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Credito Emiliano

Regulatory Filings Aug 30, 2022

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Regulatory Filings

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PILLAR III

INFORMATIVA AL PUBBLICO

Situazione al 30 giugno 2022

Credito Emiliano Spa Gruppo Bancario Credito Emiliano - Credem 3032 - Società per Azioni

Sede Sociale e Direzione:

Via Emilia San Pietro n. 4 - 42100 Reggio Emilia Capitale interamente versato 341.320.065 Euro Codice Fiscale 01806740153 - Partita IVA 02823390352 Codice ABI 03032 Banca iscritta all'albo delle banche al n.5350 Banca iscritta all'albo dei Gruppi bancari al n.03032 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Tel.0522 5821 - Telefax 0522 433969 - Telex BACDIR 530658 – Switf Code BACRIT22 Sito Internet: www.credem.it

INDICE

INTRODUZIONE 4
1.
Ambito di applicazione
8
2.
Fondi propri
12
3.
Requisiti informativi generali
28
4.
Rischio di Liquidità
31
5.
Qualità del credito
38
6.
Rischio di credito: informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo
standardizzato
56
7.
Rischio di credito: Informativa sui portafogli cui si applicano gli approcci IRB
60
8.
Tecniche di attenuazione del rischio di credito
92
9.
Rischio di controparte
94
10. Operazioni di cartolarizzazione 102
11. Rischio di mercato 108
12. Rischio di tasso di interesse sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario 113
13. Rischio Operativo 116
14. Leva Finanziaria 122
nuove esposizioni originate soggette a schemi di garanzia pubblica 15. Informazioni sulle esposizioni soggette a moratorie legislative e non legislative e sulle 128
Attestazione sugli obblighi di informativa ai sensi della parte otto, art. 431 comma 3
del regolamento (ue) n° 575/2013 del 26 giugno 2013 e successive modifiche ed
integrazioni
132
Dichiarazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari 133

INTRODUZIONE

Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 ("CRR") con il quale vengono introdotte nell'Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria con l'articolato insieme di documenti unitariamente denominato "Basilea 3" in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e informativa al pubblico (Terzo pilastro).

Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE ("CRD IV") definiscono il nuovo quadro normativo di riferimento nell'Unione Europea per banche e imprese di investimento. Dal 1° gennaio 2014 CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di regolamentazione o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di supervisione ("ESA"), che danno attuazione alla normativa primaria.

Con l'adozione del regolamento di esecuzione (UE) n. 2021/451sono state stabilite le norme tecniche di attuazione (Implementing Technical Standards) vincolanti in materia di segnalazioni prudenziali armonizzate delle banche e delle imprese di investimento relative a: fondi propri, rischio di credito e controparte, rischi di mercato, rischio operativo, grandi rischi, rilevazione su perdite ipotecarie, posizione patrimoniale complessiva, liquidità e leva finanziaria.

Relativamente alla vigilanza bancaria, ricordiamo:

  • Il 27 gennaio, la BCE ha avviato uno stress-test sul rischio climatico al fine di valutare il grado di preparazione delle banche nell'affrontare gli shock economici e finanziari derivanti dal rischio climatico. La prova di stress aveva l'obiettivo di essere un esercizio conoscitivo sia per le banche, sia per i responsabili della vigilanza e si prefiggeva di individuare le vulnerabilità, le migliori prassi e le sfide che le banche fronteggiano nella gestione del rischio climatico. È importante sottolineare che non mirava a promuovere o bocciare le banche, né dovrebbe avere implicazioni dirette per i livelli patrimoniali.
  • Il 10 febbraio, sono stati pubblicati gli esiti del processo di revisione e valutazione prudenziale (supervisory review and evaluation process, SREP) per il 2021. In base ai risultati di questo esercizio annuale, gli enti significativi hanno mantenuto solide posizioni patrimoniali e di liquidità, riflettendo la resilienza del settore bancario.
  • Sempre il 10 febbraio, è stata comunicata la decisione di non estendere le misure di "capital relief" ed in particolare le banche dovrebbero tornare ad operare sopra la Pillar 2 Guidance dal primo gennaio 2023 e reincludere nel Leverage Ratio le esposizioni presso la BCE dal 1° aprile 2022.
  • L'8 luglio, sono stati pubblicati i risultati della prova di stress sul rischio climatico che hanno evidenziato come le banche non tengano ancora adeguatamente conto del rischio climatico nell'ambito delle prove di stress e dei modelli interni, malgrado alcuni progressi rispetto al 2020. Secondo la Vigilanza "Le banche dell'area dell'euro devono urgentemente intensificare gli sforzi per misurare e gestire il rischio climatico, colmando le attuali lacune nei dati e adottando buone prassi già presenti nel settore".
  • Il 15 giugno 2022, il Comitato di Basilea ha pubblicato i "Principi per la gestione e la supervisione efficaci dei rischi finanziari legati al clima" la cui attuazione è prevista nel prossimo futuro.

Il Regolamento EU 2019/876 (CRR2) ha introdotto nuove disposizioni in materia di informativa al pubblico, dando mandato all'EBA nell'art. 434a di elaborare norme tecniche di attuazione in tale ambito. Facendo seguito a queste disposizioni, l'EBA in data 16 ottobre 2019 ha avviato una consultazione pubblica in merito ai nuovi obblighi informativi, conclusasi in data 16 gennaio 2020. Le nuove disposizioni si pongono diversi obbiettivi tra i quali quello uniformare il contenuto dell'informativa attraverso un unico framework normativo in grado di garantire informazioni sufficientemente complete e comparabili. Facendo seguito a tale consultazione, in data 24 giugno 2020 l'EBA ha emanato l'Implementing Technical Standard EBA/ITS/2020/04 "Final draft implementing technical standards on public disclosures by institutions of the information referred to in Titles II and III of Part Eight of Regulation (EU) No 575/2013". L'ITS è stato recepito nel Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637 della Commissione del 15 marzo 2021, pubblicato in data 21 aprile 2021, la cui applicazione è stata avviata a partire dal 28 giugno 2021.

Il contenuto della presente Informativa al Pubblico è disciplinato nella Parte 8 del regolamento CRR e redatto secondo le disposizioni del Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637.

Per ciascun ambito informativo è prevista la predisposizione di templates e tables all'interno delle quali è fornita, rispettivamente, l'informativa quantitativa e qualitativa richiesta. Per facilitare la predisposizione delle informazioni di carattere quantitativo, oltre che per garantire maggiore coerenza e qualità dei dati forniti, l'EBA ha predisposto, quando applicabili, specifici raccordi tra le informazioni presenti all'interno dei templates e le informazioni presenti nelle segnalazioni di vigilanza.

Il Consiglio d'Amministrazione con apposita delibera nella seduta del 4 agosto 2022 ha espresso specifico parere, ai sensi dell'art. 435 comma 1 delle lettere e) ed f) del Regolamento UE 575/2013 del 26/03/2013, in merito a:

  • l'adeguatezza delle misure di gestione dei rischi della Capogruppo descritti nel presente documento;
  • l'allineamento tra i sistemi di gestione dei rischi posti in essere e il profilo di rischio e la strategia dell'ente, così come definiti e approvati in ambito Risk Appetite Framework e descritti nel presente documento.

Per una completa informativa sui rischi e la governance si rimanda anche alla Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giugno 2022, alla Relazione sulla Gestione al 31 dicembre 2021, al Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2021 ed alla Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari per l'esercizio 2021. I documenti sono pubblicati sul sito www.credem.it.

Le informazioni quantitative sono rappresentate in migliaia di euro e, se non diversamente specificato, si riferiscono al perimetro prudenziale del Gruppo Bancario.

L'informativa al Pubblico è pubblicata sul sito internet www.credem.it.

Riferimento ai requisiti regolamentari CRR Parte Otto

La tabella che segue riporta la collocazione nel documento Pillar 3 dei requisiti informativi introdotti dal Commission Implementing Regulation (EU) 2021/637 applicabili al Gruppo Credem al 30 giugno 2022.

Capitolo Pillar III Articolo
CRR
Tabella / Modello Note
Modello EU CC1: composizione dei fondi propri regolamentari
2. Fondi propri 437 Modello EU CC2: riconciliazione dei fondi propri regolamentari con lo stato patrimoniale nel
bilancio sottoposto a revisione contabile
440 Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del
calcolo della riserva di capitale anticiclica
Modello EU CCyB2: importo della riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente
3. Requisiti 438 Modello EU OV1: quadro sinottico degli importi complessivi dell'esposizione al rischio
informativi generali 438 e
447
Modello EU KM1: metriche principali
Modello EU LIQ1: informazioni quantitative dell'LCR
4. Rischio di liquidità 451a Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile
Tabella EU LIQB: informazioni qualitative sull'LCR, ad integrazione del modello EU LIQ1
Modello EU CQ1: qualità creditizia delle esposizioni oggetto di misure di concessione
Modello EU CQ2: qualità della concessione 2
Modello EU CQ4: qualità delle esposizioni deteriorate per zona geografica
Modello EU CQ5: qualità creditizia dei prestiti e delle anticipazioni per settore
Modello EU CQ6: valutazione delle garanzie reali - prestiti e anticipazioni 2
Modello EU CQ7: garanzie reali ottenute acquisendone il possesso e tramite procedure di
escussione
1
5. Qualità del credito 442 Modello EU CQ8: garanzie reali ottenute acquisendone il possesso e tramite procedure di
escussione - disaggregazione per anzianità
2
Modello EU CR1: esposizioni in bonis ed esposizioni deteriorate e relativi accantonamenti
Modello EU CR1-A: durata delle esposizioni
Modello EU CR2: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati
Modello EU CR2a: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati e relativi recuperi
netti accumulati
2
6. Rischio di credito:
informazioni relative
453 e
444
Modello EU CR4 - Metodo standardizzato: esposizione al rischio di credito ed effetti della CRM
ai portafogli
assoggettati al
metodo
standardizzato
444 Modello EU CR5: metodo standardizzato
452 Modello EU CR6 - Metodo IRB: esposizioni al rischio di credito per classe di esposizioni e
7. Rischio di credito:
Informativa sui
453 intervallo di PD
Modello EU CR7 - Metodo IRB: effetto sugli importi delle esposizioni ponderati per il rischio
dei derivati su crediti utilizzati nell'ambito delle tecniche di CRM
portafogli cui si Modello EU CR7-A - Metodo IRB: informativa sulla misura di utilizzo delle tecniche di CRM
applicano gli approcci
IRB
Modello EU CR8: prospetto degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di credito in base
al metodo IRB
438 Modello EU CR10.5: Esposizioni in strumenti di capitale in base al metodo della ponderazione
semplice
8. Tecniche di
attenuazione del
rischio di credito
453 Modello EU CR3 - Tecniche di CRM - Quadro d'insieme: informativa sull'uso di tecniche di
attenuazione del rischio di credito
Modello EU CCR1: analisi dell'esposizione al CCR per metodo
439 Modello EU CCR2: operazioni soggette a requisiti di fondi propri per il rischio di CVA
439 e Modello EU CCR3 - Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di
444
439 e
452
esposizioni regolamentare e ponderazione del rischio
Modello EU CCR4 - Metodo IRB: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni e scala
di PD
9. Rischio di
controparte
Modello EU CCR5: composizione delle garanzie reali per le esposizioni soggette al CCR
439 Modello EU CCR6: esposizioni in derivati su crediti 1
438 Modello EU CCR7: prospetti degli RWEA delle esposizioni soggette al CCR nell'ambito dell'IMM 1
439 Modello EU CCR8: esposizioni verso CCP
Capitolo Pillar III Articolo
CRR
Tabella / Modello Note
Modello EU SEC1: esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione
Modello EU SEC2: esposizioni verso la cartolarizzazione incluse nel portafoglio di negoziazione 1
10. Operazioni di
cartolarizzazione
449 Modello EU SEC3 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione
e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore
Modello EU SEC4 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione
e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore
Modello EU SEC5 - Esposizioni cartolarizzate dall'ente: esposizioni in stato di default e
rettifiche di valore su crediti specifiche
Modello EU MR1: rischio di mercato in base al metodo standardizzato
445 Modello EU MR2-A: rischio di mercato in base al metodo dei modelli interni (IMA) 1
11. Rischio di
mercato
438 Modello EU MR2-B: prospetti degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di mercato in
base al metodo IMA
1
455 Modello EU MR3: valori IMA per i portafogli di negoziazione 1
Modello EU MR4: raffronto tra stime del VaR e profitti/perdite 1
12. Rischio di tasso
di interesse sulle
448
posizioni incluse nel
portafoglio bancario
IRRBB1: esposizione al rischio di tasso di interesse su posizioni non incluse nel portafoglio di
negoziazione
Modello EU LR1 - LRSum: riepilogo della riconciliazione tra attività contabili e esposizioni del
coefficiente di leva finanziaria
14. Leva finanziaria 451 Modello EU LR2 - LRCom: informativa armonizzata sul coefficiente di leva finanziaria
Modello EU LR3 - LRSpl: disaggregazione delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e
esposizioni esentate)
15. Informazioni sulle
esposizioni soggette a
Modello 1. Informazioni su prestiti e anticipazioni soggetti a moratorie legislative e non
legislative
moratorie legislative e
non legislative e sulle
nuove esposizioni
N.A. Modello 2. Disaggregazione dei prestiti delle anticipazioni soggetti a moratorie legislative e non
legislative per durata residua delle moratorie
3
originate soggette a
schemi di garanzia
pubblica
Modello 3. Informazioni su nuovi prestiti e anticipazioni soggetti a schemi di garanzia
pubblica di nuova applicazione introdotti in risposta alla crisi Covid-19

1: modello o tabella non applicabile al 30 giugno 2022.

2: modello non predisposto in quanto l'ammontare degli NPL è inferiore alla soglia del 5%.

3: modello predisposto in accordo alle EBA/GL/2020/07.

I Modelli EU CR10.1, EU CR10.2, EU CR10.3 ed EU CR10.4 Esposizioni da finanziamenti specializzati non sono prodotti in quanto non applicabili al 30 giugno 2022.

Il Capitolo 14 "Informazioni sulle esposizioni soggette a moratorie legislative e non legislative e sulle nuove esposizioni originate soggette a schemi di garanzia pubblica" contiene le informazioni richieste in base alle linee guida EBA/GL/2020/07 "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID-19 crisis" emesse in data 2 giugno 2020. I template rappresentati sono i seguenti:

  • Modello 2. Disaggregazione dei prestiti delle anticipazioni soggetti a moratorie legislative e non legislative per durata residua delle moratorie;
  • Modello 3. Informazioni su nuovi prestiti e anticipazioni soggetti a schemi di garanzia pubblica di nuova applicazione introdotti in risposta alla crisi Covid-19.

Il Modello 1. Informazioni su prestiti e anticipazioni soggetti a moratorie legislative e non legislative non è stato pubblicato in quanto non sono presenti esposizioni al 30 giugno 2022.

Come meglio specificato nel Capitolo 5 "Qualità del credito", i template soggetti alla soglia del 5% dell'NPL ratio non sono pubblicati al 30 giugno 2022 in quanto l'ammontare degli NPL risultava inferiore a tale soglia.

Il raffronto dei dati del periodo in corso con quelli del periodo precedente è stato predisposto nei casi rischiesti dai templates EBA.

1. AMBITO DI APPLICAZIONE

Credito Emiliano Spa

Capogruppo del Gruppo Bancario, Credito Emiliano – Credem.

Area e metodi di consolidamento

Il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Credem comprende il bilancio di Credito Emiliano spa e delle società da questa controllate, includendo nel perimetro di consolidamento anche le società operanti in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo. Analogamente, sono incluse anche le società veicolo (SPE/SPV) quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.

Sono considerate controllate le imprese nelle quali la Capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede più della metà dei diritti di voto o quando, pur con una quota di diritti di voto inferiore, la Capogruppo ha il potere di nominare la maggioranza degli amministratori della partecipata o di determinare le politiche finanziarie ed operative della stessa. Nella valutazione dei diritti di voto si tiene conto anche dei diritti "potenziali" che siano correntemente esercitabili o convertibili in diritti di voto effettivi in qualsiasi momento.

Sono considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell'attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull'attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.

Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali la capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali" come sopra definiti) o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.

Le partecipazioni controllate sono consolidate con il metodo integrale, mentre le interessenze non di controllo e di joint venture sono consolidate in base al metodo del patrimonio netto.

Criteri e principi di consolidamento

I criteri adottati per la redazione del bilancio consolidato sono i seguenti:

  • in occasione del primo consolidamento, il valore di carico delle partecipazioni in società consolidate integralmente o proporzionalmente è annullato a fronte del patrimonio netto delle società stesse (ovvero delle quote di patrimonio netto che le partecipazioni stesse rappresentano). La contabilizzazione degli acquisti nelle società avviene in base al "metodo dell'acquisto" come definito dall' IFRS 3, ossia con rilevazione di attività, passività e passività potenziali delle imprese acquisite al fair value alla data di acquisizione, cioè dal momento in cui si ottiene l'effettivo controllo della società acquisita. Pertanto, i risultati economici di una controllata acquisita nel corso del periodo di riferimento sono inclusi nel bilancio consolidato a partire dalla data della sua acquisizione. Parimenti, i risultati economici di una controllata ceduta sono inclusi nel bilancio consolidato fino alla data in cui il controllo è cessato;
  • le eventuali eccedenze del valore di carico delle partecipazioni di cui al punto precedente rispetto alla corrispondente frazione di patrimonio netto, adeguato con l'effetto del fair value delle attività o passività, se positive sono rilevate quali avviamento nella voce "Attività immateriali", se negative sono imputate a conto economico;
  • per gli eventuali acquisti di ulteriori quote partecipative successive all'acquisizione del controllo, disciplinati specificatamente dal principio contabile IAS27, le eventuali differenze positive o negative, come sopra determinate, che vengono a sorgere a seguito di tali acquisti successivi sono imputate direttamente a patrimonio;

  • ad ogni data di bilancio (od ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) viene verificata l'adeguatezza del valore dell'avviamento (c.d. impairment test). A tal fine viene identificata l'unità generatrice di flussi finanziari cui attribuire l'avviamento. L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è dato dall'eventuale differenza negativa tra il valore di iscrizione dell'avviamento ed il suo valore di recupero, determinato come il maggiore tra il fair value dell'unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d'uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico;

  • gli elementi di attivo, passivo e conto economico vengono integralmente acquisiti "linea per linea";
  • le partite debitorie e creditorie, le operazioni fuori bilancio nonché i proventi e gli oneri ed i profitti e le perdite traenti origine da rapporti tra società oggetto di consolidamento integrale, sono tra di loro elisi;
  • le quote di patrimonio netto e di utile di periodo di pertinenza dei "terzi" azionisti delle società consolidate, sono incluse in apposite voci, rispettivamente, del passivo di stato patrimoniale e del conto economico;
  • per il consolidamento delle società con metodo integrale sono stati utilizzati i bilanci predisposti e approvati dalle singole società, eventualmente resi conformi ai principi contabili internazionali seguiti nella predisposizione della situazione consolidata;
  • il valore di libro delle partecipazioni rilevanti, detenute dalla capogruppo, o da altre società del gruppo, afferenti società consolidate con il metodo del patrimonio netto, è raffrontato con la pertinente quota di patrimonio delle partecipate. L'eventuale eccedenza del valore di libro - risultante in prima applicazione al bilancio consolidato – è inclusa nel valore contabile della partecipata. Le variazioni nel valore patrimoniale, intervenute negli anni successivi a quello di prima applicazione, sono iscritte a voce 250 del conto economico consolidato ("utili (perdite) delle partecipazioni") nella misura in cui le variazioni stesse siano riferibili a utili o perdite delle partecipate;
  • se esistono evidenze che il valore di una partecipazione rilevante possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento. Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata nel conto economico;
  • per il consolidamento delle partecipazioni in società collegate sono state utilizzate, ove disponibili, le risultanze delle situazioni semestrali al 30 giugno 2022 approvate dai rispettivi Consigli di Amministrazione; in loro mancanza sono stati considerati i dati degli ultimi bilanci approvati (generalmente quelli al 31 dicembre 2021).

AREA DI CONSOLIDAMENTO

Note:

le percentuali esprimono i diritti di voto esercitabili direttamente e indirettamente le partecipazioni in chiaro sono valutate con il metodo del patrimonio netto

Nel mese di gennaio 2022 si è perfezionato un investimento di Credemtel Spa ("Credemtel") nella società SBC Fintech Milan 2224 s.r.l. ("SBC") per l'importo complessivo di 250.000 euro. L'investimento è avvenuto nella forma di aumento di capitale riservato a Credemtel e la partecipazione di Credemtel nella società è pari al 19,68% del capitale sociale.

In tale contesto:

  • Credemtel non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;
  • Credemtel però ha il potere il veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credemtel anche gli altri soci non sono in grado di incidere sulla società.

In relazione a SBC la posizione di Credemtel è pertanto quella:

  • di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;
  • che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte degli altri soci.

Gli accordi in essere tra i soci di SBC contemplano, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione). Siccome non vi sono nell'ambito di SBC voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.

Nel perimetro di consolidamento del Gruppo ai fini della vigilanza prudenziale è inclusa la società Credemholding, controllante al 78,003% di Credem Spa.

2. FONDI PROPRI

A partire dal 1° gennaio 2014 è applicabile la disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013 e modificata dal Regolamento (UE) 2019/876 (CRR II), che traspongono nell'Unione europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (cd. framework Basilea 3). Il CRR ha avuto diretta efficacia negli Stati membri, mentre la disciplina contenuta nella CRD IV è stata recepita nell'ordinamento nazionale dalla Banca d'Italia il 17 dicembre 2013 con la pubblicazione della Circolare 285 «Disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche» (e successive modifiche e integrazioni). Tale regolamentazione prevede la seguente articolazione dei Fondi Propri:

  • Capitale di Classe 1 (Tier 1 Capital), composto a propria volta da:
  • o Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 CET1);
  • o Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 AT1);
  • Capitale di Classe 2 (Tier 2 T2).

La somma del Capitale di Classe 1 e del Capitale di Classe 2 compone il Totale dei Fondi Propri (Total Capital).

Componente principale del Tier 1 è il Common Equity, composto principalmente da strumenti di capitale (es. azioni ordinarie al netto delle azioni proprie), sovrapprezzi di emissione, riserve di utili, utile del periodo non distribuito, riserve da valutazione, interessi di minoranza computabili, al netto degli elementi in deduzione.

La categoria dell'AT1 ricomprende gli strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie (che sono computabili nel Common Equity) e che rispettano i requisiti normativi per l'inclusione in tale livello dei Fondi propri una volta applicate le deduzioni degli elementi e le deroghe previste dalla normativa citata in premessa.

Il Capitale di Classe 2 (Tier 2) è composto dagli elementi quali principalmente le passività subordinate computabili e le eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese per le posizioni ponderate secondo i metodi IRB, una volta applicate le deduzioni e le deroghe previste dalla normativa citata in premessa.

I requisiti minimi di capitale applicabili al Gruppo al 30 giugno 2022 sono pari ai seguenti ratio patrimoniali in coerenza con l'articolo 92 del CRR:

  • CET1 ratio: 4,50%
  • T1 ratio: 6,00%
  • Total Capital ratio: 8,00%

In aggiunta a tali livelli patrimoniali, per il 2022 il Gruppo deve inoltre rispettare i seguenti requisiti:

  • 1,00% requisito di Pillar 2 (Pillar 2 Requirement) richiesto in coerenza con i risultati SREP;
  • 2,50%: riserva di conservazione del capitale ("CCB" buffer), in coerenza con l'articolo 129 della CRD IV;
  • 0,0044865%: riserva di capitale anticiclica (CCyB buffer), in coerenza con l'articolo 130 della CRD IV, calcolata trimestralmente.

Pertanto, al 30 giugno 2022, il Gruppo deve rispettare i seguenti requisiti complessivi:

  • CET1 ratio: 8,00%
  • T1 ratio: 9,5%
  • Total Capital ratio: 11,5%.

Il requisito aggiuntivo assegnato dall'organo di vigilanza (il Pillar 2 Requirement), rispetto ai livelli regolamentari di patrimonio vigenti nel 2020, sarebbe pari all'1%; il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) ha comunicato, in data 8 aprile 2020, la decisione di modificare il requisito prudenziale da detenere originariamente interamente sotto forma di capitale primario di classe 1 (CET1), con l'obiettivo di supportare le banche vigilate date le circostanze straordinarie determinate dalla diffusione del Covid-19. Il requisito potrà, in virtù di tale decisione, essere rispettato con un minimo del 56,25% di CET1 capital e con un 75% di Tier1 capital. Tale decisione, ha avuto effetto retroattivo a partire dal 12 marzo 2020 si è tradotta nei seguenti coefficienti minimi per il 2020: 7,56%, 9,25% ed 11,5% a livello, rispettivamente, di CET1 ratio, TIER1 Ratio e Total Capital Ratio.

Il 28 aprile 2020 è intervenuta, per sostenere il credito verso imprese e famiglie, anche la Commissione Europea con una comunicazione interpretativa relativamente ai principi contabili IFRS9 nonché alcune modifiche mirate volte ad anticipare l'applicazione di alcune regole (estensione dello SME Supporting Factor, ponderazione della Cessione del Quinto al 35% e la "non deducibilità" dal CET1 capital di alcuni investimenti in software) già previste dal Regolamento sui requisiti patrimoniali (CRR2).

Con particolare riferimento agli impatti regolamentari del modello di impairment del principio IFRS9, in data 27 dicembre 2017 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il Regolamento UE n. 2017/2395 emesso in data 12 dicembre 2017 dal Parlamento Europeo e dal Consiglio ("Regolamento"), che modifica il regolamento 2013/575 contenente l'aggiornamento della c.d. "CRR" ed introduce, tra le altre cose, disposizioni transitorie volte ad attenuare l'impatto dell'introduzione dell'IFRS 9 sui fondi propri. Tale normativa fornisce sostanzialmente alle Banche due opzioni: i) di adottare un "approccio graduale" (cd. "phase-in") di iscrizione dell'impatto derivante dall'applicazione dell'IFRS 9 in relazione nuovo metodo ECL; o ii) di iscrivere l'impatto totale dell'IFRS 9 al 1° gennaio 2018.

A tale riguardo il Gruppo, ai sensi del suindicato Regolamento, ha comunicato formalmente all'Autorità di Vigilanza in data 26 gennaio 2018 la propria decisione di non avvalersi del regime transitorio.

Successivamente, in data 3 aprile 2020, il Comitato di Basilea ha formulato alcuni principi relativi alle possibili modifiche delle disposizioni transitorie per il trattamento dell'ECL, al fine di mitigare gli effetti negativi dell'emergenza sanitaria.

L'articolo 473 bis del CRR contiene appunto disposizioni transitorie che consentono agli enti di reintegrare nel capitale primario di classe 1 (CET1) una parte di eventuali aumenti degli accantonamenti dovuti all'introduzione della contabilità delle perdite attese su crediti a norma dell'IFRS 9. Le disposizioni transitorie constano di due elementi: una componente statica e una dinamica. La componente statica consente agli enti creditizi di neutralizzare parzialmente l'"effetto del primo giorno" sul capitale primario di classe 1 dell'aumento degli accantonamenti contabili dovuto all'introduzione dell'IFRS 9. La componente dinamica consente alle banche di neutralizzare parzialmente l'effetto dell'ulteriore aumento (ossia quello successivo al primo giorno) degli accantonamenti per le attività finanziarie che non sono deteriorate. Le vigenti disposizioni transitorie riguardano il periodo 2018-2022.

L'applicazione dell'IFRS 9 durante la crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19 comporterà un aumento repentino e significativo degli accantonamenti per perdite attese su crediti poiché per molte esposizioni potrebbe essere necessario calcolare le perdite attese lungo tutta la vita dell'esposizione. Per attenuare l'impatto potenziale, a seguito della crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19, che un aumento improvviso degli accantonamenti per perdite attese su crediti potrebbe avere sulla capacità degli enti di concedere prestiti ai clienti nel momento in cui è più necessario, è stato deciso di prorogare le disposizioni transitorie.

Queste modifiche hanno permesso di ridefinire il periodo transitorio di cinque anni avviato nel 2018. Il nuovo periodo transitorio consentirà quindi agli enti finanziari di adeguare la calibrazione delle disposizioni per il reintegro degli accantonamenti nel capitale primario di classe 1 nel periodo 2020-2024. Per garantire che questo alleggerimento aggiuntivo sia mirato alle perdite attese su crediti derivanti dalle circostanze eccezionali legate alla pandemia di Covid19, la data di riferimento degli accantonamenti soggetti al regime transitorio prorogato è spostata dal 1º gennaio 2018 al 1º gennaio 2020.

Le modifiche all'articolo 473 bis, paragrafo 9, del CRR consentono agli enti che avevano scelto in precedenza di non avvalersi delle disposizioni transitorie di rivedere tale decisione in qualsiasi momento durante il periodo transitorio, previa approvazione da parte della rispettiva autorità competente. Inoltre, l'articolo 473 bis, paragrafo 9, del CRR offre agli enti la possibilità di applicare solo la componente dinamica.

Il Gruppo, a seguito delle suddette modifiche apportate all'articolo 473, bis, non si è avvalso di rivedere tale decisione riguardante il regime transitorio.

In base alle disposizioni dettate dagli articoli 11, paragrafi 2 e 3, e 13, paragrafo 2, del Regolamento CRR, le banche controllate da una "società di partecipazione finanziaria madre" sono tenute a rispettare i requisiti stabiliti dal predetto regolamento sulla base della situazione consolidata della società di partecipazione finanziaria medesima. Tali disposizioni hanno pertanto reso necessaria la modifica del perimetro di consolidamento del Gruppo ai fini della vigilanza prudenziale, portando a calcolare i ratio patrimoniali a livello di Credemholding, società controllante al 78,003% di Credem Spa. Tale livello comporta differenze di rilievo rispetto alle analoghe rilevazioni misurate sul perimetro che fa capo a Credito Emiliano Spa, dovute al trattamento più restrittivo riservato dalle norme vigenti al computo del cosiddetto "patrimonio di terzi".

A partire dal mese di ottobre 2017 il Gruppo è stato inserito dall'Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Tale provvedimento riflette la situazione di business al dicembre 2016, data alla quale il Gruppo superava le soglie previste dalle norme in materia.

E' doveroso segnalare preliminarmente che la vigilanza sui conglomerati finanziari è esercitata attraverso presidi supplementari, che integrano quelli già operativi a livello di Gruppo Bancario e di specifici settori di attività.

Il soggetto coordinatore della sopra illustrata vigilanza rafforzata, essendo preminente nel Gruppo il business bancario, è rappresentato dalla Banca Centrale Europea.

Conseguentemente il primo di marzo del 2018 la Banca Centrale Europea ha autorizzato il Gruppo a non dedurre dal calcolo dei fondi propri regolamentari la partecipazione totalitaria detenuta nell'impresa di assicurazione Credemvita.

Tale autorizzazione, derivante dall'applicazione dell'articolo 49 del Regolamento (EU) n.575/2103 ("CRR"), è applicabile qualora il Gruppo faccia parte della lista di quelli che, in base ai parametri di vigilanza, svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo (conglomerati finanziari).

Ai sensi del regolamento (UE) n.575/2013 (CRR), art.26, comma 2, la quota dell'utile netto del 1° semestre 2022, al netto della quota destinabile ai dividendi, è stata inserita nel calcolo dei Fondi Propri in quanto la Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giugno 2022 è stata assoggettata a revisione contabile.

Il requisito patrimoniale complessivo al 30 giugno 2022 è di 1.457,7 milioni di euro a fronte di Fondi Propri per 2.791,0 milioni di euro con un margine disponibile di 1.333,3 milioni di euro, pari a circa il 47,8 % dei Fondi Propri.

Le indicazioni sui coefficienti patrimoniali evidenziano il Common Equity Tier 1 ratio al 13,46%, il Tier 1 Capital ratio al 13,79% e il Total capital ratio al 15,32%.

FONDI PROPRI - INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

30/06/2022 31/12/2021
A. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) prima
dell'applicazione dei filtri prudenziali
2.886.200 3.102.362
B. Filtri prudenziali del CET1 (+/-) 22.130 (25.357)
C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime
transitorio (A +/- B)
2.908.330 3.077.005
D. Elementi da dedurre dal CET1 (455.812) (486.302)
E. Regime transitorio - Impatto su CET1 (+/-), inclusi gli interessi di
minoranza oggetto di disposizioni transitorie
- -
F. Totale Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) (C
– D +/-E)
2.452.518 2.590.703
G. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) al lordo degli
elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio
59.609 63.135
H. Elementi da dedurre dall'AT1 -
I. Regime transitorio - Impatto su AT1 (+/-), inclusi gli strumenti emessi
da filiazioni e inclusi nell'AT1 per effetto di disposizioni transitorie
- -
L. Totale Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) (G - H
+/- I)
59.609 63.135
M. Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) al lordo degli elementi da dedurre e
degli effetti del regime transitorio
278.916 339.547
N. Elementi da dedurre dal T2 -
O. Regime transitorio - Impatto su T2 (+/-), inclusi gli strumenti emessi
da filiazioni e inclusi nel T2 per effetto di disposizioni transitorie
-
P. Totale Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) (M - N +/- O) 278.916 339.547
Q. Totale fondi propri (F + L + P) 2.791.043 2.993.385

Nelle successive tabelle viene riportato il dettaglio dei livelli di capitale prima delle rettifiche regolamentari, nonché la riconciliazione del Capitale primario di Classe 1 con il Patrimonio netto contabile.

La disclosure prevista in materia di fondi propri è richiesta dal Regolamento 2021/637, ed è riportata nel nuovo template EU CC1- Composizione dei Fondi propri regolamentari e nel nuovo template EU CC2 – Riconciliazione dei Fondi propri regolamentari con lo stato patrimoniale nel bilancio sottoposto a revisione contabile.

Modello EU CC1: composizione dei fondi propri regolamentari

a) b)
Fonte basata su
numeri /lettere di
Importi riferimento dello
stato patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento
30/06/2022 prudenziale
Capitale primario di classe 1 (CET1): strumenti e riserve
1
Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni
302.288
8 - 9
Di cui: Azioni ordinarie
49.437
2
Utili non distribuiti
2.284.023
7
3
Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve)
(171.756)
1 – 2 – 3 - 4
EU
Fondi per rischi bancari generali
-
3a
Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 3, del CRR e le relative riserve
4
-
sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal CET1
10 - 11 – 12
5
Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato)
373.697
-13 – 14 - 16
EU
Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o dividendi prevedibili
97.947
5a
17
6
Capitale primario di classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari
2.886.199
Capitale primario di classe 1 (CET1): rettifiche regolamentari
7
Rettifiche di valore supplementari (importo negativo)
(8.286)
-
8
Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) (importo negativo)
(340.609)
12 - 13 - 14
9
Non applicabile
-
Attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura, escluse quelle derivanti da differenze
10
temporanee (al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui
-
all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (importo negativo)
Riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa degli
11
30.417
strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo
12
Importi negativi risultanti dal calcolo degli importi delle perdite attese
(76.668)
13
Qualsiasi aumento del patrimonio netto risultante da attività cartolarizzate (importo negativo)
-
I profitti o le perdite sulle passività dell'ente valutate al valore equo dovuti a variazioni del merito di
14
-
credito
15
Attività dei fondi pensione a prestazioni definite (importo negativo)
-
Propri strumenti del CET1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo
16
(3.619)
negativo)
Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o
17
sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca
-
concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo)
Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o
18
sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore
-
alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o
19
sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla
-
soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
20
Non applicabile
-
EU
Importo dell'esposizione dei seguenti elementi, che possiedono i requisiti per ricevere un fattore di
-
20a
ponderazione del rischio pari al 1250%, quando l'ente opta per la deduzione
EU
Di cui partecipazioni qualificate al di fuori del settore finanziario (importo negativo)
-
20b
EU
Di cui posizioni verso la cartolarizzazione (importo negativo)
-
20c
EU
Di cui operazioni con regolamento non contestuale (importo negativo)
-
20d
Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo superiore alla soglia del 10 %, al
21
netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38,
-
paragrafo 3, del CRR) (importo negativo)
22
Importo che supera la soglia del 17,65 % (importo negativo)
-
Di cui strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente,
23
-
indirettamente e sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti
24
Non applicabile
-
25
Di cui attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee
-
EU
Perdite relative all'esercizio in corso (importo negativo)
-
25a
Tributi prevedibili relativi agli elementi del CET1, ad eccezione dei casi in cui l'ente adatta di
EU
conseguenza l'importo degli elementi del CET1 nella misura in cui tali tributi riducano l'importo fino a
-
25b
concorrenza del quale questi elementi possono essere destinati alla copertura di rischi o perdite
(importo negativo)
26
Non applicabile
-
Deduzioni ammissibili dal capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) che superano gli elementi dell'AT1
27
-
dell'ente (importo negativo)
27a
Altre rettifiche regolamentari
(34.916)
28
Totale delle rettifiche regolamentari del capitale primario di classe 1 (CET1)
(433.681)
29
Capitale primario di classe 1 (CET1)
2.452.518
a) b)
Importi
30/06/2022
Fonte basata su
numeri /lettere di
riferimento dello
stato patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): strumenti
30 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni -
31 Di cui classificati come patrimonio netto a norma dei principi contabili applicabili -
32 Di cui classificati come passività a norma dei principi contabili applicabili -
33 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 4, del CRR e le relative riserve -
EU sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dall'AT1
Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 bis, paragrafo 1, del CRR soggetti a
-
33a
EU
eliminazione graduale dall'AT1
Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 ter, paragrafo 1, del CRR soggetti a
-
33b
34
eliminazione graduale dall'AT1
Capitale di classe 1 ammissibile incluso nel capitale AT1 consolidato (compresi gli interessi di
minoranza non inclusi nella riga 5) emesso da filiazioni e detenuto da terzi
59.609
35 di cui strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva -
36 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) prima delle rettifiche regolamentari 59.609
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): rettifiche regolamentari
37 Propri strumenti di AT1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo
negativo)
-
38 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o
sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca
concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo
-
39 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o
sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore
alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
-
40 Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o
sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (al netto di posizioni corte
ammissibili) (importo negativo)
-
41 Non applicabile -
42 Deduzioni ammissibili dal capitale di classe 2 (T2) che superano gli elementi del T2 dell'ente (importo
negativo)
-
42a Altre rettifiche regolamentari del capitale AT1 -
43 Totale delle rettifiche regolamentari del capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) -
44 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) 59.609
45 Capitale di classe 1 (T1 = CET1 + AT1) 2.512.127
Capitale di classe 2 (T2) strumenti
46 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni 199.438 2 -3
47 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 5, del CRR e le relative riserve
sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal T2 ai sensi dell'articolo 486, paragrafo 4,
del CRR
-
EU
47a
Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 bis, paragrafo 2, del CRR soggetti a
eliminazione graduale dal T2
-
EU
47b
Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 ter, paragrafo 2, del CRR soggetti a
eliminazione graduale dal T2
-
48 Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel capitale T2 consolidato (compresi gli interessi di
minoranza e strumenti di AT1 non inclusi nella riga 5 o nella riga 34) emessi da filiazioni e detenuti da
terzi
79.478 2 -3
49 di cui strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva -
50 Rettifiche di valore su crediti -
51 Capitale di classe 2 (T2) prima delle rettifiche regolamentari 278.916
Capitale di classe 2 (T2): rettifiche regolamentari
52 Strumenti propri di T2 e prestiti subordinati detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o
sinteticamente (importo negativo)
-
53 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione
incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo)
-
54 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti
(importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
-
54a Non applicabile -
55 Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente,
indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (al netto
di posizioni corte ammissibili) (importo negativo)
-
56 Non applicabile -
EU
56a
Deduzioni di passività ammissibili che superano gli elementi delle passività ammissibili dell'ente
(importo negativo)
-
EU
56b
Altre rettifiche regolamentari del capitale T2 -
57 Totale delle rettifiche regolamentari del capitale di classe 2 (T2) -
58 Capitale di classe 2 (T2) 278.916
59 Capitale totale (TC = T1 + T2) 2.791.043
60 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 18.221.427
a) b)
Importi Fonte basata su
numeri /lettere di
riferimento dello
stato patrimoniale
nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
Coefficienti e requisiti patrimoniali, comprese le riserve di capitale 30/06/2022
61 Capitale primario di classe 1 13,46% -
62 Capitale di classe 1 13,79% -
63 Capitale totale 15,32% -
64 Requisiti patrimoniali complessivi CET1 dell'ente 7,57% -
65 Di cui requisito della riserva di conservazione del capitale 2,50% -
66 Di cui requisito della riserva di capitale anticiclica 0,0027% -
67 Di cui requisito della riserva a fronte del rischio sistemico - -
EU
67a
Di cui requisito della riserva di capitale degli enti a rilevanza sistemica a livello globale (G-SII) o degli
altri enti a rilevanza sistemica (O-SII)
- -
EU
67b
Di cui requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria
eccessiva
0,56% -
68 Capitale primario di classe 1 (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) disponibile
dopo aver soddisfatto i requisiti patrimoniali minimi
6,32% -
Minimi nazionali (se diversi da Basilea III)
69 Non applicabile - -
70 Non applicabile - -
71 Non applicabile - -
Importi inferiori alle soglie di deduzione (prima della ponderazione del rischio)
72 Fondi propri e passività ammissibili di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente o
indirettamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore
alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili)
- -
73 Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente o indirettamente,
quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 17,65 %
e al netto di posizioni corte ammissibili)
- -
74 Non applicabile - -
75 Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo inferiore alla soglia del 17,65 %,
al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38,
paragrafo 3, del CRR)
201.656 -
Massimali applicabili per l'inclusione di accantonamenti nel capitale di classe 2
76 Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo
standardizzato (prima dell'applicazione del massimale)
- -
77 Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo standardizzato 69.053 -
78 Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo basato sui
rating interni (prima dell'applicazione del massimale)
- -
79 Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo basato sui
rating interni
62.622 -
Strumenti di capitale soggetti a eliminazione progressiva (applicabile soltanto tra l'1 gennaio 2014 e l'1 gennaio 2022)
80 Massimale corrente sugli strumenti di CET1 soggetti a eliminazione progressiva - -
81 Importo escluso dal CET1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le
scadenze)
- -
82 Massimale corrente sugli strumenti di AT1 soggetti a eliminazione progressiva - -
83 Importo escluso dall'AT1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le
scadenze)
- -
84 Massimale corrente sugli strumenti di T2 soggetti a eliminazione progressiva - -
85 Importo escluso dal T2 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le
scadenze)
- -

