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Credito Emiliano

Annual Report Apr 2, 2024

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Annual Report

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BILANCIO 2023

Arman (Nizza 1928 – New York 2005), Violino scomposto, litografia su carta, particolare, collezione d'arte Credem

BILANCIO 2023

Credito Emiliano Spa Gruppo Bancario Credito Emiliano - Credem 3032 - Società per Azioni

Sede Sociale e Direzione:

Via Emilia San Pietro n. 4 - 42100 Reggio Emilia Capitale interamente versato 341.320.065 Euro Codice Fiscale 01806740153 - Partita IVA 02823390352 Codice ABI 03032 Banca iscritta all'albo delle banche al n.5350 Banca iscritta all'albo dei Gruppi bancari al n.03032 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Tel.0522 5821 - Telefax 0522 433969 - Telex BACDIR 530658 – Switf Code BACRIT22 Sito Internet: www.credem.it

INDICE

Cariche Sociali
7

BILANCIO CONSOLIDATO

Relazione sulla Gestione 11
Bilancio consolidato al 31/12/2023 77
Nota integrativa 91
Allegati al bilancio 421
Attestazione del Presidente e del Dirigente Preposto 433
Relazione della Società di Revisione 437

BILANCIO INDIVIDUALE

Direzione territoriale 455
Relazione sulla Gestione 467
Bilancio al 31/12/2023 501
Nota integrativa 515
Allegati al bilancio 741
Bilanci delle società controllate 751
Attestazione del Presidente e del Dirigente Preposto 811
Relazione della Società di Revisione 815
Relazione del Collegio Sindacale 827

CARICHE SOCIALI

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Lucio Igino Zanon di Valgiurata
Vice Presidenti Enrico Corradi(*) Luigi Maramotti
Consiglieri Paola Agnese Bongini()
Mariaelena Fontanesi
Alessandro Merli(
)
Edoardo Prezioso(*)
Giovanni Viani
Giorgia Fontanesi()
Elisabetta Gualandri(
)
Ernestina Morstofolini(
)
Anna Chiara Svelto(**)
(*) Membri del Comitato Esecutivo
(**) Amministratori indipendenti ex art.148, comma 3, D.Lgs. n.58/1998 (TUF)
COLLEGIO SINDACALE
Presidente Anna Maria Allievi
Sindaci effettivi Giulio Morandi Maria Paglia
Sindaci supplenti Maurizio Bergomi Stefano Fiorini
DIREZIONE CENTRALE
Direttore Generale Angelo Campani
Condirettori Generali Stefano Morellini Stefano Pilastri
Vice Direttore Generale Giuliano Cassinadri
Direttori Centrali Paolo Magnani
Francesco Reggiani
Condirettore Centrale Maurizio Giglioli
Vice Direttori Centrali Roberto Catellani
Alessandro Cucchi
Ettore Corsi
DIRIGENTE
PREPOSTO
alla
redazione
dei
documenti contabili societari
SOCIETA' DI REVISIONE
Paolo Tommasini

Deloitte & Tousche S.p.A.

BILANCIO CONSOLIDATO 2023

Mario Schifano (Homs 1934 - Roma 1998), O Sole mio, serigrafia su carta, particolare, collezione d'arte Credem

RELAZIONE SULLA GESTIONE

AREA DI CONSOLIDAMENTO

Note:

le percentuali esprimono i diritti di voto esercitabili direttamente e indirettamente le partecipazioni in chiaro sono valutate con il metodo del patrimonio netto

Signori Azionisti,

dedichiamo una breve sintesi introduttiva alle principali evidenze del 2023.

1. EXECUTIVE SUMMARY

  • I risultati del 2023 sono per il Gruppo di particolare rilievo: si registra un utile netto di 562,1 milioni di euro, con una redditività di periodo, espressa in termini di ROE, del 16,3%.
  • L'articolazione del Gruppo, in una federation of business*, ha consentito uno sviluppo organico delle diverse fonti di ricavo.

  • Il banking commerciale, guidato prevalentemente dall'espansione dei volumi e dall'ottima gestione della dinamica dei tassi, preservando un profilo di rischio contenuto, apporta 346,3 milioni di euro al Gruppo.
  • Il Private Banking, con Credem Euromobiliare Private Banking include la contribuzione del ramo private solo a decorrere dal 18 febbraio 2023, quando si è perfezionato il conferimento del ramo Private di Credem in Credem Euromobiliare Private Banking e consuntiva un risultato di 60,8 milioni di euro.
  • Il parabancario e il consumer credit hanno seguito la performance della banca commerciale, beneficiando della dinamica dei tassi di interesse e dello sviluppo dei volumi, e registrano una contribuzione rilevante con 69,7 milioni di euro di utile.
  • L'universo Wealth Management, include tutte le fabbriche del wealth e raggiunge un risultato di 106,1 milioni di euro.
  • Il Gruppo ha sostenuto l'evoluzione continua dell'attività delle società specializzate nella gestione del risparmio, nella protezione assicurativa, nei finanziamenti ai privati ed alle imprese e nei servizi tecnologici, con focalizzazione costante su innovazione, sostenibilità e investimenti sulle persone.
  • Il Gruppo nel suo complesso ha evidenziato una progressione dei volumi di raccolta e di impiego superiore al Sistema (rispettivamente +2,3% e +3,6%, verso un Sistema che, secondo i dati ABI Montly Outlook di gennaio 2024, ha registrato contrazioni nell'ordine del -1,5% per la raccolta e del -3,9% per gli impieghi).
  • La capacità di generare capitale organicamente ha permesso di raggiungere un CET1 ratio (perimetro di Vigilanza) del 14,2% (15,5% a livello di Gruppo Bancario).

(*) Come meglio rappresentato nella Parte L- Informativo di Settore della nota integrativa dove si forniscono informazioni relativamente all'andamento degli ambiti di business.

2. SCENARIO MACROECONOMICO*

Nel 2023, l'attività economica mondiale si è nel complesso indebolita, con alcune eccezioni. Negli Stati Uniti il PIL ha conosciuto una crescita del 3,1%, superiore alle attese, grazie alla dinamica dei consumi privati, degli investimenti aziendali, della spesa pubblica (sia statale che locale) e delle esportazioni nette e scorte di magazzino. Il PIL cinese è salito del 5,2% rispetto al 2022, segnando uno dei livelli più bassi di crescita degli ultimi trent'anni (escluso il periodo Covid). Tra i fattori di freno all'economia cinese si rintracciano la crisi immobiliare, una disoccupazione giovanile record e il rallentamento globale. Secondo Eurostat, nel quarto trimestre del 2023, il PIL dell'Eurozona è rimasto stabile, registrando una crescita zero rispetto al trimestre precedente. La dinamica del PIL per l'intero 2023 dell'Eurozona e dei ventisette Paesi dell'Ue è stata dello 0,5%. In Europa, il risultato migliore è riconducibile all'economia spagnola che ha chiuso il 2023 con un sviluppo del PIL su base annua del +2,5%. In Francia il PIL è cresciuto dello 0,9%, mentre il PIL tedesco, nel quarto trimestre 2023, è sceso dello 0,3% rispetto al trimestre precedente.

Nel 2023, il PIL italiano è aumentato dello 0,7%, rispetto al +3,7% del 2022. Nel quarto trimestre del 2023, si stima che il PIL sia aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% in termini tendenziali. La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell'agricoltura, silvicoltura e pesca e di un aumento sia nell'industria, che nei servizi. Dal lato della domanda, si stima un contributo negativo della componente nazionale e un apporto positivo della componente estera netta. In media, nel 2023, i prezzi al consumo hanno registrato una crescita del 5,7% (+8,1% nel 2022). Il rallentamento su base tendenziale dell'inflazione è dovuto per lo più alla dinamica dei prezzi dei beni energetici regolamentati e degli alimentari lavorati.

Passando alla politica monetaria, ricordiamo che il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE):

  • Ha aumentato i tassi ufficiali di 50 punti base sia nella riunione di febbraio 2023, sia in quella di marzo 2023, portando al 3,0% il tasso di riferimento. Il Consiglio ha annunciato la riduzione del portafoglio del programma di acquisto di attività finanziarie (APP).
  • Il 4 maggio 2023, ha aumentato i tassi ufficiali di 25 punti base, così come a giugno 2023, portando quindi il tasso sui depositi delle banche presso l'Eurosistema al 3,5%. È stato ribadito che le decisioni sui tassi sarebbero state prese, volta per volta, in base ai dati e con l'obiettivo di riportare l'inflazione di medio termine al 2%. Il Consiglio aveva inoltre confermato la fine, a partire da luglio 2023, dei reinvestimenti nell'ambito del programma di acquisto di attività finanziarie, nonché il pieno reinvestimento, con flessibilità, del capitale rimborsato sui titoli in scadenza nell'ambito del programma di acquisto per l'emergenza pandemica (PEPP), sino alla fine del 2024.
  • In luglio e settembre 2023, ha aumentato di complessivi 50 punti base i tassi di interesse ufficiali, portando quindi il tasso sui depositi detenuti dalle banche presso l'Eurosistema al 4,0%.
  • Nell'incontro di dicembre 2023, ha deciso di mantenere invariati i tassi di riferimento e di avanzare nella normalizzazione del bilancio dell'Eurosistema. Ha comunicato l'intenzione di continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto per l'emergenza pandemica (PEPP) nella prima parte del 2024. Nella seconda parte del 2024, il Consiglio intende ridurre il portafoglio del PEPP di 7,5 miliardi di euro al mese, in media, e terminare i reinvestimenti nell'ambito di tale programma alla fine del 2024.

Relativamente ai mercati finanziari:

  • Nel mese di marzo del 2023, in Italia, così come negli altri principali mercati, le tensioni innescate dal dissesto di alcuni intermediari bancari negli Stati Uniti e in Svizzera hanno influenzato l'andamento dei prezzi delle attività finanziarie. I rendimenti dei titoli di Stato e le quotazioni azionarie, cresciuti nei primi due mesi del 2023, sono diminuiti bruscamente con i primi segnali di instabilità nel settore bancario internazionale; anche la volatilità è aumentata; lo spreadBTP/BUND si è mantenuto tra i 180 e i 190 punti base.
  • Nel secondo trimestre 2023, le condizioni nei mercati finanziari internazionali si sono normalizzate con l'esaurirsi delle tensioni indotte dai dissesti bancari sopra menzionati. Conseguentemente, anche le condizioni dei mercati finanziari italiani si sono normalizzate, nonostante l'indebolimento della fase congiunturale, l'incertezza sull'evoluzione dell'inflazione e l'orientamento restrittivo della politica monetaria della BCE. Si è ridotto il differenziale di

rendimento dei titoli di Stato italiani rispetto ai corrispondenti titoli pubblici tedeschi, anche per l'elevata domanda da parte degli investitori. Lo spread BTP/BUND ha chiuso il primo semestre a 167 punti base.

  • Nel terzo trimestre 2023, le condizioni nei mercati finanziari internazionali si sono inasprite. I rendimenti sui titoli pubblici sono aumentati nelle principali economie avanzate, in misura marcata negli Stati Uniti e sono scesi i corsi delle azioni. Dalla prima decade di luglio 2023, le quotazioni delle azioni in Italia e nell'area dell'euro sono complessivamente diminuite, risentendo dell'indebolimento dell'attività economica, delle prospettive del commercio internazionale e del permanere dei tassi di interesse ufficiali su livelli elevati più a lungo del previsto. Lo spreadBTP/BUND ha chiuso il trimestre a 190 punti base.
  • A partire da novembre 2023, il ridimensionamento delle attese di ulteriori rialzi dei tassi ufficiali nelle economie avanzate ha indotto un marcato miglioramento delle condizioni nei mercati finanziari. Sono scesi i rendimenti sui titoli pubblici e sono saliti i corsi azionari. Lo spread BTP/BUND ha chiuso l'anno nell'intorno di 160 punti base.

Dall'inizio di aprile 2023, le quotazioni azionarie sono nel complesso aumentate in Italia, beneficiando prima del dissiparsi dei timori sulle condizioni del settore creditizio negli Stati Uniti e in Svizzera e, successivamente, della pubblicazione di utili superiori alle attese, soprattutto nel comparto finanziario e in quello tecnologico. Il FTSE Italia All Shares ha chiuso il 2023 con un +26% rispetto a dicembre 2022.

(*) Le principali fonti del presente capitolo sono: Bollettino Economico n. 2, 3 e 4 – 2023, Bollettino Economico n. 1 – 2024, elaborati da Banca d'Italia; Comunicati stampa BCE (da sito Banca d'Italia); Rapporto di Previsione, Luglio 2023 e Dicembre 2023, Prometeia; siti internet: www.borsaitaliana.it; www.istat.it; www.ilsole24ore.it

3. CONTESTO REGOLAMENTARE E ANDAMENTO SISTEMA BANCARIO*

Nel corso dell'anno, il legislatore europeo e le Autorità di Vigilanza hanno continuato a lavorare sul quadro legislativo.

Relativamente alla Vigilanza Bancaria, ricordiamo:

  • Il 31 gennaio 2023, la Banca Centrale Europea e l'Autorità Bancaria Europea hanno lanciato lo stress test sulle banche europee vigilate. La prova di stress a livello di UE ha seguito un approccio bottom-up, con alcuni elementi di tipo top-down. Le banche hanno applicato i propri modelli per elaborare proiezioni sull'impatto degli scenari, nel rispetto di regole rigorose e con il vaglio approfondito delle Autorità competenti.
  • L'8 febbraio 2023, sono stati pubblicati gli esiti del processo di revisione e valutazione prudenziale (supervisory review and evaluation process, SREP) per il 2022. In base ai risultati di questo esercizio, gli enti significativi hanno mantenuto solide posizioni patrimoniali e di liquidità.
  • Il 21 aprile 2023, la BCE ha pubblicato la terza valutazione dei progressi compiuti dalle banche europee nella divulgazione dei rischi climatici e ambientali. Sebbene le banche abbiano aumentato le informazioni che pubblicano, la qualità delle informative è stata considerata ancora troppo bassa per soddisfare i prossimi standard di vigilanza. La BCE si aspetta che le banche continuino ad affrontare tali tematiche, migliorando la qualità delle informazioni fornite.
  • Il 23 maggio 2023, è stata resa disponibile la guida finale che chiarisce le pratiche di vigilanza della BCE per le valutazioni delle partecipazioni qualificate. La guida spiega in che modo le Autorità di Vigilanza valutano le richieste di acquisizione di partecipazioni qualificate nelle banche. L'obiettivo è quello di rendere più prevedibili le azioni di vigilanza.
  • Il 22 giugno 2023, è stata messa in consultazione una nuova versione della Guida ai modelli interni che esplicita come le banche dovrebbero procedere per includere nei loro modelli i rischi materiali legati al clima e all'ambiente. Fornisce inoltre chiarimenti per le banche che desiderano tornare all'approccio standardizzato per il calcolo delle proprie attività ponderate per il rischio. La Guida prevede inoltre delucidazioni in merito al rischio di credito di controparte, ovvero il rischio che la controparte di un'operazione possa essere inadempiente.
  • Il 28 luglio 2023, sono stati pubblicati i risultati della prova di stress 2023 i quali evidenziano la capacità del settore nel fronteggiare una grave recessione economica. In estrema sintesi, il coefficiente di Common Equity Tier 1 delle 98 banche partecipanti all'esercizio diminuirebbe in media di 4,8 punti percentuali, portandosi al 10,4%, se fosse esposto a tre anni di tensioni in condizioni macroeconomiche molto difficili.
  • Il 20 ottobre 2023, è stato pubblicato il report finale "Sound practices in counterparty credit risk governance and management", che segue una consultazione pubblica terminata a luglio 2023. Il report presenta i risultati della targeted review, effettuata nella seconda parte del 2022, in merito al governo e alla gestione del counterparty credit risk (CCR) da parte delle banche. Si evidenziano le sound practicesosservate così come gli elementi di miglioramento necessari.
  • Il 19 dicembre 2023, sono stati pubblicati i risultati del processo SREP per il 2023 nonché le priorità di vigilanza per il 2024-2026. Queste sono state ridefinite concentrando l'attenzione sulle prospettive di rischio a breve termine, sul rafforzamento della governance e della gestione dei rischi climatici e ambientali, nonché sul conseguimento di ulteriori progressi nella trasformazione digitale e nella resilienza operativa.

Nel corso del 2023, i legislatori europei (Commissione, Parlamento e Consiglio europeo) hanno approvato dei testi di modifica della Direttiva e del Regolamento sui requisiti di capitale (CRD6 e CRR3) che recepisce nella legislazione europea la finalizzazione di Basilea 3 (cosiddetta Basilea 4), che andrà applicata dal 2025. Il 24 maggio 2023, è stata presentata una proposta di Direttiva Omnibus che modifica le Direttive: UCITS (sui fondi comuni di investimento), MIFID II (sui servizi di investimento), IDD (sulla distribuzione in ambito assicurativo), AIFMD (sui fondi comuni alternativi), Solvency II (sul regime prudenziale del settore assicurativo). È stata, inoltre, presentata una proposta di modifica al Regolamento PRIIPs (che disciplina il KID, key information document), al fine di rendere le informazioni chiave che devono essere fornite per i prodotti d'investimento agli investitori più adatte all'evoluzione delle esigenze degli stessi (come per esempio l'utilizzo sui dispositivi digitali) e aumentarne la chiarezza giuridica. Il 28 giugno 2023, in Commissione Europea

è stata presentata la proposta normativa in tema di open finance e la proposta di Regolamento per la possibile introduzione dell'euro digitale. Quest'ultima descrive le motivazioni e gli obiettivi di una nuova forma di moneta disponibile al pubblico e contiene un ampio insieme di norme riguardanti, tra l'altro, la base legale, il ruolo dell'Eurosistema e degli intermediari, il trattamento dei dati personali degli utenti. In ottobre 2023, il trilogo ha raggiunto un accordo su una proposta di regolamento per l'introduzione di uno standard europeo per le obbligazioni green "EuGB" (EU Green Bonds). Le aziende che adotteranno tale denominazione saranno tenute a rispettare una serie di obblighi nella divulgazione di informazioni, tra cui ricordiamo l'utilizzo dei proventi del titolo.

Con il DL 104/2023, approvato all'inizio di agosto 2023, il Governo ha introdotto un'imposta straordinaria per l'anno 2023 a carico delle banche, la cui struttura è stata poi significativamente modificata nel corso dell'iter parlamentare. La versione definitiva del provvedimento (L. 136/2023) prevede che la base imponibile sia determinata in funzione della variazione dei margini di interesse e che l'aliquota sia pari al 40%; il prelievo non può comunque superare lo 0,26% del valore dell'attivo ponderato per il rischio relativo all'esercizio antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2023. La norma prevede, inoltre, che, in luogo del versamento, i singoli istituti di credito possono destinare a una riserva non distribuibile un importo pari a due volte e mezzo l'imposta dovuta.

In merito a tematiche più finanziarie, ricordiamo che Banca d'Italia, il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) e la Consob stanno lavorando all'attuazione in Italia del Regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività (Markets in Crypto-Assets Regulation, MiCAR).

Procedendo ad analizzare l'andamento del Sistema Bancario italiano, a dicembre 2023, i prestiti al settore privato, corretti sulla base della metodologia armonizzata concordata nell'ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), sono diminuiti del -2,8% (era +2,1% a dicembre 2022). In dettaglio, i prestiti alle imprese hanno evidenziato una flessione del -3,7% su base annua (evoluzione nulla a dicembre 2022). Vari fattori hanno contribuito alla caduta dei prestiti alle imprese: il rallentamento della congiuntura economica; il rapido aumento dei tassi di interesse; il ricorso a fonti alternative; l'inasprimento dei criteri di concessione. Relativamente al credito alle famiglie, sempre a dicembre 2023, lo sviluppo si è attestato a -1,3% su base annua (era +3,3% a dicembre 2022). Entrando nel dettaglio, i mutui hanno evidenziato una flessione del -0,5% su base annua. Le sfavorevoli prospettive del mercato immobiliare e il rialzo dei tassi di interesse, insieme ad un irrigidimento delle condizioni contratti dei prestiti, hanno scoraggiato la domanda di nuovi mutui. Il credito al consumo ha evidenziato una dinamica importante (+5,4% a dicembre 2023), in linea con l'aumento della spesa in beni durevoli delle famiglie. Gli altri prestiti alle famiglie hanno segnato un -6,5% su base annua. Relativamente alla rischiosità, a dicembre 2023, le sofferenze lorde si sono attestate a 29,8 miliardi di euro, (-1,2% su base annua). Le sofferenze al netto dei fondi rettificativi, sempre a dicembre 2023, sono risultate pari a 16,6 miliardi di euro (+16,6% su base annua).

Passando alla raccolta diretta interna delle banche italiane, la dinamica dei depositi del settore privato ha evidenziato una progressiva flessione: i depositi hanno segnato una contrazione del - 3,1% a dicembre 2023 (era -0,7% a dicembre 2022). I depositi alle famiglie (-3,7% a dicembre 2023) hanno risentito della minore formazione di risparmio e di una riallocazione progressiva verso altre forme di risparmio a maggior remunerazione. I depositi delle imprese hanno segnato un -0,6%, anche per il loro utilizzo nel finanziamento del ciclo produttivo. Entrando nel dettaglio delle forme tecniche, anche la liquidità a vista detenuta sui conti correnti ha registrato una flessione (segnando un -7,8% su base annua a dicembre 2023). Le forme di deposito a durata prestabilita hanno segnato un +25,7% su base annua, sostenuti dai rendimenti interessanti, mentre i depositi rimborsabili con preavviso hanno evidenziato una dinamica leggermente negativa (-1,2% a dicembre 2023). Il comparto obbligazionario ha raggiunto un +19,3% su base annua (era -1,5% a dicembre 2022). Nel contempo, a dicembre 2023, i titoli in deposito delle famiglie (al valore nominale) hanno evidenziato un forte sviluppo (+56,9% su base annua), interrompendo la flessione che ha caratterizzato gli anni scorsi e testimoniando il rinnovato interesse dei risparmiatori verso i titoli di Stato.

Relativamente al risparmio gestito, i fondi comuni aperti hanno realizzato deflussi pari a 20,5 miliardi di euro a dicembre 2023. Secondo dati forniti da Assogestioni, la raccolta netta è stata positiva solo per gli obbligazionari (+23,7 miliardi di euro, incidono per il 36% del patrimonio dei fondi aperti) e sostanzialmente nulla per gli azionari (che rappresentano il 33% del patrimonio). Hanno registrato deflussi i bilanciati (-17,0 miliardi di euro, incidono per il 12% del patrimonio dei

fondi aperti), i flessibili (-25,4 miliardi di euro, incidono per il 16% del patrimonio) e i monetari (-1,6 miliardi di euro, incidono per il 4% del patrimonio). Il patrimonio complessivo dei fondi aperti si è attestato, a dicembre 2023, a 1.124 miliardi di euro (a dicembre 2022 era 1.075 miliardi di euro), per il positivo effetto mercato. I fondi di diritto italiano hanno registrato una raccolta netta positiva per circa 5 miliardi di euro, mentre quelli di diritto estero hanno consuntivato deflussi per -26,0 miliardi di euro.

A dicembre 2023, in base ai dati di ANIA, la nuova produzione di polizze vita individuali raccolte in Italia è stata pari a 78,1 miliardi di euro, in flessione del -5,9% rispetto al 2022. I prodotti di ramo I hanno registrato un +12,4% (rappresentando il 78% della produzione), mentre i prodotti di ramo III hanno evidenziato una contrazione del -37,5% su base annua (sono il 21% della produzione). Relativamente ai canali distributivi delle polizze vita, si registra una flessione degli sportelli bancari e postali (pari al -1,2% su base annua, sviluppando il 68% del totale), delle reti (-15,1% su base annua, distribuendo il 13% dei flussi complessivi), così come broker e agenti. Solo il canale di vendita diretta delle compagnie ha segnato un +5,1%.

(*) Le principali fonti del presente capitolo sono: Banche e moneta: serie nazionali – 9 febbraio 2024, Banca d'Italia; Bollettino Economico n. 2, 3 e 4 – 2023 e n.1 - 2024, Banca d'Italia; Intervento di Ignazio Visco all'assemblea annuale dell'Associazione Bancaria Italiana (ABI) – 2023; Rapporto di Previsione, Dicembre 2023, Prometeia; siti internet: www.bankingsupervision.europa.eu; www.assogestioni.it; www.ania.it

4. PRINCIPALI EVENTI STRAORDINARI

Implicazioni del conflitto Ucraina (*)

Il conflitto russo-ucraino ha scatenato importanti ripercussioni anche oltre i confini nazionali con intensità e modulazioni spesso imprevedibili su aspetti socio-economici: è il caso dei mercati finanziari che hanno sofferto molto per tutto il 2022, per poi registrare una ripresa nel 2023, anche se permane un sottofondo di volatilità che rende ancora incerto lo scenario di riferimento.

La tensione che si è scatenata sui mercati energetici ha contribuito a sostenere un quadro inflattivo con effetti sia sulle famiglie che sulle imprese almeno per i maggiori costi dell'energia e che si è riflesso nelle politiche economiche restrittive delle Autorità di Vigilanza volte a calmierare la dinamica dei prezzi.

Se escludiamo gli impatti su operatori che avevano esposizioni dirette in Russia o Ucraina, sui bilanci delle banche, che pure hanno pagato la volatilità dei mercati, la crescita dei tassi di interesse è stata l'implicazione più evidente, determinando una crescita generalizzata del margine finanziario.

Il Gruppo Credem non evidenzia esposizioni rilevanti verso i paesi coinvolti nel conflitto, pertanto si confermano impatti legati all'andamento dei mercati finanziari che hanno determinato un modesto riflesso sui ricavi commissionali, mentre non ci sono stati riflessi sulla qualità dell'attivo. Sul tema in particolare, come già evidenziato nel corso del 2022, il Gruppo ha innalzato il presidio attraverso meccanismi di segmentazione della clientela e dei relativi livelli di rischiosità in relazione alla maggior esposizione nei settori direttamente più colpiti o più esposti a rischi geopolitici o impattati dall'incremento dei prezzi delle materie prime. Le ripercussioni dello scenario sulle principali grandezze economiche e patrimoniali sono revisionate trimestralmente per tener conto di eventuali deterioramenti o anomalie che, per il momento, non si sono manifestati, consentendo al Gruppo di mantenere un'ottima qualità dell'attivo.

Dal punto di vista operativo, a seguito degli sviluppi del quadro sanzionatorio, il Gruppo ha adottato un approccio restrittivo nei confronti dell'operatività che coinvolge Russia, Bielorussia e Ucraina, prevedendo: blocchi sulle transazioni e sull'acquisizione di nuovi clienti; restrizioni di tipo geografico, merceologico e finanziario con soglie di rilevanza stringenti. Sono state applicate le misure restrittive varate dalle Autorità: a decorrere dal 12 marzo 2022, in ottemperanza alla norma che prevede il divieto di prestare servizi di messaggistica finanziaria per scambiare dati con i soggetti listati e le loro controllate, ha disattivato la rete SWIFT verso alcune banche russe e bielorusse.

5. PRINCIPALI EVENTI GRUPPO CREDEM

Sono illustrati di seguito gli eventi principali che hanno interessato il Gruppo Credem nel corso del 2023:

Perimetro societario e aumenti di capitale

Il 18 febbraio 2023, a seguito dell'autorizzazione dell'Autorità di Vigilanza, si è perfezionato il conferimento di ramo d'azienda, attraverso cui il canale private banking di Credito Emiliano è confluito, in Credem Euromobiliare Private Banking, completando il percorso per la creazione della banca private del Gruppo Credem con l'obiettivo di rafforzare i canali e le strutture a supporto dei clienti private e aumentare il livello di specializzazione e di focalizzazione del servizio rivolto ai grandi patrimoni anche attraverso importanti investimenti in innovazione e tecnologia e il rafforzamento del posizionamento nell'ambito della consulenza. A seguito del conferimento del ramo d'azienda private da Credito Emiliano Spa, Credem Euromobiliare Private Banking ha aumentato il capitale sociale da 60.760.000 a 110.760.024 euro.

In data 28 aprile 2023, Credemtel è entrata nel capitale sociale della start up Mynet S.r.l., Società che offre una piattaforma digitale per l'ottimizzazione della comunicazione aziendale. L'operazione rientra nell'ambito del progetto di Corporate Venture Capital, in linea con l'impegno del Gruppo per l'investimento in nuove imprese, startup e fintech innovative. La quota partecipativa è successivamente salita all'8,73%, tramite ulteriore aumento di capitale perfezionatosi a novembre 2023. In quest'ottica è stato acquisto da Credemtel anche il 10% di Flairbit e, a novembre 2023, un'ulteriore acquisizione del 25% di Be-Solution Srl ha portato la quota partecipativa al 100%.

In data 7 luglio 2023, Avvera ha acquisito un ramo d'azienda di SplittyPay, startup italiana specializzata nel settore della dilazione dei pagamenti (definiti buy now pay later). L'operazione si inserisce nella strategia di crescita della Società in ambito di innovazione digitale e offerta multicanale per clienti attuali e potenziali per rispondere all'evoluzione delle esigenze dei risparmiatori.

In data 18 settembre 2023, il Consiglio di Amministrazione di Avvera ha deliberato un aumento di capitale di 20 milioni di euro. Il capitale sociale è passato da 38,2 milioni di euro a 58,2 milioni di euro. L'operazione si inserisce nell'ambito di un progressivo rafforzamento della Società, funzionale a supportarne la crescita nel rispetto delle esigenze patrimoniali conseguenti.

In data 14 giugno 2023, per supportare al meglio la crescita della compagnia assicurativa del Gruppo, il

Consiglio di Amministrazione di Credemvita ha deliberato un aumento di capitale di 100 milioni di euro. Il capitale sociale passerà dagli attuali 121,6 milioni di euro a 221,6 milioni di euro, consentendo di continuare a garantire gli elevati indici di solidità patrimoniale che caratterizzano il nostro Gruppo, anche a fronte di incrementi importanti dei volumi di raccolta.

Emissioni e Programma EMTN

In data 10 marzo 2023, è stato firmato il nuovo programma Euro Medium Term Note di Credito Emiliano S.p.A. e Credemholding S.p.A., che prevede la possibilità di emissione di strumenti finanziari di tipo senior unsecured preferred, non preferred e subordinati di tipologia Tier 2, destinabili sia ad investitori istituzionali, che ad investitori retail, per un ammontare massimo di 5 miliardi di euro. Le emissioni potranno essere anche nel formato ESG secondo il Green, Social and Sustainability Bond Frameworkdel Gruppo Credem.

In data 23 maggio 2023, Credem, ha lanciato la seconda emissione obbligazionaria green, il terzo strumento ESG da inizio 2022, destinata a investitori istituzionali, per un ammontare pari a 400 milioni di euro. L'operazione, che rientra nei progetti con impatto positivo ambientale, ha ottenuto grande favore da parte del mercato con una richiesta di quasi 6 volte l'offerta. Il Green Bond avrà una durata di 6 anni, con possibilità di rimborso anticipato al penultimo anno, cedola annuale 5,625%. L'emissione è stata collocata presso investitori istituzionali italiani ed esteri.

In data 18 settembre 2023, Credito Emiliano S.p.A. ha emesso una nuova obbligazione, destinata a investitori istituzionali e professionali, per un ammontare pari a 500 milioni di euro. L'emissione, nel formato senior preferred, andrà a supportare l'attività di sostenibilità sociale, prevede il pagamento di una cedola annuale del 4,875%, avrà una durata di 6,5 anni e possibilità di rimborso anticipato dopo 5,5 anni, al fine di massimizzare l'efficienza dal punto di vista regolamentare.

Congiuntamente all'emissione, Credem ha lanciato un'offerta per il riacquisto parziale, fino ad un ammontare massimo di 200 milioni di euro a valere sul prestito obbligazionario Senior Non Preferredemesso nel 2019, a testimonianza del solido profilo di liquidità del Gruppo.

Il 25 settembre 2023, alla scadenza, l'Importo finale di adesione è stato pari a 162,0 milioni di euro.

In data 21 settembre 2023, con l'obiettivo di diversificare ulteriormente le proprie fonti di raccolta e sostenere la crescita degli impieghi, Credem Emiliano S.p.A. ha annunciato la finalizzazione di un programma per l'emissione di Cambiali Finanziarie (Multi-Currency Commercial Paper Programme). I titoli emessi, in forma dematerializzata e accentrati presso Monte Titoli S.p.A., per un ammontare fino a 1 miliardo di euro, con scadenza fino a 12 mesi, saranno destinati esclusivamente ad investitori qualificati: in data 22 gennaio 2024, è stato confermato il collocamento, con successo, dei primi 200 milioni di euro di cambiali finanziarie. A novembre 2023, è stato aggiornato il programma Covered Bond, in linea con il nuovo quadro normativo di riferimento. Nell'ambito di questo programma, in data 11 gennaio 2024, Credem ha completato con successo l'emissione del nuovo Social European Covered Bond Premium per 500 milioni di euro. L'obbligazione, che ha avuto un forte riscontro dagli investitori, avrà una durata di 5,25 anni, con una cedola del 3,25%. Il Gruppo, con questa emissione di taglio Social, conferma la sua strategia volta a coniugare sostenibilità e crescita per favorire lo sviluppo del Paese.

Iniziative a sostegno collettività

L'istituto, nel 2023, ha sostenuto circa 40 progetti in tutto il territorio nazionale a supporto delle comunità locali ed in ambito sociale e culturale:

  • o a favore delle zone colpite da maltempo nei mesi scorsi (Emilia Romagna, Marche e Toscana) sono state attivate una serie di iniziative tra cui finanziamenti per affrontare le spese di famiglie e imprese, moratorie su mutui, leasing e prestiti personali;
  • o continua il sostegno ai progetti "Spazi Mamme" e "Crescere insieme" per prevenire il fenomeno della povertà educativa e contribuire alla riduzione delle diseguaglianze sin dalla prima infanzia in collaborazione con Save The Children e Fondazione Reggio Children;
  • o è stata finanziata la distribuzione di 750 tonnellate di alimenti pari a 1,5 milioni di pasti e una parte dei costi essenziali di Banco Alimentare;
  • o sono state consolidate le attività di volontariato d'impresa con 7.000 ore retribuite svolte dalle persone del Gruppo nel 2023;
  • o continua la collaborazione con Treedom con la piantumazione di 1.080 nuovi alberi nel 2023 e una riduzione di emissioni di 323 tonnellate di anidride carbonica;
  • o nell'ambito della riapertura della Civica Pinacoteca il Guercino di Cento (FE), l'Istituto ha collaborato attivamente attraverso il prestito di diverse opere d'arte;
  • o prosegue l'attività dell'Osservatorio Opinion Leader 4 Future, il progetto sull'informazione consapevole che ha l'obiettivo di accrescere il grado di conoscenza delle persone sui temi rilevanti della vita, nato dalla collaborazione tra il Gruppo Credem e l'Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (ALMED) dell'Università Cattolica come rafforzamento e consolidamento dell'iniziativa avviata nel 2020.
  • Eurovita

In data 30 giugno 2023, è stato raggiunto un accordo per il salvataggio della compagnia assicurativa Eurovita, commissariata dall'Autorità di Vigilanza ad inizio 2023. L'intesa tra circa 25 banche distributrici delle polizze (tra cui quelle del Gruppo Credem), le cinque primarie compagnie assicurative italiane (Allianz Italia, Intesa Sanpaolo Vita, Generali Italia, Poste Vita e Unipol SAI) ed alcuni dei principali istituti bancari italiani, su un'operazione di mercato, è finalizzata alla tutela dei sottoscrittori delle polizze di Eurovita. In questo quadro, è previsto che l'intero portafoglio assicurativo delle banche distributrici sia rilevato, a regime, dai cinque gruppi assicurativi che diventeranno pertanto le nuove compagnie di riferimento dei possessori delle polizze. Il progetto ha previsto, inoltre, quale passaggio tecnico intermedio, l'iniziale trasferimento delle polizze ad una società assicurativa di nuova costituzione, partecipata dalle cinque compagnie assicurative sopra citate. Con Provvedimento IVASS n. 0238230 del 17 ottobre 2023 la società Cronos Vita Assicurazioni S.p.A. è stata autorizzata da IVASS all'esercizio dell'attività assicurativa. In data 30 ottobre 2023 con Provvedimento n. 0249570 IVASS è stata autorizzata la cessione a Cronos del compendio aziendale di Eurovita ed approvato il relativo Accordo di Cessione.

A seguito della realizzazione di quanto sopra, dal 1° novembre, infatti, è pienamente operativa la nuova Compagnia Cronos Vita Assicurazioni S.p.A.

Esito attività ispettive e rapporti con Autorità di Vigilanza

In data 19 giugno 2023, è stata avviata un'attività ispettiva di BCE sui processi di governo del rischio IT, in particolare sugli aspetti riguardanti la gestione delle terze parti e l'esercizio delle attività di IT Operation. L'ispezione, in un contesto di assenza di rischi sostanziali, ha evidenziato alcuni aspetti di miglioramento la cui attività di risoluzione è già avviata.

In data 28 luglio 2023, sono stati pubblicati i risultati del periodico esercizio di stress test condotto congiuntamente dall'Autorità Bancaria Europea (EBA) e dalla Banca Centrale Europea (BCE) sui maggiori gruppi bancari dell'Unione Europea e su 41 banche sottoposte alla diretta supervisione di BCE (per l'Italia: oltre a Credito Emiliano, anche Popolare di Sondrio, Fineco e Mediolanum). L'esercizio ha mostrato una generale resilienza delle banche in uno scenario avverso che combina una grave recessione dell'UE e globale, tassi di interesse in aumento e spread di credito più elevati. Per quanto riguarda Credem, anche nello scenario avverso, il Common Equity Tier 1 fully loaded rimane ampiamente superiore ai limiti regolamentari, con una riduzione inferiore a -300 bps nello scenario stressato, collocandosi tra i migliori istituti creditizi europei, sia tra quelli rientranti nel campione BCE, dove Credem è risultato tra le migliori 5 banche europee, che tra quelli del perimetro EBA.

In data 1 dicembre 2023, la Banca Centrale Europea (BCE) ha confermato anche per il 2024, il requisito di Pillar 2 (P2R) di Credem all'1,00%, il più basso in assoluto in Italia ed in Europa tra le principali banche vigilate direttamente, che ne hanno dato comunicazione. Il requisito di Pillar 2 deriva dall'analisi annuale svolta dalla BCE (SREP - Supervisory review and evaluation process), che ha così ribadito la solidità del business model e dei presidi di gestione dei rischi di Credito Emiliano. Conseguentemente, i requisiti patrimoniali complessivi, si attestano a 7,60%, 9,29% e 11,54% rispettivamente per quanto riguarda il CET 1 ratio, il Tier 1 ratio e il Tier total.

In data 13 dicembre 2023, L'Autorità Bancaria Europea ha pubblicato il pacchetto informativo del "EU-wide Transparency Exercise" 2023, con riferimento ai dati trimestrali FINREP e COREP da settembre 2022 a giugno 2023. Tale esercizio ha coinvolto, insieme con altre istituzioni finanziarie europee, anche il Gruppo Bancario Credito Emiliano, consolidato a livello di Credito Emiliano Holding SpA.

Rating

Il 16 ottobre 2023, Fitch Ratings ha confermato il Long-Term Issuer Default Rating (IDR) di Credito Emiliano S.p.A. a 'BBB', con Outlook stabile, e il Viability Rating (VR) a 'bbb'. I rating di Credem riflettono principalmente la qualità dell'attivo superiore alla media e il modello di business diversificato, quest'ultimo considerato da Fitch un chiaro vantaggio strategico e competitivo in Italia. Inoltre, l'agenzia di rating sottolinea la capacità della Banca di monitorare attentamente i rischi e di adattarsi rapidamente alle sfide emergenti.

Il 22 novembre 2023, Moody's Investors Services, a seguito della revisione dell'Outlook sul rating del debito assegnato al Governo italiano (Baa3), da "Negativo" a "Stabile", e del miglioramento del profilo macroeconomico dell'Italia, ha effettuato un'azione di rating su diversi istituti finanziari italiani. L'agenzia ha confermato tutti i rating di Credem e migliorato sia l'Outlook sul debito senior di lungo termine, da "Negativo" a "Stabile", sia l'Outlook sui depositi di lungo termine che passa da "Negativo" a "Positivo".

Quote di mercato: in considerazione dei tempi di approvazione della presente relazione, vengono utilizzati gli ultimi dati di sistema disponibili per "Crediti e raccolta diretta a clientela" e "Raccolta complessiva". Per quanto attiene la raccolta diretta "core", viene utilizzato il dato dei "depositi" (aggiornato alla data di riferimento), stante le diverse tempistiche dei flussi di ritorno delle obbligazioni e pronti contro termine ripartiti per controparte.

6. PRINCIPALI EVENTI AREE DI PROGETTUALITA'

Per l'intero 2023, l'attività progettuale, di ricerca e sviluppo organizzativo e tecnologico è stata, come per il 2022, molto intensa: è proseguito il presidio di 10 programmi strategici che si declinano, al 31 dicembre 2023, in 33 progettualità rilevanti. I programmi strategici hanno visto il coinvolgimento di più di 650 utenti e un ritmo di change management sulle reti di vendita molto intenso.

Di seguito evidenziamo le principali aree di intervento, suddivise per Area Strategica.

PROGRAMMI STRATEGICI

• Private Banking

A inizio 2023, è nata ufficialmente Credem Euromobiliare Private Banking, la nuova legal entity del Gruppo Credem dedicata alla clientela private, creata con l'obiettivo di rafforzare il posizionamento distintivo anche attraverso le sinergie con tutte le società attive nel Gruppo.

• Retail Banking

L'evoluzione del modello di servizio retail, disegnato nel 2022, ha preso corpo attraverso la creazione di un modello di servizio digitale, che consente alla clientela di scegliere (sia negli aspetti transazionali, che in quelli di consulenza) tra un'offerta self, una relazione commerciale a distanza supportata da un consulente o di proseguire la propria relazione attraverso la consulenza in filiale. Fattori abilitanti per la realizzazione del nuovo modello di servizio sono stati alcuni sviluppi in ambito digitale (on boarding self, conto digitale, prestito personale digitale, mutuo phygital) e la nascita di un modello organizzativo dedicato (filiale remota, home center). Parallelamente, è proseguito il programma di trasformazione dei pagamenti, partendo dal rifacimento dell'architettura tecnologica del sistema dei pagamenti di Gruppo in collaborazione con TAS, con l'obiettivo di portare l'operatività 24x7 sul core banking e consentire lo sviluppo di nuovi prodotti. Il primo di questi prodotti sarà il bonifico instant, in arrivo a inizio 2024.

• Wealth Management

In continuità rispetto all'anno precedente, è stato completato lo sviluppo di una nuova piattaforma di consulenza olistica, che integra consulenza finanziaria con consulenza patrimoniale, mediante il supporto di un modello di consulenza ROBO for Advisory elaborata con i best player di Mercato: UBS e Prometeia. Sono stati integrati nella consulenza anche i moduli relativi al mondo della Protezione e affinati gli algoritmi che generano le investment ideas a supporto dell'attività di consulenza.

Avviate e concluse le attività necessarie alla migrazione delle polizze di Eurovita mediante nuovo veicolo Cronos.

Credito al Consumo

Completata la strategia di "accentramento" dell'offerta di prodotti di credito al consumo per famiglie e privati sulla società Avvera, diventata a tutti gli effetti la sola società del Gruppo erogatrice di credito al consumo, anche per i clienti della Capogruppo.

Introdotto sul mercato il prestito digitale instant, che oltre ad avere tutte le caratteristiche di un'offerta digitale (canale self, velocità, user experience semplice) si basa su automatismi del credito irrobustiti anche dal ricorso all'open banking (utilizzo account aggregation).

Avviato il canale buy now pay later mediante rilevazione degli asset della fintechSplittypay.

• Corporate Banking e parabancario

Creato un "HUB" per le aziende clienti finalizzato a poter accedere all'intera offerta delle società del Gruppo operanti per le aziende (Credem Banca, Credemleasing, Credemfactor, Credemtel). Prosegue il percorso di automazione e digitalizzazione di tutti i processi di vendita delle società del Parabancario (firma digitale, pratica di fido).

Proseguite le sperimentazioni basate su piattaforma tecnologica blockchain sulle filiere del grana padano e del pecorino.

• Digital Transformation & Customer Interaction

Proseguono gli investimenti sulla nuova APP Mobile di Credem, evoluta mediante l'introduzione delle funzionalità di personal financial managemente di piattaforme di CRM evolute.

È stata sviluppata la modalità di interazione con i clienti avviata con l'introduzione di Salesforce Marketing Cloud e del digital marketing e la creazione di specifici customer journey (rafforzati dalla definizione dei trigger nei processi digitali).

Esteso ulteriormente l'utilizzo della firma digitale nei processi di vendita e nelle modalità di sottoscrizione.

Sono inoltre proseguite le iniziative di ottimizzazione del cost/income della rete distributiva, fattorizzando la migrazione verso il digitale della transazionalità della clientela (intenso piano di installazione di ATM Evoluti e CSA-Casse SelfAssistite).

Si è continuato ad investire nella capacità di automazione dei processi mediante utilizzo di soluzioni robotiche, di work flow management e OCR (Optical Character Recognition) e sono proseguite le sperimentazioni di utilizzo di AI, con l'intento di snellire l'operatività, di migliorare l'efficienza e di abbassare i rischi operativi.

Avviato un importante programma di revisione dell'infrastruttura documentale.

Sono proseguiti gli investimenti in cyber security, mirati a rafforzare la protezione del Gruppo e dei clienti a fronte delle crescenti minacce informatiche attraverso adozione di metodi e strumenti dedicati, l'aggiornamento dei sistemi e delle dotazioni hardware, l'inserimento di professionalità specialistiche. Prosegue il percorso di scale up della cultura e della metodologia Agile, con il coinvolgimento di tutte le anime dell'azienda (business e IT). Proseguono gli investimenti per il rinnovamento dei sistemi di core banking; in particolare la migrazione verso piattaforme cloud.

• Compliance Normativa

Proseguite le attività progettuali finalizzate al recepimento e adeguamento delle normative emanate dai regolatori nazionali ed europei (tra le principali si citano GDPR, Direttiva Antiriciclaggio, ECMS, SRB, Basilea4).

Rafforzati ulteriormente i presidi normativi negli ambiti: trasparenza, monitoraggio del credito e frameworkdi governo dei rischi.

DATI & AI

Implementate diverse soluzioni di data analytics e data visualization e iniziative per il rafforzamento della data culture, in linea con quanto definito dalla Data Governance di Gruppo. Definito il modello organizzativo e di governance relativo all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, che andrà nella direzione della creazione di un centro di eccellenza (Hub, già consolidato) e diversi spoke che si faranno carico di realizzare direttamente le soluzioni tramite l'AI (negli spoke sono censite complessivamente circa 300 persone con competenze da dedicare al mondo dei dati). Gli spoke fruiranno di un percorso formativo ad hoc per le diverse competenze necessarie al modello di Data Governance.

• ESG

Nel 2023, sono stati sviluppati diverse attività volte a concretizzare la roadmap verso la transizione e il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità definiti per il Gruppo, secondo le aspettative regolamentari definite nella ECB Guide on climate-related and environmental risks e nella Thematic Review condotta nel corso del 2022, con un perimetro esteso all'intero Gruppo. Allineati gli obiettivi anche in termini di pianificazione pluriennale che prevede interventi di efficentamenti supportati da un piano di investimenti che prevede per il quadriennio 2023-2027 un impegno economico di oltre 2,5 milioni di euro per l'installazione di impianti fotovoltaici e di 7 milioni di euro per interventi di relamping, installazione di sistemi di controllo remoto dell'energia e rinnovo di impianti.

Sono stati sviluppati specifici processi di credito a sostegno delle aziende ed è stata integrata la gamma prodotti, al fine di accompagnare i clienti del Gruppo nella realizzazione di prodotti con particolare riferimento ai temi di transizione green e ESG (mutuo privati e mutuo imprese), a cui è stato attribuito un pricing dedicato, così come dettagliato nella "DNF", Dichiarazione non Finanziaria. Sono inoltre presenti tra gli investimenti del Gruppo anche taluni strumenti con finalità green ed ESG. Tali strumenti non hanno caratteristiche o clausole tali da poter impattare la variabilità dei flussi di cassa previsti contrattualmente e non si è resa al momento necessaria alcuna considerazione in merito allo sviluppo dell'SPPI test con riferimento a tali strumenti. Si segnala peraltro che tale tematica è attualmente in fase di analisi da parte degli organi deputati all'emissione dei principi contabili internazionali. Infatti l'International Accounting Standard Board (IASB) nel 2023 ha emanato un documento in bozza "Modifiche alla Classificazione e alla Misurazione degli strumenti finanziari - modifiche proposte all'IFRS9 e all'IFRS7" nel quale, tra gli altri temi, vengono fornite alcune proposte di modifica volte a dare una linea guida chiara nel

valutare se le variazioni nei flussi di cassa definite contrattualmente, in base al verificarsi (o non verificarsi) di un evento contingente (e.g. clausole ESG) diano luogo a flussi di cassa che siano esclusivamente pagamenti di capitale e interessi sull'importo del capitale da restituire. Nel dettaglio, il documento specifica che una variazione nei flussi di cassa contrattuali è coerente con un contratto base di concessione del credito se:

  • il verificarsi (o non verificarsi) di un evento contingente è specifico del debitore; ciò significa che questo dipende dal raggiungimento da parte del debitore di un obiettivo specificato contrattualmente, anche se lo stesso obiettivo è incluso in altri contratti di altri debitori;
  • i flussi di cassa contrattuali risultanti non rappresentano un investimento nel debitore o un'esposizione alla performance di specifiche attività;
  • è allineata con la direzione e la magnitudo della variazione dei rischi o dei costi di base del credito.

Tale proposta di modifica all'IFRS9 non è ancora stata omologata dalla Commissione europea.

• Governo

Proseguite le progettualità volte ad evolvere:

  • la cost allocation e il processo di gestione della spesa verso i fornitori.
  • piattaforma di Identity managementdi Gruppo
  • la pratica di gestione dei fidi.

7. RISULTATI ECONOMICI CONSOLIDATI

Il conto economico del 2023 evidenzia un risultato di grande rilievo, con un utile netto che ha raggiunto i 562,1 milioni di euro, in crescita del 72,4% rispetto all'anno precedente. Il risultato conferma la capacità del Gruppo di generare redditività, preservando la solidità patrimoniale e la qualità del credito. Il Gruppo ha saputo massimizzare principalmente i ritorni di uno sviluppo commerciale costante e fattorizzare al meglio i benefici di un contesto economico che ha favorito lo sviluppo dei ricavi per le banche italiane, così come, più in generale, per quelle europee.

CONTO ECONOMICO 2023 2022 Variazione
Milioni di € RIESPOSTO %
- Margine finanziario 1.091,3 662,2 64,8
- Margine servizi () (***) 831,9 816,3 1,9
Margine d'intermediazione (*) 1.923,2 1.478,5 30,1
- Spese del personale -593,1 -560,1 5,9
- Altre spese amministrative (*) -253,0 -234,6 7,8
Costi operativi (*) -846,1 -794,7 6,5
Risultato lordo di gestione 1.077,1 683,8 57,5
- Ammortamenti -104,9 -97,7 7,4
Risultato operativo 972,2 586,1 65,9
- Accantonamenti per rischi e oneri (**) -30,2 -11,3 167,3
- Oneri/proventi straordinari () (*) -65,3 -50,5 29,3
- Rettifiche nette su crediti (****) -51,6 -49,1 5,1
Utile prima delle imposte 825,1 475,2 73,6
- Utile/perdita di terzi 0,0 0,0 n.s.
- Imposte sul reddito d'esercizio -263,0 -149,1 76,4
Utile netto 562,1 326,1 72,4

La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio (si veda la Legenda al temine della relazione consolidata); inoltre i dati 2022 sono stati riprodotti per tenere conto dell'introduzione dei principi contabili IFRS17 e IFRS9 sulle compagnie assicurative del gruppo. (*) le altre spese amministrative ed il margine servizi sono stati nettati della componente di imposte indirette e

tasse recuperate alla clientela (126,0 milioni di euro a dicembre 2023, 113,6 milioni di euro a fine 2022). (**) sono stati stornati da spese contributi ai fondi nazionali per 51,5 milioni di euro a dicembre 2023 (57,4 milioni a dicembre 2022). (***) la componente di contributo al Fondo di Risoluzione (5,6 milioni a dicembre 2023, 3,9 milioni di euro a dicembre 2022) accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri è ricondotta tra gli oneri straordinari (quota potenzialmente recuperabile e iscritta nelle attività tra i "depositi cauzionali"). (****) le rettifiche/riprese di valore su crediti inerenti le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato riferite a titoli (-2,0 milioni di euro a dicembre 2023; -0,4 milioni di euro a dicembre 2022) e quelle inerenti le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (-2,7 milioni di euro a dicembre 2023; +0,2 milioni di euro a dicembre 2022 sono ricondotte al margine servizi). (*****) il risultato derivante dalla cessione di crediti npl è riclassificato a rettifiche nette su crediti e operazioni finanziarie (4,4 milioni di euro a dicembre 2023; 5,2 milioni di euro a dicembre 2022).

Il margine di intermediazione segna complessivamente una crescita superiore al 30% rispetto al 2022: tale dinamica dei ricavi è stata possibile grazie al costante sviluppo commerciale e alla sinergia che si è creata tra tutti i diversi segmenti di business che caratterizzano il Gruppo, come meglio apprezzabile nel capitolo dedicato alle varie aree di business.

Nelle pagine seguenti si evidenzia nel dettaglio l'evoluzione dei singoli aggregati economici:

Margine finanziario

L'aggregato ha registrato una crescita del 64,8% rispetto 2022, grazie alla dinamica favorevole della curva tassi e alla buona crescita degli impieghi. L'incremento del costo del funding è stato contenuto, malgrado il ricorso a prodotti di raccolta a scadenza. Il Gruppo ha ampliato la forbice clientela che si colloca al 2,97%, rispetto all'1,82% del 2022, grazie ad un importante incremento del tasso attivo e al contenimento del costo del funding:

TASSI 2023 2022
Tasso medio impieghi
Tasso medio raccolta
3,72
0,75
1,87
0,05
"Forbice" clientela 2,97 1,82

La redditività derivante dalla componente finanziaria ha beneficiato solo nel secondo semestre 2023 dell'incremento del volume medio del portafoglio titoli, mentre la prima parte dell'anno è stata caratterizzata da qualche presa di beneficio. Rispetto all'esercizio precedente, è venuta a mancare, a partire da settembre 2023, la componente positiva derivante dalla remunerazione della riserva obbligatoria.

Margine da servizi:

Come evidenziato nella tabella sottostante, il margine da servizi cresce dell'1,9%:

SCOMPOSIZIZIONE PER AREA DI CONTRIBUZIONE 2023 2022
RIESPOSTO
Variazione
%
- Gestione e intermediazione 452,5 439,3 3,0
- Servizi bancari (*) 217,5 224,9 -3,3
COMMISSIONI NETTE 670,0 664,2 0,9
Trading titoli, cambi e derivati 50,9 52,4 -2,9
Gestione assicurativa ramo vita (**) 79,6 71,3 11,6
Saldo altri proventi e oneri di gestione riclassificato (**) 31,4 28,3 10,9
MARGINE SERVIZI 831,9 816,3 1,9

(*) I ricavi denominati di istruttoria veloce sono stati riclassificati tra le commissioni (4 milioni di Euro), a deduzione dei proventi di gestione

(**) Le voci della sopra illustrata tabella sono al netto delle corrispondenti voci di Credemvita, che vengono sinteticamente esposte nella "gestione assicurativa ramo vita".

Le commissioni nette, complessivamente si attestano a 670,0 milioni di euro (+0,9% rispetto al 2022), con una significativa incidenza delle commissioni di gestione e intermediazione, che rappresentano oltre il 67% dell'aggregato e si attestano a 452,5 milioni di euro, in crescita del 3% rispetto all'anno precedente. Malgrado la volatilità registrata dai mercati nel corso dell'anno, le commissioni di gestione hanno compensato ampiamente la contrazione delle commissioni bancarie. Queste ultime hanno registrato un decremento annuo del -3,3%, riconducibile principalmente al venir meno di commissioni applicate sui saldi di conto corrente nel precedente scenario di tassi negativi.

Il trading mostra in valore assoluto una contribuzione quasi allineata a quella dell'anno precedente: 50,9 milioni di euro, rispetto ai 52,4 milioni di euro dell'anno precedente, penalizzato dal trend dell'ultimo periodo dell'anno che ha visto la chiusura di alcune posizioni minusvalenti.

Il risultato della gestione assicurativa raggiunge i 79,6 milioni di euro, in crescita dell'11,6% rispetto all'anno precedente, beneficiando anche di commissioni di overperformance ascrivibili a CredemVita.

Spese ed ammortamenti

I costi operativi mostrano complessivamente una crescita del 6,5%, coerentemente con la scelta strategica del Gruppo orientata alla crescita. In questo contesto l'investimento in innovazione e nel digitale costituiscono un driver fondamentale a sostegno della creazione di valore nel tempo. In dettaglio:

  • o le spese per il personale si attestano a 593,1 milioni di euro, in aumento del 5,9% rispetto al 2022, riflettono un impatto di 14,2 milioni di euro derivante dal rinnovo del contratto collettivo, oltre alla crescita strutturale e agli impatti di adeguamenti inflattivi su alcune voci di spesa (ticket pasto e spese di trasferta);
  • o le altre spese amministrative ammontano a 253,0 milioni di euro, in aumento del 7,8% (rilevano in particolare spese di marketing ed ICT incrementali rispetto al 2022, oltre che alcune dinamiche inflattive nel corso del 2023).
  • o Gli ammortamenti, pari a 104,9 milioni di euro, sono in crescita del 7,4%.
  • Componenti non operative

Gli oneri e proventi straordinari nel 2023 risultano in crescita (-65,3 milioni di euro, rispetto ai - 50,5 milioni di euro dell'esercizio precedente). La voce accoglie in particolare oneri sistemici per 57,1 milioni di euro, in contrazione rispetto ai 62,2 milioni di euro del 2022. L'esercizio di confronto beneficiava di utili da cessione sofferenze per 5,2 milioni di euro (4,4 milioni di euro nel 2023) e di 11,1 milioni di euro di plusvalenza da cessione di Gestimlux.

Rischio creditizio

Le rettifiche su crediti, a 51,6 milioni di euro, evidenziano un lieve incremento rispetto al 2022. L'aggregato, pur non registrando particolari incrementi del rischio creditizio nell'attivo del Gruppo, accoglie un aggiornamento delle curve di svalutazioni dei crediti in sofferenza ed unlikely to pay. La variazione è funzionale ad una miglior intercettazione del profilo di rischio, che tenga conto dell'ageing delle posizioni, in funzione del tempo di permanenza nello stato di NPL. (per maggiori informazioni si rimanda alla Parte A, Sezione 5, paragrafo "utilizzo di stime ed assunzioni nella predisposizione del bilancio" della Nota integrativa consolidata). Si rimanda al paragrafo dedicato agli impieghi per una disamina più dettagliata inerente la composizione delle rettifiche.

Risultato d'esercizio

L'utile, al netto di 263 milioni di euro di imposte, si attesta a 562,1 milioni di euro, in crescita del 72,4% rispetto ai 326,1 milioni di euro del 2022.

8. PRINCIPALI AGGREGATI PATRIMONIALI

8.1 IMPIEGHI

La dinamica degli impieghi del Gruppo Credem, come evidenziato nella tabella sottostante, mostra una crescita del 3,6% rispetto all'anno precedente, a fronte di un dato di Sistema che evidenzia una contrazione dell'-3,9%. Questo risultato non solo testimonia una solida e costante crescita degli impieghi del Gruppo, ma anche la sua resilienza in un contesto caratterizzato da condizioni macroeconomiche volatili.

CREDITI VERSO CLIENTELA (€mln) 2023 2022 Variazione
%
Impieghi** 35.715 34.483 3,6

(*) Sistema: fonte ABI Monthly Outlook gennaio 2024, settore privato e PA (**) Impieghi Gruppo Credem al netto dei rapporti intercompany

Nel corso dell'esercizio 2023, si conferma l'apporto determinante delle società del parabancario alla crescita degli impieghi di Gruppo. Questo contributo è il frutto di scelte strategiche di diversificazione, intraprese nei precedenti esercizi e implementate con costanza, consolidando progressivamente la rilevanza di tutte le società del Gruppo specializzate nelle attività di lending, che hanno svolto un ruolo chiave, insieme a Credembanca nella crescita complessiva degli impieghi. Va in questa direzione, di specializzazione, anche la già citata costituzione di Credem Euromobiliare Private Banking.

  • Credembanca: gli impieghi raggiungono i 34,4 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 33,6 miliardi di euro dell'esercizio 2022, nonostante il passaggio di volumi avvenuto con il conferimento del ramo private a Credem Euromobiliare Private Banking nel mese di febbraio 2023 (462 milioni di euro). Sui volumi è stato determinate il contributo dei residenziali, mentre le imprese hanno mostrato un andamento più riflessivo nella domanda di credito, determinata dall'incremento dei tassi d'interesse che ha penalizzato principalmente il credito verso Small Business e microcredito.
  • Credemleasing: i crediti netti si attestano a 3,3 miliardi di euro, con una crescita rispetto all'anno precedente del 4,7%. Tutti i comparti mostrano una crescita rispetto all'esercizio precedente, in particolare il leasing mobiliare è in aumento del 7,8% rispetto a dicembre 2022.
  • Credemfactor: il turnover si mantiene in linea con l'esercizio precedente, mentre il dato consuntivato a bilancio dei crediti netti, 1.468 milioni di euro, mostra una lieve contrazione in valore assoluto rispetto al fine 2022.
  • Avvera: a ulteriore conferma delle potenzialità del business e del ruolo strategico all'interno del Gruppo, si evidenzia la crescita rilevante dei volumi in particolare sui prestiti personali, che hanno registrato un +113% rispetto a dicembre 2022, mentre i prestiti finalizzati sono in crescita del 62% rispetto all'anno precedente. La produzione di mutui di Credembanca collocati dalla Società è superiore del 13% rispetto al dato medio dello scorso anno.
IMPIEGHI PER SCADENZA RESIDUA (%) 2023 2022
Vista 7,2 8,9
Fino a 1 anno 34,6 32,2
Oltre 58,2 58,9
100,0 100,0

Di seguito si evidenzia la ripartizione degli impieghi in bonisper scadenza residua: Le quote del mercato nazionale relative alle banche italiane mostrano la seguente evoluzione (in %):

QUOTE DI MERCATO IMPIEGHI relative alle banche italiane (%) 2023 2022
Impieghi per cassa totali (*) di cui: 2,225 2,106

Società non finanziarie
2,247 2,168

Famiglie consumatrici
2,188 2,138

Famiglie produttrici
1,408 1,449

Totale quota "
"
core
2,171 2,111

(*) Comprende "pronti contro termine con controparti istituzionali"; non comprende impieghi verso le Pubbliche Amministrazioni

I dati confermano il trend di lungo periodo e una concentrazione verso controparti con eccellente qualità creditizia, evidenziando la costante attenzione del Gruppo alla solidità e alla stabilità del suo portafoglio creditizio nel tempo.

Con riferimento a Credembanca, nel corso del 2023, è ulteriormente cresciuta la concentrazione sulle posizioni con ratingmigliori dove insiste circa l'89% degli utilizzi. Nel dettaglio segnaliamo:

  • Per quanto riguarda le aziende corporate si conferma l'ottima qualità creditizia del portafoglio, il quale risulta composto per oltre il 96% da aziende caratterizzate dai rating migliori (1-4).
  • Con riguardo alle altre aziende incluse nel segmento funzione regolamentare corporate si evidenzia che al 31.12.23 gli utilizzi sui migliori rating (1-4) totalizzano circa l'87% del totale, in linea con il periodo precedente.
  • Con riguardo alle aziende incluse nella funzione regolamentare retail, gestite dalle filiali e centri SME (microimprese e microattività), circa l'82% delle esposizioni rientrano nei rating migliori (1- 4), in aumento di circa il 2% rispetto al 31.12.2022.
  • Infine, anche per quanto riguarda i privati si conferma l'ottima resilienza del portafoglio crediti, nonostante un esercizio 2023 caratterizzato da condizioni economiche difficili a seguito del costante aumento dei tassi di interesse. Rispetto al totale delle esposizioni circa il 93% è collocato sui ratingmigliori (1-5).

In generale si osserva che, a fine 2023, i valori della qualità creditizia sono ritornati in linea con i valori pre Covid, a ulteriore conferma della capacità del Gruppo di gestire eventi sistemici avversi.

CLASSIFICAZIONE DEI CREDITI PER STAGE 2023 2022
Stage 1 €mln 33.133 31.975
Stage 2 €mln 2.299 2.184
Stage 3 €mln 283 324
Stage 1 % 92,8 92,7
Stage 2 % 6,4 6,3
Stage 3 % 0,8 0,9

Nella tabella seguente viene riportata la classificazione dei crediti verso la clientela per stage:

La componente in stage 2 è in crescita di circa 115 milioni di euro, dato che comunque risulta contenuto se messo in relazione alla crescita complessiva degli impieghi avuta nell'esercizio.

Nella tabella seguente è evidenziata l'evoluzione del credito problematico e la dinamica dei performing:

CREDITO PROBLEMATICO, PERFORMING E COVERAGE Crediti TOTALE
€mln Sofferenze Inadempienze
probabili
"Esposizioni
scadute"
Tot. Crediti
problematici
performing CREDITI
Valori
nominali
2023 298 359 46 702 35.521 36.222
2022 321 373 42 736 34.246 34.981
Previsioni
di perdita
2023 241 167 11 418 89 507
2022 243 161 8 412 87 498
Valori di
realizzo
2023 57 192 34 283 35.432 35.715
2022 78 212 34 324 34.159 34.483
Coverage
versione
"allargata"*
Coverage 2023 80,9 46,4 24,6 59,6 0,3 63,1
2022 75,7 43,2 18,7 56,0 0,3 61,1

(*) Il coverage nella versione "allargata", che non ha rilevanza contabile, include lo shortfall patrimoniale, calcolato come differenza tra ELBE – Expected Loss Best Estimate (rappresenta la migliore stima della perdita attesa per ciascuna esposizione, date le circostanze economiche correnti e lo statusdell'esposizione stessa) e le rettifiche nette su crediti

Nel corso dell'esercizio 2023, nonostante il perdurare della politica restrittiva di BCE sui tassi di interesse e al protrarsi del difficile contesto geopolitico globale, lo stock dei crediti non performing del Gruppo registra un calo, evidenziando ancora una volta la resilienza del portafoglio crediti. Tale dato è ulteriormente confermato dall'andamento dell'indicatore NPL ratio lordo che si attesta a 1,94% ed in calo rispetto al 2022 (2,10%) e posiziona il Gruppo ad un livello di eccellenza sia in ambito nazionale sia in ambito Europeo. Il coverage ratio complessivo sui Non Performing Loans valutati al costo ammortizzato è pari al 59,6%, in aumento di quasi 4 punti percentuali rispetto all'esercizio precedente (56%). Questo incremento deriva principalmente dalla modifica della policy di svalutazione attuata dal Gruppo nel corso del mese di novembre 2023. Per maggiori informazioni si rimanda alla Parte A, Sezione 5, paragrafo "utilizzo di stime ed assunzioni nella predisposizione del bilancio" della Nota integrativa consolidata.

Si rimanda alla nota integrativa – Parte E per quanto riguarda la classificazione degli impieghi per classi di rating, mentre la tabella sottostante mostra l'evoluzione percentuale delle sofferenze sui crediti rispetto al Sistema:

SOFFERENZE (%) SU CREDITI NETTI 2023 2022
Credem 0,2 0,2
Sistema 1,1 0,9

Per quanto riguarda l'evoluzione del credito deteriorato di Credembanca si registra una contrazione di tutte le tipologie rispetto a fine 2022, confermando l'ottima resilienza del portafoglio crediti della banca:

  • le sofferenze sono in calo, per effetto sia dell'efficace gestione degli NPL, sia per effetto delle cessioni (rolling ed ordinarie) per un valore di Gross Book Value di circa 40 milioni di euro, le quali hanno generato un utile da cessione di 2,9 milioni di euro;
  • le inadempienze probabili sono in riduzione grazie ad ingressi da bonis più contenuti e a maggiori "scivolamenti" a sofferenza. Nel secondo semestre 2023, è stata inoltre contabilizzata un'operazione di cessione parziale per 3,4 milioni di euro di GBV, con un utile pari a 1,7 milioni di euro, che ha contribuito ulteriormente alla riduzione dello stock;
  • i crediti scaduti deteriorati segnano un calo motivato soprattutto dalla riduzione dei flussi di ingresso da posizioni in bonis, nonostante il contesto macroeconomico instabile e l'incremento dei tassi di interesse.

In relazione alle altre società del Gruppo, lo stock di NPL ha registrato un leggero aumento per Credem Euromobiliare Private Banking, riconducibile principalmente al conferimento di crediti in

bonis da Credembanca, un incremento fisiologico per Avvera, dato il modello di business, un incremento su Credemfactor, determinato da posizioni già regolarizzate e il cui ammontare risulta comunque contenuto, compensati dalla contrazione di Credemleasing che conferma la resilienza del proprio portafoglio crediti.

Il costo del credito del Gruppo a dicembre 2023 è pari a 51,6 milioni di euro (0,15%), confermandosi su livelli molto bassi, nonostante la modifica ai criteri di accantonamento implementata a novembre 2023 che ha impattato significativamente le rettifiche annuali. Il costo del credito può essere così scomposto:

  • svalutazioni analitiche su posizioni non performing 27,3 milioni di euro, in leggero aumento rispetto all'esercizio precedente, trainate da Avvera Spa che mostra una crescita per effetto principalmente del consistente aumento degli stock e delle peculiarità del suo core business;
  • rettifiche per 36,6 milioni di euro derivanti da modifiche alla policy di svalutazione crediti di Gruppo. La variazione, introduce una nuova curva di svalutazioni da applicare sia alle sofferenze, sia alle UTP irregolari in base al tempo di permanenza a NPL. I cluster di ageing sono determinati in base alla data di primo ingresso a NPL. Tale affinamento ha permesso di migliorare ulteriormente la capacità del Gruppo di individuare la reale capacità di rimborso del debitore e il grado di deterioramento della posizione in relazione agli anni di permanenza in uno stato di NPL;
  • riprese per 13 milioni di euro, relative al nuovo approccio riservato alle garanzie pubbliche in sede di svalutazione del credito;
  • aggiornamento dei criteri di svalutazione dei crediti scaduti deteriorati che ha generato una rettifica di circa 3 milioni di euro;
  • riprese di valore collettive per 2,7 milioni di euro, determinate principalmente da Credembanca.

Il framework metodologico IFRS 9 è oggetto di continuo monitoraggio da parte del Gruppo al fine di valutare trimestralmente la coerenza con l'evoluzione macro economica e di portafoglio. La strategia di gestione dei Non Performing Loans sarà orientata ad una riduzione del "vintage".

A supporto delle attività di presidio del rischio di credito, all'ormai consolidato sistema di early warning (sviluppato negli anni per prevenire il degrado delle posizioni operando in ottica predittiva), è stata affiancata un'attività di presidio rafforzato che ha riguardato tutto il portafoglio creditizio, individuando i clienti potenzialmente maggiormente impattati dal costo energia, dal costo delle materie prime e dallo shortage delle materie prime e sulla base dei settori identificati come più vulnerabili (fra i primi l'industria cartaria, la produzione di piastrelle in ceramica, il settore della Metallurgia, Automotiveed infine Legno/Agroalimentare).

8.2 RACCOLTA

La raccolta complessiva del Gruppo si attesta a 112,0 miliardi di euro, contro i 101,4 miliardi di euro del 2022. La componente clientela raggiunge i 96,5 miliardi di euro. In particolare:

  • La diretta clientela registra un incremento del 2,3% su dicembre 2022, in controtendenza rispetto al mercato, che ha invece tendenzialmente visto una riduzione della liquidità depositata sui conti correnti.
  • La raccolta indiretta clientela segna un'evoluzione del +14,4% rispetto a dicembre 2022, beneficiando sia di una produzione positiva, sia di un effetto mercato che, seppur volatile nel corso dell'esercizio, è risultato complessivamente positivo segnando un ottimo recupero nell'ultima parte dell'anno.
  • Le riserve assicurative chiudono a 8,2 miliardi di euro, in crescita del 6,1% rispetto a dicembre 2022.
RACCOLTA DA CLIENTELA ED ISTITUZIONALE (€mln) 2023 2022 Variazione %
- C/C e risparmi (*) 36.917 35.378 4,3
- Altri rapporti 887 914 -3,0
Depositi 37.804 36.292 4,2
Obbligazioni e subordinati 4.582 3.478 31,7
Raccolta Diretta Bancaria (**) 42.385 39.770 6,6
Riserve Assicurative (**) 8.173 7.704 6,1
Raccolta Indiretta al Controvalore 61.421 53.915 13,9
Raccolta Complessiva 111.979 101.389 10,4
Raccolta Diretta Clientela (***) 37.163 36.329 2,3
Raccolta Indiretta Clientela (***) 51.189 44.757 14,4
Raccolta Complessiva Clientela (***) 96.525 88.790 8,7

(*) La voce non comprende i finanziamenti contratti, nella forma tecnica di pronti contro termine passivi, con la Cassa di Compensazione e Garanzia; comprende i certificati di deposito (meno di 1 milione di euro in entrambi gli esercizi).

(**) La "raccolta diretta bancaria" comprende l'apporto delle società appartenenti al Gruppo bancario, mentre le "riserve assicurative" comprendono le riserve tecniche e le passività finanziarie valutate al fair value di Credemvita.

(***) Vengono dedotti, per tutti i periodi di riferimento, i titoli di debito emessi sui mercati istituzionali, la raccolta indiretta di natura finanziaria. Nella "raccolta complessiva clientela" vengono ricomprese anche le Riserve Assicurative.

Con maggior dettaglio, si evidenziano i principali aggregati:

Raccolta Diretta

Secondo i dati ABI, in Italia, la dinamica della raccolta diretta risulta in contrazione del -1,5% su base annua, con una variazione negativa dei depositi, a fronte di obbligazioni in crescita. La contrazione, dato lo scenario dei tassi, è effetto delle strategie di funding delle imprese che massimizzano l'utilizzo delle proprie disponibilità evitando il ricorso a forme di finanziamento onerose e della preferenza accordata dai risparmiatori a forme di investimento a tempo più remunerative (tipicamente, titoli obbligazionari in amministrata).

STRUTTURA PER SCADENZA (%) 2023 2022
Vista 86,1 86,6
Fino a 1 anno 13,8 3,1
Oltre 0,1 10,3
100,0 100,0

Per quanto riguarda il Gruppo Credem, la raccolta diretta bancaria ha manifestato un trend crescente, raggiungendo i 42,4 miliardi di euro, grazie al continuo sviluppo commerciale e a testimonianza della preferenza accordata dalla clientela alle reti del Gruppo. I depositi registrano un +4,2% rispetto al 2022, con una componente in depositi a scadenza in incremento, sia come strategia di attacco che di difesa sulla clientela più esigente in termini di remunerazione. Le obbligazioni, che a fine dicembre 2022 si attestavano a 3,5 miliardi di euro, salgono a 4,6 miliardi di euro, recependo le emissioni effettuate nel corso dell'esercizio.

Per quanto concerne le altre forme di raccolta istituzionale e l'utilizzo del canale di rifinanziamento tramite la BCE, si rimanda al capitolo sulle attività finanziarie.

Raccolta Indiretta

Lo sviluppo commerciale del Gruppo è desumibile anche dall'andamento della raccolta indiretta che, complessivamente registra nel corso del 2023 una variazione del +13,9%, attestandosi a 61,4 miliardi di euro, rispetto ai 53,9 di dicembre 2022.

L'apertura per tipologia di prodotti, presenta la seguente evoluzione (i dati sono in milioni di euro):

COMPOSIZIONE PER TIPOLOGIA DI PRODOTTI DELLA RACCOLTA
INDIRETTA (€mln)
2023 2022 %
'23-'22
Gestioni patrimoniali 5.853 5.745 1,9
Fondi comuni di investimento 9.647 9.748 -1,0
SICAV 4.270 3.762 13,5
Altra e prodotti di terzi 11.944 11.721 1,9
Raccolta indiretta gestita 31.714 30.976 2,4
Raccolta indiretta amministrata clientela 19.476 13.781 41,3
Raccolta indiretta clientela 51.189 44.757 14,4
Raccolta indiretta al controvalore 61.421 53.915 13,9

La raccolta gestita, con stock a 31,7 miliardi di euro, chiude complessivamente l'esercizio con una crescita del 2,4%, rispetto a dicembre 2022, trainata dalla performance delle sicav più reattive alle dinamiche del mercato (+13,5% rispetto al 2022). In crescita anche le Gestioni patrimoniali e i prodotti di terzi che compensano la contrazione segnata dai Fondi comuni di investimento, penalizzati da un maggior orientamento all'investimento in strumenti finanziari amministrati con rendimenti medi che nel corso dell'anno sono risultati particolarmente interessanti. La raccolta amministrata, al netto della componente istituzionale, raggiunge infatti 19,5 miliardi di euro, con una crescita di oltre il 41% rispetto all'anno precedente.

In ambito wealth management prosegue lo sviluppo di una gamma ampia e diversificata di soluzioni di investimento, sfruttando l'ampiezza dell'offerta del Gruppo, anche con un focus sulla sostenibilità: raggiunti a fine dicembre circa 8,9 miliardi di euro di masse complessive relative a prodotti e servizi di investimento con caratteristiche ESG (+10,9% rispetto allo stesso periodo del 2022).

Il Gruppo sta lavorando su tutte le società dell'area wealth, anche in chiave prospettica, per rafforzare gli aspetti formativi/comunicativi verso clientela e reti distributive ed incrementare ulteriormente la qualità dell'offerta erogata sui servizi di investimento.

Per una più dettagliata disamina circa la contribuzione di ciascuna società dell'area wealth al consolidato si rimanda ai paragrafi dedicati; in questa sede sottolineiamo tuttavia la rilevanza strategica di alcune attività portate avanti dalle società del Gruppo nel corso del 2023:

  • o Euromobiliare AM SGR ha consolidato il programma di collaborazioni stabili con asset manager internazionali, avviato nel primo semestre del 2023 con Franklin Templeton, siglando un accordo con Pictet AM SGR in ambito ESG e Private Asset.
  • o Euromobiliare Advisory SIM ha stretto nuovi accordi di consulenza con asset manager di primo piano che includono indicazioni di asset allocation sulle diverse attività d'investimento per il servizio di Gestione Patrimoniale in delega per il Gruppo Credem.

  • o Credemvita, ha confermato il forte presidio sui rischi a vantaggio dei clienti e sviluppato soluzioni d'investimento dedicate con l'obiettivo di beneficiare delle mutate condizioni finanziarie.

  • o Credem Private Equity SGR ha completato il suo portafoglio investimenti finalizzando gli ultimi investimenti dei suoi fondi di private equity.

Per quanto riguarda il confronto con il mercato, le quote del mercato nazionale relative alle banche italiane mostrano la seguente evoluzione (in %):

QUOTE DI MERCATO RACCOLTA (%) 2023 2022
Raccolta diretta (*) 2,029 1,869
Raccolta indiretta 1,677 1,423
Raccolta clientela complessiva (*) 1,806 1,599
di cui:
Raccolta diretta da famiglie consumatrici e produttrici 1,658 1,484
Raccolta indiretta da famiglie consumatrici e produttrici 3,677 3,963
Raccolta complessiva da famiglie consumatrici e produttrici 2,377 2,374

(*) Comprende controparti istituzionali

8.3 ATTIVITÀ NELL'AREA FINANZA

La raccolta da clientela continua a rappresentare il canale privilegiato di funding complessivo del Gruppo Credem.

L'utilizzo del canale di rifinanziamento tramite la BCE, a fine 2023, è rappresentato dalla partecipazione alle operazioni di TLTRO III per 740 milioni di euro di valore nominale e da operazioni MRO, con scadenza ad 1 settimana, per un valore nominale pari a 1,4 miliardi di euro. Nel mese di marzo 2023, è stata rimborsata alla naturale scadenza la tranche TLTRO III.3 per l'importo residuo di 200 milioni di euro. Inoltre, nel mese di giugno 2023, è stata rimborsata anche la tranche TLTRO III.4 di complessivi 4,52 miliardi di euro, giunta anch'essa a naturale scadenza. Alla stessa data, a fine giugno, è stata effettuata anche una operazione di MRO settimanale di nominali 280 milioni di euro. È stata effettuata un'altra operazione di MRO a fine settembre 2023 (per un importo nominale di 300 milioni di euro). Sempre nel corso del mese di settembre 2023, è stata rimborsata anche la trancheTLTRO III.5 di complessivi 200 milioni di euro giunta a naturale scadenza.

A marzo 2023, è stato strutturato il nuovo Programma EMTN di Gruppo che consente a Credembanca e a Credemholding di emettere strumenti obbligazionari unsecured da destinarsi alla clientela istituzionale e professionale. Nell'ambito di tale Programma sarà anche possibile emettere strumenti obbligazionari destinati alla clientela al dettaglio.

A maggio 2023, è stato collocato un prestito obbligazionario Green Senior Non Preferred destinato ad investitori istituzionali per nominali 400 milioni di euro.

A luglio 2023, sono stati collocati due prestiti obbligazionari Social Senior Preferred, rispettivamente destinati alla clientela di Credem Euromobiliare Private Banking e Credembanca, per complessivi 245 milioni di euro.

A settembre 2023, Credembanca ha emesso un Social Senior Preferred 6.5NC5.5 per 500 milioni di euro e con l'obiettivo di ottimizzare il proprio passivo ha lanciato contestualmente un'offerta di riacquisto parziale del prestito obbligazionario Senior Non-Preferred da 500 milioni di euro con scadenza ottobre 2025 ed opzione di riacquisto ad ottobre 2024 (ISIN XS2068978050). Alla scadenza dell'offerta di riacquisto, il 25 settembre 2023, l'ammontare dei titoli validamente presentati per il riacquisto è risultato pari a 162 milioni di euro (81% dell'ammontare massimo e 32% rispetto al valore nominale dell'obbligazione). Il prestito obbligazionario è ora in essere per un importo residuale nominale pari a 338 milioni di euro.

Nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB, nel mese di novembre 2023, in sede di aggiornamento annuale del programma di emissione Credem CB, sono state implementate le modifiche alla documentazione contrattuale necessarie per allineare il programma al nuovo quadro normativo di riferimento conseguente all'emanazione, da parte di Banca d'Italia, nel mese di marzo 2023, delle nuove disposizioni di vigilanza in materia di "obbligazioni bancarie garantite" che recepiscono le novità introdotte dalla Direttiva (UE) n. 2019/2162 (Covered Bond Directive) e dal Regolamento (UE) n. 2019/2160 (Covered Bond Regulation).

A seguito dell'introduzione del nuovo Titolo 1-bis nell'ambito della legge 130/1999 e del 42° aggiornamento della Circolare 285/2013, Credem ha effettuato una serie di attività volte ad adeguare il programma, le procedure operative, i presidi di controllo e la relativa documentazione contrattuale al nuovo quadro normativo.

Al 31 dicembre 2023, il valore nominale delle Obbligazioni Bancarie Garantite in circolazione è risultato pari a 2,1 miliardi di euro.

Nel mese di gennaio 2024, è stato perfezionato il collocamento di una nuova emissione pubblica da 500 milioni di euro e un'emissione retained da 1 miliardo di euro nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB. Nello stesso mese è scaduta un'emissione per 750 milioni di euro.

Nel corso del mese di gennaio 2024, è stata effettuata l'emissione delle prime Cinque Serie di Cambiali Finanziarie di Credito Emiliano S.p.A., nella forma di Zero Coupon con durate da 3 a 4 mesi e per un ammontare complessivo di 200 milioni di euro, emesse a valere sul nuovo Programma di Emissione di Cambiali Finanziarie di Credito Emiliano S.p.A. attivato in data 21 settembre 2023.

La gestione del portafoglio di titoli obbligazionari ha privilegiato l'investimento in titoli di emittenti italiani ed europei. L'incidenza degli emittenti italiani sul portafoglio complessivo a fine 2023 si è attestata al 35% circa.

A fine 2023, la posizione in titoli di Stato emessi dal Tesoro USA, denominati in USD, rispetto alla posizione di inizio anno è scesa leggermente, attestandosi ad un livello pari a 1,5 miliardi di euro di controvalore.

Il portafoglio è quindi composto principalmente da titoli di Stato, sia denominati in euro ed emessi da stati europei, sia denominati in USD, oltre che da titoli obbligazionari emessi da banche e altri emittenti corporatee da una quota di titoli emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione.

ATTIVITA' FINANZIARIE TITOLI* (€mln) 2023 2022
Detenute per la negoziazione 61 57
HTCS 8.962 9.229
HTC (**) 7.140 7.350
16.163 14.636
IMPIEGHI E RACCOLTA DA BANCHE (€mln)
Impieghi a banche 1.601 1.487
Raccolta da banche 5.786 8.736

(*) Per ulteriori informazioni inerenti il fair value si rimanda alla Parte A della nota integrativa consolidata

(**) Attività detenute per incassare flussi di cassa contrattuali, valutate al costo ammortizzato

Nel corso del 2023 è proseguita l'attività di secured financing degli asset di proprietà con operazioni di raccolta in repo effettuate principalmente su titoli governativi sia in euro, che in dollari. I pronti contro termine passivi a fine 2023 risultavano pari 3,3 miliardi di euro.

Il Gruppo bancario ha mantenuto una eccedenza di liquidità depositata sui conti detenuti presso la BCE per l'intero 2022. I debiti verso banche centrali a fine dicembre risultavano pari a 2,1 miliardi di euro.

8.4 IMMOBILI

Si riporta di seguito la situazione degli immobili del gruppo (in milioni di €):

2023 2022
135,3 136,5
2,4 2,4
111,7 119,7
2,6 2,7
124,9
127,0

9. STRUTTURA DEL GRUPPO E CONTRIBUZIONE DELLE SOCIETÀ

9.1 CIFRE CHIAVE

La tavola seguente mostra l'evoluzione della presenza territoriale del Gruppo, i dati del 2022 includono le filiali rivenienti dal consolidamento della Cassa di Risparmio di Cento:

PRESENZA TERRITORIALE 2023 2022
Credembanca 417 426
Credem Euromobiliare Private Banking 54 20
Credem Euromobiliare Private Banking (filiali leggere*) 8 11
TOTALE FILIALI 479 446
"Credempoint" 67 70
Negozi finanziari Banca Euromobiliare 12 13
TOTALE NEGOZI FINANZIARI 79 83
Promotori Finanziari con mandato Credembanca 516 520
Promotori Finanziari con mandato Credem Euromobiliare Private Banking 304 313
TOTALE PROMOTORI FINANZIARI ESTERNI CON MANDATO 820 833
CENTRI IMPRESE 38 38
CENTRI SMALL BUSINESS 58 58
AGENTI FINANZIARI MUTUI RESIDENZIALI 249 256
AGENTI FINANZIARI "CESSIONE DEL QUINTO", AGENTI FINALIZZATO (CON
COLLABORATORI) E AGENTI DIRETTI
452 506

In ambito Rete Filiali, il numero dei punti vendita è rimasto sostanzialmente stabile (dopo anni di ottimizzazione).

Il progetto di sviluppo di Credem Euromobiliare Private Banking si è completato e ha visto l'implementazione delle filiali dedicate alla clientela private.

Sul fronte della Promozione Finanziaria, il 2023 ha portato ad un consolidamento della struttura presente, che ha raggiunto i 516 agenti per Credembanca, mentre sono 304 i promotori con mandato Credem Euromobiliare Private Banking

Stabile il numero dei Centri Imprese e dei Centri Small Business.

(*) corner Euromobiliare Private Banking all'interno di filiali Credem

Si evidenziano nella tabella il numero di dipendenti per società del Gruppo:

NUMERO DIPENDENTI PER SOCIETA' 2023
2022
numero inc.% numero inc.%
Credito Emiliano 5.153 77,7 5.641 85,3 -488
Credemleasing 109 1,6 106 1,6 3
Credemfactor 75 1,1 74 1,1 1
Credem Euromobiliare Private Banking 720 10,9 263 4,0 457
Euromobiliare A.M. SGR 62 0,9 55 0,8 7
Euromobiliare Advisory SIM 57 0,9 61 0,9 -4
Credem Private Equity 2 0,0 3 0,0 -1
Credemvita 71 1,1 66 1,0 5
Credemassicurazioni 27 0,4 24 0,4 3
Magazzini Generali delle Tagliate 29 0,4 28 0,4 1
Credemtel 119 1,8 107 1,6 12
Euromobiliare Fiduciaria 6 0,1 6 0,1 0
Avvera 149 2,2 136 2,1 14
S.A.T.A 17 0,3 16 0,2
Blue Eye Solutions 32 0,5 30 0,5
Consolidato 6.628 100 6.616 100

Il numero include le persone attive sulle singole legal entity alla data del 31/12/2023.

Nel Gruppo Credem operano due settori operativi, Banking e Wealth Management, che aggregano le principali aree di businessin cui operano le diverse società del Gruppo. In particolare:

Banking:

Commercial banking

Rappresenta la principale fonte di ricavi del Gruppo, contribuendo nel 2023 per oltre 1.361 milioni di euro ai ricavi del Gruppo e a circa il 62% dell'utile consolidato.

Private banking

La divisione private banking nel semestre ha contribuito per 260 milioni di euro ai ricavi del Gruppo, con un risultato che ancora non esprime completamente il potenziale dell'area, considerando che il conferimento del ramo d'azienda si è perfezionato a febbraio 2023. Per tale ragione, i dati di confronto con l'esercizio precedente non sono omogenei e significativi sia sul Commercial che sul Private Banking.

Il Parabancario, Consumer Credit e altro

Contribuisce al 12% dei ricavi e degli utili consolidati del Gruppo, con un risultato in crescita del 18,8% rispetto al periodo di confronto. Il Gruppo si caratterizza anche per la presenza di società non strettamente legate all'ambito bancario, ma comunque significative, sia in termini di apporto al Gruppo, sia come possibilità di ampliamento della gamma di offerta alla clientela.

Wealth Management:

Asset Management e Insurance

Le società rappresentano l'11% dei ricavi consolidati e hanno un'incidenza del 19% sugli utili consolidati.

Le tavole evidenziate di seguito mostrano i principali indicatori relativi alle società del Gruppo:

COMMERCIAL BANKING PRIVATE BANKING PARABANCARIO, CONSUMER
CREDIT E ALTRO
ASSET MANAGEMENT e
INSURANCE
CONSOLIDATO®
CONTRIBUZIONE PER
SOCIETA' AL
EUROMOBILIARE
седани
CREDEMILEASING
EUROMOBILIARE
EUROMOBILIARE
CREAK
CREDEMACTOR
CREDEM ANKA
CONNE FRIVATE RANKING
EUROMOBILIARE
0738 INTHOSTIONAL FUND BOOM
CONSOLIDATO
(milioni di euro)
AVVERA CRECURITED
MAGAZZINI GENERALI
Editi Tacciali
CRECEMANSIC URAFICIAL
CRECHINGTER Propositions
BOOK ADDITY INGR
2023 2022 Varge 2023 2022 Var96 2023 2022 V8896 2023 2022 Var96 2028 2022 Var96
MARGINE DA
INTERMEDIAZIONE
1.361.9 1.126,3 20,996 259.5 81.1 220,296 224,2 188.8 18,8% 208.6 169.3 23,2% 1923.0 1.478.5 30.146
COSTI
OPERATIVI
AMMORTAMENTI
-729,0 -752,1 -3,796 -160,9 -61,2 162,9% -101,5 -92,5 9,7% -61,2 -56,1 9,196 -951,0 -892 4 6,6%
RISULTATO OPERATIVO 632.9 374,2 69,796 98.6 19 d 396,096 122.7 96,3 27,4% 147,2 113,2 30,096 972,0 586,2 65,896
RISULTATO ANTE
IMPOSTE
512,6 274.5 86,896 92,3 18.0 412,796 102,8 88.5 16,196 147,1 113,2 30,096 825,1 475.2 73,6%
UTILE NETTO 346,3 189,0 83,296 60,8 12,4 391,796 69,7 59.8 16,5% 106,1 81,4 30,296 562,1 326.1 72,496

(*) Le rettifiche di consolidamento, non evidenziate in tabella, riguardano principalmente i dividendi incassati da società comprese nell'area di consolidamento, l'apporto delle partecipazioni valutate al patrimonio netto e i ricavi per prestazioni erogate all'interno del Gruppo.

VOLUMI CLIENTELA IMPIEGHI var % DIRETTA var % GESTITA var % AMMIN. var %
COMMERCIAL e PRIVATE BANKING 35.101 3% 37.350 2% 39.888 2% 19.485 41%
PEDEN
BANCA
34.364 n.S. 30.443 n.S. 18.980 n.S. 7.197 n.S.
PRIVATE BANKING
CREDEM
737 n.S. 6.907 n.S. 20.908 n.S. 12.288 n.S.
PARABANCARIO, CONSUMER CREDIT e ALTRO
CREDEM
CREDEMLEASING
3.343 5%
CREDEMEACTOR 1.468 -5%
AVVERA 2.432 54%
ASSET MANAGEMENT e INSURANCE
EUROMOBILIARE
ASSET MANAGEMENT SON
9.433 -1%
EUROMOBILIARE
STERNATIONAL FOND SICIAL
4.270 13%
EUROMOBILIARE
ADVESORV SIM
12 -16%
CREDEM
PRIVATE EQUITY SCR
214 10%
CRIDEMVITA 8.173 6%
Altro 32 792
Aggregato 42.376 5% 38.141 4% 61.989 3% 19.485 41%
Rettifiche di consolidamento -6.661 -329 -22.103 -9
CONSOLIDATO 35.715 4% 37.812 4% 39.887 3% 19.476 41%

(*) Non rappresentata in questa tavola la raccolta amministrata istituzionale per 10,2 miliardi di euro, i volumi della Capogruppo sono inclusivi di intercompanyverso le altre società

9.2 COMMENTO RISULTATI SOCIETÀ DEL GRUPPO

Nelle pagine seguenti, riportiamo l'analisi dei principali aggregati e del contributo delle singole società (in milioni di euro), desunti da situazioni contabili redatte secondo i principi internazionali IAS/IFRS per tutte le società esaminate

dic-23 dic-22 Variazioni
%
ECONOMICS:
€mln / %
Margine di intermediazione 1.361,8 1.126,2 20,9%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -728,9 -752,0 -3,1%
Personale -435,6 -462,8 -5,9%
Amministrative -205,9 -205,1 0,4%
Ammortamenti -87,4 -84,0 4,0%
Risultato Operativo 632,9 374,2 69,1%
Rettifiche su crediti -33,9 -41,9 -19,0%
Utile Netto 346,3 189,0 83,2%
VOLUMI (s.f.p.):
€mln / %
DIRIND "clientela" 56.608 75.356 -24,9%
di cui: Gestita + Terzi 18.980 30.763 -38,3%
Impieghi 34.364 33.603 2,3%
con amm.ti
Cost/Income
% / bps
53,5% 66,8%

Nel 2023, Credembanca registra un Utile Netto di 346,3 milioni di euro, contro i 189,0 milioni dell'anno precedente, nonostante l'assorbimento di risorse derivante dall'operazione straordinaria di riorganizzazione interna del Gruppo, con il conferimento del ramo private in Credem Euromobiliare Private Banking. L'operazione si è concretizzata in febbraio, con impatto negativo principalmente sull'apporto commissionale della Capogruppo.

Il Risultato Operativo si attesta a 632,9 in crescita del +169,1% rispetto al 2022, è favorito da un margine di intermediazione in crescita del 20,9% e da costi in contrazione del 3,1%. In dettaglio:

  • il margine finanziario ha registrato una crescita del 58,2% rispetto al 2022, grazie a maggiori volumi e all'aumento della curva dei tassi, associata alla capacità della Banca di espandere la forbice clientela;
  • il margine da servizi è in calo del -14,3% rispetto al 2022. L'aggregato risente del conferimento del ramo private, ma beneficia in particolare, del contributo delle commissioni nette e di utile da cessione titoli.

Le rettifiche di valore nette su crediti incidono sul conto economico per +33,9 milioni di euro, registrando l'aggiornamento delle curve di svalutazione dei non performing, ma beneficiando anche di riprese per minori svalutazioni su alcune tipologie di crediti.

Per quanto riguarda l'evoluzione dei volumi di Credembanca occorre ricordare che in data 18 febbraio 2023, si è perfezionato il conferimento del ramo d'azienda Private da Credem Banca a Credem Euromobiliare Private Banking, con consistenze patrimoniali della clientela complessivamente pari a circa 23,5 miliardi di euro (di cui circa 4,7 miliardi di euro di raccolta diretta, 12,8 miliardi di euro di risparmio gestito, 5,6 miliardi di euro di risparmio amministrato e 0,5 miliardi di impieghi).

Per tale ragione, con riferimento a Credembanca, evidenziamo di seguito i principali aggregati relativi al solo retail e corporate, in base ai dati del controllo di gestione.

Credem banca (€mln)
(Retail e Corporate)
dic-23 dic-22 Variazioni
%
Impieghi lordi * 26.598 25.706 3,5%
Raccolta diretta 29.129 28.082 3,7%
Raccolta indiretta 26.039 22.441 16,0%
Raccolta complessiva 55.168 50.523 9,2%
. Raccolta gestita 18.961 17.707 7,1%
. Raccolta amministrata 7.078 4.734 49,5%

(*) Il dato esclude 6,5 miliardi di euro di impieghi (5,7 miliardi di euro nel 2022) riconducibili a impieghi verso società del Gruppo e altri centri minori

A dicembre 2023, gli impieghi totali si attestano a oltre 26,6 miliardi di euro, in crescita del 3,5% rispetto all'anno precedente:

  • significativo il contributo sia del comparto delle Famiglie, che quello dei piccoli operatori economici. Il breve termine ha subito lo spostamento delle richieste verso il medio-lungo termine, in analogia con l'andamento complessivo del mercato;
  • le erogazioni sono state trainate dal contributo del comparto mutui casa, che rappresenta uno dei driver di riferimento della strategia adottata dal Gruppo a supporto dei bisogni delle famiglie. In linea con la progettualità del Gruppo, le erogazioni dei prestiti personali sono invece progressivamente passate ad Avvera;
  • sul fronte corporate, lo scenario dei tassi ha determinato una contrazione della richiesta di finanziamenti, inoltre, i rallentamenti nelle fasi di execution del PNRR penalizzano lo sviluppo dei volumi. In questo contesto, il Gruppo ha visto comunque una crescita delle erogazioni, soprattutto sul breve termine del segmento Midcorporate.

Il positivo andamento dei mercati finanziari nel 2023 ha agevolato l'incremento dello stock di raccolta rispetto al dicembre dell'anno precedente, beneficiando anche di una produzione complessiva positiva.

In termini di stock:

  • la raccolta amministrata è cresciuta del 49,5% rispetto all'anno precedente, a fronte di un incremento del 7,1% della raccolta gestita che recepisce un effetto mercato positivo ma, in termini di produzione netta, subisce la concorrenza delle forme di raccolta a "rendimento garantito";
  • la raccolta diretta è in incremento del 3,7%, con un'evoluzione che parimenti risente della concorrenza dei prodotti in amministrata.

Il tasso di acquisition di nuova clientela è migliorato: le carte (debito e credito) sono cresciute del +8,9% rispetto a dicembre 2022. Credemcard supera i 948.000 contratti attivi, anche grazie al lancio della nuova Carta di debito Internazionale, oltre 1,5 milioni il totale delle carte. In incremento i clienti che utilizzano i canali virtuali per accedere alla banca, da PC o da mobile, tramite il proprio contratto di Internet Banking e di Business On e Telemaco 32 per quanto riguarda la clientela aziende.

dic-23 dic-22 Variazioni
%
€mln
INDICATORI ECONOMICI:
/ %
Margine di intermediazione 259,5 81,1 12,6%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -160,9 -61,2 162,9%
Personale -89,3 -34,6 157,9%
Amministrative -63,9 -22,3 186,2%
Ammortamenti -7,7 -4,2 80,5%
Risultato Operativo 98,7 19,9 396,5%
Perdite su crediti -0,1 -0,1 43,7%
Utile Netto 60,8 12,4 391,7%
€mln
VOLUMI (s.f.p.):
/ %
DIRIND "clientela" 40.103 13.846 189,6%
di cui: Gestita + Terzi 20.908 8.190 155,3%
Impieghi 737 451 63,6%

In data 18 febbraio 2023, si è perfezionato il conferimento del ramo d'azienda Private da Credem Banca a Credem Euromobiliare Private Banking, con il trasferimento di consistenze patrimoniali della clientela complessivamente pari a 23,1 miliardi di euro (12,9 miliardi di euro di raccolta gestita; 5,6 miliardi di euro di raccolta amministrata; 4,7 miliardi di euro di raccolta diretta). Gli impieghi trasferiti ammontano infine a 462 milioni di euro. Per tale ragione, i dati di confronto con l'esercizio precedente non sono omogenei e significativi e ci si limita a commentare i dati a fine dicembre 2023.

Le consistenze patrimoniali della clientela (esclusi gli impieghi) passano da 13.935 milioni di euro di fine dicembre 2022 a 40.103 milioni di euro a fine dicembre 2023, con un effetto mercato positivo e pari al +4,2% e un contributo molto positivo della raccolta netta. Le consistenze gestite registrano, nel 2023, una crescita in valore assoluto, raggiungendo i 20,9 miliardi di euro, grazie al conferimento del ramo private e all'effetto mercato positivo, a fronte di una raccolta netta negativa su tutti i principali prodotti.

Il margine di intermediazione risulta pari a 259,5 milioni di euro (rispetto a 81,1 milioni di euro del 2022), con il margine finanziario che beneficia sia delle maggiori consistenze medie sia della risalita dei tassi monetari (in notevole miglioramento la "forbice" tra tassi attivi e tassi passivi); il margine da servizi vede in particolare un incremento complessivo delle commissioni nette, grazie soprattutto alla crescita dimensionale conseguente all'acquisizione del ramo private.

Le spese amministrative, a fine dicembre 2023, risultano pari a 63,9 milioni di euro (rispetto a 22,3 milioni di euro del 2022), con le spese del personale in crescita a 89,3 milioni di euro (rispetto ai 34,6 milioni di euro del 2022), entrambe risentono essenzialmente dei maggiori costi legati alla crescita dimensionale della Banca.

Il risultato dell'esercizio 2023 è pari a 60,8 milioni di euro, rispetto ai 12,4 milioni di euro dell'anno precedente.

dic-23 dic-22 Variazioni
%
€mln
INDICATORI ECONOMICI:
/ %
Margine di intermediazione 65,6 53,8 21,9%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -29,2 -27,1 7,6%
Personale -13,7 -12,4 10,6%
Amministrative -11,3 -11,4 -1,6%
Ammortamenti -4,3 -3,3 28,4%
Risultato Operativo 36,4 26,7 36,4%
Perdite su crediti -15,3 -8,0 90,5%
Utile Netto 12,5 11,7 7,4%
€mln
VOLUMI (s.f.p.):
/ %
Crediti netti di bilancio
2.432 1.582 53,7%

Nei dodici mesi del 2023, il mercato dei mutui ha registrato volumi inferiori al 2022 (-34,2%), il segmento del credito al consumo fa registrare un trend in linea, con effetti differenti tra i vari prodotti (Prestito Finalizzato +5,2%, Prestiti Personali -1,6% e Cessione del Quinto -4,5%).

Nel 2023, i risultati ottenuti da Avvera nell'intermediazione dei mutui a clientela privata sono andati in controtendenza rispetto al mercato, con volumi pari a 786,6 milioni di euro (+12,9% sullo stesso periodo del 2022). I volumi delle estinzioni anticipate sono in aumento del 9% rispetto al 2022. I passaggi a sofferenza dei mutui intermediati sono numericamente molto contenuti e in linea con l'anno precedente. Relativamente alla Cessione del Quinto, i volumi finanziati in termini di montante ammontano a 474,0 milioni di euro, in calo del 10,8% rispetto al 2022. Per quanto concerne i Prestiti Personali, l'erogato totale è stato di 188,5 milioni di euro (88,5 nel 2022), e per i Prestiti Finalizzati 623,7 milioni di euro (in crescita del 62,0% rispetto al 2022).

Il margine di intermediazione è pari a 65,6 milioni di euro (+21,9% sullo stesso periodo del 2022). L'incremento è guidato da un maggiore contributo del margine commissionale sui mutui, mentre il margine di interesse rimane costante dove, a fronte di un raddoppio degli interessi attivi, si rileva un incremento degli interessi passivi derivante dall'aumento dei tassi di interesse. Le perdite su crediti sono pari a 15,3 milioni di euro e registrano un aumento correlato alla dinamica degli stock e all'ageingdel portafoglio.

L'aumento dei costi, sia per la componente del personale, sia sugli ammortamenti è conseguente allo sviluppo della Società, ma rimane comunque sensibilmente inferiore alla crescita dei ricavi.

Il risultato netto di periodo risulta pari 12,5 milioni di euro, superiore al 2022, in cui si era registrato un utile pari a 11,7 milioni di euro.

dic-23 dic-22 Variazioni
%
€mln
INDICATORI ECONOMICI:
/ %
Margine di intermediazione 74,6 63,4 17,7%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -19,5 -18,8 4,0%
Personale -11,5 -10,8 6,3%
Amministrative -6,7 -6,7 -0,5%
Ammortamenti -1,4 -1,3 8,2%
Risultato Operativo 55,1 44,6 23,4%
Perdite su crediti -0,9 0,9 -200,4%
Utile Netto 36,1 30,7 17,5%
€mln
VOLUMI (s.f.p.):
/ %
Crediti netti di bilancio 3.343 3.194 4,7%

Nel 2023, il mercato del leasing e del noleggio a lungo termine ha finalizzato complessivamente investimenti per un valore di 34,8 miliardi di euro, con un incremento del 8,8% rispetto al 2022. Quello dei veicoli si conferma il comparto trainante della crescita con il 60,6% dello stipulato totale di cui il 58,9% legato alla componente del NLT. Lo strumentale, che rappresenta circa il 29% del mercato, risulta in flessione rispetto all'anno precedente sia in valore, che in numero di pezzi stipulati. Il comparto immobiliare registra complessivamente una sostanziale tenuta rispetto all'anno precedente, beneficiando in particolare dalla dinamica evidenziata dal costruendo, mentre l'immobiliare costruito risulta in contrazione. Lo stipulato del comparto aeronavale e ferroviario mostra una riduzione nel numero delle stipule ma una crescita in termini di valore.

Credemleasing, attiva esclusivamente nel leasing finanziario, consuntiva un andamento commerciale in incremento del 1,4% nel valore complessivo degli investimenti finanziati ed in contrazione nel numero dei nuovi contratti stipulati (-7%). Il comparto mobiliare rappresenta il 70,1% delle nuove stipule. Nonostante una prevalenza di beni strumentali (oltre il 58% del totale del comparto), analogamente al mercato il comparto mostra una contrazione sia in numero che in volume. Rispetto allo stesso periodo del 2022, si registra un significativo incremento del contributo portato dal leasing nautico finanziato (+166,4%). In crescita anche il comparto dei veicoli sia in termini di volumi, che di numero pezzi.

Il comparto immobiliare nel suo complesso registra un incremento dei volumi (+8,6%). Il comparto è sostenuto in pari misura dal segmento del "costruito" e del "costruendo", che rappresentano rispettivamente il 48% e il 52% del totale. In controtendenza rispetto al mercato, un contributo rilevante è riconducibile al leasing costruito (+18,7%), di cui circa il 54% relativo ad operazioni di importo compreso tra 0,5 e 2,5 milioni. Il leasing costruendo resta sostanzialmente invariato evidenziando un buon dinamismo degli investimenti d'importo superiore a 2,5 milioni di euro, che rappresentano circa il 66% della categoria.

Le principali dinamiche riferite alla gestione caratteristica vedono l'incremento del margine di intermediazione (+17,7%), sul quale ha influito positivamente il margine da interessi grazie all'incremento dei capitali medi produttivi (+5,6% rispetto allo stesso periodo del 2022), oltre al positivo andamento delle commissioni attive connesse alla gestione dei contratti di leasing.

Le rettifiche su crediti si attestano a circa 0,91 milioni di euro; la componente in bonis risulta in ripresa dato il miglioramento della qualità del portafoglio mentre quella in default registra rettifiche riconducibili a nuovi flussi a NPL e a maggiori accantonamenti su posizioni già a default.

I costi registrano un leggero incremento in linea con l'evoluzione strutturale della Società. ll Cost/Income al 26,2% conferma un buon livello di efficienza operativa.

BILANCIO CONSOLIDATO - RELAZIONE SULLA GESTIONE L'utile netto si attesta a 36,1 milioni di euro, in incremento rispetto ai 30,7 del 2022.

dic-23 dic-22 Variazione
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln /
%
Margine di intermediazione 33,6 27,2 23,5%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -12,9 -12,0 7,6%
Personale -8,3 -7,8 6,0%
Amministrative -3,7 -3,4 9,7%
Ammortamenti -0,9 -0,8 15,0%
Risultato Operativo 20,7 15,2 35,9%
Perdite su crediti -0,9 0,0 2771,9%
Utile Netto 13,2 10,3 28,1%
VOLUMI (s.f.p.): €mln /
%
Crediti netti di bilancio 1.468 1.540 -4,6%

Secondo gli indicatori preliminari di sintesi a novembre 2023, il mercato del factoring italiano ha evidenziato, rispetto all'esercizio precedente, una crescita del turnover (+0,5% rispetto allo scorso anno) e dell'outstanding e un calo alla voce investment.

L'outstanding di Credemfactor si è attestato a 1.572 milioni di euro, in calo del 6,5% sullo stesso periodo dell'anno precedente. Il flusso di turnover è pari a 5.378 milioni di euro, in aumento del +0,6% sempre rispetto all'anno precedente, che già registrava un trend crescente rispetto al 2021, grazie soprattutto allo sviluppo della componente pro-solvendo. I crediti netti, a valore di bilancio, si attestano a 1.468 milioni di euro, con un decremento del -4,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Gli impieghi puntuali hanno raggiunto 1.412 milioni euro realizzando, rispetto al 2022, un calo del 7,2%. La quota di mercato sugli impieghi puntuali, a novembre 2023, si è attestata al 2,38%.

I crediti deteriorati segnano un incremento, rispetto a dicembre 2022, per effetto dell'aumento della componente delle sofferenze e dei past due mentre la voce delle inadempienze probabili risulta in calo, con un NPL ratio che si attesta a 1,00%.

Il margine d'intermediazione è di 33,6 milioni di euro, in aumento del 23,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: incidono positivamente l'aumento dei tassi attivi, un aumento delle commissioni attive e il decremento delle commissioni passive (derivante essenzialmente da minori costi di riassicurazione dei crediti), oltre alla crescita degli impieghi medi progressivi (+5,7%) e del maggior turnover. I costi, inclusivi degli ammortamenti ammontano, a 13,07 milioni di euro in incremento del 9,1% su anno precedente, conseguenza dell'evoluzione strutturale della Società e dell'aumento dei costi infragruppo. Le rettifiche di valore nette sui crediti incidono per 0,92 milioni di euro, per effetto di rettifiche nette di valore analitiche per 0,86 milioni di euro e rettifiche nette di valore su crediti in bonis per 0,06 milioni di euro. Gli oneri e proventi di gestione, pari a 403 mila euro sono stati movimentati essenzialmente da indennizzi assicurativi su crediti assicurati, recuperi spese bolli su fatture e sopravvenienze attive diverse (inclusa la partecipazione agli utili Coface). L'utile netto si è attestato a 13,2 milioni di euro in aumento del 28,1% rispetto all'esercizio precedente.

Le principali aree di innovazione strategica, in linea con le linee guida del Gruppo, sono relative all'incremento della digitalizzazione dei processi di customer service multicanale, all'efficientamento dei processi operativi interni per ridurre il cost to serve ed ottimizzare il servizio e all'avvio del progetto ISTANT per l'attivazione della PEF, procedura elettronica di fido, integrata col gestionale interno e fattore abilitante per delibere instant prospect.

dic-23 dic-22 Variazione
%
€mln
INDICATORI ECONOMICI:
/ %
Margine di intermediazione 85,9 58,2 47,5%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -19,9 -17,9 11,4%
Personale -8,4 -7,3 14,2%
Amministrative -11,2 -10,1 10,4%
Ammortamenti -0,4 -0,5 -12,2%
Risultato Operativo 66,0 40,3 63,6%
Utile Netto 47,8 29,4 62,6%
€mln
VOLUMI (s.f.p.):
/ %
Fondi della casa 9.433 9.553 -1,3%
Sicav della casa 4.270 3.762 13,5%

I dati Assogestioni di novembre 2023 mostrano deflussi sui fondi aperti pari a -19,3 miliardi di euro, contro una raccolta positiva di 8,2 miliardi di euro nell'analogo periodo dello scorso anno. Le masse complessive crescono, nonostante i deflussi, grazie all'effetto mercato positivo.

La raccolta netta della Società, al 31 dicembre 2023, relativamente a fondi italiani e sicav, è stata caratterizzata, in linea con l'andamento complessivo del Sistema, da flussi negativi, segnando un valore di -459 milioni di euro.

Le masse relative agli OICR risultano complessivamente in aumento, rispetto alla fine del precedente esercizio, con un decremento del peso dei prodotti flessibili e bilanciati a favore dei prodotti obbligazionari / "life cycle" e azionari.

La quota di mercato della Società, in termini di patrimonio gestito (comprendendo i fondi italiani e le sicav), è pari a 1,22% in lieve diminuzione rispetto al dato registrato a fine 2022 (fonte: Assogestioni).

Il risultato netto ammonta a 47,8 milioni di euro, con un incremento del +62,6% rispetto al 2022, grazie principalmente a maggiori commissioni di performance e al contributo del margine finanziario. Le spese generali ammontano a 19,5 milioni di euro, in aumento rispetto al 2022 (+12,0%), per l'incremento dei costi del personale (+14,2%) e degli altri costi operativi (+10,4%), legati alla ripresa delle attività di marketing ed alla progettualità legata al lancio di nuovi prodotti.

dic-23 dic-22 Variazioni
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln
/ %
Margine di intermediazione 19,6 16,1 21,8%
di cui
Performance fees
1,42 0,0 n.s.
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -13,3 -11,7 13,3%
Personale -7,1 -6,3 11,8%
Amministrative -5,8 -4,9 17,3%
Ammortamenti -0,4 -0,5 -8,5%
Risultato Operativo 6,4 4,4 44,5%
Utile Netto 4,4 3,0 46,6%
VOLUMI (s.f.p.): €mln
/ %
Gestioni patrimoniali Gruppo in delega 5.995 6.036 -0,7%
Assistenza alla consulenza Gruppo 48.752 38.323 27,2%
Servizi Diretti 405 457 -11,5%

Il risultato dell'esercizio è stato influenzato dalle politiche monetarie restrittive e dall'aumento dei rischi geopolitici. In questo complesso contesto di mercato, che ha penalizzato la crescita degli asset, la Società ha confermato la propria capacità di veloce adattamento chiudendo l'esercizio con un utile pari a 4,4 milioni di euro. Contributo positivo sia dal margine finanziario per effetto tassi, sia dal margine da servizi sostenuto dalle commissioni di assistenza alla consulenza.

Il controvalore degli Asset del Servizio di gestione di portafogli in delega prestato a favore delle banche del Gruppo Credem si attesta a fine anno a 6.054 milioni di euro. Dopo un terzo trimestre sfavorevole che aveva portato le performance di molte asset class vicine a valori prossimi allo zero o addirittura negativi, nell'ultimo trimestre gli AUM a valori di mercato hanno recuperato i valori di chiusura dell'esercizio precedente grazie all'importante contributo dei mercati finanziari.

Il controvalore di mercato degli asset per cui EA SIM presta l'attività di assistenza alla consulenza in materia di investimenti fornita alle banche del Gruppo (c.d. AUA) ha registrato una crescita rispetto ai valori di chiusura dell'esercizio precedente.

In relazione alle attività extracaptive, sono proseguite le deleghe di gestione ricevute da Banca del Piemonte e dalle Compagnie Assicurative di diritto lussemburghese che distribuiscono in Italia in regime di Libera Prestazione. In tema di consulenza indipendente si è rafforzato il trend di crescita già registrato lo scorso anno.

Anche in prospettiva la Società continuerà a mantenere un focus rilevante sullo sviluppo del percorso di integrazione dei criteri ESG nelle proprie strategie di business anche in termini di scelte allocative degli AUM e AUA. In coordinamento con la Capogruppo saranno sviluppate ulteriori iniziative di Corporate Social Responsibility e di comunicazione e formazione. Inoltre è stata avviata nel 2023 l'attività di Programme Management, denominata NEWIT, volta al cambiamento della architettura tecnologica della Società a supporto del miglioramento della qualità dei servizi offerti e dell'efficienza e dell'efficacia delle procedure e dei processi prevalentemente collegati alla delega di gestione delle Polizze LPS e ai servizi prestati anche in ambito extracaptive a Controparti Istituzionali. Si proseguirà inoltre con gli sviluppi collegati alla Data Platform per sviluppare ulteriormente le attività di "data analysis" e di "data management".

dic-23 dic-22* Variazione
%
€mln
INDICATORI ECONOMICI:
/ %
Margine di intermediazione 79,6 64,8 11,6%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -10,8 -9,4 14,9%
Personale -3,0 -3,0 3,1%
Amministrative -5,9 -5,8 1,2%
Ammortamenti -1,8 -0,6 205,1%
Risultato Operativo 68,8 61,9 11,1%
Utile Netto 48,1 42,7 12,6%
€mln
VOLUMI Reti del Gruppo (s.f.p.):
/ %
Ramo I 4.187 4.161 0,6%
Ramo III 3.381 3.321 1,8%
Ramo VI 462 396 16,6%

(*)i dati 2022 sono stati riprodotti per tenere conto dell'introduzione dei principi contabili IFRS17 e IFRS9 sulle compagnie assicurative del gruppo.

Al 31 dicembre 2023, Credemvita ha registrato risultati commerciali in crescita, in particolare per:

  • una raccolta complessiva lorda pari a 1.143,9 milioni di euro, in crescita del 12% rispetto lo stesso periodo dell'anno precedente (di questi, 770,3 milioni di euro, sono riconducibili a polizze di ramo I e V Rivalutabili; 296,1 milioni di euro a prodotti Unit Linked; 26,3 milioni di euro a polizze caso morte e credit protection; 51,2 milioni di euro al Fondo Pensione);
  • prestazioni erogate pari a circa 1.194,7 milioni di euro, in crescita del 53% rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente;
  • una raccolta netta pari a -50,8 milioni di euro, contro i -291,1 milioni di euro in valore assoluto del 2022.

Il risultato economico a dicembre 2023, in termini di contributo al Bilancio Consolidato, calcolato con i nuovi principi contabili IFRS 9-17, evidenzia un utile netto pari a 48,1 milioni di euro, in crescita rispetto al risultato dell'esercizio 2022.

Tale risultato è riconducibile a:

  • margine da prodotti assicurativi in flessione sullo stesso periodo del 2022;
  • margine da prodotti finanziari e redditi della gestione finanziaria positivi ed in accelerazione sul 2022, principalmente legati alle riprese di valore su alcune parti dei portafogli titoli contabilizzate a conto economico, tra cui il portafoglio di proprietà e a commissioni di overperformance sui portafogli delle polizze Unit Linked;
  • costi in aumento anno su anno.

Il patrimonio netto IFRS 9-17 è in crescita rispetto al valore del 2022 di 156,7 milioni di euro e incorpora l'utile dell'esercizio, l'aumento di Capitale per 100 milioni di euro realizzato in corso d'anno e la variazione delle riserve da valutazione delle attività finanziarie al netto delle componenti attribuite agli assicurati (+14,3 milioni di euro al netto della fiscalità).

dic-23 dic-22* Variazione
%
€mln
INDICATORI ECONOMICI:
/ %
Ricavi assicurativi 42,0 36,2 16,2%
Costi per servizi assicurativi -28,2 -18,7 51,0%
di cui "oneri per sinistralità" -27,2 -18,0 51,3%
Risultato da investimenti
(att.tà / pass.tà finanz.)
3,5 -0,2 -
1896,3%
Risultato finanziario netto 17,4 17,3 0,2%
Altri ricavi/costi e proventi/oneri di gestione 0,0 0,0
Spese di gestione -2,7 -0,9 205,4%
Utile ante imposte 14,6 16,4 -11,0%
Utile netto (100%) 10,3 11,0 -6,6%

(*) i dati 2022 sono stati riprodotti per tenere conto dell'introduzione dei principi contabili IFRS17 e IFRS9 sulle compagnie assicurative del gruppo.

Credemassicurazioni ha raccolto al 31 dicembre 2023 premi per circa 58,4 milioni di euro, in aumento del 13% rispetto al precedente esercizio:

  • I prodotti di Protezione Individuale che hanno fatto registrare premi pari a 44 milioni euro sono in aumento del +11% rispetto al 2022 e costituiscono circa il 76% della raccolta premi totale, incidenza in diminuzione rispetto al 2022;
  • I prodotti CPI, con premi pari a 12 milioni di euro (costituiscono il 20% dei volumi complessivi con una incidenza in aumento rispetto a fine 2022), sono in aumento del 23% rispetto all'anno precedente;
  • I prodotti Leasing evidenziano premi pari a 2,4 milioni di euro (+6% rispetto al 12/2022).

Credemassicurazioni presenta, al 31 Dicembre 2023, un utile netto calcolato con i principi contabili IFRS 9-17 di 10,3 milioni di euro in diminuzione rispetto al risultato del 2022 (pari a 11,0 milioni di euro). Tale risultato è riconducibile a:

  • Risultato assicurativo in flessione per:
    • o l'incremento della sinistralità complessiva in particolare sulle polizze a copertura dei danni da eventi atmosferici. Loss Ratio al 31.12.23 pari a 29,7% (lordo effetto riassicurazione) in aumento rispetto al valore, particolarmente favorevole registrato a dicembre 2022 (pari a 12,7%);
    • o l'incremento delle spese generali complessive, sia lato provvigioni retrocesse (conseguenze della dinamica produttiva positiva) che dei costi amministrativi;
    • o l'incremento dei ricavi assicurativi conseguente alla crescita della raccolta premi.
  • Risultato finanziario in crescita per la ripresa di valore di posizioni del portafoglio titoli contabilizzate a conto economico.

Il patrimonio netto IFRS 9-17 al 31 dicembre 2023 ed evidenzia un aumento di 6,3 milioni di euro rispetto al valore al 31 dicembre 2022. Tale incremento è legato all'aumento delle riserve per il riporto degli utili degli esercizi precedenti al netto dell'erogazione del dividendo (+7,2 milioni di euro) e da variazioni delle riserve da valutazione delle attività finanziarie al netto della componente fiscale (-0,9 milioni di euro).

dic-23 dic-22 Variazione
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln /
%
Patrimonio netto milioni
8,5 7,5 +5,5%
Dipendenti n. 3 3
Utile ante imposte milioni
0,6 0,8 -16,9%
Utile netto milioni
0,4 0,5 -16,3%

I Fondi in gestione alla SGR sono tre: due Chiusi Alternativi collocati il 10 gennaio 2019 (Élite, per 72,8 milioni di euro e Credem Venture Capital II per 25,8 milioni di euro), e un Fondo ELTIF (denominato Eltifplus) la cui raccolta ammonta a 132,2 milioni di euro.

Nel corso 2022 e del primo semestre 2023, la SGR è stata impegnata nella costruzione dell'operazione di offerta pubblica di acquisto ("opa") volta all'acquisizione e delisting di Finlogic S.p.A. ("target"), società quotata sul mercato EGM (ex AIM Italia) gestito da Borsa Italiana.

Finlogic è attiva nella produzione di etichette e offre soluzioni per la codifica e l'identificazione automatica dei prodotti attraverso l'utilizzo di codici a barre e della tecnologia "Radio Frequency Identification". L'opa, portata avanti per il tramite dei veicoli societari Pumo S.p.A. e Argo S.p.A., ha avuto esito positivo per oltre il 97% del capitale della target al momento di chiusura del periodo di adesione, senza necessità di ulteriore proroga; Argo ha dato poi corso alla procedura di adempimento dell'obbligo/diritto di acquisto del 100% di Finlogic e alla data del 20.06.2023 è efficace il delisting di Finlogic.

Prosegue l'azione di Credem Private Equity a sostegno alla crescita delle piccole e medie imprese italiane; il CdA della SGR ha deliberato nel corso della seduta del 15 dicembre 2023 l'investimento dei fondi gestiti in una società italiana, Novaref S.p.A., con sede a Colognola ai Colli (VR), società italiana attiva nella produzione di materiale refrattario per l'industria ceramica. L'investimento in equity è di 13,6 milioni di euro per la quasi totalità del capitale sociale (oltre il 90%). Il closing si è perfezionato in data 11 gennaio 2024.

La SGR chiude il bilancio con un utile pari a euro 437 mila euro.

dic-23 dic-22 Variazioni
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln /
%
Patrimonio netto milioni
4,4 4,1 +4,9%
Mandati fiduciari n. 710 665 7%
Titoli e valori in amministrazione 1.737 1.346 +29%
Utile ante imposte milioni
0,3 0,1 424,5%
Utile netto milioni
0,2 0,1 +275,9%

Le masse fiduciarie gestite crescono di 389 milioni di euro e si attestano a 1.737 milioni di euro, in netta crescita rispetto al 2022, il numero dei mandati cresce di 45 unità e si attesta a 710.

A fronte di ricavi da nuovo business generati nel 2023, per 175 mila euro, le commissioni nette si attestano a 1.193 milioni di euro, in marginale riduzione di soli 37 mila euro rispetto al 2022, pur scontando una contrazione su base annua di oltre 117 mila euro sulle commissioni da stock. Le spese amministrative risultano pari a 1.667 mila euro nel periodo di riferimento, in riduzione di 29 mila euro, frutto di un calo di spese per il personale di 79 mila euro e di un aumento di altre spese amministrative per 50 mila euro, legate all'incremento di alcuni costi per servizi in outsourcing resi da fornitori esterni e società del Gruppo.

L'utile lordo di periodo ammonta a 277 mila euro.

Nel 2023 la Società ha proseguito il percorso sinergico avviato con le altre società del Gruppo, rafforzando l'integrazione commerciale e mettendo a frutto l'attività di formazione che ha coinvolto la rete dei Private Banker di Credem Euromobiliare Private Banking svolta in corso d'anno.

dic-23 dic-22 Variazioni
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln / %
Ricavi per magazzinaggio milioni € 6,2 5,7 +7,9%
Patrimonio netto milioni € 27,7 26,7 +3,7%
Utile ante imposte milioni € 1,2 1,0 +23.2%
Utile netto milioni € 1,0 0,7 +43,5%

La produzione del Parmigiano Reggiano, in termini di numero di forme, dopo una crescita costante durata anni, si è stabilizzata. Il Grana Padano di contro fa registrare un forte aumento del numero di forme con un + 4,69% sullo stesso periodo dell'anno precedente.

I prezzi sono in flessione su entrambi i formaggi ma si è assottigliata moltissimo la forbice con un Padano molto vicino ai prezzi del Parmigiano. Questo trend è legato all'evoluzione delle scorte che sono risultate alte per tutto il 2023 di Parmigiano Reggiano stagionato, mentre sono ancora basse sul Grana Padano. Questo fenomeno è legato al forte calo della produzione di Padano avvenuta nel 2022, influenzata dal forte incremento del prezzo del latte spot, che ha portato i produttori a privilegiare temporaneamente quest'ultimo canale di vendita. L'andamento complessivo delle giacenze evidenzia l'importante utilizzo dei due stabilimenti, attività peraltro influenzata dalla sempre maggiore richiesta di logistica. Nel 2023 abbiamo movimentato complessivamente 2.300.000 forme di Parmigiano Reggiano a Fronte di una giacenza media di 503.000 forme.

Gli investimenti continuano su due direzioni, la prima legata al mantenimento di un adeguato livello delle attrezzature e la seconda alla progettazione, ampliamento e miglioramento strutturale del sito di Montecavolo; si segnala in proposito la sottoscrizione del contratto per l'installazione di un nuovo impianto fotovoltaico della potenza di 850 Kw. L'attività nel suo complesso sconta le difficoltà che si rilevano nel reperimento dei ricambi industriali così come dei materiali d'uso ed all'aumento significativo dei pezzi di ricambio.

Il conto economico evidenzia un risultato ante imposte positivo, in miglioramento rispetto al 2022, questo nonostante l'incremento dei costi (in particolare energetici e del personale comandato). I ricavi, infatti, risultano crescenti, sia per l'aumento delle tariffe, sia per l'aumento delle giacenze medie sul magazzino di Montecavolo. Si mantiene pertanto uno spazio di redditività che consente alla Società di poter continuare ad investire. Gli ammortamenti rappresentano una quota prossima al 20% dei ricavi. L'utile netto, di 997 mila euro, risulta in aumento del 43,4% per effetto anche di una riduzione del carico fiscale rispetto all'anno precedente.

dic-23 dic-22 Variazioni
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln / %
Ricavi per prestazioni e vendita software milioni € 38,2 33,6 +13,8%
Patrimonio netto milioni € 47,2 35,5 +14,6%
Utile ante imposte milioni € 8,1 7,8 +4,1%
Utile netto milioni € 6,1 5,7 -6,8%

Credemtel, nel 2023 ha mantenuto il suo focus strategico come tech company per le imprese, e come digital company per l'innovazione del Gruppo, agendo da centro di competenza sui servizi digitali Banca:

  • Tramite l'Acceleratore Fintech e Insurtech Accelerator Srl, Credemtel ha investito direttamente in "SBC Fintech Milan 2224, versate due di tre tranche da 150.000 Euro ciascuna, a gennaio e ottobre 2023. L'attività rientra nell'iniziativa di Corporate Venture Capital (CVC) avviata dal Gruppo Credem per l'acquisizione e la gestione di partecipazioni in startup innovative e ad alto potenziale di crescita.
  • È proseguito il piano di crescita per linee esterne attraverso una intensa attività di scouting ed avvio di trattative con aziende del settore della Cyber Security, Artificial Intelligence, Mini Tesoreria. Nel corso del 2023 sono state perfezionate alcune operazioni:
    • o Acquisito il 10% di FLAIRBIT (azienda attiva in IoT ed AI), tramite sottoscrizione di un aumento di capitale da 461.760 Euro.
    • o Raggiunto l'8,73% di partecipazione in MYNET (azienda attiva in soluzioni HR), attraverso la sottoscrizione di due aumenti di capitale rispettivamente ad aprile 2023 (100.000 Euro) e novembre 2023 (150.000 Euro) per un totale di 250.000 Euro.
    • o A novembre 2023, la società ha perfezionato l'acquisizione dell'ulteriore 25% di Be-Solution S.r.l, attualmente partecipata al 100%.

Sotto il profilo economico: ricavi con dinamica sostenuta, in particolare i ricavi GED (Gestione Elettronica Documentale) sia su clienti esterni, che sul Gruppo; cresce significativamente in questo anno l'apporto da "altri servizi" verso il Gruppo, generati soprattutto da una tantum per nuovi progetti. I costi sono in forte espansione, coerentemente con la strategia di diversificazione della gamma di servizi offerti e con la necessità di rendere maggiormente scalabile il portafoglio prodotti attuale. Utile ante imposte pari a 8,1 milioni di euro, in aumento del 4,1% rispetto al 2022.

I businessprincipali:

  • Gestione Elettronica Documentale (GED): rappresenta il 77% del fatturato totale con un trend in costante crescita anche in considerazione del fatto che i servizi di digitalizzazione possono costituire, attraverso l'innovazione, un veicolo per creare valore e rendere l'impresa sostenibile.
  • Corporate Banking Interbancario (CBI): rappresenta il 18% del fatturato totale e vede l'offerta rivolta alle banche (oltre a Credem sono servite 3 banche direttamente in qualità di Struttura Tecnica Delegata (STD), alle quali si aggiunge una quarta banca servita tramite un accordo di partnership con Nexy Payment Spa.
  • Altri servizi: rappresentano il 5% del fatturato totale (Telepass e Servizi Professionali che riguardano ad esempio la predisposizione e la gestione dei siti web per alcune società del Gruppo, l'erogazione di attività professionali a supporto delle aree IT della Capogruppo e il servizio PagoPA).

Per ultimare l'illustrazione delle società del Gruppo si fa presente che, in riferimento allo scarso rilievo economico e patrimoniale, non viene esaminata specificatamente la società integralmente consolidata Credem CB, veicolo costituito a supporto del programma di emissione di obbligazioni garantite; è anche doveroso sottolineare che non sono oggetto di derecognition i patrimoni creditizi separati correlati alle suddette obbligazioni.

Non si commentano i dati S.A.T.A. e Blue Eyes Solutions che registrano nel 2023 rispettivamente un utile di 0,65 milioni di euro e 0,1 milioni di euro e quasi 6 milioni di ricavi in parte realizzati verso società del Gruppo.

Per una più dettagliata disamina circa la distribuzione e l'andamento per settori di attività e per area geografica degli aggregati economici si rimanda alla specifica sezione L della Nota Integrativa.

Di seguito forniamo (in migliaia di euro) il raccordo, tra il patrimonio netto ed il risultato d'esercizio, della controllante con quelli risultanti dal bilancio consolidato.

PATRIMONIO
NETTO
di cui: UTILE
D'ESERCIZIO
Saldi al 31 dicembre 2023 di Credembanca 2.691.296 346.284
Eccedenze rispetto ai valori di carico:
Società consolidate integralmente 1.203.698 231.432
Società valutate con il metodo del patrimonio netto 32.638 5304
Dividendi incassati nell'esercizio -2.759
Avviamenti 12.520
Eliminazione utili infragruppo e altre rettifiche -69.610 -18.143
Saldi al 31 dicembre 2023 del Gruppo 3.870.542 562.118

10. MEZZI PROPRI, COEFFICIENTI REGOLAMENTARI E RATIO DI LIQUIDITÀ

MEZZI PROPRI "CIVILISTICI" 2023 2022
Mezzi propri "civilistici" milioni € 3.649,1 3.247,6

La variazione dei mezzi propri "civilistici", rispetto al 31/12/2022, è principalmente derivata da:

  • l'ipotizzata capitalizzazione del risultato dell'esercizio (213,9 milioni di euro);
  • il risultato della valutazione delle "attività finanziarie valutate al fai value con impatto sulla redditività complessiva" (+152,3 milioni di euro);
  • il saldo negativo della valutazione al fair value dei contratti derivati di copertura dei flussi finanziari (+33,5 milioni di euro);
  • il saldo positivo della valutazione attuariale del trattamento di fine rapporto (-0,5 milioni di euro);
  • la capitalizzazione dei costi del personale connessi a piani di remunerazione basati su strumenti finanziari (5,1milioni di euro);
  • riserve assicurative -129
  • la variazione del patrimonio di CredemAssicurazioni non incorporata nel risultato dell'esercizio (-0,5 milioni di euro);
  • l'avviamento acquisto partecipazione Blue Eye Solutions e S.A.T.A. (-0,2 milioni di euro).

Il seguente prospetto illustra (in milioni di euro) l'adeguatezza patrimoniale, del Gruppo Bancario, secondo la normativa di Vigilanza:

GRUPPO BANCARIO 2023 2022**
Totale fondi propri milioni € 3.696 3.320
. di cui Common Equity tier 1 3.267 2.916
Totale RWA 21.070 18.791
Requisito patrimoniale complessivo 1.686 1.503
. di credito e controparte 1.495 1.333
. di mercato 6 9
. operativi 185 162
CET1 capital ratio (**) % 15,5 15,5
Total capital ratio 17,5 17,7
Target regolamentari (***)
CET1 capital ratio 7,0 7,0
Total capital ratio 10,5 10,5

(**) Se CET1<TIER1; CET1=T1

(**) Ratio 2022 rideterminati per tener conto dell'applicazione dei principi contabili IFRS9 e 17 per le compagnie assicurative (***) Comprensivi del cosiddetto "capital conservation buffer", non comprende il requisito aggiuntivo da "SREP decision".

Il seguente prospetto illustra (in milioni di euro) l'adeguatezza patrimoniale del perimetro di riferimento ai fini della vigilanza prudenziale, vale a dire del perimetro che fa capo a CredemHolding:

PERIMETRO CREDEM HOLDING 2023 2022***
Totale fondi propri milioni € 3.601 3.193
. di cui Common Equity tier 1 3.021 2.649
Totale RWA 21.217 18.939
Requisito patrimoniale complessivo 1.697 1.515
. di credito e controparte 1.493 1.332
. di mercato 19 22
. operativi 185 162
CET1 capital ratio (*) % 14,2 14,0
Total capital ratio 17,0 16,9
Target regolamentari (**)
CET1 capital ratio 7,0 7,0
Total capital ratio 10,5 10,5

(*) Se CET1<TIER1; CET1=T1

(**) Comprensivi del cosiddetto "capital conservation buffer", non comprende il requisito aggiuntivo da "SREP decision". (***) Ratio 2022 proformati per tener conto dell'applicazione dei nuovi principi contabili IFRS9 e 17 per le compagnie assicurative

Nel dettaglio, l'evoluzione della situazione patrimoniale (rispetto al 31/12/2022) riflette in particolare:

  • o la capitalizzazione dell'utile dell'esercizio;
  • o la variazione positiva delle riserve da valutazione
  • o l'aumento dei rischi, con particolare riferimento a quelli di natura creditizia, in relazione all'analogo progresso dei crediti verso clientela.
  • o l'incremento delle minorities(per incremento RWA);
  • o l'incremento della deduzione relativa agli shortfallcreditizi

I dati confermano l'eccellente posizione di capitale del Gruppo, e la capacità di autofinanziamento nonostante la crescita dei volumi. Il CET1 a livello holding si attesta quindi al 14,2% e, rispetto al requisito SREP 2023** registrano un buffer di 664 bps.

(*) In data 8 gennaio 2021, la Banca Centrale Europea ha revocato l'uso dell'approccio standardizzato per le cd. Equity Exposure. A seguito di tale revoca, la partecipazione in Credemvita viene ponderata al 370%. La decisione segue l'autorizzazione, derivante dall'applicazione dell'articolo 49 del Regolamento (EU) n.575/2103 (la "CRR"), è applicabile qualora il Gruppo faccia parte della lista di quelli che, in base ai parametri di vigilanza, svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo (conglomerati finanziari). A tale riguardo si richiama la decisione dell'Autorità di Vigilanza, che ha inserito, a far tempo dall'ottobre 2017, il Gruppo Credem tra i soggetti di cui sopra.

(**) Il requisito aggiuntivo assegnato dall'Organo di Vigilanza (il Pillar 2 Requirement), rispetto ai livelli regolamentari di patrimonio vigenti nel 2022, sarebbe pari all'1%, tuttavia, in funzione dell'articolo 104 BIS della CRDV deve essere rispettato con un minimo del 56,25% di CET1 capital e con un 75% di Tier1 capital. I coefficienti minimi per il 2023: 7,60%, 9,29% e 11,54% a livello, rispettivamente, di CET1 Ratio, TIER1 Ratio e Total Capital Ratio.

Di seguito proponiamo (in milioni di euro) la segnalazione specifica in merito all'adeguatezza patrimoniale del conglomerato finanziario (anch'esso facente capo a CredemHolding):

MARGINE DEL CONGLOMERATO 2023 2022
A. Totale dei mezzi patrimoniali del conglomerato 3.815 3.391
B. Requisiti patrimoniali delle componenti bancarie 2.229 2.030
C. Margine di solvibilità richiesto delle componenti assicurative 311 360
D. Totale delle esigenze patrimoniali del conglomerato (B+C) 2.540 2.391
E. Eccedenza (deficit) del conglomerato (A-D) 1.275 1.001

I mezzi patrimoniali del conglomerato finanziario Credem eccedono il totale delle esigenze patrimoniali richieste per 1.275 milioni di euro. Nel calcolo dei requisiti patrimoniali del conglomerato finanziario si è adottato, per il 2023, un Total Capital Ratio del 11,5%, così come comunicato dalla Banca Centrale Europea.

Tale decisione è stata confermata anche per il 2024 al termine del processo SREP di valutazione e misurazione dei rischi che ancora una volta conferma la solidità del Gruppo anche nel confronto europeo.

Anche sull'evoluzione del margine del conglomerato hanno prevalentemente inciso le ragioni già ricordate in riferimento alla situazione patrimoniale del Gruppo bancario.

In adempimento a quanto disposto dalla normativa, segnaliamo che il Gruppo detiene azioni proprie, in riferimento ai sopra citati piani di remunerazione, così come indicato nella parte B "informazioni sullo Stato Patrimoniale" alla sezione 12 della Nota Integrativa.

Nell'ambito dell'informativa necessaria ai sensi della CRR/CRD4, oltre ai già citati ratio regolamentari, vengono di seguito esposti (sempre in riferimento al perimetro che fa capo a CredemHolding) gli indicatori regolamentari finalizzati ad accertare l'adeguatezza della situazione di liquidità di breve termine (livello di disponibilità immediata per far fronte ad esigenze a 30 giorni), di liquidità di medio lungo termine (stabilità del profilo di provvista in relazione alla composizione dell'attivo) e del rapporto tra il patrimonio e le attività bancarie:

INDICATORI REGOLAMENTARI % 2023 2022
Liquidity coverage ratio (LCR) 183 232
Net stable funding ratio (NSFR) 132 137
Leverage ratio (*) 5,2 4,6
Target regolamentari
Liquidity coverage ratio (LCR) 100 100
Net stable funding ratio (NSFR) 100 100
Leverage ratio (*) 3 3

(*) Segnalazione obbligatoria ai sensi della "CRR". Con le misure di capital relief, avendo scelto di escludere l'importo della riserva obbligatoria dal monte esposizioni, il livello target del leverage fino al 31/03/2022 è stato calcolato nella misura del 3,45%.

Per quanto riguarda il Gruppo, come evidenziato in tabella, l'indicatore si pone ben al di sopra dei limiti regolamentari.

Lo stesso si conferma per gli indicatori previsti dalla CRR in tema in tema di liquidità: LCR e NSFR sono in miglioramento.

Si ricorda infine che a partire dal 01/01/2022, il requisito MREL (Requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili), richiesto alle banche al fine di migliorarne la risolvibilità, è "binding". Il Gruppo evidenzia un discreto margine rispetto al requisito richiesto dal Single Resolution Board.

Alla fine del mese di marzo 2023 come prevede la Circolare 285 del 17 dicembre 2013, nella parte dedicata al "processo di controllo prudenziale" (il cosiddetto PILLAR II), è stato inoltrato all'Organo di Vigilanza il resoconto ICAAP ("Internal Capital Adeguacy Assessment Process"), corredato dai diversi documenti specifici richiesti. Tale elaborazione, finalizzata alla verifica dell'adeguatezza patrimoniale rispetto al complesso dei rischi assunti nell'operatività corrente e caratteristica, ha riguardato la situazione di fine 2022 e, per quanto riguarda la valutazione prospettica, un orizzonte temporale triennale.

Sempre alla fine del mese di marzo 2023, in base a quanto previsto dalla Direttiva 2013/36 (la CRD4), è stato sottoposto all'Autorità di Vigilanza il Resoconto ILAAP.

Entrambi i documenti sono stati redatti sulla base delle indicazioni delle Autorità di Vigilanza e includono una panoramica:

  • dei margini patrimoniali disponibili a fronteggiare i rischi difficilmente misurabili, gli effetti delle prove di stress, nonché a mantenere lo standing prefissato dai mercati finanziari e dalle Autorità nazionali ed europee;
  • del profilo di liquidità del Gruppo, sia in condizioni attese che stressate.

Segnaliamo infine che le operazioni con parti correlate sono analizzate nella parte H della "Nota Integrativa".

11. GLI AZIONISTI E LE AZIONI

Relativamente al mercato azionario italiano, il FTSE Mib ha chiuso il 2023 con un +28% rispetto alla fine del 2022. L'anno è stato caratterizzato da un certo grado di volatilità, inizialmente per le tensioni bancarie negli Stati Uniti e in Svizzera, mentre, nell'ultimo trimestre il ridimensionamento delle attese di ulteriori rialzi dei tassi ufficiali nelle economie avanzate ha indotto un marcato miglioramento delle condizioni di mercato con ottime performance delle quotazioni.

L'esercizio non ha registrato movimenti riguardanti il capitale sociale:

data capitale sociale in € n. azioni situazione
dic-23 341.320.065 341.320.065 a fine esercizio
dic-22 341.320.065 341.320.065 a fine esercizio

Al 31/12/2023 la composizione dell'azionariato era la seguente:

% sul capitale ordinario
Credito Emiliano Holding S.p.A. 79,47
Altri azionisti 20,53

Si riporta, di seguito, un confronto tra l'azione Credem ed alcuni indicatori del mercato borsistico relativo all'ultimo biennio:

Confronto con il mercato 31/12/2023 31/12/2022 Variazione
%
Azione Credem (in euro) 8,04 6,63 21
FTSE Italia Banche (Indice) 13.640 9.584 42
FTSE Italia All-Share
(Indice)
32.479 25.720 26

12. PERSONALE

Nel 2023 l'organico ha avuto una leggera crescita, passando dalle 6.616 persone del 31.12.2022 alle 6.628 del 31.12.2023, con un incremento complessivo di 12 unità.

Le principali linee di intervento hanno riguardato:

  • Il bilanciamento della rete commerciale di Credem Banca, per mantenere adeguati i livelli di servizio offerti alla clientela e aumentare il presidio commerciale sul territorio anche attraverso un efficientamento della rete dei punti vendita.
  • Il rafforzamento delle strutture/Società IT, con l'obiettivo di sviluppare nuove procedure utili al business, effettuare gli adeguamenti ai processi previsti dalle normative e governare al meglio il "rischio informatico".
  • Il rafforzamento della struttura di Avvera, per supportare il piano di sviluppo della Società.
  • Il conferimento del ramo d'azienda denominato "polo private" da Credem a Credem Euromobiliare Private banking che ha comportato il passaggio di 449 persone.
  • Il rafforzamento della struttura di Credem Euromobiliare Private Banking in particolare della relativa rete di vendita.
  • Il rafforzamento dell'organico di alcune delle altre società del Gruppo, per sostenerne i rispettivi piani di sviluppo.
  • L'azione, già posta in essere da anni, volta al raggiungimento di accordi su base volontaria per l'esodo anticipato rispetto alla naturale scadenza del rapporto di lavoro, che ha permesso l'inserimento di giovani neo-diplomati e neo-laureati.

Sul fronte formativo sono proseguiti gli investimenti grazie soprattutto all'utilizzo della "formazione con didattica a distanza". Il focus principale degli interventi è stato sulle competenze comportamentali, su temi normativi, sulla leadership, sul benessere personale sul posto di lavoro e sulla metodologia di lavoro "Agile" per la gestione della progettualità. Sulla rete commerciale si è continuato a erogare una formazione mirata all'acquisizione delle conoscenze/competenze fondamentali di ogni ruolo con valutazione finale dell'apprendimento.

Si è continuato ad investire sul tema dell'identità di gruppo e sui valori aziendali con attività dedicate al tema, che hanno toccato in particolare leadership, coaching, feedback, fiducia, gestione dell'errore e mentoring, considerati importanti leve per permettere di agire il modello di leadership aziendale e aumentare le performance dei collaboratori. È stato, inoltre, confermato l'investimento formativo dedicato al lean management, volto a rendere sempre più efficienti i processi interni.

Il piano di welfare aziendale, strutturato sui bisogni di benessere e salute, supporto personale, tempo libero e risparmio, responsabilità sociale, ha registrato il consolidamento dei servizi in essere e lo sviluppo di nuove iniziative che hanno coinvolto un numero sempre maggiore di persone. Ci sì è focalizzati in particolare sui temi della prevenzione in ambito medico, genitorialità ed in particolare sulla paternità, forma fisica, smart working, mobilità, socialità, consulenza legale e fiscale, caregiver, il supporto psicologico e soluzioni "salva tempo". È stata confermata l'iniziativa di volontariato di impresa che ha visto l'adesione di 783 persone che hanno effettuato attività di volontariato in orari e giornate lavorative in modalità web.

Si è inoltre investito sulla "sostenibilità ambientale" attraverso la sensibilizzazione dei dipendenti e una serie di iniziative specifiche.

Continuano ad essere attive diverse forme di flessibilità lavorativa, in particolare lo smart working, delle quali beneficiano, a fine 2023, oltre l'85% delle persone del Gruppo. Questa nuova modalità di lavoro è stata accompagnata da un importante percorso formativo rivolto alle competenze comportamentali, al supporto psicologico ed alla salute fisica.

È stato mantenuto un forte focus sulle iniziative di Diversity & Inclusion ambito nel quale è stata confermata per il Gruppo la certificazione di equità salariale di genere, primo Gruppo Bancario in Italia ad avere ottenuto questo riconoscimento già nel 2020. Sempre relativamente alla parità di genere nel 2023 il gruppo ha ottenuto anche la certificazione PDR UNI 125:2022.

13. LA GESTIONE DEI RISCHI

Il Gruppo Credem valuta da sempre come elemento fondante la ricerca di una elevata qualità nel governo dei rischi, ritenuta fattore imprescindibile ed obiettivo strategico al fine di:

  • Garantire la salvaguardia del patrimonio aziendale, assicurando la massima efficacia ed efficienza del processo di creazione del valore.
  • Integrare nei processi decisionali e operativi di gestione delle differenti aree di business la duplice dimensione rischio/rendimento.
  • Assicurare la coerenza dei processi operativi con le strategie, le politiche ed i regolamenti interni.

A partire da giugno 2014, si è adottato un quadro di riferimento strutturato, attraverso l'attuazione di un processo normato da apposito Regolamento interno di Risk Appetite Framework (RAF) di Gruppo. Il RAF è valutato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo in relazione al business model e al piano strategico e prevede l'approvazione di obiettivi di rischio e soglie di tolleranza, coerenti con l'ICAAP (Internal Capital Adequacy Assessment Process) e il sistema dei controlli interni. Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo valuta tutte le tipologie di rischio a livello consolidato e ne approva l'assunzione in maniera articolata su società e business units, che nel RAF sono individuate come rilevanti per l'apporto al rischio di Gruppo.

Il RAF individua la propensione al rischio che la Banca intende perseguire a livello di Gruppo e mantenere nel tempo sia in una fase di normale corso degli affari, sia in ipotesi di condizioni di mercato particolarmente stressate. Il RAF si esplicita attraverso un elenco di indicatori (Indicatori RAF o Indicatori di I livello) che considerano tutti i rischi rilevanti, a livello singolo e integrati tra loro, e che coprono le seguenti aree: Capitale, Liquidità, Asset Quality (credito, mercato e tasso, operativo) e Redditività. Per ciascuno degli indicatori RAF è definito:

  • Il Risk Appetite (obiettivo di rischio o propensione al rischio), che rappresenta la propensione al rischio che il Gruppo si propone di adottare in un contesto di medio periodo, per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici.
  • La Risk Tolerance (soglia di tolleranza), che rappresenta la devianza massima dal risk appetite consentita; la soglia di tolleranza è fissata in modo da assicurare in ogni caso alla banca margini sufficienti per operare, anche in condizioni di stress, entro il massimo rischio assumibile.
  • La Risk Capacity (massimo rischio assumibile), che rappresenta il livello massimo di rischio che la banca è tecnicamente in grado di assumere senza violare i requisiti regolamentari o gli altri vincoli imposti dagli azionisti o dall'autorità di vigilanza.

Nell'ambito delle attività di monitoraggio, definite in coerenza con le regole di vigilanza prudenziale stabilite dalla Banca Centrale Europea (cd. Processo SREP - Supervisory Review and Evaluation Process), gli indicatori RAF sono affiancati da indicatori di II livello o "indicatori SREP", ossia da indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo. In analogia agli indicatori RAF, essi coprono le seguenti aree: Liquidità, Asset Quality (credito, mercato e tasso, operativo) e Redditività. Per alcuni degli indicatori di II livello vengono comunque definite delle soglie di alerting, coerenti con il processo RAF e i con processi ad esso collegati (budget, piano NPL, Risk Self Assessment). Nel corso del 2023 e all'interno dell'asset quality credito e mercato sono stati introdotti indicatori SREP relativi al rischio C&E e, a partire dall'anno 2024, saranno definiti corrispondenti indicatori C&E RAF.

Ad inizi 2020, è stato istituito un monitoraggio mensile di un sottoinsieme significativo degli indicatori RAF al fine di permettere al CE e al CA di essere aggiornati in modo tempestivo e frequente sugli impatti della situazione esterna COVID-19. Tale monitoraggio è stato confermato per gli anni 2021, 2022 e 2023, ampliando il sottoinsieme degli indicatori RAF in riferimento all'area Capitale.

In coerenza con il processo RAF di gruppo, di seguito si riporta l'andamento del rischio mediamente assunto nell'anno 2023, con il distinguo tra le famiglie di rischio: mercato e tasso, credito e operativo.

Dal punto di vista del rischio di mercato del trading book e del rischio di tasso del banking book, non si sono registrate sostanziali variazioni del profilo di rischio complessivo.

Il presidio di tali rischi avviene attraverso il monitoraggio delle soglie RAF e dei limiti operativi che, definiti in coerenza con esse, ne costituiscono l'espressione diretta in termini di rischiosità accettabile per le singole aree/linee di business.

I limiti operativi sui rischi finanziari, monitorati giornalmente dalla funzione Risk Management, sono espressi in termini di posizione, sensitivity ai fattori di rischio sottostanti e greche. Il rischio emittente o specifico viene monitorato tramite appositi massimali di concentrazione per settore e classe di rating, anche in termini di credit spread sensitivity. Viene inoltre calcolata la misura di Value at Risk (intervallo di confidenza 99%, holding period 10 gg, coefficiente moltiplicativo 3). Il VaR medio di Credembanca sul trading book risulta sostanzialmente stabile rispetto all'anno scorso, con un'operatività che si è mantenuta su livelli contenuti. Le principali posizioni in titoli di debito (titoli di stato e titoli di emittenti finanziari) sono infatti collocate nei portafogli HTCS e HTC. Il requisito patrimoniale sui rischi di mercato calcolato secondo la metodologia standard risulta contenuto; trascurabile il contributo di Credem Euromobiliare Private Banking.

Con riferimento al rischio di tasso, il Gruppo è dotato di una Policy sul rischio di tasso di interesse del banking book e, coerentemente con la normativa europea, utilizza all'interno del RAF le metriche di misurazione di riferimento della sensitivity di Valore Economico (VE) e sensitivity del Margine di Interesse. Il rischio di tasso del banking book, misurato tramite la sensitivity di VE, nel corso del 2023 risulta sostanzialmente stabile rispetto al 2022, con una media pari a 4,7% dei fondi propri; il dato si mantiene all'interno del risk appetite framework definito. Per quanto riguarda le altre società, il contributo più significativo al dato di gruppo è generato da Credemleasing, che registra una sensitivity di Valore Economico media pari a 0,2% dei fondi propri, stabile rispetto al 2022 e al di sotto del risk appetite della Società.

2023 2022
RISCHI AZIENDALI medio max medio max
Rischio di tasso di Banking Book vs Fondi Propri (metodologia
Sensitivity di VE 200 bps) – Gruppo bancario
4,7% 6,5% 4,5% 8,5%
Rischio generico di mercato di Trading Book
- Credem (metodologia Var)
3,5 17,2 3,3 14,6
Rischio emittente (approccio standard di Vigilanza) € mln
- Credem
0,3 0,4 0,6 0,8

La tabella riporta la situazione dei suddetti rischi aziendali:

Relativamente ai rischi di credito e controparte, nell'ambito dei processi gestionali RAF e ICAAP, il Gruppo adotta un modello gestionale per la stima del rischio di credito allineato alle metriche AIRB (parametri interni PD, LGD ed EAD), ma che considera eligibili tutte le garanzie presenti nel portafoglio crediti di Credembanca e Credemleasing.

RISCHIO DI CREDITO 2023 2022
- Credembanca 1.174 1.140
- Credemleasing 91 89
- Altre Società 251 182
1.515 1.411

Il confronto con l'anno precedente evidenzia un aumento legato all'incremento delle esposizioni verso la Clientela principalmente nei portafogli il cui rischio è calcolato in coerenza con la metodologia Standard e, secondariamente, nel portafoglio ad AIRB. L'aggiornamento dei fattori di rischio AIRB ha comportato un beneficio contenuto. Relativamente ai rischi operativi, il requisito di vigilanza consolidato, calcolato adottando il metodo TSA, è pari a circa 192 milioni di euro.

TEMATICHE CLIMATICHE E AMBIENTALI

Per sostenere l'evoluzione della strategia del Gruppo verso la piena integrazione dei fattori di rischio climatico e ambientale (C&E) e, più in generale, dei fattori ESG nei processi aziendali, nel 2023 è proseguita e si è evoluta l'attività progettuale iniziata nel 2021, anche mediante il supporto di advisor esterni.

Le funzioni di Gruppo e i Comitati coinvolti sono molteplici: le funzioni di planning, di business e di controllo, Comitato endoconsiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, Comitato manageriale Sostenibilità e i diversi Comitati specifici delle varie aree di business. In particolare le attività di identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi C&E sono gestite dalla funzione Risk Management, che, coerentemente alle aspettative di vigilanza, ha:

  • integrato i fattori di rischio C&E nella mappa dei rischi utilizzata per l'analisi di materialità, considerando il loro ruolo come potenziali drivers di tutte le categorie tradizionali di rischi finanziari (rischi di credito, di mercato, operativi, di reputazione, di liquidità, strategico);
  • identificato una serie di Key Risk Indicators (KRIs) specifici nel proprio Risk Appetite Framework, per la misurazione e il monitoraggio dei fattori C&E;
  • effettuato una prima integrazione nel processo ICAAP e nel Recovery Plan.

