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Credito Emiliano

Interim / Quarterly Report Aug 6, 2024

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Interim / Quarterly Report

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RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE 2024

Arman (Nizza 1928 – New York 2005), Violino scomposto, litografia su carta, particolare, collezione d'arte Credem

RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE 2024

Credito Emiliano Spa Gruppo Bancario Credito Emiliano - Credem 3032 - Società per Azioni

Sede Sociale e Direzione:

Via Emilia San Pietro n. 4 - 42100 Reggio Emilia Capitale interamente versato 332.392.107 Euro Codice Fiscale 01806740153 - Partita IVA 02823390352 Codice ABI 03032 Banca iscritta all'albo delle banche al n.5350 Banca iscritta all'albo dei Gruppi bancari al n.03032 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Tel.0522 5821 - Telefax 0522 433969 - Telex BACDIR 530658 – Switf Code BACRIT22 Sito Internet: www.credem.it

INDICE

Cariche Sociali
7

RELAZIONE FINANZIARIA

SEMESTRALE

Relazione intermedia sulla Gestione 9
Bilancio consolidato semestrale abbreviato 59
Note illustrative 73
Allegati alle note illustrative 253
Attestazione del Presidente e del Dirigente Preposto 261
Relazione della Società di Revisione 265

CARICHE SOCIALI

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Lucio Igino Zanon di Valgiurata
Vice Presidenti Enrico Corradi(*) Luigi Maramotti
Consiglieri Paola Agnese Bongini()
Mariaelena Fontanesi
Alessandro Merli(
)
Edoardo Prezioso(*)
Giovanni Viani
Giorgia Fontanesi()
Elisabetta Gualandri(
)
Ernestina Morstofolini(
)
Anna Chiara Svelto(**)
(*) Membri del Comitato Esecutivo
(**) Amministratori indipendenti ex art.148, comma 3, D.Lgs. n.58/1998 (TUF)
COLLEGIO SINDACALE
Presidente Anna Maria Allievi
Sindaci effettivi Giulio Morandi Maria Paglia
Sindaci supplenti Maurizio Bergomi Stefano Fiorini
DIREZIONE CENTRALE
Direttore Generale Angelo Campani
Condirettori Generali Stefano Morellini Stefano Pilastri
Vice Direttore Generale Giuliano Cassinadri
Direttori Centrali Paolo Magnani
Francesco Reggiani
Condirettore Centrale Maurizio Giglioli
Vice Direttori Centrali Roberto Catellani
Alessandro Cucchi
Ettore Corsi
DIRIGENTE
PREPOSTO
alla
redazione
dei
documenti contabili societari
Giuseppe Malato
SOCIETA' DI REVISIONE

Deloitte & Touche S.p.A.

RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE

AREA DI CONSOLIDAMENTO

Note:

le percentuali esprimono i diritti di voto esercitabili direttamente e indirettamente le partecipazioni in chiaro sono valutate con il metodo del patrimonio netto

Il 1° aprile 2024 si è dato atto al Progetto di Fusione delle Società Blue Eye Srl e Sata Srl in Credemtel Spa.

Signori Azionisti,

dedichiamo una breve sintesi introduttiva alle principali evidenze del primo semestre 2024:

EXECUTIVE SUMMARY

  • Il Gruppo chiude il semestre con un utile netto di 323,8 milioni di euro, con una redditività di periodo, espressa in termini di ROE, dell'8,6%.
  • L'articolazione del Gruppo, in una federation of business*, ha consentito uno sviluppo organico delle diverse fonti di ricavo.
CONTRIBU
Banca Commerciale
Credem Banca Private Banking
Credem Furomobiliare
Private Banking
Parabancario, Consumer Credit e Altro €40,3 min
Credem Factor
Avvera
Credem Leasing
MGT
Credemtel
Wealth Management
  • ll banking commerciale, apporta 190,9 milioni di euro al Gruppo, risultato trainato dallo sviluppo di tutte le principali componenti di ricavo caratteristiche e dall'assenza di segnali di deterioramento sull'asset quality.
  • Il Private Banking, con Credem Euromobiliare Private Banking progressivamente a regime, consuntiva un risultato di 35,4 milioni di euro.
  • Il parabancario e il consumer credit, come il banking commerciale, hanno beneficiato della tenuta dei tassi di interessi e hanno registrano una contribuzione pari a 40,3 milioni di euro di utile, sostenendo in maniera determinante sia il conto economico, sia l'evoluzione dei volumi del gruppo.
  • L'universo Wealth Management, che include tutte le fabbriche del wealth, raggiunge un risultato di 67,1 milioni di euro e si conferma come elemento distintivo del modello di business del Gruppo, con un ampio potenziale di sviluppo, anche in considerazione dell'attesa evoluzione dei tassi.
  • Il Gruppo mantiene una progressione dei volumi di raccolta e di impiego superiore al Sistema
  • La capacità di generare capitale organicamente ha permesso di raggiungere un CET1 ratio (perimetro di Vigilanza) del 15,7% (17,1% a livello di Gruppo Bancario).

(*) Come meglio rappresentato nella Parte L- Informativo di Settore della nota integrativa dove si forniscono informazioni relativamente all'andamento degli ambiti di business.

SCENARIO MACROECONOMICO*

L'economia globale è migliorata ulteriormente in primavera 2024, ancora trainata dai servizi, ma con segnali di rafforzamento anche nella manifattura. In dettaglio, l'attività economica è ancora molto dinamica negli Stati Uniti e, nonostante un rallentamento nel primo trimestre 2024 (+0,4% su base congiunturale, dal +0,8% del quarto trimestre 2023), il Pil statunitense dovrebbe aver continuato ad espandersi in primavera, sostenuto dai consumi delle famiglie e dagli investimenti privati. Il PIL cinese, dopo il balzo del primo trimestre (+5,3%), nel secondo si ferma al +4,7%, a causa della doppia crisi dei consumi interni e di quella, ancora irrisolta, del mattone. Nei primi tre mesi del 2024 il prodotto dell'area dell'euro è tornato a crescere – dello 0,3% sul periodo precedente - dopo cinque trimestri di stagnazione. La domanda estera netta ha fornito il principale contributo, cui si è aggiunto quello modesto dei consumi delle famiglie; gli investimenti sono diminuiti, con l'eccezione di quelli nell'edilizia. Le informazioni congiunturali più recenti suggeriscono che il PIL dell'area dell'euro sia aumentato moderatamente anche nel secondo trimestre.

A marzo 2024, l'economia italiana ha evidenziato un aumento congiunturale dello 0,3% (+0,7% in termini tendenziali). La crescita acquisita per il 2024 è pari allo 0,6%. L'espansione è stata sostenuta dai consumi delle famiglie e dagli investimenti. Molto positivo è stato l'apporto della domanda estera netta, determinato tuttavia da una decisa riduzione delle importazioni; negativo, invece, il contributo delle scorte. Nel secondo trimestre l'attività economica è aumentata ad un ritmo moderato, ancora sostenuta dalla crescita dei servizi, in particolare nelle componenti legate al turismo. A giugno 2024 l'inflazione si mantiene sullo stesso livello dei due mesi precedenti (+0,8% la dinamica tendenziale su base annua). La stabilizzazione del ritmo di crescita si deve principalmente al venir meno delle tensioni sui prezzi dei Beni alimentari non lavorati.

Passando alla politica monetaria, ricordiamo che il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE):

  • Negli incontri di gennaio, marzo e aprile 2024, ha deciso di mantenere i tassi di riferimento invariati con l'obiettivo principale di riportare l'inflazione di medio termine al 2%. Nonostante i progressi compiuti nei mesi precedenti, sono state registrate forti pressioni interne sui prezzi dovute all'elevata crescita dei salari. Il Consiglio direttivo ha continuato a seguire un approccio guidato dai dati secondo cui le decisioni di politica monetaria vengono stabilite di volta in volta ad ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione dei tassi ufficiali. Ha confermato l'intenzione di continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto per l'emergenza pandemica (PEPP) nella prima parte del 2024. Nella seconda parte del 2024, il Consiglio intende ridurre il portafoglio del PEPP di 7,5 miliardi di euro al mese, in media, e terminare i reinvestimenti nell'ambito di tale programma alla fine del 2024.
  • Il 6 giugno 2024, dopo nove mesi di tassi di interesse invariati, ha ridotto i tassi ufficiali di 25 punti base portando al 4,25% il tasso di riferimento. Dalla riunione del Consiglio direttivo di settembre 2023, data dell'ultimo aumento dei tassi, l'inflazione è diminuita di oltre 2,5 punti percentuali e le prospettive di inflazione hanno registrato un netto miglioramento.

Relativamente ai mercati finanziari:

  • Nel primo trimestre del 2024, i mercati finanziari hanno registrato piccoli segnali di ripresa legati alle attese su un allentamento della politica monetaria e alla maggiore propensione al rischio degli investitori. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e i corrispondenti titoli tedeschi si è ridotto, chiudendo il trimestre a 138 punti base, questo andamento è da ricondurre alla grande richiesta dei titoli di Stato decennali italiani da parte degli investitori, favorito dai collocamenti dedicati ai piccoli risparmiatori e dal rafforzamento della percezione di stabilità politica del Paese tra gli operatori di mercato. I corsi azionari sono migliorati notevolmente soprattutto nel comparto bancario.
  • Nel secondo trimestre del 2024, i mercati finanziari nell'area dell'euro hanno risentito degli esiti delle elezioni europee prima e dell'incertezza politica in Francia dopo. I corsi azionari statunitensi hanno invece registrato nuovi rialzi, sostenuti dalla redditività delle imprese, in particolare del settore tecnologico. In Italia, lo spread BTP/BUND, mantenutosi stabile nel corso dei primi mesi dell'anno, ha registrato un temporaneo aumento a 159 punti base in

concomitanza delle elezioni francesi, ed è poi rientrato gradualmente alla soglia dei 130 punti base nelle settimane successive. Il FTSE Italia All Shares ha chiuso il primo semestre del 2024 con un +9% rispetto a dicembre 2023.

RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE

CONTESTO REGOLAMENTARE E ANDAMENTO SISTEMA BANCARIO*

Nel corso dell'anno, il legislatore europeo e le Autorità di Vigilanza hanno continuato a lavorare sul quadro legislativo.

Relativamente alla Vigilanza Bancaria, ricordiamo:

  • Il 10 gennaio, è stata pubblicata la "Guida alla segnalazione delle concentrazioni dei rischi e delle operazioni infragruppo significative da parte dei conglomerati finanziari". La guida ha lo scopo di assicurare uniformità, coerenza, efficacia e trasparenza per quanto concerne l'approccio che la BCE adotterà laddove sia nominata coordinatore per un conglomerato finanziario in linea con i criteri stabiliti dalla normativa dell'Unione.
  • Il 23 gennaio, è stato reso pubblico il documento "Risks from misalignment of banks' financing with the EU climate objectives. Assessment of the alignment of the European banking sector". La Vigilanza riconosce che i rischi derivanti dalla transizione verso un'economia decarbonizzata possono avere un effetto significativo sul portafoglio crediti di un istituto finanziario.
  • Il 19 febbraio, è stata pubblicata la "Guide to internal models". L'obiettivo dichiarato è quello di assicurare che elevati standard di vigilanza siano applicati in modo coerente alle istituzioni sottoposte a vigilanza diretta e che le regole relative all'uso dei modelli interni siano comprese e applicate in modo coerente. La guida fornisce trasparenza sul modo in cui la BCE intende le regole che disciplinano i modelli interni utilizzati dalle istituzioni (sottoposte a vigilanza diretta) per calcolare i requisiti di fondi propri per il rischio di credito, di mercato e di controparte.
  • Il 4 marzo, sono state diffuse le FAQ sulla "Commissione amministrativa del riesame". La procedura della Commissione amministrativa del riesame offre alle banche e ai singoli individui la possibilità di ottenere in tempi brevi una nuova decisione di vigilanza della BCE in caso di disaccordo con una decisione emessa originariamente. L'iter è ritenuto rapido, riservato e non costoso.
  • Il 21 marzo, è stato presentato il "Rapporto annuale della BCE sulle attività di vigilanza". E' stato sottolineato che nel 2023 le banche europee hanno continuato a operare in un contesto difficile: debolezza dell'economia nell'area dell'euro e aumento dei rischi geopolitici. Nel contempo, il lavoro degli anni passati fatto per accrescere la resilienza delle banche dell'area dell'euro ha dato buoni risultati: le posizioni patrimoniali e di liquidità delle banche si sono mantenute solide e il coefficiente aggregato di capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1) degli enti vigilati si è collocato al 15,6%. La BCE sottolinea che nel 2024 le banche sono chiamate a rispondere alle aspettative di vigilanza della BCE sui rischi climatici e ambientali, integrando questi aspetti nelle strategie e nei processi di gestione dei rischi. Alla luce del crescente utilizzo dell'intelligenza artificiale, le autorità di vigilanza continueranno a esaminare le strategie di digitalizzazione delle banche e la loro resilienza agli attacchi cibernetici. Questi sforzi contribuiranno ad assicurare che le banche restino solide e continuino a fare la propria parte nel sostenere l'economia dell'area dell'euro nel cammino verso un futuro più verde e digitale.
  • Il 3 maggio, è stata resa pubblica la "Guide on effective risk data aggregation and risk reporting". Alla base delle indicazioni vi è la convinzione che la capacità degli istituti di gestire e aggregare in modo efficace i dati relativi al rischio è un prerequisito essenziale per un solido processo decisionale e una solida governance del rischio. Questo vale per tutti i dati utilizzati per orientare e gestire gli istituti, sia a livello strategico che operativo, nonché per i dati utilizzati per il reporting sul rischio, finanziario e di vigilanza.
  • Il 28 maggio sono state pubblicate le Q&A relative al nuovo processo SREP. Le azioni intraprese, a seguito del riesame, hanno l'obiettivo di tradursi in processi di vigilanza più semplici e flessibili e in una tempistica più breve per lo SREP. Queste azioni mirano inoltre a favorire e preservare una cultura della vigilanza che si incentri maggiormente sui rischi principali, promuova il giudizio qualitativo sulle singole banche e incoraggi interventi forti e tempestivi, ove necessario. Infine, le modifiche apportate aiuteranno a rendere la comunicazione con le banche vigilate più chiara e il lavoro della BCE più efficiente, trasparente e prevedibile.
  • Il 28 giugno il Consiglio direttivo ha invitato le autorità macroprudenziali nazionali a mantenere gli attuali requisiti di riserva di capitale. Alla base dell'indicazione vi è il ragionamento che il ciclo finanziario dell'area dell'euro si sta contraendo in modo ordinato e il sistema bancario si è finora dimostrato resiliente; le vulnerabilità del sistema finanziario si

sono attenuate ma sono ancora elevate. In prospettiva, si prevedono minacce alla redditività bancaria e permangono vulnerabilità rilevanti per la politica macroprudenziale, in particolare l'elevato indebitamento e i continui segnali di sopravvalutazione dei mercati immobiliari e finanziari in diversi Paesi. Inoltre, il rischio geopolitico e l'incertezza macrofinanziaria rimangono importanti, creando il potenziale per ulteriori shock negativi all'economia e al sistema finanziario, mentre l'aumento delle minacce da parte dei rischi informatici potrebbe rappresentare una sfida alla stabilità finanziaria.

Nella prima parte del 2024, i legislatori europei (Commissione, Parlamento e Consiglio europeo) hanno finalizzato i testi di modifica della Direttiva e del Regolamento sui requisiti di capitale (CRD6 e CRR3) che recepisce nella legislazione europea la finalizzazione di Basilea 3 (cosiddetta Basilea 4), che andrà applicata dal 2025.

Infine, ricordiamo che il 26 aprile la Banca d'Italia ha deciso di applicare a tutte le banche autorizzate in Italia un SyRB (Systemic Risk Buffer) pari all'1,0% delle esposizioni ponderate per il rischio di credito e di controparte verso i residenti in Italia. Il tasso obiettivo dell'1,0% dovrà essere raggiunto gradualmente costituendo una riserva pari allo 0,5% delle esposizioni rilevanti entro il 31 dicembre 2024 e il rimanente 0,5% entro il 30 giugno 2025. Il SyRB - andrà applicato a livello sia consolidato sia individuale. Nelle intenzioni dell'Autorità, la costituzione della riserva rafforzerà la capacità del sistema bancario italiano di affrontare possibili eventi avversi, anche indipendenti dal ciclo economico-finanziario. Al verificarsi di questi eventi, il rilascio del buffer da parte della Banca d'Italia fornirà alle banche risorse utili ad assorbire le perdite e sostenere l'offerta di credito all'economia. La Banca d'Italia rivaluterà il livello della riserva almeno ogni due anni, o prima se le circostanze lo richiederanno.

Procedendo ad analizzare l'andamento del Sistema Bancario italiano, a maggio 2024, i prestiti al settore privato, corretti sulla base della metodologia armonizzata concordata nell'ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), sono diminuiti del -2,0% (era -2,8% a dicembre 2023; -1,1% a maggio 2023). In dettaglio, i prestiti alle imprese hanno evidenziato una flessione del -3,1% su base annua (era -3,7% a dicembre 2023; -2,9% a maggio 2023). Risulta quindi ancora in contrazione la domanda di prestiti da parte delle imprese per effetto del livello dei tassi, per un minore fabbisogno finanziario legato al rallentamento del ciclo degli investimenti e per il ricorso a fonti di finanziamento interne. Relativamente al credito alle famiglie, sempre a dicembre 2023, lo sviluppo si è attestato a -1,1% su base annua (era -1,3% a dicembre 2023; +0,8% a maggio 2023). Entrando nel dettaglio, i mutui hanno evidenziato una flessione del -1,1% su base annua. Questi hanno risentito dell'elevato livello dei tassi, pur in flessione negli ultimi mesi, e dell'incertezza legata al ciclo immobiliare. Il credito al consumo ha continuato ad evidenziare una dinamica positiva (+4,1% a maggio 2024), sostenuta dal buon andamento della spesa in beni durevoli (auto e moto) e dai prestiti personali. Gli altri prestiti alle famiglie hanno segnato un -9,2% su base annua. Relativamente alla rischiosità, a marzo 2024, i prestiti deteriorati si sono attestati a 51,0 miliardi di euro, erano 52,6 miliardi di euro a dicembre 2023.

Passando alla raccolta diretta interna delle banche italiane, la dinamica dei depositi del settore privato ha evidenziato un recupero: i depositi hanno segnato una contrazione del -0,1% a maggio 2024 (era –3,1% a dicembre 2023; -4,3% a maggio 2023). I depositi alle famiglie (-2,4% a dicembre 2023) hanno risentito della minore formazione di risparmio e di una riallocazione progressiva verso altre forme di risparmio a maggior remunerazione. I depositi delle imprese sono tornati a crescere ad un tasso del +5,2%. Entrando nel dettaglio delle forme tecniche, anche la liquidità a vista detenuta sui conti correnti ha continuato a flettere (segnando un -3,7% su base annua a maggio 2024). Le forme di deposito a durata prestabilita hanno segnato un +18,8% su base annua, sostenuta dai rendimenti interessanti, mentre i depositi rimborsabili con preavviso sono risultati sostanzialmente stabili (+0,4% a maggio 2024). Il comparto obbligazionario ha segnato a maggio 2024 un +18,8% su base annua (era +19,3% a dicembre 2023; +13,2% a maggio 2023). Nel contempo, a maggio 2024, i titoli in deposito delle famiglie (al valore nominale) hanno continuato a registrare un forte sviluppo (+41,4% su base annua), interrompendo la flessione che ha caratterizzato gli anni scorsi e testimoniando il rinnovato interesse dei risparmiatori verso i titoli di Stato.

RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE Relativamente al risparmio gestito, i fondi comuni aperti hanno realizzato deflussi pari a 7,5 miliardi di euro a maggio 2024. Secondo dati forniti da Assogestioni, la raccolta netta è stata positiva solo per gli obbligazionari (+24,6 miliardi di euro, incidono per il 36% del patrimonio dei

fondi aperti). Hanno registrato deflussi gli azionari (-10,3 miliardi di euro, che rappresentano il 34% del patrimonio), i bilanciati (-9,5 miliardi di euro, incidono per l'11% del patrimonio dei fondi aperti), i flessibili (-9,9 miliardi di euro, incidono per il 15% del patrimonio) e i monetari (-2,4 miliardi di euro, incidono per il 3,5% del patrimonio). Il patrimonio complessivo dei fondi aperti si è attestato, a maggio 2024, a 1.180 miliardi di euro (a dicembre 2023 era a 1.124 miliardi di euro). I fondi di diritto italiano hanno registrato una raccolta netta positiva per circa 7 miliardi di euro, mentre quelli di diritto estero hanno consuntivato deflussi per -14,9 miliardi di euro.

A maggio 2024, in base ai dati di ANIA, la nuova produzione di polizze vita individuali raccolte in Italia è stata pari a 40,8 miliardi di euro, in progresso del +18,0% su base annua. I prodotti di ramo I hanno registrato un +11,9% (rappresentando il 74% della produzione), mentre i prodotti di ramo III hanno evidenziato uno sviluppo del +28,8%% su base annua (sono il 25% della produzione). Relativamente ai canali distributivi delle polizze vita, si registra un progresso positivo per tutti i canali. In dettaglio, gli sportelli bancari e postali sono cresciuti del +7,7% su base annua, sviluppando il 67% del totale, e le reti del +58,8% su base annua, distribuendo il 15% dei flussi complessivi.

(*) Le principali fonti dei capitoli sono:

  • Bollettino Economico n. 2 e 3 2024, elaborati da Banca d'Italia; Comunicati stampa BCE (da sito Banca d'Italia); Prometeia; siti internet: www.borsaitaliana.it; www.istat.it; www.ilsole24ore.it
  • Banche e moneta: serie nazionali 9 luglio 2024, Banca d'Italia; Banche e istituzioni finanziarie: condizioni e rischiosità del credito per settori e territori - I trimestre 2024, Banca d'Italia; Rapporto di Previsione, Luglio 2024, Prometeia; siti internet: www.bankingsupervision.europa.eu; www.bancaditalia.it, www.assogestioni.it; www.ania.it

PRINCIPALI EVENTI STRAORDINARI

Implicazioni dei conflitti in Ucraina e Medio oriente (*)

I conflitti in Ucraina e in Medio oriente non stanno avendo ripercussioni dirette sul Gruppo, in quanto non si evidenziano esposizioni rilevanti verso i paesi coinvolti nel conflitto, tuttavia tensioni improvvise sia sui prezzi delle materie prime, sia sui mercati finanziari potrebbero avere riverberi sulla clientela. Il Gruppo ha innalzato il presidio attraverso meccanismi di segmentazione della clientela e dei relativi livelli di rischiosità in relazione alla maggior esposizione nei settori direttamente più colpiti o più esposti a rischi geopolitici o impattati dall'incremento dei prezzi delle materie prime. Le ripercussioni dello scenario sulle principali grandezze economiche e patrimoniali sono revisionate trimestralmente per tener conto di eventuali deterioramenti o anomalie.

Dal punto di vista operativo, a seguito degli sviluppi del quadro sanzionatorio, il Gruppo ha mantenuto un approccio restrittivo nei confronti dell'operatività che coinvolge Russia, Bielorussia e Ucraina, prevedendo: blocchi sulle transazioni e sull'acquisizione di nuovi clienti; restrizioni di tipo geografico, merceologico e finanziario con soglie di rilevanza stringenti.

RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE

(*) ESMA, in data 13 maggio 2022, ha pubblicato il Public Statement "Implications of Russia's invasion of Ukraine on halfyearly financial reports", afferente gli effetti dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia sulle rendicontazioni finanziarie semestrali e, in data 28 ottobre 2022, ha pubblicato il Public Statement "European common enforcement priorities for 2022 annual financial reports", dove si evidenziano le priorità relative alla disclosuresui rendiconti annuali.

PRINCIPALI EVENTI GRUPPO CREDEM

Sono illustrati di seguito gli eventi principali che hanno interessato il Gruppo Credem nel corso del primo semestre 2024:

Emissioni

In data 11 gennaio 2024, Credito Emiliano S.p.A. ha effettuato un'emissione obbligazionaria destinata a investitori istituzionali e professionali, per un ammontare pari a 500 milioni di euro. L'emissione è avvenuta inoltre nell'ambito del Green, Social & Sustainability Bonds Framework, aggiornato a maggio 2023, per il quale Crédit Agricole CIB agisce in qualità di Structuring Advisor.

Il bond viene emesso sotto il Programma Covered Bond, aggiornato a novembre 2023, in linea con il nuovo quadro normativo di riferimento. L'operazione ha ottenuto grande interesse da parte del mercato con ordini per circa 2,5 miliardi di euro, pari sostanzialmente a 5 volte l'offerta. Il gran numero di investitori ha permesso un restringimento di 8 punti base rispetto alle indicazioni iniziali di spread; è previsto il pagamento di una cedola annuale del 3,25%, durata 5,25 anni.

Merchant acquiring

Dopo un processo di selezione che ha coinvolto primari gruppi operanti nel settore, il Gruppo Credem ha concesso a Worldline un periodo di trattativa in esclusiva in merito alla possibile cessione del merchant book acquiring.

Idoneità del Consiglio di Amministrazione – processo Fit & Proper

In data 7 maggio 2024, il Consiglio di Amministrazione di Credem, presieduto da Lucio Igino Zanon di Valgiurata, facendo seguito alle nomine effettuate dall'Assemblea degli Azionisti dello scorso 24 aprile, ha svolto le verifiche in ordine alla sussistenza dei requisiti e criteri di idoneità in capo ai singoli Amministratori. Tali verifiche, svolte entro il termine normativo di 30 giorni dalle nomine, hanno dato esito positivo anche in relazione all'adeguatezza complessiva dell'Organo. In linea con le previsioni di cui al Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 169/2020, il Consiglio di Amministrazione ha definito l'assetto di governance della Banca: si rimanda al comunicato stampa, per ulteriori e informazioni inerenti la composizione dei Comitati costituiti.

Environmental, social, governance

A febbraio 2024 Credem ha comunicato l'adesione alla Net-Zero Banking Alliance (NZBA), l'iniziativa sotto I'egida delle Nazioni Unite che ha l'obiettivo di accelerare la transizione sostenibile dei principali istituti bancari a livello internazionale, impegnati ad allineare i propri portafogli di prestiti e investimenti al raggiungimento dell'obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050, in linea con i target fissati dall'Accordo di Parigi sul clima.

Tra le principali attività in tema di sostenibilità rileva l'installazione di circa 2000 moduli fotovoltaici presso i Magazzini Generali di Montecavolo, su una superficie di circa 8 mila metri quadrati, con una potenza di picco di 850 Kw che consentirà la produzione di 950 MWh all'anno, evitando circa 110T di CO2 equivalenti. Inoltre, Credem ha: creato un portale online su tematiche ESG che consentirà di approfondire le conoscenze di sostenibilità mediante videopillole e moduli formativi dalle modalità di fruizione flessibili; individuato figure pivot con ruoli/ responsabilità specifici in ambito ESG, Link ESG, per favorire la sinergia e coerenza dei flussi informativi, in particolare per quanto concerne la strategia, il presidio del rischio, le metriche e i dati, la comunicazione e il reporting.

Contestualmente è stata creata una cabina di regia per favorire momenti di confronto informativo, formativo e progettuale tra il team dedicato alla sostenibilità del Gruppo e le figure individuate.

Rating

Il 14 marzo 2024, Moody's ha migliorato il rating di Credem sui depositi a lungo termine a "Baa1" da "Baa2". L'Outlook sui depositi a lungo termine è stato portato a "Stabile" da "Positivo". L'agenzia ha confermato tutti gli altri rating assegnati a Credem e mantenuto l'Outlook sul debito Senior Unsecured "Stabile". I rating assegnati riflettono la buona solvibilità e liquidità della banca, la qualità dell'attivo, la solidità patrimoniale e il significativo aumento della redditività. Il miglioramento del rating sui depositi a lungo termine riflette il calo delle

perdite attese sui depositi stimate dal modello di analisi di Moody's (Advanced Loss Given Failure).

Partnership

Credem ha deciso di attivare una partnership per consentire i propri clienti di accedere ai servizi di BonusX, piattaforma digitale della società innovativa SimplfAI Ted, che permette di verificare la possibilità di ottenere bonus, incentivi ed agevolazioni pubbliche in ambito assistenziale, previdenziale o abitativo. Credem è la prima banca italiana ad integrare le funzionalità della piattaforma di BonusX nel servizio di internet banking. Con questo accordo Credem continua il percorso di ampliamento dei servizi digitali a valore aggiunto offrendo soluzioni concrete per rispondere ai bisogni quotidiani delle persone e, come in questo caso, con l'obiettivo di semplificare un ambito caratterizzato dalla continua evoluzione normativa e dalla complessità burocratica, in linea con l'obiettivo di creare valore e migliorare il benessere dei propri clienti.

Innovazione

Nei primi sei mesi di attività Officine Credem, il nuovo spazio fisico dedicato all'innovazione inaugurato dalla banca all'interno del Parco Innovazione di Reggio Emilia per favorire l'interazione tra aziende, startup, università, clienti e territorio seguendo un modello di innovazione distribuita (open innovation), ha ospitato oltre 15.500 persone, di cui il 14% esterne al Gruppo, con un traffico medio giornaliero di 120 persone. Lo spazio ha ospitato iniziative sia interne al Gruppo, sia esterne con eventi di rilevanza nazionale organizzati da partner di rilievo;

Prosegue lo sviluppo dell'iniziativa di Corporate Venture Capital (CVC) lanciata ad aprile 2021. Con il ruolo di investitore in "Fin+Tech", il percorso di supporto allo sviluppo di nuove imprese tecnologiche in ambito finanziario e assicurativo nato da un'iniziativa di CDP Venture Capital Sgr, sono 12 le nuove imprese innovative entrate nel programma nel 2024, portando a 39 gli investimenti complessivi in startup, con l'obiettivo di individuare tecnologie e modelli innovativi per rafforzare il core business del Gruppo, supportarne l'evoluzione e generare valore per il Gruppo stesso;

Servizi digitali: sono oltre 27 milioni le operazioni realizzate nel primo semestre dai clienti attraverso i canali a distanza (96% del totale) ed oltre 430 mila le interazioni virtuali tramite gli strumenti di assistenza: mail, chat, messaggi e altri strumenti di conversazione scritta (chatbot) e orale (voicebot) che usano l'intelligenza artificiale.

Quote di mercato

In considerazione dei tempi di approvazione della presente relazione, vengono utilizzati gli ultimi dati di sistema disponibili per "Crediti e raccolta diretta a clientela" e "Raccolta complessiva". Per quanto attiene la raccolta diretta "core", viene utilizzato il dato dei "depositi" (aggiornato alla data di riferimento), stante le diverse tempistiche dei flussi di ritorno delle obbligazioni e pronti contro termine ripartiti per controparte.

RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE

RISULTATI ECONOMICI CONSOLIDATI

La dinamica economica del primo semestre 2024, evidenziata in tabella, conferma per il Gruppo un risultato di assoluto rilievo, guidato da un trend molto positivo sui ricavi. Il contesto di riferimento e l'intensa attività commerciale hanno consentito una crescita di tutti i principali aggregati.

CONTO ECONOMICO giu-24 giu-23 2023 Variazione
Milioni di € % su giu-23
- Margine finanziario 570,2 504,3 1.091,3 13,1
- Margine servizi () (***) 459,4 443,3 831,9 3,6
Margine d'intermediazione (*) 1.029,7 947,6 1.923,2 8,7
- Spese del personale -301,8 -285,4 -593,1 5,8
- Altre spese amministrative (*) -142,8 -127,7 -253,0 11,8
Costi operativi (*) -444,6 -413,1 -846,1 7,6
Risultato lordo di gestione 585,1 534,5 1.077,1 9,5
- Ammortamenti -53,0 -51,5 -104,9 2,9
Risultato operativo 532,1 483,0 972,2 10,2
- Accantonamenti per rischi e oneri (**) -2,3 -9,4 -30,2 -75,8
- Oneri/proventi straordinari () (*) -39,9 -28,3 -65,3 40,9
- Rettifiche nette su crediti (****) -9,4 -4,9 -51,6 92,5
Utile prima delle imposte 480,5 440,4 825,1 9,1
- Utile di terzi
- Imposte sul reddito d'esercizio -156,7 -141,6 -263,0 10,7
Utile netto 323,8 298,8 562,1 8,4

(*) La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio (si veda la Legenda al temine della Relazione Consolidata e nelle Note Illustrative)

le spese ed il margine servizi sono stati nettati della componente di imposte indirette e tasse recuperate alla clientela (66,3 milioni di euro a giugno 2024; 64,7 milioni di euro a giugno 2023, 126,0 milioni di euro a fine 2023);

(**) sono stati stornati da spese contributi ai fondi nazionali per 33,0 milioni di euro a giugno 2024 (19,6 milioni a giugno 2023, 51,5 milioni a dicembre 2023);

(***) la componente di contributo al Fondo di Risoluzione (0 milioni a giugno 2024, 5,6 milioni di euro a giugno 2023, 5,6 milioni di euro a dicembre 2023) accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri è ricondotta tra gli oneri straordinari (quota potenzialmente recuperabile e iscritta nelle attività tra i "depositi cauzionali"); a giugno 2024 la stima del contributo al Fondo di garanzia assicurativo dei rami Vita, istituito dalla Legge di Bilancio 2023, ammonta a 4,3 milioni di euro, accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri, ed è stata ricondotta tra gli oneri straordinari;

(****) le rettifiche/riprese di valore su crediti inerenti le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato riferite a titoli (0,9 milioni di euro a giugno 2024; 1,1 milioni di euro a giugno 2023, -2,0 milioni di euro a dicembre 2023) e quelle inerenti le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (-0,4 milioni di euro a giugno 2024; -0,8 milioni di euro a giugno 2023, -2,7 milioni di euro a dicembre 2023§) sono ricondotte al margine da servizi

(*****) il risultato derivante dalla cessione di crediti NPL è riclassificato a rettifiche nette su crediti e operazioni finanziarie (1,6 milioni di euro a giugno 2024; 1,4 milioni di euro a giugno 2023, 4,4 milioni di euro a dicembre 2023).

Analizzando i principali aggregati economici:

Margine finanziario

RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE

I tassi di interesse attesi in contrazione, sono di fatto rimasti su livelli elevati per quasi tutto il semestre. Il primo taglio, a giugno, ha impattato solo marginalmente sul conto economico, senza ripercussioni sul margine finanziario. L'aggregato ha registrato una crescita del 13,1% rispetto al primo semestre 2023. La redditività derivante dalla componente finanziaria è crescente. Positiva anche la contribuzione del portafoglio titoli.

Il margine clientela ha beneficiato della crescita dei capitali medi di impiego, realizzata soprattutto su prestiti personali e finalizzati. I tassi sono rimasti mediamente più elevati rispetto al periodo di confronto: la forbice tra tassi medi progressivi attivi e passivi, evidenziata in tabella, si colloca al 3,06%, rispetto all'2,83% del primo semestre 2023.

TASSI (%) giu-24 giu-23 2023
Tasso medio impieghi
Tasso medio raccolta
4,25
1,19
3,37
0,54
3,72
0,75
"Forbice" clientela 3,06 2,83 2,97

Margine da servizi:

Come evidenziato nella tabella sottostante, il margine da servizi segna una progressione dell'3,6% rispetto al giugno 2023.

SCOMPOSIZIONE PER AREA DI
CONTRIBUZIONE
giu-24 giu-23 2023 Variazione
% su giu-23
- Gestione e intermediazione 251,4 230,1 452,5 9,3
- Servizi bancari (*) 105,0 107,3 217,5 -2,1
COMMISSIONI NETTE 356,4 337,4 670,0 5,6
Trading titoli, cambi e derivati 46,0 54,2 50,9 -15,1
Gestione assicurativa ramo vita (**) 41,8 45,8 79,6 -8,8
Saldo altri proventi e oneri di gestione
riclassificato (**)
15,3 5,7 31,4 167,6
MARGINE SERVIZI 459,4 443,1 831,9 3,7

(*)I ricavi denominati di "istruttoria veloce" sono stati riclassificati tra le commissioni, a deduzione dei proventi di gestione

(**)Le voci della sopra illustrata tabella sono al netto delle corrispondenti voci di Credemvita, che vengono sinteticamente esposte nella "gestione assicurativa ramo vita".

Le commissioni nette, complessivamente si attestano a 356,4 milioni di euro (+5,6% rispetto al primo semestre 2023). Con riferimento alle commissioni di gestione e intermediazione, che raggiungono i 251,4 milioni di euro, si segnala una crescita dell'aggregato del 9,3%. Le commissioni bancarie si sono attestate a 105,0 milioni euro e hanno registrato un decremento del -2,1 %.

Il trading mostra nel semestre una contribuzione in calo a 46 milioni di euro contro i 54,3 milioni di euro, dell'anno precedente.

Il risultato della gestione assicurativa si attesta a 41,8 milioni di euro, contro i 45,8 raggiunti a giugno 2023.

Spese ed ammortamenti

I costi mostrano complessivamente una crescita del 7,6%, in linea con il trend di sviluppo evidenziato anche lo scorso anno. In dettaglio:

  • o le spese per il personale si attestano a 301,8 milioni di euro, in aumento del 5,8% rispetto al primo semestre 2023, impattati sia dal rafforzamento degli organici, sia dal rinnovo del CCNL;
  • o le altre spese amministrative ammontano a 142,8 milioni di euro, in aumento del 11,8%, incremento trainato dalla significativa attività progettuale e di sviluppo tecnologico che si rende necessaria per supportare la crescita dimensionale del Gruppo;
  • o gli ammortamenti, pari a 53,0 milioni di euro, sono in crescita del 2,9%.
  • Componenti non operative

Il conto economico nella voce "oneri/proventi straordinari" comprende, oltre ad altre voci minori, oneri sistemici (DGS) per oltre 32 milioni di euro e gli accantonamenti per il Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita (4,3 milioni di euro).

Rischio creditizio

Le rettifiche su crediti si posizionano a -9,4 milioni di euro. Come evidenziato più dettagliatamente nel paragrafo dedicato agli impieghi, includono principalmente rettifiche analitiche nette per -13,8 milioni di euro e riprese sui crediti in bonis per 2,7 milioni. Il costo del credito annualizzato nel semestre si attesta a 5 bps, una conferma dell'elevata qualità dell'attivo del gruppo.

Risultato d'esercizio

L'utile netto a 323,8 milioni di euro, risultante dalle evidenze descritte e al netto di oneri fiscali è in crescita dell'8,4%.

PRINCIPALI AGGREGATI PATRIMONIALI

IMPIEGHI

La dinamica degli impieghi del Gruppo Credem, come illustrato nella tabella sottostante, evidenzia un calo del 1,5% rispetto al 31.12.2023, trend in parte stagionale, mentre rispetto allo stock degli impieghi a giugno 2023, si evidenzia una crescita dell'1,2%. La dinamica è migliore rispetto alla media del sistema (-2,4% su anno precedente*), che vede una domanda di credito ancora influenzata dal perdurare di tassi di interesse elevati, nonostante la Banca Centrale Europea abbia iniziato una riduzione sul finire del semestre.

CREDITI VERSO CLIENTELA Volumi
giu-24 giu-23 2023 variazione %
su giu-23
variazione %
su 2023
(€ Mln) 35.178 34.761 35.715 +1,2 -1,5

(*) Fonte: Abi Montly Oultook luglio 2024 settore privato e PA

Nel corso dei primi sei mesi del 2024, si conferma l'apporto determinante delle società del parabancario del Gruppo ai volumi degli impieghi. La costante implementazione di strategie di diversificazione ha consentito di consolidare il loro ruolo, contribuendo in maniera decisiva alla crescita complessiva.

  • CredemBanca: gli impieghi, inclusi quelli verso società del Gruppo, raggiungono i 33,9 miliardi di euro, in leggero calo rispetto ai 34,3 miliardi dell'esercizio 2023. Nel corso dell'esercizio il segmento che ha registrato una migliore performance è stato quello dei mutui residenziali, mentre il segmento imprese ha registrato un andamento più riflessivo della domanda di credito.
  • Credemleasing: i crediti netti si attestano a 3,3 miliardi di euro, stabili rispetto al periodo precedente. Tutti i comparti (mobiliare e immobiliare) risultano stabili rispetto a dicembre 2023.
  • Credemfactor: i crediti netti si attestano a 1.173 milioni di euro, con un calo fisiologico di circa 300 milioni di Euro rispetto a dicembre 2023, effetto della fase di rallentamento del segmento imprese e del maggior ricorso all'autofinanziamento.
  • Avvera: Nel corso dell'esercizio 2024 è continuato il trend di significativa crescita dei volumi (+17% rispetto al 31 dicembre 2023). I prestiti personali hanno registrato una crescita molto significativa, +45%, derivante anche dalla scelta strategica del Gruppo di concentrare su Avvera lo sviluppo di questo business. I prestiti finalizzati sono in crescita del 21% rispetto all'anno precedente, mostrando una performance positiva soprattutto nel comparto automotive. Infine, anche il quinto risulta in crescita di circa 72 milioni rispetto a dicembre 2023
  • Credem Euromobiliare Private Baking: registra una flessione degli impieghi di circa 121 milioni di euro.

I dati aggregati confermano il trend di lungo periodo e una concentrazione verso controparti con eccellente qualità creditizia, evidenziando la costante attenzione del Gruppo Credem alla solidità e alla stabilità del suo portafoglio creditizio nel tempo.

Con riferimento a Credembanca, nel corso del primo semestre 2024 si conferma la concentrazione sulle posizioni con rating migliori, nel dettaglio segnaliamo:

  • per quanto riguarda le aziende corporate di dimensioni maggiori (segmenti large e mid corporate gestiti dai centri aziende) si conferma l'ottima qualità creditizia del portafoglio, il quale risulta composto per oltre il 96% da aziende caratterizzate dai rating migliori.
  • con riguardo alle altre aziende incluse nella funzione regolamentare corporate (segmento small corporate) e gestite anch'esse dai centri aziende a seguito della riorganizzazione della rete commerciale avvenuta nel corso del primo semestre 2024, si evidenzia che gli utilizzi sui migliori rating totalizzano circa l'87% del totale.

RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE

  • con riguardo alle aziende incluse nel segmento POE (piccoli operatori economici), gestite dalle filiali, circa l'82% delle esposizioni rientrano nei rating migliori.
  • infine, anche per quanto riguarda il segmento privati si conferma l'ottima resilienza del portafoglio crediti (circa il 93% delle esposizioni è collocato sui rating migliori), nonostante un primo semestre non agevolato dall'elevato livello dei tassi.

In generale si osserva che a giugno 2024 i valori della qualità creditizia sono ritornati in linea o in alcuni casi anche migliorati rispetto a quelli pre-Covid (2019).

Nella tabella seguente, per il Gruppo, viene riportata la classificazione dei crediti verso la clientela (esclude la componente in titoli al costo ammortizzato) per stage:

CLASSIFICAZIONE DEI CREDITI LORDI PER STAGE giu-24 giu-23 2023
Stage 1 €mln 32.766 32.365 33.180
Stage 2 €mln 2.221 2.162 2.341
Stage 3 €mln 668 721 702
Stage 1 % 91,9 91,8 91,6
Stage 2 % 6,2 6,1 6,5
Stage 3 % 1,9 2,0 1,9

Con riguardo alla stratificazione per stage, la componente dello stage 2 scende a 2,2 miliardi, in lieve contrazione rispetto al dato di dicembre 2023. In termini percentuali, il Gruppo Credem si posiziona ad un 6,2%, livello più basso sia rispetto alla media italiana, sia a quella europea. Questo dato costituisce un'ulteriore conferma della qualità del portafoglio, inoltre, nonostante il deterioramento del contesto macroeconomico globale e il difficile contesto geopolitico, lo stock dei crediti non performing del Gruppo registra un calo, evidenziando ancora una volta l'ottima capacità di gestione della collection e l'efficace utilizzo della leva strategica delle cessioni. L'indicatore NPL ratio lordo si attesta a 1,9%.

Nella tabella seguente è evidenziata per il Gruppo l'evoluzione del credito problematico e la dinamica dei performing (Esposizioni al netto dei Titoli al Costo Ammortizzato):

CREDITO PROBLEMATICO GRUPPO CREDEMBANCA Crediti TOTALE
€mln Sofferenze Inadempienze
"Esposizioni
Tot. Crediti
probabili
scadute"
problematici
performing CREDITI
Valori
nominali
06.24 267 360 41 668 34.987 35.654
06.23 309 360 52 721 34.527 35.247
12.23 298 359 46 702 35.521 36.222
Previsioni
di perdita
06.24 213 167 11 391 85 477
06.23 230 152 11 393 94 487
12.23 241 167 11 418 89 507
Valori di
realizzo
06.24 54 193 30 277 34.902 35.178
06.23 79 208 41 328 34.433 34.761
12.23 57 192 34 283 35.432 35.715
Coverage
versione
"allargata"*
06.24 79,8 46,4 26,8 58,6 0,2 59,7
Coverage 06.23 74,4 42,2 21,3 54,5 0,3 62,9
12.23 80,9 46,5 24,4 59,6 0,3 63,1

(*) Il coverage nella versione "allargata", che non ha rilevanza contabile, include lo shortfall patrimoniale, calcolato come differenza tra ELBE – Expected Loss Best Estimate (rappresenta la migliore stima della perdita attesa per ciascuna esposizione, date le circostanze economiche correnti e lo statusdell'esposizione stessa) e le rettifiche nette su crediti

Il coverage ratio complessivo sui Non Performing Loans (NPL) valutati al costo ammortizzato è pari al 59% a giugno 2024.

Per quanto riguarda l'evoluzione del credito deteriorato di Credembanca si registra:

  • uno stock complessivo di sofferenze in calo per 42 milioni rispetto a dicembre 2023, per effetto sia dell'efficace gestione degli NPL, sia delle cessioni di sofferenze, contabilizzate nei mesi di febbraio e giugno per un valore di Gross Book Value di circa 34 milioni di euro, le quali hanno generato un utile da cessione di 1,4 milioni di euro. Positivo è il dato sugli incassi, mentre i nuovi ingressi a sofferenza sono in linea con quanto registrato nei primi 6 mesi dell'esercizio precedente. Inoltre, nel corso del primo semestre sono stati contabilizzati write offper circa 21 milioni di euro;
  • un volume complessivo delle inadempienze probabili stabili rispetto a dicembre 2023, con ingressi da boniscompensati da un'ottima performance degli incassi.
  • una contrazione dello stock complessivo dei crediti scaduti deteriorati (Past due), rispetto alla fine dell'esercizio precedente (-10,63%) grazie al contenimento dei flussi di ingresso da posizioni in Bonis, e ad una efficace gestione dei Past due con ageingmaggiore.

In relazione alle altre società del Gruppo, rispetto all'ammontare di dicembre 2023, lo stock di NPL è rimasto stabile per Credem Euromobiliare Private Banking e Credemleasing; mentre per Avvera è risultato in aumento per circa 5 milioni di Euro (post contabilizzazione di cessioni per un Gross Book value di circa 2 milioni di euro) e per Credemfactor ha registrato un decremento di circa 5 milioni, determinato dal rientro in Bonis di due posizioni di importo rilevante regolarizzate nei primi mesi dell'anno.

Il costo del credito del Gruppo a giugno 2024 è pari a 9,4 milioni di euro (0,05% annualizzato), in calo di circa 10 bps rispetto al dato al 31 dicembre 2023, confermandosi su livelli di eccellenza. Si ricorda che il dato del 2023 è stato influenzato dall'attività di cambio policy sulle svalutazioni. Al netto di questo fenomeno il dato del 2024 risulterebbe in linea con quello dell'esercizio precedente e può essere così scomposto:

  • svalutazioni analitiche su posizioni non performingper 13,8 milioni di euro;
  • svalutazione collettive in ripresa di 2,7 milioni di euro. Le evoluzioni intercorse nel corso del semestre, riguardano gli affinamenti ai modelli contabili e includono gli effetti stimati rivenienti dall'applicazione dei fattori di rischio climatici e ambientali.

Il framework metodologico IFRS 9 è oggetto di continuo monitoraggio da parte del Gruppo al fine di valutare trimestralmente la coerenza con l'evoluzione macro economica e di portafoglio.

A supporto delle attività di presidio del rischio di credito, all'ormai consolidato sistema di early warning (sviluppato negli anni per prevenire il degrado delle posizioni operando in ottica predittiva), è stata affiancata un'attività di presidio rafforzato che ha riguardato tutto il portafoglio creditizio, individuando i clienti potenzialmente maggiormente impattati dal costo dell'energia, dal costo delle materie prime e dalla contrazione dell'offerta di materie prime e sulla base dei settori identificati come più vulnerabili (fra i primi l'industria cartaria, la produzione di piastrelle in ceramica, il settore della metallurgia, automotive ed infine legno/agroalimentare).

RACCOLTA

La raccolta complessiva del Gruppo si attesta a 117,0 miliardi di euro, contro i 107,4 miliardi di euro del giugno 2023 e i 101,4 miliardi di euro del 2023. Per quanto riguarda le componenti clientela, raggiungono i 101,2 miliardi di euro:

  • La diretta clientela registra un incremento del 1,1% su dicembre 2023 e del 5,3% sul giugno dell'anno precedente, in linea con la crescita del mercato, che prosegue la dinamica positiva (+3% la crescita della diretta complessiva di sistema su base annua).
  • La raccolta indiretta clientela segna un'evoluzione positiva del +5,7% rispetto a dicembre 2023, e un +10,9% rispetto a giugno dell'anno precedente, beneficiando sia di una produzione positiva, sia di un effetto mercato positivo.

Le riserve assicurative chiudono a 8,8 miliardi di euro, in crescita del 7,7% rispetto a dicembre 2023, con un'ottima performance in termini di raccolta, come meglio evidenziato nel paragrafo dedicato a Credemvita.

RACCOLTA DA CLIENTELA
ED ISTITUZIONALE (€mln)
giu-24 giu-23 2023 Variazione
% su giu-24
Variazione
% su 2023
- C/C e risparmi (*) 37.159 35.848 36.917 3,7 0,7
- Altri rapporti 903 922 887 -2,1 1,8
Depositi 38.062 36.771 37.804 3,5 0,7
Obbligazioni e subordinati 4.770 3.895 4.582 22,5 4,1
Raccolta Diretta Bancaria (**) 42.831 40.665 42.385 5,3 1,1
Riserve Assicurative (**) 8.801 8.102 8.173 8,6 7,7
Raccolta Indiretta al Controvalore 65.379 58.665 61.421 11,4 6,4
Raccolta Complessiva 117.011 107.432 111.979 8,9 4,5
di cui clientela:
Raccolta Diretta Clientela (***) 38.261 36.779 37.163 4,0 3,0
Raccolta Indiretta Clientela (***) 54.088 48.791 51.189 10,9 5,7
Raccolta Compless. Clientela (***) 101.151 93.672 96.525 8,0 4,8

(*) La voce non comprende i finanziamenti contratti, nella forma tecnica di pronti contro termine passivi, con la Cassa di Compensazione e Garanzia; comprende i certificati di deposito

(**) La "raccolta diretta bancaria" comprende l'apporto delle società appartenenti al Gruppo bancario, mentre le "riserve assicurative" comprendono le riserve tecniche e le passività finanziarie valutate al fair value di Credemvita.

(***) Vengono dedotti, per tutti i periodi di riferimento, i titoli di debito emessi sui mercati istituzionali, la raccolta indiretta di natura finanziaria. Nella "raccolta complessiva clientela" vengono ricomprese anche le Riserve Assicurative.

Con maggior dettaglio, si evidenziano di seguito i principali aggregati:

Raccolta Diretta

Secondo i dati ABI, in Italia, a giugno 2024, la dinamica della raccolta diretta risulta in incremento del 3% su base annua, con una variazione sui depositi del +1,4%, e del +14,9% della raccolta a medio e lungo termine. I tassi di interesse ancora elevati incentivano in particolare le forme di raccolta a tempo.

Per quanto riguarda il Gruppo Credem, la raccolta diretta bancaria pur rallentando il trend di crescita, segna un'evoluzione del +1,1% rispetto a dicembre e del +5,3% rispetto all'anno precendente. I depositi si attestano a 38,1 miliardi, con una componente in depositi a scadenza in incremento. Le obbligazioni, che a fine dicembre 2023 si attestavano a 4,6 miliardi di euro, salgono a 4,8 miliardi di euro.

Per quanto concerne le altre forme di raccolta istituzionale e l'utilizzo del canale di rifinanziamento tramite la BCE si rimanda al capitolo sulle attività finanziarie.

Raccolta Indiretta

La raccolta indiretta sale a 65,4 miliardi di euro, rispetto ai 58,7 di giugno 2023 e ai 61,4 miliardi di euro di dicembre 2023 (rispettivamente +11,4% e +6,4%). Sia la gestita che l'amministrata forniscono un contributo crescente grazie alla produzione e al positivo effetto mercato.

Per quanto riguarda la gestita, la performance migliore si registra sulle SICAV che rispetto al primo semestre dell'anno precedente realizzano una crescita superiore al 20%, compensando ampiamente la dinamica dei fondi comuni che rimangono sui valori di dicembre 2023. Positivo anche l'andamento delle Gestioni Patrimoniali in incremento del 3,8%, così come quello dei prodotti di terzi, che segnano uno sviluppo del 4,4% su anno precedente.

La raccolta amministrata clientela continua ad intercettare le preferenze dei risparmiatori, con una crescita del 22,9% sul primo semestre 2023 ed un trend che rimane crescente anche limitando l'analisi all'ultimo semestre.

La raccolta indiretta, per tipologia di prodotti, presenta la seguente evoluzione (i dati sono in milioni di euro):

COMPOSIZIONE PER TIPOLOGIA DI % %
PRODOTTI DELLA RACCOLTA INDIRETTA giu-24 giu-23 2023 su giu-23 su 2023
Gestioni patrimoniali 6.110 5.886 5.853 3,8 4,4
Fondi comuni di investimento 9.649 9.906 9.647 -2,6 0,0
SICAV 4.647 3.818 4.270 21,7 8,8
Altra e prodotti di terzi 12.320 11.797 11.944 4,4 3,1
Raccolta indiretta gestita 32.727 31.406 31.714 4,2 3,2
Raccolta indiretta amministrata clientela 21.361 17.384 19.476 22,9 9,7
Raccolta indiretta clientela 54.088 48.791 51.189 10,9 5,7
Raccolta indiretta al controvalore 65.379 58.665 61.421 11,4 6,4

Wealth Management

Specializzazione, innovazione e forte vicinanza alle reti di vendita ed ai clienti restano i principali driver di servizi e prodotti che abilitano una consulenza completa, personalizzata e distintiva in termini di qualità. Anche nel corso del 2024 continuerà il percorso di inserimento di nuove professionalità con competenze specialistiche di finanza e mercati, gestione dei rischi finanziari ed assicurativi e nuove tecnologie (area STEM) al fine di supportare lo sviluppo delle società; proseguirà la progettualità strategica dell'area, che nei mesi scorsi ha visto l'implementazione e la messa a regime del nuovo modello di consulenza finanziaria e patrimoniale che si avvale di un'innovativa piattaforma tecnologica che sta comportando un piano di investimenti quinquennale. E' stato posto un forte focus sullo sviluppo di soluzioni di investimento con caratteristiche sostenibili (ESG). La gamma dei prodotti e servizi ESG del Gruppo comprende 22 tra fondi e comparti Sicav, 13 linee di gestione di portafogli e 8 prodotti assicurativi di investimento (tariffe unit-linkede multiramo).

Per quanto riguarda le società dell'area wealth prosegue il programma di consolidamento con asset manager internazionali per rafforzare gli aspetti formativi e comunicativi verso le reti distributive e la clientela. Alcune collaborazioni sono focalizzate su alcune line di gestione patrimoniale su asset allocation e trend tematici di mercato. Anche lo sviluppo di nuovi prodotti in ambito vita, lanciati a fine 2023, sta andando nella direzione di trovare le migliori soluzioni di investimento.

Per una disamina circa la distribuzione per settori di attività degli aggregati di raccolta diretta e indiretta si rimanda alla specifica sezione "L" delle Note Illustrative.

QUOTE DI MERCATO

Le quote del mercato nazionale relative alle banche italiane mostrano la seguente evoluzione (in %):

QUOTE DI MERCATO IMPIEGHI relative alle banche italiane (%) mag-24 mag-23 2023
Impieghi per cassa totali (*) di cui: 2,169 2,095 2,225

Società non finanziarie
2,157 2,112 2,247

Famiglie consumatrici
2,162 2,185 2,188

Famiglie produttrici
1,365 1,431 1,408

Totale quota "
"
core
2,115 2,106 2,171

(*) Comprende "pronti contro termine con controparti istituzionali"; non comprende impieghi verso le Pubbliche Amministrazioni.

La tabella sottostante mostra l'evoluzione percentuale delle sofferenze sui crediti rispetto al Sistema:

SOFFERENZE (%) SU CREDITI NETTI giu-24 giu-23 2023
Credem 0,2 0,2 0,2
Sistema* 1,1 1,0 1,1

(*) dato di Sistema Bankit: condizioni e rischiosità del credito a marzo 2024

QUOTE DI MERCATO RACCOLTA (%) mag-24 mag-23 2023
Raccolta diretta (*) 1,887 1,893 2,029
Raccolta indiretta 1,732 1,637 1,677
Raccolta clientela complessiva (*) 1,777 1,734 1,806
di cui:
Raccolta diretta da famiglie consumatrici e produttrici 1,706 1,674 1,658
Raccolta indiretta da famiglie consumatrici e produttrici 3,601 3,789 3,677

(*)Comprende controparti istituzionali

ATTIVITÀ FINANZIARIE

La raccolta da clientela continua a rappresentare il canale privilegiato di funding complessivo del Gruppo Credem.

Per quanto riguarda il funding da BCE, a fine giugno 2024 non sono in essere operazioni di finanziamento. Nel mese di marzo è stata rimborsata, alla naturale scadenza, l'ultima tranche TLTRO III.7 per un importo nominale di 740 milioni di euro. Nel corso del primo semestre del 2024, Il Gruppo bancario ha in essere, a fine giugno 2024, un'eccedenza di liquidità depositata sui conti detenuti presso la BCE pari a 3,8 miliardi di euro.

In relazione alle attività di emissione di strumenti obbligazionari, nel mese di luglio 2024 si è perfezionato il rinnovo annuale del Programma EMTN. L'aggiornamento del Base Prospectus ha permesso l'introduzione della possibilità di emettere anche titoli di diritto italiano nella forma dematerializzata e accentrata su Monte Titoli, in linea con la prassi di mercato, e l'inclusione dei dati finanziari del Gruppo.

Nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB, il valore nominale delle emissioni in circolazione a fine giugno 2024 è risultato pari a 2,05 miliardi di euro.

Per quanto riguarda l'operatività di mercato monetario, nel corso del primo semestre del 2024, a valere sul Programma di Emissione di Cambiali Finanziarie di Credito Emiliano sono state collocate 15 emissioni, per un ammontare complessivo di circa 500 milioni di euro e per un valore nominale outstanding a fine giugno 2024 di 295 milioni di euro. Inoltre, nel corso del primo semestre 2024 il Gruppo è risultato attivo nell'operatività di raccolta in depositi unsecured a breve termine con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), con un importo medio di circa 230 milioni di euro, mentre a fine giugno la raccolta è risultata pari a 50 milioni di euro.

Nello stesso periodo l'attività di rifinanziamento di Titoli di Stato e Supras Europei in euro ha visto un'operatività in pronti contro termine, che a fine giugno è risultata prevalentemente in raccolta. In relazione all'operatività in divisa diversa dall'euro e in particolare in USD, il portafoglio di Titoli di Stato in USD è stato rifinanziato prevalentemente in pronti contro termine. L'importo complessivo di tali operazioni a fine giugno 2024 ammontava a 0,8 miliardi di USD a controvalore di mercato.

Infine nel corso del primo semestre, è stata negoziata la prima operazione di repo di raccolta a medio termine sul covered bond retained emesso a gennaio 2024, che ha portato il nominale a fine giugno delle operazioni di pronti contro termine di raccolta con sottostanti titoli obbligazionari non governativi a complessivi nominali 900 milioni di euro.

La gestione del portafoglio di titoli obbligazionari ha privilegiato l'investimento in titoli di emittenti italiani ed europei. L'incidenza degli emittenti italiani sul portafoglio complessivo a fine giugno 2024 si è attestata al 37% circa. A giugno 2024, la posizione in titoli di Stato emessi dal Tesoro USA, denominati in USD, rispetto alla posizione di inizio anno è scesa leggermente, attestandosi ad un livello pari a 1 miliardo di euro di controvalore. Il portafoglio è quindi composto principalmente da titoli di Stato, sia denominati in euro ed emessi da stati europei, sia denominati in USD, oltre che da titoli obbligazionari emessi da banche e altri emittenti corporate e da una quota di titoli emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione e covered bond.

ATTIVITA' FINANZIARIE TITOLI
(€mln)
giu-24 giu-23 2023
Detenute per la negoziazione 70 57 61
HTCS 9.024 8.419 8.962
HTC (*) 6.261 7.048 7.140
15.355 15.524 16.163
IMPIEGHI E RACCOLTA DA BANCHE
(€mln)
Impieghi a banche 1.712 1.618 1.601
Raccolta da banche 5.582 6.084 5.786

(*)Attività detenute per incassare flussi di cassa contrattuali, valutate al costo ammortizzato

RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE

STRUTTURA DEL GRUPPO E CONTRIBUZIONE DELLE SOCIETÀ

CIFRE CHIAVE

La tavola seguente mostra l'evoluzione della presenza territoriale del Gruppo:

PRESENZA TERRITORIALE giu-24 giu-23 2023
Credembanca 412 418 417
Credem Euromobiliare Private Banking (CEPB) 55 54 54
Credem Euromobiliare Private Banking (filiali leggere*) 9 11 8
TOTALE FILIALI 476 483 479
"Credempoint" 66 67 67
Negozi finanziari CEPB 10 13 12
TOTALE NEGOZI FINANZIARI 76 80 79
Promotori Finanziari con mandato Credembanca 528 524 516
Promotori Finanziari con mandato CEPB 293 308 304
TOTALE PROMOTORI FINANZIARI ESTERNI CON MANDATO 821 832 820
CENTRI AZIENDE 46 38 38
CENTRI SMALL BUSINESS 0 58 58
AGENTI FINANZIARI MUTUI RESIDENZIALI 245 249 249
AGENTI FINANZIARI "CESSIONE DEL QUINTO" e AGENTI
FINALIZZATO (CON COLLABORATORI)
463 478 452

In ambito Rete Filiali, abbiamo proseguito con l'attività di ottimizzazione dei punti vendita, nel semestre sono stati chiusi 5 sportelli in comuni dove sono presenti altre filiali o in comuni con basse prospettive di sviluppo e servibili dai punti vendita presenti nei comuni limitrofi.

Sul fronte della Promozione Finanziaria, i primi sei mesi del 2024 hanno visto un significativo sviluppo della rete. Rimane sostanzialmente stabile il numero di Credem Point che ci consente al momento di avere una adeguata copertura territoriale e un soddisfacente livello di servizio verso i clienti.

Nel semestre è stata portata a termine una riorganizzazione nell'area di gestione delle imprese con la chiusura dei centri small business: questo ha reso necessario aumentare il numero dei Centri Aziende che nel 2024 sono cresciuti di 8 unità arrivando a 46 complessivi che ci permettono una copertura ottimale dei principali centri industriali. Rimane sostenuto il numero delle risorse dedicate allo sviluppo di nuova clientela Corporate alimentato da nuovi ingressi che sostituiscono risorse passate alla gestione dei clienti esistenti.

(*) corner Credem Euromobiliare Private Banking all'interno di filiali Credem

Nel Gruppo Credem operano due settori operativi, Banking e Wealth Management, che aggregano le principali aree di businessin cui operano le diverse società del Gruppo. In particolare:

Banking:

Commercial banking

Rappresenta la principale fonte di ricavi del Gruppo, contribuendo nel primo semestre 2024 per oltre 704 milioni di euro ai ricavi del Gruppo e a circa il 68% dell'utile consolidato.

Private banking

La private bank nel semestre ha contribuito per 145,9 milioni di euro ai ricavi del Gruppo (14%) e sta continuando nel processo di rafforzamento della struttura a sostegno della clientela private.

Il Parabancario, Consumer Credit e altro

Contribuisce al 12% dei ricavi e degli utili consolidati del Gruppo, con un risultato in crescita del 12,4% rispetto al periodo di confronto. Il Gruppo si caratterizza anche per la presenza di società non strettamente legate all'ambito bancario, ma comunque significative, sia in termini di apporto al Gruppo, sia come possibilità di ampliamento della gamma di offerta alla clientela.

Wealth Management:


Asset Management e Insurance
Le società dell'area sono tutte controllate al 100% da Credem tranne Credemassicurazioni,
partecipata pariteticamente al 50% con Reale Mutua, e operano a supporto delle reti
commerciali del Gruppo nei servizi di investimento, nella consulenza finanziaria e
patrimoniale, in ambito assicurativo e fiduciario.
Le società rappresentano il 12% dei ricavi consolidati e hanno un'incidenza del 21% sugli utili
consolidati, in crescita rispetto all'esercizio precedente.
Le tavole evidenziate di seguito mostrano i principali indicatori relativi alle società del Gruppo:
CONT
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v
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23
ar%
v
MARGINE DA INTERMEDIAZIONE 704,2 689,8 2,1% 145,9 115,6 26,2% 121,3 107,9 12,4% 122,6 101,6 20,8% 1.029,6 947,6 8,6%
COSTI
OPERATIVI
e
AMMORTAMENTI
-382,3 -368,5 3,7% -86,3 -77,0 12,0% -56,0 -48,9 14,5% -24,1 -23,2 4,0% -497,6 -464,6 7,1%
RISULTATO OPERATIVO 321,8 321,2 0,2% 59,5 38,5 54,4% 65,2 59,0 10,5% 98,3 78,4 25,4% 532,0 483,0 10,1%
RISULTATO ANTE IMPOSTE 284,8 286,1 -0,5% 53,2 36,8 44,7% 60,6 53,3 13,7% 95,0 78,4 21,2% 480,5 440,3 9,1%
UTILE NETTO 190,9 192,1 -0,6% 35,4 24,7 43,0% 40,3 35,8 12,4% 67,0 56,3 19,0% 323,8 298,7 8,4%

(*) Le rettifiche di consolidamento, non evidenziate in tabella, riguardano principalmente i dividendi incassati da società comprese nell'area di consolidamento, l'apporto delle partecipazioni valutate al patrimonio netto e i ricavi per prestazioni erogate all'interno del Gruppo.

P
ARABANCARIO, CONS
UM
E
R CRE
DI
T
e
643 -23% 7.269 4% 21.816 4% 13.480 22%
ALT
RO
3.335 3%
1.173 4%
2.836 40%
AS
S
E
T
M
ANAGE
M
E
NT
e I
NSURANCE
9.433 -3%
4.647 22%
3 n.s.
216 8%
8.801 9%
Altro 27 146
Aggregato 41.894 3% 38.533 4% 64.661 5% 21.371 23%
Rettifiche di consolidamento -6.717 -273 -23.133 -9
CONS
OLI
DAT
O
35.17
8
1% 38
.261
4%
41.527
5% 21.361 23%

COMMENTO RISULTATI SOCIETÀ DEL GRUPPO

Nelle pagine seguenti, riportiamo l'analisi dei principali aggregati e del contributo delle singole società (in milioni di euro), desunti da situazioni contabili redatte secondo i principi internazionali IAS/IFRS per tutte le società esaminate, i dati esposti sono riclassificati, in analogia a quelli del Gruppo, così come evidenziato in Legenda, alla fine della Relazione Consolidata, e nelle Note Illustrative.

giu-24 giu-23 Variazioni
%
ECONOMICS:
€mln / %
Margine di intermediazione 704,1 689,7 2,1%
MAF 447,4 401,6 11,4%
MAS 256,7 288,1 -10,9%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -382,3 -368,5 3,7%
Personale -226,1 -218,9 3,3%
Amministrative -112,9 -106,3 6,3%
Ammortamenti -43,2 -43,3 -0,3%
Risultato Operativo 321,8 321,2 0,2%
Rettifiche su crediti -4,6 1,1 n.s.
Utile Netto 190,9 192,1 -0,6%
VOLUMI (s.f.p.):
€mln / %
DIRIND "clientela" 58.922 54.918 7,3%
di cui: Gestita + Terzi 19.745 18.686 5,7%
Impieghi 33.880 33.399 1,4%
con amm.ti
Cost/Income
% / bps
54,3% 53,4%

Nel primo semestre, Credembanca registra un Utile Netto di 190,9 milioni di euro, contro i 192,1 milioni dell'anno precedente, che includeva fino a febbraio 2023 il contributo del ramo private, successivamente ceduto a Credem Euromobiliare Private Banking, pertanto il confronto con l'anno precedente è scarsamente significativo.

Il Risultato Operativo si attesta a 321,8 milioni di euro sostanzialmente stabile rispetto al primo semestre 2023. La crescita del margine finanziario ha completamente compensato la contrazione del margine da servizi. Su questo ultimo aggregato rileva, sia la mancata contribuzione delle masse private, sia un contributo in contrazione delle componenti finanziarie che scendono a 43,3 milioni di euro, rispetto ai 54,1 del periodo di confronto.

I costi riflettono l'ampia progettualità in essere e l'adeguamento del contratto collettivo sugli oneri relativi al personale, oltre al rafforzamento di organico, che la banca sta portando avanti a supporto della propria strategia di crescita.

Le rettifiche di valore nette su crediti incidono sul conto economico per 4,6 milioni di euro, erano positive nel primo semestre 2023.

Per quanto riguarda l'evoluzione dei volumi di Credembanca, evidenziamo di seguito i principali aggregati relativi al banking commerciale (retail e corporate), in base ai dati del controllo di gestione.

RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE

Credembanca (€mln)
(Retail e Corporate)
giu-24 giu-23 Variazioni
%
Impieghi lordi 26.482 26.708 -0,8
Raccolta diretta 29.755 28.756 3,5
Raccolta indiretta 27.474 24.863 10,5
Raccolta complessiva 57.229 53.619 6,7
. Raccolta gestita 19.775 18.579 6,4
. Raccolta amministrata 7.699 6.284 22,5

Dal punto di vista organizzativo, segnaliamo che ad inizio 2024 la filiera Corporate ha visto una evoluzione del modello di servizio con la realizzazione dei cosiddetti Centri Aziende (ex Centri Imprese).

La riorganizzazione ha comportato il trasferimento alla filiera Corporate della clientela Small corporate prima in gestione alla filiera Retail. Le nuove strutture di business sono pensate per la gestione della Clientela Mid e Large Corporate e, da inizio anno, includono gestori dedicati anche alla clientela Small Corporate.

  • Nell'ambito Retail è continuato in modo importante lo sviluppo degli Impieghi, significativo sia il comparto delle Famiglie che quello dei piccoli operatori economici: così come il breve termine subisce a inizio anno il calo stagionale, il medio termine ha registrato un rallentamento delle erogazioni di mutui casa limitato al primo trimestre dell'anno. Sul fronte del credito al consumo, le erogazioni dei prestiti personali sono passate ad Avvera: ad oggi quindi su Credem si evidenziano solo le estinzioni anticipate relative allo stock ancora in essere.
  • Sul fronte corporate, gli stock sono in leggera contrazione rispetto all'esercizio precedente; si è infatti andato consolidando uno scenario condizionato dal permanere di tassi di interesse ancora ai massimi degli ultimi anni e sostenuto solo in parte dalla modesta crescita del PIL, al quale si sono affiancate riserve di liquidità elevate che hanno drasticamente ridotto la domanda di credito da parte delle aziende.
  • Per quanto riguarda la raccolta, la produzione si è mantenuta positiva e in linea con quanto realizzato lo scorso esercizio. Il buon andamento dei mercati finanziari nel 2024 ha ulteriormente contribuito allo sviluppo dello stock. La clientela ha privilegiato la raccolta amministrata che è cresciuta del 22,5% rispetto all'anno precedente, a fronte di un incremento del 6,4% della raccolta gestita, ma è stata positiva anche la produzione di diretta, con stock che risultano in crescita del 3,5% rispetto all'anno precedente, stante la preferenza della clientela per titoli obbligazionari che hanno in parte eroso la liquidità presente sui conti correnti. Inoltre, nel corso del 2024, si è assistito alla conversione di partite importanti di liquidità in prodotti a scadenza sempre più richiesti dai clienti per remunerare le giacenze.
  • Sulla clientela, continua la strategia impostata nel 2023 che vedeva la ricerca di una crescita accelerata: nel corso dei primi sei mesi del 2024, la rete Filiali ha acquisito circa 53.000 nuovi clienti, con un tasso di acquisition del 4,2%. L'attività sul cross selling ha permesso lo sviluppo di tutti i servizi e, in particolare, delle carte di credito/debito e dei contratti per l'accesso ai servizi bancari attraverso l'utilizzo di Internet. Le Carte hanno visto una crescita del grado di penetrazione sui conti e sono cresciute di oltre 153.000 unità (+9,7% su dicembre dell'anno precedente).
giu-24 giu-23 Variazioni
%
INDICATORI ECONOMICI:
€mln / %
Margine di intermediazione 145,9 115,6 26,2%
MAF 45,0 39,4 14,3%
MAS 100,8 76,2 32,4%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -86,3 -77,0 12,0%
Personale -45,6 -39,5 15,4%
Amministrative -36,7 -34,1 7,7%
Ammortamenti -4,0 -3,5 15,3%
Risultato Operativo 59,6 38,5 54,6%
Rettifiche su crediti 0,1 -0,5 -254,5%
Utile Netto 35,4 24,7 43,0%
VOLUMI (s.f.p.):
€mln / %
DIRIND "clientela" 42.565 38.845 9,6%
di cui: Gestita + Terzi 21.816 20.893 4,4%
Impieghi 643 839 -23,3%

Nei primi sei mesi del 2024, le consistenze patrimoniali della clientela (Dirind) registrano un incremento del 9,6%, con un effetto mercato positivo pari a circa +2,8% e un contributo molto positivo della raccolta netta, pari a +1,3 miliardi di euro.

Nel periodo in esame risultano in crescita anche le consistenze gestite, passate da 21.054 a 21.987 milioni di euro ed è stata positiva la raccolta netta sia sul risparmio amministrato, sia sulla raccolta diretta (rispettivamente +907 e +337 milioni di euro). Gli impieghi si attestano a 742 milioni di euro, di cui 595 milioni riferiti ad impieghi diretti.

E' proseguita l'attività di reclutamento di figure dal profilo professionale e dal portafoglio procapite, elevati, a fronte di alcune uscite, portando il saldo finale a: 361 Private Bankers e 293 consulenti finanziari.

I risultati economici del primo semestre 2023 (24,7 milioni di euro), includevano il contributo positivo del ramo conferito da Credem a partire dal 18 febbraio; pertanto il confronto con i risultati del primo semestre 2024 (che chiude a 35,4 milioni di euro) non è pienamente significativo.

Il margine di intermediazione risulta pari a 145,9 milioni di euro (rispetto a 115,6 milioni precedenti), con il margine finanziario (pari a 45,0 milioni di euro, rispetto a 39,4 milioni di giugno 2023) grazie essenzialmente alle maggiori giacenze medie, solo in parte compensate dalla diminuzione dei margini sugli impieghi clientela e sulla tesoreria.

Sul fronte del margine da servizi, si assiste ad un incremento complessivo delle commissioni nette grazie soprattutto alla crescita dimensionale avvenuta con il ramo conferito. Positiva la somma del risultato netto dell'attività di negoziazione, di copertura e utili/perdite da cessioni poiché accoglie gli utili realizzati a seguito della vendita di alcuni titoli del portafoglio di proprietà.

Le spese amministrative e quelle del personale riflettono la crescita dimensionale della Banca. Tra le componenti non ricorrenti rileva il contributo al meccanismo di finanziamento dei sistemi di garanzia dei depositi e l'accantonamento al Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita (non presente nel 2023).

Il risultato netto a giugno 2024 è pari a +35,4 milioni di euro rispetto ai +24,7 milioni di un anno fa.

RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE

giu-24 giu-23 Variazioni
%
INDICATORI ECONOMICI:
€mln / %
Margine di intermediazione 38,3 30,9 23,7%
MAF 16,9 10,3 64,5%
MAS 21,4 20,7 3,4%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -17,3 -13,8 25,5%
Personale -7,5 -6,8 9,1%
Amministrative -7,3 -5,0 46,0%
Ammortamenti -2,6 -2,0 30,5%
Risultato Operativo 21,0 17,1 22,3%
Rettifiche su crediti -5,4 -8,2 -33,7%
Utile Netto 9,7 5,4 78,8%
VOLUMI (s.f.p.):
€mln / %
Crediti netti di bilancio
2.836 2.030 39,7%

Nei primi 5 mesi del 2024, il mercato dei mutui mostra un lieve calo rispetto allo stesso periodo del 2023: -5,4%). Il segmento del credito al consumo fa registrare un trend in linea, con effetti differenti tra i vari prodotti (Prestito Finalizzato +1,4% Prestiti Personali +10,2% e Cessione del Quinto -2,2%).

Per quanto riguarda Avvera,

  • nei primi sei mesi del 2024, i risultati ottenuti nel business mutui sono in linea con il mercato con 323,0 milioni di mutui collocati) e una crescita delle estinzioni anticipate.
  • relativamente alla cessione del quinto, i volumi finanziati nel primo semestre del 2024 raggiungono un montante di 237,4 milioni, mentre risultano erogati 165,4 milioni di Prestiti, infine, risultano erogati 336,5 milioni di Prestiti Finalizzati.

A fine semestre il margine di intermediazione è pari a 38,3 milioni di Euro, in crescita del 24% rispetto all'anno precedente.

Il margine di interesse è pari a 16,9 milioni di euro, in aumento rispetto al dato del primo semestre del 2023 (+64% a/a). Prestiti e cessione del quinto contribuiscono in misura crescente alla costituzione margine di intermediazione grazie ad uno stock in progressiva crescita.

Il conto economico include interessi passivi verso banche per 33,2 milioni di Euro per finanziamenti in prevalenza a medio-lungo termine in essere con Capogruppo per finanziare l'attività caratteristica.

Le commissioni nette, che costituiscono il 55% dei ricavi netti della Società, hanno registrato un incremento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2023: la riduzione dei volumi dei Mutui è stata in parte compensata dalla componente assicurativa accessoria legata a Prestiti Personali e Prestiti Finalizzati.

Si segnalano rettifiche sul portafoglio crediti per 5,4 milioni di Euro, in calo di 2,8 milioni di Euro grazie ad un recupero sulla componente collettiva (+1,2 milioni di Euro), principalmente sul prestito finalizzato, dove incidono positivamente le evoluzioni dei modelli di valutazione e gli aggiornamenti dei parametri di rischio.

Nel 2024 si osserva un incremento di alcune categorie di costi operativi, per effetto dell'incremento di operatività e dei volumi di business.

Il risultato netto di periodo risulta essere positivo per Euro 9,7 milioni, contro i 5,4 dell'anno precedente.

giu-24 giu-23 Variazioni
%
INDICATORI ECONOMICI:
€mln / %
Margine di intermediazione 40,8 35,9 13,7%
MAF 35,9 31,7 13,2%
MAS 5,0 4,2 17,3%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -10,4 -9,6 8,2%
Personale -5,9 -5,6 5,3%
Amministrative -3,8 -3,4 12,8%
Ammortamenti -0,7 -0,7 8,8%
Risultato Operativo 30,4 26,3 15,7%
Rettifiche su crediti -0,2 2,3 -107,2%
Utile Netto 20,1 19,2 4,7%
VOLUMI (s.f.p.):
€mln / %
Crediti netti di bilancio
3.335 3.247 2,7%

Nel primo semestre del 2024, il mercato del leasing e del noleggio a lungo termine ha finalizzato complessivamente investimenti per un valore di 17,1 miliardi di euro, in leggera contrazione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (-4,7%): sostenuto principalmente dal comparto veicoli che rappresenta il 66% dello stipulato totale (in incremento rispetto al 2023) e caratterizzato per il 55% dalla componente del NLT (-8%) e per il 45% dal leasing (+18,3%). I settori immobiliare e aeronavale e ferroviario tornano a crescere, mentre il comparto strumentale mostra ancora una contrazione (-21,4%).

Credemleasing, attiva esclusivamente nel leasing finanziario, consuntiva un andamento commerciale in leggera contrazione sia nel valore complessivo degli investimenti finanziati (raggiunta quota 547 milioni di euro di stipulato complessivo, in calo del 4% rispetto all'anno precedente) che nel numero dei nuovi contratti stipulati (-2,6%).

Il comparto mobiliare rappresenta circa il 62% delle nuove stipule e continua a mostrare una prevalenza di beni strumentali (circa il 52% del totale comparto) seguito dal settore dei veicoli (35%) e nautico (13%). Il leasing targato presenta una variazione positiva rispetto allo stesso periodo del 2023 con un significativo incremento nel valore finanziato (+40,8%), per contro, lo strumentale evidenzia una contrazione, coerentemente all'andamento del mercato.

Il comparto immobiliare mostra una dinamica migliore rispetto al Sistema, evidenziando una crescita del 48,5% in termini di volumi e del 20,8% nel numero di contratti stipulati. In entrambi i segmenti, "costruito" e "costruendo", la Società registra una dinamica migliore rispetto al mercato (rispettivamente +41,1% e +56,5%), con una crescita significativa negli investimenti di importo superiore a 2,5 milioni di euro nel "costruito" (+131% rispetto al 2023), così come il "costruendo" evidenzia un buon dinamismo degli investimenti d'importo compreso tra 0,5 e 2,5 milioni di euro (+95% rispetto al 2023).