Modello EU CC2: riconciliazione dei fondi propri regolamentari con lo stato patrimoniale nel bilancio sottoposto a revisione contabile

a b c
Stato
patrimoniale
incluso nel
bilancio
pubblicato
Nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
Riferimento Modello EU CC1
30/06/2022 30/06/2022
Attività - Ripartizione per classi di attività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato
1 Cassa e disponibilità liquide 239.823 225.050
2 Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto a conto economico
149.146 149.146
3 Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
6.664.768 6.664.767
4 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al FV ai sensi dello IAS39
6.169.955 -
5 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 47.518.047 47.537.007
6 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al costo ammortizzato
2.065.992 -
7 Derivati di copertura 669.669 669.669
8 Adeguamento di valore delle attività finanziarie
oggetto di copertura generica (+/-)
(65.722) (65.722)
9 Partecipazioni 45.718 251.770
10 Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 19.117 -
11 Attività materiali 451.231 449.900
12 Attività immateriali, di cui: 478.053 484.847 8 Attività immateriali (al netto delle relative
passività fiscali)
13 Avviamento 318.026 329.864 8 Attività immateriali (al netto delle relative
passività fiscali)
14 Altre immobilizzazioni immateriali 160.027 154.983 8 Attività immateriali (al netto delle relative
passività fiscali)
15 Attività fiscali 572.939 299.304
16 Attività non correnti e gruppi di attività in via di
dismissione
- -
17 Altre attività 850.367 798.613
18 Totale Attività 65.829.103 57.464.351
Passività - Ripartizione per classi di passività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato
1 Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
50.808.520 50.953.737
Strumenti di capitale e le relative riserve
sovrapprezzo azioni.
2 di cui - titoli in circolazione 3.384.800 3.384.800 46 - 48 Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel
capitale T2 consolidato (compresi gli interessi di
minoranza e strumenti di AT1 non inclusi nella
riga 5 o nella riga 34) emessi da filiazioni e
detenuti da terzi
3 di cui – passività subordinate: Strumenti
computabili nel capitale di classe 2
199.438 199.438 46 - 48 Strumenti di capitale e le relative riserve
sovrapprezzo azioni.
Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel
capitale T2 consolidato (compresi gli interessi di
minoranza e strumenti di AT1 non inclusi nella
riga 5 o nella riga 34) emessi da filiazioni e
detenuti da terzi
4 Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
sensi dello IAS39
110.075 -
5 Passività finanziarie di negoziazione 39.447 39.447
6 Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al FV ai sensi dello IAS39
3.944.083 -
7 Derivati di copertura 652.696 652.696
8 Adeguamento di valore delle passività finanziarie
oggetto di copertura generica (+/-)
(102.977) (102.977)
9 Passività fiscali 203.434 127.852
a b c
Stato
patrimoniale
incluso nel
bilancio
pubblicato
Nell'ambito del
consolidamento
prudenziale
Riferimento Modello EU CC1
30/06/2022 30/06/2022
Passività - Ripartizione per classi di passività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato
10 Passività associate a gruppi di attività in via di
dismissione
- -
11 Altre passività 2.357.750 2.356.848
12 Trattamento di fine rapporto del personale 59.205 58.351
13 Fondi per rischi e oneri 154.633 154.509
14 Riserve tecniche 4.377.590 -
15 Totale passività 62.604.456 54.240.463
Capitale proprio
1 Riserve da valutazione, di cui: (38.408) (38.408) 3 Altre componenti di conto economico complessivo
accumulate (e altre riserve)
2 di cui - riserve da valutazione di titoli HTCS/titoli
disponibili per la vendita
(108.677) (108.677) 3 Altre componenti di conto economico complessivo
accumulate (e altre riserve)
3 di cui - riserve di valutazione degli utili/perdite
attuariali nette
(5.360) (5.360) 3 Altre componenti di conto economico complessivo
accumulate (e altre riserve)
4 di cui - altri elementi positivi- Leggi speciali di
rivalutazione
106.046 106.046 3 Altre componenti di conto economico complessivo
accumulate (e altre riserve)
5 di cui - riserve di cash flow hedge (30.417) (30.417)
6 Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese
di assicurazione ai sensi dello IAS 39
(133.344) (133.344)
7 Riserve 2.284.027 2.284.023 2 Utili non distribuiti
8 Sovrapprezzi di emissione 252.851 252.851 1 Strumenti di capitale e le relative riserve
sovrapprezzo azioni
9 Capitale 49.437 49.437 1 Strumenti di capitale e le relative riserve
sovrapprezzo azioni
10 Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 690.357 689.601 5 Interessi di minoranza (importo consentito nel
CET1 consolidato)
11 di cui - Riserve da valutazione (66.667) (66.663) 5 Interessi di minoranza (importo consentito nel
CET1 consolidato)
12 di cui - riserve da valutazione di titoli HTCS/titoli
disponibili per la vendita
(68.253) (68.253) 5 Interessi di minoranza (importo consentito nel
CET1 consolidato)
13 di cui - riserve di valutazione degli utili/perdite
attuariali nette
(1.512) (1.508) 5 Interessi di minoranza (importo consentito nel
CET1 consolidato)
14 di cui - altri elementi positivi- Leggi speciali di
rivalutazione
11.677 11.677 5 Interessi di minoranza (importo consentito nel
CET1 consolidato)
15 di cui - Riserve di cash flow hedge (8.579) (8.579)
16 di cui - Riserve e utili 527.733 527.101 5 Interessi di minoranza (importo consentito nel
CET1 consolidato)
17 Utile (Perdita) di periodo (+/-) 119.727 119.728 EU-5a Utili di periodo verificati da persone indipendenti
al netto di tutti gli oneri o dividendi prevedibili
18 Capitale proprio totale 3.224.647 3.223.888

Le principali differenze tra i valori contabili riportati nel bilancio pubblicato ed i valori contabili nell'ambito del consolidamento prudenziale afferiscono al perimetro di consolidamento. Nel primo caso le società esterne al Gruppo prudenziale sono consolidate integralmente mentre nel secondo caso sono consolidate con il metodo del patrimonio netto. Le società esterne al Gruppo prudenziale al 30 giuno 2022 sono:

  • Credemvita Spa;
  • Sata Srl;
  • Blue Eye Solutions Srl.

Modello EU CCA: principali caratteristiche degli strumenti di fondi propri regolamentari e degli strumenti di passività ammissibili

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In data 17 marzo 2022, Credito Emiliano ha ricevuto l'autorizzazione dalla BCE all'esercizio dell'opzione call sull'ammontare di 100 Milioni di Tier 2 Callable Note, scadenti il 10 luglio 2027, ed emessi nel 2017 - (ISIN) XS1644438928. Il richiamo è stato autorizzato considerando la progressiva minor computabilità nel calcolo dei Fondi Propri e l'assenza di pregiudizio per il rispetto dei vincoli patrimoniali su base consolidata. Pertanto, a decorrere dal 31 marzo 2022, le suddette obbligazioni non sono più computate nel Tier Total.

L'adeguatezza patrimoniale del conglomerato finanziario

Dati in milioni di euro 30/06/2022 31/12/2021
A Totale dei mezzi patrimoniali del conglomerato 3.142,3 3.179,8
B Requisiti patrimoniali delle componenti bancarie 1.994,6 2.011,7
C Margine di solvibilità richiesto delle componenti assicurative 285,8 259,2
D Totale delle esigenze patrimoniali del conglomerato (B+C) 2.280,4 2.270,9
E Eccedenza (deficit) del conglomerato (A-D) 861,9 908,9

A partire dal mese di ottobre 2017 il Gruppo è stato inserito dall'Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Tale provvedimento rifletteva la situazione di business al dicembre 2016, data alla quale il Gruppo superava le soglie previste dalle norme in materia. Le società assicurative sottoposte alla vigilanza supplementare sono Credemvita, controllata in modo esclusivo dal Gruppo e Credemassicurazioni, controllata in modo congiunto con Reale Mutua Assicurazioni.

I mezzi patrimoniali del conglomerato finanziario Credem eccedono il totale delle esigenze patrimoniali richieste per 861,9 milioni di euro. Nel calcolo dei requisiti patrimoniali del conglomerato finanziario si è adottato, per il 2022, un Total Capital Ratio del 11,5%, così come comunicato dalla Banca Centrale Europea nel mese di novembre 2020 a seguito degli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP), in vigore per l'anno 2021. Tale decisione è stata confermata anche per il 2022, al termine del processo SREP di valutazione e misurazione dei rischi che ancora una volta conferma la solidità del Gruppo anche nel confronto europeo.

Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo della riserva di capitale anticiclica (1 di 2)

a b c d e f
Esposizioni creditizie generiche Esposizioni creditizie rilevanti —
Rischio di mercato
Ripartizione per paese Valore
dell'esposizione
secondo il
metodo
standardizzato
Valore
dell'esposizione
secondo il
metodo IRB
Somma delle
posizioni
lunghe e corte
delle
esposizioni
contenute nel
portafoglio di
negoziazione
secondo il
metodo
standardizzato
Valore delle
esposizioni nel
portafoglio di
negoziazione
secondo i
modelli interni
Valore
dell'esposizione
delle esposizioni
verso la
cartolarizzazione
esterne al
portafoglio di
negoziazione
Valore
dell'esposizione
complessiva
Norvegia 129 1 - - - 130
Slovacchia 1.660 - - - - 1.660
Hong Kong 28 - - - - 28
Lussemburgo 26.825 5 10.923 - 102.063 139.816
Ceca (Repubblica) 3.717 276 - - - 3.993
Bulgaria 317 28 - - - 345
Italia 4.746.788 31.940.032 2.151 - 50.675 36.739.646
Stati Uniti 546.425 25.143 204 - - 571.772
Paesi Bassi 237.487 146 53 - 146.768 384.454
Francia 119.929 - 7.012 - 227.261 354.202
Regno Unito 352.333 2.758 144 - 1.105 356.340
Spagna 24.692 - - - 80.652 105.344
Svizzera 47.867 2.629 - - - 50.496
Germania 86.872 2.977 7.781 - 47.606 145.236
Belgio 20.036 790 1.129 - - 21.955
Irlanda 1.008 1 19.119 - 26.109 46.237
Svezia 6.892 1 - - - 6.893
Polonia 1.611 309 - - - 1.920
Principato di Monaco - 119 - - - 119
Ungheria 1.268 225 - - - 1.493
Austria 1.282 3 - - - 1.285
Romania 936 90 - - - 1.026
Brasile 805 784 - - - 1.589
Australia 1.686 20 - - - 1.706
Singapore 214 7 - - - 221
Panama - 2.238 - - - 2.238
Abu Dhabi 1.294 - - - - 1.294
Serbia - - - - - -
Croazia 1.771 9 - - - 1.780
India 244 1 - - - 245
Altri Paesi 9.564 59.462 - - - 69.026
Totale 6.243.680 32.038.054 48.516 - 682.239 39.012.489

Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo della riserva di capitale anticiclica (2 di 2)

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Requisiti di fondi propri
Ripartizione per paese Esposizioni
creditizie
rilevanti —
Rischio di
credito
Esposizioni
creditizie
rilevanti —
Rischio di
mercato
Esposizioni
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portafoglio di
negoziazione
Totale Importi delle
esposizioni
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Fattori di
ponderazione
dei requisiti di
fondi propri
Coefficiente
anticiclico
Norvegia 2 - - 2 25 0,0002% 1,50%
Slovacchia 96 - - 96 1.200 0,0081% 1,00%
Hong Kong 1 - - 1 13 0,0001% 1,00%
Lussemburgo 933 3.495 1.620 6.047 75.588 0,5086% 0,50%
Ceca (Repubblica) 212 - - 212 2.650 0,0178% 0,50%
Bulgaria 16 - - 16 200 0,0013% 0,50%
Italia 1.090.620 389 1.850 1.092.860 13.660.750 91,9198% -
Stati Uniti 21.726 1 - 21.727 271.588 1,8274% -
Paesi Bassi 9.143 - 2.384 11.528 144.100 0,9696% -
Francia 4.817 2.244 3.636 10.697 133.713 0,8997% -
Regno Unito 13.223 2 18 13.243 165.538 1,1139% -
Spagna 1.121 - 1.290 2.411 30.138 0,2028% -
Svizzera 1.976 - - 1.976 24.700 0,1662% -
Germania 5.307 454 762 6.523 81.538 0,5486% -
Belgio 1.687 361 - 2.048 25.600 0,1723% -
Irlanda 71 6.105 442 6.618 82.725 0,5566% -
Svezia 478 - - 478 5.975 0,0402% -
Polonia 96 - - 96 1.200 0,0081% -
Principato di Monaco 4 - - 4 50 0,0003% -
Ungheria 77 - - 77 963 0,0065% -
Austria 61 - - 61 763 0,0051% -
Romania 48 - - 48 600 0,0040% -
Brasile 42 - - 42 525 0,0035% -
Australia 79 - - 79 988 0,0066% -
Singapore 12 - - 12 150 0,0010% -
Panama 49 - - 49 613 0,0041% -
Abu Dhabi 77 - - 77 963 0,0065% -
Serbia - - - - - 0,0000% -
Croazia 106 - - 106 1.325 0,0089% -
India 12 - - 12 150 0,0010% -
Altri Paesi 11.782 - - 11.782 147.269 0,9912% -
Totale 1.163.874 13.051 12.002 1.188.928 14.861.600 100% -

Modello EU CCyB2: importo della riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente

a
1 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 18.221.427
2 Coefficiente anticiclico specifico dell'ente 0,003%
3 Requisito di riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente 496

3. REQUISITI NFORMATIVI GENERALI

Si riporta nel seguito il Modello EU OV1 contenente un quadro d'insieme degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e dei requisiti totali di fondi propri, ed il Modello EU KM1 circa le principali metriche prudenziali e regolamentari al 30 giugno 2022.

Informativa quantitativa

Modello EU OV1: quadro sinottico degli importi complessivi dell'esposizione al rischio

rischio (TREA) Importi complessivi dell'esposizione al Requisiti totali di
fondi propri
a b c
30/06/2022 31/03/2022 30/06/2022
1 Rischio di credito (escluso il CCR) 15.751.870 15.942.909 1.260.150
2 Di cui metodo standardizzato 5.336.239 5.365.547 426.899
3 Di cui metodo IRB di base (F-IRB) - - -
4 Di cui metodo di assegnazione - - -
EU 4a Di cui strumenti di capitale soggetti al metodo della ponderazione semplice 993.241 1.212.458 79.460
5 Di cui metodo IRB avanzato (A-IRB) 9.422.390 9.364.904 753.791
6 Rischio di controparte (CCR) 69.824 59.508 5.586
7 Di cui metodo standardizzato 34.138 27.803 2.731
8 Di cui metodo dei modelli interni (IMM) - - -
EU 8a Di cui esposizioni verso una CCP 12.832 3.535 1.027
EU 8b Di cui aggiustamento della valutazione del credito (CVA) 10.501 5.384 840
9 Di cui altri CCR 12.353 22.786 988
15 Rischio di regolamento - - -
16 Esposizioni verso le cartolarizzazioni esterne al portafoglio di
negoziazione (tenendo conto del massimale)
150.026 140.556 12.002
17 Di cui metodo SEC-IRBA - - -
18 Di cui metodo SEC-ERBA (compreso IAA) 150.026 140.556 12.002
19 Di cui metodo SEC-SA - - -
EU 19a Di cui 1250 % / deduzione - - -
20 Rischi di posizione, di cambio e di posizione in merci (rischio di
mercato)
335.381 252.174 26.830
21 Di cui metodo standardizzato 335.381 252.174 26.830
22 Di cui IMA - - -
EU 22a Grandi esposizioni - - -
23 Rischio operativo 1.914.326 1.914.326 153.146
EU 23a Di cui metodo base - - -
EU 23b Di cui metodo standardizzato 1.914.326 1.914.326 153.146
EU 23c Di cui metodo avanzato di misurazione - - -
24 Importo al di sotto delle soglie per la deduzione (soggetto a fattore di
ponderazione del rischio del 250 %)
504.140 408.225 40.331
29 Totale 18.221.427 18.309.473 1.457.714

Modello EU KM1: metriche principali

a b c d e
30/06/2022 31/03/2022 31/12/2021 30/09/2021 30/06/2021
Fondi propri disponibili (importi)
1 Capitale primario di classe 1 (CET1) 2.452.518 2.487.483 2.590.704 2.465.224 2.432.108
2 Capitale di classe 1 2.512.127 2.548.627 2.653.839 2.525.095 2.485.874
3 Capitale totale 2.791.043 2.831.597 2.993.385 2.864.535 2.815.758
Importi delle esposizioni ponderati per il rischio
4 Importo complessivo dell'esposizione al rischio 18.221.427 18.309.473 18.907.310 17.940.490 16.907.861
Coefficienti di capitale (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio)
5 Coefficiente del capitale primario di classe 1 (%) 13,46% 13,59% 13,70% 13,74% 14,38%
6 Coefficiente del capitale di classe 1 (%) 13,79% 13,92% 14,04% 14,07% 14,70%
7 Coefficiente di capitale totale (in %) 15,32% 15,47% 15,83% 15,97% 16,65%
Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva (in percentuale dell'importo dell'esposizione
ponderato per il rischio)
EU 7a Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a
rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva
(in %)
1,00% 1,00% 1,00% 1,00% 1,00%
EU 7b Di cui costituiti da capitale CET1 (punti percentuali) 0,56% 0,56% 0,56% 0,56% 0,56%
EU 7c Di cui costituiti da capitale di classe 1 (punti
percentuali)
0,75% 0,75% 0,75% 0,75% 0,75%
EU 7d Requisiti di fondi propri SREP totali (%) 9,00% 9,00% 9,00% 9,00% 9,00%
Requisito combinato di riserva e requisito patrimoniale complessivo (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio
8 Riserva di conservazione del capitale (%) 2,50% 2,50% 2,50% 2,50% 2,50%
EU 8a Riserva di conservazione dovuta al rischio
macroprudenziale o sistemico individuato a livello di
uno Stato membro (%)
- - - - -
9 Riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente (%) 0,0027% 0,0045% 0,0021% 0,0018% 0,0017%
EU 9a Riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (%) - - - - -
10 Riserva degli enti a rilevanza sistemica a livello
globale (%)
- - - - -
EU 10a Riserva di altri enti a rilevanza sistemica (%) - - - - -
11 Requisito combinato di riserva di capitale (%) 2,50% 2,50% 2,50% 2,50% 2,50%
EU 11a Requisiti patrimoniali complessivi (%) 11,50% 11,50% 11,50% 11,50% 11,50%
12 CET1 disponibile dopo aver soddisfatto i requisiti di
fondi propri SREP totali (%)
6,32% 6,47% 6,83% 7,21% 7,65%
Coefficiente di leva finanziaria
13 Misura dell'esposizione complessiva 57.433.010 51.531.437 52.033.847 47.569.069 44.392.914
14 Coefficiente di leva finanziaria (%) 4,37% 4,95% 5,10% 5,31% 5,60%
Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (in percentuale della misura dell'esposizione complessiva)
EU 14a Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al
rischio di leva finanziaria eccessiva (in %)
- - - - -
EU 14b di cui costituiti da capitale CET1 (punti percentuali) - - - - -
EU 14c Requisiti del coefficiente di leva finanziaria totali
SREP (%)
3,00% 3,49% 3,45% 3,72% 3,72%
totale) Riserva del coefficiente di leva finanziaria e requisito complessivo del coefficiente di leva finanziaria (in percentuale della misura dell'esposizione
EU 14d Requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria
(%)
- - - - -
EU 14e Requisito del coefficiente di leva finanziaria
complessivo (%)
3,00% 3,49% 3,45% 3,72% 3,74%
a b c d e
30/06/2022 31/03/2022 31/12/2021 30/09/2021 30/06/2021
Coefficiente di copertura della liquidità
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA)
(valore ponderato - media)
11.291.798 11.862.697 12.083.753 11.722.204 10.756.096
EU 16a Deflussi di cassa - Valore ponderato totale 6.115.141 6.123.365 6.119.448 5.895.669 5.622.986
EU 16b Afflussi di cassa - Valore ponderato totale 1.314.234 1.252.310 1.200.186 1.175.658 1.175.821
16 Totale dei deflussi di cassa netti (valore corretto) 4.800.907 4.871.055 4.919.261 4.720.011 4.447.165
17 Coefficiente di copertura della liquidità (%) 235% 244% 246% 248% 241%
Coefficiente netto di finanziamento stabile
18 Finanziamento stabile disponibile totale 39.375.270 41.307.908 40.803.478 40.920.152 37.816.554
19 Finanziamento stabile richiesto totale 27.014.038 29.392.053 30.045.161 28.995.250 27.131.877
20 Coefficiente NSFR (%) 145,76% 140,54 135,81% 141,13% 139,38%

4. RISCHIO DI LIQUIDITA'

Si definisce rischio di liquidità l'eventualità che il Gruppo possa trovarsi nella condizione di non riuscire a far fronte ai propri impegni di pagamento di natura ordinaria o straordinaria, quando gli stessi diventino esigibili, senza incorrere in perdite tali da pregiudicare la propria operatività quotidiana o le condizioni finanziarie complessive del Gruppo stesso. La gestione del rischio di liquidità può essere suddivisa fra:

  • gestione della liquidità di breve termine, ivi compresa la liquidità intra-day, il cui obiettivo è quello di garantire la capacità di far fronte agli impegni di pagamento per cassa previsti e imprevisti tramite il mantenimento di un rapporto sostenibile tra i flussi di liquidità in entrata e quelli in uscita; tale gestione costituisce la condizione essenziale per la normale continuità operativa dell'attività bancaria;
  • gestione della liquidità strutturale, il cui obiettivo è quello di mantenere un adeguato rapporto tra passività ed attività complessive, finalizzato ad evitare pressioni sulle fonti a breve termine, attuali e prospettiche.

Il Gruppo Credito Emiliano si è da tempo dotato di una Policy per la Gestione del rischio liquidità. La Policy approvata disciplina:

  • i principi di governo e di gestione del rischio di liquidità adottati dal Gruppo, e
  • l'insieme delle norme e dei processi di controllo finalizzati a prevenire l'insorgere di situazioni di crisi di liquidità per il Gruppo e per le singole società del Gruppo, con l'obiettivo di ispirare una sana e prudente gestione del rischio di liquidità a livello consolidato, tale da assicurare la stabilità, la sicurezza delle operazioni aziendali, la solidità finanziaria e, conseguentemente, la solvibilità del Gruppo.

I principi essenziali a cui si ispira la politica di gestione della liquidità sono:

  • definizione di un Risk Appetite e di una Risk Tolerance (o soglia di tolleranza) in contesto di normale corso degli affari e di scenari di stress;
  • definizione e formalizzazione di ruoli e funzioni, coerentemente con il principio di separatezza delle funzioni operative da quelle di controllo (c.d. segregation of duties);
  • accentramento della funzione di governo del rischio di liquidità sulla Capogruppo;
  • attuazione di una politica di trasformazione delle scadenze gestita nell'ambito dei massimali assegnati;
  • adozione di una politica di funding diversificata in termini di fonti, durata e tipologia di strumenti di raccolta;
  • definizione e formalizzazione dei principi relativi alla definizione del sistema di prezzi per il trasferimento interno dei fondi;
  • definizione e formalizzazione di un piano di emergenza da attivare in caso di stress e/o crisi dei mercati o in caso di situazioni specifiche del Gruppo (Contingency Funding Plan);
  • adozione di un sistema di controlli interni.

Su base giornaliera, mediante un modello di liquidity gap, viene esposta l'evoluzione temporale dei flussi di cassa per consentire l'attivazione di operazioni finalizzate a determinare un equilibrio fra entrate ed uscite di cassa.

Al Comitato Asset Liability & Management di Gruppo sono assegnati poteri decisionali per la declinazione delle strategie in merito alle politiche di funding del Gruppo. Periodicamente sono analizzate, in sede di Comitato, le condizioni di equilibrio finanziario per orientare le decisioni circa le strategie di funding. Sempre in sede di Comitato, sono analizzati interventi straordinari eventualmente richiesti per le contingenti situazioni di mercato.

Nell'ambito del processo RAF vengono, inoltre, definite le soglie di Risk Tolerance, le metriche e le modalità di controllo dei seguenti indicatori di liquidità:

  • Liquidity Coverage Ratio (LCR);
  • Asset Encumbrance;
  • Net Stable Funding Ratio (NSFR).

Le regole di "Liquidity Management" adottate prevedono limiti di liquidità da rispettarsi sulle scadenze di breve termine ed altri indicatori per monitorare quotidianamente la posizione complessiva.

Relativamente alla liquidità strutturale sono previsti limiti finalizzati a controllare e gestire i rischi derivanti dal mismatch di scadenze a medio-lungo termine dell'attivo e del passivo. Sono previsti dei gap ratio a 1, 2 e 5 anni.

Questi limiti consentono di evitare che l'operatività a medio-lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine.

Gli scenari di stress test previsti dal Regolamento si distinguono in:

  • stress sistemico di severity lieve: crisi di liquidità sistemica consistente in un'improvvisa instabilità sui mercati monetari e dei capitali e/o in tensioni di carattere politico, accompagnati da alti livelli di intensità ed impatti globali;
  • stress idiosincratico di severity media: crisi di liquidità causata da eventi particolarmente negativi per il Gruppo;
  • stress combinato di severity grave: è la combinazione dei due precedenti scenari. Le procedure di Contingency Funding Plan, recentemente riviste, si pongono l'obiettivo di salvaguardare la stabilità del gruppo durante le fasi iniziali di uno stato di tensione di liquidità e garantire la continuità del gruppo stesso nel caso di gravi crisi di liquidità.

L'attività di gestione della liquidità a breve e del funding strutturale è svolta dalla Business Unit Finanza della Capogruppo che complessivamente:

  • gestisce i flussi di liquidità infragruppo rivenienti dai fabbisogni/surplus di liquidità netti delle Società del Gruppo;
  • misura e monitora la posizione di liquidità del Gruppo e delle singole Società del Gruppo;
  • coordina ed effettua la raccolta accedendo direttamente al mercato interbancario al fine di mantenere condizioni adeguate di liquidità per il Gruppo;
  • determina periodicamente gli interventi finanziari utili per conseguire gli equilibri nel medio e lungo termine, la sostenibilità della crescita e la maggior efficienza della provvista;
  • gestisce i rapporti con la BCE (gestione del conto di gestione e di ogni attività di impiego o provvista di fondi) ed accede alle operazioni di rifinanziamento della BCE.

Questa impostazione consente di supportare adeguatamente i fabbisogni finanziari ed è finalizzata a:

  • ridurre i fabbisogni complessivi di finanziamento da parte di controparti esterne al Gruppo;
  • ottimizzare l'accesso ai mercati e conseguentemente minimizzare i costi complessivi di raccolta esterna.

A partire dal 30 giugno 2021 è stato introdotto il nuovo indicatore Net Stable Funding Ratio (c.d. «NSFR CRR2»), la cui segnalazione viene fatta trimestralmente, come previsto dal Regolamento (UE) 2019/876 (c.d. «CRR2»). Tale indicatore sostituisce la segnalazione di liquidità prevista dal Regolamento UE n.575/2013 (CRR) sotto forma di requisito in materia di finanziamento stabile (SF). Le segnalazioni relative agli indicatori Liquidity Coverage Ratio (LCR) e Additional Liquidity Monitoring Metrics (ALMM) non hanno subito aggiornamenti e sono effettuate mensilmente, sulla base degli schemi conformi ai Regolamenti UE d'esecuzione, rispettivamente n. 322/2016 e n. 2114/2017.

Il Gruppo prosegue inoltre la partecipazione al monitoraggio semestrale Basilea III.

L'importo complessivo del finanziamento con BCE al 30 giugno 2022 è riconducibile ad operazioni di TLTRO III, per un importo complessivo di 8,29 miliardi di euro. Nel corso del primo semestre dell'anno non sono state effettuate nuove operazioni.

Al 30 giugno 2022 l'importo totale delle riserve di liquidità libere, intese come attività liquide di elevata qualità calcolate ai fini del calcolo dell'indicatore LCR, si è attestato a 10,6 miliardi di Euro. Il 95% di tali riserve è detenuto dalla Capogruppo ed il restante 5% dalle controllate domestiche.

Programmi Obbligazioni Bancarie Garantite

Nel mese di maggio 2022 è stata collocata una nuova emissione da 500 milioni di euro nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB. In data 6 aprile 2022 è stato rinnovato il Base Prospectus del Programma OBG.

Al 30 giugno 2022 il valore nominale delle emissioni in circolazione è risultato pari a 2,1 miliardi di Euro.

Emissioni stand alone

Per valuta 19 gennaio 2022 è stata effettuata un'emissione inaugurale di un prestito obbligazionario Green Senior Preferred, destinato ad investitori istituzionali, per nominali 600 milioni di euro.

In data 5 luglio 2022 è stata collocata da parte di CredemHolding S.p.A., destinata agli investitori istituzionali e professionali, l'emissione stand alone di un prestito obbligazionario subordinato social Tier 2 per nominali 200 milioni di Euro. Contestualmente, è stato emesso da Credembanca un prestito obbligazionario subordinato Tier 2 con le medesime caratteristiche, sottoscritto interamente da CredemHolding S.p.A.

Operazioni di cartolarizzazione

Con riferimento all'operazione di cartolarizzazione avente come veicolo Emilia SPV S.r.l., nel corso del primo semestre 2022 è stata effettuata una nuova cessione di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nei programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite. Al 30 giugno 2022, il circolante della tranche senior è pari a circa 1,92 miliardi di Euro, mentre quello della tranche junior è pari a circa 0,58 miliardi di euro.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19 e dal conflitto Russia/Ucraina

Nel primo semestre del 2022 non si ravvisano sulla liquidità impatti significativi derivanti dalla pandemia COVID-19.

Analogamente l'improvviso e inatteso deterioramento del quadro economico/politico internazionale dovuto all'invasione Russa in Ucraina non ha avuto impatti rilevanti sulla situazione di liquidità del Gruppo.

Si riportano nel seguito i modelli EU LIQ1 e EU LIQB, quest'ultimo relativo alle principali informazioni di carattere qualitativo a completamento del template EU LIQ1.

Il template EU LIQ1 contiene informazioni circa LCR, buffer di liquidità, deflussi di cassa, afflussi di cassa e attività liquide di elevata qualità.

Viene inoltre riportato il template EU LIQ2. La finalità di questo template è fornire dettagli sull'indicatore NSFR e sui suoi principali componenti, inclusi gli elementi di finanziamento stabile disponibile e gli elementi di finanziamento stabile richiesto.

Informativa quantitativa

Modello EU LIQ1: informazioni quantitative dell'LCR

a b c d e f g h
Perimetro consolidato Totale valore non ponderato (media) Totale valore ponderato (media)
EU 1a Trimestre che termina il 30.06.2022 31.03.2022 31.12.2021 30.09.2021 30.06.2022 31.03.2022 31.12.2021 30.09.2021
EU 1b Numero di punti di dati usati per il
calcolo delle medie
12 12 12 12 12 12 12 12
ATTIVITÀ LIQUIDE DI ELEVATA QUALITÀ
1 Totale delle attività liquide di elevata
qualità (HQLA)
11.291.798 11.862.697 12.083.753 11.722.204
DEFLUSSI DI CASSA
2 Depositi al dettaglio e depositi di
piccole imprese, di cui
24.939.007 24.090.349 23.337.549 22.546.055 1.848.199 1.781.424 1.725.188 1.669.068
3 Depositi stabili 16.727.026 16.233.226 15.753.761 15.221.039 836.351 811.661 787.688 761.052
4 Depositi meno stabili 8.211.981 7.857.123 7.583.789 7.325.016 1.011.848 969.763 937.500 908.016
5 Finanziamento all'ingrosso non
garantito
8.866.458 9.082.373 9.377.278 9.112.468 3.436.563 3.528.858 3.614.858 3.466.941
6 Depositi operativi (tutte le controparti)
e depositi in reti di banche
cooperative
2.557.988 2.551.373 2.679.463 2.641.809 571.520 571.086 603.360 596.929
7 Depositi non operativi (tutte le
controparti)
6.230.008 6.460.878 6.627.692 6.463.475 2.786.581 2.887.651 2.941.376 2.862.828
8 Debito non garantito 78.462 70.122 70.122 7.184 78.462 70.122 70.122 7.184
9 Finanziamento all'ingrosso garantito 316 772 772 907
10 Obblighi aggiuntivi 715.831 655.792 635.623 584.672 337.011 299.607 294.028 268.756
11 Deflussi connessi ad esposizioni in
derivati e altri obblighi in materia di
garanzie reali
311.129 275.096 270.396 246.624 311.129 275.096 270.396 246.624
12 Deflussi connessi alla perdita di
finanziamenti su prodotti di debito
- - - - - - - -
13 Linee di credito e di liquidità 404.702 380.696 365.228 338.047 25.882 24.511 23.632 22.132
14 Altre obbligazioni di finanziamento
contrattuali
318.379 334.627 304.688 315.607 318.379 334.627 304.688 315.607
15 Altre obbligazioni di finanziamento
potenziali
7.874.274 7.765.927 7.670.806 7.497.621 174.673 178.076 179.913 174.391
16 TOTALE DEI DEFLUSSI DI CASSA 6.115.141 6.123.365 6.119.448 5.895.669
AFFLUSSI DI CASSA
17 Prestiti garantiti (ad es. contratti di
vendita con patto di riacquisto
passivo)
4.994 4.994 1.740 1.740 - - - -
18 Afflussi da esposizioni pienamente in
bonis
1.208.073 1.153.020 1.105.165 1.081.731 630.842 601.353 575.874 565.497
19 Altri afflussi di cassa 3.352.518 3.195.844 3.065.510 2.990.784 683.392 650.957 624.312 610.161
EU
19a
(Differenza tra gli afflussi ponderati
totali e i deflussi ponderati totali
derivanti da operazioni in paesi terzi
in cui vigono restrizioni al
trasferimento o che sono denominate
in valute non convertibili)
- - - -
a b c d e f g h
Perimetro consolidato Totale valore non ponderato (media) Totale valore ponderato (media) 30.09.2021
12
-
1.175.658
-
-
1.175.658
EU 1a Trimestre che termina il 30.06.2022 31.03.2022 31.12.2021 30.09.2021 30.06.2022 31.03.2022 31.12.2021
EU 1b Numero di punti di dati usati per il
calcolo delle medie
12 12 12 12 12 12 12
EU
19b
(Afflussi in eccesso da un ente
creditizio specializzato connesso)
- - -
20 TOTALE DEGLI AFFLUSSI DI CASSA 4.565.584 4.353.857 4.172.415 4.074.255 1.314.234 1.252.310 1.200.186
EU
20a
Afflussi totalmente esenti - - - - - - -
EU
20b
Afflussi soggetti al massimale del
90 %
- - - - - - -
EU
20c
Afflussi soggetti al massimale del
75 %
4.565.584 4.353.857 4.172.415 4.074.255 1.314.234 1.252.310 1.200.186
VALORE CORRETTO TOTALE
EU-21 RISERVA DI LIQUIDITÀ 11.291798 11.862.697 12.083.753 11.722.204
22 TOTALE DEI DEFLUSSI DI CASSA
NETTI
4.800.907 4.871.055 4.919.261 4.720.011
23 COEFFICIENTE DI COPERTURA
DELLA LIQUIDITÀ
235% 244% 246% 248%

Informazioni qualitative sull'LCR, ad integrazione del modello EU LIQ1

I drivers principali dell'LCR sono rappresentati da:

  • riserva ECB (impatto sul liquidity buffer);
  • raccolta retail e corporate (impatto al denominatore).

Nel periodo analizzato, l'indicatore LCR presenta un andamento leggermente decrescente dovuto principalmente ad una diminuzione del numeratore legato al conto riserva presso BCE.

L'attuale concentrazione delle fonti di raccolta è:

  • aste TLTRO ECB;
  • retail e Corporate Deposit;
  • Nel periodo considerato la composizione media del buffer è stata:
  • circa 83% cassa e riserva ECB;
  • circa 14% titoli L1;
  • circa 3% altri.

In merito alle esposizioni in derivati e potenziali richieste di garanzie reali, il valore è contenuto. La stima sulla base dei valori medi degli ultimi 2 anni è di circa 214 milioni. L'euro è la sola divisa significativa. Eventuali acquisti in divisa estera sono rifinanziati nella medesima divisa.

Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile

a
b
c
d
e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a
< 1 anno
≥ 1 anno ponderato
Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF)
1 Elementi e strumenti di capitale 2.945.808 - - 278.916 3.224.724
2 Fondi propri 2.945.808 - - 278.916 3.224.724
3 Altri strumenti di capitale 0 - - - -
4 Depositi al dettaglio 0 26.035.585 2.512 106.158 24.403.560
5 Depositi stabili 0 17.261.485 825 55.506 16.454.701
6 Depositi meno stabili 0 8.774.100 1.687 50.652 7.948.860
7 Finanziamento all'ingrosso: 0 10.979.543 5.965.368 4.674.838 10.202.871
8 Depositi operativi 0 3.088.229 - - 1.544.115
9 Altri finanziamenti all'ingrosso 0 7.891.313 5.965.368 4.674.838 8.658.757
10 Passività correlate 0 - - - -
11 Altre passività: 61.047 416.703 - - -
12 NSFR derivati passivi 61.047 0 0 0 0
13 Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle
categorie di cui sopra
0 416.703 - - -
14 Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale 0 0 0 0 39.375.270
Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF)
15 Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) 0 0 0 0 945.662
EU
15a
Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un
aggregato di copertura
0 - - 2.256.633 1.918.138
16 Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi 0 - - - -
17 Prestiti e titoli in bonis: 0 9.188.630 3.012.435 20.060.529 21.609.764
18 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari
garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0%
0 - - - -
19 Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari
garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari
0 180.304 15.050 68.962 94.517
20 Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al
dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del
settore pubblico, di cui
0 7.661.130 2.530.386 11.585.226 19.458.456
21 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro
del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
0 49.262 55.151 674.506 4.685.603
22 Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui 0 327.647 324.681 6.198.255 -
23 Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro
del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito
0 321.213 318.179 5.961.949 -
24 Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono
ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in
mercati e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento al commercio
0 1.019.550 142.318 2.208.086 2.056.790
25 Attività correlate 0 - - - -
a b c d e
Valore non ponderato per durata residua Valore
Privo di
scadenza
< 6 mesi da 6 mesi a
< 1 anno
≥ 1 anno ponderato
26 Altre attività: - 522.836 29.509 2.391.744 2.508.754
27 Merci negoziate fisicamente 0 0 0 - -
28 Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo
ai fondi di garanzia delle CCP
0 - - 332.274 282.433
29 NSFR derivati attivi 0 - - - -
30 NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione
fornito
0 405.782 - - 20.289
31 Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra 0 117.054 29.509 2.059.470 2.206.032
32 Elementi fuori bilancio 0 631.267 - - 31.721
33 RSF totale 0 0 0 0 27.014.038
34 Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) 145,76%

5. QUALITA' DEL CREDITO

Secondo le disposizioni del principio contabile IFRS 9 le perdite attese sui crediti devono essere determinate valutando una gamma di possibili scenari adeguatamente ponderati in modo da riflettere un importo obiettivo in relazione alle loro differenti probabilità di realizzo. A tal fine il modello di Impairment considera tre scenari macroeconomici futuri: uno centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e RAF e due ulteriori scenari a corollario, volti a rappresentare un range di variabilità tra gli ipotetici scenari plausibili:

  • "Scenario Good" scenario con bassa probabilità che si verifichino scenari migliori;
  • "Scenario Baseline" scenario centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e RAF;
  • "Scenario Bad" scenario con bassa probabilità che si verifichino scenari peggiori.

Tali scenari sono selezionati tra quelli forniti periodicamente da un fornitore esterno e sono approvati dal Consiglio di Amministrazione. Ciascuno è corredato dalla relativa probabilità di accadimento, e fornisce le proiezioni future dei principali indicatori macroeconomici su un orizzonte di tre anni, con frequenza di osservazione trimestrale.

