Interim / Quarterly Report • Aug 6, 2024
Interim / Quarterly Report
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RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE 2024
Arman (Nizza 1928 – New York 2005), Violino scomposto, litografia su carta, particolare, collezione d'arte Credem

Credito Emiliano Spa Gruppo Bancario Credito Emiliano - Credem 3032 - Società per Azioni
Sede Sociale e Direzione:
Via Emilia San Pietro n. 4 - 42100 Reggio Emilia Capitale interamente versato 332.392.107 Euro Codice Fiscale 01806740153 - Partita IVA 02823390352 Codice ABI 03032 Banca iscritta all'albo delle banche al n.5350 Banca iscritta all'albo dei Gruppi bancari al n.03032 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Tel.0522 5821 - Telefax 0522 433969 - Telex BACDIR 530658 – Switf Code BACRIT22 Sito Internet: www.credem.it
| Cariche Sociali 7 |
|---|
SEMESTRALE
| Relazione intermedia sulla Gestione | 9 |
|---|---|
| Bilancio consolidato semestrale abbreviato | 59 |
| Note illustrative | 73 |
| Allegati alle note illustrative | 253 |
| Attestazione del Presidente e del Dirigente Preposto | 261 |
| Relazione della Società di Revisione | 265 |
| Presidente | Lucio Igino Zanon di Valgiurata | |
|---|---|---|
| Vice Presidenti | Enrico Corradi(*) | Luigi Maramotti |
| Consiglieri | Paola Agnese Bongini() Mariaelena Fontanesi Alessandro Merli() Edoardo Prezioso(*) Giovanni Viani |
Giorgia Fontanesi() Elisabetta Gualandri() Ernestina Morstofolini() Anna Chiara Svelto(**) |
| (*) Membri del Comitato Esecutivo | ||
| (**) Amministratori indipendenti ex art.148, comma 3, D.Lgs. n.58/1998 (TUF) | ||
| COLLEGIO SINDACALE | ||
| Presidente | Anna Maria Allievi | |
| Sindaci effettivi | Giulio Morandi | Maria Paglia |
| Sindaci supplenti | Maurizio Bergomi | Stefano Fiorini |
| DIREZIONE CENTRALE | ||
| Direttore Generale | Angelo Campani | |
| Condirettori Generali | Stefano Morellini | Stefano Pilastri |
| Vice Direttore Generale | Giuliano Cassinadri | |
| Direttori Centrali | Paolo Magnani Francesco Reggiani |
|
| Condirettore Centrale | Maurizio Giglioli | |
| Vice Direttori Centrali | Roberto Catellani Alessandro Cucchi |
Ettore Corsi |
| DIRIGENTE PREPOSTO alla redazione dei documenti contabili societari |
Giuseppe Malato | |
| SOCIETA' DI REVISIONE |
Deloitte & Touche S.p.A.

le percentuali esprimono i diritti di voto esercitabili direttamente e indirettamente le partecipazioni in chiaro sono valutate con il metodo del patrimonio netto
Il 1° aprile 2024 si è dato atto al Progetto di Fusione delle Società Blue Eye Srl e Sata Srl in Credemtel Spa.
Signori Azionisti,
dedichiamo una breve sintesi introduttiva alle principali evidenze del primo semestre 2024:
| CONTRIBU | |||
|---|---|---|---|
| Banca Commerciale | |||
| Credem Banca | Private Banking | ||
| Credem Furomobiliare Private Banking |
|||
| Parabancario, Consumer Credit e Altro | €40,3 min | ||
| Credem Factor Avvera Credem Leasing MGT |
Credemtel | ||
| Wealth Management |
(*) Come meglio rappresentato nella Parte L- Informativo di Settore della nota integrativa dove si forniscono informazioni relativamente all'andamento degli ambiti di business.
L'economia globale è migliorata ulteriormente in primavera 2024, ancora trainata dai servizi, ma con segnali di rafforzamento anche nella manifattura. In dettaglio, l'attività economica è ancora molto dinamica negli Stati Uniti e, nonostante un rallentamento nel primo trimestre 2024 (+0,4% su base congiunturale, dal +0,8% del quarto trimestre 2023), il Pil statunitense dovrebbe aver continuato ad espandersi in primavera, sostenuto dai consumi delle famiglie e dagli investimenti privati. Il PIL cinese, dopo il balzo del primo trimestre (+5,3%), nel secondo si ferma al +4,7%, a causa della doppia crisi dei consumi interni e di quella, ancora irrisolta, del mattone. Nei primi tre mesi del 2024 il prodotto dell'area dell'euro è tornato a crescere – dello 0,3% sul periodo precedente - dopo cinque trimestri di stagnazione. La domanda estera netta ha fornito il principale contributo, cui si è aggiunto quello modesto dei consumi delle famiglie; gli investimenti sono diminuiti, con l'eccezione di quelli nell'edilizia. Le informazioni congiunturali più recenti suggeriscono che il PIL dell'area dell'euro sia aumentato moderatamente anche nel secondo trimestre.
A marzo 2024, l'economia italiana ha evidenziato un aumento congiunturale dello 0,3% (+0,7% in termini tendenziali). La crescita acquisita per il 2024 è pari allo 0,6%. L'espansione è stata sostenuta dai consumi delle famiglie e dagli investimenti. Molto positivo è stato l'apporto della domanda estera netta, determinato tuttavia da una decisa riduzione delle importazioni; negativo, invece, il contributo delle scorte. Nel secondo trimestre l'attività economica è aumentata ad un ritmo moderato, ancora sostenuta dalla crescita dei servizi, in particolare nelle componenti legate al turismo. A giugno 2024 l'inflazione si mantiene sullo stesso livello dei due mesi precedenti (+0,8% la dinamica tendenziale su base annua). La stabilizzazione del ritmo di crescita si deve principalmente al venir meno delle tensioni sui prezzi dei Beni alimentari non lavorati.
Passando alla politica monetaria, ricordiamo che il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE):
Relativamente ai mercati finanziari:
concomitanza delle elezioni francesi, ed è poi rientrato gradualmente alla soglia dei 130 punti base nelle settimane successive. Il FTSE Italia All Shares ha chiuso il primo semestre del 2024 con un +9% rispetto a dicembre 2023.
Nel corso dell'anno, il legislatore europeo e le Autorità di Vigilanza hanno continuato a lavorare sul quadro legislativo.
Relativamente alla Vigilanza Bancaria, ricordiamo:
sono attenuate ma sono ancora elevate. In prospettiva, si prevedono minacce alla redditività bancaria e permangono vulnerabilità rilevanti per la politica macroprudenziale, in particolare l'elevato indebitamento e i continui segnali di sopravvalutazione dei mercati immobiliari e finanziari in diversi Paesi. Inoltre, il rischio geopolitico e l'incertezza macrofinanziaria rimangono importanti, creando il potenziale per ulteriori shock negativi all'economia e al sistema finanziario, mentre l'aumento delle minacce da parte dei rischi informatici potrebbe rappresentare una sfida alla stabilità finanziaria.
Nella prima parte del 2024, i legislatori europei (Commissione, Parlamento e Consiglio europeo) hanno finalizzato i testi di modifica della Direttiva e del Regolamento sui requisiti di capitale (CRD6 e CRR3) che recepisce nella legislazione europea la finalizzazione di Basilea 3 (cosiddetta Basilea 4), che andrà applicata dal 2025.
Infine, ricordiamo che il 26 aprile la Banca d'Italia ha deciso di applicare a tutte le banche autorizzate in Italia un SyRB (Systemic Risk Buffer) pari all'1,0% delle esposizioni ponderate per il rischio di credito e di controparte verso i residenti in Italia. Il tasso obiettivo dell'1,0% dovrà essere raggiunto gradualmente costituendo una riserva pari allo 0,5% delle esposizioni rilevanti entro il 31 dicembre 2024 e il rimanente 0,5% entro il 30 giugno 2025. Il SyRB - andrà applicato a livello sia consolidato sia individuale. Nelle intenzioni dell'Autorità, la costituzione della riserva rafforzerà la capacità del sistema bancario italiano di affrontare possibili eventi avversi, anche indipendenti dal ciclo economico-finanziario. Al verificarsi di questi eventi, il rilascio del buffer da parte della Banca d'Italia fornirà alle banche risorse utili ad assorbire le perdite e sostenere l'offerta di credito all'economia. La Banca d'Italia rivaluterà il livello della riserva almeno ogni due anni, o prima se le circostanze lo richiederanno.
Procedendo ad analizzare l'andamento del Sistema Bancario italiano, a maggio 2024, i prestiti al settore privato, corretti sulla base della metodologia armonizzata concordata nell'ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), sono diminuiti del -2,0% (era -2,8% a dicembre 2023; -1,1% a maggio 2023). In dettaglio, i prestiti alle imprese hanno evidenziato una flessione del -3,1% su base annua (era -3,7% a dicembre 2023; -2,9% a maggio 2023). Risulta quindi ancora in contrazione la domanda di prestiti da parte delle imprese per effetto del livello dei tassi, per un minore fabbisogno finanziario legato al rallentamento del ciclo degli investimenti e per il ricorso a fonti di finanziamento interne. Relativamente al credito alle famiglie, sempre a dicembre 2023, lo sviluppo si è attestato a -1,1% su base annua (era -1,3% a dicembre 2023; +0,8% a maggio 2023). Entrando nel dettaglio, i mutui hanno evidenziato una flessione del -1,1% su base annua. Questi hanno risentito dell'elevato livello dei tassi, pur in flessione negli ultimi mesi, e dell'incertezza legata al ciclo immobiliare. Il credito al consumo ha continuato ad evidenziare una dinamica positiva (+4,1% a maggio 2024), sostenuta dal buon andamento della spesa in beni durevoli (auto e moto) e dai prestiti personali. Gli altri prestiti alle famiglie hanno segnato un -9,2% su base annua. Relativamente alla rischiosità, a marzo 2024, i prestiti deteriorati si sono attestati a 51,0 miliardi di euro, erano 52,6 miliardi di euro a dicembre 2023.
Passando alla raccolta diretta interna delle banche italiane, la dinamica dei depositi del settore privato ha evidenziato un recupero: i depositi hanno segnato una contrazione del -0,1% a maggio 2024 (era –3,1% a dicembre 2023; -4,3% a maggio 2023). I depositi alle famiglie (-2,4% a dicembre 2023) hanno risentito della minore formazione di risparmio e di una riallocazione progressiva verso altre forme di risparmio a maggior remunerazione. I depositi delle imprese sono tornati a crescere ad un tasso del +5,2%. Entrando nel dettaglio delle forme tecniche, anche la liquidità a vista detenuta sui conti correnti ha continuato a flettere (segnando un -3,7% su base annua a maggio 2024). Le forme di deposito a durata prestabilita hanno segnato un +18,8% su base annua, sostenuta dai rendimenti interessanti, mentre i depositi rimborsabili con preavviso sono risultati sostanzialmente stabili (+0,4% a maggio 2024). Il comparto obbligazionario ha segnato a maggio 2024 un +18,8% su base annua (era +19,3% a dicembre 2023; +13,2% a maggio 2023). Nel contempo, a maggio 2024, i titoli in deposito delle famiglie (al valore nominale) hanno continuato a registrare un forte sviluppo (+41,4% su base annua), interrompendo la flessione che ha caratterizzato gli anni scorsi e testimoniando il rinnovato interesse dei risparmiatori verso i titoli di Stato.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE Relativamente al risparmio gestito, i fondi comuni aperti hanno realizzato deflussi pari a 7,5 miliardi di euro a maggio 2024. Secondo dati forniti da Assogestioni, la raccolta netta è stata positiva solo per gli obbligazionari (+24,6 miliardi di euro, incidono per il 36% del patrimonio dei
fondi aperti). Hanno registrato deflussi gli azionari (-10,3 miliardi di euro, che rappresentano il 34% del patrimonio), i bilanciati (-9,5 miliardi di euro, incidono per l'11% del patrimonio dei fondi aperti), i flessibili (-9,9 miliardi di euro, incidono per il 15% del patrimonio) e i monetari (-2,4 miliardi di euro, incidono per il 3,5% del patrimonio). Il patrimonio complessivo dei fondi aperti si è attestato, a maggio 2024, a 1.180 miliardi di euro (a dicembre 2023 era a 1.124 miliardi di euro). I fondi di diritto italiano hanno registrato una raccolta netta positiva per circa 7 miliardi di euro, mentre quelli di diritto estero hanno consuntivato deflussi per -14,9 miliardi di euro.
A maggio 2024, in base ai dati di ANIA, la nuova produzione di polizze vita individuali raccolte in Italia è stata pari a 40,8 miliardi di euro, in progresso del +18,0% su base annua. I prodotti di ramo I hanno registrato un +11,9% (rappresentando il 74% della produzione), mentre i prodotti di ramo III hanno evidenziato uno sviluppo del +28,8%% su base annua (sono il 25% della produzione). Relativamente ai canali distributivi delle polizze vita, si registra un progresso positivo per tutti i canali. In dettaglio, gli sportelli bancari e postali sono cresciuti del +7,7% su base annua, sviluppando il 67% del totale, e le reti del +58,8% su base annua, distribuendo il 15% dei flussi complessivi.
(*) Le principali fonti dei capitoli sono:
I conflitti in Ucraina e in Medio oriente non stanno avendo ripercussioni dirette sul Gruppo, in quanto non si evidenziano esposizioni rilevanti verso i paesi coinvolti nel conflitto, tuttavia tensioni improvvise sia sui prezzi delle materie prime, sia sui mercati finanziari potrebbero avere riverberi sulla clientela. Il Gruppo ha innalzato il presidio attraverso meccanismi di segmentazione della clientela e dei relativi livelli di rischiosità in relazione alla maggior esposizione nei settori direttamente più colpiti o più esposti a rischi geopolitici o impattati dall'incremento dei prezzi delle materie prime. Le ripercussioni dello scenario sulle principali grandezze economiche e patrimoniali sono revisionate trimestralmente per tener conto di eventuali deterioramenti o anomalie.
Dal punto di vista operativo, a seguito degli sviluppi del quadro sanzionatorio, il Gruppo ha mantenuto un approccio restrittivo nei confronti dell'operatività che coinvolge Russia, Bielorussia e Ucraina, prevedendo: blocchi sulle transazioni e sull'acquisizione di nuovi clienti; restrizioni di tipo geografico, merceologico e finanziario con soglie di rilevanza stringenti.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE
(*) ESMA, in data 13 maggio 2022, ha pubblicato il Public Statement "Implications of Russia's invasion of Ukraine on halfyearly financial reports", afferente gli effetti dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia sulle rendicontazioni finanziarie semestrali e, in data 28 ottobre 2022, ha pubblicato il Public Statement "European common enforcement priorities for 2022 annual financial reports", dove si evidenziano le priorità relative alla disclosuresui rendiconti annuali.
Sono illustrati di seguito gli eventi principali che hanno interessato il Gruppo Credem nel corso del primo semestre 2024:
Emissioni
In data 11 gennaio 2024, Credito Emiliano S.p.A. ha effettuato un'emissione obbligazionaria destinata a investitori istituzionali e professionali, per un ammontare pari a 500 milioni di euro. L'emissione è avvenuta inoltre nell'ambito del Green, Social & Sustainability Bonds Framework, aggiornato a maggio 2023, per il quale Crédit Agricole CIB agisce in qualità di Structuring Advisor.
Il bond viene emesso sotto il Programma Covered Bond, aggiornato a novembre 2023, in linea con il nuovo quadro normativo di riferimento. L'operazione ha ottenuto grande interesse da parte del mercato con ordini per circa 2,5 miliardi di euro, pari sostanzialmente a 5 volte l'offerta. Il gran numero di investitori ha permesso un restringimento di 8 punti base rispetto alle indicazioni iniziali di spread; è previsto il pagamento di una cedola annuale del 3,25%, durata 5,25 anni.
Merchant acquiring
Dopo un processo di selezione che ha coinvolto primari gruppi operanti nel settore, il Gruppo Credem ha concesso a Worldline un periodo di trattativa in esclusiva in merito alla possibile cessione del merchant book acquiring.
Idoneità del Consiglio di Amministrazione – processo Fit & Proper
In data 7 maggio 2024, il Consiglio di Amministrazione di Credem, presieduto da Lucio Igino Zanon di Valgiurata, facendo seguito alle nomine effettuate dall'Assemblea degli Azionisti dello scorso 24 aprile, ha svolto le verifiche in ordine alla sussistenza dei requisiti e criteri di idoneità in capo ai singoli Amministratori. Tali verifiche, svolte entro il termine normativo di 30 giorni dalle nomine, hanno dato esito positivo anche in relazione all'adeguatezza complessiva dell'Organo. In linea con le previsioni di cui al Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 169/2020, il Consiglio di Amministrazione ha definito l'assetto di governance della Banca: si rimanda al comunicato stampa, per ulteriori e informazioni inerenti la composizione dei Comitati costituiti.
A febbraio 2024 Credem ha comunicato l'adesione alla Net-Zero Banking Alliance (NZBA), l'iniziativa sotto I'egida delle Nazioni Unite che ha l'obiettivo di accelerare la transizione sostenibile dei principali istituti bancari a livello internazionale, impegnati ad allineare i propri portafogli di prestiti e investimenti al raggiungimento dell'obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050, in linea con i target fissati dall'Accordo di Parigi sul clima.
Tra le principali attività in tema di sostenibilità rileva l'installazione di circa 2000 moduli fotovoltaici presso i Magazzini Generali di Montecavolo, su una superficie di circa 8 mila metri quadrati, con una potenza di picco di 850 Kw che consentirà la produzione di 950 MWh all'anno, evitando circa 110T di CO2 equivalenti. Inoltre, Credem ha: creato un portale online su tematiche ESG che consentirà di approfondire le conoscenze di sostenibilità mediante videopillole e moduli formativi dalle modalità di fruizione flessibili; individuato figure pivot con ruoli/ responsabilità specifici in ambito ESG, Link ESG, per favorire la sinergia e coerenza dei flussi informativi, in particolare per quanto concerne la strategia, il presidio del rischio, le metriche e i dati, la comunicazione e il reporting.
Contestualmente è stata creata una cabina di regia per favorire momenti di confronto informativo, formativo e progettuale tra il team dedicato alla sostenibilità del Gruppo e le figure individuate.
Rating
Il 14 marzo 2024, Moody's ha migliorato il rating di Credem sui depositi a lungo termine a "Baa1" da "Baa2". L'Outlook sui depositi a lungo termine è stato portato a "Stabile" da "Positivo". L'agenzia ha confermato tutti gli altri rating assegnati a Credem e mantenuto l'Outlook sul debito Senior Unsecured "Stabile". I rating assegnati riflettono la buona solvibilità e liquidità della banca, la qualità dell'attivo, la solidità patrimoniale e il significativo aumento della redditività. Il miglioramento del rating sui depositi a lungo termine riflette il calo delle
perdite attese sui depositi stimate dal modello di analisi di Moody's (Advanced Loss Given Failure).
Partnership
Credem ha deciso di attivare una partnership per consentire i propri clienti di accedere ai servizi di BonusX, piattaforma digitale della società innovativa SimplfAI Ted, che permette di verificare la possibilità di ottenere bonus, incentivi ed agevolazioni pubbliche in ambito assistenziale, previdenziale o abitativo. Credem è la prima banca italiana ad integrare le funzionalità della piattaforma di BonusX nel servizio di internet banking. Con questo accordo Credem continua il percorso di ampliamento dei servizi digitali a valore aggiunto offrendo soluzioni concrete per rispondere ai bisogni quotidiani delle persone e, come in questo caso, con l'obiettivo di semplificare un ambito caratterizzato dalla continua evoluzione normativa e dalla complessità burocratica, in linea con l'obiettivo di creare valore e migliorare il benessere dei propri clienti.
Nei primi sei mesi di attività Officine Credem, il nuovo spazio fisico dedicato all'innovazione inaugurato dalla banca all'interno del Parco Innovazione di Reggio Emilia per favorire l'interazione tra aziende, startup, università, clienti e territorio seguendo un modello di innovazione distribuita (open innovation), ha ospitato oltre 15.500 persone, di cui il 14% esterne al Gruppo, con un traffico medio giornaliero di 120 persone. Lo spazio ha ospitato iniziative sia interne al Gruppo, sia esterne con eventi di rilevanza nazionale organizzati da partner di rilievo;
Prosegue lo sviluppo dell'iniziativa di Corporate Venture Capital (CVC) lanciata ad aprile 2021. Con il ruolo di investitore in "Fin+Tech", il percorso di supporto allo sviluppo di nuove imprese tecnologiche in ambito finanziario e assicurativo nato da un'iniziativa di CDP Venture Capital Sgr, sono 12 le nuove imprese innovative entrate nel programma nel 2024, portando a 39 gli investimenti complessivi in startup, con l'obiettivo di individuare tecnologie e modelli innovativi per rafforzare il core business del Gruppo, supportarne l'evoluzione e generare valore per il Gruppo stesso;
Servizi digitali: sono oltre 27 milioni le operazioni realizzate nel primo semestre dai clienti attraverso i canali a distanza (96% del totale) ed oltre 430 mila le interazioni virtuali tramite gli strumenti di assistenza: mail, chat, messaggi e altri strumenti di conversazione scritta (chatbot) e orale (voicebot) che usano l'intelligenza artificiale.
Quote di mercato
In considerazione dei tempi di approvazione della presente relazione, vengono utilizzati gli ultimi dati di sistema disponibili per "Crediti e raccolta diretta a clientela" e "Raccolta complessiva". Per quanto attiene la raccolta diretta "core", viene utilizzato il dato dei "depositi" (aggiornato alla data di riferimento), stante le diverse tempistiche dei flussi di ritorno delle obbligazioni e pronti contro termine ripartiti per controparte.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE
La dinamica economica del primo semestre 2024, evidenziata in tabella, conferma per il Gruppo un risultato di assoluto rilievo, guidato da un trend molto positivo sui ricavi. Il contesto di riferimento e l'intensa attività commerciale hanno consentito una crescita di tutti i principali aggregati.
| CONTO ECONOMICO | giu-24 | giu-23 | 2023 | Variazione |
|---|---|---|---|---|
| Milioni di € | % su giu-23 | |||
| - Margine finanziario | 570,2 | 504,3 | 1.091,3 | 13,1 |
| - Margine servizi () (***) | 459,4 | 443,3 | 831,9 | 3,6 |
| Margine d'intermediazione (*) | 1.029,7 | 947,6 | 1.923,2 | 8,7 |
| - Spese del personale | -301,8 | -285,4 | -593,1 | 5,8 |
| - Altre spese amministrative (*) | -142,8 | -127,7 | -253,0 | 11,8 |
| Costi operativi (*) | -444,6 | -413,1 | -846,1 | 7,6 |
| Risultato lordo di gestione | 585,1 | 534,5 | 1.077,1 | 9,5 |
| - Ammortamenti | -53,0 | -51,5 | -104,9 | 2,9 |
| Risultato operativo | 532,1 | 483,0 | 972,2 | 10,2 |
| - Accantonamenti per rischi e oneri (**) | -2,3 | -9,4 | -30,2 | -75,8 |
| - Oneri/proventi straordinari () (*) | -39,9 | -28,3 | -65,3 | 40,9 |
| - Rettifiche nette su crediti (****) | -9,4 | -4,9 | -51,6 | 92,5 |
| Utile prima delle imposte | 480,5 | 440,4 | 825,1 | 9,1 |
| - Utile di terzi | ||||
| - Imposte sul reddito d'esercizio | -156,7 | -141,6 | -263,0 | 10,7 |
| Utile netto | 323,8 | 298,8 | 562,1 | 8,4 |
(*) La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio (si veda la Legenda al temine della Relazione Consolidata e nelle Note Illustrative)
le spese ed il margine servizi sono stati nettati della componente di imposte indirette e tasse recuperate alla clientela (66,3 milioni di euro a giugno 2024; 64,7 milioni di euro a giugno 2023, 126,0 milioni di euro a fine 2023);
(**) sono stati stornati da spese contributi ai fondi nazionali per 33,0 milioni di euro a giugno 2024 (19,6 milioni a giugno 2023, 51,5 milioni a dicembre 2023);
(***) la componente di contributo al Fondo di Risoluzione (0 milioni a giugno 2024, 5,6 milioni di euro a giugno 2023, 5,6 milioni di euro a dicembre 2023) accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri è ricondotta tra gli oneri straordinari (quota potenzialmente recuperabile e iscritta nelle attività tra i "depositi cauzionali"); a giugno 2024 la stima del contributo al Fondo di garanzia assicurativo dei rami Vita, istituito dalla Legge di Bilancio 2023, ammonta a 4,3 milioni di euro, accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri, ed è stata ricondotta tra gli oneri straordinari;
(****) le rettifiche/riprese di valore su crediti inerenti le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato riferite a titoli (0,9 milioni di euro a giugno 2024; 1,1 milioni di euro a giugno 2023, -2,0 milioni di euro a dicembre 2023) e quelle inerenti le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (-0,4 milioni di euro a giugno 2024; -0,8 milioni di euro a giugno 2023, -2,7 milioni di euro a dicembre 2023§) sono ricondotte al margine da servizi
(*****) il risultato derivante dalla cessione di crediti NPL è riclassificato a rettifiche nette su crediti e operazioni finanziarie (1,6 milioni di euro a giugno 2024; 1,4 milioni di euro a giugno 2023, 4,4 milioni di euro a dicembre 2023).
Analizzando i principali aggregati economici:
Margine finanziario
I tassi di interesse attesi in contrazione, sono di fatto rimasti su livelli elevati per quasi tutto il semestre. Il primo taglio, a giugno, ha impattato solo marginalmente sul conto economico, senza ripercussioni sul margine finanziario. L'aggregato ha registrato una crescita del 13,1% rispetto al primo semestre 2023. La redditività derivante dalla componente finanziaria è crescente. Positiva anche la contribuzione del portafoglio titoli.
Il margine clientela ha beneficiato della crescita dei capitali medi di impiego, realizzata soprattutto su prestiti personali e finalizzati. I tassi sono rimasti mediamente più elevati rispetto al periodo di confronto: la forbice tra tassi medi progressivi attivi e passivi, evidenziata in tabella, si colloca al 3,06%, rispetto all'2,83% del primo semestre 2023.
| TASSI (%) | giu-24 | giu-23 | 2023 |
|---|---|---|---|
| Tasso medio impieghi Tasso medio raccolta |
4,25 1,19 |
3,37 0,54 |
3,72 0,75 |
| "Forbice" clientela | 3,06 | 2,83 | 2,97 |
Margine da servizi:
Come evidenziato nella tabella sottostante, il margine da servizi segna una progressione dell'3,6% rispetto al giugno 2023.
| SCOMPOSIZIONE PER AREA DI CONTRIBUZIONE |
giu-24 | giu-23 | 2023 | Variazione % su giu-23 |
|---|---|---|---|---|
| - Gestione e intermediazione | 251,4 | 230,1 | 452,5 | 9,3 |
| - Servizi bancari (*) | 105,0 | 107,3 | 217,5 | -2,1 |
| COMMISSIONI NETTE | 356,4 | 337,4 | 670,0 | 5,6 |
| Trading titoli, cambi e derivati | 46,0 | 54,2 | 50,9 | -15,1 |
| Gestione assicurativa ramo vita (**) | 41,8 | 45,8 | 79,6 | -8,8 |
| Saldo altri proventi e oneri di gestione riclassificato (**) |
15,3 | 5,7 | 31,4 | 167,6 |
| MARGINE SERVIZI | 459,4 | 443,1 | 831,9 | 3,7 |
(*)I ricavi denominati di "istruttoria veloce" sono stati riclassificati tra le commissioni, a deduzione dei proventi di gestione
(**)Le voci della sopra illustrata tabella sono al netto delle corrispondenti voci di Credemvita, che vengono sinteticamente esposte nella "gestione assicurativa ramo vita".
Le commissioni nette, complessivamente si attestano a 356,4 milioni di euro (+5,6% rispetto al primo semestre 2023). Con riferimento alle commissioni di gestione e intermediazione, che raggiungono i 251,4 milioni di euro, si segnala una crescita dell'aggregato del 9,3%. Le commissioni bancarie si sono attestate a 105,0 milioni euro e hanno registrato un decremento del -2,1 %.
Il trading mostra nel semestre una contribuzione in calo a 46 milioni di euro contro i 54,3 milioni di euro, dell'anno precedente.
Il risultato della gestione assicurativa si attesta a 41,8 milioni di euro, contro i 45,8 raggiunti a giugno 2023.
Spese ed ammortamenti
I costi mostrano complessivamente una crescita del 7,6%, in linea con il trend di sviluppo evidenziato anche lo scorso anno. In dettaglio:
Il conto economico nella voce "oneri/proventi straordinari" comprende, oltre ad altre voci minori, oneri sistemici (DGS) per oltre 32 milioni di euro e gli accantonamenti per il Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita (4,3 milioni di euro).
Le rettifiche su crediti si posizionano a -9,4 milioni di euro. Come evidenziato più dettagliatamente nel paragrafo dedicato agli impieghi, includono principalmente rettifiche analitiche nette per -13,8 milioni di euro e riprese sui crediti in bonis per 2,7 milioni. Il costo del credito annualizzato nel semestre si attesta a 5 bps, una conferma dell'elevata qualità dell'attivo del gruppo.
L'utile netto a 323,8 milioni di euro, risultante dalle evidenze descritte e al netto di oneri fiscali è in crescita dell'8,4%.
La dinamica degli impieghi del Gruppo Credem, come illustrato nella tabella sottostante, evidenzia un calo del 1,5% rispetto al 31.12.2023, trend in parte stagionale, mentre rispetto allo stock degli impieghi a giugno 2023, si evidenzia una crescita dell'1,2%. La dinamica è migliore rispetto alla media del sistema (-2,4% su anno precedente*), che vede una domanda di credito ancora influenzata dal perdurare di tassi di interesse elevati, nonostante la Banca Centrale Europea abbia iniziato una riduzione sul finire del semestre.
| CREDITI VERSO CLIENTELA | Volumi | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| giu-24 | giu-23 | 2023 | variazione % su giu-23 |
variazione % su 2023 |
|
| (€ Mln) | 35.178 | 34.761 | 35.715 | +1,2 | -1,5 |
(*) Fonte: Abi Montly Oultook luglio 2024 settore privato e PA
Nel corso dei primi sei mesi del 2024, si conferma l'apporto determinante delle società del parabancario del Gruppo ai volumi degli impieghi. La costante implementazione di strategie di diversificazione ha consentito di consolidare il loro ruolo, contribuendo in maniera decisiva alla crescita complessiva.
I dati aggregati confermano il trend di lungo periodo e una concentrazione verso controparti con eccellente qualità creditizia, evidenziando la costante attenzione del Gruppo Credem alla solidità e alla stabilità del suo portafoglio creditizio nel tempo.
Con riferimento a Credembanca, nel corso del primo semestre 2024 si conferma la concentrazione sulle posizioni con rating migliori, nel dettaglio segnaliamo:
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE
In generale si osserva che a giugno 2024 i valori della qualità creditizia sono ritornati in linea o in alcuni casi anche migliorati rispetto a quelli pre-Covid (2019).
Nella tabella seguente, per il Gruppo, viene riportata la classificazione dei crediti verso la clientela (esclude la componente in titoli al costo ammortizzato) per stage:
| CLASSIFICAZIONE DEI CREDITI LORDI PER STAGE | giu-24 | giu-23 | 2023 | |
|---|---|---|---|---|
| Stage 1 | €mln | 32.766 | 32.365 | 33.180 |
| Stage 2 | €mln | 2.221 | 2.162 | 2.341 |
| Stage 3 | €mln | 668 | 721 | 702 |
| Stage 1 | % | 91,9 | 91,8 | 91,6 |
| Stage 2 | % | 6,2 | 6,1 | 6,5 |
| Stage 3 | % | 1,9 | 2,0 | 1,9 |
Con riguardo alla stratificazione per stage, la componente dello stage 2 scende a 2,2 miliardi, in lieve contrazione rispetto al dato di dicembre 2023. In termini percentuali, il Gruppo Credem si posiziona ad un 6,2%, livello più basso sia rispetto alla media italiana, sia a quella europea. Questo dato costituisce un'ulteriore conferma della qualità del portafoglio, inoltre, nonostante il deterioramento del contesto macroeconomico globale e il difficile contesto geopolitico, lo stock dei crediti non performing del Gruppo registra un calo, evidenziando ancora una volta l'ottima capacità di gestione della collection e l'efficace utilizzo della leva strategica delle cessioni. L'indicatore NPL ratio lordo si attesta a 1,9%.
Nella tabella seguente è evidenziata per il Gruppo l'evoluzione del credito problematico e la dinamica dei performing (Esposizioni al netto dei Titoli al Costo Ammortizzato):
| CREDITO PROBLEMATICO GRUPPO CREDEMBANCA | Crediti | TOTALE | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| €mln | Sofferenze | Inadempienze "Esposizioni Tot. Crediti probabili scadute" problematici |
performing | CREDITI | |||
| Valori nominali |
06.24 | 267 | 360 | 41 | 668 | 34.987 | 35.654 |
| 06.23 | 309 | 360 | 52 | 721 | 34.527 | 35.247 | |
| 12.23 | 298 | 359 | 46 | 702 | 35.521 | 36.222 | |
| Previsioni di perdita |
06.24 | 213 | 167 | 11 | 391 | 85 | 477 |
| 06.23 | 230 | 152 | 11 | 393 | 94 | 487 | |
| 12.23 | 241 | 167 | 11 | 418 | 89 | 507 | |
| Valori di realizzo |
06.24 | 54 | 193 | 30 | 277 | 34.902 | 35.178 |
| 06.23 | 79 | 208 | 41 | 328 | 34.433 | 34.761 | |
| 12.23 | 57 | 192 | 34 | 283 | 35.432 | 35.715 | |
| Coverage versione "allargata"* |
|||||||
| 06.24 | 79,8 | 46,4 | 26,8 | 58,6 | 0,2 | 59,7 | |
| Coverage | 06.23 | 74,4 | 42,2 | 21,3 | 54,5 | 0,3 | 62,9 |
| 12.23 | 80,9 | 46,5 | 24,4 | 59,6 | 0,3 | 63,1 |
(*) Il coverage nella versione "allargata", che non ha rilevanza contabile, include lo shortfall patrimoniale, calcolato come differenza tra ELBE – Expected Loss Best Estimate (rappresenta la migliore stima della perdita attesa per ciascuna esposizione, date le circostanze economiche correnti e lo statusdell'esposizione stessa) e le rettifiche nette su crediti
Il coverage ratio complessivo sui Non Performing Loans (NPL) valutati al costo ammortizzato è pari al 59% a giugno 2024.
Per quanto riguarda l'evoluzione del credito deteriorato di Credembanca si registra:
In relazione alle altre società del Gruppo, rispetto all'ammontare di dicembre 2023, lo stock di NPL è rimasto stabile per Credem Euromobiliare Private Banking e Credemleasing; mentre per Avvera è risultato in aumento per circa 5 milioni di Euro (post contabilizzazione di cessioni per un Gross Book value di circa 2 milioni di euro) e per Credemfactor ha registrato un decremento di circa 5 milioni, determinato dal rientro in Bonis di due posizioni di importo rilevante regolarizzate nei primi mesi dell'anno.
Il costo del credito del Gruppo a giugno 2024 è pari a 9,4 milioni di euro (0,05% annualizzato), in calo di circa 10 bps rispetto al dato al 31 dicembre 2023, confermandosi su livelli di eccellenza. Si ricorda che il dato del 2023 è stato influenzato dall'attività di cambio policy sulle svalutazioni. Al netto di questo fenomeno il dato del 2024 risulterebbe in linea con quello dell'esercizio precedente e può essere così scomposto:
Il framework metodologico IFRS 9 è oggetto di continuo monitoraggio da parte del Gruppo al fine di valutare trimestralmente la coerenza con l'evoluzione macro economica e di portafoglio.
A supporto delle attività di presidio del rischio di credito, all'ormai consolidato sistema di early warning (sviluppato negli anni per prevenire il degrado delle posizioni operando in ottica predittiva), è stata affiancata un'attività di presidio rafforzato che ha riguardato tutto il portafoglio creditizio, individuando i clienti potenzialmente maggiormente impattati dal costo dell'energia, dal costo delle materie prime e dalla contrazione dell'offerta di materie prime e sulla base dei settori identificati come più vulnerabili (fra i primi l'industria cartaria, la produzione di piastrelle in ceramica, il settore della metallurgia, automotive ed infine legno/agroalimentare).
La raccolta complessiva del Gruppo si attesta a 117,0 miliardi di euro, contro i 107,4 miliardi di euro del giugno 2023 e i 101,4 miliardi di euro del 2023. Per quanto riguarda le componenti clientela, raggiungono i 101,2 miliardi di euro:
Le riserve assicurative chiudono a 8,8 miliardi di euro, in crescita del 7,7% rispetto a dicembre 2023, con un'ottima performance in termini di raccolta, come meglio evidenziato nel paragrafo dedicato a Credemvita.
| RACCOLTA DA CLIENTELA ED ISTITUZIONALE (€mln) |
giu-24 | giu-23 | 2023 | Variazione % su giu-24 |
Variazione % su 2023 |
|---|---|---|---|---|---|
| - C/C e risparmi (*) | 37.159 | 35.848 | 36.917 | 3,7 | 0,7 |
| - Altri rapporti | 903 | 922 | 887 | -2,1 | 1,8 |
| Depositi | 38.062 | 36.771 | 37.804 | 3,5 | 0,7 |
| Obbligazioni e subordinati | 4.770 | 3.895 | 4.582 | 22,5 | 4,1 |
| Raccolta Diretta Bancaria (**) | 42.831 | 40.665 | 42.385 | 5,3 | 1,1 |
| Riserve Assicurative (**) | 8.801 | 8.102 | 8.173 | 8,6 | 7,7 |
| Raccolta Indiretta al Controvalore | 65.379 | 58.665 | 61.421 | 11,4 | 6,4 |
| Raccolta Complessiva | 117.011 | 107.432 | 111.979 | 8,9 | 4,5 |
| di cui clientela: | |||||
| Raccolta Diretta Clientela (***) | 38.261 | 36.779 | 37.163 | 4,0 | 3,0 |
| Raccolta Indiretta Clientela (***) | 54.088 | 48.791 | 51.189 | 10,9 | 5,7 |
| Raccolta Compless. Clientela (***) | 101.151 | 93.672 | 96.525 | 8,0 | 4,8 |
(*) La voce non comprende i finanziamenti contratti, nella forma tecnica di pronti contro termine passivi, con la Cassa di Compensazione e Garanzia; comprende i certificati di deposito
(**) La "raccolta diretta bancaria" comprende l'apporto delle società appartenenti al Gruppo bancario, mentre le "riserve assicurative" comprendono le riserve tecniche e le passività finanziarie valutate al fair value di Credemvita.
(***) Vengono dedotti, per tutti i periodi di riferimento, i titoli di debito emessi sui mercati istituzionali, la raccolta indiretta di natura finanziaria. Nella "raccolta complessiva clientela" vengono ricomprese anche le Riserve Assicurative.
Con maggior dettaglio, si evidenziano di seguito i principali aggregati:
Raccolta Diretta
Secondo i dati ABI, in Italia, a giugno 2024, la dinamica della raccolta diretta risulta in incremento del 3% su base annua, con una variazione sui depositi del +1,4%, e del +14,9% della raccolta a medio e lungo termine. I tassi di interesse ancora elevati incentivano in particolare le forme di raccolta a tempo.
Per quanto riguarda il Gruppo Credem, la raccolta diretta bancaria pur rallentando il trend di crescita, segna un'evoluzione del +1,1% rispetto a dicembre e del +5,3% rispetto all'anno precendente. I depositi si attestano a 38,1 miliardi, con una componente in depositi a scadenza in incremento. Le obbligazioni, che a fine dicembre 2023 si attestavano a 4,6 miliardi di euro, salgono a 4,8 miliardi di euro.
Per quanto concerne le altre forme di raccolta istituzionale e l'utilizzo del canale di rifinanziamento tramite la BCE si rimanda al capitolo sulle attività finanziarie.
Raccolta Indiretta
La raccolta indiretta sale a 65,4 miliardi di euro, rispetto ai 58,7 di giugno 2023 e ai 61,4 miliardi di euro di dicembre 2023 (rispettivamente +11,4% e +6,4%). Sia la gestita che l'amministrata forniscono un contributo crescente grazie alla produzione e al positivo effetto mercato.
Per quanto riguarda la gestita, la performance migliore si registra sulle SICAV che rispetto al primo semestre dell'anno precedente realizzano una crescita superiore al 20%, compensando ampiamente la dinamica dei fondi comuni che rimangono sui valori di dicembre 2023. Positivo anche l'andamento delle Gestioni Patrimoniali in incremento del 3,8%, così come quello dei prodotti di terzi, che segnano uno sviluppo del 4,4% su anno precedente.
La raccolta amministrata clientela continua ad intercettare le preferenze dei risparmiatori, con una crescita del 22,9% sul primo semestre 2023 ed un trend che rimane crescente anche limitando l'analisi all'ultimo semestre.
La raccolta indiretta, per tipologia di prodotti, presenta la seguente evoluzione (i dati sono in milioni di euro):
| COMPOSIZIONE PER TIPOLOGIA DI | % | % | |||
|---|---|---|---|---|---|
| PRODOTTI DELLA RACCOLTA INDIRETTA | giu-24 | giu-23 | 2023 | su giu-23 | su 2023 |
| Gestioni patrimoniali | 6.110 | 5.886 | 5.853 | 3,8 | 4,4 |
| Fondi comuni di investimento | 9.649 | 9.906 | 9.647 | -2,6 | 0,0 |
| SICAV | 4.647 | 3.818 | 4.270 | 21,7 | 8,8 |
| Altra e prodotti di terzi | 12.320 | 11.797 | 11.944 | 4,4 | 3,1 |
| Raccolta indiretta gestita | 32.727 | 31.406 | 31.714 | 4,2 | 3,2 |
| Raccolta indiretta amministrata clientela | 21.361 | 17.384 | 19.476 | 22,9 | 9,7 |
| Raccolta indiretta clientela | 54.088 | 48.791 | 51.189 | 10,9 | 5,7 |
| Raccolta indiretta al controvalore | 65.379 | 58.665 | 61.421 | 11,4 | 6,4 |
Specializzazione, innovazione e forte vicinanza alle reti di vendita ed ai clienti restano i principali driver di servizi e prodotti che abilitano una consulenza completa, personalizzata e distintiva in termini di qualità. Anche nel corso del 2024 continuerà il percorso di inserimento di nuove professionalità con competenze specialistiche di finanza e mercati, gestione dei rischi finanziari ed assicurativi e nuove tecnologie (area STEM) al fine di supportare lo sviluppo delle società; proseguirà la progettualità strategica dell'area, che nei mesi scorsi ha visto l'implementazione e la messa a regime del nuovo modello di consulenza finanziaria e patrimoniale che si avvale di un'innovativa piattaforma tecnologica che sta comportando un piano di investimenti quinquennale. E' stato posto un forte focus sullo sviluppo di soluzioni di investimento con caratteristiche sostenibili (ESG). La gamma dei prodotti e servizi ESG del Gruppo comprende 22 tra fondi e comparti Sicav, 13 linee di gestione di portafogli e 8 prodotti assicurativi di investimento (tariffe unit-linkede multiramo).
Per quanto riguarda le società dell'area wealth prosegue il programma di consolidamento con asset manager internazionali per rafforzare gli aspetti formativi e comunicativi verso le reti distributive e la clientela. Alcune collaborazioni sono focalizzate su alcune line di gestione patrimoniale su asset allocation e trend tematici di mercato. Anche lo sviluppo di nuovi prodotti in ambito vita, lanciati a fine 2023, sta andando nella direzione di trovare le migliori soluzioni di investimento.
Per una disamina circa la distribuzione per settori di attività degli aggregati di raccolta diretta e indiretta si rimanda alla specifica sezione "L" delle Note Illustrative.
Le quote del mercato nazionale relative alle banche italiane mostrano la seguente evoluzione (in %):
| QUOTE DI MERCATO IMPIEGHI relative alle banche italiane (%) | mag-24 | mag-23 | 2023 |
|---|---|---|---|
| Impieghi per cassa totali (*) di cui: | 2,169 | 2,095 | 2,225 |
| Società non finanziarie |
2,157 | 2,112 | 2,247 |
| Famiglie consumatrici |
2,162 | 2,185 | 2,188 |
| Famiglie produttrici |
1,365 | 1,431 | 1,408 |
| Totale quota " " core |
2,115 | 2,106 | 2,171 |
(*) Comprende "pronti contro termine con controparti istituzionali"; non comprende impieghi verso le Pubbliche Amministrazioni.
La tabella sottostante mostra l'evoluzione percentuale delle sofferenze sui crediti rispetto al Sistema:
| SOFFERENZE (%) SU CREDITI NETTI | giu-24 | giu-23 | 2023 |
|---|---|---|---|
| Credem | 0,2 | 0,2 | 0,2 |
| Sistema* | 1,1 | 1,0 | 1,1 |
(*) dato di Sistema Bankit: condizioni e rischiosità del credito a marzo 2024
| QUOTE DI MERCATO RACCOLTA (%) | mag-24 | mag-23 | 2023 |
|---|---|---|---|
| Raccolta diretta (*) | 1,887 | 1,893 | 2,029 |
| Raccolta indiretta | 1,732 | 1,637 | 1,677 |
| Raccolta clientela complessiva (*) | 1,777 | 1,734 | 1,806 |
| di cui: | |||
| Raccolta diretta da famiglie consumatrici e produttrici | 1,706 | 1,674 | 1,658 |
| Raccolta indiretta da famiglie consumatrici e produttrici | 3,601 | 3,789 | 3,677 |
(*)Comprende controparti istituzionali
La raccolta da clientela continua a rappresentare il canale privilegiato di funding complessivo del Gruppo Credem.
Per quanto riguarda il funding da BCE, a fine giugno 2024 non sono in essere operazioni di finanziamento. Nel mese di marzo è stata rimborsata, alla naturale scadenza, l'ultima tranche TLTRO III.7 per un importo nominale di 740 milioni di euro. Nel corso del primo semestre del 2024, Il Gruppo bancario ha in essere, a fine giugno 2024, un'eccedenza di liquidità depositata sui conti detenuti presso la BCE pari a 3,8 miliardi di euro.
In relazione alle attività di emissione di strumenti obbligazionari, nel mese di luglio 2024 si è perfezionato il rinnovo annuale del Programma EMTN. L'aggiornamento del Base Prospectus ha permesso l'introduzione della possibilità di emettere anche titoli di diritto italiano nella forma dematerializzata e accentrata su Monte Titoli, in linea con la prassi di mercato, e l'inclusione dei dati finanziari del Gruppo.
Nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB, il valore nominale delle emissioni in circolazione a fine giugno 2024 è risultato pari a 2,05 miliardi di euro.
Per quanto riguarda l'operatività di mercato monetario, nel corso del primo semestre del 2024, a valere sul Programma di Emissione di Cambiali Finanziarie di Credito Emiliano sono state collocate 15 emissioni, per un ammontare complessivo di circa 500 milioni di euro e per un valore nominale outstanding a fine giugno 2024 di 295 milioni di euro. Inoltre, nel corso del primo semestre 2024 il Gruppo è risultato attivo nell'operatività di raccolta in depositi unsecured a breve termine con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), con un importo medio di circa 230 milioni di euro, mentre a fine giugno la raccolta è risultata pari a 50 milioni di euro.
Nello stesso periodo l'attività di rifinanziamento di Titoli di Stato e Supras Europei in euro ha visto un'operatività in pronti contro termine, che a fine giugno è risultata prevalentemente in raccolta. In relazione all'operatività in divisa diversa dall'euro e in particolare in USD, il portafoglio di Titoli di Stato in USD è stato rifinanziato prevalentemente in pronti contro termine. L'importo complessivo di tali operazioni a fine giugno 2024 ammontava a 0,8 miliardi di USD a controvalore di mercato.
Infine nel corso del primo semestre, è stata negoziata la prima operazione di repo di raccolta a medio termine sul covered bond retained emesso a gennaio 2024, che ha portato il nominale a fine giugno delle operazioni di pronti contro termine di raccolta con sottostanti titoli obbligazionari non governativi a complessivi nominali 900 milioni di euro.
La gestione del portafoglio di titoli obbligazionari ha privilegiato l'investimento in titoli di emittenti italiani ed europei. L'incidenza degli emittenti italiani sul portafoglio complessivo a fine giugno 2024 si è attestata al 37% circa. A giugno 2024, la posizione in titoli di Stato emessi dal Tesoro USA, denominati in USD, rispetto alla posizione di inizio anno è scesa leggermente, attestandosi ad un livello pari a 1 miliardo di euro di controvalore. Il portafoglio è quindi composto principalmente da titoli di Stato, sia denominati in euro ed emessi da stati europei, sia denominati in USD, oltre che da titoli obbligazionari emessi da banche e altri emittenti corporate e da una quota di titoli emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione e covered bond.
| ATTIVITA' FINANZIARIE TITOLI (€mln) |
giu-24 | giu-23 | 2023 |
|---|---|---|---|
| Detenute per la negoziazione | 70 | 57 | 61 |
| HTCS | 9.024 | 8.419 | 8.962 |
| HTC (*) | 6.261 | 7.048 | 7.140 |
| 15.355 | 15.524 | 16.163 | |
| IMPIEGHI E RACCOLTA DA BANCHE (€mln) |
|||
| Impieghi a banche | 1.712 | 1.618 | 1.601 |
| Raccolta da banche | 5.582 | 6.084 | 5.786 |
(*)Attività detenute per incassare flussi di cassa contrattuali, valutate al costo ammortizzato
La tavola seguente mostra l'evoluzione della presenza territoriale del Gruppo:
| PRESENZA TERRITORIALE | giu-24 | giu-23 | 2023 |
|---|---|---|---|
| Credembanca | 412 | 418 | 417 |
| Credem Euromobiliare Private Banking (CEPB) | 55 | 54 | 54 |
| Credem Euromobiliare Private Banking (filiali leggere*) | 9 | 11 | 8 |
| TOTALE FILIALI | 476 | 483 | 479 |
| "Credempoint" | 66 | 67 | 67 |
| Negozi finanziari CEPB | 10 | 13 | 12 |
| TOTALE NEGOZI FINANZIARI | 76 | 80 | 79 |
| Promotori Finanziari con mandato Credembanca | 528 | 524 | 516 |
| Promotori Finanziari con mandato CEPB | 293 | 308 | 304 |
| TOTALE PROMOTORI FINANZIARI ESTERNI CON MANDATO | 821 | 832 | 820 |
| CENTRI AZIENDE | 46 | 38 | 38 |
| CENTRI SMALL BUSINESS | 0 | 58 | 58 |
| AGENTI FINANZIARI MUTUI RESIDENZIALI | 245 | 249 | 249 |
| AGENTI FINANZIARI "CESSIONE DEL QUINTO" e AGENTI FINALIZZATO (CON COLLABORATORI) |
463 | 478 | 452 |
In ambito Rete Filiali, abbiamo proseguito con l'attività di ottimizzazione dei punti vendita, nel semestre sono stati chiusi 5 sportelli in comuni dove sono presenti altre filiali o in comuni con basse prospettive di sviluppo e servibili dai punti vendita presenti nei comuni limitrofi.
Sul fronte della Promozione Finanziaria, i primi sei mesi del 2024 hanno visto un significativo sviluppo della rete. Rimane sostanzialmente stabile il numero di Credem Point che ci consente al momento di avere una adeguata copertura territoriale e un soddisfacente livello di servizio verso i clienti.
Nel semestre è stata portata a termine una riorganizzazione nell'area di gestione delle imprese con la chiusura dei centri small business: questo ha reso necessario aumentare il numero dei Centri Aziende che nel 2024 sono cresciuti di 8 unità arrivando a 46 complessivi che ci permettono una copertura ottimale dei principali centri industriali. Rimane sostenuto il numero delle risorse dedicate allo sviluppo di nuova clientela Corporate alimentato da nuovi ingressi che sostituiscono risorse passate alla gestione dei clienti esistenti.
(*) corner Credem Euromobiliare Private Banking all'interno di filiali Credem
Nel Gruppo Credem operano due settori operativi, Banking e Wealth Management, che aggregano le principali aree di businessin cui operano le diverse società del Gruppo. In particolare:
Commercial banking
Rappresenta la principale fonte di ricavi del Gruppo, contribuendo nel primo semestre 2024 per oltre 704 milioni di euro ai ricavi del Gruppo e a circa il 68% dell'utile consolidato.
Private banking
La private bank nel semestre ha contribuito per 145,9 milioni di euro ai ricavi del Gruppo (14%) e sta continuando nel processo di rafforzamento della struttura a sostegno della clientela private.
Il Parabancario, Consumer Credit e altro
Contribuisce al 12% dei ricavi e degli utili consolidati del Gruppo, con un risultato in crescita del 12,4% rispetto al periodo di confronto. Il Gruppo si caratterizza anche per la presenza di società non strettamente legate all'ambito bancario, ma comunque significative, sia in termini di apporto al Gruppo, sia come possibilità di ampliamento della gamma di offerta alla clientela.
| Asset Management e Insurance Le società dell'area sono tutte controllate al 100% da Credem tranne Credemassicurazioni, partecipata pariteticamente al 50% con Reale Mutua, e operano a supporto delle reti commerciali del Gruppo nei servizi di investimento, nella consulenza finanziaria e patrimoniale, in ambito assicurativo e fiduciario. Le società rappresentano il 12% dei ricavi consolidati e hanno un'incidenza del 21% sugli utili consolidati, in crescita rispetto all'esercizio precedente. Le tavole evidenziate di seguito mostrano i principali indicatori relativi alle società del Gruppo: |
|||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CONT IONE P RI BUZ E R S OCI E TA' AL CONS O ( OLI DAT mi li oni di euro) |
COMM ERCIAL BANKI NG P RIV ATE BANKI NG P ARABANCARIO, CONSUME R CRE DIT E ALTRO |
ASS ET M ANAGE ME NT e I NSURANCE |
CONS OLIDATO* |
||||||||||||
| 0 6- 24 |
0 6- 23 |
ar% v |
06- 24 |
06- 23 |
ar% v |
0 6- 24 |
0 6- 23 |
ar% v |
0 6- 24 |
06- 23 |
ar% v |
0 6- 24 |
0 6- 23 |
ar% v |
|
| MARGINE DA INTERMEDIAZIONE | 704,2 | 689,8 | 2,1% | 145,9 | 115,6 | 26,2% | 121,3 | 107,9 | 12,4% | 122,6 | 101,6 | 20,8% | 1.029,6 | 947,6 | 8,6% |
| COSTI OPERATIVI e AMMORTAMENTI |
-382,3 | -368,5 | 3,7% | -86,3 | -77,0 | 12,0% | -56,0 | -48,9 | 14,5% | -24,1 | -23,2 | 4,0% | -497,6 | -464,6 | 7,1% |
| RISULTATO OPERATIVO | 321,8 | 321,2 | 0,2% | 59,5 | 38,5 | 54,4% | 65,2 | 59,0 | 10,5% | 98,3 | 78,4 | 25,4% | 532,0 | 483,0 | 10,1% |
| RISULTATO ANTE IMPOSTE | 284,8 | 286,1 | -0,5% | 53,2 | 36,8 | 44,7% | 60,6 | 53,3 | 13,7% | 95,0 | 78,4 | 21,2% | 480,5 | 440,3 | 9,1% |
| UTILE NETTO | 190,9 | 192,1 | -0,6% | 35,4 | 24,7 | 43,0% | 40,3 | 35,8 | 12,4% | 67,0 | 56,3 | 19,0% | 323,8 | 298,7 | 8,4% |
(*) Le rettifiche di consolidamento, non evidenziate in tabella, riguardano principalmente i dividendi incassati da società comprese nell'area di consolidamento, l'apporto delle partecipazioni valutate al patrimonio netto e i ricavi per prestazioni erogate all'interno del Gruppo.
| P ARABANCARIO, CONS UM E R CRE DI T e |
643 | -23% | 7.269 | 4% | 21.816 | 4% | 13.480 | 22% |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ALT RO |
3.335 | 3% | ||||||
| 1.173 | 4% | |||||||
| 2.836 | 40% | |||||||
| AS S E T M ANAGE M E NT e I NSURANCE |
||||||||
| 9.433 | -3% | |||||||
| 4.647 | 22% | |||||||
| 3 | n.s. | |||||||
| 216 | 8% | |||||||
| 8.801 | 9% | |||||||
| Altro | 27 | 146 | ||||||
| Aggregato | 41.894 | 3% | 38.533 | 4% | 64.661 | 5% | 21.371 | 23% |
| Rettifiche di consolidamento | -6.717 | -273 | -23.133 | -9 | ||||
| CONS OLI DAT O |
35.17 8 |
1% | 38 .261 |
4% 41.527 |
5% | 21.361 | 23% |
Nelle pagine seguenti, riportiamo l'analisi dei principali aggregati e del contributo delle singole società (in milioni di euro), desunti da situazioni contabili redatte secondo i principi internazionali IAS/IFRS per tutte le società esaminate, i dati esposti sono riclassificati, in analogia a quelli del Gruppo, così come evidenziato in Legenda, alla fine della Relazione Consolidata, e nelle Note Illustrative.
| giu-24 | giu-23 | Variazioni % |
|
|---|---|---|---|
| ECONOMICS: €mln / % |
|||
| Margine di intermediazione | 704,1 | 689,7 | 2,1% |
| MAF | 447,4 | 401,6 | 11,4% |
| MAS | 256,7 | 288,1 | -10,9% |
| Costi (Spese Generali + Amm.ti) | -382,3 | -368,5 | 3,7% |
| Personale | -226,1 | -218,9 | 3,3% |
| Amministrative | -112,9 | -106,3 | 6,3% |
| Ammortamenti | -43,2 | -43,3 | -0,3% |
| Risultato Operativo | 321,8 | 321,2 | 0,2% |
| Rettifiche su crediti | -4,6 | 1,1 | n.s. |
| Utile Netto | 190,9 | 192,1 | -0,6% |
| VOLUMI (s.f.p.): €mln / % |
|||
| DIRIND "clientela" | 58.922 | 54.918 | 7,3% |
| di cui: Gestita + Terzi | 19.745 | 18.686 | 5,7% |
| Impieghi | 33.880 | 33.399 | 1,4% |
| con amm.ti Cost/Income % / bps |
54,3% | 53,4% |
Nel primo semestre, Credembanca registra un Utile Netto di 190,9 milioni di euro, contro i 192,1 milioni dell'anno precedente, che includeva fino a febbraio 2023 il contributo del ramo private, successivamente ceduto a Credem Euromobiliare Private Banking, pertanto il confronto con l'anno precedente è scarsamente significativo.
Il Risultato Operativo si attesta a 321,8 milioni di euro sostanzialmente stabile rispetto al primo semestre 2023. La crescita del margine finanziario ha completamente compensato la contrazione del margine da servizi. Su questo ultimo aggregato rileva, sia la mancata contribuzione delle masse private, sia un contributo in contrazione delle componenti finanziarie che scendono a 43,3 milioni di euro, rispetto ai 54,1 del periodo di confronto.
I costi riflettono l'ampia progettualità in essere e l'adeguamento del contratto collettivo sugli oneri relativi al personale, oltre al rafforzamento di organico, che la banca sta portando avanti a supporto della propria strategia di crescita.
Le rettifiche di valore nette su crediti incidono sul conto economico per 4,6 milioni di euro, erano positive nel primo semestre 2023.
Per quanto riguarda l'evoluzione dei volumi di Credembanca, evidenziamo di seguito i principali aggregati relativi al banking commerciale (retail e corporate), in base ai dati del controllo di gestione.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE
| Credembanca (€mln) (Retail e Corporate) |
giu-24 | giu-23 | Variazioni % |
|---|---|---|---|
| Impieghi lordi | 26.482 | 26.708 | -0,8 |
| Raccolta diretta | 29.755 | 28.756 | 3,5 |
| Raccolta indiretta | 27.474 | 24.863 | 10,5 |
| Raccolta complessiva | 57.229 | 53.619 | 6,7 |
| . Raccolta gestita | 19.775 | 18.579 | 6,4 |
| . Raccolta amministrata | 7.699 | 6.284 | 22,5 |
Dal punto di vista organizzativo, segnaliamo che ad inizio 2024 la filiera Corporate ha visto una evoluzione del modello di servizio con la realizzazione dei cosiddetti Centri Aziende (ex Centri Imprese).
La riorganizzazione ha comportato il trasferimento alla filiera Corporate della clientela Small corporate prima in gestione alla filiera Retail. Le nuove strutture di business sono pensate per la gestione della Clientela Mid e Large Corporate e, da inizio anno, includono gestori dedicati anche alla clientela Small Corporate.
| giu-24 | giu-23 | Variazioni % |
|
|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: €mln / % |
|||
| Margine di intermediazione | 145,9 | 115,6 | 26,2% |
| MAF | 45,0 | 39,4 | 14,3% |
| MAS | 100,8 | 76,2 | 32,4% |
| Costi (Spese Generali + Amm.ti) | -86,3 | -77,0 | 12,0% |
| Personale | -45,6 | -39,5 | 15,4% |
| Amministrative | -36,7 | -34,1 | 7,7% |
| Ammortamenti | -4,0 | -3,5 | 15,3% |
| Risultato Operativo | 59,6 | 38,5 | 54,6% |
| Rettifiche su crediti | 0,1 | -0,5 | -254,5% |
| Utile Netto | 35,4 | 24,7 | 43,0% |
| VOLUMI (s.f.p.): €mln / % |
|||
| DIRIND "clientela" | 42.565 | 38.845 | 9,6% |
| di cui: Gestita + Terzi | 21.816 | 20.893 | 4,4% |
| Impieghi | 643 | 839 | -23,3% |
Nei primi sei mesi del 2024, le consistenze patrimoniali della clientela (Dirind) registrano un incremento del 9,6%, con un effetto mercato positivo pari a circa +2,8% e un contributo molto positivo della raccolta netta, pari a +1,3 miliardi di euro.
Nel periodo in esame risultano in crescita anche le consistenze gestite, passate da 21.054 a 21.987 milioni di euro ed è stata positiva la raccolta netta sia sul risparmio amministrato, sia sulla raccolta diretta (rispettivamente +907 e +337 milioni di euro). Gli impieghi si attestano a 742 milioni di euro, di cui 595 milioni riferiti ad impieghi diretti.
E' proseguita l'attività di reclutamento di figure dal profilo professionale e dal portafoglio procapite, elevati, a fronte di alcune uscite, portando il saldo finale a: 361 Private Bankers e 293 consulenti finanziari.
I risultati economici del primo semestre 2023 (24,7 milioni di euro), includevano il contributo positivo del ramo conferito da Credem a partire dal 18 febbraio; pertanto il confronto con i risultati del primo semestre 2024 (che chiude a 35,4 milioni di euro) non è pienamente significativo.
Il margine di intermediazione risulta pari a 145,9 milioni di euro (rispetto a 115,6 milioni precedenti), con il margine finanziario (pari a 45,0 milioni di euro, rispetto a 39,4 milioni di giugno 2023) grazie essenzialmente alle maggiori giacenze medie, solo in parte compensate dalla diminuzione dei margini sugli impieghi clientela e sulla tesoreria.
Sul fronte del margine da servizi, si assiste ad un incremento complessivo delle commissioni nette grazie soprattutto alla crescita dimensionale avvenuta con il ramo conferito. Positiva la somma del risultato netto dell'attività di negoziazione, di copertura e utili/perdite da cessioni poiché accoglie gli utili realizzati a seguito della vendita di alcuni titoli del portafoglio di proprietà.
Le spese amministrative e quelle del personale riflettono la crescita dimensionale della Banca. Tra le componenti non ricorrenti rileva il contributo al meccanismo di finanziamento dei sistemi di garanzia dei depositi e l'accantonamento al Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita (non presente nel 2023).