Sull'incremento del margine di intermediazione (+13,7%) ha influito positivamente il margine da interessi, grazie all'incremento dei capitali medi produttivi (+4% rispetto allo stesso periodo del 2023), oltre al positivo andamento delle commissioni connesse alla gestione dei contratti.

Le rettifiche su crediti risultano in ripresa e assorbono, sui crediti in bonis gli effetti stimati rivenienti dall'applicazione dei fattori di rischio climatici e ambientali nei modelli contabili IFRS9, mentre sui "default" si registrano rettifiche riconducibili ai nuovi flussi a NPL, in buona parte mitigate da riprese su posizioni già a default. Le spese amministrative registrano un leggero incremento in linea con l'evoluzione strutturale della Società. ll Cost/Income al 25,5% conferma l'efficienza operativa. L'utile netto si attesta a 20,1 milioni di euro, in aumento rispetto ai 19,2 milioni di euro dello stesso periodo dell'anno precedente.

RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE

giu-24 giu-23 Variazione
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln / %
Margine di intermediazione 16,2 16,9 -3,9%
MAF 10,6 10,2 4,3%
MAS 5,6 6,7 -16,2%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -6,8 -6,3 9,1%
Personale -4,6 -4,0 15,4%
Amministrative -1,9 -1,9 -3,1%
Ammortamenti -0,4 -0,4 3,8%
Risultato Operativo 9,4 10,6 -11,5%
Rettifiche su crediti 1,2 0,3 -255,9%
Utile Netto 7,0 7,4 -5,8%
VOLUMI (s.f.p.): €mln / %
Crediti netti di bilancio 1.173 1.130 3,8%

Secondo gli indicatori preliminari di sintesi a maggio 2024, il mercato del factoring italiano ha evidenziato, rispetto all'esercizio precedente una crescita del turnover (+2,5%) e un calo alla voce outstanding (-2,0%) ed investment (-6,1%).

A giugno 2024, l'outstanding di Credemfactor si è attestato a 1.266 milioni di euro, in aumento del 1,4% sullo stesso periodo dell'anno precedente. Il flusso di turnover è pari a 2.468 milioni di euro, risulta in calo del -4,6%. I crediti netti, a valore di bilancio, si attestano a 1.173 milioni di euro, con un incremento del 3,8%. Gli impieghi puntuali hanno raggiunto 1.101 milioni di euro realizzando, rispetto al 2023, un incremento del 2,1%. La quota di mercato sugli impieghi puntuali, a maggio 2024 si è attestata a 2,06%.

I crediti deteriorati al valore di bilancio si attestano a 9,6 milioni di euro, con un decremento del 35,2% rispetto al dicembre 2023 e in incremento del 3,4% sullo stesso periodo dell'anno precedente. Il decremento rispetto al dicembre 2023 è sostanzialmente ascrivibile alla diminuzione della componente delle sofferenze e dei crediti scaduti.

Il margine d'intermediazione è di 16,2 milioni di euro, in decremento del -3,9%: incide positivamente l'aumento dei tassi attivi e degli spread applicati ed il decremento delle commissioni passive (derivante essenzialmente da minori costi di riassicurazione dei crediti), mentre incide negativamente il minor turnover e un leggero calo commissionale. I costi, inclusivi degli ammortamenti ammontano, a 6,8 milioni di euro in incremento del 9,1% sull'anno precedente, conseguenza dell'evoluzione strutturale della Società e dell'aumento dei costi infragruppo. Le rettifiche di valore nette sui crediti hanno un impatto positivo sul conto economico complessivamente pari a 1,2 milioni di euro per effetto di 0,69 milioni di euro relativi a riprese nette di valore analitiche su deteriorati e per 0,48 milioni di euro relativi a riprese di valore sui crediti in bonis. L'utile netto si è attestato a 7,0 milioni di euro in calo del -5,8% rispetto all'esercizio precedente.

Le principali aree di innovazione strategica, in linea con le linee guida del Gruppo, sono relative all'incremento della digitalizzazione dei processi di customer service multicanale e all'efficientamento dei processi operativi interni per ridurre il cost to serve ed ottimizzare il servizio. Il progetto IFACTO, dopo il rilascio del nuovo prodotto Confirming, ha visto l'attivazione della PEF (Pratica Elettronica di Fido) integrata con il gestionale interno quale fattore abilitante per delibere istant prospect.

giu-24 giu-23 Variazione
%
INDICATORI ECONOMICI:
€mln / %
Margine di intermediazione 64,6 41,0 57,6%
MAF 7,7 4,1 86,4%
MAS 57,0 36,9 54,4%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -10,2 -9,4 7,8%
Personale -4,5 -3,9 16,2%
Amministrative -5,4 -5,3 2,7%
Ammortamenti -0,2 -0,2 -19,8%
Risultato Operativo 54,5 31,6 72,5%
Utile Netto 39,0 23,0 69,4%
VOLUMI (s.f.p.):
€mln / %
Fondi della casa 9.433 9.706 -2,8%
Sicav della casa 4.647 3.818 21,7%

I dati Assogestioni di maggio 2024 mostrano deflussi sui fondi aperti pari a -7,5 miliardi di euro (- 157,4% rispetto all'analogo periodo dello scorso anno). Le masse complessive crescono, nonostante i deflussi, grazie al positivo andamento di mercato.

La raccolta netta al 30 giugno 2024, relativamente a fondi italiani e sicav, è stata pari a -188 milioni di Euro (rispettivamente -376 e +188 milioni di Euro), in linea con l'andamento complessivo del sistema che mostra flussi negativi.

Le masse relative agli OICR, superano i 14 miliardi e risultano in aumento rispetto alla fine del precedente esercizio, con un decremento del peso dei prodotti flessibili (33,2% vs. 36,9% a fine 2023) e bilanciati (12,8% vs. 13,9% a fine 2023) a favore dei prodotti obbligazionari / "life cycle" (44,0% vs. 41,7% a fine 2023) e azionari (10,0% vs. 7,5% a fine 2023).

La quota di mercato della Società, in termini di patrimonio gestito (comprendendo i fondi italiani e le sicav), è pari a 1,18% in lieve diminuzione rispetto al dato registrato a fine 2023 (fonte: Assogestioni).

Il risultato netto ammonta a 39,0 milioni di euro, con un incremento del +69,5% rispetto al 30 giugno 2023, grazie principalmente a maggiori commissioni di performance e al contributo del margine finanziario. Le spese generali ammontano a 10,0 milioni di euro, in lieve incremento rispetto al 30 giugno 2023.

1
1
œ
giu-24 giu-23 Variazioni
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln / %
Margine di intermediazione 10,0 9,1 10,4%
MAF 0,6 0,3 89,1%
MAS 9,5 8,8 7,7%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -6,7 -6,1 10,0%
Personale -3,5 -3,4 2,5%
Amministrative -3,0 -2,5 22,7%
Ammortamenti -0,2 -0,2 -16,0%
Risultato Operativo 3,3 3,0 11,4%
Utile Netto 2,1 2,2 -2,0%
VOLUMI (s.f.p.): €mln / %
Gestioni patrimoniali Gruppo in delega 6.286 6.033 4,2%
Assistenza alla consulenza Gruppo 53.009 46.403 14,2%
Servizi Diretti 463 476 -2,7%

Il primo semestre del 2024 è stato molto positivo per le classi di attivo rischiose grazie al proseguimento dell'espansione economica, nonostante i diffusi rischi geopolitici e gli elevati tassi reali.

Si è assistito dunque a un aumento del valore di mercato degli Asset relativi al servizio in gestione di portafogli in delega (c.d. AUM) - prestato a favore delle Banche del Gruppo CREDEM e delle Compagnie Assicurative di diritto estero che distribuiscono in Italia in regime di Libera Prestazione di Servizio.

Superiori alle aspettative anche le masse (c.d. AUA) relative all'attività di assistenza alla consulenza in materia di investimenti che EA SIM fornisce alle Banche del Gruppo, che raggiungono i 53 miliardi di euro.

L'andamento positivo del valore degli stock, associato al buono andamento del margine finanziario e all'attenta gestione delle dinamiche dei costi, consente alla Società di chiudere con un utile d'esercizio di periodo pari a 2,1 milioni di euro.

giu-24 giu-23 Variazione
%
INDICATORI ECONOMICI:
€mln / %
Margine di intermediazione 41,8 45,8 -8,9%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -5,7 -5,9 -3,7%
Personale -1,6 -1,7 -7,7%
Amministrative -3,1 -3,3 -6,2%
Ammortamenti -1,0 -0,9 13,6%
Risultato Operativo 36,1 39,9 -9,7%
Utile Netto 21,6 27,3 -21,2%
VOLUMI Reti del Gruppo (s.f.p.):
€mln / %
Ramo I 4.547 4.311 5,5%
Ramo III 3.633 3.375 7,6%
Ramo VI 484 428 13,2%

Nel semestre Credemvita ha registrato risultati commerciali in significativa crescita, in particolare per:

  • una raccolta complessiva lorda pari a 1.388,9 milioni di euro, in crescita dell'84% rispetto lo stesso periodo dell'anno precedente (di questi, 921,1 milioni di euro, sono riconducibili a polizze di ramo I e V Rivalutabili; 432,3 milioni di euro a prodotti Unit Linked; 12,1 milioni di euro a polizze caso morte e credit protection; 23,4 milioni di euro al Fondo Pensione);
  • prestazioni erogate pari a circa 909,8 milioni di euro, in crescita del 42% rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente;
  • una raccolta netta pari a +479,1 milioni di euro, in forte aumento rispetto all'esercizio precedente +314%.

Il risultato economico, in termini di contributo al Bilancio Consolidato, evidenzia un utile netto pari a 21,6 milioni di euro, in flessione rispetto al risultato del 30 giugno 2023. Sul risultato incidono particolarmente: il cambio ipotesi di riscatto su GSII, oltre al contributo al Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita per 3,2 milioni di euro, non presente nel periodo di confronto.

L'utile netto è riconducibile, per quanto non espresso sopra a:

  • margine da prodotti assicurativi positivo, anche se in flessione sullo stesso periodo del 2023;
  • margine da prodotti finanziari e redditi della gestione finanziaria positivi ed in accelerazione sul 2023, principalmente legati alla crescita di tutte le componenti commissionali running e di overperformance rivenienti dalle polizze Unit Linked e al maggior contributo in termini di redditi finanziari del portafoglio di Proprietà;
  • costi complessivi, inclusi gli ammortamenti, in crescita anno su anno.

Il patrimonio netto (IFRS 9-17) è in crescita rispetto al valore del 31 dicembre 2023 di 46,1 milioni di euro e incorpora l'utile dell'esercizio 2023, tutto capitalizzato a Patrimonio (48,1 milioni di euro) e la variazione delle riserve da valutazione delle attività finanziarie al netto delle componenti attribuite agli assicurati (-2,0 milioni di euro al netto della fiscalità).

giu-24 giu-23 Variazione
%
INDICATORI ECONOMICI:
€mln / %
Ricavi assicurativi 21,2 21,0 1,0%
Costi per servizi assicurativi -10,5 -10,4 1,2%
di cui "oneri per sinistralità" -8,7 -9,5 -8,4%
Risultato da investimenti (att.tà / pass.tà finanz.) 2,1 1,6 32,5%
Risultato finanziario netto 12,8 12,2 5,0%
Altri ricavi/costi e proventi/oneri di gestione
Spese di gestione -0,2 -1,4 -85,8%
Utile ante imposte 12,6 10,8 16,1%
Utile netto (100%) 8,0 7,0 15,4%

(*) Saldo tecnico + Ammortamenti + Proventi finanziari

Credemassicurazioni ha raccolto al 30 giugno 2024 premi per circa 31,9 milioni di euro, in diminuzione del 3% rispetto al precedente esercizio:

  • I prodotti di protezione individuale hanno fatto registrare premi pari a 22,7 milioni euro, in diminuzione del 7% rispetto al secondo trimestre 2023, costituiscono circa il 71% della raccolta premi totale, con un'incidenza in diminuzione rispetto al secondo trimestre 2023;
  • I prodotti CPI, con premi pari a 6,9 milioni di euro, costituiscono il 22% dei volumi complessivi con una incidenza in aumento, sono in crescita del 7% rispetto all'anno precedente
  • I prodotti Leasing evidenziano premi pari a 2,3 milioni di euro (+13%).

Credemassicurazioni presenta al 30 giugno 2024 un utile netto di 8 milioni di euro in aumento rispetto all'anno precedente (che segnava un risultato di 7 milioni di euro).

Tale risultato è riconducibile ad un risultato assicurativo in aumento per:

  • ricavi assicurativi in lieve aumento a/a per il maggior portafoglio e per il mix maggiormente concentrato su prodotti a durata media più breve
  • costi assicurativi in diminuzione, dovuti principalmente ad una minore sinistralità.

Sul risultato incide anche un contributo finanziario in lieve progresso anno su anno, conseguenza della ripresa di valore delle componenti in OICR del portafoglio.

Il patrimonio netto al 30 giugno 2024 ammonta a 87,3 milioni di euro (escludendo il risultato di periodo) ed evidenzia un aumento di 2,6 milioni di euro rispetto al valore al 31 dicembre 2023, tale incremento è legato agli utili di esercizio dell'anno al netto dell'erogazione del dividendo 2023.

giu-24 giu-23 Variazione
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln / %
Patrimonio netto milioni € 8,7 8,3 +4,9%
Dipendenti n. 3 3
Utile ante imposte milioni € 0,3 0,4 -9,0%
Utile netto milioni € 0,2 0,2 -12,9%

I Fondi in gestione alla SGR sono tre: due Chiusi Alternativi collocati il 10 gennaio 2019 (Élite, per 72,8 milioni di euro e Credem Venture Capital II per 25,8 milioni di euro), e un Fondo ELTIF (denominato Eltifplus) la cui raccolta ammonta a 132,2 milioni di euro.

Prosegue l'azione di Credem Private Equity a sostegno alla crescita delle piccole e medie imprese italiane.

Il primo semestre 2024 non ha visto nuovi investimenti se non il perfezionamento dell'operazione in Novaref. Il CdA della SGR aveva deliberato nel corso della seduta del 15 dicembre 2023 l'investimento di 13,6 milioni di euro dei fondi gestiti nella società attiva nella produzione di materiale refrattario per l'industria ceramica, con sede a Colognola ai Colli (VR). Il closing si è perfezionato in data 11 gennaio 2024.

La SGR chiude il semestre con un utile pari a euro 216 mila euro.

giu-24 giu-23 Variazioni
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln / %
Patrimonio netto milioni €
Mandati fiduciari n. 707 695 1,7%
Titoli e valori in amministrazione 1.780 1.438 23,7%
Utile ante imposte milioni € 0,25 0,06 316%
Utile netto milioni € 0,18 0,05 260%

Dopo la moderata espansione del primo trimestre di quest'anno, il PIL italiano ha proseguito la crescita in misura contenuta in primavera, sostenuto ancora dai servizi, pertanto il contesto di mercato resta favorevole per l'azionario che fa registrare un saldo ampiamente positivo nel periodo mentre i mercati obbligazionari hanno sofferto lo scenario caratterizzato da tassi elevati, mentre le prospettive sul segmento sono favorite dai tagli attesi al costo del denaro.

Le masse fiduciarie in amministrazione si attestano a 1.780 milioni di euro, in crescita rispetto al 2023, il numero di mandati cresce di 60 unità e si attesta a 707 in linea con la fine del 2023.

Le commissioni nette del primo trimestre 2024 risultano in crescita rispetto al dato del 2023 e sono pari a 639 mila euro, mentre le spese amministrative risultano pari a 849 mila euro nel periodo di riferimento, la diminuzione nel primo semestre è dovuta a dinamiche legate alla conclusione delle attività affidate a personale incaricato di interventi straordinari, mentre restano stabili i costi dei servizi in outsourcing resi da fornitori esterni e da società del Gruppo.

L'utile lordo di periodo registrato ammonta a 249 mila euro.

Per il secondo semestre la società proseguirà l'attività di affiancamento e supporto alle reti commerciali delle banche rivolta ad identificare, tramite il veicolo fiduciario, risposte alle esigenze patrimoniali e di passaggio generazionale.

giu-24 giu-23 Variazioni
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln / %
Ricavi per magazzinaggio milioni € 3,1 3,0 +3,9%
Utile ante imposte milioni € 0,6 0,6 +0,4%
Utile netto milioni € 0,4 0,5 -15,6%

La produzione del Parmigiano Reggiano ha ripreso a salire dopo un rallentamento tra fine 2022 ed inizio 2023. Il dato al 30 giugno evidenzia una crescita del +2,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Anche il Grana Padano fa registrare un ulteriore aumento del numero di forme con un + 2,94% su stesso periodo dell'anno precedente. Sono dati che possiamo considerare attesi anche in virtù di prezzi in forte ripresa per entrambi i formaggi. In particolare è cresciuto molto il prezzo del 12 mesi mentre le stagionature più lunghe evidenziamo un incremento al momento inferiore. Piuttosto compressa la forbice di prezzo tra Padano e Parmigiano questo grazie ad un forte incremento dell'export di Padano, mentre il Parmigiano cresce di più sul mercato interno. Il trend positivo delle vendite ha consentito di tenere le scorte di entrambi i formaggi sotto controllo, questo nonostante gli aumenti delle produzioni. Per MGT i primi sei mesi sono stati caratterizzati da un leggero calo delle giacenze medie, di contro abbiamo registrato un ulteriore aumento della movimentazione frutto anche di un mercato effervescente in particolare nei primi mesi dell'anno. Da ottobre 2023 a marzo 2024 lo stock complessivo di forme di Parmigiano Reggiano è sceso di circa 350.000 forme, frutto di forti vendite promozionali effettuate in accordo con la GDO. Sul bilancio l'effetto è stato quello di ricavi di magazzinaggio stabili con l'incremento del fatturato che è arrivato dai ricavi per servizi.

Gli investimenti continuano in modo sostenuto in particolare sul sito di Montecavolo dove, dopo gli interventi sugli impianti di condizionamento, abbiamo dato corso all'installazione di un nuovo impianto fotovoltaico, la cui messa in funzione è prevista per ottobre. Terminato l'iter per l'ottenimento del permesso di costruire del nuovo magazzino a breve inizieranno i lavori per la costruzione di una nuova cabina di E-Distribuzione, propedeutici a far partire il cantiere dopo l'espletamento della gara d'appalto. Altro obiettivo sul quale siamo sempre focalizzati è quello del mantenimento di un adeguato livello delle attrezzature e dei fabbricati sia con nuovi investimenti che attraverso una costante attività di manutenzione.

Il conto economico evidenzia un risultato ante imposte positivo, in linea con lo stesso periodo del 2023, questo nonostante l'incremento degli ammortamenti ed una sostanziale stabilità negli altri costi. Gli ammortamenti rappresentano il 21,2% dei ricavi. L'utile netto risulta di 418 mila euro in calo del 15,5% per effetto dell'incremento del carico fiscale rispetto all'anno precedente.

giu-24 giu-23 Variazioni
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln / %
Ricavi per prestazioni e vendita software milioni € 21,2 18,4 +15,6%
Utile ante imposte milioni € 3,8 3,9 -2,9%
Utile netto milioni € 2,8 2,8 +1,0%

Credemtel, nel 2024 ha mantenuto e potenziato il suo focus strategico come tech company per le imprese, e come digital company per l'innovazione del Gruppo, agendo da centro di competenza sui servizi digitali:

  • Tramite l'Acceleratore Fintech e Insurtech Accelerator Srl, Credemtel ha investito direttamente in "SBC Fintech Milan 2224", all'interno dell'iniziativa di Corporate Venture Capital (CVC) avviata dal Gruppo Credem per l'acquisizione e la gestione di partecipazioni in startupinnovative e ad alto potenziale di crescita.
  • Prosegue l'attività di scouting per rafforzare ulteriormente il ruolo di provider di soluzioni tecnologiche
  • Con decorrenza 1° aprile 2024, è stata perfezionata la fusione per incorporazione delle due società con cui Credemtel collaborava da tempo:
    • o Blue Eye Solutions Srl, (competente in ambito "work flow management" con tecnologia e software proprietari), risulta funzionale a Credemtel per lo sviluppo del servizio di gestione elettronica documentale GAW 3.0. Inoltre nel tempo la società ha sviluppato competenze anche nei settori della Robotic Process Automation e dell'Intelligenza Artificiale;
    • o S.A.T.A. Srl (Applicazioni tecnologiche avanzate), società che ha abilitato il consolidamento/ espansione dell'offerta fatturazione elettronica con soluzione extra – ITA, la fornitura di soluzione di Data Capturing (OCR), l'Integrazione servizio di NSO Peppol per ordinazione elettronica, nonché lo sviluppo della piattaforma di Supply Chain Management.

I business principali di Credemtel si concentrano su: Gestione Elettronica Documentale (GED), Corporate Banking Interbancario (CBI) e Altri servizi (Telepass e Servizi Professionali, la predisposizione e la gestione dei siti web per alcune società del Gruppo, l'erogazione di attività professionali a supporto delle aree IT della Capogruppo e il servizio PagoPA).

I ricavi hanno mantenuto un trend crescente, in particolare i ricavi GED (Gestione Elettronica Documentale) sia su clienti esterni, che sul Gruppo. La dinamica dei costi viene influenzata dall'incorporazione delle società, ma risulta coerente con la strategia di potenziamento della gamma di servizi offerti e con la volontà di rendere maggiormente scalabile il portafoglio prodotti a disposizione.

Utile ante imposte pari a 3,8 milioni di euro, in leggera contrazione -2,89% rispetto al giugno 2023.

Vengono confermate le ulteriori linee di sviluppo del business: cybersecurity, servizi per la filiera di fornitura/supply chain anche in ottica di sostenibilità', RPA e automazione dei processi aziendali per cui la società dispone di un centro di eccellenza già riconosciuta dal mercato.

Per ultimare l'illustrazione delle società del Gruppo si fa presente che, in riferimento allo scarso rilievo economico e patrimoniale, non viene esaminata specificatamente la società Credem CB, veicolo costituito a supporto del programma di emissione di obbligazioni garantite; è anche doveroso sottolineare che non sono oggetto di derecognition i patrimoni creditizi separati correlati alle suddette obbligazioni.

Per una più dettagliata disamina circa la distribuzione e l'andamento per settori di attività e per area geografica degli aggregati economici si rimanda alla specifica sezione L della Nota Integrativa.

Di seguito forniamo (in migliaia di euro) il raccordo, tra il patrimonio netto ed il risultato d'esercizio, della controllante con quelli risultanti dal bilancio consolidato.

PATRIMONIO
NETTO
di cui: UTILE
D'ESERCIZIO
Saldi al 30 giugno 2024 di Credembanca 2.669.187 190.905
Eccedenze rispetto ai valori di carico:
Società consolidate integralmente 1.344.645 138.710
Società valutate con il metodo del patrimonio netto 31.662 4.134
Dividendi incassati nell'esercizio -3.505
Avviamenti 12.520
Eliminazione utili infragruppo e altre rettifiche -78.970 -6.489
Saldi al 30 giugno 2024 del Gruppo 3.979.044 323.755

MEZZI PROPRI, COEFFICIENTI REGOLAMENTARI E RATIO DI LIQUIDITÀ

MEZZI PROPRI E COEFFICIENTI
REGOLAMENTARI
giu-24 giu-23 2023
milioni € 3.979,0 3.577.5 3.870,5

La variazione del patrimonio civilistico, rispetto al 31/12/2023, è principalmente derivata da:

  • capitalizzazione del risultato di periodo
  • il risultato della valutazione delle "attività detenute per incassare i flussi di cassa e per la vendita" (-35,4 milioni di euro)
  • il saldo positivo dei ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi per 42,6 milioni di euro
  • il saldo negativo della valutazione al fair value dei contratti derivati di copertura dei flussi finanziari (-3 milioni di euro)
  • Il saldo negativo della variazione delle altre riserve, inclusa la valutazione attuariale del trattamento di fine rapporto (-0,4 milioni di euro);
  • la capitalizzazione dei costi del personale connessi a piani di remunerazione basati su strumenti finanziari (2 milioni di euro);
  • la variazione del patrimonio di CredemAssicurazioni non incorporata nel risultato dell'esercizio (0,3 milioni di euro);

Il seguente prospetto illustra (in milioni di euro) l'adeguatezza patrimoniale, del Gruppo Bancario, secondo la normativa di Vigilanza:

GRUPPO BANCARIO giu-24 giu-23 2023
Totale fondi propri milioni € 3.940 3.533 3.696
. di cui Common Equity tier 1 3.506 3.129 3.267
Totale RWA 20.444 19.785 21.070
Requisito patrimoniale complessivo 1.636 1.583 1.686
. di credito e controparte 1.444 1.411 1.495
. di mercato 6 10 6
. operativi 185 162 185
CET1 capital ratio (**) % 17,1 15,8 15,5%
Total capital ratio 19,3 17,9 17,5%
Target regolamentari (***)
CET1 capital ratio 7,0 7,0 7,0
Total capital ratio 10,5 10,5 10,5

(**) Se CET1<TIER1; CET1=T1

(***) Comprensivi del cosiddetto "capital conservation buffer", non comprende il requisito aggiuntivo da "SREP decision". Il seguente prospetto illustra (in milioni di euro) l'adeguatezza patrimoniale del perimetro di riferimento ai fini della vigilanza prudenziale, vale a dire del perimetro che fa capo a CredemHolding:

PERIMETRO CREDEM HOLDING giu-24 giu-23 2023
Totale fondi propri milioni € 3.821 3.415 3.601
. di cui Common Equity tier 1 3.240 2.865 3.021
Totale RWA 20.607 19.946 21.217
Requisito patrimoniale complessivo 1.649 1.596 1.697
. di credito e controparte 1.444 1.411 1.493
. di mercato 20 23 19
. operativi 185 162 185
CET1 capital ratio (*) % 15,7 14,4 14,2
Total capital ratio 18,1 17,1 17,0
Target regolamentari (**)
CET1 capital ratio 7,0 7,0 7,0
Total capital ratio 10,5 10,5 10,5

(*) Se CET1<TIER1; CET1=T1

(**) Comprensivi del cosiddetto "capital conservation buffer", non comprende il requisito aggiuntivo da "SREP decision".

Nel dettaglio, l'evoluzione della situazione patrimoniale (rispetto al 31/12/2023) riflette in particolare:

  • o la capitalizzazione dell'utile dell'esercizio;
  • o la riduzione della deduzione relativa agli shortfallcreditizi;
  • o il decremento degli RWA e la conseguente minor imputazione di capitale i terzi.
  • o il contenuto recupero delle riserve da valutazione;

I dati confermano l'eccellente posizione di capitale del Gruppo, e la capacità di autofinanziamento nonostante la crescita dei volumi. Il CET1 a livello holding si attesta quindi al 15,7% e, rispetto al requisito SREP 2023** registrano un buffer di 812 bps.

(*) In data 8 gennaio 2021, la Banca Centrale Europea ha revocato l'uso dell'approccio standardizzato per le cd. Equity Exposure. A seguito di tale revoca, la partecipazione in Credemvita viene ponderata al 370%. La decisione segue l'autorizzazione, derivante dall'applicazione dell'articolo 49 del Regolamento (EU) n.575/2103 (la "CRR"), è applicabile qualora il Gruppo faccia parte della lista di quelli che, in base ai parametri di vigilanza, svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo (conglomerati finanziari). A tale riguardo si richiama la decisione dell'Autorità di Vigilanza, che ha inserito, a far tempo dall'ottobre 2017, il Gruppo Credem tra i soggetti di cui sopra.

(**) Il requisito aggiuntivo assegnato dall'Organo di Vigilanza (il Pillar 2 Requirement), rispetto ai livelli regolamentari di patrimonio vigenti nel 2022, sarebbe pari all'1%, tuttavia, in funzione dell'articolo 104 BIS della CRDV deve essere rispettato con un minimo del 56,25% di CET1 capital e con un 75% di Tier1 capital. I coefficienti minimi per il 2024: 7,60%, 9,29% e 11,54% a livello, rispettivamente, di CET1 Ratio, TIER1 Ratio e Total Capital Ratio.

Di seguito proponiamo (in milioni di euro) la segnalazione specifica in merito all'adeguatezza patrimoniale del conglomerato finanziario (anch'esso facente capo a CredemHolding):

MARGINE DEL CONGLOMERATO giu-24 giu-23 2023
A. Totale dei mezzi patrimoniali del conglomerato 4.017 3.578 3.815
B. Requisiti patrimoniali delle componenti bancarie 2.152 2.093 2.229
C. Margine di solvibilità richiesto delle componenti
assicurative
328 348 311
D. Totale delle esigenze patrimoniali del
conglomerato (B+C)
2.480 2.440 2.540
E. Eccedenza (deficit) del conglomerato (A-D) 1.537 1.147 1.275

I mezzi patrimoniali del conglomerato finanziario Credem eccedono il totale delle esigenze patrimoniali richieste per 1.537 milioni di euro. Nel calcolo dei requisiti patrimoniali del conglomerato finanziario si è adottato, per il 2024, un Total Capital Ratio del 11,5%, così come comunicato dalla Banca Centrale Europea.

Anche sull'evoluzione del margine del conglomerato hanno prevalentemente inciso le ragioni già ricordate in riferimento alla situazione patrimoniale del Gruppo bancario.

In adempimento a quanto disposto dalla normativa, segnaliamo che il Gruppo detiene azioni proprie, in riferimento ai sopra citati piani di remunerazione, così come indicato nella parte B "informazioni sullo Stato Patrimoniale" alla sezione 12 della Nota Integrativa.

Nell'ambito dell'informativa necessaria ai sensi della CRR/CRD4, oltre ai già citati ratio regolamentari, vengono di seguito esposti (sempre in riferimento al perimetro che fa capo a CredemHolding) gli indicatori regolamentari finalizzati ad accertare l'adeguatezza della situazione di liquidità di breve termine (livello di disponibilità immediata per far fronte ad esigenze a 30 giorni), di liquidità di medio lungo termine (stabilità del profilo di provvista in relazione alla composizione dell'attivo) e del rapporto tra il patrimonio e le attività bancarie:

INDICATORI REGOLAMENTARI % giu-24 giu-23 2023
Liquidity coverage ratio (LCR) 188 162 183
Net stable funding ratio (NSFR) 135 133 132
Leverage ratio 5,8 5,2 5,2
Target regolamentari
Liquidity coverage ratio (LCR) 100 100 100
Net stable funding ratio (NSFR) 100 100 100
Leverage ratio 3 3 3

Per quanto riguarda il Gruppo, gli indicatori si pongono al di sopra dei limiti regolamentari.

Si ricorda infine che a partire dal 01/01/2022, il requisito MREL (Requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili), richiesto alle banche al fine di migliorarne la risolvibilità, è "binding". Il Gruppo evidenzia un ratio pari al 31%, con un buon margine rispetto al requisito richiesto dal Single Resolution Board.

Alla fine del mese di marzo 2024 come prevede la Circolare 285 del 17 dicembre 2013, nella parte dedicata al "processo di controllo prudenziale" (il cosiddetto PILLAR II), è stato inoltrato all'Organo di Vigilanza il resoconto ICAAP ("Internal Capital Adeguacy Assessment Process"), corredato dai diversi documenti specifici richiesti. Tale elaborazione, finalizzata alla verifica dell'adeguatezza patrimoniale rispetto al complesso dei rischi assunti nell'operatività corrente e

caratteristica, ha riguardato la situazione di fine 2022 e, per quanto riguarda la valutazione prospettica, un orizzonte temporale triennale.

Sempre alla fine del mese di marzo 2024, in base a quanto previsto dalla Direttiva 2013/36 (la CRD4), è stato sottoposto all'Autorità di Vigilanza il Resoconto ILAAP.

Entrambi i documenti sono stati redatti sulla base delle indicazioni delle Autorità di Vigilanza e includono una panoramica:

  • dei margini patrimoniali disponibili a fronteggiare i rischi difficilmente misurabili, gli effetti delle prove di stress, nonché a mantenere lo standing prefissato dai mercati finanziari e dalle Autorità nazionali ed europee;
  • del profilo di liquidità del Gruppo, sia in condizioni attese che stressate.

Segnaliamo infine che le operazioni con parti correlate sono analizzate nella parte H delle "Note Illustrative".

PREVEDIBILE EVOLUZIONE DELLA GESTIONE

Le informazioni recenti ipotizzano una dinamica dell'economia mondiale per il 2024 sostanzialmente allineata al 2023 e una ripresa del commercio mondiale. L'inflazione dovrebbe tornare in linea con i valori pre-pandemia, anche per il contributo disinflazionistico della Cina. A livello globale, l'economia USA dovrebbe risentire dei minori consumi delle famiglie, determinati dalla persistente inflazione, nel mentre la FED dovrebbe avere un atteggiamento cauto per evitare l'effetto di second round. La Cina, seppur con una politica economica che sostiene la domanda interna, vedrà uno sviluppo condizionato dagli effetti della crisi immobiliare. Per quanto riguarda l'Europa, l'allentamento della politica monetaria non sarà sufficiente a sostenere la crescita, considerato il ridotto spazio fiscale e l'impegno a promuovere la sostenibilità delle finanze pubbliche.

I principali rischi prospettici sono a nostro avviso:

  • Incertezza alimentata dai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente.
  • Arresto nella fase di riduzione dell'inflazione.
  • Effetti recessivi delle politiche monetarie, nel caso in cui tardassero a contenere l'inflazione in atto.
  • Frammentazione commerciale, divisioni geopolitiche e calo degli scambi internazionali di beni e servizi.
  • Possibili implicazioni delle ultime tornate elettorali (USA in particolare).

Le proiezioni dei dati macroeconomici a disposizione a luglio 2024 (Prometeia, Rapporto di Previsione) ipotizzano per l'anno in corso un'evoluzione annua del PIL mondiale al +3,2%, di quello statunitense al +2,3% e di quello UEM al +0,7%.

Relativamente all'economia italiana, le principali dinamiche attese per il 2024 sono le seguenti:

  • Il prodotto interno lordo potrebbe chiudere con un +0,9% su base annua.
  • La spesa delle famiglie dovrebbe segnare un +0,3%.
  • Gli investimenti per la componente dei macchinari ed impianti dovrebbero chiudere con un +1,8%, anche per il possibile ridimensionamento di alcune agevolazioni fiscali. La componente immobiliare dovrebbe chiudere l'anno con un +2,0%, principalmente per la fine del Superbonus.
  • Le esportazioni dovrebbero seguire la dinamica del commercio mondiale (atteso un +2,7% nel 2024).
  • L'inflazione è prevista rientrare, anche grazie alla dinamica recente, con una ipotesi di chiusura del 2024 nell'intorno di un +1,2%.

Passando ai principali aggregati bancari:

  • Relativamente alla raccolta, ci si attende un rallentamento del processo di riallocazione del risparmio. I depositi nel complesso dovrebbero chiudere l'anno con una evoluzione del -1,5%, derivante dalla flessione dei conti correnti (questi ultimi dovrebbero realizzare una contrazione del -5,2% su base annua nel 2024).
  • Per quanto riguarda le imprese, la flessione in atto degli impieghi si fermerà in corso d'anno (- 0,3% su base annua nel 2024).
  • In relazione alle famiglie, la dinamica contenuta degli impieghi continuerà ad essere legata al rallentamento del settore immobiliare e alla dinamica dei tassi (atteso un +0,4% nel 2024, grazie al sostegno della componente di credito al consumo).

Considerato lo scenario sopra descritto e i rischi evidenziati, la gestione bancaria potrà essere influenzata da diversi fattori:

  • Dinamica dell'economia.
  • Evoluzione dell'inflazione, dinamica della curva tassi e andamento della forbice bancaria.
  • Sviluppo dei mercati finanziari ed azionari (molto sensibili alle notizie sulla solidità degli intermediari bancari, politica monetaria, sviluppo dell'economia, tensioni geopolitiche, risultati elezioni politiche) ed impatti sulla raccolta gestita.
  • Evoluzione dello spread BTP-Bund.
  • Misure attuate dal Governo, dalle Autorità europee e dalle Istituzioni Monetarie e di Vigilanza.
  • Evoluzione del rischio creditizio, anche per gli effetti del livello dei tassi sulla capacità della clientela di sostenere il rimborso dei debiti.
  • Impatti di numerose norme e misure regolamentari che stanno interessando il sistema finanziario europeo.
  • Trasformazione digitale e intelligenza artificiale.
  • Rischio climatico, sostenibilità e sostegno alla transizione verde.

In tale sfidante quadro generale, si confermano per il Gruppo Credem le principali linee guida:

  • Sviluppo commerciale degli aggregati bancari superiore alla media di mercato, attraverso la capacità di attrazione di nuovi clienti e masse, sfruttando un modello di business completo e diversificato con reti specializzate, fabbriche, ampia gamma di offerta, forti sinergie all'interno Gruppo.
  • Ricerca dell'equilibrio tra efficienza operativa e proseguimento della progettualità, per mantenere la competitività sulle diverse aree di business.
  • Prosecuzione del percorso di integrazione dei fattori ESG (Environmental, Social, Governance), ed in particolare delle tematiche Climate and Environment, all'interno dei processi, del presidio dei rischi e della definizione dei prodotti.
  • Elevata qualità del credito.
  • Solidità del profilo di rischio e dei livelli patrimoniali.

In tale contesto, si ipotizza la seguente evoluzione degli aggregati economici:

  • Il margine finanziario dovrebbe beneficiare della dinamica dei volumi, seppure in presenza di ulteriori revisioni dei tassi di interesse, attese nella seconda parte dell'anno.
  • La tradizionale propensione verso il wealth management e l'esperienza maturata negli anni supportano la crescita della componente commissionale dei ricavi.
  • I costi operativi, oltre gli impatti del rinnovo del contratto collettivo, recepiranno un'accelerazione della progettualità nell'omnicanalità, nella digitalizzazione e nello sviluppo dell'applicazione dell'intelligenza artificiale.
  • Il rischio di credito dovrebbe rimanere complessivamente contenuto, con gli effetti su famiglie e imprese dipendenti dalle prospettive del ciclo economico.

INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE

L'European Securities and Markets Authority - ESMA ha emanato, ai sensi dell'articolo 16 del Regolamento n. 1095/2010/EU, specifici Orientamenti in merito ai criteri per la presentazione di Indicatori Alternativi di Performance (IAP) inseriti dagli emittenti europei nelle informazioni regolamentate, inclusa pertanto la Relazione sulla Gestione del Bilancio, quando tali indicatori non risultano definiti o previsti dal framework sull'informativa finanziaria. Tali orientamenti sono volti a promuovere l'utilità e la trasparenza degli IAP, confermando un approccio comune verso l'utilizzo di questi ultimi, con miglioramenti della loro comparabilità, affidabilità e comprensibilità e conseguenti benefici agli utilizzatori dell'informativa finanziaria. Consob ha recepito in Italia gli Orientamenti e li ha incorporati nelle proprie prassi di vigilanza.

Secondo la definizione degli Orientamenti ESMA, un Indicatore Alternativo di Performance è un indicatore di performance finanziaria, posizione finanziaria o flussi di cassa storici, diverso da un indicatore finanziario definito o specificato nella disciplina applicabile sull'informativa finanziaria. Gli IAP sono solitamente ricavati dalle poste di bilancio redatte conformemente alla disciplina vigente sull'informativa finanziaria. Ciò che li distingue è che gli IAP non sono definiti nel quadro dell'informativa finanziaria, ma il loro uso è comunque diffuso e il loro ruolo è quello di trasmettere una visione della performance dell'entità più vicina alla visione del management rispetto a ciò che risulterebbe dall'uso delle sole misure definite.

Non rientrano strettamente nella definizione di IAP gli indicatori pubblicati in applicazione di misure prudenziali, comprese le misure definite nel Regolamento e nella Direttiva sui requisiti patrimoniali (CRR/CRD IV), gli indicatori fisici o non finanziari, e gli indicatori sociali ed ambientali.

Per una corretta interpretazione degli IAP si evidenzia quanto segue:

  • Sono costruiti esclusivamente a partire da dati storici del Gruppo e non sono indicativi dell'andamento futuro del Gruppo medesimo.
  • Non sono previsti dagli IFRS e, pur essendo derivati dai bilanci consolidati del Gruppo, non sono assoggettati a revisione contabile.
  • Non devono essere considerati sostituitivi degli indicatori previsti dagli IFRS.
  • La lettura deve essere effettuata unitamente alle informazioni finanziarie del Gruppo contenute nei bilanci consolidati del Gruppo e nelle relative note esplicative.
  • Le definizioni utilizzate dal Gruppo, in quanto non rinvenienti dai principi contabili di riferimento, potrebbero non essere omogenee con quelle adottate da altri emittenti e quindi con esse comparabili.
  • Risultano elaborati con continuità e omogeneità di definizione e rappresentazione per tutti i periodi presentati.

Gli indicatori sono calcolati sulla base delle riclassifiche gestionali che sono state evidenziate nei precedenti paragrafi della relazione sulla gestione (per la ricostruzione dei principali aggregati economici si veda in particolare la legenda esposta nel paragrafo relativo al conto economico consolidato).

Gli IAP sotto riportati sono quelli che sono stati selezionati in quanto maggiormente rappresentativi per il Gruppo.

LEGENDA:

Margine finanziario

  • Voce 30 Margine d'interesse

    • Voce 70 Dividendi e proventi simili (per la sola quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale nelle attività finanziarie classificate in HTCS)
    • Voce 250 Utile/perdita delle partecipazioni escluso gli utile/perdite derivanti da cessioni/valutazioni
  • Margine d'interesse Credemvita

Margine servizi

    • Voce 60 Commissioni nette
    • Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione
    • Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura
    • Voce 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto
    • Voce 110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value
    • Voce 115 Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39
  • Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo

ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie)

  • Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività

    • Voce 160 Premi netti
    • Voce 170 Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa
    • Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (al netto delle componenti di natura straordinaria)
  • Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale classificate in HTCS)

  • Margine d'interesse Credemvita

Risultato operativo

  • Margine d'intermediazione

    • Voce 190 Spese amministrative (spese per il personale e altre spese amministrative)
    • Voce 210 Rettifiche /riprese di valore nette su attività materiali
    • Voce 220 Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali

Utile prima delle imposte

  • Risultato operativo

    • Voce 130 Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi)
    • Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni
    • Voce 200 Accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri
    • Oneri/proventi straordinari:
    • Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria sbilancio sopravvenienze)
    • Voce 270 Rettifiche di valore dell'avviamento
    • Voce 280 Utili/perdite da cessione di investimenti
    • Voce 320 Utili/perdite delle attività operative cessate al netto delle imposte

Patrimonio: somma algebrica di

120 Riserva da valutazione 125 Riserva da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione

  • 150 Riserve
  • 160 Sovrapprezzi di emissione
  • 170 Capitale
  • 180 Azioni proprie (-)

200 Utile consolidato al netto dividendi distribuiti (o deliberati) dalla Capogruppo o dalla società consolidante

Si rammenta che, per effetto dei necessari arrotondamenti, nelle tabelle illustrate alcuni conteggi potrebbero contenere differenze non significative a livello di totalizzazione.

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Costi Operativi A -445 -413 -846
Totale ricavi B 1.030 948 1.923
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Margine finanziario A 570 504 1.091
Totale Attivo B 65.557 64.419 68.018
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Margine da servizi A 459 443 832
Totale Attivo B 65.557 64.419 68.018
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Margine finanziario A 570 504 1.091
Margine d'interemediazione B 1.030 948 1.923
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Utile netto A 324 299 562
Totale Attivo B 65.557 64.419 68.018
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Crediti deteriorati netti A 276 328 283
Patrimonio Netto B 3.979 3.577 3.871
Attività immateriali C 480 466 491
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Patrimonio Netto A 3.979 3.577 3.871
Raccolta diretta da clientela B 38.261 36.779 37.163
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Patrimonio Netto A 3.979 3.577 3.871
Impieghi clientela B 35.178 34.761 35.715
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Patrimonio Netto A 3.979 3.577 3.871
Totale Attivo B 65.557 64.419 68.018
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Patrimonio Netto B 3.979 3.577 3.871
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Crediti deteriorati netti A 276 328 283
Crediti verso clienti B 35.178 34.761 35.715
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Previsioni di perdite analitiche A 391 393 418
Crediti deteriorati lordi B 667 721 702
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Impieghi clientela A 35.178 34.761 35.715
Raccolta diretta da clientela B 38.261 36.779 37.163
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Rettifiche su crediti A -9 -5 -52
Impieghi clientela medi B 34.969 34.136 35.099
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Utile netto A 324 299 562
Patrimonio netto (medio annuo al netto dei dividendi) B 3.751 3.362 3.448
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BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO AL 30 GIUGNO 2024

STRUTTURA E CONTENUTO DEL BILANCIO

Il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo è redatto secondo lo IAS34 ed è costituito dallo stato patrimoniale consolidato, dal conto economico consolidato, dal pros petto della redditività consolidata complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato e dalle Note Illustrative.

La relazione finanziaria semestrale del Gruppo è redatta con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, la situazione finanziaria ed il risultato del periodo in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale (IAS34) adottato dall'Unione Europea.

Le Note Illustrative hanno la funzione di fornire l'illustrazione, l'analisi ed in taluni casi un'integrazione dei dati del bilancio consolidato semestrale abbreviato.

Le Note Illustrative sono redatte in migliaia di euro, ad eccezione della Parte L, che è redatta in milioni di euro.

In merito alla struttura e contenuto del bilancio si faccia riferimento anche a quanto riportato nella seguente parte A1 "Sezione generale".

SCHEMI CONTABILI

STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

Voci dell'attivo 30/06/2024 31/12/2023
10. Cassa e disponibilità liquide 4.027.934 6.326.610
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 5.364.799 4.981.387
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 69.715 61.042
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5.295.084 4.920.345
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 9.023.553 8.962.120
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 43.805.905 44.465.032
a) crediti verso banche 1.711.752 1.601.177
b) crediti verso clientela 42.094.153 42.863.855
50. Derivati di copertura 744.755 568.146
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) (36.177) 35.042
70. Partecipazioni 56.373 54.955
80. Attività assicurative 12.806 15.362
b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 12.806 15.362
90. Attività materiali 446.035 446.995
100. Attività immateriali 480.149 490.784
di cui:
- avviamento 291.342 291.342
110. Attività fiscali 609.278 631.254
a) correnti 139.269 187.114
b) anticipate 470.009 444.140
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - 357
130. Altre attività 1.022.063 1.039.600
Totale dell'attivo 65.557.473 68.017.644

segue: STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

Voci del passivo e del patrimonio netto 30/06/2024 31/12/2023
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 49.259.235 52.777.314
a) debiti verso banche 5.582.427 5.786.317
b) debiti verso clientela 38.907.283 42.409.361
c) titoli in circolazione 4.769.525 4.581.636
20. Passività finanziarie di negoziazione 32.996 27.211
30. Passività finanziarie designate al fair value 4.170.554 3.884.977
40. Derivati di copertura 668.789 911.206
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) (97.008) (52.488)
60. Passività fiscali 405.999 403.052
a) correnti 58.575 118.155
b) differite 347.424 284.897
80. Altre passività 2.291.643 1.635.519
90. Trattamento di fine rapporto del personale 26.926 52.952
100. Fondi per rischi e oneri 189.505 219.365
a) impegni e garanzie rilasciate 4.559 5.228
b) quiescenza e obblighi simili 1.065 1.194
c) altri fondi per rischi e oneri 183.881 212.943
110. Passività assicurative 4.629.786 4.287.991
a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 4.629.330 4.287.991
b) cessioni in riassicurazione che costituiscono passività 456 -
120. Riserve da valutazione (110.637) (115.271)
150. Riserve 3.106.778 2.767.249
160. Sovrapprezzi di emissione 321.800 321.800
170. Capitale 341.320 341.320
180. Azioni proprie (-) (3.972) (6.674)
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 4 3
200. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 323.755 562.118
Totale del passivo e del patrimonio netto 65.557.473 68.017.644

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

10. Interessi attivi e proventi assimilati
1.085.809
866.210
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo
901.016
814.101
20. Interessi passivi e oneri assimilati
(467.911)
(326.559)
30. Margine di interesse
617.898
539.651
40. Commissioni attive
419.568
385.995
50. Commissioni passive
(99.025)
(83.252)
60. Commissioni nette
320.543
302.743
70. Dividendi e proventi simili
20.693
18.014
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione
24.910
22.487
90. Risultato netto dell'attività di copertura
4.431
1.212
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di:
15.114
30.540
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
14.734
19.541
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
380
10.999
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a
41.636
53.346
conto economico
a) attività e passività finanziarie designate al fair value
(175.535)
(146.799)
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
217.171
200.145
120. Margine di intermediazione
1.045.225
967.993
130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a:
(10.544)
(7.981)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
(10.166)
(7.170)
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
(378)
(811)
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni
(583)
(763)
150. Risultato netto della gestione finanziaria
1.034.098
959.249
160. Risultato dei servizi assicurativi
29.300
37.090
a) ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi
47.997
51.474
b) costi per servizi assicurativi derivanti da contratti assicurativi emessi
(17.752)
(12.441)
c) ricavi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione
1.768
1.890
d) costi per servizi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione
(2.713)
(3.833)
170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa
(67.342)
(68.240)
a) costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi
(67.394)
(68.263)
b) ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione
52
23
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa
996.056
928.099
190. Spese amministrative:
(543.842)
(497.428)
a) spese per il personale
(301.825)
(285.402)
b) altre spese amministrative
(242.017)
(212.026)
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri
(5.877)
(12.327)
a) impegni e garanzie rilasciate
670
(2.903)
b) altri accantonamenti netti
(6.547)
(9.424)
210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali
(21.941)
(22.774)
220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali
(31.046)
(28.769)
230. Altri oneri/proventi di gestione
82.967
70.723
240. Costi operativi
(519.739)
(490.575)
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni
4.134
3.465
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti
53
(654)
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte
480.504
440.335
300. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente
(156.749)
(141.632)
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte
323.755
298.703
330. Utile (Perdita) d'esercizio
323.755
298.703
340. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi
-
(10)
350. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della capogruppo
323.755
298.693
Voci
30/06/2024
30/06/2023
0,95
Utile base per azione (EPS base)
0,95
Utile diluito per azione (EPS diluito)
Voci 30/06/2024 30/06/2023
0,88
0,88

BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO

PROSPETTO DELLA REDDITIVITA' CONSOLIDATA COMPLESSIVA

Voci 30/06/2024 30/06/2023
10. Utile (Perdita) d'esercizio 323.755 298.703
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico (450) 2.588
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva (53) 2.314
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del
proprio merito creditizio)
- -
40. Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
50. Attività materiali - -
60. Attività immateriali - -
70. Piani a benefici definiti (397) 274
80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
100. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi - -
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico 5.355 26.778
110. Copertura di investimenti esteri - -
120. Differenze di cambio - -
130. Copertura dei flussi finanziari (2.982) 6.549
140. Strumenti di copertura (elementi non designati) - -
150. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
(34.547) 77.875
160. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
170. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 270 (237)
180. Ricavi o costi di natura finanziaria ai contratti assicurativi emessi 42.593 (57.579)
190. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione 21 170
200. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte 4.905 29.366
210. Redditività complessiva (Voce 10 + 200) 328.660 328.069
220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 1 10
230. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo 328.659 328.059

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO

Variazioni dell'esercizio
Esistenze al
31.12.2023
Modifca Esistenze al esercizio precedente Operazioni sul patrimonio netto Patrimonio
netto del
Patrimonio
apertura saldi di 01.01.2024 Riserve Dividendi e
altre
destinazioni
Variazioni
di riserve
Emissione
nuove
azioni
Acquisto
azioni
proprie
Distribuzione
straordinaria
dividendi
Variazione
strumenti di
capitale
Derivati su
proprie
azioni
Stock
options
Variazioni
interessenze
partecipative
Redditività
complessiva
esercizio
30.06.2024
gruppo al
30.06.2024
Capitale 341.323 - 341.323 - - - - - - - - - - - 341.320 3
- azioni ordinarie 341.323 - 341.323 - - - - - - - - - - - 341.320 3
- altre azioni - - - - - - - - - - - - - - - -
Sovrapprezzi di emissione 321.801 - 321.801 - - - - - - - - - - - 321.800 1
Riserve 2.767.249 - 2.767.249 340.726 - 1.235 - (2.702) - - - - - 270 3.106.778 -
- di utili 2.767.249 - 2.767.249 340.726 - 1.235 - (2.702) - - - - - 270 3.106.778 -
- altre - - - - - - - - - - - - - - - -
Riserve da valutazione (115.272) - (115.272) - - - - - - -
-
- - 4.635 (110.637) (1)
Strumenti di capitale - - - - - - - - - - - - - - - -
Azioni proprie (6.674) - (6.674) - - - - 2.702 - - - - - - (3.972) -
Utile (perdita) di esercizio 562.118 - 562.118 (340.726) (221.392) - - - - - - - - 323.755 323.755 -
Patrimonio netto del
gruppo
3.870.542 - 3.870.542 - (221.392) 1.235 - - - -
-
- - 328.659 3.979.044 -
Patrimonio netto di terzi 3 - 3 - - - - - - -
-
- - 1 - 4

BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO

Allocazione risultato Variazioni dell'esercizio
Modifca Esistenze al esercizio precedente Operazioni sul patrimonio netto Patrimonio
netto del
Patrimonio
Esistenze al
31.12.2022
saldi di
apertura
01.01.2023 Riserve Dividendi e
altre
destinazioni
Variazioni
di riserve
Emissione
nuove
azioni
Acquisto
azioni
proprie
Riserve Dividendi e
altre
destinazioni
Derivati su
proprie
azioni
Stock
options
Variazioni
interessenze
partecipative
Redditività
complessiva
esercizio
30.06.2023
gruppo al
30.06.2023
netto di terzi
al
30.06.2023
Capitale 341.331 - 341.331 - - - - - - - - - - - 341.320 11
- azioni ordinarie 341.331 - 341.331 - - - - - - - - - - - 341.320 11
- altre azioni - - - - - - - - - - - - - - - -
Sovrapprezzi di emissione 321.801 - 321.801 - - - - - - - - - - - 321.800 1
Riserve 2.552.423 - 2.552.423 213.901 - 1.828 - (3.318) - - - - - (237) 2.764.444 153
- di utili 2.552.423 - 2.552.423 213.901 - 1.828 - (3.318) - - - - - (237) 2.764.444 153
- altre - - - - - - - - - - - - - - - -
Riserve da valutazione (171.641) - (171.641) - - - - - - -
-
-
-
29.603 (142.032) (6)
Strumenti di capitale - - - - - - - - - -
-
- - - - -
Azioni proprie (10.072) - (10.072) - - - - 3.318 - - - - - - (6.754) -
Utile (perdita) di esercizio 326.135 - 326.135 (213.901) (112.234) - - - - - - - - 298.703 298.693 10
Patrimonio netto del gruppo 3.359.818 - 3.359.818 - (112.234) 1.828 - - - -
-
-
-
328.059 3.577.471 -
Patrimonio netto di terzi 159 - 159 - - - - - - -
-
-
-
10 - 169

9

RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO (Metodo indiretto)

Importo
A. ATTIVITA' OPERATIVA 30/06/2024 30/06/2023
1. Gestione 6.016 391.285
- risultato d'esercizio (+/-) 323.755 298.693
- plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre
attività/passività valutate al fair value con impatto a conto economico (-/+)
44.303 243.429
- plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) (4.431) (1.212)
- rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) 34.575 27.430
- rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 52.987 51.543
- accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) 5.877 12.327
- ricavi incassati e costi pagati netti dei contratti di assicurazione emessi e delle
cessioni in riassicurazione (-/+)
(1.589) (1.802)
- imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) 52.514 128.062
- rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto dell'effetto
fiscale (-/+)
- -
- altri aggiustamenti (+/-) (501.977) (367.185)
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie 692.982 2.425.804
- attività finanziarie detenute per la negoziazione (65.371) (271.597)
- attività finanziarie designate al fair value - -
- altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (186.610) 49.509
- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (170.519) 1.087.445
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 761.494 965.359
- altre attività 353.988 595.088
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie (3.145.463) (1.787.309)
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (3.265.056) (1.994.663)
- passività finanziarie di negoziazione 5.785 (9.521)
- passività finanziarie designate al fair value 110.042 (45.701)
- altre passività 3.766 262.576
4. Liquidità generata/assorbita dai contratti di assicurazione emessi e dalle cessioni in
riassicurazione
344.351 299.808
- contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività/attività (+/-) 341.339 297.308
- cessioni in riassicurazione che costituiscono passività/attività (+/-) 3.012 2.500
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa (2.102.113) 1.329.589
B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da 5.631 7.000
- vendite di partecipazioni - -
- dividendi incassati su partecipazioni - -
- vendite di attività materiali 5.631 7.000
- vendite di attività immateriali - -
- vendite di società controllate e di rami d'azienda - -
2. Liquidità assorbita da (51.624) (42.940)
- acquisti di partecipazioni - (250)
- acquisti di attività materiali (31.098) (28.173)
- acquisti di attività immateriali (20.526) (14.517)
- acquisti di società controllate e di rami d'azienda - -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento (45.993) (35.940)
C. ATTIVITA' DI PROVVISTA
- emissioni/acquisti di azioni proprie 2.702 3.318
- emissioni/acquisti di strumenti di capitale - -
- distribuzione dividendi e altre finalità (153.272) (112.234)
- vendita/acquisto di controllo di terzi - -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista (150.570) (108.916)
LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO (2.298.676) 1.184.733

RENDICONTO FINANZIARIO

RICONCILIAZIONE

Importo
Voci di bilancio 30/06/2024 30/06/2023
Cassa e disponibilità liquide all'inizio del periodo 6.326.610 3.357.710
Liquidità totale netta generata/assorbita nel periodo (2.298.676) 1.184.733
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi - -
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura del periodo 4.027.934 4.542.443
  • Parte A Politiche contabili
  • Parte B Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato
  • Parte C Informazioni sul conto economico consolidato
  • Parte D Redditività consolidata complessiva
  • Parte E Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura
  • Parte F Informazioni sul patrimonio consolidato
  • Parte G Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda
  • Parte H Operazioni con parti correlate
  • Parte I Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali
  • Parte L Informativa di settore

PARTE A POLITICHE CONTABILI A.1- PARTE GENERALE

Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali

Il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2024 è redatto in base allo IAS 34, con l'applicazione dei criteri di rilevazione e di valutazione previsti dai principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e dalle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

Si fa presente inoltre che la Banca d'Italia, avendo i poteri in materia di definizione dei prospetti contabili e di definizione della Nota Integrativa del Bilancio, ha emanato l'8° aggiornamento della Circolare n. 262/2005 "Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione" il 17 novembre 2022. In base a quanto previsto dal paragrafo 10 dello IAS 34 il Gurppo si è avvalso della facoltà di redigere un'informativa sintetica.

I principi contabili adottati per la predisposizione del presente bilancio, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività finanziarie, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, risultano inviariati rispetto al 31 dicembre 2023.

La Relazione finanziaria semestrale consolidata è stata predisposta in osservanza dell'art.154-ter del Testo Unico della Finanza (TUF) e comprende il bilancio consolidato semestrale abbreviato, soggetto a revisione contabile limitata da parte della società Deloitte & Touche S.p.A., la relazione intermedia sulla gestione, l'attestazione del dirigente preposto prevista dall'art. 154-bis, comma 5 dello stesso TUF ed è corredata dalla relazione della società di revisione.

Sezione 2 - Principi generali di redazione

Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario e dalle Note illustrative.

Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto con l'applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1 e degli specifici principi contabili omologati dalla Commissione europea, nonché in aderenza con le assunzioni generali previste dal Quadro Sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio elaborato dallo IASB.

Non sono state effettuate deroghe all'applicazione dei principi contabili IAS/IFRS.

In conformità a quanto disposto dall'art. 5, comma 2, del Decreto Legislativo n. 38 del 28 febbraio 2005, il bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto utilizzando l'euro come moneta di conto, e si fonda sull'applicazione dei seguenti principi generali di redazione dettati dallo IAS 1:

  • Continuità aziendale. Gli amministratori hanno considerato appropriato il presupposto della continuità aziendale in quanto a loro giudizio non sono emerse incertezze legate ad eventi o circostante che, considerati singolarmente o nel loro insieme, possano far sorgere dubbi riguardo alla continuità aziendale. Conseguentemente le attività, passività ed operazioni "fuori bilancio" sono valutate secondo valori di funzionamento, in quanto destinate a durare nel tempo.
  • Competenza economica. Costi e ricavi vengono rilevati, a prescindere dal momento del loro regolamento monetario, per periodo di maturazione economica e secondo il criterio di correlazione.
  • Coerenza di presentazione. La presentazione e la classificazione delle voci sono mantenute costanti nel tempo allo scopo di garantire la comparabilità delle informazioni, salvo che la loro variazione sia richiesta da un Principio Contabile Internazionale o da una Interpretazione oppure renda più appropriata, in termini di significatività e di affidabilità, la rappresentazione dei valori. Se un criterio di presentazione o di classificazione viene cambiato, quello nuovo si applica – ove possibile – in modo retroattivo; in tal caso vengono anche indicati la natura e il motivo della variazione, nonché le voci interessate. Nella presentazione e nella classificazione

delle voci sono adottati gli schemi predisposti dalla Banca d'Italia per i bilanci delle banche, contenuti nella circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti ed integrazioni.

  • Aggregazione e rilevanza. Tutti i raggruppamenti significativi di voci con natura o funzione simili sono riportati separatamente. Gli elementi di natura o funzione diversa, se rilevanti, vengono presentati in modo distinto.
  • Divieto di compensazione. Attività e passività, costi e ricavi non vengono compensati tra loro, salvo che ciò non sia richiesto o permesso da un Principio Contabile Internazionale o da una Interpretazione oppure dagli schemi predisposti dalla Banca d'Italia per i bilanci delle banche.
  • Informativa comparativa. Le informazioni comparative dell'esercizio precedente sono riportate per tutti i dati contenuti nei prospetti contabili di confronto. Le modifiche ai dati comparativi sono effettuate solo quando ritenute di importo significativo.

Principi contabili

PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS APPLICATI DAL 1° GENNAIO 2024

I seguenti principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS sono stati applicati per la prima volta dal Gruppo a partire dal 1° gennaio 2024:

  • In data 23 gennaio 2020 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Noncurrent" ed in data 31 ottobre 2022 ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements: Non-Current Liabilities with Covenants". Tali modifiche hanno l'obiettivo di chiarire come classificare i debiti e le altre passività a breve o lungo termine. Inoltre, le modifiche migliorano altresì le informazioni che un'entità deve fornire quando il suo diritto di differire l'estinzione di una passività per almeno dodici mesi è soggetto al rispetto di determinati parametri (i.e. covenants). L'adozione di tali emendamenti non ha comportato effetti sul bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo.
  • In data 22 settembre 2022 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IFRS 16 Leases: Lease Liability in a Sale and Leaseback". Il documento richiede al venditore-lessee di valutare la passività per il lease riveniente da una transazione di sale & leaseback in modo da non rilevare un provento o una perdita che si riferiscano al diritto d'uso trattenuto. L'adozione di tali emendamenti non ha comportato effetti sul bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo.
  • In data 25 maggio 2023 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IAS 7 Statement of Cash Flows and IFRS 7 Financial Instruments: Disclosures: Supplier Finance Arrangements". Il documento richiede ad un'entità di fornire informazioni aggiuntive sugli accordi di reverse factoring che permettano agli utilizzatori del bilancio di valutare in che modo gli accordi finanziari con i fornitori possano influenzare le passività e i flussi finanziari dell'entità e di comprendere l'effetto di tali accordi sull'esposizione dell'entità al rischio di liquidità. L'adozione di tali emendamenti non ha comportato effetti sul bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo.

PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS NON ANCORA OMOLOGATI DALL'UNIONE EUROPEA

Alla data di riferimento del presente documento, gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l'adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti.

In data 30 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato il documento "Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments—Amendments to IFRS 9 and IFRS 7″. Il documento chiarisce alcuni aspetti problematici emersi dalla post-implementation review dell'IFRS 9, tra cui il trattamento contabile delle attività finanziarie i cui rendimenti variano al raggiungimento di obiettivi ESG (i.e. green bonds). In particolare, le modifiche hanno l'obiettivo di:

  • Chiarire la classificazione delle attività finanziarie con rendimenti variabili e legati ad obiettivi ambientali, sociali e di governance aziendale (ESG) ed i criteri da utilizzare per l'assessment del SPPI test;
  • determinare che la data di regolamento delle passività tramite sistemi di pagamento elettronici è quella in cui la passività risulta estinta. Tuttavia, è consentito ad un'entità di adottare una politica contabile per consentire di eliminare contabilmente una passività

finanziaria prima di consegnare liquidità alla data di regolamento in presenza di determinate condizioni specifiche.

Con queste modifiche, lo IASB ha inoltre introdotto ulteriori requisiti di informativa riguardo in particolare ad investimenti in strumenti di capitale designati a FVOCI.

Le modifiche si applicheranno a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2026. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo dall'adozione di tale emendamento.

In data 9 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato un nuovo principio IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures. Il nuovo principio introduce alcune semplificazioni con riferimento all'informativa richiesta dagli altri principi IAS-IFRS. Tale principio può essere applicato da un'entità che rispetta i seguenti principali criteri:

  • È una società controllata;
  • Non ha emesso strumenti di capitale o di debito quotati su un mercato e non è in procinto di emetterli;
  • Ha una propria società controllante che predispone un bilancio consolidato in conformità con i principi IFRS.

Il nuovo principio entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, ma è consentita un'applicazione anticipata. Tale principio non risulta applicabile al bilancio consolidato semestrale abbreviato.

In data 9 aprile 2024 lo IASB ha pubblicato un nuovo principio IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statements che sostituirà il principio IAS 1 Presentation of Financial Statements. Il nuovo principio si pone l'obiettivo di migliorare la presentazione dei principali schemi di bilancio e introduce importanti modifiche con riferimento allo schema del conto economico. In particolare, il nuovo principio richiede di:

  • Classificare i ricavi e i costi in tre nuove categorie (sezione operativa, sezione investimento e sezione finanziaria), oltre alle categorie imposte e attività cessate già presenti nello schema di conto economico;
  • Presentare due nuovi sub-totali, il risultato operativo e il risultato prima degli interessi e tasse (i.e. EBIT).

Il nuovo principio inoltre:

  • Richiede maggiori informazioni sugli indicatori di performance definiti dal management;
  • introduce nuovi criteri per l'aggregazione e la disaggregazione delle informazioni; e,
  • introduce alcune modifiche allo schema del rendiconto finanziario, tra cui la richiesta di utilizzare il risultato operativo come punto di partenza per la presentazione del rendiconto finanziario predisposto con il metodo indiretto e l'eliminazione di alcune opzioni di classificazione di alcune voci attualmente esistenti (come ad esempio interessi pagati, interessi incassati, dividendi pagati e dividendi incassati).

Il nuovo principio entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, ma è consentita un'applicazione anticipata. Al momento gli amministratori stanno valutando i possibili effetti dell'introduzione di questo nuovo principio sul bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo.

In data 15 agosto 2023 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IAS 21 The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: Lack of Exchangeability". Il documento richiede ad un'entità di applicare una metodologia da applicare in maniera coerente al fine di verificare se una valuta può essere convertita in un'altra e, quando ciò non è possibile, come determinare il tasso di cambio da utilizzare e l'informativa da fornire in nota integrativa. La modifica si applicherà dal 1° gennaio 2025, ma è consentita un'applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo dall'adozione di tale emendamento.

In data 30 gennaio 2014 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 14 – Regulatory Deferral Accounts che consente solo a coloro che adottano gli IFRS per la prima volta di continuare a rilevare gli importi relativi alle attività soggette a tariffe regolamentate ("Rate Regulation Activities") secondo i precedenti principi contabili adottati. Non essendo il Gruppo un first-time adopter, tale principio non risulta applicabile.

Contenuto dei prospetti contabili

Stato patrimoniale, conto economico e prospetto della redditività complessiva

Gli schemi dello stato patrimoniale e del conto economico sono costituiti da voci, sottovoci e da ulteriori dettagli informativi (i "di cui" delle voci e sottovoci). Nel conto economico i ricavi sono indicati senza segno, mentre i costi sono indicati fra parentesi. Allo stesso modo sono esposte le componenti reddituali positive e negative incluse nel prospetto della redditività complessiva. Gli schemi riportano i corrispondenti dati di raffronto relativi allo stato patrimoniale riferiti all'esercizio precedente, mentre i dati di conto economico e del prospetto delle redditività complessiva sono riferiti allo stesso periodo dell'esercizio precedente.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto

Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto è quello previsto dalla Circolare n. 262/2005, e successivi aggiornamenti, della Banca d'Italia. Nel prospetto viene riportata la composizione e la movimentazione dei conti di patrimonio netto intervenuta nel periodo di riferimento del bilancio consolidato semestrale abbreviato ed in quello precedente, suddivisi tra il capitale sociale, le riserve di capitale, di utili e da valutazione di attività o passività di bilancio ed il risultato economico. Le azioni proprie in portafoglio, qualora presenti, sono portate in diminuzione del patrimonio netto. Non sono stati emessi strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie.

Rendiconto finanziario

Il Rendiconto Finanziario fornisce informazioni che permettono agli utilizzatori di valutare le variazioni nell'attivo netto della società, la sua struttura finanziaria (compresa la liquidità e solvibilità) e la sua capacità di influire sulla dimensione e sulla tempistica dei flussi finanziari allo scopo di adeguarsi alle circostanze e alle opportunità.

Lo IAS 7 stabilisce che il rendiconto finanziario può essere redatto seguendo, alternativamente, il "metodo diretto" o quello "indiretto".

La Banca d'Italia, così come previsto dalle istruzioni della Circolare n.262/05, propone quindi i due alternativi schemi di Rendiconto Finanziario nei quali i flussi correlati all'attività operativa sono esposti con il metodo diretto e il metodo indiretto, senza privilegiarne uno in particolare, lasciando discrezionalità all'estensore del bilancio.

Il prospetto dei flussi finanziari intervenuti nel periodo di riferimento del bilancio ed in quello dell'esercizio precedente è stato predisposto seguendo il metodo indiretto, in base al quale i flussi derivanti dall'attività operativa sono rappresentati dal risultato dell'esercizio rettificato degli effetti delle operazioni di natura non monetaria.

I flussi finanziari sono suddivisi tra quelli derivanti dall'attività operativa, quelli generati dall'attività di investimento e quelli prodotti dall'attività di provvista.

Nel prospetto i flussi generatisi nel corso del periodo sono indicati senza segno, mentre quelli assorbiti sono indicati fra parentesi.

Parte relativa alle principali voci di bilancio

I criteri di valutazione relativi alle singole voci di bilancio sono invariati rispetto a quelli utilizzati nella predisposizione del bilancio consolidato 2023 a cui si fa rinvio.

Sezione 3- Area e metodi di consolidamento

Il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Credem comprende il bilancio di Credito Emiliano spa e delle società da questa controllate, includendo nel perimetro di consolidamento anche le società operanti in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo. Analogamente, sono incluse anche le società veicolo (SPE/SPV) quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.

Sono considerate controllate le imprese nelle quali la Capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede più della metà dei diritti di voto o quando, pur con una quota di diritti di voto inferiore, la Capogruppo ha il potere di nominare la maggioranza degli amministratori della partecipata o di determinare le politiche finanziarie ed operative della stessa. Nella valutazione

dei diritti di voto si tiene conto anche dei diritti "potenziali" che siano correntemente esercitabili o convertibili in diritti di voto effettivi in qualsiasi momento.

Più in generale un'impresa è in grado di esercitare il controllo se è esposta o ha diritto a rendimenti variabili, derivanti dal proprio rapporto con l'entità oggetto d'investimento e, nel frattempo, ha la capacità di incidere su tali rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità. Specificatamente, un'impresa è in grado di esercitare il controllo se, e solo se, ha:

  • il potere sull'entità oggetto d'investimento (ovvero detiene validi diritti che gli conferiscono la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti dell'entità oggetto d'investimento);
  • l'esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l'entità oggetto d'investimento;
  • la capacità di esercitare il proprio potere sull'entità oggetto di investimento per incidere sull'ammontare dei suoi rendimenti.

Sono considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell'attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull'attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.

Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali la capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali" come sopra definiti) o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.

Le partecipazioni controllate sono consolidate con il metodo integrale, mentre le interessenze non di controllo e di joint venture sono consolidate in base al metodo del patrimonio netto.

Criteri e principi di consolidamento

I criteri adottati per la redazione del bilancio consolidato sono i seguenti:

  • in occasione del primo consolidamento, il valore di carico delle partecipazioni in società consolidate integralmente o proporzionalmente è annullato a fronte del patrimonio netto delle società stesse (ovvero delle quote di patrimonio netto che le partecipazioni stesse rappresentano). La contabilizzazione degli acquisti nelle società avviene in base al "metodo dell'acquisto" come definito dall' IFRS 3, ossia con rilevazione di attività, passività e passività potenziali delle imprese acquisite al fair value alla data di acquisizione, cioè dal momento in cui si ottiene l'effettivo controllo della società acquisita. Pertanto, i risultati economici di una controllata acquisita nel corso del periodo di riferimento sono inclusi nel bilancio consolidato a partire dalla data della sua acquisizione. Parimenti, i risultati economici di una controllata ceduta sono inclusi nel bilancio consolidato fino alla data in cui il controllo è cessato;
  • le eventuali eccedenze del valore di carico delle partecipazioni di cui al punto precedente rispetto alla corrispondente frazione di patrimonio netto, adeguato con l'effetto del fair value delle attività o passività, se positive sono rilevate quali avviamento nella voce "Attività immateriali", se negative sono imputate a conto economico;
  • per gli eventuali acquisti di ulteriori quote partecipative successive all'acquisizione del controllo, disciplinati specificatamente dal principio contabile IAS27, le eventuali differenze positive o negative, come sopra determinate, che vengono a sorgere a seguito di tali acquisti successivi sono imputate direttamente a patrimonio;
  • ad ogni data di bilancio (od ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) viene verificata l'adeguatezza del valore dell'avviamento (c.d. impairment test). A tal fine viene identificata l'unità generatrice di flussi finanziari cui attribuire l'avviamento. L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è dato dall'eventuale differenza negativa tra il valore di iscrizione dell'avviamento ed il suo valore di recupero, determinato come il maggiore tra il fair value dell'unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d'uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico;
  • gli elementi di attivo, passivo e conto economico vengono integralmente acquisiti "linea per linea";
  • le partite debitorie e creditorie, le operazioni fuori bilancio nonché i proventi e gli oneri ed i profitti e le perdite traenti origine da rapporti tra società oggetto di consolidamento integrale, sono tra di loro elisi;
  • le quote di patrimonio netto e di utile di periodo di pertinenza dei "terzi" azionisti delle società consolidate, sono incluse in apposite voci, rispettivamente, del passivo di stato patrimoniale e del conto economico;
  • per il consolidamento delle società con metodo integrale sono stati utilizzate le situazioni contabili semestrali al 30 giugno 2024 e approvate dalle singole società, eventualmente rese conformi ai principi contabili internazionali seguiti nella predisposizione della situazione consolidata;
  • il valore di libro delle partecipazioni rilevanti, detenute dalla capogruppo, o da altre società del gruppo, afferenti società consolidate con il metodo del patrimonio netto, è raffrontato con la pertinente quota di patrimonio delle partecipate. L'eventuale eccedenza del valore di libro risultante in prima applicazione al bilancio consolidato – è inclusa nel valore contabile della partecipata. Le variazioni nel valore patrimoniale, intervenute negli anni successivi a quello di prima applicazione, sono iscritte a voce 250 del conto economico consolidato ("utili (perdite) delle partecipazioni") nella misura in cui le variazioni stesse siano riferibili a utili o perdite delle partecipate;
  • se esistono evidenze che il valore di una partecipazione rilevante possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento. Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata nel conto economico;
  • per il consolidamento delle partecipazioni in società collegate sono state utilizzate, ove disponibili, le risultanze delle situazioni semestrali al 30 giugno 2024 approvate dai rispettivi Consigli di Amministrazione; in loro mancanza sono stati considerati i dati degli ultimi bilanci approvati (generalmente quelli al 31 dicembre 2023).
Rapporto di partecipazione
Denominazioni imprese Tipo di
Sede
rapporto
Impresa partecipante Quota % Disponibilità
voti %
A. Imprese
A. 1 Consolidate integralmente
1. Credemleasing spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 99,90%
Magazzini Generali delle
Tagliate
0,10%
2. Credemfactor spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 99,00%
Credemleasing 1,00%
3. Credem Private Equity SGR spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 87,50%
Credem Euromobiliare
Private banking
12,50%
4. Euromobiliare Asset Management SGR spa Milano 1 Credito Emiliano 100,00%
5. Euromobiliare Advisory SIM spa Milano 1 Credito Emiliano 100,00%
6. Credemtel spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00%
7. Avvera spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00%
8. Magazzini Generali delle Tagliate spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00%
9. Credem Euromobiliare Private banking spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00%
10. Euromobiliare Fiduciaria spa Milano 1 Credito Emiliano 100,00%
11. Credemvita spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00%
12. Credem CB srl Conegliano 1 Credito Emiliano 70,00%
A. 2 Consolidate con il metodo del patrimonio netto
1.Credemassicurazioni spa Reggio Emilia 4 Credito Emiliano 50,00%
2.Andxor srl Cinisello Balsamo 4 Credemtel 40,00%
3.SBC Fintech Milan 2224 srl Milano 4 Credemtel 35,02%
4. Flairbit srl Genova 4 Credemtel 10,00%
5. Mynet srl Udine 3 Credemtel 8,73%

Partecipazioni in società controllate in via esclusiva e collegate (consolidate al patrimonio netto)

Legenda Tipo di rapporto: 1 = maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria 4 = altre forme di controllo

Sezione 4 - Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio

In relazione a quanto previsto dallo IAS 10, si informa che, successivamente al 30 giugno 2024, data di riferimento della situazione patrimoniale ed economica semestrale, e fino al 5 agosto 2024, data in cui il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha completato l'esame del presente bilancio consolidato semestrale abbreviato, autorizzandone la pubblicazione, non sono intervenuti fatti o eventi tali da comportare una rettifica dei dati presentati nel bilancio consolidato semestrale abbreviato.

Sezione 5 - Altri aspetti

Revisione contabile

Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è sottoposto a revisione contabile limitata da parte della società Deloitte & Touche spa, cui tale incarico è stato affidato, in attuazione della Delibera assembleare del 26 aprile 2023, fino all'esercizio chiuso al 2031.

Utilizzo di stime ed assunzioni nella predisposizione del bilancio

In conformità agli IFRS, la direzione aziendale deve formulare valutazioni, stime e ipotesi che influenzano l'applicazione dei principi contabili e gli importi delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi rilevati in bilancio, nonché sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali. Le stime e le relative ipotesi si basano sulle esperienze pregresse e su altri fattori considerati ragionevoli nella fattispecie e sono state adottate per stimare il valore contabile delle attività e delle passività che non è facilmente desumibile da altre fonti.

In particolare sono stati adottati processi di stima a supporto del valore di iscrizione di alcune delle più rilevanti poste valutative iscritte nel bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2024, così come previsto dai principi contabili e dalle normative di riferimento sopra descritti. Detti processi sono basati in larga misura su stime di recuperabilità futura dei valori iscritti in bilancio secondo le regole dettate dalle norme vigenti e sono stati effettuati in un'ottica di continuità aziendale, ossia prescindendo da ipotesi di liquidazione forzata delle poste oggetto di valutazione.

I processi adottati confortano i valori di iscrizione al 30 giugno 2024. Il processo valutativo è risultato particolarmente complesso in considerazione della persistente incertezza riscontrabile nel contesto macroeconomico e di mercato, caratterizzato, sia da importanti livelli di volatilità riscontrabili nei parametri finanziari determinanti ai fini della valutazione, sia da indicatori di deterioramento della qualità del credito ancora elevati.

I parametri e le informazioni utilizzati per la verifica dei valori prima menzionati sono quindi significativamente influenzati da detti fattori che potrebbero registrare rapidi mutamenti ad oggi non prevedibili, talché non si possono escludere conseguenti effetti sui futuri valori di bilancio. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di periodo in periodo e, pertanto, non è da escludere che nei periodi successivi gli attuali valori iscritti in bilancio possano differire, anche in maiera significativa, a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate.

Le stime e le ipotesi sono riviste regolarmente. Le eventuali variazioni conseguenti a tali revisioni sono rilevate nel periodo in cui la revisione viene effettuata qualora la stessa interessi solo quel periodo. Nel caso in cui la revisione interessi periodi sia correnti sia futuri, la variazione è rilevata nel periodo in cui la revisione viene effettuata e nei relativi periodi futuri.

Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'impiego di valutazioni soggettive da parte della Direzione sono:

  • la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti e, in genere, delle altre attività finanziarie e delle partecipazioni;
  • l'utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
  • la stima del valore recuperabile dell'avviamento;
  • la quantificazione del TFR, dei fondi del personale e dei fondi per rischi e oneri.

Tali valutazioni sono prevalentemente legate sia all'evoluzione del contesto socio-economico nazionale e internazionale, sia all'andamento dei mercati finanziari, che provocano conseguenti riflessi sull'andamento dei tassi, sulla fluttuazione dei prezzi, sulle basi attuariali e, più in generale, sul merito creditizio delle controparti.

