioni di nuova produzione relative ai finanziamenti ed ai collateral (entro 31/12/2023);
  • il rilascio di specifico cruscotto di sintesi per la strutturazione ed emissione di bond green (entro 31/12/2023);
  • flussi informativi derivanti dall'adeguamento alla CSRD (entro 31/12/2024).

Tutte le informazioni ad oggi disponibili mediante l'architettura ESG sono state acquisite tramite infoprovider o da basi dati interne regolamentari. Per ciascun dato è quindi disponibile un set informativo inerente la sua origine (se da fonte interna o esterna, se dato puntuale o dato stimato, la data di aggiornamento dello stesso, ecc.). Il processo di elezione di qualsiasi informazione alla base dati ESG è sottoposto alle regole di Data Governance, le quali prevedono la definizione precisa della natura di ciascun dato in modo da rendere esplicito il grado di accuratezza/affidabilità dello stesso.

Anche nel 2023 il Gruppo ha strutturato un'attività di Stakeholder engagement per meglio comprendere gli impatti attuali e potenziali, positivi e negativi dell'impresa sull'economia, sull'ambiente e sulle persone, inclusi quelli sui diritti umani, nell'ambito delle sue attività e dei suoi rapporti di business, favorendo una comprensione più estesa dei rischi e delle opportunità.

In quest'ottica ha effettuato questionari di engagement su varie tipologie di stakeholder, quali clienti, dipendenti, investitori, azionisti e fornitori, anche su tematiche di governance. Il questionario mira a comprendere il livello di rilevanza attribuita anche alle seguenti tematiche: operare con integrità e nel rispetto di principi etici; trasmettere agli Stakeholder, attraverso i comportamenti, purpose, valori e cultura aziendali; sviluppare le procedure, codici, standard e canali di segnalazione per garantire il rispetto di leggi e regolamenti vigenti e prevenire fenomeni corruttivi nelle attività di business.

La mission è orientata al perseguimento del successo sostenibile attraverso la creazione di valore nel lungo termine a beneficio degli azionisti, tenendo conto degli interessi degli altri stakeholder rilevanti.

In tale contesto, il Consiglio di Amministrazione, nella sua funzione di indirizzo e supervisione strategica, guida il Gruppo al perseguimento dell'obiettivo sopra citato, valutando opportunamente i rischi e le opportunità correlate.

La funzione di gestione, che si sostanzia nell'attuazione degli indirizzi strategici e nella gestione dell'azienda, è svolta dallo stesso Consiglio, per quanto riguarda le attribuzioni non espressamente delegate ad altri organi, e dal Comitato Esecutivo per le attribuzioni a questo delegate. Il Direttore Generale partecipa alla funzione di gestione in qualità di rappresentante di vertice della struttura interna.

La funzione di controllo compete al Collegio Sindacale, organo che vigila sull'osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, sull'adeguatezza della struttura organizzativa della società per gli aspetti di competenza, del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo contabile nonché sull'affidabilità di quest'ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione e sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste dal Codice di Autodisciplina per le società quotate cui la Banca ha aderito.

Il Collegio Sindacale di Credito Emiliano S.p.A. svolge altresì le funzioni di Organismo di Vigilanza di cui al D.Lgs. n. 231/2001.

In linea con le previsioni normative contenute nella Circolare 285 e con quanto previsto dal Codice, nell'ambito del Consiglio di Amministrazione sono stati costituiti 3 comitati specializzati:

  • Comitato Consiliare Nomine di Gruppo, che supporta con funzioni propositive e consultive il CA e gli altri organi deliberanti della Capogruppo in materia di "Nomine".
  • Comitato Consiliare Remunerazioni di Gruppo, che supporta, con funzioni propositive e consultive, il Consiglio di Amministrazione e gli altri organi deliberanti della Capogruppo in materia di "Remunerazioni".
  • Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, che svolge un ruolo di supporto che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri –

al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa e del Gruppo in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento.

Con particolare riferimento alla Sostenibilità, il Consiglio di Amministrazione si avvale dell'attività dei seguenti Comitati, che svolgono funzioni istruttorie, consultive e propositive:

  • Comitato manageriale di Sostenibilità: svolge funzioni propositive e consultive in materia di sostenibilità per promuovere la progressiva integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance nelle attività aziendali. Il Comitato è presieduto dal Direttore Generale, ne fanno parte anche tutti i Top Manager della Direzione Centrale e n. 2 membri del Consiglio di Amministrazione; garantisce la proposizione manageriale e di leadership correlata alla definizione di KPIs ESG e stimola l'applicazione ed il presidio della strategia di sostenibilità del Gruppo. L'organo collegiale ha una natura multidisciplinare ed è dotato di risorse finanziarie per dar corso alla progettualità, stimolare la formazione interna e cooptare esperti per diffondere una cultura di sostenibilità trasversale. In particolare:
  • supporta il Consiglio di Amministrazione e Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo nella proposizione strategica in ambito di sostenibilità ambientale, sociale e di governance e nella definizione del relativo milestone plan;
  • propone piani di formazione per garantire l'adeguato livello di conoscenze e competenze;
  • valuta e propone la miglior destinazione delle risorse finanziarie e umane;
  • monitora in via continuativa il benchmark di sostenibilità, settoriale e sistemico;
  • propone al Consiglio di Amministrazione, per il tramite del Comitato Consiliare Rischi Sostenibilità di Gruppo, l'analisi di materialità e la relativa lista prioritizzata di temi materiali;
  • propone al Comitato Consiliare Remunerazioni di Gruppo un panel di indicatori KPIs ESG funzionali alla composizione delle correlate schede del Personale Più Rilevante
  • definisce le linee guida di comunicazione ESG, previa condivisione e definizione con il Comitato Brand, Comunicazione e Pubblicità;
  • in ambito di emissioni ESG, propone al Consiglio di Amministrazione l'aggiornamento del Framework ESG e monitora la conformità del correlato Eligible Portfolio e dell'allocazione dalla raccolta ai criteri di idoneità specificati nel Framework ESG;
  • relativamente al presidio dei rischi ambientali e climatici, propone al Comitato Esecutivo la definizione di indicatori di II livello funzionali all'integrazione del Risk Assessment Framework (RAF)
  • tiene conto delle pertinenti informazioni rivenienti dalle società del Gruppo e, in relazione alle attività caratteristiche condotte dalle società appartenenti all'Area Wealth, delle proposte e linee guida formulate dallo specifico Comitato di Sostenibilità Area Wealth per gli aspetti di comune rilevanza.
  • Comitato endoconsiliare Rischi e Sostenibilità: contribuisce all'identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi ambientali, sociali e di governance, tenendo conto delle attività caratteristiche e dei presidi interni identificati. Su proposta del Consiglio di Amministrazione:
  • valuta la proposizione strategica in ambito di sostenibilità e il relativo milestone plan proposto dal Comitato Sostenibilità di Gruppo;
  • contribuisce all'identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi ambientali, climatici e sociali, al fine di contribuire al successo sostenibile del Gruppo;
  • verifica l'efficacia del presidio dei rischi ambientali, climatici e sociali del Gruppo, sulla base della progettualità e delle rendicontazioni trasmesse dal Comitato Sostenibilità di Gruppo e dalle altre Funzioni preposte;
  • presidia il processo di rendicontazione non finanziaria (DNF).
  • Comitato interfunzionale Risk Management: supporta il Consiglio di Amministrazione ed il Comitato Esecutivo nel presidio del rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework. Relativamente ai rischi derivanti dai fattori ESG, alla Funzione ERISK (Enterprise Risk Management), che supporta il Comitato, sono stati affidati l'identificazione, la valutazione, la misurazione, il monitoraggio dei rischi climate and environmental (C&E).
  • Comitato Credit Strategy: monitora il livello di esposizione ai fattori climatici e ambientali che possono incidere sulle politiche creditizie del Gruppo.