Il risultato netto a giugno 2024 è pari a +35,4 milioni di euro rispetto ai +24,7 milioni di un anno fa.
| giu-24 | giu-23 | Variazioni % |
|
|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: €mln / % |
|||
| Margine di intermediazione | 38,3 | 30,9 | 23,7% |
| MAF | 16,9 | 10,3 | 64,5% |
| MAS | 21,4 | 20,7 | 3,4% |
| Costi (Spese Generali + Amm.ti) | -17,3 | -13,8 | 25,5% |
| Personale | -7,5 | -6,8 | 9,1% |
| Amministrative | -7,3 | -5,0 | 46,0% |
| Ammortamenti | -2,6 | -2,0 | 30,5% |
| Risultato Operativo | 21,0 | 17,1 | 22,3% |
| Rettifiche su crediti | -5,4 | -8,2 | -33,7% |
| Utile Netto | 9,7 | 5,4 | 78,8% |
| VOLUMI (s.f.p.): €mln / % Crediti netti di bilancio |
2.836 | 2.030 | 39,7% |
Nei primi 5 mesi del 2024, il mercato dei mutui mostra un lieve calo rispetto allo stesso periodo del 2023: -5,4%). Il segmento del credito al consumo fa registrare un trend in linea, con effetti differenti tra i vari prodotti (Prestito Finalizzato +1,4% Prestiti Personali +10,2% e Cessione del Quinto -2,2%).
Per quanto riguarda Avvera,
A fine semestre il margine di intermediazione è pari a 38,3 milioni di Euro, in crescita del 24% rispetto all'anno precedente.
Il margine di interesse è pari a 16,9 milioni di euro, in aumento rispetto al dato del primo semestre del 2023 (+64% a/a). Prestiti e cessione del quinto contribuiscono in misura crescente alla costituzione margine di intermediazione grazie ad uno stock in progressiva crescita.
Il conto economico include interessi passivi verso banche per 33,2 milioni di Euro per finanziamenti in prevalenza a medio-lungo termine in essere con Capogruppo per finanziare l'attività caratteristica.
Le commissioni nette, che costituiscono il 55% dei ricavi netti della Società, hanno registrato un incremento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2023: la riduzione dei volumi dei Mutui è stata in parte compensata dalla componente assicurativa accessoria legata a Prestiti Personali e Prestiti Finalizzati.
Si segnalano rettifiche sul portafoglio crediti per 5,4 milioni di Euro, in calo di 2,8 milioni di Euro grazie ad un recupero sulla componente collettiva (+1,2 milioni di Euro), principalmente sul prestito finalizzato, dove incidono positivamente le evoluzioni dei modelli di valutazione e gli aggiornamenti dei parametri di rischio.
Nel 2024 si osserva un incremento di alcune categorie di costi operativi, per effetto dell'incremento di operatività e dei volumi di business.
Il risultato netto di periodo risulta essere positivo per Euro 9,7 milioni, contro i 5,4 dell'anno precedente.
| giu-24 | giu-23 | Variazioni % |
|
|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: €mln / % |
|||
| Margine di intermediazione | 40,8 | 35,9 | 13,7% |
| MAF | 35,9 | 31,7 | 13,2% |
| MAS | 5,0 | 4,2 | 17,3% |
| Costi (Spese Generali + Amm.ti) | -10,4 | -9,6 | 8,2% |
| Personale | -5,9 | -5,6 | 5,3% |
| Amministrative | -3,8 | -3,4 | 12,8% |
| Ammortamenti | -0,7 | -0,7 | 8,8% |
| Risultato Operativo | 30,4 | 26,3 | 15,7% |
| Rettifiche su crediti | -0,2 | 2,3 | -107,2% |
| Utile Netto | 20,1 | 19,2 | 4,7% |
| VOLUMI (s.f.p.): €mln / % Crediti netti di bilancio |
3.335 | 3.247 | 2,7% |
Nel primo semestre del 2024, il mercato del leasing e del noleggio a lungo termine ha finalizzato complessivamente investimenti per un valore di 17,1 miliardi di euro, in leggera contrazione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (-4,7%): sostenuto principalmente dal comparto veicoli che rappresenta il 66% dello stipulato totale (in incremento rispetto al 2023) e caratterizzato per il 55% dalla componente del NLT (-8%) e per il 45% dal leasing (+18,3%). I settori immobiliare e aeronavale e ferroviario tornano a crescere, mentre il comparto strumentale mostra ancora una contrazione (-21,4%).
Credemleasing, attiva esclusivamente nel leasing finanziario, consuntiva un andamento commerciale in leggera contrazione sia nel valore complessivo degli investimenti finanziati (raggiunta quota 547 milioni di euro di stipulato complessivo, in calo del 4% rispetto all'anno precedente) che nel numero dei nuovi contratti stipulati (-2,6%).
Il comparto mobiliare rappresenta circa il 62% delle nuove stipule e continua a mostrare una prevalenza di beni strumentali (circa il 52% del totale comparto) seguito dal settore dei veicoli (35%) e nautico (13%). Il leasing targato presenta una variazione positiva rispetto allo stesso periodo del 2023 con un significativo incremento nel valore finanziato (+40,8%), per contro, lo strumentale evidenzia una contrazione, coerentemente all'andamento del mercato.
Il comparto immobiliare mostra una dinamica migliore rispetto al Sistema, evidenziando una crescita del 48,5% in termini di volumi e del 20,8% nel numero di contratti stipulati. In entrambi i segmenti, "costruito" e "costruendo", la Società registra una dinamica migliore rispetto al mercato (rispettivamente +41,1% e +56,5%), con una crescita significativa negli investimenti di importo superiore a 2,5 milioni di euro nel "costruito" (+131% rispetto al 2023), così come il "costruendo" evidenzia un buon dinamismo degli investimenti d'importo compreso tra 0,5 e 2,5 milioni di euro (+95% rispetto al 2023).
Sull'incremento del margine di intermediazione (+13,7%) ha influito positivamente il margine da interessi, grazie all'incremento dei capitali medi produttivi (+4% rispetto allo stesso periodo del 2023), oltre al positivo andamento delle commissioni connesse alla gestione dei contratti.
Le rettifiche su crediti risultano in ripresa e assorbono, sui crediti in bonis gli effetti stimati rivenienti dall'applicazione dei fattori di rischio climatici e ambientali nei modelli contabili IFRS9, mentre sui "default" si registrano rettifiche riconducibili ai nuovi flussi a NPL, in buona parte mitigate da riprese su posizioni già a default. Le spese amministrative registrano un leggero incremento in linea con l'evoluzione strutturale della Società. ll Cost/Income al 25,5% conferma l'efficienza operativa. L'utile netto si attesta a 20,1 milioni di euro, in aumento rispetto ai 19,2 milioni di euro dello stesso periodo dell'anno precedente.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE
| giu-24 | giu-23 | Variazione % |
||
|---|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: | €mln / % | |||
| Margine di intermediazione | 16,2 | 16,9 | -3,9% | |
| MAF | 10,6 | 10,2 | 4,3% | |
| MAS | 5,6 | 6,7 | -16,2% | |
| Costi (Spese Generali + Amm.ti) | -6,8 | -6,3 | 9,1% | |
| Personale | -4,6 | -4,0 | 15,4% | |
| Amministrative | -1,9 | -1,9 | -3,1% | |
| Ammortamenti | -0,4 | -0,4 | 3,8% | |
| Risultato Operativo | 9,4 | 10,6 | -11,5% | |
| Rettifiche su crediti | 1,2 | 0,3 | -255,9% | |
| Utile Netto | 7,0 | 7,4 | -5,8% | |
| VOLUMI (s.f.p.): | €mln / % | |||
| Crediti netti di bilancio | 1.173 | 1.130 | 3,8% |
Secondo gli indicatori preliminari di sintesi a maggio 2024, il mercato del factoring italiano ha evidenziato, rispetto all'esercizio precedente una crescita del turnover (+2,5%) e un calo alla voce outstanding (-2,0%) ed investment (-6,1%).
A giugno 2024, l'outstanding di Credemfactor si è attestato a 1.266 milioni di euro, in aumento del 1,4% sullo stesso periodo dell'anno precedente. Il flusso di turnover è pari a 2.468 milioni di euro, risulta in calo del -4,6%. I crediti netti, a valore di bilancio, si attestano a 1.173 milioni di euro, con un incremento del 3,8%. Gli impieghi puntuali hanno raggiunto 1.101 milioni di euro realizzando, rispetto al 2023, un incremento del 2,1%. La quota di mercato sugli impieghi puntuali, a maggio 2024 si è attestata a 2,06%.
I crediti deteriorati al valore di bilancio si attestano a 9,6 milioni di euro, con un decremento del 35,2% rispetto al dicembre 2023 e in incremento del 3,4% sullo stesso periodo dell'anno precedente. Il decremento rispetto al dicembre 2023 è sostanzialmente ascrivibile alla diminuzione della componente delle sofferenze e dei crediti scaduti.
Il margine d'intermediazione è di 16,2 milioni di euro, in decremento del -3,9%: incide positivamente l'aumento dei tassi attivi e degli spread applicati ed il decremento delle commissioni passive (derivante essenzialmente da minori costi di riassicurazione dei crediti), mentre incide negativamente il minor turnover e un leggero calo commissionale. I costi, inclusivi degli ammortamenti ammontano, a 6,8 milioni di euro in incremento del 9,1% sull'anno precedente, conseguenza dell'evoluzione strutturale della Società e dell'aumento dei costi infragruppo. Le rettifiche di valore nette sui crediti hanno un impatto positivo sul conto economico complessivamente pari a 1,2 milioni di euro per effetto di 0,69 milioni di euro relativi a riprese nette di valore analitiche su deteriorati e per 0,48 milioni di euro relativi a riprese di valore sui crediti in bonis. L'utile netto si è attestato a 7,0 milioni di euro in calo del -5,8% rispetto all'esercizio precedente.
Le principali aree di innovazione strategica, in linea con le linee guida del Gruppo, sono relative all'incremento della digitalizzazione dei processi di customer service multicanale e all'efficientamento dei processi operativi interni per ridurre il cost to serve ed ottimizzare il servizio. Il progetto IFACTO, dopo il rilascio del nuovo prodotto Confirming, ha visto l'attivazione della PEF (Pratica Elettronica di Fido) integrata con il gestionale interno quale fattore abilitante per delibere istant prospect.
| giu-24 | giu-23 | Variazione % |
|
|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: €mln / % |
|||
| Margine di intermediazione | 64,6 | 41,0 | 57,6% |
| MAF | 7,7 | 4,1 | 86,4% |
| MAS | 57,0 | 36,9 | 54,4% |
| Costi (Spese Generali + Amm.ti) | -10,2 | -9,4 | 7,8% |
| Personale | -4,5 | -3,9 | 16,2% |
| Amministrative | -5,4 | -5,3 | 2,7% |
| Ammortamenti | -0,2 | -0,2 | -19,8% |
| Risultato Operativo | 54,5 | 31,6 | 72,5% |
| Utile Netto | 39,0 | 23,0 | 69,4% |
| VOLUMI (s.f.p.): €mln / % |
|||
| Fondi della casa | 9.433 | 9.706 | -2,8% |
| Sicav della casa | 4.647 | 3.818 | 21,7% |
I dati Assogestioni di maggio 2024 mostrano deflussi sui fondi aperti pari a -7,5 miliardi di euro (- 157,4% rispetto all'analogo periodo dello scorso anno). Le masse complessive crescono, nonostante i deflussi, grazie al positivo andamento di mercato.
La raccolta netta al 30 giugno 2024, relativamente a fondi italiani e sicav, è stata pari a -188 milioni di Euro (rispettivamente -376 e +188 milioni di Euro), in linea con l'andamento complessivo del sistema che mostra flussi negativi.
Le masse relative agli OICR, superano i 14 miliardi e risultano in aumento rispetto alla fine del precedente esercizio, con un decremento del peso dei prodotti flessibili (33,2% vs. 36,9% a fine 2023) e bilanciati (12,8% vs. 13,9% a fine 2023) a favore dei prodotti obbligazionari / "life cycle" (44,0% vs. 41,7% a fine 2023) e azionari (10,0% vs. 7,5% a fine 2023).
La quota di mercato della Società, in termini di patrimonio gestito (comprendendo i fondi italiani e le sicav), è pari a 1,18% in lieve diminuzione rispetto al dato registrato a fine 2023 (fonte: Assogestioni).
Il risultato netto ammonta a 39,0 milioni di euro, con un incremento del +69,5% rispetto al 30 giugno 2023, grazie principalmente a maggiori commissioni di performance e al contributo del margine finanziario. Le spese generali ammontano a 10,0 milioni di euro, in lieve incremento rispetto al 30 giugno 2023.
| 1 1 |
|
|---|---|
| œ | |
| giu-24 | giu-23 | Variazioni % |
||
|---|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: | €mln / % | |||
| Margine di intermediazione | 10,0 | 9,1 | 10,4% | |
| MAF | 0,6 | 0,3 | 89,1% | |
| MAS | 9,5 | 8,8 | 7,7% | |
| Costi (Spese Generali + Amm.ti) | -6,7 | -6,1 | 10,0% | |
| Personale | -3,5 | -3,4 | 2,5% | |
| Amministrative | -3,0 | -2,5 | 22,7% | |
| Ammortamenti | -0,2 | -0,2 | -16,0% | |
| Risultato Operativo | 3,3 | 3,0 | 11,4% | |
| Utile Netto | 2,1 | 2,2 | -2,0% | |
| VOLUMI (s.f.p.): | €mln / % | |||
| Gestioni patrimoniali Gruppo in delega | 6.286 | 6.033 | 4,2% | |
| Assistenza alla consulenza Gruppo | 53.009 | 46.403 | 14,2% | |
| Servizi Diretti | 463 | 476 | -2,7% |
Il primo semestre del 2024 è stato molto positivo per le classi di attivo rischiose grazie al proseguimento dell'espansione economica, nonostante i diffusi rischi geopolitici e gli elevati tassi reali.
Si è assistito dunque a un aumento del valore di mercato degli Asset relativi al servizio in gestione di portafogli in delega (c.d. AUM) - prestato a favore delle Banche del Gruppo CREDEM e delle Compagnie Assicurative di diritto estero che distribuiscono in Italia in regime di Libera Prestazione di Servizio.
Superiori alle aspettative anche le masse (c.d. AUA) relative all'attività di assistenza alla consulenza in materia di investimenti che EA SIM fornisce alle Banche del Gruppo, che raggiungono i 53 miliardi di euro.
L'andamento positivo del valore degli stock, associato al buono andamento del margine finanziario e all'attenta gestione delle dinamiche dei costi, consente alla Società di chiudere con un utile d'esercizio di periodo pari a 2,1 milioni di euro.
| giu-24 | giu-23 | Variazione % |
|
|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: €mln / % |
|||
| Margine di intermediazione | 41,8 | 45,8 | -8,9% |
| Costi (Spese Generali + Amm.ti) | -5,7 | -5,9 | -3,7% |
| Personale | -1,6 | -1,7 | -7,7% |
| Amministrative | -3,1 | -3,3 | -6,2% |
| Ammortamenti | -1,0 | -0,9 | 13,6% |
| Risultato Operativo | 36,1 | 39,9 | -9,7% |
| Utile Netto | 21,6 | 27,3 | -21,2% |
| VOLUMI Reti del Gruppo (s.f.p.): €mln / % |
|||
| Ramo I | 4.547 | 4.311 | 5,5% |
| Ramo III | 3.633 | 3.375 | 7,6% |
| Ramo VI | 484 | 428 | 13,2% |
Nel semestre Credemvita ha registrato risultati commerciali in significativa crescita, in particolare per:
Il risultato economico, in termini di contributo al Bilancio Consolidato, evidenzia un utile netto pari a 21,6 milioni di euro, in flessione rispetto al risultato del 30 giugno 2023. Sul risultato incidono particolarmente: il cambio ipotesi di riscatto su GSII, oltre al contributo al Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita per 3,2 milioni di euro, non presente nel periodo di confronto.
L'utile netto è riconducibile, per quanto non espresso sopra a:
Il patrimonio netto (IFRS 9-17) è in crescita rispetto al valore del 31 dicembre 2023 di 46,1 milioni di euro e incorpora l'utile dell'esercizio 2023, tutto capitalizzato a Patrimonio (48,1 milioni di euro) e la variazione delle riserve da valutazione delle attività finanziarie al netto delle componenti attribuite agli assicurati (-2,0 milioni di euro al netto della fiscalità).
| giu-24 | giu-23 | Variazione % |
|
|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: €mln / % |
|||
| Ricavi assicurativi | 21,2 | 21,0 | 1,0% |
| Costi per servizi assicurativi | -10,5 | -10,4 | 1,2% |
| di cui "oneri per sinistralità" | -8,7 | -9,5 | -8,4% |
| Risultato da investimenti (att.tà / pass.tà finanz.) | 2,1 | 1,6 | 32,5% |
| Risultato finanziario netto | 12,8 | 12,2 | 5,0% |
| Altri ricavi/costi e proventi/oneri di gestione | |||
| Spese di gestione | -0,2 | -1,4 | -85,8% |
| Utile ante imposte | 12,6 | 10,8 | 16,1% |
| Utile netto (100%) | 8,0 | 7,0 | 15,4% |
(*) Saldo tecnico + Ammortamenti + Proventi finanziari
Credemassicurazioni ha raccolto al 30 giugno 2024 premi per circa 31,9 milioni di euro, in diminuzione del 3% rispetto al precedente esercizio:
Credemassicurazioni presenta al 30 giugno 2024 un utile netto di 8 milioni di euro in aumento rispetto all'anno precedente (che segnava un risultato di 7 milioni di euro).
Tale risultato è riconducibile ad un risultato assicurativo in aumento per:
Sul risultato incide anche un contributo finanziario in lieve progresso anno su anno, conseguenza della ripresa di valore delle componenti in OICR del portafoglio.
Il patrimonio netto al 30 giugno 2024 ammonta a 87,3 milioni di euro (escludendo il risultato di periodo) ed evidenzia un aumento di 2,6 milioni di euro rispetto al valore al 31 dicembre 2023, tale incremento è legato agli utili di esercizio dell'anno al netto dell'erogazione del dividendo 2023.
| giu-24 | giu-23 | Variazione % |
||
|---|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: | €mln / % | |||
| Patrimonio netto | milioni € | 8,7 | 8,3 | +4,9% |
| Dipendenti | n. | 3 | 3 | |
| Utile ante imposte | milioni € | 0,3 | 0,4 | -9,0% |
| Utile netto | milioni € | 0,2 | 0,2 | -12,9% |
I Fondi in gestione alla SGR sono tre: due Chiusi Alternativi collocati il 10 gennaio 2019 (Élite, per 72,8 milioni di euro e Credem Venture Capital II per 25,8 milioni di euro), e un Fondo ELTIF (denominato Eltifplus) la cui raccolta ammonta a 132,2 milioni di euro.
Prosegue l'azione di Credem Private Equity a sostegno alla crescita delle piccole e medie imprese italiane.
Il primo semestre 2024 non ha visto nuovi investimenti se non il perfezionamento dell'operazione in Novaref. Il CdA della SGR aveva deliberato nel corso della seduta del 15 dicembre 2023 l'investimento di 13,6 milioni di euro dei fondi gestiti nella società attiva nella produzione di materiale refrattario per l'industria ceramica, con sede a Colognola ai Colli (VR). Il closing si è perfezionato in data 11 gennaio 2024.
La SGR chiude il semestre con un utile pari a euro 216 mila euro.
| giu-24 | giu-23 | Variazioni % |
||
|---|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: | €mln / % | |||
| Patrimonio netto | milioni € | |||
| Mandati fiduciari | n. | 707 | 695 | 1,7% |
| Titoli e valori in amministrazione | 1.780 | 1.438 | 23,7% | |
| Utile ante imposte | milioni € | 0,25 | 0,06 | 316% |
| Utile netto | milioni € | 0,18 | 0,05 | 260% |
Dopo la moderata espansione del primo trimestre di quest'anno, il PIL italiano ha proseguito la crescita in misura contenuta in primavera, sostenuto ancora dai servizi, pertanto il contesto di mercato resta favorevole per l'azionario che fa registrare un saldo ampiamente positivo nel periodo mentre i mercati obbligazionari hanno sofferto lo scenario caratterizzato da tassi elevati, mentre le prospettive sul segmento sono favorite dai tagli attesi al costo del denaro.
Le masse fiduciarie in amministrazione si attestano a 1.780 milioni di euro, in crescita rispetto al 2023, il numero di mandati cresce di 60 unità e si attesta a 707 in linea con la fine del 2023.
Le commissioni nette del primo trimestre 2024 risultano in crescita rispetto al dato del 2023 e sono pari a 639 mila euro, mentre le spese amministrative risultano pari a 849 mila euro nel periodo di riferimento, la diminuzione nel primo semestre è dovuta a dinamiche legate alla conclusione delle attività affidate a personale incaricato di interventi straordinari, mentre restano stabili i costi dei servizi in outsourcing resi da fornitori esterni e da società del Gruppo.
L'utile lordo di periodo registrato ammonta a 249 mila euro.
Per il secondo semestre la società proseguirà l'attività di affiancamento e supporto alle reti commerciali delle banche rivolta ad identificare, tramite il veicolo fiduciario, risposte alle esigenze patrimoniali e di passaggio generazionale.
| giu-24 | giu-23 | Variazioni % |
||
|---|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: | €mln / % | |||
| Ricavi per magazzinaggio | milioni € | 3,1 | 3,0 | +3,9% |
| Utile ante imposte | milioni € | 0,6 | 0,6 | +0,4% |
| Utile netto | milioni € | 0,4 | 0,5 | -15,6% |
La produzione del Parmigiano Reggiano ha ripreso a salire dopo un rallentamento tra fine 2022 ed inizio 2023. Il dato al 30 giugno evidenzia una crescita del +2,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Anche il Grana Padano fa registrare un ulteriore aumento del numero di forme con un + 2,94% su stesso periodo dell'anno precedente. Sono dati che possiamo considerare attesi anche in virtù di prezzi in forte ripresa per entrambi i formaggi. In particolare è cresciuto molto il prezzo del 12 mesi mentre le stagionature più lunghe evidenziamo un incremento al momento inferiore. Piuttosto compressa la forbice di prezzo tra Padano e Parmigiano questo grazie ad un forte incremento dell'export di Padano, mentre il Parmigiano cresce di più sul mercato interno. Il trend positivo delle vendite ha consentito di tenere le scorte di entrambi i formaggi sotto controllo, questo nonostante gli aumenti delle produzioni. Per MGT i primi sei mesi sono stati caratterizzati da un leggero calo delle giacenze medie, di contro abbiamo registrato un ulteriore aumento della movimentazione frutto anche di un mercato effervescente in particolare nei primi mesi dell'anno. Da ottobre 2023 a marzo 2024 lo stock complessivo di forme di Parmigiano Reggiano è sceso di circa 350.000 forme, frutto di forti vendite promozionali effettuate in accordo con la GDO. Sul bilancio l'effetto è stato quello di ricavi di magazzinaggio stabili con l'incremento del fatturato che è arrivato dai ricavi per servizi.
Gli investimenti continuano in modo sostenuto in particolare sul sito di Montecavolo dove, dopo gli interventi sugli impianti di condizionamento, abbiamo dato corso all'installazione di un nuovo impianto fotovoltaico, la cui messa in funzione è prevista per ottobre. Terminato l'iter per l'ottenimento del permesso di costruire del nuovo magazzino a breve inizieranno i lavori per la costruzione di una nuova cabina di E-Distribuzione, propedeutici a far partire il cantiere dopo l'espletamento della gara d'appalto. Altro obiettivo sul quale siamo sempre focalizzati è quello del mantenimento di un adeguato livello delle attrezzature e dei fabbricati sia con nuovi investimenti che attraverso una costante attività di manutenzione.
Il conto economico evidenzia un risultato ante imposte positivo, in linea con lo stesso periodo del 2023, questo nonostante l'incremento degli ammortamenti ed una sostanziale stabilità negli altri costi. Gli ammortamenti rappresentano il 21,2% dei ricavi. L'utile netto risulta di 418 mila euro in calo del 15,5% per effetto dell'incremento del carico fiscale rispetto all'anno precedente.
| giu-24 | giu-23 | Variazioni % |
||
|---|---|---|---|---|
| INDICATORI ECONOMICI: | €mln / % | |||
| Ricavi per prestazioni e vendita software | milioni € | 21,2 | 18,4 | +15,6% |
| Utile ante imposte | milioni € | 3,8 | 3,9 | -2,9% |
| Utile netto | milioni € | 2,8 | 2,8 | +1,0% |
Credemtel, nel 2024 ha mantenuto e potenziato il suo focus strategico come tech company per le imprese, e come digital company per l'innovazione del Gruppo, agendo da centro di competenza sui servizi digitali:
I business principali di Credemtel si concentrano su: Gestione Elettronica Documentale (GED), Corporate Banking Interbancario (CBI) e Altri servizi (Telepass e Servizi Professionali, la predisposizione e la gestione dei siti web per alcune società del Gruppo, l'erogazione di attività professionali a supporto delle aree IT della Capogruppo e il servizio PagoPA).
I ricavi hanno mantenuto un trend crescente, in particolare i ricavi GED (Gestione Elettronica Documentale) sia su clienti esterni, che sul Gruppo. La dinamica dei costi viene influenzata dall'incorporazione delle società, ma risulta coerente con la strategia di potenziamento della gamma di servizi offerti e con la volontà di rendere maggiormente scalabile il portafoglio prodotti a disposizione.
Utile ante imposte pari a 3,8 milioni di euro, in leggera contrazione -2,89% rispetto al giugno 2023.
Vengono confermate le ulteriori linee di sviluppo del business: cybersecurity, servizi per la filiera di fornitura/supply chain anche in ottica di sostenibilità', RPA e automazione dei processi aziendali per cui la società dispone di un centro di eccellenza già riconosciuta dal mercato.
Per ultimare l'illustrazione delle società del Gruppo si fa presente che, in riferimento allo scarso rilievo economico e patrimoniale, non viene esaminata specificatamente la società Credem CB, veicolo costituito a supporto del programma di emissione di obbligazioni garantite; è anche doveroso sottolineare che non sono oggetto di derecognition i patrimoni creditizi separati correlati alle suddette obbligazioni.
Per una più dettagliata disamina circa la distribuzione e l'andamento per settori di attività e per area geografica degli aggregati economici si rimanda alla specifica sezione L della Nota Integrativa.
Di seguito forniamo (in migliaia di euro) il raccordo, tra il patrimonio netto ed il risultato d'esercizio, della controllante con quelli risultanti dal bilancio consolidato.
| PATRIMONIO NETTO |
di cui: UTILE D'ESERCIZIO |
|
|---|---|---|
| Saldi al 30 giugno 2024 di Credembanca | 2.669.187 | 190.905 |
| Eccedenze rispetto ai valori di carico: | ||
| Società consolidate integralmente | 1.344.645 | 138.710 |
| Società valutate con il metodo del patrimonio netto | 31.662 | 4.134 |
| Dividendi incassati nell'esercizio | -3.505 | |
| Avviamenti | 12.520 | |
| Eliminazione utili infragruppo e altre rettifiche | -78.970 | -6.489 |
| Saldi al 30 giugno 2024 del Gruppo | 3.979.044 | 323.755 |
| MEZZI PROPRI E COEFFICIENTI REGOLAMENTARI |
giu-24 | giu-23 | 2023 | |
|---|---|---|---|---|
| milioni € | 3.979,0 | 3.577.5 | 3.870,5 |
La variazione del patrimonio civilistico, rispetto al 31/12/2023, è principalmente derivata da:
Il seguente prospetto illustra (in milioni di euro) l'adeguatezza patrimoniale, del Gruppo Bancario, secondo la normativa di Vigilanza:
| GRUPPO BANCARIO | giu-24 | giu-23 | 2023 | |
|---|---|---|---|---|
| Totale fondi propri | milioni € | 3.940 | 3.533 | 3.696 |
| . di cui Common Equity tier 1 | 3.506 | 3.129 | 3.267 | |
| Totale RWA | 20.444 | 19.785 | 21.070 | |
| Requisito patrimoniale complessivo | 1.636 | 1.583 | 1.686 | |
| . di credito e controparte | 1.444 | 1.411 | 1.495 | |
| . di mercato | 6 | 10 | 6 | |
| . operativi | 185 | 162 | 185 | |
| CET1 capital ratio (**) | % | 17,1 | 15,8 | 15,5% |
| Total capital ratio | 19,3 | 17,9 | 17,5% | |
| Target regolamentari (***) | ||||
| CET1 capital ratio | 7,0 | 7,0 | 7,0 | |
| Total capital ratio | 10,5 | 10,5 | 10,5 |
(**) Se CET1<TIER1; CET1=T1
(***) Comprensivi del cosiddetto "capital conservation buffer", non comprende il requisito aggiuntivo da "SREP decision". Il seguente prospetto illustra (in milioni di euro) l'adeguatezza patrimoniale del perimetro di riferimento ai fini della vigilanza prudenziale, vale a dire del perimetro che fa capo a CredemHolding:
| PERIMETRO CREDEM HOLDING | giu-24 | giu-23 | 2023 | |
|---|---|---|---|---|
| Totale fondi propri | milioni € | 3.821 | 3.415 | 3.601 |
| . di cui Common Equity tier 1 | 3.240 | 2.865 | 3.021 | |
| Totale RWA | 20.607 | 19.946 | 21.217 | |
| Requisito patrimoniale complessivo | 1.649 | 1.596 | 1.697 | |
| . di credito e controparte | 1.444 | 1.411 | 1.493 | |
| . di mercato | 20 | 23 | 19 | |
| . operativi | 185 | 162 | 185 | |
| CET1 capital ratio (*) | % | 15,7 | 14,4 | 14,2 |
| Total capital ratio | 18,1 | 17,1 | 17,0 | |
| Target regolamentari (**) | ||||
| CET1 capital ratio | 7,0 | 7,0 | 7,0 | |
| Total capital ratio | 10,5 | 10,5 | 10,5 |
(*) Se CET1<TIER1; CET1=T1
(**) Comprensivi del cosiddetto "capital conservation buffer", non comprende il requisito aggiuntivo da "SREP decision".
Nel dettaglio, l'evoluzione della situazione patrimoniale (rispetto al 31/12/2023) riflette in particolare:
I dati confermano l'eccellente posizione di capitale del Gruppo, e la capacità di autofinanziamento nonostante la crescita dei volumi. Il CET1 a livello holding si attesta quindi al 15,7% e, rispetto al requisito SREP 2023** registrano un buffer di 812 bps.
(*) In data 8 gennaio 2021, la Banca Centrale Europea ha revocato l'uso dell'approccio standardizzato per le cd. Equity Exposure. A seguito di tale revoca, la partecipazione in Credemvita viene ponderata al 370%. La decisione segue l'autorizzazione, derivante dall'applicazione dell'articolo 49 del Regolamento (EU) n.575/2103 (la "CRR"), è applicabile qualora il Gruppo faccia parte della lista di quelli che, in base ai parametri di vigilanza, svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo (conglomerati finanziari). A tale riguardo si richiama la decisione dell'Autorità di Vigilanza, che ha inserito, a far tempo dall'ottobre 2017, il Gruppo Credem tra i soggetti di cui sopra.
(**) Il requisito aggiuntivo assegnato dall'Organo di Vigilanza (il Pillar 2 Requirement), rispetto ai livelli regolamentari di patrimonio vigenti nel 2022, sarebbe pari all'1%, tuttavia, in funzione dell'articolo 104 BIS della CRDV deve essere rispettato con un minimo del 56,25% di CET1 capital e con un 75% di Tier1 capital. I coefficienti minimi per il 2024: 7,60%, 9,29% e 11,54% a livello, rispettivamente, di CET1 Ratio, TIER1 Ratio e Total Capital Ratio.
Di seguito proponiamo (in milioni di euro) la segnalazione specifica in merito all'adeguatezza patrimoniale del conglomerato finanziario (anch'esso facente capo a CredemHolding):
| MARGINE DEL CONGLOMERATO | giu-24 | giu-23 | 2023 |
|---|---|---|---|
| A. Totale dei mezzi patrimoniali del conglomerato | 4.017 | 3.578 | 3.815 |
| B. Requisiti patrimoniali delle componenti bancarie | 2.152 | 2.093 | 2.229 |
| C. Margine di solvibilità richiesto delle componenti assicurative |
328 | 348 | 311 |
| D. Totale delle esigenze patrimoniali del conglomerato (B+C) |
2.480 | 2.440 | 2.540 |
| E. Eccedenza (deficit) del conglomerato (A-D) | 1.537 | 1.147 | 1.275 |
I mezzi patrimoniali del conglomerato finanziario Credem eccedono il totale delle esigenze patrimoniali richieste per 1.537 milioni di euro. Nel calcolo dei requisiti patrimoniali del conglomerato finanziario si è adottato, per il 2024, un Total Capital Ratio del 11,5%, così come comunicato dalla Banca Centrale Europea.
Anche sull'evoluzione del margine del conglomerato hanno prevalentemente inciso le ragioni già ricordate in riferimento alla situazione patrimoniale del Gruppo bancario.
In adempimento a quanto disposto dalla normativa, segnaliamo che il Gruppo detiene azioni proprie, in riferimento ai sopra citati piani di remunerazione, così come indicato nella parte B "informazioni sullo Stato Patrimoniale" alla sezione 12 della Nota Integrativa.
Nell'ambito dell'informativa necessaria ai sensi della CRR/CRD4, oltre ai già citati ratio regolamentari, vengono di seguito esposti (sempre in riferimento al perimetro che fa capo a CredemHolding) gli indicatori regolamentari finalizzati ad accertare l'adeguatezza della situazione di liquidità di breve termine (livello di disponibilità immediata per far fronte ad esigenze a 30 giorni), di liquidità di medio lungo termine (stabilità del profilo di provvista in relazione alla composizione dell'attivo) e del rapporto tra il patrimonio e le attività bancarie:
| INDICATORI REGOLAMENTARI % | giu-24 | giu-23 | 2023 |
|---|---|---|---|
| Liquidity coverage ratio (LCR) | 188 | 162 | 183 |
| Net stable funding ratio (NSFR) | 135 | 133 | 132 |
| Leverage ratio | 5,8 | 5,2 | 5,2 |
| Target regolamentari | |||
| Liquidity coverage ratio (LCR) | 100 | 100 | 100 |
| Net stable funding ratio (NSFR) | 100 | 100 | 100 |
| Leverage ratio | 3 | 3 | 3 |
Per quanto riguarda il Gruppo, gli indicatori si pongono al di sopra dei limiti regolamentari.
Si ricorda infine che a partire dal 01/01/2022, il requisito MREL (Requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili), richiesto alle banche al fine di migliorarne la risolvibilità, è "binding". Il Gruppo evidenzia un ratio pari al 31%, con un buon margine rispetto al requisito richiesto dal Single Resolution Board.
Alla fine del mese di marzo 2024 come prevede la Circolare 285 del 17 dicembre 2013, nella parte dedicata al "processo di controllo prudenziale" (il cosiddetto PILLAR II), è stato inoltrato all'Organo di Vigilanza il resoconto ICAAP ("Internal Capital Adeguacy Assessment Process"), corredato dai diversi documenti specifici richiesti. Tale elaborazione, finalizzata alla verifica dell'adeguatezza patrimoniale rispetto al complesso dei rischi assunti nell'operatività corrente e
caratteristica, ha riguardato la situazione di fine 2022 e, per quanto riguarda la valutazione prospettica, un orizzonte temporale triennale.
Sempre alla fine del mese di marzo 2024, in base a quanto previsto dalla Direttiva 2013/36 (la CRD4), è stato sottoposto all'Autorità di Vigilanza il Resoconto ILAAP.
Entrambi i documenti sono stati redatti sulla base delle indicazioni delle Autorità di Vigilanza e includono una panoramica:
Segnaliamo infine che le operazioni con parti correlate sono analizzate nella parte H delle "Note Illustrative".
Le informazioni recenti ipotizzano una dinamica dell'economia mondiale per il 2024 sostanzialmente allineata al 2023 e una ripresa del commercio mondiale. L'inflazione dovrebbe tornare in linea con i valori pre-pandemia, anche per il contributo disinflazionistico della Cina. A livello globale, l'economia USA dovrebbe risentire dei minori consumi delle famiglie, determinati dalla persistente inflazione, nel mentre la FED dovrebbe avere un atteggiamento cauto per evitare l'effetto di second round. La Cina, seppur con una politica economica che sostiene la domanda interna, vedrà uno sviluppo condizionato dagli effetti della crisi immobiliare. Per quanto riguarda l'Europa, l'allentamento della politica monetaria non sarà sufficiente a sostenere la crescita, considerato il ridotto spazio fiscale e l'impegno a promuovere la sostenibilità delle finanze pubbliche.
I principali rischi prospettici sono a nostro avviso:
Le proiezioni dei dati macroeconomici a disposizione a luglio 2024 (Prometeia, Rapporto di Previsione) ipotizzano per l'anno in corso un'evoluzione annua del PIL mondiale al +3,2%, di quello statunitense al +2,3% e di quello UEM al +0,7%.
Relativamente all'economia italiana, le principali dinamiche attese per il 2024 sono le seguenti:
Passando ai principali aggregati bancari:
Considerato lo scenario sopra descritto e i rischi evidenziati, la gestione bancaria potrà essere influenzata da diversi fattori:
In tale sfidante quadro generale, si confermano per il Gruppo Credem le principali linee guida:
In tale contesto, si ipotizza la seguente evoluzione degli aggregati economici:
L'European Securities and Markets Authority - ESMA ha emanato, ai sensi dell'articolo 16 del Regolamento n. 1095/2010/EU, specifici Orientamenti in merito ai criteri per la presentazione di Indicatori Alternativi di Performance (IAP) inseriti dagli emittenti europei nelle informazioni regolamentate, inclusa pertanto la Relazione sulla Gestione del Bilancio, quando tali indicatori non risultano definiti o previsti dal framework sull'informativa finanziaria. Tali orientamenti sono volti a promuovere l'utilità e la trasparenza degli IAP, confermando un approccio comune verso l'utilizzo di questi ultimi, con miglioramenti della loro comparabilità, affidabilità e comprensibilità e conseguenti benefici agli utilizzatori dell'informativa finanziaria. Consob ha recepito in Italia gli Orientamenti e li ha incorporati nelle proprie prassi di vigilanza.
Secondo la definizione degli Orientamenti ESMA, un Indicatore Alternativo di Performance è un indicatore di performance finanziaria, posizione finanziaria o flussi di cassa storici, diverso da un indicatore finanziario definito o specificato nella disciplina applicabile sull'informativa finanziaria. Gli IAP sono solitamente ricavati dalle poste di bilancio redatte conformemente alla disciplina vigente sull'informativa finanziaria. Ciò che li distingue è che gli IAP non sono definiti nel quadro dell'informativa finanziaria, ma il loro uso è comunque diffuso e il loro ruolo è quello di trasmettere una visione della performance dell'entità più vicina alla visione del management rispetto a ciò che risulterebbe dall'uso delle sole misure definite.
Non rientrano strettamente nella definizione di IAP gli indicatori pubblicati in applicazione di misure prudenziali, comprese le misure definite nel Regolamento e nella Direttiva sui requisiti patrimoniali (CRR/CRD IV), gli indicatori fisici o non finanziari, e gli indicatori sociali ed ambientali.
Per una corretta interpretazione degli IAP si evidenzia quanto segue:
Gli indicatori sono calcolati sulla base delle riclassifiche gestionali che sono state evidenziate nei precedenti paragrafi della relazione sulla gestione (per la ricostruzione dei principali aggregati economici si veda in particolare la legenda esposta nel paragrafo relativo al conto economico consolidato).
Gli IAP sotto riportati sono quelli che sono stati selezionati in quanto maggiormente rappresentativi per il Gruppo.
Voce 30 Margine d'interesse
Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie)
Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale classificate in HTCS)
Margine d'interesse Credemvita
Margine d'intermediazione
Risultato operativo
120 Riserva da valutazione 125 Riserva da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione
200 Utile consolidato al netto dividendi distribuiti (o deliberati) dalla Capogruppo o dalla società consolidante
Si rammenta che, per effetto dei necessari arrotondamenti, nelle tabelle illustrate alcuni conteggi potrebbero contenere differenze non significative a livello di totalizzazione.
| I ND I CA TO RI A LTERN A TI VI D I PERF O RMA N CE |
3 0/06 /2 02 4 |
3 0/06/2 02 3 |
31 /1 2 /2 02 3 |
|
|---|---|---|---|---|
| Costi Operativi | A | -445 | -413 | -846 |
| Totale ricavi | B | 1.030 | 948 | 1.923 |
| Co st t o in co me r a t io |
(A /B ) |
43, 2 % |
43 , 6% |
44, 0% |
| Margine finanziario | A | 570 | 504 | 1.091 |
| Totale Attivo | B | 65.557 | 64.419 | 68.018 |
| Ma r gine f ina nzia r io su To t a le A t t ivo |
(A /B ) |
0, 9 % |
0, 8% |
1 , 6 % |
| Margine da servizi | A | 459 | 443 | 832 |
| Totale Attivo | B | 65.557 | 64.419 | 68.018 |
| Ma r gine " da se r vizi" su To t a le A t t ivo |
(A /B ) |
0, 7% |
0, 7% |
1 , 2 % |
| Margine finanziario | A | 570 | 504 | 1.091 |
| Margine d'interemediazione | B | 1.030 | 948 | 1.923 |
| Ma r gine f ina nzia r io su Ma r gin e d' int e r me dia zio ne |
(A /B ) |
5 5 , 4 % |
5 3 , 2 % |
5 6 , 6 % |
| Utile netto | A | 324 | 299 | 562 |
| Totale Attivo | B | 65.557 | 64.419 | 68.018 |
| U t ili su Tot a le A t t ivo (RO A ) |
(A /B ) |
0, 5 % |
0, 5 % |
0, 8% |
| Crediti deteriorati netti | A | 276 | 328 | 283 |
| Patrimonio Netto | B | 3.979 | 3.577 | 3.871 |
| Attività immateriali | C | 480 | 466 | 491 |
| Te xa s r a t io |
(A /(B -C)) |
7, 9 % |
1 0, 5 % |
8, 4% |
| Patrimonio Netto | A | 3.979 | 3.577 | 3.871 |
| Raccolta diretta da clientela | B | 38.261 | 36.779 | 37.163 |
| PN su Ra cco lt a dir e t t a |
(A /B ) |
1 0, 4 % |
9 , 7% |
1 0, 4% |
| Patrimonio Netto | A | 3.979 | 3.577 | 3.871 |
| Impieghi clientela | B | 35.178 | 34.761 | 35.715 |
| PN su I mpie gh i clie nt e la |
(A /B ) |
1 1 , 3 % |
1 0, 3% |
1 0, 8% |
| Patrimonio Netto | A | 3.979 | 3.577 | 3.871 |
| Totale Attivo | B | 65.557 | 64.419 | 68.018 |
| Pa t r imo nio N e t t o su Tot a le a t t ivo |
(A /B ) |
6 , 1 % |
5 , 6% |
5 , 7% |
| Crediti deteriorati netti | A | 276 | 328 | 283 |
| Patrimonio Netto | B | 3.979 | 3.577 | 3.871 |
| Cr e d it i d e t e r ior a t i ne t t i su Pa t r imon io ne t t o |
(A /B ) |
6, 9 % |
9 , 2 % |
7, 3 % |
| Crediti deteriorati netti | A | 276 | 328 | 283 |
| Crediti verso clienti | B | 35.178 | 34.761 | 35.715 |
| N PL r a t io n e t t o |
(A /B ) |
0, 8% |
0, 9% |
0, 8% |
| Previsioni di perdite analitiche | A | 391 | 393 | 418 |
| Crediti deteriorati lordi | B | 667 | 721 | 702 |
| Co ve r a ge r a t io |
(A /B ) |
5 8, 6 % |
5 4, 5 % |
5 9 , 6 % |
| Impieghi clientela | A | 35.178 | 34.761 | 35.715 |
| Raccolta diretta da clientela | B | 38.261 | 36.779 | 37.163 |
| I mpie gh i clie nt e la su Ra ccolt a dir e t t a clie nt e la |
(A /B ) |
9 1 , 9 % |
94, 5 % |
96 , 1 % |
| Rettifiche su crediti | A | -9 | -5 | -52 |
| Impieghi clientela medi | B | 34.969 | 34.136 | 35.099 |
| Co st o de l cr e d it o |
-(A /B ) |
0, 03 % |
0, 01 % |
0, 1 5 % |
| Utile netto | A | 324 | 299 | 562 |
| Patrimonio netto (medio annuo al netto dei dividendi) | B | 3.751 | 3.362 | 3.448 |
| Rit o r n o su Pa t r imo nio n e t t o (ROE) |
(A /B ) |
8, 6 % |
8, 9% |
1 6 , 3 % |
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo è redatto secondo lo IAS34 ed è costituito dallo stato patrimoniale consolidato, dal conto economico consolidato, dal pros petto della redditività consolidata complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato e dalle Note Illustrative.
La relazione finanziaria semestrale del Gruppo è redatta con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, la situazione finanziaria ed il risultato del periodo in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale (IAS34) adottato dall'Unione Europea.
Le Note Illustrative hanno la funzione di fornire l'illustrazione, l'analisi ed in taluni casi un'integrazione dei dati del bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Le Note Illustrative sono redatte in migliaia di euro, ad eccezione della Parte L, che è redatta in milioni di euro.
In merito alla struttura e contenuto del bilancio si faccia riferimento anche a quanto riportato nella seguente parte A1 "Sezione generale".
| Voci dell'attivo | 30/06/2024 | 31/12/2023 |
|---|---|---|
| 10. Cassa e disponibilità liquide | 4.027.934 | 6.326.610 |
| 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico | 5.364.799 | 4.981.387 |
| a) attività finanziarie detenute per la negoziazione | 69.715 | 61.042 |
| c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 5.295.084 | 4.920.345 |
| 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 9.023.553 | 8.962.120 |
| 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 43.805.905 | 44.465.032 |
| a) crediti verso banche | 1.711.752 | 1.601.177 |
| b) crediti verso clientela | 42.094.153 | 42.863.855 |
| 50. Derivati di copertura | 744.755 | 568.146 |
| 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | (36.177) | 35.042 |
| 70. Partecipazioni | 56.373 | 54.955 |
| 80. Attività assicurative | 12.806 | 15.362 |
| b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività | 12.806 | 15.362 |
| 90. Attività materiali | 446.035 | 446.995 |
| 100. Attività immateriali | 480.149 | 490.784 |
| di cui: | ||
| - avviamento | 291.342 | 291.342 |
| 110. Attività fiscali | 609.278 | 631.254 |
| a) correnti | 139.269 | 187.114 |
| b) anticipate | 470.009 | 444.140 |
| 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | - | 357 |
| 130. Altre attività | 1.022.063 | 1.039.600 |
| Totale dell'attivo | 65.557.473 | 68.017.644 |
| Voci del passivo e del patrimonio netto | 30/06/2024 | 31/12/2023 |
|---|---|---|
| 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 49.259.235 | 52.777.314 |
| a) debiti verso banche | 5.582.427 | 5.786.317 |
| b) debiti verso clientela | 38.907.283 | 42.409.361 |
| c) titoli in circolazione | 4.769.525 | 4.581.636 |
| 20. Passività finanziarie di negoziazione | 32.996 | 27.211 |
| 30. Passività finanziarie designate al fair value | 4.170.554 | 3.884.977 |
| 40. Derivati di copertura | 668.789 | 911.206 |
| 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | (97.008) | (52.488) |
| 60. Passività fiscali | 405.999 | 403.052 |
| a) correnti | 58.575 | 118.155 |
| b) differite | 347.424 | 284.897 |
| 80. Altre passività | 2.291.643 | 1.635.519 |
| 90. Trattamento di fine rapporto del personale | 26.926 | 52.952 |
| 100. Fondi per rischi e oneri | 189.505 | 219.365 |
| a) impegni e garanzie rilasciate | 4.559 | 5.228 |
| b) quiescenza e obblighi simili | 1.065 | 1.194 |
| c) altri fondi per rischi e oneri | 183.881 | 212.943 |
| 110. Passività assicurative | 4.629.786 | 4.287.991 |
| a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività | 4.629.330 | 4.287.991 |
| b) cessioni in riassicurazione che costituiscono passività | 456 | - |
| 120. Riserve da valutazione | (110.637) | (115.271) |
| 150. Riserve | 3.106.778 | 2.767.249 |
| 160. Sovrapprezzi di emissione | 321.800 | 321.800 |
| 170. Capitale | 341.320 | 341.320 |
| 180. Azioni proprie (-) | (3.972) | (6.674) |
| 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) | 4 | 3 |
| 200. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) | 323.755 | 562.118 |
| Totale del passivo e del patrimonio netto | 65.557.473 | 68.017.644 |
| 10. Interessi attivi e proventi assimilati 1.085.809 866.210 di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 901.016 814.101 20. Interessi passivi e oneri assimilati (467.911) (326.559) 30. Margine di interesse 617.898 539.651 40. Commissioni attive 419.568 385.995 50. Commissioni passive (99.025) (83.252) 60. Commissioni nette 320.543 302.743 70. Dividendi e proventi simili 20.693 18.014 80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 24.910 22.487 90. Risultato netto dell'attività di copertura 4.431 1.212 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 15.114 30.540 a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 14.734 19.541 b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 380 10.999 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a 41.636 53.346 conto economico a) attività e passività finanziarie designate al fair value (175.535) (146.799) b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 217.171 200.145 120. Margine di intermediazione 1.045.225 967.993 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: (10.544) (7.981) a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (10.166) (7.170) b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (378) (811) 140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (583) (763) 150. Risultato netto della gestione finanziaria 1.034.098 959.249 160. Risultato dei servizi assicurativi 29.300 37.090 a) ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi 47.997 51.474 b) costi per servizi assicurativi derivanti da contratti assicurativi emessi (17.752) (12.441) c) ricavi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione 1.768 1.890 d) costi per servizi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione (2.713) (3.833) 170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa (67.342) (68.240) a) costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi (67.394) (68.263) b) ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione 52 23 180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 996.056 928.099 190. Spese amministrative: (543.842) (497.428) a) spese per il personale (301.825) (285.402) b) altre spese amministrative (242.017) (212.026) 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (5.877) (12.327) a) impegni e garanzie rilasciate 670 (2.903) b) altri accantonamenti netti (6.547) (9.424) 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (21.941) (22.774) 220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (31.046) (28.769) 230. Altri oneri/proventi di gestione 82.967 70.723 240. Costi operativi (519.739) (490.575) 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 4.134 3.465 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 53 (654) 290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 480.504 440.335 300. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (156.749) (141.632) 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 323.755 298.703 330. Utile (Perdita) d'esercizio 323.755 298.703 340. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi - (10) 350. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della capogruppo 323.755 298.693 Voci 30/06/2024 30/06/2023 0,95 Utile base per azione (EPS base) 0,95 Utile diluito per azione (EPS diluito) |
Voci | 30/06/2024 | 30/06/2023 |
|---|---|---|---|
| 0,88 | |||
| 0,88 |
BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO
| Voci | 30/06/2024 | 30/06/2023 | |
|---|---|---|---|
| 10. | Utile (Perdita) d'esercizio | 323.755 | 298.703 |
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico | (450) | 2.588 | |
| 20. | Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva | (53) | 2.314 |
| 30. | Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) |
- | - |
| 40. | Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva | - | - |
| 50. | Attività materiali | - | - |
| 60. | Attività immateriali | - | - |
| 70. | Piani a benefici definiti | (397) | 274 |
| 80. | Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | - | - |
| 90. | Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | - | - |
| 100. | Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi | - | - |
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico | 5.355 | 26.778 | |
| 110. | Copertura di investimenti esteri | - | - |
| 120. | Differenze di cambio | - | - |
| 130. | Copertura dei flussi finanziari | (2.982) | 6.549 |
| 140. | Strumenti di copertura (elementi non designati) | - | - |
| 150. | Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
(34.547) | 77.875 |
| 160. | Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | - | - |
| 170. | Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | 270 | (237) |
| 180. | Ricavi o costi di natura finanziaria ai contratti assicurativi emessi | 42.593 | (57.579) |
| 190. | Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione | 21 | 170 |
| 200. | Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte | 4.905 | 29.366 |
| 210. | Redditività complessiva (Voce 10 + 200) | 328.660 | 328.069 |
| 220. | Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi | 1 | 10 |
| 230. | Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo | 328.659 | 328.059 |
| Variazioni dell'esercizio | |||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Esistenze al 31.12.2023 |
Modifca | Esistenze al | esercizio precedente | Operazioni sul patrimonio netto | Patrimonio netto del |
Patrimonio | |||||||||||||
| apertura | saldi di | 01.01.2024 | Riserve | Dividendi e altre destinazioni |
Variazioni di riserve |
Emissione nuove azioni |
Acquisto azioni proprie |
Distribuzione straordinaria dividendi |
Variazione strumenti di capitale |
Derivati su proprie azioni |
Stock options |
Variazioni interessenze partecipative |
Redditività complessiva esercizio 30.06.2024 |
gruppo al 30.06.2024 |
|||||
| Capitale | 341.323 | - | 341.323 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 341.320 | 3 | |||
| - azioni ordinarie | 341.323 | - | 341.323 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 341.320 | 3 | |||
| - altre azioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |||
| Sovrapprezzi di emissione | 321.801 | - | 321.801 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 321.800 | 1 | |||
| Riserve | 2.767.249 | - | 2.767.249 | 340.726 | - | 1.235 | - (2.702) | - | - | - | - | - | 270 | 3.106.778 | - | ||||
| - di utili | 2.767.249 | - | 2.767.249 | 340.726 | - | 1.235 | - | (2.702) | - | - | - | - | - | 270 | 3.106.778 | - | |||
| - altre | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |||
| Riserve da valutazione | (115.272) | - | (115.272) | - | - | - | - | - | - | - - |
- | - | 4.635 | (110.637) | (1) | ||||
| Strumenti di capitale | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |||
| Azioni proprie | (6.674) | - | (6.674) | - | - | - | - | 2.702 | - | - | - | - | - | - | (3.972) | - | |||
| Utile (perdita) di esercizio | 562.118 | - | 562.118 (340.726) | (221.392) | - | - | - | - | - | - | - | - | 323.755 | 323.755 | - | ||||
| Patrimonio netto del gruppo |
3.870.542 | - | 3.870.542 | - | (221.392) | 1.235 | - | - | - | - - |
- | - | 328.659 | 3.979.044 | - | ||||
| Patrimonio netto di terzi | 3 | - | 3 | - | - | - | - | - | - | - - |
- | - | 1 | - | 4 |
BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO
| Allocazione risultato | Variazioni dell'esercizio | |||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Modifca | Esistenze al | esercizio precedente | Operazioni sul patrimonio netto | Patrimonio netto del |
Patrimonio | |||||||||||||||
| Esistenze al 31.12.2022 |
saldi di apertura |
01.01.2023 | Riserve | Dividendi e altre destinazioni |
Variazioni di riserve |
Emissione nuove azioni |
Acquisto azioni proprie |
Riserve | Dividendi e altre destinazioni |
Derivati su proprie azioni |
Stock options |
Variazioni interessenze partecipative |
Redditività complessiva esercizio 30.06.2023 |
gruppo al 30.06.2023 |
netto di terzi al 30.06.2023 |
|||||
| Capitale | 341.331 | - | 341.331 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 341.320 | 11 | ||||
| - azioni ordinarie | 341.331 | - | 341.331 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 341.320 | 11 | ||||
| - altre azioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||||
| Sovrapprezzi di emissione | 321.801 | - | 321.801 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 321.800 | 1 | ||||
| Riserve | 2.552.423 | - | 2.552.423 | 213.901 | - | 1.828 | - | (3.318) | - | - | - | - | - | (237) | 2.764.444 | 153 | ||||
| - di utili | 2.552.423 | - | 2.552.423 | 213.901 | - | 1.828 | - | (3.318) | - | - | - | - | - | (237) | 2.764.444 | 153 | ||||
| - altre | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | ||||
| Riserve da valutazione | (171.641) | - | (171.641) | - | - | - | - | - | - | - - |
- - |
29.603 | (142.032) | (6) | ||||||
| Strumenti di capitale | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - - |
- | - | - | - | - | |||||
| Azioni proprie | (10.072) | - | (10.072) | - | - | - | - | 3.318 | - | - | - | - | - | - | (6.754) | - | ||||
| Utile (perdita) di esercizio | 326.135 | - | 326.135 | (213.901) | (112.234) | - | - | - | - | - | - | - | - | 298.703 | 298.693 | 10 | ||||
| Patrimonio netto del gruppo | 3.359.818 | - | 3.359.818 | - | (112.234) | 1.828 | - | - | - | - - |
- - |
328.059 | 3.577.471 | - | ||||||
| Patrimonio netto di terzi | 159 | - | 159 | - | - | - | - | - | - | - - |
- - |
10 | - | 169 |
9
| Importo | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| A. ATTIVITA' OPERATIVA | 30/06/2024 | 30/06/2023 | ||||
| 1. Gestione | 6.016 | 391.285 | ||||
| - risultato d'esercizio (+/-) | 323.755 | 298.693 | ||||
| - plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre attività/passività valutate al fair value con impatto a conto economico (-/+) |
44.303 | 243.429 | ||||
| - plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) | (4.431) | (1.212) | ||||
| - rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) | 34.575 | 27.430 | ||||
| - rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) | 52.987 | 51.543 | ||||
| - accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) | 5.877 | 12.327 | ||||
| - ricavi incassati e costi pagati netti dei contratti di assicurazione emessi e delle cessioni in riassicurazione (-/+) |
(1.589) | (1.802) | ||||
| - imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) | 52.514 | 128.062 | ||||
| - rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale (-/+) |
- | - | ||||
| - altri aggiustamenti (+/-) | (501.977) | (367.185) | ||||
| 2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie | 692.982 | 2.425.804 | ||||
| - attività finanziarie detenute per la negoziazione | (65.371) | (271.597) | ||||
| - attività finanziarie designate al fair value | - | - | ||||
| - altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | (186.610) | 49.509 | ||||
| - attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | (170.519) | 1.087.445 | ||||
| - attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 761.494 | 965.359 | ||||
| - altre attività | 353.988 | 595.088 | ||||
| 3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie | (3.145.463) | (1.787.309) | ||||
| - passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | (3.265.056) | (1.994.663) | ||||
| - passività finanziarie di negoziazione | 5.785 | (9.521) | ||||
| - passività finanziarie designate al fair value | 110.042 | (45.701) | ||||
| - altre passività | 3.766 | 262.576 | ||||
| 4. Liquidità generata/assorbita dai contratti di assicurazione emessi e dalle cessioni in riassicurazione |
344.351 | 299.808 | ||||
| - contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività/attività (+/-) | 341.339 | 297.308 | ||||
| - cessioni in riassicurazione che costituiscono passività/attività (+/-) | 3.012 | 2.500 | ||||
| Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa | (2.102.113) | 1.329.589 | ||||
| B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO | ||||||
| 1. Liquidità generata da | 5.631 | 7.000 | ||||
| - vendite di partecipazioni | - | - | ||||
| - dividendi incassati su partecipazioni | - | - | ||||
| - vendite di attività materiali | 5.631 | 7.000 | ||||
| - vendite di attività immateriali | - | - | ||||
| - vendite di società controllate e di rami d'azienda | - | - | ||||
| 2. Liquidità assorbita da | (51.624) | (42.940) | ||||
| - acquisti di partecipazioni | - | (250) | ||||
| - acquisti di attività materiali | (31.098) | (28.173) | ||||
| - acquisti di attività immateriali | (20.526) | (14.517) | ||||
| - acquisti di società controllate e di rami d'azienda | - | - | ||||
| Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento | (45.993) | (35.940) | ||||
| C. ATTIVITA' DI PROVVISTA | ||||||
| - emissioni/acquisti di azioni proprie | 2.702 | 3.318 | ||||
| - emissioni/acquisti di strumenti di capitale | - | - | ||||
| - distribuzione dividendi e altre finalità | (153.272) | (112.234) | ||||
| - vendita/acquisto di controllo di terzi | - | - | ||||
| Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista | (150.570) | (108.916) | ||||
| LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO | (2.298.676) | 1.184.733 |
RENDICONTO FINANZIARIO
| Importo | ||||
|---|---|---|---|---|
| Voci di bilancio | 30/06/2024 | 30/06/2023 | ||
| Cassa e disponibilità liquide all'inizio del periodo | 6.326.610 | 3.357.710 | ||
| Liquidità totale netta generata/assorbita nel periodo | (2.298.676) | 1.184.733 | ||
| Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi | - | - | ||
| Cassa e disponibilità liquide alla chiusura del periodo | 4.027.934 | 4.542.443 |
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2024 è redatto in base allo IAS 34, con l'applicazione dei criteri di rilevazione e di valutazione previsti dai principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e dalle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.
Si fa presente inoltre che la Banca d'Italia, avendo i poteri in materia di definizione dei prospetti contabili e di definizione della Nota Integrativa del Bilancio, ha emanato l'8° aggiornamento della Circolare n. 262/2005 "Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione" il 17 novembre 2022. In base a quanto previsto dal paragrafo 10 dello IAS 34 il Gurppo si è avvalso della facoltà di redigere un'informativa sintetica.
I principi contabili adottati per la predisposizione del presente bilancio, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività finanziarie, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, risultano inviariati rispetto al 31 dicembre 2023.
La Relazione finanziaria semestrale consolidata è stata predisposta in osservanza dell'art.154-ter del Testo Unico della Finanza (TUF) e comprende il bilancio consolidato semestrale abbreviato, soggetto a revisione contabile limitata da parte della società Deloitte & Touche S.p.A., la relazione intermedia sulla gestione, l'attestazione del dirigente preposto prevista dall'art. 154-bis, comma 5 dello stesso TUF ed è corredata dalla relazione della società di revisione.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario e dalle Note illustrative.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto con l'applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1 e degli specifici principi contabili omologati dalla Commissione europea, nonché in aderenza con le assunzioni generali previste dal Quadro Sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio elaborato dallo IASB.
Non sono state effettuate deroghe all'applicazione dei principi contabili IAS/IFRS.
In conformità a quanto disposto dall'art. 5, comma 2, del Decreto Legislativo n. 38 del 28 febbraio 2005, il bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto utilizzando l'euro come moneta di conto, e si fonda sull'applicazione dei seguenti principi generali di redazione dettati dallo IAS 1:
delle voci sono adottati gli schemi predisposti dalla Banca d'Italia per i bilanci delle banche, contenuti nella circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti ed integrazioni.
I seguenti principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS sono stati applicati per la prima volta dal Gruppo a partire dal 1° gennaio 2024:
Alla data di riferimento del presente documento, gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l'adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti.
In data 30 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato il documento "Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments—Amendments to IFRS 9 and IFRS 7″. Il documento chiarisce alcuni aspetti problematici emersi dalla post-implementation review dell'IFRS 9, tra cui il trattamento contabile delle attività finanziarie i cui rendimenti variano al raggiungimento di obiettivi ESG (i.e. green bonds). In particolare, le modifiche hanno l'obiettivo di:
finanziaria prima di consegnare liquidità alla data di regolamento in presenza di determinate condizioni specifiche.
Con queste modifiche, lo IASB ha inoltre introdotto ulteriori requisiti di informativa riguardo in particolare ad investimenti in strumenti di capitale designati a FVOCI.
Le modifiche si applicheranno a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2026. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo dall'adozione di tale emendamento.
In data 9 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato un nuovo principio IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures. Il nuovo principio introduce alcune semplificazioni con riferimento all'informativa richiesta dagli altri principi IAS-IFRS. Tale principio può essere applicato da un'entità che rispetta i seguenti principali criteri:
Il nuovo principio entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, ma è consentita un'applicazione anticipata. Tale principio non risulta applicabile al bilancio consolidato semestrale abbreviato.
In data 9 aprile 2024 lo IASB ha pubblicato un nuovo principio IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statements che sostituirà il principio IAS 1 Presentation of Financial Statements. Il nuovo principio si pone l'obiettivo di migliorare la presentazione dei principali schemi di bilancio e introduce importanti modifiche con riferimento allo schema del conto economico. In particolare, il nuovo principio richiede di:
Il nuovo principio inoltre:
Il nuovo principio entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, ma è consentita un'applicazione anticipata. Al momento gli amministratori stanno valutando i possibili effetti dell'introduzione di questo nuovo principio sul bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo.
In data 15 agosto 2023 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IAS 21 The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: Lack of Exchangeability". Il documento richiede ad un'entità di applicare una metodologia da applicare in maniera coerente al fine di verificare se una valuta può essere convertita in un'altra e, quando ciò non è possibile, come determinare il tasso di cambio da utilizzare e l'informativa da fornire in nota integrativa. La modifica si applicherà dal 1° gennaio 2025, ma è consentita un'applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo dall'adozione di tale emendamento.