ANALISI DI MATERIALITÀ DEI RISCHI CLIMATICI E AMBIENTALI

Il processo di identificazione dei rischi C&E ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto è stato aggiornato mediante un'integrazione qualitativa della Mappa dei Rischi di Gruppo con nuove sottocategorie di rischio, al fine di cogliere pienamente l'impatto dei rischi C&E, sociali e di governance sulle principali categorie di rischio esistenti.

Una volta identificate le sotto-categorie di rischio C&E potenzialmente impattanti le categorie di rischio esistenti, è stato effettuato l'aggiornamento annuale dell'analisi di rilevanza alla base dei principali processi di gestione dei rischi (Planning RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.).

Matrice di materialità 2023: per il Gruppo, i fattori di rischio C&E maggiormente rilevanti sono relativi al rischio di Credito, di Mercato e ai rischi Reputazionali, identificati, per quanto riguarda sia il rischio fisico che di transizione, secondo le seguenti metodologie:

  • Rischio di credito C&E: sono state adottate metodologie di analisi per indagare l'impatto del rischio fisico, con un approccio di tipo quantitativo, e di transizione, in termini di concentrazione, sul perimetro delle esposizioni verso controparti aziendali (Aziende) e sul perimetro delle esposizioni con immobili a garanzia o oggetto di leasing immobiliare, con un orizzonte di breve e di medio-lungo termine.
  • Rischio di mercato C&E: il perimetro di analisi considerato, sempre a livello di rischio fisico e di transizione, è il portafoglio investimenti di proprietà, banking book e trading book, del Gruppo bancario Credem. In particolare è stata adottata una heatmap che restituisce la valutazione di sintesi della rischiosità di ogni settore economico.
  • Rischio reputazionale C&E: oltre ad un'analisi quantitativa basata sulla riconduzione alle categorie Environmental e Climate degli eventi rilevanti ai fini della valutazione del rischio reputazionale, è stata considerata la materialità del rischio reputazionale derivante da fattori C&E anche in maniera prospettica, individuando in modo qualitativo quali società del Gruppo siano potenzialmente esposte ad un rischio reputazionale C&E, sulla base della loro tipologia di operatività (prodotti, servizi e clienti) e valutando il progressivo aumento del collocamento e distribuzione di prodotti dedicati.

DALL'ANALISI DI MATERIALITA' ALLA DEFINIZIONE DELLA STRATEGIA

Nel 2023, il Gruppo ha esteso ed integrato i processi di budgeting e pianificazione con un focus sulle tematiche ESG. Le aree / rischi rispetto ai quali definire obiettivi strategici sono stati individuati sulla base delle evidenze della analisi di materialità e delle principali linee di business:

  • Area credito: Credembanca, Credemleasing, Avvera;
  • Area finanza: Credembanca;
  • Area Wealth Management: Euromobiliare Sim, Euromobiliare SGR e CredemVita.

Sono quindi stati definiti specifici indicatori e calibrati i relativi obiettivi, in particolare sono stati introdotti:

obiettivi specifici di breve termine:

  • integrazione progressiva dei rischi C&E nella gestione dei rischi del Gruppo attraverso l'analisi di stress e l'integrazione nei processi RAF, ICAAP e ILAAP;
  • definizione di obiettivi commerciali in termini di numero e volumi di prodotti green;
  • definizione di una percentuale di emissione di obbligazioni ESG sul totale delle emissioni collocate sul mercato;
  • controvalore delle esposizioni in settori a basso / medio-basso rischio ambientale su totale del portafoglio investimenti di proprietà;
  • Incidenza dei prodotti ESG rispetto al totale degli asset under management relativi alle fabbriche prodotto del Gruppo.
  • obiettivi medio termine:
    • riduzione delle emssioni dirette Scope 1, indirette Scope 2 e Scope 3 limitatamente a viaggi di lavoro e consumo di carta; inoltre è prevista anche la compensazione delle emissioni Scope 1 e Scope 2 residue mediante crediti di carbonio certificati al 2025.
  • obiettivi a lungo termine:
    • Nel corso del 2023 il Consiglio di Amministrazione ha deliberato l'adesione alla Net Zero Banking Alliance, un'iniziativa finanziaria promossa dalle Nazioni Unite che mobilita le principali banche a livello mondiale, impegnate ad allineare i propri portafogli di prestiti e investimenti di proprietà all'obiettivo di emissioni zero entro il 2050, in linea con i target più ambiziosi definiti dall'Accordo di Parigi sul clima. A seguito dell'attività di analisi Credem ha deciso di focalizzare la propria strategia sui settori Oil&Gas e Power Generation in ragione dell'incidenza significativa delle relative emissioni totali rispetto ai settori a maggior impatto sul clima. Sui suddetti settori sono in corso di affinamento i relativi target di riduzione, in coerenza con i passi implementativi indicati dalla Net Zero Banking Alliance.

Nelle attività di pianificazione e budgeting, nello scenario di base e nei dati di consuntivo 2023 non sono stati considerati gli effetti di eventi climatici avversi, mentre lo scenario avverso è stato integrato considerando l'effetto del rischio climatico sugli utili netti, quantificando un impatto sull'Expected Credit Loss (ECL) legato al rischio di transizione della clientela aziendale e al rischio fisico delle garanzie immobiliari.

MISURAZIONE E MONITORAGGIO DEI RISCHI CLIMATICI E AMBIENTALI

L'analisi di rilevanza costituisce il primo passo, fondamentale, verso la definizione delle metodologie di quantificazione, attenuazione e controllo adottate per ciascuno dei rischi ritenuti rilevanti nei principali processi di gestione dei rischi.

Risk Appetite Framework

Anche in coerenza con quanto definito in sede di planning e strategia, il Gruppo ha aggiornato e integrato una serie di KRIs nel Risk Appetite Framework di primo livello (RAF) e di secondo livello (SREP), al fine di monitorare l'impatto dei rischi climatici e ambientali, di transizione e fisici, sul rischio di credito e di mercato.

A partire dal 2023, e con ulteriori affinamenti già approvati nel 2024, nel Comitato Risk Managementdi Gruppo sono stati monitorati indicatori specifici relativi a:

  • Rischio di Credito Transizione (aziende e immobili);
  • Rischio di Credito Fisico (aziende e immobili);
  • Rischio di mercato Transizione e Fisico.

Nel RAF 2024 sono stati definiti due KRIs nel primo livello, uno per il rischio di credito e uno per il rischio di mercato, per i quali sono state stimate le soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance al fine di attivare le procedure di escalation in caso di superamento di suddetti limiti.

Stress test framework

Relativamente all'inserimento delle componenti connesse al rischio climatico nel framework di stress testing, il Gruppo ha sviluppato una metodologia per includere i rischi C&E al fine di valutare, in termini di impatto sull'ECL, il rischio di transizione sulla Probability of Default (PD) e il rischio fisico sul valore della garanzia nello scenario avverso ai fini RAF. In particolare, seguendo le best practice di mercato, il rischio di transizione è stato integrato nella PD, mediante la cosiddetta metodologia dei bilanci prospettici, che prevede due principali step, volti a proiettare i bilanci delle

controparti appartenenti al segmento Imprese Corporate e ad introdurre un "costo climatico", consentendo quindi di misurare l'impatto della transizione sulle variabili economico-finanziarie. Il rischio fisico è stato integrato nel parametro di Loss Given Default (LGD). L'approccio seguito considera gli effetti di possibili scenari catastrofici (e.g. alluvione) e la conseguente svalutazione delle garanzie immobiliari (haircut sul valore del collateral); la riduzione dei valori di collateral si riflette in un aumento del valore di LGD del portafoglio. I valori condizionati di PD e LGD sono quindi integrati nel framework di stress testing.

Dopo una prima integrazione nell'ICAAP 2023 relativa esclusivamente al rischio di credito C&E di transizione in termini di impatto sulla PD, i fattori C&E verranno pienamente integrati nell'ICAAP 2024.

ADEGUAMENTO NORMATIVA CSRD

Rispetto alla Direttiva CSRD, nell'ambito della complessiva azione di adeguamento alle nuove prescrizioni normative, si segnala che la Funzione Compliance ha eseguito una specifica analisi di impatto preliminare, identificando i gap normativi, le strutture aziendali coinvolte e le linee guida di adeguamento con le connesse tempistiche, fatti salvi gli ulteriori profili che emergeranno a seguito del completamento del quadro normativo.

Dal punto di vista progettuale, si rappresenta che, per l'analisi e l'implementazione di quanto richiesto dal nuovo quadro normativo, sono stati istituiti due progetti organizzativi supportati da advisor esterni e volti ad adeguare e potenziare i processi, i controlli interni e le procedure, tenendo conto della necessità di maggiore integrazione tra DNF e bilancio di esercizio.

PRIORITA' 2024

Nel corso del 2024 proseguiranno le attività progettuali in corso e il monitoraggio degli obiettivi e targetdefiniti su tutti gli orizzonti temporali, con focus su:

  • valutazioni strategiche a lungo termine e implementazioni sul portafoglio di prestiti e titoli in linea con gli impegni di politica pubblica per la riduzione delle emissioni stabiliti dall'UE;
  • progressiva integrazione del principio di doppia materialità;
  • ulteriore evoluzione della governance: implementazione della regolamentazione interna e identificazione all'interno delle diverse società e strutture del Gruppo di figure pivot con ruoli/responsabilità specifici in ambito ESG per favorire la sinergia e coerenza dei flussi informativi, in particolare per quanto concerne la strategia, il presidio del rischio, le metriche e i dati, la comunicazione e il reporting;
  • ampliamento dell'offerta di prodotti e servizi ESG a supporto della strategia di decarbonizzazione;
  • progressivo utilizzo della tassonomia UE come strumento di misurazione e monitoraggio delle transazioni;
  • implementazione quali-quantitativa (metodi di calcolo, impatto) delle emissioni finanziate (Scope 3);
  • iniziative tese a conseguire un possibile miglioramento del rating Carbon Disclosure Project (CDP);
  • proseguimento e progressiva estensione della formazione ESG, anche attraverso attività di educazione finanziaria;
  • l'evoluzione della modellistica utilizzata in ambito stress testing al fine di utilizzarla in ambito contabile.

14. ATTIVITA' DI COMPLIANCE, ANTIRICICLAGGIO e PRIVACY

La funzione Compliance ha proseguito la propria attività ordinaria nell'ambito di un perimetro di Gruppo che ricomprende le banche, le società di gestione del risparmio, Euromobiliare Advisory SIM, Credemleasing, Credemfactor, Avvera e Credemvita.

Si segnala che a seguito dell'incorporazione della funzione DPO (Data Protection Office) nella funzione Compliance in data 01 ottobre 2022, il Compliance Officer ha assunto anche il ruolo di Data Protection Officer. A partire da tale data, la Privacy rientra pertanto nel perimetro delle normative a presidio diretto della funzione Compliance e le società in perimetro includono anche per quanto riguarda la Privacy- Euromobiliare Fiduciaria, Credemassicurazioni e Credemtel.

Nel corso del 2023, la funzione Compliance ha mantenuto un presidio elevato sulla realizzazione dei piani di rimedio ai rilievi emersi in sede di precedenti accertamenti ispettivi in tema di trasparenza delle operazioni e correttezza delle relazioni con la clientela (Banca d'Italia) e product governance e adeguatezza delle operazioni effettuate per conto della clientela (Consob). È stato inoltre particolarmente rilevante il coinvolgimento della funzione nelle diverse attività progettuali coordinate dalla Capogruppo, con particolare riferimento all'evoluzione dell'offerta digitale per il retail banking, anche mediante relazione commerciale a distanza con la clientela, e dell'offerta dei servizi di pagamento, anche alla luce del mutato contesto di riferimento, nonché all'implementazione di un sistema centrale di orchestrazione volto all'anonimizzazione dei dati personali una volta terminato il periodo di conservazione in coerenza con i principi del regolamento europeo GDPR in materia di privacy. In relazione alle altre attività istituzionali della funzione, rilevano inoltre le attività di valutazione di impatto delle novità normative applicabili, le verifiche ex post di adeguatezza ed efficacia dei presidi definiti a mitigazione dei rischi di non conformità e le attività di continuous monitoringsulle principali normative in perimetro.

Nel 2023, la Funzione Antiriciclaggio della Capogruppo ha svolto, per Credembanca e per tutte le società del Gruppo a cui si applica la disciplina antiriciclaggio, attività di: i. analisi di impatto delle variazioni normative in materia; ii. contributo alla progettualità di business e all'attivazione di nuovi prodotti; iii. presidio delle situazioni rischiose; iv. assistenza; v. controlli di impianto e di funzionamento; vi. autovalutazione e rendicontazioni. È inoltre proseguito l'impegno nella specifica progettualità volta a rafforzare i presidi, anche alla luce delle evoluzioni normative intervenute. Nell'ambito delle consuete attività di presidio sull'operatività della clientela finalizzate ad assicurare l'integrità del sistema finanziario, sono state effettuate azioni di monitoraggio mediante specifici algoritmi di detection.

L'esito di tali verifiche ha confermato un adeguato livello di robustezza dei presidi e del complessivo sistema dei controlli.

Rileva inoltre l'impegno per assicurare il rispetto delle sanzioni internazionali, visto anche il permanere del contesto di instabilità geopolitica.

Tutti i dipendenti del Gruppo impattati dalla materia sono stati coinvolti nell'attivazione del nuovo modello formativo volto a determinare il fabbisogno di ciascuna persona, in relazione al proprio ruolo all'interno dell'organizzazione e al proprio livello di conoscenza della materia, al fine di proporre dei contenuti formativi dedicati alle diverse esigenze.

15. INTERNAL AUDITING

Si riassume nel prospetto seguente l'attività di auditing, dando evidenza in percentuale del numero di interventi prodotti per tipologia di controllo:

ATTIVITA' DI AUDITING EROGATA 2023 2022
a) PER SOCIETA'
Reti Distributive
. Credito Emiliano
. Credem Euromobiliare Private Banking (*)
. Avvera
Altre Società del Gruppo
89,5%
52,2%
31,3%
5,9%
10,5%
90,6%
60,1%
24,7%
5,8%
9,4%
b) PER AREA DI INTERVENTO
. finanza "clientela", esecutivi e
fraud management
. governo, supporto e finanza "proprietà"
. crediti, normative e incassi e pagamenti
information technology
. coordinamento e metodologia
57,2%
10,5%
24,3%
5,1%
2,8%
55,5%
10,5%
25,1%
6,2%
2,6%

(*) Il ramo di azienda del Private Banking è confluito in Credem Euromobiliare Private Banking a partire da febbraio 2023.

L'attività svolta sulle reti (filiali retail, filiali private, centri imprese, consulenti finanziari, agenti) si focalizza sulla conformità dei processi agiti nell'erogazione del credito e nella prestazione dei servizi di investimento alla clientela, nonché sul rispetto delle disposizioni di legge, delle normative interne e di sicurezza.

Si conferma l'impegno nel presidio dei rischi della rete tramite un sistema di KRI (Key Risk Indicator), già attivo sulla rete dei consulenti finanziari e dei private banker, esteso nel corso del 2023 anche agli agenti finanziari. Tali indicatori abilitano un sistema di monitoraggio periodico che, analizzando dati transazionali e comportamenti, individuano le potenziali situazioni anomale da verificare con mirate azioni di controllo.

L'attività di presidio del Corporate Center è svolta utilizzando criteri risk based ed è finalizzata alla valutazione della regolarità ed efficacia dei processi produttivi e gestionali e sulla coerenza dei controlli interni di primo e secondo livello rispetto al livello di rischiosità dei businesssupportati.

Inoltre, particolare attenzione è stata data al presidio dei rischi legati ai temi di Cybersecurity, Data Governance, ESG, monitoraggio degli outsourcer.

Infine, la Funzione ha proseguito gli investimenti per ampliare la capacità di utilizzo dei dati ai fini di prevention e detection di situazioni potenzialmente anomale e per migliorare i livelli di efficienza garantendo coperture più ampie nelle attività di analisi.

L'attività svolta dalla funzione in esame è periodicamente illustrata agli organi preposti, come più ampiamente descritto (con particolare riferimento alle attribuzioni del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo) nella Relazione annuale sulla Corporate Governance a cui si fa cenno nella Relazione sulla Gestione individuale di Credem Banca.

Segnaliamo infine che le operazioni con parti correlate sono analizzate nella parte H della "Nota Integrativa".

16. DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI SOCIETARI

Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari Credem predispone adeguate procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato, nonché di ogni altra comunicazione di carattere finanziario.

Il modello di controllo interno si ispira a framework riconosciuti al livello internazionale, in particolare:

  • Internal Control Integrated Framework emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of Treadway Commission (COSO - ERM), per definire e valutare l'adeguatezza delle procedure amministrative e contabili utilizzate per la formazione del bilancio.
  • Control Objective for Information and related Technologies (Cobit) sviluppato da Information System Audit and Control Association (ISACA) per la valutazione delle procedure di governo dell'IT.

Relativamente al bilancio d'esercizio e consolidato 2023, le principali attività svolte dalla struttura del Dirigente Preposto hanno riguardato:

  • La rilevazione e la valutazione, a livello di Gruppo, dei Company Level Controls per verificare l'esistenza di un contesto aziendale funzionale a ridurre i rischi di errori e di comportamenti non corretti in relazione all'informativa finanziaria.
  • Per le società quantitativamente significative a livello di bilancio consolidato e per eventuali società considerate significative qualitativamente, lo svolgimento di test su un campione di controlli censiti, nell'ambito della rilevazione dei processi amministrativo-contabili.
  • La rilevazione e l'esecuzione, per mezzo della funzione IT di Audit, di test sui controlli generali in ambito IT (IT- General Controls).

Per maggiori informazioni circa il Dirigente Preposto Credem e circa il sistema di gestione dei rischi e di controllo interno associato al processo di informativa finanziaria consolidata si rimanda alla "Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari" redatta ai sensi dell'articolo 123 bis TUF, riportata in un distinto documento, a disposizione presso la sede sociale e pubblicato all'interno del sito internet aziendale.

17. DICHIARAZIONE NON FINANZIARIA

La dichiarazione consolidata di carattere non finanziario ("DNF consolidata") di Credito Emiliano S.p.A., predisposta ai sensi del D.Lgs. 254/16, costituisce una relazione distinta (Dichiarazione non finanziaria) rispetto alla presente relazione sulla gestione, come previsto dall'Art. 5 comma 3, lettera b) del D.Lgs. 254/16, ed è disponibile sul sito internet www.credem.it, nella sezione "Sostenibilità".

18. PREVEDIBILE EVOLUZIONE DELLA GESTIONE

Per il 2024, rispetto ai dati di chiusura del 2023, ci si attende un rallentamento dell'attività economica. La restrizione monetaria in atto in più paesi, l'incertezza sollevata dai conflitti in corso e le fratture geopolitiche che stanno emergendo potrebbero frenare l'economia mondiale. A livello globale, l'economia cinese appare in difficoltà, afflitta dalla crisi immobiliare, mentre gli USA sembrano tornati in linea con il sentiero di crescita di lungo periodo. Per quanto riguarda l'Europa, l'economia non ha finora subìto una recessione profonda, ma ristagna da molti trimestri e non emergono segnali che possano portare ad una decisa accelerazione prospettica. In positivo si segnala che l'inflazione sta rapidamente diminuendo e i rischi per la stabilità dei prezzi si sono ridimensionati.

I principali rischi prospettici sono a nostro avviso:

  • Incertezza alimentata dai conflitti in Ucraina, Medio Oriente e gli ostacoli alla navigazione del Mar Rosso.
  • Arresto nella fase di riduzione dell'inflazione.
  • Effetti recessivi delle politiche monetarie, nel caso in cui tardassero a contenere l'inflazione in atto.
  • Frammentazione commerciale, divisioni geopolitiche e calo degli scambi internazionali di beni e servizi.
  • Possibili implicazioni delle tornate elettorali in diversi Paesi (USA in particolare).

Le proiezioni dei dati macroeconomici a disposizione a dicembre 2023 (Prometeia, Rapporto di Previsione) ipotizzano per l'anno in corso un'evoluzione annua del PIL mondiale al +2,6%, di quello statunitense al +1,4% e di quello UEM al +0,4%.

Relativamente all'economia italiana, le principali dinamiche attese per il 2024 sono le seguenti:

  • Il prodotto interno lordo potrebbe chiudere con un +0,4% su base annua.
  • La spesa delle famiglie dovrebbe segnare un +0,8%.
  • Gli investimenti per la componente dei macchinari ed impianti dovrebbero chiudere con un +2,6%, anche per il venir meno, o al minore impatto, di alcune agevolazioni fiscali (super ammortamento). La componente immobiliare dovrebbe chiudere l'anno con un -4,6%, principalmente per la fine del Superbonus.
  • Le esportazioni dovrebbero risentire della dinamica del commercio mondiale (atteso un +1,9% nel 2024).
  • L'inflazione è prevista rientrare grazie alla dinamica dei prezzi dell'energia ed agricoli, con una ipotesi di chiusura del 2024 nell'intorno di un +2,1%.

Passando ai principali aggregati bancari:

  • Relativamente alla raccolta, dovrebbe proseguire l'uscita della clientela dai depositi verso i titoli di Stato. Il sistema continuerà a rispondere al deflusso dei depositi con l'offerta di depositi a tempo e il collocamento di obbligazioni bancarie. I depositi nel complesso dovrebbero chiudere l'anno con una evoluzione del -3,3%, derivante dalla flessione dei conti correnti (questi ultimi dovrebbero realizzare una contrazione del -9,0% su base annua nel 2024).
  • Per quanto riguarda le imprese, la flessione in atto degli impieghi si fermerà in corso d'anno, con una ripresa nella seconda parte del 2024. Nel complesso la crescita è prevista nulla nel 2024.
  • In relazione alle famiglie, una dinamica contenuta degli impieghi è legata al rallentamento del settore immobiliare e alla dinamica dei tassi (atteso un +0,9% nel 2024).

Considerato lo scenario sopra descritto e i rischi evidenziati, la gestione bancaria potrà essere influenzata da diversi fattori:

  • Rallentamento ciclico dell'economia.
  • Dinamica dell'inflazione, dinamica della curva tassi e andamento della forbice bancaria.
  • Sviluppo dei mercati finanziari ed azionari (molto sensibili alle notizie sulla solidità degli intermediari bancari, politica monetaria, sviluppo dell'economia, tensioni geopolitiche, risultati elezioni politiche) ed impatti sulla raccolta gestita.
  • Evoluzione dello spread BTP-Bund.
  • Misure attuate dal Governo, dalle Autorità europee e dalle Istituzioni Monetarie e di Vigilanza.

  • Evoluzione del rischio creditizio, anche per gli effetti del livello dei tassi sulla capacità della clientela di sostenere il rimborso dei debiti.

  • Impatti di numerose norme e misure regolamentari che stanno interessando il sistema finanziario europeo.
  • Trasformazione digitale e intelligenza artificiale.
  • Rischio climatico, sostenibilità e sostegno alla transizione verde.

In tale sfidante quadro generale, si confermano per il Gruppo Credem le principali linee guida:

  • Sviluppo commerciale degli aggregati bancari superiore alla media di mercato, attraverso la capacità di attrazione di nuovi clienti e masse, sfruttando un modello di business completo e diversificato con reti specializzate, fabbriche, ampia gamma di offerta, forti sinergie all'interno Gruppo.
  • Ricerca dell'equilibrio tra efficienza operativa e proseguimento della progettualità, per mantenere la competitività sulle diverse aree di business.
  • Ulteriori progettualità in materia di wealth management e private banking, all'interno delle società del Gruppo dedicate.
  • Prosecuzione del percorso di integrazione ESG (Environmental, Social, Governance), ed in particolare delle tematiche Climate and Environment, all'interno dei processi, del presidio dei rischi e della definizione dei prodotti.
  • Elevata qualità del credito.
  • Solidità del profilo di rischio e dei livelli patrimoniali.

In tale contesto, si ipotizza la seguente evoluzione degli aggregati economici:

  • Il margine finanziario dovrebbe beneficiare della dinamica dei volumi, seppure in presenza di tensioni che potrebbero scaturire da possibili revisioni dei tassi di interesse, attese nella seconda parte dell'anno.
  • La tradizionale propensione verso il wealth management e l'esperienza maturata negli anni possono essere un volano per la crescita della componente commissionale dei ricavi.
  • I costi operativi, oltre gli impatti del rinnovo del contratto collettivo, recepiranno un'accelerazione della progettualità nell'omnicanalità, nella digitalizzazione e nello sviluppo dell'applicazione dell'intelligenza artificiale.
  • Il rischio di credito dovrebbe rimanere complessivamente contenuto, con gli effetti su famiglie e imprese dipendenti dalle prospettive del ciclo economico.

Relativamente alle tematiche ESG, nel processo di pianificazione del Gruppo sono stati elaborati gli obiettivi di breve, medio e lungo termine, successivamente inseriti nel sistema degli indicatori di rischio in ambito ambientale e climatico (RAF - Risk Appetite Framework di I livello). In particolare, gli obiettivi di breve termine (orizzonte 2024) di pianificazione commerciale sono relativi ai finanziamenti, alle emissioni e agli investimenti ambientali, sociali e di governance (ESG) del Gruppo. Per quanto riguarda gli obiettivi di medio termine (orizzonte 2027), sono stati definiti anche obiettivi ESG riconducibili ad emissioni dirette (Scope 1 e 2), obiettivi sociali, di governance. Infine, relativamente agli obiettivi di lungo termine (orizzonte 2030), il Consiglio di Amministrazione di Credem ha approvato a dicembre 2023 l'adesione alla Net-Zero Banking Alliance (NZBA), iniziativa promossa dalle Nazioni Unite che ha lo scopo di accelerare la transizione sostenibile dei principali istituti bancari a livello internazionale, impegnati ad allineare i propri portafogli di prestiti e investimenti al raggiungimento dell'obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050, in linea con i target fissati dall'Accordo di Parigi sul clima.

19. INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE

L'European Securities and Markets Authority - ESMA ha emanato, ai sensi dell'articolo 16 del Regolamento n. 1095/2010/EU, specifici Orientamenti in merito ai criteri per la presentazione di Indicatori Alternativi di Performance (IAP) inseriti dagli emittenti europei nelle informazioni regolamentate, inclusa pertanto la Relazione sulla Gestione del Bilancio, quando tali indicatori non risultano definiti o previsti dal framework sull'informativa finanziaria. Tali orientamenti sono volti a promuovere l'utilità e la trasparenza degli IAP, confermando un approccio comune verso l'utilizzo di questi ultimi, con miglioramenti della loro comparabilità, affidabilità e comprensibilità e conseguenti benefici agli utilizzatori dell'informativa finanziaria. Consob ha recepito in Italia gli Orientamenti e li ha incorporati nelle proprie prassi di vigilanza.

Secondo la definizione degli Orientamenti ESMA, un Indicatore Alternativo di Performance è un indicatore di performance finanziaria, posizione finanziaria o flussi di cassa storici, diverso da un indicatore finanziario definito o specificato nella disciplina applicabile sull'informativa finanziaria. Gli IAP sono solitamente ricavati dalle poste di bilancio redatte conformemente alla disciplina vigente sull'informativa finanziaria. Ciò che li distingue è che gli IAP non sono definiti nel quadro dell'informativa finanziaria, ma il loro uso è comunque diffuso e il loro ruolo è quello di trasmettere una visione della performance dell'entità più vicina alla visione del management rispetto a ciò che risulterebbe dall'uso delle sole misure definite.

Non rientrano strettamente nella definizione di IAP gli indicatori pubblicati in applicazione di misure prudenziali, comprese le misure definite nel Regolamento e nella Direttiva sui requisiti patrimoniali (CRR/CRD IV), gli indicatori fisici o non finanziari, e gli indicatori sociali ed ambientali.

Per una corretta interpretazione degli IAP si evidenzia quanto segue:

  • Sono costruiti esclusivamente a partire da dati storici del Gruppo e non sono indicativi dell'andamento futuro del Gruppo medesimo.
  • Non sono previsti dagli IFRS e, pur essendo derivati dai bilanci consolidati del Gruppo, non sono assoggettati a revisione contabile.
  • Non devono essere considerati sostituitivi degli indicatori previsti dagli IFRS.
  • La lettura deve essere effettuata unitamente alle informazioni finanziarie del Gruppo contenute nei bilanci consolidati del Gruppo e nelle relative note esplicative.
  • Le definizioni utilizzate dal Gruppo, in quanto non rinvenienti dai principi contabili di riferimento, potrebbero non essere omogenee con quelle adottate da altri emittenti e quindi con esse comparabili.
  • Risultano elaborati con continuità e omogeneità di definizione e rappresentazione per tutti i periodi presentati.

Gli indicatori sono calcolati sulla base delle riclassifiche gestionali che sono state evidenziate nei precedenti paragrafi della relazione sulla gestione (per la ricostruzione dei principali aggregati economici si veda in particolare la legenda esposta nel paragrafo relativo al conto economico consolidato).

Gli IAP sotto riportati sono quelli che sono stati selezionati in quanto maggiormente rappresentativi per il Gruppo.

LEGENDA:

Margine finanziario

  • Voce 30 Margine d'interesse

    • Voce 70 Dividendi e proventi simili (per la sola quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale nelle attività finanziarie classificate in HTCS)
    • Voce 250 Utile/perdita delle partecipazioni escluso gli utile/perdite derivanti da cessioni/valutazioni
  • Margine d'interesse Credemvita

Margine servizi

    • Voce 60 Commissioni nette
    • Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione
    • Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura
    • Voce 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto
    • Voce 110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value
    • Voce 115 Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39
  • Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo

ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie)

  • Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività

    • Voce 160 Premi netti
    • Voce 170 Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa
    • Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (al netto delle componenti di natura straordinaria)
  • Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale classificate in HTCS)

  • Margine d'interesse Credemvita

Risultato operativo

  • Margine d'intermediazione

    • Voce 190 Spese amministrative (spese per il personale e altre spese amministrative)
    • Voce 200 Rettifiche /riprese di valore nette su attività materiali
    • Voce 210 Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali

Utile prima delle imposte

  • Risultato operativo

  • Voce 130 Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi)

  • Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni

    • Voce 200 Accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri
    • Oneri/proventi straordinari:
    • Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria sbilancio
  • sopravvenienze)
    • Voce 270 Rettifiche di valore dell'avviamento
    • Voce 280 Utili/perdite da cessione di investimenti
    • Voce 320 Utili/perdite delle attività operative cessate al netto delle imposte

Patrimonio: somma algebrica di

120 Riserva da valutazione

125 Riserva da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione

  • 150 Riserve
  • 160 Sovrapprezzi di emissione 170 Capitale

180 Azioni proprie (-)

200 Utile consolidato al netto dividendi distribuiti (o deliberati) dalla Capogruppo o dalla società consolidante

I N D I CA TORI A LTERN A TI VI D I PERFO RMA NCE 31 /1 2 /2 02 3 31 /1 2 /2 02 2
RI ESPOSTO
Costi Operativi A -846 -795
Totale ricavi B 1.923 1.479
Cost t o income r a t io (A /B ) 44, 0% 5 3, 8%
Margine finanziario A 1.091 662
Totale Attivo B 68.018 64.818
Ma r gine f ina nzia r io su Tot a le A t t ivo (A /B ) 1 , 6% 1 , 0%
Margine da servizi A 832 816
Totale Attivo B 68.018 64.818
Ma r gine " da se r vizi" su Tot a le A t t ivo (A /B ) 1 , 2 % 1 , 3%
Margine finanziario A 1.091 662
Margine d'interemediazione B 1.923 1.479
Ma r gine f ina nzia r io su Ma r gine d ' int e r me dia zion e (A /B ) 5 6, 7% 44, 8%
Utile netto A 562 326
Totale Attivo B 68.018 64.818
U t ili su To t a le A t t ivo (RO A ) (A /B ) 0, 8% 0, 5 %
Crediti deteriorati netti A 283 324
Patrimonio Netto B 3.871 3.360
Attività immateriali C 491 476
Te xa s r a t io (A /(B -C)) 8, 4% 1 1 , 2 %
Patrimonio Netto A 3.871 3.360
Raccolta diretta da clientela
PN su Ra cco lt a d ir e t t a
B
(A /B )
37.163
1 0%
36.329
9, 2 %
Patrimonio Netto A 3.871 3.360
Impieghi clientela B 35.715 34.483
PN su I mp ie ghi clie n t e la (A /B ) 1 1 % 9 , 7%
Patrimonio Netto A 3.871 3.360
Totale Attivo B 68.018 64.818
Pa t r imonio Ne t t o su To t a le a t t ivo (A /B ) 6% 5 , 2 %
Crediti deteriorati netti A 283 324
Patrimonio Netto B 3.871 3.360
Cr e dit i de t e r ior a t i n e t t i su Pa t r imon io ne t t o (A /B ) 7, 3% 9, 6%
Crediti deteriorati netti A 283 324
Crediti verso clienti B 35.715 34.483
N PL r a t io n e t t o (A /B ) 0, 8% 0, 9%
Previsioni di perdite analitiche A 418 412
Crediti deteriorati lordi B 702 736
Cove r a ge r a t io (A /B ) 5 9, 6% 5 6, 0%
Impieghi clientela A 35.715 34.483
Raccolta diretta da clientela B 37.163 36.329
I mp ie ghi clie nt e la su Ra cco lt a d ir e t t a clie nt e la (A /B ) 96, 1 % 94, 9%
Rettifiche su crediti A -52 -49
Impieghi clientela medi B 35.099 33.819
Cost o d e l cr e d it o (A /B ) 0, 1 5 % 0, 1 5 %
Utile netto A 562 326
Patrimonio netto (medio annuo al netto dei dividendi)
Rit or no su Pa t r imon io ne t t o (RO E)
B
(A /B )
3.448
1 6, 3%
3.302
9, 9%

Si rammenta che, per effetto dei necessari arrotondamenti, nelle tabelle illustrate alcuni conteggi potrebbero contenere differenze non significative a livello di totalizzazione.

BILANCIO AL 31/12/2023

STRUTTURA E CONTENUTO DEL BILANCIO

Il bilancio consolidato del Gruppo è costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dal prospetto della redditività complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario, dalla nota integrativa ed è corredato dalla relazione degli amministratori sull'andamento della gestione e sulla situazione del Gruppo così come previsto dai Principi contabili internazionali IAS/IFRS e dalla circolare di Banca d'Italia n° 262 del 22 dicembre 2005, e successivi aggiornamenti ed integrazioni, che ha disciplinato i conti annuali e consolidati degli enti creditizi e degli istituti finanziari.

Il bilancio consolidato del Gruppo è redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, la situazione finanziaria ed il risultato economico dell'esercizio.

La nota integrativa ha la funzione di fornire l'illustrazione, l'analisi ed in taluni casi un'integrazione dei dati di bilancio. Contiene le informazioni richieste dalla circolare di Banca d'Italia n°262 del 22 dicembre 2005 e successive modifiche ed integrazioni. Inoltre vengono fornite tutte le informazioni complementari ritenute necessarie a dare una rappresentazione veritiera e corretta.

I dati degli schemi di bilancio e della nota integrativa sono redatti in migliaia di euro, ad eccezione della Parte L, che è redatta in milioni di euro.

In merito alla struttura e contenuto del bilancio si faccia riferimento anche a quanto riportato nella seguente parte A1 "Sezione generale".

Il presente documento rappresenta una versione supplementare rispetto alla versione ufficiale conforme al Regolamento delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea (Regolamento ESEF – European Single Electronic Format) pubblicata sul sito internet all'indirizzo www.credem.it.

SCHEMI DI BILANCIO

STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

Voci dell'attivo 31/12/2023 31/12/2022
10. Cassa e disponibilità liquide 6.326.610 3.357.710
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 4.981.387 4.802.924
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 61.042 56.605
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 4.920.345 4.746.319
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 8.962.120 9.229.325
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 44.465.032 43.917.805
a) crediti verso banche 1.601.177 1.499.652
b) crediti verso clientela 42.863.855 42.418.153
50. Derivati di copertura 568.146 1.090.239
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 35.042 (197.853)
70. Partecipazioni 54.955 51.862
80. Attività assicurative 15.362 20.406
b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 15.362 20.406
90. Attività materiali 446.995 453.916
100. Attività immateriali 490.784 476.473
di cui:
- avviamento 291.342 291.342
110. Attività fiscali 631.254 746.457
a) correnti 187.114 205.164
b) anticipate 444.140 541.293
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 357 -
130. Altre attività 1.039.600 868.892
Totale dell'attivo 68.017.644 64.818.156

I dati relativi al 31/12/2022 sono stati riesposti al fine di recepire gli effetti dell'applicazione dei nuovi principi contabili IFRS17 e IFRS9 per le Compagnie assicurative.

segue: STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2023 31/12/2022
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 52.777.314 50.993.399
a) debiti verso banche 5.786.317 8.736.363
b) debiti verso clientela 42.409.361 38.778.966
c) titoli in circolazione 4.581.636 3.478.070
20. Passività finanziarie di negoziazione 27.211 36.257
30. Passività finanziarie designate al fair value 3.884.977 3.750.764
40. Derivati di copertura 911.206 874.058
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) (52.488) (203.886)
60. Passività fiscali 403.052 374.483
a) correnti 118.155 51.997
b) differite 284.897 322.486
80. Altre passività 1.635.519 1.441.188
90. Trattamento di fine rapporto del personale 52.952 56.086
100. Fondi per rischi e oneri 219.365 182.962
a) impegni e garanzie rilasciate 5.228 7.056
b) quiescenza e obblighi simili 1.194 1.254
c) altri fondi per rischi e oneri 212.943 174.652
110. Passività assicurative 4.287.991 3.952.868
a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 4.287.991 3.952.868
120. Riserve da valutazione (115.271) (171.635)
150. Riserve 2.767.249 2.552.286
160. Sovrapprezzi di emissione 321.800 321.800
170. Capitale 341.320 341.320
180. Azioni proprie (-) (6.674) (10.072)
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 3 159
200. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 562.118 326.119
Totale del passivo e del patrimonio netto 68.017.644 64.818.156

I dati relativi al 31/12/2022 sono stati riesposti al fine di recepire gli effetti dell'applicazione dei nuovi principi contabili IFRS17 e IFRS9 per le Compagnie assicurative.

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

Voci 31/12/2023 31/12/2022
10. Interessi attivi e proventi assimilati 1.894.214 862.093
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 1.764.329 829.286
20. Interessi passivi e oneri assimilati (722.821) (147.670)
30. Margine di interesse 1.171.393 714.423
40. Commissioni attive 779.423 765.573
50. Commissioni passive (176.127) (165.499)
60. Commissioni nette 603.296 600.074
70. Dividendi e proventi simili 40.393 30.784
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 35.566 13.120
90. Risultato netto dell'attività di copertura 679 3.686
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 18.213 44.746
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.427 31.441
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 11.860 13.305
c) passività finanziarie 4.926 -
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto 93.893 (79.315)
a conto economico
a) attività e passività finanziarie designate al fair value
(269.468) 564.625
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 363.361 (643.940)
120. Margine di intermediazione 1.963.433 1.327.518
130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: (61.524) (55.987)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (58.774) (55.853)
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (2.750) (134)
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (683) 114
150. Risultato netto della gestione finanziaria 1.901.226 1.271.645
160. Risultato dei servizi assicurativi 59.085 67.104
a) ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi 97.117 97.784
b) costi per servizi assicurativi derivanti da contratti assicurativi emessi (34.086) (29.723)
c) ricavi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione 4.090 5.832
d) costi per servizi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione (8.036) (6.789)
170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa (136.782) 30.018
a) costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi (136.854) 30.002
b) ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione 72 16
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 1.823.529 1.368.767
190. Spese amministrative: (1.009.536) (951.878)
a) spese per il personale (579.104) (546.269)
b) altre spese amministrative (430.432) (405.609)
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (33.953) (14.131)
a) impegni e garanzie rilasciate (3.794) (2.864)
b) altri accantonamenti netti (30.159) (11.267)
210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (46.081) (44.432)
220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (58.857) (53.231)
230. Altri oneri/proventi di gestione 145.101 149.706
240. Costi operativi (1.003.326) (913.966)
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 4.968 6.967
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti (31) 13.421
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 825.140 475.189
300. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (263.022) (149.054)
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 562.118 326.135
330. Utile (Perdita) d'esercizio 562.118 326.135
340. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi - (16)
350. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della capogruppo 562.118 326.119
Voci 31/12/2023 31/12/2022
Utile base per azione (EPS base) 1,65 0,93
Utile diluito per azione (EPS diluito) 1,65 0,93

I dati relativi al 31/12/2022 sono stati riesposti al fine di recepire gli effetti dell'applicazione dei nuovi principi contabili IFRS17 e IFRS9 per le Compagnie assicurative.

BILANCIO CONSOLIDATO – STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO

PROSPETTO DELLA REDDITIVITA' CONSOLIDATA COMPLESSIVA

Voci 31/12/2023 31/12/2022
10. Utile (Perdita) d'esercizio 562.118 326.135
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico 2.936 10.008
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 3.456 2.753
70. Piani a benefici definiti (520) 7.255
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico 52.976 (270.027)
130. Copertura dei flussi finanziari 33.541 (95.376)
150. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
148.843 (678.062)
170. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto (458) 1.796
180. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi (129.591) 502.631
190. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione 641 (1.016)
200. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte 55.912 (260.019)
210. Redditività complessiva (Voce 10 + 200) 618.030 66.116
220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi - 16
230. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo 618.030 66.100

I dati relativi al 31/12/2022 sono stati riesposti al fine di recepire gli effetti dell'applicazione dei nuovi principi contabili IFRS17 e IFRS9 per le Compagnie assicurative.

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO

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3 - 3

BILANCIO CONSOLIDATO – VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO

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Nella colonna "Modifica saldi di apertura" sono riportati gli effetti dell'applicazione dei nuovi principi contabili IFRS17 e IFRS9 per le Compagnie assicurative.

RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO (Metodo indiretto)

Importo
A. ATTIVITA' OPERATIVA 31/12/2023 31/12/2022
1. Gestione 780.988 463.043
- risultato d'esercizio (+/-) 562.118 326.119
- plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre
attività/passività valutate al fair value con impatto a conto economico (-/+)
283.235 228.231
- plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) (679) (3.686)
- rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) 95.750 84.730
- rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 104.938 97.663
- accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) 33.953 14.131
- ricavi incassati e costi pagati netti dei contratti di assicurazione emessi e delle cessioni in
riassicurazione (-/+)
(2.639) (3.303)
- imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) 155.686 69.583
- rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale (-/+) - -
- altri aggiustamenti (+/-) (451.374) (350.425)
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie 1.292.157 5.448.777
- attività finanziarie detenute per la negoziazione (338.605) (254.048)
- attività finanziarie designate al fair value (269.468) 564.625
- altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 146.565 (105.582)
- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 829.273 (370.886)
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (200.340) 5.133.793
- altre attività 1.124.732 480.875
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie 774.476 (1.993.098)
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.813.548 (1.536.268)
- passività finanziarie di negoziazione (9.046) 3.109
- passività finanziarie designate al fair value 134.213 (578.434)
- altre passività (1.164.239) 118.495
4. Liquidità generata/assorbita dai contratti di assicurazione emessi e dalle cessioni in
riassicurazione
340.167 (582.832)
- contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività/attività (+/-) 335.123 (583.921)
- cessioni in riassicurazione che costituiscono passività/attività (+/-) 5.044 1.089
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa 3.187.787 3.335.890
B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da 4.885 1.876
- vendite di partecipazioni - -
- dividendi incassati su partecipazioni - -
- vendite di attività materiali 4.885 1.876
- vendite di attività immateriali - -
- vendite di società controllate e di rami d'azienda
2. Liquidità assorbita da
-
(114.936)
-
(102.668)
- acquisti di partecipazioni (1.012) (250)
- acquisti di attività materiali (49.582) (44.836)
- acquisti di attività immateriali (63.498) (57.582)
- acquisti di società controllate e di rami d'azienda (845) -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento (110.051) (100.792)
C. ATTIVITA' DI PROVVISTA
- emissioni/acquisti di azioni proprie 3.398 (6.047)
- emissioni/acquisti di strumenti di capitale - -
- distribuzione dividendi e altre finalità (112.234) (102.295)
- vendita/acquisto di controllo di terzi - -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista (108.836) (108.342)
LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO 2.968.900 3.126.756

BILANCIO CONSOLIDATO – RENDICONTO FINANZIARIO

RICONCILIAZIONE

Importo
Voci di bilancio 31/12/2022
Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 3.357.710 230.954
Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio 2.968.900 3.126.756
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi - -
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell'esercizio 6.326.610 3.357.710

I dati relativi al 31/12/2022 sono stati riesposti al fine di recepire gli effetti dell'applicazione dei nuovi principi contabili IFRS17 e IFRS9 per le Compagnie assicurative.

NOTA INTEGRATIVA

NOTA INTEGRATIVA CONSOLIDATA

  • Parte A Politiche contabili
  • Parte B Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato
  • Parte C Informazioni sul conto economico consolidato
  • Parte D Redditività consolidata complessiva
  • Parte E Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura
  • Parte F Informazioni sul patrimonio consolidato
  • Parte G Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda
  • Parte H Operazioni con parti correlate
  • Parte I Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali
  • Parte L Informativa di settore

Parte M – Informativa sul leasing

La nota integrativa è redatta in migliaia di euro, ad eccezione della Parte L, che è redatta in milioni di euro.

PARTE A POLITICHE CONTABILI

A.1 - PARTE GENERALE

Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali

Il bilancio consolidato è stato redatto nella piena conformità di tutti i Principi Contabili Internazionali (IAS/IFRS) emanati dall'International Accounting Standard Board e delle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretation Committee, vigenti alla data del 31 dicembre 2023 e omologati dalla Commissione Europea secondo la procedura prevista dal regolamento UE n. 1606/2002 del 19 luglio 2002, nonché dei provvedimenti emanati in attuazione dell'art.9 del D.Lgs. n.38/2005 e dell'art.43 del D. Lgs.18 agosto 2015, n.136.

Si fa presente inoltre che la Banca d'Italia, avendo i poteri in materia di definizione dei prospetti contabili e di definizione della Nota Integrativa del Bilancio, ha emanato l'8° aggiornamento della Circolare n. 262/2005 "Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione" il 17 novembre 2022.

I principi contabili adottati per la predisposizione del presente bilancio, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività finanziarie, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, risultano invariati rispetto al 31 dicembre 2022, ad eccezione dell'applicazione del nuovo principio IFRS17 e prima applicazione dell'IFRS9 previsti per la Compagnie assicurative. I dati del 2022 sono stati ricostruiti riportando gli effetti dell'applicazione dei principi contabili IFRS17 e IFRS9 per le Compagnie assicurative.

Conglomerato finanziario: transizione principi contabili IFRS 9 e IFRS 17

Il Gruppo Credem, a partire dal mese di ottobre 2017 è stato inserito dall'Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Conseguentemente, in qualità di conglomerato finanziario a prevalenza bancaria il Gruppo Credem ha deciso di avvalersi della deroga della UE che ha modificato l'emendamento all'IFRS 4 emanato dello IASB che prevede l'opzione di applicazione del c.d. "Deferral Approach" (o Temporary Exemption), in virtù della quale le attività e le passività finanziarie di Credemvita (la Compagnia assicurativa controllata) sono state rilevate in bilancio, fino al 31/12/2022, ai sensi di quanto prescritto dallo IAS 39, in attesa dell'entrata in vigore del nuovo principio contabile internazionale sui contratti assicurativi (IFRS 17), avvenuta il primo gennaio 2023.

Nel corso dell'esercizio 2022 Credemvita ha completato l'implementazione del principio contabile IFRS17, attraverso un progetto articolato nei seguenti cantieri:

  • A. Disegno e sviluppo dei modelli di business;
  • B. Adeguamento principi contabili IFRS17 e IFRS9;
  • C. Simulazioni di impatto quantitative;
  • D. Target operating model e PMO;
  • E. Implementazioni contabili IT;
  • F. Cantiere Dati per definire la più efficace architettura tra i sistemi applicativi coinvolti nel processo di produzione del bilancio secondo i principi contabili IFRS17/9.

Il disegno e lo sviluppo dei modelli ha tenuto conto degli orientamenti dei principi contabili IFRS9 e IFRS17, cosi come questo ultimo approvato nella versione IFRS 17 "Contratti assicurativi" con il Regolamento (UE) 2021/2036 della Commissione del 19 novembre 2021, ricercando la piena conformità normativa.

Relativamente invece al percorso di adeguamento della Compagnia al principio contabile IFRS9, le scelte metodologiche e applicative sono state definite nell'ambito del framework già in uso nel gruppo.

L'introduzione del principio contabile IFRS 17, e l'interazione con il principio IFRS 9 per la misurazione degli strumenti finanziari, introduce un nuovo modello di rilevazione delle grandezze patrimoniali e del riconoscimento delle performance dei diversi portafogli prodotti nel conto economico insieme a una rilevante sensibilità delle misurazioni alle stime correnti delle ipotesi operative e delle grandezze di mercato (tra cui in modo significativo alle curve dei tassi di interesse), che potranno comportare una maggior volatilità dei risultati nel tempo.

Alla luce delle scelte agite come di seguito descritte si è rilevato in sede di transizione un impatto del principio da rilevare in contropartita del patrimonio netto in sede di prima applicazione non significativo rispetto ai livelli patrimoniali di bilancio e regolamentari precedenti.

In base a quanto previsto dal principio contabile IFRS 17, l'applicazione deve essere effettuata in modo retrospettivo mediante rideterminazione dei saldi comparativi. La data di transizione (First Time Application) è, infatti, il 1° gennaio 2022, che rappresenta l'inizio del periodo immediatamente precedente alla data di prima applicazione obbligatoria del nuovo principio.

All'1/1/2022, in sede di FTA, il delta patrimoniale rivenente dall'applicazione dei nuovi principi per le Compagnie assicurative ha comportato un impatto negativo sul patrimonio netto di circa 57 milioni di euro.

Con riferimento alle principali grandezze IFRS17 si evidenzia che in sede transizione all'1/1/22 è stato stimato il CSM consolidato (relativo al perimetro polizze in scope a IFRS17) per un ammontare pari a 282 milioni di euro.

L'applicazione dei nuovi principi contabili internazionali ha consentito un riassorbimento di questi degli effetti negativi dovuti agli impatti della dinamica dei mercati nel corso del 2022 sulle riserve di valutazione degli strumenti finanziari. Il patrimonio netto IFRS 17 all'1/1/2023 è superiore rispetto al dato di chiusura al 31/12/2022 IFRS4 di oltre 148 milioni di euro, incluso il risultato economico IFRS17 di periodo corrispondente. L'impatto sul CET1 ratio di Gruppo è pari a +26 bps.

Con riferimento a Credemassicurazioni, la cui partecipazione è detenuta pariteticamente da Credito Emiliano e Reale Mutua Assicurazioni e i cui valori sono consolidati nel bilancio di gruppo di Credem con il metodo del patrimonio netto, si precisa che gli impatti, in sede di FTA, sul bilancio consolidato sono stati trascurabili (impatto negativo sul patrimonio netto di 1,2 milioni di euro).

Raccordo tra prospetti contabili consolidati pubblicati nel bilancio 2021 e prospetti contabili consolidati della circolare 262 aggiornati per il nuovo principio IFRS17

RICONCILIAZIONE STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

Voci dell'attivo 31/12/2021
IAS39-IFRS4
RICLASSIFICHE RETTIFICHE 1/01/2022
IFRS9-IFRS17
10. Cassa e disponibilità liquide 230.954 - - 230.954
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
82.362 5.148.448 5.164 5.235.974
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 59.970 1.191 - 61.161
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
fair value
22.392 5.147.257 5.164 5.174.813
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
6.593.183 3.563.848 83.109 10.240.140
35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al FV ai sensi dello IAS39
7.064.627 -7.064.627 - -
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 49.137.481 39.234 25.158 49.201.873
a) crediti verso banche 8.948.886 -15.234 25.189 8.958.841
b) crediti verso clientela 40.188.595 54.468 -31 40.243.032
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi
dello IAS39
1.688.198 -1.688.198 - -
50. Derivati di copertura 211.101 - - 211.101
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto
di copertura generica (+/-)
82.769 - - 82.769
70. Partecipazioni 48.592 - -1.212 47.380
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 17.489 -17.489 - -
80. Attività assicurative - 17.261 4.234 21.495
b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività - 17.261 4.234 21.495
90. Attività materiali 460.230 1 - 460.231
100. Attività immateriali 465.095 - - 465.095
di cui:
- avviamento 291.342 - - 291.342
110. Attività fiscali 416.641 -197 58.932 475.376
a) correnti 187.737 -140 - 187.597
b) anticipate 228.904 -57 58.932 287.779
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di
dismissione
5.807 - - 5.807
130. Altre attività 1.074.658 2.644 -347 1.076.955
Totale dell'attivo 67.579.187 925 175.038 67.755.150

RICONCILIAZIONE STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2021
IAS39-IFRS4
RICLASSIFICHE RETTIFICHE 1/01/2022
IFRS9-IFRS17
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 52.726.659 110.123 - 52.836.782
a) debiti verso banche 12.585.576 - - 12.585.576
b) debiti verso clientela 37.716.918 1.002 - 37.717.920
c) titoli in circolazione 2.424.165 109.121 - 2.533.286
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi
dello IAS 39
111.894 -111.894 - -
20. Passività finanziarie di negoziazione 33.148 - - 33.148
30. Passività finanziarie designate al fair value - 4.329.198 - 4.329.198
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al FV ai sensi dello IAS 39
4.406.981 -4.406.981 - -
40. Derivati di copertura 408.084 - - 408.084
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto
di copertura generica (+/-)
104.158 - - 104.158
60. Passività fiscali 197.349 -36.763 33.596 194.182
a) correnti 70.279 -36.706 - 33.573
b) differite 127.070 -57 33.596 160.609
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 162 - - 162
80. Altre passività 1.628.574 140.019 -42 1.768.551
90. Trattamento di fine rapporto del personale 69.845 - - 69.845
100. Fondi per rischi e oneri 174.411 - - 174.411
a) impegni e garanzie rilasciate 8.044 - - 8.044
b) quiescenza e obblighi simili 1.485 - - 1.485
c) altri fondi per rischi e oneri 164.882 - - 164.882
110. Riserve tecniche 4.257.810 -4.257.810 - -
110. Passività assicurative - 4.337.328 199.461 4.536.789
a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono
passività
- 4.337.328 199.461 4.536.789
120. Riserve da valutazione 87.226 - 2.971 90.197
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS 39
-14.221 - 14.221 -
150. Riserve 2.374.932 250.132 -75.169 2.549.895
160. Sovrapprezzi di emissione 321.800 - - 321.800
170. Capitale 341.320 - - 341.320
180. Azioni proprie (-) -4.025 - - -4.025
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 653 - - 653
200. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 352.427 -352.427 - -
Totale del passivo e del patrimonio netto 67.579.187 925 175.038 67.755.150

Dagli schemi sopra riportati emerge un impatto totale delle rettifiche e delle riclassifiche sul patrimonio netto di Euro 57.977 mila a cui siaggiugono Euro 102.295 mila rleative all'allocazione dell'utile oggetto di destribuzione alla voce altre passività".

L'utile dell'esercizio 2021 è stato riallocato, 102.295 mila euro per dividendi distribuiti nella voce "Altre passività" e 250.132 mila euro imputati nella voce 150. Riserve, nella colonna "Riclassifiche". Con riferimento alle attività, le principali riclassifiche sono determinate dall'applicazione delle nuove regole di classificazione introdotte dall'IFRS 9 (Business Model e SPPI test) e, con effetti meno rilevanti, dall'introduzione dell'IFRS 17. In particolare, come meglio di seguito evidenziato,

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

l'introduzione dell'IFRS 9 ha comportato alcune riclassifiche tra le varie categorie di attività finanziarie valutate al fair value – principalmente con riferimento ad attività finanziarie disponibili per la vendita ai sensi dello IAS 39 riclassificate tra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – confermando l'utilizzo del fair value come principale metodo di valutazione e pertanto senza impatti sulla misurazione. La voce 35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 accoglieva al 31 dicembre 2021 le seguenti voci per un importo pari a circa 7.065 milioni di euro:

  • 1,2 milioni di euro di attività detenute per la negoziazione;
  • 4.366,1 milioni di euro di attività finanziarie valutate al fair value;
  • 2.697,3 milioni di euro di attività finanziarie disponibili per la vendita.

A seguito dell'applicazione dei criteri di classificazione dell'IFRS 9 le attività finanziarie di pertinenza delle compagnie assicurative sono state ricondotte alle seguenti voci:

  • Voce. 20 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico per 5.148,4 milioni di euro:
  • voce 20 a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione per 1,2 milioni di euro,
  • voce 20 c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value per 5.147,2 milioni. Tale voce è costituita principalmente (4.366 milioni) dagli strumenti finanziari relativi a polizze unit linked e fondo pensione, accoglie inoltre le attività precedentemente classificate come disponibili per la vendita e che ai sensi dell'IFRS 9 non hanno le caratteristiche richieste per il superamento del SPPI Test: quote OICR (fondi aperti e chiusi) per 678,4 milioni e titoli di debito per 49,9 milioni. Comprende altresì titoli di debito precedentemente classificati come detenuti sino alla scadenza che non hanno superano SPPI test per 39,4 milioni di euro
  • voce 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 3.563,8 milioni che accoglie 1.969,3 milioni di attività finanziarie precedentemente iscritte tra le attività disponibili per la vendita, al netto delle componenti sopra descritte che non hanno più le caratteristiche richieste dall'IFRS 9 per essere iscritte in questa categoria, e per 1.594,5 milioni attività finanziarie che superano SPPI Test precedentemente classificate come detenute sino a scadenza.

La voce 45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 ammontava al 31 dicembre 2021 a 1.688,2 milioni di euro, di cui 1.687,1 milioni di euro Attività finanziarie detenute fino alla scadenza, 0,8 milioni crediti verso assicurati per premi in corso di riscossione e 0,3 milioni di euro di crediti per rebates da incassare. A seguito dell'applicazione dei criteri di classificazione dell'IFRS 9 la voce è stata ricondotta alla voce 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato per circa 39 milioni.

La voce 80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori, che al 31 dicembre 2021 presentava un saldo pari a 17,5 milioni di euro, è stata ricondotta integralmente alla nuova voce 80. Attività Assicurative per effetto della nuova rappresentazione introdotta dall'IFRS 17.

Con riferimento alle passività l'introduzione dei nuovi principi ha determinato le seguenti riclassifiche, riconducibili in modo prevalente alle nuove metriche di classificazione delle passività assicurative previste dall'IFRS 17.

La voce 15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 che accoglieva al 31 dicembre 2021 un valore pari a 111,9 milioni di euro, viene riclassificata interamente nella nuova voce 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato, principalmente - voce 10 c) titoli in circolazione per 109,1 milioni di euro.

La voce 35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 che accoglieva al 31 dicembre 2021 un valore pari a 4.407 milioni era principalmente riferita ai prodotti di investimento (unit linked, fondi pensione e prodotti multiramo) emessi per i quali era stata esercitata la fair value option, al fine di mitigare l'accounting mismatch con le relative poste dell'attivo contabilizzate al fair value a conto economico. In applicazione dei nuovi principi contabili tale voce è stata ricondotta a:

  • voce 30. Passività finanziarie designate al fair value per 4.302 milioni di euro con riferimento ai prodotti di investimento (unit linked e fondi pensione) per i quali, anche ai sensi dell'IFRS 9, è stata esercitata la fair value option. Nella voce 30 è inoltre stato riclassificata la parte di riserve tecniche (ex voce 110.) che si riferisce ai contratti finanziari per 27
  • voce. 110. Passività assicurative per 107 milioni di euro con riferimento ai prodotti multiramo in quanto, ai sensi dell'IFRS 17, la componente di Ramo III che ha natura di investimento è valutata unitariamente alla componente assicurativa del prodotto.

La voce 110. Riserve Tecniche, che al 31 dicembre 2021 ammontava a 4.257,8 milioni di euro, è integralmente ricondotta alla nuova voce 110. Passività Assicurative.

Con riferimento al Patrimonio Netto, la voce 125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione, negativa per 14,2 milioni al 31 dicembre 2021, è stata ricondotta alla voce 120. Riserve da valutazione. L'aggregato accoglieva la riserva di valutazione su attività finanziarie disponibili per la vendita (complessivamente negativa per 11,9 milioni di euro), nonché gli effetti dello shadow accounting (negativi per 2,3 milioni di euro).

Si riportano inoltre i raccordi tra i prospetti contabili consolidati pubblicati, stato patrimoniale del bilancio 2022 e conto economico del 31 dicembre 2022, e prospetti contabili consolidati della circolare 262 aggiornati per il nuovo principio IFRS17.

RICONCILIAZIONE STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

Voci dell'attivo 31/12/2022
IAS39-IFRS4
DIFFERENZE
RICLASSIFICHE
31/12/2022
IFRS9-IFRS17
10. Cassa e disponibilità liquide 3.357.710 - 3.357.710
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 109.250 4.693.674 4.802.924
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 54.962 1.643 56.605
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 54.288 4.692.031 4.746.319
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 6.199.150 3.030.175 9.229.325
35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al FV ai sensi
dello IAS39
6.037.262 -6.037.262 -
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 43.831.210 86.595 43.917.805
a) crediti verso banche 1.487.395 12.257 1.499.652
b) crediti verso clientela 42.343.815 74.338 42.418.153
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS39
2.126.384 -2.126.384 -
50. Derivati di copertura 1.090.239 - 1.090.239
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) (197.853) - (197.853)
70. Partecipazioni 47.362 4.500 51.862
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 18.347 -18.347 -
80. Attività assicurative - 20.406 20.406
b) cessioni in riassicurazione che costituiscono attività - 20.406 20.406
90. Attività materiali 453.916 - 453.916
100. Attività immateriali 476.473 - 476.473
di cui:
- avviamento 291.342 - 291.342
110. Attività fiscali 614.658 131.799 746.457
a) correnti 205.339 -175 205.164
b) anticipate 409.319 131.974 541.293
130. Altre attività 877.484 -8.592 868.892
Totale dell'attivo 65.041.592 -223.436 64.818.156

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

RICONCILIAZIONE STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2022
IAS39-IFRS4
DIFFERENZE
RICLASSIFICHE
31/12/2022
IFRS9-IFRS17
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 50.883.109 110.290 50.993.399
a) debiti verso banche 8.736.293 70 8.736.363
b) debiti verso clientela 38.778.020 946 38.778.966
c) titoli in circolazione 3.368.796 109.274 3.478.070
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al FV ai sensi
dello IAS 39
111.755 -111.755 -
20. Passività finanziarie di negoziazione 36.257 - 36.257
30. Passività finanziarie designate al fair value 3.903.984 -153.220 3.750.764
40. Derivati di copertura 874.058 - 874.058
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) (203.886) - (203.886)
60. Passività fiscali 213.709 160.774 374.483
a) correnti 87.267 -35.270 51.997
b) differite 126.442 196.044 322.486
80. Altre passività 1.415.671 25.517 1.441.188
90. Trattamento di fine rapporto del personale 56.086 - 56.086
100. Fondi per rischi e oneri 182.962 - 182.962
a) impegni e garanzie rilasciate 7.056 - 7.056
b) quiescenza e obblighi simili 1.254 - 1.254
c) altri fondi per rischi e oneri 174.652 - 174.652
110. Riserve tecniche 4.356.382 -4.356.382 -
110. Passività assicurative - 3.952.868 3.952.868
a) contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività - 3.952.868 3.952.868
120. Riserve da valutazione (151.872) -19.763 (171.635)
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 (227.655) 227.655 -
150. Riserve 2.620.855 -68.569 2.552.286
160. Sovrapprezzi di emissione 321.800 - 321.800
170. Capitale 341.320 - 341.320
180. Azioni proprie (-) (10.072) - (10.072)
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 159 - 159
200. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 316.970 9.149 326.119
Totale del passivo e del patrimonio netto 65.041.592 -223.436 64.818.156

RICONCILIAZIONE CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

Voci 31/12/2022
IAS39-IFRS4
DIFFERENZE
RICLASSIFICHE
31/12/2022
IFRS9-IFRS17
10. Interessi attivi e proventi assimilati 797.798 64.295 862.093
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 774.417 54.869 829.286
20. Interessi passivi e oneri assimilati (143.812) (3.858) (147.670)
30. Margine di interesse 653.986 60.437 714.423
40. Commissioni attive 762.644 2.929 765.573
50. Commissioni passive (162.115) (3.384) (165.499)
60. Commissioni nette 600.529 (455) 600.074
70. Dividendi e proventi simili 2.075 28.709 30.784
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 11.166 1.954 13.120
90. Risultato netto dell'attività di copertura 3.686 - 3.686
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 44.956 (210) 44.746
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 31.506 (65) 31.441
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 13.450 (145) 13.305
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con
impatto a conto economico
(1.894) (77.421) (79.315)
a) attività e passività finanziarie designate al fair value - 564.625 564.625
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (1.894) (642.046) (643.940)
115. Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS39
129.864 (129.864) -
120. Margine di intermediazione 1.444.368 (116.850) 1.327.518
130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: (55.666) (321) (55.987)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (55.836) (17) (55.853)
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 170 (304) (134)
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni 114 - 114
150. Risultato netto della gestione finanziaria 1.388.816 (117.171) 1.271.645
160. Premi netti 549.966 (549.966) -
160. Risultato dei servizi assicurativi - 67.104 67.104
a) ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi - 97.784 97.784
b) costi per servizi assicurativi derivanti da contratti assicurativi emessi - (29.723) (29.723)
c) ricavi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione - 5.832 5.832
d) costi per servizi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione - (6.789) (6.789)
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (563.279) 563.279 -
170. Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa - 30.018 30.018
a) costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi - 30.002 30.002
b) ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione - 16 16
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 1.375.503 (6.736) 1.368.767
190. Spese amministrative: (973.080) 21.202 (951.878)
a) spese per il personale (563.448) 17.179 (546.269)
b) altre spese amministrative (409.632) 4.023 (405.609)
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (14.131) - (14.131)
a) impegni e garanzie rilasciate (2.864) - (2.864)
b) altri accantonamenti netti (11.267) - (11.267)
210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (44.489) 57 (44.432)
220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (53.775) 544 (53.231)
230. Altri oneri/proventi di gestione 150.287 (581) 149.706
240. Costi operativi (935.188) 21.222 (913.966)
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 7.855 (888) 6.967
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 13.421 - 13.421
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 461.591 13.598 475.189
300. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (144.605) (4.449) (149.054)
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 316.986 9.149 326.135
330. Utile (Perdita) d'esercizio 316.986 9.149 326.135
340. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi (16) - (16)
350. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della capogruppo 316.970 9.149 326.119

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IFRS 17 Contratti assicurativi

Le disposizioni normative del Principio IFRS 17

Il principio IFRS 17 sostituisce l'IFRS 4 che, sin dal momento della sua pubblicazione iniziale, era considerato un "interim standard" e – in quanto tale – non aveva tra i propri scopi quello di prevedere una metodologia specifica di rappresentazione dei contratti assicurativi, rimandando ai modelli contabili previsti dalle normative locali dei singoli paesi. Il superamento di questo aspetto – unitamente ad una migliore informativa sui risultati economici dei contratti assicurativi – è pertanto alla base del nuovo standard.

Classificazione e misurazione

Si riportano le principali previsioni del principio che determinano una differente modalità di iscrizione e valutazione delle passività assicurative rispetto a quanto avveniva con l'IFRS 4:

  • l'iscrizione iniziale della passività assicurativa: al momento della sottoscrizione del contratto con il soggetto assicurato, l'impresa riconosce una passività il cui ammontare è dato dalla somma algebrica del valore attuale dei flussi di cassa attesi contrattuali (Present value future cash flow – "PVFCF") e inclusivi anche di un opportuno Risk adjustment ("RA") a presidio dei rischi di tipo non finanziario e del margine economico atteso (Contractual Service Margin – "CSM"), che rappresenta il valore attuale degli utili futuri sui contratti assicurativi;
  • i raggruppamenti di contratti: l'applicazione dell'IFRS 17 prevede l'identificazione di "portafogli" di contratti assicurativi (ovvero di gruppi di contratti che condividono rischi simili e gestiti unitariamente). Ciascun portafoglio viene ulteriormente suddiviso in gruppi composti da contratti con caratteristiche simili in termini di profittabilità attesa, prevedendo pertanto la distinzione tra i contratti profittevoli (con margine economico atteso positivo) e onerosi (con margine economico atteso negativo);
  • i modelli di misurazione previsti dal principio: il principio IFRS 17 prevede un modello di misurazione denominato General Model ("GM") applicabile in linea di principio a tutti i contratti, ad eccezione di quelli con partecipazione diretta agli utili finanziari, per i quali viene applicato il Variable Fee Approach ("VFA"), qualora siano rispettati i criteri di eleggibilità dipendenti dalla natura stessa della partecipazione agli utili. È previsto inoltre un modello semplificato opzionale (Premium Allocation Approach – "PAA") per la valutazione della passività per copertura residua denominata Liability for Remaining Coverage ("LRC", assimilabile alla Riserva per frazioni di premi o al riporto premi) per i contratti con periodo di copertura uguale o inferiore all'anno e per tutti i contratti nel caso in cui la valutazione non sia materialmente differente da quella risultante dall'applicazione del General Model;
  • la misurazione successiva della passività assicurativa: l'IFRS 17 richiede un aggiornamento della misurazione ad ogni reporting period degli elementi sopra indicati (i flussi di cassa e il margine economico atteso), per verificare la congruità delle stime rispetto alle condizioni correnti di mercato. Gli effetti di eventuali aggiornamenti sono recepiti alla prima reporting date di consuntivazione: a conto economico qualora i cambiamenti siano riferiti a eventi correnti o già avvenuti oppure a riduzione del margine economico atteso (CSM) qualora i cambiamenti siano riferiti a eventi futuri. Con riferimento alle variazioni delle sole variabili finanziarie (e non delle restanti, quindi principalmente relative al comportamento degli assicurati), è rimessa scelta alle imprese di individuare – per ciascun raggruppamento di contratti – se rappresentare gli effetti delle modifiche nel conto economico o nel patrimonio netto (c.d. Opzione OCI);
  • la misurazione del ricavo assicurativo: l'IFRS 17 prevede un'esposizione nel conto economico della redditività "per margini" conseguiti nel corso della vita delle polizze, ossia quando l'impresa eroga i servizi agli assicurati, non prevedendo pertanto la rilevazione di alcun ricavo al momento della sottoscrizione del contratto. In merito a tale aspetto il principio è asimmetrico in quanto in caso di gruppi di contratti onerosi prevede la rilevazione immediata delle perdite a conto economico;
  • la misurazione della performance: nell'ottica di un'informativa che garantisca una migliore comparabilità degli andamenti delle Compagnie, è prevista una rappresentazione distinta e separata delle due componenti principali che tipicamente concorrono a formare la redditività delle imprese assicuratrici: la prima, che rappresenta il profitto derivante dall'attività assicurativa prestata (il c.d. "margine tecnico") e la seconda che raggruppa invece tutte le componenti di carattere "finanziario" (i risultati degli investimenti, gli effetti delle variabili finanziarie utilizzate nelle valutazioni dei contratti, ecc.). I cambiamenti nelle stime future di premi collegati a contratti in essere alla data di reporting (flussi di cassa da ricevere) e di

pagamenti (flussi di cassa da riconoscere) sono rilevati a conto economico lungo la durata residua contrattuale delle polizze di riferimento;

  • transition: in sede di prima applicazione, il principio contabile IFRS 17 prevede che tutti i contratti presenti in portafoglio siano contabilizzati come se le regole introdotte fossero sempre state in vigore, con applicazione retroattiva del principio; tale metodo di transition prende il nome di Full Retrospective Approach ("FRA"). Poiché la sua applicabilità può risultare molto complessa a causa dell'indisponibilità delle serie storiche degli attributi necessari per gestire la capillarità del modello dati previsto dall'lFRS 17, che ne consentano la piena applicazione, il principio prevede la possibilità di utilizzare altri due metodi, tra loro opzionali:
  • o il Modified Retrospective Approach ("MRA"), che approssima i risultati ottenuti dal FRA attraverso un approccio retrospettivo, prevedendo alcune semplificazioni circa la stima del CSM, il livello di aggregazione dei contratti, l'utilizzo delle coorti annuali ed i tassi di sconto da utilizzare;
  • o il Fair Value Approach ("FVA"), secondo cui il CSM/Loss Component (in caso di contratti onerosi) è calcolato come differenza tra il fair value del gruppo di contratti cui si riferisce ed il valore dei Fulfillment Cash Flows alla medesima data (rappresentato dalla somma di PVFCF e RA).

Scelte metodologiche del Gruppo

Nell'ambito di Credemvita il principio IFRS 17 risulta applicabile ai prodotti assicurativi ed ai prodotti finanziari con elementi di partecipazione discrezionale agli utili mentre i prodotti a prevalente contenuto finanziario sono classificati sotto IFRS9. Le principali scelte metodologiche affrontate hanno riguardato la

quantificazione dei cash flow in ottica IFRS 17, la definizione della curva di sconto per la loro attualizzazione, nonché la quantificazione del CSM per il bilancio consolidato del Gruppo, al fine di considerare gli effettivi costi di distribuzione/gestione nei flussi prospettici delle passività assicurative in luogo delle provvigioni regolate tra Credemvita e le società distributrici del Gruppo. Di seguito sono riportate le principali scelte metodologiche assunte dal Gruppo:

  • Livello di aggregazione e opzione "carve out" sulle coorti: il livello di aggregazione permette di definire la granularità con cui viene valutata la redditività di un gruppo di contratti, andando a raggruppare nel medesimo portafoglio quelli che:
  • o presentano rischi simili e sono gestiti unitariamente;
  • o hanno profittabilità attesa simile all'emissione (c.d. bucket di profittabilità);
  • o appartengono alla stessa generazione (c.d. coorte annuale).
    • o Per Credemvita l'aggregazione in gruppi di contratti avviene raggruppando i prodotti secondo la seguente rappresentazione, dove si indicano anche i valori delle riserve tecniche IFRS4 alla data di transition espresse in euro miliardi:

Più in dettaglio si è deciso di aggregare le polizze in 6 macro portafogli, 2 riconducibili al modello valutativo IFRS9 il cui perimetro è rappresentato dalle polizze Unit Linked stand alone (portafoglio 1) e dai prodotti Fondo Pensione e PIP (portafoglio 2 Risparmio Gestito) e 4 riconducibili ai modelli valutativi IFRS17.

o Per quanto riguarda i contratti appartenenti a prodotti Multiramo o collegati ad una Gestione Separata, il Gruppo ha deciso di esercitare l'opzione di non applicare il requisito della Coorte Annuale ("Carve Out") così come previsto dal Regolamento di omologazione dell'IFRS 17 a livello europeo e quindi aggregare queste tipologie contrattuali solo con riguardo al concetto di rischi simili e gestione unitaria e all'appartenenza allo stesso bucket di profittabilità.

  • Curva di sconto: Credemvita ha deciso di utilizzare un approccio Bottom-Up, che prevede l'utilizzo di tassi privi di rischio con l'aggiunta di un premio di liquidità, stimato sulla base del premio di rischio insito all'interno del portafoglio titoli di ciascuna compagnia, calcolato per singola Gestione Separata, e per portafoglio libero (come sottostante dei prodotti di puro rischio).
  • Risk adjustment: viene determinato utilizzando una metodologia di tipo Value at Risk (VaR) che stima l'incertezza dei rischi non finanziari sulla base del 80° percentile della distribuzione di probabilità aggregata dei rischi tecnici insiti nel portafoglio.
  • Variable Fee Approach (VFA): come evidenziato in precedenza, il VFA è un modello previsto dallo Standard obbligatorio per i contratti che prevedono una significativa partecipazione discrezionale agli utili finanziari da parte dell'assicurato. Per determinare se la partecipazione discrezionale agli utili è significativa, viene eseguito un test sia di natura qualitativa che quantitativa per verificare i requisiti previsti. Nell'ambito dei prodotti di Credemvita vengono misurati con il Variable Fee Approach tutti i contratti collegati ad una Gestione Separata, sia individuali che di tipo Multiramo. Tra questi in particolare i portafogli 1, 2, 4 come rappresentato nella illustrazione sopra.
  • Coverage Unit: le Coverage Unit rappresentano il driver con il quale viene determinato il rilascio del CSM a conto economico, tenendo in considerazione la quantità di servizi assicurativi e finanziari.
  • Contract Boundaries: si intende l'insieme delle regole che definisce in che misura una determinata opzione rientri all'interno della proiezione dei flussi di cassa di un contratto assicurativo. Il paragrafo 34 dello Standard, a tal proposito, stabilisce che i flussi di cassa rientrano all'interno del "Contract Boundary" di un contratto assicurativo se derivano da diritti ed obblighi che esistono durante il periodo di reporting in cui la Compagnia ha diritto a ricevere dall'assicurato i premi o ha l'obbligo di fornire servizi legati al contratto assicurativo stesso. L'obbligo di fornire servizi legati al contratto assicurativo termina pertanto nel momento in cui la Compagnia si trova nelle condizioni di definire nuovamente un prezzo per i rischi coperti dal contratto assicurativo e/o ridefinire le coperture tali da riflettere pienamente i rischi.

La definizione delle scelte di transizione ha previsto l'applicazione di un modello analitico di analisi dei dati storici disponibili. Alla luce dei risultati di questa fase di assessment sulla disponibilità dei dati storici condotta su tutti i contratti che erano in vita alla data di transizione e sulla base delle caratteristiche del business sottostante, è emerso quanto segue:

  • L'approccio FRA richiedeva elevata granularità e storicità delle informazioni per la ricostruzione di flussi contabili, assumptions di valutazione e run dei motori attuariali, alle date pregresse, non disponibile per la Compagnia e di estrema onerosità nella ricostruzione delle stesse, sia per i contratti valutati con il General Model che per quelli valutati con il VFA;
  • Con riferimento al General model, la modifica sulle assumptions di valutazione delle TCM, effettuata nel 2021, ha reso non utilizzabili le assumptions del passato, le quali, non sono state ritenute coerenti con le nuove metodologie adottate nel corso del 2021, pertanto l'approccio FRA non è risultato utilizzabile;
  • Inoltre, con riferimento al VFA il carve out delle coorti annuali per le Gestioni Separate, di cui Credemvita ha inteso avvalersi, ha eliminato il raggruppamento per coorti annuali, pertanto si è ritenuto necessario applicare un singolo approccio di Transition per ogni raggruppamento che si configura come un bucket di profittabilità direttamente applicato sul portafoglio di GS o Multiramo nel suo complesso. L'approccio FRA non è risultato dunque utilizzabile dovendo applicare un unico metodo di Transition;
  • Credemvita ha valutato inoltre di non poter applicare il FRA anche in relazione al cambiamento del business model della Compagnia con riferimento al DAS (Differimento Automatico a Scadenza) a partire dal 2020;
  • Con riferimento al MRA, si sono evidenziate delle complessità relative all'elevata granularità e storicità delle informazioni dei flussi contabili con onerosità nella ricostruzione delle stesse sia per i contratti valutati con il GM che per quelli valutati con il VFA;
  • L'approccio Fair Value Approach al contrario è risultato sempre applicabile, ha garantito una robusta stima del CSM su tutti i portafogli di riferimento e è risultato conforme alla metodologia definita dal Principio (i.e. valutazione dei portafogli secondo il Principio IFRS13 in termini di

valutazioni di mercato, al netto del valore del Fulfilment cashflow 1secondo le logiche IFRS17). Inoltre, la metodologia adottata, che ha sposato logiche di market partecipant view ha fatto leva sulla calibrazione di parametri che sono già consolidati nel framework della Compagnia.

  • Quantificazione del CSM per il Bilancio Consolidato: in ambito IFRS 17, la gestione delle transazioni infragruppo comporta la necessità, per la quantificazione dei flussi di cassa, di "sostituire" i costi infragruppo proiettati da Credemvita nella stima della propria situazione contabile "stand alone" (tipicamente le provvigioni pagate alla rete distributiva bancaria) con i costi reali sostenuti dal Gruppo verso economie terze e tale operazione comporta la rilevazione di un profitto atteso (CSM) differente tra Credemvita e il Gruppo nel suo insieme. La stessa ESMA nella comunicazione annuale sulle priorità dei bilanci evidenzia l'importanza di applicare in modo consistente i requisiti di consolidamento ai sensi dell'IFRS 10 al fine di garantire la corretta applicazione dell'IFRS 17 nel bilancio consolidato. Nello specifico, ESMA segnala che nel caso in cui le banche del gruppo distribuiscano i prodotti assicurativi, il CSM a livello consolidato spesso differirà da quello assicurativo.
  • Impatti dell'IFRS 17 sulle Misure Alternative di Performance: a seguito delle novità introdotte dall'applicazione del nuovo principio, il Gruppo ha definito le migliori modalità di rappresentazione del Business assicurativo nell'ambito degli schemi riclassificati di Stato Patrimoniale e di Conto economico, per cui si rinvia alla Relazione della gestione per maggiori dettagli.

Principali differenze tra il framework IFRS 17 e Solvency II

Le principali differenze tra lo Standard IFRS 17 e Solvency II in relazione alla valutazione delle passività assicurative sono primariamente legate all'identificazione dei Contract Boundaries, alla determinazione della curva di sconto e alla modalità di calcolo del Margine di Prudenza (rispettivamente Risk Adjustment o Risk Margin).

In particolare:

  • per quanto riguarda i Contract Boundaries, le principali differenze riguardano sia la logica di determinazione che la periodicità della valutazione. In Solvency II i Contract Boundaries sono basati su una logica di rischio per la compagnia e sono determinati a ciascuna data di valutazione; in IFRS 17 invece sulla possibilità di re-pricing da parte della compagnia e sono determinati all'emissione dei contratti;
  • con riferimento alle curve di sconto, la principale differenza riguarda la modalità e la granularità con cui la stessa viene calcolata; in particolare, per Solvency II esiste un'unica curva di sconto composta da una curva base priva di rischio più un premio di liquidità (Volatility Adjustment), definito dall'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali o professionali (EIOPA) sulla base di un portafoglio di riferimento medio di mercato. Nel Framework IFRS 17 invece è possibile calcolare le curve di sconto per ogni portafoglio identificato sulla base degli specifici pool di attivi di riferimento detenuti dalla Compagnia;
  • per il Margine di Prudenza la differenza tra Risk Margin e Risk Adjustment è dovuta sia ad una differente metodologia di calcolo che ad un diverso perimetro di rischi identificati. Il Risk Margin Solvency II è calcolato con una metodologia Cost of Capital, applicata al requisito di Capitale della Compagnia valutato con un percentile al 99,5%, considerando i rischi tecnici, il rischio di credito e il rischio operativo; per il Risk Adjustment IFRS 17 il Principio non prevede una metodologia standard ma esclusivamente la determinazione dello stesso sulla base di specifici rischi non finanziari, valutando il rischio ad un determinato grado di confidenza prefissato dalla Compagnia.

Si precisa che l'introduzione dell'IFRS 17 non comporta impatti sull'indicatore di sintesi Solvency II per la Compagnia Credemvita, né per il Margine di conglomerato.

IFRS 9 Strumenti finanziari

Credemvita ha avviato il progetto implementativo volto ad approfondire le diverse aree di influenza del principio IFRS 9 in concomitanza con quello IFRS17 al fine di definire i suoi impatti qualitativi e quantitativi, nonché ad individuare ed implementare gli interventi applicativi ed organizzativi necessari. In particolare, si è tenuto conto dell'obiettivo di perseguire un'adozione omogenea del

1 Con Fullfillment cashflow si intende la somma algebrica del valore attuale dei flussi di cassa attesi contrattuali (Present value future cash flow – "PVFCF") e del Risk adjustment ("RA")

principio contabile, pur in presenza di operatività assicurativa legata in particolare alle specificità di prodotto delle Gestioni Separate.

Relativamente al percorso di adeguamento della Compagnia al principio contabile IFRS9, le scelte metodologiche e applicative sono state definite nell'ambito del framework già in uso nel Gruppo.

Classificazione e Misurazione

Per poter rispettare il dettato dell'IFRS 9 – che introduce un modello per cui la classificazione delle attività finanziarie è guidata, da un lato, dalle caratteristiche contrattuali dei flussi di cassa degli strumenti e, dall'altro, dall'intento gestionale con il quale sono detenuti – sono state declinate le modalità di effettuazione del test sulle caratteristiche contrattuali dei cash flow (cosiddetto SPPI Test), ed è stata finalizzata la definizione dei business model a tendere.

Si premette che, data la composizione del portafoglio di pertinenza della compagnia assicurativa e le modalità con cui lo stesso è gestito, l'introduzione dell'IFRS 9 non ha comportato impatti rilevanti in termini di misurazione, confermando come metodo principale quello del fair value.

Per quel che attiene al test SPPI sulle attività finanziarie, le Compagnie adottano la metodologia definita a livello di Gruppo e utilizzata dal 2018; sono stati – inoltre – formalizzati i modelli di business adottati per la corretta classificazione al momento della First Time Adoption (FTA) del nuovo principio.

Per quanto riguarda i titoli di debito è stato effettuato un esame di dettaglio delle caratteristiche dei flussi di cassa degli strumenti classificati nella categoria delle Attività finanziarie disponibili per la vendita e detenuti sino a scadenza secondo lo IAS 39, identificando le attività che, non superando il test SPPI, sono state classificate tra le attività obbligatoriamente valutate al fair value con impatti a conto economico secondo l'IFRS 9. Solamente una percentuale non significativa – rispetto al complesso del portafoglio – dei titoli di debito non supera il test SPPI, principalmente riconducibile a titoli strutturati.

Inoltre, si segnala che le quote di OICR (fondi aperti e fondi chiusi), classificate tra le Attività disponibili per la vendita ai sensi dello IAS 39, in linea con le previsioni del principio e la policy contabile del Gruppo, sono state classificate fra le attività valutate obbligatoriamente al fair value con impatto a conto economico.

Credemvita non detiene nei propri portafogli titoli di capitale.

Infine, con riferimento ai titoli di debito al costo ammortizzato e ai crediti si evidenzia che il loro contributo complessivo alle attività finanziarie risulta essere poco significativo e non comporta particolari impatti in sede di FTA. In particolare, i crediti sono principalmente rappresentati da conti correnti e da altre forme tecniche a breve termine.

Per quanto riguarda il secondo driver di classificazione delle attività finanziarie (business model), ossia l'intenzione con cui le attività finanziarie sono detenute, si osserva quanto segue. Per i titoli di debito le Compagnie hanno adottato principalmente il business model Hold To Collect and Sell, ad eccezione dei portafogli collegati ai prodotti unit linked e fondi pensione aperti, per i quali è stato adottato un Business Model "Other", con misurazione degli attivi a fair value con impatti a conto economico.

Alla luce di quanto sopra evidenziato per i due driver di classificazione, l'introduzione dell'IFRS 9 ha comportato principalmente riclassifiche tra diverse categorie di attività finanziarie valutate comunque al fair value – in particolare da attività finanziarie disponibili per la vendita ai sensi dello IAS 39 ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico per IFRS 9. Come conseguenza, su tali riclassifiche non sono stati rilevati impatti netti complessivi a Patrimonio Netto da diversa valutazione.

Viceversa, risultano estremamente limitate le casistiche relative ad Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che a seguito dell'applicazione dei criteri di classificazione dell'IFRS 9 devono essere valutate al fair value, con un impatto marginale a Patrimonio Netto.

Per quanto riguarda le passività finanziarie non si segnalano modifiche derivanti dall'introduzione dell'IFRS 9 rispetto alle modalità di classificazione e valutazione delle stesse ai sensi dello IAS 39. In particolare, si specifica che il Gruppo si è avvalso della possibilità di designare come passività al fair value i prodotti di natura finanziaria emessi da Credemvita che non rientrano nell'ambito di applicazione dell'IFRS 17. Ciò al fine di eliminare o ridurre le possibili "asimmetrie contabili" rispetto agli attivi collegati e valutati anch'essi al fair value. Si evidenzia tuttavia, come meglio dettagliato nel paragrafo sull'IFRS 17, che a seguito dell'introduzione del nuovo principio, una parte dei prodotti multiramo, precedentemente classificata ai sensi dell'IFRS 4/IAS 39 come strumenti finanziari, viene ora attratta in ambito di applicazione dell'IFRS 17.

Impairment

Per quel che riguarda l'Impairment è stata definita dalla Capogruppo una metodologia comune ed un processo accentrato presso la struttura Risk Management per la quantificazione dell'Expected credit loss per tutte le società del Gruppo. Pertanto, per una completa illustrazione delle scelte adottate dal Gruppo in merito all'applicazione dell'impairment ai sensi dell'IFRS 9 si rinvia alle Politiche contabili e all'illustrazione riportata nella Parte E della Nota integrativa relativa al presidio dei rischi del Bilancio Consolidato 2022.

Si segnala, per completezza, che risulta applicabile anche alla Compagnia il documento di "Impairment Policy" con riferimento alle linee guida metodologiche definite dal Gruppo in applicazione dell'IFRS 9 e approvate dai competenti livelli di governance.

In questa sede si evidenzia che per Credemvita l'applicazione del nuovo modello Expected Credit Losses rileva principalmente con riferimento al portafoglio dei titoli di debito classificati nella categoria Fair value con imputazione a patrimonio netto. L'applicazione del modello di impairment non comporta quindi una diversa misurazione di tale portafoglio (essendo già al fair value) e, con riferimento alla prima applicazione, comporta un giro tra la riserva da valutazione e la riserva di utili. Non risulta essere invece significativa per quanto riguarda i crediti, rappresentati principalmente da conti correnti e altre forme tecniche a breve termine.

I principali elementi alla base della metodologia possono essere considerati i seguenti:

  • modalità di tracking della qualità creditizia dei portafogli di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato ed al fair value con contropartita il patrimonio netto;
  • definizione dei parametri per la determinazione del significativo deterioramento del rischio di credito, ai fini della corretta allocazione delle esposizioni in bonis nello stage 1 o nello stage 2, basata sulla variazione delle probabilità di default lifetime rispetto al momento dell'iscrizione iniziale in bilancio dello strumento finanziario. Credemvita non ha esposizioni impaired;
  • definizione dei modelli per lo staging (relativamente all'utilizzo della PD lifetime come indicatore relativo di deterioramento) e per il calcolo dell'expected credit loss (ECL) ad un anno (da applicare alle esposizioni in stage 1) e lifetime (da applicare alle esposizioni in stage 2 e stage 3).

Con riferimento allo "staging" dei titoli, bisogna considerare che operazioni di compravendita successive al primo acquisto (effettuate con riferimento al medesimo ISIN) possono rientrare abitualmente nell'ordinaria attività di gestione delle posizioni (con conseguente necessità di individuare una metodologia da adottare per l'identificazione delle vendite e rimborsi al fine di determinare le quantità residue delle singole transazioni cui associare una qualità creditizia/rating all'origination da comparare con quella della data di reporting). In questo contesto, in analogia alla scelta adottata a partire dal 2018 dal Gruppo, anche le Compagnie adottano la metodologia "firstin-first-out" o "FIFO" (per il riversamento a conto economico dell'ECL registrata, in caso di vendite e rimborsi) che contribuisce ad una gestione più trasparente del portafoglio, anche dal punto di vista degli operatori di front office, consentendo, contestualmente, un continuo aggiornamento della valutazione del merito creditizio sulla base dei nuovi acquisti.

Infine, con riferimento al solo momento di prima applicazione del principio - ovvero il 1° gennaio 2022- per la ricostruzione degli strati e il relativo calcolo dell'ECL in FTA, si è scelto di:

  • applicare la Low Credit Risk Exemption per i titoli che al 31.12.21 presentano un livello di rating investment grade, classificando l'intera posizione (portafoglio/titolo/destinazione contabile) in unico strato cui viene assegnato il rating del 31.12.21. Gli strati sono stati classificati in Stage1;
  • ricostruire lotti (ab origine) per le posizioni (portafoglio/titolo/destinazione contabile) che al 31.12.21 presentano un rating sub investment grade, sempre classificandoli in Stage 1.

Quest'approccio è stato supportato da analisi di significatività che hanno dimostrato, vista la stabilità dei rating dei titoli in portafoglio, una sostanziale non materialità tra la ricostruzione puntuale dei lotti e l'applicazione della LCR Exemption.

Hedge accounting

Per quanto riguarda l'Hedge Accounting, l'IFRS 9 introduce modifiche esclusivamente per il General Hedge e sono strettamente legate alla scelta di avvalersi dell'opzione opt-in / opt-out (ossia la possibilità di implementare il nuovo standard IFRS 9 piuttosto che mantenere il vecchio principio IAS 39). Il Gruppo, sulla base degli approfondimenti effettuati sulla gestione delle operazioni di copertura, ha deciso l'esercizio, in fase di FTA dell'IFRS 9, dell'opzione opt-out, confermando tale scelta fino ad oggi. Alla luce di tale indicazione, anche per le Compagnie assicurative le operazioni

di copertura continueranno ad essere gestite, in continuità con il passato, nel rispetto di quanto previsto dallo IAS 39 (carve-out).

Interazione tra IFRS 17 e IFRS 9

In alcuni casi, l'interazione tra l'IFRS 17 e l'IFRS 9 potrebbe generare mismatch contabili tra le modalità di contabilizzazione dei contratti di assicurazione e delle attività finanziarie ad essi correlate. Per ridurre tali mismatch, l'IFRS 17 consente di effettuare una disaggregazione dei proventi ed oneri finanziari derivanti da contratti assicurativi tra il conto economico (risultato finanziario) e l'Other Comprehensive Income (OCI) a Patrimonio Netto. La scelta di effettuare la disaggregazione è fatta a livello di portafoglio per i contratti assicurativi e deve essere presa in coerenza con il metodo di valutazione degli attivi.

In particolare:

  • per quanto riguarda i contratti valutati con il General Model, la rivalutazione finanziaria dei flussi di cassa futuri e del risk adjustment a tassi storici è contabilizzata a conto economico, mentre la differenza tra la rivalutazione a tassi storici e quelli correnti è contabilizzata a Other Comprehensive Income;
  • per i contratti valutati al Variable Fee Approach, l'IFRS 17 prevede che il risultato finanziario dei contratti assicurativi sia disaggregato tra conto economico e Other Comprehensive Income: in sostanza viene riclassificata a Other Comprehensive Income la differenza tra il risultato finanziario dei contratti assicurativi e il risultato finanziario a conto economico derivante dagli strumenti finanziari sottostanti, compresa la variazione di expected credit loss rilevata nel periodo (c.d. Mirroring).

Ai sensi dell'IFRS 9, Credemvita ha adottato il business model Hold To Collect and Sell per tutti gli strumenti finanziari afferenti i portafogli delle gestioni separate mentre per quelli collegati ai prodotti linked e ai fondi pensione aperti ha adottato il Business Model Other con la conseguente valutazione al fair value con impatto a conto economico. Limitatamente a una parte dei titoli presenti nel portafoglio di proprietà Credemvita ha adottato il modello Hold To Collect.

Si evidenzia, inoltre, che l'introduzione dell'IFRS 17 determina il venir meno del trattamento, denominato Shadow Accounting, previsto dall'IFRS 4, che approssimava la correlazione tra due valori non omogenei: 1) il valore della riserva tecnica relativa ai contratti valutati al costo (con partecipazione discrezionale agli utili) e 2) il valore dei relativi attivi valutati al fair value.

Il principio IFRS 17 introduce maggiore correlazione tra la valutazione delle passività assicurative e gli investimenti sottostanti, sia in periodi di aumento dei valori di Fair Value (riduzione dei tassi di mercato) sia in periodi di riduzione dei valori di fair value (aumento dei tassi di mercato).

A parità di valore degli attivi, misurati in entrambi i principi contabili al fair value, l'IFRS 17 introduce infatti la logica forward looking anche sui passivi, garantendo pertanto un confronto omogeneo con le variazioni di fair value degli attivi, e pertanto maggiormente efficace rispetto al passato. Inoltre, per il modello di misurazione VFA, l'adozione dell'opzione OCI (c.d. Mirroring), comporta che tale maggiore correlazione rispetto a quanto previsto dall'IFRS 4, venga contribuita al patrimonio netto.

In particolare, per Credemvita, con riferimento al 1° gennaio 2022 si evidenziano i seguenti impatti:

IFRS 17 Contratti assicurativi:

il differente criterio di valutazione delle passività assicurative è determinato dalla cancellazione delle riserve tecniche e delle altre componenti riconosciute ai sensi dell'IFRS 4 e contestuale iscrizione delle nuove passività assicurative nelle componenti di PVFCF, RA e CSM, calcolate ai sensi del nuovo principio IFRS 17. L'impatto complessivo è negativo per 198,8 milioni (137,6 milioni al netto dell'effetto fiscale) ed iscritto in contropartita alle voci '120. Riserve da valutazione' (principalmente per effetto del c.d. "mirroring", come descritto al punto C) e '150. Riserve'.

L'impatto complessivo sul patrimonio netto, al netto dell'impatto fiscale, è negativo per 56,8 milioni (di cui -74 milioni di voce '150. Riserve' e +17,2 milioni di voce '120. Riserve da valutazione').

IFRS 9 Strumenti finanziari:

le riclassifiche da attività finanziarie disponibili per la vendita ai sensi dello IAS 39 alle attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico per IFRS 9 hanno comportato una riattribuzione tra la voce 120. Riserva da valutazione precedentemente iscritta e la voce 150. Riserve, con effetto nullo sul patrimonio netto.

Interazione tra IFRS 17 e IFRS 9:

la riserva da valutazione viene adeguata per tener conto del diverso riconoscimento della quota degli utili/perdite sugli investimenti a copertura delle passività di competenza degli assicurati che, per effetto di IFRS 17, include anche la quota di pertinenza delle Compagnie. La valutazione delle passività assicurative a valori correnti, infatti, – con particolare riferimento ai contratti partecipativi diretti – prevede il riconoscimento sostanzialmente integrale delle variazioni di fair value degli investimenti sottostanti alle passività assicurative (Contractual Service Margin e Fulfillment Cashflows) in coerenza con la destinazione contabile delle attività finanziarie sottostanti. Tale effetto (c.d. mirroring) è rilevato anche in sede di transizione. L'effetto dell'interazione tra i due principi è già riconosciuto nella valutazione al fair value delle passività assicurative e nella iscrizione di riserve da valutazione riportate nel precedente punto IFRS17 Contratti assicurativi.

Con riferimento agli effetti registrati nel corso del 2022, le fattispecie sopra descritte hanno comportato un diverso riconoscimento di effetti rispetto a quanto contabilizzato ai sensi dei criteri precedentemente applicati per effetto principalmente della forte correlazione esistente tra IFRS 9 e IFRS 17. Più nel dettaglio, l'andamento dei mercati ed in particolare l'incremento dei tassi d'interesse osservato nel corso del 2022 ha determinato minusvalenze significative sulle attività finanziarie valutate al fair value che, ai sensi del precedente IFRS 4, erano state solo parzialmente riconosciute nella valutazione delle riserve tecniche (c.d. Shadow Accounting). Le nuove logiche di misurazione delle passività assicurative introdotte dall'IFRS 17 hanno consentito una maggiore compensazione delle minusvalenze registrate sugli investimenti sottostanti, tramite il riconoscimento pressoché integrale della variazione delle stesse alle passività assicurative, mitigando gli effetti negativi sul patrimonio netto registrati ai sensi dell'IFRS 4. Si è determinato pertanto un effetto positivo nel corso del 2022 sul patrimonio netto che è risultato pari a 321,6 milioni al 31/12/2022.

L'effetto combinato di quanto sopra esposto determina un impatto positivo sul patrimonio netto al 31 dicembre 2022 pari a 143,9 milioni.

L'applicazione del modello di impairment sui titoli di debito valutati a fair value in contropartita a patrimonio netto al 1° gennaio 2023 ha comportato in accordo a principi di riferimento un giro tra la voce '120. Riserva da valutazione' e la voce '150. Riserve' per 8,8 milioni con effetto nullo sul patrimonio netto.

Con riferimento alla collegata Credemassicurazioni, la cui partecipazione è detenuta pariteticamente da Credito Emiliano e Reale Mutua Assicurazione e i cui valori sono consolidati nel bilancio di gruppo di Credem con il metodo del patrimonio netto, si precisa che gli impatti in transition sul bilancio consolidato sono trascurabili (-1,2 milioni di euro).

Sezione 2 - Principi generali di redazione

Il bilancio consolidato è stato predisposto sulla base delle "Istruzioni per la redazione del bilancio dell'impresa e del bilancio consolidato delle banche e delle società finanziarie capogruppo di gruppi bancari" emanate dalla Banca d'Italia con il Provvedimento del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti.

Il bilancio consolidato è costituito dallo Stato patrimoniale, Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario e dalla Nota integrativa e dalle relative informazioni comparative al 31 dicembre 2022 ed è inoltre corredato da una Relazione sulla gestione, sui risultati economici conseguiti e sulla situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo Credem.

Il bilancio è redatto con l'applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1 e degli specifici principi contabili omologati dalla Commissione europea e illustrati nella Parte A.2 della presente Nota integrativa, nonché in aderenza con le assunzioni generali previste dal Quadro Sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio elaborato dallo IASB.

Non sono state effettuate deroghe all'applicazione dei principi contabili IAS/IFRS.

In conformità a quanto disposto dall'art. 5, comma 2, del Decreto Legislativo n. 38 del 28 febbraio 2005, il bilancio è redatto utilizzando l'euro come moneta di conto, e si fonda sull'applicazione dei seguenti principi generali di redazione dettati dallo IAS 1:

  • Continuità aziendale. Gli amministratori hanno considerato appropriato il presupposto della continuità aziendale in quanto a loro giudizio non sono emerse incertezze legate ad eventi o

circostante che, considerati singolarmente o nel loro insieme, possano far sorgere dubbi riguardo alla continuità aziendale. Conseguentemente le attività, passività ed operazioni "fuori bilancio" sono valutate secondo valori di funzionamento, in quanto destinate a durare nel tempo.

  • Competenza economica. Costi e ricavi vengono rilevati, a prescindere dal momento del loro regolamento monetario, per periodo di maturazione economica e secondo il criterio di correlazione.
  • Coerenza di presentazione. La presentazione e la classificazione delle voci sono mantenute costanti nel tempo allo scopo di garantire la comparabilità delle informazioni, salvo che la loro variazione sia richiesta da un Principio Contabile Internazionale o da una Interpretazione oppure renda più appropriata, in termini di significatività e di affidabilità, la rappresentazione dei valori. Se un criterio di presentazione o di classificazione viene cambiato, quello nuovo si applica – ove possibile – in modo retroattivo; in tal caso vengono anche indicati la natura e il motivo della variazione, nonché le voci interessate. Nella presentazione e nella classificazione delle voci sono adottati gli schemi predisposti dalla Banca d'Italia per i bilanci delle banche, contenuti nella circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti ed integrazioni.
  • Aggregazione e rilevanza. Tutti i raggruppamenti significativi di voci con natura o funzione simili sono riportati separatamente. Gli elementi di natura o funzione diversa, se rilevanti, vengono presentati in modo distinto.
  • Divieto di compensazione. Attività e passività, costi e ricavi non vengono compensati tra loro, salvo che ciò non sia richiesto o permesso da un Principio Contabile Internazionale o da una Interpretazione oppure dagli schemi predisposti dalla Banca d'Italia per i bilanci delle banche.
  • Informativa comparativa. Le informazioni comparative dell'esercizio precedente sono riportate per tutti i dati contenuti nei prospetti contabili di confronto. Le modifiche ai dati comparativi sono effettuate solo quando ritenute di importo significativo.

Si è tenuto conto dei documenti di tipo interpretativo e di supporto all'applicazione dei principi contabili, emanati dagli organismi regolamentari e di vigilanza europei e dagli standard setter, in particolare la comunicazione dell'ESMA del 25 ottobre 2023 "European common enforcement priorities for 2023 annual financial reports", dove si evidenziano le priorità relative alla disclosure sui rendiconti annuali.

Principi contabili

PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS APPLICATI DAL 1° GENNAIO 2023

I seguenti principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS sono stati applicati per la prima volta dal Gruppo a partire dal 1° gennaio 2023:

In data 18 maggio 2017 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 17 – Insurance Contracts che è destinato a sostituire il principio IFRS 4 – Insurance Contracts. Il principio è stato applicato a partire dal 1° gennaio 2023. L'obiettivo del nuovo principio è quello di garantire che un'entità fornisca informazioni pertinenti che rappresentano fedelmente i diritti e gli obblighi derivanti dai contratti assicurativi emessi. Lo IASB ha sviluppato lo standard per eliminare incongruenze e debolezze delle politiche contabili esistenti, fornendo un quadro unico principle-based per tenere conto di tutti i tipi di contratti di assicurazione, inclusi i contratti di riassicurazione che un assicuratore detiene.

Il nuovo principio prevede inoltre dei requisiti di presentazione e di informativa per migliorare la comparabilità tra le entità appartenenti a questo settore.

Il nuovo principio misura un contratto assicurativo sulla base di un General Model o una versione semplificata di questo, chiamato Premium Allocation Approach("PAA").

Le principali caratteristiche del General Modelsono:

  • o le stime e le ipotesi dei futuri flussi di cassa sono sempre quelle correnti;
  • o la misurazione riflette il valore temporale del denaro;
  • o le stime prevedono un utilizzo estensivo di informazioni osservabili sul mercato;
  • o esiste una misurazione corrente ed esplicita del rischio;
  • o il profitto atteso è differito e aggregato in gruppi di contratti assicurativi al momento della rilevazione iniziale; e,
  • o il profitto atteso è rilevato nel periodo di copertura contrattuale tenendo conto delle rettifiche derivanti da variazioni delle ipotesi relative ai flussi finanziari relativi a ciascun gruppo di contratti.

L'approccio PAA prevede la misurazione della passività per la copertura residua di un gruppo di contratti di assicurazione a condizione che, al momento del riconoscimento iniziale, l'entità preveda che tale passività rappresenti ragionevolmente un'approssimazione del General Model. I contratti con un periodo di copertura di un anno o meno sono automaticamente idonei per l'approccio PAA. Le semplificazioni derivanti dall'applicazione del metodo PAA non si applicano alla valutazione delle passività per i claims in essere, che sono misurati con il General Model. Tuttavia, non è necessario attualizzare quei flussi di cassa se ci si attende che il saldo da pagare o incassare avverrà entro un anno dalla data in cui è avvenuto il claim.

L'entità deve applicare il nuovo principio ai contratti di assicurazione emessi, inclusi i contratti di riassicurazione emessi, ai contratti di riassicurazione detenuti e anche ai contratti di investimento con una discrectionary partecipation feature (DPF).

Inoltre, in data 9 dicembre 2021, lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IFRS 17 Insurance contracts: Initial Application of IFRS 17 and IFRS 9 – Comparative Information". L'emendamento è un'opzione di transizione relativa alle informazioni comparative sulle attività finanziarie presentate alla data di applicazione iniziale dell'IFRS 17. L'emendamento è stato applicato a partire dal 1° gennaio 2023, unitamente all'applicazione del principio IFRS 17, per evitare disallineamenti contabili temporanei tra attività finanziarie e passività di contratti assicurativi, e per migliorare l'utilità delle informazioni comparative per i lettori di bilancio.

Nel capitolo della Nota Integrativa "Conglomerato finanziario: transizione principi contabili IFRS 9 e IFRS 17, riportato nella precedente Sezione 1" sono riportati gli effetti sul bilancio consolidato del Gruppo a seguito dell'introduzione di tale principio e del relativo emendamento.

In data 7 maggio 2021 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IAS 12 Income Taxes: Deferred Tax related to Assets and Liabilities arising from a Single Transaction". Il documento chiarisce come devono essere contabilizzate le imposte differite su alcune operazioni che possono generare attività e passività di pari ammontare, quali il leasing e gli obblighi di smantellamento. Le modifiche sono state applicate a partire dal 1° gennaio 2023.

L'adozione di tale emendamento non ha comportato effetti significativi sul bilancio consolidato del Gruppo.

In data 12 febbraio 2021 lo IASB ha pubblicato due emendamenti denominati "Disclosure of Accounting Policies—Amendments to IAS 1 and IFRS Practice Statement 2" e "Definition of Accounting Estimates—Amendments to IAS 8". Le modifiche riguardanti lo IAS 1 richiedono ad un'entità di indicare le informazioni rilevanti sui principi contabili applicati dal Gruppo. Le modifiche sono volte a migliorare l'informativa sui principi contabili applicati dal Gruppo in modo da fornire informazioni più utili agli investitori e agli altri utilizzatori primari del bilancio nonché ad aiutare le società a distinguere i cambiamenti nelle stime contabili dai cambiamenti di accounting policy. Le modifiche sono state applicate a partire dal 1° gennaio 2023. Per gli effetti derivanti da modifiche alla policy di Svalutazione crediti di Gruppo si rimanda alla Sezione 5 "Altri aspetti" della presente Nota integrativa.

In data 23 maggio 2023 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IAS 12 Income taxes: International Tax Reform – Pillar Two Model Rules". Il documento introduce un'eccezione temporanea agli obblighi di rilevazione e di informativa delle attività e passività per imposte differite relative alle Model Rules del Pillar Two (la cui norma risulta in vigore in Italia al 31 dicembre 2023, ma applicabile dal 1° gennaio 2024) e prevede degli obblighi di informativa specifica per le entità interessate dalla relativa International Tax Reform.

Il documento prevede l'applicazione immediata dell'eccezione temporanea, mentre gli obblighi di informativa sono applicabili ai soli bilanci annuali iniziati al 1° gennaio 2023 (o in data successiva) ma non ai bilanci infrannuali aventi una data chiusura precedente al 31 dicembre 2023. L'adozione di tale emendamento non ha comportato effetti sul bilancio consolidato del Gruppo, come descritto nella Sezione 5 "Altri aspetti" della presente Nota integrativa.

PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS OMOLOGATI DALL'UNIONE EUROPEA AL 31 DICEMBRE 2023, NON ANCORA OBBLIGATORIAMENTE APPLICABILI E NON ADOTTATI IN VIA ANTICIPATA DAL GRUPPO AL 31 DICEMBRE 2023

I seguenti principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS sono stati omologati dall'Unione Europea ma non sono ancora obbligatoriamente applicabili e non sono stati adottati in via anticipata dal Gruppo al 31 dicembre 2023:

In data 23 gennaio 2020 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non-current" ed in data 31 ottobre 2022 ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements: Non-Current Liabilities with Covenants". Tali modifiche hanno l'obiettivo di chiarire come classificare i debiti e le altre passività a breve o lungo termine. Inoltre, le modifiche migliorano altresì le informazioni che un'entità deve fornire quando il suo diritto di differire l'estinzione di una passività per almeno dodici mesi è soggetto al rispetto di determinati parametri (i.e. covenants). Le modifiche entrano in vigore dal 1° gennaio 2024; è comunque consentita un'applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato del Gruppo dall'adozione di tale emendamento.

In data 22 settembre 2022 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IFRS 16 Leases: Lease Liability in a Sale and Leaseback". Il documento richiede al venditore-lessee di valutare la passività per il lease riveniente da una transazione di sale & leaseback in modo da non rilevare un provento o una perdita che si riferiscano al diritto d'uso trattenuto. Le modifiche si applicheranno dal 1° gennaio 2024, ma è consentita un'applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato del Gruppo dall'adozione di tale emendamento.

PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS NON ANCORA OMOLOGATI DALL'UNIONE EUROPEA

Alla data di riferimento del presente documento, gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l'adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti.

In data 25 maggio 2023 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IAS 7 Statement of Cash Flows and IFRS 7 Financial Instruments: Disclosures: Supplier Finance Arrangements". Il documento richiede ad un'entità di fornire informazioni aggiuntive sugli accordi di reverse factoring che permettano agli utilizzatori del bilancio di valutare in che modo gli accordi finanziari con i fornitori possano influenzare le passività e i flussi finanziari dell'entità e di comprendere l'effetto di tali accordi sull'esposizione dell'entità al rischio di liquidità. Le modifiche si applicheranno dal 1° gennaio 2024, ma è consentita un'applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato del Gruppo dall'adozione di tale emendamento.

In data 15 agosto 2023 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IAS 21 The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: Lack of Exchangeability". Il documento richiede ad un'entità di applicare una metodologia da applicare in maniera coerente al fine di verificare se una valuta può essere convertita in un'altra e, quando ciò non è possibile, come determinare il tasso di cambio da utilizzare e l'informativa da fornire in nota integrativa. La modifica si applicherà dal 1° gennaio 2025, ma è consentita un'applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato del Gruppo dall'adozione di tale emendamento.

In data 30 gennaio 2014 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 14 – Regulatory Deferral Accounts che consente solo a coloro che adottano gli IFRS per la prima volta di continuare a rilevare gli importi relativi alle attività soggette a tariffe regolamentate ("Rate Regulation Activities") secondo i precedenti principi contabili adottati. Tale principio non risulta applicabile al Gruppo.

Contenuto dei prospetti contabili

Stato patrimoniale, conto economico e prospetto della redditività complessiva

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA Gli schemi dello stato patrimoniale e del conto economico sono costituiti da voci, sottovoci e da ulteriori dettagli informativi (i "di cui" delle voci e sottovoci). Nel conto economico i ricavi sono indicati senza segno, mentre i costi sono indicati fra parentesi. Allo stesso modo sono esposte le componenti reddituali positive e negative incluse nel prospetto della redditività complessiva. Gli schemi riportano i corrispondenti dati di raffronto relativi allo stato patrimoniale riferiti all'esercizio precedente, mentre i dati di conto economico e del prospetto delle redditività complessiva sono riferiti allo stesso periodo dell'esercizio precedente.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto

Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto è quello previsto dalla Circolare n. 262/2005, e successivi aggiornamenti, della Banca d'Italia. Nel prospetto viene riportata la composizione e la movimentazione dei conti di patrimonio netto intervenuta nell'esercizio di riferimento del bilancio ed in quello precedente, suddivisi tra il capitale sociale, le riserve di capitale, di utili e da valutazione di attività o passività di bilancio ed il risultato economico. Le azioni proprie in portafoglio, qualora presenti, sono portate in diminuzione del patrimonio netto. Non sono stati emessi strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie.

Rendiconto finanziario

Il Rendiconto Finanziario fornisce informazioni che permettono agli utilizzatori di valutare le variazioni nell'attivo netto della società, la sua struttura finanziaria (compresa la liquidità e solvibilità) e la sua capacità di influire sulla dimensione e sulla tempistica dei flussi finanziari allo scopo di adeguarsi alle circostanze e alle opportunità.

Lo IAS 7 stabilisce che il rendiconto finanziario può essere redatto seguendo, alternativamente, il "metodo diretto" o quello "indiretto".

La Banca d'Italia, così come previsto dalle istruzioni della Circolare n.262/05, propone quindi i due alternativi schemi di Rendiconto Finanziario nei quali i flussi correlati all'attività operativa sono esposti con il metodo diretto e il metodo indiretto, senza privilegiarne uno in particolare, lasciando discrezionalità all'estensore del bilancio.

Il prospetto dei flussi finanziari intervenuti nel periodo di riferimento del bilancio ed in quello dell'esercizio precedente è stato predisposto seguendo il metodo indiretto, in base al quale i flussi derivanti dall'attività operativa sono rappresentati dal risultato dell'esercizio rettificato degli effetti delle operazioni di natura non monetaria.

I flussi finanziari sono suddivisi tra quelli derivanti dall'attività operativa, quelli generati dall'attività di investimento e quelli prodotti dall'attività di provvista.

Nel prospetto i flussi generatisi nel corso del periodo sono indicati senza segno, mentre quelli assorbiti sono indicati fra parentesi.

Contenuto della Nota integrativa

La Nota integrativa comprende le informazioni previste dalla Circolare n. 262/2005, e successive modifiche ed integrazioni, della Banca d'Italia e le ulteriori informazioni previste dai principi contabili internazionali.

In conformità a quanto disposto dall'art. 5 del D.Lgs n. 38 del 28 febbraio 2005, il bilancio e la nota integrativa sono redatti in migliaia di euro.

Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento

Il bilancio consolidato del Gruppo Credem comprende il bilancio di Credito Emiliano spa e delle società da questa controllate, includendo nel perimetro di consolidamento anche le società operanti in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo. Analogamente, sono incluse anche le società veicolo (SPE/SPV) quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.

Sono considerate controllate le imprese nelle quali la Capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede più della metà dei diritti di voto o quando, pur con una quota di diritti di voto inferiore, la Capogruppo ha il potere di nominare la maggioranza degli amministratori della partecipata o di determinare le politiche finanziarie ed operative della stessa. Nella valutazione dei diritti di voto si tiene conto anche dei diritti "potenziali" che siano correntemente esercitabili o convertibili in diritti di voto effettivi in qualsiasi momento.

Sono considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell'attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem,

direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull'attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.

Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali la capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali" come sopra definiti) o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.

Le partecipazioni controllate sono consolidate con il metodo integrale, mentre le interessenze non di controllo e di joint venture sono consolidate in base al metodo del patrimonio netto.

Criteri e principi di consolidamento

I criteri adottati per la redazione del bilancio consolidato sono i seguenti:

  • in occasione del primo consolidamento, il valore di carico delle partecipazioni in società consolidate integralmente o proporzionalmente è annullato a fronte del patrimonio netto delle società stesse (ovvero delle quote di patrimonio netto che le partecipazioni stesse rappresentano). La contabilizzazione degli acquisti nelle società avviene in base al "metodo dell'acquisto" come definito dall' IFRS 3, ossia con rilevazione di attività, passività e passività potenziali delle imprese acquisite al fair value alla data di acquisizione, cioè dal momento in cui si ottiene l'effettivo controllo della società acquisita. Pertanto, i risultati economici di una controllata acquisita nel corso del periodo di riferimento sono inclusi nel bilancio consolidato a partire dalla data della sua acquisizione. Parimenti, i risultati economici di una controllata ceduta sono inclusi nel bilancio consolidato fino alla data in cui il controllo è cessato;
  • le eventuali eccedenze del valore di carico delle partecipazioni di cui al punto precedente rispetto alla corrispondente frazione di patrimonio netto, adeguato con l'effetto del fair value delle attività o passività, se positive sono rilevate quali avviamento nella voce "Attività immateriali", se negative sono imputate a conto economico;
  • per gli eventuali acquisti di ulteriori quote partecipative successive all'acquisizione del controllo, disciplinati specificatamente dal principio contabile IAS27, le eventuali differenze positive o negative, come sopra determinate, che vengono a sorgere a seguito di tali acquisti successivi sono imputate direttamente a patrimonio;
  • ad ogni data di bilancio (od ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) viene verificata l'adeguatezza del valore dell'avviamento (c.d. impairment test). A tal fine viene identificata l'unità generatrice di flussi finanziari cui attribuire l'avviamento. L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è dato dall'eventuale differenza negativa tra il valore di iscrizione dell'avviamento ed il suo valore di recupero, determinato come il maggiore tra il fair value dell'unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d'uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico;
  • gli elementi di attivo, passivo e conto economico vengono integralmente acquisiti "linea per linea";
  • le partite debitorie e creditorie, le operazioni fuori bilancio nonché i proventi e gli oneri ed i profitti e le perdite traenti origine da rapporti tra società oggetto di consolidamento integrale, sono tra di loro elisi;
  • le quote di patrimonio netto e di utile di periodo di pertinenza dei "terzi" azionisti delle società consolidate, sono incluse in apposite voci, rispettivamente, del passivo di stato patrimoniale e del conto economico;
  • per il consolidamento delle società con metodo integrale sono stati utilizzati i bilanci predisposti e approvati dalle singole società, eventualmente resi conformi ai principi contabili internazionali seguiti nella predisposizione della situazione consolidata;
  • il valore di libro delle partecipazioni rilevanti, detenute dalla capogruppo, o da altre società del gruppo, afferenti società consolidate con il metodo del patrimonio netto, è raffrontato con la pertinente quota di patrimonio delle partecipate. L'eventuale eccedenza del valore di libro risultante in prima applicazione al bilancio consolidato – è inclusa nel valore contabile della partecipata. Le variazioni nel valore patrimoniale, intervenute negli anni successivi a quello di prima applicazione, sono iscritte a voce 250 del conto economico consolidato ("utili (perdite) delle partecipazioni") nella misura in cui le variazioni stesse siano riferibili a utili o perdite delle partecipate;
  • se esistono evidenze che il valore di una partecipazione rilevante possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento. Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata nel conto economico;
  • per il consolidamento delle partecipazioni in società collegate sono state utilizzate, ove disponibili, i progetti di bilancio al 31 dicembre 2023 approvati dai rispettivi Consigli di Amministrazione; in loro mancanza sono stati considerati i dati degli ultimi bilanci approvati (generalmente quelli al 31 dicembre 2022).
Denominazioni imprese Sede Rapporto di partecipazione
Tipo di
rapporto
Impresa partecipante Quota % Disponibilità voti
%
A. Imprese
A. 1 Consolidate integralmente
1. Credemleasing spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 99,90%
Magazzini Generali delle
Tagliate
0,10%
2. Credemfactor spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 99,00%
Credemleasing 1,00%
3. Credem Private Equity SGR spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 87,50%
Credem Euromobiliare
Private banking
12,50%
4. Euromobiliare Asset Management SGR spa Milano 1 Credito Emiliano 100,00%
5. Euromobiliare Advisory SIM spa Milano 1 Credito Emiliano 100,00%
6. Credemtel spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00%
7. Avvera spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00%
8. Magazzini Generali delle Tagliate spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00%
9. Credem Euromobiliare Private Banking spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00%
10. Euromobiliare Fiduciaria spa Milano 1 Credito Emiliano 100,00%
11. Credemvita spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00%
12. Sata srl Modena 1 Credemtel 100,00%
13. Blue Eye Solutions srl Montechiarugolo 1 Credemtel 100,00%
14. Credem CB srl Conegliano 1 Credito Emiliano 70,00%
A. 2 Consolidate con il metodo del patrimonio netto
1.Credemassicurazioni spa Reggio Emilia 4 Credito Emiliano 50,00%
2.Andxor srl Cinisello Balsamo 4 Credemtel 40,00%
3.SBC Fintech Milan 2224 srl Milano 4 Credemtel 35,02%
4. Flairbit srl Genova 4 Credemtel 10,00%
5. Mynet srl Udine 4 Credemtel 8,73%

Partecipazioni in società controllate in via esclusiva e collegate (consolidate al patrimonio netto)

Legenda

Tipo di rapporto:

1 = maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria

4 = altre forme di controllo

Nel mese di gennaio 2022 si è perfezionato un investimento di Credemtel Spa ("Credemtel") nella società SBC Fintech Milan 2224 s.r.l. ("SBC") per l'importo complessivo di 250.000 euro. Nel mese di gennaio 2023 SBC ha inoltre deliberato un aumento di capitale progressivo e scindibile riservato a Credemtel per l'importo complessivo di Euro 450.000 da dividersi in tre tranches. Nel mese di gennaio 2023 è stata versata la prima di tali tranches e nel mese di ottobre 2023 la seconda. A seguito di tali versamenti la partecipazione di Credemtel nella società risulta essere pari, al 31.12.2023, al 35,02% del capitale sociale.

SBC è una Holding che detiene, al 31.12.2023, il 16,695% del capitale sociale di "Fintech & Insurtech Accelerator s.r.l.", con sede in Roma (RM), Via Arduino n. 22, nell'ambito di un programma verticale

di investimento e innovazione nell'ambito FinTech & InsurTech basato a Milano e promosso da CDP Venture Capital SGR S.p.A. e della durata di almeno un triennio.

Ai fini del processo di impairment test è stata utilizzata una valutazione effettuata da una primaria società esperta nella valutazione di Start-up che ha fornito una valutazione del Patrimonio netto di "Fintech & Insurtech Accelerator s.r.l." rettificato in base al fair-value delle società Start-up detenute.

Nel mese di aprile 2023 si è perfezionato un investimento di Credemtel nella società MYNET SRL SOCIETA' BENEFIT ("MYNET") per l'importo complessivo di 100.000 euro. Successivamente, nel mese di novembre 2023, Credemtel ha incrementato la quota partecipativa in MYNET con un ulteriore investimento di 150.000 euro. A seguito di tali versamenti la partecipazione di Credemtel nella società risulta essere pari, al 31.12.2023, al 8,73% del capitale sociale.

Nel mese di novembre 2023 si è perfezionato un investimento di Credemtel nella società FLAIRBIT S.R.L. ("FLAIRBIT") per l'importo complessivo di 461.760,33 euro. A seguito di tale versamento la partecipazione di Credemtel nella società risulta essere pari, al 31.12.2023, al 10,00% del capitale sociale.

Nel mese di novembre 2023 si è perfezionato, da parte di Credemtel, l'acquisto del restante 25% del capitale sociale della società Blue Eye Solutions S.r.l. ("Blue Eye") per l'importo di 368.000 ,00 euro. A seguito di tale acquisizione la partecipazione di Credemtel nella società risulta essere pari, al 31.12.2023, al 100,00% del capitale sociale.

Nel corso dell'ultimo trimestre del 2023 Si rende noto che Credemtel, ha acquisito un ulteriore 25% del capitale sociale di Blue Eye e l'acquisto è funzionale alla fusione per incorporazione delle società Blue Eye e Sata Srl. A tale riguardo sono state iscritte, nel mese di gennaio 2024, presso il registro delle imprese di Reggio Emilia, le delibere delle tre società relativamente all'approvazione del Progetto di fusione.

Si rende noto che nel mese di dicembre 2023 la società Avvera S.p.A ha esercitato una opzione put per la fuoriuscita dal capitale sociale di Gruppo Santamaria S.p.A. "GSM". La cessione della quota partecipativa sarà perfezionata entro il primo trimestre 2024 e per tale motivo la Partecipazione in GSM è stata esposta, ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 5, nel bilancio al 31.12.2023, nella specifica voce dell'attivo ("Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione"). Il valore di vendita previsto dall'esercizio dell'opzione put corrisponde al valore di acquisto della partecipazione medesima (357,4 mila euro).

Sezione 4 - Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio

Si rimanda a quanto già analiticamente esposto nella relazione sulla gestione, nel capitolo "Evoluzione prevedibile della gestione e fatti di rilievo verificatisi dopo la chiusura dell'esercizio". Si rende noto che, ai sensi dello IAS 10, la data in cui il bilancio è stato autorizzato alla pubblicazione dal consiglio di amministrazione della banca è l'8 marzo 2024.

Sezione 5 - Altri aspetti

Conflitto russo-ucraino

Il conflitto russo-ucraino ha scatenato importanti ripercussioni anche oltre i confini nazionali con intensità e modulazioni spesso imprevedibili su aspetti socio-economici: è il caso dei mercati finanziari che hanno sofferto molto per tutto il 2022, per poi registrare una ripresa nel 2023, anche se permane un sottofondo di volatilità che rende ancora incerto lo scenario di riferimento.

La tensione che si è scatenata sui mercati energetici ha contribuito a sostenere un quadro inflattivo con effetti sia sulle famiglie che sulle imprese almeno per i maggiori costi dell'energia e che si è riflesso nelle politiche economiche restrittive delle Autorità di Vigilanza volte a calmierare la dinamica dei prezzi.

Se escludiamo gli impatti su operatori che avevano esposizioni dirette in Russia o Ucraina, sui bilanci delle banche, che pure hanno pagato la volatilità dei mercati, la crescita dei tassi di interesse è stata l'implicazione più evidente, determinando una crescita generalizzata del margine finanziario.

Il Gruppo non evidenzia esposizioni rilevanti verso i paesi coinvolti nel conflitto, pertanto si confermano impatti legati all'andamento dei mercati finanziari che hanno determinato un modesto riflesso sui ricavi commissionali, mentre non ci sono stati riflessi sulla qualità dell'attivo. Sul tema in particolare, come già evidenziato nel corso del 2022, il Gruppo ha innalzato il presidio attraverso meccanismi di segmentazione della clientela e dei relativi livelli di rischiosità in relazione alla maggior esposizione nei settori direttamente più colpiti o più esposti a rischi geopolitici o impattati dall'incremento dei prezzi delle materie prime. Le ripercussioni dello scenario sulle principali grandezze economiche e patrimoniali sono revisionate trimestralmente per tener conto di eventuali deterioramenti o anomalie che, per il momento, non si sono manifestati, consentendo al Gruppo di mantenere un'ottima qualità dell'attivo. Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo "1.1 Impatti derivanti dal quadro macroeconomico, dalla Crisi RU/UA e dal rischio climatico in relazione al rischio di credito" all'interno della Parte E della presente nota.

Dal punto di vista operativo, a seguito degli sviluppi del quadro sanzionatorio, la Banca ha adottato un approccio restrittivo nei confronti dell'operatività che coinvolge Russia, Bielorussia e Ucraina, prevedendo: blocchi sulle transazioni e sull'acquisizione di nuovi clienti; restrizioni di tipo geografico, merceologico e finanziario con soglie di rilevanza stringenti. Sono state applicate le misure restrittive varate dalle Autorità: a decorrere dal 12 marzo 2022, in ottemperanza alla norma che prevede il divieto di prestare servizi di messaggistica finanziaria per scambiare dati con i soggetti listati e le loro controllate, ha disattivato la rete SWIFT verso alcune banche russe e bielorusse.

Implementazione della normativa sull'imposizione minima globale prevista per i gruppi multinazionali e nazionali nell'ambito del c.d. Pillar 2 e correlate modifiche allo IAS 12 in materia di imposte sul reddito

Si segnalano le modifiche apportate dallo IASB allo IAS 12 Imposte in materia di International Tax Reform – Pillar Two Model.

Tra quasi 140 Paesi a livello globale, attraverso la Direttiva europea 2022/2053 l'Unione Europea è stata tra le prime giurisdizioni che ha raggiunto un accordo sulla riforma fiscale internazionale che introduce un'imposta minima globale (c.d. Global Minimum Tax") per le grandi imprese multinazionali. Nel dettaglio, questi Paesi, inclusa l'Italia, hanno aderito al documento dell'OCSE Inclusive Framework on Base Erosion and Profit Shifting, che introduce un modello a due pilastri (c.d. Pillar) per affrontare le problematiche fiscali derivanti dalla digitalizzazione dell'economia. In Europa, la Direttiva per attuare la componente di imposta minima della riforma OCSE è stata approvata dalla Commissione europea lo scorso 12 dicembre 2022. A seguito del superamento delle riserve da parte di alcuni Paesi membri, è stato raggiunto l'accordo unanime in sede UE per l'adozione della proposta di Direttiva comunitaria volta a realizzare un livello minimo di tassazione effettiva del 15% dei gruppi multinazionali che presentano ricavi complessivi superiori a 750 milioni l'anno. La Direttiva n. 2523/2022 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale UE il 22 dicembre 2022 ed è stata recepita nella legislazione nazionale con il decreto legislativo n. 209 del 27 dicembre 2023. Figurano fra i soggetti passivi le imprese localizzate in Italia che fanno parte di un gruppo multinazionale o nazionale con ricavi annui pari o superiori a 750 milioni di euro, compresi i ricavi delle entità escluse (quali entità statali, organizzazioni internazionali, organizzazioni senza scopo di lucro, fondi pensione, fondi di investimento), risultanti nel bilancio consolidato della controllante capogruppo in almeno due dei quattro esercizi immediatamente precedenti. L'imposta minima nazionale sarebbe dovuta qualora per le imprese di un gruppo che operano in Italia si determini una situazione tale per cui l'Etr si attesti al di sotto del 15% come tassazione minima. È una facoltà prevista dalla direttiva (e applicata dall'Italia) per cui gli Stati possono introdurre un'imposta minima nazionale. Sono previsti specifici requisiti di disclosure per le società impattate, con differenti obblighi informativi da soddisfare nei periodi in cui la normativa Pillar Two è entrata in vigore. Tali requisiti di disclosure sono applicabili a partire dai bilanci annuali che iniziano dal 1° gennaio 2023 e non sono obbligatori nei resoconti intermedi redatti prima del 31 dicembre 2023. In particolare, le modifiche apportate al principio introducono una eccezione temporanea obbligatoria che prevede di non rilevare la fiscalità differita che deriverebbe dall'implementazione del Pillar Two Framework. Il Gruppo Credem, pur configurandosi come soggetto passivo a livello nazionale, risulta fuori dal perimetro di applicazione della normativa per mancanza del requisito di tassazione sotto la soglia minima prevista.

Imposta straordinaria extraprofitti

L'art. 26 del DL n.104/2023, convertito con Legge del 9 ottobre 2023, n.136 ha istituito per l'anno 2023 un'imposta straordinaria determinata applicando un'aliquota pari al 40 per cento sull'ammontare del margine degli interessi ricompresi nella voce 30 del Conto Economico al 31.12.2023 che eccede almeno il 10% il medesimo margine riferibile al 31.12.2021.

Sulla base di quanto previsto dal comma 3, del suddetto articolo 26, l'ammontare dell'imposta, in ogni caso, non può essere superiore a una quota pari allo 0,26 per cento dell'importo complessivo dell'esposizione al rischio (RWA) su base individuale. Secondo il comma 4 dell'art.26 l'imposta è versata entro il sesto mese a quello della chiusura dell'esercizio 2023. L'art. 5 bis dispone che, in luogo del versamento, le banche possono destinare in sede di approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2023, ad una riserva non distribuibile, un importo non inferiore a due volte e mezza l'imposta calcolata ai sensi della disposizione normativa citata. Il Gruppo attenendosi al dettato normativo ha provveduto a stanziare a riserva non distribuibile una somma pari a 95,0 milioni di euro.

Altre informazioni

Aggregazione aziendale

Le operazioni di aggregazione aziendale sono disciplinate dal Principio contabile internazionale IFRS 3 "Business combination".

Il trasferimento del controllo di un'impresa (o di un gruppo di attività e beni integrati, condotti e gestiti unitariamente) configura un'operazione di aggregazione aziendale.

A tal fine il controllo si considera trasferito quando l'investitore è esposto a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con la partecipata e nel contempo ha la capacità di incidere sui rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità.

L'IFRS 3 richiede che per tutte le operazioni di aggregazione venga individuato un acquirente. Quest'ultimo deve essere identificato nel soggetto che ottiene il controllo su un'altra entità o gruppo di attività.

L'acquisizione deve essere contabilizzata nella data in cui l'acquirente ottiene effettivamente il controllo sull'impresa o attività acquisite. Quando l'operazione avviene tramite un'unica operazione di scambio, la data dello scambio normalmente coincide con la data di acquisizione. Tuttavia, è sempre necessario verificare l'eventuale presenza di accordi tra le parti che possano comportare un trasferimento del controllo prima della data dello scambio.

Il corrispettivo trasferito nell'ambito di un'operazione di aggregazione deve essere determinato come sommatoria del fair value, alla data dello scambio, delle attività cedute, delle passività sostenute o assunte e degli strumenti di capitale emessi dall'acquirente in cambio del controllo.

Nelle operazioni che prevedono il pagamento in denaro (o quando è previsto il pagamento mediante strumenti finanziari assimilabili alla cassa) il prezzo è il corrispettivo pattuito, eventualmente attualizzato nel caso in cui sia previsto un pagamento rateale con riferimento ad un periodo superiore al breve termine; nel caso in cui il pagamento avvenga tramite uno strumento diverso dalla cassa, quindi mediante l'emissione di strumenti rappresentativi di capitale, il prezzo è pari al fair value del mezzo di pagamento al netto dei costi direttamente attribuibili all'operazione di emissione di capitale.

Le operazioni di aggregazione aziendale sono contabilizzate secondo il "metodo dell'acquisizione", in base al quale le attività identificabili acquisite (comprese eventuali attività immateriali in precedenza non rilevate dall'impresa acquisita) e le passività identificabili assunte (comprese quelle potenziali) devono essere rilevate ai rispettivi fair value alla data di acquisizione.

L'eccedenza tra il corrispettivo trasferito (rappresentato dal fair value delle attività trasferite, delle passività sostenute o degli strumenti di capitale emessi dall'acquirente) ed il fair value delle attività e passività acquisite deve essere rilevata come avviamento; qualora queste ultime risultino, invece, superiori alla sommatoria del corrispettivo, delle quote di minoranza e del fair value delle quote già possedute, la differenza deve essere imputata a conto economico.

La contabilizzazione dell'operazione di aggregazione può avvenire provvisoriamente entro la fine dell'esercizio in cui l'aggregazione viene realizzata e deve essere perfezionata entro dodici mesi dalla data di acquisizione.

Le fusioni rientrano tra le operazioni di concentrazione tra imprese, rappresentando la forma di aggregazione aziendale più completa, in quanto comportano l'unificazione sia giuridica che economica dei soggetti che vi partecipano.

Le fusioni, siano esse proprie, cioè con la costituzione di un nuovo soggetto giuridico oppure "per incorporazione" con la confluenza di un'impresa in un'altra impresa già esistente, sono trattate secondo i criteri precedentemente illustrati, in particolare:

  • se l'operazione comporta il trasferimento del controllo di un'impresa, essa viene trattata come un'operazione di aggregazione ai sensi dell'IFRS 3;
  • se l'operazione non comporta il trasferimento del controllo, essa viene contabilizzata privilegiando la continuità dei valori della società incorporata. Difatti, le operazioni di aggregazione aziendale fra entità under common control non rientrano nell'ambito di applicazione del Principio contabile internazionale IFRS 3, né sono disciplinate da altri IFRS; vengono quindi definite facendo riferimento alle disposizioni contenute nello IAS 8 Accounting Policies, Changes in Accounting Estimates and Errors.

Per maggior informazioni in merito alle operazioni di aggregazione aziendale avvenute nel corso dell'esercizio si rimanda alla Parte G della presente Nota Integrativa Consolidata.

Revisione contabile

Il bilancio è sottoposto a revisione contabile, ai sensi del D.Lgs. 39/2010 e del Regolamento UE 537/2014, da parte della società Deloitte & Touche S.p.A., cui tale incarico è stato affidato, in attuazione della Delibera assembleare del 28 aprile 2022, fino all'esercizio chiuso al 2031.

Utilizzo di stime ed assunzioni nella predisposizione del bilancio

In conformità agli IFRS, la direzione aziendale deve formulare valutazioni, stime e ipotesi che influenzano l'applicazione dei principi contabili e gli importi delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi rilevati in bilancio, nonché sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali. Le stime e le relative ipotesi si basano sulle esperienze pregresse e su altri fattori considerati ragionevoli nella fattispecie e sono state adottate per stimare il valore contabile delle attività e delle passività che non è facilmente desumibile da altre fonti.

In particolare sono stati adottati processi di stima a supporto del valore di iscrizione di alcune delle più rilevanti poste valutative iscritte nel Bilancio al 31 dicembre 2023, così come previsto dai principi contabili e dalle normative di riferimento sopra descritti. Detti processi sono basati in larga misura su stime di recuperabilità futura dei valori iscritti in bilancio secondo le regole dettate dalle norme vigenti e sono stati effettuati in un'ottica di continuità aziendale, ossia prescindendo da ipotesi di liquidazione forzata delle poste oggetto di valutazione.

I processi adottati confortano i valori di iscrizione al 31 dicembre 2023. Il processo valutativo è risultato particolarmente complesso in considerazione della persistente incertezza riscontrabile nel contesto macroeconomico e di mercato, caratterizzato, sia da importanti livelli di volatilità riscontrabili nei parametri finanziari determinanti ai fini della valutazione, sia da indicatori di deterioramento della qualità del credito ancora elevati.

I parametri e le informazioni utilizzati per la verifica dei valori prima menzionati sono quindi significativamente influenzati da detti fattori che potrebbero registrare rapidi mutamenti ad oggi non prevedibili, talché non si possono escludere conseguenti effetti sui futuri valori di bilancio. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di periodo in periodo e, pertanto, non è da escludere che nei periodi successivi gli attuali valori iscritti in bilancio possano differire, anche in maniera significativa, a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate.

Le stime e le ipotesi sono riviste regolarmente. Le eventuali variazioni conseguenti a tali revisioni sono rilevate nel periodo in cui la revisione viene effettuata qualora la stessa interessi solo quel periodo. Nel caso in cui la revisione interessi periodi sia correnti sia futuri, la variazione è rilevata nel periodo in cui la revisione viene effettuata e nei relativi periodi futuri.

Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'impiego di valutazioni soggettive da parte della Direzione sono:

  • la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti e, in genere, delle altre attività finanziarie e delle partecipazioni;
  • l'utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
  • la stima del valore recuperabile dell'avviamento;
  • la quantificazione del TFR, dei fondi del personale e dei fondi per rischi e oneri;
  • le stime e le assunzioni sulla recuperabilità della fiscalità differita;
  • le stime effettuate nell'ambito del processo di Purchase Price Allocation (PPA);
  • le stime effettuate per la valutazione delle passività assicurative.

Tali valutazioni sono prevalentemente legate sia all'evoluzione del contesto socio-economico nazionale e internazionale, sia all'andamento dei mercati finanziari, che provocano conseguenti riflessi sull'andamento dei tassi, sulla fluttuazione dei prezzi, sulle basi attuariali e, più in generale, sul merito creditizio delle controparti.

Nel corso del 2023 gli aggiornamenti ed affinamenti della "Policy Svalutazione Crediti", con riferimento ai crediti deteriorati, hanno generato un impatto di maggiori svalutazioni per 36,7 milioni di euro.

Gli aggiornamenti intercorsi nell'anno, che riguardano la dismissione degli overlay effettuati sulla base degli affinamenti sopra descritti e le modifiche effettuate ai parametri IFRS9, hanno come effetto una ripresa di valore non significativa.

Per maggiori dettagli si rimanda a quanto riportato nella parte "E" della presente Nota Integrativa.

A.2 – PARTE RELATIVA ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO

1 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito e per i titoli di capitale, alla data di erogazione per i finanziamenti ed alla data di sottoscrizione per i contratti derivati.

All'atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico vengono rilevate al fair value, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di classificazione

Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie diverse da quelle classificate tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e tra le Attività finanziare valutate al costo ammortizzato. La voce, in particolare, include:

  • le attività finanziarie detenute per la negoziazione, essenzialmente rappresentate da titoli di debito e di capitale e dal valore positivo dei contratti derivati detenuti con finalità di negoziazione;
  • le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, rappresentate dalle attività finanziarie che non soddisfano i requisiti per la valutazione al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva. Si tratta di attività finanziarie i cui termini contrattuali non prevedono esclusivamente rimborsi del capitale e pagamenti dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" non superato) oppure che non sono detenute nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è il possesso di attività finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali (Business model "Hold to Collect") o il cui obiettivo è conseguito sia mediante la raccolta dei flussi finanziari contrattuali che mediante la vendita di attività finanziarie (Business model "Hold to Collect and Sell");
  • le attività finanziarie designate al fair value, ossia le attività finanziarie così definite al momento della rilevazione iniziale e ove ne sussistano i presupposti. In relazione a tale fattispecie, un'entità può designare irrevocabilmente all'iscrizione un'attività finanziaria come valutata al fair value con impatto a conto economico se, e solo se, così facendo elimina o riduce significativamente un'incoerenza valutativa.

Trovano, quindi, evidenza in questa voce:

  • i titoli di debito e i finanziamenti che sono inclusi nel business model Trading (non riconducibili quindi ai business model "Hold to Collect" o "Hold to Collect and Sell") o che non superano il test SPPI;
  • gli strumenti di capitale non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto detenuti per finalità di negoziazione o per cui non si sia optato, in sede di rilevazione iniziale, per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
  • le quote di OICR.

La voce accoglie, inoltre, i contratti derivati, contabilizzati tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione, che sono rappresentati come attività se il fair value è positivo e come passività se il fair value è negativo. E' possibile compensare i valori correnti positivi e negativi derivanti da operazioni in essere con la medesima controparte soltanto qualora si abbia correntemente il diritto legale di compensare gli importi rilevati contabilmente e si intenda procedere al regolamento su base netta delle posizioni oggetto di compensazione.

Fra i derivati sono inclusi anche quelli incorporati in contratti finanziari complessi - in cui il contratto primario è una passività finanziaria - che sono stati oggetto di rilevazione separata in quanto:

  • le loro caratteristiche economiche ed i rischi non sono strettamente correlati alle caratteristiche del contratto sottostante;
  • gli strumenti incorporati, anche se separati, soddisfano la definizione di derivato;
  • gli strumenti ibridi cui appartengono non sono valutati al fair value con le relative variazioni rilevate a Conto Economico.

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie a seguito di cambiamenti esterni o interni i quali siano rilevanti per le operazioni dell'entità e dimostrabili alle parti esterne. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto a conto economico in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. In questo caso, il tasso di interesse effettivo dell'attività finanziaria riclassificata è determinato in base al suo fair value alla data di riclassificazione e tale data viene considerata come data di rilevazione iniziale per l'allocazione nei diversi stadi di rischio creditizio (stage assignment) ai fini dell'impairment.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono valorizzate al fair value. Gli effetti dell'applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel Conto Economico.

Per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo, vengono utilizzate quotazioni di mercato. In assenza di un mercato attivo, vengono utilizzati metodi di stima e modelli valutativi comunemente adottati, che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato quali: valutazione di strumenti quotati che presentano analoghe caratteristiche, calcoli di flussi di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni, valori rilevati in recenti transazioni comparabili, ecc. Per i titoli di capitale e per gli strumenti derivati che hanno per oggetto titoli di capitale, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli interessi attivi sui titoli di debito ed i differenziali ed i margini dei contratti derivati classificati in tale categoria, ma gestionalmente collegati ad attività o passività finanziarie valutate al fair value sono iscritti per competenza nelle voci di conto economico relativi agli interessi.

I differenziali e i margini degli altri contratti vengono rilevati nel "Risultato netto dell'attività di negoziazione".

I dividendi sono rilevati per competenza economica riferita alla data di assunzione della delibera di distribuzione da parte dell'assemblea e sono esposti nella voce "Dividendi e proventi simili".

Gli utili e le perdite realizzati dalla cessione o rimborso o le plus/minusvalenze derivanti dalle variazioni di fair value sono iscritti nel conto economico del periodo nel quale si manifestano e classificati nella voce "Risultato netto delle attività di negoziazione", ad eccezione della quota relativa ai contratti derivati gestionalmente collegati ad attività o passività valutate al fair value rilevata nel "Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value".

2.1 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI con riciclo)

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di erogazione per i finanziamenti. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente che mediante la vendita (Business model "Hold to Collect and Sell – "HTCS""), e
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" superato).

In particolare, vengono inclusi in questa voce:

  • i titoli di debito che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI;
  • i finanziamenti che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI.

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie a seguito di cambiamenti esterni o interni i quali siano rilevanti per le operazioni dell'entità e dimostrabili alle parti esterne.

In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto sulla redditività complessiva in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Nel caso di riclassifica dalla categoria in oggetto a quella del costo ammortizzato, l'utile (perdita) cumulato rilevato nella riserva da valutazione è portato a rettifica del fair value dell'attività finanziaria alla data della riclassificazione. Nel caso invece di riclassifica nella categoria del fair value con impatto a conto economico, l'utile (perdita) cumulato rilevato precedentemente nella riserva da valutazione è riclassificato dal patrimonio netto all'utile (perdita) d'esercizio.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le Attività classificate al fair value con impatto sulla redditività complessiva sono valutate al fair value, con la rilevazione a Conto Economico degli impatti derivanti dall'applicazione del costo ammortizzato, degli effetti dell'impairment e dell'eventuale effetto cambio, mentre gli altri utili o perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto finché l'attività finanziaria non viene cancellata. Al momento della dismissione, totale o parziale, l'utile o la perdita cumulati nella riserva da valutazione vengono riversati, in tutto o in parte, a Conto Economico.

Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva – sia sotto forma di titoli di debito che di crediti – sono soggette alla verifica dell'incremento significativo del rischio creditizio (impairment) prevista dall'IFRS 9, al pari delle Attività al costo ammortizzato, con conseguente rilevazione a conto economico di una rettifica di valore a copertura delle perdite attese. Più in particolare, sugli strumenti classificati in stage 1 (ossia sulle attività finanziarie al momento dell'origination, ove non deteriorate, e sugli strumenti per cui non si è verificato un significativo incremento del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) viene contabilizzata, alla data di rilevazione iniziale e ad ogni data di reporting successiva, una perdita attesa ad un anno. Invece, per gli strumenti classificati in stage 2 (bonis per i quali si è verificato un incremento significativo del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) e in stage 3 (esposizioni deteriorate) viene contabilizzata una perdita attesa per l'intera vita residua dello strumento finanziario.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli interessi attivi, calcolati in base alla metodologia del T.I.R., vengono contabilizzati per competenza nelle voci "Interessi attivi e proventi assimilati", mentre gli utili o le perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto sino a che l'attività finanziaria non viene cancellata o non viene rilevata una perdita di valore. Per i titoli di debito, al momento della dismissione o della rilevazione di una perdita di valore, l'utile o la perdita cumulati vengono riversati a conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico, nel caso dei titoli di debito. L'ammontare della ripresa non può in ogni caso superare la differenza tra il valore contabile ed il costo ammortizzato che lo strumento avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

2.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI senza riciclo)

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di capitale. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di classificazione

Sono inclusi nella voce gli strumenti di capitale, non detenuti per finalità di negoziazione, per i quali al momento della rilevazione iniziale è stata esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

In particolare, vengono inclusi in questa voce le interessenze azionarie, non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto, che non sono detenute con finalità di negoziazione, per cui si è esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie per i titoli di capitale non è ammessa alcuna riclassifica.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, gli strumenti di capitale per cui è stata effettuata la scelta per la classificazione nella presente categoria sono valutati al fair value e gli importi rilevati in contropartita del patrimonio netto (Prospetto della redditività complessiva) non devono essere successivamente trasferiti a conto economico, neanche in caso di cessione. La sola componente riferibile ai titoli di capitale in questione che è oggetto di rilevazione a conto economico è rappresentata dai relativi dividendi.

Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Per i titoli di capitale inclusi in questa categoria, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

I dividendi vengono contabilizzati alla voce "Dividendi e proventi simili" nel momento in cui sorge il diritto a riceverne il pagamento, mentre gli utili o le perdite derivanti da una variazione di fair value dei titoli di capitale vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto e tale non viene riversato a conto economico nel caso di cessione e cancellazione del titolo di capitale.

3 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale dell'attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di erogazione nel caso di crediti. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

In particolare, per quel che attiene ai crediti, la data di erogazione normalmente coincide con la data di sottoscrizione del contratto. Qualora tale coincidenza non si manifesti, in sede di sottoscrizione del contratto si provvede ad iscrivere un impegno ad erogare fondi che si chiude alla data di erogazione del finanziamento. L'iscrizione del credito avviene sulla base del fair value dello stesso, pari all'ammontare erogato, o prezzo di sottoscrizione, comprensivo dei costi/proventi direttamente riconducibili al singolo credito e determinabili sin dall'origine dell'operazione, ancorché liquidati in un momento successivo. Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie (in particolare finanziamenti e titoli di debito) che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente (Business model "Hold to Collect" – "HTC"), e
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" superato).

Più in particolare, formano oggetto di rilevazione in questa voce:

  • gli impieghi con banche nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui al paragrafo precedente;
  • gli impieghi con clientela nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui al paragrafo precedente;
  • i titoli di debito che presentano i requisiti di cui al paragrafo precedente.

Sono inoltre inclusi in tale categoria i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di attività e di servizi finanziari come definiti dal T.U.B. e dal T.U.F. (ad esempio per distribuzione di prodotti finanziari ed attività di servicing).

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie, non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie a seguito di cambiamenti esterni o interni i quali siano rilevanti per le operazioni dell'entità e dimostrabili alle parti esterne. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al costo ammortizzato in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Gli utili o le perdite risultanti dalla differenza tra il costo ammortizzato dell'attività finanziaria e il relativo fair value sono rilevati a conto economico nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico e a Patrimonio netto, nell'apposita riserva di valutazione, nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie in esame sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo. In questi termini, l'attività è riconosciuta in bilancio per un ammontare pari al valore di prima iscrizione diminuito dei rimborsi di capitale, più o meno l'ammortamento cumulato (calcolato col richiamato metodo del tasso di interesse effettivo) della differenza tra tale importo iniziale e l'importo alla scadenza (riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente alla singola attività) e rettificato dell'eventuale fondo a copertura delle perdite attese. Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri dell'attività, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti all'attività finanziaria medesima. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi direttamente attribuibili ad un'attività finanziaria lungo la sua vita residua attesa.

Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per le attività – valorizzate al costo storico – la cui breve durata fa ritenere trascurabile l'effetto dell'applicazione della logica dell'attualizzazione, per quelle senza una scadenza definita e per i crediti a revoca.

I criteri di valutazione relativi agli accantonamenti per le perdite attese sono strettamente connessi all'inclusione degli strumenti in esame in uno dei tre stages (stadi di rischio creditizio) previsti dall'IFRS 9, l'ultimo dei quali (Stage 3) comprende le attività finanziarie deteriorate e i restanti (Stage 1 e 2) le attività finanziarie in bonis.

Con riferimento alla rappresentazione contabile dei suddetti effetti valutativi, le rettifiche di valore riferite a questa tipologia di attività sono rilevate nel Conto Economico:

  • all'atto dell'iscrizione iniziale, per un ammontare pari alla perdita attesa a dodici mesi;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove il rischio creditizio non sia risultato significativamente incrementato rispetto all'iscrizione iniziale, in relazione alle variazioni dell'ammontare delle rettifiche di valore per perdite attese nei dodici mesi successivi;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove il rischio creditizio sia risultato significativamente incrementato rispetto all'iscrizione iniziale, in relazione alla rilevazione di rettifiche di valore per perdite attese riferibili all'intera vita residua prevista contrattualmente per l'attività;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove dopo che si è verificato un incremento significativo del rischio di credito rispetto all'iscrizione iniziale – la "significatività" di tale incremento sia poi venuta meno, in relazione all'adeguamento delle rettifiche di valore cumulate per tener conto del passaggio da una perdita attesa lungo l'intera vita residua dello strumento ("lifetime") ad una a dodici mesi.

Le attività finanziarie in esame, ove risultino in bonis, sono sottoposte ad una valutazione, volta a definire le rettifiche di valore da rilevare in bilancio, a livello di singolo rapporto creditizio (o "tranche" di titolo), in funzione dei parametri di rischio rappresentati da probability of default (PD), loss given default (LGD) ed exposure at default (EAD), derivati dai modelli AIRB e opportunamente corretti per tener conto delle previsioni del principio contabile IFRS 9.

Se, oltre ad un incremento significativo del rischio di credito, si riscontrano anche oggettive evidenze di una perdita di valore, l'importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell'attività – classificata come "deteriorata", al pari di tutti gli altri rapporti intercorrenti con la medesima controparte – e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo originario. In tale contesto, è stata sviluppata una specifica metodologia per il trattamento contabile da applicare ad un portafoglio di posizioni a sofferenza che, avendo maturato un vintage significativo, vengono valutate anche in un'ottica di cessione (c.d."Portafoglio sotto – modello Stage 3"). Tale metodologia considera diversi scenari e stima il valore recuperabile delle esposizioni in base alla combinazione e alle probabilità di accadimento di tali scenari, oltre che ai relativi flussi di cassa stimati. Rientrano nell'ambito delle attività deteriorate gli strumenti finanziari ai quali è stato attribuito lo status di sofferenza, inadempienza probabile o di scaduto/sconfinante da oltre novanta giorni secondo le regole di Banca d'Italia, coerenti con la normativa IAS/IFRS e di Vigilanza europea.

I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi e del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie.

Il tasso effettivo originario di ciascuna attività rimane invariato nel tempo ancorché sia intervenuta una ristrutturazione del rapporto che abbia comportato la variazione del tasso contrattuale ed anche qualora il rapporto divenga, nella pratica, infruttifero di interessi contrattuali.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a Conto Economico. La ripresa di valore non può eccedere il costo ammortizzato che lo strumento finanziario avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche. I ripristini di valore connessi con il trascorrere del tempo sono appostati nel margine di interesse.

In alcuni casi, durante la vita delle attività finanziarie in esame e, in particolare, dei crediti, le condizioni contrattuali originarie sono oggetto di successiva modifica per volontà delle parti del contratto. Quando, nel corso della vita di uno strumento, le clausole contrattuali sono oggetto di modifica occorre verificare se l'attività originaria deve continuare ad essere rilevata in bilancio o se, al contrario, lo strumento originario deve essere oggetto di cancellazione dal bilancio (derecognition) e debba essere rilevato un nuovo strumento finanziario.

In generale, le modifiche di un'attività finanziaria conducono alla cancellazione della stessa ed all'iscrizione di una nuova attività quando sono "sostanziali". La valutazione circa la "sostanzialità" della modifica deve essere effettuata considerando sia elementi qualitativi sia elementi quantitativi. In alcuni casi, infatti, potrà risultare chiaro, senza il ricorso a complesse analisi, che i

cambiamenti introdotti modificano sostanzialmente le caratteristiche e/o i flussi contrattuali di una determinata attività mentre, in altri casi, dovranno essere svolte ulteriori analisi (anche di tipo quantitativo) per apprezzare gli effetti delle stesse e verificare la necessità di procedere o meno alla cancellazione dell'attività ed alla iscrizione di un nuovo strumento finanziario.