Per garantire il progressivo allineamento dell'assetto organizzativo del Gruppo al presidio dei rischi ESG, con particolare riferimento a quelli C&E, sono stati implementati regolamenti interni e politiche inerenti alle funzioni aziendali maggiormente impattate a livello gestionale ed operativo, in particolare:

  • Servizio Governance e Relazioni Esterne, per contribuire al successo sostenibile del Gruppo attraverso un'efficace e continuativa attività di Stakeholder engagement finalizzata alla creazione di valore nel medio-lungo termine per gli azionisti e gli altri Stakeholder rilevanti.
  • Servizio Crediti, per garantire una progressiva granularità delle analisi sul grado di esposizione agli impatti generati dai fattori climatici e ambientali sulla sostenibilità delle controparti e dei portafogli creditizi, sono stati adeguate le relative metriche.
  • Risk Management, per garantire il controllo e presidio del Chief Risk Officer e della Funzione Risk Management nel suo complesso.

Ad aprile 2023 è stata costituita la Funzione Governo della Sostenibilità dedicata esclusivamente al governo della Sostenibilità d'impresa per garantire una implementazione di competenze e coordinamento rispetto ai seguenti ambiti progettuali: strategia, governance, presidio dei rischi ambientali e climatici, comunicazione e reporting, metriche e obiettivi ESG.

La mission della funzione consiste nel contribuire al successo sostenibile del Gruppo mediante una piena integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance finalizzata alla creazione di valore nel lungo termine a beneficio degli azionisti e degli altri Stakeholder rilevanti, garantendo uno strutturato processo di comunicazione e reporting.

Un ruolo di primo piano nell'ambito dei presidi dei rischi ESG è svolto dalle funzioni di controllo, in particolare:

  • Internal Audit: nel corso del 2023 è stato definito e integrato un framework ESG, mediante la creazione di una matrice di rilevanza che consente:
  • una visione dell'impatto dei requisiti normativi ESG sulle aree operative del Gruppo;
  • un inquadramento sul livello di adeguamento delle aree impattate;
  • la mappatura dei macro-rischi e degli obiettivi di controllo;
  • l'individuazione delle priorità di intervento sulle quali dovranno basarsi i futuri esercizi di Audit.
  • Compliance: funzione che presidia la gestione del rischio di non conformità normativa, effettuando le necessarie analisi in presenza di una variazione del quadro normativo per verificare l'adeguatezza dell'assetto operativo del Gruppo rispetto alle disposizioni applicabili. L'attività è funzionale al successivo adeguamento dei processi e delle procedure interne da parte dei relativi owners, previa validazione da parte della funzione Compliance sulla conformità delle soluzioni adottate.

La funzione effettua, altresì, l'analisi e l'adeguamento al framework europeo ESG in tema di finanza sostenibile.

● Enterprise Risk Management: alla funzione sono affidati l'identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici e ambientali (C&E).

La funzione, nell'ambito delle attività svolte per l'analisi di rilevanza, è responsabile della valutazione di tali rischi, tramite specifiche analisi volte a misurare l'esposizione del Gruppo adottando metodologie in linea con le pratiche adottate dal Regulator e con le best practice osservate sul mercato; coordina altresì le attività di misurazione e monitoraggio relative ai fattori di rischio C&E sui rischi principali, in coerenza con la mappa dei rischi utilizzata per l'analisi di rilevanza.

In particolare, verifica che le procedure interne siano idonee ad assicurare il rispetto dei limiti di propensione al rischio definiti nel Risk Appetite Framework.

In coerenza con l'action plan comunicato alla Banca Centrale Europea, sono state altresì apportate evoluzioni all'analisi di rilevanza dei rischi utilizzata dalla funzione e alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.).

Per ulteriori approfondimenti inerenti la governance si rimanda alla Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari 2022 e, con particolare riferimento alla governance di sostenibilità, alla DNF 2022. Entrambi i documenti sono pubblicati sul sito internet della Capogruppo.

Con riferimento alle politiche di remunerazione, il Gruppo ha stabilito una correlazione delle stesse agli obiettivi di sostenibilità. L'82% dei temi materiali pubblicati in DNF sono correlati a KPIs individuali attribuiti al Top Management e inclusi nella politica di remunerazione. Il peso attribuito a ciascun KPI oscilla dal 10% al 40%. Nel 2023, l'indicatore sintetico di sviluppo sostenibile istituito nel 2022, è stato esteso a tutto il Personale Più Rilevante del Gruppo - oltre agli Amministratori esecutivi - ed è costituito dai seguenti items:

    1. emissioni Scope 2;
    1. finanza sostenibile;
    1. formazione ESG;
    1. uguaglianza di genere;
    1. rispetto del piano pluriennale sui rischi ambientali e climatici.

Il peso attribuito al suddetto indicatore è del 10%.

Sezione Risk management

Credem monitora i rischi legati ai fattori di governance mappando i potenziali impatti negativi che attraverso specifici "canali di trasmissione" possono concretizzarsi in rischi (finanziari e non finanziari) quantificabili e gestibili.

I principali rischi di governance, individuati coerentemente con la mappa dei rischi, sono legati a fattori quali l'anticorruzione, l'antiriciclaggio, la presenza di iniziative e regole volte a garantire la business ethics e una governance solida e trasparente, si concretizzano principalmente in rischio reputazionale e in rischio operativo.

La tabella seguente esplicita la correlazione tra i temi materiali di Governance presenti nell' analisi di materialità pubblicata in DNF 2022, i fattori di governance, i rischi connessi, gli impatti sui rischi tradizionali (finanziari e non finanziari) e gli eventuali presidi per la gestione e mitigazione:

Tema materiale Fattori di Impatto Tipologia di Azioni di Funzioni di
Governance negativo rischio mitigazione Presidio
Etica, integrità e
trasparenza
• Capacità di
operare nel
rispetto di leggi,
regolamenti e
principi etici
• Lotta alla
corruzione
attiva e passiva
• Capacità di
identificarsi e
trasmettere agli
stakeholder la
missione i valori
aziendali, fulcro
e sintesi
dell'identità del
Gruppo, e di
garantire
trasparenza
operativa e
relazione
• Episodi di
corruzione,
comportamenti
anticoncorrenzi
ali e altre
condotte in
violazione di
leggi e
regolamenti
• Malcontento
da parte dei
clienti con
possibile
aumento di
reclami e
contenziosi
• Rischio
reputazionale di
non conformità
alle norme
•Rischio
reputazionale
connesso alle
performance
prodotti
•Rischio
reputazionale
finalizzato ad
una stima del
potenziale
impatto
economico
derivante dal
danno
reputazionale
clientela
(Corporate
Governance,
rapporti tra
banca e clienti,
cause interne
alla banca)
•Rischio di
governance
•Rischio
operativo:
conduct risk
Controlli interni
per garantire la
conformità alle
norme, la
mitigazione di
possibili azioni
corruttive o
anticoncorrenzi
ali (per maggiori
informazioni
consultare la
sezione "I
Controlli
interni", inclusa
nella DNF 2022,
pubblicata sul
sito internet
della
Capogruppo).
•Segreteria
Generale
•Organizzazione
•Compliance
•Antiriciclaggio
•People
Management
•Enterprise Risk
Management
•Audit

Nell'ambito dell'approccio quantitativo adottato dal Gruppo per la stima del rischio reputazionale, in continuità con quanto svolto nel 2022, anche nel 2023 è stato predisposto un questionario da sottoporre ad un campione rappresentativo della clientela, per identificare gli eventi di rischio riconducibili al pillar attinente alla componente Governance. In particolare, gli ambiti di indagine riguardano il rischio di condotta, l'offerta di prodotti relativi a settori controversi, il falso in bilancio, il greenwashing.