In data 30 gennaio 2014 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 14 – Regulatory Deferral Accounts che consente solo a coloro che adottano gli IFRS per la prima volta di continuare a rilevare gli importi relativi alle attività soggette a tariffe regolamentate ("Rate Regulation Activities") secondo i precedenti principi contabili adottati. Non essendo il Gruppo un first-time adopter, tale principio non risulta applicabile.
Gli schemi dello stato patrimoniale e del conto economico sono costituiti da voci, sottovoci e da ulteriori dettagli informativi (i "di cui" delle voci e sottovoci). Nel conto economico i ricavi sono indicati senza segno, mentre i costi sono indicati fra parentesi. Allo stesso modo sono esposte le componenti reddituali positive e negative incluse nel prospetto della redditività complessiva. Gli schemi riportano i corrispondenti dati di raffronto relativi allo stato patrimoniale riferiti all'esercizio precedente, mentre i dati di conto economico e del prospetto delle redditività complessiva sono riferiti allo stesso periodo dell'esercizio precedente.
Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto è quello previsto dalla Circolare n. 262/2005, e successivi aggiornamenti, della Banca d'Italia. Nel prospetto viene riportata la composizione e la movimentazione dei conti di patrimonio netto intervenuta nel periodo di riferimento del bilancio consolidato semestrale abbreviato ed in quello precedente, suddivisi tra il capitale sociale, le riserve di capitale, di utili e da valutazione di attività o passività di bilancio ed il risultato economico. Le azioni proprie in portafoglio, qualora presenti, sono portate in diminuzione del patrimonio netto. Non sono stati emessi strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie.
Il Rendiconto Finanziario fornisce informazioni che permettono agli utilizzatori di valutare le variazioni nell'attivo netto della società, la sua struttura finanziaria (compresa la liquidità e solvibilità) e la sua capacità di influire sulla dimensione e sulla tempistica dei flussi finanziari allo scopo di adeguarsi alle circostanze e alle opportunità.
Lo IAS 7 stabilisce che il rendiconto finanziario può essere redatto seguendo, alternativamente, il "metodo diretto" o quello "indiretto".
La Banca d'Italia, così come previsto dalle istruzioni della Circolare n.262/05, propone quindi i due alternativi schemi di Rendiconto Finanziario nei quali i flussi correlati all'attività operativa sono esposti con il metodo diretto e il metodo indiretto, senza privilegiarne uno in particolare, lasciando discrezionalità all'estensore del bilancio.
Il prospetto dei flussi finanziari intervenuti nel periodo di riferimento del bilancio ed in quello dell'esercizio precedente è stato predisposto seguendo il metodo indiretto, in base al quale i flussi derivanti dall'attività operativa sono rappresentati dal risultato dell'esercizio rettificato degli effetti delle operazioni di natura non monetaria.
I flussi finanziari sono suddivisi tra quelli derivanti dall'attività operativa, quelli generati dall'attività di investimento e quelli prodotti dall'attività di provvista.
Nel prospetto i flussi generatisi nel corso del periodo sono indicati senza segno, mentre quelli assorbiti sono indicati fra parentesi.
I criteri di valutazione relativi alle singole voci di bilancio sono invariati rispetto a quelli utilizzati nella predisposizione del bilancio consolidato 2023 a cui si fa rinvio.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Credem comprende il bilancio di Credito Emiliano spa e delle società da questa controllate, includendo nel perimetro di consolidamento anche le società operanti in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo. Analogamente, sono incluse anche le società veicolo (SPE/SPV) quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.
Sono considerate controllate le imprese nelle quali la Capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede più della metà dei diritti di voto o quando, pur con una quota di diritti di voto inferiore, la Capogruppo ha il potere di nominare la maggioranza degli amministratori della partecipata o di determinare le politiche finanziarie ed operative della stessa. Nella valutazione
dei diritti di voto si tiene conto anche dei diritti "potenziali" che siano correntemente esercitabili o convertibili in diritti di voto effettivi in qualsiasi momento.
Più in generale un'impresa è in grado di esercitare il controllo se è esposta o ha diritto a rendimenti variabili, derivanti dal proprio rapporto con l'entità oggetto d'investimento e, nel frattempo, ha la capacità di incidere su tali rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità. Specificatamente, un'impresa è in grado di esercitare il controllo se, e solo se, ha:
Sono considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell'attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull'attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.
Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali la capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali" come sopra definiti) o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.
Le partecipazioni controllate sono consolidate con il metodo integrale, mentre le interessenze non di controllo e di joint venture sono consolidate in base al metodo del patrimonio netto.
I criteri adottati per la redazione del bilancio consolidato sono i seguenti:
| Rapporto di partecipazione | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Denominazioni imprese | Tipo di Sede rapporto |
Impresa partecipante | Quota % | Disponibilità voti % |
|
| A. Imprese | |||||
| A. 1 Consolidate integralmente | |||||
| 1. Credemleasing spa | Reggio Emilia | 1 | Credito Emiliano | 99,90% | |
| Magazzini Generali delle Tagliate |
0,10% | ||||
| 2. Credemfactor spa | Reggio Emilia | 1 | Credito Emiliano | 99,00% | |
| Credemleasing | 1,00% | ||||
| 3. Credem Private Equity SGR spa | Reggio Emilia | 1 | Credito Emiliano | 87,50% | |
| Credem Euromobiliare Private banking |
12,50% | ||||
| 4. Euromobiliare Asset Management SGR spa | Milano | 1 | Credito Emiliano | 100,00% | |
| 5. Euromobiliare Advisory SIM spa | Milano | 1 | Credito Emiliano | 100,00% | |
| 6. Credemtel spa | Reggio Emilia | 1 | Credito Emiliano | 100,00% | |
| 7. Avvera spa | Reggio Emilia | 1 | Credito Emiliano | 100,00% | |
| 8. Magazzini Generali delle Tagliate spa | Reggio Emilia | 1 | Credito Emiliano | 100,00% | |
| 9. Credem Euromobiliare Private banking spa | Reggio Emilia | 1 | Credito Emiliano | 100,00% | |
| 10. Euromobiliare Fiduciaria spa | Milano | 1 | Credito Emiliano | 100,00% | |
| 11. Credemvita spa | Reggio Emilia | 1 | Credito Emiliano | 100,00% | |
| 12. Credem CB srl | Conegliano | 1 | Credito Emiliano | 70,00% | |
| A. 2 Consolidate con il metodo del patrimonio netto | |||||
| 1.Credemassicurazioni spa | Reggio Emilia | 4 | Credito Emiliano | 50,00% | |
| 2.Andxor srl | Cinisello Balsamo | 4 | Credemtel | 40,00% | |
| 3.SBC Fintech Milan 2224 srl | Milano | 4 | Credemtel | 35,02% | |
| 4. Flairbit srl | Genova | 4 | Credemtel | 10,00% | |
| 5. Mynet srl | Udine | 3 | Credemtel | 8,73% |
Legenda Tipo di rapporto: 1 = maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria 4 = altre forme di controllo
In relazione a quanto previsto dallo IAS 10, si informa che, successivamente al 30 giugno 2024, data di riferimento della situazione patrimoniale ed economica semestrale, e fino al 5 agosto 2024, data in cui il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha completato l'esame del presente bilancio consolidato semestrale abbreviato, autorizzandone la pubblicazione, non sono intervenuti fatti o eventi tali da comportare una rettifica dei dati presentati nel bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è sottoposto a revisione contabile limitata da parte della società Deloitte & Touche spa, cui tale incarico è stato affidato, in attuazione della Delibera assembleare del 26 aprile 2023, fino all'esercizio chiuso al 2031.
In conformità agli IFRS, la direzione aziendale deve formulare valutazioni, stime e ipotesi che influenzano l'applicazione dei principi contabili e gli importi delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi rilevati in bilancio, nonché sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali. Le stime e le relative ipotesi si basano sulle esperienze pregresse e su altri fattori considerati ragionevoli nella fattispecie e sono state adottate per stimare il valore contabile delle attività e delle passività che non è facilmente desumibile da altre fonti.
In particolare sono stati adottati processi di stima a supporto del valore di iscrizione di alcune delle più rilevanti poste valutative iscritte nel bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2024, così come previsto dai principi contabili e dalle normative di riferimento sopra descritti. Detti processi sono basati in larga misura su stime di recuperabilità futura dei valori iscritti in bilancio secondo le regole dettate dalle norme vigenti e sono stati effettuati in un'ottica di continuità aziendale, ossia prescindendo da ipotesi di liquidazione forzata delle poste oggetto di valutazione.
I processi adottati confortano i valori di iscrizione al 30 giugno 2024. Il processo valutativo è risultato particolarmente complesso in considerazione della persistente incertezza riscontrabile nel contesto macroeconomico e di mercato, caratterizzato, sia da importanti livelli di volatilità riscontrabili nei parametri finanziari determinanti ai fini della valutazione, sia da indicatori di deterioramento della qualità del credito ancora elevati.
I parametri e le informazioni utilizzati per la verifica dei valori prima menzionati sono quindi significativamente influenzati da detti fattori che potrebbero registrare rapidi mutamenti ad oggi non prevedibili, talché non si possono escludere conseguenti effetti sui futuri valori di bilancio. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di periodo in periodo e, pertanto, non è da escludere che nei periodi successivi gli attuali valori iscritti in bilancio possano differire, anche in maiera significativa, a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate.
Le stime e le ipotesi sono riviste regolarmente. Le eventuali variazioni conseguenti a tali revisioni sono rilevate nel periodo in cui la revisione viene effettuata qualora la stessa interessi solo quel periodo. Nel caso in cui la revisione interessi periodi sia correnti sia futuri, la variazione è rilevata nel periodo in cui la revisione viene effettuata e nei relativi periodi futuri.
Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'impiego di valutazioni soggettive da parte della Direzione sono:
Tali valutazioni sono prevalentemente legate sia all'evoluzione del contesto socio-economico nazionale e internazionale, sia all'andamento dei mercati finanziari, che provocano conseguenti riflessi sull'andamento dei tassi, sulla fluttuazione dei prezzi, sulle basi attuariali e, più in generale, sul merito creditizio delle controparti.
Gli strumenti finanziari valutati al fair value includono le attività e le passività finanziarie detenute per la negoziazione, gli strumenti finanziari designati al fair value, gli strumenti derivati e, infine, gli strumenti classificati come valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva.
Il principio IFRS13 definisce il fair value come il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione nel mercato principale (o più vantaggioso) alla data di valutazione, alle correnti condizioni di mercato (ossia un prezzo di chiusura), indipendentemente dal fatto che quel prezzo sia osservabile direttamente o che venga stimato utilizzando un'altra tecnica di valutazione.
Le funzioni coinvolte nei processi di determinazione del fair value includono le funzioni amministrative, le funzioni di front office Finanza e le funzioni di Risk Management.
Gli uffici amministrativi, direttamente responsabili della redazione dell'informativa finanziaria, sono chiamati a presidiare le regole utilizzate per la determinazione del Fair Value nel rispetto dei principi contabili di riferimento.
Gli uffici Finanza, a loro volta, detengono le conoscenze legate alle tecniche di valutazione applicate e presiedono i sistemi informativi utilizzati nei processi di determinazione del fair value. Infine gli uffici della funzione Risk Management sono chiamati a validare le tecniche di valutazione utilizzate, inclusi i relativi modelli e i parametri utilizzati. Tali uffici verificano la potenziale presenza di un mercato attivo e analizzano le possibili fonti disponibili. In generale, il Gruppo determina il fair value di attività e passività finanziarie secondo tecniche di valutazione scelte in base alla natura degli strumenti detenuti ed in base alle informazioni disponibili al momento della valutazione.
Sulla base delle informazioni disponibili al momento della valutazione, gli strumenti finanziari sono suddivisi tra quelli il cui prezzo è quotato in un mercato attivo da quelli per i quali un mercato attivo al momento della valutazione non esiste.
La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di Livello 3).
Gli input di Livello 1 sono prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività e passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione. Un prezzo quotato in un mercato attivo fornisce la prova più attendibile del fair value e, quando disponibile, deve essere utilizzato senza alcuna rettifica per valutare il fair value.
Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività.
Allo stesso modo, per quanto concerne il Livello 3, non sono considerate osservabili tutte le altre variabili impiegate nelle tecniche valutative che non possono essere corroborate sulla base di dati osservabili di mercato (Livello 3).
In linea generale, il processo per l'applicazione del Mark to Market è largamente automatizzato. Tutti gli strumenti finanziari quotati detenuti (azioni, obbligazioni e strumenti finanziari derivati) sono valutati, in presenza di mercati attivi, mediante i rispettivi prezzi quotati (valutazioni al Mark to Market) per la determinazione del P&L giornaliero.
Relativamente ai principali Information Providers, si distingue tra:
aggiornamento giornaliero e delta spread. Il modulo ATS considera una fonte primaria per ogni categoria di strumento, e attribuisce il livello di fair value associato ad ogni parametro;
Qualora le informazioni Refinitiv e Bloomberg non siano disponibili si utilizzano altri Information Providers indipendenti.
Se un'attività o passività valutata al fair value ha un prezzo denaro e un prezzo lettera (per esempio un dato proveniente da un mercato a scambi diretti e assistiti), per valutare il fair value deve essere utilizzato il prezzo rientrante nello scarto denaro-lettera (bid-ask spread) più rappresentativo del fair value in quelle circostanze specifiche, indipendentemente da come tale dato è classificato nella gerarchia del fair value (Livello 1, 2 o 3). È consentito l'utilizzo di prezzi denaro per posizioni attive e di prezzi lettera per posizioni passive, ma non è obbligatorio. Il Gruppo utilizza prevalentemente per le proprie posizioni attive i prezzi denaro, mentre per le proprie posizioni passive i prezzi lettera.
Generalmente l'acquisizione dei prezzi quotati avviene in via automatica, su base giornaliera, attraverso lo scarico delle informazioni da primari Information Provider indipendenti.
Nel determinare il fair value degli strumenti finanziari si ricorre al Mark to Model qualora l'analisi evidenzi che per gli strumenti detenuti non esistano prezzi quotati nel mercato principale (o più vantaggioso).
Le tecniche di valutazione utilizzate per valutare il fair value devono massimizzare l'utilizzo di input osservabili rilevanti e ridurre al minimo l'utilizzo di input non osservabili.
Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività.
Gli input di livello 2 comprendono:
Gli input non osservabili, Livello 3, devono essere utilizzati per valutare il fair value nella misura in cui gli input osservabili rilevanti non siano disponibili, consentendo pertanto situazioni di scarsa attività del mercato per l'attività o passività alla data di valutazione. Tuttavia, la finalità della valutazione del fair value resta la stessa, ossia un prezzo di chiusura alla data di valutazione dal punto di vista di un operatore di mercato che possiede l'attività o la passività. Pertanto, gli input non osservabili devono riflettere le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell'attività o passività, incluse le assunzioni circa il rischio.
Le rettifiche agli input di Livello 2 varieranno in funzione di fattori specifici dell'attività o della passività. Tali fattori comprendono i seguenti elementi:
L'utilizzo di input non osservabili significativi o eventuali rettifiche di un input di Livello 2 significativo per l'intera valutazione dello strumento, possono comportare nella valutazione del fair value una classificazione a Livello 3 nella gerarchia del fair value.
L'utilizzo di una tecnica di valutazione ha l'obiettivo di stimare il prezzo a cui avrebbe luogo una regolare operazione di vendita di una attività o di trasferimento di una passività tra operatori di mercato alla data di valutazione, alle condizioni di mercato correnti. Tre tecniche di valutazione ampiamente utilizzate sono il metodo basato sulla valutazione di mercato, il metodo del costo e il metodo reddituale. Un'entità deve utilizzare tecniche di valutazione coerenti con uno o più di questi metodi per valutare il fair value.
Esempi dei principali parametri osservabili di mercato di cui si servono le più comuni tecniche di valutazione applicate sono i seguenti:
curva dei tassi Risk Free. Sulla base delle rilevazioni storicizzate nell'applicativo di Front Office (Murex) viene ricavata una curva tassi Euro c.d. Risk-Free, attraverso un bootstrapping dei tassi impliciti in depositi, swap e Forward Rate Agreement;
tassi di cambio. Il sistema Murex acquisisce giornalmente, in automatico, i tassi di cambio spot fixing BCE dall'infoprovider Reuters;
Diversamente, qualora le tecniche di valutazione si basino in via prevalente su parametri non osservabili sul mercato, vengono svolti processi di stima interni. Ciò avviene limitatamente ai casi in cui i relativi dati di mercato non siano disponibili o non siano ritenuti affidabili.
L'utilizzo delle tecniche di valutazione che fanno uso di dati osservabili di mercato o di dati stimati internamente, implicano l'utilizzo di modelli valutativi all'interno dei quali sono calati tali parametri.
Il metodo reddituale converte importi futuri (per esempio, flussi finanziari o ricavi e costi) in un unico importo corrente (ossia attualizzato). Quando si utilizza il metodo reddituale, la valutazione del fair value riflette le attuali aspettative del mercato su tali importi futuri.
A titolo esemplificativo, tali tecniche di valutazione comprendono:
Qualora però si faccia ricorso a modelli valutativi proprietari, l'affidabilità degli stessi è testata confrontando, per strumenti simili quotati, le valutazioni fornite da tali tecniche con i relativi prezzi quotati (back testing). Inoltre, l'affidabilità di tali tecniche è verificata, ex post, monitorando nel tempo i risultati ottenuti.
La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di livello 3).
L'attività di attribuzione dei livelli di fair value avviene trimestralmente alle date contabili di riferimento basandosi sulla verifica della presenza di un mercato principale o più vantaggioso nell'intervallo temporale antecedente la data contabile di riferimento. L'attività prevede la verifica di alcuni principi necessari alla definizione di presenza di un mercato attivo per ogni strumento finanziario identificati dalla disponibilità di valorizzazioni eseguibili, continue e con scarto denarolettera (bid-ask spread) contenuti.
Il rispetto di tali condizioni determina il livello di fair value dello strumento analizzato. Qualora non siano presenti quotazioni di mercato, l'utilizzo di tecniche di valutazione viene effettuata ad ogni data contabile massimizzando l'utilizzo di input osservabili rilevanti e riducendo al minimo l'utilizzo di input non osservabili. La verifica di tali parametri di input in funzione della disponibilità determina il livello di fair value dello strumento.
Ad ogni data contabile viene inoltre effettuata una analisi comparativa dei livelli di fair value rispetto al trimestre precedente e l'inizio dell'esercizio di riferimento al fine di individuare i trasferimenti di livelli di fair value avvenuti nel corso dell'esercizio di riferimento e le circostanze che hanno determinato tale trasferimento.
Al fine di tenere in considerazione l'indisponibilità di valutazioni continuative dei fondi immobiliari chiusi non quotati, dovute a illiquidità, assenza di un mercato liquido e la specificità del sottostante, la metodologia alla base dell'individuazione del fair value attribuibile al capitale sociale della società avviene considerando valore del NAV più aggiornato disponibile (di norma riferito alla chiusura del semestre precedente) opportunamente rettificato al fine di riflettere la scarsa liquidità dell'asset.
Per la determinazione del fair value delle passività di propria emissione valutate al fair value, si tiene conto anche del proprio rischio emittente.
La costruzione di una o più curve di credit spread si rende necessaria, nell'ambito della fair value option, al fine di valorizzare gli strumenti non negoziati su mercati attivi1 con un full fair value. Il
NOTE ILLUSTRATIVE 1 Agli strumenti negoziati su mercati attivi viene attribuita la quotazione di mercato.
concetto di full fair value comprende, rispetto alla semplice attualizzazione sulla curva risk free dei cash flows generati dallo strumento, un ulteriore aggiustamento che tenga conto del rischio emittente: l'aggiustamento, ovvero il credit spread, assume la forma di uno spread additivo sulla curva risk free ed è di entità diversa sulle diverse scadenze temporali. Il credit spread relativo ad un emittente, inoltre, esprimendo un'indicazione sulla probabilità e sull'entità del rimborso dell'emissione, è diverso in base alla seniority dell'emissione: un'emissione senior avrà un credit spread inferiore rispetto ad un'emissione subordinata.
L'applicazione della Fair Value Option alle passività finanziarie prevede che si dia evidenza dell'ammontare delle variazioni di fair value attribuibili a variazioni del solo rischio creditizio dello strumento.
I fattori di rischio dovuti al merito creditizio vengono incorporati nella curva di attualizzazione (usata per il calcolo del Fair Value) applicando alla curva risk free uno spread che renda conto del rischio emittente.
Con tale metodo valutativo è possibile separare i diversi componenti di rischio, rischio tasso e rischio credito.
Le curve rettificate per il merito di credito dell'emittente si ottengono sommando ai tassi zero coupon (o tassi risk free) un credit spread che esprime il merito creditizio dell'emittente stesso. Tali curve sono utilizzate per la valutazione di obbligazioni non quotate sui mercati attivi.
Con la valutazione al Fair Value per tutti gli strumenti relativi a un singolo emittente (e anche per quelli emessi dal Gruppo), si possono costruire tre curve:
Per la determinazione delle curve dei credit spread, Credem si avvale di un servizio di fornitura esterna di curve bancarie da parte del provider Confluence/UBS.
La metodologia alla base della costruzione delle credit curves è basata sul principio che per costruire una credit curve su varie scadenze corrette, sarebbe necessario avere molti dati disponibili di mercato e strumenti con diverse scadenze, in quanto basterebbe eseguire il classico boot-strapping method per costruire la curva. In molti casi però, come in Credem, non c'è un numero sufficiente di osservazioni per poter applicare tale metodologia. Confluence, per ovviare a questo problema, utilizza una curva di comparables scelti per settore per costruire la shape della curva, e successivamente valuta gli spread delle emissioni outstanding per determinare di conseguenza lo spread delle curve.
Di seguito si riportano le informazioni richieste dall'IFRS 13.
Per i rapporti creditizi attivi e passivi non misurati al fair value su base ricorrente, il fair value, riportato nelle tabelle presenti nelle note illustrative, è stato determinato con i seguenti criteri:
Per tali strumenti, la determinazione del fair value si basa anche sull'utilizzo di parametri interni non direttamente osservabili sul mercato ed è calcolato solo ai fini di adempiere alle richieste di informativa e non ha alcun impatto sullo stato patrimoniale e sul conto economico.
Successivamente all'adozione dell'IFRS 9, il Gruppo Credem non ha effettuato cambiamenti di business model per la gestione delle proprie attività finanziarie e, quindi, non sono avvenuti trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie. Le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica) non prevedono riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui la società modifichi il proprio modello di business per la gestione di tali attività finanziarie. E' previsto che tali modifiche siano altamente infrequenti e devono essere determinate dal management a seguito di rilevanti cambiamenti esterni o interni, dimostrabili a soggetti esterni.
Le tecniche di valutazione utilizzate per gli strumenti finanziari appartenenti al livello 2 e 3 si distinguono:
Si riporta brevemente la definizione dei modelli utilizzati:
Il modello discounted cash flow, flussi di cassa attualizzati, è un metodo di valutazione di un investimento, basato sul processo finanziario di attualizzazione, che consente di stabilire oggi il valore attuale di un capitale che ha come naturale scadenza una data futura tramite l'applicazione di un tasso di sconto. Il tasso di sconto viene corretto per il rischio di credito dei flussi futuri attesi dall'attività in questione. La somma algebrica dei flussi attualizzati rappresenta il valore netto attuale (Net present value) dello strumento.
I parametri utilizzati nella tecnica di valutazione sono: curva tassi e credit spread di ogni singola emissione.
Il modello Black&scholes univariato (BS) è il modello di pricing delle opzioni più famoso e riconosciuto dal mercato. Il modello si basa sulla possibilità di creare un portafoglio equivalente all'opzione, costituito in parte da unità del sottostante e in parte da obbligazioni prive di rischio entrambi influenzati dalla stessa fonte di incertezza data dalle variazioni del prezzo dell'azione. Le ipotesi sottostanti il modello di BS sono rappresentate dall'andamento dei prezzi dell'attività sottostante (approssimato da un processo log-normale), dalla presenza di un mercato perfettamente efficiente; dal tasso di interesse e dalla volatilità del sottostante costante per tutta la durata dell'opzione.
I parametri utilizzati nella tecnica di valutazione sono il tasso di interesse, il valore e la volatilità del sottostante.
Alla data del 30/06/2023 tutti i parametri utilizzati nelle tecniche di valutazione sono risultati osservabili, evidenziando per gli strumenti valutati tramite mark to model livelli di fair value pari a 2.
In particolare:
valore del sottostante sono ottenuti dalla quotazione del mercato;
volatilità del sottostante ottenute da quotazioni di mercato.
Gli strumenti non scambiati su mercati attivi sono valutati a mark to model utilizzando la tecnica di valutazione che massimizza l'utilizzo di dati osservabili sul mercato. Qualora i parametri risultino non disponibili e direttamente osservabili il livello di fair value attribuito è pari a 3. Alla data del 30 giugno 2024 nessun strumento finanziario derivato è stato valutato a mark to modeltramite parametri di mercato non direttamente osservabili.
| 30/06/2024 | 31/12/2023 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Attività/Passività misurate al fair value | L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 |
| 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
4.999.932 | 83.617 | 281.249 | 4.613.404 | 84.847 | 283.133 |
| a) attività finanziarie detenute per la negoziazione | 37.370 | 32.321 | 23 | 28.975 | 32.043 | 22 |
| b) attività finanziarie designate al fair value | - | - | - | - | - | - |
| c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
4.962.562 | 51.296 | 281.226 | 4.584.429 | 52.804 | 283.111 |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
8.937.211 | 56.024 | 30.318 8.874.040 | 56.245 | 31.835 | |
| 3. Derivati di copertura | - | 744.755 | - | - | 568.146 | - |
| 4. Attività materiali | - | - | - | - | - | - |
| 5. Attività immateriali | - | - | - | - | - | - |
| Totale | 13.937.143 | 884.396 | 311.567 13.487.444 | 709.238 | 314.968 | |
| 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione | - | 32.996 | - | - | 27.211 | - |
| 2. Passività finanziarie designate al fair value | - | - | 4.170.554 | - | - | 3.884.977 |
| 3. Derivati di copertura | - | 668.789 | - | - | 911.207 | - |
| Totale | - | 701.785 | 4.170.554 | - | 938.418 | 3.884.977 |
L1= Livello 1
L2= Livello 2
L3= Livello 3
I proventi connessi all'emissione di prestiti obbligazionari, determinati dalla differenza tra il corrispettivo incassato ed il fair value dello strumento, sono riconosciuti a conto economico alla data di emissione in tutti i casi in cui tale fair value sia determinato attraverso tecniche di valutazione che prendono parametri osservabili sul mercato.
Il principio IFRS9 prevede che l'iscrizione iniziale degli strumenti finanziari avvenga al fair value. Normalmente il fair value di uno strumento finanziario alla data di rilevazione iniziale in bilancio è pari al "prezzo di transazione"; in altre parole, al costo o all'importo erogato per le attività finanziarie o alla somma incassata per le passività finanziarie.
L'affermazione che all'atto dell'iscrizione iniziale in bilancio il fair value di uno strumento finanziario coincide con il prezzo della transazione è intuitivamente sempre riscontrabile nel caso di transazioni del cosiddetto "Livello 1" della gerarchia del fair value.
Anche nel caso del "Livello 2", che si basa su prezzi derivati indirettamente dal mercato (comparable approach), l'iscrizione iniziale vede, in moltissimi casi, sostanzialmente coincidere fair value e prezzo. Eventuali differenze tra prezzo e fair value sono di norma da attribuire ai cosiddetti margini commerciali.
Nel caso del "Livello 3", invece, sussiste una discrezionalità parziale dell'operatore nella valutazione dello strumento e, pertanto, proprio per la maggior soggettività nella determinazione del fair value non è disponibile un inequivocabile termine di riferimento da raffrontare con il prezzo della transazione. Per tale ragione l'IFRS9 esclude che l'eventuale iniziale differenza tra il prezzo della transazione e la stima interna del fair value possa essere subito imputata a Conto Economico in un'unica soluzione. In tal caso, quindi, l'iscrizione iniziale deve sempre avvenire al prezzo. La successiva valutazione non può includere la differenza tra prezzo e fair value riscontrata all'atto della prima valutazione - ossia il Day-One-Profit (DOP) o il Day-One-Loss (DOL) implicito -, che deve invece essere riconosciuta a Conto Economico solo se deriva da cambiamenti dei fattori su cui i partecipanti al mercato basano le loro valutazioni nel fissare i prezzi (incluso l'effetto tempo). Ove lo strumento abbia una scadenza definita e non sia immediatamente disponibile un modello che monitori i cambiamenti dei fattori su cui gli operatori basano i prezzi, è ammesso il transito del DOP/DOL a Conto Economico linearmente sulla vita dello strumento finanziario stesso.
Pertanto, la politica contabile seguita prevede che:
Al 30 giugno 2024 non erano presenti importi che debbano essere ancora rilevati a conto economico "pro rata temporis", ovvero lungo la vita residua del contratto.
Sezione 2 – Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 20
2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica
| Totale Voci/Valori |
Totale 31/12/2023 |
|||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| 30/06/2024 | ||||||
| L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 | |
| 34.938 | - | - | 25.950 | 23 | - | |
| 1.732 | - | - | 4.813 | 23 | - | |
| 33.206 | - | - | 21.137 | - | - | |
| 1.331 | 116 | - | - | - | - | |
| 1.101 | - | 23 | 3.025 | - | 22 | |
| - | - | - | - | - | - | |
| - | - | - | - | - | - | |
| - | - | - | - | - | - | |
| Totale (A) | 37.370 | 116 | 23 | 28.975 | 23 | 22 |
| - | - | - | - | - | - | |
| - | 32.205 | - | - | 32.020 | - | |
| - | 32.205 | - | - | 32.020 | - | |
| - | - | - | - | - | - | |
| - | - | - | - | - | - | |
| - | - | - | - | - | - | |
| - | - | - | - | - | - | |
| - | - | - | - | - | - | |
| - | - | - | - | - | - | |
| Totale (B) | - | 32.205 | - | - | 32.020 | - |
| Totale (A+B) | 37.370 | 32.321 | 23 | 28.975 | 32.043 | 22 |
L1= Livello 1 L2= Livello 2
L3= Livello 3
| 2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti/controparti | ||
|---|---|---|
| -------------------------------------------------------------------------------------------------------- | -- | -- |
| Voci/Valori | Totale | Totale | |
|---|---|---|---|
| 30/06/2024 | 31/12/2023 | ||
| A. Attività per cassa | |||
| 1. Titoli di debito | 34.939 | 25.974 | |
| a) Banche Centrali | - | - | |
| b) Amministrazioni pubbliche | 33.073 | 24.107 | |
| c) Banche | 1.386 | 1.323 | |
| d) Altre società finanziarie | 183 | 229 | |
| di cui: imprese di assicurazione | - | - | |
| e) Società non finanziarie | 297 | 317 | |
| 2. Titoli di capitale | 1.446 | - | |
| a) Banche | - | - | |
| b) Altre società finanziarie | 22 | - | |
| di cui: imprese di assicurazione | - | - | |
| c) Società non finanziarie | 1.424 | - | |
| d) Altri emittenti | - | - | |
| 3. Quote di OICR | 1.124 | 3.047 | |
| 4. Finanziamenti | - | - | |
| a) Banche Centrali | - | - | |
| b) Amministrazioni pubbliche | - | - | |
| c) Banche | - | - | |
| d) Altre società finanziarie | - | - | |
| di cui: imprese di assicurazione | - | - | |
| e) Società non finanziarie | - | - | |
| f) Famiglie | - | - | |
| Totale (A) | 37.509 | 29.022 | |
| B. Strumenti derivati | |||
| a) Controparti Centrali | - | - | |
| b) Altre | 32.205 | 32.020 | |
| Totale (B) | 32.205 | 32.020 | |
| Totale (A+B) | 69.714 | 61.042 | |
In conformità a quanto disposto dal principio contabile IFRS 7 e tenuto conto delle indicazioni contenute nella Comunicazione CONSOB n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011 (che riprende il documento ESMA N. 2011/266 del 28 luglio 2011) in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito al "debito Sovrano", si precisa che al 30 giugno 2024 sono presenti esposizioni in titoli governativi per 33,1 milioni di euro, di cui 32,7 milioni di euro di esposizioni verso l'Italia, e obbligazioni emesse dall'Unione Europea per 0,4 milioni di euro. Le posizioni, classificate contabilmente di trading, hanno come oggetto la negoziazione verso la clientela istituzionale.
Si rimanda alla sezione 3 della presente nota per i titoli detenuti nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva".
| Voci/Valori | Totale 30/06/2024 |
Totale 31/12/2023 |
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 | ||||
| 1. Titoli di debito | 513.687 | 4.247 | 10 | 460.212 | 4.449 | 10 | |||
| 1.1 Titoli strutturati | - | - | - | - | - | - | |||
| 1.2 Altri titoli di debito | 513.687 | 4.247 | 10 | 460.212 | 4.449 | 10 | |||
| 2. Titoli di capitale | 198.803 | - | - | 177.801 1.705 |
- | ||||
| 3. Quote di O.I.C.R. | 4.250.072 | 47.049 | 249.202 | 3.946.416 | 46.650 | 251.480 | |||
| 4. Finanziamenti | - | - | 32.014 | - | - | 31.621 | |||
| 4.1 Pronti contro termine | - | - | - | - | - | - | |||
| 4.2 Altri | - | - | 32.014 | - | - | 31.621 | |||
| Totale | 4.962.562 | 51.296 | 281.226 | 4.584.429 | 52.804 | 283.111 | |||
L1= Livello 1 L2= Livello 2
L3= Livello 3
Nel portafoglio "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" delle "Imprese di assicurazione" sono presenti esposizioni di titoli governativi verso l'Italia per 243,3 milioni di euro, verso la Germania per 54,2 milioni di euro, verso la Spagna per 13,9 milioni di euro, verso la Francia per 10,6 milioni di euro, verso gli Stati Uniti per 4,6 milioni di euro, verso il Belgio per 2,0 milioni di euro, verso la Gran Bretagna per 1,6 milioni di euro, verso l'Austria per 1,3 milioni di euro, verso il Portogallo per 0,7 milioni di euro, verso l'Irlanda per 0,5 milioni di euro.
| Totale | Totale | |
|---|---|---|
| 30/06/2024 | 31/12/2023 | |
| 1. Titoli di capitale | 198.803 | 179.507 |
| di cui: banche | 26.159 | 21.251 |
| di cui: altre società finanziarie | 14.763 | 12.982 |
| di cui: società non finanziarie | 157.880 | 145.274 |
| 2. Titoli di debito | 517.944 | 464.671 |
| a) Banche centrali | - | - |
| b) Amministrazioni pubbliche | 332.791 | 321.559 |
| c) Banche | 166.078 | 124.618 |
| d) Altre società finanziarie | 3.082 | 3.673 |
| di cui: imprese di assicurazione | 912 | 1.049 |
| e) Società non finanziarie | 15.993 | 14.821 |
| 3. Quote di O.I.C.R. | 4.546.323 | 4.244.546 |
| 4. Finanziamenti | 32.014 | 31.621 |
| a) Banche centrali | - | - |
| b) Amministrazioni pubbliche | - | - |
| c) Banche | - | - |
| d) Altre società finanziarie | 12.005 | 10.767 |
| di cui: imprese di assicurazione | 12.005 | 10.767 |
| e) Società non finanziarie | 19.416 | 19.861 |
| f) Famiglie | 593 | 993 |
| Totale | 5.295.084 | 4.920.345 |
A seguito del fallimento dell'SPPI test nella presente categoria sono classificate le quote di fondi comuni (OICR) e alcuni finanziamenti verso clientela.
| Voci/Valori | Totale 30/06/2024 |
Totale 31/12/2023 |
||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 | |||
| 1. Titoli di debito | 8.929.292 | 53.623 | - | 8.866.480 | 54.032 | - | ||
| 1.1 Titoli strutturati | 884.306 | 2.317 | - | 943.633 | 2.406 | - | ||
| 1.2 Altri titoli di debito | 8.044.986 | 51.306 | - | 7.922.847 | 51.626 | - | ||
| 2. Titoli di capitale | 7.919 | 2.401 | 30.318 | 7.560 | 2.213 | 31.835 | ||
| 3. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - | ||
| Totale | 8.937.211 | 56.024 | 30.318 | 8.874.040 | 56.245 | 31.835 | ||
L1= Livello 1
L2= Livello 2
L3= Livello 3
| Voci/Valori | Totale 30/06/2024 |
Totale 31/12/2023 |
|
|---|---|---|---|
| 1. Titoli di debito | 8.982.915 | 8.920.512 | |
| a) Banche centrali | - | - | |
| b) Amministrazioni pubbliche | 6.452.859 | 6.372.557 | |
| c) Banche | 1.543.836 | 1.483.700 | |
| d) Altre società finanziarie | 403.919 | 444.268 | |
| di cui: imprese di assicurazione | 5.060 | 5.188 | |
| e) Società non finanziarie | 582.301 | 619.987 | |
| 2. Titoli di capitale | 40.637 | 41.608 | |
| a) Banche | 22.634 | 22.638 | |
| b) Altri emittenti: | 18.003 | 18.970 | |
| - altre società finanziarie | 15.828 | 16.583 | |
| di cui: imprese di assicurazione | - | - | |
| - società non finanziarie | 1.915 | 2.179 | |
| - altri | 260 | 208 | |
| 3. Finanziamenti | - | - | |
| a) Banche centrali | - | - | |
| b) Amministrazioni pubbliche | - | - | |
| c) Banche | - | - | |
| d) Altre società finanziarie | - | - | |
| di cui: imprese di assicurazione | - | - | |
| e) Società non finanziarie | - | - | |
| f) Famiglie | - | - | |
| Totale | 9.023.552 | 8.962.120 |
In conformità a quanto disposto dal principio contabile IFRS 7 e tenuto conto delle indicazioni contenute nella Comunicazione Consob n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011 (che riprende il documento ESMA N. 2011/266 del 28 luglio 2011) in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito al "debito Sovrano", si precisa:
Sono presenti coperture di fair value hedge sia su titoli di Stato, italiani a tasso fisso (BTP) ed esteri, che su titoli obbligazionari (senior unsecure e covered bond) a tasso fisso emessi da primari istituti di credito europei. La copertura è di tipo fair value hedge attuata attraverso la designazione di appositi strumenti di copertura (Interest Rate Swap) con copertura specifica del c.d. "rischio tasso" su detti titoli; la relazione venuta così a crearsi fra Hedged Item e Hedging Instrument ha comportato la redazione di una specifica documentazione che formalizza la relazione di copertura ed ha altresì usufruito delle particolari regole di contabilizzazione dell'Hedge Accounting. Si segnala che sono stati effettuati i test di efficacia (sia prospettici che retrospettivi) con esito positivo.
| Valore lordo | Rettifiche di valore complessive | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Primo stadio |
di cui: Strumenti con basso rischio di credito |
Secondo stadio |
Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
Primo stadio |
Secondo stadio |
Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
Write-off parziali complessivi |
|
| Titoli di debito | 8.988.997 | 18.764 | - | - | - | 6.082 | - | - | - | - |
| Finanziamenti | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Totale 30/06/2024 | 8.988.997 | 18.764 | - | - | - | 6.082 | - | - | - | - |
| Totale 31/12/2023 | 8.926.494 | 18.380 | - | - | - | 5.981 | - | - | - | - |
Il valore lordo e le rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired sono comprensivi degli interessi contrattuali maturati.
| Totale | Totale | |||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 30/06/2024 | 31/12/2023 | |||||||||||
| Tipologia | Valore di bilancio | Fair value | Valore di bilancio | Fair value | ||||||||
| operazioni/Valori | Primo e secondo stadio |
Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
L1 | L2 | L3 | Primo e secondo stadio |
Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
L1 | L2 | L3 |
| A. Crediti verso Banche Centrali |
386.857 | - | - | - | - 386.857 | 375.118 | - | - | - | - | 375.118 | |
| 1. Depositi a scadenza |
- | - | - | X | X | X | - | - | - | X | X | X |
| 2. Riserva obbligatoria |
386.857 | - | - | X | X | X | 375.118 | - | - | X | X | X |
| 3. Pronti contro termine |
- | - | - | X | X | X | - | - | - | X | X | X |
| 4. Altri | - | - | - | X | X | X | - | - | - | X | X | X |
| B. Crediti verso banche |
1.324.894 | - | - 576.772 4.326 743.363 1.226.058 | - | - 599.313 6.791 615.874 | |||||||
| 1. Finanziamenti | 743.363 | - | - | - | - 743.363 | 615.390 | - | - | - | - 615.874 | ||
| 1.1 Conti correnti |
- | - | - | X | X | X | - | - | - | X | X | X |
| 1.2. Depositi a scadenza |
- | - | - | X | X | X | - | - | - | X | X | X |
| 1.3. Altri finanziamenti: |
743.363 | - | - | X | X | X | 615.390 | - | - | X | X | X |
| - Pronti contro termine attivi |
297.355 | - | - | X | X | X | - | - | - | X | X | X |
| - Finanziamenti per leasing |
148 | - | - | X | X | X | 168 | - | - | X | X | X |
| - Altri | 445.860 | - | - | X | X | X | 615.222 | - | - | X | X | X |
| 2. Titoli di debito | 581.531 | - | - 576.772 4.326 | - | 610.668 | - | - 599.313 6.791 | - | ||||
| 2.1 Titoli strutturati |
108.204 | - | - 104.873 4.326 | - | 134.812 | - | - 128.699 6.791 | - | ||||
| 2.2 Altri titoli di debito |
473.327 | - | - 471.899 | - | - | 475.856 | - | - 470.614 | - | - | ||
| Totale | 1.711.751 | - | - 576.772 4.326 1.130.220 1.601.176 | - | - 599.313 6.791 990.992 | |||||||
L1= Livello 1 L2= Livello 2
L3= Livello 3
Sono inclusi i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di servizi finanziari.
I crediti, ad eccezione dei titoli di debito, sono iscritti al loro valore nominale, corrispondente al loro fair value e il livello di fair value attribuito risulta essere pari a 3.
4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela
| Totale 30/06/2024 |
Totale 31/12/2023 |
||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia | Valore di bilancio | Fair value | Valore di bilancio | Fair value | |||||||||
| operazioni/Valori | Primo e secondo stadio |
Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
L1 | L2 | L3 | Primo e secondo stadio |
Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
L1 | L2 | L3 | |
| 1. Finanziamenti | 35.550.313 266.975 | 15.813 | - | - 36.310.153 35.434.672 271.677 | 17.405 | - | - 36.552.871 | ||||||
| 1. Conti correnti |
1.810.174 | 19.970 | 647 | X | X | X | 1.838.482 21.996 | 686 | X | X | X | ||
| 2. Pronti contro termine attivi |
655.302 | - | - | X | X | X | 8.797 | - | - | X | X | X | |
| 3. Mutui | 20.290.297 183.311 | 5.929 | X | X | X | 20.288.147 182.615 | 7.598 | X | X | X | |||
| 4. Carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto |
3.627.533 25.572 | 8.892 | X | X | X | 3.373.582 24.543 | 8.791 | X | X | X | |||
| 5. Finanziamenti per leasing |
3.101.666 | 29.212 | - | X | X | X | 3.107.352 28.525 | - | X | X | X | ||
| 6. Factoring | 1.152.321 | 5.350 | - | X | X | X | 1.456.078 | 9.172 | - | X | X | X | |
| 7. Altri finanziamenti |
4.913.020 | 3.560 | 345 | X | X | X | 5.362.234 | 4.826 | 330 | X | X | X | |
| 2. Titoli di debito | 6.261.052 | - | - 5.916.861 306.272 | - | 7.140.100 | - | - 6.753.612 370.398 | - | |||||
| 1. Titoli strutturati |
381.684 | - | - | 139.890 238.881 | - | 469.796 | - | - | 176.652 288.027 | - | |||
| 2. Altri titoli di debito |
5.879.368 | - | - 5.776.971 | 67.391 | - 6.670.304 | - | - 6.576.960 | 82.371 | - | ||||
| Totale | 41.811.365 266.975 | 15.813 5.916.861 306.272 36.310.153 42.574.772 271.677 | 17.405 6.753.612 370.398 36.552.871 |
Il valore lordo e le rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired sono comprensivi degli interessi contrattuali maturati.
Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" sono presenti esposizioni in titoli governativi per circa 5.538,1 milioni di euro (3.838,7 milioni di euro Italia, di cui BTP 3.594,2 milioni di euro e CCT 244,5 milioni di euro, 725,8 milioni di euro altri paesi, 452,5 milioni di euro Spagna e 273,3 milioni di euro Portogallo) e obbligazioni emesse dall'Unione Europea per 973,3 milioni di euro.
Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" delle "Imprese di assicurazione" sono presenti esposizioni di titoli governativi verso l'Italia per 112,7 milioni di euro, verso la Spagna per 17,1 milioni di euro, verso il Portogallo per 8,6 milioni di euro e verso la Francia per 2,7 milioni di euro.
Il Gruppo non ha effettuato operazioni di acquisto di crediti deteriorati.
Sono presenti coperture di fair value hedge su titoli di Stato, italiani, a tasso fisso (BTP) ed esteri. La copertura è di tipo fair value hedge attuata attraverso la designazione di appositi strumenti di copertura (Interest Rate Swap) con copertura specifica del c.d. "rischio tasso" su detti titoli; la relazione venuta così a crearsi fra Hedged Item e Hedging Instrument ha comportato la redazione di una specifica documentazione che formalizza la relazione di copertura ed ha altresì usufruito delle particolari regole di contabilizzazione dell'Hedge Accounting. Si segnala che sono stati effettuati i test di efficacia (sia prospettici che retrospettivi) con esito positivo.
BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA
| Totale 30/06/2024 |
Totale 31/12/2023 |
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia operazioni/Valori | Primo e secondo stadio |
Terzo stadio | Attività impaired acquisite o originate |
Primo e secondo stadio |
Terzo stadio | Attività impaired acquisite o originate |
||
| 1. Titoli di debito | 6.261.051 | - | - | 7.140.100 - |
||||
| a) Amministrazioni pubbliche |
5.679.015 | - | - | 6.454.554 - |
||||
| b) Altre società finanziarie |
581.534 | - - |
685.048 | - | - | |||
| di cui: imprese di assicurazione |
513 | - | 527 | - | - | |||
| c) Società non finanziarie |
502 | - - |
498 | - | - | |||
| 2. Finanziamenti verso: | 35.550.313 | 266.974 | 15.813 | 271.678 | 17.405 | |||
| a) Amministrazioni pubbliche |
598.469 | 1.857 | - | 604.308 | 2.024 | - | ||
| b) Altre società finanziarie |
1.200.015 | 154 | 33 | 703.771 149 |
876 | |||
| di cui: imprese di assicurazione |
153.615 | - | - | 48.915 - |
- | |||
| c) Società non finanziarie |
16.958.967 | 103.314 | 4.017 | 17.470.786 107.719 |
4.499 | |||
| d) Famiglie | 16.792.862 | 161.649 11.763 |
16.655.806 161.786 |
12.030 | ||||
| Totale | 41.811.364 | 266.974 | 15.813 | 42.574.771 | 271.678 | 17.405 | ||
| Valore lordo | Rettifiche di valore complessive | |||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Primo stadio |
di cui: Strumenti con basso rischio di credito |
Secondo stadio |
Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
Primo stadio |
Secondo stadio |
Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
Write-off parziali complessivi |
|||||
| Titoli di debito | 6.848.211 | - | - | - | - | 5.627 | - | - | - | - | ||||
| Finanziamenti | 34.427.774 | 322.997 2.332.165 656.258 | 17.788 | 40.312 | 39.094 389.282 | 1.976 | 16.641 | |||||||
| Totale | 30/06/2024 41.275.985 | 322.997 2.332.165 656.258 | 17.788 | 45.939 | 39.094 389.282 | 1.976 | 16.641 | |||||||
| Totale 31/12/2023 | 41.879.887 | 240.421 2.384.730 687.736 | 19.821 | 46.253 | 42.414 | 416.059 | 2.415 | 17.477 | ||||||
| FV 30/06/2024 | VN | FV 31/12/2023 | VN | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| L1 | L2 | L3 | 30/06/2024 | L1 | L2 | L3 | 31/12/2023 | ||
| A. Derivati finanziari | |||||||||
| 1. Fair value | - | 744.755 | - | 27.405.534 | - | 568.146 | - | 17.532.717 | |
| 2. Flussi finanziari | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3. Investimenti esteri | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| B. Derivati creditizi | |||||||||
| 1. Fair value | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 2. Flussi finanziari | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| Totale | - 744.755 - |
27.405.534 | - 568.146 - |
17.532.717 | |||||
Legenda:
L1= Livello 1
L2= Livello 2
L3= Livello 3
FV = fair value
VN = valore nozionale
| Flussi finanziari | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Specifica | ||||||||||
| Operazioni/Tipo di copertura | titoli di debito e tassi di interesse |
titoli di capitale e indici azionari |
valute e oro |
credito | merci | altri | Generica | Specifica | Generica | Investim. esteri |
| 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
346.717 | - | - | - | X | X | X | - X |
X | |
| 2. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
75.726 | X | - | - | X | X | X | - X |
X | |
| 3. Portafoglio | X | X | X | X | X | X | 61.928 | X | - X |
|
| 4. Altre operazioni | - | - | - | - | - | - | X | - X |
- | |
| Totale attività 422.443 | - | - | - | - | - | 61.928 | - | - - |
||
| 1. Passività finanziarie | 465 | X | - | - | - | - | X | - X |
X | |
| 2. Portafoglio | X | X | X | X | X | X | - | X | - X |
|
| Totale passività | 465 | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 1. Transazioni attese | X | X | X | X | X | X | X | - X |
X | |
| 2. Portafoglio di attività e passività finanziarie |
X | X | X | X | X | X | 259.919 | X | - - |
Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTCS.
I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value positivo di 346.717 mila euro.
Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTC.
I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value positivo di 75.726 mila euro.
Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli emessi a tasso fisso contabilizzati nelle "Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - titoli in circolazione". I derivati di questa tipologia presentano un fair value positivo di 465 mila euro.
Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso della raccolta a vista della clientela.
La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding del Gruppo. Una quota parte di questa raccolta, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal cosiddetto "effetto vischiosità".
Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:
I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value positivo di 259.919 mila euro.
Si è adottata la metodologia contabile del macro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente gli effetti economici delle strategie di copertura attuate. I derivati di copertura relativi a tale strategia presentano un fair value positivo di 61.928 mila euro.
Si rimanda alla Sezione della Parte E delle note illustrative per la descrizione delle modalità della copertura.
| Totale | Totale | |
|---|---|---|
| Adeguamento di valore delle attività coperte / Componenti del gruppo | 30/06/2024 | 31/12/2023 |
| 1. Adeguamento positivo | - | 38.819 |
| 1.1 di specifici portafogli: | - | 38.819 |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | - | 38.819 |
| b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | - | - |
| 1.2 complessivo | - | - |
| 2. Adeguamento negativo | 36.177 | 3.777 |
| 2.1 di specifici portafogli: | 34.123 | 1.823 |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 34.123 | 1.823 |
| b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | - | - |
| 2.2 complessivo | 2.054 | 1.954 |
| Totale | (36.177) | 35.042 |
Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzioni "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente in modo simmetrico sia i mutui che i derivati di copertura.
Il Macro Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi; i test sono svolti periodicamente durante tutta la vita dell'operazione. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%. Il test di verifica della tenuta prospettica e retrospettiva delle coperture è svolto su base trimestrale.
L'hedge accounting non può essere mantenuto qualora la copertura divenga inefficace (fuori dal range 80%-125%).
Il valore di bilancio della voce "Partecipazioni" ammonta a 56,4 milioni di euro.
| Rapporto di partecipazione | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Denominazioni | Sede legale/operativa | Tipo di rapporto |
Impresa partecipante | Quota % | Disponibilità voti % |
|
| A. Imprese controllate in modo congiunto |
||||||
| 1. Credemassicurazioni spa | Reggio Emilia | 1 | Credito Emiliano | 50,00% | ||
| B. Imprese sottoposte a influenza notevole |
||||||
| 1. Andxor | Cinisello Balsamo (MI) | 1 | Credemtel | 40,00% | ||
| 2. SBC Fintech 2224 Milan | Milano | 1 | Credemtel | 35,02% | ||
| 3. Flairbit | Genova | 1 | Credemtel | 10,00% | ||
| 4. Mynet | Udine | 1 | Credemtel | 8,73% |
Legenda
Tipo di rapporto:
1 – partecipazione al capitale sociale
| Denominazioni | Valore di bilancio | Fair value | Dividendi percepiti | ||
|---|---|---|---|---|---|
| A. Imprese controllate in modo congiunto | |||||
| 1. | Credemassicurazioni spa | 53.970 | - | 3.005 | |
| B. Imprese sottoposte ad influenza notevole | |||||
| 3. | Andxor srl | 1.459 | - | - | |
| 4. | SBC Fintech 2224 Milan srl | 174 | - | - | |
| 5. | Flairbit srl | 499 | - | - | |
| 6. | Mynet srl | 271 | - | - | |
| Totale | 56.373 | - | 3.005 |
La colonna fair value non è avvalorata perché non sono presenti società quotate classificate tra le partecipazioni significative.
| Denominazioni | Patrimonio netto (*) |
Percentuale di interessenza |
Patrimonio netto di pertinenza |
Avviamento | Altre poste |
Valore di bilancio |
|---|---|---|---|---|---|---|
| A. Imprese controllate in modo congiunto | ||||||
| Credemassicurazioni | 87.290 | 50,00% | 43.645 | 10.324 | - | 53.970 |
| Andxor | 992 | 40,00% | 397 | 1.062 | - | 1.459 |
| SBC Fintech 2224 Milan | 493 | 35,02% | 174 | - | - | 174 |
| Flairbit | 966 | 10,00% | 97 | 402 | - | 499 |
| Mynet | 619 | 8,73% | 54 | 217 | - | 271 |
| Totale | 90.365 | - | 44.367 | 12.005 | - | 56.373 |
Credito Emiliano S.p.A. detiene il 50% di Credemassicurazioni S.p.A., la cui restante quota di capitale sociale (50%) è invece detenuta da Reale Mutua Assicurazioni. In tale contesto:
In relazione a Credemassicurazioni la posizione di Credito Emiliano è pertanto quella:
Gli accordi in essere tra i soci detentori rispettivamente il 50% del capitale sociale contemplano:
In tale contesto, i diritti di Credito Emiliano sono circoscritti alle attività nette di Credemassicurazioni.
Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 40% di ANDXOR SOLUZIONI INFORMATICHE S.R.L. "ANDXOR".
In tale contesto, per ANDXOR:
In relazione a ANDXOR la posizione di Credemtel è pertanto quella:
di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;
che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte degli altri soci.
Gli accordi in essere tra i soci di ANDXOR contemplano, a favore di Credemtel:
Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 35,02 % di SBC Fintech Milan 2224 srl (SBC).
In tale contesto:
In relazione a SBC la posizione di Credemtel è pertanto quella:
Gli accordi in essere tra i soci di SBC contemplano, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione). Siccome non vi sono nell'ambito di SBC voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.
Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene l'8,73% di MYNET Srl Società Benefit (MYNET). Alla quota detenuta da Credemtel sono stati attribuiti diritti di voto pari al 5% del totale dei diritti di voto.
In tale contesto:
In relazione a MYNET la posizione di Credemtel è pertanto quella:
Gli accordi in essere tra i soci di MYNET contemplano, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione) oltre alla designazione di un sindaco effettivo (con ruolo di presidente del collegio sindacale) ed uno supplente. Siccome non vi sono nell'ambito di MYNET voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.
Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 10,00% di FLAIRBIT.
In tale contesto:
Credemtel non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;
Credemtel però ha il potere il veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credemtel anche gli altri soci non sono in grado di incidere sulla società.
In relazione a FLAIRBIT la posizione di Credemtel è pertanto quella:
Gli accordi in essere tra i soci di FLAIRBIT contemplano, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione). Siccome non vi sono nell'ambito di FLAIRBIT voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.
Credito Emiliano ha sottoscritto con Reale Mutua di Assicurazioni accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership in Credemassicurazioni.
In tale contesto le clausole del contratto di compravendita delle azioni a suo tempo perfezionato tra Credito Emiliano e Reale Mutua di Assicurazioni hanno espressamente convenuto un'opzione put in capo a Reale Mutua di Assicurazioni e un'opzione call in capo a Credito Emiliano S.p.A. riguardante il 50% della partecipazione di Reale Mutua nel capitale sociale di Credemassicurazioni. Entrambe le opzioni sono esercitabili allo scadere di ogni quinquennio dall'acquisto della partecipazione in Credemassicurazioni da parte di Reale Mutua.
A distanza di anni dalla sottoscrizione del primo accordo di collaborazione, il Credito Emiliano e la Società Reale Mutua di Assicurazioni hanno rinnovato la loro partnership paritetica nella società in rassegna. Il rinnovo dell'accordo permette al gruppo di sviluppare l'offerta di prodotti dei rami danni e di accrescere il livello di servizio offerto alla propria clientela, grazie al supporto di un primario player specializzato nel settore della protection.
Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:
Credemtel ha sottoscritto con i soci di ANDXOR accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership nella società.
Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:
Credemtel ha sottoscritto con i soci di SBC accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership nella società.
Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:
Credemtel ha sottoscritto con i soci di MYNET accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership nella società.
Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:
Credemtel ha sottoscritto con i soci di FLAIRBIT accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership nella società.
Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:
Credemassicurazioni, Andxor, Flairbit e Mynet, partecipazioni per le quali il valore di bilancio risulta essere superiore alla quota di pertinenza di patrimonio netto, sono state assoggettate a test d'impairment dal quale è emerso un valore recuperabile superiore al valore di carico. Si è quindi ritenuto che la differenza negativa fra il valore di carico e la quota di pertinenza del patrimonio netto di tali partecipate non è ascrivibile a perdita durevole di valore e, pertanto, non sono stati rettificati i valori di iscrizione.
Per Credemassicurazioni la differenza negativa è ascrivibile alla quota di avviamento per 10,3 milioni di euro, mentre per Andxor, Flairbit e Mynet la differenza negativa è ascrivibile alla quota di avviamento rispettivamente per 1.062 mila di euro, per 402 mila euro e per 217 mila euro.
Dinamica del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione per elementi sottostanti alla misurazione
| Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione |
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione |
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Scomposizione valore di bilancio |
Valore attuale dei flussi finanziari 30/06/2024 |
Aggiustamento per i rischi non finanziari 30/06/2024 |
Margine sui servizi contrattuali 30/06/2024 |
Totale 30/06/2024 |
Valore attuale dei flussi finanziari 31/12/2023 |
Aggiustamento per i rischi non finanziari 31/12/2023 |
Margine sui servizi contrattuali 31/12/2023 |
Totale 31/12/2023 |
| A. Valore di bilancio iniziale | ||||||||
| 1. Cessioni in riassicurazione che | 13.447 | 508 | 1.408 | 15.363 | 17.989 | 627 | 1.789 | 20.405 |
| costituiscono attività 2. Cessioni in riassicurazione che |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| costituiscono passività 3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio |
13.447 | 508 | 1.408 | 15.363 | 17.990 | 627 | 1.789 | 20.406 |
| B. Variazioni relative ai servizi attuali | ||||||||
| 1. Margine sui servizi contrattuali | - | - | (303) | (303) | - | - | (705) | (705) |
| registrato in conto economico 2. Variazione per rischi non |
- | (71) | - | (71) | - | (162) | - | (162) |
| finanziari scaduti 3. Modifiche connesse con |
||||||||
| l'esperienza | (665) | - | - | (665) | (1.275) | - | - | (1.275) |
| 4. Totale | (665) | (71) | (303) | (1.039) | (1.275) | (162) | (705) | (2.142) |
| C. Variazioni relative a sevizi futuri | ||||||||
| 1. Cambiamenti di stime che modificano il margine sui servizi contrattuali |
(263) | (13) | 183 | (93) | (2.518) | (113) | 1.655 | (976) |
| 2. Effetti dei contratti iscritti nell'esercizio |
173 | 25 | (198) | - | 514 | 113 | (627) | - |
| 3 | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 4. Rilasci della componente di recupero perdite diversi dalle variazioni dei flussi finanziari dei contratti di cessione in riassicurazione |
- | - | (2) | (2) | - | - | (86) | (86) |
| 5. Variazioni dei flussi finanziari delle cessioni in riassicurazione derivanti dai contratti assicurativi sottostanti onerosi |
- | - | 13 | 13 | - | - | (594) | (594) |
| 6. Totale | (90) | 12 | (4) | (82) | (2.004) | - | 348 | (1.656) |
| D. Variazioni relative a servizi passati |
176 | - | - | 176 | (149) | - | - | (149) |
| 1. aggiustamenti all'attività per sinistri accaduti |
176 | - | - | 176 | (149) | - | - | (149) |
| E. Effetti delle variazioni del rischio di inadempimento |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| F. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D+E) |
(579) | (59) | (307) | (945) | (3.428) | (162) | (357) | (3.947) |
| G. Ricavi/costi di natura finanziaria | ||||||||
| 1. Relativi alle cessioni in riassicurazione |
94 | 3 | (14) | 83 | 981 | 43 | (25) | 999 |
| 1.1 Registrati in conto | 63 | 3 | (14) | 52 | 92 | 6 | (25) | 73 |
| economico 1.2. Registrati nel conto |
31 | - | - | 31 | 889 | 37 | - | 926 |
| economico complessivo 2. Effetti connessi con le |
||||||||
| variazioni dei tassi di cambio | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Totale H. Importo complessivo registrato in |
94 | 3 | (14) | 83 | 981 | 43 | (25) | 999 |
| conto economico e nel conto economico complessivo (F+ G) |
(485) | (56) | (321) | (862) | (2.447) | (119) | (382) | (2.948) |
| I. Altre variazioni | - | - | - | - | - | - | - | - |
| L. Movimenti di cassa | ||||||||
| 1. Premi pagati al netto di importi non connessi con i sinistri recuperati dai riassicuratori |
1.307 | - | - | 1.307 | 2.823 | - | - | 2.823 |
| 2. Importi recuperati dai riassicuratori |
(3.457) | - | - | (3.457) | (4.919) | - | - | (4.919) |
| 3. Totale | (2.150) | - | - | (2.150) | (2.096) | - | - | (2.096) |
| M. Valore netto di bilancio (A.3+H+I+L.3) |
10.812 | 452 | 1.087 | 12.351 | 13.447 | 508 | 1.407 | 15.362 |
| N. Valore di bilancio finale | ||||||||
| 1. Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività |
11.870 | 283 | 654 | 12.807 | 13.447 | 508 | 1.408 | 15.363 |
| 2. Cessioni in riassicurazione che costituiscono passività |
(1.058) | 170 | 432 | (456) | - | - | - | - |
| 3. Valore netto di bilancio | 10.812 | 453 | 1.086 | 12.351 | 13.447 | 508 | 1.408 | 15.363 |
| Attività/Valori | Totale 30/06/2024 |
Totale 31/12/2023 |
|||
|---|---|---|---|---|---|
| Durata definita |
Durata indefinita |
Durata definita |
Durata indefinita |
||
| A.1 Avviamento | X | 291.342 | X | 291.342 | |
| A.1.1 di pertinenza del gruppo | X | 291.342 | X | 291.342 | |
| A.1.2 di pertinenza di terzi | X | - | X | - | |
| A.2 Altre attività immateriali | 188.807 | - | 199.440 | - | |
| di cui: software | 175.296 | - | 184.923 | - | |
| A.2.1 Attività valutate al costo: | 188.807 | - | 199.440 | - | |
| a) Attività immateriali generate internamente | 21.624 | - | 22.052 | - | |
| b) Altre attività | 167.183 | - | 177.388 | - | |
| A.2.2 Attività valutate al fair value: | - | - | - | - | |
| a) Attività immateriali generate internamente | - | - | - | - | |
| b) Altre attività | - | - | - | - | |
| Totale | 188.807 | 291.342 | 199.440 | 291.342 |
La voce "Altre attività" è composta prevalentemente da software e dalla "Client Relationship" relativa alle acquisizioni degli sportelli dei rami d'azienda e a Credemvita.