Modalità di determinazione del fair value delle attività e passività Modalità di determinazione del fair value delle attività e passività

Aspetti generali

Gli strumenti finanziari valutati al fair value includono le attività e le passività finanziarie detenute per la negoziazione, gli strumenti finanziari designati al fair value, gli strumenti derivati e, infine, gli strumenti classificati come valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Il principio IFRS13 definisce il fair value come il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione nel mercato principale (o più vantaggioso) alla data di valutazione, alle correnti condizioni di mercato (ossia un prezzo di chiusura), indipendentemente dal fatto che quel prezzo sia osservabile direttamente o che venga stimato utilizzando un'altra tecnica di valutazione.

Le funzioni coinvolte nei processi di determinazione del fair value includono le funzioni amministrative, le funzioni di front office Finanza e le funzioni di Risk Management.

Gli uffici amministrativi, direttamente responsabili della redazione dell'informativa finanziaria, sono chiamati a presidiare le regole utilizzate per la determinazione del Fair Value nel rispetto dei principi contabili di riferimento.

Gli uffici Finanza, a loro volta, detengono le conoscenze legate alle tecniche di valutazione applicate e presiedono i sistemi informativi utilizzati nei processi di determinazione del fair value. Infine gli uffici della funzione Risk Management sono chiamati a validare le tecniche di valutazione utilizzate, inclusi i relativi modelli e i parametri utilizzati. Tali uffici verificano la potenziale presenza di un mercato attivo e analizzano le possibili fonti disponibili. In generale, il Gruppo determina il fair value di attività e passività finanziarie secondo tecniche di valutazione scelte in base alla natura degli strumenti detenuti ed in base alle informazioni disponibili al momento della valutazione.

Sulla base delle informazioni disponibili al momento della valutazione, gli strumenti finanziari sono suddivisi tra quelli il cui prezzo è quotato in un mercato attivo da quelli per i quali un mercato attivo al momento della valutazione non esiste.

La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di Livello 3).

Gli input di Livello 1 sono prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività e passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione. Un prezzo quotato in un mercato attivo fornisce la prova più attendibile del fair value e, quando disponibile, deve essere utilizzato senza alcuna rettifica per valutare il fair value.

Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività.

Allo stesso modo, per quanto concerne il Livello 3, non sono considerate osservabili tutte le altre variabili impiegate nelle tecniche valutative che non possono essere corroborate sulla base di dati osservabili di mercato (Livello 3).

La presenza di mercati attivi e l'utilizzo di prezzi quotati (Mark to Market)

In linea generale, il processo per l'applicazione del Mark to Market è largamente automatizzato. Tutti gli strumenti finanziari quotati detenuti (azioni, obbligazioni e strumenti finanziari derivati) sono valutati, in presenza di mercati attivi, mediante i rispettivi prezzi quotati (valutazioni al Mark to Market) per la determinazione del P&L giornaliero.

Relativamente ai principali Information Providers, si distingue tra:

  • Market parameters a cui è agganciato un RIC Refinitiv: in questo caso il prezzo viene recuperato real time da Refinitiv attraverso la piattaforma ATS;
  • Strumenti ai quali può essere agganciata sia una contribuzione Refinitiv che Bloomberg. Nel dettaglio all'interno dell'ATS sono state implementate regole che consentono la comparazione tra le fonti e seleziona quella ritenuta valida in termini di liquidità,

aggiornamento giornaliero e delta spread. Il modulo ATS considera una fonte primaria per ogni categoria di strumento, e attribuisce il livello di fair value associato ad ogni parametro;

  • Parametri EOD: market parameters aggiornati una volta al giorno (es volatilità cap and Floor) disponibili dal provider The ICE.

Qualora le informazioni Refinitiv e Bloomberg non siano disponibili si utilizzano altri Information Providers indipendenti.

Se un'attività o passività valutata al fair value ha un prezzo denaro e un prezzo lettera (per esempio un dato proveniente da un mercato a scambi diretti e assistiti), per valutare il fair value deve essere utilizzato il prezzo rientrante nello scarto denaro-lettera (bid-ask spread) più rappresentativo del fair value in quelle circostanze specifiche, indipendentemente da come tale dato è classificato nella gerarchia del fair value (Livello 1, 2 o 3). È consentito l'utilizzo di prezzi denaro per posizioni attive e di prezzi lettera per posizioni passive, ma non è obbligatorio. Il Gruppo utilizza prevalentemente per le proprie posizioni attive i prezzi denaro, mentre per le proprie posizioni passive i prezzi lettera.

Generalmente l'acquisizione dei prezzi quotati avviene in via automatica, su base giornaliera, attraverso lo scarico delle informazioni da primari Information Provider indipendenti.

L'utilizzo di tecniche di valutazione (Mark to Model)

Nel determinare il fair value degli strumenti finanziari si ricorre al Mark to Model qualora l'analisi evidenzi che per gli strumenti detenuti non esistano prezzi quotati nel mercato principale (o più vantaggioso).

Le tecniche di valutazione utilizzate per valutare il fair value devono massimizzare l'utilizzo di input osservabili rilevanti e ridurre al minimo l'utilizzo di input non osservabili.

Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività.

Gli input di livello 2 comprendono:

  • prezzi quotati per attività o passività similari in mercati attivi;
  • prezzi quotati per attività o passività identiche o similari in mercati non attivi;
  • dati diversi dai prezzi quotati osservabili per l'attività o passività (per esempio tassi di interesse e curve dei rendimenti osservabili a intervalli comunemente quotati, volatilità implicite e spread creditizi);
  • input corroborati dal mercato.

Gli input non osservabili, Livello 3, devono essere utilizzati per valutare il fair value nella misura in cui gli input osservabili rilevanti non siano disponibili, consentendo pertanto situazioni di scarsa attività del mercato per l'attività o passività alla data di valutazione. Tuttavia, la finalità della valutazione del fair value resta la stessa, ossia un prezzo di chiusura alla data di valutazione dal punto di vista di un operatore di mercato che possiede l'attività o la passività. Pertanto, gli input non osservabili devono riflettere le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell'attività o passività, incluse le assunzioni circa il rischio.

Le rettifiche agli input di Livello 2 varieranno in funzione di fattori specifici dell'attività o della passività. Tali fattori comprendono i seguenti elementi:

  • la condizione o l'ubicazione dell'attività;
  • la misura in cui gli input fanno riferimento a elementi comparabili all'attività o alla passività; e
  • il volume o il livello di attività nei mercati in cui gli input sono osservati.

L'utilizzo di input non osservabili significativi o eventuali rettifiche di un input di Livello 2 significativo per l'intera valutazione dello strumento, possono comportare nella valutazione del fair value una classificazione a Livello 3 nella gerarchia del fair value.

L'utilizzo di una tecnica di valutazione ha l'obiettivo di stimare il prezzo a cui avrebbe luogo una regolare operazione di vendita di una attività o di trasferimento di una passività tra operatori di mercato alla data di valutazione, alle condizioni di mercato correnti. Tre tecniche di valutazione ampiamente utilizzate sono il metodo basato sulla valutazione di mercato, il metodo del costo e il metodo reddituale. Un'entità deve utilizzare tecniche di valutazione coerenti con uno o più di questi metodi per valutare il fair value.

Esempi dei principali parametri osservabili di mercato di cui si servono le più comuni tecniche di valutazione applicate sono i seguenti:

  • curva dei tassi Risk Free. Sulla base delle rilevazioni storicizzate nell'applicativo di Front Office (Murex) viene ricavata una curva tassi Euro c.d. Risk-Free, attraverso un bootstrapping dei tassi impliciti in depositi, swap e Forward Rate Agreement;

  • tassi di cambio. Il sistema Murex acquisisce giornalmente, in automatico, i tassi di cambio spot fixing BCE dall'infoprovider Reuters;

  • curve di volatilità. Vengono mappate le curve di volatilità rilevate da fonte esterna precedentemente individuata (ICE), e storicizzate nell'applicativo di front office (Murex); va sottolineato che l'operatività del Gruppo in conto proprio si concentra prevalentemente su strumenti di tasso.

Diversamente, qualora le tecniche di valutazione si basino in via prevalente su parametri non osservabili sul mercato, vengono svolti processi di stima interni. Ciò avviene limitatamente ai casi in cui i relativi dati di mercato non siano disponibili o non siano ritenuti affidabili.

L'utilizzo delle tecniche di valutazione che fanno uso di dati osservabili di mercato o di dati stimati internamente, implicano l'utilizzo di modelli valutativi all'interno dei quali sono calati tali parametri.

Il metodo reddituale converte importi futuri (per esempio, flussi finanziari o ricavi e costi) in un unico importo corrente (ossia attualizzato). Quando si utilizza il metodo reddituale, la valutazione del fair value riflette le attuali aspettative del mercato su tali importi futuri.

A titolo esemplificativo, tali tecniche di valutazione comprendono:

  • tecniche del valore attuale;
  • modelli di misurazione del prezzo delle opzioni, quali la formula di Black-Scholes-Merton che incorpora tecniche di calcolo del valore attuale e riflettono sia il valore temporale, sia il valore intrinseco di un'opzione.

Qualora però si faccia ricorso a modelli valutativi proprietari, l'affidabilità degli stessi è testata confrontando, per strumenti simili quotati, le valutazioni fornite da tali tecniche con i relativi prezzi quotati (back testing). Inoltre, l'affidabilità di tali tecniche è verificata, ex post, monitorando nel tempo i risultati ottenuti.

La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di livello 3).

L'attività di attribuzione dei livelli di fair value avviene trimestralmente alle date contabili di riferimento basandosi sulla verifica della presenza di un mercato principale o più vantaggioso nell'intervallo temporale antecedente la data contabile di riferimento. L'attività prevede la verifica di alcuni principi necessari alla definizione di presenza di un mercato attivo per ogni strumento finanziario identificati dalla disponibilità di valorizzazioni eseguibili, continue e con scarto denarolettera (bid-ask spread) contenuti.

Il rispetto di tali condizioni determina il livello di fair value dello strumento analizzato. Qualora non siano presenti quotazioni di mercato, l'utilizzo di tecniche di valutazione viene effettuata ad ogni data contabile massimizzando l'utilizzo di input osservabili rilevanti e riducendo al minimo l'utilizzo di input non osservabili. La verifica di tali parametri di input in funzione della disponibilità determina il livello di fair value dello strumento.

Ad ogni data contabile viene inoltre effettuata una analisi comparativa dei livelli di fair value rispetto al trimestre precedente e l'inizio dell'esercizio di riferimento al fine di individuare i trasferimenti di livelli di fair value avvenuti nel corso dell'esercizio di riferimento e le circostanze che hanno determinato tale trasferimento.

Fondi immobiliari chiusi

Al fine di tenere in considerazione l'indisponibilità di valutazioni continuative dei fondi immobiliari chiusi non quotati, dovute a illiquidità, assenza di un mercato liquido e la specificità del sottostante, la metodologia alla base dell'individuazione del fair value attribuibile al capitale sociale della società avviene considerando valore del NAV più aggiornato disponibile (di norma riferito alla chiusura del semestre precedente) opportunamente rettificato al fine di riflettere la scarsa liquidità dell'asset.

Passività di propria emissione

Per la determinazione del fair value delle passività di propria emissione valutate al fair value, si tiene conto anche del proprio rischio emittente.

La costruzione di una o più curve di credit spread si rende necessaria, nell'ambito della fair value option, al fine di valorizzare gli strumenti non negoziati su mercati attivi1 con un full fair value. Il

NOTE ILLUSTRATIVE 1 Agli strumenti negoziati su mercati attivi viene attribuita la quotazione di mercato.

concetto di full fair value comprende, rispetto alla semplice attualizzazione sulla curva risk free dei cash flows generati dallo strumento, un ulteriore aggiustamento che tenga conto del rischio emittente: l'aggiustamento, ovvero il credit spread, assume la forma di uno spread additivo sulla curva risk free ed è di entità diversa sulle diverse scadenze temporali. Il credit spread relativo ad un emittente, inoltre, esprimendo un'indicazione sulla probabilità e sull'entità del rimborso dell'emissione, è diverso in base alla seniority dell'emissione: un'emissione senior avrà un credit spread inferiore rispetto ad un'emissione subordinata.

L'applicazione della Fair Value Option alle passività finanziarie prevede che si dia evidenza dell'ammontare delle variazioni di fair value attribuibili a variazioni del solo rischio creditizio dello strumento.

I fattori di rischio dovuti al merito creditizio vengono incorporati nella curva di attualizzazione (usata per il calcolo del Fair Value) applicando alla curva risk free uno spread che renda conto del rischio emittente.

Con tale metodo valutativo è possibile separare i diversi componenti di rischio, rischio tasso e rischio credito.

Le curve rettificate per il merito di credito dell'emittente si ottengono sommando ai tassi zero coupon (o tassi risk free) un credit spread che esprime il merito creditizio dell'emittente stesso. Tali curve sono utilizzate per la valutazione di obbligazioni non quotate sui mercati attivi.

Con la valutazione al Fair Value per tutti gli strumenti relativi a un singolo emittente (e anche per quelli emessi dal Gruppo), si possono costruire tre curve:

  • una curva senior preferred;
  • una curva senior non preferred;
  • una curva subordinata;
  • una curva covered.

Per la determinazione delle curve dei credit spread, Credem si avvale di un servizio di fornitura esterna di curve bancarie da parte del provider Confluence/UBS.

La metodologia alla base della costruzione delle credit curves è basata sul principio che per costruire una credit curve su varie scadenze corrette, sarebbe necessario avere molti dati disponibili di mercato e strumenti con diverse scadenze, in quanto basterebbe eseguire il classico boot-strapping method per costruire la curva. In molti casi però, come in Credem, non c'è un numero sufficiente di osservazioni per poter applicare tale metodologia. Confluence, per ovviare a questo problema, utilizza una curva di comparables scelti per settore per costruire la shape della curva, e successivamente valuta gli spread delle emissioni outstanding per determinare di conseguenza lo spread delle curve.

Criteri di determinazione del fair value di attività e passività non misurate al fair value su base ricorrente

Di seguito si riportano le informazioni richieste dall'IFRS 13.

Per i rapporti creditizi attivi e passivi non misurati al fair value su base ricorrente, il fair value, riportato nelle tabelle presenti nelle note illustrative, è stato determinato con i seguenti criteri:

  • per le attività e passività a vista, con scadenza a breve termine (entro 12 mesi) o indeterminata, il valore di iscrizione; stessa impostazione è stata utilizzata per i crediti non performing;
  • per i titoli emessi a tasso variabile e per quelli a tasso fisso a breve termine (entro 12 mesi) il valore contabile è stato assunto come approssimazione del fair value;
  • per le attività e passività a medio a lungo termine, la valutazione è stata determinata mediante l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri. Tale operazione è stata eseguita utilizzando tassi privi di rischio e, per le attività, correggendo i flussi di cassa futuri, tenendo conto della rischiosità della controparte mediante parametri di PD (Probability of Default) e di LGD (Loss Given Default);
  • per i titoli emessi a tasso fisso a medio lungo temine la valutazione è stata effettuata mediante l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri, corretta per il rischio emittente associato a Credem.

Per tali strumenti, la determinazione del fair value si basa anche sull'utilizzo di parametri interni non direttamente osservabili sul mercato ed è calcolato solo ai fini di adempiere alle richieste di informativa e non ha alcun impatto sullo stato patrimoniale e sul conto economico.

A.3 INFORMATIVA SUI TRASFERIMENTI TRA PORTAFOGLI DI ATTIVITA' FINANZIARIE

Successivamente all'adozione dell'IFRS 9, il Gruppo Credem non ha effettuato cambiamenti di business model per la gestione delle proprie attività finanziarie e, quindi, non sono avvenuti trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie. Le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica) non prevedono riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui la società modifichi il proprio modello di business per la gestione di tali attività finanziarie. E' previsto che tali modifiche siano altamente infrequenti e devono essere determinate dal management a seguito di rilevanti cambiamenti esterni o interni, dimostrabili a soggetti esterni.

A.4 INFORMATIVA SUL FAIR VALUE

Informativa di natura qualitativa

A.4.1 – Livello di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati

Le tecniche di valutazione utilizzate per gli strumenti finanziari appartenenti al livello 2 e 3 si distinguono:

  • Attività finanziarie: valutazione degli strumenti strutturati utilizzando per la componente obbligazionaria il modello discounted cash flow con un tasso corretto per un opportuno rischio di credito, e per la componente azionaria utilizzando il modello Black&Scholes;
  • Passività finanziarie: valutazione degli strumenti plain vanilla secondo le tecniche di valutazione discounted cash flow di cassa considerando il tasso corretto per il rischio di credito di Credito Emiliano sulla scadenza dello strumento.

Si riporta brevemente la definizione dei modelli utilizzati:

Discounted Cash Flow

Il modello discounted cash flow, flussi di cassa attualizzati, è un metodo di valutazione di un investimento, basato sul processo finanziario di attualizzazione, che consente di stabilire oggi il valore attuale di un capitale che ha come naturale scadenza una data futura tramite l'applicazione di un tasso di sconto. Il tasso di sconto viene corretto per il rischio di credito dei flussi futuri attesi dall'attività in questione. La somma algebrica dei flussi attualizzati rappresenta il valore netto attuale (Net present value) dello strumento.

I parametri utilizzati nella tecnica di valutazione sono: curva tassi e credit spread di ogni singola emissione.

Modello Black&Scholes

Il modello Black&scholes univariato (BS) è il modello di pricing delle opzioni più famoso e riconosciuto dal mercato. Il modello si basa sulla possibilità di creare un portafoglio equivalente all'opzione, costituito in parte da unità del sottostante e in parte da obbligazioni prive di rischio entrambi influenzati dalla stessa fonte di incertezza data dalle variazioni del prezzo dell'azione. Le ipotesi sottostanti il modello di BS sono rappresentate dall'andamento dei prezzi dell'attività sottostante (approssimato da un processo log-normale), dalla presenza di un mercato perfettamente efficiente; dal tasso di interesse e dalla volatilità del sottostante costante per tutta la durata dell'opzione.

I parametri utilizzati nella tecnica di valutazione sono il tasso di interesse, il valore e la volatilità del sottostante.

Alla data del 30/06/2023 tutti i parametri utilizzati nelle tecniche di valutazione sono risultati osservabili, evidenziando per gli strumenti valutati tramite mark to model livelli di fair value pari a 2.

In particolare:

  • i tassi di interesse sono estrapolati dalla curva zero ottenuta dalle quotazioni di mercato di strumenti omogenei;
  • i credit spread per la componete Credito Emiliano sono ottenuti da quotazioni di mercato di emissioni comparables;
  • valore del sottostante sono ottenuti dalla quotazione del mercato;

  • volatilità del sottostante ottenute da quotazioni di mercato.

A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni

Gli strumenti non scambiati su mercati attivi sono valutati a mark to model utilizzando la tecnica di valutazione che massimizza l'utilizzo di dati osservabili sul mercato. Qualora i parametri risultino non disponibili e direttamente osservabili il livello di fair value attribuito è pari a 3. Alla data del 30 giugno 2024 nessun strumento finanziario derivato è stato valutato a mark to modeltramite parametri di mercato non direttamente osservabili.

Informativa di natura quantitativa

A.4.5 Gerarchia del fair value

A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

30/06/2024 31/12/2023
Attività/Passività misurate al fair value L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
4.999.932 83.617 281.249 4.613.404 84.847 283.133
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 37.370 32.321 23 28.975 32.043 22
b) attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
fair value
4.962.562 51.296 281.226 4.584.429 52.804 283.111
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
8.937.211 56.024 30.318 8.874.040 56.245 31.835
3. Derivati di copertura - 744.755 - - 568.146 -
4. Attività materiali - - - - - -
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 13.937.143 884.396 311.567 13.487.444 709.238 314.968
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione - 32.996 - - 27.211 -
2. Passività finanziarie designate al fair value - - 4.170.554 - - 3.884.977
3. Derivati di copertura - 668.789 - - 911.207 -
Totale - 701.785 4.170.554 - 938.418 3.884.977

Legenda:

L1= Livello 1

L2= Livello 2

L3= Livello 3

A.5 – Informativa sul c.d. "day one profit/loss"

I proventi connessi all'emissione di prestiti obbligazionari, determinati dalla differenza tra il corrispettivo incassato ed il fair value dello strumento, sono riconosciuti a conto economico alla data di emissione in tutti i casi in cui tale fair value sia determinato attraverso tecniche di valutazione che prendono parametri osservabili sul mercato.

Il principio IFRS9 prevede che l'iscrizione iniziale degli strumenti finanziari avvenga al fair value. Normalmente il fair value di uno strumento finanziario alla data di rilevazione iniziale in bilancio è pari al "prezzo di transazione"; in altre parole, al costo o all'importo erogato per le attività finanziarie o alla somma incassata per le passività finanziarie.

L'affermazione che all'atto dell'iscrizione iniziale in bilancio il fair value di uno strumento finanziario coincide con il prezzo della transazione è intuitivamente sempre riscontrabile nel caso di transazioni del cosiddetto "Livello 1" della gerarchia del fair value.

Anche nel caso del "Livello 2", che si basa su prezzi derivati indirettamente dal mercato (comparable approach), l'iscrizione iniziale vede, in moltissimi casi, sostanzialmente coincidere fair value e prezzo. Eventuali differenze tra prezzo e fair value sono di norma da attribuire ai cosiddetti margini commerciali.

Nel caso del "Livello 3", invece, sussiste una discrezionalità parziale dell'operatore nella valutazione dello strumento e, pertanto, proprio per la maggior soggettività nella determinazione del fair value non è disponibile un inequivocabile termine di riferimento da raffrontare con il prezzo della transazione. Per tale ragione l'IFRS9 esclude che l'eventuale iniziale differenza tra il prezzo della transazione e la stima interna del fair value possa essere subito imputata a Conto Economico in un'unica soluzione. In tal caso, quindi, l'iscrizione iniziale deve sempre avvenire al prezzo. La successiva valutazione non può includere la differenza tra prezzo e fair value riscontrata all'atto della prima valutazione - ossia il Day-One-Profit (DOP) o il Day-One-Loss (DOL) implicito -, che deve invece essere riconosciuta a Conto Economico solo se deriva da cambiamenti dei fattori su cui i partecipanti al mercato basano le loro valutazioni nel fissare i prezzi (incluso l'effetto tempo). Ove lo strumento abbia una scadenza definita e non sia immediatamente disponibile un modello che monitori i cambiamenti dei fattori su cui gli operatori basano i prezzi, è ammesso il transito del DOP/DOL a Conto Economico linearmente sulla vita dello strumento finanziario stesso.

Pertanto, la politica contabile seguita prevede che:

  • l'eventuale DOP/DOL implicito negli strumenti di "Livello 2" venga subito imputato per intero al Conto Economico;
  • invece, l'eventuale DOP/DOL implicito negli strumenti di "Livello 3" venga sterilizzato e imputato al Conto Economico "pro rata temporis" (linearmente) lungo la vita residua di tali strumenti;
  • nel caso in cui uno strumento classificato nel "Livello 3" della gerarchia del fair value venga riclassificato nel "Livello 2", i residui DOP/DOL sospesi patrimonialmente vengono iscritti a Conto Economico in un'unica soluzione.

Al 30 giugno 2024 non erano presenti importi che debbano essere ancora rilevati a conto economico "pro rata temporis", ovvero lungo la vita residua del contratto.

PARTE B INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

Attivo

Sezione 2 – Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 20

2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica

Totale
Voci/Valori
Totale
31/12/2023
30/06/2024
L1 L2 L3 L1 L2 L3
34.938 - - 25.950 23 -
1.732 - - 4.813 23 -
33.206 - - 21.137 - -
1.331 116 - - - -
1.101 - 23 3.025 - 22
- - - - - -
- - - - - -
- - - - - -
Totale (A) 37.370 116 23 28.975 23 22
- - - - - -
- 32.205 - - 32.020 -
- 32.205 - - 32.020 -
- - - - - -
- - - - - -
- - - - - -
- - - - - -
- - - - - -
- - - - - -
Totale (B) - 32.205 - - 32.020 -
Totale (A+B) 37.370 32.321 23 28.975 32.043 22

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti/controparti
-------------------------------------------------------------------------------------------------------- -- --
Voci/Valori Totale Totale
30/06/2024 31/12/2023
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 34.939 25.974
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 33.073 24.107
c) Banche 1.386 1.323
d) Altre società finanziarie 183 229
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 297 317
2. Titoli di capitale 1.446 -
a) Banche - -
b) Altre società finanziarie 22 -
di cui: imprese di assicurazione - -
c) Società non finanziarie 1.424 -
d) Altri emittenti - -
3. Quote di OICR 1.124 3.047
4. Finanziamenti - -
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale (A) 37.509 29.022
B. Strumenti derivati
a) Controparti Centrali - -
b) Altre 32.205 32.020
Totale (B) 32.205 32.020
Totale (A+B) 69.714 61.042

In conformità a quanto disposto dal principio contabile IFRS 7 e tenuto conto delle indicazioni contenute nella Comunicazione CONSOB n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011 (che riprende il documento ESMA N. 2011/266 del 28 luglio 2011) in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito al "debito Sovrano", si precisa che al 30 giugno 2024 sono presenti esposizioni in titoli governativi per 33,1 milioni di euro, di cui 32,7 milioni di euro di esposizioni verso l'Italia, e obbligazioni emesse dall'Unione Europea per 0,4 milioni di euro. Le posizioni, classificate contabilmente di trading, hanno come oggetto la negoziazione verso la clientela istituzionale.

Si rimanda alla sezione 3 della presente nota per i titoli detenuti nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva".

2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica

Voci/Valori Totale
30/06/2024
Totale
31/12/2023
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 513.687 4.247 10 460.212 4.449 10
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 513.687 4.247 10 460.212 4.449 10
2. Titoli di capitale 198.803 - - 177.801
1.705
-
3. Quote di O.I.C.R. 4.250.072 47.049 249.202 3.946.416 46.650 251.480
4. Finanziamenti - - 32.014 - - 31.621
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - 32.014 - - 31.621
Totale 4.962.562 51.296 281.226 4.584.429 52.804 283.111

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

Nel portafoglio "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" delle "Imprese di assicurazione" sono presenti esposizioni di titoli governativi verso l'Italia per 243,3 milioni di euro, verso la Germania per 54,2 milioni di euro, verso la Spagna per 13,9 milioni di euro, verso la Francia per 10,6 milioni di euro, verso gli Stati Uniti per 4,6 milioni di euro, verso il Belgio per 2,0 milioni di euro, verso la Gran Bretagna per 1,6 milioni di euro, verso l'Austria per 1,3 milioni di euro, verso il Portogallo per 0,7 milioni di euro, verso l'Irlanda per 0,5 milioni di euro.

2.6 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione per debitori/emittenti

Totale Totale
30/06/2024 31/12/2023
1. Titoli di capitale 198.803 179.507
di cui: banche 26.159 21.251
di cui: altre società finanziarie 14.763 12.982
di cui: società non finanziarie 157.880 145.274
2. Titoli di debito 517.944 464.671
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 332.791 321.559
c) Banche 166.078 124.618
d) Altre società finanziarie 3.082 3.673
di cui: imprese di assicurazione 912 1.049
e) Società non finanziarie 15.993 14.821
3. Quote di O.I.C.R. 4.546.323 4.244.546
4. Finanziamenti 32.014 31.621
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 12.005 10.767
di cui: imprese di assicurazione 12.005 10.767
e) Società non finanziarie 19.416 19.861
f) Famiglie 593 993
Totale 5.295.084 4.920.345

A seguito del fallimento dell'SPPI test nella presente categoria sono classificate le quote di fondi comuni (OICR) e alcuni finanziamenti verso clientela.

Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva – Voce 30

3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica

Voci/Valori Totale
30/06/2024
Totale
31/12/2023
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 8.929.292 53.623 - 8.866.480 54.032 -
1.1 Titoli strutturati 884.306 2.317 - 943.633 2.406 -
1.2 Altri titoli di debito 8.044.986 51.306 - 7.922.847 51.626 -
2. Titoli di capitale 7.919 2.401 30.318 7.560 2.213 31.835
3. Finanziamenti - - - - - -
Totale 8.937.211 56.024 30.318 8.874.040 56.245 31.835

Legenda:

L1= Livello 1

L2= Livello 2

L3= Livello 3

3.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione per debitori/emittenti

Voci/Valori Totale
30/06/2024
Totale
31/12/2023
1. Titoli di debito 8.982.915 8.920.512
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 6.452.859 6.372.557
c) Banche 1.543.836 1.483.700
d) Altre società finanziarie 403.919 444.268
di cui: imprese di assicurazione 5.060 5.188
e) Società non finanziarie 582.301 619.987
2. Titoli di capitale 40.637 41.608
a) Banche 22.634 22.638
b) Altri emittenti: 18.003 18.970
- altre società finanziarie 15.828 16.583
di cui: imprese di assicurazione - -
- società non finanziarie 1.915 2.179
- altri 260 208
3. Finanziamenti - -
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale 9.023.552 8.962.120

In conformità a quanto disposto dal principio contabile IFRS 7 e tenuto conto delle indicazioni contenute nella Comunicazione Consob n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011 (che riprende il documento ESMA N. 2011/266 del 28 luglio 2011) in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito al "debito Sovrano", si precisa:

  • Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" sono presenti titoli governativi esteri (Spagna) per 300,5 milioni di euro, (Stati Uniti) per 968,6 milioni di euro, (Belgio) per 406,3 milioni di euro e (Francia) per 437,9 milioni di euro. Sono presenti inoltre obbligazioni per 1.150,5 milioni di euro emesse dall'Unione Europea. Relativamente ai titoli governativi emessi dallo Stato Italiano si evidenzia un'esposizione pari a circa 29,5 milioni di BTP, e di 30,2 milioni di euro di CCT.
  • Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" delle "Imprese di assicurazione" sono presenti esposizioni di titoli governativi verso l'Italia per 1.988,7 milioni di euro, verso la Spagna per 523,9, verso il Belgio per 163,8 milioni di euro, verso il Portogallo per 175,0 milioni di euro, verso la Francia per 187,8 milioni di euro, verso la Germania per 54,6 milioni di euro, verso l'Irlanda per 17,1 milioni di euro e verso gli Stati Uniti per 18,5 milioni di euro.

Sono presenti coperture di fair value hedge sia su titoli di Stato, italiani a tasso fisso (BTP) ed esteri, che su titoli obbligazionari (senior unsecure e covered bond) a tasso fisso emessi da primari istituti di credito europei. La copertura è di tipo fair value hedge attuata attraverso la designazione di appositi strumenti di copertura (Interest Rate Swap) con copertura specifica del c.d. "rischio tasso" su detti titoli; la relazione venuta così a crearsi fra Hedged Item e Hedging Instrument ha comportato la redazione di una specifica documentazione che formalizza la relazione di copertura ed ha altresì usufruito delle particolari regole di contabilizzazione dell'Hedge Accounting. Si segnala che sono stati effettuati i test di efficacia (sia prospettici che retrospettivi) con esito positivo.

3.3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con
basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Write-off
parziali
complessivi
Titoli di debito 8.988.997 18.764 - - - 6.082 - - - -
Finanziamenti - - - - - - - - - -
Totale 30/06/2024 8.988.997 18.764 - - - 6.082 - - - -
Totale 31/12/2023 8.926.494 18.380 - - - 5.981 - - - -

Il valore lordo e le rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired sono comprensivi degli interessi contrattuali maturati.

Sezione 4 – Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 40

Totale Totale
30/06/2024 31/12/2023
Tipologia Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
operazioni/Valori Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
L1 L2 L3 Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
L1 L2 L3
A. Crediti verso
Banche Centrali
386.857 - - - - 386.857 375.118 - - - - 375.118
1. Depositi a
scadenza
- - - X X X - - - X X X
2. Riserva
obbligatoria
386.857 - - X X X 375.118 - - X X X
3. Pronti contro
termine
- - - X X X - - - X X X
4. Altri - - - X X X - - - X X X
B. Crediti verso
banche
1.324.894 - - 576.772 4.326 743.363 1.226.058 - - 599.313 6.791 615.874
1. Finanziamenti 743.363 - - - - 743.363 615.390 - - - - 615.874
1.1 Conti
correnti
- - - X X X - - - X X X
1.2. Depositi a
scadenza
- - - X X X - - - X X X
1.3. Altri
finanziamenti:
743.363 - - X X X 615.390 - - X X X
- Pronti
contro
termine attivi
297.355 - - X X X - - - X X X
-
Finanziamenti
per leasing
148 - - X X X 168 - - X X X
- Altri 445.860 - - X X X 615.222 - - X X X
2. Titoli di debito 581.531 - - 576.772 4.326 - 610.668 - - 599.313 6.791 -
2.1 Titoli
strutturati
108.204 - - 104.873 4.326 - 134.812 - - 128.699 6.791 -
2.2 Altri titoli
di debito
473.327 - - 471.899 - - 475.856 - - 470.614 - -
Totale 1.711.751 - - 576.772 4.326 1.130.220 1.601.176 - - 599.313 6.791 990.992

4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

Sono inclusi i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di servizi finanziari.

I crediti, ad eccezione dei titoli di debito, sono iscritti al loro valore nominale, corrispondente al loro fair value e il livello di fair value attribuito risulta essere pari a 3.

4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela

Totale
30/06/2024
Totale
31/12/2023
Tipologia Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
operazioni/Valori Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
L1 L2 L3 Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
L1 L2 L3
1. Finanziamenti 35.550.313 266.975 15.813 - - 36.310.153 35.434.672 271.677 17.405 - - 36.552.871
1. Conti
correnti
1.810.174 19.970 647 X X X 1.838.482 21.996 686 X X X
2. Pronti
contro
termine attivi
655.302 - - X X X 8.797 - - X X X
3. Mutui 20.290.297 183.311 5.929 X X X 20.288.147 182.615 7.598 X X X
4. Carte di
credito,
prestiti
personali e
cessioni del
quinto
3.627.533 25.572 8.892 X X X 3.373.582 24.543 8.791 X X X
5.
Finanziamenti
per leasing
3.101.666 29.212 - X X X 3.107.352 28.525 - X X X
6. Factoring 1.152.321 5.350 - X X X 1.456.078 9.172 - X X X
7. Altri
finanziamenti
4.913.020 3.560 345 X X X 5.362.234 4.826 330 X X X
2. Titoli di debito 6.261.052 - - 5.916.861 306.272 - 7.140.100 - - 6.753.612 370.398 -
1. Titoli
strutturati
381.684 - - 139.890 238.881 - 469.796 - - 176.652 288.027 -
2. Altri titoli di
debito
5.879.368 - - 5.776.971 67.391 - 6.670.304 - - 6.576.960 82.371 -
Totale 41.811.365 266.975 15.813 5.916.861 306.272 36.310.153 42.574.772 271.677 17.405 6.753.612 370.398 36.552.871

Il valore lordo e le rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired sono comprensivi degli interessi contrattuali maturati.

Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" sono presenti esposizioni in titoli governativi per circa 5.538,1 milioni di euro (3.838,7 milioni di euro Italia, di cui BTP 3.594,2 milioni di euro e CCT 244,5 milioni di euro, 725,8 milioni di euro altri paesi, 452,5 milioni di euro Spagna e 273,3 milioni di euro Portogallo) e obbligazioni emesse dall'Unione Europea per 973,3 milioni di euro.

Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" delle "Imprese di assicurazione" sono presenti esposizioni di titoli governativi verso l'Italia per 112,7 milioni di euro, verso la Spagna per 17,1 milioni di euro, verso il Portogallo per 8,6 milioni di euro e verso la Francia per 2,7 milioni di euro.

Il Gruppo non ha effettuato operazioni di acquisto di crediti deteriorati.

Sono presenti coperture di fair value hedge su titoli di Stato, italiani, a tasso fisso (BTP) ed esteri. La copertura è di tipo fair value hedge attuata attraverso la designazione di appositi strumenti di copertura (Interest Rate Swap) con copertura specifica del c.d. "rischio tasso" su detti titoli; la relazione venuta così a crearsi fra Hedged Item e Hedging Instrument ha comportato la redazione di una specifica documentazione che formalizza la relazione di copertura ed ha altresì usufruito delle particolari regole di contabilizzazione dell'Hedge Accounting. Si segnala che sono stati effettuati i test di efficacia (sia prospettici che retrospettivi) con esito positivo.

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

4.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione per debitori/emittenti dei crediti verso clientela

Totale
30/06/2024
Totale
31/12/2023
Tipologia operazioni/Valori Primo e
secondo stadio
Terzo stadio Attività impaired
acquisite o
originate
Primo e
secondo stadio
Terzo stadio Attività impaired
acquisite o
originate
1. Titoli di debito 6.261.051 - - 7.140.100
-
a) Amministrazioni
pubbliche
5.679.015 - - 6.454.554
-
b) Altre società
finanziarie
581.534 -
-
685.048 - -
di cui: imprese di
assicurazione
513 - 527 - -
c) Società non
finanziarie
502 -
-
498 - -
2. Finanziamenti verso: 35.550.313 266.974 15.813 271.678 17.405
a) Amministrazioni
pubbliche
598.469 1.857 - 604.308 2.024 -
b) Altre società
finanziarie
1.200.015 154 33 703.771
149
876
di cui: imprese di
assicurazione
153.615 - - 48.915
-
-
c) Società non
finanziarie
16.958.967 103.314 4.017 17.470.786
107.719
4.499
d) Famiglie 16.792.862 161.649
11.763
16.655.806
161.786
12.030
Totale 41.811.364 266.974 15.813 42.574.771 271.678 17.405

4.4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con
basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Write-off
parziali
complessivi
Titoli di debito 6.848.211 - - - - 5.627 - - - -
Finanziamenti 34.427.774 322.997 2.332.165 656.258 17.788 40.312 39.094 389.282 1.976 16.641
Totale 30/06/2024 41.275.985 322.997 2.332.165 656.258 17.788 45.939 39.094 389.282 1.976 16.641
Totale 31/12/2023 41.879.887 240.421 2.384.730 687.736 19.821 46.253 42.414 416.059 2.415 17.477

Sezione 5 – Derivati di copertura – voce 50

5.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli

FV 30/06/2024 VN FV 31/12/2023 VN
L1 L2 L3 30/06/2024 L1 L2 L3 31/12/2023
A. Derivati finanziari
1. Fair value - 744.755 - 27.405.534 - 568.146 - 17.532.717
2. Flussi finanziari - - - - - - - -
3. Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi
1. Fair value - - - - - - - -
2. Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale -
744.755
-
27.405.534 -
568.146
-
17.532.717

Legenda:

L1= Livello 1

L2= Livello 2

L3= Livello 3

FV = fair value

VN = valore nozionale

5.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura

Flussi finanziari
Specifica
Operazioni/Tipo di copertura titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale
e indici
azionari
valute e
oro
credito merci altri Generica Specifica Generica Investim.
esteri
1. Attività finanziarie valutate al
fair value con impatto sulla
redditività complessiva
346.717 - - - X X X -
X
X
2. Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
75.726 X - - X X X -
X
X
3. Portafoglio X X X X X X 61.928 X -
X
4. Altre operazioni - - - - - - X -
X
-
Totale attività 422.443 - - - - - 61.928 - -
-
1. Passività finanziarie 465 X - - - - X -
X
X
2. Portafoglio X X X X X X - X -
X
Totale passività 465 - - - - - - - -
1. Transazioni attese X X X X X X X -
X
X
2. Portafoglio di attività e
passività finanziarie
X X X X X X 259.919 X -
-

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTCS.

I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value positivo di 346.717 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTC.

I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value positivo di 75.726 mila euro.

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli emessi a tasso fisso contabilizzati nelle "Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - titoli in circolazione". I derivati di questa tipologia presentano un fair value positivo di 465 mila euro.

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso della raccolta a vista della clientela.

La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding del Gruppo. Una quota parte di questa raccolta, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal cosiddetto "effetto vischiosità".

Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:

  • la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un modello econometrico;
  • la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.

I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value positivo di 259.919 mila euro.

Si è adottata la metodologia contabile del macro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente gli effetti economici delle strategie di copertura attuate. I derivati di copertura relativi a tale strategia presentano un fair value positivo di 61.928 mila euro.

Si rimanda alla Sezione della Parte E delle note illustrative per la descrizione delle modalità della copertura.

Sezione 6 – Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica – Voce 60

6.1 Adeguamento di valore delle attività coperte: composizione per portafogli coperti

Totale Totale
Adeguamento di valore delle attività coperte / Componenti del gruppo 30/06/2024 31/12/2023
1. Adeguamento positivo - 38.819
1.1 di specifici portafogli: - 38.819
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - 38.819
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
1.2 complessivo - -
2. Adeguamento negativo 36.177 3.777
2.1 di specifici portafogli: 34.123 1.823
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 34.123 1.823
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
2.2 complessivo 2.054 1.954
Totale (36.177) 35.042

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzioni "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente in modo simmetrico sia i mutui che i derivati di copertura.

Il Macro Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi; i test sono svolti periodicamente durante tutta la vita dell'operazione. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%. Il test di verifica della tenuta prospettica e retrospettiva delle coperture è svolto su base trimestrale.

L'hedge accounting non può essere mantenuto qualora la copertura divenga inefficace (fuori dal range 80%-125%).

Sezione 7 - Le partecipazioni - Voce 70

Il valore di bilancio della voce "Partecipazioni" ammonta a 56,4 milioni di euro.

7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi

Rapporto di partecipazione
Denominazioni Sede legale/operativa Tipo di
rapporto
Impresa partecipante Quota % Disponibilità voti
%
A. Imprese controllate in modo
congiunto
1. Credemassicurazioni spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 50,00%
B. Imprese sottoposte a influenza
notevole
1. Andxor Cinisello Balsamo (MI) 1 Credemtel 40,00%
2. SBC Fintech 2224 Milan Milano 1 Credemtel 35,02%
3. Flairbit Genova 1 Credemtel 10,00%
4. Mynet Udine 1 Credemtel 8,73%

Legenda

Tipo di rapporto:

1 – partecipazione al capitale sociale

7.2 Partecipazioni significative: valore di bilancio, fair value e dividendi percepiti

Denominazioni Valore di bilancio Fair value Dividendi percepiti
A. Imprese controllate in modo congiunto
1. Credemassicurazioni spa 53.970 - 3.005
B. Imprese sottoposte ad influenza notevole
3. Andxor srl 1.459 - -
4. SBC Fintech 2224 Milan srl 174 - -
5. Flairbit srl 499 - -
6. Mynet srl 271 - -
Totale 56.373 - 3.005

La colonna fair value non è avvalorata perché non sono presenti società quotate classificate tra le partecipazioni significative.

Riconciliazione tra le informazioni di natura contabile ed il valore contabile delle partecipazioni

Denominazioni Patrimonio
netto (*)
Percentuale
di
interessenza
Patrimonio
netto di
pertinenza
Avviamento Altre
poste
Valore di
bilancio
A. Imprese controllate in modo congiunto
Credemassicurazioni 87.290 50,00% 43.645 10.324 - 53.970
Andxor 992 40,00% 397 1.062 - 1.459
SBC Fintech 2224 Milan 493 35,02% 174 - - 174
Flairbit 966 10,00% 97 402 - 499
Mynet 619 8,73% 54 217 - 271
Totale 90.365 - 44.367 12.005 - 56.373

7.6 Valutazioni e assunzioni significative per stabilire l'esistenza di controllo congiunto o influenza notevole

Credito Emiliano S.p.A. detiene il 50% di Credemassicurazioni S.p.A., la cui restante quota di capitale sociale (50%) è invece detenuta da Reale Mutua Assicurazioni. In tale contesto:

  • Credito Emiliano non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso dell'altro socio;
  • Credito Emiliano ha il potere di veto sulle scelte dell'altro socio, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credito Emiliano anche l'altro socio detentore del restante 50% del capitale sociale non è in grado di incidere sulla società.

In relazione a Credemassicurazioni la posizione di Credito Emiliano è pertanto quella:

  • di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;
  • che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte dell'altro socio.

Gli accordi in essere tra i soci detentori rispettivamente il 50% del capitale sociale contemplano:

  • diritto contemplato nell'atto di compravendita di azioni, circoscritto entro precisi limiti temporali (ogni 5 anni), ad esercitare opzioni call e put sulle rispettive azioni;
  • diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (la metà degli amministratori e, a rinnovi alternati del Consiglio di Amministrazione, il Presidente del Consiglio di Amministrazione, i Sindaci e, a rinnovi alternati, il Presidente del Collegio Sindacale). Siccome non vi sono nell'ambito di Credemassicurazioni voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri Consiglieri (ad esempio non è contemplata la prevalenza del voto del Presidente del Consiglio di Amministrazione), la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie;
  • obbligo a non trasferire le azioni a terzi per la durata del patto parasociale.

In tale contesto, i diritti di Credito Emiliano sono circoscritti alle attività nette di Credemassicurazioni.

Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 40% di ANDXOR SOLUZIONI INFORMATICHE S.R.L. "ANDXOR".

In tale contesto, per ANDXOR:

  • Credemtel non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;
  • Credemtel ha il potere di veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credemtel anche gli altri soci detentori del restante 60% del capitale sociale non sono in grado di incidere sulla società.

In relazione a ANDXOR la posizione di Credemtel è pertanto quella:

di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte degli altri soci.

Gli accordi in essere tra i soci di ANDXOR contemplano, a favore di Credemtel:

  • diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione ed il sindaco unico). Siccome non vi sono nell'ambito di ANDXOR voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri Consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie;
  • diritto di co-vendita a favore di Credemtel qualora venga trasferita per atto tra vivi una quota di almeno il 50% del capitale sociale di ANDXOR per tutta la durata del patto parasociale attualmente in essere.

Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 35,02 % di SBC Fintech Milan 2224 srl (SBC).

In tale contesto:

  • Credemtel non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;
  • Credemtel però ha il potere il veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credemtel anche gli altri soci non sono in grado di incidere sulla società.

In relazione a SBC la posizione di Credemtel è pertanto quella:

  • di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;
  • che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte degli altri soci.

Gli accordi in essere tra i soci di SBC contemplano, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione). Siccome non vi sono nell'ambito di SBC voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.

Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene l'8,73% di MYNET Srl Società Benefit (MYNET). Alla quota detenuta da Credemtel sono stati attribuiti diritti di voto pari al 5% del totale dei diritti di voto.

In tale contesto:

  • Credemtel non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;
  • Credemtel però ha il potere il veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credemtel anche gli altri soci non sono in grado di incidere sulla società.

In relazione a MYNET la posizione di Credemtel è pertanto quella:

  • di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;
  • che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte degli altri soci.

Gli accordi in essere tra i soci di MYNET contemplano, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione) oltre alla designazione di un sindaco effettivo (con ruolo di presidente del collegio sindacale) ed uno supplente. Siccome non vi sono nell'ambito di MYNET voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.

Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 10,00% di FLAIRBIT.

In tale contesto:

Credemtel non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;

Credemtel però ha il potere il veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credemtel anche gli altri soci non sono in grado di incidere sulla società.

In relazione a FLAIRBIT la posizione di Credemtel è pertanto quella:

  • di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;
  • che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte degli altri soci.

Gli accordi in essere tra i soci di FLAIRBIT contemplano, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione). Siccome non vi sono nell'ambito di FLAIRBIT voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.

7.7 Impegni riferiti a partecipazioni in società controllate in modo congiunto

Credito Emiliano ha sottoscritto con Reale Mutua di Assicurazioni accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership in Credemassicurazioni.

In tale contesto le clausole del contratto di compravendita delle azioni a suo tempo perfezionato tra Credito Emiliano e Reale Mutua di Assicurazioni hanno espressamente convenuto un'opzione put in capo a Reale Mutua di Assicurazioni e un'opzione call in capo a Credito Emiliano S.p.A. riguardante il 50% della partecipazione di Reale Mutua nel capitale sociale di Credemassicurazioni. Entrambe le opzioni sono esercitabili allo scadere di ogni quinquennio dall'acquisto della partecipazione in Credemassicurazioni da parte di Reale Mutua.

A distanza di anni dalla sottoscrizione del primo accordo di collaborazione, il Credito Emiliano e la Società Reale Mutua di Assicurazioni hanno rinnovato la loro partnership paritetica nella società in rassegna. Il rinnovo dell'accordo permette al gruppo di sviluppare l'offerta di prodotti dei rami danni e di accrescere il livello di servizio offerto alla propria clientela, grazie al supporto di un primario player specializzato nel settore della protection.

Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:

  • Il divieto di trasferimento delle azioni e dei diritti di opzione a terzi, diversi da società controllate, per tutta la durata del patto parasociale attualmente in essere;
  • Il diritto di ciascuna parte ottenere la nomina di ottenere la nomina di esponenti aziendali di propria designazione (la metà degli amministratori e, a rinnovi alternati del Consiglio di Amministrazione, il Presidente del Consiglio di Amministrazione, i Sindaci e, a rinnovi alternati, il Presidente del Collegio Sindacale);
  • La necessità di un quorum qualificato per le deliberazioni dei componenti del Consiglio di Amministrazione riguardanti particolari tematiche (come, tra le altre, la nomina del Direttore Generale, del Responsabile Sinistri, del Direttore Commerciale, della funzione di auditing, l'approvazione di operazioni di finanzia straordinaria, di accordi distributivi, ecc).

7.8 Impegni riferiti a partecipazioni in società sottoposte ad influenza notevole

Credemtel ha sottoscritto con i soci di ANDXOR accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership nella società.

Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:

  • il diritto di Credemtel di ottenere la nomina di esponenti aziendali di propria designazione (un consigliere di amministrazione ed il sindaco unico);
  • il diritto di co-vendita a favore di Credemtel qualora venga trasferita per atto tra vivi una quota di almeno il 50% del capitale sociale di ANDXOR per tutta la durata del patto parasociale attualmente in essere;
  • la necessità di un quorum qualificato per le deliberazioni dei componenti del Consiglio di Amministrazione riguardanti particolari tematiche (come le modificazioni dell'atto costitutivo, la modificazione dell'oggetto sociale, l'assunzione di finanziamenti oltre i 150.000 euro, la compravendita di diritti reali immobiliari, emissione di titoli di debito, distribuzione di riserve).

Credemtel ha sottoscritto con i soci di SBC accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership nella società.

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:

  • il diritto di Credemtel di ottenere la nomina di esponenti aziendali di propria designazione (un consigliere di amministrazione);
  • la necessità di un quorum qualificato per le deliberazioni riguardanti particolari tematiche (come le modificazioni dello statuto, il trasferimento di partecipazioni sociali, acquisizioni e/o dismissioni, in qualsiasi forma effettuate, di beni immobili e/o di beni mobili di valore unitario superiore a Euro 20.000,00 e/o beni mobili registrati, l'assunzione di dipendenti, l'assunzione di indebitamento finanziario e concessione di finanziamenti e garanzie).

Credemtel ha sottoscritto con i soci di MYNET accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership nella società.

Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:

  • il diritto di Credemtel di ottenere la nomina di esponenti aziendali di propria designazione (un consigliere di amministrazione, un sindaco effettivo con ruolo di presidente del collegio sindacale ed un sindaco supplente);
  • la necessità di un quorum qualificato per le deliberazioni riguardanti particolari tematiche (come le modificazioni dell'atto costitutivo, la modificazione dell'oggetto sociale, l'assunzione di finanziamenti oltre i 1.500.000 euro, l'emissione di titoli di debito, l'acquisizione o dismissione di beni mobili o immobili di valore superiore a 1.000.000 euro).

Credemtel ha sottoscritto con i soci di FLAIRBIT accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership nella società.

Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:

  • il diritto di Credemtel di ottenere la nomina di esponenti aziendali di propria designazione (un consigliere di amministrazione);
  • la necessità di un quorum qualificato per le deliberazioni riguardanti particolari tematiche (come le modificazioni dello Statuto afferenti all'oggetto sociale, la stipula di contratti di qualsiasi natura con alcuna parte correlata di FLAIRBIT, l'assunzione di finanziamenti oltre i 500.000 euro, l'assunzione di personale con un trattamento economico (retribuzione annua lorda) pari o superiore ad Euro 100.000,00 (centomila) annui).

7.10 Altre informazioni

Credemassicurazioni, Andxor, Flairbit e Mynet, partecipazioni per le quali il valore di bilancio risulta essere superiore alla quota di pertinenza di patrimonio netto, sono state assoggettate a test d'impairment dal quale è emerso un valore recuperabile superiore al valore di carico. Si è quindi ritenuto che la differenza negativa fra il valore di carico e la quota di pertinenza del patrimonio netto di tali partecipate non è ascrivibile a perdita durevole di valore e, pertanto, non sono stati rettificati i valori di iscrizione.

Per Credemassicurazioni la differenza negativa è ascrivibile alla quota di avviamento per 10,3 milioni di euro, mentre per Andxor, Flairbit e Mynet la differenza negativa è ascrivibile alla quota di avviamento rispettivamente per 1.062 mila di euro, per 402 mila euro e per 217 mila euro.

Sezione 8 - Attività assicurative - Voce 80

Dinamica del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione per elementi sottostanti alla misurazione

Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio delle
cessioni in riassicurazione
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio delle
cessioni in riassicurazione
Voci/Scomposizione valore di
bilancio
Valore attuale
dei flussi
finanziari
30/06/2024
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
30/06/2024
Margine sui
servizi
contrattuali
30/06/2024
Totale
30/06/2024
Valore attuale
dei flussi
finanziari
31/12/2023
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2023
Margine sui
servizi
contrattuali
31/12/2023
Totale
31/12/2023
A. Valore di bilancio iniziale
1. Cessioni in riassicurazione che 13.447 508 1.408 15.363 17.989 627 1.789 20.405
costituiscono attività
2. Cessioni in riassicurazione che
- - - - - - - -
costituiscono passività
3. Valore netto di bilancio al 1°
gennaio
13.447 508 1.408 15.363 17.990 627 1.789 20.406
B. Variazioni relative ai servizi attuali
1. Margine sui servizi contrattuali - - (303) (303) - - (705) (705)
registrato in conto economico
2. Variazione per rischi non
- (71) - (71) - (162) - (162)
finanziari scaduti
3. Modifiche connesse con
l'esperienza (665) - - (665) (1.275) - - (1.275)
4. Totale (665) (71) (303) (1.039) (1.275) (162) (705) (2.142)
C. Variazioni relative a sevizi futuri
1. Cambiamenti di stime che
modificano il margine sui servizi
contrattuali
(263) (13) 183 (93) (2.518) (113) 1.655 (976)
2. Effetti dei contratti iscritti
nell'esercizio
173 25 (198) - 514 113 (627) -
3 - - - - - - - -
4. Rilasci della componente di
recupero perdite diversi dalle
variazioni dei flussi finanziari dei
contratti di cessione in
riassicurazione
- - (2) (2) - - (86) (86)
5. Variazioni dei flussi finanziari
delle cessioni in riassicurazione
derivanti dai contratti assicurativi
sottostanti onerosi
- - 13 13 - - (594) (594)
6. Totale (90) 12 (4) (82) (2.004) - 348 (1.656)
D. Variazioni relative a servizi
passati
176 - - 176 (149) - - (149)
1. aggiustamenti all'attività per
sinistri accaduti
176 - - 176 (149) - - (149)
E. Effetti delle variazioni del rischio
di inadempimento
- - - - - - - -
F. Risultato dei servizi assicurativi
(B+C+D+E)
(579) (59) (307) (945) (3.428) (162) (357) (3.947)
G. Ricavi/costi di natura finanziaria
1. Relativi alle cessioni in
riassicurazione
94 3 (14) 83 981 43 (25) 999
1.1 Registrati in conto 63 3 (14) 52 92 6 (25) 73
economico
1.2. Registrati nel conto
31 - - 31 889 37 - 926
economico complessivo
2. Effetti connessi con le
variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - -
3. Totale
H. Importo complessivo registrato in
94 3 (14) 83 981 43 (25) 999
conto economico e nel conto
economico complessivo (F+ G)
(485) (56) (321) (862) (2.447) (119) (382) (2.948)
I. Altre variazioni - - - - - - - -
L. Movimenti di cassa
1. Premi pagati al netto di importi
non connessi con i sinistri
recuperati dai riassicuratori
1.307 - - 1.307 2.823 - - 2.823
2. Importi recuperati dai
riassicuratori
(3.457) - - (3.457) (4.919) - - (4.919)
3. Totale (2.150) - - (2.150) (2.096) - - (2.096)
M. Valore netto di bilancio
(A.3+H+I+L.3)
10.812 452 1.087 12.351 13.447 508 1.407 15.362
N. Valore di bilancio finale
1. Cessioni in riassicurazione che
costituiscono attività
11.870 283 654 12.807 13.447 508 1.408 15.363
2. Cessioni in riassicurazione che
costituiscono passività
(1.058) 170 432 (456) - - - -
3. Valore netto di bilancio 10.812 453 1.086 12.351 13.447 508 1.408 15.363

Sezione 10 - Attività immateriali – Voce 100

10.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività

Attività/Valori Totale
30/06/2024
Totale
31/12/2023
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A.1 Avviamento X 291.342 X 291.342
A.1.1 di pertinenza del gruppo X 291.342 X 291.342
A.1.2 di pertinenza di terzi X - X -
A.2 Altre attività immateriali 188.807 - 199.440 -
di cui: software 175.296 - 184.923 -
A.2.1 Attività valutate al costo: 188.807 - 199.440 -
a) Attività immateriali generate internamente 21.624 - 22.052 -
b) Altre attività 167.183 - 177.388 -
A.2.2 Attività valutate al fair value: - - - -
a) Attività immateriali generate internamente - - - -
b) Altre attività - - - -
Totale 188.807 291.342 199.440 291.342

La voce "Altre attività" è composta prevalentemente da software e dalla "Client Relationship" relativa alle acquisizioni degli sportelli dei rami d'azienda e a Credemvita.

Si fornisce il dettaglio degli avviamenti sulla base delle operazioni di aggregazione che li hanno generati:

Gruppi filiali/banche Anno di fusione
o di acquisizione
Filiali Deutsche Bank 1998 2.695
B.C.C. Curinga 1998 917
B.C.C. San Giovanni Gemini 1998 452
Banca dei Comuni Nolani 1998 2.361
Banca della Provincia di Napoli 1998 58
B.C.C. Alto Crotonese 1999 161
B.C.C. Fortore Miscano 1999 1.377
Banca Popolare Andriese 2000 17.669
Banca di Latina 2003 3.028
Filiali Citibank International PLC 2008 36.307
Filiali Banco Popolare 2008 119.926
Filiali Unicredit 2008 94.433
TOTALE BANCHE INCORPORATE 279.384
Euromobiliare A.M. Sgr (ramo ceduto da Credem International Lux) 2000 2.166
TOTALI AVVIAMENTI BANCHE 281.550
So.em.ro (incorporata da MGT) 1998 294
Netium 2001 9
Credemvita 2008 4.092
C.S. Inform (incorporata da Credemtel) 2010 1.350
Topkey (incorporata da Credemtel) 2014 835
Sata (incorporata da Credemtel) 2020 1.656
Blue Eye (incorporata da Credemtel) 2021 1.556
TOTALI AVVIAMENTI 291.342

Impairment test sugli avviamenti

Lo IAS 36 prevede che, anche nell'ottica della verifica di eventuali riduzioni di valore ("Impairment test"), gli avviamenti acquisiti in aggregazioni aziendali siano allocati ad unità organizzative relativamente autonome nel profilo gestionale e che beneficiano delle sinergie derivanti dall'acquisizione, denominate Cash Generating Units (CGU). L'avviamento iscritto a seguito di acquisizioni viene assoggettato ad impairment test almeno una volta all'anno e comunque quando vi siano segnali di deterioramento. La normativa inoltre richiede che venga effettuato il monitoraggio continuo di indicatori che possano fare presumere una riduzione del valore, per verificare l'eventuale esistenza di presupposti che richiedano un'immediata valutazione di perdite di valore attraverso un nuovo impairment test.

Alla luce di quanto previsto dal principio, il Gruppo Credem ha proseguito le attività di analisi e il monitoraggio specifico, già utilizzato gli scorsi anni per cogliere gli elementi che possano eventualmente modificare le conclusioni dell'impairment test condotto con riferimento al Bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2023 in relazione alla CGU Banking.

Le attività di analisi e il monitoraggio specifico svolte nel 2024 (dettagliate successivamente nei rispettivi paragrafi) hanno confermato gli indicatori più significativi già utilizzati per il risultato positivo dell'impairment test degli avviamenti in modo completo di dicembre'23:

  • la sostenibilità dei risultati economici per l'anno in corso (par. "Pianificazione e monitoraggio") e l'aggiornamento delle proiezioni che non fa emergere elementi di criticità

  • la tenuta dell'adeguatezza patrimoniale pluriennale anche in condizioni di stress – par. "Posizionamento e resilienza del Gruppo Credem";

  • il costo del capitale, aggiornato nelle componenti "Beta" e "Risk free" con i parametri a fine giugno'24 che, rispetto a dicembre'23, risulta in calo di 53 bps (da 8,96% a 8,43%);

  • la presenza di margini di impairment ampiamente positivi;

  • un price to book value in crescita – par. "Price to book value in crescita";

Sulla base delle analisi effettuate con riferimento alla CGU Banking, non sono emersi al 30 giugno 2024 indicatori e/o variazioni tali da incidere in misura apprezzabile sulla valorizzazione della CGU e pertanto gli Amministratori non hanno riscontrato la necessità di procedere ai fini della redazione della presente relazione semestrale ad effettuare un nuovo Impairment test.

Si illustrano di seguito le analisi di dettaglio svolte nel 2024.

Pianificazione e monitoraggio

Come già negli scorsi anni, a partire dalla crisi pandemica, il Gruppo Credem ha svolto anche nel 2024 degli "Aggiornamenti delle proiezioni" ai fini dell'impairment test ed anche ai fini interni per monitorare e verificare la tenuta dei risultati economici e patrimoniali sia Individuali che Consolidati.

L'aggiornamento delle proiezioni svolto nel primo trimestre 2024 e approvato in sede di CA ha colto gli effetti economici positivi sul Margine Finanziario del Banking Commerciale e del Parabancario derivanti dalla crescita dei tassi rispetto alle vecchie proiezioni, congiuntamente ad una crescita del Margine da Servizi ed al contenimento del costo del rischio.

L'analisi dello scenario macroeconomico attuale ha individuato una dinamica dell'economia italiana con una crescita media al 2027 del +0,9%. Tale sviluppo presuppone una dinamica interessante dei consumi delle famiglie, anche grazie alla ripresa dei servizi e alla coda dei beni durevoli. Gli investimenti in beni strumentali dovrebbero risultare in progresso per gli investimenti del PNRR, mentre il contributo degli incentivi Transizione 5.0 è atteso dal 2025. Gli investimenti in costruzioni saranno penalizzati dal venir meno del Superbonus. Si ipotizza una flessione della curva tassi a breve, coerentemente con le decisioni di taglio dei tassi da parte della BCE. L'inflazione italiana dovrebbe evidenziare un +1,8% medio annuo, a fronte di uno spread BTP-Bund che, da previsioni, dovrebbe stabilizzarsi nell'intorno dei 170 bps. A fine giugno'24 lo spread era a circa 160 bps. Le previsioni aggiornate hanno migliorato i risultati economici per l'anno in corso, in linea con le proiezioni medie degli analisti stimate nel medesimo periodo.

Posizionamento e resilienza del Gruppo Credem

Il posizionamento del Gruppo Credem nel Sistema e nei confronti dei principali concorrenti si è dimostrato ancora una volta distintivo e resiliente come testimoniato sia dagli economics nei benchmarking interno che dalla capacità produttiva di raccolta con la clientela. I più recenti dati

gestionali a consuntivo evidenziano infatti una raccolta netta di Gruppo positiva in tutti i comparti, con una ripresa della Gestita dopo la debole partenza dei primi mesi dell'anno; viceversa in calo sul dicembre dell'anno precedente lo stock di Impieghi "clientela", come per la maggior parte dei Player.

Le stime patrimoniali, recepite nel Resoconto ICAAP inviato all'Organo di Vigilanza il 31 marzo (anch'esse ancorate alle previsioni economiche già considerate nell'esercizio svolto in sede di Bilancio 2023, ma aggiornate alla luce dei risultati consuntivi del 2023) confermano l'adeguatezza patrimoniale del Gruppo. Lo scenario ICAAP stressato al 2026, sufficientemente severo, sebbene in presenza di margini più ristretti rispetto al base, ha evidenziato una piena adeguatezza patrimoniale sia in termini di CET1 che in termini di Total Capital.

Gli stress regolamentari, come l'ICAAP, evidenziano che la consistente dotazione patrimoniale e l'assenza di perdite previste per il 2024 garantiscono la capacità del Gruppo di reggere all'eventualità che le crisi sistemiche si possano protrarre anche oltre il corrente esercizio.

Anche le proiezioni più recenti evidenziano come i ratios calcolati in tale sede siano allineati ai valori del processo ICAAP confermando la sostenibilità dei valori forniti alla vigilanza a marzo 2024.

Le Sensitivity evidenziano che i ratio rispettano le soglie definite anche in ipotesi di scenario avverso.

L'insieme delle analisi svolte sulla base delle informazioni attualmente disponibili non evidenziano quindi criticità relative all'adeguatezza patrimoniale prospettica.

Costo del capitale in calo rispetto a dicembre 2023

Passando all'analisi degli indicatori più significativi per il risultato positivo dell'impairment test degli avviamenti, evidenziamo che una stima aggiornata del costo del capitale al I°H2024 sul II°H2023 (con la stessa metodologia dell'Impairment test di fine 2023) genera un valore pari al 8,43%, in calo rispetto al tasso di attualizzazione utilizzato per l'impairment di Bilancio a dicembre'23 (8,96%). Nel dettaglio il tasso di attualizzazione risulta dalle seguenti componenti: tasso privo di rischio pari al 3,84% (4,34% al 2023), corrispondente alla media semplice del rendimento lordo dei BTP a 10 anni emessi negli ultimi 6 mesi; coefficiente Beta pari a 0,834 (0,841 al 2023), corrispondente al coefficiente di Credem (5 anni adjusted periodo 30 giugno 2019 - 30 giugno 2024 con rilevazione settimanale); premio per il rischio di mercato pari al 5,5% (costante nei periodi precedenti), in linea con la recente prassi valutativa per il mercato italiano.

Price to book value in crescita

Per quanto riguarda l'andamento dei prezzi di Borsa e l'indicatore Price to Book value, si evidenzia un'evoluzione confortante, in particolare se raffrontato alla media del settore. Nel primo semestre 2024 le azioni Credem sono state scambiate ad un controvalore medio di 9,15 Euro per azione (rispetto a 7,74 Euro per azione relativo al 2° semestre 2023, fonte Bloomberg), corrispondente ad un multiplo sul patrimonio netto contabile della Banca al 31 marzo 2024 di 0,82, in forte miglioramento sul fine anno precedente (0,71 con prezzo di chiusura del 29 dicembre 2023 e patrimonio netto contabile al 31 dicembre 2023). A fine giugno 2024, il multiplo medio (P/BV) delle Banche commerciali italiane quotate è risultato pari a circa 0,70 con riferimento al patrimonio netto contabile al 31 marzo 2024. I report degli analisti indicano un "target price" medio per il titolo Credem di 11,32 Euro per azione, corrispondente ad un multiplo sul patrimonio netto contabile della Banca al 31 marzo 2024 pari a circa 1,01.

Sulla base delle analisi effettuate, non sono emersi al 30 giugno 2024 indicatori e/o variazioni tali da incidere in misura apprezzabile sulla valorizzazione della CGU e pertanto gli Amministratori non hanno riscontrato la necessità di procedere ai fini della redazione del presente bilancio consolidato semestrale abbreviato ad effettuare un nuovo Impairment test.

Sezione 11 – Le attività fiscali e le passività fiscali – Voce 110 dell'attivo e Voce 60 del passivo

Le attività fiscali e le passività fiscali correnti comprendono l'ammontare netto (debito o credito) IRAP al netto dei crediti d'imposta e degli acconti e l'addizionale IRES, previsto per gli intermediari finanziari ai sensi dell'art.12, comma 3 del Decreto Legislativo n. 142 del 29 novembre 2018.

Ai fini delle imposte dirette, risultano definiti, per decorrenza dei termini di cui all'art. 43 del D.P.R. 29/9/1973, n. 600, i periodi di imposta chiusi al 31/12/2018.

Iscrizione e misurazione di attività per imposte differite

Nell'attivo dello stato patrimoniale sono presenti le "attività fiscali per imposte anticipate", DTA ovvero Deferred Tax Asset, principalmente derivanti da differenze temporanee tra la data di iscrizione nel conto economico di costi e la data alla quale i costi medesimi potranno essere dedotti. Tali attività iscritte in bilancio si riferiscono a differenze temporanee recuperabili in un arco temporale abbastanza lungo.

Le attività per imposte anticipate sono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero, valutata con il "Probability test" previsto dallo IAS12 sulla base della capacità fiscale della Banca e delle società del Gruppo di generare con continuità redditi imponibili positivi nei futuri esercizi, tenuto conto delle disposizioni fiscali vigenti.

L'ammontare delle imposte anticipate iscritto in bilancio viene sottoposto a test ogni anno, per verificare se sussista o meno la ragionevole probabilità che la società interessata consegua in futuro risultati imponibili tali da consentire un riassorbimento delle imposte anticipate iscritte nei precedenti periodi d'imposta.

Con riferimento all'iscrivibilità delle attività per imposte anticipate ed al loro mantenimento in bilancio è opportuno richiamare alcune importanti modifiche normative introdotte nel 2011 in materia fiscale che, prevedendo la trasformazione delle attività per imposte anticipate in crediti di imposta in predeterminate ipotesi, hanno introdotto la modalità di recupero delle imposte anticipate attive tale da assicurare il loro riassorbimento a prescindere dalla capacità di generare una redditività.

Le disposizioni di cui all'art.2, commi da 55 a 58, del D.L. 225/2010, c.d. Decreto Milleproroghe 2010, hanno introdotto la disciplina della trasformazione in credito di imposta delle attività per imposte anticipate in ipotesi di rilevazione di una "perdita civilistica". Rientrano nella presente disciplina le imposte anticipate iscritte in bilancio in relazione sia alle svalutazioni di crediti non ancora dedotte ai sensi dell'art.106, comma 3, del Tuir, sia al valore dell'avviamento e delle altre attività immobiliari ai sensi dell'art.103 del Tuir, i cui componenti negativi sono deducibili nei periodi di imposta successivi. Successivamente la Legge 22 dicembre 2011 n.214, di seguito 214/2011, con la conversione delle disposizioni contenute nel Decreto Legge 201/2011 ha apportato importanti modifiche alla disciplina della trasformazione delle imposte anticipate estendendone l'ambito oggettivo di applicazione all'ipotesi di conseguimento di una perdita fiscale ai fini IRES.

Le modifiche introdotte dalla Legge 147/2013 hanno esteso la trasformazione delle imposte anticipate Irap stanziate sia sulle quote delle rettifiche di valore sui crediti, sia sulle quote di ammortamento di avviamenti e altre attività materiali rinviate negli esercizi successivi nelle ipotesi di rilevazione di una perdita civilistica e di conseguimento ai fini Irap di un valore della produzione netta negativo.

Quindi, nelle ipotesi di una perdita civilistica o di una perdita fiscale o un valore della produzione netta Irap negativo, le attività per imposte anticipate Ires/Irap riferite alle rettifiche di valore su crediti non ancora dedotte dal reddito imponibile e le attività per impose anticipate riconducibili al valore dell'avviamento e delle altre attività immateriali, i cui componenti negativi sono deducibili in più periodi di imposta, sono trasformate in credito di imposta secondo le previsioni delle Legge 214 del 22 dicembre 2011 (compensazione senza limiti con qualsiasi tipo di tributo, incluso ritenute e contributi).

Da segnalare inoltre come l'articolo 11 del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni dalla legge 30 giugno 2016, n. 119, stabilisce che le imprese interessate dalle disposizioni che prevedono la trasformazione in crediti d'imposta delle attività per imposte anticipate – di cui all'articolo 2, commi da 55 a 57, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 – possono optare per il mantenimento dell'applicazione delle predette disposizioni, attraverso il versamento di un canone.

L'opzione ha lo scopo di consentire alle società che hanno DTA qualificate al 31 dicembre 2015 di mantenere il diritto di trasformarle in crediti d'imposta nel caso che in futuro si verifichino le situazioni di perdita civilistica o fiscale o liquidazione prevista all'articolo 2, commi da 55 al 56 ter del Dl 225 del 2010.

Oltre a ciò, il regime di deducibilità ai fini Ires e Irap delle svalutazioni crediti e delle perdite su crediti, verso la clientela, degli enti creditizi e finanziari e delle imprese di assicurazione è stato modificato dal Decreto Legge n.83 del 27 giugno 2015, art.16, introducendo, al posto della deducibilità annuale in misura di un quinto per ciascun anno, la deducibilità integrale, a partire dall'esercizio 2016, di tali componenti negativi di reddito nell'esercizio in cui sono rilevati in bilancio, mentre le svalutazioni relative all'esercizio 2015 erano deducibili al 75% nell'anno di pertinenza, mentre il restante 25% sarà deducibile, insieme agli stock di svalutazioni e perdite non ancora dedotte presenti al 31 dicembre 2014, in dieci anni con differenti percentuali di deduzione.

La legge 30 dicembre 2018, n.145, nota come Legge di Bilancio 2019, ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2018 al 2026.

Sempre la stessa legge ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 in quattro quote annuali dal 2022 al 2025.

La legge di Bilancio n.160 del 27 dicembre 2019, nota come Legge di Bilancio 2020, ha disposto il rinvio a partire dal 2019 e fino al 2029 della deduzione secondo diverse misure percentuali delle quote di ammortamento relative al valore dell'avviamento e delle altre attività immateriali che hanno dato luogo all'iscrizione di imposte anticipate che non erano ancora state dedotte nel 2017 ed in particolare ai quei valori relativi ad avviamenti ed altre attività immateriali iscritti nel bilancio consolidato e riferibili ai maggiori valori contabili delle partecipazioni di controllo acquisite ed iscritte nel bilancio per effetto di operazioni straordinarie.

La stessa legge ha inoltre previsto, ai commi 1067 -1068, che i componenti reddituali derivanti dall'adozione del modello di rilevazione del fondo a copertura delle perdite attese su crediti di cui al par.5.5 IFRS9, ed iscritti a bilancio in sede di prima adozione del medesimo principio contabile, siano deducibili dalla base imponibile IRES ed IRAP nella misura del 10 per cento del loro ammontare nel periodo di imposta di prima adozione e per il restante 90 per cento in quote costanti nei nove periodi di imposta successivi.

Sempre la stessa legge ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 in cinque quote annuali dal 2025 al 2029 ed ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 al 2028.

L'art. 110 del DL 14 agosto 2020, n. 104 (c.d. decreto "Agosto") ha reintrodotto, nell'ambito delle disposizioni che prevedono la rivalutazione (anche solo civilistica) dei beni d'impresa nel bilancio 2020, la possibilità, per le società che redigono il bilancio d'esercizio secondo i principi contabili IAS/IFRS, di riallineare le divergenze tra valori fiscali e contabili relativi ai beni materiali e immateriali (esclusi i bene merce) ed alle partecipazioni immobilizzate.

Sui maggiori valori riallineati è applicata un'imposta sostitutiva dell'IRES e dell'IRAP pari al 3%, da versare in un massimo di tre rate annuali entro il termine per il versamento a saldo delle imposte sui redditi; è inoltre necessario "vincolare" una riserva di patrimonio (in regime di sospensione di imposta) per un importo pari alle divergenze riallineate al netto dell'imposta sostitutiva.

Sono riallineabili i valori relativi a "i beni d'impresa e le partecipazioni" risultanti dal bilancio dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2019 ed individuati (come già avvenuto per previgenti regimi simili) secondo le disposizioni relative al regime di rivalutazione/riallineamento della legge n. 342/2000. In tal senso, possono riallinearsi le divergenze che si creano ordinariamente per effetto dell'utilizzo del criterio del fair value nella valutazione dei beni (ad esempio, per gli immobili) ovvero quelle originate da operazioni straordinarie fiscalmente neutrali.

Il gruppo ha provveduto ad allineare i valori fiscali ai maggiori valori civilistici dei beni di impresa iscritti nel bilancio al 31 dicembre 2020, per un importo di circa 96 milioni di euro, e già presenti nel bilancio chiuso al 31/12/2019 e il riallineamento ha interessato gli immobili interamente di proprietà, c.d. terra/cielo, che in sede di prima applicazione dei principi contabili internazionali IAS, per poter permettere lo scorporo del valore del terreno dal valore dei fabbricati, furono valutati al fair value. La perizia esterna di valutazione, fu suddivisa tra il valore dei terreni ed il valore dei fabbricati sovrastanti. Ai fini fiscali non si è potuto tener conto di questi maggiori valori di bilancio, proseguendo con il piano di ammortamento in base alle aliquote fiscalmente già riconosciute in passato.

A seguito di questo riallineamento è stata contabilizzata, nell'esercizio 2020, l'imposta sostitutiva del 3%, ammontante a 2,8 milioni di euro, e sono state stornate le relative imposte differite stanziate per effetto della rivalutazione effettuata in sede di prima applicazione dei

principi contabili internazionali. L'effetto positivo netto che ha interessato il conto economico del 2020 è stato pari a 22,8 milioni di euro.

Inoltre la Legge di bilancio 2021, articolo 1, comma 83, legge 178/2020 ha esteso questa possibilità anche agli avviamenti risultanti dal bilancio in corso al 31 dicembre 2020 con il pagamento di un'imposta sostitutiva del 3% che permette di riconoscere anche fiscalmente i maggiori valori civilistici iscritti in bilancio rispetto ai minori valori fiscali. In bilancio sono iscritti anche avviamenti, che non hanno mai avuto rilevanza fiscale, riferiti alle incorporazioni effettuate negli esercizi precedenti per 23,5 milioni di euro. A seguito di questo riallineamento è stata contabilizzata, nell'esercizio 2020, l'imposta sostitutiva del 3%, ammontante a 0,8 milioni di euro, e sono state iscritte le relative imposte differite attive, seguendo quanto riportato dall'applicazione n.1 del febbraio 2009 dell'Organismo Italiano di Contabilità. L'effetto positivo netto che ha interessato il conto economico del 2020 è stato pari a 4,5 milioni di euro.

La Legge di Bilancio 2022 (Legge n.234 del 30/12/2021) ha stabilito, ai sensi dell'art. 1 comma 622, che la deduzione fiscale dei valori rivalutati per beni immateriali (che fiscalmente si ammortizzano in 18 anni, a norma dell'articolo 103 del Tuir), debba avvenire, partendo dal 2021, in 50 anni, terminando dunque nell'anno 2070. Pertanto, le imposte differite attive iscritte per 23,5 milioni di euro relative al valore degli avviamenti riallineati saranno riassorbite entro l'arco temporale di 50 anni, rispetto ai 18 anni inizialmente previsti.

Nel corso dell'anno 2021, gli impatti di natura fiscale hanno tenuto conto della fusione per incorporazione di Cassa Risparmio di Cento S.p.A. L'operazione straordinaria è rappresentata nel bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2021 in base al c.d. "acquisition method", previsto dall'IFRS 3, dedicato alla rappresentazione contabile delle aggregazioni aziendali (c.d. "business combinations"). In particolare, il c.d. "acquisition method" impone che, in caso di fusione per incorporazione, l'operazione abbia un riflesso nel bilancio d'esercizio, tramite un processo di "purchase price allocation" ("PPA") basato sul fair value delle attività e delle passività della società incorporata. Tale criterio di contabilizzazione può generare differenze tra il valore contabile determinato a seguito dell'operazione di fusione e il valore contabile delle stesse poste indicato nell'ultimo bilancio dell'incorporata.

Nel caso specifico, nel bilancio al 31/12/2021, le differenze hanno concorso a determinare: i) l'iscrizione di un avviamento negativo (c.d. "badwill", fiscalmente non riconosciuto, ai sensi dell'art.172 del TUIR), pari a euro 97 mln, che è stato contabilizzato nel conto economico come provento e determinato dalla differenza negativa tra il minor valore di fair value del "corrispettivo" e il maggior valore di fair value delle attività e passività acquisite a seguito dell'incorporazione; ii) l'iscrizione di ulteriori poste contabili (fiscalmente rilevanti) relative a svalutazioni e rivalutazioni di crediti NPL, time deposit e fondi immobiliari, per un ammontare complessivo netto di 23 milioni di euro; iii) l'assorbimento delle DTA riferibili a perdite fiscali pregresse, per un ammontare complessivo di 36 milioni di euro.

Nel corso del 2022, l'art. 42 comma 1, del DL 17/2022 convertito dalla Legge 34/2022, ha previsto che, la quota relativa alle svalutazioni e alle perdite su crediti pari al 12% che sarebbe stata oggetto di deduzione sia ai fini IRES che IRAP nel periodo di imposta 2022, sia rinviata in quattro quote costanti da dedursi dal 2023 al 2026. In ciò sta la modifica apportata nell'iter di conversione del decreto, che in origine colpiva la deduzione del 2021 rinviandola ai successivi quattro periodi di imposta (dal 2022 al 2025). Inoltre il comma 1-bis dell'art 42 in sede dell'iter di conversione in Legge, ha modificato il comma 1056 della Legge 145/2018, per cui la quota del 10% rinviata ai fini IRES e IRAP al 2026, viene anticipata e ammessa in deduzione al 31 dicembre 2022 per il 53%, mentre la restante parte (47%) rimane al 2026.