Nel 2022 gli eventi afferenti a fattori Governance hanno rappresentano circa il 20% dell'esposizione totale al rischio reputazionale.

Informativa quantitativa

Nella presente sezione vengono rappresentate le seguenti tavole quantitative in ambito "Prudential disclosures on ESG risks (Article 449a CRR)":

  • Template 1 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua;
  • Template 2 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili — Efficienza energetica delle garanzie reali;
  • Template 4 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni verso le prime 20 imprese ad alta intensità di carbonio;
  • Template 5 Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico;
  • Template 10 Altre azioni di attenuazione connesse ai cambiamenti climatici non contemplate dal regolamento (UE) 2020/852.

Si precisa che, in coerenza con le altre tavole incluse nel presente documento, le informazioni quantitative sono rappresentate in migliaia di euro.

Template 1 - Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua

Nel Template 1 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem nei confronti di società non finanziarie che operano in settori connessi al carbonio che contribuiscono in modo significativo al cambiamento climatico, e la qualità di tali esposizioni, compresi lo status di esposizione deteriorata, la classificazione come stage 2 e i relativi accantonamenti, nonché le classi di maturity.

Con riferimento alle metriche ESG, nel Template 1 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem verso controparti escluse dagli "EU Paris-aligned Benchmarks", poiché considerate particolarmente inquinanti. Tali controparti sono definite in accordo all'articolo 12, paragrafo 1, lettere da d) a g), e all'articolo 12, paragrafo 2, del regolamento delegato (UE) 2020/1818, in cui sono definite alcune percentuali soglia di coinvolgimento in tali attività economiche inquinanti superate le quali la società viene esclusa dai benchmark, come indicato di seguito:

  • società che traggono l'1% o più dei propri ricavi dalla prospezione, estrazione, distribuzione o raffinazione di antracite e lignite;
  • società che traggono il 10% o più dei propri ricavi dall'esplorazione, estrazione, distribuzione o raffinazione di combustibili derivati dal petrolio;
  • società che traggono il 50% o più dei propri ricavi dalla prospezione, estrazione, produzione o distribuzione di combustibili gassosi;
  • imprese che ottengono il 50% o più dei propri ricavi dalla produzione di elettricità con un'intensità di gas a effetto serra superiore a 100 g CO2 e/kWh.

Per l'identificazione delle controparti sopra citate, il Gruppo Credem si è avvalso di informazioni recuperate da un data provider esterno.

Con riferimento alla disclosure sulle emissioni assolute (scope 1, 2 e 3), il Gruppo Credem ha deciso di usufruire del periodo di phase-in stabilito dal COMMISSION IMPLEMENTING REGULATION (EU) 2022/2453 – Annex II, dal momento che non è ancora disponibile all'interno dei sistemi banca un dettaglio informativo tale da rappresentare le emissioni nelle modalità richieste dal template. Nello specifico, il dato relativo alle emissioni assolute viene già rendicontato dalla banca nella Dichiarazione Consolidata Non Finanziaria (DCNF), ma dal momento che la Disclosure Pillar 3 ESG richiede un maggior livello di dettaglio e granularità del dato sulle emissioni assolute, la banca ha deciso di non dare disclosure.

Parallelamente sono stati avviati contatti con provider esterni al fine di recuperare il dato di emissioni assolute per le controparti finanziate in accordo al livello di dettaglio richiesto dal Pillar 3.

Modello 1: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua (1 di 2)

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Modello 1: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua (2 di 2)

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* Conformemente al regolamento delegato (UE) 2020/1818 della Commissione che integra il regolamento (UE) 2016/1011 per quanto riguarda le norme minime per gli indici di riferimento UE di transizione climatica e per gli indici di riferimento UE allinenati con l'accordo di Parigi regolamento sulle norme per gli indici di riferimento climatici - considerando 6: settori di cui alle sezioni da A a H e alla sezione L dell'allegato I del regolamento (CE) n. 1893/2006

Template 2 - Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili — Efficienza energetica delle garanzie reali

Nel Template 2 è rappresentato il "gross carrying amount" dei prestiti garantiti da immobili commerciali e residenziali erogati dal Gruppo Credem, con un focus sulle informazioni riguardanti il livello di efficienza energetica delle garanzie reali misurato in termini di consumo energetico in kWh/m2 e in termini di classe attribuita dall'attestato di prestazione energetica (APE).

Il template richiede inoltre la medesima disclosure riferita alle garanzie reali immobiliari recuperate (c.d. repossessed collateral), tuttavia si tratta di una casistica non applicabile per il Gruppo Credem.

Per il recupero delle informazioni relative all'efficienza energetica, il Gruppo Credem si è avvalso di un data provider esterno.

Modello 2: Portafoglio bancario - Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili — Efficienza energetica delle garanzie reali

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Template 4 - Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni verso le prime 20 imprese ad alta intensità di carbonio

Nel Template 4 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem verso controparti che figurano tra le prime 20 imprese a più alta intensità di carbonio a livello mondiale, e viene data un'indicazione sulla numerosità delle imprese più inquinanti incluse nel calcolo del valore contabile lordo aggregato.

Il Gruppo Credem ha deciso di adottare un approccio ibrido per l'identificazione delle controparti a più alta intensità di carbonio a livello mondiale. Tra le diverse fonti pubbliche proposte a titolo esemplificativo all'interno del Commission Implementing Regulation (EU) 2022/2453 – Annex II, il Gruppo ha infatti optato per considerare sia la lista delle "top 20 polluting firms" resa disponibile al pubblico dal Climate Accountability Institute sia quella del Carbon Disclosure Project. Dalle analisi condotte dal Gruppo, è emerso come le 2 liste presentino le medesime controparti per quanto attiene a 17 imprese, mentre differiscano per 6 imprese totali. Al fine di produrre una disclosure più comprensiva, la lista finale utilizzata dalla banca per la compilazione del Template 4, quindi, considera sia le 17 imprese comuni alle 2 fonti pubbliche, che le imprese residuali che si trovano in una ma non nell'altra lista, per un totale di 23 controparti.

Nell'effettuare la disclosure sulle controparti "top 20 polluting firms", il Gruppo Credem ha tenuto in considerazione anche eventuali società controllate dalle holding incluse nella lista finale sopracitata.