Si fornisce il dettaglio degli avviamenti sulla base delle operazioni di aggregazione che li hanno generati:
| Gruppi filiali/banche | Anno di fusione | |
|---|---|---|
| o di acquisizione | ||
| Filiali Deutsche Bank | 1998 | 2.695 |
| B.C.C. Curinga | 1998 | 917 |
| B.C.C. San Giovanni Gemini | 1998 | 452 |
| Banca dei Comuni Nolani | 1998 | 2.361 |
| Banca della Provincia di Napoli | 1998 | 58 |
| B.C.C. Alto Crotonese | 1999 | 161 |
| B.C.C. Fortore Miscano | 1999 | 1.377 |
| Banca Popolare Andriese | 2000 | 17.669 |
| Banca di Latina | 2003 | 3.028 |
| Filiali Citibank International PLC | 2008 | 36.307 |
| Filiali Banco Popolare | 2008 | 119.926 |
| Filiali Unicredit | 2008 | 94.433 |
| TOTALE BANCHE INCORPORATE | 279.384 | |
| Euromobiliare A.M. Sgr (ramo ceduto da Credem International Lux) | 2000 | 2.166 |
| TOTALI AVVIAMENTI BANCHE | 281.550 | |
| So.em.ro (incorporata da MGT) | 1998 | 294 |
| Netium | 2001 | 9 |
| Credemvita | 2008 | 4.092 |
| C.S. Inform (incorporata da Credemtel) | 2010 | 1.350 |
| Topkey (incorporata da Credemtel) | 2014 | 835 |
| Sata (incorporata da Credemtel) | 2020 | 1.656 |
| Blue Eye (incorporata da Credemtel) | 2021 | 1.556 |
| TOTALI AVVIAMENTI | 291.342 |
Lo IAS 36 prevede che, anche nell'ottica della verifica di eventuali riduzioni di valore ("Impairment test"), gli avviamenti acquisiti in aggregazioni aziendali siano allocati ad unità organizzative relativamente autonome nel profilo gestionale e che beneficiano delle sinergie derivanti dall'acquisizione, denominate Cash Generating Units (CGU). L'avviamento iscritto a seguito di acquisizioni viene assoggettato ad impairment test almeno una volta all'anno e comunque quando vi siano segnali di deterioramento. La normativa inoltre richiede che venga effettuato il monitoraggio continuo di indicatori che possano fare presumere una riduzione del valore, per verificare l'eventuale esistenza di presupposti che richiedano un'immediata valutazione di perdite di valore attraverso un nuovo impairment test.
Alla luce di quanto previsto dal principio, il Gruppo Credem ha proseguito le attività di analisi e il monitoraggio specifico, già utilizzato gli scorsi anni per cogliere gli elementi che possano eventualmente modificare le conclusioni dell'impairment test condotto con riferimento al Bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2023 in relazione alla CGU Banking.
Le attività di analisi e il monitoraggio specifico svolte nel 2024 (dettagliate successivamente nei rispettivi paragrafi) hanno confermato gli indicatori più significativi già utilizzati per il risultato positivo dell'impairment test degli avviamenti in modo completo di dicembre'23:
la sostenibilità dei risultati economici per l'anno in corso (par. "Pianificazione e monitoraggio") e l'aggiornamento delle proiezioni che non fa emergere elementi di criticità
la tenuta dell'adeguatezza patrimoniale pluriennale anche in condizioni di stress – par. "Posizionamento e resilienza del Gruppo Credem";
il costo del capitale, aggiornato nelle componenti "Beta" e "Risk free" con i parametri a fine giugno'24 che, rispetto a dicembre'23, risulta in calo di 53 bps (da 8,96% a 8,43%);
la presenza di margini di impairment ampiamente positivi;
un price to book value in crescita – par. "Price to book value in crescita";
Sulla base delle analisi effettuate con riferimento alla CGU Banking, non sono emersi al 30 giugno 2024 indicatori e/o variazioni tali da incidere in misura apprezzabile sulla valorizzazione della CGU e pertanto gli Amministratori non hanno riscontrato la necessità di procedere ai fini della redazione della presente relazione semestrale ad effettuare un nuovo Impairment test.
Si illustrano di seguito le analisi di dettaglio svolte nel 2024.
Come già negli scorsi anni, a partire dalla crisi pandemica, il Gruppo Credem ha svolto anche nel 2024 degli "Aggiornamenti delle proiezioni" ai fini dell'impairment test ed anche ai fini interni per monitorare e verificare la tenuta dei risultati economici e patrimoniali sia Individuali che Consolidati.
L'aggiornamento delle proiezioni svolto nel primo trimestre 2024 e approvato in sede di CA ha colto gli effetti economici positivi sul Margine Finanziario del Banking Commerciale e del Parabancario derivanti dalla crescita dei tassi rispetto alle vecchie proiezioni, congiuntamente ad una crescita del Margine da Servizi ed al contenimento del costo del rischio.
L'analisi dello scenario macroeconomico attuale ha individuato una dinamica dell'economia italiana con una crescita media al 2027 del +0,9%. Tale sviluppo presuppone una dinamica interessante dei consumi delle famiglie, anche grazie alla ripresa dei servizi e alla coda dei beni durevoli. Gli investimenti in beni strumentali dovrebbero risultare in progresso per gli investimenti del PNRR, mentre il contributo degli incentivi Transizione 5.0 è atteso dal 2025. Gli investimenti in costruzioni saranno penalizzati dal venir meno del Superbonus. Si ipotizza una flessione della curva tassi a breve, coerentemente con le decisioni di taglio dei tassi da parte della BCE. L'inflazione italiana dovrebbe evidenziare un +1,8% medio annuo, a fronte di uno spread BTP-Bund che, da previsioni, dovrebbe stabilizzarsi nell'intorno dei 170 bps. A fine giugno'24 lo spread era a circa 160 bps. Le previsioni aggiornate hanno migliorato i risultati economici per l'anno in corso, in linea con le proiezioni medie degli analisti stimate nel medesimo periodo.
Il posizionamento del Gruppo Credem nel Sistema e nei confronti dei principali concorrenti si è dimostrato ancora una volta distintivo e resiliente come testimoniato sia dagli economics nei benchmarking interno che dalla capacità produttiva di raccolta con la clientela. I più recenti dati
gestionali a consuntivo evidenziano infatti una raccolta netta di Gruppo positiva in tutti i comparti, con una ripresa della Gestita dopo la debole partenza dei primi mesi dell'anno; viceversa in calo sul dicembre dell'anno precedente lo stock di Impieghi "clientela", come per la maggior parte dei Player.
Le stime patrimoniali, recepite nel Resoconto ICAAP inviato all'Organo di Vigilanza il 31 marzo (anch'esse ancorate alle previsioni economiche già considerate nell'esercizio svolto in sede di Bilancio 2023, ma aggiornate alla luce dei risultati consuntivi del 2023) confermano l'adeguatezza patrimoniale del Gruppo. Lo scenario ICAAP stressato al 2026, sufficientemente severo, sebbene in presenza di margini più ristretti rispetto al base, ha evidenziato una piena adeguatezza patrimoniale sia in termini di CET1 che in termini di Total Capital.
Gli stress regolamentari, come l'ICAAP, evidenziano che la consistente dotazione patrimoniale e l'assenza di perdite previste per il 2024 garantiscono la capacità del Gruppo di reggere all'eventualità che le crisi sistemiche si possano protrarre anche oltre il corrente esercizio.
Anche le proiezioni più recenti evidenziano come i ratios calcolati in tale sede siano allineati ai valori del processo ICAAP confermando la sostenibilità dei valori forniti alla vigilanza a marzo 2024.
Le Sensitivity evidenziano che i ratio rispettano le soglie definite anche in ipotesi di scenario avverso.
L'insieme delle analisi svolte sulla base delle informazioni attualmente disponibili non evidenziano quindi criticità relative all'adeguatezza patrimoniale prospettica.
Passando all'analisi degli indicatori più significativi per il risultato positivo dell'impairment test degli avviamenti, evidenziamo che una stima aggiornata del costo del capitale al I°H2024 sul II°H2023 (con la stessa metodologia dell'Impairment test di fine 2023) genera un valore pari al 8,43%, in calo rispetto al tasso di attualizzazione utilizzato per l'impairment di Bilancio a dicembre'23 (8,96%). Nel dettaglio il tasso di attualizzazione risulta dalle seguenti componenti: tasso privo di rischio pari al 3,84% (4,34% al 2023), corrispondente alla media semplice del rendimento lordo dei BTP a 10 anni emessi negli ultimi 6 mesi; coefficiente Beta pari a 0,834 (0,841 al 2023), corrispondente al coefficiente di Credem (5 anni adjusted periodo 30 giugno 2019 - 30 giugno 2024 con rilevazione settimanale); premio per il rischio di mercato pari al 5,5% (costante nei periodi precedenti), in linea con la recente prassi valutativa per il mercato italiano.
Per quanto riguarda l'andamento dei prezzi di Borsa e l'indicatore Price to Book value, si evidenzia un'evoluzione confortante, in particolare se raffrontato alla media del settore. Nel primo semestre 2024 le azioni Credem sono state scambiate ad un controvalore medio di 9,15 Euro per azione (rispetto a 7,74 Euro per azione relativo al 2° semestre 2023, fonte Bloomberg), corrispondente ad un multiplo sul patrimonio netto contabile della Banca al 31 marzo 2024 di 0,82, in forte miglioramento sul fine anno precedente (0,71 con prezzo di chiusura del 29 dicembre 2023 e patrimonio netto contabile al 31 dicembre 2023). A fine giugno 2024, il multiplo medio (P/BV) delle Banche commerciali italiane quotate è risultato pari a circa 0,70 con riferimento al patrimonio netto contabile al 31 marzo 2024. I report degli analisti indicano un "target price" medio per il titolo Credem di 11,32 Euro per azione, corrispondente ad un multiplo sul patrimonio netto contabile della Banca al 31 marzo 2024 pari a circa 1,01.
Sulla base delle analisi effettuate, non sono emersi al 30 giugno 2024 indicatori e/o variazioni tali da incidere in misura apprezzabile sulla valorizzazione della CGU e pertanto gli Amministratori non hanno riscontrato la necessità di procedere ai fini della redazione del presente bilancio consolidato semestrale abbreviato ad effettuare un nuovo Impairment test.
Le attività fiscali e le passività fiscali correnti comprendono l'ammontare netto (debito o credito) IRAP al netto dei crediti d'imposta e degli acconti e l'addizionale IRES, previsto per gli intermediari finanziari ai sensi dell'art.12, comma 3 del Decreto Legislativo n. 142 del 29 novembre 2018.
Ai fini delle imposte dirette, risultano definiti, per decorrenza dei termini di cui all'art. 43 del D.P.R. 29/9/1973, n. 600, i periodi di imposta chiusi al 31/12/2018.
Nell'attivo dello stato patrimoniale sono presenti le "attività fiscali per imposte anticipate", DTA ovvero Deferred Tax Asset, principalmente derivanti da differenze temporanee tra la data di iscrizione nel conto economico di costi e la data alla quale i costi medesimi potranno essere dedotti. Tali attività iscritte in bilancio si riferiscono a differenze temporanee recuperabili in un arco temporale abbastanza lungo.
Le attività per imposte anticipate sono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero, valutata con il "Probability test" previsto dallo IAS12 sulla base della capacità fiscale della Banca e delle società del Gruppo di generare con continuità redditi imponibili positivi nei futuri esercizi, tenuto conto delle disposizioni fiscali vigenti.
L'ammontare delle imposte anticipate iscritto in bilancio viene sottoposto a test ogni anno, per verificare se sussista o meno la ragionevole probabilità che la società interessata consegua in futuro risultati imponibili tali da consentire un riassorbimento delle imposte anticipate iscritte nei precedenti periodi d'imposta.
Con riferimento all'iscrivibilità delle attività per imposte anticipate ed al loro mantenimento in bilancio è opportuno richiamare alcune importanti modifiche normative introdotte nel 2011 in materia fiscale che, prevedendo la trasformazione delle attività per imposte anticipate in crediti di imposta in predeterminate ipotesi, hanno introdotto la modalità di recupero delle imposte anticipate attive tale da assicurare il loro riassorbimento a prescindere dalla capacità di generare una redditività.
Le disposizioni di cui all'art.2, commi da 55 a 58, del D.L. 225/2010, c.d. Decreto Milleproroghe 2010, hanno introdotto la disciplina della trasformazione in credito di imposta delle attività per imposte anticipate in ipotesi di rilevazione di una "perdita civilistica". Rientrano nella presente disciplina le imposte anticipate iscritte in bilancio in relazione sia alle svalutazioni di crediti non ancora dedotte ai sensi dell'art.106, comma 3, del Tuir, sia al valore dell'avviamento e delle altre attività immobiliari ai sensi dell'art.103 del Tuir, i cui componenti negativi sono deducibili nei periodi di imposta successivi. Successivamente la Legge 22 dicembre 2011 n.214, di seguito 214/2011, con la conversione delle disposizioni contenute nel Decreto Legge 201/2011 ha apportato importanti modifiche alla disciplina della trasformazione delle imposte anticipate estendendone l'ambito oggettivo di applicazione all'ipotesi di conseguimento di una perdita fiscale ai fini IRES.
Le modifiche introdotte dalla Legge 147/2013 hanno esteso la trasformazione delle imposte anticipate Irap stanziate sia sulle quote delle rettifiche di valore sui crediti, sia sulle quote di ammortamento di avviamenti e altre attività materiali rinviate negli esercizi successivi nelle ipotesi di rilevazione di una perdita civilistica e di conseguimento ai fini Irap di un valore della produzione netta negativo.
Quindi, nelle ipotesi di una perdita civilistica o di una perdita fiscale o un valore della produzione netta Irap negativo, le attività per imposte anticipate Ires/Irap riferite alle rettifiche di valore su crediti non ancora dedotte dal reddito imponibile e le attività per impose anticipate riconducibili al valore dell'avviamento e delle altre attività immateriali, i cui componenti negativi sono deducibili in più periodi di imposta, sono trasformate in credito di imposta secondo le previsioni delle Legge 214 del 22 dicembre 2011 (compensazione senza limiti con qualsiasi tipo di tributo, incluso ritenute e contributi).
Da segnalare inoltre come l'articolo 11 del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni dalla legge 30 giugno 2016, n. 119, stabilisce che le imprese interessate dalle disposizioni che prevedono la trasformazione in crediti d'imposta delle attività per imposte anticipate – di cui all'articolo 2, commi da 55 a 57, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 – possono optare per il mantenimento dell'applicazione delle predette disposizioni, attraverso il versamento di un canone.
L'opzione ha lo scopo di consentire alle società che hanno DTA qualificate al 31 dicembre 2015 di mantenere il diritto di trasformarle in crediti d'imposta nel caso che in futuro si verifichino le situazioni di perdita civilistica o fiscale o liquidazione prevista all'articolo 2, commi da 55 al 56 ter del Dl 225 del 2010.
Oltre a ciò, il regime di deducibilità ai fini Ires e Irap delle svalutazioni crediti e delle perdite su crediti, verso la clientela, degli enti creditizi e finanziari e delle imprese di assicurazione è stato modificato dal Decreto Legge n.83 del 27 giugno 2015, art.16, introducendo, al posto della deducibilità annuale in misura di un quinto per ciascun anno, la deducibilità integrale, a partire dall'esercizio 2016, di tali componenti negativi di reddito nell'esercizio in cui sono rilevati in bilancio, mentre le svalutazioni relative all'esercizio 2015 erano deducibili al 75% nell'anno di pertinenza, mentre il restante 25% sarà deducibile, insieme agli stock di svalutazioni e perdite non ancora dedotte presenti al 31 dicembre 2014, in dieci anni con differenti percentuali di deduzione.
La legge 30 dicembre 2018, n.145, nota come Legge di Bilancio 2019, ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2018 al 2026.
Sempre la stessa legge ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 in quattro quote annuali dal 2022 al 2025.
La legge di Bilancio n.160 del 27 dicembre 2019, nota come Legge di Bilancio 2020, ha disposto il rinvio a partire dal 2019 e fino al 2029 della deduzione secondo diverse misure percentuali delle quote di ammortamento relative al valore dell'avviamento e delle altre attività immateriali che hanno dato luogo all'iscrizione di imposte anticipate che non erano ancora state dedotte nel 2017 ed in particolare ai quei valori relativi ad avviamenti ed altre attività immateriali iscritti nel bilancio consolidato e riferibili ai maggiori valori contabili delle partecipazioni di controllo acquisite ed iscritte nel bilancio per effetto di operazioni straordinarie.
La stessa legge ha inoltre previsto, ai commi 1067 -1068, che i componenti reddituali derivanti dall'adozione del modello di rilevazione del fondo a copertura delle perdite attese su crediti di cui al par.5.5 IFRS9, ed iscritti a bilancio in sede di prima adozione del medesimo principio contabile, siano deducibili dalla base imponibile IRES ed IRAP nella misura del 10 per cento del loro ammontare nel periodo di imposta di prima adozione e per il restante 90 per cento in quote costanti nei nove periodi di imposta successivi.
Sempre la stessa legge ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 in cinque quote annuali dal 2025 al 2029 ed ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 al 2028.
L'art. 110 del DL 14 agosto 2020, n. 104 (c.d. decreto "Agosto") ha reintrodotto, nell'ambito delle disposizioni che prevedono la rivalutazione (anche solo civilistica) dei beni d'impresa nel bilancio 2020, la possibilità, per le società che redigono il bilancio d'esercizio secondo i principi contabili IAS/IFRS, di riallineare le divergenze tra valori fiscali e contabili relativi ai beni materiali e immateriali (esclusi i bene merce) ed alle partecipazioni immobilizzate.
Sui maggiori valori riallineati è applicata un'imposta sostitutiva dell'IRES e dell'IRAP pari al 3%, da versare in un massimo di tre rate annuali entro il termine per il versamento a saldo delle imposte sui redditi; è inoltre necessario "vincolare" una riserva di patrimonio (in regime di sospensione di imposta) per un importo pari alle divergenze riallineate al netto dell'imposta sostitutiva.
Sono riallineabili i valori relativi a "i beni d'impresa e le partecipazioni" risultanti dal bilancio dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2019 ed individuati (come già avvenuto per previgenti regimi simili) secondo le disposizioni relative al regime di rivalutazione/riallineamento della legge n. 342/2000. In tal senso, possono riallinearsi le divergenze che si creano ordinariamente per effetto dell'utilizzo del criterio del fair value nella valutazione dei beni (ad esempio, per gli immobili) ovvero quelle originate da operazioni straordinarie fiscalmente neutrali.
Il gruppo ha provveduto ad allineare i valori fiscali ai maggiori valori civilistici dei beni di impresa iscritti nel bilancio al 31 dicembre 2020, per un importo di circa 96 milioni di euro, e già presenti nel bilancio chiuso al 31/12/2019 e il riallineamento ha interessato gli immobili interamente di proprietà, c.d. terra/cielo, che in sede di prima applicazione dei principi contabili internazionali IAS, per poter permettere lo scorporo del valore del terreno dal valore dei fabbricati, furono valutati al fair value. La perizia esterna di valutazione, fu suddivisa tra il valore dei terreni ed il valore dei fabbricati sovrastanti. Ai fini fiscali non si è potuto tener conto di questi maggiori valori di bilancio, proseguendo con il piano di ammortamento in base alle aliquote fiscalmente già riconosciute in passato.
A seguito di questo riallineamento è stata contabilizzata, nell'esercizio 2020, l'imposta sostitutiva del 3%, ammontante a 2,8 milioni di euro, e sono state stornate le relative imposte differite stanziate per effetto della rivalutazione effettuata in sede di prima applicazione dei
principi contabili internazionali. L'effetto positivo netto che ha interessato il conto economico del 2020 è stato pari a 22,8 milioni di euro.
Inoltre la Legge di bilancio 2021, articolo 1, comma 83, legge 178/2020 ha esteso questa possibilità anche agli avviamenti risultanti dal bilancio in corso al 31 dicembre 2020 con il pagamento di un'imposta sostitutiva del 3% che permette di riconoscere anche fiscalmente i maggiori valori civilistici iscritti in bilancio rispetto ai minori valori fiscali. In bilancio sono iscritti anche avviamenti, che non hanno mai avuto rilevanza fiscale, riferiti alle incorporazioni effettuate negli esercizi precedenti per 23,5 milioni di euro. A seguito di questo riallineamento è stata contabilizzata, nell'esercizio 2020, l'imposta sostitutiva del 3%, ammontante a 0,8 milioni di euro, e sono state iscritte le relative imposte differite attive, seguendo quanto riportato dall'applicazione n.1 del febbraio 2009 dell'Organismo Italiano di Contabilità. L'effetto positivo netto che ha interessato il conto economico del 2020 è stato pari a 4,5 milioni di euro.
La Legge di Bilancio 2022 (Legge n.234 del 30/12/2021) ha stabilito, ai sensi dell'art. 1 comma 622, che la deduzione fiscale dei valori rivalutati per beni immateriali (che fiscalmente si ammortizzano in 18 anni, a norma dell'articolo 103 del Tuir), debba avvenire, partendo dal 2021, in 50 anni, terminando dunque nell'anno 2070. Pertanto, le imposte differite attive iscritte per 23,5 milioni di euro relative al valore degli avviamenti riallineati saranno riassorbite entro l'arco temporale di 50 anni, rispetto ai 18 anni inizialmente previsti.
Nel corso dell'anno 2021, gli impatti di natura fiscale hanno tenuto conto della fusione per incorporazione di Cassa Risparmio di Cento S.p.A. L'operazione straordinaria è rappresentata nel bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2021 in base al c.d. "acquisition method", previsto dall'IFRS 3, dedicato alla rappresentazione contabile delle aggregazioni aziendali (c.d. "business combinations"). In particolare, il c.d. "acquisition method" impone che, in caso di fusione per incorporazione, l'operazione abbia un riflesso nel bilancio d'esercizio, tramite un processo di "purchase price allocation" ("PPA") basato sul fair value delle attività e delle passività della società incorporata. Tale criterio di contabilizzazione può generare differenze tra il valore contabile determinato a seguito dell'operazione di fusione e il valore contabile delle stesse poste indicato nell'ultimo bilancio dell'incorporata.
Nel caso specifico, nel bilancio al 31/12/2021, le differenze hanno concorso a determinare: i) l'iscrizione di un avviamento negativo (c.d. "badwill", fiscalmente non riconosciuto, ai sensi dell'art.172 del TUIR), pari a euro 97 mln, che è stato contabilizzato nel conto economico come provento e determinato dalla differenza negativa tra il minor valore di fair value del "corrispettivo" e il maggior valore di fair value delle attività e passività acquisite a seguito dell'incorporazione; ii) l'iscrizione di ulteriori poste contabili (fiscalmente rilevanti) relative a svalutazioni e rivalutazioni di crediti NPL, time deposit e fondi immobiliari, per un ammontare complessivo netto di 23 milioni di euro; iii) l'assorbimento delle DTA riferibili a perdite fiscali pregresse, per un ammontare complessivo di 36 milioni di euro.
Nel corso del 2022, l'art. 42 comma 1, del DL 17/2022 convertito dalla Legge 34/2022, ha previsto che, la quota relativa alle svalutazioni e alle perdite su crediti pari al 12% che sarebbe stata oggetto di deduzione sia ai fini IRES che IRAP nel periodo di imposta 2022, sia rinviata in quattro quote costanti da dedursi dal 2023 al 2026. In ciò sta la modifica apportata nell'iter di conversione del decreto, che in origine colpiva la deduzione del 2021 rinviandola ai successivi quattro periodi di imposta (dal 2022 al 2025). Inoltre il comma 1-bis dell'art 42 in sede dell'iter di conversione in Legge, ha modificato il comma 1056 della Legge 145/2018, per cui la quota del 10% rinviata ai fini IRES e IRAP al 2026, viene anticipata e ammessa in deduzione al 31 dicembre 2022 per il 53%, mentre la restante parte (47%) rimane al 2026.
Nel corso del 2023, l'art. 1 co. 49 - 51 della L. 213/2023 interviene nuovamente sul regime transitorio di deducibilità, ai fini IRES e IRAP, delle svalutazione su crediti di banche, stabilendo il differimento, in quote costanti, al periodo d'imposta in corso al 31.12.2027 e al successivo, della deduzione della quota dell'1% dell'ammontare dei componenti negativi prevista per il periodo d'imposta in corso al 31.12.2024 e della quota del 3% dell'ammontare dei componenti negativi prevista per il periodo d'imposta in corso al 31.12.2026.
| Totale 30/06/2024 |
Totale 31/12/2023 |
||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia operazioni/Valori | Fair Value | Fair Value | |||||||
| VB | L1 | L2 | L3 | VB | L1 | L2 | L3 | ||
| 1. Debiti verso banche centrali | - | X | X | X | 2.149.620 | X | X | X | |
| 2. Debiti verso banche | 5.582.428 | X | X | X | 3.636.697 | X | X | X | |
| 2.1 Conti correnti e depositi a vista | 375.545 | X | X | X | 231.803 | X | X | X | |
| 2.2 Depositi a scadenza | 2.002 | X | X | X | 33.758 | X | X | X | |
| 2.3 Finanziamenti | 5.200.859 | X | X | X | 3.370.471 | X | X | X | |
| 2.3.1 Pronti contro termine passivi | 5.188.227 | X | X | X | 3.355.734 | X | X | X | |
| 2.3.2 Altri | 12.632 | X | X | X | 14.737 | X | X | X | |
| 2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali |
- | X | X | X | - | X | X | X | |
| 2.5 Debiti per leasing | - | X | X | X | - | X | X | X | |
| 2.6 Altri debiti | 4.022 | X | X | X | 665 | X | X | X | |
| Totale 5.582.428 | - 5.187.227 395.201 5.786.317 | - 3.355.734 2.430.583 | |||||||
| Totale | 5582428 | 5786317 |
VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3
I debiti verso banche sono rappresentati principalmente da debiti a vista a tasso variabile, e non è stata posta in essere alcun tipo di copertura.
A fine giugno 2024 non sono in essere operazioni di finanziamento con BCE. Nel mese di marzo 2024 è stata rimborsata alla naturale scadenza l'ultima tranche TLTRO III.7 per l'importo nominale di 740 milioni di euro.
| Totale 30/06/2024 |
Totale 31/12/2023 |
||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia operazioni/Valori | VB | Fair Value | VB | Fair Value | |||||
| L1 | L2 | L3 | L1 | L2 | L3 | ||||
| 1. Conti correnti e depositi a vista | 30.992.174 | X | X | X | 31.780.656 | X | X | X | |
| 2. Depositi a scadenza | 6.166.791 | X | X | X | 5.136.382 | X | X | X | |
| 3. Finanziamenti | 1.282.680 | X | X | X | 5.042.202 | X | X | X | |
| 3.1 Pronti contro termine passivi | 709.588 | X | X | X | 4.470.001 | X | X | X | |
| 3.2 Altri | 573.092 | X | X | X | 572.201 | X | X | X | |
| 4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali |
- | X | X | X | - | X | X | X | |
| 5. Debiti per leasing | 136.039 | X | X | X | 135.807 | X | X | X | |
| 5. Altri debiti | 329.600 | X | X | X | 314.314 | X | X | X | |
| Totale 38.907.284 | - 709.588 38.197.696 42.409.361 | - 4.470.001 37.939.360 |
VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3
I debiti sono iscritti al costo ammortizzato, corrispondente al loro fair value, considerando che si tratta quasi esclusivamente di rapporti a vista o a breve termine e il livello di fair value attribuito risulta essere pari a 3, ad eccezione del livello di fair value dei pronti contro termine a cui è attributo il valore 2.
Si segnala che, a seguito delle modifiche apportate al funzionamento del mercato interbancario collateralizzato, con conseguente trasferimento alla Cassa di Compensazione e Garanzia ed alla Monte Titoli delle funzioni finora svolte dalla Banca d'Italia, nella voce 3.1 "Pronti contro termine passivi" sono presenti i finanziamenti, per 709,6 milioni di euro, ricevuti dal suddetto mercato.
| Totale | Totale | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia titoli/Valori | 30/06/2024 | 31/12/2023 | ||||||||
| Fair Value | Fair Value | |||||||||
| VB | L1 | L2 | L3 | VB | L1 | L2 | L3 | |||
| A. Titoli | ||||||||||
| 1. obbligazioni | 4.478.697 4.364.589 | 179.952 | - | 4.581.551 | 4.169.898 | 445.445 | - | |||
| 1.1 strutturate | 1.245.090 | 1.287.462 | - | - | 749.693 | 763.278 | - | - | ||
| 1.2 altre | 3.233.607 | 3.077.127 | 179.952 | - | 3.831.858 3.406.620 | 445.445 | - | |||
| 2. altri titoli | 290.828 | - | - | 295.000 | 84 | - | - | 84 | ||
| 2.1 strutturate | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| 2.2 altre | 290.828 | - | - | 295.000 | 84 | - | - | 84 | ||
| Totale | 4.769.525 4.364.589 | 179.952 | 295.000 | 4.581.635 | 4.169.898 | 445.445 | 84 | |||
VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3
Nella voce "altri titoli" sono classificati i certificati di deposito.
Principali caratteristiche contrattuali delle passività subordinate:
"CREDITO EMILIANO 20/30 SUBORDINATO 3,5% SUB" (ISIN IT0005421539) per 200.000.000,00 € costituito da n. 2.000.000,00 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.
Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 3,5% annuo lordo fino al 16/12/2025 poi tasso IRS 5Y + 3,897% annuo lordo.
Il prestito scade il 16/12/2030 se non verrà esercitata l'opzione call al 16/12/2025 che significherà il rimborso anticipato.
Al 30/06/2024 la quantità residua risulta pari a 200.000.000,00 € costituita da n. 2.000.000 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.
L'obbligazione è stata interamente sottoscritta da Credemholding.
"CREDITO EMILIANO 22/32 SUBORDINATO 7,625 SUB" (ISIN IT0005497117) per 200.000.000,00 € costituito da n. 2.000.000,00 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.
Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 7,625% annuo lordo fino al 05/10/2027 poi tasso MS 5Y + 5,514% annuo lordo.
Il prestito scade il 05/10/2032 se non verrà esercitata l'opzione call al 05/07/2027 che significherà il rimborso anticipato.
Al 30/06/2024 la quantità residua risulta pari a 200.000.000,00 € costituita da n. 2.000.000 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna
L'obbligazione è stata interamente sottoscritta da Credemholding.
In caso di liquidazione tutte le obbligazioni subordinate saranno rimborsate solo dopo che siano stati soddisfatti tutti gli altri creditori non ugualmente subordinati.
Le obbligazioni non sono coperte dalla garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.
Obbligazione non convertibile, a tasso fisso, emissione a 98,330% in data 18 novembre 2020 e denominato "Credemvita s.p.a.", codice ISIN XS2253071216 in valuta euro. Il titolo presenta le seguenti caratteristiche:
Il rimborso del Prestito potrà avvenire - oltre che alla scadenza naturale - alla scadenza del quinto anno, ovvero al verificarsi di un "Regulatory Event" (ossia nell'ipotesi in cui i titoli non avessero più le caratteristiche di ammissibilità - e non di computabilità – ad essere inclusi tra gli elementi dei fondi propri di base di livello 2 della Compagnia, ovvero, conformemente alla prassi di mercato, nel caso in cui la Compagnia non fosse più assoggettata alla supervisione dell'IVASS) e di un "Tax Event" (ossia qualora, a causa dell'introduzione di nuove norme fiscali, ovvero della modifica di quelle esistenti, la Compagnia fosse assoggettata al pagamento di ulteriori imposte sul Prestito ovvero non fosse più in condizioni di dedurre gli interessi pagati sul Prestito).
| Totale 30/06/2024 |
Totale 31/12/2023 |
||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia operazioni/Valori | Fair Value | Fair | Fair Value | Fair | |||||||
| VN | L1 | L2 | L3 | Value * | VN | L1 | L2 | L3 | Value * | ||
| A. Passività per cassa | |||||||||||
| 1. Debiti verso banche | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 2. Debiti verso clientela | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3. Titoli di debito | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3.1 Obbligazioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3.1.1 Strutturate | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X | |
| 3.1.2 Altre obbligazioni | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X | |
| 3.2 Altri titoli | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3.2.1 Strutturati | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X | |
| 3.2.2 Altri | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X | |
| Totale (A) | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| B. Strumenti derivati | |||||||||||
| 1. Derivati finanziari | - | - | 32.996 | - | - | - | - | 27.211 | - | - | |
| 1.1 Di negoziazione | X | - | 32.996 | - | X | X | - | 27.211 | - | X | |
| 1.2 Connessi con la fair value option |
X | - | - | - | X | X | - | - | - | X | |
| 1.3 Altri | X | - | - | - | X | X | - | - | - | X | |
| 2. Derivati creditizi | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 2.1 Di negoziazione | X | - | - | - | X | X | - | - | - | X | |
| 2.2 Connessi con la fair value option |
X | - | - | - | X | X | - | - | - | X | |
| 2.3 Altri | X | - | - | - | X | X | - | - | - | X | |
| Totale B | X | - | 32.996 | - | X | X | - | 27.211 | - | X | |
| Totale (A+B) | X | - | 32.996 | - | X | X | - | 27.211 | - | X |
FV=fair value
FV*=fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.
VN = valore nominale o nozionale
L1 = Livello 1
L2 = Livello 2
L3 = Livello 3
| Fair value 30/06/2024 | VN | Fair value 31/12/2023 | VN | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| L1 | L2 | L3 | 30/06/2024 | L1 | L2 | L3 | 31/12/2023 | |
| A. Derivati finanziari | - 668.789 |
- | 13.033.971 | - 911.207 |
- | 15.773.106 | ||
| 1) Fair value | - 605.495 |
- | 12.039.722 | - 852.218 |
- | 14.705.614 | ||
| 2) Flussi finanziari | - 63.294 |
- | 994.249 | - 58.989 |
- | 1.067.492 | ||
| 3) Investimenti esteri | - - |
- | - | - - |
- | - | ||
| B. Derivati creditizi | - - |
- | - | - - |
- | - | ||
| 1) Fair value | - - |
- | - | - - |
- | - | ||
| 2) Flussi finanziari | - - |
- | - | - - |
- | - | ||
| Totale | - 668.789 |
- | 13.033.971 | - 911.207 |
- | 15.773.106 | ||
VN= Valore nozionale L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3
| Flussi finanziari | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Operazioni/Tipo di copertura |
Specifica | |||||||||
| titoli di debito e tassi di interesse |
titoli di capitale e indici azionari |
valute e oro |
credito | merci | altri | Generica | Specifica | Generica | Investim. esteri |
|
| 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
15.245 | - | - | - | X | X | X | - | X | X |
| 2. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
217.057 | X | - | - | X | X | X | - | X | X |
| 3. Portafoglio | X | X | X | X | X | X | 24.730 | X | 63.294 | X |
| 4. Altre operazioni | - | - | - | - | - | - X |
- | X | - | |
| Totale attività | 232.302 | - | - | - | - | - 24.730 |
- | 63.294 | - | |
| 1. Passività finanziarie | 214.366 | X | - | - | - | - X |
- | X | X | |
| 2. Portafoglio | X | X | X | X | X | X | - | X | - | X |
| Totale passività | 214.366 | - | - | - | - | - - |
- | - | - | |
| 1. Transazioni attese | X | X | X | X | X | X | X | - | X | X |
| 2. Portafoglio di attività e passività finanziarie |
X | X | X | X | X | X | 134.097 | X | - | - |
Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTCS.
I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 15.245 mila euro.
Si è adottata la metodologia contabile del macro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente gli effetti economici delle strategie di copertura attuate. I derivati di copertura relativi a tale strategia presentano un fair value negativo di 24.730 mila euro.
Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli emessi a tasso fisso contabilizzati nelle "Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - titoli in circolazione".
I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 214.366 mila euro.
Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTC.
I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 217.057 mila euro.
Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso della raccolta a vista della clientela.
La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding del Gruppo. Una quota parte di questa raccolta, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal cosiddetto "effetto vischiosità".
Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:
I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 134.097 mila euro.
Sono presenti coperture di macro cash flow hedge su erogazioni di mutuo a tasso variabile. I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 63.294 euro. Si rimanda alla Sezione della Parte E delle note illustrative per la descrizione delle modalità della copertura.
| Adeguamento di valore delle passività coperte/ Componenti del gruppo | Totale 30/06/2024 |
Totale 31/12/2023 |
|---|---|---|
| 1. Adeguamento positivo delle passività finanziarie | 35.129 | 43.328 |
| 2. Adeguamento negativo delle passività finanziarie | 132.137 | 95.816 |
| Totale | (97.008) | (52.488) |
Si è adottata anche la metodologia contabile del Macro Fair Value per la copertura rischio di tasso della raccolta a vista di clientela.
La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding del Gruppo. Una quota parte di questa raccolta, pari a 19,1 miliardi di euro, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal così detto "effetto vischiosità".
Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:
| 31/12/2023 |
|---|
| 5.228 |
| - |
| 1.194 |
| 212.943 |
| 19.096 |
| 116.901 |
| 76.946 |
| 219.365 |
Viene gestito un Fondo interno a Credem e a Credemleasing che erogano un trattamento previdenziale aggiuntivo alle prestazioni erogate dall'INPS.
Si tratta di un "Fondo a prestazione definita" i cui importi sono soggetti alla stessa perequazione prevista per le Pensioni INPS, come pure al censimento presso il Casellario Centrale delle Pensioni.
Su tale posta di bilancio viene effettuata semestralmente la valutazione attuariale. I beneficiari di tali trattamenti sono coloro che:
Nel corso del periodo il fondo ha subito un decremento netto di circa 100 mila euro.
Le stime degli accantonamenti sono state effettuate analiticamente sulle singole posizioni nel caso in cui la controparte abbia già intrapreso un'azione giudiziaria e sulla base del rischio potenziale stimato su serie storico-statistiche in caso di presenza di elementi oggettivi di rischio (reclami), non ancora concretizzatesi in azioni giudiziarie. Si è proceduto alla determinazione dell'impatto dell'attualizzazione, utilizzando quale tasso l'Euribor.
Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.
Il Gruppo, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze.
Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.
La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento e dell'anatocismo.
Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito fiscale, immobiliare, giuslavoristico amministrativo e all'operatività di sportello.
Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.
Contenzioso lavoristico: i rischi connessi al contenzioso lavoristico vengono valutati trimestralmente in base all'andamento delle cause e conseguentemente vengono aggiornati gli accantonamenti.
Revocatorie Fallimentari: si tratta di controversie nelle quali il Gruppo può essere coinvolto in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa quando clienti assoggettabili a Liquidazione Giudiziale dispongono pagamenti in favore del Gruppo, effettuano rimesse su un conto corrente bancario in un arco temporale prossimo alla dichiarazione di Liquidazione Giudiziale. L'azione revocatoria è uno strumento utilizzabile dal curatore fallimentare allo scopo di ricostituire il patrimonio del fallito destinato alla soddisfazione dei suoi creditori, facendovi rientrare quanto ne era uscito nel periodo antecedente alla Liquidazione Giudiziale (il cosiddetto periodo sospetto). Il Gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale. Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame. Tutte le cause in materia sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.
Malversazioni: si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa, vi sono alcuni reclami e alcune vertenze giudiziali derivanti da comportamenti anomali posti in essere da dipendenti o consulenti finanziari nello svolgimento delle mansioni loro affidate o dell'attività espletata, con conseguenti contestazioni da parte della clientela nei confronti della Banca stessa, che può eventualmente essere ritenuta responsabile di tali comportamenti.
Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale.
Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame.
Contenzioso in materia di anatocismo: tutte le cause in materia - a volte comprendenti anche contestazioni relative al superamento del Tasso Soglia Usura – sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.
Contenzioso in materia di servizi di investimento: quanto alle controversie giudiziali aventi ad oggetto servizi di investimento – bond in default, derivati, ecc. – la policy adottata dalla Banca in materia è quella di procedere ad una valutazione delle singole posizioni caso per caso, prestando particolare attenzione al dato documentale e al profilo dell'adeguatezza degli investimenti contestati rispetto alla posizione della singola controparte. Per effetto di detta analisi, ove ritenuto opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze.
Reclami formulati dalla clientela: con riferimento alle contestazioni avanzate dalla clientela vengono effettuati gli opportuni accantonamenti; in particolare, nel caso in cui il danno lamentato sia superiore a una predeterminata soglia di rilevanza (ad oggi fissata in 25ek), la previsione di perdita è fatta analiticamente. Qualora il danno lamentato sia, invece, inferiore a detta soglia, l'accantonamento è determinato applicando una percentuale forfettaria/statistica stabilita in base alla media delle perdite effettivamente subite sul totale dei reclami analoghi ricevuti negli anni precedenti.
I rischi derivanti dal contenzioso fiscale del Gruppo sono presidiati da adeguati accantonamenti a fondi per rischi e oneri.
Con riguardo alla capogruppo, sono in essere 11 procedimenti contenziosi, afferenti principalmente a tributi locali o conseguenti a dinieghi su istanze di rimborso di imposte presentate dalla banca. Relativamente a tali contenziosi non sono emersi rischi effettivi o quanto
meno il rischio stimato è apparso remoto. Per questa ragione non sono stati effettuati accantonamenti specifici.
Per Credemleasing pendono 26 procedimenti contenziosi, prevalentemente relativi a tributi locali.
Sono infine presenti controversie di minore rilevanza relative all'operatività posta in essere dai promotori finanziari, al contenzioso lavoristico, nonché all'ambito immobiliare, amministrativo.
| Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Primo stadio | Secondo stadio | Terzo stadio | Impaired acquisiti/e o originati/e |
Totale | |||||
| Impegni a erogare fondi | 2.201 | 656 | - | 3 | 2.860 | ||||
| Garanzie finanziarie rilasciate | 109 | 562 | 949 | 79 | 1.699 | ||||
| Totale | 2.310 | 1.218 | 949 | 82 | 4.559 |
Dinamica del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi distinta per elementi sottostanti alla misurazione Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita
| Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi |
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi |
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Elementi sottostanti alla misurazione |
Valore attuale dei flussi finanziari 30/06/2024 |
Aggiustamento per i rischi non finanziari 30/06/2024 |
Margine sui servizi contrattuali 30/06/2024 |
Totale 30/06/2024 |
Valore attuale dei flussi finanziari 31/12/2023 |
Aggiustamento per i rischi non finanziari 31/12/2023 |
Margine sui servizi contrattuali 31/12/2023 |
Totale 31/12/2023 |
| A. Valore di bilancio iniziale | ||||||||
| 1. Contratti assicurativi emessi che costituiscono passività |
3.638.143 | 48.456 | 187.460 | 3.874.059 | 3.350.671 | 23.429 | 233.905 3.608.005 | |
| 2. Contratti assicurativi emessi che costituiscono attività |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio |
3.638.143 | 48.456 | 187.460 | 3.874.059 | 3.350.671 | 23.429 | 233.905 3.608.005 | |
| B. Variazioni relative ai servizi attuali |
||||||||
| 1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico |
- | - | (15.788) | (15.788) | - | - | (38.166) | (38.166) |
| 2. Variazione per rischi non finanziari scaduti |
- | (3.930) | - | (3.930) | - | (2.987) | - | (2.987) |
| 3. Modifiche connesse con l'esperienza |
(12.887) | - | - | (12.887) | (19.240) | - | - | (19.240) |
| 4. Totale | (12.887) | (3.930) | (15.788) | (32.605) | (19.240) | (2.987) | (38.166) | (60.393) |
| C. Variazioni relative a | ||||||||
| servizi futuri 1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali |
27.694 | (11.771) | (12.522) | 3.401 | 12.349 | 25.800 | (37.076) | 1.073 |
| 2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di riferimento |
(53.887) | 11.422 | 42.465 | - | (56.161) | 3.628 | 52.534 | 1 |
| 4. Totale | (26.193) | (349) | 29.943 | 3.401 | (43.812) | 29.428 | 15.458 | 1.074 |
| D. Variazioni relative a servizi passati |
||||||||
| 1. Aggiustamenti alla passività per sinistri avvenuti |
(3.724) | - | - | (3.724) | 4.125 | - | - | 4.125 |
| 2. Modifiche connesse con l'esperienza |
13.225 | - | - | 13.225 | 15.330 | - | - | 15.330 |
| 3. Totale | 9.501 | - | - | 9.501 | 19.455 | - | - | 19.455 |
| E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D) |
(29.579) | (4.279) | 14.155 | (19.703) | (43.597) | 26.441 | (22.708) | (39.864) |
| F. Costi/ricavi di natura finanziaria |
||||||||
| 1. Relativi ai contratti assucurativi emessi |
67.823 | 2.035 | (77.970) | (8.112) | 347.780 | (1.220) | (51.376) | 295.184 |
| 1.1 Registrati in conto economico |
67.823 | 2.035 | (18.525) | 51.333 | 347.780 | (1.220) | (230.623) | 115.937 |
| 1.2 Registrati nel conto economico complessivo |
- | - | (59.445) | (59.445) | - | - | 179.247 | 179.247 |
| 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Totale | 67.823 | 2.035 | (77.970) | (8.112) | 347.780 | (1.220) | (51.376) | 295.184 |
| G. Importo totale delle variazioni registrate in conto economico e nel conto economico complessivo (E+F) |
38.244 | (2.244) | (63.815) | (27.815) | 304.183 | 25.221 | (74.084) | 255.320 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| H. Altre variazioni | (64.495) | (939) | 64.097 | (1.337) | (26.438) | (193) | 27.639 | 1.008 |
| I. Movimenti di cassa | ||||||||
| 1. Premi ricevuti | 886.753 | - | - | 886.753 | 745.357 | - | - | 745.357 |
| 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa |
(595.748) | - | - | (595.748) | (735.629) | - | - | (735.629) |
| 4. Totale | 291.005 | - | - | 291.005 | 9.728 | - | - | 9.728 |
| L. Valore netto di bilancio (A.3+G+H+I.4) |
3.902.897 | 45.273 | 187.742 | 4.135.912 | 3.638.144 | 48.457 | 187.460 | 3.874.061 |
| M. Valore di bilancio finale | ||||||||
| 1. Contratti assicurativi emessi che costituiscono passività |
3.902.898 | 45.273 | 187.742 | 4.135.913 | 3.638.143 | 48.456 | 187.460 3.874.059 | |
| 2. Contratti assicurativi emessi che costituiscono attività |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Valore netto di bilancio | 3.902.898 | 45.273 | 187.742 | 4.135.913 | 3.638.143 | 48.456 | 187.460 3.874.059 | |
Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita
| Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi |
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi |
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Elementi sottostanti alla misurazione |
Valore attuale dei flussi finanziari 30/06/2024 |
Aggiustamento per i rischi non finanziari 30/06/2024 |
Margine sui servizi contrattuali 30/06/2024 |
Totale 30/06/2024 |
Valore attuale dei flussi finanziari 31/12/2023 |
Aggiustamento per i rischi non finanziari 31/12/2023 |
Margine sui servizi contrattuali 31/12/2023 |
Totale 31/12/2023 |
| A. Valore di bilancio iniziale | ||||||||
| 1. Contratti assicurativi emessi che |
40.325 | 1.570 | 21.108 | 63.003 | 48.839 | 1.766 | 14.064 | 64.669 |
| costituiscono passività | ||||||||
| 2. Contratti assicurativi emessi che |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| costituiscono attività 3. Valore netto di bilancio al |
||||||||
| 1° gennaio | 40.325 | 1.570 | 21.108 | 63.003 | 48.840 | 1.767 | 14.064 | 64.671 |
| B. Variazioni relative ai servizi attuali |
||||||||
| 1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico |
- | - | (3.299) | (3.299) | - | - | (6.244) | (6.244) |
| 2. Variazione per rischi | - | (238) | - | (238) | - | (501) | - | (501) |
| non finanziari scaduti 3. Modifiche connesse |
(10.790) | - | - | (10.790) | (25.103) | - | - | (25.103) |
| con l'esperienza | ||||||||
| 4. Totale | (10.790) | (238) | (3.299) | (14.327) | (25.103) | (501) | (6.244) | (31.848) |
| C. Variazioni relative a servizi futuri |
||||||||
| 1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali |
(499) | (84) | 582 | (1) | (6.768) | (256) | 7.465 | 441 |
| 2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi |
32 | (6) | - | 26 | (791) | 48 | - | (743) |
| 3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di riferimento |
(3.657) | 141 | 3.516 | - | (5.995) | 400 | 5.595 | - |
| 4. Totale | (4.124) | 51 | 4.098 | 25 | (13.554) | 192 | 13.060 | (302) |
| D. Variazioni relative a servizi passati |
||||||||
| 1. Aggiustamenti alla passività per sinistri avvenuti |
390 | - | - | 390 | 852 | - | - | 852 |
| 2. Modifiche connesse con l'esperienza |
4.877 | - | - | 4.877 | 11.473 | - | - | 11.473 |
| 3. Totale | 5.267 | - | - | 5.267 | 12.325 | - | - | 12.325 |
| E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D) F. Costi/ricavi di natura |
(9.647) | (187) | 799 | (9.035) | (26.332) | (309) | 6.816 | (19.825) |
| finanziaria | ||||||||
| 1. Relativi ai contratti assucurativi emessi |
59 | 12 | 237 | 308 | 2.745 | 113 | 228 | 3.086 |
| 1.1 Registrati in conto economico |
226 | 12 | 237 | 475 | 292 | 18 | 228 | 538 |
| 1.2 Registrati nel conto economico complessivo |
(167) | - | - | (167) | 2.453 | 95 | - | 2.548 |
| 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Totale | 59 | 12 | 237 | 308 | 2.745 | 113 | 228 | 3.086 |
| G. Importo totale delle variazioni registrate in conto economico e nel conto economico complessivo (E+F) |
(9.588) | (175) | 1.036 | (8.727) | (23.587) | (196) | 7.044 | (16.739) |
| H. Altre variazioni | - | - | - | - | - | - | - | - |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| I. Movimenti di cassa | ||||||||
| 1. Premi ricevuti | 11.554 | - | - | 11.554 | 26.560 | - | - | 26.560 |
| 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti |
(24) | - | - | (24) | (14) | - | - | (14) |
| 3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa |
(4.871) | - | - | (4.871) | (11.473) | - | - | (11.473) |
| 4. Totale | 6.659 | - | - | 6.659 | 15.073 | - | - | 15.073 |
| L. Valore netto di bilancio (A.3+G+H+I.4) |
37.396 | 1.395 | 22.144 | 60.935 | 40.326 | 1.571 | 21.108 | 63.005 |
| M. Valore di bilancio finale | ||||||||
| 1. Contratti assicurativi emessi che costituiscono passività |
37.396 | 1.393 | 22.143 | 60.932 | 40.325 | 1.570 | 21.108 | 63.003 |
| 2. Contratti assicurativi emessi che costituiscono attività |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Valore netto di bilancio | 37.396 | 1.393 | 22.143 | 60.932 | 40.325 | 1.570 | 21.108 | 63.003 |
Contratti d'investimento emessi con elementi di partecipazione discrezionali - Segmento Vita
| Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi |
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi |
||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci/Elementi sottostanti alla misurazione |
Valore attuale dei flussi finanziari 30/06/2024 |
Aggiustamento per i rischi non finanziari 30/06/2024 |
Margine sui servizi contrattuali 30/06/2024 |
Totale 30/06/2024 |
Valore attuale dei flussi finanziari 31/12/2023 |
Aggiustamento per i rischi non finanziari 31/12/2023 |
Margine sui servizi contrattuali 31/12/2023 |
Totale 31/12/2023 |
|
| A. Valore di bilancio iniziale | |||||||||
| 1. Contratti assicurativi emessi che |
329.467 | 2.218 | 19.245 | 350.930 | 267.546 | 1.069 | 11.579 | 280.194 | |
| costituiscono passività | |||||||||
| 2. Contratti assicurativi emessi che |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| costituiscono attività | |||||||||
| 3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio |
329.467 | 2.218 | 19.245 | 350.930 | 267.546 | 1.069 | 11.579 | 280.194 | |
| B. Variazioni relative ai | |||||||||
| servizi attuali 1. Margine sui servizi |
|||||||||
| contrattuali registrato in conto economico |
- | - | (1.508) | (1.508) | - | - | (2.173) | (2.173) | |
| 2. Variazione per rischi | - | (89) | - | (89) | - | (83) | - | (83) | |
| non finanziari scaduti 3. Modifiche connesse |
|||||||||
| con l'esperienza | (9.436) | - | - | (9.436) | (15.743) | - | - | (15.743) | |
| 4. Totale | (9.436) | (89) | (1.508) | (11.033) | (15.743) | (83) | (2.173) | (17.999) | |
| C. Variazioni relative a servizi futuri |
|||||||||
| 1. Variazioni del margine | 7.526 | 61 | 734 | 8.321 | (5.763) | 969 | 18.400 | 13.606 | |
| sui servizi contrattuali 2. Perdite su gruppi di |
|||||||||
| contratti onerosi e relativi recuperi |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di riferimento |
(4.540) | 220 | 4.320 | - | (4.133) | 257 | 3.876 | - | |
| 4. Totale | 2.986 | 281 | 5.054 | 8.321 | (9.896) | 1.226 | 22.276 | 13.606 | |
| D. Variazioni relative a | |||||||||
| servizi passati 1. Aggiustamenti alla passività per sinistri avvenuti |
(1.210) | - | - | (1.210) | 1.955 | - | - | 1.955 | |
| 2. Modifiche connesse con l'esperienza |
2.415 | - | - | 2.415 | 142 | - | - | 142 | |
| 3. Totale | 1.205 | - | - | 1.205 | 2.097 | - | - | 2.097 | |
| E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D) |
(5.245) | 192 | 3.546 | (1.507) | (23.542) | 1.143 | 20.103 | (2.296) | |
| F. Costi/ricavi di natura | |||||||||
| finanziaria 1. Relativi ai contratti |
|||||||||
| assucurativi emessi | 12.684 | 80 | 865 | 13.629 | 39.474 | 17 | (13.582) | 25.909 | |
| 1.1 Registrati in conto economico 1.2 Registrati nel conto |
12.684 | 80 | 2.821 | 15.585 | 39.474 | 17 | (19.112) | 20.379 | |
| economico complessivo |
- | - | (1.956) | (1.956) | - | - | 5.530 | 5.530 | |
| 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3. Totale | 12.684 | 80 | 865 | 13.629 | 39.474 | 17 | (13.582) | 25.909 | |
| G. Importo totale delle variazioni registrate in conto economico e nel conto economico complessivo (E+F) |
7.439 | 272 | 4.411 | 12.122 | 15.932 | 1.160 | 6.521 | 23.613 |
| H. Altre variazioni | (1.302) | (4) | 2.642 | 1.336 | (2.143) | (9) | 1.144 | (1.008) |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| I. Movimenti di cassa | ||||||||
| 1. Premi ricevuti | 93.345 | - | - | 93.345 | 72.945 | - | - | 72.945 |
| 2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei contratti |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa |
(25.249) | - | - | (25.249) | (24.814) | - | - | (24.814) |
| 4. Totale | 68.096 | - | - | 68.096 | 48.131 | - | - | 48.131 |
| L. Valore netto di bilancio (A.3+G+H+I.4) |
403.700 | 2.486 | 26.298 | 432.484 | 329.466 | 2.220 | 19.244 | 350.930 |
| M. Valore di bilancio finale | ||||||||
| 1. Contratti assicurativi emessi che costituiscono passività |
403.701 | 2.486 | 26.297 | 432.484 | 329.467 | 2.218 | 19.245 | 350.930 |
| 2. Contratti assicurativi emessi che costituiscono attività |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Valore netto di bilancio | 403.701 | 2.486 | 26.297 | 432.484 | 329.467 | 2.218 | 19.245 | 350.930 |
Al 30 giugno 2024 il capitale sociale, invariato rispetto al 31 dicembre 2023, risulta composto di 340.320.065 azioni da nominali 1 euro per un importo di 340,3 milioni di Euro.
Sono presenti 716.512 azioni proprie in portafoglio, per un controvalore di 4,0 milioni di euro, acquistate nell'ambito del programma che ha dato esecuzione alle delibere adottate dalle varie Assemblee Ordinarie; tali programmi hanno lo scopo di acquistare azioni di Credito Emiliano ad integrale copertura dei piani di remunerazione basati su strumenti finanziari da destinare alla categoria dei dirigenti con responsabilità strategiche e del "personale più rilevante" del gruppo bancario. Ai sensi delle norme vigenti, gli estremi del programma sono già stati comunicati al mercato.
Nel corso del semestre la movimentazione netta ammonta a -487.397 azioni.
Per maggiori dettagli riguardo i piani di remunerazione basati su strumenti finanziari si rinvia alla "Parte I" delle presenti note illustrative.
| Totale 30/06/2024 |
Totale 31/12/2023 |
|
|---|---|---|
| A. Capitale | ||
| A.1 Azioni ordinarie | 341.320 | 341.320 |
| A.2 Azioni di risparmio | - | - |
| A.3 Azioni privilegiate | - | - |
| A.4 Azioni altre | - | - |
| B. Azioni proprie | ||
| B.1 Azioni ordinarie | 3.972 | 6.674 |
| B.2 Azioni di risparmio | - | - |
| B.3 Azioni privilegiate | - | - |
| B.4 Azioni altre | - | - |
| Valore nominale su impegni e garanzie finanziarie rilasciate |
Totale | Totale | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Primo stadio | Secondo stadio |
Terzo stadio | Impaired acquisiti/e o originati/e |
30/06/2024 | 31/12/2023 | |
| 1. Impegni a erogare fondi | 12.259.287 | 398.982 | 30.154 | 333 | 12.688.756 | 12.333.453 |
| a) Banche Centrali | - | - - |
- | - | - | |
| b) Amministrazioni pubbliche | 8.240 | - 3 |
- | 8.243 | 7.889 | |
| c) Banche | 21.003 | 92 - |
- | 21.095 | 28.242 | |
| d) Altre società finanziarie | 387.011 | 12.369 14 |
- | 399.394 | 467.690 | |
| e) Società non finanziarie | 10.282.183 | 213.142 16.433 |
216 | 10.511.974 | 10.146.681 | |
| f) Famiglie | 1.560.850 | 173.379 13.704 |
117 | 1.748.050 | 1.682.951 | |
| 2. Garanzie finanziarie rilasciate | 525.013 | 38.473 | 2.497 | 638 | 566.621 | 561.505 |
| a) Banche Centrali | - | - | - | - | - | - |
| b) Amministrazioni pubbliche | 81 | - - |
- | 81 | 98 | |
| c) Banche | 2.559 | 2.919 - |
- | 5.478 | 8.271 | |
| d) Altre società finanziarie | 9.275 | 435 | - | 9.710 | 11.303 | |
| e) Società non finanziarie | 447.391 | 29.577 2.270 |
618 | 479.856 | 465.247 | |
| f) Famiglie | 65.707 | 5.542 | 227 | 20 | 71.496 | 76.586 |
| Voci/Forme tecniche | Titoli di debito Finanziamenti | Altre operazioni |
Totale 30/06/2024 |
Totale 30/06/2023 |
|
|---|---|---|---|---|---|
| 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: |
6.397 | 492 | - | 6.889 | 6.390 |
| 1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione | 276 | - | - | 276 | 244 |
| 1.2 Attività finanziarie designate al fair value | - | - | - | - | - |
| 1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
6.121 | 492 | - | 6.613 | 6.146 |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
94.687 | - | X | 94.687 | 73.974 |
| 3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: | 97.866 | 799.211 | - | 897.077 | 741.729 |
| 3.1 Crediti verso banche | 14.981 | 121.941 | X | 136.922 | 145.819 |
| 3.2 Crediti verso clientela | 82.885 | 677.270 | X | 760.155 | 595.910 |
| 4. Derivati di copertura | X | X | 86.892 | 86.892 | 43.109 |
| 5. Altre attività | X | X | 258 | 258 | 456 |
| 6. Passività finanziarie | X | X | X | 6 | 550 |
| Totale | 198.950 | 799.703 | 87.150 | 1.085.809 | 866.208 |
| di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired | - | 10.640 | - | 10.883 | 10.374 |
| di cui: interessi attivi su leasing finanziario | X | - | X | 90.747 | 68.390 |
| Voci/Forme tecniche | Debiti | Titoli | Altre operazioni |
Totale 30/06/2024 |
Totale 30/06/2023 |
|
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | (400.526) | (67.380) | X | (467.906) | (326.549) | |
| 1.1 Debiti verso banche centrali | (14.768) | X | X | (14.768) | (76.007) | |
| 1.2 Debiti verso banche | (128.303) | X | X | (128.303) | (88.032) | |
| 1.3 Debiti verso clientela | (257.455) | X | X | (257.455) | (131.490) | |
| 1.4 Titoli in circolazione | X | (67.380) | X | (67.380) | (31.020) | |
| 2. Passività finanziarie di negoziazione | - | - | - | - | - | |
| 3. Passività finanziarie designate al fair value | - | - | - | - | - | |
| 4. Altre passività e fondi | X | X | - | - | - | |
| 5. Derivati di copertura | X | X | - | - | - | |
| 6. Attività finanziarie | X | X | X | (5) | (9) | |
| Totale | (400.526) | (67.380) | - | (467.911) | (326.558) | |
| di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing | (2.225) | X | X | (2.225) | (1.637) |
| Tipologia servizi/Valori | Totale 30/06/2024 |
Totale 30/06/2023 |
|---|---|---|
| a) Strumenti finanziari | 111.626 | 101.284 |
| 1. Collocamento titoli | 54.242 | 47.117 |
| 1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile | - | - |
| 1.2 Senza impegno irrevocabile | 54.242 | 47.117 |
| 2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per conto dei clienti |
10.794 | 8.903 |
| 2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari | 7.665 | 5.600 |
| 2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti | 3.129 | 3.303 |
| 3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari | 46.590 | 45.264 |
| di cui: negoziazione per conto proprio | - | - |
| di cui: gestione di portafogli individuali | 46.590 | 45.264 |
| b) Corporate Finance | 1.400 | 352 |
| 1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni | 1.400 | 352 |
| 2. Servizi di tesoreria | - | - |
| 3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance | - | - |
| c) Attività di consulenza in materia di investimenti | 8.321 | 6.697 |
| d) Compensazione e regolamento | - | - |
| e) Gestione di portafogli collettive | 127.295 | 109.210 |
| f) Custodia e amministrazione | 1.278 | 1.800 |
| 1. Banca depositaria | - | - |
| 2. Altre commissioni legate all'attività di custodia e amministrazione | 1.278 | 1.800 |
| g) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive | - | - |
| h) Attività fiduciaria | 613 | 599 |
| i) Servizi di pagamento | 104.912 | 104.404 |
| 1. Conti correnti | 59.503 | 60.173 |
| 2. Carte di credito | 15.245 | 15.006 |
| 3. Carte di debito ed altre carte di pagamento | 10.978 | 10.730 |
| 4. Bonifici e altri ordini di pagamento | 8.303 | 7.820 |
| 5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento | 10.883 | 10.675 |
| j) Distribuzione di servizi di terzi | 33.319 | 34.324 |
| 1. Gestioni di portafogli collettive | - | - |
| 2. Prodotti assicurativi | 32.585 | 33.362 |
| 3. Altri prodotti | 734 | 962 |
| di cui: gestioni di portafogli individuali | - | - |
| k) Finanza strutturata | - | - |
| l) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione | - | - |
| m) Impegni a erogare fondi | - | - |
| n) Garanzie finanziarie rilasciate | 2.382 | 2.408 |
| di cui: derivati su crediti | - | - |
| o) Operazioni di finanziamento | 7.690 | 8.817 |
| di cui: per operazioni di factoring | 7.690 | 8.817 |
| p) Negoziazione di valute | 1.840 | 1.783 |
| q) Merci | - | - |
| r) Altre commissioni attive | 18.891 | 14.315 |
| di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio | - | - |
| di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione | - | - |
| Totale | 419.567 | 385.993 |
| Servizi/Valori | Totale 30/06/2024 |
Totale 30/06/2023 |
|---|---|---|
| a) Strumenti finanziari | (2.290) | (2.918) |
| di cui: negoziazione di strumenti finanziari | (1.293) | (818) |
| di cui: collocamento di strumenti finanziari | (70) | (873) |
| di cui: gestione di portafogli individuali | (909) | (976) |
| - Proprie | (178) | (374) |
| - Delegate a terzi | (731) | (602) |
| b) Compensazione e regolamento | - | - |
| c) Gestione di portafogli collettive | (5.043) | (1.329) |
| 1. Proprie | (42) | (35) |
| 2. Delegate a terzi | (5.001) | (1.294) |
| d) Custodia e amministrazione | (1.473) | (1.172) |
| e) Servizi di incasso e pagamento | (9.536) | (8.307) |
| di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento | (5.980) | (5.002) |
| f) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione | - | - |
| g) Impegni a ricevere fondi | - | - |
| h) Garanzie finanziarie ricevute | (646) | (1.028) |
| di cui: derivati su crediti | - | - |
| i) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi | (59.309) | (53.283) |
| l) Negoziazione di valute | - | - |
| m) Altre commissioni passive | (20.728) | (15.218) |
| Totale | (99.025) | (83.255) |
4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione
| Operazioni/Componenti reddituali | Plusvalenze (A) |
Utili da negoziazione (B) |
Minusvalenze (C) |
Perdite da negoziazione (D) |
Risultato netto [(A+B) - (C+D)] |
|---|---|---|---|---|---|
| 1. Attività finanziarie di negoziazione | 49 | 3.900 | (154) | (1.046) | 2.749 |
| 1.1 Titoli di debito | 46 | 3.198 | (47) | (116) | 3.081 |
| 1.2 Titoli di capitale | 3 | 593 | (81) | (676) | (161) |
| 1.3 Quote di O.I.C.R. | - | 109 | (26) | (254) | (171) |
| 1.4 Finanziamenti | - | - | - | - | - |
| 1.5 Altre | - | - | - | - | - |
| 2. Passività finanziarie di negoziazione | - | - | - | - | - |
| 2.1 Titoli di debito | - | - | - | - | - |
| 2.2 Debiti | - | - | - | - | - |
| 2.3 Altre | - | - | - | - | - |
| 3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio | X | X | X | X | 6.111 |
| 4. Strumenti derivati | 31.363 | 143.224 | (88.130) | (68.486) | 16.050 |
| 4.1 Derivati finanziari: | 31.363 | 143.224 | (88.130) | (68.486) | 16.050 |
| - Su titoli di debito e tassi di interesse | 31.363 | 143.219 | (88.130) | (68.477) | 17.975 |
| - Su titoli di capitale e indici azionari | - | 5 | - | (9) | (4) |
| - Su valute e oro | X | X | X | X | (1.921) |
| - Altri | - | - | - | - | - |
| 4.2 Derivati su crediti | - | - | - | - | - |
| di cui: coperture naturali connesse con la fair value | - | ||||
| option | X | X | X | X | |
| Totale | 31.412 | 147.124 | (88.284) | (69.532) | 24.910 |
Nella presente tabella i risultati della negoziazione delle attività finanziarie per cassa in valuta sono indicati separatamente da quelli relativi all'attività in cambi.
| Componenti reddituali/Valori | Totale 30/06/2024 |
Totale 30/06/2023 |
|---|---|---|
| A. Proventi relativi a: | ||
| A.1 Derivati di copertura del fair value | 487.762 | 447.553 |
| A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) | 11.797 | 278.608 |
| A.3 Passivita' finanziarie coperte (fair value) | 50.413 | 22.483 |
| A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari | - | - |
| A.5 Attività e passività in valuta | - | - |
| Totale proventi dell'attività di copertura (A) | 549.972 | 748.644 |
| B. Oneri relativi a: | ||
| B.1 Derivati di copertura del fair value | (261.294) | (636.393) |
| B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) | (284.246) | (57.255) |
| B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) | - | (53.784) |
| B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari | - | - |
| B.5 Attività e passività in valuta | - | - |
| Totale oneri dell'attività di copertura (B) | (545.540) | (747.432) |
| C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) | 4.432 | 1.212 |
| di cui: risultato delle coperture su posizioni nette (IFRS 7 24C, lett. b) vi); IFRS9 6.6.4) | - | - |
La metodologia contabile del macro fair value hedge è stata applicata per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap", per la copertura rischio di tasso della raccolta a vista di clientela, e la metodologia contabile del micro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso per alcuni titoli a tasso fisso detenuti nei portafogli "HCT" e "HTCS" e per la copertura del rischio di tasso per alcune obbligazioni emesse a tasso fisso classificate nella voce "titoli in circolazione".
| Totale Totale 30/06/2024 30/06/2023 Voci/Componenti reddituali Risultato Utili Perdite Utili Perdite netto Attività finanziarie 1. Attività finanziarie valutate al costo 16.430 (1.696) 14.734 21.405 (1.864) ammortizzato |
Risultato netto 19.541 |
|---|---|
| 1.1 Crediti verso banche - (97) (97) - |
- - |
| 1.2 Crediti verso clientela 16.430 (1.599) 14.831 21.405 (1.864) |
19.541 |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con 27.197 (26.816) 381 161.751 (150.752) impatto sulla redditività complessiva |
10.999 |
| 2.1 Titoli di debito 27.197 (26.816) 381 161.751 (150.752) |
10.999 |
| 2.2 Finanziamenti - - - - |
- - |
| Totale attività 43.627 (28.512) 15.115 183.156 (152.616) |
30.540 |
| Passività finanziarie valutate al costo - - - - ammortizzato |
- - |
| 1. Debiti verso banche - - - - |
- - |
| 2. Debiti verso clientela - - - - |
- - |
| 3. Titoli in circolazione - - - - |
- - |
| - - - - Totale passività |
- - |
Le condizioni di mercato hanno condizionato i movimenti del portafoglio: in tal senso sono state effettuate vendite nel primo scorcio del semestre.