Nel corso del 2023, l'art. 1 co. 49 - 51 della L. 213/2023 interviene nuovamente sul regime transitorio di deducibilità, ai fini IRES e IRAP, delle svalutazione su crediti di banche, stabilendo il differimento, in quote costanti, al periodo d'imposta in corso al 31.12.2027 e al successivo, della deduzione della quota dell'1% dell'ammontare dei componenti negativi prevista per il periodo d'imposta in corso al 31.12.2024 e della quota del 3% dell'ammontare dei componenti negativi prevista per il periodo d'imposta in corso al 31.12.2026.

Passivo

Sezione 1 – Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 10

1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche

Totale
30/06/2024
Totale
31/12/2023
Tipologia operazioni/Valori Fair Value Fair Value
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Debiti verso banche centrali - X X X 2.149.620 X X X
2. Debiti verso banche 5.582.428 X X X 3.636.697 X X X
2.1 Conti correnti e depositi a vista 375.545 X X X 231.803 X X X
2.2 Depositi a scadenza 2.002 X X X 33.758 X X X
2.3 Finanziamenti 5.200.859 X X X 3.370.471 X X X
2.3.1 Pronti contro termine passivi 5.188.227 X X X 3.355.734 X X X
2.3.2 Altri 12.632 X X X 14.737 X X X
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti
patrimoniali
- X X X - X X X
2.5 Debiti per leasing - X X X - X X X
2.6 Altri debiti 4.022 X X X 665 X X X
Totale 5.582.428 - 5.187.227 395.201 5.786.317 - 3.355.734 2.430.583
Totale 5582428 5786317

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

I debiti verso banche sono rappresentati principalmente da debiti a vista a tasso variabile, e non è stata posta in essere alcun tipo di copertura.

A fine giugno 2024 non sono in essere operazioni di finanziamento con BCE. Nel mese di marzo 2024 è stata rimborsata alla naturale scadenza l'ultima tranche TLTRO III.7 per l'importo nominale di 740 milioni di euro.

1.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela

Totale
30/06/2024
Totale
31/12/2023
Tipologia operazioni/Valori VB Fair Value VB Fair Value
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Conti correnti e depositi a vista 30.992.174 X X X 31.780.656 X X X
2. Depositi a scadenza 6.166.791 X X X 5.136.382 X X X
3. Finanziamenti 1.282.680 X X X 5.042.202 X X X
3.1 Pronti contro termine passivi 709.588 X X X 4.470.001 X X X
3.2 Altri 573.092 X X X 572.201 X X X
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti
patrimoniali
- X X X - X X X
5. Debiti per leasing 136.039 X X X 135.807 X X X
5. Altri debiti 329.600 X X X 314.314 X X X
Totale 38.907.284 - 709.588 38.197.696 42.409.361 - 4.470.001 37.939.360

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

I debiti sono iscritti al costo ammortizzato, corrispondente al loro fair value, considerando che si tratta quasi esclusivamente di rapporti a vista o a breve termine e il livello di fair value attribuito risulta essere pari a 3, ad eccezione del livello di fair value dei pronti contro termine a cui è attributo il valore 2.

Si segnala che, a seguito delle modifiche apportate al funzionamento del mercato interbancario collateralizzato, con conseguente trasferimento alla Cassa di Compensazione e Garanzia ed alla Monte Titoli delle funzioni finora svolte dalla Banca d'Italia, nella voce 3.1 "Pronti contro termine passivi" sono presenti i finanziamenti, per 709,6 milioni di euro, ricevuti dal suddetto mercato.

1.3 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione

Totale Totale
Tipologia titoli/Valori 30/06/2024 31/12/2023
Fair Value Fair Value
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
A. Titoli
1. obbligazioni 4.478.697 4.364.589 179.952 - 4.581.551 4.169.898 445.445 -
1.1 strutturate 1.245.090 1.287.462 - - 749.693 763.278 - -
1.2 altre 3.233.607 3.077.127 179.952 - 3.831.858 3.406.620 445.445 -
2. altri titoli 290.828 - - 295.000 84 - - 84
2.1 strutturate - - - - - - - -
2.2 altre 290.828 - - 295.000 84 - - 84
Totale 4.769.525 4.364.589 179.952 295.000 4.581.635 4.169.898 445.445 84

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

Nella voce "altri titoli" sono classificati i certificati di deposito.

1.4 Dettaglio dei debiti/titoli subordinati

Gruppo Bancario

Principali caratteristiche contrattuali delle passività subordinate:

"CREDITO EMILIANO 20/30 SUBORDINATO 3,5% SUB" (ISIN IT0005421539) per 200.000.000,00 € costituito da n. 2.000.000,00 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.

Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 3,5% annuo lordo fino al 16/12/2025 poi tasso IRS 5Y + 3,897% annuo lordo.

Il prestito scade il 16/12/2030 se non verrà esercitata l'opzione call al 16/12/2025 che significherà il rimborso anticipato.

Al 30/06/2024 la quantità residua risulta pari a 200.000.000,00 € costituita da n. 2.000.000 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.

L'obbligazione è stata interamente sottoscritta da Credemholding.

"CREDITO EMILIANO 22/32 SUBORDINATO 7,625 SUB" (ISIN IT0005497117) per 200.000.000,00 € costituito da n. 2.000.000,00 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.

Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 7,625% annuo lordo fino al 05/10/2027 poi tasso MS 5Y + 5,514% annuo lordo.

Il prestito scade il 05/10/2032 se non verrà esercitata l'opzione call al 05/07/2027 che significherà il rimborso anticipato.

Al 30/06/2024 la quantità residua risulta pari a 200.000.000,00 € costituita da n. 2.000.000 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna

L'obbligazione è stata interamente sottoscritta da Credemholding.

In caso di liquidazione tutte le obbligazioni subordinate saranno rimborsate solo dopo che siano stati soddisfatti tutti gli altri creditori non ugualmente subordinati.

Le obbligazioni non sono coperte dalla garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Imprese di Assicurazione

Obbligazione non convertibile, a tasso fisso, emissione a 98,330% in data 18 novembre 2020 e denominato "Credemvita s.p.a.", codice ISIN XS2253071216 in valuta euro. Il titolo presenta le seguenti caratteristiche:

  • Valore nominale: 107.500.000 di euro;
  • Scadenza: 18/02/2031;
  • Cedola: Tasso fisso annuale, fissato al momento dell'emissione pari al 3,5% per i primi 5 anni. Il tasso di interesse viene rivisto al termine del quinto anno, senza applicazione di alcun meccanismo di step-up;
  • Rating: BBB- by Fitch.

Il rimborso del Prestito potrà avvenire - oltre che alla scadenza naturale - alla scadenza del quinto anno, ovvero al verificarsi di un "Regulatory Event" (ossia nell'ipotesi in cui i titoli non avessero più le caratteristiche di ammissibilità - e non di computabilità – ad essere inclusi tra gli elementi dei fondi propri di base di livello 2 della Compagnia, ovvero, conformemente alla prassi di mercato, nel caso in cui la Compagnia non fosse più assoggettata alla supervisione dell'IVASS) e di un "Tax Event" (ossia qualora, a causa dell'introduzione di nuove norme fiscali, ovvero della modifica di quelle esistenti, la Compagnia fosse assoggettata al pagamento di ulteriori imposte sul Prestito ovvero non fosse più in condizioni di dedurre gli interessi pagati sul Prestito).

Sezione 2 – Passività finanziarie di negoziazione – Voce 20

Totale
30/06/2024
Totale
31/12/2023
Tipologia operazioni/Valori Fair Value Fair Fair Value Fair
VN L1 L2 L3 Value * VN L1 L2 L3 Value *
A. Passività per cassa
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - - - - - -
3. Titoli di debito - - - - - - - - - -
3.1 Obbligazioni - - - - - - - - - -
3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - X
3.1.2 Altre obbligazioni - - - - X - - - - X
3.2 Altri titoli - - - - - - - - - -
3.2.1 Strutturati - - - - X - - - - X
3.2.2 Altri - - - - X - - - - X
Totale (A) - - - - - - - - - -
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari - - 32.996 - - - - 27.211 - -
1.1 Di negoziazione X - 32.996 - X X - 27.211 - X
1.2 Connessi con la fair
value option
X - - - X X - - - X
1.3 Altri X - - - X X - - - X
2. Derivati creditizi - - - - - - - - - -
2.1 Di negoziazione X - - - X X - - - X
2.2 Connessi con la fair
value option
X - - - X X - - - X
2.3 Altri X - - - X X - - - X
Totale B X - 32.996 - X X - 27.211 - X
Totale (A+B) X - 32.996 - X X - 27.211 - X

2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica

Legenda:

FV=fair value

FV*=fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

VN = valore nominale o nozionale

L1 = Livello 1

L2 = Livello 2

L3 = Livello 3

Sezione 4 – Derivati di copertura – Voce 40

4.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli

Fair value 30/06/2024 VN Fair value 31/12/2023 VN
L1 L2 L3 30/06/2024 L1 L2 L3 31/12/2023
A. Derivati finanziari -
668.789
- 13.033.971 -
911.207
- 15.773.106
1) Fair value -
605.495
- 12.039.722 -
852.218
- 14.705.614
2) Flussi finanziari -
63.294
- 994.249 -
58.989
- 1.067.492
3) Investimenti esteri -
-
- - -
-
- -
B. Derivati creditizi -
-
- - -
-
- -
1) Fair value -
-
- - -
-
- -
2) Flussi finanziari -
-
- - -
-
- -
Totale -
668.789
- 13.033.971 -
911.207
- 15.773.106

Legenda:

VN= Valore nozionale L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

4.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologie di copertura

Flussi finanziari
Operazioni/Tipo di
copertura
Specifica
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale e
indici
azionari
valute e
oro
credito merci altri Generica Specifica Generica Investim.
esteri
1. Attività finanziarie
valutate al fair value con
impatto sulla redditività
complessiva
15.245 - - - X X X - X X
2. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
217.057 X - - X X X - X X
3. Portafoglio X X X X X X 24.730 X 63.294 X
4. Altre operazioni - - - - - -
X
- X -
Totale attività 232.302 - - - - -
24.730
- 63.294 -
1. Passività finanziarie 214.366 X - - - -
X
- X X
2. Portafoglio X X X X X X - X - X
Totale passività 214.366 - - - - -
-
- - -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività e
passività finanziarie
X X X X X X 134.097 X - -

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTCS.

I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 15.245 mila euro.

Si è adottata la metodologia contabile del macro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente gli effetti economici delle strategie di copertura attuate. I derivati di copertura relativi a tale strategia presentano un fair value negativo di 24.730 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli emessi a tasso fisso contabilizzati nelle "Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - titoli in circolazione".

I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 214.366 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTC.

I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 217.057 mila euro.

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso della raccolta a vista della clientela.

La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding del Gruppo. Una quota parte di questa raccolta, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal cosiddetto "effetto vischiosità".

Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:

  • la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un modello econometrico;
  • la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.

I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 134.097 mila euro.

Sono presenti coperture di macro cash flow hedge su erogazioni di mutuo a tasso variabile. I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 63.294 euro. Si rimanda alla Sezione della Parte E delle note illustrative per la descrizione delle modalità della copertura.

Sezione 5 – Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica – Voce 50

5.1 Adeguamento di valore delle passività finanziarie coperte

Adeguamento di valore delle passività coperte/ Componenti del gruppo Totale
30/06/2024
Totale
31/12/2023
1. Adeguamento positivo delle passività finanziarie 35.129 43.328
2. Adeguamento negativo delle passività finanziarie 132.137 95.816
Totale (97.008) (52.488)

Si è adottata anche la metodologia contabile del Macro Fair Value per la copertura rischio di tasso della raccolta a vista di clientela.

La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding del Gruppo. Una quota parte di questa raccolta, pari a 19,1 miliardi di euro, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal così detto "effetto vischiosità".

Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:

  • la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un modello econometrico;
  • la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.

Sezione 10 – Fondi per rischi e oneri - Voce 100

10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione

31/12/2023
5.228
-
1.194
212.943
19.096
116.901
76.946
219.365

Viene gestito un Fondo interno a Credem e a Credemleasing che erogano un trattamento previdenziale aggiuntivo alle prestazioni erogate dall'INPS.

Si tratta di un "Fondo a prestazione definita" i cui importi sono soggetti alla stessa perequazione prevista per le Pensioni INPS, come pure al censimento presso il Casellario Centrale delle Pensioni.

Su tale posta di bilancio viene effettuata semestralmente la valutazione attuariale. I beneficiari di tali trattamenti sono coloro che:

  • risultavano eredi di persone decedute durante il servizio con Credem e con Credemleasing (sostituito dall'attuale Cassa di Previdenza dal 1/1/1996);
  • risultavano ex dipendenti della Banca Popolare Dauna già in quiescenza oppure che avevano inoltrato le dimissioni entro il 30/11/1999. La Banca Popolare Dauna è confluita in Credem in data 11/12/1999 a seguito di fusione per incorporazione.

Nel corso del periodo il fondo ha subito un decremento netto di circa 100 mila euro.

Le stime degli accantonamenti sono state effettuate analiticamente sulle singole posizioni nel caso in cui la controparte abbia già intrapreso un'azione giudiziaria e sulla base del rischio potenziale stimato su serie storico-statistiche in caso di presenza di elementi oggettivi di rischio (reclami), non ancora concretizzatesi in azioni giudiziarie. Si è proceduto alla determinazione dell'impatto dell'attualizzazione, utilizzando quale tasso l'Euribor.

Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.

RISCHI LEGALI

Il Gruppo, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze.

Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.

La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento e dell'anatocismo.

Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito fiscale, immobiliare, giuslavoristico amministrativo e all'operatività di sportello.

Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.

Contenzioso lavoristico: i rischi connessi al contenzioso lavoristico vengono valutati trimestralmente in base all'andamento delle cause e conseguentemente vengono aggiornati gli accantonamenti.

Revocatorie Fallimentari: si tratta di controversie nelle quali il Gruppo può essere coinvolto in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa quando clienti assoggettabili a Liquidazione Giudiziale dispongono pagamenti in favore del Gruppo, effettuano rimesse su un conto corrente bancario in un arco temporale prossimo alla dichiarazione di Liquidazione Giudiziale. L'azione revocatoria è uno strumento utilizzabile dal curatore fallimentare allo scopo di ricostituire il patrimonio del fallito destinato alla soddisfazione dei suoi creditori, facendovi rientrare quanto ne era uscito nel periodo antecedente alla Liquidazione Giudiziale (il cosiddetto periodo sospetto). Il Gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale. Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame. Tutte le cause in materia sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Malversazioni: si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa, vi sono alcuni reclami e alcune vertenze giudiziali derivanti da comportamenti anomali posti in essere da dipendenti o consulenti finanziari nello svolgimento delle mansioni loro affidate o dell'attività espletata, con conseguenti contestazioni da parte della clientela nei confronti della Banca stessa, che può eventualmente essere ritenuta responsabile di tali comportamenti.

Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale.

Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame.

Contenzioso in materia di anatocismo: tutte le cause in materia - a volte comprendenti anche contestazioni relative al superamento del Tasso Soglia Usura – sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Contenzioso in materia di servizi di investimento: quanto alle controversie giudiziali aventi ad oggetto servizi di investimento – bond in default, derivati, ecc. – la policy adottata dalla Banca in materia è quella di procedere ad una valutazione delle singole posizioni caso per caso, prestando particolare attenzione al dato documentale e al profilo dell'adeguatezza degli investimenti contestati rispetto alla posizione della singola controparte. Per effetto di detta analisi, ove ritenuto opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze.

Reclami formulati dalla clientela: con riferimento alle contestazioni avanzate dalla clientela vengono effettuati gli opportuni accantonamenti; in particolare, nel caso in cui il danno lamentato sia superiore a una predeterminata soglia di rilevanza (ad oggi fissata in 25ek), la previsione di perdita è fatta analiticamente. Qualora il danno lamentato sia, invece, inferiore a detta soglia, l'accantonamento è determinato applicando una percentuale forfettaria/statistica stabilita in base alla media delle perdite effettivamente subite sul totale dei reclami analoghi ricevuti negli anni precedenti.

Contenzioso fiscale

I rischi derivanti dal contenzioso fiscale del Gruppo sono presidiati da adeguati accantonamenti a fondi per rischi e oneri.

Con riguardo alla capogruppo, sono in essere 11 procedimenti contenziosi, afferenti principalmente a tributi locali o conseguenti a dinieghi su istanze di rimborso di imposte presentate dalla banca. Relativamente a tali contenziosi non sono emersi rischi effettivi o quanto

meno il rischio stimato è apparso remoto. Per questa ragione non sono stati effettuati accantonamenti specifici.

Per Credemleasing pendono 26 procedimenti contenziosi, prevalentemente relativi a tributi locali.

Sono infine presenti controversie di minore rilevanza relative all'operatività posta in essere dai promotori finanziari, al contenzioso lavoristico, nonché all'ambito immobiliare, amministrativo.

10.3 Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate

Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate
Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio Impaired
acquisiti/e o
originati/e
Totale
Impegni a erogare fondi 2.201 656 - 3 2.860
Garanzie finanziarie rilasciate 109 562 949 79 1.699
Totale 2.310 1.218 949 82 4.559

Sezione 11 - Passività assicurative - Voce 110

Dinamica del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi distinta per elementi sottostanti alla misurazione Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Elementi sottostanti alla misurazione del valore di
bilancio dei contratti assicurativi emessi
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di
bilancio dei contratti assicurativi emessi
Voci/Elementi sottostanti
alla misurazione
Valore
attuale dei
flussi
finanziari
30/06/2024
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
30/06/2024
Margine sui
servizi
contrattuali
30/06/2024
Totale
30/06/2024
Valore
attuale dei
flussi
finanziari
31/12/2023
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2023
Margine sui
servizi
contrattuali
31/12/2023
Totale
31/12/2023
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti assicurativi
emessi che
costituiscono passività
3.638.143 48.456 187.460 3.874.059 3.350.671 23.429 233.905 3.608.005
2. Contratti assicurativi
emessi che
costituiscono attività
- - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al
1° gennaio
3.638.143 48.456 187.460 3.874.059 3.350.671 23.429 233.905 3.608.005
B. Variazioni relative ai
servizi attuali
1. Margine sui servizi
contrattuali registrato in
conto economico
- - (15.788) (15.788) - - (38.166) (38.166)
2. Variazione per rischi
non finanziari scaduti
- (3.930) - (3.930) - (2.987) - (2.987)
3. Modifiche connesse
con l'esperienza
(12.887) - - (12.887) (19.240) - - (19.240)
4. Totale (12.887) (3.930) (15.788) (32.605) (19.240) (2.987) (38.166) (60.393)
C. Variazioni relative a
servizi futuri
1. Variazioni del margine
sui servizi contrattuali
27.694 (11.771) (12.522) 3.401 12.349 25.800 (37.076) 1.073
2. Perdite su gruppi di
contratti onerosi e
relativi recuperi
- - - - - - - -
3. Effetti dei contratti
inizialmente rilevati
nell'esercizio di
riferimento
(53.887) 11.422 42.465 - (56.161) 3.628 52.534 1
4. Totale (26.193) (349) 29.943 3.401 (43.812) 29.428 15.458 1.074
D. Variazioni relative a
servizi passati
1. Aggiustamenti alla
passività per sinistri
avvenuti
(3.724) - - (3.724) 4.125 - - 4.125
2. Modifiche connesse
con l'esperienza
13.225 - - 13.225 15.330 - - 15.330
3. Totale 9.501 - - 9.501 19.455 - - 19.455
E. Risultato dei servizi
assicurativi (B+C+D)
(29.579) (4.279) 14.155 (19.703) (43.597) 26.441 (22.708) (39.864)
F. Costi/ricavi di natura
finanziaria
1. Relativi ai contratti
assucurativi emessi
67.823 2.035 (77.970) (8.112) 347.780 (1.220) (51.376) 295.184
1.1 Registrati in conto
economico
67.823 2.035 (18.525) 51.333 347.780 (1.220) (230.623) 115.937
1.2 Registrati nel conto
economico
complessivo
- - (59.445) (59.445) - - 179.247 179.247
2. Effetti connessi con le
variazioni dei tassi di
cambio
- - - - - - - -
3. Totale 67.823 2.035 (77.970) (8.112) 347.780 (1.220) (51.376) 295.184
G. Importo totale delle
variazioni registrate in
conto economico e nel
conto economico
complessivo (E+F)
38.244 (2.244) (63.815) (27.815) 304.183 25.221 (74.084) 255.320
H. Altre variazioni (64.495) (939) 64.097 (1.337) (26.438) (193) 27.639 1.008
I. Movimenti di cassa
1. Premi ricevuti 886.753 - - 886.753 745.357 - - 745.357
2. Pagamenti connessi
con i costi di
acquisizione dei contratti
- - - - - - - -
3. Sinistri pagati e altre
uscite di cassa
(595.748) - - (595.748) (735.629) - - (735.629)
4. Totale 291.005 - - 291.005 9.728 - - 9.728
L. Valore netto di bilancio
(A.3+G+H+I.4)
3.902.897 45.273 187.742 4.135.912 3.638.144 48.457 187.460 3.874.061
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti assicurativi
emessi che
costituiscono passività
3.902.898 45.273 187.742 4.135.913 3.638.143 48.456 187.460 3.874.059
2. Contratti assicurativi
emessi che
costituiscono attività
- - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio 3.902.898 45.273 187.742 4.135.913 3.638.143 48.456 187.460 3.874.059

Dinamica del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi distinta per elementi sottostanti alla misurazione

Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Elementi sottostanti alla misurazione del valore di
bilancio dei contratti assicurativi emessi
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di
bilancio dei contratti assicurativi emessi
Voci/Elementi sottostanti
alla misurazione
Valore
attuale dei
flussi
finanziari
30/06/2024
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
30/06/2024
Margine sui
servizi
contrattuali
30/06/2024
Totale
30/06/2024
Valore
attuale dei
flussi
finanziari
31/12/2023
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2023
Margine sui
servizi
contrattuali
31/12/2023
Totale
31/12/2023
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti assicurativi
emessi che
40.325 1.570 21.108 63.003 48.839 1.766 14.064 64.669
costituiscono passività
2. Contratti assicurativi
emessi che
- - - - - - - -
costituiscono attività
3. Valore netto di bilancio al
1° gennaio 40.325 1.570 21.108 63.003 48.840 1.767 14.064 64.671
B. Variazioni relative ai
servizi attuali
1. Margine sui servizi
contrattuali registrato in
conto economico
- - (3.299) (3.299) - - (6.244) (6.244)
2. Variazione per rischi - (238) - (238) - (501) - (501)
non finanziari scaduti
3. Modifiche connesse
(10.790) - - (10.790) (25.103) - - (25.103)
con l'esperienza
4. Totale (10.790) (238) (3.299) (14.327) (25.103) (501) (6.244) (31.848)
C. Variazioni relative a
servizi futuri
1. Variazioni del margine
sui servizi contrattuali
(499) (84) 582 (1) (6.768) (256) 7.465 441
2. Perdite su gruppi di
contratti onerosi e
relativi recuperi
32 (6) - 26 (791) 48 - (743)
3. Effetti dei contratti
inizialmente rilevati
nell'esercizio di
riferimento
(3.657) 141 3.516 - (5.995) 400 5.595 -
4. Totale (4.124) 51 4.098 25 (13.554) 192 13.060 (302)
D. Variazioni relative a
servizi passati
1. Aggiustamenti alla
passività per sinistri
avvenuti
390 - - 390 852 - - 852
2. Modifiche connesse
con l'esperienza
4.877 - - 4.877 11.473 - - 11.473
3. Totale 5.267 - - 5.267 12.325 - - 12.325
E. Risultato dei servizi
assicurativi (B+C+D)
F. Costi/ricavi di natura
(9.647) (187) 799 (9.035) (26.332) (309) 6.816 (19.825)
finanziaria
1. Relativi ai contratti
assucurativi emessi
59 12 237 308 2.745 113 228 3.086
1.1 Registrati in conto
economico
226 12 237 475 292 18 228 538
1.2 Registrati nel conto
economico
complessivo
(167) - - (167) 2.453 95 - 2.548
2. Effetti connessi con le
variazioni dei tassi di
cambio
- - - - - - - -
3. Totale 59 12 237 308 2.745 113 228 3.086
G. Importo totale delle
variazioni registrate in
conto economico e nel
conto economico
complessivo (E+F)
(9.588) (175) 1.036 (8.727) (23.587) (196) 7.044 (16.739)
H. Altre variazioni - - - - - - - -
I. Movimenti di cassa
1. Premi ricevuti 11.554 - - 11.554 26.560 - - 26.560
2. Pagamenti connessi
con i costi di
acquisizione dei contratti
(24) - - (24) (14) - - (14)
3. Sinistri pagati e altre
uscite di cassa
(4.871) - - (4.871) (11.473) - - (11.473)
4. Totale 6.659 - - 6.659 15.073 - - 15.073
L. Valore netto di bilancio
(A.3+G+H+I.4)
37.396 1.395 22.144 60.935 40.326 1.571 21.108 63.005
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti assicurativi
emessi che
costituiscono passività
37.396 1.393 22.143 60.932 40.325 1.570 21.108 63.003
2. Contratti assicurativi
emessi che
costituiscono attività
- - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio 37.396 1.393 22.143 60.932 40.325 1.570 21.108 63.003

Dinamica del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi distinta per elementi sottostanti alla misurazione

Contratti d'investimento emessi con elementi di partecipazione discrezionali - Segmento Vita

Elementi sottostanti alla misurazione del valore di
bilancio dei contratti assicurativi emessi
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di
bilancio dei contratti assicurativi emessi
Voci/Elementi sottostanti
alla misurazione
Valore
attuale dei
flussi
finanziari
30/06/2024
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
30/06/2024
Margine sui
servizi
contrattuali
30/06/2024
Totale
30/06/2024
Valore
attuale dei
flussi
finanziari
31/12/2023
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2023
Margine sui
servizi
contrattuali
31/12/2023
Totale
31/12/2023
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti assicurativi
emessi che
329.467 2.218 19.245 350.930 267.546 1.069 11.579 280.194
costituiscono passività
2. Contratti assicurativi
emessi che
- - - - - - - -
costituiscono attività
3. Valore netto di bilancio al
1° gennaio
329.467 2.218 19.245 350.930 267.546 1.069 11.579 280.194
B. Variazioni relative ai
servizi attuali
1. Margine sui servizi
contrattuali registrato in
conto economico
- - (1.508) (1.508) - - (2.173) (2.173)
2. Variazione per rischi - (89) - (89) - (83) - (83)
non finanziari scaduti
3. Modifiche connesse
con l'esperienza (9.436) - - (9.436) (15.743) - - (15.743)
4. Totale (9.436) (89) (1.508) (11.033) (15.743) (83) (2.173) (17.999)
C. Variazioni relative a
servizi futuri
1. Variazioni del margine 7.526 61 734 8.321 (5.763) 969 18.400 13.606
sui servizi contrattuali
2. Perdite su gruppi di
contratti onerosi e
relativi recuperi
- - - - - - - -
3. Effetti dei contratti
inizialmente rilevati
nell'esercizio di
riferimento
(4.540) 220 4.320 - (4.133) 257 3.876 -
4. Totale 2.986 281 5.054 8.321 (9.896) 1.226 22.276 13.606
D. Variazioni relative a
servizi passati
1. Aggiustamenti alla
passività per sinistri
avvenuti
(1.210) - - (1.210) 1.955 - - 1.955
2. Modifiche connesse
con l'esperienza
2.415 - - 2.415 142 - - 142
3. Totale 1.205 - - 1.205 2.097 - - 2.097
E. Risultato dei servizi
assicurativi (B+C+D)
(5.245) 192 3.546 (1.507) (23.542) 1.143 20.103 (2.296)
F. Costi/ricavi di natura
finanziaria
1. Relativi ai contratti
assucurativi emessi 12.684 80 865 13.629 39.474 17 (13.582) 25.909
1.1 Registrati in conto
economico
1.2 Registrati nel conto
12.684 80 2.821 15.585 39.474 17 (19.112) 20.379
economico
complessivo
- - (1.956) (1.956) - - 5.530 5.530
2. Effetti connessi con le
variazioni dei tassi di
cambio
- - - - - - - -
3. Totale 12.684 80 865 13.629 39.474 17 (13.582) 25.909
G. Importo totale delle
variazioni registrate in
conto economico e nel
conto economico
complessivo (E+F)
7.439 272 4.411 12.122 15.932 1.160 6.521 23.613
H. Altre variazioni (1.302) (4) 2.642 1.336 (2.143) (9) 1.144 (1.008)
I. Movimenti di cassa
1. Premi ricevuti 93.345 - - 93.345 72.945 - - 72.945
2. Pagamenti connessi
con i costi di
acquisizione dei contratti
- - - - - - - -
3. Sinistri pagati e altre
uscite di cassa
(25.249) - - (25.249) (24.814) - - (24.814)
4. Totale 68.096 - - 68.096 48.131 - - 48.131
L. Valore netto di bilancio
(A.3+G+H+I.4)
403.700 2.486 26.298 432.484 329.466 2.220 19.244 350.930
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti assicurativi
emessi che
costituiscono passività
403.701 2.486 26.297 432.484 329.467 2.218 19.245 350.930
2. Contratti assicurativi
emessi che
costituiscono attività
- - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio 403.701 2.486 26.297 432.484 329.467 2.218 19.245 350.930

Sezione 13 – Patrimonio del gruppo – Voci 120, 130, 140, 150, 160, 170 e 180

Al 30 giugno 2024 il capitale sociale, invariato rispetto al 31 dicembre 2023, risulta composto di 340.320.065 azioni da nominali 1 euro per un importo di 340,3 milioni di Euro.

Sono presenti 716.512 azioni proprie in portafoglio, per un controvalore di 4,0 milioni di euro, acquistate nell'ambito del programma che ha dato esecuzione alle delibere adottate dalle varie Assemblee Ordinarie; tali programmi hanno lo scopo di acquistare azioni di Credito Emiliano ad integrale copertura dei piani di remunerazione basati su strumenti finanziari da destinare alla categoria dei dirigenti con responsabilità strategiche e del "personale più rilevante" del gruppo bancario. Ai sensi delle norme vigenti, gli estremi del programma sono già stati comunicati al mercato.

Nel corso del semestre la movimentazione netta ammonta a -487.397 azioni.

Per maggiori dettagli riguardo i piani di remunerazione basati su strumenti finanziari si rinvia alla "Parte I" delle presenti note illustrative.

13.1 "Capitale" e "Azioni proprie": composizione

Totale
30/06/2024
Totale
31/12/2023
A. Capitale
A.1 Azioni ordinarie 341.320 341.320
A.2 Azioni di risparmio - -
A.3 Azioni privilegiate - -
A.4 Azioni altre - -
B. Azioni proprie
B.1 Azioni ordinarie 3.972 6.674
B.2 Azioni di risparmio - -
B.3 Azioni privilegiate - -
B.4 Azioni altre - -

Altre informazioni

1. Impegni e garanzie finanziarie rilasciate

Valore nominale su impegni e garanzie finanziarie
rilasciate
Totale Totale
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio Impaired
acquisiti/e o
originati/e
30/06/2024 31/12/2023
1. Impegni a erogare fondi 12.259.287 398.982 30.154 333 12.688.756 12.333.453
a) Banche Centrali - -
-
- - -
b) Amministrazioni pubbliche 8.240 -
3
- 8.243 7.889
c) Banche 21.003 92
-
- 21.095 28.242
d) Altre società finanziarie 387.011 12.369
14
- 399.394 467.690
e) Società non finanziarie 10.282.183 213.142
16.433
216 10.511.974 10.146.681
f) Famiglie 1.560.850 173.379
13.704
117 1.748.050 1.682.951
2. Garanzie finanziarie rilasciate 525.013 38.473 2.497 638 566.621 561.505
a) Banche Centrali - - - - - -
b) Amministrazioni pubbliche 81 -
-
- 81 98
c) Banche 2.559 2.919
-
- 5.478 8.271
d) Altre società finanziarie 9.275 435 - 9.710 11.303
e) Società non finanziarie 447.391 29.577
2.270
618 479.856 465.247
f) Famiglie 65.707 5.542 227 20 71.496 76.586

PARTE C

INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

Sezione 1 – Gli Interessi - Voci 10 e 20

1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione

Voci/Forme tecniche Titoli di debito Finanziamenti Altre
operazioni
Totale
30/06/2024
Totale
30/06/2023
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico:
6.397 492 - 6.889 6.390
1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 276 - - 276 244
1.2 Attività finanziarie designate al fair value - - - - -
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
6.121 492 - 6.613 6.146
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
94.687 - X 94.687 73.974
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 97.866 799.211 - 897.077 741.729
3.1 Crediti verso banche 14.981 121.941 X 136.922 145.819
3.2 Crediti verso clientela 82.885 677.270 X 760.155 595.910
4. Derivati di copertura X X 86.892 86.892 43.109
5. Altre attività X X 258 258 456
6. Passività finanziarie X X X 6 550
Totale 198.950 799.703 87.150 1.085.809 866.208
di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired - 10.640 - 10.883 10.374
di cui: interessi attivi su leasing finanziario X - X 90.747 68.390

1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre
operazioni
Totale
30/06/2024
Totale
30/06/2023
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (400.526) (67.380) X (467.906) (326.549)
1.1 Debiti verso banche centrali (14.768) X X (14.768) (76.007)
1.2 Debiti verso banche (128.303) X X (128.303) (88.032)
1.3 Debiti verso clientela (257.455) X X (257.455) (131.490)
1.4 Titoli in circolazione X (67.380) X (67.380) (31.020)
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
3. Passività finanziarie designate al fair value - - - - -
4. Altre passività e fondi X X - - -
5. Derivati di copertura X X - - -
6. Attività finanziarie X X X (5) (9)
Totale (400.526) (67.380) - (467.911) (326.558)
di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing (2.225) X X (2.225) (1.637)

Sezione 2 – Le commissioni - Voci 40 e 50

2.1 Commissioni attive: composizione

Tipologia servizi/Valori Totale
30/06/2024
Totale
30/06/2023
a) Strumenti finanziari 111.626 101.284
1. Collocamento titoli 54.242 47.117
1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile - -
1.2 Senza impegno irrevocabile 54.242 47.117
2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per
conto dei clienti
10.794 8.903
2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari 7.665 5.600
2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti 3.129 3.303
3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari 46.590 45.264
di cui: negoziazione per conto proprio - -
di cui: gestione di portafogli individuali 46.590 45.264
b) Corporate Finance 1.400 352
1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni 1.400 352
2. Servizi di tesoreria - -
3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance - -
c) Attività di consulenza in materia di investimenti 8.321 6.697
d) Compensazione e regolamento - -
e) Gestione di portafogli collettive 127.295 109.210
f) Custodia e amministrazione 1.278 1.800
1. Banca depositaria - -
2. Altre commissioni legate all'attività di custodia e amministrazione 1.278 1.800
g) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive - -
h) Attività fiduciaria 613 599
i) Servizi di pagamento 104.912 104.404
1. Conti correnti 59.503 60.173
2. Carte di credito 15.245 15.006
3. Carte di debito ed altre carte di pagamento 10.978 10.730
4. Bonifici e altri ordini di pagamento 8.303 7.820
5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento 10.883 10.675
j) Distribuzione di servizi di terzi 33.319 34.324
1. Gestioni di portafogli collettive - -
2. Prodotti assicurativi 32.585 33.362
3. Altri prodotti 734 962
di cui: gestioni di portafogli individuali - -
k) Finanza strutturata - -
l) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
m) Impegni a erogare fondi - -
n) Garanzie finanziarie rilasciate 2.382 2.408
di cui: derivati su crediti - -
o) Operazioni di finanziamento 7.690 8.817
di cui: per operazioni di factoring 7.690 8.817
p) Negoziazione di valute 1.840 1.783
q) Merci - -
r) Altre commissioni attive 18.891 14.315
di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio - -
di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione - -
Totale 419.567 385.993

2.2 Commissioni passive: composizione

Servizi/Valori Totale
30/06/2024
Totale
30/06/2023
a) Strumenti finanziari (2.290) (2.918)
di cui: negoziazione di strumenti finanziari (1.293) (818)
di cui: collocamento di strumenti finanziari (70) (873)
di cui: gestione di portafogli individuali (909) (976)
- Proprie (178) (374)
- Delegate a terzi (731) (602)
b) Compensazione e regolamento - -
c) Gestione di portafogli collettive (5.043) (1.329)
1. Proprie (42) (35)
2. Delegate a terzi (5.001) (1.294)
d) Custodia e amministrazione (1.473) (1.172)
e) Servizi di incasso e pagamento (9.536) (8.307)
di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento (5.980) (5.002)
f) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
g) Impegni a ricevere fondi - -
h) Garanzie finanziarie ricevute (646) (1.028)
di cui: derivati su crediti - -
i) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi (59.309) (53.283)
l) Negoziazione di valute - -
m) Altre commissioni passive (20.728) (15.218)
Totale (99.025) (83.255)

Sezione 4 – Il risultato netto dell'attività di negoziazione – Voce 80

4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze
(A)
Utili da
negoziazione
(B)
Minusvalenze
(C)
Perdite da
negoziazione
(D)
Risultato netto
[(A+B) - (C+D)]
1. Attività finanziarie di negoziazione 49 3.900 (154) (1.046) 2.749
1.1 Titoli di debito 46 3.198 (47) (116) 3.081
1.2 Titoli di capitale 3 593 (81) (676) (161)
1.3 Quote di O.I.C.R. - 109 (26) (254) (171)
1.4 Finanziamenti - - - - -
1.5 Altre - - - - -
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti - - - - -
2.3 Altre - - - - -
3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio X X X X 6.111
4. Strumenti derivati 31.363 143.224 (88.130) (68.486) 16.050
4.1 Derivati finanziari: 31.363 143.224 (88.130) (68.486) 16.050
- Su titoli di debito e tassi di interesse 31.363 143.219 (88.130) (68.477) 17.975
- Su titoli di capitale e indici azionari - 5 - (9) (4)
- Su valute e oro X X X X (1.921)
- Altri - - - - -
4.2 Derivati su crediti - - - - -
di cui: coperture naturali connesse con la fair value -
option X X X X
Totale 31.412 147.124 (88.284) (69.532) 24.910

Nella presente tabella i risultati della negoziazione delle attività finanziarie per cassa in valuta sono indicati separatamente da quelli relativi all'attività in cambi.

Sezione 5 - Il risultato netto dell'attività di copertura - Voce 90

5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione

Componenti reddituali/Valori Totale
30/06/2024
Totale
30/06/2023
A. Proventi relativi a:
A.1 Derivati di copertura del fair value 487.762 447.553
A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) 11.797 278.608
A.3 Passivita' finanziarie coperte (fair value) 50.413 22.483
A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
A.5 Attività e passività in valuta - -
Totale proventi dell'attività di copertura (A) 549.972 748.644
B. Oneri relativi a:
B.1 Derivati di copertura del fair value (261.294) (636.393)
B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) (284.246) (57.255)
B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) - (53.784)
B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
B.5 Attività e passività in valuta - -
Totale oneri dell'attività di copertura (B) (545.540) (747.432)
C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) 4.432 1.212
di cui: risultato delle coperture su posizioni nette (IFRS 7 24C, lett. b) vi); IFRS9 6.6.4) - -

La metodologia contabile del macro fair value hedge è stata applicata per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap", per la copertura rischio di tasso della raccolta a vista di clientela, e la metodologia contabile del micro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso per alcuni titoli a tasso fisso detenuti nei portafogli "HCT" e "HTCS" e per la copertura del rischio di tasso per alcune obbligazioni emesse a tasso fisso classificate nella voce "titoli in circolazione".

Sezione 6 - Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100

6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione

Totale
Totale
30/06/2024
30/06/2023
Voci/Componenti reddituali
Risultato
Utili
Perdite
Utili
Perdite
netto
Attività finanziarie
1. Attività finanziarie valutate al costo
16.430
(1.696)
14.734
21.405
(1.864)
ammortizzato
Risultato
netto
19.541
1.1 Crediti verso banche
-
(97)
(97)
-
-
-
1.2 Crediti verso clientela
16.430
(1.599)
14.831
21.405
(1.864)
19.541
2. Attività finanziarie valutate al fair value con
27.197
(26.816)
381
161.751
(150.752)
impatto sulla redditività complessiva
10.999
2.1 Titoli di debito
27.197
(26.816)
381
161.751
(150.752)
10.999
2.2 Finanziamenti
-
-
-
-
-
-
Totale attività
43.627
(28.512)
15.115
183.156
(152.616)
30.540
Passività finanziarie valutate al costo
-
-
-
-
ammortizzato
-
-
1. Debiti verso banche
-
-
-
-
-
-
2. Debiti verso clientela
-
-
-
-
-
-
3. Titoli in circolazione
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Totale passività
-
-

Le condizioni di mercato hanno condizionato i movimenti del portafoglio: in tal senso sono state effettuate vendite nel primo scorcio del semestre.

L'andamento dell'aggregato riporta anche la cessione di portafoglio di crediti NPL. L'operazione ha riguardato un valore lordo di libro di circa 36,1 milioni di euro registrando un utile netto di circa 1,6 milioni di euro.

Sezione 8 - Le rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento - Voce 130

8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione

Operazioni/Componenti
reddituali
Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate
Totale
30/06/2024
Totale
30/06/2023
Primo
stadio
Secondo
stadio
Write-off Altre Write-off Altre Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
A. Crediti verso banche (2) - - - - - 149 58 - - 205 (34)
- Finanziamenti - - - - - - 102 58 - - 160 (60)
- Titoli di debito (2) - - - - - 47 - - - 45 26
B. Crediti verso clientela (2.362) (1.575) (836) (51.869) - (344) 3.871 3.475 35.112 4.158 (10.370) (7.135)
- Finanziamenti (2.029) (1.575) (836) (51.869) - (344) 2.657 3.475 35.112 4.158 (11.251) (8.251)
- Titoli di debito (333) - - - - - 1.214 - - - 881 1.116
Totale (2.364) (1.575) (836) (51.869) - (344) 4.020 3.533 35.112 4.158 (10.165) (7.169)

Le rettifiche si posizionano a 10,2 milioni di euro e includono rettifiche analitiche per -13,8 milioni di euro e riprese sui crediti in bonis per 3,6 milioni. Il costo del credito nel semestre si attesta a 5 bps, una conferma dell'elevata qualità dell'attivo del gruppo.

8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Operazioni/Componenti reddituali Primo e Terzo stadio Primo e Totale Totale
secondo
stadio
Write-off Altre secondo
stadio
Terzo stadio 30/06/2024 30/06/2023
A. Titoli di debito (547) - - 169 - (378) (811)
B. Finanziamenti - - - - - - -
- Verso clientela - - - - - - -
- Verso banche - - - - - - -
di cui: attività finanziarie impaired
acquisite o originate
- - - - - - -
Totale (547) - - 169 - (378) (811)

Sezione 10 - Risultato dei servizi assicurativi - Voce 160

Ricavi e costi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi – Composizione

Voci/Basi di
aggregazione
Base A1
30/06/2024
Base A2
30/06/2024
Base A3
30/06/2024
Base A4
30/06/2024
Base A5
30/06/2024
Totale
30/06/2024
Base A1
30/06/2023 30/06/2023
Base A2 Base A3
30/06/2023
Base A4
30/06/2023
Base A5
30/06/2023
Totale
30/06/2023
A. Ricavi assicurativi
derivanti dai contratti
assicurativi emessi
valutati in base al
GMM e al VFA
A.1 Importi connessi
con le variazioni
dell'attività per
residua copertura
29.203 14.342 - - 2.712 46.257 37.885 14.531 - - 2.109 54.525
1. Sinistri accaduti e
altri costi per
servizi assicurativi
attesi
2. Variazioni
dell'aggiustamento
per i rischi non
9.375 7.011 - - 1.111 17.497 9.635 8.704 - - 1.017 19.356
finanziari
3. Margine sui
servizi contrattuali
registrato in conto
economico per i
3.930 238 - - 89 4.257 1.501 253 - - 36 1.790
servizi forniti 15.788 3.299 - - 1.508 20.595 26.206 2.019 - - 1.036 29.261
4. Altri importi 110 3.794 - - 4 3.908 543 3.555 - - 20 4.118
A.2 Costi di
acquisizione dei
contratti assicurativi
recuperati
26 1.706 - - 7 1.739 30 1.089 - - 7 1.126
A.3 Totale ricavi
assicurativi derivanti
dai contratti
assicurativi emessi
valutati in base al
GMM o al VFA
29.229 16.048 - - 2.719 47.996 37.915 15.620 - - 2.116 55.651
A.4 Totale ricavi
assicurativi derivanti
dai contratti
assicurativi emessi
valutati in base al
PAA
- -
- Segmento Vita X X X X X - X X X X X -
- Segmento Danni -
auto
X X X X X - X X X X X -
- Segmento Danni -
non auto
A.5 Totale ricavi
assicurativi derivanti
dai contratti
X X X X X - X X X X X -
assicurativi emessi 29.229 16.048 - - 2.719 47.996 37.915 15.620 - - 2.116 55.649
B. Costi per servizi
assicurativi derivanti
dai contratti
assicurativi emessi –
GMM o VFA
1. Sinistri accaduti e
altri costi
direttamente
attribuibili
(13.007) (5.134) - - (2.389) (20.530) 13.534 (5.877) - - 272 7.929
2. Variazioni della
passività per
sinistri accaduti
3. Perdite su
3.724 (390) - - 1.211 4.545 (22.813) (243) - - (780) (23.837)
contratti onerosi e
recupero di tali
perdite
- (26) - - - (26) - 418 - - - 418
4. Ammortamento
delle spese di
acquisizione dei
contratti
assicurativi (26) (1.706) - - (7) (1.739) (30) (1.089) - - (7) (1.126)
5. Altri importi
B.6 Totale costi per
servizi assicurativi
derivanti dai contratti
- - - - - - - - - - - -
assicurativi emessi –
GMM o VFA
B.7 Totale costi per
servizi assicurativi
derivanti dai contratti
assicurativi emessi
valutati in base al PAA
(9.309) (7.256) - - (1.185) (17.750)
(1)
(9.309) (6.791) - - (515) (16.615)
-
- Segmento Vita X X X X X - X X X X X -
- Segmento Danni -
auto
X X X X X (1) X X X X X -
- Segmento Danni -
non auto
X X X X X - X X X X X -
C. Totale costi/ricavi
netti derivanti dai
contratti assicurativi
emessi (A.5+B.6+B.7)
19.920 8.792 - - 1.534 30.245 28.606 8.829 - - 1.601 39.034

Costi e ricavi assicurativi derivanti dalle cessioni in riassicurazione - Composizione

Voci/Basi di aggregazione Base di
aggregazione 1
30/06/2024
Base di
aggregazione 2
30/06/2024
Totale
30/06/2024
Base di
aggregazione 1
30/06/2023
Base di
aggregazione 2
30/06/2023
Totale
30/06/2023
A. Allocazione dei premi pagati relativi alle
cessioni in riassicurazione valutate in
base al GMM
A.1 Importi connessi con le variazioni
dell'attività per residua copertura
1. Importo dei sinistri e altri costi
recuperabili attesi
(2.230) - (2.230) (2.894) - (2.894)
2. Variazioni dell'aggiustamento per i
rischi non finanziari
(71) - (71) (82) - (82)
3. Margine sui servizi contrattuali
registrato in conto economico per i
servizi ricevuti
(303) - (303) (137) - (137)
4. Altri importi (109) - (109) (720) - (720)
5. Totale (2.713) - (2.713) (3.833) - (3.833)
A.2 Altri costi direttamente attribuibili alle
cessioni in riassicurazione
- - - - - -
'A.3 Allocazione dei premi relativi alle
cessioni in riassicurazione valutate in
base al PAA
- - - - - -
B. Totale costi derivanti dalle cessioni in
riassicurazione
(2.713) - (2.713) (3.833) - (3.833)
C. Effetti delle variazioni del rischio di
inadempimento da parte dei riassicuratori
- - - - - -
D. Importo dei sinistri e altre spese
recuperato
1.581 - 1.581 2.262 - 2.262
E. Variazioni dell'attività per sinistri
accaduti
176 - 176 (157) - (157)
F. Altri recuperi 11 - 11 (215) - (215)
G. Totale costi/ricavi netti derivanti dalle
cessioni in riassicurazione (B+C+D+E+F)
(945) - (945) (1.943) - (1.943)

Ripartizione dei costi per servizi assicurativi e altri servizi

Costi/Basi di
aggregazione
Base A1 -
con DPF
Base A2 -
senza DPF
Base A1 +
Base A2
Base A3 Base A4 Base A3 +
Base A4
Altro Base A1 -
con DPF
30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2023 30/06/2023 30/06/2023 30/06/2023 30/06/2023 30/06/2023 30/06/2023
Base A2 -
senza DPF
Base A1 +
Base A2
Base A3 Base A4 Base A3 +
Base A4
Altro
Costi attribuiti
all'acquisizione
dei contratti
assicurativi
(862) (1.852) (2.714) - - - X (731) (1.236) (1.966) - - - X
Altri costi
direttamente
attribuibili
(9.788) - (9.788) - - - X (9.797) - (9.797) - - - X
Spese di
gestione degli
investimenti
X X (397) X X - (60) X X (187) X X - (372)
Altri costi X X (9.518) X X - (3.591) X X (8.988) X X - (3.222)
Totale X X (22.417) X X - (3.651) X X (20.938) X X - (3.594)

Sezione 12 – Le spese amministrative - Voce 190

I costi mostrano complessivamente una crescita del 9,3%, in linea con il trend di sviluppo evidenziato anche lo scorso anno.

In dettaglio:

  • le spese per il personale si attestano a 301,8 milioni di euro, in aumento del 5,8% rispetto al primo semestre 2023, impattati sia dal rafforzamento degli organici, sia dal rinnovo del CCNL;
  • le altre spese amministrative ammontano a 242,0 milioni di euro, in aumento del 14,1%, incremento che si rende necessario in contropartita ad un'evoluzione rilevante di masse e ricavi.

12.1 Spese per il personale: composizione

Tipologia di spese/Valori 30/06/2024 30/06/2023
1) Personale dipendente (294.961) (279.058)
a) salari e stipendi (214.327) (203.041)
b) oneri sociali (52.916) (50.545)
c) indennità di fine rapporto (2.490) (3.787)
d) spese previdenziali (24) (27)
e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale 477 (962)
f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: - (77)
- a contribuzione definita - (76)
- a benefici definiti - (1)
g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: (14.609) (10.308)
- a contribuzione definita (14.609) (10.308)
- a benefici definiti - -
h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali (1.851) (1.732)
i) altri benefici a favore dei dipendenti (9.221) (8.579)
2) Altro personale in attività (4.600) (4.212)
3) Amministratori e sindaci (2.265) (2.117)
4) Personale collocato a riposo - (17)
Totale (301.826) (285.404)

Come da indicazioni della circolare di Banca d'Italia 262 del 22 dicembre 2005 (e successivi aggiornamenti):

  • nella voce "Spese per il personale" figurano anche i compensi agli amministratori e ai sindaci e le spese relative ai contratti di lavoro atipici;
  • la sottovoce "Altro personale in attività" comprende compensi per collaborazioni coordinate.

12.2 Numero medio dei dipendenti per categoria

Totale
30/06/2024
Totale
30/06/2023
1) Personale dipendente 6.519 6.509
a) dirigenti 175 174
b) quadri direttivi 3.108 3.141
c) restante personale dipendente 3.236 3.194
2) Altro personale 46 46
Totale 6.565 6.555

Il numero medio dei dipendenti non include gli amministratori e sindaci. Nel caso dei dipendenti part-time è convenzionalmente considerato il 50%.

12.5 Altre spese amministrative: composizione

Tipologia servizi/Valori Totale
30/06/2024
Totale
30/06/2023
Imposte e tasse (69.926) (68.749)
Imposta di bollo (62.213) (54.550)
Imposta Municipale Unica (1.547) (3.049)
Altro (6.166) (11.150)
Altre spese (142.782) (123.909)
Assicurazioni (1.834) (1.778)
ATM (1.028) (813)
Economato, cancelleria, stampati (4.007) (3.491)
Formazione (1.225) (1.097)
Energia elettrica (3.902) (5.528)
Fitti passivi su immobili (776) (524)
Altre spese immobiliari (6.461) (7.921)
Info provider (8.668) (8.067)
Elaborazioni elettroniche presso terzi (54.446) (43.175)
Macchine ufficio (26) (59)
Lavorazione bancarie esternalizzate (3.626) (3.249)
Marketing (10.923) (8.214)
Mobilità (4.962) (4.957)
Postali (817) (625)
Consulenza (6.793) (6.219)
Spese legali per recupero crediti (3.462) (3.020)
Spese legali (2.373) (2.513)
Altri compensi a professionisti esterni (701) (864)
Reti e servizi interbancari (1.820) (1.682)
Telefoniche (3.651) (3.091)
Trasporti (306) (352)
Trasporto valori e contazione (1.860) (1.690)
Vigilanza (2.349) (2.673)
Visure e informazioni (4.807) (4.150)
Altre spese (11.959) (8.157)
Contributi Fondi (29.309) (19.368)
Contributi Fondo di Risoluzione Unico - SRF - (19.368)
Contributi Sistema Garanzia Depositi - DGSD (29.309) -
Totale (242.017) (212.026)

Sezione 13 – Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Voce 200

13.1 Accantonamenti netti per il rischio di credito relativi a impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: composizione

Totale
30/06/2024
Totale
30/06/2023
Accantonamento netto al fondo rischi per impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate (166) (5.744)
Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per impegni a erogare fondi e garanzie
finanziarie rilasciate
836 2.841
Totale 670 (2.903)

13.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi e oneri: composizione

Totale
30/06/2024
Totale
30/06/2023
Accantonamento netto al fondo rischi per cause passive e revocatorie (1.914) (2.433)
Interessi passivi da attualizzazione fondo per cause passive e revocatorie (214) (216)
Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per cause passive e revocatorie 1.053 690
Accantonamenti ad altri fondi (8.300) (8.730)
Interessi passivi da attualizzazione relativi ad altri fondi (454) (37)
Riattribuzione a conto economico relative ad altri fondi 3.282 1.302
Totale (6.547) (9.424)

Nella presente voce è stata accantonata anche la stima del contributo al Fondo di garanzia assicurativo dei rami Vita, istituito dalla Legge di Bilancio 2023, ammontante a 4,3 milioni di euro.

Sezione 16 – Gli altri oneri e proventi di gestione – Voce 230

16.1 Altri oneri di gestione: composizione

Totale
30/06/2024
Totale
30/06/2023
Rimborsi interessi per incassi e pagamenti in stanza di compensazione (3) (1)
Ammortamento migliorie su beni di terzi (2.188) (2.195)
Sopravvenienze passive (4.158) (6.009)
Altri oneri (12.321) (4.311)
Totale Altri oneri (18.670) (12.516)

16.2 Altri proventi di gestione: composizione

Totale
30/06/2024
Totale
30/06/2023
Fitti attivi 878 749
Recupero di imposte 66.298 58.937
Recupero interesse per incassi e pagamenti in stanza di compensazione 5 4
Sopravvenienze attive 1.362 3.002
Altri proventi 33.094 20.547
Totale Altri proventi 101.637 83.239

La voce "Recuperi di imposta" recepisce anche il recupero dell'onere relativo al calcolo dell'imposta di bollo sui dossier titoli.

Nella voce "Altri proventi" sono compresi anche i recuperi della "Commissione di istruttoria veloce", disciplinata dal comma 2 della Legge 23 dicembre 2011.

Sezione 17 – Utili (Perdite) delle partecipazioni – Voce 250

17.1 Utile (perdite) delle partecipazioni: composizione

Componenti reddituali/Settori Totale
30/06/2024
Totale
30/06/2023
1) Imprese a controllo congiunto
A. Proventi 4.019 3.484
1. Rivalutazioni 4.019 3.484
2. Utili da cessione - -
3. Riprese di valore - -
4. Altri proventi - -
B. Oneri - -
1. Svalutazioni - -
2. Rettifiche di valore da deterioramento - -
3. Perdite da cessione - -
4. Altri oneri - -
Risultato netto 4.019 3.484
2) Imprese sottoposte a influenza notevole
A. Proventi 115 97
1. Rivalutazioni 115 97
2. Utili da cessione - -
3. Riprese di valore - -
4. Altri proventi - -
B. Oneri - (116)
1. Svalutazioni - -
2. Rettifiche di valore da deterioramento - (116)
3. Perdite da cessione - -
4. Altri oneri - -
Risultato netto 115 (19)
Totale 4.134 3.465

Per le Imprese a controllo congiunto la voce "Proventi, 1.rivalutazioni" recepisce gli utili di Credemassicurazioni consolidata al patrimonio netto; per le Imprese sottoposte a influenza notevole la voce "Proventi, 1.rivalutazioni" recepisce gli utili di Andxor, SBC, Flairbit e Mynet consolidate al patrimonio netto.

PARTE D REDDITIVITA' CONSOLIDATA COMPLESSIVA

PROSPETTO ANALITICO DELLA REDDITIVITA' CONSOLIDATA COMPLESSIVA

Voci 30/06/2024 30/06/2023
10. Utile (Perdita) d'esercizio 323.755 298.703
Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico (450) 2.588
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva:
a) variazione di fair value
(58)
(773)
2.563
2.563
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto 715 -
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico: - -
a) variazione del fair value - -
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto - -
40. Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: - -
a) variazione di fair value (strumento coperto) - -
b) variazione di fair value (strumento di copertura) - -
50. Attività materiali
60. Attività immateriali
-
-
-
-
70. Piani a benefici definiti (505) 379
80 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
100. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi - -
110. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico 113 (354)
Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico 5.355 26.778
120. Copertura di investimenti esteri: - -
a) variazioni di fair value
b) rigiro a conto economico
-
-
-
-
c) altre variazioni - -
130. Differenze di cambio: - -
a) variazioni di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
140. Copertura dei flussi finanziari: (4.456) 9.786
a) variazioni di fair value (4.456) 9.786
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni
di cui: risultato delle posizioni nette
-
-
-
-
150. Strumenti di copertura (elementi non designati): - -
a) variazioni di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
160. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività (49.426) 113.240
a) variazioni di fair value (74.021) (35.886)
b) rigiro a conto economico
- rettifiche per rischio di credito
24.383
(104)
152.051
(399)
- utili/perdite da realizzo 24.487 152.450
c) altre variazioni 212 (2.925)
170. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
180. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto:
a) variazioni di fair value
403
403
(354)
(354)
b) rigiro a conto economico - -
- rettifiche da deterioramento - -
- utili/perdite da realizzo - -
c) altre variazioni - -
190. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi: 61.569 (83.231)
a) variazioni di fair value 61.569 (83.231)
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni
200. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione:
-
31
-
245
a) variazioni di fair value 31 245
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
210. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali con rigiro a conto economico (2.766) (12.908)
220. Totale altre componenti reddituali 4.905 29.366
230. Redditività complessiva (Voce 10 + 220) 328.660 328.069
240. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi
250. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo
1
328.659
10
328.059

PARTE E

INFORMAZIONI SUI RISCHI E SULLE RELATIVE POLITICHE DI COPERTURA

Sintesi dell'organizzazione del governo dei rischi della banca, dei relativi processi e delle funzioni chiave

Il Gruppo Credem valuta da sempre come elemento fondante la ricerca di un'elevata qualità nel governo dei rischi, ritenuta fattore imprescindibile ed obiettivo strategico al fine di:

  • garantire la salvaguardia del patrimonio aziendale, assicurando la massima efficacia ed efficienza del processo di creazione del valore;
  • integrare nei processi decisionali ed operativi di gestione delle differenti aree di business la duplice dimensione rischio rendimento;
  • assicurare la coerenza dei processi operativi con le strategie, le politiche ed i regolamenti interni.

Gli organismi di governo e le funzioni specialistiche coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi sono:

  • Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo (organo di supervisione strategica), il quale valuta tutte le tipologie di rischio a livello consolidato e ne approva l'assunzione in maniera articolata su Società e Business Unit individuate come rilevanti per l'apporto al rischio di Gruppo, attraverso un articolato processo di Risk Appetite Framework, tenendo in considerazione il business model, il Piano Strategico e in coerenza con l'ICAAP e il sistema dei controlli interni. Credem considera la possibilità che, nell'ambito dell'orizzonte temporale identificato, il rischio possa subire sensibili variazioni in presenza di andamenti avversi di mercato e/o caratterizzati da elevata volatilità dei diversi fattori di rischio; per tener conto di questo e assicurare in ogni situazione al Gruppo margini sufficienti per operare entro la Risk Capacity, vengono definite delle soglie di tolleranza al Risk Appetite (Risk Tolerance), che rappresentano la variazione massima che il gruppo Credem intende accettare in scenari di stress.
  • Il Comitato Esecutivo (organo con funzione di gestione), il quale stabilisce limiti operativi coerenti con la propensione al rischio, cura l'attuazione del RAF ed autorizza il superamento della propensione al rischio entro il limite della soglia di tolleranza.
  • Al Collegio Sindacale spetta la funzione di controllo e vigilanza.

I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono gli obiettivi identificati dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo riferiti a mission e profilo di rischio; approvano la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo.

Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.

COMITATO CONSILIARE RISCHI E SOSTENIBILITA' DI GRUPPO (CCRSG). Il Comitato svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa e del Gruppo in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento. Il Comitato supporta altresì il CA nel presidio dei rischi ambientali, sociali e di governance ai fini del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

Con particolare riferimento ai compiti in materia di gestione e controllo dei rischi, il Comitato svolge le seguenti funzioni di supporto:

  • valuta l'efficacia delle ipotesi e delle analisi contenute all'interno del Piano di Risanamento e nei suoi successivi aggiornamenti, proposte dalla Funzione ERISK, esprimendo un parere motivato in merito ai fini di una successiva sottoposizione al CA;

  • valuta, sulla base dell'informativa del Comitato Recovery Management di Gruppo (di seguito Comitato recovery), l'effettiva sussistenza dello stato di recovery, esprimendo un parere motivato in merito, ai fini della successiva rappresentazione al CA;

  • valuta, sulla base dell'informativa del Comitato recovery, l'effettiva sussistenza delle condizioni per la chiusura dello stato di recovery, esprimendo un parere motivato in merito, ai fini della successiva rappresentazione al CA;
  • svolge l'attività valutativa ed esprime il proprio parere affinché il CA possa definire e approvare il Risk Appetite Framework (cd. RAF, con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza);
  • monitora l'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di risk appetite e alle soglie di tolleranza relativamente a tutti gli indicatori previsti nel RAF di Gruppo;
  • esprime parere relative alle metodologie di misurazione, controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno;
  • recepisce le valutazioni relative all'analisi di rilevanza e analizza qualsiasi nuovo rischio dovesse emergere;
  • valuta le politiche e i processi di valutazione delle attività aziendali (ad es. fair value policy e linee guida e criteri per la svalutazione dei crediti) verificando che il prezzo e le condizioni delle operazioni con la clientela siano coerenti con il modello di business e le strategie in materia di rischi;
  • ferme restando le competenze del Comitato Consiliare Remunerazioni di Gruppo, collabora con quest'ultimo al fine di assicurare che la politica di remunerazione rifletta e promuova una sana ed efficace gestione dei rischi; in tale ambito, accerta la coerenza dei sistemi incentivanti di breve e medio termine con il RAF;
  • ferme restando la competenza del Comitato Consiliare Remunerazioni di Gruppo, interviene inoltre nella definizione degli obiettivi individuali del Responsabile della Funzione di Revisione Interna e nella relativa successiva consuntivazione.

Con particolare riferimento alle tematiche inerenti la Sostenibilità il Comitato supporta il CA, con funzioni consultive e propositive, per garantire una effettiva ed efficace identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi ambientali, sociali e di governance al fine di contribuire al successo sostenibile2 in coerenza con le strategie complessive del Gruppo. In particolare:

  • valuta l'effettivo allineamento alle aspettative di Vigilanza e regolamentari;
  • presidia il processo di analisi e revisione dell'esposizione del Gruppo ai rischi ESG nell'ambito del processo di materiality assessment, ovvero dell'analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF;
  • con particolare riferimento al framework di presidio dei rischi climatici e ambientali (C&E):
  • presidia l'impatto dei suddetti fattori di rischio, all'interno delle categorie di rischio esistenti, nella valutazione della rilevanza per tutte le aree operative nel breve, medio e lungo termine, considerando diverse analisi di scenario/stress;
  • verifica la coerenza della propensione al rischio con la strategia aziendale;
  • verifica l'integrazione negli strumenti chiave di presidio dei rischi e in particolare nel Risk Appetite Framework;
  • monitora l'adeguato livello di presidio e coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi al fine di massimizzarne l'efficienza;
  • esamina il contenuto dell'informazione periodica a carattere non finanziario (Dichiarazione Non Finanziaria) rilevante ai fini del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

Nell'esercizio delle competenze sopra descritte, il Comitato tiene conto delle linee guida e dei presidi di Gruppo, inclusi quelli riconducibili al Comitato Sostenibilità Area Wealth.

COMITATO RISK MANAGEMENT DI GRUPPO (CRM), la cui mission è quella di informare il Comitato Esecutivo (CE) del presidio del rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework. Periodicamente il Comitato:

2 Obiettivo che guida l'azione dell'organo di amministrazione e che si sostanzia nella creazione di valore nel lungo termine a beneficio degli azionisti, tenendo conto degli interessi degli altri stakeholder rilevanti per la società, Codice di Corporate Governance, gennaio 2020, Comitato per la Corporate Governance costituito dalle Associazioni di impresa (ABI, ANIA, Assonime, Confindustria), Borsa Italiana S.p.A. e l'Associazione degli investitori professionali (Assogestioni)

  • valuta il livello di rischio complessivamente assunto dalle singole società sia a livello gestionale che rispetto agli assorbimenti di vigilanza, avendo come riferimento il cd. Tableau de Bord di monitoraggio del Risk Appetite Framework (c.d "indicatori di I livello" o "indicatori RAF");
  • nell'ambito delle attività di monitoraggio definite in coerenza con le regole di vigilanza prudenziale definite dalla Banca Centrale Europea (cd. processo SREP - Supervisory Review and Evaluation Process), rendiconta gli indicatori cd di II livello o "indicatori SREP" ossia quegli indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo. L'elenco di tali indicatori è riportato in allegato al Regolamento Recovery Planning e Risk Appetite del Gruppo Credem, ove per ognuno di essi è definito il Comitato di Governance o Funzione interna che operativamente analizza, nell'ambito delle proprie competenze, la loro evoluzione. Le metodologie di calcolo relative a ciascun indicatore sono riportate nel manuale "Indicatori di Rischio", la cui responsabilità di diffusione e aggiornamento è in carico alla funzione Risk Management. Con frequenza almeno annuale, in concomitanza ai processi di pianificazione, approva le soglie di alerting e ne valuta la coerenza con i valori di Appetite e Tolerance degli indicatori RAF di primo livello.
  • analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer (di seguito anche RO), revisioni addizionali del RAF;
  • svolge analisi di coerenza delle condizioni applicate alla clientela in funzione del rischio assunto;
  • valuta analisi specifiche proposte dal RO e ritenute esemplificative delle dinamiche dei diversi fattori di rischio;
  • svolge attività valutative in coerenza con quanto attribuito al Senior management dalla normativa in riferimento agli argomenti di Risk Management, in particolare in riferimento ai modelli interni.

COMITATO RECOVERY MANAGEMENT DI GRUPPO, viene istituito al fine di supportare il CA, con poteri consultivi e decisionali, nella gestione dello stato di recovery regolamentati dal Piano di Risanamento nonché nella gestione dello stato di risoluzione, ove se ne verificassero i presupposti, in linea con quanto previsto dal Piano di Risoluzione. Il Comitato, nell'ambito del Piano, svolge le seguenti principali funzioni nel caso di sforamento delle soglie di recovery:

  • analizza le situazioni di tensione o di crisi sulla base di elementi a supporto apportati dalle varie funzioni aziendali con il coordinamento del Risk Officer che ne cura l'adeguata rappresentazione al comitato stesso;
  • valuta l'effettiva sussistenza dello stato di recovery, formalizzando gli esiti delle analisi svolte all'interno di una proposta motivata da sottoporre all'approvazione del CA, previo raccolta del parere del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (CCRSG);
  • valuta, al verificarsi dello stato di recovery, la possibilità di attivare tempestivamente le opzioni di recovery, con le relative azioni preparatorie, valutandone la fattibilità ed efficacia nel riportare gli indicatori del Piano di Risanamento entro i limiti definiti;
  • propone al CA, avvalendosi del supporto delle funzioni aziendali competenti, le opzioni di recovery all'interno di un piano di Intervento, unitamente alle azioni da attivare;
  • al verificarsi dello stato di recovery:
    • coordina la comunicazione interna ed esterna;
    • coordina la predisposizione dell'informativa per l'Autorità di Vigilanza, da sottoporre a valutazione del CCRSG e del CA;
  • valuta l'effettiva sussistenza delle condizioni per procedere alla chiusura dello stato di recovery ed esprime al CA una proposta motivata in merito, raccogliendo il parere del CCRSG;
  • monitora, per il tramite del proprio Segretario il Risk Officer, l'esecuzione delle opzioni di recovery e il rientro degli indicatori del Piano di Risanamento entro le soglie previste.

Il Comitato viene inoltre informato dal CA nel caso di superamento della soglia di Tolleranza, in quanto definita come soglia di warning per gli indicatori di Recovery e può procedere alla sua convocazione qualora siano presenti importanti segnali di deterioramento.

La funzione di Risk Management, a mezzo del Risk Officer e dei suoi collaboratori, ha lo scopo di:

  • garantire la misurazione ed il controllo, puntuale e prospettico, dell'esposizione alle diverse tipologie di rischio, in particolare di mercato, credito, tasso, liquidità e operativo;
  • monitorare gli assorbimenti di capitale;

  • proporre all'Organo di Gestione e alla Direzione Generale, con le altre funzioni aziendali competenti, la definizione e la revisione della struttura dei limiti operativi in coerenza con il capitale allocato;

  • seguire gli sviluppi della regolamentazione e assicurare agli Organi di Vigilanza le informazioni richieste dalla normativa vigente in relazione ai modelli interni;
  • sviluppare e mantenere sistemi di misurazione, gestione e controllo dei rischi conformi alla normativa.

Il Comitato viene inoltre informato dal CA nel caso di superamento della soglia di Tolleranza, in quanto definita come soglia di warning per gli indicatori di Recovery e può procedere alla sua convocazione qualora siano presenti importanti segnali di deterioramento.

La funzione di Risk Management, a mezzo del Risk Officer e dei suoi collaboratori, ha lo scopo di:

  • garantire la misurazione ed il controllo, puntuale e prospettico, dell'esposizione alle diverse tipologie di rischio, in particolare di mercato, credito, tasso, liquidità, operativo ed informatico, environmental social e governance (ESG);
  • monitorare gli assorbimenti di capitale;
  • proporre all'Organo di Gestione e alla Direzione Generale, con le altre funzioni aziendali competenti, la definizione e la revisione della struttura dei limiti operativi in coerenza con il capitale allocato;
  • seguire gli sviluppi della regolamentazione e assicurare agli Organi di Vigilanza le informazioni richieste dalla normativa vigente in relazione ai modelli interni;
  • sviluppare e mantenere sistemi di misurazione, gestione e controllo dei rischi conformi alla normativa.

Alla Funzione di Risk Management è richiesta autorevolezza, tenuto conto del ruolo rivestito all'interno dell'organizzazione e del mandato ricevuto, e professionalità, intesa come possesso delle conoscenze tecniche e di adeguata esperienza al ruolo. Alla stessa sono garantite soluzioni organizzative in grado di preservare l'indipendenza dalle unità di business incaricate della assunzione e gestione economica dei rischi, in particolare:

  • la collocazione gerarchica all'interno del Servizio Enterprice Risk Management (ERISK) sotto l'organo di gestione (Comitato Esecutivo);
  • l'accesso autonomo agli Organi Collegiali;
  • un sistema incentivante basato sui Key Performance Indicators riferiti ad obiettivi del controllo e non dipendenti dai risultati economici della Banca;
  • la previsione di situazioni di conflitto di interesse nell'assegnazione delle competenze;
  • la possibilità di richiedere l'adozione di sistemi informativi affidabili per identificare, misurare e monitorare adeguatamente tutti i rischi assunti o assumibili nei diversi segmenti operativi e istituire idonee procedure di reporting ai diversi livelli direzionali;
  • l'espressione di pareri preventivi sulle operazioni rilevanti di competenza delle funzioni e consultivi per quelle attribuite agli Organi Collegiali;
  • la possibilità di valutare preventivamente le proposte in tema di linee guida e di regolamenti relativi alla assunzione dei rischi compresa l'entrata in nuovi mercati o alla sottoscrizione di nuovi prodotti.
  • Per inquadrare correttamente le attività svolte si riporta la struttura organizzativa della Funzione di Risk Mangement e la descrizione delle principali aree di attività.

Dal 1° marzo 2023 è in vigore il modello organizzativo "teal oriented" che prevede l'evoluzione da una struttura gerarchica a un sistema fluido, caratterizzato da un modello di leadership distribuito e orizzontale che valorizza il merito, garantisce agilità operativa (anche nella gestione del cambiamento), aumenta l'imprenditorialità.

La riorganizzazione, in continuità con l'assetto attuale, prevede l'applicazione di tali principi al servizio Risk Management adottando un nuovo modello di collaborazione e di comunicazione attraverso:

  • la creazione del nuovo ruolo Competence Leader (CL) dove alla base ci sono le "competenze" come fattore chiave per le decisioni;
  • l'evoluzione del management in ottica relazionale e di orientamento al coaching, definendo il nuovo ruolo di Team Leader (TL).

Inoltre viene assegnato al Risk Officer il ruolo precedentemente assegnato al CS TUTELA di "coordinamento dell'implementazione della Strategia e del Modello di Gestione della Sicurezza

delle Informazioni e della Cyber Security di Gruppo tramite le Funzioni di Sicurezza delle Informazioni, in sinergia con il Team Leader di Direzione del Servizio Sistemi Informativi (SINFO) per le attività operative di Sicurezza IT (Information Security Operations)".

Per inquadrare correttamente le attività svolte si riporta la struttura organizzativa della Funzione di Risk Mangement e la descrizione delle principali aree di attività:

  • Risk Officer; leader di direzione;
  • Team "Rischi di Credito" (RCR): Supportare Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo e della struttura dei limiti e delle deleghe operative, presidiandone, in coerenza con il Risk Appetite Framework, il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, limitatamente alle attività di valutazione dei rischi di credito. Sviluppare, presidiare e manutenere il modello per l'attribuzione del rating alla clientela e garantire il presidio sull'intero processo di attribuzione. Analizzare e deliberare le proposte di rating controparte e di override sulla clientela Credembanca e Credemleasing facente parte della "Funzione Regolamentare Corporate".
  • Team "Validazione" (VAL): Sottoporre il sistema di rating e, più in generale, i modelli interni validati ad un processo di convalida interna ai fini di verificare nel continuo, in maniera iterativa, l'affidabilità dei risultati ed il mantenimento della coerenza con le prescrizioni normative, con le esigenze operative aziendali e con l'evoluzione del mercato di riferimento. Verificare l'adeguatezza delle scelte metodologiche e di processo delle attività di impairment alla luce dei principi contabili IFRS9. Per i parametri di rischio per modelli interni e impairment IFRS9 e i modelli/metriche inerenti il rischio tasso IRRBB e rischio Liquidità effettuare attività di verifiche periodiche. Effettuare attività di secondo livello sulle attività di controllo andamentale dei crediti. Coordinare le attività relative il rischio modello e condurne la rendicontazione annuale. Supportare il Risk Officer nella predisposizione dell'Autovalutazione dei processi ICAAP e ILAAP. Presidiare e validare i modelli valutativi di pricing, parametri e livelli di fair value nel rispetto dei criteri definiti nella Fair Value Policy di Gruppo redatta anche in coerenza con le disposizioni normative e contabili vigenti.
  • Team "GOVERNANCE, RAF ESG E OPERATIVI" (GEO): Supportare il Risk Officer e il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo nel quantificare e monitorare l'esposizione e la relativa Risk Tolerance, tramite l'applicazione di scenari di stress trasversali, a tutti i rischi risultati rilevanti in ambito RAF, con particolare riferimento alla loro integrazione, coerentemente alla regolamentazione interna di riferimento. Gestire e coordinare le attività relative al presidio e misurazione dei rischi operativi di Gruppo e di coordinamento per il Servizio delle attività relative ai rischi ESG (in particolare Climatici e Ambientali). Supportare il Risk Officer nelle attività di predisposizione, aggiornamento e gestione del Recovery e Resolution Plan. Coordinare per la Funzione Risk Management le attività richieste da BCE interfacciandosi con ERA.
  • Team "Rischi Finanziari e Wealth Management" (RFW); Supportare Credembanca e il Gruppo Credem (inclusa Credemvita) nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo, presidiandone il funzionamento, il rispetto, l'evoluzione e i processi di Data Management, relativamente ai Rischi Finanziari su portafogli di proprietà e su portafogli di terzi sotto forma di OICR e gestioni patrimoniali.
  • Team "Information Security and IT Risk Governance" (ISR): Governare in termini di definizione, indirizzo, controllo e flussi di reporting direzionale il complessivo modello di gestione della Sicurezza delle Informazioni e della Cyber Security di Gruppo per mantenerlo in linea con la Strategia e gli Obiettivi di Sicurezza e con l'evoluzione di business, tecnologia e normativa, favorendo cultura e sensibilizzazione sulla sicurezza delle informazioni. Definire e indirizzare le metodologie e i processi di presidio del Rischio ICT di Gruppo; in particolare governare le attività di analisi e valutazione del Rischio ICT e delle misure di mitigazione svolte a cadenza periodica e/o in base alle necessità, relazionando in merito le strutture interne e gli organi di vigilanza interessati.

Descrizione della cultura del rischio nel Gruppo e delle modalità attraverso cui viene garantita la diffusione

La responsabilità sul sistema di controllo interno fa capo al Consiglio di Amministrazione, in ottemperanza alla specifica normativa di vigilanza emanata per le banche da Banca d'Italia. Il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano ha definito le linee di indirizzo dei sistemi di controllo interno, assicurandosi che i principali rischi aziendali siano identificati, gestiti e monitorati in modo adeguato.

Le linee di indirizzo del sistema di controllo interno, costituito dall'insieme di regole, procedure e strutture organizzative volte a consentire, attraverso l'adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, la sana e prudente conduzione dell'impresa, sono definite dal Consiglio di Amministrazione, il quale ne valuta l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa, avvalendosi dell'assistenza dell'apposito Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e delle attività delle funzioni aziendali di controllo. Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi di Credito Emiliano si sostanzia come segue:

  • controlli di "linea" sul regolare svolgimento delle attività quotidiane, effettuati dalle stesse funzioni che pongono in essere le attività;
  • controlli posti in capo alle unità operative/amministrativo contabili, o incorporati nelle procedure;
  • controlli sulla gestione dei rischi di credito (compreso quello di tasso di interesse), di mercato e operativi affidati ad una specifica ed autonoma funzione di Risk Management che si occupa anche del profilo di rischio di liquidità a presidio del c.d. rischio strategico;
  • controlli di secondo livello, volti a presidiare le attività di contrasto e mitigazione del rischio di non conformità alle norme, compresa la disciplina di contrasto al riciclaggio ed al finanziamento al terrorismo;
  • controlli associati al processo di informativa finanziaria;
  • attività di revisione interna, effettuata dal Servizio Audit.

Il Gruppo Credem svolge con frequenza almeno annuale il processo ICAAP. L'obiettivo del processo ICAAP consiste nella valutazione autonoma da parte del Gruppo Credem, a livello consolidato, della propria adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica in relazione ai rischi assunti e alle strategie aziendali.

In coerenza con il processo ICAAP e gli obiettivi di business, il CA della Capogruppo valuta tutte le tipologie di rischio a livello consolidato e ne approva l'assunzione in maniera articolata su Società e Business Unit individuate come rilevanti per l'apporto al rischio di Gruppo, attraverso un articolato processo di Risk Appetite Framework.

Il RAF considera la possibilità che il profilo di rischio atteso possa subire sensibili variazioni in presenza di andamenti avversi di mercato e pertanto prevede delle soglie di tolleranza al Risk Appetite (Risk Tolerance), che rappresentano la variazione massima che Credem intende accettare in scenari di stress.

Il Comitato Risk Management inoltre rendiconta gli indicatori di II livello, ossia quegli indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo. Le metodologie di calcolo relative a ciascun indicatore sono riportate nel manuale "Indicatori di Rischio", la cui responsabilità di diffusione e aggiornamento è in carico alla funzione Risk Management.

Il Consiglio di Amministrazione, avvalendosi del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, nel corso del periodo ha valutato il funzionamento del sistema di controllo interno giudicandolo complessivamente adeguato, efficace ed effettivamente attuato rispetto alle caratteristiche della Banca e del Gruppo. Tale giudizio tiene conto del piano per l'implementazione dei punti di miglioramento individuati in esito alle verifiche svolte dalle Funzioni di Controllo.

Il Responsabile del Servizio Audit, in qualità di Responsabile della Funzione di Revisione Interna, è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo supportato dal Comitato Nomine, e previo parere favorevole e del Collegio Sindacale.

Il Consiglio, sentito il parere del Comitato Remunerazioni di Gruppo ai sensi delle disposizioni Banca D'Italia in materia, approva la politica di remunerazione a favore dei Responsabili di tutte le funzioni di controllo. Le politiche di incentivazione sono elaborate in modo coerente con i compiti assegnati, avendo cura di evitare situazioni in conflitto rispetto alle aree aziendali soggette al loro controllo.