Modello 4: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni verso le prime 20 imprese ad alta intensità di carbonio

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Le esposizioni presenti nel Modello 4 al 30 giugno 2023 sono pressochè interamente riconducibili a titoli di debito del banking book.

Template 5 - Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico

Nel Template 5 sono rappresentate le informazioni sulle esposizioni del Gruppo Credem nei confronti di società non finanziarie, sui prestiti garantiti da beni immobili e sulle garanzie reali immobiliari recuperate, soggette a rischi fisici acuti e cronici.

Il rischio fisico è classificato come "acuto" quando deriva da eventi estremi come possono essere siccità, inondazioni e tempeste, e "cronico" quando deriva da cambiamenti progressivi, come l'aumento delle temperature e lo stress idrico.

Il Gruppo ha individuato due aree geografiche soggette a rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: Italia e Resto del mondo.

Per l'identificazione delle esposizioni soggette a rischi fisici acuti e cronici, il Gruppo si è avvalso di informazioni recuperate da un data provider esterno.

Modello 5: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico (1 di 2) Italia

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Modello 5: Portafoglio bancario — Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico (2 di 2)

Resto del mondo

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Template 10 - Altre azioni di attenuazione connesse ai cambiamenti climatici non contemplate dal regolamento (UE) 2020/852

Nel Template 10 sono rappresentate le informazioni sulle esposizioni green del Gruppo Credem - bond e loan - che non risultano in linea con lo standard EU Taxonomy, ma che sostengono i clienti nel processo di transizione e adattamento ai cambiamenti climatici.

In attesa della definizione delle regole per l'applicazione della Tassonomia (Regulation (EU) 2020/852), il Gruppo ha condiviso di considerare ai fini del Template 10 i loans/bond come descritto di seguito:

  • Loans: finanziamenti per i quali è stato possibile verificare lo use of proceeds "Green" dell'attività, vale a dire la modalità con cui i proventi associati al finanziamento sono stati utilizzati. Sono state quindi identificate le operazioni "Green" oggetto di reportistica del Template 10 come esposto di seguito: finanziamenti green collegati all'emissione del green bond Credem, ovvero finanziamenti per i quali viene effettuato il monitoraggio periodico delle "avoided CO2 emissions"; finanziamenti green collegati a contratti di leasing che hanno come sottostante il bene "impianti fotovoltaici" e finanziamenti finalizzati all'acquisto di pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici (c.d. prodotto "Energia rinnovabile").
  • Bonds: bonds presenti nel portafoglio di proprietà di Credem per i quali è stata recuperata da un data provider esterno l'indicazione use of preceeds "Green".

Per il recupero delle informazioni sopra citate relative alle "avoided CO2 emissions", il Gruppo Credem si è avvalso di un data provider esterno.

Modello 10: Altre azioni di attenuazione connesse ai cambiamenti climatici non contemplate dal regolamento (UE) 2020/852

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Informativa quantitativa

Modello EU CCR1: analisi dell'esposizione al CCR per metodo

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356

Modello EU CCR2: operazioni soggette a requisiti di fondi propri per il rischio di CVA

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dell'esposizione
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1 Totale delle operazioni soggette al metodo avanzato - -
2 i) componente VaR (incluso il moltiplicatore 3×) 00/01/1900 -
3 ii) componente VaR in condizioni di stress (incluso il moltiplicatore 3×) 00/01/1900 -
4 Operazioni soggette al metodo standardizzato 15.281 8.565
EU-4 Operazioni soggette al metodo alternativo (sulla base del metodo dell'esposizione originaria) - -
5 Totale operazioni soggette a requisiti di fondi propri per il rischio di CVA 15.281 8.565

Modello EU CCR3 – Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni regolamentare e ponderazione del rischio (1 di 2)

Fattore di ponderazione del rischio
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3 Organismi del settore pubblico - - - - - -
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5 Organizzazioni internazionali - - - - - -
6 Enti - 96.462 - - 161.717 746
7 Imprese - - - - - -
8 Esposizioni al dettaglio - - - - - -
9 Esposizioni verso enti e imprese con
valutazione del merito di credito a
breve termine
- - - - - -
10 Altre posizioni - - - - - -
11 Valore dell'esposizione complessiva - 96.462 - - 161.717 785

Modello EU CCR3 – Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni regolamentare e ponderazione del rischio (2 di 2)

Fattore di ponderazione del rischio
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Classi di esposizioni 70% 75% 100% 150% Altri Valore
dell'esposizione
complessiva
1 Amministrazioni centrali o banche
centrali
- - - - - 39
2 Amministrazioni regionali o autorità
locali
- - - - - -
3 Organismi del settore pubblico - - - - - -
4 Banche multilaterali di sviluppo - - - - - -
5 Organizzazioni internazionali - - - - - -
6 Enti - - 361 - - 259.286
7 Imprese - - 4.955 - - 4.955
8 Esposizioni al dettaglio - 736 - - - 736
9 Esposizioni verso enti e imprese con
valutazione del merito di credito a
breve termine
- - - - - -
10 Altre posizioni - - 10 212 - 222
11 Valore dell'esposizione complessiva - 736 5.326 212 - 265.237

Modello EU CCR4 – Metodo IRB: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni e scala di PD

a b c d e f g
AIRB Scala di PD Valore
dell'esposizione
PD media
ponderata
per
l'esposizione
(%)
Numero
di
debitori
LGD media
ponderata
per
l'esposizione
(%)
Durata
media
ponderata
per
l'esposizione
(anni)
RWEA Densità degli
importi
dell'esposizione
ponderati per il
rischio
0,00 a <0,15 8.508 0,04% 110 41,35% 1 728 8,56%
0,15 a <0,25 - - - - - - -
0,25 a <0,50 9.323 0,26% 162 40,99% 1 3.199 34,31%
Esposizioni 0,50 a <0,75 - - - - - - -
verso
imprese -
0,75 a <2,50 4.834 0,93% 136 41,86% 2 3.190 65,98%
PMI 2,50 a <10,00 382 4,61% 19 36,82% 1 335 87,53%
10,00 a <100,00 29 12,92% 6 42,77% 3 48 165,50%
100,00 (Default) 18 100,00% 2 71,71% 3 15 84,00%
Totale parziale 23.094 0,48% 435 41,26% 1 7.514 32,54%
0,00 a <0,15 26.687 0,04% 51 42,26% 1 2.670 10,00%
0,15 a <0,25 - - - - - - -
0,25 a <0,50 8.230 0,26% 86 40,66% 1 3.121 37,92%
Esposizioni
verso
0,50 a <0,75 - - - - - - -
imprese - 0,75 a <2,50 3.109 0,89% 82 41,56% 2 2.425 77,99%
Altre
Imprese
2,50 a <10,00 165 4,36% 8 42,70% 1 215 129,96%
10,00 a <100,00 297 10,26% 3 33,46% 1 416 140,01%
100,00 (Default) 1 100,00% 1 72,18% 2 1 84,45%
Totale parziale 38.490 0,26% 231 41,79% 1 8.848 22,99%
0,00 a <0,15 - - - - - - -
0,15 a <0,25 - - - - - - -
0,25 a <0,50 - - - - - - -
Esposizioni 0,50 a <0,75 - - - - - - -
al dettaglio 0,75 a <2,50 41 1,86% 9 25,88% - 14 34,47%
- altre PMI 2,50 a <10,00 64 5,73% 7 26,00% - 26 41,25%
10,00 a <100,00 35 13,35% 6 27,08% - 19 52,65%
100,00 (Default) - - - - - - -
Totale parziale 140 6,54% 22 26,24% - 59 42,18%
0,00 a <0,15 - - - - - - -
0,15 a <0,25 - 0,23% 1 26,16% - - -
0,25 a <0,50 - - - - - - -
Esposizioni 0,50 a <0,75 58 0,67% 6 21,62% - 11 19,29%
al dettaglio
- altre non
0,75 a <2,50 34 1,46% 2 16,58% - 7 20,64%
PMI 2,50 a <10,00 - - - - - - -
10,00 a <100,00 2 23,63% 1 14,35% - 1 36,17%
100,00 (Default) - - - - - - -
Totale parziale 94 1,36% 10 19,69% - 19 20,07%
Totale portafoglio AIRB 61.817 0,36% 698 41,53% 1 16.440 26,59%

