Regulatory Filings • Aug 30, 2022
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Credito Emiliano Spa Gruppo Bancario Credito Emiliano - Credem 3032 - Società per Azioni
Sede Sociale e Direzione:
Via Emilia San Pietro n. 4 - 42100 Reggio Emilia Capitale interamente versato 341.320.065 Euro Codice Fiscale 01806740153 - Partita IVA 02823390352 Codice ABI 03032 Banca iscritta all'albo delle banche al n.5350 Banca iscritta all'albo dei Gruppi bancari al n.03032 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Tel.0522 5821 - Telefax 0522 433969 - Telex BACDIR 530658 – Switf Code BACRIT22 Sito Internet: www.credem.it
| INTRODUZIONE | 4 | |
|---|---|---|
| 1. Ambito di applicazione |
8 | |
| 2. Fondi propri |
12 | |
| 3. Requisiti informativi generali |
28 | |
| 4. Rischio di Liquidità |
31 | |
| 5. Qualità del credito |
38 | |
| 6. Rischio di credito: informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato |
56 | |
| 7. Rischio di credito: Informativa sui portafogli cui si applicano gli approcci IRB |
60 | |
| 8. Tecniche di attenuazione del rischio di credito |
92 | |
| 9. Rischio di controparte |
94 | |
| 10. Operazioni di cartolarizzazione | 102 | |
| 11. Rischio di mercato | 108 | |
| 12. Rischio di tasso di interesse sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario | 113 | |
| 13. Rischio Operativo | 116 | |
| 14. Leva Finanziaria | 122 | |
| nuove esposizioni originate soggette a schemi di garanzia pubblica | 15. Informazioni sulle esposizioni soggette a moratorie legislative e non legislative e sulle | 128 |
| Attestazione sugli obblighi di informativa ai sensi della parte otto, art. 431 comma 3 del regolamento (ue) n° 575/2013 del 26 giugno 2013 e successive modifiche ed integrazioni |
132 | |
| Dichiarazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari | 133 |
Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 ("CRR") con il quale vengono introdotte nell'Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria con l'articolato insieme di documenti unitariamente denominato "Basilea 3" in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e informativa al pubblico (Terzo pilastro).
Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE ("CRD IV") definiscono il nuovo quadro normativo di riferimento nell'Unione Europea per banche e imprese di investimento. Dal 1° gennaio 2014 CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di regolamentazione o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di supervisione ("ESA"), che danno attuazione alla normativa primaria.
Con l'adozione del regolamento di esecuzione (UE) n. 2021/451sono state stabilite le norme tecniche di attuazione (Implementing Technical Standards) vincolanti in materia di segnalazioni prudenziali armonizzate delle banche e delle imprese di investimento relative a: fondi propri, rischio di credito e controparte, rischi di mercato, rischio operativo, grandi rischi, rilevazione su perdite ipotecarie, posizione patrimoniale complessiva, liquidità e leva finanziaria.
Relativamente alla vigilanza bancaria, ricordiamo:
Il Regolamento EU 2019/876 (CRR2) ha introdotto nuove disposizioni in materia di informativa al pubblico, dando mandato all'EBA nell'art. 434a di elaborare norme tecniche di attuazione in tale ambito. Facendo seguito a queste disposizioni, l'EBA in data 16 ottobre 2019 ha avviato una consultazione pubblica in merito ai nuovi obblighi informativi, conclusasi in data 16 gennaio 2020. Le nuove disposizioni si pongono diversi obbiettivi tra i quali quello uniformare il contenuto dell'informativa attraverso un unico framework normativo in grado di garantire informazioni sufficientemente complete e comparabili. Facendo seguito a tale consultazione, in data 24 giugno 2020 l'EBA ha emanato l'Implementing Technical Standard EBA/ITS/2020/04 "Final draft implementing technical standards on public disclosures by institutions of the information referred to in Titles II and III of Part Eight of Regulation (EU) No 575/2013". L'ITS è stato recepito nel Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637 della Commissione del 15 marzo 2021, pubblicato in data 21 aprile 2021, la cui applicazione è stata avviata a partire dal 28 giugno 2021.
Il contenuto della presente Informativa al Pubblico è disciplinato nella Parte 8 del regolamento CRR e redatto secondo le disposizioni del Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637.
Per ciascun ambito informativo è prevista la predisposizione di templates e tables all'interno delle quali è fornita, rispettivamente, l'informativa quantitativa e qualitativa richiesta. Per facilitare la predisposizione delle informazioni di carattere quantitativo, oltre che per garantire maggiore coerenza e qualità dei dati forniti, l'EBA ha predisposto, quando applicabili, specifici raccordi tra le informazioni presenti all'interno dei templates e le informazioni presenti nelle segnalazioni di vigilanza.
Il Consiglio d'Amministrazione con apposita delibera nella seduta del 4 agosto 2022 ha espresso specifico parere, ai sensi dell'art. 435 comma 1 delle lettere e) ed f) del Regolamento UE 575/2013 del 26/03/2013, in merito a:
Per una completa informativa sui rischi e la governance si rimanda anche alla Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giugno 2022, alla Relazione sulla Gestione al 31 dicembre 2021, al Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2021 ed alla Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari per l'esercizio 2021. I documenti sono pubblicati sul sito www.credem.it.
Le informazioni quantitative sono rappresentate in migliaia di euro e, se non diversamente specificato, si riferiscono al perimetro prudenziale del Gruppo Bancario.
L'informativa al Pubblico è pubblicata sul sito internet www.credem.it.
La tabella che segue riporta la collocazione nel documento Pillar 3 dei requisiti informativi introdotti dal Commission Implementing Regulation (EU) 2021/637 applicabili al Gruppo Credem al 30 giugno 2022.
| Capitolo Pillar III | Articolo CRR |
Tabella / Modello | Note | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Modello EU CC1: composizione dei fondi propri regolamentari | ||||||||
| 2. Fondi propri | 437 | Modello EU CC2: riconciliazione dei fondi propri regolamentari con lo stato patrimoniale nel bilancio sottoposto a revisione contabile |
||||||
| 440 | Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo della riserva di capitale anticiclica |
|||||||
| Modello EU CCyB2: importo della riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente | ||||||||
| 3. Requisiti | 438 | Modello EU OV1: quadro sinottico degli importi complessivi dell'esposizione al rischio | ||||||
| informativi generali | 438 e 447 |
Modello EU KM1: metriche principali | ||||||
| Modello EU LIQ1: informazioni quantitative dell'LCR | ||||||||
| 4. Rischio di liquidità | 451a | Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile | ||||||
| Tabella EU LIQB: informazioni qualitative sull'LCR, ad integrazione del modello EU LIQ1 | ||||||||
| Modello EU CQ1: qualità creditizia delle esposizioni oggetto di misure di concessione | ||||||||
| Modello EU CQ2: qualità della concessione | 2 | |||||||
| Modello EU CQ4: qualità delle esposizioni deteriorate per zona geografica | ||||||||
| Modello EU CQ5: qualità creditizia dei prestiti e delle anticipazioni per settore | ||||||||
| Modello EU CQ6: valutazione delle garanzie reali - prestiti e anticipazioni | 2 | |||||||
| Modello EU CQ7: garanzie reali ottenute acquisendone il possesso e tramite procedure di escussione |
1 | |||||||
| 5. Qualità del credito | 442 | Modello EU CQ8: garanzie reali ottenute acquisendone il possesso e tramite procedure di escussione - disaggregazione per anzianità |
2 | |||||
| Modello EU CR1: esposizioni in bonis ed esposizioni deteriorate e relativi accantonamenti | ||||||||
| Modello EU CR1-A: durata delle esposizioni | ||||||||
| Modello EU CR2: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati | ||||||||
| Modello EU CR2a: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati e relativi recuperi netti accumulati |
2 | |||||||
| 6. Rischio di credito: informazioni relative |
453 e 444 |
Modello EU CR4 - Metodo standardizzato: esposizione al rischio di credito ed effetti della CRM | ||||||
| ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato |
444 | Modello EU CR5: metodo standardizzato | ||||||
| 452 | Modello EU CR6 - Metodo IRB: esposizioni al rischio di credito per classe di esposizioni e | |||||||
| 7. Rischio di credito: Informativa sui |
453 | intervallo di PD Modello EU CR7 - Metodo IRB: effetto sugli importi delle esposizioni ponderati per il rischio dei derivati su crediti utilizzati nell'ambito delle tecniche di CRM |
||||||
| portafogli cui si | Modello EU CR7-A - Metodo IRB: informativa sulla misura di utilizzo delle tecniche di CRM | |||||||
| applicano gli approcci IRB |
Modello EU CR8: prospetto degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di credito in base al metodo IRB |
|||||||
| 438 | Modello EU CR10.5: Esposizioni in strumenti di capitale in base al metodo della ponderazione semplice |
|||||||
| 8. Tecniche di attenuazione del rischio di credito |
453 | Modello EU CR3 - Tecniche di CRM - Quadro d'insieme: informativa sull'uso di tecniche di attenuazione del rischio di credito |
||||||
| Modello EU CCR1: analisi dell'esposizione al CCR per metodo | ||||||||
| 439 | Modello EU CCR2: operazioni soggette a requisiti di fondi propri per il rischio di CVA | |||||||
| 439 e | Modello EU CCR3 - Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di | |||||||
| 444 439 e 452 |
esposizioni regolamentare e ponderazione del rischio Modello EU CCR4 - Metodo IRB: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni e scala di PD |
|||||||
| 9. Rischio di controparte |
Modello EU CCR5: composizione delle garanzie reali per le esposizioni soggette al CCR | |||||||
| 439 | Modello EU CCR6: esposizioni in derivati su crediti | 1 | ||||||
| 438 | Modello EU CCR7: prospetti degli RWEA delle esposizioni soggette al CCR nell'ambito dell'IMM | 1 | ||||||
| 439 | Modello EU CCR8: esposizioni verso CCP |
| Capitolo Pillar III | Articolo CRR |
Tabella / Modello | Note | |
|---|---|---|---|---|
| Modello EU SEC1: esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione | ||||
| Modello EU SEC2: esposizioni verso la cartolarizzazione incluse nel portafoglio di negoziazione | 1 | |||
| 10. Operazioni di cartolarizzazione |
449 | Modello EU SEC3 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore |
||
| Modello EU SEC4 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore |
||||
| Modello EU SEC5 - Esposizioni cartolarizzate dall'ente: esposizioni in stato di default e rettifiche di valore su crediti specifiche |
||||
| Modello EU MR1: rischio di mercato in base al metodo standardizzato | ||||
| 445 | Modello EU MR2-A: rischio di mercato in base al metodo dei modelli interni (IMA) | 1 | ||
| 11. Rischio di mercato |
438 | Modello EU MR2-B: prospetti degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di mercato in base al metodo IMA |
1 | |
| 455 | Modello EU MR3: valori IMA per i portafogli di negoziazione | 1 | ||
| Modello EU MR4: raffronto tra stime del VaR e profitti/perdite | 1 | |||
| 12. Rischio di tasso di interesse sulle 448 posizioni incluse nel portafoglio bancario |
IRRBB1: esposizione al rischio di tasso di interesse su posizioni non incluse nel portafoglio di negoziazione |
|||
| Modello EU LR1 - LRSum: riepilogo della riconciliazione tra attività contabili e esposizioni del coefficiente di leva finanziaria |
||||
| 14. Leva finanziaria | 451 | Modello EU LR2 - LRCom: informativa armonizzata sul coefficiente di leva finanziaria | ||
| Modello EU LR3 - LRSpl: disaggregazione delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate) |
||||
| 15. Informazioni sulle esposizioni soggette a |
Modello 1. Informazioni su prestiti e anticipazioni soggetti a moratorie legislative e non legislative |
|||
| moratorie legislative e non legislative e sulle nuove esposizioni |
N.A. | Modello 2. Disaggregazione dei prestiti delle anticipazioni soggetti a moratorie legislative e non legislative per durata residua delle moratorie |
3 | |
| originate soggette a schemi di garanzia pubblica |
Modello 3. Informazioni su nuovi prestiti e anticipazioni soggetti a schemi di garanzia pubblica di nuova applicazione introdotti in risposta alla crisi Covid-19 |
1: modello o tabella non applicabile al 30 giugno 2022.
2: modello non predisposto in quanto l'ammontare degli NPL è inferiore alla soglia del 5%.
3: modello predisposto in accordo alle EBA/GL/2020/07.
I Modelli EU CR10.1, EU CR10.2, EU CR10.3 ed EU CR10.4 Esposizioni da finanziamenti specializzati non sono prodotti in quanto non applicabili al 30 giugno 2022.
Il Capitolo 14 "Informazioni sulle esposizioni soggette a moratorie legislative e non legislative e sulle nuove esposizioni originate soggette a schemi di garanzia pubblica" contiene le informazioni richieste in base alle linee guida EBA/GL/2020/07 "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID-19 crisis" emesse in data 2 giugno 2020. I template rappresentati sono i seguenti:
Il Modello 1. Informazioni su prestiti e anticipazioni soggetti a moratorie legislative e non legislative non è stato pubblicato in quanto non sono presenti esposizioni al 30 giugno 2022.
Come meglio specificato nel Capitolo 5 "Qualità del credito", i template soggetti alla soglia del 5% dell'NPL ratio non sono pubblicati al 30 giugno 2022 in quanto l'ammontare degli NPL risultava inferiore a tale soglia.
Il raffronto dei dati del periodo in corso con quelli del periodo precedente è stato predisposto nei casi rischiesti dai templates EBA.
Capogruppo del Gruppo Bancario, Credito Emiliano – Credem.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Credem comprende il bilancio di Credito Emiliano spa e delle società da questa controllate, includendo nel perimetro di consolidamento anche le società operanti in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo. Analogamente, sono incluse anche le società veicolo (SPE/SPV) quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.
Sono considerate controllate le imprese nelle quali la Capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede più della metà dei diritti di voto o quando, pur con una quota di diritti di voto inferiore, la Capogruppo ha il potere di nominare la maggioranza degli amministratori della partecipata o di determinare le politiche finanziarie ed operative della stessa. Nella valutazione dei diritti di voto si tiene conto anche dei diritti "potenziali" che siano correntemente esercitabili o convertibili in diritti di voto effettivi in qualsiasi momento.
Sono considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell'attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull'attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.
Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali la capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali" come sopra definiti) o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.
Le partecipazioni controllate sono consolidate con il metodo integrale, mentre le interessenze non di controllo e di joint venture sono consolidate in base al metodo del patrimonio netto.
I criteri adottati per la redazione del bilancio consolidato sono i seguenti:
per gli eventuali acquisti di ulteriori quote partecipative successive all'acquisizione del controllo, disciplinati specificatamente dal principio contabile IAS27, le eventuali differenze positive o negative, come sopra determinate, che vengono a sorgere a seguito di tali acquisti successivi sono imputate direttamente a patrimonio;
ad ogni data di bilancio (od ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) viene verificata l'adeguatezza del valore dell'avviamento (c.d. impairment test). A tal fine viene identificata l'unità generatrice di flussi finanziari cui attribuire l'avviamento. L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è dato dall'eventuale differenza negativa tra il valore di iscrizione dell'avviamento ed il suo valore di recupero, determinato come il maggiore tra il fair value dell'unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d'uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico;
le percentuali esprimono i diritti di voto esercitabili direttamente e indirettamente le partecipazioni in chiaro sono valutate con il metodo del patrimonio netto
Nel mese di gennaio 2022 si è perfezionato un investimento di Credemtel Spa ("Credemtel") nella società SBC Fintech Milan 2224 s.r.l. ("SBC") per l'importo complessivo di 250.000 euro. L'investimento è avvenuto nella forma di aumento di capitale riservato a Credemtel e la partecipazione di Credemtel nella società è pari al 19,68% del capitale sociale.
In tale contesto:
In relazione a SBC la posizione di Credemtel è pertanto quella:
Gli accordi in essere tra i soci di SBC contemplano, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione). Siccome non vi sono nell'ambito di SBC voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.
Nel perimetro di consolidamento del Gruppo ai fini della vigilanza prudenziale è inclusa la società Credemholding, controllante al 78,003% di Credem Spa.
A partire dal 1° gennaio 2014 è applicabile la disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013 e modificata dal Regolamento (UE) 2019/876 (CRR II), che traspongono nell'Unione europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (cd. framework Basilea 3). Il CRR ha avuto diretta efficacia negli Stati membri, mentre la disciplina contenuta nella CRD IV è stata recepita nell'ordinamento nazionale dalla Banca d'Italia il 17 dicembre 2013 con la pubblicazione della Circolare 285 «Disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche» (e successive modifiche e integrazioni). Tale regolamentazione prevede la seguente articolazione dei Fondi Propri:
La somma del Capitale di Classe 1 e del Capitale di Classe 2 compone il Totale dei Fondi Propri (Total Capital).
Componente principale del Tier 1 è il Common Equity, composto principalmente da strumenti di capitale (es. azioni ordinarie al netto delle azioni proprie), sovrapprezzi di emissione, riserve di utili, utile del periodo non distribuito, riserve da valutazione, interessi di minoranza computabili, al netto degli elementi in deduzione.
La categoria dell'AT1 ricomprende gli strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie (che sono computabili nel Common Equity) e che rispettano i requisiti normativi per l'inclusione in tale livello dei Fondi propri una volta applicate le deduzioni degli elementi e le deroghe previste dalla normativa citata in premessa.
Il Capitale di Classe 2 (Tier 2) è composto dagli elementi quali principalmente le passività subordinate computabili e le eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese per le posizioni ponderate secondo i metodi IRB, una volta applicate le deduzioni e le deroghe previste dalla normativa citata in premessa.
I requisiti minimi di capitale applicabili al Gruppo al 30 giugno 2022 sono pari ai seguenti ratio patrimoniali in coerenza con l'articolo 92 del CRR:
In aggiunta a tali livelli patrimoniali, per il 2022 il Gruppo deve inoltre rispettare i seguenti requisiti:
Pertanto, al 30 giugno 2022, il Gruppo deve rispettare i seguenti requisiti complessivi:
Il requisito aggiuntivo assegnato dall'organo di vigilanza (il Pillar 2 Requirement), rispetto ai livelli regolamentari di patrimonio vigenti nel 2020, sarebbe pari all'1%; il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) ha comunicato, in data 8 aprile 2020, la decisione di modificare il requisito prudenziale da detenere originariamente interamente sotto forma di capitale primario di classe 1 (CET1), con l'obiettivo di supportare le banche vigilate date le circostanze straordinarie determinate dalla diffusione del Covid-19. Il requisito potrà, in virtù di tale decisione, essere rispettato con un minimo del 56,25% di CET1 capital e con un 75% di Tier1 capital. Tale decisione, ha avuto effetto retroattivo a partire dal 12 marzo 2020 si è tradotta nei seguenti coefficienti minimi per il 2020: 7,56%, 9,25% ed 11,5% a livello, rispettivamente, di CET1 ratio, TIER1 Ratio e Total Capital Ratio.
Il 28 aprile 2020 è intervenuta, per sostenere il credito verso imprese e famiglie, anche la Commissione Europea con una comunicazione interpretativa relativamente ai principi contabili IFRS9 nonché alcune modifiche mirate volte ad anticipare l'applicazione di alcune regole (estensione dello SME Supporting Factor, ponderazione della Cessione del Quinto al 35% e la "non deducibilità" dal CET1 capital di alcuni investimenti in software) già previste dal Regolamento sui requisiti patrimoniali (CRR2).
Con particolare riferimento agli impatti regolamentari del modello di impairment del principio IFRS9, in data 27 dicembre 2017 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il Regolamento UE n. 2017/2395 emesso in data 12 dicembre 2017 dal Parlamento Europeo e dal Consiglio ("Regolamento"), che modifica il regolamento 2013/575 contenente l'aggiornamento della c.d. "CRR" ed introduce, tra le altre cose, disposizioni transitorie volte ad attenuare l'impatto dell'introduzione dell'IFRS 9 sui fondi propri. Tale normativa fornisce sostanzialmente alle Banche due opzioni: i) di adottare un "approccio graduale" (cd. "phase-in") di iscrizione dell'impatto derivante dall'applicazione dell'IFRS 9 in relazione nuovo metodo ECL; o ii) di iscrivere l'impatto totale dell'IFRS 9 al 1° gennaio 2018.
A tale riguardo il Gruppo, ai sensi del suindicato Regolamento, ha comunicato formalmente all'Autorità di Vigilanza in data 26 gennaio 2018 la propria decisione di non avvalersi del regime transitorio.
Successivamente, in data 3 aprile 2020, il Comitato di Basilea ha formulato alcuni principi relativi alle possibili modifiche delle disposizioni transitorie per il trattamento dell'ECL, al fine di mitigare gli effetti negativi dell'emergenza sanitaria.
L'articolo 473 bis del CRR contiene appunto disposizioni transitorie che consentono agli enti di reintegrare nel capitale primario di classe 1 (CET1) una parte di eventuali aumenti degli accantonamenti dovuti all'introduzione della contabilità delle perdite attese su crediti a norma dell'IFRS 9. Le disposizioni transitorie constano di due elementi: una componente statica e una dinamica. La componente statica consente agli enti creditizi di neutralizzare parzialmente l'"effetto del primo giorno" sul capitale primario di classe 1 dell'aumento degli accantonamenti contabili dovuto all'introduzione dell'IFRS 9. La componente dinamica consente alle banche di neutralizzare parzialmente l'effetto dell'ulteriore aumento (ossia quello successivo al primo giorno) degli accantonamenti per le attività finanziarie che non sono deteriorate. Le vigenti disposizioni transitorie riguardano il periodo 2018-2022.
L'applicazione dell'IFRS 9 durante la crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19 comporterà un aumento repentino e significativo degli accantonamenti per perdite attese su crediti poiché per molte esposizioni potrebbe essere necessario calcolare le perdite attese lungo tutta la vita dell'esposizione. Per attenuare l'impatto potenziale, a seguito della crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19, che un aumento improvviso degli accantonamenti per perdite attese su crediti potrebbe avere sulla capacità degli enti di concedere prestiti ai clienti nel momento in cui è più necessario, è stato deciso di prorogare le disposizioni transitorie.
Queste modifiche hanno permesso di ridefinire il periodo transitorio di cinque anni avviato nel 2018. Il nuovo periodo transitorio consentirà quindi agli enti finanziari di adeguare la calibrazione delle disposizioni per il reintegro degli accantonamenti nel capitale primario di classe 1 nel periodo 2020-2024. Per garantire che questo alleggerimento aggiuntivo sia mirato alle perdite attese su crediti derivanti dalle circostanze eccezionali legate alla pandemia di Covid19, la data di riferimento degli accantonamenti soggetti al regime transitorio prorogato è spostata dal 1º gennaio 2018 al 1º gennaio 2020.
Le modifiche all'articolo 473 bis, paragrafo 9, del CRR consentono agli enti che avevano scelto in precedenza di non avvalersi delle disposizioni transitorie di rivedere tale decisione in qualsiasi momento durante il periodo transitorio, previa approvazione da parte della rispettiva autorità competente. Inoltre, l'articolo 473 bis, paragrafo 9, del CRR offre agli enti la possibilità di applicare solo la componente dinamica.
Il Gruppo, a seguito delle suddette modifiche apportate all'articolo 473, bis, non si è avvalso di rivedere tale decisione riguardante il regime transitorio.
In base alle disposizioni dettate dagli articoli 11, paragrafi 2 e 3, e 13, paragrafo 2, del Regolamento CRR, le banche controllate da una "società di partecipazione finanziaria madre" sono tenute a rispettare i requisiti stabiliti dal predetto regolamento sulla base della situazione consolidata della società di partecipazione finanziaria medesima. Tali disposizioni hanno pertanto reso necessaria la modifica del perimetro di consolidamento del Gruppo ai fini della vigilanza prudenziale, portando a calcolare i ratio patrimoniali a livello di Credemholding, società controllante al 78,003% di Credem Spa. Tale livello comporta differenze di rilievo rispetto alle analoghe rilevazioni misurate sul perimetro che fa capo a Credito Emiliano Spa, dovute al trattamento più restrittivo riservato dalle norme vigenti al computo del cosiddetto "patrimonio di terzi".
A partire dal mese di ottobre 2017 il Gruppo è stato inserito dall'Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Tale provvedimento riflette la situazione di business al dicembre 2016, data alla quale il Gruppo superava le soglie previste dalle norme in materia.
E' doveroso segnalare preliminarmente che la vigilanza sui conglomerati finanziari è esercitata attraverso presidi supplementari, che integrano quelli già operativi a livello di Gruppo Bancario e di specifici settori di attività.
Il soggetto coordinatore della sopra illustrata vigilanza rafforzata, essendo preminente nel Gruppo il business bancario, è rappresentato dalla Banca Centrale Europea.
Conseguentemente il primo di marzo del 2018 la Banca Centrale Europea ha autorizzato il Gruppo a non dedurre dal calcolo dei fondi propri regolamentari la partecipazione totalitaria detenuta nell'impresa di assicurazione Credemvita.
Tale autorizzazione, derivante dall'applicazione dell'articolo 49 del Regolamento (EU) n.575/2103 ("CRR"), è applicabile qualora il Gruppo faccia parte della lista di quelli che, in base ai parametri di vigilanza, svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo (conglomerati finanziari).
Ai sensi del regolamento (UE) n.575/2013 (CRR), art.26, comma 2, la quota dell'utile netto del 1° semestre 2022, al netto della quota destinabile ai dividendi, è stata inserita nel calcolo dei Fondi Propri in quanto la Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giugno 2022 è stata assoggettata a revisione contabile.
Il requisito patrimoniale complessivo al 30 giugno 2022 è di 1.457,7 milioni di euro a fronte di Fondi Propri per 2.791,0 milioni di euro con un margine disponibile di 1.333,3 milioni di euro, pari a circa il 47,8 % dei Fondi Propri.
Le indicazioni sui coefficienti patrimoniali evidenziano il Common Equity Tier 1 ratio al 13,46%, il Tier 1 Capital ratio al 13,79% e il Total capital ratio al 15,32%.
| 30/06/2022 | 31/12/2021 | |
|---|---|---|
| A. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) prima dell'applicazione dei filtri prudenziali |
2.886.200 | 3.102.362 |
| B. Filtri prudenziali del CET1 (+/-) | 22.130 | (25.357) |
| C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio (A +/- B) |
2.908.330 | 3.077.005 |
| D. Elementi da dedurre dal CET1 | (455.812) | (486.302) |
| E. Regime transitorio - Impatto su CET1 (+/-), inclusi gli interessi di minoranza oggetto di disposizioni transitorie |
- | - |
| F. Totale Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) (C – D +/-E) |
2.452.518 | 2.590.703 |
| G. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio |
59.609 | 63.135 |
| H. Elementi da dedurre dall'AT1 | - | |
| I. Regime transitorio - Impatto su AT1 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi nell'AT1 per effetto di disposizioni transitorie |
- | - |
| L. Totale Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) (G - H +/- I) |
59.609 | 63.135 |
| M. Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio |
278.916 | 339.547 |
| N. Elementi da dedurre dal T2 | - | |
| O. Regime transitorio - Impatto su T2 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi nel T2 per effetto di disposizioni transitorie |
- | |
| P. Totale Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) (M - N +/- O) | 278.916 | 339.547 |
| Q. Totale fondi propri (F + L + P) | 2.791.043 | 2.993.385 |
Nelle successive tabelle viene riportato il dettaglio dei livelli di capitale prima delle rettifiche regolamentari, nonché la riconciliazione del Capitale primario di Classe 1 con il Patrimonio netto contabile.
La disclosure prevista in materia di fondi propri è richiesta dal Regolamento 2021/637, ed è riportata nel nuovo template EU CC1- Composizione dei Fondi propri regolamentari e nel nuovo template EU CC2 – Riconciliazione dei Fondi propri regolamentari con lo stato patrimoniale nel bilancio sottoposto a revisione contabile.
| a) | b) |
|---|---|
| Fonte basata su numeri /lettere di |
|
| Importi | riferimento dello stato patrimoniale nell'ambito del consolidamento |
| 30/06/2022 | prudenziale |
| Capitale primario di classe 1 (CET1): strumenti e riserve | |
| 1 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni 302.288 |
8 - 9 |
| Di cui: Azioni ordinarie 49.437 |
|
| 2 Utili non distribuiti 2.284.023 |
7 |
| 3 Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) (171.756) |
1 – 2 – 3 - 4 |
| EU Fondi per rischi bancari generali - 3a |
|
| Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 3, del CRR e le relative riserve 4 - sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal CET1 |
10 - 11 – 12 |
| 5 Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) 373.697 |
-13 – 14 - 16 |
| EU Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o dividendi prevedibili 97.947 5a |
17 |
| 6 Capitale primario di classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari 2.886.199 |
|
| Capitale primario di classe 1 (CET1): rettifiche regolamentari | |
| 7 Rettifiche di valore supplementari (importo negativo) (8.286) |
- |
| 8 Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) (importo negativo) (340.609) |
12 - 13 - 14 |
| 9 Non applicabile - |
|
| Attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura, escluse quelle derivanti da differenze 10 temporanee (al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui - all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (importo negativo) |
|
| Riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa degli 11 30.417 |
|
| strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo 12 Importi negativi risultanti dal calcolo degli importi delle perdite attese (76.668) |
|
| 13 Qualsiasi aumento del patrimonio netto risultante da attività cartolarizzate (importo negativo) - |
|
| I profitti o le perdite sulle passività dell'ente valutate al valore equo dovuti a variazioni del merito di 14 - |
|
| credito 15 Attività dei fondi pensione a prestazioni definite (importo negativo) - |
|
| Propri strumenti del CET1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo 16 (3.619) negativo) |
|
| Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o | |
| 17 sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca - concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo) |
|
| Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o 18 sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore - alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
|
| Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o 19 sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla - soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
|
| 20 Non applicabile - |
|
| EU Importo dell'esposizione dei seguenti elementi, che possiedono i requisiti per ricevere un fattore di - 20a ponderazione del rischio pari al 1250%, quando l'ente opta per la deduzione |
|
| EU Di cui partecipazioni qualificate al di fuori del settore finanziario (importo negativo) - 20b |
|
| EU Di cui posizioni verso la cartolarizzazione (importo negativo) - 20c |
|
| EU Di cui operazioni con regolamento non contestuale (importo negativo) - 20d |
|
| Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo superiore alla soglia del 10 %, al 21 netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, - paragrafo 3, del CRR) (importo negativo) |
|
| 22 Importo che supera la soglia del 17,65 % (importo negativo) - |
|
| Di cui strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, 23 - indirettamente e sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti |
|
| 24 Non applicabile - |
|
| 25 Di cui attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee - |
|
| EU Perdite relative all'esercizio in corso (importo negativo) - 25a |
|
| Tributi prevedibili relativi agli elementi del CET1, ad eccezione dei casi in cui l'ente adatta di EU conseguenza l'importo degli elementi del CET1 nella misura in cui tali tributi riducano l'importo fino a - 25b concorrenza del quale questi elementi possono essere destinati alla copertura di rischi o perdite (importo negativo) |
|
| 26 Non applicabile - |
|
| Deduzioni ammissibili dal capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) che superano gli elementi dell'AT1 27 - dell'ente (importo negativo) |
|
| 27a Altre rettifiche regolamentari (34.916) |
|
| 28 Totale delle rettifiche regolamentari del capitale primario di classe 1 (CET1) (433.681) |
|
| 29 Capitale primario di classe 1 (CET1) 2.452.518 |
| a) | b) | ||
|---|---|---|---|
| Importi 30/06/2022 |
Fonte basata su numeri /lettere di riferimento dello stato patrimoniale nell'ambito del consolidamento prudenziale |
||
| Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): strumenti | |||
| 30 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni | - | |
| 31 | Di cui classificati come patrimonio netto a norma dei principi contabili applicabili | - | |
| 32 | Di cui classificati come passività a norma dei principi contabili applicabili | - | |
| 33 | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 4, del CRR e le relative riserve | - | |
| EU | sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dall'AT1 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 bis, paragrafo 1, del CRR soggetti a |
- | |
| 33a EU |
eliminazione graduale dall'AT1 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 ter, paragrafo 1, del CRR soggetti a |
- | |
| 33b 34 |
eliminazione graduale dall'AT1 Capitale di classe 1 ammissibile incluso nel capitale AT1 consolidato (compresi gli interessi di minoranza non inclusi nella riga 5) emesso da filiazioni e detenuto da terzi |
59.609 | |
| 35 | di cui strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva | - | |
| 36 | Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) prima delle rettifiche regolamentari | 59.609 | |
| Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): rettifiche regolamentari | |||
| 37 | Propri strumenti di AT1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo negativo) |
- | |
| 38 | Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo |
- | |
| 39 | Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
- | |
| 40 | Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
- | |
| 41 | Non applicabile | - | |
| 42 | Deduzioni ammissibili dal capitale di classe 2 (T2) che superano gli elementi del T2 dell'ente (importo negativo) |
- | |
| 42a | Altre rettifiche regolamentari del capitale AT1 | - | |
| 43 | Totale delle rettifiche regolamentari del capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) | - | |
| 44 | Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) | 59.609 | |
| 45 | Capitale di classe 1 (T1 = CET1 + AT1) | 2.512.127 | |
| Capitale di classe 2 (T2) strumenti | |||
| 46 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni | 199.438 | 2 -3 |
| 47 | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 5, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal T2 ai sensi dell'articolo 486, paragrafo 4, del CRR |
- | |
| EU 47a |
Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 bis, paragrafo 2, del CRR soggetti a eliminazione graduale dal T2 |
- | |
| EU 47b |
Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 ter, paragrafo 2, del CRR soggetti a eliminazione graduale dal T2 |
- | |
| 48 | Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel capitale T2 consolidato (compresi gli interessi di minoranza e strumenti di AT1 non inclusi nella riga 5 o nella riga 34) emessi da filiazioni e detenuti da terzi |
79.478 | 2 -3 |
| 49 | di cui strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva | - | |
| 50 | Rettifiche di valore su crediti | - | |
| 51 | Capitale di classe 2 (T2) prima delle rettifiche regolamentari | 278.916 | |
| Capitale di classe 2 (T2): rettifiche regolamentari | |||
| 52 | Strumenti propri di T2 e prestiti subordinati detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo negativo) |
- | |
| 53 | Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo) |
- | |
| 54 | Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
- | |
| 54a | Non applicabile | - | |
| 55 | Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
- | |
| 56 | Non applicabile | - | |
| EU 56a |
Deduzioni di passività ammissibili che superano gli elementi delle passività ammissibili dell'ente (importo negativo) |
- | |
| EU 56b |
Altre rettifiche regolamentari del capitale T2 | - | |
| 57 | Totale delle rettifiche regolamentari del capitale di classe 2 (T2) | - | |
| 58 | Capitale di classe 2 (T2) | 278.916 | |
| 59 | Capitale totale (TC = T1 + T2) | 2.791.043 | |
| 60 | Importo complessivo dell'esposizione al rischio | 18.221.427 |
| a) | b) | ||
|---|---|---|---|
| Importi | Fonte basata su numeri /lettere di riferimento dello stato patrimoniale nell'ambito del consolidamento prudenziale |
||
| Coefficienti e requisiti patrimoniali, comprese le riserve di capitale | 30/06/2022 | ||
| 61 | Capitale primario di classe 1 | 13,46% | - |
| 62 | Capitale di classe 1 | 13,79% | - |
| 63 | Capitale totale | 15,32% | - |
| 64 | Requisiti patrimoniali complessivi CET1 dell'ente | 7,57% | - |
| 65 | Di cui requisito della riserva di conservazione del capitale | 2,50% | - |
| 66 | Di cui requisito della riserva di capitale anticiclica | 0,0027% | - |
| 67 | Di cui requisito della riserva a fronte del rischio sistemico | - | - |
| EU 67a |
Di cui requisito della riserva di capitale degli enti a rilevanza sistemica a livello globale (G-SII) o degli altri enti a rilevanza sistemica (O-SII) |
- | - |
| EU 67b |
Di cui requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva |
0,56% | - |
| 68 | Capitale primario di classe 1 (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) disponibile dopo aver soddisfatto i requisiti patrimoniali minimi |
6,32% | - |
| Minimi nazionali (se diversi da Basilea III) | |||
| 69 | Non applicabile | - | - |
| 70 | Non applicabile | - | - |
| 71 | Non applicabile | - | - |
| Importi inferiori alle soglie di deduzione (prima della ponderazione del rischio) | |||
| 72 | Fondi propri e passività ammissibili di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente o indirettamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili) |
- | - |
| 73 | Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente o indirettamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 17,65 % e al netto di posizioni corte ammissibili) |
- | - |
| 74 | Non applicabile | - | - |
| 75 | Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo inferiore alla soglia del 17,65 %, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) |
201.656 | - |
| Massimali applicabili per l'inclusione di accantonamenti nel capitale di classe 2 | |||
| 76 | Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo standardizzato (prima dell'applicazione del massimale) |
- | - |
| 77 | Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo standardizzato | 69.053 | - |
| 78 | Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo basato sui rating interni (prima dell'applicazione del massimale) |
- | - |
| 79 | Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo basato sui rating interni |
62.622 | - |
| Strumenti di capitale soggetti a eliminazione progressiva (applicabile soltanto tra l'1 gennaio 2014 e l'1 gennaio 2022) | |||
| 80 | Massimale corrente sugli strumenti di CET1 soggetti a eliminazione progressiva | - | - |
| 81 | Importo escluso dal CET1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le scadenze) |
- | - |
| 82 | Massimale corrente sugli strumenti di AT1 soggetti a eliminazione progressiva | - | - |
| 83 | Importo escluso dall'AT1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le scadenze) |
- | - |
| 84 | Massimale corrente sugli strumenti di T2 soggetti a eliminazione progressiva | - | - |
| 85 | Importo escluso dal T2 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le scadenze) |
- | - |
| a | b | c | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato |
Nell'ambito del consolidamento prudenziale |
Riferimento Modello EU CC1 | ||||
| 30/06/2022 | 30/06/2022 | |||||
| Attività - Ripartizione per classi di attività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato | ||||||
| 1 | Cassa e disponibilità liquide | 239.823 | 225.050 | |||
| 2 | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
149.146 | 149.146 | |||
| 3 | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
6.664.768 | 6.664.767 | |||
| 4 | Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al FV ai sensi dello IAS39 |
6.169.955 | - | |||
| 5 | Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 47.518.047 | 47.537.007 | |||
| 6 | Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato |
2.065.992 | - | |||
| 7 | Derivati di copertura | 669.669 | 669.669 | |||
| 8 | Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) |
(65.722) | (65.722) | |||
| 9 | Partecipazioni | 45.718 | 251.770 | |||
| 10 | Riserve tecniche a carico dei riassicuratori | 19.117 | - | |||
| 11 | Attività materiali | 451.231 | 449.900 | |||
| 12 | Attività immateriali, di cui: | 478.053 | 484.847 | 8 | Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) |
|
| 13 | Avviamento | 318.026 | 329.864 | 8 | Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) |
|
| 14 | Altre immobilizzazioni immateriali | 160.027 | 154.983 | 8 | Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) |
|
| 15 | Attività fiscali | 572.939 | 299.304 | |||
| 16 | Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione |
- | - | |||
| 17 | Altre attività | 850.367 | 798.613 | |||
| 18 | Totale Attività | 65.829.103 | 57.464.351 | |||
| Passività - Ripartizione per classi di passività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato | ||||||
| 1 | Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
50.808.520 | 50.953.737 | |||
| Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni. |
||||||
| 2 | di cui - titoli in circolazione | 3.384.800 | 3.384.800 | 46 - 48 | Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel capitale T2 consolidato (compresi gli interessi di minoranza e strumenti di AT1 non inclusi nella riga 5 o nella riga 34) emessi da filiazioni e detenuti da terzi |
|
| 3 | di cui – passività subordinate: Strumenti computabili nel capitale di classe 2 |
199.438 | 199.438 | 46 - 48 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni. Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel capitale T2 consolidato (compresi gli interessi di minoranza e strumenti di AT1 non inclusi nella riga 5 o nella riga 34) emessi da filiazioni e detenuti da terzi |
|
| 4 | Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS39 |
110.075 | - | |||
| 5 | Passività finanziarie di negoziazione | 39.447 | 39.447 | |||
| 6 | Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al FV ai sensi dello IAS39 |
3.944.083 | - | |||
| 7 | Derivati di copertura | 652.696 | 652.696 | |||
| 8 | Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) |
(102.977) | (102.977) | |||
| 9 | Passività fiscali | 203.434 | 127.852 |
| a | b | c | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato |
Nell'ambito del consolidamento prudenziale |
Riferimento Modello EU CC1 | |||
| 30/06/2022 | 30/06/2022 | ||||
| Passività - Ripartizione per classi di passività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato | |||||
| 10 | Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione |
- | - | ||
| 11 | Altre passività | 2.357.750 | 2.356.848 | ||
| 12 | Trattamento di fine rapporto del personale | 59.205 | 58.351 | ||
| 13 | Fondi per rischi e oneri | 154.633 | 154.509 | ||
| 14 | Riserve tecniche | 4.377.590 | - | ||
| 15 | Totale passività | 62.604.456 | 54.240.463 | ||
| Capitale proprio | |||||
| 1 | Riserve da valutazione, di cui: | (38.408) | (38.408) | 3 | Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) |
| 2 | di cui - riserve da valutazione di titoli HTCS/titoli disponibili per la vendita |
(108.677) | (108.677) | 3 | Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) |
| 3 | di cui - riserve di valutazione degli utili/perdite attuariali nette |
(5.360) | (5.360) | 3 | Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) |
| 4 | di cui - altri elementi positivi- Leggi speciali di rivalutazione |
106.046 | 106.046 | 3 | Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) |
| 5 | di cui - riserve di cash flow hedge | (30.417) | (30.417) | ||
| 6 | Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 |
(133.344) | (133.344) | ||
| 7 | Riserve | 2.284.027 | 2.284.023 | 2 | Utili non distribuiti |
| 8 | Sovrapprezzi di emissione | 252.851 | 252.851 | 1 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni |
| 9 | Capitale | 49.437 | 49.437 | 1 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni |
| 10 | Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) | 690.357 | 689.601 | 5 | Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) |
| 11 | di cui - Riserve da valutazione | (66.667) | (66.663) | 5 | Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) |
| 12 | di cui - riserve da valutazione di titoli HTCS/titoli disponibili per la vendita |
(68.253) | (68.253) | 5 | Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) |
| 13 | di cui - riserve di valutazione degli utili/perdite attuariali nette |
(1.512) | (1.508) | 5 | Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) |
| 14 | di cui - altri elementi positivi- Leggi speciali di rivalutazione |
11.677 | 11.677 | 5 | Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) |
| 15 | di cui - Riserve di cash flow hedge | (8.579) | (8.579) | ||
| 16 | di cui - Riserve e utili | 527.733 | 527.101 | 5 | Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) |
| 17 | Utile (Perdita) di periodo (+/-) | 119.727 | 119.728 | EU-5a | Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o dividendi prevedibili |
| 18 | Capitale proprio totale | 3.224.647 | 3.223.888 |
Le principali differenze tra i valori contabili riportati nel bilancio pubblicato ed i valori contabili nell'ambito del consolidamento prudenziale afferiscono al perimetro di consolidamento. Nel primo caso le società esterne al Gruppo prudenziale sono consolidate integralmente mentre nel secondo caso sono consolidate con il metodo del patrimonio netto. Le società esterne al Gruppo prudenziale al 30 giuno 2022 sono:
| 1 | Em itte nte |
CR ED ITO EM ILI AN O H OL DIN G |
|
|---|---|---|---|
| 2 | Ide nti fica tiv ico (a d o un es. , Ide nti fica tiv CU SIP ISI N o o , Blo ber i co lloc i p riv ati ) ent om g p er am |
XS 22 29 02 28 22 |
|
| 3 | Leg isla zio lica bil allo ne app e str ent um o |
Leg isla zio ita lian cla ole ne a: us di sub ord ina zio ne |
|
| Tra lam tta nto tar me re go en e |
|||
| 4 | Dis izio ni nsi ie d el C RR tra tor pos |
Ca ita le d i cl e 2 p ass |
|
| 5 | Dis izio ni sito rie de l C RR t tr pos pos an |
Ca ita le d i cl e 2 p ass |
|
| 6 | Am mi ssi bil live llo di sin lo e a go e/ (su b)c sol ida / di ent nto on me sin lo e di (su b)c sol ida nte nto go e on me |
Sin lo En te go |
|
| 7 | Tip o d i st o ( I ti i de ent rum p von o e sse re cifi isd ne) i p cia iur izio cat spe er scu na g |
Str o d i c ita le di cla ent um ap sse 2 e rt.6 2 x a |
|
| 8 | rile nel ita le Im to vat por o cap ola (m in mi lion i, a lla nta ta reg me re one iù e d di rif eri r la ent ata nto p rec me pe laz ion e) seg na |
199 43 8 , |
|
| 9 | Im mi le d ello to st ent por no na rum o |
20 0, 00 0 |
|
| 9a | di iss ion Pre zzo em e |
100 | |
| 9b | Pre di rim bor zzo so |
100 | |
| 10 | Cla ssi fica zio tab ile ne con |
Tit oli in cir col azi to on e cos - rtiz zat am mo o |
|
| 11 | di iss ion rig ina ria Da ta em e o |
16/ / 09 20 20 |
|
| 12 | edi bil den Irr mi e o a sca za |
cad A s enz a |
|
| 13 | Da di den ori ina ria ta sca za g |
16/ 12/ 20 30 |
|
| 14 | bor dis Rim tici zio pat so an o a cre ne del l'em itte azi nte tto so gge a a pp rov on e tiv a d ell' ità di vig ilan tor pre ven au za |
Sì | |
| 15 | Da del rim bor tici ta to so an pa fac olt ati dat del rim bor vo, e so tici ale Im del pat ntu to an o eve e por rim bor so |
Pre vis sib ilit à d i ri mb ta pos ors o il 16/ 09 / 20 25 il tra e 16/ 12/ 20 25 |
| 1 | Em itte nte |
CR ED ITO EM ILI AN O H OL DIN G |
|---|---|---|
| 16 | di bor Da siv rim te suc ces e so tici del pat an o, se ca so |
Pag edo le ent am o c |
| do le/ div ide nd i Ce |
||
| 17 | Div ide nd i/c edo le f iss i o iab ili var |
Fis si/ Va ria bil i |
| 18 | Ta de lla ced ola ed le I nd ice ent sso ev ua rel ato cor |
3, 5% fin l 1 6/ 12/ 20 25 dal o a ; IRS 5Y 38 9, 7 b to + ses an no ps |
| 19 | Pre di nis di sen za un me cca mo "di vid end er" st opp |
No |
| 20 a |
Pie dis zio le, nte na me cre na rzi alm dis zio le ent pa e cre na o obb liga io ( in mi ni di ) tor ter tem po |
Ob bli io tor ga |
| b 20 |
Pie dis zio le, nte na me cre na rzi alm dis zio le ent pa e cre na o obb liga io ( in mi ni di im to) tor ter por |
Ob bli io tor ga |
| 21 | Pre di "st " di alt sen za ep up o ro inc ivo al rim bor ent so |
No |
| 22 | No ula tiv lat ivo n c um o o cu mu |
No ula tiv n c um o |
| 23 | Co rtib ile tib ile nve o n on con ver |
ibi le No ert n c onv |
| 24 | tib ile, ( i) che Se nto con ver eve det (no ) la ina sio erm con ver ne |
N/ A |
| 25 | Se tib ile, in in tu tto rte con ver o pa |
N/ A |
| 26 | tib ile, di Se rsi ta con ver sso co nve on e |
N/ A |
| 27 | Se tib ile, sio con ver con ver ne obb liga ia o fa col iva tor tat |
N/ A |
| 28 | Se tib ile, isa il tip di con ver p rec re o el ale la rsi è str ent um o n qu co nve one sib ile pos |
N/ A |
| 29 | Se tib ile, eci e 'em itte nte con ver pr sar del lo nel le vie str ent um o q ua ne tito con ver |
N/ A |
| 30 | Me nis mi di lut azi (wr ite cca sva on e dow n) |
No |
| 31 | di nis di In cas o me cca mo lut (wr dow n), to( i) azi ite sva on e e ven che la det (no ) ina erm |
N/ A |
| 32 | o d val (wr dow n), In i s zio ite uta cas ne lut le o ale azi rzi e t ota sva on pa |
N/ A |
| 33 | o d i s val zio (wr ite dow n), In uta cas ne lut azi te sva on e per ma nen o tem por an ea |
N/ A |
| 1 | itte Em nte |
CR ITO O H OL G ED EM ILI AN DIN |
|---|---|---|
| 34 | o d i sv alu ion e (w rite do ) In taz cas wn de del tem izio por an ea, scr ne nis di riv alu ion taz me cca mo e |
N/ A |
| 35 | izio nel la hia di Pos ne ger arc sub ord ina zio in di ne cas o liqu ida zio (sp eci fica il tip di ne re o o d dia i r im str ent tam ent um an go me e eri nio |
Sen ior |
| 36 | (se r) sup ore isti che for mi deg li Ca rat ter n on con i che ben efic ian del le str ent um o dis izio ni nsi ie tra tor pos |
No |
| 37 | In aff ati ific le cas o erm vo, s pec are he onf eri stic i att car no n c orm |
N/ A |
In data 17 marzo 2022, Credito Emiliano ha ricevuto l'autorizzazione dalla BCE all'esercizio dell'opzione call sull'ammontare di 100 Milioni di Tier 2 Callable Note, scadenti il 10 luglio 2027, ed emessi nel 2017 - (ISIN) XS1644438928. Il richiamo è stato autorizzato considerando la progressiva minor computabilità nel calcolo dei Fondi Propri e l'assenza di pregiudizio per il rispetto dei vincoli patrimoniali su base consolidata. Pertanto, a decorrere dal 31 marzo 2022, le suddette obbligazioni non sono più computate nel Tier Total.