Si riporta di seguito l'indicazione degli scenari macroeconomici adottati per il calcolo delle perdite attese ponderate, corredati dai pesi definiti in coerenza con la relativa probabilità di accadimento:

Scenario IFRS 9 Descrizione dello scenario Peso
"Good" Stronger Near-Term Recovery Scenario ("S1"): scenario con
probabilità dello 0% che si realizzi uno scenario migliore e del
100% che se ne realizzi uno peggiore
0%
"Baseline" Baseline Scenario: scenario con probabilità del 40% che si realizzi
uno scenario migliore e del 60% che se ne realizzi uno peggiore
60%
"Bad" Deep Recession Scenario ("S3"): scenario con probabilità del 60%
che si realizzi uno scenario migliore e del 40% che se ne realizzi
uno peggiore
40%

Ai fini della definizione degli scenari, il PIL è la variabile "anchor point", il cui andamento è considerato come indicatore rappresentativo del quadro economico generale. Sulla base dell'andamento del PIL è definito l'andamento delle altre variabili macroeconomiche di rilievo. A ciascuno scenario è quindi associata una probabilità di accadimento sulla base del loro percentile di riferimento nella distribuzione delle variazioni del PIL sugli scenari generati.

L'effetto degli Scenari viene poi tradotto nel modello di Impairment tramite l'utilizzo di appositi modelli Satellite che individuano le variabili più significative per rappresentare la più significativa correlazione tra il ciclo economico e i dati interni anche in termini di scostamento temporale (prendendo in considerazione i distinti driver anche a vari lag temporali rispetto al dato consuntivo).

Questi ultimi sono utilizzati per il calcolo della componente Forward Looking di tutti i parametri che intervengono nel calcolo dell'ECL: PD, LGD e EAD/PrePayment.

Con riferimento alle rettifiche di valore si conferma come lo Scenario Baseline presenti un andamento maggiormente comparabile allo Scenario favorevole che a quello avverso. In questo senso l'inclusione dello Scenario Bad ha un effetto fortemente peggiorativo sulla stima complessiva delle Rettifiche (avendo anche una ponderazione maggiorata rispetto allo Standard) a confronto con l'effetto migliorativo dello Scenario favorevole che viene annullato attribuendogli una ponderazione dello 0%.

Considerazioni ulteriori possono essere effettuate per le esposizioni classificate nello "Stage 3". Per quel che attiene più specificatamente ai crediti deteriorati, si segnala che, pur in presenza di una sostanziale equiparazione della definizione di credito deteriorato (creditimpaired financial asset) presente nell'IFRS 9 rispetto al principio contabile che è andato a sostituire (lo IAS39), le modalità di calcolo dell'ECL lifetime hanno comportato riflessi metodologici anche ai fini delle valutazioni da svolgere in tale comparto, principalmente in relazione:

All'inclusione di informazioni di tipo forward looking, quali quelle relative agli scenari macroeconomici, alle stime e alle tempistiche di recupero, alla probabilità di migrazione in classi peggiori, nonché quelle che possono avere influenza sul valore del collaterale o sulla durata attesa del relativo recupero;

Alla considerazione di scenari alternativi di recupero, quali quelli di vendita degli asset creditizi, in connessione con possibili cessioni di quote del portafoglio deteriorato, in relazione agli obiettivi aziendali di riduzione degli asset non performing, ai quali deve essere attribuita una probabilità di realizzazione, da considerare nell'ambito della valutazione complessiva.

Tenendo in considerazione quanto sopra e in coerenza con gli indirizzi e gli obiettivi relativi al portafoglio NPL, le svalutazioni sui crediti deteriorati vengono applicate attraverso due diverse metodologie:

  • Analitiche sulle singole esposizioni. Le rettifiche sono determinate in relazione alle perdite attese su tali esposizioni in base alle previsioni di recupero formulate dal gestore o risultanti dall'applicazione del regolamento interno "Policy Svalutazione Crediti". Tali rettifiche sono attualizzate in funzione dei tassi di interesse effettivi originari e della relativa tempistica di recupero prevista. Considerato che le previsioni di recupero assumono come riferimento la specifica situazione del debitore, si ritiene non trovi coerenza di applicazione un'analisi di sensitivity delle perdite attese su tali esposizioni. Non è tuttavia possibile escludere che, un deterioramento della situazione creditizia del debitore, anche in conseguenza dei possibili effetti negativi sull'economia correlati all'esaurimento delle misure di sostegno messe in atto per fronteggiare la diffusione internazionale del Coronavirus unitamente agli effetti derivanti dal conflitto Russo-Ucraino, possa comportare la rilevazione di ulteriori perdite rispetto a quelle considerate a giugno 2022. Da evidenziare, in relazione all'emergenza Russo-Ucraina, come siano state effettuate attività straordinarie in relazione al presidio del rischio come alla strategia creditizia. Su quest'ultima sono state svolte, e sono in regolare aggiornamento, analisi in ottica forward-looking sui principali settori energivori impattati dalla situazione emergenziale, anche in relazione all'innalzamento dei costi operativi ed intervenendo quindi sull'azione creditizia e commerciale. Rispetto invece alle attività di presidio, azioni specifiche hanno riguardato tutto il portafoglio creditizio, individuando i clienti potenzialmente maggiormente impattati da costo energia, costo materie prime e shortage materie prime, sulla base dei settori identificati come più vulnerabili (fra i primi l'industria cartaria, della produzione di piastrelle in ceramica, il settore della Metallurgia, Automotive ed infine Legno/Agroalimentare).
  • Svalutazioni determinate secondo uno specifico modello, che possono essere applicate ad un portafoglio di posizioni a Sofferenza valutate in un'ottica di dismissione (di seguito definito "Portafoglio sotto-modello Stage 3" o "Portafoglio").

Al 30 giugno 2022 non vi sono posizioni classificate all'interno del Portafoglio sotto-modello Stage 3.

Il Gruppo Credem considera storicamente l'elevata qualità del credito come un elemento fondante della propria stabilità patrimoniale ed un fattore strategico nel processo di creazione del valore. I principi fondamentali su cui si basa l'erogazione del credito sono i seguenti:

  • la coerenza con la connotazione di banca commerciale domestica nella valutazione dell'attività del cliente, della sua dimensione e della sua ubicazione geografica rispetto alla rete Credem;
  • la tecnica nell'analisi di rischio, che assicura alle concessioni creditizie un presupposto oggettivo e coerente con le finalità e le esigenze finanziarie del cliente, con le sue dimensioni patrimoniali e finanziarie e con le relative capacità di rimborso storiche e prospettiche;
  • la qualità e l'adeguatezza delle informazioni, coerentemente ai criteri di Data Governance definiti dal gruppo Credem, come presupposto essenziale per la valutazione oggettiva del profilo di rischio che trova nel rating interno la sua prima espressione di sintesi;
  • il frazionamento del rischio di credito perseguito diversificando il portafoglio clienti con un approccio selettivo e coerente con gli obiettivi di capitale e di rischio/rendimento;
  • la valutazione consolidata delle controparti a livello di Gruppo in modo da delineare una prospettiva unitaria e non frammentata del profilo di rischio di ciascuna singola controparte o gruppo controparte;

  • la cura riservata alla regolarità formale prima dell'erogazione delle concessioni di credito anche attraverso il supporto di strutture specialistiche presso il gruppo che assicurano i necessari riferimenti tecnico-consulenziali;

  • l'attenta gestione dei rapporti da parte delle unità di linea e i controlli effettuati dalle funzioni centrali dedicate, che assicurano la corretta applicazione delle linee di credito, l'aggiornamento costante del quadro informativo della clientela, la tempestiva individuazione delle posizioni problematiche e l'adozione delle azioni necessarie al recupero delle relative esposizioni;
  • l'adozione di politiche rigorose di classificazione e copertura dei crediti deteriorati, privilegiando quando possibile politiche transattive volte a raggiungere accordi stragiudiziali con le controparti contenendone di conseguenza i costi di recupero.

Con riferimento alle tematiche del rischio di credito, si precisa che il Gruppo pubblica l'informativa prevista dalle "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID-19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/07) nella presente informativa al pubblico "Pillar 3".

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19

Fin dal principio della pandemia, le funzioni coinvolte della Banca hanno messo in atto un insieme di iniziative allo scopo di supportare al meglio le diverse tipologie di clientela del Gruppo. Tali iniziative comprendevano l'offerta dei sostegni di natura governativa unitamente alle iniziative agite in autonomia dal Gruppo Credem.

Gli effetti derivanti dalla pandemia hanno rischiato di minare la solidità delle aziende che costituiscono il tessuto economico in cui opera il gruppo, ma tale rischio è stato significativamente mitigato per mezzo delle suddette politiche di sostegno all'economia.

Il contesto economico e sociale mutevole ha determinato incertezza crescente che ha richiesto una maggior capacità di adattamento e resilienza.

Il Gruppo ha recepito le indicazioni dei diversi Regulator in materia di applicazione del Principio contabile IFRS 9 sulla classificazione degli strumenti finanziari e relativa misurazione delle perdite attese.

In particolare, il Gruppo ha agito principalmente sulla metodologia di determinazione dei parametri di rischio IFRS 9 dedicati alle esposizioni performing, driver principali della determinazione degli accantonamenti sui crediti in bonis, non modificando il framework vigente di classificazione delle esposizioni nei 3 stage previsti dalla Normativa. Tale approccio ha consentito sia di gestire la prociclicità data dalla situazione di emergenza ancora in corso, come richiesto appositamente dalla European Central Bank (i.e. ECB) con apposite lettere del 1 Aprile e del 4 dicembre 2020, sia di continuare a rilevare tempestivamente eventuali deterioramenti della qualità creditizia, accompagnati da un incremento della perdita attesa associata. La presente sezione è strutturata come segue:

  • Valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR);
  • Misurazione delle perdite attese.

Come descritto nel dettaglio nel prosieguo del documento, la prima sezione è dedicata ad illustrare i razionali che hanno portato il Gruppo a mantenere inalterato il proprio approccio di staging degli strumenti finanziari, descrivendo inoltre le relazioni di tale attività di classificazione con le misure di facilitazione al rimborso del debito poste in atto dal Gruppo nell'ambito dell'attuale contesto emergenziale.

La seconda sezione, invece, risulta dedicata ad una descrizione analitica delle evoluzioni operate dal management relativamente ai modelli di misurazione IFRS 9, unitamente alle ipotesi sottostanti ai suddetti interventi.

Politiche di gestione del rischio di credito

Aspetti organizzativi

Il Servizio Crediti di Credito Emiliano è organizzato secondo tre aree di responsabilità:

Credit Strategy e Monitoring, che definisce obiettivi e linee guida di sviluppo del credito inteso come business line in coerenza con gli obiettivi ed il RAF di gruppo, effettua i controlli sulla filiera del credito, redige la regolamentazione interna e definisce i principali strumenti, processi e modelli a supporto dell'intero processo del credito (fatte salve le attribuzioni di responsabilità al servizio ERISK in relazione ai modelli rientranti nel perimetro IRB);

  • Credit Management, che attraverso l'attività deliberativa e la consulenza tecnica alle strutture commerciali ed alle Società in perimetro garantisce nel tempo un profilo di rischiosità degli impieghi coerente con gli obiettivi di strategy definiti presidiando il corretto ripagamento delle posizioni anomale;
  • Non-Performing Credit, che si occupa delle attività di gestione e recupero sul credito non performing.

Le linee guida di Credit Strategy vengono approvate dallo specifico Comitato Credit Strategy di Gruppo e deliberate dal Consiglio di Amministrazione. Relativamente al perimetro NPL, il Comitato Crediti Non Performing di Gruppo, si occupa di definire specifiche azioni di indirizzo strategico e di monitoraggio, anche relativamente all'andamento degli indicatori SREP di competenza.

Nella gestione del rischio di credito concorrono inoltre, per le rispettive aree di competenza, processi di responsabilità del Servizio di Gruppo Erisk:

  • Il Risk Appetite Framework: in cui sono definiti tolerance e appetite per gli indicatori relativi al rischio di credito sia in termini di performing loan che di non performing loan;
  • Gestione Sistema interno di rating, in particolare Rating Office per attribuzione rating a controparti rientranti nella Funzione Regolamentare Corporate, Rischi Operativi e di Credito per la responsabilità del Sistema di rating Corporate e Retail e per la calibrazione dei parametri e la funzione di validazione interna per la convalida.

Le disposizioni introdotte dalla normativa di riferimento per l'adozione dei modelli interni ed i successivi aggiornamenti sono stati sistematicamente accolti da Credito Emiliano come un'opportunità per migliorare la gestione del rischio e per incrementare il valore generato per gli azionisti, grazie alla storica qualità dell'attivo creditizio nonché all'ampia e consolidata diffusione degli strumenti di rating utilizzati nell'attività di valutazione, erogazione, monitoraggio e prezzatura del credito.

Sistemi di gestione, misurazione e controllo

L'attività di valutazione ed erogazione del credito è differenziata a seconda della tipologia di clientela. Più precisamente, per il segmento corporate è in uso un sistema "esperto" che guida la formulazione della proposta di affidamento ed è alla base del sistema di rating. Tale metodologia si basa su logiche di analisi delle componenti economico-patrimoniali di bilancio integrate dalla valutazione dei flussi di cassa, dati di centrale rischi, nonché da valutazioni qualitative sul posizionamento competitivo, sui rischi di business e sull'appartenenza al gruppo.

Per il segmento small business, nell'ambito della stessa metodologia generale di valutazione, sono state applicate delle differenziazioni per dare maggior peso alle informazioni di tipo andamentale e di centrale dei rischi, che forniscono un contributo importante alla capacità predittiva del default.

Per il segmento delle microattività e dei privati consumatori è stato sviluppato un sistema di rating specificamente calibrato su questa tipologia di clientela a supporto dei processi di approvazione delle operazioni.

Inoltre, per tutta la clientela Banca è attivo un modello interno di Loss Given Default (LGD) che valuta la potenziale perdita dato il default della controparte, tenendo in considerazione la tipologia di controparte, l'ammontare dell'esposizione, la tipologia di forma tecnica e le eventuali garanzie a sostegno della posizione.

Tutti i sistemi sono direttamente integrati nella proposta di affidamento; la nuova Pratica Elettronica di Fido è operativa per tutti i gestori privati e aziende. La piattaforma garantisce un elevato data quality ed efficienza nei processi di istruttoria e delibera di affidamenti e rating.

Un pilastro fondamentale di governance del credito è costituito inoltre dall'assegnazione "ad personam" delle autonomie delegate, previa valutazione sul singolo deliberante di elementi fondamentali quali le competenze, i risultati conseguiti nella gestione ed erogazione del credito e l'attività formativa fruita.

I poteri di delega si basano, attualmente per la sola Credembanca, sull'indicatore "Accordato Ponderato", che applicando dei pesi alle singole componenti della posizione affidata ne sintetizza la rischiosità in rapporto alle policy ed alle serie storiche dei default. Negli ultimi anni sono stati inoltre potenziati, anche grazie ad investimenti tecnologici e l'utilizzo di Advanced Analytics, i meccanismi «automatici» a supporto del monitoraggio pre e post origination, anche in ottica Openbanking.

A supporto sia dell'origination, sia del monitoraggio andamentale post-origination troviamo IMA (Indicatore di Monitoraggio Andamentale) ovvero un Modello di Early Warning, con l'obiettivo di prevedere un comportamento creditizio anomalo prima che esso si manifesti. Questo indicatore è alla base del calcolo anche del Massimo Accordato Concedibile (MAC) che è il livello massimo di affidamento attribuibile automaticamente ad una controparte.

Questi strumenti permettono una maggiore industrializzazione nel processo di concessione del credito abilitando anche campagne automatiche. Questi indicatori tengono conto nei vari momenti storici anche del contesto economico di riferimento (esempio crisi pandemica Covid-19, conflitto Russo-Ucraino) in base a valutazioni forward looking, per cui le azioni commerciali sono di volta in volta contestualizzate e graduate. Inoltre queste metodologie di Early Warning stanno consentendo anche di superare progressivamente il concetto di scadenze di revisioni periodiche per spostarsi su logiche di revisioni di merito richieste ad evento, cioè in presenza di riscontrati motivi di rischio di credito atteso.

A partire dall'anno 2020 il Gruppo Credem ha eseguito un assessment con riferimento al documento EBA relativo alle guidelines on loan origination and monitoring con l'obiettivo di individuare gli impatti che la regolamentazione avrebbe determinato su governance, strategie creditizie, processi del credito e sistemi IT.

Nel corso del primo semestre del 2022 sono stati realizzati gli interventi organizzativi e di governo atti a recepire le linee guida EBA entro la prevista scadenza.

Ulteriori attività di sviluppo e di fine tuning verranno sviluppate nel corso del secondo semestre 2022 per addivenire ad una piena aderenza alle indicazioni normative.

La funzione di definizione e di controllo dei limiti di affidamento si avvale del supporto di uno specifico Comitato Crediti di Gruppo che fissa, tra gli altri, il Credit Limit principale su cui si basa la Policy che è la Soglia di Massima Esposizione (SME), cioè l'ammontare massimo di rischio di credito che il Gruppo intende assumere verso una controparte (o gruppo di soggetti collegati) incluse le esposizioni derivanti dai titoli. La definizione di tale soglia prende a riferimento il Capitale Ammissibile di Gruppo ed i limiti di Vigilanza. Il Comitato è responsabile inoltre di rendicontare le posizioni che, a seguito di specifiche decisioni, superano le soglie definite. Il superamento delle "Soglie di Massima Esposizione" si configura come "Operazione di Maggior Rilievo" ai sensi del 15° aggiornamento del 2 luglio 2013 della Circolare n. 263 del del 27 dicembre 2006.

Il Gruppo Credem ha individuato come presupposto per la gestione dei rischi in ottica consolidata l'individuazione di organismi di governo:

  • CA della Capogruppo: è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi e di risk appetite, dell'approvazione della normativa interna che regolamenta anche le strutture di limiti specifiche;
  • I CA delle singole Società recepiscono gli obiettivi assegnati dal CA della Capogruppo riferiti a mission e profilo di rischio;
  • Comitato Esecutivo (di seguito CE): organo di gestione della Capogruppo;
  • Sono inoltre state costituite Funzioni specialistiche all'interno della Capogruppo ed in particolare:
  • Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (di seguito anche Comitato Rischi);
  • Comitato Risk Management;
  • Funzione di Risk Management, all'interno del Servizio Enterprise Risk Management (ERISK).

La Funzione di Risk Management è composta oltre che dal Responsabile della Funzione Risk Management (c.d. Risk Officer), individuato nel responsabile del Servizio ERISK, da tre differenti aree:

  • Area Credito, Operativi e Gestione del rating;
  • Area Finanza e Assicurativo;
  • Area Validazione, Stress Test e Data Management.

A livello di portafoglio, le analisi periodiche e il monitoraggio sono svolte dalla funzione Risk Management.

Il Comitato Rischi svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed in generale al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento.

In particolare, la funzione di Risk management consente al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:

  • il Risk Appetite Framework (con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza) assicurando che l'attuazione sia coerente con gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza approvate;
  • l'andamento trimestrale del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite e alle soglie di tolleranza relativamente a tutti gli indicatori previsti nel RAF di Gruppo.

Il 2 ottobre 2015 la Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing. L'autorizzazione è stata poi confermata il 23 febbraio 2022, quando la Banca Centrale Europea ha consentito l'applicazione delle modifiche materiali, presentate con apposite istanze, ai modelli interni per il calcolo dei requisiti patrimoniali.

Relativamente ai modelli interni, la funzione di Risk management consente al CA, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:

  • la conformità dei modelli interni ai dettami previsti dalla regolamentazione prudenziale previo parere del Collegio Sindacale;
  • i parametri di rischio relativi ai modelli interni utilizzati previo parere preventivo della funzione di convalida;
  • i criteri per individuare le Operazioni di Maggior Rilievo (OMR) e approvare la rendicontazione annuale relativa.

Nello specifico, con riferimento al Rischio di credito per le attività richieste dalla disciplina prudenziale, la Funzione Risk Management per il tramite dell'ufficio Rischi Operativi e di Credito:

  • svolge tutte le attività previste, in carico a tale ufficio, dal Regolamento di "Gestione del sistema interno di rating";
  • svolge attività gestionali inerenti la quantificazione del rischio di credito a supporto di altre funzioni, anche con riferimento alle operazioni con soggetti collegati e la verifica dell'adeguatezza delle valutazioni effettuate sui crediti deteriorati.

Inoltre l'ufficio Validazione Modelli Interni:

  • effettua la convalida dei modelli interni come previsto dal Regolamento "Gestione del Sistema Interno di Rating" e dal Regolamento Risk Management di Gruppo;
  • effettua verifiche sulle attività di controllo andamentale del credito.

Metodi di misurazione delle perdite attese

Come esposto nella parte A delle Note Illustrative al Bilancio consolidato semestrale abbreviato, il principio contabile IFRS 9 prevede criteri di misurazione delle perdite attese che sono articolati su tre livelli crescenti di deterioramento creditizio. Gli strumenti finanziari sono raggruppati in tre Stage (categorie o bucket), sulla base del rischio di credito e dell'incremento del rischio di credito tra la rilevazione iniziale e la data di riferimento del bilancio. Nel dettaglio:

  • Stage 1: strumenti finanziari performing che non hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale, o che risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione (perimetro low credit risk). In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa entro i successivi 12 mesi della vita residua dello strumento.
  • Stage 2: strumenti finanziari performing che hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale e che non risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione. In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa nell'arco dell'intera vita residua dello strumento (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).
  • Stage 3: strumenti finanziari deteriorati, che mostrano oggettive evidenze di una perdita di valore. La rettifica di valore è definita analiticamente e copre la perdita attesa

nell'arco dell'intera vita residua del credito (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).

In generale le regole di allocazione nei tre Stage definite dal Gruppo Credem, si fondano sui principali elementi forniti dal sistema di rating interno nonché sui principali indicatori di deterioramento creditizio monitorati dal Gruppo Credem per la gestione del rischio.

Credito Emiliano identifica la presenza di un significativo incremento del rischio di credito (SICR) nella rilevazione di un deterioramento di almeno 2 classi nel rating della controparte dal momento della rilevazione iniziale. Nel contempo le classi di rating assimilabili alla categoria "investment-grade" sono considerate profili di bassa rischiosità; le esposizioni che alla data di misurazione rientrano in tali categorie, sono classificate dall'applicativo interno di riferimento in Stage 1, senza necessità di verificare l'eventuale deterioramento del merito creditizio intervenuto a seguito della rilevazione iniziale (c.d. low credit risk exempiton).

Inoltre la presenza di misure di forbearance o di scaduto continuativo di oltre 30 giorni sono considerati segnali oggettivi di deterioramento del merito creditizio, pertanto gli strumenti finanziari che presentano tali evidenze sono classificati direttamente in Stage 2 senza valutare la contestuale presenza o meno di un significativo incremento del rischio di credito né tanto meno l'aderenza ad un profilo ritenuto a bassa rischiosità.

Per l'identificazione dei crediti deteriorati, e la loro allocazione nel bucket di rischio Stage 3, il Gruppo Credem fa riferimento alla definizione interna di credito deteriorato disciplinata nel regolamento "Policy di gruppo Crediti". Tale regolamento specifica che sono considerate "default" le categorie di crediti deteriorati in conformità a quanto previsto in materia dalle disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia (Circolare n. 272 30 luglio 2008 "Matrice dei conti", Sez. B) Cap. II, "Qualità del credito" - 15° aggiornamento del 26 ottobre 2021) dove sono elencati i criteri e le caratteristiche richiesti per ogni categoria. La definizione di default comprende le seguenti categorie, che rappresentano stati di "default" di severità crescente:

  • esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate (PS);
  • inadempienze probabili (IP);
  • sofferenze (Z).

Per gli strumenti finanziari allocati in Stage 3, le rettifiche di valore sono definite su base "esperta" in relazione alle evidenze dell'attività di gestione e recupero dei crediti deteriorati: per ciascun credito anomalo/deteriorato, è identificata una percentuale di copertura idonea a rappresentare le perdite attese nella vita residua del credito, in relazione all' analisi di caratteristiche rilevanti quali: tipologia di prodotto creditizio, ammontare dell'esposizione creditizia, anzianità dello stato di deterioramento, presenza o meno di garanzia a supporto (tipologia di garanzia e livello di copertura "loan to value").

Sugli strumenti finanziari allocati in Stage 1 e 2, la determinazione delle perdite attese avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, sono associate:

  • una probabilità di inadempienza (PD, "Probabilità di Default");
  • una perdita in caso di inadempienza (LGD, "Loss Given Default") commisurata anche alla tipologia di finanziamento, ossia alla forma tecnica, alla tipologia di garanzia o ad altri fattori rilevanti;
  • una esposizione in caso di inadempienza (EAD, "Exposure at default").

In generale, i parametri di rischio adottati dal Gruppo per determinare le rettifiche di valore sono basati sulle medesime ipotesi e tecniche di stima dei modelli interni validati per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito con metodologia IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD). A differenza di questi ultimi che sono definiti tramite un approccio di media lungo il ciclo ("truogh-the-cycle") e di inclusione di condizioni macroeconomiche sfavorevoli (fase recessiva di "downturn"), i parametri adottati per la determinazione delle rettifiche di valore ai sensi dell'IFRS 9, sono fondati su una logica puntuale (c.d. "point in time") e previsionale ("forward-looking"); in modo da essere idonei a rappresentare la congiuntura macroeconomica presente e prevista nel breve-medio termine. Pertanto essi sono stimati prendendo in considerazione sia i dati storici, laddove siano state identificate tendenze e correlazioni con il rischio di credito, sia indicatori previsionali di eventi attesi nonché previsioni sull'andamento del ciclo macroeconomico.

Le rettifiche di valore sono quindi determinate valutando una gamma di possibili risultati in modo da riflettere un importo obiettivo ponderato in relazione alle probabilità di realizzo dei diversi scenari. Nello specifico il Gruppo considera tre scenari di severità crescente e ne proietta l'andamento sui parametri di rischio adottati per la misurazione delle perdite attese, in modo che essi riflettano le condizioni macroeconomiche attese da tali scenari. Le tecniche di condizionamento al ciclo macroeconomico ricalcano le logiche adottate dal Gruppo per la conduzione degli esercizi di stress testing indetti dagli organi europei di supervisione:

  • metodi di condizionamento al ciclo della probabilità di inadempienza (PD), che combinano ipotesi di variazione nel merito creditizio della controparte (i.e. variazioni nella valutazione di rating futura associata alla controparte) con ipotesi di variazioni della probabilità di inadempienza associata a ciascun profilo di rischio (adozione dei c.d. "modelli satellite" interni che esprimono la relazione esistente tra la probabilità di inadempienza ed i principali fattori macroeconomici);
  • metodi di condizionamento al ciclo della perdita in caso di default (LGD), che combinano ipotesi di variazione nel livello di deterioramento del credito (i.e. migrazioni tra diversi stati di default) ed ipotesi di variazioni nel livello di copertura delle garanzie a supporto del credito, con conseguente influenza sulla capacità di recupero e sull'ammontare di perdita rilevato in caso di default.

In generale, i criteri dettagliati seguiti per la determinazione delle rettifiche di valore su ciascuno Stage, sono disciplinati nelle policy interne "Policy Svalutazione Crediti" e "Linee Guida e criteri di svalutazione titoli"; aggiornate e sottoposte all'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione con cadenza almeno annuale. Nel corso del 2022 la "Policy Svalutazione Crediti" è stata ulteriormente aggiornata ed affinata, dopo le revisioni del 2021, per effetto delle analisi andamentali sullo storico delle svalutazioni applicate fino al alla fine dell'anno precedente.

Valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR)

Come anticipato, il framework IFRS 9 in uso presso il Gruppo relativo all'attività di staging degli strumenti finanziari in bonis è stato mantenuto inalterato nell'ambito dell'emergenza da Covid-19. L'approccio adottato si basa su un principio di classificazione di tipo analitico, ovvero basato sull'analisi delle singole posizioni. I driver di staging impiegati sono:

  • Valutazione del Significant Increase in Credit Risk (i.e. SICR) tramite misurazione della variazione del rating alla data di riferimento rispetto alla data di origination della posizione: in caso di rilevamento di un delta in peggioramento pari o superiore a 2 notch sulla masterscale dei rating1, la posizione è automaticamente classificata a stage 2. In caso contrario la posizione è classificata a stage 1. Tale criterio risulta di carattere relativo, prevedendo il confronto con la situazione creditizia rilevata all'erogazione del credito;
  • Criterio backstop sui giorni di scaduto: in caso di rilevamento di 30 o più giorni di scaduto continuativo la posizione è automaticamente classificata a stage 2;
  • Criterio backstop sulle misure di forbearance: in caso di classificazione a forborne performing, la posizione è automaticamente classificata a stage 2.

Si precisa come la soglia dei 2 notch in peggioramento non sia stata modificata nell'ambito dell'emergenza da Covid-19, e come questa risulti applicata indistintamente a prescindere dal portafoglio/segmento di appartenenza e dalla classe di rating relativa alla posizione in analisi.

Misurazione delle perdite attese

Definizione dello scenario

Gli scenari sono forniti dal provider esterno Moody's. Nel dettaglio, vengono individuati tre Scenari: Baseline (come indicato da Moody's), Bad e Good (rispettivamente individuati come gli Scenari S3 e S1 del medesimo fornitore). Per tali diversi scenari, sono fornite inoltre le relative probabilità di accadimento, che vengono utilizzate per ponderare le diverse stime di ECL derivanti e pervenire alla stima complessiva.

A seguito delle raccomandazioni pervenute da ECB nella lettera del 1 Aprile 2020, gli Istituti sono chiamati a garantire la sostenibilità e la correttezza degli Scenari in uso rispetto alle previsioni fornite trimestralmente dalla Banca Centrale Europea in un contesto di volatilità come quello dovuto al diffondersi della pandemia Covid-19. A questo proposito, a partire

1 In caso il rating alla data di riferimento sia ricompreso in una delle prime 4 classi, la posizioni è automaticamente mantenuta in stage 1 in virtù della cd. Low Credit Risk Exemption.

da Giugno 2020, è stata condotta un'attività di monitoraggio e di confronto tra i dati pubblicati da ECB e gli scenari forniti dal provider Moody's. Inoltre, nel corso del 2022, il livello di incertezza relativo alla congiuntura macroeconomica globale è stato ulteriormente innalzato a causa dello scoppio del conflitto fra Russia e Ucraina (i.e. Crisi RU/UA), che ha reso le previsioni macroeconomiche sottostanti agli scenari macroeconomici impiegati in ambito IFRS9 potenzialmente instabili. Per tale motivo, si pone l'obiettivo di gestire, oltre agli effetti della pandemia da Covid-19, anche tale ulteriore fattore di incertezza.

In tale contesto, il Gruppo ha confermato l'utilizzo del provider Moody's, la cui delivery di di Dicembre 2021 è stata rapportata allo Scenario ECB (riportata di seguito); dal confronto relativo al già citato monitoraggio emergeva con chiarezza che lo Scenario cd. Good era ampiamente al di sopra delle previsioni ECB, che risultavano invece intermedie rispetto agli Scenari Baseline e Bad per tutto l'orizzonte di proiezione.

In coerenza delle già citate raccomandazioni ricevute dal Regulator, si era stabilito pertanto di ricalibrare la ponderazione degli scenari, definendo una ponderazione alternativa più severa che sembrava maggiormente sostenibile e coerente con le previsioni ECB: 0% Good, 40% Bad, 60% Baseline.

Al fine di valutare eventuali trattamenti necessari al fine di gestire le particolarità derivanti da una situazione macroeconomica prospettica fortemente influenzata dalla Crisi RU/UA, si riportano di seguito gli andamenti attesi delle variabili PIL Europeo e Inflazione Europea relativi alle varie delivery di Moody's, inclusa quella di Marzo 2022 impiegata nel presente aggiornamento sulla data contabile di Giugno 2022.

Come risulta possibile osservare dai grafici riportati, lo scoppio della Crisi RU/UA, e la conseguente inclusione del relativo andamento atteso nelle proiezioni macroeconomiche, ha portato ad un drastico rialzo delle previsioni per la variabile Inflazione Europea rispetto alle delivery precedentemente impiegate. Per tale ragione, pur decidendo di mantenere Moody's come provider ufficiale degli scenari impiegati in ambito IFRS9, il Gruppo di Lavoro ha optato per inserire a partire dal presente aggiornamento (i.e. data contabile di Giugno 2022 con impiego degli scenari di Marzo 2022) un correttivo dedicato a gestire l'impatto delle previsioni sulla variabile Inflazione, influenzate in modo particolare dalla Crisi RU/UA, sui parametri di rischio.

Nel dettaglio, considerando come:

  • la relazione tra tasso di default (i.e. parametro PD) e Inflazione dai modelli satellite dedicati è stata stimata su una serie storica non caratterizzata da shock esogeni assimilabili alla Crisi RU/UA;
  • pertanto, in considerazione del punto precedente, tale relazione risulta essere di tipo negativo, ovvero ipotizza un calo dei tassi di default di fronte ad un innalzamento dell'Inflazione, associato generalmente ad una fase economica espansiva;

al fine di evitare di proiettare tassi di default (i.e. PD) in forte riduzione in un contesto macroeconomico di incertezza a causa del repentino innalzamento del tasso di Inflazione, causato a sua volta non da una fase economica espansiva, ma da un rincaro delle principali materie prime come conseguenza del conflitto in atto, l'effetto della variabile Inflazione è stato di fatto sterilizzato in fase di proiezione del parametro PD (e di conseguenza Danger Rate, che impiegano i medesimi modelli satellite).

In occasione dell'attuale aggiornamento le ponderazioni dei 3 scenari Moody's sono state confermate, in ottica prudenziale. Si precisa come il razionale della scelta di rimanere su ponderazioni di tipo prudenziale risieda nella volontà di mantenere un margine di prudenza associato all'incertezza che ancora permane nelle assumption formulate da Moody's relativamente ai diversi scenari, con particolare riferimento allo scenario good, che alla data di aggiornamento del presente framework sembrano già parzialmente disattese. Inoltre, il Gruppo ha ritenuto idoneo mantenere un margine di cautela, principalmente legato al verificarsi di una possibile nuova ondata Covid nel corso del periodo autunnale/invernale, e alle conseguenze delle relative potenziali azioni di contenimento.

Adeguamento modelli e overlay

La quantificazione delle ECL si basa su:

  • l'applicazione di scenari forniti dal provider esterno ai modelli satellite sviluppati internamente;
  • l'applicazione degli effetti degli scenari (i.e. shift) alle matrici di migrazione inclusive delle PD e l'adozione dell'approccio markoviano e dell'approccio di survival analysis per quantificare le PD in ottica lifetime forward-looking;
  • l'integrazione di logiche forward-looking anche nella LGD attraverso l'incorporazione di informazioni prospettiche sull'andamento del mercato immobiliare e applicazione degli shift al Danger Rate in linea con quanto condotto per le PD.

Tali regole sono state individuate nell'ottica di minimizzare gli interventi di natura discrezionale nella quantificazione delle loan loss provision.

Nel contesto Covid-19, sono stati definiti e implementati alcuni aggiustamenti ai modelli (overlay factors) per tenere conto degli effetti connessi alla straordinarietà del contesto macroeconomico che si è delineato e delle misure di sostegno all'economia emesse dal Governo, non direttamente incorporate nell'impianto metodologico corrente, per garantire una stima realistica e attutire eccessivi effetti di pro-ciclicità, come richiesta dall'Autorità di Vigilanza, derivanti dalle componenti dell'impianto IFRS 9 fortemente legate alla situazione macro-economica attesa, che non necessariamente produrrà effetti negativi grazie alle misure introdotte.

Per quanto riguarda l'attuale aggiornamento del Framework, l'unico overlay rimasto in vigore è relativo alla sterilizzazione dei tassi di Prepayment attesi, ovvero l'azzeramento delle probabilità stimate di osservare eventi di rimborso anticipato del debito nell'ambito del processo di determinazione delle perdite attese su crediti rateali in bonis. Si precisa come tale correttivo abbia impatto esclusivamente sulle curve di Prepayment lifetime forwardlooking dei prodotti rateali.

Analisi di sensitivity degli Scenari

Si riportano di seguito le informazioni relative ai valori medi dei principali indicatori macroeconomici e finanziari utilizzati negli scenari, relativamente al triennio 2022-2024, ricordiamo inoltre che dall'analisi comparata di questi ultimi con lo Scenario fornito da ECB è stata definita la seguente ponderazione alternativa: 0% Good, 40% Bad, 60% Baseline.

Per ogni indicatore è riportato il valore base consuntivo (nella fattispecie Dicembre 2021) in termini assoluti, il valore assunto delle stesse variabili nello Scenario Baseline e la variazione percentuale rispetto ad esso degli Scenari designati come avverso e favorevole su ognuno dei 3 anni nell'orizzonte temporale in cui il principio richiede di adottare un approccio forward-looking nelle stime di ECL.

Consuntivo 1° anno 2° anno 3° anno
Macrovariabile dic-21 Bad Baseline Good Bad Baseline Good Bad Baseline Good
PIL Italia 1.676 -3,54% 1.719 1,96% -5,87% 1.752 2,35% -4,60% 1.781 1,95%
PIL Euro 10.568 -3,39% 10.880 2,28% -5,58% 11.140 2,83% -4,33% 11.399 2,41%
Tasso di Disoccupazione 8,47% 28,04% 8,93% -3,18% 31,66% 8,72% -3,94% 22,47% 8,67% -3,26%
Indice di Produzione Industriale 104 -12,79% 108 3,95% -10,50% 112 3,12% -5,98% 114 2,30%
Indice dei Prezzi degli Immobili Residenziali italiani 2.026 -6,44% 2.154 2,39% -15,29% 2.311 3,66% -19,28% 2.473 4,40%

Esposizioni creditizie deteriorate

Strategie e politiche di gestione

La struttura di Non-Performing Credit supporta da un punto di vista tecnico la rete Banca e nella gestione dei crediti anomali e deteriorati e nella determinazione delle svalutazioni. All'interno di questa struttura, la gestione dell'attività di recupero crediti avviene secondo processi definiti in base al canale/segmento, alla tipologia di affidamenti ed al livello di anomalia, ed è svolta da uffici centrali o loro decentramenti sul territorio. Il modello operativo permette una visione omnicomprensiva del credito lungo tutto l'arco di vita, valorizzando la fluidità e l'integrazione dei processi e la continuità di visione. In particolare si segnala la presenza di strutture centrali dedicate alla gestione, al monitoraggio e al recupero di posizioni in stato di Inadempienza Probabile e Sofferenza. Inoltre è presente un'unità organizzativa preposta alla gestione delle società di outsourcing al fine di presidiare in modo diretto e accentrato le relazioni con le suddette società. La valutazione delle perdite è improntata a criteri di indubbia prudenza, seguendo le indicazioni del documento approvato dal Consiglio di Amministrazione e denominato "Policy Svalutazione Crediti"; tale documento ha lo scopo di indirizzare ed uniformare l'attività degli uffici deputati alla gestione dei crediti deteriorati nella determinazione delle relative svalutazioni sia civilistiche che attinenti i tempi di recupero. Le Linee Guida BCE raccomandano alle Banche, di stabilire una chiara strategia volta a ridurre le consistenze di NPL in modo credibile, sostenibile e tempestivo. Le stesse sono uno strumento non vincolante, tuttavia le Banche sono tenute a promuovere la rapida convergenza verso le indicazioni fornite. Nel corso del primo semestre 2018 il Gruppo Credem, partendo dalle evidenze emerse nella fase di assessment/ gap analysis, e sulla base della classificazione delle azioni di remediation condivise, ha definito, su base volontaria, il primo Piano Strategico -Operativo NPL per il periodo 2018 –2022, successivamente aggiornato ogni anno. A giugno 2022 il Gruppo Credem, in coerenza con la Pianificazione strategia di Gruppo, ha aggiornato il Piano Strategico -Operativo NPL per il periodo 2022 –2026.

Write-off

Le autonomie relative alla valutazione degli stralci e delle perdite sono quasi completamente accentrate su organi monocratici, peculiarità che permette tempi di risposta alle proposte transattive particolarmente ridotti; il ricorso a tale misura riveste in ogni caso carattere di marginalità e avviene soltanto qualora le azioni di recupero diretto (o per il tramite di outsourcer/legal network) o di cessione non abbiano sortito gli effetti auspicati. In virtù dell'utilizzo residuale/secondario rispetto alle altre azioni di collection previste, nonché in ragione dello stock ridotto di NPL, l'entità dei write-off si mantiene su livelli contenuti.

Attività finanziarie impaired acquisite o originate

Secondo quanto previsto dal principio contabile IFRS 9, i crediti considerati deteriorati già dal momento della rilevazione iniziale in bilancio, in ragione dell'elevato rischio di credito associato, vengono definiti Purchased or Originated Credit Impaired Asset (POCI). Conseguentemente, qualora all'atto dell'iscrizione iniziale un'esposizione creditizia iscritta nella voce 30 "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" o nella voce 40 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", risulti essere deteriorata, la stessa è qualificata quale "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" (Purchased or Originated Credit Impaired – POCI).

Tali crediti, ai sensi dell'IFRS 9, vengono valutati appostando sin dalla data di rilevazione iniziale – fondi a copertura delle perdite che coprano l'intera vita residua del credito (cd. Expected Credit Loss lifetime). Trattandosi di crediti deteriorati, ne è prevista l'iscrizione iniziale nell'ambito dello Stage 3, ferma restando la possibilità di essere spostati, nel corso della vita, a Stage 2 nel caso in cui, sulla base dell'analisi del rischio creditizio, non risultino più impaired. Tali attività non sono mai classificate nell'ambito dello Stage 1 poiché la perdita creditizia attesa deve essere sempre calcolata considerando un orizzonte temporale pari alla durata residua.