Le analisi (quali-quantitative) volte a definire la "sostanzialità" delle modifiche contrattuali apportate ad un'attività finanziaria, dovranno pertanto considerare:

  • le finalità per cui le modifiche sono state effettuate: ad esempio, rinegoziazioni per motivi commerciali e concessioni per difficoltà finanziarie della controparte:
  • le prime, volte a "trattenere" il cliente, vedono coinvolto un debitore che non versa in una situazione di difficoltà finanziaria. In questa casistica sono incluse tutte le operazioni di rinegoziazione che sono volte ad adeguare l'onerosità del debito alle condizioni di mercato. Tali operazioni comportano una variazione delle condizioni originarie del contratto, solitamente richieste dal debitore, che attiene ad aspetti connessi alla onerosità del debito, con un conseguente beneficio economico per il debitore stesso. In linea generale si ritiene che, ogniqualvolta la banca effettui una rinegoziazione al fine di evitare di perdere il proprio cliente, tale rinegoziazione debba essere considerata come sostanziale in quanto, ove non fosse effettuata, il cliente potrebbe finanziarsi presso un altro intermediario e la banca subirebbe un decremento dei ricavi futuri previsti;
  • le seconde, effettuate per "ragioni di rischio creditizio" (misure di forbearance), sono riconducibili al tentativo della banca di massimizzare il recovery dei cash flow del credito originario. I rischi e i benefici sottostanti, successivamente alle modifiche, di norma, non sono sostanzialmente trasferiti e, conseguentemente, la rappresentazione contabile che offre informazioni più rilevanti per il lettore del bilancio (salvo quanto si dirà in seguito in tema di elementi oggettivi), è quella effettuata tramite il "modification accounting" - che implica la rilevazione a conto economico della differenza tra valore contabile e valore attuale dei flussi di cassa modificati scontati al tasso di interesse originario - e non tramite la derecognition;
  • la presenza di specifici elementi oggettivi ("trigger") che incidono sulle caratteristiche e/o sui flussi contrattuali dello strumento finanziario (quali, a solo titolo di esempio, il cambiamento di divisa o la modifica della tipologia di rischio a cui si è esposti, ove la si correli a parametri di equity e commodity), che si ritiene comportino la derecognition in considerazione del loro impatto (atteso come significativo) sui flussi contrattuali originari.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • Gli interessi attivi dei crediti e dei titoli vengono allocati nella voce "Interessi attivi e proventi assimilati" per competenza sulla base del tasso di interesse effettivo;
  • Gli utili e perdite da cessione dei crediti e dei titoli vengono allocati nella voce "Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato";

  • Le rettifiche da impairment, le perdite per cancellazioni e le riprese di valore dei crediti e dei titoli vengono allocate nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".

  • Gli interessi dovuti al trascorrere del tempo sono contabilizzati nella voce "Interessi attivi e proventi assimilati".

4 - Operazioni di copertura

Il Gruppo si avvale della facoltà, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro coperture).

Criteri di iscrizione

Gli strumenti derivati di copertura, al pari di tutti i derivati, sono inizialmente iscritti e successivamente misurati al fair value.

Criteri di classificazione: tipologia di coperture

Le operazioni di copertura dei rischi sono finalizzate a neutralizzare potenziali variazioni di fair value o variazioni di flussi di cassa, attribuibili ad un determinato rischio e rilevabili su un determinato elemento o gruppo di elementi, nel caso in cui quel particolare rischio dovesse effettivamente manifestarsi.

Le tipologie di coperture utilizzate sono le seguenti:

  • copertura di fair value: ha l'obiettivo di coprire l'esposizione alla variazione del fair value (attribuibile alle diverse tipologie di rischio) di attività e passività iscritte in bilancio o porzioni di esse, di gruppi di attività/passività, di impegni irrevocabili e di portafogli di attività e passività finanziarie, inclusi i core deposits, come consentito dallo IAS 39 omologato dalla Commissione Europea. Le coperture generiche di fair value ("macro hedge") hanno l'obiettivo di ridurre le oscillazioni di fair value, imputabili al rischio di tasso di interesse, di un importo monetario, riveniente da un portafoglio di attività o di passività finanziarie. Non possono essere oggetto di copertura generica importi netti derivanti dallo sbilancio di attività e passività;
  • copertura di flussi finanziari: ha l'obiettivo di coprire l'esposizione a variazioni dei flussi di cassa futuri attribuibili a particolari rischi associati a poste del bilancio. Tale tipologia di copertura è utilizzata essenzialmente per stabilizzare il flusso di interessi della raccolta a tasso variabile nella misura in cui quest'ultima finanzia impieghi a tasso fisso. In talune circostanze, analoghe operazioni sono poste in essere relativamente ad alcune tipologie di impieghi a tasso variabile.

Solo gli strumenti che coinvolgono una controparte esterna al Gruppo possono essere designati come strumenti di copertura. Data la scelta esercitata dal Gruppo di avvalersi della facoltà di continuare ad applicare integralmente le regole dello IAS 39 per le relazioni di copertura, non è possibile designare i titoli di capitale classificati tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI) come oggetti coperti per il rischio di prezzo o di cambio, dato che tali strumenti non impattano il conto economico, nemmeno in caso di vendita (se non per i dividendi che sono rilevati a conto economico).

Criteri di valutazione

I derivati di copertura sono valutati al fair value. In particolare:

nel caso di copertura di fair value, si compensa la variazione del fair value dell'elemento coperto con la variazione del fair value dello strumento di copertura. Tale compensazione è riconosciuta attraverso la rilevazione a Conto Economico delle variazioni di valore, riferite sia all'elemento coperto (per quanto riguarda le variazioni prodotte dal fattore di rischio sottostante), sia allo strumento di copertura. L'eventuale differenza, che rappresenta la parziale inefficacia della copertura, ne costituisce di conseguenza l'effetto economico netto. Nel caso di operazioni di copertura generica di fair value di un portafoglio ("macro hedge") le variazioni di fair value con riferimento al rischio coperto delle attività e delle passività oggetto di copertura sono imputate nello stato patrimoniale, rispettivamente, nella voce 60. "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" oppure 50. "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica";

  • nel caso di copertura di flussi finanziari, le variazioni di fair value del derivato sono imputate nella redditività complessiva, per la quota efficace della copertura, e sono rilevate a Conto Economico solo quando, con riferimento alla posta coperta, si manifesta la variazione dei flussi di cassa da compensare o se la copertura risulta inefficace;
  • le coperture di un investimento netto in valuta sono contabilizzate allo stesso modo delle coperture di flussi finanziari.

Lo strumento derivato è designato di copertura se esiste una documentazione formalizzata della relazione tra lo strumento coperto e lo strumento di copertura e se è efficace nel momento in cui la copertura ha inizio e, prospetticamente, durante tutta la vita della stessa.

L'efficacia della copertura dipende dalla misura in cui le variazioni di fair value dello strumento coperto o dei relativi flussi finanziari attesi risultano compensati da quelle dello strumento di copertura. Pertanto, l'efficacia è apprezzata dal confronto delle suddette variazioni, tenuto conto dell'intento perseguito dall'impresa nel momento in cui la copertura è stata posta in essere. Si ha efficacia quando le variazioni di fair value (o dei flussi di cassa) dello strumento finanziario di copertura neutralizzano quasi integralmente, cioè nei limiti stabiliti dall'intervallo 80-125%, le variazioni di fair value dello strumento coperto, per l'elemento di rischio oggetto di copertura.

La valutazione dell'efficacia è effettuata ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale utilizzando:

  • test prospettici, che giustificano l'applicazione della contabilizzazione di copertura, in quanto dimostrano la sua efficacia attesa;
  • test retrospettivi, che evidenziano il grado di efficacia della copertura raggiunto nel periodo cui si riferiscono, ovvero, misurano quanto i risultati effettivi si siano discostati dalla copertura perfetta.

Solo gli strumenti che coinvolgono una controparte esterna possono essere designati come strumenti di copertura. Pertanto, ogni risultato riconducibile a transazioni interne effettuate tra diverse entità del Gruppo è eliminato dal bilancio consolidato.

Cessazione prospettica della contabilizzazione di copertura

Se le verifiche non confermano l'efficacia della copertura, da quel momento la contabilizzazione delle operazioni di copertura, secondo quanto sopra esposto, viene interrotta e il contratto derivato di copertura viene riclassificato tra gli strumenti di negoziazione. Inoltre, le operazioni di copertura cessano nel momento in cui lo strumento di copertura giunge a scadenza, è venduto, cessato o esercitato, oppure viene revocata la designazione.

Per le relazioni di copertura di fair value, lo strumento finanziario coperto non è più rettificato per le variazioni di fair value e qualsiasi rettifica al valore contabile di uno strumento finanziario coperto per il quale è utilizzato il criterio dell'interesse effettivo deve essere ammortizzata nel conto economico. Nel caso di interruzione di una relazione di copertura generica di fair value, le rivalutazioni/svalutazioni cumulate iscritte nella voce 60. "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" oppure 50. "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica" sono rilevate a conto economico tra gli interessi attivi o passivi lungo la durata residua delle originarie relazioni di copertura, ferma restando la verifica che ne sussistano i presupposti.

Per le relazioni di copertura dei flussi finanziari, l'utile o la perdita complessiva dello strumento di copertura che è stato rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo a partire dall'esercizio in cui la copertura era efficace, deve restare separatamente nel patrimonio netto sino a quando l'operazione programmata si verifica. Qualora l'operazione programmata ci si attende non debba più accadere, nel qual caso qualsiasi correlato utile o perdita complessivo sullo strumento di copertura che è stato rilevato nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo dall'esercizio in cui la copertura era efficace deve essere riclassificato dal patrimonio netto all'utile (perdita) d'esercizio come rettifica da riclassificazione. Tuttavia, un'operazione programmata che non è più altamente probabile, ci si può ancora attendere che si verifichi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

i differenziali maturati sugli strumenti derivati di copertura del rischio di tasso di interesse (oltre agli interessi delle posizioni oggetto di copertura) vengono allocati nella voce "Interessi attivi e proventi assimilati" o "Interessi passivi e oneri assimilati";

  • le plusvalenze e minusvalenze derivanti dalla valutazione degli strumenti derivati di copertura e delle posizioni oggetto di copertura di fair value hedge vengono allocate nella voce "Risultato netto dell'attività di copertura";
  • le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dalla valutazione degli strumenti derivati di copertura di cash flow hedge (per la parte efficace) vengono allocate in una specifica riserva di valutazione di patrimonio netto "Copertura dei flussi finanziari", al netto dell'effetto fiscale differito. Per la parte inefficace tali plus e minus vengono contabilizzate a conto economico nella voce "Risultato netto dell'attività di copertura". Se lo strumento coperto è cancellato, scade o si estingue allora la riserva è riversata immediatamente a conto economico contestualmente alla cancellazione dell'elemento coperto.
  • nel caso di copertura di flussi finanziari, le variazioni di fair value del derivato sono imputate nella redditività complessiva, per la quota efficace della copertura, e sono rilevate a Conto Economico solo quando, con riferimento alla posta coperta, si manifesta la variazione dei flussi di cassa da compensare o se la copertura risulta inefficace.

5 - Partecipazioni

Criteri di iscrizione

Le partecipazioni sono iscritte alla data di regolamento. All'atto della rilevazione iniziale le interessenze partecipative sono contabilizzate al costo, comprensivo dei costi o proventi direttamente attribuibili alla transazione.

Criteri di classificazione

La voce include le interessenze detenute in società controllate congiuntamente e collegate.

Sono considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell'attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull'attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.

Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali la capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali") o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.

Non sono considerate sottoposte ad influenza notevole alcune interessenze superiori al 20%, nelle quali, direttamente o indirettamente, il Gruppo detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti, non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela degli interessi patrimoniali.

Criteri di valutazione

Le partecipazioni in società collegate o controllate congiuntamente sono valutate con il metodo del patrimonio netto.

Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento.

Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata a conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico che non possono eccedere l'ammontare delle perdite da impairment in precedenza registrate.

Criteri di cancellazione

Le partecipazioni vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando l'attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici ad essa connessi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Le differenze negative di prima iscrizione, gli utili e le perdite delle partecipate realizzate, le perdite da impairment e le riprese di valore vengono allocate nella voce di conto economico "Utili (Perdite) delle partecipazioni", mentre i dividendi incassati vengono allocati nella voce "Dividendi e proventi simili" nel momento in cui sorge il diritto a riceverne il pagamento.

6 - Attività materiali

Criteri di iscrizione

Le attività materiali sono inizialmente iscritte al costo che comprende, oltre al prezzo di acquisto, tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all'acquisto e alla messa in funzione del bene.

Le spese di manutenzione straordinaria che comportano un incremento dei benefici economici futuri vengono imputate ad incremento del valore dei cespiti, mentre gli altri costi di manutenzione ordinaria sono rilevati a Conto Economico.

Criteri di classificazione

Le attività materiali comprendono i terreni, gli immobili strumentali, gli investimenti immobiliari, il patrimonio artistico di pregio, gli impianti tecnici, i mobili e gli arredi nonché le attrezzature di qualsiasi tipo che si ritiene di utilizzare per più di un periodo. Le attività materiali detenute per essere utilizzate nella produzione o nella fornitura di beni e servizi sono classificate come "attività ad uso funzionale" secondo lo IAS 16. Gli immobili posseduti con finalità di investimento (per conseguire canoni di locazione o per l'apprezzamento del capitale investito) sono classificati come "attività detenute a scopo di investimento" in base allo IAS 40.

La voce accoglie anche attività materiali classificate in base allo IAS 2 - Rimanenze, che si riferiscono sia a beni derivanti dall'attività di escussione di garanzie o dall'acquisto in asta che l'impresa ha intenzione di vendere nel prossimo futuro, senza effettuare rilevanti opere di ristrutturazione, e che non hanno i presupposti per essere classificati nelle categorie precedenti, sia al portafoglio immobiliare delle Società immobiliari del Gruppo, comprensivo di aree edificabili, immobili in costruzione, immobili ultimati in vendita e iniziative di sviluppo immobiliare, acquistato e detenuto in un'ottica di dismissione.

Sono, infine, iscritti nelle attività materiali i beni utilizzati nell'ambito di contratti di leasing finanziario, ancorché la titolarità giuridica degli stessi rimanga alla società locatrice.

Criteri di valutazione

Le attività materiali sono valutate al costo, dedotti eventuali ammortamenti e perdite di valore.

Le attività materiali sono sistematicamente ammortizzate, adottando come criterio di ammortamento il metodo a quote costanti, lungo la loro vita utile. Il valore ammortizzabile è rappresentato dal costo dei beni al netto del valore residuo al termine del processo di ammortamento, se significativo. Gli immobili vengono ammortizzati per una quota ritenuta congrua per rappresentare il deperimento dei cespiti nel tempo a seguito del loro utilizzo, tenuto conto delle spese di manutenzione di carattere straordinario, che vengono portate ad incremento del valore dei cespiti

Non vengono invece ammortizzati:

  • i terreni, siano essi stati acquisiti singolarmente o incorporati nel valore dei fabbricati, in quanto hanno vita utile indefinita;
  • il patrimonio artistico di pregio, gli altri beni storico artistici e decorativi in quanto la loro vita utile non può essere stimata ed il loro valore è normalmente destinato ad aumentare nel tempo.

Se esiste qualche indicazione che dimostri che un'attività materiale valutata al costo possa aver subito una perdita di valore, si procede al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a Conto Economico.

Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo ad una ripresa di valore, che non può superare il valore che l'attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati, in assenza di precedenti perdite di valore.

Per quel che attiene alle attività materiali rilevate ai sensi dello IAS 2, le stesse sono valutate al minore tra il costo ed il valore netto di realizzo, fermo restando che si procede comunque al

confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero ove esista qualche indicazione che dimostri che il bene possa aver subito una perdita di valore. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a conto economico.

Criteri di cancellazione

Un'attività materiale è eliminata dallo Stato Patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall'uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • gli ammortamenti periodici, le perdite durature di valore e le riprese di valore vengono allocate nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali";
  • i profitti e le perdite derivanti dalle operazioni di cessione vengono allocati nella voce "Utili (Perdite) da cessione di investimenti".

7 - Attività immateriali

Criteri di iscrizione

Le attività immateriali sono iscritte come tali se sono identificabili e trovano origine in diritti legali o contrattuali.

Le predette attività sono iscritte ai costi di acquisto, comprensivi degli oneri accessori ed aumentati delle spese successive sostenute per accrescerne il valore o la capacità produttiva iniziale. Gli avviamenti sono pari alla differenza positiva tra gli oneri sostenuti per acquisire i complessi aziendali sottostanti e le pertinenti quote del fair value delle attività, delle passività e delle passività potenziali acquisite. Qualora tale differenza risulti negativa (badwill) o nell'ipotesi in cui il goodwill non trovi giustificazione nelle capacità reddituali future della partecipata, la differenza stessa viene iscritta direttamente a conto economico.

Criteri di classificazione

Il portafoglio delle attività immateriali include i fattori intangibili di produzione ad utilità pluriennale rappresentati in particolare da software, benefici legati alla relazione con la clientela (client relationship) e avviamenti.

Criteri di valutazione

Le attività immateriali di durata limitata vengono valutate secondo il principio del costo al netto degli ammortamenti e delle perdite per riduzioni di valore. Gli ammortamenti sono di durata pari alla vita utile dei beni da ammortizzare e sono basati sul metodo a quote costanti. Se ricorrono evidenze sintomatiche dell'esistenza di perdite, le attività immateriali sono sottoposte ad impairment test, registrando le eventuali perdite di valore; successive riprese di valore non possono eccedere l'ammontare delle perdite da impairment in precedenza registrate.

Gli avviamenti non sono assoggettati ad ammortamento, ma vengono periodicamente sottoposti ad impairment test. L'eventuale differenza negativa tra il valore recuperabile di ciascuna unità generatrice di flussi finanziari (CGU) al quale appartiene un determinato avviamento e il valore contabile della medesima costituisce perdita da impairment. Il valore recuperabile di una CGU – che ne rappresenta una stima del valore economico – si ragguaglia al maggiore tra il valore d'uso (valore attuale dei flussi di cassa attesi) e il valore di scambio (presumibile valore di cessione al netto dei costi di transazione). Eventuali successive riprese di valore non possono essere registrate.

Criteri di cancellazione

Le attività immateriali vengono cancellate dal bilancio quando hanno esaurito integralmente le loro funzionalità economiche, ovvero nel momento della dismissione o qualora non sono attesi benefici economici futuri.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • gli ammortamenti periodici, le perdite durature di valore e le riprese di valore vengono allocate nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali".
  • le perdite durature di valore dell'avviamento vengono allocate nella voce "Rettifiche di valore dell'avviamento". Non è ammessa la contabilizzazione di eventuali successive riprese di valore.

8 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione

Vengono classificate nella voce dell'attivo "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e in quella del passivo "Passività associate ad attività in via di dismissione" attività non correnti o gruppi di attività/passività per i quali è stato avviato un processo di dismissione e la loro vendita è ritenuta altamente probabile. Tali attività/passività sono valutate al minore tra il valore di carico ed il loro fair value al netto dei costi di cessione, ad eccezione di alcune tipologie di attività (es. attività finanziarie rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 9) per cui l'IFRS 5 prevede specificatamente che debbano essere applicati i criteri valutativi del principio contabile di pertinenza.

I proventi ed oneri (al netto dell'effetto fiscale), riconducibili ad attività operative cessate in via di dismissione o rilevati come tali nel corso dell'esercizio, sono esposti nel conto economico in voce separata.

9 - Fiscalità corrente e differita

Criteri di iscrizione, di valutazione e di cancellazione

Le imposte sul reddito, calcolate nel rispetto delle legislazioni fiscali nazionali, sono contabilizzate come costo in base al criterio della competenza economica, coerentemente con le modalità di rilevazione in bilancio dei costi e ricavi che le hanno generate. Esse rappresentano pertanto il saldo della fiscalità corrente e differita relativa al reddito dell'esercizio. In particolare, tali poste accolgono il saldo netto tra le passività fiscali correnti dell'esercizio, calcolate in base ad una prudenziale previsione dell'onere tributario dovuto per l'esercizio, determinato in base alle norme tributarie in vigore, e le attività fiscali correnti rappresentate dagli acconti e dagli altri crediti d'imposta per ritenute d'acconto subite od altri crediti d'imposta di esercizi precedenti per i quali le società del Gruppo hanno richiesto la compensazione con imposte di esercizi successivi.

Le Attività fiscali correnti accolgono altresì i crediti d'imposta per i quali è stato richiesto il rimborso alle autorità fiscali competenti; le somme versate a titolo provvisorio nel corso di un procedimento contenzioso con l'Amministrazione finanziaria vengono valutate secondo le logiche dello IAS 37 in relazione alle probabilità di impiego di risorse economiche per il loro adempimento.

La fiscalità differita viene determinata in base al criterio del cosiddetto "balance sheet liability method", tenuto conto dell'effetto fiscale connesso alle differenze temporanee tra il valore contabile delle attività e passività ed il loro valore fiscale che determineranno importi imponibili o deducibili nei futuri periodi. A tali fini, si intendono "differenze temporanee tassabili" quelle che nei periodi futuri determineranno importi imponibili e "differenze temporanee deducibili" quelle che negli esercizi futuri determineranno importi deducibili.

Le imposte anticipate sono rilevate a fronte di tutte le differenze temporanee deducibili, dei crediti e delle perdite fiscali non utilizzate e riportabili a nuovo, nella misura in cui sia probabile che saranno disponibili sufficienti imponibili fiscali futuri, che possano consentire l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili e dei crediti e delle perdite fiscali riportati a nuovo, eccetto i casi in cui:

  • l'imposta differita attiva collegata alle differenze temporanee deducibili deriva dalla rilevazione iniziale di un'attività o passività in una transazione che non rappresenta un'aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influisce né sul risultato di bilancio, né sul risultato fiscale;
  • nel caso di differenze temporanee deducibili associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, le imposte differite attive sono rilevate solo nella misura in cui sia probabile che esse si riverseranno nel futuro prevedibile e che vi saranno sufficienti imponibili fiscali che consentano il recupero di tali differenze temporanee.

Le imposte differite passive sono rilevate su tutte le differenze temporanee tassabili, con le seguenti eccezioni:

le imposte differite passive derivano dalla rilevazione iniziale dell'avviamento o di un'attività o passività in una transazione che non rappresenta un'aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influenza né il risultato di bilancio né il risultato fiscale;

il riversamento delle differenze temporanee imponibili, associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, può essere controllato, ed è probabile che esso non si verifichi nel prevedibile futuro.

La fiscalità differita viene calcolata applicando le aliquote di imposizione stabilite dalle disposizioni di legge in vigore alle differenze temporanee tassabili per cui esiste la probabilità di un effettivo sostenimento di imposte ed alle differenze temporanee deducibili per cui si ritiene che vi siano ammontari imponibili futuri al momento in cui si manifesterà la relativa deducibilità fiscale (c.d. probability test).

Qualora le Attività e Passività fiscali differite si riferiscano a componenti che hanno interessato il conto economico, la contropartita è rappresentata dalle imposte sul reddito.

Nei casi in cui le imposte anticipate e differite riguardino transazioni che hanno interessato direttamente il patrimonio netto senza influenzare il conto economico (quali le valutazioni degli strumenti finanziari rilevati al fair value con impatto sulla redditività complessiva o dei contratti derivati di copertura di flussi finanziari), le stesse vengono iscritte in contropartita al patrimonio netto, interessando le specifiche riserve quando previsto (es. riserve da valutazione).

La fiscalità latente sulle poste patrimoniali in sospensione d'imposta "tassabili in ogni caso di utilizzo" è iscritta in bilancio in riduzione del patrimonio netto. La fiscalità latente riferita alle poste patrimoniali in sospensione d'imposta "tassabili soltanto in ipotesi di distribuzione" non viene iscritta in bilancio, in quanto la consistenza delle riserve disponibili già assoggettate a tassazione consente di ritenere che non saranno effettuate operazioni che ne comportino la tassazione.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Attività e passività fiscali sono imputate al conto economico (voce "Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente"), salvo quando esse derivino da operazioni i cui effetti vanno attribuiti direttamente al patrimonio netto (nel qual caso vengono imputate al patrimonio) o da operazioni di aggregazione societaria (nel qual caso entrano nel computo del valore di avviamento).

10 - Fondi per rischi ed oneri

Criteri di iscrizione, classificazione e di cancellazione

I fondi per rischi ed oneri sono passività d'ammontare o scadenza incerti rilevati in bilancio quando ricorrono le seguenti contestuali condizioni:

  • esiste un'obbligazione attuale alla data di riferimento del bilancio, che deriva da un evento passato; l'obbligazione deve essere di tipo legale (trova origine da un contratto, normativa o altra disposizione di legge) o implicita (nasce nel momento in cui l'impresa genera nei confronti di terzi l'aspettativa che assolverà i propri impegni anche se non rientranti nella casistica delle obbligazioni legali);
  • è probabile che si verifichi un'uscita finanziaria per produrre benefici economici per adempiere l'obbligazione;
  • è possibile effettuare una stima attendibile dell'ammontare dell'obbligazione.

Nella voce "Fondi per rischi ed oneri" sono inclusi i fondi relativi a prestazioni di lungo termine, a prestazioni successive alla cessazione del rapporto di lavoro trattati dallo IAS 19 e i fondi per rischi ed oneri trattati dallo IAS 37.

Criteri di valutazione

Gli accantonamenti vengono attualizzati, laddove l'elemento temporale sia significativo, utilizzando i tassi correnti di mercato "free risk". L'accantonamento è rilevato a conto economico.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli accantonamenti/recuperi a fronte dei fondi per rischi e oneri nonché l'effetto derivante dal passaggio del tempo vengono allocati nella voce "Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri".

Fondi di quiescenza e per obblighi simili

I Fondi di quiescenza sono costituiti in attuazione di accordi aziendali e si qualificano come piani a benefici definiti. La passività relativa a tali piani ed il relativo costo previdenziale delle prestazioni di lavoro corrente sono determinati sulla base di ipotesi attuariali applicando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", che prevede la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche statistiche e della curva demografica e l'attualizzazione finanziaria di tali flussi sulla base di un tasso di interesse di mercato. I contributi versati in ciascun esercizio sono considerati come unità separate, rilevate e valutate singolarmente ai fini della determinazione dell'obbligazione finale. Il tasso utilizzato per l'attualizzazione è determinato in base ai rendimenti di mercato rilevati alle date di valutazione di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media residua della passività. Il valore attuale dell'obbligazione alla data di riferimento del bilancio è inoltre rettificato del fair value delle eventuali attività a servizio del piano.

Gli utili e le perdite attuariali (ovvero le variazioni nel valore attuale dell'obbligazione derivanti dalle modifiche alle ipotesi attuariali e dalle rettifiche basate sull'esperienza passata) sono riconosciuti nel prospetto della redditività complessiva.

Fondi per rischi ed oneri a fronte di impegni e garanzie rilasciate

La sottovoce dei fondi per rischi ed oneri in esame accoglie i fondi per rischio di credito rilevati a fronte degli impegni ad erogare fondi ed alle garanzie rilasciate che rientrano nel perimetro di applicazione delle regole sull'impairment ai sensi dell'IFRS 9. Per tali fattispecie sono adottate, in linea di principio, le medesime modalità di allocazione tra i tre stage (stadi di rischio creditizio) e di calcolo della perdita attesa esposte con riferimento alle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

L'aggregato accoglie, peraltro, anche i fondi per rischi ed oneri costituti a fronte di altre tipologie di impegni e di garanzie rilasciate che, in virtù delle proprie peculiarità, non rientrano nel richiamato perimetro di applicazione dell'impairment ai sensi dell'IFRS 9.

Altri fondi

Gli altri fondi per rischi ed oneri accolgono gli accantonamenti relativi ad obbligazioni legali o connessi a rapporti di lavoro oppure a contenziosi, anche fiscali, originati da un evento passato per i quali sia probabile l'esborso di risorse economiche per l'adempimento delle obbligazioni stesse, sempre che possa essere effettuata una stima attendibile del relativo ammontare. Conseguentemente, la rilevazione di un accantonamento avviene se e solo se:

  • vi è un'obbligazione in corso (legale o implicita) quale risultato di un evento passato;
  • è probabile che per adempiere all'obbligazione si renderà necessario l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici; e
  • può essere effettuata una stima attendibile dell'importo derivante dall'adempimento dell'obbligazione.

L'importo rilevato come accantonamento rappresenta la migliore stima della spesa richiesta per adempiere all'obbligazione esistente alla data di riferimento del bilancio e riflette rischi ed incertezze che inevitabilmente caratterizzano una pluralità di fatti e circostanze. Per tener conto dell'elemento temporale gli accantonamenti vengono attualizzati utilizzando i tassi correnti di mercato. L'accantonamento e gli incrementi dovuti al fattore temporale sono rilevati a Conto Economico.

L'accantonamento viene stornato quando diviene improbabile l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere l'obbligazione oppure quando si estingue l'obbligazione.

Nella voce sono inclusi anche i benefici a lungo termine ai dipendenti, i cui oneri vengono determinati con i medesimi criteri attuariali descritti per i fondi di quiescenza. Gli utili e le perdite attuariali vengono rilevati tutti immediatamente nel conto economico.

11 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di tali passività finanziarie avviene alla data di sottoscrizione del contratto, che normalmente coincide con il momento della ricezione delle somme raccolte o della emissione dei titoli di debito.

La prima iscrizione è effettuata sulla base del fair value delle passività, normalmente pari all'ammontare incassato o al prezzo di emissione, aumentato degli eventuali costi/proventi aggiuntivi direttamente attribuibili alla singola operazione di provvista o di emissione. Sono esclusi i costi interni di carattere amministrativo.

Criteri di classificazione

I Debiti verso banche, i Debiti verso clientela e i Titoli in circolazione ricomprendono le varie forme di provvista interbancaria e con clientela, le operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto a termine e la raccolta effettuata attraverso certificati di deposito, titoli obbligazionari ed altri strumenti di raccolta in circolazione, al netto degli eventuali ammontari riacquistati. Sono inoltre inclusi i debiti iscritti dall'impresa in qualità di locatario nell'ambito di operazioni di leasing.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo.

Fanno eccezione le passività a breve termine, per le quali il fattore temporale risulta trascurabile, che rimangono iscritte per il valore incassato.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte. La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli obbligazionari precedentemente emessi. La differenza tra valore contabile della passività e l'ammontare corrisposto per acquistarla viene registrata a Conto Economico.

Il ricollocamento sul mercato di titoli propri successivamente al loro riacquisto è considerato come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di collocamento.

12 - Passività finanziarie di negoziazione

Criteri di iscrizione

Gli strumenti finanziari in oggetto sono iscritti alla data di sottoscrizione o alla data di emissione ad un valore pari al fair value dello strumento, senza considerare eventuali costi o proventi di transazione direttamente attribuibili agli strumenti stessi.

In tale categoria di passività sono, in particolare, inclusi i contratti derivati di trading con fair value negativo, nonché i derivati impliciti con fair value negativo presenti in contratti complessi - in cui il contratto primario è una passività finanziaria - ma non strettamente correlati agli stessi. Inoltre, sono incluse le passività che si originano da scoperti tecnici generati dall'attività di negoziazione di titoli.

Criteri di valutazione

Tutte le passività di negoziazione sono valutate al fair value con imputazione del risultato della valutazione nel Conto Economico.

Criteri di cancellazione

Le Passività finanziarie detenute per negoziazione vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa.

13 - Passività finanziarie designate al fair value

Criteri di iscrizione

L'iscrizione di tali passività avviene alla data di emissione in misura pari al loro fair value, incluso il valore dell'eventuale derivato embedded e al netto delle commissioni di collocamento pagate.

Criteri di classificazione

Formano oggetto di rilevazione nella presente voce le passività finanziarie designate al fair value con contropartita in Conto Economico, sulla base della facoltà riconosciuta alle imprese (c.d. "fair value option") dall'IFRS 9 e nel rispetto delle casistiche previste dalla normativa di riferimento.

Criteri di valutazione

Tali passività sono valutate al fair value con imputazione del risultato secondo le seguenti regole previste dall'IFRS 9:

  • le variazioni di fair value che sono attribuibili alla variazione del proprio merito creditizio devono essere rilevate nel Prospetto della redditività complessiva (Patrimonio netto);
  • le restanti variazioni di fair value devono essere rilevate nel Conto Economico.

Gli importi rilevati nel Prospetto della redditività complessiva non rigirano successivamente a conto economico. Tale modalità di contabilizzazione non deve essere applicata qualora la rilevazione degli effetti del proprio merito di credito a Patrimonio netto determini o accentui un accounting mismatch a conto economico. In questo caso gli utili o le perdite legate alla passività, incluse quelle che si determinano come effetto della variazione del proprio merito creditizio, devono essere rilevate a conto economico.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie valutate al fair value vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando questa viene estinta, ovverosia quando l'obbligazione specificata nel contratto è adempiuta o cancellata o scaduta.

14 - Operazioni in valuta

Criteri di iscrizione

Le operazioni in valuta estera sono registrate, al momento della rilevazione iniziale, in divisa di conto, applicando all'importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell'operazione.

Criteri di classificazione

Le operazioni in valuta sono costituite da tutte le attività e le passività denominate in valute diverse dall'euro.

Criteri di cancellazione

Si applicano i criteri indicati per le voci di bilancio corrispondenti. Il tasso di cambio utilizzato è quello alla data di estinzione.

Criteri di valutazione

Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, le poste di bilancio in valuta estera vengono valorizzate come segue:

  • le poste monetarie sono convertite al tasso di cambio alla data di chiusura;
  • le poste non monetarie valutate al costo storico sono convertite al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione;
  • le poste non monetarie valutate al fair value sono convertite utilizzando i tassi di cambio in essere alla data di chiusura.

Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del bilancio precedente, sono rilevate nel conto economico del periodo in cui sorgono.

Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza cambio relativa a tale elemento è rilevata anch'essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a conto economico, è rilevata in conto economico anche la relativa differenza cambio.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del bilancio precedente, sono rilevate nel conto economico del periodo in cui sorgono nella voce "Risultato netto dell'attività di negoziazione".

Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza cambio relativa a tale elemento è rilevata anch'essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a conto economico, è rilevata in conto economico anche la relativa differenza cambio.

15 – Attività e passività assicurative

Criteri di classificazione

Sono classificate in questa categoria le attività e passività assicurative che rientrano nell'ambito di applicazione dell'IFRS 17 - Contratti assicurativi. Nello specifico, nella voce passività assicurative trovano evidenza le passività iscritte dal Gruppo a fronte dei contratti per i quali il rischio assicurativo è valutato significativo e che comprendono: i prodotti di natura finanziaria inclusi in gestioni separate e che quindi prevedono elementi di partecipazione discrezionale agli utili, le polizze di ramo primo temporanee caso morte e le polizze di rendita e miste con coefficienti di conversione in rendita garantiti al momento dell'emissione e le polizze danni. Si evidenzia che i prodotti di natura finanziaria emessi dalle Compagnie assicurative che non presentano un rischio assicurativo significativo e che non prevedono elementi di partecipazione discrezionale agli utili, sono esposti in bilancio come passività finanziarie e sono contabilizzati ai sensi dell'IFRS 9. Appartengono a tale categoria tutte le polizze relative ai prodotti unit linked, alla gestione di fondi pensione, nonché le polizze di capitalizzazione di ramo quinto. Genericamente i contratti assicurativi presentano un saldo passivo (passività assicurative) mentre i contratti di cessione in riassicurazione presentano un saldo attivo (attività assicurative).

Criteri di iscrizione

Al momento della sottoscrizione del contratto con il soggetto assicurato viene riconosciuta una passività il cui ammontare è dato dalla somma algebrica del valore attuale di tutti i flussi di cassa contrattuali attesi (Present value future cash flow), attualizzati e inclusivi anche di un opportuno Risk Adjustment (per i rischi di tipo non finanziario) e del Margine sui servizi contrattuali (Contractual Service Margin), che rappresenta il valore attuale degli utili futuri. La contabilizzazione avviene per gruppi di contratti ("Unit of Account") e non contratto per contratto. Ai fini dell'identificazione delle "Unit of Account" i contratti emessi vengono dapprima suddivisi in "portafogli", ovvero in gruppi di contratti che condividono rischi simili e che vengono gestiti unitariamente; ciascun portafoglio viene ulteriormente suddiviso in bucket di profittabilità distinguendo tra contratti onerosi al momento della rilevazione iniziale, contratti che al momento della rilevazione iniziale non hanno alcuna possibilità significativa di diventare onerosi in seguito e il gruppo costituito dagli altri contratti del portafoglio. Per definire le classi di profittabilità è previsto lo svolgimento di uno specifico test (test di onerosità). Infine, i gruppi di contratti non devono contenere contratti emessi a più di 12 mesi di distanza (raggruppamento per "coorti") con l'eccezione dei contratti collegati a gestioni separate per i quali l'endorsement del principio IFRS 17 da parte della Commissione Europea ha previsto opzionalmente di derogare a tale requisito (c.d. "carve-out").

Criteri di valutazione

Il principio IFRS 17 prevede la valutazione della passività assicurativa sulla base di informazioni aggiornate, che riflettano le condizioni esistenti alla data di misurazione. In particolare, il principio prevede:

  • un modello contabile di riferimento ("General Model") utilizzato per i contratti vita che non prevedono collegamenti contrattuali tra gli attivi e i passivi (prodotti caso morte e credit protection insurance) e per i contratti danni pluriennali non elegibili per il modello semplificato;
  • un modello che modifica il General Model denominato Variable Fee Approach utilizzato obbligatoriamente per la valutazione di alcune tipologie specifiche di passività;
  • un approccio semplificato facoltativo chiamato metodo della ripartizione dei premi (Premium Allocation Approach).

Per la determinazione dei flussi di cassa attesi vengono presi in considerazione tutti i flussi direttamente collegati all'adempimento dei contratti assicurativi. Dopo la rilevazione iniziale, il valore contabile di un gruppo di contratti assicurativi ad ogni data di reporting deve essere rivisto sulla base delle ipotesi più aggiornate sia operative (i.e. costi dei sinistri, spese) sia finanziarie (i.e. tasso di interesse). Ad ogni chiusura contabile è quindi necessario effettuare un aggiornamento dei saldi di flussi di cassa contrattuali attesi e del Risk Adjustment. In tale contesto:

l'aggiornamento di flussi di cassa contrattuali attesi o del Risk Adjustment imputabile ad ipotesi operative (i.e. aggiornamento delle stime dei sinistri futuri) è contabilizzato in contropartita al margine sui servizi contrattuali (Contractual Service Margin) (i.e. riduzione dei flussi di cassa contrattuali attesi per diminuzione dei sinistri attesi è contabilizzato in incremento del margine sui servizi contrattuali);

l'aggiornamento di flussi di cassa contrattuali attesi o del Risk Adjustment imputabile a variazioni finanziarie (i.e. aggiornamento del tasso di interesse) è riconosciuto, invece, a Conto Economico (i.e. riduzione di flussi di cassa contrattuali attesi per incremento del tasso di sconto viene contabilizzata nel Conto Economico).

Una volta recepite le variazioni ascrivibili a ipotesi operative di flussi di cassa contrattuali attesi e Risk Adjustment, il margine sui servizi contrattuali (Contractual Service Margin) viene rilasciato a conto economico per la porzione stimata di servizio assicurativo reso nel periodo. La modalità di rilascio segue il servizio reso lungo la durata del contratto (c.d. "coverage unit"). Viceversa, in caso di gruppi di contratti onerosi il principio prevede la rilevazione immediata a conto economico della perdita complessiva stimata sull'intera vita delle polizze. Per i contratti assicurativi con caratteristiche di partecipazione diretta agli utili (prodotti vita il cui valore è influenzato dagli attivi sottostanti), il principio prevede l'applicazione obbligatoria di una versione modificata del General Model denominata Variable Fee Approach. Un contratto è partecipativo diretto se i termini del contratto prevedono che:

  • l'assicurato ottenga un rendimento connesso a un gruppo di attività sottostanti chiaramente identificate;
  • l'entità si aspetti di riconoscere una quota significativa dei rendimenti generati dal fair value delle attività sottostanti;
  • una porzione significativa dei flussi di cassa che l'emittente si aspetta di pagare all'assicurato si modifichi sulla base delle variazioni del fair value delle attività sottostanti.

Il Variable Fee Approach ha le stesse regole di iscrizione iniziale del General Model ma prevede alcune varianti sulle movimentazioni nelle misurazioni successive. Infatti, nel Variable Fee Approach il margine sui servizi contrattuali (Contractual Service Margin) comprende, in aggiunta a quanto previsto dal modello generale, gli utili finanziari di competenza del Gruppo derivanti dalla gestione degli attivi sottostanti i contratti valutati al Variable Fee Approach.

Infine, il Principio IFRS 17 prevede l'applicazione del metodo della ripartizione dei premi (Premium Allocation Approach) per semplificare la valutazione di un gruppo di contratti assicurativi se il periodo di copertura di ciascun contratto del gruppo (compresi i servizi assicurativi derivanti da tutti i premi compresi entro il limite contrattuale) non supera i 12 mesi o se l'applicazione di tale approccio non presenta risultati che si discostano in modo significativo rispetto all'applicazione del General Model. Tale modello non prevede l'identificazione delle singole componenti delle passività per copertura futura (flussi di cassa contrattuali attesi, Risk Adjustment e margine sui servizi contrattuali) ma l'identificazione di una passività assicurativa "complessiva".

Criteri di modifica e cancellazione

Secondo il principio IFRS 17 il contratto assicurativo va eliminato contabilmente quando, e solo quando, il contratto è estinto, ossia quando l'obbligazione specificata nel contratto assicurativo è scaduta, adempiuta o cancellata. Peraltro, a seguito di modifiche contrattuali (concordate tra le parti o per cambiamenti normativi) che riflettono almeno una delle seguenti condizioni:

  • la modifica contrattuale, nel caso fosse stata inclusa nel contratto alla rilevazione iniziale, avrebbe comportato l'esclusione del contratto dall'ambito di applicazione dell'IFRS 17, la separazione di diverse componenti portando un contratto differente nella valutazione in ambito IFRS 17, un "limite contrattuale" ("contract boundary") sostanzialmente differente o l'assegnazione di un gruppo di contratti differente;
  • il contratto originario rispecchia la definizione di contratto di investimento con partecipazione discrezionale agli utili, ma quello modificato non più e viceversa;
  • il contratto originario è valutato con il modello semplificato, il metodo della ripartizione dei premi, ma il contratto modificato non ha più le caratteristiche per essere valutato con questo modello.

Il principio IFRS 17 richiede la derecognition del contratto originario e la contestuale iscrizione del nuovo contratto. Al contrario, se le modifiche contrattuali non ricadono nelle fattispecie in precedenza elencate, vanno trattate come cambiamento delle ipotesi di valutazione dei flussi di

cassa contrattuali attesi e conseguentemente modificano il Risk Adjustment e il margine sui servizi contrattuali (Contractual Service Margin) precedentemente calcolati.

Per quanto riguarda tutti gli altri aspetti non descritti nei paragrafi precedenti nonché per la descrizione delle scelte metodologiche utilizzate dal gruppo si faccia riferimento a quanto riportato al paragrafo "IFRS 17 – Contratti Assicurativi" Parte A Politiche contabili – A.1 Parte Generale.

16 - Altre informazioni

Trattamento contabile delle operazioni con riferimento al Crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio")

Il DL n. 18/2020 (c.d. "Cura Italia") e il DL n. 34/2020 (c.d. "Rilancio") convertiti in legge, con modificazioni, rispettivamente dalla Legge n. 27 del 24 aprile 2020 e dalla Legge n. 77 del 17 luglio 2020 hanno introdotto misure fiscali di incentivazione per le spese sostenute per investimenti (es. eco e sismabonus): detti incentivi fiscali si applicano a famiglie ed imprese, sono commisurati a una percentuale della spesa sostenuta e sono erogati sotto forma di crediti d'imposta o di detrazioni d'imposta (trasformabili su opzione in crediti d'imposta).

Nell'ambito di tali operazioni, esiste la possibilità per il beneficiario, di cedere a terzi detti incentivi ad acquirenti che potranno utilizzarli in compensazione di imposte e contributi, secondo le medesime regole previste per il beneficiario originario, oppure possono ulteriormente cederli (in tutto o in parte) a terzi. Nessuno dei crediti in esame è rimborsabile (in tutto o in parte) direttamente dallo Stato e non vi è la possibilità di riportare a nuovo, né chiedere a rimborso, la quota parte non compensata nell'anno di riferimento per motivi di incapienza.

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 del gennaio 2021, le caratteristiche principali dei crediti d'imposta introdotti dai Decreti sono:

  • la possibilità di utilizzo in compensazione in un arco di tempo limitato;
  • la cedibilità a terzi acquirenti
  • la non rimborsabilità (da parte dell'Erario).

Secondo tale Documento, per il soggetto beneficiario, una volta acquistati da un soggetto terzo, le peculiarità dei crediti non permettono una loro immediata riconducibilità a uno specifico principio contabile internazionale. In tal senso, la Banca ha definito una accounting policy per il trattamento contabile di tali tipologie di crediti d'imposta ai sensi dei paragrafi 10 e 11 dello IAS 8, al fine di definire la modalità di rilevazione iniziale, misurazione e conseguente classificazione, tenendo conto del costo sostenuto dal cessionario per l'acquisto dei crediti, delle loro caratteristiche di utilizzabilità e dell'esigenza di rilevare, in base alla competenza economica, il provento ottenuto.

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, al fine di definire il trattamento contabile da adottare ai crediti d'imposta in esame, si farà riferimento ad alcune disposizioni contenute nel principio contabile IFRS 9 per gli strumenti finanziari.

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di un credito d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") avviene alla data di accettazione del credito sul cassetto fiscale della Banca. L'iscrizione avviene al prezzo dell'operazione di acquisizione dal beneficiario e dovrà scontare:

  • a) il valore temporale del denaro e
  • b) la capacità di utilizzarlo entro la relativa scadenza temporale.

Tale prezzo soddisfa la condizione dell'IFRS 9 secondo cui le attività e le passività finanziarie vanno inizialmente rilevate al fair value che dovrà essere assimilato, nella gerarchia del fair value prevista dall'IFRS 13, ad un fair value di livello 3.

Sono oggetto di potenziale inclusione nel calcolo del fair value i costi marginali direttamente attribuibili all'acquisizione del credito d'imposta, considerando che il costo marginale è un costo che non sarebbe stato sostenuto se l'entità non avesse acquistato il credito d'imposta (quale ad esempio la commissione pagata ad agenti, consulenti e mediatori, ai sensi del paragrafo B5.4.8 del IFRS9).

Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Criteri di classificazione

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, tenuto conto che tali crediti d'imposta acquistati non rappresentano, ai sensi dei principi contabili internazionali, attività fiscali, contributi pubblici, attività immateriali o attività finanziarie, la classificazione più appropriata, ai fini della presentazione in bilancio, è quella residuale alla voce 120 dello stato patrimoniale "Altre Attività" dello stato patrimoniale, in linea con i paragrafi 54 e 55 dello IAS 1 "Presentazione del bilancio".

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, i crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") che sono detenuti per essere utilizzati in compensazione di imposte e contributi (secondo le medesime regole previste per il beneficiario originario), sono valutati al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo.

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, per la valutazione successiva dei crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") al costo ammortizzato, viene considerato:

  • il valore temporale del denaro;
  • l'utilizzo di un tasso d'interesse effettivo, determinato all'origine in maniera tale che i flussi di cassa attualizzati connessi con le compensazioni attese future stimate lungo la durata prevista del credito d'imposta eguaglino il prezzo d'acquisto dei crediti d'imposta.
  • i flussi di utilizzo del credito d'imposta tramite le compensazioni.

Per calcolare il tasso di interesse effettivo vengono, quindi, stimate le compensazioni attese, tenendo conto di tutti i termini relativi al credito d'imposta, compreso il fatto che, dopo aver valutato la possibilità e gli eventuali impatti a conto economico di una nuova cessione degli stessi ad un terzo soggetto, il credito d'imposta non utilizzato in ciascun periodo di compensazione sarà perso.

Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.

Utilizzando il metodo del costo ammortizzato, con riferimento al calcolo del valore contabile lordo del credito d'imposta, si procede periodicamente alla revisione delle stime dei flussi di cassa ed alla rettifica del valore contabile lordo per riflettere i flussi finanziari effettivi e rideterminati: nell'effettuare tali rettifiche, si procede scontando i nuovi flussi finanziari all'originario tasso di interesse effettivo. Tale contabilizzazione consentirà quindi di rilevare "pro-rata" temporis durante la vita di tale credito d'imposta i proventi, nonché di rilevare immediatamente le eventuali perdite dell'operazione.

Ne consegue che, qualora dalla revisione delle stime circa l'utilizzo del credito d'imposta tramite compensazione emerga la necessità di rettificare il valore contabile lordo del credito d'imposta per riflettere gli utilizzi stimati, effettivi e rideterminati, si procederà a ricalcolare il valore contabile lordo del credito d'imposta come il valore attuale delle nuove stime degli utilizzi del credito d'imposta tramite compensazione attualizzati all'originario tasso di interesse effettivo. In tale rideterminazione, tenuto conto dell'assenza di rimborsabilità da parte della controparte (vale a dire dell'Erario), sarebbe inclusa quindi una svalutazione derivante da un eventuale mancato utilizzo dei crediti d'imposta acquistati.

Criteri di cancellazione

I crediti d'imposta vengono cancellati quando scadono i diritti di compensazione dei crediti stessi o quando i crediti d'imposta vengono ceduti trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, la rappresentazione dei proventi e degli oneri derivanti dall'acquisto e utilizzo dei crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") riflette la modalità di gestione adottata.

Nel caso di crediti d'imposta detenuti per essere utilizzati in compensazione di imposte e contributi valutati al costo ammortizzato, la rilevazione della componente interessi viene effettuata nella voce 10 di conto economico "Interessi Attivi" e vengono rilevate tra gli interessi attivi o passivi anche le variazioni di valore dovute ai cambiamenti di stima delle tempistiche di compensazione dei flussi di cassa attesi, ai sensi del paragrafo B5.4.6 dell'IFRS 9.

Eventuali rettifiche conseguenti il non integrale recupero tramite compensazione dei crediti, dopo aver valutato la possibilità e gli eventuali impatti a conto economico di una nuova cessione degli

stessi ad un terzo soggetto, sono rilevate nella voce 130 di conto economico "Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato". In caso di cessione degli stessi a terzi soggetti, le eventuali plus/minusvalenze tra il valore di cessione ed il valore netto contabile dei crediti alla data di cessione sono rilevati nella voce 100 di conto economico "Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".

Azioni proprie

Le eventuali azioni proprie detenute sono portate in riduzione del patrimonio netto. Analogamente, il costo originario delle stesse e gli utili o le perdite derivanti dalla loro successiva vendita sono rilevati come movimenti del patrimonio netto.

Ratei e risconti

I ratei ed i risconti che accolgono oneri e proventi di competenza del periodo maturati su attività e passività sono iscritti in bilancio a rettifica delle attività e passività a cui si riferiscono.

Spese per migliorie su beni di terzi

I costi di ristrutturazione di immobili non di proprietà vengono capitalizzati in considerazione del fatto che per la durata del contratto di affitto la società utilizzatrice ha il controllo dei beni e può trarre da essi benefici economici futuri. I suddetti costi, classificati tra le Altre attività come previsto dalle Istruzioni della Banca d'Italia, vengono ammortizzati per un periodo non superiore alla durata del contratto di affitto.

Trattamento di fine rapporto del personale

Il trattamento di fine rapporto si configura come un "beneficio successivo al rapporto di lavoro" classificato come:

  • "piano a contribuzione definita" per le quote di trattamento di fine rapporto del personale maturande a partire dal 1° gennaio 2007 (data di entrata in vigore della riforma della previdenza complementare di cui al Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n. 252) sia nel caso di opzione da parte del dipendente per la previdenza complementare, sia nel caso di destinazione al fondo di Tesoreria presso l'INPS. Per tali quote l'importo contabilizzato tra i costi del personale è determinato sulla base dei contributi dovuti senza l'applicazione di metodologie di calcolo attuariali;
  • "piano a benefici definiti" e pertanto è iscritto sulla base del suo valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", per la quota del trattamento di fine rapporto del personale maturata sino al 31 dicembre 2006.

Tali quote riferite al piano a benefici definiti sono iscritte sulla base del loro valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", senza applicazione del pro-rata del servizio prestato in quanto il costo previdenziale ("current service cost") del TFR è quasi interamente maturato e la rivalutazione dello stesso, per gli anni a venire, non si ritiene dia luogo a significativi benefici per i dipendenti.

Ai fini dell'attualizzazione, il tasso utilizzato è determinato con riferimento al rendimento di mercato di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media residua della passività, ponderata in base alla percentuale dell'importo pagato e anticipato, per ciascuna scadenza, rispetto al totale da pagare e anticipare fino all'estinzione finale dell'intera obbligazione.

I costi per il servizio del piano sono contabilizzati tra i costi del personale, mentre gli utili e le perdite attuariali sono rilevati nel prospetto della redditività complessiva.

Pagamenti basati su azioni

I piani di remunerazione del personale basati su azioni, le quali sono regolate con azioni e non per cassa, vengono rilevati nel conto economico, con un corrispondente incremento del patrimonio netto, sulla base del fair value degli strumenti finanziari attribuiti alla data di assegnazione, suddividendo l'onere lungo il periodo previsto dal piano.

In presenza di opzioni, il fair value delle stesse è calcolato utilizzando un modello che considera, oltre ad informazioni quali il prezzo di esercizio e la vita dell'opzione, il prezzo corrente delle azioni e la loro volatilità attesa, i dividendi attesi e il tasso di interesse risk-free, anche le caratteristiche specifiche del piano in essere. Nel modello di valorizzazione sono valutate in modo distinto l'opzione e la probabilità di realizzazione delle condizioni in base alle quali le opzioni sono state assegnate.

La combinazione dei due valori fornisce il fair value dello strumento assegnato.

L'eventuale riduzione del numero di strumenti finanziari assegnati è contabilizzata come cancellazione di una parte degli stessi.

Benefici ai dipendenti

Si definiscono benefici ai dipendenti tutti i tipi di remunerazione erogati dall'azienda in cambio dell'attività lavorativa svolta dai dipendenti. I benefici ai dipendenti si suddividono tra:

  • benefici a breve termine (diversi dai benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro e dai benefici retributivi sotto forma di partecipazione al capitale) che si prevede di liquidare interamente entro dodici mesi dal termine dell'esercizio nel quale i dipendenti hanno prestato l'attività lavorativa e rilevati interamente a conto economico al momento della maturazione (rientrano in tale categoria, ad esempio, i salari, gli stipendi e le prestazioni "straordinarie");
  • benefici successivi al rapporto di lavoro dovuti dopo la conclusione del rapporto di lavoro che obbligano l'impresa ad un'erogazione futura nei confronti dei dipendenti. Tra questi, rientrano il trattamento di fine rapporto e i fondi pensione che, a loro volta si suddividono in piani a contribuzione definita e piani a benefici definiti o fondi di quiescenza aziendale;
  • benefici a lungo termine, diversi dai precedenti, che non si prevede siano estinti interamente entro i dodici mesi successivi al temine dell'esercizio in cui i dipendenti hanno svolto le proprie prestazioni lavorative. Il costo è allocato sul periodo di servizio lavorativo prestato dal beneficiario in base al valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito". Gli utili e perdite attuariali sono rilevate a conto economico.

Procedura di Impairment test sugli avviamenti

L'avviamento iscritto a seguito di acquisizioni viene assoggettato ad impairment test almeno una volta all'anno e comunque quando vi siano segnali di deterioramento. Ai fini del test, una volta allocato l'avviamento in unità generatrici di flussi finanziari (CGU) si pone a confronto il valore contabile ed il valore recuperabile di tali unità, rappresentato dal maggiore fra il fair value, al netto di eventuali costi di vendita, ed il valore d'uso. L'apposita informativa presentata nella sezione 10 dell'attivo della nota integrativa fornisce maggiori informazioni.

Riconoscimento dei ricavi e dei costi

Il Gruppo rileva i ricavi per un importo che riflette il corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente.

L'IFRS 15 -Ricavi da contratti con clienti, ha sostituito lo IAS 18 – Ricavi, lo IAS 11 – Lavori su ordinazione, nonché le interpretazioni Sic 31, IFRIC 13 e IFRIC 15.

Il principio stabilisce un modello di riconoscimento dei ricavi, si applica a tutti i contratti con clienti, eccezion fatta per i contratti che rientrano nell'ambito di applicazione di IFRS 4, IFRS 9, IFRS 16, quindi per i contratti assicurativi e per gli strumenti finanziari e i contratti di leasing. Il principio introduce un modello in cinque fasi che si applica nella fase di contabilizzazione dei ricavi derivanti da contratti con i clienti:

  • l'identificazione del contratto con il cliente;
  • l'identificazione delle performance obligation del contratto;
  • la determinazione del prezzo;
  • l'allocazione del prezzo alle performance obligation del contratto;
  • i criteri di iscrizione del ricavo quando l'entità soddisfa ciascuna performance obligation.

Il principio comporta l'esercizio di un giudizio da parte delle entità, che prenda in considerazione tutti i fatti e le circostanze rilevanti nell'applicazione di ogni fase del modello ai contratti con i propri clienti. Il principio specifica inoltre la contabilizzazione dei costi incrementali legati all'ottenimento di un contratto e dei costi direttamente legati al completamento di un contratto. Il Gruppo esercita un giudizio che prende in considerazione tutti i fatti e le circostanze rilevanti nell'applicazione ai contratti con i propri clienti di ogni fase del modello a cinque fasi introdotto dall'IFRS 15. I ricavi possono essere riconosciuti:

in un momento preciso, quando l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso, o

nel corso del tempo, mano a mano che l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso.

Il bene è trasferito quando, o nel corso del periodo in cui, il cliente ne acquisisce il controllo. In particolare:

  • per gli strumenti finanziari classificati HTC e HTCS, gli interessi corrispettivi sono riconosciuti pro rata temporis sulla base del tasso di interesse contrattuale o di quello effettivo nel caso di applicazione del costo ammortizzato. La voce interessi attivi (ovvero interessi passivi) comprende anche i differenziali o i margini, positivi (o negativi), maturati sino alla data di riferimento del bilancio, relativi a contratti derivati finanziari:
    • o di copertura di attività e passività che generano interessi;
    • o classificati nello Stato Patrimoniale nel portafoglio di negoziazione, ma gestionalmente collegati ad attività e/o passività finanziarie valutate al fair value (fair value option);
    • o connessi gestionalmente con attività e passività classificate nel portafoglio di negoziazione e che prevedono la liquidazione di differenziali o di margini a più scadenze;
  • gli interessi di mora, eventualmente previsti in via contrattuale, sono contabilizzati a Conto Economico solo al momento del loro effettivo incasso;
  • i dividendi sono rilevati a Conto Economico nel corso dell'esercizio in cui ne viene deliberata la distribuzione;
  • le commissioni per ricavi da servizi sono iscritte, sulla base dell'esistenza di accordi contrattuali, nel periodo in cui i servizi stessi sono stati prestati. Le commissioni considerate nel costo ammortizzato ai fini della determinazione del tasso di interesse effettivo, sono rilevate tra gli interessi;
  • i ricavi derivanti dalla vendita di strumenti finanziari, determinati dalla differenza tra corrispettivo pagato o incassato della transazione ed il fair value dello strumento, vengono riconosciuti al Conto Economico in sede di rilevazione dell'operazione se il fair value è determinabile con riferimento a prezzi ufficiali disponibili su mercati attivi, ovvero per attività e passività misurate sulla base di tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri osservabili sul mercato diversi dalle quotazioni dello strumento finanziario (livello 1 e livello 2 della gerarchia del fair value). Qualora i parametri di riferimento utilizzati per la valutazione non siano osservabili sul mercato (livello 3) o gli strumenti stessi presentino una ridotta liquidità, lo strumento finanziario viene iscritto per un importo pari al prezzo della transazione; la differenza rispetto al fair value affluisce al Conto Economico lungo la durata dell'operazione;
  • gli utili e perdite derivanti dalla negoziazione di strumenti finanziari sono riconosciuti al Conto Economico al momento del perfezionamento della vendita, sulla base della differenza tra il corrispettivo pagato o incassato ed il valore di iscrizione degli strumenti stessi;
  • i ricavi derivanti dalla vendita di attività non finanziarie sono rilevati al momento del perfezionamento della vendita, ovvero quando è adempiuta l'obbligazione di fare nei confronti del cliente.

Costi sostenuti per l'ottenimento del contratto

I costi sostenuti per l'ottenimento del contratto sono i costi che l'entità sostiene per ottenere il contratto con il cliente e che non avrebbe sostenuto se non avesse ottenuto il contratto. Il Gruppo rileva come attività i costi sostenuti per l'adempimento del contratto soltanto se questi soddisfano tutte le condizioni seguenti:

sono incrementali – Il Gruppo li sostiene per ottenere il contratto con il cliente e non li avrebbe sostenuti se non avesse ottenuto il contratto;

si prevede di recuperarli.

I costi sono rilevati a Conto Economico secondo il principio della competenza; i costi relativi all'ottenimento e l'adempimento dei contratti con la clientela sono rilevati a Conto Economico nei periodi nei quali sono contabilizzati i relativi ricavi.

Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate

Secondo quanto previsto dal principio contabile IFRS 9, i crediti considerati deteriorati già dal momento della rilevazione iniziale in bilancio, in ragione dell'elevato rischio di credito associato, vengono definiti Purchased or Originated Credit Impaired Asset (POCI). Conseguentemente, qualora all'atto dell'iscrizione iniziale un'esposizione creditizia iscritta nella voce 30 "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" o nella voce 40 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", risulti essere deteriorata, la stessa è qualificata quale "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" (Purchased or Originated Credit Impaired – POCI).

Ai fini del calcolo degli interessi attivi, dalla rilevazione iniziale e lungo tutta la vita attesa dello strumento, si applica il tasso di interesse effettivo corretto per il rischio di credito al costo ammortizzato dell'attività finanziaria (c.d. "Credit Adjusted Effective Interest Rate" o "CEIR"), anche in ipotesi di miglioramento del rischio di credito dell'attività finanziaria (cfr. IFRS 9, parr. 5.4.1- 5.4.2). L'EIR rettificato per il credito è il tasso di interesse che, al momento della rilevazione iniziale, attualizza i flussi di cassa futuri stimati (incluse le perdite su crediti) al costo ammortizzato dell'attività finanziaria POCI. Ai fini del calcolo del CEIR occorre stimare i flussi di cassa attesi considerando:

  • o tutti i termini contrattuali dell'attività finanziaria (ad esempio, rimborsi di capitale anticipati, estensioni ecc.), tutte le commissioni e punti base pagati o ricevuti tra le controparti di un contratto che sono parte integrante del tasso di interesse effettivo, i costi dell'operazione e tutti gli altri premi o sconti;
  • o le perdite attese lifetime.

Alla data di riferimento del bilancio, il Gruppo, in linea con le disposizioni dell'IFRS 9 parr. 5.5.13- 5.5.14, rileva a conto economico, in contropartita all'attività finanziaria, le variazioni cumulate delle perdite attese derivanti dal cambiamento delle stime dei flussi finanziari futuri come utile o perdita per riduzione di valore lungo tutta la vita del credito dal momento della rilevazione iniziale. Ai fini dell'attualizzazione della perdita attesa, si utilizza il CEIR come fattore di sconto.

Tale circostanza implica che un'attività POCI sarà sempre valutata secondo il modello "lifetime expected credit loss". La conseguenza diretta è che una volta che viene attribuita la qualifica POCI ad un'attività finanziaria essa non potrà mai essere riclassificata in Stage diversi da POCI e dovrà sempre essere assoggettata al modello di impairment "lifetime". La variazione positiva delle perdite attese lungo tutta la vita del credito deve essere contabilizzata a conto economico anche se l'ammontare di tali perdite è inferiore rispetto a quello considerato per la determinazione del tasso interno di rendimento per il calcolo del costo ammortizzato, alla data di prima rilevazione.

Per quanto concerne la contabilizzazione degli interessi attivi, essi continuano ad essere calcolati sul costo ammortizzato (al netto delle rettifiche di valore), applicando ad esso il CEIR e iscritti in contropartita all'attività finanziaria.

I crediti POCI iscritti nel bilancio del Gruppo, coerentemente alle disposizioni del Principio IFRS9, si distinguono due fattispecie di:

  • o Attività finanziarie acquistate deteriorate (di seguito, anche "PCI"), le esposizioni creditizie già deteriorate al momento dell'acquisto, anche nell'ambito di operazioni di aggregazione aziendale;
  • o Attività finanziarie originate deteriorate (di seguito, anche "OCI"), le esposizioni creditizie originate in caso di operazioni di ristrutturazione di esposizioni deteriorate che hanno determinato l'erogazione di nuova finanza, ovvero introdotto modifiche sostanziali alle condizioni originarie contrattuali.

Per il Gruppo CREDEM la fattispecie riconducibile ai PCI è quella derivante dall'operazione di aggregazione aziendale della Cassa di Risparmio di Cento, mentre i crediti rientranti nella categoria OCI, presenti nell'attivo di Bilancio della Società Avvera, sono tutti ascrivibili ad operazioni di Cessione del Quinto ed in particolare relativi ad operazioni con contestuale consolidamento di esposizioni su Credito Emiliano afferenti clientela che presenta elementi di difficoltà finanziaria (scaduti o rating non positivi o precedenti concessioni) o già classificata a default.

Con riferimento ai crediti deteriorati acquistati nell'ambito dell'operazione di aggregazione aziendale si precisa che il rispetto del trattamento contabile sopra illustrato è stato ottenuto sotto il profilo sostanziale attraverso la contabilizzazione negli interessi attivi, pro-rata temporis, dell'effetto reversal dei minori valori attribuiti ai crediti deteriorati in sede di Purchase Price Allocation. Tale approccio è ritenuto una ragionevole approssimazione del "credit-adjusted effective interest rate", in quanto il tasso di interesse contrattuale è, di fatto, integrato dal maggior rendimento derivante dal minor valore attribuito ai crediti acquisiti.

Modalità di determinazione del fair value delle attività e passività

Aspetti generali

Gli strumenti finanziari valutati al fair value includono le attività e le passività finanziarie detenute per la negoziazione, gli strumenti finanziari designati al fair value, gli strumenti derivati e, infine, gli strumenti classificati come valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Il principio IFRS13 definisce il fair value come il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione nel mercato principale (o più vantaggioso) alla data di valutazione, alle correnti condizioni di mercato (ossia un prezzo di chiusura), indipendentemente dal fatto che quel prezzo sia osservabile direttamente o che venga stimato utilizzando un'altra tecnica di valutazione.

Le funzioni coinvolte nei processi di determinazione del fair value includono le funzioni amministrative, le funzioni di front office Finanza e le funzioni di Risk Management.

Gli uffici amministrativi, direttamente responsabili della redazione dell'informativa finanziaria, sono chiamati a presidiare le regole utilizzate per la determinazione del Fair Value nel rispetto dei principi contabili di riferimento.

Gli uffici Finanza, a loro volta, detengono le conoscenze legate alle tecniche di valutazione applicate e presiedono i sistemi informativi utilizzati nei processi di determinazione del fair value.

Infine gli uffici della funzione Risk Management sono chiamati a validare le tecniche di valutazione utilizzate, inclusi i relativi modelli e i parametri utilizzati. Tali uffici verificano la potenziale presenza di un mercato attivo e analizzano le possibili fonti disponibili. In generale, il Gruppo determina il fair value di attività e passività finanziarie secondo tecniche di valutazione scelte in base alla natura degli strumenti detenuti ed in base alle informazioni disponibili al momento della valutazione.

Sulla base delle informazioni disponibili al momento della valutazione, gli strumenti finanziari sono suddivisi tra quelli il cui prezzo è quotato in un mercato attivo da quelli per i quali un mercato attivo al momento della valutazione non esiste.

La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di Livello 3).

Gli input di Livello 1 sono prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività e passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione. Un prezzo quotato in un mercato attivo fornisce la prova più attendibile del fair value e, quando disponibile, deve essere utilizzato senza alcuna rettifica per valutare il fair value.

Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività.

Allo stesso modo non sono considerate osservabili tutte le altre variabili impiegate nelle tecniche valutative che non possono essere corroborate sulla base di dati osservabili di mercato.

La presenza di mercati attivi e l'utilizzo di prezzi quotati (Mark to Market)

In linea generale, il processo per l'applicazione del Mark to Market è largamente automatizzato. Tutti gli strumenti finanziari quotati detenuti (azioni, obbligazioni e strumenti finanziari derivati) sono valutati, in presenza di mercati attivi, mediante i rispettivi prezzi quotati (valutazioni al Mark to Market) per la determinazione del P&L giornaliero.

Relativamente ai principali Information Providers, si distingue tra:

  • Market parameters a cui è agganciato un RIC Refinitiv: in questo caso il prezzo viene recuperato real time da Refinitiv attraverso la piattaforma ATS;
  • Strumenti ai quali può essere agganciata sia una contribuzione Refinitiv che Bloomberg. Nel dettaglio all'interno dell'ATS sono state implementate regole che consentono la comparazione tra le fonti e seleziona quella ritenuta valida in termini di liquidità, aggiornamento giornaliero e delta spread. Il modulo ATS considera una fonte primaria per ogni categoria di strumento, e attribuisce il livello di fair value associato ad ogni parametro;
  • Parametri EOD: market parameters aggiornati una volta al giorno (es volatilità cap and Floor) disponibili dal provider The ICE.

Qualora le informazioni Refinitiv e Bloomberg non siano disponibili si utilizzano altri Information Providers indipendenti.

Se un'attività o passività valutata al fair value ha un prezzo denaro e un prezzo lettera (per esempio un dato proveniente da un mercato a scambi diretti e assistiti), per valutare il fair value deve essere utilizzato il prezzo rientrante nello scarto denaro-lettera (bid-ask spread) più rappresentativo del fair value in quelle circostanze specifiche, indipendentemente da come tale dato è classificato nella

gerarchia del fair value (Livello 1, 2 o 3). È consentito l'utilizzo di prezzi denaro per posizioni attive e di prezzi lettera per posizioni passive, ma non è obbligatorio. Il Gruppo utilizza prevalentemente per le proprie posizioni attive i prezzi denaro, mentre per le proprie posizioni passive i prezzi lettera. Generalmente l'acquisizione dei prezzi quotati avviene in via automatica, su base giornaliera, attraverso lo scarico delle informazioni da primari Information Provider indipendenti.

L'utilizzo di tecniche di valutazione (Mark to Model)

Nel determinare il fair value degli strumenti finanziari si ricorre al Mark to Model qualora l'analisi evidenzi che per gli strumenti detenuti non esistano prezzi quotati nel mercato principale (o più vantaggioso).

Le tecniche di valutazione utilizzate per valutare il fair value devono massimizzare l'utilizzo di input osservabili rilevanti e ridurre al minimo l'utilizzo di input non osservabili.

Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività.

Gli input di livello 2 comprendono:

  • prezzi quotati per attività o passività similari in mercati attivi;
  • prezzi quotati per attività o passività identiche o similari in mercati non attivi;
  • dati diversi dai prezzi quotati osservabili per l'attività o passività (per esempio tassi di interesse e curve dei rendimenti osservabili a intervalli comunemente quotati, volatilità implicite e spread creditizi);
  • input corroborati dal mercato.

Gli input non osservabili, Livello 3, devono essere utilizzati per valutare il fair value nella misura in cui gli input osservabili rilevanti non siano disponibili, consentendo pertanto situazioni di scarsa attività del mercato per l'attività o passività alla data di valutazione. Tuttavia, la finalità della valutazione del fair value resta la stessa, ossia un prezzo di chiusura alla data di valutazione dal punto di vista di un operatore di mercato che possiede l'attività o la passività. Pertanto, gli input non osservabili devono riflettere le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell'attività o passività, incluse le assunzioni circa il rischio.

Le rettifiche agli input di Livello 2 varieranno in funzione di fattori specifici dell'attività o della passività. Tali fattori comprendono i seguenti elementi:

  • la condizione o l'ubicazione dell'attività;
  • la misura in cui gli input fanno riferimento a elementi comparabili all'attività o alla passività; e
  • il volume o il livello di attività nei mercati in cui gli input sono osservati.

L'utilizzo di input non osservabili significativi o eventuali rettifiche di un input di Livello 2 significativo per l'intera valutazione dello strumento, possono comportare nella valutazione del fair value una classificazione a Livello 3 nella gerarchia del fair value.

L'utilizzo di una tecnica di valutazione ha l'obiettivo di stimare il prezzo a cui avrebbe luogo una regolare operazione di vendita di una attività o di trasferimento di una passività tra operatori di mercato alla data di valutazione, alle condizioni di mercato correnti. Tre tecniche di valutazione ampiamente utilizzate sono il metodo basato sulla valutazione di mercato, il metodo del costo e il metodo reddituale. Un'entità deve utilizzare tecniche di valutazione coerenti con uno o più di questi metodi per valutare il fair value.

Esempi dei principali parametri osservabili di mercato di cui si servono le più comuni tecniche di valutazione applicate sono i seguenti:

  • curva dei tassi Risk Free. Sulla base delle rilevazioni storicizzate nell'applicativo di Front Office (Murex) viene ricavata una curva tassi Euro c.d. Risk-Free, attraverso un bootstrapping dei tassi impliciti in depositi, swap e Forward Rate Agreement;
  • tassi di cambio. Il sistema Murex acquisisce giornalmente, in automatico, i tassi di cambio spot fixing BCE dall'infoprovider Reuters;
  • curve di volatilità. Vengono mappate le curve di volatilità rilevate da fonte esterna precedentemente individuata (ICE), e storicizzate nell'applicativo di front office (Murex); va sottolineato che l'operatività del Gruppo in conto proprio si concentra prevalentemente su strumenti di tasso.

Diversamente, qualora le tecniche di valutazione si basino in via prevalente su parametri non osservabili sul mercato, vengono svolti processi di stima interni. Ciò avviene limitatamente ai casi in cui i relativi dati di mercato non siano disponibili o non siano ritenuti affidabili.

L'utilizzo delle tecniche di valutazione che fanno uso di dati osservabili di mercato o di dati stimati internamente, implicano l'utilizzo di modelli valutativi all'interno dei quali sono calati tali parametri. Il metodo reddituale converte importi futuri (per esempio, flussi finanziari o ricavi e costi) in un unico importo corrente (ossia attualizzato). Quando si utilizza il metodo reddituale, la valutazione del fair value riflette le attuali aspettative del mercato su tali importi futuri.

A titolo esemplificativo, tali tecniche di valutazione comprendono:

  • tecniche del valore attuale;
  • modelli di misurazione del prezzo delle opzioni, quali la formula di Black-Scholes-Merton che incorpora tecniche di calcolo del valore attuale e riflettono sia il valore temporale, sia il valore intrinseco di un'opzione.

Qualora però si faccia ricorso a modelli valutativi proprietari, l'affidabilità degli stessi è testata confrontando, per strumenti simili quotati, le valutazioni fornite da tali tecniche con i relativi prezzi quotati (back testing). Inoltre, l'affidabilità di tali tecniche è verificata, ex post, monitorando nel tempo i risultati ottenuti.

Fondi immobiliari chiusi

Al fine di tenere in considerazione l'indisponibilità di valutazioni continuative dei fondi immobiliari chiusi non quotati, dovute a illiquidità, assenza di un mercato liquido e la specificità del sottostante, la metodologia alla base dell'individuazione del fair value attribuibile al capitale sociale della società avviene considerando valore del NAV più aggiornato disponibile (di norma riferito alla chiusura del semestre precedente) opportunamente rettificato al fine di riflettere la scarsa liquidità dell'asset.

Passività di propria emissione

Per la determinazione del fair value delle passività di propria emissione valutate al fair value, si tiene conto anche del proprio rischio emittente.

La costruzione di una o più curve di credit spread si rende necessaria, nell'ambito della fair value option, al fine di valorizzare gli strumenti non negoziati su mercati attivi2 con un full fair value. Il concetto di full fair value comprende, rispetto alla semplice attualizzazione sulla curva risk free dei cash flows generati dallo strumento, un ulteriore aggiustamento che tenga conto del rischio emittente: l'aggiustamento, ovvero il credit spread, assume la forma di uno spread additivo sulla curva risk free ed è di entità diversa sulle diverse scadenze temporali. Il credit spread relativo ad un emittente, inoltre, esprimendo un'indicazione sulla probabilità e sull'entità del rimborso dell'emissione, è diverso in base alla seniority dell'emissione: un'emissione senior avrà un credit spread inferiore rispetto ad un'emissione subordinata.

L'applicazione della Fair Value Option alle passività finanziarie prevede che si dia evidenza dell'ammontare delle variazioni di fair value attribuibili a variazioni del solo rischio creditizio dello strumento.

I fattori di rischio dovuti al merito creditizio vengono incorporati nella curva di attualizzazione (usata per il calcolo del Fair Value) applicando alla curva risk free uno spread che renda conto del rischio emittente.

Con tale metodo valutativo è possibile separare i diversi componenti di rischio, rischio tasso e rischio credito. Riguardo il merito creditizio, si è proceduto a separare il rischio di credito dovuto alla variazione del merito creditizio nel corso dell'ultimo anno e dal momento dell'emissione del titolo (o dall'FTA degli IAS).

I fattori considerati nei calcoli sono:

  • il tasso di mercato free risk osservato alla data di valutazione;
  • il credit spread osservato alla data di emissione iniziale del titolo;
  • il credit spread osservato l'anno precedente alla data di valutazione odierna;
  • il credit spread osservato alla data di valutazione.

Attraverso il confronto del fair value di mercato alla data di valutazione con il fair value calcolato utilizzando il rischio di credito osservato al momento dell'emissione (o all'anno precedente), risulta possibile determinare le variazioni di fair value imputabili alle sole variazioni del rischio di credito dell'ultimo anno, e dal momento dell'emissione.

Le curve rettificate per il merito di credito dell'emittente si ottengono sommando ai tassi zero coupon (o tassi risk free) un credit spread che esprime il merito creditizio dell'emittente stesso. Tali curve sono utilizzate per la valutazione di obbligazioni non quotate sui mercati attivi.

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA 2 Agli strumenti negoziati su mercati attivi viene attribuita la quotazione di mercato.

Con la valutazione al Fair Value per tutti gli strumenti relativi a un singolo emittente (e anche per quelli emessi dal Gruppo), si possono costruire tre curve:

  • una curva senior preferred;
  • una curva senior non preferred;
  • una curva subordinata;
  • una curva covered.

Per la determinazione delle curve dei credit spread, Credem si avvale di un servizio di fornitura esterna di curve bancarie da parte del provider Confluence/UBS.

La metodologia alla base della costruzione delle credit curves è basata sul principio che per costruire una credit curve su varie scadenze corrette, sarebbe necessario avere molti dati disponibili di mercato e strumenti con diverse scadenze, in quanto basterebbe eseguire il classico boot-strapping method per costruire la curva. In molti casi però, come in Credem, non c'è un numero sufficiente di osservazioni per poter applicare tale metodologia. Confluence, per ovviare a questo problema, utilizza una curva di comparables scelti per settore per costruire la shape della curva, e successivamente valuta gli spread delle emissioni outstanding per determinare di conseguenza lo spread delle curve. Questo processo viene effettuato per ogni curva indicata nella premessa.

Criteri di determinazione del fair value di attività e passività non misurate al fair value su base ricorrente

Di seguito si riportano le informazioni richieste dall'IFRS 13.

Per i rapporti creditizi attivi e passivi non misurati al fair value su base ricorrente, il fair value, riportato nelle tabelle presenti nelle note illustrative, è stato determinato con i seguenti criteri:

  • per le attività e passività a vista, con scadenza a breve termine (entro 12 mesi) o indeterminata, il valore di iscrizione; stessa impostazione è stata utilizzata per i crediti non performing;
  • per i titoli emessi a tasso variabile e per quelli a tasso fisso a breve termine (entro 12 mesi) il valore contabile è stato assunto come approssimazione del fair value;
  • per le attività e passività a medio a lungo termine, la valutazione è stata determinata mediante l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri. Tale operazione è stata eseguita utilizzando tassi privi di rischio e, per le attività, correggendo i flussi di cassa futuri, tenendo conto della rischiosità della controparte mediante parametri di PD (Probability of Default) e di LGD (Loss Given Default);
  • per i titoli emessi a tasso fisso a medio lungo temine la valutazione è stata effettuata mediante l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri, corretta per il rischio emittente associato a Credem.

Per tali strumenti, la determinazione del fair value si basa anche sull'utilizzo di parametri interni non direttamente osservabili sul mercato ed è calcolato solo ai fini di adempiere alle richieste di informativa e non ha alcun impatto sullo stato patrimoniale e sul conto economico.

A.3 INFORMATIVA SUI TRASFERIMENTI TRA PORTAFOGLI DI ATTIVITA' FINANZIARIE

Successivamente all'adozione dell'IFRS 9, il Gruppo Credem non ha effettuato cambiamenti di business model per la gestione delle proprie attività finanziarie e, quindi, non sono avvenuti trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie. Le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica) non prevedono riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui la società modifichi il proprio modello di business per la gestione di tali attività finanziarie. E' previsto che tali modifiche siano altamente infrequenti e devono essere determinate dal management a seguito di rilevanti cambiamenti esterni o interni, dimostrabili a soggetti esterni.

A.4 INFORMATIVA SUL FAIR VALUE

Informativa di natura qualitativa

A.4.1 – Livello di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati

Le tecniche di valutazione utilizzate per gli strumenti finanziari appartenenti al livello 2 e 3 si distinguono:

  • Attività finanziarie: valutazione degli strumenti strutturati utilizzando per la componente obbligazionaria il modello discounted cash flow con un tasso corretto per un opportuno rischio di credito, e per la componente azionaria utilizzando il modello Black&Scholes;

  • Passività finanziarie: valutazione degli strumenti plain vanilla secondo le tecniche di valutazione discounted cash flow di cassa considerando il tasso corretto per il rischio di credito di Credito Emiliano sulla scadenza dello strumento.

Si riporta brevemente la definizione dei modelli utilizzati:

1.Discounted Cash Flow

Il modello discounted cash flow, flussi di cassa attualizzati, è un metodo di valutazione di un investimento, basato sul processo finanziario di attualizzazione, che consente di stabilire oggi il valore attuale di un capitale che ha come naturale scadenza una data futura tramite l'applicazione di un tasso di sconto. Il tasso di sconto viene corretto per il rischio di credito dei flussi futuri attesi dall'attività in questione. La somma algebrica dei flussi attualizzati rappresenta il valore netto attuale (Net present value) dello strumento.

I parametri utilizzati nella tecnica di valutazione sono: curva tassi e credit spread di ogni singola emissione.

2.Modello Black&Scholes

Il modello Black&scholes univariato (BS) è il modello di pricing delle opzioni più famoso e riconosciuto dal mercato. Il modello si basa sulla possibilità di creare un portafoglio equivalente all'opzione, costituito in parte da unità del sottostante e in parte da obbligazioni prive di rischio entrambi influenzati dalla stessa fonte di incertezza data dalle variazioni del prezzo dell'azione. Le ipotesi sottostanti il modello di BS sono rappresentate dall'andamento dei prezzi dell'attività sottostante (approssimato da un processo log-normale), dalla presenza di un mercato perfettamente efficiente; dal tasso di interesse e dalla volatilità del sottostante costante per tutta la durata dell'opzione.

I parametri utilizzati nella tecnica di valutazione sono il tasso di interesse, il valore e la volatilità del sottostante.

Alla data del 31/12/2023 tutti i parametri utilizzati nelle tecniche di valutazione sono risultati osservabili, evidenziando per gli strumenti valutati tramite mark to model livelli di fair value pari a 2.

In particolare:

  • i tassi di interesse sono estrapolati dalla curva zero ottenuta dalle quotazionI di mercato di strumenti omogenei;
  • i credit spread per la componete Credito Emiliano sono ottenuti da quotazioni di mercato di emissioni comparables;
  • valore del sottostante sono ottenuti dalla quotazione del mercato;
  • volatilità del sottostante ottenute da quotazioni di mercato, alla luce della scadenza a breve della componente azionaria.

I modelli e i parametri utilizzati nelle tecniche di valutazione sono dettagliati e disciplinati nei documenti Allegato Tecnico al documento Fair Value Policy di Gruppo: "Regole di applicazione Credem alla Fair Value Policy di Gruppo" e "Manuale Modelli di pricing".

A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni

Gli strumenti non scambiati su mercati attivi sono valutati a mark to model utilizzando la tecnica di valutazione che massimizza l'utilizzo di dati osservabili sul mercato. Qualora i parametri risultino non disponibili e direttamente osservabili il livello di fair value attribuito è pari a 3.

Alla data del 31/12/2023 nessun strumento finanziario derivato è stato valutato a mark to model tramite parametri di mercato non direttamente osservabili.

A.4.3 Gerarchia del fair value

Trasferimenti tra i livelli della gerarchia del fair value

La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di livello 3).

I Livelli utilizzati per le classificazioni riportate nel seguito della presente Nota integrativa sono i seguenti:

  • "livello 1": il fair value degli strumenti finanziari è determinato in base a prezzi di quotazione osservabili su mercati attivi (non rettificati) alle quali si può accedere alla data di valutazione;

  • "livello 2": il fair value degli strumenti finanziari è determinato in base a input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività, utilizzando anche di tecniche di valutazione;

  • "livello 3": il fair value degli strumenti finanziari è determinato in base a input non osservabili per l'attività o per la passività, utilizzando anche di tecniche di valutazione.

L'attività di attribuzione dei livelli è rappresentata dalla verifica puntuale per ogni strumento detenuto nei portafogli di proprietà di un possibile potenziale mercato attivo che rispetti alcune regole di valorizzazione. In particolare viene analizzato che le contribuzioni risultino continuative, contenute nei delta spread bid ask, indicative di possibili transazioni recenti quindi non trascinate, e che l'emittente risulti solido e attivo.

Il mancato rispetto di tali regole porta a un aggravio di livello associato a una valorizzazione il più coerente e rappresentativa del fair value dello strumento.

Analogamente l'analisi viene effettuata anche nella verifica di un potenziale ripristino di mercato attivo sugli strumenti per i quali nel corso del tempo si verifica una riattivazione di valorizzazione continuative sul mercato regolamentato e non.

A.4.4 Altre informazioni

L'attività di attribuzione dei livelli di fair value avviene trimestralmente alle date contabili di riferimento basandosi sulla verifica della presenza di un mercato principale o più vantaggioso nell'intervallo temporale antecedente la data contabile di riferimento. L'attività prevede la verifica di alcuni principi necessari alla definizione di presenza di un mercato attivo per ogni strumento finanziario identificati dalla disponibilità di valorizzazioni eseguibili, continue e con scarto denarolettera (bid-ask spread) contenuti.

Il rispetto di tali condizioni determina il livello di fair value dello strumento analizzato. Qualora non siano presenti quotazioni di mercato, l'utilizzo di tecniche di valutazione viene effettuata ad ogni data contabile massimizzando l'utilizzo di input osservabili rilevanti e riducendo al minimo l'utilizzo di input non osservabili. La verifica di tali parametri di input in funzione della disponibilità determina il livello di fair value dello strumento.

Alle date contabili viene inoltre effettuata una analisi comparativa dei livelli di fair value rispetto al trimestre precedente e l'inizio dell'esercizio di riferimento al fine di individuare i trasferimenti di livelli di fair value avvenuti nel corso dell'esercizio di riferimento e le circostanze che hanno determinato tale trasferimento.

Informativa di natura quantitativa

A.4.5 Gerarchia del fair value

A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

31/12/2023 31/12/2022
Attività/Passività misurate al fair value L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
4.613.404 84.847 283.133 4.428.365 94.089 280.470
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 28.975 32.043 22 20.695 35.885 23
b) attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
fair value
4.584.429 52.804 283.111 4.407.670 58.204 280.447
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
8.874.040 56.245 31.835 9.145.902 51.846 31.578
3. Derivati di copertura - 568.146 - - 1.090.239 -
4. Attività materiali - - - - - -
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 13.487.444 709.238 314.968 13.574.267 1.236.174 312.048
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione - 27.211 - - 36.257 -
2. Passività finanziarie designate al fair value - - 3.884.977 - - 3.750.764
3. Derivati di copertura - 911.207 - - 874.058 -
Totale - 938.418 3.884.977 - 910.315 3.750.764

In riferimento alle attività valutate al fair value su base ricorrente alla data del 31 dicembre 2023 gli strumenti valorizzati secondo il mercato più vantaggioso (livello di fair value pari a 1) e/o secondo tecniche di valutazione basate su parametri osservabili (livello di fair value pari a 2) rappresentano il 99,25% del totale delle attività valutate al fair value (valore stabile rispetto al corrispondente 2022 pari al 99,79%).

Gli strumenti valutati tramite tecniche di valutazione basate prevalentemente su parametri non osservabili hanno riguardato una parte residuale del totale attività valutate al fair value (0,75%), costante rispetto al valore del 2022 pari a 0,21%.

A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
Attività
Totale di cui: a)
attività
finanziarie
detenute per
la
negoziazione
di cui: b)
attività
finanziarie
designate
al fair
value
di cui: c) altre
attività finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair
value
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessiva
Derivati
di
copertura
Attività
materiali
Attività
immateriali
1. Esistenze iniziali 280.470 23 - 280.447 31.578 - - -
2. Aumenti 43.930 52 - 43.878 3.378 - - -
2.1. Acquisti 39.568 2 - 39.566 - - - -
2.2. Profitti imputati a: 4.175 50 - 4.125 1.025 - - -
2.2.1. Conto Economico 4.175 50 - 4.125 - - - -
- di cui plusvalenze 4.125 - - 4.125 - - - -
2.2.2. Patrimonio netto - X X X 1.025 - - -
2.3. Trasferimenti da
altri livelli
187 - - 187 - - - -
2.4. Altre variazioni in
aumento
- - - - 2.353 - - -
3. Diminuzioni 41.267 53 - 41.214 3.121 - - -
3.1. Vendite 16.203 51 - 16.152 2.698 - - -
3.2. Rimborsi 12.327 - - 12.327 - - - -
3.3. Perdite imputate a: 12.735 - - 12.735 - - - -
3.3.1. Conto Economico 12.735 - - 12.735 - - - -
- di cui minusvalenze 12.735 - - 12.735 - - - -
3.3.2. Patrimonio netto - X X X - - - -
3.4. Trasferimenti da
altri livelli
- - - - - - - -
3.5. Altre variazioni in
diminuzione
2 2 - - 423 - - -
4. Rimanenze finali 283.133 22 - 283.111 31.835 - - -

L'attribuzione del livello di fair value pari a 3 riguarda strumenti definiti "illiquidi" che evidenziano poche valorizzazioni nel corso del tempo e per i quali lo stato dello strumento o più in generale dell'emittente alla data di valutazione, non rende possibile l'ipotesi di un eventuale ripristino del mercato verso uno stato attivo.

Nella voce 2.1 "Acquisti" sono riportati:

  • attività finanziarie valutate obbligatoriamente al FV con impatto a Conto Economico: una quota di fondi;
  • attività finanziarie valutate al FV con impatto a Conto Economico: una obbligazione e 5 azioni Nella voce 3.1 "Vendite" sono riportati:
  • attività finanziarie valutate al FV con impatto a Conto Economico: una azione e 4 obbligazioni;
  • attività finanziarie valutate al FV con impatto sulla redditività complessiva: una azione.

Le variazioni annue da e verso Livello 3 al 31/12/2023 non evidenziano trasferimenti rilevanti, sia per quanto riguarda la sezione diminuzioni che per quanto concerne la sezione aumenti per tutte le classificazioni contabili (attività finanziare valutate obbligatoriamente al FV con impatto a Conto Economico, attività finanziarie valutate al FV con impatto a Conto Economico e attività finanziarie valutate al FV con impatto sulla redditività complessiva).

A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

Attività/Passività non misurate al 31/12/2023 31/12/2022
fair value o misurate al fair value
su base non ricorrente
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
44.465.032 7.352.925 377.189 37.543.867 43.917.805 7.726.829 587.266 34.547.315
2. Attività materiali detenute a
scopo di investimento
4.995 - - 8.695 5.154 - - 9.118
3. Attività non correnti e gruppi
di attività in via di dismissione
357 - - 357 - - - -
Totale 44.470.424 7.352.925 377.189 37.552.919 43.922.959 7.726.829 587.266 34.556.433
1. Passività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
52.777.314 4.169.898 8.271.180 40.370.027 50.993.399 3.220.939 2.539.277 45.149.135
2. Passività associate ad attività
in via di dismissione
- - - - - - - -
Totale 52.777.314 4.169.898 8.271.180 40.370.027 50.993.399 3.220.939 2.539.277 45.149.135

A.5 – Informativa sul c.d. "day one profit/loss"

I proventi connessi all'emissione di prestiti obbligazionari, determinati dalla differenza tra il corrispettivo incassato ed il fair value dello strumento, sono riconosciuti a conto economico alla data di emissione in tutti i casi in cui tale fair value sia determinato attraverso tecniche di valutazione che prendono parametri osservabili sul mercato.

Il principio IFRS9 prevede che l'iscrizione iniziale degli strumenti finanziari avvenga al fair value. Normalmente il fair value di uno strumento finanziario alla data di rilevazione iniziale in bilancio è pari al "prezzo di transazione"; in altre parole, al costo o all'importo erogato per le attività finanziarie o alla somma incassata per le passività finanziarie.

L'affermazione che all'atto dell'iscrizione iniziale in bilancio il fair value di uno strumento finanziario coincide con il prezzo della transazione è intuitivamente sempre riscontrabile nel caso di transazioni del cosiddetto "Livello 1" della gerarchia del fair value.

Anche nel caso del "Livello 2", che si basa su prezzi derivati indirettamente dal mercato (comparable approach), l'iscrizione iniziale vede, in moltissimi casi, sostanzialmente coincidere fair value e prezzo. Eventuali differenze tra prezzo e fair value sono di norma da attribuire ai cosiddetti margini commerciali.

Nel caso del "Livello 3", invece, sussiste una discrezionalità parziale dell'operatore nella valutazione dello strumento e, pertanto, proprio per la maggior soggettività nella determinazione del fair value non è disponibile un inequivocabile termine di riferimento da raffrontare con il prezzo della transazione. Per tale ragione l'IFRS9 esclude che l'eventuale iniziale differenza tra il prezzo della transazione e la stima interna del fair value possa essere subito imputata a Conto Economico in un'unica soluzione. In tal caso, quindi, l'iscrizione iniziale deve sempre avvenire al prezzo. La successiva valutazione non può includere la differenza tra prezzo e fair value riscontrata all'atto della prima valutazione - ossia il Day-One-Profit (DOP) o il Day-One-Loss (DOL) implicito -, che deve invece essere riconosciuta a Conto Economico solo se deriva da cambiamenti dei fattori su cui i partecipanti al mercato basano le loro valutazioni nel fissare i prezzi (incluso l'effetto tempo). Ove lo strumento abbia una scadenza definita e non sia immediatamente disponibile un modello che monitori i cambiamenti dei fattori su cui gli operatori basano i prezzi, è ammesso il transito del DOP/DOL a Conto Economico linearmente sulla vita dello strumento finanziario stesso.

Pertanto, la politica contabile seguita prevede che:

  • l'eventuale DOP/DOL implicito negli strumenti di "Livello 2" venga subito imputato per intero al Conto Economico;
  • invece, l'eventuale DOP/DOL implicito negli strumenti di "Livello 3" venga sterilizzato e imputato al Conto Economico "pro rata temporis" (linearmente) lungo la vita residua di tali strumenti;
  • nel caso in cui uno strumento classificato nel "Livello 3" della gerarchia del fair value venga riclassificato nel "Livello 2", i residui DOP/DOL sospesi patrimonialmente vengono iscritti a Conto Economico in un'unica soluzione.

Al 31 dicembre 2023 non erano presenti importi che debbano essere ancora rilevati a conto economico "pro rata temporis", ovvero lungo la vita residua del contratto.

PARTE B INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

I dati relativi al 31/12/2022 riportano gli effetti dell'applicazione dei nuovi principi contabili IFRS17 e IFRS9 per le Compagnie assicurative.

Attivo

Sezione 1 – Cassa e disponibilità liquide – Voce 10

1.1 Cassa e disponibilità liquide: composizione

Totale Totale
31/12/2023 31/12/2022
a) Cassa 180.951 174.505
b) Conti correnti e depositi a vista presso Banche Centrali 6.030.000 3.100.000
c) Conti correnti e depositi a vista presso banche 115.659 83.205
Totale 6.326.610 3.357.710

Il Gruppo ha in deposito presso la Banca Centrale liquidità per 6,0 miliardi di euro.

Sezione 2 – Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 20

Voci/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 25.950 23 - 16.377 1 -
1.1 Titoli strutturati 4.813 23 - 9.489 1 -
1.2 Altri titoli di debito 21.137 - - 6.888 - -
2. Titoli di capitale - - - 2.139 - -
3. Quote di O.I.C.R. 3.025 - 22 536 - 23
4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale (A) 28.975 23 22 19.052 1 23
B. Strumenti derivati - - - - - -
1. Derivati finanziari - 32.020 - 1.643 35.884 -
1.1 di negoziazione - 32.020 - 1.643 35.884 -
1.2 connessi con la fair value option - - - - - -
1.3 altri - - - - - -
2. Derivati creditizi - - - - - -
2.1 di negoziazione - - - - - -
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 altri - - - - - -
Totale (B) - 32.020 - 1.643 35.884 -
Totale (A+B) 28.975 32.043 22 20.695 35.885 23

2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

Si segnala la composizione della voce 3 "Quote O.I.C.R":

Azionari
3.047
559
Totale
3.047
559
Voci/Valori Totale Totale
31/12/2023 31/12/2022
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 25.974 16.379
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 24.107 5.519
c) Banche 1.323 2.270
d) Altre società finanziarie 229 868
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 317 7.722
2. Titoli di capitale - 2.140
a) Banche - 321
b) Altre società finanziarie - 694
di cui: imprese di assicurazione - 427
c) Società non finanziarie - 1.125
d) Altri emittenti - -
3. Quote di OICR 3.047 559
4. Finanziamenti - -
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale (A) 29.022 19.078
B. Strumenti derivati
a) Controparti Centrali - -
b) Altre 32.020 37.527
Totale (B) 32.020 37.527
Totale (A+B) 61.042 56.605

2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti/controparti

In conformità a quanto disposto dal principio contabile IFRS 7 e tenuto conto delle indicazioni contenute nella Comunicazione CONSOB n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011 (che riprende il documento ESMA N. 2011/266 del 28 luglio 2011) in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito al "debito Sovrano", si precisa che al 31 dicembre 2023 sono presenti esposizioni in titoli governativi verso lo Stato Italia per 15,5 milioni di euro, e per circa 8,6 milioni di euro verso altri paesi. Le posizioni, classificate contabilmente di trading, hanno come oggetto la negoziazione verso la clientela istituzionale.

Si rimanda alla sezione 3 della presente nota per i titoli detenuti nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva".

2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica

Voci/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 460.212 4.449 10 439.278 7.010 9
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 460.212 4.449 10 439.278 7.010 9
2. Titoli di capitale 177.801 1.705 - 140.938 2.081 -
3. Quote di O.I.C.R. 3.946.416 46.650 251.480 3.827.266 49.113 236.675
4. Finanziamenti - - 31.621 188 - 43.763
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - 31.621 188 - 43.763
Totale 4.584.429 52.804 283.111 4.407.670 58.204 280.447

Legenda:

  • L1= Livello 1 L2= Livello 2
  • L3= Livello 3

Si segnala la composizione della voce 3 "Quote O.I.C.R":

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Fondi chiusi 10.535 8.454
Azionari 1.574.896 1.438.070
Immobiliari 1.201 1.201
Monetari 220.522 271.221
Obbligazionari 1.860.232 1.720.318
Bilanciati 75.245 84.216
Flessibili 501.616 589.574
Altri 299 -
Totale 4.244.546 4.113.054

2.6 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione per debitori/emittenti

Totale Totale
31/12/2023 31/12/2022
1. Titoli di capitale 179.507 143.019
di cui: banche 21.251 15.718
di cui: altre società finanziarie 12.982 10.501
di cui: società non finanziarie 145.274 116.800
2. Titoli di debito 464.671 446.295
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 321.559 287.027
c) Banche 124.618 117.486
d) Altre società finanziarie 3.673 953
di cui: imprese di assicurazione 1.049 944
e) Società non finanziarie 14.821 40.829
3. Quote di O.I.C.R. 4.244.546 4.113.054
4. Finanziamenti 31.621 43.951
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 10.767 12.609
di cui: imprese di assicurazione 10.767 12.609
e) Società non finanziarie 19.861 30.529
f) Famiglie 993 813
Totale 4.920.345 4.746.319

A seguito del fallimento dell'SPPI test nella presente categoria sono state riclassificate le quote di fondi comuni (OICR) e alcuni finanziamenti verso clientela.

Nel portafoglio "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value", interamente ascrivibile alle "Imprese di assicurazione", sono presenti esposizioni di titoli governativi verso l'Italia per 253,9 milioni di euro, verso la Germania per 34, 6 milioni di euro, verso la Francia per 16,3 milioni di euro, verso la Spagna per 10,7 milioni di euro, verso la Stati Uniti per 1,5 milioni di euro, verso la Austria per 1,4 milioni di euro, verso la Gran Bretagna per 1,4 milioni di euro, verso l'Irlanda per 1,2 milioni di euro e verso il Portogallo per 0,7 milioni di euro.

Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva – Voce 30

3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica

Voci/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 8.866.480 54.032 - 9.139.602 50.046 -
1.1 Titoli strutturati 943.633 2.406 - 814.923 2.897 -
1.2 Altri titoli di debito 7.922.847 51.626 - 8.324.679 47.149 -
2. Titoli di capitale 7.560 2.213 31.835 6.300 1.800 31.578
3. Finanziamenti - - - - - -
Totale 8.874.040 56.245 31.835 9.145.902 51.846 31.578

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

3.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione per debitori/emittenti

Voci/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Titoli di debito 8.920.512 9.189.647
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 6.372.557 6.926.842
c) Banche 1.483.700 1.272.864
d) Altre società finanziarie 444.268 259.240
di cui: imprese di assicurazione 5.188 5.206
e) Società non finanziarie 619.987 730.701
2. Titoli di capitale 41.608 39.678
a) Banche 22.638 23.468
b) Altri emittenti: 18.970 16.210
- altre società finanziarie 16.583 13.306
di cui: imprese di assicurazione - -
- società non finanziarie 2.179 2.748
- altri 208 156
3. Finanziamenti - -
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale 8.962.120 9.229.325

In conformità a quanto disposto dal principio contabile IFRS 7 e tenuto conto delle indicazioni contenute nella Comunicazione Consob n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011 (che riprende il documento ESMA N. 2011/266 del 28 luglio 2011) in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito al "debito Sovrano", si precisa:

Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva", relativo al Gruppo bancario, sono presenti titoli governativi esteri (Spagna) per 304,3 milioni di euro, (Belgio) per 415,3 milioni di euro, (Francia) per 453,9 milioni di euro e (U.S. Treasury) per 1.256,1 milioni di euro. Sono presenti inoltre obbligazioni, per circa 919,0 milioni di euro, emessi dall'Unione Europea e obbligazioni per 13,0 milioni di euro, emessi dall'European Financial Stability Facilities. Relativamente ai titoli governativi emessi dallo Stato Italiano si evidenzia un'esposizione complessiva pari a circa 52,9 milioni di euro (BTP 29,7 milioni di euro e CCT 23,2 milioni di euro). Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva", relativo alle "Imprese di assicurazione", sono presenti esposizioni di titoli governativi verso l'Italia per 1.955,3 milioni di euro, verso la Spagna per 473,9 milioni di euro, verso il Belgio per 243,7 milioni di euro, verso il Portogallo per 125,0 milioni di euro, verso la Francia per 87,8 milioni di euro, verso la Germania per 37,5 milioni di euro, verso l'Irlanda per 18,1 milioni di euro e verso gli Stati Uniti per 17,1 milioni di euro.

Sono presenti coperture di fair value hedge sia su titoli di Stato, italiani, a tasso fisso (BTP), ed esteri, che su titoli obbligazionari (senior unsecure e covered bond) a tasso fisso emessi da primari istituti di credito europei. La copertura è di tipo fair value hedge attuata attraverso la designazione di appositi strumenti di copertura (Interest Rate Swap) con copertura specifica del c.d. "rischio tasso" su detti titoli; la relazione venuta così a crearsi fra Hedged Item e Hedging Instrument ha comportato la redazione di una specifica documentazione che formalizza la relazione di copertura ed ha altresì usufruito delle particolari regole di contabilizzazione dell'Hedge Accounting. Si segnala che sono stati effettuati i test di efficacia (sia prospettici che retrospettivi) con esito positivo.

3.3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
Write-off
parziali
complessivi
Titoli di debito 8.926.494 18.380 - - - 5.981 - - - -
Finanziamenti - - - - - - - - - -
Totale
31/12/2023
8.926.494 18.380 - - - 5.981 - - - -
Totale
31/12/2022
9.193.022 73.790 - - - 3.375 - - - -

Il valore lordo e le rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired sono comprensivi degli interessi contrattuali maturati.

Sezione 4 – Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 40

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Tipologia
operazioni/Valori
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
L1 L2 L3 Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
L1 L2 L3
A. Crediti verso
Banche Centrali
375.118 - - - - 375.118 280.694 - - - - 280.694
1. Depositi a
scadenza
- - - - - - - - - - - -
2. Riserva
obbligatoria
375.118 - - X X X 280.694 - - X X X
3. Pronti contro
termine
- - - X X X - - - X X X
4. Altri - - - X X X - - - X X X
B. Crediti verso
banche
1.226.058 - - 599.313 6.791 615.874 1.218.957 - - 499.209 11.766 693.579
1. Finanziamenti 615.390 - - - - 615.874 693.294 - - - - 693.579
1.1 Conti
correnti
- - - - - - - - - - - -
1.2. Depositi a
scadenza
- - - X X X - - - X X X
1.3. Altri
finanziamenti:
615.390 - - X X X 693.294 - - X X X
- Pronti
contro
termine attivi
- - - X X X - - - X X X
-
Finanziamenti
per leasing
168 - - X X X 206 - - X X X
- Altri 615.222 - - X X X 693.088 - - X X X
2. Titoli di debito 610.668 - - 599.313 6.791 - 525.663 - - 499.209 11.766 -
2.1 Titoli
strutturati
134.812 - - 128.699 6.791 - 148.998 - - 137.217 11.766 -
2.2 Altri titoli
di debito
475.856 - - 470.614 - - 376.665 - - 361.992 - -
Totale 1.601.176 - - 599.313 6.791 990.992 1.499.651 - - 499.209 11.766 974.273

4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

Sono inclusi i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di servizi finanziari.

I crediti, ad eccezione dei titoli di debito, sono iscritti al costo ammortizzato, corrispondente al loro fair value e il livello di fair value attribuito risulta essere pari a 3.

Le metodologie utilizzate per la determinazione del fair value sono riportate nella Parte A1 – Parte generale –Sezione 18 " Altre informazioni".

4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Tipologia Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
operazioni/Valori Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
L1 L2 L3 Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
L1 L2 L3
1. Finanziamenti 35.434.672 271.677 17.405 - - 36.552.871 34.156.005 304.765 22.439 - - 33.557.798
1. Conti correnti 1.838.482 21.996 686 - - - 1.955.412 26.328 1.354 - - -
2. Pronti contro
termine attivi
8.797 - - X X X - - - X X X
3. Mutui 20.288.147 182.615 7.598 X X X 19.858.860 207.016 12.869 X X X
4. Carte di credito,
prestiti personali e
cessioni del
quinto
3.373.582 24.543 8.791 X X X 2.778.147 25.349 7.859 X X X
5. Finanziamenti
per leasing
3.107.352 28.525 - X X X 2.919.787 34.895 - X X X
6. Factoring 1.456.078 9.172 - X X X 1.531.598 6.328 - X X X
7. Altri
finanziamenti
5.362.234 4.826 330 X X X 5.112.201 4.849 357 X X X
2. Titoli di debito 7.140.100 - - 6.753.612 370.398 - 7.934.942 - - 7.227.620 575.500 15.244
1. Titoli strutturati 469.796 - - 176.652 288.027 - 612.075 - - 169.163 417.356 15.244
2. Altri titoli di
debito
6.670.304 - - 6.576.960 82.371 - 7.322.867 - - 7.058.457 158.144 -
Totale 42.574.772 271.677 17.405 6.753.612 370.398 36.552.871 42.090.947 304.765 22.439 7.227.620 575.500 33.573.042

I crediti verso la clientela per finanziamenti sono pari a 35.723,8 milioni di euro.

Si fornisce di seguito il dettaglio dei finanziamenti erogati alla clientela con indicazione del credito lordo, delle previsioni di perdita, del credito netto e del relativo coverage per categoria.

CREDITI VERSO CLIENTELA PER FINANZIAMENTI
€mln
Crediti
performing
TOTALE
CREDITI
probabili scadute" problematici
Valori lordi 2023 298 359 46 702 35.522 36.224
Previsioni di
perdita
2023 241 167 11 418 82 500
Valori netti 2023 57 192 34 283 35.441 35.724
Coverage
puntuali
2023 80,9 46,4 24,6 59,6 0,2 1,4%

Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", relativo al Gruppo bancario, sono presenti esposizioni in titoli governativi per circa 5.329,7 milioni di euro (4.589,5milioni di euro Italia, BTP 4.421,7 milioni di euro e CCT 167,8 milioni di euro, altri paesi, 456,5 milioni di euro Spagna e 283,7 milioni di euro Portogallo) e obbligazioni, per circa 996,6 milioni di euro, emessi dall'Unione Europea.

Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", relativo alle "Imprese di assicurazione", sono presenti esposizioni di titoli governativi verso l'Italia per 106,6 milioni di euro, verso la Spagna per 17,0 milioni di euro, verso il Portogallo per 3,7 milioni di euro e verso la Francia per 1,0 milioni di euro.

Sono presenti coperture di fair value hedge su titoli di Stato, italiani, a tasso fisso (BTP), ed esteri. La copertura è di tipo fair value hedge attuata attraverso la designazione di appositi strumenti di

copertura (Interest Rate Swap) con copertura specifica del c.d. "rischio tasso" su detti titoli; la relazione venuta così a crearsi fra Hedged Item e Hedging Instrument ha comportato la redazione di una specifica documentazione che formalizza la relazione di copertura ed ha altresì usufruito delle particolari regole di contabilizzazione dell'Hedge Accounting. Si segnala che sono stati effettuati i test di efficacia (sia prospettici che retrospettivi) con esito positivo.

Sono presenti nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", al 31 dicembre 2023, 380 milioni di Euro di ABS emessi da veicoli terzi, collegati a crediti originati in Europa, con preponderanza della componente di origination francese (140.4 milioni di Euro). Il portafoglio è costituito da differenti tipologie di ABS con una prevalenza delle cartolarizzazioni di mutui residenziali, che incidono per il 51,9%.

L'attuale esposizione suddivisa per rischio paese è così composta:

Paese Controvalore
(migliaia Euro)
% Esposizione
FRANCIA 140.449 37,0
GERMANIA 87.135 22,9
SPAGNA 62.622 16,5
PAESI BASSI 49.358 13,0
ITALIA 25.755 6,8
IRLANDA 13.572 3,6
PORTOGALLO 531 0,1
REGNO UNITO 280 0,1
TOTALE 379.702 100,0

Il portafoglio delle cartolarizzazioni è diversificato su 24 emittenti e 28 emissioni, con massima concentrazione pari a 29,7 milioni di Euro per singola emissione e 62,6 milioni di Euro per singolo emittente.

Si è adottata anche la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzioni "Cap". Sono presenti, inoltre, coperture di Cash Flow Hedge su erogazioni di mutui a tasso variabile.

4.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione per debitori/emittenti dei crediti verso clientela

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Tipologia
operazioni/Valori
Primo e
secondo
stadio
Terzo stadio Attività impaired
acquisite o
originate
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Attività impaired
acquisite o
originate
1. Titoli di debito 7.140.100 - - 7.934.941 - -
a) Amministrazioni
pubbliche
6.454.554 - - 7.034.284 - -
b) Altre società
finanziarie
685.048 - - 852.339 - -
di cui: imprese di
assicurazione
527 - - 533 - -
c) Società non
finanziarie
498 - - 48.318 - -
2. Finanziamenti verso: 35.434.671 271.678 17.405 34.156.006 304.764 22.439
a) Amministrazioni
pubbliche
604.308 2.024 - 700.907 3.069 -
b) Altre società
finanziarie
703.771 149 876 469.800 59 1.769
di cui: imprese di
assicurazione
48.915 - - 24.798 - -
c) Società non
finanziarie
17.470.786 107.719 4.499 17.312.865 114.308 8.843
d) Famiglie 16.655.806 161.786 12.030 15.672.434 187.328 11.827
Totale 42.574.771 271.678 17.405 42.090.947 304.764 22.439

4.4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Write-off
parziali
complessivi
Titoli di debito 7.757.323 - - - - 6.556 - - - -
Finanziamenti 34.122.564 240.421 2.384.730 687.736 19.821 39.697 42.414 416.059 2.415 17.477
Totale
31/12/2023
41.879.887 240.421 2.384.730 687.736 19.821 46.253 42.414 416.059 2.415 17.477
Totale
31/12/2022
41.386.981 384.499 2.295.037 713.601 25.248 48.294 43.126 408.837 2.808 13.996

Il principio IFRS9 prevede la classificazione delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato in tre stages, in ordine crescente di deterioramento del merito creditizio; a tali categorie si associano misurazioni progressivamente più severe delle riduzioni di valore.

Il valore lordo e le rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired sono comprensivi degli interessi contrattuali maturati.

Sezione 5 - Derivati di copertura – Voce 50

5.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli

FV 31/12/2023 VN FV 31/12/2022 VN
L1 L2 L3 31/12/2023 L1 L2 L3 31/12/2022
A. Derivati finanziari
1. Fair value - 568.146 - 17.532.717 - 1.090.239 - 16.552.179
2. Flussi finanziari - - - - - - - -
3. Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi
1. Fair value - - - - - - - -
2. Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale - 568.146 - 17.532.717 - 1.090.239 - 16.552.179

Legenda:

VN = valore nozionale L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

5.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura

Fair Value
Specifica Investim.
Operazioni/Tipo di copertura titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale
e indici
azionari
valute
e oro
credito merci altri Generica Specifica Generica esteri
1. Attività finanziarie valutate al
fair value con impatto sulla
redditività complessiva
329.097 - - - X X X - X X
2. Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
72.390 X - - X X X - X X
3. Portafoglio X X X X X X 48.975 X - X
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 401.487 - - - - - 48.975 - - -
1. Passività finanziarie 297 X - - - - X - X X
2. Portafoglio X X X X X X - X - X
Totale passività 297 - - - - - - - -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività e
passività finanziarie
X X X X X X 117.387 X - -

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso della raccolta a vista della clientela.

La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding della banca. Una quota parte di questa raccolta, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal cosiddetto "effetto vischiosità".

Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:

  • la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un modello econometrico;
  • la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.

I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value positivo di 117.387 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTCS.

I derivati di questa tipologia presentano un fair value positivo di 329.097 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTC. I derivati di questa tipologia presentano un fair value positivo di 72.390 mila euro.

Si è adottata la metodologia contabile del macro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di crediti a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente gli effetti economici delle strategie di copertura attuate. I derivati di copertura relativi a tale strategia presentano un fair value positivo di 48.975 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli emessi a tasso fisso contabilizzati nei "titoli in circolazione".

I derivati di questa tipologia presentano un fair value positivo di 297 mila euro.

Si rimanda alla Sezione della Parte E della nota integrativa per la descrizione delle modalità della copertura.

Sezione 6 – Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica – Voce 60

6.1 Adeguamento di valore delle attività coperte: composizione per portafogli coperti

Totale Totale
31/12/2023 31/12/2022
38.819 -
38.819 -
38.819 -
- -
- -
3.777 197.853
1.823 197.853
1.823 197.953
- -
1.954 -
35.042 197.853

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzioni "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente in modo simmetrico sia i mutui che i derivati di copertura.

Il Macro Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi; i test sono svolti periodicamente durante tutta la vita dell'operazione. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%. Il test di verifica della tenuta prospettica e retrospettiva delle coperture è svolto su base trimestrale.

L'hedge accounting non può essere mantenuto qualora la copertura divenga inefficace (fuori dal range 80%-125%).

Sezione 7 - Le partecipazioni - Voce 70

Il valore di bilancio della voce "Partecipazioni" ammonta a 55,0 milioni di euro.

7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi

Rapporto di partecipazione
Denominazioni Sede legale Tipo di
rapporto
Impresa partecipante Quota % Disponibilità
voti %
A. Imprese controllate in modo
congiunto
1. Credemassicurazioni spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 50,00%
B. Imprese sottoposte a influenza
notevole
1. Andxor srl Cinisello Balsamo (MI) 1 Credemtel 40,00%
2. SBC Fintech 2224 Milan srl Milano 1 Credemtel 35,02%
3. Flairbit srl Genova 1 Credemtel 10,00%
4. Mynet srl Udine 1 Credemtel 8,73%

Legenda

Tipo di rapporto:

1 – partecipazione al capitale sociale

7.2 Partecipazioni significative: valore di bilancio, fair value e dividendi percepiti

Denominazioni Valore di bilancio Fair value Dividendi percepiti
A. Imprese controllate in modo congiunto
1. Credemassicurazioni spa 52.686 1.912
B. Imprese sottoposte ad influenza notevole
1. Andxor srl 1.366 160
2. SBC Fintech 2224 Milan srl 175 -
3. Flairbit srl 478 -
4. Mynet srl 250
Totale 54.955 - 2.072

La colonna fair value non è avvalorata perché non sono presenti società quotate classificate tra le partecipazioni significative.

7.3 Partecipazioni significative: informazioni contabili

De
ina
zio
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M
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7 374 579 287 142 36
3
- (
99
)
37 37 - 37 - 37

Nella tabella sono riportati i dati dei progetti di bilancio al 31 dicembre 2023 approvati dal Consiglio di Amministrazione e fornito dalle società o, qualora non disponibili, dalle più recenti situazioni patrimoniali riferite al totale delle partecipate e non alla percentuale detenuta dal Gruppo.

Riconciliazione tra le informazioni di natura contabile ed il valore contabile delle partecipazioni

Denominazioni Patrimonio
netto (*)
Percentuale di
interessenza
Patrimonio
netto di
pertinenza
Avviamento Altre
poste
Valore di
bilancio
A. Imprese controllate in modo congiunto
Credemassicurazioni 84.722 50,00% 42.362 10.324 - 52.686
Andxor 760 40,00% 304 1.062 - 1.366
SBC Fintech 2224 Milan 501 35,02% 175 - - 175
Flairbit 761 10,00% 76 402 478
Mynet 374 8,73% 33 217 250
Totale 87.118 - 42.950 12.005 - 54.955

(*) il patrimonio netto è la somma delle "attività finanziarie", delle "Attività non finanziarie" al netto delle "Passività finanziarie" e delle "Passività finanziarie" riportate nella tabella 7.3.

7.5 Partecipazioni: variazioni annue

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
A. Esistenze inziali 51.862 48.952
B. Aumenti 6.316 11.393
B.1 Acquisti 1.012 250
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
B.2 Riprese di valore - -
B.3 Rivalutazioni - -
B.4 Altre variazioni 5.304 11.143
C. Diminuzioni 3.223 8.123
C.1 Vendite - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
C.2 Rettifiche di valore - -
C.3 Svalutazioni 336 250
C.4 Altre variazioni 2.887 7.873
D. Rimanenze finali 54.955 51.862
E. Rivalutazioni totali
F. Rettifiche totali

Le variazioni relative al comparto delle partecipazioni recepiscono gli utili e le perdite delle società consolidate al patrimonio netto, i dividendi distribuiti, gli acquisti effettuati.

Nel mese di gennaio 2022 si è perfezionato un investimento di Credemtel Spa ("Credemtel") nella società SBC Fintech Milan 2224 s.r.l. ("SBC") per l'importo complessivo di 250.000 euro. Nel mese di gennaio 2023 SBC ha inoltre deliberato un aumento di capitale progressivo e scindibile riservato a Credemtel per l'importo complessivo di Euro 450.000 da dividersi in tre tranches. Nel mese di gennaio 2023 è stata versata la prima di tali tranches e nel mese di ottobre 2023 la seconda. A seguito di tali versamenti la partecipazione di Credemtel nella società risulta essere pari, al 31.12.2023, al 35,02% del capitale sociale.

SBC è una Holding che detiene, al 31.12.2023, il 16,695% del capitale sociale di "Fintech & Insurtech Accelerator s.r.l.", con sede in Roma (RM), Via Arduino n. 22, nell'ambito di un programma verticale di investimento e innovazione nell'ambito FinTech & InsurTech basato a Milano e promosso da CDP Venture Capital SGR S.p.A. e della durata di almeno un triennio.

Ai fini del processo di impairment test è stata utilizzata una valutazione effettuata da una primaria società esperta nella valutazione di Start-up che ha fornito una valutazione del Patrimonio netto di "Fintech & Insurtech Accelerator s.r.l." rettificato in base al fair-value delle società Start-up detenute.

Nel mese di aprile 2023 si è perfezionato un investimento di Credemtel nella società MYNET SRL SOCIETA' BENEFIT ("MYNET") per l'importo complessivo di 100.000 euro. Successivamente, nel mese di novembre 2023, Credemtel ha incrementato la quota partecipativa in MYNET con un ulteriore investimento di 150.000 euro. A seguito di tali versamenti la partecipazione di Credemtel nella società risulta essere pari, al 31.12.2023, al 8,73% del capitale sociale.

Nel mese di novembre 2023 si è perfezionato un investimento di Credemtel nella società FLAIRBIT S.R.L. ("FLAIRBIT") per l'importo complessivo di 461.760,33 euro. A seguito di tale versamento la partecipazione di Credemtel nella società risulta essere pari, al 31.12.2023, al 10,00% del capitale sociale.

7.6 Valutazioni e assunzioni significative per stabilire l'esistenza di controllo congiunto o influenza notevole

Credito Emiliano S.p.A. detiene il 50% di Credemassicurazioni S.p.A., la cui restante quota di capitale sociale (50%) è invece detenuta da Reale Mutua Assicurazioni. In tale contesto:

  • Credito Emiliano non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso dell'altro socio;
  • Credito Emiliano ha il potere di veto sulle scelte dell'altro socio, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credito Emiliano anche l'altro socio detentore del restante 50% del capitale sociale non è in grado di incidere sulla società.

In relazione a Credemassicurazioni la posizione di Credito Emiliano è pertanto quella:

  • di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;
  • che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte dell'altro socio.

Gli accordi in essere tra i soci detentori rispettivamente il 50% del capitale sociale contemplano:

  • diritto contemplato nell'atto di compravendita di azioni, circoscritto entro precisi limiti temporali (ogni 5 anni), ad esercitare opzioni call e put sulle rispettive azioni;
  • diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (la metà degli amministratori e, a rinnovi alternati del Consiglio di Amministrazione, il Presidente del Consiglio di Amministrazione, i Sindaci e, a rinnovi alternati, il Presidente del Collegio Sindacale). Siccome non vi sono nell'ambito di Credemassicurazioni voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri Consiglieri (ad esempio non è contemplata la prevalenza del voto del Presidente del Consiglio di Amministrazione), la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie;
  • obbligo a non trasferire le azioni a terzi per la durata del patto parasociale.

In tale contesto, i diritti di Credito Emiliano sono circoscritti alle attività nette di Credemassicurazioni.

Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 40% di ANDXOR SOLUZIONI INFORMATICHE S.R.L. "ANDXOR".

In tale contesto, per ANDXOR:

  • Credemtel non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;
  • Credemtel ha il potere di veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credemtel anche gli altri soci detentori del restante 60% del capitale sociale non sono in grado di incidere sulla società.

In relazione a ANDXOR la posizione di Credemtel è pertanto quella:

  • di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;
  • che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte degli altri soci.

Gli accordi in essere tra i soci di ANDXOR contemplano, a favore di Credemtel:

diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione ed il sindaco unico). Siccome non vi sono nell'ambito di ANDXOR voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri Consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie;

diritto di co-vendita a favore di Credemtel qualora venga trasferita per atto tra vivi una quota di almeno il 50% del capitale sociale di ANDXOR per tutta la durata del patto parasociale attualmente in essere.

Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 35,02 % di SBC.

In tale contesto:

  • Credemtel non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;
  • Credemtel però ha il potere il veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credemtel anche gli altri soci non sono in grado di incidere sulla società.

In relazione a SBC la posizione di Credemtel è pertanto quella:

  • di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;
  • che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte degli altri soci.

Gli accordi in essere tra i soci di SBC contemplano, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione). Siccome non vi sono nell'ambito di SBC voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.

Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 8,73% di MYNET.

In tale contesto:

  • Credemtel non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;
  • Credemtel però ha il potere il veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credemtel anche gli altri soci non sono in grado di incidere sulla società.

In relazione a MYNET la posizione di Credemtel è pertanto quella:

  • di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;
  • che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte degli altri soci.

Gli accordi in essere tra i soci di MYNET contemplano, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione) oltre alla designazione di un sindaco effettivo (con ruolo di presidente del collegio sindacale) ed uno supplente. Siccome non vi sono nell'ambito di MYNET voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.

Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 10,00% di FLAIRBIT.

In tale contesto:

  • Credemtel non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;
  • Credemtel però ha il potere il veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credemtel anche gli altri soci non sono in grado di incidere sulla società.

In relazione a FLAIRBIT la posizione di Credemtel è pertanto quella:

di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;

che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte degli altri soci.

Gli accordi in essere tra i soci di FLAIRBIT contemplano, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione). Siccome non vi sono nell'ambito di FLAIRBIT voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.

7.7 Impegni riferiti a partecipazioni in società controllate in modo congiunto

Credito Emiliano ha sottoscritto con Reale Mutua di Assicurazioni accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership in Credemassicurazioni.

In tale contesto le clausole del contratto di compravendita delle azioni a suo tempo perfezionato tra Credito Emiliano e Reale Mutua di Assicurazioni hanno espressamente convenuto un'opzione put in capo a Reale Mutua di Assicurazioni e un'opzione call in capo a Credito Emiliano S.p.A. riguardante il 50% della partecipazione di Reale Mutua nel capitale sociale di Credemassicurazioni. Entrambe le opzioni sono esercitabili allo scadere di ogni quinquennio dall'acquisto della partecipazione in Credemassicurazioni da parte di Reale Mutua.

A distanza di 10 anni dalla sottoscrizione del primo accordo di collaborazione, il Credito Emiliano e la Società Reale Mutua di Assicurazioni hanno rinnovato la loro partnership paritetica nella società in rassegna. Il rinnovo dell'accordo permetterà al gruppo di sviluppare l'offerta di prodotti dei rami danni e di accrescere il livello di servizio offerto alla propria clientela, grazie al supporto di un primario player specializzato nel settore della protection.

Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:

  • Il divieto di trasferimento delle azioni e dei diritti di opzione a terzi, diversi da società controllate, per tutta la durata del patto parasociale attualmente in essere;
  • Il diritto di ciascuna parte ottenere la nomina di ottenere la nomina di esponenti aziendali di propria designazione (la metà degli amministratori e, a rinnovi alternati del Consiglio di Amministrazione, il Presidente del Consiglio di Amministrazione, i Sindaci e, a rinnovi alternati, il Presidente del Collegio Sindacale);
  • La necessità di un quorum qualificato per le deliberazioni dei componenti del Consiglio di Amministrazione riguardanti particolari tematiche (come, tra le altre, la nomina del Direttore Generale, del Responsabile Sinistri, del Direttore Commerciale, della funzione di auditing, l'approvazione di operazioni di finanzia straordinaria, di accordi distributivi, ecc).

7.8 Impegni riferiti a partecipazioni in società sottoposte ad influenza notevole

Credemtel ha sottoscritto con i soci di ANDXOR accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership in SATA.

Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:

  • il diritto di Credemtel di ottenere la nomina di esponenti aziendali di propria designazione (un consigliere di amministrazione ed il sindaco unico);
  • il diritto di co-vendita a favore di Credemtel qualora venga trasferita per atto tra vivi una quota di almeno il 50% del capitale sociale di ANDXOR per tutta la durata del patto parasociale attualmente in essere;
  • la necessità di un quorum qualificato per le deliberazioni dei componenti del Consiglio di Amministrazione riguardanti particolari tematiche (come le modificazioni dell'atto costitutivo, la modificazione dell'oggetto sociale, l'assunzione di finanziamenti oltre i 150.000 euro, la compravendita di diritti reali immobiliari, emissione di titoli di debito, distribuzione di riserve).

Credemtel ha sottoscritto con i soci di SBC accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership nella società.

Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:

  • il diritto di Credemtel di ottenere la nomina di esponenti aziendali di propria designazione (un consigliere di amministrazione);
  • la necessità di un quorum qualificato per le deliberazioni riguardanti particolari tematiche (come le modificazioni dello statuto, il trasferimento di partecipazioni sociali, acquisizioni e/o dismissioni, in qualsiasi forma effettuate, di beni immobili e/o di beni mobili di valore unitario superiore a Euro 20.000,00 e/o beni mobili registrati, l'assunzione di dipendenti, l'assunzione di indebitamento finanziario e concessione di finanziamenti e garanzie).

Credemtel ha sottoscritto con i soci di MYNET accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership nella società.

Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:

  • il diritto di Credemtel di ottenere la nomina di esponenti aziendali di propria designazione (un consigliere di amministrazione, un sindaco effettivo con ruolo di presidente del collegio sindacale ed un sindaco supplente);
  • la necessità di un quorum qualificato per le deliberazioni riguardanti particolari tematiche (come le modificazioni dell'atto costitutivo, la modificazione dell'oggetto sociale, l'assunzione di finanziamenti oltre i 1.500.000 euro, l'emissione di titoli di debito, l'acquisizione o dismissione di beni mobili o immobili di valore superiore a 1.000.000 euro).

Credemtel ha sottoscritto con i soci di FLAIRBIT accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership nella società.

Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:

  • il diritto di Credemtel di ottenere la nomina di esponenti aziendali di propria designazione (un consigliere di amministrazione);
  • la necessità di un quorum qualificato per le deliberazioni riguardanti particolari tematiche (come le modificazioni dello Statuto afferenti all'oggetto sociale, la stipula di contratti di qualsiasi natura con alcuna parte correlata di FLAIRBIT, l'assunzione di finanziamenti oltre i 500.000 euro, l'assunzione di personale con un trattamento economico (retribuzione annua lorda) pari o superiore ad Euro 100.000,00 (centomila) annui).

7.10 Altre informazioni

Credemassicurazioni, Andxor, Flairbit e Mynet, partecipazioni per le quali il valore di bilancio risulta essere superiore alla quota di pertinenza di patrimonio netto, sono state assoggettate a test d'impairment dal quale è emerso un valore recuperabile superiore al valore di carico. Si è quindi ritenuto che la differenza negativa fra il valore di carico e la quota di pertinenza del patrimonio netto di tali partecipate non è ascrivibile a perdita durevole di valore e, pertanto, non sono stati rettificati i valori di iscrizione.

Per Credemassicurazioni la differenza negativa è ascrivibile alla quota di avviamento per 10,3 milioni di euro, mentre per Andxor, Flairbit e Mynet la differenza negativa è ascrivibile alla quota di avviamento rispettivamente per 1.062 mila di euro, per 402 mila euro e per 217 mila euro.

Sezione 8 – Attività assicurative - Voce 80

Dinamica del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione - GMM – attività per residua copertura e per sinistri accaduti

Attività per residua copertura
31/12/2023
Attività
per sinistri
accaduti
Totale Attività per residua copertura
31/12/2022
Attività
per sinistri
accaduti
Totale
31/12/2022
Al netto della
componente
recupero
perdite
Componente
recupero
perdite
31/12/2023 31/12/2023 Al netto della
componente
recupero
perdite
Componente
recupero
perdite
31/12/2022
A. Valore di bilancio iniziale
1. Cessioni in riassicurazione
che costituiscono attività
18.721 697 988 20.406 20.793 - 701 21.494
2. Cessioni in riassicurazione
che costituiscono passività
- - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 1° 18.721 697 988 20.406 20.793 - 701 21.494
gennaio
B. Effetti economici connessi
con le cessioni in
riassicurazione
1. Costo della riassicurazione
2. Sinistri e altri costi
(8.036) - - (8.036) (6.790) - - (6.790)
recuperati
3. Variazioni dell'attività per
- - 4.919 4.919 - - 4.848 4.848
sinistri accaduti
4. Cessioni in riassicurazione
- - (149) (149) - - 287 287
che coprono contratti
onerosi
- (680) - (680) - 697 - 697
4.1 Ricavi connessi con
l'iscrizione di contratti
assicurativi sottostanti
onerosi
- - - - - 784 - 784
4.2 Rilasci della
componente di recupero
perdite diversi dalle
variazioni dei flussi
finanziari dei contratti di
- (86) - (86) - (66) - (66)
cessione in riassicurazione
4.3 Variazioni dei flussi
finanziari delle cessioni in
riassicurazione derivanti
dai contratti assicurativi
sottostanti onerosi
- (594) - (594) - (21) - (21)
5. Effetti del cambiamento
del rischio di inadempimento
da parte dei riassicuratori
- - - - - - - -
6. Totale (8.036) (680) 4.770 (3.946) (6.790) 697 5.135 (958)
C. Risultato dei servizi
assicurativi (Totale B)
(8.036) (680) 4.770 (3.946) (6.790) 697 5.135 (958)
D. Ricavi/costi netti di natura
finanziaria
1. Relativi alle cessioni in
riassicurazione
998 - - 998 (1.450) - - (1.450)
1.1. Registrati in conto
economico
72 - - 72 16 - - 16
1.2. Registrati nel conto
economico complessivo
926 - - 926 (1.466) - - (1.466)
2. Effetti connessi con le
variazioni dei tassi di cambio
- - - - - - - -
3. Totale 998 - - 998 (1.450) - - (1.450)
E. Componenti di investimento
F. Importo complessivo
registrato in conto economico
e nel conto economico
-
(7.038)
-
(680)
-
4.770
-
(2.948)
-
(8.240)
-
697
-
5.135
-
(2.408)
complessivo (C+D+E)
G. Altre variazioni
H. Movimenti di cassa
- - - - - - - -
1. Premi pagati al netto di
importi non connessi con i
sinistri recuperati dai
riassicuratori
2.823 - - 2.823 6.167 - - 6.167
2. Importo dei sinistri
recuperato dai riassicuratori
- - (4.919) (4.919) - - (4.848) (4.848)
3. Totale 2.823 - (4.919) (2.096) 6.167 - (4.848) 1.319
I. Valore di bilancio netto al 31
dicembre (A.3+F+G+H.3)
14.506 17 839 15.362 18.720 697 988 20.405
L. Valore di bilancio finale
1. Cessioni in riassicurazione
che costituiscono attività
14.506 17 839 15.362 18.721 697 988 20.406
2. Cessioni in riassicurazione
che costituiscono passività
- - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al
31 dicembre
14.506 17 839 15.362 18.721 697 988 20.406

Dinamica del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione per elementi sottostanti alla misurazione

Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio delle
cessioni in riassicurazione
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio delle
cessioni in riassicurazione
Voci/Scomposizione valore di
bilancio
Valore
attuale dei
flussi
finanziari
31/12/2023
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2023
Margine sui
servizi
contrattuali
31/12/2023
Totale
31/12/2023
Valore
attuale dei
flussi
finanziari
31/12/2022
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2022
Margine sui
servizi
contrattuali
31/12/2022
Totale
31/12/2022
A. Valore di bilancio iniziale
1. Cessioni in riassicurazione
che costituiscono attività
17.989 627 1.789 20.405 17.929 570 2.996 21.495
2. Cessioni in riassicurazione
che costituiscono passività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 1° 17.990 627 1.789 20.406 17.929 570 2.996 21.495
gennaio
B. Variazioni relative ai servizi
attuali
1. Margine sui servizi
contrattuali registrato in conto
economico
- - (705) (705) - - (569) (569)
2. Variazione per rischi non - (162) - (162) - (157) - (157)
finanziari scaduti
3. Modifiche connesse con
l'esperienza
(1.275) - - (1.275) (5.652) - - (5.652)
4. Totale (1.275) (162) (705) (2.142) (5.652) (157) (569) (6.378)
C. Variazioni relative a sevizi futuri
1. Cambiamenti di stime che
modificano il margine sui servizi
contrattuali
(2.518) (113) 1.655 (976) 167 70 (649) (412)
2. Effetti dei contratti iscritti
nell'esercizio
514 113 (627) - 472 205 (676) 1
3. Aggiustamento del margine
sui servizi contrattuali connesso
con recuperi relativi
all'iscrizione iniziale di contratti
- - - - - - 784 784
assicurativi sottostanti onerosi
4. Rilasci della componente di
recupero perdite diversi dalle
variazioni dei flussi finanziari dei
- - (86) (86) - - (66) (66)
contratti di cessione in
riassicurazione
5. Variazioni dei flussi finanziari
delle cessioni in riassicurazione
derivanti dai contratti
assicurativi sottostanti onerosi
- - (594) (594) - - (21) (21)
6. Totale (2.004) - 348 (1.656) 639 275 (628) 286
D. Variazioni relative a servizi (149) - - (149) 5.135 - - 5.135
passati
1. aggiustamenti all'attività per
sinistri accaduti (149) - - (149) 5.135 - - 5.135
E. Effetti delle variazioni del rischio - - - - - - - -
di inadempimento
F. Risultato dei servizi assicurativi
(B+C+D+E) (3.428) (162) (357) (3.947) 122 118 (1.197) (957)
G. Ricavi/costi di natura finanziaria
1. Relativi alle cessioni in
riassicurazione
981 43 (25) 999 (1.380) (61) (9) (1.450)
1.1 Registrati in conto
economico 92 6 (25) 73 24 1 (9) 16
1.2. Registrati nel conto
economico complessivo
889 37 - 926 (1.404) (62) - (1.466)
2. Effetti connessi con le - - - - - - - -
variazioni dei tassi di cambio
3. Totale
H. Importo complessivo registrato
981 43 (25) 999 (1.380) (61) (9) (1.450)
in conto economico e nel conto
economico complessivo (F+ G)
(2.447) (119) (382) (2.948) (1.258) 57 (1.206) (2.407)
I. Altre variazioni - - - - - - - -
L. Movimenti di cassa
1. Premi pagati al netto di
importi non connessi con i
sinistri recuperati dai
riassicuratori
2.823 - - 2.823 6.167 - - 6.167
2. Importi recuperati dai (4.919) - - (4.919) (4.848) - - (4.848)
riassicuratori
3. Totale
(2.096) - - (2.096) 1.319 - - 1.319
M. Valore netto di bilancio al 31 13.447 508 1.407 15.362 17.990 627 1.790 20.407
dicembre (A.3+H+I+L.3)
N. Valore di bilancio finale
1. Cessioni in riassicurazione
che costituiscono attività
2. Cessioni in riassicurazione
13.447 508 1.408 15.363 17.989 627 1.789 20.405
che costituiscono passività - - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 31
dicembre
13.447 508 1.408 15.363 17.989 627 1.789 20.405

Dinamica del margine sui servizi contrattuali delle cessioni in riassicurazione ripartito in base ai contratti esistenti al momento della transizione all'IFRS 17

31/12/2023 31/12/2022
Nuovi contratti
e contratti
misurati alla
data di
transizione con
il metodo
dell'applicazion
e retroattiva
piena
Contratti
misurati alla
data di
transizione con
il metodo
dell'applicazion
e retroattiva
modificata
Contratti
misurati
alla data
di
transizion
e con il
metodo
del fair
value
Contratt
i
oggetto
di
carve
out
Total
e
Nuovi contratti
e contratti
misurati alla
data di
transizione con
il metodo
dell'applicazion
e retroattiva
piena
Contratti
misurati alla
data di
transizione con
il metodo
dell'applicazion
e retroattiva
modificata
Contratti
misurati
alla data
di
transizion
e con il
metodo
del fair
value
Contratt
i
oggetto
di
carve
out
Totale
Margine sui
servizi
contrattuali –
Esistenze iniziali
(225) - 2.014 - 1.789 - - 2.996 - 2.996
Variazioni
riferite ai servizi
attuali
276 - (1.072) - (796) 69 - (711) - (642)
- Margine sui
servizi
contrattuali
rilevato in
conto
economico
per riflettere i
servizi ricevuti
276 - (1.072) - (796) 69 - (711) - (642)
Variazioni
riferite ai servizi
futuri
(1.226) - 1.661 - 435 (301) - (261) - (562)
- Variazioni
delle stime
che
modificano il
margine sui
servizi
contrattuali
(599) - 1.661 - 1.062 (409) - (261) - (670)
- Effetti dei
contratti
inizialmente
rilevati
nell'esercizio
di riferimento
(627) - - - (627) 108 - - - 108
Ricavi/costi di
natura
finanziaria
1. Relativi alle
cessioni in
riassicurazion
e
(23) - 1 - (22) 7 - (9) - (2)
2. Effetti
connessi con
le variazioni
dei tassi di
cambio
- - - - - - - - - -
3. Totale (23) - 1 - (22) 7 - (9) - (2)
Totale variazioni
riconosciute in
conto
economico e nel
conto
economico
complessivo
(973) - 590 - (383) (225) - (981) - (1.206
)
Margine sui
servizi
contrattuali –
Rimanenze finali
(1.198) - 2.604 - 1.406 (225) - 2.015 - 1.790

Elementi sottostanti alla misurazione delle cessioni in riassicurazione iscritte nell'esercizo

Contratti originati
31/12/2023
Contratti acquisiti in operazioni di
aggregazioni di imprese
31/12/2023
Contratti trasferiti da terzi
31/12/2023
Voci/Gruppi di
contratti
Contratti
senza
componente
di recupero
perdite
Contratti con
componente
di recupero
perdita
Totale Contratti
senza
componente di
recupero
perdite
Contratti con
componente
di recupero
perdita
Totale Contratti
senza
componente di
recupero
perdite
Contratti con
componente
di recupero
perdita
Totale
A. Stima del valore
attuale dei flussi
finanziari in uscita
(2.844) - (2.844) - - - - - -
di cui: Flussi
finanziari
connessi con
l'acquisizione dei
contratti
- - - - - - - - -
B. Stima del valore
attuale dei flussi
finanziari in entrata
(3.357) - (3.357) - - - - - -
C. Stima del valore
attuale netto dei
flussi finanziari
futuri (A-B)
513 - 513 - - - - - -
D. Stima
aggisutamento per i
rischi non finanziari
113 - 113 - - - - - -
E. Eliminazione
contabile di già
iscritti flussi
finanziari
- - - - - - - - -
F. Margine sui
servizi contrattuali
(627) - (627) - - - - - -
G. Incremento
dell'attività per
cessioni in
riassicurazione
registrato
nell'esercizio per
efffetto
dell'iscrizione di
nuovi contratti
(C+D+E+F)
(1) - (1) - - - - - -
Contratti originati
31/12/2022
Contratti acquisiti in operazioni di
aggregazioni di imprese
31/12/2022
Contratti trasferiti da terzi
31/12/2022
Voci/Gruppi di
contratti
Contratti
senza
componente
di recupero
perdite
Contratti con
componente
di recupero
perdita
Totale Contratti
senza
componente di
recupero
perdite
Contratti con
componente
di recupero
perdita
Totale Contratti
senza
componente di
recupero
perdite
Contratti con
componente
di recupero
perdita
Totale
A. Stima del valore
attuale dei flussi
finanziari in uscita
(6.800) - (6.800) - - - - - -
di cui: Flussi
finanziari
connessi con
l'acquisizione dei
contratti
- - - - - - - - -
B. Stima del valore
attuale dei flussi
finanziari in entrata
(7.272) - (7.272) - - - - - -
C. Stima del valore
attuale netto dei
flussi finanziari
futuri (A-B)
472 - 472 - - - - - -
D. Stima
aggisutamento per i
rischi non finanziari
205 - 205 - - - - - -
E. Eliminazione
contabile di già
iscritti flussi
finanziari
- - - - - - - - -
F. Margine sui
servizi contrattuali
(676) - (676) - - - - - -
G. Incremento
dell'attività per
cessioni in
riassicurazione
registrato
nell'esercizio per
efffetto
dell'iscrizione di
nuovi contratti
(C+D+E+F)
1 - 1 - - - - - -

Sezione 9 – Attività materiali – Voce 90

9.1 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo

Attività/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Attività di proprietà 311.800 321.628
a) terreni 135.310 136.481
b) fabbricati 111.686 119.664
c) mobili 12.037 11.637
d) impianti elettronici 18.573 20.304
e) altre 34.194 33.542
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing 130.206 127.137
a) terreni - -
b) fabbricati 127.009 124.922
c) mobili - -
d) impianti elettronici - -
e) altre 3.197 2.215
Totale 442.006 448.765
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -

Le attività materiali sono valutate al costo, al netto degli ammortamenti e di qualsiasi perdita per riduzione di valore accumulate.

Nelle attività materiali è anche ricompreso, ai sensi del principio IFRS16, il Diritto d'Uso (Right of Use) dei beni oggetti di contratti di leasing operativo.

9.2 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al costo

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Attività/Valori Valore di
bilancio
Fair value Valore di Fair value
L1 L2 L3 bilancio L1 L2 L3
1. Attività di proprietà 4.995
-
- 8.695
5.154 - 9.118
a) terreni 2.414 - - 1.990 2.414 - - 2.393
b) fabbricati 2.581 - - 6.705 2.740 - - 6.725
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - - - - -
a) terreni - - - - - - - -
b) fabbricati - - - - - - - -
Totale 4.995 - - 8.695 5.154 - - 9.118
di cui: ottenute tramite l'escussione delle
garanzie ricevute
- - - - - - - -

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

Le attività materiali sono valutate al costo. Il fair value delle attività materiali detenute a scopo di investimento ammonta a 8,7 milioni di euro, ed è stato determinato da valutatori esperti esterni ed indipendenti.

Il fair value indica l'ammontare stimato cui una proprietà o passività dovrebbe essere ceduta e acquistata, alla data di valutazione, da un venditore e da un acquirente privi di legami particolari, entrambi interessati alla compravendita, a condizioni concorrenziali, dopo un'adeguata commercializzazione in cui le parti abbiano agito entrambe in modo informato, consapevole e

senza coercizioni. (RICS Red Book VS 3.2, ed. italiana, Marzo 2012). Al 31 dicembre 2023 il Gruppo ha applicato il metodo Comparativo (o del Mercato) per la determinazione del fair value per gli immobili di proprietà a scopo di investimento.

9.6 Attività materiali ad uso funzionale: variazioni annue

Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre Totale
A. Esistenze iniziali lorde 136.481 325.829 41.582 63.054 150.183 717.129
A.1 Riduzioni di valore totali nette - 206.165 29.945 42.750 116.641 395.501
A.2 Esistenze iniziali nette 136.481 119.664 11.637 20.304 33.542 321.628
B. Aumenti: 3 3.041 4.191 2.768 9.452 19.455
B.1 Acquisti - 2.261 2.659 2.728 6.565 14.213
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - - - - - -
B.3 Riprese di valore - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value
imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - - - - - -
B.6 Trasferimenti da immobili
detenuti a scopo di investimento
- - X X X -
B.7 Altre variazioni 3 780 1.532 40 2.887 5.242
C. Diminuzioni: 1.174 11.019 3.792 4.499 8.800 29.284
C.1 Vendite 851 1.840 10 - 12 2.713
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
C.2 Ammortamenti - 8.716 2.231 4.476 5.895 21.318
C.3 Rettifiche di valore da
deterioramento imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.4 Variazioni negative di fair value
imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.5 Differenze negative di cambio - - - - - -
C.6 Trasferimenti a: - - - - - -
a) attività materiali detenute a
scopo di investimento
- - X X X -
b) attività non correnti e gruppi di
attività in via di dismissione
- - - - - -
C.7 Altre variazioni 323 463 1.551 23 2.893 5.253
D. Rimanenze finali nette 135.310 111.686 12.036 18.573 34.194 311.799
D.1 Riduzioni di valore totali nette - 212.758 30.632 46.645 118.854 408.889
D.2 Rimanenze finali lorde 135.310 324.444 42.668 65.218 153.048 720.688
E. Valutazione al costo - - - - - -

9.6 bis Attività materiali ad uso funzionale (diritti d'uso acquisiti con il leasing): variazioni annue

Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre Totale
A. Esistenze iniziali lorde - 202.339 - - 6.494 208.833
A.1 Riduzioni di valore totali nette - 77.417 - - 4.279 81.696
A.2 Esistenze iniziali nette - 124.922 - - 2.215 127.137
B. Aumenti: - 36.996 - - 5.068 42.064
B.1 Acquisti - 32.641 - - 2.737 35.378
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - - - - - -
B.3 Riprese di valore - 52 - - - 52
B.4 Variazioni positive di fair value
imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - - - - - -
B.6 Trasferimenti da immobili
detenuti a scopo di investimento
- - X X X -
B.7 Altre variazioni - 4.303 - - 2.331 6.634
C. Diminuzioni: - 34.910 - - 4.086 38.996
C.1 Vendite - 1.397 - - 775 2.172
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
C.2 Ammortamenti - 23.022 - - 1.570 24.592
C.3 Rettifiche di valore da
deterioramento imputate a
- 64 - - - 64
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - 64 - - - 64
C.4 Variazioni negative di fair value
imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.5 Differenze negative di cambio - - - - - -
C.6 Trasferimenti a: - - - - - -
a) attività materiali detenute a
scopo di investimento
- - X X X -
b) attività non correnti e gruppi di
attività in via di dismissione
- - - - - -
C.7 Altre variazioni - 10.427 - - 1.741 12.168
D. Rimanenze finali nette - 127.008 - - 3.197 130.205
D.1 Riduzioni di valore totali nette - 95.722 - - 2.822 98.544
D.2 Rimanenze finali lorde - 222.730 - - 6.019 228.749
E. Valutazione al costo - - - - - -

Si fornisce anche la tabella di movimentazione dei diritti d'uso acquisiti con il leasing in quanto tali attività sono rilevanti.

9.7 Attività materiali detenute a scopo di investimento: variazioni annue

Totale
Terreni Fabbricati
A. Esistenze iniziali 2.414 2.740
B. Aumenti - -
B.1 Acquisti - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - -
B.3 Variazioni positive di fair value - -
B.4 Riprese di valore - -
B.5 Differenze di cambio positive - -
B.6 Trasferimenti da immobili ad uso funzionale - -
B.7 Altre variazioni - -
C. Diminuzioni - 159
C.1 Vendite - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
C.2 Ammortamenti - 159
C.3 Variazioni negative di fair value - -
C.4 Rettifiche di valore da deterioramento - -
C.5 Differenze di cambio negative - -
C.6 Trasferimenti a: - -
a) immobili ad uso funzionale - -
b) attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
C.7 Altre variazioni - -
D. Rimanenze finali 2.414 2.581
E. Valutazione al fair value 1.990 6.705

Sezione 10 - Attività immateriali – Voce 100

10.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
X 291.342 X 291.342
X 291.342 X 291.342
X - X -
- 185.131 -
184.923 - 168.427 -
199.440 - 185.131 -
22.052 - 20.375 -
177.388 - 164.756 -
- - - -
- - - -
- - - -
291.342 185.131 291.342
Totale 199.440
199.440

La voce "Altre attività" è composta prevalentemente da software e dalla "Customer Relationship" relativa alle acquisizioni degli sportelli dei rami d'azienda e alla fusione della Cassa di Risparmio di Cento.

10.2 Attività immateriali: variazioni annue

Avviamento Altre attività
immateriali: generate
internamente
Altre attività
immateriali: altre
Totale
DEF INDEF DEF INDEF
A. Esistenze iniziali 291.342 70.280 - 616.990 - 978.612
A.1 Riduzioni di valore totali nette - 49.905 - 452.234 - 502.139
A.2 Esistenze iniziali nette 291.342 20.375 - 164.756 - 476.473
B. Aumenti - 8.789 - 89.778 - 98.567
B.1 Acquisti - 8.654 - 64.378 - 73.032
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - - - -
B.2 Incrementi di attività immateriali interne X 135 - - - 135
B.3 Riprese di valore X - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive - - - - - -
B.6 Altre variazioni - - - 25.400 - 25.400
C. Diminuzioni - 7.112 - 77.148 - 84.260
C.1 Vendite - - - - - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - - - -
C.2 Rettifiche di valore - 7.112 - 51.747 - 58.859
- Ammortamenti X 7.112 - 51.747 - 58.859
- Svalutazioni - - - - - -
+ patrimonio netto X - - - - -
+ conto economico - - - - - -
C.3 Variazioni negative di fair value: - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti in via di
dismissione
- - - - - -
C.5 Differenze di cambio negative - - - - - -
C.6 Altre variazioni - - - 25.401 - 25.401
D. Rimanenze finali nette 291.342 22.052 - 177.388 - 490.782
D.1 Rettifiche di valori totali nette - 57.020 - 478.742 - 535.762
E. Rimanenze finali lorde 291.342 79.072 - 656.130 - 1.026.544
F. Valutazione al costo - - - - - -

Legenda

DEF: a durata definita INDEF: a durata indefinita

La sottovoce "F - Valutazione al costo" non è valorizzata in quanto, come da istruzioni di Banca d'Italia, la sua compilazione è prevista solo per le attività immateriali valutate in bilancio al fair value. Gli incrementi delle attività immateriali sono principalmente riferibili a nuovi sviluppi applicativi.

Si fornisce il dettaglio degli avviamenti consolidati con il riferimento all'anno di acquisizione o fusione della entità relativa:

Gruppi filiali/banche Anno di fusione
o di acquisizione
Filiali Deutsche Bank 1998 2.695
B.C.C. Curinga 1998 917
B.C.C. San Giovanni Gemini 1998 452
Banca dei Comuni Nolani 1998 2.361
Banca della Provincia di Napoli 1998 58
B.C.C. Alto Crotonese 1999 161
B.C.C. Fortore Miscano 1999 1.377
Banca Popolare Andriese 2000 17.669
Banca di Latina 2003 3.028
Filiali Citibank International PLC 2008 36.307
Filiali Banco Popolare 2008 119.926
Filiali Unicredit 2008 94.433
TOTALE BANCHE INCORPORATE 279.384
Euromobiliare A.M. Sgr (ramo ceduto da Credem International Lux) 2000 2.166
TOTALI AVVIAMENTI BANCHE 281.550
So.em.ro (incorporata da MGT) 1998 294
Netium 2001 9
Credemvita 2008 4.092
C.S. Inform (incorporata da Credemtel) 2010 1.350
Topkey (incorporata da Credemtel) 2014 835
Sata 2020 1.656
Blue Eye 2021 1.556
TOTALI AVVIAMENTI 291.342

Impairment test sugli avviamenti

Definizione delle CGU

Lo IAS 36 prevede che, anche nell'ottica della verifica di eventuali riduzioni di valore ("Impairment Test"), gli avviamenti acquisiti in aggregazioni aziendali siano allocati ad unità organizzative relativamente autonome nel profilo gestionale e che beneficiano delle sinergie derivanti dall'acquisizione. Tali unità organizzative, denominate Cash Generating Units ("CGU"), devono presentare le seguenti caratteristiche:

  • rappresentare il livello minimo con riferimento al quale l'avviamento stesso è monitorato ai fini del controllo di gestione interno;
  • non essere superiori a un Segmento Operativo definito ai sensi del principio IFRS 8.

Nel Gruppo Credem le CGU che hanno beneficiato e che continuano a beneficiarie delle sinergie derivanti dai processi di aggregazione effettuati nel tempo sono le seguenti:

  • Banking;
  • Insurance.

Il sistema di reportistica utilizzato dalla Direzione è coerente con tali CGU (si veda la Parte L relativa all'Informativa di Settore) ed, inoltre, i flussi finanziari da esse prodotti risultano omogenei quanto alla natura della clientela ed alla tipologia di prodotti e servizi forniti. Tali CGU pertanto rappresentano il più piccolo gruppo di attività che genera flussi finanziari in entrata indipendenti ed il livello minimo al quale l'avviamento può essere allocato secondo criteri non arbitrari. E' a tale livello che le dinamiche di valore dell'avviamento assumono significato e vengono controllate nella gestione del Gruppo Credem.

Definizione del valore contabile delle CGU

Nel caso di aziende bancarie e assicurative e, in generale, di aziende operanti nel settore finanziario, le attività e passività finanziarie, in linea di principio escluse dall'ambito di applicazione dello IAS 36,

costituiscono parte integrante del core business. Al fine di identificare i flussi di cassa delle CGU è pertanto necessario considerare anche i flussi di cassa associati alle attività e passività finanziarie. Sulla base di tale impostazione, l'impairment test di CGU operanti in ambito finanziario non può che essere svolto secondo una prospettiva cosiddetta "equity side". Coerentemente, anche il valore contabile delle CGU deve essere determinato secondo la stessa prospettiva.

In particolare, il valore contabile delle CGU è stato determinato nel seguente modo:

  • Per la CGU Insurance, composta integralmente dalle entità giuridiche Credemvita e Credemassicurazioni, il valore contabile è stato determinato analiticamente, sulla base del contributo al patrimonio netto consolidato di ciascuna società.
  • Per la CGU Banking il relativo valore contabile è stato determinato:
    • allocando analiticamente gli avviamenti di pertinenza;
    • allocando il patrimonio netto consolidato "residuo" in proporzione al capitale regolamentare richiesto per l'operatività della CGU. L'utilizzo di tale indicatore gestionale risulta giustificato dalla considerazione che, nell'ambito dell'attività finanziaria, i fattori di rischio ed i relativi assorbimenti di capitale regolamentare incidono nella generazione dei flussi finanziari prospettici e quindi nella determinazione del valore recuperabile con il quale il valore contabile deve risultare coerente.

Di seguito si riporta il prospetto di sintesi relativo ai valori contabili delle CGU e ai relativi valori di bilancio degli avviamenti (in milioni di euro):

CGU Banking CGU Insurance
Valore 2.997,1 593,9
contabile CGU
Avviamenti 288,8 14,4
allocati

Gli avviamenti sopra riportati si riferiscono al bilancio consolidato.