| Dati in milioni di euro | 30/06/2022 | 31/12/2021 | |
|---|---|---|---|
| A | Totale dei mezzi patrimoniali del conglomerato | 3.142,3 | 3.179,8 |
| B | Requisiti patrimoniali delle componenti bancarie | 1.994,6 | 2.011,7 |
| C | Margine di solvibilità richiesto delle componenti assicurative | 285,8 | 259,2 |
| D | Totale delle esigenze patrimoniali del conglomerato (B+C) | 2.280,4 | 2.270,9 |
| E | Eccedenza (deficit) del conglomerato (A-D) | 861,9 | 908,9 |
A partire dal mese di ottobre 2017 il Gruppo è stato inserito dall'Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Tale provvedimento rifletteva la situazione di business al dicembre 2016, data alla quale il Gruppo superava le soglie previste dalle norme in materia. Le società assicurative sottoposte alla vigilanza supplementare sono Credemvita, controllata in modo esclusivo dal Gruppo e Credemassicurazioni, controllata in modo congiunto con Reale Mutua Assicurazioni.
I mezzi patrimoniali del conglomerato finanziario Credem eccedono il totale delle esigenze patrimoniali richieste per 861,9 milioni di euro. Nel calcolo dei requisiti patrimoniali del conglomerato finanziario si è adottato, per il 2022, un Total Capital Ratio del 11,5%, così come comunicato dalla Banca Centrale Europea nel mese di novembre 2020 a seguito degli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP), in vigore per l'anno 2021. Tale decisione è stata confermata anche per il 2022, al termine del processo SREP di valutazione e misurazione dei rischi che ancora una volta conferma la solidità del Gruppo anche nel confronto europeo.
| a | b | c | d | e | f | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Esposizioni creditizie generiche | Esposizioni creditizie rilevanti — Rischio di mercato |
|||||
| Ripartizione per paese | Valore dell'esposizione secondo il metodo standardizzato |
Valore dell'esposizione secondo il metodo IRB |
Somma delle posizioni lunghe e corte delle esposizioni contenute nel portafoglio di negoziazione secondo il metodo standardizzato |
Valore delle esposizioni nel portafoglio di negoziazione secondo i modelli interni |
Valore dell'esposizione delle esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione |
Valore dell'esposizione complessiva |
| Norvegia | 129 | 1 | - | - | - | 130 |
| Slovacchia | 1.660 | - | - | - | - | 1.660 |
| Hong Kong | 28 | - | - | - | - | 28 |
| Lussemburgo | 26.825 | 5 | 10.923 | - | 102.063 | 139.816 |
| Ceca (Repubblica) | 3.717 | 276 | - | - | - | 3.993 |
| Bulgaria | 317 | 28 | - | - | - | 345 |
| Italia | 4.746.788 | 31.940.032 | 2.151 | - | 50.675 | 36.739.646 |
| Stati Uniti | 546.425 | 25.143 | 204 | - | - | 571.772 |
| Paesi Bassi | 237.487 | 146 | 53 | - | 146.768 | 384.454 |
| Francia | 119.929 | - | 7.012 | - | 227.261 | 354.202 |
| Regno Unito | 352.333 | 2.758 | 144 | - | 1.105 | 356.340 |
| Spagna | 24.692 | - | - | - | 80.652 | 105.344 |
| Svizzera | 47.867 | 2.629 | - | - | - | 50.496 |
| Germania | 86.872 | 2.977 | 7.781 | - | 47.606 | 145.236 |
| Belgio | 20.036 | 790 | 1.129 | - | - | 21.955 |
| Irlanda | 1.008 | 1 | 19.119 | - | 26.109 | 46.237 |
| Svezia | 6.892 | 1 | - | - | - | 6.893 |
| Polonia | 1.611 | 309 | - | - | - | 1.920 |
| Principato di Monaco | - | 119 | - | - | - | 119 |
| Ungheria | 1.268 | 225 | - | - | - | 1.493 |
| Austria | 1.282 | 3 | - | - | - | 1.285 |
| Romania | 936 | 90 | - | - | - | 1.026 |
| Brasile | 805 | 784 | - | - | - | 1.589 |
| Australia | 1.686 | 20 | - | - | - | 1.706 |
| Singapore | 214 | 7 | - | - | - | 221 |
| Panama | - | 2.238 | - | - | - | 2.238 |
| Abu Dhabi | 1.294 | - | - | - | - | 1.294 |
| Serbia | - | - | - | - | - | - |
| Croazia | 1.771 | 9 | - | - | - | 1.780 |
| India | 244 | 1 | - | - | - | 245 |
| Altri Paesi | 9.564 | 59.462 | - | - | - | 69.026 |
| Totale | 6.243.680 | 32.038.054 | 48.516 | - | 682.239 | 39.012.489 |
| g | h | i | j | k | l | m | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Requisiti di fondi propri | |||||||
| Ripartizione per paese | Esposizioni creditizie rilevanti — Rischio di credito |
Esposizioni creditizie rilevanti — Rischio di mercato |
Esposizioni creditizie rilevanti — Posizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione |
Totale | Importi delle esposizioni ponderati per il rischio |
Fattori di ponderazione dei requisiti di fondi propri |
Coefficiente anticiclico |
| Norvegia | 2 | - | - | 2 | 25 | 0,0002% | 1,50% |
| Slovacchia | 96 | - | - | 96 | 1.200 | 0,0081% | 1,00% |
| Hong Kong | 1 | - | - | 1 | 13 | 0,0001% | 1,00% |
| Lussemburgo | 933 | 3.495 | 1.620 | 6.047 | 75.588 | 0,5086% | 0,50% |
| Ceca (Repubblica) | 212 | - | - | 212 | 2.650 | 0,0178% | 0,50% |
| Bulgaria | 16 | - | - | 16 | 200 | 0,0013% | 0,50% |
| Italia | 1.090.620 | 389 | 1.850 | 1.092.860 | 13.660.750 | 91,9198% | - |
| Stati Uniti | 21.726 | 1 | - | 21.727 | 271.588 | 1,8274% | - |
| Paesi Bassi | 9.143 | - | 2.384 | 11.528 | 144.100 | 0,9696% | - |
| Francia | 4.817 | 2.244 | 3.636 | 10.697 | 133.713 | 0,8997% | - |
| Regno Unito | 13.223 | 2 | 18 | 13.243 | 165.538 | 1,1139% | - |
| Spagna | 1.121 | - | 1.290 | 2.411 | 30.138 | 0,2028% | - |
| Svizzera | 1.976 | - | - | 1.976 | 24.700 | 0,1662% | - |
| Germania | 5.307 | 454 | 762 | 6.523 | 81.538 | 0,5486% | - |
| Belgio | 1.687 | 361 | - | 2.048 | 25.600 | 0,1723% | - |
| Irlanda | 71 | 6.105 | 442 | 6.618 | 82.725 | 0,5566% | - |
| Svezia | 478 | - | - | 478 | 5.975 | 0,0402% | - |
| Polonia | 96 | - | - | 96 | 1.200 | 0,0081% | - |
| Principato di Monaco | 4 | - | - | 4 | 50 | 0,0003% | - |
| Ungheria | 77 | - | - | 77 | 963 | 0,0065% | - |
| Austria | 61 | - | - | 61 | 763 | 0,0051% | - |
| Romania | 48 | - | - | 48 | 600 | 0,0040% | - |
| Brasile | 42 | - | - | 42 | 525 | 0,0035% | - |
| Australia | 79 | - | - | 79 | 988 | 0,0066% | - |
| Singapore | 12 | - | - | 12 | 150 | 0,0010% | - |
| Panama | 49 | - | - | 49 | 613 | 0,0041% | - |
| Abu Dhabi | 77 | - | - | 77 | 963 | 0,0065% | - |
| Serbia | - | - | - | - | - | 0,0000% | - |
| Croazia | 106 | - | - | 106 | 1.325 | 0,0089% | - |
| India | 12 | - | - | 12 | 150 | 0,0010% | - |
| Altri Paesi | 11.782 | - | - | 11.782 | 147.269 | 0,9912% | - |
| Totale | 1.163.874 | 13.051 | 12.002 | 1.188.928 | 14.861.600 | 100% | - |
| a | ||
|---|---|---|
| 1 | Importo complessivo dell'esposizione al rischio | 18.221.427 |
| 2 | Coefficiente anticiclico specifico dell'ente | 0,003% |
| 3 | Requisito di riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente | 496 |
Si riporta nel seguito il Modello EU OV1 contenente un quadro d'insieme degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e dei requisiti totali di fondi propri, ed il Modello EU KM1 circa le principali metriche prudenziali e regolamentari al 30 giugno 2022.
| rischio (TREA) | Importi complessivi dell'esposizione al | Requisiti totali di fondi propri |
||
|---|---|---|---|---|
| a | b | c | ||
| 30/06/2022 | 31/03/2022 | 30/06/2022 | ||
| 1 | Rischio di credito (escluso il CCR) | 15.751.870 | 15.942.909 | 1.260.150 |
| 2 | Di cui metodo standardizzato | 5.336.239 | 5.365.547 | 426.899 |
| 3 | Di cui metodo IRB di base (F-IRB) | - | - | - |
| 4 | Di cui metodo di assegnazione | - | - | - |
| EU 4a | Di cui strumenti di capitale soggetti al metodo della ponderazione semplice | 993.241 | 1.212.458 | 79.460 |
| 5 | Di cui metodo IRB avanzato (A-IRB) | 9.422.390 | 9.364.904 | 753.791 |
| 6 | Rischio di controparte (CCR) | 69.824 | 59.508 | 5.586 |
| 7 | Di cui metodo standardizzato | 34.138 | 27.803 | 2.731 |
| 8 | Di cui metodo dei modelli interni (IMM) | - | - | - |
| EU 8a | Di cui esposizioni verso una CCP | 12.832 | 3.535 | 1.027 |
| EU 8b | Di cui aggiustamento della valutazione del credito (CVA) | 10.501 | 5.384 | 840 |
| 9 | Di cui altri CCR | 12.353 | 22.786 | 988 |
| 15 | Rischio di regolamento | - | - | - |
| 16 | Esposizioni verso le cartolarizzazioni esterne al portafoglio di negoziazione (tenendo conto del massimale) |
150.026 | 140.556 | 12.002 |
| 17 | Di cui metodo SEC-IRBA | - | - | - |
| 18 | Di cui metodo SEC-ERBA (compreso IAA) | 150.026 | 140.556 | 12.002 |
| 19 | Di cui metodo SEC-SA | - | - | - |
| EU 19a | Di cui 1250 % / deduzione | - | - | - |
| 20 | Rischi di posizione, di cambio e di posizione in merci (rischio di mercato) |
335.381 | 252.174 | 26.830 |
| 21 | Di cui metodo standardizzato | 335.381 | 252.174 | 26.830 |
| 22 | Di cui IMA | - | - | - |
| EU 22a | Grandi esposizioni | - | - | - |
| 23 | Rischio operativo | 1.914.326 | 1.914.326 | 153.146 |
| EU 23a | Di cui metodo base | - | - | - |
| EU 23b | Di cui metodo standardizzato | 1.914.326 | 1.914.326 | 153.146 |
| EU 23c | Di cui metodo avanzato di misurazione | - | - | - |
| 24 | Importo al di sotto delle soglie per la deduzione (soggetto a fattore di ponderazione del rischio del 250 %) |
504.140 | 408.225 | 40.331 |
| 29 | Totale | 18.221.427 | 18.309.473 | 1.457.714 |
| a | b | c | d | e | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 30/06/2022 | 31/03/2022 | 31/12/2021 | 30/09/2021 | 30/06/2021 | |||||
| Fondi propri disponibili (importi) | |||||||||
| 1 | Capitale primario di classe 1 (CET1) | 2.452.518 | 2.487.483 | 2.590.704 | 2.465.224 | 2.432.108 | |||
| 2 | Capitale di classe 1 | 2.512.127 | 2.548.627 | 2.653.839 | 2.525.095 | 2.485.874 | |||
| 3 | Capitale totale | 2.791.043 | 2.831.597 | 2.993.385 | 2.864.535 | 2.815.758 | |||
| Importi delle esposizioni ponderati per il rischio | |||||||||
| 4 | Importo complessivo dell'esposizione al rischio | 18.221.427 | 18.309.473 | 18.907.310 | 17.940.490 | 16.907.861 | |||
| Coefficienti di capitale (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio) | |||||||||
| 5 | Coefficiente del capitale primario di classe 1 (%) | 13,46% | 13,59% | 13,70% | 13,74% | 14,38% | |||
| 6 | Coefficiente del capitale di classe 1 (%) | 13,79% | 13,92% | 14,04% | 14,07% | 14,70% | |||
| 7 | Coefficiente di capitale totale (in %) | 15,32% | 15,47% | 15,83% | 15,97% | 16,65% | |||
| Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio) |
|||||||||
| EU 7a | Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva (in %) |
1,00% | 1,00% | 1,00% | 1,00% | 1,00% | |||
| EU 7b | Di cui costituiti da capitale CET1 (punti percentuali) | 0,56% | 0,56% | 0,56% | 0,56% | 0,56% | |||
| EU 7c | Di cui costituiti da capitale di classe 1 (punti percentuali) |
0,75% | 0,75% | 0,75% | 0,75% | 0,75% | |||
| EU 7d | Requisiti di fondi propri SREP totali (%) | 9,00% | 9,00% | 9,00% | 9,00% | 9,00% | |||
| Requisito combinato di riserva e requisito patrimoniale complessivo (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio | |||||||||
| 8 | Riserva di conservazione del capitale (%) | 2,50% | 2,50% | 2,50% | 2,50% | 2,50% | |||
| EU 8a | Riserva di conservazione dovuta al rischio macroprudenziale o sistemico individuato a livello di uno Stato membro (%) |
- | - | - | - | - | |||
| 9 | Riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente (%) | 0,0027% | 0,0045% | 0,0021% | 0,0018% | 0,0017% | |||
| EU 9a | Riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (%) | - | - | - | - | - | |||
| 10 | Riserva degli enti a rilevanza sistemica a livello globale (%) |
- | - | - | - | - | |||
| EU 10a | Riserva di altri enti a rilevanza sistemica (%) | - | - | - | - | - | |||
| 11 | Requisito combinato di riserva di capitale (%) | 2,50% | 2,50% | 2,50% | 2,50% | 2,50% | |||
| EU 11a | Requisiti patrimoniali complessivi (%) | 11,50% | 11,50% | 11,50% | 11,50% | 11,50% | |||
| 12 | CET1 disponibile dopo aver soddisfatto i requisiti di fondi propri SREP totali (%) |
6,32% | 6,47% | 6,83% | 7,21% | 7,65% | |||
| Coefficiente di leva finanziaria | |||||||||
| 13 | Misura dell'esposizione complessiva | 57.433.010 | 51.531.437 | 52.033.847 | 47.569.069 | 44.392.914 | |||
| 14 | Coefficiente di leva finanziaria (%) | 4,37% | 4,95% | 5,10% | 5,31% | 5,60% | |||
| Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (in percentuale della misura dell'esposizione complessiva) | |||||||||
| EU 14a | Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (in %) |
- | - | - | - | - | |||
| EU 14b | di cui costituiti da capitale CET1 (punti percentuali) | - | - | - | - | - | |||
| EU 14c | Requisiti del coefficiente di leva finanziaria totali SREP (%) |
3,00% | 3,49% | 3,45% | 3,72% | 3,72% | |||
| totale) | Riserva del coefficiente di leva finanziaria e requisito complessivo del coefficiente di leva finanziaria (in percentuale della misura dell'esposizione | ||||||||
| EU 14d | Requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria (%) |
- | - | - | - | - | |||
| EU 14e | Requisito del coefficiente di leva finanziaria complessivo (%) |
3,00% | 3,49% | 3,45% | 3,72% | 3,74% |
| a | b | c | d | e | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 30/06/2022 | 31/03/2022 | 31/12/2021 | 30/09/2021 | 30/06/2021 | ||||
| Coefficiente di copertura della liquidità | ||||||||
| 15 | Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) (valore ponderato - media) |
11.291.798 | 11.862.697 | 12.083.753 | 11.722.204 | 10.756.096 | ||
| EU 16a | Deflussi di cassa - Valore ponderato totale | 6.115.141 | 6.123.365 | 6.119.448 | 5.895.669 | 5.622.986 | ||
| EU 16b | Afflussi di cassa - Valore ponderato totale | 1.314.234 | 1.252.310 | 1.200.186 | 1.175.658 | 1.175.821 | ||
| 16 | Totale dei deflussi di cassa netti (valore corretto) | 4.800.907 | 4.871.055 | 4.919.261 | 4.720.011 | 4.447.165 | ||
| 17 | Coefficiente di copertura della liquidità (%) | 235% | 244% | 246% | 248% | 241% | ||
| Coefficiente netto di finanziamento stabile | ||||||||
| 18 | Finanziamento stabile disponibile totale | 39.375.270 | 41.307.908 | 40.803.478 | 40.920.152 | 37.816.554 | ||
| 19 | Finanziamento stabile richiesto totale | 27.014.038 | 29.392.053 | 30.045.161 | 28.995.250 | 27.131.877 | ||
| 20 | Coefficiente NSFR (%) | 145,76% | 140,54 | 135,81% | 141,13% | 139,38% |
Si definisce rischio di liquidità l'eventualità che il Gruppo possa trovarsi nella condizione di non riuscire a far fronte ai propri impegni di pagamento di natura ordinaria o straordinaria, quando gli stessi diventino esigibili, senza incorrere in perdite tali da pregiudicare la propria operatività quotidiana o le condizioni finanziarie complessive del Gruppo stesso. La gestione del rischio di liquidità può essere suddivisa fra:
Il Gruppo Credito Emiliano si è da tempo dotato di una Policy per la Gestione del rischio liquidità. La Policy approvata disciplina:
I principi essenziali a cui si ispira la politica di gestione della liquidità sono:
Su base giornaliera, mediante un modello di liquidity gap, viene esposta l'evoluzione temporale dei flussi di cassa per consentire l'attivazione di operazioni finalizzate a determinare un equilibrio fra entrate ed uscite di cassa.
Al Comitato Asset Liability & Management di Gruppo sono assegnati poteri decisionali per la declinazione delle strategie in merito alle politiche di funding del Gruppo. Periodicamente sono analizzate, in sede di Comitato, le condizioni di equilibrio finanziario per orientare le decisioni circa le strategie di funding. Sempre in sede di Comitato, sono analizzati interventi straordinari eventualmente richiesti per le contingenti situazioni di mercato.
Nell'ambito del processo RAF vengono, inoltre, definite le soglie di Risk Tolerance, le metriche e le modalità di controllo dei seguenti indicatori di liquidità:
Le regole di "Liquidity Management" adottate prevedono limiti di liquidità da rispettarsi sulle scadenze di breve termine ed altri indicatori per monitorare quotidianamente la posizione complessiva.
Relativamente alla liquidità strutturale sono previsti limiti finalizzati a controllare e gestire i rischi derivanti dal mismatch di scadenze a medio-lungo termine dell'attivo e del passivo. Sono previsti dei gap ratio a 1, 2 e 5 anni.
Questi limiti consentono di evitare che l'operatività a medio-lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine.
Gli scenari di stress test previsti dal Regolamento si distinguono in:
L'attività di gestione della liquidità a breve e del funding strutturale è svolta dalla Business Unit Finanza della Capogruppo che complessivamente:
Questa impostazione consente di supportare adeguatamente i fabbisogni finanziari ed è finalizzata a:
A partire dal 30 giugno 2021 è stato introdotto il nuovo indicatore Net Stable Funding Ratio (c.d. «NSFR CRR2»), la cui segnalazione viene fatta trimestralmente, come previsto dal Regolamento (UE) 2019/876 (c.d. «CRR2»). Tale indicatore sostituisce la segnalazione di liquidità prevista dal Regolamento UE n.575/2013 (CRR) sotto forma di requisito in materia di finanziamento stabile (SF). Le segnalazioni relative agli indicatori Liquidity Coverage Ratio (LCR) e Additional Liquidity Monitoring Metrics (ALMM) non hanno subito aggiornamenti e sono effettuate mensilmente, sulla base degli schemi conformi ai Regolamenti UE d'esecuzione, rispettivamente n. 322/2016 e n. 2114/2017.
Il Gruppo prosegue inoltre la partecipazione al monitoraggio semestrale Basilea III.
L'importo complessivo del finanziamento con BCE al 30 giugno 2022 è riconducibile ad operazioni di TLTRO III, per un importo complessivo di 8,29 miliardi di euro. Nel corso del primo semestre dell'anno non sono state effettuate nuove operazioni.
Al 30 giugno 2022 l'importo totale delle riserve di liquidità libere, intese come attività liquide di elevata qualità calcolate ai fini del calcolo dell'indicatore LCR, si è attestato a 10,6 miliardi di Euro. Il 95% di tali riserve è detenuto dalla Capogruppo ed il restante 5% dalle controllate domestiche.
Nel mese di maggio 2022 è stata collocata una nuova emissione da 500 milioni di euro nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB. In data 6 aprile 2022 è stato rinnovato il Base Prospectus del Programma OBG.
Al 30 giugno 2022 il valore nominale delle emissioni in circolazione è risultato pari a 2,1 miliardi di Euro.
Per valuta 19 gennaio 2022 è stata effettuata un'emissione inaugurale di un prestito obbligazionario Green Senior Preferred, destinato ad investitori istituzionali, per nominali 600 milioni di euro.
In data 5 luglio 2022 è stata collocata da parte di CredemHolding S.p.A., destinata agli investitori istituzionali e professionali, l'emissione stand alone di un prestito obbligazionario subordinato social Tier 2 per nominali 200 milioni di Euro. Contestualmente, è stato emesso da Credembanca un prestito obbligazionario subordinato Tier 2 con le medesime caratteristiche, sottoscritto interamente da CredemHolding S.p.A.
Con riferimento all'operazione di cartolarizzazione avente come veicolo Emilia SPV S.r.l., nel corso del primo semestre 2022 è stata effettuata una nuova cessione di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nei programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite. Al 30 giugno 2022, il circolante della tranche senior è pari a circa 1,92 miliardi di Euro, mentre quello della tranche junior è pari a circa 0,58 miliardi di euro.
Nel primo semestre del 2022 non si ravvisano sulla liquidità impatti significativi derivanti dalla pandemia COVID-19.
Analogamente l'improvviso e inatteso deterioramento del quadro economico/politico internazionale dovuto all'invasione Russa in Ucraina non ha avuto impatti rilevanti sulla situazione di liquidità del Gruppo.
Si riportano nel seguito i modelli EU LIQ1 e EU LIQB, quest'ultimo relativo alle principali informazioni di carattere qualitativo a completamento del template EU LIQ1.
Il template EU LIQ1 contiene informazioni circa LCR, buffer di liquidità, deflussi di cassa, afflussi di cassa e attività liquide di elevata qualità.
Viene inoltre riportato il template EU LIQ2. La finalità di questo template è fornire dettagli sull'indicatore NSFR e sui suoi principali componenti, inclusi gli elementi di finanziamento stabile disponibile e gli elementi di finanziamento stabile richiesto.
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|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Perimetro consolidato | Totale valore non ponderato (media) | Totale valore ponderato (media) | |||||||
| EU 1a | Trimestre che termina il | 30.06.2022 | 31.03.2022 | 31.12.2021 30.09.2021 | 30.06.2022 | 31.03.2022 | 31.12.2021 | 30.09.2021 | |
| EU 1b | Numero di punti di dati usati per il calcolo delle medie |
12 | 12 | 12 | 12 | 12 | 12 | 12 | 12 |
| ATTIVITÀ LIQUIDE DI ELEVATA QUALITÀ | |||||||||
| 1 | Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) |
11.291.798 | 11.862.697 | 12.083.753 | 11.722.204 | ||||
| DEFLUSSI DI CASSA | |||||||||
| 2 | Depositi al dettaglio e depositi di piccole imprese, di cui |
24.939.007 | 24.090.349 23.337.549 22.546.055 | 1.848.199 | 1.781.424 | 1.725.188 | 1.669.068 | ||
| 3 | Depositi stabili | 16.727.026 | 16.233.226 15.753.761 15.221.039 | 836.351 | 811.661 | 787.688 | 761.052 | ||
| 4 | Depositi meno stabili | 8.211.981 | 7.857.123 | 7.583.789 | 7.325.016 | 1.011.848 | 969.763 | 937.500 | 908.016 |
| 5 | Finanziamento all'ingrosso non garantito |
8.866.458 | 9.082.373 | 9.377.278 | 9.112.468 | 3.436.563 | 3.528.858 | 3.614.858 | 3.466.941 |
| 6 | Depositi operativi (tutte le controparti) e depositi in reti di banche cooperative |
2.557.988 | 2.551.373 | 2.679.463 | 2.641.809 | 571.520 | 571.086 | 603.360 | 596.929 |
| 7 | Depositi non operativi (tutte le controparti) |
6.230.008 | 6.460.878 | 6.627.692 | 6.463.475 | 2.786.581 | 2.887.651 | 2.941.376 | 2.862.828 |
| 8 | Debito non garantito | 78.462 | 70.122 | 70.122 | 7.184 | 78.462 | 70.122 | 70.122 | 7.184 |
| 9 | Finanziamento all'ingrosso garantito | 316 | 772 | 772 | 907 | ||||
| 10 | Obblighi aggiuntivi | 715.831 | 655.792 | 635.623 | 584.672 | 337.011 | 299.607 | 294.028 | 268.756 |
| 11 | Deflussi connessi ad esposizioni in derivati e altri obblighi in materia di garanzie reali |
311.129 | 275.096 | 270.396 | 246.624 | 311.129 | 275.096 | 270.396 | 246.624 |
| 12 | Deflussi connessi alla perdita di finanziamenti su prodotti di debito |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Linee di credito e di liquidità | 404.702 | 380.696 | 365.228 | 338.047 | 25.882 | 24.511 | 23.632 | 22.132 |
| 14 | Altre obbligazioni di finanziamento contrattuali |
318.379 | 334.627 | 304.688 | 315.607 | 318.379 | 334.627 | 304.688 | 315.607 |
| 15 | Altre obbligazioni di finanziamento potenziali |
7.874.274 | 7.765.927 | 7.670.806 | 7.497.621 | 174.673 | 178.076 | 179.913 | 174.391 |
| 16 | TOTALE DEI DEFLUSSI DI CASSA | 6.115.141 | 6.123.365 | 6.119.448 | 5.895.669 | ||||
| AFFLUSSI DI CASSA | |||||||||
| 17 | Prestiti garantiti (ad es. contratti di vendita con patto di riacquisto passivo) |
4.994 | 4.994 | 1.740 | 1.740 | - | - | - | - |
| 18 | Afflussi da esposizioni pienamente in bonis |
1.208.073 | 1.153.020 | 1.105.165 | 1.081.731 | 630.842 | 601.353 | 575.874 | 565.497 |
| 19 | Altri afflussi di cassa | 3.352.518 | 3.195.844 | 3.065.510 | 2.990.784 | 683.392 | 650.957 | 624.312 | 610.161 |
| EU 19a |
(Differenza tra gli afflussi ponderati totali e i deflussi ponderati totali derivanti da operazioni in paesi terzi in cui vigono restrizioni al trasferimento o che sono denominate in valute non convertibili) |
- | - | - | - |
| a | b | c | d | e | f | g | h | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Perimetro consolidato | Totale valore non ponderato (media) | Totale valore ponderato (media) | 30.09.2021 12 - 1.175.658 - - 1.175.658 |
||||||||
| EU 1a | Trimestre che termina il | 30.06.2022 | 31.03.2022 | 31.12.2021 30.09.2021 | 30.06.2022 | 31.03.2022 | 31.12.2021 | ||||
| EU 1b | Numero di punti di dati usati per il calcolo delle medie |
12 | 12 | 12 | 12 | 12 | 12 | 12 | |||
| EU 19b |
(Afflussi in eccesso da un ente creditizio specializzato connesso) |
- | - | - | |||||||
| 20 | TOTALE DEGLI AFFLUSSI DI CASSA | 4.565.584 | 4.353.857 | 4.172.415 | 4.074.255 | 1.314.234 | 1.252.310 | 1.200.186 | |||
| EU 20a |
Afflussi totalmente esenti | - | - | - | - | - | - | - | |||
| EU 20b |
Afflussi soggetti al massimale del 90 % |
- | - | - | - | - | - | - | |||
| EU 20c |
Afflussi soggetti al massimale del 75 % |
4.565.584 | 4.353.857 | 4.172.415 | 4.074.255 | 1.314.234 | 1.252.310 | 1.200.186 | |||
| VALORE CORRETTO TOTALE | |||||||||||
| EU-21 RISERVA DI LIQUIDITÀ | 11.291798 | 11.862.697 | 12.083.753 11.722.204 | ||||||||
| 22 | TOTALE DEI DEFLUSSI DI CASSA NETTI |
4.800.907 | 4.871.055 | 4.919.261 | 4.720.011 | ||||||
| 23 | COEFFICIENTE DI COPERTURA DELLA LIQUIDITÀ |
235% | 244% | 246% | 248% |
I drivers principali dell'LCR sono rappresentati da:
Nel periodo analizzato, l'indicatore LCR presenta un andamento leggermente decrescente dovuto principalmente ad una diminuzione del numeratore legato al conto riserva presso BCE.