Il Gruppo Credem ha previsto specifiche modalità di coordinamento tra i vari soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e gestione dei rischi. Il coordinamento viene garantito con le seguenti modalità:

  • ricezione della reportistica prodotta dalle funzioni di terzo e secondo livello nonché dai relativi comitati consiliari e interfunzionali, dal Consiglio di Amministrazione e dal Collegio Sindacale precisandosi che quest'ultimo viene informato anche in occasione delle partecipazioni alle singole riunioni dei Comitati e del Consiglio di Amministrazione;

  • invio della reportistica prodotta dalle funzioni di secondo livello alla Funzione di Revisione Interna;

  • analisi delle tematiche di controllo interno e analisi dei relativi rischi nell'ambito del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, il quale registra, tra l'altro, la partecipazione del Responsabile del Servizio Audit, anche in qualità di Segretario dello stesso (e perciò sempre informato di ogni tematica trattata dal Comitato), la partecipazione del Responsabile del Servizio ERISK, la partecipazione del Dirigente Preposto e del Responsabile della Funzione Compliance e Antiriciclaggio, quest'ultimi per le riunioni di relativo interesse, e da ultimo, la possibile presenza di ogni eventuale ulteriore invitato di cui si reputi opportuna la partecipazione per quanto già indicato in precedenza.

Il monitoraggio delle criticità e degli interventi a presidio avviene su base trimestrale tramite un Tableau de Board Unico per tutte le FAC sottoposto al Comitato Rischi e Sostenibilità di Gruppo e inviato all'Organo di Vigilanza.

Al fine di mantenere una elevata attenzione alle tematiche di controllo dei rischi connessi all'attività bancaria, il Gruppo Credem ha predisposto da alcuni anni un'attività formativa a tutti i livelli della struttura, compresi gli Organi Collegiali.

Rischi climatici ed ambientali

Al Servizio Entrerprise Risk Management (ERISK) sono stati affidati l'identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici e ambientali (C&E).

Tali fattori, in linea con quanto previsto dalle aspettative di vigilanza, sono stati integrati nelle principali categorie di rischio preesistenti coerentemente con quanto riportato nella mappa dei rischi e con quanto svolto per l'analisi di rilevanza utilizzata dalla funzione Enterprise Risk Management e alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.):

  • rischio di credito legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che un evento meteorologico (acuto e/o cronico), altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento) o la transizione verso un'economia più sostenibile (e.g. economia a basse emissioni di carbonio) possano avere un impatto sul merito creditizio della controparte o sul valore delle garanzie nel breve, medio e/o lungo termine
  • rischio di mercato legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che un evento meteorologico (acuto e/o cronico), altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento) o la transizione verso un'economia più sostenibile (e.g. economia a basse emissioni di carbonio) possano determinare un andamento sfavorevole delle variabili del mercato e quindi una rivalutazione del rischio di mercato nel breve, medio o lungo termine
  • rischio operativo legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che eventi ambientali, derivanti da eventi naturali acuti (e.g. frane, alluvioni) e/o cronici (e.g. innalzamento delle temperature) o dalla transizione verso un'economia più sostenibile, possano avere un impatto nel breve, medio e/o lungo termine sull'organizzazione (in termini di perdite operative, ad esempio dovute a sanzioni)
  • rischio di liquidità legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che un evento meteorologico (acuto e/o cronico), altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento) o la transizione verso un'economia più sostenibile (e.g. economia a basse emissioni di carbonio) possano avere un impatto sulle fonti di finanziamento stabili nel medio e lungo termine (e.g. a causa di una ridefinizione inattesa dei prezzi) e sui titoli dell'ente
  • rischio strategico e di business model correlato ai rischi fisici e di transizione: Il rischio di subire perdite a causa della scarsa reattività a riposizionare il business al fine di adattarsi a cambiamenti esterni (di mercato, regolamentari, etc.) indirizzati verso un'economia più sostenibile (e.g. a basse emissioni di carbonio) e a fronteggiare/ mitigare gli impatti di un possibile manifestarsi di eventi metereologici (acuti e/o cronici) e altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento).
  • rischio reputazionale legato ai rischi fisici e di transizione: rischio attuale o prospettico di subire perdite riconducibili a comportamenti e condotte di business rispetto alle quali il pubblico, le controparti dell'ente e/o gli investitori associno il Gruppo a effetti climatici e ambientali avversi.
  • rischi ESG: rischi di un impatto finanziario negativo derivante dagli effetti attuali o prospettici sulle controparti o sugli asset investiti da parte dei fattori:

    • o Environmental: legati ai possibili impatti dei processi, prodotti e servizi su risorse naturali, aria, acqua, suolo, biodiversità e salute umana;
  • o Social: legati alla sicurezza, condizioni e salute sul lavoro, diritti dei lavoratori, diritti umani, partecipazione ed equità di genere, etc.;

  • o Governance: legati all'anticorruzione, antiriciclaggio, presenza di iniziative e regole volte a garantire la business ethics, governance solida e trasparente, gestione dei rischi e cybersecurity.

ERISK coordina altresì le attività di misurazione e monitoraggio relative ai fattori di rischio C&E sui rischi principali, adottando metodologie in linea con le pratiche suggerite dal Regulator e con le best practices osservate sul mercato.

Inoltre supporta le valutazioni relative alla strategia di decarbonizzazione (tramite l'utilizzo di scenari climatici) e contribuisce ai principali framework di disclosure, incluse quelle legate a tematiche di Sostenibilità/ ESG.

Il Risk Officer ha inoltre la responsabilità del presidio della Compliance normativa relativamente alle aspettative di Vigilanza sui rischi Climate and Environmental.

Anche nel corso del primo semestre del 2024 la funzione ha partecipato ai gruppi di lavoro interfunzionali sul presidio dei rischi ESG ed alle attività richieste dalla Banca Centrale Europea (come l'aggiornamento dell'action plan comunicato a BCE e l'esercizio di climate stress test Fitfor-55 climate risk scenario analysis).

In particolare, in coerenza con l'action plan comunicato alla Banca Centrale Europea, la funzione ERISK ha svolto una serie di attività:

  • Relativamente all'analisi di rilevanza, sono state apportate evoluzioni sia in termini di perimetro dei rischi che di metodologie utilizzate. Nello specifico, al fine di cogliere pienamente l'impatto dei rischi climatici e ambientali sulle principali categorie di rischio esistenti, è stata valutata l'integrazione di questi ultimi, tramite approcci quantitativi o qualitativi:

  • le analisi sul rischio di credito sono state integrate indagando l'impatto dei fattori fisici e di transizione sia nel breve che nel medio-lungo termine; è stata introdotta l'analisi del rischio fisico sulle controparti (in aggiunta a quella sul rischio di transizione) e del rischio di transizione sugli immobili a garanzia delle esposizioni creditizie sulla base delle classi energetiche (oltre a quella del rischio fisico sugli immobili) ; è stata introdotta un'analisi specifica sui rischi environmental (biodiversità, rifiuti e utilizzo d'acqua), social e governance;

  • per il rischio di mercato è stata costruita una heatmap settoriale per valutare l'impatto dei rischi E, S e G sul portafoglio investimenti (banking e trading book);
  • per il rischio operativo è stata introdotta una valutazione dell'impatto delle minacce di rischio fisico sugli immobili di proprietà del Gruppo e sulle sedi fisiche degli outsourcers (FEI) e per il rischio di transizione è stato introdotto sia un approccio quantitativo sulla base delle evidenze rivenienti dai processi di RSA e LDC sia un approccio qualitativo in base all'operatività svolta dalle società del gruppo;
  • per il rischio reputazionale è stato confermato l'approccio sia quantitativo (con ulteriore revisione delle domande afferenti ai rischi C&E nel questionario dei rischi reputazionali) sia qualitativo sulla base dell'operatività svolta dalle società del gruppo, dando evidenza delle risultanze in termini di VaR per le componenti E, S e G;
  • è stato introdotto un approccio quantitativo per valutare la materialità del rischio di liquidità (in particolare sui depositi retail);
  • è stato introdotto un approccio quantitativo per il rischio strategico volto a misurare le emissioni GHG delle controparti del portafoglio creditizio appartenenti ai settori attenzionati dalla strategia ESG del Gruppo (Settori Oil and Gas e Power).

  • La funzione ERISK ha aggiornato e integrato una serie di key risk indicators nel suo Risk Appetite Framework, sia di primo livello (RAF) che di secondo livello (SREP), al fine di monitorare l'impatto dei rischi climatici e ambientali di transizione e fisici sul rischio di credito e di mercato. Gli indicatori SREP sono stati monitorati a partire dal 2023 nel Comitato Risk Management di Gruppo, mentre per il RAF 2024 sono stati definiti due KRI nel primo livello, uno per il rischio di credito e uno per il rischio di mercato, e sono state stimate le soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance al fine di attivare le procedure di escalation in caso di superamento di suddetti limiti.

  • Relativamente allo stress test framework la funzione ERISK ha:

  • integrato il Recovery Plan con i fattori di rischio legati al clima sia nello scenario sistemico che in quello combinato;

  • ha incluso i rischi C&E al fine di valutare l'impatto del rischio di transizione sulla PD e l'impatto del rischio fisico sul valore della garanzia nello scenario avverso ai fini RAF;

  • dopo una prima integrazione nell'ICAAP 2023, i fattori C&E sono stati pienamente integrati nell'ICAAP 2024 per valutare: lato rischio di credito, l'impatto del rischio di transizione sulla PD e l'impatto del rischio fisico sulla LGD; per il rischio di mercato, attraverso l'adozione del Climate Value at Risk (CVaR), è stata stimata la perdita potenziale che potrebbe verificarsi nel portafoglio di investimenti in diversi scenari climatici; per il rischio operativo è stato applicato un approccio di analisi di scenario relativamente al rischio fisico sugli immobili. Relativamente al rischio di liquidità, un evento di rischio climatico è stato incorporato nello scenario ILAAP esistente per il 2024.

Per quanto riguarda i processi di rischio operativo e reputazionale, la funzione ERISK ha aggiornato i relativi framework (ad esempio, LDC, RSA, RepRisk Questionnaire) al fine di catturare anche i fattori di rischio C&E (ad esempio, il catalogo dei rischi RSA è stato integrato con le domande ESG, sono state definite le linee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che ne permetteranno la rilevazione a partire dal 2024), consentendo così di prendere in considerazione questi fattori e il loro potenziale impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativo e reputazionale.

I pareri relativi alle Operazioni Maggior Rilievo sui prodotti di credito green/sostenibili e sulle offerte commerciali dedicate sono stati integrati dalla funzione ERISK evidenziando come le caratteristiche di tali prodotti siano idonee a mitigare i fattori di rischio ESG.

Al fine di integrare i presidi di monitoraggio del rischio di mercato con gli impatti derivanti dai rischi climatici e ambientali (C&E) è stata definita un'apposita metrica (Climate VaR) su cui sono in corso analisi volte alla futura integrazione di questa all'interno del regolamento "Assunzione rischi finanziari".

Sezione 1 – Rischio del consolidamento contabile

Informazioni di natura quantitativa

Qualità del credito

A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)

Portafogli/qualità Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
deteriorate
scadute
scadute non
Esposizioni
deteriorate
Altre esposizioni
non deteriorate
Totale
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 53.649 192.526 29.949 386.602 43.143.178 43.805.904
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
- - - - 8.982.915 8.982.915
3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair
value
- - - - 549.958 549.958
5. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - -
Totale 30/06/2024 53.649 192.526 29.949 386.602 52.676.051 53.338.777
Totale 31/12/2023 56.854 192.046 34.354 459.419 53.139.163 53.881.836

A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)

Deteriorate Non deteriorate
Portafogli/qualità Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Write-off*
parziali
complessivi
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Totale
(esposizione
netta)
1. Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
667.313 391.190 276.123 16.641 43.614.885 85.100 43.529.785 43.805.908
2. Attività finanziarie valutate al
fair value con impatto sulla
redditività complessiva
- - - - 8.988.997 6.082 8.982.915 8.982.915
3. Attività finanziarie designate
al fair value
- - - - X X - -
4. Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate al
fair value
- - - - X X 549.958 549.958
5. Attività finanziarie in corso di
dismissione
- - - - - - - -
Totale 30/06/2024 667.313 391.190 276.123 16.641 52.603.882 91.182 53.062.658 53.338.781
Totale 31/12/2023 701.673 418.417 283.256 17.477 53.196.993 94.704 53.598.581 53.881.837

B. Informativa sulle entità strutturate (diverse dalle società per la cartolarizzazione)

Un'entità strutturata è un'entità configurata in modo tale che i diritti di voto o diritti similari non sono ritenuti rilevanti per stabilire il controllo, come nel caso in cui i diritti di voto facciano soltanto riferimento ad attività amministrative e le attività rilevanti siano condotte attraverso accordi contrattuali.

Per i veicoli a destinazione specifica e fondi di investimento, il controllo è ritenuto esistere laddove il Gruppo dispone dei diritti contrattuali per gestire le attività rilevanti dell'entità e risulta esposto ai rendimenti variabili delle stesse.

B.1 Entità strutturate consolidate

Non sono presenti nel Gruppo entità strutturate consolidate.

B.2 Entità strutturate non consolidate contabilmente

Non sono presenti nel Gruppo entità strutturate non consolidate.

Sezione 2 – Rischi del consolidato prudenziale

In questa sezione sono fornite le informazioni riferite alle imprese incluse nel consolidato prudenziale (società appartenenti al Gruppo bancario).

1.1 Rischio di credito

Informazioni di natura qualitativa

Secondo le disposizioni del principio contabile IFRS 9 le perdite attese sui crediti devono essere determinate valutando una gamma di possibili scenari adeguatamente ponderati in modo da riflettere un importo obiettivo in relazione alle loro differenti probabilità di realizzo.

A tal fine il modello di Impairment considera tre scenari macroeconomici futuri: uno centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e RAF e due ulteriori scenari a corollario, volti a rappresentare un range di variabilità tra gli ipotetici scenari plausibili:

  • "Scenario Good" scenario con bassa probabilità che si verifichino scenari migliori;
  • "Scenario Baseline" scenario centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e RAF;
  • "Scenario Bad" scenario con bassa probabilità che si verifichino scenari peggiori.

Tali scenari sono selezionati tra quelli forniti periodicamente da un fornitore esterno e sono approvati dal Consiglio di Amministrazione. Ciascuno è corredato dalla relativa probabilità di accadimento, e fornisce le proiezioni future dei principali indicatori macroeconomici su un orizzonte di tre anni, con frequenza di osservazione trimestrale.

Si riporta di seguito l'indicazione degli scenari macroeconomici adottati per il calcolo delle perdite attese ponderate, corredati dai pesi definiti in coerenza con la relativa probabilità di accadimento:

Scenario IFRS 9 Descrizione dello scenario Peso da
policy
"Good" : scenario con probabilità del
Stronger Near-Term Recovery Scenario ("S1")
10% che si realizzi uno scenario migliore e del 90% che se ne realizzi uno
peggiore
10%
"Baseline" : scenario con probabilità del 50% che si realizzi uno
Baseline Scenario
scenario migliore e del 50% che se ne realizzi uno peggiore
80%
"Bad" : scenario con probabilità del 90% che si
Deep Recession Scenario ("S3")
realizzi uno scenario migliore e del 10% che se ne realizzi uno peggiore
10%

Per maggiori dettagli sulle ponderazioni degli scenari effettivamente applicati al 30 giugno 2024 si rimanda a quanto descritto nel paragrafo 2.4 "Metodi di misurazione delle perdite attese".

Ai fini della definizione degli scenari, il PIL è la variabile "anchor point", il cui andamento è considerato come indicatore rappresentativo del quadro economico generale. Sulla base dell'andamento del PIL è definito l'andamento delle altre variabili macroeconomiche di rilievo. A ciascuno scenario, in condizioni standard, è quindi associata una probabilità di accadimento sulla base del loro percentile di riferimento nella distribuzione delle variazioni del PIL sugli scenari generati.

Per maggiori dettagli sugli scenari si rimanda anche a quanto descritto più avanti al paragrafo "Misurazione delle perdite attese - Definizione dello scenario".

L'effetto degli Scenari viene poi tradotto nel modello di Impairment tramite l'utilizzo di appositi modelli Satellite che individuano le variabili più significative per rappresentare la più significativa correlazione tra il ciclo economico e i dati interni anche in termini di scostamento temporale (prendendo in considerazione i distinti driver anche a vari lag temporali rispetto al dato consuntivo).

Questi ultimi sono utilizzati per il calcolo della componente forward looking di tutti i parametri che intervengono nel calcolo dell'ECL: PD, LGD e EAD/PrePayment.

Considerazioni ulteriori possono essere effettuate per le esposizioni classificate nello "Stage 3". Per quel che attiene più specificatamente ai crediti deteriorati, si segnala che, pur in presenza di una sostanziale equiparazione della definizione di credito deteriorato (credit-impaired financial asset) presente nell'IFRS 9 rispetto al principio contabile che è andato a sostituire (lo IAS39), le

modalità di calcolo dell'ECL lifetime hanno comportato riflessi metodologici anche ai fini delle valutazioni da svolgere in tale comparto, principalmente in relazione:

  • All'inclusione di informazioni di tipo forward looking, quali quelle relative agli scenari macroeconomici, alle stime e alle tempistiche di recupero, alla probabilità di migrazione in classi peggiori, nonché quelle che possono avere influenza sul valore del collaterale o sulla durata attesa del relativo recupero;
  • Alla considerazione di scenari alternativi di recupero, quali quelli di vendita degli asset creditizi, in connessione con possibili cessioni di quote del portafoglio deteriorato, in relazione agli obiettivi aziendali di riduzione degli asset non performing, ai quali deve essere attribuita una probabilità di realizzazione, da considerare nell'ambito della valutazione complessiva.

Tenendo in considerazione quanto sopra e in coerenza con gli indirizzi e gli obiettivi relativi al portafoglio NPL, le svalutazioni sui crediti deteriorati vengono applicate attraverso due diverse metodologie:

  • Analitiche sulle singole esposizioni, in relazione alle rettifiche applicate a tali esposizioni, nel corso del periodo corrente le perdite attese sui crediti deteriorati sono determinate analiticamente in base alle previsioni di recupero formulate dal gestore o risultanti dall'applicazione del regolamento interno "linee guida e criteri di svalutazione crediti gruppo Credem", attualizzate in funzione dei tassi di interesse effettivi originari e della relativa tempistica di recupero prevista. Considerato che le previsioni di recupero assumono come riferimento la specifica situazione del debitore, si ritiene non trovi coerenza di applicazione un'analisi di sensitivity delle perdite attese su tali esposizioni. Nonostante ciò, non si può escludere che un peggioramento della situazione creditizia del debitore, anche in seguito a possibili impatti negativi sull'economia derivanti dalla complessa situazione geopolitica attuale, con particolare riferimento a recenti tensioni internazionali, potrebbe generare ulteriori perdite rispetto a quelle previste a giugno 2024.
  • Per quanto riguarda le attività di gestione del rischio, sono state implementate azioni mirate che hanno coinvolto l'intero portafoglio creditizio. In particolare, sono stati identificati con attenzione i clienti potenzialmente più vulnerabili agli impatti derivanti dall'aumento dei tassi di interesse, dagli alti costi energetici, dalle fluttuazioni dei prezzi delle materie prime e dalle tensioni geopolitiche globali. Queste condizioni hanno creato un contesto economico complesso che richiede un monitoraggio continuo e una gestione proattiva del rischio. L'attenzione è stata focalizzata su settori considerati maggiormente esposti, tra cui l'industria della carta, la produzione di piastrelle in ceramica, la metallurgia, l'automotive e il settore chimico. Inoltre, nell'analizzare la strategia creditizia sono state considerate le politiche della BCE, con particolare attenzione all'innalzamento dei tassi di interesse e alle dinamiche inflazionistiche, al fine di adeguare prontamente le politiche aziendali a un contesto economico in continua evoluzione. I settori sottoposti a maggior presidio vengono aggiornati trimestralmente per tener conto della dinamicità del contesto esterno.
  • Svalutazioni determinate secondo uno specifico modello, che possono essere applicate ad un portafoglio di posizioni a Sofferenza valutate in un'ottica di dismissione (di seguito definito "Portafoglio sotto-modello Stage 3" o "Portafoglio").
  • Al 30/06/2024 non vi sono posizioni classificate all'interno del Portafoglio sotto-modello Stage 3.

1. Aspetti generali

Il Gruppo Credem considera storicamente l'elevata qualità del credito come un elemento fondante della propria stabilità patrimoniale ed un fattore strategico nel processo di creazione del valore. I principi fondamentali su cui si basa l'erogazione del credito sono i seguenti:

  • la coerenza con la connotazione di banca commerciale domestica nella valutazione dell'attività del cliente, della sua dimensione e della sua ubicazione geografica rispetto alla rete Credem;
  • la tecnica nell'analisi di rischio, che assicura alle concessioni creditizie un presupposto oggettivo e coerente con le finalità e le esigenze finanziarie del cliente, con le sue dimensioni patrimoniali e finanziarie e con le relative capacità di rimborso storiche e prospettiche, anche al fine di ridurre fortemente eventuali necessità di rifinanziamento successivo;

  • la qualità e l'adeguatezza delle informazioni, coerentemente ai criteri di Data Governance definiti dal gruppo Credem, come presupposto essenziale per la valutazione oggettiva del profilo di rischio che trova nel rating interno la sua prima espressione di sintesi;

  • il frazionamento del rischio di credito perseguito diversificando il portafoglio clienti con un approccio selettivo e coerente con gli obiettivi di capitale e di rischio/rendimento;
  • la valutazione consolidata delle controparti a livello di Gruppo in modo da delineare una prospettiva unitaria e non frammentata del profilo di rischio di ciascuna singola controparte o gruppo controparte;
  • la cura riservata alla regolarità formale prima dell'erogazione delle concessioni di credito anche attraverso il supporto di strutture specialistiche presso il gruppo che assicurano i necessari riferimenti tecnico-consulenziali;
  • l'attenta gestione dei rapporti da parte delle unità di linea e i controlli effettuati dalle funzioni centrali dedicate, che assicurano la corretta applicazione delle linee di credito, l'aggiornamento costante del quadro informativo della clientela, la tempestiva individuazione delle posizioni problematiche e l'adozione delle azioni necessarie al recupero delle relative esposizioni;
  • l'adozione di politiche rigorose di classificazione e copertura dei crediti deteriorati, privilegiando quando possibile politiche transattive volte a raggiungere accordi stragiudiziali con le controparti contenendone di conseguenza i costi di recupero;
  • l'attenzione ai fattori ESG, con particolare focus rispetto al grado di esposizione agli impatti generati dai fattori climatici e ambientali sui portafogli creditizi, sulla sostenibilità delle controparti e sul valore dei collateral;
  • l'astensione dal finanziamento di aziende collegate direttamente a settori controversi definiti dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, nello specifico quelli correlati alla produzione e commercializzazione di armi non convenzionali e all'utilizzo di derivati speculativi su materie prime alimentari.

Con il ridursi del rischio di credito associato alla pandemia Covid 19, si precisa che a partire dal 1° Gennaio 2023 l'EBA ha deciso di abrogare l'informativa prevista dalle "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID 19 crisis" precedentemente pubblicate nell'informativa "Pillar 3".

1.1 Impatti derivanti dal rischio climatico in relazione al rischio di credito

Con riguardo ai rischi climatici, nell'ambito del percorso di progressivo allineamento alle aspettative della Banca Centrale Europea (BCE) in materia di inclusione delle tematiche ESG nel Framework di Risk Management, il Gruppo ha avviato una progettualità che ha l'obiettivo di introdurre i principali fattori di rischio climatici e ambientali nei modelli contabili IFRS 9. In particolare saranno gestiti i seguenti fattori di rischio:

  • «Rischio Fisico» sul portafoglio Mutui e Leasing immobiliari: espresso tramite la riduzione del valore delle garanzie immobiliari, al fine di rappresentare l'ipotetico danno apportato da eventi climatici (alluvioni e frane), in relazione alla rischiosità del territorio in cui è ubicato l'immobile.
  • «Rischio di Transizione» sul portafoglio Imprese: volto a rappresentare la minore redditività in cui le Imprese potrebbero incorrere nell'ambito del processo di adeguamento verso un'economia più sostenibile.

Le attività progettuali di realizzazione del modello sono in corso, entrambe le evolutive descritte comporteranno un aumento delle rettifiche di valore e saranno quantificate considerando diversi scenari climatici ad integrazione degli scenari macro-economici già previsti dall'attuale impianto. Inoltre, a fronte della progettualità in corso relativa alla gestione dei rischi ESG nella modellistica IFRS9, è stata introdotta una copertura aggiuntiva a partire da Giugno 2024 quale anticipazione di tali effetti sul portaglio crediti in essere. Le evoluzioni intercorse nel corso del semestre, che riguardano gli affinamenti ai modelli contabili e la gestione dei rischi ESG hanno come effetto una ripresa di valore non significativa a livello consolidato (inferiore 1 milione).

2. Politiche di gestione del rischio di credito

2.1 Aspetti organizzativi

Il Servizio Crediti di Credito Emiliano è organizzato secondo tre aree di responsabilità:

  • Credit Strategy e Monitoring, che definisce obiettivi e linee guida di sviluppo del credito inteso come business line in coerenza con gli obiettivi ed il RAF di gruppo, effettua i controlli sulla

filiera del credito, redige la regolamentazione interna e definisce i principali strumenti, processi e modelli a supporto dell'intero processo del credito (fatte salve le attribuzioni di responsabilità al servizio ERISK in relazione ai modelli rientranti nel perimetro IRB);

  • Credit Management, che attraverso l'attività deliberativa e la consulenza tecnica alle strutture commerciali ed alle Società in perimetro garantisce nel tempo un profilo di rischiosità degli impieghi coerente con gli obiettivi di strategy definiti, presidiando il corretto ripagamento delle posizioni anomale;
  • Non-Performing Credit, che si occupa delle attività di gestione e recupero sul credito non performing.

Le linee guida di Credit Strategy vengono approvate dallo specifico Comitato Credit Strategy di Gruppo e deliberate dal Consiglio di Amministrazione. Relativamente al perimetro NPL, il Comitato Crediti Non Performing di Gruppo, si occupa di definire specifiche azioni di indirizzo strategico e di monitoraggio, anche relativamente all'andamento degli indicatori SREP di competenza.

Nella gestione del rischio di credito concorrono inoltre, per le rispettive aree di competenza, processi di responsabilità del Servizio di Gruppo Erisk:

  • Il Risk Appetite Framework, in cui sono definiti tolerance e appetite per gli indicatori relativi al rischio di credito sia in termini di performing loan che di non performing loan;
  • Gestione Sistema interno di rating, per la responsabilità del Sistema di rating Corporate e Retail, per l'attribuzione del rating alle singole controparti, per la calibrazione dei parametri e per la relativa convalida.

Le disposizioni introdotte dalla normativa di riferimento per l'adozione dei modelli interni ed i successivi aggiornamenti sono stati sistematicamente accolti da Credito Emiliano S.p.A. come un'opportunità per migliorare la gestione del rischio e per incrementare il valore generato per gli azionisti, grazie alla storica qualità dell'attivo creditizio nonché all'ampia e consolidata diffusione degli strumenti di rating utilizzati nell'attività di valutazione, erogazione, monitoraggio e prezzatura del credito.

2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo

L'attività di valutazione ed erogazione del credito è differenziata a seconda della tipologia di clientela. Più precisamente, per il segmento corporate è in uso un sistema "esperto" che guida la formulazione della proposta di affidamento ed è alla base del sistema di rating. Tale metodologia si basa su logiche di analisi delle componenti economico-patrimoniali di bilancio integrate dalla valutazione dei flussi di cassa, dati di centrale rischi, nonché da valutazioni qualitative sul posizionamento competitivo, sui rischi di business e sull'appartenenza al gruppo.

Per il segmento small business, nell'ambito della stessa metodologia generale di valutazione, sono state applicate delle differenziazioni per dare maggior peso alle informazioni di tipo andamentale e di centrale dei rischi, che forniscono un contributo importante alla capacità predittiva del default.

Per il segmento delle microattività e dei privati consumatori è stato sviluppato un sistema di rating specificamente calibrato su questa tipologia di clientela a supporto dei processi di approvazione delle operazioni.

Inoltre, per tutta la clientela Banca è attivo un modello interno di Loss Given Default (LGD) che valuta la potenziale perdita dato il default della controparte, tenendo in considerazione la tipologia di controparte, l'ammontare dell'esposizione, la tipologia di forma tecnica e le eventuali garanzie a sostegno della posizione.

Tutti i sistemi sono direttamente integrati nella proposta di affidamento; la nuova Pratica Elettronica di Fido è operativa per tutti i gestori privati e aziende. La piattaforma garantisce un elevato data quality ed efficienza nei processi di istruttoria e delibera di affidamenti e rating.

Un pilastro fondamentale di governance del credito è costituito inoltre dall'assegnazione "ad personam" delle autonomie delegate, previa valutazione sul singolo deliberante di elementi fondamentali quali le competenze, i risultati conseguiti nella gestione ed erogazione del credito e l'attività formativa fruita.

I poteri di delega si basano, attualmente per la sola Credembanca, sull'indicatore "Accordato Ponderato", che applicando dei pesi alle singole componenti della posizione affidata ne sintetizza la rischiosità in rapporto alle policy ed alle serie storiche dei default.

Negli ultimi anni, l'implementazione di investimenti tecnologici e l'adozione di Advanced Analytics hanno notevolmente potenziato i meccanismi "automatici" per il monitoraggio e l'origination, con

particolare attenzione all'evoluzione dell'Openbanking. In questo contesto, l'Indicatore di Monitoraggio Andamentale (IMA), un Modello di Early Warning, gioca un ruolo centrale nella previsione di comportamenti creditizi anomali prima che si manifestino, contribuendo anche al calcolo del Massimo Accordato Concedibile (MAC), il quale rappresenta il massimo livello di affidamento attribuibile automaticamente a una controparte.

L'efficacia di questi strumenti si traduce in una maggiore industrializzazione del processo di concessione del credito, facilitando la realizzazione di campagne automatiche. Da evidenziare è la capacità di questi indicatori di considerare, in diverse fasi storiche, il contesto economico circostante, come evidenziato durante periodi di crisi e contesti geopolitici (ad esempio, conflitti bellici). Queste valutazioni forward-looking consentono di contestualizzare e graduare le azioni commerciali in modo dinamico.

Inoltre, l'adozione di metodologie di Early Warning sta progressivamente permettendo di superare il tradizionale concetto di scadenze di revisioni periodiche, orientandosi verso logiche di revisione di merito richieste ad evento, ovvero in risposta a motivi specifici di rischio di credito atteso che emergono nel corso dell'attività.

A partire dall'anno 2020 Credem ha eseguito un assessment con riferimento al documento EBA relativo alle guidelines on loan origination and monitoring con l'obiettivo di individuare gli impatti che la regolamentazione avrebbe determinato su governance, strategie creditizie, processi del credito e sistemi IT.

Nel corso del primo semestre 2024 sono stati realizzati ulteriori interventi organizzativi e di governo atti ad addivenire ad una piena aderenza alle indicazioni normative delle linee guida EBA. La funzione di definizione e di controllo dei limiti di affidamento si avvale del supporto di uno specifico Comitato Crediti di Gruppo che fissa, tra gli altri, il Credit Limit principale su cui si basa la Policy che è la Soglia di Massima Esposizione (SME), cioè l'ammontare massimo di rischio di credito che il Gruppo intende assumere verso una controparte (o gruppo di soggetti collegati) incluse le esposizioni derivanti dai titoli. La definizione di tale soglia prende a riferimento il Capitale Ammissibile di Gruppo ed i limiti di Vigilanza. Il Comitato è responsabile inoltre di rendicontare le posizioni che, a seguito di specifiche decisioni, superano le soglie definite. Il superamento delle "Soglie di Massima Esposizione" si configura come "Operazione di Maggior Rilievo" ai sensi del 15° aggiornamento del 2 luglio 2013 della Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006.

Il Gruppo Credem ha individuato come presupposto per la gestione dei rischi in ottica consolidata l'individuazione di organismi di governo:

  • CA della Capogruppo: è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi e di risk appetite, dell'approvazione della normativa interna che regolamenta anche le strutture di limiti specifiche;
  • i CA delle singole Società recepiscono gli obiettivi assegnati dal CA della Capogruppo riferiti a mission e profilo di rischio;
  • Comitato Esecutivo (di seguito CE): organo di gestione della Capogruppo.

Sono inoltre state costituite Funzioni specialistiche all'interno della Capogruppo ed in particolare:

  • Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (di seguito anche Comitato Rischi);
  • Comitato Risk Management;
  • Funzione di Risk Management, all'interno del Servizio Enterprise Risk Management (ERISK).
  • La Funzione di Risk Management è composta oltre che dal Team Leader di Direzione della Funzione Risk Management (c.d. Risk Officer), individuato nel responsabile del Servizio ERISK, da:
  • Team Rischi di Credito;
  • Team Validazione;
  • Team Governance, RAF, ESG e Operativi;
  • Team Rischi Finanziari e Wealth;
  • Information Security & IT Risk Governance.

A livello di portafoglio, le analisi periodiche e il monitoraggio sono svolte dalla funzione Risk Management.

Il Comitato Rischi svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed in generale al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento.

In particolare, la funzione di Risk Management consente al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:

  • il Risk Appetite Framework (con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza) assicurando che l'attuazione sia coerente con gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza approvate;
  • l'andamento trimestrale del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite e alle soglie di tolleranza relativamente a tutti gli indicatori previsti nel RAF di Gruppo;
  • il Piano di Recovery;
  • i criteri per individuare le Operazioni di Maggior Rilievo (OMR) e approvare la rendicontazione annuale relativa;
  • le metodologie di misurazione e controllo dei rischi utilizzate anche ai fini del calcolo del capitale interno e il perimetro dei rischi rilevanti, nell'ambito dei processi RAF, ICAAP e ILAAP.

Il 2 ottobre 2015 la Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing. Relativamente ai modelli interni, la funzione di Risk management consente al CA, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:

  • la conformità dei modelli interni ai dettami previsti dalla regolamentazione prudenziale previo parere del Collegio Sindacale;
  • i parametri di rischio relativi ai modelli interni utilizzati previo parere preventivo della funzione di convalida.

Nello specifico, con riferimento al Rischio di credito per le attività richieste dalla disciplina prudenziale, la Funzione Risk Management per il tramite del team Rischi di Credito:

  • svolge tutte le attività previste, in carico a tale ufficio, dal Regolamento di "Gestione del sistema interno di rating";
  • svolge attività gestionali inerenti la quantificazione del rischio di credito a supporto di altre funzioni, anche con riferimento alle operazioni con soggetti collegati e la verifica dell'adeguatezza delle valutazioni effettuate sui crediti deteriorati.

Inoltre il team Validazione:

  • effettua la convalida dei modelli interni come previsto dal Regolamento "Gestione del Sistema Interno di Rating" e dal Regolamento Risk Management di Gruppo;
  • effettua verifiche sulle attività di controllo andamentale del credito.

2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese

Come già esposto nella parte A, il principio contabile IFRS 9 prevede criteri di misurazione delle perdite attese che sono articolati su tre livelli crescenti di deterioramento creditizio. Gli strumenti finanziari sono raggruppati in tre Stage (categorie o bucket), sulla base del rischio di credito e dell'incremento del rischio di credito tra la rilevazione iniziale e la data di riferimento del bilancio. Nel dettaglio:

  • Stage 1: strumenti finanziari performing che non hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale, o che risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione (perimetro low credit risk). In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa entro i successivi 12 mesi della vita residua dello strumento.
  • Stage 2: strumenti finanziari performing che hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale e che non risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione. In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa nell'arco dell'intera vita residua dello strumento (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).
  • Stage 3: strumenti finanziari deteriorati, che mostrano oggettive evidenze di una perdita di valore. La rettifica di valore è definita analiticamente e copre la perdita attesa nell'arco dell'intera vita residua del credito (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).

  • In generale le regole di allocazione nei tre Stage definite dal Gruppo Credem, si fondano sui principali elementi forniti dal sistema di rating interno nonché sui principali indicatori di deterioramento creditizio monitorati dal Gruppo Credem per la gestione del rischio.

Il Gruppo identifica la presenza di un significativo incremento del rischio di credito (SICR) nella rilevazione di un deterioramento di almeno 2 classi nel rating della controparte dal momento della rilevazione iniziale. Nel contempo le classi di rating assimilabili alla categoria "investmentgrade" sono considerate profili di bassa rischiosità; le esposizioni che, alla data di misurazione, rientrano in tali categorie sono classificate dall'applicativo interno di riferimento in Stage 1, senza necessità di verificare l'eventuale deterioramento del merito creditizio intervenuto a seguito della rilevazione iniziale (c.d. low credit risk exemption).

Inoltre l'inserimento del rapporto nella lista dei clienti sotto osservazione perché valutati come a maggior rischio di deterioramento (cd. Watchlist), la presenza di misure di forbearance o di scaduto continuativo di oltre 30 giorni sono considerati segnali oggettivi di deterioramento del merito creditizio: pertanto gli strumenti finanziari che presentano tali evidenze sono classificati direttamente in Stage 2 senza valutare la contestuale presenza o meno di un significativo incremento del rischio di credito né tanto meno l'aderenza ad un profilo ritenuto a bassa rischiosità.

Per l'identificazione dei crediti deteriorati, e la loro allocazione nel bucket di rischio Stage 3, il Gruppo Credem fa riferimento alla definizione interna di credito deteriorato disciplinata nel regolamento "Policy di gruppo Crediti". Tale regolamento specifica che sono considerate "default" le categorie di crediti deteriorati in conformità a quanto previsto in materia dalle disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia (Circolare n. 272 30 luglio 2008 "Matrice dei conti", Sez. B Cap. II, "Qualità del credito", 16° aggiornamento del 2 novembre 2022) dove sono elencati i criteri e le caratteristiche richiesti per ogni categoria. La definizione di default comprende le seguenti categorie, che rappresentano stati di "default" di severità crescente:

  • esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate (PS);
  • inadempienze probabili (IP);
  • sofferenze (Z).

Per gli strumenti finanziari allocati in Stage 3, le rettifiche di valore sono definite su base "esperta" in relazione alle evidenze dell'attività di gestione e recupero dei crediti deteriorati: per ciascun credito anomalo/deteriorato, è identificata una percentuale di copertura idonea a rappresentare le perdite attese nella vita residua del credito, in relazione all'analisi di caratteristiche rilevanti quali: tipologia di prodotto creditizio, ammontare dell'esposizione creditizia, anzianità dello stato di deterioramento, presenza o meno di garanzia a supporto (tipologia di garanzia e livello di copertura "loan to value").

In particolare, il Gruppo ritiene che un periodo prolungato in stato di non performing loan (NPL) aumenta la perdita attesa e può influire sul valore delle garanzie. La data di ingresso a default ininterrotto è quindi identificata come indicatore chiave del deterioramento del credito.

Sugli strumenti finanziari allocati in Stage 1 e 2, la determinazione delle perdite attese avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, sono associate:

  • una probabilità di inadempienza (PD, "Probabilità di Default");
  • una perdita in caso di inadempienza (LGD, "Loss Given Default") commisurata anche alla tipologia di finanziamento, ossia alla forma tecnica, alla tipologia di garanzia o ad altri fattori rilevanti;
  • una esposizione in caso di inadempienza (EAD, "Exposure at default")
  • una scadenza stimata nel caso di esposizione senza scadenza contrattuale (Maturity).
  • In generale, i parametri di rischio adottati dal Gruppo per determinare le rettifiche di valore sono basati sulle medesime ipotesi e tecniche di stima dei modelli interni, nella versione più recente condivisa (o comunque in corso di condivisione) con l'autorità di vigilanza, per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito con metodologia IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD). A differenza di questi ultimi che sono definiti tramite un approccio di media lungo il ciclo ("truogh-the-cycle") e di inclusione di condizioni macroeconomiche sfavorevoli (fase recessiva di "downturn"), i parametri adottati per la determinazione delle rettifiche di valore ai sensi dell'IFRS 9, sono fondati su una logica puntuale (c.d. "point in time") e previsionale ("forward-looking"), in modo da essere idonei a rappresentare la congiuntura macroeconomica presente e prevista nel breve-medio termine. Pertanto essi sono stimati prendendo in considerazione sia i dati storici, laddove siano state identificate tendenze e correlazioni con il rischio di credito, sia indicatori previsionali di eventi attesi nonché previsioni sull'andamento del ciclo macroeconomico.

Le rettifiche di valore sono quindi determinate valutando una gamma di possibili risultati in modo da riflettere un importo obiettivo ponderato in relazione alle probabilità di realizzo dei diversi scenari. Nello specifico il Gruppo considera tre scenari di severità crescente e ne proietta l'andamento sui parametri di rischio adottati per la misurazione delle perdite attese, in modo che essi riflettano le condizioni macroeconomiche attese da tali scenari. Le tecniche di condizionamento al ciclo macroeconomico ricalcano le logiche adottate dal Gruppo per la conduzione degli esercizi di stress testing indetti dagli organi europei di supervisione:

  • metodi di condizionamento al ciclo della probabilità di inadempienza (PD), che combinano ipotesi di variazione nel merito creditizio della controparte (i.e. variazioni nella valutazione di rating futura associata alla controparte) con ipotesi di variazioni della probabilità di inadempienza associata a ciascun profilo di rischio (adozione dei c.d. "modelli satellite" interni che esprimono la relazione esistente tra la probabilità di inadempienza ed i principali fattori macroeconomici);
  • metodi di condizionamento al ciclo dell'esposizione al default (EAD) per le linee di credito rateali, che combinano la tipologia di prodotto e di controparte ed ipotesi di verificarsi di eventi di PrePayment, con conseguente influenza sull'esposizione al rischio in caso di default.
  • metodi di condizionamento al ciclo della perdita in caso di default (LGD), che combinano ipotesi di variazione nel livello di deterioramento del credito (i.e. migrazioni tra diversi stati di default) ed ipotesi di variazioni nel livello di copertura delle garanzie a supporto del credito, con conseguente influenza sulla capacità di recupero e sull'ammontare di perdita rilevato in caso di default.

A partire da Giugno 2024 l'impianto complessivo dei modelli contabili è stato affinato nell'ottica di recepire le ultime modifiche all'impianto AIRB e le serie storiche più recenti sia in termini di parametri che di scenari macroeconomici.

In particolare:

  • sono state aggiornate le proiezioni dei modelli satellite che determinano la componente forward looking dei parametri PD e LGD ed EAD, prendendo come riferimento lo scenario macroeconomico di Dicembre 2023;
  • sono state aggiornate le serie storiche sottostanti ai modelli con orizzonte temporale 2011- 2022 per tutti i parametri;
  • sono state recepite le modifiche metodologiche apportate ai modelli AIRB nella versione più recente in corso di condivisione con l'Autorità di Vigilanza alla data di riferimento di Giugno 2024;
  • è stata mantenuta, come a Dicembre 2023, una ponderazione alternativa degli Scenari (Baseline 60%, Good 10%, Bad 30%) nell'ottica di un contesto macroeconomico progressivamente meno volatile e di un graduale ritorno ai pesi standard previsti dalle policy, come maggiormente dettagliato di seguito nel paragrafo "Misurazione delle perdite attese definizione dello scenario".

In generale, i criteri dettagliati seguiti per la determinazione delle rettifiche di valore su ciascuno Stage, sono disciplinati nelle policy interne "Policy Svalutazione Crediti" e "Linee Guida e criteri di svalutazione titoli" nell'ultimo aggiornamento rilasciato che è stato sottoposto anche all'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione.

Valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR)

Come anticipato, il framework IFRS 9 in uso presso il Gruppo relativo all'attività di staging degli strumenti finanziari in bonis è stato mantenuto inalterato nell'ambito dell'emergenza da Covid-19. L'approccio adottato si basa su un principio di classificazione di tipo analitico, ovvero basato sull'analisi delle singole posizioni. I driver di stagingimpiegati sono:

valutazione del Significant Increase in Credit Risk (i.e. SICR) tramite misurazione della variazione del rating alla data di riferimento rispetto alla data di origination della posizione: in caso di rilevamento di un delta in peggioramento pari o superiore a 2 notch sulla masterscale dei rating, la posizione è automaticamente classificata a stage 2 (in caso il rating alla data di riferimento sia ricompreso in una delle prime 3 classi, la posizioni è automaticamente mantenuta in stage 1 in virtù della cd. Low Credit Risk Exemption). In caso contrario la posizione è classificata a stage 1. Tale criterio risulta di carattere relativo, prevedendo il confronto con la situazione creditizia rilevata all'erogazione del credito;

  • criterio backstop sui giorni di scaduto: in caso di rilevamento di 30 o più giorni di scaduto continuativo la posizione è automaticamente classificata a stage 2;
  • criterio backstop sulle misure di forbearance: in caso di classificazione a forborne performing, la posizione è automaticamente classificata a stage 2 (per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo "4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazione commerciali e esposizioni oggetto di concessione");
  • criterio backstop sui rapporti classificati nella cd. Watchlist: in caso di inserimento del rapporto nella lista dei clienti sotto osservazione perché valutati come a maggior rischio di deterioramento (cd. Watchlist) il rapporto è automaticamente classificato a stage 2.

Misurazione delle perdite attese

Definizione dello scenario

Gli scenari sono forniti da un provider esterno: nel dettaglio, vengono individuati tre Scenari: Baseline (come indicato dal fornitore), Bad e Good (rispettivamente individuati come gli Scenari S3 e S1 del medesimo fornitore). Per tali diversi scenari, sono fornite inoltre le relative probabilità di accadimento, che vengono utilizzate per ponderare le diverse stime di ECL derivanti e pervenire alla stima complessiva.

A seguito dell'emergenza sanitaria legata alla pandemia Covid-19 e del conflitto tra Russia e Ucraina gli Istituti sono stati chiamati a istituire meccanismi di monitoraggio degli Scenari sottostanti ai modelli e della relativa sensitivity in contesti di forte volatilità.

In tale contesto, il Gruppo ha confermato l'utilizzo del provider già in uso valutando tuttavia tempo per tempo la ponderazione da attribuire ai tre scenari macroeconomici disponibili. A partire da Settembre 2023 è stato deciso di ricalibrare la ponderazione degli scenari, definendo di mantenere una ponderazione alternativa più severa rispetto a quella standard, considerando comunque un contesto macroeconomico progressivamente meno volatile rispetto agli ultimi anni e un graduale ritorno ai pesi standard: 10% good, 30% bad, 60% baseline (0% good, 60% bad, 40% baseline per il 2022). Tale impostazione è stata mantenuta anche nel primo semestre 2024.

Si riportano di seguito gli andamenti attesi delle variabili PIL ITA e Inflazione Europea relativi alle ultime deliveries del provider, incluse quelle di Dicembre 2023, impiegate per l'aggiornamento dei modelli in usa Giugno 2024.

Come è possibile osservare dai grafici riportati, la crisi legata alla pandemia COVID e lo scoppio della Crisi RU/UA hanno comportato un periodo di forte volatilità che va riducendosi nell'ultimo periodo e che si riflette nel progressivo allineamento delle previsioni delle deliveries riportate nel grafico. Inoltre, nonostante le tensioni, gli scenari sembrano confermare previsioni di crescita (seppur modesta) e, dato l'aggiornamento avvenuto nel 2023 dei modelli satellite ad una serie storica comprensiva anche del 2022, si è optato per una rimodulazione dei pesi più vicina a quella ordinaria rispetto a quella selezionata a Dicembre 2022, come di seguito descritto.

Descrizione dello scenario Peso
previsto
dalla policy Peso
applicato al
30/06/2024
"Good" Stronger Near-Term Recovery Scenario ("S1")
probabilità del 10% che si realizzi uno scenario migliore e del 90% che
se ne realizzi uno peggiore
: scenario con 10% 10%
"Baseline" Baseline Scenario
scenario migliore e del 50% che se ne realizzi uno peggiore
: scenario con probabilità del 50% che si realizzi uno 80% 60%
"Bad" Deep Recession Scenario ("S3")
che si realizzi uno scenario migliore e del 10% che se ne realizzi uno
peggiore
: scenario con probabilità del 90% 10% 30%
Si riportano di seguito le informazioni relative ai valori medi dei principali indicatori macro
economici e finanziari utilizzati negli scenari di Dicembre 2023, relativamente al triennio 2023-
2026.
Consuntivo dic-24 dic-25 dic-26
Macrovariabile dic-23 Bad Baseline Good Bad Baseline Good Bad Baseline
Good
PIL ITA 1781 -2,37% 1771 3,14% -2,94% 1779 5,33% -2,41% 1804
PIL EURO 11127 -3,10% 11059 2,52% -3,94% 11200 4,58% -3,22% 11454
Tasso di disoccupazione
Indice di produzione industriale
7,81%
103
7,90%
-7,54%
8,43%
100
-25,17%
10,81%
12,80%
-5,29%
9,09%
101
-21,33%
10,04%
9,72%
-4,60%
8,96%
-15,19%
105

Analisi di sensitivity degli Scenari

Consuntivo

Trattamento garanzie pubbliche

Nell'ambito del calcolo ECL le garanzie statali erogate negli anni precedenti come risposta straordinaria di sostegno all'economia reale nel contesto dell'emergenza sanitaria COVID 19 sono considerate analogamente alle altre garanzie statali presenti in portafoglio. Le garanzie pubbliche contribuiscono a mitigare l'ECL sui rapporti a cui sono associate tramite principio di sostituzione: la quota coperta da esse viene, quindi, associata al livello di rischio dell'emittente (in questo caso lo stato italiano, con rating DBRS BBBH) invece che a quello della controparte.

2.4 Tecniche di mitigazione del rischio di credito

I collateral e le garanzie rivestono particolare rilevanza nelle strategie creditizie del Gruppo Credem in quanto consentono la mitigazione nel complessivo ciclo di vita del credito, pur mantenendo un carattere accessorio nel processo di valutazione e concessione del credito dove l'elemento fondante è la valutazione della capacità di rimborso del debitore. In tal senso l'acquisizione delle stesse, comporta un'approfondita attività valutativa sia in fase di acquisizione sia di monitoraggio e gestione.

Per i collateral immobiliari sono definiti, conformemente ad i requisiti normativi, i principi generali che consentono un sano e prudente processo di valutazione degli immobili oggetto dei collateral:

  • Indipendenza della valutazione tramite l'utilizzo di periti esterni indipendenti dal processo di erogazione del credito.
  • Conformità e congruità della valutazione, adeguata alla complessità dell'operazione, alla sua dimensione, alla tipologia dell'immobile per l'individuazione del valore di mercato su cui viene calcolato l'indicatore di loan to value.

  • Un robusto sistema di controlli, conforme ad i requisiti normativi, a presidio del processo di valutazione.

Vista l'importanza del comparto mutui nel portafoglio complessivo e in ottica di adeguamento alle Disposizioni di Vigilanza è stato messo a punto un processo di monitoraggio periodico del valore degli immobili oggetto di ipoteca al fine di una corretta valutazione del grado di copertura dei collateral.

All'interno del "Regolamento per l'assunzione dei rischi di credito verso la clientela" è codificata la ponderazione da applicare alle diverse operazioni ipotecarie in base alla natura dell'immobile. Il Comitato di Credit Strategy, inoltre, propone periodicamente le linee guida di indirizzo in termini di Loan To Value media del portafoglio e delle nuove erogazioni. In particolare, proprio per la natura di intervento a medio termine, i mutui ipotecari prevedono percentuali di iscrizione della garanzia diversificate a seconda della tipologia del finanziamento.

Per quanto riguarda le garanzie reali su valori mobiliari sono previsti scarti cauzionali da applicare a seconda della tipologia del prodotto acquisito in garanzia e dell'eventuale rating dell'emittente. E' inoltre previsto il monitoraggio costante dei valori mobiliari a garanzia e la valorizzazione ai fini di Credit Risk Mitigation.

In riferimento alle garanzie fidejussorie, osserviamo che la loro valorizzazione viene sempre effettuata sulla base di una valutazione prudenziale del patrimonio responsabile dei garanti.

Relativamente alle garanzie pubbliche, il Gruppo Credem adotta specifiche procedure volte a rispettare le modalità operative richieste dai dettami normativi emanati dallo Stato o dagli enti emittenti tali garanzie.

Esposizioni creditizie deteriorate

3.1 Strategie e politiche di gestione

La struttura di Non-Performing Credit supporta da un punto di vista tecnico la rete Banca e le società del Gruppo e nella gestione dei crediti anomali e deteriorati e nella determinazione delle svalutazioni.

All'interno di questa struttura, la gestione dell'attività di recupero crediti avviene secondo processi definiti in base al canale/segmento, alla tipologia di affidamenti ed al livello di anomalia, ed è svolta da uffici centrali o loro decentramenti sul territorio. Il modello operativo permette una visione omnicomprensiva del credito lungo tutto l'arco di vita, valorizzando la fluidità e l'integrazione dei processi e la continuità di visione. In particolare si segnala la presenza di strutture centrali dedicate alla gestione, al monitoraggio e al recupero di posizioni secondo una organizzazione orizzontale che permette di avere modalità differenti di collection in base alla tipologia di controparte e entità di impiego. Nel dettaglio è prevista una gestione massiva o single name delle posizioni. È inoltre prevista un'altra struttura dedicata al reporting gestionale e registrazioni contabili delle posizioni classificate a NPL. Nel corso del 2024 l'unità organizzativa dedicata al coordinamento della gestione dei crediti NPL a livello di Gruppo, ha iniziato a gestire con modalità accentrata le posizioni a sofferenza, con l'obiettivo a regime di gestire anche i crediti classificati ad inadempienza probabile. La valutazione delle perdite è improntata a criteri di indubbia prudenza, seguendo le indicazioni del documento approvato dal Consiglio di Amministrazione e denominato "Policy Svalutazione Crediti"; tale documento ha lo scopo di indirizzare ed uniformare l'attività degli uffici deputati alla gestione dei crediti deteriorati nella determinazione delle relative svalutazioni sia civilistiche che attinenti i tempi di recupero. Le Linee Guida BCE raccomandano alle Banche, di stabilire una chiara strategia volta a ridurre le consistenze di NPL in modo credibile, sostenibile e tempestivo. Le stesse sono uno strumento non vincolante, tuttavia le Banche sono tenute a promuovere la rapida convergenza verso le indicazioni fornite. A giugno 2024, in coerenza con le linee guida BCE e con la Pianificazione strategica di gruppo, il Gruppo Credem ha iniziato le attività annuali di aggiornamento del Piano Strategico-Operativo NPL per il periodo 2024-2028.

3.2 Write-off

Le autonomie relative alla valutazione degli stralci e delle perdite sono quasi completamente accentrate su organi monocratici, peculiarità che permette tempi di risposta alle proposte transattive particolarmente ridotti; il ricorso a tale misura riveste in ogni caso carattere di marginalità e avviene soltanto qualora le azioni di recupero diretto (o per il tramite di outsourcer/legal network) o di cessione non abbiano sortito gli effetti auspicati. In virtù dell'utilizzo residuale/secondario rispetto alle altre azioni di collection previste, nonché in ragione dello stock ridotto di NPL, l'entità dei write-off si mantiene su livelli contenuti.

3.3 Attività finanziarie impaired acquisite o originate

Secondo quanto previsto dal principio contabile IFRS 9, i crediti considerati deteriorati già dal momento della rilevazione iniziale in bilancio, in ragione dell'elevato rischio di credito associato, vengono definiti Purchased or Originated Credit Impaired Asset (POCI). Conseguentemente, qualora all'atto dell'iscrizione iniziale un'esposizione creditizia iscritta nella voce 30 "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" o nella voce 40 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", risulti essere deteriorata, la stessa è qualificata quale "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" (Purchased or Originated Credit Impaired – POCI).

Tali crediti, ai sensi dell'IFRS 9, vengono valutati appostando sin dalla data di rilevazione iniziale – fondi a copertura delle perdite che coprano l'intera vita residua del credito (cd. Expected Credit Loss lifetime). Trattandosi di crediti deteriorati, ne è prevista l'iscrizione iniziale nell'ambito dello Stage 3, ferma restando la possibilità di essere spostati, nel corso della vita, a Stage 2 nel caso in cui, sulla base dell'analisi del rischio creditizio, non risultino più impaired. Tali attività non sono mai classificate nell'ambito dello Stage 1 poiché la perdita creditizia attesa deve essere sempre calcolata considerando un orizzonte temporale pari alla durata residua.

I crediti POCI iscritti nel bilancio consolidato semestrale abbreviato, coerentemente alle disposizioni del Principio IFRS9, si distinguono due fattispecie di:

  • Attività finanziarie acquistate deteriorate (di seguito, anche "PCI"), le esposizioni creditizie già deteriorate al momento dell'acquisto, anche nell'ambito di operazioni di aggregazione aziendale;
  • Attività finanziarie originate deteriorate (di seguito, anche "OCI"), le esposizioni creditizie originate in caso di operazioni di ristrutturazione di esposizioni deteriorate che hanno determinato l'erogazione di nuova finanza, ovvero introdotto modifiche sostanziali alle condizioni originarie contrattuali.

A giugno 2024, i crediti appartenenti a questa categoria, inclusi nell'attivo del bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Credito Emiliano, provengono interamente dall'operazione di fusione per incorporazione dell'Ex Cassa di Risparmio di Cento e dall'operatività di Avvera Spa.

4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni

A marzo 2014, in considerazione del cambiamento regolamentare che prevedeva il passaggio dei poteri di Vigilanza alla Banca Centrale Europea e l'applicazione della nuova normativa comunitaria in tema di reporting di vigilanza, vennero approvate le "Linee guida per l'individuazione e la gestione delle esposizioni Forborne" successivamente recepite nella Policy di Gruppo Crediti.

In conformità agli standard dell'EBA, si definiscono Forborne le esposizioni nei confronti delle quali sono state accordate misure di Forbearance, ossia misure di sostegno a debitori che affrontano, o sono prossimi ad affrontare, difficoltà ad adempiere alle proprie obbligazioni finanziare (c.d. stato di difficoltà finanziaria).

In linea generale, le possibili misure di Forbearance accordate al debitore in difficoltà finanziaria possono ricadere nelle seguenti fattispecie:

  • modifica dei termini e delle condizioni contrattuali su un'esposizione che la controparte non è in grado di ripagare, con nuove condizioni che non sarebbero state accordate se il cliente non si fosse trovato in difficoltà finanziaria;
  • rifinanziamento parziale o totale del debito che non sarebbe stato accordato in assenza di difficoltà finanziaria della controparte.

In conformità con gli standard di riferimento, la classificazione nel portafoglio Forborne è indipendente dalla classificazione a default o dalla presenza di svalutazioni analitiche. In virtù della peculiarità di tali tipologie di esposizioni, la valutazione e la concessione di misure di Forbearence è demandata alle strutture deliberative centrali, anche attraverso l'ausilio di sistemi automatizzati di alerting sulla presenza di Forborne "potenziali", sull'indirizzamento delle proposte di fido verso gli organi competenti e sul decorso dei termini relativi al cure period e probation period.

Relativamente a tale tipologia di esposizioni sono state recepite le indicazioni delle Guidelines BCE sui NPL con impatto sia sui processi sia sugli applicativi per un'adeguata tracciatura delle valutazioni fatte in sede di concessione di misure di forbearance e anche nelle valutazioni dei triggers sulle Inadempienze Probabili con il coinvolgimento della Funzione di Risk Management per la redazione di uno specifico parere vincolante nei casi di misure reiterate.

Il costo ammortizzato prima della modifica delle attività finanziarie, per le quali i flussi finanziari contrattuali sono stati modificati nel corso del periodo, ammonta a circa 18,7 milioni di euro.

L'informativa al pubblico per la pubblicazione delle informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi di credito e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all'identificazione, alla misurazione e alla gestione dei rischi, prevista dal regolamento UE 575/2013 (CRR), pubblicazione della disclosure relativa al c.d. "Pillar 3", verrà comunicata al mercato nei termini di legge, sul sito www.credem.it.

Informazioni di natura quantitativa

A. Qualità del credito

A.1.4 Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi e netti

Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e
accantonamenti complessivi
Tipologie
esposizioni/valori
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Esposizione
Netta
Write-off
parziali
complessivi*
A. Esposizioni creditizie
per cassa
A.1 A vista 3.861.717 3.853.348 8.369 -
-
69 51 18 - - 3.861.648 -
a) Deteriorate - X - -
-
- X - - - - -
b) Non deteriorate 3.861.717 3.853.348 8.369 X - 69 51 18 X - 3.861.648 -
A.2 Altre 2.683.158 2.563.873 117.898 -
-
1.674 1.638 32 - - 2.681.490 -
a) Sofferenze - X - -
-
- X - - - - -
- di cui: esposizioni
oggetto di
- X - -
-
- X - - - - -
concessioni
b) Inademp. probabili
- X - -
-
- X - - - - -
- di cui: esposizioni
oggetto di
- X - -
-
- X - - - - -
concessioni
c) Esposizioni scadute
deteriorate
- X - -
-
- X - - - - -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
- X - -
-
- X - - - - -
d) Esposizioni
scadute non
deteriorate
- - - X - 3 - - X - 3 -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
- - - X - - - - X - - -
e) Altre esposizioni
non deteriorate
2.683.158 2.563.873 117.898 X - 1.671 1.638 32 X - 2.681.487 -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
- - - X - - - - X - - -
Totale (A) 6.544.875 6.417.221 126.267 -
-
1.743 1.689 50 - - 6.543.138 -
B. Esposizioni creditizie
fuori bilancio
a) Deteriorate - X - -
-
- X - - - - -
b) Non deteriorate 811.018 23.370 3.012 X - 2 1 1 X - 811.016 -
Totale (B) 811.018 23.370 3.012 -
-
2 1 1 - - 811.016 -
Totale (A+B) 7.355.893 6.440.591 129.279 -
-
1.745 1.690 51 - - 7.354.154 -

A.1.5 Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti

Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e
accantonamenti complessivi
Tipologie
esposizioni/valori
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Esposizione
Netta
Write-off
parziali
complessivi*
A. Esposizioni creditizie
per cassa
a) Sofferenze 266.293 X - 262.583 3.709 212.644 X - 211.424 1.220 53.649 16.463
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
74.804 X - 73.815 989 59.061 X - 58.450 611 15.743 240
b) Inadempienze
probabili
359.613 X - 352.438 7.174 167.087 X - 166.400 686 192.526 58
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
132.177 X - 125.703 6.474 49.710 X - 49.129 582 82.467 4
c) Esposizioni
scadute deteriorate
41.406 X - 41.235 171 11.458 X - 11.458 - 29.948 120
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
1.001 X - 968 33 169 X - 169 - 832 -
d) Esposizioni
scadute non
deteriorate
391.636 264.681 126.805 X 105 5.031 756 4.275 X 1 386.605 -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
5.515 - 5.464 X 51 145 - 145 X 1 5.370 -
e) Altre esposizioni
non deteriorate
45.674.751 43.527.321 2.087.462 X 6.629 80.372 45.518 34.787 X 67 45.594.379 -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
78.202 - 73.908 X 4.294 1.541 - 1.495 X 46 76.661 -
Totale (A) 46.733.699 43.792.002 2.214.267 656.256 17.788 476.592 46.274 39.062 389.282 1.974 46.257.107 16.641
B. Esposizioni creditizie
fuori bilancio
a) Deteriorate 33.485 X - 32.651 836 1.028 X - 949 79 32.457 -
b) Non deteriorate 13.408.834 12.812.262 434.445 X 135 3.529 2.310 1.217 X 3 13.405.305 -
Totale (B) 13.442.319 12.812.262 434.445 32.651 971 4.557 2.310 1.217 949 82 13.437.762 -
Totale (A+B) 60.176.018 56.604.264 2.648.712 688.907 18.759 481.149 48.584 40.279 390.231 2.056 59.694.869 16.641

Come da indicazioni della circolare di Banca d'Italia 262 del 22 dicembre 2005, e successivi aggiornamenti, le esposizioni creditizie per cassa comprendono tutte le attività finanziarie per cassa vantate verso banche o clientela qualunque sia il loro portafoglio di allocazione contabile (valutate al fair value con impatto a conto economico, valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, valutate al costo ammortizzato, attività in via di dismissione), ad eccezione dei titoli di capitale e delle quote di O.I.C.R.; le esposizioni creditizie "fuori bilancio" includono tutte le operazioni finanziarie diverse da quelle per cassa (garanzie f i n a n z i a r i e rilasciate, impegni revocabili e irrevocabili, derivati, ecc.) che comportano l'assunzione di un rischio creditizio, qualunque sia la finalità di tali operazioni (negoziazione, copertura, ecc.). Le esposizioni creditizie deteriorate (per cassa e fuori bilancio) non includono le attività finanziarie detenute per la negoziazione e i derivati di copertura, che sono pertanto, convenzionalmente, rilevati tra le esposizioni creditizie non deteriorate.

B. Operazioni di cartolarizzazione

Informazioni di natura qualitativa

Il Gruppo detiene una partecipazione pari al 10% in Emilia SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita ed avente quale oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

Emilia SPV S.r.l. ha in essere un'operazione di cartolarizzazione revolving, perfezionata da Credem nel corso del 2015, su mutui ipotecari residenziali in bonis erogati dalla Banca alla propria clientela, non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l. e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.

La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).

Le note del tipo "senior", quotate all'Irish Stock Exchange e dotate di rating ufficiale assegnato dalle agenzie accreditate DBRS e Moody's Investor Services (al 30 giugno 2024, giudizio "A high" assegnato da DBRS e "Aa3" da Moody's) pagano, trimestralmente, interessi variabili pari al tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 75 bps, mentre le note "junior", sprovviste di rating, pagano un tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 200 bps. I detentori dei titoli junior hanno inoltre diritto di ricevere a ciascuna data di pagamento e, in base all'ordine di priorità dei pagamenti e fondi disponibili, anche un premio determinato in via residuale, dopo che siano stati corrisposti tutti gli altri importi da corrispondersi in priorità.

I titoli sono strutturati nella forma di partly paid notes ("PPN") e interamente emessi per il loro valore nominale alla data d'emissione (Euro 3.000.000.000 per le note senior ed Euro 900.000.000 per le note junior). Il prezzo delle note è stato corrisposto solo in parte alla data di emissione, mentre le restanti quote di prezzo possono essere pagate in più rate successive differite nel tempo secondo la logica revolving dell'operazione.

Credem ha sottoscritto all'atto dell'emissione, e detiene in portafoglio, il totale delle passività emesse dal veicolo. Pertanto, in base alle norme IFRS9 in materia di "derecognition" (cancellazione contabile), i crediti oggetto della cartolarizzazione rimangono iscritti nell'attivo del bilancio Credem. La struttura revolving dell'operazione permette, inoltre, alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che può durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, rinnovato nel 2021 con scadenza maggio 2026, le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione.

Al 30 giugno 2024, a seguito del perfezionamento di una nuova cessione di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis, il circolante della tranche senior risulta pari ad Euro 2.132.862.077,51 mentre quello della tranche junior risulta pari ad Euro 639.202.760,92.

La tranche senior può essere utilizzata dalla Banca per operazioni di rifinanziamento presso l'Eurosistema. L'operazione è, infatti, finalizzata a costituire una riserva di liquidità e rientra tra le complessive attività di gestione della liquidità poste in essere da Credem.

A Credem, inoltre, sono state riconosciute dalla società veicolo le seguenti opzioni: riacquisto di singoli crediti entro determinati parametri, riacquisto in blocco per i crediti che dovessero diventare eleggibili per l'utilizzo nel programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB S.r.l. e riacquisto di tutto il portafoglio crediti in essere, in blocco e pro soluto (nel rispetto dei vincoli contrattuali previsti).

Nel corso del primo semestre 2024 non sono state effettuate operazioni di riacquisto parziale e/o in blocco di crediti dalla società veicolo.

C. Operazioni di cessione

Attività finanziarie cedute non cancellate integralmente

Informazioni di natura qualitativa

Come già anticipato in riferimento alla Cartolarizzazione Emilia SPV S.r.l., nel corso dell'esercizio 2015 Credem ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione revolving, relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di

"Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l., erogati alla propria clientela e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.

A seguito della prima cessione di attivi, perfezionata nel quarto trimestre 2014 ad un prezzo pari ad Euro 1.002.811.119,07, sono state perfezionate, dal 2015 al 30 giugno 2024, nei periodi di seguito indicati, dodici cessioni di altrettanti portafogli di crediti idonei alla società veicolo ad un prezzo pari a:

  • Quarto trimestre 2015: Euro 285.392.481,54
  • Quarto trimestre 2016: Euro 293.707.640,58
  • Quarto trimestre 2017: Euro 245.710.926,70
  • Quarto trimestre 2018: Euro 52.416.789,64
  • Secondo trimestre 2021: Euro 1.304.130.865,63
  • Quarto trimestre 2021: Euro 353.874.864,16
  • Secondo trimestre 2022: Euro 274.726.751,12
  • Quarto trimestre 2022: Euro 190.056.443,89
  • Secondo trimestre 2023: Euro 163.629.812,82
  • Quarto trimestre 2023: Euro 271.235.442,14
  • Secondo trimestre 2024: Euro 140.344.103,48

I crediti sono stati acquistati "pro soluto", ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, dalla società EMILIA SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita e partecipata al 10% da Credem, con oggetto esclusivo consistente nella realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).

D.4 Consolidato prudenziale - operazioni di covered bond

Programma Credem CB

Il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano, nelle sedute del 26 maggio 2010 e del 25 giugno 2010, ha deliberato di avviare la strutturazione di un programma di emissione di obbligazioni bancarie garantite per un ammontare massimo di Euro 5 miliardi.

In data 22 ottobre 2010, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la prima cessione da parte di Credem di un portafoglio di crediti per un valore massimo di Euro 2,4 miliardi in favore di Credem CB S.r.l., Società Veicolo (Special Purpose Vehicle, SPV) selezionata per la partecipazione al Programma e partecipata al 70% da Credem.

Il quadro normativo italiano in materia di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (di seguito, anche la "Normativa") è costituito, in particolare:

  • dalla Direttiva (UE) 2019/2162 (la "Direttiva OBG") e dal Regolamento (UE) 2019/2160 (il "Regolamento OBG") che hanno introdotto per la prima volta una disciplina europea dello strumento delle OBG emesse da banche europee, avendo come finalità quella di uniformare i differenti quadri normativi sviluppatisi negli anni nei Paesi dell'Unione Europea;
  • dal Titolo I-bis della legge n. 130 del 30 aprile 1999 (il "Titolo I-bis" o la "Legge 130"), introdotto dal decreto legislativo n. 190 del 5 novembre 2021 in attuazione della Direttiva OBG, interamente dedicato alle OBG, nonché dalle altre previsioni della Legge 130 ivi richiamate;
  • dall'art. 129 del Regolamento (UE) 575/2013 (il "CRR"), come modificato dal Regolamento OBG;
  • dalle disposizioni emanate dalla Banca d'Italia in tema di Obbligazioni Bancarie Garantite, ai sensi della Parte Terza, Capitolo 3, della Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013, contenente le "Disposizioni di vigilanza per le banche", come di volta in volta modificate e aggiornate (le "Istruzioni").

L'emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite da parte di Credem si inserisce nel piano strategico del Gruppo, finalizzato, tra l'altro, all'ottenimento di alcuni benefici in termini di funding, quali la diversificazione delle fonti di raccolta, la riduzione del relativo costo, nonché l'allungamento delle scadenze del passivo.

In linea generale, la struttura base di un'emissione di obbligazioni bancarie garantite – secondo lo schema delineato dalla normativa – prevede che vengano realizzate le seguenti attività:

  • la banca (Banca Cedente, Credem) trasferisce un insieme di asset aventi determinate caratteristiche (il "Portafoglio") ad una Società Veicolo (Credem CB srl). Gli attivi ceduti alla Società Veicolo costituiscono un patrimonio separato da quello della Società Veicolo stessa a beneficio dei portatori delle obbligazioni bancarie garantite e degli altri soggetti in favore dei quali la garanzia è rilasciata. La Banca Cedente eroga alla Società Veicolo un prestito subordinato finalizzato a finanziare il pagamento del prezzo di acquisto degli asset da parte della Società Veicolo stessa;
  • Credem (l'Emittente) emette titoli obbligazionari. La Società Veicolo rilascia una garanzia in favore dei portatori dei titoli obbligazionari emessi dall'Emittente.

Come conseguenza di ciò, il rimborso delle obbligazioni bancarie garantite che saranno emesse nell'ambito dell'operazione è garantito, oltre che dall'emittente, anche da una garanzia non condizionata ed irrevocabile rilasciata dalla Società Veicolo ad esclusivo beneficio degli investitori che sottoscriveranno le Obbligazioni Bancarie Garantite e delle controparti terze, ivi incluse quelle di hedging, coinvolte nell'operazione. Tale ultima garanzia è rilasciata dalla Società Veicolo a valere sul Portafoglio.

L'operazione di covered bond illustrata rientra nella "fattispecie semplice", in quanto la figura di banca originator, banca finanziatrice e banca emittente coincidono con un unico soggetto, rappresentato da Credem.

Il Portafoglio di cessione

Il portafoglio che di tempo in tempo viene ceduto alla Società Veicolo deve rispecchiare alcune caratteristiche comuni.

I principali criteri comuni di identificazione e selezione dei mutui, da cui derivano i crediti che costituiscono il Cover Pool, sono stati individuati previa condivisione con le agenzie di rating, cui è stata richiesta l'assegnazione del rating alle Obbligazioni Bancarie Garantite che Credem emetterà nel contesto del Programma.

A fine ottobre 2010, settembre 2011, febbraio 2012, aprile 2014, ottobre 2014, ottobre 2015, aprile 2016, ottobre 2016, aprile 2017, novembre 2017, maggio 2018, ottobre 2018, maggio 2019, novembre 2020, novembre 2021, novembre 2022 e novembre 2023 sono stati selezionati i crediti ipotecari derivanti da contratti di mutuo che, alle relative date di cut-off, soddisfacevano, a titolo non esaustivo, i seguenti principali criteri cumulativi:

  • crediti non derivanti da contratti di mutuo che beneficiano di forme di agevolazione finanziaria;
  • crediti non classificati come "esposizioni creditizie deteriorate", ai sensi delle vigenti "Istruzioni di Vigilanza per le banche" emanate dalla Banca d'Italia;
  • crediti non erogati (neanche in co-intestazione) a dipendenti o amministratori di Credito Emiliano o delle sue controllate facenti parte del Gruppo Bancario Credem.

Il Cover Pool, alla data contabile del 30 giugno 2024, consiste di crediti derivanti da n. 56.832 mutui ipotecari, con un debito residuo complessivo di circa 4.441.190 milioni di Euro, come di seguito meglio specificato.

Regione
Mutuatario
Debito Residuo
(migliaia Euro)
% Debito
Residuo
Nº Mutui % Nº Mutui
ADruzzo 37.555.32 0.85 544 0.96
Basilicata 8.499.63 0.19 119 0,21
Calabria 116.209.02 2.62 2.102 3,70
Campania 461.979.76 10.40 5.615 9.88
Emilia Romagna 689.763.61 15.53 9.643 16.97
Friuli venezia
Giulia
42.264.18 0.95 615 1.08
Lazio 537.436.31 12.10 5.461 9.61
Liguria 101.834.44 2,29 1.328 2.34
Lombardia 759.101.98 17.09 8.209 14.44
Marche 81.809.83 1,84 1.065 1,87
Molise 7.546.27 0.17 125 0,22
Piemonte 139.659.36 3.15 1.817 3.20
Puglia 243.845.76 5.49 4.150 7,30
Sardegna 180.670.28 4.07 2.067 3.64
Sicilia 397.758.02 8.96 6.308 11,10
Toscana 325.432,12 7,33 4.008 7.05
Irentino Alto
Adige
21.166.40 0.48 240 0.42
Umbria 18.312.23 0.41 288 0.51
Val D'Aosta 1.446.13 0.03 11 0.02
Veneto 268.899,92 6.06 3.117 5.49
Totale
Portafoglio
4.441.190 100% 56.832 100%

Finanziamento Subordinato

In occasione della cessione del Portafoglio iniziale, in data 29 ottobre 2010, Credem e Credem CB hanno sottoscritto un contratto di finanziamento subordinato, mediante il quale Credem ha concesso a Credem CB un finanziamento subordinato per il pagamento del corrispettivo di acquisto del Portafoglio iniziale e si è obbligata a concedere a Credem CB ulteriori finanziamenti subordinati, ciascuno di importo pari all'ammontare da corrispondere da parte di Credem CB in relazione all'acquisto dei successivi portafogli di crediti, ceduti da Credem secondo i termini e le condizioni previste dal contratto quadro disciplinante la cessione degli attivi.

Un ulteriore finanziamento subordinato è pertanto stato concesso in sede di ogni cessione successiva, per un importo pari ai relativi prezzi di cessione.

Asset Swap

Tra la Società Veicolo e Credem sono stati stipulati dei contratti swap, per un ammontare fino alla copertura del Cover Pool, al fine di garantire alla Società Veicolo una protezione contro il rischio di tasso e/o di base, dovuto alla presenza di attivi con diversa indicizzazione. Nel mese di giugno 2013, in fase di rinnovo annuale del programma, è stata rivista la struttura dei meccanismi di copertura dell'operazione e, previo parere favorevole delle Agenzie di rating, sono stati chiusi anticipatamente tutti i contratti swap a suo tempo stipulati tra la Società Veicolo e Credem. Al 30 giugno 2024, non sono presenti contratti Asset Swap tra la Società Veicolo e Credem.

Covered Bond Swap (o Liability Swap)

In occasione dell'emissione sul mercato di Covered Bond, tra la Società Veicolo e Credem può essere stipulato un contratto swap al fine di mitigare il rischio di tasso tra i flussi ricevuti dalla Società Veicolo e quanto dovuto dalla stessa agli investitori in caso di default dell'emittente. Attualmente è in essere un contratto swap stipulato in fase di emissione dei Covered Bond con durata 30/08/2013-2028.

Conti correnti

Il Programma prevede un'articolata struttura di conti correnti sui quali poggiano i flussi finanziari dell'operazione. Alla strutturazione dell'operazione, sono stati attivati una serie di conti intestati alla Società Veicolo ed in particolare, a scopo non esaustivo: Collection Accounts, Reserve Account, Payments Account, Eligible Investment Account e Expenses Account. Da Aprile 2022 Credem riveste il ruolo di Account Bank della società veicolo.

Soggetti coinvolti nel Programma

Con riferimento a tale sezione si riassumono i principali ruoli e controparti coinvolte nell'operazione:

  • Servicer: ruolo svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato da Credem CB delle attività di incasso e recupero dei crediti inclusi nel Portafoglio Iniziale e nei portafogli che Credem stessa cede a Credem CB ai sensi del Contratto Quadro di Cessione;
  • Back-Up Servicer: entità che al verificarsi di determinati eventi, disciplinati nell'ambito del Programma, può subentrare a Credem nel ruolo di Servicer sopra descritto. Attualmente tale ruolo non viene agito da alcun soggetto;
  • Investment Manager: ruolo svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato di investire la liquidità disponibile sui conti correnti aperti da Credem CB e di redigere e inviare alle parti di tale contratto il c.d. Investment Manager Report, contenente l'indicazione dei risultati dell'attività di investimento;
  • Account Bank: ruolo attualmente svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato di investire la liquidità disponibile sui conti correnti aperti da Credem CB e di redigere e inviare alle parti di tale contratto il c.d. Investment Manager Report, contenente l'indicazione dei risultati dell'attività di investimento;
  • Principal Paying Agent: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services, che ha il principale compito di determinare ed effettuare (sia per conto di Credem che per conto di Credem CB) i pagamenti dovuti, in linea capitale e in linea interessi, in favore dei portatori delle Obbligazioni Bancarie Garantite;
  • Calculation Agent: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, ha il principale compito di redigere e inviare alle parti del contratto il c.d. Payments Report, contenente l'indicazione dei fondi disponibili di titolarità di Credem CB e dei pagamenti da effettuarsi, secondo l'ordine di priorità dei pagamenti determinato ai sensi dell'Intercreditor Agreement;
  • Asset Monitor: ruolo svolto da BDO Italia S.p.A. che, in tale qualità, effettua i calcoli e le verifiche sui Test Obbligatori e sull'Amortisation Test svolti ai sensi del Cover Pool Management Agreement, verificando l'accuratezza dei calcoli effettuati dal Calculation Agent. Con incarico separato, è attualmente previsto che l'Asset Monitor svolga ulteriori verifiche aventi ad oggetto in particolare la conformità degli attivi idonei costituenti il Portafoglio ai requisiti previsti dalla Normativa e l'integrità della garanzia a favore degli investitori;
  • Representative of the Bondholders: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, esercita nei confronti di Credem e di Credem CB i diritti delle controparti coinvolte nell'operazione;
  • Listing Agent: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, ha il principale compito di gestire, per conto di Credem e di Credem CB, i rapporti e gli adempimenti con la Borsa di quotazione delle Obbligazioni Bancarie Garantite.
  • Arranger: istituzione finanziaria che riceve mandato dall'emittente per assisterlo nella strutturazione, nell'esecuzione e nella gestione dell'operazione e della contrattualistica di riferimento, nonché nei rapporti con le terze parti rilevanti per l'operazione (i.e.: Agenzie di Rating, mercati e autorità di vigilanza di riferimento).
  • Corporate Servicer: società che svolge funzioni di servizio per la società Veicolo.