Modello EU CCR5: composizione delle garanzie reali per le esposizioni soggette al CCR

a b c d e f g h
Garanzie reali utilizzate in operazioni su derivati Garanzie reali utilizzate in SFT
Tipo di garanzia reale Fair value (valore equo)
delle garanzie reali
ricevute
Fair value (valore equo)
delle garanzie reali
fornite
Fair value (valore equo)
delle garanzie reali
ricevute
Fair value (valore equo)
delle garanzie reali
fornite
Separate Non
separate
Separate Non
separate
Separate Non
separate
Separate Non
separate
1 Cassa - valuta
nazionale
327.544 - 534.836 - - - - -
2 Cassa - altre valute - - 57 - - - - -
3 Debito sovrano
nazionale
- - - - - - - -
4 Altro debito sovrano - - - - - - - -
5 Debito delle agenzie
pubbliche
- - - - - - - -
6 Obbligazioni societarie - - - - - - - -
7 Titoli di capitale - - - - - - - -
8 Altre garanzie reali - - - - - - - -
9 Totale 327.544 - 534.893 - - - - -

Modello EU CCR8: esposizioni verso CCP

Valore
dell'esposizione
RWEA
a b
1 Esposizioni verso QCCP (totale) 00/01/1900 3.654
2 Esposizioni per negoziazioni presso QCCP (esclusi il margine iniziale e i contributi al
fondo di garanzia) di cui:
96.462 1.929
3 i) derivati OTC 58.128 1.163
4 ii) derivati negoziati in borsa 11 -
5 iii) SFT 38.323 766
6 iv) insiemi di attività soggette a compensazione per i quali è stata approvata la
compensazione tra prodotti differenti
- -
7 Margine iniziale separato - 00/01/1900
8 Margine iniziale non separato - -
9 Contributi prefinanziati al fondo di garanzia 138 1.725
10 Contributi non finanziati al fondo di garanzia - -
11 Esposizioni verso non QCCP (totale) 00/01/1900 -
12 Esposizioni per negoziazioni presso non QCCP (esclusi il margine iniziale e i contributi al
fondo di garanzia) di cui:
- -
13 i) derivati OTC - -
14 ii) derivati negoziati in borsa - -
15 iii) SFT - -
16 iv) insiemi di attività soggette a compensazione per i quali è stata approvata la
compensazione tra prodotti differenti
- -
17 Margine iniziale separato - 00/01/1900
18 Margine iniziale non separato - -
19 Contributi prefinanziati al fondo di garanzia - -
20 Contributi non finanziati al fondo di garanzia - -

11. OPERAZIONI DI CARTOLARIZZAZIONE

Informativa qualitativa sulle esposizioni verso la cartolarizzazione

Il Gruppo detiene una partecipazione pari al 10% in Emilia SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita ed avente quale oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

Emilia SPV S.r.l. ha in essere un'operazione di cartolarizzazione revolving, perfezionata da Credem nel corso del 2015, su mutui ipotecari residenziali in bonis erogati dalla Banca alla propria clientela, non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l. e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.

La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).

Le note del tipo "senior", quotate all'Irish Stock Exchange e dotate di rating ufficiale assegnato dalle agenzie accreditate DBRS e Moody's Investor Services (al 30 giugno 2023, giudizio "A high" assegnato da DBRS e "Aa3" da Moody's) pagano, trimestralmente, interessi variabili pari al tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 75 bps, mentre le note "junior", sprovviste di rating, pagano un tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 200 bps. I detentori dei titoli junior hanno inoltre diritto di ricevere a ciascuna data di pagamento e, in base all'ordine di priorità dei pagamenti e fondi disponibili, anche un premio determinato in via residuale, dopo che siano stati corrisposti tutti gli altri importi da corrispondersi in priorità.

I titoli sono strutturati nella forma di partly paid notes ("PPN") e interamente emessi per il loro valore nominale alla data d'emissione (Euro 3.000.000.000 per le note senior ed Euro 900.000.000 per le note junior). Il prezzo delle note è stato corrisposto dai sottoscrittori solo in parte alla data di emissione, mentre le restanti quote di prezzo possono essere pagate in più rate successive differite nel tempo secondo la logica revolving dell'operazione.

Credem ha sottoscritto all'atto dell'emissione, e detiene in portafoglio, il totale delle passività emesse dal veicolo. Pertanto, in base alle norme IFRS9 in materia di "derecognition" (cancellazione contabile), i crediti oggetto della cartolarizzazione rimangono iscritti nell'attivo del bilancio Credem.

La struttura revolving dell'operazione permette, inoltre, alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che può durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, rinnovato nel 2021 con scadenza maggio 2026, le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione.

Nel corso del primo semestre, con efficacia dal 4 maggio 2023, sono state apportate alcune modifiche contrattuali, che hanno impattato i limiti di concentrazione dei mutui a tasso fisso/variabile all'interno del pool. Le modifiche apportate sono funzionali al mantenimento dell'equilibrio della struttura finanziaria dell'operazione in un contesto di rialzo generale dei tassi.

Al 30 giugno 2023, a seguito del perfezionamento di una nuova cessione di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis, il circolante della tranche senior risulta pari ad Euro 2.003.183.806,91 mentre quello della tranche junior risulta pari ad Euro 606.389.352,49.

La tranche senior può essere utilizzata dalla Banca per operazioni di rifinanziamento presso l'Eurosistema. L'operazione è, infatti, finalizzata a costituire una riserva di liquidità e rientra tra le complessive attività di gestione della liquidità poste in essere da Credem.

A Credem, inoltre, sono state riconosciute dalla società veicolo le seguenti opzioni: riacquisto di singoli crediti entro determinati parametri, riacquisto in blocco per i crediti che dovessero diventare eleggibili per l'utilizzo nel programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB S.r.l. e riacquisto di tutto il portafoglio crediti in essere, in blocco e pro soluto (nel rispetto dei vincoli contrattuali previsti).

Nel corso del primo semestre 2023 non sono state effettuate operazioni di riacquisto parziale e/o in blocco di crediti dalla società veicolo.

Sono presenti nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", al 30 giugno 2023, 511 milioni di euro di ABS emessi da veicoli terzi, collegati a crediti originati in Europa, con preponderanza della componente di origination francese (164 milioni di Euro). Il portafoglio è costituito da differenti tipologie di ABS con una prevalenza delle cartolarizzazioni di mutui residenziali, che incidono per il 48,9%.