Oltre all'importo di 291,3 milioni di euro contabilizzato alla voce "Attività Immateriali", gli avviamenti allocati comprendono anche gli avviamenti relativi a Credemassicurazioni, pari a 10,3 milioni di euro, ad Andxor, pari a 1,1 milioni di euro, a Flairbit, pari a 0,4 milioni di euro e a Mynet, pari a 0,2 milioni di euro inclusi nella voce partecipazioni.

Definizione del valore recuperabile delle CGU

Il principio contabile IAS 36 richiede che, almeno annualmente, l'ammontare dell'avviamento iscritto a bilancio sia sottoposto a Impairment Test.

Il test di impairment è svolto raffrontando il valore contabile delle CGU a cui è allocato con il valore recuperabile dalle stesse. Laddove tale valore risultasse inferiore al valore contabile deve essere rilevata una rettifica di valore.

Il valore recuperabile della CGU è il maggiore tra il suo fair value al netto dei costi di vendita ed il suo valore d'uso.

Il principio aggiunge che nello svolgimento del test di impairment non è necessario definire sia il valore d'uso che il fair value, ma è sufficiente che almeno uno dei due sia superiore al valore contabile per confermare l'assenza di una perdita durevole di valore. Ai fini dell'individuazione del valore recuperabile delle singole CGU è stato individuato il valore d'uso.

CGU Banking

Per la CGU Banking il valore d'uso è stato determinato attraverso lo sviluppo del Dividend Discount Model (DDM).

Tale metodo determina il valore in funzione del flusso di dividendi attesi potenzialmente distribuibili. Nella fattispecie, il metodo utilizzato è il DDM nella variante "Excess Capital", comunemente adottata nella prassi valutativa per il settore bancario, in base al quale il valore economico è pari alla sommatoria dei seguenti elementi:

  • valore attuale dei flussi di cassa futuri generati nell'arco di un determinato orizzonte temporale di pianificazione esplicita e distribuibili agli azionisti mantenendo un livello di patrimonializzazione, coerente con le istruzioni dettate in materia dall'Autorità di Vigilanza e compatibile con la natura e l'evoluzione attesa delle attività;
  • valore attuale di una rendita perpetua definita sulla base di un dividendo sostenibile per gli esercizi successivi al periodo di pianificazione esplicita, coerente con i livelli di patrimonializzazione richiesti dall'Autorità di Vigilanza.

Nonostante l'espressione Dividend Discount Model richiami la parola dividendo, i flussi di cassa considerati dal modello non sono i dividendi che si prevede verranno distribuiti agli azionisti, ma i flussi di cassa di cui un azionista potenzialmente potrebbe beneficiare nel rispetto dei limiti delle dotazioni patrimoniali richieste dall'operatività aziendale.

I flussi per l'applicazione della metodologia valutativa sono stati desunti dal Preconsuntivo 2023 e Budget 2024 del Gruppo Credem, approvati dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo il 15 dicembre 2023 e da proiezioni, redatte ai soli fini del test di impairment sugli avviamenti, relative agli esercizi dal 2025 al 2027.

Il livello di patrimonializzazione, ai fini della determinazione del flusso di dividendi potenzialmente distribuibili, è stato ipotizzato pari al 9,29% di Tier 1 e all'11,54% di Tier Total (livelli calcolati sulla base della Final SREP decision della BCE e regole della CRR2).

Il tasso di sconto dei flussi è stato stimato sulla base del "Capital Asset Pricing Model", che stima il costo del capitale come la sommatoria del rendimento di investimenti privi di rischio e di un premio per il rischio correlato alla rischiosità specifica dell'attività. Nello specifico il costo del capitale è stato determinato nella misura dell'8,96%, sulla base dei seguenti parametri:

  • Tasso privo di rischio: pari al 4,34%, corrispondente alla media semplice del rendimento lordo dei BTP a 10 anni emessi negli ultimi 6 mesi;
  • Coefficiente Beta: pari a 0,841 corrispondente al coefficiente di Credem (Beta 5Y Adjuted 31.12.2018/31.12.2023, con rilevazione settimanale);
  • Premio per il rischio di mercato: pari al 5,50%, in linea con la prassi valutativa per il mercato italiano e con la comune applicazione nel settore delle assicurazioni; tale valore è depurato del "rischio paese" in quanto implicitamente compreso nel sopracitato tasso di rendimento delle attività privo di rischio. Con riferimento al premio per il rischio di mercato sono state fatte verifiche con fonti alternative, quali Damodaran, Fernadez e Kroll, provvedendo, ove del caso, a correggere per il differenziale di inflazione dei mercati a cui i valori si riferivano. Il livello scelto dal Gruppo si pone all'interno dell'intervallo di valori alternativi.

Il valore terminale, alla fine del periodo di pianificazione esplicito, è stato determinato sulla base di un tasso di crescita di lungo periodo sostenibile, assunto nella misura dell'1,9%, in linea con le aspettative di crescita di lungo termine dell'economia e con la prassi valutativa (Prometeia, Rapporto di Previsione di dicembre 2023, Inflazione Italia al 2026, ultimo anno stimato dall'Associazione).

Nella tabella che segue viene riportata la sintesi delle valutazioni effettuate. In particolare la tabella pone a confronto i valori contabili della CGU con il rispettivo valore d'uso ottenuto (in milioni di euro):

CGU Banking
Valore d'uso della CGU 5.644,2
Valore contabile CGU 2.997,1
Delta 2.647,1

Il modello di determinazione del valore d'uso è stato inoltre sottoposto ad analisi di sensitività al fine di apprezzare la variazione dei risultati ottenuti al variare dei parametri valutativi adottati. Dalle analisi svolte, non sono emerse indicazioni di riduzione di valore con riferimento alla CGU in esame fino alla considerazione di un tasso di attualizzazione del 18,79%.

Si segnala che, considerando congiuntamente un tasso di crescita di lungo periodo nullo (decremento di 190 bps) e un tasso di attualizzazione del 18,71% non si rileverebbero rettifiche di valore sulla CGU. Si segnala infine che anche abbattendo i flussi di cassa futuri attesi del 48% non si rileverebbero rettifiche di valore sulla CGU.

Le analisi evidenziano altresì come le differenze rilevate nelle analisi di sensitività sopra descritte assorbano in maniera estensiva, in relazione al climate risk del Gruppo Credem, gli impatti stimati in uno scenario avverso.

CGU Assicurazioni

Per la CGU Assicurazioni il valore d'uso è stato determinato, considerando specificamente il business "Danni" e il business "Vita", anche attraverso il supporto di un consulente esterno.

CGU Assicurazioni – Business Danni

Per il business "Danni", ai fini della stima del valore d'uso, è stato utilizzato il metodo del Dividend Discount Model (DDM) nella variante "Excess Capital", descritto nel paragrafo precedente, sulla base dei seguenti elementi fondamentali.

I flussi per l'applicazione della metodologia valutativa si estendono ad un arco temporale di tre esercizi (2023-2025) e si basano sul budget 2024, approvato dal Consiglio di Amministrazione del 11 dicembre 2023, e dai previsionali 2025 e 2026 elaborati dall'Ufficio tecnico di Credemassicurazioni.

Il livello di patrimonializzazione minimo, ai fini della determinazione del flusso di dividendi potenzialmente distribuibili, è stato definito coerentemente con le istruzioni dell'Autorità di Vigilanza ed in linea con la prassi valutativa nel settore di riferimento.

Il costo del capitale, stimato sulla base del "Capital Asset Pricing Model", è stato determinato nella misura del 7,25%, sulla base dei seguenti parametri:

  • Tasso privo di rischio: pari al 4,34%, corrispondente al rendimento medio registrato negli ultimi 6 mesi dai BTP con scadenza residua decennale;
  • Coefficiente Beta: pari a 0,53, corrispondente al coefficiente medio delle società di assicurazione italiane quotate;
  • Premio per il rischio di mercato: pari al 5,50%, in linea con la prassi valutativa per il mercato italiano e con la comune applicazione nel settore delle assicurazioni; tale valore è depurato del "rischio paese" in quanto implicitamente compreso nel sopracitato tasso di rendimento delle attività privo di rischio. Con riferimento al premio per il rischio di mercato sono state fatte verifiche con fonti alternative, quali Damodaran, Fernadez e Kroll, provvedendo, ove del caso, a correggere per il differenziale di inflazione dei mercati a cui i valori si riferivano. Il livello scelto dal Gruppo si pone all'interno dell'intervallo di valori alternativi.

Il valore terminale è stato determinato pari al valore dell'ultimo periodo di pianificazione esplicito.

CGU Assicurazioni – Business Vita

Il valore d'uso del business "Vita" è stato stimato secondo l'approccio denominato Appraisal Value, sommando al Patrimonio Netto secondo i principi contabili IFRS il Business in-Force, determinato attraverso l'attualizzazione dei futuri margini tecnici derivanti dal portafoglio in essere, ed il New Business Value, derivante dal portafoglio di futura produzione prevedibile.

I flussi per la determinazione del valore derivante dal Business in-Force sono stati stimati, attraverso l'utilizzo della metodologia alla base del Traditional Embedded Value, considerando la composizione del portafoglio assicurati e le caratteristiche tecniche del portafoglio prodotti.

I flussi per l'applicazione della metodologia valutativa si estendono ad un arco temporale di tre esercizi (2024-2026) e si basano sul budget 2024, approvato dal Consiglio di Amministrazione del 7 dicembre 2023, e dai previsionali 2025 e 2026.

Il costo del capitale, stimato sulla base del "Capital Asset Pricing Model", è stato determinato nella misura del 7,25%, sulla base dei seguenti parametri:

  • Tasso privo di rischio: pari al 4,34%, corrispondente al rendimento medio registrato negli ultimi 6 mesi dai BTP con scadenza residua decennale;
  • Coefficiente Beta: pari a 0,53, corrispondente al coefficiente medio delle società di assicurazione italiane quotate;
  • Premio per il rischio di mercato: pari al 5,50%, in linea con la prassi valutativa per il mercato italiano e con la comune applicazione nel settore delle assicurazioni; tale valore è depurato del "rischio paese" in quanto implicitamente compreso nel sopracitato tasso di rendimento delle attività privo di rischio. Con riferimento al premio per il rischio di mercato sono state fatte verifiche con fonti alternative, quali Damodaran, Fernadez e Kroll, provvedendo, ove del caso, a correggere per il differenziale di inflazione dei mercati a cui i valori si riferivano. Il livello scelto dal Gruppo si pone all'interno dell'intervallo di valori alternativi.

Nella tabella che segue viene riportata la sintesi delle valutazioni effettuate con riferimento alla CGU Assicurazioni (dati in milioni di euro):

Business Danni Business Vita Totale CGU
Assicurazioni
Valore d'uso della CGU 195,3 562,7 758,0
Valore contabile CGU 105,4 488,5 593,9
Delta 89,9 74,2 164,1

Il modello di determinazione del valore d'uso è stato inoltre sottoposto ad analisi di sensitività al fine di apprezzare la variazione dei risultati ottenuti al variare dei parametri valutativi adottati. Dalle analisi svolte, non sono emerse indicazioni di riduzione di valore con riferimento alla CGU in esame, considerando:

  • per il business Danni, tasso di attualizzazione "Ke" (+/-50 bps);
  • per il business Vita:
  • Business In Force, tasso di attualizzazione "Ke" (+/-50 bps), riscatti (+/-50 bps), spese (+/-50 bps) e tasso di crescita "g" (+/-50 bps);
  • New Business, tasso di attualizzazione "Ke" (+/-50 bps), tasso di crescita "g" (+/-50 bps) e New Business Margin APE (+/-100 bps).

In una logica complessiva di ulteriore "stress test", si segnala che anche considerando congiuntamente:

  • per il business Danni, un tasso di attualizzazione dell'8,25% (incremento di circa 100 bps) e un incremento del Sovency Capital Requirement del 10% (incremento di circa 1000 bps);
  • per il business Vita, un tasso di attualizzazione dell'8,25% (incremento di circa 100 bps) e una minore marginalità sul New Business di 100 bps;

non si rileverebbero rettifiche di valore sulla CGU Assicurazioni.

Nota sulle valutazioni espresse dal mercato

Negli ultimi sei mesi del 2023 le azioni Credem sono state scambiate ad un controvalore medio di 7,74 Euro per azione, corrispondente ad un multiplo sul patrimonio netto contabile della Banca al 31 dicembre 2023 di circa 0,68x.

I report degli analisti indicano un "target price" medio per il titolo Credem di 10,31 Euro per azione, corrispondente ad un multiplo sul patrimonio netto contabile della Banca al 31 dicembre 2023 pari a circa 0,91x.

Dall'analisi della quotazione di borsa del titolo Credem di gennaio 2024 (8,43 euro il prezzo di chiusura al 31 gennaio) è emersa una capitalizzazione di borsa pari ad un multiplo del patrimonio netto contabile al 31 dicembre 2023 di circa 0,74x.

Verifica di ragionevolezza complessiva

Come messo in evidenza nei paragrafi precedenti del documento, sono state individuate e sottoposte ad impairment test la CGU Banking e la CGU Assicurazioni (Bancassurance).

A completamento delle analisi precedentemente descritte si è proceduto ad effettuare una "verifica di ragionevolezza complessiva" che prevede un confronto tra il valore contabile ed il valore recuperabile del Gruppo Credem.

Ai fini di tale verifica è stato utilizzato quale metodo di valutazione il DDM nella variante "excess capital" e sono stati utilizzati gli stessi parametri di costo del capitale, tasso di crescita di lungo periodo e requisiti patrimoniali richiesti dall'Autorità di Vigilanza utilizzati per il test della CGU Banking.

I flussi per l'applicazione della metodologia valutativa sono stati desunti dal Preconsuntivo 2023 e Budget 2024 del Gruppo Credem, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo il 15 dicembre 2023 e da proiezioni, redatte ai soli fini del test di impairment sugli avviamenti, relative agli esercizi dal 2025 al 2027.

Dal confronto del valore contabile complessivo relativo al Gruppo Credem ed il suo valore recuperabile, non sono emerse indicazioni di riduzione di valore.

Anche in questo caso sono state effettuate analisi di sensitività rispetto a variazioni nei valori dei principali parametri al fine di individuare le condizioni sotto cui il valore recuperabile dell'avviamento a livello di Gruppo risulta pari al suo valore di bilancio. Le analisi evidenziano anche come le differenze rilevate nelle analisi di sensitività sopra descritte assorbano in maniera estensiva, in relazione al climate risk del Gruppo Credem, gli impatti stimati in uno scenario avverso. Alla luce dei risultati sopra descritti in relazione alla verifica di ragionevolezza complessiva effettuata con riferimento al Gruppo Credem, si può concludere che non sono emerse indicazioni di riduzione di valore.

Sezione 11 – Le attività fiscali e le passività fiscali – Voce 110 dell'attivo e Voce 60 del passivo

Le attività fiscali e le passività fiscali correnti comprendono l'ammontare netto (debito o credito) IRES ed IRAP, al netto dei crediti d'imposta e degli acconti, e l'addizionale IRES, prevista per gli intermediari finanziari ai sensi dell'art.12, comma 3, del Decreto Legislativo n.142 del 29 novembre 2018.

Ai fini delle imposte dirette, risultano definiti, per decorrenza dei termini di cui all'art. 43 del D.P.R. 29/9/1973, n. 600, i periodi di imposta chiusi al 31/12/2017.

I rischi derivanti dal contenzioso fiscale del Gruppo sono presidiati da adeguati accantonamenti a fondi per rischi e oneri.

Iscrizione e misurazione di attività per imposte differite

Nell'attivo dello stato patrimoniale sono presenti le "attività fiscali per imposte anticipate", DTA ovvero Deferred Tax Asset, principalmente derivanti da differenze temporanee tra la data di iscrizione nel conto economico di costi e la data alla quale i costi medesimi potranno essere dedotti. Tali attività iscritte in bilancio si riferiscono a differenze temporanee recuperabili in un arco temporale abbastanza lungo.

Le attività per imposte anticipate sono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero, valutata con il "Probability test" previsto dallo IAS12 sulla base della capacità fiscale della Banca e delle società del Gruppo di generare con continuità redditi imponibili positivi nei futuri esercizi, tenuto conto delle disposizioni fiscali vigenti.

L'ammontare delle imposte anticipate iscritto in bilancio viene sottoposto a test ogni anno, per verificare se sussista o meno la ragionevole probabilità che la società interessata consegua in futuro risultati imponibili tali da consentire un riassorbimento delle imposte anticipate iscritte nei precedenti periodi d'imposta.

Con riferimento all'iscrivibilità delle attività per imposte anticipate ed al loro mantenimento in bilancio è opportuno richiamare alcune importanti modifiche normative introdotte nel 2011 in materia fiscale che, prevedendo la trasformazione delle attività per imposte anticipate in crediti di imposta in predeterminate ipotesi, hanno introdotto la modalità di recupero delle imposte anticipate attive tale da assicurare il loro riassorbimento a prescindere dalla capacità di generare una redditività.

Le disposizioni di cui all'art.2, commi da 55 a 58, del D.L. 225/2010, c.d. Decreto Milleproroghe 2010, hanno introdotto la disciplina della trasformazione in credito di imposta delle attività per imposte anticipate in ipotesi di rilevazione di una "perdita civilistica". Rientrano nella presente disciplina le imposte anticipate iscritte in bilancio in relazione sia alle svalutazioni di crediti non ancora dedotte ai sensi dell'art.106, comma 3, del Tuir, sia al valore dell'avviamento e delle altre attività immobiliari ai sensi dell'art.103 del Tuir, i cui componenti negativi sono deducibili nei periodi di imposta successivi. Successivamente la Legge 22 dicembre 2011 n.214, di seguito 214/2011, con la conversione delle disposizioni contenute nel Decreto Legge 201/2011 ha apportato importanti modifiche alla disciplina della trasformazione delle imposte anticipate estendendone l'ambito oggettivo di applicazione all'ipotesi di conseguimento di una perdita fiscale ai fini IRES.

Le modifiche introdotte dalla Legge 147/2013 hanno esteso la trasformazione delle imposte anticipate Irap stanziate sia sulle quote delle rettifiche di valore sui crediti, sia sulle quote di ammortamento di avviamenti e altre attività materiali rinviate negli esercizi successivi nelle ipotesi di rilevazione di una perdita civilistica e di conseguimento ai fini Irap di un valore della produzione netta negativo.

Quindi, nelle ipotesi di una perdita civilistica o di una perdita fiscale o un valore della produzione netta Irap negativo, le attività per imposte anticipate Ires/Irap riferite alle rettifiche di valore su crediti non ancora dedotte dal reddito imponibile e le attività per impose anticipate riconducibili al valore dell'avviamento e delle altre attività immateriali, i cui componenti negativi sono deducibili in più periodi di imposta, sono trasformate in credito di imposta secondo le previsioni delle Legge 214 del 22 dicembre 2011 (compensazione senza limiti con qualsiasi tipo di tributo, incluso ritenute e contributi).

Da segnalare inoltre come l'articolo 11 del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni dalla legge 30 giugno 2016, n. 119, stabilisce che le imprese interessate dalle disposizioni che prevedono la trasformazione in crediti d'imposta delle attività per imposte anticipate – di cui all'articolo 2, commi da 55 a 57, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 – possono optare per il mantenimento dell'applicazione delle predette disposizioni, attraverso il versamento di un canone.

L'opzione ha lo scopo di consentire alle società che hanno DTA qualificate al 31 dicembre 2015 di mantenere il diritto di trasformarle in crediti d'imposta nel caso che in futuro si verifichino le situazioni di perdita civilistica o fiscale o liquidazione prevista all'articolo 2, commi da 55 al 56 ter del Dl 225 del 2010.

Oltre a ciò, il regime di deducibilità ai fini Ires e Irap delle svalutazioni crediti e delle perdite su crediti, verso la clientela, degli enti creditizi e finanziari e delle imprese di assicurazione è stato modificato dal Decreto Legge n.83 del 27 giugno 2015, art.16, introducendo, al posto della deducibilità annuale in misura di un quinto per ciascun anno, la deducibilità integrale, a partire dall'esercizio 2016, di tali componenti negativi di reddito nell'esercizio in cui sono rilevati in bilancio, mentre le svalutazioni relative all'esercizio 2015 erano deducibili al 75% nell'anno di pertinenza, mentre il restante 25% sarà deducibile, insieme agli stock di svalutazioni e perdite non ancora dedotte presenti al 31 dicembre 2014, in dieci anni con differenti percentuali di deduzione.

La legge 30 dicembre 2018, n.145, nota come Legge di Bilancio 2019, ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2018 al 2026.

Sempre la stessa legge ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 in quattro quote annuali dal 2022 al 2025.

La legge di Bilancio n.160 del 27 dicembre 2019, nota come Legge di Bilancio 2020, ha disposto il rinvio a partire dal 2019 e fino al 2029 della deduzione secondo diverse misure percentuali delle quote di ammortamento relative al valore dell'avviamento e delle altre attività immateriali che hanno dato luogo all'iscrizione di imposte anticipate che non erano ancora state dedotte nel 2017 ed in particolare ai quei valori relativi ad avviamenti ed altre attività immateriali iscritti nel bilancio consolidato e riferibili ai maggiori valori contabili delle partecipazioni di controllo acquisite ed iscritte nel bilancio per effetto di operazioni straordinarie.

La stessa legge ha inoltre previsto, ai commi 1067 -1068, che i componenti reddituali derivanti dall'adozione del modello di rilevazione del fondo a copertura delle perdite attese su crediti di cui al par.5.5 IFRS9, ed iscritti a bilancio in sede di prima adozione del medesimo principio contabile, siano deducibili dalla base imponibile IRES ed IRAP nella misura del 10 per cento del loro ammontare nel periodo di imposta di prima adozione e per il restante 90 per cento in quote costanti nei nove periodi di imposta successivi.

Sempre la stessa legge ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 in cinque quote annuali dal 2025 al 2029 ed ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 al 2028.

L'art. 110 del DL 14 agosto 2020, n. 104 (c.d. decreto "Agosto") ha reintrodotto, nell'ambito delle disposizioni che prevedono la rivalutazione (anche solo civilistica) dei beni d'impresa nel bilancio 2020, la possibilità, per le società che redigono il bilancio d'esercizio secondo i principi contabili IAS/IFRS, di riallineare le divergenze tra valori fiscali e contabili relativi ai beni materiali e immateriali (esclusi i bene merce) ed alle partecipazioni immobilizzate.

Sui maggiori valori riallineati è applicata un'imposta sostitutiva dell'IRES e dell'IRAP pari al 3%, da versare in un massimo di tre rate annuali entro il termine per il versamento a saldo delle imposte sui redditi; è inoltre necessario "vincolare" una riserva di patrimonio (in regime di sospensione di imposta) per un importo pari alle divergenze riallineate al netto dell'imposta sostitutiva.

Sono riallineabili i valori relativi a "i beni d'impresa e le partecipazioni" risultanti dal bilancio dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2019 ed individuati (come già avvenuto per previgenti regimi simili) secondo le disposizioni relative al regime di rivalutazione/riallineamento della legge n. 342/2000. In tal senso, possono riallinearsi le divergenze che si creano ordinariamente per effetto dell'utilizzo del criterio del fair value nella valutazione dei beni (ad esempio, per gli immobili) ovvero quelle originate da operazioni straordinarie fiscalmente neutrali.

Il gruppo ha provveduto ad allineare i valori fiscali ai maggiori valori civilistici dei beni di impresa iscritti nel bilancio al 31 dicembre 2020, per un importo di circa 96 milioni di euro, e già presenti nel bilancio chiuso al 31/12/2019 e il riallineamento ha interessato gli immobili interamente di proprietà, c.d. terra/cielo, che in sede di prima applicazione dei principi contabili internazionali IAS, per poter permettere lo scorporo del valore del terreno dal valore dei fabbricati, furono valutati al fair value. La perizia esterna di valutazione, fu suddivisa tra il valore dei terreni ed il valore dei fabbricati sovrastanti. Ai fini fiscali non si è potuto tener conto di questi maggiori valori di bilancio, proseguendo con il piano di ammortamento in base alle aliquote fiscalmente già riconosciute in passato.

A seguito di questo riallineamento è stata contabilizzata, nell'esercizio 2020, l'imposta sostitutiva del 3%, ammontante a 2,8 milioni di euro, e sono state stornate le relative imposte differite stanziate per effetto della rivalutazione effettuata in sede di prima applicazione dei principi

contabili internazionali. L'effetto positivo netto che ha interessato il conto economico del 2020 è stato pari a 22,8 milioni di euro.

Inoltre la Legge di bilancio 2021, articolo 1, comma 83, legge 178/2020 ha esteso questa possibilità anche agli avviamenti risultanti dal bilancio in corso al 31 dicembre 2020 con il pagamento di un'imposta sostitutiva del 3% che permette di riconoscere anche fiscalmente i maggiori valori civilistici iscritti in bilancio rispetto ai minori valori fiscali. In bilancio sono iscritti anche avviamenti, che non hanno mai avuto rilevanza fiscale, riferiti alle incorporazioni effettuate negli esercizi precedenti per 23,5 milioni di euro. A seguito di questo riallineamento è stata contabilizzata, nell'esercizio 2020, l'imposta sostitutiva del 3%, ammontante a 0,8 milioni di euro, e sono state iscritte le relative imposte differite attive, seguendo quanto riportato dall'applicazione n.1 del febbraio 2009 dell'Organismo Italiano di Contabilità. L'effetto positivo netto che ha interessato il conto economico del 2020 è stato pari a 4,5 milioni di euro.

La Legge di Bilancio 2022 (Legge n.234 del 30/12/2021) ha stabilito, ai sensi dell'art. 1 comma 622, che la deduzione fiscale dei valori rivalutati per beni immateriali (che fiscalmente si ammortizzano in 18 anni, a norma dell'articolo 103 del Tuir), debba avvenire, partendo dal 2021, in 50 anni, terminando dunque nell'anno 2070. Pertanto, le imposte differite attive iscritte per 23,5 milioni di euro relative al valore degli avviamenti riallineati saranno riassorbite entro l'arco temporale di 50 anni, rispetto ai 18 anni inizialmente previsti.

Nel corso dell'anno 2021, gli impatti di natura fiscale hanno tenuto conto della fusione per incorporazione di Cassa Risparmio di Cento S.p.A. L'operazione straordinaria è rappresentata nel bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2021 in base al c.d. "acquisition method", previsto dall'IFRS 3, dedicato alla rappresentazione contabile delle aggregazioni aziendali (c.d. "business combinations"). In particolare, il c.d. "acquisition method" impone che, in caso di fusione per incorporazione, l'operazione abbia un riflesso nel bilancio d'esercizio, tramite un processo di "purchase price allocation" ("PPA") basato sul fair value delle attività e delle passività della società incorporata. Tale criterio di contabilizzazione può generare differenze tra il valore contabile determinato a seguito dell'operazione di fusione e il valore contabile delle stesse poste indicato nell'ultimo bilancio dell'incorporata.

Nel caso specifico, nel bilancio al 31/12/2021, le differenze hanno concorso a determinare: i) l'iscrizione di un avviamento negativo (c.d. "badwill", fiscalmente non riconosciuto, ai sensi dell'art.172 del TUIR), pari a euro 97 mln, che è stato contabilizzato nel conto economico come provento e determinato dalla differenza negativa tra il minor valore di fair value del "corrispettivo" e il maggior valore di fair value delle attività e passività acquisite a seguito dell'incorporazione; ii) l'iscrizione di ulteriori poste contabili (fiscalmente rilevanti) relative a svalutazioni e rivalutazioni di crediti NPL, time deposit e fondi immobiliari, per un ammontare complessivo netto di 23 milioni di euro; iii) l'assorbimento delle DTA riferibili a perdite fiscali pregresse, per un ammontare complessivo di 36 milioni di euro.

Nel corso del 2022, l'art. 42 comma 1, del DL 17/2022 convertito dalla Legge 34/2022, ha previsto che, la quota relativa alle svalutazioni e alle perdite su crediti pari al 12% che sarebbe stata oggetto di deduzione sia ai fini IRES che IRAP nel periodo di imposta 2022, sia rinviata in quattro quote costanti da dedursi dal 2023 al 2026. In ciò sta la modifica apportata nell'iter di conversione del decreto, che in origine colpiva la deduzione del 2021 rinviandola ai successivi quattro periodi di imposta (dal 2022 al 2025). Inoltre il comma 1-bis dell'art 42 in sede dell'iter di conversione in Legge, ha modificato il comma 1056 della Legge 145/2018, per cui la quota del 10% rinviata ai fini IRES e IRAP al 2026, viene anticipata e ammessa in deduzione al 31 dicembre 2022 per il 53%, mentre la restante parte (47%) rimane al 2026.

Nel corso del 2023, l'art. 1 co. 49 - 51 della L. 213/2023 interviene nuovamente sul regime transitorio di deducibilità, ai fini IRES e IRAP, delle svalutazione su crediti di banche, stabilendo il differimento, in quote costanti, al periodo d'imposta in corso al 31.12.2027 e al successivo, della deduzione della quota dell'1% dell'ammontare dei componenti negativi prevista per il periodo d'imposta in corso al 31.12.2024 e della quota del 3% dell'ammontare dei componenti negativi prevista per il periodo d'imposta in corso al 31.12.2026.

11.1 Attività per imposte anticipate: composizione

IRES IRAP Totale
Rettifiche di valore su crediti verso clientela 41.476 5.335 46.811
Svalutazione di strumenti finanziari 187.664 46.862 234.526
Spese di rappresentanza ed avviamento 8.661 1.753 10.414
Crediti di firma, revocatorie fallimentari e cause legali in corso 1.711 - 1.711
Accantonamenti per spese per il personale 30.640 5.912 36.552
Altre 106.518 7.608 114.126
Totale 376.670 67.470 444.140

11.2 Passività per imposte differite: composizione

IRES IRAP Totale
Plusvalenze strumenti finanziari 20.413 6.178 26.591
Accantonamenti effettuati esclusivamente in ambito fiscale 61.468 12.450 73.918
Altre residuali 145.132 39.255 184.387
Totale 227.013 57.883 284.896
11.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico)
-- ---------------------------------------------------------------------------------
Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Importo iniziale 232.348 248.413
2. Aumenti 46.450 32.990
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 46.450 32.990
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) riprese di valore - -
d) altre 46.450 32.990
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - -
3. Diminuzioni 55.922 49.061
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio 55.922 49.061
a) rigiri 55.922 49.061
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - -
c) dovute a mutamento di criteri contabili - -
d) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni: - -
a) trasformazione in crediti d'imposta di cui alla legge.n.214/2011 - -
b) altre - -
4. Importo finale 222.876 232.342

11.4 Variazioni delle imposte anticipate di cui alla L. 214/2011

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Importo iniziale 71.730 82.392
2. Aumenti - -
3. Diminuzioni 22.855 10.662
3.1 Rigiri 22.855 10.662
3.2 Trasformazione in crediti d'imposta - -
a) derivante da perdite di esercizio - -
b) derivante da perdite fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4. Importo finale 48.875 71.730

Per ragioni di trasparenza informativa vengono fornite le variazioni delle imposte anticipate di cui alla Legge 214/2011; sono rivenienti principalmente da svalutazione su crediti, ex art. 106, comma 3, DPR 917/86 (45,4 milioni di euro) e da affrancamento su avviamenti (3,5 milioni di euro).

11.5 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del conto economico)

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Importo iniziale 124.249 101.904
2. Aumenti 24.866 22.869
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 24.866 22.869
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 24.866 22.869
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - -
3. Diminuzioni 439 524
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio 439 524
a) rigiri 439 524
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4. Importo finale 148.676 124.249

11.6 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del patrimonio netto)

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Importo iniziale 308.951 13.482
2. Aumenti 132 304.435
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 132 304.435
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 132 304.435
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - -
3. Diminuzioni 87.819 34.846
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio 87.819 34.846
a) rigiri 87.819 34.846
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - -
c) dovute al mutamento di criteri contabili - -
d) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4. Importo finale 221.264 308.951

11.7 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del patrimonio netto)

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Importo iniziale 198.236 58.703
2. Aumenti 180 192.405
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 180 192.405
a) relative a precedenti esercizi - 21
b) dovute al mutamento dei criteri contabili - -
c) altre 180 192.384
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - -
3. Diminuzioni 62.196 52.872
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio 62.196 52.872
a) rigiri 62.196 52.872
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4. Importo finale 136.220 198.236

Sezione 12 – Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate – Voce 120 dell'attivo e voce 70 del passivo

12.1 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: composizione per tipologia di attività

Totale Totale
31/12/2023 31/12/2022
A. Attività possedute per la vendita
A.1 Attività finanziarie - -
A.2 Partecipazioni 357 -
A.3 Attività materiali - -
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -
A.4 Attività immateriali - -
A.5 Altre attività non correnti - -
Totale (A) 357 -
di cui valutate al costo 357 -
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -
B. Attività operative cessate
B.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico - -
- attività finanziarie detenute per la negoziazione - -
- attività finanziarie designate al fair value - -
- altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - -
B.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva - -
B.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
B.4 Partecipazioni - -
B.5 Attività materiali - -
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -
B.6 Attività immateriali - -
B.7 Altre attività - -
Totale (B)
di cui valutate al costo
-
-
-
-
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -
C. Passività associate ad attività possedute per la vendita
C.1 Debiti - -
C.2 Titoli - -
C.3 Altre passività - -
Totale (C) - -
di cui valutate al costo - -
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -
D. Passività associate ad attività operative cessate
D.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
D.2 Passività finanziarie di negoziazione - -
D.3 Passività finanziarie designate al fair value - -
D.4 Fondi - -
D.5 Altre passività - -
Totale (D) - -
di cui valutate al costo - -
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -

Nel mese di dicembre 2023 la società Avvera S.p.A ha esercitato un'opzione put per la fuoriuscita dal capitale sociale di Gruppo Santamaria S.p.A. "GSM". La cessione della quota partecipativa è stata perfezionata nel mese di gennaio 2024 e per tale motivo la partecipazione in GSM è stata esposta, ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 5, nella specifica voce.

Sezione 13 – Altre attività – Voce 130

13.1 Altre attività: composizione

31/12/2023 31/12/2022
Assegni negoziati da compensare 48.603 48.304
Operazioni su titoli in lavorazione 1.836 1.213
Assegni in corso di lavorazione 6.980 793
Operazioni relative a servizi di pagamento in corso di lavorazione 86.111 69.259
Operazioni relative a servizi di pagamento in corso di maturazione 29.346 30.743
Ratei attivi 4.041 3.397
Risconti attivi 31.180 29.688
Assegni ed effetti insoluti ad al protesto tratti sull'azienda e su terzi 751 756
Migliorie e spese incrementative su beni di terzi 20.243 20.253
Depositi cauzionali 26 70
Debitori diversi per fatture emesse 45.271 30.100
Debitori diversi 744.457 616.484
Partite viaggianti con le filiali 20.755 17.832
Totale 1.039.600 868.892

Le operazioni relative a servizi di pagamento in corso di lavorazione/maturazione sono relative ad addebiti ricevuti ma non ancora addebitati sui conti della clientela.

Non sono presenti impairment loss (IFRS 9) su crediti relativi a contratti con la clientela e contract assets.

Nella voce "Risconti attivi" sono presenti anche costi sostenuti per l'ottenimento dei contratti verso promotori finanziari, di competenza di esercizi futuri, pari a 19,6 milioni di euro. La movimentazione della voce è la seguente:

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Importo iniziale 18.908 19.811
2. Aumenti 13.463 11.686
2.1 Altri aumenti 13.463 11.686
3. Diminuzioni 12.772 12.589
3.1 ammortamenti 12.772 12.589
4. Importo finale 19.599 18.908

Di seguito si riporta il dettaglio dei "Debitori diversi:

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Crediti d'imposta 636.515 536.037
Contenzioso non creditizio 1.300 1.469
Altri debitori diversi 76.660 48.380
Anticipi a fornitori 29.983 38.640
Totale 744.457 625.058

Nella voce "crediti d'imposta" sono presenti le attività fiscali connesse con l'attività di sostituto d'imposta.

Sono presenti crediti di imposta ai sensi del D.L. n.18/2020 (Cura Italia) e D.L. n.34/2020 (Rilancio) (eco bonus e sisma bonus) per un controvalore complessivo di 452,8 milioni di euro.

Passivo

I dati relativi al 31/12/2022 riportano gli effetti dell'applicazione dei nuovi principi contabili IFRS17 e IFRS9 per le Compagnie assicurative.

Sezione 1 – Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 10

Tipologia operazioni/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
VB Fair Value Fair Value
L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Debiti verso banche centrali 2.149.620 X X X 5.584.256 X X X
2. Debiti verso banche 3.636.697 X X X 3.152.107 X X X
2.1 Conti correnti e depositi a vista 231.803 X X X 705.859 X X X
2.2 Depositi a scadenza 33.758 X X X 5.701 X X X
2.3 Finanziamenti 3.370.471 X X X 2.440.014 X X X
2.3.1 Pronti contro termine passivi 3.355.734 X X X 2.420.997 X X X
2.3.2 Altri 14.737 X X X 19.017 X X X
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di
propri strumenti patrimoniali
- X X X - X X X
2.5 Debiti per leasing - X X X - X X X
2.6 Altri debiti 665 X X X 533 X X X
Totale
Totale
5.786.317
5786317
- 3.355.734 2.430.583 8.736.363
8736363
- 2.420.997 6.315.296

1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

I debiti sono iscritti al costo ammortizzato, corrispondente al loro fair value.

I debiti verso banche sono rappresentati principalmente da debiti a vista o a breve termine a tasso variabile, e non è stata posta in essere alcun tipo di copertura.

La voce "1.Debiti verso banche centrali" accoglie le operazioni di rifinanziamento effettuate con la Banca Centrale Europea.

L'utilizzo del canale di rifinanziamento tramite la BCE, a fine 2023, è rappresentato dalla partecipazione alle operazioni di TLTRO III per 740 milioni di euro di valore nominale e da operazioni MRO, con scadenza ad 1 settimana, per un valore pari a 1,4 miliardi di euro di valore nominale. Nel mese di marzo, è stata rimborsata alla naturale scadenza la tranche TLTRO III.3 per l'importo residuo di 200 milioni di euro. Inoltre, nel mese di giugno 2023, è stata rimborsata anche la tranche TLTRO III.4 di complessivi 4,52 miliardi di euro, giunta anch'essa a naturale scadenza. Alla stessa data, a fine giugno 2023, è stata effettuata anche un'operazione di MRO settimanale di nominali 280 milioni di euro. E' stata inoltre effettuata un'altra operazione di MRO a fine di settembre (per un importo nominale di 300 milioni di euro). Sempre nel corso del mese di settembre è stata rimborsata anche la tranche TLTRO III.5 di complessivi 200 milioni di euro giunta a naturale scadenza.

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Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Tipologia operazioni/Valori VB Fair Value Fair Value
L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Conti correnti e depositi a vista 31.780.656 X X X 34.097.698 X X X
2. Depositi a scadenza 5.136.382 X X X 1.283.116 X X X
3. Finanziamenti 5.042.202 X X X 2.934.676 X X X
3.1 Pronti contro termine passivi 4.470.001 X X X 2.355.113 X X X
3.2 Altri 572.201 X X X 579.563 X X X
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri
strumenti patrimoniali
- X X X - X X X
5. Debiti per leasing 135.807 X X X 131.035 X X X
5. Altri debiti 314.314 X X X 332.441 X X X
Totale 42.409.361 - 4.470.001 37.939.360 38.778.966 - 2.355.113 36.423.451

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

I debiti sono iscritti al costo ammortizzato, corrispondente al loro fair value, considerando che si tratta quasi esclusivamente di rapporti a vista o a breve termine e il livello di fair value attribuito risulta essere pari a 3, ad eccezione del livello di fair value dei pronti contro termine a cui è attributo il valore 2.

Nella voce Debiti per leasing è ricompreso, ai sensi del principio IFRS16, il Debito per leasing (Lease Liability), pari al valore attuale dei canoni previsti e non ancora pagati dei beni oggetti di contratti di leasing operativo.

La principale novità introdotta dal principio è rappresentata dalla modifica delle modalità di contabilizzazione delle operazioni di leasing operativo nel bilancio del locatario/utilizzatore, attraverso l'introduzione di un unico modello di contabilizzazione dei contratti di leasing da parte del locatario siano essi classificati come leasing operativi o finanziari.

I debiti verso clientela sono rappresentati principalmente da debiti a vista o a breve termine a tasso variabile, e non è stata posta in essere alcun tipo di copertura specifica, mentre sono state poste in essere coperture di Macro Fair Value Hedge delle poste a vista, così come descritto nella parte E, sezione 2.2 della presente nota.

Si segnala che, a seguito delle modifiche apportate al funzionamento del mercato interbancario collateralizzato, con conseguente trasferimento alla Cassa di Compensazione e Garanzia ed alla Monte Titoli delle funzioni finora svolte dalla Banca d'Italia, nella voce 3.1 "Pronti contro termine passivi" sono presenti i finanziamenti, per 4.470,0 milioni di euro, ricevuti dal suddetto mercato.

Secondo i dati ABI, in Italia, a gennaio 2024, la dinamica della raccolta diretta risulta in contrazione dell'1,5% su base annua, con una variazione negativa dei depositi, a fronte di obbligazioni in crescita. La contrazione, dato lo scenario dei tassi, è effetto delle strategie di funding delle imprese che massimizzano l'utilizzo delle proprie disponibilità evitando il ricorso a forme di finanziamento onerose e della preferenza accordata dai risparmiatori a forme di investimento a tempo più remunerative (tipicamente, titoli obbligazionari in amministrata).

1.3 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione

Tipologia titoli/Valori Totale Totale
31/12/2023 31/12/2022
VB Fair Value Fair Value
L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
A. Titoli
1. obbligazioni 4.581.551 4.169.898 445.445 - 3.477.932 3.219.919 184.164 -
1.1 strutturate 749.693 763.278 - - 501.354 470.182 - -
1.2 altre 3.831.858 3.406.620 445.445 - 2.976.578 2.749.737 184.164 -
2. altri titoli 84 - - 84 139 - - 139
2.1 strutturate - - - - - - - -
2.2 altre 84 - - 84 139 - - 139
Totale 4.581.635 4.169.898 445.445 84 3.478.071 3.219.919 184.164 139

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

Nella voce "altri titoli" sono classificati i certificati di deposito.

A maggio 2023 è stata collocato un prestito obbligazionario Green Senior Non Preferred destinato ad investitori istituzionali per nominali 400 milioni di euro.

A luglio 2023 sono stati collocati due prestiti obbligazionari Social Senior Preferred, rispettivamente destinati alla clientela di Credem Euromobiliare Private Banking e Credem, per complessivi 245 milioni di euro.

A settembre 2023 Credem ha emesso un Social Senior Preferred 6.5NC5.5 per 500 milioni di euro e con l'obiettivo di ottimizzare il proprio passivo ha lanciato contestualmente un'offerta di riacquisto parziale del prestito obbligazionario Senior Non-Preferred da 500 milioni di euro con scadenza ottobre 2025 ed opzione di riacquisto ad ottobre 2024 (ISIN XS2068978050). Alla scadenza dell'offerta di riacquisto, il 25 settembre 2023, l'ammontare dei titoli validamente presentati è risultato pari a 162 milioni di euro riacquistati (81% dell'ammontare massimo e 32% rispetto al valore nominale dell'obbligazione). Il prestito obbligazionario è ora in essere per un importo residuale nominale pari a 338 milioni di euro.

1.4 Dettaglio dei debiti/titoli subordinati

Gruppo Bancario

Principali caratteristiche contrattuali delle passività subordinate:

"CREDITO EMILIANO 20/30 SUBORDINATO 3,5% SUB" (ISIN IT0005421539) per 200.000.000,00 € costituito da n. 2.000.000,00 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.

Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 3,5% annuo lordo fino al 16/12/2025 poi tasso IRS 5Y + 3,897% annuo lordo.

Il prestito scade il 16/12/2030 se non verrà esercitata l'opzione call al 16/12/2025 che significherà il rimborso anticipato.

Al 31/12/2023 la quantità residua risulta pari a 200.000.000,00 € costituita da n. 2.000.000 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.

L'obbligazione è stata interamente sottoscritta da Credemholding.

"CREDITO EMILIANO 22/32 SUBORDINATO 7,625 SUB" (ISIN IT0005497117) per 200.000.000,00 € costituito da n. 2.000.000,00 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.

Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 7,625% annuo lordo fino al 05/10/2027 poi tasso MS 5Y + 5,514% annuo lordo.

Il prestito scade il 05/10/2032 se non verrà esercitata l'opzione call al 05/07/2027 che significherà il rimborso anticipato.

Al 31/12/2023 la quantità residua risulta pari a 200.000.000,00 € costituita da n. 2.000.000 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna

L'obbligazione è stata interamente sottoscritta da Credemholding.

In caso di liquidazione tutte le obbligazioni subordinate saranno rimborsate solo dopo che siano stati soddisfatti tutti gli altri creditori non ugualmente subordinati.

Le obbligazioni non sono coperte dalla garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Imprese di Assicurazione

Obbligazione non convertibile, a tasso fisso, emissione a 98,330% in data 18 novembre 2020 e denominato "Credemvita s.p.a.", codice ISIN XS2253071216 in valuta euro. Il titolo presenta le seguenti caratteristiche:

  • Valore nominale: 107.500.000 di euro;
  • Scadenza: 18/02/2031;
  • Cedola: Tasso fisso annuale, fissato al momento dell'emissione pari al 3,5% per i primi 5 anni. Il tasso di interesse viene rivisto al termine del quinto anno, senza applicazione di alcun meccanismo di step-up;
  • Rating: BBB- by Fitch.

Il rimborso del Prestito potrà avvenire - oltre che alla scadenza naturale - alla scadenza del quinto anno, ovvero al verificarsi di un "Regulatory Event" (ossia nell'ipotesi in cui i titoli non avessero più le caratteristiche di ammissibilità - e non di computabilità – ad essere inclusi tra gli elementi dei fondi propri di base di livello 2 della Compagnia, ovvero, conformemente alla prassi di mercato, nel caso in cui la Compagnia non fosse più assoggettata alla supervisione dell'IVASS) e di un "Tax Event" (ossia qualora, a causa dell'introduzione di nuove norme fiscali, ovvero della modifica di quelle esistenti, la Compagnia fosse assoggettata al pagamento di ulteriori imposte sul Prestito ovvero non fosse più in condizioni di dedurre gli interessi pagati sul Prestito).

1.5 Dettaglio dei debiti strutturati

Non esistono, alla data del bilancio, né al 31 dicembre 2022, debiti strutturati verso banche e verso clientela.

1.6 Debiti per leasing

Alla data del 31 dicembre 2023 sono presenti debiti per leasing IFRS16 per 135,8 milioni di euro. Si allegano i flussi finanziari per i leasing con l'analisi delle scadenze:

Fino a 1 mese 5.803
Oltre 1 mese e fino a 3 mesi 447
Oltre 3 mesi fino a 1 anno 16.124
Oltre 1 anno fino a 5 anni 67.382
Oltre 5 anni 46.051
Totale 135.807

Titoli in circolazione oggetto di copertura specifica

Si è adottata la metodologia contabile del Micro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'emissione di prestiti obbligazionari a tasso fisso per un ammontare di circa 2.050 milioni di euro.

Sezione 2 – Passività finanziarie di negoziazione – Voce 20

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Tipologia operazioni/Valori Fair Value Fair Fair Value Fair
VN L1 L2 L3 Value * VN L1 L2 L3 Value *
A. Passività per cassa
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - - - - - -
3. Titoli di debito - - - - - - - - - -
3.1 Obbligazioni - - - - - - - - - -
3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - X
3.1.2 Altre obbligazioni - - - - X - - - - X
3.2 Altri titoli - - - - - - - - - -
3.2.1 Strutturati - - - - X - - - - X
3.2.2 Altri - - - - X - - - - X
Totale (A) - - - - - - - - - -
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari - - 27.211 - - - - 36.257 - -
1.1 Di negoziazione X - 27.211 - X X - 36.257 - X
1.2 Connessi con la fair
value option
X - - - X X - - - X
1.3 Altri X - - - X X - - - X
2. Derivati creditizi - - - - - - - - - -
2.1 Di negoziazione X - - - X X - - - X
2.2 Connessi con la fair
value option
X - - - X X - - - X
2.3 Altri X - - - X X - - - X
Totale B X - 27.211 - X X - 36.257 - X
Totale (A+B) X - 27.211 - X X - 36.257 - X

Legenda:

VN = valore nominale o nozionale

L1 = Livello 1

L2 = Livello 2

L3 = Livello 3

Fair value*=Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

2.2 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": passività subordinate

2.3 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": debiti strutturati

Non esistono, alla data del bilancio, né al 31 dicembre 2022, passività subordinate e debiti strutturati.

Sezione 4 – Derivati di copertura – Voce 40

4.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli

Fair value
31/12/2023
VN Fair value 31/12/2022 VN
L1 L2 L3 31/12/2023 L1 L2 L3 31/12/2022
A. Derivati finanziari - 911.207 - 15.773.106 - 874.058 - 7.668.363
1) Fair value - 852.218 - 14.705.614 - 765.513 - 6.446.126
2) Flussi finanziari - 58.989 - 1.067.492 - 108.545 - 1.222.237
3) Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi - - - - - - - -
1) Fair value - - - - - - - -
2) Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale - 911.207 - 15.773.106 - 874.058 - 7.668.363

Legenda:

VN= Valore nominale o nozionale L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

4.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologie di copertura

Fair Value Flussi finanziari
Specifica
Operazioni/Tipo di
copertura
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale
e indici
azionari
valute e
oro
credito merci altri Generica Specifica Generica Investim.
esteri
1. Attività finanziarie
valutate al fair value con
impatto sulla redditività
complessiva
58.625 - - - X X X - X X
2. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
397.484 X - - X X X - X X
3. Portafoglio X X X X X X 84.932 X 58.989 X
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 456.109 - - - - - 84.932 - 58.989 -
1. Passività finanziarie 191.874 X - - - - X - X X
2. Portafoglio X X X X X X - X - X
Totale passività 191.874 - - - - - - - - -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività
e passività finanziarie
X X X X X X 119.302 X - -

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso della raccolta a vista della clientela.

La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding della banca. Una quota parte di questa raccolta, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal cosiddetto "effetto vischiosità".

Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:

  • la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un modello econometrico;
  • la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.

I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 119.302 mila euro. Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTCS.

I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 58.625 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTC. I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 397.484 mila euro.

Si è adottata la metodologia contabile del macro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di crediti a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente gli effetti economici delle strategie di copertura attuate. I derivati di copertura relativi a tale strategia presentano un fair value negativo di 84.932 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli emessi a tasso fisso contabilizzati nei "titoli in circolazione".

I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 191.874 mila euro.

Sono presenti coperture di macro cash flow hedge su erogazione di mutui a tasso variabile. I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 58.989 mila euro.

Si rimanda alla Sezione della Parte E delle note illustrative per la descrizione delle modalità della copertura.

Sessione 5 – Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica – Voce 50

5.1 Adeguamento di valore delle passività finanziarie coperte

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
43.328 18.291
95.816 222.177
(52.488) (203.886)

Si è adottata anche la metodologia contabile del Macro Fair Value per la copertura rischio di tasso della raccolta a vista di clientela.

La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding del Gruppo. Una quota parte di questa raccolta, pari a circa 12,7 miliardi di euro, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal così detto "effetto vischiosità".

Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:

  • la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un modello econometrico;
  • la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.

Sezione 6 Passività fiscali Voce 60

Si rimanda alla sezione 10 dell'attivo.

Sezione 8 – Altre passività – Voce 80

8.1 Altre passività: composizione

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Debiti verso l'erario 255.601 161.393
Scarto valuta su operazioni di portafoglio 414.985 479.949
Somme a disposizione della clientela 21.855 21.504
Risconti passivi 13.326 9.930
Retribuzioni da corrispondere e relativi contributi 22.914 22.712
Ratei passivi 5.815 17.150
Partite in lavorazione su estero 14.285 9.162
Fornitori 199.261 190.014
Partite viaggianti con le filiali 2.986 6.425
Somme da accreditare a enti 3.847 1.933
Partite in lavorazione titoli 25.959 10.172
Altre partite 149.571 109.262
Somme da accreditare a banche 505.114 401.582
Totale 1.635.519 1.441.188

La voce "Scarto valuta su operazioni di portafoglio" è da ricondurre agli sbilanci degli effetti del portafoglio proprio e di terzi.

Sezione 9 Trattamento di fine rapporto del personale Voce 90

9.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue

Totale Totale
31/12/2023 31/12/2022
A. Esistenze iniziali 56.086 69.845
B. Aumenti 3.226 1.543
B.1 Accantonamenti dell'esercizio 2.274 1.499
B.2 Altre variazioni 952 44
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
C. Diminuzioni 6.360 15.302
C.1 Liquidazioni effettuate 6.134 5.074
C.2 Altre variazioni 226 10.228
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
D. Rimanenze finali 52.952 56.086
Totale 52.952 56.086

Come previsto dalle disposizioni in materia introdotte dall'Ordine Nazionale degli Attuari congiuntamente agli organi competenti OIC, Assirevi ed ABI, per le Società con più di 50 dipendenti al 31 dicembre 2006 è stata delineata una metodologia di calcolo che può essere schematizzata nelle seguenti fasi:

  • proiezione fino all'epoca aleatoria di corresponsione per ciascun dipendente del TFR, già accantonato al 31 dicembre 2006 e rivalutato alla data di valutazione;
  • determinazione per ciascun dipendente dei pagamenti probabilizzati di TFR che dovranno essere effettuati dalla Società in caso di uscita del dipendente causa licenziamento, dimissioni, inabilità, morte e pensionamento nonché a fronte di richiesta di anticipi;
  • attualizzazione, alla data di valutazione, di ciascun pagamento probabilizzato.

Quanto esposto è applicabile al Fondo TFR maturato al 1/1/2007 per i dipendenti che hanno scelto di mantenere il TFR in azienda (e di conseguenza di destinarlo alla Tesoreria INPS), e alla data di scelta nel corso del 2007, per i dipendenti che hanno optato per la previdenza complementare.

Ovviamente il Fondo TFR valutato alla suddetta data è stato incrementato della rivalutazione (al netto dell'imposta sostitutiva) e ridotto di eventuali anticipazioni e liquidazioni erogate.

La valutazione attuariale del TFR, per le società italiane con meno di 50 dipendenti al 31 dicembre 2006, è realizzata in base alla metodologia dei "benefici maturati" mediante il criterio "Projected Unit Credit" (PUC) come previsto ai paragrafi 64-66 dello IAS 19.

Tale metodologia si sostanzia in valutazioni che esprimono il valore attuale medio delle obbligazioni di TFR maturate in base al servizio che il lavoratore ha prestato fino all'epoca in cui la valutazione stessa è realizzata.

La metodologia di calcolo può essere schematizzata nelle seguenti fasi:

  • proiezione per ciascun dipendente in forza alla data di valutazione, del TFR già accantonato e delle future quote di TFR che verranno maturate fino all'epoca aleatoria di corresponsione, proiettando le retribuzioni del lavoratore;
  • determinazione per ciascun dipendente dei pagamenti probabilizzati di TFR che dovranno essere effettuati dalla Società in caso di uscita del dipendente causa licenziamento, dimissioni, inabilità, morte e pensionamento nonché a fronte di richiesta di anticipi;
  • attualizzazione, alla data di valutazione, di ciascun pagamento probabilizzato;
  • riproporzionamento, per ciascun dipendente, delle prestazioni probabilizzate ed attualizzate in base all'anzianità maturata alla data di valutazione rispetto a quella complessiva corrispondente alla data aleatoria di liquidazione.

9.2 Altre informazioni

Il modello attuariale di riferimento per la valutazione del TFR poggia su diverse ipotesi sia di tipo demografico che economico.

Per alcune delle ipotesi utilizzate, ove possibile, si è fatto esplicito riferimento all'esperienza diretta del Gruppo, mentre per le altre si è tenuto conto della best practice di riferimento.

Di seguito sono riportate le principali ipotesi del modello.

Tasso di attualizzazione

Il tasso d'interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato coerentemente con il par.83 dello IAS 19, con riferimento all'indice Iboxx Corporate AA 7-10 (in linea con la duration del collettivo in esame).

Per la valutazione puntuale al 31/12/2023 si è scelto il rendimento avente durata comparabile alla duration del collettivo di lavoratori oggetto della valutazione, che ha dato luogo ad un tasso annuo costante pari allo 3,17%.

Inflazione

Il tasso annuo di inflazione utilizzato è pari al 2,00%.

Tasso annuo di incremento del TFR

Come previsto dall'art. 2120 del Codice Civile, il TFR si rivaluta ogni anno ad un tasso pari al 75% dell'inflazione più un punto e mezzo percentuale, pertanto l'ipotesi di rivalutazione, utile per le valutazioni attuariali, viene determinata in base al tasso sopra indicato.

Tasso annuo reale di incremento salariale

Il tasso applicato è stato pari all'1,00%.

Mortalità

Per la stima del fenomeno della mortalità all'interno del collettivo dei dipendenti oggetto della valutazione è stata utilizzata la tavola di sopravvivenza RG48 utilizzata dalla Ragioneria Generale dello Stato per la stima degli oneri pensionistici della popolazione italiana.

Inabilità

Per la stima del fenomeno di inabilità all'interno del collettivo dei dipendenti oggetto della valutazione è stata utilizzata una tavola INPS differenziata in funzione dell'età e del sesso.

Requisiti di pensionamento

Raggiungimento dei requisiti minimi previsti dell'Assicurazione Generale Obbligatoria.

Frequenze di anticipazione del TFR

Le frequenze annue di accesso al diritto sono state ipotizzate all'1,50%, in funzione delle serie storiche sulle anticipazioni di TFR richieste dai lavoratori dipendenti della banca.

Frequenze di uscita anticipata (turn-over)

Per le probabilità di uscita dall'attività lavorativa per le cause di dimissioni e licenziamento, si sono ipotizzate uscite all'1,80%, facendo ricorso ad un'analisi statistica sulle serie storiche della banca.

Informazioni aggiuntive

Il principio contabile IAS19, per i piani a beneficio definito di tipo post-employment, richiede una serie di informazioni aggiuntive, quali:

  • analisi di sensitività per ciascuna ipotesi attuariale rilevante alla fine dell'esercizio, mostrando gli effetti che ci sarebbero stati a seguito delle variazioni delle ipotesi attuariale ragionevolmente possibili a tale data, in termini assoluti;
  • indicazione del contributo per l'esercizio successivo;
  • indicazione della durata media finanziaria dell'obbligazione per i piani a beneficio definito;
  • erogazioni previste dal piano.

Di seguito si riportano tali informazioni, evidenziando il nuovo valore del TFR utilizzando un tasso di turnover di ulteriori 100 bps, una variazione di +/- 25 bps per il tasso di inflazione e una variazione di +/- 25 bps per il tasso di attualizzazione.

Analisi di sensitività dei principali parametri valutativi del TFR

variazione delle ipotesi

frequenza turnover tasso inflazione tasso attualizzazione
+ 100 bps -100 bps +0,25 bps -0,25 bps +0,25 bps -0,25 bps
53.308 53.063 53.793 52.598 52.275 54.133

La durata media finanziaria è di circa 9,2 anni, il service cost per l'anno 2023 è 0,4 milioni di euro e le erogazioni stimate per i prossimi cinque anni ammontano a circa 21,4 milioni di euro.

Sezione 10 – Fondi per rischi e oneri - Voce 100

10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione

Voci/Componenti Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie
rilasciate
5.228 7.056
2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate - -
3. Fondi di quiescenza aziendali 1.194 1.254
4. Altri fondi per rischi ed oneri 212.943 174.649
4.1 controversie legali e fiscali 19.096 16.964
4.2 oneri per il personale 116.901 96.499
4.3 altri 76.946 61.186
Totale 219.365 182.959

10.2 Fondi per rischi e oneri: variazioni annue

Fondi su altri
impegni e altre
garanzie
rilasciate
Fondi di
quiescenza
Altri fondi per
rischi ed oneri
Totale
A. Esistenze iniziali 7.056 1.254 174.652 182.962
B. Aumenti 1.460 31 118.623 120.114
B.1 Accantonamento dell'esercizio 1.460 31 117.820 119.311
B.2 Variazioni dovute al passare del tempo - - 471 471
B.3 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - 332 332
B.4 Altre variazioni - - - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - -
C. Diminuzioni 3.288 91 80.332 83.711
C.1 Utilizzo nell'esercizio 3.256 77 79.874 83.207
C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - 10 382 392
C.3 Altre variazioni 32 4 76 112
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - -
D. Rimanenze finali 5.228 1.194 212.943 219.365

10.3 Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate

Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate
Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio Impaired
acquisiti/e o
originati/e
Totale
Impegni a erogare fondi 2.513 676 7 - 3.196
Garanzie finanziarie rilasciate 154 676 980 222 2.032
Totale 2.667 1.352 987 222 5.228

10.5 Fondi di previdenza aziendali a benefici definiti

Viene gestito un Fondo interno a Credem e a Credemleasing che erogano un trattamento previdenziale aggiuntivo alle prestazioni erogate dall'INPS.

Si tratta di un "Fondo a prestazione definita" i cui importi sono soggetti alla stessa perequazione prevista per le Pensioni INPS, come pure al censimento presso il Casellario Centrale delle Pensioni. Su tale posta di bilancio viene effettuata la valutazione attuariale.

I beneficiari di tali trattamenti sono coloro che:

  • risultavano eredi di persone decedute durante il servizio con Credem e Credemleasing (sostituito dall'attuale Cassa di Previdenza dal 1/1/1996);
  • risultavano ex dipendenti della Banca Popolare Dauna già in quiescenza oppure che avevano inoltrato le dimissioni entro il 30/11/1999. La Banca Popolare Dauna è confluita in Credem in data 11/12/1999 a seguito di fusione per incorporazione.

Per le valutazioni attuariali del Fondo al 31 dicembre 2023, tenendo conto di quanto disposto dalle linee guida per la redazione dei bilanci tecnici degli Enti di previdenza, sono state adottate le ipotesi demografiche ed economico-finanziarie descritte nei successivi due paragrafi.

Nel corso dell'esercizio il fondo ha subito un decremento netto di circa 52 mila euro.

Ipotesi demografiche

Sono state utilizzate le seguenti probabilità:

  • per le probabilità di morte del personale in pensione è stata utilizzata la tavola IPS55, distinta per sesso;
  • per le probabilità di morte del personale in pensione per invalidità assoluta e permanente, quelle adottate nel modello INPS per le proiezioni 2010, distinte per sesso;
  • per la probabilità di lasciare la famiglia quelle, distinte per sesso, pubblicate nel modello INPS per le proiezioni al 2010 aggiornate.

Ipotesi economico-finanziarie

Le ipotesi in oggetto riguardano il tasso di attualizzazione, i tassi d'inflazione ed i tassi annui di rivalutazione delle pensioni Fondo e Inps.

Per il tasso di rivalutazione si è utilizzata una variazione media rispetto al tasso di inflazione del 75% ricavata da un elevato numero di casi analoghi a quello in esame ed a fronte degli incrementi previsti dalla normativa in vigore a decorrere dall'anno 2009 (100% del tasso di inflazione ISTAT per pensioni annue complessive inferiori a 5 volte il minimo e 75% per la parte di pensione annua compresa tra il precedente importo ed 8 volte il minimo); si precisa che la pensione a carico del Fondo è integrativa di quella dell'INPS solo per alcuni pensionati.

Per il tasso di attualizzazione, in forza della normativa IAS, si è adottato un tasso che risultasse in linea con la vita media probabile del collettivo in esame.

Tabella delle basi economico – finanziarie

Variabili Valori %
Tassi di inflazione 2,00%
Tasso annuo di attualizzazione 3,08%

Informazioni aggiuntive

Il principio contabile IAS19, per i piani a benefici definiti, richiede una sensitivity sulle principali ipotesi attuariali.

Di seguito si riportano tali informazioni, evidenziando il nuovo valore del fondo utilizzando una variazione di +/- 25 bps per il tasso di inflazione e una variazione di +/- 25 bps per il tasso di attualizzazione.

La durata media finanziaria è di circa 9,0 anni.

Analisi di sensitività dei principali parametri valutativi

variazione delle ipotesi
tasso inflazione tasso attualizzazione
+ 0,25 bps - 0,25 bps + 0,25 bps - 0,25 bps
1.223 1.182 1.177 1.229

10.6 Fondi per rischi e oneri: altri fondi

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
A fronte di garanzie ed impegni: 5.207 7.056
A fronte di altri diversi rischi ed oneri: 212.964 174.652
- per cause legali in corso e contenzioso diverso 69.401 55.588
- per oneri finanziari diversi 143.563 119.064
Totale 218.171 181.708

Il Gruppo, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze. Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.

La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento, dell'anatocismo e fiscali.

Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito immobiliare, amministrativo e all'operatività di sportello.

Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.

In conformità con quanto previsto dallo IAS37, informazioni che potrebbero pregiudicare in maniera significativa la posizione del Gruppo coinvolto nelle controversie/vertenze sono state omesse.

Contenzioso lavoristico

I rischi connessi al contenzioso lavoristico vengono valutati trimestralmente in base all'andamento delle cause e conseguentemente vengono aggiornati gli accantonamenti.

Revocatorie Fallimentari

Si tratta di controversie nelle quali il Gruppo può essere coinvolto in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa quando clienti assoggettabili a Liquidazione Giudiziale dispongono pagamenti in favore del Gruppo, effettuano rimesse su un conto corrente bancario in un arco temporale prossimo alla dichiarazione di Liquidazione Giudiziale. L'azione revocatoria è uno strumento utilizzabile dal curatore fallimentare allo scopo di ricostituire il patrimonio del fallito destinato alla soddisfazione dei suoi creditori, facendovi rientrare quanto ne era uscito nel periodo antecedente alla Liquidazione Giudiziale (il cosiddetto periodo sospetto). Il Gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale. Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame. Tutte le cause in materia sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Malversazioni

Si tratta di controversie nelle quali il Gruppo può essere coinvolto in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa, vi sono alcuni reclami e alcune vertenze giudiziali derivanti da comportamenti anomali posti in essere da dipendenti o consulenti finanziari nello svolgimento delle mansioni loro affidate o dell'attività espletata, con conseguenti contestazioni da

parte della clientela nei confronti della Banca stessa, che può eventualmente essere ritenuta responsabile di tali comportamenti.

Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale.

Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame.

Contenzioso in materia di anatocismo

Tutte le cause in materia - a volte comprendenti anche contestazioni relative al superamento del Tasso Soglia Usura – sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Contenzioso in materia di servizi di investimento

Quanto alle controversie giudiziali aventi ad oggetto servizi di investimento – bond in default, derivati, ecc. – la policy adottata dalla Banca in materia è quella di procedere ad una valutazione delle singole posizioni caso per caso, prestando particolare attenzione al dato documentale e al profilo dell'adeguatezza degli investimenti contestati rispetto alla posizione della singola controparte. Per effetto di detta analisi, ove ritenuto opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze.

Reclami formulati dalla clientela

Con riferimento alle contestazioni avanzate dalla clientela vengono effettuati gli opportuni accantonamenti; in particolare, nel caso in cui il danno lamentato sia superiore a una predeterminata soglia di rilevanza (ad oggi fissata in 25ek), la previsione di perdita è fatta analiticamente. Qualora il danno lamentato sia, invece, inferiore a detta soglia, l'accantonamento è determinato applicando una percentuale forfettaria/statistica stabilita in base alla media delle perdite effettivamente subite sul totale dei reclami analoghi ricevuti negli anni precedenti.

Contenzioso fiscale

I rischi derivanti dal contenzioso fiscale del Gruppo sono presidiati da adeguati accantonamenti a fondi per rischi e oneri.

Con riguardo alla capogruppo, sono in essere 15 procedimenti contenziosi, afferenti principalmente a tributi locali o conseguenti a dinieghi su istanze di rimborso di imposte presentate dalla banca. Relativamente a tali contenziosi non sono emersi rischi effettivi o quanto meno il rischio stimato è apparso remoto. Per questa ragione non sono stati effettuati accantonamenti specifici. Per Credemleasing pendono 28 procedimenti contenziosi, prevalentemente relativi a tributi locali.

Sono infine presenti controversie di minore rilevanza relative all'operatività posta in essere dai promotori finanziari, al contenzioso lavoristico, nonché all'ambito immobiliare, amministrativo.

Sezione 11 – Passività assicurative Voce 110

Dinamica del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi - GMM o VFA - passività per residua copertura e per sinistri accaduti

Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita
-------------------------------------------------------------------------------------- -- --
Passività per residua
copertura
31/12/2023
Passività per
sinistri
accaduti
Totale Passività per residua
copertura
31/12/2022
Passività per
sinistri
accaduti
Totale
Voci/Passività Al netto
della
perdita
Perdita 31/12/2023 31/12/2023 Al netto
della
perdita
Perdita 31/12/2022 31/12/2022
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti assicurativi
emessi che costituiscono
passività
3.575.841 - 32.163 3.608.004 4.272.246 - 26.411 4.298.657
2. Contratti assicurativi
emessi che costituiscono
attività
- - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 1°
gennaio
3.575.841 - 32.163 3.608.004 4.272.246 - 26.411 4.298.657
B. Ricavi assicurativi (59.368) - - (59.368) (72.475) - - (72.475)
C. Costi per servizi assicurativi
1. Sinistri accaduti e altri costi
direttamente attribuibili
- - 735.629 735.629 - - 31.434 31.434
2. Variazioni della passività
per sinistri accaduti
- - (716.175) (716.175) - - 5.752 5.752
3. Perdite e relativi recuperi su
contratti onerosi
- - - - - - - -
4. Ammortamento dei costi di
acquisizione dei contratti
49 - - 49 33 - - 33
5. Totale 49 - 19.454 19.503 33 - 37.186 37.219
D. Risultato dei servizi
assicurativi (B+C)
(59.319) - 19.454 (39.865) (72.442) - 37.186 (35.256)
E. Costi/ricavi netti di natura
finanziaria
1. Relativi ai contratti
295.184 - - 295.184 (717.297) - - (717.297)
assucurativi emessi
1.1 Registrati in conto
115.937 - - 115.937 (12.126) - - (12.126)
economico
1.2 Registrati nel conto
179.247 - - 179.247 (705.171) - - (705.171)
economico complessivo
2. Effetti connessi con le
variazioni dei tassi di cambio - - - - - - - -
3. Totale
F. Componenti di investimento
295.184
(720.300)
-
-
-
720.300
295.184
-
(717.297)
(372.414)
-
-
-
372.413
(717.297)
(1)
G. Importo totale registrato in
conto economico e nel conto
economico complessivo
(D+E+F)
(484.435) - 739.754 255.319 (1.162.153) - 409.599 (752.554)
H. Altre variazioni 1.008 - - 1.008 758 - - 758
I. Movimenti di cassa
1. Premi ricevuti 745.357 - - 745.357 465.668 - - 465.668
2. Pagamenti connessi con i
costi di acquisizione dei
contratti
- - - - (679) - - (679)
3. Sinistri pagati e altre uscite
di cassa
- - (735.629) (735.629) - - (403.848) (403.848)
4. Totale 745.357 - (735.629) 9.728 464.989 - (403.848) 61.141
L. Valore netto di bilancio al 31
dicembre (A.3+G+H+I.4)
3.837.771 - 36.288 3.874.059 3.575.840 - 32.162 3.608.002
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti assicurativi
emessi che costituiscono
passività
3.837.771 - 36.288 3.874.059 3.575.841 - 32.163 3.608.004
2. Contratti assicurativi
emessi che costituiscono
attività
- - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 31
dicembre
3.837.771 - 36.288 3.874.059 3.575.841 - 32.163 3.608.004

Dinamica del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi - GMM o VFA - passività per residua copertura e per sinistri accaduti

Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Voci/Passività Passività per residua
copertura
31/12/2023
Passività per
sinistri
accaduti
Totale Passività per residua
copertura
31/12/2022
Passività per
sinistri
accaduti
Totale
Al netto
della
perdita
Perdita 31/12/2023 31/12/2023 Al netto
della
perdita
Perdita 31/12/2022 31/12/2022
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti assicurativi
emessi che costituiscono
passività
58.259 1.396 5.014 64.669 54.763 - 3.233 57.996
2. Contratti assicurativi
emessi che costituiscono
attività
- - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 1°
gennaio
58.259 1.396 5.014 64.669 54.763 - 3.233 57.996
B. Ricavi assicurativi (33.337) (7) - (33.344) (20.985) (14) - (20.999)
C. Costi per servizi assicurativi
1. Sinistri accaduti e altri
costi direttamente
attribuibili
- - 11.473 11.473 - - 12.267 12.267
2. Variazioni della passività
per sinistri accaduti
- - 852 852 - - 1.782 1.782
3. Perdite e relativi recuperi
su contratti onerosi
- (1.360) - (1.360) - 1.397 - 1.397
4. Ammortamento dei costi
di acquisizione dei contratti
2.553 - - 2.553 1.000 - - 1.000
5. Totale 2.553 (1.360) 12.325 13.518 1.000 1.397 14.049 16.446
D. Risultato dei servizi
assicurativi (B+C)
(30.784) (1.367) 12.325 (19.826) (19.985) 1.383 14.049 (4.553)
E. Costi/ricavi netti di natura
finanziaria
1. Relativi ai contratti
assucurativi emessi
3.079 7 - 3.086 (3.986) 13 - (3.973)
1.1 Registrati in conto
economico
531 7 - 538 21 13 - 34
1.2 Registrati nel conto
economico complessivo
2.548 - - 2.548 (4.007) - - (4.007)
2. Effetti connessi con le
variazioni dei tassi di
- - - - - - - -
cambio
3. Totale 3.079 7 - 3.086 (3.986) 13 - (3.973)
F. Componenti di investimento - - - - - - - -
G. Importo totale registrato in
conto economico e nel conto
economico complessivo
(D+E+F)
(27.705) (1.360) 12.325 (16.740) (23.971) 1.396 14.049 (8.526)
H. Altre variazioni - - - - - - - -
I. Movimenti di cassa
1. Premi ricevuti
2. Pagamenti connessi con i
26.560 - - 26.560 33.764 - - 33.764
costi di acquisizione dei
contratti
(14) - - (14) (6.297) - - (6.297)
3. Sinistri pagati e altre
uscite di cassa
- - (11.473) (11.473) - - (12.267) (12.267)
4. Totale 26.546 - (11.473) 15.073 27.467 - (12.267) 15.200
L. Valore netto di bilancio al 31
dicembre (A.3+G+H+I.4)
M. Valore di bilancio finale
57.100 36 5.866 63.002 58.259 1.396 5.015 64.670
1. Contratti assicurativi
emessi che costituiscono
passività
57.100 36 5.866 63.002 58.259 1.396 5.014 64.669
2. Contratti assicurativi
emessi che costituiscono
attività
- - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 31
dicembre
57.100 36 5.866 63.002 58.259 1.396 5.014 64.669

Dinamica del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi - GMM o VFA - passività per residua copertura e per sinistri accaduti

Contratti d'investimento emessi con elementi di partecipazione discrezionali - Segmento Vita
Passività per residua
copertura
31/12/2023
Passività per
sinistri
accaduti
Totale Passività per residua
copertura
31/12/2022
Passività per
sinistri
accaduti
Totale
Voci/Passività Al netto
della
perdita
Perdita 31/12/2023 31/12/2023 Al netto
della
perdita
Perdita 31/12/2022 31/12/2022
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti assicurativi emessi
che costituiscono passività
279.829 - 365 280.194 180.072 - 81 180.153
2. Contratti assicurativi
emessi che costituiscono
attività
- - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 1°
gennaio
279.829 - 365 280.194 180.072 - 81 180.153
B. Ricavi assicurativi (4.406) - - (4.406) (4.310) - - (4.310)
C. Costi per servizi assicurativi
1. Sinistri accaduti e altri costi
direttamente attribuibili
- - 24.814 24.814 - - 902 902
2. Variazioni della passività per
sinistri accaduti
- - (22.717) (22.717) - - 284 284
3. Perdite e relativi recuperi su
contratti onerosi
- - - - - - - -
4. Ammortamento dei costi di
acquisizione dei contratti
14 - - 14 11 - - 11
5. Totale 14 - 2.097 2.111 11 - 1.186 1.197
D. Risultato dei servizi
assicurativi (B+C)
(4.392) - 2.097 (2.295) (4.299) - 1.186 (3.113)
E. Costi/ricavi netti di natura
finanziaria
1. Relativi ai contratti
assucurativi emessi
25.909 - - 25.909 (35.287) - - (35.287)
1.1 Registrati in conto
economico
20.379 - - 20.379 (17.910) - - (17.910)
1.2 Registrati nel conto
economico complessivo
5.530 - - 5.530 (17.377) - - (17.377)
2. Effetti connessi con le
variazioni dei tassi di cambio
- - - - - - - -
3. Totale 25.909 - - 25.909 (35.287) - - (35.287)
F. Componenti di investimento (24.672) - 24.672 - (17.423) - 17.423 -
G. Importo totale registrato in
conto economico e nel conto
economico complessivo (D+E+F)
(3.155) - 26.769 23.614 (57.009) - 18.609 (38.400)
H. Altre variazioni (1.008) - - (1.008) (758) - - (758)
I. Movimenti di cassa
1. Premi ricevuti 72.945 - - 72.945 157.640 - - 157.640
2. Pagamenti connessi con i
costi di acquisizione dei
contratti
- - - - (116) - - (116)
3. Sinistri pagati e altre uscite
di cassa
- - (24.814) (24.814) - - (18.327) (18.327)
4. Totale 72.945 - (24.814) 48.131 157.524 - (18.327) 139.197
L. Valore netto di bilancio al 31
dicembre (A.3+G+H+I.4)
348.611 - 2.320 350.931 279.829 - 363 280.192
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti assicurativi emessi
che costituiscono passività
2. Contratti assicurativi
348.611 - 2.319 350.930 279.829 - 365 280.194
emessi che costituiscono
attività
- - - - - - - -
3. Valore netto di bilancio al 31
dicembre
348.611 - 2.319 350.930 279.829 - 365 280.194

Dinamica del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi distinta per elementi sottostanti alla misurazione

Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio
dei contratti assicurativi emessi
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei
contratti assicurativi emessi
Voci/Elementi
sottostanti alla
misurazione
Valore
attuale dei
flussi
finanziari
31/12/2023
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2023
Margine sui
servizi
contrattuali
31/12/2023
Totale
31/12/2023
Valore
attuale dei
flussi
finanziari
31/12/2022
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2022
Margine sui
servizi
contrattuali
31/12/2022
Totale
31/12/2022
A. Valore di
bilancio iniziale
1. Contratti
assicurativi
emessi che
costituiscono
passività
3.350.671 23.429 233.905 3.608.005 4.020.613 16.389 261.656 4.298.658
2. Contratti
assicurativi
emessi che
costituiscono
attività
- - - - - - - -
3. Valore netto
di bilancio al 1°
gennaio
3.350.671 23.429 233.905 3.608.005 4.020.613 16.389 261.656 4.298.658
B. Variazioni
relative ai servizi
attuali
1. Margine sui
servizi
contrattuali
registrato in
conto
economico
- - (38.166) (38.166) - - (57.149) (57.149)
2. Variazione
per rischi non
finanziari
scaduti
- (2.987) - (2.987) - (1.289) - (1.289)
3. Modifiche
connesse con
l'esperienza
(19.240) - - (19.240) (92.620) - - (92.620)
4. Totale (19.240) (2.987) (38.166) (60.393) (92.620) (1.289) (57.149) (151.058)
C. Variazioni
relative a servizi
futuri
1. Variazioni
del margine
sui servizi
contrattuali
12.349 25.800 (37.076) 1.073 93.753 12.497 (27.633) 78.617
2. Perdite su
gruppi di
contratti
onerosi e
relativi
recuperi
- - - - - - - -
3. Effetti dei
contratti
inizialmente
rilevati
nell'esercizio
di riferimento
(56.161) 3.628 52.534 1 (26.307) 1.175 25.132 -
4. Totale (43.812) 29.428 15.458 1.074 67.446 13.672 (2.501) 78.617
D. Variazioni
relative a servizi
passati
1.
Aggiustamenti
alla passività
per sinistri
avvenuti
4.125 - - 4.125 5.752 - - 5.752

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

219

2. Modifiche
connesse con
l'esperienza
15.330 - - 15.330 31.434 - - 31.434
3. Totale 19.455 - - 19.455 37.186 - - 37.186
E. Risultato dei
servizi
assicurativi
(B+C+D)
(43.597) 26.441 (22.708) (39.864) 12.012 12.383 (59.650) (35.255)
F. Costi/ricavi di
natura
finanziaria
1. Relativi ai
contratti
347.780 (1.220) (51.376) 295.184 (731.856) (5.298) 19.856 (717.298)
assucurativi
emessi
1.1 Registrati
in conto
economico
1.2 Registrati
347.780 (1.220) (230.623) 115.937 (731.856) (5.298) 725.027 (12.127)
nel conto
economico
complessivo
- - 179.247 179.247 - - (705.171) (705.171)
2. Effetti
connessi con
le variazioni
dei tassi di
cambio
- - - - - - - -
3. Totale 347.780 (1.220) (51.376) 295.184 (731.856) (5.298) 19.856 (717.298)
G. Importo
totale delle
variazioni
registrate in
conto
economico e nel
conto
economico
complessivo
(E+F)
304.183 25.221 (74.084) 255.320 (719.844) 7.085 (39.794) (752.553)
H. Altre
variazioni
I. Movimenti di
cassa
(26.438) (193) 27.639 1.008 (11.240) (46) 12.043 757
1. Premi 745.357 - - 745.357 465.668 - - 465.668
ricevuti
2. Pagamenti
connessi con i
costi di
acquisizione
dei contratti
- - - - (679) - - (679)
3. Sinistri
pagati e altre
uscite di
cassa
(735.629) - - (735.629) (403.847) - - (403.847)
4. Totale 9.728 - - 9.728 61.142 - - 61.142
L. Valore netto di
bilancio al 31
dicembre
(A.3+G+H+I.4)
3.638.144 48.457 187.460 3.874.061 3.350.671 23.428 233.905 3.608.004
M. Valore di
bilancio finale
1. Contratti
assicurativi
emessi che
costituiscono
passività
3.638.143 48.456 187.460 3.874.059 3.350.671 23.429 233.905 3.608.005
2. Contratti
assicurativi
emessi che
costituiscono
attività
- - - - - - - -
3. Valore netto
di bilancio al 31
dicembre
3.638.143 48.456 187.460 3.874.059 3.350.671 23.429 233.905 3.608.005

Dinamica del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi distinta per elementi sottostanti alla misurazione

Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio
dei contratti assicurativi emessi
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio
dei contratti assicurativi emessi
Voci/Elementi
sottostanti alla
misurazione
Valore
attuale dei
flussi
finanziari
31/12/2023
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2023
Margine sui
servizi
contrattuali
31/12/2023
Totale
31/12/2023
Valore
attuale dei
flussi
finanziari
31/12/2022
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2022
Margine sui
servizi
contrattuali
31/12/2022
Totale
31/12/2022
A. Valore di
bilancio iniziale
1. Contratti
assicurativi
emessi che
costituiscono
passività
48.839 1.766 14.064 64.669 44.158 1.561 12.277 57.996
2. Contratti
assicurativi
emessi che
costituiscono
attività
- - - - - - - -
3. Valore netto di
bilancio al 1°
gennaio
48.840 1.767 14.064 64.671 44.158 1.561 12.277 57.996
B. Variazioni
relative ai servizi
attuali
1. Margine sui
servizi
contrattuali
registrato in
conto
economico
- - (6.244) (6.244) - - (3.333) (3.333)
2. Variazione
per rischi non
finanziari
scaduti
- (501) - (501) - (456) - (456)
3. Modifiche
connesse con
l'esperienza
(25.103) - - (25.103) (16.840) - - (16.840)
4. Totale (25.103) (501) (6.244) (31.848) (16.840) (456) (3.333) (20.629)
C. Variazioni
relative a servizi
futuri
1. Variazioni del
margine sui
servizi
contrattuali
(6.768) (256) 7.465 441 1.228 216 (945) 499
2. Perdite su
gruppi di
contratti
onerosi e
relativi recuperi
(791) 48 - (743) 1.217 312 - 1.529
3. Effetti dei
contratti
inizialmente
rilevati
nell'esercizio di
riferimento
(5.995) 400 5.595 - (6.390) 301 6.090 1
4. Totale (13.554) 192 13.060 (302) (3.945) 829 5.145 2.029
D. Variazioni
relative a servizi
passati
1.
Aggiustamenti
alla passività
per sinistri
avvenuti
852 - - 852 1.782 - - 1.782

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

221

2. Modifiche
connesse con
l'esperienza
11.473 - - 11.473 12.267 - - 12.267
3. Totale 12.325 - - 12.325 14.049 - - 14.049
E. Risultato dei
servizi
assicurativi
(B+C+D)
(26.332) (309) 6.816 (19.825) (6.736) 373 1.812 (4.551)
F. Costi/ricavi di
natura finanziaria
1. Relativi ai
contratti
assucurativi
emessi
2.745 113 228 3.086 (3.781) (167) (26) (3.974)
1.1 Registrati
in conto
economico
292 18 228 538 59 - (26) 33
1.2 Registrati
nel conto
economico
complessivo
2.453 95 - 2.548 (3.840) (167) - (4.007)
2. Effetti
connessi con le
variazioni dei
tassi di cambio
- - - - - - - -
3. Totale 2.745 113 228 3.086 (3.781) (167) (26) (3.974)
G. Importo totale
delle variazioni
registrate in
conto economico
e nel conto
economico
complessivo
(E+F)
(23.587) (196) 7.044 (16.739) (10.517) 206 1.786 (8.525)
H. Altre variazioni - - - - - - - -
I. Movimenti di
cassa
1. Premi ricevuti 26.560 - - 26.560 33.764 - - 33.764
2. Pagamenti
connessi con i
costi di
acquisizione
dei contratti
(14) - - (14) (6.297) - - (6.297)
3. Sinistri
pagati e altre
(11.473) - - (11.473) (12.267) - - (12.267)
uscite di cassa
4. Totale
15.073 - - 15.073 15.200 - - 15.200
L. Valore netto di
bilancio al 31
dicembre
(A.3+G+H+I.4)
40.326 1.571 21.108 63.005 48.841 1.767 14.063 64.671
M. Valore di
bilancio finale
1. Contratti
assicurativi
emessi che
costituiscono
passività
40.325 1.570 21.108 63.003 48.839 1.766 14.064 64.669
2. Contratti
assicurativi
emessi che
costituiscono
attività
- - - - - - - -
3. Valore netto di
bilancio al 31
dicembre
40.325 1.570 21.108 63.003 48.839 1.766 14.064 64.669

Dinamica del valore di bilancio dei contratti assicurativi emessi distinta per elementi sottostanti alla misurazione

Contratti d'investimento emessi con elementi di partecipazione discrezionali - Segmento Vita

Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio
dei contratti assicurativi emessi
Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio
dei contratti assicurativi emessi
Voci/Elementi
sottostanti alla
misurazione
Valore
attuale dei
flussi
finanziari
31/12/2023
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2023
Margine sui
servizi
contrattuali
31/12/2023
Totale
31/12/2023
Valore
attuale dei
flussi
finanziari
31/12/2022
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2022
Margine sui
servizi
contrattuali
31/12/2022
Totale
31/12/2022
A. Valore di
bilancio iniziale
1. Contratti
assicurativi
emessi che
costituiscono
passività
267.546 1.069 11.579 280.194 171.662 515 7.977 180.154
2. Contratti
assicurativi
emessi che
costituiscono
attività
- - - - - - - -
3. Valore netto di
bilancio al 1°
gennaio
267.546 1.069 11.579 280.194 171.662 515 7.977 180.154
B. Variazioni
relative ai servizi
attuali
1. Margine sui
servizi
contrattuali
registrato in
conto
economico
- - (2.173) (2.173) - - (1.680) (1.680)
2. Variazione
per rischi non
finanziari
scaduti
- (83) - (83) - (31) - (31)
3. Modifiche
connesse con
l'esperienza
(15.743) - - (15.743) 178.301 - - 178.301
4. Totale (15.743) (83) (2.173) (17.999) 178.301 (31) (1.680) 176.590
C. Variazioni
relative a servizi
futuri
1. Variazioni del
margine sui
servizi
contrattuali
(5.763) 969 18.400 13.606 (159.295) (180) (21.414) (180.889)
2. Perdite su
gruppi di
contratti
onerosi e
relativi
recuperi
- - - - - - - -
3. Effetti dei
contratti
inizialmente
rilevati
nell'esercizio di
riferimento
(4.133) 257 3.876 - (21.803) 948 20.855 -
4. Totale (9.896) 1.226 22.276 13.606 (181.098) 768 (559) (180.889)
D. Variazioni
relative a servizi
passati
1.
Aggiustamenti
alla passività
per sinistri
avvenuti
1.955 - - 1.955 284 - - 284

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

223

2. Modifiche
connesse con
l'esperienza
142 - - 142 903 - - 903
3. Totale 2.097 - - 2.097 1.187 - - 1.187
E. Risultato dei
servizi
assicurativi
(B+C+D)
(23.542) 1.143 20.103 (2.296) (1.610) 737 (2.239) (3.112)
F. Costi/ricavi di
natura finanziaria
1. Relativi ai
contratti
assucurativi
emessi
39.474 17 (13.582) 25.909 (39.311) (176) 4.199 (35.288)
1.1 Registrati
in conto
economico
39.474 17 (19.112) 20.379 (39.311) (176) 21.576 (17.911)
1.2 Registrati
nel conto
economico
complessivo
- - 5.530 5.530 - - (17.377) (17.377)
2. Effetti
connessi con le
variazioni dei
tassi di cambio
- - - - - - - -
3. Totale 39.474 17 (13.582) 25.909 (39.311) (176) 4.199 (35.288)
G. Importo totale
delle variazioni
registrate in
conto economico
e nel conto
economico
complessivo
(E+F)
15.932 1.160 6.521 23.613 (40.921) 561 1.960 (38.400)
H. Altre variazioni
I. Movimenti di
cassa
(2.143) (9) 1.144 (1.008) (2.394) (8) 1.642 (760)
1. Premi 72.945 - - 72.945 157.640 - - 157.640
ricevuti
2. Pagamenti
connessi con i
costi di
acquisizione
- - - - (116) - - (116)
dei contratti
3. Sinistri
pagati e altre
(24.814) - - (24.814) (18.326) - - (18.326)
uscite di cassa
4. Totale
48.131 - - 48.131 139.198 - - 139.198
L. Valore netto di
bilancio al 31
dicembre
(A.3+G+H+I.4)
M. Valore di
329.466 2.220 19.244 350.930 267.545 1.068 11.579 280.192
bilancio finale
1. Contratti
assicurativi
emessi che
costituiscono
passività
329.467 2.218 19.245 350.930 267.546 1.069 11.579 280.194
2. Contratti
assicurativi
emessi che
costituiscono
attività
3. Valore netto di
- - - - - - - -

Dinamica dei ricavi assicurativi e del margine sui servizi contrattuali dei contratti assicurativi emessi ripartiti in base ai contratti esistenti al momento della transizione all'IFRS 17

Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

31/12/2023 31/12/2022
Nuovi contratti e
contratti
misurati alla
data di
transizione con il
metodo
dell'applicazione
retroattiva piena
Contratti
misurati alla
data di
transizione con il
metodo
dell'applicazione
retroattiva
modificata
Contratti
misurati
alla data di
transizione
con il
metodo del
fair value
Contratti
oggetto
di carve
out
Totale Nuovi contratti e
contratti
misurati alla
data di
transizione con il
metodo
dell'applicazione
retroattiva piena
Contratti
misurati alla
data di
transizione con il
metodo
dell'applicazione
retroattiva
modificata
Contratti
misurati
alla data di
transizione
con il
metodo del
fair value
Contratti
oggetto
di carve
out
Totale
Ricavi - - - 59.366 59.366 - - - 73.156 73.156
assicurativi
Margine sui
servizi
contrattuali –
Esistenze
iniziali
- - - 233.905 233.905 - - - 261.656 261.656
Variazioni
riferite ai servizi
attuali
- - - (38.166) (38.166) - - - (57.149) (57.149)
- Margine sui
servizi
contrattuali
rilevato in
conto
economico
per riflettere
i servizi
prestati
- - - (38.166) (38.166) - - - (57.149) (57.149)
Variazioni
riferite ai servizi
futuri
- - - (8.567) (8.567) - - - 31.434 31.434
- Variazioni
delle stime
che
modificano il
margine sui
servizi
contrattuali
- - - (61.101) (61.101) - - - (6.302) (6.302)
- Effetti dei
contratti
inizialmente
rilevati
nell'esercizio
di
riferimento
- - - 52.534 52.534 - - - 25.132 25.132
Ricavi/costi di
natura
finanziaria
1. Relativi ai
contratti
assicurativi
emessi
- - - 289 289 - - - (2.036) (2.036)
2. Effetti
connessi con
le variazioni
dei tassi di
cambio
- - - - - - - - - -
3. Totale - - - 289 289 - - - (2.036) (2.036)
Totale
variazioni
riconosciute in
conto
economico e
nel conto
economico
complessivo
- - - (46.444) (46.444) - - - (27.751) (27.751)
Margine sui
servizi
contrattuali –
Rimanenze
finali
- - - 187.461 187.461 - - - 233.905 233.905

Dinamica dei ricavi assicurativi e del margine sui servizi contrattuali dei contratti assicurativi emessi ripartiti in base ai contratti esistenti al momento della transizione all'IFRS 17

Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

31/12/2023 31/12/2022
Nuovi contratti e
contratti
misurati alla
data di
transizione con
il metodo
dell'applicazione
retroattiva piena
Contratti
misurati alla
data di
transizione con
il metodo
dell'applicazione
retroattiva
modificata
Contratti
misurati
alla data di
transizione
con il
metodo
del fair
value
Contratti
oggetto
di carve
out
Totale Nuovi contratti e
contratti
misurati alla
data di
transizione con
il metodo
dell'applicazione
retroattiva piena
Contratti
misurati alla
data di
transizione con
il metodo
dell'applicazione
retroattiva
modificata
Contratti
misurati
alla data di
transizione
con il
metodo
del fair
value
Contratti
oggetto
di carve
out
Totale
Ricavi
assicurativi
16.487 - 16.858 - 33.345 8.936 - 15.531 - 24.467
Margine sui
servizi
contrattuali –
Esistenze
iniziali
4.954 - 9.110 - 14.064 - - 12.277 - 12.277
Variazioni
riferite ai
servizi attuali
(2.449) - (3.795) - (6.244) (507) - (2.825) - (3.332)
- Margine sui
servizi
contrattuali
rilevato in
conto
economico
per riflettere
i servizi
prestati
(2.449) - (3.795) - (6.244) (507) - (2.825) - (3.332)
Variazioni
riferite ai
servizi futuri
7.779 - 5.281 - 13.060 5.448 - (303) - 5.145
- Variazioni
delle stime
che
modificano il
margine sui
servizi
contrattuali
- Effetti dei
contratti
inizialmente
2.184 - 5.281 - 7.465 642 - 303 - 945
rilevati
nell'esercizio
di
riferimento
Ricavi/costi di
5.595 - - - 5.595 6.090 - - - 6.090
natura
finanziaria
1. Relativi ai
contratti
assicurativi
emessi
223 - 6 - 229 13 - (38) - (25)
2. Effetti
connessi con
le variazioni
dei tassi di
cambio
- - - - - - - - - -
3. Totale 223 - 6 - 229 13 - (38) - (25)
Totale
variazioni
riconosciute in
conto
economico e
nel conto
economico
complessivo
5.553 - 1.492 - 7.045 4.954 - (3.166) - 1.788
Margine sui
servizi
contrattuali –
Rimanenze
finali
10.507 - 10.602 - 21.109 4.954 - 9.111 - 14.065

Dinamica dei ricavi assicurativi e del margine sui servizi contrattuali dei contratti assicurativi emessi ripartiti in base ai contratti esistenti al momento della transizione all'IFRS 17

Contratti d'investimento emessi con elementi di partecipazione discrezionali - Segmento Vita

31/12/2022
31/12/2023
Nuovi contratti e
contratti
misurati alla
data di
transizione con
il metodo
dell'applicazione
retroattiva piena
Contratti
misurati alla
data di
transizione con
il metodo
dell'applicazione
retroattiva
modificata
'Contratti
misurati
alla data di
transizione
con il
metodo
del fair
value
Contratti
oggetto
di carve
out
Totale Nuovi contratti e
contratti
misurati alla
data di
transizione con
il metodo
dell'applicazione
retroattiva piena
Contratti
misurati alla
data di
transizione con
il metodo
dell'applicazione
retroattiva
modificata
'Contratti
misurati
alla data di
transizione
con il
metodo
del fair
value
Contratti
oggetto
di carve
out
Totale
Ricavi
assicurativi
- - - 4.406 4.406 - - - 4.424 4.424
Margine sui
servizi
contrattuali –
Esistenze
iniziali
- - - 11.579 11.579 - - - 7.977 7.977
Variazioni
riferite ai
servizi attuali
- - - (2.173) (2.173) - - - (1.680) (1.680)
- Margine sui
servizi
contrattuali
rilevato in
conto
economico
per riflettere
i servizi
prestati
- - - (2.173) (2.173) - - - (1.680) (1.680)
Variazioni
riferite ai
servizi futuri
- - - 21.645 21.645 - - - (9.609) (9.609)
- Variazioni
delle stime
che
modificano il
margine sui
servizi
contrattuali
- - - 17.769 17.769 - - - 30.464 30.464
- Effetti dei
contratti
inizialmente
rilevati
nell'esercizio
di
- - - 3.876 3.876 - - - 20.855 20.855
riferimento
Ricavi/costi di
natura
finanziaria
1. Relativi ai
contratti
assicurativi
emessi
2. Effetti
- - - (11.806) (11.806) - - - 14.892 14.892
connessi
con le
variazioni dei
tassi di
cambio
- - - - - - - - - -
3. Totale - - - (11.806) (11.806) - - - 14.892 14.892
Totale
variazioni
riconosciute in
conto
economico e
nel conto
economico
complessivo
- - - 7.666 7.666 - - - 3.603 3.603
Margine sui
servizi
contrattuali –
Rimanenze
finali
- - - 19.245 19.245 - - - 11.580 11.580

Di seguito si riporta la dinamica di rilascio del margine sui servizi contrattuali esposto separatamente per Contratti assicurativi emessi e Contratti di riassicurazione detenuti

31/12/2023 31/12/2022
Margine sui servizi
contrattuali - Contratti
assicurativi emessi
Margine sui servizi
contrattuali - Contratti di
riassicurazione detenuti
Margine sui servizi
contrattuali - Contratti
assicurativi emessi
Margine sui servizi
contrattuali - Contratti di
riassicurazione detenuti
1 anno o
meno
30.494 -444 34.865 -428
1-2 anni 25.712 -303 28.666 -321
2-3 anni 22.611 -206 24.994 -243
3-4 anni 19.223 -140 21.841 -184
4-5 anni 16.797 -95 19.108 -139
oltre i 5
anni
112.975 -201 130.073 -474
TOTALE 227.812 -1.390 259.547 -1.789

Elementi sottostante alla misurazione dei contratti assicurativi emessi iscritti nell'esercizio

Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Voc
i/Gr
i di
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ti
trat
con
Con
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trat
31/1
2/2
023
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31/1
2/2
023
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2/2
023
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31/1
2/2
022
ti Con
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2/2
022
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31/1
2/2
022
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Tot
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Tot
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0
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0
- - - - - - - 293
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4
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4
- - - - - -
3. T
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- 618
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0
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0
- - - - - - - 294
.149
294
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0)
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674
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0)
- - - - - - - 320
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5
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C. S
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A-B
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- (5
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(5
0)
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- - - - - - - (
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306
(
)
26.
306
- - - - - -
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F. M
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534
52.
534
- - - - - - - 25.
132
25.
132
- - - - - -
G. A
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C+D
(
+E+
F)
- 2 2 - - - - - - - 1 1 - - - - - -

Elementi sottostante alla misurazione dei contratti assicurativi emessi iscritti nell'esercizio

Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Voc
i/Gr
i di
ti
trat
upp
con
Con
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rig
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ti
31/1
2/2
023
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2/2
023
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2/2
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2/2
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- - - - - - 822 (
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+E+
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22)
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- - - - - - 1.10
9
1 1.11
0
- - - - - -

Elementi sottostante alla misurazione dei contratti assicurativi emessi iscritti nell'esercizio

Contratti d'investimento emessi con elementi di partecipazione discrezionali - Segmento Vita

Voc
i/Gr
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2/2
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- - - - - - - (
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21.8
03)
- - - - - -
D. S
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- 257 257 - - - - - - - 948 948 - - - - - -
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- - - - - - - - - - - - - - - - - -
F. M
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76
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C+D
+E+
F)
- - - - - - - - - - - - - - - - - -

Di seguito viene rappresentato il valore della attività sottostanti i contratti con elementi di partecipazione diretta per il loro Fair Value

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Cassa e disponibilità liquide 20.115 25.500
Titoli di debito 3.305.295 3.042.897
Quote di O.I.C.R. 1.119.111 1.100.160
Derivati - 1.576
Altei attività e passività -2.467 -982
Totale 4.442.054 4.169.150

Sezione 13 – Patrimonio del gruppo – Voci 120, 130, 140, 150, 160, 170 e 180

13.1 "Capitale" e "Azioni proprie": composizione

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
341.320 341.320
- -
- -
- -
6.674 10.072
- -
- -
- -

Sono presenti 1.203.909 azioni proprie in portafoglio, per un controvalore di 6,7 milioni di euro, acquistate nell'ambito del programma che ha dato esecuzione alle delibere adottate dalle varie Assemblee Ordinarie; tali programmi hanno lo scopo di acquistare azioni di Credito Emiliano ad integrale copertura dei piani di remunerazione basati su strumenti finanziari da destinare alla categoria dei dirigenti con responsabilità strategiche e del "personale più rilevante" del gruppo bancario. Ai sensi delle norme vigenti, gli estremi del programma sono già stati comunicati al mercato.

Nel corso dell'esercizio sono state assegnate 613.019 azioni.

Per maggiori dettagli riguardo i piani di remunerazione basati su strumenti finanziari si rinvia alla "Parte I" della presente nota integrativa.

13.2 Capitale - Numero azioni della capogruppo: variazioni annue

Voci/Tipologie Ordinarie
Altre
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 341.320.065
- interamente liberate 339.503.127
-
- non interamente liberate - -
A.1 Azioni proprie (-) 1.816.938 -
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 341.320.065
-
B. Aumenti 613.029 -
B.1 Nuove emissioni 613.029 -
- a pagamento: - -
- conversione di obbligazioni -
-
- esercizio di warrant -
-
- altre -
-
- a titolo gratuito: -
-
- a favore dei dipendenti 613.029
-
- a favore degli amministratori 604.597
-
- altre 8.432
-
B.2 Vendita di azioni proprie - -
B.3 Altre variazioni - -
C. Diminuzioni - -
C.1 Annullamento - -
C.2 Acquisto di azioni proprie -
-
C.3 Operazioni di cessione di imprese -
-
C.4 Altre variazioni -
-
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 341.320.065 -
D.1 Azioni proprie (+) 1.203.909 -
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 340.116.156 -
- interamente liberate 340.116.156
-
- non interamente liberate - -

13.4 Riserve di utili: altre informazioni

In tale categoria sono inclusi la riserva legale, la riserva straordinaria, il fondo per rischi bancari precedentemente iscritto nel bilancio redatto ai sensi del previgente D.Lgs.87/92 e riclassificato secondo i principi IAS.

La riserva legale, costituita a norma di legge, deve essere almeno pari ad un quinto del capitale sociale; essa è stata costituita in passato tramite accantonamenti degli utili netti annuali per almeno un decimo degli stessi, a norma dell'articolo 29 dello statuto sociale. Nel caso in cui la riserva dovesse diminuire, occorre reintegrarla tramite l'obbligo di destinarvi un ventesimo dell'utile.

La riserva statutaria o straordinaria è costituita in base allo statuto dalla destinazione della quota di utile residuale a seguito della distribuzione dell'utile alle azioni ordinarie.

Le riserve da concentrazione ex L.30 luglio 1990 n. 218 sono state costituite in occasione di operazioni di riorganizzazione o concentrazione effettuate ai sensi della citata legge.

Le altre riserve comprendono la riserva costituita a fronte del piano di stock option ed altre riserve costituite nel passato a fronte di specifiche disposizioni normative.

Sono presenti, altresì, due riserve in sospensione d'imposta distinte per la tipologia di riallineamento effettuato ai sensi dell'art. 110 del DL 14 agosto 2020 oggetto di successiva modifica con la Legge 178/2020.

Infine la voce include gli effetti generati dalla transizione ai principi contabili internazionali.

In particolare tra le riserve di utili sono confluiti gli effetti derivanti dal cambiamento dei principi contabili che non prevedono nei prossimi esercizi un conferimento al conto economico. Gli ulteriori effetti generati dalla transizione agli IAS/IFRS destinati a modificarsi nel tempo ed a confluire a conto economico al momento del realizzo o estinzione delle corrispondenti attività e passività sono stati invece appostati tra le "Riserve da valutazione". Si tratta della valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, della valutazione dei contratti derivati di copertura di flussi finanziari, della riserva connessa agli utili/perdite attuariali su piani a benefici definiti e delle leggi speciali di rivalutazione. Le variazioni annue di tali riserve confluiscono nella redditività complessiva.

Sezione 14 – Patrimonio di pertinenza di terzi Voce 190

14.1 Dettaglio della voce 210 "patrimonio di pertinenza di terzi"

Denominazione imprese Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Partecipazioni in società consolidate con interessenze di terzi significative
1. CREDEM CB SRL 3 4
2. BLUE EYE SOLUTIONS SRL - 155
Totale 3 159

Altre informazioni

1. Impegni e garanzie finanziarie rilasciate

Valore nominale su impegni e garanzie finanziarie
rilasciate
Totale Totale
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisiti/e o
originati/e
31/12/2023 31/12/2022
1. Impegni a erogare fondi 11.886.487 417.451 26.958 2.557 12.333.453 10.910.403
a) Banche Centrali - - - - - -
b) Amministrazioni pubbliche 7.886 - 3 - 7.889 10.239
c) Banche 27.402 840 - - 28.242 27.815
d) Altre società finanziarie 463.892 3.761 37 - 467.690 133.333
e) Società non finanziarie 9.900.740 231.084 12.300 2.557 10.146.681 9.055.768
f) Famiglie 1.486.567 181.766 14.618 - 1.682.951 1.683.248
2. Garanzie finanziarie rilasciate 516.318 42.674 1.875 638 561.505 1.021.854
a) Banche Centrali - - - - - 485.754
b) Amministrazioni pubbliche 98 - - - 98 98
c) Banche 4.135 4.136 - - 8.271 3.804
d) Altre società finanziarie 8.125 3.178 - - 11.303 5.004
e) Società non finanziarie 434.293 28.699 1.637 618 465.247 444.726
f) Famiglie 69.667 6.661 238 20 76.586 82.468

3. Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni

Portafogli Importo
31/12/2023
Importo
31/12/2022
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 7.369 22.459
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 4.252.481 3.343.916
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 10.556.875 11.452.899
4. Attività materiali - -
di cui: attività materiali che costituiscono rimanenze - -

Nella voce 1. "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico" sono ricompresi i crediti a cauzione per anticipazione su finanziamenti con la Banca Centrale Europea. Nella voce 2. "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" sono ricompresi:

  • 110,1 milioni di euro a cauzione per anticipazione su finanziamenti con la Banca Centrale Europea;
  • 4.040, milioni di euro a garanzia operazioni di pronti contro termine passivi;
  • 102,3 milioni di euro a garanzia operazioni di altre operazioni.

Nella voce 3. "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" sono ricompresi:

  • 2.289,3 milioni di euro sono i crediti ceduti a società veicolo nell'ambito di operazioni di covered bond;
  • 2.635,3 milioni di euro a cauzione per anticipazione su finanziamenti con la Banca Centrale Europea;
  • 968,3 milioni di euro come margini iniziali e di variazione con clearing broker;
  • 120,9 milioni di euro a garanzia della cassa di compensazione e garanzia;
  • 67,3 milioni di euro a cauzione presso la Banca d'Italia per emissione assegni circolari;
  • 3.979,8 milioni di euro a garanzia operazioni di pronti contro termine passivi;
  • 520,4 milioni di euro a garanzia altri tipi di raccolta collateralizzata.

5. Gestione e intermediazione per conto terzi

Tipologia servizi Importo
1. Esecuzione di ordini per conto della clientela 20.997.042
a) acquisti 12.990.841
1. regolati 12.955.250
2. non regolati 35.591
b) vendite 8.006.201
1. regolate 7.970.139
2. non regolate 36.062
2. Gestioni di portafogli 31.406.161
a) individuali 5.885.651
b) collettive 25.520.510
3. Custodia e amministrazione di titoli 121.426.807
a) titoli di terzi in deposito: connessi con lo svolgimento di banca depositaria (escluse le
gestioni di portafogli)
-
1. titoli emessi dalle società incluse nel consolidamento -
2. altri titoli -
b) titoli di terzi in deposito (escluse gestioni di portafogli): altri 52.025.319
1. titoli emessi dalle società incluse nel consolidamento 972.501
2. altri titoli 51.052.818
c) titoli di terzi depositati presso terzi 51.506.398
d) titoli di proprietà depositati presso terzi 17.895.090
4. Altre operazioni 10.390.270

La voce 4."Altre operazioni" comprende prevalentemente i servizi resi a terzi relativamente all'attività di ricezione e trasmissione degli ordini.

Il principio IFRS 7 richiede di fornire una specifica informativa degli strumenti finanziari:

  • che sono stati compensati nello stato patrimoniale ai sensi dello IAS 32;
  • che sono potenzialmente compensabili, al ricorrere di determinate condizioni, ma esposti nello stato patrimoniale a saldi aperti in quanto regolati da "accordi quadro di compensazione o accordi simili" che tuttavia non rispettano i criteri stabiliti dallo IAS 32 per operare la compensazione di bilancio.

Per la disclosure di tali accordi il principio richiede di considerare gli effetti delle garanzie reali finanziarie ricevute e prestate.

Al riguardo si segnala che, sulla base dell'analisi effettuata, non risultano in essere accordi di netting per i quali si debba procedere alla compensazione dei saldi nello stato patrimoniale, ai sensi di quanto richiesto dallo IAS 32. Pertanto nelle seguenti tabelle 6.e 7.le colonne relative all'"Ammontare delle attività/passività finanziarie compensato in bilancio" non risulteranno avvalorate.

  1. Attività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari
oggetto di compensazione
in Bilancio
Ammontare
Ammontare
Ammontare
delle
netto delle
Ammontare
lordo delle
passività
attività
Ammontare
netto
Forme tecniche
attività
finanziarie
finanziarie
netto
(f=c-d-e)
finanziarie
compensate
riportato in
31/12/2022
Depositi di
31/12/2023
Strumenti
(a)
in bilancio
bilancio
contante
finanziari
(b)
(c=a-b)
ricevuti in
(d)
garanzia (e)
1. Derivati
640.251
-
640.251
470.186
170.065
-
26.073
2. Pronti contro termine
8.797
-
8.797
8.797
-
-
-
3. Prestito titoli
-
-
-
-
-
-
-
4. Altre
-
-
-
-
-
-
-
Totale
31/12/2023
649.048
-
649.048
478.983
170.065
-
X
Totale
31/12/2022
635.194
-
635.194
-
609.121
X
26.073

7. Passività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari

Ammontare
Ammontare
delle attività
lordo delle
Ammontare
netto delle
passività
Ammontari correlati non
oggetto di compensazione
in bilancio
Ammontare Ammontare
Forme tecniche passività
finanziarie
(a)
finanziarie
compensato
in bilancio
(b)
finanziarie
riportato in
bilancio
(c=a-b)
Strumenti
finanziari
(d)
Depositi in
contanti
posti a
garanzia
(e)
netto
(f=c-d-e)
31/12/2023
netto
31/12/2022
1. Derivati 894.655 - 894.655 330.527 564.129 (1) (210.673)
2. Pronti contro termine 7.825.735 - 7.825.735 7.825.735 - - -
3. Prestito titoli - - - - - - -
4. Altre operazioni - - - - - - -
Totale
31.122.023
8.720.390 - 8.720.390 8.156.262 564.129 (1) X
Totale 31/12/2022 398.448 - 398.448 - 609.121 - (210.673)

PARTE C

INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

I dati relativi al 31/12/2022 riportano gli effetti dell'applicazione dei nuovi principi contabili IFRS17 e IFRS9 per le Compagnie assicurative.

Sezione 1 – Gli interessi - Voci 10 e 20

1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione

Voci/Forme tecniche Titoli di debito Finanziamenti Altre
operazioni
Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
a conto economico:
11.452 1.323 - 12.775 10.327
1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 644 - - 644 508
1.2 Attività finanziarie designate al fair value - - - - -
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
10.808 1.323 - 12.131 9.819
2. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
154.513 - X 154.513 115.516
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 201.367 1.408.446 - 1.609.813 655.054
3.1 Crediti verso banche 33.287 230.618 X 263.905 35.190
3.2 Crediti verso clientela 168.080 1.177.828 X 1.345.908 619.864
4. Derivati di copertura X X 116.170 116.170 23.578
5. Altre attività X X 909 909 399
6. Passività finanziarie X X X 34 57.219
Totale 367.332 1.409.769 117.079 1.894.214 862.093
di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired - 12.087 - 12.087 11.988
di cui: interessi attivi su leasing finanziario X 157.058 X 157.058 66.806

1.2 Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni

1.2.1 Interessi attivi su attività finanziarie in valuta

Gli interessi attivi maturati ammontano a 99.568 mila euro.

1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre
operazioni
Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
(640.629) (82.179) X (722.808) (128.184)
1.1 Debiti verso banche centrali (85.408) X X (85.408) -
1.2 Debiti verso banche (180.364) X X (180.364) (40.917)
1.3 Debiti verso clientela (374.857) X X (374.857) (37.766)
1.4 Titoli in circolazione X (82.179) X (82.179) (49.501)
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
3. Passività finanziarie designate al fair value - - - - -
4. Altre passività e fondi X X - - (1)
5. Derivati di copertura X X - - -
6. Attività finanziarie X X X (13) (19.485)
Totale (640.629) (82.179) - (722.821) (147.670)
di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing (3.587) X X (3.587) (3.207)

1.4 Interessi passivi e oneri assimilati: altre informazioni

1.4.1 Interessi passivi su passività finanziarie in valuta

Gli interessi passivi maturati ammontano a 78.028 mila euro.

1.5 Differenziali relativi alle operazioni di copertura

Totale Totale
Voci 31/12/2023 31/12/2022
A. Differenziali positivi relativi a operazioni di copertura 796.124 240.801
B. Differenziali negativi relativi a operazioni di copertura (679.955) (217.223)
C. Saldo (A-B) 116.169 23.578

Sezione 2 – Le commissioni - Voci 40 e 50

2.1 Commissioni attive: composizione

Tipologia servizi/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
a) Strumenti finanziari 204.167 200.280
1. Collocamento titoli 94.476 92.068
1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile - -
1.2 Senza impegno irrevocabile 94.476 92.068
2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per conto
dei clienti
19.014 15.032
2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari 12.259 6.791
2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti 6.755 8.241
3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari 90.677 93.180
di cui: negoziazione per conto proprio - -
di cui: gestione di portafogli individuali 90.677 93.180
b) Corporate Finance 1.835 1.969
1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni 1.835 1.969
2. Servizi di tesoreria - -
3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance - -
c) Attività di consulenza in materia di investimenti 13.585 12.806
d) Compensazione e regolamento - -
e) Gestione di portafogli collettive 214.734 208.369
f) Custodia e amministrazione 3.851 3.943
1. Banca depositaria - -
2. Altre commissioni legate all'attività di custodia e amministrazione 3.851 3.943
g) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive - -
h) Attività fiduciaria 1.193 1.230
i) Servizi di pagamento 213.304 221.018
1. Conti correnti 122.175 134.401
2. Carte di credito 30.306 28.481
3. Carte di debito ed altre carte di pagamento 23.299 22.125
4. Bonifici e altri ordini di pagamento 15.711 14.664
5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento 21.813 21.347
j) Distribuzione di servizi di terzi 70.857 64.498
1. Gestioni di portafogli collettive - -
2. Prodotti assicurativi 67.862 62.325
3. Altri prodotti 2.995 2.173
di cui: gestioni di portafogli individuali - -
k) Finanza strutturata - -
l) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
m) Impegni a erogare fondi - -
n) Garanzie finanziarie rilasciate 5.046 4.720
di cui: derivati su crediti - -
o) Operazioni di finanziamento 17.038 16.410
di cui: per operazioni di factoring 17.038 16.410
p) Negoziazione di valute 3.606 3.859
q) Merci - -
r) Altre commissioni attive 30.207 26.471
di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio - -
di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione - -
Totale 779.423 765.573

Si riporta la disaggregazione delle commissioni distribuite per forma tecnica in linea con quanto richiesto da IFRS 15 par. 114. Le principali tipologie commissionali sono riconducibili a (IFRS 15 par. 119):

  • Gestione dei portafogli individuali e collettivi: la performance obbligation si sostanzia in 1.422 mila euro e viene tipicamente soddisfatta over time;
  • Collocamento titoli: si tratta di commissioni in sede di collocamento fondi/sicav incassati per un importo pari a 12.870 mila euro;
  • Distribuzione dei servizi di terzi: si tratta di commissioni di acquisizione relative a polizze assicurative per un importo pari a 9.217 mila euro.

Il Gruppo percepisce vari tipi di commissioni variabili come:

  • Success Fee e retainer fee;
  • Performance/Overperformance;
  • Rappel.

Tali commissioni vengono percepite al raggiungimento di determinati obiettivi, previsti contrattualmente e sono contabilizzate al momento in cui viene meno l'incertezza relativa alla determinazione dell'importo variabile.

Nella parte L della nota integrativa viene presentata la disaggregazione dei Ricavi per segmento operativo.

2.2 Commissioni passive: composizione

Servizi/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
a) Strumenti finanziari (6.229) (5.757)
di cui: negoziazione di strumenti finanziari (2.268) (2.568)
di cui: collocamento di strumenti finanziari (848) (1.402)
di cui: gestione di portafogli individuali (2.213) (1.679)
- Proprie (945) (846)
- Delegate a terzi (1.268) (833)
b) Compensazione e regolamento - -
c) Gestione di portafogli collettive (5.560) (4.245)
1. Proprie (78) (58)
2. Delegate a terzi (5.482) (4.187)
d) Custodia e amministrazione (3.028) (2.757)
e) Servizi di incasso e pagamento (18.434) (17.537)
di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento (11.850) (11.110)
f) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
g) Impegni a ricevere fondi - -
h) Garanzie finanziarie ricevute (1.856) (1.815)
di cui: derivati su crediti - -
i) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi (109.261) (102.208)
l) Negoziazione di valute - -
m) Altre commissioni passive (31.759) (31.182)
Totale (176.127) (165.501)

Sezione 3 – Dividendi e proventi simili - Voci 70

3.1 Dividendi e proventi simili: composizione

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Voci/Proventi
A. Attività finanziarie di negoziazione
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
fair value
C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
D. Partecipazioni
Dividendi Proventi simili Dividendi Proventi simili
89 4 126 -
4.747 33.795 3.880 24.829
1.758 - 1.950 -
- - - -
Totale 6.594 33.799 5.956 24.829

Sezione 4 – Il risultato netto dell'attività di negoziazione – Voce 80

4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze
(A)
Utili da
negoziazione
(B)
Minusvalenze
(C)
Perdite da
negoziazione
(D)
Risultato
netto [(A+B)
- (C+D)]
1. Attività finanziarie di negoziazione 131 9.469 (59) (1.458) 8.083
1.1 Titoli di debito 131 8.353 (54) (439) 7.991
1.2 Titoli di capitale - 588 (2) (330) 256
1.3 Quote di O.I.C.R. - 528 (3) (689) (164)
1.4 Finanziamenti - - - - -
1.5 Altre - - - - -
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti - - - - -
2.3 Altre - - - - -
3. Attività e passività finanziarie: differenze di
cambio
X X X X 13.002
4. Strumenti derivati 12.391 416.883 (346.791) (69.258) 14.481
4.1 Derivati finanziari: 12.391 416.883 (346.791) (69.258) 14.481
- Su titoli di debito e tassi di interesse 12.391 416.560 (346.791) (69.096) 13.064
- Su titoli di capitale e indici azionari - 323 - (162) 161
- Su valute e oro X X X X 1.256
- Altri - - - - -
4.2 Derivati su crediti - - - - -
di cui: coperture naturali connesse con la fair value -
option X X X X
Totale 12.522 426.352 (346.850) (70.716) 35.566

Nella presente tabella i risultati della negoziazione delle attività finanziarie per cassa in valuta sono indicati separatamente da quelli relativi all'attività in cambi.

Sezione 5 - Il risultato netto dell'attività di copertura - Voce 90

5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione

Componenti reddituali/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
A. Proventi relativi a:
A.1 Derivati di copertura del fair value 700.743 1.418.585
A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) 787.931 28.845
A.3 Passivita' finanziarie coperte (fair value) - 580.528
A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
A.5 Attività e passività in valuta - -
Totale proventi dell'attività di copertura (A) 1.488.674 2.027.958
B. Oneri relativi a:
B.1 Derivati di copertura del fair value (1.215.606) (632.075)
B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) (39.815) (1.375.869)
B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) (232.574) (16.328)
B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
B.5 Attività e passività in valuta - -
Totale oneri dell'attività di copertura (B) (1.487.995) (2.024.272)
C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) 679 3.668
di cui: risultato delle coperture su posizioni nette - -

La metodologia contabile del macro fair value hedge è stata applicata per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap", per la copertura rischio di tasso della raccolta a vista di clientela, e la metodologia contabile del micro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso per alcuni titoli a tasso fisso detenuti nei portafogli "HTCS" e "Crediti" e per la copertura del rischio di tasso per alcune obbligazioni emesse a tasso fisso classificate nella voce "titoli in circolazione".

L'attività di copertura, con riferimento alla valutazione degli strumenti derivati correlati a poste patrimoniali (la circostanza ha in particolare riguardato le coperture in "micro fair value hedge" dei titoli di debito appostati tra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva), ha risentito dell'andamento dei tassi di interesse e delle tensioni di mercato verificatesi in particolare nell'anno

Va osservato che tale risultato è peraltro da mettere in connessione con gli apporti positivi che le stesse grandezze patrimoniali suddette hanno avuto sul margine finanziario.

Sezione 6 - Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100

6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Utili Perdite Risultato
netto
Utili Perdite Risultato
netto
24.487 (23.060) 1.427 36.020 (4.579) 31.441
- - - - (65) (65)
24.487 (23.060) 1.427 36.020 (4.514) 31.506
167.480 (155.620) 11.860 21.323 (8.018) 13.305
167.480 (155.620) 11.860 21.323 (8.018) 13.305
- - - - - -
191.967 (178.680) 13.287 57.343 (12.597) 44.746
- - - - - -
- - - - - -
- - - - - -
4.926 - 4.926 - - -
4.926 - 4.926 - - -

L'andamento dell'aggregato riporta anche le cessioni di portafogli di crediti NPL, chirografari ed ipotecari, effettuate nel corso dell'esercizio. Le operazioni hanno comportato una plusvalenza netta di circa 4,4 milioni di euro.

E' risultato positivo il contributo dell'area finanza.

Sezione 7 – Il Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 110

7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze
(A)
Utili da
realizzo (B)
Minusvalenze
(C)
Perdite da
realizzo (D)
Risultato
netto [(A+B) -
(C+D)]
1. Attività finanziarie 348.127 62.842 (27.566) (17.968) 365.435
1.1 Titoli di debito 18.372 3.329 (330) (127) 21.244
1.2 Titoli di capitale 32.674 1.136 (2.281) (1.594) 29.935
1.3 Quote di O.I.C.R. 295.143 58.377 (24.902) (16.247) 312.371
1.4 Finanziamenti 1.938 - (53) - 1.885
2. Attività finanziarie: differenze di cambio X X X X (2.074)
Totale 348.127 62.842 (27.566) (17.968) 363.361

Sezione 8 - Le rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento - Voce 130

8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione

Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Operazioni/Componenti
reddituali
Primo
stadio
Terzo stadio Impaired
acquisite o
Secondo
stadio
Write-off Altre Write-off originate
Altre
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
A. Crediti verso banche (569) - - - - - 17 22 - - (530) (154)
- Finanziamenti (260) - - - - - 7 22 - - (231) (143)
- Titoli di debito (309) - - - - - 10 - - - (299) (11)
B. Crediti verso clientela (8.843) (5.117) (1.804) (123.227) - (1.763) 12.971 4.076 56.153 9.310 (58.244) (55.699)
- Finanziamenti (5.249) (5.117) (1.804) (123.227) - (1.763) 11.126 4.076 56.153 9.310 (56.495) (55.276)
- Titoli di debito (3.594) - - - - - 1.845 - - - (1.749) (423)
Totale (9.412) (5.117) (1.804) (123.227) - (1.763) 12.988 4.098 56.153 9.310 (58.774) (55.853)

Le rettifiche su crediti ammontano a 58,8 milioni di euro ed evidenziano un incremento rispetto al 2022. L'aggregato, pur non registrando particolari incrementi del rischio creditizio nell'attivo della Banca, accoglie un aggiornamento delle curve di svalutazioni dei crediti in sofferenza ed unlikely to pay. La variazione è funzionale ad una miglior intercettazione del profilo di rischio, che tenga conto dell'aging delle posizioni, in funzione al tempo di permanenza nello stato di NPL.

8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Operazioni/Componenti
reddituali
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Write-off Altre Write-off Altre Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
A. Titoli di debito (3.359) - - - - - 609 - - - (2.750) (134)
B. Finanziamenti - - - - - - - - - - - -
- Verso clientela - - - - - - - - - - - -
- Verso banche - - - - - - - - - - - -
Totale (3.359) - - - - - 609 - - - (2.750) (134)

Sezione 9 –Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni - Voce 140

9.1 Utili (perdite) da modifiche contrattuali: composizione

La voce presenta un saldo netto negativo di 683 mila euro, 815 mila euro di utili e 1.498 mila euro di perdite a seguito dell'adeguamento operato ai valori contabili delle attività finanziarie che riflettono le modifiche apportate ai flussi di cassa contrattuali che non danno luogo a cancellazioni contabili.

Sezione 10 – Risultato dei servizi assicurativi - Voce 160 Ricavi e costi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi – Composizione

Voci/Basi di
aggregazione
Base A1
31/12/2023
Base A2
31/12/2023
Base A3
31/12/2023
Base A4
31/12/2023
Base A5
31/12/2023
Totale
31/12/2023
Base A1
31/12/2022
Base A2
31/12/2022
Base A3
31/12/2022
Base A4
31/12/2022
Base A5
31/12/2022
Totale
31/12/2022
A. Ricavi assicurativi
derivanti dai contratti
assicurativi emessi
valutati in base al GMM
e al VFA
A.1 Importi connessi
con le variazioni
dell'attività per residua
copertura
59.319'00 31.834'00 - - 4.393'00 95.546'00 72.442'00 20.000'00 - - 4.300'00 96.742'00
1. Sinistri accaduti e
altri costi per servizi
assicurativi attesi
2. Variazioni
17.503 17.215 - - 2.115 36.833 14.004 16.154 - - 2.588 32.746
dell'aggiustamento
per i rischi non
finanziari
2.987 501 - - 83 3.571 1.289 456 - - 31 1.776
3. Margine sui servizi
contrattuali
registrato in conto
economico per i
servizi forniti
4. Altri importi
38.166 6.262 - - 2.173 46.601 57.149 3.333 - - 1.681 62.163
A.2 Costi di 663 7.856 - - 22 8.541 - 57 - - - 57
acquisizione dei
contratti assicurativi
recuperati
47 2.553 - - 14 2.614 711 7.295 - - 127 8.133
A.3 Totale ricavi
assicurativi derivanti
dai contratti
assicurativi emessi
valutati in base al GMM
o al VFA
59.366 34.387 - - 4.407 98.160 73.153 27.295 - - 4.427 104.875
A.4 Totale ricavi
assicurativi derivanti
dai contratti
assicurativi emessi
valutati in base al PAA
- -
- Segmento Vita - - - - - - - - - - - -
- Segmento Danni -
auto
- Segmento Danni -
X X X X X - X X X X X -
non auto
A.5 Totale ricavi
X X X X X - X X X X X -
assicurativi derivanti
dai contratti
assicurativi emessi
B. Costi per servizi
assicurativi derivanti
dai contratti
assicurativi emessi –
GMM o VFA
59.366 34.387 - - 4.407 98.160 73.153 27.295 - - 4.427 104.875
1. Sinistri accaduti e
altri costi
direttamente
attribuibili
2. Variazioni della
(735.629) (11.473) - - (24.814) (771.916) (31.434) (12.136) - - (904) (44.474)
passività per sinistri
accaduti
716.175 (852) - - 22.717 738.040 (5.752) (1.782) - - (284) (7.818)
3. Perdite su
contratti onerosi e
recupero di tali
perdite
- 1.360 - - - 1.360 - (1.526) - - - (1.526)
4. Ammortamento
delle spese di
acquisizione dei
contratti assicurativi
5. Altri importi
(47) (2.553) - - (14) (2.614) (33) (1.000) - - (11) (1.044)
B.6 Totale costi per
servizi assicurativi
derivanti dai contratti
assicurativi emessi –
- - - - - - 17.726 - - - 324 18.050
GMM o VFA
B.7 Totale costi per
(19.501) (13.518) - - (2.111) (35.130) (19.493) (16.444) - - (875) (36.812)
servizi assicurativi
derivanti dai contratti
assicurativi emessi
valutati in base al PAA
- Segmento Vita
- -
- Segmento Danni - - - - - - - - - - - - -
auto
- Segmento Danni -
X X X X X - X X X X X -
non auto
C. Totale costi/ricavi
netti derivanti dai
contratti assicurativi
X X X X X - X X X X X -
emessi (A.5+B.6+B.7) 39.865 20.869 - - 2.296 63.030 53.660 10.851 - - 3.552 68.063

Costi e ricavi assicurativi derivanti dalle cessioni in riassicurazione - Composizione

Voci/Basi di aggregazione Base di
aggregazione 1
31/12/2023
Base di
aggregazione 2
31/12/2023
Totale
31/12/2023
Base di
aggregazione 1
31/12/2022
Base di
aggregazione 2
31/12/2022
Totale
31/12/2022
A. Allocazione dei premi pagati
relativi alle cessioni in riassicurazione
valutate in base al GMM
A.1 Importi connessi con le variazioni
dell'attività per residua copertura
1. Importo dei sinistri e altri costi
recuperabili attesi
(5.677) - (5.677) (5.780) - (5.780)
2. Variazioni dell'aggiustamento
per i rischi non finanziari
(162) - (162) (157) - (157)
3. Margine sui servizi contrattuali
registrato in conto economico per i
servizi ricevuti
(794) - (794) (635) - (635)
4. Altri importi (1.403) - (1.403) (218) - (218)
5. Totale (8.036) - (8.036) (6.790) - (6.790)
A.2 Altri costi direttamente attribuibili
alle cessioni in riassicurazione
- - - - - -
'A.3 Allocazione dei premi relativi alle
cessioni in riassicurazione valutate in
base al PAA
- - - - - -
B. Totale costi derivanti dalle cessioni
in riassicurazione
(8.036) - (8.036) (6.790) - (6.790)
C. Effetti delle variazioni del rischio di
inadempimento da parte dei
riassicuratori
- - - - - -
D. Importo dei sinistri e altre spese
recuperato
4.919 - 4.919 4.848 - 4.848
E. Variazioni dell'attività per sinistri
accaduti
(149) - (149) 287 - 287
F. Altri recuperi (680) - (680) 697 - 697
G. Totale costi/ricavi netti derivanti
dalle cessioni in riassicurazione
(B+C+D+E+F)
(3.946) - (3.946) (958) - (958)

Ripartizione dei costi per servizi assicurativi e altri servizi

Cos
ti/B
asi
di
azio
agg
reg
ne
Bas
e A
1 - c
on
DPF
31/1
2/2
023
Bas
e A
2 -
DPF
sen
za
31/1
2/2
023
Bas
e A
1 +
Bas
e A
2
31/1
2/2
023
Bas
e A
3
31/1
2/2
023
Bas
e A
4
31/1
2/2
023
Bas
e A
3 +
Bas
e A
4
31/1
2/2
023
Alt
ro
31/1
2/2
023
Bas
e A
1 - c
on
DPF
31/1
2/2
022
Bas
e A
2 -
DPF
sen
za
31/1
2/2
022
Bas
e A
1 +
Bas
e A
2
31/1
2/2
022
Bas
e A
3
31/1
2/2
022
Bas
e A
4
31/1
2/2
022
Bas
e A
3 +
Bas
e A
4
31/1
2/2
022
Alt
ro
31/1
2/2
022
Cos
ti a
ttri
bui
ti
all'a
isiz
ion
e d
ei
cqu
ti a
ssic
tivi
trat
con
ura
(1.
872
)
(
2.9
06)
(4.7
78)
- - - X (1.
669
)
(1.
328
)
(
2.9
97)
- - - X
Alt
ri c
ost
i dir
etta
nte
me
att
ribu
ibili
(1
9.2
82)
- (1
9.2
82)
- - - X (1
8.0
50)
- (1
8.0
50)
- - - X
Spe
se d
i ge
stio
deg
li
ne
inve
stim
i
ent
- - (
)
376
- - - (
)
373
- - (
)
399
- - - (38
)
Alt
ri c
ost
i
X X (1
9.8
58)
X X - (7.
019
)
X X (1
9.0
21)
X X - (8.3
95)
Tot
ale
X X (44
.29
4)
X X - (7.
392
)
X X (4
0.4
67)
X X - (8.4
33)

Sezione 11 – Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa - Voce 170

Costi e ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi

Voci/Basi di
aggregazione
Base A1
31/12/2023
Base A2
31/12/2023
Base A3
31/12/2023
Totale
31/12/2023
Base A1
31/12/2022
Base A2
31/12/2022
Base A3
31/12/2022
Totale
31/12/2022
1. Interessi maturati - (539) - (539) - (34) - (573)
2. Effetti delle
variazioni dei tassi
d'interesse e altre
assunzioni finanziarie
- - - - - - - -
3. Variazioni del fair
value delle attività
sottostanti ai
contratti valutati in
base al VFA
(136.315) - - (136.315) 30.036 - - (106.279)
4. Effetti della
variazione dei tassi di
cambio
- - - - - - - -
5. Altri - - - - - - - -
6. Totale ricavi/costi
di natura finanziaria
relativi ai contratti di
assicurazione emessi
registrati in conto
(136.315) (539) - (136.854) 30.036 (34) - (106.852)

Ricavi e costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione

Voci/Basi di aggregazione Base A1
31/12/2023
Base A2
31/12/2023
Totale
31/12/2023
Base A1
31/12/2022
Base A2
31/12/2022
Totale
31/12/2022
1. Interessi maturati 72 - 72 16 - 16
2. Effetti delle variazioni dei tassi d'interesse e le
altre assunzioni finanziarie
- - - - - -
3. Effetti della variazione dei tassi di cambio - - - - - -
4. Altri - - - - - -
5. Totale ricavi/costi netti di natura finanziaria
delle cessioni in riassicurazione
72 - 72 16 - 16

Operatività assicurativa - Risultato finanziario netto degli investimenti ripartito per segmento vita e danni

Voci\Segmenti operativi Segmento vita
31/12/2023
Segmento
Danni
31/12/2023
Totale
31/12/2023
Segmento vita
31/12/2022
Segmento
Danni
31/12/2022
Totale
31/12/2022
di cui:
DPF
di cui:
DPF
A. RISULTATO
FINANZIARIO NETTO
DEGLI INVESTIMENTI 664.333 76.843 - 664.333 (1.309.343) (752.585) - (1.309.343)
A.1 Interessi attivi da
attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato e al fair
value con impatto sulla
redditività complessiva 79.307 68.159 - 79.307 54.839 51.082 - 54.839
A.2 Profitti/perdite netti
delle attività valutate al
fair value rilevato a conto
economico 387.800 11.959 - 387.800 (609.016) (83.389) - (609.016)
A.3 Rettifiche/riprese di
valore nette per rischio di
credito (2.186) (1.881) - (2.186) (320) (274) - (320)
A.4 Altri proventi/costi
netti (5.756) (1.394) - (5.756) 3.103 2.544 - 3.103
A.5 Plus/minusvalenze
nette delle attività
finanziarie valutate al fair
value con impatto sulla
redditività complessiva 205.168 - - 205.168 (757.949) (722.548) - (757.949)
B. VARIAZIONE NETTA
DEI CONTRATTI
D'INVESTIMENTO EMESSI
IFRS9
C. RISULTATO
(266.957) - - (266.957) 564.625 - - 564.625
FINANZIARIO NETTO
TOTALE DEGLI
INVESTIMENTI 397.376 76.843 - 397.376 (744.718) (752.585) - (744.718)
di cui: registrati in
conto economico 192.208 76.843 - 192.208 13.232 (30.036) - 13.232
di cui: registrati nel
conto economico
complessivo
205.168 - - 205.168 (757.949) (722.548) - (757.949)

Operatività assicurativa – Sintesi dei risultati economici ripartiti per segmento vita e segmento danni

31/12/2023 31/12/2022
Sintesi risultati\Segmenti operativi Segmento
vita
Segmento
Danni
Totale Segmento
vita
Segmento
Danni
Totale
A. Risultati finanziari
A.1 Importi registrati in conto economico
1. Risultato finanziario netto totale degli
investimenti
192.209 - 192.209 13.232 - 13.232
2. Ricavi/costi netti di natura finanziaria
dei contratti assicurativi
(136.784) - (136.784) 30.018 - 30.018
3. Totale 55.425 - 55.425 43.250 - 43.250
A.2 Importi registrati nel conto economico
complessivo
1. Risultato finanziario netto totale degli
investimenti
205.168 - 205.168 (757.949) - (757.949)
2. Ricavi/costi netti di natura finanziaria
dei contratti assicurativi
(186.399) - (186.399) 725.087 - 725.087
3. Totale 18.769 - 18.769 (32.862) - (32.862)
B. Risultato netto assicurativo e
finanziario
1. Risultato netto dei servizi assicurativi 58.042 - 58.042 42.427 - 42.427
2. Risultato finanziario netto totale degli
investimenti
397.376 - 397.376 13.232 - 13.232
3. Risultato netto di natura finanziaria dei
contratti assicurativi
(323.182) - (323.182) 755.105 - 755.105
4. Totale 132.236 - 132.236 810.764 - 810.764

Sezione 12 – Le spese amministrative - Voce 190

12.1 Spese per il personale: composizione

Tipologia di spese/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1) Personale dipendente (566.655) (533.046)
a) salari e stipendi (407.728) (381.917)
b) oneri sociali (100.784) (98.102)
c) indennità di fine rapporto (5.932) (6.006)
d) spese previdenziali (50) (55)
e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale (1.231) (2.186)
f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: (50) (39)
- a contribuzione definita - (39)
- a benefici definiti (50) -
g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: (24.632) (21.540)
- a contribuzione definita (24.632) (21.540)
- a benefici definiti - -
h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali (3.653) (3.713)
i) altri benefici a favore dei dipendenti (22.595) (19.488)
2) Altro personale in attività (8.310) (9.371)
3) Amministratori e sindaci (4.122) (3.831)
4) Personale collocato a riposo (17) (21)
Totale (579.104) (546.269)

Come da indicazioni della circolare di Banca d'Italia 262 del 22 dicembre 2005 (e successivi aggiornamenti):

  • nella voce "Spese per il personale" figurano anche i compensi agli amministratori e ai sindaci e le spese relative ai contratti di lavoro atipici;
  • la sottovoce "Altro personale in attività" comprende compensi p e r collaborazioni coordinate.

12.2 Numero medio dei dipendenti per categoria

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1) Personale dipendente 6.522 6.544
a) dirigenti 175 181
b) quadri direttivi 3.142 3.114
c) restante personale dipendente 3.205 3.249
2) Altro personale 49 30
Totale 6.571 6.574

Il numero medio dei dipendenti non include gli amministratori e sindaci. Nel caso dei dipendenti part-time è convenzionalmente considerato il 50%.

12.4 Altri benefici a favore dei dipendenti

La voce comprende i buoni pasto, gli incentivi all'esodo, le altre liberalità diverse, i costi per polizze assicurative stipulate a favore dei dipendenti, i corsi per corsi di aggiornamento professionale, ecc..

12.5 Altre spese amministrative: composizione

Tipologia servizi/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Imposte e tasse (135.408) (123.510)
Imposta di bollo (120.051) (107.720)
Imposta Municipale Unica (3.129) (3.203)
Altro (12.228) (12.587)
Altre spese (247.418) (224.706)
Assicurazioni (3.424) (3.657)
ATM (1.648) (964)
Economato, cancelleria, stampati (6.622) (6.799)
Formazione (2.925) (1.854)
Energia elettrica (8.075) (6.445)
Fitti passivi su immobili (1.117) (1.483)
Altre spese immobiliari (13.848) (13.955)
Info provider (16.144) (15.219)
Elaborazioni elettroniche presso terzi (85.082) (79.574)
Macchine ufficio (121) (105)
Lavorazione bancarie esternalizzate (5.608) (6.852)
Marketing (21.351) (14.869)
Mobilità (10.652) (8.291)
Postali (929) (998)
Consulenza (13.281) (11.226)
Spese legali per recupero crediti (5.181) (6.198)
Spese legali (5.329) (4.236)
Altri compensi a professionisti esterni (1.612) (1.838)
Reti e servizi interbancari (2.959) (2.781)
Telefoniche (5.642) (6.714)
Trasporti (504) (561)
Trasporto valori e contazione (3.437) (2.888)
Vigilanza (4.460) (4.938)
Visure e informazioni (8.509) (8.131)
Altre spese (18.958) (14.130)
Contributi Fondi (47.606) (57.393)
Contributi Fondo di Risoluzione Unico - SRF (19.368) (34.274)
Contributi Sistema Garanzia Depositi - DGSD (28.238) (23.119)
Totale (430.432) (405.609)

I costi relativi a leasing a breve termine ammontano a 74 mila euro, i costi relativi a leasing di modesto valore a 140 mila euro, mentre i costi relativi a leasing non inclusi nella valutazione delle passività ammontano a circa 2,8 milioni di euro (Iva indetraibile ed altri servizi), presenti nella voce "Altre spese".

Sezione 13 – Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Voce 200

13.1 Accantonamenti netti per il rischio di credito relativi a impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: composizione

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Accantonamento netto al fondo rischi per impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie
rilasciate
(1.460) (1.333)
Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per impegni a erogare fondi e garanzie
finanziarie rilasciate
3.288 2.320
Totale 1.828 987

13.2 Accantonamenti netti relativi ad altri impegni e altre garanzie rilasciate: composizione

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Accantonamento quota IPC Contributo Fondo di Risoluzione Unico Europeo - SRF (5.622) (3.851)
Totale (5.622) (3.851)

Nella presente voce è stato accantonato anche il 22,5% del contributo al Fondo Nazionale per la Risoluzione, già versato, pari a 5,6 milioni di euro a titolo di "deposito cauzionale", mentre l'ulteriore 77,5% è stato imputato nella voce "Altre spese amministrative".

13.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi e oneri: composizione

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Accantonamento netto al fondo rischi per cause passive e revocatorie (2.719) (1.986)
Interessi passivi da attualizzazione fondo per cause passive e revocatorie (462) 465
Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per cause passive e revocatorie 1.473 2.750
Accantonamenti ad altri fondi (29.540) (16.161)
Interessi passivi da attualizzazione relativi ad altri fondi 88 5
Riattribuzione a conto economico relative ad altri fondi 1.001 3.660
Totale (30.159) (11.267)

Sezione 14 – Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali – Voce 210

14.1. Rettifiche di valore nette su attività materiali: composizione

Attività/Componente reddituali Ammortamento
(a)
Rettifiche di valore
per deterioramento
(b)
Riprese di valore
(c)
Risultato netto
(a + b - c)
A. Attività materiali
1. Ad uso funzionale (45.909) (65) 52 (45.922)
- Di proprietà (21.317) - - (21.317)
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing (24.592) (65) 52 (24.605)
2. Detenute a scopo di investimento (159) - - (159)
- Di proprietà (159) - - (159)
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
3. Rimanenze - - - -
Totale (46.068) (65) 52 (46.081)

Sezione 15 – Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali – Voce 220

15.1 Rettifiche di valore nette di attività immateriali: composizione

Attività/Componente reddituale Ammortamento
(a)
Rettifiche di valore
per deterioramento
(b)
Riprese di valore
(c)
Risultato netto
(a + b - c)
A. Attività immateriali
di cui: software (56.592) - - (56.592)
A.1 Di proprietà (58.857) - - (58.857)
- Generate internamente dall'azienda (7.113) - - (7.113)
- Altre (51.744) - - (51.744)
A.2 Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
B. Attività possedute per la vendita - - - -
Totale (58.857) - - (58.857)

Gli ammortamenti sono in crescita per la costante attenzione agli investimenti per sostenere l'attività progettuale e l'evoluzione del modello di servizio.

Sezione 16 – Gli altri oneri e proventi di gestione – Voce 230

16.1 Altri oneri di gestione: composizione

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Rimborsi interessi per incassi e pagamenti in stanza di compensazione (1) -
Ammortamento migliorie su beni di terzi (4.461) (4.298)
Sopravvenienze passive (14.682) (14.679)
Altri oneri (19.905) (4.514)
Totale Altri oneri (39.049) (23.491)

16.2 Altri proventi di gestione: composizione

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Fitti attivi 1.599 1.579
Recupero di imposte 125.992 113.815
Recupero interesse per incassi e pagamenti in stanza di compensazione 7 1
Sopravvenienze attive 5.292 7.867
Insussistenze 869 402
Altri proventi 50.391 49.533
Totale Altri proventi 184.150 173.197

La voce "Recupero di imposte" recepisce il recupero del maggior onere relativo al calcolo dell'imposta di bollo sui dossier titoli.

Nella voce "Altri proventi" sono compresi i ricavi della società del Gruppo Credemtel ed anche i recuperi della "Commissione di istruttoria veloce", disciplinata dal comma 2 della Legge 23 dicembre 2011.

Sezione 17 – Utili (Perdite) delle partecipazioni – Voce 250

17.1 Utile (perdite) delle partecipazioni: composizione

Componenti reddituali/Settori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1) Imprese a controllo congiunto
A. Proventi 5.138 6.965
1. Rivalutazioni 5.138 6.965
2. Utili da cessione - -
3. Riprese di valore - -
4. Altri proventi - -
B. Oneri - -
1. Svalutazioni - -
2. Rettifiche di valore da deterioramento - -
3. Perdite da cessione - -
4. Altri oneri - -
Risultato netto 5.138 6.965
2) Imprese sottoposte a influenza notevole
A. Proventi 166 252
1. Rivalutazioni 166 252
2. Utili da cessione - -
3. Riprese di valore - -
4. Altri proventi - -
B. Oneri (336) (250)
1. Svalutazioni (336) (250)
2. Rettifiche di valore da deterioramento - -
3. Perdite da cessione - -
4. Altri oneri - -
Risultato netto (170) 2
Totale 4.968 6.967

Per le Imprese a controllo congiunto la voce "Proventi, 1.rivalutazioni" recepisce gli utili di Credemassicurazioni consolidata con il metodo del patrimonio netto; per le Imprese sottoposte a influenza notevole la voce "Proventi, 1.rivalutazioni" recepisce gli utili di Andxor, Flairbit e SBC Fintech Milan 2224, consolidate con il metodo del patrimonio netto.

Sezione 20 – Utili (Perdite) da cessione di investimenti - Voce 280

20.1 Utile (perdite) da cessione di investimenti: composizione

Componente reddituale/Settori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
A. Immobili 52 (13)
- Utili da cessione 783 163
- Perdite da cessione (731) (176)
B. Altre attività (83) 13.434
- Utili da cessione 18 13.664
- Perdite da cessione (101) (230)
Risultato netto (31) 13.421

Nell'esercizio 2022 era stata registrata la dismissione della partecipazione Gestimlux e la liquidazione della partecipazione Reeval.

Sezione 21 – Le imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente - Voce 300

21.1 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente: composizione

Componenti reddituali/Settori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Imposte correnti (-) (229.260) (110.873)
2. Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi (+/-) 112 235
3. Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio (+) - -
3.bis Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio per crediti d'imposta
di cui alla Legge n. 214/2011 (+)
- -
4. Variazione delle imposte anticipate (+/-) (9.444) (16.071)
5. Variazione delle imposte differite (+/-) (24.430) (22.345)
6. Imposte di competenza dell'esercizio (-) (-1+/-2+3+3bis+/-4+/-5) (263.022) (149.054)

Le imposte correnti sono state rilevate in base alla legislazione fiscale vigente, ivi incluse le disposizioni del D.Lgs.38/2005.

21.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio

L'incidenza fiscale globale sull'utile ante imposte risulta pari a circa il 31,9%.

Imponibile Consolidato 825.140
Aliquota ordinaria applicabile 33,07%
Onere fiscale teorico 272.874
Effetto delle variazioni in aumento rispetto all'aliquota ordinaria (4.590)
Costi indeducibili ai fini IRES 18.498
Costi indeducibili ai fini IRAP (23.088)
Effetto delle variazioni in diminuzione rispetto all'aliquota ordinaria 5.262
Altre differenze permanenti ai fini IRES 22.450
Altre differenze permanenti ai fini IRAP (17.188)
Onere fiscale effettivo 263.022

Sezione 25 – Utile per azione

25.1 Numero medio delle azioni ordinarie a capitale diluito

31/12/2023 31/12/2022
Fair value azioni 7,48 6,01
Utile netto 562.118 326.135
Numero azioni ponderato 339.954 340.405
Numero azioni potenziale - -
Numero azioni diluito potenziale 339.954 340.405
Utile per azioni 1,65 0,93
Utile diluito per azione 1,65 0,93

Lo IAS 33 prevede l'esposizione dell'utile per azione (EPS) base e diluito, specificando per entrambi la metodologia di calcolo. L'utile per azione base deriva dal rapporto tra l'utile attribuibile ai possessori di azioni ordinarie e la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l'esercizio.

Il fair value delle azioni è la media ponderata del 2023.

PARTE D REDDITIVITA' CONSOLIDATA COMPLESSIVA

Si forniscono le informazioni di dettaglio previste dallo IAS 1 sul prospetto della redditività consolidata complessiva (importi al lordo e al netto delle imposte, rigiri a conto economico, ecc.)

PROSPETTO ANALITICO DELLA REDDITIVITA' CONSOLIDATA COMPLESSIVA

Voci 31/12/2023 31/12/2022
10. Utile (Perdita) d'esercizio 562.118 326.135
Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico 2.936 10.008
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: 3.602 3.169
a) variazione di fair value 2.922 3.369
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto 680 (200)
Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio
30. merito creditizio): - -
a) variazione del fair value - -
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto - -
40. Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: - -
a) variazione di fair value (strumento coperto) - -
b) variazione di fair value (strumento di copertura) - -
50. Attività materiali - -
60. Attività immateriali - -
70. Piani a benefici definiti (718) 9.893
80 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
100. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi - -
110. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico 52 (3.054)
Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico 52.976 (270.027)
120. Copertura di investimenti esteri: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
130. Differenze di cambio: - -
a) variazioni di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
140. Copertura dei flussi finanziari: 50.114 (142.501)
a) variazioni di fair value 50.114 (142.501)
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
di cui: risultato delle posizioni nette - -
150. Strumenti di copertura (elementi non designati): - -
a) variazioni di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
160. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività 215.454 (987.544)
complessiva:
a) variazioni di fair value
56.107 (984.040)
b) rigiro a conto economico 159.402 (3.127)
- rettifiche per rischio di credito 705 (115)
- utili/perdite da realizzo 158.697 (3.012)
c) altre variazioni (55) (377)
170. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
180. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto: (684) 2.683
a) variazioni di fair value (684) 2.683
b) rigiro a conto economico - -
- rettifiche da deterioramento - -
- utili/perdite da realizzo - -
c) altre variazioni - -
190. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi: (187.325) 726.556
a) variazioni di fair value (187.325) 726.556
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
200. Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione: 926 (1.469)
a) variazioni di fair value 926 (1.469)
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
210. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali con rigiro a conto economico (25.509) 132.248
220. Totale altre componenti reddituali 55.912 (260.019)
230. Redditività complessiva (Voce 10 + 220) 618.030 66.116
240. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi - 16
250. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo 618.030 66.100

PARTE E INFORMAZIONI SUI RISCHI E SULLE RELATIVE POLITICHE DI COPERTURA

Premessa

Sintesi dell'organizzazione del governo dei rischi della banca, dei relativi processi e delle funzioni chiave

Il Gruppo Credem valuta da sempre come elemento fondante la ricerca di un'elevata qualità nel governo dei rischi, ritenuta fattore imprescindibile ed obiettivo strategico al fine di:

  • garantire la salvaguardia del patrimonio aziendale, assicurando la massima efficacia ed efficienza del processo di creazione del valore;
  • integrare nei processi decisionali ed operativi di gestione delle differenti aree di business la duplice dimensione rischio rendimento;
  • assicurare la coerenza dei processi operativi con le strategie, le politiche ed i regolamenti interni.

Gli organismi di governo e le funzioni specialistiche coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi sono:

  • Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo (organo di supervisione strategica), il quale valuta tutte le tipologie di rischio a livello consolidato e ne approva l'assunzione in maniera articolata su Società e Business Unit individuate come rilevanti per l'apporto al rischio di Gruppo, attraverso un articolato processo di Risk Appetite Framework, tenendo in considerazione il business model, il Piano Strategico e in coerenza con l'ICAAP e il sistema dei controlli interni. Credem considera la possibilità che, nell'ambito dell'orizzonte temporale identificato, il rischio possa subire sensibili variazioni in presenza di andamenti avversi di mercato e/o caratterizzati da elevata volatilità dei diversi fattori di rischio; per tener conto di questo e assicurare in ogni situazione al Gruppo margini sufficienti per operare entro la Risk Capacity, vengono definite delle soglie di tolleranza al Risk Appetite (Risk Tolerance), che rappresentano la variazione massima che il gruppo Credem intende accettare in scenari di stress.
  • Il Comitato Esecutivo (organo con funzione di gestione), il quale stabilisce limiti operativi coerenti con la propensione al rischio, cura l'attuazione del RAF ed autorizza il superamento della propensione al rischio entro il limite della soglia di tolleranza.
  • Al Collegio Sindacale spetta la funzione di controllo e vigilanza.

I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono gli obiettivi identificati dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo riferiti a mission e profilo di rischio; approvano la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo.

Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.

COMITATO CONSILIARE RISCHI E SOSTENIBILITA' DI GRUPPO (CCRSG). Il Comitato svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa e del Gruppo in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento. Il Comitato supporta altresì il CA nel presidio dei rischi ambientali, sociali e di governance, e nell'analisi della Dichiarazione Non Finanziaria ai sensi del D.Lgs. 254/2016 e del Codice di Corporate Governance 2020 delle Società quotate, ai fini del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

Con particolare riferimento ai compiti in materia di gestione e controllo dei rischi, il Comitato svolge le seguenti funzioni di supporto:

  • valuta l'efficacia delle ipotesi e delle analisi contenute all'interno del Piano di Risanamento e nei suoi successivi aggiornamenti, proposte dalla Funzione ERISK, esprimendo un parere motivato in merito ai fini di una successiva sottoposizione al CA;
  • valuta, sulla base dell'informativa del Comitato Recovery Management di Gruppo (di seguito Comitato recovery), l'effettiva sussistenza dello stato di recovery, esprimendo un parere motivato in merito, ai fini della successiva rappresentazione al CA;
  • valuta, sulla base dell'informativa del Comitato recovery, l'effettiva sussistenza delle condizioni per la chiusura dello stato di recovery, esprimendo un parere motivato in merito, ai fini della successiva rappresentazione al CA;
  • svolge l'attività valutativa ed esprime il proprio parere affinché il CA possa definire e approvare il Risk Appetite Framework (cd. RAF, con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza);
  • monitora l'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di risk appetite e alle soglie di tolleranza relativamente a tutti gli indicatori previsti nel RAF di Gruppo;
  • esprime parere relative alle metodologie di misurazione, controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno;
  • recepisce le valutazioni relative all'analisi di rilevanza e analizza qualsiasi nuovo rischio dovesse emergere;
  • valuta le politiche e i processi di valutazione delle attività aziendali (ad es. fair value policy e linee guida e criteri per la svalutazione dei crediti) verificando che il prezzo e le condizioni delle operazioni con la clientela siano coerenti con il modello di business e le strategie in materia di rischi;
  • ferme restando le competenze del Comitato Consiliare Remunerazioni di Gruppo, collabora con quest'ultimo al fine di assicurare che la politica di remunerazione rifletta e promuova una sana ed efficace gestione dei rischi; in tale ambito, accerta la coerenza dei sistemi incentivanti di breve e medio termine con il RAF;
  • ferme restando la competenza del Comitato Consiliare Remunerazioni di Gruppo, interviene inoltre nella definizione degli obiettivi individuali del Responsabile della Funzione di Revisione Interna e nella relativa successiva consuntivazione.