I crediti POCI iscritti nel bilancio del Gruppo, coerentemente alle disposizioni del Principio IFRS9, si distinguono due fattispecie di:

  • Attività finanziarie acquistate deteriorate (di seguito, anche "PCI"), le esposizioni creditizie già deteriorate al momento dell'acquisto, anche nell'ambito di operazioni di aggregazione aziendale;
  • Attività finanziarie originate deteriorate (di seguito, anche "OCI"), le esposizioni creditizie originate in caso di operazioni di ristrutturazione di esposizioni deteriorate che hanno determinato l'erogazione di nuova finanza, ovvero introdotto modifiche sostanziali alle condizioni originarie contrattuali.

A Giugno 2022 i crediti rientranti in questa categoria, presenti nell'attivo di Bilancio del Gruppo Credito Emiliano sono derivanti dall'operazione di fusione per incorporazione dell'Ex Cassa di Risparmio di Cento e dall'operatività di Avvera Spa.

Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni

A marzo 2014, in considerazione del cambiamento regolamentare che prevedeva il passaggio dei poteri di Vigilanza alla Banca Centrale Europea e l'applicazione della nuova normativa comunitaria in tema di reporting di vigilanza, vennero approvate le "Linee guida per l'individuazione e la gestione delle esposizioni Forborne" successivamente recepite nella Policy di Gruppo Crediti.

In conformità agli standard dell'EBA, si definiscono Forborne le esposizioni nei confronti delle quali sono state accordate misure di Forbearance, ossia misure di sostegno a debitori che affrontano, o sono prossimi ad affrontare, difficoltà ad adempiere alle proprie obbligazioni finanziare (c.d. stato di difficoltà finanziaria).

In linea generale, le possibili misure di Forbearance accordate al debitore in difficoltà finanziaria possono ricadere nelle seguenti fattispecie:

  • modifica dei termini e delle condizioni contrattuali su un'esposizione che la controparte non è in grado di ripagare, con nuove condizioni che non sarebbero state accordate se il cliente non si fosse trovato in difficoltà finanziaria;
  • rifinanziamento parziale o totale del debito che non sarebbe stato accordato in assenza di difficoltà finanziaria della controparte.

In conformità con gli standard di riferimento, la classificazione nel portafoglio Forborne è indipendente dalla classificazione a default o dalla presenza di svalutazioni analitiche. In virtù della peculiarità di tali tipologie di esposizioni, la valutazione e la concessione di misure di Forbearence è demandata alle strutture deliberative centrali, anche attraverso l'ausilio di sistemi automatizzati di alerting sulla presenza di Forborne "potenziali", sull'indirizzamento delle proposte di fido verso gli organi competenti e sul decorso dei termini relativi al cure period e probation period.

Relativamente a tale tipologia di esposizioni sono state recepite le indicazioni delle Guidelines BCE sui NPL con impatto sia sui processi sia sugli applicativi per un'adeguata tracciatura delle valutazioni fatte in sede di concessione di misure di forbearance e anche nelle valutazioni dei triggers sulle Inadempienze Probabili con il coinvolgimento della Funzione di Risk Management per la redazione di uno specifico parere vincolante nei casi di misure reiterate.

Il costo ammortizzato prima della modifica delle attività finanziarie, per le quali i flussi finanziari contrattuali sono stati modificati nel corso dell'esercizio, ammonta a circa 29,6 milioni di euro.

Si riportano nel seguito le informazioni quantitative sulla qualità del credito. La normativa in merito all'informativa in oggetto adotta un principio di proporzionalità in funzione del livello delle esposizioni deteriorate segnalate conformemente all'ambito d'applicazione specificato per ogni singola tabella. Alcune tabelle si applicano a tutti gli enti creditizi, mentre altre si applicano soltanto agli enti creditizi con un'incidenza lorda dei crediti deteriorati (gross NPL ratio) pari o superiore al 5 %.

L'incidenza lorda dei crediti deteriorati è data dal rapporto tra il valore contabile lordo dei prestiti e delle anticipazioni deteriorati e il valore contabile lordo totale dei prestiti e delle anticipazioni che rientrano nella definizione di esposizione deteriorata. Ai fini di questo calcolo vanno esclusi sia dal denominatore che dal numeratore i prestiti e le anticipazioni classificati come posseduti per la vendita, la cassa e disponibilità presso le banche centrali e gli altri depositi a vista. I prestiti e le anticipazioni deteriorati comprendono i prestiti e le anticipazioni classificati come deteriorati a norma dell'allegato V del regolamento (UE) n. 680/2014.

Al 30 giugno 2022 l'incidenza lorda dei crediti deteriorati è risultata inferiore al 5 %, pertanto l'informativa di seguito riportata è limitata alle tabelle previste quando tale parametro non è superato.

Modello EU CR1: esposizioni in bonis ed esposizioni deteriorate e relativi accantonamenti

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55.
324
620
.72
8
196
.61
7
- 185
.89
4
22.
645
11.
145
11.
500
100
.14
9
- 99.
366
6.3
85
6.1
51.
463
83.
181
080 Fam
igli
e
15.
308
.59
9
14.
359
.83
6
945
.08
5
394
.57
5
- 385
.29
8
43.
717
16.
603
27.
098
178
.58
3
- 178
.11
0
35 12.
619
.83
2
179
.87
5
090 Tit
oli
di d
ebi
to
685
14.
.66
2
685
.65
14.
3
- - - - 6.1
96
6.1
96
- - - - - - -
100 Ban
che
tral
i
cen
- - - - - - - - - - - - - - -
110 Am
min
istr
azio
ni
pub
blic
he
11.
119
.44
1
11.
119
.44
1
- - - - 4.9
12
4.9
12
- - - - - - -
120 i cr
edi
tizi
Ent
1.6
12.
695
1.6
12.
695
- - - - 709 709 - - - - - - -
130 Altr
ciet
à fina
e so
nzi
arie
1.1
91.
549
1.1
91.
539
- - - - 276 276 - - - - - - -
140 Soc
ietà
n fina
no
nzi
arie
761
.97
7
761
.97
7
- - - - 299 299 - - - - 00/
01/
190
0
- -
150 ni fuo
osi
zio
Esp
ri b
ilan
cio
11.
679
.12
7
11.
499
.62
8
156
.73
8
43.
900
- 43.
015
2.5
95
1.8
13
780 3.0
48
- 2.8
57
00/
01/
190
0
66
1.2
47
5.9
00
160 Ban
che
tral
i
cen
400
.52
0
400
.07
9
441 - - - - - - - - - 00/
01/
190
0
- -
170 Am
min
istr
azio
ni
pub
blic
he
10.
820
10.
820
- 3 - 3 1 1 - - - - 00/
01/
190
0
1 -
180 Ent
i cr
edi
tizi
46.
893
29.
888
2.3
79
- - - 1 - 1 - - - 00/
01/
190
0
- -
190 Altr
à fina
ciet
e so
nzi
arie
218
.45
5
196
.32
2
15.
398
7 - 7 14 13 1 - - - 00/
01/
190
0
10.
599
-
200 Soc
ietà
n fina
no
nzi
arie
9.1
94.
734
9.1
51.
300
43.
402
26.
797
- 25.
934
1.4
82
1.1
45
335 2.9
91
- 2.8
00
00/
01/
190
0
428
.65
5
3.6
52
210 Fam
igli
e
1.8
07.
705
1.7
11.
219
95.
119
17.
093
- 17.
072
1.0
97
654 443 57 - 57 - 221
.99
3
2.2
48
220 ale
Tot
65.
659
.42
6
63.
715
.70
4
1.9
00.
334
789
.35
4
- 764
.60
2
81.
529
40.
300
41.
210
39
1.9
48
- 390
.47
5
10.
008
21.
578
.77
0
298
.51
4

Modello EU CR1-A: durata delle esposizioni

a b c d e f
Valore netto dell'esposizione
Su
richiesta
<= 1 anno > 1 anno <=
5 anni
> 5 anni Nessuna
durata
indicata
Totale
1 Prestiti e anticipazioni 3.918.149 5.496.562 9.739.905 15.025.358 - 34.179.974
2 Titoli di debito - 339.173 6.873.796 7.466.497 - 14.679.466
3 Totale 3.918.149 5.835.735 16.613.701 22.491.855 - 48.859.440

Modello EU CR2: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati

a
Valore contabile lordo
010 Stock iniziale di prestiti e anticipazioni deteriorati 819.039
020 Afflussi verso portafogli deteriorati 147.395
030 Deflusso verso portafoglio in bonis (220.980)
040 Deflusso dovuto alle cancellazioni (11.541)
050 Deflusso dovuto ad altre situazioni (209.439)
060 Stock finale di prestiti e anticipazioni deteriorati 745.454

Modello EU CQ1: qualità creditizia delle esposizioni oggetto di misure di concessione

a b c d e f g h
Valore contabile lordo / importo nominale delle
esposizioni oggetto di misure di concessione
Riduzione di valore
accumulata, variazioni
negative accumulate del valore
equo dovute al rischio di
credito e accantonamenti
Garanzie reali e garanzie
finanziarie ricevute su
esposizioni oggetto di
misure di concessione
Deteriorate oggetto di misure di
concessione
Di cui
garanzie reali
In bonis
oggetto di
misure di
concessione
di cui in
stato di
default
di cui
hanno
subito una
riduzione
di valore
Su
esposizioni in
bonis oggetto
di misure di
concessione
Su
esposizioni
deteriorate
oggetto di
misure di
concessione
e garanzie
finanziarie
ricevute su
esposizioni
deteriorate
oggetto di
misure di
concessione
005 Disponibilità
presso banche
centrali e altri
depositi a vista
- - - - - - - -
010 Prestiti e
anticipazioni
291.529 264.075 264.075 264.075 7.083 101.896 402.440 121.519
020 Banche centrali - - - - - - - -
030 Amministrazioni
pubbliche
7 59 59 59 - 15 7 -
040 Enti creditizi - - - - - - - -
050 Altre società
finanziarie
4.436 65 65 65 34 60 4.368 -
060 Società non
finanziarie
164.731 124.445 124.445 124.445 3.791 56.965 205.531 35.497
070 Famiglie 122.355 139.506 139.506 139.506 3.259 44.855 192.534 86.022
080 Titoli di debito - - - - - - - -
090 Impegni
all'erogazione di
finanziamenti
dati
2.548 546 546 546 5 - - -
100 Totale 294.077 264.621 264.621 264.621 7.088 101.896 402.440 121.519

Modello EU CQ4: qualità delle esposizioni deteriorate per zona geografica

a b c d e f g
Variazioni
Valore contabile lordo / importo nominale negative
Di cui deteriorate Riduzione di Accantonamenti
per gli impegni
accumulate
del valore
Di cui in
stato di
default
Di cui soggette
a riduzione di
valore
valore
accumulata
fuori bilancio e le
garanzie
finanziarie date
equo dovute al
rischio di
credito su
esposizioni
deteriorate
010 Esposizioni in
bilancio
49.327.232 745.452 745.452 49.309.690 467.788 -
020 Italia 40.683.504 745.025 745.025 40.666.156 465.283 -
030 Stati Uniti 2.589.183 1 1 2.588.991 358 -
040 Francia 1.582.381 1 1 1.582.381 377 -
050 Spagna 1.568.202 - - 1.568.202 674 -
060 Paesi Bassi 606.922 2 2 606.922 161 -
070 Altri Stati 2.297.040 423 423 2.297.038 935 00/01/1900 -
080 Esposizioni
fuori bilancio
11.723.026 43.900 43.900 00/01/1900 00/01/1900 5.640 00/01/1900
090 Italia 11.279.720 43.848 43.848 00/01/1900 00/01/1900 5.639 00/01/1900
100 Germania 404.786 3 3 00/01/1900 00/01/1900 - 00/01/1900
110 Francia 9.460 - - 00/01/1900 00/01/1900 1 00/01/1900
120 Stati Uniti 7.225 - - 00/01/1900 00/01/1900 - 00/01/1900
130 Irlanda 4.752 - - 00/01/1900 00/01/1900 - 00/01/1900
140 Altri Stati 17.083 49 49 00/01/1900 00/01/1900 - 00/01/1900
150 TOTALE 61.050.258 789.352 789.352 49.309.690 467.788 5.640 -

Modello EU CQ5: qualità creditizia dei prestiti e delle anticipazioni a società non finanziarie per settore economico

a b c d e f
Valore contabile lordo Variazioni
negative
Di cui deteriorate Di cui prestiti e
anticipazioni
Riduzione di
valore
accumulate del
valore equo
dovute al rischio
Di cui in
stato di
default
soggetti a
riduzione di
valore
accumulata di credito su
esposizioni
deteriorate
010 Agricoltura, silvicoltura e pesca 404.388 8.746 8.746 404.388 5.953 -
020 Attività estrattiva 36.841 694 694 36.841 462 -
030 Attività manifatturiera 7.831.479 78.849 78.849 7.825.460 58.419 -
040 Fornitura di energia elettrica, gas,
vapore e aria condizionata
174.779 2.522 2.522 174.779 843 -
050 Approvvigionamento idrico 280.570 3.067 3.067 280.570 2.103 -
060 Costruzioni 692.078 53.239 53.239 692.078 36.519 -
070 Commercio all'ingrosso e al
dettaglio
3.974.861 83.215 83.215 3.974.861 62.692 -
080 Trasporto e stoccaggio 468.574 6.833 6.833 468.574 5.825 -
090 Servizi di alloggio e di ristorazione 265.298 16.830 16.830 265.298 8.073 -
100 Servizi di informazione e
comunicazione
267.809 5.289 5.289 267.809 4.213 -
110 Attività finanziarie e assicurative 76.593 1.068 1.068 76.593 802 -
120 Attività immobiliari 1.411.041 54.248 54.248 1.411.041 31.713 -
130 Attività professionali, scientifiche
e tecniche
538.542 9.687 9.687 538.542 6.148 -
140 Attività amministrative e di servizi
di supporto
312.880 8.220 8.220 312.880 5.869 -
150 Amministrazione pubblica e
difesa, previdenza sociale
obbligatoria
- - - - - -
160 Istruzione 16.649 495 495 16.649 384 -
170 Attività dei servizi sanitari e di
assistenza sociale
163.633 3.686 3.686 163.633 1.951 -
180 Attività artistiche, di
intrattenimento e divertimento
29.747 2.845 2.845 29.747 1.769 -
190 Altri servizi 210.628 2.732 2.732 210.436 2.003 -
200 Totale 17.156.390 342.265 342.265 17.150.179 235.741 -

6. RISCHIO DI CREDITO: INFORMAZIONI RELATIVE AI PORTAFOGLI ASSOGGETTATI AL METODO STANDARDIZZATO

Nell'ambito del metodo standardizzato, per il portafoglio "Amministrazioni centrali e banche centrali" la ponderazione dipende dal rating attribuito dalle ECAI ai singoli Stati.

Credem adotta, con riferimento alle "esposizioni verso amministrazioni centrali e banche centrali" (metodologia standardizzata), la valutazione del merito creditizio della società "DBRS".

Le classi di rating esterni indicate di seguito si riferiscono alle classi di merito creditizio dei debitori/garanti di cui alla normativa prudenziale. Le agenzie di rating utilizzate sono sotto riportate.

Portafogli ECA/ECAI
Esposizione verso Amministrazioni centrali e banche centrali DBRS Rating
Limited
Unsolicited
Esposizioni verso organizzazioni internazionali Fitch Ratings
Standard & Poor's
Rating Services*
Solicited
Esposizioni verso banche multilaterali di sviluppo Fitch Ratings
Standard & Poor's
Rating Services*
Solicited
Intermediari vigilati Fitch Ratings
Standard & Poor's
Rating Services*
Solicited
Esposizioni verso imprese ed altri soggetti Fitch Ratings
Standard & Poor's
Rating Services*
Solicited
Esposizioni verso organismi di investimento collettivo del risparmio
(OICR)
Fitch Ratings
Standard & Poor's
Rating Services*
Solicited
Posizioni verso le cartolarizzazioni aventi un rating a breve termine Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating Services
Moody's
Posizioni verso le cartolarizzazioni diverse da quelle aventi un rating a
breve termine
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating Services
Moody's

*ECAI utilizzata solo nella mitigazione del rischio (CRM) su strumenti finanziari accattati a garanzia

Informativa quantitativa

Si riportano nel seguito le principali informazioni quantitative in merito ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato. In particolare:

  • il Modello EU CR4 mostra l'impatto di tutte le tecniche di mitigazione del rischio di credito, inclusi i metodi financial collateral simple method e il financial collateral comprehensive method. Il Modello fornisce inoltre la densità degli RWA come indicatore sintetico della rischiosità di ciascun portafoglio;
  • il Modello EU CR5 fornisce una spaccatura delle esposizioni presenti in ciascun portafoglio regolamentare per fascia di ponderazione.

Modello EU CR4 – Metodo standardizzato: esposizione al rischio di credito ed effetti della CRM

Esposizioni pre-CCF e
pre-CRM
Esposizioni post-CCF e
post-CRM
RWA RWA e densità degli
Classi di esposizioni Esposizioni
in bilancio
Esposizioni
fuori
bilancio
Esposizioni
in bilancio
Esposizioni
fuori
bilancio
RWA Densità
degli RWA
(%)
a b c d e f
1 Amministrazioni centrali o banche centrali 17.202.906 4.683 20.511.415 130 581.018 2,83%
2 Amministrazioni regionali o autorità locali 66.776 5.192 67.473 1.445 13.777 19,99%
3 Organismi del settore pubblico 30.525 944 30.525 - 17.857 58,50%
4 Banche multilaterali di sviluppo 83.022 - 239.473 - - -
5 Organizzazioni internazionali 378.259 - 378.259 - - -
6 Enti 1.695.307 88.007 1.695.307 1.688 622.379 36,68%
7 Imprese 2.858.870 787.114 2.788.677 12.335 2.003.148 71,52%
8 Al dettaglio 1.862.480 371.877 1.791.973 6.547 1.036.258 57,62%
9 Garantite da ipoteche su beni immobili 318.744 348 318.744 174 110.418 34,62%
10 Esposizioni in stato di default 34.810 4.143 33.447 199 44.267 131,57%
11 Esposizioni associate a un rischio
particolarmente elevato
34.746 15.533 29.941 3.705 50.469 150,00%
12 Obbligazioni garantite - - - - - -
13 Enti e imprese con valutazione del merito di
credito a breve termine
- - - - - -
14 Organismi di investimento collettivo 3.967 - 3.967 - 1.608 40,53%
15 Strumenti di capitale 26.230 - 26.230 - 26.230 100,00%
16 Altre posizioni 1.134.857 - 1.134.856 - 828.810 73,03%
17 TOTALE 25.731.499 1.277.841 29.050.287 26.223 5.336.239 18,35%

Modello EU CR5: metodo standardizzato (1 di 2)

Fattori di ponderazione del rischio
Classi di esposizioni 0% 2% 4% 10% 20% 35% 50% 70% 75%
a b c d e f g h i
1 Amministrazioni
centrali o banche
centrali
20.233.011 - - - - - - - -
2 Amministrazioni
regionali o autorità
locali
- - - - 68.918 - - - -
3 Organismi del settore
pubblico
- - - - 15.835 - - - -
4 Banche multilaterali
di sviluppo
239.473 - - - - - - - -
5 Organizzazioni
internazionali
378.259 - - - - - - - -
6 Enti 332 227.914 - - 389.483 - 1.078.684 - -
7 Imprese - - - - 374.559 - 831.827 - -
8 Esposizioni al
dettaglio
- - - - - 681.011 - - 1.117.508
9 Esposizioni garantite
da ipoteche su beni
immobili
- - - - - 314.020 4.899 - -
10 Esposizioni in stato
di default
- - - - - - - - -
11 Esposizioni associate
a un rischio
particolarmente
elevato
- - - - - - - - -
12 Obbligazioni garantite - - - - - - - - -
13 Esposizioni verso enti
e imprese con
valutazione del merito
di credito a breve
termine
- - - - - - - - -
14 Quote o azioni in
organismi di
investimento
collettivo
- - - - 2.949 - - - -
15 Esposizioni in
strumenti di capitale
- - - - - - - - -
16 Altre posizioni 151.145 - - - 193.626 - - - -
17 TOTALE 21.002.220 227.914 - - 1.045.370 995.031 1.915.410 - 1.117.508

Modello EU CR5: metodo standardizzato (2 di 2)

Fattori di ponderazione del rischio Di cui prive
Classi di esposizioni 100% 150% 250% 370% 1250% Altri Totale di rating
j k l m n o p q
1 Amministrazioni
centrali o banche
centrali
76.878 - 201.656 - - - 20.511.545 9.775.274
2 Amministrazioni
regionali o autorità
locali
- - - - - - 68.918 68.918
3 Organismi del settore
pubblico
14.690 - - - - - 30.525 30.525
4 Banche multilaterali
di sviluppo
- - - - - - 239.473 197.886
5 Organizzazioni
internazionali
- - - - - - 378.259 13.168
6 Enti 582 - - - - - 1.696.995 199.072
7 Imprese 1.594.625 - - - - - 2.801.011 1.524.331
8 Esposizioni al
dettaglio
- - - - - - 1.798.519 1.798.519
9 Esposizioni garantite
da ipoteche su beni
immobili
- - - - - - 318.918 318.918
10 Esposizioni in stato
di default
12.404 21.242 - - - - 33.646 33.646
11 Esposizioni associate
a un rischio
particolarmente
elevato
- 33.646 - - - - 33.646 33.646
12 Obbligazioni garantite - - - - - - - -
13 Esposizioni verso enti
e imprese con
valutazione del merito
di credito a breve
termine
- - - - - - - -
14 Quote o azioni in
organismi di
investimento
collettivo
1.018 - - - - - 3.967 3.967
15 Esposizioni in
strumenti di capitale
26.230 - - - - - 26.230 26.230
16 Altre posizioni 790.085 - - - - - 1.134.857 1.134.857
17 TOTALE 2.516.512 54.888 201.656 - - - 29.076.510 15.158.957

7. RISCHIO DI CREDITO: INFORMATIVA SUI PORTAFOGLI CUI SI APPLICANO GLI APPROCCI IRB

Il Gruppo Credem:

  • ha adottato l'approccio F-IRB per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del Rischio di Credito a partire da Giugno 2008 (Giugno 2011 per le esposizioni valutate tramite percorso valutativo Judgemental) con riferimento alla Funzione Regolamentare Corporate di Credito Emiliano e Credemleasing;
  • ha adottato l'approccio A-IRB per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del Rischio di Credito a partire da Settembre 2015 con riferimento alle Funzioni Regolamentari Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing;
  • ha adottato l'approccio A-IRB per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del Rischio di Credito a partire da Dicembre 2020 con riferimento alle esposizioni in strumenti di capitale di Credito Emiliano e Credemleasing, che pertanto non risultano più incluse nel perimetro del permanent partial use (PPU) del metodo Standard;
  • ha intrapreso a partire dal 2018 iniziative progettuali specifiche a seguito degli accessi ispettivi TRIM di General Topics e Model Assessment che hanno portato all'invio di notifiche ex-ante con riferimento alla regolamentazione interna del sistema di rating e all'invio di istanza di autorizzazione ad adottare le modifiche definite sui propri modelli A-IRB da applicare alle esposizioni Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing;
  • ha richiesto a Marzo 2021 l'inclusione sia del trattamento delle cessioni massive (sui modelli TRIM di LGD) in coerenza con quanto previsto dal Regolamento n. 876/2019 (CRR II) all'articolo 500, avendo verificato il soddisfacimento dei criteri per l'applicazione del trattamento dell'articolo 500, sia dell'effetto della Nuova Definizione di Default (i.e. New DoD) sui modelli TRIM di PD, LGD-DR ed EAD), coerentemente all'articolo 178 del Reg. (UE) No 575/2013 ed all'Action Plan inviato all'Autorità di Vigilanza in versione aggiornata a Luglio 2019;
  • nel corso del 2021 è l'avvenuto l'accesso ispettivo e a partire da marzo 2022 l'Autorità di Vigilanza ha autorizzato l'applicazione dei nuovi modelli per il calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte del Rischio di Credito.

Per quanto riguarda il perimetro di applicazione dei sistemi di rating, come anticipato il Gruppo risulta autorizzato all'utilizzo del metodo A-IRB per tutte le esposizioni Corporate e Retail facenti capo alle società Credito Emiliano e Credemleasing, oltre che del metodo della ponderazione semplice per tutte le esposizioni in strumenti di capitale (i.e. Equity) di tali società Gruppo. Parallelamente, il Gruppo si avvale del cd. PPU per le esposizioni Corporate e Retail relative a tutte le altre società del Gruppo diverse da Credito Emiliano e Credemleasing, oltre che per tutte le altre tipologie di esposizioni diverse dagli strumenti di capitale (i.e. esposizioni verso stati, istituzioni, enti, banche centrali, altre esposizioni, ecc.).

Definizione di Default

In data 28 settembre 2016, l'Autorità Bancaria Europea (EBA) ha pubblicato la versione definitiva delle:

  • Linee guida per la definizione di default «EBA/GL/2016/07 Guidelines on the application of the definition of default»;
  • Norme tecniche di regolamentazione sulla soglia di rilevanza per le obbligazioni creditizie in arretrato «EBA/RTS/2016/06 - Regulatory Technical Standard on the materiality threshold for credit obligations past due».

Successivamente, a dicembre 2018, il Gruppo Credem ha inviato all'Organismo di Vigilanza il package contenente le modalità e le tempistiche con cui il Gruppo intende adeguarsi ai requisiti regolamentari sulla nuova definizione di default (New DoD) sulla base del two-step approach:

  • dal 01/10/2019 il Gruppo ha adottato New DoD per la rilevazione dei crediti deteriorati;
  • successivamente il Gruppo ha effettuato la ricalibrazione dei parametri A-IRB a seguito dell'adozione di New DoD, come specificato nell'Action Plan e nella lettera del 19/09/2019 di 'autorizzazione ad applicare la Nuova Definizione di Default con decorrenza 01/10/2019' relativamente alla Obligation 4 (Recommendation 2-3) della suddetta lettera di autorizzazione.

Il piano d'azione è stato completato rispettando gli obblighi e le relative scadenze definite con l'Organismo di Vigilanza e formalizzate nelle comunicazioni sopra citate, coerentemente alla Decisione di estensione delle scadenze sulle Obligations contenute nella lettera1 ricevuta da Credem in data 30 marzo 2020 da parte di ECB Jointly Supervisory Team (JST).

Conseguentemente, la definizione di default impiegata lungo la serie storica utilizzata per lo sviluppo dei modelli interni, come descritto nel capitolo 5, risulta eterogenea:

  • Definizione di default in vigore fino al 30/09/2019 Old DoD;
  • Definizione di default in vigore dal 01/10/2019 New DoD.

Il Gruppo ha dovuto dunque garantire che i dati utilizzati per lo sviluppo e la calibrazione dei modelli interni fossero rappresentativi della nuova definizione di default utilizzata nei processi interni di identificazione dei default. In particolare, i dati relativi alla New DoD in produzione, ovvero quelli rilevati a partire dal 01 ottobre 2019, sono stati utilizzati per validare la ricostruzione della base dati New DoD sull'orizzonte temporale 01/01/2015 – 30/09/2019, su cui si basa il calcolo dei fattori ricalibrativi usati per la correzione di PD, EAD ed LGD (nella componente Danger Rates migrazioni) con metodologie specifiche per ognni singolo parametro.

Si riporta di seguito una descrizione dei sistemi di rating impiegati dal Gruppo e delle esposizioni soggette ad applicazione:

Struttura e descrizione dei sistemi di rating - PD Corporate

L'attribuzione del rating alla clientela Corporate di Credito Emiliano e Credemleasing avviene attraverso un sistema unico di calcolo di uno score di controparte (Per*Fido), le cui modalità di valutazione assumono configurazioni differenziate in relazione alla tipologia di clientela analizzata:

  • Imprese Small Business con fatturato, singolo o di gruppo, compreso tra 1.000.000 di euro e 2.582.000 di euro o con fatturato inferiore, ma fidi singoli o del gruppo (intendendo il gruppo di aziende e/o i fidi complessivamente concessi dal Gruppo Credem) superiori a 1.000.000 di euro;
  • Imprese Middle Corporate con fatturato singolo o di gruppo superiore a 2.582.000 di euro;
  • Imprese Corporate con fatturato singolo o di gruppo superiore a 15.000.000 di euro;
  • Holding capogruppo che redigono bilancio consolidato;
  • Imprese di leasing o factor, credito al consumo, SIM, fiduciarie, società di gestione fondi, altre finanziarie e holding che non redigono consolidato, nel caso in cui il totale dell'attivo sia superiore a 1.000.000 di euro;
  • Immobiliari, nel caso in cui il totale dell'attivo superi a 1.000.000 di euro.

Per quanto riguarda specificatamente le caratteristiche del sistema di credit scoring Per*Fido, il modello interno di Per*Fido adottato da Credem per la valutazione dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate appartiene alla categoria dei modelli analitico-soggettivi, e presenta una struttura di tipo modulare articolata nelle seguenti aree di analisi di tipo quantitativo:

  • Bilancio stato patrimoniale, conto economico e rendiconto finanziario;
  • Andamentale CR/SIA con evidenza specifica in caso di segnalazioni di sofferenza;
  • Andamentale rapporto con evidenza di presenza di protesti;
  • Trend del dimensionamento del debito finanziario con lo scopo di evidenziare, con dati aggiornati rispetto all'ultimo bilancio analizzato, la variazione degli indici di capitalizzazione, di indebitamento e il conseguente impatto sugli oneri finanziari e sul conto economico dell'anno in corso.

Un ulteriore modulo di valutazione (Qualitativo) è dedicato alle informazioni di tipo qualitativo derivanti dalla compilazione di appositi questionari. L'analisi qualitativa ha lo scopo di valorizzare quei dati dell'azienda, di mercato e di management che non sono quantificati con meccanismi automatizzati, ma che rispecchiano le conoscenze e l'esperienza dei gestori del rapporto e degli analisti di settore e d'impresa. I dati qualitativi si riferiscono a: aspetti di governance, aspetti operativi, aspetti finanziari, aspetti di

1 "Decision to extend deadlines set out in supervisory decisions and operational acts".

posizionamento competitivo e aspetti organizzativi. In particolare, i dati di "posizionamento competitivo" ed "operativi" hanno una funzione ed un contenuto previsivo, con l'obiettivo di evidenziare la capacità dell'azienda di "restare sul mercato", la sua capacità di cogliere le opportunità favorevoli e di fronteggiare condizioni economiche avverse o eventi inattesi, nell'arco dei futuri 18 mesi. L'appartenenza della controparte ad un "gruppo di imprese" viene considerata nel seguente modo:

  • alle aziende appartenenti ad un gruppo che redige il bilancio consolidato, attraverso la valorizzazione nello score del grado di rilevanza economica per il gruppo;
  • alle aziende appartenenti ad un gruppo che non redige il bilancio consolidato, attraverso la valorizzazione dell'appartenenza al gruppo come informazione qualitativa.

Le fonti informative provenienti dai suddetti moduli vengono instradate tramite algoritmi specifici per tipologia di clientela in percorsi decisionali che prevedono la trasformazione dei dati elementari in score fattoriali, la ponderazione dello score fattoriale rispetto a pesi predefiniti, il calcolo dei punteggi di sintesi. La valutazione finale del sistema è conseguenza delle singole valutazioni svolte nei moduli sottostanti che sono la risultante tra il giudizio assegnato all'aspetto valutato ed il peso del medesimo. In funzione dell'Area geografica d'appartenenza, dell'operatività economica e della forma giuridica della controparte sono previsti alberi decisionali che si distinguono per le variabili considerate all'interno dei singoli moduli e per i criteri di ponderazione attraverso i quali viene determinato lo score aggregato. Le soglie ed i pesi con i quali vengono trattate le variabili elementari corrispondenti ai singoli fattori di rischio sono il frutto del giudizio degli esperti della banca che sulla base della propria sensibilità in materia creditizia hanno contribuito alla personalizzazione analitica del modello, originariamente fornito da un outsourcer esterno. Come già anticipato, l'output finale del sistema Per*Fido, pertanto, è rappresentato da un valore ordinale (score) espresso come valore numerico continuo compreso tra 0 e 1 e riferito alla singola controparte.

Lo score prodotto dal modello viene trasformato in Probabilità di Default (PD) attraverso l'utilizzo sia di tecniche statistiche dedicate (regressione logistica e cluster analysis) all'individuazione delle cd. classi di rating, sia dei dati interni di default (i.e. tassi di default storici). Ricostruendo su base storica gli score di modello e scegliendo su base analitica opportuni livelli di cut-off per il suddetto score, si è calcolato il livello delle frequenze storiche di default corrispondenti ai bucket individuati. Infine, La profondità storica di osservazione dei dati è gennaio 2012 - dicembre 2019.

Coerentemente con il framework interno di sviluppo AIRB il Gruppo ha incluso nella stima del modello PD analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC). In particolare, nel processo di ricalibrazione a nuova definizione di default del modello PD è stata identificata una carenza legata alla base dati New DoD che comprende una finestra di tempo parziale rispetto all'intero orizzonte temporale utilizzato in fase di stima: a fronte di tali considerazioni è stato stimato un MOC di Categoria A. Inoltre, nell'ambito del protocollo di sviluppo adottato, è stata definita una metodologia di stima dedicata al fattore di aggiustamento relativo al MoC di categoria C, ovvero legato al cd. general estimation error.

Struttura e descrizione dei sistemi di rating - PD Retail

L'attribuzione del rating alla clientela Retail di Credito Emiliano e Credemleasing avviene attraverso un modello che presenta due principali configurazioni: il "Modello PD scoring based" basato sul sistema di valutazione Per*Fido e il "Modello PD di prodotto". La normativa interna prevede criteri di prevalenza per l'attribuzione della PD alla clientela Retail, qualora si osservino una molteplicità di richieste di affidamento processate attraverso strumenti di valutazione diversi. In particolare, si distinguono le seguenti casistiche:

  • controparte richiedente unicamente un prodotto valutato tramite il sistema esperto Per*Fido: si applica il "Modello PD scoring based";
  • controparte richiedente unicamente prodotti non rientranti nelle tipologie previste dai percorsi valutativi di Per*Fido, che vengono classificati in quattro macro-aggregati definiti pool di prodotto (rateale, revolving, quinto, sconfini non affidati e unrated): si applica il "Modello PD di prodotto";
  • controparte richiedente contestualmente un prodotto valutato tramite Per*Fido e un prodotto oggetto di pool di prodotto: si applica il "Modello PD scoring based";

controparte richiedente contestualmente più prodotti oggetto di pool di prodotto: si applica il "Modello PD di prodotto".

Il modello PD scoring based appartiene alla categoria dei modelli analitico-soggettivi ed è ripartito in tre percorsi informativi:

  • Privati;
  • Microattività/Agricoltori;
  • Microimprese.

Il Percorso Privati consente di valutare le proposte di affidamento nei confronti di privati o di soci d'impresa ed è a sua volta suddiviso in due sottopercorsi:

  • "Privati Mutui" utilizzato per concessioni e variazioni in aumento di prestiti a medio termine a soggetti privati o famiglie produttrici che intrattengono con il Gruppo solo rapporti come privati;
  • "Privati Altro" utilizzato per concessioni di affidamenti diversi da prestiti a medio termine e tutti i rinnovi a soggetti privati o famiglie produttrici che intrattengono con il Gruppo solo rapporti come privati.

Il Percorso Microattività/Agricoltori è suddiviso in due sottopercorsi:

  • "Microattività" utilizzato per valutare le proposte di affidamento nei confronti di società di persone, ditte individuali, liberi professionisti in contabilità semplificata (senza bilancio ordinario), con fatturato e affidamenti deliberati inferiori a 1.000.000 di euro (singoli e di gruppo);
  • "Agricoltori" utilizzato per valutare le proposte di affidamento verso gli agricoltori e le imprese in start up non rientranti nella Funzione Regolamentare Corporate.

Per quanto riguarda specificatamente le caratteristiche del sistema di credit scoring Per*Fido Retail, come già anticipato tutti i percorsi presentano una struttura di tipo modulare, all'interno della quale vengono valutati aspetti quantitativi e qualitativi, che si articola come segue:

  • Dimensione debito in essere;
  • Merito andamentale.

Ogni modulo di valutazione si articola a sua volta in livelli e sottolivelli, con un'organizzazione assimilabile ad una struttura ad albero, nella quale componenti di base (dette nodi) concorrono a determinare il giudizio associato al livello immediatamente superiore fino a giungere a un giudizio finale. Una serie di anomalie (distinte tra lievi e gravi) agiscono direttamente sul rating di proposta, con lo scopo di correggere, in negativo, lo score ottenuto ponderato sulla base dei giudizi ottenuti nei due precedenti moduli. Il percorso informativo 3 - "Microimprese" presenta anch'esso una struttura di tipo modulare articolata nelle seguenti aree quantitative:

  • Bilancio stato patrimoniale, conto economico e rendiconto finanziario;
  • Andamentale CR con evidenza specifica in caso di segnalazioni di sofferenza;
  • Andamentale rapporto con evidenza di presenza di protesti;
  • Trend del dimensionamento del debito finanziario con lo scopo di evidenziare, con dati aggiornati rispetto all'ultimo bilancio analizzato, la variazione degli indici di capitalizzazione, di indebitamento e il conseguente impatto sugli oneri finanziari e sul conto economico dell'anno in corso.

Anche in questo caso, ogni modulo di valutazione si articola a sua volta in livelli e sottolivelli, con un'organizzazione assimilabile ad una struttura ad albero, nella quale componenti di base (dette nodi) concorrono a determinare il giudizio associato al livello immediatamente superiore fino a giungere a un giudizio finale. L'output finale del sistema Per*Fido è rappresentato da un valore ordinale (score) espresso come valore numerico continuo compreso tra 0 e 1 e riferito alla singola posizione. Con riferimento al percorso informativo 3 – "Microimprese", in considerazione delle caratteristiche della clientela valutata similari alla clientela valutata nell'ambito della funzione regolamentare Corporate, lo score finale rappresenta la valutazione della controparte oggetto di affidamento. Con riferimento invece ai percorsi informativi 1 - "Mutui" e 2 - "Microattività/Agricoltori", lo score rappresenta una valutazione della proposta di affidamento, comprensivo pertanto delle caratteristiche specifiche dell'affidamento richiesto.

Lo score prodotto dal modello viene trasformato in Probabilità di Default (PD) attraverso l'utilizzo sia di tecniche statistiche dedicate (regressione logistica e cluster analysis) all'individuazione delle cd. classi di rating, sia dei dati interni di default (i.e. tassi di default storici). Ricostruendo su base storica gli score di modello e scegliendo su base analitica opportuni livelli di cut-off per il suddetto score, si è calcolato il livello delle frequenze storiche di default corrispondenti ai bucket individuati.

Il modello PD di prodotto definisce pool di prodotto, distinti in considerazione della forma tecnica di fido richiesta, a cui viene associata una PD sulla base dell'esperienza di default interna alla banca. Il modello si applica alle operazioni che fanno riferimento alla clientela per le quali non è previsto un iter valutativo che prevede l'utilizzo del sistema di credit scoring Per*Fido. In tale ambito, la PD viene associata a livello di controparte sulla base della seguente priorità:

  • Prestiti Personali;
  • Prodotti Revolving (Fidi di c/c < 10.000 euro e Carte di credito);
  • Prodotto Quinto;
  • Sconfinati non affidati e controparti unrated.

Si evidenzia che, anche nel modello PD di prodotto, ove possibile, si è provveduto a incorporare nelle stime di PD l'informazione andamentale. La profondità storica di osservazione dei dati è gennaio 2012 - dicembre 2019.

Le classi di PD assegnate alle controparti Retail, a prescindere dall'iter valutativo, vengono ricondotte, solo per scopi di reportistica, ad un'unica scala maestra, con 8 classi a rischio crescente, equivalente a quella prevista per le controparti Corporate.

Coerentemente con il framework interno di sviluppo AIRB il Gruppo ha incluso nella stima del modello PD analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC). In particolare, nel processo di ricalibrazione a nuova definizione di default del modello PD è stata identificata una carenza legata alla base dati New DoD che comprende una finestra di tempo parziale rispetto all'intero orizzonte temporale utilizzato in fase di stima: a fronte di tali considerazioni è stato stimato un MOC di Categoria A. Inoltre, nell'ambito del protocollo di sviluppo adottato, è stata definita una metodologia di stima dedicata al fattore di aggiustamento relativo al MoC di categoria C, ovvero legato al cd. general estimation error.