Si specifica, infine, che alcuni dei contratti del Programma prevedono che i soggetti incaricati dello svolgimento di alcune attività e alcuni ruoli sopra indicati siano dotati, ai fini di tali incarichi, di determinati livelli di rating. Pertanto, seppure alcuni ruoli risultino attualmente ricoperti da Credem (ovvero da soggetti terzi al Gruppo), è possibile che in futuro gli stessi possano essere assegnati a soggetti esterni al Gruppo Credem.

I rischi connessi con l'operazione

Il Programma di emissioni di Obbligazioni Bancarie Garantite comporta i seguenti rischi finanziari rispetto ai quali sono state adottate varie misure di mitigazione: rischio dell'emittente, rischio di tasso, rischio di credito, rischio di liquidità, rischio di rifinanziamento, rischio di controparte, rischi legali legati all'operazione.

La funzione di revisione interna di Credem (Servizio Auditing) effettua, almeno ogni 12 mesi, una completa verifica dei presidi posti in essere, anche avvalendosi delle informazioni ricevute e delle valutazioni espresse dall'Asset Monitor. I risultati di tali verifiche sono portati a conoscenza degli organi aziendali competenti.

Caratteristiche principali del Programma

La struttura finanziaria del Programma prevede che Credem proceda all'emissione in più serie successive di Obbligazioni Bancarie Garantite con rating, a giugno 2024, pari a Aa3 e AA, assegnati rispettivamente dalle seguenti società di rating: Moody's Investors Services Inc. e Fitch Rating Limited.

Tali obbligazioni sono state collocate ad investitori istituzionali con il supporto dei Dealers di tempo in tempo selezionati. In fase iniziale gli Arrangers del Programma sono stati Barclays Bank PLC e Société Générale; attualmente tale ruolo è unico ed è svolto da Barclays.

Credem può emettere, a valere sul Programma, Obbligazioni Bancarie Garantite per un importo complessivo di tempo in tempo in essere non superiore ad Euro 5 miliardi. Tale importo massimo potrà essere incrementato in conformità con quanto previsto dalla documentazione contrattuale del Programma. Nell'ambito del Programma, Credem può emettere un ampio spettro di tipologie di titoli; tuttavia le tipologie attualmente più diffuse sul mercato sono titoli c.d. soft bullet che prevedono il pagamento periodico di interessi, il rimborso in un'unica soluzione alla scadenza e la possibilità per la Società Veicolo, in caso di inadempimento di Credem, di posticipare la data di scadenza di un periodo aggiuntivo di tempo (di prassi, un anno).

Sono state effettuate emissioni nel 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2019, 2021, 2022 e inizio 2024, mentre non sono state effettuate nuove emissioni di Covered Bond dal 2015 al 2018, nel 2020 e nel 2023. Il valore nominale complessivo dei Covered Bond in circolazione al 30 giugno 2024, emessi a valere sul programma garantito da Credem CB S.r.l., è pari a 2,85 miliardi di Euro. A gennaio 2024 sono state effettuate due emissioni, una retained e una pubblica, rispettivamente la tredicesima e la quattordicesima, per un ammontare pari a 1 miliardo di euro e 500 milioni di euro. Nello stesso mese è scaduta un'emissione per 750 milioni di euro.

1.2. Rischi di mercato

1.2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza

Informazioni di natura qualitativa

Il modello organizzativo di presidio dei rischi ha lo scopo di favorire il raggiungimento di una serie di obiettivi:

  • ruolo di governo e indirizzo della Capogruppo nel presidio dei rischi per singola Società e del loro impatto sui rischi di Gruppo, in ottemperanza alle vigenti disposizioni di Vigilanza e al Risk Appetite Framework di Gruppo;
  • controllo gestionale nel senso dell'ottimizzazione del profilo rischio-rendimento a livello di Gruppo;
  • uniformità della metodologia di analisi e del "linguaggio" utilizzato per tutte le Società del gruppo.

In questo ambito il Rischio di mercato, inteso come rischio di perdite causate da variazioni sfavorevoli dei fattori di rischio (tasso, prezzo, cambio ed altri fattori di mercato), viene misurato e monitorato sia in riferimento al banking book (poste a vista e a scadenza) sia al trading book (strumenti finanziari negoziati con finalità di positioning, trading e negoziazione).

Struttura organizzativa

Di seguito vengono descritti i principali compiti delle strutture organizzative coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi di mercato.

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, CA, è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi per ciascuna area di business; delibera i poteri riconosciuti in merito a strategie operative, assunzione di rischi e azioni correttive; individua l'insieme degli indicatori di Risk Appetite e delle relative metriche di calcolo, quest'ultime proposte dal Comitato Esecutivo, CE; definisce e approva gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza valutando periodicamente l'adeguatezza del Risk Appetite Framework (RAF) e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo; approva la struttura generale dei limiti operativi e delle deleghe, nonché le linee di responsabilità ed autorità in merito al processo di gestione dei rischi.

I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono l'appetito al rischio e la soglia di tolleranza definiti in ambito RAF dalla Capogruppo; approvano gli indirizzi strategici e le linee guida di gestione dei rischi formulati dalla Capogruppo nonché la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo.

Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.

Il CE della Capogruppo, quale organo di gestione, cura l'attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di governo dei rischi definiti dal CA, ed in particolare definisce e cura l'attuazione del processo di gestione dei rischi. Al CE compete inoltre la proposta al CA delle metodologie di misurazione e controllo dei rischi e la definizione dei limiti operativi coerenti con la propensione al rischio.

I Comitati della Capogruppo coinvolti in ambito RAF hanno le seguenti responsabilità.

Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo svolge l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa approvare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza e valutare periodicamente l'adeguatezza del RAF e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo.

Esprime inoltre parere per il CA sulle proposte del CE relative alle metodologie di misurazione e controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno; supporta infine il CA della capogruppo con la proposizione delle strategie generali per il governo dei rischi.

Il Comitato Risk Management, istituito al fine di informare il CE del presidio del rischio complessivamente assunto e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel RAF, effettua le seguenti operazioni:

  • presidia il rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework;
  • periodicamente valuta il livello di rischio complessivamente assunto, attraverso il monitoraggio degli indicatori RAF per tipologia di rischio;
  • analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer, revisioni addizionali del RAF.

La funzione di Risk Management supporta il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo ed effettua le attività di seguito descritte. In ambito RAF:

  • verifica almeno annualmente la bontà delle metriche utilizzate sottoponendo a backtesting i modelli di stima del rischio, riportando nel RAF gli esiti, eventuali carenze ed eventuali necessità di sviluppo di nuove metodologie;
  • rendiconta almeno trimestralmente il Comitato Rischi in merito all'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite relativamente a tutti gli indicatori, compresi quelli ineriti il rischio di mercato.

Si occupa inoltre:

  • della misurazione e rendicontazione dei rischi finanziari per singola società e a livello di Gruppo, utilizzando a questo fine principalmente misure di rischio in termini di sensitivity, volte a verificare il rispetto dei limiti assegnati e la coerenza con gli obiettivi di rischio rendimento assegnati;
  • dello sviluppo e della gestione dei sistemi di misurazione dei rischi tramite l'acquisizione dei dati di mercato necessari per il calcolo;
  • della definizione del profilo di rischio dei nuovi prodotti.

Le risultanze dell'attività della funzione di Risk Management sono riportate periodicamente al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.

A. Aspetti generali

Rischio di tasso di interesse

Credembanca

Il presidio dei rischi finanziari avviene tramite la definizione di una struttura di limiti che costituisce l'espressione diretta del livello di rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree/linee di business, in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di gruppo. In particolare i rischi di mercato si generano a seguito delle seguenti operatività:

  • attività tradizionale di raccolta ed impiego;
  • attività sui mercati finanziari con finalità di trading e di investimento;
  • attività di negoziazione di strumenti finanziari in contropartita con la clientela.

Il rischio tasso di interesse nel portafoglio di negoziazione di vigilanza è generato dall'attività svolta sui mercati obbligazionari e derivati su tasso. Il rischio di tasso generato da tale attività è gestito e controllato tramite limiti complessivi in termini di delta (ovvero di sensitività rispetto a movimenti paralleli della curva), di spread di curva (ovvero di sensitivity rispetto a movimenti non paralleli della curva) e di vega.

Il rischio specifico o emittente viene monitorato tramite appositi massimali di concentrazione per settore e classe di rating sia in termini di controvalore che di sensitivity. Inoltre il modello di VaR in uso esclusivamente ai fini gestionali include il rischio emittente, mediante l'utilizzo di serie storiche specifiche sugli spread di mercato.

La funzione di Risk Management produce reports di rischio con frequenza giornaliera, settimanale e trimestrale a seconda della funzione destinataria, indicando gli eventuali sconfini rispetto ai massimali assegnati dal Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari e la misura di rischio gestionale in termini di VaR.

Eventuali modifiche al Regolamento ed ai massimali in esso espressi possono essere sottoposte a delibera del Consiglio di Amministrazione o del Comitato Esecutivo, per compentenza, su proposta della Finanza, sentito preventivamente il parere della funzione di Risk Management.

Credem Euromobiliare Private Banking

I rischi di mercato legati al rischio tasso sono gestititi, come per Credembanca, attraverso un limite complessivo in termini di delta (ovvero di sensitività rispetto a movimenti paralleli della curva dei tassi) e di spread di curva (ovvero di sensitivity rispetto a movimenti non paralleli).

La funzione Risk Management della capogruppo verifica il rispetto di tali limiti e monitora l'andamento del requisito patrimoniale a fronte dei rischi di mercato, calcolato secondo l'approccio standard.

Rischio di prezzo

Nell'ambito del "portafoglio di negoziazione di vigilanza" la principale fonte di rischio di prezzo è costituita dai titoli azionari, fondi e dai relativi strumenti derivati.

Credembanca

I rischi azionari sono assunti nell'ambito delle attività di trading. Tale attività svolta sui mercati azionari prevede l'assunzione di posizioni direzionali gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, limiti in termini di greche e massimali di concentrazione per sottostante.

Credem Euromobiliare Private Banking

Il Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari, monitorato dalla funzione di Risk Management, non prevede massimali ordinari per l'operatività sul rischio azionario.

Rischi climatici e ambientali

I rischi climatici-ambientali (fisici e di transizione), sono integrati nell'analisi di rilevanza tramite la quale il Gruppo Credem valuta periodicamente la materialità di tutti i rischi a cui è esposto. In particolare, il Gruppo ha sviluppato una metodologia quantitativa per misurare il livello di concentrazione del portafoglio investimenti verso quelle imprese la cui attività economica è ritenuta particolarmente sensibile ai rischi di transizione. Nello specifico, per valutare l'impatto del rischio climatico-ambientale sul portafoglio Investimenti di proprietà del Gruppo, è stata adottata una matrice settoriale che restituisce una valutazione di sintesi della rischiosità (alta, media, bassa) di ogni settore economico distinta sul Pillar Environmental. A partire dal 2023, al fine di monitorare l'esposizione ai rischi Climate – Environmental, è stato inserito un indicatore dedicato nell'ambito del processo RAF.

B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Rischio di tasso di interesse - metodologie e metriche di misurazione

Il rischio di tasso di interesse viene calcolato giornalmente tramite metodologia VaR per Credembanca; la misurazione ha finalità gestionali, non viene utilizzata per il calcolo del requisito patrimoniale sui rischi di mercato per il quale il Gruppo Credem adotta l'approccio standard. Il VaR misura la massima perdita potenziale nella quale può incorrere il portafoglio in base all'evoluzione dei fattori di mercato, dato un certo livello di confidenza, nel corso di un determinato orizzonte temporale. La metodologia applicata nell'ambito del Gruppo Credem prevede i seguenti parametri:

  • livello di confidenza 99%;
  • orizzonte temporale 1 giorno;
  • volatilità calcolata sulla base di 2 anni di osservazioni giornaliere, dando maggior peso ai dati più recenti (decay factor =0,94).

Per il calcolo dell'assorbimento in termini di capitale interno si procede inoltre a convertire il dato in un VaR a 10gg, applicando prudenzialmente il coefficiente moltiplicativo 3.

Il dato di rischio è anche sottoposto ad analisi di stress testing nell'ambito del processo di verifica dell'adeguatezza patrimoniale, che mira a verificare la variazione del capitale (stimato in termini di VaR) in caso di forti turbolenze dei mercati finanziari. L'analisi è basata sulla determinazione di una matrice di varianza e covarianza dei fattori rischio in ipotesi di condizione di stress dei mercati che innalzi la volatilità delle variabili finanziarie e alteri la struttura delle relazioni fra di esse.

La determinazione di tale matrice è stata effettuata con la medesima metodologia utilizzata per la stima del VaR. In particolare ci si è avvalsi della possibilità di impostare il periodo storico utilizzato come campione di analisi per il calcolo delle volatilità e delle correlazioni, selezionando intervalli temporali critici (di elevata volatilità) sui mercati, in coerenza con lo scenario complessivo di stress individuato.

In relazione a Credem Euromobiliare Private Banking il rischio di tasso di interesse viene monitorato attraverso il requisito patrimoniale sui rischi di mercato, che segue l'approccio standard.

Informazioni di natura quantitativa

1. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie per cassa e derivati finanziari

La presente tavola non è stata redatta poiché viene di seguito fornita l'analisi di sensitività al rischio tasso di interesse basata sui modelli interni ed altre metodologie.

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR generato dal fattore di rischio tasso di interesse per Credembanca relativi agli esercizi 2022, 2023 e primo semestre 2024.

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Tabella 1. Dati di Rischio di tasso 2022
Credem 2024 06 2023
Interest Rate VaR - medio
min 11,5
0,3
2,6
0,4
2,3
0,3

dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo

Il confronto con l'esercizio precedente mostra un valore del fattore di rischio tasso di interesse su Credem in aumento.

Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento di tale dato di VaR per Credem nell'arco del primo semestre 2024.

Figura 1. Andamento Interest Rate VaR Credem (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro

Per quanto riguarda la shift sensitivity analysis e limitatamente al portafoglio di negoziazione di vigilanza, la tabella sotto riportata mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base (dato riferito al Gruppo).

L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni Short Term Exercise – STE rischio di tasso, in linea con le linee guida europee di riferimento.

Ipotesi di shift parallelo (dati mln di €)
Shock -100 b.p. Shock +100 b.p.
Dati 06/2024 -0,3 0,3

Rischio di prezzo - metodologie e metriche di misurazione

Il rischio di mercato equity viene calcolato con le stesse frequenze e metodologie indicata per il rischio tasso.

Informazioni di natura quantitativa

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di prezzo nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi,

Tabella 2. Dati di Rischio di prezzo

massimi e minimi del VaR generato dal fattore di rischio prezzo per Credem relativi agli esercizi
2022, 2023 e primo semestre 2024.
2024 06 2023 2022
Tabella 2. Dati di Rischio di prezzo
Credem
Equity VaR - medio 0,8 0,4 0,9
min 0,0 0,0 0,2

dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo

Il dato di Credem, in lieve aumento rispetto alla rilevazione precedente e sempre su livelli molto contenuti, è determinato sostanzialmente da posizioni in azioni in portafoglio. Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento del VaR per Credem nell'arco del primo semestre 2024.

Figura 2. Andamento Equity VaR Credem (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro

I risultati dell'attività di backtesting sono riportati in calce al paragrafo 1.2.3 "Rischio di cambio".

RISCHIO SPECIFICO - INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Il rischio specifico è il rischio di perdite causate da una sfavorevole variazione del prezzo degli strumenti finanziari negoziati dovuta a fattori connessi con la situazione dell'emittente.

Di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi (in milioni di euro) del rischio specifico, calcolati sulla base delle ponderazioni di vigilanza, relativamente agli esercizi 2022, 2023 e primo semestre 2024.

2024 06 2023 2022
Credem
Rischio specifico - medio 0,1 0,2 0,6
min 0,1 0.0 0.5
max 0.1 0.4 0.8

Relativamente a Credem Euromobiliare Private Banking il requisito patrimoniale sui rischi di mercato, generico e specifico, risulta sostanzialmente non rilevante.

1.2.2 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio bancario

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Rischio di tasso

Credem adotta la definizione normativa di rischio di tasso di interesse sul banking book, secondo cui il rischio in oggetto è: "il rischio di tasso di interesse derivante da attività diverse dalla negoziazione: rischio derivante da variazioni potenziali dei tassi di interesse".

L'esposizione al rischio di tasso di interesse può essere declinata in:

  • rischio di reddito, derivante dalla possibilità che una variazione inattesa nei tassi di interesse produca una riduzione del margine di interesse e dipende dallo sfasamento nella struttura temporale delle scadenze e periodi di ridefinizione delle condizioni di tasso di interesse degli impieghi e della raccolta;
  • rischio di investimento, ossia di subire variazioni negative nei valori di tutte le attività, passività e strumenti fuori bilancio, in seguito a mutamenti nei tassi di interesse, con un conseguente impatto destabilizzante sull'equilibrio patrimoniale.

La politica di gestione del rischio di tasso d'interesse sul banking book di Gruppo è volta ad una sana e prudente gestione del rischio a livello di Gruppo, tale da assicurare l'ottimizzazione degli obiettivi di rischio/rendimento in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di Gruppo. Tali obiettivi sono perseguiti mantenendo uno sbilancio tendenzialmente contenuto e all'interno dei massimali definiti, a seconda della rilevanza del rischio nelle singole società, nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari.

Il Gruppo si è dotato di una regolamentazione interna dedicata, Policy Gestione del rischio di tasso di interesse del banking book di Gruppo, con la finalità di definire le linee guida e i principi di governo e gestione del rischio di tasso di interesse del banking book (IRRBB), delineando l'insieme delle norme e processi di controllo finalizzati a stabilizzare il margine di interesse sul portafoglio bancario per il Gruppo e per le singole società.

Le linee guida contenute nella Policy fanno riferimento alle disposizioni emanate dalle autorità nazionali ed europee relativamente alle istruzioni in termini di governo e gestione del rischio di tasso di interesse del banking book.

La Policy, coerentemente alla normativa europea, prevede le due metriche di riferimento per la misurazione del rischio di tasso, Sensitivity di Valore Economico e Sensitivity del Margine di Interesse all'interno del Risk Appetite Framework nonché nei processi di Adeguatezza Patrimoniale (ICAAP).

Tali metriche, calcolate dalla funzione Risk Management e rendicontate periodicamente ai comitati di riferimento3 , sono affiancate da indicatori operativi disciplinati nei regolamenti delle società esistenti in materia di assunzione Rischi Finanziari.

Le principali funzioni di cui si avvalgono il CA della Capogruppo in virtù della propria funzione di supervisione Strategica e il CE in qualità di organo con funzione di gestione del rischio tasso del banking book, sono il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, il Comitato Risk Management (con le responsabilità di cui al paragrafo 2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza) e il comitato Asset & Liability Management (ALM) il quale, nell'attività propositiva al CA, esamina il profilo di rischio del Gruppo monitorando i limiti di rischio rispetto agli obiettivi fissati in ambito RAF e individua le linee guida e le strategie per la gestione del rischio di tasso di interesse.

La gestione operativa del rischio di tasso di interesse sul banking book è attribuita alla Finanza alla quale competono:

  • la proposizione al Comitato ALM delle linee guida di gestione del rischio di tasso del banking book e la formulazione di proposte al Risk Management, per la successiva approvazione del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, di indirizzo strategico del profilo di rischio di tasso di interesse del banking book;

3 Comitato Risk Management e comitato Asset Liability Management (ALM)

  • la gestione del rischio di tasso della Capogruppo e delle Società del Gruppo, in coerenza con il profilo di rischio complessivo definito e con le linee guida ricevute da parte del Comitato ALM, nonché nell'ambito dei massimali assegnati;
  • la definizione, congiuntamente al Risk Management, della struttura dei limiti operativi da sottoporre al CE, in coerenza con il RAF e la condivisione dei modelli di misurazione del rischio di tasso del banking book definiti dal Risk Management.

Nell'attività di gestione operativa la Finanza si basa su analisi di interest rate sensitivity complessiva e buckettizzata, al fine di evidenziare il grado di esposizione asset o liability sensitive sui singoli tratti di curva.

La Finanza si occupa inoltre di proporre al Comitato ALM gli interventi ritenuti necessari a migliorare il profilo complessivo in termini di rischio di tasso (e di liquidità strutturale) e di realizzare operativamente tali interventi.

Nell'ambito del processo di gestione dei rischi e di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale e prospettica, la funzione di Risk Management:

  • supporta il CA nell'attività valutativa volta a deliberare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza nell'ambito RAF, nonché nella verifica nel continuo della sua attuazione;
  • propone al Comitato Rischi, di concerto con la funzione Finanza nell'ambito del processo di RAF, l'indirizzo strategico in merito al profilo di tasso del banking book e ai livelli di soglia di tolleranza adottabili;
  • definisce i modelli di misurazione del rischio di tasso del banking book, con il supporto della Finanza, da sottoporre al CE;
  • valida i modelli utilizzati per quantificare il rischio di tasso e la valutazione della congruità delle ipotesi di stress sottostanti;
  • definisce, congiuntamente a Finanza, la struttura dei limiti, delle deleghe operative e delle prove di stress da sottoporre al CE, in coerenza con la soglia di tolleranza stabilita da CA;
  • predispone reporting per la gestione e monitoraggio del rischio di tasso per i Comitati di riferimento;
  • monitora giornalmente il rispetto dei limiti operativi esplicitati nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari, ivi compreso il presidio del rientro dagli sconfini rispetto a tali limiti.

Il Report Giornaliero di sintesi del rispetto dei massimali operativi presenta, fra le altre, le seguenti informazioni:

  • massimale di rischio tasso in termini di Interest rate sensitivity complessiva;
  • massimali in termini di Interest rate sensitivity per bucket;
  • limite di Interest rate sensitivity delle posizioni in divisa diversa dall'Euro.

Per quanto riguarda le poste a vista, il Gruppo adotta un modello di valutazione che permette di quantificarne gli effetti di persistenza nel tempo e di imperfetta elasticità alla variazione dei tassi di mercato (effetto vischiosità). La modellizzazione è basata sulle serie storiche interne dei comportamenti della clientela, e si costituisce di due componenti: la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato e ulteriori regressori che consentono di separare il rischio di tasso di interesse in senso proprio da altri fenomeni (es. credito) in base ad un modello econometrico; la stima della persistenza dei volumi, collegata al concetto di mean life che consente di legare maggiormente l'holding period degli aggregati alla volatilità storica delle masse, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza (replicating portfolio).

Il Gruppo utilizza inoltre un modello comportamentale di prepayment sui mutui. La modellizzazione adottata è di tipo comportamentale, basata sull'analisi in serie storica degli eventi di estinzione anticipata e rinegoziazione del tasso. A differenza dei modelli di mercato, nei modelli comportamentali i fattori predominanti che concorrono a determinare il valore dell'opzione di rimborso anticipato non sono esclusivamente di tipo finanziario, ma includono variabili esplicative dipendenti dalle caratteristiche del mutuo (es. loan to value) e del mutuatario (es. età).

Prosegue l'attività di presidio dell'evoluzione del quadro regolamentare europeo sul rischio di tasso di interesse nel banking book (IRRBB) e di adeguamento, tenendo conto delle indicazioni del JST in ambito SREP.

Il Gruppo nel corso del primo semestre 2024 ha continuato a segnalare trimestralmente a BCE la propria esposizione al rischio di tasso attraverso le segnalazioni Short Term Exercise (STE-IRRBB). A partire dal 2024 si è aggiunto l'esercizio EBA ad-hoc collection IRRBB, anch'essa con

cadenza trimestrale, in attesa dell'avvio della segnalazione ufficiale in ambito IRRBB (settembre 2024).

Informazioni di natura quantitativa

1. Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie

La presente tavola non è stata redatta poiché viene di seguito fornita l'analisi di sensitività al rischio tasso di interesse basata sui modelli interni ed altre metodologie.

2. Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie per le analisi di sensitività

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso di interesse, limitatamente al portafoglio bancario. In particolare, la tabella sotto riportata, mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse (shift sensitivity analysis), su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base. La misura è basata sulle posizioni a fine semestre, senza includere dunque ipotesi su futuri cambiamenti della composizione di attività e passività. Ai fini dell'analisi è impostato il floor a zero sul tasso cliente delle poste con clientela.

L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni Short Term Exercise – STE rischio di tasso, in linea con le linee guida europee di riferimento.

Ipotesi di shift parallelo (dati in milioni di euro)
Shock -100 b.p. Shock +100 b.p.
Dati 06/2024 -65,5 +112,7

L'esposizione al rischio di tasso di interesse dal punto di vista patrimoniale viene misurata a livello consolidato dalla sensitivity del valore economico (variazione del fair value delle poste attive e passive), secondo un approccio full evaluation, a seguito di uno shock parallelo sulla curva dei tassi spot di +/-200 basis points. Nel primo semestre 2024 la variazione media di valore economico in rapporto al Tier1 è risultata pari al 4,4%.

Oltre all'impatto degli shock paralleli dei tassi internamente vengono periodicamente condotte analisi di stress ipotizzando shock non paralleli basati sull'andamento storico della curva dei tassi.

Le metodologie utilizzate per l'analisi di sensitivity al rischio di tasso di interesse includono anche la modellizzazione delle poste a vista e del prepayment sui mutui secondo i modelli comportamentali sopra descritti.

Per il rischio di tasso del portafoglio bancario si riportano le medesime analisi di VaR descritte nel paragrafo sul portafoglio di Negoziazione, a cui si rimanda per la descrizione della metodologia. Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento del VaR del banking book Credem nell'arco del 2024.

I risultati dell'attività di backtesting sono riportati in calce al paragrafo 1.2.3 "Rischio di cambio".

Figura 5. Andamento Interest Rate VaR Credem – banking book (99%, 10gg*coeff moltiplicativo) Dati in milioni di euro

L'andamento del VaR nel corso del primo semestre 2024 è riferibile all'andamento delle posizioni del portafoglio bancario e alla volatilità dei tassi registrata sui mercati.

Rischio di prezzo

Nell'ambito del portafoglio bancario il Gruppo non ha posizioni significative in azioni o partecipazioni quotate. Sono presenti 8,8 milioni di euro in un fondo private equity gestito da una società del gruppo e quote non rilevanti di fondi rivenienti dalla fusione con Cassa di Risparmio di Cento, di cui 1,2 milioni di euro in fondi immobiliari.

Attività di copertura del rischio di prezzo

Il Gruppo non ha posto in essere operazioni di copertura.

1.2.3 Rischio di cambio

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio

L'attività svolta sui mercati dei cambi prevede l'assunzione di posizioni gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, e massimali di concentrazione per divisa. Il rischio di mercato currency viene calcolato con la stessa frequenza e metodologia indicata per il rischio tasso ed equity.

Attività di copertura del rischio di cambio

Informazioni di natura quantitativa

Modelli interni e altre metodologie per l'analisi di sensitività

Tabella 4. Dati di Currency VaR

Non sono presenti operazioni di copertura.
Informazioni di natura quantitativa
Modelli interni e altre metodologie per l'analisi di sensitività
Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi del rischio di
cambio. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR (in milioni
di euro) generato dal fattore di rischio currency relativi agli esercizi 2022, 2023 e primo semestre
Tabella 4. Dati di Currency VaR
2024 06 2023 2022
Credem
medio
VaR -
0,2 0,2 0,3
min 0,0 0,0 0,0
max 0,6 1,5 1,9

dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo

Nella figura sottostante è riportato l'andamento di tale dato di VaR per Credem nell'arco del primo semestre 2024.

-
tasso nel corso del primo semestre 2024 al VaR complessivo non diversificato. La tabella sottostante evidenzia i contributi medi del rischio equity, rischio di cambio e rischio di
Cre
dem 202
4 06
6,4% 0,6% 92,9%

Nell'ambito della più complessiva analisi annuale di backtesting dei modelli, viene effettuato il confronto tra il dato di VaR e il P&L effettivamente conseguito.

Il backtesting è eseguito mettendo a confronto i dati di VaR con i dati di P&L gestionali giornalieri (o settimanali, per i portafogli per i quali il calcolo di redditività è su base weekly), e si basa sull'analisi delle "eccezioni", ovvero dei casi in cui la perdita registrata risulta superiore al VaR stimato per lo stesso periodo di riferimento, sia in termini di numerosità sia in termini di distribuzione temporale.

Il perimetro dell'analisi di backtest sono i portafogli del Regolamento Finanza (trading e bancario) e copre i rischi riportati nella presente sezione. L'orizzonte temporale del VaR è coerente con quello di calcolo del P&L. L'esercizio si basa su 12 mesi di dati. Le ipotesi sono state verificate attraverso una serie di test:

  • Frequency Test: Basilea e Kupiec (o POF, Proportion of Failure);
  • Indipendence Test: Christoffersen e Mixed Kupiec;
  • Joint Test: POF + Christoffersen, POF + Mixed Kupiec.

Nell'ambito dell'analisi del periodo di backtesting i test effettuati confermano la tenuta del modello di VaR.

1.3 Gli strumenti derivati e le politiche di copertura

L'operatività in strumenti finanziari derivati è gestita dal Gruppo tramite un apposito applicativo dedicato atto alle valorizzazioni giornaliere a Mark to model. Il documento di riferimento "Allegato tecnico alla Fair value Policy di Gruppo: Manuale modelli di pricing" disciplina i principali modelli di pricing comunemente utilizzati dal Gruppo per i propri derivati valutati al Mark to Model. In particolare una sezione dedicata descrive nel dettaglio tali modelli. L'insieme dei modelli descritti individua le metodologie ad oggi utilizzate e validate per le valutazioni degli strumenti detenuti in proprietà.

Classificazione strumenti derivati e parametri di mercato

Il Gruppo Credem si è dotato di una Fair Value Policy e relativi allegati tecnici che disciplinano anche le regole contabili per la valorizzazione degli strumenti a mark to model, i relativi parametri e i processi inerenti la valorizzazione degli strumenti.

In particolare il manuale si articola nelle seguenti sezioni:

  • classificazione degli strumenti derivati, storicizzati all'interno dell'applicativo;
  • mappatura e dettaglio dei parametri di mercato alimentati all'interno dell'applicativo al fine di valutare tutti gli strumenti;
  • descrizione procedure automatizzate per la storicizzazione dei prezzi.

Parametri di mercato

I parametri di mercato utilizzati per le valutazioni e gestiti all'interno dell'applicativo possono essere:

  • dati acquisiti automaticamente, informazioni scaricate periodicamente da Info Providers, (ad es: market parameter giornalieri);
  • dati di mercato stimati dall'applicativo, prevalentemente attraverso dati acquisiti automaticamente.

Generalmente, i parametri alimentati manualmente sono quelli che non necessitano di un aggiornamento costante e giornaliero.

Processo di validazione modelli e parametri

I documenti di riferimento riportano come indicato tutti i modelli di pricing e i parametri di mercato validati e utilizzati dal Gruppo per la valutazione degli strumenti derivati.

Qualora sia necessario introdurre nuovi parametri e/o modelli, il processo prevede il coinvolgimento della funzione di validazione che disciplina un apposito parere inerente la nuova operatività e provvede alla validazione dei modelli come disciplinato nell' apposito regolamento Nuovi prodotti del Gruppo.

E' cura della funzione di validazione aggiornare periodicamente i documenti di riferimento con i nuovi modelli e/o parametri utilizzati ed effettuare analisi sulla validità dei modelli in uso.

Procedure automatiche e appositi controlli consentono il presidio giornaliero delle valorizzazioni dei derivati e dei parametri utilizzati.

Si riporta per ogni tipologia di strumento derivato il tipo di valutazione (tramite quotazione di mercato - Mark to market o tramite valutazione a modello- Mark to model). Nel caso lo strumento sia valutato tramite Mark to Model si indicano: il modello di pricing utilizzato per la valorizzazione e i parametri di mercato utilizzati per la valutazione.

Family Group Transaction
Type
Description Mark to Model / Mark
to Market
Modello di Pricing / Parametri di
Mercato
CURR FXD FXD Spot-Forward MARK_TO_MARKET,
MARK_TO_MODEL
Modelli: COST_OF_CARRY
Parametri: FX_SPOT_RATE,
FX_CURVE
CURR FXD XSW Forex Swap MARK_TO_MODEL Modelli: COST_OF_CARRY
Parametri: FX_SPOT_RATE,
FX_CURVE
Family Group Transaction
Type
Description Mark to Model / Mark
to Market
Modello di Pricing / Parametri di
Mercato
CURR OPT FX Option MARK_TO_MODEL Modelli: BLACK_EXOTIC (Solo Back
to back)
Parametri: FX_SPOT_RATE,
FX_CURVE, IR_CURVE,
FX_VOL_SURF
EQD BOND CNV Convertible
Bond
MARK_TO_MARKET,
MARK_TO_MODEL
Modelli: CN_CREDIT_ALL (Solo
Sensitivity)
Parametri: BOND_PX, IR_CURVE,
EQ_VOL_SURF, EQ_DIV_CURVE
EQD EQUIT Equities MARK_TO_MARKET Modelli:
Parametri:
EQ_STOCK_PX,
EQ_INDEX_PX
IRD ASWP Asset Swap MARK_TO_MODEL Modelli: DISC_CASH_FLOW
Parametri: IR_CURVE
IRD BOND Vanilla Bond MARK_TO_MARKET,
MARK_TO_MODEL
Modelli: DISC_CASH_FLOW
Parametri:
BOND_PX,
IR_CURVE,
CREDIT_SPREAD_CURVE
IRD CF Cap/Floor MARK_TO_MODEL Modelli:
BLACK_NORM_YLD,
FISCHER_BLACK
Parametri:
IR_CURVE,
IR_CAP_FLOOR_VOL_SURF
IRD CS Currency
Swap
MARK_TO_MODEL Modelli: DISC_CASH_FLOW
Parametri:
FX_SPOT_RATE,
FX_CURVE, IR_CURVE
IRD FRA Forward Rate
Agreement
MARK_TO_MODEL Modelli: DISC_CASH_FLOW
Parametri: IR_CURVE
IRD IRS Interest
Rate
Swap
MARK_TO_MODEL Modelli: DISC_CASH_FLOW
Parametri: IR_CURVE
IRD IRS Inflation Swap MARK_TO_MODEL Modelli: DISC_CASH_FLOW
Parametri:
INFL_ZERO_CURVE,
IR_CURVE
Family Group Transaction
Type
Description Mark to Model / Mark
to Market
Modello di Pricing / Parametri di
Mercato
IRD LFUT, SFUT Long/Short
Future
MARK_TO_MARKET Modelli:
Parametri:
IR_FUT_PX,
BOND_FUT_PX
IRD LN_BR Loans/Deposit
s
MARK_TO_MODEL Modelli: DISC_CASH_FLOW
Parametri: IR_CURVE
IRD OPT OTC Bond Option MARK_TO_MODEL Modelli:
BLACK_NORM_YLD,
FISCHER_BLACK
Parametri:
IR_CURVE,
BOND_VOL_SURF
IRD OSWP Interest
Rate
Swaption
MARK_TO_MODEL Modelli:
BLACK_SHIFTED
(Componente
opzionale
(swaption)),
DISC_CASH_FLOW
(Componente cedolare dello swap)
Parametri:
IR_CURVE,
IR_SWAPTION_VOL_CUBE
IRD REPO REPO Bond Repo MARK_TO_MODEL Modelli: DISC_CASH_FLOW
Parametri: BOND_PX, IR_CURVE
SCF SCF SCF Simple
Cash
Flow
Modelli:
Parametri:

1.3.2 Le coperture contabili

Informazioni di natura qualitativa

In tema di Hedge accounting, il Gruppo, come previsto dall'IFRS9, continua ad applicare quanto definito dal principio contabile IAS 39 (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) in relazione a tutte le coperture poste in essere.

Attività di copertura del fair value, strumenti di copertura ed elementi coperti

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato a:

  • Mutui/finanziamenti a tasso fisso, affiancandola quindi alla metodologia del Cash Flow Hedge,
  • componente core anelastica della raccolta a vista,

Si è adottata, inoltre, la metodologia contabile del Micro Fair value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato a:

  • titoli di debito in regime contabile HTCS e HTC (inclusi titoli BTP inflattivi ove viene coperto anche il rischio inflazione),
  • prestiti obbligazionari a tasso fisso emessi dal Credito Emiliano.

L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente in modo simmetrico sia le poste coperte che i prodotti derivati utilizzati per la copertura. In particolare, per la copertura del rischio di tasso, vengono utilizzati strumenti derivati non quotati (IRS, OIS, IRS inflation) che consentono di riallineare le differenze tra le caratteristiche finanziarie degli impieghi e della raccolta.

Il Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi. Se i test di efficacia danno esito positivo è passata in contabilità una rettifica relativa al Fair Value dello strumento coperto, per allineare la sua modalità di valutazione a quello dello strumento di hedging.

Tali test di efficacia sono svolti periodicamente durante tutta la vita dell'operazione. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%. Il test di verifica della tenuta prospettica e retrospettiva delle coperture è svolto su base trimestrale.

L'hedge accounting non può essere mantenuto qualora la copertura divenga inefficace (fuori dal range 80%-125%). Eventuali fonti di inefficacia possono essere: diverse date di pagamento o convenzioni fra strumento coperto e di copertura, spread di credito per il FVH titolo, variazione della base tra le curve di forwarding e discounting.

Attività di copertura dei flussi finanziari, strumenti di copertura ed elementi coperti

Obiettivo di fondo delle operazioni di copertura effettuate secondo la metodologia del Cash Flow Hedge è quello di evitare che variazioni inattese dei tassi di mercato si ripercuotano negativamente sul margine di interesse.

In particolare, per la copertura del rischio di tasso, vengono utilizzati strumenti derivati non quotati (IRS) che consentono di riallineare le differenze tra le caratteristiche finanziarie degli impieghi e della raccolta. L'obiettivo della copertura è l'eliminazione parziale del rischio di fluttuazioni dei flussi di cassa futuri determinati dall'andamento del tasso variabile lungo il periodo coperto e il conseguente raggiungimento di un'indicizzazione al tasso fisso "obiettivo", pari a quello sintetizzato dai flussi della "gamba" a tasso fisso del gruppo di strumenti di copertura.

Nei precedenti esercizi è stato attivato il Macro Cash Flow Hedge anche per i mutui a tasso variabile. La definizione dei pacchetti di mutui coperti in Macro Cash Flow Hedge è stata fatta secondo i seguenti criteri:

  • stessa frequenza di pagamento
  • stesso tipo di indicizzazione
  • periodicità di revisione del tasso e liquidazione degli interessi (divisi nei seguenti 3 bucket: dal 1° al 10° giorno del mese, dal 11° al 20° e dal 21° a fine mese).

L'omogeneità di tali caratteristiche del portafoglio mutui e dei relativi derivati garantisce l'efficacia della copertura e quindi permette di non effettuare il test al punto 2 del seguente paragrafo (test invece indispensabile per il Cash Flow Hedge su diverse forme di raccolta.

Metodo di valutazione di efficacia

Per la raccolta a tasso variabile coperta in Cash Flow Hedge vengono effettuati i seguenti test:

  • Verifica della capienza minima di nominale per ogni periodo futuro a partire del bucket in corso;
  • effettuazione del test prospettico e retrospettivo tramite la metodologia del derivato ipotetico, ovvero confronto fra il Fair Value del derivato di copertura rispetto al Fair Value del derivato ipotetico avente come gamba fissa gli stessi flussi dei derivati di copertura e come gamba variabile i flussi variabili dello strumento coperto pesato per le percentuali di copertura.

Per i mutui coperti in Macro Cash Flow Hedge viene verificato che lo swap di copertura sia stato concluso a condizioni di mercato, controllando il valore di Mark To Market con la curva real time al momento della chiusura dell'operazione.

Osservazioni sulla metodologia presentata

Relativamente al Cash Flow Hedge delle diverse forme di raccolta (analogo discorso vale per il Macro Cash Flow Hedge mutui cambiando i segni dei flussi e passività in attività) gli strumenti

derivati per i quali si applica la metodologia in oggetto sono considerati come facenti parte di un unico gruppo di operazioni che presentano complessivamente un'esposizione di tipo "incasso tasso variabile/pagamento tasso fisso". Tale gruppo di operazioni è considerato, lungo tutta la loro vita, a copertura parziale dei flussi che si generano su un gruppo di passività a tasso variabile (pagamento tasso variabile); tali passività sono rappresentate sia da posizioni debitorie già in essere, sia da operazioni future con le medesime caratteristiche (qualora rispettino i requisiti richiesti dal principio per essere designate come poste coperte4 ). All'interno di ciascun bucket, essendo coperto l'insieme omogeneo dei flussi generati dalle passività interessate dalla copertura, l'identificazione dei flussi coperti prescinde dalla correlazione dei medesimi rispetto ai nominali che li hanno generati (singole passività a tasso variabile), tuttavia i flussi oggetto di copertura vengono identificati come "i primi" complessivamente generati all'interno del bucket medesimo. Al 30 giugno 2024 la copertura di Cash Flow Hedge sulla raccolta non risulta attiva.

L'obiettivo della copertura è l'eliminazione di una porzione del rischio di variabilità dei flussi di cassa derivanti dalla ridefinizione delle "cedole" delle poste coperte. La designazione della relazione di copertura è riferita a precisi periodi di tempo futuro (bucket trimestrali per il Cash Flow Hedge titoli, bucket mensili per il Cash Flow Hedge mutui) e, in termini di porzione coperta, può essere differente da bucket a bucket in relazione alla posizione complessiva del gruppo dei derivati di copertura e delle operazioni coperte in essere alla fine di ogni bucket definito.

La riduzione del rischio di variabilità dei flussi di cassa è ottenuta tramite la composizione di gruppi di elementi coperti e di poste di copertura che presentano caratteristiche di indicizzazione allo stesso tasso variabile e con date di definizione dei tassi "ragionevolmente" vicine (trimestre nel caso di Cash Flow Hedge su diverse forme di raccolta, 10 giorni nel caso del Cash Flow Hedge mutui).

In sostanza, i flussi di cassa che verranno incassati in ognuno dei periodi definiti dalle cedole variabili del gruppo degli strumenti di copertura annulleranno una porzione (pari a quella generata sul capitale coperto) dei flussi di cassa complessivamente pagati sul gruppo di poste coperte (i flussi generati dai primi nominali in riprezzamento di ogni bucket fino a concorrenza del nominale delle operazioni di copertura per ogni periodo) trasformando l'esposizione complessiva nel bucket da variabile a fissa.

Affinché tale situazione si verifichi con un elevato livello di probabilità è necessario che i flussi di cassa (variabili) generati dai due gruppi siano allineati in termini di parametro e frequenza di indicizzazione e che le date di definizione dei tassi variabili dei singoli elementi presenti nei due gruppi siano sufficientemente ravvicinate fra di loro.

1.4 Rischio di liquidità

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità

Si definisce rischio di liquidità l'eventualità che il Gruppo possa trovarsi nella condizione di non riuscire a far fronte ai propri impegni di pagamento di natura ordinaria o straordinaria, quando gli stessi diventino esigibili, senza incorrere in perdite tali da pregiudicare la propria operatività quotidiana o le condizioni finanziarie complessive del Gruppo stesso. La gestione del rischio di liquidità può essere suddivisa fra:

  • gestione della liquidità di breve termine, ivi compresa la liquidità intra-day, il cui obiettivo è quello di garantire la capacità di far fronte agli impegni di pagamento per cassa previsti e imprevisti tramite il mantenimento di un rapporto sostenibile tra i flussi di liquidità in entrata e quelli in uscita; tale gestione costituisce la condizione essenziale per la normale continuità operativa dell'attività bancaria;
  • gestione della liquidità strutturale, il cui obiettivo è quello di mantenere un adeguato rapporto tra passività ed attività complessive, finalizzato ad evitare pressioni sulle fonti a breve termine, attuali e prospettiche.

Il Gruppo Credito Emiliano si è da tempo dotato di una Policy per la Gestione del rischio liquidità. La Policy approvata disciplina:

4 Se le operazioni solo "prospettate" rispettano i requisiti necessari per essere qualificate secondo lo IAS 39 come "forecast transaction", anche i flussi futuri da queste generati potranno essere a loro volta inclusi nella medesima definizione e, conseguentemente, designabili come poste coperte. Per il CFH mutui si è deciso di non utilizzare "forecast transaction".

  • i principi di governo e di gestione del rischio di liquidità adottati dal Gruppo, e
  • l'insieme delle norme e dei processi di controllo finalizzati a prevenire l'insorgere di situazioni di crisi di liquidità per il Gruppo e per le singole società del Gruppo, con l'obiettivo di ispirare una sana e prudente gestione del rischio di liquidità a livello consolidato, tale da assicurare la stabilità, la sicurezza delle operazioni aziendali, la solidità finanziaria e, conseguentemente, la solvibilità del Gruppo.

I principi essenziali a cui si ispira la politica di gestione della liquidità sono:

  • definizione di un Risk Appetite e di una Risk Tolerance (o soglia di tolleranza) in contesto di normale corso degli affari e di scenari di stress che abbiano opportuni buffer rispetto ai requisiti normativi;
  • definizione e formalizzazione di ruoli e funzioni, coerentemente con il principio di separatezza delle funzioni operative da quelle di controllo (c.d. segregation of duties);
  • accentramento della funzione di governo del rischio di liquidità sulla Capogruppo;
  • attuazione di una politica di trasformazione delle scadenze gestita nell'ambito dei massimali assegnati;
  • adozione di una politica di funding diversificata in termini di fonti, durata e tipologia di strumenti di raccolta;
  • definizione e formalizzazione dei principi relativi alla definizione del sistema di prezzi per il trasferimento interno dei fondi;
  • definizione e formalizzazione di un piano di emergenza da attivare in caso di stress e/o crisi dei mercati o in caso di situazioni specifiche del Gruppo (Contingency Funding Plan);
  • adozione di un sistema di controlli interni.

Su base giornaliera, mediante un modello di liquidity gap, viene esposta l'evoluzione temporale dei flussi di cassa per consentire l'attivazione di operazioni finalizzate a determinare un equilibrio fra entrate ed uscite di cassa. Inoltre, a partire dal 2023 è in corso l'utilizzo della piattaforma Ilias per il monitoraggio gestionale giornaliero degli indicatori regolamentari e gestionali interni.

Al Comitato Asset Liability & Management di Gruppo sono assegnati poteri decisionali per la declinazione delle strategie in merito alle politiche di funding del Gruppo. Periodicamente sono analizzate, in sede di Comitato, le condizioni di equilibrio finanziario per orientare le decisioni circa le strategie di funding. Sempre in sede di Comitato, sono analizzati interventi straordinari eventualmente richiesti per le contingenti situazioni di mercato.

Nell'ambito del processo RAF vengono, inoltre, definite le soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance, le metriche e le modalità di controllo dei seguenti indicatori di liquidità:

  • Liquidity Coverage Ratio (LCR);
  • Asset Encumbrance;
  • Net Stable Funding Ratio (NSFR).

Le regole di "Liquidity Management" adottate prevedono limiti di liquidità da rispettarsi sulle scadenze di breve termine ed altri indicatori per monitorare quotidianamente la posizione complessiva.

Relativamente alla liquidità strutturale sono previsti limiti finalizzati a controllare e gestire i rischi derivanti dal mismatch di scadenze a medio-lungo termine dell'attivo e del passivo. Sono previsti dei gap ratio a 1, 2 e 5 anni.

Questi limiti consentono di evitare che l'operatività a medio-lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine.

Gli scenari di stress test previsti dal Regolamento si distinguono in:

  • stress sistemico di severity lieve: crisi di liquidità sistemica causata da un'improvvisa instabilità sui mercati monetari e dei capitali, tensioni di carattere politico e/o eventi climatici e ambientali, accompagnati da alti livelli di intensità ed impatti globali;
  • stress idiosincratico di severity media: crisi di liquidità causata da eventi particolarmente negativi per il Gruppo;
  • stress combinato di severity grave: è la combinazione dei due precedenti scenari.

Le procedure di Contingency Funding Plan, costantemente aggiornate, si pongono l'obiettivo di salvaguardare la stabilità del gruppo durante le fasi iniziali di uno stato di tensione di liquidità e garantire la continuità del gruppo stesso nel caso di gravi crisi di liquidità.

L'attività di gestione della liquidità a breve e del funding strutturale è svolta dalla Finanza della Capogruppo che complessivamente:

  • gestisce i flussi di liquidità infragruppo rivenienti dai fabbisogni/surplus di liquidità netti delle Società del Gruppo;
  • misura e monitora la posizione di liquidità del Gruppo e delle singole Società del Gruppo;
  • coordina ed effettua la raccolta accedendo direttamente al mercato interbancario al fine di mantenere condizioni adeguate di liquidità per il Gruppo;
  • determina periodicamente gli interventi finanziari utili per conseguire gli equilibri nel medio e lungo termine, la sostenibilità della crescita e la maggior efficienza della provvista;
  • gestisce i rapporti con la BCE (gestione del conto di gestione e di ogni attività di impiego o provvista di fondi) ed accede alle operazioni di rifinanziamento della BCE.

Questa impostazione consente di supportare adeguatamente i fabbisogni finanziari ed è finalizzata a:

  • ridurre i fabbisogni complessivi di finanziamento da parte di controparti esterne al Gruppo;
  • ottimizzare l'accesso ai mercati e conseguentemente minimizzare i costi complessivi di raccolta esterna.

Nel corso del primo semestre 2024, Il Gruppo ha proseguito, nell'ambito delle segnalazioni regolamentari, a trasmettere alle autorità di vigilanza:

  • con cadenza mensile le segnalazioni relative al Liquidity Coverage Ratio (LCR), sulla base degli schemi conformi ai Reg. d'esecuzione UE rispettivamente n. 322/2016, n.2114/2017 e n. 2018/1620;
  • con cadenza mensile le segnalazioni relative agli Additional Liquidity Monitoring Metrics (ALMM) sulla base degli schemi conformi al Reg. d'esecuzione UE n. 2114/2017 e delle norme tecniche contenute nel documento EBA"Final Report on draft ITS on Supervisory Reporting regarding COREP, AE, ALMM and GSIIs";
  • con cadenza trimestrale, la segnalazione di liquidità Net Stable Funding Ratio (c.d. «NSFR CRR2») come previsto dal Reg. UE 2019/876 (c.d. «CRR2»).

Il Gruppo inoltre, nel primo semestre 2024, ha continuato l'invio settimanale del Single Supervisory Mechanism Liquidity Exercise (SLT) richiesto da BCE (a partire da Settembre 2023).

Riserve di liquidità

Al 30 Giugno 2024 l'importo totale delle riserve di liquidità libere, intese come attività liquide di elevata qualità calcolate ai fini del calcolo dell'indicatore LCR, si è attestato a 8,72 miliardi di euro a valore di mercato. Il 94% di tali riserve è detenuto dalla Capogruppo ed il restante 6% dalle controllate domestiche.

Funding con BCE

A fine giugno 2024 non sono in essere operazioni di finanziamento con BCE. Nel mese di marzo 2024 è stata rimborsata alla naturale scadenza l'ultima tranche TLTRO III.7 per l'importo nominale di 740 milioni di euro.

Altre attività di funding

Nel corso del primo semestre 2024, nell'ambito dell'operatività di money market, è continuata l'operatività di raccolta in depositi unsecured a breve termine con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), con un importo medio di circa 230 milioni di euro, mentre a fine giugno 2024 la raccolta è risultata pari a 50 milioni di euro.

Inoltre, nel corso del primo semestre, è stata negoziata la prima operazione di Repo sul Covered Bond retained emesso a gennaio 2024 per il valore nominale di 200 milioni di euro, mentre non sono state effettuate nuove operazioni in repo a breve termine con sottostanti titoli obbligazionari non governativi, il cui valore nominale in essere a fine giugno era pari a circa 700 milioni di euro.

Con riferimento all'operatività di rifinanziamento di titoli di Stato e Supras Europei nel corso del primo semestre del 2024 la raccolta in pronti contro termine a fine giugno è risultata pari a circa 4,3 miliardi di euro a controvalore di mercato, mentre gli impieghi in pronti contro termine sono risultati pari a circa 750 milioni di euro.

In relazione all'operatività in divisa diversa dall'Euro e in particolare in USD, il portafoglio di titoli governativi in USD è stato rifinanziato prevalentemente in pronti contro termine. L'importo

complessivo di tali operazioni a fine Giugno 2024 ammonta a 0,8 miliardi di USD a controvalore di mercato.

Programma di emissioni Obbligazioni Bancarie Garantite

Al 30 giugno 2024 il valore nominale delle emissioni in circolazione è risultato pari a 2,85 miliardi di euro, delle quali 1 miliardo di euro è costituito da emissioni retained.

In data 14 Novembre scadrà il Base Prospectus e ad oggi sono in corso di valutazione le attività per l'aggiornamento al Programma e la relativa contrattualistica.

Programma di emissioni "Euro Medium Term Note" (EMTN)

Nel mese di Luglio è stato perfezionato il rinnovo annuale del Programma EMTN. L'aggiornamento del Base Prospectus ha permesso l'introduzione della possibilità di emettere anche titoli di diritto italiano nella forma dematerializzata e accentrata su Monte Titoli, in linea con la prassi di mercato, e l'inclusione dei dati finanziari del Gruppo relativi al FY23 e 1Q24.

Infine nel primo semestre 2024 il Gruppo non ha collocato emissioni unsecured, in linea con quanto previsto nel piano di funding 2024.

Operazioni di cartolarizzazione

Con riferimento all'operazione di cartolarizzazione avente come veicolo Emilia SPV S.r.l., nel primo semestre 2024 è stata effettuata una nuova cessione di attivi relative a mutui ipotecari residenziali in bonis. Al 30 giugno 2024, il circolante della tranche senior è pari a circa 2,13 miliardi di Euro, mentre quello della tranche junior è pari a circa 0,63 miliardi di euro.

Programma di emissione di Cambiali Finanziarie (Commercial Paper Programme)

Nel corso del primo semestre 2024, a valere sul Programma di Emissione di Cambiali Finanziarie di Credito Emiliano, che dà la possibilità di emettere Commercial Paper di diritto Italiano da destinarsi alla clientela istituzionale e professionale, sono state effettuate 15 emissioni di Cambiali Finanziarie per un ammontare complessivo di 495 milioni di euro e per un valore outstanding a fine giugno 2024 di 295 milioni di euro.

1.5 Rischi operativi

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo

Il Gruppo ha sviluppato un sistema integrato di gestione dei rischi operativi assunti che, in attuazione degli indirizzi strategici, consente di rafforzare la capacità delle Unità Organizzative di gestirli consapevolmente, introducendo strumenti di rilevazione, misurazione e controllo tali da garantire un'assunzione dei rischi consapevole e compatibile con le strategie di Governance e con le condizioni economiche e patrimoniali, nel rispetto delle indicazioni provenienti dalle Autorità di Vigilanza".

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato il regolamento "Gestione dei rischi operativi" (Regolamento ORM) con cui definisce le politiche di gestione del rischio operativo a livello di Gruppo e Banca e determina un sistema comune e coordinato caratterizzato da regole condivise per l'allocazione di compiti e responsabilità.

Il regolamento definisce come rischio operativo "il rischio di perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni, ivi compreso il rischio giuridico; non sono inclusi quelli strategici e di reputazione".

Inoltre, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato, ai fini della determinazione del requisito patrimoniale, l'utilizzo del metodo TSA per tutte le società appartenenti al Gruppo Bancario.

Non sono intervenute variazioni significative rispetto all'esercizio precedente in relazione al modello di gestione dei rischi operativi che di seguito viene rappresentato sinteticamente: l'Organo con funzioni di supervisione strategica di Gruppo è identificato nel Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano SpA, Capogruppo del Gruppo Bancario Credito Emiliano – CREDEM. L'azione viene esercitata con il supporto del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (Comitato di Governance, privo di deleghe, istituito con la finalità di svolgere un ruolo istruttorio).

A livello di Gruppo sono stati individuati più organi con funzioni di gestione, coincidenti con i Consigli di Amministrazione delle singole controllate, che hanno adottato il Regolamento ORM traducendo il relativo "schema" nella specifica realtà aziendale ed individuando concretamente le funzioni "locali" richieste per il buon esito del processo.

Dal punto di vista operativo gli organi con funzione di supervisione strategica e quelli con funzioni di gestione sono supportati dall'attività dell'ufficio Governance, Raf Esg e Operativi (GEO). Nell'ambito del processo coordinato centralmente da GEO (c.d. "ORM Centrale"), l'attività viene svolta con il supporto di alcune funzioni "ORM Periferico" appartenenti a diversi servizi della banca.

L'Organo con funzioni di controllo è identificato nel Collegio Sindacale, coerentemente con la disciplina vigente relativa agli enti che adottano un modello "tradizionale" di governance societaria. Più in particolare, il Collegio della Capogruppo è responsabile di vigilare sull'osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie, sulla corretta amministrazione, sull'adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili del Gruppo anche tramite il coordinamento con gli omologhi organi collegiali presenti nelle controllate.

Nell'espletamento delle proprie attività tale organo viene supportato dal Servizio Audit di Gruppo. Il Regolamento ORM istituisce, inoltre, specifici flussi informativi verso l'organo di controllo delle società interessate dal modello TSA (a livello individuale e consolidato, secondo le rispettive competenze).

Il Sistema di Gestione dei Rischi Operativi è periodicamente sottoposto a revisione indipendente da parte del Servizio Audit della Capogruppo.

Il sistema di gestione dei rischi operativi è definito come l'insieme strutturato dei processi, funzioni e risorse per l'identificazione, la valutazione e il controllo dei rischi operativi ed è articolato nei seguenti sottoprocessi:

  • Identificazione;
  • Misurazione;
  • Monitoraggio e Controllo;
  • Mitigazione.

Le società incluse nei processi di misurazione, monitoraggio e mitigazione, sono quelle che risultano annualmente rilevanti ai fini del rischio operativo ed informatico dall'analisi di rilevanza

effettuata nell'ambito dell'approvazione del Risk Appetite Framework (RAF) e del processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP) svolto dalla Capogruppo.

Il processo di "Identificazione" è composto dalle seguenti procedure:

  • Loss Data Collection: consiste nella raccolta dei dati di perdita operativa interna con il coinvolgimento diretto di tutte le unità di business. In tale ambito, gli eventi di perdita operativa (inclusi quelli di natura informatica) sono classificati per Business Line (corporate finance, trading and sales, retail banking, commercial banking, payment and settlement, agency services, asset management, retail Brokerage) ed Event Type (frodi interne, frodi esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, clientela - prodotti e prassi professionali, danni da eventi esterni, interruzioni dell'operatività e disfunzioni dei sistemi, esecuzione, consegna e gestione dei processi);
  • Risk Self Assessment: consiste nella raccolta, attraverso questionario, di stime soggettive espresse dai risk owner con riferimento agli eventi di natura operativa (inclusi quelli di natura informatica) potenzialmente rilevanti per le proprie unità di business e tenuto conto delle linee guida di sviluppo emerse dal processo di pianificazione preliminare di gruppo;
  • Data Pooling/Comunicazione verso enti esterni: consiste nella partecipazione ad iniziative consortili esterne e nella gestione delle relative interrelazioni (ad es. consorzio DIPO) ed alla comunicazione dei dati di perdita operativa raccolti agli Organi di Vigilanza (Banca d'Italia e Banca Centrale Europea).

Il processo di "Misurazione" è rappresentato dalla quantificazione del Capitale a Rischio (CaR) mediante stime soggettive. Le metodologie di misurazione delle perdite attese e inattese sono finalizzate ad un'attività di controllo ed individuazione di situazioni potenzialmente critiche e si basano sulla esecuzione di questionari Risk Self Assessment (RSA), con frequenza almeno annuale, che per ogni tipologia di evento richiedono ai responsabili delle unità organizzative (UO) che possono generare/gestire i rischi operativi, una stima soggettiva di alcuni fattori di rischio:

  • "frequenza tipica", il numero medio atteso di eventi nell'arco temporale di riferimento;
  • "impatto tipico", la perdita media attesa per tipologia di evento;
  • "impatto peggiore", l'impatto del singolo evento qualora esso si manifesti nel peggior modo (ragionevolmente) concepibile.

L'analisi è svolta su più livelli: unità organizzativa, business units, società e gruppo consolidato e per ogni livello sono prodotti: un valore di perdita attesa ed un valore di perdita inattesa. I risultati della valutazione sono utilizzati a fini gestionali per la prevenzione e la mitigazione dei rischi operativi e nel processo di pianificazione operativa, coerentemente a quanto definito dal "Regolamento pianificazione, programmazione e controllo di Gruppo".

Il processo di "Monitoraggio e controllo" mira a identificare tempestivamente eventuali disfunzioni nei processi aziendali o nelle procedure di gestione del rischio al fine di consentire di valutare le necessarie azioni di mitigazione.

I Rischi Operativi sono inoltre monitorati all'interno del più ampio processo di Risk Appetite Framework (RAF) di Gruppo (monitoraggio trimestrale).

Al fine di assicurare un presidio nel continuo, è prevista una rendicontazione per singolo evento di perdita operativa la cui autonomia di delibera (definita all'interno dei regolamenti già vigenti o, in mancanza, oltre la soglia di 100.000€) spetta al Comitato Esecutivo/Consiglio di Amministrazione, dei controlli che non sono andati a buon fine e delle azioni correttive di eventuali carenze organizzative e/o di processo/prodotto. Qualora disponibili, l'ORM periferico di volta in volta competente, inserisce le informazioni oggetto di rendicontazione in seno alle proposte e le invia alle Funzioni preposte a seconda delle casistiche (a titolo esemplificativo, Servizio Audit e Compliance). In ogni caso, le delibere assunte dal CE/CA sono inviate, per opportuna conoscenza, al Risk Officer della Capogruppo e a GEO. GEO verifica semestralmente che le Funzioni preposte siano state attivate dagli ORM Periferici e laddove questo non sia accaduto, attiva direttamente le Funzioni preposte eventualmente coordinandosi con gli ORM Periferici.

Inoltre, GEO controlla semestralmente, per BU/Servizio di Credembanca e per le società rilevanti, che le rispettive perdite contabilizzate nel semestre/anno di riferimento non superino il relativo valore di Perdita Attesa stimato in ambito Risk Self Assessment e, nel caso in cui ciò accada, rendiconta nel CE di Credembanca le motivazioni dello scostamento fornite dai Responsabili delle BU/Capi Servizio di Credembanca. Per le singole società rilevanti, nel caso in cui le perdite

risultino superiori alla Perdita Attesa, l'ORM periferico della società rendiconta nel proprio CA le motivazioni dello scostamento e ne dà comunicazione al Risk Officer della Capogruppo.

Il sistema di reporting fornisce agli organi aziendali ed ai responsabili delle funzioni interessate informazioni sul livello di esposizione ai rischi operativi e rappresenta uno strumento di supporto per la loro gestione attiva ed è la sintesi dei processi di misurazione, monitoraggio e controllo.

Il processo di "Mitigazione" definisce le azioni da intraprendere per la prevenzione e l'attenuazione dei rischi operativi ed è composto dalle seguenti procedure:

  • Analisi gestionale: consiste nell'analisi delle criticità emerse e delle diverse possibili soluzioni a disposizione nell'ambito delle tradizionali modalità alternative di gestione del rischio (ritenzione, trasferimento, mitigazione), in ottica costi-benefici;
  • Gestione dell'attività di mitigazione: consiste nella scelta, pianificazione, avvio delle attività, implementazione e completamento degli interventi di mitigazione messi in atto e successivo controllo dell'avanzamento e dell'efficacia degli interventi di mitigazione del rischio attuati;
  • Gestione delle forme di trasferimento: consiste nella individuazione, valutazione, scelta e gestione delle diverse forme di trasferimento del rischio.

Le azioni di mitigazione definite nel reporting vengono inoltre incluse nel processo di pianificazione operativa.

La classificazione delle attività nelle linee di business regolamentari è declinata nelle fasi di:

  • mappatura dati;

  • determinazione requisito patrimoniale individuale.

La mappatura dei dati si delinea a livello individuale attraverso il collocamento di ciascuno dei centri gestionali nella business line regolamentare di pertinenza seguendo i principi sanciti dal Regolamento UE n. 575/2013; segue quindi l'individuazione delle fonti dati che riportano i dati reddituali di tali centri e gli eventuali criteri di ripartizione.

In applicazione della mappatura definita, ciascuna società procede alla determinazione dei valori per centro, alla collocazione sulle business line previste e alla determinazione del requisito individuale.

Le attività definite per la determinazione del requisito patrimoniale consolidato prevedono l'identificazione dell'"Indicatore Rilevante" individuale e la componente riconducibile a ciascuna società del Gruppo per business line regolamentare (da determinarsi in coerenza con i criteri sanciti nella mappatura utilizzata a fini individuali).

Il requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi, calcolato sull' Indicatore Rilevante del triennio 2022 - 2024, è pari a 185,1 milioni di euro.

RISCHI LEGALI

Il Gruppo, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze.

Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.

La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento, dell'anatocismo e fiscali.

Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito immobiliare, amministrativo e all'operatività di sportello.

Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.

Contenzioso lavoristico: i rischi connessi al contenzioso lavoristico vengono valutati trimestralmente in base all'andamento delle cause e conseguentemente vengono aggiornati gli accantonamenti.

Revocatorie Fallimentari: si tratta di controversie nelle quali il Gruppo può essere coinvolto in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa quando clienti assoggettabili a Liquidazione Giudiziale dispongono pagamenti in favore del Gruppo, effettuano rimesse su un

conto corrente bancario in un arco temporale prossimo alla dichiarazione di Liquidazione Giudiziale. L'azione revocatoria è uno strumento utilizzabile dal curatore fallimentare allo scopo di ricostituire il patrimonio del fallito destinato alla soddisfazione dei suoi creditori, facendovi rientrare quanto ne era uscito nel periodo antecedente alla Liquidazione Giudiziale (il cosiddetto periodo sospetto). Il Gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale. Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame. Tutte le cause in materia sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Malversazioni: si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa, vi sono alcuni reclami e alcune vertenze giudiziali derivanti da comportamenti anomali posti in essere da dipendenti o consulenti finanziari nello svolgimento delle mansioni loro affidate o dell'attività espletata, con conseguenti contestazioni da parte della clientela nei confronti della Banca stessa, che può eventualmente essere ritenuta responsabile di tali comportamenti.

Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale.

Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame.

Contenzioso in materia di anatocismo: tutte le cause in materia - a volte comprendenti anche contestazioni relative al superamento del Tasso Soglia Usura – sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Contenzioso in materia di servizi di investimento: quanto alle controversie giudiziali aventi ad oggetto servizi di investimento – bond in default, derivati, ecc. – la policy adottata dalla Banca in materia è quella di procedere ad una valutazione delle singole posizioni caso per caso, prestando particolare attenzione al dato documentale e al profilo dell'adeguatezza degli investimenti contestati rispetto alla posizione della singola controparte. Per effetto di detta analisi, ove ritenuto opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze.

Reclami formulati dalla clientela: con riferimento alle contestazioni avanzate dalla clientela vengono effettuati gli opportuni accantonamenti; in particolare, nel caso in cui il danno lamentato sia superiore a una predeterminata soglia di rilevanza (ad oggi fissata in 25ek), la previsione di perdita è fatta analiticamente. Qualora il danno lamentato sia, invece, inferiore a detta soglia, l'accantonamento è determinato applicando una percentuale forfettaria/statistica stabilita in base alla media delle perdite effettivamente subite sul totale dei reclami analoghi ricevuti negli anni precedenti.

Contenzioso fiscale

I rischi derivanti dal contenzioso fiscale del Gruppo sono presidiati da adeguati accantonamenti a fondi per rischi e oneri.

Con riguardo alla capogruppo, sono in essere 11 procedimenti contenziosi, afferenti principalmente a tributi locali o conseguenti a dinieghi su istanze di rimborso di imposte presentate dalla banca. Relativamente a tali contenziosi non sono emersi rischi effettivi o quanto meno il rischio stimato è apparso remoto. Per questa ragione non sono stati effettuati accantonamenti specifici.

Per Credemleasing pendono 26 procedimenti contenziosi, prevalentemente relativi a tributi locali.

Sono infine presenti controversie di minore rilevanza relative all'operatività posta in essere dai promotori finanziari, al contenzioso lavoristico, nonché all'ambito immobiliare, amministrativo.

Il totale dei fondi rischi ed oneri per i rischi ammonta a 183,9 milioni di euro.

Linee evolutive nella gestione della componente di rischio operativo legata ai rischi climatici e ambientali

A partire dalla campagna di RSA svolta nel 2023 è stata realizzata un'evoluzione metodologica che ha permesso di evidenziare, in modo esplicito, le categorie di rischio all'interno delle quali sono riflessi i rischi operativi Climatici e Ambientali (C&E), distinti tra rischio fisico e rischio di transizione. Con particolare riferimento al processo di Risk Self Assessment, è stato eseguito un aggiornamento del repository, sono stati introdotti nuovi scenari e ne sono stati modificati altri al fine di meglio esplicitare il potenziale legame con fattori C&E.

Per ciascun accadimento con data rilevazione a partire dal 1.1.2024 è stata inoltre prevista un'apposita specifica che permette di categorizzare l'evento distinguendo tra ESG e non, e nel primo caso, di indicare la categoria prevalente tra Environmental, Social o Governance.

Si riporta di seguito la composizione percentuale delle perdite operative del Gruppo Credem per tipologie di evento:

  • o ET 01 Frodi Interne
  • o ET 02 Frodi esterne
  • o ET 03 Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro
  • o ET 04 Rapporti con clienti, prestazioni di servizi o prodotti
  • o ET 05 Disastri ed altri eventi
  • o ET 06 Sistemi
  • o ET 07 Esecuzione, gestione, consegna di prodotti o servizi

Nel corso del I semestre 2024, la principale fonte di rischio operativo, per importo di perdita, è risultata essere la tipologia di evento "Esecuzione, gestione e consegna di prodotti o servizi" (ET 07). La seconda fonte di rischio operativo si riferisce alle perdite dovute a "Rapporti con Clienti, prestazioni di servizi o prodotti" (ET 04), e dopo, in ordine di incidenza, ci sono le perdite dovute a "Frodi esterne" (ET 02)", "Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro" (ET 03)" e "Disastri ed altri eventi" (ET 05).

L'incidenza delle perdite legate a malfunzionamento dei sistemi tecnologici (ET 06) e alle frodi interne (ET 01), è risultata marginale.

Infine, la quasi totalità delle perdite riconducibili al "Conduct Risk" si riferisce all'Event Type 04.

Sezione 3 – Rischi delle imprese di assicurazione

3.1 Rischi assicurativi

CREDEMVITA S.P.A.

Approccio alla gestione del rischio di Credemvita

Strategie e gestione del rischio

Credemvita S.p.A opera sulla scorta di una strategia di assunzione e gestione dei rischi basata su criteri di sana e prudente gestione e coerente con il livello patrimoniale dell'impresa. Tale strategia si fonda su principi di valutazione dei rischi che considerano gli aspetti relativi alla loro rilevanza/significatività.

L'approccio seguito nella gestione dei rischi è fondato sul criterio di proporzionalità e viene delineato in apposite politiche interne ai sensi del Regolamento IVASS n.38/2018, per ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia.

Gli elementi chiave attraverso cui viene definita la strategia e le modalità di gestione dei rischi della Compagnia sono i seguenti:

  • identificazione e classificazione dei rischi mappa dei rischi;
  • valutazione dei rischi;
  • strumenti e metodologie di misurazione;
  • gestione dei rischi;
  • monitoraggio e reporting.

I principi generali adottati per la definizione del sistema di gestione del rischio considerano quindi:

  • la verifica della coerenza tra il livello di rischio assunto e il livello di patrimonio disponibile atteso (Risk Appetite);
  • la misurabilità / valutazione dei rischi (per quelli quantificabili) per permettere al management di valutare l'impatto degli stessi sull'andamento aziendale;
  • la determinazione di processi e presidi operativi per quelli non quantificabili;
  • la presenza di un sistema di monitoraggio continuativo del profilo di rischio attuale e prospettico e dei relativi indicatori di rischio e/o rendimento identificati.

Credemvita nell'ambito del proprio sistema di gestione dei rischio, ha strutturato ed implementato un autonomo processo di valutazione della propria adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, in relazione ai rischi rilevanti verso i quali la Compagnia risulta esposta (processo ORSA – Own Risk and Solvency Assessment). Tale processo ha le seguenti fasi:

  • Valutazione prospettica del Solvency II Ratio;
  • Stress Test;
  • Piano di Liquidità prospettico;
  • Adeguatezza della Formula Standard rispetto il profilo di rischio della Compagnia;
  • Back Testing;
  • Predisposizione ORSA Report e invio.

Tra essi sono incluse inoltre le valutazioni dei rischi ESG (con un focus particolare sui rischi climatici).

Parte integrante del processo ORSA sono anche i seguenti processi:

  • Definizione del piano preliminare e del budget aziendale;
  • Definizione del Risk Appetite;
  • Individuazione e valutazione dei rischi e Continuous Monitoring.

Nell'ambito dell'attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva il corretto dimensionamento della dotazione complessiva di capitale e gli obiettivi di redditività corretta per il rischio. La formulazione di preliminari linee guida strategiche da parte del Consiglio di Amministrazione indirizza la calibrazione degli obiettivi di rischio e lo sviluppo del piano strategico. Tali attività sono significativamente connesse e vengono entrambe sviluppate considerando la situazione di partenza della Compagnia, la visione prospettica del contesto esterno, i profili di rischio e gli orientamenti in termini di rischio/rendimento.

Nel continuo, la Funzione di Risk Management supporta gli organi aziendali nelle scelte derivanti dall'attuazione del piano agevolando la comprensione e la consapevolezza dei rischi assunti/assumibili e il presidio degli stessi.

Identificazione e classificazione dei rischi – mappa dei rischi

La regolamentazione di settore, recante disposizioni in materia di sistema di gestione dei rischi, richiede alle imprese di effettuare una catalogazione dei rischi a cui esse sono esposte indipendentemente dalla circostanza che siano quantificabili, in funzione della natura, della portata e complessità inerenti all'attività svolta, in ottica attuale e prospettica, nonché gli effetti indiretti connessi ai rischi significativi.

Tale catalogazione costituisce il linguaggio comune per lo svolgimento di tutte le attività connesse con il sistema di gestione dei rischi aziendali.

I rischi della Compagnia sono classificati nelle seguenti principali classi:

  • Rischi sottoscrizione (o tecnici assicurativi);
  • Rischi di mercato:
    • Rischi Mercato;
    • Rischio ALM;
    • Rischio Liquidità.;
    • Rischi di credito e counterparty;
  • Rischi operativi:
    • Rischi Operativi;
    • Rischio Informatico e Cyber Risk;
    • Rischi di non conformità alle norme;
  • Rischi di secondo livello;
  • Rischio legato all'appartenenza al gruppo;
  • Rischio reputazionale;
  • Rischi di condotta;
  • Rischi ESG
  • Rischi strategici
  • Rischi emergenti

Il processo di identificazione dei rischi a cui la Compagnia è esposta costituisce un elemento fondamentale per la corretta implementazione e valutazione del più ampio processo di gestione dei rischi. Credemvita, in linea con la Normativa Regolamentare, ha previsto una procedura di censimento dei rischi, da intendersi come strumento metodologico di supporto nello svolgimento delle attività di individuazione e valutazione dei rischi che permetta di raccogliere in via continuativa informazioni sui rischi, interni ed esterni, esistenti e prospettici a cui è esposta, e che possono interessare tutti i processi operativi e le aree aziendali. Per sua natura tale procedura è in continua evoluzione in base al progressivo affinamento del sistema di gestione dei rischi e all'evoluzione del quadro normativo di riferimento.

La procedura di censimento dei rischi di Credemvita si articola in quattro fasi:

  • analisi del piano strategico aziendale e individuazione dei fattori di rischio emergenti;
  • individuazione dei fattori di rischio esterni;
  • individuazione dei fattori di rischio operativi (ivi inclusi quelli informatici e di cyber risk), di non conformità alle norme e di secondo livello;
  • individuazione dei fattori di rischio strategico.

Le modalità adottate per l'identificazione dei rischi si basano sostanzialmente su uno o più dei seguenti approcci:

  • Risk Assessment specifici (per famiglie di rischio);
  • Valutazioni delle differenze tra ogni assunzione di rischio e il risultato attuale;
  • Eventi perdita o errori accaduti;
  • Revisione dei processi, della matrice dei rischi normativa o risk assessment normativi;
  • Brainstorming con il management e i risk owner;
  • Valutazioni di Internal/External Audit
  • Comunicazioni e confronti con i regulator;
  • Altri eventi esterni;

  • Reporting trasmesso dalle arre funzionali della Compagnia.

Una volta che i rischi sono stati identificati essi vanno a costituire la mappa dei rischi della Compagnia.

Valutazione dei Rischi

Il processo di valutazione dei rischi è realizzato sia con logiche attuali sia con logiche prospettiche ed integra metodologie ed approcci di carattere quantitativo e qualitativo.

La valutazione dei rischi è effettuata su base individuale, a livello di singolo rischio, e su base aggregata, per tener conto delle interrelazioni fra le fonti di rischio. Vengono inoltre considerati gli effetti indiretti connessi ai rischi più significativi.

La frequenza della valutazione dei rischi dipende dalla tipologia dei rischi, dagli strumenti e dalle metodologie di valutazione utilizzate ed è stabilita in coerenza con la frequenza e le esigenze dei processi strategici e decisionali della Compagnia. La frequenza di valutazione dei rischi in ottica prospettica è coerente con il processo annuale di pianificazione strategica.

Accanto alla gestione ordinaria del processo di valutazione dei rischi, è prevista una gestione all'occorrenza, in ragione di eventi che possano determinare una variazione significativa del profilo di rischio. In particolare, sono stati identificati i seguenti principali eventi:

  • l'aggiornamento del piano strategico;
  • un'acquisizione o un disinvestimento che modifichi sensibilmente il business, il profilo di rischio o la posizione di solvibilità;
  • una variazione significativa nei mercati finanziari che determini un notevole impatto sul portafoglio attivi della compagnia;
  • una variazione significativa nelle passività della Compagnia;
  • una riduzione della posizione di solvibilità al di sotto di valori critici;
  • un cambiamento significativo del quadro regolamentare;
  • un cambiamento significativo del profilo di rischio e l'insorgere di nuovi rischi;
  • un cambiamento significativo dei processi, sistemi e procedure aziendali.

Strumenti e Metodologie di Misurazione

La Compagnia ha definito ai sensi della normativa regolamentare un processo di valutazione e analisi dei rischi basato sostanzialmente sugli strumenti e metodologie legate a:

  • Metodologie sviluppate nell'ambito della procedura di profilazione dei rischi ovvero indicatori di rischio i quali possono essere costruiti dai seguenti approcci metodologici:
  • regolamentari ovvero fondati sui principi alla base delle grandezze regolamentari Solvency II;
  • gestionali ovvero basati su concetti generali come ad esempio esposizione, concentrazione, volatilità, perdita attesa o potenziale, e/o volti a valutare quei rischi non ricompresi nella formula standard e/o ad integrare la valutazione degli stessi rischi regolamentari;
  • qualitative.

Oltre alle metodologie alla base di tali indicatori di rischio, la misurazione del rischio della Compagnia, sia attuale che prospettica, si basa sulle metodologie regolamentari per il calcolo del Requisito di Capitale (cfr. SCR): la metodologia di riferimento è quella della Formula Standard.

Tutte queste grandezze, oltre a costituire l'impianto per il monitoraggio nel continuo alla base del modello organizzativo di gestione del rischio, rappresentano gli elementi alla base della metodologia per la profilazione del rischio della Compagnia. Tale attività ha come obiettivo l'individuazione e valutazione dei fattori di rischio e l'attribuzione ad ognuno di essi di un livello di significatività.

  • Applicazione del Volatility Adjustments: le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi regolamentari della Compagnia prevedono l'utilizzo del Volatility Adjustment come Long Term Guarantee measure. Il Volatility Adjustment viene applicato sul totale delle passività detenute dalla Compagnia vendute interamente in Italia e nella valuta Euro. Non viene applicato dalla Compagnia il Matching Adjustment. Al fine di una maggiore comprensione degli effetti derivanti dall'applicazione del Volatility Adjustment sulle riserve tecniche e sui fondi propri, la Compagnia effettua inoltre analisi di sensitivity ogni qualvolta lo scostamento tra la curva risk free EIOPA e la curva risk free EIOPA con volatility Adjustement risulti significativo.

  • Sensitivity, stress test e scenario test: ai sensi dell'Art. 19, comma 4 del Reg. IVASS n.38, la Funzione Risk Management, allo scopo di valutare in ottica attuale e prospettica gli impatti sulla situazione economica e patrimoniale derivanti da andamenti avversi dei principali fattori di rischio, effettua, per ciascuna delle fonti di rischio identificate come maggiormente significative, analisi di stress test e sensitivity.

  • Risk Self Assessment sui rischi operativi (ivi inclusi il rischio informatico e il cyber risk).