L'attuale esposizione suddivisa per rischio paese è così composta:

Paese Controvalore
(migliaia Euro)
% Esposizione
FRANCIA 164.076 32,1
GERMANIA 128.543 25,1
PAESI BASSI 94.202 18,4
SPAGNA 69.303 13,6
ITALIA 33.527 6,6
IRLANDA 20.250 4,0
PORTOGALLO 578 0,1
REGNO UNITO 538 0,1
TOTALE 511.017 100,0

Il portafoglio delle cartolarizzazioni è diversificato su 28 emittenti e 38 emissioni, con massima concentrazione pari a 37,3 milioni di euro per singola emissione e 67,6 milioni di euro per singolo emittente.

Per le cartolarizzazioni di terzi in portafoglio il Gruppo si è avvalso della facoltà prevista dal Regolamento (UE) 2017/2401 di applicare la metodologia SEC-ERBA per tutte le cartolarizzazioni retate, previa notifica effettuata all'autorità competente.

Le agenzie esterne di valutazione, ECAI (External Credit Assessment Institution), del merito di credito utilizzate dal Gruppo al 30 giugno 2023 per le cartolarizzazione di terzi sono Fitch Ratings, Standard & Poor's e Moody's.

Attività finanziarie cedute non cancellate integralmente

Nel corso dell'esercizio 2015 Credem ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione revolving, relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l., erogati alla propria clientela e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.

A seguito della prima cessione di attivi, perfezionata nel quarto trimestre 2014 ad un prezzo pari ad Euro 1.002.811.119,07, sono state perfezionate, dal 2015 al 30 giugno 2023, nei periodi di seguito indicati, otto cessioni di altrettanti portafogli di crediti idonei alla società veicolo ad un prezzo pari a:

  • Quarto trimestre 2015: Euro 285.392.481,54
  • Quarto trimestre 2016: Euro 293.707.640,58
  • Quarto trimestre 2017: Euro 245.710.926,70
  • Quarto trimestre 2018: Euro 52.416.789,64
  • Secondo trimestre 2021: Euro 1.304.130.865,63
  • Quarto trimestre 2021: Euro 353.874.864,16
  • Secondo trimestre 2022: Euro 274.726.751,12
  • Quarto trimestre 2022: Euro 190.056.443,89
  • Secondo trimestre 2023: Euro 163.629.812,82

I crediti sono stati acquistati "pro soluto", ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, dalla società EMILIA SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita e partecipata al 10% da Credem, con oggetto esclusivo consistente nella realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).

Si rimanda a quanto già riportato nel paragrafo "B. Operazioni di cartolarizzazione - Informazioni di natura qualitativa".

Informativa quantitativa

Template EU-SEC1 - Esposizioni in cartolarizzazioni incluse nel portafoglio bancario (1 di 2)

a b c d e f g
L'ente agisce in qualità di cedente
Tradizionali Sintetiche
STS Non-STS Totale
parziale
di cui SRT di cui SRT di cui SRT
1 Totale delle esposizioni - - 2.612.303 2.730 - - 2.612.303
2 Al dettaglio (totale) - - 2.612.303 2.730 - - 2.612.303
3 Mutui ipotecari su immobili
residenziali
- - 2.609.573 - - - 2.609.573
4 Carte di credito - - - - - - -
5 Altre esposizioni al dettaglio - - 2.730 2.730 - - 2.730
6 Ricartolarizzazione - - - - - - -
7 All'ingrosso (totale) - - - - - - -
8 Prestiti a imprese - - - - - - -
9 Mutui ipotecari su immobili non
residenziali
- - - - - - -
10 Leasing e Crediti - - - - - - -
11 Altre all'ingrosso - - - - - - -
12 Ricartolarizzazione - - - - - - -

Template EU-SEC1 - Esposizioni in cartolarizzazioni incluse nel portafoglio bancario (2 di 2)

h i j k l m n o
L'ente agisce in qualità di promotore L'ente agisce in qualità di investitore
Tradizionali Tradizionali
STS Non-STS Sintetiche Totale
parziale
STS Non-STS Sintetiche Totale
parziale
1 Totale delle esposizioni - - - 508.520 2.447 - 510.967
2 Al dettaglio (totale) - - - - 508.520 2.447 - 510.967
3 Mutui ipotecari su immobili
residenziali
- - - - 247.540 2.447 - 249.987
4 Carte di credito - - - - - - - -
5 Altre esposizioni al dettaglio - - - - 260.981 - - 260.981
6 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
7 All'ingrosso (totale) - - - - - - - -
8 Prestiti a imprese - - - - - - - -
9 Mutui ipotecari su immobili
non residenziali
- - - - - - - -
10 Leasing e Crediti - - - - - - - -
11 Altre all'ingrosso - - - - - - - -
12 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
Modello EU SEC3 – Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali
regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore (1 di 2)
a b c d e f g h i
Valori dell'esposizione (per fascia di RW/deduzione) Valori dell'esposizione (per metodo
regolamentare)
≤20 %
RW
DA
>20%
A 50%
RW
DA
>50%
A 100%
RW
DA
>100% A
<1250%
RW
1250% RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW/
DEDUZIONI
1 Totale delle
esposizioni
- - - 2.730 - - 2.730 - -
2 Operazioni
tradizionali
- - - 2.730 - - 2.730 - -
3 Cartolarizzazioni - - - 2.730 - - 2.730 - -
4 Al dettaglio - - - 2.730 - - 2.730 - -
5 di cui STS - - - - - - - - -
6 All'ingrosso - - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -
9 Operazioni
sintetiche
- - - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -

Template EU-SEC3 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore (2 di 2)

j k l m n o EU-p EU-q
RWEA (per metodo regolamentare) Requisito patrimoniale dopo l'applicazione del
massimale
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC-SA 1250% RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC-SA 1250%
RW
1 Totale delle
esposizioni
- 2.983 - - - 239 - -
2 Operazioni
tradizionali
- 2.983 - - - 239 - -
3 Cartolarizzazioni - 2.983 - - - 239 - -
4 Al dettaglio - 2.983 - - - 239 - -
5 di cui STS - - - - - - - -
6 All'ingrosso - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
9 Operazioni sintetiche - - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - -

Modello EU SEC4 – Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore (1 di 2)

a b c d e f g h i
Valori dell'esposizione (per fascia di RW/deduzione) Valori dell'esposizione (per metodo
regolamentare)
≤20 %
RW
DA
>20% A
50% RW
DA
>50%
A
100%
RW
DA
>100% A
<1250%
RW
1250% RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW/
DEDUZIONI
1 Totale delle
esposizioni
475.552 35.416 - - - - 510.967 - -
2 Cartolarizzazione
tradizionale
475.552 35.416 - - - - 510.967 - -
3 Cartolarizzazioni 475.552 35.416 - - - - 510.967 - -
4 Sottostante al
dettaglio
475.552 35.416 - - - - 510.967 - -
5 di cui STS 475.014 33.506 - - - - 508.520 - -
6 All'ingrosso - - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -
9 Cartolarizzazione
sintetica
- - - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -

Modello EU SEC4 – Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore (2 di 2)

j k l m n o EU-p EU-q
RWEA (per metodo regolamentare) Requisito patrimoniale dopo l'applicazione del
massimale
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW/
DEDUZIONI
1 Totale delle
esposizioni
- 109.769 - - - 8.782 - -
2 Cartolarizzazione
tradizionale
- 109.769 - - - 8.782 - -
3 Cartolarizzazioni - 109.769 - - - 8.782 - -
4 Sottostante al
dettaglio
- 109.769 - - - 8.782 - -
5 di cui STS - 108.708 - - - 8.697 - -
6 All'ingrosso - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
9 Cartolarizzazione
sintetica
- - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - -

Modello EU SEC5 – Esposizioni cartolarizzate dall'ente: esposizioni in stato di default e rettifiche di valore su crediti specifiche

a b c
Esposizioni cartolarizzate dall'ente — L'ente agisce in qualità di
cedente o promotore
Importo nominale in essere totale Importo totale delle
di cui esposizioni in
stato di default
rettifiche di valore su
crediti specifiche
effettuate nel
periodo
1 Totale delle esposizioni 2.630.579 21.006 (235)
2 Al dettaglio (totale) 2.630.579 21.006 (235)
3 Mutui ipotecari su immobili residenziali 2.609.573 - (235)
4 Carte di credito - - -
5 Altre esposizioni al dettaglio 21.006 21.006 -
6 Ricartolarizzazione - - -
7 All'ingrosso (totale) - - -
8 Prestiti a imprese - - -
9 Mutui ipotecari su immobili non residenziali - - -
10 Leasing e Crediti - - -
11 Altre all'ingrosso - - -
12 Ricartolarizzazione - - -

12. RISCHIO DI MERCATO

Informativa quantitativa

Si riporta di seguito il template EU MR1 al cui interno è fornito il dettaglio del dell'esposizione ponderata relativa al rischio di mercato, calcolata secondo il metodo standardizzato.

Modello EU MR1: rischio di mercato in base al metodo standardizzato

a
RWEA
Prodotti outright
1 Rischio di tasso di interesse (generico e specifico) 100.791
2 Rischio azionario (generico e specifico) 184.762
3 Rischio di cambio -
4 Rischio di posizioni in merci -
Opzioni
5 Metodo semplificato -
6 Metodo delta plus 92
7 Metodo di scenario -
8 Cartolarizzazione (rischio specifico) -
9 Totale 285.645

13. RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE SULLE POSIZIONI INCLUSE NEL PORTAFOGLIO BANCARIO

Informativa quantitativa

Si riportano nel seguito le informazioni di cui al modello EU IRRBB1 relative all'informativa quantitativa sul rischio di tasso di interesse su posizioni non detenute nel portafoglio di negoziazione.

Modello EU IRRBB1 - Rischio di tasso di interesse su posizioni non detenute nel portafoglio di negoziazione

a b c d
Scenari prudenziali di shock Variazioni del valore economico del
capitale proprio
Variazioni dei proventi da interessi
netti
30/06/2023 31/12/2022 30/06/2023 31/12/2022
1 Shock al rialzo parallelo (192.979) (32.928) 142.977 176.109
2 Shock al ribasso parallelo 98.692 (8.947) (73.828) (132.093)
3 Steepener 18.409 115.503
4 Flattener (70.183) (129.121)
5 Shock up dei tassi a breve (122.776) (123.761)
6 Shock down dei tassi a lungo 60.098 127.212

14. LEVA FINANZIARIA

Informazioni qualitative sul coefficiente di leva finanziaria

Il Regolamento UE 575/2013 ha introdotto a partire dal 1° gennaio 2014 l'obbligo di calcolo del coefficiente di leva finanziaria per limitare l'accumulo di leva finanziaria eccessiva, ovvero di un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri che renda la banca vulnerabile.

In relazione al rischio di leva finanziaria è previsto che le banche si dotino di politiche e procedure aziendali volte a identificare, gestire e monitorare tale rischio.

E' inoltre previsto che le banche gestiscano conservativamente il rischio di eccessiva leva finanziaria considerando i potenziali incrementi di tale rischio dovuti alle riduzioni dei fondi propri della banca causate da perdite attese o realizzate derivanti dalle regole contabili applicabili. A tal fine le banche devono essere in grado di far fronte a diverse situazioni di stress con riferimento al rischio di leva finanziaria eccessiva.

A partire dal 1 gennaio 2015 è stato introdotto l'obbligo di pubblicazione del coefficiente calcolato conformemente all'art. 429 del Regolamento UE 575/2013.

In data 10 ottobre 2014 la Commissione Europea ha emanato il Regolamento Delegato 2015/62 che modifica la definizione di Leva Finanziaria. Il Regolamento Delegato, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE in data 17 gennaio 2015, non introduce un obbligo di requisito specifico legato al coefficiente in oggetto, ma elimina divergenze interpretative e garantisce l'allineamento delle disposizioni del Regolamento (UE) n. 575/2013 alle norme concordate a livello internazionale, in modo da assicurare una migliore comparabilità e pari condizioni di concorrenza.

In data 15 febbraio 2016 sono state pubblicate, attraverso il Regolamento di esecuzione 2016/200 della Commissione, le norme tecniche di attuazione relative all'informativa sul coefficiente di Leva Finanziaria ai sensi del Regolamento UE 575/2013. Inoltre, a partire dal 30 settembre 2016, il coefficiente di leva è calcolato secondo le disposizioni contenute nel Regolamento di esecuzione (UE) n.428/2016 della Commissione che hanno modificato il Regolamento di esecuzione n.680/2014, contente le norme tecniche di attuazione per quanto riguarda le segnalazioni a fini di vigilanza.

Il coefficiente di leva finanziaria è calcolato trimestralmente, sia a livello individuale che a livello consolidato, come rapporto tra il totale delle esposizioni del Gruppo non dedotte nel calcolo del capitale (SFT, derivati, esposizioni fuori bilancio ed altre esposizioni in bilancio) ed il Capitale di Classe 1. A partire dal 31 dicembre 2021, con l'introduzione della CRR2, è previsto un requisito minimo vincolante del 3%.

Informativa quantitativa

Si riportano di seguito le principali informazioni inerenti il coefficiente di leva finanziaria del Gruppo.

Modello EU LR1 - LRSum: Riepilogo della riconciliazione tra attività contabili ed esposizioni del coefficiente di leva finanziaria

a
Importo applicabile
30/06/2023
1 Attività totali come da bilancio pubblicato 64.486.272
2 Rettifica per i soggetti consolidati a fini contabili ma esclusi dall'ambito del consolidamento
prudenziale
(8.400.849)
3 (Rettifica per le esposizioni cartolarizzate che soddisfano i requisiti operativi per il riconoscimento del
trasferimento del rischio)
-
4 (Rettifica per l'esenzione temporanea delle esposizioni verso banche centrali (se del caso)) -
5 (Rettifica per le attività fiduciarie iscritte a bilancio a norma della disciplina contabile applicabile ma
escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1,
lettera i), del CRR)
-
6 Rettifica per gli acquisti e le vendite standardizzati di attività finanziarie soggette alla registrazione
sulla base della data di negoziazione
-
7 Rettifica per le operazioni di tesoreria accentrata ammissibili -
8 Rettifica per gli strumenti finanziari derivati (724.826)
9 Rettifica per le operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT) 9.759
10 Rettifica per gli elementi fuori bilancio (conversione delle esposizioni fuori bilancio in importi
equivalenti di credito)
1.607.042
11 (Rettifica per gli aggiustamenti per la valutazione prudente e gli accantonamenti specifici e generici
che hanno ridotto il capitale di classe 1)
-
EU
11a
(Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente
all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera c), del CRR)
-
EU
11b
(Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente
all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera j), del CRR)
-
12 Altre rettifiche (908.358)
13 Misura dell'esposizione complessiva 56.069.040