Struttura e descrizione dei sistemi di rating - LGD Corporate e Retail

I modelli LGD bonis e defaulted assets per le controparti Corporate e Retail sono distinti per Credito Emiliano e Credemleasing al fine di cogliere le specificità intrinseche all'operatività delle due società. I modelli si basano su un approccio metodologico di tipo "Workout" che, al fine di calcolare la variabile target del modello regressivo usato, considera i flussi di cassa in carico e scarico, opportunamente scontati con un tasso che ingloba un adeguato premio al rischio, registrati sulle singole posizioni in sofferenza. Il modello complessivo risulta inoltre essere "per parti", ovvero si avvale di più componenti diverse per pervenire alle stime finali di LGD ed ELBE. Per i modelli defaulted assets, al fine di stimare la LGD e la ELBE delle posizioni a sofferenza, si adotta un approccio di tipo statistico, che prevede l'utilizzo di informazioni relative alla controparte, alle caratteristiche dell'operazione, alla tipologia di procedura di recupero attivata e al vintage. Conseguentemente, in base all'approccio "per parti", per determinare la LGD delle esposizioni in bonis, si applicano alla LGD Sofferenze (i.e. LGS) specifici fattori di correzione (nella fattispecie: DeltaQ, LGDSeS e Danger Rate migrazioni), differenziati in ognuna delle componenti per diversi driver tra cui la tipologia di controparte, il taglio dell'esposizione, la tipologia di prodotto. Similmente, per determinare la LGD e la ELBE delle esposizioni in stato di precontenzioso, l'approccio adottato prevede l'applicazione di fattori di correzione, alla LGS e all'ELBE Sofferenze del modello defaulted assets, differenziati per tipologia di controparte/posizione. Inoltre, i modelli LGD inglobano correttivi prudenziali per renderli adatti ad una fase recessiva del ciclo economico, cd. componente Downturn. La profondità storica di osservazione dei dati per la stima dei modelli LGD ed ELBE sofferenze è:

  • Gennaio 2002 dicembre 2019 per i segmenti regolamentari Corporate e Retail di Credito Emiliano;
  • Gennaio 2001 dicembre 2019 per i segmenti regolamentari Corporate e Retail di Credemleasing.

Nel campione sono incluse, tutte le sofferenze aperte nel periodo riportato (l'inclusione nel campione delle sofferenze ancora aperte alla data di riferimento ha effetto prudenziale sulle stime complessive e migliora la stabilità del modello nel tempo). La profondità storica di osservazione dei dati relativi alle componenti Danger Rate (DeltaQ, LGD SeS, Danger Rate migrazioni) è dicembre 2011 - dicembre 2019, per tutte le tipologie di esposizione. Tale periodo garantisce un campione omogeneo e rappresentativo in termini di posizioni, delle quali si conosce l'esito, oltre che prudente, in quanto idoneo a coprire anni che hanno manifestato una maggior rischiosità e coerente con gli altri parametri di rischio. Per quanto riguarda specificatamente i modelli performing, la stima del tasso LGD per le controparti in bonis Corporate e Retail di Credito Emiliano e di Credemleasing, come anticipato, è stata effettuata sulla base di un approccio metodologico di tipo Workout, che prevede il calcolo dei tassi di perdita effettivamente osservati sulle posizioni in sofferenza chiuse e sostanzialmente chiuse attraverso il computo dei flussi di carico e scarico registrati a seguito delle procedure di contenzioso attivate, opportunamente scontati per tenere conto della durata e dell'incertezza del processo di recupero crediti. A questi ultimi sono stati applicati specifici correttivi per tenere conto delle posizioni ancora aperte in stato di sofferenza e della previsione di recupero ipotizzabile su di loro a partire da quanto osservato nello storico. Infine, è previsto un ulteriore fattore di correzione derivante dall'applicazione dell'Art. 500 della CRR che permette di modelizzare distintamente le perdite provenienti da "massive disposal" avvenute nell'orizzonte temporale dopo il 23 novembre 2016, ma non oltre il 28 giugno 2022. A livello geenrale è stato manutenuto un approccio di stima "per parti" che prevede la definizione di tassi di LGD differenziati per:

  • Posizioni in stato di sofferenza (LGD sofferenze);
  • Posizioni in bonis (LGD bonis).

Per le posizioni in sofferenza è stato sviluppato un modello statistico regressivo, utilizzando come variabili esplicative informazioni relative alla controparte, caratteristiche relative all'operazione in essere al momento del default e variabili macroeconomiche. L'approccio di stima diretta del tasso LGD consente di produrre una stima puntuale per ciascuna posizione, basata sulle specifiche caratteristiche della stessa. La riconduzione alla definizione regolamentare Corporate e Retail è avvenuta nella stima dei tassi di LGD per le posizioni in bonis, per la cui definizione non è stato adottato un approccio di tipo statistico, ricorrendo invece alla stima di fattori di correzione della LGD sofferenze.

Questi fattori correttivi (complessivamente denominati Danger Rate) rappresentano le dinamiche osservate tra il passaggio a default e la conclusione del ciclo di default.

Il parametro Danger Rate considera, quindi, tutte le componenti di perdita e recupero che avvengono nelle fasi di gestione del credito problematico nel precontenzioso, e le connesse migrazioni tra stati di default. Pertanto la struttura del modello risulta suddivisa in:

  • Danger Rate Migrazioni Probabilità di migrazione a Sofferenza, ossia la probabilità di osservare una chiusura del ciclo di default con una classificazione a Sofferenza, indipendentemente dalle eventuali migrazioni intermedie fra stati di default PS e I;
  • Variazione dell'esposizione o Delta Q Evoluzione dell'esposizione in fase di precontenzioso, ossia l'ammontare percentuale di recuperi avvenuti dal momento di ingresso a default, fino alla classificazione a Sofferenza;
  • LGD precontenzioso, o LGD Saldo e Stralcio (LGD SeS) Perdita osservata in fase di precontenzioso, inclusiva dei c.d. artificial cash flow e di eventuali stralci (parziali o totali) registrati in fase di precontenzioso, dal momento della classificazione adefault fino alla chiusura del ciclo con ritorno in bonis o stralcio del credito.

In coerenza con le disposizioni normative che richiedono una stima di LGD adatta ad una fase recessiva del ciclo economico, nel caso queste si rivelino più prudenti di quelle basate sui tassi di perdita di lungo periodo, sia per i modelli LGD sofferenze di Credito Emiliano e di Credemleasing, sia per le componenti Delta Q e Danger Rate migrazioni sono state introdotte modalità che recepiscono il cd. effetto Downturn.

Per quanto riguarda specificatamente i modelli non performing, come per il modello bonis, l'approccio metodologico di stima selezionato è "per parti", e prevede la definizione di tassi di ELBE e LGD differenziati per:

  • Posizioni in stato di sofferenza (ELBE e LGD sofferenze);
  • Posizioni in stato di precontenzioso (ELBE e LGD precontenzioso).

La logica dei modelli defaulted assets prevede una stima del parametro di rischio per i diversi momenti temporali che un default attraversa lungo il processo di recupero, pertanto ci si attende che la LGD sia crescente al trascorrere del tempo di permanenza nello stato di default. La metodologia utilizzata per la stima della ELBE sofferenza per le controparti Corporate e Retail di Credito Emiliano e di Credemleasing rientra nella categoria della Workout LGD, in allineamento all'approccio metodologico scelto per il modello bonis. Al fine di includere nel modello specifico per le posizioni in default le caratteristiche specifiche di queste esposizioni, sono state introdotte nella long list le variabili vintage (ossia numero di anni dal quale la posizione è a contenzioso), tipologia di recupero attivata e la possibilità di indicare la presenza di una garanzia ipotecaria condizionata all'escussione della stessa. L'approccio scelto per la stima della LGD sofferenza consiste nel sommare alla ELBE sofferenza i costi indiretti, per arrivare a una LGD economica inclusiva di tutte le componenti di costo, e uno specifico add-on prudenziale, che consentano di assorbire le "ulteriori perdite inattese durante il periodo di recupero". Tale fattore è stato ottenuto tramite la stima dell'effetto Downturn. Per le posizioni in sofferenza è stato sviluppato un modello statistico di regressione lineare multivariata, in linea con quanto condotto per il modello bonis. La riconduzione alla definizione di default regolamentare Corporate e Retail è avvenuta nella stima dei tassi ELBE e LGD per le posizioni in precontenzioso, per la cui definizione sono stati stimati fattori di correzione della LGD sofferenze (danger rate e Delta Q), che tengono in considerazione le probabilità di migrazione tra stati, e in particolare la probabilità di osservare una migrazione allo stato finale di sofferenza oltre alla variazione di esposizione media tra l'ingresso a default e l'ingresso a sofferenza.

Coerentemente con il framework interno di sviluppo AIRB il Gruppo ha incluso nella stima del modello LGD (e in tutte le sue componenti) analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC).

In particolare:

  • nel processo di sviluppo del modello Danger Rate sono state identificate limitate carenze nella base dati di stima, che hanno portato a data exclusion nei campioni di stima dei parametri Delta Q e LGD precontenzioso. A fronte di tali esclusioni, sono stati stimati dei MOC di Categoria A.
  • nel processo di ricalibrazione a nuova definizione di default del modello Danger Rate migrazioni è stata identificata una carenza legata alla ricostruzione New DoD della base dati di stima e calibrazione del modello. Quest'ultima comprende, infatti, una finestra parziale dell'intero orizzonte temporale utilizzato in fase di stima del modello, a fronte del quale è stato stimato un MOC di Categoria A.
  • nel processo di sviluppo sono state identificate limitate carenze nella base dati di stima del modello LGS di Credito Emiliano, che hanno portato all'adozione di data exclusion nel campione dei modelli performing e defaulted assets. A fronte di tale esclusione, è stato stimato un MOC di Categoria A.

Inoltre, è stato stimato per ciascune delle componenti del parametro LGD un distinto MoC di categoria C, legato all'errore generico di stima, c.d. general estimation error, ovvero alla componente di errore residuale non eliminabile intrinseca nello sviluppo di modelli previsionali.

Struttura e descrizione dei sistemi di rating - EAD Corporate e Retail

L'EAD delle posizioni per cassa per le controparti Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing è determinabile attraverso l'adozione di fattori di conversione creditizia (CCF e K). Il fattore di conversione creditizia da applicare ai margini relativi alle esposizioni per cassa rappresenta il rapporto tra la parte non utilizzata della linea di credito che si stima possa essere utilizzata in caso di default e la parte attualmente non utilizzata, e non può essere inferiore a zero. Parallelamente, per tutte le casistiche caratterizzate da immaterialità dei margini (i.e. cd. Region of Instability), assenza di margine disponibile (i.e. sconfini), prodotti rateali o per le esposizioni a default, data l'impossibilità di determinare un parametro CCF, la ECB Guide to internal models - risk type specific chapters (Art. 133 (a) e Art. 139(a)) prevede che venga impiegato il cd. Fattore K, definito come il rapporto tra gli importi utilizzati dalla controparte rispettivamente alla data di ingresso a default e alla data di riferimento, ovvero 12 mesi prima dell'evento stesso, quando la controparte risulta classificata in bonis.

Similmente all'applicazione del CCF, per queste posizioni le stime di EAD sono ottenute moltiplicando tale parametro all'utilizzo rilevato alla data di riferimento. La stima del CCF è stata effettuata analizzando le esposizioni terminate in default lungo la serie storica analizzata (CCF storici osservati) e utilizzando l'approccio a orizzonti fissi, che prevede il calcolo delle variabili target tramite osservazione dei delta espositivi percentuali su un orizzonte temporale predeterminato, ovvero tra la data di default e la data performing, fissata 1 anno prima dell'evento di passaggio a default. Tramite le scelte di segmentazione e l'analisi statistica univariata, di un set completo di risk driver inerenti le caratteristiche delle operazioni creditizie (come ad esempio le fasce di accordato, utilizzato e margine), mediante un approccio a media di cella, si perviene a definire delle griglie di CCF statisticamente significative. La profondità storica di osservazione dei dati è dicembre 2011 - dicembre 2019. Per quanto riguarda nello specifico la stime dell'EAD delle posizioni per cassa per le controparti Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing, determinata attraverso l'adozione di fattori di conversione creditizia (CCF), questa avviene in coerenza con le informazioni utilizzate per la calibrazione delle Probabilità di Default dei fattori di correzione della LGD (Delta Q e LGD SeS) e con i requisiti normativi di riferimento, che definiscono la profondità delle serie storiche. Nel set informativo iniziale, le osservazioni sono state suddivise in diversi sottoinsiemi in base ad alcuni driver (come ad esempio le caratteristiche del margine disponibile, la forma tecnica, ecc.) che sono stati sottoposti ad una attività di pulizia tramite l'applicazione di alcuni filtri sulla base di criteri di rilevanza materiale definiti e tramite una gestione preliminare degli outlier. Partendo dalle base dati così definite, è stato calcolato il fattore CCF storico/K a seconda della dinamica del margine iniziale (positivo, negativo o nullo). I campioni di sviluppo, sono stati ulteriormente analizzati per individuare tramite un'analisi statistica univariata ulteriori driver specifici di disaggregazione che risultino significativi (come ad esempio classe di rating, fasce di accordato e fasce di margine) al fine di definire le griglie finali di stima. All'interno di ciascun aggregato statisticamente significativo, il CCF è calcolato come media semplice dei dati storici inclusi nella serie storica di riferimento.

In linea con la Normativa di riferimento, Regolamento Delegato UE 575/2013, Art. 182(1)(b), i parametri CCF bonis, K bonis e K default devono risultare adeguati a riflettere il manifestarsi di una fase recessiva tramite l'individuazione e la stima di uno specifico fattore correttivo. Tale fattore correttivo risulta funzionale a rendere le stime espressive del periodo di downturn individuato, ovvero di un periodo considerato come espressivo di una fase recessiva del ciclo macroeconomico, in coerenza con il Framework di sviluppo AIRB.

Inoltre, coerentemente con il suddetto framework interno di sviluppo AIRB il Gruppo ha incluso nella stima dei modelli EAD un set di analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC). Di conseguenza, nell'ambito del protocollo di sviluppo adottato, è stata definita una metodologia di stima dedicata per l'identificazione e classificazione delle eventuali carenze identificate e per la stima di uno o più MoC.

Nel processo di sviluppo del modello EAD sono state identificate limitate carenze nella base dati di stima, che hanno portato all'adozione di data exclusion nei campioni di stima dei parametri CCF e K. A fronte di tali esclusioni, sono stati stimati dei MOC di Categoria A. Inoltre, è stato stimato per tutti i parametri di rischio un MoC di categoria C, legato all'errore generico di stima, c.d. general estimation error, ovvero alla componente di errore residuale, non eliminabile, intrinseca nello sviluppo di modelli previsionali.

Con riferimento ai modelli regolamentari IRB, si riportano i ruoli e le responsabilità delle principali funzioni coinvolte nei processi di sviluppo, controllo, adozione, monitoraggio, revisione e modifica.

Risk Officer:

  • è responsabile del coordinamento del complessivo processo di sviluppo dei sistemi di misurazione e di controllo dei rischi;
  • nel dettaglio, è responsabile dello sviluppo, della convalida e del mantenimento dei sistemi di misurazione e di controllo dei rischi, assicurando che siano sottoposti a backtesting periodici, inclusivi della misurazione e valutazione del rischio modello;
  • valuta l'adeguatezza del perimetro di applicazione del modello interno proposto dalla Funzione di Sviluppo;

  • valuta la coerenza con il perimetro di applicazione delle scelte di segmentazione del modello definite e proposte dalla Funzione di Sviluppo;

  • informa le diverse Funzioni aziendali potenzialmente interessate all'ambito di sviluppo e applicazione del nuovo modello interno (e.g. Servizio Crediti nel caso di modelli di misurazione del Rischio di Credito), al fine di assicurare il coinvolgimento e il supporto delle stesse, oltre a garantire la valutazione e l'eventuale recepimento di indicazioni relative a scelte specifiche di sviluppo;
  • in qualità di responsabile dei dati e in coerenza con lo Standard di Data Governance, verifica e assicura il presidio e l'adeguatezza dei controlli di data quality sui dati impiegati in fase di sviluppo e i relativi risultati, con il supporto della Funzione di Data Management ove necessario;
  • valuta le scelte di model design e l'approccio metodologico;
  • coadiuvato dalla Funzione di Sviluppo, approva la selezione del modello finale;
  • assicura la completezza e l'adeguatezza della documentazione relativa al modello interno sviluppato e la trasmissione della stessa alla Funzione di Validazione e alla Funzione di controllo di terzo livello (i.e. Internal Audit).

Funzione di Sviluppo:

  • definisce il perimetro di applicazione e le scelte di segmentazione relativamente al nuovo modello interno da sviluppare e li condivide con il Risk Officer;
  • definisce il fabbisogno di dati necessari alle attività di sviluppo e le relative caratteristiche, predispone la relativa richiesta dati e la trasmette alle Funzioni aziendali competenti (e.g. Sistemi Informativi);
  • è responsabile degli eventuali controlli specifici di data quality definiti sui dati utilizzati per le proprie attività di sviluppo;
  • è responsabile del complesso di attività di trattamento, lavorazione, integrazione ed esclusione dei dati finalizzate alla creazione dei dataset finali di sviluppo, a partire dai dati ricevuti dalle strutture aziendali competenti (e.g. Sistemi Informativi);
  • definisce gli aspetti di model design e l'approccio metodologico e li condivide con il Risk Officer;
  • è responsabile delle attività di analisi (e.g. rappresentatività) sul campione di dati usato per lo sviluppo e dei test sulle performance dei modelli sviluppati;
  • è responsabile della predisposizione della documentazione di sviluppo relativa ai modelli interni di sua competenza, e dell'invio del set documentale alla Funzione di Validazione e alla Funzione di controllo di terzo livello (i.e. Internal Audit).

Funzione di Validazione:

  • Inquadramento gerarchico: l'Ufficio Validazione Modelli Interni (VAL), all'interno del servizio di Risk Management (ERISK), rappresenta un presidio autonomo, distinto e indipendente dalle aree operative e dalle altre unità aziendali che assolvono funzioni di controllo interno coinvolte nell'assunzione del rischio. L'Ufficio espleta i propri compiti con imparzialità, obiettività e diligenza professionale, agendo in completa autonomia di giudizio e di azione. È dotato di professionalità idonee sotto il profilo delle conoscenze specialistiche e dell'esperienza necessaria all'esercizio delle mansioni. Dispone inoltre di un organico quantitativamente e qualitativamente atto ad assicurare l'adeguato adempimento degli incarichi assegnati nella piena osservanza della normativa di riferimento e delle ulteriori disposizioni interne. L'Ufficio Validazione Modelli Interni (VAL), per il tramite del responsabile, riferisce direttamente agli Organi aziendali e ai Comitati interni, avvalendosi dei canali di comunicazione messi a disposizione dalla Banca e secondo le forme ritenute congrue in rapporto ai contenuti delle informative.
  • Poteri e mezzi: l'Ufficio Validazione Modelli Interni (VAL) ha diritto di accesso a tutte le attività aziendali, comprese quelle esternalizzate, esercitate sia presso gli uffici centrali sia presso le strutture periferiche. Ha facoltà di interagire direttamente con le strutture organizzative incaricate della gestione operativa dei rischi. A tale scopo, acquisisce idonei flussi informativi e altri utili elementi d'indagine sulle aree rientranti nel proprio perimetro di azione. Può inoltre accedere, senza limitazioni, a qualsiasi dato o informazione ritenuti di interesse per l'appropriato svolgimento dei propri compiti. L'Ufficio dispone dei necessari supporti tecnologici (hardware e software), presidiati internamente o mediante l'ausilio di sistemi informativi. Tutte le strutture aziendali interessate assicurano all'Ufficio Validazione Modelli Interni (VAL) la massima collaborazione per il pieno conseguimento degli obiettivi che gli sono assegnati. In

particolare, l'Ufficio collabora con le altre strutture di controllo, ferma restando la reciproca indipendenza, competenza e autonomia di azione, allo scopo di:

  • o supportare gli Organi aziendali, contribuendo alla periodica valutazione di adeguatezza, completezza, funzionalità e affidabilità del sistema dei controlli interni e dell'organizzazione e del relativo grado di aderenza ai requisiti della normativa;
  • o sviluppare metodi e strumenti di verifica dei presidi dedicati alla valutazione e al controllo dei rischi rilevanti in modo armonico e coerente con le strategie e l'operatività aziendale;
  • o fornire, nell'ambito del processo di convalida, una corretta valutazione delle stime dei modelli interni di misurazione dei rischi e di valutazione delle attività aziendali e dei principali presidi di governo del rischio, ivi compreso il rischio modello implicito in ogni sistema interno di misurazione dei rischi e di valutazione delle attività aziendali.
  • Responsabilità della Funzione di Convalida: l'Ufficio Validazione Modelli Interni (VAL), nel quadro del più ampio sistema di governo dei rischi aziendali e di Gruppo, verifica la qualità dei modelli interni di misurazione dei rischi e di valutazione delle attività aziendali del Gruppo e la loro rispondenza nel continuo alle prescrizioni normative, ai regolamenti interni, alle esigenze aziendali e all'evoluzione del mercato di riferimento. In via generale, l'Ufficio Validazione Modelli Interni (VAL) è chiamato a:
  • o assicurare lo svolgimento dell'attività di convalida iniziale e periodica, nel rispetto delle procedure interne e delle tempistiche definite dalla normativa interna o esterna;
  • o predisporre la reportistica di convalida verso gli Organi aziendali;
  • o definire, mantenere ed applicare il framework di misurazione del rischio modello;
  • o per quanto concerne i modelli regolamentari, supportare attivamente l'Autorità di Vigilanza durante le fasi di validazione dei sistemi interni di misurazione dei rischi finalizzate alla verifica del loro livello di adeguatezza a fini prudenziali, verificando altresì l'effettività delle azioni correttive poste in essere dalla Funzione di Sviluppo, in risposta alle richieste provenienti dall'Autorità di Vigilanza;
  • o identificare eventuali carenze nei modelli interni e valutare gli opportuni interventi;
  • o monitorare lo stato di avanzamento degli interventi finalizzati alla risoluzione, ovvero mitigazione, delle criticità rilevate;
  • o verificare l'adeguatezza del piano di interventi ai modelli interni e la corretta classificazione delle modifiche in accordo con il la Normativa interna e con il Regolamento delegato UE n.529/2014;
  • o monitorare il rispetto dei requisiti di Permanent Partial Use (PPU) e di copertura dei portafogli AIRB;
  • o monitorare su base periodica i livelli del cosiddetto Margin of Conservatism (MoC) stimato a cura della Funzione di Sviluppo per i modelli AIRB a fronte di eventuali carenze identificate nei dati e nelle metodologie di stima, di eventuali cambiamenti nel contesto interno o esterno di riferimento e del cosiddetto general estimation error.

A fini riepilogativi, si precisa ancora come la responsabilità delle attività di convalida risulta esclusivamente di competenza dell'ufficio Validazione Modelli Interni (VAL). In tale ambito la Funzione di Convalida è indipendente da quelle coinvolte nelle attività di assegnazione del rating e di erogazione del credito; in particolare il responsabile della funzione non si trova in situazione di dipendenza gerarchica rispetto ai soggetti responsabili di dette attività. La Funzione di Convalida, come già detto, appartiene al Servizio Enterprise Risk Management (ERISK). Al medesimo Servizio appartengono l'ufficio Rating Office e l'ufficio Rischi Operativi e Credito, responsabili, unitamente all'ufficio Policy Crediti, del Servizio Crediti, a vario titolo dello sviluppo del sistema di rating. La Funzione di Convalida risulta, inoltre, indipendente da quella di Revisione Interna (Internal Audit).

Funzione di Internal Audit:

All'interno del Regolamento (UE) n. 575/2013 del 26 giugno 2013 (rif. "Articolo 191 della Capital Requirements Regulation") è previsto che la Funzione di Revisione Interna o Servizio Audit riveda almeno una volta l'anno i sistemi di rating dell'ente ed il loro funzionamento attraverso l'esecuzione di verifiche mirate ad appurare:

  • Performance e sviluppo del modello;
  • Utilizzo dei modelli AIRB all'interno dei processi di Gruppo;
  • Verifica sull'impatto e la classificazione dei cambiamenti sui modelli AIRB;
  • Qualità dei dati usati per la stima dei modelli;
  • Integrità del processo di assegnazione dei modelli;
  • Funzione di Convalida interna;
  • Processo di calcolo dei fondi propri;

Tali verifiche permettono al Servizio di definire un'opinione sui vari elementi del sistema di rating e, attraverso un'attività di Risk Assessment, di determinare l'intensità e la frequenza delle attività di verifica del sistema di Rating per gli anni successivi.

Durante l'esecuzione di queste verifiche, il Servizio Audit utilizza i seguenti strumenti operativi nell'ambito delle proprie attività:

  • check-list di revisione interna: predisposte in relazione alle diverse componenti dei sistemi di rating con l'obiettivo di definire le linee guida operative per la conduzione degli accertamenti;
  • software per analisi quantitative: le verifiche svolte in relazione alle componenti quantitative caratterizzanti i sistemi di rating sono effettuate in autonomia mediante il software "R" in grado di eseguire specifici test finalizzati a verificare la capacità discriminante dei sistemi di rating e la corretta calibrazione dei parametri di rischio;

L'attività di revisione interna svolta sui sistemi di rating è formalizzata:

  • in specifici rapporti di audit all'interno dei quali sono indicate le eventuali criticità riscontrate ed i relativi interventi correttivi proposti;
  • nella relazione che annualmente viene indirizzata alla Direzione, posta in approvazione agli Organi Aziendali e successivamente inviata all'Autorità di Vigilanza.

Le verifiche condotte sono ricomprese all'interno dell'audit plan approvato dall'Organo con Funzione di Supervisione Strategica e contemplate nella normativa interna di riferimento. La responsabilità delle attività di revisione risulta esclusivamente di competenza del Servizio Audit il quale non è coinvolto nelle attività di selezione e sviluppo del modello di rating interno ed è indipendente dalla funzione di convalida interna.

Con particolare riferimento ai processi di primo sviluppo adozione e monitoraggio dei sistemi regolamentari dedicati alla misurazione del Rischio di Credito, si riportano qui di seguito le fasi principali dei vari processi coinvolti, unitamente ai relativi ruoli e responsabilità. Il processo di sviluppo di un nuovo modello interno è attivato dal Risk Officer, sulla base di esigenze:

  • interne: piano industriale, valutazioni di opportunità supportate da analisi effettuate da strutture della Funzione Risk Management ed altre strutture del Gruppo, esiti del processo di misurazione e monitoraggio del rischio modello, criticità evidenziate dalle Funzioni di Controllo;
  • esterne: richieste specifiche dell'Autorità di Vigilanza, evoluzione della normativa esterna di riferimento, evoluzione del mercato.

In particolare, il Risk Officer formalizza:

  • le analisi preliminari per una valutazione sull'opportunità di procedere nelle attività di sviluppo del nuovo modello interno;
  • di concerto con le altre funzioni aziendali coinvolte, il relativo progetto in cui sono pianificate le attività connesse allo sviluppo e adozione dello stesso, individuate le responsabilità, definiti i tempi di realizzazione nonché determinati gli investimenti previsti in termini di risorse umane, finanziare e tecnologiche.

Il piano di progetto è sottoposto ad approvazione da parte degli Organi Aziendali in caso di esplicita richiesta normativa e/o da parte dell'Autorità di Vigilanza, nonché in caso di superamento dei limiti di spesa definiti all'interno del Regolamento di Gestione della Spesa. Inoltre, solo nel caso in cui ricorrano le condizioni indicate dalla Guida TRIM ECB sui General Topics (Section 3: Roll-out and PPU), il Risk Officer, con il supporto della Funzione Risk Management, procede all'aggiornamento del piano di roll-out e alla condivisione dello stesso con il Comitato Risk Management e con il Comitato Esecutivo, e alla presentazione al Comitato Rischi, per successiva delibera del Consiglio di Amministrazione. Concluso il processo di approvazione interno, il Risk Officer provvede all'inoltro del piano di roll-out all'Autorità di Vigilanza competente. Una volta attivato l'indirizzo strategico del progetto per l'adozione del modello interno, la Funzione di Sviluppo avvia le valutazioni in merito al perimetro degli elementi del modello interno da sviluppare (aspetti metodologici, organizzativi e implementativi). Nello specifico, il processo di definizione dei modelli interni si articola nelle fasi di seguito declinate:

  • definizione del perimetro di applicazione;
  • definizione del model design;
  • condivisione con la funzione responsabile dei sistemi informativi (i.e. SINFO) dei business requirements per l'adeguamento dell'architettura informatica a supporto dei modelli;
  • condivisione delle scelte organizzative funzionali all'adozione dei modelli nei processi aziendali con le funzioni responsabili.

Il perimetro di applicazione del modello interno e le scelte di model design sono definite dall'Ufficio responsabile dello sviluppo (i.e. Funzione di Sviluppo) sulla base di analisi di composizione del portafoglio, di eventuali indicazioni normative in materia e delle prassi gestionali adottate dal Gruppo. La proposta formulata viene condivisa con il Risk Officer. L'Ufficio competente dello sviluppo del modello interno analizza e accoglie le sue eventuali segnalazioni, procedendo, se necessario, a condividerle con le altre Funzioni Aziendali coinvolte e/o a rivedere il perimetro di applicazione del modello identificato. Una volta definito il disegno di fondo relativo al nuovo modello interno, si procede con le attività di seguito descritte:

  • interazione con SINFO per la predisposizione delle basi dati necessarie allo sviluppo del modello in ambiente di laboratorio;
  • sviluppo del modello interno a cura dell'Ufficio competente, in coerenza con le linee guida relative al processo di sviluppo dei modelli interni, con le scelte metodologiche definite e assicurando un'efficace gestione del rischio di modello. È altresì prevista la possibilità, previa condivisione con il Risk Officer, di procedere a sviluppi "paralleli" di più modelli in ottica esplorativa, rimandando la decisione della scelta del modello successivamente alle analisi delle risultanze preliminari rivenienti dai diversi modelli;
  • interazione con SINFO per le attività di sviluppo dell'architettura informatica, ovvero delle basi dati e degli applicativi a supporto dell'adozione del modello interno nei processi aziendali;
  • interazione con le funzioni responsabili per l'adeguamento dei processi aziendali connessi al modello interno sviluppato;
  • predisposizione della documentazione che rendiconta le scelte metodologiche condotte e i risultati dell'attività di sviluppo.

Terminate le attività di sviluppo, per i modelli, si procede con le attività di seguito descritte:

  • verifiche preliminari da parte dell'Ufficio VAL, tra cui la misurazione del rischio modello (sulla base dei driver valutabili in fase di primo sviluppo, ovvero materialità e rischio metodologico, inteso come coerenza alla norma e completezza della documentazione), per accertare l'adeguatezza del modello interno e la conformità ai requisiti normativi di riferimento, alle best practice e alle esigenze di business e presidio del rischio, che confluiscono nel documento di Parere Preventivo;
  • condivisione della documentazione di sviluppo e del Parere Preventivo con il Risk Officer che, in caso di valutazione positiva, procede a sottoporre la proposta di adozione del modello interno al Comitato Risk Management per successiva delibera in Comitato Esecutivo, e al Comitato Rischi per successiva delibera in Consiglio di Amministrazione.

Per le metriche, il processo di adozione segue il seguente iter:

  • le attività dell'Ufficio VAL sono svolte ex-post in fase di misurazione del rischio modello;
  • la delibera in Consiglio di Amministrazione, previa condivisione con il Comitato Rischi avviene contestualmente alla delibera relativa alle declinazioni metodologiche adottate in ambito Risk Appetite Framework.

L'adozione del modello interno ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali regolamentari è subordinata all'autorizzazione da parte dell'Autorità di Vigilanza competente. A tal fine, il Gruppo procede pertanto alla predisposizione e al successivo inoltro dell'istanza autorizzativa all'Autorità competente secondo i criteri previsti dalla normativa di riferimento, utilizzando la seguente documentazione a supporto:

  • descrizione del portafoglio, perimetro di applicazione, impatti sui fondi propri, piano di roll-out;
  • struttura organizzativa e governance;
  • documentazione di dettaglio sulle definizioni di perdita e di default, processo di assegnazione del rating, classificazione per classe di esposizione, infrastruttura IT, processo di data quality, processo di produzione e manutenzione della documentazione interna;
  • descrizione del model design e dei dati impiegati;
  • utilizzo del modello;
  • framework e report di validazione;
  • report di Audit;
  • glossario;
  • presentazioni a supporto degli accessi ispettivi dell'Autorità di Vigilanza.

La documentazione è condivisa con il Comitato Rischi e trasmessa al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo per approvazione, e al Consiglio di Amministrazione delle Società del Gruppo interessate per informativa. Allo scopo di tenere aggiornato il senior management del Gruppo, l'istanza è condivisa in via preventiva con il Comitato Risk Management.

Per quanto riguarda specificatamente il processo di application, l'Autorità di Vigilanza verifica la completezza e l'adeguatezza del pacchetto inviato e comunica via lettera o mail gli esiti dei controlli di completezza:

  • se positivi, si prosegue con la richiesta formale di application confermando il preapplication package, riportando eventuali modifiche al self-assessment questionnaire o alla documentazione a supporto nel cosiddetto change log file condiviso con il JST. L'application package è condiviso con il Comitato Rischi e trasmesso al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo per approvazione, e al Consiglio di Amministrazione delle Società del Gruppo interessate per informativa. Allo scopo di tenere aggiornato il senior management del Gruppo, l'application package è condiviso in via preventiva con il Comitato Risk Management;
  • se negativi, si procede a indirizzare i rilievi dell'Autorità di Vigilanza entro le scadenze stabilite dalla stessa e a ripetere le fasi del processo descritto in precedenza.

Ricevuta l'autorizzazione da parte dell'Autorità di Vigilanza, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo delibera l'adozione del modello a fini regolamentari, mentre il Consiglio di Amministrazione delle Società del Gruppo interessate ratificano l'adozione. Una volta concluso con esito positivo l'iter di approvazione del modello interno in fase di adozione, questo inizia ad essere effettivamente impiegato nell'ambito dei relativi processi interni, coerentemente con gli obiettivi di sviluppo definiti in fase di pianificazione.

In coerenza con le disposizioni normative di riferimento, il Gruppo si è dotato di un framework di monitoraggio periodico dei modelli interni adottati, al fine di:

  • valutare l'accuratezza delle stime di tutte le componenti rilevanti di rischio;
  • esprimere un giudizio in merito al regolare funzionamento, alla capacità predittiva e alla performance su base continuativa;
  • assicurare un adeguato presidio del rischio modello.

Le attività di monitoraggio e aggiornamento dei modelli prevedono, sia attività di ricalibrazione a cura della Funzione di Sviluppo competente con frequenza annuale, sia attività di monitoraggio e review che includono verifiche di natura quantitativa, sia verifiche di natura qualitativa, in considerazione del modello analizzato. La frequenza e la profondità delle attività di verifica è definita sulla base dei seguenti criteri:

  • esiti delle analisi di rischio modello, misurato sulla base di specifici driver:
  • o la materialità, misurata sulla base della tipologia di indicatori di Risk Appetite Framework (I e II livello);
  • o l'aging del modello, che ne valuta il rischio di obsolescenza;
  • o il rischio residuo, derivante dalla qualità dei dati in produzione e degli strumenti adottati, nonché dall'utilizzo del modello;
  • o il rischio metodologico, inteso come coerenza alla norma o alle prassi di mercato, e completezza della documentazione;
  • prescrizioni normative (frequenza almeno annuale per i modelli regolamentari);
  • esiti delle attività dei precedenti cicli di verifica della Funzione di Validazione.

In particolare, in merito alla profondità delle analisi, sono previste tre modalità di verifica:

  • Comprehensive Validation: VAL effettua l'intero set di test/controlli previsti in fase di convalida periodica, nel rispetto di eventuali prescrizioni normative (per i modelli regolamentari, test di rappresentatività, stabilità, accuratezza, performance e regolare funzionamento);
  • Standard Validation: VAL effettua l'attività di convalida on-going con una profondità inferiore rispetto alla casistica di comprehensive validation, fermo restando il rispetto dei requisiti normativi relativi alla frequenza minima e alla copertura delle attività di convalida sui modelli regolamentari;
  • Full Review: la Funzione di Sviluppo competente effettua un'analisi complessiva del modello, valutando le scelte di model design e di approccio metodologico, nonché una potenziale ridefinizione dei driver del modello. Parallelamente, VAL analizza le risultanze dell'attiva di Full Review condotta, fornendo pareri sulle conclusioni raggiunte e sulla necessità di eventuali analisi supplementari.

Gli esiti delle attività di misurazione del rischio modello condotte da VAL sono trasmesse con cadenza annuale al Comitato Risk Management. Laddove dalle verifiche condotte emergano criticità o aspetti suscettibili di miglioramento, VAL definisce, con le unità organizzative interessate, gli opportuni interventi e il piano di azione, inclusivo delle seguenti informazioni:

  • catalogo degli interventi;
  • classificazione della modifica;
  • declinazione delle fasi di definizione e sviluppo;
  • durata complessiva e scadenze intermedie;
  • responsabilità dei diversi uffici e/o funzioni coinvolte;
  • stima dell'effort necessario al completamento dell'intervento.

Prima del passaggio agli Organi aziendali, VAL esamina il piano in proposta verificandone l'adeguatezza anche in relazione alle criticità rilevate nell'ambito delle proprie attività. La proposta di piano annuale è condivisa con le funzioni aziendali coinvolte allo scopo di verificarne la fattibilità. Conclusa la fase di condivisione con le funzioni aziendali coinvolte, la proposta di piano annuale è presentata per approvazione al Risk Officer, che la condivide con il Comitato Rischi e successivamente la sottopone a delibera di approvazione del Consiglio di Amministrazione. VAL verifica con cadenza almeno trimestrale che le azioni pianificate per sanare i rilievi siano effettivamente poste in essere nelle modalità e nei tempi previsti. Il perimetro delle attività di monitoraggio relative agli interventi ai modelli interni comprende, oltre alle modifiche stabilite a seguito dell'attività di review, anche le modifiche richieste dall'Autorità di Vigilanza competente. Il report di monitoraggio è presentato al Comitato Rischi tramite il Tableau de Bord delle Funzioni Aziendali di Controllo con frequenza trimestrale. Si precisa come il monitoraggio trimestrale ricomprenda sia gli interventi definiti da VAL a valle delle proprie attività di verifica, sia le altre casistiche di interventi definiti sulla base di processi differenti dalla convalida iniziale o dalla convalida periodica (ad esempio, gli interventi identificati a valle delle verifiche della funzione di revisione interna). Il piano degli interventi e la relativa evoluzione sono storicizzati nell'ambito del processo di Data Governance.

Con particolare riferimento alle modifiche ai sistemi regolamentari dedicati alla misurazione del Rischio di Credito, occorre innanzitutto precisare come le norme interne del Gruppo descrivano esaustivamente tutte le tipologie di modifiche (sostanziali da autorizzazione preventiva, non sostanziali da notifica ex-ante e non sostanziali da notifica ex-post) e le relative modalità di classificazione, in maniera completamente allineata al Regolamento delegato UE 529/2014. Si riportano qui di seguito le fasi del processo di modifica, unitamente ai relativi ruoli e responsabilità. Sulla base degli esiti del processo di monitoraggio e/o di richieste da parte dell'Autorità di Vigilanza, la Funzione di Risk Management valuta la necessità di apportare opportune modifiche ai modelli interni. In particolare, le condizioni che possono comportare la necessità di modifiche ai modelli interni adottati sono riconducibili alle seguenti casistiche:

  • evoluzione della Normativa di riferimento;
  • esiti dell'attività di convalida periodica formalizzati dalla Funzione di Validazione (i.e. Ufficio VAL);

  • variazioni del perimetro di applicazione del modello conseguenti all'attuazione di decisioni strategiche deliberate dal CA;

  • necessità di aggiornamento della struttura e/o delle metodologie di stima relative al modello interno.

Il processo di identificazione, classificazione, implementazione e adozione delle modifiche ai modelli interni è composto dalle seguenti fasi:

  • il Risk Officer, con il supporto della Funzione di Risk Management, individua la necessità di apportare le modifiche necessarie;
  • la Funzione di Sviluppo responsabile del modello interno propone la classificazione preliminare delle modifiche sulla base di opportune analisi di materialità e tenendo in considerazione i requisiti normativi di riferimento;
  • successivamente, VAL, sulla base di analisi e valutazioni indipendenti, provvede a confermare la classificazione proposta dalla Funzione di Sviluppo competente o a definire una classificazione alternativa vincolante;
  • la classificazione definitiva stabilita da VAL determina tre differenti tipologie di processo:
  • o in caso di modifiche sostanziali ai modelli regolamentari, si applica l'intero processo di adozione, inclusivo della fase di predisposizione e inoltro dell'istanza di autorizzazione all'Autorità di Vigilanza, in considerazione del fatto che la modifica sostanziale è considerata equiparabile all'adozione di un nuovo modello AIRB;
  • o in caso di modifiche non sostanziali di maggiore materialità, la Funzione di Sviluppo procede a sviluppare e progressivamente ad adottare le modifiche ai modelli interessati, inviando flussi informativi periodici a VAL, per consentire l'esecuzione delle verifiche preliminari di competenza. L'iter di approvazione interno prevede la condivisione preventiva della modifica con il Comitato Risk Management, e la successiva trasmissione al Comitato Rischi per delibera del CA. La presente casistica di modifica ai modelli regolamentari prevede la notifica ex-ante all'Autorità di Vigilanza tramite specifico form (senza trasmissione dei cd. pre-application e application package). Nello specifico, il Risk Officer, con il supporto di VAL, procede alla compilazione dello specifico form fornito dall'Autorità di Vigilanza, inclusivo delle seguenti informazioni:
    • perimetro di applicazione della modifica;
    • descrizione della modifica/estensione del modello;
    • data di adozione della modifica;
    • impatto quantitativo a livello consolidato della modifica/estensione sugli importi delle esposizioni ponderati per il rischio o sui requisiti di fondi propri.