L'attuale concentrazione delle fonti di raccolta è:
In merito alle esposizioni in derivati e potenziali richieste di garanzie reali, il valore è contenuto. La stima sulla base dei valori medi degli ultimi 2 anni è di circa 214 milioni. L'euro è la sola divisa significativa. Eventuali acquisti in divisa estera sono rifinanziati nella medesima divisa.
| a b c d |
e | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore non ponderato per durata residua | Valore | |||||
| Privo di scadenza |
< 6 mesi | da 6 mesi a < 1 anno |
≥ 1 anno | ponderato | ||
| Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF) | ||||||
| 1 | Elementi e strumenti di capitale | 2.945.808 | - | - | 278.916 | 3.224.724 |
| 2 | Fondi propri | 2.945.808 | - | - | 278.916 | 3.224.724 |
| 3 | Altri strumenti di capitale | 0 | - | - | - | - |
| 4 | Depositi al dettaglio | 0 | 26.035.585 | 2.512 | 106.158 | 24.403.560 |
| 5 | Depositi stabili | 0 | 17.261.485 | 825 | 55.506 | 16.454.701 |
| 6 | Depositi meno stabili | 0 | 8.774.100 | 1.687 | 50.652 | 7.948.860 |
| 7 | Finanziamento all'ingrosso: | 0 | 10.979.543 | 5.965.368 | 4.674.838 | 10.202.871 |
| 8 | Depositi operativi | 0 | 3.088.229 | - | - | 1.544.115 |
| 9 | Altri finanziamenti all'ingrosso | 0 | 7.891.313 | 5.965.368 | 4.674.838 | 8.658.757 |
| 10 | Passività correlate | 0 | - | - | - | - |
| 11 | Altre passività: | 61.047 | 416.703 | - | - | - |
| 12 | NSFR derivati passivi | 61.047 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| 13 | Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle categorie di cui sopra |
0 | 416.703 | - | - | - |
| 14 | Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale | 0 | 0 | 0 | 0 | 39.375.270 |
| Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF) | ||||||
| 15 | Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) | 0 | 0 | 0 | 0 | 945.662 |
| EU 15a |
Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un aggregato di copertura |
0 | - | - | 2.256.633 | 1.918.138 |
| 16 | Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi | 0 | - | - | - | - |
| 17 | Prestiti e titoli in bonis: | 0 | 9.188.630 | 3.012.435 | 20.060.529 | 21.609.764 |
| 18 | Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0% |
0 | - | - | - | - |
| 19 | Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari |
0 | 180.304 | 15.050 | 68.962 | 94.517 |
| 20 | Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico, di cui |
0 | 7.661.130 | 2.530.386 | 11.585.226 | 19.458.456 |
| 21 | Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito |
0 | 49.262 | 55.151 | 674.506 | 4.685.603 |
| 22 | Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui | 0 | 327.647 | 324.681 | 6.198.255 | - |
| 23 | Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito |
0 | 321.213 | 318.179 | 5.961.949 | - |
| 24 | Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in mercati e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento al commercio |
0 | 1.019.550 | 142.318 | 2.208.086 | 2.056.790 |
| 25 | Attività correlate | 0 | - | - | - | - |
| a | b | c | d | e | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore non ponderato per durata residua | Valore | |||||
| Privo di scadenza |
< 6 mesi | da 6 mesi a < 1 anno |
≥ 1 anno | ponderato | ||
| 26 | Altre attività: | - | 522.836 | 29.509 | 2.391.744 | 2.508.754 |
| 27 | Merci negoziate fisicamente | 0 | 0 | 0 | - | - |
| 28 | Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo ai fondi di garanzia delle CCP |
0 | - | - | 332.274 | 282.433 |
| 29 | NSFR derivati attivi | 0 | - | - | - | - |
| 30 | NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito |
0 | 405.782 | - | - | 20.289 |
| 31 | Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra | 0 | 117.054 | 29.509 | 2.059.470 | 2.206.032 |
| 32 | Elementi fuori bilancio | 0 | 631.267 | - | - | 31.721 |
| 33 | RSF totale | 0 | 0 | 0 | 0 | 27.014.038 |
| 34 | Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) | 145,76% |
Secondo le disposizioni del principio contabile IFRS 9 le perdite attese sui crediti devono essere determinate valutando una gamma di possibili scenari adeguatamente ponderati in modo da riflettere un importo obiettivo in relazione alle loro differenti probabilità di realizzo. A tal fine il modello di Impairment considera tre scenari macroeconomici futuri: uno centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e RAF e due ulteriori scenari a corollario, volti a rappresentare un range di variabilità tra gli ipotetici scenari plausibili:
Tali scenari sono selezionati tra quelli forniti periodicamente da un fornitore esterno e sono approvati dal Consiglio di Amministrazione. Ciascuno è corredato dalla relativa probabilità di accadimento, e fornisce le proiezioni future dei principali indicatori macroeconomici su un orizzonte di tre anni, con frequenza di osservazione trimestrale.
Si riporta di seguito l'indicazione degli scenari macroeconomici adottati per il calcolo delle perdite attese ponderate, corredati dai pesi definiti in coerenza con la relativa probabilità di accadimento:
| Scenario IFRS 9 | Descrizione dello scenario | Peso |
|---|---|---|
| "Good" | Stronger Near-Term Recovery Scenario ("S1"): scenario con probabilità dello 0% che si realizzi uno scenario migliore e del 100% che se ne realizzi uno peggiore |
0% |
| "Baseline" | Baseline Scenario: scenario con probabilità del 40% che si realizzi uno scenario migliore e del 60% che se ne realizzi uno peggiore |
60% |
| "Bad" | Deep Recession Scenario ("S3"): scenario con probabilità del 60% che si realizzi uno scenario migliore e del 40% che se ne realizzi uno peggiore |
40% |
Ai fini della definizione degli scenari, il PIL è la variabile "anchor point", il cui andamento è considerato come indicatore rappresentativo del quadro economico generale. Sulla base dell'andamento del PIL è definito l'andamento delle altre variabili macroeconomiche di rilievo. A ciascuno scenario è quindi associata una probabilità di accadimento sulla base del loro percentile di riferimento nella distribuzione delle variazioni del PIL sugli scenari generati.
L'effetto degli Scenari viene poi tradotto nel modello di Impairment tramite l'utilizzo di appositi modelli Satellite che individuano le variabili più significative per rappresentare la più significativa correlazione tra il ciclo economico e i dati interni anche in termini di scostamento temporale (prendendo in considerazione i distinti driver anche a vari lag temporali rispetto al dato consuntivo).
Questi ultimi sono utilizzati per il calcolo della componente Forward Looking di tutti i parametri che intervengono nel calcolo dell'ECL: PD, LGD e EAD/PrePayment.
Con riferimento alle rettifiche di valore si conferma come lo Scenario Baseline presenti un andamento maggiormente comparabile allo Scenario favorevole che a quello avverso. In questo senso l'inclusione dello Scenario Bad ha un effetto fortemente peggiorativo sulla stima complessiva delle Rettifiche (avendo anche una ponderazione maggiorata rispetto allo Standard) a confronto con l'effetto migliorativo dello Scenario favorevole che viene annullato attribuendogli una ponderazione dello 0%.
Considerazioni ulteriori possono essere effettuate per le esposizioni classificate nello "Stage 3". Per quel che attiene più specificatamente ai crediti deteriorati, si segnala che, pur in presenza di una sostanziale equiparazione della definizione di credito deteriorato (creditimpaired financial asset) presente nell'IFRS 9 rispetto al principio contabile che è andato a sostituire (lo IAS39), le modalità di calcolo dell'ECL lifetime hanno comportato riflessi metodologici anche ai fini delle valutazioni da svolgere in tale comparto, principalmente in relazione:
All'inclusione di informazioni di tipo forward looking, quali quelle relative agli scenari macroeconomici, alle stime e alle tempistiche di recupero, alla probabilità di migrazione in classi peggiori, nonché quelle che possono avere influenza sul valore del collaterale o sulla durata attesa del relativo recupero;
Alla considerazione di scenari alternativi di recupero, quali quelli di vendita degli asset creditizi, in connessione con possibili cessioni di quote del portafoglio deteriorato, in relazione agli obiettivi aziendali di riduzione degli asset non performing, ai quali deve essere attribuita una probabilità di realizzazione, da considerare nell'ambito della valutazione complessiva.
Tenendo in considerazione quanto sopra e in coerenza con gli indirizzi e gli obiettivi relativi al portafoglio NPL, le svalutazioni sui crediti deteriorati vengono applicate attraverso due diverse metodologie:
Al 30 giugno 2022 non vi sono posizioni classificate all'interno del Portafoglio sotto-modello Stage 3.
Il Gruppo Credem considera storicamente l'elevata qualità del credito come un elemento fondante della propria stabilità patrimoniale ed un fattore strategico nel processo di creazione del valore. I principi fondamentali su cui si basa l'erogazione del credito sono i seguenti:
la valutazione consolidata delle controparti a livello di Gruppo in modo da delineare una prospettiva unitaria e non frammentata del profilo di rischio di ciascuna singola controparte o gruppo controparte;
la cura riservata alla regolarità formale prima dell'erogazione delle concessioni di credito anche attraverso il supporto di strutture specialistiche presso il gruppo che assicurano i necessari riferimenti tecnico-consulenziali;
Con riferimento alle tematiche del rischio di credito, si precisa che il Gruppo pubblica l'informativa prevista dalle "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID-19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/07) nella presente informativa al pubblico "Pillar 3".
Fin dal principio della pandemia, le funzioni coinvolte della Banca hanno messo in atto un insieme di iniziative allo scopo di supportare al meglio le diverse tipologie di clientela del Gruppo. Tali iniziative comprendevano l'offerta dei sostegni di natura governativa unitamente alle iniziative agite in autonomia dal Gruppo Credem.
Gli effetti derivanti dalla pandemia hanno rischiato di minare la solidità delle aziende che costituiscono il tessuto economico in cui opera il gruppo, ma tale rischio è stato significativamente mitigato per mezzo delle suddette politiche di sostegno all'economia.
Il contesto economico e sociale mutevole ha determinato incertezza crescente che ha richiesto una maggior capacità di adattamento e resilienza.
Il Gruppo ha recepito le indicazioni dei diversi Regulator in materia di applicazione del Principio contabile IFRS 9 sulla classificazione degli strumenti finanziari e relativa misurazione delle perdite attese.
In particolare, il Gruppo ha agito principalmente sulla metodologia di determinazione dei parametri di rischio IFRS 9 dedicati alle esposizioni performing, driver principali della determinazione degli accantonamenti sui crediti in bonis, non modificando il framework vigente di classificazione delle esposizioni nei 3 stage previsti dalla Normativa. Tale approccio ha consentito sia di gestire la prociclicità data dalla situazione di emergenza ancora in corso, come richiesto appositamente dalla European Central Bank (i.e. ECB) con apposite lettere del 1 Aprile e del 4 dicembre 2020, sia di continuare a rilevare tempestivamente eventuali deterioramenti della qualità creditizia, accompagnati da un incremento della perdita attesa associata. La presente sezione è strutturata come segue:
Come descritto nel dettaglio nel prosieguo del documento, la prima sezione è dedicata ad illustrare i razionali che hanno portato il Gruppo a mantenere inalterato il proprio approccio di staging degli strumenti finanziari, descrivendo inoltre le relazioni di tale attività di classificazione con le misure di facilitazione al rimborso del debito poste in atto dal Gruppo nell'ambito dell'attuale contesto emergenziale.
La seconda sezione, invece, risulta dedicata ad una descrizione analitica delle evoluzioni operate dal management relativamente ai modelli di misurazione IFRS 9, unitamente alle ipotesi sottostanti ai suddetti interventi.
Il Servizio Crediti di Credito Emiliano è organizzato secondo tre aree di responsabilità:
Credit Strategy e Monitoring, che definisce obiettivi e linee guida di sviluppo del credito inteso come business line in coerenza con gli obiettivi ed il RAF di gruppo, effettua i controlli sulla filiera del credito, redige la regolamentazione interna e definisce i principali strumenti, processi e modelli a supporto dell'intero processo del credito (fatte salve le attribuzioni di responsabilità al servizio ERISK in relazione ai modelli rientranti nel perimetro IRB);
Le linee guida di Credit Strategy vengono approvate dallo specifico Comitato Credit Strategy di Gruppo e deliberate dal Consiglio di Amministrazione. Relativamente al perimetro NPL, il Comitato Crediti Non Performing di Gruppo, si occupa di definire specifiche azioni di indirizzo strategico e di monitoraggio, anche relativamente all'andamento degli indicatori SREP di competenza.
Nella gestione del rischio di credito concorrono inoltre, per le rispettive aree di competenza, processi di responsabilità del Servizio di Gruppo Erisk:
Le disposizioni introdotte dalla normativa di riferimento per l'adozione dei modelli interni ed i successivi aggiornamenti sono stati sistematicamente accolti da Credito Emiliano come un'opportunità per migliorare la gestione del rischio e per incrementare il valore generato per gli azionisti, grazie alla storica qualità dell'attivo creditizio nonché all'ampia e consolidata diffusione degli strumenti di rating utilizzati nell'attività di valutazione, erogazione, monitoraggio e prezzatura del credito.
L'attività di valutazione ed erogazione del credito è differenziata a seconda della tipologia di clientela. Più precisamente, per il segmento corporate è in uso un sistema "esperto" che guida la formulazione della proposta di affidamento ed è alla base del sistema di rating. Tale metodologia si basa su logiche di analisi delle componenti economico-patrimoniali di bilancio integrate dalla valutazione dei flussi di cassa, dati di centrale rischi, nonché da valutazioni qualitative sul posizionamento competitivo, sui rischi di business e sull'appartenenza al gruppo.
Per il segmento small business, nell'ambito della stessa metodologia generale di valutazione, sono state applicate delle differenziazioni per dare maggior peso alle informazioni di tipo andamentale e di centrale dei rischi, che forniscono un contributo importante alla capacità predittiva del default.
Per il segmento delle microattività e dei privati consumatori è stato sviluppato un sistema di rating specificamente calibrato su questa tipologia di clientela a supporto dei processi di approvazione delle operazioni.
Inoltre, per tutta la clientela Banca è attivo un modello interno di Loss Given Default (LGD) che valuta la potenziale perdita dato il default della controparte, tenendo in considerazione la tipologia di controparte, l'ammontare dell'esposizione, la tipologia di forma tecnica e le eventuali garanzie a sostegno della posizione.
Tutti i sistemi sono direttamente integrati nella proposta di affidamento; la nuova Pratica Elettronica di Fido è operativa per tutti i gestori privati e aziende. La piattaforma garantisce un elevato data quality ed efficienza nei processi di istruttoria e delibera di affidamenti e rating.
Un pilastro fondamentale di governance del credito è costituito inoltre dall'assegnazione "ad personam" delle autonomie delegate, previa valutazione sul singolo deliberante di elementi fondamentali quali le competenze, i risultati conseguiti nella gestione ed erogazione del credito e l'attività formativa fruita.
I poteri di delega si basano, attualmente per la sola Credembanca, sull'indicatore "Accordato Ponderato", che applicando dei pesi alle singole componenti della posizione affidata ne sintetizza la rischiosità in rapporto alle policy ed alle serie storiche dei default. Negli ultimi anni sono stati inoltre potenziati, anche grazie ad investimenti tecnologici e l'utilizzo di Advanced Analytics, i meccanismi «automatici» a supporto del monitoraggio pre e post origination, anche in ottica Openbanking.
A supporto sia dell'origination, sia del monitoraggio andamentale post-origination troviamo IMA (Indicatore di Monitoraggio Andamentale) ovvero un Modello di Early Warning, con l'obiettivo di prevedere un comportamento creditizio anomalo prima che esso si manifesti. Questo indicatore è alla base del calcolo anche del Massimo Accordato Concedibile (MAC) che è il livello massimo di affidamento attribuibile automaticamente ad una controparte.
Questi strumenti permettono una maggiore industrializzazione nel processo di concessione del credito abilitando anche campagne automatiche. Questi indicatori tengono conto nei vari momenti storici anche del contesto economico di riferimento (esempio crisi pandemica Covid-19, conflitto Russo-Ucraino) in base a valutazioni forward looking, per cui le azioni commerciali sono di volta in volta contestualizzate e graduate. Inoltre queste metodologie di Early Warning stanno consentendo anche di superare progressivamente il concetto di scadenze di revisioni periodiche per spostarsi su logiche di revisioni di merito richieste ad evento, cioè in presenza di riscontrati motivi di rischio di credito atteso.
A partire dall'anno 2020 il Gruppo Credem ha eseguito un assessment con riferimento al documento EBA relativo alle guidelines on loan origination and monitoring con l'obiettivo di individuare gli impatti che la regolamentazione avrebbe determinato su governance, strategie creditizie, processi del credito e sistemi IT.
Nel corso del primo semestre del 2022 sono stati realizzati gli interventi organizzativi e di governo atti a recepire le linee guida EBA entro la prevista scadenza.
Ulteriori attività di sviluppo e di fine tuning verranno sviluppate nel corso del secondo semestre 2022 per addivenire ad una piena aderenza alle indicazioni normative.
La funzione di definizione e di controllo dei limiti di affidamento si avvale del supporto di uno specifico Comitato Crediti di Gruppo che fissa, tra gli altri, il Credit Limit principale su cui si basa la Policy che è la Soglia di Massima Esposizione (SME), cioè l'ammontare massimo di rischio di credito che il Gruppo intende assumere verso una controparte (o gruppo di soggetti collegati) incluse le esposizioni derivanti dai titoli. La definizione di tale soglia prende a riferimento il Capitale Ammissibile di Gruppo ed i limiti di Vigilanza. Il Comitato è responsabile inoltre di rendicontare le posizioni che, a seguito di specifiche decisioni, superano le soglie definite. Il superamento delle "Soglie di Massima Esposizione" si configura come "Operazione di Maggior Rilievo" ai sensi del 15° aggiornamento del 2 luglio 2013 della Circolare n. 263 del del 27 dicembre 2006.
Il Gruppo Credem ha individuato come presupposto per la gestione dei rischi in ottica consolidata l'individuazione di organismi di governo:
La Funzione di Risk Management è composta oltre che dal Responsabile della Funzione Risk Management (c.d. Risk Officer), individuato nel responsabile del Servizio ERISK, da tre differenti aree:
A livello di portafoglio, le analisi periodiche e il monitoraggio sono svolte dalla funzione Risk Management.
Il Comitato Rischi svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed in generale al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento.
In particolare, la funzione di Risk management consente al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:
Il 2 ottobre 2015 la Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing. L'autorizzazione è stata poi confermata il 23 febbraio 2022, quando la Banca Centrale Europea ha consentito l'applicazione delle modifiche materiali, presentate con apposite istanze, ai modelli interni per il calcolo dei requisiti patrimoniali.
Relativamente ai modelli interni, la funzione di Risk management consente al CA, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:
Nello specifico, con riferimento al Rischio di credito per le attività richieste dalla disciplina prudenziale, la Funzione Risk Management per il tramite dell'ufficio Rischi Operativi e di Credito:
Inoltre l'ufficio Validazione Modelli Interni:
Come esposto nella parte A delle Note Illustrative al Bilancio consolidato semestrale abbreviato, il principio contabile IFRS 9 prevede criteri di misurazione delle perdite attese che sono articolati su tre livelli crescenti di deterioramento creditizio. Gli strumenti finanziari sono raggruppati in tre Stage (categorie o bucket), sulla base del rischio di credito e dell'incremento del rischio di credito tra la rilevazione iniziale e la data di riferimento del bilancio. Nel dettaglio:
nell'arco dell'intera vita residua del credito (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).
In generale le regole di allocazione nei tre Stage definite dal Gruppo Credem, si fondano sui principali elementi forniti dal sistema di rating interno nonché sui principali indicatori di deterioramento creditizio monitorati dal Gruppo Credem per la gestione del rischio.
Credito Emiliano identifica la presenza di un significativo incremento del rischio di credito (SICR) nella rilevazione di un deterioramento di almeno 2 classi nel rating della controparte dal momento della rilevazione iniziale. Nel contempo le classi di rating assimilabili alla categoria "investment-grade" sono considerate profili di bassa rischiosità; le esposizioni che alla data di misurazione rientrano in tali categorie, sono classificate dall'applicativo interno di riferimento in Stage 1, senza necessità di verificare l'eventuale deterioramento del merito creditizio intervenuto a seguito della rilevazione iniziale (c.d. low credit risk exempiton).
Inoltre la presenza di misure di forbearance o di scaduto continuativo di oltre 30 giorni sono considerati segnali oggettivi di deterioramento del merito creditizio, pertanto gli strumenti finanziari che presentano tali evidenze sono classificati direttamente in Stage 2 senza valutare la contestuale presenza o meno di un significativo incremento del rischio di credito né tanto meno l'aderenza ad un profilo ritenuto a bassa rischiosità.
Per l'identificazione dei crediti deteriorati, e la loro allocazione nel bucket di rischio Stage 3, il Gruppo Credem fa riferimento alla definizione interna di credito deteriorato disciplinata nel regolamento "Policy di gruppo Crediti". Tale regolamento specifica che sono considerate "default" le categorie di crediti deteriorati in conformità a quanto previsto in materia dalle disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia (Circolare n. 272 30 luglio 2008 "Matrice dei conti", Sez. B) Cap. II, "Qualità del credito" - 15° aggiornamento del 26 ottobre 2021) dove sono elencati i criteri e le caratteristiche richiesti per ogni categoria. La definizione di default comprende le seguenti categorie, che rappresentano stati di "default" di severità crescente:
Per gli strumenti finanziari allocati in Stage 3, le rettifiche di valore sono definite su base "esperta" in relazione alle evidenze dell'attività di gestione e recupero dei crediti deteriorati: per ciascun credito anomalo/deteriorato, è identificata una percentuale di copertura idonea a rappresentare le perdite attese nella vita residua del credito, in relazione all' analisi di caratteristiche rilevanti quali: tipologia di prodotto creditizio, ammontare dell'esposizione creditizia, anzianità dello stato di deterioramento, presenza o meno di garanzia a supporto (tipologia di garanzia e livello di copertura "loan to value").
Sugli strumenti finanziari allocati in Stage 1 e 2, la determinazione delle perdite attese avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, sono associate:
In generale, i parametri di rischio adottati dal Gruppo per determinare le rettifiche di valore sono basati sulle medesime ipotesi e tecniche di stima dei modelli interni validati per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito con metodologia IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD). A differenza di questi ultimi che sono definiti tramite un approccio di media lungo il ciclo ("truogh-the-cycle") e di inclusione di condizioni macroeconomiche sfavorevoli (fase recessiva di "downturn"), i parametri adottati per la determinazione delle rettifiche di valore ai sensi dell'IFRS 9, sono fondati su una logica puntuale (c.d. "point in time") e previsionale ("forward-looking"); in modo da essere idonei a rappresentare la congiuntura macroeconomica presente e prevista nel breve-medio termine. Pertanto essi sono stimati prendendo in considerazione sia i dati storici, laddove siano state identificate tendenze e correlazioni con il rischio di credito, sia indicatori previsionali di eventi attesi nonché previsioni sull'andamento del ciclo macroeconomico.
Le rettifiche di valore sono quindi determinate valutando una gamma di possibili risultati in modo da riflettere un importo obiettivo ponderato in relazione alle probabilità di realizzo dei diversi scenari. Nello specifico il Gruppo considera tre scenari di severità crescente e ne proietta l'andamento sui parametri di rischio adottati per la misurazione delle perdite attese, in modo che essi riflettano le condizioni macroeconomiche attese da tali scenari. Le tecniche di condizionamento al ciclo macroeconomico ricalcano le logiche adottate dal Gruppo per la conduzione degli esercizi di stress testing indetti dagli organi europei di supervisione:
In generale, i criteri dettagliati seguiti per la determinazione delle rettifiche di valore su ciascuno Stage, sono disciplinati nelle policy interne "Policy Svalutazione Crediti" e "Linee Guida e criteri di svalutazione titoli"; aggiornate e sottoposte all'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione con cadenza almeno annuale. Nel corso del 2022 la "Policy Svalutazione Crediti" è stata ulteriormente aggiornata ed affinata, dopo le revisioni del 2021, per effetto delle analisi andamentali sullo storico delle svalutazioni applicate fino al alla fine dell'anno precedente.
Come anticipato, il framework IFRS 9 in uso presso il Gruppo relativo all'attività di staging degli strumenti finanziari in bonis è stato mantenuto inalterato nell'ambito dell'emergenza da Covid-19. L'approccio adottato si basa su un principio di classificazione di tipo analitico, ovvero basato sull'analisi delle singole posizioni. I driver di staging impiegati sono:
Si precisa come la soglia dei 2 notch in peggioramento non sia stata modificata nell'ambito dell'emergenza da Covid-19, e come questa risulti applicata indistintamente a prescindere dal portafoglio/segmento di appartenenza e dalla classe di rating relativa alla posizione in analisi.
Gli scenari sono forniti dal provider esterno Moody's. Nel dettaglio, vengono individuati tre Scenari: Baseline (come indicato da Moody's), Bad e Good (rispettivamente individuati come gli Scenari S3 e S1 del medesimo fornitore). Per tali diversi scenari, sono fornite inoltre le relative probabilità di accadimento, che vengono utilizzate per ponderare le diverse stime di ECL derivanti e pervenire alla stima complessiva.
A seguito delle raccomandazioni pervenute da ECB nella lettera del 1 Aprile 2020, gli Istituti sono chiamati a garantire la sostenibilità e la correttezza degli Scenari in uso rispetto alle previsioni fornite trimestralmente dalla Banca Centrale Europea in un contesto di volatilità come quello dovuto al diffondersi della pandemia Covid-19. A questo proposito, a partire
1 In caso il rating alla data di riferimento sia ricompreso in una delle prime 4 classi, la posizioni è automaticamente mantenuta in stage 1 in virtù della cd. Low Credit Risk Exemption.
da Giugno 2020, è stata condotta un'attività di monitoraggio e di confronto tra i dati pubblicati da ECB e gli scenari forniti dal provider Moody's. Inoltre, nel corso del 2022, il livello di incertezza relativo alla congiuntura macroeconomica globale è stato ulteriormente innalzato a causa dello scoppio del conflitto fra Russia e Ucraina (i.e. Crisi RU/UA), che ha reso le previsioni macroeconomiche sottostanti agli scenari macroeconomici impiegati in ambito IFRS9 potenzialmente instabili. Per tale motivo, si pone l'obiettivo di gestire, oltre agli effetti della pandemia da Covid-19, anche tale ulteriore fattore di incertezza.
In tale contesto, il Gruppo ha confermato l'utilizzo del provider Moody's, la cui delivery di di Dicembre 2021 è stata rapportata allo Scenario ECB (riportata di seguito); dal confronto relativo al già citato monitoraggio emergeva con chiarezza che lo Scenario cd. Good era ampiamente al di sopra delle previsioni ECB, che risultavano invece intermedie rispetto agli Scenari Baseline e Bad per tutto l'orizzonte di proiezione.
In coerenza delle già citate raccomandazioni ricevute dal Regulator, si era stabilito pertanto di ricalibrare la ponderazione degli scenari, definendo una ponderazione alternativa più severa che sembrava maggiormente sostenibile e coerente con le previsioni ECB: 0% Good, 40% Bad, 60% Baseline.
Al fine di valutare eventuali trattamenti necessari al fine di gestire le particolarità derivanti da una situazione macroeconomica prospettica fortemente influenzata dalla Crisi RU/UA, si riportano di seguito gli andamenti attesi delle variabili PIL Europeo e Inflazione Europea relativi alle varie delivery di Moody's, inclusa quella di Marzo 2022 impiegata nel presente aggiornamento sulla data contabile di Giugno 2022.
Come risulta possibile osservare dai grafici riportati, lo scoppio della Crisi RU/UA, e la conseguente inclusione del relativo andamento atteso nelle proiezioni macroeconomiche, ha portato ad un drastico rialzo delle previsioni per la variabile Inflazione Europea rispetto alle delivery precedentemente impiegate. Per tale ragione, pur decidendo di mantenere Moody's come provider ufficiale degli scenari impiegati in ambito IFRS9, il Gruppo di Lavoro ha optato per inserire a partire dal presente aggiornamento (i.e. data contabile di Giugno 2022 con impiego degli scenari di Marzo 2022) un correttivo dedicato a gestire l'impatto delle previsioni sulla variabile Inflazione, influenzate in modo particolare dalla Crisi RU/UA, sui parametri di rischio.
Nel dettaglio, considerando come:
al fine di evitare di proiettare tassi di default (i.e. PD) in forte riduzione in un contesto macroeconomico di incertezza a causa del repentino innalzamento del tasso di Inflazione, causato a sua volta non da una fase economica espansiva, ma da un rincaro delle principali materie prime come conseguenza del conflitto in atto, l'effetto della variabile Inflazione è stato di fatto sterilizzato in fase di proiezione del parametro PD (e di conseguenza Danger Rate, che impiegano i medesimi modelli satellite).
In occasione dell'attuale aggiornamento le ponderazioni dei 3 scenari Moody's sono state confermate, in ottica prudenziale. Si precisa come il razionale della scelta di rimanere su ponderazioni di tipo prudenziale risieda nella volontà di mantenere un margine di prudenza associato all'incertezza che ancora permane nelle assumption formulate da Moody's relativamente ai diversi scenari, con particolare riferimento allo scenario good, che alla data di aggiornamento del presente framework sembrano già parzialmente disattese. Inoltre, il Gruppo ha ritenuto idoneo mantenere un margine di cautela, principalmente legato al verificarsi di una possibile nuova ondata Covid nel corso del periodo autunnale/invernale, e alle conseguenze delle relative potenziali azioni di contenimento.
La quantificazione delle ECL si basa su:
Tali regole sono state individuate nell'ottica di minimizzare gli interventi di natura discrezionale nella quantificazione delle loan loss provision.
Nel contesto Covid-19, sono stati definiti e implementati alcuni aggiustamenti ai modelli (overlay factors) per tenere conto degli effetti connessi alla straordinarietà del contesto macroeconomico che si è delineato e delle misure di sostegno all'economia emesse dal Governo, non direttamente incorporate nell'impianto metodologico corrente, per garantire una stima realistica e attutire eccessivi effetti di pro-ciclicità, come richiesta dall'Autorità di Vigilanza, derivanti dalle componenti dell'impianto IFRS 9 fortemente legate alla situazione macro-economica attesa, che non necessariamente produrrà effetti negativi grazie alle misure introdotte.
Per quanto riguarda l'attuale aggiornamento del Framework, l'unico overlay rimasto in vigore è relativo alla sterilizzazione dei tassi di Prepayment attesi, ovvero l'azzeramento delle probabilità stimate di osservare eventi di rimborso anticipato del debito nell'ambito del processo di determinazione delle perdite attese su crediti rateali in bonis. Si precisa come tale correttivo abbia impatto esclusivamente sulle curve di Prepayment lifetime forwardlooking dei prodotti rateali.
Si riportano di seguito le informazioni relative ai valori medi dei principali indicatori macroeconomici e finanziari utilizzati negli scenari, relativamente al triennio 2022-2024, ricordiamo inoltre che dall'analisi comparata di questi ultimi con lo Scenario fornito da ECB è stata definita la seguente ponderazione alternativa: 0% Good, 40% Bad, 60% Baseline.
Per ogni indicatore è riportato il valore base consuntivo (nella fattispecie Dicembre 2021) in termini assoluti, il valore assunto delle stesse variabili nello Scenario Baseline e la variazione percentuale rispetto ad esso degli Scenari designati come avverso e favorevole su ognuno dei 3 anni nell'orizzonte temporale in cui il principio richiede di adottare un approccio forward-looking nelle stime di ECL.
| Consuntivo | 1° anno | 2° anno | 3° anno | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Macrovariabile | dic-21 Bad | Baseline | Good | Bad | Baseline | Good | Bad | Baseline | Good | ||
| PIL Italia | 1.676 | -3,54% | 1.719 | 1,96% | -5,87% | 1.752 | 2,35% | -4,60% | 1.781 | 1,95% | |
| PIL Euro | 10.568 | -3,39% | 10.880 | 2,28% | -5,58% | 11.140 | 2,83% | -4,33% | 11.399 | 2,41% | |
| Tasso di Disoccupazione | 8,47% | 28,04% | 8,93% | -3,18% | 31,66% | 8,72% | -3,94% | 22,47% | 8,67% | -3,26% | |
| Indice di Produzione Industriale | 104 | -12,79% | 108 | 3,95% | -10,50% | 112 | 3,12% | -5,98% | 114 | 2,30% | |
| Indice dei Prezzi degli Immobili Residenziali italiani | 2.026 | -6,44% | 2.154 | 2,39% | -15,29% | 2.311 | 3,66% | -19,28% | 2.473 | 4,40% |
La struttura di Non-Performing Credit supporta da un punto di vista tecnico la rete Banca e nella gestione dei crediti anomali e deteriorati e nella determinazione delle svalutazioni. All'interno di questa struttura, la gestione dell'attività di recupero crediti avviene secondo processi definiti in base al canale/segmento, alla tipologia di affidamenti ed al livello di anomalia, ed è svolta da uffici centrali o loro decentramenti sul territorio. Il modello operativo permette una visione omnicomprensiva del credito lungo tutto l'arco di vita, valorizzando la fluidità e l'integrazione dei processi e la continuità di visione. In particolare si segnala la presenza di strutture centrali dedicate alla gestione, al monitoraggio e al recupero di posizioni in stato di Inadempienza Probabile e Sofferenza. Inoltre è presente un'unità organizzativa preposta alla gestione delle società di outsourcing al fine di presidiare in modo diretto e accentrato le relazioni con le suddette società. La valutazione delle perdite è improntata a criteri di indubbia prudenza, seguendo le indicazioni del documento approvato dal Consiglio di Amministrazione e denominato "Policy Svalutazione Crediti"; tale documento ha lo scopo di indirizzare ed uniformare l'attività degli uffici deputati alla gestione dei crediti deteriorati nella determinazione delle relative svalutazioni sia civilistiche che attinenti i tempi di recupero. Le Linee Guida BCE raccomandano alle Banche, di stabilire una chiara strategia volta a ridurre le consistenze di NPL in modo credibile, sostenibile e tempestivo. Le stesse sono uno strumento non vincolante, tuttavia le Banche sono tenute a promuovere la rapida convergenza verso le indicazioni fornite. Nel corso del primo semestre 2018 il Gruppo Credem, partendo dalle evidenze emerse nella fase di assessment/ gap analysis, e sulla base della classificazione delle azioni di remediation condivise, ha definito, su base volontaria, il primo Piano Strategico -Operativo NPL per il periodo 2018 –2022, successivamente aggiornato ogni anno. A giugno 2022 il Gruppo Credem, in coerenza con la Pianificazione strategia di Gruppo, ha aggiornato il Piano Strategico -Operativo NPL per il periodo 2022 –2026.
Le autonomie relative alla valutazione degli stralci e delle perdite sono quasi completamente accentrate su organi monocratici, peculiarità che permette tempi di risposta alle proposte transattive particolarmente ridotti; il ricorso a tale misura riveste in ogni caso carattere di marginalità e avviene soltanto qualora le azioni di recupero diretto (o per il tramite di outsourcer/legal network) o di cessione non abbiano sortito gli effetti auspicati. In virtù dell'utilizzo residuale/secondario rispetto alle altre azioni di collection previste, nonché in ragione dello stock ridotto di NPL, l'entità dei write-off si mantiene su livelli contenuti.
Secondo quanto previsto dal principio contabile IFRS 9, i crediti considerati deteriorati già dal momento della rilevazione iniziale in bilancio, in ragione dell'elevato rischio di credito associato, vengono definiti Purchased or Originated Credit Impaired Asset (POCI). Conseguentemente, qualora all'atto dell'iscrizione iniziale un'esposizione creditizia iscritta nella voce 30 "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" o nella voce 40 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", risulti essere deteriorata, la stessa è qualificata quale "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" (Purchased or Originated Credit Impaired – POCI).
Tali crediti, ai sensi dell'IFRS 9, vengono valutati appostando sin dalla data di rilevazione iniziale – fondi a copertura delle perdite che coprano l'intera vita residua del credito (cd. Expected Credit Loss lifetime). Trattandosi di crediti deteriorati, ne è prevista l'iscrizione iniziale nell'ambito dello Stage 3, ferma restando la possibilità di essere spostati, nel corso della vita, a Stage 2 nel caso in cui, sulla base dell'analisi del rischio creditizio, non risultino più impaired. Tali attività non sono mai classificate nell'ambito dello Stage 1 poiché la perdita creditizia attesa deve essere sempre calcolata considerando un orizzonte temporale pari alla durata residua.
I crediti POCI iscritti nel bilancio del Gruppo, coerentemente alle disposizioni del Principio IFRS9, si distinguono due fattispecie di:
A Giugno 2022 i crediti rientranti in questa categoria, presenti nell'attivo di Bilancio del Gruppo Credito Emiliano sono derivanti dall'operazione di fusione per incorporazione dell'Ex Cassa di Risparmio di Cento e dall'operatività di Avvera Spa.
A marzo 2014, in considerazione del cambiamento regolamentare che prevedeva il passaggio dei poteri di Vigilanza alla Banca Centrale Europea e l'applicazione della nuova normativa comunitaria in tema di reporting di vigilanza, vennero approvate le "Linee guida per l'individuazione e la gestione delle esposizioni Forborne" successivamente recepite nella Policy di Gruppo Crediti.
In conformità agli standard dell'EBA, si definiscono Forborne le esposizioni nei confronti delle quali sono state accordate misure di Forbearance, ossia misure di sostegno a debitori che affrontano, o sono prossimi ad affrontare, difficoltà ad adempiere alle proprie obbligazioni finanziare (c.d. stato di difficoltà finanziaria).