Con particolare riferimento alle tematiche inerenti la Sostenibilità il Comitato supporta il CA, con funzioni consultive e propositive, per garantire una effettiva ed efficace identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi ambientali, sociali e di governance al fine di contribuire al successo sostenibile3 in coerenza con le strategie complessive del Gruppo. In particolare:

valuta l'effettivo allineamento alle aspettative di Vigilanza e regolamentari;

presidia il processo di analisi e revisione dell'esposizione del Gruppo ai rischi ESG nell'ambito del processo di materiality assessment, ovvero dell'analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF;

  • con particolare riferimento al framework di presidio dei rischi climatici e ambientali (C&E):
    • o presidia l'impatto dei suddetti fattori di rischio, all'interno delle categorie di rischio esistenti, nella valutazione della rilevanza per tutte le aree operative nel breve, medio e lungo termine, considerando diverse analisi di scenario/stress;
    • o verifica la coerenza della propensione al rischio con la strategia aziendale;
    • o verifica l'integrazione negli strumenti chiave di presidio dei rischi e in particolare nel Risk Appetite Framework;
    • o monitora l'adeguato livello di presidio e coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi al fine di massimizzarne l'efficienza;

esamina il contenuto dell'informazione periodica a carattere non finanziario (Dichiarazione Non Finanziaria) rilevante ai fini del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

Nell'esercizio delle competenze sopra descritte, il Comitato tiene conto delle linee guida e dei presidi di Gruppo, inclusi quelli riconducibili al Comitato Sostenibilità Area Wealth.

COMITATO RISK MANAGEMENT DI GRUPPO (CRM), la cui mission è quella di informare il Comitato Esecutivo (CE) del presidio del rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework. Periodicamente il Comitato:

• valuta il livello di rischio complessivamente assunto dalle singole società sia a livello gestionale che rispetto agli assorbimenti di vigilanza, avendo come riferimento il cd. Tableau de Bord di monitoraggio del Risk Appetite Framework (c.d "indicatori di I livello" o "indicatori RAF");

3 Obiettivo che guida l'azione dell'organo di amministrazione e che si sostanzia nella creazione di valore nel lungo termine a beneficio degli azionisti, tenendo conto degli interessi degli altri stakeholder rilevanti per la società, Codice di Corporate Governance, gennaio 2020, Comitato per la Corporate Governance costituito dalle Associazioni di impresa (ABI, ANIA, Assonime, Confindustria), Borsa Italiana S.p.A. e l'Associazione degli investitori professionali (Assogestioni)

  • nell'ambito delle attività di monitoraggio definite in coerenza con le regole di vigilanza prudenziale definite dalla Banca Centrale Europea (cd. processo SREP - Supervisory Review and Evaluation Process), rendiconta gli indicatori cd di II livello o "indicatori SREP" ossia quegli indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo. L'elenco di tali indicatori è riportato in allegato al Regolamento Recovery Planning e Risk Appetite del Gruppo Credem, ove per ognuno di essi è definito il Comitato di Governance o Funzione interna che operativamente analizza, nell'ambito delle proprie competenze, la loro evoluzione. Le metodologie di calcolo relative a ciascun indicatore sono riportate nel manuale "Indicatori di Rischio", la cui responsabilità di diffusione e aggiornamento è in carico alla funzione Risk Management. Con frequenza almeno annuale, in concomitanza ai processi di pianificazione, approva le soglie di alerting e ne valuta la coerenza con i valori di Appetite e Tolerance degli indicatori RAF di primo livello.
  • analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer (di seguito anche RO), revisioni addizionali del RAF;
  • svolge analisi di coerenza delle condizioni applicate alla clientela in funzione del rischio assunto;
  • valuta analisi specifiche proposte dal RO e ritenute esemplificative delle dinamiche dei diversi fattori di rischio;
  • svolge attività valutative in coerenza con quanto attribuito al Senior management dalla normativa in riferimento agli argomenti di Risk Management, in particolare in riferimento ai modelli interni.

COMITATO RECOVERY MANAGEMENT DI GRUPPO, viene istituito al fine di supportare il CA, con poteri consultivi e decisionali, nella gestione dello stato di recovery regolamentati dal Piano di Risanamento nonché nella gestione dello stato di risoluzione, ove se ne verificassero i presupposti, in linea con quanto previsto dal Piano di Risoluzione. Il Comitato, nell'ambito del Piano, svolge le seguenti principali funzioni nel caso di sforamento delle soglie di recovery:

  • analizza le situazioni di tensione o di crisi sulla base di elementi a supporto apportati dalle varie funzioni aziendali con il coordinamento del Risk Officer che ne cura l'adeguata rappresentazione al comitato stesso;
  • valuta l'effettiva sussistenza dello stato di recovery, formalizzando gli esiti delle analisi svolte all'interno di una proposta motivata da sottoporre all'approvazione del CA, previo raccolta del parere del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (CCRSG);
  • valuta, al verificarsi dello stato di recovery, la possibilità di attivare tempestivamente le opzioni di recovery, con le relative azioni preparatorie, valutandone la fattibilità ed efficacia nel riportare gli indicatori del Piano di Risanamento entro i limiti definiti;
  • propone al CA, avvalendosi del supporto delle funzioni aziendali competenti, le opzioni di recovery all'interno di un piano di Intervento, unitamente alle azioni da attivare;
  • al verificarsi dello stato di recovery:
  • coordina la comunicazione interna ed esterna;
  • coordina la predisposizione dell'informativa per l'Autorità di Vigilanza, da sottoporre a valutazione del CCRSG e del CA;
  • valuta l'effettiva sussistenza delle condizioni per procedere alla chiusura dello stato di recovery ed esprime al CA una proposta motivata in merito, raccogliendo il parere del CCRSG;
  • monitora, per il tramite del proprio Segretario il Risk Officer, l'esecuzione delle opzioni di recovery e il rientro degli indicatori del Piano di Risanamento entro le soglie previste.

Il Comitato viene inoltre informato dal CA nel caso di superamento della soglia di Tolleranza, in quanto definita come soglia di warning per gli indicatori di Recovery e può procedere alla sua convocazione qualora siano presenti importanti segnali di deterioramento.

La funzione di Risk Management, a mezzo del Risk Officer e dei suoi collaboratori, ha lo scopo di:

  • garantire la misurazione ed il controllo, puntuale e prospettico, dell'esposizione alle diverse tipologie di rischio, in particolare di mercato, credito, tasso, liquidità e operativo;
  • monitorare gli assorbimenti di capitale;
  • proporre all'Organo di Gestione e alla Direzione Generale, con le altre funzioni aziendali competenti, la definizione e la revisione della struttura dei limiti operativi in coerenza con il capitale allocato;
  • seguire gli sviluppi della regolamentazione e assicurare agli Organi di Vigilanza le informazioni richieste dalla normativa vigente in relazione ai modelli interni;
  • sviluppare e mantenere sistemi di misurazione, gestione e controllo dei rischi conformi alla normativa.

Il Comitato viene inoltre informato dal CA nel caso di superamento della soglia di Tolleranza, in quanto definita come soglia di warning per gli indicatori di Recovery e può procedere alla sua convocazione qualora siano presenti importanti segnali di deterioramento.

La funzione di Risk Management, a mezzo del Risk Officer e dei suoi collaboratori, ha lo scopo di:

  • garantire la misurazione ed il controllo, puntuale e prospettico, dell'esposizione alle diverse tipologie di rischio, in particolare di mercato, credito, tasso, liquidità e operativo;
  • monitorare gli assorbimenti di capitale;
  • proporre all'Organo di Gestione e alla Direzione Generale, con le altre funzioni aziendali competenti, la definizione e la revisione della struttura dei limiti operativi in coerenza con il capitale allocato;
  • seguire gli sviluppi della regolamentazione e assicurare agli Organi di Vigilanza le informazioni richieste dalla normativa vigente in relazione ai modelli interni;
  • sviluppare e mantenere sistemi di misurazione, gestione e controllo dei rischi conformi alla normativa.

Alla Funzione di Risk Management è richiesta autorevolezza, tenuto conto del ruolo rivestito all'interno dell'organizzazione e del mandato ricevuto, e professionalità, intesa come possesso delle conoscenze tecniche e di adeguata esperienza al ruolo. Alla stessa sono garantite soluzioni organizzative in grado di preservare l'indipendenza dalle unità di business incaricate della assunzione e gestione economica dei rischi, in particolare:

  • la collocazione gerarchica all'interno del Servizio Enterprice Risk Management (ERISK) sotto l'organo di gestione (Comitato Esecutivo);
  • l'accesso autonomo agli Organi Collegiali;
  • un sistema incentivante basato sui Key Performance Indicators riferiti ad obiettivi del controllo e non dipendenti dai risultati economici della Banca;
  • la previsione di situazioni di conflitto di interesse nell'assegnazione delle competenze;
  • la possibilità di richiedere l'adozione di sistemi informativi affidabili per identificare, misurare e monitorare adeguatamente tutti i rischi assunti o assumibili nei diversi segmenti operativi e istituire idonee procedure di reporting ai diversi livelli direzionali;
  • l'espressione di pareri preventivi sulle operazioni rilevanti di competenza delle funzioni e consultivi per quelle attribuite agli Organi Collegiali;
  • la possibilità di valutare preventivamente le proposte in tema di linee guida e di regolamenti relativi alla assunzione dei rischi compresa l'entrata in nuovi mercati o alla sottoscrizione di nuovi prodotti.
  • Per inquadrare correttamente le attività svolte si riporta la struttura organizzativa della Funzione di Risk Mangement e la descrizione delle principali aree di attività.

Dal 1° marzo 2023 è in vigore il modello organizzativo "teal oriented" che prevede l'evoluzione da una struttura gerarchica a un sistema fluido, caratterizzato da un modello di leadership distribuito e orizzontale che valorizza il merito, garantisce agilità operativa (anche nella gestione del cambiamento), aumenta l'imprenditorialità.

La riorganizzazione, in continuità con l'assetto attuale, prevede l'applicazione di tali principi al servizio Risk Management adottando un nuovo modello di collaborazione e di comunicazione attraverso:

  • la creazione del nuovo ruolo Competence Leader (CL) dove alla base ci sono le "competenze" come fattore chiave per le decisioni;
  • l'evoluzione del management in ottica relazionale e di orientamento al coaching, definendo il nuovo ruolo di Team Leader (TL).

Inoltre viene assegnato al Risk Officer il ruolo precedentemente assegnato al CS TUTELA di "coordinamento dell'implementazione della Strategia e del Modello di Gestione della Sicurezza delle Informazioni e della Cyber Security di Gruppo tramite le Funzioni di Sicurezza delle Informazioni, in sinergia con il Team Leader di Direzione del Servizio Sistemi Informativi (SINFO) per le attività operative di Sicurezza IT (Information Security Operations)".

Per inquadrare correttamente le attività svolte si riporta la struttura organizzativa della Funzione di Risk Mangement e la descrizione delle principali aree di attività:

  • Risk Officer; leader di direzione;
  • Team "Rischi di Credito" (RCR): Supportare Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo e della struttura dei limiti e delle deleghe operative, presidiandone, in coerenza con il Risk Appetite Framework, il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, limitatamente alle attività di valutazione dei rischi di credito. Sviluppare, presidiare e manutenere il modello per l'attribuzione del rating alla clientela e garantire il presidio sull'intero processo di attribuzione. Analizzare e deliberare le proposte di rating controparte e di override sulla clientela Credembanca e Credemleasing facente parte della "Funzione Regolamentare Corporate".
  • Team "Validazione" (VAL): Sottoporre il sistema di rating e, più in generale, i modelli interni validati ad un processo di convalida interna ai fini di verificare nel continuo, in maniera iterativa, l'affidabilità dei risultati ed il mantenimento della coerenza con le prescrizioni normative, con le esigenze operative aziendali e con l'evoluzione del mercato di riferimento. Verificare l'adeguatezza delle scelte metodologiche e di processo delle attività di impairment alla luce dei principi contabili IFRS9. Per i parametri di rischio per modelli interni e impairment IFRS9 e i modelli modelli/metriche inerenti il rischio tasso IRRBB e rischio Liquidità effettuare attività di verifiche periodiche. Effettuare attività di secondo livello sulle attività di controllo andamentale dei crediti. Coordinare le attività relative il rischio modello e condurne la rendicontazione annuale. Supportare il Risk Officer nella predisposizione dell'Autovalutazione dei processi ICAAP e ILAAP. Presidiare e validare i modelli valutativi di pricing, parametri e livelli di fair value nel rispetto dei criteri definiti nella Fair Value Policy di Gruppo redatta anche in coerenza con le disposizioni normative e contabili vigenti.
  • Team "GOVERNANCE, RAF ESG E OPERATIVI" (GEO): Supportare il Risk Officer e il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo nel quantificare e monitorare l'esposizione e la relativa Risk Tolerance, tramite l'applicazione di scenari di stress trasversali, a tutti i rischi risultati rilevanti in ambito RAF, con particolare riferimento alla loro integrazione, coerentemente alla regolamentazione interna di riferimento. Gestire e coordinare le attività relative al presidio e misurazione dei rischi operativi di Gruppo e di coordinamento per il Servizio delle attività relative ai rischi ESG (in particolare Climatici e Ambientali). Supportare il Risk Officer nelle attività di predisposizione, aggiornamento e gestione del Recovery e Resolution Plan. Coordinare per la Funzione Risk Management le attività richieste da BCE interfacciandosi con ERA.
  • Team "Rischi Finanziari e Wealth Management" (RFW); Supportare Credembanca e il Gruppo Credem (inclusa Credemvita) nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo, presidiandone il funzionamento, il rispetto, l'evoluzione e i processi di Data Management, relativamente ai Rischi Finanziari su portafogli di proprietà e su portafogli di terzi sotto forma di OICR e gestioni patrimoniali.
  • Team "Information Security and IT Risk Governance" (ISR): Governare in termini di definizione, indirizzo, controllo e flussi di reporting direzionale il complessivo modello di gestione della Sicurezza delle Informazioni e della Cyber Security di Gruppo per mantenerlo in linea con la Strategia e gli Obiettivi di Sicurezza e con l'evoluzione di business, tecnologia e normativa, favorendo cultura e sensibilizzazione sulla sicurezza delle informazioni. Definire e indirizzare le metodologie e i processi di presidio del Rischio ICT di Gruppo; in particolare governare le attività di analisi e valutazione del Rischio ICT e delle misure di mitigazione svolte a cadenza periodica e/o in base alle necessità, relazionando in merito le strutture interne e gli organi di vigilanza interessati.

Descrizione della cultura del rischio nel Gruppo e delle modalità attraverso cui viene garantita la diffusione

La responsabilità sul sistema di controllo interno fa capo al Consiglio di Amministrazione, in ottemperanza alla specifica normativa di vigilanza emanata per le banche da Banca d'Italia. Il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano ha definito le linee di indirizzo dei sistemi di controllo interno, assicurandosi che i principali rischi aziendali siano identificati, gestiti e monitorati in modo adeguato.

Le linee di indirizzo del sistema di controllo interno, costituito dall'insieme di regole, procedure e strutture organizzative volte a consentire, attraverso l'adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, la sana e prudente conduzione dell'impresa, sono definite dal Consiglio di Amministrazione, il quale ne valuta l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa, avvalendosi dell'assistenza dell'apposito Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e delle attività delle funzioni aziendali di controllo. Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi di Credito Emiliano si sostanzia come segue:

  • controlli di "linea" sul regolare svolgimento delle attività quotidiane, effettuati dalle stesse funzioni che pongono in essere le attività;
  • controlli posti in capo alle unità operative/amministrativo contabili, o incorporati nelle procedure;
  • controlli sulla gestione dei rischi di credito (compreso quello di tasso di interesse), di mercato e operativi affidati ad una specifica ed autonoma funzione di Risk Management che si occupa anche del profilo di rischio di liquidità a presidio del c.d. rischio strategico;
  • controlli di secondo livello, volti a presidiare le attività di contrasto e mitigazione del rischio di non conformità alle norme, compresa la disciplina di contrasto al riciclaggio ed al finanziamento al terrorismo;
  • controlli associati al processo di informativa finanziaria;
  • attività di revisione interna, effettuata dal Servizio Audit.

Il Gruppo Credem svolge con frequenza almeno annuale il processo ICAAP. L'obiettivo del processo ICAAP consiste nella valutazione autonoma da parte del Gruppo Credem, a livello consolidato, della propria adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica in relazione ai rischi assunti e alle strategie aziendali.

In coerenza con il processo ICAAP e gli obiettivi di business, il CA della Capogruppo valuta tutte le tipologie di rischio a livello consolidato e ne approva l'assunzione in maniera articolata su Società e Business Unit individuate come rilevanti per l'apporto al rischio di Gruppo, attraverso un articolato processo di Risk Appetite Framework.

Il RAF considera la possibilità che il profilo di rischio atteso possa subire sensibili variazioni in presenza di andamenti avversi di mercato e pertanto prevede delle soglie di tolleranza al Risk Appetite (Risk Tolerance), che rappresentano la variazione massima che Credem intende accettare in scenari di stress.

Il Comitato Risk Management inoltre rendiconta gli indicatori di II livello, ossia quegli indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo. Le metodologie di calcolo relative a ciascun indicatore sono riportate nel manuale "Indicatori di Rischio", la cui responsabilità di diffusione e aggiornamento è in carico alla funzione Risk Management.

Il Consiglio di Amministrazione, avvalendosi del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, nel corso dell'esercizio ha valutato il funzionamento del sistema di controllo interno giudicandolo complessivamente adeguato, efficace ed effettivamente attuato rispetto alle caratteristiche della Banca e del Gruppo. Tale giudizio tiene conto del piano per l'implementazione dei punti di miglioramento individuati in esito alle verifiche svolte dalle Funzioni di Controllo.

Il Responsabile del Servizio Audit, in qualità di Responsabile della Funzione di Revisione Interna, è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo supportato dal Comitato Nomine, e previo parere favorevole e del Collegio Sindacale.

Il Consiglio, sentito il parere del Comitato Remunerazioni di Gruppo ai sensi delle disposizioni Banca D'Italia in materia, approva la politica di remunerazione a favore dei Responsabili di tutte le funzioni di controllo. Le politiche di incentivazione sono elaborate in modo coerente con i compiti assegnati, avendo cura di evitare situazioni in conflitto rispetto alle aree aziendali soggette al loro controllo.

Il Gruppo Credem ha previsto specifiche modalità di coordinamento tra i vari soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e gestione dei rischi. Il coordinamento viene garantito con le seguenti modalità:

  • ricezione della reportistica prodotta dalle funzioni di terzo e secondo livello nonché dai relativi comitati consiliari e interfunzionali, dal Consiglio di Amministrazione e dal Collegio Sindacale precisandosi che quest'ultimo viene informato anche in occasione delle partecipazioni alle singole riunioni dei Comitati e del Consiglio di Amministrazione;
  • invio della reportistica prodotta dalle funzioni di secondo livello alla Funzione di Revisione Interna;
  • analisi delle tematiche di controllo interno e analisi dei relativi rischi nell'ambito del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, il quale registra, tra l'altro, la partecipazione del Responsabile del Servizio Audit, anche in qualità di Segretario dello stesso (e perciò sempre

informato di ogni tematica trattata dal Comitato), la partecipazione del Responsabile del Servizio ERISK, la partecipazione del Dirigente Preposto e del Responsabile della Funzione Compliance e Antiriciclaggio, quest'ultimi per le riunioni di relativo interesse, e da ultimo, la possibile presenza di ogni eventuale ulteriore invitato di cui si reputi opportuna la partecipazione per quanto già indicato in precedenza.

Il monitoraggio delle criticità e degli interventi a presidio avviene su base trimestrale tramite un Tableau de Board Unico per tutte le FAC sottoposto al Comitato Rischi e Sostenibilità di Gruppo e inviato all'Organo di Vigilanza.

Al fine di mantenere una elevata attenzione alle tematiche di controllo dei rischi connessi all'attività bancaria, il Gruppo Credem ha predisposto da alcuni anni un'attività formativa a tutti i livelli della struttura, compresi gli Organi Collegiali.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19 e Conflitto Russia - Ucraina

In continuità con l'anno precedente il Comitato Esecutivo ha mantenuto la maggior frequenza del monitoraggio del Risk Appetite Framework (da trimestrale a mensile) per un insieme significativo di indicatori. In particolare dal 2023 si segnala l'inclusione anche dell'indicatore MREL-LRE.

Rischi climatici ed ambientali

Al Servizio Entrepreise Risk Management (ERISK) sono stati affidati l'identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici e ambientali (C&E).

Tali fattori, in linea con quanto previsto dalle aspettative di vigilanza, sono stati integrati nelle principali categorie di rischio preesistenti coerentemente con quanto riportato nella mappa dei rischi e con quanto svolto per l'analisi di rilevanza utilizzata dalla funzione Enterprise Risk Management e alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.):

  • rischio di credito legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che un evento meteorologico (acuto e/o cronico), altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento) o la transizione verso un'economia più sostenibile (e.g. economia a basse emissioni di carbonio) possano avere un impatto sul merito creditizio della controparte o sul valore delle garanzie nel breve, medio e/o lungo termine
  • rischio di mercato legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che un evento meteorologico (acuto e/o cronico), altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento) o la transizione verso un'economia più sostenibile (e.g. economia a basse emissioni di carbonio) possano determinare un andamento sfavorevole delle variabili del mercato e quindi una rivalutazione del rischio di mercato nel breve, medio o lungo termine
  • rischio operativo legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che eventi ambientali, derivanti da eventi naturali acuti (e.g. frane, alluvioni) e/o cronici (e.g. innalzamento delle temperature) o dalla transizione verso un'economia più sostenibile, possano avere un impatto nel breve, medio e/o lungo termine sull'organizzazione (in termini di perdite operative, ad esempio dovute a sanzioni)
  • rischio di liquidità legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che un evento meteorologico (acuto e/o cronico), altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento) o la transizione verso un'economia più sostenibile (e.g. economia a basse emissioni di carbonio) possano avere un impatto sulle fonti di finanziamento stabili nel medio e lungo termine (e.g. a causa di una ridefinizione inattesa dei prezzi) e sui titoli dell'ente
  • rischio strategico e di business model correlato ai rischi fisici e di transizione: Il rischio di subire perdite a causa della scarsa reattività a riposizionare il business al fine di adattarsi a cambiamenti esterni (di mercato, regolamentari, etc.) indirizzati verso un'economia più sostenibile (e.g. a basse emissioni di carbonio) e a fronteggiare/ mitigare gli impatti di un possibile manifestarsi di eventi metereologici (acuti e/o cronici) e altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento).
  • rischio reputazionale legato ai rischi fisici e di transizione: rischio attuale o prospettico di subire perdite riconducibili a comportamenti e condotte di business rispetto alle quali il pubblico, le controparti dell'ente e/o gli investitori associno il Gruppo a effetti climatici e ambientali avversi.
  • rischi ESG: rischi di un impatto finanziario negativo derivante dagli effetti attuali o prospettici sulle controparti o sugli asset investiti da parte dei fattori:
    • o Environmental: legati ai possibili impatti dei processi, prodotti e servizi su risorse naturali, aria, acqua, suolo, biodiversità e salute umana;
    • o Social: legati alla sicurezza, condizioni e salute sul lavoro, diritti dei lavoratori, diritti umani, partecipazione ed equità di genere, etc.;

o Governance: legati all'anticorruzione, antiriciclaggio, presenza di iniziative e regole volte a garantire la business ethics, governance solida e trasparente, gestione dei rischi e cybersecurity.

ERISK coordina altresì le attività di misurazione e monitoraggio relative ai fattori di rischio C&E sui rischi principali, adottando metodologie in linea con le pratiche suggerite dal Regulator e con le best practices osservate sul mercato.

Inoltre supporta le valutazioni relative alla strategia di decarbonizzazione (tramite l'utilizzo di scenari climatici) e contribuisce ai principali framework di disclosure, incluse quelle legate a tematiche di Sostenibilità/ ESG.

Il Risk Officer ha inoltre la responsabilità del presidio della Compliance normativa relativamente alle aspettative di Vigilanza sui rischi Climate and Environmental.

Anche nel corso del 2023 la funzione ha partecipato ai gruppi di lavoro interfunzionali sul presidio dei rischi ESG ed alle attività richieste dalla Banca Centrale Europea (come l'aggiornamento dell'action plan comunicato a BCE e le attività propedeutiche al Fit-for-55 climate risk scenario analysis che si svolgerà nel primo trimestre 2024).

In particolare, in coerenza con l'action plan comunicato alla Banca Centrale Europea, la funzione ERISK ha svolto nel corso del 2023 una serie di attività:

  • Relativamente all'analisi di rilevanza, sono state apportate evoluzioni sia in termini di perimetro dei rischi che di metodologie utilizzate. Nello specifico, al fine di cogliere pienamente l'impatto dei rischi climatici e ambientali sulle principali categorie di rischio esistenti, è stata valutata l'integrazione di questi ultimi, tramite approcci quantitativi o qualitativi:

  • o le analisi sul rischio di credito sono state integrate indagando l'impatto dei fattori fisici e di transizione sia nel breve che nel medio-lungo termine; è stata introdotta l'analisi del rischio fisico sulle controparti (in aggiunta a quella sul rischio di transizione) e del rischio di transizione sugli immobili a garanzia delle esposizioni creditizie sulla base delle classi energetiche (oltre a quella del rischio fisico sugli immobili) ; è stata introdotta un'analisi specifica sui rischi environmental (biodiversità, rifiuti e utilizzo d'acqua), social e governance;

  • o per il rischio di mercato è stata costruita una heatmap settoriale per valutare l'impatto dei rischi E, S e G sul portafoglio investimenti (banking e trading book);
  • o per il rischio operativo è stata introdotta una valutazione dell'impatto delle minacce di rischio fisico sugli immobili di proprietà del Gruppo e sulle sedi fisiche degli outsourcers (FEI) e per il rischio di transizione è stato introdotto sia un approccio quantitativo sulla base delle evidenze rivenienti dai processi di RSA e LDC sia un approccio qualitativo in base all'operatività svolta dalle società del gruppo;
  • o per il rischio reputazionale è stato confermato l'approccio sia quantitativo (con ulteriore revisione delle domande afferenti ai rischi C&E nel questionario dei rischi reputazionali) sia qualitativo sulla base dell'operatività svolta dalle società del gruppo, dando evidenza delle risultanze in termini di VaR per le componenti E, S e G;
  • o è stato introdotto un approccio quantitativo per valutare la materialità del rischio di liquidità (in particolare sui depositi retail);
  • o è stato introdotto un approccio quantitativo per il rischio strategico volto a misurare le emissioni GHG delle controparti del portafoglio creditizio appartenenti ai settori attenzionati dalla strategia ESG del Gruppo (Settori Oil and Gas e Power).

  • La funzione ERISK ha aggiornato e integrato una serie di key risk indicators nel suo Risk Appetite Framework, sia di primo livello (RAF) che di secondo livello (SREP), al fine di monitorare l'impatto dei rischi climatici e ambientali di transizione e fisici sul rischio di credito e di mercato. Gli indicatori SREP sono stati monitorati a partire dal 2023 nel Comitato Risk Management di Gruppo, mentre per il RAF 2024 sono stati definiti due KRI nel primo livello, uno per il rischio di credito e uno per il rischio di mercato, e sono state stimate le soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance al fine di attivare le procedure di escalation in caso di superamento di suddetti limiti.

  • Relativamente allo stress test framework la funzione ERISK ha:

  • o integrato il Recovery Plan con i fattori di rischio legati al clima sia nello scenario sistemico che in quello combinato;

  • o ha incluso i rischi C&E al fine di valutare l'impatto del rischio di transizione sulla PD e l'impatto del rischio fisico sul valore della garanzia nello scenario avverso ai fini RAF;
  • o dopo una prima integrazione nell'ICAAP 2023, i fattori C&E verranno pienamente integrati nell'ICAAP 2024 per valutare: lato rischio di credito, l'impatto del rischio di transizione sulla PD e l'impatto del rischio fisico sulla LGD; per il rischio di mercato, attraverso l'adozione del

Climate Value at Risk (CVaR), verrà stimata la perdita potenziale che potrebbe verificarsi nel portafoglio di investimenti in diversi scenari climatici; per il rischio operativo è prevista l'applicazione di un approccio di analisi di scenario relativamente al rischio fisico sugli immobili. Relativamente al rischio di liquidità, un evento di rischio climatico sarà incorporato nello scenario ILAAP esistente per il 2024.

  • Per quanto riguarda i processi di rischio operativo e reputazionale, la funzione ERISK ha aggiornato i relativi framework (ad esempio, LDC, RSA, RepRisk Questionnaire) al fine di catturare anche i fattori di rischio C&E (ad esempio, il catalogo dei rischi RSA è stato integrato con le domande ESG, sono state definite le linee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che ne permetteranno la rilevazione a partire dal 2024), consentendo così di prendere in considerazione questi fattori e il loro potenziale impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativo e reputazionale.

  • I pareri relativi alle Operazioni Maggior Rilievo sui prodotti di credito green/sostenibili e sulle offerte commerciali dedicate, che la Banca ha sviluppato nel 2023, sono stati integrati dalla funzione ERISK evidenziando come le caratteristiche di tali prodotti siano idonee a mitigare i fattori di rischio ESG.

  • Al fine di integrare i presidi di monitoraggio del rischio di mercato con gli impatti derivanti dai rischi climatici e ambientali (C&E) è stata definita un'apposita metrica (Climate VaR) su cui sono in corso analisi volte alla futura integrazione di questa all'interno del regolamento "Assunzione rischi finanziari".

Sezione 1 – Rischi del consolidato contabile

In questa sezione sono fornite le informazioni riferite alle imprese incluse nel consolidato contabile.

Informazioni di natura quantitativa

Qualità del credito

A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)

Portafogli/qualità Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
deteriorate
scadute
scadute non
Esposizioni
deteriorate
Altre esposizioni
non deteriorate
Totale
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 56.854 192.046 34.354 459.419 43.722.359 44.465.032
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
- - - - 8.920.512 8.920.512
3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair
value
- - - - 496.292 496.292
5. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - -
Totale 31/12/2023 56.854 192.046 34.354 459.419 53.139.163 53.881.836
Totale 31/12/2022 77.932 211.698 34.403 405.101 49.305.507 50.034.641

A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)

Deteriorate
Non deteriorate
Totale
Rettifiche di
Write-off*
Rettifiche di
Portafogli/qualità
(esposizione
Esposizione
Esposizione
Esposizione
Esposizione
valore
parziali
valore
netta)
lorda
netta
lorda
netta
complessive
complessivi
complessive
1. Attività
finanziarie
701.673
418.417
283.256
17.477
44.270.500
88.723
44.181.777
valutate al costo
ammortizzato
2. Attività
finanziarie
valutate al fair
-
-
-
-
8.926.493
5.981
8.920.512
value con impatto
sulla redditività
complessiva
3. Attività
finanziarie
-
-
-
-
X
X
-
designate al fair
value
4. Altre attività
finanziarie
obbligatoriamente
-
-
-
-
X
X
496.292
valutate al fair
value
5. Attività
finanziarie in corso
-
-
-
-
-
-
-
di dismissione
Totale 31/12/2023
701.673
418.417
283.256
17.477
53.196.993
94.704
53.598.581
Totale 31/12/2022
735.659
411.626
324.033
17.353
49.759.610
92.963
49.710.607
44.465.033
8.920.512
-
496.292
-
53.881.837
50.034.640
Attività di evidente scarsa qualità creditizia Altre attività
Portafogli/qualità
Minusvalenze cumulate
Esposizione netta Esposizione netta
1. Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
- - 57.995
2. Derivati di copertura - - 568.146
Totale 31/12/2023 - - 626.141
Totale 31/12/2022 - - 1.142.503

B. Informativa sulle entità strutturate (diverse dalle società per la cartolarizzazione)

Un'entità strutturata è un'entità configurata in modo tale che i diritti di voto o diritti similari non sono ritenuti rilevanti per stabilire il controllo, come nel caso in cui i diritti di voto facciano soltanto riferimento ad attività amministrative e le attività rilevanti siano condotte attraverso accordi contrattuali.

Per i veicoli a destinazione specifica e fondi di investimento, il controllo è ritenuto esistere laddove il Gruppo dispone dei diritti contrattuali per gestire le attività rilevanti dell'entità e risulta esposto ai rendimenti variabili delle stesse.

B.1 Entità strutturate consolidate

Non sono presenti nel Gruppo entità strutturate consolidate.

B.2 Entità strutturate non consolidate contabilmente

Non sono presenti nel Gruppo entità strutturate non consolidate contabilmente.

B.2.1 Entità strutturate non consolidate ai fini vigilanza

Non sono presenti nel Gruppo entità strutturate non consolidate ai fini vigilanza.

B.2.2 Altre entità strutturate

Non sono presenti nel Gruppo altre entità strutturate.

Sezione 2 – Rischi del consolidato prudenziale

In questa sezione sono fornite le informazioni riferite alle imprese incluse nel consolidato prudenziale (società appartenenti al Gruppo bancario).

1.1 Rischio di credito

Informazioni di natura qualitativa

Secondo le disposizioni del principio contabile IFRS 9 le perdite attese sui crediti devono essere determinate valutando una gamma di possibili scenari adeguatamente ponderati in modo da riflettere un importo obiettivo in relazione alle loro differenti probabilità di realizzo.

A tal fine il modello di Impairment considera tre scenari macroeconomici futuri: uno centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e RAF e due ulteriori scenari a corollario, volti a rappresentare un range di variabilità tra gli ipotetici scenari plausibili:

  • "Scenario Good" scenario con bassa probabilità che si verifichino scenari migliori;
  • "Scenario Baseline" scenario centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e RAF;
  • "Scenario Bad" scenario con bassa probabilità che si verifichino scenari peggiori.

Tali scenari sono selezionati tra quelli forniti periodicamente da un fornitore esterno e sono approvati dal Consiglio di Amministrazione. Ciascuno è corredato dalla relativa probabilità di accadimento, e fornisce le proiezioni future dei principali indicatori macroeconomici su un orizzonte di tre anni, con frequenza di osservazione trimestrale.

Si riporta di seguito l'indicazione degli scenari macroeconomici adottati per il calcolo delle perdite attese ponderate, corredati dai pesi definiti in coerenza con la relativa probabilità di accadimento:

Scenario IFRS 9 Descrizione dello scenario Peso da
policy
"Good" : scenario con probabilità
Stronger Near-Term Recovery Scenario ("S1")
del 10% che si realizzi uno scenario migliore e del 90% che se ne realizzi
uno peggiore
10%
"Baseline" : scenario con probabilità del 50% che si realizzi uno
Baseline Scenario
scenario migliore e del 50% che se ne realizzi uno peggiore
80%
"Bad" : scenario con probabilità del 90% che si
Deep Recession Scenario ("S3")
realizzi uno scenario migliore e del 10% che se ne realizzi uno peggiore
10%

Ai fini della definizione degli scenari, il PIL è la variabile "anchor point", il cui andamento è considerato come indicatore rappresentativo del quadro economico generale. Sulla base dell'andamento del PIL è definito l'andamento delle altre variabili macroeconomiche di rilievo. A ciascuno scenario, in condizioni standard, è quindi associata una probabilità di accadimento sulla base del loro percentile di riferimento nella distribuzione delle variazioni del PIL sugli scenari generati.

Per maggiori dettagli sugli scenari si rimanda anche a quanto descritto più avanti al paragrafo "Misurazione delle perdite attese - Definizione dello scenario".

L'effetto degli Scenari viene poi tradotto nel modello di Impairment tramite l'utilizzo di appositi modelli Satellite che individuano le variabili più significative per rappresentare la più significativa correlazione tra il ciclo economico e i dati interni anche in termini di scostamento temporale (prendendo in considerazione i distinti driver anche a vari lag temporali rispetto al dato consuntivo).

Questi ultimi sono utilizzati per il calcolo della componente forward looking di tutti i parametri che intervengono nel calcolo dell'ECL: PD, LGD e EAD/PrePayment.

Considerazioni ulteriori possono essere effettuate per le esposizioni classificate nello "Stage 3". Per quel che attiene più specificatamente ai crediti deteriorati, si segnala che, pur in presenza di una sostanziale equiparazione della definizione di credito deteriorato (credit-impaired financial asset) presente nell'IFRS 9 rispetto al principio contabile che è andato a sostituire (lo IAS39), le modalità di calcolo dell'ECL lifetime hanno comportato riflessi metodologici anche ai fini delle valutazioni da svolgere in tale comparto, principalmente in relazione:

  • All'inclusione di informazioni di tipo forward looking, quali quelle relative agli scenari macroeconomici, alle stime e alle tempistiche di recupero, alla probabilità di migrazione in classi peggiori, nonché quelle che possono avere influenza sul valore del collaterale o sulla durata attesa del relativo recupero;
  • Alla considerazione di scenari alternativi di recupero, quali quelli di vendita degli asset creditizi, in connessione con possibili cessioni di quote del portafoglio deteriorato, in relazione agli obiettivi aziendali di riduzione degli asset non performing, ai quali deve essere attribuita una probabilità di realizzazione, da considerare nell'ambito della valutazione complessiva.

Tenendo in considerazione quanto sopra e in coerenza con gli indirizzi e gli obiettivi relativi al portafoglio NPL, le svalutazioni sui crediti deteriorati vengono applicate attraverso due diverse metodologie:

  • Analitiche sulle singole esposizioni, in relazione alle rettifiche applicate a tali esposizioni, nel corso dell'esercizio corrente le perdite attese sui crediti deteriorati sono determinate analiticamente in base alle previsioni di recupero formulate dal gestore o risultanti dall'applicazione del regolamento interno "linee guida e criteri di svalutazione crediti gruppo Credem", attualizzate in funzione dei tassi di interesse effettivi originari e della relativa tempistica di recupero prevista. Considerato che le previsioni di recupero assumono come riferimento la specifica situazione del debitore, si ritiene non trovi coerenza di applicazione un'analisi di sensitivity delle perdite attese su tali esposizioni.; Nonostante ciò, non si può escludere che un peggioramento della situazione creditizia del debitore, anche in seguito a possibili impatti negativi sull'economia derivanti dalla complessa situazione geopolitica attuale, con particolare riferimento a recenti tensioni internazionali, potrebbe generare ulteriori perdite rispetto a quelle previste a dicembre 2023. È importante sottolineare che, in risposta a tale contesto, sono state implementate misure straordinarie per gestire il rischio e rivedere la strategia creditizia.
  • Per quanto concerne le attività di gestione del rischio, sono state adottate azioni specifiche che hanno coinvolto l'intero portafoglio creditizio. Si è identificato con particolare attenzione i clienti potenzialmente più vulnerabili agli impatti legati ai costi dell'energia, alle materie prime e alle carenze nelle forniture, concentrandosi su settori considerati più esposti, tra cui l'industria cartaria, la produzione di piastrelle in ceramica, la metallurgia, l'automotive e il settore legno/agroalimentare. Inoltre, nell'analizzare la strategia creditizia, sono state considerate le politiche della BCE, con particolare attenzione all'innalzamento dei tassi di interesse e alle dinamiche inflazionistiche, al fine di adeguare prontamente le politiche aziendali a un contesto economico in continua evoluzione. I settori sottoposti a maggior presidio vengono aggiornati trimestralmente per tener conto della dinamicità del contesto esterno.
  • Svalutazioni determinate secondo uno specifico modello, che possono essere applicate ad un portafoglio di posizioni a Sofferenza valutate in un'ottica di dismissione (di seguito definito "Portafoglio sotto-modello Stage 3" o "Portafoglio").

Al 31/12/2023 non vi sono posizioni classificate all'interno del portafoglio sotto-modello Stage 3.

1. Aspetti generali

Il Gruppo Credem considera storicamente l'elevata qualità del credito come un elemento fondante della propria stabilità patrimoniale ed un fattore strategico nel processo di creazione del valore. I principi fondamentali su cui si basa l'erogazione del credito sono i seguenti:

  • la coerenza con la connotazione di banca commerciale domestica nella valutazione dell'attività del cliente, della sua dimensione e della sua ubicazione geografica rispetto alla rete Credem;
  • la tecnica nell'analisi di rischio, che assicura alle concessioni creditizie un presupposto oggettivo e coerente con le finalità e le esigenze finanziarie del cliente, con le sue dimensioni patrimoniali e finanziarie e con le relative capacità di rimborso storiche e prospettiche , anche al fine di ridurre fortemente eventuali necessità di rifinanziamento successivo;
  • la qualità e l'adeguatezza delle informazioni, coerentemente ai criteri di Data Governance definiti dal gruppo Credem, come presupposto essenziale per la valutazione oggettiva del profilo di rischio che trova nel rating interno la sua prima espressione di sintesi;
  • il frazionamento del rischio di credito perseguito diversificando il portafoglio clienti con un approccio selettivo e coerente con gli obiettivi di capitale e di rischio/rendimento;

  • la valutazione consolidata delle controparti a livello di Gruppo in modo da delineare una prospettiva unitaria e non frammentata del profilo di rischio di ciascuna singola controparte o gruppo controparte;

  • la cura riservata alla regolarità formale prima dell'erogazione delle concessioni di credito anche attraverso il supporto di strutture specialistiche presso il gruppo che assicurano i necessari riferimenti tecnico-consulenziali;
  • l'attenta gestione dei rapporti da parte delle unità di linea e i controlli effettuati dalle funzioni centrali dedicate, che assicurano la corretta applicazione delle linee di credito, l'aggiornamento costante del quadro informativo della clientela, la tempestiva individuazione delle posizioni problematiche e l'adozione delle azioni necessarie al recupero delle relative esposizioni;
  • l'adozione di politiche rigorose di classificazione e copertura dei crediti deteriorati, privilegiando quando possibile politiche transattive volte a raggiungere accordi stragiudiziali con le controparti contenendone di conseguenza i costi di recupero;
  • l'attenzione ai fattori ESG, con particolare focus rispetto al grado di esposizione agli impatti generati dai fattori climatici e ambientali sui portafogli creditizi, sulla sostenibilità delle controparti e sul valore dei collateral;
  • l'astensione dal finanziamento di aziende collegate direttamente a settori controversi definiti dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, nello specifico quelli correlati alla produzione e commercializzazione di armi non convenzionali e all'utilizzo di derivati speculativi su materie prime alimentari.

Con il ridursi del rischio di credito associato alla pandemia Covid 19, si precisa che a partire dal 1° Gennaio 2023 l'EBA ha deciso di abrogare l'informativa prevista dalle "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID 19 crisis" precedentemente pubblicate nell'informativa "Pillar 3".

1.1 Impatti derivanti dal quadro macroeconomico, dalla Crisi RU/UA e dal rischio climatico in relazione al rischio di credito

Nel corso del triennio 2020 – 2022 il livello di incertezza relativo alla congiuntura macroeconomica globale era stato prima particolarmente alto a causa della pandemia da COVID 19 e poi si è nuovamente innalzato in seguito allo scoppio del conflitto fra Russia e Ucraina, che ha reso le previsioni macroeconomiche e i relativi scenari impiegati in ambito IFRS9 potenzialmente instabili. Per tale motivo, nel triennio passato, ci si era posti l'obiettivo di gestire, tutti i fattori di incertezza che si erano osservati. In particolare, Credito Emiliano aveva agito principalmente sulla metodologia di determinazione dei parametri di rischio IFRS 9 dedicati alle esposizioni performing, mentre il framework vigente di classificazione delle esposizioni nei 3 stage previsti dalla Normativa non aveva subito variazioni. Tale approccio aveva consentito sia di gestire la situazione di rischio, sia di continuare a rilevare tempestivamente eventuali deterioramenti della qualità creditizia.

Alla presente data contabile gli effetti della crisi legata alla pandemia COVID 19 e lo scoppio della Crisi fra Russia e Ucraina vanno riducendosi; inoltre, nonostante le tensioni internazionali, gli scenari sembrano confermare previsioni di crescita, seppur modesta, e non si rileva più la necessità di gestire tali aspetti nell'ambito della metodologia di determinazione dei parametri di rischio. In aggiunta il Gruppo, nell'ambito del progetto di aggiornamento dei modelli IFRS9 utilizzati per la determinazione delle perdite attese, ha lavorato per includere e gestire gli effetti della crisi pandemica del 2019 e la volatilità inattesa dello scenario macroeconomico nelle singole componenti direttamente all'interno del modello di calcolo. In quest'ottica è stato quindi possibile dismettere i fattori di overlay che erano in vigore a Dicembre 2022.

Con riguardo ai rischi climatici, ambientali, fisici e di transizione, questi sono stati integrati nell'analisi di rilevanza tramite cui il Gruppo Credem valuta periodicamente la materialità di tutti i rischi a cui è esposto. In particolare, il Gruppo nel corso del 2023 ha apportato evoluzioni sia in termini di perimetro dei rischi che di metodologie utilizzate, in particolare a seguito dell'acquisizione di score forniti da un data provider. Nello specifico le analisi sul rischio di credito sono state integrate indagando l'impatto dei fattori fisici e di transizione sia nel breve che nel medio-lungo termine; è stata introdotta l'analisi del rischio fisico sulle controparti (in aggiunta a quella sul rischio di transizione) e del rischio di transizione sugli immobili a garanzia delle esposizioni creditizie sulla base delle classi energetiche (oltre a quella del rischio fisico sugli immobili); è stata introdotta un'analisi specifica sui rischi environmental (biodiversità, rifiuti e utilizzo d'acqua), social e governance.

Relativamente alle metriche di misurazione e monitoraggio sono stati definiti alcuni indicatori secondo livello (SREP), al fine di monitorare l'impatto dei rischi climatici e ambientali di transizione e fisici sul rischio di credito consuntivati a partire dal 2023 nel Comitato Risk Management di Gruppo, mentre per il RAF 2024 è stato definito un indicatore sullo score Environmental e sono state stimate le relative soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance. In riferimento allo stress test framework, il Gruppo ha sviluppato una metodologia per includere i rischi climatico ambientali al fine di valutare, in termini di impatto sull'ECL, il rischio di transizione sulla PD e il rischio fisico sul valore della garanzia nello scenario avverso ai fini RAF e ICAAP 2024. Infine, nel 2023 il Gruppo, in linea con le richieste della Banca Centrale Europea, ha svolto anche le attività propedeutiche al Fit-for-55 climate risk scenario analysis che si svolgerà nel primo trimestre 2024.

2. Politiche di gestione del rischio di credito

2.1 Aspetti organizzativi

Il Servizio Crediti di Credito Emiliano è organizzato secondo tre aree di responsabilità:

  • Credit Strategy e Monitoring, che definisce obiettivi e linee guida di sviluppo del credito inteso come business line in coerenza con gli obiettivi ed il RAF di gruppo, effettua i controlli sulla filiera del credito, redige la regolamentazione interna e definisce i principali strumenti, processi e modelli a supporto dell'intero processo del credito (fatte salve le attribuzioni di responsabilità al servizio ERISK in relazione ai modelli rientranti nel perimetro IRB);
  • Credit Management, che attraverso l'attività deliberativa e la consulenza tecnica alle strutture commerciali ed alle Società in perimetro garantisce nel tempo un profilo di rischiosità degli impieghi coerente con gli obiettivi di strategy definiti, presidiando il corretto ripagamento delle posizioni anomale;
  • Non-Performing Credit, che si occupa delle attività di gestione e recupero sul credito non performing.

Le linee guida di Credit Strategy vengono approvate dallo specifico Comitato Credit Strategy di Gruppo e deliberate dal Consiglio di Amministrazione. Relativamente al perimetro NPL, il Comitato Crediti Non Performing di Gruppo, si occupa di definire specifiche azioni di indirizzo strategico e di monitoraggio, anche relativamente all'andamento degli indicatori SREP di competenza.

Nella gestione del rischio di credito concorrono inoltre, per le rispettive aree di competenza, processi di responsabilità del Servizio di Gruppo Erisk:

  • Il Risk Appetite Framework, in cui sono definiti tolerance e appetite per gli indicatori relativi al rischio di credito sia in termini di performing loan che di non performing loan;
  • Gestione Sistema interno di rating, per la responsabilità del Sistema di rating Corporate e Retail, per l'attribuzione del rating alle singole controparti, per la calibrazione dei parametri e per la relativa convalida.

Le disposizioni introdotte dalla normativa di riferimento per l'adozione dei modelli interni ed i successivi aggiornamenti sono stati sistematicamente accolti da Credito Emiliano S.p.A. come un'opportunità per migliorare la gestione del rischio e per incrementare il valore generato per gli azionisti, grazie alla storica qualità dell'attivo creditizio nonché all'ampia e consolidata diffusione degli strumenti di rating utilizzati nell'attività di valutazione, erogazione, monitoraggio e prezzatura del credito.

2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo

L'attività di valutazione ed erogazione del credito è differenziata a seconda della tipologia di clientela. Più precisamente, per il segmento corporate è in uso un sistema "esperto" che guida la formulazione della proposta di affidamento ed è alla base del sistema di rating. Tale metodologia si basa su logiche di analisi delle componenti economico-patrimoniali di bilancio integrate dalla valutazione dei flussi di cassa, dati di centrale rischi, nonché da valutazioni qualitative sul posizionamento competitivo, sui rischi di business e sull'appartenenza al gruppo.

Per il segmento small business, nell'ambito della stessa metodologia generale di valutazione, sono state applicate delle differenziazioni per dare maggior peso alle informazioni di tipo andamentale e di centrale dei rischi, che forniscono un contributo importante alla capacità predittiva del default. Per il segmento delle microattività e dei privati consumatori è stato sviluppato un sistema di rating specificamente calibrato su questa tipologia di clientela a supporto dei processi di approvazione delle operazioni.

Inoltre, per tutta la clientela Banca è attivo un modello interno di Loss Given Default (LGD) che valuta la potenziale perdita dato il default della controparte, tenendo in considerazione la tipologia di controparte, l'ammontare dell'esposizione, la tipologia di forma tecnica e le eventuali garanzie a sostegno della posizione.

Tutti i sistemi sono direttamente integrati nella proposta di affidamento; la nuova Pratica Elettronica di Fido è operativa per tutti i gestori privati e aziende. La piattaforma garantisce un elevato data quality ed efficienza nei processi di istruttoria e delibera di affidamenti e rating.

Un pilastro fondamentale di governance del credito è costituito inoltre dall'assegnazione "ad personam" delle autonomie delegate, previa valutazione sul singolo deliberante di elementi fondamentali quali le competenze, i risultati conseguiti nella gestione ed erogazione del credito e l'attività formativa fruita.

I poteri di delega si basano, attualmente per la sola Credembanca, sull'indicatore "Accordato Ponderato", che applicando dei pesi alle singole componenti della posizione affidata ne sintetizza la rischiosità in rapporto alle policy ed alle serie storiche dei default.

Negli ultimi anni, l'implementazione di investimenti tecnologici e l'adozione di Advanced Analytics hanno notevolmente potenziato i meccanismi "automatici" per il monitoraggio e l'origination, con particolare attenzione all'evoluzione dell'Openbanking. In questo contesto, l'Indicatore di Monitoraggio Andamentale (IMA), un Modello di Early Warning, gioca un ruolo centrale nella previsione di comportamenti creditizi anomali prima che si manifestino, contribuendo anche al calcolo del Massimo Accordato Concedibile (MAC), il quale rappresenta il massimo livello di affidamento attribuibile automaticamente a una controparte.

L'efficacia di questi strumenti si traduce in una maggiore industrializzazione del processo di concessione del credito, facilitando la realizzazione di campagne automatiche. Da evidenziare è la capacità di questi indicatori di considerare, in diverse fasi storiche, il contesto economico circostante, come evidenziato durante periodi di crisi e contesti geopolitici (ad esempio, conflitti bellici). Queste valutazioni forward-looking consentono di contestualizzare e graduare le azioni commerciali in modo dinamico.

Inoltre, l'adozione di metodologie di Early Warning sta progressivamente permettendo di superare il tradizionale concetto di scadenze di revisioni periodiche, orientandosi verso logiche di revisione di merito richieste ad evento, ovvero in risposta a motivi specifici di rischio di credito atteso che emergono nel corso dell'attività.

A partire dall'anno 2020 Credem ha eseguito un assessment con riferimento al documento EBA relativo alle guidelines on loan origination and monitoring con l'obiettivo di individuare gli impatti che la regolamentazione avrebbe determinato su governance, strategie creditizie, processi del credito e sistemi IT.

Nel corso del 2023 sono stati realizzati ulteriori interventi organizzativi e di governo atti ad addivenire ad una piena aderenza alle indicazioni normative delle linee guida EBA.

La funzione di definizione e di controllo dei limiti di affidamento si avvale del supporto di uno specifico Comitato Crediti di Gruppo che fissa, tra gli altri, il Credit Limit principale su cui si basa la Policy che è la Soglia di Massima Esposizione (SME), cioè l'ammontare massimo di rischio di credito che il Gruppo intende assumere verso una controparte (o gruppo di soggetti collegati) incluse le esposizioni derivanti dai titoli. La definizione di tale soglia prende a riferimento il Capitale Ammissibile di Gruppo ed i limiti di Vigilanza. Il Comitato è responsabile inoltre di rendicontare le posizioni che, a seguito di specifiche decisioni, superano le soglie definite. Il superamento delle "Soglie di Massima Esposizione" si configura come "Operazione di Maggior Rilievo" ai sensi del 15° aggiornamento del 2 luglio 2013 della Circolare n. 263 del del 27 dicembre 2006.

Il Gruppo Credem ha individuato come presupposto per la gestione dei rischi in ottica consolidata l'individuazione di organismi di governo:

  • CA della Capogruppo: è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi e di risk appetite, dell'approvazione della normativa interna che regolamenta anche le strutture di limiti specifiche;
  • i CA delle singole Società recepiscono gli obiettivi assegnati dal CA della Capogruppo riferiti a mission e profilo di rischio;

  • Comitato Esecutivo (di seguito CE): organo di gestione della Capogruppo.

  • Sono inoltre state costituite Funzioni specialistiche all'interno della Capogruppo ed in particolare:

  • Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (di seguito anche Comitato Rischi);
  • Comitato Risk Management;
  • Funzione di Risk Management, all'interno del Servizio Enterprise Risk Management (ERISK).

La Funzione di Risk Management è composta oltre che dal Team Leader di Direzione della Funzione Risk Management (c.d. Risk Officer), individuato nel responsabile del Servizio ERISK, da:

  • Team Rischi di Credito;
  • Team Validazione;
  • Team Governance, RAF, ESG e Operativi;
  • Team Rischi Finanziari e Wealth;
  • Information Security & IT Risk Governance.

A livello di portafoglio, le analisi periodiche e il monitoraggio sono svolte dalla funzione Risk Management.

Il Comitato Rischi svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed in generale al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento.

In particolare, la funzione di Risk Management consente al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:

  • il Risk Appetite Framework (con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza) assicurando che l'attuazione sia coerente con gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza approvate;
  • l'andamento trimestrale del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite e alle soglie di tolleranza relativamente a tutti gli indicatori previsti nel RAF di Gruppo;
  • il Piano di Recovery;
  • i criteri per individuare le Operazioni di Maggior Rilievo (OMR) e approvare la rendicontazione annuale relativa;
  • le metodologie di misurazione e controllo dei rischi utilizzate anche ai fini del calcolo del capitale interno e il perimetro dei rischi rilevanti, nell'ambito dei processi RAF, ICAAP e ILAAP.

Il 2 ottobre 2015 la Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing. Relativamente ai modelli interni, la funzione di Risk management consente al CA, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:

  • la conformità dei modelli interni ai dettami previsti dalla regolamentazione prudenziale previo parere del Collegio Sindacale;
  • i parametri di rischio relativi ai modelli interni utilizzati previo parere preventivo della funzione di convalida.

Nello specifico, con riferimento al Rischio di credito per le attività richieste dalla disciplina prudenziale, la Funzione Risk Management per il tramite del team Rischi di Credito:

  • svolge tutte le attività previste, in carico a tale ufficio, dal Regolamento di "Gestione del sistema interno di rating";
  • svolge attività gestionali inerenti la quantificazione del rischio di credito a supporto di altre funzioni, anche con riferimento alle operazioni con soggetti collegati e la verifica dell'adeguatezza delle valutazioni effettuate sui crediti deteriorati.

Inoltre il team Validazione:

  • effettua la convalida dei modelli interni come previsto dal Regolamento "Gestione del Sistema Interno di Rating" e dal Regolamento Risk Management di Gruppo;
  • effettua verifiche sulle attività di controllo andamentale del credito.

2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese

Come già esposto nella parte A della presente Nota Integrativa, il principio contabile IFRS 9 prevede criteri di misurazione delle perdite attese che sono articolati su tre livelli crescenti di deterioramento creditizio. Gli strumenti finanziari sono raggruppati in tre Stage (categorie o bucket), sulla base del rischio di credito e dell'incremento del rischio di credito tra la rilevazione iniziale e la data di riferimento del bilancio. Nel dettaglio:

  • Stage 1: strumenti finanziari performing che non hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale, o che risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione (perimetro low credit risk). In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa entro i successivi 12 mesi della vita residua dello strumento.
  • Stage 2: strumenti finanziari performing che hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale e che non risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione. In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa nell'arco dell'intera vita residua dello strumento (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).
  • Stage 3: strumenti finanziari deteriorati, che mostrano oggettive evidenze di una perdita di valore. La rettifica di valore è definita analiticamente e copre la perdita attesa nell'arco dell'intera vita residua del credito (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).

In generale le regole di allocazione nei tre Stage definite dal Gruppo Credem, si fondano sui principali elementi forniti dal sistema di rating interno nonché sui principali indicatori di deterioramento creditizio monitorati dal Gruppo Credem per la gestione del rischio.

Credito Emiliano identifica la presenza di un significativo incremento del rischio di credito (SICR) nella rilevazione di un deterioramento di almeno 2 classi nel rating della controparte dal momento della rilevazione iniziale. Nel contempo le classi di rating assimilabili alla categoria "investmentgrade" sono considerate profili di bassa rischiosità; le esposizioni che, alla data di misurazione, rientrano in tali categorie sono classificate dall'applicativo interno di riferimento in Stage 1, senza necessità di verificare l'eventuale deterioramento del merito creditizio intervenuto a seguito della rilevazione iniziale (c.d. low credit risk exemption).

Inoltre l'inserimento del rapporto nella lista dei clienti sotto osservazione perché valutati come a maggior rischio di deterioramento (cd. Watchlist), la presenza di misure di forbearance o di scaduto continuativo di oltre 30 giorni sono considerati segnali oggettivi di deterioramento del merito creditizio: pertanto gli strumenti finanziari che presentano tali evidenze sono classificati direttamente in Stage 2 senza valutare la contestuale presenza o meno di un significativo incremento del rischio di credito né tanto meno l'aderenza ad un profilo ritenuto a bassa rischiosità.

Per l'identificazione dei crediti deteriorati, e la loro allocazione nel bucket di rischio Stage 3, il Gruppo Credem fa riferimento alla definizione interna di credito deteriorato disciplinata nel regolamento "Policy di gruppo Crediti". Tale regolamento specifica che sono considerate "default" le categorie di crediti deteriorati in conformità a quanto previsto in materia dalle disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia (Circolare n. 272 30 luglio 2008 "Matrice dei conti", Sez. B Cap. II, "Qualità del credito", 16° aggiornamento del 2 novembre 2022) dove sono elencati i criteri e le caratteristiche richiesti per ogni categoria. La definizione di default comprende le seguenti categorie, che rappresentano stati di "default" di severità crescente:

  • esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate (PS);
  • inadempienze probabili (IP);
  • sofferenze (Z).

Per gli strumenti finanziari allocati in Stage 3, le rettifiche di valore sono definite su base "esperta" in relazione alle evidenze dell'attività di gestione e recupero dei crediti deteriorati: per ciascun credito anomalo/deteriorato, è identificata una percentuale di copertura idonea a rappresentare le perdite attese nella vita residua del credito, in relazione all' analisi di caratteristiche rilevanti quali: tipologia di prodotto creditizio, ammontare dell'esposizione creditizia, anzianità dello stato di deterioramento, presenza o meno di garanzia a supporto (tipologia di garanzia e livello di copertura "loan to value").

Sugli strumenti finanziari allocati in Stage 1 e 2, la determinazione delle perdite attese avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, sono associate:

  • una probabilità di inadempienza (PD, "Probabilità di Default");
  • una perdita in caso di inadempienza (LGD, "Loss Given Default") commisurata anche alla tipologia di finanziamento, ossia alla forma tecnica, alla tipologia di garanzia o ad altri fattori rilevanti;
  • una esposizione in caso di inadempienza (EAD, "Exposure at default").

In generale, i parametri di rischio adottati dal Gruppo per determinare le rettifiche di valore sono basati sulle medesime ipotesi e tecniche di stima dei modelli interni, nella versione più recente condivisa con l'autorità di vigilanza, per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito con metodologia IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD). A differenza di questi

ultimi che sono definiti tramite un approccio di media lungo il ciclo ("truogh-the-cycle") e di inclusione di condizioni macroeconomiche sfavorevoli (fase recessiva di "downturn"), i parametri adottati per la determinazione delle rettifiche di valore ai sensi dell'IFRS 9, sono fondati su una logica puntuale (c.d. "point in time") e previsionale ("forward-looking"), in modo da essere idonei a rappresentare la congiuntura macroeconomica presente e prevista nel breve-medio termine. Pertanto essi sono stimati prendendo in considerazione sia i dati storici, laddove siano state identificate tendenze e correlazioni con il rischio di credito, sia indicatori previsionali di eventi attesi nonché previsioni sull'andamento del ciclo macroeconomico.

Le rettifiche di valore sono quindi determinate valutando una gamma di possibili risultati in modo da riflettere un importo obiettivo ponderato in relazione alle probabilità di realizzo dei diversi scenari. Nello specifico il Gruppo considera tre scenari di severità crescente e ne proietta l'andamento sui parametri di rischio adottati per la misurazione delle perdite attese, in modo che essi riflettano le condizioni macroeconomiche attese da tali scenari. Le tecniche di condizionamento al ciclo macroeconomico ricalcano le logiche adottate dal Gruppo per la conduzione degli esercizi di stress testing indetti dagli organi europei di supervisione:

  • metodi di condizionamento al ciclo della probabilità di inadempienza (PD), che combinano ipotesi di variazione nel merito creditizio della controparte (i.e. variazioni nella valutazione di rating futura associata alla controparte) con ipotesi di variazioni della probabilità di inadempienza associata a ciascun profilo di rischio (adozione dei c.d. "modelli satellite" interni che esprimono la relazione esistente tra la probabilità di inadempienza ed i principali fattori macroeconomici);
  • metodi di condizionamento al ciclo dell'esposizione al default (EAD) per le linee di credito rateali, che combinano la tipologia di prodotto e di controparte ed ipotesi di verificarsi di eventi di PrePayment, con conseguente influenza sull'esposizione al rischio in caso di default.
  • metodi di condizionamento al ciclo della perdita in caso di default (LGD), che combinano ipotesi di variazione nel livello di deterioramento del credito (i.e. migrazioni tra diversi stati di default) ed ipotesi di variazioni nel livello di copertura delle garanzie a supporto del credito, con conseguente influenza sulla capacità di recupero e sull'ammontare di perdita rilevato in caso di default.

A partire da Settembre 2023 l'impianto complessivo dei modelli contabili è stato affinato nell'ottica di recepire le ultime modifiche all'impianto AIRB e le serie storiche più recenti sia in termini di parametri che di scenari macroeconomici.

In particolare:

  • sono stati aggiornati i modelli satellite che determinano la componente forward looking dei parametri PD e LGD ed EAD, includendo il biennio 20-21 e il trattamento della volatilità degli Scenari macroeconomici del 2022;
  • è stata riattivata, come effetto dell'aggiornamento dei modelli satellite e della conclusione dell'emergenza legata alla pandemia COVID-19, l'applicazione del "fattore di prepayment" per includere nella determinazione delle perdite attese dei crediti rateali in bonis la probabilità di rimborso anticipato;
  • sono state aggiornate le serie storiche sottostanti ai modelli con orizzonte temporale 2011- 2021 per tutti i parametri;
  • sono state recepite le modifiche metodologiche apportate ai modelli AIRB nella versione più recente condivisa con l'Autorità di Vigilanza alla data di riferimento di Dicembre 2023;
  • è stata definita una ponderazione alternativa degli Scenari (Baseline 60%, Good 10%, Bad 30%) nell'ottica di un contesto macroeconomico progressivamente meno volatile e di un graduale ritorno ai pesi standard, come maggiormente dettagliato di seguito nel paragrafo "Misurazione delle perdite attese - definizione dello scenario".

A partire da Dicembre 2023, per la quantificazione delle perdite attese delle esposizioni senza scadenza contrattuale, è entrato in vigore un modello specifico per la determinazione del parametro di Maturity.

Gli aggiornamenti intercorsi nell'anno, che riguardano la dismissione degli overlay effettuati sulla base degli affinamenti sopra descritti e le modifiche effettuate ai parametri IFRS9, hanno come effetto una ripresa di valore non significativa riconducibile alle società Credem e Credem Leasing. Contrapposta è la dinamica delle perdite attese di Avvera, che registra una crescita legata ai volumi del portafoglio crediti. Nessun effetto materiale si rileva sulle restanti società del Gruppo.

In generale, i criteri dettagliati seguiti per la determinazione delle rettifiche di valore su ciascuno Stage, sono disciplinati nelle policy interne "Policy Svalutazione Crediti" e "Linee Guida e criteri di svalutazione titoli" nell'ultimo aggiornamento rilasciato che è stato sottoposto anche all'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione.

Nel corso del 2023 la "Policy Svalutazione Crediti" è stata ulteriormente aggiornata ed affinata, per recepire quanto emerso dalle analisi empiriche, frutto di osservazione dei dati storici. In particolare è stato ulteriormente evidenziato che il tempo trascorso da una posizione creditizia, classificata in uno stato di non performing loan (NPL) è correlato direttamente e fortemente con la probabilità di recuperare il suddetto credito. Il gruppo ha quindi ritenuto che tale correlazione determini un aumento della perdita attesa, in maniera progressiva sulla posizione creditizia, all'aumentare del tempo trascorso in uno stato di NPL. Inoltre, si è notato che il tempo trascorso a NPL può avere un impatto anche sul valore delle garanzie. Unitamente a quanto suddetto il Gruppo ha ritenuto che la data di ingresso a default ininterrotto possa rappresentare ancora meglio il grado di deterioramento della posizione. Sulla base di questi elementi si ritiene che queste modifiche possano migliorare ulteriormente l'efficacia della "Policy Svalutazione Crediti". Per gli impatti numerici si rimanda a quanto riportato nella Parte A, altri aspetti, della presente Nota Integrativa.

Valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR)

Come anticipato, il framework IFRS 9 in uso presso il Gruppo relativo all'attività di staging degli strumenti finanziari in bonis è stato mantenuto inalterato nell'ambito dell'emergenza da Covid-19. L'approccio adottato si basa su un principio di classificazione di tipo analitico, ovvero basato sull'analisi delle singole posizioni. I driver di stagingimpiegati sono:

  • valutazione del Significant Increase in Credit Risk (i.e. SICR) tramite misurazione della variazione del rating alla data di riferimento rispetto alla data di origination della posizione: in caso di rilevamento di un delta in peggioramento pari o superiore a 2 notch sulla masterscale dei rating, la posizione è automaticamente classificata a stage 2 (in caso il rating alla data di riferimento sia ricompreso in una delle prime 3 classi, la posizioni è automaticamente mantenuta in stage 1 in virtù della cd. Low Credit Risk Exemption). In caso contrario la posizione è classificata a stage 1. Tale criterio risulta di carattere relativo, prevedendo il confronto con la situazione creditizia rilevata all'erogazione del credito;
  • criterio backstop sui giorni di scaduto: in caso di rilevamento di 30 o più giorni di scaduto continuativo la posizione è automaticamente classificata a stage 2;
  • criterio backstop sulle misure di forbearance: in caso di classificazione a forborne performing, la posizione è automaticamente classificata a stage 2 (per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo "4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazione commerciali e esposizioni oggetto di concessione");
  • criterio backstop sui rapporti classificati nella cd. Watchlist: in caso di inserimento del rapporto nella lista dei clienti sotto osservazione perché valutati come a maggior rischio di deterioramento (cd. Watchlist) il rapporto è automaticamente classificato a stage 2.

Misurazione delle perdite attese

Definizione dello scenario

Gli scenari sono forniti da un provider esterno: nel dettaglio, vengono individuati tre Scenari: Baseline (come indicato dal fornitore), Bad e Good (rispettivamente individuati come gli Scenari S3 e S1 del medesimo fornitore). Per tali diversi scenari, sono fornite inoltre le relative probabilità di accadimento, che vengono utilizzate per ponderare le diverse stime di ECL derivanti e pervenire alla stima complessiva.

A seguito dell'emergenza sanitaria legata alla pandemia Covid-19 e del conflitto tra Russia e Ucraina gli Istituti sono stati chiamati a istituire meccanismi di monitoraggio degli Scenari sottostanti ai modelli e della relativa sensitivity in contesti di forte volatilità.

In tale contesto, il Gruppo ha confermato l'utilizzo del provider già in uso valutando tuttavia tempo per tempo la ponderazione da attribuire ai tre scenari macroeconomici disponibili. A partire da Settembre 2023 è stato deciso di ricalibrare la ponderazione degli scenari, definendo di mantenere una ponderazione alternativa più severa rispetto a quella standard, considerando comunque un contesto macroeconomico progressivamente meno volatile rispetto agli ultimi anni e un graduale ritorno ai pesi standard: 10% good, 30% bad, 60% baseline (0% good, 60% bad, 40% baseline per il 2022).

Si riportano di seguito gli andamenti attesi delle variabili PIL ITA e Inflazione Europea relativi alle ultime deliveries del provider, incluse quelle di Marzo 2023, impiegate per l'aggiornamento dei modelli in uso a Dicembre 2023.

Come è possibile osservare dai grafici riportati, la crisi legata alla pandemia COVID e lo scoppio della Crisi RU/UA hanno comportato un periodo di forte volatilità che va riducendosi nell'ultimo periodo e che si riflette nel progressivo allineamento delle previsioni delle deliveries riportate nel grafico. Inoltre, nonostante le tensioni, gli scenari sembrano confermare previsioni di crescita (seppur modesta) e, dato l'aggiornamento avvenuto nel 2023 dei modelli satellite ad una serie storica comprensiva anche del 2022, si è optato per una rimodulazione dei pesi più vicina a quella ordinaria rispetto a quella selezionata a Dicembre 2022, come di seguito descritto.

Scenario IFRS 9 Descrizione dello scenario Peso
previsto
dalla policy
Peso
applicato al
31/12/2023
"Good" : scenario con probabilità
Stronger Near-Term Recovery Scenario ("S1")
del 10% che si realizzi uno scenario migliore e del 90% che se ne
realizzi uno peggiore
10% 10%
"Baseline" : scenario con probabilità del 50% che si realizzi uno
Baseline Scenario
scenario migliore e del 50% che se ne realizzi uno peggiore
80% 60%
"Bad" : scenario con probabilità del 90% che
Deep Recession Scenario ("S3")
si realizzi uno scenario migliore e del 10% che se ne realizzi uno
peggiore
10% 30%

Analisi di sensitivity degli Scenari

Si riportano di seguito le informazioni relative ai valori medi dei principali indicatori macroeconomici e finanziari utilizzati negli scenari di Marzo 2023, relativamente al triennio 2023-2025.

Consuntivo dic-23 dic-24 dic-25
Macrovariabile mar-23 Bad Baseline Good Bad Baseline Good Bad Baseline Good
PIL Italia 1.752 -2,43% 1.761 0,97% -6,47% 1.780 1,92% -5,19% 1.805 1,67%
PIL Euro 11.049 -2,35% 11.103 1,09% -6,31% 11.285 2,20% -5,03% 11.502 1,96%
Tasso di Disoccupazione 8,04% 19,88% 8,46% -2,93% 35,19% 8,34% -4,21% 25,83% 8,34% -3,60%
Indice di Produzione Industriale 104,2 -10,97% 104,8 3,94% -12,24% 105,8 3,68% -8,55% 108,7 3,03%
Indice Immobili Residenziali italiani 2.047 -3,75% 2.063 1,75% -13,56% 2.099 3,43% -18,64% 2.242 4,24%

Per ogni indicatore è riportato il valore base consuntivo (nella fattispecie Marzo 2023) in termini assoluti, il valore assunto delle stesse variabili nello Scenario Baseline e la variazione percentuale rispetto ad esso degli Scenari designati come avverso e favorevole su ognuno dei 3 fine anno compresi nell'orizzonte temporale disponibile.

Trattamento garanzie pubbliche

Nell'ambito del calcolo ECL le garanzie statali erogate negli anni precedenti come risposta straordinaria di sostegno all'economia reale nel contesto dell'emergenza sanitaria COVID 19 sono considerate analogamente alle altre garanzie statali presenti in portafoglio. Le garanzie pubbliche contribuiscono a mitigare l'ECL sui rapporti a cui sono associate tramite principio di sostituzione: la quota coperta da esse viene, quindi, associata al livello di rischio dell'emittente (in questo caso lo stato italiano, con rating DBRS BBBH) invece che a quello della controparte.

2.4 Tecniche di mitigazione del rischio di credito

I collateral e le garanzie rivestono particolare rilevanza nelle strategie creditizie del Gruppo Credem in quanto consentono la mitigazione nel complessivo ciclo di vita del credito, pur mantenendo un carattere accessorio nel processo di valutazione e concessione del credito dove l'elemento fondante è la valutazione della capacità di rimborso del debitore. In tal senso l'acquisizione delle stesse, comporta un'approfondita attività valutativa sia in fase di acquisizione sia di monitoraggio e gestione.

Per i collateral immobiliari sono definiti, conformemente ad i requisiti normativi, i principi generali che consentono un sano e prudente processo di valutazione degli immobili oggetto dei collateral:

  • Indipendenza della valutazione tramite l'utilizzo di periti esterni indipendenti dal processo di erogazione del credito.
  • Conformità e congruità della valutazione, adeguata alla complessità dell'operazione, alla sua dimensione, alla tipologia dell'immobile per l'individuazione del valore di mercato su cui viene calcolato l'indicatore di loan to value.
  • Un robusto sistema di controlli, conforme ad i requisiti normativi, a presidio del processo di valutazione.

Vista l'importanza del comparto mutui nel portafoglio complessivo e in ottica di adeguamento alle Disposizioni di Vigilanza è stato messo a punto un processo di monitoraggio periodico del valore degli immobili oggetto di ipoteca al fine di una corretta valutazione del grado di copertura dei collateral.

All'interno del "Regolamento per l'assunzione dei rischi di credito verso la clientela" è codificata la ponderazione da applicare alle diverse operazioni ipotecarie in base alla natura dell'immobile. Il Comitato di Credit Strategy, inoltre, propone periodicamente le linee guida di indirizzo in termini di Loan To Value media del portafoglio e delle nuove erogazioni. In particolare, proprio per la natura di intervento a medio termine, i mutui ipotecari prevedono percentuali di iscrizione della garanzia diversificate a seconda della tipologia del finanziamento.

Per quanto riguarda le garanzie reali su valori mobiliari sono previsti scarti cauzionali da applicare a seconda della tipologia del prodotto acquisito in garanzia e dell'eventuale rating dell'emittente. E' inoltre previsto il monitoraggio costante dei valori mobiliari a garanzia e la valorizzazione ai fini di Credit Risk Mitigation.

In riferimento alle garanzie fidejussorie, osserviamo che la loro valorizzazione viene sempre effettuata sulla base di una valutazione prudenziale del patrimonio responsabile dei garanti.

Relativamente alle garanzie pubbliche, il Gruppo Credem adotta specifiche procedure volte a rispettare le modalità operative richieste dai dettami normativi emanati dallo Stato o dagli enti emittenti tali garanzie.

3. Esposizioni creditizie deteriorate

3.1 Strategie e politiche di gestione

La struttura di Non-Performing Credit supporta da un punto di vista tecnico la rete Banca e nella gestione dei crediti anomali e deteriorati e nella determinazione delle svalutazioni.

All'interno di questa struttura, la gestione dell'attività di recupero crediti avviene secondo processi definiti in base al canale/segmento, alla tipologia di affidamenti ed al livello di anomalia, ed è svolta da uffici centrali o loro decentramenti sul territorio. Il modello operativo permette una visione omnicomprensiva del credito lungo tutto l'arco di vita, valorizzando la fluidità e l'integrazione dei processi e la continuità di visione. In particolare si segnala la presenza di strutture centrali dedicate alla gestione, al monitoraggio e al recupero di posizioni secondo una organizzazione orizzontale che permette di avere modalità differenti di collection in base alla tipologia di controparte e entità di impiego. Nel dettaglio è prevista una gestione massiva o single name delle posizioni. È inoltre prevista un'altra struttra dedicata al reporting gestionale e registrazioni contabili delle posizioni classificate a NPL. La valutazione delle perdite è improntata a criteri di indubbia prudenza, seguendo le indicazioni del documento approvato dal Consiglio di Amministrazione e denominato "Policy Svalutazione Crediti"; tale documento ha lo scopo di indirizzare ed uniformare l'attività degli uffici deputati alla gestione dei crediti deteriorati nella determinazione delle relative svalutazioni sia civilistiche che attinenti i tempi di recupero. Le Linee Guida BCE raccomandano alle Banche, di stabilire una chiara strategia volta a ridurre le consistenze di NPL in modo credibile, sostenibile e tempestivo. Le stesse sono uno strumento non vincolante, tuttavia le Banche sono tenute a promuovere la rapida convergenza verso le indicazioni fornite. A dicembre 2023, in coerenza con le linee guida BCE e con la Pianificazione strategica di gruppo, il Gruppo Credem ha completato le attività annuali di aggiornamento del Piano Strategico-Operativo NPL per il periodo 2023-2027.

3.2 Write-off

Le autonomie relative alla valutazione degli stralci e delle perdite sono quasi completamente accentrate su organi monocratici, peculiarità che permette tempi di risposta alle proposte transattive particolarmente ridotti; il ricorso a tale misura riveste in ogni caso carattere di marginalità e avviene soltanto qualora le azioni di recupero diretto (o per il tramite di outsourcer/legal network) o di cessione non abbiano sortito gli effetti auspicati. In virtù dell'utilizzo residuale/secondario rispetto alle altre azioni di collection previste, nonché in ragione dello stock ridotto di NPL, l'entità dei write-off si mantiene su livelli contenuti.

4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni

A marzo 2014, in considerazione del cambiamento regolamentare che prevedeva il passaggio dei poteri di Vigilanza alla Banca Centrale Europea e l'applicazione della nuova normativa comunitaria in tema di reporting di vigilanza, vennero approvate le "Linee guida per l'individuazione e la gestione delle esposizioni Forborne" successivamente recepite nella Policy di Gruppo Crediti. In conformità agli standard dell'EBA, si definiscono Forborne le esposizioni nei confronti delle quali sono state accordate misure di Forbearance, ossia misure di sostegno a debitori che affrontano, o sono prossimi ad affrontare, difficoltà ad adempiere alle proprie obbligazioni finanziare (c.d. stato di difficoltà finanziaria).

In linea generale, le possibili misure di Forbearance accordate al debitore in difficoltà finanziaria possono ricadere nelle seguenti fattispecie:

  • modifica dei termini e delle condizioni contrattuali su un'esposizione che la controparte non è in grado di ripagare, con nuove condizioni che non sarebbero state accordate se il cliente non si fosse trovato in difficoltà finanziaria;
  • rifinanziamento parziale o totale del debito che non sarebbe stato accordato in assenza di difficoltà finanziaria della controparte.

In conformità con gli standard di riferimento, la classificazione nel portafoglio Forborne è indipendente dalla classificazione a default o dalla presenza di svalutazioni analitiche. In virtù della peculiarità di tali tipologie di esposizioni, la valutazione e la concessione di misure di Forbearence è demandata alle strutture deliberative centrali, anche attraverso l'ausilio di sistemi automatizzati di alerting sulla presenza di Forborne "potenziali", sull'indirizzamento delle proposte di fido verso gli organi competenti e sul decorso dei termini relativi al cure period e probation period.

Relativamente a tale tipologia di esposizioni sono state recepite le indicazioni delle Guidelines BCE sui NPL con impatto sia sui processi sia sugli applicativi per un'adeguata tracciatura delle valutazioni fatte in sede di concessione di misure di forbearance e anche nelle valutazioni dei triggers sulle Inadempienze Probabili con il coinvolgimento della Funzione di Risk Management per la redazione di uno specifico parere vincolante nei casi di misure reiterate.

Il costo ammortizzato prima della modifica delle attività finanziarie, per le quali i flussi finanziari contrattuali sono stati modificati nel corso dell'esercizio, ammonta a circa 80 milioni di euro.

L'informativa al pubblico per la pubblicazione delle informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi di credito e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all'identificazione, alla misurazione e alla gestione dei rischi, prevista dal regolamento UE 575/2013 (CRR), pubblicazione della disclosure relativa al c.d. "Pillar 3", verrà comunicata al mercato nei termini di legge, sul sito www.credem.it.

Informazioni di natura quantitativa

A Qualità del credito

A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e distribuzione economica

Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio Impaired acquisite o
originate
Portafogli/stadi di
rischio
Da 1 giorno a 30
giorni
Da oltre 30 giorni
fino a 90 giorni
Oltre 90 giorni Da 1 giorno a 30
giorni
Da oltre 30 giorni
fino a 90 giorni
Oltre 90 giorni Da 1 giorno a 30
giorni
Da oltre 30 giorni
fino a 90 giorni
Oltre 90 giorni Da 1 giorno a 30
giorni
Da oltre 30 giorni
fino a 90 giorni
Oltre 90 giorni
1. Attività
finanziarie valutate
al costo
ammortizzato
290.286 - 4.475 72.849 64.670 28.249 21.852 19.009 148.394 84 82 5.082
2. Attività
finanziarie valutate
al fair value con
impatto sulla
redditività
complessiva
- - - - - - - - - - - -
3. Attività
finanziarie in corso
di dismissione
- - - - - - - - - - - -
Totale
31/12/2023
290.286 - 4.475 72.849 64.670 28.249 21.852 19.009 148.394 84 82 5.082
Totale
31/12/2022
293.795 367 4.477 52.417 48.517 5.472 20.292 17.993 172.635 374 221 8.135

A.1.1 Consolidato prudenziale – Distribuzione delle attività finanziarie per fasce di scaduto (valori di bilancio)

Nella tabella su esposta viene fornito il dettaglio, per ciacuno stadio di rischio, del valore di bilancio relativi alle attività finanziarie scadute valutate al costo ammortizzato e alle attività finanziarie scadute valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Cau
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- (154
)
- - (154
)
- - - - - (1.99
5)

A.1.2 Consolidato prudenziale – Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: dinamica delle rettifiche di valore complessive e degli accantonamenti complessivi

A.1.3 Consolidato prudenziale - Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate:
trasferimenti tra diversi stadi di rischio di credito (valori lordi e nominali)
Esposizione lorda/valore nominale
Trasferimenti tra primo
stadio e secondo
stadio
secondo stadio e terzo Trasferimenti tra Trasferimenti tra primo
stadio e terzo stadio
Portafogli/stadi di rischio secondo stadio
Da primo a
stadio a primo
Da secondo
stadio
stadio a terzo
Da secondo
stadio
Da terzo stadio a
secondo stadio
Da primo stadio a
terzo stadio
Da terzo stadio a
primo stadio
1. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
1.223.868 553.206 52.367 10.933 98.022 8.652
2. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
- - - - - -
3. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - -
4. Impegni a erogare fondi e garanzie
finanziarie rilasciate
450.398 6 - 864 13.108 4.196
Totale 31/12/2023 1.674.266 553.212 52.367 11.797 111.130 12.848
Totale 31/12/2022 1.516.891 464.251 54.502 18.212 100.473 10.098

A.1.4 Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi e netti

Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e
accantonamenti complessivi
Tipologie
esposizioni/valori
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Esposizione
Netta
Write-off
parziali
complessivi*
A. Esposizioni
creditizie per cassa
A.1 A vista 6.135.111 6.123.580 11.531 - - 77 53 24 - - 6.135.034 -
a) Deteriorate - X - - - - X - - - - -
b) Non deteriorate 6.135.111 6.123.580 11.531 X - 77 53 24 X - 6.135.034 -
A.2 Altre 2.589.376 2.544.384 43.672 - - 1.889 1.804 84 - - 2.587.487 -
a) Sofferenze - X - - - - X - - - - -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
- X - - - - X - - - - -
b) Inademp.
probabili
- X - - - - X - - - - -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
- X - - - - X - - - - -
c) Esposizioni
scadute
deteriorate
- X - - - - X - - - - -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
- X - - - - X - - - - -
d) Esposizioni
scadute non
deteriorate
45 18 29 X - 1 - - X - 44 -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
- - - X - - - - X - - -
e) Altre
esposizioni non
deteriorate
2.589.331 2.544.366 43.643 X - 1.88
8
1.804 84 X - 2.587.443 -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
- - - X - - - - X - - -
Totale (A) 8.724.487 8.667.964 55.203 - - 1.966 1.857 108 - - 8.722.521 -
B. Esposizioni
creditizie fuori
bilancio
a) Deteriorate - X - - - - X - - - - -
b) Non deteriorate 644.168 31.427 4.975 X - 2 1 1 X - 644.166 -
Totale (B) 644.168 31.427 4.975 - - 2 1 1 - - 644.166 -
Totale (A+B) 9.368.655 8.699.391 60.178 - - 1.968 1.858 109 - - 9.366.687 -

Come da indicazioni della circolare di Banca d'Italia 262 del 22 dicembre 2005, e successivi aggiornamenti, le esposizioni creditizie per cassa comprendono tutte le attività finanziarie per cassa vantate verso banche o clientela qualunque sia il loro portafoglio di allocazione contabile (valutate al fair value con impatto a conto economico, valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, valutate al costo ammortizzato, attività in via di dismissione), ad eccezione dei titoli di capitale e delle quote di O.I.C.R.; le esposizioni creditizie "fuori bilancio" includono tutte le operazioni finanziarie diverse da quelle per cassa (garanzie f i n a n z i a r i e rilasciate, impegni revocabili e irrevocabili, derivati, ecc.) che comportano l'assunzione di un rischio creditizio, qualunque sia la finalità di tali operazioni (negoziazione, copertura, ecc.). Le esposizioni creditizie deteriorate (per cassa e fuori bilancio) non includono le attività finanziarie detenute per la negoziazione e i derivati di copertura, che sono pertanto, convenzionalmente, rilevati tra le esposizioni creditizie non deteriorate.

A.1.5 Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti

Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e
accantonamenti complessivi
Tipologie
esposizioni/valori
Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Esposizione
Netta
Write-off
parziali
complessivi*
A. Esposizioni
creditizie per cassa
a) Sofferenze 297.544 X - 293.970 3.574 240.689 X - 240.020 669 56.855 17.291
- di cui:
esposizioni
oggetto di
83.381 X - 82.628 754 66.424 X - 66.063 362 16.957 359
concessioni
b) Inadempienze
probabili
358.545 X - 348.231 10.313 166.497 X - 164.808 1.691 192.048 66
- di cui:
esposizioni
oggetto di
135.677 X - 127.243 8.434 48.829 X - 47.645 1.185 86.848 4
concessioni
c) Esposizioni
scadute deteriorate
45.586 X - 45.535 51 11.231 X - 11.231 - 34.355 120
- di cui:
esposizioni
oggetto di
1.040 X - 990 51 183 X - 183 - 857 -
concessioni
d) Esposizioni
scadute non
deteriorate
465.950 295.647 170.246 X 57 5.408 901 4.506 X 1 460.542 -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
7.773 - 7.759 X 14 186 - 186 X - 7.587 -
concessioni
e) Altre esposizioni
non deteriorate
46.553.941 44.331.971 2.170.812 X 5.827 83.513 45.635 37.823 X 55 46.470.428 -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
94.397 - 90.163 X 4.233 1.984 - 1.945 X 39 92.413 -
concessioni
Totale (A)
47.721.566 44.627.618 2.341.058 687.736 19.822 507.338 46.536 42.329 416.059 2.416 47.214.228 17.477
B. Esposizioni
creditizie fuori bilancio
a) Deteriorate 31.994 X - 28.833 3.161 1.207 X - 987 221 30.787 -
b) Non deteriorate 12.923.796 12.437.945 455.149 X 33 4.019 2.667 1.350 X 2 12.919.777 -
Totale (B) 12.955.790 12.437.945 455.149 28.833 3.194 5.226 2.667 1.350 987 223 12.950.564 -
Totale (A+B) 60.677.356 57.065.563 2.796.207 716.569 23.016 512.564 49.203 43.679 417.046 2.639 60.164.792 17.477

Nella tabella è riportato il valore lordo dei finanziamenti, oggetto di moratoria o altre misure di concessione in essere alla data di riferimento del bilancio, o che costituiscono nuova liquidità concessa mediante meccanismi di garanzia pubblica, ripartito per portafgli di appartenzenza, quando lo stadio di rischio nel quale le esposizioni sono state incluse alla data di fine esercizio è diverso dallo stadio in cui le esposizioni sono state incluse all'inizio dell'esercizio.

A.1.7 Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

Causali/Categorie Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni scadute
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 320.690 372.738 42.232
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -
B. Variazioni in aumento 83.689 179.139 74.086
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate 12.343 101.989 55.707
B.2 ingressi da attività finanziarie impaired acquisite
o originate
- - -
B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni
deteriorate
69.067 20.223 304
B.4 modifiche contrattuali senza cancellazioni - 168 667
B.5 altre variazioni in aumento 2.279 56.759 17.408
C. Variazioni in diminuzione 106.835 193.332 70.732
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate - 18.595 18.214
C.2 write-off 24.791 5.299 2
C.3 incassi 43.448 96.200 30.117
C.4 realizzi per cessioni 4.263 1.086 -
C.5 perdite da cessione - - -
C.6 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni
deteriorate
48 67.309 22.236
C.7 modifiche contrattuali senza cancellazioni - 1.325 2
C.8 altre variazioni in diminuzione 34.285 3.518 161
D. Esposizione lorda finale 297.544 358.545 45.586
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -

A.1.7bis Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni lorde oggetto di concessioni distinte per qualità creditizia

Causali/Qualità Esposizioni oggetto di
concessioni: deteriorate
Esposizioni oggetto di concessioni:
non deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 248.226 236.372
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -
B. Variazioni in aumento 35.566 62.729
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate non
oggetto di concessioni
7.065 45.221
B.2 ingressi da esposizioni non deteriorate
oggetto di concessioni
11.985 X
B.3 ingressi da esposizioni oggetto di concessioni
deteriorate
X 12.266
B.4 ingressi da esposizioni deteriorate non
oggetto di concessione
163 5
B.5 altre variazioni in aumento 16.353 5.237
C. Variazioni in diminuzione 63.692 196.934
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate non
oggetto di concessioni
X 23.845
C.2 uscite verso esposizioni non deteriorate
oggetto di concessioni
12.266 X
C.3 uscite verso esposizioni oggetto di
concessioni deteriorate
X 11.985
C.4 write-off 7.378 465
C.5 incassi 39.051 144.641
C.6 realizzi per cessioni - -
C.7 perdite da cessione - -
C.8 altre variazioni in diminuzione 4.997 15.998
D. Esposizione lorda finale 220.100 102.167
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -

A.1.9 Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa deteriorate verso clientela: dinamica delle rettifiche di valore complessive

Sofferenze Inadempienze probabili Esposizioni scadute
deteriorate
Causali/Categorie Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
A. Rettifiche complessive iniziali 242.757 61.024 161.041 44.851 7.829 251
- di cui: esposizioni cedute
non cancellate
- - - - - -
B. Variazioni in aumento 82.743 20.501 82.832 24.105 10.381 743
B.1 rettifiche di valore da
attività finanziarie impaired
acquisite o originate
- X - X - X
B.2 altre rettifiche di valore 43.055 14.704 78.784 23.555 10.269 634
B.3 perdite da cessione 1 - - - - -
B.4 trasferimenti da altre
categorie di esposizioni
deteriorate
38.935 5.797 3.955 464 112 109
B.5 modifiche contrattuali
senza cancellazioni
- - 63 32 - -
B.6 altre variazioni in aumento 752 - 30 54 - -
C. Variazioni in diminuzione 84.811 15.101 77.373 20.127 6.980 811
C.1 riprese di valore da
valutazione
7.619 1.489 15.734 6.450 1.104 90
C.2 riprese di valore da incasso 15.461 10.878 17.517 6.906 1.248 281
C.3 utili da cessione 2.891 - 161 - - -
C.4 write-off 24.790 2.547 5.299 706 2 -
C.5 trasferimenti ad altre
categorie di esposizioni
deteriorate
25 25 38.502 5.905 4.475 440
C.6 modifiche contrattuali
senza cancellazioni
- - - - - -
C.7 altre variazioni in
diminuzione
34.025 162 160 160 151 -
D. Rettifiche complessive finali 240.689 66.424 166.499 48.829 11.230 183
- di cui: esposizioni cedute non
cancellate
- - - - - -

A.2 Classificazione delle esposizioni in base ai rating esterni e interni

A.2.1 Consolidato prudenziale - Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate: per classi di rating esterni (valori lordi)

Classi di rating esterni Senza
Esposizioni Classe 1 classe 2 classe 3 classe
4
classe
5
classe
6
rating Totale
A. Attività finanziarie vautate al
costo ammortizzato
1.406.154 1.152.266 4.910.765 - - - 37.370.422 44.839.607
- Primo stadio 1.406.154 1.152.266 4.910.765 - - - 34.278.136 41.747.321
- Secondo stadio - - - - - - 2.384.729 2.384.729
- Terzo stadio - - - - - - 687.736 687.736
- Impaired acquisite o
originate
- - - - - - 19.821 19.821
B. Attività finanziarie valutate al
fair value con impatto sulla
redditività complessiva
3.387.619 1.229.142 309.523 - - - 487.444 5.413.728
- Primo stadio 3.387.619 1.229.142 309.523 - - - 487.444 5.413.728
- Secondo stadio - - - - - - - -
- Terzo stadio - - - - - - - -
- Impaired acquisite o
originate
- - - - - - - -
C. Attività finanziarie in corso di
dismissione
- - - - - - - -
- Primo stadio - - - - - - - -
- Secondo stadio - - - - - - - -
- Terzo stadio - - - - - - - -
- Impaired acquisite o
originate
- - - - - - - -
Totale (A+B+C) 4.793.773 2.381.408 5.220.288 - - - 37.857.866 50.253.335
D. Impegni a erogare fondi e
garanzie finanziarie rilasciate
- - - - - - 12.961.525 12.961.525
- Primo stadio - - - - - - 12.469.373 12.469.373
- Secondo stadio - - - - - - 460.124 460.124
- Terzo stadio - - - - - - 28.833 28.833
- Impaired acquisiti/e o
originati/e
- - - - - - 3.195 3.195
Totale (D) - - - - - - 12.961.525 12.961.525
Totale (A+B+C+D) 4.793.773 2.381.408 5.220.288 - - - 50.819.391 63.214.860

Le classi di rating esterni indicate si riferiscono alle classi di merito creditizio dei debitori/garanti di cui alla normativa prudenziale.

L'agenzia di rating utilizzate sono sotto riportate e si fornisce la tabella di raccordo tra le classi di rischio e i rating delle agenzie.

<-- PDF CHUNK SEPARATOR -->

Portafogli ECA/ECAI
Esposizione verso
Amministrazioni centrali e
banche centrali
DBRS Rating Limited
Esposizioni verso organizzazioni
internazionali
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Esposizioni verso banche
multilaterali di sviluppo
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Esposizioni verso imprese ed altri
soggetti
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Esposizioni verso organismi di
investimento collettivo del
risparmio (OICR)
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Posizioni verso le
cartolarizzazioni aventi un rating
a breve termine
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services
Moody's
Posizioni verso le
cartolarizzazioni diverse da
quelle aventi un rating a breve
termine
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services
Moody's

*ECAI utilizzata solo nella mitigazione del rischio (CRM) su strumenti finanziari accattati a garanzia

Classe di merito di
credito
DBRS Rating Limited Fitch Ratings Standard & Poor's
Rating Services
Moody's
1 da AAA a AAL da AAA a AA- da AAA a AA- da Aaa a Aa3
2 da AH a AL da A+ a A- da A+ a A- da A1 a A3
3 da BBBH a BBBL da BBB+ a BBB- da BBB+ a BBB- da Baa1 a Baa3
4 da BBH a BBL da BB+ a BB- da BB+ a BB- da Ba1 a Ba3
5 da BH a BL da B+ a B- da B+ a B- da B1 a B3
6 CCC CCC+ e inferiori CCC+ e inferiori Caa1 e inferiori

A.2.2 Consolidato prudenziale - Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate per classi di rating interni (valori lordi)

Classi di rating interni
Esposizioni Classe 1 Classe 2 Classe 3 Classe 4 Classe 5 Classe 6 Classe 7 Classe
8
Senza
rating
Totale
A. Attività
finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
4.284.287 13.248.939 5.763.562 5.483.630 2.699.447 1.136.561 284.694 131.883 11.806.604 44.839.607
- Primo stadio 4.278.605 13.219.215 5.732.080 4.767.701 2.170.071 601.655 75.337 45.237 10.857.420 41.747.321
- Secondo
stadio
5.682 29.724 28.114 714.522 529.376 534.817 209.357 86.640 246.497 2.384.729
- Terzo stadio - - - -
-
-
-
6
687.730
687.736
- Impaired
acquisite o
originate
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-
-
14.957
19.821
B. Attività
finanziarie
valutate al fair
value con
impatto sulla
redditività
complessiva
- - - - 5.413.728 5.413.728
- Primo stadio - - - - - - - - 5.413.728 5.413.728
- Secondo
stadio
- - - - - - - - - -
- Terzo stadio - - - - - - - - - -
- Impaired
acquisite o
originate
- - - - - - - - -
C. Attività
finanziarie in
corso di
dismissione
- - - - - -
-
- -
- Primo stadio - - - - - - - - -
- Secondo
stadio
- - - - - - -
-
- -
- Terzo stadio - - - - - - - - - -
- Impaired
acquisite o
originate
- - - - - - - - - -
Totale (A+B+C) 4.284.287 13.248.939 5.763.562 5.483.630 2.699.447 1.136.561 284.694 131.883 17.220.332 50.253.335
D. Impegni a
erogare fondi e
garanzie
finanziarie
rilasciate
4.642.931 3.531.484 2.038.945 1.339.021 449.792 257.158 22.851 9.636 669.707 12.961.525
- Primo stadio 4.641.709 3.531.158 2.037.287 1.181.235 355.073 138.418 9.834 2.714 571.945 12.469.373
- Secondo
stadio
1.222 326 1.658 157.786 94.719 118.740 13.017 6.922 65.734 460.124
- Terzo stadio - - - - - - - - 28.833 28.833
- Impaired
acquisiti/e o
originati/e
- - - - - - - - 3.195 3.195
Totale (D) 4.642.931 3.531.484 2.038.945 1.339.021 449.792 257.158 22.851 9.636 669.707 12.961.525
Totale (A+B+C) 8.927.218 16.780.423 7.802.507 6.822.651 3.149.239 1.393.719 307.545 141.519 17.890.039 63.214.860

Il 2 ottobre 2015 la Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing.

Le classi di rating interni vengono esposte in quanto utilizzati nella gestione del rischio di credito; nel calcolo dei requisiti prudenziali sono utilizzati solo quelli relativi alla funzione regolamentare Corporate e Retail. Si fornisce il dettaglio delle varie classi di rating utilizzate.

  • C1 assenti problematiche di rischio sia al momento che, prevedibilmente, nel medio/lungo periodo
  • C2 assenti problematiche di rischio sia al momento che, prevedibilmente, nel medio periodo
C3 assenti problematiche di rischio sia al momento che, prevedibilmente, nel
breve periodo
C4 rischio compatibile con possibilità di sua attenuazione/lieve peggioramento
nel breve periodo
C5 situazione di rischio con sintomi di peggioramento già evidenti
C6 situazione che evidenzia aspetti di evidente problematicità
C7 situazione di marcata problematicità, potenziale rischio di default
C8 situazione di forte problematicità con rischio di default nel breve

A.3 Distribuzione delle esposizioni creditizie garantite per tipologia di garanzia

A.3.1 Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche garantite

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A.3.2 Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela garantite

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Nel corso dell'esercizio sono state escusse garanzie ipotecarie per 20,3 milioni di euro, i cui incassi presumibilmente avverranno nei prossimi anni, mentre a fronte delle escussioni di pegni, polizze assicurative e fideiussioni sono stati incassati 16,7 milioni di euro. Nell'esercizio sono stati anche incassati 19,3 milioni di euro, a fronte di escussione di garanzie ipotecarie avviate negli anni precedenti.

Nel corso del 2023 sono state poste in essere attività giudiziali di escussione delle garanzie mediante pignoramento immobiliare nei casi in cui non sia stato possibile raggiungere soluzioni transattive soddisfacenti. Le posizioni affidate alle società di outsourcing, costituite da esposizioni>75 €k e <300 €k derivanti da mutui ipotecari sono state valutate ed azionate secondo il medesimo criterio. A ciò si aggiunga che la ricontrattualizzazione di tali società nel 2023 ha previsto il loro intervento limitatamente all'attività stragiudiziale. In caso di esito negativo di quest'ultima, infatti, la posizione viene restituita agli uffici interni competenti per l'attivazione giudiziale ovvero la cessione del credito.

B. Distribuzione e concentrazione delle esposizioni creditizie

B.1 Consolidato prudenziale - Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

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B.2 Consolidato prudenziale - Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

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247

Si allega anche la ripartizione geografica NORD-OVEST, NORD-EST, CENTRO, SUD e ISOLE per le esposizioni ITALIA.

B.2 Consolidato prudenziale – Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

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B.3 Consolidato prudenziale - Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche

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B.4 Grandi esposizioni

31/12/2023
Numero posizioni 21
Esposizione 30.055.342
Posizione di rischio 1.553.383

Sono considerate nel calcolo dei "grandi rischi" tutte le attività di rischio, per cassa e fuori bilancio, nei confronti di un singolo cliente (ovvero gruppo di clienti connessi) senza l'applicazione dei fattori di ponderazione, mentre il limite che qualifica un'esposizione come "grande rischio", è quando l'esposizione, come sopra determinata, è pari o superiore al 10% dei fondi propri.

La disciplina, per apprezzare in modo più preciso il grado di concentrazione dei crediti, rileva anche le esposizioni aventi un fattore di ponderazione per il rischio di controparte pari allo zero per cento, quali ad esempio le esposizioni verso lo Stato italiano, ecc..

Si sottolinea inoltre che nel perimetro di riferimento sono comprese anche le operazioni di pronti contro termine passive. La normativa prevede che tali operazioni concorrano all'esposizione nominale verso la controparte per l'importo dei "titoli da ricevere", mentre l'esposizione ponderata, in casi espressamente previsti, può prevedere la ponderazione a zero.

Si rilevano a fine periodo 21 posizioni classificate come "grandi rischi", per un ammontare complessivo di 30.055,3 milioni di euro, corrispondenti a 1.553,4 milioni di euro di valore ponderato (a fine 2022 erano presenti 17 posizioni per un ammontare complessivo di 24.111,9 milioni di euro, corrispondenti a 1.359,6 milioni di euro di valore ponderato).

Tra le posizioni rilevate figurano il Ministero del Tesoro, alcuni Stati UE ed extra UE e primarie banche nazionali ed internazionali.

C. Operazioni di cartolarizzazione

Informazioni di natura qualitativa

Operazione Emilia SPV

Il Gruppo detiene una partecipazione pari al 10% in Emilia SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita ed avente quale oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

Emilia SPV S.r.l. ha in essere un'operazione di cartolarizzazione revolving, perfezionata da Credem nel corso del 2015, su mutui ipotecari residenziali in bonis erogati dalla Banca alla propria clientela, non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l. e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.

La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).

Le note del tipo "senior", quotate all'Irish Stock Exchange e dotate di rating ufficiale assegnato dalle agenzie accreditate DBRS e Moody's Investor Services (al 31 dicembre 2023, giudizio "A high" assegnato da DBRS e "Aa3" da Moody's) pagano, trimestralmente, interessi variabili pari al tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 75 bps, mentre le note "junior", sprovviste di rating, pagano un tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 200 bps. I detentori dei titoli junior hanno inoltre diritto di ricevere a ciascuna data di pagamento e, in base all'ordine di priorità dei pagamenti e fondi disponibili, anche un premio determinato in via residuale, dopo che siano stati corrisposti tutti gli altri importi da corrispondersi in priorità.

I titoli sono strutturati nella forma di partly paid notes ("PPN") e interamente emessi per il loro valore nominale alla data d'emissione (Euro 3.000.000.000 per le note senior ed Euro 900.000.000 per le note junior). Il prezzo delle note è stato corrisposto solo in parte alla data di emissione, mentre le restanti quote di prezzo possono essere pagate in più rate successive differite nel tempo secondo la logica revolving dell'operazione.

Credem ha sottoscritto all'atto dell'emissione, e detiene in portafoglio, il totale delle passività emesse dal veicolo. Pertanto, in base alle norme IFRS9 in materia di "derecognition" (cancellazione contabile), i crediti oggetto della cartolarizzazione rimangono iscritti nell'attivo del bilancio Credem. Le passività emesse dal veicolo si ritiene non generino un rischio di tasso di interesse.

La struttura revolving dell'operazione permette, inoltre, alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che può durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, rinnovato nel 2021 con scadenza maggio 2026, le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione.

Nel corso del primo semestre, con efficacia dal 4 maggio 2023, sono state apportate alcune modifiche contrattuali, che hanno impattato i limiti di concentrazione dei mutui a tasso fisso/variabile all'interno del pool. Le modifiche apportate sono funzionali al mantenimento dell'equilibrio della struttura finanziaria dell'operazione in un contesto di rialzo generale dei tassi.

Al 31 dicembre 2023, a seguito del perfezionamento di due cessioni di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis effettuate nell'anno, il circolante della tranche senior risulta pari ad Euro 2.126.653.909,64 mentre quello della tranche junior risulta pari ad Euro 637.521.478,57.

La tranche senior può essere utilizzata dalla Banca per operazioni di rifinanziamento presso l'Eurosistema. L'operazione è, infatti, finalizzata a costituire una riserva di liquidità e rientra tra le complessive attività di gestione della liquidità poste in essere da Credem.

A Credem, inoltre, sono state riconosciute dalla società veicolo le seguenti opzioni: riacquisto di singoli crediti entro determinati parametri, riacquisto in blocco per i crediti che dovessero diventare eleggibili per l'utilizzo nel programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB S.r.l. e

riacquisto di tutto il portafoglio crediti in essere, in blocco e pro soluto (nel rispetto dei vincoli contrattuali previsti).

Nel corso del 2023 non sono state effettuate operazioni di riacquisto parziale e/o in blocco di crediti dalla società veicolo.

Altre operazioni

Sono presenti nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", al 31 dicembre 2023, 380 milioni di Euro di ABS emessi da veicoli terzi, collegati a crediti originati in Europa, con preponderanza della componente di origination francese (140.4 milioni di Euro). Il portafoglio è costituito da differenti tipologie di ABS con una prevalenza delle cartolarizzazioni di mutui residenziali, che incidono per il 51,9%.

L'attuale esposizione suddivisa per rischio paese è così composta:

Paese Controvalore (migliaia
Euro)
% Esposizione
FRANCIA 140.449 37,0
GERMANIA 87.135 22,9
SPAGNA 62.622 16,5
PAESI BASSI 49.358 13,0
ITALIA 25.755 6,8
IRLANDA 13.572 3,6
PORTOGALLO 531 0,1
REGNO UNITO 280 0,1
TOTALE 379.702 100,0
Esposizioni per cassa Garanzie rilasciate Linee di credito
Tipologia attività sottostanti/
Esposizioni
Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior
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Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
A.1 AUTO ABS FRGN33FRN
A.2 Prestiti al consumo
AUTOF 2 A 21-43 EUR
14.471 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
Prestiti al consumo 18.968 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.3
A.4
AUTONORIA ST35 FRN
Prestiti al consumo
BPCE HOME19OT24FRN
2.519 - - - - - - - - - - - - - - - - -
Mutui ipotecari residenziali 8.402 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.5
A.6
BPCE HOME21OT55FRN
Mutui ipotecari residenziali
BSKY GE11 FRN-30 EU
27.398 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.7 Prestiti al consumo
BUMPER 22SA 22-32
25.233 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.8 Prestiti al consumo
BUOS 3 A SR SEQ FLT
Prestiti a PMI
21.371
2.406
1
- 1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
A.9 BUOS 3 B MEZZ SEQ FL
Prestiti a PMI - - 10 - - - - - - - - - - - - - - -
A.10 BUOS 3 J SUB SEQ FLT
Prestiti a PMI - - - - 1 - - - - - - - - - - - - -
A.11 CR.AGR.HABITAT MTGE
A.12 Mutui ipotecari residenziali
E-MAC NL FRN -A-GE37
22.696 - - - - - - - - - - - - - - - - -
Mutui ipotecari residenziali 1.213 - 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.13 FINANCE(IR)4AMTGE 61
Mutui ipotecari residenziali 13.572 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.14 GLOBALDRIVE29FRN EUR
Prestiti al consumo
6.030 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.15 GREAT H.FRN-A2B-MZ39
Mutui ipotecari residenziali 280 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.16 GREEN APPLE-19-GE58
Mutui ipotecari residenziali 7.511 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.17 HFHL 2020-1 FB61
Mutui ipotecari residenziali 9.495 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.18 HFHL 2021-1A MTGE61E
A.19 Mutui ipotecari residenziali
HIPOTOTTA4-CL/A ST48
22.684 - - - - - - - - - - - - - - - - -
Mutui ipotecari residenziali 531 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.20 MAGOI 19 LG39 FLT
Prestiti al consumo 4.709 - - - - - - - - - - - - - - - - -

C.3 Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione di "terzi" ripartite per tipologia delle attività cartolarizzate e per tipo di esposizione

Esposizioni per cassa Garanzie rilasciate Linee di credito
Tipologia attività sottostanti/
Esposizioni
Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
A.21 NORIA 2021-1EUR
Prestiti al consumo 11.411 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.22 PRADO 8 A SR SEQ FLT
Mutui ipotecari residenziali 22.141 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.23 PRADO 9 A SR SEQ FLT
Mutui ipotecari residenziali 23.743 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.24 PRADO X A SR SEQ FLT
Mutui ipotecari residenziali 16.739 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.25 PROGQ 1 A EUR
Prestiti al consumo 6.788 - 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.26 R&B AUTO L9GER22/31
Prestiti al consumo 14.277 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.27 SC GERMAN CONS 21-1A
Prestiti al consumo 29.747 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.28 SILVER A AP31 FRN
Prestiti al consumo 15.291 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.29 SILVER A GN29 FRN
Prestiti al consumo 10.085 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.30 SILVER A ST27 FRN
Prestiti al consumo 1.762 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.31 STORM 2022-A B.V.
Mutui ipotecari residenziali 20.634 - - - - - - - - - - - - - - - - -

C.3 Consolidato prudenziale – Interessenze in società veicolo per la cartolarizzazione

Come già esposto nelle informazioni di natura qualitativa, nel Gruppo è presente un'unica società veicolo per la cartolarizzazione, Emilia Spv, partecipata al 10% da Credito Emiliano; la società non è stata consolidata.

D. Operazioni di cessione

A. Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente

Informazioni di natura qualitativa

Operazioni di cessione

Come già anticipato in riferimento alla Cartolarizzazione con Emilia SPV S.r.l., nel corso dell'esercizio 2015 Credem ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione revolving, relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l., erogati alla propria clientela e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.

A seguito della prima cessione di attivi, perfezionata nel quarto trimestre 2014 ad un prezzo pari ad Euro 1.002.811.119,07, sono state perfezionate, dal 2015 alla fine del 2023, nei periodi di seguito indicati, dieci cessioni di altrettanti portafogli di crediti idonei alla società veicolo ad un prezzo pari a:

  • Quarto trimestre 2015: Euro 285.392.481,54
  • Quarto trimestre 2016: Euro 293.707.640,58
  • Quarto trimestre 2017: Euro 245.710.926,70
  • Quarto trimestre 2018: Euro 52.416.789,64
  • Secondo trimestre 2021: Euro 1.304.130.865,63
  • Quarto trimestre 2021: Euro 353.874.864,16
  • Secondo trimestre 2022: Euro 274.726.751,12
  • Quarto trimestre 2022: Euro 190.056.443,89
  • Secondo trimestre 2023: Euro 163.629.812,82
  • Quarto trimestre 2023: Euro 271.235.442,14

I crediti sono stati acquistati "pro soluto", ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, dalla società EMILIA SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita e partecipata al 10% da Credem, con oggetto esclusivo consistente nella realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).

Informazioni di natura quantitativa

D.1 Consolidato prudenziale – Attività finanziarie cedute rilevate per intero e passività finanziarie associate: valori di bilancio

Attività finanziarie cedute rilevate per intero Passività finanziarie associate
Valore di
bilancio
di cui: oggetto di
operazioni di
cartolarizzazione
di cui:
oggetto di
contratti di
vendita
con patto
di
riacquisto
di cui
deteriorate
Valore di
bilancio
di cui: oggetto di
operazioni di
cartolarizzazione
di cui:
oggetto di
contratti di
vendita
con patto
di
riacquisto
detenute per la
negoziazione
A. Attività finanziarie - - - X - - -
1. Titoli di debito - - - X - - -
2. Titoli di
capitale
- - - X - - -
3. Finanziamenti - - - X - - -
4. Derivati - - - X - - -
B. Altre attività
finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair value
- - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - - -
2. Titoli di
capitale
- - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
designate al fair
value
C. Attività finanziarie - - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - - -
2. Finanziamenti - - - - - - -
con impatto sulla
redditività
complessiva
D. Attività finanziarie
valutate al fair value
4.040.059 - 4.040.059 - 3.951.071 - 3.951.071
1. Titoli di debito 4.040.059 - 4.040.059 - 3.951.071 - 3.951.071
2. Titoli di
capitale
- - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
valutate al costo
ammortizzato
E. Attività finanziarie 3.980.187 - 3.980.187 - 3.874.664 - 3.874.664
1. Titoli di debito 3.980.187 - 3.980.187 - 3.874.664 - 3.874.664
2. Finanziamenti - - - - - - -
Totale 31/12/2023 8.020.246 - 8.020.246 - 7.825.735 - 7.825.735
Totale 31/12/2022 4.820.738 - 4.820.738 - 4.776.110 - 4.776.110

Legenda:

A= attività finanziarie cedute rilevate per intero (valore di bilancio)

B= attività finanziarie cedute rilevate parzialmente (valore di bilancio)

C= attività finanziarie cedute rilevate parzialmente (intero valore)

L'operatività è riferibile all'utilizzo di titoli in portafoglio per operazioni pronti contro termine a breve termine.

D.3 Consolidato prudenziale – Operazioni di cessione con passività aventi rivalsa esclusivamente sulle attività cedute e non cancellate integralmente: fair value

Rilevate per Rilevate Totale
intero parzialmente 31/12/2023 31/12/2022
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
4. Derivati - - - -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
C. Attività finanziarie designate al fair value - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Finanziamenti - - - -
D. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
4.040.059 - 4.040.059 2.464.639
1. Titoli di debito 4.040.059 - 4.040.059 2.464.639
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
E. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (fair value) 3.980.187 - 3.980.187 2.356.099
1. Titoli di debito 3.980.187 - 3.980.187 2.356.099
2. Finanziamenti - - - -
Totale attività finanziarie 8.020.246 - 8.020.246 4.820.738
Totale passività finanziarie associate 7.863.604 - X X
Valore netto 31/12/2023 156.642 - 8.020.246 X
Valore netto 31/12/2022 (44.628) - X 4.820.738

Le passività finanziarie a fronte di attività finanziarie cedute e non cancellate (riportate nelle colonne Debiti verso Clientela e Debiti verso Banche) sono relative ad operazioni di pronti contro termine passive a fronte di titoli iscritti nell'attivo.

La mancata "derecognition" per le operazioni di cartolarizzazione, già ampiamente descritte nel paragrafo "C.1 Operazioni di cartolarizzazione", è la diretta conseguenza della sottoscrizione, da parte del Gruppo, delle tranche dei titoli Junior o di esposizioni similari, che comportano, in capo allo stesso, il rischio delle prime perdite e, analogamente, il beneficio connesso al rendimento del portafoglio delle attività trasferite. Tali attività sono oggetto di cessione pro soluto mediante un contratto di servicer, il Gruppo mantiene l'impegno a svolgere il servizio di gestione, amministrazione, incasso, riscossione e recupero crediti per conto del veicolo.

A fronte del trasferimento, il corrispettivo incassato viene rilevato in contropartita della rilevazione di un debito verso la società veicolo, al netto delle tranche di titoli sottoscritti. Il debito iscritto verso la società veicolo è destinato a ridursi per effetto delle somme incassate dall'originator, in qualità di "servicer", e riversate allo stesso veicolo.

D.4 Consolidato prudenziale - operazioni di covered bond

Programma Credem CB

Il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano, nelle sedute del 26 maggio 2010 e del 25 giugno 2010, ha deliberato di avviare la strutturazione di un programma di emissione di obbligazioni bancarie garantite per un ammontare massimo di Euro 5 miliardi.

In data 22 ottobre 2010, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la prima cessione da parte di Credem di un portafoglio di crediti per un valore massimo di Euro 2,4 miliardi in favore di Credem CB S.r.l., Società Veicolo (Special Purpose Vehicle, SPV) selezionata per la partecipazione al Programma e partecipata al 70% da Credem.

Il quadro normativo italiano in materia di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (di seguito, anche la "Normativa") è costituito, in particolare:

  • dalla Direttiva (UE) 2019/2162 (la "Direttiva OBG") e dal Regolamento (UE) 2019/2160 (il "Regolamento OBG") che hanno introdotto per la prima volta una disciplina europea dello strumento delle OBG emesse da banche europee, avendo come finalità quella di uniformare i differenti quadri normativi sviluppatisi negli anni nei Paesi dell'Unione Europea;
  • dal Titolo I-bis della legge n. 130 del 30 aprile 1999 (il "Titolo I-bis" o la "Legge 130"), introdotto dal decreto legislativo n. 190 del 5 novembre 2021 in attuazione della Direttiva OBG, interamente dedicato alle OBG, nonché dalle altre previsioni della Legge 130 ivi richiamate;
  • dall'art. 129 del Regolamento (UE) 575/2013 (il "CRR"), come modificato dal Regolamento OBG;
  • dalle disposizioni emanate dalla Banca d'Italia in tema di Obbligazioni Bancarie Garantite, ai sensi della Parte Terza, Capitolo 3, della Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013, contenente le "Disposizioni di vigilanza per le banche", come di volta in volta modificate e aggiornate (le "Istruzioni").

Nel mese di Novembre 2023, nell'ambito dell'aggiornamento annuale del programma di emissione Credem CB, sono state implementate le modifiche alla documentazione contrattuale necessarie per allineare il programma al nuovo quadro normativo di riferimento conseguente all'emanazione, da parte di Banca d'Italia, nel mese di Marzo 2023, delle nuove disposizioni di vigilanza in materia di "obbligazioni bancarie garantite" che recepiscono le novità introdotte dalla Direttiva (UE) n. 2019/2162 (Covered Bond Directive) e dal Regolamento (UE) n. 2019/2160 (Covered Bond Regulation).

A seguito dell'introduzione del nuovo Titolo I-bis nell'ambito della legge 130/1999 (il "Titolo I-bis") e del 42° aggiornamento della Circolare 285/2013 (le "Disposizioni"), Credem ha effettuato una serie di attività volte ad adeguare il programma, le procedure operative, i presidi di controllo e la relativa documentazione contrattuale al nuovo quadro normativo introdotto dal predetto Titolo Ibis e dalle nuove Disposizioni.

L'emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite da parte di Credem si inserisce nel piano strategico del Gruppo, finalizzato, tra l'altro, all'ottenimento di alcuni benefici in termini di funding, quali la diversificazione delle fonti di raccolta, la riduzione del relativo costo, nonché l'allungamento delle scadenze del passivo.

In linea generale, la struttura base di un'emissione di obbligazioni bancarie garantite – secondo lo schema delineato dalla normativa – prevede che vengano realizzate le seguenti attività:

  • la banca (Banca Cedente, Credem) trasferisce un insieme di asset aventi determinate caratteristiche (il "Portafoglio") ad una Società Veicolo (Credem CB srl). Gli attivi ceduti alla Società Veicolo costituiscono un patrimonio separato da quello della Società Veicolo stessa a beneficio dei portatori delle obbligazioni bancarie garantite e degli altri soggetti in favore dei quali la garanzia è rilasciata. La Banca Cedente eroga alla Società Veicolo un prestito subordinato finalizzato a finanziare il pagamento del prezzo di acquisto degli asset da parte della Società Veicolo stessa;
  • Credem (l'Emittente) emette titoli obbligazionari. La Società Veicolo rilascia una garanzia in favore dei portatori dei titoli obbligazionari emessi dall'Emittente.

Come conseguenza di ciò, il rimborso delle obbligazioni bancarie garantite che saranno emesse nell'ambito dell'operazione è garantito, oltre che dall'emittente, anche da una garanzia non condizionata ed irrevocabile rilasciata dalla Società Veicolo ad esclusivo beneficio degli investitori che sottoscriveranno le Obbligazioni Bancarie Garantite e delle controparti terze, ivi incluse quelle di hedging, coinvolte nell'operazione. Tale ultima garanzia è rilasciata dalla Società Veicolo a valere sul Portafoglio.

L'operazione di covered bond illustrata rientra nella "fattispecie semplice", in quanto la figura di banca originator, banca finanziatrice e banca emittente coincidono con un unico soggetto, rappresentato da Credem.

Il Portafoglio di cessione

Il portafoglio che di tempo in tempo viene ceduto alla Società Veicolo deve rispecchiare alcune caratteristiche comuni.

I principali criteri comuni di identificazione e selezione dei mutui, da cui derivano i crediti che costituiscono il Cover Pool, sono stati individuati previa condivisione con le agenzie di rating, cui è stata richiesta l'assegnazione del rating alle Obbligazioni Bancarie Garantite che Credem emetterà nel contesto del Programma.

A fine ottobre 2010, settembre 2011, febbraio 2012, aprile 2014, ottobre 2014, ottobre 2015, aprile 2016, ottobre 2016, aprile 2017, novembre 2017, maggio 2018, ottobre 2018, maggio 2019, novembre 2020, novembre 2021, novembre 2022 e novembre 2023 sono stati selezionati i crediti ipotecari derivanti da contratti di mutuo che, alle relative date di cut-off, soddisfacevano, a titolo non esaustivo, i seguenti principali criteri cumulativi:

  • crediti non derivanti da contratti di mutuo che beneficiano di forme di agevolazione finanziaria;
  • crediti non classificati come "esposizioni creditizie deteriorate", ai sensi delle vigenti "Istruzioni di Vigilanza per le banche" emanate dalla Banca d'Italia;
  • crediti non erogati (neanche in co-intestazione) a dipendenti o amministratori di Credito Emiliano o delle sue controllate facenti parte del Gruppo Bancario Credem.

Il Cover Pool, alla data contabile del 31 dicembre 2023, consiste di crediti derivanti da n. 59.279 mutui ipotecari, con un debito residuo complessivo di circa 4.736,357 milionidi Euro, come di seguito meglio specificato.

Regione
Mutua ta rio
Debito R esiduo
(miglia ia Euro)
% Debito
R esiduo
N° Mutui % N° Mutui
Abruzzo 40.011,25 0,85 564 0,95
Basilicata 9.211,43 0,19 125 0,21
Calabria 125.199,18 2,64 2.195 3,70
Campania 490.991,54 10,37 5.816 9,81
Emilia Romagna 738.802,36 15,60 10.173 17,16
Friuli Venezia Giulia 44.997,94 0,95 645 1,09
Lazio 569.118,45 12,02 5.649 9,53
Liguria 108.034,06 2,28 1.384 2,34
Lombardia 808.964,19 17,08 8.577 14,47
Marche 86.910,21 1,84 1.102 1,86
Molise 8.127,81 0,17 132 0,22
Piemonte 148.352,49 3,13 1.900 3,21
Puglia 261.461,62 5,52 4.324 7,29
Sardegna 190.248,78 4,02 2.130 3,59
Sicilia 425.811,38 8,99 6.574 11,09
Toscana 349.581,96 7,38 4.195 7,08
Trentino Alto Adige 22.460,69 0,47 246 0,42
Umbria 19.779,36 0,42 304 0,51
Val D'Aosta 1.539,94 0,03 12 0,02
Veneto 286.752,63 6,05 3.232 5,45
Tota le
Porta foglio
4.736.357 100% 59.2 79 100%

Finanziamento Subordinato

In occasione della cessione del Portafoglio iniziale, in data 29 ottobre 2010, Credem e Credem CB hanno sottoscritto un contratto di finanziamento subordinato, mediante il quale Credem ha concesso a Credem CB un finanziamento subordinato per il pagamento del corrispettivo di acquisto del Portafoglio iniziale e si è obbligata a concedere a Credem CB ulteriori finanziamenti subordinati, ciascuno di importo pari all'ammontare da corrispondere da parte di Credem CB in relazione all'acquisto dei successivi portafogli di crediti, ceduti da Credem secondo i termini e le condizioni previste dal contratto quadro disciplinante la cessione degli attivi.

Un ulteriore finanziamento subordinato è pertanto stato concesso in sede di ogni cessione successiva, per un importo pari ai relativi prezzi di cessione.

Asset Swap

Tra la Società Veicolo e Credem sono stati stipulati dei contratti swap, per un ammontare fino alla copertura del Cover Pool, al fine di garantire alla Società Veicolo una protezione contro il rischio di tasso e/o di base, dovuto alla presenza di attivi con diversa indicizzazione. Nel mese di giugno 2013, in fase di rinnovo annuale del programma, è stata rivista la struttura dei meccanismi di copertura dell'operazione e, previo parere favorevole delle Agenzie di rating, sono stati chiusi anticipatamente tutti i contratti swap a suo tempo stipulati tra la Società Veicolo e Credem. Al 31 dicembre 2023, non sono presenti contratti Asset Swap tra la Società Veicolo e Credem.

Covered Bond Swap (o Liability Swap)

In occasione dell'emissione sul mercato di Covered Bond, tra la Società Veicolo e Credem può essere stipulato un contratto swap al fine di mitigare il rischio di tasso tra i flussi ricevuti dalla Società Veicolo e quanto dovuto dalla stessa agli investitori in caso di default dell'emittente. Attualmente è in essere un contratto swap stipulato in fase di emissione dei Covered Bond con durata 30/08/2013-2028.

Conti correnti

Il Programma prevede un'articolata struttura di conti correnti sui quali poggiano i flussi finanziari dell'operazione. Alla strutturazione dell'operazione, sono stati attivati una serie di conti intestati alla Società Veicolo ed in particolare, a scopo non esaustivo: Collection Accounts, Reserve Account, Payments Account, Eligible Investment Account e Expenses Account. Da Aprile 2022 Credem riveste il ruolo di Account Bank della società veicolo.

Soggetti coinvolti nel Programma

Con riferimento a tale sezione si riassumono i principali ruoli e controparti coinvolte nell'operazione:

  • Servicer: ruolo svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato da Credem CB delle attività di incasso e recupero dei crediti inclusi nel Portafoglio Iniziale e nei portafogli che Credem stessa cede a Credem CB ai sensi del Contratto Quadro di Cessione;
  • Back-Up Servicer: entità che al verificarsi di determinati eventi, disciplinati nell'ambito del Programma, può subentrare a Credem nel ruolo di Servicer sopra descritto. Attualmente tale ruolo non viene agito da alcun soggetto;
  • Investment Manager: ruolo svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato di investire la liquidità disponibile sui conti correnti aperti da Credem CB e di redigere e inviare alle parti di tale contratto il c.d. Investment Manager Report, contenente l'indicazione dei risultati dell'attività di investimento;
  • Account Bank: ruolo attualmente svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato di investire la liquidità disponibile sui conti correnti aperti da Credem CB e di redigere e inviare alle parti di tale contratto il c.d. Investment Manager Report, contenente l'indicazione dei risultati dell'attività di investimento;
  • Principal Paying Agent: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services, che ha il principale compito di determinare ed effettuare (sia per conto di Credem che per conto di Credem CB) i pagamenti dovuti, in linea capitale e in linea interessi, in favore dei portatori delle Obbligazioni Bancarie Garantite;
  • Calculation Agent: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, ha il principale compito di redigere e inviare alle parti del contratto il c.d. Payments Report,

contenente l'indicazione dei fondi disponibili di titolarità di Credem CB e dei pagamenti da effettuarsi, secondo l'ordine di priorità dei pagamenti determinato ai sensi dell'Intercreditor Agreement;

  • Asset Monitor: ruolo svolto da BDO Italia S.p.A. che, in tale qualità, effettua i calcoli e le verifiche sui Test Obbligatori e sull'Amortisation Test svolti ai sensi del Cover Pool Management Agreement, verificando l'accuratezza dei calcoli effettuati dal Calculation Agent. Con incarico separato, è attualmente previsto che l'Asset Monitor svolga ulteriori verifiche aventi ad oggetto in particolare la conformità degli attivi idonei costituenti il Portafoglio ai requisiti previsti dalla Normativa e l'integrità della garanzia a favore degli investitori;
  • Representative of the Bondholders: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, esercita nei confronti di Credem e di Credem CB i diritti delle controparti coinvolte nell'operazione;
  • Listing Agent: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, ha il principale compito di gestire, per conto di Credem e di Credem CB, i rapporti e gli adempimenti con la Borsa di quotazione delle Obbligazioni Bancarie Garantite.

Si specifica, infine, che alcuni dei contratti del Programma prevedono che i soggetti incaricati dello svolgimento di alcune attività e alcuni ruoli sopra indicati siano dotati, ai fini di tali incarichi, di determinati livelli di rating. Pertanto, seppure alcuni ruoli risultino attualmente ricoperti da Credem (ovvero da soggetti terzi al Gruppo), è possibile che in futuro gli stessi possano essere assegnati a soggetti esterni al Gruppo Credem.

I rischi connessi con l'operazione

Il Programma di emissioni di Obbligazioni Bancarie Garantite comporta i seguenti rischi finanziari rispetto ai quali sono state adottate varie misure di mitigazione: rischio dell'emittente, rischio di tasso, rischio di credito, rischio di liquidità, rischio di rifinanziamento, rischio di controparte, rischi legali legati all'operazione.

La funzione di revisione interna di Credem (Servizio Auditing) effettua, almeno ogni 12 mesi, una completa verifica dei presidi posti in essere, anche avvalendosi delle informazioni ricevute e delle valutazioni espresse dall'Asset Monitor. I risultati di tali verifiche sono portati a conoscenza degli organi aziendali competenti.

Caratteristiche principali del Programma

La struttura finanziaria del Programma prevede che Credem proceda all'emissione in più serie successive di Obbligazioni Bancarie Garantite con rating, a dicembre 2023, pari a Aa3 e AA, assegnati rispettivamente dalle seguenti società di rating: Moody's Investors Services Inc. e Fitch Rating Limited.

Tali obbligazioni sono state collocate ad investitori istituzionali con il supporto dei Dealers di tempo in tempo selezionati. In fase iniziale gli Arrangers del Programma sono stati Barclays Bank PLC e Société Générale; attualmente tale ruolo è unico ed è svolto da Barclays.

Credem può emettere, a valere sul Programma, Obbligazioni Bancarie Garantite per un importo complessivo di tempo in tempo in essere non superiore ad Euro 5 miliardi. Tale importo massimo potrà essere incrementato in conformità con quanto previsto dalla documentazione contrattuale del Programma. Nell'ambito del Programma, Credem può emettere un ampio spettro di tipologie di titoli; tuttavia le tipologie attualmente più diffuse sul mercato sono titoli c.d. soft bullet che prevedono il pagamento periodico di interessi, il rimborso in un'unica soluzione alla scadenza e la possibilità per la Società Veicolo, in caso di inadempimento di Credem, di posticipare la data di scadenza di un periodo aggiuntivo di tempo (di prassi, un anno).

Sono state effettuate emissioni nel 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2019, 2021 e 2022, mentre non sono state effettuate nuove emissioni di Covered Bond dal 2015 al 2018, nel 2020 e nel 2023. Il valore nominale complessivo dei Covered Bond in circolazione al 31 dicembre 2023, emessi a valere sul programma garantito da Credem CB S.r.l., è pari a 2,1 miliardi di Euro. A gennaio 2024 sono state effettuate due emissioni, una retained e una pubblica, rispettivamente la tredicesima e la quattordicesima, per un ammontare pari a 1 miliardo di euro e 500 milioni di euro. Nello stesso mese è scaduta un'emissione per 750 milioni di euro.

E. Consolidato prudenziale - modelli per la misurazione del rischio di credito

Il 23 Febbraio 2022 l'Autorità di Vigilanza ha confermato con apposita comunicazione l'autorizzazione per il Gruppo all'uso dei modelli AIRB ((parametri PD, LGD, EAD) per il Rischio di Credito a seguito delle domande di autorizzazione delle modifiche dei modelli AIRB di Marzo 2020 (modifiche in relazione alla Targeted Review of Internal Models) e Marzo 2021 (adeguamento secondo la Nuova Definizione di Default e Art. 500 CRR), sottoposti successivamente ad accesso ispettivo nello stesso anno.

Periodicamente sono effettuate attività di convalida sui diversi parametri in termini di attività di presidio e monitoraggio al fine di valutare la generale adeguatezza del processo di misurazione del rischio di credito. Modelli e metodologie risultano adeguate e le performance del sistema di rating si confermano elevate indicando quindi una buona capacità discriminante dei modelli di rating.

1.2. Rischi di mercato

1.2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza

Informazioni di natura qualitativa

Il modello organizzativo di presidio dei rischi ha lo scopo di favorire il raggiungimento di una serie di obiettivi:

  • ruolo di governo e indirizzo della Capogruppo nel presidio dei rischi per singola Società e del loro impatto sui rischi di Gruppo, in ottemperanza alle vigenti disposizioni di Vigilanza e al Risk Appetite Framework di Gruppo;
  • controllo gestionale nel senso dell'ottimizzazione del profilo rischio-rendimento a livello di Gruppo;
  • uniformità della metodologia di analisi e del "linguaggio" utilizzato per tutte le Società del gruppo.

In questo ambito il Rischio di mercato, inteso come rischio di perdite causate da variazioni sfavorevoli dei fattori di rischio (tasso, prezzo, cambio ed altri fattori di mercato), viene misurato e monitorato sia in riferimento al banking book (poste a vista e a scadenza) sia al trading book (strumenti finanziari negoziati con finalità di positioning, trading e negoziazione).

Struttura organizzativa

Di seguito vengono descritti i principali compiti delle strutture organizzative coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi di mercato.

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, CA, è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi per ciascuna area di business; delibera i poteri riconosciuti in merito a strategie operative, assunzione di rischi e azioni correttive; individua l'insieme degli indicatori di Risk Appetite e delle relative metriche di calcolo, quest'ultime proposte dal Comitato Esecutivo, CE; definisce e approva gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza valutando periodicamente l'adeguatezza del Risk Appetite Framework (RAF) e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo; approva la struttura generale dei limiti operativi e delle deleghe, nonché le linee di responsabilità ed autorità in merito al processo di gestione dei rischi.

I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono l'appetito al rischio e la soglia di tolleranza definiti in ambito RAF dalla Capogruppo; approvano gli indirizzi strategici e le linee guida di gestione dei rischi formulati dalla Capogruppo nonché la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo.

Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.

Il CE della Capogruppo, quale organo di gestione, cura l'attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di governo dei rischi definiti dal CA, ed in particolare definisce e cura l'attuazione del processo di gestione dei rischi. Al CE compete inoltre la proposta al CA delle metodologie di misurazione e controllo dei rischi e la definizione dei limiti operativi coerenti con la propensione al rischio.

I Comitati della Capogruppo coinvolti in ambito RAF hanno le seguenti responsabilità.

Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo svolge l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa approvare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza e valutare periodicamente l'adeguatezza del RAF e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo.

Esprime inoltre parere per il CA sulle proposte del CE relative alle metodologie di misurazione e controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno; supporta infine il CA della capogruppo con la proposizione delle strategie generali per il governo dei rischi.

Il Comitato Risk Management, istituito al fine di informare il CE del presidio del rischio complessivamente assunto e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel RAF, effettua le seguenti operazioni:

  • presidia il rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework;
  • periodicamente valuta il livello di rischio complessivamente assunto, attraverso il monitoraggio degli indicatori RAF per tipologia di rischio;
  • analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer, revisioni addizionali del RAF.

La funzione di Risk Management supporta il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo ed effettua le attività di seguito descritte. In ambito RAF:

  • verifica almeno annualmente la bontà delle metriche utilizzate sottoponendo a backtesting i modelli di stima del rischio, riportando nel RAF gli esiti, eventuali carenze ed eventuali necessità di sviluppo di nuove metodologie;
  • rendiconta almeno trimestralmente il Comitato Rischi in merito all'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite relativamente a tutti gli indicatori, compresi quelli ineriti il rischio di mercato.

Si occupa inoltre:

  • della misurazione e rendicontazione dei rischi finanziari per singola società e a livello di Gruppo, utilizzando a questo fine principalmente misure di rischio in termini di sensitivity, volte a verificare il rispetto dei limiti assegnati e la coerenza con gli obiettivi di rischio rendimento assegnati;
  • dello sviluppo e della gestione dei sistemi di misurazione dei rischi tramite l'acquisizione dei dati di mercato necessari per il calcolo;
  • della definizione del profilo di rischio dei nuovi prodotti.

Le risultanze dell'attività della funzione di Risk Management sono riportate periodicamente al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.

A. Aspetti generali

Rischio di tasso di interesse

Credembanca

Il presidio dei rischi finanziari avviene tramite la definizione di una struttura di limiti che costituisce l'espressione diretta del livello di rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree/linee di business, in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di gruppo. In particolare i rischi di mercato si generano a seguito delle seguenti operatività:

  • attività tradizionale di raccolta ed impiego;
  • attività sui mercati finanziari con finalità di trading e di investimento;
  • attività di negoziazione di strumenti finanziari in contropartita con la clientela.

Il rischio tasso di interesse nel portafoglio di negoziazione di vigilanza è generato dall'attività svolta sui mercati obbligazionari e derivati su tasso. Il rischio di tasso generato da tale attività è gestito e controllato tramite limiti complessivi in termini di delta (ovvero di sensitività rispetto a movimenti paralleli della curva), di spread di curva (ovvero di sensitivity rispetto a movimenti non paralleli della curva) e di vega.

Il rischio specifico o emittente viene monitorato tramite appositi massimali di concentrazione per settore e classe di rating sia in termini di controvalore che di sensitivity. Inoltre il modello di VaR in uso esclusivamente ai fini gestionali include il rischio emittente, mediante l'utilizzo di serie storiche specifiche sugli spread di mercato.

La funzione di Risk Management produce reports di rischio con frequenza giornaliera, settimanale e trimestrale a seconda della funzione destinataria, indicando gli eventuali sconfini rispetto ai massimali

assegnati dal Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari e la misura di rischio gestionale in termini di VaR.

Eventuali modifiche al Regolamento ed ai massimali in esso espressi possono essere sottoposte a delibera del Consiglio di Amministrazione o del Comitato Esecutivo, per compentenza, su proposta della Finanza, sentito preventivamente il parere della funzione di Risk Management.

Credem Euromobiliare Private Banking

I rischi di mercato legati al rischio tasso sono gestititi, come per Credembanca, attraverso un limite complessivo in termini di delta (ovvero di sensitività rispetto a movimenti paralleli della curva dei tassi) e di spread di curva (ovvero di sensitivity rispetto a movimenti non paralleli).

La funzione Risk Management della capogruppo verifica il rispetto di tali limiti e monitora l'andamento del requisito patrimoniale a fronte dei rischi di mercato, calcolato secondo l'approccio standard.

Rischio di prezzo

Nell'ambito del "portafoglio di negoziazione di vigilanza" la principale fonte di rischio di prezzo è costituita dai titoli azionari, fondi e dai relativi strumenti derivati.

Credembanca

I rischi azionari sono assunti nell'ambito delle attività di trading. Tale attività svolta sui mercati azionari prevede l'assunzione di posizioni direzionali gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, limiti in termini di greche e massimali di concentrazione per sottostante.

Credem Euromobiliare Private Banking

Il Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari, monitorato dalla funzione di Risk Management, non prevede massimali ordinari per l'operatività sul rischio azionario.

Rischi climatici e ambientali

I rischi climatici-ambientali (fisici e di transizione), sono integrati nell'analisi di rilevanza tramite la quale il Gruppo Credem valuta periodicamente la materialità di tutti i rischi a cui è esposto. In particolare, il Gruppo ha sviluppato una metodologia quantitativa per misurare il livello di concentrazione del portafoglio investimenti verso quelle imprese la cui attività economica è ritenuta particolarmente sensibile ai rischi di transizione. Nello specifico, per valutare l'impatto del rischio climatico-ambientale sul portafoglio Investimenti di proprietà del Gruppo, è stata adottata una matrice settoriale che restituisce una valutazione di sintesi della rischiosità (alta, media, bassa) di ogni settore economico distinta sul Pillar Environmental. Nel 2023, al fine di monitorare l'esposizione ai rischi Climate – Environmental, è stato inserito un indicatore dedicato nell'ambito del processo RAF.

B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Rischio di tasso di interesse - metodologie e metriche di misurazione

Il rischio di tasso di interesse viene calcolato giornalmente tramite metodologia VaR per Credembanca; la misurazione ha finalità gestionali, non viene utilizzata per il calcolo del requisito patrimoniale sui rischi di mercato per il quale il Gruppo Credem adotta l'approccio standard. Il VaR misura la massima perdita potenziale nella quale può incorrere il portafoglio in base all'evoluzione dei fattori di mercato, dato un certo livello di confidenza, nel corso di un determinato orizzonte temporale. La metodologia applicata nell'ambito del Gruppo Credem prevede i seguenti parametri:

  • livello di confidenza 99%;
  • orizzonte temporale 1 giorno;
  • volatilità calcolata sulla base di 2 anni di osservazioni giornaliere, dando maggior peso ai dati più recenti (decay factor =0,94).

Per il calcolo dell'assorbimento in termini di capitale interno si procede inoltre a convertire il dato in un VaR a 10gg, applicando prudenzialmente il coefficiente moltiplicativo 3.

Il dato di rischio è anche sottoposto ad analisi di stress testing nell'ambito del processo di verifica dell'adeguatezza patrimoniale, che mira a verificare la variazione del capitale (stimato in termini di VaR) in caso di forti turbolenze dei mercati finanziari. L'analisi è basata sulla determinazione di una matrice di varianza e covarianza dei fattori rischio in ipotesi di condizione di stress dei mercati che innalzi la volatilità delle variabili finanziarie e alteri la struttura delle relazioni fra di esse.

La determinazione di tale matrice è stata effettuata con la medesima metodologia utilizzata per la stima del VaR. In particolare ci si è avvalsi della possibilità di impostare il periodo storico utilizzato come campione di analisi per il calcolo delle volatilità e delle correlazioni, selezionando intervalli temporali critici (di elevata volatilità) sui mercati, in coerenza con lo scenario complessivo di stress individuato.

In relazione a Credem Euromobiliare Private Banking il rischio di tasso di interesse viene monitorato attraverso il requisito patrimoniale sui rischi di mercato, che segue l'approccio standard.

Informazioni di natura quantitativa

1. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie per cassa e derivati finanziari

La presente tavola non è stata redatta poiché viene di seguito fornita l'analisi di sensitività al rischio tasso di interesse basata sui modelli interni ed altre metodologie.

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR generato dal fattore di rischio tasso di interesse per Credembanca relativi agli esercizi 2021, 2022 e 2023.

Tabella 1. Dati di Rischio di tasso

2023 2022 2021
Credem
Interest Rate VaR - medio 2,6 2,3 3,5
min 0,4 0,3 0,1
max 18,1 12,0 13,5

dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo

Il confronto con l'esercizio precedente mostra un valore del fattore di rischio tasso di interesse su Credem sostanzialmente stabile e sempre su livelli contenuti.

Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento di tale dato di VaR per Credem nell'arco del 2023.

Per quanto riguarda la shift sensitivity analysis e limitatamente al portafoglio di negoziazione di vigilanza, la tabella sotto riportata mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse su un

orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base (dato riferito al Gruppo).

L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni Short Term Exercise – STE rischio di tasso, in linea con le linee guida europee di riferimento.

Ipotesi di shift parallelo (dati mln di €)
Shock -100 b.p. Shock +100 b.p.
Dati 12/2023 -0,7 0,7

Rischio di prezzo - metodologie e metriche di misurazione

Il rischio di mercato equity viene calcolato con le stesse frequenze e metodologie indicata per il rischio tasso.

Informazioni di natura quantitativa

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di prezzo nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR generato dal fattore di rischio tasso di interesse per Credem relativi agli esercizi 2021, 2022 e 2023.

Tabella 2. Dati di Rischio di prezzo

2023 2022 2021
Credem
Equity VaR - medio 0,4 0,9 0,9
min 0,0 0,2 0,4
max 1,5 2,4 1,7

dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo

Il dato di Credem, in lieve calo rispetto alla rilevazione precedente e sempre su livelli molto contenuti, è determinato sostanzialmente da posizioni in azioni in portafoglio. Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento del VaR per Credem nell'arco del 2023.

Figura 2. Andamento Equity VaR Credem (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro

I risultati dell'attività di backtesting sono riportati in calce al paragrafo 1.2.3 "Rischio di cambio".

RISCHIO SPECIFICO - INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Il rischio specifico è il rischio di perdite causate da una sfavorevole variazione del prezzo degli strumenti finanziari negoziati dovuta a fattori connessi con la situazione dell'emittente.

Di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi (in milioni di euro) del rischio specifico, calcolati sulla base delle ponderazioni di vigilanza, relativamente agli esercizi 2021, 2022 e 2023.

2023 2022 2021
Credem
medio
Rischio specifico -
0,3 0,6 0,4
min 0,2 0,5 0,1
max 0,4 0,8 0,9

Tabella 3. Dati di rischio specifico

dati in mln di €

Per Credem Euromobiliare Private banking il requisito patrimoniale sui rischi di mercato, generico e specifico, risulta sostanzialmente non rilevante.

1.2.2 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio bancario

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Rischio di tasso

Credem adotta la definizione normativa di rischio di tasso di interesse sul banking book, secondo cui il rischio in oggetto è: "il rischio di tasso di interesse derivante da attività diverse dalla negoziazione: rischio derivante da variazioni potenziali dei tassi di interesse".

L'esposizione al rischio di tasso di interesse può essere declinata in:

  • rischio di reddito, derivante dalla possibilità che una variazione inattesa nei tassi di interesse produca una riduzione del margine di interesse e dipende dallo sfasamento nella struttura temporale delle scadenze e periodi di ridefinizione delle condizioni di tasso di interesse degli impieghi e della raccolta;
  • rischio di investimento, ossia di subire variazioni negative nei valori di tutte le attività, passività e strumenti fuori bilancio, in seguito a mutamenti nei tassi di interesse, con un conseguente impatto destabilizzante sull'equilibrio patrimoniale.

La politica di gestione del rischio di tasso d'interesse sul banking book di Gruppo è volta ad una sana e prudente gestione del rischio a livello di Gruppo, tale da assicurare l'ottimizzazione degli obiettivi di rischio/rendimento in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di Gruppo. Tali obiettivi sono perseguiti mantenendo uno sbilancio tendenzialmente contenuto e all'interno dei massimali definiti, a seconda della rilevanza del rischio nelle singole società, nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari.

Il Gruppo si è dotato di una regolamentazione interna dedicata, Policy Gestione del rischio di tasso di interesse del banking book di Gruppo, con la finalità di definire le linee guida e i principi di governo e gestione del rischio di tasso di interesse del banking book (IRRBB), delineando l'insieme delle norme e processi di controllo finalizzati a stabilizzare il margine di interesse sul portafoglio bancario per il Gruppo e per le singole società.

Le linee guida contenute nella Policy fanno riferimento alle disposizioni emanate dalle autorità nazionali ed europee relativamente alle istruzioni in termini di governo e gestione del rischio di tasso di interesse del banking book.

La Policy, coerentemente alla normativa europea, prevede le due metriche di riferimento per la misurazione del rischio di tasso, Sensitivity di Valore Economico e Sensitivity del Margine di Interesse all'interno del Risk Appetite Framework nonché nei processi di Adeguatezza Patrimoniale (ICAAP).

Tali metriche, calcolate dalla funzione Risk Management e rendicontate periodicamente ai comitati di riferimento4 , sono affiancate da indicatori operativi disciplinati nei regolamenti delle società esistenti in materia di assunzione Rischi Finanziari.

Le principali funzioni di cui si avvalgono il CA della Capogruppo in virtù della propria funzione di supervisione Strategica e il CE in qualità di organo con funzione di gestione del rischio tasso del banking book, sono il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, il Comitato Risk Management (con le responsabilità di cui al paragrafo 2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza) e il comitato Asset & Liability Management (ALM) il quale, nell'attività propositiva al CA, esamina il profilo di rischio del Gruppo monitorando i limiti di rischio rispetto agli obiettivi fissati in ambito RAF e individua le linee guida e le strategie per la gestione del rischio di tasso di interesse.

La gestione operativa del rischio di tasso di interesse sul banking book è attribuita alla Finanza alla quale competono:

  • la proposizione al Comitato ALM delle linee guida di gestione del rischio di tasso del banking book e la formulazione di proposte al Risk Management, per la successiva approvazione del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, di indirizzo strategico del profilo di rischio di tasso di interesse del banking book;
  • la gestione del rischio di tasso della Capogruppo e delle Società del Gruppo, in coerenza con il profilo di rischio complessivo definito e con le linee guida ricevute da parte del Comitato ALM, nonché nell'ambito dei massimali assegnati;
  • la definizione, congiuntamente al Risk Management, della struttura dei limiti operativi da sottoporre al CE, in coerenza con il RAF e la condivisione dei modelli di misurazione del rischio di tasso del banking book definiti dal Risk Management.

Nell'attività di gestione operativa la Finanza si basa su analisi di interest rate sensitivity complessiva e buckettizzata, al fine di evidenziare il grado di esposizione asset o liability sensitive sui singoli tratti di curva.

La Finanza si occupa inoltre di proporre al Comitato ALM gli interventi ritenuti necessari a migliorare il profilo complessivo in termini di rischio di tasso (e di liquidità strutturale) e di realizzare operativamente tali interventi.

Nell'ambito del processo di gestione dei rischi e di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale e prospettica, la funzione di Risk Management:

  • supporta il CA nell'attività valutativa volta a deliberare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza nell'ambito RAF, nonché nella verifica nel continuo della sua attuazione;
  • propone al Comitato Rischi, di concerto con la funzione Finanza nell'ambito del processo di RAF, l'indirizzo strategico in merito al profilo di tasso del banking book e ai livelli di soglia di tolleranza adottabili;
  • definisce i modelli di misurazione del rischio di tasso del banking book, con il supporto della Finanza, da sottoporre al CE;
  • valida i modelli utilizzati per quantificare il rischio di tasso e la valutazione della congruità delle ipotesi di stress sottostanti;
  • definisce, congiuntamente a Finanza, la struttura dei limiti, delle deleghe operative e delle prove di stress da sottoporre al CE, in coerenza con la soglia di tolleranza stabilita da CA;
  • predispone reporting per la gestione e monitoraggio del rischio di tasso per i Comitati di riferimento;
  • monitora giornalmente il rispetto dei limiti operativi esplicitati nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari, ivi compreso il presidio del rientro dagli sconfini rispetto a tali limiti.

Il Report Giornaliero di sintesi del rispetto dei massimali operativi presenta, fra le altre, le seguenti informazioni:

  • massimale di rischio tasso in termini di Interest rate sensitivity complessiva;
  • massimali in termini di Interest rate sensitivity per bucket;
  • limite di Interest rate sensitivity delle posizioni in divisa diversa dall'Euro.

Per quanto riguarda le poste a vista, il Gruppo adotta un modello di valutazione che permette di quantificarne gli effetti di persistenza nel tempo e di imperfetta elasticità alla variazione dei tassi di mercato (effetto vischiosità). La modellizzazione è basata sulle serie storiche interne dei comportamenti della clientela, e si costituisce di due componenti: la stima della relazione dei tassi

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA 4 Comitato Risk Management e comitato Asset Liability Management (ALM)

delle poste a vista con i tassi di mercato e ulteriori regressori che consentono di separare il rischio di tasso di interesse in senso proprio da altri fenomeni (es. credito) in base ad un modello econometrico; la stima della persistenza dei volumi, collegata al concetto di mean life che consente di legare maggiormente l'holding period degli aggregati alla volatilità storica delle masse, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza (replicating portfolio).

Il Gruppo utilizza inoltre un modello comportamentale di prepayment sui mutui La modellizzazione adottata è di tipo comportamentale, basata sull'analisi in serie storica degli eventi di estinzione anticipata e rinegoziazione del tasso. A differenza dei modelli di mercato, nei modelli comportamentali i fattori predominanti che concorrono a determinare il valore dell'opzione di rimborso anticipato non sono esclusivamente di tipo finanziario, ma includono variabili esplicative dipendenti dalle caratteristiche del mutuo (es. loan to value) e del mutuatario (es. età).

Prosegue l'attività di presidio dell'evoluzione del quadro regolamentare europeo sul rischio di tasso di interesse nel banking book (IRRBB) e di adeguamento, tenendo conto delle indicazioni del JST in ambito SREP.

Il Gruppo nel corso del 2023 ha continuato a segnalare trimestralmente a BCE la propria esposizione al rischio di tasso attraverso le segnalazioni Short Term Exercise (STE-IRRBB).

Informazioni di natura quantitativa

1. Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie

La presente tavola non è stata redatta poiché viene di seguito fornita l'analisi di sensitività al rischio tasso di interesse basata sui modelli interni ed altre metodologie.

2. Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie per le analisi di sensitività

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso di interesse, limitatamente al portafoglio bancario. In particolare, la tabella sotto riportata, mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse (shift sensitivity analysis), su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base. La misura è basata sulle posizioni a fine anno, senza includere dunque ipotesi su futuri cambiamenti della composizione di attività e passività. Ai fini dell'analisi è impostato il floor a zero sul tasso cliente delle poste con clientela.

L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni Short Term Exercise – STE rischio di tasso, in linea con le linee guida europee di riferimento.

Ipotesi di shift parallelo (dati in milioni di euro)
Shock -100 b.p.
Dati 12/2023 -49,5 +98,3

L'esposizione al rischio di tasso di interesse dal punto di vista patrimoniale viene misurata a livello consolidato dalla sensitivity del valore economico (variazione del fair value delle poste attive e passive), secondo un approccio full evaluation, a seguito di uno shock parallelo sulla curva dei tassi spot di +/-200 basis points. Nel 2023 la variazione media di valore economico in rapporto ai mezzi propri è risultata pari al 4,7%.

Oltre all'impatto degli shock paralleli dei tassi internamente vengono periodicamente condotte analisi di stress ipotizzando shock non paralleli basati sull'andamento storico della curva dei tassi. Le metodologie utilizzate per l'analisi di sensitivity al rischio di tasso di interesse includono anche la modellizzazione delle poste a vista e del prepayment sui mutui secondo i modelli comportamentali sopra descritti.

Per il rischio di tasso del portafoglio bancario si riportano le medesime analisi di VaR descritte nel paragrafo sul portafoglio di Negoziazione, a cui si rimanda per la descrizione della metodologia.

Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento del VaR del banking book Credem nell'arco del 2023.

I risultati dell'attività di backtesting sono riportati in calce al paragrafo 1.2.3 "Rischio di cambio".

Figura 5. Andamento Interest Rate VaR Credem – banking book (99%, 10gg*coeff moltiplicativo) Dati in milioni di euro

L'andamento del VaR nel corso del 2023 è riferibile all'andamento delle posizioni del portafoglio bancario e alla volatilità dei tassi registrata sui mercati.

Rischio di prezzo

Nell'ambito del portafoglio bancario il Gruppo non ha posizioni in azioni o partecipazioni quotate. Sono presenti 6,7 milioni di € in un fondo private equity gestito da una società del gruppo e quote non rilevanti di fondi rivenienti dalla fusione con Cassa di Risparmio di Cento, di cui 1,2 milioni di € in fondi immobiliari.

Attività di copertura del rischio di prezzo

Il Gruppo non ha posto in essere operazioni di copertura.

1.2.3 Rischio di cambio

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio

L'attività svolta sui mercati dei cambi prevede l'assunzione di posizioni gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, e massimali di concentrazione per divisa. Il rischio di mercato currency viene calcolato con la stessa frequenza e metodologia indicata per il rischio tasso ed equity.

B. Attività di copertura del rischio di cambio

Non sono presenti operazioni di copertura.

Informazioni di natura quantitativa

1. Distribuzione per valuta di denominazione delle attività e passività e dei derivati

Voci Valute
USD GBP JPY CAD CHF ALTRE VALUTE
A. Attività finanziarie 1.694.881 14.584 8.905 5.680 10.146 20.006
A.1 Titoli di debito 1.523.949 282 3 48 - 432
A.2 Titoli di capitale 12.289 - - - - -
A.3 Finanziamenti a banche 102.158 12.541 7.150 5.631 5.483 19.220
A.4 Finanziamenti a clientela 56.485 1.761 1.752 1 4.663 354
A.5 Altre attività finanziarie - - - - - -
B. Altre attività 7.798 1.035 216 495 1.729 846
C. Passività finanziarie 1.726.339 30.831 11.090 6.701 11.385 14.321
C.1 Debiti verso banche 1.349.821 7.364 706 1.115 3.819 3.545
C.2 Debiti verso clientela 374.349 23.467 10.384 5.586 7.566 10.776
C.3 Titoli di debito 2.169 - - - - -
C.4 Altre passività finanziarie - - - - - -
D. Altre passività 5.153 2.867 4 351 270 1.150
E. Derivati finanziari - - - - - -
- Opzioni - - - - - -
+ Posizioni lunghe - - - - - -
+ Posizioni corte - - - - - -
- Altri derivati - - - - - -
+ Posizioni lunghe 227.956 77.318 9.766 12.989 21.164 19.470
+ Posizioni corte 321.657 58.912 7.779 12.124 21.355 24.701
Totale attività 1.930.635 92.937 18.887 19.164 33.039 40.322
Totale passività 2.053.149 92.610 18.873 19.176 33.010 40.172
Sbilancio (+/-) (122.514) 327 14 (12) 29 150

Modelli interni e altre metodologie per l'analisi di sensitività

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi del rischio di cambio nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR (in milioni di euro) generato dal fattore di rischio currency relativi agli esercizi 2021, 2022 e 2023.