L'andamento dell'aggregato riporta anche la cessione di portafoglio di crediti NPL. L'operazione ha riguardato un valore lordo di libro di circa 36,1 milioni di euro registrando un utile netto di circa 1,6 milioni di euro.
8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione
| Operazioni/Componenti reddituali |
Rettifiche di valore (1) | Riprese di valore (2) | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Terzo stadio | Impaired acquisite o originate |
Totale 30/06/2024 |
Totale 30/06/2023 |
|||||||||
| Primo stadio |
Secondo stadio |
Write-off | Altre | Write-off | Altre | Primo stadio |
Secondo stadio |
Terzo stadio |
Impaired acquisite o originate |
|||
| A. Crediti verso banche | (2) | - | - | - | - | - | 149 | 58 | - | - | 205 | (34) |
| - Finanziamenti | - | - | - | - | - | - | 102 | 58 | - | - | 160 | (60) |
| - Titoli di debito | (2) | - | - | - | - | - | 47 | - | - | - | 45 | 26 |
| B. Crediti verso clientela | (2.362) | (1.575) (836) (51.869) | - | (344) | 3.871 | 3.475 35.112 | 4.158 | (10.370) | (7.135) | |||
| - Finanziamenti | (2.029) | (1.575) (836) (51.869) | - | (344) | 2.657 | 3.475 35.112 | 4.158 | (11.251) | (8.251) | |||
| - Titoli di debito | (333) | - | - | - | - | - | 1.214 | - | - | - | 881 | 1.116 |
| Totale (2.364) | (1.575) (836) (51.869) | - | (344) 4.020 | 3.533 35.112 | 4.158 | (10.165) | (7.169) |
Le rettifiche si posizionano a 10,2 milioni di euro e includono rettifiche analitiche per -13,8 milioni di euro e riprese sui crediti in bonis per 3,6 milioni. Il costo del credito nel semestre si attesta a 5 bps, una conferma dell'elevata qualità dell'attivo del gruppo.
| Rettifiche di valore (1) | Riprese di valore (2) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Operazioni/Componenti reddituali | Primo e | Terzo stadio | Primo e | Totale | Totale | |||
| secondo stadio |
Write-off | Altre | secondo stadio |
Terzo stadio | 30/06/2024 | 30/06/2023 | ||
| A. Titoli di debito | (547) | - | - | 169 | - | (378) | (811) | |
| B. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - | - | |
| - Verso clientela | - | - | - | - | - | - | - | |
| - Verso banche | - | - | - | - | - | - | - | |
| di cui: attività finanziarie impaired acquisite o originate |
- | - | - | - | - | - | - | |
| Totale | (547) | - | - | 169 | - | (378) | (811) | |
Ricavi e costi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi – Composizione
| Voci/Basi di aggregazione |
Base A1 30/06/2024 |
Base A2 30/06/2024 |
Base A3 30/06/2024 |
Base A4 30/06/2024 |
Base A5 30/06/2024 |
Totale 30/06/2024 |
Base A1 30/06/2023 30/06/2023 |
Base A2 | Base A3 30/06/2023 |
Base A4 30/06/2023 |
Base A5 30/06/2023 |
Totale 30/06/2023 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| A. Ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi valutati in base al GMM e al VFA |
||||||||||||
| A.1 Importi connessi con le variazioni dell'attività per residua copertura |
29.203 | 14.342 | - | - | 2.712 | 46.257 | 37.885 | 14.531 | - | - | 2.109 | 54.525 |
| 1. Sinistri accaduti e altri costi per servizi assicurativi |
||||||||||||
| attesi 2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non |
9.375 | 7.011 | - | - | 1.111 | 17.497 | 9.635 | 8.704 | - | - | 1.017 | 19.356 |
| finanziari 3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico per i |
3.930 | 238 | - | - | 89 | 4.257 | 1.501 | 253 | - | - | 36 | 1.790 |
| servizi forniti | 15.788 | 3.299 | - | - | 1.508 | 20.595 | 26.206 | 2.019 | - | - | 1.036 | 29.261 |
| 4. Altri importi | 110 | 3.794 | - | - | 4 | 3.908 | 543 | 3.555 | - | - | 20 | 4.118 |
| A.2 Costi di acquisizione dei contratti assicurativi recuperati |
26 | 1.706 | - | - | 7 | 1.739 | 30 | 1.089 | - | - | 7 | 1.126 |
| A.3 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi valutati in base al GMM o al VFA |
29.229 | 16.048 | - | - | 2.719 | 47.996 | 37.915 | 15.620 | - | - | 2.116 | 55.651 |
| A.4 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi valutati in base al PAA |
- | - | ||||||||||
| - Segmento Vita | X | X | X | X | X | - | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni - auto |
X | X | X | X | X | - | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni - | ||||||||||||
| non auto A.5 Totale ricavi assicurativi derivanti dai contratti |
X | X | X | X | X | - | X | X | X | X | X | - |
| assicurativi emessi | 29.229 | 16.048 | - | - | 2.719 | 47.996 | 37.915 | 15.620 | - | - | 2.116 | 55.649 |
| B. Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi – GMM o VFA |
||||||||||||
| 1. Sinistri accaduti e altri costi direttamente attribuibili |
(13.007) | (5.134) | - | - | (2.389) | (20.530) | 13.534 | (5.877) | - | - | 272 | 7.929 |
| 2. Variazioni della passività per |
||||||||||||
| sinistri accaduti 3. Perdite su |
3.724 | (390) | - | - | 1.211 | 4.545 | (22.813) | (243) | - | - | (780) | (23.837) |
| contratti onerosi e recupero di tali perdite |
- | (26) | - | - | - | (26) | - | 418 | - | - | - | 418 |
| 4. Ammortamento delle spese di acquisizione dei contratti |
||||||||||||
| assicurativi | (26) | (1.706) | - | - | (7) | (1.739) | (30) | (1.089) | - | - | (7) | (1.126) |
| 5. Altri importi B.6 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| assicurativi emessi – GMM o VFA B.7 Totale costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi valutati in base al PAA |
(9.309) | (7.256) | - | - | (1.185) | (17.750) (1) |
(9.309) | (6.791) | - | - | (515) | (16.615) - |
| - Segmento Vita | X | X | X | X | X | - | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni - auto |
X | X | X | X | X | (1) | X | X | X | X | X | - |
| - Segmento Danni - non auto |
X | X | X | X | X | - | X | X | X | X | X | - |
| C. Totale costi/ricavi netti derivanti dai contratti assicurativi emessi (A.5+B.6+B.7) |
19.920 | 8.792 | - | - | 1.534 | 30.245 | 28.606 | 8.829 | - | - | 1.601 | 39.034 |
| Voci/Basi di aggregazione | Base di aggregazione 1 30/06/2024 |
Base di aggregazione 2 30/06/2024 |
Totale 30/06/2024 |
Base di aggregazione 1 30/06/2023 |
Base di aggregazione 2 30/06/2023 |
Totale 30/06/2023 |
|---|---|---|---|---|---|---|
| A. Allocazione dei premi pagati relativi alle cessioni in riassicurazione valutate in base al GMM |
||||||
| A.1 Importi connessi con le variazioni dell'attività per residua copertura |
||||||
| 1. Importo dei sinistri e altri costi recuperabili attesi |
(2.230) | - | (2.230) | (2.894) | - | (2.894) |
| 2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non finanziari |
(71) | - | (71) | (82) | - | (82) |
| 3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico per i servizi ricevuti |
(303) | - | (303) | (137) | - | (137) |
| 4. Altri importi | (109) | - | (109) | (720) | - | (720) |
| 5. Totale | (2.713) | - | (2.713) | (3.833) | - | (3.833) |
| A.2 Altri costi direttamente attribuibili alle cessioni in riassicurazione |
- | - | - | - | - | - |
| 'A.3 Allocazione dei premi relativi alle cessioni in riassicurazione valutate in base al PAA |
- | - | - | - | - | - |
| B. Totale costi derivanti dalle cessioni in riassicurazione |
(2.713) | - | (2.713) | (3.833) | - | (3.833) |
| C. Effetti delle variazioni del rischio di inadempimento da parte dei riassicuratori |
- | - | - | - | - | - |
| D. Importo dei sinistri e altre spese recuperato |
1.581 | - | 1.581 | 2.262 | - | 2.262 |
| E. Variazioni dell'attività per sinistri accaduti |
176 | - | 176 | (157) | - | (157) |
| F. Altri recuperi | 11 | - | 11 | (215) | - | (215) |
| G. Totale costi/ricavi netti derivanti dalle cessioni in riassicurazione (B+C+D+E+F) |
(945) | - | (945) | (1.943) | - | (1.943) |
| Costi/Basi di aggregazione |
Base A1 - con DPF |
Base A2 - senza DPF |
Base A1 + Base A2 |
Base A3 | Base A4 | Base A3 + Base A4 |
Altro | Base A1 - con DPF 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2024 30/06/2023 30/06/2023 30/06/2023 30/06/2023 30/06/2023 30/06/2023 30/06/2023 |
Base A2 - senza DPF |
Base A1 + Base A2 |
Base A3 | Base A4 | Base A3 + Base A4 |
Altro |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Costi attribuiti all'acquisizione dei contratti assicurativi |
(862) | (1.852) | (2.714) | - | - | - | X | (731) | (1.236) | (1.966) | - | - | - | X |
| Altri costi direttamente attribuibili |
(9.788) | - | (9.788) | - | - | - | X | (9.797) | - | (9.797) | - | - | - | X |
| Spese di gestione degli investimenti |
X | X | (397) | X | X | - | (60) | X | X | (187) | X | X | - | (372) |
| Altri costi | X | X | (9.518) | X | X | - | (3.591) | X | X | (8.988) | X | X | - | (3.222) |
| Totale | X | X | (22.417) | X | X | - | (3.651) | X | X | (20.938) | X | X | - | (3.594) |
I costi mostrano complessivamente una crescita del 9,3%, in linea con il trend di sviluppo evidenziato anche lo scorso anno.
In dettaglio:
| Tipologia di spese/Valori | 30/06/2024 | 30/06/2023 |
|---|---|---|
| 1) Personale dipendente | (294.961) | (279.058) |
| a) salari e stipendi | (214.327) | (203.041) |
| b) oneri sociali | (52.916) | (50.545) |
| c) indennità di fine rapporto | (2.490) | (3.787) |
| d) spese previdenziali | (24) | (27) |
| e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale | 477 | (962) |
| f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: | - | (77) |
| - a contribuzione definita | - | (76) |
| - a benefici definiti | - | (1) |
| g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: | (14.609) | (10.308) |
| - a contribuzione definita | (14.609) | (10.308) |
| - a benefici definiti | - | - |
| h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali | (1.851) | (1.732) |
| i) altri benefici a favore dei dipendenti | (9.221) | (8.579) |
| 2) Altro personale in attività | (4.600) | (4.212) |
| 3) Amministratori e sindaci | (2.265) | (2.117) |
| 4) Personale collocato a riposo | - | (17) |
| Totale | (301.826) | (285.404) |
Come da indicazioni della circolare di Banca d'Italia 262 del 22 dicembre 2005 (e successivi aggiornamenti):
| Totale 30/06/2024 |
Totale 30/06/2023 |
|
|---|---|---|
| 1) Personale dipendente | 6.519 | 6.509 |
| a) dirigenti | 175 | 174 |
| b) quadri direttivi | 3.108 | 3.141 |
| c) restante personale dipendente | 3.236 | 3.194 |
| 2) Altro personale | 46 | 46 |
| Totale | 6.565 | 6.555 |
Il numero medio dei dipendenti non include gli amministratori e sindaci. Nel caso dei dipendenti part-time è convenzionalmente considerato il 50%.
| Tipologia servizi/Valori | Totale 30/06/2024 |
Totale 30/06/2023 |
|---|---|---|
| Imposte e tasse | (69.926) | (68.749) |
| Imposta di bollo | (62.213) | (54.550) |
| Imposta Municipale Unica | (1.547) | (3.049) |
| Altro | (6.166) | (11.150) |
| Altre spese | (142.782) | (123.909) |
| Assicurazioni | (1.834) | (1.778) |
| ATM | (1.028) | (813) |
| Economato, cancelleria, stampati | (4.007) | (3.491) |
| Formazione | (1.225) | (1.097) |
| Energia elettrica | (3.902) | (5.528) |
| Fitti passivi su immobili | (776) | (524) |
| Altre spese immobiliari | (6.461) | (7.921) |
| Info provider | (8.668) | (8.067) |
| Elaborazioni elettroniche presso terzi | (54.446) | (43.175) |
| Macchine ufficio | (26) | (59) |
| Lavorazione bancarie esternalizzate | (3.626) | (3.249) |
| Marketing | (10.923) | (8.214) |
| Mobilità | (4.962) | (4.957) |
| Postali | (817) | (625) |
| Consulenza | (6.793) | (6.219) |
| Spese legali per recupero crediti | (3.462) | (3.020) |
| Spese legali | (2.373) | (2.513) |
| Altri compensi a professionisti esterni | (701) | (864) |
| Reti e servizi interbancari | (1.820) | (1.682) |
| Telefoniche | (3.651) | (3.091) |
| Trasporti | (306) | (352) |
| Trasporto valori e contazione | (1.860) | (1.690) |
| Vigilanza | (2.349) | (2.673) |
| Visure e informazioni | (4.807) | (4.150) |
| Altre spese | (11.959) | (8.157) |
| Contributi Fondi | (29.309) | (19.368) |
| Contributi Fondo di Risoluzione Unico - SRF | - | (19.368) |
| Contributi Sistema Garanzia Depositi - DGSD | (29.309) | - |
| Totale | (242.017) | (212.026) |
| Totale 30/06/2024 |
Totale 30/06/2023 |
|
|---|---|---|
| Accantonamento netto al fondo rischi per impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate | (166) | (5.744) |
| Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate |
836 | 2.841 |
| Totale | 670 | (2.903) |
| Totale 30/06/2024 |
Totale 30/06/2023 |
||
|---|---|---|---|
| Accantonamento netto al fondo rischi per cause passive e revocatorie | (1.914) | (2.433) | |
| Interessi passivi da attualizzazione fondo per cause passive e revocatorie | (214) | (216) | |
| Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per cause passive e revocatorie | 1.053 | 690 | |
| Accantonamenti ad altri fondi | (8.300) | (8.730) | |
| Interessi passivi da attualizzazione relativi ad altri fondi | (454) | (37) | |
| Riattribuzione a conto economico relative ad altri fondi | 3.282 | 1.302 | |
| Totale | (6.547) | (9.424) | |
Nella presente voce è stata accantonata anche la stima del contributo al Fondo di garanzia assicurativo dei rami Vita, istituito dalla Legge di Bilancio 2023, ammontante a 4,3 milioni di euro.
| Totale 30/06/2024 |
Totale 30/06/2023 |
|
|---|---|---|
| Rimborsi interessi per incassi e pagamenti in stanza di compensazione | (3) | (1) |
| Ammortamento migliorie su beni di terzi | (2.188) | (2.195) |
| Sopravvenienze passive | (4.158) | (6.009) |
| Altri oneri | (12.321) | (4.311) |
| Totale Altri oneri | (18.670) | (12.516) |
| Totale 30/06/2024 |
Totale 30/06/2023 |
|
|---|---|---|
| Fitti attivi | 878 | 749 |
| Recupero di imposte | 66.298 | 58.937 |
| Recupero interesse per incassi e pagamenti in stanza di compensazione | 5 | 4 |
| Sopravvenienze attive | 1.362 | 3.002 |
| Altri proventi | 33.094 | 20.547 |
| Totale Altri proventi | 101.637 | 83.239 |
La voce "Recuperi di imposta" recepisce anche il recupero dell'onere relativo al calcolo dell'imposta di bollo sui dossier titoli.
Nella voce "Altri proventi" sono compresi anche i recuperi della "Commissione di istruttoria veloce", disciplinata dal comma 2 della Legge 23 dicembre 2011.
| Componenti reddituali/Settori | Totale 30/06/2024 |
Totale 30/06/2023 |
|---|---|---|
| 1) Imprese a controllo congiunto | ||
| A. Proventi | 4.019 | 3.484 |
| 1. Rivalutazioni | 4.019 | 3.484 |
| 2. Utili da cessione | - | - |
| 3. Riprese di valore | - | - |
| 4. Altri proventi | - | - |
| B. Oneri | - | - |
| 1. Svalutazioni | - | - |
| 2. Rettifiche di valore da deterioramento | - | - |
| 3. Perdite da cessione | - | - |
| 4. Altri oneri | - | - |
| Risultato netto | 4.019 | 3.484 |
| 2) Imprese sottoposte a influenza notevole | ||
| A. Proventi | 115 | 97 |
| 1. Rivalutazioni | 115 | 97 |
| 2. Utili da cessione | - | - |
| 3. Riprese di valore | - | - |
| 4. Altri proventi | - | - |
| B. Oneri | - | (116) |
| 1. Svalutazioni | - | - |
| 2. Rettifiche di valore da deterioramento | - | (116) |
| 3. Perdite da cessione | - | - |
| 4. Altri oneri | - | - |
| Risultato netto | 115 | (19) |
| Totale | 4.134 | 3.465 |
Per le Imprese a controllo congiunto la voce "Proventi, 1.rivalutazioni" recepisce gli utili di Credemassicurazioni consolidata al patrimonio netto; per le Imprese sottoposte a influenza notevole la voce "Proventi, 1.rivalutazioni" recepisce gli utili di Andxor, SBC, Flairbit e Mynet consolidate al patrimonio netto.
| Voci | 30/06/2024 30/06/2023 | ||
|---|---|---|---|
| 10. | Utile (Perdita) d'esercizio | 323.755 | 298.703 |
| Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico | (450) | 2.588 | |
| 20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: a) variazione di fair value |
(58) (773) |
2.563 2.563 |
|
| b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto | 715 | - | |
| 30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico: | - | - | |
| a) variazione del fair value | - | - | |
| b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto | - | - | |
| 40. Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: | - | - | |
| a) variazione di fair value (strumento coperto) | - | - | |
| b) variazione di fair value (strumento di copertura) | - | - | |
| 50. Attività materiali 60. Attività immateriali |
- - |
- - |
|
| 70. Piani a benefici definiti | (505) | 379 | |
| 80 | Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | - | - |
| 90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | - | - | |
| 100. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi | - | - | |
| 110. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico | 113 | (354) | |
| Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico | 5.355 | 26.778 | |
| 120. Copertura di investimenti esteri: | - | - | |
| a) variazioni di fair value b) rigiro a conto economico |
- - |
- - |
|
| c) altre variazioni | - | - | |
| 130. Differenze di cambio: | - | - | |
| a) variazioni di valore | - | - | |
| b) rigiro a conto economico | - | - | |
| c) altre variazioni | - | - | |
| 140. Copertura dei flussi finanziari: | (4.456) | 9.786 | |
| a) variazioni di fair value | (4.456) | 9.786 | |
| b) rigiro a conto economico | - | - | |
| c) altre variazioni di cui: risultato delle posizioni nette |
- - |
- - |
|
| 150. Strumenti di copertura (elementi non designati): | - | - | |
| a) variazioni di valore | - | - | |
| b) rigiro a conto economico | - | - | |
| c) altre variazioni | - | - | |
| 160. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività | (49.426) | 113.240 | |
| a) variazioni di fair value | (74.021) | (35.886) | |
| b) rigiro a conto economico - rettifiche per rischio di credito |
24.383 (104) |
152.051 (399) |
|
| - utili/perdite da realizzo | 24.487 | 152.450 | |
| c) altre variazioni | 212 | (2.925) | |
| 170. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: | - | - | |
| a) variazioni di fair value | - | - | |
| b) rigiro a conto economico | - | - | |
| c) altre variazioni | - | - | |
| 180. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto: a) variazioni di fair value |
403 403 |
(354) (354) |
|
| b) rigiro a conto economico | - | - | |
| - rettifiche da deterioramento | - | - | |
| - utili/perdite da realizzo | - | - | |
| c) altre variazioni | - | - | |
| 190. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi: | 61.569 | (83.231) | |
| a) variazioni di fair value | 61.569 | (83.231) | |
| b) rigiro a conto economico | - | - | |
| c) altre variazioni 200. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione: |
- 31 |
- 245 |
|
| a) variazioni di fair value | 31 | 245 | |
| b) rigiro a conto economico | - | - | |
| c) altre variazioni | - | - | |
| 210. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali con rigiro a conto economico | (2.766) | (12.908) | |
| 220. Totale altre componenti reddituali | 4.905 | 29.366 | |
| 230. Redditività complessiva (Voce 10 + 220) | 328.660 | 328.069 | |
| 240. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 250. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo |
1 328.659 |
10 328.059 |
|
Il Gruppo Credem valuta da sempre come elemento fondante la ricerca di un'elevata qualità nel governo dei rischi, ritenuta fattore imprescindibile ed obiettivo strategico al fine di:
Gli organismi di governo e le funzioni specialistiche coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi sono:
I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono gli obiettivi identificati dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo riferiti a mission e profilo di rischio; approvano la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo.
Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.
COMITATO CONSILIARE RISCHI E SOSTENIBILITA' DI GRUPPO (CCRSG). Il Comitato svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa e del Gruppo in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento. Il Comitato supporta altresì il CA nel presidio dei rischi ambientali, sociali e di governance ai fini del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.
Con particolare riferimento ai compiti in materia di gestione e controllo dei rischi, il Comitato svolge le seguenti funzioni di supporto:
valuta l'efficacia delle ipotesi e delle analisi contenute all'interno del Piano di Risanamento e nei suoi successivi aggiornamenti, proposte dalla Funzione ERISK, esprimendo un parere motivato in merito ai fini di una successiva sottoposizione al CA;
valuta, sulla base dell'informativa del Comitato Recovery Management di Gruppo (di seguito Comitato recovery), l'effettiva sussistenza dello stato di recovery, esprimendo un parere motivato in merito, ai fini della successiva rappresentazione al CA;
Con particolare riferimento alle tematiche inerenti la Sostenibilità il Comitato supporta il CA, con funzioni consultive e propositive, per garantire una effettiva ed efficace identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi ambientali, sociali e di governance al fine di contribuire al successo sostenibile2 in coerenza con le strategie complessive del Gruppo. In particolare:
Nell'esercizio delle competenze sopra descritte, il Comitato tiene conto delle linee guida e dei presidi di Gruppo, inclusi quelli riconducibili al Comitato Sostenibilità Area Wealth.
COMITATO RISK MANAGEMENT DI GRUPPO (CRM), la cui mission è quella di informare il Comitato Esecutivo (CE) del presidio del rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework. Periodicamente il Comitato:
2 Obiettivo che guida l'azione dell'organo di amministrazione e che si sostanzia nella creazione di valore nel lungo termine a beneficio degli azionisti, tenendo conto degli interessi degli altri stakeholder rilevanti per la società, Codice di Corporate Governance, gennaio 2020, Comitato per la Corporate Governance costituito dalle Associazioni di impresa (ABI, ANIA, Assonime, Confindustria), Borsa Italiana S.p.A. e l'Associazione degli investitori professionali (Assogestioni)
COMITATO RECOVERY MANAGEMENT DI GRUPPO, viene istituito al fine di supportare il CA, con poteri consultivi e decisionali, nella gestione dello stato di recovery regolamentati dal Piano di Risanamento nonché nella gestione dello stato di risoluzione, ove se ne verificassero i presupposti, in linea con quanto previsto dal Piano di Risoluzione. Il Comitato, nell'ambito del Piano, svolge le seguenti principali funzioni nel caso di sforamento delle soglie di recovery:
Il Comitato viene inoltre informato dal CA nel caso di superamento della soglia di Tolleranza, in quanto definita come soglia di warning per gli indicatori di Recovery e può procedere alla sua convocazione qualora siano presenti importanti segnali di deterioramento.
La funzione di Risk Management, a mezzo del Risk Officer e dei suoi collaboratori, ha lo scopo di:
monitorare gli assorbimenti di capitale;
proporre all'Organo di Gestione e alla Direzione Generale, con le altre funzioni aziendali competenti, la definizione e la revisione della struttura dei limiti operativi in coerenza con il capitale allocato;
Il Comitato viene inoltre informato dal CA nel caso di superamento della soglia di Tolleranza, in quanto definita come soglia di warning per gli indicatori di Recovery e può procedere alla sua convocazione qualora siano presenti importanti segnali di deterioramento.
La funzione di Risk Management, a mezzo del Risk Officer e dei suoi collaboratori, ha lo scopo di:
Alla Funzione di Risk Management è richiesta autorevolezza, tenuto conto del ruolo rivestito all'interno dell'organizzazione e del mandato ricevuto, e professionalità, intesa come possesso delle conoscenze tecniche e di adeguata esperienza al ruolo. Alla stessa sono garantite soluzioni organizzative in grado di preservare l'indipendenza dalle unità di business incaricate della assunzione e gestione economica dei rischi, in particolare:
Dal 1° marzo 2023 è in vigore il modello organizzativo "teal oriented" che prevede l'evoluzione da una struttura gerarchica a un sistema fluido, caratterizzato da un modello di leadership distribuito e orizzontale che valorizza il merito, garantisce agilità operativa (anche nella gestione del cambiamento), aumenta l'imprenditorialità.
La riorganizzazione, in continuità con l'assetto attuale, prevede l'applicazione di tali principi al servizio Risk Management adottando un nuovo modello di collaborazione e di comunicazione attraverso:
Inoltre viene assegnato al Risk Officer il ruolo precedentemente assegnato al CS TUTELA di "coordinamento dell'implementazione della Strategia e del Modello di Gestione della Sicurezza
delle Informazioni e della Cyber Security di Gruppo tramite le Funzioni di Sicurezza delle Informazioni, in sinergia con il Team Leader di Direzione del Servizio Sistemi Informativi (SINFO) per le attività operative di Sicurezza IT (Information Security Operations)".
Per inquadrare correttamente le attività svolte si riporta la struttura organizzativa della Funzione di Risk Mangement e la descrizione delle principali aree di attività:
La responsabilità sul sistema di controllo interno fa capo al Consiglio di Amministrazione, in ottemperanza alla specifica normativa di vigilanza emanata per le banche da Banca d'Italia. Il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano ha definito le linee di indirizzo dei sistemi di controllo interno, assicurandosi che i principali rischi aziendali siano identificati, gestiti e monitorati in modo adeguato.
Le linee di indirizzo del sistema di controllo interno, costituito dall'insieme di regole, procedure e strutture organizzative volte a consentire, attraverso l'adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, la sana e prudente conduzione dell'impresa, sono definite dal Consiglio di Amministrazione, il quale ne valuta l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa, avvalendosi dell'assistenza dell'apposito Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e delle attività delle funzioni aziendali di controllo. Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi di Credito Emiliano si sostanzia come segue:
Il Gruppo Credem svolge con frequenza almeno annuale il processo ICAAP. L'obiettivo del processo ICAAP consiste nella valutazione autonoma da parte del Gruppo Credem, a livello consolidato, della propria adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica in relazione ai rischi assunti e alle strategie aziendali.
In coerenza con il processo ICAAP e gli obiettivi di business, il CA della Capogruppo valuta tutte le tipologie di rischio a livello consolidato e ne approva l'assunzione in maniera articolata su Società e Business Unit individuate come rilevanti per l'apporto al rischio di Gruppo, attraverso un articolato processo di Risk Appetite Framework.
Il RAF considera la possibilità che il profilo di rischio atteso possa subire sensibili variazioni in presenza di andamenti avversi di mercato e pertanto prevede delle soglie di tolleranza al Risk Appetite (Risk Tolerance), che rappresentano la variazione massima che Credem intende accettare in scenari di stress.
Il Comitato Risk Management inoltre rendiconta gli indicatori di II livello, ossia quegli indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo. Le metodologie di calcolo relative a ciascun indicatore sono riportate nel manuale "Indicatori di Rischio", la cui responsabilità di diffusione e aggiornamento è in carico alla funzione Risk Management.
Il Consiglio di Amministrazione, avvalendosi del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, nel corso del periodo ha valutato il funzionamento del sistema di controllo interno giudicandolo complessivamente adeguato, efficace ed effettivamente attuato rispetto alle caratteristiche della Banca e del Gruppo. Tale giudizio tiene conto del piano per l'implementazione dei punti di miglioramento individuati in esito alle verifiche svolte dalle Funzioni di Controllo.
Il Responsabile del Servizio Audit, in qualità di Responsabile della Funzione di Revisione Interna, è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo supportato dal Comitato Nomine, e previo parere favorevole e del Collegio Sindacale.
Il Consiglio, sentito il parere del Comitato Remunerazioni di Gruppo ai sensi delle disposizioni Banca D'Italia in materia, approva la politica di remunerazione a favore dei Responsabili di tutte le funzioni di controllo. Le politiche di incentivazione sono elaborate in modo coerente con i compiti assegnati, avendo cura di evitare situazioni in conflitto rispetto alle aree aziendali soggette al loro controllo.
Il Gruppo Credem ha previsto specifiche modalità di coordinamento tra i vari soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e gestione dei rischi. Il coordinamento viene garantito con le seguenti modalità:
ricezione della reportistica prodotta dalle funzioni di terzo e secondo livello nonché dai relativi comitati consiliari e interfunzionali, dal Consiglio di Amministrazione e dal Collegio Sindacale precisandosi che quest'ultimo viene informato anche in occasione delle partecipazioni alle singole riunioni dei Comitati e del Consiglio di Amministrazione;
invio della reportistica prodotta dalle funzioni di secondo livello alla Funzione di Revisione Interna;
Il monitoraggio delle criticità e degli interventi a presidio avviene su base trimestrale tramite un Tableau de Board Unico per tutte le FAC sottoposto al Comitato Rischi e Sostenibilità di Gruppo e inviato all'Organo di Vigilanza.
Al fine di mantenere una elevata attenzione alle tematiche di controllo dei rischi connessi all'attività bancaria, il Gruppo Credem ha predisposto da alcuni anni un'attività formativa a tutti i livelli della struttura, compresi gli Organi Collegiali.
Al Servizio Entrerprise Risk Management (ERISK) sono stati affidati l'identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici e ambientali (C&E).
Tali fattori, in linea con quanto previsto dalle aspettative di vigilanza, sono stati integrati nelle principali categorie di rischio preesistenti coerentemente con quanto riportato nella mappa dei rischi e con quanto svolto per l'analisi di rilevanza utilizzata dalla funzione Enterprise Risk Management e alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.):
rischi ESG: rischi di un impatto finanziario negativo derivante dagli effetti attuali o prospettici sulle controparti o sugli asset investiti da parte dei fattori:
o Social: legati alla sicurezza, condizioni e salute sul lavoro, diritti dei lavoratori, diritti umani, partecipazione ed equità di genere, etc.;
ERISK coordina altresì le attività di misurazione e monitoraggio relative ai fattori di rischio C&E sui rischi principali, adottando metodologie in linea con le pratiche suggerite dal Regulator e con le best practices osservate sul mercato.
Inoltre supporta le valutazioni relative alla strategia di decarbonizzazione (tramite l'utilizzo di scenari climatici) e contribuisce ai principali framework di disclosure, incluse quelle legate a tematiche di Sostenibilità/ ESG.
Il Risk Officer ha inoltre la responsabilità del presidio della Compliance normativa relativamente alle aspettative di Vigilanza sui rischi Climate and Environmental.
Anche nel corso del primo semestre del 2024 la funzione ha partecipato ai gruppi di lavoro interfunzionali sul presidio dei rischi ESG ed alle attività richieste dalla Banca Centrale Europea (come l'aggiornamento dell'action plan comunicato a BCE e l'esercizio di climate stress test Fitfor-55 climate risk scenario analysis).
In particolare, in coerenza con l'action plan comunicato alla Banca Centrale Europea, la funzione ERISK ha svolto una serie di attività:
Relativamente all'analisi di rilevanza, sono state apportate evoluzioni sia in termini di perimetro dei rischi che di metodologie utilizzate. Nello specifico, al fine di cogliere pienamente l'impatto dei rischi climatici e ambientali sulle principali categorie di rischio esistenti, è stata valutata l'integrazione di questi ultimi, tramite approcci quantitativi o qualitativi:
le analisi sul rischio di credito sono state integrate indagando l'impatto dei fattori fisici e di transizione sia nel breve che nel medio-lungo termine; è stata introdotta l'analisi del rischio fisico sulle controparti (in aggiunta a quella sul rischio di transizione) e del rischio di transizione sugli immobili a garanzia delle esposizioni creditizie sulla base delle classi energetiche (oltre a quella del rischio fisico sugli immobili) ; è stata introdotta un'analisi specifica sui rischi environmental (biodiversità, rifiuti e utilizzo d'acqua), social e governance;
è stato introdotto un approccio quantitativo per il rischio strategico volto a misurare le emissioni GHG delle controparti del portafoglio creditizio appartenenti ai settori attenzionati dalla strategia ESG del Gruppo (Settori Oil and Gas e Power).
La funzione ERISK ha aggiornato e integrato una serie di key risk indicators nel suo Risk Appetite Framework, sia di primo livello (RAF) che di secondo livello (SREP), al fine di monitorare l'impatto dei rischi climatici e ambientali di transizione e fisici sul rischio di credito e di mercato. Gli indicatori SREP sono stati monitorati a partire dal 2023 nel Comitato Risk Management di Gruppo, mentre per il RAF 2024 sono stati definiti due KRI nel primo livello, uno per il rischio di credito e uno per il rischio di mercato, e sono state stimate le soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance al fine di attivare le procedure di escalation in caso di superamento di suddetti limiti.
Relativamente allo stress test framework la funzione ERISK ha:
integrato il Recovery Plan con i fattori di rischio legati al clima sia nello scenario sistemico che in quello combinato;
ha incluso i rischi C&E al fine di valutare l'impatto del rischio di transizione sulla PD e l'impatto del rischio fisico sul valore della garanzia nello scenario avverso ai fini RAF;
dopo una prima integrazione nell'ICAAP 2023, i fattori C&E sono stati pienamente integrati nell'ICAAP 2024 per valutare: lato rischio di credito, l'impatto del rischio di transizione sulla PD e l'impatto del rischio fisico sulla LGD; per il rischio di mercato, attraverso l'adozione del Climate Value at Risk (CVaR), è stata stimata la perdita potenziale che potrebbe verificarsi nel portafoglio di investimenti in diversi scenari climatici; per il rischio operativo è stato applicato un approccio di analisi di scenario relativamente al rischio fisico sugli immobili. Relativamente al rischio di liquidità, un evento di rischio climatico è stato incorporato nello scenario ILAAP esistente per il 2024.
Per quanto riguarda i processi di rischio operativo e reputazionale, la funzione ERISK ha aggiornato i relativi framework (ad esempio, LDC, RSA, RepRisk Questionnaire) al fine di catturare anche i fattori di rischio C&E (ad esempio, il catalogo dei rischi RSA è stato integrato con le domande ESG, sono state definite le linee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che ne permetteranno la rilevazione a partire dal 2024), consentendo così di prendere in considerazione questi fattori e il loro potenziale impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativo e reputazionale.
I pareri relativi alle Operazioni Maggior Rilievo sui prodotti di credito green/sostenibili e sulle offerte commerciali dedicate sono stati integrati dalla funzione ERISK evidenziando come le caratteristiche di tali prodotti siano idonee a mitigare i fattori di rischio ESG.
Al fine di integrare i presidi di monitoraggio del rischio di mercato con gli impatti derivanti dai rischi climatici e ambientali (C&E) è stata definita un'apposita metrica (Climate VaR) su cui sono in corso analisi volte alla futura integrazione di questa all'interno del regolamento "Assunzione rischi finanziari".
| Portafogli/qualità | Sofferenze | Inadempienze probabili |
Esposizioni deteriorate scadute |
scadute non Esposizioni deteriorate |
Altre esposizioni non deteriorate |
Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 53.649 | 192.526 | 29.949 | 386.602 43.143.178 43.805.904 | ||
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
- | - | - | - | 8.982.915 | 8.982.915 |
| 3. Attività finanziarie designate al fair value | - | - | - | - | - | - |
| 4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
- | - | - | - | 549.958 | 549.958 |
| 5. Attività finanziarie in corso di dismissione | - | - | - | - | - | - |
| Totale 30/06/2024 | 53.649 | 192.526 | 29.949 | 386.602 52.676.051 53.338.777 | ||
| Totale 31/12/2023 | 56.854 | 192.046 | 34.354 | 459.419 53.139.163 53.881.836 |
| Deteriorate | Non deteriorate | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Portafogli/qualità | Esposizione lorda |
Rettifiche di valore complessive |
Esposizione netta |
Write-off* parziali complessivi |
Esposizione lorda |
Rettifiche di valore complessive |
Esposizione netta |
Totale (esposizione netta) |
| 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
667.313 | 391.190 | 276.123 | 16.641 43.614.885 | 85.100 43.529.785 43.805.908 | |||
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
- | - | - | - | 8.988.997 | 6.082 | 8.982.915 | 8.982.915 |
| 3. Attività finanziarie designate al fair value |
- | - | - | - | X | X | - | - |
| 4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
- | - | - | - | X | X | 549.958 | 549.958 |
| 5. Attività finanziarie in corso di dismissione |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| Totale 30/06/2024 | 667.313 | 391.190 | 276.123 | 16.641 52.603.882 | 91.182 53.062.658 | 53.338.781 | ||
| Totale 31/12/2023 | 701.673 | 418.417 | 283.256 | 17.477 53.196.993 | 94.704 53.598.581 | 53.881.837 |
Un'entità strutturata è un'entità configurata in modo tale che i diritti di voto o diritti similari non sono ritenuti rilevanti per stabilire il controllo, come nel caso in cui i diritti di voto facciano soltanto riferimento ad attività amministrative e le attività rilevanti siano condotte attraverso accordi contrattuali.
Per i veicoli a destinazione specifica e fondi di investimento, il controllo è ritenuto esistere laddove il Gruppo dispone dei diritti contrattuali per gestire le attività rilevanti dell'entità e risulta esposto ai rendimenti variabili delle stesse.
Non sono presenti nel Gruppo entità strutturate consolidate.
Non sono presenti nel Gruppo entità strutturate non consolidate.
In questa sezione sono fornite le informazioni riferite alle imprese incluse nel consolidato prudenziale (società appartenenti al Gruppo bancario).
Secondo le disposizioni del principio contabile IFRS 9 le perdite attese sui crediti devono essere determinate valutando una gamma di possibili scenari adeguatamente ponderati in modo da riflettere un importo obiettivo in relazione alle loro differenti probabilità di realizzo.
A tal fine il modello di Impairment considera tre scenari macroeconomici futuri: uno centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e RAF e due ulteriori scenari a corollario, volti a rappresentare un range di variabilità tra gli ipotetici scenari plausibili:
Tali scenari sono selezionati tra quelli forniti periodicamente da un fornitore esterno e sono approvati dal Consiglio di Amministrazione. Ciascuno è corredato dalla relativa probabilità di accadimento, e fornisce le proiezioni future dei principali indicatori macroeconomici su un orizzonte di tre anni, con frequenza di osservazione trimestrale.
Si riporta di seguito l'indicazione degli scenari macroeconomici adottati per il calcolo delle perdite attese ponderate, corredati dai pesi definiti in coerenza con la relativa probabilità di accadimento:
| Scenario IFRS 9 | Descrizione dello scenario | Peso da policy |
|---|---|---|
| "Good" | : scenario con probabilità del Stronger Near-Term Recovery Scenario ("S1") 10% che si realizzi uno scenario migliore e del 90% che se ne realizzi uno peggiore |
10% |
| "Baseline" | : scenario con probabilità del 50% che si realizzi uno Baseline Scenario scenario migliore e del 50% che se ne realizzi uno peggiore |
80% |
| "Bad" | : scenario con probabilità del 90% che si Deep Recession Scenario ("S3") realizzi uno scenario migliore e del 10% che se ne realizzi uno peggiore |
10% |
Per maggiori dettagli sulle ponderazioni degli scenari effettivamente applicati al 30 giugno 2024 si rimanda a quanto descritto nel paragrafo 2.4 "Metodi di misurazione delle perdite attese".
Ai fini della definizione degli scenari, il PIL è la variabile "anchor point", il cui andamento è considerato come indicatore rappresentativo del quadro economico generale. Sulla base dell'andamento del PIL è definito l'andamento delle altre variabili macroeconomiche di rilievo. A ciascuno scenario, in condizioni standard, è quindi associata una probabilità di accadimento sulla base del loro percentile di riferimento nella distribuzione delle variazioni del PIL sugli scenari generati.
Per maggiori dettagli sugli scenari si rimanda anche a quanto descritto più avanti al paragrafo "Misurazione delle perdite attese - Definizione dello scenario".
L'effetto degli Scenari viene poi tradotto nel modello di Impairment tramite l'utilizzo di appositi modelli Satellite che individuano le variabili più significative per rappresentare la più significativa correlazione tra il ciclo economico e i dati interni anche in termini di scostamento temporale (prendendo in considerazione i distinti driver anche a vari lag temporali rispetto al dato consuntivo).
Questi ultimi sono utilizzati per il calcolo della componente forward looking di tutti i parametri che intervengono nel calcolo dell'ECL: PD, LGD e EAD/PrePayment.
Considerazioni ulteriori possono essere effettuate per le esposizioni classificate nello "Stage 3". Per quel che attiene più specificatamente ai crediti deteriorati, si segnala che, pur in presenza di una sostanziale equiparazione della definizione di credito deteriorato (credit-impaired financial asset) presente nell'IFRS 9 rispetto al principio contabile che è andato a sostituire (lo IAS39), le
modalità di calcolo dell'ECL lifetime hanno comportato riflessi metodologici anche ai fini delle valutazioni da svolgere in tale comparto, principalmente in relazione:
Tenendo in considerazione quanto sopra e in coerenza con gli indirizzi e gli obiettivi relativi al portafoglio NPL, le svalutazioni sui crediti deteriorati vengono applicate attraverso due diverse metodologie:
Il Gruppo Credem considera storicamente l'elevata qualità del credito come un elemento fondante della propria stabilità patrimoniale ed un fattore strategico nel processo di creazione del valore. I principi fondamentali su cui si basa l'erogazione del credito sono i seguenti:
la tecnica nell'analisi di rischio, che assicura alle concessioni creditizie un presupposto oggettivo e coerente con le finalità e le esigenze finanziarie del cliente, con le sue dimensioni patrimoniali e finanziarie e con le relative capacità di rimborso storiche e prospettiche, anche al fine di ridurre fortemente eventuali necessità di rifinanziamento successivo;
la qualità e l'adeguatezza delle informazioni, coerentemente ai criteri di Data Governance definiti dal gruppo Credem, come presupposto essenziale per la valutazione oggettiva del profilo di rischio che trova nel rating interno la sua prima espressione di sintesi;
Con il ridursi del rischio di credito associato alla pandemia Covid 19, si precisa che a partire dal 1° Gennaio 2023 l'EBA ha deciso di abrogare l'informativa prevista dalle "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID 19 crisis" precedentemente pubblicate nell'informativa "Pillar 3".
Con riguardo ai rischi climatici, nell'ambito del percorso di progressivo allineamento alle aspettative della Banca Centrale Europea (BCE) in materia di inclusione delle tematiche ESG nel Framework di Risk Management, il Gruppo ha avviato una progettualità che ha l'obiettivo di introdurre i principali fattori di rischio climatici e ambientali nei modelli contabili IFRS 9. In particolare saranno gestiti i seguenti fattori di rischio:
Le attività progettuali di realizzazione del modello sono in corso, entrambe le evolutive descritte comporteranno un aumento delle rettifiche di valore e saranno quantificate considerando diversi scenari climatici ad integrazione degli scenari macro-economici già previsti dall'attuale impianto. Inoltre, a fronte della progettualità in corso relativa alla gestione dei rischi ESG nella modellistica IFRS9, è stata introdotta una copertura aggiuntiva a partire da Giugno 2024 quale anticipazione di tali effetti sul portaglio crediti in essere. Le evoluzioni intercorse nel corso del semestre, che riguardano gli affinamenti ai modelli contabili e la gestione dei rischi ESG hanno come effetto una ripresa di valore non significativa a livello consolidato (inferiore 1 milione).
Il Servizio Crediti di Credito Emiliano è organizzato secondo tre aree di responsabilità:
filiera del credito, redige la regolamentazione interna e definisce i principali strumenti, processi e modelli a supporto dell'intero processo del credito (fatte salve le attribuzioni di responsabilità al servizio ERISK in relazione ai modelli rientranti nel perimetro IRB);
Le linee guida di Credit Strategy vengono approvate dallo specifico Comitato Credit Strategy di Gruppo e deliberate dal Consiglio di Amministrazione. Relativamente al perimetro NPL, il Comitato Crediti Non Performing di Gruppo, si occupa di definire specifiche azioni di indirizzo strategico e di monitoraggio, anche relativamente all'andamento degli indicatori SREP di competenza.
Nella gestione del rischio di credito concorrono inoltre, per le rispettive aree di competenza, processi di responsabilità del Servizio di Gruppo Erisk:
Le disposizioni introdotte dalla normativa di riferimento per l'adozione dei modelli interni ed i successivi aggiornamenti sono stati sistematicamente accolti da Credito Emiliano S.p.A. come un'opportunità per migliorare la gestione del rischio e per incrementare il valore generato per gli azionisti, grazie alla storica qualità dell'attivo creditizio nonché all'ampia e consolidata diffusione degli strumenti di rating utilizzati nell'attività di valutazione, erogazione, monitoraggio e prezzatura del credito.
L'attività di valutazione ed erogazione del credito è differenziata a seconda della tipologia di clientela. Più precisamente, per il segmento corporate è in uso un sistema "esperto" che guida la formulazione della proposta di affidamento ed è alla base del sistema di rating. Tale metodologia si basa su logiche di analisi delle componenti economico-patrimoniali di bilancio integrate dalla valutazione dei flussi di cassa, dati di centrale rischi, nonché da valutazioni qualitative sul posizionamento competitivo, sui rischi di business e sull'appartenenza al gruppo.
Per il segmento small business, nell'ambito della stessa metodologia generale di valutazione, sono state applicate delle differenziazioni per dare maggior peso alle informazioni di tipo andamentale e di centrale dei rischi, che forniscono un contributo importante alla capacità predittiva del default.
Per il segmento delle microattività e dei privati consumatori è stato sviluppato un sistema di rating specificamente calibrato su questa tipologia di clientela a supporto dei processi di approvazione delle operazioni.
Inoltre, per tutta la clientela Banca è attivo un modello interno di Loss Given Default (LGD) che valuta la potenziale perdita dato il default della controparte, tenendo in considerazione la tipologia di controparte, l'ammontare dell'esposizione, la tipologia di forma tecnica e le eventuali garanzie a sostegno della posizione.
Tutti i sistemi sono direttamente integrati nella proposta di affidamento; la nuova Pratica Elettronica di Fido è operativa per tutti i gestori privati e aziende. La piattaforma garantisce un elevato data quality ed efficienza nei processi di istruttoria e delibera di affidamenti e rating.
Un pilastro fondamentale di governance del credito è costituito inoltre dall'assegnazione "ad personam" delle autonomie delegate, previa valutazione sul singolo deliberante di elementi fondamentali quali le competenze, i risultati conseguiti nella gestione ed erogazione del credito e l'attività formativa fruita.
I poteri di delega si basano, attualmente per la sola Credembanca, sull'indicatore "Accordato Ponderato", che applicando dei pesi alle singole componenti della posizione affidata ne sintetizza la rischiosità in rapporto alle policy ed alle serie storiche dei default.
Negli ultimi anni, l'implementazione di investimenti tecnologici e l'adozione di Advanced Analytics hanno notevolmente potenziato i meccanismi "automatici" per il monitoraggio e l'origination, con
particolare attenzione all'evoluzione dell'Openbanking. In questo contesto, l'Indicatore di Monitoraggio Andamentale (IMA), un Modello di Early Warning, gioca un ruolo centrale nella previsione di comportamenti creditizi anomali prima che si manifestino, contribuendo anche al calcolo del Massimo Accordato Concedibile (MAC), il quale rappresenta il massimo livello di affidamento attribuibile automaticamente a una controparte.
L'efficacia di questi strumenti si traduce in una maggiore industrializzazione del processo di concessione del credito, facilitando la realizzazione di campagne automatiche. Da evidenziare è la capacità di questi indicatori di considerare, in diverse fasi storiche, il contesto economico circostante, come evidenziato durante periodi di crisi e contesti geopolitici (ad esempio, conflitti bellici). Queste valutazioni forward-looking consentono di contestualizzare e graduare le azioni commerciali in modo dinamico.
Inoltre, l'adozione di metodologie di Early Warning sta progressivamente permettendo di superare il tradizionale concetto di scadenze di revisioni periodiche, orientandosi verso logiche di revisione di merito richieste ad evento, ovvero in risposta a motivi specifici di rischio di credito atteso che emergono nel corso dell'attività.
A partire dall'anno 2020 Credem ha eseguito un assessment con riferimento al documento EBA relativo alle guidelines on loan origination and monitoring con l'obiettivo di individuare gli impatti che la regolamentazione avrebbe determinato su governance, strategie creditizie, processi del credito e sistemi IT.
Nel corso del primo semestre 2024 sono stati realizzati ulteriori interventi organizzativi e di governo atti ad addivenire ad una piena aderenza alle indicazioni normative delle linee guida EBA. La funzione di definizione e di controllo dei limiti di affidamento si avvale del supporto di uno specifico Comitato Crediti di Gruppo che fissa, tra gli altri, il Credit Limit principale su cui si basa la Policy che è la Soglia di Massima Esposizione (SME), cioè l'ammontare massimo di rischio di credito che il Gruppo intende assumere verso una controparte (o gruppo di soggetti collegati) incluse le esposizioni derivanti dai titoli. La definizione di tale soglia prende a riferimento il Capitale Ammissibile di Gruppo ed i limiti di Vigilanza. Il Comitato è responsabile inoltre di rendicontare le posizioni che, a seguito di specifiche decisioni, superano le soglie definite. Il superamento delle "Soglie di Massima Esposizione" si configura come "Operazione di Maggior Rilievo" ai sensi del 15° aggiornamento del 2 luglio 2013 della Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006.
Il Gruppo Credem ha individuato come presupposto per la gestione dei rischi in ottica consolidata l'individuazione di organismi di governo:
Sono inoltre state costituite Funzioni specialistiche all'interno della Capogruppo ed in particolare:
A livello di portafoglio, le analisi periodiche e il monitoraggio sono svolte dalla funzione Risk Management.
Il Comitato Rischi svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed in generale al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento.
In particolare, la funzione di Risk Management consente al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:
Il 2 ottobre 2015 la Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing. Relativamente ai modelli interni, la funzione di Risk management consente al CA, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:
Nello specifico, con riferimento al Rischio di credito per le attività richieste dalla disciplina prudenziale, la Funzione Risk Management per il tramite del team Rischi di Credito:
Inoltre il team Validazione:
Come già esposto nella parte A, il principio contabile IFRS 9 prevede criteri di misurazione delle perdite attese che sono articolati su tre livelli crescenti di deterioramento creditizio. Gli strumenti finanziari sono raggruppati in tre Stage (categorie o bucket), sulla base del rischio di credito e dell'incremento del rischio di credito tra la rilevazione iniziale e la data di riferimento del bilancio. Nel dettaglio:
Stage 3: strumenti finanziari deteriorati, che mostrano oggettive evidenze di una perdita di valore. La rettifica di valore è definita analiticamente e copre la perdita attesa nell'arco dell'intera vita residua del credito (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).
In generale le regole di allocazione nei tre Stage definite dal Gruppo Credem, si fondano sui principali elementi forniti dal sistema di rating interno nonché sui principali indicatori di deterioramento creditizio monitorati dal Gruppo Credem per la gestione del rischio.
Il Gruppo identifica la presenza di un significativo incremento del rischio di credito (SICR) nella rilevazione di un deterioramento di almeno 2 classi nel rating della controparte dal momento della rilevazione iniziale. Nel contempo le classi di rating assimilabili alla categoria "investmentgrade" sono considerate profili di bassa rischiosità; le esposizioni che, alla data di misurazione, rientrano in tali categorie sono classificate dall'applicativo interno di riferimento in Stage 1, senza necessità di verificare l'eventuale deterioramento del merito creditizio intervenuto a seguito della rilevazione iniziale (c.d. low credit risk exemption).
Inoltre l'inserimento del rapporto nella lista dei clienti sotto osservazione perché valutati come a maggior rischio di deterioramento (cd. Watchlist), la presenza di misure di forbearance o di scaduto continuativo di oltre 30 giorni sono considerati segnali oggettivi di deterioramento del merito creditizio: pertanto gli strumenti finanziari che presentano tali evidenze sono classificati direttamente in Stage 2 senza valutare la contestuale presenza o meno di un significativo incremento del rischio di credito né tanto meno l'aderenza ad un profilo ritenuto a bassa rischiosità.
Per l'identificazione dei crediti deteriorati, e la loro allocazione nel bucket di rischio Stage 3, il Gruppo Credem fa riferimento alla definizione interna di credito deteriorato disciplinata nel regolamento "Policy di gruppo Crediti". Tale regolamento specifica che sono considerate "default" le categorie di crediti deteriorati in conformità a quanto previsto in materia dalle disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia (Circolare n. 272 30 luglio 2008 "Matrice dei conti", Sez. B Cap. II, "Qualità del credito", 16° aggiornamento del 2 novembre 2022) dove sono elencati i criteri e le caratteristiche richiesti per ogni categoria. La definizione di default comprende le seguenti categorie, che rappresentano stati di "default" di severità crescente:
Per gli strumenti finanziari allocati in Stage 3, le rettifiche di valore sono definite su base "esperta" in relazione alle evidenze dell'attività di gestione e recupero dei crediti deteriorati: per ciascun credito anomalo/deteriorato, è identificata una percentuale di copertura idonea a rappresentare le perdite attese nella vita residua del credito, in relazione all'analisi di caratteristiche rilevanti quali: tipologia di prodotto creditizio, ammontare dell'esposizione creditizia, anzianità dello stato di deterioramento, presenza o meno di garanzia a supporto (tipologia di garanzia e livello di copertura "loan to value").
In particolare, il Gruppo ritiene che un periodo prolungato in stato di non performing loan (NPL) aumenta la perdita attesa e può influire sul valore delle garanzie. La data di ingresso a default ininterrotto è quindi identificata come indicatore chiave del deterioramento del credito.
Sugli strumenti finanziari allocati in Stage 1 e 2, la determinazione delle perdite attese avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, sono associate:
Le rettifiche di valore sono quindi determinate valutando una gamma di possibili risultati in modo da riflettere un importo obiettivo ponderato in relazione alle probabilità di realizzo dei diversi scenari. Nello specifico il Gruppo considera tre scenari di severità crescente e ne proietta l'andamento sui parametri di rischio adottati per la misurazione delle perdite attese, in modo che essi riflettano le condizioni macroeconomiche attese da tali scenari. Le tecniche di condizionamento al ciclo macroeconomico ricalcano le logiche adottate dal Gruppo per la conduzione degli esercizi di stress testing indetti dagli organi europei di supervisione:
A partire da Giugno 2024 l'impianto complessivo dei modelli contabili è stato affinato nell'ottica di recepire le ultime modifiche all'impianto AIRB e le serie storiche più recenti sia in termini di parametri che di scenari macroeconomici.
In generale, i criteri dettagliati seguiti per la determinazione delle rettifiche di valore su ciascuno Stage, sono disciplinati nelle policy interne "Policy Svalutazione Crediti" e "Linee Guida e criteri di svalutazione titoli" nell'ultimo aggiornamento rilasciato che è stato sottoposto anche all'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione.
Come anticipato, il framework IFRS 9 in uso presso il Gruppo relativo all'attività di staging degli strumenti finanziari in bonis è stato mantenuto inalterato nell'ambito dell'emergenza da Covid-19. L'approccio adottato si basa su un principio di classificazione di tipo analitico, ovvero basato sull'analisi delle singole posizioni. I driver di stagingimpiegati sono:
valutazione del Significant Increase in Credit Risk (i.e. SICR) tramite misurazione della variazione del rating alla data di riferimento rispetto alla data di origination della posizione: in caso di rilevamento di un delta in peggioramento pari o superiore a 2 notch sulla masterscale dei rating, la posizione è automaticamente classificata a stage 2 (in caso il rating alla data di riferimento sia ricompreso in una delle prime 3 classi, la posizioni è automaticamente mantenuta in stage 1 in virtù della cd. Low Credit Risk Exemption). In caso contrario la posizione è classificata a stage 1. Tale criterio risulta di carattere relativo, prevedendo il confronto con la situazione creditizia rilevata all'erogazione del credito;
Gli scenari sono forniti da un provider esterno: nel dettaglio, vengono individuati tre Scenari: Baseline (come indicato dal fornitore), Bad e Good (rispettivamente individuati come gli Scenari S3 e S1 del medesimo fornitore). Per tali diversi scenari, sono fornite inoltre le relative probabilità di accadimento, che vengono utilizzate per ponderare le diverse stime di ECL derivanti e pervenire alla stima complessiva.
A seguito dell'emergenza sanitaria legata alla pandemia Covid-19 e del conflitto tra Russia e Ucraina gli Istituti sono stati chiamati a istituire meccanismi di monitoraggio degli Scenari sottostanti ai modelli e della relativa sensitivity in contesti di forte volatilità.
In tale contesto, il Gruppo ha confermato l'utilizzo del provider già in uso valutando tuttavia tempo per tempo la ponderazione da attribuire ai tre scenari macroeconomici disponibili. A partire da Settembre 2023 è stato deciso di ricalibrare la ponderazione degli scenari, definendo di mantenere una ponderazione alternativa più severa rispetto a quella standard, considerando comunque un contesto macroeconomico progressivamente meno volatile rispetto agli ultimi anni e un graduale ritorno ai pesi standard: 10% good, 30% bad, 60% baseline (0% good, 60% bad, 40% baseline per il 2022). Tale impostazione è stata mantenuta anche nel primo semestre 2024.
Si riportano di seguito gli andamenti attesi delle variabili PIL ITA e Inflazione Europea relativi alle ultime deliveries del provider, incluse quelle di Dicembre 2023, impiegate per l'aggiornamento dei modelli in usa Giugno 2024.