In linea generale, le possibili misure di Forbearance accordate al debitore in difficoltà finanziaria possono ricadere nelle seguenti fattispecie:
In conformità con gli standard di riferimento, la classificazione nel portafoglio Forborne è indipendente dalla classificazione a default o dalla presenza di svalutazioni analitiche. In virtù della peculiarità di tali tipologie di esposizioni, la valutazione e la concessione di misure di Forbearence è demandata alle strutture deliberative centrali, anche attraverso l'ausilio di sistemi automatizzati di alerting sulla presenza di Forborne "potenziali", sull'indirizzamento delle proposte di fido verso gli organi competenti e sul decorso dei termini relativi al cure period e probation period.
Relativamente a tale tipologia di esposizioni sono state recepite le indicazioni delle Guidelines BCE sui NPL con impatto sia sui processi sia sugli applicativi per un'adeguata tracciatura delle valutazioni fatte in sede di concessione di misure di forbearance e anche nelle valutazioni dei triggers sulle Inadempienze Probabili con il coinvolgimento della Funzione di Risk Management per la redazione di uno specifico parere vincolante nei casi di misure reiterate.
Il costo ammortizzato prima della modifica delle attività finanziarie, per le quali i flussi finanziari contrattuali sono stati modificati nel corso dell'esercizio, ammonta a circa 29,6 milioni di euro.
Si riportano nel seguito le informazioni quantitative sulla qualità del credito. La normativa in merito all'informativa in oggetto adotta un principio di proporzionalità in funzione del livello delle esposizioni deteriorate segnalate conformemente all'ambito d'applicazione specificato per ogni singola tabella. Alcune tabelle si applicano a tutti gli enti creditizi, mentre altre si applicano soltanto agli enti creditizi con un'incidenza lorda dei crediti deteriorati (gross NPL ratio) pari o superiore al 5 %.
L'incidenza lorda dei crediti deteriorati è data dal rapporto tra il valore contabile lordo dei prestiti e delle anticipazioni deteriorati e il valore contabile lordo totale dei prestiti e delle anticipazioni che rientrano nella definizione di esposizione deteriorata. Ai fini di questo calcolo vanno esclusi sia dal denominatore che dal numeratore i prestiti e le anticipazioni classificati come posseduti per la vendita, la cassa e disponibilità presso le banche centrali e gli altri depositi a vista. I prestiti e le anticipazioni deteriorati comprendono i prestiti e le anticipazioni classificati come deteriorati a norma dell'allegato V del regolamento (UE) n. 680/2014.
Al 30 giugno 2022 l'incidenza lorda dei crediti deteriorati è risultata inferiore al 5 %, pertanto l'informativa di seguito riportata è limitata alle tabelle previste quando tale parametro non è superato.
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | n | o | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Val nta ore co |
bile lor do / im |
ina to por nom |
le | Rid uzi one del va |
di val ore lor do e e quo |
ula ta, ac cum l ri sch vut e a |
iaz ion i ne var io d i cr edi to |
gat ive ac nto e a cca |
ula te cum i ent nam |
Gar ie r eal anz rice |
i e fin iari anz e vut e |
|||||
| In b oni s |
Esp osi zio ni d rio ete e – Rid uzi di val one ore osi zio ni i n b oni Esp s - ula ta, iaz ion i acc um var osi zio ni d rio Rid uzi di val ula Esp ete rat ta e one ore ac cum ativ late de l va neg e a ccu mu i nto ent e a cca nam o d l ri sch io d i te a equ ovu dit i ton ent cre o e ac can am |
rat lor e |
Can cel laz ion i zia li par ula te acc um |
Su osi zio ni esp |
Su osi zio ni esp |
|||||||||||
| Di cui fas e 1 |
Di cui fas e 2 |
Di cui fas e 2 |
Di cui fas e 3 |
Di cui fas e 1 |
Di cui fas e 2 |
Di cui Di cui fas fas e 3 e 2 |
in b oni s |
det erio rat e |
||||||||
| 005 | Dis ibil ità pon ba nch pre sso e tral i e altr i cen dep osit i a vist a |
5.3 98. 520 |
5.3 88. 910 |
9.6 10 |
- | - | - | 41 | 26 | 15 | - | - | - | - | - | - |
| 010 | i e ant Pre stit icip azi oni |
33. 896 .11 8 |
32. 141 .51 4 |
1.7 33. 987 |
745 .45 4 |
- | 72 1.5 87 |
72. 698 |
32. 266 |
40. 415 |
388 .90 0 |
- | 387 .61 8 |
10. 008 |
20. 917 .52 3 |
292 .61 4 |
| 020 | Ban che tral i cen |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 030 | Am min istr azio ni pub blic he |
625 .72 4 |
625 .46 8 |
256 | 6.5 25 |
- | 6.5 25 |
56 | 55 | - | 2.4 06 |
- | 2.4 06 |
- | 27. 711 |
- |
| 040 | i cr edi tizi Ent |
632 .97 3 |
572 .85 1 |
60. 122 |
- | - | - | 268 | 174 | 95 | - | - | - | - | 224 | - |
| 050 | Altr ciet à fina e so nzi arie |
514 .69 6 |
491 .24 0 |
12. 734 |
2.0 89 |
- | 302 | 617 | 208 | 409 | 209 | - | 209 | - | 152 .07 7 |
56 |
| 060 | Soc ietà n fina no nzi arie |
16. 814 .12 6 |
16. 092 .11 9 |
715 .79 0 |
5 342 .26 |
- | 329 .46 2 |
28. 039 |
15. 226 |
12. 813 |
207 .70 2 |
- | 206 .89 3 |
73 9.9 |
17. 678 8.1 |
112 .68 3 |
| 070 | di c ui P MI |
9.8 82. 076 |
9.2 55. 324 |
620 .72 8 |
196 .61 7 |
- | 185 .89 4 |
22. 645 |
11. 145 |
11. 500 |
100 .14 9 |
- | 99. 366 |
6.3 85 |
6.1 51. 463 |
83. 181 |
| 080 | Fam igli e |
15. 308 .59 9 |
14. 359 .83 6 |
945 .08 5 |
394 .57 5 |
- | 385 .29 8 |
43. 717 |
16. 603 |
27. 098 |
178 .58 3 |
- | 178 .11 0 |
35 | 12. 619 .83 2 |
179 .87 5 |
| 090 | Tit oli di d ebi to |
685 14. .66 2 |
685 .65 14. 3 |
- | - | - | - | 6.1 96 |
6.1 96 |
- | - | - | - | - | - | - |
| 100 | Ban che tral i cen |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 110 | Am min istr azio ni pub blic he |
11. 119 .44 1 |
11. 119 .44 1 |
- | - | - | - | 4.9 12 |
4.9 12 |
- | - | - | - | - | - | - |
| 120 | i cr edi tizi Ent |
1.6 12. 695 |
1.6 12. 695 |
- | - | - | - | 709 | 709 | - | - | - | - | - | - | - |
| 130 | Altr ciet à fina e so nzi arie |
1.1 91. 549 |
1.1 91. 539 |
- | - | - | - | 276 | 276 | - | - | - | - | - | - | - |
| 140 | Soc ietà n fina no nzi arie |
761 .97 7 |
761 .97 7 |
- | - | - | - | 299 | 299 | - | - | - | - | 00/ 01/ 190 0 |
- | - |
| 150 | ni fuo osi zio Esp ri b ilan cio |
11. 679 .12 7 |
11. 499 .62 8 |
156 .73 8 |
43. 900 |
- | 43. 015 |
2.5 95 |
1.8 13 |
780 | 3.0 48 |
- | 2.8 57 |
00/ 01/ 190 0 |
66 1.2 47 |
5.9 00 |
| 160 | Ban che tral i cen |
400 .52 0 |
400 .07 9 |
441 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 00/ 01/ 190 0 |
- | - |
| 170 | Am min istr azio ni pub blic he |
10. 820 |
10. 820 |
- | 3 | - | 3 | 1 | 1 | - | - | - | - | 00/ 01/ 190 0 |
1 | - |
| 180 | Ent i cr edi tizi |
46. 893 |
29. 888 |
2.3 79 |
- | - | - | 1 | - | 1 | - | - | - | 00/ 01/ 190 0 |
- | - |
| 190 | Altr à fina ciet e so nzi arie |
218 .45 5 |
196 .32 2 |
15. 398 |
7 | - | 7 | 14 | 13 | 1 | - | - | - | 00/ 01/ 190 0 |
10. 599 |
- |
| 200 | Soc ietà n fina no nzi arie |
9.1 94. 734 |
9.1 51. 300 |
43. 402 |
26. 797 |
- | 25. 934 |
1.4 82 |
1.1 45 |
335 | 2.9 91 |
- | 2.8 00 |
00/ 01/ 190 0 |
428 .65 5 |
3.6 52 |
| 210 | Fam igli e |
1.8 07. 705 |
1.7 11. 219 |
95. 119 |
17. 093 |
- | 17. 072 |
1.0 97 |
654 | 443 | 57 | - | 57 | - | 221 .99 3 |
2.2 48 |
| 220 | ale Tot |
65. 659 .42 6 |
63. 715 .70 4 |
1.9 00. 334 |
789 .35 4 |
- | 764 .60 2 |
81. 529 |
40. 300 |
41. 210 |
39 1.9 48 |
- | 390 .47 5 |
10. 008 |
21. 578 .77 0 |
298 .51 4 |
| a | b | c | d | e | f | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore netto dell'esposizione | ||||||||||
| Su richiesta |
<= 1 anno | > 1 anno <= 5 anni |
> 5 anni | Nessuna durata indicata |
Totale | |||||
| 1 | Prestiti e anticipazioni | 3.918.149 | 5.496.562 | 9.739.905 | 15.025.358 | - | 34.179.974 | |||
| 2 | Titoli di debito | - | 339.173 | 6.873.796 | 7.466.497 | - | 14.679.466 | |||
| 3 | Totale | 3.918.149 | 5.835.735 | 16.613.701 | 22.491.855 | - | 48.859.440 |
| a | ||
|---|---|---|
| Valore contabile lordo | ||
| 010 | Stock iniziale di prestiti e anticipazioni deteriorati | 819.039 |
| 020 | Afflussi verso portafogli deteriorati | 147.395 |
| 030 | Deflusso verso portafoglio in bonis | (220.980) |
| 040 | Deflusso dovuto alle cancellazioni | (11.541) |
| 050 | Deflusso dovuto ad altre situazioni | (209.439) |
| 060 | Stock finale di prestiti e anticipazioni deteriorati | 745.454 |
| a | b | c | d | e | f | g | h | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore contabile lordo / importo nominale delle esposizioni oggetto di misure di concessione |
Riduzione di valore accumulata, variazioni negative accumulate del valore equo dovute al rischio di credito e accantonamenti |
Garanzie reali e garanzie finanziarie ricevute su esposizioni oggetto di misure di concessione |
|||||||
| Deteriorate oggetto di misure di concessione |
Di cui garanzie reali |
||||||||
| In bonis oggetto di misure di concessione |
di cui in stato di default |
di cui hanno subito una riduzione di valore |
Su esposizioni in bonis oggetto di misure di concessione |
Su esposizioni deteriorate oggetto di misure di concessione |
e garanzie finanziarie ricevute su esposizioni deteriorate oggetto di misure di concessione |
||||
| 005 | Disponibilità presso banche centrali e altri depositi a vista |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 010 | Prestiti e anticipazioni |
291.529 | 264.075 | 264.075 | 264.075 | 7.083 | 101.896 | 402.440 | 121.519 |
| 020 | Banche centrali | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 030 | Amministrazioni pubbliche |
7 | 59 | 59 | 59 | - | 15 | 7 | - |
| 040 | Enti creditizi | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 050 | Altre società finanziarie |
4.436 | 65 | 65 | 65 | 34 | 60 | 4.368 | - |
| 060 | Società non finanziarie |
164.731 | 124.445 | 124.445 | 124.445 | 3.791 | 56.965 | 205.531 | 35.497 |
| 070 | Famiglie | 122.355 | 139.506 | 139.506 | 139.506 | 3.259 | 44.855 | 192.534 | 86.022 |
| 080 | Titoli di debito | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 090 | Impegni all'erogazione di finanziamenti dati |
2.548 | 546 | 546 | 546 | 5 | - | - | - |
| 100 | Totale | 294.077 | 264.621 | 264.621 | 264.621 | 7.088 | 101.896 | 402.440 | 121.519 |
| a | b | c | d | e | f | g | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Variazioni | ||||||||
| Valore contabile lordo / importo nominale | negative | |||||||
| Di cui deteriorate | Riduzione di | Accantonamenti per gli impegni |
accumulate del valore |
|||||
| Di cui in stato di default |
Di cui soggette a riduzione di valore |
valore accumulata |
fuori bilancio e le garanzie finanziarie date |
equo dovute al rischio di credito su esposizioni deteriorate |
||||
| 010 | Esposizioni in bilancio |
49.327.232 | 745.452 | 745.452 | 49.309.690 | 467.788 | - | |
| 020 | Italia | 40.683.504 | 745.025 | 745.025 | 40.666.156 | 465.283 | - | |
| 030 | Stati Uniti | 2.589.183 | 1 | 1 | 2.588.991 | 358 | - | |
| 040 | Francia | 1.582.381 | 1 | 1 | 1.582.381 | 377 | - | |
| 050 | Spagna | 1.568.202 | - | - | 1.568.202 | 674 | - | |
| 060 | Paesi Bassi | 606.922 | 2 | 2 | 606.922 | 161 | - | |
| 070 | Altri Stati | 2.297.040 | 423 | 423 | 2.297.038 | 935 | 00/01/1900 | - |
| 080 | Esposizioni fuori bilancio |
11.723.026 | 43.900 | 43.900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 5.640 | 00/01/1900 |
| 090 | Italia | 11.279.720 | 43.848 | 43.848 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 5.639 | 00/01/1900 |
| 100 | Germania | 404.786 | 3 | 3 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | 00/01/1900 |
| 110 | Francia | 9.460 | - | - | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 1 | 00/01/1900 |
| 120 | Stati Uniti | 7.225 | - | - | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | 00/01/1900 |
| 130 | Irlanda | 4.752 | - | - | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | 00/01/1900 |
| 140 | Altri Stati | 17.083 | 49 | 49 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | 00/01/1900 |
| 150 | TOTALE | 61.050.258 | 789.352 | 789.352 | 49.309.690 | 467.788 | 5.640 | - |
| a | b | c | d | e | f | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore contabile lordo | Variazioni negative |
||||||
| Di cui deteriorate | Di cui prestiti e anticipazioni |
Riduzione di valore |
accumulate del valore equo dovute al rischio |
||||
| Di cui in stato di default |
soggetti a riduzione di valore |
accumulata | di credito su esposizioni deteriorate |
||||
| 010 | Agricoltura, silvicoltura e pesca | 404.388 | 8.746 | 8.746 | 404.388 | 5.953 | - |
| 020 | Attività estrattiva | 36.841 | 694 | 694 | 36.841 | 462 | - |
| 030 | Attività manifatturiera | 7.831.479 | 78.849 | 78.849 | 7.825.460 | 58.419 | - |
| 040 | Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata |
174.779 | 2.522 | 2.522 | 174.779 | 843 | - |
| 050 | Approvvigionamento idrico | 280.570 | 3.067 | 3.067 | 280.570 | 2.103 | - |
| 060 | Costruzioni | 692.078 | 53.239 | 53.239 | 692.078 | 36.519 | - |
| 070 | Commercio all'ingrosso e al dettaglio |
3.974.861 | 83.215 | 83.215 | 3.974.861 | 62.692 | - |
| 080 | Trasporto e stoccaggio | 468.574 | 6.833 | 6.833 | 468.574 | 5.825 | - |
| 090 | Servizi di alloggio e di ristorazione | 265.298 | 16.830 | 16.830 | 265.298 | 8.073 | - |
| 100 | Servizi di informazione e comunicazione |
267.809 | 5.289 | 5.289 | 267.809 | 4.213 | - |
| 110 | Attività finanziarie e assicurative | 76.593 | 1.068 | 1.068 | 76.593 | 802 | - |
| 120 | Attività immobiliari | 1.411.041 | 54.248 | 54.248 | 1.411.041 | 31.713 | - |
| 130 | Attività professionali, scientifiche e tecniche |
538.542 | 9.687 | 9.687 | 538.542 | 6.148 | - |
| 140 | Attività amministrative e di servizi di supporto |
312.880 | 8.220 | 8.220 | 312.880 | 5.869 | - |
| 150 | Amministrazione pubblica e difesa, previdenza sociale obbligatoria |
- | - | - | - | - | - |
| 160 | Istruzione | 16.649 | 495 | 495 | 16.649 | 384 | - |
| 170 | Attività dei servizi sanitari e di assistenza sociale |
163.633 | 3.686 | 3.686 | 163.633 | 1.951 | - |
| 180 | Attività artistiche, di intrattenimento e divertimento |
29.747 | 2.845 | 2.845 | 29.747 | 1.769 | - |
| 190 | Altri servizi | 210.628 | 2.732 | 2.732 | 210.436 | 2.003 | - |
| 200 | Totale | 17.156.390 | 342.265 | 342.265 | 17.150.179 | 235.741 | - |
Nell'ambito del metodo standardizzato, per il portafoglio "Amministrazioni centrali e banche centrali" la ponderazione dipende dal rating attribuito dalle ECAI ai singoli Stati.
Credem adotta, con riferimento alle "esposizioni verso amministrazioni centrali e banche centrali" (metodologia standardizzata), la valutazione del merito creditizio della società "DBRS".
Le classi di rating esterni indicate di seguito si riferiscono alle classi di merito creditizio dei debitori/garanti di cui alla normativa prudenziale. Le agenzie di rating utilizzate sono sotto riportate.
| Portafogli | ECA/ECAI | |
|---|---|---|
| Esposizione verso Amministrazioni centrali e banche centrali | DBRS Rating Limited |
Unsolicited |
| Esposizioni verso organizzazioni internazionali | Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services* |
Solicited |
| Esposizioni verso banche multilaterali di sviluppo | Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services* |
Solicited |
| Intermediari vigilati | Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services* |
Solicited |
| Esposizioni verso imprese ed altri soggetti | Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services* |
Solicited |
| Esposizioni verso organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) |
Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services* |
Solicited |
| Posizioni verso le cartolarizzazioni aventi un rating a breve termine | Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services Moody's |
|
| Posizioni verso le cartolarizzazioni diverse da quelle aventi un rating a breve termine |
Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services Moody's |
*ECAI utilizzata solo nella mitigazione del rischio (CRM) su strumenti finanziari accattati a garanzia
Si riportano nel seguito le principali informazioni quantitative in merito ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato. In particolare:
| Esposizioni pre-CCF e pre-CRM |
Esposizioni post-CCF e post-CRM |
RWA | RWA e densità degli | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni | Esposizioni in bilancio |
Esposizioni fuori bilancio |
Esposizioni in bilancio |
Esposizioni fuori bilancio |
RWA | Densità degli RWA (%) |
|
| a | b | c | d | e | f | ||
| 1 | Amministrazioni centrali o banche centrali | 17.202.906 | 4.683 | 20.511.415 | 130 | 581.018 | 2,83% |
| 2 | Amministrazioni regionali o autorità locali | 66.776 | 5.192 | 67.473 | 1.445 | 13.777 | 19,99% |
| 3 | Organismi del settore pubblico | 30.525 | 944 | 30.525 | - | 17.857 | 58,50% |
| 4 | Banche multilaterali di sviluppo | 83.022 | - | 239.473 | - | - | - |
| 5 | Organizzazioni internazionali | 378.259 | - | 378.259 | - | - | - |
| 6 | Enti | 1.695.307 | 88.007 | 1.695.307 | 1.688 | 622.379 | 36,68% |
| 7 | Imprese | 2.858.870 | 787.114 | 2.788.677 | 12.335 | 2.003.148 | 71,52% |
| 8 | Al dettaglio | 1.862.480 | 371.877 | 1.791.973 | 6.547 | 1.036.258 | 57,62% |
| 9 | Garantite da ipoteche su beni immobili | 318.744 | 348 | 318.744 | 174 | 110.418 | 34,62% |
| 10 | Esposizioni in stato di default | 34.810 | 4.143 | 33.447 | 199 | 44.267 | 131,57% |
| 11 | Esposizioni associate a un rischio particolarmente elevato |
34.746 | 15.533 | 29.941 | 3.705 | 50.469 | 150,00% |
| 12 | Obbligazioni garantite | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Enti e imprese con valutazione del merito di credito a breve termine |
- | - | - | - | - | - |
| 14 | Organismi di investimento collettivo | 3.967 | - | 3.967 | - | 1.608 | 40,53% |
| 15 | Strumenti di capitale | 26.230 | - | 26.230 | - | 26.230 | 100,00% |
| 16 | Altre posizioni | 1.134.857 | - | 1.134.856 | - | 828.810 | 73,03% |
| 17 | TOTALE | 25.731.499 | 1.277.841 | 29.050.287 | 26.223 | 5.336.239 | 18,35% |
| Fattori di ponderazione del rischio | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni | 0% | 2% | 4% | 10% | 20% | 35% | 50% | 70% | 75% | |
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | ||
| 1 | Amministrazioni centrali o banche centrali |
20.233.011 | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 2 | Amministrazioni regionali o autorità locali |
- | - | - | - | 68.918 | - | - | - | - |
| 3 | Organismi del settore pubblico |
- | - | - | - | 15.835 | - | - | - | - |
| 4 | Banche multilaterali di sviluppo |
239.473 | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 5 | Organizzazioni internazionali |
378.259 | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 6 | Enti | 332 | 227.914 | - | - | 389.483 | - | 1.078.684 | - | - |
| 7 | Imprese | - | - | - | - | 374.559 | - | 831.827 | - | - |
| 8 | Esposizioni al dettaglio |
- | - | - | - | - | 681.011 | - | - | 1.117.508 |
| 9 | Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili |
- | - | - | - | - | 314.020 | 4.899 | - | - |
| 10 | Esposizioni in stato di default |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 11 | Esposizioni associate a un rischio particolarmente elevato |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 12 | Obbligazioni garantite | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Esposizioni verso enti e imprese con valutazione del merito di credito a breve termine |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 14 | Quote o azioni in organismi di investimento collettivo |
- | - | - | - | 2.949 | - | - | - | - |
| 15 | Esposizioni in strumenti di capitale |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 16 | Altre posizioni | 151.145 | - | - | - | 193.626 | - | - | - | - |
| 17 | TOTALE | 21.002.220 | 227.914 | - | - | 1.045.370 | 995.031 | 1.915.410 | - | 1.117.508 |
| Fattori di ponderazione del rischio | Di cui prive | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni | 100% | 150% | 250% | 370% | 1250% | Altri | Totale | di rating | |
| j | k | l | m | n | o | p | q | ||
| 1 | Amministrazioni centrali o banche centrali |
76.878 | - | 201.656 | - | - | - | 20.511.545 | 9.775.274 |
| 2 | Amministrazioni regionali o autorità locali |
- | - | - | - | - | - | 68.918 | 68.918 |
| 3 | Organismi del settore pubblico |
14.690 | - | - | - | - | - | 30.525 | 30.525 |
| 4 | Banche multilaterali di sviluppo |
- | - | - | - | - | - | 239.473 | 197.886 |
| 5 | Organizzazioni internazionali |
- | - | - | - | - | - | 378.259 | 13.168 |
| 6 | Enti | 582 | - | - | - | - | - | 1.696.995 | 199.072 |
| 7 | Imprese | 1.594.625 | - | - | - | - | - | 2.801.011 | 1.524.331 |
| 8 | Esposizioni al dettaglio |
- | - | - | - | - | - | 1.798.519 | 1.798.519 |
| 9 | Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili |
- | - | - | - | - | - | 318.918 | 318.918 |
| 10 | Esposizioni in stato di default |
12.404 | 21.242 | - | - | - | - | 33.646 | 33.646 |
| 11 | Esposizioni associate a un rischio particolarmente elevato |
- | 33.646 | - | - | - | - | 33.646 | 33.646 |
| 12 | Obbligazioni garantite | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Esposizioni verso enti e imprese con valutazione del merito di credito a breve termine |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 14 | Quote o azioni in organismi di investimento collettivo |
1.018 | - | - | - | - | - | 3.967 | 3.967 |
| 15 | Esposizioni in strumenti di capitale |
26.230 | - | - | - | - | - | 26.230 | 26.230 |
| 16 | Altre posizioni | 790.085 | - | - | - | - | - | 1.134.857 | 1.134.857 |
| 17 | TOTALE | 2.516.512 | 54.888 | 201.656 | - | - | - | 29.076.510 | 15.158.957 |
Il Gruppo Credem:
Per quanto riguarda il perimetro di applicazione dei sistemi di rating, come anticipato il Gruppo risulta autorizzato all'utilizzo del metodo A-IRB per tutte le esposizioni Corporate e Retail facenti capo alle società Credito Emiliano e Credemleasing, oltre che del metodo della ponderazione semplice per tutte le esposizioni in strumenti di capitale (i.e. Equity) di tali società Gruppo. Parallelamente, il Gruppo si avvale del cd. PPU per le esposizioni Corporate e Retail relative a tutte le altre società del Gruppo diverse da Credito Emiliano e Credemleasing, oltre che per tutte le altre tipologie di esposizioni diverse dagli strumenti di capitale (i.e. esposizioni verso stati, istituzioni, enti, banche centrali, altre esposizioni, ecc.).
In data 28 settembre 2016, l'Autorità Bancaria Europea (EBA) ha pubblicato la versione definitiva delle:
Successivamente, a dicembre 2018, il Gruppo Credem ha inviato all'Organismo di Vigilanza il package contenente le modalità e le tempistiche con cui il Gruppo intende adeguarsi ai requisiti regolamentari sulla nuova definizione di default (New DoD) sulla base del two-step approach:
Il piano d'azione è stato completato rispettando gli obblighi e le relative scadenze definite con l'Organismo di Vigilanza e formalizzate nelle comunicazioni sopra citate, coerentemente alla Decisione di estensione delle scadenze sulle Obligations contenute nella lettera1 ricevuta da Credem in data 30 marzo 2020 da parte di ECB Jointly Supervisory Team (JST).
Conseguentemente, la definizione di default impiegata lungo la serie storica utilizzata per lo sviluppo dei modelli interni, come descritto nel capitolo 5, risulta eterogenea:
Il Gruppo ha dovuto dunque garantire che i dati utilizzati per lo sviluppo e la calibrazione dei modelli interni fossero rappresentativi della nuova definizione di default utilizzata nei processi interni di identificazione dei default. In particolare, i dati relativi alla New DoD in produzione, ovvero quelli rilevati a partire dal 01 ottobre 2019, sono stati utilizzati per validare la ricostruzione della base dati New DoD sull'orizzonte temporale 01/01/2015 – 30/09/2019, su cui si basa il calcolo dei fattori ricalibrativi usati per la correzione di PD, EAD ed LGD (nella componente Danger Rates migrazioni) con metodologie specifiche per ognni singolo parametro.
Si riporta di seguito una descrizione dei sistemi di rating impiegati dal Gruppo e delle esposizioni soggette ad applicazione:
L'attribuzione del rating alla clientela Corporate di Credito Emiliano e Credemleasing avviene attraverso un sistema unico di calcolo di uno score di controparte (Per*Fido), le cui modalità di valutazione assumono configurazioni differenziate in relazione alla tipologia di clientela analizzata:
Per quanto riguarda specificatamente le caratteristiche del sistema di credit scoring Per*Fido, il modello interno di Per*Fido adottato da Credem per la valutazione dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate appartiene alla categoria dei modelli analitico-soggettivi, e presenta una struttura di tipo modulare articolata nelle seguenti aree di analisi di tipo quantitativo:
Un ulteriore modulo di valutazione (Qualitativo) è dedicato alle informazioni di tipo qualitativo derivanti dalla compilazione di appositi questionari. L'analisi qualitativa ha lo scopo di valorizzare quei dati dell'azienda, di mercato e di management che non sono quantificati con meccanismi automatizzati, ma che rispecchiano le conoscenze e l'esperienza dei gestori del rapporto e degli analisti di settore e d'impresa. I dati qualitativi si riferiscono a: aspetti di governance, aspetti operativi, aspetti finanziari, aspetti di
1 "Decision to extend deadlines set out in supervisory decisions and operational acts".
posizionamento competitivo e aspetti organizzativi. In particolare, i dati di "posizionamento competitivo" ed "operativi" hanno una funzione ed un contenuto previsivo, con l'obiettivo di evidenziare la capacità dell'azienda di "restare sul mercato", la sua capacità di cogliere le opportunità favorevoli e di fronteggiare condizioni economiche avverse o eventi inattesi, nell'arco dei futuri 18 mesi. L'appartenenza della controparte ad un "gruppo di imprese" viene considerata nel seguente modo:
Le fonti informative provenienti dai suddetti moduli vengono instradate tramite algoritmi specifici per tipologia di clientela in percorsi decisionali che prevedono la trasformazione dei dati elementari in score fattoriali, la ponderazione dello score fattoriale rispetto a pesi predefiniti, il calcolo dei punteggi di sintesi. La valutazione finale del sistema è conseguenza delle singole valutazioni svolte nei moduli sottostanti che sono la risultante tra il giudizio assegnato all'aspetto valutato ed il peso del medesimo. In funzione dell'Area geografica d'appartenenza, dell'operatività economica e della forma giuridica della controparte sono previsti alberi decisionali che si distinguono per le variabili considerate all'interno dei singoli moduli e per i criteri di ponderazione attraverso i quali viene determinato lo score aggregato. Le soglie ed i pesi con i quali vengono trattate le variabili elementari corrispondenti ai singoli fattori di rischio sono il frutto del giudizio degli esperti della banca che sulla base della propria sensibilità in materia creditizia hanno contribuito alla personalizzazione analitica del modello, originariamente fornito da un outsourcer esterno. Come già anticipato, l'output finale del sistema Per*Fido, pertanto, è rappresentato da un valore ordinale (score) espresso come valore numerico continuo compreso tra 0 e 1 e riferito alla singola controparte.
Lo score prodotto dal modello viene trasformato in Probabilità di Default (PD) attraverso l'utilizzo sia di tecniche statistiche dedicate (regressione logistica e cluster analysis) all'individuazione delle cd. classi di rating, sia dei dati interni di default (i.e. tassi di default storici). Ricostruendo su base storica gli score di modello e scegliendo su base analitica opportuni livelli di cut-off per il suddetto score, si è calcolato il livello delle frequenze storiche di default corrispondenti ai bucket individuati. Infine, La profondità storica di osservazione dei dati è gennaio 2012 - dicembre 2019.
Coerentemente con il framework interno di sviluppo AIRB il Gruppo ha incluso nella stima del modello PD analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC). In particolare, nel processo di ricalibrazione a nuova definizione di default del modello PD è stata identificata una carenza legata alla base dati New DoD che comprende una finestra di tempo parziale rispetto all'intero orizzonte temporale utilizzato in fase di stima: a fronte di tali considerazioni è stato stimato un MOC di Categoria A. Inoltre, nell'ambito del protocollo di sviluppo adottato, è stata definita una metodologia di stima dedicata al fattore di aggiustamento relativo al MoC di categoria C, ovvero legato al cd. general estimation error.
L'attribuzione del rating alla clientela Retail di Credito Emiliano e Credemleasing avviene attraverso un modello che presenta due principali configurazioni: il "Modello PD scoring based" basato sul sistema di valutazione Per*Fido e il "Modello PD di prodotto". La normativa interna prevede criteri di prevalenza per l'attribuzione della PD alla clientela Retail, qualora si osservino una molteplicità di richieste di affidamento processate attraverso strumenti di valutazione diversi. In particolare, si distinguono le seguenti casistiche:
controparte richiedente contestualmente più prodotti oggetto di pool di prodotto: si applica il "Modello PD di prodotto".
Il modello PD scoring based appartiene alla categoria dei modelli analitico-soggettivi ed è ripartito in tre percorsi informativi:
Il Percorso Privati consente di valutare le proposte di affidamento nei confronti di privati o di soci d'impresa ed è a sua volta suddiviso in due sottopercorsi:
Il Percorso Microattività/Agricoltori è suddiviso in due sottopercorsi:
Per quanto riguarda specificatamente le caratteristiche del sistema di credit scoring Per*Fido Retail, come già anticipato tutti i percorsi presentano una struttura di tipo modulare, all'interno della quale vengono valutati aspetti quantitativi e qualitativi, che si articola come segue:
Ogni modulo di valutazione si articola a sua volta in livelli e sottolivelli, con un'organizzazione assimilabile ad una struttura ad albero, nella quale componenti di base (dette nodi) concorrono a determinare il giudizio associato al livello immediatamente superiore fino a giungere a un giudizio finale. Una serie di anomalie (distinte tra lievi e gravi) agiscono direttamente sul rating di proposta, con lo scopo di correggere, in negativo, lo score ottenuto ponderato sulla base dei giudizi ottenuti nei due precedenti moduli. Il percorso informativo 3 - "Microimprese" presenta anch'esso una struttura di tipo modulare articolata nelle seguenti aree quantitative:
Anche in questo caso, ogni modulo di valutazione si articola a sua volta in livelli e sottolivelli, con un'organizzazione assimilabile ad una struttura ad albero, nella quale componenti di base (dette nodi) concorrono a determinare il giudizio associato al livello immediatamente superiore fino a giungere a un giudizio finale. L'output finale del sistema Per*Fido è rappresentato da un valore ordinale (score) espresso come valore numerico continuo compreso tra 0 e 1 e riferito alla singola posizione. Con riferimento al percorso informativo 3 – "Microimprese", in considerazione delle caratteristiche della clientela valutata similari alla clientela valutata nell'ambito della funzione regolamentare Corporate, lo score finale rappresenta la valutazione della controparte oggetto di affidamento. Con riferimento invece ai percorsi informativi 1 - "Mutui" e 2 - "Microattività/Agricoltori", lo score rappresenta una valutazione della proposta di affidamento, comprensivo pertanto delle caratteristiche specifiche dell'affidamento richiesto.
Lo score prodotto dal modello viene trasformato in Probabilità di Default (PD) attraverso l'utilizzo sia di tecniche statistiche dedicate (regressione logistica e cluster analysis) all'individuazione delle cd. classi di rating, sia dei dati interni di default (i.e. tassi di default storici). Ricostruendo su base storica gli score di modello e scegliendo su base analitica opportuni livelli di cut-off per il suddetto score, si è calcolato il livello delle frequenze storiche di default corrispondenti ai bucket individuati.
Il modello PD di prodotto definisce pool di prodotto, distinti in considerazione della forma tecnica di fido richiesta, a cui viene associata una PD sulla base dell'esperienza di default interna alla banca. Il modello si applica alle operazioni che fanno riferimento alla clientela per le quali non è previsto un iter valutativo che prevede l'utilizzo del sistema di credit scoring Per*Fido. In tale ambito, la PD viene associata a livello di controparte sulla base della seguente priorità:
Si evidenzia che, anche nel modello PD di prodotto, ove possibile, si è provveduto a incorporare nelle stime di PD l'informazione andamentale. La profondità storica di osservazione dei dati è gennaio 2012 - dicembre 2019.
Le classi di PD assegnate alle controparti Retail, a prescindere dall'iter valutativo, vengono ricondotte, solo per scopi di reportistica, ad un'unica scala maestra, con 8 classi a rischio crescente, equivalente a quella prevista per le controparti Corporate.
Coerentemente con il framework interno di sviluppo AIRB il Gruppo ha incluso nella stima del modello PD analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC). In particolare, nel processo di ricalibrazione a nuova definizione di default del modello PD è stata identificata una carenza legata alla base dati New DoD che comprende una finestra di tempo parziale rispetto all'intero orizzonte temporale utilizzato in fase di stima: a fronte di tali considerazioni è stato stimato un MOC di Categoria A. Inoltre, nell'ambito del protocollo di sviluppo adottato, è stata definita una metodologia di stima dedicata al fattore di aggiustamento relativo al MoC di categoria C, ovvero legato al cd. general estimation error.
I modelli LGD bonis e defaulted assets per le controparti Corporate e Retail sono distinti per Credito Emiliano e Credemleasing al fine di cogliere le specificità intrinseche all'operatività delle due società. I modelli si basano su un approccio metodologico di tipo "Workout" che, al fine di calcolare la variabile target del modello regressivo usato, considera i flussi di cassa in carico e scarico, opportunamente scontati con un tasso che ingloba un adeguato premio al rischio, registrati sulle singole posizioni in sofferenza. Il modello complessivo risulta inoltre essere "per parti", ovvero si avvale di più componenti diverse per pervenire alle stime finali di LGD ed ELBE. Per i modelli defaulted assets, al fine di stimare la LGD e la ELBE delle posizioni a sofferenza, si adotta un approccio di tipo statistico, che prevede l'utilizzo di informazioni relative alla controparte, alle caratteristiche dell'operazione, alla tipologia di procedura di recupero attivata e al vintage. Conseguentemente, in base all'approccio "per parti", per determinare la LGD delle esposizioni in bonis, si applicano alla LGD Sofferenze (i.e. LGS) specifici fattori di correzione (nella fattispecie: DeltaQ, LGDSeS e Danger Rate migrazioni), differenziati in ognuna delle componenti per diversi driver tra cui la tipologia di controparte, il taglio dell'esposizione, la tipologia di prodotto. Similmente, per determinare la LGD e la ELBE delle esposizioni in stato di precontenzioso, l'approccio adottato prevede l'applicazione di fattori di correzione, alla LGS e all'ELBE Sofferenze del modello defaulted assets, differenziati per tipologia di controparte/posizione. Inoltre, i modelli LGD inglobano correttivi prudenziali per renderli adatti ad una fase recessiva del ciclo economico, cd. componente Downturn. La profondità storica di osservazione dei dati per la stima dei modelli LGD ed ELBE sofferenze è:
Nel campione sono incluse, tutte le sofferenze aperte nel periodo riportato (l'inclusione nel campione delle sofferenze ancora aperte alla data di riferimento ha effetto prudenziale sulle stime complessive e migliora la stabilità del modello nel tempo). La profondità storica di osservazione dei dati relativi alle componenti Danger Rate (DeltaQ, LGD SeS, Danger Rate migrazioni) è dicembre 2011 - dicembre 2019, per tutte le tipologie di esposizione. Tale periodo garantisce un campione omogeneo e rappresentativo in termini di posizioni, delle quali si conosce l'esito, oltre che prudente, in quanto idoneo a coprire anni che hanno manifestato una maggior rischiosità e coerente con gli altri parametri di rischio. Per quanto riguarda specificatamente i modelli performing, la stima del tasso LGD per le controparti in bonis Corporate e Retail di Credito Emiliano e di Credemleasing, come anticipato, è stata effettuata sulla base di un approccio metodologico di tipo Workout, che prevede il calcolo dei tassi di perdita effettivamente osservati sulle posizioni in sofferenza chiuse e sostanzialmente chiuse attraverso il computo dei flussi di carico e scarico registrati a seguito delle procedure di contenzioso attivate, opportunamente scontati per tenere conto della durata e dell'incertezza del processo di recupero crediti. A questi ultimi sono stati applicati specifici correttivi per tenere conto delle posizioni ancora aperte in stato di sofferenza e della previsione di recupero ipotizzabile su di loro a partire da quanto osservato nello storico. Infine, è previsto un ulteriore fattore di correzione derivante dall'applicazione dell'Art. 500 della CRR che permette di modelizzare distintamente le perdite provenienti da "massive disposal" avvenute nell'orizzonte temporale dopo il 23 novembre 2016, ma non oltre il 28 giugno 2022. A livello geenrale è stato manutenuto un approccio di stima "per parti" che prevede la definizione di tassi di LGD differenziati per:
Per le posizioni in sofferenza è stato sviluppato un modello statistico regressivo, utilizzando come variabili esplicative informazioni relative alla controparte, caratteristiche relative all'operazione in essere al momento del default e variabili macroeconomiche. L'approccio di stima diretta del tasso LGD consente di produrre una stima puntuale per ciascuna posizione, basata sulle specifiche caratteristiche della stessa. La riconduzione alla definizione regolamentare Corporate e Retail è avvenuta nella stima dei tassi di LGD per le posizioni in bonis, per la cui definizione non è stato adottato un approccio di tipo statistico, ricorrendo invece alla stima di fattori di correzione della LGD sofferenze.