Tabella 4. Dati di Currency VaR

2023 2022 2021
Credem
VaR - medio 0,2 0,3 0,0
min 0,0 0,0 0,0
max 1,5 1,9 0,4

dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo

Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento di tale dato di VaR per Credem nell'arco del 2023.

La tabella sottostante evidenzia i contributi medi del rischio equity, rischio di cambio e rischio di tasso nel corso del 2023 al VaR complessivo non diversificato.

Equity Risk FX Risk Interest Rate Risk
Credem 2023 2,6% 0,3% 97,1%

Nell'ambito della più complessiva analisi annuale di backtesting dei modelli, viene effettuato il confronto tra il dato di VaR e il P&L effettivamente conseguito.

Il backtesting è eseguito mettendo a confronto i dati di VaR con i dati di P&L gestionali giornalieri (o settimanali, per i portafogli per i quali il calcolo di redditività è su base weekly), e si basa sull'analisi delle "eccezioni", ovvero dei casi in cui la perdita registrata risulta superiore al VaR stimato per lo stesso periodo di riferimento, sia in termini di numerosità sia in termini di distribuzione temporale.

Il perimetro dell'analisi di backtest sono i portafogli del Regolamento Finanza (trading e bancario) e copre i rischi riportati nella presente sezione. L'orizzonte temporale del VaR è coerente con quello di calcolo del P&L. L'esercizio si basa su 12 mesi di dati. Le ipotesi sono state verificate attraverso una serie di test:

  • Frequency Test: Basilea e Kupiec (o POF, Proportion of Failure);
  • Indipendence Test: Christoffersen e Mixed Kupiec;
  • Joint Test: POF + Christoffersen, POF + Mixed Kupiec.

Nell'ambito dell'analisi annuale di backtesting i test effettuati confermano la tenuta del modello di VaR.

1.2.4 Gli strumenti derivati

L'operatività in strumenti finanziari derivati è gestita dal Gruppo tramite un apposito applicativo dedicato atto alle valorizzazioni giornaliere a Mark to model. Il documento di riferimento "Allegato tecnico alla Fair value Policy di Gruppo: Manuale modelli di pricing" disciplina i principali modelli di pricing comunemente utilizzati dal Gruppo per i propri derivati valutati al Mark to Model. In particolare una sezione dedicata descrive nel dettaglio tali modelli. L'insieme dei modelli descritti individua le metodologie ad oggi utilizzate e validate per le valutazioni degli strumenti detenuti in proprietà.

Classificazione strumenti derivati e parametri di mercato

Il Gruppo Credem si è dotato di una Fair Value Policy e relativi allegati tecnici che disciplinano anche le regole contabili per la valorizzazione degli strumenti a mark to model, i relativi parametri e i processi inerenti la valorizzazione degli strumenti.

In particolare il manuale si articola nelle seguenti sezioni:

  • classificazione degli strumenti derivati, storicizzati all'interno dell'applicativo;
  • mappatura e dettaglio dei parametri di mercato alimentati all'interno dell'applicativo al fine di valutare tutti gli strumenti;
  • descrizione procedure automatizzate per la storicizzazione dei prezzi.

Parametri di mercato

I parametri di mercato utilizzati per le valutazioni e gestiti all'interno dell'applicativo possono essere:

  • dati acquisiti automaticamente, informazioni scaricate periodicamente da Info Providers, (ad es: market parameter giornalieri);
  • dati di mercato stimati dall'applicativo, prevalentemente attraverso dati acquisiti automaticamente.

Generalmente, i parametri alimentati manualmente sono quelli che non necessitano di un aggiornamento costante e giornaliero.

Processo di validazione modelli e parametri

I documenti di riferimento riportano come indicato tutti i modelli di pricing e i parametri di mercato validati e utilizzati dal Gruppo per la valutazione degli strumenti derivati.

Qualora sia necessario introdurre nuovi parametri e/o modelli, il processo prevede il coinvolgimento della funzione di validazione che disciplina un apposito parere inerente la nuova operatività e provvede alla validazione dei modelli come disciplinato nell' apposito regolamento Nuovi prodotti del Gruppo.

E' cura della funzione di validazione aggiornare periodicamente i documenti di riferimento con i nuovi modelli e/o parametri utilizzati ed effettuare analisi sulla validità dei modelli in uso.

Procedure automatiche e appositi controlli consentono il presidio giornaliero delle valorizzazioni dei derivati e dei parametri utilizzati.

Si riporta per ogni tipologia di strumento derivato il tipo di valutazione (tramite quotazione di mercato - Mark to market o tramite valutazione a modello- Mark to model). Nel caso lo strumento sia valutato tramite Mark to Model si indicano: il modello di pricing utilizzato per la valorizzazione e i parametri di mercato utilizzati per la valutazione.

Family Group Transactio
n Type
Description Mark to
MarketMark to
Model
Modello di pricing
Parametri di mercato
CURR FXD FXD Spot Forward Mark to Market
Mark to Model
Modello: Costo of Carry
Parametri: tassi di cambio , curve forex
CURR FXD XSW Forex-Swap Mark to Model Modello: Cost of Carry
Family Group Transactio
n Type
Description Mark to
MarketMark to
Model
Modello di pricing
Parametri di mercato
Parametri: tassi di cambio , curve forex
Modello: Black Exotic (solo back to back)
CURR OPT FX Option Mark to Model Parametri: tassi di cambio , curve forex,
superfici volatilità forex
EQD BOND CNV Convertible Bond Mark to Market
Mark to Model
Modello: CN Credit All (
)
Solo Sensitivity
Parametri:
Prezzo
Bond,
curva
tassi,
superfici volatilità equity curve dividendi
Modello
EQD EQUIT Equities Mark to Market Parametri: prezzo equity, prezzo indici
Modello: Discounted cash flow
IRD ASWP Asset Swap Mark to Model Parametri: curva tassi
Modello: Discounted cash flow
IRD BOND Vanilla Bonds Mark to Market
Mark to Model
Parametri Prezzo Bond, curva tassi, curva
credit spread
Modello: Black Normal Yield, Fischer Black
IRD C/F Cap/Floor Mark to Model Parametri: curva tassi , superfici volatilità
tassi cap&floor
IRD CS Currency Swap Mark to Model Modello: Discounted cash flow
Parametri: tassi di cambio , curve forex,
curve tassi
IRD FRA Forward
Rate
Mark to Model Modelli: Discounted cash flow
Agreement Parametri: Curva tassi
Modello: Discounted cash flow
IRD IRS Interest
Rate
Swap
Mark to Model Parametri: curva tassi
IRD IRS Inflation Swap Mark to Model Modelli: Discounted cash flow
Parametri: curva inflation, curva tassi
LFUT Modello:
IRD SFUT Long
/Short
Future
Mark to Market Parametri: prezzo future tassi e bond
Modello Discounted cash flow
URD LN_LR Loans/Deposit Mark to Model Parametri: curva tassi
IRD OPT OTC Bond Option Mark to Model Modello: Black Normal Yield, Fischer Black
Family Group Transactio
n Type
Description Mark to
MarketMark to
Model
Modello di pricing
Parametri di mercato
Parametri: curva tassi superfici volatilità
bond
IRD OSWP Interest
Rate
Swaption
MARK_TO_MODE
L
Modelli:
Black
Shifted
(Componente
opzionale (swaption)), Discounted cash
flow (Componente cedolare dello swap)
Parametri: curva tassi, Swaption Volatility
Surface
IRD REPO REPO Bond Repo Mark to Model Modello: Discounted cash flow
Parametri: prezzo Bond, curva tassi
SCF SCF SCF Simple Cash Flow Modello:
Parametri

1.3.1 Gli strumenti derivati di negoziazione

A. Derivati finanziari

A.1 Derivati finanziari di negoziazione: valori nozionali di fine periodo

Totale 31/12/2023 Totale 31/12/2022
Attività
sottostanti/Tipologi
e derivati
Over the counter
Senza controparti centrali Senza controparti centrali
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
Mercati
organizzati
Controp
arti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
Mercati
organizzati
1. Titoli di debito e
tassi d'interesse
- 2.024.793 528.396 67.500 - 955.838 572.888 -
a) Opzioni - 225.462 394.367 - - 23.522 377.487 -
b) Swap - 1.799.331 134.029 - - 932.316 192.901 -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - 67.500 - - 2.500 -
e) Altri - - - - - - - -
2. Titoli di capitale e
indici azionari
- - 10 - - - 5.728 -
a) Opzioni - - 10 - - - 5.728 -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro - 64.462 462.856 - - 82.252 538.832 -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - 64.462 462.856 - - 82.252 538.832 -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
4. Merci - - - - - - - -
5. Altri - - - - - - - -
Totale - 2.089.255 991.262 67.500 - 1.038.090 1.117.448 -

A.2 Derivati finanziari di negoziazione: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti

Totale 31/12/2023
Totale 31/12/2022
Over the counter
Over the counter
Tipologie derivati
Senza controparti centrali
Senza controparti centrali
Mercati
Mercati
organizzati
organizzati
Controparti
Controparti
centrali
Senza accordi
centrali
Senza accordi
Con accordi di
Con accordi di
di
di
compensazione
compensazione
compensazione
compensazione
1. Fair value positivo
a) Opzioni
-
509
1.411
-
-
1.084
107
b) Interest rate swap
-
24.795
322
-
-
26.029
221
c) Cross currency
-
-
-
-
-
-
-
swap
d) Equity swap
-
-
-
-
-
-
-
e) Forward
-
630
4.352
-
-
955
7.487
f) Futures
-
-
-
-
-
-
-
g) Altri
-
-
-
-
-
-
-
Totale
-
25.934
6.085
-
-
28.068
7.815
2. Fair value negativo
a) Opzioni
-
80
8.425
-
-
48
16.621
b) Interest rate swap
-
10.499
5.431
-
-
55.444
10.285
c) Cross currency
-
-
-
-
-
-
-
swap
d) Equity swap
-
-
-
-
-
-
-
e) Forward
-
247
2.529
-
-
1.882
5.557
f) Futures
-
-
-
-
-
-
-
g) Altri
-
-
-
-
-
-
-
Totale
-
10.826
16.385
-
-
57.374
32.463

A.3 Derivati finanziari di negoziazione OTC – valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

Attività sottostanti Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
---------------------- ------------------------- -------- ------------------------------ ----------------

Contratti non rientranti in accordi di compensazione

1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X - 41.870 486.527
- fair value positivo X - 40 1.691
- fair value negativo X - 2.112 11.744
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale X - 10 -
- fair value positivo X - 2 -
- fair value negativo X - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale X - - 462.856
- fair value positivo X - - 4.352
- fair value negativo X - - 2.529
4) Merci
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
5) Altri
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale - 2.024.793 - -
- fair value positivo - 25.305 - -
- fair value negativo - 10.579 - -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale - 64.462 - -
- fair value positivo - 630 - -
- fair value negativo - 247 - -
4) Merci
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
5) Altri
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -

A.4 Vita residua dei derivati finanziari OTC: valori nozionali

Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse 2.021.383 527.274 4.533 2.553.190
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari - - 10 10
A.3 Derivati finanziari su valute e oro 9.484 - 527.319 527.319
A.4 Derivati finanziari su merci - - - -
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
Totale 31/12/2023 536.758 4.543 3.080.519 3.080.519
Totale 31/12/2022 1.037.628 100.933 2.155.538 2.155.538

1.3.2 Le coperture contabili

Informazioni di natura qualitativa

In tema di Hedge accounting, il Gruppo, come previsto dall'IFRS9, continua ad applicare quanto definito dal principio contabile IAS 39 (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) in relazione a tutte le coperture poste in essere.

Attività di copertura del fair value, strumenti di copertura ed elementi coperti

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato a:

  • Mutui/finanziamenti a tasso fisso, affiancandola quindi alla metodologia del Cash Flow Hedge,
  • componente core anelastica della raccolta a vista,

Si è adottata, inoltre, la metodologia contabile del Micro Fair value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato a:

  • titoli di debito in regime contabile HTCS e HTC (inclusi titoli BTP inflattivi ove viene coperto anche il rischio inflazione),
  • prestiti obbligazionari a tasso fisso emessi dal Credito Emiliano.

L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente in modo simmetrico sia le poste coperte che i prodotti derivati utilizzati per la copertura. In particolare, per la copertura del rischio di tasso, vengono utilizzati strumenti derivati non quotati (IRS, OIS, IRS inflation) che consentono di riallineare le differenze tra le caratteristiche finanziarie degli impieghi e della raccolta.

Il Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi. Se i test di efficacia danno esito positivo è passata in contabilità una rettifica relativa al Fair Value dello strumento coperto, per allineare la sua modalità di valutazione a quello dello strumento di hedging.

Tali test di efficacia sono svolti periodicamente durante tutta la vita dell'operazione. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%. Il test di verifica della tenuta prospettica e retrospettiva delle coperture è svolto su base trimestrale.

L'hedge accounting non può essere mantenuto qualora la copertura divenga inefficace (fuori dal range 80%-125%). Eventuali fonti di inefficacia possono essere: diverse date di pagamento o convenzioni fra strumento coperto e di copertura, spread di credito per il FVH titolo, variazione della base tra le curve di forwarding e discounting.

Attività di copertura dei flussi finanziari, strumenti di copertura ed elementi coperti

Obiettivo di fondo delle operazioni di copertura effettuate secondo la metodologia del Cash Flow Hedge è quello di evitare che variazioni inattese dei tassi di mercato si ripercuotano negativamente sul margine di interesse.

Sono presenti coperture di cash flow hedge su diverse forme di raccolta a tasso variabile già emessi.

In particolare, per la copertura del rischio di tasso, vengono utilizzati strumenti derivati non quotati (IRS) che consentono di riallineare le differenze tra le caratteristiche finanziarie degli impieghi e della raccolta. L'obiettivo della copertura è l'eliminazione parziale del rischio di fluttuazioni dei flussi di cassa futuri determinati dall'andamento del tasso variabile lungo il periodo coperto e il conseguente raggiungimento di un'indicizzazione al tasso fisso "obiettivo", pari a quello sintetizzato dai flussi della "gamba" a tasso fisso del gruppo di strumenti di copertura.

Nei precedenti esercizi è stato attivato il Macro Cash Flow Hedge anche per i mutui a tasso variabile. La definizione dei pacchetti di mutui coperti in Macro Cash Flow Hedge è stata fatta secondo i seguenti criteri:

  • stessa frequenza di pagamento
  • stesso tipo di indicizzazione
  • periodicità di revisione del tasso e liquidazione degli interessi (divisi nei seguenti 3 bucket: dal 1° al 10° giorno del mese, dal 11° al 20° e dal 21° a fine mese).

L'omogeneità di tali caratteristiche del portafoglio mutui e dei relativi derivati garantisce l'efficacia della copertura e quindi permette di non effettuare il test al punto 2 del seguente paragrafo (test invece indispensabile per il Cash Flow Hedge su diverse forme di raccolta.

Metodo di valutazione di efficacia

Per la raccolta a tasso variabile coperta in Cash Flow Hedge vengono effettuati i seguenti test:

  • Verifica della capienza minima di nominale per ogni periodo futuro a partire del bucket in corso;
  • effettuazione del test prospettico e retrospettivo tramite la metodologia del derivato ipotetico, ovvero confronto fra il Fair Value del derivato di copertura rispetto al Fair Value del derivato ipotetico avente come gamba fissa gli stessi flussi dei derivati di copertura e come gamba variabile i flussi variabili dello strumento coperto pesato per le percentuali di copertura.

Per i mutui coperti in Macro Cash Flow Hedge viene verificato che lo swap di copertura sia stato concluso a condizioni di mercato, controllando il valore di Mark To Market con la curva real time al momento della chiusura dell'operazione.

Osservazioni sulla metodologia presentata

Relativamente al Cash Flow Hedge delle diverse forme di raccolta (analogo discorso vale per il Macro Cash Flow Hedge mutui cambiando i segni dei flussi e passività in attività) gli strumenti derivati per i quali si applica la metodologia in oggetto sono considerati come facenti parte di un unico gruppo di operazioni che presentano complessivamente un'esposizione di tipo "incasso tasso variabile/pagamento tasso fisso". Tale gruppo di operazioni è considerato, lungo tutta la loro vita, a copertura parziale dei flussi che si generano su un gruppo di passività a tasso variabile (pagamento tasso variabile); tali passività sono rappresentate sia da posizioni debitorie già in essere, sia da operazioni future con le medesime caratteristiche (qualora rispettino i requisiti richiesti dal principio per essere designate come poste coperte5 ). All'interno di ciascun bucket, essendo coperto l'insieme omogeneo dei flussi generati dalle passività interessate dalla copertura, l'identificazione dei flussi coperti prescinde dalla correlazione dei medesimi rispetto ai nominali che li hanno generati (singole passività a tasso variabile), tuttavia i flussi oggetto di copertura vengono identificati come "i primi" complessivamente generati all'interno del bucket medesimo.

L'obiettivo della copertura è l'eliminazione di una porzione del rischio di variabilità dei flussi di cassa derivanti dalla ridefinizione delle "cedole" delle poste coperte. La designazione della relazione di copertura è riferita a precisi periodi di tempo futuro (bucket trimestrali per il Cash Flow Hedge titoli, bucket mensili per il Cash Flow Hedge mutui) e, in termini di porzione coperta, può essere differente da bucket a bucket in relazione alla posizione complessiva del gruppo dei derivati di copertura e delle operazioni coperte in essere alla fine di ogni bucket definito.

La riduzione del rischio di variabilità dei flussi di cassa è ottenuta tramite la composizione di gruppi di elementi coperti e di poste di copertura che presentano caratteristiche di indicizzazione allo stesso tasso variabile e con date di definizione dei tassi "ragionevolmente" vicine (trimestre nel caso di Cash Flow Hedge su diverse forme di raccolta, 10 giorni nel caso del Cash Flow Hedge mutui).

5 Se le operazioni solo "prospettate" rispettano i requisiti necessari per essere qualificate secondo lo IAS 39 come "forecast transaction", anche i flussi futuri da queste generati potranno essere a loro volta inclusi nella medesima definizione e, conseguentemente, designabili come poste coperte. Per il CFH mutui si è deciso di non utilizzare "forecast transaction".

In sostanza, i flussi di cassa che verranno incassati in ognuno dei periodi definiti dalle cedole variabili del gruppo degli strumenti di copertura annulleranno una porzione (pari a quella generata sul capitale coperto) dei flussi di cassa complessivamente pagati sul gruppo di poste coperte (i flussi generati dai primi nominali in riprezzamento di ogni bucket fino a concorrenza del nominale delle operazioni di copertura per ogni periodo) trasformando l'esposizione complessiva nel bucket da variabile a fissa.

Affinché tale situazione si verifichi con un elevato livello di probabilità è necessario che i flussi di cassa (variabili) generati dai due gruppi siano allineati in termini di parametro e frequenza di indicizzazione e che le date di definizione dei tassi variabili dei singoli elementi presenti nei due gruppi siano sufficientemente ravvicinate fra di loro.

Informazioni di natura quantitativa

A. Derivati finanziari di copertura

A.1 Derivati finanziari di copertura: valori nozionali di fine periodo

Totale 31/12/2023 Totale 31/12/2022
Over the counter
Attività
sottostanti/Tipologi
e derivati
Senza controparti centrali Senza controparti centrali
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
Mercati
organizzati
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
Mercati
organizzati
1. Titoli di debito
e tassi
d'interesse
- 33.263.953 41.870 - - 24.765.365 54.461 -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - 33.263.953 41.870 - - 24.765.365 54.461 -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
2. Titoli di
capitale e indici
azionari
- - - - - - - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro - - - - - - - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
4. Merci - - - - - - - -
5. Altri - - - - - - - -
Totale - 33.263.953 41.870 - - 24.765.365 54.461 -

A.2 Derivati finanziari di copertura: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti

Tot
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12/
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911
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-
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Attività sottostanti Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X 41.870 - -
- fair value positivo X 2.000 - -
- fair value negativo X 52 - -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
4) Merci
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
5) Altri
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale - 33.030.953 233.000 -
- fair value positivo - 566.146 - -
- fair value negativo - 909.545 1.609 -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
4) Merci
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
5) Altri - - - -
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -

A.3 Derivati finanziari di copertura OTC – valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

A.4 Vita residua dei derivati finanziari di copertura OTC: valori nozionali

Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse 12.380.355 11.331.768 9.593.701 33.305.824
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari - - -
A.3 Derivati finanziari su valute ed oro - - - -
A.4 Derivati finanziari su merci - - - -
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
Totale 31/12/2023 12.380.355 11.331.768 9.593.701 33.305.824
Totale 31/12/2022 3.641.430 9.922.022 11.256.374 24.819.826

D. Strumenti coperti

In tema di Hedge accounting, il Gruppo, come previsto dall'IFRS9, continua ad applicare quanto definito dal principio contabile IAS 39 (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) in relazione a tutte le coperture poste in essere.

D.1 Coperture del fair value

Coperture Coperture specifiche
specifiche -
Coperture
specifiche:
valore di
bilancio
posizioni nette:
valore di bilancio
delle attività o
passività (prima
della
compensazione)
Variazioni
cumulate
di fair
value dello
strumento
coperto
Cessazione
della
copertura:
variazioni
cumulate
residue del
fair value
Variazioni
del valore
usato per
rilevare
l'inefficacia
della
copertura
Coperture
generiche:
Valore di
bilancio
A. Attività
1. Attività finanziarie valutate al fair
value con impatto sulla redditivtà
complessiva - copertura di:
5.356.194 - 200.860 - - -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 5.356.194 - 200.860 - - X
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - - - - X
1.3 Valute e oro - - - - - X
1.4 Crediti - - - - - X
1.5 Altri - - - - - X
2. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato -copertura di:
6.800.594 - (161.442) - - 12.781.599
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 6.800.594 - (161.442) - - X
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - - - - X
1.3 Valute e oro - - - - - X
1.4 Crediti - - - - - X
1.5 Altri - - - - - X
Totale 31/12/2023 12.156.788 - 39.418 - - 12.781.599
Totale 31/12/2022 11.735.482 - 759.895 - - 8.662.151
B.
Passività
1. Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - copertura di:
2.011.826 - 149.364 - - 95.816
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 2.011.826 - 149.364 - - X
1.2 Valute e oro - - - - - X
1.3 Altri - - - - - X
Totale 31/12/2023 2.011.826 - 149.364 - - 95.816
Totale 31/12/2022 1.905.291 - 254.923 - - 3.428.589

D.2 Copertura dei flussi finanziari e degli investimenti esteri

Variazione del valore
usato per rilevare
l'inefficacia della
copertura
Riserve da copertura Cessazione della
copertura: valore residuo
delle riserve di copertura
A. Copertura di flussi Finanziari
1. Attività - - -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse - - -
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - -
1.3 Valute e oro - - -
1.4 Crediti - -
1.5 Altri -
-
2. Passività - (38.838) -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse - (38.838) -
1.2 Valute e oro - - -
1.3 Altri - - -
Totale (A) 31/12/2023 - (38.838) -
Totale (A) 31/12/2022 - (72.379) -
B. Copertura degli investimenti esteri X - -
Totale (A+B) 31/12/2023 - (38.838) -
Totale (A+B) 31/12/2022 - (72.379) -

E. Effetti delle operazioni di copertura a patrimonio netto

E.1. Riconciliazione delle componenti di patrimonio netto

Strumenti di copertura (elementi non designati)
Riserva da copertura dei flussi finanziari Riserva da copertura di
investimenti esteri
Valore temporale opzione Valore elemento forward e
differenziale da valuta estera
Titoli di debito e
tassi d'interesse
Titoli di capitale e
indici azionari
Valute e oro Crediti Altri Titoli di debito e
tassi d'interesse
Titoli di capitale e
indici azionari
Valute e oro Crediti Altri Coperture
relative a
operazioni
Coperture
relative a un
periodo
Coperture
relative a
operazioni
Coperture
relative a un
periodo
Esistenze iniziali (72.379) - - - - - - - - - - - - -
Variazioni di fair value (quota
efficace)
33.541 - - - - - - - - - - - - -
Rigiri a conto economico - - - - - - - - - - - - - -
di cui: transazioni future
non più attese
- - - - - X X X X X X X X X
Altre variazioni - - - - - - - - - - - - - -
di cui: trasferimenti al
valore contabile iniziale
degli strumenti coperti
- - - - - X X X X X X X X X
Rimanenze finali (38.838) - - - - - - - - - - - - -

A.1 Derivati finanziari e creditizi OTC: fair value netti per controparti

Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
A. Derivati finanziari
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale - 35.097.616 274.870 486.527
- fair value netto positivo - 593.451 40 1.691
- fair value netto negativo - 920.176 3.721 11.744
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - - 10 -
- fair value netto positivo - - 2 -
- fair value netto negativo - - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale - 64.462 - 462.856
- fair value netto positivo - 630 - 4.352
- fair value netto negativo - 247 - 2.529
4) Merci
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
5) Altri
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
B. Derivati creditizi
1) Acquisto protezione
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
2) Vendita protezione
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -

1.4 Gruppo bancario - rischio di liquidità

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità

Si definisce rischio di liquidità l'eventualità che il Gruppo possa trovarsi nella condizione di non riuscire a far fronte ai propri impegni di pagamento di natura ordinaria o straordinaria, quando gli stessi diventino esigibili, senza incorrere in perdite tali da pregiudicare la propria operatività quotidiana o le condizioni finanziarie complessive del Gruppo stesso. La gestione del rischio di liquidità può essere suddivisa fra:

  • gestione della liquidità di breve termine, ivi compresa la liquidità intra-day, il cui obiettivo è quello di garantire la capacità di far fronte agli impegni di pagamento per cassa previsti e imprevisti tramite il mantenimento di un rapporto sostenibile tra i flussi di liquidità in entrata e quelli in uscita; tale gestione costituisce la condizione essenziale per la normale continuità operativa dell'attività bancaria;
  • gestione della liquidità strutturale, il cui obiettivo è quello di mantenere un adeguato rapporto tra passività ed attività complessive, finalizzato ad evitare pressioni sulle fonti a breve termine, attuali e prospettiche.

Il Gruppo Credito Emiliano si è da tempo dotato di una Policy per la Gestione del rischio liquidità. La Policy approvata disciplina:

  • i principi di governo e di gestione del rischio di liquidità adottati dal Gruppo, e
  • l'insieme delle norme e dei processi di controllo finalizzati a prevenire l'insorgere di situazioni di crisi di liquidità per il Gruppo e per le singole società del Gruppo, con l'obiettivo di ispirare una sana e prudente gestione del rischio di liquidità a livello consolidato, tale da assicurare la stabilità, la sicurezza delle operazioni aziendali, la solidità finanziaria e, conseguentemente, la solvibilità del Gruppo.

I principi essenziali a cui si ispira la politica di gestione della liquidità sono:

  • definizione di un Risk Appetite e di una Risk Tolerance (o soglia di tolleranza) in contesto di normale corso degli affari e di scenari di stress;
  • definizione e formalizzazione di ruoli e funzioni, coerentemente con il principio di separatezza delle funzioni operative da quelle di controllo (c.d. segregation of duties);
  • accentramento della funzione di governo del rischio di liquidità sulla Capogruppo;
  • attuazione di una politica di trasformazione delle scadenze gestita nell'ambito dei massimali assegnati;
  • adozione di una politica di funding diversificata in termini di fonti, durata e tipologia di strumenti di raccolta;
  • definizione e formalizzazione dei principi relativi alla definizione del sistema di prezzi per il trasferimento interno dei fondi;
  • definizione e formalizzazione di un piano di emergenza da attivare in caso di stress e/o crisi dei mercati o in caso di situazioni specifiche del Gruppo (Contingency Funding Plan);
  • adozione di un sistema di controlli interni.

Su base giornaliera, mediante un modello di liquidity gap, viene esposta l'evoluzione temporale dei flussi di cassa per consentire l'attivazione di operazioni finalizzate a determinare un equilibrio fra entrate ed uscite di cassa. Inoltre, nel 2023 è stato avviato l'utilizzo della piattaforma Ilias per il monitoraggio gestionale giornaliero degli indicatori regolamentari e gestionali interni

Al Comitato Asset Liability & Management di Gruppo sono assegnati poteri decisionali per la declinazione delle strategie in merito alle politiche di funding del Gruppo. Periodicamente sono analizzate, in sede di Comitato, le condizioni di equilibrio finanziario per orientare le decisioni circa le strategie di funding. Sempre in sede di Comitato, sono analizzati interventi straordinari eventualmente richiesti per le contingenti situazioni di mercato.

Nell'ambito del processo RAF vengono, inoltre, definite le soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance, le metriche e le modalità di controllo dei seguenti indicatori di liquidità:

  • Liquidity Coverage Ratio (LCR);
  • Asset Encumbrance;
  • Net Stable Funding Ratio (NSFR).

Le regole di "Liquidity Management" adottate prevedono limiti di liquidità da rispettarsi sulle scadenze di breve termine ed altri indicatori per monitorare quotidianamente la posizione complessiva.

Relativamente alla liquidità strutturale sono previsti limiti finalizzati a controllare e gestire i rischi derivanti dal mismatch di scadenze a medio-lungo termine dell'attivo e del passivo. Sono previsti dei gap ratio a 1, 2 e 5 anni.

Questi limiti consentono di evitare che l'operatività a medio-lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine.

Gli scenari di stress test previsti dal Regolamento si distinguono in:

  • stress sistemico di severity lieve: crisi di liquidità sistemica causata da un'improvvisa instabilità sui mercati monetari e dei capitali, tensioni di carattere politico e/o eventi climatici e ambientali, accompagnati da alti livelli di intensità ed impatti globali;
  • stress idiosincratico di severity media: crisi di liquidità causata da eventi particolarmente negativi per il Gruppo;
  • stress combinato di severity grave: è la combinazione dei due precedenti scenari.

Le procedure di Contingency Funding Plan, recentemente riviste, si pongono l'obiettivo di salvaguardare la stabilità del gruppo durante le fasi iniziali di uno stato di tensione di liquidità e garantire la continuità del gruppo stesso nel caso di gravi crisi di liquidità.

L'attività di gestione della liquidità a breve e del funding strutturale è svolta dalla Finanza della Capogruppo che complessivamente:

  • gestisce i flussi di liquidità infragruppo rivenienti dai fabbisogni/surplus di liquidità netti delle Società del Gruppo;
  • misura e monitora la posizione di liquidità del Gruppo e delle singole Società del Gruppo;
  • coordina ed effettua la raccolta accedendo direttamente al mercato interbancario al fine di mantenere condizioni adeguate di liquidità per il Gruppo;
  • determina periodicamente gli interventi finanziari utili per conseguire gli equilibri nel medio e lungo termine, la sostenibilità della crescita e la maggior efficienza della provvista;
  • gestisce i rapporti con la BCE (gestione del conto di gestione e di ogni attività di impiego o provvista di fondi) ed accede alle operazioni di rifinanziamento della BCE.

Questa impostazione consente di supportare adeguatamente i fabbisogni finanziari ed è finalizzata a:

  • ridurre i fabbisogni complessivi di finanziamento da parte di controparti esterne al Gruppo;
  • ottimizzare l'accesso ai mercati e conseguentemente minimizzare i costi complessivi di raccolta esterna.

Nel corso dell'esercizio 2023 le segnalazioni relative al Liquidity Coverage Ratio (LCR) non hanno subito aggiornamenti e sono effettuate mensilmente, sulla base degli schemi conformi ai Regolamenti UE d'esecuzione, rispettivamente n. 322/2016 e n. 2114/2017.

Le segnalazioni relative agli Additional Liquidity Monitoring Metrics (ALMM) invece hanno subito delle modifiche a seguito della pubblicazione ufficiale del documento EBA "Final Report on draft ITS on Supervisory Reporting regarding COREP, AE, ALMM and GSIIs". Tali norme tecniche sono state recepite per la prima volta nella segnalazione del 30 giugno 2023.

Il Gruppo trimestralmente invia le segnalazioni di liquidità Net Stable Funding Ratio (c.d. «NSFR CRR2») come previsto dal Regolamento (UE) 2019/876 (c.d. «CRR2»).

A Ottobre 2023 il Gruppo ha partecipato al Single Supervisory Mechanism annual Liquidity Exercise (SSM Liquidity Excercise) attraverso la compilazione del Joint Liquidity Template, sia a livello consolidato sia a livello individuale Credem, richiesto congiuntamente da BCE e SRB. Inoltre, a partire da Settembre 2023, il Gruppo invia settimanalmente il Single Supervisory Mechanism Liquidity Exercise (SLT) richiesto da BCE.

Riserve di liquidità

Al 31 Dicembre 2023 l'importo totale delle riserve di liquidità libere, intese come attività liquide di elevata qualità calcolate ai fini del calcolo dell'indicatore LCR, si è attestato a 9,85 miliardi di euro a valore di mercato. Il 94% di tali riserve è detenuto dalla Capogruppo ed il restante 6% dalle controllate domestiche.

Funding con BCE

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA L'importo complessivo del finanziamento con BCE a fine dicembre 2023 è pari a 2,16 miliardi di euro, suddiviso in 1,4 miliardi di valore nominale di operazioni MRO e 740 milioni di valore nominale di operazioni di TLTRO III. Nel mese di marzo 2023 è stata rimborsata alla naturale scadenza la tranche TLTRO III.3 per l'importo residuo di 200 milioni di euro. Inoltre, nel mese di giugno è stata rimborsata anche la tranche TLTRO III.4 di complessivi 4,52 miliardi di euro, giunta anch'essa a naturale scadenza. Alla stessa data, a fine giugno, è stata effettuata anche un'operazione di MRO settimanale di nominali 280 milioni di euro. E' stata effettuata un'altra operazione di MRO a fine settembre (per un importo nominale di 300 milioni di euro). Sempre nel corso del mese di settembre è stata rimborsata anche la tranche TLTRO III.5 di complessivi 200 milioni di euro giunta a naturale scadenza.

Altre attività di funding

Nel corso del secondo semestre 2023, nell'ambito dell'operatività di money market, è stata attivata l'operatività di raccolta in depositi unsecured a breve termine con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). L'importo nominale complessivo a fine Dicembre 2023 è risultato pari a 900 milioni di euro.

Inoltre, a partire dal mese di ottobre sono state effettuate operazioni di repo a breve termine con sottostanti titoli non governativi, il cui valore nominale a fine dicembre 2023 è pari a 1,5 miliardi di euro.

Con riferimento all'operatività di rifinanziamento di titoli di Stato Europei nel corso del 2023 è stata attivata l'adesione alla Controparte Centrale LCH RepoClear SA, che ha consentito di ridurre il rischio controparte, ottimizzando la disponibilità delle linee di credito e il costo della raccolta a brevissimo termine. Complessivamente la raccolta in pronti contro termine con sottostante Titoli di Stato e Supras Europei a fine dicembre è risultata pari a 5,3 miliardi di euro a controvalore di mercato.

In relazione all'operatività in divisa diversa dall'Euro e in particolare in USD, il portafoglio di titoli governativi in USD è stato rifinanziato prevalentemente in pronti contro termine. L'importo complessivo di tali operazioni a fine Dicembre 2023 ammonta a 1,3 miliardi di USD a controvalore di mercato.

Programmi Obbligazioni Bancarie Garantite

Nel mese di novembre 2023, nell'ambito dell'aggiornamento annuale del programma di emissione Credem CB, sono state implementate le modifiche alla documentazione contrattuale necessarie per allineare il programma al nuovo quadro normativo di riferimento.

Al 31 dicembre 2023 il valore nominale delle emissioni in circolazione è risultato pari a 2,1 miliardi di euro.

Nel mese di gennaio 2024 si è perfezionato il collocamento di una nuova emissione pubblica da 500 milioni di euro e di una emissione retained da 1 miliardo di euro nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB. Nello stesso mese è scaduta un'emissione per 750 milioni di euro.

Programma di emissioni "Euro Medium Term Note" (EMTN)

A Marzo 2023 è stato strutturato il nuovo Programma EMTN di Gruppo che consente a Credito Emiliano S.p.A. e a Credemholding S.p.A. di emettere strumenti obbligazionari unsecured da destinarsi alla clientela istituzionale e professionale. Nell'ambito del Programma EMTN sarà anche possibile emettere strumenti obbligazionari destinati alla clientela al dettaglio.

A Maggio 2023 è stato collocato un prestito obbligazionario Green Senior Non Preferred destinato ad investitori istituzionali per nominali 400 milioni di euro.

A luglio 2023 sono stati collocati due prestiti obbligazionari Social Senior Preferred, rispettivamente destinati alla clientela di Credem Euromobiliare Private Banking e Credem, per complessivi 245 milioni di euro.

A settembre 2023 Credem ha emesso un Social Senior Preferred 6.5NC5.5 per nominali 500 milioni di euro e con l'obiettivo di ottimizzare il proprio passivo ha lanciato contestualmente un'offerta di riacquisto parziale del prestito obbligazionario Senior Non-Preferred da 500 milioni di euro con scadenza ottobre 2025 ed opzione di riacquisto ad Ottobre 2024 (ISIN XS2068978050). Alla scadenza dell'offerta di riacquisto, il 25 settembre 2023, l'ammontare dei titoli validamente presentati è risultato pari a 162 milioni di euro riacquistati (81% dell'ammontare massimo e 32% rispetto al valore nominale dell'obbligazione). Il prestito obbligazionario è ora in essere per un importo residuale nominale pari a 338 milioni di euro.

Operazioni di cartolarizzazione

Con riferimento all'operazione di cartolarizzazione avente come veicolo Emilia SPV S.r.l., nel corso del 2023 sono state effettuate due nuove cessioni di attivi relative a mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nei programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite. Al 31 Dicembre 2023, il circolante della tranche senior è pari a circa 2,1 miliardi di euro, mentre quello della tranche junior è pari a circa 0,64 miliardi di euro.

Programma di emissione di Cambiali Finanziarie (Commercial Paper Programme)

A settembre 2023 è stato attivato il nuovo Programma di Emissione di Cambiali Finanziarie di Credito Emiliano, che dà la possibilità di emettere Commercial Paper di diritto Italiano da destinarsi alla clientela istituzionale e professionale. Nel corso del mese di gennaio 2024 è stata effettuata l'emissione delle prime Cinque Serie di Cambiali Finanziarie, nella forma di Zero Coupon con durate da 3 a 4 mesi e per un ammontare complessivo di 200 milioni di euro.

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie

EURO

Voci/ Scaglioni
temporali
A vista Da oltre 1
giorno a 7
giorni
Da oltre
7 giorni
a 15
giorni
Da oltre
15 giorni a
1 mese
Da oltre 1
mese fino
3 mesi
Da oltre 3
mesi fino
a 6 mesi
Da oltre 6
mesi fino
a 1 anno
Da oltre 1
anno fino
a 5 anni
Oltre 5
anni
Durata
Indeterminata
Attività per cassa 3.157.850 1.126.704 639.717 1.116.961 3.289.902 2.816.362 4.208.193 16.756.743 15.315.850 375.174
A.1 Titoli di Stato - 7 1.864 1.044 5.635 39.861 308.008 3.650.813 2.314.183 -
A.2 Altri titoli di
debito
- - 3.116 32.579 28.649 25.818 126.609 2.027.837 2.961.961 -
A.3 Quote OICR 10.625 - - - - - - 509 1.264 -
A.4 Finanziamenti 3.147.225 1.126.697 634.737 1.083.338 3.255.618 2.750.683 3.773.576 11.077.584 10.038.442 375.174
- Banche 492.384 151.783 - 100 2.417 234 21 128 - 375.174
- Clientela 2.654.841 974.914 634.737 1.083.238 3.253.201 2.750.449 3.773.555 11.077.456 10.038.442 -
Passività per cassa 32.515.837 4.990.947 1.569.115 2.569.097 2.172.079 1.690.446 1.964.847 2.178.061 2.275.455 2.451
B.1 Depositi e conti
correnti
32.248.857 74.019 507.501 953.575 1.063.220 1.231.679 1.247.796 54.574 - -
- Banche 146.182 - - - 33.942 - - - - -
- Clientela 32.102.675 74.019 507.501 953.575 1.029.278 1.231.679 1.247.796 54.574 - -
B.2 Titoli di debito 2.253 - - 770.271 12.121 31.250 36.627 2.032.928 2.200.000 -
B.3 Altre passività 264.727 4.916.928 1.061.614 845.251 1.096.738 427.517 680.424 90.559 75.455 2.451
Operazioni "fuori
bilancio"
C.1 Derivati
finanziari con
scambio di capitale
- Posizioni lunghe - 69.078 63.439 12.019 188.446 46.142 58.481 6.673 - -
- Posizioni corte 116 224.052 5.400 11.948 72.681 21.057 95.183 2.863 - -
C.2 Derivati
finanziari senza
scambio di capitale
- Posizioni lunghe 26.526 116 20 - 294 368 717 - - -
- Posizioni corte 26.574 26 2 - 58 80 149 - - -
C.3 Depositi e
finanziamenti da
ricevere
- Posizioni lunghe - 200.000 - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - 200.000 - -
C.4 Impegni
irrevocabili a
erogare fondi
- Posizioni lunghe 4.481 259 200.191 1.477 4.158 18.726 26.241 128.002 560.885 -
- Posizioni corte 744.420 200.000 - - - - - - - -
C.5 Garanzie
finanziarie rilasciate
57.393 40 18 - 63 211 122 470 498 955
C.6 Garanzie
finanziarie ricevute
- 100 4 - 12 143 25 836 116 703
C.7 Derivati creditizi
con scambio di
capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.8 Derivati creditizi
senza scambio di
capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie ALTRE VALUTE

Voci/ Scaglioni
temporali
A vista Da oltre 1
giorno a 7
giorni
Da oltre 7
giorni a 15
giorni
Da oltre 15
giorni a 1
mese
Da oltre 1
mese fino
3 mesi
Da oltre 3
mesi fino a
6 mesi
Da oltre 6
mesi fino a
1 anno
Da oltre 1
anno fino a
5 anni
Oltre 5
anni
Durata
Indeterminata
Attività per cassa 96.063 2.678 28.786 5.856 24.184 10.283 13.203 965.249 764.753 -
A.1 Titoli di
Stato
- - - 229 4.239 4.463 9.281 760.977 673.980 -
A.2 Altri titoli
di debito
- - 135 70 1.569 1.169 2.668 204.237 90.773 -
A.3 Quote
OICR
3.046 - - - - - - - - -
A.4
Finanziamenti
93.017 2.678 28.651 5.557 18.376 4.651 1.254 35 - -
- Banche 92.271 - - - - - - - - -
- Clientela 746 2.678 28.651 5.557 18.376 4.651 1.254 35 - -
Passività per
cassa
416.499 71.947 458.589 649.987 73.215 34.193 19.225 - - -
B.1 Depositi e
conti correnti
416.030 970 9.658 19.945 33.533 34.053 19.225 - - -
- Banche 99.968 - - - - - - - - -
- Clientela 316.062 970 9.658 19.945 33.533 34.053 19.225 - - -
B.2 Titoli di
debito
- - - - - - - - - -
B.3 Altre 469 70.977 448.931 630.042 39.682 140 - - - -
passività
Operazioni "fuori
bilancio"
C.1 Derivati
finanziari con
scambio di
capitale
- Posizioni
lunghe
115 173.885 4.421 11.457 62.494 20.846 94.702 2.859 - -
- Posizioni
corte
- 149.412 63.281 10.196 126.882 39.624 52.803 6.625 - -
C.2 Derivati
finanziari
senza
scambio di
capitale
- Posizioni
lunghe
551 - - - - - - - - -
- Posizioni
corte
504 - - - - - - - - -
C.3 Depositi e
finanziamenti
da ricevere
- Posizioni
lunghe
- - - - - - - - - -
- Posizioni
corte
- - - - - - - - - -
C.4 Impegni
irrevocabili a
erogare fondi
- Posizioni
lunghe
- - - - - - - - - -
- Posizioni
corte
- - - - - - - - - -
C.5 Garanzie
finanziarie
- - - - - - - - - -
rilasciate
C.6 Garanzie
finanziarie
ricevute
- - - - - - - - - -
C.7 Derivati
creditizi con
scambio di
capitale
- Posizioni
lunghe
- - - - - - - - - -
- Posizioni
corte
- - - - - - - - - -
C.8 Derivati
creditizi
senza
scambio di
capitale
- Posizioni
lunghe
- - - - - - - - - -
- Posizioni
corte
- - - - - - - - - -

1.5 Rischi operativi

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo

Il Gruppo ha sviluppato un sistema integrato di gestione dei rischi operativi assunti che, in attuazione degli indirizzi strategici, consente di rafforzare la capacità delle Unità Organizzative di gestirli consapevolmente, introducendo strumenti di rilevazione, misurazione e controllo tali da garantire un'assunzione dei rischi consapevole e compatibile con le strategie di Governance e con le condizioni economiche e patrimoniali, nel rispetto delle indicazioni provenienti dalle Autorità di Vigilanza".

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato il regolamento "Gestione dei rischi operativi" (Regolamento ORM) con cui definisce le politiche di gestione del rischio operativo a livello di Gruppo e Banca e determina un sistema comune e coordinato caratterizzato da regole condivise per l'allocazione di compiti e responsabilità.

Il regolamento definisce come rischio operativo "il rischio di perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni, ivi compreso il rischio giuridico; non sono inclusi quelli strategici e di reputazione".

Inoltre, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato, ai fini della determinazione del requisito patrimoniale, l'utilizzo del metodo TSA per tutte le società appartenenti al Gruppo Bancario.

Non sono intervenute variazioni significative rispetto all'esercizio precedente in relazione al modello di gestione dei rischi operativi che di seguito viene rappresentato sinteticamente: l'Organo con funzioni di supervisione strategica di Gruppo è identificato nel Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano SpA, Capogruppo del Gruppo Bancario Credito Emiliano – CREDEM. L'azione viene esercitata con il supporto del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (Comitato di Governance, privo di deleghe, istituito con la finalità di svolgere un ruolo istruttorio).

A livello di Gruppo sono stati individuati più organi con funzioni di gestione, coincidenti con i Consigli di Amministrazione delle singole controllate, che hanno adottato il Regolamento ORM traducendo il relativo "schema" nella specifica realtà aziendale ed individuando concretamente le funzioni "locali" richieste per il buon esito del processo.

Dal punto di vista operativo gli organi con funzione di supervisione strategica e quelli con funzioni di gestione sono supportati dall'attività dell'ufficio Governance, Raf Esg e Operativi (GEO). Nell'ambito del processo coordinato centralmente da GEO (c.d. "ORM Centrale"), l'attività viene svolta con il supporto di alcune funzioni "ORM Periferico" appartenenti a diversi servizi della banca. L'Organo con funzioni di controllo è identificato nel Collegio Sindacale, coerentemente con la disciplina vigente relativa agli enti che adottano un modello "tradizionale" di governance societaria. Più in particolare, il Collegio della Capogruppo è responsabile di vigilare sull'osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie, sulla corretta amministrazione, sull'adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili del Gruppo anche tramite il coordinamento con gli omologhi organi collegiali presenti nelle controllate.

Nell'espletamento delle proprie attività tale organo viene supportato dal Servizio Audit di Gruppo. Il Regolamento ORM istituisce, inoltre, specifici flussi informativi verso l'organo di controllo delle società interessate dal modello TSA (a livello individuale e consolidato, secondo le rispettive competenze).

Il Sistema di Gestione dei Rischi Operativi è periodicamente sottoposto a revisione indipendente da parte del Servizio Audit della Capogruppo.

Il sistema di gestione dei rischi operativi è definito come l'insieme strutturato dei processi funzioni e risorse per l'identificazione, la valutazione e il controllo dei rischi operativi ed è articolato nei seguenti sottoprocessi:

  • Identificazione;
  • Misurazione;
  • Monitoraggio e Controllo;
  • Mitigazione.

Le società incluse nei processi di misurazione, monitoraggio e mitigazione, sono quelle che risultano annualmente rilevanti ai fini del rischio operativo ed informatico dall'analisi di rilevanza

effettuata nell'ambito dell'approvazione del Risk Appetite Framework (RAF) e del processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP) svolto dalla Capogruppo.

Il processo di "Identificazione" è composto dalle seguenti procedure:

  • Loss Data Collection: consiste nella raccolta dei dati di perdita operativa interna con il coinvolgimento diretto di tutte le unità di business. In tale ambito, gli eventi di perdita operativa (inclusi quelli di natura informatica) sono classificati per Business Line (corporate finance, trading and sales, retail banking, commercial banking, payment and settlement, agency services, asset management, retail Brokerage) ed Event Type (frodi interne, frodi esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, clientela - prodotti e prassi professionali, danni da eventi esterni, interruzioni dell'operatività e disfunzioni dei sistemi, esecuzione, consegna e gestione dei processi);
  • Risk Self Assessment: consiste nella raccolta, attraverso questionario, di stime soggettive espresse dai risk owner con riferimento agli eventi di natura operativa (inclusi quelli di natura informatica) potenzialmente rilevanti per le proprie unità di business e tenuto conto delle linee guida di sviluppo emerse dal processo di pianificazione preliminare di gruppo;
  • Data Pooling/Comunicazione verso enti esterni: consiste nella partecipazione ad iniziative consortili esterne e nella gestione delle relative interrelazioni (ad es. consorzio DIPO) ed alla comunicazione dei dati di perdita operativa raccolti agli Organi di Vigilanza (Banca d'Italia e Banca Centrale Europea).

Il processo di "Misurazione" è rappresentato dalla quantificazione del Capitale a Rischio (CaR) mediante stime soggettive. Le metodologie di misurazione delle perdite attese e inattese sono finalizzate ad un'attività di controllo ed individuazione di situazioni potenzialmente critiche e si basano sulla esecuzione di questionari Risk Self Assessment (RSA), con frequenza almeno annuale, che per ogni tipologia di evento richiedono ai responsabili delle unità organizzative (UO) che possono generare/gestire i rischi operativi, una stima soggettiva di alcuni fattori di rischio:

  • "frequenza tipica", il numero medio atteso di eventi nell'arco temporale di riferimento;
  • "impatto tipico", la perdita media attesa per tipologia di evento;
  • "impatto peggiore", l'impatto del singolo evento qualora esso si manifesti nel peggior modo (ragionevolmente) concepibile.

L'analisi è svolta su più livelli: unità organizzativa, business units, società e gruppo consolidato e per ogni livello sono prodotti: un valore di perdita attesa ed un valore di perdita inattesa. I risultati della valutazione sono utilizzati a fini gestionali per la prevenzione e la mitigazione dei rischi operativi e nel processo di pianificazione operativa, coerentemente a quanto definito dal "Regolamento pianificazione, programmazione e controllo di Gruppo".

Il processo di "Monitoraggio e controllo" mira a identificare tempestivamente eventuali disfunzioni nei processi aziendali o nelle procedure di gestione del rischio al fine di consentire di valutare le necessarie azioni di mitigazione.

I Rischi Operativi sono inoltre monitorati all'interno del più ampio processo di Risk Appetite Framework (RAF) di Gruppo (monitoraggio trimestrale).

Al fine di assicurare un presidio nel continuo, è prevista una rendicontazione per singolo evento di perdita operativa la cui autonomia di delibera (definita all'interno dei regolamenti già vigenti o, in mancanza, oltre la soglia di 100.000€) spetta al Comitato Esecutivo/Consiglio di Amministrazione, dei controlli che non sono andati a buon fine e delle azioni correttive di eventuali carenze organizzative e/o di processo/prodotto. Qualora disponibili, l'ORM periferico di volta in volta competente, inserisce le informazioni oggetto di rendicontazione in seno alle proposte e le invia alle Funzioni preposte a seconda delle casistiche (a titolo esemplificativo, Servizio Audit e Compliance). In ogni caso, le delibere assunte dal CE/CA sono inviate, per opportuna conoscenza, al Risk Officer della Capogruppo e a GEO. GEO verifica semestralmente che le Funzioni preposte siano state attivate dagli ORM Periferici e laddove questo non sia accaduto, attiva direttamente le Funzioni preposte eventualmente coordinandosi con gli ORM Periferici.

Inoltre, GEO controlla semestralmente, per BU/Servizio di Credembanca e per le società rilevanti, che le rispettive perdite contabilizzate nel semestre/anno di riferimento non superino il relativo valore di Perdita Attesa stimato in ambito Risk Self Assessment e, nel caso in cui ciò accada, rendiconta nel CE di Credembanca le motivazioni dello scostamento fornite dai Responsabili delle BU/Capi Servizio di Credembanca. Per le singole società rilevanti, nel caso in cui le perdite risultino superiori alla Perdita Attesa, l'ORM periferico della società rendiconta nel proprio CA le motivazioni dello scostamento e ne dà comunicazione al Risk Officer della Capogruppo.

Il sistema di reporting fornisce agli organi aziendali ed ai responsabili delle funzioni interessate informazioni sul livello di esposizione ai rischi operativi e rappresenta uno strumento di supporto per la loro gestione attiva ed è la sintesi dei processi di misurazione, monitoraggio e controllo.

Il processo di "Mitigazione" definisce le azioni da intraprendere per la prevenzione e l'attenuazione dei rischi operativi ed è composto dalle seguenti procedure:

  • Analisi gestionale: consiste nell'analisi delle criticità emerse e delle diverse possibili soluzioni a disposizione nell'ambito delle tradizionali modalità alternative di gestione del rischio (ritenzione, trasferimento, mitigazione), in ottica costi-benefici;
  • Gestione dell'attività di mitigazione: consiste nella scelta, pianificazione, avvio delle attività, implementazione e completamento degli interventi di mitigazione messi in atto e successivo controllo dell'avanzamento e dell'efficacia degli interventi di mitigazione del rischio attuati;
  • Gestione delle forme di trasferimento: consiste nella individuazione, valutazione, scelta e gestione delle diverse forme di trasferimento del rischio.

Le azioni di mitigazione definite nel reporting vengono inoltre incluse nel processo di pianificazione operativa.

La classificazione delle attività nelle linee di business regolamentari è declinata nelle fasi di:

  • mappatura dati;
  • determinazione requisito patrimoniale individuale.

La mappatura dei dati si delinea a livello individuale attraverso il collocamento di ciascuno dei centri gestionali nella business line regolamentare di pertinenza seguendo i principi sanciti dal Regolamento UE n. 575/2013; segue quindi l'individuazione delle fonti dati che riportano i dati reddituali di tali centri e gli eventuali criteri di ripartizione.

In applicazione della mappatura definita, ciascuna società procede alla determinazione dei valori per centro, alla collocazione sulle business line previste e alla determinazione del requisito individuale.

Le attività definite per la determinazione del requisito patrimoniale consolidato prevedono l'identificazione dell'"Indicatore Rilevante" individuale e la componente riconducibile a ciascuna società del Gruppo per business line regolamentare (da determinarsi in coerenza con i criteri sanciti nella mappatura utilizzata a fini individuali).

Il requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi, calcolato sull' Indicatore Rilevante del triennio 2021 - 2023, è pari a 185,1 milioni di euro.

RISCHI LEGALI

Il Gruppo, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze. Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.

La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento, dell'anatocismo e fiscali.

Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito immobiliare, amministrativo e all'operatività di sportello.

Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.

Contenzioso lavoristico

I rischi connessi al contenzioso lavoristico vengono valutati trimestralmente in base all'andamento delle cause e conseguentemente vengono aggiornati gli accantonamenti.

Revocatorie Fallimentari

Si tratta di controversie nelle quali il Gruppo può essere coinvolto in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa quando clienti assoggettabili a Liquidazione Giudiziale dispongono pagamenti in favore del Gruppo, effettuano rimesse su un conto corrente bancario in un arco temporale prossimo alla dichiarazione di Liquidazione Giudiziale. L'azione revocatoria è uno strumento utilizzabile dal curatore fallimentare allo scopo di ricostituire il patrimonio del fallito destinato alla soddisfazione dei suoi creditori, facendovi rientrare quanto ne era uscito nel periodo

antecedente alla Liquidazione Giudiziale (il cosiddetto periodo sospetto). Il Gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale. Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame. Tutte le cause in materia sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Malversazioni

Si tratta di controversie nelle quali il Gruppo può essere coinvolto in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa, vi sono alcuni reclami e alcune vertenze giudiziali derivanti da comportamenti anomali posti in essere da dipendenti o consulenti finanziari nello svolgimento delle mansioni loro affidate o dell'attività espletata, con conseguenti contestazioni da parte della clientela nei confronti della Banca stessa, che può eventualmente essere ritenuta responsabile di tali comportamenti.

Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale.

Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame.

Contenzioso in materia di anatocismo

Tutte le cause in materia - a volte comprendenti anche contestazioni relative al superamento del Tasso Soglia Usura – sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Contenzioso in materia di servizi di investimento

Quanto alle controversie giudiziali aventi ad oggetto servizi di investimento – bond in default, derivati, ecc. – la policy adottata dalla Banca in materia è quella di procedere ad una valutazione delle singole posizioni caso per caso, prestando particolare attenzione al dato documentale e al profilo dell'adeguatezza degli investimenti contestati rispetto alla posizione della singola controparte. Per effetto di detta analisi, ove ritenuto opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze.

Reclami formulati dalla clientela

Con riferimento alle contestazioni avanzate dalla clientela vengono effettuati gli opportuni accantonamenti; in particolare, nel caso in cui il danno lamentato sia superiore a una predeterminata soglia di rilevanza (ad oggi fissata in 25ek), la previsione di perdita è fatta analiticamente. Qualora il danno lamentato sia, invece, inferiore a detta soglia, l'accantonamento è determinato applicando una percentuale forfettaria/statistica stabilita in base alla media delle perdite effettivamente subite sul totale dei reclami analoghi ricevuti negli anni precedenti.

Contenzioso fiscale

I rischi derivanti dal contenzioso fiscale del Gruppo sono presidiati da adeguati accantonamenti a fondi per rischi e oneri.

Con riguardo alla capogruppo, sono in essere 15 procedimenti contenziosi, afferenti principalmente a tributi locali o conseguenti a dinieghi su istanze di rimborso di imposte presentate dalla banca. Relativamente a tali contenziosi non sono emersi rischi effettivi o quanto meno il rischio stimato è apparso remoto. Per questa ragione non sono stati effettuati accantonamenti specifici.

Per Credemleasing pendono 28 procedimenti contenziosi, prevalentemente relativi a tributi locali. Sono infine presenti controversie di minore rilevanza relative all'operatività posta in essere dai promotori finanziari, al contenzioso lavoristico, nonché all'ambito immobiliare, amministrativo.

Linee evolutive nella gestione della componente di rischio operativo legata ai rischi climatici e ambientali

A partire dalla campagna di RSA svolta nel 2023 è stata realizzata un'evoluzione metodologica che ha permesso di evidenziare, in modo esplicito, le categorie di rischio all'interno delle quali sono riflessi i rischi operativi Climatici e Ambientali (C&E), distinti tra rischio fisico e rischio di transizione. Con particolare riferimento al processo di Risk Self Assessment, è stato eseguito un aggiornamento del repository, sono stati introdotti nuovi scenari e ne sono stati modificati altri al fine di meglio esplicitare il potenziale legame con fattori C&E.

Inoltre, l'aggiornamento del catalogo degli Event Type nell'ambito del processo di Loss Data Collection permetterà, a partire dal 2024, anche l'identificazione dei dati storici di perdita riconducibili a fattori C&E.

Informazioni di natura quantitativa

Si riporta di seguito la composizione percentuale delle perdite operative del Gruppo Credem per tipologie di evento:

  • ET 01 Frodi Interne
  • ET 02 Frodi esterne
  • ET 03 Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro
  • ET 04 Rapporti con clienti, prestazioni di servizi o prodotti
  • ET 05 Disastri ed altri eventi
  • ET 06 Sistemi
  • ET 07 Esecuzione, gestione, consegna di prodotti o servizi

Nel corso del 2023, la principale fonte di rischio operativo, per importo di perdita, è risultata essere la tipologia di evento "Frodi esterne" (ET 02). La seconda fonte di rischio operativo si riferisce alle perdite dovute a "Esecuzione, gestione e consegna di prodotti o servizi" (ET 07) e dopo, in ordine di incidenza, ci sono le perdite dovute a "Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro" (ET 03)", "Rapporti con Clienti, prestazioni di servizi o prodotti" (ET 04), "Frodi Interne" (ET 01), e "Disastri ed altri eventi" (ET 05).

L'incidenza delle perdite legate a malfunzionamento dei sistemi tecnologici (ET 06) è risultata marginale.

Infine, la quasi totalità delle perdite riconducibili al "Conduct Risk" si riferisce agli Event Type 01 e 04.

Sezione 3 – Rischi delle imprese di assicurazione

3.1 Rischi assicurativi

CREDEMVITA S.P.A.

Approccio alla gestione del rischio di Credemvita

Strategie e gestione del rischio

Credemvita S.p.A opera sulla scorta di una strategia di assunzione e gestione dei rischi basata su criteri di sana e prudente gestione e coerente con il livello patrimoniale dell'impresa. Tale strategia si fonda su principi di valutazione dei rischi che considerano gli aspetti relativi alla loro rilevanza/significatività.

L'approccio seguito nella gestione dei rischi è fondato sul criterio di proporzionalità e viene delineato in apposite politiche interne ai sensi del Regolamento IVASS n.38/2018, per ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia.

Gli elementi chiave attraverso cui viene definita la strategia e le modalità di gestione dei rischi della Compagnia sono i seguenti:

  • identificazione e classificazione dei rischi mappa dei rischi;
  • valutazione dei rischi;
  • strumenti e metodologie di misurazione;
  • gestione dei rischi;
  • monitoraggio e reporting.

I principi generali adottati per la definizione del sistema di gestione del rischio considerano quindi:

  • la verifica della coerenza tra il livello di rischio assunto e il livello di patrimonio disponibile atteso (Risk Appetite);
  • la misurabilità / valutazione dei rischi (per quelli quantificabili) per permettere al management di valutare l'impatto degli stessi sull'andamento aziendale;
  • la determinazione di processi e presidi operativi per quelli non quantificabili;
  • la presenza di un sistema di monitoraggio continuativo del profilo di rischio attuale e prospettico e dei relativi indicatori di rischio e/o rendimento identificati.

Credemvita nell'ambito del proprio sistema di gestione dei rischi, ha strutturato ed implementato un autonomo processo di valutazione della propria adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, in relazione ai rischi rilevanti verso i quali la Compagnia risulta esposta (processo ORSA – Own Risk and Solvency Assessment). Tale processo ha le seguenti fasi:

  • Valutazione prospettica del Solvency II Ratio;
  • Stress Test;
  • Piano di Liquidità prospettico;
  • Adeguatezza della Formula Standard rispetto il profilo di rischio della Compagnia;
  • Back Testing;
  • Predisposizione ORSA Report e invio.

Parte integrante del processo ORSA sono anche i seguenti processi:

  • Definizione del piano preliminare e del budget aziendale;
  • Definizione del Risk Appetite;
  • Individuazione e valutazione dei rischi e Continuous Monitoring.

Nell'ambito dell'attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva il corretto dimensionamento della dotazione complessiva di capitale e gli obiettivi di redditività corretta per il rischio. La formulazione di preliminari linee guida strategiche da parte del Consiglio di Amministrazione indirizza la calibrazione degli obiettivi di rischio e lo sviluppo del piano strategico.

Tali attività sono significativamente connesse e vengono entrambe sviluppate considerando la situazione di partenza della Compagnia, la visione prospettica del contesto esterno, i profili di rischio e gli orientamenti in termini di rischio/rendimento. Gli indirizzi strategici approvati dal Consiglio di Amministrazione si riflettono sull'assetto produttivo e organizzativo al fine di determinare l'impatto desiderato – nell'orizzonte della pianificazione – sul binomio rischio/rendimento.

Nel continuo, la Funzione di Risk Management supporta gli organi aziendali nelle scelte derivanti dall'attuazione del piano agevolando la comprensione e la consapevolezza dei rischi assunti/assumibili e il presidio degli stessi.

Identificazione e classificazione dei rischi – mappa dei rischi

La regolamentazione di settore, recante disposizioni in materia di sistema di gestione dei rischi, richiede alle imprese di effettuare una catalogazione dei rischi a cui esse sono esposte indipendentemente dalla circostanza che siano quantificabili, in funzione della natura, della portata e complessità inerenti all'attività svolta, in ottica attuale e prospettica, nonché gli effetti indiretti connessi ai rischi significativi.

Tale catalogazione costituisce il linguaggio comune per lo svolgimento di tutte le attività connesse con il sistema di gestione dei rischi aziendali.

I rischi della Compagnia sono classificati nelle seguenti principali classi:

  • Rischi sottoscrizione (o tecnici assicurativi);
  • Rischi di mercato:
    • o Rischi Mercato;
    • o Rischio ALM;
    • o Rischio Liquidità.;
  • Rischi di credito e counterparty;
  • Rischi operativi:
    • o Rischi Operativi;
    • o Rischio Informatico e Cyber Risk;
  • Rischi di non conformità alle norme;
  • Rischi di secondo livello;
    • o Rischio legato all'appartenenza al gruppo;
    • o Rischio reputazionale;
    • o Rischi di condotta;
    • o Rischi ESG
  • Rischi strategici
  • Rischi emergenti

Il processo di identificazione dei rischi a cui la Compagnia è esposta costituisce un elemento fondamentale per la corretta implementazione e valutazione del più ampio processo di gestione dei rischi. Credemvita, in linea con la Normativa Regolamentare, ha previsto una procedura di censimento dei rischi, da intendersi come strumento metodologico di supporto nello svolgimento delle attività di individuazione e valutazione dei rischi che permetta di raccogliere in via continuativa informazioni sui rischi, interni ed esterni, esistenti e prospettici a cui è esposta, e che possono interessare tutti i processi operativi e le aree aziendali. Per sua natura tale procedura è in continua evoluzione in base al progressivo affinamento del sistema di gestione dei rischi e all'evoluzione del quadro normativo di riferimento.

La procedura di censimento dei rischi di Credemvita si articola in quattro fasi:

  • analisi del piano strategico aziendale e individuazione dei fattori di rischio emergenti;
  • individuazione dei fattori di rischio esterni;
  • individuazione dei fattori di rischio operativi (ivi inclusi quelli informatici e di cyber risk), di non conformità alle norme e di secondo livello;
  • individuazione dei fattori di rischio strategico.

Le modalità adottate per l'identificazione dei rischi si basano sostanzialmente su uno o più dei seguenti approcci:

  • Risk Assessment specifici (per famiglie di rischio);
  • Valutazioni delle differenze tra ogni assunzione di rischio e il risultato attuale;
  • Eventi perdita o errori accaduti;
  • Revisione dei processi, della matrice dei rischi normativa o risk assessment normativi;
  • Brainstorming con il management e i risk owner;
  • Valutazioni di Internal/External Audit
  • Comunicazioni e confronti con i regulator;
  • Altri eventi esterni;
  • Reporting trasmesso dalle arre funzionali della Compagnia.

Una volta che i rischi sono stati identificati essi vanno a costituire la mappa dei rischi della Compagnia.

Valutazione dei Rischi

Il processo di valutazione dei rischi è realizzato sia con logiche attuali sia con logiche prospettiche ed integra metodologie ed approcci di carattere quantitativo e qualitativo.

La valutazione dei rischi è effettuata su base individuale, a livello di singolo rischio, e su base aggregata, per tener conto delle interrelazioni fra le fonti di rischio. Vengono inoltre considerati gli effetti indiretti connessi ai rischi più significativi.

La frequenza della valutazione dei rischi dipende dalla tipologia dei rischi, dagli strumenti e dalle metodologie di valutazione utilizzate ed è stabilita in coerenza con la frequenza e le esigenze dei processi strategici e decisionali della Compagnia. La frequenza di valutazione dei rischi in ottica prospettica è coerente con il processo annuale di pianificazione strategica.

Accanto alla gestione ordinaria del processo di valutazione dei rischi, è prevista una gestione all'occorrenza, in ragione di eventi che possano determinare una variazione significativa del profilo di rischio. In particolare, sono stati identificati i seguenti principali eventi:

  • l'aggiornamento del piano strategico;
  • un'acquisizione o un disinvestimento che modifichi sensibilmente il business, il profilo di rischio o la posizione di solvibilità;
  • una variazione significativa nei mercati finanziari che determini un notevole impatto sul portafoglio attivi della compagnia;
  • una variazione significativa nelle passività della Compagnia;
  • una riduzione della posizione di solvibilità al di sotto di valori critici;
  • un cambiamento significativo del quadro regolamentare;
  • un cambiamento significativo del profilo di rischio e l'insorgere di nuovi rischi;
  • un cambiamento significativo dei processi, sistemi e procedure aziendali.

Strumenti e Metodologie di Misurazione

La Compagnia ha definito ai sensi della normativa regolamentare un processo di valutazione e analisi dei rischi basato sostanzialmente sugli strumenti e metodologie legate a:

  • Metodologie sviluppate nell'ambito della procedura di profilazione dei rischi ovvero indicatori di rischio i quali possono essere costruiti dai seguenti approcci metodologici:
    • o regolamentari ovvero fondati sui principi alla base delle grandezze regolamentari Solvency II;
    • o gestionali ovvero basati su concetti generali come ad esempio esposizione, concentrazione, volatilità, perdita attesa o potenziale, e/o volti a valutare quei rischi non ricompresi nella formula standard e/o ad integrare la valutazione degli stessi rischi regolamentari;
    • o qualitative.

Oltre alle metodologie alla base di tali indicatori di rischio, la misurazione del rischio della Compagnia, sia attuale che prospettica, si basa sulle metodologie regolamentari per il calcolo del Requisito di Capitale (cfr. SCR): la metodologia di riferimento è quella della Formula Standard.

Tutte queste grandezze, oltre a costituire l'impianto per il monitoraggio nel continuo alla base del modello organizzativo di gestione del rischio, rappresentano gli elementi alla base della metodologia per la profilazione del rischio della Compagnia. Tale attività ha come obiettivo l'individuazione e valutazione dei fattori di rischio e l'attribuzione ad ognuno di essi di un livello di significatività.

  • Applicazione del Volatility Adjustments: le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi regolamentari della Compagnia prevedono l'utilizzo del Volatility Adjustment come Long Term Guarantee measure. Il Volatility Adjustment viene applicato sul totale delle passività detenute dalla Compagnia vendute interamente in Italia e nella valuta Euro. Non viene applicato dalla Compagnia il Matching Adjustment. Al fine di una maggiore comprensione degli effetti derivanti dall'applicazione del Volatility Adjustment sulle riserve tecniche e sui fondi propri, la Compagnia effettua inoltre analisi di sensitivity ogni qualvolta lo scostamento tra la curva risk free EIOPA e la curva risk free EIOPA con volatility Adjustement risulti significativo.
  • Sensitivity, stress test e scenario test: ai sensi dell'Art. 19, comma 4 del Reg. IVASS n.38, la Funzione Risk Management, allo scopo di valutare in ottica attuale e prospettica gli impatti sulla situazione economica e patrimoniale derivanti da andamenti avversi dei principali fattori di rischio, effettua, per ciascuna delle fonti di rischio identificate come maggiormente significative, analisi di stress test e sensitivity.
  • Risk Self Assessment sui rischi operativi (ivi inclusi il rischio informatico e il cyber risk).

Gestione dei Rischi

L'obiettivo del sistema di gestione dei rischi consiste nel mantenere i rischi a cui la Compagnia è esposta a un livello definito accettabile, attraverso l'indicazione della propensione e della tolleranza al rischio stabilite in coerenza con l'obiettivo di salvaguardia del patrimonio delle stesse a garanzia della continuità aziendale. Le linee guida in tema di gestione dei rischi sono riportate nelle singole politiche redatte, riviste ed approvate annualmente dal Consiglio di Amministrazione, previo passaggio da parte del Comitato Consiliare per il Controllo Interno e i Rischi. Elementi costitutivi della gestione dei rischi sono:

Risk Appetite Framework

La Compagnia si è dotata di un Risk Appetite Framework (cfr. RAF) che definisce la propensione al rischio, le soglie di tolleranza, i limiti di rischio, le politiche di governo dei rischi nonché i processi di riferimento necessari per definirli e attuarli. Nell'ambito dell'attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva la propria propensione al rischio. Il processo di definizione/revisione del Risk Appetite Framework si affianca pertanto al processo di Pianificazione Strategica/Operativa (Budget) e tiene conto della valutazione interna del rischio e della solvibilità. Tali elementi non sono infatti disgiunti, ma si influenzano a vicenda con l'obiettivo di ottenere la massimizzazione del profilo rischio – rendimento della Compagnia. La definizione del RAF tiene conto dei seguenti aspetti:

  • la strategia della Compagnia, ivi inclusi gli obiettivi organizzativi, il piano strategico, i vincoli finanziari, nonché normativi e le aspettative degli stakeholders;
  • gli aspetti chiave del business della Compagnia;
  • la volontà e la capacità di assumere rischi;
  • le competenze, le risorse e la tecnologia a disposizione della Compagnia per gestire e monitorare le esposizioni al rischio.

La propensione al rischio della Compagnia congiuntamente alla valutazione del sistema di governo societario adottato nonché alla mappatura e identificazione dei fattori di rischio e ad una generale applicazione del principio della persona prudente, rappresentano i principali elementi costitutivi alla base della determinazione del modello organizzativo di gestione dei rischi (specifico per ogni classe di rischio).

Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework (c.d. RAF), al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi della Compagnia stessa.

Si declinano, di seguito, i concetti rilevanti ai fini della definizione del RAF:

  • il Risk Profile rappresenta il rischio effettivo della Compagnia valutato in un determinato istante temporale;
  • il Risk Appetite rappresenta la vera e propria propensione al rischio da parte della Compagnia e costituisce, quindi, il livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici;
  • la Risk Tolerance individua la soglia massima di tolleranza del rischio, fissata al fine di assicurare alla Compagnia margini sufficienti per operare sia in fase di normale corso degli affari sia in condizioni di mercato particolarmente stressate;
  • la Risk Capacity, invece, rappresenta il massimo rischio assumibile dalla Compagnia; è costituito quindi dal livello di rischio che essa è in grado di assumere a suo carico senza violare i requisiti regolamentari o gli altri vincoli imposti dall'autorità di vigilanza.

Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework, al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi. In particolare il piano strategico, partendo dal profilo di rischio della Compagnia al momento della redazione del piano stesso, tiene conto del rischio assumibile senza violare i requisiti regolamentari o altri vincoli imposti dall'Autorità di Vigilanza, l'appetito al rischio (ovvero del livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici) e la tolleranza al rischio (ovvero la soglia massima di scostamento rispetto all'appetito al rischio) fissate dal Consiglio di Amministrazione.

La Compagnia ha inoltre definito una Politica di Gestione del Capitale e un Piano di Gestione del Capitale il cui scopo è quello di adottare procedure atte ad accertare la salvaguardia dei requisiti regolamentari e dei livelli obiettivo di Risk Appetite nonché di garantire che, sia al momento dell'emissione che successivamente, gli elementi dei Fondi Propri a cui l'impresa intende attingere

al fine di realizzare gli obiettivi di business stabiliti in sede di pianificazione strategica, soddisfino i requisiti regolamentari definiti da EIOPA e siano correttamente classificati. Tale Piano è stato redatto coerentemente con le risultanze della valutazione prospettica dei rischi secondo l'approccio Solvency II (ORSA), con gli obiettivi e le metodologie stabilite nella Politica di Gestione del Capitale e con i requisiti di solvibilità stabiliti dal Regolatore, al fine di garantire la solidità patrimoniale della Compagnia nell'esercizio della propria attività e nei suoi possibili sviluppi futuri.

Indicatori di Rischio

In coerenza con quanto disciplinato nella Policy di Risk Appetite Framework, la gestione dei rischi in ottica attuale e prospettica della Compagnia si basa sulla definizione di indicatori per ogni categoria di rischio.

La Compagnia distingue i rischi tra:

  • rischi quantificabili aventi impatto patrimoniale, per i quali la Compagnia determina il requisito di capitale;
  • rischi quantificabili per i quali la Compagnia non determina il requisito di capitale (ad es. liquidità, cash flow matching) che vengono misurati con metriche e limitazione specifiche;
  • rischi difficilmente quantificabili, valutati in maniera qualitativa, che per loro natura e caratteristiche, risultano di difficile quantificazione e non sono coperti dai requisiti di capitale richiesti dalla Normativa, anche se il verificarsi dell'evento a questi associato comporterebbe delle conseguenze rilevanti per l'attività svolta dalla Compagnia.

Gli indicatori sono ulteriormente suddivisi in:

  • indicatori di I° livello: sono indicatori finalizzati principalmente al rispetto dei vincoli di solvibilità. Sono indicatori di possibili impatti negativi e forniscono avvertimenti atti ad identificare potenziali eventi dannosi che minacciano il raggiungimento degli obiettivi e la continuità del Business. Tali indicatori sono integrati all'interno della Policy RAF e ad essi viene associato un Risk Appetite, una Risk Tolerance e una Risk Capacity e il relativo sistema di Risk Appetite Statement;
  • indicatori di early warning: al fine di effettuare un monitoraggio preventivo e nel continuo sugli indicatori di solvibilità sono stati inoltre definiti degli indicatori di early warnig volti ad intercettare fenomeni e/o eventi di potenziale elevata criticità e o attenzione;
  • indicatori di II° livello: sono indicatori di tipo operativo/gestionali funzionali ad irrobustire le attività di monitoraggio dei rischi ed eventualmente fornire segnali preventivi ad un potenziale deterioramento delle metriche di I° Livello. Tali indicatori sono integrati all'interno della Policy di Gestione dei Rischi e della Politica di Gestione dei Rischi del Fondo Pensione Aperto.

Nell'ambito generale del sistema di gestione dei rischi la Compagnia definisce inoltre specifici limiti operativi che declinano gli obiettivi di rischio (ad es. in termini di esposizione, concentrazione, etc.) coerenti con l'appetito al rischio della Compagnia.

Il principale indicatore di I° Livello della Compagnia è il Solvency II Ratio ovvero il rapporto tra Eligible Capital e Solvency Capital Requirement. La Compagnia si prefigge l'obiettivo di avere un livello di Capitale Economico adeguato e in linea con gli obiettivi strategici, superiore ad un prefissato livello di Solvency Ratio come di seguito riportato:

  • Risk Appetite: 150%;
  • Risk Tolerance: 125%;
  • Risk Capacity: 105%.

Nell'ambito della definizione del RAF risulta necessario fissare il livello di rischio che, se non rispettato dal Risk Profile della Compagnia, necessita di interventi correttivi. Le soglie individuano dunque i binari all'interno dei quali la Compagnia può condurre la sua azione finalizzata al raggiungimento degli obiettivi di business. La violazione di queste soglie richieda un processo di escalation da parte della Compagnia e la definizione di specifici piani di intervento per fare fronte alla situazione.

Monitoraggio e Reporting

Il modello organizzativo di gestione del rischio di Credemvita coinvolge tutte le strutture aziendali, dalle funzioni operative (coinvolte nella gestione dei rischi sui processi di propria competenza) ai Comitati fino al CdA, ivi incluse le funzioni fondamentali.

In tale contesto, la funzione di Risk Management funge inoltre da coordinatore delle attività di monitoraggio dei rischi. Più in particolare, concorre alla definizione delle metodologie di misurazione dei rischi e dei limiti operativi, definendo appropriate procedure di verifica, ed ha il compito di validare i flussi informativi dell'attività di monitoraggio dei rischi, predisporre la reportistica per i vertici aziendali e verificare la coerenza dei modelli di misurazione dei rischi con l'operatività svolta dall'impresa.

I rischi sono monitorati in maniera continuativa dalla funzione di Risk Management e dalle singole funzioni competenti; a tal fine è stato sviluppato e affinato progressivamente il reporting relativo all'evoluzione dei rischi nei confronti del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Consiliare per i Controlli Interni e i Rischi, del Comitato Investimenti e ALM, dell'Alta Direzione e delle strutture operative competenti al fine di migliorare la comunicazione dei risultati e consentire una maggior comprensione delle tematiche connesse alla valutazione dei rischi.

Il modello di gestione dei rischi adottato da Credemvita è caratterizzato da:

  • una fase di aggiornamento degli indicatori di rischio e/o dei limiti operativi per il governo del rischio a seconda delle esigenze organizzative e/o a seguito di variazioni del contesto interno o esterno, o qualora non siano più in linea con il profilo di rischio richiesto dall'Organo Amministrativo;
  • una conseguente attività di monitoraggio degli indicatori e dei limiti operativi e di governo del rischio. Le attività di verifica del rispetto dei livelli di tolleranza al rischio definiti dal Consiglio di Amministrazione si sostanziano in specifici presidi organizzativi atti a garantire il rispetto dei limiti stessi, ad attivare tempestivi processi di segnalazione a fronte di eventuali rilevazioni di superamento e a definire specifici piani di rientro a seguito delle segnalazioni stesse.

Nell'ambito del sistema di gestione dei rischi e coerentemente con quanto previsto dalla Normativa, il Consiglio di Amministrazione ha formalizzato un set di politiche e allegati, che, relativamente ad ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia, dettagliano gli obiettivi, i compiti, le responsabilità, il processo e definiscono gli strumenti e le procedure, anche di reporting, necessarie ad individuare e conseguentemente gestire ogni ambito di rischio. Tali documenti, inoltre, hanno l'obiettivo più generale di contribuire alla diffusione della cultura del controllo e di gestione dei rischi all'interno della società.

Il rispetto e l'applicazione dei documenti sono garantiti dalla presenza del Sistema dei Controlli Interni costituito da un insieme di regole, procedure e tecniche di controllo e strutture organizzative volto ad assicurare il corretto funzionamento ed il buon andamento dell'impresa.

Analisi dei rischi

La Compagnia ha definito ai sensi della Regolamentazione di settore, un processo di analisi dei rischi che include sia una valutazione qualitativa sia, per quelli quantificabili, l'adozione di metodologie di misurazione dell'esposizione al rischio, incluso, un sistema di determinazione dell'ammontare della massima perdita potenziale sia in ottica attuale che prospettica. Tali analisi consento di effettuare in maniera continuativa una profilazione dei rischi a cui l'impresa è esposta. Si specifica che la Compagnia per le valutazioni del requisito patrimoniale di solvibilità secondo il regime normativo Solvency II utilizza la Formula Standard conformemente a quanto definito nel Regolamento delegato (UE) 2019/981 della Commissione. Pertanto, le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi tengono conto di tutti i rischi, compresi nel framework della Formula Standard, a cui l'impresa è esposta.

Al fine di valutare nel continuo la propria situazione di solvibilità, la Compagnia provvede inoltre su base trimestrale al calcolo del proprio Requisito di Capitale, alla determinazione dei fondi propri ammissibili e della relativa qualità e composizione, verificando nel contempo il rispetto dei limiti operativi e della propensione al rischio. Specifiche valutazioni di stress test e sensitivity vengo effettuate con la stessa frequenza sulle grandezze patrimoniali. Adeguata documentazione viene rendicontata al Consiglio di Amministrazione e trasmessa all'Organo di Vigilanza tramite i Quantitative Reporting Template (QRT). Con la stessa frequenza viene verificato il rispetto degli indicatori di I°Livello declinati nel Risk Appetite Framework.

Qualora nell'ambito delle diverse attività di monitoraggio effettuate dalla Compagnia dovessero emergere scostamenti continuativi e/o significativi del profilo di rischio rispetto all'Appetito al Rischio dell'impresa, scostamenti significativi rispetto alle principali ipotesi tecniche/finanziarie/di mercato/di prodotto definite nell'ambito del Piano Strategico (e quindi nelle valutazioni ORSA), viene effettuata un'attività di Non-Regular ORSA al fine di valutare gli impatti di tali variazioni anche in ottica prospettica.

La Compagnia nel corso dell'Esercizio 2023 ha adempiuto alle seguenti scadenze normative:

  • Predisposizione ed invio all'Autorità di Vigilanza, entro i termini regolamentari, delle reportistiche trimestrali (QRT) richieste dal Pillar III;

  • Predisposizione del Regular Supervisory Report RSR (Relazione periodica all'Autorità di Vigilanza) con riferimento alla data di esercizio 31.12.2022, deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Marzo 2023 ed inviati entro il termine regolamentare ad IVASS;

  • Predisposizione del Solvency Financial Condition Report SFCR (Relazione sulla solvibilità e sulla condizione finanziaria) con riferimento alla data di esercizio 31.12.2022, deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Marzo 2022 ed inviati entro il termine regolamentare ad IVASS;
  • Realizzazione delle elaborazioni ORSA necessarie alla valutazione del profilo di solvibilità del piano strategico 2023-2025 e alla predisposizione del Report ORSA delibero dal Consiglio di Amministrazione di Aprile 2022 ed inviato, entro la scadenza regolamentare, ad IVASS.

Si specifica infine che in continuità con quanto avvenuto nel corso del 2021, nel 2022, stante la situazione derivante dall'emergenza Covid-19 e dalle recenti tensioni legate alla guerra Russo-Ucraina, la Compagnia continua a partecipare su richiesta dell'Autorità di vigilanza alle seguenti attività:

  • monitoraggio mensile della posizione di solvibilità (attività avviata a partire dal mese di marzo 2020);
  • monitoraggio trimestrale del rischio di liquidità (attività avviata nel mese di giugno a partire dalla base dati del 31.03.2020).

Rischi di sottoscrizione (o tecnici assicurativi)

Si definisce Rischio di Sottoscrizione - il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative dovuto ad ipotesi inadeguate in materia di fissazione di prezzi e di costituzione delle riserve tecniche (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 4 del CAP).

Nell'ambito del Framework dei rischi della Compagnia, tale rischio può essere ulteriormente distinto nelle seguenti categorie:

  • Rischio di assunzione: rappresenta il rischio derivante dalla sottoscrizione dei contratti di assicurazione, collegato agli eventi assicurati, ai processi seguiti per la tariffazione e selezione dei rischi, all'andamento sfavorevole della sinistrosità effettiva rispetto a quella stimata (tali rischi si sostanziano in particolar modo nel rischio risultante da un default del prezzo legato alla valutazione del rischio e in ipotesi di prezzo iniziale inadatta all'evoluzione del rischio);
  • Rischio di riservazione: ovvero il rischio connesso alla quantificazione di riserve tecniche non sufficienti a coprire gli impegni assunti nei confronti degli assicurati.

Tale classe di rischio può essere distinta nei seguenti fattori di rischio:

  • mortalità: ossia il rischio che deriva da un aumento inatteso dei tassi di mortalità, è associato alle polizze (come ad esempio le assicurazioni caso morte o le polizze miste) nelle quali l'impresa garantisce una serie di pagamenti singoli o ricorrenti in caso di decesso dell'assicurato o nel corso della durata della polizza;
  • sopravvivenza: il rischio di longevità, che deriva da una diminuzione inattesa dei tassi di mortalità, è associato alle polizze (ad esempio, rendite) che prevedono che l'impresa garantisca una serie di pagamenti fino alla morte dell'assicurato o a polizze (ad esempio le polizze miste) che prevedono la garanzia da parte dell'impresa di un unico pagamento in caso di sopravvivenza dell'assicurato per tutta la durata prevista dalla polizza;
  • invalidità morbilità: il rischio di invalidità morbilità, che deriva da una variazione inattesa del livello, del trend o della volatilità dei tassi di disabilità e morbilità, è applicabile alle polizze associate alla disabilità;
  • mutualità: con il fattore di rischio "Mutualità" si intende il fatto che una diminuzione della numerosità delle polizze in portafoglio potrebbe avere effetti negativi inattesi sui benefici provenienti dalla mutualità. Un'elevata numerosità di polizze permette di "attutire" il verificarsi di eventi sinistrosi sull'intera popolazione; nel business Vita la diminuzione del numero dei contratti porta per esempio ad un incremento delle fluttuazioni casuali della mortalità. Il fattore di rischio mutualità, quindi, è strettamente correlato ai fattori di rischio "Comportamento dell'assicurato" e "Controparte";
  • estinzione anticipata comportamento degli assicurati: il rischio di estinzione anticipata, che deriva da una variazione inattesa dei tassi di esercizio delle opzioni da parte degli assicurati, è applicabile a tutte le opzioni previste per gli assicurati, legali o contrattuali, che possono modificare sensibilmente il valore dei flussi di cassa futuri, le opzioni per interrompere completamente o parzialmente, ridurre, limitare o sospendere la copertura assicurativa così come le opzioni che consentono la modifica completa o parziale, il rinnovo, l'aumento, l'estensione o la ripresa della copertura assicurativa;
  • garanzia/copertura: la rischiosità dei prodotti Vita dipende dalle "garanzie/coperture" previste dai contratti stessi e in base alle quali la società si impegna a pagare le prestazioni assicurate ai beneficiari. Se il verificarsi del fatto dannoso per il quale è prestata la garanzia assicurativa

non è correttamente monitorato o non corrisponde alle stime fatte in fase di tariffazione, questo costituisce un elemento di rischiosità del prodotto stesso;

  • inflazione/spese: il fattore di rischio, che deriva da una variazione inattese delle spese, si riferisce ai costi di gestione dei contratti di assicurazione;
  • catastrofale: il fattore di rischio catastrofale, che deriva da eventi estremi o irregolari, i cui effetti non sono sufficientemente catturati negli altri rischi di sottoscrizione (ad esempio evento pandemico o esplosione nucleare), si riferisce alle polizze che sono legate alla mortalità;
  • Revisione: Il fattore di rischio revisione ha lo scopo di catturare il rischio di variazione sfavorevole dell'importo di una rendita, a seguito di una revisione imprevista del processo di richiesta di risarcimento.

Per i prodotti di tipo protection (puro rischio) si possono identificare inoltre i seguenti fattori di rischio:

  • Risk Volatility: tale fattore di rischio nell'ambito del processo assuntivo dipende sostanzialmente dalla presenza di basi tecniche non aggiornate correttamente al momento della determinazione del prezzo; da un margine tecnico molto basso e/o da basi tecniche molto strette; dalla presenza di nuovi rischi non considerati al momento della determinazione del prezzo; rischio controparte elevato (da parte del partner/distributore, soprattutto in caso di commissioni upfront / goodwill). Nell'ambito del processo di riservazione tale fattore di rischio dipende dal rischio di pagamento eccessivo della quota di profitto se i parametri delle riserve sono fissati in modo improprio;
  • Population: nell'ambito del processo di tariffazione tale fattore di rischio è sostanzialmente correlato ad una tariffazione unica per una vasta popolazione di fasce d'età (specialmente per il rischio morte) o fascia di durata / fascia di tasso di interesse; alto rischio di selezione avversa nella struttura del prodotto. Nel caso del processo di riservazione tale fattore di rischio dipende sostanzialmente da: adeguatezza delle riserve fortemente legata alla struttura della popolazione (soprattutto riserve matematiche / passività a lungo termine); riserve che non includono il costo reale delle opzioni della popolazione come l'estinzione, il riscatto; riserve che non includono il giusto livello di spese generali per la specifica popolazione/prodotto.

Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di sottoscrizione di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi life underwriting è pari al 46,2%).

Relativo Complessivo
Mortality risk 9,1% 4,2%
Longevity risk 0,5% 0,2%
Disability morbidity risk 0,0% 0,0%
Life Lapse risk 80,1% 37,0%
Expense risk 7,5% 3,5%
Revisionary risk 0,0% 0,0%
CAT risk 2,8% 1,3%

Life risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo

La Compagnia adotta, nei confronti di tali rischi, linee guida che:

  • definiscono il modello organizzativo e di governance, nonché i ruoli e le responsabilità delle strutture aziendali coinvolte nell'assunzione e nel monitoraggio del rischio assunto e nelle attività di riservazione;
  • descrivono le procedure di reporting applicate ed i flussi di comunicazione tra le funzioni coinvolte nei processi di sottoscrizione e riservazione;
  • illustrano le modalità con cui l'impresa tiene conto della riassicurazione o di altre tecniche di mitigazione del rischio nel processo di progettazione di un nuovo prodotto assicurativo e del calcolo del relativo premio.

La Compagnia misura e monitora la propria esposizione al rischio di sottoscrizione considerando il portafoglio complessivo, oltre a verificare la conformità ai limiti ed alle politiche definite.

La valutazione dei rischi tecnici viene realizzata sia con logiche di carattere ALM – Asset-Liability Management – al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura, sia seguendo i principi di Solvibilità – al fine di cogliere l'eventuale requisito capitale assorbito da ogni singolo fattore di rischio.

L'identificazione dei rischi viene effettuata con riferimento ai nuovi prodotti e al portafoglio in essere:

  • Nuovi prodotti: coerentemente con il Piano Strategico, la rilevazione dei rischi connessi ai nuovi prodotti viene effettuata sulla base delle loro caratteristiche tecniche nell'ambito del processo di ORSA. Inoltre, in coerenza con il processo finalizzato alla creazione e lancio dei nuovi prodotti definito nell'ambito del più generale processo POG (Product Oversight and Governance), la funzione Risk Management è chiamata a redigere una specifica analisi di rischiosità del singolo prodotto. Inoltre, parte integrante delle valutazioni di redditività e di rischio connessi ai nuovi prodotti, sono il profit test, i test di prodotto e il Value for Money effettuati dalla Compagnia.
  • Portafoglio in essere: con riferimento al portafoglio in essere, l'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici del portafoglio e delle misure di assorbimento di capitale determinate attraverso lo strumento utilizzato dalla Compagnia per il calcolo del SCR (Standard Formula). Le informazioni relative all'andamento tecnico complessivo del ramo vita rispecchiano sinteticamente i risultati tecnici dei singoli Rami e quindi dei prodotti presenti in portafoglio (che in generale possono comprendere più Rami). Sempre con riferimento al portafoglio in essere, vengono effettuate dalla Compagnia valutazioni di back testing.

Si riportano sinteticamente di seguito le principali misure di rischio utilizzate:

  • SCR Life in valore assoluto: fornisce un'indicazione dell'assorbimento di capitale;
  • SCR Life in termini di ratio: fornisce un'indicazione dell'assorbimento di capitale per unità di Best Estimate Life Lorde;
  • SCR Lapse in termini di ratio: fornisce un'indicazione dell'assorbimento di capitale derivante dal rischio Lapse per unità di Best Estimate Life Lorde;
  • SCR Lapse in valore assoluto: fornisce un'indicazione dell'assorbimento di capitale derivante dal rischio Lapse;
  • PVFP portafoglio in force: Present Value Future Profit è un indicatore che consente di monitorare, per ciascuna Lob Solvency II del portafoglio in-force il contributo dato alla creazione del valore economico aziendale;
  • SCR per LoB (Line of Business).

Di seguito si riportano le informazioni sulla sensitività alle variazioni delle variabili legate al rischio assicurativo derivanti dai contratti rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 17.

Sulla base delle valutazioni gestionali effettuate Credemvita ha identificato ad oggi nella possibile evoluzione delle estinzioni anticipate il prevalente fattore di rischio da monitorare per misurare la resilienza economico patrimoniale dell'attività assicurativa svolta. In coerenza con il framework ICAAP di Gruppo è stata adottata un'ipotesi di aumento del +28% dei riscatti (corrispondente al livello massimo di osservato su base storica sulla gestione separata principale di Credemvita) sui dati al 31 dicembre 2023 mantenendo invariati tutti gli altri fattori di mercato, ipotesi operative prospettiche e aliquote fiscali.

L'analisi è stata effettuata sulla principale gestione separata della Compagnia ovvero su quella più soggetta al fenomeno delle estinzioni anticipate e che al 31 dicembre 2023 in termini di stock di CSM copre oltre il 50% del CSM totale di Credemvita.

Di seguito vengono riepilogate le variazioni percentuali di utile netto e patrimonio netto rispetto allo stress derivante dall'aumento dei riscatti sopra dettagliato.

Analisi di sensitività – Variazioni % di Contributo al Consolidato di Gruppo e Patrimonio Netto

Analisi di Sensitività Contributo al Consolidato
di Gruppo
Patrimonio Netto
Estinzioni anticipate +28% -5.58% -0,53%

Le analisi di sensitività di cui sopra sono state effettuate tramite elaborazioni integrate attivopassivo che tenessero pertanto conto congiuntamente degli effetti dei relativi stress di mercato sia sul portafoglio polizze che sul portafoglio titoli andando a mantenere invariato l'apporto del business ceduto a livello economico-patrimoniale.

Rischi di mercato

Si definisce rischio di mercato, il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante, direttamente o indirettamente, da oscillazioni del livello e della volatilità dei prezzi di mercato delle attività, delle passività e degli strumenti finanziari (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 3 del CAP).

I rischi di mercato risentono dell'andamento congiunturale del ciclo economico, che può amplificarne o eventualmente diminuirne la significatività, soprattutto se il portafoglio titoli della Compagnia è particolarmente concentrato in determinati settori, valute o aree geografiche. Conseguentemente, le imprese sono esposte al rischio di conseguire rendimenti diversi, ed eventualmente anche inferiori, rispetto al rendimento atteso al momento dell'assunzione dell'impegno, oppure rispetto ad un rendimento minimo definito contrattualmente.

Tale rischio può essere distinto nei seguenti fattori di rischio:

  • Rischio tasso di interesse: il valore degli attivi di una impresa di assicurazione è sensibile a variazioni dei tassi di interesse. Inoltre, se i flussi finanziari generati dalle attività e quelli generati dalle passività di un'impresa non sono perfettamente allineati per scadenza, periodicità degli eventuali pagamenti e per natura dei tassi degli investimenti (maturity mismatching, interest rate mismatching, reset date mismatching, basic mismatching), uno shock (positivo o negativo) dei tassi di interesse può produrre variazioni non sincronizzate nel valore delle attività e delle passività. Sostanzialmente l'esposizione al rischio tasso di interesse si riferisce a tutte le attività e le passività il cui valore è "sensibile" ai cambiamenti nella struttura a termine dei tassi di interesse o alla volatilità dei tassi di interesse;
  • Rischio azionario: i valori di mercato delle posizioni assunte dall'impresa possono essere sensibili all'andamento dei mercati azionari (per esempio nel caso di contratti le cui prestazioni sono collegate al valore di un titolo azionario);
  • Rischio tasso di cambio: il valore di mercato delle posizioni assunte dall'impresa può essere sensibile a variazioni dei tassi di cambio (per esempio nel caso di titoli azionari o obbligazionari denominati in valuta estera). Questo fattore di rischio, quindi, assume particolare rilevanza per le imprese di assicurazione in presenza di attività a copertura delle riserve tecniche denominate in una valuta diversa da quella dei corrispondenti impegni tecnici assunti contrattualmente. Infatti, poiché la conversione di valute avviene alla chiusura d'esercizio al cambio corrente, in corrispondenza di detta data possono realizzarsi delle plus/minusvalenze a causa della variazione dei tassi di cambio;
  • Rischio immobiliare: qualora gli attivi di un'impresa di assicurazione siano investiti in immobili, i valori di tali attività sono sensibili all'andamento dei prezzi di mercato degli stessi;
  • Rischio credito: ogni volta che un'impresa di assicurazione sottoscrive strumenti finanziari, può incorrere nel rischio di insolvenza del proprio debitore il quale potrebbe non essere in grado sia di adempiere alle proprie obbligazioni sia di incorrere nel rischio di un peggioramento merito creditizio, con conseguente riduzione del valore del titolo. L'esposizione al rischio credito si riferisce ad attività, passività e strumenti finanziari sensibili alla variazione degli spread creditizi;
  • Rischio concentrazione: l'esposizione al rischio di concentrazione, che deriva da una variazione inattesa dei prezzi, del valore delle esposizioni verso emittenti su cui si ha un accumulo di esposizione con la stessa controparte, si riferisce alle attività soggette al rischio azionario, al tasso di interesse e spread e al rischio immobiliare inclusi nel rischio di mercato, ed esclude le attività soggette al rischio di inadempimento di controparte. Al momento a livello regolamentare sono esclusi anche i titoli di stato;
  • Altre esposizioni in assets: Tale fattore di rischio si concretizza nel rischio mercato legato a private equity, strumenti alternativi, infrastrutture, prodotti legati all'inflazione e ibridi.

Oltre ai fattori di rischio connessi alle tipologie di posizioni presenti in portafoglio o alla struttura degli attiviti rispetto ai passivi sottostanti, esistono altri fattori di rischio appartenenti alla categoria di rischio mercato e strettamente connessi con i rischi operativi:

  • Market risk limits: Fattore di rischio derivante dalla carenza nella definizione e/o nel rinnovo dei limiti di mercato e violazione dei limiti;
  • Modelling risk: Scarsa o inadeguata qualità dei modelli sottostanti le valutazioni dei rischi valutari, di tasso di interesse, di liquidità, di trasformazione, azionari e di altri rischi di mercato (alla base del requisito di capitale, della durata, delle sensibilità, delle correlazioni tra i rischi, delle metriche di VaR e VEV, di stress test, ecc). Tale fattore di rischio è sostanzialmente classificabile anche nella categoria dei rischi operativi;
  • Monitoring of market positions: Valutazione inadeguata o impropria delle posizioni, con conseguente scarsa qualità nella valutazione del rischio mercato.

I fattori di rischio di mercato vengono principalmente individuati nelle classi di bilancio specifiche delle Gestioni Separate e del Portafoglio di Proprietà.

Tipo Titolo Tipo Cedola Totali
Emittenti Governativi Fixed 70, 97%
Floating 0,09%
Totale 71,06%
Emittenti Obbligazionari Fixed 11,39%
Floating 2,72%
Totale 14,11%
OICR
Totale 14,83%

La tabella riportata di seguito rappresenta la distribuzione degli strumenti nei portafogli suddetti alla data di valutazione per tipologia, espressi in percentuale rispetto al controvalore totale di mercato.

Di cui la ripartizione in OICR risulta così composta:

Tipo OICR %
OICR Azionario 12,43%
OICR Governativo 23,30%
OICR Immobiliare 10,00%
OICR Loans 29,58%
OICR Corporate 14,83%
OICR Infrastrutturali 5,52%
OICR Private Equity 4,34%

La percentuale esposta in valuta sul totale di portafoglio assets è del 2,02%. Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di mercato di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi market è pari al 40,8%).

Market risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo

Relativo Complessivo
Interest rate risk 6,9% 2,8%
Equity risk 36,9% 15,1%
Property risk 5,9% 2,4%
Spread risk 33,3% 13,6%
Currency risk 17,0% 6,9%
Concentration risk 0,0% 0,0%

La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali per l'attività del Team Finanza, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti. Nella composizione complessiva del portafoglio d'investimento si tiene conto dell'esposizione al rischio, dei vincoli legati alla copertura delle riserve tecniche e degli effetti sul Solvency Ratio. I limiti e gli indicatori relativi agli investimenti sono oggetto di verifica e controllo su base continuativa da parte delle funzioni aziendali preposte e, con frequenza periodica, i risultati di tali controlli sono portati all'attenzione del Consiglio di Amministrazione. Il processo prevede inoltre una fase di revisione dei suddetti limiti realizzata mediante analisi di sensitività condotte sui portafogli attivi e passivi.

La valutazione dei rischi di mercato viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata sia con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche, sia seguendo i principi Solvency II al fine di cogliere l'eventuale requisito di capitale assorbito da ogni singolo modulo e sottomodulo di rischio.

L'identificazione dei rischi mercato vita viene effettuata con riferimento ai nuovi investimenti e asset allocation target, e al portafoglio in essere:

  • Nuovi investimenti: con riferimento ai nuovi investimenti, nell'ambito del processo ORSA vengono effettuate analisi relative a scenari di investimento futuro con l'obiettivo di identificare i rischi connessi a tali scelte di investimento e a valutarne l'impatto sul profilo di rischio in termini quantitativi. Inoltre, per gli investimenti di "natura occasionale" (secondo la definizione data nella Policy Investimenti) sulla base delle informazioni fornite dal Team Finanza (a titolo esemplificativo: obiettivo dell'investimento, portafoglio di riferimento, size dell'operazione) viene effettuata dalla Funzione di Risk Management una valutazione quali/quantitativa ex-ante basata sia su logiche gestionali che regolamentari. Un iter di valutazione del rischio ex-ante viene effettuata dalla Funzione di Risk Management anche per tutti gli OICR non UCITs sulla base della Due Diligence predisposta dal Team Finanza secondo quanto disciplinato dalla Policy su OICR/ETF.

  • Portafoglio in essere: Con riferimento al portafoglio in essere, l'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici del portafoglio, dei dati di mercato e delle misure di rischio determinate attraverso lo strumento di calcolo del SCR adottato.

Si riportano di seguito i macro-indicatori analizzati per la valutazione e il monitoraggio dei rischi di mercato:

  • SCR Maket Risk- Based: indicatori basati sulle grandezze regolamentari relative al requisito di capitale afferenti alla classe di rischio mercato;
  • Percentuale di Esposizione in Asset Class: indicatore volto a quantificare e monitorare le esposizioni nelle principali asset class declinate all'interno della Policy degli Investimenti;
  • Percentuale di Concentrazione Emittenti Financial e Corporate: indicatore volto a quantificare e monitorare la concentrazione degli emittenti Corporate in base a specifiche fasce di merito creditizio;
  • Limite esposizione in OICR e limite esposizione per strategia in OICR;
  • Sensitivities Spread Goverantivo Italia (al fine di catturare il fattore di rischio spread sui titoli governativi non incluso nella formula standard);
  • Sensitivity sui fattori di rischio mercato (es. tasso).

Di seguito si riportano le informazioni sulla sensitività alle variazioni delle variabili legate al rischio di liquidità derivanti dai contratti rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 17.

Con l'obiettivo di valutare la reattività del patrimonio netto e del risultato d'esercizio al verificarsi di specifici eventi di stress, partendo dalla composizione del portafoglio in essere al 31 dicembre 2023, sono stati definiti diversi livelli di sensitivities rispetto ai seguenti fattori di rischio:

  • Incremento dei credit spread di +100 bps, +200 bps e +300 bps da applicare ai titoli governativi italiani e del Sud Europa; vengono esclusi dall'analisi i titoli di emittenti Core Europe ed USA in ragione dell'elevato rating e dell'assenza di volatilità storiche così accentuate.
  • Incremento delle curve dei tassi risk free EUR di +100 bps e +200 bps da applicare a tutto il portafoglio titoli
  • Incremento/diminuzione del rapporto di cambio EUR/USD del +/- 10%

Tali sensitivites appartengono al più ampio sistema di monitoraggio e controllo dei rischi di Gruppo oggetto di reporting trimestrale al Consiglio di Amministrazione della controllante.

Ricordando che al 31 dicembre 2023:

  • il patrimonio netto di Credemvita era pari indicativamente a 435,96 milioni di Euro e
  • il contributo al consolidato di Gruppo pari a 48,06 milioni di Euro.

Di seguito vengono riepilogate le variazioni percentuali conseguenti agli eventi sopra dettagliati.

Analisi di sensitività – Variazioni % di Contributo al Consolidato di Gruppo e Patrimonio Netto

Analisi di Sensitività Contributo al Consolidato
di Gruppo
Patrimonio Netto
Credit Spread + 100bps -9,98% -3.04%
Credit Spread + 200bps -20,12% -6,89%
Credit Spread + 300bps -30,57% -10,74%
Rischio Tasso EUR +100bps -10,18% -2,71%
Rischio Tasso EUR +200bps -20,36% -5,43%
Rischio Cambio EUR/USD -10% -7,69% -2,25%
Rischio Cambio EUR/USD +10% +7,69% 2,25%

Le analisi di sensitività di cui sopra sono state effettuate tramite elaborazioni integrate attivopassivo che tenessero pertanto conto congiuntamente degli effetti dei relativi stress di mercato sia sul portafoglio polizze che sul portafoglio titoli andando a mantenere invariato l'apporto del business ceduto a livello economico-patrimoniale.

Rischi di mercato e ALM

Il rischio ALM è un rischio strettamente correlato ai disallineamenti tra attività e passività. Il processo ALM include al suo interno dinamiche connesse alla gestione dei rischi e alla pianificazione strategica. Si focalizza sul medio - lungo termine anziché offrire soluzioni di mitigazione o copertura del rischio. L'obiettivo di tale gestione del rischio è quello di massimizzare le attività per soddisfare le passività complesse che possono aumentare la redditività.

Alla sottocategoria dei Rischi ALM appartengono i seguenti fattori di rischio:

  • Asset Allocation Strategica (AAT): consiste nel rischio risultante dall'inadeguatezza/incoerenza dell'asset allocation per fare fronte alle passività.
  • Asset & Liability mismatch: corrisponde al rischio di disallineamento tra attivi e passivi che può comportare un'esposizione dell'impresa o al rischio disinvestimento o al rischio reinvestimento.

La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti.

Valutazione dei rischi ALM viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche.

Per quanto riguarda i macro-indicatori analizzati per la valutazione e monitoraggio dei rischi ALM:

  • SCR Interest Rate Based: indicatori che hanno lo scopo di individuare l'assorbimento di capitale, secondo le metriche Solvency II, del rischio tasso di interesse secondo un approccio sia regolamentare che gestionale;
  • Disallineamento rendimenti delle gestioni separate: l'indicatore misura il disallinemento tra rendimenti dalle gestioni separate e rendimenti minimi garantiti agli assicurati;
  • Cash Flow Matching: l'indicatore descrive il disallineamento, tempo per tempo, tra i Cashflow degli attivi e i Cashflow del passivo;
  • Duration Matching: disallineamento tra la duration dei Cashflow Attivi e la duration dei Cashflow Passivi;
  • Future Discretionary Benefit (cd. FDB): indicatore che ha lo scopo di monitorare in maniera indiretta la capacità di assorbimento delle perdite Solvency II da parte delle Technical Provisions;
  • Sensitivities Spread Goverantivo Italia;
  • Sensitivity sui fattori di rischio mercato e tecnici (es. tasso e riscatti).

Rischio di liquidità

Le Compagnie sono soggette a possibili tensioni di liquidità derivanti da scadenze diverse tra gli attivi e i relativi passivi. Per rischio di liquidità si intende il rischio che la Compagnia non sia in grado di liquidare investimenti ed altre attività per regolare i propri impegni finanziari al momento della relativa scadenza (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 2 del CAP).

La possibilità di procedere allo smobilizzo tempestivo del portafoglio è fortemente condizionata dalla liquidabilità dei titoli in cui lo stesso è investito. La scarsa liquidabilità dei titoli in portafoglio, infatti, può esporre la Compagnia al rischio di conseguire delle perdite connesse alla difficoltà di trovare sul mercato la controparte interessata all'acquisto dei titoli che si intende smobilizzare.

La Compagnia quantifica la sua posizione di solvibilità con le metriche della Formula Standard, che non prevede una quantificazione del rischio liquidità in termini di assorbimento di capitale.

L'identificazione del rischio di liquidità viene effettuata con riferimento ai portafogli investimenti sottostanti i prodotti con garanzia di capitale e/o rendimento. L'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici dei portafogli e delle metriche definite in funzione dell'orizzonte temporale con cui viene analizzato e studiato il rischio stesso.

Si riportano di seguito gli indicatori utilizzati dalla Compagnia per il monitoraggio del rischio liquidità:

  • importo dei conti correnti: la Compagnia ha scelto di monitorare l'importo detenuto nei Conti Correnti al fine di fissare un limite inferiore che rappresenta la Riserva di Liquidità (come prescritta dal Reg. 38 IVASS) e un limite superiore in termini di importo massimo da detenere nei Conti Correnti al fine di rendere efficace la gestione del portafoglio e limitare gli eventuali effetti sull'SCR Default. Nella quantificazione della Riserva di Liquidità concorrono non solo le esposizioni in Conto Corrente ma anche titoli Governativi dell'Area Euro con qualità del credito superiore a 2 e scadenza inferiore ai 3 mesi.

  • Liquidity Buffer: il numero di periodi, mensili, consecutivi con Liquidity Buffer negativo, nell'orizzonte temporale annuale considerato e fornisce un'indicazione sintetica della situazione di liquidità della Compagnia;

  • Piano di liquidità: l'indicatore è volto a dimostrare che la Compagnia ha le risorse finanziarie su base continuativa per la gestione del rischio liquidità. Tale condizione risulta inoltre essere alla base per l'applicazione del Volatility Adjustment a livello Regolamentare;
  • Contingency di liquidità: ovvero titoli facilmente liquidabili;
  • SCR default conti corrente: al fine di limitare gli eventuali effetti sull'SCR default derivante dall'aumento dei volumi dei conti corrente, la Compagnia ha fissato un limite superiore in termini di SCR Default.

La seguente tabella fornisce un'analisi per scadenze del valore attuale dei flussi di cassa netti che si prevede si verifichino sui contratti del portafoglio in essere al 31 dicembre 2023.

Si ricorda che per Credemvita sono valutati secondo il framework contabile IFRS17 i prodotti assicurativi gestiti dalla Compagnia per un ammontare indicativo di riserve lorde pari a 4.289 milioni di Euro rispetto all'ammontare di riserva complessive pari indicativamente a 8.176 milioni di Euro.

1 anno o
meno
1-2 anni 2-3 anni 3-4 anni 4-5 anni oltre i 5
anni
Valore attuale dei
flussi di cassa dei
contratti
assicurativi emessi
508.077 398.711 343.792 420.493 271.232 2.142.817

Si evidenzia altresì come la Compagnia non presenti in portafoglio passività per residua copertura valutate secondo la metodologia del Premium Allocation Approach (PAA). Numeriche e analisi riportate sono state effettuate considerando per rilevanza solo i portafogli del business diretto e al lordo delle provvigioni riconosciute alla rete distributiva del Gruppo in quanto non rilevanti quest'ultimi ai fini delle valutazioni di liquidità di Gruppo.

Rischio di credito (default)

Si definisce rischio di credito (rischio default) il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante da oscillazioni del merito di credito di emittenti di titoli, controparti e debitori nei confronti dei quali l'impresa di assicurazione o di riassicurazione è esposta in forma di rischio di inadempimento della controparte, di rischio di spread o di concentrazione del rischio di mercato (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 1 del CAP).

La perdita di valore della posizione creditoria e collegata principalmente alla qualità dell'emittente o della controparte (inclusi i riassicuratori, coassicuratori, assicurati ed intermediari) ma può anche derivare da un deterioramento delle condizioni economico-finanziarie del debitore da cui dipende la capacita di far fronte agli impegni finanziari assunti, nonché da cause indipendenti dalla situazione economica o finanziaria della controparte debitrice, quali ad esempio cause politicomilitare.

Da un punto di vista puramente rappresentativo identifichiamo tre macro aree del rischio credito:

  • Riassicurazione;
  • Intermediarie e altre controparti;
  • Investimenti.

I fattori di rischio sottostanti alle singole sottocategorie del rischio credito sono i seguenti:

  • Per quanto riguarda la sottoclasse Rassicurazione:
    • o Rischio di credito verso riassicuratori: rappresenta il rischio di perdite derivanti dall'insolvenza di uno o più riassicuratori;
    • o Rischio di base: derivante dalle eventuali discrepanze tra le esigenze di riassicurazione e l'effettiva copertura prevista dal trattato comportando per la Compagnia un'assunzione di rischio maggiore rispetto a quella preventivata.
  • Per quanto riguarda gli intermediari e le altre controparti:
    • o Rischio di credito verso intermediari e altre controparti: rappresenta il rischio di perdite in conseguenza all'inadempimento contrattuale di soggetti terzi (es. i crediti verso assicurati, verso intermediari assicurativi, conti correnti verso banche).
  • Per quanto riguarda la sottoclasse rischio di credito degli investimenti (correlato al processo di asset management) essa rappresenta il rischio di perdite derivanti dall'insolvenza di una o più obbligazioni pertanto si identificano i seguenti fattori di rischio:

    • o Bond default: rischio legato all'inadempienza dell'emittente prima della realizzazione della sua obbligazione;
  • o Altre investment assets: rischio credito verso altri assets;

  • o Credit limits: carenze nella definizione, nel rinnovo o nel monitoraggio dei limiti di credito, violazione dei limiti, assegnazione errata o mancato rinnovo delle linee di credito;
  • o Modellazione del rischio e scoring: scarsa valutazione del rischio di insolvenza per le controparti e/o paesi e strumenti di valutazione inadeguati, incompleti o mal utilizzati;
  • o Monitoraggio delle posizioni di credito: valutazione incompleta, inadeguate o impropria degli impegni effettivi con conseguente scarsa valutazione del rischio di credito.

Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di counterparty default di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi counterpary default è pari al 2,1%).

Credit risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo

Relativo Complessivo
Type 1 counterparties 100,0% 2,1%
Type 2 counterparties 0,0% 0,0%

Le politiche relative alla gestione del rischio di credito verso gli emittenti di strumenti finanziari sono riconducibili a quanto sopra riportato a proposito del rischio di mercato con riferimento ai principi generali relativi al controllo degli investimenti di natura finanziaria. Per quanto concerne le controparti riassicurative, Credemvita ha definito politiche per la gestione e il controllo di tale rischio in termini di linee guida e limiti relativi alle controparti.

L'identificazione del Counterparty Default Risk viene effettuata con riferimento alle controparti verso le quali sussistono posizioni di credito.

Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate:

  • Importo Massimo in Conti Correnti: rappresenta l'ammontare massimo in C/C da detenere su singolo portafoglio;
  • SCR default conti corrente: al fine di limitare gli eventuali effetti sull'SCR default derivante dall'aumento dei volumi dei conti corrente, la Compagnia ha fissato un limite superiore in termini di SCR Default;
  • SCR Counterparty Default Risk Riassicurativo/Recoverables SII: l'indicatore è costruito rapportando l'SCR Counterparty Default Risk verso Riassicuratori (pre-diversificazione), ai Recoverables (somma tra le riserve cedute e crediti netti verso riassicuratori);
  • Esposizione per Riassicuratore: l'indicatore individua l'esposizione verso ciascun Riassicuratore in termini di somme assicurate;
  • Anzianità dei crediti netti per Riassicuratore: l'indicatore individua l'anzianità dei crediti netti verso ciascuna controparte riassicurativa;
  • Ammontare dei crediti netti per Riassicuratore: l'indicatore individua l'ammontare dei crediti netti verso ciascuna controparte riassicurativa.

Rischi operativi, di non conformità alle norme, reputazionali, di condotta, di appartenenza al Gruppo e ESG

Il rischio operativo è definibile come il rischio di subire perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione (carenze o errori) di procedure interne, risorse umane o sistemi oppure da eventi esogeni (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 5 del CAP).

Per la Compagnia tale definizione ricomprende anche il rischio legale e compliance.

I rischi operativi possono essere a loro volta frazionati nelle seguenti sottocategorie:

  • Rischio Operativo;
  • IT Risk & Cyber Risk;
  • Regulatory Operational Risk.

I principali fattori di rischio che caratterizzano il rischio operativo sono:

  • People Risk: le risorse umane possono essere fonte di rischio per l'impresa, se la struttura organizzativa non è efficiente, oppure si verificano carenze nella professionalità dei dipendenti o, per esempio, se la struttura retributiva e il percorso di carriera non sono adeguati e se il clima aziendale non è idoneo. Gli esempi di perdite dovute a risorse incompetenti o negligenti sono numerosi, fra questi emergono i casi di inserimento erroneo di dati nei sistemi, errori nella trasposizione dei dati o violazioni di regolamenti.

  • Process Risk: i processi aziendali sono fonte di rischio operativo nel caso in cui si verifichino delle inefficienze nel disegno, nella formalizzazione e nella definizione della struttura degli stessi e quindi nella definizione degli attori che vi prendono parte e del relativo livello di responsabilità e di autorizzazione. Possono risultare inadeguati e quindi essere fonte di rischio operativo tutti i processi aziendali, compresi i modelli valutativi e di calcolo e gli stessi processi di gestione del rischio. Sono fonte di rischio operativo:

    • o le esternalizzazioni di attività aziendali nel caso in cui si verifichino delle carenze / inadeguatezze nei processi di gestione del rapporto con gli outsourcer tali da causare delle perdite all'impresa;
    • o il mancato aggiornamento o l'inadeguata archiviazione delle procedure e normative che formalizzano i processi interni;
    • o mancata/inadeguata/intempestiva emanazione di norme attuative interne in relazione alla normativa esterna vigente.
  • IT Security Risk e IT Risk: i sistemi informativi possono causare perdite all'impresa se non vengono adottate adeguate misure di IT Security oppure nella gestione delle apparecchiature hardware e software. La crescente dipendenza dai sistemi informativi e dalle risorse tecnologiche in genere ha reso questo fattore di rischio sempre più rilevante. Gli esempi di perdita legati a questo fattore sono numerosi, come l'assunzione di rischi eccessivi dovuti a errori di programmi informatici, il mancato rispetto di adempimenti contrattuali dovuto a errori dei sistemi informativi e ancora la perdita di dati rilevanti connessa a fallimenti dei sistemi.
  • Eventi Esterni: gli eventi legati a fattori esterni possono causare perdite all'impresa a fronte di calamità naturali, di prevenzione e sicurezza verso eventi di natura accidentale, a fronte di obsolescenza delle infrastrutture, di prevenzione e di sicurezza verso atti di natura criminosa, nei passaggi autorizzativi per l'esecuzione delle attività operative, nelle misure di controllo verso attività non autorizzate e frodi da parte di dipendenti, di misure preventive verso frodi da parte di esterni, a fronte di un inadeguato e/o non tempestivo aggiornamento della normativa interna in relazione ai mutamenti della normativa esterna da cui deriva.

L'approccio di identificazione del rischio operativo segue una logica di tipo 'bottom up', basata su una metodologia di Risk Self Assessment con l'obiettivo di valutare il livello di rischiosità e la qualità dei controlli posti in essere per mitigare il rischio afferente alle attività operative e ad ogni processo aziendale.

L'obiettivo di tale approccio, basato sull'analisi per Area Funzionale, è l'individuazione degli eventi perdita che potrebbero manifestarsi, la valutazione del possibile impatto e della possibile frequenza di realizzazione di tali eventi, la valutazione dell'efficacia dei controlli a presidio e dei possibili strumenti organizzativi attivabili per la mitigazione del rischio.

La Compagnia ha strutturato, inoltre, con periodicità annuale una valutazione delle perdite effettive subite derivanti da rischi operativi (c.d. LDC – Loss Data Collection). Tale analisi consente inoltre di effettuare un back-test circa la valutazione ex-ante mediante Risk Self-Assessment.

La Compagnia ha inoltre proseguito nei lavori per il completamento del piano di continuità operativa (Business Continuity Plan).

Per quanto riguarda la valutazione del requisito di capitale (SCR), i rischi operativi vengono valutati mediante l'applicazione della Standard Formula. Da un punto di vista della distribuzione del rischio operativo di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo del rischio operativo è pari al 10,9%).

Operational risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo

Relativo Complessivo
Operational risk 10,9% 10,9%

Il rischio normativo di compliance (ovvero di non conformità alle norme) riguarda il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, e subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, quali statuti, codici di condotta o codici di autodisciplina; rischio derivante da modifiche sfavorevoli del quadro normativo o degli orientamenti giurisprudenziali. Il rischio normativo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo: rischio di mancata prevenzione, da parte della Compagnia, della realizzazione di attività a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo; rischio di incorrere

in sanzioni giudiziarie o amministrative, subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza in materia antiriciclaggio e antiterrorismo.

I fattori di rischio legale e di non conformità alle norme sono riconducibili a:

  • Legal enviroment: rischio legato in generale al mancato rispetto delle leggi, sia esso di natura fiscale o di trattamento dati personali. Rischio di controversia causato da un vuoto giuridico o da un inquadramento incompleto o inadeguato degli obblighi e delle responsabilità assegnate alle parti. Assenza di contratti, condizioni carenti di conservazione della documentazione legale. Rischio legato al non rispetto delle leggi sulle imposte legate alla Compagnia. Rischio legato all'antiriciclaggio. Rischio legato alla sicurezza sul lavoro. Rischio legato al mancato rispetto della normativa sulla privacy;
  • Compliance with regulations: inosservanza dei regolamenti e provvedimenti applicabili (leggi assicurative, aziendali o del lavoro). Mancanza di follow-up delle questioni normative. In particolare il fattore di rischio Compliance with regulations (di seguito anche rischio "Normativa") può esporre l'impresa a specifici eventi perdita, legati appunto all'evoluzione della stessa. Mutamenti sfavorevoli del quadro normativo o degli orientamenti giurisprudenziali, possono, infatti, riguardare:
    • o rapporti con l'Autorità di Vigilanza;
    • o rapporti con i clienti;
    • o rapporti con i dipendenti;
    • o sicurezza sui luoghi di lavoro;
    • o rapporti con altri Organi.

In particolare, tale fattore di rischio riguarda l'incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, il subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, con particolare attenzione alle norme relative alla trasparenza e correttezza dei comportamenti nei confronti degli assicurati e danneggiati, all'informativa precontrattuale e contrattuale, alla corretta esecuzione dei contratti, con particolare riferimento alla gestione dei sinistri e, più in generale, alla tutela del consumatore.

Secondo il modello adottato da Credemvita, inoltre, esistono altri rischi/eventi perdita non strettamente riconducibili a fattori di rischio specifici, ma che possono derivare da fattori di rischio riconducibili alle classi di rischio precedentemente illustrate. Si tratta in particolare della classe di rischio legata all'appartenenza al gruppo, della classe di rischio reputazionale, di condotta e ESG, così identificati dalla normativa di settore.

Il rischio reputazionale è inteso come il rischio di deterioramento dell'immagine aziendale e di aumento della conflittualità sia con gli assicurati (dovuto anche alla scarsa qualità dei servizi offerti, al collocamento di polizze non adeguate o al comportamento in fase di vendita, post vendita e di liquidazione) sia con le Autorità di Vigilanza e gli shareholders.

Il rischio reputazionale è generalmente classificato in:

  • rischio reputazionale diretto: incentrato su business sensibili, sulla base di ESG (Ambientale, Sociale e Governance);
  • rischio reputazionale indiretto: basato sulla gestione dell'impatto reputazionale di altri tipi di rischio (eg: rischio operativo, cyber risk, rischio legale, etc).

Si specifica che la valutazione del rischio reputazionale avviene nell'ambito della campagna di Risk Self Assessment afferente alla gestione del rischio operativo. L'identificazione del rischio è effettuata gestionalmente mediante l'analisi:

  • delle procedure di collocamento che contemplano una preventiva valutazione di adeguatezza del contratto finalizzata ad individuare in via preliminare le esigenze assicurative e i bisogni di protezione del cliente, nonché a fornire l'adeguata informativa sul prodotto;
  • dei servizi di assistenza da parte della rete distributiva;
  • del processo di gestione dei reclami;
  • del processo di liquidazione dei sinistri.

Essendo inoltre il rischio reputazionale strettamente connesso ai rischi operativi, informatici e cyber e al rischio di condotta, gli specifici presidi operativi e organizzativi posti in essere per la gestione di tali rischi rappresento un ulteriore elemento a supporto della gestione del rischio reputazionale.

Il rischio di condotta - quale sottocategoria di rischio operativo, di compliance e reputazionale – può essere definito come il rischio attuale o prospettico di perdite conseguenti a casistiche di

offerta inappropriata di prodotti e/o servizi, incluse fattispecie di condotta inadeguata (dolo/negligenza) da parte dell'impresa.

La gestione del rischio di condotta è strettamente connessa alle attività definite nell'ambito del processo POG (disciplinato nella rispettiva Regolamentoi POG). La Compagnia, nell'ambito della gestione del rischio di Condotta, si prefigge i seguenti obiettivi:

  • rendere le iniziative di business orientate e focalizzate sulla figura del cliente. In tale ambito il focus è incentrato sul disegno dei prodotti e la definizione di servizi in linea con le esigenze della clientela;
  • stabilire un codice/sistema di condotta completamente radicato all'interno della struttura aziendale. In tale ambito il focus è incentrato sulla vendita di prodotti / erogazone di servizi assicurando trasparenza informativa verso la clientela,
  • garantire che il business sia nel continuo focalizzato sul conseguimento del miglior risultato per il cliente (cfr. Monitoraggio KPI e KRI), tutelando l'integrità e la condotta della Compagnia nella relazione con la clientela.

Il rischio legato all'appartenenza al gruppo (rischio di 'contagio') è inteso come rischio che, a seguito dei rapporti intercorrenti tra l'impresa e le altre entità del gruppo, situazioni di difficoltà che insorgono in una società del medesimo gruppo possano propagarsi con effetti negativi sulla solvibilità dell'impresa stessa.

In coerenza con la propria strategia e con le politiche in materia degli investimenti, adottata dall'Organo Amministrativo ha definito una propria politica delle operazioni infragruppo e ha determinato appropriati limiti di operatività.

L'identificazione e l'analisi del rischio è effettuata pertanto in coerenza alle categorie e alle controparti delle operazioni stesse, con particolare riguardo alle garanzie eventualmente rilasciate nell'ambito del Gruppo ed in coerenza con le caratteristiche delle seguenti tipologie di operazioni:

  • Operazioni significative (comprese tra il 1% e il 5% del Solvency Capital Requirement di periodo);
  • Operazioni Molto significative (>5% del Solvency Capital Requirement di periodo).

Il rischio ESG (Enviromental, Social and Governance) si pone l'obiettivo di valutare un evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance che, verificandosi, potrebbe provocare un impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell'investimento o sul valore della passività. Questa tipologia di rischio rientra tra i rischi di secondo livello o rischi indiretti in quanto può manifestarsi provocando un impatto negativo su attività e passività influenzando i fattori di rischio già contemplati nelle altre risk category (ad esempio Rischio di Mercato e di Sottoscrizione).

All'interno della categoria dei rischi ESG, particolare rilevanza è assegnata ai rischi climatici in quanto potrebbero generare elevate perdite per le Compagnie Assicurative se non correttamente identificati e gestiti.

Con specifico riferimento ai rischi climatici, in coerenza con le indicazioni del Regolamento Delegato (UE) 2021/1256 della Commissione del 21 Aprile 2021, la Compagnia ha strutturato una serie di analisi sul proprio portafoglio (sia investimenti, sia tecnico/assicurativo) per verificare la materialità dell'esposizione ai rischi climatici e, successivamente, condurre l'analisi di scenario per quantificare l'impatto che essi producono sulle principali grandezze economiche e patrimoniali.

Il Framework sviluppato dalla Compagnia per la gestione del rischio climatico identifica i seguenti step:

  • Identificazione dei fattori di rischio e del perimetro di analisi identificazione e classificazione delle principali fonti di rischio climatico e del perimetro di prodotti e assets potenzialmente impattati secondo le linee guida indicate da EIOPA.
  • Valutazione della materialità la valutazione, propedeutica all'analisi di rilevanza (cfr. punto successivo), è effettuata su ogni singolo perimetro (sia lato Asset, sia Liabilities);
  • Analisi di Rilevanza analisi attivata solo per i rischi identificati come potenzialmente materiali nel punto precedente, ed ha come obiettivo l'identificazione dei rischi climatici rilevanti per il business e per la relativa analisi di stress ai fini ORSA. L'analisi è effettuata su ogni singolo perimetro (sia lato Asset, sia Liabilities) e prevede almeno le seguenti macro attività:
    • o Identificazione dei criteri e delle metodologie da utilizzare sui portafogli esposti al rischio (sia asset, sia liabilities) analizzate nei paragrafi successivi;
    • o Valutazione quali/quantitativa di ogni perimetro identificato rispetto alle metodologie individuate e alle specifiche soglie di materialità.

Il sistema di gestione dei rischi ESG prevede la definizione di indicatori utilizzati per monitorare l'esposizione, con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali insiti nei portafogli Asset e Liabilities della Compagnia.

Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate e i volumi analizzati:

  • Weighted Average Carbon Footprint;
  • Percentuale Climate Policy Relevant Activities;
  • Weighted Average Liabilities Hazard Exposure;
  • Percentuale passività ad alto rischio climatico.

Rischi strategico

Per rischio strategico si intende il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale e di sostenibilità del modello di business, incluso il rischio di non riuscire a generare un adeguato ritorno sul capitale sulla base della propensione al rischio definita dall'impresa, derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, dall' attuazione inadeguata di decisioni, impropria gestione del rischio di appartenenza al gruppo, e dalla scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.

L'analisi dei rischi strategici viene effettuate mediante specifiche analisi si sensitivity in sede ORSA o ogni qualvolta si assista a variazioni significative del mercato, dell'mix di produzione e delle ipotesi sottostanti le valutazioni (a titolo esemplificativo, tassi di riscatto best estimate, ipotesi di minimo garantito, etc).

In tale ambito viene altresì valutata la presenza di potenziali rischi emergenti sulla base delle informazioni derivanti dal piano industriale, dalle evoluzioni di prodotto, dalle variazioni normative e da qualsiasi altra variazione potenzialmente impattante sul profilo di rischio dell'impresa.

In seguito ai risultati di tale analisi, vengono valutati gli eventuali cambiamenti da apportare nella mappa dei rischi aziendali.

Le valutazioni effettuate dalla Compagnia alla data di valutazione hanno consentito di delineare la mappa dei rischi – Framework Solvency II - a cui la Compagnia è esposta (di seguito riportata).

Modulo di rischio Sottomodulo di rischio Esposizione
Underwriting Risk Mortality risk X
Longevity risk X
Disability morbidity risk ---
Life Lapse risk X
Expense risk X
Revisionary risk ---
CAT risk X
Market risk Interest rate risk X
Equity risk X
Property risk X
Spread risk X
Currency risk X
Concentration risk ---
Counterparty default risk Type 1 counterparties X
Type 2 counterparties ---
Operational Risk Operational risk X

Le valutazioni prospettiche dei rischi non hanno rilevato da un punto di vista regolamentare (Solvency II) rischi emergenti in ragione delle azioni previste dalle nuove strategie di investimento e di business. Si evidenzia tuttavia una loro differente composizione in termini di rilevanza rispetto al dato consuntivo. In particolare, pur confermandosi i rischi Life Underwriting superiori ai rischi Market, si inizia ad osservare un ribilanciamento tra le due classi di rischio guidato in particolar modo da una riduzione del rischio Lapse Mass come conseguenza indiretta delle dinamiche dei tassi in progressiva riduzione rispetto al 2023.

Con riferimento ai dati prospettici e a quelli monitorati alla data di valutazione, l'analisi ha permesso di individuare i sotto moduli di rischio maggiormente significativi e impattanti per la Compagnia, che risultano essere i sotto moduli di rischio Equity, Spread, Currency, Operational e Lapse Mass. Anche se da un punto di vista del requisito di capitale generato il modulo di rischio Interest Rate, alla data di valutazione, non rappresenta un modulo di rischio rilevante (anche per via di un gap di duration tra attivi e passivi sostanzialmente contenuto), tuttavia per gli effetti indiretti che esso può generare, tale fattore di rischio viene considerato tra i rischi principali d'attenzionare.

Inoltre si conferma l'esposizione della Compagnia al rischio Spread sui Governativi ITA (rischio non contemplato nella Formula Standard). La Compagnia nelle proprie valutazioni prende in considerazione tale fattore di rischio mediante specifiche analisi di sensitivity effettuate periodicamente (almeno con frequenza trimestrale) e all'interno del Report ORSA YE 31.12.2023. Le analisi quali/quantitativa sull'adeguatezza del Profilo di Rischio della Compagnia rispetto i requisiti sottostanti l'applicazione della Formula Standard sono risultate positive.

Le risultanze delle attività di valutazione dei rischi hanno evidenziato una volatilità nell'evoluzione della solvibilità della Compagnia derivante dalle fluttuazioni dello spread BTP/Bund e dalle dinamiche collegate ai tassi di interessi. Tuttavia, tale volatilità dell'indice di solvibilità, è governata dalla Compagnia mediante l'attivazione di specifici presidi organizzativi e di monitoraggio.

Oltre al calcolo degli impatti dovuti ai rischi di natura quantificabile, la Compagnia gestisce e monitora anche i rischi non rientranti nell'ambito della Formula Standard e i cosiddetti rischi non quantificabili da un punto di vista regolamentare, quali:

  • rischio spread sui titoli governativi;
  • rischio di liquidità;
  • rischio ALM;
  • rischio di non conformità alle norme;
  • rischio di appartenenza al gruppo;
  • rischio reputazionale;
  • rischio condotta
  • rischio ESG (con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali);
  • rischio strategico;
  • rischi emergenti.

Allo stato attuale, tali tipologie di rischio hanno un livello di gestione coerente con la loro rilevanza. Esse sono periodicamente monitorate e valutate. E dalle valutazioni condotte non comportano un add-on in termini di capitale regolamentare.

Al momento non vi sono risultati che evidenzino situazioni di criticità in termini di solvibilità derivanti dai rischi strategici. Tuttavia, anche alla luce del contesto attuale, verrà mantenuto un attento monitoraggio con il fine di intercettare possibili variazioni del contesto macro-economico e/o di business che possono avere impatti significativi sugli Own Funds della Compagnia e sul rischio Lapse Mass.

CREDEMASSICURAZIONI S.P.A.

Approccio alla gestione del rischio di Credemassicurazioni

Strategie e gestione del rischio

Credemassicurazioni S.p.A opera sulla scorta di una strategia di assunzione e gestione dei rischi basata su criteri di sana e prudente gestione e coerente con il livello patrimoniale dell'impresa. Tale strategia si fonda su principi di valutazione dei rischi che considerano gli aspetti relativi alla loro rilevanza/significatività. L'approccio seguito nella gestione dei rischi è fondato sul criterio di proporzionalità e viene delineato in apposite politiche interne ai sensi del Regolamento IVASS n.38/2018, per ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia.

Il quadro di riferimento per lo sviluppo dei processi di gestione dei rischi si concretizza attraverso la definizione dei seguenti elementi fondanti:

  • I criteri di identificazione, misurazione, gestione, reporting e controllo dei rischi aziendali;
  • I livelli di propensione e tolleranza al rischio (il c.d. Risk Appetite Framework);
  • Il modello organizzativo del sistema di gestione dei rischi;
  • Le strategie e le politiche di gestione dei rischi;
  • L'integrazione del sistema di gestione dei rischi con i processi decisionali.
  • I piani di emergenza.

I principi generali adottati per la definizione del sistema di gestione del rischio considerano quindi:

  • la verifica della coerenza tra il livello di rischio assunto e il livello di patrimonio disponibile atteso (Risk Appetite);
  • la misurabilità/valutazione dei rischi (per quelli quantificabili) per permettere al management di valutare l'impatto degli stessi sull'andamento aziendale;
  • la determinazione di processi e presidi operativi per quelli non quantificabili;
  • la presenza di un sistema di monitoraggio continuativo del profilo di rischio attuale e prospettico e dei relativi indicatori di rischio identificati.

Il modello organizzativo di gestione del rischio della Compagnia coinvolge tutte le strutture aziendali, dalle funzioni tecnico/operative ivi incluse le Funzioni di Fondamentali, il Consigliere Incaricato e il Consiglio di Amministrazione. Tale quadro di riferimento è formalizzato all'interno della Policy di Gestione dei Rischi, (e relativi allegati), della Policy di Risk Appetite Framework (e relativi allegati) e le ulteriori Policies redatte dalla Compagnia ai sensi del Regolamento IVASS n.38/2018, per ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia.

La formulazione di preliminari linee guida strategiche da parte del Consiglio di Amministrazione indirizza la calibrazione degli obiettivi di rischio – definiti nel Risk Appetite Framwork (c.d. RAF) - e lo sviluppo del Piano Strategico. Tali attività sono significativamente interrelate e vengono sviluppate considerando la situazione di partenza della Compagnia, la visione prospettica del contesto esterno, i profili di rischio e gli orientamenti in termini di sviluppo e innovazione dei prodotti (in coerenza con il processo POG) e di rischio. Il RAF rappresenta il quadro che definisce la propensione al rischio, gli indicatori di rischio, i limiti e le soglie di tolleranza, le linee guida, i principi, quindi la struttura all'interno della quale sono definiti i limiti di rischio, le politiche di governo dei rischi, i processi e le procedure di riferimento necessari per individuarli, monitorarli e gestirli. La definizione del RAF tiene conto dei seguenti aspetti:

  • la strategia della Compagnia, ivi inclusi gli obiettivi di governance ed organizzativi, il business plan, i vincoli finanziari, nonché normativi e le aspettative degli stakeholders;
  • gli aspetti chiave del business della Compagnia;
  • la volontà e la capacità di assumere rischi;
  • le competenze, le risorse e la tecnologia a disposizione della Compagnia per gestire e monitorare le esposizioni al rischio.

Nel continuo, la Funzione di Risk Management supporta gli organi aziendali nelle scelte derivanti dall'attuazione del piano agevolando la comprensione e la consapevolezza dei rischi assunti/assumibili e il presidio degli stessi.

Identificazione e classificazione dei rischi – mappa dei rischi

La regolamentazione di settore, recante disposizioni in materia di sistema di gestione dei rischi, richiede alle imprese di effettuare una catalogazione dei rischi a cui esse sono esposte indipendentemente dalla circostanza che siano quantificabili, in funzione della natura, della portata e complessità inerenti all'attività svolta, in ottica attuale e prospettica, nonché gli effetti indiretti connessi ai rischi significativi.

Tale catalogazione costituisce il linguaggio comune per lo svolgimento di tutte le attività connesse con il sistema di gestione dei rischi aziendali.

I rischi della Compagnia sono classificati nelle seguenti principali classi:

  • Rischi sottoscrizione (o tecnici assicurativi);
  • Rischi di mercato:
    • o Rischi Mercato;
    • o Rischio ALM;
    • o Rischio Liquidità.;
  • Rischi di credito e counterparty;
  • Rischi operativi:
    • o Rischi Operativi;
    • o Rischio Informatico e Cyber Risk;
  • Rischi di non conformità alle norme;
  • Rischi indiretti o di secondo livello;

    • o Rischio legato all'appartenenza al gruppo;
    • o Rischio reputazionale;
  • o Rischi di condotta;

  • o Rischi ESG;
  • Rischi strategici;
  • Rischi emergenti.

Il processo di identificazione dei rischi cui la Compagnia è esposta costituisce un elemento fondamentale per la corretta implementazione e valutazione del più ampio processo di gestione dei rischi. Credemassicurazioni, in linea con la Normativa Regolamentare, ha previsto una procedura di censimento dei rischi, da intendersi come strumento metodologico di supporto nello svolgimento delle attività di individuazione e valutazione dei rischi che permetta di raccogliere in via continuativa informazioni sui rischi, interni ed esterni, esistenti e prospettici a cui è esposta, e che possono interessare tutti i processi operativi e le aree aziendali. Per sua natura tale procedura è continua in evoluzione in base al progressivo affinamento del sistema di gestione dei rischi e all'evoluzione del quadro normativo di riferimento.

La procedura di censimento dei rischi di Credemassicurazioni si articola in quattro fasi:

  • analisi del piano strategico aziendale e individuazione dei fattori di rischio emergenti;
  • individuazione dei fattori di rischio esterni;
  • individuazione dei fattori di rischio operativi (ivi inclusi quelli informatici e di cyber risk), di non conformità alle norme e di secondo livello;
  • individuazione dei fattori di rischio strategico.

Le modalità adottate per l'identificazione dei rischi si basano sostanzialmente su uno o più dei seguenti approcci:

  • Risk Assessment specifici (per famiglie di rischio);
  • Valutazioni delle differenze tra ogni assunzione di rischio e il risultato attuale;
  • Eventi perdita o errori accaduti;
  • Revisione dei processi, della matrice dei rischi normativa o risk assessment normativi;
  • Brainstorming con il management e i risk owner;
  • Valutazioni di Internal/External Audit
  • Comunicazioni e confronti con i regulator;
  • Altri eventi esterni;
  • Reporting trasmesso dalle arre funzionali della Compagnia.

Una volta che i rischi sono stati identificati essi vanno a costituire la mappa dei rischi della Compagnia.

Valutazione dei Rischi

Il processo di valutazione dei rischi è realizzato sia con logiche attuali sia con logiche prospettiche ed integra metodologie ed approcci di carattere quantitativo e qualitativo.

La valutazione dei rischi è effettuata su base individuale, a livello di singolo rischio, e su base aggregata, per tener conto delle interrelazioni fra le fonti di rischio. Vengono inoltre considerati gli effetti indiretti connessi ai rischi più significativi.

La frequenza della valutazione dei rischi dipende dalla tipologia dei rischi, dagli strumenti e dalle metodologie di valutazione utilizzate ed è stabilita in coerenza con la frequenza e le esigenze dei processi strategici e decisionali della Compagnia. La frequenza di valutazione dei rischi in ottica prospettica è coerente con il processo annuale di pianificazione strategica.

Accanto alla gestione ordinaria del processo di valutazione dei rischi, è prevista una gestione all'occorrenza, in ragione di eventi che possano determinare una variazione significativa del profilo di rischio. In particolare, sono stati identificati i seguenti principali eventi:

  • l'aggiornamento del piano strategico;
  • un'acquisizione o un disinvestimento che modifichi sensibilmente il business, il profilo di rischio o la posizione di solvibilità;
  • una variazione significativa nei mercati finanziari che determini un notevole impatto sul portafoglio attivi della compagnia;
  • una variazione significativa nelle passività della Compagnia;
  • una riduzione della posizione di solvibilità al di sotto di valori critici;
  • un cambiamento significativo del quadro regolamentare;

  • un cambiamento significativo del profilo di rischio e l'insorgere di nuovi rischi;

  • un cambiamento significativo dei processi, sistemi e procedure aziendali.

Strumenti e Metodologie di Misurazione

La Compagnia ha definito ai sensi della normativa regolamentare un processo di valutazione e analisi dei rischi basato sostanzialmente sugli strumenti e metodologie legate a:

  • Metodologie sviluppate nell'ambito della procedura di profilazione dei rischi: indicatori di rischio i quali possono essere costruiti ai seguenti approcci metodologici:
    • o regolamentari ovvero fondati sui principi alla base delle grandezze regolamentari Solvency II;
    • o gestionali ovvero basati su concetti generali come ad esempio esposizione, concentrazione, volatilità, perdita attesa o potenziale, e/o volti a valutare quei rischi non ricompresi nella formula standard e/o ad integrare la valutazione degli stessi rischi regolamentari;
    • o qualitative.

Oltre alle metodologie alla base di tali indicatori di rischio, la misurazione del rischio della Compagnia, sia attuale che prospettica, si basa sulle metodologie regolamentari per il calcolo del Requisito di Capitale (cfr. SCR): la metodologia di riferimento è quella della Formula Standard.

Tutte queste grandezze, oltre a costituire l'impianto per il monitoraggio nel continuo alla base del modello organizzativo di gestione del rischio, rappresentano gli elementi alla base della metodologia per la profilazione del rischio della Compagnia. Tale attività ha come obiettivo l'individuazione e valutazione dei fattori di rischio e l'attribuzione ad ognuno di essi di un livello di significatività.

  • Applicazione del Volatility Adjustments: le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi regolamentari della Compagnia prevedono l'utilizzo del Volatility Adjustment come Long Term Guarantee measure. Il Volatility Adjustment viene applicato sul totale delle passività detenute dalla Compagnia vendute interamente in Italia e nella valuta Euro. Non viene applicato dalla Compagnia il Matching Adjustment. Al fine di una maggiore comprensione degli effetti derivanti dall'applicazione del Volatility Adjustment sulle riserve tecniche e sui fondi propri, la Compagnia effettua inoltre analisi di sensitivity ogni qualvolta lo scostamento tra la curva risk free EIOPA e la curva risk free EIOPA con volatility Adjustement risulti significativo.
  • Sensitivity, stress test e scenario test: ai sensi dell'Art. 19, comma 4 del Reg. IVASS n.38, la Funzione Risk Management, allo scopo di valutare in ottica attuale e prospettica gli impatti sulla situazione economica e patrimoniale derivanti da andamenti avversi dei principali fattori di rischio, effettua, per ciascuna delle fonti di rischio identificate come maggiormente significative, analisi di stress test e sensitivity.
  • Risk Self Assessment sui rischi operativi (ivi inclusi il rischio informatico e il cyber risk).

Gestione dei Rischi

L'obiettivo del sistema di gestione dei rischi consiste nel mantenere i rischi cui la Compagnia è esposta a un livello definito accettabile, attraverso l'indicazione della propensione e della tolleranza al rischio stabilite in coerenza con l'obiettivo di salvaguardia del patrimonio delle stesse a garanzia della continuità aziendale. Le linee guida in tema di gestione dei rischi sono riportate nelle singole politiche redatte, riviste ed approvate annualmente dal Consiglio di Amministrazione, previo passaggio con il Consigliere Incaricato al controllo interno e ai rischi. Elementi costitutivi della gestione dei rischi sono:

Risk Appetite Framework

La Compagnia si è dotata di un Risk Appetite Framework (cfr. RAF) che definisce la propensione al rischio, le soglie di tolleranza, i limiti di rischio, le politiche di governo dei rischi nonché i processi di riferimento necessari per definirli e attuarli. Nell'ambito dell'attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva la propria propensione al rischio. Il processo di definizione/revisione del Risk Appetite Framework si affianca pertanto al processo di Pianificazione Strategica/Operativa (Budget) e tiene conto della valutazione interna del rischio e della solvibilità. Tali elementi non sono infatti disgiunti, ma si influenzano a vicenda con l'obiettivo di ottenere la massimizzazione del profilo rischio – rendimento della Compagnia. La definizione del RAF tiene conto dei seguenti aspetti:

  • la strategia della Compagnia, ivi inclusi gli obiettivi organizzativi, il piano strategico, i vincoli finanziari, nonché normativi e le aspettative degli stakeholders;

  • gli aspetti chiave del business della Compagnia;

  • la volontà e la capacità di assumere rischi;
  • le competenze, le risorse e la tecnologia a disposizione della Compagnia per gestire e monitorare le esposizioni al rischio.

La propensione al rischio della Compagnia congiuntamente alla valutazione del sistema di governo societario adottato nonché alla mappatura e identificazione dei fattori di rischio e ad una generale applicazione del principio della persona prudente, rappresentano i principali elementi costitutivi alla base della determinazione del modello organizzativo di gestione dei rischi (specifico per ogni classe di rischio).

Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework (c.d. RAF), al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi della Compagnia stessa.

Si declinano, di seguito, i concetti rilevanti ai fini della definizione del RAF:

  • il Risk Profile rappresenta il rischio effettivo della Compagnia valutato in un determinato istante temporale;
  • il Risk Appetite rappresenta la vera e propria propensione al rischio da parte della Compagnia e costituisce, quindi, il livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici;
  • la Risk Tolerance individua la soglia massima di tolleranza del rischio, fissata al fine di assicurare alla Compagnia margini sufficienti per operare sia in fase di normale corso degli affari sia in condizioni di mercato particolarmente stressate;
  • la Risk Capacity, invece, rappresenta il massimo rischio assumibile dalla Compagnia; è costituito quindi dal livello di rischio che essa è in grado di assumere a suo carico senza violare i requisiti regolamentari o gli altri vincoli imposti dall'autorità di vigilanza.
  • Risk Preferences, rappresentano le preferenze in materia di selezione dei rischi, sintetizzano il collegamento tra Risk Appetite e Strategia, caratterizzano gli elementi qualitativi del RAF.

Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework, al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi. In particolare il piano strategico, partendo dal profilo di rischio della Compagnia al momento della redazione del piano stesso, tiene conto del rischio assumibile senza violare i requisiti regolamentari o altri vincoli imposti dall'Autorità di Vigilanza, l'appetito al rischio (ovvero del livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici) e la tolleranza al rischio (ovvero la soglia massima di scostamento rispetto all'appetito al rischio) fissate dal Consiglio di Amministrazione.

La Compagnia ha inoltre definito una Politica di Gestione del Capitale e un Piano di Gestione del Capitale il cui scopo è quello di adottare procedure atte ad accertare la salvaguardia dei requisiti regolamentari e dei livelli obiettivo di Risk Appetite nonché di garantire che, sia al momento dell'emissione che successivamente, gli elementi dei Fondi Propri a cui l'impresa intende attingere al fine di realizzare gli obiettivi di business stabiliti in sede di pianificazione strategica, soddisfino i requisiti regolamentari definiti da EIOPA e siano correttamente classificati. Tale Piano è stato redatto coerentemente con le risultanze della valutazione prospettica dei rischi secondo l'approccio Solvency II (ORSA), con gli obiettivi e le metodologie stabilite nella Politica di Gestione del Capitale e con i requisiti di solvibilità stabiliti dal Regolatore, al fine di garantire la solidità patrimoniale della Compagnia nell'esercizio della propria attività e nei suoi possibili sviluppi futuri. Indicatori di Rischio

In coerenza con quanto disciplinato nella Policy di Risk Appetite Framework, la gestione dei rischi in ottica attuale e prospettica della Compagnia si basa sulla definizione di indicatori per ogni categoria di rischio.

La Compagnia distingue i rischi tra:

  • rischi quantificabili aventi impatto patrimoniale, per i quali la Compagnia determina il requisito di capitale;
  • rischi quantificabili per i quali la Compagnia non determina il requisito di capitale (ad es. liquidità, cash flow matching) che vengono misurati con metriche e limitazione specifiche;

  • rischi difficilmente quantificabili, valutati in maniera qualitativa, che per loro natura e caratteristiche, risultano di difficile quantificazione e non sono coperti dai requisiti di capitale richiesti dalla Normativa, anche se il verificarsi dell'evento a questi associato comporterebbe delle conseguenze rilevanti per l'attività svolta dalla Compagnia.

Gli indicatori sono ulteriormente suddivisi in:

  • indicatori di I° livello: sono indicatori finalizzati principalmente al rispetto dei vincoli di solvibilità. Sono indicatori di possibili impatti negativi e forniscono avvertimenti atti ad identificare potenziali eventi dannosi che minacciano il raggiungimento degli obiettivi e la continuità del Business. Tali indicatori sono integrati all'interno della Policy RAF e ad essi viene associato un Risk Appetite, una Risk Tolerance e una Risk Capacity e il relativo sistema di Risk Appetite Statement;
  • indicatori di early warning: al fine di effettuare un monitoraggio preventivo e nel continuo sugli indicatori di solvibilità sono stati inoltre definiti degli indicatori di early warnig volti ad intercettare fenomeni e/o eventi di potenziale elevata criticità e o attenzione;
  • indicatori di II° livello: sono indicatori di tipo operativo/gestionali funzionali ad irrobustire le attività di monitoraggio dei rischi ed eventualmente fornire segnali preventivi ad un potenziale deterioramento delle metriche di I° Livello. Tali indicatori sono integrati all'interno della Policy di Gestione dei Rischi e della Politica di Gestione dei Rischi del Fondo Pensione Aperto.

Nell'ambito generale del sistema di gestione dei rischi la Compagnia definisce inoltre specifici limiti operativi che declinano gli obiettivi di rischio (ad es. in termini di esposizione, concentrazione, etc.) coerenti con l'appetito al rischio della Compagnia.

Il principale indicatore di I° Livello della Compagnia è il Solvency II Ratio ovvero il rapporto tra Eligible Capital e Solvency Capital Requirement. La Compagnia si prefigge l'obiettivo di avere un livello di Capitale Economico adeguato e in linea con gli obiettivi strategici, superiore ad un prefissato livello di Solvency Ratio come di seguito riportato:

  • Risk Appetite: 230%;
  • Risk Tolerance: 180%;
  • Risk Capacity: 130%.

Nell'ambito della definizione del RAF risulta necessario fissare il livello di rischio che, se non rispettato dal Risk Profile della Compagnia, necessita di interventi correttivi. Le soglie individuano dunque i binari all'interno dei quali la Compagnia può condurre la sua azione finalizzata al raggiungimento degli obiettivi di business. La violazione di queste soglie richieda un processo di escalation da parte della Compagnia e la definizione di specifici piani di intervento per fare fronte alla situazione.

Monitoraggio e Reporting

Il modello organizzativo di gestione del rischio di Credemassicurazioni coinvolge tutte le strutture aziendali, dalle funzioni operative (coinvolte nella gestione dei rischi sui processi di propria competenza) ivi incluse le Funzioni di Fondamentali, il Consigliere Incaricato e il Consiglio di Amministrazione.

In tale contesto, la funzione di Risk Management funge inoltre da coordinatore delle attività di monitoraggio dei rischi. Più in particolare, concorre alla definizione delle metodologie di misurazione dei rischi e dei limiti operativi, definendo appropriate procedure di verifica, ed ha il compito di validare i flussi informativi dell'attività di monitoraggio dei rischi, predisporre la reportistica per i vertici aziendali e verificare la coerenza dei modelli di misurazione dei rischi con l'operatività svolta dall'impresa.

I rischi sono monitorati in maniera continuativa dalla funzione di Risk Management e dalle singole funzioni competenti; a tal fine è stato sviluppato e affinato progressivamente il reporting relativo all'evoluzione dei rischi nei confronti del Consiglio di Amministrazione, del Consigliere Incaricato per i Controlli Interni e i Rischi, del CRO, dell'Alta Direzione e delle strutture operative competenti al fine di migliorare la comunicazione dei risultati e consentire una maggior comprensione delle tematiche connesse alla valutazione dei rischi.

Il modello di gestione dei rischi adottato da Credemassicurazioni è caratterizzato da:

  • una fase di aggiornamento degli indicatori di rischio e/o dei limiti operativi per il governo del rischio a seconda delle esigenze organizzative e/o a seguito di variazioni del contesto interno o esterno, o qualora non siano più in linea con il profilo di rischio richiesto dall'Organo Amministrativo;

  • una conseguente attività di monitoraggio degli indicatori e dei limiti operativi e di governo del rischio. Le attività di verifica del rispetto dei livelli di tolleranza al rischio definiti dal Consiglio di Amministrazione si sostanziano in specifici presidi organizzativi atti a garantire il rispetto dei limiti stessi, ad attivare tempestivi processi di segnalazione a fronte di eventuali rilevazioni di superamento e a definire specifici piani di rientro a seguito delle segnalazioni stesse.