Prima della trasmissione all'Autorità di Vigilanza (da effettuare almeno 2 mesi prima dell'adozione), il form è condiviso con il Comitato Rischi e trasmesso al CA della Capogruppo per approvazione, e al CA delle Società del Gruppo interessate per informativa. Allo scopo di tenere aggiornato il senior management del Gruppo, il form è condiviso in via preventiva con il Comitato Risk Management;

  • o in caso di modifiche non sostanziali ai modelli regolamentari, la Funzione di Sviluppo procede a sviluppare e progressivamente ad adottare le modifiche ai modelli interessati. Successivamente, VAL procede ad analizzarle e riportarle nella relazione annuale relativa ai modelli interni, dando evidenza dei razionali di ciascuna modifica e delle eventuali conseguenze anche in termini di performance. Inoltre, l'iter di approvazione interno prevede la condivisione preventiva della modifica con il Comitato Risk Management, e la successiva trasmissione al Comitato Rischi per delibera del CA. Il Risk Officer, con il supporto di VAL, procede alla compilazione dello specifico form, in quanto la presente casistica di modifica prevede la notifica ex-post all'Autorità di Vigilanza (senza trasmissione dei cd. preapplication e application package). Il form include le seguenti informazioni:
  • perimetro di applicazione della modifica;
  • descrizione della modifica/estensione del modello;
  • data di adozione della modifica.

Prima della trasmissione all'Autorità di Vigilanza, da effettuare con cadenza almeno annuale, e comunque non oltre il mese di gennaio dell'anno successivo all'adozione, il form è condiviso con il Comitato Rischi e trasmesso al CA della Capogruppo per approvazione, e al CA delle Società del Gruppo interessate per informativa. Allo scopo di tenere aggiornato il senior management del Gruppo, il form è condiviso in via preventiva con il Comitato Risk Management.

  • In coerenza con la normativa di riferimento, Regolamento Delegato UE 529/2014, si prevede:
  • o in caso il Gruppo non intenda adottare una modifica già autorizzata dall'Autorità di Vigilanza competente a partire dalla data indicata nella nuova autorizzazione, occorre richiedere al più presto un'ulteriore autorizzazione alla medesima Autorità di Vigilanza;
  • o se l'attuazione di una modifica autorizzata dall'Autorità di Vigilanza competente è posticipata come da punto precedente, è necessario notificare il ritardo alla stessa, e presentare un piano di pronta attuazione dell'estensione o modifica autorizzata, la cui tempistica dev'essere concordata con l'Autorità di Vigilanza competente;
  • o laddove la modifica rientri nella categoria soggetta a notifica preventiva all'Autorità di Vigilanza competente (modifiche non sostanziali con notifica exante), in caso di decisione di non adozione dell'estensione o modifica successiva rispetto alla notifica (ex-ante), occorre comunicare al più presto tale decisione all'Autorità di Vigilanza competente.
  • per i soli interventi per i quali l'Autorità di Vigilanza competente abbia esplicitamente richiesto un'apposita comunicazione, il Risk Officer, di concerto con VAL, previa verifica dell'adeguatezza delle modifiche sviluppate e della relativa corretta adozione, presenta agli Organi aziendali competenti la proposta di deliberazione sulla chiusura degli interventi esaminati.

Le responsabilità, i processi decisionali e i flussi informativi relativi ai vari organi societari e al senior management, identificato con il Comitato Risk Management, per quanto riguarda i modelli regolamentari AIRB, sono normati nel Regolamento di Gruppo Risk Management, con particolare riferimento all'Allegato 1 - Adozione, gestione e modifica dei modelli interni.

Nell'ambito del processo di adozione dei modelli regolamentari:

  • Il Comitato Risk Management, Il Comitato Esecutivo, il Comitato Rischi e il consiglio di Amministrazione ricevono, per valutazione ed approvazione, il roll-out plan redatto o aggiornato dal Risk Officer, con il supporto della Funzione di Risk Management;
  • I medesimi organi ricevono, sempre dal Risk Officer, la proposta di adozione del nuovo modello regolamentare, unitamente a tutta la documentazione relativa, comprensiva tra gli altri del parere di prima validazione della Funzione di Validazione, del parere della Funzione di Internal Audit, delle Schede Modello redatte dalla Funzione di Sviluppo e dei pre-application e application package (inclusivi dei cd. pre-application form e self assessment questionnaire);

Nell'ambito del processo di monitoraggio dei modelli regolamentari:

  • Il Comitato Risk Management riceve ed esamina con cadenza almeno annuale le risultanze delle analisi di rischio modello condotte dalla Funzione di Validazione;
  • Il Comitato Rischi e il Consiglio di Amministrazione ricevono per approvazione dal Risk Officer, supportato dalla Funzione di Validazione, le risultanze delle attività di convalida periodica, unitamente al piano di remediation definito relativamente alle eventuali criticità riscontrate;
  • Il Comitato Rischi riceve, nell'ambito del cd. Tableu de Bord, il monitoraggio trimestrale degli interventi definiti al punto di cui sopra, comprensivi non solo delle azioni definite dalla Funzione di Validazione, ma anche di quelle individuate e condivise dalle altre funzioni di controllo aziendali, con particolare riferimento all'Internal Audit.

Nell'ambito del processo di modifica dei modelli regolamentari:

In caso di modifiche sostanziali sottoposte ad autorizzazione preventiva, la documentazione e le relazioni ricevute dai vari organi aziendali e dal senior management sono le medesime già descritte per il processo di adozione di un nuovo modello regolamentare;

In caso di modifiche non sostanziali sottoposte a notifica ex-ante o ex-post, il Comitato Risk Management, il Comitato Rischi e il Consiglio di Amministrazione ricevono, per verifica e successiva approvazione, i form specifici BCE dedicati alle comunicazioni di notifiche non materiali.

Per quanto riguarda i contenuti dei principali documenti trasmessi al senior management e agli organi aziendali per approvazione:

  • Le Schede Modello contengono una descrizione approfondita del perimetro di applicazione del modello, dei dati impiegati a fini di sviluppo, delle scelte di segmentazione, dell'approccio di model design, del rispetto dei requisiti normativi di riferimento, dei test e delle performance dei modelli e infine dei risultati ottenuti in termini di parametri di rischio;
  • I report di prima validazione e di validazione periodica contengono l'elenco dei test effettuati su ciascun modello unitamente alla relativa tipologia, il risultato ottenuto su ciascun test, la traduzione dello stesso in un giudizio sintetico, un giudizio complessivo su ciascuna area di indagine impiegata (model design, model performance, backtesting, ecc.), il giudizio finale formulato per ciascun modello nel suo complesso, le eventuali carenze individuate e le potenziali azioni correttive individuate.

L'attuale impianto regolamentare AIRB prevede l'impiego dei seguenti 11 modelli:

  • PD Corporate, applicato a tutte le controparti rientranti nella Funzione Regolamentare Corporate, al fine di assegnare una classe di rating, unitamente al parametro PD associato alla stessa. Lo sviluppo del modello prevede l'impiego di un dataset contenente l'elenco di tutte le controparti bonis Corporate rilevate a tutte le date di osservazione (fine mese) incluse nella serie storica dicembre 2011 - dicembre 2019, con indicazione sia del valore di score Per*Fido assegnato a quella dat, sia dell'informazione relativa ad un eventuale passaggio a default nei 12 mesi successivi alla data di osservazione. Tramite regressione logistica sui dati storici di passaggio a default, ciascuno dei punti di score ammessi (valori tra 0 e 1) è trasformato in una PD teorica. Successivamente, tali PD teoriche sono impiegate come input ad un algoritmo di cluster analysis, finalizzato ad individuare un certo numero di classi di rating (tramite definizione di cut-off sui punteggi score) considerate statisticamente significative in termini di differenze di rischio di default atteso. Infine, una volta stabilite tali classi, la PD associata è calcolata semplicemente come tasso di default di lungo periodo osservato sulle controparti ricomprese in quella classe per tutte le rilevazioni mensili considerate. Chiaramente tale approccio di stima, basato sulla quantificazione di PD completamente equivalenti ai tassi di default storici, comporta un perfetta coincidenza dei parametri con i tassi di passaggio a default osservati nei vari periodi di riferimento;
  • PD Retail Imprese, applicato a tutte le controparti rientranti nella Funzione Regolamentare Retail e valutate con i percorsi Per*Fido 2 - Microattività/Agricoltori o 3 - Microimprese, al fine di assegnare una classe di rating, unitamente al parametro PD associato alla stessa. Per quanto riguarda lo sviluppo del modello e i dati impiegati, l'approccio impiegato è il medesimo descritto per il modello di PD Corporate;
  • PD Retail Privati, applicato a tutte le controparti rientranti nella Funzione Regolamentare Retail e valutate con i percorsi Per*Fido 1 - Privati Mutui o 1 - Privati Altro, al fine di assegnare una classe di rating, unitamente al parametro PD associato alla stessa. Per quanto riguarda lo sviluppo del modello e i dati impiegati, l'approccio impiegato è il medesimo descritto per il modello di PD Corporate;
  • PD Retail Pool di Prodotto, applicato a tutte le controparti rientranti nella Funzione Regolamentare Retail non valutate con uno dei percorsi Per*Fido, al fine di assegnare una classe di rating, unitamente al parametro PD associato alla stessa. In questo caso, lo sviluppo del modello si basa semplicemente sull'individuazione di classi di rischiosità distinte per prodotto in base all'analisi dei tassi di default storici. I dati impiegati sono i medesimi dei modelli PD già descritti, l'unica differenza è rappresentata dall'assenza della variabile score, sostituita da una serie di caratteristiche della posizione. In questo modo, vengono selezionati una serie di risk driver in grado di identificare classi statisticamente diverse in termini di rischiosità, al pari di quanto fatto per i modelli PD basati sullo score Per*Fido. Una volta definite le classi di rating, anche in questo caso le PD associate equivalgono al tasso di default storico di lungo periodo osservato;
  • LGD Bonis Credito Emiliano, applicato a tutte le esposizioni in Bonis facenti capo a clientela performing Corporate e Retail di Credito Emiliano. Il modello, sviluppato

tramite un approccio per componenti, prevede la stima sia di un valore di LGD Sofferenza bonis sia di valori di danger rate, DeltaQ e LGDSeS (i.e. probabilità di migrazione a sofferenza di una controparte performing), che moltiplicati fra loro restituiscono il valore di LGD atteso su posizioni in bonis. Si precisa come le stime includano l'impatto dei Costi Indiretti e dell'effetto Downturn. Lo sviluppo del modello si basa, per la componente sofferenza, sull'impiego di una base dati all'interno della quale sono presenti tutte le posizioni passate a sofferenza dal 2001 alla data di riferimento, ovvero dicembre 2019. Per ciascuna osservazione è presente l'informazione sulla data di ingresso a sofferenza, la relativa esposizione e il tasso di LGD economica osservato, ovvero la perdita calcolata impiegando tutti i flussi di cassa osservati e scontati fino alla data di ingresso a sofferenza, pari al complemento a uno del rapporto tra i flussi di incasso netti dei costi e l'esposizione soggetta a recupero, in base al cd. approccio workout. Su tale campione vengono testati tramite analisi regressiva univariata e multivariata relativi alle caratteristiche della controparte e dell'operazione riferite allo stato di performing, in modo da pervenire ad un'equazione multivariata che restituisca un tasso di LGD Sofferenza in base ai valori assunti dai risk driver selezionati come statisticamente rilevanti. A questi ultimi sono stati applicati specifici correttivi per tenere conto delle posizioni ancora aperte in stato di sofferenza e della previsione di recupero ipotizzabile su di loro a partire da quanto osservato nello storico. Infine è previsto un ulteriore fattore di correzione derivatnte dall'applicazione dell'Art. 500 della CRR che permette di modelizzare distintamente le perdite provenienti da "massive disposal" avvenute nell'orizzonte temporale tra 23 novembre 2016, ma non oltre il 28 giugno 2022. Per quanto riguarda le componenti relative al pre-contenzioso, le base dati comprendono tutti gli ingressi a default ricompresi nella serie storica utilizzata (dicembre 2011- dicembre 2019), con il dettaglio del tipo di controparte, lo stato di primo ingresso a default, il taglio dell'esposizione, la tipologia di prodotto e le informazioni circa margini e accordato per la controparte con l'eventuale segnale di classificazione finale allo stato di sofferenza. Si precisa come il dataset di stima comprenda esclusivamente i cicli di default ritenuti chiusi, ovvero quelli direttamente classificati a sofferenza oppure classificati in un primo momento in uno stato di precontenzioso (past due e inadempienza probabile) e successivamente ritornati in bonis o passati a sofferenza. Con un simile set di osservazioni coerente con quello utilizzato per stima dei parametric PD e CCF, tramite approccio basato sui dati medi storici di lungo periodovengono calcolat:

  • o le probabilità di una controparte bonis di essere classificata a sofferenza dato l'evento generico di classificazione a default;
  • o la variazione media di esposizioni tra l'ingeresso a default e il passaggio a Sofferenza
  • o la Perdita media per le posizioni che si chiudono a stralcio senza migrare a Sofferenza o rientrano in bonis.
  • ELBE Defaulted Assets Credito Emiliano; applicato a tutte le esposizioni in Default facenti capo a clientela non performing Corporate e Retail di Credito Emiliano. Il modello, sviluppato tramite un approccio per componenti, prevede la stima sia di un valore di ELBE Sofferenza sia di valori correttivi nelle component di Danger Rate migrazioni e DeltaQ (i.e. probabilità di migrazione a sofferenza di una controparte past due o inadempienza probabile e variazioni di esposizione registrati tra l'ingresso a default e il passaggio a sofferenza), che moltiplicati fra loro restituiscono il valore di ELBE atteso su posizioni in past due e inadempienza probabile. Per quanto riguarda le posizioni in stato di sofferenza, si applica semplicemente il valore i ELBE stimato senza l'impiego della componente danger rate, essendo la posizione già classificata nel suo stato terminale. Si precisa come le stime non includano l'impatto dei Costi Indiretti e dell'effetto Downturn. Per quanto riguarda lo sviluppo del modello, l'approccio è del tutto simile rispetto a quanto visto per il modello performing, fatta eccezione per l'introduzione tra i risk driver della componente sofferenza delle variabili relative al vintage della posizione, alla tipologia di processo di recupero attivata e alla presenza o meno di garanzie. Anche per i fattori correttivi per il precontenzioso l'approccio è esattamente il medesimo, semplicemente i driver di definizione dei paramentrisono rilevati al passaggio a default e non 12 mesi prima come per gli analoghi fattori per le esposizioni performing;

  • LGD Defaulted Assets Credito Emiliano, applicato a tutte le esposizioni in Default facenti capo a clientela non performing Corporate e Retail di Credito Emiliano. L'approccio risulta il medesimo già visto per l'ELBE, tuttavia, nel caso della LGD Defaulted Assets, semplicemente ai valori di ELBE Sofferenza stimati con approccio Workout e modello regressivo vengono sommati i Costi Indiretti, MoC specifici (Margin of Conservativism) e la componente di Downturn, al fine di inglobare nelle stime una componente di perdita inattesa;

  • LGD Bonis Credemleasing, applicato a tutte le esposizioni in Bonis facenti capo a clientela performing Corporate e Retail di Credemleasing. Il modello, sviluppato tramite un approccio per componenti, prevede la stima sia di un valore di LGD Sofferenza bonis sia dai fattori correttivi, che moltiplicati fra loro restituiscono il valore di LGD atteso su posizioni in bonis. Si precisa come le stime includano l'impatto dei Costi Indiretti e dell'effetto Downturn. L'approccio di sviluppo ricalca esattamente quanto già visto per il modello di Credito Emiliano, fatta eccezione per la profondità storica che arriva fino al 2001 e per i risk driver analizzati e impiegati, in questo caso tipici dell'operatività di prodotti leasing. Infine, si tenga presente che la stima della componente Danger Rate Migrazioni è svolta in maniera aggregate per le controparti delle due entità mentre il resto dei modelli disingue tra Credito Emiliano e Credemleasing;
  • ELBE Defaulted Assets Credemleasing; applicato a tutte le esposizioni in Default facenti capo a clientela non performing Corporate e Retail di Credito Leasing. Il modello, sviluppato tramite un approccio per componenti, prevede la stima sia di un valore di ELBE Sofferenza sia dei fattori correttivi, che moltiplicati fra loro restituiscono il valore di ELBE atteso su posizioni in past due e inadempienza probabile. Per quanto riguarda le posizioni in stato di sofferenza, si applica semplicemente il valore i ELBE stimato senza l'impiego della componente danger rate, essendo la posizione già classificata nel suo stato terminale. Si precisa come le stime non includano l'impatto dei Costi Indiretti e dell'effetto Downturn L'approccio di sviluppo ricalca esattamente quanto già visto per il modello di Credito Emiliano, fatta eccezione per la profondità storica che arriva fino al 2001 e per i risk driver analizzati e impiegati, in questo caso tipici dell'operatività di prodotti leasing. Anche per questa componente la stima della componente Danger Rate Migrazioni è svolta in maniera aggregate per le controparti delle due entità mentre il resto dei modelli disingue tra Credito Emiliano e Credemleasing;
  • LGD Defaulted Assets Credemleasing, applicato a tutte le esposizioni in Default facenti capo a clientela non performing Corporate e Retail di Credito Emiliano. L'approccio risulta il medesimo già visto per l'ELBE, tuttavia, nel caso della LGD Defaulted Assets, semplicemente ai valori di ELBE Sofferenza stimati con approccio Workout e modello regressivo vengono sommati i Costi Indiretti, Moc (Margin of Conservativism) e la componente di Downturn, al fine di inglobare nelle stime una componente di perdita inattesa;
  • EAD Cassa Credito Emiliano e Credemleasing, applicato a tutte le esposizioni per cassa rateali performing e non facenti capo a clientela performing Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing. Il modello a seconda della tipologia di rapporto (performing o no, rateale o no) prevede la stima di valori rispettivamente:
  • o di CCF che, applicati al margine disponibile delle linee di cassa, restituiscono il valore atteso di esposizione che verrà tirata fino all'evento di default, e che a sua volta sommata con l'esposizione effettivamente utilizzata alla data genererà la EAD complessiva soggetta al rischio di credito;
  • o Parallelamente, per tutte le casistiche caratterizzate da immaterialità, assenza di margine disponibile, o per le esposizioni non–performing si prevede che venga impiegato il cd. Fattore K, che applicato all'utilizzo alla data genera l'EAD complessiva soggetto al rischio di credito.

Al pari dei modello LGD, il dataset contiene tutti le posizioni migrate a default in un dato orizzonte temporale (i.e. stesso perimetro di default osservato nel modello PD), e per ognuna delle quali sono presenti sia le caratteristiche oggetto di studio (i.e. risk driver) del modello, sia il valore di CCF/K storico effettivamente osservato, ovvero il rapporto tra il delta espositivo osservato nei 12 mesi prima del default e il margine disponibile all'inizio di tale periodo di osservazione. L'approccio di sviluppo prevede l'individuazione di una serie di risk driver rilevanti tramite analisi univariata, e successivamente la stima dei parametri associati a ciascuna cella della griglia così ottenuta tramite un approccio a media di cella (media semplice di tutti i valori osservati storicamente).

Per quanto riguarda le modalità di validazione, la Funzione di Validazione (Ufficio VAL) è responsabili di sottoporre inizialmente i modelli AIRB a una prima validazione omnicomprensiva, e successivamente con cadenza almeno annuale ad una revisione delle stime, tanto più profonda e frequente in virtù delle eventuali anomalie riscontrate nei precedenti monitoraggi. In particolare, la review peripodica delle stime è regolata dal Framework di Validazione, un documento ufficiale di taglio operativo che per ciascuno dei modelli descritti indica:

  • Il set intero di controlli quantitativi e qualitativi da effettuare (e.g. model design, model performance, backtesting, stabilità stime, benchmarking, ecc.);
  • Le metriche di valutazione da adottare (e.g. test statistici quali il test binomiale per la PD e l'area ROC per i modelli LGD ed EAD);
  • I risultati di ciascun controllo in base ai valori quantitativi e qualitativi ottenuti;
  • Le azioni di rimedio automatiche da attivare in base ai risultati di cui al punto sopra;
  • Le modalità per pervenire ad un giudizio di sintesi del modello in base ai risultati ottenuti sulle singole metriche, che come illustrato determinerà la frequenza e l'intensità dei successivi monitoraggi.

Per l'applicazione dell'intero processo di validazione, e in particolare del suddetto framework, VAL si avvale di basi dati dedicate, simili per struttura a quelle già descritte per lo sviluppo dei modelli, ma eventualmente arricchite in termini di informazioni e/o profondità storica, e comunque sempre idonee a consentire lo svolgimento dell'intero set di controlli e verifiche definito.

Utilizzo dei modelli interni regolamentari

Il sistema interno di rating in uso presso il Gruppo Credem produce misure di rischiosità dei prenditori che sono utilizzate sia all'interno del processo del credito sia per finalità differenti. Di seguito si illustrano i principali processi in cui trovano utilizzo le misure di rischio prodotte dal sistema di rating interno.

Erogazione e revisione del credito: l'attività di valutazione ed erogazione del credito di Credem Banca verso la clientela assume, come presupposto tecnico, il giudizio di sintesi della rischiosità della controparte, rappresentato dal rating. Nell'attribuzione del rating, la banca deve valutare il grado di rischio in un arco temporale di almeno 18 mesi, tenendo conto della vulnerabilità della controparte a condizioni economiche avverse o ad eventi inattesi. L'autonomia di delibera degli affidamenti rappresenta la delega in materia di credito che il Consiglio di Amministrazione attribuisce agli organi delegati e/o soggetti che ricoprono specifici ruoli oppure "ad personam" a singoli soggetti. In Credem Banca, le autonomie di delibera per gli affidamenti delle posizioni in bonis vengono determinate in base al valore dell'accordato ponderato. L'accordato ponderato quantifica l'ammontare di rischio di credito associato alla posizione, determinato dall'accordato nominale (somma degli affidamenti proposti sulle singole linee), ponderato per gli elementi di rischio delle linee di credito (linea di credito, durata residua e garanzie) e del cliente (rating, settore economico e area territoriale). Si evidenzia, altresì, che il processo di revisione periodica delle posizioni che rientrano nella Funzione Regolamentare Retail, presenta timing differenti in funzione della classe di rating di appartenenza.

Monitoraggio andamentale del credito: l'ufficio Controllo Crediti svolge attività di controllo e monitoraggio sull'area credito al fine di garantire la corretta individuazione dei rapporti caratterizzati da anomalie andamentali. Tale attività avviene anche ricorrendo alle misure di rischio prodotte dal modello interno di rating. In particolare, l'Ufficio Controllo Crediti è responsabile dell'individuazione delle posizioni a rischio, caratterizzate da anomalie o da rating problematici/in deterioramento, della formalizzazione di adeguati interventi indirizzati alla Rete per la regolarizzazione delle posizioni segnalate, del monitoraggio delle posizioni oggetto di intervento fino all'avvenuta sistemazione ("gestione dei sospesi") e dell'eventuale coinvolgimento del Direttore di Filiale, della Funzione Regolamentare Corporate e Retail e del Servizio Crediti per la rimozione ed il presidio delle anomalie non evase dalla rete. Inoltre, l'ufficio Controllo Crediti effettua controlli massivi, con frequenza trimestrale, dell'analisi dinamica del portafoglio per classi di rating al fine di prevenire l'eventuale degrado della posizione rispetto all'ultimo rating deliberato segnalando alla Rete i degradi rilevanti per l'eventuale revisione del rating e/o del fido.

Provisioning: a partire dalla relazione semestrale approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 22 luglio 2010, coerentemente con quanto disposto dai principi contabili internazionali IAS/IFRS, si è scelto di adottare i parametri di rischio (PD ed LGD) stimati internamente dal sistema di rating, per la determinazione degli accantonamenti derivanti da svalutazioni collettive delle attività finanziarie in bonis. Successivamente i parametri di rischio sono stati ulteriormente evoluti per tenere in considerazione le peculiarità richieste dal principio contabile IFRS9 a partire da dicembre 2017. La valutazione avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito e le relative percentuali di perdita sono stimate tenendo conto di serie storiche, fondate su elementi osservabili alla data della valutazione, che consentano di stimare il valore della perdita latente in ciascuna categoria di crediti. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, è associata una "probabilità di inadempienza" assegnata sulla base del rating interno del cliente ed una "perdita in caso di inadempienza" commisurata all'ammontare dell'esposizione, alla forma tecnica del finanziamento e alla tipologia di garanzia. Inoltre, i parametri di rischio (PD e LGD) stimati internamente dal sistema di rating sono stati adottati per la stima degli accantonamenti derivanti da svalutazioni analitiche, di tipo forfettario, previste per le posizioni classificate come Past Due.

Misurazione delle performance del credito ed allocazione del capitale: in ottica Risk Appetite Framework (RAF), il Gruppo Credem utilizza come Massimo Rischio Assumibile o Risk Capacity, il patrimonio di Vigilanza di Gruppo (Fondi Propri), o parte di esso in presenza di vincoli imposti dall'Assemblea degli Azionisti o dall'Autorità di Vigilanza. Il processo di determinazione del RAF si attiva contestualmente al processo per la determinazione del budget di Gruppo. Al fine di assicurare la formalizzazione della Risk Capacity che il Gruppo è disposto ad accettare nel perseguimento dei propri obiettivi di business, gli obiettivi di rischio/rendimento vengono formalmente assegnati alle singole Società ritenute rilevanti e, ove necessario, alla Business Unit. Nella fase di Pianificazione Preliminare del processo di RAF, il Comitato Pianificazione strategica, con il supporto tecnico dell'ufficio Pianificazione e Capital Management, ha il ruolo di:

  • proporre al CA le linee guida a medio/lungo termine per la determinazione del Piano Strategico e/o del Budget del Gruppo e, su proposta della funzione di Risk Management, la revisione/conferma dell'insieme di indicatori di Risk Appetite e delle relative metriche di calcolo su cui strutturare il RAF;
  • definire, sulla base delle linee guida, il relativo Business Plan, con l'obiettivo di elaborare una stima preliminare dei risultati economico/finanziari, espressi tramite i parametri reddituali e i valori obiettivo dei principali indicatori relativi ai rischi patrimoniali, di liquidità e di leverage.

Trimestralmente il rischio effettivamente assunto è sottoposto a prove di stress al fine di verificare che siano rispettate le soglie di tolleranza alle singole tipologie di rischio. Per la quantificazione dell'impatto a scenari di stress, vengono applicati parametri di rischio particolarmente penalizzanti alle esposizioni in essere e proiettati sull'orizzonte temporale previsto, in coerenza con quanto svolto in sede ICAAP. È compito della funzione Risk Management verificare la bontà delle metriche utilizzate sottoponendo a backtesting i modelli di stima del rischio, e riportarne nel RAF gli esiti, segnalando eventuali carenze ed evidenziando eventuali necessità di sviluppo di nuove metodologie. Il quadro di riferimento per la determinazione della propensione al rischio utilizza metodologie di stima coerenti con quelle approvate in sede di verifica dell'adeguatezza patrimoniale (processo ICAAP), nel rispetto dei diversi obiettivi.

Sistema premiante: in particolare, il sistema premiante, definito per misurare i diversi livelli di performance, prevede indicatori di rischio-rendimento (Risk Adjusted Return On Risk Adjusted Capital - RARORAC), basati sulla stima interna delle PD, e indicatori di crescita del business (raccolta e impieghi). La struttura organizzativa adibita alla delibera dei rating non possiede obiettivi e non riceve incentivi o premi in connessione al business creditizio. Il sistema premiante delle Business Unit Commerciali prevede indicatori di rischio/rendimento basati sui parametri interni.

Pricing: la normativa interna prevede che nella determinazione delle condizioni da applicare alla clientela, per la quale è prevista l'assegnazione del rating di controparte, sia necessario verificare la congruità del prezzo proposto con il rating creditizio assegnato alla stessa avvalendosi di un apposito supporto di simulazione per la valutazione del profilo di rischiorendimento (RARORAC) e del capitale gestionale assorbito.

Per quanto riguarda il processo di reporting direzionale relativo all'utilizzo delle misure di rischio prodotte dal modello di rating, le principali informative sono prodotte per il Comitato Crediti di Gruppo e per il Comitato Consiliare Rischi di Gruppo. Il Comitato Crediti di Gruppo ha l'obiettivo di supportare la Capogruppo in materia di gestione dei c.d. Grandi Rischi. A questo scopo effettua un monitoraggio periodico dei grandi rischi assunti, per singola controparte, mediante un'attività di raccordo tra le strutture organizzative e i sistemi informativi su tutte le attività dell'area credito poste in essere dalle diverse unità che compongono il Gruppo. L'attività del Comitato è supportata dall'ufficio Credit Strategy che svolge la funzione di segreteria tecnica del Comitato stesso con particolare riguardo ai seguenti aspetti della tematica considerata:

  • analisi periodica del rischio di credito a livello consolidato;
  • analisi di norme inerenti l'assunzione del rischio di credito;
  • elaborazione e manutenzione della matrice contenente le soglie di massima esposizione per singola controparte del gruppo Credem.

Il Comitato è composto da membri nominati dal Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo. Con particolare riferimento ai compiti in materia di gestione e controllo dei rischi, il Comitato Consiliare Rischi di Gruppo svolge le seguenti funzioni di supporto:

  • svolge l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa definire e approvare il Risk Appetite Framework (cd. RAF, con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza);
  • monitora l'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di risk appetite e alle soglie di tolleranza relativamente a tutti gli indicatori previsti nel RAF di Gruppo;
  • formula strategie per la gestione dei rischi;
  • esprime parere sulle proposte del CE relative alle metodologie di misurazione, controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno;
  • recepisce le valutazioni relative all'analisi di rilevanza e analizza qualsiasi nuovo rischio dovesse emergere;
  • valuta le politiche e i processi di valutazione delle attività aziendali (ad es. fair value policy e linee guida e criteri per la svalutazione dei crediti) verificando che il prezzo e le condizioni delle operazioni con la clientela siano coerenti con il modello di business e le strategie in materia di rischi.

Informativa quantitativa

Si espongono nel seguito le informazioni quantitative per i portafogli assoggettati ai modelli interni.

Modello EU CR6 – Metodo IRB: esposizioni al rischio di credito per classe di esposizioni e intervallo di PD

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9

Modello EU CR7 – Metodo IRB: effetto sugli importi delle esposizioni ponderati per il rischio dei derivati su crediti utilizzati nell'ambito delle tecniche di CRM

Importo dell'esposizione
ponderato per il rischio prima
dei derivati su crediti
Importo effettivo
dell'esposizione ponderato per
il rischio
a b
1 Esposizioni in base al F-IRB - -
2 Amministrazioni centrali e banche centrali - -
3 Enti - -
4 Imprese - -
4.1 di cui imprese – PMI - -
4.2 di cui imprese – finanziamenti specializzati - -
5 Esposizioni in base all'A-IRB 9.339.411 9.339.411
6 Amministrazioni centrali e banche centrali - -
7 Enti - -
8 Imprese 5.436.306 5.436.306
8.1 di cui imprese – PMI 2.479.714 2.479.714
8.2 di cui imprese – finanziamenti specializzati - -
9 Al dettaglio 3.903.104 3.903.104
9.1 di cui al dettaglio – PMI, garantite da beni immobili 197.589 197.589
9.2 di cui al dettaglio – non PMI, garantite da beni immobili 2.142.647 2.142.647
9.3 di cui al dettaglio – rotative qualificate 104.364 104.364
9.4 di cui al dettaglio – PMI, altre 481.524 481.524
9.5 di cui al dettaglio – non PMI, altre 976.980 976.980
10 TOTALE (comprese le esposizioni in base al F-IRB e le
esposizioni in base all'A-IRB)
9.339.411 9.339.411
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1

Modello EU CR8: prospetto degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di credito in base al metodo IRB

Importo dell'esposizione
ponderato per il rischio
a
1 Importo dell'esposizione ponderato per il rischio al termine del precedente periodo di
riferimento
9.274.737
2 Dimensioni delle attività (+/-) 230.022
3 Qualità delle attività (+/-) (104.161)
4 Aggiornamenti del modello (+/-) -
5 Metodologia e politica (+/-) -
6 Acquisizioni e dismissioni (+/-) (63.085)
7 Oscillazioni del cambio (+/-) 1.897
8 Altro (+/-) -
9 Importo dell'esposizione ponderato per il rischio al termine del periodo di riferimento 9.339.411

Modello EU CR10.5 - Esposizioni in strumenti di capitale in base al metodo della ponderazione semplice

Esposizioni in strumenti di capitale in base al metodo della ponderazione semplice
Categorie Esposizioni
in bilancio
Esposizioni
fuori
bilancio
Fattore di
ponderazione
del rischio
Valore
dell'esposizione
Importo
dell'esposizione
ponderato per
il rischio
Importo
delle
perdite
attese
a b c d e f
Esposizioni in strumenti di
private equity
- - 190% - - -
Esposizioni in strumenti di
capitale negoziati in mercati
47.761 - 290%
47.761
138.508 382
Altre esposizioni in strumenti di
capitale
231.009 - 231.009 854.732 5.544
Totale 278.770 - 278.770 993.240 5.926

8. TECNICHE DI ATTENUAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO

I collateral e le garanzie rivestono particolare rilevanza nelle strategie creditizie del Gruppo Credem in quanto consentono la mitigazione nel complessivo ciclo di vita del credito, pur mantenendo un carattere accessorio nel processo di valutazione e concessione del credito dove l'elemento fondante è la valutazione della capacità di rimborso del debitore. In tal senso l'acquisizione delle stesse, comporta un'approfondita attività valutativa sia in fase di acquisizione sia di monitoraggio e gestione.

Per i collateral immobiliari sono definiti, conformemente ad i requisiti normativi, i principi generali che consentono un sano e prudente processo di valutazione degli immobili oggetto dei collateral:

  • Indipendenza della valutazione tramite l'utilizzo di periti esterni indipendenti dal processo di erogazione del credito.
  • Conformità e congruità della valutazione, adeguata alla complessità dell'operazione, alla sua dimensione, alla tipologia dell'immobile per l'individuazione del valore di mercato su cui viene calcolato l'indicatore di loan to value.
  • Un robusto sistema di controlli, conforme ai requisiti normativi, a presidio del processo di valutazione.

Vista l'importanza del comparto mutui nel portafoglio complessivo e in ottica di adeguamento alle Disposizioni di Vigilanza è stato messo a punto un processo di monitoraggio periodico del valore degli immobili oggetto di ipoteca al fine di una corretta valutazione del grado di copertura dei collateral.

All'interno del "Regolamento per l'assunzione dei rischi di credito verso la clientela" è codificata la ponderazione da applicare alle diverse operazioni ipotecarie in base alla natura dell'immobile. Il Comitato di Credit Strategy, inoltre, propone periodicamente le linee guida di indirizzo in termini di Loan To Value media del portafoglio e delle nuove erogazioni. In particolare, proprio per la natura di intervento a medio termine, i mutui ipotecari prevedono percentuali di iscrizione della garanzia diversificate a seconda della tipologia del finanziamento.

Per quanto riguarda le garanzie reali su valori mobiliari sono previsti scarti cauzionali da applicare a seconda della tipologia del prodotto acquisito in garanzia e dell'eventuale rating dell'emittente. È inoltre previsto il monitoraggio costante dei valori mobiliari a garanzia e la valorizzazione ai fini di Credit Risk Mitigation.

In riferimento alle garanzie fidejussorie, osserviamo che la loro valorizzazione viene sempre effettuata sulla base di una valutazione prudenziale del patrimonio responsabile dei garanti.

Relativamente alle garanzie pubbliche, il Gruppo Credem adotta specifiche procedure volte a rispettare le modalità operative richieste dai dettami normativi emanati dallo Stato o dagli enti emittenti tali garanzie.

Nell'ambito del calcolo ECL le garanzie statali erogate come risposta straordinaria di sostegno all'economia reale nel contesto dell'emergenza sanitaria in corso sono considerate analogamente alle altre garanzie statali presenti in portafoglio. Non sono previsti trattamenti ad hoc, le garanzie contribuiscono a mitigare l'ECL sui rapporti a cui sono associate tramite principio di sostituzione: la quota coperta da esse viene, quindi, associata al livello di rischio dell'emittente (in questo caso lo stato italiano, con rating DBRS BBBH) invece che a quello della controparte.

Non sono presenti derivati su crediti.

Informativa quantitativa

Modello EU CR3 – Tecniche di CRM - Quadro d'insieme: informativa sull'uso di tecniche di attenuazione del rischio di credito

Valore contabile garantito
di cui garantito da garanzie finanziarie
Valore contabile
non garantito
di cui garantito
da garanzie reali
di cui garantito da
derivati su crediti
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1 Prestiti e anticipazioni 18.368.317 21.210.136 16.347.552 4.862.585 -
2 Titoli di debito 14.679.466 - - - 0
3 Totale 33.047.783 21.210.136 16.347.552 4.862.585 -
4 di cui esposizioni deteriorate 63.941 292.614 247.588 45.026 -
EU-5 di cui in stato di default 63.941 292.614 0 0 0

9. RISCHIO DI CONTROPARTE

Il rischio di controparte è una particolare fattispecie di rischio di credito che si manifesta nel caso in cui la controparte di un'operazione risulti inadempiente prima del regolamento definitivo dei flussi finanziari.

Gli accordati per operazioni OTC vengono definiti con logiche del tutto analoghe a quelle delle esposizioni per cassa e dunque si basa sulla valutazione dei bilanci delle controparti, sui giudizi delle agenzie di rating e sull'esame dei report di altri information provider. Questa attività di analisi si conclude esprimendo un rating interno alla controparte.

Per il calcolo dei requisiti patrimoniali per il rischio di controparte il Gruppo applica:

  • il metodo SA-CCR (Standardized Approach for Counterparty Credit Risk) per gli strumenti derivati e per le operazioni con regolamento a lungo termine, con applicazione del netting regolamentare;
  • il metodo della formula standardizzata per il requisito patrimoniale a fronte del CVA (credit value adjustment);
  • il metodo integrale con rettifiche di vigilanza per volatilità per le operazioni SFT (securities financing transactions).

Credem applica le specifiche indicazioni fornite dalla normativa per il calcolo del valore delle esposizioni soggette a rischio di controparte:

  • strumenti derivati finanziari negoziati fuori borsa (OTC);
  • Securities Financial Transaction (SFT) quali le operazioni di pronti contro termine attive e passive su titoli, quelle di concessione o assunzione di titoli in prestito e i finanziamenti con margini;
  • operazioni con regolamento a medio lungo termine.

In coerenza con quanto indicato dalla normativa, ai fini di riduzione/contenimento del valore delle esposizioni al rischio di controparte Il Gruppo Credem si avvale di strumenti di mitigazione quali gli accordi bilaterali di compensazione dei contratti (cioè accordi scritti in base ai quali le reciproche posizioni sono automaticamente compensate stabilendo un unico saldo netto, senza effetti innovativi).

In particolare, nell'ambito delle politiche di riduzione del rischio di controparte è prevista la stipula di appositi contratti aventi ad oggetto la regolamentazione della operatività in pronti contro termine (c.d. GMRA – "Global Master Repurchase Agreement") e in contratti derivati OTC (over the counter) (c.d. ISDA Agreements, unitamente ai c.d. CSA - "Credit Support Annex"). Il GMRA prevede al suo interno apposite disposizioni finalizzate alla marginazione a copertura dell'esposizione di volta in volta presentata dal portafoglio di operazioni con la singola controparte. Similmente, i CSA, che costituiscono propriamente allegato allo stesso ISDA, hanno ad oggetto la disciplina dello scambio di garanzie finanziarie (c.d. collateral) a supporto della operatività in derivati, al fine di contenere l'esposizione creditizia verso la controparte. In particolare, con la stipula di un CSA le parti si accordano per depositare in garanzia presso la parte risultante creditrice un importo pari al valore del mark to market dell'esposizione. Periodicamente viene fatto il ricalcolo dell'esposizione stessa per valutare la congruità delle garanzie depositate.

Di norma, la maggior parte degli accordi di garanzia sopra descritti (ISDA Agreement unitamente ai rispettivi CSA ed i GMRA) stipulati dal Gruppo Credem non contiene clausole che prevedono impatti in termini di ammontare delle garanzie da prestare in caso di riduzione del proprio merito creditizio. Sulla base dei contratti in essere, un eventuale downgrade del rating assegnato alla società del Gruppo Credem non determinerebbe impatti sulle garanzie da prestare. Per l'operatività in derivati OTC, il collaterale prestato/ricevuto è rappresentato esclusivamente da contante.

Lo sviluppo dei processi di governo, gestione e monitoraggio del rischio di controparte avviene in modo coerente con la struttura del Gruppo e mediante un processo di deleghe che prevede il coinvolgimento delle funzioni della Capogruppo. I compiti e le responsabilità in materia di governo, gestione e controllo del rischio di credito sono rimessi agli Organi Societari.

L'esposizione massima al rischio di credito che il Gruppo può assumere verso un singolo cliente o gruppo di clienti connessi, non può superare il 25% del Tier 1 Capital consolidato del Gruppo Bancario, così come disciplinato dalle normative in materia di grandi esposizioni.

Il frazionamento del rischio di credito è un principio fondamentale presente nelle Policy aziendali e viene perseguito attraverso la definizione di Credit Limit a livello di Paese, di singolo cliente e di gruppo di clienti connessi, di asset class e di portafoglio clientela.