Gestione dei Rischi

L'obiettivo del sistema di gestione dei rischi consiste nel mantenere i rischi a cui la Compagnia è esposta a un livello definito accettabile, attraverso l'indicazione della propensione e della tolleranza al rischio stabilite in coerenza con l'obiettivo di salvaguardia del patrimonio delle stesse a garanzia della continuità aziendale. Le linee guida in tema di gestione dei rischi sono riportate nelle singole politiche redatte, riviste ed approvate annualmente dal Consiglio di Amministrazione, previo passaggio da parte del Comitato Consiliare per il Controllo Interno e i Rischi. Elementi costitutivi della gestione dei rischi sono:

o Risk Appetite Framework

La Compagnia si è dotata di un Risk Appetite Framework (cfr. RAF) che definisce la propensione al rischio, le soglie di tolleranza, i limiti di rischio, le politiche di governo dei rischi nonché i processi di riferimento necessari per definirli e attuarli. Nell'ambito dell'attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva la propria propensione al rischio. Il processo di definizione/revisione del Risk Appetite Framework si affianca pertanto al processo di Pianificazione Strategica/Operativa (Budget) e tiene conto della valutazione interna del rischio e della solvibilità. Tali elementi non sono infatti disgiunti, ma si influenzano a vicenda con l'obiettivo di ottenere la massimizzazione del profilo rischio – rendimento della Compagnia. La definizione del RAF tiene conto dei seguenti aspetti:

  • la strategia della Compagnia, ivi inclusi gli obiettivi organizzativi, il piano strategico, i vincoli finanziari, nonché normativi e le aspettative degli stakeholders;
  • gli aspetti chiave del business della Compagnia;
  • la volontà e la capacità di assumere rischi;
  • le competenze, le risorse e la tecnologia a disposizione della Compagnia per gestire e monitorare le esposizioni al rischio.

La propensione al rischio della Compagnia congiuntamente alla valutazione del sistema di governo societario adottato nonché alla mappatura e identificazione dei fattori di rischio e ad una generale applicazione del principio della persona prudente, rappresentano i principali elementi costitutivi alla base della determinazione del modello organizzativo di gestione dei rischi (specifico per ogni classe di rischio).

Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework (c.d. RAF), al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi della Compagnia stessa.

Si declinano, di seguito, i concetti rilevanti ai fini della definizione del RAF:

  • il Risk Profile rappresenta il rischio effettivo della Compagnia valutato in un determinato istante temporale;
  • il Risk Appetite rappresenta la vera e propria propensione al rischio da parte della Compagnia e costituisce, quindi, il livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici;
  • la Risk Tolerance individua la soglia massima di tolleranza del rischio, fissata al fine di assicurare alla Compagnia margini sufficienti per operare sia in fase di normale corso degli affari sia in condizioni di mercato particolarmente stressate;
  • la Risk Capacity, invece, rappresenta il massimo rischio assumibile dalla Compagnia; è costituito quindi dal livello di rischio che essa è in grado di assumere a suo carico senza violare i requisiti regolamentari o gli altri vincoli imposti dall'autorità di vigilanza.

Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework, al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi. In particolare il piano strategico, partendo dal profilo di rischio della

Compagnia al momento della redazione del piano stesso, tiene conto del rischio assumibile senza violare i requisiti regolamentari o altri vincoli imposti dall'Autorità di Vigilanza, l'appetito al rischio (ovvero del livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici) e la tolleranza al rischio (ovvero la soglia massima di scostamento rispetto all'appetito al rischio) fissate dal Consiglio di Amministrazione.

La Compagnia ha inoltre definito una Politica di Gestione del Capitale e un Piano di Gestione del Capitale il cui scopo è quello di adottare procedure atte ad accertare la salvaguardia dei requisiti regolamentari e dei livelli obiettivo di Risk Appetite nonché di garantire che, sia al momento dell'emissione che successivamente, gli elementi dei Fondi Propri a cui l'impresa intende attingere al fine di realizzare gli obiettivi di business stabiliti in sede di pianificazione strategica, soddisfino i requisiti regolamentari definiti da EIOPA e siano correttamente classificati. Tale Piano è stato redatto coerentemente con le risultanze della valutazione prospettica dei rischi secondo l'approccio Solvency II (ORSA), con gli obiettivi e le metodologie stabilite nella Politica di Gestione del Capitale e con i requisiti di solvibilità stabiliti dal Regolatore, al fine di garantire la solidità patrimoniale della Compagnia nell'esercizio della propria attività e nei suoi possibili sviluppi futuri.

o Indicatori di Rischio

In coerenza con quanto disciplinato nella Policy di Risk Appetite Framework, la gestione dei rischi in ottica attuale e prospettica della Compagnia si basa sulla definizione di indicatori per ogni categoria di rischio.

La Compagnia distingue i rischi tra:

  • rischi quantificabili aventi impatto patrimoniale, per i quali la Compagnia determina il requisito di capitale;
  • rischi quantificabili per i quali la Compagnia non determina il requisito di capitale (ad es. liquidità, cash flow matching) che vengono misurati con metriche e limitazione specifiche;
  • rischi difficilmente quantificabili, valutati in maniera qualitativa, che per loro natura e caratteristiche, risultano di difficile quantificazione e non sono coperti dai requisiti di capitale richiesti dalla Normativa, anche se il verificarsi dell'evento a questi associato comporterebbe delle conseguenze rilevanti per l'attività svolta dalla Compagnia.

Gli indicatori sono ulteriormente suddivisi in:

  • indicatori di I° livello: sono indicatori finalizzati principalmente al rispetto dei vincoli di solvibilità. Sono indicatori di possibili impatti negativi e forniscono avvertimenti atti ad identificare potenziali eventi dannosi che minacciano il raggiungimento degli obiettivi e la continuità del Business. Tali indicatori sono integrati all'interno della Policy RAF e ad essi viene associato un Risk Appetite, una Risk Tolerance e una Risk Capacity e il relativo sistema di Risk Appetite Statement;
  • indicatori di early warning: al fine di effettuare un monitoraggio preventivo e nel continuo sugli indicatori di solvibilità sono stati inoltre definiti degli indicatori di early warnig volti ad intercettare fenomeni e/o eventi di potenziale elevata criticità e o attenzione;
  • indicatori di II° livello: sono indicatori di tipo operativo/gestionali funzionali ad irrobustire le attività di monitoraggio dei rischi ed eventualmente fornire segnali preventivi ad un potenziale deterioramento delle metriche di I° Livello. Tali indicatori sono integrati all'interno della Policy di Gestione dei Rischi e della Politica di Gestione dei Rischi del Fondo Pensione Aperto.

Nell'ambito generale del sistema di gestione dei rischi la Compagnia definisce inoltre specifici limiti operativi che declinano gli obiettivi di rischio (ad es. in termini di esposizione, concentrazione, etc.) coerenti con l'appetito al rischio della Compagnia.

Il principale indicatore di I° Livello della Compagnia è il Solvency II Ratio ovvero il rapporto tra Eligible Capital e Solvency Capital Requirement. La Compagnia si prefigge l'obiettivo di avere un livello di Capitale Economico adeguato e in linea con gli obiettivi strategici, superiore ad un prefissato livello di Solvency Ratio come di seguito riportato:

  • Risk Appetite: 150%;
  • Risk Tolerance: 125%;
  • Risk Capacity: 105%.

Nell'ambito della definizione del RAF risulta necessario fissare il livello di rischio che, se non rispettato dal Risk Profile della Compagnia, necessita di interventi correttivi. Le soglie individuano dunque i binari all'interno dei quali la Compagnia può condurre la sua azione finalizzata al raggiungimento degli obiettivi di business. La violazione di queste soglie richieda un processo di escalation da parte della Compagnia e la definizione di specifici piani di intervento per fare fronte alla situazione.

Monitoraggio e Reporting

Il modello organizzativo di gestione del rischio di Credemvita coinvolge tutte le strutture aziendali, dalle funzioni operative (coinvolte nella gestione dei rischi sui processi di propria competenza) ai Comitati fino al CdA, ivi incluse le funzioni fondamentali.

In tale contesto, la funzione di Risk Management funge inoltre da coordinatore delle attività di monitoraggio dei rischi. Più in particolare, concorre alla definizione delle metodologie di misurazione dei rischi e dei limiti operativi, definendo appropriate procedure di verifica, ed ha il compito di validare i flussi informativi dell'attività di monitoraggio dei rischi, predisporre la reportistica per i vertici aziendali e verificare la coerenza dei modelli di misurazione dei rischi con l'operatività svolta dall'impresa.

I rischi sono monitorati in maniera continuativa dalla funzione di Risk Management e dalle singole funzioni competenti; a tal fine è stato sviluppato e affinato progressivamente il reporting relativo all'evoluzione dei rischi nei confronti del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Consiliare per i Controlli Interni e i Rischi, del Comitato Investimenti e ALM, dell'Alta Direzione e delle strutture operative competenti al fine di migliorare la comunicazione dei risultati e consentire una maggior comprensione delle tematiche connesse alla valutazione dei rischi.

Il modello di gestione dei rischi adottato da Credemvita è caratterizzato da:

  • una fase di aggiornamento degli indicatori di rischio e/o dei limiti operativi per il governo del rischio a seconda delle esigenze organizzative e/o a seguito di variazioni del contesto interno o esterno, o qualora non siano più in linea con il profilo di rischio richiesto dall'Organo Amministrativo;
  • una conseguente attività di monitoraggio degli indicatori e dei limiti operativi e di governo del rischio. Le attività di verifica del rispetto dei livelli di tolleranza al rischio definiti dal Consiglio di Amministrazione si sostanziano in specifici presidi organizzativi atti a garantire il rispetto dei limiti stessi, ad attivare tempestivi processi di segnalazione a fronte di eventuali rilevazioni di superamento e a definire specifici piani di rientro a seguito delle segnalazioni stesse.

Nell'ambito del sistema di gestione dei rischi e coerentemente con quanto previsto dalla Normativa, il Consiglio di Amministrazione ha formalizzato un set di politiche e allegati, che, relativamente ad ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia, dettagliano gli obiettivi, i compiti, le responsabilità, il processo e definiscono gli strumenti e le procedure, anche di reporting, necessarie ad individuare e conseguentemente gestire ogni ambito di rischio. Tali documenti, inoltre, hanno l'obiettivo più generale di contribuire alla diffusione della cultura del controllo e di gestione dei rischi all'interno della società.

Il rispetto e l'applicazione dei documenti sono garantiti dalla presenza del Sistema dei Controlli Interni costituito da un insieme di regole, procedure e tecniche di controllo e strutture organizzative volto ad assicurare il corretto funzionamento ed il buon andamento dell'impresa.

Analisi dei rischi

La Compagnia ha definito ai sensi della Regolamentazione di settore, un processo di analisi dei rischi che include sia una valutazione qualitativa sia, per quelli quantificabili, l'adozione di metodologie di misurazione dell'esposizione al rischio, incluso, un sistema di determinazione dell'ammontare della massima perdita potenziale sia in ottica attuale che prospettica. Tali analisi consento di effettuare in maniera continuativa una profilazione dei rischi a cui l'impresa è esposta.

Si specifica che la Compagnia per le valutazioni del requisito patrimoniale di solvibilità secondo il regime normativo Solvency II utilizza la Formula Standard conformemente a quanto definito nel Regolamento delegato (UE) 2019/981 della Commissione. Pertanto, le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi tengono conto di tutti i rischi, compresi nel framework della Formula Standard, a cui l'impresa è esposta.

Al fine di valutare nel continuo la propria situazione di solvibilità, la Compagnia provvede inoltre su base trimestrale al calcolo del proprio Requisito di Capitale, alla determinazione dei fondi propri ammissibili e della relativa qualità e composizione, verificando nel contempo il rispetto dei limiti operativi e della propensione al rischio. Specifiche valutazioni di stress test e sensitivity vengo effettuate con la stessa frequenza sulle grandezze patrimoniali. Adeguata documentazione viene rendicontata al Consiglio di Amministrazione e trasmessa all'Organo di Vigilanza tramite i Quantitative Reporting Template (QRT). Con la stessa frequenza viene verificato il rispetto degli indicatori di I°Livello declinati nel Risk Appetite Framework.

Qualora nell'ambito delle diverse attività di monitoraggio effettuate dalla Compagnia dovessero emergere scostamenti continuativi e/o significativi del profilo di rischio rispetto all'Appetito al Rischio dell'impresa, scostamenti significativi rispetto alle principali ipotesi tecniche/finanziarie/di mercato/di prodotto definite nell'ambito del Piano Strategico (e quindi nelle valutazioni ORSA), viene effettuata un'attività di Non-Regular ORSA al fine di valutare gli impatti di tali variazioni anche in ottica prospettica.

La Compagnia nel corso del I° Semestre 2024 ha adempiuto alle seguenti scadenze normative:

  • Predisposizione ed invio all'Autorità di Vigilanza, entro i termini regolamentari, delle reportistiche trimestrali (QRT) richieste dal Pillar III;
  • Predisposizione del Regular Supervisory Report RSR (Relazione periodica all'Autorità di Vigilanza) con riferimento alla data di esercizio 31.12.2023, deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Marzo 2024 ed inviati entro il termine regolamentare ad IVASS;
  • Predisposizione del Solvency Financial Condition Report SFCR (Relazione sulla solvibilità e sulla condizione finanziaria) con riferimento alla data di esercizio 31.12.2023, deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Marzo 2023 ed inviati entro il termine regolamentare ad IVASS;
  • Realizzazione delle elaborazioni ORSA necessarie alla valutazione del profilo di solvibilità del piano strategico 2024-2026 e alla predisposizione del Report ORSA delibero dal Consiglio di Amministrazione di Aprile 2024 ed inviato, entro la scadenza regolamentare, ad IVASS.

Si specifica infine che in continuità con quanto avvenuto dal 2020 con l'emergenza Covid-19 e con le successive tensioni legate alla guerra Russo-Ucraina, la Compagnia continua a partecipare su richiesta dell'Autorità di vigilanza alle seguenti attività:

  • monitoraggio mensile della posizione di solvibilità (attività avviata a partire dal mese di marzo 2020);
  • monitoraggio trimestrale del rischio di liquidità (attività avviata nel mese di giugno a partire dalla base dati del 31.03.2020).

Rischi di sottoscrizione (o tecnici assicurativi)

Si definisce Rischio di Sottoscrizione - il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative dovuto ad ipotesi inadeguate in materia di fissazione di prezzi e di costituzione delle riserve tecniche (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 4 del CAP).

Nell'ambito del Framework dei rischi della Compagnia, tale rischio può essere ulteriormente distinto nelle seguenti categorie:

  • Rischio di assunzione: rappresenta il rischio derivante dalla sottoscrizione dei contratti di assicurazione, collegato agli eventi assicurati, ai processi seguiti per la tariffazione e selezione dei rischi, all'andamento sfavorevole della sinistrosità effettiva rispetto a quella stimata (tali rischi si sostanziano in particolar modo nel rischio risultante da un default del prezzo legato alla valutazione del rischio e in ipotesi di prezzo iniziale inadatta all'evoluzione del rischio);
  • Rischio di riservazione: ovvero il rischio connesso alla quantificazione di riserve tecniche non sufficienti a coprire gli impegni assunti nei confronti degli assicurati.

Tale classe di rischio può essere distinta nei seguenti fattori di rischio:

  • mortalità: ossia il rischio che deriva da un aumento inatteso dei tassi di mortalità, è associato alle polizze (come ad esempio le assicurazioni caso morte o le polizze miste) nelle quali l'impresa garantisce una serie di pagamenti singoli o ricorrenti in caso di decesso dell'assicurato o nel corso della durata della polizza;
  • sopravvivenza: il rischio di longevità, che deriva da una diminuzione inattesa dei tassi di mortalità, è associato alle polizze (ad esempio, rendite) che prevedono che l'impresa garantisca una serie di pagamenti fino alla morte dell'assicurato o a polizze (ad esempio le

polizze miste) che prevedono la garanzia da parte dell'impresa di un unico pagamento in caso di sopravvivenza dell'assicurato per tutta la durata prevista dalla polizza;

  • invalidità morbilità: il rischio di invalidità morbilità, che deriva da una variazione inattesa del livello, del trend o della volatilità dei tassi di disabilità e morbilità, è applicabile alle polizze associate alla disabilità;
  • mutualità: con il fattore di rischio "Mutualità" si intende il fatto che una diminuzione della numerosità delle polizze in portafoglio potrebbe avere effetti negativi inattesi sui benefici provenienti dalla mutualità. Un'elevata numerosità di polizze permette di "attutire" il verificarsi di eventi sinistrosi sull'intera popolazione; nel business Vita la diminuzione del numero dei contratti porta per esempio ad un incremento delle fluttuazioni casuali della mortalità. Il fattore di rischio mutualità, quindi, è strettamente correlato ai fattori di rischio "Comportamento dell'assicurato" e "Controparte";
  • estinzione anticipata comportamento degli assicurati: il rischio di estinzione anticipata, che deriva da una variazione inattesa dei tassi di esercizio delle opzioni da parte degli assicurati, è applicabile a tutte le opzioni previste per gli assicurati, legali o contrattuali, che possono modificare sensibilmente il valore dei flussi di cassa futuri, le opzioni per interrompere completamente o parzialmente, ridurre, limitare o sospendere la copertura assicurativa così come le opzioni che consentono la modifica completa o parziale, il rinnovo, l'aumento, l'estensione o la ripresa della copertura assicurativa;
  • garanzia/copertura: la rischiosità dei prodotti Vita dipende dalle "garanzie/coperture" previste dai contratti stessi e in base alle quali la società si impegna a pagare le prestazioni assicurate ai beneficiari. Se il verificarsi del fatto dannoso per il quale è prestata la garanzia assicurativa non è correttamente monitorato o non corrisponde alle stime fatte in fase di tariffazione, questo costituisce un elemento di rischiosità del prodotto stesso;
  • inflazione/spese: il fattore di rischio, che deriva da una variazione inattese delle spese, si riferisce ai costi di gestione dei contratti di assicurazione;
  • catastrofale: il fattore di rischio catastrofale, che deriva da eventi estremi o irregolari, i cui effetti non sono sufficientemente catturati negli altri rischi di sottoscrizione (ad esempio evento pandemico o esplosione nucleare), si riferisce alle polizze che sono legate alla mortalità;
  • Revisione: Il fattore di rischio revisione ha lo scopo di catturare il rischio di variazione sfavorevole dell'importo di una rendita, a seguito di una revisione imprevista del processo di richiesta di risarcimento.

Per i prodotti di tipo protection (puro rischio) si possono identificare inoltre i seguenti fattori di rischio:

  • Risk Volatility: tale fattore di rischio nell'ambito del processo assuntivo dipende sostanzialmente dalla presenza di basi tecniche non aggiornate correttamente al momento della determinazione del prezzo; da un margine tecnico molto basso e/o da basi tecniche molto strette; dalla presenza di nuovi rischi non considerati al momento della determinazione del prezzo; rischio controparte elevato (da parte del partner/distributore, soprattutto in caso di commissioni upfront / goodwill). Nell'ambito del processo di riservazione tale fattore di rischio dipende dal rischio di pagamento eccessivo della quota di profitto se i parametri delle riserve sono fissati in modo improprio;
  • Population: nell'ambito del processo di tariffazione tale fattore di rischio è sostanzialmente correlato ad una tariffazione unica per una vasta popolazione di fasce d'età (specialmente per il rischio morte) o fascia di durata / fascia di tasso di interesse; alto rischio di selezione avversa nella struttura del prodotto. Nel caso del processo di riservazione tale fattore di rischio dipende sostanzialmente da: adeguatezza delle riserve fortemente legata alla struttura della popolazione (soprattutto riserve matematiche / passività a lungo termine); riserve che non includono il costo reale delle opzioni della popolazione come l'estinzione, il riscatto; riserve che non includono il giusto livello di spese generali per la specifica popolazione/prodotto.

Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di sottoscrizione di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio disponibile alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi life underwriting è pari al 45,0%).

Life risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo

Relativo Complessivo
Mortality risk 8,8% 3,9%
Longevity risk 0,5% 0,2%
Disability morbidity risk 0,0% 0,0%
Life Lapse risk 80,4% 36,1%
Expense risk 7,6% 3,4%
Revisionary risk 0,0% 0,0%
CAT risk 2,8% 1,2%

La Compagnia adotta, nei confronti di tali rischi, linee guida che:

  • definiscono il modello organizzativo e di governance, nonché i ruoli e le responsabilità delle strutture aziendali coinvolte nell'assunzione e nel monitoraggio del rischio assunto e nelle attività di riservazione;
  • descrivono le procedure di reporting applicate ed i flussi di comunicazione tra le funzioni coinvolte nei processi di sottoscrizione e riservazione;
  • illustrano le modalità con cui l'impresa tiene conto della riassicurazione o di altre tecniche di mitigazione del rischio nel processo di progettazione di un nuovo prodotto assicurativo e del calcolo del relativo premio.

La Compagnia misura e monitora la propria esposizione al rischio di sottoscrizione considerando il portafoglio complessivo, oltre a verificare la conformità ai limiti ed alle politiche definite.

La valutazione dei rischi tecnici viene realizzata sia con logiche di carattere ALM – Asset-Liability Management – al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura, sia seguendo i principi di Solvibilità – al fine di cogliere l'eventuale requisito capitale assorbito da ogni singolo fattore di rischio.

L'identificazione dei rischi viene effettuata con riferimento ai nuovi prodotti e al portafoglio in essere:

  • Nuovi prodotti: coerentemente con il Piano Strategico, la rilevazione dei rischi connessi ai nuovi prodotti viene effettuata sulla base delle loro caratteristiche tecniche nell'ambito del processo di ORSA. Inoltre, in coerenza con il processo finalizzato alla creazione e lancio dei nuovi prodotti definito nell'ambito del più generale processo POG (Product Oversight and Governance), la funzione Risk Management è chiamata a redigere una specifica analisi di rischiosità del singolo prodotto. Inoltre, parte integrante delle valutazioni di redditività e di rischio connessi ai nuovi prodotti, sono il profit test, i test di prodotto e il Value for Money effettuati dalla Compagnia.
  • Portafoglio in essere: con riferimento al portafoglio in essere, l'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici del portafoglio e delle misure di assorbimento di capitale determinate attraverso lo strumento utilizzato dalla Compagnia per il calcolo del SCR (Standard Formula). Le informazioni relative all'andamento tecnico complessivo del ramo vita rispecchiano sinteticamente i risultati tecnici dei singoli Rami e quindi dei prodotti presenti in portafoglio (che in generale possono comprendere più Rami). Sempre con riferimento al portafoglio in essere, vengono effettuate dalla Compagnia valutazioni di back testing.

Si riportano sinteticamente di seguito le principali misure di rischio utilizzate:

  • SCR Life in valore assoluto: fornisce un'indicazione dell'assorbimento di capitale;
  • SCR Life in termini di ratio: fornisce un'indicazione dell'assorbimento di capitale per unità di Best Estimate Life Lorde;
  • SCR Lapse in termini di ratio: fornisce un'indicazione dell'assorbimento di capitale derivante dal rischio Lapse per unità di Best Estimate Life Lorde;
  • SCR Lapse in valore assoluto: fornisce un'indicazione dell'assorbimento di capitale derivante dal rischio Lapse;
  • PVFP portafoglio in force: Present Value Future Profit è un indicatore che consente di monitorare, per ciascuna Lob Solvency II del portafoglio in-force il contributo dato alla creazione del valore economico aziendale;
  • SCR per LoB (Line of Business).

Rischi di mercato

Si definisce rischio di mercato, il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante, direttamente o indirettamente, da oscillazioni del livello e della volatilità dei prezzi di mercato delle attività, delle passività e degli strumenti finanziari (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 3 del CAP).

I rischi di mercato risentono dell'andamento congiunturale del ciclo economico, che può amplificarne o eventualmente diminuirne la significatività, soprattutto se il portafoglio titoli della Compagnia è particolarmente concentrato in determinati settori, valute o aree geografiche. Conseguentemente, le imprese sono esposte al rischio di conseguire rendimenti diversi, ed eventualmente anche inferiori, rispetto al rendimento atteso al momento dell'assunzione dell'impegno, oppure rispetto ad un rendimento minimo definito contrattualmente.

Tale rischio può essere distinto nei seguenti fattori di rischio:

  • Rischio tasso di interesse: il valore degli attivi di una impresa di assicurazione è sensibile a variazioni dei tassi di interesse. Inoltre, se i flussi finanziari generati dalle attività e quelli generati dalle passività di un'impresa non sono perfettamente allineati per scadenza, periodicità degli eventuali pagamenti e per natura dei tassi degli investimenti (maturity mismatching, interest rate mismatching, reset date mismatching, basic mismatching), uno shock (positivo o negativo) dei tassi di interesse può produrre variazioni non sincronizzate nel valore delle attività e delle passività. Sostanzialmente l'esposizione al rischio tasso di interesse si riferisce a tutte le attività e le passività il cui valore è "sensibile" ai cambiamenti nella struttura a termine dei tassi di interesse o alla volatilità dei tassi di interesse;
  • Rischio azionario: i valori di mercato delle posizioni assunte dall'impresa possono essere sensibili all'andamento dei mercati azionari (per esempio nel caso di contratti le cui prestazioni sono collegate al valore di un titolo azionario);
  • Rischio tasso di cambio: il valore di mercato delle posizioni assunte dall'impresa può essere sensibile a variazioni dei tassi di cambio (per esempio nel caso di titoli azionari o obbligazionari denominati in valuta estera). Questo fattore di rischio, quindi, assume particolare rilevanza per le imprese di assicurazione in presenza di attività a copertura delle riserve tecniche denominate in una valuta diversa da quella dei corrispondenti impegni tecnici assunti contrattualmente. Infatti, poiché la conversione di valute avviene alla chiusura d'esercizio al cambio corrente, in corrispondenza di detta data possono realizzarsi delle plus/minusvalenze a causa della variazione dei tassi di cambio;
  • Rischio immobiliare: qualora gli attivi di un'impresa di assicurazione siano investiti in immobili, i valori di tali attività sono sensibili all'andamento dei prezzi di mercato degli stessi;
  • Rischio credito: ogni volta che un'impresa di assicurazione sottoscrive strumenti finanziari, può incorrere nel rischio di insolvenza del proprio debitore il quale potrebbe non essere in grado sia di adempiere alle proprie obbligazioni sia di incorrere nel rischio di un peggioramento merito creditizio, con conseguente riduzione del valore del titolo. L'esposizione al rischio credito si riferisce ad attività, passività e strumenti finanziari sensibili alla variazione degli spread creditizi;
  • Rischio concentrazione: l'esposizione al rischio di concentrazione, che deriva da una variazione inattesa dei prezzi, del valore delle esposizioni verso emittenti su cui si ha un accumulo di esposizione con la stessa controparte, si riferisce alle attività soggette al rischio azionario, al tasso di interesse e spread e al rischio immobiliare inclusi nel rischio di mercato, ed esclude le attività soggette al rischio di inadempimento di controparte. Al momento a livello regolamentare sono esclusi anche i titoli di stato;
  • Altre esposizioni in assets: Tale fattore di rischio si concretizza nel rischio mercato legato a private equity, strumenti alternativi, infrastrutture, prodotti legati all'inflazione e ibridi.

Oltre ai fattori di rischio connessi alle tipologie di posizioni presenti in portafoglio o alla struttura degli attiviti rispetto ai passivi sottostanti, esistono altri fattori di rischio appartenenti alla categoria di rischio mercato e strettamente connessi con i rischi operativi:

  • Market risk limits: Fattore di rischio derivante dalla carenza nella definizione e/o nel rinnovo dei limiti di mercato e violazione dei limiti;
  • Modelling risk: Scarsa o inadeguata qualità dei modelli sottostanti le valutazioni dei rischi valutari, di tasso di interesse, di liquidità, di trasformazione, azionari e di altri rischi di mercato (alla base del requisito di capitale, della durata, delle sensibilità, delle correlazioni tra i rischi, delle metriche di VaR e VEV, di stress test, ecc). Tale fattore di rischio è sostanzialmente classificabile anche nella categoria dei rischi operativi;

  • Monitoring of market positions: Valutazione inadeguata o impropria delle posizioni, con conseguente scarsa qualità nella valutazione del rischio mercato.

I fattori di rischio di mercato vengono principalmente individuati nelle classi di bilancio specifiche delle Gestioni Separate e del Portafoglio di Proprietà.

La tabella riportata di seguito rappresenta la distribuzione degli strumenti nei portafogli suddetti alla data di valutazione per tipologia, espressi in percentuale rispetto al controvalore totale di mercato.

Tipo Titolo Tipo Cedola Totali
Emittenti Governativi Fixed 70, 04%
Floating 0,09%
Totale 70,13%
Emittenti Obbligazionari Fixed 12,23%
Floating 3,95%
Totale 16,17%
OICR
Totale 13,70%

Di cui la ripartizione in OICR risulta così composta:

Tipo OICR %
OICR Azionario 11,88%
OICR Governativo 23,19%
OICR Immobiliare 9,44%
OICR Loans 29,58%
OICR Corporate 15,13%
OICR Infrastrutturali 5,95%
OICR Private Equity 4,83%

La percentuale esposta in valuta sul totale di portafoglio assets è del 1,99%.

Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di mercato di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio disponibile alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi market è pari al 42,4%).

Market risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo

Relativo Complessivo
Interest rate risk 6,5% 2,8%
Equity risk 40,1% 17,0%
Property risk 5,2% 2,2%
Spread risk 31,6% 13,4%
Currency risk 16,5% 7,0%
Concentration risk 0,0% 0,0%

La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali per l'attività del Team Finanza, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti. Nella composizione complessiva del portafoglio d'investimento si tiene conto dell'esposizione al rischio, dei vincoli legati alla copertura delle

riserve tecniche e degli effetti sul Solvency Ratio. I limiti e gli indicatori relativi agli investimenti sono oggetto di verifica e controllo su base continuativa da parte delle funzioni aziendali preposte e, con frequenza periodica, i risultati di tali controlli sono portati all'attenzione del Consiglio di Amministrazione. Il processo prevede inoltre una fase di revisione dei suddetti limiti realizzata mediante analisi di sensitività condotte sui portafogli attivi e passivi.

La valutazione dei rischi di mercato viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata sia con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche, sia seguendo i principi Solvency II al fine di cogliere l'eventuale requisito di capitale assorbito da ogni singolo modulo e sottomodulo di rischio.

L'identificazione dei rischi mercato vita viene effettuata con riferimento ai nuovi investimenti e asset allocation target, e al portafoglio in essere:

  • Nuovi investimenti: con riferimento ai nuovi investimenti, nell'ambito del processo ORSA vengono effettuate analisi relative a scenari di investimento futuro con l'obiettivo di identificare i rischi connessi a tali scelte di investimento e a valutarne l'impatto sul profilo di rischio in termini quantitativi. Inoltre, per gli investimenti di "natura occasionale" (secondo la definizione data nella Policy Investimenti) sulla base delle informazioni fornite dal Team Finanza (a titolo esemplificativo: obiettivo dell'investimento, portafoglio di riferimento, size dell'operazione) viene effettuata dalla Funzione di Risk Management una valutazione quali/quantitativa ex-ante basata sia su logiche gestionali che regolamentari. Un iter di valutazione del rischio ex-ante viene effettuata dalla Funzione di Risk Management anche per tutti gli OICR non UCITs sulla base della Due Diligence predisposta dal Team Finanza secondo quanto disciplinato dalla Policy su OICR/ETF.
  • Portafoglio in essere: Con riferimento al portafoglio in essere, l'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici del portafoglio, dei dati di mercato e delle misure di rischio determinate attraverso lo strumento di calcolo del SCR adottato.

Si riportano di seguito i macro-indicatori analizzati per la valutazione e il monitoraggio dei rischi di mercato:

  • SCR Maket Risk- Based: indicatori basati sulle grandezze regolamentari relative al requisito di capitale afferenti alla classe di rischio mercato;
  • Percentuale di Esposizione in Asset Class: indicatore volto a quantificare e monitorare le esposizioni nelle principali asset class declinate all'interno della Policy degli Investimenti;
  • Percentuale di Concentrazione Emittenti Financial e Corporate: indicatore volto a quantificare e monitorare la concentrazione degli emittenti Corporate in base a specifiche fasce di merito creditizio;
  • Limite esposizione in OICR e limite esposizione per strategia in OICR;
  • Sensitivities Spread Goverantivo Italia (al fine di catturare il fattore di rischio spread sui titoli governativi non incluso nella formula standard);
  • Sensitivity sui fattori di rischio mercato (es. tasso).

Rischi di mercato e ALM

Il rischio ALM è un rischio strettamente correlato ai disallineamenti tra attività e passività. Il processo ALM include al suo interno dinamiche connesse alla gestione dei rischi e alla pianificazione strategica. Si focalizza sul medio - lungo termine anziché offrire soluzioni di mitigazione o copertura del rischio. L'obiettivo di tale gestione del rischio è quello di massimizzare le attività per soddisfare le passività complesse che possono aumentare la redditività.

Alla sottocategoria dei Rischi ALM appartengono i seguenti fattori di rischio:

  • Asset Allocation Strategica (AAT): consiste nel rischio risultante dall'inadeguatezza/incoerenza dell'asset allocation per fare fronte alle passività.
  • Asset & Liability mismatch: corrisponde al rischio di disallineamento tra attivi e passivi che può comportare un'esposizione dell'impresa o al rischio disinvestimento o al rischio reinvestimento.

La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti.

Valutazione dei rischi ALM viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche.

Per quanto riguarda i macro-indicatori analizzati per la valutazione e monitoraggio dei rischi ALM:

  • SCR Interest Rate Based: indicatori che hanno lo scopo di individuare l'assorbimento di capitale, secondo le metriche Solvency II, del rischio tasso di interesse secondo un approccio sia regolamentare che gestionale;
  • Disallineamento rendimenti delle gestioni separate: l'indicatore misura il disallinemento tra rendimenti dalle gestioni separate e rendimenti minimi garantiti agli assicurati;
  • Cash Flow Matching: l'indicatore descrive il disallineamento, tempo per tempo, tra i Cashflow degli attivi e i Cashflow del passivo;
  • Duration Matching: disallineamento tra la duration dei Cashflow Attivi e la duration dei Cashflow Passivi;
  • Future Discretionary Benefit (cd. FDB): indicatore che ha lo scopo di monitorare in maniera indiretta la capacità di assorbimento delle perdite Solvency II da parte delle Technical Provisions;
  • Sensitivities Spread Goverantivo Italia;
  • Sensitivity sui fattori di rischio mercato e tecnici (es. tasso e riscatti).

Rischio di liquidità

Le Compagnie sono soggette a possibili tensioni di liquidità derivanti da scadenze diverse tra gli attivi e i relativi passivi. Per rischio di liquidità si intende il rischio che la Compagnia non sia in grado di liquidare investimenti ed altre attività per regolare i propri impegni finanziari al momento della relativa scadenza (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 2 del CAP).

La possibilità di procedere allo smobilizzo tempestivo del portafoglio è fortemente condizionata dalla liquidabilità dei titoli in cui lo stesso è investito. La scarsa liquidabilità dei titoli in portafoglio, infatti, può esporre la Compagnia al rischio di conseguire delle perdite connesse alla difficoltà di trovare sul mercato la controparte interessata all'acquisto dei titoli che si intende smobilizzare. La Compagnia quantifica la sua posizione di solvibilità con le metriche della Formula Standard, che non prevede una quantificazione del rischio liquidità in termini di assorbimento di capitale. L'identificazione del rischio di liquidità viene effettuata con riferimento ai portafoglio investimenti sottostanti i prodotti con garanzia di capitale e/o rendimento. L'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici dei portafogli e delle metriche definite in funzione dell'orizzonte temporale con cui viene analizzato e studiato il rischio stesso.

Si riportano di seguito gli indicatori utilizzati dalla Compagnia per il monitoraggio del rischio liquidità:

  • importo dei conti correnti: la Compagnia ha scelto di monitorare l'importo detenuto nei Conti Correnti al fine di fissare un limite inferiore che rappresenta la Riserva di Liquidità (come prescritta dal Reg. 38 IVASS) e un limite superiore in termini di importo massimo da detenere nei Conti Correnti al fine di rendere efficace la gestione del portafoglio e limitare gli eventuali effetti sull'SCR Default. Nella quantificazione della Riserva di Liquidità concorrono non solo le esposizioni in Conto Corrente ma anche titoli Governativi dell'Area Euro con qualità del credito superiore a 2 e scadenza inferiore ai 3 mesi.
  • Liquidity Buffer: il numero di periodi, mensili, consecutivi con Liquidity Buffer negativo, nell'orizzonte temporale annuale considerato e fornisce un'indicazione sintetica della situazione di liquidità della Compagnia;
  • Piano di liquidità: l'indicatore è volto a dimostrare che la Compagnia ha le risorse finanziarie su base continuativa per la gestione del rischio liquidità. Tale condizione risulta inoltre essere alla base per l'applicazione del Volatility Adjustment a livello Regolamentare;
  • Contingency di liquidità: ovvero titoli facilmente liquidabili;
  • SCR default conti corrente: al fine di limitare gli eventuali effetti sull'SCR default derivante dall'aumento dei volumi dei conti corrente, la Compagnia ha fissato un limite superiore in termini di SCR Default.

Rischio di credito (default)

Si definisce rischio di credito (rischio default) il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante da oscillazioni del merito di credito di emittenti di titoli, controparti e debitori nei confronti dei quali l'impresa di assicurazione o di riassicurazione è esposta in forma di rischio di inadempimento della controparte, di rischio di spread o di concentrazione del rischio di mercato (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 1 del CAP).

La perdita di valore della posizione creditoria e collegata principalmente alla qualità dell'emittente o della controparte (inclusi i riassicuratori, coassicuratori, assicurati ed intermediari) ma può anche derivare da un deterioramento delle condizioni economicofinanziarie del debitore da cui dipende la capacita di far fronte agli impegni finanziari assunti, nonché da cause indipendenti dalla situazione economica o finanziaria della controparte debitrice, quali ad esempio cause politico-militare.

Da un punto di vista puramente rappresentativo identifichiamo tre macro aree del rischio credito:

  • Riassicurazione;
  • Intermediarie e altre controparti;
  • Investimenti.

I fattori di rischio sottostanti alle singole sottocategorie del rischio credito sono i seguenti:

  • Per quanto riguarda la sottoclasse Rassicurazione:
    • o Rischio di credito verso riassicuratori: rappresenta il rischio di perdite derivanti dall'insolvenza di uno o più riassicuratori;
    • o Rischio di base: derivante dalle eventuali discrepanze tra le esigenze di riassicurazione e l'effettiva copertura prevista dal trattato comportando per la Compagnia un'assunzione di rischio maggiore rispetto a quella preventivata.
  • Per quanto riguarda gli intermediari e le altre controparti:
    • o Rischio di credito verso intermediari e altre controparti: rappresenta il rischio di perdite in conseguenza all'inadempimento contrattuale di soggetti terzi (es. i crediti verso assicurati, verso intermediari assicurativi, conti correnti verso banche).
  • Per quanto riguarda la sottoclasse rischio di credito degli investimenti (correlato al processo di asset management) essa rappresenta il rischio di perdite derivanti dall'insolvenza di una o più obbligazioni pertanto si identificano i seguenti fattori di rischio:
    • o Bond default: rischio legato all'inadempienza dell'emittente prima della realizzazione della sua obbligazione;
    • o Altre investment assets: rischio credito verso altri assets;
    • o Credit limits: carenze nella definizione, nel rinnovo o nel monitoraggio dei limiti di credito, violazione dei limiti, assegnazione errata o mancato rinnovo delle linee di credito;
    • o Modellazione del rischio e scoring: scarsa valutazione del rischio di insolvenza per le controparti e/o paesi e strumenti di valutazione inadeguati, incompleti o mal utilizzati;
    • o Monitoraggio delle posizioni di credito: valutazione incompleta, inadeguate o impropria degli impegni effettivi con conseguente scarsa valutazione del rischio di credito.

Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di counterparty default di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio disponibile alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi counterpary default è pari al 1,9%).

Credit risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo

Relativo Complessivo
Type 1 counterparties 100,0% 1,9%
Type 2 counterparties 0,0% 0,0%

Le politiche relative alla gestione del rischio di credito verso gli emittenti di strumenti finanziari sono riconducibili a quanto sopra riportato a proposito del rischio di mercato con riferimento ai principi generali relativi al controllo degli investimenti di natura finanziaria. Per quanto concerne le controparti riassicurative, Credemvita ha definito politiche per la gestione e il controllo di tale rischio in termini di linee guida e limiti relativi alle controparti.

L'identificazione del Counterparty Default Risk viene effettuata con riferimento alle controparti verso le quali sussistono posizioni di credito.

Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate:

  • Importo Massimo in Conti Correnti: rappresenta l'ammontare massimo in C/C da detenere su singolo portafoglio;
  • SCR default conti corrente: al fine di limitare gli eventuali effetti sull'SCR default derivante dall'aumento dei volumi dei conti corrente, la Compagnia ha fissato un limite superiore in termini di SCR Default;
  • SCR Counterparty Default Risk Riassicurativo/Recoverables SII: l'indicatore è costruito rapportando l'SCR Counterparty Default Risk verso Riassicuratori (pre-diversificazione), ai Recoverables (somma tra le riserve cedute e crediti netti verso riassicuratori);
  • Esposizione per Riassicuratore: l'indicatore individua l'esposizione verso ciascun Riassicuratore in termini di somme assicurate;
  • Anzianità dei crediti netti per Riassicuratore: l'indicatore individua l'anzianità dei crediti netti verso ciascuna controparte riassicurativa;
  • Ammontare dei crediti netti per Riassicuratore: l'indicatore individua l'ammontare dei crediti netti verso ciascuna controparte riassicurativa.

Rischi operativi, di non conformità alle norme, reputazionali, di condotta, di appartenenza al Gruppo e ESG

Il rischio operativo è definibile come il rischio di subire perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione (carenze o errori) di procedure interne, risorse umane o sistemi oppure da eventi esogeni (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 5 del CAP).

Per la Compagnia tale definizione ricomprende anche il rischio legale e compliance.

I rischi operativi possono essere a loro volta frazionati nelle seguenti sottocategorie:

  • Rischio Operativo;
  • IT Risk & Cyber Risk;
  • Regulatory Operational Risk.

I principali fattori di rischio che caratterizzano il rischio operativo sono:

  • People Risk: le risorse umane possono essere fonte di rischio per l'impresa, se la struttura organizzativa non è efficiente, oppure si verificano carenze nella professionalità dei dipendenti o, per esempio, se la struttura retributiva e il percorso di carriera non sono adeguati e se il clima aziendale non è idoneo. Gli esempi di perdite dovute a risorse incompetenti o negligenti sono numerosi, fra questi emergono i casi di inserimento erroneo di dati nei sistemi, errori nella trasposizione dei dati o violazioni di regolamenti.
  • Process Risk: i processi aziendali sono fonte di rischio operativo nel caso in cui si verifichino delle inefficienze nel disegno, nella formalizzazione e nella definizione della struttura degli stessi e quindi nella definizione degli attori che vi prendono parte e del relativo livello di responsabilità e di autorizzazione. Possono risultare inadeguati e quindi essere fonte di rischio operativo tutti i processi aziendali, compresi i modelli valutativi e di calcolo e gli stessi processi di gestione del rischio. Sono fonte di rischio operativo:
    • o le esternalizzazioni di attività aziendali nel caso in cui si verifichino delle carenze / inadeguatezze nei processi di gestione del rapporto con gli outsourcer tali da causare delle perdite all'impresa;
    • o il mancato aggiornamento o l'inadeguata archiviazione delle procedure e normative che formalizzano i processi interni;
    • o mancata/inadeguata/intempestiva emanazione di norme attuative interne in relazione alla normativa esterna vigente.
  • IT Security Risk e IT Risk: i sistemi informativi possono causare perdite all'impresa se non vengono adottate adeguate misure di IT Security oppure nella gestione delle apparecchiature hardware e software. La crescente dipendenza dai sistemi informativi e dalle risorse tecnologiche in genere ha reso questo fattore di rischio sempre più rilevante. Gli esempi di perdita legati a questo fattore sono numerosi, come l'assunzione di rischi eccessivi dovuti a errori di programmi informatici, il mancato rispetto di adempimenti contrattuali dovuto a errori dei sistemi informativi e ancora la perdita di dati rilevanti connessa a fallimenti dei sistemi.
  • Eventi Esterni: gli eventi legati a fattori esterni possono causare perdite all'impresa a fronte di calamità naturali, di prevenzione e sicurezza verso eventi di natura accidentale, a fronte di obsolescenza delle infrastrutture, di prevenzione e di sicurezza verso atti di natura criminosa,

nei passaggi autorizzativi per l'esecuzione delle attività operative, nelle misure di controllo verso attività non autorizzate e frodi da parte di dipendenti, di misure preventive verso frodi da parte di esterni, a fronte di un inadeguato e/o non tempestivo aggiornamento della normativa interna in relazione ai mutamenti della normativa esterna da cui deriva.

L'approccio di identificazione del rischio operativo segue una logica di tipo 'bottom up', basata su una metodologia di Risk Self Assessment con l'obiettivo di valutare il livello di rischiosità e la qualità dei controlli posti in essere per mitigare il rischio afferente alle attività operative e ad ogni processo aziendale.

L'obiettivo di tale approccio, basato sull'analisi per Area Funzionale, è l'individuazione degli eventi perdita che potrebbero manifestarsi, la valutazione del possibile impatto e della possibile frequenza di realizzazione di tali eventi, la valutazione dell'efficacia dei controlli a presidio e dei possibili strumenti organizzativi attivabili per la mitigazione del rischio.

La Compagnia ha strutturato, inoltre, con periodicità annuale una valutazione delle perdite effettive subite derivanti da rischi operativi (c.d. LDC – Loss Data Collection). Tale analisi consente inoltre di effettuare un back-test circa la valutazione ex-ante mediante Risk Self-Assessment.

La Compagnia ha inoltre proseguito nei lavori per il completamento del piano di continuità operativa (Business Continuity Plan).

Per quanto riguarda la valutazione del requisito di capitale (SCR), i rischi operativi vengono valutati mediante l'applicazione della Standard Formula. Da un punto di vista della distribuzione del rischio operativo di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio disponibile alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo del rischio operativo è pari al 10,7%).

Operational risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo

Relativo Complessivo
Operational risk 10,7% 10,7%

Il rischio normativo di compliance (ovvero di non conformità alle norme) riguarda il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, e subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, quali statuti, codici di condotta o codici di autodisciplina; rischio derivante da modifiche sfavorevoli del quadro normativo o degli orientamenti giurisprudenziali. Il rischio normativo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo: rischio di mancata prevenzione, da parte della Compagnia, della realizzazione di attività a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo; rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza in materia antiriciclaggio e antiterrorismo.

I fattori di rischio legale e di non conformità alle norme sono riconducibili a:

  • Legal enviroment: rischio legato in generale al mancato rispetto delle leggi, sia esso di natura fiscale o di trattamento dati personali. Rischio di controversia causato da un vuoto giuridico o da un inquadramento incompleto o inadeguato degli obblighi e delle responsabilità assegnate alle parti. Assenza di contratti, condizioni carenti di conservazione della documentazione legale. Rischio legato al non rispetto delle leggi sulle imposte legate alla Compagnia. Rischio legato all'antiriciclaggio. Rischio legato alla sicurezza sul lavoro. Rischio legato al mancato rispetto della normativa sulla privacy;
  • Compliance with regulations: inosservanza dei regolamenti e provvedimenti applicabili (leggi assicurative, aziendali o del lavoro). Mancanza di follow-up delle questioni normative. In particolare il fattore di rischio Compliance with regulations (di seguito anche rischio "Normativa") può esporre l'impresa a specifici eventi perdita, legati appunto all'evoluzione della stessa. Mutamenti sfavorevoli del quadro normativo o degli orientamenti giurisprudenziali, possono, infatti, riguardare:
    • o rapporti con l'Autorità di Vigilanza;
    • o rapporti con i clienti;
    • o rapporti con i dipendenti;
    • o sicurezza sui luoghi di lavoro;

o rapporti con altri Organi.

In particolare, tale fattore di rischio riguarda l'incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, il subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, con particolare attenzione alle norme relative alla trasparenza e correttezza dei comportamenti nei confronti degli assicurati e danneggiati, all'informativa precontrattuale e contrattuale, alla corretta esecuzione dei contratti, con particolare riferimento alla gestione dei sinistri e, più in generale, alla tutela del consumatore.

Secondo il modello adottato da Credemvita, inoltre, esistono altri rischi/eventi perdita non strettamente riconducibili a fattori di rischio specifici, ma che possono derivare da fattori di rischio riconducibili alle classi di rischio precedentemente illustrate. Si tratta in particolare della classe di rischio legata all'appartenenza al gruppo, della classe di rischio reputazionale, di condotta e ESG, così identificati dalla normativa di settore.

Il rischio reputazionale è inteso come il rischio di deterioramento dell'immagine aziendale e di aumento della conflittualità sia con gli assicurati (dovuto anche alla scarsa qualità dei servizi offerti, al collocamento di polizze non adeguate o al comportamento in fase di vendita, post vendita e di liquidazione) sia con le Autorità di Vigilanza e gli shareholders. Il rischio reputazionale è generalmente classificato in:

  • rischio reputazionale diretto: incentrato su business sensibili, sulla base di ESG (Ambientale, Sociale e Governance);
  • rischio reputazionale indiretto: basato sulla gestione dell'impatto reputazionale di altri tipi di rischio (eg: rischio operativo, cyber risk, rischio legale, etc).

Si specifica che la valutazione del rischio reputazionale avviene nell'ambito della campagna di Risk Self Assessment afferente alla gestione del rischio operativo. L'identificazione del rischio è effettuata gestionalmente mediante l'analisi:

  • delle procedure di collocamento che contemplano una preventiva valutazione di adeguatezza del contratto finalizzata ad individuare in via preliminare le esigenze assicurative e i bisogni di protezione del cliente, nonché a fornire l'adeguata informativa sul prodotto;
  • dei servizi di assistenza da parte della rete distributiva;
  • del processo di gestione dei reclami;
  • del processo di liquidazione dei sinistri.

Essendo inoltre il rischio reputazionale strettamente connesso ai rischi operativi, informatici e cyber e al rischio di condotta, gli specifici presidi operativi e organizzativi posti in essere per la gestione di tali rischi rappresento un ulteriore elemento a supporto della gestione del rischio reputazionale.

Il rischio di condotta - quale sottocategoria di rischio operativo, di compliance e reputazionale – può essere definito come il rischio attuale o prospettico di perdite conseguenti a casistiche di offerta inappropriata di prodotti e/o servizi, incluse fattispecie di condotta inadeguata (dolo/negligenza) da parte dell'impresa.

La gestione del rischio di condotta è strettamente connessa alle attività definite nell'ambito del processo POG (disciplinato nella rispettiva Regolamentoi POG). La Compagnia, nell'ambito della gestione del rischio di Condotta, si prefigge i seguenti obiettivi:

  • rendere le iniziative di business orientate e focalizzate sulla figura del cliente. In tale ambito il focus è incentrato sul disegno dei prodotti e la definizione di servizi in linea con le esigenze della clientela;
  • stabilire un codice/sistema di condotta completamente radicato all'interno della struttura aziendale. In tale ambito il focus è incentrato sulla vendita di prodotti / erogazone di servizi assicurando trasparenza informativa verso la clientela,
  • garantire che il business sia nel continuo focalizzato sul conseguimento del miglior risultato per il cliente (cfr. Monitoraggio KPI e KRI), tutelando l'integrità e la condotta della Compagnia nella relazione con la clientela.

Il rischio legato all'appartenenza al gruppo (rischio di 'contagio') è inteso come rischio che, a seguito dei rapporti intercorrenti tra l'impresa e le altre entità del gruppo, situazioni di difficoltà

che insorgono in una società del medesimo gruppo possano propagarsi con effetti negativi sulla solvibilità dell'impresa stessa.

In coerenza con la propria strategia e con le politiche in materia degli investimenti, adottata dall'Organo Amministrativo ha definito una propria politica delle operazioni infragruppo e ha determinato appropriati limiti di operatività.

L'identificazione e l'analisi del rischio è effettuata pertanto in coerenza alle categorie e alle controparti delle operazioni stesse, con particolare riguardo alle garanzie eventualmente rilasciate nell'ambito del Gruppo ed in coerenza con le caratteristiche delle seguenti tipologie di operazioni:

  • Operazioni significative (comprese tra il 1% e il 5% del Solvency Capital Requirement di periodo);
  • Operazioni Molto significative (>5% del Solvency Capital Requirement di periodo).

Il rischio ESG (Enviromental, Social and Governance) si pone l'obiettivo di valutare un evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance che, verificandosi, potrebbe provocare un impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell'investimento o sul valore della passività. Questa tipologia di rischio rientra tra i rischi di secondo livello o rischi indiretti in quanto può manifestarsi provocando un impatto negativo su attività e passività influenzando i fattori di rischio già contemplati nelle altre risk category (ad esempio Rischio di Mercato e di Sottoscrizione).

All'interno della categoria dei rischi ESG, particolare rilevanza è assegnata ai rischi climatici in quanto potrebbero generare elevate perdite per le Compagnie Assicurative se non correttamente identificati e gestiti.

Con specifico riferimento ai rischi climatici, in coerenza con le indicazioni del Regolamento Delegato (UE) 2021/1256 della Commissione del 21 Aprile 2021, la Compagnia ha strutturato una serie di analisi sul proprio portafoglio (sia investimenti, sia tecnico/assicurativo) per verificare la materialità dell'esposizione ai rischi climatici e, successivamente, condurre l'analisi di scenario per quantificare l'impatto che essi producono sulle principali grandezze economiche e patrimoniali.

Il Framework sviluppato dalla Compagnia per la gestione del rischio climatico identifica i seguenti step:

  • Identificazione dei fattori di rischio e del perimetro di analisi identificazione e classificazione delle principali fonti di rischio climatico e del perimetro di prodotti e assets potenzialmente impattati secondo le linee guida indicate da EIOPA.
  • Valutazione della materialità la valutazione, propedeutica all'analisi di rilevanza (cfr. punto successivo), è effettuata su ogni singolo perimetro (sia lato Asset, sia Liabilities);
  • Analisi di Rilevanza analisi attivata solo per i rischi identificati come potenzialmente materiali nel punto precedente, ed ha come obiettivo l'identificazione dei rischi climatici rilevanti per il business e per la relativa analisi di stress ai fini ORSA. L'analisi è effettuata su ogni singolo perimetro (sia lato Asset, sia Liabilities) e prevede almeno le seguenti macro attività:
    • o Identificazione dei criteri e delle metodologie da utilizzare sui portafogli esposti al rischio (sia asset, sia liabilities) analizzate nei paragrafi successivi;
    • o Valutazione quali/quantitativa di ogni perimetro identificato rispetto alle metodologie individuate e alle specifiche soglie di materialità.

Il sistema di gestione dei rischi ESG prevede la definizione di indicatori utilizzati per monitorare l'esposizione, con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali insiti nei portafogli Asset e Liabilities della Compagnia.

Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate e i volumi analizzati:

  • Weighted Average Carbon Footprint;
  • Percentuale Climate Policy Relevant Activities;
  • Weighted Average Liabilities Hazard Exposure;
  • Percentuale passività ad alto rischio climatico.

Rischi strategico

Per rischio strategico si intende il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale e di sostenibilità del modello di business, incluso il rischio di non riuscire a generare un adeguato ritorno sul capitale sulla base della propensione al rischio definita dall'impresa, derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, dall' attuazione inadeguata di

decisioni, impropria gestione del rischio di appartenenza al gruppo, e dalla scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.

L'analisi dei rischi strategici viene effettuate mediante specifiche analisi si sensitivity in sede ORSA o ogni qualvolta si assista a variazioni significative del mercato, dell'mix di produzione e delle ipotesi sottostanti le valutazioni (a titolo esemplificativo, tassi di riscatto best estimate, ipotesi di minimo garantito, etc).

In tale ambito viene altresì valutata la presenza di potenziali rischi emergenti sulla base delle informazioni derivanti dal piano industriale, dalle evoluzioni di prodotto, dalle variazioni normative e da qualsiasi altra variazione potenzialmente impattante sul profilo di rischio dell'impresa.

In seguito ai risultati di tale analisi, vengono valutati gli eventuali cambiamenti da apportare nella mappa dei rischi aziendali.

** Le valutazioni effettuate dalla Compagnia alla data di valutazione hanno consentito di delineare la mappa dei rischi – Framework Solvency II - a cui la Compagnia è esposta (di seguito riportata).

Modulo di rischio Sottomodulo di rischio Esposizione
Underwriting Risk Mortality risk X
Longevity risk X
Disability morbidity risk ---
Life Lapse risk X
Expense risk X
Revisionary risk ---
CAT risk X
Market risk Interest rate risk X
Equity risk X
Property risk X
Spread risk X
Currency risk X
Concentration risk ---
Counterparty default risk Type 1 counterparties X
Type 2 counterparties ---
Operational Risk Operational risk X

Le valutazioni prospettiche dei rischi non hanno rilevato da un punto di vista regolamentare (Solvency II) rischi emergenti in ragione delle azioni previste dalle nuove strategie di investimento e di business. Si evidenzia tuttavia una loro differente composizione in termini di rilevanza rispetto al dato consuntivo. In particolare, pur confermandosi i rischi Life Underwriting superiori ai rischi Market, si inizia ad osservare un ribilanciamento tra le due classi di rischio guidato in particolar modo da una riduzione del rischio Lapse Mass come conseguenza indiretta delle dinamiche dei tassi in progressiva riduzione rispetto al 2023.

Con riferimento ai dati prospettici e a quelli monitorati alla data di valutazione, l'analisi ha permesso di individuare i sotto moduli di rischio maggiormente significativi e impattanti per la Compagnia, che risultano essere i sotto moduli di rischio Equity, Spread, Currency, Operational e Lapse Mass. Anche se da un punto di vista del requisito di capitale generato il modulo di rischio Interest Rate, alla data di valutazione, non rappresenta un modulo di rischio rilevante (anche per via di un gap di duration tra attivi e passivi sostanzialmente contenuto), tuttavia per gli effetti indiretti che esso può generare, tale fattore di rischio viene considerato tra i rischi principali d'attenzionare.

Inoltre si conferma l'esposizione della Compagnia al rischio Spread sui Governativi ITA (rischio non contemplato nella Formula Standard). La Compagnia nelle proprie valutazioni prende in considerazione tale fattore di rischio mediante specifiche analisi di sensitivity effettuate periodicamente (almeno con frequenza trimestrale) e all'interno del Report ORSA YE 31.12.2023. Le analisi quali/quantitativa sull'adeguatezza del Profilo di Rischio della Compagnia rispetto i requisiti sottostanti l'applicazione della Formula Standard sono risultate positive.

Le risultanze delle attività di valutazione dei rischi hanno evidenziato una volatilità nell'evoluzione della solvibilità della Compagnia derivante dalle fluttuazioni dello spread BTP/Bund e dalle dinamiche collegate ai tassi di interessi. Tuttavia, tale volatilità dell'indice di solvibilità, è governata dalla Compagnia mediante l'attivazione di specifici presidi organizzativi e di monitoraggio.

Oltre al calcolo degli impatti dovuti ai rischi di natura quantificabile, la Compagnia gestisce e monitora anche i rischi non rientranti nell'ambito della Formula Standard e i cosiddetti rischi non quantificabili da un punto di vista regolamentare, quali:

  • rischio spread sui titoli governativi;
  • rischio di liquidità;
  • rischio ALM;
  • rischio di non conformità alle norme;
  • rischio di appartenenza al gruppo;
  • rischio reputazionale;
  • rischio condotta
  • rischio ESG (con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali);
  • rischio strategico;
  • rischi emergenti.

Allo stato attuale, tali tipologie di rischio hanno un livello di gestione coerente con la loro rilevanza. Esse sono periodicamente monitorate e valutate. E dalle valutazioni condotte non comportano un add-on in termini di capitale regolamentare.

Al momento non vi sono risultati che evidenzino situazioni di criticità in termini di solvibilità derivanti dai rischi strategici. Tuttavia, anche alla luce del contesto attuale, verrà mantenuto un attento monitoraggio con il fine di intercettare possibili variazioni del contesto macro-economico e/o di business che possono avere impatti significativi sugli Own Funds della Compagnia e sul rischio Lapse Mass.

CREDEMASSICURAZIONI S.P.A.

Approccio alla gestione del rischio di Credemassicurazioni

Strategie e gestione del rischio

Credemassicurazioni S.p.A opera sulla scorta di una strategia di assunzione e gestione dei rischi basata su criteri di sana e prudente gestione e coerente con il livello patrimoniale dell'impresa. Tale strategia si fonda su principi di valutazione dei rischi che considerano gli aspetti relativi alla loro rilevanza/significatività. L'approccio seguito nella gestione dei rischi è fondato sul criterio di proporzionalità e viene delineato in apposite politiche interne ai sensi del Regolamento IVASS n.38/2018, per ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia.

Il quadro di riferimento per lo sviluppo dei processi di gestione dei rischi si concretizza attraverso la definizione dei seguenti elementi fondanti:

  • I criteri di identificazione, misurazione, gestione, reporting e controllo dei rischi aziendali;
  • I livelli di propensione e tolleranza al rischio (il c.d. Risk Appetite Framework);
  • Il modello organizzativo del sistema di gestione dei rischi;
  • Le strategie e le politiche di gestione dei rischi;
  • L'integrazione del sistema di gestione dei rischi con i processi decisionali.
  • I piani di emergenza.

I principi generali adottati per la definizione del sistema di gestione del rischio considerano quindi:

  • la verifica della coerenza tra il livello di rischio assunto e il livello di patrimonio disponibile atteso (Risk Appetite);
  • la misurabilità/valutazione dei rischi (per quelli quantificabili) per permettere al management di valutare l'impatto degli stessi sull'andamento aziendale;
  • la determinazione di processi e presidi operativi per quelli non quantificabili;
  • la presenza di un sistema di monitoraggio continuativo del profilo di rischio attuale e prospettico e dei relativi indicatori di rischio identificati.

Il modello organizzativo di gestione del rischio della Compagnia coinvolge tutte le strutture aziendali, dalle funzioni tecnico/operative ivi incluse le Funzioni di Fondamentali, il Consigliere Incaricato e il Consiglio di Amministrazione. Tale quadro di riferimento è formalizzato all'interno della Policy di Gestione dei Rischi, (e relativi allegati), della Policy di Risk Appetite Framework (e relativi allegati) e le ulteriori Policies redatte dalla Compagnia ai sensi del Regolamento IVASS n.38/2018, per ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia.

La formulazione di preliminari linee guida strategiche da parte del Consiglio di Amministrazione indirizza la calibrazione degli obiettivi di rischio – definiti nel Risk Appetite Framwork (c.d. RAF) - e lo sviluppo del Piano Strategico. Tali attività sono significativamente interrelate e vengono sviluppate considerando la situazione di partenza della Compagnia, la visione prospettica del contesto esterno, i profili di rischio e gli orientamenti in termini di sviluppo e innovazione dei prodotti (in coerenza con il processo POG) e di rischio. Il RAF rappresenta il quadro che definisce la propensione al rischio, gli indicatori di rischio, i limiti e le soglie di tolleranza, le linee guida, i principi, quindi la struttura all'interno della quale sono definiti i limiti di rischio, le politiche di governo dei rischi, i processi e le procedure di riferimento necessari per individuarli, monitorarli e gestirli.

La definizione del RAF tiene conto dei seguenti aspetti:

  • la strategia della Compagnia, ivi inclusi gli obiettivi di governance ed organizzativi, il business plan, i vincoli finanziari, nonché normativi e le aspettative degli stakeholders;
  • gli aspetti chiave del business della Compagnia;
  • la volontà e la capacità di assumere rischi;
  • le competenze, le risorse e la tecnologia a disposizione della Compagnia per gestire e monitorare le esposizioni al rischio.

Nel continuo, la Funzione di Risk Management supporta gli organi aziendali nelle scelte derivanti dall'attuazione del piano agevolando la comprensione e la consapevolezza dei rischi assunti/assumibili e il presidio degli stessi.

Identificazione e classificazione dei rischi – mappa dei rischi

La regolamentazione di settore, recante disposizioni in materia di sistema di gestione dei rischi, richiede alle imprese di effettuare una catalogazione dei rischi a cui esse sono esposte indipendentemente dalla circostanza che siano quantificabili, in funzione della natura, della portata e complessità inerenti all'attività svolta, in ottica attuale e prospettica, nonché gli effetti indiretti connessi ai rischi significativi.

Tale catalogazione costituisce il linguaggio comune per lo svolgimento di tutte le attività connesse con il sistema di gestione dei rischi aziendali.

I rischi della Compagnia sono classificati nelle seguenti principali classi:

  • Rischi sottoscrizione (o tecnici assicurativi);
  • Rischi di mercato:
    • o Rischi Mercato;
      • o Rischio ALM;
      • o Rischio Liquidità.;
  • Rischi di credito e counterparty;
  • Rischi operativi:
    • o Rischi Operativi;
    • o Rischio Informatico e Cyber Risk;
  • Rischi di non conformità alle norme;
  • Rischi indiretti o di secondo livello;
    • o Rischio legato all'appartenenza al gruppo;
    • o Rischio reputazionale;
    • o Rischi di condotta;
    • o Rischi ESG;
  • Rischi strategici;
  • Rischi emergenti.

Il processo di identificazione dei rischi cui la Compagnia è esposta costituisce un elemento fondamentale per la corretta implementazione e valutazione del più ampio processo di gestione dei rischi. Credemassicurazioni, in linea con la Normativa Regolamentare, ha previsto una procedura di censimento dei rischi, da intendersi come strumento metodologico di supporto nello svolgimento delle attività di individuazione e valutazione dei rischi che permetta di raccogliere in via continuativa informazioni sui rischi, interni ed esterni, esistenti e prospettici a cui è esposta, e che possono interessare tutti i processi operativi e le aree aziendali. Per sua natura tale procedura è continua in evoluzione in base al progressivo affinamento del sistema di gestione dei rischi e all'evoluzione del quadro normativo di riferimento.

La procedura di censimento dei rischi di Credemassicurazioni si articola in quattro fasi:

  • analisi del piano strategico aziendale e individuazione dei fattori di rischio emergenti;
  • individuazione dei fattori di rischio esterni;
  • individuazione dei fattori di rischio operativi (ivi inclusi quelli informatici e di cyber risk), di non conformità alle norme e di secondo livello;
  • individuazione dei fattori di rischio strategico.

Le modalità adottate per l'identificazione dei rischi si basano sostanzialmente su uno o più dei seguenti approcci:

  • Risk Assessment specifici (per famiglie di rischio);
  • Valutazioni delle differenze tra ogni assunzione di rischio e il risultato attuale;
  • Eventi perdita o errori accaduti;
  • Revisione dei processi, della matrice dei rischi normativa o risk assessment normativi;
  • Brainstorming con il management e i risk owner;
  • Valutazioni di Internal/External Audit
  • Comunicazioni e confronti con i regulator;
  • Altri eventi esterni;
  • Reporting trasmesso dalle arre funzionali della Compagnia.

Una volta che i rischi sono stati identificati essi vanno a costituire la mappa dei rischi della Compagnia.

Valutazione dei Rischi

Il processo di valutazione dei rischi è realizzato sia con logiche attuali sia con logiche prospettiche ed integra metodologie ed approcci di carattere quantitativo e qualitativo.

La valutazione dei rischi è effettuata su base individuale, a livello di singolo rischio, e su base aggregata, per tener conto delle interrelazioni fra le fonti di rischio. Vengono inoltre considerati gli effetti indiretti connessi ai rischi più significativi.

La frequenza della valutazione dei rischi dipende dalla tipologia dei rischi, dagli strumenti e dalle metodologie di valutazione utilizzate ed è stabilita in coerenza con la frequenza e le esigenze dei processi strategici e decisionali della Compagnia. La frequenza di valutazione dei rischi in ottica prospettica è coerente con il processo annuale di pianificazione strategica.

Accanto alla gestione ordinaria del processo di valutazione dei rischi, è prevista una gestione all'occorrenza, in ragione di eventi che possano determinare una variazione significativa del profilo di rischio. In particolare, sono stati identificati i seguenti principali eventi:

  • l'aggiornamento del piano strategico;
  • un'acquisizione o un disinvestimento che modifichi sensibilmente il business, il profilo di rischio o la posizione di solvibilità;
  • una variazione significativa nei mercati finanziari che determini un notevole impatto sul portafoglio attivi della compagnia;
  • una variazione significativa nelle passività della Compagnia;
  • una riduzione della posizione di solvibilità al di sotto di valori critici;
  • un cambiamento significativo del quadro regolamentare;
  • un cambiamento significativo del profilo di rischio e l'insorgere di nuovi rischi;
  • un cambiamento significativo dei processi, sistemi e procedure aziendali.

Strumenti e Metodologie di Misurazione

La Compagnia ha definito ai sensi della normativa regolamentare un processo di valutazione e analisi dei rischi basato sostanzialmente sugli strumenti e metodologie legate a:

  • Metodologie sviluppate nell'ambito della procedura di profilazione dei rischi: indicatori di rischio i quali possono essere costruiti ai seguenti approcci metodologici:
    • o regolamentari ovvero fondati sui principi alla base delle grandezze regolamentari Solvency II;
    • o gestionali ovvero basati su concetti generali come ad esempio esposizione, concentrazione, volatilità, perdita attesa o potenziale, e/o volti a valutare quei rischi non ricompresi nella formula standard e/o ad integrare la valutazione degli stessi rischi regolamentari;
    • o qualitative.

Oltre alle metodologie alla base di tali indicatori di rischio, la misurazione del rischio della Compagnia, sia attuale che prospettica, si basa sulle metodologie regolamentari per il calcolo del Requisito di Capitale (cfr. SCR): la metodologia di riferimento è quella della Formula Standard.

Tutte queste grandezze, oltre a costituire l'impianto per il monitoraggio nel continuo alla base del modello organizzativo di gestione del rischio, rappresentano gli elementi alla base della metodologia per la profilazione del rischio della Compagnia. Tale attività ha come obiettivo l'individuazione e valutazione dei fattori di rischio e l'attribuzione ad ognuno di essi di un livello di significatività.

  • Applicazione del Volatility Adjustments: le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi regolamentari della Compagnia prevedono l'utilizzo del Volatility Adjustment come Long Term Guarantee measure. Il Volatility Adjustment viene applicato sul totale delle passività detenute dalla Compagnia vendute interamente in Italia e nella valuta Euro. Non viene applicato dalla Compagnia il Matching Adjustment. Al fine di una maggiore comprensione degli effetti derivanti dall'applicazione del Volatility Adjustment sulle riserve tecniche e sui fondi propri, la Compagnia effettua inoltre analisi di sensitivity ogni qualvolta lo scostamento tra la curva risk free EIOPA e la curva risk free EIOPA con volatility Adjustement risulti significativo.
  • Sensitivity, stress test e scenario test: ai sensi dell'Art. 19, comma 4 del Reg. IVASS n.38, la Funzione Risk Management, allo scopo di valutare in ottica attuale e prospettica gli impatti sulla situazione economica e patrimoniale derivanti da andamenti avversi dei principali fattori di rischio, effettua, per ciascuna delle fonti di rischio identificate come maggiormente significative, analisi di stress test e sensitivity.
  • Risk Self Assessment sui rischi operativi (ivi inclusi il rischio informatico e il cyber risk).

Gestione dei Rischi

L'obiettivo del sistema di gestione dei rischi consiste nel mantenere i rischi cui la Compagnia è esposta a un livello definito accettabile, attraverso l'indicazione della propensione e della tolleranza al rischio stabilite in coerenza con l'obiettivo di salvaguardia del patrimonio delle stesse a garanzia della continuità aziendale. Le linee guida in tema di gestione dei rischi sono riportate nelle singole politiche redatte, riviste ed approvate annualmente dal Consiglio di Amministrazione, previo passaggio con il Consigliere Incaricato al controllo interno e ai rischi. Elementi costitutivi della gestione dei rischi sono:

Risk Appetite Framework

La Compagnia si è dotata di un Risk Appetite Framework (cfr. RAF) che definisce la propensione al rischio, le soglie di tolleranza, i limiti di rischio, le politiche di governo dei rischi nonché i processi di riferimento necessari per definirli e attuarli. Nell'ambito dell'attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva la propria propensione al rischio. Il processo di definizione/revisione del Risk Appetite Framework si affianca pertanto al processo di Pianificazione Strategica/Operativa (Budget) e tiene conto della valutazione interna del rischio e della solvibilità. Tali elementi non sono infatti disgiunti, ma si influenzano a vicenda con l'obiettivo di ottenere la massimizzazione del profilo rischio – rendimento della Compagnia. La definizione del RAF tiene conto dei seguenti aspetti:

  • la strategia della Compagnia, ivi inclusi gli obiettivi organizzativi, il piano strategico, i vincoli finanziari, nonché normativi e le aspettative degli stakeholders;

  • gli aspetti chiave del business della Compagnia;

  • la volontà e la capacità di assumere rischi;
  • le competenze, le risorse e la tecnologia a disposizione della Compagnia per gestire e monitorare le esposizioni al rischio.

La propensione al rischio della Compagnia congiuntamente alla valutazione del sistema di governo societario adottato nonché alla mappatura e identificazione dei fattori di rischio e ad una generale applicazione del principio della persona prudente, rappresentano i principali elementi costitutivi alla base della determinazione del modello organizzativo di gestione dei rischi (specifico per ogni classe di rischio).

Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework (c.d. RAF), al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi della Compagnia stessa.

Si declinano, di seguito, i concetti rilevanti ai fini della definizione del RAF:

  • il Risk Profile rappresenta il rischio effettivo della Compagnia valutato in un determinato istante temporale;
  • il Risk Appetite rappresenta la vera e propria propensione al rischio da parte della Compagnia e costituisce, quindi, il livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici;
  • la Risk Tolerance individua la soglia massima di tolleranza del rischio, fissata al fine di assicurare alla Compagnia margini sufficienti per operare sia in fase di normale corso degli affari sia in condizioni di mercato particolarmente stressate;
  • la Risk Capacity, invece, rappresenta il massimo rischio assumibile dalla Compagnia; è costituito quindi dal livello di rischio che essa è in grado di assumere a suo carico senza violare i requisiti regolamentari o gli altri vincoli imposti dall'autorità di vigilanza.
  • Risk Preferences, rappresentano le preferenze in materia di selezione dei rischi, sintetizzano il collegamento tra Risk Appetite e Strategia, caratterizzano gli elementi qualitativi del RAF.

Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework, al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi. In particolare il piano strategico, partendo dal profilo di rischio della Compagnia al momento della redazione del piano stesso, tiene conto del rischio assumibile senza violare i requisiti regolamentari o altri vincoli imposti dall'Autorità di Vigilanza, l'appetito al rischio (ovvero del livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici) e la tolleranza al rischio (ovvero la soglia massima di scostamento rispetto all'appetito al rischio) fissate dal Consiglio di Amministrazione.

La Compagnia ha inoltre definito una Politica di Gestione del Capitale e un Piano di Gestione del Capitale il cui scopo è quello di adottare procedure atte ad accertare la salvaguardia dei requisiti regolamentari e dei livelli obiettivo di Risk Appetite nonché di garantire che, sia al momento dell'emissione che successivamente, gli elementi dei Fondi Propri a cui l'impresa intende attingere al fine di realizzare gli obiettivi di business stabiliti in sede di pianificazione strategica, soddisfino i requisiti regolamentari definiti da EIOPA e siano correttamente classificati. Tale Piano è stato redatto coerentemente con le risultanze della valutazione prospettica dei rischi secondo l'approccio Solvency II (ORSA), con gli obiettivi e le metodologie stabilite nella Politica di Gestione del Capitale e con i requisiti di solvibilità stabiliti dal Regolatore, al fine di garantire la solidità patrimoniale della Compagnia nell'esercizio della propria attività e nei suoi possibili sviluppi futuri.

Indicatori di Rischio

In coerenza con quanto disciplinato nella Policy di Risk Appetite Framework, la gestione dei rischi in ottica attuale e prospettica della Compagnia si basa sulla definizione di indicatori per ogni categoria di rischio.

La Compagnia distingue i rischi tra:

  • rischi quantificabili aventi impatto patrimoniale, per i quali la Compagnia determina il requisito di capitale;

  • rischi quantificabili per i quali la Compagnia non determina il requisito di capitale (ad es. liquidità, cash flow matching) che vengono misurati con metriche e limitazione specifiche;

  • rischi difficilmente quantificabili, valutati in maniera qualitativa, che per loro natura e caratteristiche, risultano di difficile quantificazione e non sono coperti dai requisiti di capitale richiesti dalla Normativa, anche se il verificarsi dell'evento a questi associato comporterebbe delle conseguenze rilevanti per l'attività svolta dalla Compagnia.

Gli indicatori sono ulteriormente suddivisi in:

  • indicatori di I° livello: sono indicatori finalizzati principalmente al rispetto dei vincoli di solvibilità. Sono indicatori di possibili impatti negativi e forniscono avvertimenti atti ad identificare potenziali eventi dannosi che minacciano il raggiungimento degli obiettivi e la continuità del Business. Tali indicatori sono integrati all'interno della Policy RAF e ad essi viene associato un Risk Appetite, una Risk Tolerance e una Risk Capacity e il relativo sistema di Risk Appetite Statement;
  • indicatori di early warning: al fine di effettuare un monitoraggio preventivo e nel continuo sugli indicatori di solvibilità sono stati inoltre definiti degli indicatori di early warnig volti ad intercettare fenomeni e/o eventi di potenziale elevata criticità e o attenzione;
  • indicatori di II° livello: sono indicatori di tipo operativo/gestionali funzionali ad irrobustire le attività di monitoraggio dei rischi ed eventualmente fornire segnali preventivi ad un potenziale deterioramento delle metriche di I° Livello. Tali indicatori sono integrati all'interno della Policy di Gestione dei Rischi e della Politica di Gestione dei Rischi del Fondo Pensione Aperto.

Nell'ambito generale del sistema di gestione dei rischi la Compagnia definisce inoltre specifici limiti operativi che declinano gli obiettivi di rischio (ad es. in termini di esposizione, concentrazione, etc.) coerenti con l'appetito al rischio della Compagnia.

Il principale indicatore di I° Livello della Compagnia è il Solvency II Ratio ovvero il rapporto tra Eligible Capital e Solvency Capital Requirement. La Compagnia si prefigge l'obiettivo di avere un livello di Capitale Economico adeguato e in linea con gli obiettivi strategici, superiore ad un prefissato livello di Solvency Ratio come di seguito riportato:

  • Risk Appetite: 230%;
  • Risk Tolerance: 180%;
  • Risk Capacity: 130%.

Nell'ambito della definizione del RAF risulta necessario fissare il livello di rischio che, se non rispettato dal Risk Profile della Compagnia, necessita di interventi correttivi. Le soglie individuano dunque i binari all'interno dei quali la Compagnia può condurre la sua azione finalizzata al raggiungimento degli obiettivi di business. La violazione di queste soglie richieda un processo di escalation da parte della Compagnia e la definizione di specifici piani di intervento per fare fronte alla situazione.

Monitoraggio e Reporting

Il modello organizzativo di gestione del rischio di Credemassicurazioni coinvolge tutte le strutture aziendali, dalle funzioni operative (coinvolte nella gestione dei rischi sui processi di propria competenza) ivi incluse le Funzioni di Fondamentali, il Consigliere Incaricato e il Consiglio di Amministrazione.

In tale contesto, la funzione di Risk Management funge inoltre da coordinatore delle attività di monitoraggio dei rischi. Più in particolare, concorre alla definizione delle metodologie di misurazione dei rischi e dei limiti operativi, definendo appropriate procedure di verifica, ed ha il compito di validare i flussi informativi dell'attività di monitoraggio dei rischi, predisporre la reportistica per i vertici aziendali e verificare la coerenza dei modelli di misurazione dei rischi con l'operatività svolta dall'impresa.

I rischi sono monitorati in maniera continuativa dalla funzione di Risk Management e dalle singole funzioni competenti; a tal fine è stato sviluppato e affinato progressivamente il reporting relativo all'evoluzione dei rischi nei confronti del Consiglio di Amministrazione, del Consigliere Incaricato per i Controlli Interni e i Rischi, del CRO, dell'Alta Direzione e delle strutture operative competenti al fine di migliorare la comunicazione dei risultati e consentire una maggior comprensione delle tematiche connesse alla valutazione dei rischi.

Il modello di gestione dei rischi adottato da Credemassicurazioni è caratterizzato da:

  • una fase di aggiornamento degli indicatori di rischio e/o dei limiti operativi per il governo del rischio a seconda delle esigenze organizzative e/o a seguito di variazioni del contesto interno o esterno, o qualora non siano più in linea con il profilo di rischio richiesto dall'Organo Amministrativo;
  • una conseguente attività di monitoraggio degli indicatori e dei limiti operativi e di governo del rischio. Le attività di verifica del rispetto dei livelli di tolleranza al rischio definiti dal Consiglio di Amministrazione si sostanziano in specifici presidi organizzativi atti a garantire il rispetto dei limiti stessi, ad attivare tempestivi processi di segnalazione a fronte di eventuali rilevazioni di superamento e a definire specifici piani di rientro a seguito delle segnalazioni stesse.

Nell'ambito del sistema di gestione dei rischi e coerentemente con quanto previsto dalla Normativa, il Consiglio di Amministrazione ha formalizzato un set di politiche e allegati, che, relativamente ad ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono su Credemassicurazioni, dettagliano gli obiettivi, i compiti, le responsabilità, il processo e definiscono gli strumenti e le procedure, anche di reporting, necessarie ad individuare e conseguentemente gestire ogni ambito di rischio. Tali documenti, inoltre, hanno l'obiettivo più generale di contribuire alla diffusione della cultura del controllo e di gestione dei rischi all'interno della società.

Il rispetto e l'applicazione dei documenti sono garantiti dalla presenza del Sistema dei Controlli Interni costituito da un insieme di regole, procedure e tecniche di controllo e strutture organizzative volto ad assicurare il corretto funzionamento ed il buon andamento dell'impresa.