Come è possibile osservare dai grafici riportati, la crisi legata alla pandemia COVID e lo scoppio della Crisi RU/UA hanno comportato un periodo di forte volatilità che va riducendosi nell'ultimo periodo e che si riflette nel progressivo allineamento delle previsioni delle deliveries riportate nel grafico. Inoltre, nonostante le tensioni, gli scenari sembrano confermare previsioni di crescita (seppur modesta) e, dato l'aggiornamento avvenuto nel 2023 dei modelli satellite ad una serie storica comprensiva anche del 2022, si è optato per una rimodulazione dei pesi più vicina a quella ordinaria rispetto a quella selezionata a Dicembre 2022, come di seguito descritto.
| Descrizione dello scenario | Peso previsto |
dalla policy | Peso applicato al 30/06/2024 |
||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| "Good" | Stronger Near-Term Recovery Scenario ("S1") probabilità del 10% che si realizzi uno scenario migliore e del 90% che se ne realizzi uno peggiore |
: scenario con | 10% | 10% | |||||
| "Baseline" | Baseline Scenario scenario migliore e del 50% che se ne realizzi uno peggiore |
: scenario con probabilità del 50% che si realizzi uno | 80% | 60% | |||||
| "Bad" | Deep Recession Scenario ("S3") che si realizzi uno scenario migliore e del 10% che se ne realizzi uno peggiore |
: scenario con probabilità del 90% | 10% | 30% | |||||
| Si riportano di seguito le informazioni relative ai valori medi dei principali indicatori macro economici e finanziari utilizzati negli scenari di Dicembre 2023, relativamente al triennio 2023- 2026. |
Consuntivo | dic-24 | dic-25 | dic-26 | |||||
| Macrovariabile | dic-23 | Bad | Baseline | Good | Bad | Baseline | Good | Bad | Baseline Good |
| PIL ITA | 1781 | -2,37% | 1771 | 3,14% | -2,94% | 1779 | 5,33% | -2,41% | 1804 |
| PIL EURO | 11127 | -3,10% | 11059 | 2,52% | -3,94% | 11200 | 4,58% | -3,22% | 11454 |
| Tasso di disoccupazione Indice di produzione industriale |
7,81% 103 |
7,90% -7,54% |
8,43% 100 |
-25,17% 10,81% |
12,80% -5,29% |
9,09% 101 |
-21,33% 10,04% |
9,72% -4,60% |
8,96% -15,19% 105 |
| Consuntivo | |||||
|---|---|---|---|---|---|
Nell'ambito del calcolo ECL le garanzie statali erogate negli anni precedenti come risposta straordinaria di sostegno all'economia reale nel contesto dell'emergenza sanitaria COVID 19 sono considerate analogamente alle altre garanzie statali presenti in portafoglio. Le garanzie pubbliche contribuiscono a mitigare l'ECL sui rapporti a cui sono associate tramite principio di sostituzione: la quota coperta da esse viene, quindi, associata al livello di rischio dell'emittente (in questo caso lo stato italiano, con rating DBRS BBBH) invece che a quello della controparte.
I collateral e le garanzie rivestono particolare rilevanza nelle strategie creditizie del Gruppo Credem in quanto consentono la mitigazione nel complessivo ciclo di vita del credito, pur mantenendo un carattere accessorio nel processo di valutazione e concessione del credito dove l'elemento fondante è la valutazione della capacità di rimborso del debitore. In tal senso l'acquisizione delle stesse, comporta un'approfondita attività valutativa sia in fase di acquisizione sia di monitoraggio e gestione.
Per i collateral immobiliari sono definiti, conformemente ad i requisiti normativi, i principi generali che consentono un sano e prudente processo di valutazione degli immobili oggetto dei collateral:
Conformità e congruità della valutazione, adeguata alla complessità dell'operazione, alla sua dimensione, alla tipologia dell'immobile per l'individuazione del valore di mercato su cui viene calcolato l'indicatore di loan to value.
Un robusto sistema di controlli, conforme ad i requisiti normativi, a presidio del processo di valutazione.
Vista l'importanza del comparto mutui nel portafoglio complessivo e in ottica di adeguamento alle Disposizioni di Vigilanza è stato messo a punto un processo di monitoraggio periodico del valore degli immobili oggetto di ipoteca al fine di una corretta valutazione del grado di copertura dei collateral.
All'interno del "Regolamento per l'assunzione dei rischi di credito verso la clientela" è codificata la ponderazione da applicare alle diverse operazioni ipotecarie in base alla natura dell'immobile. Il Comitato di Credit Strategy, inoltre, propone periodicamente le linee guida di indirizzo in termini di Loan To Value media del portafoglio e delle nuove erogazioni. In particolare, proprio per la natura di intervento a medio termine, i mutui ipotecari prevedono percentuali di iscrizione della garanzia diversificate a seconda della tipologia del finanziamento.
Per quanto riguarda le garanzie reali su valori mobiliari sono previsti scarti cauzionali da applicare a seconda della tipologia del prodotto acquisito in garanzia e dell'eventuale rating dell'emittente. E' inoltre previsto il monitoraggio costante dei valori mobiliari a garanzia e la valorizzazione ai fini di Credit Risk Mitigation.
In riferimento alle garanzie fidejussorie, osserviamo che la loro valorizzazione viene sempre effettuata sulla base di una valutazione prudenziale del patrimonio responsabile dei garanti.
Relativamente alle garanzie pubbliche, il Gruppo Credem adotta specifiche procedure volte a rispettare le modalità operative richieste dai dettami normativi emanati dallo Stato o dagli enti emittenti tali garanzie.
La struttura di Non-Performing Credit supporta da un punto di vista tecnico la rete Banca e le società del Gruppo e nella gestione dei crediti anomali e deteriorati e nella determinazione delle svalutazioni.
All'interno di questa struttura, la gestione dell'attività di recupero crediti avviene secondo processi definiti in base al canale/segmento, alla tipologia di affidamenti ed al livello di anomalia, ed è svolta da uffici centrali o loro decentramenti sul territorio. Il modello operativo permette una visione omnicomprensiva del credito lungo tutto l'arco di vita, valorizzando la fluidità e l'integrazione dei processi e la continuità di visione. In particolare si segnala la presenza di strutture centrali dedicate alla gestione, al monitoraggio e al recupero di posizioni secondo una organizzazione orizzontale che permette di avere modalità differenti di collection in base alla tipologia di controparte e entità di impiego. Nel dettaglio è prevista una gestione massiva o single name delle posizioni. È inoltre prevista un'altra struttura dedicata al reporting gestionale e registrazioni contabili delle posizioni classificate a NPL. Nel corso del 2024 l'unità organizzativa dedicata al coordinamento della gestione dei crediti NPL a livello di Gruppo, ha iniziato a gestire con modalità accentrata le posizioni a sofferenza, con l'obiettivo a regime di gestire anche i crediti classificati ad inadempienza probabile. La valutazione delle perdite è improntata a criteri di indubbia prudenza, seguendo le indicazioni del documento approvato dal Consiglio di Amministrazione e denominato "Policy Svalutazione Crediti"; tale documento ha lo scopo di indirizzare ed uniformare l'attività degli uffici deputati alla gestione dei crediti deteriorati nella determinazione delle relative svalutazioni sia civilistiche che attinenti i tempi di recupero. Le Linee Guida BCE raccomandano alle Banche, di stabilire una chiara strategia volta a ridurre le consistenze di NPL in modo credibile, sostenibile e tempestivo. Le stesse sono uno strumento non vincolante, tuttavia le Banche sono tenute a promuovere la rapida convergenza verso le indicazioni fornite. A giugno 2024, in coerenza con le linee guida BCE e con la Pianificazione strategica di gruppo, il Gruppo Credem ha iniziato le attività annuali di aggiornamento del Piano Strategico-Operativo NPL per il periodo 2024-2028.
Le autonomie relative alla valutazione degli stralci e delle perdite sono quasi completamente accentrate su organi monocratici, peculiarità che permette tempi di risposta alle proposte transattive particolarmente ridotti; il ricorso a tale misura riveste in ogni caso carattere di marginalità e avviene soltanto qualora le azioni di recupero diretto (o per il tramite di outsourcer/legal network) o di cessione non abbiano sortito gli effetti auspicati. In virtù dell'utilizzo residuale/secondario rispetto alle altre azioni di collection previste, nonché in ragione dello stock ridotto di NPL, l'entità dei write-off si mantiene su livelli contenuti.
Secondo quanto previsto dal principio contabile IFRS 9, i crediti considerati deteriorati già dal momento della rilevazione iniziale in bilancio, in ragione dell'elevato rischio di credito associato, vengono definiti Purchased or Originated Credit Impaired Asset (POCI). Conseguentemente, qualora all'atto dell'iscrizione iniziale un'esposizione creditizia iscritta nella voce 30 "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" o nella voce 40 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", risulti essere deteriorata, la stessa è qualificata quale "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" (Purchased or Originated Credit Impaired – POCI).
Tali crediti, ai sensi dell'IFRS 9, vengono valutati appostando sin dalla data di rilevazione iniziale – fondi a copertura delle perdite che coprano l'intera vita residua del credito (cd. Expected Credit Loss lifetime). Trattandosi di crediti deteriorati, ne è prevista l'iscrizione iniziale nell'ambito dello Stage 3, ferma restando la possibilità di essere spostati, nel corso della vita, a Stage 2 nel caso in cui, sulla base dell'analisi del rischio creditizio, non risultino più impaired. Tali attività non sono mai classificate nell'ambito dello Stage 1 poiché la perdita creditizia attesa deve essere sempre calcolata considerando un orizzonte temporale pari alla durata residua.
I crediti POCI iscritti nel bilancio consolidato semestrale abbreviato, coerentemente alle disposizioni del Principio IFRS9, si distinguono due fattispecie di:
A giugno 2024, i crediti appartenenti a questa categoria, inclusi nell'attivo del bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Credito Emiliano, provengono interamente dall'operazione di fusione per incorporazione dell'Ex Cassa di Risparmio di Cento e dall'operatività di Avvera Spa.
A marzo 2014, in considerazione del cambiamento regolamentare che prevedeva il passaggio dei poteri di Vigilanza alla Banca Centrale Europea e l'applicazione della nuova normativa comunitaria in tema di reporting di vigilanza, vennero approvate le "Linee guida per l'individuazione e la gestione delle esposizioni Forborne" successivamente recepite nella Policy di Gruppo Crediti.
In conformità agli standard dell'EBA, si definiscono Forborne le esposizioni nei confronti delle quali sono state accordate misure di Forbearance, ossia misure di sostegno a debitori che affrontano, o sono prossimi ad affrontare, difficoltà ad adempiere alle proprie obbligazioni finanziare (c.d. stato di difficoltà finanziaria).
In linea generale, le possibili misure di Forbearance accordate al debitore in difficoltà finanziaria possono ricadere nelle seguenti fattispecie:
In conformità con gli standard di riferimento, la classificazione nel portafoglio Forborne è indipendente dalla classificazione a default o dalla presenza di svalutazioni analitiche. In virtù della peculiarità di tali tipologie di esposizioni, la valutazione e la concessione di misure di Forbearence è demandata alle strutture deliberative centrali, anche attraverso l'ausilio di sistemi automatizzati di alerting sulla presenza di Forborne "potenziali", sull'indirizzamento delle proposte di fido verso gli organi competenti e sul decorso dei termini relativi al cure period e probation period.
Relativamente a tale tipologia di esposizioni sono state recepite le indicazioni delle Guidelines BCE sui NPL con impatto sia sui processi sia sugli applicativi per un'adeguata tracciatura delle valutazioni fatte in sede di concessione di misure di forbearance e anche nelle valutazioni dei triggers sulle Inadempienze Probabili con il coinvolgimento della Funzione di Risk Management per la redazione di uno specifico parere vincolante nei casi di misure reiterate.
Il costo ammortizzato prima della modifica delle attività finanziarie, per le quali i flussi finanziari contrattuali sono stati modificati nel corso del periodo, ammonta a circa 18,7 milioni di euro.
L'informativa al pubblico per la pubblicazione delle informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi di credito e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all'identificazione, alla misurazione e alla gestione dei rischi, prevista dal regolamento UE 575/2013 (CRR), pubblicazione della disclosure relativa al c.d. "Pillar 3", verrà comunicata al mercato nei termini di legge, sul sito www.credem.it.
| Esposizione lorda | Rettifiche di valore complessive e accantonamenti complessivi |
|||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologie esposizioni/valori |
Primo stadio | Secondo stadio |
Terzo stadio | acquisite o Impaired originate |
Primo stadio | Secondo stadio |
Terzo stadio | acquisite o Impaired originate |
Esposizione Netta |
Write-off parziali complessivi* |
||
| A. Esposizioni creditizie per cassa |
||||||||||||
| A.1 A vista | 3.861.717 3.853.348 | 8.369 | - - |
69 | 51 | 18 | - | - | 3.861.648 | - | ||
| a) Deteriorate | - | X | - | - - |
- | X | - | - | - | - | - | |
| b) Non deteriorate | 3.861.717 3.853.348 | 8.369 | X | - | 69 | 51 | 18 | X | - | 3.861.648 | - | |
| A.2 Altre | 2.683.158 2.563.873 117.898 | - - |
1.674 | 1.638 | 32 | - | - | 2.681.490 | - | |||
| a) Sofferenze | - | X | - | - - |
- | X | - | - | - | - | - | |
| - di cui: esposizioni oggetto di |
- | X | - | - - |
- | X | - | - | - | - | - | |
| concessioni b) Inademp. probabili |
- | X | - | - - |
- | X | - | - | - | - | - | |
| - di cui: esposizioni oggetto di |
- | X | - | - - |
- | X | - | - | - | - | - | |
| concessioni c) Esposizioni scadute deteriorate |
- | X | - | - - |
- | X | - | - | - | - | - | |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
- | X | - | - - |
- | X | - | - | - | - | - | |
| d) Esposizioni scadute non deteriorate |
- | - | - | X | - | 3 | - | - | X | - | 3 | - |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
- | - | - | X | - | - | - | - | X | - | - | - |
| e) Altre esposizioni non deteriorate |
2.683.158 2.563.873 117.898 | X | - | 1.671 | 1.638 | 32 | X | - | 2.681.487 | - | ||
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
- | - | - | X | - | - | - | - | X | - | - | - |
| Totale (A) 6.544.875 6.417.221 126.267 | - - |
1.743 | 1.689 | 50 | - | - | 6.543.138 | - | ||||
| B. Esposizioni creditizie fuori bilancio |
||||||||||||
| a) Deteriorate | - | X | - | - - |
- | X | - | - | - | - | - | |
| b) Non deteriorate | 811.018 | 23.370 | 3.012 | X | - | 2 | 1 | 1 | X | - | 811.016 | - |
| Totale (B) | 811.018 | 23.370 | 3.012 | - - |
2 | 1 | 1 | - | - | 811.016 | - | |
| Totale (A+B) 7.355.893 6.440.591 129.279 | - - |
1.745 | 1.690 | 51 | - | - | 7.354.154 | - |
| Esposizione lorda | Rettifiche di valore complessive e accantonamenti complessivi |
|||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologie esposizioni/valori |
Primo stadio | Secondo stadio |
Terzo stadio | acquisite o Impaired originate |
Primo stadio | Secondo stadio |
Terzo stadio | acquisite o Impaired originate |
Esposizione Netta |
Write-off parziali complessivi* |
||
| A. Esposizioni creditizie per cassa |
||||||||||||
| a) Sofferenze | 266.293 | X | - 262.583 3.709 | 212.644 | X | - | 211.424 1.220 | 53.649 | 16.463 | |||
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
74.804 | X | - | 73.815 989 | 59.061 | X | - | 58.450 | 611 | 15.743 | 240 | |
| b) Inadempienze probabili |
359.613 | X | - 352.438 7.174 | 167.087 | X | - | 166.400 | 686 | 192.526 | 58 | ||
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
132.177 | X | - 125.703 6.474 | 49.710 | X | - | 49.129 | 582 | 82.467 | 4 | ||
| c) Esposizioni scadute deteriorate |
41.406 | X | - | 41.235 | 171 | 11.458 | X | - | 11.458 | - | 29.948 | 120 |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
1.001 | X | - | 968 | 33 | 169 | X | - | 169 | - | 832 | - |
| d) Esposizioni scadute non deteriorate |
391.636 | 264.681 | 126.805 | X | 105 | 5.031 | 756 | 4.275 | X | 1 | 386.605 | - |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
5.515 | - | 5.464 | X | 51 | 145 | - | 145 | X | 1 | 5.370 | - |
| e) Altre esposizioni non deteriorate |
45.674.751 43.527.321 2.087.462 | X | 6.629 | 80.372 45.518 34.787 | X | 67 | 45.594.379 | - | ||||
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
78.202 | - | 73.908 | X | 4.294 | 1.541 | - | 1.495 | X | 46 | 76.661 | - |
| Totale (A) 46.733.699 43.792.002 2.214.267 656.256 17.788 476.592 46.274 39.062 389.282 1.974 | 46.257.107 | 16.641 | ||||||||||
| B. Esposizioni creditizie fuori bilancio |
||||||||||||
| a) Deteriorate | 33.485 | X | - | 32.651 836 | 1.028 | X | - | 949 | 79 | 32.457 | - | |
| b) Non deteriorate | 13.408.834 12.812.262 434.445 | X | 135 | 3.529 | 2.310 | 1.217 | X | 3 | 13.405.305 | - | ||
| Totale (B) 13.442.319 12.812.262 | 434.445 | 32.651 | 971 | 4.557 | 2.310 | 1.217 | 949 | 82 | 13.437.762 | - | ||
| Totale (A+B) 60.176.018 56.604.264 2.648.712 688.907 18.759 | 481.149 48.584 40.279 | 390.231 2.056 | 59.694.869 | 16.641 |
Come da indicazioni della circolare di Banca d'Italia 262 del 22 dicembre 2005, e successivi aggiornamenti, le esposizioni creditizie per cassa comprendono tutte le attività finanziarie per cassa vantate verso banche o clientela qualunque sia il loro portafoglio di allocazione contabile (valutate al fair value con impatto a conto economico, valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, valutate al costo ammortizzato, attività in via di dismissione), ad eccezione dei titoli di capitale e delle quote di O.I.C.R.; le esposizioni creditizie "fuori bilancio" includono tutte le operazioni finanziarie diverse da quelle per cassa (garanzie f i n a n z i a r i e rilasciate, impegni revocabili e irrevocabili, derivati, ecc.) che comportano l'assunzione di un rischio creditizio, qualunque sia la finalità di tali operazioni (negoziazione, copertura, ecc.). Le esposizioni creditizie deteriorate (per cassa e fuori bilancio) non includono le attività finanziarie detenute per la negoziazione e i derivati di copertura, che sono pertanto, convenzionalmente, rilevati tra le esposizioni creditizie non deteriorate.
Il Gruppo detiene una partecipazione pari al 10% in Emilia SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita ed avente quale oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.
Emilia SPV S.r.l. ha in essere un'operazione di cartolarizzazione revolving, perfezionata da Credem nel corso del 2015, su mutui ipotecari residenziali in bonis erogati dalla Banca alla propria clientela, non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l. e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.
La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).
Le note del tipo "senior", quotate all'Irish Stock Exchange e dotate di rating ufficiale assegnato dalle agenzie accreditate DBRS e Moody's Investor Services (al 30 giugno 2024, giudizio "A high" assegnato da DBRS e "Aa3" da Moody's) pagano, trimestralmente, interessi variabili pari al tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 75 bps, mentre le note "junior", sprovviste di rating, pagano un tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 200 bps. I detentori dei titoli junior hanno inoltre diritto di ricevere a ciascuna data di pagamento e, in base all'ordine di priorità dei pagamenti e fondi disponibili, anche un premio determinato in via residuale, dopo che siano stati corrisposti tutti gli altri importi da corrispondersi in priorità.
I titoli sono strutturati nella forma di partly paid notes ("PPN") e interamente emessi per il loro valore nominale alla data d'emissione (Euro 3.000.000.000 per le note senior ed Euro 900.000.000 per le note junior). Il prezzo delle note è stato corrisposto solo in parte alla data di emissione, mentre le restanti quote di prezzo possono essere pagate in più rate successive differite nel tempo secondo la logica revolving dell'operazione.
Credem ha sottoscritto all'atto dell'emissione, e detiene in portafoglio, il totale delle passività emesse dal veicolo. Pertanto, in base alle norme IFRS9 in materia di "derecognition" (cancellazione contabile), i crediti oggetto della cartolarizzazione rimangono iscritti nell'attivo del bilancio Credem. La struttura revolving dell'operazione permette, inoltre, alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che può durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, rinnovato nel 2021 con scadenza maggio 2026, le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione.
Al 30 giugno 2024, a seguito del perfezionamento di una nuova cessione di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis, il circolante della tranche senior risulta pari ad Euro 2.132.862.077,51 mentre quello della tranche junior risulta pari ad Euro 639.202.760,92.
La tranche senior può essere utilizzata dalla Banca per operazioni di rifinanziamento presso l'Eurosistema. L'operazione è, infatti, finalizzata a costituire una riserva di liquidità e rientra tra le complessive attività di gestione della liquidità poste in essere da Credem.
A Credem, inoltre, sono state riconosciute dalla società veicolo le seguenti opzioni: riacquisto di singoli crediti entro determinati parametri, riacquisto in blocco per i crediti che dovessero diventare eleggibili per l'utilizzo nel programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB S.r.l. e riacquisto di tutto il portafoglio crediti in essere, in blocco e pro soluto (nel rispetto dei vincoli contrattuali previsti).
Nel corso del primo semestre 2024 non sono state effettuate operazioni di riacquisto parziale e/o in blocco di crediti dalla società veicolo.
Come già anticipato in riferimento alla Cartolarizzazione Emilia SPV S.r.l., nel corso dell'esercizio 2015 Credem ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione revolving, relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di
"Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l., erogati alla propria clientela e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.
A seguito della prima cessione di attivi, perfezionata nel quarto trimestre 2014 ad un prezzo pari ad Euro 1.002.811.119,07, sono state perfezionate, dal 2015 al 30 giugno 2024, nei periodi di seguito indicati, dodici cessioni di altrettanti portafogli di crediti idonei alla società veicolo ad un prezzo pari a:
I crediti sono stati acquistati "pro soluto", ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, dalla società EMILIA SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita e partecipata al 10% da Credem, con oggetto esclusivo consistente nella realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.
La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).
Il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano, nelle sedute del 26 maggio 2010 e del 25 giugno 2010, ha deliberato di avviare la strutturazione di un programma di emissione di obbligazioni bancarie garantite per un ammontare massimo di Euro 5 miliardi.
In data 22 ottobre 2010, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la prima cessione da parte di Credem di un portafoglio di crediti per un valore massimo di Euro 2,4 miliardi in favore di Credem CB S.r.l., Società Veicolo (Special Purpose Vehicle, SPV) selezionata per la partecipazione al Programma e partecipata al 70% da Credem.
Il quadro normativo italiano in materia di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (di seguito, anche la "Normativa") è costituito, in particolare:
L'emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite da parte di Credem si inserisce nel piano strategico del Gruppo, finalizzato, tra l'altro, all'ottenimento di alcuni benefici in termini di funding, quali la diversificazione delle fonti di raccolta, la riduzione del relativo costo, nonché l'allungamento delle scadenze del passivo.
In linea generale, la struttura base di un'emissione di obbligazioni bancarie garantite – secondo lo schema delineato dalla normativa – prevede che vengano realizzate le seguenti attività:
Come conseguenza di ciò, il rimborso delle obbligazioni bancarie garantite che saranno emesse nell'ambito dell'operazione è garantito, oltre che dall'emittente, anche da una garanzia non condizionata ed irrevocabile rilasciata dalla Società Veicolo ad esclusivo beneficio degli investitori che sottoscriveranno le Obbligazioni Bancarie Garantite e delle controparti terze, ivi incluse quelle di hedging, coinvolte nell'operazione. Tale ultima garanzia è rilasciata dalla Società Veicolo a valere sul Portafoglio.
L'operazione di covered bond illustrata rientra nella "fattispecie semplice", in quanto la figura di banca originator, banca finanziatrice e banca emittente coincidono con un unico soggetto, rappresentato da Credem.
Il portafoglio che di tempo in tempo viene ceduto alla Società Veicolo deve rispecchiare alcune caratteristiche comuni.
I principali criteri comuni di identificazione e selezione dei mutui, da cui derivano i crediti che costituiscono il Cover Pool, sono stati individuati previa condivisione con le agenzie di rating, cui è stata richiesta l'assegnazione del rating alle Obbligazioni Bancarie Garantite che Credem emetterà nel contesto del Programma.
A fine ottobre 2010, settembre 2011, febbraio 2012, aprile 2014, ottobre 2014, ottobre 2015, aprile 2016, ottobre 2016, aprile 2017, novembre 2017, maggio 2018, ottobre 2018, maggio 2019, novembre 2020, novembre 2021, novembre 2022 e novembre 2023 sono stati selezionati i crediti ipotecari derivanti da contratti di mutuo che, alle relative date di cut-off, soddisfacevano, a titolo non esaustivo, i seguenti principali criteri cumulativi:
Il Cover Pool, alla data contabile del 30 giugno 2024, consiste di crediti derivanti da n. 56.832 mutui ipotecari, con un debito residuo complessivo di circa 4.441.190 milioni di Euro, come di seguito meglio specificato.
| Regione Mutuatario |
Debito Residuo (migliaia Euro) |
% Debito Residuo |
Nº Mutui | % Nº Mutui |
|---|---|---|---|---|
| ADruzzo | 37.555.32 | 0.85 | 544 | 0.96 |
| Basilicata | 8.499.63 | 0.19 | 119 | 0,21 |
| Calabria | 116.209.02 | 2.62 | 2.102 | 3,70 |
| Campania | 461.979.76 | 10.40 | 5.615 | 9.88 |
| Emilia Romagna | 689.763.61 | 15.53 | 9.643 | 16.97 |
| Friuli venezia Giulia |
42.264.18 | 0.95 | 615 | 1.08 |
| Lazio | 537.436.31 | 12.10 | 5.461 | 9.61 |
| Liguria | 101.834.44 | 2,29 | 1.328 | 2.34 |
| Lombardia | 759.101.98 | 17.09 | 8.209 | 14.44 |
| Marche | 81.809.83 | 1,84 | 1.065 | 1,87 |
| Molise | 7.546.27 | 0.17 | 125 | 0,22 |
| Piemonte | 139.659.36 | 3.15 | 1.817 | 3.20 |
| Puglia | 243.845.76 | 5.49 | 4.150 | 7,30 |
| Sardegna | 180.670.28 | 4.07 | 2.067 | 3.64 |
| Sicilia | 397.758.02 | 8.96 | 6.308 | 11,10 |
| Toscana | 325.432,12 | 7,33 | 4.008 | 7.05 |
| Irentino Alto Adige |
21.166.40 | 0.48 | 240 | 0.42 |
| Umbria | 18.312.23 | 0.41 | 288 | 0.51 |
| Val D'Aosta | 1.446.13 | 0.03 | 11 | 0.02 |
| Veneto | 268.899,92 | 6.06 | 3.117 | 5.49 |
| Totale Portafoglio |
4.441.190 | 100% | 56.832 | 100% |
In occasione della cessione del Portafoglio iniziale, in data 29 ottobre 2010, Credem e Credem CB hanno sottoscritto un contratto di finanziamento subordinato, mediante il quale Credem ha concesso a Credem CB un finanziamento subordinato per il pagamento del corrispettivo di acquisto del Portafoglio iniziale e si è obbligata a concedere a Credem CB ulteriori finanziamenti subordinati, ciascuno di importo pari all'ammontare da corrispondere da parte di Credem CB in relazione all'acquisto dei successivi portafogli di crediti, ceduti da Credem secondo i termini e le condizioni previste dal contratto quadro disciplinante la cessione degli attivi.
Un ulteriore finanziamento subordinato è pertanto stato concesso in sede di ogni cessione successiva, per un importo pari ai relativi prezzi di cessione.
Tra la Società Veicolo e Credem sono stati stipulati dei contratti swap, per un ammontare fino alla copertura del Cover Pool, al fine di garantire alla Società Veicolo una protezione contro il rischio di tasso e/o di base, dovuto alla presenza di attivi con diversa indicizzazione. Nel mese di giugno 2013, in fase di rinnovo annuale del programma, è stata rivista la struttura dei meccanismi di copertura dell'operazione e, previo parere favorevole delle Agenzie di rating, sono stati chiusi anticipatamente tutti i contratti swap a suo tempo stipulati tra la Società Veicolo e Credem. Al 30 giugno 2024, non sono presenti contratti Asset Swap tra la Società Veicolo e Credem.
In occasione dell'emissione sul mercato di Covered Bond, tra la Società Veicolo e Credem può essere stipulato un contratto swap al fine di mitigare il rischio di tasso tra i flussi ricevuti dalla Società Veicolo e quanto dovuto dalla stessa agli investitori in caso di default dell'emittente. Attualmente è in essere un contratto swap stipulato in fase di emissione dei Covered Bond con durata 30/08/2013-2028.
Il Programma prevede un'articolata struttura di conti correnti sui quali poggiano i flussi finanziari dell'operazione. Alla strutturazione dell'operazione, sono stati attivati una serie di conti intestati alla Società Veicolo ed in particolare, a scopo non esaustivo: Collection Accounts, Reserve Account, Payments Account, Eligible Investment Account e Expenses Account. Da Aprile 2022 Credem riveste il ruolo di Account Bank della società veicolo.
Con riferimento a tale sezione si riassumono i principali ruoli e controparti coinvolte nell'operazione:
Si specifica, infine, che alcuni dei contratti del Programma prevedono che i soggetti incaricati dello svolgimento di alcune attività e alcuni ruoli sopra indicati siano dotati, ai fini di tali incarichi, di determinati livelli di rating. Pertanto, seppure alcuni ruoli risultino attualmente ricoperti da Credem (ovvero da soggetti terzi al Gruppo), è possibile che in futuro gli stessi possano essere assegnati a soggetti esterni al Gruppo Credem.
Il Programma di emissioni di Obbligazioni Bancarie Garantite comporta i seguenti rischi finanziari rispetto ai quali sono state adottate varie misure di mitigazione: rischio dell'emittente, rischio di tasso, rischio di credito, rischio di liquidità, rischio di rifinanziamento, rischio di controparte, rischi legali legati all'operazione.
La funzione di revisione interna di Credem (Servizio Auditing) effettua, almeno ogni 12 mesi, una completa verifica dei presidi posti in essere, anche avvalendosi delle informazioni ricevute e delle valutazioni espresse dall'Asset Monitor. I risultati di tali verifiche sono portati a conoscenza degli organi aziendali competenti.
La struttura finanziaria del Programma prevede che Credem proceda all'emissione in più serie successive di Obbligazioni Bancarie Garantite con rating, a giugno 2024, pari a Aa3 e AA, assegnati rispettivamente dalle seguenti società di rating: Moody's Investors Services Inc. e Fitch Rating Limited.
Tali obbligazioni sono state collocate ad investitori istituzionali con il supporto dei Dealers di tempo in tempo selezionati. In fase iniziale gli Arrangers del Programma sono stati Barclays Bank PLC e Société Générale; attualmente tale ruolo è unico ed è svolto da Barclays.
Credem può emettere, a valere sul Programma, Obbligazioni Bancarie Garantite per un importo complessivo di tempo in tempo in essere non superiore ad Euro 5 miliardi. Tale importo massimo potrà essere incrementato in conformità con quanto previsto dalla documentazione contrattuale del Programma. Nell'ambito del Programma, Credem può emettere un ampio spettro di tipologie di titoli; tuttavia le tipologie attualmente più diffuse sul mercato sono titoli c.d. soft bullet che prevedono il pagamento periodico di interessi, il rimborso in un'unica soluzione alla scadenza e la possibilità per la Società Veicolo, in caso di inadempimento di Credem, di posticipare la data di scadenza di un periodo aggiuntivo di tempo (di prassi, un anno).
Sono state effettuate emissioni nel 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2019, 2021, 2022 e inizio 2024, mentre non sono state effettuate nuove emissioni di Covered Bond dal 2015 al 2018, nel 2020 e nel 2023. Il valore nominale complessivo dei Covered Bond in circolazione al 30 giugno 2024, emessi a valere sul programma garantito da Credem CB S.r.l., è pari a 2,85 miliardi di Euro. A gennaio 2024 sono state effettuate due emissioni, una retained e una pubblica, rispettivamente la tredicesima e la quattordicesima, per un ammontare pari a 1 miliardo di euro e 500 milioni di euro. Nello stesso mese è scaduta un'emissione per 750 milioni di euro.
Il modello organizzativo di presidio dei rischi ha lo scopo di favorire il raggiungimento di una serie di obiettivi:
In questo ambito il Rischio di mercato, inteso come rischio di perdite causate da variazioni sfavorevoli dei fattori di rischio (tasso, prezzo, cambio ed altri fattori di mercato), viene misurato e monitorato sia in riferimento al banking book (poste a vista e a scadenza) sia al trading book (strumenti finanziari negoziati con finalità di positioning, trading e negoziazione).
Di seguito vengono descritti i principali compiti delle strutture organizzative coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi di mercato.
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, CA, è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi per ciascuna area di business; delibera i poteri riconosciuti in merito a strategie operative, assunzione di rischi e azioni correttive; individua l'insieme degli indicatori di Risk Appetite e delle relative metriche di calcolo, quest'ultime proposte dal Comitato Esecutivo, CE; definisce e approva gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza valutando periodicamente l'adeguatezza del Risk Appetite Framework (RAF) e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo; approva la struttura generale dei limiti operativi e delle deleghe, nonché le linee di responsabilità ed autorità in merito al processo di gestione dei rischi.
I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono l'appetito al rischio e la soglia di tolleranza definiti in ambito RAF dalla Capogruppo; approvano gli indirizzi strategici e le linee guida di gestione dei rischi formulati dalla Capogruppo nonché la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo.
Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.
Il CE della Capogruppo, quale organo di gestione, cura l'attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di governo dei rischi definiti dal CA, ed in particolare definisce e cura l'attuazione del processo di gestione dei rischi. Al CE compete inoltre la proposta al CA delle metodologie di misurazione e controllo dei rischi e la definizione dei limiti operativi coerenti con la propensione al rischio.
I Comitati della Capogruppo coinvolti in ambito RAF hanno le seguenti responsabilità.
Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo svolge l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa approvare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza e valutare periodicamente l'adeguatezza del RAF e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo.
Esprime inoltre parere per il CA sulle proposte del CE relative alle metodologie di misurazione e controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno; supporta infine il CA della capogruppo con la proposizione delle strategie generali per il governo dei rischi.
Il Comitato Risk Management, istituito al fine di informare il CE del presidio del rischio complessivamente assunto e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel RAF, effettua le seguenti operazioni:
La funzione di Risk Management supporta il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo ed effettua le attività di seguito descritte. In ambito RAF:
Si occupa inoltre:
Le risultanze dell'attività della funzione di Risk Management sono riportate periodicamente al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.
Il presidio dei rischi finanziari avviene tramite la definizione di una struttura di limiti che costituisce l'espressione diretta del livello di rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree/linee di business, in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di gruppo. In particolare i rischi di mercato si generano a seguito delle seguenti operatività:
Il rischio tasso di interesse nel portafoglio di negoziazione di vigilanza è generato dall'attività svolta sui mercati obbligazionari e derivati su tasso. Il rischio di tasso generato da tale attività è gestito e controllato tramite limiti complessivi in termini di delta (ovvero di sensitività rispetto a movimenti paralleli della curva), di spread di curva (ovvero di sensitivity rispetto a movimenti non paralleli della curva) e di vega.
Il rischio specifico o emittente viene monitorato tramite appositi massimali di concentrazione per settore e classe di rating sia in termini di controvalore che di sensitivity. Inoltre il modello di VaR in uso esclusivamente ai fini gestionali include il rischio emittente, mediante l'utilizzo di serie storiche specifiche sugli spread di mercato.
La funzione di Risk Management produce reports di rischio con frequenza giornaliera, settimanale e trimestrale a seconda della funzione destinataria, indicando gli eventuali sconfini rispetto ai massimali assegnati dal Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari e la misura di rischio gestionale in termini di VaR.
Eventuali modifiche al Regolamento ed ai massimali in esso espressi possono essere sottoposte a delibera del Consiglio di Amministrazione o del Comitato Esecutivo, per compentenza, su proposta della Finanza, sentito preventivamente il parere della funzione di Risk Management.
I rischi di mercato legati al rischio tasso sono gestititi, come per Credembanca, attraverso un limite complessivo in termini di delta (ovvero di sensitività rispetto a movimenti paralleli della curva dei tassi) e di spread di curva (ovvero di sensitivity rispetto a movimenti non paralleli).
La funzione Risk Management della capogruppo verifica il rispetto di tali limiti e monitora l'andamento del requisito patrimoniale a fronte dei rischi di mercato, calcolato secondo l'approccio standard.
Nell'ambito del "portafoglio di negoziazione di vigilanza" la principale fonte di rischio di prezzo è costituita dai titoli azionari, fondi e dai relativi strumenti derivati.
I rischi azionari sono assunti nell'ambito delle attività di trading. Tale attività svolta sui mercati azionari prevede l'assunzione di posizioni direzionali gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, limiti in termini di greche e massimali di concentrazione per sottostante.
Il Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari, monitorato dalla funzione di Risk Management, non prevede massimali ordinari per l'operatività sul rischio azionario.
I rischi climatici-ambientali (fisici e di transizione), sono integrati nell'analisi di rilevanza tramite la quale il Gruppo Credem valuta periodicamente la materialità di tutti i rischi a cui è esposto. In particolare, il Gruppo ha sviluppato una metodologia quantitativa per misurare il livello di concentrazione del portafoglio investimenti verso quelle imprese la cui attività economica è ritenuta particolarmente sensibile ai rischi di transizione. Nello specifico, per valutare l'impatto del rischio climatico-ambientale sul portafoglio Investimenti di proprietà del Gruppo, è stata adottata una matrice settoriale che restituisce una valutazione di sintesi della rischiosità (alta, media, bassa) di ogni settore economico distinta sul Pillar Environmental. A partire dal 2023, al fine di monitorare l'esposizione ai rischi Climate – Environmental, è stato inserito un indicatore dedicato nell'ambito del processo RAF.
Il rischio di tasso di interesse viene calcolato giornalmente tramite metodologia VaR per Credembanca; la misurazione ha finalità gestionali, non viene utilizzata per il calcolo del requisito patrimoniale sui rischi di mercato per il quale il Gruppo Credem adotta l'approccio standard. Il VaR misura la massima perdita potenziale nella quale può incorrere il portafoglio in base all'evoluzione dei fattori di mercato, dato un certo livello di confidenza, nel corso di un determinato orizzonte temporale. La metodologia applicata nell'ambito del Gruppo Credem prevede i seguenti parametri:
Per il calcolo dell'assorbimento in termini di capitale interno si procede inoltre a convertire il dato in un VaR a 10gg, applicando prudenzialmente il coefficiente moltiplicativo 3.
Il dato di rischio è anche sottoposto ad analisi di stress testing nell'ambito del processo di verifica dell'adeguatezza patrimoniale, che mira a verificare la variazione del capitale (stimato in termini di VaR) in caso di forti turbolenze dei mercati finanziari. L'analisi è basata sulla determinazione di una matrice di varianza e covarianza dei fattori rischio in ipotesi di condizione di stress dei mercati che innalzi la volatilità delle variabili finanziarie e alteri la struttura delle relazioni fra di esse.
La determinazione di tale matrice è stata effettuata con la medesima metodologia utilizzata per la stima del VaR. In particolare ci si è avvalsi della possibilità di impostare il periodo storico utilizzato come campione di analisi per il calcolo delle volatilità e delle correlazioni, selezionando intervalli temporali critici (di elevata volatilità) sui mercati, in coerenza con lo scenario complessivo di stress individuato.
In relazione a Credem Euromobiliare Private Banking il rischio di tasso di interesse viene monitorato attraverso il requisito patrimoniale sui rischi di mercato, che segue l'approccio standard.
La presente tavola non è stata redatta poiché viene di seguito fornita l'analisi di sensitività al rischio tasso di interesse basata sui modelli interni ed altre metodologie.
Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR generato dal fattore di rischio tasso di interesse per Credembanca relativi agli esercizi 2022, 2023 e primo semestre 2024.
|--|
| Tabella 1. Dati di Rischio di tasso | 2022 | ||
|---|---|---|---|
| Credem | 2024 06 | 2023 | |
| Interest Rate VaR - medio | |||
| min | 11,5 0,3 |
2,6 0,4 |
2,3 0,3 |
dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo
Il confronto con l'esercizio precedente mostra un valore del fattore di rischio tasso di interesse su Credem in aumento.
Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento di tale dato di VaR per Credem nell'arco del primo semestre 2024.

Per quanto riguarda la shift sensitivity analysis e limitatamente al portafoglio di negoziazione di vigilanza, la tabella sotto riportata mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base (dato riferito al Gruppo).
L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni Short Term Exercise – STE rischio di tasso, in linea con le linee guida europee di riferimento.
| Ipotesi di shift parallelo (dati mln di €) | ||
|---|---|---|
| Shock -100 b.p. | Shock +100 b.p. | |
| Dati 06/2024 | -0,3 | 0,3 |
Il rischio di mercato equity viene calcolato con le stesse frequenze e metodologie indicata per il rischio tasso.
Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di prezzo nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi,
| massimi e minimi del VaR generato dal fattore di rischio prezzo per Credem relativi agli esercizi 2022, 2023 e primo semestre 2024. |
|||
|---|---|---|---|
| 2024 06 | 2023 | 2022 | |
| Tabella 2. Dati di Rischio di prezzo Credem |
|||
| Equity VaR - medio | 0,8 | 0,4 | 0,9 |
| min | 0,0 | 0,0 | 0,2 |
dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo
Il dato di Credem, in lieve aumento rispetto alla rilevazione precedente e sempre su livelli molto contenuti, è determinato sostanzialmente da posizioni in azioni in portafoglio. Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento del VaR per Credem nell'arco del primo semestre 2024.

I risultati dell'attività di backtesting sono riportati in calce al paragrafo 1.2.3 "Rischio di cambio".
Il rischio specifico è il rischio di perdite causate da una sfavorevole variazione del prezzo degli strumenti finanziari negoziati dovuta a fattori connessi con la situazione dell'emittente.
Di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi (in milioni di euro) del rischio specifico, calcolati sulla base delle ponderazioni di vigilanza, relativamente agli esercizi 2022, 2023 e primo semestre 2024.
| 2024 06 | 2023 | 2022 | ||
|---|---|---|---|---|
| Credem | ||||
| Rischio specifico - medio | 0,1 | 0,2 | 0,6 | |
| min | 0,1 | 0.0 | 0.5 | |
| max | 0.1 | 0.4 | 0.8 |
Relativamente a Credem Euromobiliare Private Banking il requisito patrimoniale sui rischi di mercato, generico e specifico, risulta sostanzialmente non rilevante.
Credem adotta la definizione normativa di rischio di tasso di interesse sul banking book, secondo cui il rischio in oggetto è: "il rischio di tasso di interesse derivante da attività diverse dalla negoziazione: rischio derivante da variazioni potenziali dei tassi di interesse".
L'esposizione al rischio di tasso di interesse può essere declinata in:
La politica di gestione del rischio di tasso d'interesse sul banking book di Gruppo è volta ad una sana e prudente gestione del rischio a livello di Gruppo, tale da assicurare l'ottimizzazione degli obiettivi di rischio/rendimento in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di Gruppo. Tali obiettivi sono perseguiti mantenendo uno sbilancio tendenzialmente contenuto e all'interno dei massimali definiti, a seconda della rilevanza del rischio nelle singole società, nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari.
Il Gruppo si è dotato di una regolamentazione interna dedicata, Policy Gestione del rischio di tasso di interesse del banking book di Gruppo, con la finalità di definire le linee guida e i principi di governo e gestione del rischio di tasso di interesse del banking book (IRRBB), delineando l'insieme delle norme e processi di controllo finalizzati a stabilizzare il margine di interesse sul portafoglio bancario per il Gruppo e per le singole società.
Le linee guida contenute nella Policy fanno riferimento alle disposizioni emanate dalle autorità nazionali ed europee relativamente alle istruzioni in termini di governo e gestione del rischio di tasso di interesse del banking book.
La Policy, coerentemente alla normativa europea, prevede le due metriche di riferimento per la misurazione del rischio di tasso, Sensitivity di Valore Economico e Sensitivity del Margine di Interesse all'interno del Risk Appetite Framework nonché nei processi di Adeguatezza Patrimoniale (ICAAP).
Tali metriche, calcolate dalla funzione Risk Management e rendicontate periodicamente ai comitati di riferimento3 , sono affiancate da indicatori operativi disciplinati nei regolamenti delle società esistenti in materia di assunzione Rischi Finanziari.
Le principali funzioni di cui si avvalgono il CA della Capogruppo in virtù della propria funzione di supervisione Strategica e il CE in qualità di organo con funzione di gestione del rischio tasso del banking book, sono il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, il Comitato Risk Management (con le responsabilità di cui al paragrafo 2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza) e il comitato Asset & Liability Management (ALM) il quale, nell'attività propositiva al CA, esamina il profilo di rischio del Gruppo monitorando i limiti di rischio rispetto agli obiettivi fissati in ambito RAF e individua le linee guida e le strategie per la gestione del rischio di tasso di interesse.
La gestione operativa del rischio di tasso di interesse sul banking book è attribuita alla Finanza alla quale competono:
3 Comitato Risk Management e comitato Asset Liability Management (ALM)
Nell'attività di gestione operativa la Finanza si basa su analisi di interest rate sensitivity complessiva e buckettizzata, al fine di evidenziare il grado di esposizione asset o liability sensitive sui singoli tratti di curva.
La Finanza si occupa inoltre di proporre al Comitato ALM gli interventi ritenuti necessari a migliorare il profilo complessivo in termini di rischio di tasso (e di liquidità strutturale) e di realizzare operativamente tali interventi.
Nell'ambito del processo di gestione dei rischi e di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale e prospettica, la funzione di Risk Management:
Il Report Giornaliero di sintesi del rispetto dei massimali operativi presenta, fra le altre, le seguenti informazioni:
Per quanto riguarda le poste a vista, il Gruppo adotta un modello di valutazione che permette di quantificarne gli effetti di persistenza nel tempo e di imperfetta elasticità alla variazione dei tassi di mercato (effetto vischiosità). La modellizzazione è basata sulle serie storiche interne dei comportamenti della clientela, e si costituisce di due componenti: la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato e ulteriori regressori che consentono di separare il rischio di tasso di interesse in senso proprio da altri fenomeni (es. credito) in base ad un modello econometrico; la stima della persistenza dei volumi, collegata al concetto di mean life che consente di legare maggiormente l'holding period degli aggregati alla volatilità storica delle masse, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza (replicating portfolio).
Il Gruppo utilizza inoltre un modello comportamentale di prepayment sui mutui. La modellizzazione adottata è di tipo comportamentale, basata sull'analisi in serie storica degli eventi di estinzione anticipata e rinegoziazione del tasso. A differenza dei modelli di mercato, nei modelli comportamentali i fattori predominanti che concorrono a determinare il valore dell'opzione di rimborso anticipato non sono esclusivamente di tipo finanziario, ma includono variabili esplicative dipendenti dalle caratteristiche del mutuo (es. loan to value) e del mutuatario (es. età).
Prosegue l'attività di presidio dell'evoluzione del quadro regolamentare europeo sul rischio di tasso di interesse nel banking book (IRRBB) e di adeguamento, tenendo conto delle indicazioni del JST in ambito SREP.
Il Gruppo nel corso del primo semestre 2024 ha continuato a segnalare trimestralmente a BCE la propria esposizione al rischio di tasso attraverso le segnalazioni Short Term Exercise (STE-IRRBB). A partire dal 2024 si è aggiunto l'esercizio EBA ad-hoc collection IRRBB, anch'essa con
cadenza trimestrale, in attesa dell'avvio della segnalazione ufficiale in ambito IRRBB (settembre 2024).
La presente tavola non è stata redatta poiché viene di seguito fornita l'analisi di sensitività al rischio tasso di interesse basata sui modelli interni ed altre metodologie.
Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso di interesse, limitatamente al portafoglio bancario. In particolare, la tabella sotto riportata, mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse (shift sensitivity analysis), su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base. La misura è basata sulle posizioni a fine semestre, senza includere dunque ipotesi su futuri cambiamenti della composizione di attività e passività. Ai fini dell'analisi è impostato il floor a zero sul tasso cliente delle poste con clientela.
L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni Short Term Exercise – STE rischio di tasso, in linea con le linee guida europee di riferimento.
| Ipotesi di shift parallelo (dati in milioni di euro) | ||
|---|---|---|
| Shock -100 b.p. | Shock +100 b.p. | |
| Dati 06/2024 | -65,5 | +112,7 |
L'esposizione al rischio di tasso di interesse dal punto di vista patrimoniale viene misurata a livello consolidato dalla sensitivity del valore economico (variazione del fair value delle poste attive e passive), secondo un approccio full evaluation, a seguito di uno shock parallelo sulla curva dei tassi spot di +/-200 basis points. Nel primo semestre 2024 la variazione media di valore economico in rapporto al Tier1 è risultata pari al 4,4%.
Oltre all'impatto degli shock paralleli dei tassi internamente vengono periodicamente condotte analisi di stress ipotizzando shock non paralleli basati sull'andamento storico della curva dei tassi.
Le metodologie utilizzate per l'analisi di sensitivity al rischio di tasso di interesse includono anche la modellizzazione delle poste a vista e del prepayment sui mutui secondo i modelli comportamentali sopra descritti.
Per il rischio di tasso del portafoglio bancario si riportano le medesime analisi di VaR descritte nel paragrafo sul portafoglio di Negoziazione, a cui si rimanda per la descrizione della metodologia. Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento del VaR del banking book Credem nell'arco del 2024.
I risultati dell'attività di backtesting sono riportati in calce al paragrafo 1.2.3 "Rischio di cambio".

L'andamento del VaR nel corso del primo semestre 2024 è riferibile all'andamento delle posizioni del portafoglio bancario e alla volatilità dei tassi registrata sui mercati.
Nell'ambito del portafoglio bancario il Gruppo non ha posizioni significative in azioni o partecipazioni quotate. Sono presenti 8,8 milioni di euro in un fondo private equity gestito da una società del gruppo e quote non rilevanti di fondi rivenienti dalla fusione con Cassa di Risparmio di Cento, di cui 1,2 milioni di euro in fondi immobiliari.
Il Gruppo non ha posto in essere operazioni di copertura.
L'attività svolta sui mercati dei cambi prevede l'assunzione di posizioni gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, e massimali di concentrazione per divisa. Il rischio di mercato currency viene calcolato con la stessa frequenza e metodologia indicata per il rischio tasso ed equity.
| Non sono presenti operazioni di copertura. Informazioni di natura quantitativa |
|||||
|---|---|---|---|---|---|
| Modelli interni e altre metodologie per l'analisi di sensitività | |||||
| Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi del rischio di cambio. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR (in milioni di euro) generato dal fattore di rischio currency relativi agli esercizi 2022, 2023 e primo semestre Tabella 4. Dati di Currency VaR |
|||||
| 2024 06 | 2023 | 2022 | |||
| Credem | |||||
| medio VaR - |
0,2 | 0,2 | 0,3 | ||
| min | 0,0 | 0,0 | 0,0 | ||
| max | 0,6 | 1,5 | 1,9 |
dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo
Nella figura sottostante è riportato l'andamento di tale dato di VaR per Credem nell'arco del primo semestre 2024.

| - | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| tasso nel corso del primo semestre 2024 al VaR complessivo non diversificato. | La tabella sottostante evidenzia i contributi medi del rischio equity, rischio di cambio e rischio di | ||||
| Cre dem 202 4 06 |
6,4% | 0,6% | 92,9% | ||
Nell'ambito della più complessiva analisi annuale di backtesting dei modelli, viene effettuato il confronto tra il dato di VaR e il P&L effettivamente conseguito.
Il backtesting è eseguito mettendo a confronto i dati di VaR con i dati di P&L gestionali giornalieri (o settimanali, per i portafogli per i quali il calcolo di redditività è su base weekly), e si basa sull'analisi delle "eccezioni", ovvero dei casi in cui la perdita registrata risulta superiore al VaR stimato per lo stesso periodo di riferimento, sia in termini di numerosità sia in termini di distribuzione temporale.
Il perimetro dell'analisi di backtest sono i portafogli del Regolamento Finanza (trading e bancario) e copre i rischi riportati nella presente sezione. L'orizzonte temporale del VaR è coerente con quello di calcolo del P&L. L'esercizio si basa su 12 mesi di dati. Le ipotesi sono state verificate attraverso una serie di test:
Nell'ambito dell'analisi del periodo di backtesting i test effettuati confermano la tenuta del modello di VaR.
L'operatività in strumenti finanziari derivati è gestita dal Gruppo tramite un apposito applicativo dedicato atto alle valorizzazioni giornaliere a Mark to model. Il documento di riferimento "Allegato tecnico alla Fair value Policy di Gruppo: Manuale modelli di pricing" disciplina i principali modelli di pricing comunemente utilizzati dal Gruppo per i propri derivati valutati al Mark to Model. In particolare una sezione dedicata descrive nel dettaglio tali modelli. L'insieme dei modelli descritti individua le metodologie ad oggi utilizzate e validate per le valutazioni degli strumenti detenuti in proprietà.
Il Gruppo Credem si è dotato di una Fair Value Policy e relativi allegati tecnici che disciplinano anche le regole contabili per la valorizzazione degli strumenti a mark to model, i relativi parametri e i processi inerenti la valorizzazione degli strumenti.
In particolare il manuale si articola nelle seguenti sezioni:
I parametri di mercato utilizzati per le valutazioni e gestiti all'interno dell'applicativo possono essere:
Generalmente, i parametri alimentati manualmente sono quelli che non necessitano di un aggiornamento costante e giornaliero.
I documenti di riferimento riportano come indicato tutti i modelli di pricing e i parametri di mercato validati e utilizzati dal Gruppo per la valutazione degli strumenti derivati.
Qualora sia necessario introdurre nuovi parametri e/o modelli, il processo prevede il coinvolgimento della funzione di validazione che disciplina un apposito parere inerente la nuova operatività e provvede alla validazione dei modelli come disciplinato nell' apposito regolamento Nuovi prodotti del Gruppo.
E' cura della funzione di validazione aggiornare periodicamente i documenti di riferimento con i nuovi modelli e/o parametri utilizzati ed effettuare analisi sulla validità dei modelli in uso.
Procedure automatiche e appositi controlli consentono il presidio giornaliero delle valorizzazioni dei derivati e dei parametri utilizzati.
Si riporta per ogni tipologia di strumento derivato il tipo di valutazione (tramite quotazione di mercato - Mark to market o tramite valutazione a modello- Mark to model). Nel caso lo strumento sia valutato tramite Mark to Model si indicano: il modello di pricing utilizzato per la valorizzazione e i parametri di mercato utilizzati per la valutazione.
| Family | Group | Transaction Type |
Description | Mark to Model / Mark to Market |
Modello di Pricing / Parametri di Mercato |
|---|---|---|---|---|---|
| CURR | FXD | FXD | Spot-Forward | MARK_TO_MARKET, MARK_TO_MODEL |
Modelli: COST_OF_CARRY Parametri: FX_SPOT_RATE, FX_CURVE |
| CURR | FXD | XSW | Forex Swap | MARK_TO_MODEL | Modelli: COST_OF_CARRY Parametri: FX_SPOT_RATE, FX_CURVE |
| Family | Group | Transaction Type |
Description | Mark to Model / Mark to Market |
Modello di Pricing / Parametri di Mercato |
|---|---|---|---|---|---|
| CURR | OPT | FX Option | MARK_TO_MODEL | Modelli: BLACK_EXOTIC (Solo Back to back) Parametri: FX_SPOT_RATE, FX_CURVE, IR_CURVE, FX_VOL_SURF |
|
| EQD | BOND | CNV | Convertible Bond |
MARK_TO_MARKET, MARK_TO_MODEL |
Modelli: CN_CREDIT_ALL (Solo Sensitivity) Parametri: BOND_PX, IR_CURVE, EQ_VOL_SURF, EQ_DIV_CURVE |
| EQD | EQUIT | Equities | MARK_TO_MARKET | Modelli: Parametri: EQ_STOCK_PX, EQ_INDEX_PX |
|
| IRD | ASWP | Asset Swap | MARK_TO_MODEL | Modelli: DISC_CASH_FLOW Parametri: IR_CURVE |
|
| IRD | BOND | Vanilla Bond | MARK_TO_MARKET, MARK_TO_MODEL |
Modelli: DISC_CASH_FLOW Parametri: BOND_PX, IR_CURVE, CREDIT_SPREAD_CURVE |
|
| IRD | CF | Cap/Floor | MARK_TO_MODEL | Modelli: BLACK_NORM_YLD, FISCHER_BLACK Parametri: IR_CURVE, IR_CAP_FLOOR_VOL_SURF |
|
| IRD | CS | Currency Swap |
MARK_TO_MODEL | Modelli: DISC_CASH_FLOW Parametri: FX_SPOT_RATE, FX_CURVE, IR_CURVE |
|
| IRD | FRA | Forward Rate Agreement |
MARK_TO_MODEL | Modelli: DISC_CASH_FLOW Parametri: IR_CURVE |
|
| IRD | IRS | Interest Rate Swap |
MARK_TO_MODEL | Modelli: DISC_CASH_FLOW Parametri: IR_CURVE |
|
| IRD | IRS | Inflation Swap | MARK_TO_MODEL | Modelli: DISC_CASH_FLOW Parametri: INFL_ZERO_CURVE, IR_CURVE |
| Family | Group | Transaction Type |
Description | Mark to Model / Mark to Market |
Modello di Pricing / Parametri di Mercato |
|---|---|---|---|---|---|
| IRD | LFUT, SFUT | Long/Short Future |
MARK_TO_MARKET | Modelli: Parametri: IR_FUT_PX, BOND_FUT_PX |
|
| IRD | LN_BR | Loans/Deposit s |
MARK_TO_MODEL | Modelli: DISC_CASH_FLOW Parametri: IR_CURVE |
|
| IRD | OPT | OTC | Bond Option | MARK_TO_MODEL | Modelli: BLACK_NORM_YLD, FISCHER_BLACK Parametri: IR_CURVE, BOND_VOL_SURF |
| IRD | OSWP | Interest Rate Swaption |
MARK_TO_MODEL | Modelli: BLACK_SHIFTED (Componente opzionale (swaption)), DISC_CASH_FLOW (Componente cedolare dello swap) Parametri: IR_CURVE, IR_SWAPTION_VOL_CUBE |
|
| IRD | REPO | REPO | Bond Repo | MARK_TO_MODEL | Modelli: DISC_CASH_FLOW Parametri: BOND_PX, IR_CURVE |
| SCF | SCF | SCF | Simple Cash Flow |
Modelli: Parametri: |
In tema di Hedge accounting, il Gruppo, come previsto dall'IFRS9, continua ad applicare quanto definito dal principio contabile IAS 39 (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) in relazione a tutte le coperture poste in essere.
Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato a:
Si è adottata, inoltre, la metodologia contabile del Micro Fair value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato a:
L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente in modo simmetrico sia le poste coperte che i prodotti derivati utilizzati per la copertura. In particolare, per la copertura del rischio di tasso, vengono utilizzati strumenti derivati non quotati (IRS, OIS, IRS inflation) che consentono di riallineare le differenze tra le caratteristiche finanziarie degli impieghi e della raccolta.
Il Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi. Se i test di efficacia danno esito positivo è passata in contabilità una rettifica relativa al Fair Value dello strumento coperto, per allineare la sua modalità di valutazione a quello dello strumento di hedging.
Tali test di efficacia sono svolti periodicamente durante tutta la vita dell'operazione. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%. Il test di verifica della tenuta prospettica e retrospettiva delle coperture è svolto su base trimestrale.
L'hedge accounting non può essere mantenuto qualora la copertura divenga inefficace (fuori dal range 80%-125%). Eventuali fonti di inefficacia possono essere: diverse date di pagamento o convenzioni fra strumento coperto e di copertura, spread di credito per il FVH titolo, variazione della base tra le curve di forwarding e discounting.
Obiettivo di fondo delle operazioni di copertura effettuate secondo la metodologia del Cash Flow Hedge è quello di evitare che variazioni inattese dei tassi di mercato si ripercuotano negativamente sul margine di interesse.
In particolare, per la copertura del rischio di tasso, vengono utilizzati strumenti derivati non quotati (IRS) che consentono di riallineare le differenze tra le caratteristiche finanziarie degli impieghi e della raccolta. L'obiettivo della copertura è l'eliminazione parziale del rischio di fluttuazioni dei flussi di cassa futuri determinati dall'andamento del tasso variabile lungo il periodo coperto e il conseguente raggiungimento di un'indicizzazione al tasso fisso "obiettivo", pari a quello sintetizzato dai flussi della "gamba" a tasso fisso del gruppo di strumenti di copertura.
Nei precedenti esercizi è stato attivato il Macro Cash Flow Hedge anche per i mutui a tasso variabile. La definizione dei pacchetti di mutui coperti in Macro Cash Flow Hedge è stata fatta secondo i seguenti criteri:
L'omogeneità di tali caratteristiche del portafoglio mutui e dei relativi derivati garantisce l'efficacia della copertura e quindi permette di non effettuare il test al punto 2 del seguente paragrafo (test invece indispensabile per il Cash Flow Hedge su diverse forme di raccolta.
Per la raccolta a tasso variabile coperta in Cash Flow Hedge vengono effettuati i seguenti test:
Per i mutui coperti in Macro Cash Flow Hedge viene verificato che lo swap di copertura sia stato concluso a condizioni di mercato, controllando il valore di Mark To Market con la curva real time al momento della chiusura dell'operazione.
Relativamente al Cash Flow Hedge delle diverse forme di raccolta (analogo discorso vale per il Macro Cash Flow Hedge mutui cambiando i segni dei flussi e passività in attività) gli strumenti
derivati per i quali si applica la metodologia in oggetto sono considerati come facenti parte di un unico gruppo di operazioni che presentano complessivamente un'esposizione di tipo "incasso tasso variabile/pagamento tasso fisso". Tale gruppo di operazioni è considerato, lungo tutta la loro vita, a copertura parziale dei flussi che si generano su un gruppo di passività a tasso variabile (pagamento tasso variabile); tali passività sono rappresentate sia da posizioni debitorie già in essere, sia da operazioni future con le medesime caratteristiche (qualora rispettino i requisiti richiesti dal principio per essere designate come poste coperte4 ). All'interno di ciascun bucket, essendo coperto l'insieme omogeneo dei flussi generati dalle passività interessate dalla copertura, l'identificazione dei flussi coperti prescinde dalla correlazione dei medesimi rispetto ai nominali che li hanno generati (singole passività a tasso variabile), tuttavia i flussi oggetto di copertura vengono identificati come "i primi" complessivamente generati all'interno del bucket medesimo. Al 30 giugno 2024 la copertura di Cash Flow Hedge sulla raccolta non risulta attiva.
L'obiettivo della copertura è l'eliminazione di una porzione del rischio di variabilità dei flussi di cassa derivanti dalla ridefinizione delle "cedole" delle poste coperte. La designazione della relazione di copertura è riferita a precisi periodi di tempo futuro (bucket trimestrali per il Cash Flow Hedge titoli, bucket mensili per il Cash Flow Hedge mutui) e, in termini di porzione coperta, può essere differente da bucket a bucket in relazione alla posizione complessiva del gruppo dei derivati di copertura e delle operazioni coperte in essere alla fine di ogni bucket definito.
La riduzione del rischio di variabilità dei flussi di cassa è ottenuta tramite la composizione di gruppi di elementi coperti e di poste di copertura che presentano caratteristiche di indicizzazione allo stesso tasso variabile e con date di definizione dei tassi "ragionevolmente" vicine (trimestre nel caso di Cash Flow Hedge su diverse forme di raccolta, 10 giorni nel caso del Cash Flow Hedge mutui).
In sostanza, i flussi di cassa che verranno incassati in ognuno dei periodi definiti dalle cedole variabili del gruppo degli strumenti di copertura annulleranno una porzione (pari a quella generata sul capitale coperto) dei flussi di cassa complessivamente pagati sul gruppo di poste coperte (i flussi generati dai primi nominali in riprezzamento di ogni bucket fino a concorrenza del nominale delle operazioni di copertura per ogni periodo) trasformando l'esposizione complessiva nel bucket da variabile a fissa.
Affinché tale situazione si verifichi con un elevato livello di probabilità è necessario che i flussi di cassa (variabili) generati dai due gruppi siano allineati in termini di parametro e frequenza di indicizzazione e che le date di definizione dei tassi variabili dei singoli elementi presenti nei due gruppi siano sufficientemente ravvicinate fra di loro.