Nell'ambito del sistema di gestione dei rischi e coerentemente con quanto previsto dalla Normativa, il Consiglio di Amministrazione ha formalizzato un set di politiche e allegati, che, relativamente ad ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono su Credemassicurazioni, dettagliano gli obiettivi, i compiti, le responsabilità, il processo e definiscono gli strumenti e le procedure, anche di reporting, necessarie ad individuare e conseguentemente gestire ogni ambito di rischio. Tali documenti, inoltre, hanno l'obiettivo più generale di contribuire alla diffusione della cultura del controllo e di gestione dei rischi all'interno della società.

Il rispetto e l'applicazione dei documenti sono garantiti dalla presenza del Sistema dei Controlli Interni costituito da un insieme di regole, procedure e tecniche di controllo e strutture organizzative volto ad assicurare il corretto funzionamento ed il buon andamento dell'impresa.

Analisi dei rischi

La Compagnia ha definito ai sensi della Regolamentazione di settore, un processo di analisi dei rischi che include sia una valutazione qualitativa sia, per quelli quantificabili, l'adozione di metodologie di misurazione dell'esposizione al rischio, incluso, un sistema di determinazione dell'ammontare della massima perdita potenziale sia in ottica attuale che prospettica. Tali analisi consento di effettuare in maniera continuativa una profilazione dei rischi a cui l'impresa è esposta. Si specifica che la Compagnia per le valutazioni del requisito patrimoniale di solvibilità secondo il regime normativo Solvency II utilizza la Formula Standard conformemente a quanto definito nel Regolamento delegato (UE) 2019/981 della Commissione. Pertanto, le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi tengono conto di tutti i rischi, compresi nel framework della Formula Standard, a cui l'impresa è esposta.

Al fine di valutare nel continuo la propria situazione di solvibilità, la Compagnia provvede inoltre su base trimestrale al calcolo del proprio requisito di capitale, alla determinazione dei fondi propri ammissibili e della relativa qualità e composizione, verificando nel contempo il rispetto dei limiti operativi e della propensione al rischio. Specifiche valutazioni di stress test e sensitivity vengono effettuate con la stessa frequenza sulle grandezze patrimoniali. Adeguata documentazione viene rendicontata al Consiglio di Amministrazione e trasmessa all'Organo di Vigilanza tramite i Quantitative Reporting Template (QRT). Con la stessa frequenza viene verificato il rispetto degli indicatori di I° Livello declinati nel Risk Appetite Framework.

Qualora nell'ambito delle diverse attività di monitoraggio effettuate dalla Compagnia dovessero emergere scostamenti continuativi e/o significativi del profilo di rischio rispetto all'Appetito al Rischio dell'impresa, scostamenti significativi rispetto alle principali ipotesi tecniche/finanziarie/di mercato/di prodotto definite nell'ambito del Piano Strategico (e quindi nelle valutazioni ORSA), viene effettuata un'attività di Non-Regular ORSA al fine di valutare gli impatti di tali variazioni anche in ottica prospettica.

La Compagnia nel corso dell'esercizio 2023 ha adempiuto alle seguenti scadenze normative:

  • Predisposizione ed invio all'Autorità di Vigilanza, entro i termini regolamentari, delle reportistiche trimestrali (QRT) richieste dal Pillar III;
  • Predisposizione del Regular Supervisory Report RSR (Relazione periodica all'Autorità di Vigilanza) con riferimento alla data di esercizio 31.12.2022, deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Marzo 2023 ed inviati entro il termine regolamentare ad IVASS;
  • Predisposizione del Solvency Financial Condition Report SFCR (Relazione sulla solvibilità e sulla condizione finanziaria) con riferimento alla data di esercizio 31.12.2022, deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Marzo 2023 ed inviati entro il termine regolamentare ad IVASS;
  • Realizzazione delle elaborazioni ORSA necessarie alla valutazione del profilo di solvibilità del piano strategico 2023-2025 e alla predisposizione del Report ORSA delibero dal Consiglio di Amministrazione di Aprile 2023 ed inviato, entro la scadenza regolamentare, ad IVASS.

Si specifica infine che in continuità con gli anni precedenti (attività avviata a partire dal mese di marzo 2020), la Compagnia continua a partecipare su richiesta dell'Autorità di vigilanza alle seguenti attività:

  • monitoraggio mensile della posizione di solvibilità.

Rischi di sottoscrizione (o tecnici assicurativi)

Si definisce Rischio di Sottoscrizione - il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative dovuto ad ipotesi inadeguate in materia di fissazione di prezzi e di costituzione delle riserve tecniche (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 4 del CAP).

Nell'ambito del Framework dei rischi della Compagnia, tale rischio può essere ulteriormente distinto nelle seguenti categorie:

  • Rischio di assunzione: rappresenta il rischio derivante dalla sottoscrizione dei contratti di assicurazione, collegato agli eventi assicurati, ai processi seguiti per la tariffazione e selezione dei rischi, all'andamento sfavorevole della sinistralità effettiva rispetto a quella stimata.
  • Rischio di riservazione, ovvero il rischio connesso alla quantificazione di riserve tecniche non sufficienti a coprire gli impegni assunti nei confronti degli assicurati e dei danneggiati.
  • Rischio catastrofale, ovvero il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative, derivante dall'incertezza significativa delle ipotesi relative alla determinazione dei premi e alla costituzione delle riserve in rapporto al verificarsi di eventi estremi ed eccezionali legati ad eventi naturali o causati dall'uomo.
  • Rischio lapse, rappresenta il rischio derivante dall'esercizio di opzioni da parte degli assicurati eventualmente contenute nei contratti non-life, quali ad esempio l'opzione di rescindere il contratto prima della scadenza pattuita o l'opzione di rinnovo del contratto secondo condizioni precedentemente stabilite.

Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di sottoscrizione di Credemassicurazioni secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di redazione della presente sezione (si precisa che il peso complessivo dei rischi Health NSLT underwriting è pari al 83,2%).

Non Life risk - risk/sum of risk components - relativo e IVQ 2023
complessivo % Relativo % Complessivo
Non-Life premium and reserve risk 56,7% 30,6%
Non-Life lapse risk 31,6% 17,0%
Non-life CAT risk 11,7% 6,3%
Health risk - risk/sum of risk components - relativo e IVQ 2023
complessivo % Relativo % Complessivo
Health premium and reserve risk 75,0% 22,0%
Health Lapse risk 22,0% 6,5%
Health CAT 2,9% 0,9%
Health SLT Mortality risk 0,0% 0,0%
Health SLT Longevity risk 0,0% 0,0%
Health SLT Disability morbidity risk 0,0% 0,0%
Health SLT Lapse risk 0,0% 0,0%
Health SLT Expense risk 0,0% 0,0%
Health SLT Revision risk 0,0% 0,0%

La Compagnia adotta, nei confronti di tali rischi, linee guida che:

  • illustrano i tipi di rischi assicurativi che intende assumere;
  • evidenziano le caratteristiche dell'attività di assicurazione (prodotti, canali distributivi, rischi esclusi);
  • descrivono le modalità volte a garantire che la raccolta premi sia adeguata a coprire i sinistri previsti e le relative spese;
  • illustrano le modalità con cui l'impresa tiene conto della riassicurazione o di altre tecniche di mitigazione del rischio nel processo di progettazione di un nuovo prodotto assicurativo e del calcolo del relativo premio;
  • illustrano le modalità con cui l'impresa tiene conto delle limitazioni degli investimenti nel processo di progettazione di un nuovo prodotto assicurativo e del calcolo del relativo premio.

La Compagnia misura e monitora la propria esposizione al rischio di sottoscrizione considerando il portafoglio complessivo, oltre a verificare la conformità ai limiti ed alle politiche definite.

L'identificazione dei rischi viene effettuata con riferimento ai nuovi prodotti e al portafoglio in essere:

  • Nuovi prodotti: coerentemente con il Piano Strategico, la rilevazione dei rischi connessi ai nuovi prodotti viene effettuata sulla base delle loro caratteristiche tecniche nell'ambito del processo di ORSA. Inoltre, in coerenza con il processo finalizzato alla creazione e lancio dei nuovi prodotti definito nell'ambito del più generale processo POG (Product Oversight and Governance), la funzione Risk Management è chiamata a redigere una specifica analisi di rischiosità (c.d. scheda rischi) del singolo prodotto i cui esiti sono trasmessi al Comitato di Direzione e Product Governance.
  • Portafoglio in essere: con riferimento al portafoglio in essere, l'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici del portafoglio e delle misure di assorbimento di capitale determinate attraverso lo strumento utilizzato dalla Compagnia per il calcolo del SCR (Standard Formula). Le informazioni relative all'andamento tecnico complessivo rispecchiano sinteticamente i risultati tecnici dei singoli Rami e quindi dei prodotti presenti in portafoglio (che in generale possono comprendere più Rami).

Si riportano sinteticamente di seguito le principali misure di rischio utilizzate:

  • SCR Non-life underwriting risk e relativi sottomoduli di rischio (valutato sia al lordo sia al netto della Riassicurazione);
  • SCR Health underwriting risk e relativi sottomoduli di rischio (valutato sia al lordo sia al netto della Riassicurazione);
  • Distribuzione delle Best Estimate (Non-Life ed Health NSLT) valutate sia al lordo sia al netto della Riassicurazione;
  • Risk Margin (Non-Life ed Health NSLT);
  • Combined Ratio;
  • Loss Ratio;
  • Expense Ratio.

Rischi di mercato

Si definisce rischio di mercato, il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante, direttamente o indirettamente, da oscillazioni del livello e della volatilità dei prezzi di mercato delle attività, delle passività e degli strumenti finanziari (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 3 del CAP).

I rischi di mercato risentono dell'andamento congiunturale del ciclo economico, che può amplificarne o eventualmente diminuirne la significatività, soprattutto se il portafoglio titoli della Compagnia è particolarmente concentrato in determinati settori, valute o aree geografiche.

Tale rischio può essere distinto nei seguenti fattori di rischio:

  • Rischio tasso di interesse: il valore degli attivi di una impresa di assicurazione è sensibile a variazioni dei tassi di interesse. Inoltre, se i flussi finanziari generati dalle attività e quelli generati dalle passività di un'impresa non sono perfettamente allineati per scadenza, periodicità degli eventuali pagamenti e per natura dei tassi degli investimenti (maturity mismatching, interest rate mismatching, reset date mismatching, basic mismatching), uno shock (positivo o negativo) dei tassi di interesse può produrre variazioni non sincronizzate nel valore delle attività e delle passività. Sostanzialmente l'esposizione al rischio tasso di interesse si riferisce a tutte le attività e le passività il cui valore è "sensibile" ai cambiamenti nella struttura a termine dei tassi di interesse o alla volatilità dei tassi di interesse;
  • Rischio azionario: i valori di mercato delle posizioni assunte dall'impresa possono essere sensibili all'andamento dei mercati azionari (per esempio nel caso di contratti le cui prestazioni sono collegate al valore di un titolo azionario);
  • Rischio tasso di cambio: il valore di mercato delle posizioni assunte dall'impresa può essere sensibile a variazioni dei tassi di cambio (per esempio nel caso di titoli azionari o obbligazionari denominati in valuta estera). Questo fattore di rischio, quindi, assume particolare rilevanza per le imprese di assicurazione in presenza di attività a copertura delle riserve tecniche denominate in una valuta diversa da quella dei corrispondenti impegni tecnici assunti contrattualmente. Infatti, poiché la conversione di valute avviene alla chiusura d'esercizio al cambio corrente, in corrispondenza di detta data possono realizzarsi delle plus/minusvalenze a causa della variazione dei tassi di cambio;
  • Rischio immobiliare: qualora gli attivi di un'impresa di assicurazione siano investiti in immobili, i valori di tali attività sono sensibili all'andamento dei prezzi di mercato degli stessi;
  • Rischio credito: ogni volta che un'impresa di assicurazione sottoscrive strumenti finanziari, può incorrere nel rischio di insolvenza del proprio debitore il quale potrebbe non essere in grado sia di adempiere alle proprie obbligazioni sia di incorrere nel rischio di un peggioramento merito creditizio, con conseguente riduzione del valore del titolo. L'esposizione al rischio credito si

riferisce ad attività, passività e strumenti finanziari sensibili alla variazione degli spread creditizi;

  • Rischio concentrazione: l'esposizione al rischio di concentrazione, che deriva da una variazione inattesa dei prezzi, del valore delle esposizioni verso emittenti su cui si ha un accumulo di esposizione con la stessa controparte, si riferisce alle attività soggette al rischio azionario, al tasso di interesse e spread e al rischio immobiliare inclusi nel rischio di mercato, ed esclude le attività soggette al rischio di inadempimento di controparte. Al momento a livello regolamentare sono esclusi anche i titoli di stato;
  • Altre esposizioni in assets: Tale fattore di rischio si concretizza nel rischio mercato legato a private equity, strumenti alternativi, infrastrutture, prodotti legati all'inflazione e ibridi.

I fattori di rischio di mercato vengono principalmente individuati nelle classi di bilancio specifiche del Portafoglio di Proprietà.

Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di mercato di Credemassicurazioni secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di redazione della presente sezione (si precisa che il peso complessivo dei rischi market è pari al 9,3%).

Market risk - risk/sum of risk components - relativo e IVQ 2023
complessivo % Relativo % Complessivo
Interest rate risk 77,7% 7,2%
Equity risk 0,0% 0,0%
Property risk 0,0% 0,0%
Spread risk 13,5% 1,3%
Currency risk 8,8% 0,8%
Concentration risk 0,0% 0,0%

La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali per l'attività dell'Area Finanza, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti. Nella composizione complessiva del portafoglio d'investimento si tiene conto dell'esposizione al rischio, dei vincoli legati alla copertura delle riserve tecniche e degli effetti sul Solvency Ratio. I limiti e gli indicatori relativi agli investimenti sono oggetto di verifica e controllo su base continuativa da parte delle funzioni aziendali preposte e, con frequenza periodica, i risultati di tali controlli sono portati all'attenzione del Consiglio di Amministrazione. Il processo prevede inoltre una fase di revisione dei suddetti limiti realizzata mediante analisi di sensitività condotte sui portafogli attivi e passivi.

La valutazione dei rischi di mercato viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata sia con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche, sia seguendo i principi Solvency II al fine di cogliere l'eventuale requisito di capitale assorbito da ogni singolo modulo e sottomodulo di rischio.

L'identificazione dei rischi mercato vita viene effettuata con riferimento ai nuovi investimenti e asset allocation target, e al portafoglio in essere:

  • Nuovi investimenti: con riferimento ai nuovi investimenti, nell'ambito del processo ORSA vengono effettuate analisi relative a scenari di investimento futuro con l'obiettivo di identificare i rischi connessi a tali scelte di investimento e a valutarne l'impatto sul profilo di rischio in termini quantitativi. Inoltre, per gli investimenti di "natura occasionale" (secondo la definizione data nella Policy Investimenti) sulla base delle informazioni fornite dall'Area Finanza (a titolo esemplificativo: obiettivo dell'investimento, portafoglio di riferimento, size dell'operazione) viene effettuata dalla funzione di Risk Management una valutazione quali/quantitativa ex-ante basata sia su logiche gestionali che regolamentari. Un iter di valutazione del rischio ex-ante viene effettuata dalla Funzione di Risk Management anche per tutti gli OICR non UCITs sulla base della Due Diligence predisposta da Area Finanza secondo quanto disciplinato dalla Policy su OICR/ETF.
  • Portafoglio in essere: Con riferimento al portafoglio in essere, l'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici del portafoglio, dei dati di mercato e delle misure di rischio determinate attraverso lo strumento di calcolo del SCR adottato.

Si riportano di seguito i macro-indicatori analizzati per la valutazione e il monitoraggio dei rischi di mercato:

  • SCR Interest Rate Based: indicatori che hanno lo scopo di individuare l'assorbimento di capitale, secondo le metriche Solvency II, del rischio tasso di interesse secondo un approccio sia regolamentare che gestionale;
  • Concentrazione relativa su singola controparte;
  • Rating su singola controparte;
  • Esposizione assoluta in Equity;
  • Esposizione relativa in Obbligazioni Corporate;
  • Esposizione assoluta in valuta estera;
  • Duration;
  • Sensitivities Spread Goverantivo Italia (al fine di catturare il fattore di rischio spread sui titoli governativi non incluso nella formula standard);
  • Sensitivity sui fattori di rischio mercato (es. tasso).

Rischi di mercato e ALM

Il rischio ALM è un rischio strettamente correlato ai disallineamenti tra attività e passività. Il processo ALM include al suo interno dinamiche connesse alla gestione dei rischi e alla pianificazione strategica. Si focalizza sul medio - lungo termine anziché offrire soluzioni di mitigazione o copertura del rischio. L'obiettivo di tale gestione del rischio è quello di massimizzare le attività per soddisfare le passività complesse che possono aumentare la redditività.

Alla sottocategoria dei Rischi ALM appartengono i seguenti fattori di rischio:

  • Asset Allocation Strategica (AAT): consiste nel rischio risultante dall'inadeguatezza/incoerenza dell'asset allocation per fare fronte alle passività.
  • Asset & Liability mismatch: corrisponde al rischio di disallineamento tra attivi e passivi che può comportare un'esposizione dell'impresa o al rischio disinvestimento o al rischio reinvestimento.

La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti.

Valutazione dei rischi ALM viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche.

Per quanto riguarda i macro-indicatori analizzati per la valutazione e monitoraggio dei rischi ALM:

  • SCR Interest Rate Based: indicatori che hanno lo scopo di individuare l'assorbimento di capitale, secondo le metriche Solvency II, del rischio tasso di interesse secondo un approccio sia regolamentare che gestionale;
  • Cash Flow Matching: l'indicatore descrive il disallineamento, tempo per tempo, tra i Cashflow degli attivi e i Cashflow del passivo;
  • Duration Matching: disallineamento tra la duration dei Cashflow Attivi e la duration dei Cashflow Passivi.

Rischio di liquidità

Le Compagnie sono soggette a possibili tensioni di liquidità derivanti da scadenze diverse tra gli attivi e i relativi passivi. Per rischio di liquidità si intende il rischio che la Compagnia non sia in grado di liquidare investimenti ed altre attività per regolare i propri impegni finanziari al momento della relativa scadenza (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 2 del CAP).

La possibilità di procedere allo smobilizzo tempestivo del portafoglio è fortemente condizionata dalla liquidabilità dei titoli in cui lo stesso è investito. La scarsa liquidabilità dei titoli in portafoglio, infatti, può esporre la Compagnia al rischio di conseguire delle perdite connesse alla difficoltà di trovare sul mercato la controparte interessata all'acquisto dei titoli che si intende smobilizzare.

La Compagnia quantifica la sua posizione di solvibilità con le metriche della Formula Standard, che non prevede una quantificazione del rischio liquidità in termini di assorbimento di capitale.

L'identificazione del rischio di liquidità viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti sottostanti i prodotti con garanzia di capitale e/o rendimento. L'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici dei portafogli e delle metriche definite in funzione dell'orizzonte temporale con cui viene analizzato e studiato il rischio stesso.

Si riportano di seguito gli indicatori utilizzati dalla Compagnia per il monitoraggio del rischio liquidità:

  • importo dei conti correnti: la Compagnia ha scelto di monitorare l'importo detenuto nei Conti Correnti al fine di fissare un limite inferiore che rappresenta la Riserva di Liquidità (come prescritta dal Reg. 38 IVASS) e un limite superiore in termini di importo massimo da detenere nei Conti Correnti al fine di rendere efficace la gestione del portafoglio e limitare gli eventuali effetti sull'SCR Default. Nella quantificazione della Riserva di Liquidità concorrono non solo le esposizioni in Conto Corrente ma anche titoli Governativi dell'Area Euro con qualità del credito superiore a 2 e scadenza inferiore ai 3 mesi.
  • Liquidity Buffer: il numero di periodi, mensili, consecutivi con Liquidity Buffer negativo, nell'orizzonte temporale annuale considerato e fornisce un'indicazione sintetica della situazione di liquidità della Compagnia;
  • Piano di liquidità: l'indicatore è volto a dimostrare che la Compagnia ha le risorse finanziarie su base continuativa per la gestione del rischio liquidità. Tale condizione risulta inoltre essere alla base per l'applicazione del Volatility Adjustment a livello Regolamentare;
  • Contingency di liquidità: ovvero titoli facilmente liquidabili;
  • SCR default conti corrente: al fine di limitare gli eventuali effetti sull'SCR default derivante dall'aumento dei volumi dei conti corrente, la Compagnia ha fissato un limite superiore in termini di SCR Default.

Rischio di credito (default)

Si definisce rischio di credito (rischio default) il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante da oscillazioni del merito di credito di emittenti di titoli, controparti e debitori nei confronti dei quali l'impresa di assicurazione o di riassicurazione è esposta in forma di rischio di inadempimento della controparte, di rischio di spread o di concentrazione del rischio di mercato (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 1 del CAP).

La perdita di valore della posizione creditoria e collegata principalmente alla qualità dell'emittente o della controparte (inclusi i riassicuratori, coassicuratori, assicurati ed intermediari) ma può anche derivare da un deterioramento delle condizioni economico-finanziarie del debitore da cui dipende la capacita di far fronte agli impegni finanziari assunti, nonché da cause indipendenti dalla situazione economica o finanziaria della controparte debitrice, quali ad esempio cause politicomilitare.

Da un punto di vista puramente rappresentativo identifichiamo tre macro aree del rischio credito:

  • Riassicurazione;
  • Intermediarie e altre controparti;
  • Investimenti.

I fattori di rischio sottostanti alle singole sottocategorie del rischio credito sono i seguenti:

  • Per quanto riguarda la sottoclasse Rassicurazione:
    • o Rischio di credito verso riassicuratori: rappresenta il rischio di perdite derivanti dall'insolvenza di uno o più riassicuratori;
    • o Rischio di base: derivante dalle eventuali discrepanze tra le esigenze di riassicurazione e l'effettiva copertura prevista dal trattato comportando per la Compagnia un'assunzione di rischio maggiore rispetto a quella preventivata.
  • Per quanto riguarda gli intermediari e le altre controparti:
    • o Rischio di credito verso intermediari e altre controparti: rappresenta il rischio di perdite in conseguenza all'inadempimento contrattuale di soggetti terzi (es. i crediti verso assicurati, verso intermediari assicurativi, conti correnti verso banche).

Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di counterparty default di Credemassicurazioni secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di redazione della presente sezione (si precisa che il peso complessivo dei rischi counterpary default è pari al 2,1%).

Credit risk - risk/sum of risk components - relativo e IVQ 2023
complessivo % Relativo % Complessivo
Type 1 counterparties 68,8% 1,4%
Type 2 counterparties 31,2% 0,6%

Le politiche relative alla gestione del rischio di credito verso gli emittenti di strumenti finanziari sono riconducibili a quanto sopra riportato a proposito del rischio di mercato con riferimento ai principi generali relativi al controllo degli investimenti di natura finanziaria. Per quanto concerne le controparti riassicurative, Credemassicurazioni ha definito politiche per la gestione e il controllo di tale rischio in termini di linee guida e limiti relativi alle controparti.

L'identificazione del Counterparty Default Risk viene effettuata con riferimento alle controparti verso le quali sussistono posizioni di credito.

Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate:

  • SCR Counterparty Default Risk;
  • Importo Massimo in Conti Correnti: rappresenta l'ammontare massimo in C/C da detenere sul portafoglio;
  • Esposizione per Riassicuratore: l'indicatore individua l'esposizione verso ciascun Riassicuratore in termini di somme assicurate;
  • Rating o Solvency Ratio per Riassicuratore: l'indicatore è pari al Rating del singolo Riassicuratore o, in caso di controparte non retata, al Solvency Ratio dello stesso.

Rischi operativi, di non conformità alle norme, reputazionali, di condotta e di appartenenza al Gruppo Il rischio operativo è definibile come il rischio di subire perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione (carenze o errori) di procedure interne, risorse umane o sistemi oppure da eventi esogeni (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 5 del CAP).

I rischi operativi possono essere a loro volta frazionati nelle seguenti sottocategorie:

  • Rischio Operativo;
  • IT Risk & Cyber Risk;
  • Regulatory Operational Risk.

I principali fattori di rischio che caratterizzano il rischio operativo sono:

  • People Risk: le risorse umane possono essere fonte di rischio per l'impresa, se la struttura organizzativa non è efficiente, oppure si verificano carenze nella professionalità dei dipendenti o, per esempio, se la struttura retributiva e il percorso di carriera non sono adeguati e se il clima aziendale non è idoneo. Gli esempi di perdite dovute a risorse incompetenti o negligenti sono numerosi, fra questi emergono i casi di inserimento erroneo di dati nei sistemi, errori nella trasposizione dei dati o violazioni di regolamenti.
  • Process Risk: i processi aziendali sono fonte di rischio operativo nel caso in cui si verifichino delle inefficienze nel disegno, nella formalizzazione e nella definizione della struttura degli stessi e quindi nella definizione degli attori che vi prendono parte e del relativo livello di responsabilità e di autorizzazione. Possono risultare inadeguati e quindi essere fonte di rischio operativo tutti i processi aziendali, compresi i modelli valutativi e di calcolo e gli stessi processi di gestione del rischio. Sono fonte di rischio operativo:
    • o le esternalizzazioni di attività aziendali nel caso in cui si verifichino delle carenze / inadeguatezze nei processi di gestione del rapporto con gli outsourcer tali da causare delle perdite all'impresa;
    • o il mancato aggiornamento o l'inadeguata archiviazione delle procedure e normative che formalizzano i processi interni;
    • o mancata/inadeguata/intempestiva emanazione di norme attuative interne in relazione alla normativa esterna vigente.
  • IT Security Risk e IT Risk: i sistemi informativi possono causare perdite all'impresa se non vengono adottate adeguate misure di IT Security oppure nella gestione delle apparecchiature hardware e software. La crescente dipendenza dai sistemi informativi e dalle risorse tecnologiche in genere ha reso questo fattore di rischio sempre più rilevante. Gli esempi di perdita legati a questo fattore sono numerosi, come l'assunzione di rischi eccessivi dovuti a errori di programmi informatici, il mancato rispetto di adempimenti contrattuali dovuto a errori dei sistemi informativi e ancora la perdita di dati rilevanti connessa a fallimenti dei sistemi.
  • Eventi Esterni: gli eventi legati a fattori esterni possono causare perdite all'impresa a fronte di calamità naturali, di prevenzione e sicurezza verso eventi di natura accidentale, a fronte di obsolescenza delle infrastrutture, di prevenzione e di sicurezza verso atti di natura criminosa, nei passaggi autorizzativi per l'esecuzione delle attività operative, nelle misure di controllo verso attività non autorizzate e frodi da parte di dipendenti, di misure preventive verso frodi da parte di esterni, a fronte di un inadeguato e/o non tempestivo aggiornamento della normativa interna in relazione ai mutamenti della normativa esterna da cui deriva.

L'approccio di identificazione del rischio operativo segue una logica di tipo 'bottom up', basata su una metodologia di Risk Self Assessment con l'obiettivo di valutare il livello di rischiosità e la qualità dei controlli posti in essere per mitigare il rischio afferente alle attività operative e ad ogni processo aziendale.

L'obiettivo di tale approccio, basato sull'analisi per Area Funzionale, è l'individuazione degli eventi perdita che potrebbero manifestarsi, la valutazione del possibile impatto e della possibile

frequenza di realizzazione di tali eventi, la valutazione dell'efficacia dei controlli a presidio e dei possibili strumenti organizzativi attivabili per la mitigazione del rischio.

La Compagnia ha strutturato, inoltre, con periodicità annuale una valutazione delle perdite effettive subite derivanti da rischi operativi (c.d. LDC – Loss Data Collection). Tale analisi consente inoltre di effettuare un back-test circa la valutazione ex-ante mediante Risk Self-Assessment.

La Compagnia ha inoltre proseguito nei lavori per il completamento del piano di continuità operativa (Business Continuity Plan).

Per quanto riguarda la valutazione del requisito di capitale (SCR), i rischi operativi vengono valutati mediante l'applicazione della Standard Formula. Il peso complessivo dei rischi operative, secondo i dettami normativi Solvency II è pari al 5,5% (dato al IVQ 2023).

Il rischio normativo di compliance (ovvero di non conformità alle norme) riguarda il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, e subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, quali statuti, codici di condotta o codici di autodisciplina; rischio derivante da modifiche sfavorevoli del quadro normativo o degli orientamenti giurisprudenziali.

Nella gestione del rischio di non conformità normativa, l'azienda identifica quale fattore prioritario di successo il conseguimento della conformità in materia di trasparenza e correttezza nel rapporto col cliente assicurato e danneggiato, nell'informativa precontrattuale e contrattuale dei prodotti, nella corretta esecuzione dei contratti, con particolare riguardo alla liquidazione dei sinistri, e in generale nella tutela del consumatore.

In sintesi, il processo di analisi di conformità alle norme mira, attraverso la formalizzazione della matrice di rischio di compliance, a:

  • migliorare il grado di sensibilità nei confronti del disposto normativo da parte dei controlli di primo livello;
  • valutare i presidi di controllo esistenti sui processi;
  • stimolare la riflessione sui potenziali rischi esistenti;
  • valutare la capacità nel riconoscere o prevenire i rischi medesimi;
  • individuare gli interventi organizzativi utili a colmare i gap eventualmente riscontrati.

Nell'esercizio dei propri compiti la funzione di Compliance opera sulla base di un approccio metodologico fondato su tecniche di identificazione, valutazione, gestione e monitoraggio dei rischi di non conformità ispirate alle migliori prassi del mercato e coerenti con quelli utilizzati nei processi di Risk Management e di Revisione Interna.

Secondo il modello adottato da Credemassicurazioni, inoltre, esistono altri rischi/eventi perdita non strettamente riconducibili a fattori di rischio specifici, ma che possono derivare da fattori di rischio riconducibili alle classi di rischio precedentemente illustrate. Si tratta in particolare della classe di rischio legata all'appartenenza al gruppo, della classe di rischio reputazionale, di condotta e ESG, così identificati dalla normativa di settore.

Il rischio legato all'appartenenza al gruppo (rischio di 'contagio') è inteso come rischio che, a seguito dei rapporti intercorrenti tra l'impresa e le altre entità del gruppo, situazioni di difficoltà che insorgono in una società del medesimo gruppo possano propagarsi con effetti negativi sulla solvibilità dell'impresa stessa.

In coerenza con la propria strategia e con le politiche in materia degli investimenti, adottata dall'Organo Amministrativo ha definito una propria politica delle operazioni infragruppo e ha determinato appropriati limiti di operatività.

L'identificazione e l'analisi del rischio è effettuata pertanto in coerenza alle categorie e alle controparti delle operazioni stesse, con particolare riguardo alle garanzie eventualmente rilasciate nell'ambito del Gruppo ed in coerenza con le caratteristiche delle seguenti tipologie di operazioni:

  • Operazioni significative (comprese tra il 1% e il 5% del Solvency Capital Requirement di periodo);
  • Operazioni Molto significative (>5% del Solvency Capital Requirement di periodo).

Il rischio reputazionale è inteso come il rischio di deterioramento dell'immagine aziendale e di aumento della conflittualità sia con gli assicurati (dovuto anche alla scarsa qualità dei servizi offerti, al collocamento di polizze non adeguate o al comportamento in fase di vendita, post vendita e di liquidazione) sia con le Autorità di Vigilanza e gli shareholders.

Il rischio reputazionale è quindi strettamente legato alla vendita del prodotto e alla prestazione dei servizi ad esso collegati. A tutela del Cliente/Assicurato e di conseguenza a presidio del rischio reputazionale sono attivate una serie di misure:

  • le procedure di collocamento che contemplano una preventiva valutazione di adeguatezza del contratto finalizzata ad individuare in via preliminare le esigenze assicurative e i bisogni di protezione del cliente, nonché a fornire l'adeguata informativa sul prodotto;
  • l'assistenza e i servizi generali alla rete distributiva;
  • il processo di gestione dei reclami;
  • il servizio di liquidazione sinistri.

Essendo inoltre il rischio reputazionale strettamente connesso ai rischi operativi, informatici e cyber e al rischio di condotta, gli specifici presidi operativi e organizzativi posti in essere per la gestione di tali rischi rappresentano un ulteriore elemento a supporto della gestione del rischio reputazionale.

Il rischio di condotta - quale sottocategoria di rischio operativo, di compliance e reputazionale – può essere definito come il rischio attuale o prospettico di perdite conseguenti a casistiche di offerta inappropriata di prodotti e/o servizi, incluse fattispecie di condotta inadeguata (dolo/negligenza) da parte dell'impresa.

La gestione del rischio di condotta è strettamente connessa alle attività definite nell'ambito del processo POG (disciplinato nella rispettiva Policy di POG). La Compagnia, nell'ambito della gestione del rischio di Condotta, si prefigge i seguenti obiettivi:

  • rendere le iniziative di business orientate e focalizzate sulla figura del cliente. In tale ambito il focus è incentrato sul disegno dei prodotti e la definizione di servizi in linea con le esigenze della clientela;
  • stabilire un codice/sistema di condotta completamente radicato all'interno della struttura aziendale. In tale ambito il focus è incentrato sulla vendita di prodotti / erogazone di servizi assicurando trasparenza informativa verso la clientela,
  • garantire che il business sia nel continuo focalizzato sul conseguimento del miglior risultato per il cliente (cfr. Monitoraggio KPI e KRI), tutelando l'integrità e la condotta della Compagnia nella relazione con la clientela.

Il rischio ESG (Enviromental, Social and Governance) si pone l'obiettivo di valutare un evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance che, verificandosi, potrebbe provocare un impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell'investimento o sul valore della passività. Questa tipologia di rischio rientra tra i rischi di secondo livello o rischi indiretti in quanto può manifestarsi provocando un impatto negativo su attività e passività influenzando i fattori di rischio già contemplati nelle altre risk category (ad esempio Rischio di Mercato e di Sottoscrizione).

All'interno della categoria dei rischi ESG, particolare rilevanza è assegnata ai rischi climatici in quanto potrebbero generare elevate perdite per le Compagnie Assicurative se non correttamente identificati e gestiti.

Con specifico riferimento ai rischi climatici, in coerenza con le indicazioni del Regolamento Delegato (UE) 2021/1256 della Commissione del 21 Aprile 2021, la Compagnia ha strutturato una serie di analisi sul proprio portafoglio (sia investimenti, sia tecnico/assicurativo) per verificare la materialità dell'esposizione ai rischi climatici e, successivamente, condurre l'analisi di scenario per quantificare l'impatto che essi producono sulle principali grandezze economiche e patrimoniali.

Il Framework sviluppato dalla Compagnia per la gestione del rischio climatico identifica i seguenti step:

  • Identificazione dei fattori di rischio e del perimetro di analisi identificazione e classificazione delle principali fonti di rischio climatico e del perimetro di prodotti e assets potenzialmente impattati secondo le linee guida indicate da EIOPA.
  • Valutazione della materialità la valutazione, propedeutica all'analisi di rilevanza (cfr. punto successivo), è effettuata su ogni singolo perimetro (sia lato Asset, sia Liabilities);
  • Analisi di Rilevanza analisi attivata solo per i rischi identificati come potenzialmente materiali nel punto precedente, ed ha come obiettivo l'identificazione dei rischi climatici rilevanti per il business e per la relativa analisi di stress ai fini ORSA. L'analisi è effettuata su ogni singolo perimetro (sia lato Asset, sia Liabilities) e prevede almeno le seguenti macro attività:
    • o Identificazione dei criteri e delle metodologie da utilizzare sui portafogli esposti al rischio (sia asset, sia liabilities) analizzate nei paragrafi successivi;
    • o Valutazione quali/quantitativa di ogni perimetro identificato rispetto alle metodologie individuate e alle specifiche soglie di materialità.

Il sistema di gestione dei rischi ESG prevede la definizione di indicatori utilizzati per monitorare l'esposizione, con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali insiti nei portafogli Asset e Liabilities della Compagnia.

Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate e i volumi analizzati:

  • Weighted Average Carbon Footprint;
  • Percentuale Climate Policy Relevant Activities;
  • Percentuale passività ad alto rischio climatico.

Rischio strategico

Per rischio strategico si intende il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale e di sostenibilità del modello di business, incluso il rischio di non riuscire a generare un adeguato ritorno sul capitale sulla base della propensione al rischio definita dall'impresa, derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, dall' attuazione inadeguata di decisioni, impropria gestione del rischio di appartenenza al gruppo, e dalla scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.

L'analisi dei rischi strategici viene effettuate mediante specifiche analisi si sensitivity in sede ORSA o ogni qualvolta si assista a variazioni significative del mercato, dell'mix di produzione e delle ipotesi sottostanti le valutazioni (a titolo esemplificativo, tassi di riscatto best estimate, ipotesi di minimo garantito, etc).

In tale ambito viene altresì valutata la presenza di potenziali rischi emergenti sulla base delle informazioni derivanti dal piano industriale, dalle evoluzioni di prodotto, dalle variazioni normative e da qualsiasi altra variazione potenzialmente impattante sul profilo di rischio dell'impresa.

In seguito ai risultati di tale analisi, vengono valutati gli eventuali cambiamenti da apportare nella mappa dei rischi aziendali.

Modulo di rischio Sottomodulo di rischio Esposizione Non-Life underwriting risk Non-Life premium and reserve risk X Non-Life lapse risk X Non-life CAT risk X Health underwriting risk Health premium and reserve risk X Health Lapse risk X Health CAT X Health SLT Mortality risk --- Health SLT Longevity risk --- Health SLT Disability morbidity risk --- Health SLT Lapse risk --- Health SLT Expense risk --- Health SLT Revision risk --- Market risk Interest rate risk X Equity risk X Property risk X Spread risk X Currency risk X Concentration risk --- Counterparty default risk Type 1 counterparties X Type 2 counterparties X Operational Risk Operational risk X

Le valutazioni effettuate dalla Compagnia alla data di valutazione hanno consentito di delineare la mappa dei rischi – Framework Solvency II - a cui la Compagnia è esposta (di seguito riportata).

Le valutazioni prospettiche dei rischi non hanno rilevato da un punto di vista regolamentare (Solvency II) rischi emergenti in ragione delle azioni previste dalle nuove strategie di investimento e di business.

Con riferimento ai dati prospettici e monitorati alla data di valutazione, l'analisi ha permesso di individuare i sotto moduli di rischio maggiormente significativi e impattanti per la Compagnia, che risultano essere i sotto moduli di rischio Non-Life premium and reserve risk, Health premium and reserve risk, seguiti dal sotto modulo Non Life lapse Risk.

Inoltre si evidenzia l'esposizione della Compagnia al rischio Spread sui Governativi ITA (rischio non contemplato nella Formula Standard). La Compagnia nelle proprie valutazioni prende in considerazione tale fattore di rischio mediante specifiche analisi di sensitivity effettuate periodicamente e all'interno del Report ORSA YE 31.12.2023.

Le analisi quali/quantitativa sull'adeguatezza del Profilo di Rischio della Compagnia rispetto i requisiti sottostanti l'applicazione della Formula Standard sono risultate positive.

Oltre al calcolo degli impatti dovuti ai rischi di natura quantificabile, la Compagnia gestisce e monitora anche i rischi non rientranti nell'ambito della Formula Standard e i cosiddetti rischi non quantificabili da un punto di vista regolamentare, quali:

  • rischio spread sui titoli governativi;

  • rischio di liquidità;

  • rischio ALM;
  • rischio strategico;
  • rischio di non conformità alle norme;
  • rischio reputazionale;
  • rischio condotta
  • rischio ESG (con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali);
  • rischio di appartenenza al gruppo;
  • rischi emergenti e di sostenibilità.

Allo stato attuale tali tipologie di rischio hanno un livello di gestione coerente con la rilevanza dei fattori di rischio che li caratterizzano, periodicamente monitorate e non comportano un add-on in termini di capitale regolamentare.

Al momento non vi sono risultati che evidenzino situazioni di criticità in termini di solvibilità derivanti dai rischi strategici. Tuttavia, è da continuare a tenere in considerazione l'effetto di possibili variazioni del contesto macro-economico che possono avere impatti significativi sugli Own Funds della Compagnia.

PARTE F INFORMAZIONI SUL PATRIMONIO CONSOLIDATO

Sezione 1 – Il patrimonio consolidato

A. Informazioni di natura qualitativa

Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 ("CRR") con il quale vengono introdotte nell'Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria con l'articolato insieme di documenti unitariamente denominato "Basilea 3" in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e informativa al pubblico (Terzo pilastro).

Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE ("CRD IV") definiscono il nuovo quadro normativo di riferimento nell'Unione Europea per banche e imprese di investimento. Dal 1° gennaio 2014. CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di regolamentazione o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di supervisione ("ESA"), che danno attuazione alla normativa primaria.

Con l'adozione del regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014 sono state stabilite le norme tecniche di attuazione (Implementing Technical Standards) vincolanti in materia di segnalazioni prudenziali armonizzate delle banche e delle imprese di investimento relative a: fondi propri, rischio di credito e controparte, rischi di mercato, rischio operativo, grandi rischi, rilevazione su perdite ipotecarie, posizione patrimoniale complessiva, monitoraggio liquidità e leva finanziaria.

Inoltre, la Banca d'Italia ha emanato le Circolari n. 286 e n. 154 che traducono secondo lo schema matriciale, attualmente adottato nelle segnalazioni di vigilanza, i citati ITS.

Il Gruppo ritiene prioritario valutare la propria struttura patrimoniale e tali analisi sono svolte all'interno degli specifici Comitati di Governance di Gruppo. In tale sede vengono anche evidenziati i principali impatti legati alle normative in via di definizione (es. potenziali impatti legati alla finalizzazione della riforma di Basilea III come da recente accordo in sede di Comitato di Basilea del 14 gennaio 2019) e a quelle già approvate ma non attualmente applicabili (es. il regolamento (UE) n. 876/2019 e la direttiva (UE) n. 787/2019 che modificano rispettivamente il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE /876, così come il regolamento (UE) n. 877/2019 e la direttiva (UE) n. 879/2019).

I Comitati di Governance di Gruppo presentano sempre dei membri nominati dal Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo, scelti tra i componenti il Consiglio stesso, e le rispettive analisi vengono successivamente prodotte al Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo.

Sotto il profilo di Vigilanza l'assorbimento viene determinato tenendo in considerazione le attuali "regole" di segnalazione.

Sotto il profilo gestionale l'assorbimento viene calcolato con l'utilizzo di modelli interni per il rischio di credito e di mercato e l'utilizzo di un metodo standard "gestionale".

I rischi vengono esaminati sia complessivamente che dettagliatamente all'interno delle società del Gruppo (analisi dei portafogli specifici).

Al 31 dicembre 2023 i Fondi Propri sono stati determinati in base alle disposizioni contenute nel Regolamento (UE) n.575/2013 (CRR).

B. Informazioni di natura quantitativa

B.1 Patrimonio consolidato: ripartizione per tipologia di impresa

Voci del patrimonio netto Consolidato
prudenziale
assicurazione
Imprese di
Altre imprese consolidamento
aggiustamenti
Elisioni e
da
Totale
1. Capitale 341.323 221.600 32 (221.632) 341.323
2. Sovrapprezzi di emissione 321.801 - - - 321.801
3. Riserve 2.524.372 219.711 2.101 21.065 2.767.249
4. Strumenti di capitale - - - - -
5. (Azioni proprie) (6.674) -
-
- (6.674)
6. Riserve da valutazione: (109.911) (5.375) 14 - (115.272)
- Titoli di capitale designati al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
7.521 - - - 7.521
- Coperture di titoli di capitale designati al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
- - - - -
- Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
(124.998) (305.672) - - (430.670)
- Attività materiali - - - - -
- Attività immateriali - - - - -
- Copertura di investimenti esteri - - - - -
- Copertura dei flussi finanziari (38.838) - - - (38.838)
- Strumenti di copertura [elementi non designati] - - - - -
- Differenze di cambio - - - - -
- Attività non correnti e gruppi di attività in via di
dismissione
- - - - -
- Passività finanziarie designate al fair value con
impatto a conto economico (variazioni del proprio
merito creditizio)
- - - - -
- Utili (perdite) attuariali su piani previdenziali a
benefici definiti
(6.676) 72 14 - (6.590)
- Quote delle riserve da valutazione delle
partecipazioni valutate a patrimonio netto
- - - - -
- Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti
assicurativi emessi
- 300.600 - - 300.600
- Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle
cessioni in riassicurazione
- (375) - - (375)
- Leggi speciali di rivalutazione 53.080 - - - 53.080
7. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) del gruppo e di terzi 510.577 48.061 773 2.707 562.118
Patrimonio netto 3.581.488 483.997 2.920 (197.860) 3.870.545

Nella tavola sopra riportata sono indicate le componenti del patrimonio netto contabile, sommando quelle del Gruppo con quelle di terzi, ripartite per tipologia di imprese oggetto di consolidamento. Più in dettaglio, nella colonna riferita al Consolidamento prudenziale viene indicato l'importo che risulta dal consolidamento delle società appartenenti al Gruppo bancario, al lordo degli effetti economici di transazioni effettuate con altre società incluse nel perimetro di consolidamento; le società controllate, diverse da quelle appartenenti al Gruppo bancario e consolidate integralmente sono qui valorizzate con il metodo del patrimonio netto. Nella colonna Imprese di assicurazione sono riportati gli importi che risultano dal consolidamento, al lordo degli effetti economici derivanti da transazioni effettuate con le società appartenenti al Gruppo bancario. Nelle colonne Elisioni ed Aggiustamenti sono invece indicate le rettifiche necessarie per ottenere il dato rappresentato in bilancio.

B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

Attività/valori Consolidato
prudenziale
assicurazione
Altre imprese
Imprese di
consolidamento
aggiustamenti
Elisioni e
da
Totale
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
1. Titoli di debito 3.334 128.333 12.380 318.052 - - - - 15.714 446.385
2. Titoli di capitale 01/08/0844 1.322 - - - - - - 8.844 1.322
3. Finanziamenti - - - - - - - - - -
Totale 31/12/2023 12.178 129.655 12.380 318.052 - - - - 24.558 447.707
Totale 31/12/2022 18.548 145.058 11.079 238.733 - - - - 29.627 383.791

B.3 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: variazioni annue

Titoli di
debito
Titoli di
capitale
Finanziamenti
1. Esistenze iniziali (579.514) 4.066 -
2. Variazioni positive 269.811 4.125 -
2.1 Incrementi di fair value 162.249 3.445 -
2.2 Rettifiche di valore per rischio di credito 864 X -
2.3 Rigiro a conto economico di riserve negative da realizzo 106.698 X -
2.4 Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di capitale) - 680 -
2.5 Altre variazioni - - -
3. Variazioni negative 120.968 669 -
3.1 Riduzioni di fair value 120.168 669 -
3.2 Riprese di valore per rischio di credito 392 - -
3.3 Rigiro a conto economico da riserve positive: da realizzo 370 X -
3.4 Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di capitale) - - -
3.5 Altre variazioni 38 - -
4. Rimanenze finali (430.671) 7.522 -

Relativamente ai mercati finanziari:

  • Nel mese di marzo del 2023, in Italia, così come negli altri principali mercati, le tensioni innescate dal dissesto di alcuni intermediari bancari negli Stati Uniti e in Svizzera hanno influenzato l'andamento dei prezzi delle attività finanziarie. I rendimenti dei titoli di Stato e le quotazioni azionarie, cresciuti nei primi due mesi del 2023, sono diminuiti bruscamente con i primi segnali di instabilità nel settore bancario internazionale; anche la volatilità è aumentata; lo spreadBTP/BUND si è mantenuto tra i 180 e i 190 punti base.
  • Nel secondo trimestre 2023, le condizioni nei mercati finanziari internazionali si sono normalizzate con l'esaurirsi delle tensioni indotte dai dissesti bancari sopra menzionati. Conseguentemente, anche le condizioni dei mercati finanziari italiani si sono normalizzate, nonostante l'indebolimento della fase congiunturale, l'incertezza sull'evoluzione dell'inflazione e l'orientamento restrittivo della politica monetaria della BCE. Si è ridotto il differenziale di rendimento dei titoli di Stato italiani rispetto ai corrispondenti titoli pubblici tedeschi, anche per l'elevata domanda da parte degli investitori. Lo spread BTP/BUND ha chiuso il primo semestre a 167 punti base.
  • Nel terzo trimestre le condizioni nei mercati finanziari internazionali si sono inasprite. I rendimenti sui titoli pubblici sono aumentati nelle principali economie avanzate, in misura marcata negli Stati Uniti; sono scesi i corsi delle azioni. Dalla prima decade di luglio le quotazioni delle azioni in Italia e nell'area dell'euro sono complessivamente diminuite, risentendo dell'indebolimento dell'attività economica, delle prospettive del commercio internazionale e del

permanere dei tassi di interesse ufficiali su livelli elevati più a lungo del previsto. Lo spread BTP/BUND ha chiuso il trimestre a 190 punti base.

A partire da novembre, il ridimensionamento delle attese di ulteriori rialzi dei tassi ufficiali nelle economie avanzate ha indotto un marcato miglioramento delle condizioni nei mercati finanziari. Sono scesi i rendimenti sui titoli pubblici e sono saliti i corsi azionari. Lo spread BTP/BUND ha chiuso l'anno nell'intorno di 160 punti base.

Dall'inizio di aprile 2023, le quotazioni azionarie sono nel complesso aumentate in Italia, beneficiando prima del dissiparsi dei timori sulle condizioni del settore creditizio negli Stati Uniti e in Svizzera e, successivamente, della pubblicazione di utili superiori alle attese, soprattutto nel comparto finanziario e in quello tecnologico. Il FTSE MIB ha chiuso il 2023 con un +28% rispetto a dicembre 2022.

B.4 Riserve da valutazione relative a piani a benefici definiti: variazioni annue

Le variazioni nette dell'esercizio evidenziano un saldo negativo di 0,5 milioni di euro, al netto del relativo effetto fiscale.

Sezione 2 – I fondi propri e i coefficienti di vigilanza bancari

Per la presente sezione si fa rinvio all'informativa sui fondi propri e sull'adeguatezza patrimoniale contenuta nell'informativa a pubblico ("Terzo Pilastro"), capitolo "Fondi Propri".

PARTE G

OPERAZIONI DI AGGREGAZIONE RIGUARDANTI IMPRESE O RAMI D'AZIENDA

Sezione 1 – Operazioni realizzate durante l'esercizio

1.1 Operazioni di aggregazione

Nel mese di luglio 2023 la società Avvera Spa ha perfezionato un'operazione di acquisizione di ramo d'azienda dalla società Splitty Pay S.r.l. ("Splitty Pay"), con sede legale a Vergiate (VA), via dei Prati 38. L'acquisizione di ramo d'azienda ha avuto ad oggetto tutti gli elementi attivi e passivi afferenti l'attività di share payments che permette di effettuare pagamenti condivisi con la modalità buy now pay later ("BNPL").

In particolare il ramo d'azienda risultava composto:

  • (i) da tutti i marchi, i brevetti, le invenzioni, i software, i nomi di dominio, le denominazioni commerciali e i loghi, unitamente ai simboli correlati, sia registrati che non registrati, utilizzati (ovvero suscettibili di potenziale utilizzazione) da Splitty Pay nell'esercizio dell'Attività Caratteristica mediante il ramo d'azienda, in qualità di proprietaria, ivi incluso il Software;
  • (ii) da tutti, nessuno escluso, i documenti tecnici, le tecnologie, i segreti commerciali, i progetti, le istruzioni di gestione e il know how, sviluppati da Splitty Pay e dalla medesima utilizzati (ovvero suscettibili di potenziale utilizzazione) nell'esercizio dell'attività caratteristica mediante il ramo d'azienda;
  • (iii) dai rapporti di lavoro con i dipendenti;
  • (iv) dai beni materiali in proprietà afferenti il ramo d'azienda.

L'acquisizione del ramo d'azienda in parola è stata motivata dall'esigenza di entrare in un nuovo mercato, quello del BNPL, non ancora coperto dai servizi offerti dal Gruppo Credito Emiliano.

In particolare il BNPL è destinato a soddisfare esigenze di acquisto beni o servizi di carattere personale e/o familiare. Consente di ripartire nel tempo l'esborso economico necessario per l'acquisto di beni e servizi (quali a titolo di esempio non esaustivo: abbigliamento, arredamento, trattamenti estetici, viaggi, alberghi, cerimonie, corsi di studio, spese mediche, etc). Tale opzione, molto diffusa in ambito e-commerce, verrà distribuita prevalentemente in-store ma anche in ecommerce, fruibile dal cliente in modalità self-service attraverso l'utilizzo dal proprio device inquadrando un QR code presente in cassa (se fisico) o dal carrello (se e-commerce).

Nell'ambito della PPA relativa all'acquisizione del ramo d'azienda in parola è stato identificato e valorizzato, con il supporto di un Professionista che ha redatto una apposita perizia giurata di stima, un intangibile a vita utile definita afferente lo sviluppo del Software facente parte del ramo d'azienda. La stima del fair value del ramo d'azienda ha portato a rilevare i seguenti elementi patrimoniali oggetto di acquisizione (dati in euro):

Attivo Passivo
Hardware 1.191,86 12.756,37 TFR dipendenti
Sviluppo Software 882.736,00 24.996,30 Ratei per ferie, permessi, festività

L'operazione non ha dato luogo a rilevamento di avviamenti o di badwill.

1.2 Operazioni tra soggetti a controllo comune ("under common control")

Il 18 febbraio 2023 si è perfezionato il conferimento di ramo d'azienda attraverso cui il canale private banking di Credito Emiliano è confluito, a seguito dell'autorizzazione dell'Autorità di Vigilanza, in Credem Euromobiliare Private Banking, completando il percorso per la creazione della banca private del Gruppo Credem con l'obiettivo di aumentare il livello di specializzazione e di focalizzazione del servizio rivolto ai grandi patrimoni anche attraverso importanti investimenti in innovazione e tecnologia e il rafforzamento del posizionamento nell'ambito della consulenza. L'operazione si configura come "Business Combination between entities under common control", esclusa dall'ambito di applicazione del principio contabile IFRS3 e rilevata contabilmente in continuità di valori con il bilancio consolidato della Capogruppo. Nel bilancio consolidato tale operazione non ha dato luogo ad alcun impatto.

Sezione 2 – Operazioni realizzate dopo la chiusura dell'esercizio

2.2 Operazioni tra soggetti a controllo comune ("under common control")

In data 8 gennaio 2024, l'assemblea degli azionisti di Credemtel S.p.A. ha approvato la fusione per contestuale incorporazione di S.A.T.A. Applicazione Tecnologie Avanzate S.r.l. e Blue Eye Solutions S.r.l. ex art. 2505 c.c. nella incorporante Credemtel S.p.A. L'assemblea dei soci di S.A.T.A. Applicazione Tecnologie Avanzate S.r.l. e l'assemblea dei soci di Blue Eye Solutions S.r.l. hanno entrambe approvato l'operazione in data 10 gennaio 2024.

L'incorporazione avrà decorrenza in data 1° aprile 2024 ed avverrà senza attuare, come previsto dall'art. 2505 c.c., le prescrizioni di cui all'art. 2501 ter c.c. co. 1 n. 3, 4 e 5. Credemtel e le controllate collaborano da tempo, operando sul mercato comune tramite sinergie tecnologiche/operative e condivisione di know how al fine di soddisfare le esigenze di clienti comuni che, così, beneficiano di una fornitura di prodotti/servizi sostanzialmente unica, anche se frutto dell'operato di 3 entità distinte; la fusione, in ragione di quanto esposto, si pone nell'ambito di un più ampio progetto di ottimizzazione delle tecnologie alla base dei servizi erogati e, più in generale, di riassetto organizzativo di Credemtel S.p.A. e delle controllate. Nel bilancio consolidato tale operazione non darà luogo ad alcun impatto.

Sezione 3 – Rettifiche retrospettive

Non esistono operazioni.

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PARTE H OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

rmazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica

Di seguito vengono fornite le informazioni sui compensi corrisposti ai dirigenti con responsabilità strategiche, in coerenza con quanto previsto dallo IAS 24.

I dirigenti con responsabilità strategiche di Credito Emiliano sono i soggetti aventi il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività di Credito Emiliano.

In tale contesto rientrano nel perimetro dei dirigenti con responsabilità strategiche: i Consiglieri di Amministrazione, i Sindaci, il Direttore Generale, i Condirettori Generali, il Vice Direttore Generale, gli altri componenti della Direzione Centrale, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, i Responsabili delle Funzioni di Controllo Interno (Responsabile Servizio Audit, Responsabile Funzione Antiriciclaggio, Compliance Officer e Risk Officer), il Responsabile Business Unit Banking, il Responsabile Finanza, il Dirigente Coordinatore delle aree Amministrazione, Corporate Governance e Relazioni Esterne e Governo del Valore, il Capo Servizio preposto all'area Crediti e il Capo Servizio preposto all'area Organizzazione.

Riepilogo compensi Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Amministratori 1.772 1.664
Sindaci 472 480
Dirigenti 8.807 10.142
Totale 11.051 12.286

I compensi dei dirigenti comprendono benefici a breve termine per 5.669 mila euro, benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro e benefici dovuti per la cessazione del rapporto di lavoro per 450 mila euro, altri benefici a lungo termine per 180 mila euro e pagamenti basati su azioni per 2.509 mila euro.

2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate

In ottemperanza alle disposizioni normative riguardanti le operazioni con parti correlate, il Gruppo Credito Emiliano ha adottato specifiche procedure per disciplinare siffatta operatività ed assicurare idonei flussi informativi.

In attuazione alla delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e della Circolare Banca d'Italia 285/2013, Credito Emiliano ha adottato apposite Procedure per la gestione delle operazioni con parti correlate e per le operazioni con soggetti collegati.

Il regolamento è disponibile per la consultazione sul sito internet di Credito Emiliano www.credem.it.

I rapporti e le operazioni perfezionate con parti correlate e soggetti collegati non presentano criticità e sono riconducibili all'ordinaria attività di servizio e di credito. Le condizioni applicate ai singoli rapporti ed alle operazioni con parti correlate e soggetti collegati non si discostano da quelle correnti di mercato.

Ai sensi dell'art.5 comma 8 del Regolamento CONSOB Operazioni con parti Correlate (nr. 17221 del 12.03.2010 e ss.mm.ii) si segnala che nel corso del 2023 sono state effettuate operazioni di maggiore rilevanza unicamente con Società appartenenti al Gruppo Credito Emiliano ed attinenti a normali ed ordinarie dinamiche di funding.

Nello stesso periodo il Consiglio di Amministrazione ha adottato una "delibera quadro". In particolare la delibera ha riguardato la concessione di affidamenti a parti correlate e soggetti collegati riconducibili al Vice Presidente Luigi Maramotti e al Consigliere Edoardo Prezioso per un importo massimo complessivo non superiore a 100 milioni di euro e comunque entro il limite normativo del 5% del patrimonio di vigilanza consolidato, erogabile dal Gruppo Credito Emiliano in più operazioni, anche rotative.

Nel corso dell'esercizio 2023 sono state poste in essere operazioni infragruppo e/o con parti correlate/soggetti collegati, rientranti nell'ordinario esercizio dell'attività operativa e della connessa attività finanziaria, perfezionate, di norma, a condizioni analoghe a quelle applicate per operazioni concluse con terzi indipendenti.

Le operazioni infragruppo sono state effettuate sulla base di valutazioni di reciproca convenienza economica e la definizione delle condizioni da applicare è avvenuta nel rispetto di correttezza sostanziale, presente l'obiettivo comune di creare valore per l'intero Gruppo Credem.

Uguale principio è stato applicato anche nel caso di prestazioni di servizi infragruppo, unitamente a quello di regolare tali prestazioni su di una base minimale commisurata al recupero dei relativi costi di produzione.

2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate p.1

Crediti Debiti Garanzie Raccolta
amministrata
Raccolta gestita
Amministratori, sindaci e dirigenti 744 13.342 143 114.966 20.713
Stretti familiari 2.098 8.328 352 90.503 14.172
Società controllate e collegate 28.600 286.079 94.001 20.097 140.401
Altre parti correlate - - - - -
Totale 31.442 307.749 94.496 225.566 175.286

2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate p.2

Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive e
altri ricavi
Commissioni passive e
altri oneri
Amministratori, sindaci e dirigenti 25 387 180 17
Stretti familiari 22 272 139 9
Società controllate e collegate 997 5.063 1.183 157
Altre parti correlate - - - -
Totale 1.044 5.722 1.502 183

L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le controparti correlate sopra indicate, sul totale del Gruppo risulta essere pari (%):

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni Raccolta
amministrata
Raccolta
gestita
Totale 0,1 0,5 0,7 1,2 0,6
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed altri
ricavi
Commissioni
passive ed altre
spese
Totale 0,1 0,8 0,2 -

Si provvede di seguito a fornire i dettagli (in migliaia di euro) dei rapporti verso le imprese collegate:

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni Raccolta
amministrata
Raccolta
gestita
Totale 6.236 3.406 1.021 165.614 -
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed altri
ricavi
Commissioni
passive ed altre
spese
Totale - 37 20.061 346

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le imprese collegate, sul totale del Gruppo risulta essere pari (%):

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni Raccolta
amministrata
Raccolta
gestita
Totale - - - 0,8 -
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed altri
ricavi
Commissioni
passive ed altre
spese
Totale - - 2,1 -

PARTE I

ACCORDI DI PAGAMENTO BASATI SU PROPRI STRUMENTI PATRIMONIALI

Informazioni di natura qualitativa

1. Descrizione degli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali

Coerentemente con le politiche retributive approvate dall'Assemblea e nel rispetto delle disposizioni in materia di remunerazione e di incentivazione della Banca d'Italia si è proceduto alla definizione di un sistema retributivo variabile basato in parte su pagamenti in contanti e in parte attraverso l'assegnazione gratuita di azioni. Il sistema incentivante è correlato al raggiungimento di obiettivi di performance misurati al netto dei rischi ed alla sussistenza di un adeguato livello di patrimonializzazione e liquidità dell'Azienda.

Il sistema è volto a motivare e fidelizzare le persone che occupano posizioni chiave in azienda ed è destinato ai top manager rientranti nella categoria del Personale più rilevante. La quota del premio complessivo assegnata ai destinatari in azioni è, per l'anno 2023, pari o superiore al 50%, subordinatamente alla verifica del raggiungimento degli obiettivi fissati dal Consiglio di Amministrazione sentito il parere del Comitato Remunerazioni. Più in particolare, i piani di remunerazione riservati al Personale più rilevante del Gruppo che prevedono il pagamento di una parte del premio mediante l'assegnazione gratuita di azioni sono i seguenti:

  • Sistema premiante 2023;
  • Sistemi premianti e altre forme di remunerazione variabile di breve e medio periodo relativi agli anni precedenti.

Il numero di azioni è determinato sulla base della quotazione del titolo nel momento in cui il premio è assegnato.

Sono previsti meccanismi di correzione, durante il periodo di differimento, per effetto dei quali i premi maturati potranno ridursi ovvero azzerarsi.

In particolare, le singole quote differite già assegnate potranno non essere erogate o ridotte in presenza di determinate condizioni di utile, redditività corretta per il rischio, livelli patrimoniali e di liquidità non in linea. Il premio è altresì non erogato in caso di risoluzione del rapporto di lavoro o prestazioni professionali contrarie agli obblighi di buona fede e correttezza.

Ai fini della rappresentazione in bilancio, per tener conto delle condizioni di assegnazione delle varie quote di bonus è stata utilizzata la simulazione con il Metodo Monte Carlo che, sulla base di opportune ipotesi, ha consentito di definire un consistente numero di scenari alternativi nell'arco temporale considerato. In particolare, in ogni scenario la proiezione dei parametri che definiscono gli obiettivi di performance viene effettuata di anno in anno, a partire dall'ultimo valore di rendiconto, secondo un moto geometrico Browniano.

La metodologia di calcolo può essere schematizzata nelle seguenti fasi:

  • proiezione dei parametri di bilancio e del prezzo dell'azione nell'orizzonte temporale prescelto;
  • verifica dei parametri di performance;
  • calcolo del bonus per ogni partecipante al piano e proiezione delle traiettorie individuali verificando il raggiungimento delle performance individuali e per ogni anno la continuità dell'attività lavorativa e la sopravvivenza;
  • calcolo delle quote individuali secondo le modalità di pagamento individuali del bonus;
  • determinazione in funzione del prezzo stimato del titolo del numero di azioni necessarie a corrispondere la parte di bonus in azioni (laddove non già determinato);
  • imputazione proporzionale in base al vesting period delle azioni assegnate;
  • reiterazione del procedimento per il numero di repliche stabilite.

Informazioni di natura quantitative

Piano quota di competenza
dell'esercizio
impatto a
patrimonio
Gruppo - Sistema premiante 2023
- Sistemi premianti e altre forme di remunerazione
variabile di breve e medio periodo relativi agli anni
precedenti
3.973,6 27.674,9

PARTE L – INFORMATIVA DI SETTORE

INFORMATIVA DI SETTORE – distribuzione per settori operativi

Nel Gruppo Credem operano due settori operativi, Banking e Wealth Management:

  • Banking: Commercial Banking, Private Banking, Parabancario, Consumer Credit e Altro/Technology
  • Wealth Management: Asset Management e Insurance.

Questi due settori operativi aggregano i principali ambiti di business in cui operano le diverse società del Gruppo. In particolare:

Commercial Banking:

  • Credito Emiliano S.p.A.: è la Capogruppo del Gruppo Credem specializzata nell'attività di commercial banking attraverso l'erogazione di servizi indirizzati a clientela retail e corporate. Tali servizi sono forniti anche attraverso reti di consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede con rapporto agenziale. La Capogruppo gestisce, in modalità accentrata, la tesoreria ed il rischio di tasso del Gruppo, interfacciandosi con i mercati finanziari istituzionali;
  • Credem CB S.r.l.: società veicolo ex L. 130 del 30 aprile 1999 per supportare la strutturazione di specifici programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (Covered Bonds).

Private Banking:

  • Credem - Euromobiliare Private Banking S.p.A.: è la Private Bank del Gruppo Bancario Credem, attiva sia nel private banking che nella promozione finanziaria.

Parabancario, Consumer Credit e Altro/Technology

  • Credemleasing S.p.A.: società specializzata nello sviluppo e nell'offerta di pacchetti integrati di leasing. La stessa opera in tutti i comparti di attività della locazione finanziaria: targato (leasing, long renting, leasing a privati), strumentale, immobiliare e navale;
  • Credemfactor S.p.A.: società specializzata nell'attività di factoring, offre una gamma di servizi che va dalla gestione dei crediti commerciali, al monitoraggio continuo del rischio, alla garanzia e alla anticipazione del credito. Credemfactor S.p.A. è inoltre specializzata nella gestione dei crediti verso gli Enti Pubblici e nello sviluppo di convenzioni con i fornitori;
  • Avvera S.p.A.: società di credito al consumo, specializzata nell'intermediazione di mutui e nel collocamento di prodotti di cessione del quinto e erogazione di prestiti personali e finalizzati;
  • Magazzini Generali delle Tagliate S.p.A.: azienda operante nel settore della stagionatura e dello stoccaggio di formaggio Parmigiano-Reggiano e Grana Padano. La società è parte integrante del Gruppo in quanto le "forme" di formaggio rappresentano il collaterale per finanziamenti ai produttori;
  • Credemtel S.p.A.: azienda attiva nell'offerta di servizi telematici rivolti a banche, aziende e Pubblica Amministrazione e sue eventuali Società controllate.

Asset Management

  • Euromobiliare Asset Management SGR S.p.A.: società attiva nel campo della gestione collettiva (fondi e comparti SICAV). Svolge i ruoli di "Management Company" e "Fund Administrator" della SICAV Lussemburghese Euromobiliare International Fund Sicav, i cui comparti sono distribuiti attraverso le filiali ed i consulenti finanziari di Credito Emiliano e di Credem - Euromobiliare Private Banking;
  • Euromobiliare Advisory SIM S.p.A.: società il cui oggetto sociale prevede l'esercizio professionale dei servizi di gestione di portafogli, ricezione e trasmissione di ordini, consulenza in materia di investimenti e patrimoniale, anche mediante lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico nei confronti del pubblico ed alle reti Credem;
  • Euromobiliare Fiduciaria S.p.A.: è un operatore che rientra tra le società fiduciarie previste dalla Legge n. 1966 del 23 novembre 1939 e svolge attività di custodia ed amministrazione dei beni affidati dai fiducianti sulla base di un mandato fiduciario;

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

  • Credem Private Equity SGR S.p.A.: società autorizzata alla prestazione del servizio di gestione collettiva del risparmio, che svolge attività di investimento in capitale di rischio mediante l'istituzione e l'organizzazione di fondi comuni di investimento mobiliare chiusi.

Insurance:

  • Credemvita S.p.A.: impresa di assicurazioni attiva nei rami vita e previdenziale, che opera esclusivamente attraverso le reti distributive del Gruppo Credem;
  • Credemassicurazioni S.p.A.: impresa di assicurazioni attiva nei rami danni, che opera esclusivamente attraverso le reti distributive del Gruppo Credem. La società è partecipata pariteticamente da Credito Emiliano S.p.A. e da Reale Mutua Assicurazioni S.p.A.

INFORMATIVA DI SETTORE - commento

Si fa rimando a quanto ampiamente riportato nella relazione sulla gestione sull'andamento economico e patrimoniale dei diversi ambiti di business e delle singole società del Gruppo.

Ad integrazione, si riportano di seguito gli schemi di conto economico riclassificato suddiviso per i singoli ambiti di business, a loro volta raggruppati nei due segmenti operativi: Banking e Wealth Management.

Con lo stesso dettaglio vengono inoltre esposti i principali aggregati di impieghi e raccolta con clientela ed il dettaglio delle commissioni attive.

SEGMENT REPORTING

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Si riporta, inoltre, la disaggregazione delle commissioni attive per segmento operativo

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LEGENDA:

Margine finanziario

  • Voce 30 Margine d'interesse

  • Voce 70 Dividendi e proventi simili (per la sola quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale nelle attività finanziarie classificate in HTCs e HTC))

    • Voce 250 Utile/perdita delle partecipazioni escluso gli utile/perdite derivanti da cessioni/valutazioni
  • Margine d'interesse Credemvita

Margine servizi

    • Voce 60 Commissioni nette
    • Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione
    • Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura
    • Voce 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto
    • Voce 110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value
    • Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie)
  • Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività

    • Voce 160 Risultato dei servizi assicurativi
    • Voce 170 Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa
    • Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (al netto delle componenti di natura straordinaria)
  • Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale classificate in HTCs e HTC))

  • Margine d'interesse Credemvita

Risultato operativo

    • Margine d'intermediazione
    • Voce 190 Spese amministrative (spese per il personale e altre spese amministrative)
    • Voce 210 Rettifiche /riprese di valore nette su attività materiali
    • Voce 220 Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali

Utile prima delle imposte

    • Risultato operativo
    • Voce 130 Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi)
    • Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni
    • Voce 200 Accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri
    • Oneri/proventi straordinari:
    • Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria sbilancio sopravvenienze)
    • Voce 270 Rettifiche di valore dell'avviamento
    • Voce 280 Utili/perdite da cessione di investimenti
    • Voce 320 Utili/perdite delle attività operative cessate al netto delle imposte

PARTE M – INFORMATIVA SUL LEASING

SEZIONE 1 – LOCATARIO

Informazioni qualitative

In data 13 gennaio 2016 lo IASB ha pubblicato il nuovo principio "IFRS 16 Leases", che sostituisce il principio IAS 17 Leases, nonché le interpretazioni IFRIC 4 Determining whether an Arrangement contains a Lease, SIC15 Operating Leases Incentives e SIC-27 Evaluating the Substance of Transactions Involving the Legal Form of a Lease. Il principio è stato omologato dalla Commissione Europea con Regolamento n. 2017/1986 e si applica a partire dal 1° gennaio 2019.

Il nuovo principio fornisce una nuova definizione di lease ed introduce un criterio basato sul controllo (right of use) di un bene per distinguere i contratti di leasing dai contratti per servizi, individuando quali discriminanti: l'identificazione del bene, il diritto di sostituzione dello stesso, il diritto ad ottenere sostanzialmente tutti i benefici economici rivenienti dall'uso del bene e il diritto di dirigere l'uso del bene sottostante il contratto.

La principale novità introdotta dal principio è rappresentata dalla modifica delle modalità di contabilizzazione delle operazioni di leasing operativo nel bilancio del locatario/utilizzatore, attraverso l'introduzione di un unico modello di contabilizzazione dei contratti di leasing da parte del locatario siano essi classificati come leasing operativi o finanziari.

Ai sensi della nuova contabilizzazione, il locatario rileva, nello Stato patrimoniale Attivo, un Diritto d'Uso (Right of Use) del bene oggetto del contratto e nello Stato patrimoniale Passivo, un Debito per leasing (Lease Liability) pari al valore attuale dei canoni previsti per il contratto e non ancora pagati. Nel conto economico vengono rilevati l'ammortamento del Diritto d'Uso e gli interessi passivi derivanti dall'attualizzazione del Debito per leasing.

L'informativa richiesta è stata inoltre ampliata sia per il locatario che per il locatore e sono richieste nuove informazioni di tipo quantitativo e qualitativo.

Approccio metodologico e scelte di transizione

Rispetto alle modalità di transizione consentite dall'IFRS 16, il Gruppo ha deciso di effettuare la transizione in base al Modified retrospective approach rilevando l'impatto cumulato dell'applicazione iniziale del principio ai contratti di leasing operativo esistenti determinandone l'impatto sui saldi di apertura al 1° gennaio 2019, senza procedere alla riesposizione dei dati comparativi. Alla data di prima applicazione il saldo dei Diritti d'Uso è quindi pari a quello dei Debiti per leasing aggiustato per considerare eventuali risconti passivi o ratei attivi. I debiti per leasing sono stati determinati come attualizzazione alla data di prima applicazione dei canoni futuri contrattuali utilizzando il tasso di finanziamento marginale (Incremental Borrowing Rate).

Tra le principali scelte operative che il Gruppo ha utilizzato durante la transizione si evidenzia:

  • la scelta di non rideterminare il perimetro di prima applicazione, bensì di applicare il nuovo principio a tutti i contratti di leasing già individuati sulla base della definizione contenuta nello IAS 17;
  • l'esclusione dal perimetro di applicazione dei contratti "short-term", ovvero aventi una vita residua alla data di prima applicazione inferiore ai 12 mesi;
  • l'esclusione dal perimetro di applicazione dei contratti "low-value", ovvero aventi un valore stimato dell'asset inferiore a Euro 5.000;
  • fatto affidamento all'assessment IAS 37 alla data di fine esercizio come alternativa alla verifica di impairment.

Con riferimento alle scelte adottate dal Gruppo nell'applicazione del principio si evidenzia inoltre che:

  • con riferimento al leasing operativo il perimetro di applicazione è riferibile ai contratti di locazione immobiliare e noleggio di autoveicoli;
  • il Gruppo ha determinato il tasso di finanziamento marginale sulla base delle curve tassi relative alle emissioni Senior unsecured del Gruppo. Il tasso determinato, contenente la componente del rischio credito del Gruppo, considera inoltre le differenti durate contrattuali;
  • con riferimento alla durata dei leasing immobiliari, in generale il Gruppo ha considerato come ragionevolmente certo solo il primo periodo di rinnovo contrattuale.

Altre informazioni

I contratti di locazione commerciale sono regolati dalla legge per cui al conduttore è consentito di disdettare la locazione ad ogni scadenza (normalmente ogni sei anni) con un preavviso di almeno dodici mesi.

Analogo diritto è in capo al locatore. Questo comporta che, ad ogni mese di ogni anno, è potenzialmente possibile inviare (o ricevere dal locatore) la disdetta dai contratti di locazione che scadono dopo dodici mesi. Negli ultimi anni però, visto il contesto del mercato immobiliare, si è assistito a pochissime disdette annue da parte dei locatori.

La quasi totalità dei nostri contratti è regolamentato tra le parti il recesso che può essere esercitato solo dal conduttore in ogni momento con un preavviso di mesi sei. Negli ultimi anni la banca ha esercitato spesso questa facoltà per poter gestire al meglio le chiusure delle filiali previste.

Inoltre nelle parti B e C della presente Nota integrativa sono riportate le informazioni patrimoniali ed economiche richieste dal principio IFRS16.

Informazioni quantitative

Attività materiali ad uso funzionale Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Fabbricati Altre Totale Fabbricati Altre Totale
Right of Use saldo iniziale 124.919 2.215 127.134 127.032 3.068 130.100
- Quote ammortamento -23.010 -1.570 -24.580 -22.985 -1.727 -24.712
+/- Altre variazioni 25.100 2.552 27.652 20.872 874 21.746
Valore contabile saldo finale 127.009 3.197 130.206 124.919 2.215 127.134
Debiti per leasing Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Lease Liability saldo iniziale 131.035 134.266
- canoni erogati per i leasing -27.506 -26.305
+ Interessi Passivi maturati nell'esercizio 3.587 3.207
+/- Altre variazioni 28.690 19.867
Lease Liability saldo finale 135.807 131.035
Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
140 58
74 76
2.865 2.671

La voce altre spese sui leasing è riconducibile all'Iva indetraibile ed altri servizi.

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

Informazioni qualitative

Nel Gruppo le operazioni di leasing finanziario sono effettuate da Credemleasing.

Nel 2023 il mercato del leasing e del noleggio a lungo termine ha finalizzato complessivamente investimenti per un valore di 34,8 miliardi di euro, con un incremento del 8,8% rispetto al 2022. Quello dei veicoli si conferma il comparto trainante della crescita con il 60,6% dello stipulato totale di cui il 58,9% legato alla componente del NLT. Lo strumentale, che rappresenta circa il 29% del mercato, risulta in flessione rispetto all'anno precedente sia in valore che in numero di pezzi stipulati. Il comparto immobiliare registra complessivamente una sostanziale tenuta rispetto all'anno precedente beneficiando in particolare dalla dinamica evidenziata dal costruendo, mentre l'immobiliare costruito risulta in contrazione. Lo stipulato del comparto aeronavale e ferroviario mostra una riduzione nel numero delle stipule ma una crescita in termini di valore.

Credemleasing, attiva esclusivamente nel leasing finanziario, consuntiva un andamento commerciale in incremento del 1,4% nel valore complessivo degli investimenti finanziati ed in contrazione nel numero dei nuovi contratti stipulati (-7%).

Il comparto mobiliare rappresenta il 70,1% delle nuove stipule. Nonostante una prevalenza di beni strumentali (oltre il 58% del totale del comparto), analogamente al mercato il comparto mostra una contrazione sia in numero che in volume. Rispetto allo stesso periodo del 2022 si registra un significativo incremento del contributo portato dal leasing nautico finanziato (+166,4%). In crescita anche il comparto dei veicoli sia in termini di volumi che di numero pezzi.

Il comparto immobiliare nel suo complesso registra un incremento dei volumi (+8,6%). Il comparto è sostenuto in pari misura dal segmento del "costruito" e "costruendo" che rappresentano rispettivamente il 48% e il 52% del totale. In controtendenza rispetto al mercato, un contributo rilevante è riconducibile al leasing costruito (+18,7%), di cui circa il 54% relativo ad operazioni di importo compreso tra 0,5 e 2,5 milioni. Il leasing costruendo resta sostanzialmente invariato evidenziando un buon dinamismo degli investimenti d'importo superiore a 2,5 milioni di euro che rappresentano circa il 66% del totale della categoria.

Le principali dinamiche riferite alla gestione caratteristica vedono l'incremento del margine di intermediazione (+17,6%), sul quale ha influito positivamente il margine da interessi grazie all'incremento dei capitali medi produttivi (+5,6% rispetto allo stesso periodo del 2022), oltre al positivo andamento delle commissioni attive connesse alla gestione dei contratti di leasing.

Le rettifiche su crediti si attestano a circa 0,91 milioni di euro; la componente bonis risulta in ripresa dato il miglioramento della qualità del portafoglio mentre quella default registra rettifiche riconducibili a nuovi flussi a NPL e a maggiori accantonamenti su posizioni già a default.

Le spese amministrative registrano un leggero incremento in linea con l'evoluzione strutturale della Società. ll Cost/Income al 26,2% conferma un buon livello di efficienza operativa.

Informazioni quantitative

1. Informazioni di stato patrimoniale e di conto economico

2. Leasing finanziario

Si riportano le informazioni relative ai crediti per locazione finanziaria (ripartizione per fasce di vita residua dei crediti futuri comprensivi della quota di riscatto, relativi ai soli contratti attivi) e la suddivisione delle medesime informazioni distinte tra esposizioni deteriorate e non deteriorate:

2.1 Classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere e riconcilazione con finanziamenti per leasing iscritti nell'attivo

Fasce temporali Totale
31/12/2023
Pagamenti da
ricevere per il leasing
Totale
31/12/2022
Pagamenti da
ricevere per il leasing
Fino a 1 anno 851.921 767.692
Da oltre 1 anno fino a 2 anni 655.905 591.288
Da oltre 2 anno fino a 3 anni 535.809 487.934
Da oltre 3 anno fino a 4 anni 405.466 372.076
Da oltre 4 anno fino a 5 anni 267.773 261.254
Da oltre 5 anni 779.610 762.701
Totale dei pagamenti da ricevere per leasing 3.496.484 3.242.945
Riconciliazione con finanziamenti (370.050) (287.088)
Utili finanziari non maturati (-) (370.050) (287.088)
Valore residuo non garantito (-) - -
Finanziamenti per leasing 3.126.434 2.955.857
Totale 2023 Totale 2022
Pagamenti da ricevere per il
Pagamenti da ricevere per il
leasing
Totale
leasing
pagamenti da
ricevere per il
Totale pagamenti
da ricevere per il
Fasce temporali Esposizioni
Deteriorate
Esposizioni
non
deteriorate
leasing Esposizioni
Deteriorate
Esposizioni
non
deteriorate
leasing
Fino a 1 anno 23.980 827.941 851.921 29.567 738.125 767.692
Da oltre 1 anno fino a
2 anni
5.417 650.488 655.905 5.801 585.488 591.289
Da oltre 2 anno fino a
3 anni
4.049 531.760 535.809 4.869 483.065 487.934
Da oltre 3 anno fino a
4 anni
3.121 402.345 405.466 3.690 368.386 372.076
Da oltre 4 anno fino a
5 anni
2.958 264.815 267.773 2.992 258.261 261.253
Da oltre 5 anni 8.692 770.918 779.610 10.286 752.415 762.701
Totale pagamenti da
ricevere per leasing
48.217 3.448.267 3.496.484 57.205 3.185.740 3.242.945
RICONCILIAZIONE
Utili finanziari non
maturati (-)
(4.372) (365.678) (370.050) (5.070) (282.018) (287.088)
Valore residuo non
garantito
- - - - - -
Finanziamenti per
leasing
43.845 3.082.589 3.126.434 52.135 2.903.722 2.955.857

2.2 Altre informazioni

I contratti di locazione finanziaria prevedono che l'utilizzatore, al termine del periodo di durata contrattuale indicato e sempre che abbia integralmente assolto a tutti gli obblighi assunti, abbia la facoltà di scegliere di:

acquisire la proprietà del bene contro versamento di un prezzo definito;

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

restituire il bene oggetto del contratto.

La durata dei contratti, in rapporto alla vita economica dei beni, ed il valore prefissato per il riscatto dei beni stessi sono tali da indurre gli utilizzatori, nella generalità dei casi, all'acquisto del bene alla scadenza contrattuale.

I beni finanziati variano a seconda del soggetto richiedente e/o natura di attività svolta. In generale i beni finanziati rientrano in 4 comparti: veicoli (automobili, veicoli commerciali, veicoli industriali), aeroferronavale (aeromobili, motonavi e imbarcazioni da diporto, vagoni ferroviari), strumentale e immobiliare (edifici ad uso commerciale, industriale e residenziale sia costruiti che da realizzare).

3. Leasing operativo

Si fornisce la classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere.

3.1 Classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere

Fasce temporali Totale
31/12/2023
Pagamenti da
ricevere per il leasing
Totale
31/12/2022
Pagamenti da
ricevere per il leasing
Fino a 1 anno 1.463 1.400
Da oltre 1 anno fino a 2 anni 1.441 1.393
Da oltre 2 anni fino a 3 anni 1.411 1.363
Da oltre 3 anni fino a 4 anni 1.376 1.334
Da oltre 4 anni fino a 5 anni 1.261 1.299
Da oltre 5 anni 6.313 7.230
Totale 13.265 14.019

3.2 Altre informazioni

Sono presenti contratti di locazione, in qualità di locatore, per gli immobili di proprietà, mentre per alcuni immobili di terzi presi in affitto sono stati stipulati contratti di sublocazione.

ALLEGATI AL BILANCIO

Informativa al pubblico Stato per Stato

Stato Patrimoniale riclassificato

Conto economico riclassificato

Elenco delle partecipazioni

Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione

INFORMATIVA AL PUBBLICO STATO PER STATO (COUNTRY-BY-COUNTRY REPORTING)

Al fine di accrescere la fiducia dei cittadini dell'Unione Europea nel settore finanziario, la direttiva c.d. "CRD IV" introduce obblighi di pubblicazione di informazioni riguardanti le attività delle banche, e in particolare gli utili realizzati, le imposte pagate ed eventuali contributi pubblici ricevuti, suddivisi per singolo paese ove le banche sono insediate. La circolare 285/2013 della Banca d'Italia, al Titolo III, Capitolo 2, recepisce nell'ordinamento italiano la disciplina dell'informativa al pubblico Stato per Stato. In linea con tale impostazione, il Gruppo pubblica annualmente in allegato al bilancio consolidato l'informativa richiesta.

DENOMINAZIONE DELLE SOCIETA' INSEDIATE E NATURA DELL'ATTIVITA'

Denominazione Paese Tipo di
rapporto
Disponibilità voti
%
Attività
Credito Emiliano spa Italia 0 commercial banking
Credem Euromobiliare Private Banking spa Italia 1 100,00% commercial banking
Credemleasing spa Italia 1 100,00% commercial banking
Credemfactor spa Italia 1 100,00% commercial banking
Avvera spa Italia 1 100,00% commercial banking
Euromobiliare Advisory Sim spa Italia 1 100,00% wealth management
Euromobiliare Asset Management SGR spa Italia 1 100,00% wealth management
Credem Private Equity SGR spa Italia 1 100,00% wealth management
Credemvita spa Italia 1 100,00% wealth management
Credemassicurazioni spa Italia 2 50,00% wealth management
Credemtel spa Italia 1 100,00% remote banking
Magazzini Generali delle Tagliate spa Italia 1 100,00% cheese warehousing
Euromobiliare Fiduciaria spa Italia 1 100,00% fiduciary services
Sata srl Italia 1 100,00% software house
Blue Eye srl Italia 1 100,00% software house
Credem CB srl Italia 1 70,00% special purpose vehicle

Legenda: Tipo di rapporto

0 = capogruppo

1 = controllata

2 = controlla congiuntamente

Capogruppo

Credito Emiliano S.p.A. è una società di diritto italiano costituita nella forma di società per azioni, con denominazione CREDITO EMILIANO S.p.A. La denominazione sociale può essere abbreviata in CREDEMBANCA o in CREDEM.

Credito Emiliano S.p.A. è la capogruppo del Gruppo "Credito Emiliano - CREDEM".

Credem aderisce al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Credito Emiliano S.p.A. è iscritto nel Registro delle Imprese di Reggio Emilia al n. 01806740153 e al Repertorio Economico Amministrativo REA n. 219769, oltre che all'Albo delle Banche al n. 5350 ed all'Albo dei Gruppi Bancari tenuti dalla Banca d'Italia al n. 3032.

Credito Emiliano S.p.A. (Credem) è costituita in Italia nella forma di società per azioni ai sensi del diritto italiano. L'articolo 4 dello statuto fissa per Credem una durata della società sino al 31 Dicembre 2050.

L'attività di Credem consiste nella raccolta di depositi, nella erogazione di prestiti sotto varie forme e nella offerta di servizi finanziari tipici dell'attività bancaria.

Credem e le società dalla stessa controllate formano un gruppo di dimensione medio-grande, presente ormai su tutto il territorio nazionale ma che mantiene, in Emilia Romagna (nel nord del Paese) il suo radicamento tradizionalmente prevalente. Avendo operato originariamente come

BILANCIO CONSOLIDATO – ALLEGATI AL BILANCIO

banca rivolta alla clientela retail, il Gruppo offre oggi una gamma completa di servizi finanziari tra cui quelli propri dell'attività di banca commerciale, gestione del risparmio ed intermediazione. Ad oggi il Gruppo è composto di 13 società, oltre alla capogruppo, operanti nei settori legati all'offerta di servizi finanziari (il gruppo societario di diritto comune registra la presenza anche di due compagnie di assicurazioni operanti rispettivamente nei rami vita e danni: Credemvita S.p.A., integralmente consolidata e partecipata al 100% da Credem; Credemassicurazioni S.p.A. partecipata al 50% da Credem). Nel gruppo è presente anche Credem CB srl, società veicolo, (Special Purpose Vehicle - SPV), partecipata al 70% da Credem.

Cenni storici

La costituzione di Credem risale al 1910 con l'originaria denominazione di Banca Agricola Commerciale di Reggio Emilia, una banca privata locale situata nel nord dell'Emilia Romagna. L'attuale denominazione di Credito Emiliano S.p.A. è stata assunta nel 1983 in concomitanza con l'acquisizione del controllo di Banca Belinzaghi - Milano, il primo passo dell'Emittente verso un'espansione extraregionale.

Il 1° gennaio 1993, a seguito del riordino della disciplina del settore del credito (D.Lgs 385/93) è stato formalmente costituito, sull'impianto polifunzionale precedente, il gruppo bancario "Credito Emiliano - CREDEM", la cui holding, al vertice della catena partecipativa e con funzioni di capogruppo, era rappresentata da Credito Emiliano Holding S.p.A. (di seguito anche Credito Emiliano Holding o Credemholding). Dal giugno del 2009 la capogruppo del gruppo bancario è diventata Credem e Credemholding è fuoriuscita dal perimetro del gruppo bancario.

Struttura organizzativa del gruppo

La struttura del Gruppo vede tutte le società istituite dipendere (sotto il profilo gerarchico) dalla capofila Credem, centro delle funzioni di governance anche in qualità di capogruppo bancaria.

Le diverse società del Gruppo si distinguono in società "captive" (la cui attività è direttamente riconducibile ai network distributivi verso clientela retail e corporate) e "non captive" (che, per converso, operano sul mercato a prescindere dalle strutture distributive del Gruppo). Fra le prime si citano: Credemleasing, Credemfactor, Euromobiliare Asset Management SGR e Avvera spa. Del secondo raggruppamento si citano invece: MGT e Credemtel S.p.A.

Al 31 dicembre 2023 la struttura distributiva del Gruppo si articolava in 654 filiali centri imprese e negozi finanziari, con 6.628 dipendenti, 820 promotori finanziari esterni con mandato, 249 agenti Avvera e 452 agenti per la cessione del quinto e credito finalizzato.

Principali attività

I due principali settori di attività del Gruppo sono il commercial banking ed il wealth management. Per attività di commercial banking si intendono quelle relative alla distribuzione di prodotti e servizi finanziari diretti alla clientela retail e corporate del Gruppo. La conduzione delle attività di commercial banking è affidata a Credito Emiliano S.p.A. e ad alcune altre consociate del Gruppo, quali Credemleasing S.p.A, Credemfactor S.p.A, Avvera spa e Credem Euromobiliare Private Banking S.p.A. Al 31 dicembre 2023, l'apporto dell'Emittente all'utile netto del Gruppo era pari a 346,3 milioni di euro (ossia il 61,2%) rispetto a 189,0 milioni di euro per lo stesso periodo nell'esercizio precedente.

L'attività di wealth management nel Gruppo consiste nella gestione di fondi comuni di investimento, SICAV, gestioni patrimoniali nonché fondi di private equity ed hedge funds. Al 31 dicembre 2023, il Gruppo vantava circa 132,2 miliardi di euro di total business risultante dalla somma dei volumi relativi alla raccolta diretta bancaria, alle riserve assicurative, alla raccolta indiretta (gestita e amministrata) e dagli impieghi verso clientela. Le attività di asset management del Gruppo sono ripartite tra Euromobiliare Asset Management SGR S.p.A. (società che svolge anche i servizi di supporto amministrativo e gestionale per Euromobiliare International Fund SICAV), Credem Private Equity SGR S.p.A. e Credemvita S.p.A.

Principali mercati

L'attività principale del Gruppo è incentrata sui servizi al dettaglio, sul wealth management e sulle piccole e medie imprese. Sul lato dei crediti alla clientela, l'attività del Gruppo è rivolta integralmente al mercato domestico con un focusparticolare sulle aree del nord e centro del Paese che, al 31 dicembre 2023, pesavano per quasi il 77,9% sul volume totale delle esposizioni creditizie nette per cassa verso clientela. Non esistono significative concentrazioni per quanto concerne l'erogazione creditizia verso particolari settori merceologici. Riguardo alle attività di raccolta alla data del 31 dicembre 2023, si rileva che le attività di raccolta gestita sono totalmente rivolte a clientela domestica, mentre una parte della raccolta diretta bancaria è effettuata per il tramite di emissioni su mercati italiani e/o esteri ma, rivolte ad investitori istituzionali. Il Gruppo opera in tutti i settori delle attività di retail e commercial banking e, tramite le proprie controllate, nella gestione dei fondi comuni, intermediazione, leasing, factoringed assicurazione.

FATTURATO

Per "Fatturato" si intende il relativo "margine di intermediazione" di cui alla voce 120 del conto economico consolidato e ammonta, per l'anno 2023, a 1.963.433 mila euro (1.327.518 mila euro nel 2022).

NUMERO DI DIPENDENTI SU BASE EQUIVALENTE A TEMPO PIENO

Per "Numero di dipendenti su base equivalente a tempo pieno" si intende il rapporto tra il monte ore lavorato complessivamente da tutti i dipendenti, esclusi gli straordinari, e il totale anno previsto contrattualmente per un dipendente assunto a tempo pieno e ammonta, per l'anno 2023, a 6.256 unità (6.224 unità nel 2022).

UTILE O PERDITA PRIMA DELLE IMPOSTE

Per "Utile o perdita prima delle imposte" si intende la somma delle voci 290 e 320 (quest'ultima al lordo delle imposte) del conto economico consolidato e ammonta a 825.140 mila euro (475.189 mila euro nel 2022).

IMPOSTE SULL'UTILE O SULLA PERDITA

Per "Imposte sull'utile o sulla perdita" si intende la voce 300 del conto economico consolidato e ammonta a (263.022) mila euro (149.054) mila euro nel 2022.

CONTRIBUTI PUBBLICI RICEVUTI

Il Gruppo ha ricevuto contributi dalle Amministrazione Pubbliche nell'esercizio 2023 pari a 1.365,6 mila euro per formazione finanziata (229,5 mila euro nel 2022). Al riguardo si precisa che, nel novero di tali contributi, sono escluse operazioni poste in essere con le banche centrali per finalità di stabilità finanziaria e operazioni aventi l'obiettivo di facilitare il meccanismo di trasmissione di politica monetaria.

BILANCIO CONSOLIDATO – ALLEGATI AL BILANCIO

Stato patrimoniale riclassificato (milioni di euro)

variazioni 12/23-12/22
31/12/2023 31/12/2022 assolute %
Cassa e disponibilità liquide 6.326,6 3.357,7 2.968,9 88,4
Crediti verso clientela 42.863,9 42.418,2 445,7 1,1
Crediti verso banche 1.601,2 1.499,6 101,6 6,8
Altre attività finanziarie 14.511,6 15.122,5 -610,9 -4,0
Partecipazioni 55,0 51,9 3,1 6,0
Attività materiali ed immateriali 937,8 930,4 7,4 0,8
Altre attività 1.721,5 1.437,9 283,6 19,7
Totale attivo 68.017,6 64.818,2 3.199,4 4,9
Debiti verso clientela 42.409,4 38.779,0 3.630,4 9,4
Titoli in circolazione (compreso passività subordinate) 8.466,6 7.228,8 1.237,8 17,1
Riserve tecniche 4.288,0 3.952,9 335,1 8,5
subtotale 55.164,0 49.960,7 5.203,3 10,4
Debiti verso banche 5.786,3 8.736,4 -2.950,1 -33,8
Altre passività finanziarie 938,4 910,3 28,1 3,1
Fondi rischi specifici 272,3 239,0 33,3 13,9
Altre passività 1.986,1 1.611,8 374,3 23,2
Patrimonio di pertinenza di terzi - 0,2 -0,2 -100,0
Totale passività 64.147,1 61.458,4 2.688,7 4,4
341,3 341,3
Capitale sociale - -
Azioni proprie -6,7 -10,1 3,4 -33,7
Riserve 2.973,8 2.702,5 271,3 10,0
Utile d'esercizio 562,1 326,1 236,0 72,4
Patrimonio netto 3.870,5 3.359,8 510,7 15,2
Totale passivo 68.017,6 64.818,2 3.199,4 4,9

Tale riclassifica è stata effettuata considerando i dati desumibili direttamente dagli schemi di bilancio.

I dati relativi al 31/12/2022 riportano gli effetti dell'applicazione dei nuovi principi contabili IFRS17 e IFRS9 per le Compagnie assicurative.

Conto economico riclassificato trimestralizzato (in milioni di euro)

1° trim 2° trim. 3° trim. 4° trim. 12/23 Var% 12/22
margine d'interesse 234,8 269,5 284,1 302,9 1.091,3 64,8 662,2
margine servizi () (***) 240,8 209,1 180,6 201,4 831,9 1,9 816,3
margine d'intermediazione 475,6 478,6 464,7 504,3 1.923,2 30,1 1.478,5
spese del personale -147,1 -145,0 -130,6 -170,4 -593,1 5,9 -560,1
spese amministrative (*) -63,2 -64,5 -61,7 -63,6 -253,0 7,8 -234,6
costi operativi -210,3 -209,5 -192,3 -234,0 -846,1 6,5 -794,7
risultato lordo di gestione 265,3 269,1 272,4 270,3 1.077,1 57,5 683,8
Ammortamenti -24,9 -26,6 -26,5 -26,9 -104,9 7,4 -97,7
risultato operativo 240,4 242,5 245,9 243,4 972,2 65,9 586,1
accantonamenti per rischi ed oneri -1,3 -8,1 -1,3 -19,5 -30,2 167,3 -11,3
oneri/proventi straordinari () (*) -35,7 7,4 -33,3 -3,7 -65,3 29,3 -50,5
rettifiche nette su crediti e operazioni
finanziarie () (***)
-4,2 -0,7 -4,6 -42,1 -51,6 5,1 -49,1
UTILE ANTE IMPOSTE 199,2 241,1 206,7 178,1 825,1 73,6 475,2
imposte sul reddito -64,4 -77,2 -66,4 -55,0 -263,0 76,4 -149,1
UTILE NETTO 134,8 163,9 140,3 123,1 562,1 72,4 326,1
UTILE PER AZIONE 1,65 77,4 0,93
UTILE DILUITO PER AZIONE 1,65 77,4 0,93

La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio (si veda la Legenda al temine della relazione consolidata); inoltre i dati 2022 sono stati riprodotti per tenere conto dell'introduzione dei principi contabili IFRS17 e IFRS9 sulle compagnie assicurative del gruppo.

(*) le spese ed il margine servizi sono stati nettati della componente di imposte indirette e tasse recuperate alla clientela (126,0 milioni di euro a dicembre 2023, 113,6 milioni di euro a fine 2022).

(**) sono stati stornati da spese contributi ai fondi nazionali per 51,5 milioni di euro a dicembre 2023 (57,4 milioni a dicembre 2022).

(***) la componente di contributo al Fondo di Risoluzione (5,6 milioni a dicembre 2023, 3,9 milioni di euro a dicembre 2022) accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri è ricondotta tra gli oneri straordinari (quota potenzialmente recuperabile e iscritta nelle attività tra i "depositi cauzionali").

(****) le rettifiche/riprese di valore su crediti inerenti le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato riferite a titoli (-2,0 milioni di euro a dicembre 2023; -0,4 milioni di euro a dicembre 2022) e quelle inerenti le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (-2,7 milioni di euro a dicembre 2023; +0,2 milioni di euro a dicembre 2022 sono ricondotte al margine servizi). (*****) il risultato derivante dalla cessione di crediti npl è riclassificato a rettifiche nette su crediti e operazioni finanziarie (4,4 milioni di euro a dicembre 2023; 5,2 milioni di euro a dicembre 2022).

LEGENDA:

Margine finanziario

    • Voce 30 Margine d'interesse
    • Voce 70 Dividendi e proventi simili (per la sola quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale nelle attività finanziarie classificate in HTCs e HTC))
    • Voce 250 Utile/perdita delle partecipazioni escluso gli utile/perdite derivanti da cessioni/valutazioni
  • Margine d'interesse Credemvita

Margine servizi

    • Voce 60 Commissioni nette
    • Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione
    • Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura
    • Voce 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto
    • Voce 110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value
  • Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie)

BILANCIO CONSOLIDATO – ALLEGATI AL BILANCIO

  • Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività

    • Voce 160 Risultato dei servizi assicurativi
    • Voce 170 Saldo dei ricavi e costi di natura finanziaria relativi alla gestione assicurativa
    • Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (al netto delle componenti di natura straordinaria)
  • Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale classificate in HTCs e HTC))

  • Margine d'interesse Credemvita

Risultato operativo

    • Margine d'intermediazione
    • Voce 190 Spese amministrative (spese per il personale e altre spese amministrative)
    • Voce 210 Rettifiche /riprese di valore nette su attività materiali
    • Voce 220 Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali

Utile prima delle imposte

    • Risultato operativo
    • Voce 130 Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi)
    • Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni
    • Voce 200 Accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri
    • Oneri/proventi straordinari:
    • Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria sbilancio sopravvenienze)
    • Voce 270 Rettifiche di valore dell'avviamento
    • Voce 280 Utili/perdite da cessione di investimenti
    • Voce 320 Utili/perdite delle attività operative cessate al netto delle imposte

Elenco delle partecipazioni

Sede % sul
capitale sociale
Equity
ratio
Valore
di bilancio
Credemassicurazioni spa Reggio Emilia 50,000 50,00 52.686
Andxor srl Cinisello Balsamo 40,000 40,00 1.366
SBC Fintech Milan 2224 Milano 35,020 35,020 175
Flairbit Genova 10,000 10,00 478
Mynet Udine 8,730 8,730 250

Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione

Informazioni ai sensi dell'art.149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob

Il prospetto, redatto ai sensi dell'art.149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob (delibera 11971), evidenzia i corrispettivi di competenza dell'esercizio 2023 per i servizi di revisione e per quelli diversi, resi dalla Società di revisione e da società appartenenti alla sua rete. Tali corrispettivi rappresentano i costi sostenuti ed iscritti in bilancio d'esercizio, al netto dei rimborsi spese e dell'IVA indetraibile (dati in migliaia di euro).

Tipologia di servizi Società che erogato il Servizio Compensi
Revisione contabile Deloitte & Touche Spa 579
Servizi di Attestazione Deloitte & Touche Spa 245
Altri Servizi Deloitte Risk Advisory SRL SB 390
Totale 1.214

Si precisa che i corrispettivi relativi al servizio di revisione contabile sopra esposti non includono 36 mila euro relativi alla revisione contabile dei fondi Credem Venture Capital II, Fondo Elite e Fondo EltifPlus gestiti da Credem Private Equity SGR, 307 mila euro relativi alla revisione contabile dei fondi gestiti da Euromobiliare Asset Management SGR, 38 mila euro relativi alla revisione contabile del fondo Pensione Aperto, delle gestioni separate, e dei fondi Interni Assicurativi di Credemvita e 113 mila euro relativi alla revisione delle Sicav gestite da Euromobiliare Asset Management SGR. Detti compensi non trovano riscontro nel conto economico consolidato, essendo gli stessi a carico del singolo fondo.

ATTESTAZIONE DEL PRESIDENTE E DEL DIRIGENTE PREPOSTO

  • -
    -
    -

RELAZIONE DELLA SOCIETA' DI REVISIONE

Deloitte & Touche S.p.A. Piazza Malpighi, 4/2 40123 Bologna Italia

Tel: +39 051 65811 Fax: +39 051 230874 www.deloitte.it

RELAZIONE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE INDIPENDENTE AI SENSI DELL'ART. 14 DEL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39 E DELL'ART. 10 DEL REGOLAMENTO (UE) N. 537/2014

Agli Azionisti di Credito Emiliano S.p.A.

RELAZIONE SULLA REVISIONE CONTABILE DEL BILANCIO CONSOLIDATO

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio consolidato del Gruppo Credem (il "Gruppo"), costituito dallo stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2023, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività consolidata complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato per l'esercizio chiuso a tale data e dalla nota integrativa consolidata che include le informazioni rilevanti sui principi contabili applicati.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo al 31 dicembre 2023, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. n. 38/05 e dell'art. 43 del D.Lgs. n. 136/15.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto a Credito Emiliano S.p.A. (la "Banca") in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Aspetti chiave della revisione contabile

Sede Legale: Via Tortona, 25- 20144 Milano | Capitale Sociale: Euro 10.328.220,00 i.v.

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio consolidato nel suo complesso; pertanto su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

Il nome Deloitte si riferisce a una o più delle seguenti entità: Deloitte Touche Tohmatsu Limited, una società inglese a responsabilità limitata ("DTTL"), le member firm aderenti al suo network e le entità a esse correlate. DTTL e ciascuna delle sue member firm sono entità giuridicamente separate e indipendenti tra loro. DTTL (denominata anche "Deloitte Global") non fornisce servizi ai clienti. Si invita a leggere l'informativa completa relativa alla descrizione della struttura legale di Deloitte Touche Tohmatsu Limited e delle sue member firm all'indirizzo www.deloitte.com/about.

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Codice Fiscale/Registro delle Imprese di Milano Monza Brianza Lodi n. 03049560166 - R.E.A. n. MI-1720239 | Partita IVA: IT 03049560166

Classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela per finanziamenti valutati al costo ammortizzato

Come indicato nella Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale
consolidato - attivo - Sezione 4 - Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Voce 40 della nota integrativa consolidata, i crediti verso la
clientela per finanziamenti valutati al costo ammortizzato del Gruppo
Credem ammontano al 31 dicembre 2023 ad un valore lordo pari ad
Euro 36.224 milioni (di cui Euro 702 milioni di crediti deteriorati), a cui sono
associate rettifiche di valore pari ad Euro 500 milioni (di cui Euro 418
milioni relative a crediti deteriorati), e ad un conseguente valore netto pari
ad Euro 35.724 milioni (di cui Euro 283 milioni di crediti deteriorati).
La nota integrativa consolidata evidenzia inoltre che il grado complessivo di
copertura (c.d. "coverage ratio") al 31 dicembre 2023 dei suddetti crediti è
complessivamente pari al 1,4%. In particolare, considerando la
classificazione prevista dal principio contabile IFRS9 - Strumenti finanziari, il
coverage ratio delle esposizioni non deteriorate, classificate nel "primo
stadio" e nel "secondo stadio" è pari allo 0,2%, mentre il coverage ratio
delle esposizioni deteriorate, classificate nel "terzo stadio", è pari al 59,6%.
Nella nota integrativa consolidata Parte A - Politiche contabili - A.2 - Parte
relativa alle principali voci di bilancio e Parte E - Informazioni sui rischi e
sulle relative politiche di copertura Sezione 2 - Rischi del consolidato
prudenziale - 1.1 Rischio di credito - Informazioni di natura qualitativa sono
inoltre descritti:

i processi e i criteri adottati dal Gruppo per la classificazione dei
suddetti crediti nel rispetto delle disposizioni delle Autorità di Vigilanza
ed in coerenza con i principi contabili applicabili;

i relativi criteri di valutazione, incluse le modalità di stima delle perdite
attese e delle conseguenti rettifiche di valore in funzione
dell'allocazione delle esposizioni creditizie nei tre stadi di riferimento.
Inoltre, i processi e i presidi per il monitoraggio del credito adottati dal
Gruppo prevedono, tra l'altro, il sistema di early warning volto a prevenire
il degrado delle posizioni operando in ottica predittiva, cui è stata
affiancata un'attività di presidio rafforzato, che ha riguardato tutto il
portafoglio creditizio, individuando i clienti potenzialmente più impattati
dall'attuale contesto macroeconomico, sulla base dei settori identificati
come più vulnerabili.

Infatti, anche nel corso del 2023, il quadro macroeconomico generale è stato interessato da incertezze connesse all'evoluzione dell'inflazione e l'orientamento restrittivo della politica monetaria.

In considerazione della significatività dell'ammontare dei crediti verso la
clientela per finanziamenti valutati al costo ammortizzato iscritti nel
bilancio consolidato e della complessità dei processi di monitoraggio della
qualità del credito e di stima delle perdite attese adottati dal Gruppo,
tenuto conto anche della rilevanza delle componenti di soggettività insita in
tali processi, abbiamo ritenuto che la classificazione e la valutazione dei
crediti verso la clientela per finanziamenti valutati al costo ammortizzato
siano da considerare un aspetto chiave della revisione del bilancio
consolidato del Gruppo Credem al 31 dicembre 2023.
Procedure di revisione
svolte
Nell'ambito delle attività di revisione sono state svolte, tra le altre, le
seguenti principali procedure:

comprensione della normativa interna e dei processi posti in essere dal
Gruppo, in relazione alle attività di classificazione, di monitoraggio della
qualità dei crediti verso la clientela per finanziamenti valutati al costo
ammortizzato, nonchè loro valutazione, al fine di verificarne la
conformità al quadro normativo di riferimento e ai principi contabili
applicabili;

verifica dell'implementazione e dell'efficacia operativa dei controlli
rilevanti identificati con riferimento ai suddetti processi anche con il
supporto di specialisti appartenenti alla rete Deloitte;

analisi e comprensione, anche con il supporto di specialisti appartenenti
alla rete Deloitte, dei modelli di valutazione adottati del Gruppo ai fini
della determinazione delle rettifiche di valore e dei relativi affinamenti
effettuati nel corso dell'esercizio;

analisi qualitativa ed andamentale sulla base di opportuni indicatori
quali/quantitativi al fine di identificare eventuali elementi di interesse;

verifica, su base campionaria, della classificazione dei crediti verso la
clientela per finanziamenti valutati al costo ammortizzato non
deteriorati sulla base del quadro normativo di riferimento, delle
disposizioni interne del Gruppo e dei principi contabili applicabili, con
analisi focalizzate su quelli, tra i suddetti crediti, ritenuti dal Gruppo a
maggior rischio in base alla normativa interna;

verifica, su base campionaria, della classificazione e valutazione dei
crediti verso la clientela per finanziamenti valutati al costo
ammortizzato deteriorati sulla base del quadro normativo di
riferimento, delle disposizioni interne del Gruppo e dei principi contabili
applicabili, anche mediante ottenimento ed esame di conferme scritte
da parte dei legali incaricati del recupero dei crediti;

• verifica della completezza e della conformità dell'informativa fornita nel bilancio consolidato rispetto a quanto previsto dal quadro normativo di riferimento e dai principi contabili applicabili.

Impairment test degli avviamenti
Descrizione
dell'aspetto chiave
della revisione
Alla voce 100 dell'attivo di stato patrimoniale del bilancio consolidato al
31 dicembre 2023, tra le attività immateriali, sono iscritti avviamenti
pari ad Euro 291 milioni allocati alle unità generatrici di flussi finanziari
("Cash Generating Unit" - "CGU") identificate come "Banking" e
"Insurance". Come previsto dallo IAS 36 - Riduzione di valore delle
attività, gli avviamenti non sono ammortizzati ma sottoposti a verifica
della tenuta del valore contabile ("impairment test") almeno
annualmente, raffrontando il valore contabile delle CGU con il valore
recuperabile delle stesse.
Il Gruppo determina il valore recuperabile delle CGU Banking e
Insurance nell'accezione del valore d'uso attraverso lo sviluppo del
"Dividend Discount Model", nella variante "Excess Capital"
comunemente adottata nella prassi valutativa per il settore bancario. Il
processo di determinazione del valore d'uso adottato dal Gruppo è
complesso e si fonda su assunzioni riguardanti, tra l'altro, la previsione
dei flussi di cassa attesi dalle CGU, nonché la determinazione del tasso
di attualizzazione e del tasso di crescita di lungo periodo.
Gli impairment test effettuati dal Gruppo hanno confermato la
recuperabilità degli avviamenti iscritti nel bilancio consolidato al
31 dicembre 2023.
Nella nota integrativa consolidata Parte A - Politiche contabili - A.2 -
Parte relativa alle principali voci di bilancio e nella Parte B –
Informazioni sullo stato patrimoniale - attivo - Sezione 10 - Attività
Immateriali - voce 100 è riportata l'informativa sugli aspetti sopra
descritti, nonché sugli esiti delle analisi di sensitività effettuate.
In considerazione della soggettività delle stime attinenti la
determinazione dei flussi di cassa delle CGU cui gli avviamenti sono
allocati e delle variabili chiave del modello di valutazione adottato dal
Gruppo, abbiamo ritenuto che l'impairment test degli avviamenti sia da
considerare un aspetto chiave della revisione del bilancio consolidato
del Gruppo Credem al 31 dicembre 2023.
Procedure di revisione
svolte
Nell'ambito delle attività di revisione sono state svolte, tra le altre, le
seguenti principali procedure:

comprensione del processo di effettuazione dell'impairment test
posto in essere dal Gruppo e verifica dell'implementazione dei
controlli rilevanti identificati con riferimento a tale processo;

comprensione, anche con il supporto di specialisti appartenenti alla
rete Deloitte, del modello di valutazione e delle assunzioni adottati
dal Gruppo per l'effettuazione dell'impairment test;

analisi di ragionevolezza delle principali assunzioni adottate per la
formulazione delle previsioni dei flussi di cassa attesi dalla CGU
Banking e dalla CGU Insurance, effettuate anche mediante
ottenimento di informazioni dalla Direzione;

analisi di ragionevolezza, anche con il supporto di specialisti
appartenenti alla rete Deloitte, delle principali assunzioni sottostanti
le variabili chiave utilizzate nel modello di valutazione;

analisi dei dati consuntivi rispetto ai piani originari al fine di valutare
la natura degli scostamenti e l'attendibilità del processo di previsione
dei flussi di cassa attesi;

verifica, anche mediante il supporto degli specialisti appartenenti
alla rete Deloitte, dell'accuratezza matematica del modello di
valutazione utilizzato;

esame delle analisi di sensitività predisposte dal Gruppo;

verifica della completezza e della conformità dell'informativa fornita
nel bilancio consolidato rispetto a quanto previsto dal quadro
normativo di riferimento e dai principi contabili applicabili.
Strumenti finanziari – Compagnie Assicurative Prima applicazione dei principi contabili internazionali IFRS17 – Contratti assicurativi e IFRS9 –
Descrizione Il nuovo principio contabile internazionale IFRS17 - Contratti assicurativi

dell'aspetto chiave della revisione è entrato in vigore per gli esercizi aventi inizio dal 1° gennaio 2023, sostituendo il precedente principio IFRS4. In base al nuovo principio la passività assicurativa viene misurata sulla base del General Model, del Variable Fee Approach, variante obbligatoria del General Model per la valutazione dei contratti con diretta partecipazione agli utili, oppure, del Premium Allocation Approach, modello semplificato previsto per i contratti con durata non superiore all'anno o per i contratti con durata pluriennale caratterizzati da bassa variabilità dei flussi futuri.

A partire dagli esercizi aventi inizio dal 1° gennaio 2023 le Compagnie Assicurative rientranti nell'area di consolidamento del Gruppo Credem adottano altresì l'IFRS9 - Strumenti finanziari.

Nella nota integrativa consolidata Parte A - Politiche Contabili - A.1 - Parte Generale - Conglomerato finanziario: transizione principi contabili IFRS9 e IFRS17 della nota integrativa consolidata il Gruppo, come previsto dai principi contabili internazionali, riporta l'informativa qualitativa e quantitativa in merito all'implementazione dei nuovi principi contabili, alle scelte applicative adottate nella transizione e alla valutazione dei possibili impatti che l'applicazione di tali nuovi principi ha comportato nell'esercizio di prima applicazione.

A tale riguardo, alla data di transizione (1° gennaio 2022) il Gruppo ha stimato un effetto negativo derivante dalla prima applicazione dell'IFRS17 e dell'IFRS9 sul patrimonio netto pari ad Euro 58 milioni, ascrivibile in particolare al riconoscimento di un ammontare di margine sui servizi contrattuali (Contractual Service Margin) pari ad Euro 282 milioni come parte della valutazione delle attività e delle passività assicurative. Ha altresì stimato un effetto positivo sul conto economico 2022 pari ad Euro 9 milioni ed un effetto positivo sul patrimonio netto al 31 dicembre 2022 pari ad Euro 148 milioni.

L'informativa fornita dal Gruppo nel bilancio consolidato al 31 dicembre 2023 ha dunque lo scopo di consentire agli utilizzatori di comprendere gli impatti derivanti dell'applicazione dei nuovi principi.

In considerazione delle pervasive complessità interpretative ed operative derivanti dall'applicazione dei nuovi principi contabili internazionali e degli specifici metodi di valutazione adottati nella transizione, della componente discrezionale insita nel processo di stima delle passività assicurative con particolare riferimento al margine sui servizi contrattuali e della significatività degli effetti di cui sopra, abbiamo ritenuto che la prima applicazione dei principi contabili internazionali IFRS9 e IFRS17 sia da considerare un aspetto chiave della revisione del bilancio consolidato del Gruppo Credem al 31 dicembre 2023.

Procedure di revisione Nello svolgimento delle procedure di revisione abbiamo
svolte preliminarmente esaminato, anche con il supporto di specialisti
appartenenti alla rete Deloitte, il processo di implementazione posto in
essere dal Gruppo con particolare riferimento alle scelte applicative
adottate rilevanti ai fini della stima degli effetti derivanti dalla prima
applicazione del principio IFRS17 con riferimento alle passività
assicurative.

Con riferimento alla prima applicazione dell'IFRS17, nell'ambito delle attività di revisione sono state svolte, tra le altre, le seguenti principali procedure:

  • ottenimento ed esame delle note metodologiche predisposte dal Gruppo con riferimento ai modelli e approcci valutativi seguiti e di ogni ulteriore documentazione sviluppata e resa disponibile, con particolare riferimento agli ambiti interpretativi, anche mediante raccolta di informazioni, colloqui con le competenti funzioni aziendali e approfondimenti con i consulenti esterni;
  • analisi della documentazione a supporto delle scelte applicative operate dal Gruppo per l'individuazione dei gruppi di contratti assicurativi in relazione a quanto previsto dal principio e conseguenti modelli valutativi adottati alla data di transizione e per la determinazione del margine sui servizi contrattuali a tale data;
  • analisi di ragionevolezza dei principali metodi e ipotesi tecniche ed evolutive sulle quali si sono basate le stime dei flussi di cassa futuri, dell'aggiustamento per il rischio non finanziario e del margine sui servizi contrattuali ai fini della determinazione degli impatti derivanti dalla prima applicazione dell'IFRS17;
  • verifica della corretta determinazione degli impatti derivanti dalla prima applicazione del principio e relativa rappresentazione contabile;
  • verifica della completezza e della conformità dell'informativa fornita nel bilancio consolidato rispetto a quanto previsto dal quadro normativo di riferimento e dai principi contabili applicabili.

Con riferimento alla prima applicazione dell'IFRS9, nell'ambito delle attività di revisione sono state svolte, tra le altre, le seguenti principali procedure:

  • analisi della documentazione tecnico-metodologica relativa all'individuazione dei business model del Gruppo con particolare riferimento ai criteri di classificazione delle attività finanziarie in tali modelli di business e conseguenti criteri valutativi adottati;
  • verifica, per una selezione di strumenti finanziari, della correttezza della classificazione e dell'impairment effettuati in sede di prima applicazione del principio con quanto previsto dai criteri adottati dal Gruppo;
  • verifica della corretta determinazione degli impatti derivanti dalla prima applicazione del principio e relativa rappresentazione contabile;

• verifica della completezza e della conformità dell'informativa fornita nel bilancio consolidato rispetto a quanto previsto dal quadro normativo di riferimento e dai principi contabili applicabili.

Valutazione delle Passività Assicurative

Descrizione dell'aspetto chiave della revisione Alla voce 110 del passivo di stato patrimoniale del bilancio consolidato al 31 dicembre 2023, le Passività Assicurative risultano iscritte per un ammontare complessivo pari ad Euro 4.288 milioni; dalla nota integrativa consolidata Parte B – passivo - Sezione 11 – Passività assicurative - Voce 110 si evince che la voce si compone di Euro 63 milioni relativi a passività assicurative valutate sulla base del modello di valutazione General Model ed Euro 4.225 milioni relativi a passività assicurative valutate sulla base del modello di valutazione Variable Fee Approach, previsti dal nuovo principio contabile internazionale IFRS17 – Contratti assicurativi. Nella nota integrativa consolidata Parte A - A.2 Parte relativa alle principali voci di bilancio sono inoltre descritti i criteri seguiti e le metodologie applicate nella determinazione delle Passività Assicurative. In base a tale principio, al momento della sottoscrizione di un contratto assicurativo, o di un contratto d'investimento con elementi di

partecipazione discrezionale agli utili, viene rilevata una passività o un'attività assicurativa il cui ammontare è rappresentato dalla somma algebrica del valore attuale dei flussi di cassa attesi contrattuali, necessari per adempiere al contratto, di un aggiustamento a presidio dei rischi di tipo non finanziario (risk adjustment), e del margine sui servizi contrattuali (Contractual Service Margin), che rappresenta il valore attuale degli utili futuri stimato per gruppi di contratti assicurativi. La valutazione successiva della passività assicurativa avviene sulla base di una rideterminazione del valore attuale dei flussi di cassa, del risk adjustment e del margine sui servizi contrattuali, per riflettere nelle stime le condizioni esistenti alla data di valutazione.

Nella nota integrativa consolidata Parte B - passivo - Sezione 11 - Passività assicurative - Voce 110 viene riportato che il margine sui servizi contrattuali al 31 dicembre 2023 risulta pari a Euro 228 milioni e rappresenta una componente significativa delle Passività Assicurative del Gruppo.

Nella nota integrativa consolidata Parte A - A.2 Parte relativa alle principali voci di bilancio è riportato che il processo di formazione delle Passività Assicurative, ed in particolare la determinazione del valore attuale dei flussi di cassa nonché del risk adjustment, si basa su complessi processi di stima e richiede l'utilizzo di assunzioni e ipotesi di natura tecnica, demografica, attuariale e finanziaria che riguardano, tra l'altro, la previsione dei futuri flussi di cassa collegati all'adempimento dei contratti rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS17, la

determinazione del tasso di sconto da applicare nell'attualizzazione
degli stessi, la variazione dell'importo della quota di pertinenza del
Gruppo del fair value degli elementi sottostanti e della componente
relativa all'aggiustamento per rischi non finanziari, nonché la
quantificazione della quota del margine sui servizi contrattuali da
rilasciare nel conto economico.
In considerazione della significatività dell'ammontare delle Passività
Assicurative iscritte in bilancio e della complessità insita nel processo di
determinazione della componente discrezionale, anche con riferimento
al margine sui servizi contrattuali, abbiamo ritenuto che la valutazione
delle Passività Assicurative sia da considerare un aspetto chiave della
revisione del bilancio consolidato del Gruppo Credem al 31 dicembre
2023.
Procedure di revisione
svolte
Nell'ambito delle attività di revisione sono state svolte, tra le altre, le
seguenti principali procedure, anche con il supporto di specialisti
appartenenti alla rete Deloitte:

comprensione dei principali modelli di valutazione adottati dal
Gruppo nella valutazione delle Passività Assicurative mediante
ottenimento e analisi delle note metodologiche e colloqui con le
competenti funzioni aziendali;

comprensione del processo di formazione delle Passività Assicurative
che ha incluso la conoscenza degli indirizzi gestionali, assuntivi ed
attuariali nonché dei processi di definizione delle ipotesi e assunzioni
utilizzate dalla Direzione;

verifica dell'implementazione e dell'efficacia operativa dei controlli
rilevanti identificati con riferimento al processo di valutazione e
determinazione delle Passività Assicurative;

svolgimento di procedure di verifica in relazione alla completezza e
adeguatezza dei portafogli presi a riferimento e dei relativi dati di
base;

comprensione delle metodologie di calcolo delle Passività
Assicurative e verifica dell'applicazione di tali metodologie nei
modelli di calcolo e proiezione attuariali, che hanno incluso, tra le
altre, le seguenti principali procedure:
o
verifica della ragionevolezza delle assunzioni e delle ipotesi
tecniche utilizzate nella stima dei flussi di cassa attesi;
  • o analisi degli scenari economici utilizzati e verifica della correttezza della curva di sconto applicata e della determinazione della componente relativa all'illiquidity risk premium;
  • o verifica della correttezza del calcolo del valore attuale dei flussi di cassa attesi;
  • o verifica della correttezza del calcolo della percentuale del risk adjustment per gruppi di contratti assicurativi e della coerenza rispetto a quanto definito nelle note metodologiche;
  • o analisi della coerenza rispetto a quanto previsto dal principio in merito al criterio identificato per il rilascio del margine sui servizi assicurativi e verifica della corretta determinazione delle coverage unit ai fini dell'utilizzo delle stesse per la definizione del rilascio a conto economico;
  • o verifica della ragionevolezza dell'importo della quota di pertinenza del Gruppo del fair value degli elementi sottostanti;
  • o verifica della corretta rilevazione degli impatti economici e patrimoniali correlati alle Passività Assicurative.
  • verifica della completezza e della conformità dell'informativa fornita nel bilancio consolidato rispetto a quanto previsto dal quadro normativo di riferimento e dai principi contabili applicabili.

Altri aspetti

Il bilancio consolidato del Gruppo Credem per l'esercizio chiuso il 31 dicembre 2022 è stato sottoposto a revisione contabile da parte di un altro revisore che, il 31 marzo 2023, ha espresso un giudizio senza modifica su tale bilancio.

Responsabilità degli Amministratori e del Collegio Sindacale per il bilancio consolidato

Gli Amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. n. 38/05 e dell'art. 43 del D.Lgs. n. 136/15 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli Amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità del Gruppo di continuare ad operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio consolidato, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli Amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio consolidato a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la

liquidazione della capogruppo Credito Emiliano S.p.A. o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il Collegio Sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria del Gruppo.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio consolidato nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche prese dagli utilizzatori sulla base del bilancio consolidato.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio consolidato, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno del Gruppo;
  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli Amministratori, inclusa la relativa informativa;
  • siamo giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli Amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità del Gruppo di continuare ad operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio, ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che il Gruppo cessi di operare come un'entità in funzionamento;

  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio consolidato nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio consolidato rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione;

  • abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati sulle informazioni finanziarie delle imprese o delle differenti attività economiche svolte all'interno del Gruppo per esprimere un giudizio sul bilancio consolidato. Siamo responsabili della direzione, della supervisione e dello svolgimento dell'incarico di revisione contabile del Gruppo. Siamo gli unici responsabili del giudizio di revisione sul bilancio consolidato.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati ad un livello appropriato come richiesto dagli ISA Italia, tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le misure di salvaguardia applicate.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'art. 10 del Regolamento (UE) 537/2014

L'assemblea degli azionisti di Credito Emiliano S.p.A. ci ha conferito in data 28 aprile 2022 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio e consolidato della Banca per gli esercizi dal 31 dicembre 2023 al 31 dicembre 2031.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'art. 5, par. 1, del Regolamento (UE) 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Banca nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio consolidato espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al Collegio Sindacale, nella sua funzione di Comitato per il Controllo Interno e la Revisione Contabile, predisposta ai sensi dell'art. 11 del citato Regolamento.

RELAZIONE SU ALTRE DISPOSIZIONI DI LEGGE E REGOLAMENTARI

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815

Gli Amministratori di Credito Emiliano S.p.A. sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF -

European Single Electronic Format) (nel seguito "Regolamento Delegato") al bilancio consolidato al 31 dicembre 2023, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio consolidato alle disposizioni del Regolamento Delegato.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato al 31 dicembre 2023 è stato predisposto nel formato XHTML ed è stato marcato, in tutti gli aspetti significativi, in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.

Alcune informazioni contenute nella nota integrativa del bilancio consolidato quando estratte dal formato XHTML in un'istanza XBRL, a causa di taluni limiti tecnici potrebbero non essere riprodotte in maniera identica rispetto alle corrispondenti informazioni visualizzabili nel bilancio consolidato in formato XHTML.

Giudizio ai sensi dell'art. 14, comma 2, lettera e), del D.Lgs. 39/10 e dell'art. 123-bis, comma 4, del D.Lgs. 58/98

Gli Amministratori di Credito Emiliano S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari del Gruppo Credem al 31 dicembre 2023, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio consolidato e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, co. 4, del D.Lgs. 58/98, con il bilancio consolidato del Gruppo Credem al 31 dicembre 2023 e sulla conformità delle stesse alle norme di legge, nonché di rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari sopra richiamate sono coerenti con il bilancio consolidato del Gruppo Credem al 31 dicembre 2023 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'art. 14, co. 2, lettera e), del D.Lgs. 39/10, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Dichiarazione ai sensi dell'art. 4 del Regolamento Consob di attuazione del D.Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254

Gli Amministratori di Credito Emiliano S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della dichiarazione non finanziaria ai sensi del D.Lgs. 30 dicembre 2016, n.254.

Abbiamo verificato l'avvenuta approvazione da parte degli Amministratori della dichiarazione non finanziaria.

Ai sensi dell'art. 3, comma 10, del D.Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254, tale dichiarazione è oggetto di separata attestazione di conformità da parte nostra.

DELOITTE & TOUCHE S.p.A.

Marco Benini Socio

Bologna, 27 marzo 2024

BILANCIO INDIVIDUALE 2023

Daniele Fissore (Savigliano 1947 – Torino 2017), Green,serigrafia su carta, particolare, collezione d'arte Credem DIREZIONE

Reggio Emilia – Via Emilia S. Pietro, 4

Tel. 0522/5821 – Telefax 0522/433969 sito: www.credem.it Swift BACRIT 22 – Telex 530658 BACDIR

SEDI E DIPENDENZE

Abruzzo AQ Avezzano L'Aquila PE Pescara TE Teramo Basilicata PZ Potenza Calabria CS Castrovillari Cittadella del Capo Corigliano - Rossano Cosenza Ag. 2 Cosenza Sede Rende San Fili San Marco Argentano CZ Acconia di Curinga Catanzaro Nicastro Sambiase San Mango D'Aquino San Pietro a Maida Soverato KR Belvedere di Spinello Crotone Rocca di Neto VV Pizzo Vibo Valentia RC Gioia Tauro Pellaro

Polistena Reggio Calabria Taurianova Varapodio Campania AV Avellino BN Benevento San Bartolomeo in Galdo CE Aversa Aversa Ag. 2 Caserta San Nicola La Strada NA Afragola Arzano Cicciano Frattamaggiore Marano di Napoli Napoli Ag. 11 Napoli Ag. 12 Napoli Ag. 13 Napoli Ag. 15 Napoli Ag. 2 Napoli Ag. 6 Napoli Ag. 8 Napoli Sede Nola Nola Ag. 2 Ottaviano Portici Pozzuoli Procida Sant'Anastasia Torre Annunziata Volla SA Cava dè Tirreni Salerno Scafati Emilia Romagna BO Bologna Ag. 2 Bologna Ag. 3 Bologna Ag. 4 Bologna Ag. 6 Bologna Ag. 7

BILANCIO INDIVIDUALE – DIREZIONE TERRITORIALE

Bologna Ag. 8 Bologna Sede Casalecchio di Reno Castel Maggiore Castello d'Argile Crevalcore Funo di Argelato Galliera - San Venanzio Imola Lippo di Calderara Ozzano Emilia San Giovanni in Persiceto San Lazzaro di Savena San Pietro in Casale FC Forlì MO Campogalliano Carpi Castelfranco Emilia Ag. 2 Castelnuovo Rangone Finale Emilia Fiorano Modenese Formigine Maranello Mirandola Modena Ag. 2 Modena Ag. 3 Modena Ag. 4 Modena Ag. 5 Modena Ag. 6 Modena Ag. 7 Modena Sede Nonantola Sassuolo Sassuolo Ag. 3 Soliera Vignola PC Piacenza Ag. 2 Piacenza Sede PR Bedonia Borgo Val di Taro Collecchio Colorno Felino Fidenza Noceto

Parma Ag. 3

Parma Ag. 4 Parma Ag. 6 Parma Sede Traversetolo RE Albinea Arceto Bagnolo in Piano Bibbiano Boretto Cadelbosco di Sopra Calerno Campagnola Emilia Campegine Carpineti Casalgrande Casina Castellarano Castelnovo di Sotto Castelnovo ne' Monti Cavriago Correggio Felina Grandi Relazioni Guastalla Luzzara Montecavolo Montecchio Emilia Novellara Quattro Castella Ramiseto Reggio Emilia Ag. 11 Reggio Emilia Ag. 13 Reggio Emilia Ag. 2 Reggio Emilia Ag. 3 Reggio Emilia Ag. 4 Reggio Emilia Ag. 5 Reggio Emilia Ag. 6 Reggio Emilia Ag. 9 Reggio Emilia Sede Reggiolo Rio Saliceto Rolo Roteglia Rubiera San Martino in Rio San Polo d'Enza Sant'Ilario d'Enza Scandiano

BILANCIO INDIVIDUALE – DIREZIONE TERRITORIALE

Vezzano sul Crostolo Villa Minozzo Villa Rivalta FE Bondeno Casumaro Cento Ag. 2 Cento Sede Comacchio Dodici Morelli Dosso Ferrara Ferrara Ag. 5 Ferrara Ag. 2 Ferrara Ag. 3 Ferrara Ag. 4 Mirabello Pieve di Cento Poggio Renatico Renazzo Sant'Agostino Vigarano Mainarda RA Faenza Lugo Ravenna RN Rimini Friuli V.G. UD Udine Ag. 2 TS Trieste Lazio FR Cassino LT Aprilia Formia Latina Terracina RM Genzano di Roma Monterotondo Roma Ag. 10 Roma Ag. 11 Roma Ag. 13 Roma Ag. 2 Roma Ag. 3

Roma Ag. 4

Roma Ag. 5 Roma Ag. 6 Roma Ag. 8 Roma Ag. 9 Roma Sede RI Rieti VT Viterbo Liguria GE Chiavari Genova Genova Ag. 2 Genova Ag. 3 SV Albenga Savona SP La Spezia IM Sanremo Lombardia BG Bergamo BS Brescia Sede Rovato Salò CO Como Erba CR Crema Cremona LC Lecco MB Monza Muggiò Seregno MI Bollate Cusano Milanino Legnano Magenta Melzo Milano Ag. 11 Milano Ag. 15

BILANCIO INDIVIDUALE – DIREZIONE TERRITORIALE

Milano Ag. 2 Milano Ag. 3 Milano Ag. 4 Milano Ag. 5 Milano Ag. 6 Milano Ag. 9 Milano Sede Sesto San Giovanni

MN

Castiglione delle Stiviere Gonzaga Mantova Sede Roverbella San Benedetto Po San Silvestro di Curtatone Suzzara Viadana

VA

Busto Arsizio Gallarate Saronno Varese

LO

Lodi

PV

Pavia

Vigevano

Marche

AN

Ancona Jesi

Senigallia

MC

Civitanova Marche

Macerata

PU

Pesaro

AP

San Benedetto del Tronto

Molise

CB

Termoli

Piemonte

AL Alessandria

Casale Monferrato

AT

Asti

BI

Biella

NO Novara Sede TO Pinerolo Torino Torino Ag. 2 Torino Ag. 5 CN Fossano Saluzzo VC Vercelli Puglia BA Bari Bari Ag. 2 Corato Noci BR Brindisi Ceglie Messapica Ostuni BT Andria Ag. 2 Andria Ag. 3 Andria Ag. 6 Andria Sede Barletta Ag. 2 Bisceglie Canosa di Puglia Trani FG Apricena Cagnano Varano Casalvecchio di Puglia Cerignola Foggia Lucera Pietramontecorvino San Paolo Civitate San Severo Sannicandro Garganico Torremaggiore LE Alessano Casarano Gagliano del Capo Lecce

Lecce Ag. 2

BILANCIO INDIVIDUALE – DIREZIONE TERRITORIALE

Maglie Nardò Presicce - Acquarica Specchia TA Martina Franca Taranto Taranto Ag.2 Sardegna CA Cagliari Cagliari Ag. 2 NU Nuoro OR Oristano SS Olbia Sassari Sicilia AG Agrigento Ag. 2 Licata Menfi Porto Empedocle Ag. 2 San Giovanni Gemini Sciacca CL Caltanissetta CT Adrano Biancavilla Bronte Catania Ag. 3 Catania Ag. 4 Catania Ag. 5 Catania Sede Giarre Paternò PA Bagheria Capaci Corleone Lercara Friddi Palermo Ag. 2 Palermo Ag. 3 Palermo Ag. 4 Palermo Ag. 6 Palermo Sede

Partinico

San Cipirello Terrasini

TP

Alcamo Campobello di Mazara Castelvetrano Marsala Ag. 3 Marsala Sede Mazara del Vallo Partanna Petrosino San Leonardo Strasatti Trapani Trapani Ag. 2 EN Piazza Armerina ME Messina RG Modica Ragusa Vittoria SR Noto Siracusa Toscana AR Arezzo FI Casellina Firenze Ag. 2 Firenze Ag. 3 Firenze Ag. 4 Firenze Ag. 6 Firenze Ag. 9 Firenze Sede PI Pisa Pontedera Santa Croce sull'Arno PO Prato Prato Ag. 2 Prato Ag. 4 LI Livorno Piombino

LU

BILANCIO INDIVIDUALE – DIREZIONE TERRITORIALE

Lucca Pieve Fosciana Viareggio PT Monsummano Terme Pescia Pistoia Trentino A. Adige TN Rovereto Trento Umbria PG Città di Castello Perugia TR Terni Veneto BL Belluno PD Montagnana Padova Ag. 2 Padova Sede TV Castelfranco Veneto Conegliano Veneto Mogliano Veneto Montebelluna Treviso Ag. 2 VI Bassano del Grappa Schio Vicenza Vicenza Ag. 2 VR Bussolengo Legnago San Bonifacio Verona Verona Ag. 2 Verona Ag. 6 Villafranca VE Mestre Venezia

RELAZIONE SULLA GESTIONE

Signori Azionisti,

dedichiamo una breve sintesi introduttiva alle principali evidenze del 2023 che riguardano tutto il Gruppo Credem, prima di addentrarci nell'esame delle informazioni rilevanti di Credem Banca.

1. EXECUTIVE SUMMARY DEI PRINCIPALI RISULTATI DI GRUPPO

  • I risultati del 2023 sono per il Gruppo di particolare rilievo: si registra un utile netto di 562,1 milioni di euro, con una redditività di periodo, espressa in termini di ROE, del 16,3%.
  • L'articolazione del Gruppo, in una federation of business, ha consentito uno sviluppo organico delle diverse fonti di ricavo.
CONTRIBUTO AL CONSOLIDATO
Banca Commerciale
Credem Banca Private Banking €346,3 mln
Credem Euromobiliare
Private Banking
€60,8 min
Parabancario, Consumer Credit e Altro
Credem Factor
Credem Leasing
Avera
MGT
Credemtel
Blue Eye
SATA
€69,7 min
Wealth Management
Euromobiliare SGR
Euromobiliare Advisory SIM
Euromobiliare Fiduciaria
Credem Private Equity
Asset Management
CredemVita
Credem Assicurazioni
Rettifiche di consolidamento
-€20,8 min
€106.1 min
Wealth &
Private
€166,9
min
Insurance Reti
Fabbriche Prodotto
UTILE NETTO €562,1 mln

Come meglio rappresentato nella Parte L- Informativa di Settore della nota integrativa consolidata si forniscono informazioni relativamente all'andamento degli ambiti di business: Il banking commerciale, guidato prevalentemente dall'espansione dei volumi e dall'ottima gestione della dinamica dei tassi, preservando un profilo di rischio contenuto, apporta 346,3 milioni di euro al Gruppo.

Il Private Banking, con Credem Euromobiliare Private Banking include la contribuzione del ramo private solo a decorrere dal 18 febbraio 2023, quando si è perfezionato il conferimento del ramo Private di Credem in Credem Euromobiliare Private Banking e consuntiva un risultato di 60,8 milioni di euro.

Il parabancario e il consumer credit hanno seguito la performance della banca commerciale, beneficiando della dinamica dei tassi di interesse e dello sviluppo dei volumi, e registrano una contribuzione rilevante con 69,7 milioni di euro di utile.

L'universo Wealth Management, include tutte le fabbriche del wealth e raggiunge un risultato di 106,1 milioni di euro.

Il Gruppo ha sostenuto l'evoluzione continua dell'attività delle società specializzate nella gestione del risparmio, nella protezione assicurativa, nei finanziamenti ai privati ed alle imprese e nei servizi tecnologici, con focalizzazione costante su innovazione, sostenibilità e investimenti sulle persone.

Il Gruppo nel suo complesso ha evidenziato una progressione dei volumi di raccolta e di impiego superiore al Sistema (rispettivamente +2,3% e +3,6%, verso un Sistema che, secondo i dati ABI Montly Outlook di gennaio 2024, ha registrato contrazioni nell'ordine del -1,5% per la raccolta e del -3,9% per gli impieghi).

La capacità di generare capitale organicamente ha permesso di raggiungere un CET1 ratio (perimetro di Vigilanza) del 14,2% (15,5% a livello di Gruppo Bancario).

2. SCENARIO MACROECONOMICO*

Nel 2023, l'attività economica mondiale si è nel complesso indebolita, con alcune eccezioni. Negli Stati Uniti il PIL ha conosciuto una crescita del 3,1%, superiore alle attese, grazie alla dinamica dei consumi privati, degli investimenti aziendali, della spesa pubblica (sia statale che locale) e delle esportazioni nette e scorte di magazzino. Il PIL cinese è salito del 5,2% rispetto al 2022, segnando uno dei livelli più bassi di crescita degli ultimi trent'anni (escluso il periodo Covid). Tra i fattori di freno all'economia cinese si rintracciano la crisi immobiliare, una disoccupazione giovanile record e il rallentamento globale. Secondo Eurostat, nel quarto trimestre del 2023, il PIL dell'Eurozona è rimasto stabile, registrando una crescita zero rispetto al trimestre precedente. La dinamica del PIL per l'intero 2023 dell'Eurozona e dei ventisette Paesi dell'Ue è stata dello 0,5%. In Europa, il risultato migliore è riconducibile all'economia spagnola che ha chiuso il 2023 con un sviluppo del PIL su base annua del +2,5%. In Francia il PIL è cresciuto dello 0,9%, mentre il PIL tedesco, nel quarto trimestre 2023, è sceso dello 0,3% rispetto al trimestre precedente.

Nel 2023, il PIL italiano è aumentato dello 0,7%, rispetto al +3,7% del 2022. Nel quarto trimestre del 2023, si stima che il PIL sia aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% in termini tendenziali. La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell'agricoltura, silvicoltura e pesca e di un aumento sia nell'industria, che nei servizi. Dal lato della domanda, si stima un contributo negativo della componente nazionale e un apporto positivo della componente estera netta. In media, nel 2023, i prezzi al consumo hanno registrato una crescita del 5,7% (+8,1% nel 2022). Il rallentamento su base tendenziale dell'inflazione è dovuto per lo più alla dinamica dei prezzi dei beni energetici regolamentati e degli alimentari lavorati.

Passando alla politica monetaria, ricordiamo che il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE):

  • Ha aumentato i tassi ufficiali di 50 punti base sia nella riunione di febbraio 2023, sia in quella di marzo 2023, portando al 3,0% il tasso di riferimento. Il Consiglio ha annunciato la riduzione del portafoglio del programma di acquisto di attività finanziarie (APP).
  • Il 4 maggio 2023, ha aumentato i tassi ufficiali di 25 punti base, così come a giugno 2023, portando quindi il tasso sui depositi delle banche presso l'Eurosistema al 3,5%. È stato ribadito che le decisioni sui tassi sarebbero state prese, volta per volta, in base ai dati e con l'obiettivo di riportare l'inflazione di medio termine al 2%. Il Consiglio aveva inoltre confermato la fine, a partire da luglio 2023, dei reinvestimenti nell'ambito del programma di acquisto di attività finanziarie, nonché il pieno reinvestimento, con flessibilità, del capitale rimborsato sui titoli in scadenza nell'ambito del programma di acquisto per l'emergenza pandemica (PEPP), sino alla fine del 2024.
  • In luglio e settembre 2023, ha aumentato di complessivi 50 punti base i tassi di interesse ufficiali, portando quindi il tasso sui depositi detenuti dalle banche presso l'Eurosistema al 4,0%.
  • Nell'incontro di dicembre 2023, ha deciso di mantenere invariati i tassi di riferimento e di avanzare nella normalizzazione del bilancio dell'Eurosistema. Ha comunicato l'intenzione di continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto per l'emergenza pandemica (PEPP) nella prima parte del 2024. Nella seconda parte del 2024, il Consiglio intende ridurre il portafoglio del PEPP di 7,5 miliardi di euro al mese, in media, e terminare i reinvestimenti nell'ambito di tale programma alla fine del 2024.

Relativamente ai mercati finanziari:

  • Nel mese di marzo del 2023, in Italia, così come negli altri principali mercati, le tensioni innescate dal dissesto di alcuni intermediari bancari negli Stati Uniti e in Svizzera hanno influenzato l'andamento dei prezzi delle attività finanziarie. I rendimenti dei titoli di Stato e le quotazioni azionarie, cresciuti nei primi due mesi del 2023, sono diminuiti bruscamente con i primi segnali di instabilità nel settore bancario internazionale; anche la volatilità è aumentata; lo spreadBTP/BUND si è mantenuto tra i 180 e i 190 punti base.
  • Nel secondo trimestre 2023, le condizioni nei mercati finanziari internazionali si sono normalizzate con l'esaurirsi delle tensioni indotte dai dissesti bancari sopra menzionati. Conseguentemente, anche le condizioni dei mercati finanziari italiani si sono normalizzate, nonostante l'indebolimento della fase congiunturale, l'incertezza sull'evoluzione dell'inflazione e l'orientamento restrittivo della politica monetaria della BCE. Si è ridotto il differenziale di

rendimento dei titoli di Stato italiani rispetto ai corrispondenti titoli pubblici tedeschi, anche per l'elevata domanda da parte degli investitori. Lo spread BTP/BUND ha chiuso il primo semestre a 167 punti base.

  • Nel terzo trimestre 2023, le condizioni nei mercati finanziari internazionali si sono inasprite. I rendimenti sui titoli pubblici sono aumentati nelle principali economie avanzate, in misura marcata negli Stati Uniti e sono scesi i corsi delle azioni. Dalla prima decade di luglio 2023, le quotazioni delle azioni in Italia e nell'area dell'euro sono complessivamente diminuite, risentendo dell'indebolimento dell'attività economica, delle prospettive del commercio internazionale e del permanere dei tassi di interesse ufficiali su livelli elevati più a lungo del previsto. Lo spreadBTP/BUND ha chiuso il trimestre a 190 punti base.
  • A partire da novembre 2023, il ridimensionamento delle attese di ulteriori rialzi dei tassi ufficiali nelle economie avanzate ha indotto un marcato miglioramento delle condizioni nei mercati finanziari. Sono scesi i rendimenti sui titoli pubblici e sono saliti i corsi azionari. Lo spread BTP/BUND ha chiuso l'anno nell'intorno di 160 punti base.

Dall'inizio di aprile 2023, le quotazioni azionarie sono nel complesso aumentate in Italia, beneficiando prima del dissiparsi dei timori sulle condizioni del settore creditizio negli Stati Uniti e in Svizzera e, successivamente, della pubblicazione di utili superiori alle attese, soprattutto nel comparto finanziario e in quello tecnologico. Il FTSE Italia All Shares ha chiuso il 2023 con un +26% rispetto a dicembre 2022.

(*) Le principali fonti del presente capitolo sono: Bollettino Economico n. 2, 3 e 4 – 2023, Bollettino Economico n. 1 – 2024, elaborati da Banca d'Italia; Comunicati stampa BCE (da sito Banca d'Italia); Rapporto di Previsione, Luglio 2023 e Dicembre 2023, Prometeia; siti internet: www.borsaitaliana.it; www.istat.it; www.ilsole24ore.it

3.CONTESTO REGOLAMENTARE E ANDAMENTO SISTEMA BANCARIO*

Nel corso dell'anno, il legislatore europeo e le Autorità di Vigilanza hanno continuato a lavorare sul quadro legislativo.

Relativamente alla Vigilanza Bancaria, ricordiamo:

  • Il 31 gennaio 2023, la Banca Centrale Europea e l'Autorità Bancaria Europea hanno lanciato lo stress test sulle banche europee vigilate. La prova di stress a livello di UE ha seguito un approccio bottom-up, con alcuni elementi di tipo top-down. Le banche hanno applicato i propri modelli per elaborare proiezioni sull'impatto degli scenari, nel rispetto di regole rigorose e con il vaglio approfondito delle Autorità competenti.
  • L'8 febbraio 2023, sono stati pubblicati gli esiti del processo di revisione e valutazione prudenziale (supervisory review and evaluation process, SREP) per il 2022. In base ai risultati di questo esercizio, gli enti significativi hanno mantenuto solide posizioni patrimoniali e di liquidità.
  • Il 21 aprile 2023, la BCE ha pubblicato la terza valutazione dei progressi compiuti dalle banche europee nella divulgazione dei rischi climatici e ambientali. Sebbene le banche abbiano aumentato le informazioni che pubblicano, la qualità delle informative è stata considerata ancora troppo bassa per soddisfare i prossimi standard di vigilanza. La BCE si aspetta che le banche continuino ad affrontare tali tematiche, migliorando la qualità delle informazioni fornite.
  • Il 23 maggio 2023, è stata resa disponibile la guida finale che chiarisce le pratiche di vigilanza della BCE per le valutazioni delle partecipazioni qualificate. La guida spiega in che modo le Autorità di Vigilanza valutano le richieste di acquisizione di partecipazioni qualificate nelle banche. L'obiettivo è quello di rendere più prevedibili le azioni di vigilanza.
  • Il 22 giugno 2023, è stata messa in consultazione una nuova versione della Guida ai modelli interni che esplicita come le banche dovrebbero procedere per includere nei loro modelli i rischi materiali legati al clima e all'ambiente. Fornisce inoltre chiarimenti per le banche che desiderano tornare all'approccio standardizzato per il calcolo delle proprie attività ponderate per il rischio. La Guida prevede inoltre delucidazioni in merito al rischio di credito di controparte, ovvero il rischio che la controparte di un'operazione possa essere inadempiente.
  • Il 28 luglio 2023, sono stati pubblicati i risultati della prova di stress 2023 i quali evidenziano la capacità del settore nel fronteggiare una grave recessione economica. In estrema sintesi, il coefficiente di Common Equity Tier 1 delle 98 banche partecipanti all'esercizio diminuirebbe in media di 4,8 punti percentuali, portandosi al 10,4%, se fosse esposto a tre anni di tensioni in condizioni macroeconomiche molto difficili.
  • Il 20 ottobre 2023, è stato pubblicato il report finale "Sound practices in counterparty credit risk governance and management", che segue una consultazione pubblica terminata a luglio 2023. Il report presenta i risultati della targeted review, effettuata nella seconda parte del 2022, in merito al governo e alla gestione del counterparty credit risk (CCR) da parte delle banche. Si evidenziano le sound practicesosservate così come gli elementi di miglioramento necessari.
  • Il 19 dicembre 2023, sono stati pubblicati i risultati del processo SREP per il 2023 nonché le priorità di vigilanza per il 2024-2026. Queste sono state ridefinite concentrando l'attenzione sulle prospettive di rischio a breve termine, sul rafforzamento della governance e della gestione dei rischi climatici e ambientali, nonché sul conseguimento di ulteriori progressi nella trasformazione digitale e nella resilienza operativa.

Nel corso del 2023, i legislatori europei (Commissione, Parlamento e Consiglio europeo) hanno approvato dei testi di modifica della Direttiva e del Regolamento sui requisiti di capitale (CRD6 e CRR3) che recepisce nella legislazione europea la finalizzazione di Basilea 3 (cosiddetta Basilea 4), che andrà applicata dal 2025. Il 24 maggio 2023, è stata presentata una proposta di Direttiva Omnibus che modifica le Direttive: UCITS (sui fondi comuni di investimento), MIFID II (sui servizi di investimento), IDD (sulla distribuzione in ambito assicurativo), AIFMD (sui fondi comuni alternativi), Solvency II (sul regime prudenziale del settore assicurativo). È stata, inoltre, presentata una proposta di modifica al Regolamento PRIIPs (che disciplina il KID, key information document), al fine di rendere le informazioni chiave che devono essere fornite per i prodotti d'investimento agli investitori più adatte all'evoluzione delle esigenze degli stessi (come per esempio l'utilizzo sui dispositivi digitali) e aumentarne la chiarezza giuridica. Il 28 giugno 2023, in Commissione Europea è stata presentata la proposta normativa in tema di open financee la proposta di Regolamento per

la possibile introduzione dell'euro digitale. Quest'ultima descrive le motivazioni e gli obiettivi di una nuova forma di moneta disponibile al pubblico e contiene un ampio insieme di norme riguardanti, tra l'altro, la base legale, il ruolo dell'Eurosistema e degli intermediari, il trattamento dei dati personali degli utenti. In ottobre 2023, il trilogo ha raggiunto un accordo su una proposta di regolamento per l'introduzione di uno standard europeo per le obbligazioni green "EuGB" (EU Green Bonds). Le aziende che adotteranno tale denominazione saranno tenute a rispettare una serie di obblighi nella divulgazione di informazioni, tra cui ricordiamo l'utilizzo dei proventi del titolo.

Con il DL 104/2023, approvato all'inizio di agosto 2023, il Governo ha introdotto un'imposta straordinaria per l'anno 2023 a carico delle banche, la cui struttura è stata poi significativamente modificata nel corso dell'iter parlamentare. La versione definitiva del provvedimento (L. 136/2023) prevede che la base imponibile sia determinata in funzione della variazione dei margini di interesse e che l'aliquota sia pari al 40%; il prelievo non può comunque superare lo 0,26% del valore dell'attivo ponderato per il rischio relativo all'esercizio antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2023. La norma prevede, inoltre, che, in luogo del versamento, i singoli istituti di credito possono destinare a una riserva non distribuibile un importo pari a due volte e mezzo l'imposta dovuta.

In merito a tematiche più finanziarie, ricordiamo che Banca d'Italia, il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) e la Consob stanno lavorando all'attuazione in Italia del Regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività (Markets in Crypto-Assets Regulation, MiCAR).

Procedendo ad analizzare l'andamento del Sistema Bancario italiano, a dicembre 2023, i prestiti al settore privato, corretti sulla base della metodologia armonizzata concordata nell'ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), sono diminuiti del -2,8% (era +2,1% a dicembre 2022). In dettaglio, i prestiti alle imprese hanno evidenziato una flessione del -3,7% su base annua (evoluzione nulla a dicembre 2022). Vari fattori hanno contribuito alla caduta dei prestiti alle imprese: il rallentamento della congiuntura economica; il rapido aumento dei tassi di interesse; il ricorso a fonti alternative; l'inasprimento dei criteri di concessione. Relativamente al credito alle famiglie, sempre a dicembre 2023, lo sviluppo si è attestato a -1,3% su base annua (era +3,3% a dicembre 2022). Entrando nel dettaglio, i mutui hanno evidenziato una flessione del -0,5% su base annua. Le sfavorevoli prospettive del mercato immobiliare e il rialzo dei tassi di interesse, insieme ad un irrigidimento delle condizioni contratti dei prestiti, hanno scoraggiato la domanda di nuovi mutui. Il credito al consumo ha evidenziato una dinamica importante (+5,4% a dicembre 2023), in linea con l'aumento della spesa in beni durevoli delle famiglie. Gli altri prestiti alle famiglie hanno segnato un -6,5% su base annua. Relativamente alla rischiosità, a dicembre 2023, le sofferenze lorde si sono attestate a 29,8 miliardi di euro, (-1,2% su base annua). Le sofferenze al netto dei fondi rettificativi, sempre a dicembre 2023, sono risultate pari a 16,6 miliardi di euro (+16,6% su base annua).

Passando alla raccolta diretta interna delle banche italiane, la dinamica dei depositi del settore privato ha evidenziato una progressiva flessione: i depositi hanno segnato una contrazione del - 3,1% a dicembre 2023 (era -0,7% a dicembre 2022). I depositi alle famiglie (-3,7% a dicembre 2023) hanno risentito della minore formazione di risparmio e di una riallocazione progressiva verso altre forme di risparmio a maggior remunerazione. I depositi delle imprese hanno segnato un -0,6%, anche per il loro utilizzo nel finanziamento del ciclo produttivo. Entrando nel dettaglio delle forme tecniche, anche la liquidità a vista detenuta sui conti correnti ha registrato una flessione (segnando un -7,8% su base annua a dicembre 2023). Le forme di deposito a durata prestabilita hanno segnato un +25,7% su base annua, sostenuti dai rendimenti interessanti, mentre i depositi rimborsabili con preavviso hanno evidenziato una dinamica leggermente negativa (-1,2% a dicembre 2023). Il comparto obbligazionario ha raggiunto un +19,3% su base annua (era -1,5% a dicembre 2022). Nel contempo, a dicembre 2023, i titoli in deposito delle famiglie (al valore nominale) hanno evidenziato un forte sviluppo (+56,9% su base annua), interrompendo la flessione che ha caratterizzato gli anni scorsi e testimoniando il rinnovato interesse dei risparmiatori verso i titoli di Stato.