Modello EU LR2 - LRCom: Informativa armonizzata sul coefficiente di leva finanziaria

Esposizioni del coefficiente di leva
finanziaria (CRR)
a b
30/06/2023 31/12/2022
Esposizioni in bilancio (esclusi derivati e SFT)
1 Elementi in bilancio (esclusi derivati e SFT, ma comprese le garanzie reali) 54.880.718 55.678.862
2 Maggiorazione per le garanzie reali fornite su derivati se dedotte dalle attività in bilancio in
base alla disciplina contabile applicabile
- -
3 (Deduzioni dei crediti per il margine di variazione in contante fornito in operazioni su
derivati)
(474.215) (404.789)
4 (Rettifica per i titoli ricevuti nell'ambito di operazioni di finanziamento tramite titoli che
sono iscritti come attività)
- -
5 (Rettifiche di valore su crediti generiche degli elementi in bilancio) - -
6 (Importi delle attività dedotte nella determinazione del capitale di classe 1) (434.143) (429.688)
7 Esposizioni in bilancio complessive (esclusi derivati e SFT) 53.972.360 54.844.385
Esposizioni su derivati
8 Costo di sostituzione associato alle operazioni su derivati SA-CCR (al netto del margine di
variazione in contante ammissibile)
13.824 64.509
EU-8a Deroga per derivati: contributo ai costi di sostituzione nel quadro del metodo
standardizzato semplificato
- -
9 Importi delle maggiorazioni per le esposizioni potenziali future associate alle operazioni su
derivati SA-CCR
71.981 89.125
EU-9a Deroga per derivati: contributo all'esposizione potenziale futura nel quadro del metodo
standardizzato semplificato
- -
EU-9b Esposizione calcolata secondo il metodo dell'esposizione originaria - -
10 (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del
cliente) (SA-CCR)
- -
EU-10a (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del
cliente) (metodo standardizzato semplificato)
- -
EU-10b (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del
cliente) (metodo dell'esposizione originaria)
- -
11 Importo nozionale effettivo rettificato dei derivati su crediti venduti - -
12 (Compensazioni nozionali effettive rettificate e deduzione delle maggiorazioni per i derivati
su crediti venduti)
- -
13 Totale delle esposizioni in derivati 85.805 153.634
Esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT)
14 Attività SFT lorde (senza riconoscimento della compensazione) previa rettifica per le
operazioni contabilizzate come vendita
394.074 -
15 (Importi compensati risultanti dai debiti e crediti in contante delle attività SFT lorde) - -
16 Esposizione al rischio di controparte per le attività SFT 9.759 26.568
EU-16a Deroga per SFT: esposizione al rischio di controparte conformemente all'articolo 429
sexies, paragrafo 5, e all'articolo 222 del CRR.
- -
17 Esposizioni su operazioni effettuate come agente - -
EU-17a (Componente CCP esentata delle esposizioni su SFT compensate per conto del cliente) - -
18 Totale delle esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli 403.833 26.568
Altre esposizioni fuori bilancio
19 Importo nozionale lordo delle esposizioni fuori bilancio 12.491.441 11.474.536
20 (Rettifiche per conversione in importi equivalenti di credito) (10.884.399) (9.988.147)
21 (Accantonamenti generici dedotti nella determinazione del capitale di classe 1 e
accantonamenti specifici associati alle esposizioni fuori bilancio)
- -
22 Esposizioni fuori bilancio 1.607.042 1.486.389
Esposizioni escluse
EU-22a (Esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente
all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera c), del CRR)
- -
EU-22b (Esposizioni esentate conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera j), del CRR (in
bilancio e fuori bilancio))
- -
EU-22c (Esposizioni di banche (o unità) pubbliche di sviluppo escluse - Investimenti del settore
pubblico)
- -
Esposizioni del coefficiente di leva
finanziaria (CRR)
a b
30/06/2023 31/12/2022
EU-22d (Esposizioni di banche (o unità) pubbliche di sviluppo escluse - Prestiti agevolati) - -
EU-22e (Esposizioni escluse derivanti da trasferimenti (passing-through) di prestiti agevolati da
parte di un ente che non sia una banca (o unità) pubblica di sviluppo)
- -
EU-22f (Parti garantite escluse delle esposizioni derivanti da crediti all'esportazione) - -
EU-22g (Garanzie reali in eccesso depositate presso agenti triparty escluse) - -
EU-22h (Servizi connessi a un CSD di CSD/enti esclusi conformemente all'articolo 429 bis,
paragrafo 1, lettera o), del CRR)
- -
EU-22i (Servizi connessi a un CSD di enti designati esclusi conformemente all'articolo 429 bis,
paragrafo 1, lettera p), del CRR)
- -
EU-22j (Riduzione del valore dell'esposizione di prestiti di prefinanziamento o di prestiti intermedi) - -
EU-22k (Totale delle esposizioni escluse) - -
Capitale e misura dell'esposizione complessiva
23 Capitale di classe 1 2.927.493 2.581.613
24 Misura dell'esposizione complessiva 56.069.040 56.510.976
Coefficiente di leva finanziaria
25 Coefficiente di leva finanziaria (%) 5,22% 4,57%
EU-25 Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto dell'esenzione degli investimenti del 5,22% 4,57%
25a settore pubblico e dei prestiti agevolati) (%)
Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea
applicabile delle riserve della banca centrale) (%)
5,22% 4,57%
26 Requisito regolamentare del coefficiente minimo di leva finanziaria (%) 3,00% 3,00%
EU-26a Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (%) - -
EU-26b Di cui costituiti da capitale CET1 - -
27 Requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria (%) - -
EU-27a Requisito del coefficiente di leva finanziaria complessivo (%) 3,00% 3,00%
Scelta in merito a disposizioni transitorie e esposizioni rilevanti
a
Esposizioni del
coefficiente di leva
finanziaria (CRR)
30/06/2023
EU - 1 Totale delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate), di cui 54.406.503
EU - 2 Esposizioni nel portafoglio di negoziazione 67.653
EU - 3 Esposizioni nel portafoglio bancario, di cui 54.338.850
EU - 4 Obbligazioni garantite -
EU - 5 Esposizioni trattate come emittenti sovrani 14.975.465
EU - 6 Esposizioni verso amministrazioni regionali, banche multilaterali di sviluppo, organizzazioni
internazionali e organismi del settore pubblico non trattati come emittenti sovrani
-
EU - 7 Esposizioni verso enti 1.597.557
EU - 8 Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili 9.337.318
EU - 9 Esposizioni al dettaglio 7.891.712
EU - 10 Esposizioni verso imprese 17.591.526
EU - 11 Esposizioni in stato di default 332.784
EU - 12 Altre esposizioni (ad es. in strumenti di capitale, cartolarizzazioni e altre attività diverse da crediti) 2.612.488

Modello EU LR3 - LRSpl: disaggregazione delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate)

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