Questi fattori correttivi (complessivamente denominati Danger Rate) rappresentano le dinamiche osservate tra il passaggio a default e la conclusione del ciclo di default.
Il parametro Danger Rate considera, quindi, tutte le componenti di perdita e recupero che avvengono nelle fasi di gestione del credito problematico nel precontenzioso, e le connesse migrazioni tra stati di default. Pertanto la struttura del modello risulta suddivisa in:
In coerenza con le disposizioni normative che richiedono una stima di LGD adatta ad una fase recessiva del ciclo economico, nel caso queste si rivelino più prudenti di quelle basate sui tassi di perdita di lungo periodo, sia per i modelli LGD sofferenze di Credito Emiliano e di Credemleasing, sia per le componenti Delta Q e Danger Rate migrazioni sono state introdotte modalità che recepiscono il cd. effetto Downturn.
Per quanto riguarda specificatamente i modelli non performing, come per il modello bonis, l'approccio metodologico di stima selezionato è "per parti", e prevede la definizione di tassi di ELBE e LGD differenziati per:
La logica dei modelli defaulted assets prevede una stima del parametro di rischio per i diversi momenti temporali che un default attraversa lungo il processo di recupero, pertanto ci si attende che la LGD sia crescente al trascorrere del tempo di permanenza nello stato di default. La metodologia utilizzata per la stima della ELBE sofferenza per le controparti Corporate e Retail di Credito Emiliano e di Credemleasing rientra nella categoria della Workout LGD, in allineamento all'approccio metodologico scelto per il modello bonis. Al fine di includere nel modello specifico per le posizioni in default le caratteristiche specifiche di queste esposizioni, sono state introdotte nella long list le variabili vintage (ossia numero di anni dal quale la posizione è a contenzioso), tipologia di recupero attivata e la possibilità di indicare la presenza di una garanzia ipotecaria condizionata all'escussione della stessa. L'approccio scelto per la stima della LGD sofferenza consiste nel sommare alla ELBE sofferenza i costi indiretti, per arrivare a una LGD economica inclusiva di tutte le componenti di costo, e uno specifico add-on prudenziale, che consentano di assorbire le "ulteriori perdite inattese durante il periodo di recupero". Tale fattore è stato ottenuto tramite la stima dell'effetto Downturn. Per le posizioni in sofferenza è stato sviluppato un modello statistico di regressione lineare multivariata, in linea con quanto condotto per il modello bonis. La riconduzione alla definizione di default regolamentare Corporate e Retail è avvenuta nella stima dei tassi ELBE e LGD per le posizioni in precontenzioso, per la cui definizione sono stati stimati fattori di correzione della LGD sofferenze (danger rate e Delta Q), che tengono in considerazione le probabilità di migrazione tra stati, e in particolare la probabilità di osservare una migrazione allo stato finale di sofferenza oltre alla variazione di esposizione media tra l'ingresso a default e l'ingresso a sofferenza.
Coerentemente con il framework interno di sviluppo AIRB il Gruppo ha incluso nella stima del modello LGD (e in tutte le sue componenti) analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC).
In particolare:
Inoltre, è stato stimato per ciascune delle componenti del parametro LGD un distinto MoC di categoria C, legato all'errore generico di stima, c.d. general estimation error, ovvero alla componente di errore residuale non eliminabile intrinseca nello sviluppo di modelli previsionali.
L'EAD delle posizioni per cassa per le controparti Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing è determinabile attraverso l'adozione di fattori di conversione creditizia (CCF e K). Il fattore di conversione creditizia da applicare ai margini relativi alle esposizioni per cassa rappresenta il rapporto tra la parte non utilizzata della linea di credito che si stima possa essere utilizzata in caso di default e la parte attualmente non utilizzata, e non può essere inferiore a zero. Parallelamente, per tutte le casistiche caratterizzate da immaterialità dei margini (i.e. cd. Region of Instability), assenza di margine disponibile (i.e. sconfini), prodotti rateali o per le esposizioni a default, data l'impossibilità di determinare un parametro CCF, la ECB Guide to internal models - risk type specific chapters (Art. 133 (a) e Art. 139(a)) prevede che venga impiegato il cd. Fattore K, definito come il rapporto tra gli importi utilizzati dalla controparte rispettivamente alla data di ingresso a default e alla data di riferimento, ovvero 12 mesi prima dell'evento stesso, quando la controparte risulta classificata in bonis.
Similmente all'applicazione del CCF, per queste posizioni le stime di EAD sono ottenute moltiplicando tale parametro all'utilizzo rilevato alla data di riferimento. La stima del CCF è stata effettuata analizzando le esposizioni terminate in default lungo la serie storica analizzata (CCF storici osservati) e utilizzando l'approccio a orizzonti fissi, che prevede il calcolo delle variabili target tramite osservazione dei delta espositivi percentuali su un orizzonte temporale predeterminato, ovvero tra la data di default e la data performing, fissata 1 anno prima dell'evento di passaggio a default. Tramite le scelte di segmentazione e l'analisi statistica univariata, di un set completo di risk driver inerenti le caratteristiche delle operazioni creditizie (come ad esempio le fasce di accordato, utilizzato e margine), mediante un approccio a media di cella, si perviene a definire delle griglie di CCF statisticamente significative. La profondità storica di osservazione dei dati è dicembre 2011 - dicembre 2019. Per quanto riguarda nello specifico la stime dell'EAD delle posizioni per cassa per le controparti Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing, determinata attraverso l'adozione di fattori di conversione creditizia (CCF), questa avviene in coerenza con le informazioni utilizzate per la calibrazione delle Probabilità di Default dei fattori di correzione della LGD (Delta Q e LGD SeS) e con i requisiti normativi di riferimento, che definiscono la profondità delle serie storiche. Nel set informativo iniziale, le osservazioni sono state suddivise in diversi sottoinsiemi in base ad alcuni driver (come ad esempio le caratteristiche del margine disponibile, la forma tecnica, ecc.) che sono stati sottoposti ad una attività di pulizia tramite l'applicazione di alcuni filtri sulla base di criteri di rilevanza materiale definiti e tramite una gestione preliminare degli outlier. Partendo dalle base dati così definite, è stato calcolato il fattore CCF storico/K a seconda della dinamica del margine iniziale (positivo, negativo o nullo). I campioni di sviluppo, sono stati ulteriormente analizzati per individuare tramite un'analisi statistica univariata ulteriori driver specifici di disaggregazione che risultino significativi (come ad esempio classe di rating, fasce di accordato e fasce di margine) al fine di definire le griglie finali di stima. All'interno di ciascun aggregato statisticamente significativo, il CCF è calcolato come media semplice dei dati storici inclusi nella serie storica di riferimento.
In linea con la Normativa di riferimento, Regolamento Delegato UE 575/2013, Art. 182(1)(b), i parametri CCF bonis, K bonis e K default devono risultare adeguati a riflettere il manifestarsi di una fase recessiva tramite l'individuazione e la stima di uno specifico fattore correttivo. Tale fattore correttivo risulta funzionale a rendere le stime espressive del periodo di downturn individuato, ovvero di un periodo considerato come espressivo di una fase recessiva del ciclo macroeconomico, in coerenza con il Framework di sviluppo AIRB.
Inoltre, coerentemente con il suddetto framework interno di sviluppo AIRB il Gruppo ha incluso nella stima dei modelli EAD un set di analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC). Di conseguenza, nell'ambito del protocollo di sviluppo adottato, è stata definita una metodologia di stima dedicata per l'identificazione e classificazione delle eventuali carenze identificate e per la stima di uno o più MoC.
Nel processo di sviluppo del modello EAD sono state identificate limitate carenze nella base dati di stima, che hanno portato all'adozione di data exclusion nei campioni di stima dei parametri CCF e K. A fronte di tali esclusioni, sono stati stimati dei MOC di Categoria A. Inoltre, è stato stimato per tutti i parametri di rischio un MoC di categoria C, legato all'errore generico di stima, c.d. general estimation error, ovvero alla componente di errore residuale, non eliminabile, intrinseca nello sviluppo di modelli previsionali.
Con riferimento ai modelli regolamentari IRB, si riportano i ruoli e le responsabilità delle principali funzioni coinvolte nei processi di sviluppo, controllo, adozione, monitoraggio, revisione e modifica.
Risk Officer:
valuta l'adeguatezza del perimetro di applicazione del modello interno proposto dalla Funzione di Sviluppo;
valuta la coerenza con il perimetro di applicazione delle scelte di segmentazione del modello definite e proposte dalla Funzione di Sviluppo;
Funzione di Sviluppo:
Funzione di Validazione:
particolare, l'Ufficio collabora con le altre strutture di controllo, ferma restando la reciproca indipendenza, competenza e autonomia di azione, allo scopo di:
A fini riepilogativi, si precisa ancora come la responsabilità delle attività di convalida risulta esclusivamente di competenza dell'ufficio Validazione Modelli Interni (VAL). In tale ambito la Funzione di Convalida è indipendente da quelle coinvolte nelle attività di assegnazione del rating e di erogazione del credito; in particolare il responsabile della funzione non si trova in situazione di dipendenza gerarchica rispetto ai soggetti responsabili di dette attività. La Funzione di Convalida, come già detto, appartiene al Servizio Enterprise Risk Management (ERISK). Al medesimo Servizio appartengono l'ufficio Rating Office e l'ufficio Rischi Operativi e Credito, responsabili, unitamente all'ufficio Policy Crediti, del Servizio Crediti, a vario titolo dello sviluppo del sistema di rating. La Funzione di Convalida risulta, inoltre, indipendente da quella di Revisione Interna (Internal Audit).
Funzione di Internal Audit:
All'interno del Regolamento (UE) n. 575/2013 del 26 giugno 2013 (rif. "Articolo 191 della Capital Requirements Regulation") è previsto che la Funzione di Revisione Interna o Servizio Audit riveda almeno una volta l'anno i sistemi di rating dell'ente ed il loro funzionamento attraverso l'esecuzione di verifiche mirate ad appurare:
Tali verifiche permettono al Servizio di definire un'opinione sui vari elementi del sistema di rating e, attraverso un'attività di Risk Assessment, di determinare l'intensità e la frequenza delle attività di verifica del sistema di Rating per gli anni successivi.
Durante l'esecuzione di queste verifiche, il Servizio Audit utilizza i seguenti strumenti operativi nell'ambito delle proprie attività:
L'attività di revisione interna svolta sui sistemi di rating è formalizzata:
Le verifiche condotte sono ricomprese all'interno dell'audit plan approvato dall'Organo con Funzione di Supervisione Strategica e contemplate nella normativa interna di riferimento. La responsabilità delle attività di revisione risulta esclusivamente di competenza del Servizio Audit il quale non è coinvolto nelle attività di selezione e sviluppo del modello di rating interno ed è indipendente dalla funzione di convalida interna.
Con particolare riferimento ai processi di primo sviluppo adozione e monitoraggio dei sistemi regolamentari dedicati alla misurazione del Rischio di Credito, si riportano qui di seguito le fasi principali dei vari processi coinvolti, unitamente ai relativi ruoli e responsabilità. Il processo di sviluppo di un nuovo modello interno è attivato dal Risk Officer, sulla base di esigenze:
In particolare, il Risk Officer formalizza:
Il piano di progetto è sottoposto ad approvazione da parte degli Organi Aziendali in caso di esplicita richiesta normativa e/o da parte dell'Autorità di Vigilanza, nonché in caso di superamento dei limiti di spesa definiti all'interno del Regolamento di Gestione della Spesa. Inoltre, solo nel caso in cui ricorrano le condizioni indicate dalla Guida TRIM ECB sui General Topics (Section 3: Roll-out and PPU), il Risk Officer, con il supporto della Funzione Risk Management, procede all'aggiornamento del piano di roll-out e alla condivisione dello stesso con il Comitato Risk Management e con il Comitato Esecutivo, e alla presentazione al Comitato Rischi, per successiva delibera del Consiglio di Amministrazione. Concluso il processo di approvazione interno, il Risk Officer provvede all'inoltro del piano di roll-out all'Autorità di Vigilanza competente. Una volta attivato l'indirizzo strategico del progetto per l'adozione del modello interno, la Funzione di Sviluppo avvia le valutazioni in merito al perimetro degli elementi del modello interno da sviluppare (aspetti metodologici, organizzativi e implementativi). Nello specifico, il processo di definizione dei modelli interni si articola nelle fasi di seguito declinate:
Il perimetro di applicazione del modello interno e le scelte di model design sono definite dall'Ufficio responsabile dello sviluppo (i.e. Funzione di Sviluppo) sulla base di analisi di composizione del portafoglio, di eventuali indicazioni normative in materia e delle prassi gestionali adottate dal Gruppo. La proposta formulata viene condivisa con il Risk Officer. L'Ufficio competente dello sviluppo del modello interno analizza e accoglie le sue eventuali segnalazioni, procedendo, se necessario, a condividerle con le altre Funzioni Aziendali coinvolte e/o a rivedere il perimetro di applicazione del modello identificato. Una volta definito il disegno di fondo relativo al nuovo modello interno, si procede con le attività di seguito descritte:
Terminate le attività di sviluppo, per i modelli, si procede con le attività di seguito descritte:
Per le metriche, il processo di adozione segue il seguente iter:
L'adozione del modello interno ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali regolamentari è subordinata all'autorizzazione da parte dell'Autorità di Vigilanza competente. A tal fine, il Gruppo procede pertanto alla predisposizione e al successivo inoltro dell'istanza autorizzativa all'Autorità competente secondo i criteri previsti dalla normativa di riferimento, utilizzando la seguente documentazione a supporto:
La documentazione è condivisa con il Comitato Rischi e trasmessa al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo per approvazione, e al Consiglio di Amministrazione delle Società del Gruppo interessate per informativa. Allo scopo di tenere aggiornato il senior management del Gruppo, l'istanza è condivisa in via preventiva con il Comitato Risk Management.
Per quanto riguarda specificatamente il processo di application, l'Autorità di Vigilanza verifica la completezza e l'adeguatezza del pacchetto inviato e comunica via lettera o mail gli esiti dei controlli di completezza:
Ricevuta l'autorizzazione da parte dell'Autorità di Vigilanza, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo delibera l'adozione del modello a fini regolamentari, mentre il Consiglio di Amministrazione delle Società del Gruppo interessate ratificano l'adozione. Una volta concluso con esito positivo l'iter di approvazione del modello interno in fase di adozione, questo inizia ad essere effettivamente impiegato nell'ambito dei relativi processi interni, coerentemente con gli obiettivi di sviluppo definiti in fase di pianificazione.
In coerenza con le disposizioni normative di riferimento, il Gruppo si è dotato di un framework di monitoraggio periodico dei modelli interni adottati, al fine di:
Le attività di monitoraggio e aggiornamento dei modelli prevedono, sia attività di ricalibrazione a cura della Funzione di Sviluppo competente con frequenza annuale, sia attività di monitoraggio e review che includono verifiche di natura quantitativa, sia verifiche di natura qualitativa, in considerazione del modello analizzato. La frequenza e la profondità delle attività di verifica è definita sulla base dei seguenti criteri:
In particolare, in merito alla profondità delle analisi, sono previste tre modalità di verifica:
Gli esiti delle attività di misurazione del rischio modello condotte da VAL sono trasmesse con cadenza annuale al Comitato Risk Management. Laddove dalle verifiche condotte emergano criticità o aspetti suscettibili di miglioramento, VAL definisce, con le unità organizzative interessate, gli opportuni interventi e il piano di azione, inclusivo delle seguenti informazioni:
Prima del passaggio agli Organi aziendali, VAL esamina il piano in proposta verificandone l'adeguatezza anche in relazione alle criticità rilevate nell'ambito delle proprie attività. La proposta di piano annuale è condivisa con le funzioni aziendali coinvolte allo scopo di verificarne la fattibilità. Conclusa la fase di condivisione con le funzioni aziendali coinvolte, la proposta di piano annuale è presentata per approvazione al Risk Officer, che la condivide con il Comitato Rischi e successivamente la sottopone a delibera di approvazione del Consiglio di Amministrazione. VAL verifica con cadenza almeno trimestrale che le azioni pianificate per sanare i rilievi siano effettivamente poste in essere nelle modalità e nei tempi previsti. Il perimetro delle attività di monitoraggio relative agli interventi ai modelli interni comprende, oltre alle modifiche stabilite a seguito dell'attività di review, anche le modifiche richieste dall'Autorità di Vigilanza competente. Il report di monitoraggio è presentato al Comitato Rischi tramite il Tableau de Bord delle Funzioni Aziendali di Controllo con frequenza trimestrale. Si precisa come il monitoraggio trimestrale ricomprenda sia gli interventi definiti da VAL a valle delle proprie attività di verifica, sia le altre casistiche di interventi definiti sulla base di processi differenti dalla convalida iniziale o dalla convalida periodica (ad esempio, gli interventi identificati a valle delle verifiche della funzione di revisione interna). Il piano degli interventi e la relativa evoluzione sono storicizzati nell'ambito del processo di Data Governance.
Con particolare riferimento alle modifiche ai sistemi regolamentari dedicati alla misurazione del Rischio di Credito, occorre innanzitutto precisare come le norme interne del Gruppo descrivano esaustivamente tutte le tipologie di modifiche (sostanziali da autorizzazione preventiva, non sostanziali da notifica ex-ante e non sostanziali da notifica ex-post) e le relative modalità di classificazione, in maniera completamente allineata al Regolamento delegato UE 529/2014. Si riportano qui di seguito le fasi del processo di modifica, unitamente ai relativi ruoli e responsabilità. Sulla base degli esiti del processo di monitoraggio e/o di richieste da parte dell'Autorità di Vigilanza, la Funzione di Risk Management valuta la necessità di apportare opportune modifiche ai modelli interni. In particolare, le condizioni che possono comportare la necessità di modifiche ai modelli interni adottati sono riconducibili alle seguenti casistiche:
esiti dell'attività di convalida periodica formalizzati dalla Funzione di Validazione (i.e. Ufficio VAL);
variazioni del perimetro di applicazione del modello conseguenti all'attuazione di decisioni strategiche deliberate dal CA;
Il processo di identificazione, classificazione, implementazione e adozione delle modifiche ai modelli interni è composto dalle seguenti fasi:
Prima della trasmissione all'Autorità di Vigilanza (da effettuare almeno 2 mesi prima dell'adozione), il form è condiviso con il Comitato Rischi e trasmesso al CA della Capogruppo per approvazione, e al CA delle Società del Gruppo interessate per informativa. Allo scopo di tenere aggiornato il senior management del Gruppo, il form è condiviso in via preventiva con il Comitato Risk Management;
Prima della trasmissione all'Autorità di Vigilanza, da effettuare con cadenza almeno annuale, e comunque non oltre il mese di gennaio dell'anno successivo all'adozione, il form è condiviso con il Comitato Rischi e trasmesso al CA della Capogruppo per approvazione, e al CA delle Società del Gruppo interessate per informativa. Allo scopo di tenere aggiornato il senior management del Gruppo, il form è condiviso in via preventiva con il Comitato Risk Management.
Le responsabilità, i processi decisionali e i flussi informativi relativi ai vari organi societari e al senior management, identificato con il Comitato Risk Management, per quanto riguarda i modelli regolamentari AIRB, sono normati nel Regolamento di Gruppo Risk Management, con particolare riferimento all'Allegato 1 - Adozione, gestione e modifica dei modelli interni.
Nell'ambito del processo di adozione dei modelli regolamentari:
Nell'ambito del processo di monitoraggio dei modelli regolamentari:
Nell'ambito del processo di modifica dei modelli regolamentari:
In caso di modifiche sostanziali sottoposte ad autorizzazione preventiva, la documentazione e le relazioni ricevute dai vari organi aziendali e dal senior management sono le medesime già descritte per il processo di adozione di un nuovo modello regolamentare;
In caso di modifiche non sostanziali sottoposte a notifica ex-ante o ex-post, il Comitato Risk Management, il Comitato Rischi e il Consiglio di Amministrazione ricevono, per verifica e successiva approvazione, i form specifici BCE dedicati alle comunicazioni di notifiche non materiali.
Per quanto riguarda i contenuti dei principali documenti trasmessi al senior management e agli organi aziendali per approvazione:
L'attuale impianto regolamentare AIRB prevede l'impiego dei seguenti 11 modelli:
tramite un approccio per componenti, prevede la stima sia di un valore di LGD Sofferenza bonis sia di valori di danger rate, DeltaQ e LGDSeS (i.e. probabilità di migrazione a sofferenza di una controparte performing), che moltiplicati fra loro restituiscono il valore di LGD atteso su posizioni in bonis. Si precisa come le stime includano l'impatto dei Costi Indiretti e dell'effetto Downturn. Lo sviluppo del modello si basa, per la componente sofferenza, sull'impiego di una base dati all'interno della quale sono presenti tutte le posizioni passate a sofferenza dal 2001 alla data di riferimento, ovvero dicembre 2019. Per ciascuna osservazione è presente l'informazione sulla data di ingresso a sofferenza, la relativa esposizione e il tasso di LGD economica osservato, ovvero la perdita calcolata impiegando tutti i flussi di cassa osservati e scontati fino alla data di ingresso a sofferenza, pari al complemento a uno del rapporto tra i flussi di incasso netti dei costi e l'esposizione soggetta a recupero, in base al cd. approccio workout. Su tale campione vengono testati tramite analisi regressiva univariata e multivariata relativi alle caratteristiche della controparte e dell'operazione riferite allo stato di performing, in modo da pervenire ad un'equazione multivariata che restituisca un tasso di LGD Sofferenza in base ai valori assunti dai risk driver selezionati come statisticamente rilevanti. A questi ultimi sono stati applicati specifici correttivi per tenere conto delle posizioni ancora aperte in stato di sofferenza e della previsione di recupero ipotizzabile su di loro a partire da quanto osservato nello storico. Infine è previsto un ulteriore fattore di correzione derivatnte dall'applicazione dell'Art. 500 della CRR che permette di modelizzare distintamente le perdite provenienti da "massive disposal" avvenute nell'orizzonte temporale tra 23 novembre 2016, ma non oltre il 28 giugno 2022. Per quanto riguarda le componenti relative al pre-contenzioso, le base dati comprendono tutti gli ingressi a default ricompresi nella serie storica utilizzata (dicembre 2011- dicembre 2019), con il dettaglio del tipo di controparte, lo stato di primo ingresso a default, il taglio dell'esposizione, la tipologia di prodotto e le informazioni circa margini e accordato per la controparte con l'eventuale segnale di classificazione finale allo stato di sofferenza. Si precisa come il dataset di stima comprenda esclusivamente i cicli di default ritenuti chiusi, ovvero quelli direttamente classificati a sofferenza oppure classificati in un primo momento in uno stato di precontenzioso (past due e inadempienza probabile) e successivamente ritornati in bonis o passati a sofferenza. Con un simile set di osservazioni coerente con quello utilizzato per stima dei parametric PD e CCF, tramite approccio basato sui dati medi storici di lungo periodovengono calcolat:
ELBE Defaulted Assets Credito Emiliano; applicato a tutte le esposizioni in Default facenti capo a clientela non performing Corporate e Retail di Credito Emiliano. Il modello, sviluppato tramite un approccio per componenti, prevede la stima sia di un valore di ELBE Sofferenza sia di valori correttivi nelle component di Danger Rate migrazioni e DeltaQ (i.e. probabilità di migrazione a sofferenza di una controparte past due o inadempienza probabile e variazioni di esposizione registrati tra l'ingresso a default e il passaggio a sofferenza), che moltiplicati fra loro restituiscono il valore di ELBE atteso su posizioni in past due e inadempienza probabile. Per quanto riguarda le posizioni in stato di sofferenza, si applica semplicemente il valore i ELBE stimato senza l'impiego della componente danger rate, essendo la posizione già classificata nel suo stato terminale. Si precisa come le stime non includano l'impatto dei Costi Indiretti e dell'effetto Downturn. Per quanto riguarda lo sviluppo del modello, l'approccio è del tutto simile rispetto a quanto visto per il modello performing, fatta eccezione per l'introduzione tra i risk driver della componente sofferenza delle variabili relative al vintage della posizione, alla tipologia di processo di recupero attivata e alla presenza o meno di garanzie. Anche per i fattori correttivi per il precontenzioso l'approccio è esattamente il medesimo, semplicemente i driver di definizione dei paramentrisono rilevati al passaggio a default e non 12 mesi prima come per gli analoghi fattori per le esposizioni performing;
LGD Defaulted Assets Credito Emiliano, applicato a tutte le esposizioni in Default facenti capo a clientela non performing Corporate e Retail di Credito Emiliano. L'approccio risulta il medesimo già visto per l'ELBE, tuttavia, nel caso della LGD Defaulted Assets, semplicemente ai valori di ELBE Sofferenza stimati con approccio Workout e modello regressivo vengono sommati i Costi Indiretti, MoC specifici (Margin of Conservativism) e la componente di Downturn, al fine di inglobare nelle stime una componente di perdita inattesa;
Al pari dei modello LGD, il dataset contiene tutti le posizioni migrate a default in un dato orizzonte temporale (i.e. stesso perimetro di default osservato nel modello PD), e per ognuna delle quali sono presenti sia le caratteristiche oggetto di studio (i.e. risk driver) del modello, sia il valore di CCF/K storico effettivamente osservato, ovvero il rapporto tra il delta espositivo osservato nei 12 mesi prima del default e il margine disponibile all'inizio di tale periodo di osservazione. L'approccio di sviluppo prevede l'individuazione di una serie di risk driver rilevanti tramite analisi univariata, e successivamente la stima dei parametri associati a ciascuna cella della griglia così ottenuta tramite un approccio a media di cella (media semplice di tutti i valori osservati storicamente).
Per quanto riguarda le modalità di validazione, la Funzione di Validazione (Ufficio VAL) è responsabili di sottoporre inizialmente i modelli AIRB a una prima validazione omnicomprensiva, e successivamente con cadenza almeno annuale ad una revisione delle stime, tanto più profonda e frequente in virtù delle eventuali anomalie riscontrate nei precedenti monitoraggi. In particolare, la review peripodica delle stime è regolata dal Framework di Validazione, un documento ufficiale di taglio operativo che per ciascuno dei modelli descritti indica:
Per l'applicazione dell'intero processo di validazione, e in particolare del suddetto framework, VAL si avvale di basi dati dedicate, simili per struttura a quelle già descritte per lo sviluppo dei modelli, ma eventualmente arricchite in termini di informazioni e/o profondità storica, e comunque sempre idonee a consentire lo svolgimento dell'intero set di controlli e verifiche definito.
Il sistema interno di rating in uso presso il Gruppo Credem produce misure di rischiosità dei prenditori che sono utilizzate sia all'interno del processo del credito sia per finalità differenti. Di seguito si illustrano i principali processi in cui trovano utilizzo le misure di rischio prodotte dal sistema di rating interno.
Erogazione e revisione del credito: l'attività di valutazione ed erogazione del credito di Credem Banca verso la clientela assume, come presupposto tecnico, il giudizio di sintesi della rischiosità della controparte, rappresentato dal rating. Nell'attribuzione del rating, la banca deve valutare il grado di rischio in un arco temporale di almeno 18 mesi, tenendo conto della vulnerabilità della controparte a condizioni economiche avverse o ad eventi inattesi. L'autonomia di delibera degli affidamenti rappresenta la delega in materia di credito che il Consiglio di Amministrazione attribuisce agli organi delegati e/o soggetti che ricoprono specifici ruoli oppure "ad personam" a singoli soggetti. In Credem Banca, le autonomie di delibera per gli affidamenti delle posizioni in bonis vengono determinate in base al valore dell'accordato ponderato. L'accordato ponderato quantifica l'ammontare di rischio di credito associato alla posizione, determinato dall'accordato nominale (somma degli affidamenti proposti sulle singole linee), ponderato per gli elementi di rischio delle linee di credito (linea di credito, durata residua e garanzie) e del cliente (rating, settore economico e area territoriale). Si evidenzia, altresì, che il processo di revisione periodica delle posizioni che rientrano nella Funzione Regolamentare Retail, presenta timing differenti in funzione della classe di rating di appartenenza.
Monitoraggio andamentale del credito: l'ufficio Controllo Crediti svolge attività di controllo e monitoraggio sull'area credito al fine di garantire la corretta individuazione dei rapporti caratterizzati da anomalie andamentali. Tale attività avviene anche ricorrendo alle misure di rischio prodotte dal modello interno di rating. In particolare, l'Ufficio Controllo Crediti è responsabile dell'individuazione delle posizioni a rischio, caratterizzate da anomalie o da rating problematici/in deterioramento, della formalizzazione di adeguati interventi indirizzati alla Rete per la regolarizzazione delle posizioni segnalate, del monitoraggio delle posizioni oggetto di intervento fino all'avvenuta sistemazione ("gestione dei sospesi") e dell'eventuale coinvolgimento del Direttore di Filiale, della Funzione Regolamentare Corporate e Retail e del Servizio Crediti per la rimozione ed il presidio delle anomalie non evase dalla rete. Inoltre, l'ufficio Controllo Crediti effettua controlli massivi, con frequenza trimestrale, dell'analisi dinamica del portafoglio per classi di rating al fine di prevenire l'eventuale degrado della posizione rispetto all'ultimo rating deliberato segnalando alla Rete i degradi rilevanti per l'eventuale revisione del rating e/o del fido.
Provisioning: a partire dalla relazione semestrale approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 22 luglio 2010, coerentemente con quanto disposto dai principi contabili internazionali IAS/IFRS, si è scelto di adottare i parametri di rischio (PD ed LGD) stimati internamente dal sistema di rating, per la determinazione degli accantonamenti derivanti da svalutazioni collettive delle attività finanziarie in bonis. Successivamente i parametri di rischio sono stati ulteriormente evoluti per tenere in considerazione le peculiarità richieste dal principio contabile IFRS9 a partire da dicembre 2017. La valutazione avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito e le relative percentuali di perdita sono stimate tenendo conto di serie storiche, fondate su elementi osservabili alla data della valutazione, che consentano di stimare il valore della perdita latente in ciascuna categoria di crediti. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, è associata una "probabilità di inadempienza" assegnata sulla base del rating interno del cliente ed una "perdita in caso di inadempienza" commisurata all'ammontare dell'esposizione, alla forma tecnica del finanziamento e alla tipologia di garanzia. Inoltre, i parametri di rischio (PD e LGD) stimati internamente dal sistema di rating sono stati adottati per la stima degli accantonamenti derivanti da svalutazioni analitiche, di tipo forfettario, previste per le posizioni classificate come Past Due.
Misurazione delle performance del credito ed allocazione del capitale: in ottica Risk Appetite Framework (RAF), il Gruppo Credem utilizza come Massimo Rischio Assumibile o Risk Capacity, il patrimonio di Vigilanza di Gruppo (Fondi Propri), o parte di esso in presenza di vincoli imposti dall'Assemblea degli Azionisti o dall'Autorità di Vigilanza. Il processo di determinazione del RAF si attiva contestualmente al processo per la determinazione del budget di Gruppo. Al fine di assicurare la formalizzazione della Risk Capacity che il Gruppo è disposto ad accettare nel perseguimento dei propri obiettivi di business, gli obiettivi di rischio/rendimento vengono formalmente assegnati alle singole Società ritenute rilevanti e, ove necessario, alla Business Unit. Nella fase di Pianificazione Preliminare del processo di RAF, il Comitato Pianificazione strategica, con il supporto tecnico dell'ufficio Pianificazione e Capital Management, ha il ruolo di:
Trimestralmente il rischio effettivamente assunto è sottoposto a prove di stress al fine di verificare che siano rispettate le soglie di tolleranza alle singole tipologie di rischio. Per la quantificazione dell'impatto a scenari di stress, vengono applicati parametri di rischio particolarmente penalizzanti alle esposizioni in essere e proiettati sull'orizzonte temporale previsto, in coerenza con quanto svolto in sede ICAAP. È compito della funzione Risk Management verificare la bontà delle metriche utilizzate sottoponendo a backtesting i modelli di stima del rischio, e riportarne nel RAF gli esiti, segnalando eventuali carenze ed evidenziando eventuali necessità di sviluppo di nuove metodologie. Il quadro di riferimento per la determinazione della propensione al rischio utilizza metodologie di stima coerenti con quelle approvate in sede di verifica dell'adeguatezza patrimoniale (processo ICAAP), nel rispetto dei diversi obiettivi.
Sistema premiante: in particolare, il sistema premiante, definito per misurare i diversi livelli di performance, prevede indicatori di rischio-rendimento (Risk Adjusted Return On Risk Adjusted Capital - RARORAC), basati sulla stima interna delle PD, e indicatori di crescita del business (raccolta e impieghi). La struttura organizzativa adibita alla delibera dei rating non possiede obiettivi e non riceve incentivi o premi in connessione al business creditizio. Il sistema premiante delle Business Unit Commerciali prevede indicatori di rischio/rendimento basati sui parametri interni.
Pricing: la normativa interna prevede che nella determinazione delle condizioni da applicare alla clientela, per la quale è prevista l'assegnazione del rating di controparte, sia necessario verificare la congruità del prezzo proposto con il rating creditizio assegnato alla stessa avvalendosi di un apposito supporto di simulazione per la valutazione del profilo di rischiorendimento (RARORAC) e del capitale gestionale assorbito.