Il rischio paese attiene al rischio di perdite causate da eventi che si verificano in un paese diverso dall'Italia. Il concetto di rischio paese è più ampio di quello di rischio sovrano in quanto è riferito a tutte le esposizioni indipendentemente dalla natura delle controparti, siano esse persone fisiche, imprese, banche o amministrazioni pubbliche.

Informativa quantitativa

Modello EU CCR1: analisi dell'esposizione al CCR per metodo

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/
/
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01
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- - - - -
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0
- - - -
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/
190
0
00
/
01
/
190
0
00
/
01
/
190
0
2.1
16.
70
5
61
.76
5
61
.76
5
12.
35
3
5 le S
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/
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190
0
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/
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01
190
0
- - - -
6 To
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00
/
01
/
190
0
00
/
01
/
190
0
00
/
01
/
190
0
2.1
86
.11
1
13
4.1
74
13
4.1
74
46
.49
1

Modello EU CCR2: operazioni soggette a requisiti di fondi propri per il rischio di CVA

a b
Valore
dell'esposizione
RWEA
1 Totale delle operazioni soggette al metodo avanzato - -
2 i) componente VaR (incluso il moltiplicatore 3×) 00/01/1900 -
3 ii) componente VaR in condizioni di stress (incluso il moltiplicatore 3×) 00/01/1900 -
4 Operazioni soggette al metodo standardizzato 26.214 10.500
EU
4
Operazioni soggette al metodo alternativo (sulla base del metodo dell'esposizione
originaria)
- -
5 Totale operazioni soggette a requisiti di fondi propri per il rischio di CVA 26.214 10.500
Fattore di ponderazione del rischio
Classi di esposizioni a b c d e f
0% 2% 4% 10% 20% 50%
1 Amministrazioni centrali o banche
centrali
- - - - - -
2 Amministrazioni regionali o autorità
locali
- - - - - -
3 Organismi del settore pubblico - - - - - -
4 Banche multilaterali di sviluppo - - - - - -
5 Organizzazioni internazionali - - - - - -
6 Enti - 28.577 - - 122.367 1.457
7 Imprese - - - - - -
8 Esposizioni al dettaglio - - - - - -
9 Esposizioni verso enti e imprese con
valutazione del merito di credito a
breve termine
- - - - - -
10 Altre posizioni - - - - - -
11 Valore dell'esposizione
complessiva
- 28.577 - - 122.367 1.457

Modello EU CCR3 – Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni regolamentare e ponderazione del rischio (1 di 2)

Modello EU CCR3 – Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni regolamentare e ponderazione del rischio (2 di 2)

Fattore di ponderazione del rischio
Classi di esposizioni g h i j k l
70% 75% 100% 150% Altri Valore
dell'esposizione
complessiva
1 Amministrazioni centrali o banche
centrali
- - - - - -
2 Amministrazioni regionali o
autorità locali
- - - - - -
3 Organismi del settore pubblico - - - - - -
4 Banche multilaterali di sviluppo - - - - - -
5 Organizzazioni internazionali - - - - - -
6 Enti - - 454 - - 152.855
7 Imprese - - 7.438 - - 7.438
8 Esposizioni al dettaglio - 3.072 - - - 3.072
9 Esposizioni verso enti e imprese
con valutazione del merito di
credito a breve termine
- - - - - -
10 Altre posizioni - - - 319 - 319
11 Valore dell'esposizione
complessiva
- 3.072 7.892 319 - 163.684
Modello EU CCR4 – Metodo IRB: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni e scala di PD
a b c d e f g
AIRB Scala di PD Valore
dell'esposizione
PD media
ponderata
per
l'esposizione
(%)
Numero
di
debitori
LGD media
ponderata
per
l'esposizione
(%)
Durata
media
ponderata
per
l'esposizione
(anni)
RWEA Densità degli
importi
dell'esposizione
ponderati per il
rischio
0,00 a <0,15 3.208 0,05% 96 38,82% 2 405 12,61%
0,15 a <0,25 - - - - - - -
0,25 a <0,50 6.037 0,30% 124 39,68% 3 2.646 43,83%
0,50 a <0,75 - - - - - - -
Esposizioni
verso imprese -
0,75 a <2,50 4.279 1,18% 141 38,30% 3 3.239 75,69%
PMI 2,50 a <10,00 551 4,87% 30 40,13% 2 552 100,17%
10,00 a <100,00 189 14,02% 6 35,49% 2 261 138,08%
100,00 (Default) 139 100,00% 4 69,62% 4 114 81,83%
Totale parziale 14.403 1,82% 401 39,33% 2 7.216 50,10%
0,00 a <0,15 22.312 0,05% 40 39,29% 1 2.554 11,45%
0,15 a <0,25 - - - - - - -
0,25 a <0,50 5.762 0,30% 53 38,44% 2 2.393 41,53%
Esposizioni 0,50 a <0,75 - - - - - - -
verso imprese - 0,75 a <2,50 8.451 1,04% 76 39,40% 3 7.206 85,27%
Altre Imprese 2,50 a <10,00 716 4,87% 5 39,65% 1 877 122,39%
10,00 a <100,00 457 11,45% 5 39,48% 1 797 174,36%
100,00 (Default) 3 100,00% 1 72,63% 3 3 90,45%
Totale parziale 37.702 0,55% 180 39,20% 2 13.829 36,68%
0,00 a <0,15 - - - - - - -
0,15 a <0,25 - - - - - - -
0,25 a <0,50 - - - - - - -
Esposizioni al 0,50 a <0,75 - - - - - - -
dettaglio -
garantite da
0,75 a <2,50 - - - - - - -
immobili PMI 2,50 a <10,00 - - - - - - -
10,00 a <100,00 - - - - - - -
100,00 (Default) - - - - - - -
Totale parziale - - - - - - -
0,00 a <0,15 - - - - - - -
0,15 a <0,25 - - - - - - -
0,25 a <0,50 - - - - - - -
Esposizioni al 0,50 a <0,75 - - - - - - -
dettaglio
garantite da
0,75 a <2,50 - - - - - - -
immobili - non
PMI
2,50 a <10,00 - - - - - - -
10,00 a <100,00 - - - - - - -
100,00 (Default) - - - - - - -
Totale parziale - - - - - - -
a b c d e f g
AIRB Scala di PD Valore
dell'esposizione
PD media
ponderata
per
l'esposizione
(%)
Numero
di
debitori
LGD media
ponderata
per
l'esposizione
(%)
Durata
media
ponderata
per
l'esposizione
(anni)
RWEA Densità degli
importi
dell'esposizione
ponderati per il
rischio
0,00 a <0,15 - - - - - - -
0,15 a <0,25 - - - - - - -
0,25 a <0,50 - - - - - - -
Esposizioni al 0,50 a <0,75 - - - - - - -
dettaglio
rotative
0,75 a <2,50 - - - - - - -
qualificate 2,50 a <10,00 - - - - - - -
10,00 a <100,00 - - - - - - -
100,00 (Default) - - - - - - -
Totale parziale - - - - - - -
0,00 a <0,15 - - - - - - -
0,15 a <0,25 - - - - - - -
0,25 a <0,50 - - - - - - -
0,50 a <0,75 - - - - - - -
Esposizioni al
dettaglio -
altre PMI
0,75 a <2,50 44 1,91% 9 24,24% - 14 31,88%
2,50 a <10,00 47 5,32% 14 26,30% - 20 41,42%
10,00 a <100,00 415 14,19% 6 29,45% - 247 59,60%
100,00 (Default) - - - - - - -
Totale parziale 506 12,30% 29 28,70% - 281 55,49%
0,00 a <0,15 - - - - - - -
0,15 a <0,25 12 0,23% 1 25,54% - 1 12,04%
0,25 a <0,50 - - - - - - -
0,50 a <0,75 - - - - - - -
Esposizioni al
dettaglio -
0,75 a <2,50 244 0,80% 8 19,57% - 47 19,07%
altre non PMI 2,50 a <10,00 1 2,58% 1 23,11% - - -
10,00 a <100,00 2 24,93% 1 16,70% - 1 42,87%
100,00 (Default) - - - - - - -
Totale parziale 260 1,01% 11 19,83% - 49 19,00%
Totale portafoglio AIRB 52.870 1,01% 621 39,04% 2 21.376 40,43%

Modello EU CCR5: composizione delle garanzie reali per le esposizioni soggette al CCR

a b c d e f g h
Garanzie reali utilizzate in operazioni su
derivati
Garanzie reali utilizzate in SFT
Tipo di garanzia reale Fair value (valore
equo) delle garanzie
reali ricevute
Fair value (valore
equo) delle garanzie
reali fornite
Fair value (valore
equo) delle garanzie
reali ricevute
Fair value (valore
equo) delle garanzie
reali fornite
Separate Non
separate
Separate Non
separate
Separate Non
separate
Separate Non
separate
1 Cassa - valuta
nazionale
481.565 - 611.397 - - - - -
2 Cassa - altre valute - - 57 - - - - -
3 Debito sovrano
nazionale
- - - - - - - -
4 Altro debito sovrano - - - - - - - -
5 Debito delle agenzie
pubbliche
- - - - - - - -
6 Obbligazioni societarie - - - - - - - -
7 Titoli di capitale - - - - - - - -
8 Altre garanzie reali - - - - - - - -
9 Totale 481.565 - 611.454 - - - - -

Modello EU CCR8: esposizioni verso CCP

Valore
dell'esposizione
RWEA
a b
1 Esposizioni verso QCCP (totale) 00/01/1900 12.832
2 Esposizioni per negoziazioni presso QCCP (esclusi il margine iniziale e i contributi al
fondo di garanzia) di cui:
82.380 11.332
3 i) derivati OTC 28.558 571
4 ii) derivati negoziati in borsa 19 -
5 iii) SFT 53.803 10.761
6 iv) insiemi di attività soggette a compensazione per i quali è stata approvata la
compensazione tra prodotti differenti
- -
7 Margine iniziale separato - 00/01/1900
8 Margine iniziale non separato - -
9 Contributi prefinanziati al fondo di garanzia 120 1.500
10 Contributi non finanziati al fondo di garanzia - -
11 Esposizioni verso non QCCP (totale) 00/01/1900 -
12 Esposizioni per negoziazioni presso non QCCP (esclusi il margine iniziale e i
contributi al fondo di garanzia) di cui:
- -
13 i) derivati OTC - -
14 ii) derivati negoziati in borsa - -
15 iii) SFT - -
16 iv) insiemi di attività soggette a compensazione per i quali è stata approvata la
compensazione tra prodotti differenti
- -
17 Margine iniziale separato - 00/01/1900
18 Margine iniziale non separato - -
19 Contributi prefinanziati al fondo di garanzia - -
20 Contributi non finanziati al fondo di garanzia - -

10. OPERAZIONI DI CARTOLARIZZAZIONE

Il Gruppo detiene una partecipazione pari al 10% in Emilia SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita ed avente quale oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

Emilia SPV S.r.l. ha in essere un'operazione di cartolarizzazione revolving su mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nel Programma "Obbligazioni Bancarie Garantite", garantito da Credem CB S.r.l.

La struttura revolving permette alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che potrà durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione. Il periodo di replenishment si è concluso a maggio 2020 e in data 23 marzo 2021 è stato rinnovato per ulteriori 5 anni.

I crediti dell'operazione in oggetto, originati da Credem, sono stati ceduti pro soluto, ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, a Emilia SPV S.r.l.

Credem ha sottoscritto all'atto dell'emissione, e detiene in portafoglio, il totale delle passività emesse dal veicolo. Pertanto, in base alle norme IFRS9 in materia di "derecognition" (cancellazione contabile), i crediti oggetto della cartolarizzazione rimangono iscritti nell'attivo del bilancio Credem.

Sono presenti nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", al 30 giugno 2022, 673 milioni di Euro di ABS emessi da veicoli terzi, collegati a crediti originati in Europa, con preponderanza della componente di origination francese (225 milioni di euro). Il portafoglio è costituito da differenti tipologie di ABS con una prevalenza delle cartolarizzazioni di mutui residenziali, che incidono per il 41,5%.

Paese Controvalore
(migliaia Euro)
% Esposizione
FRANCIA 225,041 33,4
GERMANIA 177,047 26,3
PAESI BASSI 117,647 17,5
SPAGNA 78,946 11,7
ITALIA 47,226 7
IRLANDA 25,251 3,8
REGNO UNITO 1,113 0,2
PORTOGALLO 696 0,1
TOTALE 672,965 100,0

L'attuale esposizione suddivisa per rischio paese è così composta:

Il portafoglio delle cartolarizzazioni è diversificato su 31 emittenti e 42 emissioni, con massima concentrazione pari a 47 milioni di Euro per singola emissione e 75 milioni di Euro per singolo emittente.

Attività finanziarie cedute non cancellate integralmente

Nel corso dell'esercizio 2015 Credem ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione revolving, relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l., erogati alla propria clientela e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.

A seguito della prima cessione di attivi, perfezionata nel quarto trimestre 2014 ad un prezzo pari ad Euro 1.002.811.119,07, sono state perfezionate, dal 2015 al 30 giugno 2022, nei periodi di seguito indicati, sei cessioni di altrettanti portafogli di crediti idonei alla società veicolo ad un prezzo pari a:

  • Quarto trimestre 2015: Euro 285.392.481,54
  • Quarto trimestre 2016: Euro 293.707.640,58
  • Quarto trimestre 2017: Euro 245.710.926,70
  • Quarto trimestre 2018: Euro 52.416.789,64
  • Secondo trimestre 2021: Euro 1.304.130.865,63
  • Quarto trimestre 2021: Euro 353.874.864,16
  • Secondo trimestre 2022: Euro 274.726.751,12

I crediti sono stati acquistati "pro soluto", ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, dalla società EMILIA SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita e partecipata al 10% da Credem, con oggetto esclusivo consistente nella realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior). I titoli senior sono dotati di rating ufficiale assegnato dalle agenzie accreditate DBRS e Moody's Investor Services (al 30 giugno giugno 2022, giudizio "A" assegnato da DBRS e "A1" da Moody's). I titoli junior sono, invece, sprovvisti di rating.

Le note del tipo "senior" pagano, trimestralmente, interessi variabili pari al tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 75bps, mentre le note "junior" pagano un tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 200bps. I detentori dei titoli junior hanno inoltre diritto di ricevere a ciascuna data di pagamento e, in base all'ordine di priorità dei pagamenti e fondi disponibili, anche un premio determinato in via residuale, dopo che siano stati corrisposti tutti gli altri importi da corrispondersi in priorità.

I titoli sono strutturati nella forma di partly paid notes ("PPN") e interamente emessi per il loro valore nominale alla data d'emissione (Euro 3.000.000.000 per le note senior ed Euro 900.000.000 per le note junior). Il prezzo delle note è stato corrisposto dai sottoscrittori solo in parte alla data di emissione, mentre le restanti quote di prezzo possono essere pagate in più rate successive differite nel tempo secondo la logica revolving dell'operazione. La struttura revolving permette alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che potrà durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione. Il periodo di replenishment si è concluso a maggio 2020 e in data 23 marzo 2021 è stato rinnovato per ulteriori 5 anni.

Al 30 giugno 2022 il circolante della tranche senior risulta pari ad Euro 1.920.352.430,12 mentre quello della tranche junior risulta pari ad Euro 584.979.984,56. I titoli senior sono quotati all'Irish Stock Exchange. Entrambe le tranches sono state acquistate da Credem. I titoli senior possono essere utilizzati per operazioni di rifinanziamento presso l'Eurosistema.

L'operazione è finalizzata a costituire una riserva di liquidità e rientra tra le complessive attività di gestione della liquidità poste in essere da Credem.

A Credem sono state riconosciute inoltre dalla società veicolo le seguenti opzioni: riacquisto di singoli crediti entro determinati parametri, riacquisto in blocco per i crediti che dovessero diventare eleggibili per l'utilizzo nel programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB S.r.l. e riacquisto di tutto il portafoglio crediti in essere, in blocco e pro soluto (nel rispetto dei vincoli contrattuali previsti).

Nel corso del primo semestre del 2022 è stata perfezionata una nuova cessione di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nei programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite, mentre non sono state effettuate operazioni di riacquisto parziale in blocco di crediti dalla società veicolo.

Informativa quantitativa

Template EU-SEC1 - Esposizioni in cartolarizzazioni incluse nel portafoglio bancario (1 di 2)

a b c d e f g
L'ente agisce in qualità di cedente
Tradizionali Sintetiche
STS Non-STS di cui Totale
parziale
di cui
SRT
di cui
SRT
SRT
1 Totale delle esposizioni - - 2.293.789 3.089 - - 2.293.789
2 Al dettaglio (totale) - - 2.293.789 3.089 - - 2.293.789
3 Mutui ipotecari su immobili
residenziali
- - 2.290.700 - - - 2.290.700
4 Carte di credito - - - - - - -
5 Altre esposizioni al dettaglio - - 3.089 3.089 - - 3.089
6 Ricartolarizzazione - - - - - - -
7 All'ingrosso (totale) - - - - - - -
8 Prestiti a imprese - - - - - - -
9 Mutui ipotecari su immobili non
residenziali
- - - - - - -
10 Leasing e Crediti - - - - - - -
11 Altre all'ingrosso - - - - - - -
12 Ricartolarizzazione - - - - - - -

Template EU-SEC1 - Esposizioni in cartolarizzazioni incluse nel portafoglio bancario (2 di 2)

h i j k l m n o
L'ente agisce in qualità di promotore L'ente agisce in qualità di investitore
Tradizionali Tradizionali
STS Non
STS
Sintetiche Totale
parziale
STS Non-STS Sintetiche Totale
parziale
1 Totale delle esposizioni - - - - 671.936 7.214 - 679.150
2 Al dettaglio (totale) - - - - 671.936 7.214 - 679.150
3 Mutui ipotecari su immobili
residenziali
- - - - 277.809 5.731 - 283.540
4 Carte di credito - - - - - - - -
5 Altre esposizioni al dettaglio - - - - 394.127 1.483 - 395.610
6 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
7 All'ingrosso (totale) - - - - - - - -
8 Prestiti a imprese - - - - - - - -
9 Mutui ipotecari su immobili
non residenziali
- - - - - - - -
10 Leasing e Crediti - - - - - - - -
11 Altre all'ingrosso - - - - - - - -
12 Ricartolarizzazione - - - - - - - -

Modello EU SEC3 – Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore (1 di 2)

a b c d e f g h i
Valori dell'esposizione (per fascia di RW/deduzione) Valori dell'esposizione (per metodo
regolamentare)
≤20 %
RW
DA
>20%
A 50%
RW
DA
>50%
A
100%
RW
DA
>100%
A
<1250%
RW
1250% RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW/
DEDUZIONI
1 Totale delle
esposizioni
- - - 3.089 - - 3.089 - -
2 Operazioni
tradizionali
- - - 3.089 - - 3.089 - -
3 Cartolarizzazioni - - - 3.089 - - 3.089 - -
4 Al dettaglio - - - 3.089 - - 3.089 - -
5 di cui STS - - - - - - - - -
6 All'ingrosso - - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -
9 Operazioni
sintetiche
- - - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -

Modello EU SEC3 – Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore (2 di 2)

j k l m n o EU-p EU-q
RWEA (per metodo regolamentare) Requisito patrimoniale dopo l'applicazione del
massimale
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250% RW/
DEDUZIONI
1 Totale delle
esposizioni
- 3.351 - - - 268 - -
2 Operazioni
tradizionali
- 3.351 - - - 268 - -
3 Cartolarizzazioni - 3.351 - - - 268 - -
4 Al dettaglio - 3.351 - - - 268 - -
5 di cui STS - - - - - - - -
6 All'ingrosso - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
9 Operazioni
sintetiche
- - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - -

Modello EU SEC4 – Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore (1 di 2)

a b c d e f g h i
Valori dell'esposizione (per fascia di RW/deduzione) Valori dell'esposizione (per metodo
regolamentare)
≤20 %
RW
DA
>20%
A 50%
RW
DA
>50%
A
100%
RW
DA
>100%
A
<1250%
RW
1250%
RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC
SA
1250%
RW/
DEDUZIONI
1 Totale delle
esposizioni
629.393 49.079 678 - - - 679.150 - -
2 Cartolarizzazione
tradizionale
629.393 49.079 678 - - - 679.150 - -
3 Cartolarizzazioni 629.393 49.079 678 - - - 679.150 - -
4 Sottostante al
dettaglio
629.393 49.079 678 - - - 679.150 - -
5 di cui STS 625.072 46.864 - - - - 671.936 - -
6 All'ingrosso - - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -
9 Cartolarizzazione
sintetica
- - - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - - -

Modello EU SEC4Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualita di investitore (2 di 2)

j k l m n o EU-p EU-q
RWEA (per metodo regolamentare) Requisito patrimoniale dopo l'applicazione del
massimale
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC-SA 1250% RW/
DEDUZIONI
SEC
IRBA
SEC-ERBA
(COMPRESO
IAA)
SEC-SA 1250% RW/
DEDUZIONI
1 Totale delle
esposizioni
- 146.676 - - - 11.734 - -
2 Cartolarizzazione
tradizionale
- 146.676 - - - 11.734 - -
3 Cartolarizzazioni - 146.676 - - - 11.734 - -
4 Sottostante al
dettaglio
- 146.676 - - - 11.734 - -
5 di cui STS - 144.318 - - - 11.545 - -
6 All'ingrosso - - - - - - - -
7 di cui STS - - - - - - - -
8 Ricartolarizzazione - - - - - - - -
9 Cartolarizzazione
sintetica
- - - - - - - -
10 Cartolarizzazioni - - - - - - - -
11 Sottostante al
dettaglio
- - - - - - - -
12 All'ingrosso - - - - - - - -
13 Ricartolarizzazione - - - - - - - -

Modello EU SEC5 – Esposizioni cartolarizzate dall'ente: esposizioni in stato di default e rettifiche di valore su crediti specifiche

a b c
Esposizioni cartolarizzate dall'ente — L'ente agisce in qualità di
cedente o promotore
Importo nominale in essere totale Importo totale
di cui esposizioni
in stato di default
delle rettifiche di
valore su crediti
specifiche
effettuate nel
periodo
1 Totale delle esposizioni 2.311.707 21.006 (1.661)
2 Al dettaglio (totale) 2.311.707 21.006 (1.661)
3 Mutui ipotecari su immobili residenziali 2.290.701 - (1.661)
4 Carte di credito - - -
5 Altre esposizioni al dettaglio 21.006 21.006 -
6 Ricartolarizzazione - - -
7 All'ingrosso (totale) - - -
8 Prestiti a imprese - - -
9 Mutui ipotecari su immobili non residenziali - - -
10 Leasing e Crediti - - -
11 Altre all'ingrosso - - -
12 Ricartolarizzazione - - -

11. RISCHIO DI MERCATO

Il modello organizzativo di presidio dei rischi ha lo scopo di favorire il raggiungimento di una serie di obiettivi:

  • ruolo di governo e indirizzo della Capogruppo nel presidio dei rischi per singola Società e del loro impatto sui rischi di Gruppo, in ottemperanza alle vigenti disposizioni di Vigilanza e al Risk Appetite Framework di Gruppo;
  • controllo gestionale nel senso dell'ottimizzazione del profilo rischio-rendimento a livello di Gruppo;
  • uniformità della metodologia di analisi e del "linguaggio" utilizzato per tutte le Società del gruppo.

In questo ambito il Rischio di mercato, inteso come rischio di perdite causate da variazioni sfavorevoli dei fattori di rischio (tasso, prezzo, cambio ed altri fattori di mercato), viene misurato e monitorato sia in riferimento al banking book (poste a vista e a scadenza) sia al trading book (strumenti finanziari negoziati con finalità di positioning, trading e negoziazione).

Struttura organizzativa

Di seguito vengono descritti i principali compiti delle strutture organizzative coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi di mercato.

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, CA, è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi per ciascuna area di business; delibera i poteri riconosciuti in merito a strategie operative, assunzione di rischi e azioni correttive; individua l'insieme degli indicatori di Risk Appetite e delle relative metriche di calcolo, quest'ultime proposte dal Comitato Esecutivo, CE; definisce e approva gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza valutando periodicamente l'adeguatezza del Risk Appetite Framework (RAF) e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo; approva la struttura generale dei limiti operativi e delle deleghe, nonché le linee di responsabilità ed autorità in merito al processo di gestione dei rischi.

I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono l'appetito al rischio e la soglia di tolleranza definiti in ambito RAF dalla Capogruppo; approvano gli indirizzi strategici e le linee guida di gestione dei rischi formulati dalla Capogruppo nonché la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo.

Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.

Il CE della Capogruppo, quale organo di gestione, cura l'attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di governo dei rischi definiti dal CA, ed in particolare definisce e cura l'attuazione del processo di gestione dei rischi. Al CE compete inoltre la proposta al CA delle metodologie di misurazione e controllo dei rischi e la definizione dei limiti operativi coerenti con la propensione al rischio.

I Comitati della Capogruppo coinvolti in ambito RAF hanno le seguenti responsabilità.

Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo svolge l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa approvare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza e valutare periodicamente l'adeguatezza del RAF e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo.

Esprime inoltre parere per il CA sulle proposte del CE relative alle metodologie di misurazione e controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno; supporta infine il CA della capogruppo con la proposizione delle strategie generali per il governo dei rischi.

Il Comitato Risk Management, istituito al fine di informare il CE del presidio del rischio complessivamente assunto e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel RAF, effettua le seguenti operazioni:

  • presidia il rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework
  • periodicamente valuta il livello di rischio complessivamente assunto, attraverso il monitoraggio degli indicatori RAF per tipologia di rischio;

analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer, revisioni addizionali del RAF.

La funzione di Risk Management supporta il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo ed effettua le attività di seguito descritte. In ambito RAF:

  • verifica almeno annualmente la bontà delle metriche utilizzate sottoponendo a backtesting i modelli di stima del rischio, riportando nel RAF gli esiti, eventuali carenze ed eventuali necessità di sviluppo di nuove metodologie;
  • rendiconta almeno trimestralmente il Comitato Rischi in merito all'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite relativamente a tutti gli indicatori, compresi quelli ineriti il rischio di mercato.

Si occupa inoltre:

  • della misurazione e rendicontazione dei rischi finanziari per singola società e a livello di Gruppo, utilizzando a questo fine principalmente misure di rischio in termini di sensitivity, volte a verificare il rispetto dei limiti assegnati e la coerenza con gli obiettivi di rischio rendimento assegnati;
  • dello sviluppo e della gestione dei sistemi di misurazione dei rischi tramite l'acquisizione dei dati di mercato necessari per il calcolo;
  • della definizione del profilo di rischio dei nuovi prodotti.

Le risultanze dell'attività della funzione di Risk Management sono riportate periodicamente al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.

Aspetti generali

Rischio di tasso di interesse

Credembanca

Il presidio dei rischi finanziari avviene tramite la definizione di una struttura di limiti che costituisce l'espressione diretta del livello di rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree/linee di business, in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di Gruppo. In particolare i rischi di mercato si generano a seguito delle seguenti operatività:

  • attività tradizionale di raccolta ed impiego;
  • attività sui mercati finanziari con finalità di trading e di investimento;
  • attività di negoziazione di strumenti finanziari in contropartita con la clientela.

Il rischio tasso di interesse nel portafoglio di negoziazione di vigilanza è generato dall'attività svolta sui mercati obbligazionari e derivati su tasso. Il rischio di tasso generato da tale attività è gestito e controllato tramite limiti in termini di delta (ovvero di sensitività rispetto a movimenti della curva) e di vega.

Il rischio specifico o emittente viene monitorato tramite appositi massimali di concentrazione per settore e classe di rating sia in termini di controvalore che di sensitivity. Inoltre il modello di VaR in uso esclusivamente ai fini gestionali include il rischio emittente, mediante l'utilizzo di serie storiche specifiche sugli spread di mercato.

La funzione di Risk Management produce reports di rischio con frequenza giornaliera, settimanale e trimestrale a seconda della funzione destinataria, indicando gli eventuali sconfini rispetto ai massimali assegnati dal Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari e la misura di rischio gestionale in termini di VaR.

Eventuali modifiche al Regolamento ed ai massimali in esso espressi possono essere sottoposte a delibera del Consiglio di Amministrazione o del Comitato Esecutivo, per compentenza, su proposta della Business Unit Finanza, sentito preventivamente il parere della funzione di Risk Management.

Banca Euromobiliare

I rischi di mercato legati al rischio tasso sono gestititi tramite la definizione di un massimale operativo in termini di sensitivity complessiva rispetto a un movimento dei tassi di 1 bp. La funzione Risk Management della capogruppo verifica il rispetto di tale limite e monitora l'andamento del requisito patrimoniale a fronte dei rischi di mercato, calcolato secondo l'approccio standard.

Rischio di prezzo

Nell'ambito del "portafoglio di negoziazione di vigilanza" la principale fonte di rischio di prezzo è costituita dai titoli azionari, fondi e dai relativi strumenti derivati.

Credembanca

I rischi azionari sono assunti nell'ambito delle attività di trading. Tale attività svolta sui mercati azionari prevede l'assunzione di posizioni direzionali gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, limiti in termini di greche e massimali di concentrazione per sottostante.

Banca Euromobiliare

Il Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari, monitorato dalla funzione di Risk Management, non prevede massimali ordinari per l'operatività sul rischio azionario.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19

Per quanto riguarda l'esposizione al rischio di mercato nel 2022 non si ravvisano significativi impatti diretti dal Covid-19. Il conflitto Russia-Ucraina e il suo perdurare hanno contribuito all'accelerazione dell'inflazione e alle attese di aumento dei tassi di interesse, con una maggiore volatilità sui mercati ed effetti sui rischi di mercato. Tuttavia non sono state necessarie variazioni degli obiettivi di rischio. In tale contesto è stata mantenuta la maggior frequenza del monitoraggio del Risk Appetite Framework, da trimestrale a mensile, introdotta a partire dalla pandemia Covid-19.

Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Rischio di tasso di interesse - metodologie e metriche di misurazione

Il rischio di tasso di interesse viene calcolato giornalmente tramite metodologia VaR per Credembanca; la misurazione ha finalità gestionali, non viene utilizzata per il calcolo del requisito patrimoniale sui rischi di mercato per il quale il Gruppo Credem adotta l'approccio standard. Il VaR misura la massima perdita potenziale nella quale può incorrere il portafoglio in base all'evoluzione dei fattori di mercato, dato un certo livello di confidenza, nel corso di un determinato orizzonte temporale. La metodologia applicata nell'ambito del Gruppo Credem prevede i seguenti parametri:

  • livello di confidenza 99%;
  • orizzonte temporale 1 giorno;
  • volatilità calcolata sulla base di 2 anni di osservazioni giornaliere, dando maggior peso ai dati più recenti (decay factor =0,94).

Per il calcolo dell'assorbimento in termini di capitale interno si procede inoltre a convertire il dato in un VaR a 10gg, applicando prudenzialmente il coefficiente moltiplicativo 3.

Il dato di rischio è anche sottoposto ad analisi di stress testing nell'ambito del processo di verifica dell'adeguatezza patrimoniale, che mira a verificare la variazione del capitale (stimato in termini di VaR) in caso di forti turbolenze dei mercati finanziari. L'analisi è basata sulla determinazione di una matrice di varianza e covarianza dei fattori rischio in ipotesi di condizione di stress dei mercati che innalzi la volatilità delle variabili finanziarie e alteri la struttura delle relazioni fra di esse.

La determinazione di tale matrice è stata effettuata con la medesima metodologia utilizzata per la stima del VaR. In particolare ci si è avvalsi della possibilità di impostare il periodo storico utilizzato come campione di analisi per il calcolo delle volatilità e delle correlazioni, selezionando intervalli temporali critici (di elevata volatilità) sui mercati, in coerenza con lo scenario complessivo di stress individuato.

In relazione a Banca Euromobiliare il rischio di tasso di interesse viene monitorato attraverso il requisito patrimoniale sui rischi di mercato, che segue l'approccio standard.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19

Nel primo semestre 2022 non si sono registrati impatti significativi sui rischi di mercato del portafoglio di negoziazione e di tasso del portafoglio bancario dovuti direttamente alla pandemia Covid-19. La crisi Russia-Ucraina ha alimentato la dinamica al rialzo dell'inflazione, accelerando il cambio di atteggiamento delle Banche Centrali in termini di politica monetaria. La volatilità registrata sui mercati ha avuto impatti, tuttavia contenuti, sui rischi di mercato. Il monitoraggio degli indicatori RAF si mantiene mensile.

Rischio di prezzo - metodologie e metriche di misurazione

Il rischio di mercato equity viene calcolato con le stesse frequenze e metodologie indicate per il rischio tasso.

Attività di copertura del rischio di prezzo

Il Gruppo non ha posto in essere operazioni di copertura.

Rischio di cambio

Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio

L'attività svolta sui mercati dei cambi prevede l'assunzione di posizioni gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, e massimali di concentrazione per divisa. Il rischio di mercato currency viene calcolato con la stessa frequenza e metodologia indicata per il rischio tasso ed equity.

Attività di copertura del rischio di cambio

Non sono presenti operazioni di copertura.

Si riporta di seguito il template EU MR1 al cui interno è fornito il dettaglio del dell'esposizione ponderata relativa al rischio di mercato, calcolata secondo il metodo standardizzato.

Modello EU MR1: rischio di mercato in base al metodo standardizzato

a
RWEA
Prodotti outright
1 Rischio di tasso di interesse (generico e specifico) 174.728
2 Rischio azionario (generico e specifico) 158.313
3 Rischio di cambio -
4 Rischio di posizioni in merci -
Opzioni
5 Metodo semplificato -
6 Metodo delta plus 2.340
7 Metodo di scenario -
8 Cartolarizzazione (rischio specifico) -
9 Totale 335.381

12. RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE SULLE POSIZIONI INCLUSE NEL PORTAFOGLIO BANCARIO

Credem adotta la definizione normativa di rischio di tasso di interesse sul banking book, secondo cui il rischio in oggetto è: "il rischio di tasso di interesse derivante da attività diverse dalla negoziazione: rischio derivante da variazioni potenziali dei tassi di interesse". L'esposizione al rischio di tasso di interesse può essere declinata in:

  • rischio di reddito, derivante dalla possibilità che una variazione inattesa nei tassi di interesse produca una riduzione del margine di interesse e dipende dallo sfasamento nella struttura temporale delle scadenze e periodi di ridefinizione delle condizioni di tasso di interesse degli impieghi e della raccolta;
  • rischio di investimento, ossia di subire variazioni negative nei valori di tutte le attività, passività e strumenti fuori bilancio, in seguito a mutamenti nei tassi di interesse, con un conseguente impatto destabilizzante sull'equilibrio patrimoniale.

La politica di gestione del rischio di tasso d'interesse sul banking book di Gruppo è volta ad una sana e prudente gestione del rischio a livello di Gruppo, tale da assicurare l'ottimizzazione degli obiettivi di rischio/rendimento in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di Gruppo. Tali obiettivi sono perseguiti mantenendo uno sbilancio tendenzialmente contenuto e all'interno dei massimali definiti, a seconda della rilevanza del rischio nelle singole società, nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari.

Il Gruppo si è dotato di una regolamentazione interna dedicata, Policy Gestione del rischio di tasso di interesse del banking book di Gruppo, con la finalità di definire le linee guida e i principi di governo e gestione del rischio di tasso di interesse del banking book (IRRBB), delineando l'insieme delle norme e processi di controllo finalizzati a stabilizzare il margine di interesse sul portafoglio bancario per il Gruppo e per le singole società.

Le linee guida contenute nella Policy fanno riferimento alle disposizioni emanate dalle autorità nazionali ed europee relativamente alle istruzioni in termini di governo e gestione del rischio di tasso di interesse del banking book.

La Policy, coerentemente alla normativa europea, prevede le due metriche di riferimento per la misurazione del rischio di tasso, Sensitivity di Valore Economico e Sensitivity del Margine di Interesse all'interno del Risk Appetite Framework nonché nei processi di Adeguatezza Patrimoniale (ICAAP).

Tali metriche, calcolate dalla funzione Risk Management e rendicontante periodicamente ai comitati di riferimento1, sono affiancate da indicatori operativi disciplinati nei regolamenti delle società esistenti in materia di assunzione Rischi Finanziari.

Le principali funzioni di cui si avvalgono il CA della Capogruppo in virtù della propria funzione di supervisione Strategica e il CE in qualità di organo con funzione di gestione del rischio tasso del banking book, sono il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, il Comitato Risk Management (con le responsabilità di cui al paragrafo Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza) e il comitato Asset & Liability Management (ALM) il quale, nell'attività propositiva al CA, esamina il profilo di rischio del Gruppo monitorando i limiti di rischio rispetto agli obiettivi fissati in ambito RAF e individua le linee guida e le strategie per la gestione del rischio di tasso di interesse.

La gestione operativa del rischio di tasso di interesse sul banking book è attribuita alla Business Unit Finanza alla quale competono:

  • la proposizione al Comitato ALM delle linee guida di gestione del rischio di tasso del banking book e la formulazione di proposte al Risk Management, per la successiva approvazione del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, di indirizzo strategico del profilo di rischio di tasso di interesse del banking book;
  • la gestione del rischio di tasso della Capogruppo e delle Società del Gruppo, in coerenza con il profilo di rischio complessivo definito e con le linee guida ricevute da parte del Comitato ALM, nonché nell'ambito dei massimali assegnati;
  • la definizione, congiuntamente al Risk Management, della struttura dei limiti operativi da sottoporre al CE, in coerenza con il RAF e la condivisione dei modelli di misurazione del rischio di tasso del banking book definiti dal Risk Management.

1 Comitato Risk Management e comitato Asset Liability Management (ALM)

Nell'attività di gestione operativa la Business Unit Finanza si basa su analisi di interest rate sensitivity complessiva e bucketizzata, al fine di evidenziare il grado di esposizione asset o liability sensitive sui singoli tratti di curva.

La Business Unit Finanza si occupa inoltre di proporre al Comitato ALM gli interventi ritenuti necessari a migliorare il profilo complessivo in termini di rischio di tasso (e di liquidità strutturale) e di realizzare operativamente tali interventi.

Nell'ambito del processo di gestione dei rischi e di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale e prospettica, la funzione di Risk Management:

  • supporta il CA nell'attività valutativa volta a deliberare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza nell'ambito RAF, nonché nella verifica nel continuo della sua attuazione;
  • propone al Comitato Rischi, di concerto con la funzione Finanza nell'ambito del processo di RAF, l'indirizzo strategico in merito al profilo di tasso del banking book e ai livelli di soglia di tolleranza adottabili;
  • definisce i modelli di misurazione del rischio di tasso del banking book, con il supporto della Business Unit Finanza, da sottoporre al CE;
  • valida i modelli utilizzati per quantificare il rischio di tasso e la valutazione della congruità delle ipotesi di stress sottostanti;
  • definisce, congiuntamente a Finanza, la struttura dei limiti, delle deleghe operative e delle prove di stress da sottoporre al CE, in coerenza con la soglia di tolleranza stabilita da CA;
  • predispone reporting per la gestione e monitoraggio del rischio di tasso per i Comitati di riferimento;
  • monitora giornalmente il rispetto dei limiti operativi esplicitati nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari, ivi compreso il presidio del rientro dagli sconfini rispetto a tali limiti.

Il Report Giornaliero di sintesi del rispetto dei massimali operativi presenta, fra le altre, le seguenti informazioni:

  • massimale di rischio tasso in termini di Interest rate sensitivity complessiva;
  • massimali in termini di Interest rate sensitivity per bucket;
  • limite di Interest rate sensitivity delle posizioni in divisa diversa dall'Euro.

Per quanto riguarda le poste a vista, il Gruppo adotta un modello di valutazione che permette di quantificarne gli effetti di persistenza nel tempo e di imperfetta elasticità alla variazione dei tassi di mercato (effetto vischiosità). La modellizzazione è basata sulle serie storiche interne dei comportamenti della clientela, e si costituisce di due componenti: la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato e ulteriori regressori che consentono di separare il rischio di tasso di interesse in senso proprio da altri fenomeni (es. credito) in base ad un modello econometrico; la stima della persistenza dei volumi, collegata al concetto di mean life che consente di legare maggiormente l'holding period degli aggregati alla volatilità storica delle masse, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza (replicating portfolio). Il Gruppo utilizza inoltre un modello comportamentale di prepayment sui mutui. La modellizzazione adottata è di tipo comportamentale, basata sull'analisi in serie storica degli eventi di estinzione anticipata e rinegoziazione del tasso. A differenza dei modelli di mercato, nei modelli comportamentali i fattori predominanti che concorrono a determinare il valore dell'opzione di rimborso anticipato non sono esclusivamente di tipo finanziario, ma includono variabili esplicative dipendenti dalle caratteristiche del mutuo (es. loan to value) e del mutuatario (es. età).

Prosegue l'attività di presidio dell'evoluzione del quadro regolamentare europeo sul rischio di tasso di interesse nel banking book (IRRBB) e di adeguamento, tenendo conto delle indicazioni del JST in ambito SREP.

Il Gruppo nel corso del primo semestre 2022 ha continuato a segnalare trimestralmente a BCE la propria esposizione al rischio di tasso attraverso le segnalazioni Short Term Exercise (STE-IRRBB).