Si definisce rischio di liquidità l'eventualità che il Gruppo possa trovarsi nella condizione di non riuscire a far fronte ai propri impegni di pagamento di natura ordinaria o straordinaria, quando gli stessi diventino esigibili, senza incorrere in perdite tali da pregiudicare la propria operatività quotidiana o le condizioni finanziarie complessive del Gruppo stesso. La gestione del rischio di liquidità può essere suddivisa fra:
Il Gruppo Credito Emiliano si è da tempo dotato di una Policy per la Gestione del rischio liquidità. La Policy approvata disciplina:
4 Se le operazioni solo "prospettate" rispettano i requisiti necessari per essere qualificate secondo lo IAS 39 come "forecast transaction", anche i flussi futuri da queste generati potranno essere a loro volta inclusi nella medesima definizione e, conseguentemente, designabili come poste coperte. Per il CFH mutui si è deciso di non utilizzare "forecast transaction".
I principi essenziali a cui si ispira la politica di gestione della liquidità sono:
Su base giornaliera, mediante un modello di liquidity gap, viene esposta l'evoluzione temporale dei flussi di cassa per consentire l'attivazione di operazioni finalizzate a determinare un equilibrio fra entrate ed uscite di cassa. Inoltre, a partire dal 2023 è in corso l'utilizzo della piattaforma Ilias per il monitoraggio gestionale giornaliero degli indicatori regolamentari e gestionali interni.
Al Comitato Asset Liability & Management di Gruppo sono assegnati poteri decisionali per la declinazione delle strategie in merito alle politiche di funding del Gruppo. Periodicamente sono analizzate, in sede di Comitato, le condizioni di equilibrio finanziario per orientare le decisioni circa le strategie di funding. Sempre in sede di Comitato, sono analizzati interventi straordinari eventualmente richiesti per le contingenti situazioni di mercato.
Nell'ambito del processo RAF vengono, inoltre, definite le soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance, le metriche e le modalità di controllo dei seguenti indicatori di liquidità:
Le regole di "Liquidity Management" adottate prevedono limiti di liquidità da rispettarsi sulle scadenze di breve termine ed altri indicatori per monitorare quotidianamente la posizione complessiva.
Relativamente alla liquidità strutturale sono previsti limiti finalizzati a controllare e gestire i rischi derivanti dal mismatch di scadenze a medio-lungo termine dell'attivo e del passivo. Sono previsti dei gap ratio a 1, 2 e 5 anni.
Questi limiti consentono di evitare che l'operatività a medio-lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine.
Gli scenari di stress test previsti dal Regolamento si distinguono in:
Le procedure di Contingency Funding Plan, costantemente aggiornate, si pongono l'obiettivo di salvaguardare la stabilità del gruppo durante le fasi iniziali di uno stato di tensione di liquidità e garantire la continuità del gruppo stesso nel caso di gravi crisi di liquidità.
L'attività di gestione della liquidità a breve e del funding strutturale è svolta dalla Finanza della Capogruppo che complessivamente:
Questa impostazione consente di supportare adeguatamente i fabbisogni finanziari ed è finalizzata a:
Nel corso del primo semestre 2024, Il Gruppo ha proseguito, nell'ambito delle segnalazioni regolamentari, a trasmettere alle autorità di vigilanza:
Il Gruppo inoltre, nel primo semestre 2024, ha continuato l'invio settimanale del Single Supervisory Mechanism Liquidity Exercise (SLT) richiesto da BCE (a partire da Settembre 2023).
Al 30 Giugno 2024 l'importo totale delle riserve di liquidità libere, intese come attività liquide di elevata qualità calcolate ai fini del calcolo dell'indicatore LCR, si è attestato a 8,72 miliardi di euro a valore di mercato. Il 94% di tali riserve è detenuto dalla Capogruppo ed il restante 6% dalle controllate domestiche.
A fine giugno 2024 non sono in essere operazioni di finanziamento con BCE. Nel mese di marzo 2024 è stata rimborsata alla naturale scadenza l'ultima tranche TLTRO III.7 per l'importo nominale di 740 milioni di euro.
Nel corso del primo semestre 2024, nell'ambito dell'operatività di money market, è continuata l'operatività di raccolta in depositi unsecured a breve termine con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), con un importo medio di circa 230 milioni di euro, mentre a fine giugno 2024 la raccolta è risultata pari a 50 milioni di euro.
Inoltre, nel corso del primo semestre, è stata negoziata la prima operazione di Repo sul Covered Bond retained emesso a gennaio 2024 per il valore nominale di 200 milioni di euro, mentre non sono state effettuate nuove operazioni in repo a breve termine con sottostanti titoli obbligazionari non governativi, il cui valore nominale in essere a fine giugno era pari a circa 700 milioni di euro.
Con riferimento all'operatività di rifinanziamento di titoli di Stato e Supras Europei nel corso del primo semestre del 2024 la raccolta in pronti contro termine a fine giugno è risultata pari a circa 4,3 miliardi di euro a controvalore di mercato, mentre gli impieghi in pronti contro termine sono risultati pari a circa 750 milioni di euro.
In relazione all'operatività in divisa diversa dall'Euro e in particolare in USD, il portafoglio di titoli governativi in USD è stato rifinanziato prevalentemente in pronti contro termine. L'importo
complessivo di tali operazioni a fine Giugno 2024 ammonta a 0,8 miliardi di USD a controvalore di mercato.
Al 30 giugno 2024 il valore nominale delle emissioni in circolazione è risultato pari a 2,85 miliardi di euro, delle quali 1 miliardo di euro è costituito da emissioni retained.
In data 14 Novembre scadrà il Base Prospectus e ad oggi sono in corso di valutazione le attività per l'aggiornamento al Programma e la relativa contrattualistica.
Nel mese di Luglio è stato perfezionato il rinnovo annuale del Programma EMTN. L'aggiornamento del Base Prospectus ha permesso l'introduzione della possibilità di emettere anche titoli di diritto italiano nella forma dematerializzata e accentrata su Monte Titoli, in linea con la prassi di mercato, e l'inclusione dei dati finanziari del Gruppo relativi al FY23 e 1Q24.
Infine nel primo semestre 2024 il Gruppo non ha collocato emissioni unsecured, in linea con quanto previsto nel piano di funding 2024.
Con riferimento all'operazione di cartolarizzazione avente come veicolo Emilia SPV S.r.l., nel primo semestre 2024 è stata effettuata una nuova cessione di attivi relative a mutui ipotecari residenziali in bonis. Al 30 giugno 2024, il circolante della tranche senior è pari a circa 2,13 miliardi di Euro, mentre quello della tranche junior è pari a circa 0,63 miliardi di euro.
Nel corso del primo semestre 2024, a valere sul Programma di Emissione di Cambiali Finanziarie di Credito Emiliano, che dà la possibilità di emettere Commercial Paper di diritto Italiano da destinarsi alla clientela istituzionale e professionale, sono state effettuate 15 emissioni di Cambiali Finanziarie per un ammontare complessivo di 495 milioni di euro e per un valore outstanding a fine giugno 2024 di 295 milioni di euro.
Il Gruppo ha sviluppato un sistema integrato di gestione dei rischi operativi assunti che, in attuazione degli indirizzi strategici, consente di rafforzare la capacità delle Unità Organizzative di gestirli consapevolmente, introducendo strumenti di rilevazione, misurazione e controllo tali da garantire un'assunzione dei rischi consapevole e compatibile con le strategie di Governance e con le condizioni economiche e patrimoniali, nel rispetto delle indicazioni provenienti dalle Autorità di Vigilanza".
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato il regolamento "Gestione dei rischi operativi" (Regolamento ORM) con cui definisce le politiche di gestione del rischio operativo a livello di Gruppo e Banca e determina un sistema comune e coordinato caratterizzato da regole condivise per l'allocazione di compiti e responsabilità.
Il regolamento definisce come rischio operativo "il rischio di perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni, ivi compreso il rischio giuridico; non sono inclusi quelli strategici e di reputazione".
Inoltre, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato, ai fini della determinazione del requisito patrimoniale, l'utilizzo del metodo TSA per tutte le società appartenenti al Gruppo Bancario.
Non sono intervenute variazioni significative rispetto all'esercizio precedente in relazione al modello di gestione dei rischi operativi che di seguito viene rappresentato sinteticamente: l'Organo con funzioni di supervisione strategica di Gruppo è identificato nel Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano SpA, Capogruppo del Gruppo Bancario Credito Emiliano – CREDEM. L'azione viene esercitata con il supporto del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (Comitato di Governance, privo di deleghe, istituito con la finalità di svolgere un ruolo istruttorio).
A livello di Gruppo sono stati individuati più organi con funzioni di gestione, coincidenti con i Consigli di Amministrazione delle singole controllate, che hanno adottato il Regolamento ORM traducendo il relativo "schema" nella specifica realtà aziendale ed individuando concretamente le funzioni "locali" richieste per il buon esito del processo.
Dal punto di vista operativo gli organi con funzione di supervisione strategica e quelli con funzioni di gestione sono supportati dall'attività dell'ufficio Governance, Raf Esg e Operativi (GEO). Nell'ambito del processo coordinato centralmente da GEO (c.d. "ORM Centrale"), l'attività viene svolta con il supporto di alcune funzioni "ORM Periferico" appartenenti a diversi servizi della banca.
L'Organo con funzioni di controllo è identificato nel Collegio Sindacale, coerentemente con la disciplina vigente relativa agli enti che adottano un modello "tradizionale" di governance societaria. Più in particolare, il Collegio della Capogruppo è responsabile di vigilare sull'osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie, sulla corretta amministrazione, sull'adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili del Gruppo anche tramite il coordinamento con gli omologhi organi collegiali presenti nelle controllate.
Nell'espletamento delle proprie attività tale organo viene supportato dal Servizio Audit di Gruppo. Il Regolamento ORM istituisce, inoltre, specifici flussi informativi verso l'organo di controllo delle società interessate dal modello TSA (a livello individuale e consolidato, secondo le rispettive competenze).
Il Sistema di Gestione dei Rischi Operativi è periodicamente sottoposto a revisione indipendente da parte del Servizio Audit della Capogruppo.
Il sistema di gestione dei rischi operativi è definito come l'insieme strutturato dei processi, funzioni e risorse per l'identificazione, la valutazione e il controllo dei rischi operativi ed è articolato nei seguenti sottoprocessi:
Le società incluse nei processi di misurazione, monitoraggio e mitigazione, sono quelle che risultano annualmente rilevanti ai fini del rischio operativo ed informatico dall'analisi di rilevanza
effettuata nell'ambito dell'approvazione del Risk Appetite Framework (RAF) e del processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP) svolto dalla Capogruppo.
Il processo di "Identificazione" è composto dalle seguenti procedure:
Il processo di "Misurazione" è rappresentato dalla quantificazione del Capitale a Rischio (CaR) mediante stime soggettive. Le metodologie di misurazione delle perdite attese e inattese sono finalizzate ad un'attività di controllo ed individuazione di situazioni potenzialmente critiche e si basano sulla esecuzione di questionari Risk Self Assessment (RSA), con frequenza almeno annuale, che per ogni tipologia di evento richiedono ai responsabili delle unità organizzative (UO) che possono generare/gestire i rischi operativi, una stima soggettiva di alcuni fattori di rischio:
L'analisi è svolta su più livelli: unità organizzativa, business units, società e gruppo consolidato e per ogni livello sono prodotti: un valore di perdita attesa ed un valore di perdita inattesa. I risultati della valutazione sono utilizzati a fini gestionali per la prevenzione e la mitigazione dei rischi operativi e nel processo di pianificazione operativa, coerentemente a quanto definito dal "Regolamento pianificazione, programmazione e controllo di Gruppo".
Il processo di "Monitoraggio e controllo" mira a identificare tempestivamente eventuali disfunzioni nei processi aziendali o nelle procedure di gestione del rischio al fine di consentire di valutare le necessarie azioni di mitigazione.
I Rischi Operativi sono inoltre monitorati all'interno del più ampio processo di Risk Appetite Framework (RAF) di Gruppo (monitoraggio trimestrale).
Al fine di assicurare un presidio nel continuo, è prevista una rendicontazione per singolo evento di perdita operativa la cui autonomia di delibera (definita all'interno dei regolamenti già vigenti o, in mancanza, oltre la soglia di 100.000€) spetta al Comitato Esecutivo/Consiglio di Amministrazione, dei controlli che non sono andati a buon fine e delle azioni correttive di eventuali carenze organizzative e/o di processo/prodotto. Qualora disponibili, l'ORM periferico di volta in volta competente, inserisce le informazioni oggetto di rendicontazione in seno alle proposte e le invia alle Funzioni preposte a seconda delle casistiche (a titolo esemplificativo, Servizio Audit e Compliance). In ogni caso, le delibere assunte dal CE/CA sono inviate, per opportuna conoscenza, al Risk Officer della Capogruppo e a GEO. GEO verifica semestralmente che le Funzioni preposte siano state attivate dagli ORM Periferici e laddove questo non sia accaduto, attiva direttamente le Funzioni preposte eventualmente coordinandosi con gli ORM Periferici.
Inoltre, GEO controlla semestralmente, per BU/Servizio di Credembanca e per le società rilevanti, che le rispettive perdite contabilizzate nel semestre/anno di riferimento non superino il relativo valore di Perdita Attesa stimato in ambito Risk Self Assessment e, nel caso in cui ciò accada, rendiconta nel CE di Credembanca le motivazioni dello scostamento fornite dai Responsabili delle BU/Capi Servizio di Credembanca. Per le singole società rilevanti, nel caso in cui le perdite
risultino superiori alla Perdita Attesa, l'ORM periferico della società rendiconta nel proprio CA le motivazioni dello scostamento e ne dà comunicazione al Risk Officer della Capogruppo.
Il sistema di reporting fornisce agli organi aziendali ed ai responsabili delle funzioni interessate informazioni sul livello di esposizione ai rischi operativi e rappresenta uno strumento di supporto per la loro gestione attiva ed è la sintesi dei processi di misurazione, monitoraggio e controllo.
Il processo di "Mitigazione" definisce le azioni da intraprendere per la prevenzione e l'attenuazione dei rischi operativi ed è composto dalle seguenti procedure:
Le azioni di mitigazione definite nel reporting vengono inoltre incluse nel processo di pianificazione operativa.
La classificazione delle attività nelle linee di business regolamentari è declinata nelle fasi di:
mappatura dati;
determinazione requisito patrimoniale individuale.
La mappatura dei dati si delinea a livello individuale attraverso il collocamento di ciascuno dei centri gestionali nella business line regolamentare di pertinenza seguendo i principi sanciti dal Regolamento UE n. 575/2013; segue quindi l'individuazione delle fonti dati che riportano i dati reddituali di tali centri e gli eventuali criteri di ripartizione.
In applicazione della mappatura definita, ciascuna società procede alla determinazione dei valori per centro, alla collocazione sulle business line previste e alla determinazione del requisito individuale.
Le attività definite per la determinazione del requisito patrimoniale consolidato prevedono l'identificazione dell'"Indicatore Rilevante" individuale e la componente riconducibile a ciascuna società del Gruppo per business line regolamentare (da determinarsi in coerenza con i criteri sanciti nella mappatura utilizzata a fini individuali).
Il requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi, calcolato sull' Indicatore Rilevante del triennio 2022 - 2024, è pari a 185,1 milioni di euro.
Il Gruppo, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze.
Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.
La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento, dell'anatocismo e fiscali.
Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito immobiliare, amministrativo e all'operatività di sportello.
Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.
Contenzioso lavoristico: i rischi connessi al contenzioso lavoristico vengono valutati trimestralmente in base all'andamento delle cause e conseguentemente vengono aggiornati gli accantonamenti.
Revocatorie Fallimentari: si tratta di controversie nelle quali il Gruppo può essere coinvolto in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa quando clienti assoggettabili a Liquidazione Giudiziale dispongono pagamenti in favore del Gruppo, effettuano rimesse su un
conto corrente bancario in un arco temporale prossimo alla dichiarazione di Liquidazione Giudiziale. L'azione revocatoria è uno strumento utilizzabile dal curatore fallimentare allo scopo di ricostituire il patrimonio del fallito destinato alla soddisfazione dei suoi creditori, facendovi rientrare quanto ne era uscito nel periodo antecedente alla Liquidazione Giudiziale (il cosiddetto periodo sospetto). Il Gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale. Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame. Tutte le cause in materia sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.
Malversazioni: si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa, vi sono alcuni reclami e alcune vertenze giudiziali derivanti da comportamenti anomali posti in essere da dipendenti o consulenti finanziari nello svolgimento delle mansioni loro affidate o dell'attività espletata, con conseguenti contestazioni da parte della clientela nei confronti della Banca stessa, che può eventualmente essere ritenuta responsabile di tali comportamenti.
Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale.
Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame.
Contenzioso in materia di anatocismo: tutte le cause in materia - a volte comprendenti anche contestazioni relative al superamento del Tasso Soglia Usura – sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.
Contenzioso in materia di servizi di investimento: quanto alle controversie giudiziali aventi ad oggetto servizi di investimento – bond in default, derivati, ecc. – la policy adottata dalla Banca in materia è quella di procedere ad una valutazione delle singole posizioni caso per caso, prestando particolare attenzione al dato documentale e al profilo dell'adeguatezza degli investimenti contestati rispetto alla posizione della singola controparte. Per effetto di detta analisi, ove ritenuto opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze.
Reclami formulati dalla clientela: con riferimento alle contestazioni avanzate dalla clientela vengono effettuati gli opportuni accantonamenti; in particolare, nel caso in cui il danno lamentato sia superiore a una predeterminata soglia di rilevanza (ad oggi fissata in 25ek), la previsione di perdita è fatta analiticamente. Qualora il danno lamentato sia, invece, inferiore a detta soglia, l'accantonamento è determinato applicando una percentuale forfettaria/statistica stabilita in base alla media delle perdite effettivamente subite sul totale dei reclami analoghi ricevuti negli anni precedenti.
I rischi derivanti dal contenzioso fiscale del Gruppo sono presidiati da adeguati accantonamenti a fondi per rischi e oneri.
Con riguardo alla capogruppo, sono in essere 11 procedimenti contenziosi, afferenti principalmente a tributi locali o conseguenti a dinieghi su istanze di rimborso di imposte presentate dalla banca. Relativamente a tali contenziosi non sono emersi rischi effettivi o quanto meno il rischio stimato è apparso remoto. Per questa ragione non sono stati effettuati accantonamenti specifici.
Per Credemleasing pendono 26 procedimenti contenziosi, prevalentemente relativi a tributi locali.
Sono infine presenti controversie di minore rilevanza relative all'operatività posta in essere dai promotori finanziari, al contenzioso lavoristico, nonché all'ambito immobiliare, amministrativo.
Il totale dei fondi rischi ed oneri per i rischi ammonta a 183,9 milioni di euro.
A partire dalla campagna di RSA svolta nel 2023 è stata realizzata un'evoluzione metodologica che ha permesso di evidenziare, in modo esplicito, le categorie di rischio all'interno delle quali sono riflessi i rischi operativi Climatici e Ambientali (C&E), distinti tra rischio fisico e rischio di transizione. Con particolare riferimento al processo di Risk Self Assessment, è stato eseguito un aggiornamento del repository, sono stati introdotti nuovi scenari e ne sono stati modificati altri al fine di meglio esplicitare il potenziale legame con fattori C&E.
Per ciascun accadimento con data rilevazione a partire dal 1.1.2024 è stata inoltre prevista un'apposita specifica che permette di categorizzare l'evento distinguendo tra ESG e non, e nel primo caso, di indicare la categoria prevalente tra Environmental, Social o Governance.
Si riporta di seguito la composizione percentuale delle perdite operative del Gruppo Credem per tipologie di evento:

Nel corso del I semestre 2024, la principale fonte di rischio operativo, per importo di perdita, è risultata essere la tipologia di evento "Esecuzione, gestione e consegna di prodotti o servizi" (ET 07). La seconda fonte di rischio operativo si riferisce alle perdite dovute a "Rapporti con Clienti, prestazioni di servizi o prodotti" (ET 04), e dopo, in ordine di incidenza, ci sono le perdite dovute a "Frodi esterne" (ET 02)", "Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro" (ET 03)" e "Disastri ed altri eventi" (ET 05).
L'incidenza delle perdite legate a malfunzionamento dei sistemi tecnologici (ET 06) e alle frodi interne (ET 01), è risultata marginale.
Infine, la quasi totalità delle perdite riconducibili al "Conduct Risk" si riferisce all'Event Type 04.
Credemvita S.p.A opera sulla scorta di una strategia di assunzione e gestione dei rischi basata su criteri di sana e prudente gestione e coerente con il livello patrimoniale dell'impresa. Tale strategia si fonda su principi di valutazione dei rischi che considerano gli aspetti relativi alla loro rilevanza/significatività.
L'approccio seguito nella gestione dei rischi è fondato sul criterio di proporzionalità e viene delineato in apposite politiche interne ai sensi del Regolamento IVASS n.38/2018, per ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia.
Gli elementi chiave attraverso cui viene definita la strategia e le modalità di gestione dei rischi della Compagnia sono i seguenti:
I principi generali adottati per la definizione del sistema di gestione del rischio considerano quindi:
Credemvita nell'ambito del proprio sistema di gestione dei rischio, ha strutturato ed implementato un autonomo processo di valutazione della propria adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, in relazione ai rischi rilevanti verso i quali la Compagnia risulta esposta (processo ORSA – Own Risk and Solvency Assessment). Tale processo ha le seguenti fasi:
Tra essi sono incluse inoltre le valutazioni dei rischi ESG (con un focus particolare sui rischi climatici).
Parte integrante del processo ORSA sono anche i seguenti processi:
Nell'ambito dell'attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva il corretto dimensionamento della dotazione complessiva di capitale e gli obiettivi di redditività corretta per il rischio. La formulazione di preliminari linee guida strategiche da parte del Consiglio di Amministrazione indirizza la calibrazione degli obiettivi di rischio e lo sviluppo del piano strategico. Tali attività sono significativamente connesse e vengono entrambe sviluppate considerando la situazione di partenza della Compagnia, la visione prospettica del contesto esterno, i profili di rischio e gli orientamenti in termini di rischio/rendimento.
Nel continuo, la Funzione di Risk Management supporta gli organi aziendali nelle scelte derivanti dall'attuazione del piano agevolando la comprensione e la consapevolezza dei rischi assunti/assumibili e il presidio degli stessi.
La regolamentazione di settore, recante disposizioni in materia di sistema di gestione dei rischi, richiede alle imprese di effettuare una catalogazione dei rischi a cui esse sono esposte indipendentemente dalla circostanza che siano quantificabili, in funzione della natura, della portata e complessità inerenti all'attività svolta, in ottica attuale e prospettica, nonché gli effetti indiretti connessi ai rischi significativi.
Tale catalogazione costituisce il linguaggio comune per lo svolgimento di tutte le attività connesse con il sistema di gestione dei rischi aziendali.
I rischi della Compagnia sono classificati nelle seguenti principali classi:
Il processo di identificazione dei rischi a cui la Compagnia è esposta costituisce un elemento fondamentale per la corretta implementazione e valutazione del più ampio processo di gestione dei rischi. Credemvita, in linea con la Normativa Regolamentare, ha previsto una procedura di censimento dei rischi, da intendersi come strumento metodologico di supporto nello svolgimento delle attività di individuazione e valutazione dei rischi che permetta di raccogliere in via continuativa informazioni sui rischi, interni ed esterni, esistenti e prospettici a cui è esposta, e che possono interessare tutti i processi operativi e le aree aziendali. Per sua natura tale procedura è in continua evoluzione in base al progressivo affinamento del sistema di gestione dei rischi e all'evoluzione del quadro normativo di riferimento.
La procedura di censimento dei rischi di Credemvita si articola in quattro fasi:
Le modalità adottate per l'identificazione dei rischi si basano sostanzialmente su uno o più dei seguenti approcci:
Altri eventi esterni;
Reporting trasmesso dalle arre funzionali della Compagnia.
Una volta che i rischi sono stati identificati essi vanno a costituire la mappa dei rischi della Compagnia.
Il processo di valutazione dei rischi è realizzato sia con logiche attuali sia con logiche prospettiche ed integra metodologie ed approcci di carattere quantitativo e qualitativo.
La valutazione dei rischi è effettuata su base individuale, a livello di singolo rischio, e su base aggregata, per tener conto delle interrelazioni fra le fonti di rischio. Vengono inoltre considerati gli effetti indiretti connessi ai rischi più significativi.
La frequenza della valutazione dei rischi dipende dalla tipologia dei rischi, dagli strumenti e dalle metodologie di valutazione utilizzate ed è stabilita in coerenza con la frequenza e le esigenze dei processi strategici e decisionali della Compagnia. La frequenza di valutazione dei rischi in ottica prospettica è coerente con il processo annuale di pianificazione strategica.
Accanto alla gestione ordinaria del processo di valutazione dei rischi, è prevista una gestione all'occorrenza, in ragione di eventi che possano determinare una variazione significativa del profilo di rischio. In particolare, sono stati identificati i seguenti principali eventi:
La Compagnia ha definito ai sensi della normativa regolamentare un processo di valutazione e analisi dei rischi basato sostanzialmente sugli strumenti e metodologie legate a:
Oltre alle metodologie alla base di tali indicatori di rischio, la misurazione del rischio della Compagnia, sia attuale che prospettica, si basa sulle metodologie regolamentari per il calcolo del Requisito di Capitale (cfr. SCR): la metodologia di riferimento è quella della Formula Standard.
Tutte queste grandezze, oltre a costituire l'impianto per il monitoraggio nel continuo alla base del modello organizzativo di gestione del rischio, rappresentano gli elementi alla base della metodologia per la profilazione del rischio della Compagnia. Tale attività ha come obiettivo l'individuazione e valutazione dei fattori di rischio e l'attribuzione ad ognuno di essi di un livello di significatività.
Applicazione del Volatility Adjustments: le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi regolamentari della Compagnia prevedono l'utilizzo del Volatility Adjustment come Long Term Guarantee measure. Il Volatility Adjustment viene applicato sul totale delle passività detenute dalla Compagnia vendute interamente in Italia e nella valuta Euro. Non viene applicato dalla Compagnia il Matching Adjustment. Al fine di una maggiore comprensione degli effetti derivanti dall'applicazione del Volatility Adjustment sulle riserve tecniche e sui fondi propri, la Compagnia effettua inoltre analisi di sensitivity ogni qualvolta lo scostamento tra la curva risk free EIOPA e la curva risk free EIOPA con volatility Adjustement risulti significativo.
Sensitivity, stress test e scenario test: ai sensi dell'Art. 19, comma 4 del Reg. IVASS n.38, la Funzione Risk Management, allo scopo di valutare in ottica attuale e prospettica gli impatti sulla situazione economica e patrimoniale derivanti da andamenti avversi dei principali fattori di rischio, effettua, per ciascuna delle fonti di rischio identificate come maggiormente significative, analisi di stress test e sensitivity.
L'obiettivo del sistema di gestione dei rischi consiste nel mantenere i rischi a cui la Compagnia è esposta a un livello definito accettabile, attraverso l'indicazione della propensione e della tolleranza al rischio stabilite in coerenza con l'obiettivo di salvaguardia del patrimonio delle stesse a garanzia della continuità aziendale. Le linee guida in tema di gestione dei rischi sono riportate nelle singole politiche redatte, riviste ed approvate annualmente dal Consiglio di Amministrazione, previo passaggio da parte del Comitato Consiliare per il Controllo Interno e i Rischi. Elementi costitutivi della gestione dei rischi sono:
La Compagnia si è dotata di un Risk Appetite Framework (cfr. RAF) che definisce la propensione al rischio, le soglie di tolleranza, i limiti di rischio, le politiche di governo dei rischi nonché i processi di riferimento necessari per definirli e attuarli. Nell'ambito dell'attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva la propria propensione al rischio. Il processo di definizione/revisione del Risk Appetite Framework si affianca pertanto al processo di Pianificazione Strategica/Operativa (Budget) e tiene conto della valutazione interna del rischio e della solvibilità. Tali elementi non sono infatti disgiunti, ma si influenzano a vicenda con l'obiettivo di ottenere la massimizzazione del profilo rischio – rendimento della Compagnia. La definizione del RAF tiene conto dei seguenti aspetti:
La propensione al rischio della Compagnia congiuntamente alla valutazione del sistema di governo societario adottato nonché alla mappatura e identificazione dei fattori di rischio e ad una generale applicazione del principio della persona prudente, rappresentano i principali elementi costitutivi alla base della determinazione del modello organizzativo di gestione dei rischi (specifico per ogni classe di rischio).
Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework (c.d. RAF), al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi della Compagnia stessa.
Si declinano, di seguito, i concetti rilevanti ai fini della definizione del RAF:
Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework, al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi. In particolare il piano strategico, partendo dal profilo di rischio della
Compagnia al momento della redazione del piano stesso, tiene conto del rischio assumibile senza violare i requisiti regolamentari o altri vincoli imposti dall'Autorità di Vigilanza, l'appetito al rischio (ovvero del livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici) e la tolleranza al rischio (ovvero la soglia massima di scostamento rispetto all'appetito al rischio) fissate dal Consiglio di Amministrazione.
La Compagnia ha inoltre definito una Politica di Gestione del Capitale e un Piano di Gestione del Capitale il cui scopo è quello di adottare procedure atte ad accertare la salvaguardia dei requisiti regolamentari e dei livelli obiettivo di Risk Appetite nonché di garantire che, sia al momento dell'emissione che successivamente, gli elementi dei Fondi Propri a cui l'impresa intende attingere al fine di realizzare gli obiettivi di business stabiliti in sede di pianificazione strategica, soddisfino i requisiti regolamentari definiti da EIOPA e siano correttamente classificati. Tale Piano è stato redatto coerentemente con le risultanze della valutazione prospettica dei rischi secondo l'approccio Solvency II (ORSA), con gli obiettivi e le metodologie stabilite nella Politica di Gestione del Capitale e con i requisiti di solvibilità stabiliti dal Regolatore, al fine di garantire la solidità patrimoniale della Compagnia nell'esercizio della propria attività e nei suoi possibili sviluppi futuri.
In coerenza con quanto disciplinato nella Policy di Risk Appetite Framework, la gestione dei rischi in ottica attuale e prospettica della Compagnia si basa sulla definizione di indicatori per ogni categoria di rischio.
La Compagnia distingue i rischi tra:
Gli indicatori sono ulteriormente suddivisi in:
Nell'ambito generale del sistema di gestione dei rischi la Compagnia definisce inoltre specifici limiti operativi che declinano gli obiettivi di rischio (ad es. in termini di esposizione, concentrazione, etc.) coerenti con l'appetito al rischio della Compagnia.
Il principale indicatore di I° Livello della Compagnia è il Solvency II Ratio ovvero il rapporto tra Eligible Capital e Solvency Capital Requirement. La Compagnia si prefigge l'obiettivo di avere un livello di Capitale Economico adeguato e in linea con gli obiettivi strategici, superiore ad un prefissato livello di Solvency Ratio come di seguito riportato:
Nell'ambito della definizione del RAF risulta necessario fissare il livello di rischio che, se non rispettato dal Risk Profile della Compagnia, necessita di interventi correttivi. Le soglie individuano dunque i binari all'interno dei quali la Compagnia può condurre la sua azione finalizzata al raggiungimento degli obiettivi di business. La violazione di queste soglie richieda un processo di escalation da parte della Compagnia e la definizione di specifici piani di intervento per fare fronte alla situazione.
Il modello organizzativo di gestione del rischio di Credemvita coinvolge tutte le strutture aziendali, dalle funzioni operative (coinvolte nella gestione dei rischi sui processi di propria competenza) ai Comitati fino al CdA, ivi incluse le funzioni fondamentali.
In tale contesto, la funzione di Risk Management funge inoltre da coordinatore delle attività di monitoraggio dei rischi. Più in particolare, concorre alla definizione delle metodologie di misurazione dei rischi e dei limiti operativi, definendo appropriate procedure di verifica, ed ha il compito di validare i flussi informativi dell'attività di monitoraggio dei rischi, predisporre la reportistica per i vertici aziendali e verificare la coerenza dei modelli di misurazione dei rischi con l'operatività svolta dall'impresa.
I rischi sono monitorati in maniera continuativa dalla funzione di Risk Management e dalle singole funzioni competenti; a tal fine è stato sviluppato e affinato progressivamente il reporting relativo all'evoluzione dei rischi nei confronti del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Consiliare per i Controlli Interni e i Rischi, del Comitato Investimenti e ALM, dell'Alta Direzione e delle strutture operative competenti al fine di migliorare la comunicazione dei risultati e consentire una maggior comprensione delle tematiche connesse alla valutazione dei rischi.
Il modello di gestione dei rischi adottato da Credemvita è caratterizzato da:
Nell'ambito del sistema di gestione dei rischi e coerentemente con quanto previsto dalla Normativa, il Consiglio di Amministrazione ha formalizzato un set di politiche e allegati, che, relativamente ad ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia, dettagliano gli obiettivi, i compiti, le responsabilità, il processo e definiscono gli strumenti e le procedure, anche di reporting, necessarie ad individuare e conseguentemente gestire ogni ambito di rischio. Tali documenti, inoltre, hanno l'obiettivo più generale di contribuire alla diffusione della cultura del controllo e di gestione dei rischi all'interno della società.
Il rispetto e l'applicazione dei documenti sono garantiti dalla presenza del Sistema dei Controlli Interni costituito da un insieme di regole, procedure e tecniche di controllo e strutture organizzative volto ad assicurare il corretto funzionamento ed il buon andamento dell'impresa.
La Compagnia ha definito ai sensi della Regolamentazione di settore, un processo di analisi dei rischi che include sia una valutazione qualitativa sia, per quelli quantificabili, l'adozione di metodologie di misurazione dell'esposizione al rischio, incluso, un sistema di determinazione dell'ammontare della massima perdita potenziale sia in ottica attuale che prospettica. Tali analisi consento di effettuare in maniera continuativa una profilazione dei rischi a cui l'impresa è esposta.
Si specifica che la Compagnia per le valutazioni del requisito patrimoniale di solvibilità secondo il regime normativo Solvency II utilizza la Formula Standard conformemente a quanto definito nel Regolamento delegato (UE) 2019/981 della Commissione. Pertanto, le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi tengono conto di tutti i rischi, compresi nel framework della Formula Standard, a cui l'impresa è esposta.
Al fine di valutare nel continuo la propria situazione di solvibilità, la Compagnia provvede inoltre su base trimestrale al calcolo del proprio Requisito di Capitale, alla determinazione dei fondi propri ammissibili e della relativa qualità e composizione, verificando nel contempo il rispetto dei limiti operativi e della propensione al rischio. Specifiche valutazioni di stress test e sensitivity vengo effettuate con la stessa frequenza sulle grandezze patrimoniali. Adeguata documentazione viene rendicontata al Consiglio di Amministrazione e trasmessa all'Organo di Vigilanza tramite i Quantitative Reporting Template (QRT). Con la stessa frequenza viene verificato il rispetto degli indicatori di I°Livello declinati nel Risk Appetite Framework.
Qualora nell'ambito delle diverse attività di monitoraggio effettuate dalla Compagnia dovessero emergere scostamenti continuativi e/o significativi del profilo di rischio rispetto all'Appetito al Rischio dell'impresa, scostamenti significativi rispetto alle principali ipotesi tecniche/finanziarie/di mercato/di prodotto definite nell'ambito del Piano Strategico (e quindi nelle valutazioni ORSA), viene effettuata un'attività di Non-Regular ORSA al fine di valutare gli impatti di tali variazioni anche in ottica prospettica.
La Compagnia nel corso del I° Semestre 2024 ha adempiuto alle seguenti scadenze normative:
Si specifica infine che in continuità con quanto avvenuto dal 2020 con l'emergenza Covid-19 e con le successive tensioni legate alla guerra Russo-Ucraina, la Compagnia continua a partecipare su richiesta dell'Autorità di vigilanza alle seguenti attività:
Si definisce Rischio di Sottoscrizione - il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative dovuto ad ipotesi inadeguate in materia di fissazione di prezzi e di costituzione delle riserve tecniche (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 4 del CAP).
Nell'ambito del Framework dei rischi della Compagnia, tale rischio può essere ulteriormente distinto nelle seguenti categorie:
Tale classe di rischio può essere distinta nei seguenti fattori di rischio:
polizze miste) che prevedono la garanzia da parte dell'impresa di un unico pagamento in caso di sopravvivenza dell'assicurato per tutta la durata prevista dalla polizza;
Per i prodotti di tipo protection (puro rischio) si possono identificare inoltre i seguenti fattori di rischio:
Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di sottoscrizione di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio disponibile alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi life underwriting è pari al 45,0%).
Life risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo
| Relativo | Complessivo | |
|---|---|---|
| Mortality risk | 8,8% | 3,9% |
| Longevity risk | 0,5% | 0,2% |
| Disability morbidity risk | 0,0% | 0,0% |
| Life Lapse risk | 80,4% | 36,1% |
| Expense risk | 7,6% | 3,4% |
| Revisionary risk | 0,0% | 0,0% |
| CAT risk | 2,8% | 1,2% |
La Compagnia adotta, nei confronti di tali rischi, linee guida che:
La Compagnia misura e monitora la propria esposizione al rischio di sottoscrizione considerando il portafoglio complessivo, oltre a verificare la conformità ai limiti ed alle politiche definite.
La valutazione dei rischi tecnici viene realizzata sia con logiche di carattere ALM – Asset-Liability Management – al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura, sia seguendo i principi di Solvibilità – al fine di cogliere l'eventuale requisito capitale assorbito da ogni singolo fattore di rischio.
L'identificazione dei rischi viene effettuata con riferimento ai nuovi prodotti e al portafoglio in essere:
Si riportano sinteticamente di seguito le principali misure di rischio utilizzate:
Si definisce rischio di mercato, il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante, direttamente o indirettamente, da oscillazioni del livello e della volatilità dei prezzi di mercato delle attività, delle passività e degli strumenti finanziari (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 3 del CAP).
I rischi di mercato risentono dell'andamento congiunturale del ciclo economico, che può amplificarne o eventualmente diminuirne la significatività, soprattutto se il portafoglio titoli della Compagnia è particolarmente concentrato in determinati settori, valute o aree geografiche. Conseguentemente, le imprese sono esposte al rischio di conseguire rendimenti diversi, ed eventualmente anche inferiori, rispetto al rendimento atteso al momento dell'assunzione dell'impegno, oppure rispetto ad un rendimento minimo definito contrattualmente.
Tale rischio può essere distinto nei seguenti fattori di rischio:
Oltre ai fattori di rischio connessi alle tipologie di posizioni presenti in portafoglio o alla struttura degli attiviti rispetto ai passivi sottostanti, esistono altri fattori di rischio appartenenti alla categoria di rischio mercato e strettamente connessi con i rischi operativi:
Modelling risk: Scarsa o inadeguata qualità dei modelli sottostanti le valutazioni dei rischi valutari, di tasso di interesse, di liquidità, di trasformazione, azionari e di altri rischi di mercato (alla base del requisito di capitale, della durata, delle sensibilità, delle correlazioni tra i rischi, delle metriche di VaR e VEV, di stress test, ecc). Tale fattore di rischio è sostanzialmente classificabile anche nella categoria dei rischi operativi;
Monitoring of market positions: Valutazione inadeguata o impropria delle posizioni, con conseguente scarsa qualità nella valutazione del rischio mercato.
I fattori di rischio di mercato vengono principalmente individuati nelle classi di bilancio specifiche delle Gestioni Separate e del Portafoglio di Proprietà.
La tabella riportata di seguito rappresenta la distribuzione degli strumenti nei portafogli suddetti alla data di valutazione per tipologia, espressi in percentuale rispetto al controvalore totale di mercato.
| Tipo Titolo | Tipo Cedola | Totali | |
|---|---|---|---|
| Emittenti Governativi | Fixed | 70, 04% | |
| Floating | 0,09% | ||
| Totale | 70,13% | ||
| Emittenti Obbligazionari | Fixed | 12,23% | |
| Floating | 3,95% | ||
| Totale | 16,17% | ||
| OICR | |||
| Totale | 13,70% |
Di cui la ripartizione in OICR risulta così composta:
| Tipo OICR | % |
|---|---|
| OICR Azionario | 11,88% |
| OICR Governativo | 23,19% |
| OICR Immobiliare | 9,44% |
| OICR Loans | 29,58% |
| OICR Corporate | 15,13% |
| OICR Infrastrutturali | 5,95% |
| OICR Private Equity | 4,83% |
La percentuale esposta in valuta sul totale di portafoglio assets è del 1,99%.
Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di mercato di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio disponibile alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi market è pari al 42,4%).
Market risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo
| Relativo | Complessivo | |
|---|---|---|
| Interest rate risk | 6,5% | 2,8% |
| Equity risk | 40,1% | 17,0% |
| Property risk | 5,2% | 2,2% |
| Spread risk | 31,6% | 13,4% |
| Currency risk | 16,5% | 7,0% |
| Concentration risk | 0,0% | 0,0% |
La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali per l'attività del Team Finanza, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti. Nella composizione complessiva del portafoglio d'investimento si tiene conto dell'esposizione al rischio, dei vincoli legati alla copertura delle
riserve tecniche e degli effetti sul Solvency Ratio. I limiti e gli indicatori relativi agli investimenti sono oggetto di verifica e controllo su base continuativa da parte delle funzioni aziendali preposte e, con frequenza periodica, i risultati di tali controlli sono portati all'attenzione del Consiglio di Amministrazione. Il processo prevede inoltre una fase di revisione dei suddetti limiti realizzata mediante analisi di sensitività condotte sui portafogli attivi e passivi.
La valutazione dei rischi di mercato viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata sia con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche, sia seguendo i principi Solvency II al fine di cogliere l'eventuale requisito di capitale assorbito da ogni singolo modulo e sottomodulo di rischio.
L'identificazione dei rischi mercato vita viene effettuata con riferimento ai nuovi investimenti e asset allocation target, e al portafoglio in essere:
Si riportano di seguito i macro-indicatori analizzati per la valutazione e il monitoraggio dei rischi di mercato:
Il rischio ALM è un rischio strettamente correlato ai disallineamenti tra attività e passività. Il processo ALM include al suo interno dinamiche connesse alla gestione dei rischi e alla pianificazione strategica. Si focalizza sul medio - lungo termine anziché offrire soluzioni di mitigazione o copertura del rischio. L'obiettivo di tale gestione del rischio è quello di massimizzare le attività per soddisfare le passività complesse che possono aumentare la redditività.
Alla sottocategoria dei Rischi ALM appartengono i seguenti fattori di rischio:
La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti.
Valutazione dei rischi ALM viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche.
Per quanto riguarda i macro-indicatori analizzati per la valutazione e monitoraggio dei rischi ALM:
Le Compagnie sono soggette a possibili tensioni di liquidità derivanti da scadenze diverse tra gli attivi e i relativi passivi. Per rischio di liquidità si intende il rischio che la Compagnia non sia in grado di liquidare investimenti ed altre attività per regolare i propri impegni finanziari al momento della relativa scadenza (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 2 del CAP).
La possibilità di procedere allo smobilizzo tempestivo del portafoglio è fortemente condizionata dalla liquidabilità dei titoli in cui lo stesso è investito. La scarsa liquidabilità dei titoli in portafoglio, infatti, può esporre la Compagnia al rischio di conseguire delle perdite connesse alla difficoltà di trovare sul mercato la controparte interessata all'acquisto dei titoli che si intende smobilizzare. La Compagnia quantifica la sua posizione di solvibilità con le metriche della Formula Standard, che non prevede una quantificazione del rischio liquidità in termini di assorbimento di capitale. L'identificazione del rischio di liquidità viene effettuata con riferimento ai portafoglio investimenti sottostanti i prodotti con garanzia di capitale e/o rendimento. L'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici dei portafogli e delle metriche definite in funzione dell'orizzonte temporale con cui viene analizzato e studiato il rischio stesso.
Si riportano di seguito gli indicatori utilizzati dalla Compagnia per il monitoraggio del rischio liquidità:
Si definisce rischio di credito (rischio default) il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante da oscillazioni del merito di credito di emittenti di titoli, controparti e debitori nei confronti dei quali l'impresa di assicurazione o di riassicurazione è esposta in forma di rischio di inadempimento della controparte, di rischio di spread o di concentrazione del rischio di mercato (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 1 del CAP).
La perdita di valore della posizione creditoria e collegata principalmente alla qualità dell'emittente o della controparte (inclusi i riassicuratori, coassicuratori, assicurati ed intermediari) ma può anche derivare da un deterioramento delle condizioni economicofinanziarie del debitore da cui dipende la capacita di far fronte agli impegni finanziari assunti, nonché da cause indipendenti dalla situazione economica o finanziaria della controparte debitrice, quali ad esempio cause politico-militare.
Da un punto di vista puramente rappresentativo identifichiamo tre macro aree del rischio credito:
I fattori di rischio sottostanti alle singole sottocategorie del rischio credito sono i seguenti:
Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di counterparty default di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio disponibile alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi counterpary default è pari al 1,9%).
| Relativo | Complessivo | |
|---|---|---|
| Type 1 counterparties | 100,0% | 1,9% |
| Type 2 counterparties | 0,0% | 0,0% |
Le politiche relative alla gestione del rischio di credito verso gli emittenti di strumenti finanziari sono riconducibili a quanto sopra riportato a proposito del rischio di mercato con riferimento ai principi generali relativi al controllo degli investimenti di natura finanziaria. Per quanto concerne le controparti riassicurative, Credemvita ha definito politiche per la gestione e il controllo di tale rischio in termini di linee guida e limiti relativi alle controparti.
L'identificazione del Counterparty Default Risk viene effettuata con riferimento alle controparti verso le quali sussistono posizioni di credito.
Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate:
Il rischio operativo è definibile come il rischio di subire perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione (carenze o errori) di procedure interne, risorse umane o sistemi oppure da eventi esogeni (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 5 del CAP).
Per la Compagnia tale definizione ricomprende anche il rischio legale e compliance.
I rischi operativi possono essere a loro volta frazionati nelle seguenti sottocategorie:
I principali fattori di rischio che caratterizzano il rischio operativo sono:
nei passaggi autorizzativi per l'esecuzione delle attività operative, nelle misure di controllo verso attività non autorizzate e frodi da parte di dipendenti, di misure preventive verso frodi da parte di esterni, a fronte di un inadeguato e/o non tempestivo aggiornamento della normativa interna in relazione ai mutamenti della normativa esterna da cui deriva.
L'approccio di identificazione del rischio operativo segue una logica di tipo 'bottom up', basata su una metodologia di Risk Self Assessment con l'obiettivo di valutare il livello di rischiosità e la qualità dei controlli posti in essere per mitigare il rischio afferente alle attività operative e ad ogni processo aziendale.
L'obiettivo di tale approccio, basato sull'analisi per Area Funzionale, è l'individuazione degli eventi perdita che potrebbero manifestarsi, la valutazione del possibile impatto e della possibile frequenza di realizzazione di tali eventi, la valutazione dell'efficacia dei controlli a presidio e dei possibili strumenti organizzativi attivabili per la mitigazione del rischio.
La Compagnia ha strutturato, inoltre, con periodicità annuale una valutazione delle perdite effettive subite derivanti da rischi operativi (c.d. LDC – Loss Data Collection). Tale analisi consente inoltre di effettuare un back-test circa la valutazione ex-ante mediante Risk Self-Assessment.
La Compagnia ha inoltre proseguito nei lavori per il completamento del piano di continuità operativa (Business Continuity Plan).
Per quanto riguarda la valutazione del requisito di capitale (SCR), i rischi operativi vengono valutati mediante l'applicazione della Standard Formula. Da un punto di vista della distribuzione del rischio operativo di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio disponibile alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo del rischio operativo è pari al 10,7%).
| Relativo | Complessivo | |
|---|---|---|
| Operational risk | 10,7% | 10,7% |
Il rischio normativo di compliance (ovvero di non conformità alle norme) riguarda il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, e subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, quali statuti, codici di condotta o codici di autodisciplina; rischio derivante da modifiche sfavorevoli del quadro normativo o degli orientamenti giurisprudenziali. Il rischio normativo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo: rischio di mancata prevenzione, da parte della Compagnia, della realizzazione di attività a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo; rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza in materia antiriciclaggio e antiterrorismo.
I fattori di rischio legale e di non conformità alle norme sono riconducibili a:
In particolare, tale fattore di rischio riguarda l'incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, il subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, con particolare attenzione alle norme relative alla trasparenza e correttezza dei comportamenti nei confronti degli assicurati e danneggiati, all'informativa precontrattuale e contrattuale, alla corretta esecuzione dei contratti, con particolare riferimento alla gestione dei sinistri e, più in generale, alla tutela del consumatore.
Secondo il modello adottato da Credemvita, inoltre, esistono altri rischi/eventi perdita non strettamente riconducibili a fattori di rischio specifici, ma che possono derivare da fattori di rischio riconducibili alle classi di rischio precedentemente illustrate. Si tratta in particolare della classe di rischio legata all'appartenenza al gruppo, della classe di rischio reputazionale, di condotta e ESG, così identificati dalla normativa di settore.
Il rischio reputazionale è inteso come il rischio di deterioramento dell'immagine aziendale e di aumento della conflittualità sia con gli assicurati (dovuto anche alla scarsa qualità dei servizi offerti, al collocamento di polizze non adeguate o al comportamento in fase di vendita, post vendita e di liquidazione) sia con le Autorità di Vigilanza e gli shareholders. Il rischio reputazionale è generalmente classificato in:
Si specifica che la valutazione del rischio reputazionale avviene nell'ambito della campagna di Risk Self Assessment afferente alla gestione del rischio operativo. L'identificazione del rischio è effettuata gestionalmente mediante l'analisi:
Essendo inoltre il rischio reputazionale strettamente connesso ai rischi operativi, informatici e cyber e al rischio di condotta, gli specifici presidi operativi e organizzativi posti in essere per la gestione di tali rischi rappresento un ulteriore elemento a supporto della gestione del rischio reputazionale.
Il rischio di condotta - quale sottocategoria di rischio operativo, di compliance e reputazionale – può essere definito come il rischio attuale o prospettico di perdite conseguenti a casistiche di offerta inappropriata di prodotti e/o servizi, incluse fattispecie di condotta inadeguata (dolo/negligenza) da parte dell'impresa.
La gestione del rischio di condotta è strettamente connessa alle attività definite nell'ambito del processo POG (disciplinato nella rispettiva Regolamentoi POG). La Compagnia, nell'ambito della gestione del rischio di Condotta, si prefigge i seguenti obiettivi:
Il rischio legato all'appartenenza al gruppo (rischio di 'contagio') è inteso come rischio che, a seguito dei rapporti intercorrenti tra l'impresa e le altre entità del gruppo, situazioni di difficoltà
che insorgono in una società del medesimo gruppo possano propagarsi con effetti negativi sulla solvibilità dell'impresa stessa.
In coerenza con la propria strategia e con le politiche in materia degli investimenti, adottata dall'Organo Amministrativo ha definito una propria politica delle operazioni infragruppo e ha determinato appropriati limiti di operatività.
L'identificazione e l'analisi del rischio è effettuata pertanto in coerenza alle categorie e alle controparti delle operazioni stesse, con particolare riguardo alle garanzie eventualmente rilasciate nell'ambito del Gruppo ed in coerenza con le caratteristiche delle seguenti tipologie di operazioni:
Il rischio ESG (Enviromental, Social and Governance) si pone l'obiettivo di valutare un evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance che, verificandosi, potrebbe provocare un impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell'investimento o sul valore della passività. Questa tipologia di rischio rientra tra i rischi di secondo livello o rischi indiretti in quanto può manifestarsi provocando un impatto negativo su attività e passività influenzando i fattori di rischio già contemplati nelle altre risk category (ad esempio Rischio di Mercato e di Sottoscrizione).
All'interno della categoria dei rischi ESG, particolare rilevanza è assegnata ai rischi climatici in quanto potrebbero generare elevate perdite per le Compagnie Assicurative se non correttamente identificati e gestiti.
Con specifico riferimento ai rischi climatici, in coerenza con le indicazioni del Regolamento Delegato (UE) 2021/1256 della Commissione del 21 Aprile 2021, la Compagnia ha strutturato una serie di analisi sul proprio portafoglio (sia investimenti, sia tecnico/assicurativo) per verificare la materialità dell'esposizione ai rischi climatici e, successivamente, condurre l'analisi di scenario per quantificare l'impatto che essi producono sulle principali grandezze economiche e patrimoniali.
Il Framework sviluppato dalla Compagnia per la gestione del rischio climatico identifica i seguenti step:
Il sistema di gestione dei rischi ESG prevede la definizione di indicatori utilizzati per monitorare l'esposizione, con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali insiti nei portafogli Asset e Liabilities della Compagnia.
Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate e i volumi analizzati:
Per rischio strategico si intende il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale e di sostenibilità del modello di business, incluso il rischio di non riuscire a generare un adeguato ritorno sul capitale sulla base della propensione al rischio definita dall'impresa, derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, dall' attuazione inadeguata di
decisioni, impropria gestione del rischio di appartenenza al gruppo, e dalla scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.
L'analisi dei rischi strategici viene effettuate mediante specifiche analisi si sensitivity in sede ORSA o ogni qualvolta si assista a variazioni significative del mercato, dell'mix di produzione e delle ipotesi sottostanti le valutazioni (a titolo esemplificativo, tassi di riscatto best estimate, ipotesi di minimo garantito, etc).
In tale ambito viene altresì valutata la presenza di potenziali rischi emergenti sulla base delle informazioni derivanti dal piano industriale, dalle evoluzioni di prodotto, dalle variazioni normative e da qualsiasi altra variazione potenzialmente impattante sul profilo di rischio dell'impresa.
In seguito ai risultati di tale analisi, vengono valutati gli eventuali cambiamenti da apportare nella mappa dei rischi aziendali.
** Le valutazioni effettuate dalla Compagnia alla data di valutazione hanno consentito di delineare la mappa dei rischi – Framework Solvency II - a cui la Compagnia è esposta (di seguito riportata).
| Modulo di rischio | Sottomodulo di rischio | Esposizione |
|---|---|---|
| Underwriting Risk | Mortality risk | X |
| Longevity risk | X | |
| Disability morbidity risk | --- | |
| Life Lapse risk | X | |
| Expense risk | X | |
| Revisionary risk | --- | |
| CAT risk | X | |
| Market risk | Interest rate risk | X |
| Equity risk | X | |
| Property risk | X | |
| Spread risk | X | |
| Currency risk | X | |
| Concentration risk | --- | |
| Counterparty default risk | Type 1 counterparties | X |
| Type 2 counterparties | --- | |
| Operational Risk | Operational risk | X |
Le valutazioni prospettiche dei rischi non hanno rilevato da un punto di vista regolamentare (Solvency II) rischi emergenti in ragione delle azioni previste dalle nuove strategie di investimento e di business. Si evidenzia tuttavia una loro differente composizione in termini di rilevanza rispetto al dato consuntivo. In particolare, pur confermandosi i rischi Life Underwriting superiori ai rischi Market, si inizia ad osservare un ribilanciamento tra le due classi di rischio guidato in particolar modo da una riduzione del rischio Lapse Mass come conseguenza indiretta delle dinamiche dei tassi in progressiva riduzione rispetto al 2023.
Con riferimento ai dati prospettici e a quelli monitorati alla data di valutazione, l'analisi ha permesso di individuare i sotto moduli di rischio maggiormente significativi e impattanti per la Compagnia, che risultano essere i sotto moduli di rischio Equity, Spread, Currency, Operational e Lapse Mass. Anche se da un punto di vista del requisito di capitale generato il modulo di rischio Interest Rate, alla data di valutazione, non rappresenta un modulo di rischio rilevante (anche per via di un gap di duration tra attivi e passivi sostanzialmente contenuto), tuttavia per gli effetti indiretti che esso può generare, tale fattore di rischio viene considerato tra i rischi principali d'attenzionare.
Inoltre si conferma l'esposizione della Compagnia al rischio Spread sui Governativi ITA (rischio non contemplato nella Formula Standard). La Compagnia nelle proprie valutazioni prende in considerazione tale fattore di rischio mediante specifiche analisi di sensitivity effettuate periodicamente (almeno con frequenza trimestrale) e all'interno del Report ORSA YE 31.12.2023. Le analisi quali/quantitativa sull'adeguatezza del Profilo di Rischio della Compagnia rispetto i requisiti sottostanti l'applicazione della Formula Standard sono risultate positive.
Le risultanze delle attività di valutazione dei rischi hanno evidenziato una volatilità nell'evoluzione della solvibilità della Compagnia derivante dalle fluttuazioni dello spread BTP/Bund e dalle dinamiche collegate ai tassi di interessi. Tuttavia, tale volatilità dell'indice di solvibilità, è governata dalla Compagnia mediante l'attivazione di specifici presidi organizzativi e di monitoraggio.
Oltre al calcolo degli impatti dovuti ai rischi di natura quantificabile, la Compagnia gestisce e monitora anche i rischi non rientranti nell'ambito della Formula Standard e i cosiddetti rischi non quantificabili da un punto di vista regolamentare, quali:
Allo stato attuale, tali tipologie di rischio hanno un livello di gestione coerente con la loro rilevanza. Esse sono periodicamente monitorate e valutate. E dalle valutazioni condotte non comportano un add-on in termini di capitale regolamentare.
Al momento non vi sono risultati che evidenzino situazioni di criticità in termini di solvibilità derivanti dai rischi strategici. Tuttavia, anche alla luce del contesto attuale, verrà mantenuto un attento monitoraggio con il fine di intercettare possibili variazioni del contesto macro-economico e/o di business che possono avere impatti significativi sugli Own Funds della Compagnia e sul rischio Lapse Mass.
Credemassicurazioni S.p.A opera sulla scorta di una strategia di assunzione e gestione dei rischi basata su criteri di sana e prudente gestione e coerente con il livello patrimoniale dell'impresa. Tale strategia si fonda su principi di valutazione dei rischi che considerano gli aspetti relativi alla loro rilevanza/significatività. L'approccio seguito nella gestione dei rischi è fondato sul criterio di proporzionalità e viene delineato in apposite politiche interne ai sensi del Regolamento IVASS n.38/2018, per ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia.
Il quadro di riferimento per lo sviluppo dei processi di gestione dei rischi si concretizza attraverso la definizione dei seguenti elementi fondanti:
I principi generali adottati per la definizione del sistema di gestione del rischio considerano quindi:
Il modello organizzativo di gestione del rischio della Compagnia coinvolge tutte le strutture aziendali, dalle funzioni tecnico/operative ivi incluse le Funzioni di Fondamentali, il Consigliere Incaricato e il Consiglio di Amministrazione. Tale quadro di riferimento è formalizzato all'interno della Policy di Gestione dei Rischi, (e relativi allegati), della Policy di Risk Appetite Framework (e relativi allegati) e le ulteriori Policies redatte dalla Compagnia ai sensi del Regolamento IVASS n.38/2018, per ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia.
La formulazione di preliminari linee guida strategiche da parte del Consiglio di Amministrazione indirizza la calibrazione degli obiettivi di rischio – definiti nel Risk Appetite Framwork (c.d. RAF) - e lo sviluppo del Piano Strategico. Tali attività sono significativamente interrelate e vengono sviluppate considerando la situazione di partenza della Compagnia, la visione prospettica del contesto esterno, i profili di rischio e gli orientamenti in termini di sviluppo e innovazione dei prodotti (in coerenza con il processo POG) e di rischio. Il RAF rappresenta il quadro che definisce la propensione al rischio, gli indicatori di rischio, i limiti e le soglie di tolleranza, le linee guida, i principi, quindi la struttura all'interno della quale sono definiti i limiti di rischio, le politiche di governo dei rischi, i processi e le procedure di riferimento necessari per individuarli, monitorarli e gestirli.
La definizione del RAF tiene conto dei seguenti aspetti:
Nel continuo, la Funzione di Risk Management supporta gli organi aziendali nelle scelte derivanti dall'attuazione del piano agevolando la comprensione e la consapevolezza dei rischi assunti/assumibili e il presidio degli stessi.
La regolamentazione di settore, recante disposizioni in materia di sistema di gestione dei rischi, richiede alle imprese di effettuare una catalogazione dei rischi a cui esse sono esposte indipendentemente dalla circostanza che siano quantificabili, in funzione della natura, della portata e complessità inerenti all'attività svolta, in ottica attuale e prospettica, nonché gli effetti indiretti connessi ai rischi significativi.
Tale catalogazione costituisce il linguaggio comune per lo svolgimento di tutte le attività connesse con il sistema di gestione dei rischi aziendali.
I rischi della Compagnia sono classificati nelle seguenti principali classi:
Il processo di identificazione dei rischi cui la Compagnia è esposta costituisce un elemento fondamentale per la corretta implementazione e valutazione del più ampio processo di gestione dei rischi. Credemassicurazioni, in linea con la Normativa Regolamentare, ha previsto una procedura di censimento dei rischi, da intendersi come strumento metodologico di supporto nello svolgimento delle attività di individuazione e valutazione dei rischi che permetta di raccogliere in via continuativa informazioni sui rischi, interni ed esterni, esistenti e prospettici a cui è esposta, e che possono interessare tutti i processi operativi e le aree aziendali. Per sua natura tale procedura è continua in evoluzione in base al progressivo affinamento del sistema di gestione dei rischi e all'evoluzione del quadro normativo di riferimento.
La procedura di censimento dei rischi di Credemassicurazioni si articola in quattro fasi:
Le modalità adottate per l'identificazione dei rischi si basano sostanzialmente su uno o più dei seguenti approcci:
Una volta che i rischi sono stati identificati essi vanno a costituire la mappa dei rischi della Compagnia.
Il processo di valutazione dei rischi è realizzato sia con logiche attuali sia con logiche prospettiche ed integra metodologie ed approcci di carattere quantitativo e qualitativo.
La valutazione dei rischi è effettuata su base individuale, a livello di singolo rischio, e su base aggregata, per tener conto delle interrelazioni fra le fonti di rischio. Vengono inoltre considerati gli effetti indiretti connessi ai rischi più significativi.
La frequenza della valutazione dei rischi dipende dalla tipologia dei rischi, dagli strumenti e dalle metodologie di valutazione utilizzate ed è stabilita in coerenza con la frequenza e le esigenze dei processi strategici e decisionali della Compagnia. La frequenza di valutazione dei rischi in ottica prospettica è coerente con il processo annuale di pianificazione strategica.
Accanto alla gestione ordinaria del processo di valutazione dei rischi, è prevista una gestione all'occorrenza, in ragione di eventi che possano determinare una variazione significativa del profilo di rischio. In particolare, sono stati identificati i seguenti principali eventi:
La Compagnia ha definito ai sensi della normativa regolamentare un processo di valutazione e analisi dei rischi basato sostanzialmente sugli strumenti e metodologie legate a:
Oltre alle metodologie alla base di tali indicatori di rischio, la misurazione del rischio della Compagnia, sia attuale che prospettica, si basa sulle metodologie regolamentari per il calcolo del Requisito di Capitale (cfr. SCR): la metodologia di riferimento è quella della Formula Standard.
Tutte queste grandezze, oltre a costituire l'impianto per il monitoraggio nel continuo alla base del modello organizzativo di gestione del rischio, rappresentano gli elementi alla base della metodologia per la profilazione del rischio della Compagnia. Tale attività ha come obiettivo l'individuazione e valutazione dei fattori di rischio e l'attribuzione ad ognuno di essi di un livello di significatività.
L'obiettivo del sistema di gestione dei rischi consiste nel mantenere i rischi cui la Compagnia è esposta a un livello definito accettabile, attraverso l'indicazione della propensione e della tolleranza al rischio stabilite in coerenza con l'obiettivo di salvaguardia del patrimonio delle stesse a garanzia della continuità aziendale. Le linee guida in tema di gestione dei rischi sono riportate nelle singole politiche redatte, riviste ed approvate annualmente dal Consiglio di Amministrazione, previo passaggio con il Consigliere Incaricato al controllo interno e ai rischi. Elementi costitutivi della gestione dei rischi sono:
La Compagnia si è dotata di un Risk Appetite Framework (cfr. RAF) che definisce la propensione al rischio, le soglie di tolleranza, i limiti di rischio, le politiche di governo dei rischi nonché i processi di riferimento necessari per definirli e attuarli. Nell'ambito dell'attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva la propria propensione al rischio. Il processo di definizione/revisione del Risk Appetite Framework si affianca pertanto al processo di Pianificazione Strategica/Operativa (Budget) e tiene conto della valutazione interna del rischio e della solvibilità. Tali elementi non sono infatti disgiunti, ma si influenzano a vicenda con l'obiettivo di ottenere la massimizzazione del profilo rischio – rendimento della Compagnia. La definizione del RAF tiene conto dei seguenti aspetti:
la strategia della Compagnia, ivi inclusi gli obiettivi organizzativi, il piano strategico, i vincoli finanziari, nonché normativi e le aspettative degli stakeholders;
gli aspetti chiave del business della Compagnia;
La propensione al rischio della Compagnia congiuntamente alla valutazione del sistema di governo societario adottato nonché alla mappatura e identificazione dei fattori di rischio e ad una generale applicazione del principio della persona prudente, rappresentano i principali elementi costitutivi alla base della determinazione del modello organizzativo di gestione dei rischi (specifico per ogni classe di rischio).
Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework (c.d. RAF), al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi della Compagnia stessa.
Si declinano, di seguito, i concetti rilevanti ai fini della definizione del RAF:
Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework, al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi. In particolare il piano strategico, partendo dal profilo di rischio della Compagnia al momento della redazione del piano stesso, tiene conto del rischio assumibile senza violare i requisiti regolamentari o altri vincoli imposti dall'Autorità di Vigilanza, l'appetito al rischio (ovvero del livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici) e la tolleranza al rischio (ovvero la soglia massima di scostamento rispetto all'appetito al rischio) fissate dal Consiglio di Amministrazione.
La Compagnia ha inoltre definito una Politica di Gestione del Capitale e un Piano di Gestione del Capitale il cui scopo è quello di adottare procedure atte ad accertare la salvaguardia dei requisiti regolamentari e dei livelli obiettivo di Risk Appetite nonché di garantire che, sia al momento dell'emissione che successivamente, gli elementi dei Fondi Propri a cui l'impresa intende attingere al fine di realizzare gli obiettivi di business stabiliti in sede di pianificazione strategica, soddisfino i requisiti regolamentari definiti da EIOPA e siano correttamente classificati. Tale Piano è stato redatto coerentemente con le risultanze della valutazione prospettica dei rischi secondo l'approccio Solvency II (ORSA), con gli obiettivi e le metodologie stabilite nella Politica di Gestione del Capitale e con i requisiti di solvibilità stabiliti dal Regolatore, al fine di garantire la solidità patrimoniale della Compagnia nell'esercizio della propria attività e nei suoi possibili sviluppi futuri.
In coerenza con quanto disciplinato nella Policy di Risk Appetite Framework, la gestione dei rischi in ottica attuale e prospettica della Compagnia si basa sulla definizione di indicatori per ogni categoria di rischio.
La Compagnia distingue i rischi tra:
rischi quantificabili aventi impatto patrimoniale, per i quali la Compagnia determina il requisito di capitale;
rischi quantificabili per i quali la Compagnia non determina il requisito di capitale (ad es. liquidità, cash flow matching) che vengono misurati con metriche e limitazione specifiche;
Gli indicatori sono ulteriormente suddivisi in:
Nell'ambito generale del sistema di gestione dei rischi la Compagnia definisce inoltre specifici limiti operativi che declinano gli obiettivi di rischio (ad es. in termini di esposizione, concentrazione, etc.) coerenti con l'appetito al rischio della Compagnia.
Il principale indicatore di I° Livello della Compagnia è il Solvency II Ratio ovvero il rapporto tra Eligible Capital e Solvency Capital Requirement. La Compagnia si prefigge l'obiettivo di avere un livello di Capitale Economico adeguato e in linea con gli obiettivi strategici, superiore ad un prefissato livello di Solvency Ratio come di seguito riportato:
Nell'ambito della definizione del RAF risulta necessario fissare il livello di rischio che, se non rispettato dal Risk Profile della Compagnia, necessita di interventi correttivi. Le soglie individuano dunque i binari all'interno dei quali la Compagnia può condurre la sua azione finalizzata al raggiungimento degli obiettivi di business. La violazione di queste soglie richieda un processo di escalation da parte della Compagnia e la definizione di specifici piani di intervento per fare fronte alla situazione.
Il modello organizzativo di gestione del rischio di Credemassicurazioni coinvolge tutte le strutture aziendali, dalle funzioni operative (coinvolte nella gestione dei rischi sui processi di propria competenza) ivi incluse le Funzioni di Fondamentali, il Consigliere Incaricato e il Consiglio di Amministrazione.
In tale contesto, la funzione di Risk Management funge inoltre da coordinatore delle attività di monitoraggio dei rischi. Più in particolare, concorre alla definizione delle metodologie di misurazione dei rischi e dei limiti operativi, definendo appropriate procedure di verifica, ed ha il compito di validare i flussi informativi dell'attività di monitoraggio dei rischi, predisporre la reportistica per i vertici aziendali e verificare la coerenza dei modelli di misurazione dei rischi con l'operatività svolta dall'impresa.
I rischi sono monitorati in maniera continuativa dalla funzione di Risk Management e dalle singole funzioni competenti; a tal fine è stato sviluppato e affinato progressivamente il reporting relativo all'evoluzione dei rischi nei confronti del Consiglio di Amministrazione, del Consigliere Incaricato per i Controlli Interni e i Rischi, del CRO, dell'Alta Direzione e delle strutture operative competenti al fine di migliorare la comunicazione dei risultati e consentire una maggior comprensione delle tematiche connesse alla valutazione dei rischi.
Il modello di gestione dei rischi adottato da Credemassicurazioni è caratterizzato da:
Nell'ambito del sistema di gestione dei rischi e coerentemente con quanto previsto dalla Normativa, il Consiglio di Amministrazione ha formalizzato un set di politiche e allegati, che, relativamente ad ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono su Credemassicurazioni, dettagliano gli obiettivi, i compiti, le responsabilità, il processo e definiscono gli strumenti e le procedure, anche di reporting, necessarie ad individuare e conseguentemente gestire ogni ambito di rischio. Tali documenti, inoltre, hanno l'obiettivo più generale di contribuire alla diffusione della cultura del controllo e di gestione dei rischi all'interno della società.
Il rispetto e l'applicazione dei documenti sono garantiti dalla presenza del Sistema dei Controlli Interni costituito da un insieme di regole, procedure e tecniche di controllo e strutture organizzative volto ad assicurare il corretto funzionamento ed il buon andamento dell'impresa.
La Compagnia ha definito ai sensi della Regolamentazione di settore, un processo di analisi dei rischi che include sia una valutazione qualitativa sia, per quelli quantificabili, l'adozione di metodologie di misurazione dell'esposizione al rischio, incluso, un sistema di determinazione dell'ammontare della massima perdita potenziale sia in ottica attuale che prospettica. Tali analisi consento di effettuare in maniera continuativa una profilazione dei rischi a cui l'impresa è esposta.
Si specifica che la Compagnia per le valutazioni del requisito patrimoniale di solvibilità secondo il regime normativo Solvency II utilizza la Formula Standard conformemente a quanto definito nel Regolamento delegato (UE) 2019/981 della Commissione. Pertanto, le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi tengono conto di tutti i rischi, compresi nel framework della Formula Standard, a cui l'impresa è esposta.
Al fine di valutare nel continuo la propria situazione di solvibilità, la Compagnia provvede inoltre su base trimestrale al calcolo del proprio requisito di capitale, alla determinazione dei fondi propri ammissibili e della relativa qualità e composizione, verificando nel contempo il rispetto dei limiti operativi e della propensione al rischio. Specifiche valutazioni di stress test e sensitivity vengono effettuate con la stessa frequenza sulle grandezze patrimoniali. Adeguata documentazione viene rendicontata al Consiglio di Amministrazione e trasmessa all'Organo di Vigilanza tramite i Quantitative Reporting Template (QRT). Con la stessa frequenza viene verificato il rispetto degli indicatori di I° Livello declinati nel Risk Appetite Framework.
Qualora nell'ambito delle diverse attività di monitoraggio effettuate dalla Compagnia dovessero emergere scostamenti continuativi e/o significativi del profilo di rischio rispetto all'Appetito al Rischio dell'impresa, scostamenti significativi rispetto alle principali ipotesi tecniche/finanziarie/di mercato/di prodotto definite nell'ambito del Piano Strategico (e quindi nelle valutazioni ORSA), viene effettuata un'attività di Non-Regular ORSA al fine di valutare gli impatti di tali variazioni anche in ottica prospettica.
La Compagnia nel corso del I°semestre 2024 ha adempiuto alle seguenti scadenze normative:
Consiglio di Amministrazione di Marzo 2024 ed inviati entro il termine regolamentare ad IVASS;
Si specifica infine che in continuità con gli anni precedenti (attività avviata a partire dal mese di marzo 2020), la Compagnia continua a partecipare su richiesta dell'Autorità di vigilanza alle seguenti attività:
Si definisce Rischio di Sottoscrizione - il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative dovuto ad ipotesi inadeguate in materia di fissazione di prezzi e di costituzione delle riserve tecniche (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 4 del CAP).
Nell'ambito del Framework dei rischi della Compagnia, tale rischio può essere ulteriormente distinto nelle seguenti categorie:
Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di sottoscrizione di Credemassicurazioni secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di redazione della presente sezione (si precisa che il peso complessivo dei rischi NON life e Health NSLT underwriting è pari al 80,5%).
| Non Life risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo |
IIQ 2024 | ||
|---|---|---|---|
| % Relativo | % Complessivo | ||
| Non-Life premium and reserve risk | 56,5% | 29,7% | |
| Non-Life lapse risk | 31,2% | 16,4% | |
| Non-life CAT risk | 12,4% | 6,5% |
| Health risk - risk/sum of risk components - relativo e | IIQ 2024 | |||
|---|---|---|---|---|
| complessivo | % Relativo | % Complessivo | ||
| Health premium and reserve risk | 73,7% | 20,6% | ||
| Health Lapse risk | 23,3% | 6,5% | ||
| Health CAT | 3,0% | 0,8% | ||
| Health SLT Mortality risk | 0,0% | 0,0% | ||
| Health SLT Longevity risk | 0,0% | 0,0% | ||
| Health SLT Disability morbidity risk | 0,0% | 0,0% | ||
| Health SLT Lapse risk | 0,0% | 0,0% | ||
| Health SLT Expense risk | 0,0% | 0,0% | ||
| Health SLT Revision risk | 0,0% | 0,0% |
La Compagnia adotta, nei confronti di tali rischi, linee guida che:
La Compagnia misura e monitora la propria esposizione al rischio di sottoscrizione considerando il portafoglio complessivo, oltre a verificare la conformità ai limiti ed alle politiche definite. L'identificazione dei rischi viene effettuata con riferimento ai nuovi prodotti e al portafoglio in essere:
Si riportano sinteticamente di seguito le principali misure di rischio utilizzate:
Si definisce rischio di mercato, il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante, direttamente o indirettamente, da oscillazioni del livello e della volatilità dei prezzi di mercato delle attività, delle passività e degli strumenti finanziari (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 3 del CAP).
I rischi di mercato risentono dell'andamento congiunturale del ciclo economico, che può amplificarne o eventualmente diminuirne la significatività, soprattutto se il portafoglio titoli della Compagnia è particolarmente concentrato in determinati settori, valute o aree geografiche. Tale rischio può essere distinto nei seguenti fattori di rischio:
Rischio tasso di interesse: il valore degli attivi di una impresa di assicurazione è sensibile a variazioni dei tassi di interesse. Inoltre, se i flussi finanziari generati dalle attività e quelli generati dalle passività di un'impresa non sono perfettamente allineati per scadenza, periodicità degli eventuali pagamenti e per natura dei tassi degli investimenti (maturity mismatching, interest rate mismatching, reset date mismatching, basic mismatching), uno shock (positivo o negativo) dei tassi di interesse può produrre variazioni non sincronizzate nel valore delle attività e delle passività. Sostanzialmente l'esposizione al rischio tasso di interesse si riferisce a tutte le attività e le passività il cui valore è "sensibile" ai cambiamenti nella struttura a termine dei tassi di interesse o alla volatilità dei tassi di interesse;
Rischio azionario: i valori di mercato delle posizioni assunte dall'impresa possono essere sensibili all'andamento dei mercati azionari (per esempio nel caso di contratti le cui prestazioni sono collegate al valore di un titolo azionario);
I fattori di rischio di mercato vengono principalmente individuati nelle classi di bilancio specifiche del Portafoglio di Proprietà.
Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di mercato di Credemassicurazioni secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di redazione della presente sezione (si precisa che il peso complessivo dei rischi market è pari al 12,5%).
| Market risk - risk/sum of risk components - relativo e | IIQ 2024 | |||
|---|---|---|---|---|
| complessivo | % Relativo | % Complessivo | ||
| Interest rate risk | 77,7% | 7,2% | ||
| Equity risk | 0,0% | 0,0% | ||
| Property risk | 0,0% | 0,0% | ||
| Spread risk | 13,5% | 1,3% | ||
| Currency risk | 8,8% | 0,8% | ||
| Concentration risk | 0,0% | 0,0% |
La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali per l'attività dell'Area Finanza, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti. Nella composizione complessiva del portafoglio d'investimento si tiene conto dell'esposizione al rischio, dei vincoli legati alla copertura delle riserve tecniche e degli effetti sul Solvency Ratio. I limiti e gli indicatori relativi agli investimenti sono oggetto di verifica e controllo su base continuativa da parte delle funzioni aziendali preposte e, con frequenza periodica, i risultati di tali controlli sono portati all'attenzione del Consiglio di Amministrazione. Il processo prevede inoltre una fase di revisione dei suddetti limiti realizzata mediante analisi di sensitività condotte sui portafogli attivi e passivi.
La valutazione dei rischi di mercato viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata sia con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche, sia seguendo i
principi Solvency II al fine di cogliere l'eventuale requisito di capitale assorbito da ogni singolo modulo e sottomodulo di rischio.
L'identificazione dei rischi mercato vita viene effettuata con riferimento ai nuovi investimenti e asset allocation target, e al portafoglio in essere:
Si riportano di seguito i macro-indicatori analizzati per la valutazione e il monitoraggio dei rischi di mercato:
Il rischio ALM è un rischio strettamente correlato ai disallineamenti tra attività e passività. Il processo ALM include al suo interno dinamiche connesse alla gestione dei rischi e alla pianificazione strategica. Si focalizza sul medio - lungo termine anziché offrire soluzioni di mitigazione o copertura del rischio. L'obiettivo di tale gestione del rischio è quello di massimizzare le attività per soddisfare le passività complesse che possono aumentare la redditività.
Alla sottocategoria dei Rischi ALM appartengono i seguenti fattori di rischio:
La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti.
Valutazione dei rischi ALM viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche.
Per quanto riguarda i macro-indicatori analizzati per la valutazione e monitoraggio dei rischi ALM:
degli attivi e i Cashflow del passivo;
Le Compagnie sono soggette a possibili tensioni di liquidità derivanti da scadenze diverse tra gli attivi e i relativi passivi. Per rischio di liquidità si intende il rischio che la Compagnia non sia in grado di liquidare investimenti ed altre attività per regolare i propri impegni finanziari al momento della relativa scadenza (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 2 del CAP).
La possibilità di procedere allo smobilizzo tempestivo del portafoglio è fortemente condizionata dalla liquidabilità dei titoli in cui lo stesso è investito. La scarsa liquidabilità dei titoli in portafoglio, infatti, può esporre la Compagnia al rischio di conseguire delle perdite connesse alla difficoltà di trovare sul mercato la controparte interessata all'acquisto dei titoli che si intende smobilizzare. La Compagnia quantifica la sua posizione di solvibilità con le metriche della Formula Standard,
che non prevede una quantificazione del rischio liquidità in termini di assorbimento di capitale. L'identificazione del rischio di liquidità viene effettuata con riferimento ai portafoglio investimenti sottostanti i prodotti con garanzia di capitale e/o rendimento. L'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici dei portafogli e delle metriche definite in funzione
Si riportano di seguito gli indicatori utilizzati dalla Compagnia per il monitoraggio del rischio liquidità:
dell'orizzonte temporale con cui viene analizzato e studiato il rischio stesso.
Si definisce rischio di credito (rischio default) il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante da oscillazioni del merito di credito di emittenti di titoli, controparti e debitori nei confronti dei quali l'impresa di assicurazione o di riassicurazione è esposta in forma di rischio di inadempimento della controparte, di rischio di spread o di concentrazione del rischio di mercato (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 1 del CAP).
La perdita di valore della posizione creditoria e collegata principalmente alla qualità dell'emittente o della controparte (inclusi i riassicuratori, coassicuratori, assicurati ed intermediari) ma può anche derivare da un deterioramento delle condizioni economicofinanziarie del debitore da cui dipende la capacita di far fronte agli impegni finanziari assunti, nonché da cause indipendenti dalla situazione economica o finanziaria della controparte debitrice, quali ad esempio cause politico-militare.
Da un punto di vista puramente rappresentativo identifichiamo tre macro aree del rischio credito:
I fattori di rischio sottostanti alle singole sottocategorie del rischio credito sono i seguenti: - Per quanto riguarda la sottoclasse Rassicurazione:
Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di counterparty default di Credemassicurazioni secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di redazione della presente sezione (si precisa che il peso complessivo dei rischi counterpary default è pari al 2,1%).
| Credit risk - risk/sum of risk components - relativo e | II Q 2024 | |||
|---|---|---|---|---|
| complessivo | % Relativo | % Complessivo | ||
| Type 1 counterparties | 53,2% | 0,8% | ||
| Type 2 counterparties | 46,8% | 0,7% |
Le politiche relative alla gestione del rischio di credito verso gli emittenti di strumenti finanziari sono riconducibili a quanto sopra riportato a proposito del rischio di mercato con riferimento ai principi generali relativi al controllo degli investimenti di natura finanziaria. Per quanto concerne le controparti riassicurative, Credemassicurazioni ha definito politiche per la gestione e il controllo di tale rischio in termini di linee guida e limiti relativi alle controparti.
L'identificazione del Counterparty Default Risk viene effettuata con riferimento alle controparti verso le quali sussistono posizioni di credito.
Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate:
Il rischio operativo è definibile come il rischio di subire perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione (carenze o errori) di procedure interne, risorse umane o sistemi oppure da eventi esogeni (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 5 del CAP).
I rischi operativi possono essere a loro volta frazionati nelle seguenti sottocategorie:
I principali fattori di rischio che caratterizzano il rischio operativo sono:
L'approccio di identificazione del rischio operativo segue una logica di tipo 'bottom up', basata su una metodologia di Risk Self Assessment con l'obiettivo di valutare il livello di rischiosità e la qualità dei controlli posti in essere per mitigare il rischio afferente alle attività operative e ad ogni processo aziendale.
L'obiettivo di tale approccio, basato sull'analisi per Area Funzionale, è l'individuazione degli eventi perdita che potrebbero manifestarsi, la valutazione del possibile impatto e della possibile frequenza di realizzazione di tali eventi, la valutazione dell'efficacia dei controlli a presidio e dei possibili strumenti organizzativi attivabili per la mitigazione del rischio.
La Compagnia ha strutturato, inoltre, con periodicità annuale una valutazione delle perdite effettive subite derivanti da rischi operativi (c.d. LDC – Loss Data Collection). Tale analisi consente inoltre di effettuare un back-test circa la valutazione ex-ante mediante Risk Self-Assessment.
La Compagnia ha inoltre proseguito nei lavori per il completamento del piano di continuità operativa (Business Continuity Plan).
Per quanto riguarda la valutazione del requisito di capitale (SCR), i rischi operativi vengono valutati mediante l'applicazione della Standard Formula. Il peso complessivo dei rischi operative, secondo i dettami normativi Solvency II è pari al 5,5% (dato al IVQ 2023).
Il rischio normativo di compliance (ovvero di non conformità alle norme) riguarda il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, e subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, quali statuti, codici di condotta o codici di autodisciplina; rischio derivante da modifiche sfavorevoli del quadro normativo o degli orientamenti giurisprudenziali.
Nella gestione del rischio di non conformità normativa, l'azienda identifica quale fattore prioritario di successo il conseguimento della conformità in materia di trasparenza e correttezza nel rapporto col cliente assicurato e danneggiato, nell'informativa precontrattuale e contrattuale dei prodotti, nella corretta esecuzione dei contratti, con particolare riguardo alla liquidazione dei sinistri, e in generale nella tutela del consumatore.
In sintesi, il processo di analisi di conformità alle norme mira, attraverso la formalizzazione della matrice di rischio di compliance, a:
Nell'esercizio dei propri compiti la funzione di Compliance opera sulla base di un approccio metodologico fondato su tecniche di identificazione, valutazione, gestione e monitoraggio dei rischi di non conformità ispirate alle migliori prassi del mercato e coerenti con quelli utilizzati nei processi di Risk Management e di Revisione Interna.
Secondo il modello adottato da Credemassicurazioni, inoltre, esistono altri rischi/eventi perdita non strettamente riconducibili a fattori di rischio specifici, ma che possono derivare da fattori di rischio riconducibili alle classi di rischio precedentemente illustrate. Si tratta in particolare della classe di rischio legata all'appartenenza al gruppo, della classe di rischio reputazionale, di condotta e ESG, così identificati dalla normativa di settore.
Il rischio legato all'appartenenza al gruppo (rischio di 'contagio') è inteso come rischio che, a seguito dei rapporti intercorrenti tra l'impresa e le altre entità del gruppo, situazioni di difficoltà che insorgono in una società del medesimo gruppo possano propagarsi con effetti negativi sulla solvibilità dell'impresa stessa.
In coerenza con la propria strategia e con le politiche in materia degli investimenti, adottata dall'Organo Amministrativo ha definito una propria politica delle operazioni infragruppo e ha determinato appropriati limiti di operatività.
L'identificazione e l'analisi del rischio è effettuata pertanto in coerenza alle categorie e alle controparti delle operazioni stesse, con particolare riguardo alle garanzie eventualmente rilasciate nell'ambito del Gruppo ed in coerenza con le caratteristiche delle seguenti tipologie di operazioni:
Il rischio reputazionale è inteso come il rischio di deterioramento dell'immagine aziendale e di aumento della conflittualità sia con gli assicurati (dovuto anche alla scarsa qualità dei servizi offerti, al collocamento di polizze non adeguate o al comportamento in fase di vendita, post vendita e di liquidazione) sia con le Autorità di Vigilanza e gli shareholders.
Il rischio reputazionale è quindi strettamente legato alla vendita del prodotto e alla prestazione dei servizi ad esso collegati. A tutela del Cliente/Assicurato e di conseguenza a presidio del rischio reputazionale sono attivate una serie di misure:
Essendo inoltre il rischio reputazionale strettamente connesso ai rischi operativi, informatici e cyber e al rischio di condotta, gli specifici presidi operativi e organizzativi posti in essere per la gestione di tali rischi rappresentano un ulteriore elemento a supporto della gestione del rischio reputazionale.
Il rischio di condotta - quale sottocategoria di rischio operativo, di compliance e reputazionale – può essere definito come il rischio attuale o prospettico di perdite conseguenti a casistiche di offerta inappropriata di prodotti e/o servizi, incluse fattispecie di condotta inadeguata (dolo/negligenza) da parte dell'impresa.
La gestione del rischio di condotta è strettamente connessa alle attività definite nell'ambito del processo POG (disciplinato nella rispettiva Policy di POG). La Compagnia, nell'ambito della gestione del rischio di Condotta, si prefigge i seguenti obiettivi:
Il rischio ESG (Enviromental, Social and Governance) si pone l'obiettivo di valutare un evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance che, verificandosi, potrebbe
provocare un impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell'investimento o sul valore della passività. Questa tipologia di rischio rientra tra i rischi di secondo livello o rischi indiretti in quanto può manifestarsi provocando un impatto negativo su attività e passività influenzando i fattori di rischio già contemplati nelle altre risk category (ad esempio Rischio di Mercato e di Sottoscrizione).
All'interno della categoria dei rischi ESG, particolare rilevanza è assegnata ai rischi climatici in quanto potrebbero generare elevate perdite per le Compagnie Assicurative se non correttamente identificati e gestiti.
Con specifico riferimento ai rischi climatici, in coerenza con le indicazioni del Regolamento Delegato (UE) 2021/1256 della Commissione del 21 Aprile 2021, la Compagnia ha strutturato una serie di analisi sul proprio portafoglio (sia investimenti, sia tecnico/assicurativo) per verificare la materialità dell'esposizione ai rischi climatici e, successivamente, condurre l'analisi di scenario per quantificare l'impatto che essi producono sulle principali grandezze economiche e patrimoniali.
Il Framework sviluppato dalla Compagnia per la gestione del rischio climatico identifica i seguenti step:
Il sistema di gestione dei rischi ESG prevede la definizione di indicatori utilizzati per monitorare l'esposizione, con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali insiti nei portafogli Asset e Liabilities della Compagnia.
Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate e i volumi analizzati:
Per rischio strategico si intende il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale e di sostenibilità del modello di business, incluso il rischio di non riuscire a generare un adeguato ritorno sul capitale sulla base della propensione al rischio definita dall'impresa, derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, dall' attuazione inadeguata di decisioni, impropria gestione del rischio di appartenenza al gruppo, e dalla scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.
L'analisi dei rischi strategici viene effettuate mediante specifiche analisi si sensitivity in sede ORSA o ogni qualvolta si assista a variazioni significative del mercato, dell'mix di produzione e delle ipotesi sottostanti le valutazioni (a titolo esemplificativo, tassi di riscatto best estimate, ipotesi di minimo garantito, etc).
In tale ambito viene altresì valutata la presenza di potenziali rischi emergenti sulla base delle informazioni derivanti dal piano industriale, dalle evoluzioni di prodotto, dalle variazioni normative e da qualsiasi altra variazione potenzialmente impattante sul profilo di rischio dell'impresa.
In seguito ai risultati di tale analisi, vengono valutati gli eventuali cambiamenti da apportare nella mappa dei rischi aziendali.
Le valutazioni effettuate dalla Compagnia alla data di valutazione hanno consentito di delineare la mappa dei rischi – Framework Solvency II - a cui la Compagnia è esposta (di seguito riportata).
| Modulo di rischio | Sottomodulo di rischio | Esposizione |
|---|---|---|
| Non-Life underwriting risk | Non-Life premium and reserve risk | X |
| Non-Life lapse risk | X | |
| Non-life CAT risk | X | |
| Health underwriting risk | Health premium and reserve risk | X |
| Health Lapse risk | X | |
| Health CAT | X | |
| Health SLT Mortality risk | --- | |
| Health SLT Longevity risk | --- | |
| Health SLT Disability morbidity risk | --- | |
| Health SLT Lapse risk | --- | |
| Health SLT Expense risk | --- | |
| Health SLT Revision risk | --- | |
| Market risk | Interest rate risk | X |
| Equity risk | X | |
| Property risk | X | |
| Spread risk | X | |
| Currency risk | X | |
| Concentration risk | --- | |
| Counterparty default risk | Type 1 counterparties | X |
| Type 2 counterparties | X | |
| Operational Risk | Operational risk | X |
Le valutazioni prospettiche dei rischi non hanno rilevato da un punto di vista regolamentare (Solvency II) rischi emergenti in ragione delle azioni previste dalle nuove strategie di investimento e di business.
Con riferimento ai dati prospettici e monitorati alla data di valutazione, l'analisi ha permesso di individuare i sotto moduli di rischio maggiormente significativi e impattanti per la Compagnia, che risultano essere i sotto moduli di rischio Non-Life premium and reserve risk, Health premium and reserve risk, seguiti dal sotto modulo Non Life lapse Risk.
Inoltre si evidenzia l'esposizione della Compagnia al rischio Spread sui Governativi ITA (rischio non contemplato nella Formula Standard). La Compagnia nelle proprie valutazioni prende in considerazione tale fattore di rischio mediante specifiche analisi di sensitivity effettuate periodicamente e all'interno del Report ORSA YE 31.12.2023.
Le analisi quali/quantitativa sull'adeguatezza del Profilo di Rischio della Compagnia rispetto i requisiti sottostanti l'applicazione della Formula Standard sono risultate positive.
Oltre al calcolo degli impatti dovuti ai rischi di natura quantificabile, la Compagnia gestisce e monitora anche i rischi non rientranti nell'ambito della Formula Standard e i cosiddetti rischi non quantificabili da un punto di vista regolamentare, quali:
Allo stato attuale tali tipologie di rischio hanno un livello di gestione coerente con la rilevanza dei fattori di rischio che li caratterizzano, periodicamente monitorate e non comportano un add-on in termini di capitale regolamentare.
Al momento non vi sono risultati che evidenzino situazioni di criticità in termini di solvibilità derivanti dai rischi strategici. Tuttavia, è da continuare a tenere in considerazione l'effetto di possibili variazioni del contesto macro-economico che possono avere impatti significativi sugli Own Funds della Compagnia.
Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 ("CRR") con il quale vengono introdotte nell'Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria con l'articolato insieme di documenti unitariamente denominato "Basilea 3" in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e informativa al pubblico (Terzo pilastro).
Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE ("CRD IV") definiscono il nuovo quadro normativo di riferimento nell'Unione Europea per banche e imprese di investimento. Dal 1° gennaio 2014. CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di regolamentazione o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di supervisione ("ESA"), che danno attuazione alla normativa primaria.
Con l'adozione del regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014 sono state stabilite le norme tecniche di attuazione (Implementing Technical Standards) vincolanti in materia di segnalazioni prudenziali armonizzate delle banche e delle imprese di investimento relative a: fondi propri, rischio di credito e controparte, rischi di mercato, rischio operativo, grandi rischi, rilevazione su perdite ipotecarie, posizione patrimoniale complessiva, monitoraggio liquidità e leva finanziaria.
Inoltre, la Banca d'Italia ha emanato le Circolari n. 286 e n. 154 che traducono secondo lo schema matriciale, attualmente adottato nelle segnalazioni di vigilanza, i citati ITS.
Il Gruppo ritiene prioritario valutare la propria struttura patrimoniale e tali analisi sono svolte all'interno degli specifici Comitati di Governance di Gruppo. In tale sede vengono anche evidenziati i principali impatti legati alle normative in via di definizione (es. potenziali impatti legati alla finalizzazione della riforma di Basilea III come da recente accordo in sede di Comitato di Basilea del 14 gennaio 2019) e a quelle già approvate ma non attualmente applicabili (es. il regolamento (UE) n. 876/2019 e la direttiva (UE) n. 787/2019 che modificano rispettivamente il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE /876, così come il regolamento (UE) n. 877/2019 e la direttiva (UE) n. 879/2019).
I Comitati di Governance di Gruppo presentano sempre dei membri nominati dal Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo, scelti tra i componenti il Consiglio stesso, e le rispettive analisi vengono successivamente prodotte al Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo.
Sotto il profilo di Vigilanza l'assorbimento viene determinato tenendo in considerazione le attuali "regole" di segnalazione.
Sotto il profilo gestionale l'assorbimento viene calcolato con l'utilizzo di modelli interni per il rischio di credito e di mercato e l'utilizzo di un metodo standard "gestionale".
I rischi vengono esaminati sia complessivamente che dettagliatamente all'interno delle società del Gruppo (analisi dei portafogli specifici).
Al 30 giugno 2024 i Fondi Propri sono stati determinati in base alle disposizioni contenute nel Regolamento (UE) n.575/2013 (CRR).
| Voci del patrimonio netto | Consolidato prudenziale |
assicurazione Imprese di |
Altre imprese | consolidamento aggiustamenti Elisioni e da |
Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| 1. Capitale | 341.323 | 221.600 | - | (221.600) | 341.323 |
| 2. Sovrapprezzi di emissione | 321.801 | - | - | - | 321.801 |
| 3. Riserve | 3.106.778 | 267.772 | - | (267.772) | 3.106.778 |
| 4. Strumenti di capitale | - | - | - | - | - |
| 5. (Azioni proprie) | (3.972) | - | - | - | (3.972) |
| 6. Riserve da valutazione: | (110.637) | (7.358) | - | 7.358 | (110.637) |
| - Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
7.468 | - | - | - | 7.468 |
| - Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
- | - | - | - | - |
| - Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
(465.217) | (350.262) | - | 350.262 | (465.217) |
| - Attività materiali | - | - | - | - | - |
| - Attività immateriali | - | - | - | - | - |
| - Copertura di investimenti esteri | - | - | - | - | - |
| - Copertura dei flussi finanziari | (41.820) | - | - | - | (41.820) |
| - Strumenti di copertura [elementi non designati] | - | - | - | - | - |
| - Differenze di cambio | - | - | - | - | - |
| - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | - | - | - | - | - |
| - Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) |
- | - | - | - | - |
| - Utili (perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti |
(6.987) | 65 | - | (65) | (6.987) |
| - Quote delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto |
- | - | - | - | - |
| - Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi |
343.193 | 343.193 | - | (343.193) | 343.193 |
| - Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione |
(354) | (354) | - | 354 | (354) |
| - Leggi speciali di rivalutazione | 53.080 | - | - | - | 53.080 |
| 7. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) del gruppo e di terzi | 323.755 | 21.561 | - | (21.561) | 323.755 |
| Totale | 3.979.048 | 503.575 | - | (503.575) | 3.979.048 |
Nella tavola sopra riportata sono indicate le componenti del patrimonio netto contabile, sommando quelle del Gruppo con quelle di terzi, ripartite per tipologia di imprese oggetto di consolidamento. Più in dettaglio, nella colonna riferita al Consolidamento prudenziale viene indicato l'importo che risulta dal consolidamento delle società appartenenti al Gruppo bancario, al lordo degli effetti economici di transazioni effettuate con altre società incluse nel perimetro di consolidamento; le società controllate, diverse da quelle appartenenti al Gruppo bancario e consolidate integralmente sono qui valorizzate con il metodo del patrimonio netto. Nella colonna Imprese di assicurazione sono riportati gli importi che risultano dal consolidamento, al lordo degli effetti economici derivanti da transazioni effettuate con le società appartenenti al Gruppo bancario. Nelle colonne Elisioni ed Aggiustamenti sono invece indicate le rettifiche necessarie per ottenere il dato rappresentato in bilancio.
B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione
| Attività/valori | Consolidato | assicurazione prudenziale Imprese di |
Altre imprese | aggiustamenti da consolidamento Elisioni e |
Totale | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Riserva positiva |
Riserva negativa |
Riserva positiva |
Riserva negativa |
Riserva positiva |
Riserva negativa |
Riserva positiva |
Riserva negativa |
Riserva positiva |
Riserva negativa |
|
| 1. Titoli di debito | 6.258 | 121.214 | 4.810 | 355.072 | - | - | - | - | 11.068 | 476.286 |
| 2. Titoli di capitale | 8.924 | 1.455 | - | - | - | - | - | - | 8.924 | 1.455 |
| 3. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Totale 30/06/2024 | 15.182 | 122.669 | 4.810 | 355.072 | - | - | - | - | 19.992 | 477.741 |
| Totale 31/12/2023 | 12.178 | 129.655 | 12.380 | 318.052 | - | - | - | - | 24.558 | 447.707 |
Relativamente ai mercati finanziari:
Le variazioni nette del periodo evidenziano un saldo negativo di 0,4 milioni di euro.
Non esistono operazioni.
In data 9 gennaio 2024, l'assemblea degli azionisti di Credemtel S.p.A. ha approvato la fusione per contestuale incorporazione di S.A.T.A. Applicazione Tecnologie Avanzate S.r.l. e Blue Eye Solutions S.r.l. ex art. 2505 c.c. nella incorporante Credemtel S.p.A. L'assemblea dei soci di S.A.T.A. Applicazione Tecnologie Avanzate S.r.l. e l'assemblea dei soci di Blue Eye Solutions S.r.l. hanno entrambe approvato l'operazione in data 10 gennaio 2024.
L'incorporazione ha avuto decorrenza in data 1° aprile 2024 ed è avvenuta senza attuare, come previsto dall'art. 2505 c.c., le prescrizioni di cui all'art. 2501 ter c.c. co. 1 n. 3, 4 e 5. Credemtel e le controllate collaborano da tempo, operando sul mercato comune tramite sinergie tecnologiche/operative e condivisione di know how al fine di soddisfare le esigenze di clienti comuni che, così, beneficiano di una fornitura di prodotti/servizi sostanzialmente unica, anche se frutto dell'operato di 3 entità distinte; la fusione, in ragione di quanto esposto, si pone nell'ambito di un più ampio progetto di ottimizzazione delle tecnologie alla base dei servizi erogati e, più in generale, di riassetto organizzativo di Credemtel S.p.A. e delle controllate.
L'operazione si configura come Business Combination between entities under common control, esclusa dall'ambito di applicazione IFRS3 e rilevata contabilmente in continuità di valori con il bilancio consolidato della Capogruppo.
Non esistono operazioni.
Non esistono operazioni.
Non esistono operazioni.
Di seguito vengono fornite le informazioni sui compensi corrisposti ai dirigenti con responsabilità strategiche, in coerenza con quanto previsto dallo IAS 24.
I dirigenti con responsabilità strategiche di Credito Emiliano sono i soggetti aventi il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività di Credito Emiliano.
In tale contesto rientrano nel perimetro dei dirigenti con responsabilità strategiche: i Consiglieri di Amministrazione, i Sindaci, il Direttore Generale, i Condirettori Generali, il Vice Direttore Generale, gli altri componenti della Direzione Centrale, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, i Responsabili delle Funzioni di Controllo Interno (Responsabile Servizio Audit, Responsabile Funzione Antiriciclaggio, Compliance Officer e Risk Officer), il Responsabile Business Unit Commerciale, il Responsabile Business Unit Finanza, il Dirigente Coordinatore delle aree Amministrazione, Corporate Governance e Relazioni Esterne e Governo del Valore, il Capo Servizio preposto all'area Crediti e il Capo Servizio preposto all'area Organizzazione.
| Riepilogo compensi | Totale 30/06/2024 |
Totale 30/06/2023 |
|---|---|---|
| Amministratori | 940 | 819 |
| Sindaci | 299 | 274 |
| Dirigenti | 5.554 | 5.451 |
| Totale | 6.793 | 6.544 |
I compensi dei dirigenti comprendono benefici a breve termine, benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro, altri benefici a lungo termine, benefici dovuti per la cessazione del rapporto di lavoro, altri benefici a lungo termine e pagamenti basati su azioni.
In ottemperanza alle disposizioni normative riguardanti le operazioni con parti correlate, il Gruppo Credito Emiliano ha adottato specifiche procedure per disciplinare siffatta operatività ed assicurare idonei flussi informativi.
In attuazione alla delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e della Circolare Banca d'Italia 285/2013, Credito Emiliano ha adottato apposite Procedure per la gestione delle operazioni con parti correlate e per le operazioni con soggetti collegati.
Il regolamento è disponibile per la consultazione sul sito internet di Credito Emiliano www.credem.it.
I rapporti e le operazioni perfezionate con parti correlate e soggetti collegati non presentano criticità e sono riconducibili all'ordinaria attività di servizio e di credito. Le condizioni applicate ai singoli rapporti ed alle operazioni con parti correlate e soggetti collegati non si discostano da quelle correnti di mercato.
Ai sensi dell'art.5 comma 8 del Regolamento CONSOB Operazioni con parti Correlate (nr. 17221 del 12.03.2010 e ss.mm.ii) si segnala che nel corso del primo semestre 2024 sono state effettuate operazioni di maggiore rilevanza unicamente con Società appartenenti al Gruppo Credito Emiliano ed attinenti a normali ed ordinarie dinamiche di funding.
Nello stesso periodo il Consiglio di Amministrazione non ha ricevuto proposte volte ad adottare "delibere quadro".
Nel corso del primo semestre 2024 sono state poste in essere operazioni infragruppo e/o con parti correlate/soggetti collegati, rientranti nell'ordinario esercizio dell'attività

operativa e della connessa attività finanziaria, perfezionate, di norma, a condizioni analoghe a quelle applicate per operazioni concluse con terzi indipendenti.
Le operazioni infragruppo sono state effettuate sulla base di valutazioni di reciproca convenienza economica e la definizione delle condizioni da applicare è avvenuta nel rispetto di correttezza sostanziale, presente l'obiettivo comune di creare valore per l'intero Gruppo Credem.
Uguale principio è stato applicato anche nel caso di prestazioni di servizi infragruppo, unitamente a quello di regolare tali prestazioni su di una base minimale commisurata al recupero dei relativi costi di produzione.
| Crediti | Debiti | Garanzie | Raccolta amministrata |
Raccolta gestita | |
|---|---|---|---|---|---|
| Amministratori, sindaci e dirigenti | 539 | 701 | 179 | 1.969 | 4.792 |
| Stretti familiari | 1.906 | 12.346 | 374 | 101.419 | 14.992 |
| Società controllate e collegate | 29.668 | 280.204 | 95.394 | 22.339 | 152.829 |
| Altre parti correlate | - | - | - | - | - |
| Totale | 32.113 | 293.251 | 95.947 | 125.727 | 172.613 |
| Interessi attivi | Interessi passivi | Commissioni attive e altri ricavi |
Commissioni passive e altri oneri |
|
|---|---|---|---|---|
| Amministratori, sindaci e dirigenti | 11 | 6 | 16 | 1 |
| Stretti familiari | 12 | 119 | 91 | 4 |
| Società controllate e collegate | 493 | 3.562 | 558 | 85 |
| Altre parti correlate | - | - | - | - |
| Totale | 516 | 3.687 | 665 | 90 |
L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le controparti correlate sopra indicate, sul totale del Gruppo risulta essere pari (%):
| Dati patrimoniali | Crediti | Debiti | Garanzie e impegni | Raccolta | Raccolta gestita |
|---|---|---|---|---|---|
| amministrata | |||||
| Totale | 0,1 | 0,5 | 0,7 | 0,6 | 0,5 |
| Dati economici | Interessi attivi | Interessi passivi | Commissioni attive ed altri ricavi |
Commissioni passive ed altre spese |
|---|---|---|---|---|
| Totale | 0,1 | 0,8 | 0,1 | - |
Si provvede di seguito a fornire i dettagli (in migliaia di Euro) dei rapporti verso le imprese collegate:
| Dati patrimoniali | Crediti | Debiti | Garanzie e impegni | Raccolta amministrata |
Raccolta gestita |
|---|---|---|---|---|---|
| Totale | 4.670 | 3.713 | 1.021 | 169.165 | - |
241
| Dati economici | Interessi attivi | Interessi passivi | Commissioni attive ed altri ricavi |
Commissioni passive ed altre spese |
|---|---|---|---|---|
| Totale | - | 21 | 10.508 | - |
L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le imprese collegate, sul totale del Gruppo risulta essere pari (%):
| Dati patrimoniali | Crediti | Debiti | Garanzie e impegni | Raccolta | Raccolta gestita |
|---|---|---|---|---|---|
| amministrata | |||||
| Totale | - | - | - | 0,8 | - |
| Dati economici | Interessi attivi | Interessi passivi | Commissioni attive ed altri ricavi |
Commissioni passive ed altre spese |
|---|---|---|---|---|
| Totale | - | - | 2,0 | - |
Coerentemente con le politiche retributive approvate dall'Assemblea e nel rispetto delle disposizioni in materia di remunerazione e di incentivazione della Banca d'Italia si è proceduto alla definizione di un sistema retributivo variabile basato in parte su pagamenti in contanti e in parte attraverso l'assegnazione gratuita di azioni. Il sistema incentivante è correlato al raggiungimento di obiettivi di performance misurati al netto dei rischi ed alla sussistenza di un adeguato livello di patrimonializzazione e liquidità dell'Azienda.
Il sistema è volto a motivare e fidelizzare le persone che occupano posizioni chiave in azienda ed è destinato ai top manager rientranti nella categoria del Personale più rilevante. La quota del premio complessivo assegnata ai destinatari in azioni è, per l'anno 2024, pari o superiore al 50%, subordinatamente alla verifica del raggiungimento degli obiettivi fissati dal Consiglio di Amministrazione sentito il parere del Comitato Remunerazioni. Più in particolare, i piani di remunerazione riservati al Personale più rilevante del Gruppo che prevedono il pagamento di una parte del premio mediante l'assegnazione gratuita di azioni sono i seguenti:
Il numero di azioni è determinato sulla base della quotazione del titolo nel momento in cui il premio è assegnato.
Sono previsti meccanismi di correzione, durante il periodo di differimento, per effetto dei quali i premi maturati potranno ridursi ovvero azzerarsi.
In particolare, le singole quote differite già assegnate potranno non essere erogate o ridotte in presenza di determinate condizioni di utile, redditività corretta per il rischio, livelli patrimoniali e di liquidità non in linea. Il premio è altresì non erogato in caso di risoluzione del rapporto di lavoro o prestazioni professionali contrarie agli obblighi di buona fede e correttezza.
Ai fini della rappresentazione in bilancio, per tener conto delle condizioni di assegnazione delle varie quote di bonus è stata utilizzata la simulazione con il Metodo Monte Carlo che, sulla base di opportune ipotesi, ha consentito di definire un consistente numero di scenari alternativi nell'arco temporale considerato. In particolare, in ogni scenario la proiezione dei parametri che definiscono gli obiettivi di performance viene effettuata di anno in anno, a partire dall'ultimo valore di rendiconto, secondo un moto geometrico Browniano.
La metodologia di calcolo può essere schematizzata nelle seguenti fasi:
| Piano | quota di competenza dell'esercizio |
impatto a patrimonio | |
|---|---|---|---|
| Gruppo | - Sistema premiante 2024 - Sistemi premianti e altre forme di remunerazione variabile di breve e medio periodo relativi agli anni precedenti |
2.010,9 | 29.685,9 |
Nel Gruppo Credem operano due settori operativi, Banking e Wealth Management:
Questi due settori operativi aggregano i principali ambiti di business in cui operano le diverse società del Gruppo. In particolare:
I risultati economici degli "operating segments" sono determinati sulla base dei seguenti principali criteri:
Si fa preliminarmente riferimento a quanto ampiamente riportato nella relazione intermedia sulla gestione sui vari settori di attività e alle singole società del gruppo; ad integrazione si riportano di seguito alcune brevi note di commento.
Il Commercial Banking evidenzia una dinamica molto favorevole del margine finanziario generata all'andamento della forbice da clientela.
In leggero calo l'andamento delle commissioni così come quello della componente legata alla negoziazione; positivo anche il contributo delle altre componenti di ricavo legate ai servizi.
| GIUGNO 2024 | Commercial Banking |
Private Banking |
Parabancario, Consumer Credit, IT Technology |
BANKING | Asset Management |
Insurance | Wealth Management |
Elisioni, rettifiche e riclassifiche |
Consolidato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| IMPIEGHI A CLIENTELA | 33.880 | 643 | 7.371 | 41.894 | -6.717 | 35.178 | |||
| Raccolta ASSICURATIVA | 8.801 | 8.801 | 8.801 | ||||||
| Raccolta DIRETTA BANCARIA | 31.118 | 7.269 | 146 | 38.533 | -273 | 38.261 | |||
| TOTALE RACCOLTA DIRETTA CLIENTELA | 31.118 | 7.269 | 146 | 38.533 | 8.801 | 8.801 | -273 | 47.061 | |
| Raccolta GESTITA | 19.745 | 21.816 | 41.561 | 14.299 | 14.299 | -23.133 | 32.727 | ||
| Raccolta AMMINISTRATA | 7.890 | 13.480 | 21.371 | -10 | 21.361 | ||||
| TOTALE RACCOLTA INDIRETTA CLIENTELA | 27.635 | 35.296 | 62.931 | 14.299 | - | 14.299 | -23.143 | 54.088 | |
| TOTALE RACCOLTA CLIENTELA | 58.754 | 42.565 | 146 | 101.465 | 14.299 | 8.801 | 23.100 | -23.416 | 101.149 |
| TOTAL BUSINESS CLIENTELA | 92.633 | 43.209 | 7.517 | 143.359 | 14.299 | 8.801 | 23.100 | -30.132 | 136.327 |
| DICEMBRE 2023 | Commercial Banking |
Private Banking |
Parabancario, Consumer Credit, IT Technology |
Banking | Asset Management |
Insurance | Wealth Management |
Elisioni, rettifiche e riclassifiche |
Consolidato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| IMPIEGHI A CLIENTELA | 34.364 | 737 | 7.275 | 42.376 | -6.661 | 35.715 | |||
| Raccolta ASSICURATIVA | 8.173 | 8.173 | 8.173 | ||||||
| Raccolta DIRETTA BANCARIA | 30.443 | 6.907 | 140 | 37.489 | -327 | 37.163 | |||
| TOTALE RACCOLTA DIRETTA CLIENTELA | 30.443 | 6.907 | 140 | 37.489 | 8.173 | 8.173 | -327 | 45.336 | |
| Raccolta GESTITA | 18.980 | 20.908 | 39.888 | 13.929 | 13.929 | -22.103 | 31.714 | ||
| Raccolta AMMINISTRATA | 7.197 | 12.288 | 19.485 | -10 | 19.475 | ||||
| TOTALE RACCOLTA INDIRETTA CLIENTELA | 26.177 | 33.196 | 59.373 | 13.929 | 13.929 | -22.113 | 51.189 | ||
| TOTALE RACCOLTA CLIENTELA | 56.620 | 40.103 | 140 | 96.862 | 13.929 | 8.173 | 22.102 | -22.440 | 96.525 |
| TOTAL BUSINESS CLIENTELA | 90.984 | 40.840 | 7.415 | 139.238 | 13.929 | 8.173 | 22.102 | -29.101 | 132.240 |
| GIUGNO 2024 | Commercial Banking |
Private Banking |
Parabancario, Consumer Credit, IT Technology |
BANKING | Asset Management |
Insurance | Wealth Management |
Elisioni, rettifiche e riclassifiche |
Consolidato riclassificato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Margine finanziario | 447,4 | 45,0 | 64,4 | 556,8 | 8,3 | 4,0 | 12,4 | 1,0 | 570,2 |
| Margine servizi | 256,7 | 100,8 | 56,9 | 414,5 | 68,4 | 41,8 | 110,2 | -65,2 | 459,4 |
| Margine d'intermediazione | 704,2 | 145,9 | 121,3 | 971,3 | 76,8 | 45,8 | 122,5 | -64,2 | 1.029,7 |
| Spese personale | -226,2 | -45,6 | -26,4 | -298,1 | -8,7 | -1,6 | -10,3 | 6,6 | -301,8 |
| Spese amministrative | -113,0 | -36,7 | -23,0 | -172,7 | -9,3 | -3,1 | -12,4 | 42,3 | -142,8 |
| Costi operativi | -339,1 | -82,2 | -49,4 | -470,8 | -18,0 | -4,7 | -22,7 | 48,9 | -444,6 |
| Risultato lordo di gestione | 365,0 | 63,6 | 71,9 | 500,6 | 58,7 | 41,1 | 99,8 | -15,3 | 585,1 |
| Ammortamenti | -43,2 | -4,0 | -6,6 | -53,8 | -0,4 | -1,0 | -1,4 | 2,2 | -53,0 |
| Risultato operativo | 321,8 | 59,6 | 65,3 | 446,8 | 58,3 | 40,1 | 98,4 | -13,1 | 532,1 |
| Rettifiche nette su crediti | -5,1 | 0,1 | -4,4 | -9,4 | -9,4 | ||||
| Accantonamenti per rischi ed oneri | -0,2 | -2,0 | -0,3 | -2,5 | 0,2 | 0,2 | -2,3 | ||
| Proventi / oneri straordinari | -31,9 | -4,5 | 0,1 | -36,3 | -0,5 | -3,1 | -3,6 | -39,9 | |
| Utile prima delle imposte | 284,7 | 53,2 | 60,6 | 398,6 | 58,1 | 37,0 | 95,0 | -13,1 | 480,5 |
| Imposte sul reddito | -93,8 | -17,9 | -20,4 | -132,0 | -16,5 | -11,4 | -27,9 | 3,2 | -156,7 |
| Utile netto | 190,9 | 35,4 | 40,3 | 266,5 | 41,5 | 25,6 | 67,1 | -9,9 | 323,8 |
| GIUGNO 2023 | Commercial Banking |
Private Banking |
Parabancario, Consumer Credit, IT Technology |
Banking | Asset Management |
Insurance | Wealth Management |
Elisioni, rettifiche e riclassifiche |
Consolidato riclassificato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Margine finanziario | 401,6 | 39,4 | 52,5 | 493,5 | 4,5 | 3,5 | 8,0 | 2,8 | 504,3 |
| Margine servizi | 288,1 | 76,2 | 55,4 | 419,7 | 47,8 | 45,8 | 93,6 | -70,1 | 443,2 |
| Margine d'intermediazione | 689,7 | 115,6 | 107,9 | 913,2 | 52,2 | 49,3 | 101,6 | -67,3 | 947,5 |
| Spese personale | -218,9 | -39,5 | -23,8 | -282,2 | -8,1 | -1,7 | -9,9 | 6,7 | -285,4 |
| Spese amministrative | -106,3 | -34,1 | -19,9 | -160,2 | -8,7 | -3,3 | -11,9 | 44,5 | -127,7 |
| Costi operativi | -325,2 | -73,5 | -43,7 | -442,4 | -16,8 | -5,0 | -21,8 | 51,1 | -413,1 |
| Risultato lordo di gestione | 364,5 | 42,0 | 64,2 | 470,8 | 35,5 | 44,3 | 79,8 | -16,2 | 534,4 |
| Ammortamenti | -43,3 | -3,5 | -5,3 | -52,1 | -0,5 | -0,9 | -1,4 | 1,9 | -51,5 |
| Risultato operativo | 321,2 | 38,6 | 59,0 | 418,8 | 35,0 | 43,4 | 78,4 | -14,3 | 482,9 |
| Rettifiche nette su crediti | 1,1 | -0,5 | -5,6 | -4,9 | -4,9 | ||||
| Accantonamenti per rischi ed oneri | -8,8 | -0,3 | -0,2 | -9,4 | -0,1 | -0,1 | -9,4 | ||
| Proventi / oneri straordinari | -27,4 | -0,9 | 0,1 | -28,2 | 0,1 | 0,1 | -28,2 | ||
| Utile prima delle imposte | 286,1 | 36,8 | 53,3 | 376,3 | 34,9 | 43,5 | 78,4 | -14,3 | 440,3 |
| Imposte sul reddito | -94,0 | -12,1 | -17,5 | -123,6 | -9,5 | -12,6 | -22,1 | 4,1 | -141,6 |
| Utile netto | 192,1 | 24,7 | 35,8 | 252,6 | 25,5 | 30,8 | 56,3 | -10,3 | 298,7 |
Voce 30 Margine d'interesse
Voce 70 Dividendi e proventi simili (per la sola quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale nelle attività finanziarie classificate in HTCs e HTC))
Voce 250 Utile/perdita delle partecipazioni escluso gli utile/perdite derivanti da cessioni/valutazioni
Margine d'interesse Credemvita
Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
Risultato operativo
Voce 130 Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi)
Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria - sbilancio sopravvenienze)
La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio e dalla nota integrativa
| Stato Patrimoniale riclassificato | |
|---|---|
| Conto economico riclassificato | |
| Elenco delle partecipazioni |
| variazioni 06/24-12/23 | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| 30/06/2024 | 31/12/2023 | assolute | % | ||
| Cassa e disponibilità liquide | 4.027,9 | 6.326,6 | -2.298,7 | -36,3 | |
| Crediti verso clientela | 42.094,2 | 42.863,9 | -769,7 | -1,8 | |
| Crediti verso banche | 1.711,8 | 1.601,2 | 110,6 | 6,9 | |
| Altre attività finanziarie | 15.133,0 | 14.511,6 | 621,4 | 4,3 | |
| Partecipazioni | 56,4 | 55,0 | 1,4 | 2,5 | |
| Attività materiali ed immateriali | 926,2 | 937,8 | -11,6 | -1,2 | |
| Altre attività | 1.608,0 | 1.721,5 | -113,5 | -6,6 | |
| Totale attivo | 65.557,5 | 68.017,6 | -2.460,1 | -3,6 | |
| Debiti verso clientela | 38.907,3 | 42.409,4 | -3.502,1 | -8,3 | |
| Titoli in circolazione (compreso passività subordinate) | 8.940,1 | 8.466,6 | 473,5 | 5,6 | |
| Riserve tecniche | 4.629,8 | 4.288,0 | 341,8 | 8,0 | |
| subtotale | 52.477,2 | 55.164,0 | -2.686,8 | -4,9 | |
| Debiti verso banche | 5.582,4 | 5.786,3 | -203,9 | -3,5 | |
| Altre passività finanziarie | 701,8 | 938,4 | -236,6 | -25,2 | |
| Fondi rischi specifici | 216,4 | 272,3 | -55,9 | -20,5 | |
| Altre passività | 2.600,6 | 1.986,1 | 614,5 | 30,9 | |
| Totale passività | 61.578,4 | 64.147,1 | -2.568,7 | -4,0 | |
| Capitale sociale | 341,3 | 341,3 | - | - | |
| Azioni proprie | -4,0 | -6,7 | 2,7 | -40,5 | |
| Riserve | 3.318,0 | 2.973,8 | 344,2 | 11,6 | |
| Utile d'esercizio | 323,8 | 562,1 | -238,3 | -42,4 | |
| Patrimonio netto | 3.979,1 | 3.870,5 | 108,6 | 2,8 | |
| Totale passivo | 65.557,5 | 68.017,6 | -2.460,1 | - -3,6 |
|
Tale riclassifica è stata effettuata considerando i dati desumibili direttamente dagli schemi di bilancio.
| 1° trim | 2° trim. | 06/24 | 06/23 | Var% | 2° trim.23 | 12/23 | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| margine d'interesse | 285,6 | 284,7 | 570,3 | 504,3 | 13,1 | 269,5 | 1.091,3 |
| margine servizi () () () (**) | 239,7 | 219,7 | 459,4 | 443,3 | 3,6 | 206,0 | 817,8 |
| margine d'intermediazione | 525,3 | 504,4 | 1.029,7 | 947,6 | 8,7 | 475,5 | 1.909,1 |
| spese del personale | (151,6) | (150,2) | (301,8) | (285,5) | 5,8 | (141,9) | (579,1) |
| spese amministrative () (*) | (69,8) | (73,0) | (142,8) | (127,7) | 11,8 | (64,5) | (253,0) |
| costi operativi (*) | (221,4) | (223,2) | (444,6) | (413,2) | 7,6 | (206,4) | (832,1) |
| risultato lordo di gestione | 303,9 | 281,2 | 585,1 | 534,4 | 9,5 | 269,1 | 1.077,0 |
| ammortamenti | (26,1) | (26,9) | (53,0) | (51,5) | 2,9 | (26,6) | (104,9) |
| risultato operativo | 277,8 | 254,3 | 532,1 | 482,9 | 10,2 | 242,5 | 972,1 |
| accantonamenti per rischi ed oneri (***) |
(3,5) | 1,2 | (2,3) | (9,4) | (75,5) | (8,1) | (30,2) |
| oneri/proventi straordinari (***) | (32,8) | (7,1) | (39,9) | (28,3) | 40,9 | 7,4 | (65,3) |
| rettifiche nette su crediti e operazioni finanziarie (*) (**) |
(2,6) | (6,8) | (9,4) | (4,9) | 92,5 | (0,7) | (51,6) |
| UTILE ANTE IMPOSTE | 238,9 | 241,6 | 480,5 | 440,3 | 9,1 | 241,1 | 825,0 |
| imposte sul reddito | (78,0) | (78,7) | (156,7) | (141,6) | 10,7 | (77,2) | (263,0) |
| UTILE NETTO | 160,9 | 162,9 | 323,8 | 298,7 | 8,4 | 163,9 | 562,0 |
| UTILE PER AZIONE | 0,95 | 0,88 | 7,95 | 1,65 | |||
| UTILE DILUITO PER AZIONE | 0,95 | 0,88 | 7,95 | 1,65 |
La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio e dalla nota integrativa
(*) le spese ed il margine servizi sono stati nettati della componente di imposte indirette e tasse recuperate alla clientela (66,3 milioni di euro a giugno 2024; 64,7 milioni di euro a giugno 2023, 126,0 milioni di euro a fine 2023);
(**) sono stati stornati da spese contributi ai fondi nazionali per 33,0 milioni di euro a giugno 2024 (19,6 milioni a giugno 2023, 51,5 milioni a dicembre 2023);
(***) la componente di contributo al Fondo di Risoluzione (0 milioni a giugno 2024, 5,6 milioni di euro a giugno 2023, 5,6 milioni di euro a dicembre 2023) accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri è ricondotta tra gli oneri straordinari (quota potenzialmente recuperabile e iscritta nelle attività tra i "depositi cauzionali"); a giugno 2024 la stima del contributo al Fondo di garanzia assicurativo dei rami Vita, istituito dalla Legge di Bilancio 2023, ammonta a 4,3 milioni di euro, accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri, ed è stata ricondotta tra gli oneri straordinari;
(****) le rettifiche/riprese di valore su crediti inerenti le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato riferite a titoli (0,9 milioni di euro a giugno 2024; 1,1 milioni di euro a giugno 2023, -2,0 milioni di euro a dicembre 2023) e quelle inerenti le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (-0,4 milioni di euro a giugno 2024; -0,8 milioni di euro a giugno 2023, -2,7 milioni di euro a dicembre 2023) sono ricondotte al margine servizi
(*****) il risultato derivante dalla cessione di crediti npl è riclassificato a rettifiche nette su crediti e operazioni finanziarie (1,6 milioni di euro a giugno 2024; 1,4 milioni di euro a giugno 2023, 4,4 milioni di euro a dicembre 2023).
Voce 30 Margine d'interesse
Voce 70 Dividendi e proventi simili (per la sola quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale nelle attività finanziarie classificate in HTCs e HTC))
Voce 250 Utile/perdita delle partecipazioni escluso gli utile/perdite derivanti da cessioni/valutazioni
Margine d'interesse Credemvita
Voce 60 Commissioni nette
Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
Risultato operativo
Voce 130 Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi)
| % sul | Equity | Valore | ||
|---|---|---|---|---|
| Sede | capitale sociale | ratio | di bilancio | |
| Credemassicurazioni spa | Reggio Emilia | 50,000 | 50,00 | 53.970 |
| Andxor srl | Cinisello Balsamo | 40,000 | 40,00 | 1.459 |
| SBC Fintech Milan 2224 | Milano | 35,020 | 35,02 | 174 |
| Flairbit | Genova | 10,000 | 10,00 | 499 |
| Mynet srl | Udine | 8,73 | 8,73 | 271 |

Deloitte & Touche S.p.A. Piazza Malpighi, 4/2 40123 Bologna Italia
Tel: +39 051 65811 Fax: +39 051 230874 www.deloitte.it
Agli Azionisti di Credito Emiliano S.p.A.
Abbiamo svolto la revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato, costituito dallo stato patrimoniale consolidato, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività consolidata complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato e dalle relative note illustrative di Credito Emiliano S.p.A. e controllate (Gruppo Credem) al 30 giugno 2024. Gli Amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) adottato dall'Unione Europea. E' nostra la responsabilità di esprimere una conclusione sul bilancio consolidato semestrale abbreviato sulla base della revisione contabile limitata svolta.
Il nostro lavoro è stato svolto secondo i criteri per la revisione contabile limitata raccomandati dalla Consob con Delibera n. 10867 del 31 luglio 1997. La revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato consiste nell'effettuare colloqui, prevalentemente con il personale della società responsabile degli aspetti finanziari e contabili, analisi di bilancio ed altre procedure di revisione contabile limitata. La portata di una revisione contabile limitata è sostanzialmente inferiore rispetto a quella di una revisione contabile completa svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) e, conseguentemente, non ci consente di avere la sicurezza di essere venuti a conoscenza di tutti i fatti significativi che potrebbero essere identificati con lo svolgimento di una revisione contabile completa. Pertanto, non esprimiamo un giudizio sul bilancio consolidato semestrale abbreviato.
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Il nome Deloitte si riferisce a una o più delle seguenti entità: Deloitte Touche Tohmatsu Limited, una società inglese a responsabilità limitata ("DTTL"), le member firm aderenti al suo network e le entità a esse correlate. DTTL e ciascuna delle sue member firm sono entità giuridicamente separate e indipendenti tra loro. DTTL (denominata anche "Deloitte Global") non fornisce servizi ai clienti. Si invita a leggere l'informativa completa relativa alla descrizione della struttura legale di Deloitte Touche Tohmatsu Limited e delle sue member firm all'indirizzo www.deloitte.com/about.
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Sulla base della revisione contabile limitata svolta, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Credem al 30 giugno 2024 non sia stato redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) adottato dall'Unione Europea.
DELOITTE & TOUCHE S.p.A.
Marco Benini Socio
Bologna, 6 agosto 2024
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