Per quanto riguarda il processo di reporting direzionale relativo all'utilizzo delle misure di rischio prodotte dal modello di rating, le principali informative sono prodotte per il Comitato Crediti di Gruppo e per il Comitato Consiliare Rischi di Gruppo. Il Comitato Crediti di Gruppo ha l'obiettivo di supportare la Capogruppo in materia di gestione dei c.d. Grandi Rischi. A questo scopo effettua un monitoraggio periodico dei grandi rischi assunti, per singola controparte, mediante un'attività di raccordo tra le strutture organizzative e i sistemi informativi su tutte le attività dell'area credito poste in essere dalle diverse unità che compongono il Gruppo. L'attività del Comitato è supportata dall'ufficio Credit Strategy che svolge la funzione di segreteria tecnica del Comitato stesso con particolare riguardo ai seguenti aspetti della tematica considerata:
Il Comitato è composto da membri nominati dal Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo. Con particolare riferimento ai compiti in materia di gestione e controllo dei rischi, il Comitato Consiliare Rischi di Gruppo svolge le seguenti funzioni di supporto:
Si espongono nel seguito le informazioni quantitative per i portafogli assoggettati ai modelli interni.
| A-I RB |
allo di Int PD erv |
ni in b osi zio Esp ilan cio |
Esp osi zio ni fuo ri bila nci o p re CC F |
CC F m edi o der ato pon per l'es izio pos ne |
osi zio Esp ne t-C CF pos e t-C RM pos |
PD dia me der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Nu me ro di deb ito ri |
LG D m edi a der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Du edi rat a m a der ata pon per l'es izio pos ne (an ni) |
Imp ort o del l'es izio pos ne der r il ato pon pe risc hio do po l'ap plic azi one dei fat i di tor teg sos no |
sità Den deg li imp ort i del le osi zio ni esp der ati pon il per risc hio |
Imp ort o del la dit per a att esa |
tifi che di Ret val ore e nti ant acc ona me |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0,0 0 a < 0 ,15 |
1.4 93. 338 |
1.3 35. 626 |
12% | 1.6 88. 094 |
0,0 5% |
4.5 94 |
37, 08% |
2 | 140 .90 7 |
8,3 5% |
313 | 139 | |
| 0,0 0 a < 0 ,10 |
1.4 93. 338 |
1.3 35. 626 |
12% | 1.6 88. 094 |
0,0 5% |
4.5 94 |
37, 08% |
2 | 140 .90 7 |
8,3 5% |
313 | 139 | |
| 0,1 0 a < 0 ,15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,1 5 a < 0 ,25 |
1.2 97 |
156 | 2% | 2.3 47 |
0,2 3% |
16 | 24, 16% |
1 | 338 | 14, 42% |
1 | - | |
| 0,2 5 a < 0 ,50 |
1.8 63. 864 |
1.2 80. 005 |
15% | 2.0 84. 216 |
0,3 0% |
6.6 26 |
36, 93% |
2 | 537 .77 9 |
25, 80% |
2.2 93 |
887 | |
| 0,5 0 a < 0 ,75 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,7 5 a ,50 < 2 |
2.2 16. 894 |
79. 1.3 809 |
15% | 71. 2.4 422 |
1,2 3% |
355 10. |
35, 95% |
2 | 47. 1.1 100 |
46, 41% |
763 10. |
4.3 08 |
|
| 0,7 5 a 1,7 5 < |
1.4 17. 440 |
903 .65 7 |
15% | 1.5 78. 251 |
0,8 6% |
6.2 04 |
36, 12% |
2 | 662 .30 0 |
41, 96% |
4.8 55 |
1.8 28 |
|
| Esp osi zio ni |
1,7 5 a < 2 ,5 |
799 .45 4 |
476 .15 2 |
16% | 893 .17 1 |
1,8 9% |
4.1 51 |
35, 65% |
2 | 484 .80 0 |
54, 28% |
5.9 09 |
2.4 80 |
| imp ver so res e - PM I |
2,5 0 a 10, 00 < |
446 .96 6 |
244 .54 9 |
9% | 479 .16 9 |
4,8 9% |
2.8 31 |
35, 40% |
2 | 333 .89 5 |
69, 68% |
7.9 92 |
4.3 65 |
| 2,5 5 a < |
5 440 .23 |
.74 243 9 |
9% | 471 5 .94 |
7% 4,8 |
2.7 87 |
35, 65% |
2 | .53 330 9 |
70, 04% |
7.9 08 |
45 4.3 |
|
| 5 a 10 < |
6.7 31 |
800 | 25% | 7.2 24 |
6,5 3% |
44 | 19, 00% |
3 | 3.3 56 |
46, 45% |
84 | 20 | |
| 10, 00 10 0,0 0 a < |
218 .63 5 |
92. 704 |
12% | 236 .53 0 |
14, 72% |
2.0 17 |
33, 41% |
2 | 233 .05 1 |
98, 53% |
11. 298 |
7.0 44 |
|
| 10 20 a < |
198 .07 8 |
88. 325 |
12% | 214 .63 1 |
12, 83% |
1.7 83 |
33, 78% |
2 | 209 .61 0 |
97, 66% |
9.1 55 |
5.5 39 |
|
| 20 30 a < |
3.4 12 |
166 | 12% | 3.4 55 |
22, 06% |
25 | 26, 10% |
3 | 2.2 54 |
65, 24% |
134 | 76 | |
| 30, 00 10 0,0 0 a < |
17. 145 |
4.2 13 |
12% | 18. 444 |
35, 72% |
209 | 30, 51% |
3 | 21. 187 |
114 ,87 % |
2.0 10 |
1.4 29 |
|
| 100 ,00 (D efau lt) |
94. 170 |
10. 282 |
- | 97. 868 |
100 ,00 % |
517 | 80, 13% |
1 | 86. 644 |
88, 53% |
71. 465 |
66. 477 |
|
| Tot ale rzia le pa (cla di sse osi zio ni) esp |
6.3 35. 163 |
4.3 43. 131 |
13, 64% |
7.0 59. 646 |
2,7 4% |
26. 956 |
37, 00% |
2 | 2.4 79. 714 |
35, 13% |
104 .12 6 |
83. 220 |
| A-I RB |
allo di Int PD erv |
Esp ni in b osi zio ilan cio |
Esp osi zio ni fuo ri bila nci o p re CC F |
CC F m edi o der ato pon per l'es izio pos ne |
osi zio Esp ne t-C CF pos e t-C RM pos |
dia PD me der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Nu me ro di deb ito ri |
edi LG D m a der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
edi Du rat a m a der ata pon per l'es izio pos ne (an ni) |
Imp ort o del l'es izio pos ne der r il ato pon pe risc hio do po l'ap plic azi one dei fat i di tor teg sos no |
Den sità deg li imp ort i del le osi zio ni esp der ati pon il per risc hio |
Imp ort o del la dit per a att esa |
tifi che di Ret val ore e nti ant acc ona me |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0,0 0 a < 0 ,15 |
1.7 86. 869 |
1.3 78. 204 |
12% | 2.0 00. 861 |
0,0 5% |
839 | 38, 67% |
1 | 248 .04 3 |
12, 40% |
387 | 120 | |
| 0,0 0 a < 0 ,10 |
1.7 86. 869 |
1.3 78. 204 |
12% | 2.0 00. 861 |
0,0 5% |
839 | 38, 67% |
1 | 248 .04 3 |
12, 40% |
387 | 120 | |
| 0,1 0 a < 0 ,15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,1 5 a < 0 ,25 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,2 5 a < 0 ,50 |
2.2 59. 551 |
1.3 08. 891 |
21% | 2.5 81. 143 |
0,3 0% |
1.4 51 |
38, 01% |
2 | 1.0 12. 759 |
39, 24% |
2.9 36 |
700 | |
| 0,5 0 a < 0 ,75 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,7 5 a ,50 < 2 |
79. 1.6 620 |
921 .20 1 |
17% | 56. 1.8 806 |
1,1 4% |
1.9 83 |
37, 69% |
2 | 1.3 31. 864 |
71, 73% |
7.6 58 |
2.2 64 |
|
| 0,7 5 a 1,7 5 < |
1.2 22. 649 |
653 .69 8 |
18% | 1.3 57. 332 |
0,8 6% |
1.1 81 |
38, 40% |
1 | 895 .80 1 |
66, 00% |
4.3 80 |
1.2 35 |
|
| Esp osi zio ni |
1,7 5 a < 2 ,5 |
456 .97 1 |
267 .50 3 |
12% | 499 .47 4 |
1,8 9% |
802 | 35, 78% |
2 | 436 .06 3 |
87, 30% |
3.2 78 |
1.0 29 |
| imp ver so res e - Al tre |
2,5 0 a 10, 00 < |
124 .90 6 |
84. 927 |
10% | 136 .87 1 |
4,8 7% |
428 | 37, 07% |
2 | 159 .27 2 |
116 ,37 % |
2.3 54 |
1.0 86 |
| Imp res e |
2,5 5 a < |
124 .84 8 |
927 84. |
10% | 136 .81 3 |
7% 4,8 |
427 | 37, 08% |
2 | 159 .25 9 |
116 ,41 % |
54 2.3 |
1.0 86 |
| 5 a 10 < |
58 | - | - | 58 | - | 1 | 32, 33% |
1 | 13 | 22, 53% |
- | - | |
| 10, 00 10 0,0 0 a < |
43. 235 |
23. 247 |
14% | 48. 968 |
14, 76% |
319 | 35, 08% |
2 | 75. 360 |
153 ,90 % |
2.1 98 |
1.2 34 |
|
| 10 20 a < |
39. 547 |
21. 831 |
14% | 45. 066 |
12, 94% |
225 | 35, 13% |
2 | 67. 612 |
150 ,03 % |
1.7 21 |
1.0 17 |
|
| 20 30 a < |
41 | - | - | 42 | 24, 93% |
55 | 31, 76% |
2 | 13 | 31, 04% |
- | - | |
| 30, 00 10 0,0 0 a < |
3.6 47 |
1.4 16 |
8% | 3.8 61 |
35, 73% |
39 | 34, 59% |
2 | 7.7 35 |
200 ,37 % |
477 | 217 | |
| 100 ,00 (D efau lt) |
135 .76 2 |
9.6 09 |
- | 139 .29 3 |
100 ,00 % |
649 | 89, 90% |
1 | 129 .29 4 |
92, 82% |
114 .89 8 |
102 .60 3 |
|
| Tot ale rzia le pa (cla di sse osi zio ni) esp |
6.0 29. 943 |
3.7 26. 080 |
16, 33% |
6.7 63. 943 |
2,7 1% |
5.6 69 |
39, 15% |
2 | 2.9 56. 593 |
43, 71% |
130 .43 0 |
108 .00 8 |
| A-I RB |
allo di Int PD erv |
Esp ni in b osi zio ilan cio |
Esp osi zio ni fuo ri bila nci o p re CC F |
CC F m edi o der ato pon per l'es izio pos ne |
osi zio Esp ne t-C CF pos e t-C RM pos |
dia PD me der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Nu me ro di deb ito ri |
edi LG D m a der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
edi Du rat a m a der ata pon per l'es izio pos ne (an ni) |
Imp ort o del l'es izio pos ne der r il ato pon pe risc hio do po l'ap plic azi one dei fat i di tor teg sos no |
sità Den deg li imp ort i del le osi zio ni esp der ati pon il per risc hio |
Imp ort o del la dit per a att esa |
tifi che di Ret val ore e nti ant acc ona me |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0,0 0 a < 0 ,15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,0 0 a < 0 ,10 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| ,15 0,1 0 a < 0 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,1 5 a < 0 ,25 |
56 | - | - | 56 | 0,2 3% |
1 | 11% 14, |
- | 3 | 5,0 7% |
- | - | |
| 0,2 5 a < 0 ,50 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,5 0 a < 0 ,75 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,7 5 a ,50 < 2 |
124 .43 3 |
201 | - | 125 .64 8 |
1,5 1% |
1.4 36 |
15, 42% |
- | 25. 087 |
97% 19, |
296 | 92 | |
| 0,7 5 a 1,7 5 < |
66. 931 |
179 | - | 67. 258 |
0,9 4% |
825 | 14, 97% |
- | 9.7 01 |
14, 42% |
95 | 30 | |
| Esp osi zio ni a l det lio tag - |
1,7 5 a < 2 ,5 |
57. 502 |
21 | - | 58. 391 |
2,1 6% |
611 | 15, 93% |
- | 15. 387 |
26, 35% |
201 | 62 |
| ite da ant gar imm obi li ide nzi ali |
2,5 0 a 10, 00 < |
203 .80 6 |
1.2 18 |
- | 206 .10 3 |
5,5 0% |
2.1 95 |
15, 73% |
- | 89. 464 |
43, 41% |
1.7 84 |
1.5 16 |
| res PM I |
2,5 5 a < |
87. 860 |
222 | - | 89. 033 |
2% 4,1 |
937 | 15, 86% |
- | 33. 803 |
37, 97% |
586 | 319 |
| 5 a 10 < |
115 .94 6 |
996 | - | 117 .07 1 |
6,5 5% |
1.2 58 |
15, 62% |
- | 55. 661 |
47, 54% |
1.1 98 |
1.1 97 |
|
| 10, 00 10 0,0 0 a < |
64. 738 |
20 | - | 65. 950 |
15, 54% |
566 | 16, 27% |
- | 44. 282 |
67, 14% |
1.6 56 |
1.8 01 |
|
| 10 20 a < |
47. 832 |
20 | - | 563 48. |
12, 20% |
441 | 16, 30% |
- | 31. 221 |
64, 29% |
964 | 58 1.0 |
|
| 20 30 a < |
13. 279 |
- | - | 13. 706 |
22, 90% |
74 | 16, 30% |
- | 10. 356 |
75, 56% |
507 | 544 | |
| 30, 00 10 0,0 0 a < |
3.6 28 |
- | - | 3.6 81 |
32, 19% |
51 | 15, 65% |
- | 2.7 05 |
73, 49% |
185 | 199 | |
| 100 ,00 (D efau lt) |
51. 535 |
- | - | 53. 080 |
100 ,00 % |
584 | 53, 09% |
- | 38. 753 |
73, 01% |
25. 100 |
19. 410 |
|
| Tot ale rzia le pa (cla di sse osi zio ni) esp |
444 .56 7 |
1.4 38 |
- | 450 .83 8 |
16, 98% |
4.7 82 |
20, 12% |
- | 197 .58 9 |
43, 83% |
28. 836 |
22. 818 |
| A-I RB |
Int allo di PD erv |
ni in b osi zio Esp ilan cio |
osi zio ni Esp fuo ri bila nci o p re CC F |
edi CC F m o der ato pon per l'es izio pos ne |
Esp osi zio ne t-C CF pos e t-C RM pos |
PD dia me der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Nu me ro di deb ito ri |
LG D m edi a der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Du edi rat a m a der ata pon per l'es izio pos ne (an ni) |
Imp ort o del l'es izio pos ne der r il ato pon pe risc hio do po l'ap plic azi one dei fat i di tor teg sos no |
sità Den deg li imp i ort del le osi zio ni esp der ati pon il per risc hio |
Imp ort o del la dit per a att esa |
Ret tifi che di val ore e nti ant acc ona me |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0,0 0 a < 0 ,15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,0 0 a < 0 ,10 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,1 0 a < 0 ,15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,1 5 a < 0 ,25 |
559 | - | - | 559 | 0,2 3% |
8 | 17, 79% |
- | 47 | 8,4 0% |
- | - | |
| 0,2 5 a < 0 ,50 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,5 ,75 0 a < 0 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,7 5 a < 2 ,50 |
7.1 92. 440 |
28. 044 |
- | 7.1 92. 455 |
1,0 0% |
78. 177 |
15, 39% |
- | 1.4 49. 501 |
20, 15% |
11. 111 |
3.3 18 |
|
| 0,7 5 a 1,7 5 < |
7.1 92. 440 |
28. 044 |
- | 7.1 92. 455 |
1,0 0% |
78. 177 |
15, 39% |
- | 1.4 49. 501 |
20, 15% |
11. 111 |
3.3 18 |
|
| osi zio ni a l Esp det lio tag |
1,7 5 a < 2 ,5 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| ite da ant gar imm obi li - |
2,5 0 a 10, 00 < |
1.0 88. 134 |
4.9 39 |
- | 1.0 88. 147 |
5% 4,1 |
13. 536 |
15, 03% |
- | 494 .71 1 |
45, 46% |
6.8 26 |
760 11. |
| PM I non |
2,5 5 a < |
713 .31 1 |
3.9 97 |
- | 713 .32 4 |
2,5 8% |
8.8 90 |
14, 91% |
- | 256 .99 2 |
36, 03% |
2.7 46 |
3.7 81 |
| 5 a 10 < |
374 .82 3 |
942 | - | 374 .82 3 |
7,1 4% |
4.6 46 |
15, 24% |
- | 237 .71 9 |
63, 42% |
4.0 80 |
7.9 79 |
|
| 10, 00 10 0,0 0 a < |
113 .90 9 |
327 | - | 113 .90 9 |
78% 18, |
71 1.4 |
15, 41% |
- | 103 .11 9 |
53% 90, |
3.2 84 |
3.5 96 |
|
| 10 20 a < |
109 .10 3 |
218 | - | 109 .10 3 |
18, 51% |
1.3 87 |
15, 58% |
- | 99. 709 |
91, 39% |
3.1 45 |
3.4 37 |
|
| 20 30 a < |
4.7 32 |
110 | - | 4.7 32 |
24, 93% |
83 | 11, 52% |
- | 3.3 54 |
70, 88% |
136 | 156 | |
| 30, 00 10 0,0 0 a < |
73 | - | - | 73 | 32, 19% |
1 | 12, 51% |
- | 56 | 77, 09% |
3 | 3 | |
| 100 ,00 (D efau lt) |
150 .68 4 |
- | - | 154 .99 8 |
100 ,00 % |
2.3 81 |
19% 41, |
- | 95. 269 |
61, 46% |
56. 251 |
482 44. |
|
| Tot ale rzia le pa (cla di sse osi zio ni) esp |
8.5 45. 726 |
33. 310 |
- | 8.5 50. 069 |
3,4 3% |
95. 573 |
15, 81% |
- | 2.1 42. 647 |
25, 06% |
77. 473 |
155 63. |
| A-I RB |
allo di Int PD erv |
Esp ni in b osi zio ilan cio |
Esp osi zio ni fuo ri bila nci o p re CC F |
CC F m edi o der ato pon per l'es izio pos ne |
osi zio Esp ne t-C CF pos e t-C RM pos |
dia PD me der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Nu me ro di deb ito ri |
edi LG D m a der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
edi Du rat a m a der ata pon per l'es izio pos ne (an ni) |
Imp ort o del l'es izio pos ne der r il ato pon pe risc hio do po l'ap plic azi one dei fat i di tor teg sos no |
sità Den deg li imp ort i del le osi zio ni esp der ati pon il per risc hio |
Imp ort o del la dit per a att esa |
tifi che di Ret val ore e nti ant acc ona me |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0,0 0 a < 0 ,15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,0 0 a < 0 ,10 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| ,15 0,1 0 a < 0 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,1 5 a < 0 ,25 |
151 .94 8 |
- | - | 152 .38 0 |
0,2 3% |
158 .20 3 |
26, 96% |
- | 5.2 07 |
3,4 2% |
94 | 54 | |
| 0,2 5 a < 0 ,50 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,5 0 a < 0 ,75 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,7 5 a ,50 < 2 |
94. 809 |
- | - | 845 96. |
7% 1,2 |
52. 604 |
27, 34% |
- | 13. 263 |
13, 69% |
356 | 134 | |
| 0,7 5 a 1,7 5 < |
62. 468 |
- | - | 63. 742 |
1,0 2% |
30. 909 |
22, 93% |
- | 5.9 33 |
9,3 1% |
149 | 42 | |
| Esp osi zio ni a l det lio |
1,7 5 a < 2 ,5 |
32. 341 |
- | - | 33. 103 |
1,7 5% |
21. 695 |
35, 84% |
- | 7.3 29 |
22, 14% |
208 | 92 |
| tag ativ rot e lifi cat e |
2,5 0 a 10, 00 < |
100 .79 1 |
- | - | 103 .86 9 |
7,9 6% |
51. 612 |
25, 78% |
- | 45. 982 |
44, 27% |
2.1 71 |
1.2 28 |
| qua | 2,5 5 a < |
15. 112 |
- | - | 15. 462 |
2,5 9% |
6.1 09 |
22, 36% |
- | 2.8 40 |
18, 37% |
90 | 48 |
| 5 a 10 < |
85. 679 |
- | - | 88. 407 |
8,9 0% |
45. 503 |
26, 38% |
- | 43. 142 |
48, 80% |
2.0 81 |
1.1 80 |
|
| 10, 00 10 0,0 0 a < |
10. 205 |
- | - | 11. 862 |
24, 60% |
39. 728 |
22, 39% |
- | 7.9 52 |
67, 04% |
666 | 296 | |
| 10 20 a < |
1.8 91 |
- | - | 59 1.9 |
18, 46% |
682 | 20, 96% |
- | 1.1 04 |
56, 35% |
76 | 17 | |
| 20 30 a < |
8.3 13 |
- | - | 9.9 02 |
25, 81% |
39. 046 |
22, 67% |
- | 6.8 48 |
69, 16% |
591 | 279 | |
| 30, 00 10 0,0 0 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 100 ,00 (D efau lt) |
42. 768 |
- | - | 53. 124 |
100 ,00 % |
20. 197 |
37, 45% |
- | 31. 960 |
60, 16% |
17. 339 |
29. 376 |
|
| Tot ale rzia le pa (cla di sse osi zio ni) esp |
400 .52 1 |
- | - | 418 .07 9 |
15, 76% |
322 .34 4 |
27, 96% |
- | 104 .36 4 |
24, 96% |
20. 627 |
31. 087 |
| A-I RB |
allo di Int erv PD |
osi zio ni Esp in b ilan cio |
osi zio ni Esp fuo ri bila nci o -CC F pre |
edi CC F m o der ato pon per l'es izio pos ne |
Esp osi zio ne t-C CF pos e t-C RM pos |
PD dia me der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Nu me ro di deb ito ri |
LG D m edi a der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Du rat a dia me der ata pon per l'es izio pos ne (an ni) |
Imp ort o del l'es izio pos ne der ato pon pe r il r isc hio do po l'ap plic azi one dei fat i di tor teg sos no |
sità Den deg li imp i ort del le osi zio ni esp der ati pon il per risc hio |
Imp ort o del la dit per a att esa |
Ret tifi che di val ore e nti ant acc ona me |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0,0 0 a < 0 ,15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,0 0 a < 0 ,10 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,1 0 a < 0 ,15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,1 5 a < 0 ,25 |
9.3 34 |
34. 667 |
1% | 9.7 66 |
0,2 3% |
11. 673 |
26, 64% |
- | 937 | 9,5 9% |
6 | 8 | |
| 0,2 5 a < 0 ,50 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,5 ,75 0 a < 0 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,7 5 a < 2 ,50 |
407 .14 6 |
349 .82 7 |
48% | 584 .58 7 |
1,6 4% |
20. 420 |
23, 33% |
- | 129 .48 6 |
22, 15% |
2.2 35 |
658 | |
| 0,7 5 a 1,7 5 < |
155 .49 4 |
168 .30 4 |
54% | 250 .18 6 |
0,9 5% |
8.7 18 |
23, 43% |
- | 47. 081 |
18, 82% |
558 | 162 | |
| osi zio ni Esp |
1,7 5 a < 2 ,5 |
251 .65 2 |
181 .52 3 |
42% | 334 .40 0 |
2,1 6% |
11. 702 |
23, 26% |
- | 82. 405 |
24, 64% |
1.6 77 |
496 |
| al d agl io - ett altr e P MI |
2,5 0 a 10, 00 < |
522 .93 0 |
237 .91 7 |
40% | 629 .53 1 |
5,6 2% |
30. 108 |
22, 63% |
- | 172 .03 4 |
27, 33% |
8.0 24 |
2.8 05 |
| 2,5 5 a < |
230 .21 7 |
126 .26 2 |
37% | 283 .60 6 |
4,4 4% |
10. 853 |
22, 48% |
- | 75. 103 |
26, 48% |
2.8 33 |
785 | |
| 5 a 10 < |
292 .71 2 |
111 .65 5 |
42% | 345 .92 5 |
6,5 9% |
19. 255 |
22, 75% |
- | 96. 932 |
28, 02% |
5.1 91 |
2.0 20 |
|
| 10, 00 a < 100 ,00 |
270 .06 2 |
73. 237 |
32% | 301 .23 0 |
15, 53% |
17. 799 |
21, 94% |
- | 103 .99 0 |
34, 52% |
10. 059 |
4.8 42 |
|
| 10 20 a < |
191 .11 1 |
54. 337 |
35% | 215 .29 4 |
97% 11, |
8.7 88 |
22, 68% |
- | 70. 615 |
32, 80% |
5.8 40 |
2.6 60 |
|
| 20 30 a < |
65. 805 |
16. 755 |
19% | 71. 338 |
22, 78% |
8.3 87 |
19, 51% |
- | 26. 369 |
36, 96% |
3.1 44 |
1.7 02 |
|
| 30, 00 a < 100 ,00 |
13. 147 |
2.1 44 |
58% | 14. 597 |
32, 19% |
624 | 22, 90% |
- | 7.0 07 |
48, 00% |
1.0 76 |
481 | |
| 100 ,00 (De fau lt) |
86. 003 |
7.3 55 |
- | 93. 138 |
100 ,00 % |
7.6 12 |
07% 66, |
- | 75. 077 |
80, 61% |
55. 519 |
58. 515 |
|
| Tot ale rzia le pa (cla di sse osi zio ni) esp |
1.2 95. 475 |
703 .00 2 |
40, 81% |
1.6 18. 252 |
11, 43% |
87. 612 |
25, 28% |
- | 48 1.5 24 |
29, 76% |
75. 844 |
66. 829 |
| A-I RB |
allo di Int erv PD |
osi zio ni Esp in b ilan cio |
osi zio ni Esp fuo ri bila nci o -CC F pre |
CC edi F m o der ato pon per l'es izio pos ne |
Esp osi zio ne t-C CF pos e t-C RM pos |
PD dia me der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
di Nu me ro deb ito ri |
LG D m edi a der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Du rat a dia me der ata pon per l'es izio pos ne (an ni) |
Imp ort o del l'es izio pos ne der ato pon pe r il r isc hio do po l'ap plic azi one dei fat tor i di teg sos no |
sità Den deg li imp i ort del le osi zio ni esp der ati pon il per risc hio |
Imp ort o del la dit per a att esa |
Ret tifi che di val ore e nti ant acc ona me |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| ,15 0,0 0 a < 0 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,0 0 a < 0 ,10 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,1 0 a < 0 ,15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,1 5 a < 0 ,25 |
35. 319 |
592 .63 6 |
18% | 145 .62 8 |
0,2 3% |
229 .23 2 |
27, 08% |
- | 18. 580 |
12, 76% |
91 | 89 | |
| 5 a ,50 0,2 < 0 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,5 0 a < 0 ,75 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,7 5 a < 2 ,50 |
2.1 29. 841 |
416 .80 4 |
25% | 2.2 70. 176 |
1,2 0% |
147 .69 0 |
23, 96% |
- | 620 .89 4 |
27, 35% |
6.7 97 |
2.1 87 |
|
| 0,7 5 a 1,7 5 < |
1.8 07. 598 |
369 .13 8 |
26% | 1.9 40. 265 |
1,1 0% |
103 .57 4 |
21, 77% |
- | 460 .77 1 |
23, 75% |
4.6 71 |
1.0 13 |
|
| Esp osi zio ni |
1,7 5 a < 2 ,5 |
322 .24 3 |
47. 666 |
16% | 329 .91 1 |
1,7 5% |
116 44. |
36, 83% |
- | 160 .12 3 |
48, 54% |
2.1 26 |
73 1.1 |
| al d agl io - ett altr e n on |
2,5 0 a 10, 00 < |
699 .62 0 |
170 .72 9 |
26% | 751 .27 4 |
3,9 3% |
87. 521 |
16, 45% |
- | 187 .50 3 |
24, 96% |
5.3 06 |
4.0 69 |
| PM I |
2,5 5 a < |
518 .50 3 |
71. 383 |
33% | 546 .70 5 |
2,6 2% |
34. 336 |
14, 93% |
- | 117 .86 9 |
21, 56% |
2.1 20 |
1.1 10 |
| 5 a 10 < |
7 181 .11 |
347 99. |
21% | .56 204 9 |
7,4 4% |
53. 185 |
53% 20, |
- | 635 69. |
34, 04% |
3.1 86 |
59 2.9 |
|
| 10, 00 a < 100 ,00 |
146 .03 8 |
21. 480 |
13% | 153 .91 1 |
19, 24% |
15. 996 |
18, 99% |
- | 69. 225 |
98% 44, |
6.0 42 |
3.5 22 |
|
| 10 20 a < |
119 .05 6 |
15. 382 |
13% | 124 .81 1 |
17, 51% |
3.5 40 |
16, 77% |
- | 47. 377 |
37, 96% |
3.7 90 |
1.4 50 |
|
| 20 30 a < |
26. 981 |
6.0 99 |
12% | 29. 100 |
26, 65% |
12. 455 |
28, 49% |
- | 21. 849 |
75, 08% |
2.2 52 |
2.0 72 |
|
| 30, 00 a < 100 ,00 |
- | - | - | - | 32, 19% |
1 | 50% 26, |
- | - | - | - | - | |
| 100 ,00 (De fau lt) |
103 .09 8 |
12. 019 |
- | 107 .55 2 |
100 ,00 % |
13. 648 |
60, 81% |
- | 80. 777 |
75, 11% |
58. 939 |
59. 004 |
|
| Tot ale zia le par (cla di sse osi zio ni) esp |
3.1 13. 917 |
1.2 13. 668 |
21% | 3.4 28. 541 |
5,6 6% |
494 .08 7 |
23, 38% |
- | 976 .98 0 |
28, 50% |
77. 176 |
68. 87 1 |
|
| ale fog Tot rta po |
lio AIR B |
26. 165 .31 2 |
10. 020 .63 0 |
17% | 28. 289 .36 9 |
3,9 5% |
1.0 37. 023 |
28, 39% |
2 | 9.3 39. 41 1 |
33, 01% |
514 .51 1 |
443 .98 9 |
| Importo dell'esposizione ponderato per il rischio prima dei derivati su crediti |
Importo effettivo dell'esposizione ponderato per il rischio |
||
|---|---|---|---|
| a | b | ||
| 1 | Esposizioni in base al F-IRB | - | - |
| 2 | Amministrazioni centrali e banche centrali | - | - |
| 3 | Enti | - | - |
| 4 | Imprese | - | - |
| 4.1 | di cui imprese – PMI | - | - |
| 4.2 | di cui imprese – finanziamenti specializzati | - | - |
| 5 | Esposizioni in base all'A-IRB | 9.339.411 | 9.339.411 |
| 6 | Amministrazioni centrali e banche centrali | - | - |
| 7 | Enti | - | - |
| 8 | Imprese | 5.436.306 | 5.436.306 |
| 8.1 | di cui imprese – PMI | 2.479.714 | 2.479.714 |
| 8.2 | di cui imprese – finanziamenti specializzati | - | - |
| 9 | Al dettaglio | 3.903.104 | 3.903.104 |
| 9.1 | di cui al dettaglio – PMI, garantite da beni immobili | 197.589 | 197.589 |
| 9.2 | di cui al dettaglio – non PMI, garantite da beni immobili | 2.142.647 | 2.142.647 |
| 9.3 | di cui al dettaglio – rotative qualificate | 104.364 | 104.364 |
| 9.4 | di cui al dettaglio – PMI, altre | 481.524 | 481.524 |
| 9.5 | di cui al dettaglio – non PMI, altre | 976.980 | 976.980 |
| 10 | TOTALE (comprese le esposizioni in base al F-IRB e le esposizioni in base all'A-IRB) |
9.339.411 | 9.339.411 |
| de l lo M E o |
C 7- U R A |
do M to e – |
in I R B: |
fo iv t rm a a s |
l la u |
isu m ra |
d i u i l izz t o |
de l le |
ic he te cn |
d | i C |
R M |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| -- | ------------------------------ | ------------------------ | ------------------------- | -------------------- | --------------------------------- | -------------- | ---------------- | ------------------------------------- | --------------- | ---------------------- | --- | -------- | -------- |
| Tec nic he di a zio del ris chi o d i cr edi tte to nua ne |
tod i di ion e d el Me at ten uaz risc hio di dit el c alc olo cre o n deg li R WE A |
||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Pro ion e d el c tez |
red ito di t ipo re |
ale | (FC P) |
ion e d Pro tez tip o p ers |
el c red ito di le ( ) UF CP ona |
||||||||||
| Par te d i es gar anz |
izio ni c pos ope ie r eal i am mis sib |
rte da alt re ili (%) |
Par te d i es pos tez ion pro |
izio ni c rte da ope e d el c red ito di t |
alt ri t ipi di ipo ale (% ) re |
RW EA sen za |
RW EA con |
||||||||
| A-I RB |
Tot ale de lle osi zio ni esp |
Par te d i osi zio ni esp e d ert cop a ie gar anz li rea fin iari anz e (%) |
te d i Par osi zio ni esp e d ert cop a ie gar anz imm obi liar i (%) |
Par te d i osi zio ni esp e d ert cop a dit i (% ) cre |
Par te d i osi zio ni esp e d ert cop a altr e ie gar anz li s rea u ben i iali ter ma (%) |
te d i Par osi zio ni esp e d ert cop a dep osi ti i n tan te con (%) |
te d i Par osi zio ni esp e d ert cop a pol izz e d i icu ion ass raz e vit a (% ) |
te d i Par osi zio ni esp e d ert cop a i str ent um det ti enu da zi ( ter %) |
te d i Par osi zio ni esp e d ert cop a ie gar anz ali per son (%) |
Par te d i osi zio ni esp e d ert cop a der iva ti s u dit i (% ) cre |
effe tti di titu zio sos ne (so lo e ffet ti di rid uzi ) one |
effe tti di titu zio sos ne (eff ett i si a d i rid uzi one che di titu zio ne) sos |
|||
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | n | ||
| 1 | Am min istr azio ni tral i e ban che cen tral i cen |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 2 | i Ent |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3 | Imp res e |
13. 823 .58 9 |
1,1 8% |
4,4 8% |
4,4 8% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 5.4 36. 306 |
5.4 36. 306 |
| 3.1 | di c ui i e – PM mp res I |
7.0 59. 646 |
1,3 8% |
6,3 7% |
6,3 7% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 2.4 79. 714 |
2.4 79. 714 |
| 3.2 | di c ui i mp res e – fin iam i ent anz cial izza ti spe |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3.3 | di c ui i e – altr mp res o |
6.7 63. 943 |
0,9 7% |
2,5 1% |
2,5 1% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 2.9 56. 593 |
2.9 56. 593 |
| 4 | Al d glio etta |
14. 465 .78 0 |
1,3 7% |
62, 39% |
62, 39% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 3.9 03. 104 |
3.9 03. 104 |
| 4.1 | di c ui a l de lio ttag ntit – PM I, g ara e da ben i im mob ili |
450 .83 8 |
- | 98, 93% |
98, 93% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 197 .58 9 |
197 .58 9 |
| 4.2 | di c ui a l de lio ttag PM I, – n on ite da ben i ant gar imm obi li |
8.5 50. 069 |
- | 100 ,34 % |
100 ,34 % |
- | - | - | - | - | - | - | - | 2.1 42. 647 |
2.1 42. 647 |
| 4.3 | di c ui a l de lio ttag tati – ro ve lific ate qua |
418 .07 9 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 104 .36 4 |
104 .36 4 |
| 4.4 | di c ui a l de lio ttag ltre – PM I, a |
1.6 18. 252 |
3,9 6% |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 481 .52 4 |
481 .52 4 |
| 4.5 | di c ui a l de lio ttag PM I, a ltre – n on |
3.4 28. 541 |
3,9 2% |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 976 .98 0 |
976 .98 0 |
| 5 | ale Tot |
28. 289 .36 9 |
1,2 8% |
34, 09% |
34, 09% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 9.3 39. 41 1 |
9.3 39. 41 1 |
| Importo dell'esposizione ponderato per il rischio |
||
|---|---|---|
| a | ||
| 1 | Importo dell'esposizione ponderato per il rischio al termine del precedente periodo di riferimento |
9.274.737 |
| 2 | Dimensioni delle attività (+/-) | 230.022 |
| 3 | Qualità delle attività (+/-) | (104.161) |
| 4 | Aggiornamenti del modello (+/-) | - |
| 5 | Metodologia e politica (+/-) | - |
| 6 | Acquisizioni e dismissioni (+/-) | (63.085) |
| 7 | Oscillazioni del cambio (+/-) | 1.897 |
| 8 | Altro (+/-) | - |
| 9 | Importo dell'esposizione ponderato per il rischio al termine del periodo di riferimento | 9.339.411 |
| Esposizioni in strumenti di capitale in base al metodo della ponderazione semplice | |||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Categorie | Esposizioni in bilancio |
Esposizioni fuori bilancio |
Fattore di ponderazione del rischio |
Valore dell'esposizione |
Importo dell'esposizione ponderato per il rischio |
Importo delle perdite attese |
|||||
| a | b | c | d | e | f | ||||||
| Esposizioni in strumenti di private equity |
- | - | 190% | - | - | - | |||||
| Esposizioni in strumenti di capitale negoziati in mercati |
47.761 | - | 290% 47.761 |
138.508 | 382 | ||||||
| Altre esposizioni in strumenti di capitale |
231.009 | - | 231.009 | 854.732 | 5.544 | ||||||
| Totale | 278.770 | - | 278.770 | 993.240 | 5.926 |
I collateral e le garanzie rivestono particolare rilevanza nelle strategie creditizie del Gruppo Credem in quanto consentono la mitigazione nel complessivo ciclo di vita del credito, pur mantenendo un carattere accessorio nel processo di valutazione e concessione del credito dove l'elemento fondante è la valutazione della capacità di rimborso del debitore. In tal senso l'acquisizione delle stesse, comporta un'approfondita attività valutativa sia in fase di acquisizione sia di monitoraggio e gestione.
Per i collateral immobiliari sono definiti, conformemente ad i requisiti normativi, i principi generali che consentono un sano e prudente processo di valutazione degli immobili oggetto dei collateral:
Vista l'importanza del comparto mutui nel portafoglio complessivo e in ottica di adeguamento alle Disposizioni di Vigilanza è stato messo a punto un processo di monitoraggio periodico del valore degli immobili oggetto di ipoteca al fine di una corretta valutazione del grado di copertura dei collateral.
All'interno del "Regolamento per l'assunzione dei rischi di credito verso la clientela" è codificata la ponderazione da applicare alle diverse operazioni ipotecarie in base alla natura dell'immobile. Il Comitato di Credit Strategy, inoltre, propone periodicamente le linee guida di indirizzo in termini di Loan To Value media del portafoglio e delle nuove erogazioni. In particolare, proprio per la natura di intervento a medio termine, i mutui ipotecari prevedono percentuali di iscrizione della garanzia diversificate a seconda della tipologia del finanziamento.
Per quanto riguarda le garanzie reali su valori mobiliari sono previsti scarti cauzionali da applicare a seconda della tipologia del prodotto acquisito in garanzia e dell'eventuale rating dell'emittente. È inoltre previsto il monitoraggio costante dei valori mobiliari a garanzia e la valorizzazione ai fini di Credit Risk Mitigation.
In riferimento alle garanzie fidejussorie, osserviamo che la loro valorizzazione viene sempre effettuata sulla base di una valutazione prudenziale del patrimonio responsabile dei garanti.
Relativamente alle garanzie pubbliche, il Gruppo Credem adotta specifiche procedure volte a rispettare le modalità operative richieste dai dettami normativi emanati dallo Stato o dagli enti emittenti tali garanzie.
Nell'ambito del calcolo ECL le garanzie statali erogate come risposta straordinaria di sostegno all'economia reale nel contesto dell'emergenza sanitaria in corso sono considerate analogamente alle altre garanzie statali presenti in portafoglio. Non sono previsti trattamenti ad hoc, le garanzie contribuiscono a mitigare l'ECL sui rapporti a cui sono associate tramite principio di sostituzione: la quota coperta da esse viene, quindi, associata al livello di rischio dell'emittente (in questo caso lo stato italiano, con rating DBRS BBBH) invece che a quello della controparte.
Non sono presenti derivati su crediti.
| Valore contabile garantito | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| di cui garantito da garanzie finanziarie | ||||||
| Valore contabile non garantito |
di cui garantito da garanzie reali |
di cui garantito da derivati su crediti |
||||
| a | b | c | d | e | ||
| 1 | Prestiti e anticipazioni | 18.368.317 | 21.210.136 | 16.347.552 | 4.862.585 | - |
| 2 | Titoli di debito | 14.679.466 | - | - | - | 0 |
| 3 | Totale | 33.047.783 | 21.210.136 | 16.347.552 | 4.862.585 | - |
| 4 | di cui esposizioni deteriorate | 63.941 | 292.614 | 247.588 | 45.026 | - |
| EU-5 | di cui in stato di default | 63.941 | 292.614 | 0 | 0 | 0 |
Il rischio di controparte è una particolare fattispecie di rischio di credito che si manifesta nel caso in cui la controparte di un'operazione risulti inadempiente prima del regolamento definitivo dei flussi finanziari.
Gli accordati per operazioni OTC vengono definiti con logiche del tutto analoghe a quelle delle esposizioni per cassa e dunque si basa sulla valutazione dei bilanci delle controparti, sui giudizi delle agenzie di rating e sull'esame dei report di altri information provider. Questa attività di analisi si conclude esprimendo un rating interno alla controparte.
Per il calcolo dei requisiti patrimoniali per il rischio di controparte il Gruppo applica:
Credem applica le specifiche indicazioni fornite dalla normativa per il calcolo del valore delle esposizioni soggette a rischio di controparte:
In coerenza con quanto indicato dalla normativa, ai fini di riduzione/contenimento del valore delle esposizioni al rischio di controparte Il Gruppo Credem si avvale di strumenti di mitigazione quali gli accordi bilaterali di compensazione dei contratti (cioè accordi scritti in base ai quali le reciproche posizioni sono automaticamente compensate stabilendo un unico saldo netto, senza effetti innovativi).
In particolare, nell'ambito delle politiche di riduzione del rischio di controparte è prevista la stipula di appositi contratti aventi ad oggetto la regolamentazione della operatività in pronti contro termine (c.d. GMRA – "Global Master Repurchase Agreement") e in contratti derivati OTC (over the counter) (c.d. ISDA Agreements, unitamente ai c.d. CSA - "Credit Support Annex"). Il GMRA prevede al suo interno apposite disposizioni finalizzate alla marginazione a copertura dell'esposizione di volta in volta presentata dal portafoglio di operazioni con la singola controparte. Similmente, i CSA, che costituiscono propriamente allegato allo stesso ISDA, hanno ad oggetto la disciplina dello scambio di garanzie finanziarie (c.d. collateral) a supporto della operatività in derivati, al fine di contenere l'esposizione creditizia verso la controparte. In particolare, con la stipula di un CSA le parti si accordano per depositare in garanzia presso la parte risultante creditrice un importo pari al valore del mark to market dell'esposizione. Periodicamente viene fatto il ricalcolo dell'esposizione stessa per valutare la congruità delle garanzie depositate.