Informativa quantitativa

Modello EU IRRBB1 - esposizione al rischio di tasso di interesse su posizioni non incluse nel portafoglio di negoziazione

a b c d
Scenari prudenziali di shock Variazioni del valore economico del
capitale proprio
Variazioni dei proventi da
interessi netti
30/06/2022 31/12/2021 30/06/2022 31/12/2021
1 Shock al rialzo parallelo (65.064) (95.587) 93.935 107.064
2 Shock al ribasso parallelo (33.755) 1.889 (137.366) (50.645)
3 Steepener 52.571 (3.489)
4 Flattener (145.888) (27.893)
5 Shock up dei tassi a breve (145.772) (42.744)
6 Shock down dei tassi a lungo 57.222 29.574

13. RISCHIO OPERATIVO

Il Gruppo ha sviluppato un sistema integrato di gestione dei rischi operativi assunti che, in attuazione degli indirizzi strategici, consente di rafforzare la capacità delle Unità Organizzative di gestirli consapevolmente, introducendo strumenti di rilevazione, misurazione e controllo tali da garantire un'assunzione dei rischi consapevole e compatibile con le strategie di Governance e con le condizioni economiche e patrimoniali, nel rispetto delle indicazioni provenienti dalle Autorità di Vigilanza".

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato il regolamento "Gestione dei rischi operativi" (Regolamento ORM) con cui definisce le politiche di gestione del rischio operativo a livello di Gruppo e Banca e determina un sistema comune e coordinato caratterizzato da regole condivise per l'allocazione di compiti e responsabilità.

Il regolamento definisce come rischio operativo "il rischio di perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni, ivi compreso il rischio giuridico; non sono inclusi quelli strategici e di reputazione".

Inoltre, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato, ai fini della determinazione del requisito patrimoniale, l'utilizzo del metodo TSA per tutte le società appartenenti al Gruppo Bancario.

Non sono intervenute variazioni significative rispetto all'esercizio precedente in relazione al modello di gestione dei rischi operativi che di seguito viene rappresentato sinteticamente: l'Organo con funzioni di supervisione strategica di Gruppo è identificato nel Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano SpA, Capogruppo del Gruppo Bancario Credito Emiliano – CREDEM. L'azione viene esercitata con il supporto del Comitato Consiliare Rischi di Gruppo (Comitato di Governance, privo di deleghe, istituito con la finalità di svolgere un ruolo istruttorio).

A livello di Gruppo sono stati individuati più organi con funzioni di gestione, coincidenti con i Consigli di Amministrazione delle singole controllate, che hanno adottato il Regolamento ORM traducendo il relativo "schema" nella specifica realtà aziendale ed individuando concretamente le funzioni "locali" richieste per il buon esito del processo.

Dal punto di vista operativo gli organi con funzione di supervisione strategica e quelli con funzioni di gestione sono supportati dall'attività dell'ufficio Rischi Operativi e di Credito (ROC). Nell'ambito del processo coordinato centralmente da ROC (c.d. "ORM Centrale"), l'attività viene svolta con il supporto di alcune funzioni "ORM Periferico" appartenenti a diversi servizi della banca.

L'Organo con funzioni di controllo è identificato nel Collegio Sindacale, coerentemente con la disciplina vigente relativa agli enti che adottano un modello "tradizionale" di governance societaria. Più in particolare, il Collegio della Capogruppo è responsabile di vigilare sull'osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie, sulla corretta amministrazione, sull'adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili del Gruppo anche tramite il coordinamento con gli omologhi organi collegiali presenti nelle controllate.

Nell'espletamento delle proprie attività tale organo viene supportato dal Servizio Audit di Gruppo.

Il Regolamento ORM istituisce, inoltre, specifici flussi informativi verso l'organo di controllo delle società interessate dal modello TSA (a livello individuale e consolidato, secondo le rispettive competenze).

Il Sistema di Gestione dei Rischi Operativi è periodicamente sottoposto a revisione indipendente da parte del Servizio Audit della Capogruppo.

Il sistema di gestione dei rischi operativi è definito come l'insieme strutturato dei processi funzioni e risorse per l'identificazione, la valutazione e il controllo dei rischi operativi ed è articolato nei seguenti sottoprocessi:

  • Identificazione;
  • Misurazione;
  • Monitoraggio e Controllo;
  • Mitigazione.

Le società incluse nei processi di misurazione, monitoraggio e mitigazione, sono quelle che risultano annualmente rilevanti ai fini del rischio operativo ed informatico dall'analisi di rilevanza effettuata nell'ambito dell'approvazione del Risk Appetite Framework (RAF) e del processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP) svolto dalla Capogruppo.

Il processo di "Identificazione" è composto dalle seguenti procedure:

  • Loss Data Collection: consiste nella raccolta dei dati di perdita operativa interna con il coinvolgimento diretto di tutte le unità di business. In tale ambito, gli eventi di perdita operativa (inclusi quelli di natura informatica) sono classificati per Business Line (corporate finance, trading and sales, retail banking, commercial banking, payment and settlement,, agency services, asset management, retail Brokerage) ed Event Type (frodi interne, frodi esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, clientela - prodotti e prassi professionali, danni da eventi esterni, interruzioni dell'operatività e disfunzioni dei sistemi, esecuzione, consegna e gestione dei processi);
  • Risk Self Assessment: consiste nella raccolta, attraverso questionario, di stime soggettive espresse dai risk owner con riferimento agli eventi di natura operativa (inclusi quelli di natura informatica) potenzialmente rilevanti per le proprie unità di business e tenuto conto delle linee guida di sviluppo emerse dal processo di pianificazione preliminare di gruppo;
  • Data Pooling/Comunicazione verso enti esterni: consiste nella partecipazione ad iniziative consortili esterne e nella gestione delle relative interrelazioni (ad es. consorzio DIPO) ed alla comunicazione dei dati di perdita operativa raccolti agli Organi di Vigilanza (Banca d'Italia e Banca Centrale Europea).

Il processo di "Misurazione" è rappresentato dalla quantificazione del Capitale a Rischio (CaR) mediante stime soggettive. Le metodologie di misurazione delle perdite attese e inattese sono finalizzate ad un'attività di controllo ed individuazione di situazioni potenzialmente critiche e si basano sulla esecuzione di questionari (RSA), con frequenza almeno annuale, che per ogni tipologia di evento richiedono ai responsabili delle unità organizzative (UO) che possono generare/gestire i rischi operativi, una stima soggettiva di alcuni fattori di rischio:

  • "frequenza tipica", il numero medio atteso di eventi nell'arco temporale di riferimento;
  • "impatto tipico", la perdita media attesa per tipologia di evento;
  • "impatto peggiore", l'impatto del singolo evento qualora esso si manifesti nel peggior modo (ragionevolmente) concepibile.

L'analisi è svolta su più livelli: unità organizzativa, business units, società e gruppo consolidato e per ogni livello sono prodotti: un valore di perdita attesa ed un valore di perdita inattesa. I risultati della valutazione sono utilizzati a fini gestionali per la prevenzione e la mitigazione dei rischi operativi e nel processo di pianificazione operativa, coerentemente a quanto definito dal "Regolamento pianificazione, programmazione e controllo di Gruppo".

Il processo di "Monitoraggio e controllo" mira a identificare tempestivamente eventuali disfunzioni nei processi aziendali o nelle procedure di gestione del rischio al fine di consentire di valutare le necessarie azioni di mitigazione.

I Rischi Operativi sono inoltre monitorati all'interno del più ampio processo di Risk Appetite Framework (RAF) di Gruppo (monitoraggio trimestrale).

Al fine di assicurare un presidio nel continuo, è prevista una rendicontazione per singolo evento di perdita operativa la cui autonomia di delibera (definita all'interno dei regolamenti già vigenti o, in mancanza, oltre la soglia di 100.000€) spetta al Comitato Esecutivo/Consiglio di Amministrazione, dei controlli che non sono andati a buon fine e delle azioni correttive di eventuali carenze organizzative e/o di processo/prodotto. Qualora disponibili, l'ORM periferico di volta in volta competente, inserisce le informazioni oggetto di rendicontazione in seno alle proposte e le invia alle Funzioni preposte a seconda delle casistiche (a titolo esemplificativo, Servizio Audit e Compliance). In ogni caso, le delibere assunte dal CE/CA sono inviate, per opportuna conoscenza, al Risk Officer della Capogruppo e a ROC. ROC verifica semestralmente che le Funzioni preposte siano state attivate dagli ORM Periferici e laddove questo non sia accaduto, attiva direttamente le Funzioni preposte eventualmente coordinandosi con gli ORM Periferici.

Inoltre, ROC controlla semestralmente, per BU/Servizio di Credembanca e per le società rilevanti, che le rispettive perdite contabilizzate nel semestre/anno di riferimento non superino il relativo valore di Perdita Attesa stimato in ambito Risk Self Assessment e, nel caso in cui ciò accada, rendiconta nel CE di Credembanca le motivazioni dello scostamento fornite dai Responsabili delle BU/Capi Servizio di Credembanca. Per le singole società rilevanti, nel caso in cui le perdite risultino superiori alla Perdita Attesa, l'ORM periferico della società rendiconta nel proprio CA le motivazioni dello scostamento e ne dà comunicazione al Risk Officer della Capogruppo.

Il sistema di reporting fornisce agli organi aziendali ed ai responsabili delle funzioni interessate informazioni sul livello di esposizione ai rischi operativi e rappresenta uno strumento di supporto per la loro gestione attiva e rappresenta la sintesi dei processi di misurazione, monitoraggio e controllo.

Il processo di "Mitigazione" definisce le azioni da intraprendere per la prevenzione e l'attenuazione dei rischi operativi ed è composto dalle seguenti procedure:

  • Analisi gestionale: consiste nell'analisi delle criticità emerse e delle diverse possibili soluzioni a disposizione nell'ambito delle tradizionali modalità alternative di gestione del rischio (ritenzione, trasferimento, mitigazione), in ottica costi-benefici;
  • Gestione dell'attività di mitigazione: consiste nella scelta, pianificazione, avvio delle attività, implementazione e completamento degli interventi di mitigazione messi in atto e successivo controllo dell'avanzamento e dell'efficacia degli interventi di mitigazione del rischio attuati;
  • Gestione delle forme di trasferimento: consiste nella individuazione, valutazione, scelta e gestione delle diverse forme di trasferimento del rischio.

Le azioni di mitigazione definite nel reporting vengono inoltre incluse nel processo di pianificazione operativa.

La classificazione delle attività nelle linee di business regolamentari è declinata nelle fasi di:

  • mappatura dati;
  • determinazione requisito patrimoniale individuale.

La mappatura dei dati si delinea a livello individuale attraverso il collocamento di ciascuno dei centri gestionali nella business line regolamentare di pertinenza seguendo i principi sanciti dal Regolamento UE n. 575/2013; segue quindi l'individuazione delle fonti dati che riportano i dati reddituali di tali centri e gli eventuali criteri di ripartizione.

In applicazione della mappatura definita, ciascuna società procede alla determinazione dei valori per centro, alla collocazione sulle business line previste e alla determinazione del requisito individuale.

Le attività definite per la determinazione del requisito patrimoniale consolidato prevedono l'identificazione dell'"Indicatore Rilevante" individuale e la componente riconducibile a ciascuna società del Gruppo per business line regolamentare (da determinarsi in coerenza con i criteri sanciti nella mappatura utilizzata a fini individuali).

Il requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi, calcolato sull' Indicatore Rilevante del triennio 2019 - 2021, è pari a 123,3 milioni di euro.

RISCHI LEGALI

Il Gruppo, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze.

Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.

La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento, dell'anatocismo e fiscali.

Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito immobiliare, amministrativo e all'operatività di sportello.

Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.

Contenzioso lavoristico: i rischi connessi al contenzioso lavoristico vengono valutati trimestralmente in base all'andamento delle cause e conseguentemente vengono aggiornati gli accantonamenti.

Revocatorie Fallimentari: si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa quando clienti assoggettabili al Fallimento dispongono pagamenti in favore della Banca, effettuano rimesse su un conto corrente bancario in un arco temporale prossimo alla dichiarazione di Fallimento. L'azione revocatoria è uno strumento utilizzabile dal curatore fallimentare allo scopo di ricostituire il patrimonio del fallito destinato alla soddisfazione dei suoi creditori, facendovi rientrare quanto ne era uscito nel periodo antecedente al fallimento (il cosiddetto periodo sospetto). Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale. Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame. Tutte le cause in materia sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Malversazioni: si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa, vi sono alcuni reclami e alcune vertenze giudiziali derivanti da comportamenti anomali posti in essere da dipendenti o consulenti finanziari nello svolgimento delle mansioni loro affidate o dell'attività espletata, con conseguenti contestazioni da parte della clientela nei confronti della Banca stessa, che può eventualmente essere ritenuta responsabile di tali comportamenti.

Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale.

Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame.

Contenzioso in materia di anatocismo: il numero complessivo delle cause pendenti si mantiene consistente, alla luce, soprattutto, delle problematicità derivanti da alcuni orientamenti della giurisprudenza (oltre che dalle evoluzioni della normativa di settore). Tutte le cause in materia - a volte comprendenti anche contestazioni relative al superamento del Tasso Soglia Usura – sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Contenzioso in materia di servizi di investimento: quanto alle controversie giudiziali aventi ad oggetto servizi di investimento – bond in default, derivati, ecc. – la policy adottata dalla Banca in materia è quella di procedere ad una valutazione delle singole posizioni caso per caso, prestando particolare attenzione al dato documentale e al profilo dell'adeguatezza degli investimenti contestati rispetto alla posizione della singola controparte. Per effetto di detta analisi, ove ritenuto opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze.

Reclami formulati dalla clientela: con riferimento alle contestazioni avanzate dalla clientela vengono effettuati gli opportuni accantonamenti; in particolare, nel caso in cui il danno lamentato sia superiore a una predeterminata soglia di rilevanza (ad oggi fissata in 25 mila Euro), la previsione di perdita è fatta analiticamente. Qualora il danno lamentato sia, invece, inferiore a detta soglia, l'accantonamento è determinato applicando una percentuale forfettaria/statistica stabilita in base alla media delle perdite effettivamente subite sul totale dei reclami analoghi ricevuti negli anni precedenti.

Contenzioso fiscale

Con riguardo alla capogruppo, sono in essere circa 25 procedimenti contenziosi, afferenti a tributi locali e a tributi erariali minori, nonché ad imposte dirette e registro. Relativamente a tali contenziosi non sono emersi rischi effettivi o quanto meno il rischio stimato è apparso remoto. Per cui non sono stati effettuati accantonamenti specifici.

Per Credemleasing sono in essere circa 30 procedimenti contenziosi, quasi integralmente relativi a tributi minori (ICI, IMU, TARI).

L'unico contenzioso pendente per banca Euromobiliare si è chiuso nel 2022, con il passaggio in giudicato di sentenza favorevole alla società.

Sono infine presenti controversie di minore rilevanza relative all'operatività posta in essere dai promotori finanziari, al contenzioso lavoristico, nonché all'ambito immobiliare, amministrativo.

Il totale dei fondi rischi ed oneri ammonta a 147,6 milioni di euro.

Informazioni di natura quantitativa

Si riporta di seguito la composizione percentuale delle perdite operative del Gruppo Credem per tipologie di evento:

  • ET 01 Frode Interna
  • ET 02 Frode esterna
  • ET 03 Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro
  • ET 04 Rapporti con clienti, prestazioni di servizi e prodotti
  • ET 05 Disastri ed altri eventi
  • ET 06 Sistemi
  • ET 07- Esecuzione, gestione, consegna di servizi e prodotti

Nel corso del I semestre 2022, la principale fonte di rischio operativo, per importo di perdita, è risultata essere la tipologia di evento "Esecuzione, gestione e consegna di prodotti o servizi" (ET 07). La seconda fonte di rischio operativo si riferisce alle perdite dovute a "Rapporti con Clienti, prestazioni di servizi o prodotti" (ET 04) e di seguito, in ordine di incidenza, ci sono: le perdite dovute a "Frodi Esterne" (ET 02), "Frodi Interne" (ET 01), "Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro" (ET 03)" e "Disastri ed altri eventi" (ET 05).

Infine, pressoché nulla è l'incidenza delle perdite legate a malfunzionamento dei sistemi tecnologici (ET 06).

L'importo delle perdite riconducibili al rischio informatico risulta molto contenuto (solo lo 0,2% del totale e ricade sull'Event Type 06). La quasi totalità delle perdite riconducibili al "Conduct Risk" si riferisce agli Event Type 01 e 04.

14. LEVA FINANZIARIA

Il Regolamento UE 575/2013 ha introdotto a partire dal 1° gennaio 2014 l'obbligo di calcolo del coefficiente di leva finanziaria per limitare l'accumulo di leva finanziaria eccessiva, ovvero di un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri che renda la banca vulnerabile.

In relazione al rischio di leva finanziaria è previsto che le banche si dotino di politiche e procedure aziendali volte a identificare, gestire e monitorare tale rischio.

E' inoltre previsto che le banche gestiscano conservativamente il rischio di eccessiva leva finanziaria considerando i potenziali incrementi di tale rischio dovuti alle riduzioni dei fondi propri della banca causate da perdite attese o realizzate derivanti dalle regole contabili applicabili. A tal fine le banche devono essere in grado di far fronte a diverse situazioni di stress con riferimento al rischio di leva finanziaria eccessiva.

A partire dal 1 gennaio 2015 è stato introdotto l'obbligo di pubblicazione del coefficiente calcolato conformemente all'art. 429 del Regolamento UE 575/2013.

Il coefficiente di leva finanziaria è calcolato trimestralmente, sia a livello individuale che a livello consolidato, come rapporto tra il totale delle esposizioni del Gruppo non dedotte nel calcolo del capitale (SFT, derivati, esposizioni fuori bilancio ed altre esposizioni in bilancio) ed il Capitale di Classe 1. A partire dal 31 dicembre 2021, con l'introduzione della CRR2, è previsto un requisito minimo vincolante del 3%.

Si riportano di seguito le principali informazioni inerenti il coefficiente di leva finanziaria del Gruppo al 30 giugno 2022.

Descrizione dei fattori che hanno avuto un impatto sul coefficiente di leva finanziaria durante il periodo di riferimento

Il coefficiente di leva finanziaria al 30 giugno 2022 risulta pari a 4,37%, in calo rispetto al 5,10% rilevato al 31 dicembre 2021. Tale variazione è principalmente legata all'esclusione dalla misura dell'esposizione complessiva del coefficiente di leva finanziaria dell'esposizione verso la Banca Centrale, ai sensi dell'articolo 500b del Regolamento (EU) No 575/2013 così come modificato dal Regolamento (EU) 2019/876 e dal Regolamento (EU) 2020/873 applicata al 31 dicembre 2021. La facoltà di operare tale esclusione non risulta più in vigore al 30 giugno 2022. Al netto di tale effetto il coefficiente di leva finanziaria al 31 dicembre 2021 risultava pari a 4,44%.

Per maggiori informazioni sulla composizione del totale esposizioni si rimanda alle successive tabelle del presente capitolo, mentre per maggiori informazioni circa la composizione del Capitale di Classe 1 si rimanda all'apposito capitolo "I Fondi Propri".

Descrizione dei processi utilizzati per gestire il rischio di leva finanziaria eccessiva

Il Gruppo Credem adotta la definizione di leva finanziaria eccessiva presente nella normativa. Il Gruppo, inoltre, adotta il leverage ratio ex-CRR quale indicatore del rischio di leva finanziaria eccessiva a livello consolidato, come disciplinato all'interno del Regolamento "Risk Appetite Framework del Gruppo Credem" (RAF). L'indicatore viene inoltro sottoposto a stress in ipotesi di riduzione della base patrimoniale, coerentemente con gli scenari di stress rendicontati nel presente ICAAP.

Il leverage ratio rappresenta uno degli indicatori di Risk appetite su cui è strutturato il RAF, come riportato all'interno del Regolamento Risk Appetite Framework del Gruppo.

I compiti e le responsabilità assegnati in ambito RAF al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, quale organo di supervisione strategica e di gestione, includono:

  • individuare l'insieme di indicatori di Risk Appetite (tra cui il leverage ratio) e le relative metriche di calcolo su cui strutturare il RAF;
  • definire e approvare l'obiettivo di rischio ("Risk appetite"), la soglia di tolleranza ("Risk tolerance") e le politiche di governo dei rischi, tra cui il rischio di leva finanziaria eccessiva;

assicurare che l'attuazione del RAF sia coerente con gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza approvate.

I compiti e le responsabilità in ambito RAF assegnati al Comitato Esecutivo della Capogruppo quale organo con funzione di gestione sono:

  • proporre al CA le metodologie di misurazione e controllo dei rischi;
  • curare l'attuazione del RAF;
  • autorizzare il superamento della propensione al rischio entro il limite della soglia di tolleranza.

Modello EU LR1 - LRSum: Riepilogo della riconciliazione tra attività contabili ed esposizioni del coefficiente di leva finanziaria

a
Importo applicabile
30/06/2022
1 Attività totali come da bilancio pubblicato 65.829.100
2 Rettifica per i soggetti consolidati a fini contabili ma esclusi dall'ambito del
consolidamento prudenziale
(8.364.749)
3 (Rettifica per le esposizioni cartolarizzate che soddisfano i requisiti operativi per il
riconoscimento del trasferimento del rischio)
-
4 (Rettifica per l'esenzione temporanea delle esposizioni verso banche centrali (se del
caso))
-
5 (Rettifica per le attività fiduciarie iscritte a bilancio a norma della disciplina contabile
applicabile ma escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente
all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera i), del CRR)
-
6 Rettifica per gli acquisti e le vendite standardizzati di attività finanziarie soggette alla
registrazione sulla base della data di negoziazione
-
7 Rettifica per le operazioni di tesoreria accentrata ammissibili -
8 Rettifica per gli strumenti finanziari derivati (629.803)
9 Rettifica per le operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT) 17.883
10 Rettifica per gli elementi fuori bilancio (conversione delle esposizioni fuori bilancio in
importi equivalenti di credito)
1.525.810
11 (Rettifica per gli aggiustamenti per la valutazione prudente e gli accantonamenti
specifici e generici che hanno ridotto il capitale di classe 1)
-
EU
11a
(Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva
conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera c), del CRR)
-
EU
11b
(Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva
conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera j), del CRR)
-
12 Altre rettifiche (945.231)
13 Misura dell'esposizione complessiva 57.433.010

Modello EU LR2 - LRCom: Informativa armonizzata sul coefficiente di leva finanziaria

Esposizioni del coefficiente di
leva finanziaria (CRR)
a b
30/06/2022 31/12/2021
Esposizioni in bilancio (esclusi derivati e SFT)
1 Elementi in bilancio (esclusi derivati e SFT, ma comprese le garanzie reali) 56.656.309 50.865.315
2 Maggiorazione per le garanzie reali fornite su derivati se dedotte dalle attività in bilancio
in base alla disciplina contabile applicabile
- -
3 (Deduzioni dei crediti per il margine di variazione in contante fornito in operazioni su
derivati)
(403.430) -
4 (Rettifica per i titoli ricevuti nell'ambito di operazioni di finanziamento tramite titoli che
sono iscritti come attività)
- -
5 (Rettifiche di valore su crediti generiche degli elementi in bilancio) - -
6 (Importi delle attività dedotte nella determinazione del capitale di classe 1) (459.743) (492.279)
7 Esposizioni in bilancio complessive (esclusi derivati e SFT) 55.793.136 50.373.036
Esposizioni su derivati
8 Costo di sostituzione associato alle operazioni su derivati SA-CCR (al netto del margine
di variazione in contante ammissibile)
32.459 96.066
EU-8a Deroga per derivati: contributo ai costi di sostituzione nel quadro del metodo - -
9 standardizzato semplificato
Importi delle maggiorazioni per le esposizioni potenziali future associate alle operazioni
63.722 84.530
EU-9a su derivati SA-CCR
Deroga per derivati: contributo all'esposizione potenziale futura nel quadro del metodo
-
EU-9b standardizzato semplificato
Esposizione calcolata secondo il metodo dell'esposizione originaria
- -
10 (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del - -
cliente) (SA-CCR)
EU-10a (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del
- -
EU-10b cliente) (metodo standardizzato semplificato)
(Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del
- -
11 cliente) (metodo dell'esposizione originaria)
Importo nozionale effettivo rettificato dei derivati su crediti venduti
- -
12 (Compensazioni nozionali effettive rettificate e deduzione delle maggiorazioni per i - -
13 derivati su crediti venduti)
Totale delle esposizioni in derivati
96.181 180.596
Esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT)
14 Attività SFT lorde (senza riconoscimento della compensazione) previa rettifica per le
operazioni contabilizzate come vendita
- -
15 (Importi compensati risultanti dai debiti e crediti in contante delle attività SFT lorde) - -
16 Esposizione al rischio di controparte per le attività SFT 17.883 4.995
EU-16a Deroga per SFT: esposizione al rischio di controparte conformemente all'articolo 429 - -
17 sexies, paragrafo 5, e all'articolo 222 del CRR.
Esposizioni su operazioni effettuate come agente
- -
EU-17a (Componente CCP esentata delle esposizioni su SFT compensate per conto del cliente) - -
18 Totale delle esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli 17.883 4.995
Altre esposizioni fuori bilancio
19 Importo nozionale lordo delle esposizioni fuori bilancio 11.298.870 11.242.428
20 (Rettifiche per conversione in importi equivalenti di credito) (9.773.060) (9.767.208)
21 (Accantonamenti generici dedotti nella determinazione del capitale di classe 1 e
accantonamenti specifici associati alle esposizioni fuori bilancio)
- -
22 Esposizioni fuori bilancio 1.525.810 1.475.220
Esposizioni escluse
EU-22a (Esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente
all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera c), del CRR)
- -
EU-22b (Esposizioni esentate conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera j), del CRR
(in bilancio e fuori bilancio))
- -
EU-22c (Esposizioni di banche (o unità) pubbliche di sviluppo escluse - Investimenti del settore
pubblico)
- -
EU-22d (Esposizioni di banche (o unità) pubbliche di sviluppo escluse - Prestiti agevolati) - -
EU-22e (Esposizioni escluse derivanti da trasferimenti (passing-through) di prestiti agevolati da
parte di un ente che non sia una banca (o unità) pubblica di sviluppo)
- -
Esposizioni del coefficiente di
leva finanziaria (CRR)
a b
30/06/2022 31/12/2021
EU-22f (Parti garantite escluse delle esposizioni derivanti da crediti all'esportazione) - -
EU-22g (Garanzie reali in eccesso depositate presso agenti triparty escluse) - -
EU-22h (Servizi connessi a un CSD di CSD/enti esclusi conformemente all'articolo 429 bis,
paragrafo 1, lettera o), del CRR)
- -
EU-22i (Servizi connessi a un CSD di enti designati esclusi conformemente all'articolo 429 bis,
paragrafo 1, lettera p), del CRR)
- -
EU-22j (Riduzione del valore dell'esposizione di prestiti di prefinanziamento o di prestiti
intermedi)
- -
EU-22k (Totale delle esposizioni escluse) - -
Capitale e misura dell'esposizione complessiva
23 Capitale di classe 1 2.512.127 2.653.839
24 Misura dell'esposizione complessiva 57.433.010 52.033.847
Coefficiente di leva finanziaria
25 Coefficiente di leva finanziaria (%) 4,37% 5,10%
EU-25 Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto dell'esenzione degli investimenti del
settore pubblico e dei prestiti agevolati) (%)
4,37% 5,10%
25a Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea
applicabile delle riserve della banca centrale) (%)
4,37% 4,44%
26 Requisito regolamentare del coefficiente minimo di leva finanziaria (%) 3,00% 3,45%
EU-26a Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva
(%)
- -
EU-26b Di cui costituiti da capitale CET1 - -
27 Requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria (%) - -
EU-27a Requisito del coefficiente di leva finanziaria complessivo (%) 3,00% 3,45%
Scelta in merito a disposizioni transitorie e esposizioni rilevanti
EU-27b Scelta in merito alle disposizioni transitorie per la definizione della misura del capitale A regime A regime

Modello EU LR3 - LRSpl: disaggregazione delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate)

a
Esposizioni del
coefficiente di leva
finanziaria (CRR)
30/06/2022
EU - 1 Totale delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate), di cui 56.252.878
EU - 2 Esposizioni nel portafoglio di negoziazione 67.564
EU - 3 Esposizioni nel portafoglio bancario, di cui 56.185.314
EU - 4 Obbligazioni garantite -
EU - 5 Esposizioni trattate come emittenti sovrani 17.761.488
EU - 6 Esposizioni verso amministrazioni regionali, banche multilaterali di sviluppo, organizzazioni
internazionali e organismi del settore pubblico non trattati come emittenti sovrani
-
EU - 7 Esposizioni verso enti 1.695.307
EU - 8 Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili 9.085.001
EU - 9 Esposizioni al dettaglio 7.219.951
EU - 10 Esposizioni verso imprese 17.521.976
EU - 11 Esposizioni in stato di default 358.424
EU - 12 Altre esposizioni (ad es. in strumenti di capitale, cartolarizzazioni e altre attività diverse da
crediti)
2.543.167

15. INFORMAZIONI SULLE ESPOSIZIONI SOGGETTE A MORATORIE LEGISLATIVE E NON LEGISLATIVE E SULLE NUOVE ESPOSIZIONI ORIGINATE SOGGETTE A SCHEMI DI GARANZIA PUBBLICA

In data 2 Aprile 2020 l'Autorità bancaria europea (European Banking Authority, EBA) ha pubblicato le linee guida EBA/GL/2020/02 "Guidelines on legislative and non-legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis". Questi orientamenti hanno fornito chiarezza sul trattamento delle moratorie legislative e non legislative applicate prima del 30 giugno 2020, oltreché le implicazioni che tali moratorie hanno sui pagamenti all'interno della normativa prudenziale, anche in relazione all'applicazione delle regole sulle misure di tolleranza e sulla definizione di esposizioni deteriorate.

Successivamente, in data 2 dicembre 2020, l'EBA ha pubblicato le linee guida EBA/GL/2020/15 con cui:

  • è stata prorogata al 31 marzo 2021 la data entro cui può essere applicata al debitore una moratoria di natura legislativa e non legislativa definita come general payment moratorium;
  • è stato introdotto un limite cumulato di nove mesi al beneficio ottenibile dalle moratorie concesse o prorogate dopo il 30 settembre 2020 affinché l'esposizione sia soggetta al trattamento delle EBA/GL/2020/02.

In relazione invece alla definizione di un approccio coordinato alla raccolta di informazioni riguardanti l'applicazione delle moratorie ai prestiti esistenti e alle garanzie pubbliche fornite ai nuovi prestiti in risposta alla pandemia di COVID-19, in data 2 giugno 2020 l'EBA ha emanato le linee guida EBA/GL/2020/07 "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID-19 crisis".

In particolare questi orientamenti EBA hanno ad oggetto:

  • obblighi di segnalazione per monitorare l'uso delle moratorie e l'evoluzione della qualità del credito delle esposizioni soggette a tali moratorie;
  • obblighi di informativa per le esposizioni soggette a moratorie;
  • obblighi di segnalazione per i nuovi prestiti soggetti a garanzie pubbliche specifiche istituite per mitigare gli effetti della crisi COVID-19;
  • obblighi di informativa per i nuovi prestiti soggetti alle specifiche garanzie pubbliche istituite per mitigare gli effetti della crisi COVID-19;
  • obbligo di segnalazione di altre misure di tolleranza applicate in risposta alla crisi COVID-19.

Il Gruppo ha attivato tutti gli strumenti previsti dalle iniziative governative, in particolare il Decreto Legislativo "Cura Italia" ("Moratorie Legislative") - ed iniziative di sostegno creditizio a livello di Sistema ("Moratorie Non Legislative") aderendo agli Accordi ABI – Associazione Bancaria Italiana ("Imprese" - Accordo per il credito/moratoria ABI ripresa 2.0/Accordo "Consumatori") ed Assofin, anche con la partecipazione delle Società del Gruppo (Credemfactor, Credemleasing, Banca Euromobiliare ed Avvera SpA).

Nel complesso le iniziative sono state indirizzate a:

  • Privati, compresi Liberi Professionisti e Lavoratori Autonomi (anche le Ditte Individuali);
  • Micro Imprese, PMI e Grandi Imprese di tutti i settori operanti in Italia.

Più in particolare le iniziative Legislative sono state declinate per le diverse tipologie di prodotto di finanziamento, nel rispetto delle disposizioni governative tempo per tempo vigenti, con particolare riferimento ai seguenti Articoli del Decreto Cura Italia, con declinati i principali aggiornamenti normativi: Art. 56:

  • con la Legge di Bilancio 2021, l'iniziativa è stata confermata e, oltre a definire un nuovo termine di adesione al 31/01/21, ha previsto l'estensione al 30/06/2021 come nuova scadenza delle moratorie, sia per le "nuove" richieste come anche termine applicato «automaticamente» ai già «morati».
  • In data 20 maggio 2021 il Consiglio dei Ministri ha approvato il cd. "Decreto Legge Sostegni bis" entrato in vigore il 26 maggio 2021, con l'articolo 16 del suddetto Decreto

che ha prorogato dal 30 giugno 2021 al 31 dicembre 2021, il termine previsto per le misure di sostegno (moratorie) alle micro, piccole e medie imprese colpite dall'epidemia di Covid-19 ex art. 56 D.L. n. 18/2020 (cd. "Cura Italia" con le seguenti specifiche: la proroga interessa tutte quelle Imprese già ammesse, alla data di entrata in vigore del Decreto, alle misure di sostegno previste dall'art. 56 comma 2 del Decreto Legge n.18/2020, convertito dalla Legge 24/04/2020 n° 27 e successive modificazioni; la proroga riguarda tutte le forme tecniche contemplate nell'art. 56 citato, limitatamente alla sospensione della sola quota capitale ove applicabile (precedentemente era previsto capitale e interessi); applicazione da parte delle Banche su espressa richiesta dei soggetti interessati tramite apposita comunicazione da far pervenire al soggetto finanziatore entro il 15 giugno 2021 (assenza quindi di automatismi a differenza dell'attuale meccanismo di proroga automatica).

  • Art. 54:
  • Sospensione per un periodo massimo di 18 mesi dei mutui ipotecari privati, con intervento del Fondo di Solidarietà Prima Casa (c.s. "Gasparrini") gestito da CONSAP; con l'intervento normativo nella Legge di Bilancio 2022, rispetto a quanto previsto dal decreto sostegni Bis, tale misura è stata prorogata per l'intero 2022; la Legge di Bilancio 2022 dunque, non ha modificato sostanzialmente i requisiti per l'uso del Fondo Gasparrini rispetto al Decreto Sostegni Bis, ma ne ha esteso la durata. Inoltre, nel testo il Governo ha assegnato nuove risorse al Fondo di garanzia per la prima casa (Legge 27 dicembre 2013, n. 147) ulteriori 242 milioni di euro per l'anno 2022.

Inoltre è stato prorogato a tutto il 2022 il "Decreto Ristori", ad eccezione di lavoratori autonomi e liberi professionisti, infatti è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 27.01.2022 n. 21 il Decreto Sostegni ter (DL n. 4 del 27.01.2022) che introduce misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19, nonché per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico.

Rispetto alle misure Non Legislative di Sistema (ABI, Assofin) sono stati applicati i termini e disposizioni dei vari accordi:

  • ABI «Imprese»: PMI e non con l'applicazione della sospensione fino a 9 mesi del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti. Tale accordo era stato prorogato fino al 31/03/2021;
  • ABI "Consumatori": per Privati con la sospensione fino a 9 mesi della quota capitale delle rate dei mutui garantiti da immobili e degli altri finanziamenti a rimborso rateale. Tale accordo era stato prorogato fino al 31/03/2021;
  • Assofin: per Privati con la sospensione fino a 6 mesi del pagamento della rate dei finanziamenti di importo superiore a 1.000 Euro. Tale accordo era stato prorogato fino al 31/03/2021.

Nell'ambito complessivo delle 23.290 moratorie EBA compliant concesse, alla data di reporting risultano tutte scadute.

È importante evidenziare che al primo semestre del 2022 a fronte dei 2.834,2 Milioni di moratorie concesse ed ormai scadute soltanto il 2,57% sia classificato ad NPL; ponendo il focus soltanto sul segmento delle società non finanziarie la percentuale arriva al 2,04%.

Possiamo pertanto affermare che le misure poste in essere hanno consentito di preservare il tessuto industriale in cui opera il Gruppo Credito Emiliano e conseguentemente la qualità del portafoglio Crediti.

Si forniscono nel seguito le informazioni quantitative e qualitative semestrali introdotte dagli orientamenti EBA/GL/2020/07 riferite al 30 giugno 2022.

Il Modello 1. Informazioni su prestiti e anticipazioni soggetti a moratorie legislative e non legislative non è presente in quanto al 30 giugno 2022 non risultavano esposizioni in essere.

Informativa quantitativa

a b c d
Numero di
debitori
Valore contabile lordo
Di cui:
moratorie
legislative
Di cui:
scadute
1 Prestiti e anticipazioni per i quali è stata offerta una
moratoria
24.186 2.984.710
2 Prestiti e anticipazioni soggetti a moratoria (concessa) 23.290 2.834.249 2.431.565 2.834.249
3 di cui: a famiglie 604.127 539.420 604.127
4 di cui: garantiti da beni immobili residenziali a titolo di
garanzia reale
394.100 360.081 394.100
5 di cui: a società non finanziarie 2.220.130 1.883.512 2.220.130
6 di cui: a piccole e medie imprese 1.886.378 1.711.889 1.886.378
7 di cui: garantiti da beni immobili non residenziali a
titolo di garanzia reale
285.736 241.377 285.736

Modello 2. Disaggregazione dei prestiti delle anticipazioni soggetti a moratorie legislative e non legislative per durata residua delle moratorie (1 di 2)

Modello 2. Disaggregazione dei prestiti delle anticipazioni soggetti a moratorie legislative e non legislative per durata residua delle moratorie (2 di 2)

e f g h i
Valore contabile lordo
Durata residua delle moratorie
<= 3 mesi > 3 mesi
<= 6 mesi
> 6 mesi
<= 9 mesi
> 9 mesi
<= 12 mesi
> 1 anno
1 Prestiti e anticipazioni per i quali è stata offerta una
moratoria
2 Prestiti e anticipazioni soggetti a moratoria (concessa) - - - - -
3 di cui: a famiglie - - - - -
4 di cui: garantiti da beni immobili residenziali a titolo di
garanzia reale
- - - - -
5 di cui: a società non finanziarie - - - - -
6 di cui: a piccole e medie imprese - - - - -
7 di cui: garantiti da beni immobili non residenziali a
titolo di garanzia reale
- - - - -

Si precisa che all'interno del cluster "di cui scadute" al 30/06/2022 permangono alcune misure che sono in essere, ma che non sono più considerate come misure EBA compliant in relazione alle FAQ emesse da EBA il 29/01/2021, si tratta comunque di numeri molto residuali; infatti in termini di importo siamo al di sotto dello 0,5%.

Modello 3. Informazioni su nuovi prestiti e anticipazioni soggetti a schemi di garanzia pubblica di nuova applicazione introdotti in risposta alla crisi Covid-19

a b c d
Valore contabile lordo Importo
massimo della
garanzia che
può essere
considerato
Valore
contabile lordo
di cui: oggetto
di misure di
«forbearance»
Garanzie
pubbliche
ricevute
Afflussi nelle
esposizioni
deteriorate
1 Nuovi prestiti e anticipazioni soggetti a schemi
di garanzia pubblica
3.365.279 22.197 2.678.602 21.783
2 di cui: a famiglie 399.878 - - 3.726
3 di cui: garantiti da beni immobili residenziali a titolo
di garanzia reale
- - - -
4 di cui: a società non finanziarie 2.959.403 20.170 2.313.647 18.057
5 di cui: a piccole e medie imprese 2.430.130 - - 16.488
6 di cui: garantiti da beni immobili non residenziali a
titolo di garanzia reale
- - - -

In linea con le disposizioni previste a livello governativo e con quelle relative al funzionamento del Fondo di Garanzia per le PMI e del Fondo di Garanzia SACE Italia "Garanzia Italia", il Gruppo ha predisposto nuovi processi come anche nuovi prodotti per consentire l'erogazione di nuovi finanziamenti, principalmente:

  • erogazione finanziamenti fino a 30.000 Euro (ex 25.000 Euro) garantiti al 100% da Fondo di garanzia per le PMI (portato con successivi provvedimenti fino ad un massimo del 80%);
  • erogazione finanziamenti oltre a 30.000 Euro (ex 25.000 Euro) garantiti dal Fondo di garanzia per le PMI con percentuali variabili dall'80% al 90% (portato con successivi provvedimenti fino ad un massimo del 80%);
  • erogazione finanziamenti con garanzia SACE con percentuali di copertura che variano dal 70% al 90% (portato con successivi provvedimenti fino ad un massimo dell'80%).

Nell'ambito di queste iniziative il Gruppo ha gestito a giugno 2022 oltre 46.000 richieste ed erogato oltre 40.000 finanziamenti. Gli ambiti settoriali sui quali si sono maggiormente concentrati le concessioni di nuovi finanziamenti con garanzie pubbliche COVID sono stati il Manifatturiero ed il Commercio all'ingrosso e al dettaglio.

Con riguardo al tasso di deterioramento delle posizioni incluse in questo portafoglio è utile evidenziare che soltanto l'1,04% è ad NPL alla data di reporting. Inoltre gli NPL derivanti da questo portafoglio risultano di qualità elevata perché coperti almeno in parte da garanzia pubblica.

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