Analisi dei rischi

La Compagnia ha definito ai sensi della Regolamentazione di settore, un processo di analisi dei rischi che include sia una valutazione qualitativa sia, per quelli quantificabili, l'adozione di metodologie di misurazione dell'esposizione al rischio, incluso, un sistema di determinazione dell'ammontare della massima perdita potenziale sia in ottica attuale che prospettica. Tali analisi consento di effettuare in maniera continuativa una profilazione dei rischi a cui l'impresa è esposta.

Si specifica che la Compagnia per le valutazioni del requisito patrimoniale di solvibilità secondo il regime normativo Solvency II utilizza la Formula Standard conformemente a quanto definito nel Regolamento delegato (UE) 2019/981 della Commissione. Pertanto, le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi tengono conto di tutti i rischi, compresi nel framework della Formula Standard, a cui l'impresa è esposta.

Al fine di valutare nel continuo la propria situazione di solvibilità, la Compagnia provvede inoltre su base trimestrale al calcolo del proprio requisito di capitale, alla determinazione dei fondi propri ammissibili e della relativa qualità e composizione, verificando nel contempo il rispetto dei limiti operativi e della propensione al rischio. Specifiche valutazioni di stress test e sensitivity vengono effettuate con la stessa frequenza sulle grandezze patrimoniali. Adeguata documentazione viene rendicontata al Consiglio di Amministrazione e trasmessa all'Organo di Vigilanza tramite i Quantitative Reporting Template (QRT). Con la stessa frequenza viene verificato il rispetto degli indicatori di I° Livello declinati nel Risk Appetite Framework.

Qualora nell'ambito delle diverse attività di monitoraggio effettuate dalla Compagnia dovessero emergere scostamenti continuativi e/o significativi del profilo di rischio rispetto all'Appetito al Rischio dell'impresa, scostamenti significativi rispetto alle principali ipotesi tecniche/finanziarie/di mercato/di prodotto definite nell'ambito del Piano Strategico (e quindi nelle valutazioni ORSA), viene effettuata un'attività di Non-Regular ORSA al fine di valutare gli impatti di tali variazioni anche in ottica prospettica.

La Compagnia nel corso del I°semestre 2024 ha adempiuto alle seguenti scadenze normative:

  • Predisposizione ed invio all'Autorità di Vigilanza, entro i termini regolamentari, delle reportistiche trimestrali (QRT) richieste dal Pillar III;
  • Predisposizione del Regular Supervisory Report RSR (Relazione periodica all'Autorità di Vigilanza) con riferimento alla data di esercizio 31.12.2023, deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Marzo 2024 ed inviati entro il termine regolamentare ad IVASS;
  • Predisposizione del Solvency Financial Condition Report SFCR (Relazione sulla solvibilità e sulla condizione finanziaria) con riferimento alla data di esercizio 31.12.2023, deliberata dal

Consiglio di Amministrazione di Marzo 2024 ed inviati entro il termine regolamentare ad IVASS;

  • Realizzazione delle elaborazioni ORSA necessarie alla valutazione del profilo di solvibilità del piano strategico 2024-2026 e alla predisposizione del Report ORSA delibero dal Consiglio di Amministrazione di Aprile 2023 ed inviato, entro la scadenza regolamentare, ad IVASS.

Si specifica infine che in continuità con gli anni precedenti (attività avviata a partire dal mese di marzo 2020), la Compagnia continua a partecipare su richiesta dell'Autorità di vigilanza alle seguenti attività:

  • monitoraggio mensile della posizione di solvibilità.

Rischi di sottoscrizione (o tecnici assicurativi)

Si definisce Rischio di Sottoscrizione - il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative dovuto ad ipotesi inadeguate in materia di fissazione di prezzi e di costituzione delle riserve tecniche (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 4 del CAP).

Nell'ambito del Framework dei rischi della Compagnia, tale rischio può essere ulteriormente distinto nelle seguenti categorie:

  • Rischio di assunzione: rappresenta il rischio derivante dalla sottoscrizione dei contratti di assicurazione, collegato agli eventi assicurati, ai processi seguiti per la tariffazione e selezione dei rischi, all'andamento sfavorevole della sinistralità effettiva rispetto a quella stimata.
  • Rischio di riservazione, ovvero il rischio connesso alla quantificazione di riserve tecniche non sufficienti a coprire gli impegni assunti nei confronti degli assicurati e dei danneggiati.
  • Rischio catastrofale, ovvero il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative, derivante dall'incertezza significativa delle ipotesi relative alla determinazione dei premi e alla costituzione delle riserve in rapporto al verificarsi di eventi estremi ed eccezionali legati ad eventi naturali o causati dall'uomo.
  • Rischio lapse, rappresenta il rischio derivante dall'esercizio di opzioni da parte degli assicurati eventualmente contenute nei contratti non-life, quali ad esempio l'opzione di rescindere il contratto prima della scadenza pattuita o l'opzione di rinnovo del contratto secondo condizioni precedentemente stabilite.

Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di sottoscrizione di Credemassicurazioni secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di redazione della presente sezione (si precisa che il peso complessivo dei rischi NON life e Health NSLT underwriting è pari al 80,5%).

Non Life risk - risk/sum of risk components - relativo e
complessivo
IIQ 2024
% Relativo % Complessivo
Non-Life premium and reserve risk 56,5% 29,7%
Non-Life lapse risk 31,2% 16,4%
Non-life CAT risk 12,4% 6,5%
Health risk - risk/sum of risk components - relativo e IIQ 2024
complessivo % Relativo % Complessivo
Health premium and reserve risk 73,7% 20,6%
Health Lapse risk 23,3% 6,5%
Health CAT 3,0% 0,8%
Health SLT Mortality risk 0,0% 0,0%
Health SLT Longevity risk 0,0% 0,0%
Health SLT Disability morbidity risk 0,0% 0,0%
Health SLT Lapse risk 0,0% 0,0%
Health SLT Expense risk 0,0% 0,0%
Health SLT Revision risk 0,0% 0,0%

La Compagnia adotta, nei confronti di tali rischi, linee guida che:

  • illustrano i tipi di rischi assicurativi che intende assumere;
  • evidenziano le caratteristiche dell'attività di assicurazione (prodotti, canali distributivi, rischi esclusi);
  • descrivono le modalità volte a garantire che la raccolta premi sia adeguata a coprire i sinistri previsti e le relative spese;
  • illustrano le modalità con cui l'impresa tiene conto della riassicurazione o di altre tecniche di mitigazione del rischio nel processo di progettazione di un nuovo prodotto assicurativo e del calcolo del relativo premio;
  • illustrano le modalità con cui l'impresa tiene conto delle limitazioni degli investimenti nel processo di progettazione di un nuovo prodotto assicurativo e del calcolo del relativo premio.

La Compagnia misura e monitora la propria esposizione al rischio di sottoscrizione considerando il portafoglio complessivo, oltre a verificare la conformità ai limiti ed alle politiche definite. L'identificazione dei rischi viene effettuata con riferimento ai nuovi prodotti e al portafoglio in essere:

  • Nuovi prodotti: coerentemente con il Piano Strategico, la rilevazione dei rischi connessi ai nuovi prodotti viene effettuata sulla base delle loro caratteristiche tecniche nell'ambito del processo di ORSA. Inoltre, in coerenza con il processo finalizzato alla creazione e lancio dei nuovi prodotti definito nell'ambito del più generale processo POG (Product Oversight and Governance), la funzione Risk Management è chiamata a redigere una specifica analisi di rischiosità (c.d. scheda rischi) del singolo prodotto i cui esiti sono trasmessi al Comitato di Direzione e Product Governance.
  • Portafoglio in essere: con riferimento al portafoglio in essere, l'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici del portafoglio e delle misure di assorbimento di capitale determinate attraverso lo strumento utilizzato dalla Compagnia per il calcolo del SCR (Standard Formula). Le informazioni relative all'andamento tecnico complessivo rispecchiano sinteticamente i risultati tecnici dei singoli Rami e quindi dei prodotti presenti in portafoglio (che in generale possono comprendere più Rami).

Si riportano sinteticamente di seguito le principali misure di rischio utilizzate:

  • SCR Non-life underwriting risk e relativi sottomoduli di rischio (valutato sia al lordo sia al netto della Riassicurazione);
  • SCR Health underwriting risk e relativi sottomoduli di rischio (valutato sia al lordo sia al netto della Riassicurazione);
  • Distribuzione delle Best Estimate (Non-Life ed Health NSLT) valutate sia al lordo sia al netto della Riassicurazione;
  • Risk Margin (Non-Life ed Health NSLT);
  • Combined Ratio;
  • Loss Ratio;
  • Expense Ratio.

Rischi di mercato

Si definisce rischio di mercato, il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante, direttamente o indirettamente, da oscillazioni del livello e della volatilità dei prezzi di mercato delle attività, delle passività e degli strumenti finanziari (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 3 del CAP).

I rischi di mercato risentono dell'andamento congiunturale del ciclo economico, che può amplificarne o eventualmente diminuirne la significatività, soprattutto se il portafoglio titoli della Compagnia è particolarmente concentrato in determinati settori, valute o aree geografiche. Tale rischio può essere distinto nei seguenti fattori di rischio:

  • Rischio tasso di interesse: il valore degli attivi di una impresa di assicurazione è sensibile a variazioni dei tassi di interesse. Inoltre, se i flussi finanziari generati dalle attività e quelli generati dalle passività di un'impresa non sono perfettamente allineati per scadenza, periodicità degli eventuali pagamenti e per natura dei tassi degli investimenti (maturity mismatching, interest rate mismatching, reset date mismatching, basic mismatching), uno shock (positivo o negativo) dei tassi di interesse può produrre variazioni non sincronizzate nel valore delle attività e delle passività. Sostanzialmente l'esposizione al rischio tasso di interesse si riferisce a tutte le attività e le passività il cui valore è "sensibile" ai cambiamenti nella struttura a termine dei tassi di interesse o alla volatilità dei tassi di interesse;

  • Rischio azionario: i valori di mercato delle posizioni assunte dall'impresa possono essere sensibili all'andamento dei mercati azionari (per esempio nel caso di contratti le cui prestazioni sono collegate al valore di un titolo azionario);

  • Rischio tasso di cambio: il valore di mercato delle posizioni assunte dall'impresa può essere sensibile a variazioni dei tassi di cambio (per esempio nel caso di titoli azionari o obbligazionari denominati in valuta estera). Questo fattore di rischio, quindi, assume particolare rilevanza per le imprese di assicurazione in presenza di attività a copertura delle riserve tecniche denominate in una valuta diversa da quella dei corrispondenti impegni tecnici assunti contrattualmente. Infatti, poiché la conversione di valute avviene alla chiusura d'esercizio al cambio corrente, in corrispondenza di detta data possono realizzarsi delle plus/minusvalenze a causa della variazione dei tassi di cambio;
  • Rischio immobiliare: qualora gli attivi di un'impresa di assicurazione siano investiti in immobili, i valori di tali attività sono sensibili all'andamento dei prezzi di mercato degli stessi;
  • Rischio credito: ogni volta che un'impresa di assicurazione sottoscrive strumenti finanziari, può incorrere nel rischio di insolvenza del proprio debitore il quale potrebbe non essere in grado sia di adempiere alle proprie obbligazioni sia di incorrere nel rischio di un peggioramento merito creditizio, con conseguente riduzione del valore del titolo. L'esposizione al rischio credito si riferisce ad attività, passività e strumenti finanziari sensibili alla variazione degli spread creditizi;
  • Rischio concentrazione: l'esposizione al rischio di concentrazione, che deriva da una variazione inattesa dei prezzi, del valore delle esposizioni verso emittenti su cui si ha un accumulo di esposizione con la stessa controparte, si riferisce alle attività soggette al rischio azionario, al tasso di interesse e spread e al rischio immobiliare inclusi nel rischio di mercato, ed esclude le attività soggette al rischio di inadempimento di controparte. Al momento a livello regolamentare sono esclusi anche i titoli di stato;
  • Altre esposizioni in assets: Tale fattore di rischio si concretizza nel rischio mercato legato a private equity, strumenti alternativi, infrastrutture, prodotti legati all'inflazione e ibridi.

I fattori di rischio di mercato vengono principalmente individuati nelle classi di bilancio specifiche del Portafoglio di Proprietà.

Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di mercato di Credemassicurazioni secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di redazione della presente sezione (si precisa che il peso complessivo dei rischi market è pari al 12,5%).

Market risk - risk/sum of risk components - relativo e IIQ 2024
complessivo % Relativo % Complessivo
Interest rate risk 77,7% 7,2%
Equity risk 0,0% 0,0%
Property risk 0,0% 0,0%
Spread risk 13,5% 1,3%
Currency risk 8,8% 0,8%
Concentration risk 0,0% 0,0%

La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali per l'attività dell'Area Finanza, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti. Nella composizione complessiva del portafoglio d'investimento si tiene conto dell'esposizione al rischio, dei vincoli legati alla copertura delle riserve tecniche e degli effetti sul Solvency Ratio. I limiti e gli indicatori relativi agli investimenti sono oggetto di verifica e controllo su base continuativa da parte delle funzioni aziendali preposte e, con frequenza periodica, i risultati di tali controlli sono portati all'attenzione del Consiglio di Amministrazione. Il processo prevede inoltre una fase di revisione dei suddetti limiti realizzata mediante analisi di sensitività condotte sui portafogli attivi e passivi.

La valutazione dei rischi di mercato viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata sia con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche, sia seguendo i

principi Solvency II al fine di cogliere l'eventuale requisito di capitale assorbito da ogni singolo modulo e sottomodulo di rischio.

L'identificazione dei rischi mercato vita viene effettuata con riferimento ai nuovi investimenti e asset allocation target, e al portafoglio in essere:

  • Nuovi investimenti: con riferimento ai nuovi investimenti, nell'ambito del processo ORSA vengono effettuate analisi relative a scenari di investimento futuro con l'obiettivo di identificare i rischi connessi a tali scelte di investimento e a valutarne l'impatto sul profilo di rischio in termini quantitativi. Inoltre, per gli investimenti di "natura occasionale" (secondo la definizione data nella Policy Investimenti) sulla base delle informazioni fornite dall'Area Finanza (a titolo esemplificativo: obiettivo dell'investimento, portafoglio di riferimento, size dell'operazione) viene effettuata dalla funzione di Risk Management una valutazione quali/quantitativa ex-ante basata sia su logiche gestionali che regolamentari. Un iter di valutazione del rischio ex-ante viene effettuata dalla Funzione di Risk Management anche per tutti gli OICR non UCITs sulla base della Due Diligence predisposta da Area Finanza secondo quanto disciplinato dalla Policy su OICR/ETF.
  • Portafoglio in essere: Con riferimento al portafoglio in essere, l'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici del portafoglio, dei dati di mercato e delle misure di rischio determinate attraverso lo strumento di calcolo del SCR adottato.

Si riportano di seguito i macro-indicatori analizzati per la valutazione e il monitoraggio dei rischi di mercato:

  • SCR Interest Rate Based: indicatori che hanno lo scopo di individuare l'assorbimento di capitale, secondo le metriche Solvency II, del rischio tasso di interesse secondo un approccio sia regolamentare che gestionale;
  • Concentrazione relativa su singola controparte;
  • Rating su singola controparte;
  • Esposizione assoluta in Equity;
  • Esposizione relativa in Obbligazioni Corporate;
  • Esposizione assoluta in valuta estera;
  • Duration;
  • Sensitivities Spread Goverantivo Italia (al fine di catturare il fattore di rischio spread sui titoli governativi non incluso nella formula standard);
  • Sensitivity sui fattori di rischio mercato (es. tasso).

Rischi di mercato e ALM

Il rischio ALM è un rischio strettamente correlato ai disallineamenti tra attività e passività. Il processo ALM include al suo interno dinamiche connesse alla gestione dei rischi e alla pianificazione strategica. Si focalizza sul medio - lungo termine anziché offrire soluzioni di mitigazione o copertura del rischio. L'obiettivo di tale gestione del rischio è quello di massimizzare le attività per soddisfare le passività complesse che possono aumentare la redditività.

Alla sottocategoria dei Rischi ALM appartengono i seguenti fattori di rischio:

  • Asset Allocation Strategica (AAT): consiste nel rischio risultante dall'inadeguatezza/incoerenza dell'asset allocation per fare fronte alle passività.
  • Asset & Liability mismatch: corrisponde al rischio di disallineamento tra attivi e passivi che può comportare un'esposizione dell'impresa o al rischio disinvestimento o al rischio reinvestimento.

La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti.

Valutazione dei rischi ALM viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche.

Per quanto riguarda i macro-indicatori analizzati per la valutazione e monitoraggio dei rischi ALM:

  • SCR Interest Rate Based: indicatori che hanno lo scopo di individuare l'assorbimento di capitale, secondo le metriche Solvency II, del rischio tasso di interesse secondo un approccio sia regolamentare che gestionale;
  • Cash Flow Matching: l'indicatore descrive il disallineamento, tempo per tempo, tra i Cashflow

degli attivi e i Cashflow del passivo;

  • Duration Matching: disallineamento tra la duration dei Cashflow Attivi e la duration dei Cashflow Passivi.

Rischio di liquidità

Le Compagnie sono soggette a possibili tensioni di liquidità derivanti da scadenze diverse tra gli attivi e i relativi passivi. Per rischio di liquidità si intende il rischio che la Compagnia non sia in grado di liquidare investimenti ed altre attività per regolare i propri impegni finanziari al momento della relativa scadenza (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 2 del CAP).

La possibilità di procedere allo smobilizzo tempestivo del portafoglio è fortemente condizionata dalla liquidabilità dei titoli in cui lo stesso è investito. La scarsa liquidabilità dei titoli in portafoglio, infatti, può esporre la Compagnia al rischio di conseguire delle perdite connesse alla difficoltà di trovare sul mercato la controparte interessata all'acquisto dei titoli che si intende smobilizzare. La Compagnia quantifica la sua posizione di solvibilità con le metriche della Formula Standard,

che non prevede una quantificazione del rischio liquidità in termini di assorbimento di capitale. L'identificazione del rischio di liquidità viene effettuata con riferimento ai portafoglio investimenti sottostanti i prodotti con garanzia di capitale e/o rendimento. L'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici dei portafogli e delle metriche definite in funzione

Si riportano di seguito gli indicatori utilizzati dalla Compagnia per il monitoraggio del rischio liquidità:

dell'orizzonte temporale con cui viene analizzato e studiato il rischio stesso.

  • importo dei conti correnti: la Compagnia ha scelto di monitorare l'importo detenuto nei Conti Correnti al fine di fissare un limite inferiore che rappresenta la Riserva di Liquidità (come prescritta dal Reg. 38 IVASS) e un limite superiore in termini di importo massimo da detenere nei Conti Correnti al fine di rendere efficace la gestione del portafoglio e limitare gli eventuali effetti sull'SCR Default. Nella quantificazione della Riserva di Liquidità concorrono non solo le esposizioni in Conto Corrente ma anche titoli Governativi dell'Area Euro con qualità del credito superiore a 2 e scadenza inferiore ai 3 mesi.
  • Liquidity Buffer: il numero di periodi, mensili, consecutivi con Liquidity Buffer negativo, nell'orizzonte temporale annuale considerato e fornisce un'indicazione sintetica della situazione di liquidità della Compagnia;
  • Piano di liquidità: l'indicatore è volto a dimostrare che la Compagnia ha le risorse finanziarie su base continuativa per la gestione del rischio liquidità. Tale condizione risulta inoltre essere alla base per l'applicazione del Volatility Adjustment a livello Regolamentare;
  • Contingency di liquidità: ovvero titoli facilmente liquidabili;
  • SCR default conti corrente: al fine di limitare gli eventuali effetti sull'SCR default derivante dall'aumento dei volumi dei conti corrente, la Compagnia ha fissato un limite superiore in termini di SCR Default.

Rischio di credito (default)

Si definisce rischio di credito (rischio default) il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante da oscillazioni del merito di credito di emittenti di titoli, controparti e debitori nei confronti dei quali l'impresa di assicurazione o di riassicurazione è esposta in forma di rischio di inadempimento della controparte, di rischio di spread o di concentrazione del rischio di mercato (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 1 del CAP).

La perdita di valore della posizione creditoria e collegata principalmente alla qualità dell'emittente o della controparte (inclusi i riassicuratori, coassicuratori, assicurati ed intermediari) ma può anche derivare da un deterioramento delle condizioni economicofinanziarie del debitore da cui dipende la capacita di far fronte agli impegni finanziari assunti, nonché da cause indipendenti dalla situazione economica o finanziaria della controparte debitrice, quali ad esempio cause politico-militare.

Da un punto di vista puramente rappresentativo identifichiamo tre macro aree del rischio credito:

  • Riassicurazione;
  • Intermediarie e altre controparti;
  • Investimenti.

I fattori di rischio sottostanti alle singole sottocategorie del rischio credito sono i seguenti: - Per quanto riguarda la sottoclasse Rassicurazione:

  • o Rischio di credito verso riassicuratori: rappresenta il rischio di perdite derivanti dall'insolvenza di uno o più riassicuratori;
  • o Rischio di base: derivante dalle eventuali discrepanze tra le esigenze di riassicurazione e l'effettiva copertura prevista dal trattato comportando per la Compagnia un'assunzione di rischio maggiore rispetto a quella preventivata.
  • Per quanto riguarda gli intermediari e le altre controparti:
    • o Rischio di credito verso intermediari e altre controparti: rappresenta il rischio di perdite in conseguenza all'inadempimento contrattuale di soggetti terzi (es. i crediti verso assicurati, verso intermediari assicurativi, conti correnti verso banche).

Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di counterparty default di Credemassicurazioni secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di redazione della presente sezione (si precisa che il peso complessivo dei rischi counterpary default è pari al 2,1%).

Credit risk - risk/sum of risk components - relativo e II Q 2024
complessivo % Relativo % Complessivo
Type 1 counterparties 53,2% 0,8%
Type 2 counterparties 46,8% 0,7%

Le politiche relative alla gestione del rischio di credito verso gli emittenti di strumenti finanziari sono riconducibili a quanto sopra riportato a proposito del rischio di mercato con riferimento ai principi generali relativi al controllo degli investimenti di natura finanziaria. Per quanto concerne le controparti riassicurative, Credemassicurazioni ha definito politiche per la gestione e il controllo di tale rischio in termini di linee guida e limiti relativi alle controparti.

L'identificazione del Counterparty Default Risk viene effettuata con riferimento alle controparti verso le quali sussistono posizioni di credito.

Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate:

  • SCR Counterparty Default Risk;
  • Importo Massimo in Conti Correnti: rappresenta l'ammontare massimo in C/C da detenere sul portafoglio;
  • Esposizione per Riassicuratore: l'indicatore individua l'esposizione verso ciascun Riassicuratore in termini di somme assicurate;
  • Rating o Solvency Ratio per Riassicuratore: l'indicatore è pari al Rating del singolo Riassicuratore o, in caso di controparte non retata, al Solvency Ratio dello stesso.

Rischi operativi, di non conformità alle norme, reputazionali, di condotta e di appartenenza al Gruppo

Il rischio operativo è definibile come il rischio di subire perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione (carenze o errori) di procedure interne, risorse umane o sistemi oppure da eventi esogeni (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 5 del CAP).

I rischi operativi possono essere a loro volta frazionati nelle seguenti sottocategorie:

  • Rischio Operativo;
  • IT Risk & Cyber Risk;
  • Regulatory Operational Risk.

I principali fattori di rischio che caratterizzano il rischio operativo sono:

  • People Risk: le risorse umane possono essere fonte di rischio per l'impresa, se la struttura organizzativa non è efficiente, oppure si verificano carenze nella professionalità dei dipendenti o, per esempio, se la struttura retributiva e il percorso di carriera non sono adeguati e se il clima aziendale non è idoneo. Gli esempi di perdite dovute a risorse incompetenti o negligenti sono numerosi, fra questi emergono i casi di inserimento erroneo di dati nei sistemi, errori nella trasposizione dei dati o violazioni di regolamenti.
  • Process Risk: i processi aziendali sono fonte di rischio operativo nel caso in cui si verifichino delle inefficienze nel disegno, nella formalizzazione e nella definizione della struttura degli stessi e quindi nella definizione degli attori che vi prendono parte e del relativo livello di responsabilità e di autorizzazione. Possono risultare inadeguati e quindi essere fonte di rischio operativo tutti i processi aziendali, compresi i modelli valutativi e di calcolo e gli stessi processi di gestione del rischio. Sono fonte di rischio operativo:
  • o le esternalizzazioni di attività aziendali nel caso in cui si verifichino delle carenze / inadeguatezze nei processi di gestione del rapporto con gli outsourcer tali da causare delle perdite all'impresa;
  • o il mancato aggiornamento o l'inadeguata archiviazione delle procedure e normative che formalizzano i processi interni;
  • o mancata/inadeguata/intempestiva emanazione di norme attuative interne in relazione alla normativa esterna vigente.
  • IT Security Risk e IT Risk: i sistemi informativi possono causare perdite all'impresa se non vengono adottate adeguate misure di IT Security oppure nella gestione delle apparecchiature hardware e software. La crescente dipendenza dai sistemi informativi e dalle risorse tecnologiche in genere ha reso questo fattore di rischio sempre più rilevante. Gli esempi di perdita legati a questo fattore sono numerosi, come l'assunzione di rischi eccessivi dovuti a errori di programmi informatici, il mancato rispetto di adempimenti contrattuali dovuto a errori dei sistemi informativi e ancora la perdita di dati rilevanti connessa a fallimenti dei sistemi.
  • Eventi Esterni: gli eventi legati a fattori esterni possono causare perdite all'impresa a fronte di calamità naturali, di prevenzione e sicurezza verso eventi di natura accidentale, a fronte di obsolescenza delle infrastrutture, di prevenzione e di sicurezza verso atti di natura criminosa, nei passaggi autorizzativi per l'esecuzione delle attività operative, nelle misure di controllo verso attività non autorizzate e frodi da parte di dipendenti, di misure preventive verso frodi da parte di esterni, a fronte di un inadeguato e/o non tempestivo aggiornamento della normativa interna in relazione ai mutamenti della normativa esterna da cui deriva.

L'approccio di identificazione del rischio operativo segue una logica di tipo 'bottom up', basata su una metodologia di Risk Self Assessment con l'obiettivo di valutare il livello di rischiosità e la qualità dei controlli posti in essere per mitigare il rischio afferente alle attività operative e ad ogni processo aziendale.

L'obiettivo di tale approccio, basato sull'analisi per Area Funzionale, è l'individuazione degli eventi perdita che potrebbero manifestarsi, la valutazione del possibile impatto e della possibile frequenza di realizzazione di tali eventi, la valutazione dell'efficacia dei controlli a presidio e dei possibili strumenti organizzativi attivabili per la mitigazione del rischio.

La Compagnia ha strutturato, inoltre, con periodicità annuale una valutazione delle perdite effettive subite derivanti da rischi operativi (c.d. LDC – Loss Data Collection). Tale analisi consente inoltre di effettuare un back-test circa la valutazione ex-ante mediante Risk Self-Assessment.

La Compagnia ha inoltre proseguito nei lavori per il completamento del piano di continuità operativa (Business Continuity Plan).

Per quanto riguarda la valutazione del requisito di capitale (SCR), i rischi operativi vengono valutati mediante l'applicazione della Standard Formula. Il peso complessivo dei rischi operative, secondo i dettami normativi Solvency II è pari al 5,5% (dato al IVQ 2023).

Il rischio normativo di compliance (ovvero di non conformità alle norme) riguarda il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, e subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, quali statuti, codici di condotta o codici di autodisciplina; rischio derivante da modifiche sfavorevoli del quadro normativo o degli orientamenti giurisprudenziali.

Nella gestione del rischio di non conformità normativa, l'azienda identifica quale fattore prioritario di successo il conseguimento della conformità in materia di trasparenza e correttezza nel rapporto col cliente assicurato e danneggiato, nell'informativa precontrattuale e contrattuale dei prodotti, nella corretta esecuzione dei contratti, con particolare riguardo alla liquidazione dei sinistri, e in generale nella tutela del consumatore.

In sintesi, il processo di analisi di conformità alle norme mira, attraverso la formalizzazione della matrice di rischio di compliance, a:

  • migliorare il grado di sensibilità nei confronti del disposto normativo da parte dei controlli di primo livello;
  • valutare i presidi di controllo esistenti sui processi;
  • stimolare la riflessione sui potenziali rischi esistenti;
  • valutare la capacità nel riconoscere o prevenire i rischi medesimi;
  • individuare gli interventi organizzativi utili a colmare i gap eventualmente riscontrati.

Nell'esercizio dei propri compiti la funzione di Compliance opera sulla base di un approccio metodologico fondato su tecniche di identificazione, valutazione, gestione e monitoraggio dei rischi di non conformità ispirate alle migliori prassi del mercato e coerenti con quelli utilizzati nei processi di Risk Management e di Revisione Interna.

Secondo il modello adottato da Credemassicurazioni, inoltre, esistono altri rischi/eventi perdita non strettamente riconducibili a fattori di rischio specifici, ma che possono derivare da fattori di rischio riconducibili alle classi di rischio precedentemente illustrate. Si tratta in particolare della classe di rischio legata all'appartenenza al gruppo, della classe di rischio reputazionale, di condotta e ESG, così identificati dalla normativa di settore.

Il rischio legato all'appartenenza al gruppo (rischio di 'contagio') è inteso come rischio che, a seguito dei rapporti intercorrenti tra l'impresa e le altre entità del gruppo, situazioni di difficoltà che insorgono in una società del medesimo gruppo possano propagarsi con effetti negativi sulla solvibilità dell'impresa stessa.

In coerenza con la propria strategia e con le politiche in materia degli investimenti, adottata dall'Organo Amministrativo ha definito una propria politica delle operazioni infragruppo e ha determinato appropriati limiti di operatività.

L'identificazione e l'analisi del rischio è effettuata pertanto in coerenza alle categorie e alle controparti delle operazioni stesse, con particolare riguardo alle garanzie eventualmente rilasciate nell'ambito del Gruppo ed in coerenza con le caratteristiche delle seguenti tipologie di operazioni:

  • Operazioni significative (comprese tra il 1% e il 5% del Solvency Capital Requirement di periodo);
  • Operazioni Molto significative (>5% del Solvency Capital Requirement di periodo).

Il rischio reputazionale è inteso come il rischio di deterioramento dell'immagine aziendale e di aumento della conflittualità sia con gli assicurati (dovuto anche alla scarsa qualità dei servizi offerti, al collocamento di polizze non adeguate o al comportamento in fase di vendita, post vendita e di liquidazione) sia con le Autorità di Vigilanza e gli shareholders.

Il rischio reputazionale è quindi strettamente legato alla vendita del prodotto e alla prestazione dei servizi ad esso collegati. A tutela del Cliente/Assicurato e di conseguenza a presidio del rischio reputazionale sono attivate una serie di misure:

  • le procedure di collocamento che contemplano una preventiva valutazione di adeguatezza del contratto finalizzata ad individuare in via preliminare le esigenze assicurative e i bisogni di protezione del cliente, nonché a fornire l'adeguata informativa sul prodotto;
  • l'assistenza e i servizi generali alla rete distributiva;
  • il processo di gestione dei reclami;
  • il servizio di liquidazione sinistri.

Essendo inoltre il rischio reputazionale strettamente connesso ai rischi operativi, informatici e cyber e al rischio di condotta, gli specifici presidi operativi e organizzativi posti in essere per la gestione di tali rischi rappresentano un ulteriore elemento a supporto della gestione del rischio reputazionale.

Il rischio di condotta - quale sottocategoria di rischio operativo, di compliance e reputazionale – può essere definito come il rischio attuale o prospettico di perdite conseguenti a casistiche di offerta inappropriata di prodotti e/o servizi, incluse fattispecie di condotta inadeguata (dolo/negligenza) da parte dell'impresa.

La gestione del rischio di condotta è strettamente connessa alle attività definite nell'ambito del processo POG (disciplinato nella rispettiva Policy di POG). La Compagnia, nell'ambito della gestione del rischio di Condotta, si prefigge i seguenti obiettivi:

  • rendere le iniziative di business orientate e focalizzate sulla figura del cliente. In tale ambito il focus è incentrato sul disegno dei prodotti e la definizione di servizi in linea con le esigenze della clientela;
  • stabilire un codice/sistema di condotta completamente radicato all'interno della struttura aziendale. In tale ambito il focus è incentrato sulla vendita di prodotti / erogazone di servizi assicurando trasparenza informativa verso la clientela,
  • garantire che il business sia nel continuo focalizzato sul conseguimento del miglior risultato per il cliente (cfr. Monitoraggio KPI e KRI), tutelando l'integrità e la condotta della Compagnia nella relazione con la clientela.

Il rischio ESG (Enviromental, Social and Governance) si pone l'obiettivo di valutare un evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance che, verificandosi, potrebbe

provocare un impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell'investimento o sul valore della passività. Questa tipologia di rischio rientra tra i rischi di secondo livello o rischi indiretti in quanto può manifestarsi provocando un impatto negativo su attività e passività influenzando i fattori di rischio già contemplati nelle altre risk category (ad esempio Rischio di Mercato e di Sottoscrizione).

All'interno della categoria dei rischi ESG, particolare rilevanza è assegnata ai rischi climatici in quanto potrebbero generare elevate perdite per le Compagnie Assicurative se non correttamente identificati e gestiti.

Con specifico riferimento ai rischi climatici, in coerenza con le indicazioni del Regolamento Delegato (UE) 2021/1256 della Commissione del 21 Aprile 2021, la Compagnia ha strutturato una serie di analisi sul proprio portafoglio (sia investimenti, sia tecnico/assicurativo) per verificare la materialità dell'esposizione ai rischi climatici e, successivamente, condurre l'analisi di scenario per quantificare l'impatto che essi producono sulle principali grandezze economiche e patrimoniali.

Il Framework sviluppato dalla Compagnia per la gestione del rischio climatico identifica i seguenti step:

  • Identificazione dei fattori di rischio e del perimetro di analisi identificazione e classificazione delle principali fonti di rischio climatico e del perimetro di prodotti e assets potenzialmente impattati secondo le linee guida indicate da EIOPA.
  • Valutazione della materialità la valutazione, propedeutica all'analisi di rilevanza (cfr. punto successivo), è effettuata su ogni singolo perimetro (sia lato Asset, sia Liabilities);
  • Analisi di Rilevanza analisi attivata solo per i rischi identificati come potenzialmente materiali nel punto precedente, ed ha come obiettivo l'identificazione dei rischi climatici rilevanti per il business e per la relativa analisi di stress ai fini ORSA. L'analisi è effettuata su ogni singolo perimetro (sia lato Asset, sia Liabilities) e prevede almeno le seguenti macro attività:
    • o Identificazione dei criteri e delle metodologie da utilizzare sui portafogli esposti al rischio (sia asset, sia liabilities) analizzate nei paragrafi successivi;
    • o Valutazione quali/quantitativa di ogni perimetro identificato rispetto alle metodologie individuate e alle specifiche soglie di materialità.

Il sistema di gestione dei rischi ESG prevede la definizione di indicatori utilizzati per monitorare l'esposizione, con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali insiti nei portafogli Asset e Liabilities della Compagnia.

Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate e i volumi analizzati:

  • Weighted Average Carbon Footprint;
  • Percentuale Climate Policy Relevant Activities;
  • Percentuale passività ad alto rischio climatico.

Rischi strategico

Per rischio strategico si intende il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale e di sostenibilità del modello di business, incluso il rischio di non riuscire a generare un adeguato ritorno sul capitale sulla base della propensione al rischio definita dall'impresa, derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, dall' attuazione inadeguata di decisioni, impropria gestione del rischio di appartenenza al gruppo, e dalla scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.

L'analisi dei rischi strategici viene effettuate mediante specifiche analisi si sensitivity in sede ORSA o ogni qualvolta si assista a variazioni significative del mercato, dell'mix di produzione e delle ipotesi sottostanti le valutazioni (a titolo esemplificativo, tassi di riscatto best estimate, ipotesi di minimo garantito, etc).

In tale ambito viene altresì valutata la presenza di potenziali rischi emergenti sulla base delle informazioni derivanti dal piano industriale, dalle evoluzioni di prodotto, dalle variazioni normative e da qualsiasi altra variazione potenzialmente impattante sul profilo di rischio dell'impresa.

In seguito ai risultati di tale analisi, vengono valutati gli eventuali cambiamenti da apportare nella mappa dei rischi aziendali.

Le valutazioni effettuate dalla Compagnia alla data di valutazione hanno consentito di delineare la mappa dei rischi – Framework Solvency II - a cui la Compagnia è esposta (di seguito riportata).

Modulo di rischio Sottomodulo di rischio Esposizione
Non-Life underwriting risk Non-Life premium and reserve risk X
Non-Life lapse risk X
Non-life CAT risk X
Health underwriting risk Health premium and reserve risk X
Health Lapse risk X
Health CAT X
Health SLT Mortality risk ---
Health SLT Longevity risk ---
Health SLT Disability morbidity risk ---
Health SLT Lapse risk ---
Health SLT Expense risk ---
Health SLT Revision risk ---
Market risk Interest rate risk X
Equity risk X
Property risk X
Spread risk X
Currency risk X
Concentration risk ---
Counterparty default risk Type 1 counterparties X
Type 2 counterparties X
Operational Risk Operational risk X

Le valutazioni prospettiche dei rischi non hanno rilevato da un punto di vista regolamentare (Solvency II) rischi emergenti in ragione delle azioni previste dalle nuove strategie di investimento e di business.

Con riferimento ai dati prospettici e monitorati alla data di valutazione, l'analisi ha permesso di individuare i sotto moduli di rischio maggiormente significativi e impattanti per la Compagnia, che risultano essere i sotto moduli di rischio Non-Life premium and reserve risk, Health premium and reserve risk, seguiti dal sotto modulo Non Life lapse Risk.

Inoltre si evidenzia l'esposizione della Compagnia al rischio Spread sui Governativi ITA (rischio non contemplato nella Formula Standard). La Compagnia nelle proprie valutazioni prende in considerazione tale fattore di rischio mediante specifiche analisi di sensitivity effettuate periodicamente e all'interno del Report ORSA YE 31.12.2023.

Le analisi quali/quantitativa sull'adeguatezza del Profilo di Rischio della Compagnia rispetto i requisiti sottostanti l'applicazione della Formula Standard sono risultate positive.

Oltre al calcolo degli impatti dovuti ai rischi di natura quantificabile, la Compagnia gestisce e monitora anche i rischi non rientranti nell'ambito della Formula Standard e i cosiddetti rischi non quantificabili da un punto di vista regolamentare, quali:

  • rischio spread sui titoli governativi;
  • rischio di liquidità;
  • rischio ALM;
  • rischio strategico;
  • rischio di non conformità alle norme;
  • rischio reputazionale;
  • rischio condotta
  • rischio ESG (con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali);
  • rischio di appartenenza al gruppo;
  • rischi emergenti e di sostenibilità.

Allo stato attuale tali tipologie di rischio hanno un livello di gestione coerente con la rilevanza dei fattori di rischio che li caratterizzano, periodicamente monitorate e non comportano un add-on in termini di capitale regolamentare.

Al momento non vi sono risultati che evidenzino situazioni di criticità in termini di solvibilità derivanti dai rischi strategici. Tuttavia, è da continuare a tenere in considerazione l'effetto di possibili variazioni del contesto macro-economico che possono avere impatti significativi sugli Own Funds della Compagnia.

PARTE F INFORMAZIONI SUL PATRIMONIO CONSOLIDATO

Sezione 1 – Il patrimonio consolidato

A. Informazioni di natura qualitativa

Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 ("CRR") con il quale vengono introdotte nell'Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria con l'articolato insieme di documenti unitariamente denominato "Basilea 3" in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e informativa al pubblico (Terzo pilastro).

Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE ("CRD IV") definiscono il nuovo quadro normativo di riferimento nell'Unione Europea per banche e imprese di investimento. Dal 1° gennaio 2014. CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di regolamentazione o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di supervisione ("ESA"), che danno attuazione alla normativa primaria.

Con l'adozione del regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014 sono state stabilite le norme tecniche di attuazione (Implementing Technical Standards) vincolanti in materia di segnalazioni prudenziali armonizzate delle banche e delle imprese di investimento relative a: fondi propri, rischio di credito e controparte, rischi di mercato, rischio operativo, grandi rischi, rilevazione su perdite ipotecarie, posizione patrimoniale complessiva, monitoraggio liquidità e leva finanziaria.

Inoltre, la Banca d'Italia ha emanato le Circolari n. 286 e n. 154 che traducono secondo lo schema matriciale, attualmente adottato nelle segnalazioni di vigilanza, i citati ITS.

Il Gruppo ritiene prioritario valutare la propria struttura patrimoniale e tali analisi sono svolte all'interno degli specifici Comitati di Governance di Gruppo. In tale sede vengono anche evidenziati i principali impatti legati alle normative in via di definizione (es. potenziali impatti legati alla finalizzazione della riforma di Basilea III come da recente accordo in sede di Comitato di Basilea del 14 gennaio 2019) e a quelle già approvate ma non attualmente applicabili (es. il regolamento (UE) n. 876/2019 e la direttiva (UE) n. 787/2019 che modificano rispettivamente il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE /876, così come il regolamento (UE) n. 877/2019 e la direttiva (UE) n. 879/2019).

I Comitati di Governance di Gruppo presentano sempre dei membri nominati dal Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo, scelti tra i componenti il Consiglio stesso, e le rispettive analisi vengono successivamente prodotte al Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo.

Sotto il profilo di Vigilanza l'assorbimento viene determinato tenendo in considerazione le attuali "regole" di segnalazione.

Sotto il profilo gestionale l'assorbimento viene calcolato con l'utilizzo di modelli interni per il rischio di credito e di mercato e l'utilizzo di un metodo standard "gestionale".

I rischi vengono esaminati sia complessivamente che dettagliatamente all'interno delle società del Gruppo (analisi dei portafogli specifici).

Al 30 giugno 2024 i Fondi Propri sono stati determinati in base alle disposizioni contenute nel Regolamento (UE) n.575/2013 (CRR).

B. Informazioni di natura quantitativa

B.1 Patrimonio consolidato: ripartizione per tipologia di impresa

Voci del patrimonio netto Consolidato
prudenziale
assicurazione
Imprese di
Altre imprese consolidamento
aggiustamenti
Elisioni e
da
Totale
1. Capitale 341.323 221.600 - (221.600) 341.323
2. Sovrapprezzi di emissione 321.801 - - - 321.801
3. Riserve 3.106.778 267.772 - (267.772) 3.106.778
4. Strumenti di capitale - - - - -
5. (Azioni proprie) (3.972) - - - (3.972)
6. Riserve da valutazione: (110.637) (7.358) - 7.358 (110.637)
- Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
7.468 - - - 7.468
- Coperture di titoli di capitale designati al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
- - - - -
- Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al
fair value con impatto sulla redditività complessiva
(465.217) (350.262) - 350.262 (465.217)
- Attività materiali - - - - -
- Attività immateriali - - - - -
- Copertura di investimenti esteri - - - - -
- Copertura dei flussi finanziari (41.820) - - - (41.820)
- Strumenti di copertura [elementi non designati] - - - - -
- Differenze di cambio - - - - -
- Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - - - -
- Passività finanziarie designate al fair value con impatto a
conto economico (variazioni del proprio merito creditizio)
- - - - -
- Utili (perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici
definiti
(6.987) 65 - (65) (6.987)
- Quote delle riserve da valutazione delle partecipazioni
valutate a patrimonio netto
- - - - -
- Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti
assicurativi emessi
343.193 343.193 - (343.193) 343.193
- Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in
riassicurazione
(354) (354) - 354 (354)
- Leggi speciali di rivalutazione 53.080 - - - 53.080
7. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) del gruppo e di terzi 323.755 21.561 - (21.561) 323.755
Totale 3.979.048 503.575 - (503.575) 3.979.048

Nella tavola sopra riportata sono indicate le componenti del patrimonio netto contabile, sommando quelle del Gruppo con quelle di terzi, ripartite per tipologia di imprese oggetto di consolidamento. Più in dettaglio, nella colonna riferita al Consolidamento prudenziale viene indicato l'importo che risulta dal consolidamento delle società appartenenti al Gruppo bancario, al lordo degli effetti economici di transazioni effettuate con altre società incluse nel perimetro di consolidamento; le società controllate, diverse da quelle appartenenti al Gruppo bancario e consolidate integralmente sono qui valorizzate con il metodo del patrimonio netto. Nella colonna Imprese di assicurazione sono riportati gli importi che risultano dal consolidamento, al lordo degli effetti economici derivanti da transazioni effettuate con le società appartenenti al Gruppo bancario. Nelle colonne Elisioni ed Aggiustamenti sono invece indicate le rettifiche necessarie per ottenere il dato rappresentato in bilancio.

B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

Attività/valori Consolidato assicurazione
prudenziale
Imprese di
Altre imprese aggiustamenti da
consolidamento
Elisioni e
Totale
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
1. Titoli di debito 6.258 121.214 4.810 355.072 - - - - 11.068 476.286
2. Titoli di capitale 8.924 1.455 - - - - - - 8.924 1.455
3. Finanziamenti - - - - - - - - - -
Totale 30/06/2024 15.182 122.669 4.810 355.072 - - - - 19.992 477.741
Totale 31/12/2023 12.178 129.655 12.380 318.052 - - - - 24.558 447.707

Relativamente ai mercati finanziari:

  • Nel primo trimestre del 2024 i mercati finanziari hanno registrato piccoli segnali di ripresa legati alle attese su un allentamento della politica monetaria e alla maggiore propensione al rischio degli investitori. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e i corrispondenti titoli tedeschi si è ridotto, chiudendo il trimestre a 138 punti base, questo andamento è da ricondurre alla grande richiesta dei titoli di Stato decennali italiani da parte degli investitori, favorito dai collocamenti dedicati ai piccoli risparmiatori e dal rafforzamento della percezione di stabilità politica del Paese tra gli operatori di mercato. I corsi azionari sono migliorati notevolmente soprattutto nel comparto bancario;
  • Nel secondo trimestre del 2024, i mercati finanziari nell'area dell'euro hanno risentito degli esiti delle elezioni europee prima e dell'incertezza politica in Francia dopo. I corsi azionari statunitensi hanno invece registrato nuovi rialzi, sostenuti dalla redditività delle imprese, in particolare del settore tecnologico. In Italia, lo spread BTP/BUND, mantenutosi stabile nel corso dei primi mesi dell'anno, ha registrato un temporaneo aumento a 159 punti base in concomitanza delle elezioni francesi, ed è poi rientrato gradualmente alla soglia dei 130 punti base nelle settimane successive. La riduzione dei tassi di interesse da parte della BCE, a lungo attesa, non ha avuto rilevanti conseguenze.

B.4 Riserve da valutazione relative a piani a benefici definiti: variazioni annue

Le variazioni nette del periodo evidenziano un saldo negativo di 0,4 milioni di euro.

PARTE G – OPERAZIONI DI AGGREGAZIONE RIGUARDANTI IMPRESE O RAMI D'AZIENDA

Sezione 1 – Operazioni realizzate durante l'esercizio

1.1 Operazioni di aggregazione

Non esistono operazioni.

Operazioni tra soggetti a controllo comune ("under common control")

In data 9 gennaio 2024, l'assemblea degli azionisti di Credemtel S.p.A. ha approvato la fusione per contestuale incorporazione di S.A.T.A. Applicazione Tecnologie Avanzate S.r.l. e Blue Eye Solutions S.r.l. ex art. 2505 c.c. nella incorporante Credemtel S.p.A. L'assemblea dei soci di S.A.T.A. Applicazione Tecnologie Avanzate S.r.l. e l'assemblea dei soci di Blue Eye Solutions S.r.l. hanno entrambe approvato l'operazione in data 10 gennaio 2024.

L'incorporazione ha avuto decorrenza in data 1° aprile 2024 ed è avvenuta senza attuare, come previsto dall'art. 2505 c.c., le prescrizioni di cui all'art. 2501 ter c.c. co. 1 n. 3, 4 e 5. Credemtel e le controllate collaborano da tempo, operando sul mercato comune tramite sinergie tecnologiche/operative e condivisione di know how al fine di soddisfare le esigenze di clienti comuni che, così, beneficiano di una fornitura di prodotti/servizi sostanzialmente unica, anche se frutto dell'operato di 3 entità distinte; la fusione, in ragione di quanto esposto, si pone nell'ambito di un più ampio progetto di ottimizzazione delle tecnologie alla base dei servizi erogati e, più in generale, di riassetto organizzativo di Credemtel S.p.A. e delle controllate.

L'operazione si configura come Business Combination between entities under common control, esclusa dall'ambito di applicazione IFRS3 e rilevata contabilmente in continuità di valori con il bilancio consolidato della Capogruppo.

1.2.1 Variazioni annue dell'avviamento

Non esistono operazioni.

Sezione 2 – Operazioni realizzate dopo la chiusura dell'esercizio

Non esistono operazioni.

Sezione 3 – Rettifiche retrospettive

Non esistono operazioni.

PARTE H OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica

Di seguito vengono fornite le informazioni sui compensi corrisposti ai dirigenti con responsabilità strategiche, in coerenza con quanto previsto dallo IAS 24.

I dirigenti con responsabilità strategiche di Credito Emiliano sono i soggetti aventi il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività di Credito Emiliano.

In tale contesto rientrano nel perimetro dei dirigenti con responsabilità strategiche: i Consiglieri di Amministrazione, i Sindaci, il Direttore Generale, i Condirettori Generali, il Vice Direttore Generale, gli altri componenti della Direzione Centrale, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, i Responsabili delle Funzioni di Controllo Interno (Responsabile Servizio Audit, Responsabile Funzione Antiriciclaggio, Compliance Officer e Risk Officer), il Responsabile Business Unit Commerciale, il Responsabile Business Unit Finanza, il Dirigente Coordinatore delle aree Amministrazione, Corporate Governance e Relazioni Esterne e Governo del Valore, il Capo Servizio preposto all'area Crediti e il Capo Servizio preposto all'area Organizzazione.

Riepilogo compensi Totale
30/06/2024
Totale
30/06/2023
Amministratori 940 819
Sindaci 299 274
Dirigenti 5.554 5.451
Totale 6.793 6.544

I compensi dei dirigenti comprendono benefici a breve termine, benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro, altri benefici a lungo termine, benefici dovuti per la cessazione del rapporto di lavoro, altri benefici a lungo termine e pagamenti basati su azioni.

Informazioni sulle transazioni con parti correlate

In ottemperanza alle disposizioni normative riguardanti le operazioni con parti correlate, il Gruppo Credito Emiliano ha adottato specifiche procedure per disciplinare siffatta operatività ed assicurare idonei flussi informativi.

In attuazione alla delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e della Circolare Banca d'Italia 285/2013, Credito Emiliano ha adottato apposite Procedure per la gestione delle operazioni con parti correlate e per le operazioni con soggetti collegati.

Il regolamento è disponibile per la consultazione sul sito internet di Credito Emiliano www.credem.it.

I rapporti e le operazioni perfezionate con parti correlate e soggetti collegati non presentano criticità e sono riconducibili all'ordinaria attività di servizio e di credito. Le condizioni applicate ai singoli rapporti ed alle operazioni con parti correlate e soggetti collegati non si discostano da quelle correnti di mercato.

Ai sensi dell'art.5 comma 8 del Regolamento CONSOB Operazioni con parti Correlate (nr. 17221 del 12.03.2010 e ss.mm.ii) si segnala che nel corso del primo semestre 2024 sono state effettuate operazioni di maggiore rilevanza unicamente con Società appartenenti al Gruppo Credito Emiliano ed attinenti a normali ed ordinarie dinamiche di funding.

Nello stesso periodo il Consiglio di Amministrazione non ha ricevuto proposte volte ad adottare "delibere quadro".

Nel corso del primo semestre 2024 sono state poste in essere operazioni infragruppo e/o con parti correlate/soggetti collegati, rientranti nell'ordinario esercizio dell'attività

operativa e della connessa attività finanziaria, perfezionate, di norma, a condizioni analoghe a quelle applicate per operazioni concluse con terzi indipendenti.

Le operazioni infragruppo sono state effettuate sulla base di valutazioni di reciproca convenienza economica e la definizione delle condizioni da applicare è avvenuta nel rispetto di correttezza sostanziale, presente l'obiettivo comune di creare valore per l'intero Gruppo Credem.

Uguale principio è stato applicato anche nel caso di prestazioni di servizi infragruppo, unitamente a quello di regolare tali prestazioni su di una base minimale commisurata al recupero dei relativi costi di produzione.

2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate p.1

Crediti Debiti Garanzie Raccolta
amministrata
Raccolta gestita
Amministratori, sindaci e dirigenti 539 701 179 1.969 4.792
Stretti familiari 1.906 12.346 374 101.419 14.992
Società controllate e collegate 29.668 280.204 95.394 22.339 152.829
Altre parti correlate - - - - -
Totale 32.113 293.251 95.947 125.727 172.613

2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate p.2

Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive e
altri ricavi
Commissioni passive
e altri oneri
Amministratori, sindaci e dirigenti 11 6 16 1
Stretti familiari 12 119 91 4
Società controllate e collegate 493 3.562 558 85
Altre parti correlate - - - -
Totale 516 3.687 665 90

L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le controparti correlate sopra indicate, sul totale del Gruppo risulta essere pari (%):

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni Raccolta Raccolta gestita
amministrata
Totale 0,1 0,5 0,7 0,6 0,5
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed altri
ricavi
Commissioni passive ed
altre spese
Totale 0,1 0,8 0,1 -

Si provvede di seguito a fornire i dettagli (in migliaia di Euro) dei rapporti verso le imprese collegate:

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni Raccolta
amministrata
Raccolta gestita
Totale 4.670 3.713 1.021 169.165 -

241

Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed altri
ricavi
Commissioni passive ed
altre spese
Totale - 21 10.508 -

L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le imprese collegate, sul totale del Gruppo risulta essere pari (%):

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni Raccolta Raccolta gestita
amministrata
Totale - - - 0,8 -
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed altri
ricavi
Commissioni passive ed
altre spese
Totale - - 2,0 -

PARTE I

ACCORDI DI PAGAMENTO BASATI SU PROPRI STRUMENTI PATRIMONIALI

Informazioni di natura qualitativa

Descrizione degli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali

Coerentemente con le politiche retributive approvate dall'Assemblea e nel rispetto delle disposizioni in materia di remunerazione e di incentivazione della Banca d'Italia si è proceduto alla definizione di un sistema retributivo variabile basato in parte su pagamenti in contanti e in parte attraverso l'assegnazione gratuita di azioni. Il sistema incentivante è correlato al raggiungimento di obiettivi di performance misurati al netto dei rischi ed alla sussistenza di un adeguato livello di patrimonializzazione e liquidità dell'Azienda.

Il sistema è volto a motivare e fidelizzare le persone che occupano posizioni chiave in azienda ed è destinato ai top manager rientranti nella categoria del Personale più rilevante. La quota del premio complessivo assegnata ai destinatari in azioni è, per l'anno 2024, pari o superiore al 50%, subordinatamente alla verifica del raggiungimento degli obiettivi fissati dal Consiglio di Amministrazione sentito il parere del Comitato Remunerazioni. Più in particolare, i piani di remunerazione riservati al Personale più rilevante del Gruppo che prevedono il pagamento di una parte del premio mediante l'assegnazione gratuita di azioni sono i seguenti:

  • Sistema premiante 2024;
  • Sistemi premianti e altre forme di remunerazione variabile di breve e medio periodo relativi agli anni precedenti.

Il numero di azioni è determinato sulla base della quotazione del titolo nel momento in cui il premio è assegnato.

Sono previsti meccanismi di correzione, durante il periodo di differimento, per effetto dei quali i premi maturati potranno ridursi ovvero azzerarsi.

In particolare, le singole quote differite già assegnate potranno non essere erogate o ridotte in presenza di determinate condizioni di utile, redditività corretta per il rischio, livelli patrimoniali e di liquidità non in linea. Il premio è altresì non erogato in caso di risoluzione del rapporto di lavoro o prestazioni professionali contrarie agli obblighi di buona fede e correttezza.

Ai fini della rappresentazione in bilancio, per tener conto delle condizioni di assegnazione delle varie quote di bonus è stata utilizzata la simulazione con il Metodo Monte Carlo che, sulla base di opportune ipotesi, ha consentito di definire un consistente numero di scenari alternativi nell'arco temporale considerato. In particolare, in ogni scenario la proiezione dei parametri che definiscono gli obiettivi di performance viene effettuata di anno in anno, a partire dall'ultimo valore di rendiconto, secondo un moto geometrico Browniano.

La metodologia di calcolo può essere schematizzata nelle seguenti fasi:

  • proiezione dei parametri di bilancio e del prezzo dell'azione nell'orizzonte temporale prescelto;
  • verifica dei parametri di performance;
  • calcolo del bonus per ogni partecipante al piano e proiezione delle traiettorie individuali verificando il raggiungimento delle performance individuali e per ogni anno la continuità dell'attività lavorativa e la sopravvivenza;
  • calcolo delle quote individuali secondo le modalità di pagamento individuali del bonus;
  • determinazione in funzione del prezzo stimato del titolo del numero di azioni necessarie a corrispondere la parte di bonus in azioni (laddove non già determinato);
  • imputazione proporzionale in base al vesting period delle azioni assegnate;
  • reiterazione del procedimento per il numero di repliche stabilite.

Informazioni di natura quantitative

Piano quota di competenza
dell'esercizio
impatto a patrimonio
Gruppo - Sistema premiante 2024
- Sistemi premianti e altre forme di remunerazione
variabile di breve e medio periodo relativi agli anni
precedenti
2.010,9 29.685,9

PARTE L – INFORMATIVA DI SETTORE

INFORMATIVA DI SETTORE – distribuzione per settori operativi

Nel Gruppo Credem operano due settori operativi, Banking e Wealth Management:

  • Banking: Commercial Banking, Private Banking, Parabancario, Consumer Credit e Altro/Technology
  • Wealth Management: Asset Management e Insurance.

Questi due settori operativi aggregano i principali ambiti di business in cui operano le diverse società del Gruppo. In particolare:

Commercial Banking:

  • Credito Emiliano S.p.A.: è la Capogruppo del Gruppo Credem specializzata nell'attività di commercial banking attraverso l'erogazione di servizi indirizzati a clientela retail e corporate. Tali servizi sono forniti anche attraverso reti di consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede con rapporto agenziale. La Capogruppo gestisce, in modalità accentrata, la tesoreria ed il rischio di tasso del Gruppo, interfacciandosi con i mercati finanziari istituzionali;
  • Credem CB S.r.l.: società veicolo ex L. 130 del 30 aprile 1999 per supportare la strutturazione di specifici programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (Covered Bonds).

Private Banking:

  • Credem - Euromobiliare Private Banking S.p.A.: è la Private Bank del Gruppo Bancario Credem, attiva sia nel private banking che nella promozione finanziaria.

Parabancario, Consumer Credit e Altro/Technology

  • Credemleasing S.p.A.: società specializzata nello sviluppo e nell'offerta di pacchetti integrati di leasing. La stessa opera in tutti i comparti di attività della locazione finanziaria: targato (leasing, long renting, leasing a privati), strumentale, immobiliare e navale;
  • Credemfactor S.p.A.: società specializzata nell'attività di factoring, offre una gamma di servizi che va dalla gestione dei crediti commerciali, al monitoraggio continuo del rischio, alla garanzia e alla anticipazione del credito. Credemfactor S.p.A. è inoltre specializzata nella gestione dei crediti verso gli Enti Pubblici e nello sviluppo di convenzioni con i fornitori;
  • Avvera S.p.A.: società di credito al consumo, specializzata nell'intermediazione di mutui e nel collocamento di prodotti di cessione del quinto e erogazione di prestiti personali e finalizzati;
  • Magazzini Generali delle Tagliate S.p.A.: azienda operante nel settore della stagionatura e dello stoccaggio di formaggio Parmigiano-Reggiano e Grana Padano. La società è parte integrante del Gruppo in quanto le "forme" di formaggio rappresentano il collaterale per finanziamenti ai produttori;
  • Credemtel S.p.A.: azienda attiva nell'offerta di servizi telematici rivolti a banche, aziende e Pubblica Amministrazione e sue eventuali Società controllate.

Asset Management

  • Euromobiliare Asset Management SGR S.p.A.: società attiva nel campo della gestione collettiva (fondi e comparti SICAV). Svolge i ruoli di "Management Company" e "Fund Administrator" della SICAV Lussemburghese Euromobiliare International Fund Sicav, i cui comparti sono distribuiti attraverso le filiali ed i consulenti finanziari di Credito Emiliano e di Credem - Euromobiliare Private Banking;
  • Euromobiliare Advisory SIM S.p.A.: società il cui oggetto sociale prevede l'esercizio professionale dei servizi di gestione di portafogli, ricezione e trasmissione di ordini, consulenza in materia di investimenti e patrimoniale, anche mediante lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico nei confronti del pubblico ed alle reti Credem;
  • Euromobiliare Fiduciaria S.p.A.: è un operatore che rientra tra le società fiduciarie previste dalla Legge n. 1966 del 23 novembre 1939 e svolge attività di custodia ed amministrazione dei beni affidati dai fiducianti sulla base di un mandato fiduciario;
  • Credem Private Equity SGR S.p.A.: società autorizzata alla prestazione del servizio di gestione collettiva del risparmio, che svolge attività di investimento in capitale di rischio mediante l'istituzione e l'organizzazione di fondi comuni di investimento mobiliare chiusi.

Insurance:

  • Credemvita S.p.A.: impresa di assicurazioni attiva nei rami vita e previdenziale, che opera esclusivamente attraverso le reti distributive del Gruppo Credem;
  • Credemassicurazioni S.p.A.: impresa di assicurazioni attiva nei rami danni, che opera esclusivamente attraverso le reti distributive del Gruppo Credem. La società è partecipata pariteticamente da Credito Emiliano S.p.A. e da Reale Mutua Assicurazioni S.p.A.

Criteri di costruzione del conto economicoper operating segments di Credito Emiliano

I risultati economici degli "operating segments" sono determinati sulla base dei seguenti principali criteri:

  • il margine di interesse è ottenuto dall'applicazione di tassi interni di trasferimento coerenti con le caratteristiche finanziarie dei prodotti;
  • le commissioni nette sono attribuite puntualmente al cliente che le ha generate e, quindi, all' operating segment di pertinenza;
  • le risorse utilizzate dagli "operating segments" per lo svolgimento della propria attività sono pagate dagli stessi sulla base di prezzi rappresentativi dei costi effettivi;
  • vengono attribuiti i costi direttamente imputabili al punto vendita, quali ad esempio il personale e le spese relative all'utilizzo ed al funzionamento dei locali; gli altri costi, compresi quelli relativi alla struttura centrale e al centro servizi, vengono convenzionalmente attribuiti al segmento "Corporate Center e altro";
  • le spese generali relative alle singole società confluiscono integralmente negli "operating segments" a cui appartengono le rispettive società.

INFORMATIVA DI SETTORE - commento

Si fa preliminarmente riferimento a quanto ampiamente riportato nella relazione intermedia sulla gestione sui vari settori di attività e alle singole società del gruppo; ad integrazione si riportano di seguito alcune brevi note di commento.

Il Commercial Banking evidenzia una dinamica molto favorevole del margine finanziario generata all'andamento della forbice da clientela.

In leggero calo l'andamento delle commissioni così come quello della componente legata alla negoziazione; positivo anche il contributo delle altre componenti di ricavo legate ai servizi.

GIUGNO 2024 Commercial
Banking
Private
Banking
Parabancario,
Consumer
Credit,
IT
Technology
BANKING Asset
Management
Insurance Wealth
Management
Elisioni,
rettifiche
e
riclassifiche
Consolidato
IMPIEGHI A CLIENTELA 33.880 643 7.371 41.894 -6.717 35.178
Raccolta ASSICURATIVA 8.801 8.801 8.801
Raccolta DIRETTA BANCARIA 31.118 7.269 146 38.533 -273 38.261
TOTALE RACCOLTA DIRETTA CLIENTELA 31.118 7.269 146 38.533 8.801 8.801 -273 47.061
Raccolta GESTITA 19.745 21.816 41.561 14.299 14.299 -23.133 32.727
Raccolta AMMINISTRATA 7.890 13.480 21.371 -10 21.361
TOTALE RACCOLTA INDIRETTA CLIENTELA 27.635 35.296 62.931 14.299 - 14.299 -23.143 54.088
TOTALE RACCOLTA CLIENTELA 58.754 42.565 146 101.465 14.299 8.801 23.100 -23.416 101.149
TOTAL BUSINESS CLIENTELA 92.633 43.209 7.517 143.359 14.299 8.801 23.100 -30.132 136.327
DICEMBRE 2023 Commercial
Banking
Private
Banking
Parabancario,
Consumer
Credit,
IT
Technology
Banking Asset
Management
Insurance Wealth
Management
Elisioni,
rettifiche
e
riclassifiche
Consolidato
IMPIEGHI A CLIENTELA 34.364 737 7.275 42.376 -6.661 35.715
Raccolta ASSICURATIVA 8.173 8.173 8.173
Raccolta DIRETTA BANCARIA 30.443 6.907 140 37.489 -327 37.163
TOTALE RACCOLTA DIRETTA CLIENTELA 30.443 6.907 140 37.489 8.173 8.173 -327 45.336
Raccolta GESTITA 18.980 20.908 39.888 13.929 13.929 -22.103 31.714
Raccolta AMMINISTRATA 7.197 12.288 19.485 -10 19.475
TOTALE RACCOLTA INDIRETTA CLIENTELA 26.177 33.196 59.373 13.929 13.929 -22.113 51.189
TOTALE RACCOLTA CLIENTELA 56.620 40.103 140 96.862 13.929 8.173 22.102 -22.440 96.525
TOTAL BUSINESS CLIENTELA 90.984 40.840 7.415 139.238 13.929 8.173 22.102 -29.101 132.240
GIUGNO 2024 Commercial
Banking
Private
Banking
Parabancario,
Consumer
Credit,
IT
Technology
BANKING Asset
Management
Insurance Wealth
Management
Elisioni,
rettifiche
e
riclassifiche
Consolidato
riclassificato
Margine finanziario 447,4 45,0 64,4 556,8 8,3 4,0 12,4 1,0 570,2
Margine servizi 256,7 100,8 56,9 414,5 68,4 41,8 110,2 -65,2 459,4
Margine d'intermediazione 704,2 145,9 121,3 971,3 76,8 45,8 122,5 -64,2 1.029,7
Spese personale -226,2 -45,6 -26,4 -298,1 -8,7 -1,6 -10,3 6,6 -301,8
Spese amministrative -113,0 -36,7 -23,0 -172,7 -9,3 -3,1 -12,4 42,3 -142,8
Costi operativi -339,1 -82,2 -49,4 -470,8 -18,0 -4,7 -22,7 48,9 -444,6
Risultato lordo di gestione 365,0 63,6 71,9 500,6 58,7 41,1 99,8 -15,3 585,1
Ammortamenti -43,2 -4,0 -6,6 -53,8 -0,4 -1,0 -1,4 2,2 -53,0
Risultato operativo 321,8 59,6 65,3 446,8 58,3 40,1 98,4 -13,1 532,1
Rettifiche nette su crediti -5,1 0,1 -4,4 -9,4 -9,4
Accantonamenti per rischi ed oneri -0,2 -2,0 -0,3 -2,5 0,2 0,2 -2,3
Proventi / oneri straordinari -31,9 -4,5 0,1 -36,3 -0,5 -3,1 -3,6 -39,9
Utile prima delle imposte 284,7 53,2 60,6 398,6 58,1 37,0 95,0 -13,1 480,5
Imposte sul reddito -93,8 -17,9 -20,4 -132,0 -16,5 -11,4 -27,9 3,2 -156,7
Utile netto 190,9 35,4 40,3 266,5 41,5 25,6 67,1 -9,9 323,8
GIUGNO 2023 Commercial
Banking
Private
Banking
Parabancario,
Consumer
Credit,
IT
Technology
Banking Asset
Management
Insurance Wealth
Management
Elisioni,
rettifiche
e
riclassifiche
Consolidato
riclassificato
Margine finanziario 401,6 39,4 52,5 493,5 4,5 3,5 8,0 2,8 504,3
Margine servizi 288,1 76,2 55,4 419,7 47,8 45,8 93,6 -70,1 443,2
Margine d'intermediazione 689,7 115,6 107,9 913,2 52,2 49,3 101,6 -67,3 947,5
Spese personale -218,9 -39,5 -23,8 -282,2 -8,1 -1,7 -9,9 6,7 -285,4
Spese amministrative -106,3 -34,1 -19,9 -160,2 -8,7 -3,3 -11,9 44,5 -127,7
Costi operativi -325,2 -73,5 -43,7 -442,4 -16,8 -5,0 -21,8 51,1 -413,1
Risultato lordo di gestione 364,5 42,0 64,2 470,8 35,5 44,3 79,8 -16,2 534,4
Ammortamenti -43,3 -3,5 -5,3 -52,1 -0,5 -0,9 -1,4 1,9 -51,5
Risultato operativo 321,2 38,6 59,0 418,8 35,0 43,4 78,4 -14,3 482,9
Rettifiche nette su crediti 1,1 -0,5 -5,6 -4,9 -4,9
Accantonamenti per rischi ed oneri -8,8 -0,3 -0,2 -9,4 -0,1 -0,1 -9,4
Proventi / oneri straordinari -27,4 -0,9 0,1 -28,2 0,1 0,1 -28,2
Utile prima delle imposte 286,1 36,8 53,3 376,3 34,9 43,5 78,4 -14,3 440,3
Imposte sul reddito -94,0 -12,1 -17,5 -123,6 -9,5 -12,6 -22,1 4,1 -141,6
Utile netto 192,1 24,7 35,8 252,6 25,5 30,8 56,3 -10,3 298,7

LEGENDA:

Margine finanziario

  • Voce 30 Margine d'interesse

  • Voce 70 Dividendi e proventi simili (per la sola quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale nelle attività finanziarie classificate in HTCs e HTC))

  • Voce 250 Utile/perdita delle partecipazioni escluso gli utile/perdite derivanti da cessioni/valutazioni

  • Margine d'interesse Credemvita

Margine servizi

    • Voce 60 Commissioni nette
    • Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione
    • Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura
    • Voce 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto
    • Voce 110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value
    • Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie)
  • Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività

    • Voce 160 Risultato dei servizi assicurativi
    • Voce 170 Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa
    • Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (al netto delle componenti di natura straordinaria)
    • Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale classificate in HTCs e HTC))
    • Margine d'interesse Credemvita

Risultato operativo

    • Margine d'intermediazione
    • Voce 190 Spese amministrative (spese per il personale e altre spese amministrative)
    • Voce 210 Rettifiche /riprese di valore nette su attività materiali
    • Voce 220 Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali

Utile prima delle imposte

  • Risultato operativo

  • Voce 130 Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi)

    • Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni
    • Voce 200 Accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri
    • Oneri/proventi straordinari:
  • Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria - sbilancio sopravvenienze)

    • Voce 270 Rettifiche di valore dell'avviamento
    • Voce 280 Utili/perdite da cessione di investimenti
    • Voce 320 Utili/perdite delle attività operative cessate al netto delle imposte

La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio e dalla nota integrativa

ALLEGATI AL BILANCIO

Stato Patrimoniale riclassificato
Conto economico riclassificato
Elenco delle partecipazioni

Stato patrimoniale riclassificato (milioni di euro)

variazioni 06/24-12/23
30/06/2024 31/12/2023 assolute %
Cassa e disponibilità liquide 4.027,9 6.326,6 -2.298,7 -36,3
Crediti verso clientela 42.094,2 42.863,9 -769,7 -1,8
Crediti verso banche 1.711,8 1.601,2 110,6 6,9
Altre attività finanziarie 15.133,0 14.511,6 621,4 4,3
Partecipazioni 56,4 55,0 1,4 2,5
Attività materiali ed immateriali 926,2 937,8 -11,6 -1,2
Altre attività 1.608,0 1.721,5 -113,5 -6,6
Totale attivo 65.557,5 68.017,6 -2.460,1 -3,6
Debiti verso clientela 38.907,3 42.409,4 -3.502,1 -8,3
Titoli in circolazione (compreso passività subordinate) 8.940,1 8.466,6 473,5 5,6
Riserve tecniche 4.629,8 4.288,0 341,8 8,0
subtotale 52.477,2 55.164,0 -2.686,8 -4,9
Debiti verso banche 5.582,4 5.786,3 -203,9 -3,5
Altre passività finanziarie 701,8 938,4 -236,6 -25,2
Fondi rischi specifici 216,4 272,3 -55,9 -20,5
Altre passività 2.600,6 1.986,1 614,5 30,9
Totale passività 61.578,4 64.147,1 -2.568,7 -4,0
Capitale sociale 341,3 341,3 - -
Azioni proprie -4,0 -6,7 2,7 -40,5
Riserve 3.318,0 2.973,8 344,2 11,6
Utile d'esercizio 323,8 562,1 -238,3 -42,4
Patrimonio netto 3.979,1 3.870,5 108,6 2,8
Totale passivo 65.557,5 68.017,6 -2.460,1 -
-3,6

Tale riclassifica è stata effettuata considerando i dati desumibili direttamente dagli schemi di bilancio.

ALLEGATI ALLE NOTE ILLUSTRATIVE

1° trim 2° trim. 06/24 06/23 Var% 2° trim.23 12/23
margine d'interesse 285,6 284,7 570,3 504,3 13,1 269,5 1.091,3
margine servizi () () () (**) 239,7 219,7 459,4 443,3 3,6 206,0 817,8
margine d'intermediazione 525,3 504,4 1.029,7 947,6 8,7 475,5 1.909,1
spese del personale (151,6) (150,2) (301,8) (285,5) 5,8 (141,9) (579,1)
spese amministrative () (*) (69,8) (73,0) (142,8) (127,7) 11,8 (64,5) (253,0)
costi operativi (*) (221,4) (223,2) (444,6) (413,2) 7,6 (206,4) (832,1)
risultato lordo di gestione 303,9 281,2 585,1 534,4 9,5 269,1 1.077,0
ammortamenti (26,1) (26,9) (53,0) (51,5) 2,9 (26,6) (104,9)
risultato operativo 277,8 254,3 532,1 482,9 10,2 242,5 972,1
accantonamenti per rischi ed
oneri (***)
(3,5) 1,2 (2,3) (9,4) (75,5) (8,1) (30,2)
oneri/proventi straordinari (***) (32,8) (7,1) (39,9) (28,3) 40,9 7,4 (65,3)
rettifiche nette su crediti e
operazioni finanziarie (*) (**)
(2,6) (6,8) (9,4) (4,9) 92,5 (0,7) (51,6)
UTILE ANTE IMPOSTE 238,9 241,6 480,5 440,3 9,1 241,1 825,0
imposte sul reddito (78,0) (78,7) (156,7) (141,6) 10,7 (77,2) (263,0)
UTILE NETTO 160,9 162,9 323,8 298,7 8,4 163,9 562,0
UTILE PER AZIONE 0,95 0,88 7,95 1,65
UTILE DILUITO PER AZIONE 0,95 0,88 7,95 1,65

Conto economico riclassificato trimestralizzato (in milioni di euro)

La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio e dalla nota integrativa

(*) le spese ed il margine servizi sono stati nettati della componente di imposte indirette e tasse recuperate alla clientela (66,3 milioni di euro a giugno 2024; 64,7 milioni di euro a giugno 2023, 126,0 milioni di euro a fine 2023);

(**) sono stati stornati da spese contributi ai fondi nazionali per 33,0 milioni di euro a giugno 2024 (19,6 milioni a giugno 2023, 51,5 milioni a dicembre 2023);

(***) la componente di contributo al Fondo di Risoluzione (0 milioni a giugno 2024, 5,6 milioni di euro a giugno 2023, 5,6 milioni di euro a dicembre 2023) accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri è ricondotta tra gli oneri straordinari (quota potenzialmente recuperabile e iscritta nelle attività tra i "depositi cauzionali"); a giugno 2024 la stima del contributo al Fondo di garanzia assicurativo dei rami Vita, istituito dalla Legge di Bilancio 2023, ammonta a 4,3 milioni di euro, accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri, ed è stata ricondotta tra gli oneri straordinari;

(****) le rettifiche/riprese di valore su crediti inerenti le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato riferite a titoli (0,9 milioni di euro a giugno 2024; 1,1 milioni di euro a giugno 2023, -2,0 milioni di euro a dicembre 2023) e quelle inerenti le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (-0,4 milioni di euro a giugno 2024; -0,8 milioni di euro a giugno 2023, -2,7 milioni di euro a dicembre 2023) sono ricondotte al margine servizi

(*****) il risultato derivante dalla cessione di crediti npl è riclassificato a rettifiche nette su crediti e operazioni finanziarie (1,6 milioni di euro a giugno 2024; 1,4 milioni di euro a giugno 2023, 4,4 milioni di euro a dicembre 2023).

LEGENDA:

Margine finanziario

  • Voce 30 Margine d'interesse

  • Voce 70 Dividendi e proventi simili (per la sola quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale nelle attività finanziarie classificate in HTCs e HTC))

  • Voce 250 Utile/perdita delle partecipazioni escluso gli utile/perdite derivanti da cessioni/valutazioni

  • Margine d'interesse Credemvita

Margine servizi

  • Voce 60 Commissioni nette

    • Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione
    • Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura
    • Voce 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto
    • Voce 110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value
    • Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie)
  • Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività

    • Voce 160 Risultato dei servizi assicurativi
    • Voce 170 Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa
    • Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (al netto delle componenti di natura straordinaria)
    • Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale classificate in HTCs e HTC))
    • Margine d'interesse Credemvita

Risultato operativo

    • Margine d'intermediazione
    • Voce 190 Spese amministrative (spese per il personale e altre spese amministrative)
    • Voce 210 Rettifiche /riprese di valore nette su attività materiali
    • Voce 220 Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali

Utile prima delle imposte

  • Risultato operativo

  • Voce 130 Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi)

    • Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni
    • Voce 200 Accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri
    • Oneri/proventi straordinari:
    • Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria sbilancio sopravvenienze)
    • Voce 270 Rettifiche di valore dell'avviamento
    • Voce 280 Utili/perdite da cessione di investimenti
    • Voce 320 Utili/perdite delle attività operative cessate al netto delle imposte

Elenco delle partecipazioni

% sul Equity Valore
Sede capitale sociale ratio di bilancio
Credemassicurazioni spa Reggio Emilia 50,000 50,00 53.970
Andxor srl Cinisello Balsamo 40,000 40,00 1.459
SBC Fintech Milan 2224 Milano 35,020 35,02 174
Flairbit Genova 10,000 10,00 499
Mynet srl Udine 8,73 8,73 271

ATTESTAZIONE DEL PRESIDENTE E DEL DIRIGENTE PREPOSTO

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-

-

RELAZIONE DELLA SOCIETA' DI REVISIONE

Deloitte & Touche S.p.A. Piazza Malpighi, 4/2 40123 Bologna Italia

Tel: +39 051 65811 Fax: +39 051 230874 www.deloitte.it

RELAZIONE DI REVISIONE CONTABILE LIMITATA SUL BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO

Agli Azionisti di Credito Emiliano S.p.A.

Introduzione

Abbiamo svolto la revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato, costituito dallo stato patrimoniale consolidato, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività consolidata complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato e dalle relative note illustrative di Credito Emiliano S.p.A. e controllate (Gruppo Credem) al 30 giugno 2024. Gli Amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) adottato dall'Unione Europea. E' nostra la responsabilità di esprimere una conclusione sul bilancio consolidato semestrale abbreviato sulla base della revisione contabile limitata svolta.

Portata della revisione contabile limitata

Il nostro lavoro è stato svolto secondo i criteri per la revisione contabile limitata raccomandati dalla Consob con Delibera n. 10867 del 31 luglio 1997. La revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato consiste nell'effettuare colloqui, prevalentemente con il personale della società responsabile degli aspetti finanziari e contabili, analisi di bilancio ed altre procedure di revisione contabile limitata. La portata di una revisione contabile limitata è sostanzialmente inferiore rispetto a quella di una revisione contabile completa svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) e, conseguentemente, non ci consente di avere la sicurezza di essere venuti a conoscenza di tutti i fatti significativi che potrebbero essere identificati con lo svolgimento di una revisione contabile completa. Pertanto, non esprimiamo un giudizio sul bilancio consolidato semestrale abbreviato.

Ancona Bari Bergamo Bologna Brescia Cagliari Firenze Genova Milano Napoli Padova Parma Roma Torino Treviso Udine Verona

Sede Legale: Via Tortona, 25 - 20144 Milano | Capitale Sociale: Euro 10.328.220,00 i.v.

Il nome Deloitte si riferisce a una o più delle seguenti entità: Deloitte Touche Tohmatsu Limited, una società inglese a responsabilità limitata ("DTTL"), le member firm aderenti al suo network e le entità a esse correlate. DTTL e ciascuna delle sue member firm sono entità giuridicamente separate e indipendenti tra loro. DTTL (denominata anche "Deloitte Global") non fornisce servizi ai clienti. Si invita a leggere l'informativa completa relativa alla descrizione della struttura legale di Deloitte Touche Tohmatsu Limited e delle sue member firm all'indirizzo www.deloitte.com/about.

© Deloitte & Touche S.p.A.

Codice Fiscale/Registro delle Imprese di Milano Monza Brianza Lodi n. 03049560166 - R.E.A. n. MI-1720239 | Partita IVA: IT 03049560166

Conclusioni

Sulla base della revisione contabile limitata svolta, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Credem al 30 giugno 2024 non sia stato redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) adottato dall'Unione Europea.

DELOITTE & TOUCHE S.p.A.

Marco Benini Socio

Bologna, 6 agosto 2024

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