Di norma, la maggior parte degli accordi di garanzia sopra descritti (ISDA Agreement unitamente ai rispettivi CSA ed i GMRA) stipulati dal Gruppo Credem non contiene clausole che prevedono impatti in termini di ammontare delle garanzie da prestare in caso di riduzione del proprio merito creditizio. Sulla base dei contratti in essere, un eventuale downgrade del rating assegnato alla società del Gruppo Credem non determinerebbe impatti sulle garanzie da prestare. Per l'operatività in derivati OTC, il collaterale prestato/ricevuto è rappresentato esclusivamente da contante.
Lo sviluppo dei processi di governo, gestione e monitoraggio del rischio di controparte avviene in modo coerente con la struttura del Gruppo e mediante un processo di deleghe che prevede il coinvolgimento delle funzioni della Capogruppo. I compiti e le responsabilità in materia di governo, gestione e controllo del rischio di credito sono rimessi agli Organi Societari.
L'esposizione massima al rischio di credito che il Gruppo può assumere verso un singolo cliente o gruppo di clienti connessi, non può superare il 25% del Tier 1 Capital consolidato del Gruppo Bancario, così come disciplinato dalle normative in materia di grandi esposizioni.
Il frazionamento del rischio di credito è un principio fondamentale presente nelle Policy aziendali e viene perseguito attraverso la definizione di Credit Limit a livello di Paese, di singolo cliente e di gruppo di clienti connessi, di asset class e di portafoglio clientela.
Il rischio paese attiene al rischio di perdite causate da eventi che si verificano in un paese diverso dall'Italia. Il concetto di rischio paese è più ampio di quello di rischio sovrano in quanto è riferito a tutte le esposizioni indipendentemente dalla natura delle controparti, siano esse persone fisiche, imprese, banche o amministrazioni pubbliche.
| a | b | c | d | e | f | g | h | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| di Co sto tit ion sos uz e ( RC ) |
siz ion Es po e ten zia le po fut ( E) PF ura |
EP E e ffe tti va |
Alf tili ta a u zza r il lco lo pe ca del lor va e del l'es siz ion po e a f ini ola ri nta reg me |
lor Va e del l'es siz ion po e -CR M pre |
Ex po sur e lue st va po CR M |
Va lor e del l'es siz ion po e |
RW EA |
||
| EU -1 |
do del l'es EU - M izio ori ina ria (p eto pos ne g er i d eri i) vat |
- | - | 00 / 01 / 190 0 |
1, 4 |
- | - | - | - |
| EU -2 |
EU - S A-C CR lifi o (p i d eri i) cat vat se mp er |
- | - | 00 / 01 / 190 0 |
1, 4 |
- | - | - | - |
| 1 | SA -CC R ( i d eri i) vat per |
31 .15 0 |
18. 43 5 |
00 / 01 / 190 0 |
1, 4 |
69 .40 6 |
72 .40 8 |
72 .40 8 |
34 .13 8 |
| 2 | IM M (pe r d eri i e SF T) vat |
00 / 01 / 190 0 |
00 / 01 / 190 0 |
- | - | - | - | - | - |
| 2a | di c ui i nsi i d i a ttiv ità tte em sog ge a zio i op zio ni d i ten ent com pe nsa ne con era f ina nzi ite tito li ent o t am ram |
00 / 01 / 190 0 |
00 / 01 / 190 0 |
- | - | - | - | - | |
| 2b | di c ui i nsi i d i a ttiv ità tte em sog ge a zio i d eri i e ten ent vat com pe nsa ne con ion i co lam lu ine ent te ope raz n r ego o a ngo rm |
00 / 01 / 190 0 |
00 / 01 / 190 0 |
- | - | - | - | - | |
| 2c | di c ui d a i nsi i d i a ttiv ità ad tte em sog ge ord o d i co azi le t ntr att acc mp ens one co ua ra do tti dif fer i ent pro |
/ / 00 01 190 0 |
/ / 00 01 190 0 |
- | - | - | - | - | |
| 3 | Me tod lifi il t cat rat tam ent o s em p o p er o del le g eal i fi e (p le S ) nzi nzi ari FT ara e r na er |
/ / 00 01 190 0 |
/ / 00 01 190 0 |
/ / 00 01 190 0 |
- | - | - | - | |
| 4 | tod ral il t o d elle Me o in teg rat tam ent e p er zie ali fin zia rie (p le S FT ) gar an re an er |
00 / 01 / 190 0 |
00 / 01 / 190 0 |
00 / 01 / 190 0 |
2.1 16. 70 5 |
61 .76 5 |
61 .76 5 |
12. 35 3 |
|
| 5 | le S Va R p FT er |
/ / 00 01 190 0 |
/ / 00 01 190 0 |
/ / 00 01 190 0 |
- | - | - | - | |
| 6 | To tal e |
00 / 01 / 190 0 |
00 / 01 / 190 0 |
00 / 01 / 190 0 |
2.1 86 .11 1 |
13 4.1 74 |
13 4.1 74 |
46 .49 1 |
| a | b | ||
|---|---|---|---|
| Valore dell'esposizione |
RWEA | ||
| 1 | Totale delle operazioni soggette al metodo avanzato | - | - |
| 2 | i) componente VaR (incluso il moltiplicatore 3×) | 00/01/1900 | - |
| 3 | ii) componente VaR in condizioni di stress (incluso il moltiplicatore 3×) | 00/01/1900 | - |
| 4 | Operazioni soggette al metodo standardizzato | 26.214 | 10.500 |
| EU 4 |
Operazioni soggette al metodo alternativo (sulla base del metodo dell'esposizione originaria) |
- | - |
| 5 | Totale operazioni soggette a requisiti di fondi propri per il rischio di CVA | 26.214 | 10.500 |
| Fattore di ponderazione del rischio | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni | a | b | c | d | e | f | |
| 0% | 2% | 4% | 10% | 20% | 50% | ||
| 1 | Amministrazioni centrali o banche centrali |
- | - | - | - | - | - |
| 2 | Amministrazioni regionali o autorità locali |
- | - | - | - | - | - |
| 3 | Organismi del settore pubblico | - | - | - | - | - | - |
| 4 | Banche multilaterali di sviluppo | - | - | - | - | - | - |
| 5 | Organizzazioni internazionali | - | - | - | - | - | - |
| 6 | Enti | - | 28.577 | - | - | 122.367 | 1.457 |
| 7 | Imprese | - | - | - | - | - | - |
| 8 | Esposizioni al dettaglio | - | - | - | - | - | - |
| 9 | Esposizioni verso enti e imprese con valutazione del merito di credito a breve termine |
- | - | - | - | - | - |
| 10 | Altre posizioni | - | - | - | - | - | - |
| 11 | Valore dell'esposizione complessiva |
- | 28.577 | - | - | 122.367 | 1.457 |
| Fattore di ponderazione del rischio | |||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni | g | h | i | j | k | l | |||||
| 70% | 75% | 100% | 150% | Altri | Valore dell'esposizione complessiva |
||||||
| 1 | Amministrazioni centrali o banche centrali |
- | - | - | - | - | - | ||||
| 2 | Amministrazioni regionali o autorità locali |
- | - | - | - | - | - | ||||
| 3 | Organismi del settore pubblico | - | - | - | - | - | - | ||||
| 4 | Banche multilaterali di sviluppo | - | - | - | - | - | - | ||||
| 5 | Organizzazioni internazionali | - | - | - | - | - | - | ||||
| 6 | Enti | - | - | 454 | - | - | 152.855 | ||||
| 7 | Imprese | - | - | 7.438 | - | - | 7.438 | ||||
| 8 | Esposizioni al dettaglio | - | 3.072 | - | - | - | 3.072 | ||||
| 9 | Esposizioni verso enti e imprese con valutazione del merito di credito a breve termine |
- | - | - | - | - | - | ||||
| 10 | Altre posizioni | - | - | - | 319 | - | 319 | ||||
| 11 | Valore dell'esposizione complessiva |
- | 3.072 | 7.892 | 319 | - | 163.684 |
| Modello EU CCR4 – Metodo IRB: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni e scala di PD | ||
|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| AIRB | Scala di PD | Valore dell'esposizione |
PD media ponderata per l'esposizione (%) |
Numero di debitori |
LGD media ponderata per l'esposizione (%) |
Durata media ponderata per l'esposizione (anni) |
RWEA | Densità degli importi dell'esposizione ponderati per il rischio |
| 0,00 a <0,15 | 3.208 | 0,05% | 96 | 38,82% | 2 | 405 | 12,61% | |
| 0,15 a <0,25 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,25 a <0,50 | 6.037 | 0,30% | 124 | 39,68% | 3 | 2.646 | 43,83% | |
| 0,50 a <0,75 | - | - | - | - | - | - | - | |
| Esposizioni verso imprese - |
0,75 a <2,50 | 4.279 | 1,18% | 141 | 38,30% | 3 | 3.239 | 75,69% |
| PMI | 2,50 a <10,00 | 551 | 4,87% | 30 | 40,13% | 2 | 552 | 100,17% |
| 10,00 a <100,00 | 189 | 14,02% | 6 | 35,49% | 2 | 261 | 138,08% | |
| 100,00 (Default) | 139 | 100,00% | 4 | 69,62% | 4 | 114 | 81,83% | |
| Totale parziale | 14.403 | 1,82% | 401 | 39,33% | 2 | 7.216 | 50,10% | |
| 0,00 a <0,15 | 22.312 | 0,05% | 40 | 39,29% | 1 | 2.554 | 11,45% | |
| 0,15 a <0,25 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,25 a <0,50 | 5.762 | 0,30% | 53 | 38,44% | 2 | 2.393 | 41,53% | |
| Esposizioni | 0,50 a <0,75 | - | - | - | - | - | - | - |
| verso imprese - | 0,75 a <2,50 | 8.451 | 1,04% | 76 | 39,40% | 3 | 7.206 | 85,27% |
| Altre Imprese | 2,50 a <10,00 | 716 | 4,87% | 5 | 39,65% | 1 | 877 | 122,39% |
| 10,00 a <100,00 | 457 | 11,45% | 5 | 39,48% | 1 | 797 | 174,36% | |
| 100,00 (Default) | 3 | 100,00% | 1 | 72,63% | 3 | 3 | 90,45% | |
| Totale parziale | 37.702 | 0,55% | 180 | 39,20% | 2 | 13.829 | 36,68% | |
| 0,00 a <0,15 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,15 a <0,25 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,25 a <0,50 | - | - | - | - | - | - | - | |
| Esposizioni al | 0,50 a <0,75 | - | - | - | - | - | - | - |
| dettaglio - garantite da |
0,75 a <2,50 | - | - | - | - | - | - | - |
| immobili PMI | 2,50 a <10,00 | - | - | - | - | - | - | - |
| 10,00 a <100,00 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 100,00 (Default) | - | - | - | - | - | - | - | |
| Totale parziale | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,00 a <0,15 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,15 a <0,25 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,25 a <0,50 | - | - | - | - | - | - | - | |
| Esposizioni al | 0,50 a <0,75 | - | - | - | - | - | - | - |
| dettaglio garantite da |
0,75 a <2,50 | - | - | - | - | - | - | - |
| immobili - non PMI |
2,50 a <10,00 | - | - | - | - | - | - | - |
| 10,00 a <100,00 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 100,00 (Default) | - | - | - | - | - | - | - | |
| Totale parziale | - | - | - | - | - | - | - |
| a | b | c | d | e | f | g | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| AIRB | Scala di PD | Valore dell'esposizione |
PD media ponderata per l'esposizione (%) |
Numero di debitori |
LGD media ponderata per l'esposizione (%) |
Durata media ponderata per l'esposizione (anni) |
RWEA | Densità degli importi dell'esposizione ponderati per il rischio |
| 0,00 a <0,15 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,15 a <0,25 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,25 a <0,50 | - | - | - | - | - | - | - | |
| Esposizioni al | 0,50 a <0,75 | - | - | - | - | - | - | - |
| dettaglio rotative |
0,75 a <2,50 | - | - | - | - | - | - | - |
| qualificate | 2,50 a <10,00 | - | - | - | - | - | - | - |
| 10,00 a <100,00 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 100,00 (Default) | - | - | - | - | - | - | - | |
| Totale parziale | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,00 a <0,15 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,15 a <0,25 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,25 a <0,50 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,50 a <0,75 | - | - | - | - | - | - | - | |
| Esposizioni al dettaglio - altre PMI |
0,75 a <2,50 | 44 | 1,91% | 9 | 24,24% | - | 14 | 31,88% |
| 2,50 a <10,00 | 47 | 5,32% | 14 | 26,30% | - | 20 | 41,42% | |
| 10,00 a <100,00 | 415 | 14,19% | 6 | 29,45% | - | 247 | 59,60% | |
| 100,00 (Default) | - | - | - | - | - | - | - | |
| Totale parziale | 506 | 12,30% | 29 | 28,70% | - | 281 | 55,49% | |
| 0,00 a <0,15 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,15 a <0,25 | 12 | 0,23% | 1 | 25,54% | - | 1 | 12,04% | |
| 0,25 a <0,50 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,50 a <0,75 | - | - | - | - | - | - | - | |
| Esposizioni al dettaglio - |
0,75 a <2,50 | 244 | 0,80% | 8 | 19,57% | - | 47 | 19,07% |
| altre non PMI | 2,50 a <10,00 | 1 | 2,58% | 1 | 23,11% | - | - | - |
| 10,00 a <100,00 | 2 | 24,93% | 1 | 16,70% | - | 1 | 42,87% | |
| 100,00 (Default) | - | - | - | - | - | - | - | |
| Totale parziale | 260 | 1,01% | 11 | 19,83% | - | 49 | 19,00% | |
| Totale portafoglio AIRB | 52.870 | 1,01% | 621 | 39,04% | 2 | 21.376 | 40,43% |
| a | b | c | d | e | f | g | h | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Garanzie reali utilizzate in operazioni su derivati |
Garanzie reali utilizzate in SFT | ||||||||||
| Tipo di garanzia reale | Fair value (valore equo) delle garanzie reali ricevute |
Fair value (valore equo) delle garanzie reali fornite |
Fair value (valore equo) delle garanzie reali ricevute |
Fair value (valore equo) delle garanzie reali fornite |
|||||||
| Separate | Non separate |
Separate | Non separate |
Separate | Non separate |
Separate | Non separate |
||||
| 1 | Cassa - valuta nazionale |
481.565 | - | 611.397 | - | - | - | - | - | ||
| 2 | Cassa - altre valute | - | - | 57 | - | - | - | - | - | ||
| 3 | Debito sovrano nazionale |
- | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 4 | Altro debito sovrano | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 5 | Debito delle agenzie pubbliche |
- | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 6 | Obbligazioni societarie | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 7 | Titoli di capitale | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 8 | Altre garanzie reali | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 9 | Totale | 481.565 | - | 611.454 | - | - | - | - | - |
| Valore dell'esposizione |
RWEA | ||
|---|---|---|---|
| a | b | ||
| 1 | Esposizioni verso QCCP (totale) | 00/01/1900 | 12.832 |
| 2 | Esposizioni per negoziazioni presso QCCP (esclusi il margine iniziale e i contributi al fondo di garanzia) di cui: |
82.380 | 11.332 |
| 3 | i) derivati OTC | 28.558 | 571 |
| 4 | ii) derivati negoziati in borsa | 19 | - |
| 5 | iii) SFT | 53.803 | 10.761 |
| 6 | iv) insiemi di attività soggette a compensazione per i quali è stata approvata la compensazione tra prodotti differenti |
- | - |
| 7 | Margine iniziale separato | - | 00/01/1900 |
| 8 | Margine iniziale non separato | - | - |
| 9 | Contributi prefinanziati al fondo di garanzia | 120 | 1.500 |
| 10 | Contributi non finanziati al fondo di garanzia | - | - |
| 11 | Esposizioni verso non QCCP (totale) | 00/01/1900 | - |
| 12 | Esposizioni per negoziazioni presso non QCCP (esclusi il margine iniziale e i contributi al fondo di garanzia) di cui: |
- | - |
| 13 | i) derivati OTC | - | - |
| 14 | ii) derivati negoziati in borsa | - | - |
| 15 | iii) SFT | - | - |
| 16 | iv) insiemi di attività soggette a compensazione per i quali è stata approvata la compensazione tra prodotti differenti |
- | - |
| 17 | Margine iniziale separato | - | 00/01/1900 |
| 18 | Margine iniziale non separato | - | - |
| 19 | Contributi prefinanziati al fondo di garanzia | - | - |
| 20 | Contributi non finanziati al fondo di garanzia | - | - |
Il Gruppo detiene una partecipazione pari al 10% in Emilia SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita ed avente quale oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.
Emilia SPV S.r.l. ha in essere un'operazione di cartolarizzazione revolving su mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nel Programma "Obbligazioni Bancarie Garantite", garantito da Credem CB S.r.l.
La struttura revolving permette alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che potrà durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione. Il periodo di replenishment si è concluso a maggio 2020 e in data 23 marzo 2021 è stato rinnovato per ulteriori 5 anni.
I crediti dell'operazione in oggetto, originati da Credem, sono stati ceduti pro soluto, ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, a Emilia SPV S.r.l.
Credem ha sottoscritto all'atto dell'emissione, e detiene in portafoglio, il totale delle passività emesse dal veicolo. Pertanto, in base alle norme IFRS9 in materia di "derecognition" (cancellazione contabile), i crediti oggetto della cartolarizzazione rimangono iscritti nell'attivo del bilancio Credem.
Sono presenti nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", al 30 giugno 2022, 673 milioni di Euro di ABS emessi da veicoli terzi, collegati a crediti originati in Europa, con preponderanza della componente di origination francese (225 milioni di euro). Il portafoglio è costituito da differenti tipologie di ABS con una prevalenza delle cartolarizzazioni di mutui residenziali, che incidono per il 41,5%.
| Paese | Controvalore (migliaia Euro) |
% Esposizione |
|---|---|---|
| FRANCIA | 225,041 | 33,4 |
| GERMANIA | 177,047 | 26,3 |
| PAESI BASSI | 117,647 | 17,5 |
| SPAGNA | 78,946 | 11,7 |
| ITALIA | 47,226 | 7 |
| IRLANDA | 25,251 | 3,8 |
| REGNO UNITO | 1,113 | 0,2 |
| PORTOGALLO | 696 | 0,1 |
| TOTALE | 672,965 | 100,0 |
L'attuale esposizione suddivisa per rischio paese è così composta:
Il portafoglio delle cartolarizzazioni è diversificato su 31 emittenti e 42 emissioni, con massima concentrazione pari a 47 milioni di Euro per singola emissione e 75 milioni di Euro per singolo emittente.
Nel corso dell'esercizio 2015 Credem ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione revolving, relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l., erogati alla propria clientela e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.
A seguito della prima cessione di attivi, perfezionata nel quarto trimestre 2014 ad un prezzo pari ad Euro 1.002.811.119,07, sono state perfezionate, dal 2015 al 30 giugno 2022, nei periodi di seguito indicati, sei cessioni di altrettanti portafogli di crediti idonei alla società veicolo ad un prezzo pari a:
I crediti sono stati acquistati "pro soluto", ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, dalla società EMILIA SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita e partecipata al 10% da Credem, con oggetto esclusivo consistente nella realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.
La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior). I titoli senior sono dotati di rating ufficiale assegnato dalle agenzie accreditate DBRS e Moody's Investor Services (al 30 giugno giugno 2022, giudizio "A" assegnato da DBRS e "A1" da Moody's). I titoli junior sono, invece, sprovvisti di rating.
Le note del tipo "senior" pagano, trimestralmente, interessi variabili pari al tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 75bps, mentre le note "junior" pagano un tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 200bps. I detentori dei titoli junior hanno inoltre diritto di ricevere a ciascuna data di pagamento e, in base all'ordine di priorità dei pagamenti e fondi disponibili, anche un premio determinato in via residuale, dopo che siano stati corrisposti tutti gli altri importi da corrispondersi in priorità.
I titoli sono strutturati nella forma di partly paid notes ("PPN") e interamente emessi per il loro valore nominale alla data d'emissione (Euro 3.000.000.000 per le note senior ed Euro 900.000.000 per le note junior). Il prezzo delle note è stato corrisposto dai sottoscrittori solo in parte alla data di emissione, mentre le restanti quote di prezzo possono essere pagate in più rate successive differite nel tempo secondo la logica revolving dell'operazione. La struttura revolving permette alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che potrà durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione. Il periodo di replenishment si è concluso a maggio 2020 e in data 23 marzo 2021 è stato rinnovato per ulteriori 5 anni.
Al 30 giugno 2022 il circolante della tranche senior risulta pari ad Euro 1.920.352.430,12 mentre quello della tranche junior risulta pari ad Euro 584.979.984,56. I titoli senior sono quotati all'Irish Stock Exchange. Entrambe le tranches sono state acquistate da Credem. I titoli senior possono essere utilizzati per operazioni di rifinanziamento presso l'Eurosistema.
L'operazione è finalizzata a costituire una riserva di liquidità e rientra tra le complessive attività di gestione della liquidità poste in essere da Credem.
A Credem sono state riconosciute inoltre dalla società veicolo le seguenti opzioni: riacquisto di singoli crediti entro determinati parametri, riacquisto in blocco per i crediti che dovessero diventare eleggibili per l'utilizzo nel programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB S.r.l. e riacquisto di tutto il portafoglio crediti in essere, in blocco e pro soluto (nel rispetto dei vincoli contrattuali previsti).
Nel corso del primo semestre del 2022 è stata perfezionata una nuova cessione di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nei programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite, mentre non sono state effettuate operazioni di riacquisto parziale in blocco di crediti dalla società veicolo.
| a | b | c | d | e | f | g | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| L'ente agisce in qualità di cedente | ||||||||
| Tradizionali | Sintetiche | |||||||
| STS | Non-STS | di cui | Totale parziale |
|||||
| di cui SRT |
di cui SRT |
SRT | ||||||
| 1 | Totale delle esposizioni | - | - | 2.293.789 | 3.089 | - | - | 2.293.789 |
| 2 | Al dettaglio (totale) | - | - | 2.293.789 | 3.089 | - | - | 2.293.789 |
| 3 | Mutui ipotecari su immobili residenziali |
- | - | 2.290.700 | - | - | - | 2.290.700 |
| 4 | Carte di credito | - | - | - | - | - | - | - |
| 5 | Altre esposizioni al dettaglio | - | - | 3.089 | 3.089 | - | - | 3.089 |
| 6 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | All'ingrosso (totale) | - | - | - | - | - | - | - |
| 8 | Prestiti a imprese | - | - | - | - | - | - | - |
| 9 | Mutui ipotecari su immobili non residenziali |
- | - | - | - | - | - | - |
| 10 | Leasing e Crediti | - | - | - | - | - | - | - |
| 11 | Altre all'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - |
| 12 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - |
| h | i | j | k | l | m | n | o | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| L'ente agisce in qualità di promotore | L'ente agisce in qualità di investitore | ||||||||
| Tradizionali | Tradizionali | ||||||||
| STS | Non STS |
Sintetiche | Totale parziale |
STS | Non-STS | Sintetiche | Totale parziale |
||
| 1 | Totale delle esposizioni | - | - | - | - | 671.936 | 7.214 | - | 679.150 |
| 2 | Al dettaglio (totale) | - | - | - | - | 671.936 | 7.214 | - | 679.150 |
| 3 | Mutui ipotecari su immobili residenziali |
- | - | - | - | 277.809 | 5.731 | - | 283.540 |
| 4 | Carte di credito | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 5 | Altre esposizioni al dettaglio | - | - | - | - | 394.127 | 1.483 | - | 395.610 |
| 6 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | All'ingrosso (totale) | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 8 | Prestiti a imprese | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 9 | Mutui ipotecari su immobili non residenziali |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 10 | Leasing e Crediti | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 11 | Altre all'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 12 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - |
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valori dell'esposizione (per fascia di RW/deduzione) | Valori dell'esposizione (per metodo regolamentare) |
|||||||||
| ≤20 % RW |
DA >20% A 50% RW |
DA >50% A 100% RW |
DA >100% A <1250% RW |
1250% RW/ DEDUZIONI |
SEC IRBA |
SEC-ERBA (COMPRESO IAA) |
SEC SA |
1250% RW/ DEDUZIONI |
||
| 1 | Totale delle esposizioni |
- | - | - | 3.089 | - | - | 3.089 | - | - |
| 2 | Operazioni tradizionali |
- | - | - | 3.089 | - | - | 3.089 | - | - |
| 3 | Cartolarizzazioni | - | - | - | 3.089 | - | - | 3.089 | - | - |
| 4 | Al dettaglio | - | - | - | 3.089 | - | - | 3.089 | - | - |
| 5 | di cui STS | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 6 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | di cui STS | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 8 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 9 | Operazioni sintetiche |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 10 | Cartolarizzazioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 11 | Sottostante al dettaglio |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 12 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| j | k | l | m | n | o | EU-p | EU-q | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| RWEA (per metodo regolamentare) | Requisito patrimoniale dopo l'applicazione del massimale |
|||||||||
| SEC IRBA |
SEC-ERBA (COMPRESO IAA) |
SEC SA |
1250% RW/ DEDUZIONI |
SEC IRBA |
SEC-ERBA (COMPRESO IAA) |
SEC SA |
1250% RW/ DEDUZIONI |
|||
| 1 | Totale delle esposizioni |
- | 3.351 | - | - | - | 268 | - | - | |
| 2 | Operazioni tradizionali |
- | 3.351 | - | - | - | 268 | - | - | |
| 3 | Cartolarizzazioni | - | 3.351 | - | - | - | 268 | - | - | |
| 4 | Al dettaglio | - | 3.351 | - | - | - | 268 | - | - | |
| 5 | di cui STS | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 6 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 7 | di cui STS | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 8 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 9 | Operazioni sintetiche |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 10 | Cartolarizzazioni | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 11 | Sottostante al dettaglio |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 12 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 13 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - |
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valori dell'esposizione (per fascia di RW/deduzione) | Valori dell'esposizione (per metodo regolamentare) |
|||||||||
| ≤20 % RW |
DA >20% A 50% RW |
DA >50% A 100% RW |
DA >100% A <1250% RW |
1250% RW/ DEDUZIONI |
SEC IRBA |
SEC-ERBA (COMPRESO IAA) |
SEC SA |
1250% RW/ DEDUZIONI |
||
| 1 | Totale delle esposizioni |
629.393 | 49.079 | 678 | - | - | - | 679.150 | - | - |
| 2 | Cartolarizzazione tradizionale |
629.393 | 49.079 | 678 | - | - | - | 679.150 | - | - |
| 3 | Cartolarizzazioni | 629.393 | 49.079 | 678 | - | - | - | 679.150 | - | - |
| 4 | Sottostante al dettaglio |
629.393 | 49.079 | 678 | - | - | - | 679.150 | - | - |
| 5 | di cui STS | 625.072 | 46.864 | - | - | - | - | 671.936 | - | - |
| 6 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | di cui STS | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 8 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 9 | Cartolarizzazione sintetica |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 10 | Cartolarizzazioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 11 | Sottostante al dettaglio |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 12 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| j | k | l | m | n | o | EU-p | EU-q | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| RWEA (per metodo regolamentare) | Requisito patrimoniale dopo l'applicazione del massimale |
|||||||||
| SEC IRBA |
SEC-ERBA (COMPRESO IAA) |
SEC-SA | 1250% RW/ DEDUZIONI |
SEC IRBA |
SEC-ERBA (COMPRESO IAA) |
SEC-SA | 1250% RW/ DEDUZIONI |
|||
| 1 | Totale delle esposizioni |
- | 146.676 | - | - | - | 11.734 | - | - | |
| 2 | Cartolarizzazione tradizionale |
- | 146.676 | - | - | - | 11.734 | - | - | |
| 3 | Cartolarizzazioni | - | 146.676 | - | - | - | 11.734 | - | - | |
| 4 | Sottostante al dettaglio |
- | 146.676 | - | - | - | 11.734 | - | - | |
| 5 | di cui STS | - | 144.318 | - | - | - | 11.545 | - | - | |
| 6 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 7 | di cui STS | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 8 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 9 | Cartolarizzazione sintetica |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 10 | Cartolarizzazioni | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 11 | Sottostante al dettaglio |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 12 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 13 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - |
| a | b | c | ||
|---|---|---|---|---|
| Esposizioni cartolarizzate dall'ente — L'ente agisce in qualità di cedente o promotore |
||||
| Importo nominale in essere totale | Importo totale | |||
| di cui esposizioni in stato di default |
delle rettifiche di valore su crediti specifiche effettuate nel periodo |
|||
| 1 | Totale delle esposizioni | 2.311.707 | 21.006 | (1.661) |
| 2 | Al dettaglio (totale) | 2.311.707 | 21.006 | (1.661) |
| 3 | Mutui ipotecari su immobili residenziali | 2.290.701 | - | (1.661) |
| 4 | Carte di credito | - | - | - |
| 5 | Altre esposizioni al dettaglio | 21.006 | 21.006 | - |
| 6 | Ricartolarizzazione | - | - | - |
| 7 | All'ingrosso (totale) | - | - | - |
| 8 | Prestiti a imprese | - | - | - |
| 9 | Mutui ipotecari su immobili non residenziali | - | - | - |
| 10 | Leasing e Crediti | - | - | - |
| 11 | Altre all'ingrosso | - | - | - |
| 12 | Ricartolarizzazione | - | - | - |
Il modello organizzativo di presidio dei rischi ha lo scopo di favorire il raggiungimento di una serie di obiettivi:
In questo ambito il Rischio di mercato, inteso come rischio di perdite causate da variazioni sfavorevoli dei fattori di rischio (tasso, prezzo, cambio ed altri fattori di mercato), viene misurato e monitorato sia in riferimento al banking book (poste a vista e a scadenza) sia al trading book (strumenti finanziari negoziati con finalità di positioning, trading e negoziazione).
Di seguito vengono descritti i principali compiti delle strutture organizzative coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi di mercato.
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, CA, è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi per ciascuna area di business; delibera i poteri riconosciuti in merito a strategie operative, assunzione di rischi e azioni correttive; individua l'insieme degli indicatori di Risk Appetite e delle relative metriche di calcolo, quest'ultime proposte dal Comitato Esecutivo, CE; definisce e approva gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza valutando periodicamente l'adeguatezza del Risk Appetite Framework (RAF) e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo; approva la struttura generale dei limiti operativi e delle deleghe, nonché le linee di responsabilità ed autorità in merito al processo di gestione dei rischi.
I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono l'appetito al rischio e la soglia di tolleranza definiti in ambito RAF dalla Capogruppo; approvano gli indirizzi strategici e le linee guida di gestione dei rischi formulati dalla Capogruppo nonché la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo.
Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.
Il CE della Capogruppo, quale organo di gestione, cura l'attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di governo dei rischi definiti dal CA, ed in particolare definisce e cura l'attuazione del processo di gestione dei rischi. Al CE compete inoltre la proposta al CA delle metodologie di misurazione e controllo dei rischi e la definizione dei limiti operativi coerenti con la propensione al rischio.
I Comitati della Capogruppo coinvolti in ambito RAF hanno le seguenti responsabilità.
Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo svolge l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa approvare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza e valutare periodicamente l'adeguatezza del RAF e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo.
Esprime inoltre parere per il CA sulle proposte del CE relative alle metodologie di misurazione e controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno; supporta infine il CA della capogruppo con la proposizione delle strategie generali per il governo dei rischi.
Il Comitato Risk Management, istituito al fine di informare il CE del presidio del rischio complessivamente assunto e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel RAF, effettua le seguenti operazioni:
analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer, revisioni addizionali del RAF.
La funzione di Risk Management supporta il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo ed effettua le attività di seguito descritte. In ambito RAF:
Si occupa inoltre:
Le risultanze dell'attività della funzione di Risk Management sono riportate periodicamente al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.
Il presidio dei rischi finanziari avviene tramite la definizione di una struttura di limiti che costituisce l'espressione diretta del livello di rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree/linee di business, in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di Gruppo. In particolare i rischi di mercato si generano a seguito delle seguenti operatività:
Il rischio tasso di interesse nel portafoglio di negoziazione di vigilanza è generato dall'attività svolta sui mercati obbligazionari e derivati su tasso. Il rischio di tasso generato da tale attività è gestito e controllato tramite limiti in termini di delta (ovvero di sensitività rispetto a movimenti della curva) e di vega.
Il rischio specifico o emittente viene monitorato tramite appositi massimali di concentrazione per settore e classe di rating sia in termini di controvalore che di sensitivity. Inoltre il modello di VaR in uso esclusivamente ai fini gestionali include il rischio emittente, mediante l'utilizzo di serie storiche specifiche sugli spread di mercato.
La funzione di Risk Management produce reports di rischio con frequenza giornaliera, settimanale e trimestrale a seconda della funzione destinataria, indicando gli eventuali sconfini rispetto ai massimali assegnati dal Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari e la misura di rischio gestionale in termini di VaR.
Eventuali modifiche al Regolamento ed ai massimali in esso espressi possono essere sottoposte a delibera del Consiglio di Amministrazione o del Comitato Esecutivo, per compentenza, su proposta della Business Unit Finanza, sentito preventivamente il parere della funzione di Risk Management.
I rischi di mercato legati al rischio tasso sono gestititi tramite la definizione di un massimale operativo in termini di sensitivity complessiva rispetto a un movimento dei tassi di 1 bp. La funzione Risk Management della capogruppo verifica il rispetto di tale limite e monitora l'andamento del requisito patrimoniale a fronte dei rischi di mercato, calcolato secondo l'approccio standard.
Nell'ambito del "portafoglio di negoziazione di vigilanza" la principale fonte di rischio di prezzo è costituita dai titoli azionari, fondi e dai relativi strumenti derivati.
I rischi azionari sono assunti nell'ambito delle attività di trading. Tale attività svolta sui mercati azionari prevede l'assunzione di posizioni direzionali gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, limiti in termini di greche e massimali di concentrazione per sottostante.
Il Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari, monitorato dalla funzione di Risk Management, non prevede massimali ordinari per l'operatività sul rischio azionario.
Per quanto riguarda l'esposizione al rischio di mercato nel 2022 non si ravvisano significativi impatti diretti dal Covid-19. Il conflitto Russia-Ucraina e il suo perdurare hanno contribuito all'accelerazione dell'inflazione e alle attese di aumento dei tassi di interesse, con una maggiore volatilità sui mercati ed effetti sui rischi di mercato. Tuttavia non sono state necessarie variazioni degli obiettivi di rischio. In tale contesto è stata mantenuta la maggior frequenza del monitoraggio del Risk Appetite Framework, da trimestrale a mensile, introdotta a partire dalla pandemia Covid-19.
Il rischio di tasso di interesse viene calcolato giornalmente tramite metodologia VaR per Credembanca; la misurazione ha finalità gestionali, non viene utilizzata per il calcolo del requisito patrimoniale sui rischi di mercato per il quale il Gruppo Credem adotta l'approccio standard. Il VaR misura la massima perdita potenziale nella quale può incorrere il portafoglio in base all'evoluzione dei fattori di mercato, dato un certo livello di confidenza, nel corso di un determinato orizzonte temporale. La metodologia applicata nell'ambito del Gruppo Credem prevede i seguenti parametri:
Per il calcolo dell'assorbimento in termini di capitale interno si procede inoltre a convertire il dato in un VaR a 10gg, applicando prudenzialmente il coefficiente moltiplicativo 3.
Il dato di rischio è anche sottoposto ad analisi di stress testing nell'ambito del processo di verifica dell'adeguatezza patrimoniale, che mira a verificare la variazione del capitale (stimato in termini di VaR) in caso di forti turbolenze dei mercati finanziari. L'analisi è basata sulla determinazione di una matrice di varianza e covarianza dei fattori rischio in ipotesi di condizione di stress dei mercati che innalzi la volatilità delle variabili finanziarie e alteri la struttura delle relazioni fra di esse.
La determinazione di tale matrice è stata effettuata con la medesima metodologia utilizzata per la stima del VaR. In particolare ci si è avvalsi della possibilità di impostare il periodo storico utilizzato come campione di analisi per il calcolo delle volatilità e delle correlazioni, selezionando intervalli temporali critici (di elevata volatilità) sui mercati, in coerenza con lo scenario complessivo di stress individuato.
In relazione a Banca Euromobiliare il rischio di tasso di interesse viene monitorato attraverso il requisito patrimoniale sui rischi di mercato, che segue l'approccio standard.
Nel primo semestre 2022 non si sono registrati impatti significativi sui rischi di mercato del portafoglio di negoziazione e di tasso del portafoglio bancario dovuti direttamente alla pandemia Covid-19. La crisi Russia-Ucraina ha alimentato la dinamica al rialzo dell'inflazione, accelerando il cambio di atteggiamento delle Banche Centrali in termini di politica monetaria. La volatilità registrata sui mercati ha avuto impatti, tuttavia contenuti, sui rischi di mercato. Il monitoraggio degli indicatori RAF si mantiene mensile.
Il rischio di mercato equity viene calcolato con le stesse frequenze e metodologie indicate per il rischio tasso.
Il Gruppo non ha posto in essere operazioni di copertura.
L'attività svolta sui mercati dei cambi prevede l'assunzione di posizioni gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, e massimali di concentrazione per divisa. Il rischio di mercato currency viene calcolato con la stessa frequenza e metodologia indicata per il rischio tasso ed equity.
Non sono presenti operazioni di copertura.
Si riporta di seguito il template EU MR1 al cui interno è fornito il dettaglio del dell'esposizione ponderata relativa al rischio di mercato, calcolata secondo il metodo standardizzato.
| a | ||
|---|---|---|
| RWEA | ||
| Prodotti outright | ||
| 1 | Rischio di tasso di interesse (generico e specifico) | 174.728 |
| 2 | Rischio azionario (generico e specifico) | 158.313 |
| 3 | Rischio di cambio | - |
| 4 | Rischio di posizioni in merci | - |
| Opzioni | ||
| 5 | Metodo semplificato | - |
| 6 | Metodo delta plus | 2.340 |
| 7 | Metodo di scenario | - |
| 8 | Cartolarizzazione (rischio specifico) | - |
| 9 | Totale | 335.381 |
Credem adotta la definizione normativa di rischio di tasso di interesse sul banking book, secondo cui il rischio in oggetto è: "il rischio di tasso di interesse derivante da attività diverse dalla negoziazione: rischio derivante da variazioni potenziali dei tassi di interesse". L'esposizione al rischio di tasso di interesse può essere declinata in:
La politica di gestione del rischio di tasso d'interesse sul banking book di Gruppo è volta ad una sana e prudente gestione del rischio a livello di Gruppo, tale da assicurare l'ottimizzazione degli obiettivi di rischio/rendimento in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di Gruppo. Tali obiettivi sono perseguiti mantenendo uno sbilancio tendenzialmente contenuto e all'interno dei massimali definiti, a seconda della rilevanza del rischio nelle singole società, nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari.
Il Gruppo si è dotato di una regolamentazione interna dedicata, Policy Gestione del rischio di tasso di interesse del banking book di Gruppo, con la finalità di definire le linee guida e i principi di governo e gestione del rischio di tasso di interesse del banking book (IRRBB), delineando l'insieme delle norme e processi di controllo finalizzati a stabilizzare il margine di interesse sul portafoglio bancario per il Gruppo e per le singole società.
Le linee guida contenute nella Policy fanno riferimento alle disposizioni emanate dalle autorità nazionali ed europee relativamente alle istruzioni in termini di governo e gestione del rischio di tasso di interesse del banking book.
La Policy, coerentemente alla normativa europea, prevede le due metriche di riferimento per la misurazione del rischio di tasso, Sensitivity di Valore Economico e Sensitivity del Margine di Interesse all'interno del Risk Appetite Framework nonché nei processi di Adeguatezza Patrimoniale (ICAAP).
Tali metriche, calcolate dalla funzione Risk Management e rendicontante periodicamente ai comitati di riferimento1, sono affiancate da indicatori operativi disciplinati nei regolamenti delle società esistenti in materia di assunzione Rischi Finanziari.
Le principali funzioni di cui si avvalgono il CA della Capogruppo in virtù della propria funzione di supervisione Strategica e il CE in qualità di organo con funzione di gestione del rischio tasso del banking book, sono il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, il Comitato Risk Management (con le responsabilità di cui al paragrafo Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza) e il comitato Asset & Liability Management (ALM) il quale, nell'attività propositiva al CA, esamina il profilo di rischio del Gruppo monitorando i limiti di rischio rispetto agli obiettivi fissati in ambito RAF e individua le linee guida e le strategie per la gestione del rischio di tasso di interesse.
La gestione operativa del rischio di tasso di interesse sul banking book è attribuita alla Business Unit Finanza alla quale competono:
1 Comitato Risk Management e comitato Asset Liability Management (ALM)
Nell'attività di gestione operativa la Business Unit Finanza si basa su analisi di interest rate sensitivity complessiva e bucketizzata, al fine di evidenziare il grado di esposizione asset o liability sensitive sui singoli tratti di curva.
La Business Unit Finanza si occupa inoltre di proporre al Comitato ALM gli interventi ritenuti necessari a migliorare il profilo complessivo in termini di rischio di tasso (e di liquidità strutturale) e di realizzare operativamente tali interventi.
Nell'ambito del processo di gestione dei rischi e di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale e prospettica, la funzione di Risk Management:
Il Report Giornaliero di sintesi del rispetto dei massimali operativi presenta, fra le altre, le seguenti informazioni:
Per quanto riguarda le poste a vista, il Gruppo adotta un modello di valutazione che permette di quantificarne gli effetti di persistenza nel tempo e di imperfetta elasticità alla variazione dei tassi di mercato (effetto vischiosità). La modellizzazione è basata sulle serie storiche interne dei comportamenti della clientela, e si costituisce di due componenti: la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato e ulteriori regressori che consentono di separare il rischio di tasso di interesse in senso proprio da altri fenomeni (es. credito) in base ad un modello econometrico; la stima della persistenza dei volumi, collegata al concetto di mean life che consente di legare maggiormente l'holding period degli aggregati alla volatilità storica delle masse, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza (replicating portfolio). Il Gruppo utilizza inoltre un modello comportamentale di prepayment sui mutui. La modellizzazione adottata è di tipo comportamentale, basata sull'analisi in serie storica degli eventi di estinzione anticipata e rinegoziazione del tasso. A differenza dei modelli di mercato, nei modelli comportamentali i fattori predominanti che concorrono a determinare il valore dell'opzione di rimborso anticipato non sono esclusivamente di tipo finanziario, ma includono variabili esplicative dipendenti dalle caratteristiche del mutuo (es. loan to value) e del mutuatario (es. età).
Prosegue l'attività di presidio dell'evoluzione del quadro regolamentare europeo sul rischio di tasso di interesse nel banking book (IRRBB) e di adeguamento, tenendo conto delle indicazioni del JST in ambito SREP.
Il Gruppo nel corso del primo semestre 2022 ha continuato a segnalare trimestralmente a BCE la propria esposizione al rischio di tasso attraverso le segnalazioni Short Term Exercise (STE-IRRBB).
| a | b | c | d | |||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Scenari prudenziali di shock | Variazioni del valore economico del capitale proprio |
Variazioni dei proventi da interessi netti |
||||
| 30/06/2022 | 31/12/2021 | 30/06/2022 | 31/12/2021 | |||
| 1 | Shock al rialzo parallelo | (65.064) | (95.587) | 93.935 | 107.064 | |
| 2 | Shock al ribasso parallelo | (33.755) | 1.889 | (137.366) | (50.645) | |
| 3 | Steepener | 52.571 | (3.489) | |||
| 4 | Flattener | (145.888) | (27.893) | |||
| 5 | Shock up dei tassi a breve | (145.772) | (42.744) | |||
| 6 | Shock down dei tassi a lungo | 57.222 | 29.574 |
Il Gruppo ha sviluppato un sistema integrato di gestione dei rischi operativi assunti che, in attuazione degli indirizzi strategici, consente di rafforzare la capacità delle Unità Organizzative di gestirli consapevolmente, introducendo strumenti di rilevazione, misurazione e controllo tali da garantire un'assunzione dei rischi consapevole e compatibile con le strategie di Governance e con le condizioni economiche e patrimoniali, nel rispetto delle indicazioni provenienti dalle Autorità di Vigilanza".
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato il regolamento "Gestione dei rischi operativi" (Regolamento ORM) con cui definisce le politiche di gestione del rischio operativo a livello di Gruppo e Banca e determina un sistema comune e coordinato caratterizzato da regole condivise per l'allocazione di compiti e responsabilità.
Il regolamento definisce come rischio operativo "il rischio di perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni, ivi compreso il rischio giuridico; non sono inclusi quelli strategici e di reputazione".
Inoltre, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato, ai fini della determinazione del requisito patrimoniale, l'utilizzo del metodo TSA per tutte le società appartenenti al Gruppo Bancario.
Non sono intervenute variazioni significative rispetto all'esercizio precedente in relazione al modello di gestione dei rischi operativi che di seguito viene rappresentato sinteticamente: l'Organo con funzioni di supervisione strategica di Gruppo è identificato nel Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano SpA, Capogruppo del Gruppo Bancario Credito Emiliano – CREDEM. L'azione viene esercitata con il supporto del Comitato Consiliare Rischi di Gruppo (Comitato di Governance, privo di deleghe, istituito con la finalità di svolgere un ruolo istruttorio).
A livello di Gruppo sono stati individuati più organi con funzioni di gestione, coincidenti con i Consigli di Amministrazione delle singole controllate, che hanno adottato il Regolamento ORM traducendo il relativo "schema" nella specifica realtà aziendale ed individuando concretamente le funzioni "locali" richieste per il buon esito del processo.
Dal punto di vista operativo gli organi con funzione di supervisione strategica e quelli con funzioni di gestione sono supportati dall'attività dell'ufficio Rischi Operativi e di Credito (ROC). Nell'ambito del processo coordinato centralmente da ROC (c.d. "ORM Centrale"), l'attività viene svolta con il supporto di alcune funzioni "ORM Periferico" appartenenti a diversi servizi della banca.
L'Organo con funzioni di controllo è identificato nel Collegio Sindacale, coerentemente con la disciplina vigente relativa agli enti che adottano un modello "tradizionale" di governance societaria. Più in particolare, il Collegio della Capogruppo è responsabile di vigilare sull'osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie, sulla corretta amministrazione, sull'adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili del Gruppo anche tramite il coordinamento con gli omologhi organi collegiali presenti nelle controllate.
Nell'espletamento delle proprie attività tale organo viene supportato dal Servizio Audit di Gruppo.
Il Regolamento ORM istituisce, inoltre, specifici flussi informativi verso l'organo di controllo delle società interessate dal modello TSA (a livello individuale e consolidato, secondo le rispettive competenze).
Il Sistema di Gestione dei Rischi Operativi è periodicamente sottoposto a revisione indipendente da parte del Servizio Audit della Capogruppo.
Il sistema di gestione dei rischi operativi è definito come l'insieme strutturato dei processi funzioni e risorse per l'identificazione, la valutazione e il controllo dei rischi operativi ed è articolato nei seguenti sottoprocessi:
Le società incluse nei processi di misurazione, monitoraggio e mitigazione, sono quelle che risultano annualmente rilevanti ai fini del rischio operativo ed informatico dall'analisi di rilevanza effettuata nell'ambito dell'approvazione del Risk Appetite Framework (RAF) e del processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP) svolto dalla Capogruppo.
Il processo di "Identificazione" è composto dalle seguenti procedure:
Il processo di "Misurazione" è rappresentato dalla quantificazione del Capitale a Rischio (CaR) mediante stime soggettive. Le metodologie di misurazione delle perdite attese e inattese sono finalizzate ad un'attività di controllo ed individuazione di situazioni potenzialmente critiche e si basano sulla esecuzione di questionari (RSA), con frequenza almeno annuale, che per ogni tipologia di evento richiedono ai responsabili delle unità organizzative (UO) che possono generare/gestire i rischi operativi, una stima soggettiva di alcuni fattori di rischio:
L'analisi è svolta su più livelli: unità organizzativa, business units, società e gruppo consolidato e per ogni livello sono prodotti: un valore di perdita attesa ed un valore di perdita inattesa. I risultati della valutazione sono utilizzati a fini gestionali per la prevenzione e la mitigazione dei rischi operativi e nel processo di pianificazione operativa, coerentemente a quanto definito dal "Regolamento pianificazione, programmazione e controllo di Gruppo".
Il processo di "Monitoraggio e controllo" mira a identificare tempestivamente eventuali disfunzioni nei processi aziendali o nelle procedure di gestione del rischio al fine di consentire di valutare le necessarie azioni di mitigazione.
I Rischi Operativi sono inoltre monitorati all'interno del più ampio processo di Risk Appetite Framework (RAF) di Gruppo (monitoraggio trimestrale).
Al fine di assicurare un presidio nel continuo, è prevista una rendicontazione per singolo evento di perdita operativa la cui autonomia di delibera (definita all'interno dei regolamenti già vigenti o, in mancanza, oltre la soglia di 100.000€) spetta al Comitato Esecutivo/Consiglio di Amministrazione, dei controlli che non sono andati a buon fine e delle azioni correttive di eventuali carenze organizzative e/o di processo/prodotto. Qualora disponibili, l'ORM periferico di volta in volta competente, inserisce le informazioni oggetto di rendicontazione in seno alle proposte e le invia alle Funzioni preposte a seconda delle casistiche (a titolo esemplificativo, Servizio Audit e Compliance). In ogni caso, le delibere assunte dal CE/CA sono inviate, per opportuna conoscenza, al Risk Officer della Capogruppo e a ROC. ROC verifica semestralmente che le Funzioni preposte siano state attivate dagli ORM Periferici e laddove questo non sia accaduto, attiva direttamente le Funzioni preposte eventualmente coordinandosi con gli ORM Periferici.
Inoltre, ROC controlla semestralmente, per BU/Servizio di Credembanca e per le società rilevanti, che le rispettive perdite contabilizzate nel semestre/anno di riferimento non superino il relativo valore di Perdita Attesa stimato in ambito Risk Self Assessment e, nel caso in cui ciò accada, rendiconta nel CE di Credembanca le motivazioni dello scostamento fornite dai Responsabili delle BU/Capi Servizio di Credembanca. Per le singole società rilevanti, nel caso in cui le perdite risultino superiori alla Perdita Attesa, l'ORM periferico della società rendiconta nel proprio CA le motivazioni dello scostamento e ne dà comunicazione al Risk Officer della Capogruppo.
Il sistema di reporting fornisce agli organi aziendali ed ai responsabili delle funzioni interessate informazioni sul livello di esposizione ai rischi operativi e rappresenta uno strumento di supporto per la loro gestione attiva e rappresenta la sintesi dei processi di misurazione, monitoraggio e controllo.
Il processo di "Mitigazione" definisce le azioni da intraprendere per la prevenzione e l'attenuazione dei rischi operativi ed è composto dalle seguenti procedure:
Le azioni di mitigazione definite nel reporting vengono inoltre incluse nel processo di pianificazione operativa.
La classificazione delle attività nelle linee di business regolamentari è declinata nelle fasi di:
La mappatura dei dati si delinea a livello individuale attraverso il collocamento di ciascuno dei centri gestionali nella business line regolamentare di pertinenza seguendo i principi sanciti dal Regolamento UE n. 575/2013; segue quindi l'individuazione delle fonti dati che riportano i dati reddituali di tali centri e gli eventuali criteri di ripartizione.
In applicazione della mappatura definita, ciascuna società procede alla determinazione dei valori per centro, alla collocazione sulle business line previste e alla determinazione del requisito individuale.
Le attività definite per la determinazione del requisito patrimoniale consolidato prevedono l'identificazione dell'"Indicatore Rilevante" individuale e la componente riconducibile a ciascuna società del Gruppo per business line regolamentare (da determinarsi in coerenza con i criteri sanciti nella mappatura utilizzata a fini individuali).
Il requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi, calcolato sull' Indicatore Rilevante del triennio 2019 - 2021, è pari a 123,3 milioni di euro.
Il Gruppo, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze.
Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.
La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento, dell'anatocismo e fiscali.
Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito immobiliare, amministrativo e all'operatività di sportello.
Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.
Contenzioso lavoristico: i rischi connessi al contenzioso lavoristico vengono valutati trimestralmente in base all'andamento delle cause e conseguentemente vengono aggiornati gli accantonamenti.
Revocatorie Fallimentari: si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa quando clienti assoggettabili al Fallimento dispongono pagamenti in favore della Banca, effettuano rimesse su un conto corrente bancario in un arco temporale prossimo alla dichiarazione di Fallimento. L'azione revocatoria è uno strumento utilizzabile dal curatore fallimentare allo scopo di ricostituire il patrimonio del fallito destinato alla soddisfazione dei suoi creditori, facendovi rientrare quanto ne era uscito nel periodo antecedente al fallimento (il cosiddetto periodo sospetto). Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale. Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame. Tutte le cause in materia sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.
Malversazioni: si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa, vi sono alcuni reclami e alcune vertenze giudiziali derivanti da comportamenti anomali posti in essere da dipendenti o consulenti finanziari nello svolgimento delle mansioni loro affidate o dell'attività espletata, con conseguenti contestazioni da parte della clientela nei confronti della Banca stessa, che può eventualmente essere ritenuta responsabile di tali comportamenti.
Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale.
Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame.
Contenzioso in materia di anatocismo: il numero complessivo delle cause pendenti si mantiene consistente, alla luce, soprattutto, delle problematicità derivanti da alcuni orientamenti della giurisprudenza (oltre che dalle evoluzioni della normativa di settore). Tutte le cause in materia - a volte comprendenti anche contestazioni relative al superamento del Tasso Soglia Usura – sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.
Contenzioso in materia di servizi di investimento: quanto alle controversie giudiziali aventi ad oggetto servizi di investimento – bond in default, derivati, ecc. – la policy adottata dalla Banca in materia è quella di procedere ad una valutazione delle singole posizioni caso per caso, prestando particolare attenzione al dato documentale e al profilo dell'adeguatezza degli investimenti contestati rispetto alla posizione della singola controparte. Per effetto di detta analisi, ove ritenuto opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze.
Reclami formulati dalla clientela: con riferimento alle contestazioni avanzate dalla clientela vengono effettuati gli opportuni accantonamenti; in particolare, nel caso in cui il danno lamentato sia superiore a una predeterminata soglia di rilevanza (ad oggi fissata in 25 mila Euro), la previsione di perdita è fatta analiticamente. Qualora il danno lamentato sia, invece, inferiore a detta soglia, l'accantonamento è determinato applicando una percentuale forfettaria/statistica stabilita in base alla media delle perdite effettivamente subite sul totale dei reclami analoghi ricevuti negli anni precedenti.
Con riguardo alla capogruppo, sono in essere circa 25 procedimenti contenziosi, afferenti a tributi locali e a tributi erariali minori, nonché ad imposte dirette e registro. Relativamente a tali contenziosi non sono emersi rischi effettivi o quanto meno il rischio stimato è apparso remoto. Per cui non sono stati effettuati accantonamenti specifici.
Per Credemleasing sono in essere circa 30 procedimenti contenziosi, quasi integralmente relativi a tributi minori (ICI, IMU, TARI).
L'unico contenzioso pendente per banca Euromobiliare si è chiuso nel 2022, con il passaggio in giudicato di sentenza favorevole alla società.
Sono infine presenti controversie di minore rilevanza relative all'operatività posta in essere dai promotori finanziari, al contenzioso lavoristico, nonché all'ambito immobiliare, amministrativo.
Il totale dei fondi rischi ed oneri ammonta a 147,6 milioni di euro.
Si riporta di seguito la composizione percentuale delle perdite operative del Gruppo Credem per tipologie di evento:
Nel corso del I semestre 2022, la principale fonte di rischio operativo, per importo di perdita, è risultata essere la tipologia di evento "Esecuzione, gestione e consegna di prodotti o servizi" (ET 07). La seconda fonte di rischio operativo si riferisce alle perdite dovute a "Rapporti con Clienti, prestazioni di servizi o prodotti" (ET 04) e di seguito, in ordine di incidenza, ci sono: le perdite dovute a "Frodi Esterne" (ET 02), "Frodi Interne" (ET 01), "Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro" (ET 03)" e "Disastri ed altri eventi" (ET 05).
Infine, pressoché nulla è l'incidenza delle perdite legate a malfunzionamento dei sistemi tecnologici (ET 06).
L'importo delle perdite riconducibili al rischio informatico risulta molto contenuto (solo lo 0,2% del totale e ricade sull'Event Type 06). La quasi totalità delle perdite riconducibili al "Conduct Risk" si riferisce agli Event Type 01 e 04.
Il Regolamento UE 575/2013 ha introdotto a partire dal 1° gennaio 2014 l'obbligo di calcolo del coefficiente di leva finanziaria per limitare l'accumulo di leva finanziaria eccessiva, ovvero di un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri che renda la banca vulnerabile.
In relazione al rischio di leva finanziaria è previsto che le banche si dotino di politiche e procedure aziendali volte a identificare, gestire e monitorare tale rischio.
E' inoltre previsto che le banche gestiscano conservativamente il rischio di eccessiva leva finanziaria considerando i potenziali incrementi di tale rischio dovuti alle riduzioni dei fondi propri della banca causate da perdite attese o realizzate derivanti dalle regole contabili applicabili. A tal fine le banche devono essere in grado di far fronte a diverse situazioni di stress con riferimento al rischio di leva finanziaria eccessiva.
A partire dal 1 gennaio 2015 è stato introdotto l'obbligo di pubblicazione del coefficiente calcolato conformemente all'art. 429 del Regolamento UE 575/2013.
Il coefficiente di leva finanziaria è calcolato trimestralmente, sia a livello individuale che a livello consolidato, come rapporto tra il totale delle esposizioni del Gruppo non dedotte nel calcolo del capitale (SFT, derivati, esposizioni fuori bilancio ed altre esposizioni in bilancio) ed il Capitale di Classe 1. A partire dal 31 dicembre 2021, con l'introduzione della CRR2, è previsto un requisito minimo vincolante del 3%.
Si riportano di seguito le principali informazioni inerenti il coefficiente di leva finanziaria del Gruppo al 30 giugno 2022.
Il coefficiente di leva finanziaria al 30 giugno 2022 risulta pari a 4,37%, in calo rispetto al 5,10% rilevato al 31 dicembre 2021. Tale variazione è principalmente legata all'esclusione dalla misura dell'esposizione complessiva del coefficiente di leva finanziaria dell'esposizione verso la Banca Centrale, ai sensi dell'articolo 500b del Regolamento (EU) No 575/2013 così come modificato dal Regolamento (EU) 2019/876 e dal Regolamento (EU) 2020/873 applicata al 31 dicembre 2021. La facoltà di operare tale esclusione non risulta più in vigore al 30 giugno 2022. Al netto di tale effetto il coefficiente di leva finanziaria al 31 dicembre 2021 risultava pari a 4,44%.
Per maggiori informazioni sulla composizione del totale esposizioni si rimanda alle successive tabelle del presente capitolo, mentre per maggiori informazioni circa la composizione del Capitale di Classe 1 si rimanda all'apposito capitolo "I Fondi Propri".
Il Gruppo Credem adotta la definizione di leva finanziaria eccessiva presente nella normativa. Il Gruppo, inoltre, adotta il leverage ratio ex-CRR quale indicatore del rischio di leva finanziaria eccessiva a livello consolidato, come disciplinato all'interno del Regolamento "Risk Appetite Framework del Gruppo Credem" (RAF). L'indicatore viene inoltro sottoposto a stress in ipotesi di riduzione della base patrimoniale, coerentemente con gli scenari di stress rendicontati nel presente ICAAP.
Il leverage ratio rappresenta uno degli indicatori di Risk appetite su cui è strutturato il RAF, come riportato all'interno del Regolamento Risk Appetite Framework del Gruppo.
I compiti e le responsabilità assegnati in ambito RAF al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, quale organo di supervisione strategica e di gestione, includono:
assicurare che l'attuazione del RAF sia coerente con gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza approvate.
I compiti e le responsabilità in ambito RAF assegnati al Comitato Esecutivo della Capogruppo quale organo con funzione di gestione sono:
| a | ||
|---|---|---|
| Importo applicabile | ||
| 30/06/2022 | ||
| 1 | Attività totali come da bilancio pubblicato | 65.829.100 |
| 2 | Rettifica per i soggetti consolidati a fini contabili ma esclusi dall'ambito del consolidamento prudenziale |
(8.364.749) |
| 3 | (Rettifica per le esposizioni cartolarizzate che soddisfano i requisiti operativi per il riconoscimento del trasferimento del rischio) |
- |
| 4 | (Rettifica per l'esenzione temporanea delle esposizioni verso banche centrali (se del caso)) |
- |
| 5 | (Rettifica per le attività fiduciarie iscritte a bilancio a norma della disciplina contabile applicabile ma escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera i), del CRR) |
- |
| 6 | Rettifica per gli acquisti e le vendite standardizzati di attività finanziarie soggette alla registrazione sulla base della data di negoziazione |
- |
| 7 | Rettifica per le operazioni di tesoreria accentrata ammissibili | - |
| 8 | Rettifica per gli strumenti finanziari derivati | (629.803) |
| 9 | Rettifica per le operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT) | 17.883 |
| 10 | Rettifica per gli elementi fuori bilancio (conversione delle esposizioni fuori bilancio in importi equivalenti di credito) |
1.525.810 |
| 11 | (Rettifica per gli aggiustamenti per la valutazione prudente e gli accantonamenti specifici e generici che hanno ridotto il capitale di classe 1) |
- |
| EU 11a |
(Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera c), del CRR) |
- |
| EU 11b |
(Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera j), del CRR) |
- |
| 12 | Altre rettifiche | (945.231) |
| 13 | Misura dell'esposizione complessiva | 57.433.010 |
| Esposizioni del coefficiente di leva finanziaria (CRR) |
|||
|---|---|---|---|
| a | b | ||
| 30/06/2022 | 31/12/2021 | ||
| Esposizioni in bilancio (esclusi derivati e SFT) | |||
| 1 | Elementi in bilancio (esclusi derivati e SFT, ma comprese le garanzie reali) | 56.656.309 | 50.865.315 |
| 2 | Maggiorazione per le garanzie reali fornite su derivati se dedotte dalle attività in bilancio in base alla disciplina contabile applicabile |
- | - |
| 3 | (Deduzioni dei crediti per il margine di variazione in contante fornito in operazioni su derivati) |
(403.430) | - |
| 4 | (Rettifica per i titoli ricevuti nell'ambito di operazioni di finanziamento tramite titoli che sono iscritti come attività) |
- | - |
| 5 | (Rettifiche di valore su crediti generiche degli elementi in bilancio) | - | - |
| 6 | (Importi delle attività dedotte nella determinazione del capitale di classe 1) | (459.743) | (492.279) |
| 7 | Esposizioni in bilancio complessive (esclusi derivati e SFT) | 55.793.136 | 50.373.036 |
| Esposizioni su derivati | |||
| 8 | Costo di sostituzione associato alle operazioni su derivati SA-CCR (al netto del margine di variazione in contante ammissibile) |
32.459 | 96.066 |
| EU-8a | Deroga per derivati: contributo ai costi di sostituzione nel quadro del metodo | - | - |
| 9 | standardizzato semplificato Importi delle maggiorazioni per le esposizioni potenziali future associate alle operazioni |
63.722 | 84.530 |
| EU-9a | su derivati SA-CCR Deroga per derivati: contributo all'esposizione potenziale futura nel quadro del metodo |
- | |
| EU-9b | standardizzato semplificato Esposizione calcolata secondo il metodo dell'esposizione originaria |
- | - |
| 10 | (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del | - | - |
| cliente) (SA-CCR) EU-10a (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del |
- | - | |
| EU-10b | cliente) (metodo standardizzato semplificato) (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del |
- | - |
| 11 | cliente) (metodo dell'esposizione originaria) Importo nozionale effettivo rettificato dei derivati su crediti venduti |
- | - |
| 12 | (Compensazioni nozionali effettive rettificate e deduzione delle maggiorazioni per i | - | - |
| 13 | derivati su crediti venduti) Totale delle esposizioni in derivati |
96.181 | 180.596 |
| Esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT) | |||
| 14 | Attività SFT lorde (senza riconoscimento della compensazione) previa rettifica per le operazioni contabilizzate come vendita |
- | - |
| 15 | (Importi compensati risultanti dai debiti e crediti in contante delle attività SFT lorde) | - | - |
| 16 | Esposizione al rischio di controparte per le attività SFT | 17.883 | 4.995 |
| EU-16a Deroga per SFT: esposizione al rischio di controparte conformemente all'articolo 429 | - | - | |
| 17 | sexies, paragrafo 5, e all'articolo 222 del CRR. Esposizioni su operazioni effettuate come agente |
- | - |
| EU-17a (Componente CCP esentata delle esposizioni su SFT compensate per conto del cliente) | - | - | |
| 18 | Totale delle esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli | 17.883 | 4.995 |
| Altre esposizioni fuori bilancio | |||
| 19 | Importo nozionale lordo delle esposizioni fuori bilancio | 11.298.870 | 11.242.428 |
| 20 | (Rettifiche per conversione in importi equivalenti di credito) | (9.773.060) | (9.767.208) |
| 21 | (Accantonamenti generici dedotti nella determinazione del capitale di classe 1 e accantonamenti specifici associati alle esposizioni fuori bilancio) |
- | - |
| 22 | Esposizioni fuori bilancio | 1.525.810 | 1.475.220 |
| Esposizioni escluse | |||
| EU-22a (Esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera c), del CRR) |
- | - | |
| EU-22b | (Esposizioni esentate conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera j), del CRR (in bilancio e fuori bilancio)) |
- | - |
| EU-22c (Esposizioni di banche (o unità) pubbliche di sviluppo escluse - Investimenti del settore pubblico) |
- | - | |
| EU-22d | (Esposizioni di banche (o unità) pubbliche di sviluppo escluse - Prestiti agevolati) | - | - |
| EU-22e (Esposizioni escluse derivanti da trasferimenti (passing-through) di prestiti agevolati da parte di un ente che non sia una banca (o unità) pubblica di sviluppo) |
- | - |
| Esposizioni del coefficiente di leva finanziaria (CRR) |
|||
|---|---|---|---|
| a | b | ||
| 30/06/2022 | 31/12/2021 | ||
| EU-22f | (Parti garantite escluse delle esposizioni derivanti da crediti all'esportazione) | - | - |
| EU-22g (Garanzie reali in eccesso depositate presso agenti triparty escluse) | - | - | |
| EU-22h | (Servizi connessi a un CSD di CSD/enti esclusi conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera o), del CRR) |
- | - |
| EU-22i | (Servizi connessi a un CSD di enti designati esclusi conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera p), del CRR) |
- | - |
| EU-22j | (Riduzione del valore dell'esposizione di prestiti di prefinanziamento o di prestiti intermedi) |
- | - |
| EU-22k | (Totale delle esposizioni escluse) | - | - |
| Capitale e misura dell'esposizione complessiva | |||
| 23 | Capitale di classe 1 | 2.512.127 | 2.653.839 |
| 24 | Misura dell'esposizione complessiva | 57.433.010 | 52.033.847 |
| Coefficiente di leva finanziaria | |||
| 25 | Coefficiente di leva finanziaria (%) | 4,37% | 5,10% |
| EU-25 | Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto dell'esenzione degli investimenti del settore pubblico e dei prestiti agevolati) (%) |
4,37% | 5,10% |
| 25a | Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea applicabile delle riserve della banca centrale) (%) |
4,37% | 4,44% |
| 26 | Requisito regolamentare del coefficiente minimo di leva finanziaria (%) | 3,00% | 3,45% |
| EU-26a Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (%) |
- | - | |
| EU-26b | Di cui costituiti da capitale CET1 | - | - |
| 27 | Requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria (%) | - | - |
| EU-27a Requisito del coefficiente di leva finanziaria complessivo (%) | 3,00% | 3,45% | |
| Scelta in merito a disposizioni transitorie e esposizioni rilevanti | |||
| EU-27b | Scelta in merito alle disposizioni transitorie per la definizione della misura del capitale | A regime | A regime |
| a | ||
|---|---|---|
| Esposizioni del coefficiente di leva finanziaria (CRR) |
||
| 30/06/2022 | ||
| EU - 1 | Totale delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate), di cui | 56.252.878 |
| EU - 2 | Esposizioni nel portafoglio di negoziazione | 67.564 |
| EU - 3 | Esposizioni nel portafoglio bancario, di cui | 56.185.314 |
| EU - 4 | Obbligazioni garantite | - |
| EU - 5 | Esposizioni trattate come emittenti sovrani | 17.761.488 |
| EU - 6 | Esposizioni verso amministrazioni regionali, banche multilaterali di sviluppo, organizzazioni internazionali e organismi del settore pubblico non trattati come emittenti sovrani |
- |
| EU - 7 | Esposizioni verso enti | 1.695.307 |
| EU - 8 | Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili | 9.085.001 |
| EU - 9 | Esposizioni al dettaglio | 7.219.951 |
| EU - 10 | Esposizioni verso imprese | 17.521.976 |
| EU - 11 | Esposizioni in stato di default | 358.424 |
| EU - 12 | Altre esposizioni (ad es. in strumenti di capitale, cartolarizzazioni e altre attività diverse da crediti) |
2.543.167 |
In data 2 Aprile 2020 l'Autorità bancaria europea (European Banking Authority, EBA) ha pubblicato le linee guida EBA/GL/2020/02 "Guidelines on legislative and non-legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis". Questi orientamenti hanno fornito chiarezza sul trattamento delle moratorie legislative e non legislative applicate prima del 30 giugno 2020, oltreché le implicazioni che tali moratorie hanno sui pagamenti all'interno della normativa prudenziale, anche in relazione all'applicazione delle regole sulle misure di tolleranza e sulla definizione di esposizioni deteriorate.
Successivamente, in data 2 dicembre 2020, l'EBA ha pubblicato le linee guida EBA/GL/2020/15 con cui:
In relazione invece alla definizione di un approccio coordinato alla raccolta di informazioni riguardanti l'applicazione delle moratorie ai prestiti esistenti e alle garanzie pubbliche fornite ai nuovi prestiti in risposta alla pandemia di COVID-19, in data 2 giugno 2020 l'EBA ha emanato le linee guida EBA/GL/2020/07 "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID-19 crisis".
In particolare questi orientamenti EBA hanno ad oggetto:
Il Gruppo ha attivato tutti gli strumenti previsti dalle iniziative governative, in particolare il Decreto Legislativo "Cura Italia" ("Moratorie Legislative") - ed iniziative di sostegno creditizio a livello di Sistema ("Moratorie Non Legislative") aderendo agli Accordi ABI – Associazione Bancaria Italiana ("Imprese" - Accordo per il credito/moratoria ABI ripresa 2.0/Accordo "Consumatori") ed Assofin, anche con la partecipazione delle Società del Gruppo (Credemfactor, Credemleasing, Banca Euromobiliare ed Avvera SpA).
Nel complesso le iniziative sono state indirizzate a:
Più in particolare le iniziative Legislative sono state declinate per le diverse tipologie di prodotto di finanziamento, nel rispetto delle disposizioni governative tempo per tempo vigenti, con particolare riferimento ai seguenti Articoli del Decreto Cura Italia, con declinati i principali aggiornamenti normativi: Art. 56:
che ha prorogato dal 30 giugno 2021 al 31 dicembre 2021, il termine previsto per le misure di sostegno (moratorie) alle micro, piccole e medie imprese colpite dall'epidemia di Covid-19 ex art. 56 D.L. n. 18/2020 (cd. "Cura Italia" con le seguenti specifiche: la proroga interessa tutte quelle Imprese già ammesse, alla data di entrata in vigore del Decreto, alle misure di sostegno previste dall'art. 56 comma 2 del Decreto Legge n.18/2020, convertito dalla Legge 24/04/2020 n° 27 e successive modificazioni; la proroga riguarda tutte le forme tecniche contemplate nell'art. 56 citato, limitatamente alla sospensione della sola quota capitale ove applicabile (precedentemente era previsto capitale e interessi); applicazione da parte delle Banche su espressa richiesta dei soggetti interessati tramite apposita comunicazione da far pervenire al soggetto finanziatore entro il 15 giugno 2021 (assenza quindi di automatismi a differenza dell'attuale meccanismo di proroga automatica).
Inoltre è stato prorogato a tutto il 2022 il "Decreto Ristori", ad eccezione di lavoratori autonomi e liberi professionisti, infatti è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 27.01.2022 n. 21 il Decreto Sostegni ter (DL n. 4 del 27.01.2022) che introduce misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19, nonché per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico.
Rispetto alle misure Non Legislative di Sistema (ABI, Assofin) sono stati applicati i termini e disposizioni dei vari accordi:
Nell'ambito complessivo delle 23.290 moratorie EBA compliant concesse, alla data di reporting risultano tutte scadute.
È importante evidenziare che al primo semestre del 2022 a fronte dei 2.834,2 Milioni di moratorie concesse ed ormai scadute soltanto il 2,57% sia classificato ad NPL; ponendo il focus soltanto sul segmento delle società non finanziarie la percentuale arriva al 2,04%.
Possiamo pertanto affermare che le misure poste in essere hanno consentito di preservare il tessuto industriale in cui opera il Gruppo Credito Emiliano e conseguentemente la qualità del portafoglio Crediti.
Si forniscono nel seguito le informazioni quantitative e qualitative semestrali introdotte dagli orientamenti EBA/GL/2020/07 riferite al 30 giugno 2022.
Il Modello 1. Informazioni su prestiti e anticipazioni soggetti a moratorie legislative e non legislative non è presente in quanto al 30 giugno 2022 non risultavano esposizioni in essere.
| a | b | c | d | ||
|---|---|---|---|---|---|
| Numero di debitori |
Valore contabile lordo | ||||
| Di cui: moratorie legislative |
Di cui: scadute |
||||
| 1 | Prestiti e anticipazioni per i quali è stata offerta una moratoria |
24.186 | 2.984.710 | ||
| 2 | Prestiti e anticipazioni soggetti a moratoria (concessa) | 23.290 | 2.834.249 | 2.431.565 | 2.834.249 |
| 3 | di cui: a famiglie | 604.127 | 539.420 | 604.127 | |
| 4 | di cui: garantiti da beni immobili residenziali a titolo di garanzia reale |
394.100 | 360.081 | 394.100 | |
| 5 | di cui: a società non finanziarie | 2.220.130 | 1.883.512 | 2.220.130 | |
| 6 | di cui: a piccole e medie imprese | 1.886.378 | 1.711.889 | 1.886.378 | |
| 7 | di cui: garantiti da beni immobili non residenziali a titolo di garanzia reale |
285.736 | 241.377 | 285.736 |
| e | f | g | h | i | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore contabile lordo | |||||||
| Durata residua delle moratorie | |||||||
| <= 3 mesi | > 3 mesi <= 6 mesi |
> 6 mesi <= 9 mesi |
> 9 mesi <= 12 mesi |
> 1 anno | |||
| 1 | Prestiti e anticipazioni per i quali è stata offerta una moratoria |
||||||
| 2 | Prestiti e anticipazioni soggetti a moratoria (concessa) | - | - | - | - | - | |
| 3 | di cui: a famiglie | - | - | - | - | - | |
| 4 | di cui: garantiti da beni immobili residenziali a titolo di garanzia reale |
- | - | - | - | - | |
| 5 | di cui: a società non finanziarie | - | - | - | - | - | |
| 6 | di cui: a piccole e medie imprese | - | - | - | - | - | |
| 7 | di cui: garantiti da beni immobili non residenziali a titolo di garanzia reale |
- | - | - | - | - |
Si precisa che all'interno del cluster "di cui scadute" al 30/06/2022 permangono alcune misure che sono in essere, ma che non sono più considerate come misure EBA compliant in relazione alle FAQ emesse da EBA il 29/01/2021, si tratta comunque di numeri molto residuali; infatti in termini di importo siamo al di sotto dello 0,5%.
| a | b | c | d | ||
|---|---|---|---|---|---|
| Valore contabile lordo | Importo massimo della garanzia che può essere considerato |
Valore contabile lordo |
|||
| di cui: oggetto di misure di «forbearance» |
Garanzie pubbliche ricevute |
Afflussi nelle esposizioni deteriorate |
|||
| 1 | Nuovi prestiti e anticipazioni soggetti a schemi di garanzia pubblica |
3.365.279 | 22.197 | 2.678.602 | 21.783 |
| 2 | di cui: a famiglie | 399.878 | - | - | 3.726 |
| 3 | di cui: garantiti da beni immobili residenziali a titolo di garanzia reale |
- | - | - | - |
| 4 | di cui: a società non finanziarie | 2.959.403 | 20.170 | 2.313.647 | 18.057 |
| 5 | di cui: a piccole e medie imprese | 2.430.130 | - | - | 16.488 |
| 6 | di cui: garantiti da beni immobili non residenziali a titolo di garanzia reale |
- | - | - | - |
In linea con le disposizioni previste a livello governativo e con quelle relative al funzionamento del Fondo di Garanzia per le PMI e del Fondo di Garanzia SACE Italia "Garanzia Italia", il Gruppo ha predisposto nuovi processi come anche nuovi prodotti per consentire l'erogazione di nuovi finanziamenti, principalmente:
Nell'ambito di queste iniziative il Gruppo ha gestito a giugno 2022 oltre 46.000 richieste ed erogato oltre 40.000 finanziamenti. Gli ambiti settoriali sui quali si sono maggiormente concentrati le concessioni di nuovi finanziamenti con garanzie pubbliche COVID sono stati il Manifatturiero ed il Commercio all'ingrosso e al dettaglio.
Con riguardo al tasso di deterioramento delle posizioni incluse in questo portafoglio è utile evidenziare che soltanto l'1,04% è ad NPL alla data di reporting. Inoltre gli NPL derivanti da questo portafoglio risultano di qualità elevata perché coperti almeno in parte da garanzia pubblica.
Building tools?
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