Relativamente al risparmio gestito, i fondi comuni aperti hanno realizzato deflussi pari a 20,5 miliardi di euro a dicembre 2023. Secondo dati forniti da Assogestioni, la raccolta netta è stata positiva solo per gli obbligazionari (+23,7 miliardi di euro, incidono per il 36% del patrimonio dei fondi aperti) e sostanzialmente nulla per gli azionari (che rappresentano il 33% del patrimonio). Hanno registrato deflussi i bilanciati (-17,0 miliardi di euro, incidono per il 12% del patrimonio dei

fondi aperti), i flessibili (-25,4 miliardi di euro, incidono per il 16% del patrimonio) e i monetari (-1,6 miliardi di euro, incidono per il 4% del patrimonio). Il patrimonio complessivo dei fondi aperti si è attestato, a dicembre 2023, a 1.124 miliardi di euro (a dicembre 2022 era 1.075 miliardi di euro), per il positivo effetto mercato. I fondi di diritto italiano hanno registrato una raccolta netta positiva per circa 5 miliardi di euro, mentre quelli di diritto estero hanno consuntivato deflussi per -26,0 miliardi di euro.

A dicembre 2023, in base ai dati di ANIA, la nuova produzione di polizze vita individuali raccolte in Italia è stata pari a 78,1 miliardi di euro, in flessione del -5,9% rispetto al 2022. I prodotti di ramo I hanno registrato un +12,4% (rappresentando il 78% della produzione), mentre i prodotti di ramo III hanno evidenziato una contrazione del -37,5% su base annua (sono il 21% della produzione). Relativamente ai canali distributivi delle polizze vita, si registra una flessione degli sportelli bancari e postali (pari al -1,2% su base annua, sviluppando il 68% del totale), delle reti (-15,1% su base annua, distribuendo il 13% dei flussi complessivi), così come broker e agenti. Solo il canale di vendita diretta delle compagnie ha segnato un +5,1%.

(*) Le principali fonti del presente capitolo sono: Banche e moneta: serie nazionali – 9 febbraio 2024, Banca d'Italia; Bollettino Economico n. 2, 3 e 4 – 2023 e n.1 - 2024, Banca d'Italia; Intervento di Ignazio Visco all'assemblea annuale dell'Associazione Bancaria Italiana (ABI) – 2023; Rapporto di Previsione, Dicembre 2023, Prometeia; siti internet: www.bankingsupervision.europa.eu; www.assogestioni.it; www.ania.it

4. PRINCIPALI EVENTI STRAORDINARI

Implicazioni del conflitto Ucraina (*)

Il conflitto russo-ucraino ha scatenato importanti ripercussioni anche oltre i confini nazionali con intensità e modulazioni spesso imprevedibili su aspetti socio-economici: è il caso dei mercati finanziari che hanno sofferto molto per tutto il 2022, per poi registrare una ripresa nel 2023, anche se permane un sottofondo di volatilità che rende ancora incerto lo scenario di riferimento.

La tensione che si è scatenata sui mercati energetici ha contribuito a sostenere un quadro inflattivo con effetti sia sulle famiglie che sulle imprese almeno per i maggiori costi dell'energia e che si è riflesso nelle politiche economiche restrittive delle Autorità di Vigilanza volte a calmierare la dinamica dei prezzi.

Se escludiamo gli impatti su operatori che avevano esposizioni dirette in Russia o Ucraina, sui bilanci delle banche, che pure hanno pagato la volatilità dei mercati, la crescita dei tassi di interesse è stata l'implicazione più evidente, determinando una crescita generalizzata del margine finanziario.

Il Credem Banca non evidenzia esposizioni rilevanti verso i paesi coinvolti nel conflitto, pertanto si confermano impatti legati all'andamento dei mercati finanziari che hanno determinato un modesto riflesso sui ricavi commissionali, mentre non ci sono stati riflessi sulla qualità dell'attivo. Sul tema in particolare, come già evidenziato nel corso del 2022, la banca ha innalzato il presidio attraverso meccanismi di segmentazione della clientela e dei relativi livelli di rischiosità in relazione alla maggior esposizione nei settori direttamente più colpiti o più esposti a rischi geopolitici o impattati dall'incremento dei prezzi delle materie prime. Le ripercussioni dello scenario sulle principali grandezze economiche e patrimoniali sono revisionate trimestralmente per tener conto di eventuali deterioramenti o anomalie che, per il momento, non si sono manifestati, consentendo a Credem di mantenere un'ottima qualità dell'attivo.

Dal punto di vista operativo, a seguito degli sviluppi del quadro sanzionatorio, la Banca ha adottato un approccio restrittivo nei confronti dell'operatività che coinvolge Russia, Bielorussia e Ucraina, prevedendo: blocchi sulle transazioni e sull'acquisizione di nuovi clienti; restrizioni di tipo geografico, merceologico e finanziario con soglie di rilevanza stringenti. Sono state applicate le misure restrittive varate dalle Autorità: a decorrere dal 12 marzo 2022, in ottemperanza alla norma che prevede il divieto di prestare servizi di messaggistica finanziaria per scambiare dati con i soggetti listati e le loro controllate, ha disattivato la rete SWIFT verso alcune banche russe e bielorusse.

5. PRINCIPALI EVENTI CREDEM

Sono illustrati di seguito gli eventi principali che hanno interessato Credem Banca nel corso del 2023, si rimanda alla relazione consolidata per quanto riguarda gli eventi del Gruppo:

  • Perimetro societario e aumenti di capitale
    • La banca nel corso del 2023 ha sottoscritto 3 aumenti di capitale nelle società del Gruppo:
    • o Il 18 febbraio 2023, a seguito dell'autorizzazione dell'Autorità di Vigilanza, si è perfezionato il conferimento di ramo d'azienda, attraverso cui il canale private banking di Credito Emiliano è confluito, in Credem Euromobiliare Private Banking, completando il percorso per la creazione della banca private del Gruppo Credem con l'obiettivo di rafforzare i canali e le strutture di supporto ai clienti private e di aumentare il livello di specializzazione e di focalizzazione del servizio rivolto ai grandi patrimoni anche attraverso importanti investimenti in innovazione e tecnologia e il rafforzamento del posizionamento nell'ambito della consulenza. A seguito del conferimento del ramo d'azienda private da Credito Emiliano Spa, Euromobiliare Private Banking ha aumentato il capitale sociale da 60.760.000 a 110.760.024 euro.
    • o In data 18 settembre 2023, il Consiglio di Amministrazione di Avvera ha deliberato un aumento di capitale di 20 milioni di euro. Il capitale sociale è passato da 38,2 milioni di euro a 58,2 milioni di euro. L'operazione si inserisce nell'ambito di un progressivo rafforzamento della Società, funzionale a supportarne la crescita nel rispetto delle esigenze patrimoniali conseguenti.
    • o In data 14 giugno 2023, per supportare al meglio la crescita della compagnia assicurativa del Gruppo, il Consiglio di Amministrazione di Credemvita ha deliberato un aumento di capitale di 100 milioni di euro. Il capitale sociale è passato da 121,6 milioni di euro a 221,6 milioni di euro, consentendo di continuare a garantire gli elevati indici di solidità patrimoniale che caratterizzano il nostro Gruppo, anche a fronte di incrementi importanti dei volumi di raccolta.

Emissioni e Programma EMTN

In data 10 marzo 2023, è stato firmato il nuovo programma Euro Medium Term Note di Credito Emiliano S.p.A. e Credemholding S.p.A., che prevede la possibilità di emissione di strumenti finanziari di tipo senior unsecured preferred, non preferred e subordinati di tipologia Tier 2, destinabili sia ad investitori istituzionali, che ad investitori retail, per un ammontare massimo di 5 miliardi di euro. Le emissioni potranno essere anche nel formato ESG secondo il Green, Social and Sustainability Bond Frameworkdel Gruppo Credem.

In data 23 maggio 2023, Credem, ha lanciato la seconda emissione obbligazionaria green, il terzo strumento ESG da inizio 2022, destinata a investitori istituzionali, per un ammontare pari a 400 milioni di euro. L'operazione, che rientra nei progetti con impatto positivo ambientale, ha ottenuto grande favore da parte del mercato con una richiesta di quasi 6 volte l'offerta. Il Green Bond avrà una durata di 6 anni, con possibilità di rimborso anticipato al penultimo anno, cedola annuale 5,625%. L'emissione è stata collocata presso investitori istituzionali italiani ed esteri.

In data 18 settembre 2023, Credito Emiliano S.p.A. ha emesso una nuova obbligazione, destinata a investitori istituzionali e professionali, per un ammontare pari a 500 milioni di euro. L'emissione, nel formato senior preferred, andrà a supportare l'attività di sostenibilità sociale, prevede il pagamento di una cedola annuale del 4,875%, avrà una durata di 6,5 anni e possibilità di rimborso anticipato dopo 5,5 anni, al fine di massimizzare l'efficienza dal punto di vista regolamentare.

Congiuntamente all'emissione, Credem ha lanciato un'offerta per il riacquisto parziale, fino ad un ammontare massimo di 200 milioni di euro a valere sul prestito obbligazionario Senior Non Preferredemesso nel 2019, a testimonianza del solido profilo di liquidità.

Il 25 settembre 2023, alla scadenza, l'Importo finale di adesione è stato pari a 162,0 milioni di euro.

In data 21 settembre 2023, con l'obiettivo di diversificare ulteriormente le proprie fonti di raccolta e sostenere la crescita degli impieghi, Credem Emiliano S.p.A. ha annunciato la finalizzazione di un programma per l'emissione di Cambiali Finanziarie (Multi-Currency Commercial Paper Programme). I titoli emessi, in forma dematerializzata e accentrati presso Monte Titoli S.p.A., per un ammontare fino a 1 miliardo di euro, con scadenza fino a 12 mesi, saranno destinati esclusivamente ad investitori qualificati: in data 22 gennaio 2024, è stato confermato il collocamento, con successo, dei primi 200 milioni di euro di cambiali finanziarie.

A novembre 2023, è stato aggiornato il programma Covered Bond, in linea con il nuovo quadro normativo di riferimento. Nell'ambito di questo programma, in data 11 gennaio 2024, Credem ha completato con successo l'emissione del nuovo Social European Covered Bond Premium per 500 milioni di euro. L'obbligazione, che ha avuto un forte riscontro dagli investitori, avrà una durata di 5,25 anni, con una cedola del 3,25%. Con questa emissione di taglio Social si conferma la strategia volta a coniugare sostenibilità e crescita per favorire lo sviluppo del Paese.

Iniziative a sostegno collettività

L'istituto, nel 2023, ha sostenuto circa 40 progetti in tutto il territorio nazionale a supporto delle comunità locali ed in ambito sociale e culturale:

  • o a favore delle zone colpite da maltempo nei mesi scorsi (Emilia Romagna, Marche e Toscana) sono state attivate una serie di iniziative tra cui finanziamenti per affrontare le spese di famiglie e imprese, moratorie su mutui, leasing e prestiti personali;
  • o continua il sostegno ai progetti "Spazi Mamme" e "Crescere insieme" per prevenire il fenomeno della povertà educativa e contribuire alla riduzione delle diseguaglianze sin dalla prima infanzia in collaborazione con Save The Children e Fondazione Reggio Children;
  • o è stata finanziata la distribuzione di 750 tonnellate di alimenti pari a 1,5 milioni di pasti e una parte dei costi essenziali di Banco Alimentare;
  • o sono state consolidate le attività di volontariato d'impresa con 7.000 ore retribuite svolte dalle persone del Gruppo nel 2023;
  • o continua la collaborazione con Treedom con la piantumazione di 1.080 nuovi alberi nel 2023 e una riduzione di emissioni di 323 tonnellate di anidride carbonica;
  • o nell'ambito della riapertura della Civica Pinacoteca il Guercino di Cento (FE), l'Istituto ha collaborato attivamente attraverso il prestito di diverse opere d'arte;
  • o prosegue l'attività dell'Osservatorio Opinion Leader 4 Future, il progetto sull'informazione consapevole che ha l'obiettivo di accrescere il grado di conoscenza delle persone sui temi rilevanti della vita, nato dalla collaborazione tra il Gruppo Credem e l'Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (ALMED) dell'Università Cattolica come rafforzamento e consolidamento dell'iniziativa avviata nel 2020.
  • Eurovita

In data 30 giugno 2023, è stato raggiunto un accordo per il salvataggio della compagnia assicurativa Eurovita, commissariata dall'Autorità di Vigilanza ad inizio 2023. L'intesa tra circa 25 banche distributrici delle polizze (tra cui Credem), le cinque primarie compagnie assicurative italiane (Allianz Italia, Intesa Sanpaolo Vita, Generali Italia, Poste Vita e Unipol SAI) ed alcuni dei principali istituti bancari italiani, su un'operazione di mercato, è finalizzata alla tutela dei sottoscrittori delle polizze di Eurovita. In questo quadro, è previsto che l'intero portafoglio assicurativo delle banche distributrici sia rilevato, a regime, dai cinque gruppi assicurativi che diventeranno pertanto le nuove compagnie di riferimento dei possessori delle polizze. Il progetto ha previsto, inoltre, quale passaggio tecnico intermedio, l'iniziale trasferimento delle polizze ad una società assicurativa di nuova costituzione, partecipata dalle cinque compagnie assicurative sopra citate. Con Provvedimento IVASS n. 0238230 del 17 ottobre 2023 la società Cronos Vita Assicurazioni S.p.A. è stata autorizzata da IVASS all'esercizio dell'attività assicurativa. In data 30 ottobre 2023 con Provvedimento n. 0249570 IVASS è stata autorizzata la cessione a Cronos del compendio aziendale di Eurovita ed approvato il relativo Accordo di Cessione.

A seguito della realizzazione di quanto sopra, dal 1° novembre, infatti, è pienamente operativa la nuova Compagnia Cronos Vita Assicurazioni S.p.A.

Esito attività ispettive e rapporti con Autorità di Vigilanza

In data 19 giugno 2023, è stata avviata un'attività ispettiva di BCE sui processi di governo del rischio IT, in particolare sugli aspetti riguardanti la gestione delle terze parti e l'esercizio delle attività di IT Operation. L'ispezione, in un contesto di assenza di rischi sostanziali, ha evidenziato alcuni aspetti di miglioramento la cui attività di risoluzione è già avviata.

In data 28 luglio 2023, sono stati pubblicati i risultati del periodico esercizio di stress test condotto congiuntamente dall'Autorità Bancaria Europea (EBA) e dalla Banca Centrale Europea (BCE) sui maggiori gruppi bancari dell'Unione Europea e su 41 banche sottoposte alla diretta supervisione di BCE (per l'Italia: oltre a Credito Emiliano, anche Popolare di Sondrio, Fineco e Mediolanum). L'esercizio ha mostrato una generale resilienza delle banche in uno scenario avverso che combina una grave recessione dell'UE e globale, tassi di interesse in aumento e spread di credito più elevati. Per quanto riguarda Credem, anche nello scenario avverso, il Common Equity Tier 1 fully loaded rimane ampiamente superiore ai limiti regolamentari, con una riduzione inferiore a -300 bps nello scenario stressato, collocandosi tra i migliori istituti creditizi europei, sia tra quelli rientranti nel campione BCE, dove Credem è risultato tra le migliori 5 banche europee, che tra quelli del perimetro EBA.

In data 1° dicembre 2023, la Banca Centrale Europea (BCE) ha confermato anche per il 2024, il requisito di Pillar 2 (P2R) di Credem all'1,00%, il più basso in assoluto in Italia ed in Europa tra le principali banche vigilate direttamente, che ne hanno dato comunicazione. Il requisito di Pillar 2 deriva dall'analisi annuale svolta dalla BCE (SREP - Supervisory review and evaluation process), che ha così ribadito la solidità del business model e dei presidi di gestione dei rischi di Credito Emiliano. Conseguentemente, i requisiti patrimoniali complessivi, si attestano a 7,60%, 9,29% e 11,54% rispettivamente per quanto riguarda il CET 1 ratio, il Tier 1 ratio e il Tier total.

In data 13 dicembre 2023, L'Autorità Bancaria Europea ha pubblicato il pacchetto informativo del "EU-wide Transparency Exercise" 2023, con riferimento ai dati trimestrali FINREP e COREP da settembre 2022 a giugno 2023. Tale esercizio ha coinvolto, insieme con altre istituzioni finanziarie europee, anche il Gruppo Bancario Credito Emiliano, consolidato a livello di Credito Emiliano Holding SpA.

Rating

Il 16 ottobre 2023, Fitch Ratings ha confermato oggi il Long-Term Issuer Default Rating (IDR) di Credito Emiliano S.p.A. a 'BBB', con Outlook stabile, e il Viability Rating (VR) a 'bbb'. I rating di Credem riflettono principalmente la qualità dell'attivo superiore alla media e il modello di business diversificato, quest'ultimo considerato da Fitch un chiaro vantaggio strategico e competitivo in Italia. Inoltre, l'agenzia di rating sottolinea la capacità della Banca di monitorare attentamente i rischi e di adattarsi rapidamente alle sfide emergenti.

Il 22 novembre 2023, Moody's Investors Services, a seguito della revisione dell'Outlook sul rating del debito assegnato al Governo italiano (Baa3), da "Negativo" a "Stabile", e del miglioramento del profilo macroeconomico dell'Italia, ha effettuato un'azione di rating su diversi istituti finanziari italiani. L'agenzia ha confermato tutti i rating di Credem e migliorato sia l'Outlook sul debito senior di lungo termine, da "Negativo" a "Stabile", sia l'Outlook sui depositi di lungo termine che passa da "Negativo" a "Positivo".

Quote di mercato: in considerazione dei tempi di approvazione della presente relazione, vengono utilizzati gli ultimi dati di Sistema disponibili per "Crediti e raccolta diretta a clientela" e "Raccolta complessiva". Per quanto attiene la raccolta diretta "core", viene utilizzato il dato dei "depositi" (aggiornato alla data di riferimento), stante le diverse tempistiche dei flussi di ritorno delle obbligazioni e pronti contro termine ripartiti per controparte.

6. RISULTATI ECONOMICI

Il 2023 si chiude complessivamente con un risultato molto positivo. L'Utile Netto, infatti, si attesta a 346,3 milioni di euro, rispetto ai 189 milioni di euro registrati nel 2022. I principali aggregati economici sono evidenziati in tabella, tuttavia il confronto in termini di avanzamento sull'anno precedente risulta scarsamente significativo, poiché risultati del 2023 sono condizionati dalla migrazione del ramo private banking di Credembanca verso Credem Euromobiliare Private Banking. L'operazione, avvenuta a febbraio 2023, ha avuto riflessi significativi su tutte le voci di conto economico, in particolare sul margine da servizi e sulla dinamica dei costi operativi.

CONTO ECONOMICO 2023 2022 %
- Margine finanziario 864,1 545,5 58,4
- Dividendi 2,1 2,1 -0,1
- Margine servizi () (**) 495,6 578,6 -14,3
Margine d'intermediazione (*) 1361,8 1.126,2 20,9
- Spese del personale -435,6 -462,8 -5,9
- Altre spese amministrative (*) -205,9 -205,1 0,4
Costi operativi (*) -641,5 -668,0 -4,0
Risultato lordo di gestione 720,2 458,2 57,2
- Ammortamenti -87,4 -84,0 4,0
Risultato operativo 632,9 374,2 69,1
- Accantonamenti per rischi e oneri (**) -26,4 -11,0 139,6
- Oneri/proventi straordinari () (*) -60,0 -61,2 -1,9
- Rettifiche nette su partecipazioni 0,0 14,3 n.s.
- Rettifiche nette su crediti (***) -33,9 -41,9 -19,0
Utile prima delle imposte 512,5 274,5 86,7
- Imposte sul reddito d'esercizio -166,3 -85,5 94,6
Utile netto 346,3 189,0 83,2
ROA 0,60 0,34

(*) le spese ed il margine servizi sono stati nettati della componente di imposte indirette e tasse recuperate alla clientela (73,9 milioni di euro a dicembre 2023, 95,7 milioni di euro a dicembre 2022); sono stati stornati da spese contributi ai fondi nazionali per 47,6 milioni di euro a dicembre 2023 (55,8 milioni a dicembre 2022);

(**) la componente di contributo al Fondo di Risoluzione (5,6 milioni nel 2023, 3,9 milioni di euro nel 2022) accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri è ricondotta tra gli oneri straordinari;

(***) le rettifiche/riprese di valore su crediti inerenti le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato riferite a titoli (-2,0 milioni di euro, -0,3 milioni di euro a dicembre 2022) e quelle inerenti le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (-1,1 milioni di euro, 0,1 milioni di euro a dicembre 2022) sono ricondotte al margine servizi;

(**) il risultato derivante dalla cessione di sofferenze è riclassificato a rettifiche nette su crediti (4,4 milioni di euro nel 2023, 5,2 milioni di euro nel 2022);

Il risultato dell'esercizio è sostenuto dal positivo andamento del risultato operativo: il margine di interesse è trainato dall'apertura dello spread clientela, favorito dall'aumento dei tassi di riferimento; inoltre l'esercizio beneficia di proventi derivanti dalla cessione di titoli di proprietà e da un costo del credito che rimane contenuto.

Scendendo nel dettaglio delle principali voci di conto economico si evidenziano:

Il margine finanziario è in crescita del 58,4%, grazie all'incremento della forbice tassi clientela e all'espansione dei volumi di impiego. Il comparto titoli, nonostante le vendite di gennaio e giugno, ha fornito un contributo crescente rispetto al 2022, beneficiando di tassi di remunerazione più elevati, mentre la componente interbancaria ha risentito del maggior costo della raccolta istituzionale.

Dalla tabella seguente è possibile (in %) apprezzare l'evoluzione dei tassi relativi all'intermediazione con la clientela:

TASSI 2023 2022
Tasso medio impieghi
Tasso medio raccolta
3,33
0,58
1,67
0,05
"Forbice" clientela 2,75 1,62

Il margine servizi è in contrazione del 14,3%

Si fornisce di seguito una scomposizione del margine da servizi per area di contribuzione (in milioni di euro):

MARGINE SERVIZI 2023 2022 variazione
%
Commissioni Nette (*) 387,4 500,5 -23,6
Risultato delle attività di trading e copertura 50,6 51,7 -2,2
Dividendi 1,7 3,0 -42,7
Saldo altri oneri e proventi di gestione riclassificato (*) 55,9 23,5 137,8
MARGINE SERVIZI 495,6 578,6 -14,3

(*) I ricavi denominati di istruttoria veloce sono stati riclassificati tra le commissioni (3,8 milioni di Euro), a deduzione dei proventi di gestione

Le commissioni nette sono penalizzate dalla riduzione dei volumi di raccolta gestita, effetto del deflusso delle masse della clientela private oggetto di conferimento mentre il risultato da attività di negoziazione e copertura si è mantenuto positivo grazie agli utili da cessione titoli realizzati nel primo semestre, mentre la stessa attività ha consuntivato qualche minusvalenza nel secondo semestre.

I costi operativi nel 2023 sono pari a 641,5 milioni di euro (-4% rispetto all'anno precedente). Gli oneri operativi includono tra le spese del personale gli impatti del rinnovo del contratto collettivo nazionale. Le spese amministrative, che si attestano complessivamente a 205,9 milioni di euro, sono allineate allo scorso esercizio e hanno registrato alcune compensazioni tra voci di spesa: maggiori spese legate alla mobilità, minori spese su immobili e minori spese per professionisti esterni.

Le componenti «non operative» includono rettifiche di valore nette su crediti, oneri/proventi straordinari e oneri sistemici:

  • il costo del credito accoglie un aggiornamento delle curve di svalutazioni dei crediti in sofferenza ed unlikely to pay. La variazione è funzionale ad una miglior intercettazione del profilo di rischio, che tenga conto dell'aging delle posizioni, in funzione al tempo di permanenza nello stato di NPL (per maggiori informazioni si rimanda alla Parte A, Sezione 5, paragrafo "utilizzo di stime ed assunzioni nella predisposizione del bilancio" della Nota integrativa);
  • gli oneri e proventi straordinari sono allineati ai valori dello scorso anno, mentre risultano in incremento gli accantonamenti per rischi ed oneri a 26,4 milioni di euro.

La redditività ante imposte, nonostante il venir meno della contribuzione del ramo private banking, mostra comunque una crescita pari all'86,7% rispetto al 2022.

7. PRINCIPALI AGGREGATI PATRIMONIALI

7.1 IMPIEGHI

La dinamica degli impieghi della Banca nel 2023, come evidenziato nella tabella sottostante, mostra una variazione rispetto all'anno precedente del 2,3%, rispetto ad un dato di Sistema che evidenzia una contrazione del -3,9%.

CREDITI VERSO CLIENTELA 2023 2022 Banca Sistema
(€mln) 34.364 33.603 2,3 -3.9

(*) Sistema: fonte ABI Monthly Outlook gennaio 2024, settore privato e PA

Gli impieghi raggiungono i 34,4 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 33,6 miliardi di euro dell'esercizio 2022, nonostante il passaggio di volumi avvenuto con il conferimento del ramo private a Credem Euromobiliare Private Banking nel mese di febbraio 2023 (462 milioni di euro). Sui volumi è stato determinate il contributo dei residenziali, mentre le imprese hanno mostrato un andamento più riflessivo nella domanda di credito, determinata dall'incremento dei tassi d'interesse che ha penalizzato principalmente il credito verso Small Businesse microcredito.

La Banca riafferma il suo ruolo cruciale nel gestire i rischi, potenziato dall'adozione di indicatori mirati a captare gli impatti dell'instabilità geopolitica e dei fattori macroeconomici avversi, come l'aumento dei tassi di interesse, l'incremento dei costi energetici e le tensioni legate alle guerre in Ucraina e in Israele. Tale approccio mira a migliorare il monitoraggio e l'identificazione precoce dei segnali premonitori di un possibile aumento del rischio di credito.

Di seguito si evidenzia la ripartizione degli impieghi per durata:

IMPIEGHI CLIENTELA PER DURATA* 2023 2022 variazione
%
- a breve termine 10.415 10.627 -2,0
- a medio termine 22.657 21.942 3,3

(*) Dati gestionali inclusivi degli impieghi ad altre società del Gruppo

Con riferimento ai crediti performing:

  • Per quanto riguarda le aziende corporate, si conferma l'ottima qualità creditizia del portafoglio, il quale risulta composto per oltre il 96% da aziende caratterizzate dai rating migliori (1-4).
  • Con riguardo alle altre aziende incluse nel segmento funzione regolamentare corporate si evidenzia che, al 31.12.23, gli utilizzi sui migliori rating (1-4) totalizzano circa l'87% del totale, in linea con il periodo precedente.
  • Con riguardo alle aziende incluse nella funzione regolamentare retail, gestite dalle filiali e centri SME (microimprese e microattività) circa l'82% delle esposizioni rientrano nei rating migliori (1-4), in aumento di circa il 2% rispetto al 2022
  • Infine, anche per quanto riguarda i privati, si conferma l'ottima resilienza del portafoglio crediti, nonostante un esercizio 2023 caratterizzato da condizioni economiche difficili a seguito del costante aumento dei tassi di interesse. Rispetto al totale delle esposizioni circa il 93% è collocato sui ratingmigliori (1-5), in linea con quanto registrato nel 2022.

Di seguito si evidenzia la ripartizione degli impieghi per scadenza residua (la rilevazione comprende attività finanziarie valutate al costo ammortizzato):

IMPIEGHI PER SCADENZA RESIDUA (%) 2023 2022
Vista 7,1 8,5
Fino a 1 anno 39,0 37,2
Oltre 53,9 54,4
100,0 100,0

Le quote del mercato nazionale relative alle banche italiane mostrano la seguente evoluzione (in %):

QUOTE DI MERCATO IMPIEGHI relative alle banche italiane (%) 2023 2022
Impieghi per cassa totali (*)
di cui:
2,182 2,079
"Società non finanziarie" 2,228 2,157
"Famiglie consumatrici" 2,105 2,086
"Famiglie produttrici" 1,365 1,435

(*) Comprende "pronti contro termine con controparti istituzionali"; non comprende impieghi verso le Pubbliche Amministrazioni

Come più ampiamente esposto nella Nota Integrativa, il principio IFRS9 (1/1/2018 prima applicazione) prevede di classificare le attività finanziarie in tre stage, in ordine crescente di deterioramento del merito creditizio; a tali categorie si associano misurazioni progressivamente più severe delle perdite di valore.

Nella tabella seguente viene riportata la classificazione dei crediti verso la clientela per stage:

CLASSIFICAZIONE DEI CREDITI PER STAGE 2023 2022
Stage 1 e 2 €mln 34.135 33.332
Stage 3 €mln 229 271
Stage 1 e 2 % 99,3 99,2
Stage 3 % 0,7 0,8

Nel corso dell'esercizio 2023, lo stock dei crediti non performing di Credembanca registra un calo, evidenziando ancora una volta la resilienza del portafoglio crediti ai contesti macroeconomici avversi. Si rileva peraltro un limitato ricorso alla leva di cessione dei crediti. Tale dato è ulteriormente confermato dall'andamento dell'indicatore NPL ratio lordo che si attesta a 1,77% ed in calo rispetto a dicembre 2022 (1,93%), e posiziona la Banca in un livello di eccellenza sia su base nazionale sia su quella Europea.

Il coverage ratio complessivo sui Non Performing Loans valutati al costo ammortizzato è in crescita di 4 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente (dal 58,17% al 62,17%). Questo incremento deriva principalmente dalla modifica della policy di svalutazione attuata dal Gruppo nel corso del mese di novembre 2023. Per maggiori informazioni si rimanda alla Parte A, Sezione 5, paragrafo "utilizzo di stime ed assunzioni nella predisposizione del bilancio" della Nota integrativa.

CREDITO PROBLEMATICO Crediti TOTALE
€Mln Sofferenze Inadempienze
probabili
"Esposizioni
scadute"
Tot. Crediti
problematici
performing CREDITI
Valori
nominali
2023 267 306 33 605 34.198 34.804
2022 289 321 36 646 33.401 34.047
Previsioni
di perdita
2023 217 150 9 376 63 440
2022 221 148 7 376 68 444
Valori di
realizzo
2023 49 156 24 229 34.135 34.364
2022 68 173 29 270 33.333 33.603
Coverage 2023 81,5 49,0 27,8 62,2 0,2
2022 76,5 46,1 19,4 58,2 0,2

Per quanto riguarda l'evoluzione del credito deteriorato nel corso del 2023 si registra:

  • uno stock complessivo di sofferenze in calo per rispetto a dicembre 2022, per effetto sia dell'efficace gestione degli NPL, sia delle le cessioni di sofferenze, contabilizzate per un valore di Gross Book Value di circa 40 milioni di euro, le quali hanno generato un utile da cessione di 2,9 milioni di euro;
  • un volume complessivo delle inadempienze probabili in riduzione rispetto al 31 dicembre 2022, derivante da ingressi da bonis più contenuti, nonostante il progressivo esaurimento delle manovre di sostegno all'economia e il peggioramento del contesto macroeconomico globale. Inoltre, il calo dello stock è dipeso anche da maggiori scivolamenti a Sofferenza. Infine, nel secondo semestre 2023 è stata contabilizzata un'operazione di cessione parziale per 3,4 milioni di GBV, con un utile pari a 1,7 milioni di euro, che ha contribuito ulteriormente alla riduzione dello stock.
  • una contrazione dello stock complessivo dei crediti scaduti deteriorati, motivato soprattutto dalla riduzione dei flussi di ingresso da posizioni in bonis, ciò avviene nonostante il costante aumento dei tassi di interesse da parte delle banche centrali avvenuto nel corso del 2023 e al contesto macroeconomico instabile. Questo dato conferma ancora una volta l'ottima resilienza del portafoglio crediti della banca.

Il costo del credito, a dicembre 2023, ammonta a 33,9 milioni di euro (0,12%), in netto calo rispetto al 31 dicembre 2022, nonostante un esercizio 2023 caratterizzato da un contesto macroeconomico avverso ed instabile. Il dato sottolinea ulteriormente l'elevata qualità creditizia della clientela di Credembanca e la capacità di resilienza del portafoglio crediti nel suo complesso.

Il costo del credito risulta così composto:

svalutazioni analitiche su posizioni non performing per circa 18,3 milioni di euro, in calo rispetto al dato registrato a dicembre 2022. La riduzione deriva dall'efficiente gestione in termini di incassi e rientri in bonis attuata da Credembanca nonché dalla comprovata qualità creditizia della clientela, che posiziona la Banca in una posizione di eccellenza a livello nazionale ed Europeo.

  • rettifiche per 34 milioni di euro derivanti da modifiche straordinarie applicata a novembre 2023 alla policy di svalutazione crediti di Gruppo. La variazione introduce una nuova curva di svalutazioni da applicare sia alle sofferenze, sia alle UTP irregolari, in base al tempo di permanenza a NPL. I cluster di ageing sono determinati in base alla data di primo ingresso a NPL (ininterrotto). Tale affinamento ha permesso di migliorare ulteriormente la capacità del Gruppo di individuare la reale capacità di rimborso del debitore e il grado di deterioramento della posizione in relazione agli anni di permanenza in uno stato di NPL
  • riprese per 13 milioni di euro, relative al nuovo approccio riservato alle garanzie pubbliche in sede di svalutazione del credito. La modifica, applicata nel primo semestre 2023, è finalizzata a rendere la previsione di perdita adeguata al reale rischio di credito assunto.
  • aggiornamento dei criteri di svalutazione dei crediti scaduti deteriorati che ha generato una rettifica di circa 3 milioni di euro;
  • riprese di valore collettive per 8,7 milioni di euro, in aumento rispetto al dato di dicembre 2022 (ripresa per 0,2 milioni di euro).

Il framework metodologico IFRS 9 è oggetto di continuo monitoraggio da parte della Banca al fine di valutare trimestralmente la coerenza con l'evoluzione macro economica e di portafoglio. La strategia di gestione dei Non Performing Loans sarà orientata ad una riduzione del "vintage" in coerenza con le novità regolamentari (SREP letter, Addendum, Calendar Provisioning) che penalizzano proprio le esposizioni deteriorate con più anzianità.

A supporto delle attività di presidio del rischio di credito, all'ormai consolidato sistema di early warning (sviluppato negli anni per prevenire il degrado delle posizioni operando in ottica predittiva), è stata affiancata un'attività di presidio rafforzato che ha riguardato tutto il portafoglio creditizio, individuando i clienti potenzialmente maggiormente impattati dal costo energia, dal costo delle materie prime e dallo shortage delle materie prime e sulla base dei settori identificati come più vulnerabili (fra i primi l'industria cartaria, la produzione di piastrelle in ceramica, il settore della Metallurgia, Automotive ed infine Legno/Agroalimentare).

La tabella sottostante mostra infine per i periodi di confronto l'evoluzione percentuale delle sofferenze sui crediti rispetto al Sistema:

SOFFERENZE (%)
SU CREDITI NETTI
2023 2022
Credito Emiliano 0,1 0,2
Sistema 1,1 0,9

7.2 RACCOLTA

In data 18 febbraio 2023, si è perfezionata la cessione del ramo d'azienda private da Credembanca a Credem Euromobiliare Private Banking, con il trasferimento di consistenze patrimoniali della clientela per 23,1 miliardi di euro (12,9 miliardi di euro di raccolta gestita; 5,6 miliardi di euro di raccolta amministrata; 4,7 miliardi di euro di raccolta diretta). Gli impieghi trasferiti ammontano infine a 462 milioni di euro. Per tale ragione, i dati di confronto con l'esercizio precedente non sono omogenei e scarsamente significativi.

La raccolta complessiva della Banca si attesta a 71 miliardi di euro, contro gli 87 miliardi di euro del 2022.

La componente clientela si attesta a 56,6 miliardi di euro: la diretta clientela consuntiva 30,4 miliardi di euro, mentre la raccolta indiretta clientela si attesta a 26,2 miliardi di euro e segna una contrazione del -32,3% rispetto a dicembre 2022.

RACCOLTA CLIENTELA E ISTITUZIONALE
(Milioni di Euro)
2023 2022 Variazione %
Depositi - C/C e risparmi (*) 30.443 34.500 -11,8
Obbligazioni ordinarie e subordinate 4.223 3.342 26,4
Raccolta Diretta 34.666 37.868 -8,5
Raccolta Indiretta al controvalore 36.409 50.087 -27,3
Raccolta complessiva 71.075 87.955 -19,2
Raccolta Diretta Clientela (**) 30.443 34.526 -11,8
Raccolta Indiretta Clientela (**) 26.177 38.666 -32,3
Raccolta Complessiva Clientela (**) 56.621 73.193 -22,6

(*) Al netto PCT

(**) Esclusa componente istituzionale

Considerando l'operazione straordinaria di cessione del ramo, con riferimento a Credembanca, appare più significativo commentare i principali aggregati relativi al solo retail e corporate, in base ai dati del controllo di gestione.

Credembanca (€mln)
(Retail e Corporate)
2023 2022 Variazioni
%
Raccolta diretta 29.129 28.082 3,7%
Raccolta indiretta 26.039 22.441 16,0%
Raccolta complessiva 55.168 50.523 9,2%
. Raccolta gestita 18.961 17.707 7,1%
. Raccolta amministrata 7.078 4.734 49,5%

Con maggior dettaglio, si evidenziano i principali aggregati:

Raccolta Diretta

La raccolta diretta bancaria ha manifestato un trend crescente, raggiungendo i 29,1 miliardi di euro, grazie al continuo sviluppo commerciale e a testimonianza della preferenza accordata dalla clientela alle reti del Gruppo. Si registra un incremento della componente in depositi a scadenza, sia come strategia di attacco che di difesa sulla clientela più esigente in termini di remunerazione.

SUDDIVISIONE PER FORMA TECNICA (%) 2023 2022
Conti correnti e depositi 74,3 80,9
Depositi a risparmio 10,8 2,3
Obbligazioni e subordinati 14,9 8.8
100,0 100,0

Per quanto concerne le altre forme di raccolta istituzionale e l'utilizzo del canale di rifinanziamento tramite la BCE, si rimanda al capitolo sulle attività finanziarie.

Raccolta Indiretta

La raccolta indiretta si attesta a 26 miliardi di euro, rispetto ai 38,6 miliardi di dicembre 2022, mentre erano 22,4 miliardi quelli imputabili al solo retail e corporate.

Di seguito si evidenzia la suddivisione per tipologia di prodotti (i dati sono in €mln):

COMPOSIZIONE RACCOLTA INDIRETTA 2023 2022 Variazione
%
. Gestioni patrimoniali 1.743 4.057 -57,0
. Fondi comuni di investimento di Gruppo 6.417 8.318 -22,8
. SICAV di Gruppo 2.760 3.297 -16,3
. Polizze vita CredemVita 4.520 7.127 -36,8
. Prodotti di terzi 3.540 7.938 -55,4
Raccolta indiretta gestita 18.980 30.736 -38,3
Raccolta indiretta amministrata clientela 7.197 7.903 -8,9
Raccolta indiretta clientela 26.177 38.666 -32,3
Raccolta indiretta al controvalore 36.409 50.087 -27,3

In ambito wealth management prosegue lo sviluppo di una gamma ampia e diversificata di soluzioni di investimento, anche con un focus sulla sostenibilità: si rimanda all'omonimo paragrafo nella relazione consolidata per un maggior dettaglio sull'evoluzione dell'offerta del Gruppo.

Le quote del mercato nazionale relative alle banche italiane mostrano la seguente evoluzione (in %) condizionata dal conferimento del ramo d'azienda Private:

QUOTE DI MERCATO RACCOLTA (%) 2023 2022
Raccolta diretta (*) 1,734 1,780
Raccolta indiretta 1,038 1,172
Raccolta clientela complessiva 1,294 1,411
di cui:
Raccolta diretta da famiglie consumatrici e produttrici 1,177 1,387
Raccolta indiretta da famiglie consumatrici e produttrici 1,549 3,143
Raccolta complessiva da famiglie consumatrici e produttrici 1,330 2,017

(*) Comprende controparti istituzionali

7.3 ATTIVITÀ NELL'AREA FINANZA

La raccolta da clientela continua a rappresentare il canale privilegiato di funding complessivo di Credem.

L'utilizzo del canale di rifinanziamento tramite la BCE, a fine 2023, è rappresentato dalla partecipazione alle operazioni di TLTRO III per 740 milioni di euro di valore nominale e da operazioni MRO, con scadenza ad 1 settimana, per un valore nominale pari a 1,4 miliardi di euro. Nel mese di marzo 2023, è stata rimborsata alla naturale scadenza la tranche TLTRO III.3 per l'importo residuo di 200 milioni di euro. Inoltre, nel mese di giugno 2023, è stata rimborsata anche la tranche TLTRO III.4 di complessivi 4,52 miliardi di euro, giunta anch'essa a naturale scadenza. Alla stessa data, a fine giugno, è stata effettuata anche una operazione di MRO settimanale di nominali 280 milioni di euro. È stata effettuata un'altra operazione di MRO a fine settembre 2023 (per un importo nominale di 300 milioni di euro). Sempre nel corso del mese di settembre 2023, è stata rimborsata anche la trancheTLTRO III.5 di complessivi 200 milioni di euro giunta a naturale scadenza.

A marzo 2023, è stato strutturato il nuovo Programma EMTN di Gruppo che consente a Credembanca e a Credemholding di emettere strumenti obbligazionari unsecured da destinarsi alla clientela istituzionale e professionale. Nell'ambito di tale Programma sarà anche possibile emettere strumenti obbligazionari destinati alla clientela al dettaglio.

A maggio 2023, è stata collocato un prestito obbligazionario Green Senior Non Preferred destinato ad investitori istituzionali per nominali 400 milioni di euro.

A luglio 2023, sono stati collocati due prestiti obbligazionari Social Senior Preferred, rispettivamente destinati alla clientela di Credem Euromobiliare Private Banking e Credembanca, per complessivi 245 milioni di euro.

A settembre 2023, Credembanca ha emesso un Social Senior Preferred 6.5NC5.5 per 500 milioni di euro e con l'obiettivo di ottimizzare il proprio passivo ha lanciato contestualmente un'offerta di riacquisto parziale del prestito obbligazionario Senior Non-Preferred da 500 milioni di euro con scadenza ottobre 2025 ed opzione di riacquisto ad ottobre 2024 (ISIN XS2068978050). Alla scadenza dell'offerta di riacquisto, il 25 settembre 2023, l'ammontare dei titoli validamente presentati per il riacquisto è risultato pari a 162 milioni di euro (81% dell'ammontare massimo e 32% rispetto al valore nominale dell'obbligazione). Il prestito obbligazionario è ora in essere per un importo residuale nominale pari a 338 milioni di euro.

Nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB, nel mese di novembre 2023, in sede di aggiornamento annuale del programma di emissione Credem CB, sono state implementate le modifiche alla documentazione contrattuale necessarie per allineare il programma al nuovo quadro normativo di riferimento conseguente all'emanazione, da parte di Banca d'Italia, nel mese di marzo 2023, delle nuove disposizioni di vigilanza in materia di "obbligazioni bancarie garantite" che recepiscono le novità introdotte dalla Direttiva (UE) n. 2019/2162 (Covered Bond Directive) e dal Regolamento (UE) n. 2019/2160 (Covered Bond Regulation).

A seguito dell'introduzione del nuovo Titolo 1-bis nell'ambito della legge 130/1999 e del 42° aggiornamento della Circolare 285/2013, Credem ha effettuato una serie di attività volte ad adeguare il programma, le procedure operative, i presidi di controllo e la relativa documentazione contrattuale al nuovo quadro normativo.

Al 31 dicembre 2023, il valore nominale delle Obbligazioni Bancarie Garantite in circolazione è risultato pari a 2,1 miliardi di euro.

Nel mese di gennaio 2024, è stato perfezionato il collocamento di una nuova emissione pubblica da 500 milioni di euro e un'emissione retained da 1 miliardo di euro nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB. Nello stesso mese è scaduta un'emissione per 750 milioni di euro.

Nel corso del mese di gennaio 2024, è stata effettuata l'emissione delle prime Cinque Serie di Cambiali Finanziarie di Credito Emiliano S.p.A., nella forma di Zero Coupon con durate da 3 a 4 mesi e per un ammontare complessivo di 200 milioni di euro, emesse a valere sul nuovo Programma di

Emissione di Cambiali Finanziarie di Credito Emiliano S.p.A. attivato in data 21 settembre 2023.

La gestione del portafoglio di titoli obbligazionari, a livello individuale, ha privilegiato l'investimento in titoli di emittenti italiani ed europei. L'incidenza degli emittenti italiani sul portafoglio complessivo a fine 2023 si è attestata al 31% circa.

A fine 2023, la posizione in titoli di Stato emessi dal Tesoro USA, denominati in USD, rispetto alla posizione di inizio anno è scesa leggermente, attestandosi ad un livello pari a 1,85 miliardi di euro di controvalore.

Il portafoglio è quindi composto principalmente da titoli di Stato, sia denominati in euro ed emessi da stati europei sia denominati in USD, oltre che da titoli obbligazionari emessi da banche e altri emittenti corporate e da una quota parte di titoli emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione.

ATTIVITA' FINANZIARIE TITOLI* (€Mln) 2023 2022
Detenute per la negoziazione 116 109
HTCS 5.413 6.156
HTC (**) 6.494 7.350
12.023 14.115
IMPIEGHI E RACCOLTA DA BANCHE (€Mln)
Impieghi a banche 1.605 1.452
Raccolta da banche 12.047 10.110

(*) Per ulteriori informazioni inerenti il fair value si rimanda alla Parte A della nota integrativa consolidata

(**) attività detenute per incassare flussi di cassa contrattuali, valutate al costo ammortizzato

Nel corso del 2023, è proseguita l'attività di secured financing degli asset di proprietà con operazioni di raccolta in repo effettuate principalmente su titoli governativi sia in euro che in dollari. Al 31 dicembre 2023 i pronti contro termine passivi ammontavano a 3,4 Miliardi di euro

L' eccedenza di liquidità depositata sui conti detenuti presso banche centrali, a fine dicembre risultava pari a 2,1 Miliardi di euro.

7.4 IMMOBILI

Si riporta di seguito la situazione degli immobili:

IMMOBILI, MOBILI, IMPIANTI 2023 2022
Terreni milioni € 126 127
Immobili di proprietà
- Immobili IFRS16 193 176
- uso funzionale 293 295
- detenuti a scopo di investimento 4 4
490 475
Fondi rettificativi -283 -263
milioni € 208 212
Quota ammortizzata % 41 41
Lavori su immobili di terzi 118 118
Fondo ammortamento -104 -104
Totale al netto rettifiche milioni € 14 15

Il seguente prospetto illustra l'evoluzione di "mobili e impianti":

MOBILI E IMPIANTI 2023 2022
- mobilio e arredi 31 32
- impianti e attrezzature 138 138
- hardware EDP 48 47
- IFRS16 Automezzi 3 4
219 221
- fondi ammortamento -164 -163
Totale al netto rettifiche 54 58
Quota ammortizzata (%) 75 73

Si rimanda per i dettagli alla Nota Integrativa, Sezione 8 – Attività materiali – Voce 80 – paragrafo 8.1 "Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo".

7.5 PARTECIPAZIONI

Nell'ambito dell'esercizio 2023 le partecipazioni hanno avuto la seguente evoluzione:

PARTECIPAZIONI 2023 2022
Partecipazioni controllate (anche in modo congiunto) milioni € 555,8 385,8

Le partecipazioni di CredemBanca sono passate da 385,8 milioni di euro a 555,8 milioni di euro includendo gli aumenti di capitale sottoscritti, come evidenziato in sede introduttiva, a favore di società del Gruppo:

  • 50 milioni di euro in Credem Euromobiliare Private Banking, nell'ambito del conferimento del ramo di azienda private;
  • 20 milioni di euro in Avvera, nell'ambito di un progressivo rafforzamento della Società per supportarne la crescita;
  • 100 milioni di euro in Credemvita funzionali a garantire il mantenimento di elevati indici di solidità patrimoniale.

In ottemperanza a quanto previsto dalle comunicazioni CONSOB del 20/2/97 e del 27/2/98, riportiamo di seguito, per quanto riguarda i rapporti di carattere finanziario, le informazioni sintetiche relative alle partecipazioni rilevanti, rimandando, per un dettaglio più analitico alla parte H della Nota Integrativa e all'allegato della stessa "Rapporti verso imprese del Gruppo":

PARTECIPAZIONI RILEVANTI Attività Passività Garanzie e
Impegni
Imprese del Gruppo
- Controllante milioni € - - -
- Controllate (direttamente o indirettamente) milioni € 6.560,6 6.606,6 1.468,1
Imprese collegate e controllate congiuntamente milioni € 4,4 2,7 1,0

I rapporti intrattenuti con le imprese controllate, collegate e controllate in modo congiunto sono riconducibili all'ordinaria attività creditizia e sono regolati a condizioni di mercato. Essi hanno prodotto complessivamente ricavi per 231,7 milioni di euro a fronte di costi per 91,1 milioni di euro.

Segnaliamo infine che le operazioni con parti correlate sono analizzate nella "parte H" della Nota integrativa dove vengono inoltre indicati i crediti e le garanzie prestate a favore degli amministratori e dei sindaci della banca, sia direttamente sia indirettamente, a norma dell'art.136 del testo unico bancario.

8 MEZZI PROPRI E COEFFICIENTI REGOLAMENTARI

PATRIMONIO NETTO 2023 2022
Mezzi propri "civilistici" (*) milioni € 2.469,9 2.297,4

(*) al netto dei dividendi da distribuire come proposta di riparto utile 2023

La variazione del patrimonio civilistico, rispetto al 31/12/2022, è principalmente derivata da:

  • la capitalizzazione del risultato dell'esercizio (+76,8 milioni di euro);
  • il risultato delle riserve da valutazione con impatto sulla redditività complessiva (+9,3 milioni di euro);
  • il saldo negativo della valutazione al fair value dei contratti derivati di copertura dei flussi finanziari (33,5 milioni di euro);
  • il saldo positivo della valutazione attuariale del trattamento di fine rapporto (-0,3 milioni di euro);
  • la capitalizzazione dei costi del personale connessi a piani di remunerazione basati su strumenti finanziari e altre riserve (+5,2 milioni di euro);

In adempimento a quanto disposto dalla normativa segnaliamo che la Banca non ha acquistato azioni proprie, così come indicato nella parte B "informazioni sullo Stato Patrimoniale" alla sezione 12 della Nota Integrativa.

Il seguente prospetto illustra (in milioni di euro) l'adeguatezza patrimoniale per Credem Banca:

ADEGUATEZZA PATRIMONIALE (VIGILANZA) 2023 2022
Totale fondi propri 2.644,8 2.478,0
-
di cui Common Equity Tier 1
milioni € 2.211,1 2.067,6
-
di cui Totale capitale di classe 1
milioni € 2.211,1 2.067,6
Requisito patrimoniale complessivo 1.210,8 1.134,1
CET1 capital ratio (*) % 14,6 14,6
TIER1 capitale ratio % 14,6 14,6
Total capital ratio % 17,5 17,5
Target regolamentari (**)
CET1 capital ratio % 7,0 7,0
TIER1 capitale ratio % 8,5 8,5
Total capital ratio % 10,5 10,5

(*) se CT1<TIER1; CET1=TIER1

(**) comprensivi del cosiddetto "capital conservation buffer", non comprende il requisito aggiuntivo da "SREP decision"

Nel dettaglio, l'evoluzione della situazione patrimoniale (rispetto al 31/12/2022) riflette in particolare: in positivo, l'incremento patrimoniale dei fondi propri, già evidenziati in sede di commento del patrimonio civilistico; in negativo, l'aumento dei rischi, con particolare riferimento a quelli di natura creditizia, in relazione all'analogo progresso dei crediti verso clientela.

9 PERSONALE

Nel 2023 l'organico della Banca ha avuto una riduzione, passando dalle 5.641 del 31.12.2022 alle 5.153 del 31.12.2023, con un decremento di 488 unità.

Le principali linee di intervento hanno riguardato:

  • La cessione del ramo d'azienda della business unit private verso CredemEuromobiliare Private banking che ha comportato il passaggio di 449 dipendenti da Credem alla nuova legal entity
  • Il bilanciamento della rete commerciale per mantenere adeguati i livelli di servizio offerti alla clientela e aumentare il presidio commerciale sul territorio anche attraverso un efficientamento della rete dei punti vendita.
  • Il rafforzamento delle strutture IT con l'obiettivo di sviluppare nuove procedure utili al business, effettuare gli adeguamenti ai processi previsti dalle normative, cogliere le opportunità offerte da un utilizzo evoluto dei dati e governare al meglio il c.d. "rischio informatico".
  • L'azione, già posta in essere da anni, volta al raggiungimento di accordi su base volontaria per l'esodo anticipato rispetto alla naturale scadenza del rapporto di lavoro, che ha permesso l'inserimento di giovani neo-diplomati e neo-laureati.
DIPENDENTI 2023 2022
Occupazione puntuale di fine periodo 5.153 5.641
di cui part-time 291 326
Età media Anni 44,7 45,0
Anzianità media di servizio Anni 17,6 17,2
Distribuzione uffici centrali/filiali % 37/63 35/65
Turn-over totale (cessati/oranico fine anno) % 5,1 5,4
Costo medio per dipendente migliaia € 85,1 82,0
Dipendenti in possesso di laurea % 60,3 58,3
Addestramento e formazione Giorni 43.045 42.273

Sul fronte formativo sono proseguiti gli investimenti grazie soprattutto all'utilizzo della "formazione con didattica a distanza". Il focus principale degli interventi è stato sulle competenze comportamentali, su temi normativi, sulla leadership, sul benessere personale sul posto di lavoro e sulla metodologia di lavoro "Agile" per la gestione della progettualità. Sulla rete commerciale si è continuato a erogare una formazione mirata all'acquisizione delle conoscenze/competenze fondamentali di ogni ruolo con valutazione finale dell'apprendimento.

Si è continuato ad investire sul tema dell'identità di gruppo e sui valori aziendali con attività dedicate al tema, che hanno toccato in particolare leadership, coaching, feedback, fiducia, gestione dell'errore e mentoring, considerati importanti leve per permettere di agire il modello di leadership aziendale e aumentare le performance dei collaboratori. È stato, inoltre, confermato l'investimento formativo dedicato al lean management, volto a rendere sempre più efficienti i processi interni.

Il piano di welfare aziendale, strutturato sui bisogni di benessere e salute, supporto personale, tempo libero e risparmio, responsabilità sociale, ha registrato il consolidamento dei servizi in essere e lo sviluppo di nuove iniziative che hanno coinvolto un numero sempre maggiore di persone. Ci sì è focalizzati in particolare sui temi della prevenzione in ambito medico, genitorialità ed in particolare sulla paternità, forma fisica, smart working, mobilità, socialità, consulenza legale e fiscale, caregiver, il supporto psicologico e soluzioni "salva tempo". È stata confermata l'iniziativa di volontariato di impresa che ha visto l'adesione di 670 persone che hanno effettuato attività di volontariato in orari e giornate lavorative.

Si è inoltre investito sulla "sostenibilità ambientale" attraverso la sensibilizzazione dei dipendenti e una serie di iniziative specifiche.

Continuano ad essere attive diverse forme di flessibilità lavorativa, in particolare lo smart working, delle quali beneficiano, a fine 2023, oltre l'85% delle persone della Banca. Questa nuova modalità di lavoro è stata accompagnata da un importante percorso formativo rivolto alle competenze comportamentali, al supporto psicologico ed alla salute fisica

È stato mantenuto un forte focus sulle iniziative di Diversity & Inclusion, ambito nel quale è stata confermata per il Gruppo la certificazione di equità salariale di genere, primo Gruppo Bancario in Italia ad avere ottenuto questo riconoscimento già nel 2020. Sempre relativamente alla parità di genere nel 2023 il gruppo ha ottenuto anche la certificazione PDR UNI 125:2022.

10 SISTEMI DI PAGAMENTO

L'attività sul cross selling e l'acquisizione di nuovi clienti ha permesso lo sviluppo di tutti i servizi e in particolare delle carte di credito/debito e dei contratti per l'accesso ai servizi bancari attraverso l'utilizzo di Internet.

P
rodotto
20
23
20
22
Carte Bancomat n. 874.930 903.417
-
operazioni Pagobancomat
n. 79.862.447 72.849.933
-
flussi Pagobancomat
€k 3.535.904 3.374.857
-
operazioni Bancomat
n. 13.757.183 14.548.314
-
flussi Bancomat
€k 3.185.036 3.340.025
Carte di
Credi
to (
CartaE
GO)
n. 640.627 621.762
-
operazioni
n. 49.715.295 44.297.108
-
flussi
€k 2.953.737 2.696.452
AT
M
n. 515 525
-
operazioni
n. 16.752.629 13.982.413
-
flussi
€k 3.842.152 3.157.399
OS
P
n. 32.527 31.135
-
operazioni
n. 59.449.240 52.799.505
-
flussi
€k 2.997.271 2.758.265
RIBA -
i
oni
atti
entaz
pres
v
e
n. 7.072.784 6.696.527
-
flussi
€k 26.590.417 25.613.989
S
DD -
i
oni
atti
entaz
pres
v
e
n. 14.433.381 11.858.168
-
flussi
€k 8.283.510 7.643.981
i
oni
atti
FAT
T
URE
entaz
pres
e
v
-
n. 207.529 232.081
-
flussi
€k 2.492.843 2.996.195
S
i
si
i
DD -
fl
uss
pas
v
n. 23.862.206 23.138.343
-
flussi passivi in pagamento
€k 10.461.599 10.335.819
Ass
egni
-
bancari e circolari tratti su Credem
n. 1.669.240 1.854.600
- €k 7.533.499 8.115.590
-
negoziati
n. 1.878.697 2.160.102
- €k 7.466.334 8.211.606
Boni
fi
ci
-
Bonifici Italia ricevuti
n. 23.177.274 22.399.126
- €k 114.857.448 106.299.850
-
Bonifici Italia emessi
n. 23.577.088 22.742.782
- €k 124.758.782 113.523.143
Cas
sa effetti
-
Riba passive ricevute
n. 3.431.734 3.496.894
-
i
€k 14.142.391 14.875.447
Autotass
az
one
-
F24 e F23
n. 3.092.623 3.059.222
- €k 13.785.270 13.217.813
P
ensi
oni
-
Per cassa e su C/C
n. 2.088.995 2.171.222
- €k 3.003.242 3.241.016
Carte Debi
i
to I
nternaz
onal
e
n. 81.152
-
operazioni Acquisti
n. 3.617.358
-
flussi Acquisti
€k 143.664.056
-
operazioni Prelievi
n. 394.664
-
flussi Prelievi
€k 83.186.214

11 DIFFUSIONE TERRITORIALE

La tavola seguente mostra l'evoluzione della presenza territoriale della Banca:

DIFFUSIONE TERRITORIALE 2023 2022
Totale filiali 417 426
Credempoint 67 70
Centri Imprese 38 38
Promotori finanziari esterni con mandato 516 520

In ambito rete filiali è proseguita l'attività di ottimizzazione dei punti vendita in comuni dove sono presenti altre filiali o in comuni con basse prospettive di sviluppo e servibili dai punti vendita presenti nei comuni limitrofi.

12 RELAZIONE ANNUALE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI

Si informa che la Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari, contenente, tra l'altro, le informazioni di cui all'art.123 bis del testo unico della Finanza, è riportata in un distinto documento a disposizione presso la sede sociale e pubblicato all'interno del sito internet aziendale (www.credem.it/Chi siamo/Corporate governance).

13 LA GESTIONE DEI RISCHI

Si rimanda al paragrafo 13, la gestione dei rischi, della relazione sulla gestione consolidata.

14 EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE E FATTI DI RILIEVO VERIFICATESI DOPO LA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

Per il 2024, rispetto ai dati di chiusura del 2023, ci si attende un rallentamento dell'attività economica. La restrizione monetaria in atto in più paesi, l'incertezza sollevata dai conflitti in corso e le fratture geopolitiche che stanno emergendo potrebbero frenare l'economia mondiale. A livello globale, l'economia cinese appare in difficoltà, afflitta dalla crisi immobiliare, mentre gli USA sembrano tornati in linea con il sentiero di crescita di lungo periodo. Per quanto riguarda l'Europa, l'economia non ha finora subìto una recessione profonda, ma ristagna da molti trimestri e non emergono segnali che possano portare ad una decisa accelerazione prospettica. In positivo si segnala che l'inflazione sta rapidamente diminuendo e i rischi per la stabilità dei prezzi si sono ridimensionati.

I principali rischi prospettici sono a nostro avviso:

  • Incertezza alimentata dai conflitti in Ucraina, Medio Oriente e gli ostacoli alla navigazione del Mar Rosso.
  • Arresto nella fase di riduzione dell'inflazione.
  • Effetti recessivi delle politiche monetarie, nel caso in cui tardassero a contenere l'inflazione in atto.
  • Frammentazione commerciale, divisioni geopolitiche e calo degli scambi internazionali di beni e servizi.
  • Possibili implicazioni delle tornate elettorali in diversi Paesi (USA in particolare).

Le proiezioni dei dati macroeconomici a disposizione a dicembre 2023 (Prometeia, Rapporto di Previsione) ipotizzano per l'anno in corso un'evoluzione annua del PIL mondiale al +2,6%, di quello statunitense al +1,4% e di quello UEM al +0,4%.

Relativamente all'economia italiana, le principali dinamiche attese per il 2024 sono le seguenti:

  • Il prodotto interno lordo potrebbe chiudere con un +0,4% su base annua.
  • La spesa delle famiglie dovrebbe segnare un +0,8%.
  • Gli investimenti per la componente dei macchinari ed impianti dovrebbero chiudere con un +2,6%, anche per il venir meno, o al minore impatto, di alcune agevolazioni fiscali (super ammortamento). La componente immobiliare dovrebbe chiudere l'anno con un -4,6%, principalmente per la fine del Superbonus.
  • Le esportazioni dovrebbero risentire della dinamica del commercio mondiale (atteso un +1,9% nel 2024).
  • L'inflazione è prevista rientrare grazie alla dinamica dei prezzi dell'energia ed agricoli, con una ipotesi di chiusura del 2024 nell'intorno di un +2,1%.

Passando ai principali aggregati bancari:

  • Relativamente alla raccolta, dovrebbe proseguire l'uscita della clientela dai depositi verso i titoli di Stato. Il sistema continuerà a rispondere al deflusso dei depositi con l'offerta di depositi a tempo e il collocamento di obbligazioni bancarie. I depositi nel complesso dovrebbero chiudere l'anno con una evoluzione del -3,3%, derivante dalla flessione dei conti correnti (questi ultimi dovrebbero realizzare una contrazione del -9,0% su base annua nel 2024).
  • Per quanto riguarda le imprese, la flessione in atto degli impieghi si fermerà in corso d'anno, con una ripresa nella seconda parte del 2024. Nel complesso la crescita è prevista nulla nel 2024.
  • In relazione alle famiglie, una dinamica contenuta degli impieghi è legata al rallentamento del settore immobiliare e alla dinamica dei tassi (atteso un +0,9% nel 2024).

Considerato lo scenario sopra descritto e i rischi evidenziati, la gestione bancaria potrà essere influenzata da diversi fattori:

  • Rallentamento ciclico dell'economia.
  • Dinamica dell'inflazione, dinamica della curva tassi e andamento della forbice bancaria.
  • Sviluppo dei mercati finanziari ed azionari (molto sensibili alle notizie sulla solidità degli intermediari bancari, politica monetaria, sviluppo dell'economia, tensioni geopolitiche, risultati elezioni politiche) ed impatti sulla raccolta gestita.

  • Evoluzione dello spread BTP-Bund.

  • Misure attuate dal Governo, dalle Autorità europee e dalle Istituzioni Monetarie e di Vigilanza.
  • Evoluzione del rischio creditizio, anche per gli effetti del livello dei tassi sulla capacità della clientela di sostenere il rimborso dei debiti.
  • Impatti di numerose norme e misure regolamentari che stanno interessando il sistema finanziario europeo.
  • Trasformazione digitale e intelligenza artificiale.
  • Rischio climatico, sostenibilità e sostegno alla transizione verde.

In tale sfidante quadro generale, si confermano per la banca le principali linee guida:

  • Sviluppo commerciale degli aggregati bancari superiore alla media di mercato, attraverso la capacità di attrazione di nuovi clienti e masse, sfruttando un modello di business completo e diversificato con reti specializzate, fabbriche, ampia gamma di offerta, forti sinergie all'interno Gruppo.
  • Ricerca dell'equilibrio tra efficienza operativa e proseguimento della progettualità, per mantenere la competitività sulle diverse aree di business.
  • Ulteriori progettualità in materia di wealth management e private banking, all'interno delle società del Gruppo dedicate.
  • Prosecuzione del percorso di integrazione ESG (Environmental, Social, Governance), ed in particolare delle tematiche Climate and Environment, all'interno dei processi, del presidio dei rischi e della definizione dei prodotti.
  • Elevata qualità del credito.
  • Solidità del profilo di rischio e dei livelli patrimoniali.

In tale contesto, si ipotizza la seguente evoluzione degli aggregati economici:

  • Il margine finanziario dovrebbe beneficiare della dinamica dei volumi, seppure in presenza di tensioni che potrebbero scaturire da possibili revisioni dei tassi di interesse, attese nella seconda parte dell'anno.
  • La tradizionale propensione verso il wealth management e l'esperienza maturata negli anni possono essere un volano per la crescita della componente commissionale dei ricavi.
  • I costi operativi, oltre gli impatti del rinnovo del contratto collettivo, recepiranno un'accelerazione della progettualità nell'omnicanalità, nella digitalizzazione e nello sviluppo dell'applicazione dell'intelligenza artificiale.
  • Il rischio di credito dovrebbe rimanere complessivamente contenuto, con gli effetti su famiglie e imprese dipendenti dalle prospettive del ciclo economico.

Relativamente alle tematiche ESG, nel processo di pianificazione dell'istituto sono stati elaborati gli obiettivi di breve, medio e lungo termine, successivamente inseriti nel sistema degli indicatori di rischio in ambito ambientale e climatico (RAF - Risk Appetite Framework di I livello). In particolare, gli obiettivi di breve termine (orizzonte 2024) di pianificazione commerciale sono relativi ai finanziamenti, alle emissioni e agli investimenti ambientali, sociali e di governance (ESG) del Gruppo. Per quanto riguarda gli obiettivi di medio termine (orizzonte 2027), sono stati definiti anche obiettivi ESG non riconducibili al portafoglio del Gruppo come ad esempio emissioni dirette (Scope 1 e 2), obiettivi sociali, di governance. Infine, relativamente agli obiettivi di lungo termine (orizzonte 2030), il Consiglio di Amministrazione di Credem ha approvato a dicembre 2023 l'adesione alla Net-Zero Banking Alliance (NZBA), iniziativa promossa dalle Nazioni Unite che ha lo scopo di accelerare la transizione sostenibile dei principali istituti bancari a livello internazionale, impegnati ad allineare i propri portafogli di prestiti e investimenti al raggiungimento dell'obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050, in linea con i target fissati dall'Accordo di Parigi sul clima.

Signori Azionisti,

lo Stato Patrimoniale e Conto Economico al 31 dicembre 2023, dopo tutte le necessarie rettifiche e accantonamenti, evidenziano un utile netto di 346.283.701,00 euro che vi proponiamo di ripartire nel modo seguente:


Agli Azionisti, per un importo complessivo di 221.392.308,80 euro, corrispondente
a 0,65 euro per ciascuna delle 340.603.552 azioni aventi godimento 01/01/2023 a
Titolo di dividendo ordinario (al netto di 716.513 azioni in portafoglio*). Tale
dividendo verrà riconosciuto in un due diverse
definite come di seguito:
tranche
o
0,45 euro per azione con pagamento mercoledì 15 maggio 2024,
stacco cedola lunedì 13 maggio 2024 e record date martedì 14
maggio 2024
153.271.598,40
o
0,20 euro per azione con pagamento mercoledì 16 ottobre 2024,
stacco cedola lunedì 14 ottobre 2024 e record date martedì 15
ottobre 2024
68.120.710,40
Totale Dividendo 221.392.308,80

Riserva non distribuibile ai sensi del D.L. 10 agosto 2023 n.04 convertito con
modificazioni dalla Legge 9 ottobre 2023 n.136
92.147.880,00

Per il residuo, come accantonamento alla riserva straordinaria
32.743.
,20
512
TOTALE
346.283.701,00

Nel rispetto delle raccomandazioni dell'Autorità di Vigilanza, il Consiglio di Amministrazione, nella seduta odierna, ha deliberato di proporre una distribuzione complessiva dell'utile d'esercizio 2023 per 221.392.308,80 euro.

Il Consiglio di Amministrazione

Reggio Emilia, 08 marzo 2024

(*) Per quanto riguarda le azioni proprie si fa riferimenti alla Sezione 12 della Parte B della nota integrativa individuale e Sezione 13 della Parte B della nota integrativa consolidata

LEGENDA:

Margine finanziario

  • Voce 30 Margine d'interesse

Margine servizi

    • Voce 60 Commissioni nette
    • Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione
    • Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura
    • Voce 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto
    • Voce 110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value
    • Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo
  • ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie)

  • Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività

    • Voce 190 Altri oneri/proventi di gestione (al netto delle componenti di natura straordinaria)
    • Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi su partecipazioni e titoli di capitale nelle attività finanziare classificate in HTCs)

Risultato operativo

    • Margine finanziario + Margine servizi
    • Voce 160 Spese amministrative (spese per il personale e altre spese amministrative)
    • Voce 180 Rettifiche /riprese di valore nette su attività materiali
    • Voce 190 Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali

Utile prima delle imposte

    • Risultato operativo
    • Voce 170 Accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri
    • Voce 130 Rettifiche di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi)
    • Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni
    • Voce 190 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria sbilancio sopravvenienze)
    • Voce 220 Utili (perdite) delle partecipazioni
    • Voce 230 Risultato netto della valutazione al fair valuedelle attività materiali e immateriali
    • Voce 240 Rettifiche di valore dell'avviamento
    • Voce 250 Utili/perdite da cessione di investimenti
    • Voce 290 Utili/perdite delle attività operative cessate al netto delle imposte

ROA

  • Voce 290 utile (perdita) d'esercizio/totale dell'attivo

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BILANCIO AL 31/12/2023

STRUTTURA E CONTENUTO DEL BILANCIO

Il bilancio d'esercizio della Banca è costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dal prospetto della redditività complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario, dalla nota integrativa ed è corredato dalla relazione degli amministratori sull'andamento della gestione e sulla situazione della Banca così come previsto dai Principi contabili internazionali IAS/IFRS e dalla circolare di Banca d'Italia n° 262 del 22 dicembre 2005, e successivi aggiornamenti ed integrazioni, che ha disciplinato i conti annuali e consolidati degli enti creditizi e degli istituti finanziari.

Il bilancio della Banca è redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, la situazione finanziaria ed il risultato economico dell'esercizio.

La nota integrativa ha la funzione di fornire l'illustrazione, l'analisi ed in taluni casi un'integrazione dei dati di bilancio. Contiene le informazioni richieste dalla circolare di Banca d'Italia n°262 del 22 dicembre 2005 e successive modifiche ed integrazioni. In merito alla struttura e contenuto del bilancio si faccia riferimento anche a quanto riportato nella seguente parte A1 "Sezione generale".

I dati degli schemi di bilancio sono redatti in euro, mentre la nota integrativa è redatta in migliaia di euro, ad eccezione della Parte L, che è redatta in milioni di euro.

Il presente documento rappresenta una versione supplementare rispetto alla versione ufficiale conforme al Regolamento delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea (Regolamento ESEF – European Single Electronic Format) pubblicata sul sito internet all'indirizzo www.credem.it.

SCHEMI DI BILANCIO

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2023 31/12/2022
10. Cassa e disponibilità liquide 6.313.232.742 3.338.449.452
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 157.960.294 160.538.858
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 116.251.161 108.542.257
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 41.709.133 51.996.601
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 5.413.223.062 6.156.398.807
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 42.472.061.933 42.404.676.225
a) crediti verso banche 1.605.499.509 1.451.974.214
b) crediti verso clientela 40.866.562.424 40.952.702.011
50. Derivati di copertura 553.020.129 1.068.030.481
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 38.818.832 (190.871.443)
70. Partecipazioni 555.844.762 385.844.705
80. Attività materiali 387.254.092 396.888.937
90. Attività immateriali 400.916.360 392.359.558
di cui:
- avviamento 240.060.423 240.060.423
100. Attività fiscali 210.659.680 258.195.842
a) correnti 1.282.485 1.743.411
b) anticipate 209.377.195 256.452.431
120. Altre attività 920.675.934 745.143.896
Totale dell'attivo 57.423.667.820 55.115.655.318

BILANCIO INDIVIDUALE – STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2023 31/12/2022
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 52.198.037.941 50.445.029.542
a) debiti verso banche 12.047.007.900 10.109.809.514
b) debiti verso clientela 35.680.994.945 36.966.423.235
c) titoli in circolazione 4.470.035.096 3.368.796.793
20. Passività finanziarie di negoziazione 82.420.997 89.837.507
40. Derivati di copertura 871.223.083 842.716.387
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) (52.488.323) (203.885.801)
60. Passività fiscali 162.596.521 126.241.202
a) correnti 81.557.642 44.787.587
b) differite 81.038.879 81.453.615
80. Altre passività 1.260.701.117 1.204.143.256
90. Trattamento di fine rapporto del personale 43.429.953 49.876.365
100. Fondi per rischi e oneri 166.450.395 152.066.417
a) impegni e garanzie rilasciate 5.187.168 7.022.430
b) quiescenza e obblighi simili 1.123.215 1.173.422
c) altri fondi per rischi e oneri 160.140.012 143.870.565
110. Riserve da valutazione (121.426.520) (163.889.512)
140. Riserve 1.809.993.111 1.731.452.713
150. Sovrapprezzi di emissione 321.799.668 321.799.668
160. Capitale 341.320.065 341.320.065
170. Azioni proprie (-) (6.673.889) (10.072.225)
180. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 346.283.701 189.019.734
Totale del passivo e del patrimonio netto 57.423.667.820 55.115.655.318

CONTO ECONOMICO

10.
Interessi attivi e proventi assimilati
1.640.737.382
695.918.416
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo
1.522.884.450
668.502.541
20.
Interessi passivi e oneri assimilati
(776.641.751)
(150.430.831)
30.
Margine di interesse
864.095.631
40.
Commissioni attive
483.536.982
591.911.344
50.
Commissioni passive
(99.894.363)
(94.833.327)
60.
Commissioni nette
383.642.619
70.
Dividendi e proventi simili
3.763.369
5.026.404
80.
Risultato netto dell'attività di negoziazione
37.175.342
11.022.953
90.
Risultato netto dell'attività di copertura
780.843
3.888.469
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di:
18.096.285
43.995.551
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
1.392.952
31.505.615
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
11.777.307
12.489.936
c) passività finanziarie
4.926.026
-
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a
1.725.767
(1.762.241)
conto economico
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
1.725.767
(1.762.241)
120. Margine di intermediazione
1.309.279.856
130. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di:
(41.777.335)
(48.368.298)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
(41.070.883)
(48.482.837)
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
(706.452)
114.539
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni
(1.112.245)
115.908
150. Risultato netto della gestione finanziaria
1.266.390.276
160. Spese amministrative:
(763.088.202)
(819.519.581)
a) spese per il personale
(435.624.893)
(462.826.058)
b) altre spese amministrative
(327.463.309)
(356.693.523)
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri
(30.231.332)
(13.905.661)
a) impegni per garanzie rilasciate
(3.787.566)
(2.870.754)
b) altri accantonamenti netti
(26.443.766)
(11.034.907)
180. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali
(39.218.391)
(38.659.895)
190. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali
(48.158.698)
(45.374.848)
200. Altri oneri/proventi di gestione
126.890.304
118.840.162
210. Costi operativi
(753.806.319)
220. Utili (Perdite) delle partecipazioni
-
14.312.878
250. Utili (Perdite) da cessione di investimenti
(37.913)
2.300.699
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte
512.546.044
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente
(166.262.343)
(85.458.368)
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte
346.283.701
300. Utile (Perdita) d'esercizio
346.283.701
Voci 31/12/2023 31/12/2022
545.487.585
497.078.017
1.104.736.738
1.056.484.348
(798.619.823)
274.478.102
189.019.734
189.019.734
Voci 31/12/2023 31/12/2022
Utile base per azione (EPS base) 1,02 0,55
Utile diluito per azione (EPS diluito) 1,02 0,55

BILANCIO INDIVIDUALE – STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO

PROSPETTO DELLA REDDITIVITA' COMPLESSIVA

Voci 31/12/2023 31/12/2022
10. Utile (Perdita) d'esercizio 346.283.701 189.019.734
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico 3.114.323 9.030.796
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 3.456.048 2.953.124
70. Piani a benefici definiti (341.725) 6.077.672
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico 39.348.669 (247.807.743)
120. Copertura dei flussi finanziari 33.541.400 (95.376.169)
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
5.807.269 (152.431.574)
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte 42.462.992 (238.776.947)
180. Redditività complessiva (Voce 10+170) 388.746.693 (49.757.213)

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO INDIVIDUALE

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6

Il dividendo relativo all'esercizio 2022, distribuito ai soci nel 2023, ammonta a 0,33 euro per azione per un controvalore di 112,2 milioni di euro.

BILANCIO INDIVIDUALE – VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO INDIVIDUALE

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13)
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2
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30
3
.44

RENDICONTO FINANZIARIO (Metodo indiretto)

Importo
A. ATTIVITA' OPERATIVA 31/12/2023 31/12/2022
1. Gestione 797.220.269 417.106.069
- risultato d'esercizio (+/-) 346.283.701 189.019.734
- plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre
attività/passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (-/+)
332.601.499 259.227.020
- plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) (780.843) (3.888.469)
- rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) 73.674.700 75.757.708
- rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 87.377.089 84.034.743
- accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) 30.231.332 13.905.661
- imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) 91.839.710 54.865.145
- rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto dell'effetto
fiscale (+/-)
- -
- altri aggiustamenti (+/-) (164.006.919) (255.815.473)
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie 2.172.348.876 4.978.789.635
- attività finanziarie detenute per la negoziazione (341.876.139) (306.535.253)
- attività finanziarie designate al fair value - -
- altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 12.043.498 (33.502.448)
- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.344.894.469 (1.156.210.286)
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 124.163.401 5.528.592.220
- altre attività 1.033.123.647 946.445.402
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie 369.980.123 (2.065.150.238)
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.609.349.781 (1.267.045.729)
- passività finanziarie di negoziazione (7.416.510) 56.690.066
- passività finanziarie designate al fair value - -
- altre passività (1.231.953.148) (854.794.575)
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa 3.339.549.268 3.330.745.466
B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da 15.883.652 3.662.075
- vendite di partecipazioni - -
- dividendi incassati su partecipazioni 1.912.400 2.950.560
- vendite di attività materiali 13.971.252 711.515
- vendite di attività immateriali - -
- vendite di rami d'azienda - -
2. Liquidità assorbita da (271.814.374) (93.594.940)
- acquisti di partecipazioni (170.000.057) -
- acquisti di attività materiali (45.098.817) (40.129.029)
- acquisti di attività immateriali (56.715.500) (53.465.911)
- acquisti di rami d'azienda - -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento
C. ATTIVITA' DI PROVVISTA
(255.930.722) (89.932.865)
- emissioni/acquisti di azioni proprie 3.398.336 (6.047.260)
- emissioni/acquisti di strumenti di capitale - -
- distribuzione dividendi e altre finalità (112.233.592) (102.295.006)
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista (108.835.256) (108.342.266)
LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO 2.974.783.290 3.132.470.335

BILANCIO INDIVIDUALE – RENDICONTO FINANZIARIO

RICONCILIAZIONE

Importo
Voci di bilancio 31/12/2023 31/12/2022
Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 3.338.449.452 205.979.117
Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio 2.974.783.290 3.132.470.335
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi - -
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell'esercizio 6.313.232.742 3.338.449.452

Con riferimento all'informativa prevista dal par. 44 B dello IAS 7, si segnala che le variazioni delle passività derivanti da attività di finanziamento (liquidità generata) sono riferibili prevalentemente a flussi finanziari.

NOTA INTEGRATIVA

NOTA INTEGRATIVA

  • Parte A Politiche contabili
  • Parte B Informazioni sullo stato patrimoniale
  • Parte C Informazioni sul conto economico
  • Parte D Redditività complessiva
  • Parte E Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura
  • Parte F Informazioni sul patrimonio
  • Parte G Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda
  • Parte H Operazioni con parti correlate
  • Parte I Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali
  • Parte L Informativa di settore
  • Parte M Informativa sul leasing

La nota integrativa è redatta in migliaia di euro

PARTE A POLITICHE CONTABILI A.1- PARTE GENERALE

Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali

Il bilancio è stato redatto nella piena conformità di tutti i Principi Contabili Internazionali (IAS/IFRS) emanati dall'International Accounting Standard Board e delle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretation Committee, vigenti alla data del 31 dicembre 2023 e omologati dalla Commissione Europea secondo la procedura prevista dal regolamento UE n. 1606/2002 del 19 luglio 2002, nonché dei provvedimenti emanati in attuazione dell'art.9 del D.Lgs. n.38/2005 e dell'art. 43 del D. Lgs. 18 agosto 2015, n. 136.

Si fa presente inoltre che la Banca d'Italia, avendo i poteri in materia di definizione dei prospetti contabili e di definizione della Nota Integrativa del Bilancio, ha emanato l'8° aggiornamento della Circolare n. 262/2005 "Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione" il 17 novembre 2022.

I principi contabili adottati per la predisposizione del presente bilancio, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività finanziarie, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, non risultano modificati rispetto a quelli adottati per la predisposizione del Bilancio 2022.

Sezione 2 - Principi generali di redazione

Il bilancio è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario, dalla Nota integrativa e dalle relative informazioni comparative al 31 dicembre 2022 ed è inoltre corredato da una Relazione degli amministratori sull'andamento della gestione, sui risultati economici conseguiti e sulla situazione patrimoniale e finanziaria.

Il bilancio è redatto con l'applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1 e degli specifici principi contabili omologati dalla Commissione europea e illustrati nella Parte A.2 della presente Nota integrativa, nonché in aderenza con le assunzioni generali previste dal Quadro Sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio elaborato dallo IASB.

Non sono state effettuate deroghe all'applicazione dei principi contabili IAS/IFRS.

In conformità a quanto disposto dall'art. 5, comma 2, del Decreto Legislativo n. 38 del 28 febbraio 2005, il bilancio è redatto utilizzando l'euro come moneta di conto, e si fonda sull'applicazione dei seguenti principi generali di redazione dettati dallo IAS 1:

  • Continuità aziendale. Gli amministratori hanno considerato appropriato il presupposto della continuità aziendale in quanto a loro giudizio non sono emerse incertezze legate ad eventi o circostante che, considerati singolarmente o nel loro insieme, possano far sorgere dubbi riguardo alla continuità aziendale. Conseguentemente le attività, passività ed operazioni "fuori bilancio" sono valutate secondo valori di funzionamento, in quanto destinate a durare nel tempo.
  • Competenza economica. Costi e ricavi vengono rilevati, a prescindere dal momento del loro regolamento monetario, per periodo di maturazione economica e secondo il criterio di correlazione.
  • Coerenza di presentazione. La presentazione e la classificazione delle voci sono mantenute costanti nel tempo allo scopo di garantire la comparabilità delle informazioni, salvo che la loro variazione sia richiesta da un Principio Contabile Internazionale o da una Interpretazione oppure renda più appropriata, in termini di significatività e di affidabilità, la rappresentazione dei valori. Se un criterio di presentazione o di classificazione viene cambiato, quello nuovo si applica – ove possibile – in modo retroattivo; in tal caso vengono anche indicati la natura e il motivo della variazione, nonché le voci interessate. Nella presentazione e nella classificazione delle voci sono adottati gli schemi predisposti dalla Banca d'Italia per i bilanci delle banche, contenuti nella circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti ed integrazioni.
  • Aggregazione e rilevanza. Tutti i raggruppamenti significativi di voci con natura o funzione simili sono riportati separatamente. Gli elementi di natura o funzione diversa, se rilevanti, vengono presentati in modo distinto.
  • Divieto di compensazione. Attività e passività, costi e ricavi non vengono compensati tra loro, salvo che ciò non sia richiesto o permesso da un Principio Contabile Internazionale o da una Interpretazione oppure dagli schemi predisposti dalla Banca d'Italia per i bilanci delle banche.
  • Informativa comparativa. Le informazioni comparative si riferiscono ai corrispondenti periodi dell'esercizio precedente e sono riportate per tutti i dati contenuti nei prospetti contabili di confronto. Le modifiche ai dati comparativi sono effettuate solo quando ritenute di importo significativo.

Si è tenuto conto dei documenti di tipo interpretativo e di supporto all'applicazione dei principi contabili, emanati dagli organismi regolamentari e di vigilanza europei e dagli standard setter, in particolare la comunicazione dell'ESMA del 25 ottobre 2023 "European common enforcement priorities for 2023 annualfinancialreports", dove si evidenziano le priorità relative alla disclosure sui rendiconti annuali.

Principi contabili

PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS APPLICATI DAL 1° GENNAIO 2023

I seguenti principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS sono stati applicati per la prima volta dalla Banca a partire dal 1° gennaio 2023:

In data 18 maggio 2017 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 17 – Insurance Contracts che è destinato a sostituire il principio IFRS 4 – Insurance Contracts. Il principio è stato applicato a partire dal 1° gennaio 2023. L'obiettivo del nuovo principio è quello di garantire che un'entità fornisca informazioni pertinenti che rappresentano fedelmente i diritti e gli obblighi derivanti dai contratti assicurativi emessi. Lo IASB ha sviluppato lo standard per eliminare incongruenze e debolezze delle politiche contabili esistenti, fornendo un quadro unico principle-based per tenere conto di tutti i tipi di contratti di assicurazione, inclusi i contratti di riassicurazione che un assicuratore detiene.

Il nuovo principio prevede inoltre dei requisiti di presentazione e di informativa per migliorare la comparabilità tra le entità appartenenti a questo settore.

Il nuovo principio misura un contratto assicurativo sulla base di un General Model o una versione semplificata di questo, chiamato Premium Allocation Approach("PAA").

Le principali caratteristiche del General Modelsono:

  • o le stime e le ipotesi dei futuri flussi di cassa sono sempre quelle correnti;
  • o la misurazione riflette il valore temporale del denaro;
  • o le stime prevedono un utilizzo estensivo di informazioni osservabili sul mercato;
  • o esiste una misurazione corrente ed esplicita del rischio;
  • o il profitto atteso è differito e aggregato in gruppi di contratti assicurativi al momento della rilevazione iniziale; e,
  • o il profitto atteso è rilevato nel periodo di copertura contrattuale tenendo conto delle rettifiche derivanti da variazioni delle ipotesi relative ai flussi finanziari relativi a ciascun gruppo di contratti.

L'approccio PAA prevede la misurazione della passività per la copertura residua di un gruppo di contratti di assicurazione a condizione che, al momento del riconoscimento iniziale, l'entità preveda che tale passività rappresenti ragionevolmente un'approssimazione del General Model. I contratti con un periodo di copertura di un anno o meno sono automaticamente idonei per l'approccio PAA. Le semplificazioni derivanti dall'applicazione del metodo PAA non si applicano alla valutazione delle passività per i claims in essere, che sono misurati con il General Model. Tuttavia, non è necessario attualizzare quei flussi di cassa se ci si attende che il saldo da pagare o incassare avverrà entro un anno dalla data in cui è avvenuto il claim.

L'entità deve applicare il nuovo principio ai contratti di assicurazione emessi, inclusi i contratti di riassicurazione emessi, ai contratti di riassicurazione detenuti e anche ai contratti di investimento con una discrectionary partecipation feature (DPF).

Inoltre, in data 9 dicembre 2021, lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IFRS 17 Insurance contracts: Initial Application of IFRS 17 and IFRS 9 – Comparative Information". L'emendamento è un'opzione di transizione relativa alle informazioni comparative sulle attività finanziarie presentate alla data di applicazione iniziale dell'IFRS 17. L'emendamento è stato applicato a partire dal 1° gennaio 2023, unitamente all'applicazione del principio IFRS 17, per evitare disallineamenti contabili temporanei tra attività finanziarie e passività di contratti assicurativi, e per migliorare l'utilità delle informazioni comparative per i lettori di bilancio.

Nel capitolo della Nota Integrativa Consolidata "Conglomerato finanziario: transizione principi contabili IFRS 9 e IFRS 17", riportato nella Sezione 1 sono riportati gli effetti sul bilancio consolidato del Gruppo a seguito dell'introduzione di tale principio e del relativo emendamento. L'adozione di tale principio ed emendamento non ha comportato effetti sul bilancio della Banca.

In data 7 maggio 2021 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IAS 12 Income Taxes: Deferred Tax related to Assets and Liabilities arising from a Single Transaction". Il documento chiarisce come devono essere contabilizzate le imposte differite su alcune operazioni che possono generare attività e passività di pari ammontare, quali il leasing e gli obblighi di smantellamento. Le modifiche sono state applicate a partire dal 1° gennaio 2023. L'adozione di tale emendamento non ha comportato effetti sul bilancio della Banca.

In data 12 febbraio 2021 lo IASB ha pubblicato due emendamenti denominati "Disclosure of Accounting Policies—Amendments to IAS 1 and IFRS Practice Statement 2" e "Definition of Accounting Estimates—Amendments to IAS 8". Le modifiche riguardanti lo IAS 1 richiedono ad un'entità di indicare le informazioni rilevanti sui principi contabili applicati dal Gruppo. Le modifiche sono volte a migliorare l'informativa sui principi contabili applicati dal Gruppo in modo da fornire informazioni più utili agli investitori e agli altri utilizzatori primari del bilancio nonché ad aiutare le società a distinguere i cambiamenti nelle stime contabili dai cambiamenti di accounting policy. Le modifiche sono state applicate a partire dal 1° gennaio 2023. Per gli effetti derivanti da modifiche alla policy di Svalutazione crediti si rimanda al paragrafo 8.1 "Impeghi" della Relazione sulla Gestione.

In data 23 maggio 2023 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IAS 12 Income taxes: International Tax Reform – Pillar Two Model Rules". Il documento introduce un'eccezione temporanea agli obblighi di rilevazione e di informativa delle attività e passività per imposte differite relative alle Model Rules del Pillar Two (la cui norma risulta in vigore in Italia al 31 dicembre 2023, ma applicabile dal 1° gennaio 2024) e prevede degli obblighi di informativa specifica per le entità interessate dalla relativa International Tax Reform.

Il documento prevede l'applicazione immediata dell'eccezione temporanea, mentre gli obblighi di informativa sono applicabili ai soli bilanci annuali iniziati al 1° gennaio 2023 (o in data successiva) ma non ai bilanci infrannuali aventi una data chiusura precedente al 31 dicembre 2023. L'adozione di tale emendamento non ha comportato effetti sul bilancio, come descritto nella Sezione 4 "Altri aspetti" della presente Nota integrativa.

PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS OMOLOGATI DALL'UNIONE EUROPEA AL 31 DICEMBRE 2023, NON ANCORA OBBLIGATORIAMENTE APPLICABILI E NON ADOTTATI IN VIA ANTICIPATA DAL GRUPPO AL 31 DICEMBRE 2023

I seguenti principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS sono stati omologati dall'Unione Europea ma non sono ancora obbligatoriamente applicabili e non sono stati adottati in via anticipata dalla Banca al 31 dicembre 2023:

In data 23 gennaio 2020 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non-current" ed in data 31 ottobre 2022 ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements: Non-Current Liabilities with Covenants". Tali modifiche hanno l'obiettivo di chiarire come classificare i debiti e le altre passività a breve o lungo termine. Inoltre, le modifiche migliorano altresì le informazioni che un'entità deve fornire quando il suo diritto di differire l'estinzione di una passività per almeno dodici mesi è soggetto al rispetto di determinati parametri (i.e. covenants). Le modifiche entrano in vigore dal 1° gennaio 2024; è comunque consentita un'applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio della Banca dall'adozione di tale emendamento.

In data 22 settembre 2022 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IFRS 16 Leases: Lease Liability in a Sale and Leaseback". Il documento richiede al venditore-lessee di valutare la passività per il lease riveniente da una transazione di sale & leaseback in modo da non rilevare un provento o una perdita che si riferiscano al diritto d'uso trattenuto. Le modifiche si applicheranno dal 1° gennaio 2024, ma è consentita un'applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio della Banca dall'adozione di tale emendamento.

PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS NON ANCORA OMOLOGATI DALL'UNIONE EUROPEA

Alla data di riferimento del presente documento, gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l'adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti.

In data 25 maggio 2023 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IAS 7 Statement of Cash Flows and IFRS 7 Financial Instruments: Disclosures: Supplier Finance Arrangements". Il documento richiede ad un'entità di fornire informazioni aggiuntive sugli accordi di reverse factoring che permettano agli utilizzatori del bilancio di valutare in che modo gli accordi finanziari con i fornitori possano influenzare le passività e i flussi finanziari dell'entità e di comprendere l'effetto di tali accordi sull'esposizione dell'entità al rischio di liquidità. Le modifiche si applicheranno dal 1° gennaio 2024, ma è consentita un'applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio della Banca dall'adozione di tale emendamento.

In data 15 agosto 2023 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato "Amendments to IAS 21 The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: Lack of Exchangeability". Il documento richiede ad un'entità di applicare una metodologia da applicare in maniera coerente al fine di verificare se una valuta può essere convertita in un'altra e, quando ciò non è possibile, come determinare il tasso di cambio da utilizzare e l'informativa da fornire in nota integrativa. La modifica si applicherà dal 1° gennaio 2025, ma è consentita un'applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio della Banca dall'adozione di tale emendamento.

In data 30 gennaio 2014 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 14 – Regulatory Deferral Accounts che consente solo a coloro che adottano gli IFRS per la prima volta di continuare a rilevare gli importi relativi alle attività soggette a tariffe regolamentate ("Rate Regulation Activities") secondo i precedenti principi contabili adottati. Tale principio non risulta applicabile alla Banca.

Contenuto dei prospetti contabili

Stato patrimoniale, conto economico e prospetto della redditività complessiva

Gli schemi dello stato patrimoniale e del conto economico sono costituiti da voci, sottovoci e da ulteriori dettagli informativi (i "di cui" delle voci e sottovoci). Nel conto economico i ricavi sono indicati senza segno, mentre i costi sono indicati fra parentesi. Allo stesso modo sono esposte le componenti reddituali positive e negative incluse nel prospetto della redditività complessiva. Gli schemi riportano i corrispondenti dati di raffronto relativi allo stato patrimoniale riferiti all'esercizio precedente, mentre i dati di conto economico e del prospetto delle redditività complessiva sono riferiti allo stesso periodo dell'esercizio precedente.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto

Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto è quello previsto dalla Circolare n. 262/2005, e successivi aggiornamenti, della Banca d'Italia. Nel prospetto viene riportata la composizione e la movimentazione dei conti di patrimonio netto intervenuta nell'esercizio di riferimento del bilancio ed in quello precedente, suddivisi tra il capitale sociale, le riserve di capitale, di utili e da valutazione di attività o passività di bilancio ed il risultato economico. Le azioni proprie in portafoglio, qualora presenti, sono portate in diminuzione del patrimonio netto. Non sono stati emessi strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie.

Rendiconto finanziario

Il Rendiconto Finanziario fornisce informazioni che permettono agli utilizzatori di valutare le variazioni nell'attivo netto della società, la sua struttura finanziaria (compresa la liquidità e solvibilità) e la sua capacità di influire sulla dimensione e sulla tempistica dei flussi finanziari allo scopo di adeguarsi alle circostanze e alle opportunità.

Lo IAS 7 stabilisce che il rendiconto finanziario può essere redatto seguendo, alternativamente, il "metodo diretto" o quello "indiretto".

La Banca d'Italia, così come previsto dalle istruzioni della Circolare n.262/05, propone quindi i due alternativi schemi di Rendiconto Finanziario nei quali i flussi correlati all'attività operativa sono esposti con il metodo diretto e il metodo indiretto, senza privilegiarne uno in particolare, lasciando discrezionalità all'estensore del bilancio.

Il prospetto dei flussi finanziari intervenuti nel periodo di riferimento del bilancio ed in quello dell'esercizio precedente è stato predisposto seguendo il metodo indiretto, in base al quale i flussi derivanti dall'attività operativa sono rappresentati dal risultato dell'esercizio rettificato degli effetti delle operazioni di natura non monetaria.

I flussi finanziari sono suddivisi tra quelli derivanti dall'attività operativa, quelli derivanti dall'attività di investimento e quelli derivanti dall'attività di provvista.

Nel prospetto i flussi generatisi nel corso del periodo sono indicati senza segno, mentre quelli assorbiti sono indicati fra parentesi.

Sezione 3 - Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio

Si rimanda a quanto già analiticamente esposto nella relazione sulla gestione, nel capitolo "Evoluzione prevedibile della gestione e fatti di rilievo verificatisi dopo la chiusura dell'esercizio". Si rende noto che, ai sensi dello IAS 10, la data in cui il bilancio è stato autorizzato alla pubblicazione dal consiglio di amministrazione della banca è l'8 marzo 2024.

Sezione 4 - Altri aspetti

Implicazioni del conflitto Ucraina

Il conflitto russo-ucraino ha scatenato importanti ripercussioni anche oltre i confini nazionali con intensità e modulazioni spesso imprevedibili su aspetti socio-economici: è il caso dei mercati finanziari che hanno sofferto molto per tutto il 2022, per poi registrare una ripresa nel 2023, anche se permane un sottofondo di volatilità che rende ancora incerto lo scenario di riferimento.

La tensione che si è scatenata sui mercati energetici ha contribuito a sostenere un quadro inflattivo con effetti sia sulle famiglie che sulle imprese almeno per i maggiori costi dell'energia e che si è riflesso nelle politiche economiche restrittive delle Autorità di Vigilanza volte a calmierare la dinamica dei prezzi.

Se escludiamo gli impatti su operatori che avevano esposizioni dirette in Russia o Ucraina, sui bilanci delle banche, che pure hanno pagato la volatilità dei mercati, la crescita dei tassi di interesse è stata l'implicazione più evidente, determinando una crescita generalizzata del margine finanziario.

La Banca non evidenzia esposizioni rilevanti verso i paesi coinvolti nel conflitto, pertanto si confermano impatti legati all'andamento dei mercati finanziari che hanno determinato un modesto riflesso sui ricavi commissionali, mentre non ci sono stati riflessi sulla qualità dell'attivo. Sul tema in particolare, come già evidenziato nel corso del 2022, il Gruppo ha innalzato il presidio attraverso meccanismi di segmentazione della clientela e dei relativi livelli di rischiosità in relazione alla maggior esposizione nei settori direttamente più colpiti o più esposti a rischi geopolitici o impattati dall'incremento dei prezzi delle materie prime. Le ripercussioni dello scenario sulle principali grandezze economiche e patrimoniali sono revisionate trimestralmente per tener conto di eventuali deterioramenti o anomalie che, per il momento, non si sono manifestati, consentendo al Gruppo di mantenere un'ottima qualità dell'attivo. Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo "1.1 Impatti derivanti dal quadro macroeconomico, dalla Crisi RU/UA e dal rischio climatico in relazione al rischio di credito" all'interno della Parte E della presente nota.

Dal punto di vista operativo, a seguito degli sviluppi del quadro sanzionatorio, la Banca ha adottato un approccio restrittivo nei confronti dell'operatività che coinvolge Russia, Bielorussia e Ucraina, prevedendo: blocchi sulle transazioni e sull'acquisizione di nuovi clienti; restrizioni di tipo geografico, merceologico e finanziario con soglie di rilevanza stringenti. Sono state applicate le misure restrittive varate dalle Autorità: a decorrere dal 12 marzo 2022, in ottemperanza alla norma che prevede il divieto di prestare servizi di messaggistica finanziaria per scambiare dati con i soggetti listati e le loro controllate, ha disattivato la rete SWIFT verso alcune banche russe e bielorusse.

Implementazione della normativa sull'imposizione minima globale prevista per i gruppi multinazionali e nazionali nell'ambito del c.d. Pillar 2 e correlate modifiche allo IAS 12 in materia di imposte sul reddito

Si segnalano le modifiche apportate dallo IASB allo IAS 12 Imposte in materia di International Tax Reform – Pillar Two Model.

Tra quasi 140 Paesi a livello globale, attraverso la Direttiva europea 2022/2053 l'Unione Europea è stata tra le prime giurisdizioni che ha raggiunto un accordo sulla riforma fiscale internazionale che introduce un'imposta minima globale (c.d. Global Minimum Tax") per le grandi imprese multinazionali. Nel dettaglio, questi Paesi, inclusa l'Italia, hanno aderito al documento dell'OCSE Inclusive Framework on Base Erosion and Profit Shifting, che introduce un modello a due pilastri (c.d. Pillar) per affrontare le problematiche fiscali derivanti dalla digitalizzazione dell'economia. In Europa, la Direttiva per attuare la componente di imposta minima della riforma OCSE è stata approvata dalla Commissione europea lo scorso 12 dicembre 2022. A seguito del superamento delle riserve da parte di alcuni Paesi membri, è stato raggiunto l'accordo unanime in sede UE per l'adozione della proposta di Direttiva comunitaria volta a realizzare un livello minimo di tassazione effettiva del 15% dei gruppi multinazionali che presentano ricavi complessivi superiori a 750 milioni l'anno. La Direttiva n. 2523/2022 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale UE il 22 dicembre 2022 ed è stata recepita nella legislazione nazionale con il decreto legislativo n. 209 del 27 dicembre 2023. Figurano fra i soggetti passivi le imprese localizzate in Italia che fanno parte di un gruppo multinazionale o nazionale con ricavi annui pari o superiori a 750 milioni di euro, compresi i ricavi delle entità escluse (quali entità statali, organizzazioni internazionali, organizzazioni senza scopo di lucro, fondi pensione, fondi di investimento), risultanti nel bilancio consolidato della controllante capogruppo in almeno due dei quattro esercizi immediatamente precedenti. L'imposta minima nazionale sarebbe dovuta qualora per le imprese di un gruppo che operano in Italia si determini una situazione tale per cui l'Etr si attesti al di sotto del 15% come tassazione minima. È una facoltà prevista dalla direttiva (e applicata dall'Italia) per cui gli Stati possono introdurre un'imposta minima nazionale. Sono previsti specifici requisiti di disclosure per le società impattate, con differenti obblighi informativi da soddisfare nei periodi in cui la normativa Pillar Two è entrata in vigore. Tali requisiti di disclosure sono applicabili a partire dai bilanci annuali che iniziano dal 1° gennaio 2023 e non sono obbligatori nei resoconti intermedi redatti prima del 31 dicembre 2023. In particolare, le modifiche apportate al principio introducono una eccezione temporanea obbligatoria che prevede di non rilevare la fiscalità differita che deriverebbe dall'implementazione del Pillar Two Framework.

La Banca, pur configurandosi come soggetto passivo a livello nazionale, risulta fuori dal perimetro di applicazione della normativa per mancanza del requisito di tassazione sotto la soglia minima prevista.

Imposta straordinaria extraprofitti

Inoltre l'art. 26 del DL n.104/2023, convertito con Legge del 9 ottobre 2023, n.136 ha istituito per l'anno 2023 un'imposta straordinaria determinata applicando un'aliquota pari al 40 per cento sull'ammontare del margine degli interessi ricompresi nella voce 30 del Conto Economico al 31.12.2023 che eccede almeno il 10% il medesimo margine riferibile al 31.12.2021.

Sulla base di quanto previsto dal comma 3, del suddetto articolo 26, l'ammontare dell'imposta, in ogni caso, non può essere superiore a una quota pari allo 0,26 per cento dell'importo complessivo dell'esposizione al rischio (RWA) su base individuale. Secondo il comma 4 dell'art.26 l'imposta è versata entro il sesto mese a quello della chiusura dell'esercizio 2023. L'art. 5 bis dispone che, in luogo del versamento, le banche possono destinare in sede di approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2023, ad una riserva non distribuibile, un importo non inferiore a due volte e mezza l'imposta calcolata ai sensi della disposizione normativa citata. Credem attenendosi al dettato normativo ha provveduto a stanziare a riserva non distribuibile una somma pari a 92,1 milioni di euro.

Altre informazioni

Aggregazione aziendale

Le operazioni di aggregazione aziendale sono disciplinate dal Principio contabile internazionale IFRS 3 "Business combination".

Il trasferimento del controllo di un'impresa (o di un gruppo di attività e beni integrati, condotti e gestiti unitariamente) configura un'operazione di aggregazione aziendale.

A tal fine il controllo si considera trasferito quando l'investitore è esposto a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con la partecipata e nel contempo ha la capacità di incidere sui rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità.

L'IFRS 3 richiede che per tutte le operazioni di aggregazione venga individuato un acquirente. Quest'ultimo deve essere identificato nel soggetto che ottiene il controllo su un'altra entità o gruppo di attività.

L'acquisizione deve essere contabilizzata nella data in cui l'acquirente ottiene effettivamente il controllo sull'impresa o attività acquisite. Quando l'operazione avviene tramite un'unica operazione di scambio, la data dello scambio normalmente coincide con la data di acquisizione. Tuttavia, è sempre necessario verificare l'eventuale presenza di accordi tra le parti che possano comportare un trasferimento del controllo prima della data dello scambio.

Il corrispettivo trasferito nell'ambito di un'operazione di aggregazione deve essere determinato come sommatoria del fair value, alla data dello scambio, delle attività cedute, delle passività sostenute o assunte e degli strumenti di capitale emessi dall'acquirente in cambio del controllo.

Nelle operazioni che prevedono il pagamento in denaro (o quando è previsto il pagamento mediante strumenti finanziari assimilabili alla cassa) il prezzo è il corrispettivo pattuito, eventualmente attualizzato nel caso in cui sia previsto un pagamento rateale con riferimento ad un periodo superiore al breve termine; nel caso in cui il pagamento avvenga tramite uno strumento diverso dalla cassa, quindi mediante l'emissione di strumenti rappresentativi di capitale, il prezzo è pari al fair value del mezzo di pagamento al netto dei costi direttamente attribuibili all'operazione di emissione di capitale.

Le operazioni di aggregazione aziendale sono contabilizzate secondo il "metodo dell'acquisizione", in base al quale le attività identificabili acquisite (comprese eventuali attività immateriali in precedenza non rilevate dall'impresa acquisita) e le passività identificabili assunte (comprese quelle potenziali) devono essere rilevate ai rispettivi fair value alla data di acquisizione. L'eccedenza tra il corrispettivo trasferito (rappresentato dal fair value delle attività trasferite, delle passività sostenute o degli strumenti di capitale emessi dall'acquirente) ed il fair value delle attività e passività acquisite deve essere rilevata come avviamento; qualora queste ultime risultino, invece, superiori alla sommatoria del corrispettivo, delle quote di minoranza e del fair value delle quote già possedute, la differenza deve essere imputata a conto economico.

La contabilizzazione dell'operazione di aggregazione può avvenire provvisoriamente entro la fine dell'esercizio in cui l'aggregazione viene realizzata e deve essere perfezionata entro dodici mesi dalla data di acquisizione.

Le fusioni rientrano tra le operazioni di concentrazione tra imprese, rappresentando la forma di aggregazione aziendale più completa, in quanto comportano l'unificazione sia giuridica che economica dei soggetti che vi partecipano.

Le fusioni, siano esse proprie, cioè con la costituzione di un nuovo soggetto giuridico oppure "per incorporazione" con la confluenza di un'impresa in un'altra impresa già esistente, sono trattate secondo i criteri precedentemente illustrati, in particolare:

  • se l'operazione comporta il trasferimento del controllo di un'impresa, essa viene trattata come un'operazione di aggregazione ai sensi dell'IFRS 3;
  • se l'operazione non comporta il trasferimento del controllo, essa viene contabilizzata privilegiando la continuità dei valori della società incorporata. Difatti, le operazioni di aggregazione aziendale fra entità under common control non rientrano nell'ambito di applicazione del Principio contabile internazionale IFRS 3, né sono disciplinate da altri IFRS; vengono quindi definite facendo riferimento alle disposizioni contenute nello IAS 8 Accounting Policies, Changes in Accounting Estimates and Errors.

Per maggior informazioni in merito alle operazioni di aggregazione aziendale avvenute nel corso dell'esercizio si rimanda alla Parte G della presente Nota Integrativa Individuale.

Revisione contabile

Il bilancio è sottoposto a revisione contabile, ai sensi del D.Lgs. 39/2010 e del Regolamento UE 537/2014, da parte della società Deloitte & Touche S.p.A., cui tale incarico è stato affidato, in attuazione della Delibera assembleare del 28 aprile 2022, fino all'esercizio chiuso al 2031.

Utilizzo di stime ed assunzioni nella predisposizione del bilancio

In conformità agli IFRS, la direzione aziendale deve formulare valutazioni, stime e ipotesi che influenzano l'applicazione dei principi contabili e gli importi delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi rilevati in bilancio, nonché sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali. Le stime e le relative ipotesi si basano sulle esperienze pregresse e su altri fattori considerati ragionevoli nella fattispecie e sono state adottate per stimare il valore contabile delle attività e delle passività che non è facilmente desumibile da altre fonti.

In particolare sono stati adottati processi di stima a supporto del valore di iscrizione di alcune delle più rilevanti poste valutative iscritte nel Bilancio al 31 dicembre 2023, così come previsto dai principi contabili e dalle normative di riferimento sopra descritti. Detti processi sono basati in larga misura su stime di recuperabilità futura dei valori iscritti in bilancio secondo le regole dettate dalle norme vigenti e sono stati effettuati in un'ottica di continuità aziendale, ossia prescindendo da ipotesi di liquidazione forzata delle poste oggetto di valutazione.

I processi adottati confortano i valori di iscrizione al 31 dicembre 2023. Il processo valutativo è risultato particolarmente complesso in considerazione della persistente incertezza riscontrabile nel contesto macroeconomico e di mercato, caratterizzato, sia da importanti livelli di volatilità riscontrabili nei parametri finanziari determinanti ai fini della valutazione, sia da indicatori di deterioramento della qualità del credito ancora elevati.

I parametri e le informazioni utilizzati per la verifica dei valori prima menzionati sono quindi significativamente influenzati da detti fattori che potrebbero registrare rapidi mutamenti ad oggi non prevedibili, talché non si possono escludere conseguenti effetti sui futuri valori di bilancio. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di periodo in periodo e, pertanto, non è da escludere che nei periodi successivi gli attuali valori iscritti in bilancio possano differire, anche in maniera significativa, a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate.

Le stime e le ipotesi sono riviste regolarmente. Le eventuali variazioni conseguenti a tali revisioni sono rilevate nel periodo in cui la revisione viene effettuata qualora la stessa interessi solo quel periodo. Nel caso in cui la revisione interessi periodi sia correnti sia futuri, la variazione è rilevata nel periodo in cui la revisione viene effettuata e nei relativi periodi futuri.

Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'impiego di valutazioni soggettive da parte della Direzione sono:

  • la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti e, in genere, delle altre attività finanziarie e delle partecipazioni;
  • l'utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
  • la stima del valore recuperabile dell'avviamento;
  • la quantificazione del TFR, dei fondi del personale e dei fondi per rischi e oneri;
  • le stime e le assunzioni sulla recuperabilità della fiscalità differita;
  • le stime effettuate nell'ambito del processo di Purchase Price Allocation (PPA).

Tali valutazioni sono prevalentemente legate sia all'evoluzione del contesto socio-economico nazionale e internazionale, sia all'andamento dei mercati finanziari, che provocano conseguenti riflessi sull'andamento dei tassi, sulla fluttuazione dei prezzi, sulle basi attuariali e, più in generale, sul merito creditizio delle controparti.

Nel corso del 2023 gli aggiornamenti ed affinamenti della "Policy Svalutazione Crediti", con riferimento ai crediti deteriorati, hanno generato un impatto di maggiori svalutazioni per 36,7 milioni di euro.

Gli aggiornamenti intercorsi nell'anno, che riguardano la dismissione degli overlay effettuati sulla base degli affinamenti sopra descritti e le modifiche effettuate ai parametri IFRS9, hanno come effetto una ripresa di valore non significativa.

Per maggiori dettagli si rimanda a quanto riportato nella parte "E" della presente Nota Integrativa.

A.2 – PARTE RELATIVA ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO

1 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito e per i titoli di capitale, alla data di erogazione per i finanziamenti ed alla data di sottoscrizione per i contratti derivati.

All'atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico vengono rilevate al fair value, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di classificazione

Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie diverse da quelle classificate tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e tra le Attività finanziare valutate al costo ammortizzato. La voce, in particolare, include:

  • le attività finanziarie detenute per la negoziazione, essenzialmente rappresentate da titoli di debito e di capitale e dal valore positivo dei contratti derivati detenuti con finalità di negoziazione;
  • le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, rappresentate dalle attività finanziarie che non soddisfano i requisiti per la valutazione al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva. Si tratta di attività finanziarie i cui termini contrattuali non prevedono esclusivamente rimborsi del capitale e pagamenti dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" non superato) oppure che non sono detenute nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è il possesso di attività finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali (Business model "Hold to Collect") o il cui obiettivo è conseguito sia mediante la raccolta dei flussi finanziari contrattuali che mediante la vendita di attività finanziarie (Business model "Hold to Collect and Sell");
  • le attività finanziarie designate al fair value, ossia le attività finanziarie così definite al momento della rilevazione iniziale e ove ne sussistano i presupposti. In relazione a tale fattispecie, un'entità può designare irrevocabilmente all'iscrizione un'attività finanziaria come valutata al fair value con impatto a conto economico se, e solo se, così facendo elimina o riduce significativamente un'incoerenza valutativa.

Trovano, quindi, evidenza in questa voce:

  • i titoli di debito e i finanziamenti che sono inclusi nel business model Trading (non riconducibili quindi ai business model "Hold to Collect" o "Hold to Collect and Sell") o che non superano il test SPPI;
  • gli strumenti di capitale non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto detenuti per finalità di negoziazione o per cui non si sia optato, in sede di rilevazione iniziale, per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
  • le quote di OICR.

La voce accoglie, inoltre, i contratti derivati, contabilizzati tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione, che sono rappresentati come attività se il fair value è positivo e come passività se il fair value è negativo. E' possibile compensare i valori correnti positivi e negativi derivanti da operazioni in essere con la medesima controparte soltanto qualora si abbia correntemente il diritto legale di compensare gli importi rilevati contabilmente e si intenda procedere al regolamento su base netta delle posizioni oggetto di compensazione.

Fra i derivati sono inclusi anche quelli incorporati in contratti finanziari complessi - in cui il contratto primario è una passività finanziaria - che sono stati oggetto di rilevazione separata in quanto:

  • le loro caratteristiche economiche ed i rischi non sono strettamente correlati alle caratteristiche del contratto sottostante;
  • gli strumenti incorporati, anche se separati, soddisfano la definizione di derivato;
  • gli strumenti ibridi cui appartengono non sono valutati al fair value con le relative variazioni rilevate a Conto Economico.

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie a seguito di cambiamenti esterni o interni i quali siano rilevanti per le operazioni dell'entità e dimostrabili alle parti esterne. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto a conto economico in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. In questo caso, il tasso di interesse effettivo dell'attività finanziaria riclassificata è determinato in base al suo fair value alla data di riclassificazione e tale data viene considerata come data di rilevazione iniziale per l'allocazione nei diversi stadi di rischio creditizio (stage assignment) ai fini dell'impairment.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono valorizzate al fair value. Gli effetti dell'applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel Conto Economico.

Per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo, vengono utilizzate quotazioni di mercato. In assenza di un mercato attivo, vengono utilizzati metodi di stima e modelli valutativi comunemente adottati, che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato quali: valutazione di strumenti quotati che presentano analoghe caratteristiche, calcoli di flussi di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni, valori rilevati in recenti transazioni comparabili, ecc. Per i titoli di capitale e per gli strumenti derivati che hanno per oggetto titoli di capitale, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli interessi attivi sui titoli di debito ed i differenziali ed i margini dei contratti derivati classificati in tale categoria, ma gestionalmente collegati ad attività o passività finanziarie valutate al fair value sono iscritti per competenza nelle voci di conto economico relativi agli interessi.

I differenziali e i margini degli altri contratti vengono rilevati nel "Risultato netto dell'attività di negoziazione".

I dividendi sono rilevati per competenza economica riferita alla data di assunzione della delibera di distribuzione da parte dell'assemblea e sono esposti nella voce "Dividendi e proventi simili". Gli utili e le perdite realizzati dalla cessione o rimborso o le plus/minusvalenze derivanti dalle variazioni di fair value sono iscritti nel conto economico del periodo nel quale si manifestano e classificati nella voce "Risultato netto delle attività di negoziazione", ad eccezione della quota relativa ai contratti derivati gestionalmente collegati ad attività o passività valutate al fair value rilevata nel "Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value".

2.1 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI con riciclo)

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di erogazione per i finanziamenti. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente che mediante la vendita (Business model "Hold to Collect and Sell – "HTCS""), e
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" superato).

In particolare, vengono inclusi in questa voce:

  • i titoli di debito che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI;
  • i finanziamenti che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI.

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie a seguito di cambiamenti esterni o interni i quali siano rilevanti per le operazioni dell'entità e dimostrabili alle parti esterne.

In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto sulla redditività complessiva in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Nel caso di riclassifica dalla categoria in oggetto a quella del costo ammortizzato, l'utile (perdita) cumulato rilevato nella riserva da valutazione è portato a rettifica del fair value dell'attività finanziaria alla data della riclassificazione. Nel caso invece di riclassifica nella categoria del fair value con impatto a conto economico, l'utile (perdita) cumulato rilevato precedentemente nella riserva da valutazione è riclassificato dal patrimonio netto all'utile (perdita) d'esercizio.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le Attività classificate al fair value con impatto sulla redditività complessiva sono valutate al fair value, con la rilevazione a Conto Economico degli impatti derivanti dall'applicazione del costo ammortizzato, degli effetti dell'impairment e dell'eventuale effetto cambio, mentre gli altri utili o perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto finché l'attività finanziaria non viene cancellata. Al momento della dismissione, totale o parziale, l'utile o la perdita cumulati nella riserva da valutazione vengono riversati, in tutto o in parte, a Conto Economico.

Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva – sia sotto forma di titoli di debito che di crediti – sono soggette alla verifica dell'incremento significativo del rischio creditizio (impairment) prevista dall'IFRS 9, al pari delle Attività al costo ammortizzato, con conseguente rilevazione a conto economico di una rettifica di valore a copertura delle perdite attese. Più in particolare, sugli strumenti classificati in stage 1 (ossia sulle attività finanziarie al momento dell'origination, ove non deteriorate, e sugli strumenti per cui non si è verificato un significativo incremento del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) viene contabilizzata, alla data di rilevazione iniziale e ad ogni data di reporting successiva, una perdita attesa ad un anno. Invece, per gli strumenti classificati in stage 2 (bonis per i quali si è verificato un incremento significativo del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) e in stage 3 (esposizioni deteriorate) viene contabilizzata una perdita attesa per l'intera vita residua dello strumento finanziario.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli interessi attivi, calcolati in base alla metodologia del T.I.R., vengono contabilizzati per competenza nelle voci "Interessi attivi e proventi assimilati", mentre gli utili o le perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto sino a che l'attività finanziaria non viene cancellata o non viene rilevata una perdita di valore. Per i titoli di debito, al momento della dismissione o della rilevazione di una perdita di valore, l'utile o la perdita cumulati vengono riversati a conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico, nel caso dei titoli di debito. L'ammontare della ripresa non può in ogni caso superare la differenza tra il valore contabile ed il costo ammortizzato che lo strumento avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

2.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI senza riciclo)

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di capitale. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di classificazione

Sono inclusi nella voce gli strumenti di capitale, non detenuti per finalità di negoziazione, per i quali al momento della rilevazione iniziale è stata esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

In particolare, vengono inclusi in questa voce le interessenze azionarie, non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto, che non sono detenute con finalità di negoziazione, per cui si è esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie per i titoli di capitale non è ammessa alcuna riclassifica.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, gli strumenti di capitale per cui è stata effettuata la scelta per la classificazione nella presente categoria sono valutati al fair value e gli importi rilevati in contropartita del patrimonio netto (Prospetto della redditività complessiva) non devono essere successivamente trasferiti a conto economico, neanche in caso di cessione. La sola componente riferibile ai titoli di capitale in questione che è oggetto di rilevazione a conto economico è rappresentata dai relativi dividendi.

Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Per i titoli di capitale inclusi in questa categoria, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

I dividendi vengono contabilizzati alla voce "Dividendi e proventi simili" nel momento in cui sorge il diritto a riceverne il pagamento, mentre gli utili o le perdite derivanti da una variazione di fair value dei titoli di capitale vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto e tale non viene riversato a conto economico nel caso di cessione e cancellazione del titolo di capitale.

3 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale dell'attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di erogazione nel caso di crediti. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

In particolare, per quel che attiene ai crediti, la data di erogazione normalmente coincide con la data di sottoscrizione del contratto. Qualora tale coincidenza non si manifesti, in sede di sottoscrizione del contratto si provvede ad iscrivere un impegno ad erogare fondi che si chiude alla data di erogazione del finanziamento. L'iscrizione del credito avviene sulla base del fair value dello stesso, pari all'ammontare erogato, o prezzo di sottoscrizione, comprensivo dei costi/proventi direttamente riconducibili al singolo credito e determinabili sin dall'origine dell'operazione, ancorché liquidati in un momento successivo. Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie (in particolare finanziamenti e titoli di debito) che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente (Business model "Hold to Collect" – "HTC"), e
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" superato).

Più in particolare, formano oggetto di rilevazione in questa voce:

  • gli impieghi con banche nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui al paragrafo precedente;
  • gli impieghi con clientela nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui al paragrafo precedente;
  • i titoli di debito che presentano i requisiti di cui al paragrafo precedente.

Sono inoltre inclusi in tale categoria i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di attività e di servizi finanziari come definiti dal T.U.B. e dal T.U.F. (ad esempio per distribuzione di prodotti finanziari ed attività di servicing).

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie, non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie a seguito di cambiamenti esterni o interni i quali siano rilevanti per le operazioni dell'entità e dimostrabili alle parti esterne. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al costo ammortizzato in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Gli utili o le perdite risultanti dalla differenza tra il costo ammortizzato dell'attività finanziaria e il relativo fair value sono rilevati a conto economico nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico e a Patrimonio netto, nell'apposita riserva di valutazione, nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie in esame sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo. In questi termini, l'attività è riconosciuta in bilancio per un ammontare pari al valore di prima iscrizione diminuito dei rimborsi di capitale, più o meno l'ammortamento cumulato (calcolato col richiamato metodo del tasso di interesse effettivo) della differenza tra tale importo iniziale e l'importo alla scadenza (riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente alla singola attività) e rettificato dell'eventuale fondo a copertura delle perdite attese. Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri dell'attività, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti all'attività finanziaria medesima. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi direttamente attribuibili ad un'attività finanziaria lungo la sua vita residua attesa.

Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per le attività – valorizzate al costo storico – la cui breve durata fa ritenere trascurabile l'effetto dell'applicazione della logica dell'attualizzazione, per quelle senza una scadenza definita e per i crediti a revoca.

I criteri di valutazione relativi agli accantonamenti per le perdite attese sono strettamente connessi all'inclusione degli strumenti in esame in uno dei tre stages (stadi di rischio creditizio) previsti dall'IFRS 9, l'ultimo dei quali (Stage 3) comprende le attività finanziarie deteriorate e i restanti (Stage 1 e 2) le attività finanziarie in bonis.

Con riferimento alla rappresentazione contabile dei suddetti effetti valutativi, le rettifiche di valore riferite a questa tipologia di attività sono rilevate nel Conto Economico:

  • all'atto dell'iscrizione iniziale, per un ammontare pari alla perdita attesa a dodici mesi;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove il rischio creditizio non sia risultato significativamente incrementato rispetto all'iscrizione iniziale, in relazione alle variazioni dell'ammontare delle rettifiche di valore per perdite attese nei dodici mesi successivi;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove il rischio creditizio sia risultato significativamente incrementato rispetto all'iscrizione iniziale, in relazione alla rilevazione di rettifiche di valore per perdite attese riferibili all'intera vita residua prevista contrattualmente per l'attività;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove dopo che si è verificato un incremento significativo del rischio di credito rispetto all'iscrizione iniziale – la "significatività" di tale incremento sia poi venuta meno, in relazione all'adeguamento delle rettifiche di valore cumulate per tener conto del passaggio da una perdita attesa lungo l'intera vita residua dello strumento ("lifetime") ad una a dodici mesi.

Le attività finanziarie in esame, ove risultino in bonis, sono sottoposte ad una valutazione, volta a definire le rettifiche di valore da rilevare in bilancio, a livello di singolo rapporto creditizio (o "tranche" di titolo), in funzione dei parametri di rischio rappresentati da probability of default (PD), loss given default (LGD) ed exposure at default (EAD), derivati dai modelli AIRB e opportunamente corretti per tener conto delle previsioni del principio contabile IFRS 9.

Se, oltre ad un incremento significativo del rischio di credito, si riscontrano anche oggettive evidenze di una perdita di valore, l'importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell'attività – classificata come "deteriorata", al pari di tutti gli altri rapporti intercorrenti con la medesima controparte – e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo originario. In tale contesto, è stata sviluppata una specifica metodologia per il trattamento contabile da applicare ad un portafoglio di posizioni a sofferenza che, avendo maturato un vintage significativo, vengono valutate anche in un'ottica di cessione (c.d."Portafoglio sotto – modello Stage 3"). Tale metodologia considera diversi scenari e stima il valore recuperabile delle esposizioni in base alla combinazione e alle probabilità di accadimento di tali scenari, oltre che ai relativi flussi di cassa stimati. Rientrano nell'ambito delle attività deteriorate gli strumenti finanziari ai quali è stato attribuito lo status di sofferenza, inadempienza probabile o di scaduto/sconfinante da oltre novanta giorni secondo le regole di Banca d'Italia, coerenti con la normativa IAS/IFRS e di Vigilanza europea.

I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi e del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie.

Il tasso effettivo originario di ciascuna attività rimane invariato nel tempo ancorché sia intervenuta una ristrutturazione del rapporto che abbia comportato la variazione del tasso contrattuale ed anche qualora il rapporto divenga, nella pratica, infruttifero di interessi contrattuali.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a Conto Economico. La ripresa di valore non può eccedere il costo ammortizzato che lo strumento finanziario avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche. I ripristini di valore connessi con il trascorrere del tempo sono appostati nel margine di interesse.

In alcuni casi, durante la vita delle attività finanziarie in esame e, in particolare, dei crediti, le condizioni contrattuali originarie sono oggetto di successiva modifica per volontà delle parti del contratto. Quando, nel corso della vita di uno strumento, le clausole contrattuali sono oggetto di modifica occorre verificare se l'attività originaria deve continuare ad essere rilevata in bilancio o se, al contrario, lo strumento originario deve essere oggetto di cancellazione dal bilancio (derecognition) e debba essere rilevato un nuovo strumento finanziario.

In generale, le modifiche di un'attività finanziaria conducono alla cancellazione della stessa ed all'iscrizione di una nuova attività quando sono "sostanziali". La valutazione circa la "sostanzialità" della modifica deve essere effettuata considerando sia elementi qualitativi sia elementi quantitativi. In alcuni casi, infatti, potrà risultare chiaro, senza il ricorso a complesse analisi, che i

cambiamenti introdotti modificano sostanzialmente le caratteristiche e/o i flussi contrattuali di una determinata attività mentre, in altri casi, dovranno essere svolte ulteriori analisi (anche di tipo quantitativo) per apprezzare gli effetti delle stesse e verificare la necessità di procedere o meno alla cancellazione dell'attività ed alla iscrizione di un nuovo strumento finanziario.

Le analisi (quali-quantitative) volte a definire la "sostanzialità" delle modifiche contrattuali apportate ad un'attività finanziaria, dovranno pertanto considerare:

  • le finalità per cui le modifiche sono state effettuate: ad esempio, rinegoziazioni per motivi commerciali e concessioni per difficoltà finanziarie della controparte:
  • le prime, volte a "trattenere" il cliente, vedono coinvolto un debitore che non versa in una situazione di difficoltà finanziaria. In questa casistica sono incluse tutte le operazioni di rinegoziazione che sono volte ad adeguare l'onerosità del debito alle condizioni di mercato. Tali operazioni comportano una variazione delle condizioni originarie del contratto, solitamente richieste dal debitore, che attiene ad aspetti connessi alla onerosità del debito, con un conseguente beneficio economico per il debitore stesso. In linea generale si ritiene che, ogniqualvolta la banca effettui una rinegoziazione al fine di evitare di perdere il proprio cliente, tale rinegoziazione debba essere considerata come sostanziale in quanto, ove non fosse effettuata, il cliente potrebbe finanziarsi presso un altro intermediario e la banca subirebbe un decremento dei ricavi futuri previsti;
  • le seconde, effettuate per "ragioni di rischio creditizio" (misure di forbearance), sono riconducibili al tentativo della banca di massimizzare il recovery dei cash flow del credito originario. I rischi e i benefici sottostanti, successivamente alle modifiche, di norma, non sono sostanzialmente trasferiti e, conseguentemente, la rappresentazione contabile che offre informazioni più rilevanti per il lettore del bilancio (salvo quanto si dirà in seguito in tema di elementi oggettivi), è quella effettuata tramite il "modification accounting" - che implica la rilevazione a conto economico della differenza tra valore contabile e valore attuale dei flussi di cassa modificati scontati al tasso di interesse originario - e non tramite la derecognition;
  • la presenza di specifici elementi oggettivi ("trigger") che incidono sulle caratteristiche e/o sui flussi contrattuali dello strumento finanziario (quali, a solo titolo di esempio, il cambiamento di divisa o la modifica della tipologia di rischio a cui si è esposti, ove la si correli a parametri di equity e commodity), che si ritiene comportino la derecognition in considerazione del loro impatto (atteso come significativo) sui flussi contrattuali originari.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • Gli interessi attivi dei crediti e dei titoli vengono allocati nella voce "Interessi attivi e proventi assimilati" per competenza sulla base del tasso di interesse effettivo;
  • Gli utili e perdite da cessione dei crediti e dei titoli vengono allocati nella voce "Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato";

  • Le rettifiche da impairment, le perdite per cancellazioni e le riprese di valore dei crediti e dei titoli vengono allocate nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".

  • Gli interessi dovuti al trascorrere del tempo sono contabilizzati nella voce "Interessi attivi e proventi assimilati".

4 - Operazioni di copertura

La Banca si avvale della facoltà, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro coperture).

Criteri di iscrizione

Gli strumenti derivati di copertura, al pari di tutti i derivati, sono inizialmente iscritti e successivamente misurati al fair value.

Criteri di classificazione: tipologia di coperture

Le operazioni di copertura dei rischi sono finalizzate a neutralizzare potenziali variazioni di fair value o variazioni di flussi di cassa, attribuibili ad un determinato rischio e rilevabili su un determinato elemento o gruppo di elementi, nel caso in cui quel particolare rischio dovesse effettivamente manifestarsi.

Le tipologie di coperture utilizzate sono le seguenti:

  • copertura di fair value: ha l'obiettivo di coprire l'esposizione alla variazione del fair value (attribuibile alle diverse tipologie di rischio) di attività e passività iscritte in bilancio o porzioni di esse, di gruppi di attività/passività, di impegni irrevocabili e di portafogli di attività e passività finanziarie, inclusi i core deposits, come consentito dallo IAS 39 omologato dalla Commissione Europea. Le coperture generiche di fair value ("macro hedge") hanno l'obiettivo di ridurre le oscillazioni di fair value, imputabili al rischio di tasso di interesse, di un importo monetario, riveniente da un portafoglio di attività o di passività finanziarie. Non possono essere oggetto di copertura generica importi netti derivanti dallo sbilancio di attività e passività;
  • copertura di flussi finanziari: ha l'obiettivo di coprire l'esposizione a variazioni dei flussi di cassa futuri attribuibili a particolari rischi associati a poste del bilancio. Tale tipologia di copertura è utilizzata essenzialmente per stabilizzare il flusso di interessi della raccolta a tasso variabile nella misura in cui quest'ultima finanzia impieghi a tasso fisso. In talune circostanze, analoghe operazioni sono poste in essere relativamente ad alcune tipologie di impieghi a tasso variabile.

Data la scelta esercitata di avvalersi della facoltà di continuare ad applicare integralmente le regole dello IAS 39 per le relazioni di copertura, non è possibile designare i titoli di capitale classificati tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI) come oggetti coperti per il rischio di prezzo o di cambio, dato che tali strumenti non impattano il conto economico, nemmeno in caso di vendita (se non per i dividendi che sono rilevati a conto economico).

Criteri di valutazione

I derivati di copertura sono valutati al fair value. In particolare:

nel caso di copertura di fair value, si compensa la variazione del fair value dell'elemento coperto con la variazione del fair value dello strumento di copertura. Tale compensazione è riconosciuta attraverso la rilevazione a Conto Economico delle variazioni di valore, riferite sia all'elemento coperto (per quanto riguarda le variazioni prodotte dal fattore di rischio sottostante), sia allo strumento di copertura. L'eventuale differenza, che rappresenta la parziale inefficacia della copertura, ne costituisce di conseguenza l'effetto economico netto. Nel caso di operazioni di copertura generica di fair value di un portafoglio ("macro hedge") le variazioni di fair value con riferimento al rischio coperto delle attività e delle passività oggetto di copertura sono imputate nello stato patrimoniale, rispettivamente, nella voce 60. "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" oppure 50. "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica";

  • nel caso di copertura di flussi finanziari, le variazioni di fair value del derivato sono imputate nella redditività complessiva, per la quota efficace della copertura, e sono rilevate a Conto Economico solo quando, con riferimento alla posta coperta, si manifesta la variazione dei flussi di cassa da compensare o se la copertura risulta inefficace;
  • le coperture di un investimento netto in valuta sono contabilizzate allo stesso modo delle coperture di flussi finanziari.

Lo strumento derivato è designato di copertura se esiste una documentazione formalizzata della relazione tra lo strumento coperto e lo strumento di copertura e se è efficace nel momento in cui la copertura ha inizio e, prospetticamente, durante tutta la vita della stessa.

L'efficacia della copertura dipende dalla misura in cui le variazioni di fair value dello strumento coperto o dei relativi flussi finanziari attesi risultano compensati da quelle dello strumento di copertura. Pertanto, l'efficacia è apprezzata dal confronto delle suddette variazioni, tenuto conto dell'intento perseguito dall'impresa nel momento in cui la copertura è stata posta in essere. Si ha efficacia quando le variazioni di fair value (o dei flussi di cassa) dello strumento finanziario di copertura neutralizzano quasi integralmente, cioè nei limiti stabiliti dall'intervallo 80-125%, le variazioni di fair value dello strumento coperto, per l'elemento di rischio oggetto di copertura.

La valutazione dell'efficacia è effettuata ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale utilizzando:

  • test prospettici, che giustificano l'applicazione della contabilizzazione di copertura, in quanto dimostrano la sua efficacia attesa;
  • test retrospettivi, che evidenziano il grado di efficacia della copertura raggiunto nel periodo cui si riferiscono, ovvero, misurano quanto i risultati effettivi si siano discostati dalla copertura perfetta.

Solo gli strumenti che coinvolgono una controparte esterna possono essere designati come strumenti di copertura.

Cessazione prospettica della contabilizzazione di copertura

Se le verifiche non confermano l'efficacia della copertura, da quel momento la contabilizzazione delle operazioni di copertura, secondo quanto sopra esposto, viene interrotta e il contratto derivato di copertura viene riclassificato tra gli strumenti di negoziazione. Inoltre, le operazioni di copertura cessano nel momento in cui lo strumento di copertura giunge a scadenza, è venduto, cessato o esercitato, oppure viene revocata la designazione.

Per la relazione di copertura di fair value, lo strumento finanziario coperto non è più rettificato per le variazioni di fair value e qualsiasi rettifica al valore contabile di uno strumento finanziario coperto per il quale è utilizzato il criterio dell'interesse effettivo deve essere ammortizzata nel conto economico. Nel caso di interruzione di una relazione di copertura generica di fair value, le rivalutazioni/svalutazioni cumulate iscritte nella voce 60. "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" oppure 50. "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica" sono rilevate a conto economico tra gli interessi attivi o passivi lungo la durata residua delle originarie relazioni di copertura, ferma restando la verifica che ne sussistano i presupposti.

Per le relazioni di copertura dei flussi finanziari, l'utile o la perdita complessiva dello strumento di copertura che è stato rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo a partire dall'esercizio in cui la copertura era efficace, deve restare separatamente nel patrimonio netto sino a quando l'operazione programmata si verifica. Qualora l'operazione programmata ci si attende non debba più accadere, nel qual caso qualsiasi correlato utile o perdita complessivo sullo strumento di copertura che è stato rilevato nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo dall'esercizio in cui la copertura era efficace deve essere riclassificato dal patrimonio netto all'utile (perdita) d'esercizio come rettifica da riclassificazione. Tuttavia, un'operazione programmata che non è più altamente probabile, ci si può ancora attendere che si verifichi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

i differenziali maturati sugli strumenti derivati di copertura del rischio di tasso di interesse (oltre agli interessi delle posizioni oggetto di copertura) vengono allocati nella voce "Interessi attivi e proventi assimilati" o "Interessi passivi e oneri assimilati";

  • le plusvalenze e minusvalenze derivanti dalla valutazione degli strumenti derivati di copertura e delle posizioni oggetto di copertura di fair value hedge vengono allocate nella voce "Risultato netto dell'attività di copertura";
  • le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dalla valutazione degli strumenti derivati di copertura di cash flow hedge (per la parte efficace) vengono allocate in una specifica riserva di valutazione di patrimonio netto "Copertura dei flussi finanziari", al netto dell'effetto fiscale differito. Per la parte inefficace tali plus e minus vengono contabilizzate a conto economico nella voce "Risultato netto dell'attività di copertura". Se lo strumento coperto è cancellato, scade o si estingue allora la riserva è riversata immediatamente a conto economico contestualmente alla cancellazione dell'elemento coperto.
  • nel caso di copertura di flussi finanziari, le variazioni di fair value del derivato sono imputate nella redditività complessiva, per la quota efficace della copertura, e sono rilevate a Conto Economico solo quando, con riferimento alla posta coperta, si manifesta la variazione dei flussi di cassa da compensare o se la copertura risulta inefficace.

5 – Partecipazioni

Criteri di iscrizione

Le partecipazioni sono iscritte alla data di regolamento. All'atto della rilevazione iniziale le interessenze partecipative sono contabilizzate al costo, comprensivo dei costi o proventi direttamente attribuibili alla transazione.

Criteri di classificazione

La voce include le interessenze detenute in società controllate, collegate e soggette a controllo congiunto.

Sono considerate controllate le imprese nelle quali la banca, direttamente o indirettamente, possiede più della metà dei diritti di voto o quando pur con una quota di diritti di voto inferiore la capogruppo ha il potere di nominare la maggioranza degli amministratori della partecipata o di determinare le politiche finanziarie ed operative della stessa. Nella valutazione dei diritti di voto si tiene conto anche dei diritti "potenziali" che siano correntemente esercitabili o convertibili in diritti di voto effettivi in qualsiasi momento dalla capogruppo. Un'impresa è in grado di esercitare il controllo se è esposta o ha diritto a rendimenti variabili, derivanti dal proprio rapporto con l'entità oggetto d'investimento e, nel frattempo, ha la capacità di incidere su tali rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità.

Specificatamente, un'impresa è in grado di esercitare il controllo se, e solo se, ha:

  • il potere sull'entità oggetto d'investimento (ovvero detiene validi diritti che gli conferiscono la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti dell'entità oggetto d'investimento);
  • l'esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l'entità oggetto d'investimento;
  • la capacità di esercitare il proprio potere sull'entità oggetto di investimento per incidere sull'ammontare dei suoi rendimenti.

Sono considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell'attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre, viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull'attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.

Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali si possiede, direttamente o indirettamente, almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali") o nelle quali -pur con una quota di diritti di voto inferiore- si ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.

Non sono considerate sottoposte ad influenza notevole alcune interessenze superiori al 20%, nelle quali Credem, direttamente o indirettamente, detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti, non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela degli interessi patrimoniali.

Criteri di valutazione

Le partecipazioni nel bilancio individuale sono valutate al costo, eventualmente rettificato per perdite di valore. Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento.

Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata a conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico che non possono eccedere l'ammontare delle perdite da impairment in precedenza registrate.

Per quanto riguarda le partecipazioni di controllo, benché rilevanti in qualità di singoli asset dal punto di vista contabile, non presentano capacità autonome di generazione e governo dei flussi di cassa, in considerazione del modello organizzativo che prevede CGU di maggiori dimensioni delle singole entità giuridiche. Pertanto le partecipazioni di controllo non assumono rilevanza individualmente ai fini dell'effettuazione dell'impairment test nel bilancio separato ma sono aggregate in CGU coerenti con quelle identificate a livello di bilancio consolidato; tale approccio è legato al modello organizzativo utilizzato dal Gruppo.

Criteri di cancellazione

Le partecipazioni vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando la partecipazione viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici ad essa connessi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Le differenze negative di prima iscrizione, gli utili e le perdite delle partecipate realizzate, le perdite da impairment e le riprese di valore vengono allocate nella voce di conto economico "Utili (Perdite) delle partecipazioni", mentre i dividendi incassati vengono allocati nella voce "Dividendi e proventi simili" nel momento in cui sorge il diritto a riceverne il pagamento.

6 - Attività materiali

Criteri di iscrizione

Le attività materiali sono inizialmente iscritte al costo che comprende, oltre al prezzo di acquisto, tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all'acquisto e alla messa in funzione del bene.

Le spese di manutenzione straordinaria che comportano un incremento dei benefici economici futuri vengono imputate ad incremento del valore dei cespiti, mentre gli altri costi di manutenzione ordinaria sono rilevati a Conto Economico.

Criteri di classificazione

Le attività materiali comprendono i terreni, gli immobili strumentali, gli investimenti immobiliari, il patrimonio artistico di pregio, gli impianti tecnici, i mobili e gli arredi nonché le attrezzature di qualsiasi tipo che si ritiene di utilizzare per più di un periodo. Le attività materiali detenute per essere utilizzate nella produzione o nella fornitura di beni e servizi sono classificate come "attività ad uso funzionale" secondo lo IAS 16. Gli immobili posseduti con finalità di investimento (per conseguire canoni di locazione o per l'apprezzamento del capitale investito) sono classificati come "attività detenute a scopo di investimento" in base allo IAS 40.

La voce accoglie anche attività materiali classificate in base allo IAS 2 - Rimanenze, che si riferiscono sia a beni derivanti dall'attività di escussione di garanzie o dall'acquisto in asta che l'impresa ha intenzione di vendere nel prossimo futuro, senza effettuare rilevanti opere di ristrutturazione, e che non hanno i presupposti per essere classificati nelle categorie precedenti, sia al portafoglio immobiliare delle Società immobiliari del Gruppo, comprensivo di aree edificabili, immobili in costruzione, immobili ultimati in vendita e iniziative di sviluppo immobiliare, acquistato e detenuto in un'ottica di dismissione.

Sono, infine, iscritti nelle attività materiali i beni utilizzati nell'ambito di contratti di leasing finanziario, ancorché la titolarità giuridica degli stessi rimanga alla società locatrice.

Criteri di valutazione

Le attività materiali sono valutate al costo, dedotti eventuali ammortamenti e perdite di valore.

Le attività materiali sono sistematicamente ammortizzate, adottando come criterio di ammortamento il metodo a quote costanti, lungo la loro vita utile. Il valore ammortizzabile è rappresentato dal costo dei beni al netto del valore residuo al termine del processo di ammortamento, se significativo. Gli immobili vengono ammortizzati per una quota ritenuta congrua per rappresentare il deperimento dei cespiti nel tempo a seguito del loro utilizzo, tenuto conto delle spese di manutenzione di carattere straordinario, che vengono portate ad incremento del valore dei cespiti

Non vengono invece ammortizzati:

  • i terreni, siano essi stati acquisiti singolarmente o incorporati nel valore dei fabbricati, in quanto hanno vita utile indefinita;
  • il patrimonio artistico di pregio, gli altri beni storico artistici e decorativi in quanto la loro vita utile non può essere stimata ed il loro valore è normalmente destinato ad aumentare nel tempo.

Se esiste qualche indicazione che dimostri che un'attività materiale valutata al costo possa aver subito una perdita di valore, si procede al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a Conto Economico.

Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo ad una ripresa di valore, che non può superare il valore che l'attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati, in assenza di precedenti perdite di valore.

Per quel che attiene alle attività materiali rilevate ai sensi dello IAS 2, le stesse sono valutate al minore tra il costo ed il valore netto di realizzo, fermo restando che si procede comunque al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero ove esista qualche indicazione che dimostri che il bene possa aver subito una perdita di valore. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a conto economico.

Criteri di cancellazione

Un'attività materiale è eliminata dallo Stato Patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall'uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • gli ammortamenti periodici, le perdite durature di valore e le riprese di valore vengono allocate nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali";
  • i profitti e le perdite derivanti dalle operazioni di cessione vengono allocati nella voce "Utili (Perdite) da cessione di investimenti".

7 - Attività immateriali

Criteri di iscrizione

Le attività immateriali sono iscritte come tali se sono identificabili e trovano origine in diritti legali o contrattuali.

Le predette attività sono iscritte ai costi di acquisto, comprensivi degli oneri accessori ed aumentati delle spese successive sostenute per accrescerne il valore o la capacità produttiva iniziale. Gli avviamenti sono pari alla differenza positiva tra gli oneri sostenuti per acquisire i complessi aziendali sottostanti e le pertinenti quote del fair value delle attività, delle passività e delle passività potenziali acquisite. Qualora tale differenza risulti negativa (badwill) o nell'ipotesi in cui il goodwill non trovi giustificazione nelle capacità reddituali future della partecipata, la differenza stessa viene iscritta direttamente a conto economico.

Criteri di classificazione

Il portafoglio delle attività immateriali include i fattori intangibili di produzione ad utilità pluriennale rappresentati in particolare da software, benefici legati alla relazione con la clientela (client relationship) e avviamenti.

Criteri di valutazione

Le attività immateriali di durata limitata vengono valutate secondo il principio del costo al netto degli ammortamenti e delle perdite per riduzioni di valore. Gli ammortamenti sono di durata pari alla vita utile dei beni da ammortizzare e sono basati sul metodo a quote costanti. Se ricorrono evidenze sintomatiche dell'esistenza di perdite, le attività immateriali sono sottoposte ad impairment test, registrando le eventuali perdite di valore; successive riprese di valore non possono eccedere l'ammontare delle perdite da impairment in precedenza registrate.

Gli avviamenti non sono assoggettati ad ammortamento, ma vengono periodicamente sottoposti ad impairment test. L'eventuale differenza negativa tra il valore recuperabile di ciascuna unità generatrice di flussi finanziari (CGU) al quale appartiene un determinato avviamento e il valore contabile della medesima costituisce perdita da impairment. Il valore recuperabile di una CGU – che ne rappresenta una stima del valore economico – si ragguaglia al maggiore tra il valore d'uso (valore attuale dei flussi di cassa attesi) e il valore di scambio (presumibile valore di cessione al netto dei costi di transazione). Eventuali successive riprese di valore non possono essere registrate.

Gli avviamenti attribuiti alle differenti CGU nel bilancio separato si riflettono in parte nella voce "avviamento" e in parte nei valori contabili delle partecipazioni di controllo. Gli avviamenti relativi a queste ultime sono infatti impliciti nei valori di carico delle partecipazioni nel bilancio separato.

Qualora a livello di bilancio consolidato emerga la necessità di svalutare l'avviamento riferito ad una determinata CGU, tale svalutazione deve essere attribuita nel bilancio separato alle attività, riferite alla medesima CGU, non già testate individualmente, ovvero l'avviamento, e le partecipazioni di controllo.

Criteri di cancellazione

Le attività immateriali vengono cancellate dal bilancio quando hanno esaurito integralmente le loro funzionalità economiche, ovvero nel momento della dismissione o qualora non sono attesi benefici economici futuri

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • gli ammortamenti periodici, le perdite durature di valore e le riprese di valore vengono allocate nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali".
  • le perdite durature di valore dell'avviamento vengono allocate nella voce "Rettifiche di valore dell'avviamento". Non è ammessa la contabilizzazione di eventuali successive riprese di valore.

8 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione

Vengono classificate nella voce dell'attivo "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e in quella del passivo "Passività associate ad attività in via di dismissione" attività non correnti o gruppi di attività/passività per i quali è stato avviato un processo di dismissione e la loro vendita è ritenuta altamente probabile. Tali attività/passività sono valutate al minore tra il valore di carico ed il loro fair value al netto dei costi di cessione, ad eccezione di alcune tipologie di attività (es. attività finanziarie rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 9) per cui l'IFRS 5 prevede specificatamente che debbano essere applicati i criteri valutativi del principio contabile di pertinenza.

I proventi ed oneri (al netto dell'effetto fiscale), riconducibili ad attività operative cessate in via di dismissione o rilevati come tali nel corso dell'esercizio, sono esposti nel conto economico in voce separata.

9 - Fiscalità corrente e differita

Criteri di iscrizione, di valutazione e di cancellazione

Le imposte sul reddito, calcolate nel rispetto delle legislazioni fiscali nazionali, sono contabilizzate come costo in base al criterio della competenza economica, coerentemente con le modalità di rilevazione in bilancio dei costi e ricavi che le hanno generate. Esse rappresentano pertanto il saldo della fiscalità corrente e differita relativa al reddito dell'esercizio. In particolare, tali poste accolgono il saldo netto tra le passività fiscali correnti dell'esercizio, calcolate in base ad una prudenziale previsione dell'onere tributario dovuto per l'esercizio, determinato in base alle norme tributarie in vigore, e le attività fiscali correnti rappresentate dagli acconti e dagli altri crediti d'imposta per ritenute d'acconto subite od altri crediti d'imposta di esercizi precedenti per i quali le società del Gruppo hanno richiesto la compensazione con imposte di esercizi successivi.

Le Attività fiscali correnti accolgono altresì i crediti d'imposta per i quali è stato richiesto il rimborso alle autorità fiscali competenti; le somme versate a titolo provvisorio nel corso di un procedimento contenzioso con l'Amministrazione finanziaria vengono valutate secondo le logiche dello IAS 37 in relazione alle probabilità di impiego di risorse economiche per il loro adempimento.

La fiscalità differita viene determinata in base al criterio del cosiddetto "balance sheet liability method", tenuto conto dell'effetto fiscale connesso alle differenze temporanee tra il valore contabile delle attività e passività ed il loro valore fiscale che determineranno importi imponibili o deducibili nei futuri periodi. A tali fini, si intendono "differenze temporanee tassabili" quelle che nei periodi futuri determineranno importi imponibili e "differenze temporanee deducibili" quelle che negli esercizi futuri determineranno importi deducibili.

Le imposte anticipate sono rilevate a fronte di tutte le differenze temporanee deducibili, dei crediti e delle perdite fiscali non utilizzate e riportabili a nuovo, nella misura in cui sia probabile che saranno disponibili sufficienti imponibili fiscali futuri, che possano consentire l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili e dei crediti e delle perdite fiscali riportati a nuovo, eccetto i casi in cui:

  • l'imposta differita attiva collegata alle differenze temporanee deducibili deriva dalla rilevazione iniziale di un'attività o passività in una transazione che non rappresenta un'aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influisce né sul risultato di bilancio, né sul risultato fiscale;
  • nel caso di differenze temporanee deducibili associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, le imposte differite attive sono rilevate solo nella misura in cui sia probabile che esse si riverseranno nel futuro prevedibile e che vi saranno sufficienti imponibili fiscali che consentano il recupero di tali differenze temporanee.

Le imposte differite passive sono rilevate su tutte le differenze temporanee tassabili, con le seguenti eccezioni:

  • le imposte differite passive derivano dalla rilevazione iniziale dell'avviamento o di un'attività o passività in una transazione che non rappresenta un'aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influenza né il risultato di bilancio né il risultato fiscale;
  • il riversamento delle differenze temporanee imponibili, associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, può essere controllato, ed è probabile che esso non si verifichi nel prevedibile futuro.

La fiscalità differita viene calcolata applicando le aliquote di imposizione stabilite dalle disposizioni di legge in vigore alle differenze temporanee tassabili per cui esiste la probabilità di un effettivo sostenimento di imposte ed alle differenze temporanee deducibili per cui si ritiene che vi siano ammontari imponibili futuri al momento in cui si manifesterà la relativa deducibilità fiscale (c.d. probability test).

Qualora le Attività e Passività fiscali differite si riferiscano a componenti che hanno interessato il conto economico, la contropartita è rappresentata dalle imposte sul reddito.

Nei casi in cui le imposte anticipate e differite riguardino transazioni che hanno interessato direttamente il patrimonio netto senza influenzare il conto economico (quali le valutazioni degli strumenti finanziari rilevati al fair value con impatto sulla redditività complessiva o dei contratti derivati di copertura di flussi finanziari), le stesse vengono iscritte in contropartita al patrimonio netto, interessando le specifiche riserve quando previsto (es. riserve da valutazione).

La fiscalità latente sulle poste patrimoniali in sospensione d'imposta "tassabili in ogni caso di utilizzo" è iscritta in bilancio in riduzione del patrimonio netto. La fiscalità latente riferita alle poste patrimoniali in sospensione d'imposta "tassabili soltanto in ipotesi di distribuzione" non viene iscritta in bilancio, in quanto la consistenza delle riserve disponibili già assoggettate a tassazione consente di ritenere che non saranno effettuate operazioni che ne comportino la tassazione.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Attività e passività fiscali sono imputate al conto economico (voce "Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente"), salvo quando esse derivino da operazioni i cui effetti vanno attribuiti direttamente al patrimonio netto (nel qual caso vengono imputate al patrimonio) o da operazioni di aggregazione societaria (nel qual caso entrano nel computo del valore di avviamento).

10 - Fondi per rischi ed oneri

Criteri di iscrizione, classificazione e di cancellazione

I fondi per rischi ed oneri sono passività d'ammontare o scadenza incerti rilevati in bilancio quando ricorrono le seguenti contestuali condizioni:

  • esiste un'obbligazione attuale alla data di riferimento del bilancio, che deriva da un evento passato; l'obbligazione deve essere di tipo legale (trova origine da un contratto, normativa o altra disposizione di legge) o implicita (nasce nel momento in cui l'impresa genera nei confronti di terzi l'aspettativa che assolverà i propri impegni anche se non rientranti nella casistica delle obbligazioni legali);
  • è probabile che si verifichi un'uscita finanziaria per produrre benefici economici per adempiere l'obbligazione;
  • è possibile effettuare una stima attendibile dell'ammontare dell'obbligazione.

Nella voce "Fondi per rischi ed oneri" sono inclusi i fondi relativi a prestazioni di lungo termine, a prestazioni successive alla cessazione del rapporto di lavoro trattati dallo IAS 19 e i fondi per rischi ed oneri trattati dallo IAS 37.

Criteri di valutazione

Gli accantonamenti vengono attualizzati, laddove l'elemento temporale sia significativo, utilizzando i tassi correnti di mercato "free risk". L'accantonamento è rilevato a conto economico.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli accantonamenti/recuperi a fronte dei fondi per rischi e oneri nonché l'effetto derivante dal passaggio del tempo vengono allocati nella voce "Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri".

Fondi di quiescenza e per obblighi simili

I Fondi di quiescenza sono costituiti in attuazione di accordi aziendali e si qualificano come piani a benefici definiti. La passività relativa a tali piani ed il relativo costo previdenziale delle prestazioni di lavoro corrente sono determinati sulla base di ipotesi attuariali applicando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", che prevede la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche statistiche e della curva demografica e l'attualizzazione finanziaria di tali flussi sulla base di un tasso di interesse di mercato. I contributi versati in ciascun esercizio sono considerati come unità separate, rilevate e valutate singolarmente ai fini della determinazione dell'obbligazione finale. Il tasso utilizzato per l'attualizzazione è determinato in base ai rendimenti di mercato rilevati alle date di valutazione di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media residua della passività. Il valore attuale dell'obbligazione alla data di riferimento del bilancio è inoltre rettificato del fair value delle eventuali attività a servizio del piano.

Gli utili e le perdite attuariali (ovvero le variazioni nel valore attuale dell'obbligazione derivanti dalle modifiche alle ipotesi attuariali e dalle rettifiche basate sull'esperienza passata) sono riconosciuti nel prospetto della redditività complessiva.

Fondi per rischi ed oneri a fronte di impegni e garanzie rilasciate

La sottovoce dei fondi per rischi ed oneri in esame accoglie i fondi per rischio di credito rilevati a fronte degli impegni ad erogare fondi ed alle garanzie rilasciate che rientrano nel perimetro di applicazione delle regole sull'impairment ai sensi dell'IFRS 9. Per tali fattispecie sono adottate, in linea di principio, le medesime modalità di allocazione tra i tre stage (stadi di rischio creditizio) e di

calcolo della perdita attesa esposte con riferimento alle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

L'aggregato accoglie, peraltro, anche i fondi per rischi ed oneri costituti a fronte di altre tipologie di impegni e di garanzie rilasciate che, in virtù delle proprie peculiarità, non rientrano nel richiamato perimetro di applicazione dell'impairment ai sensi dell'IFRS 9.

Altri fondi

Gli altri fondi per rischi ed oneri accolgono gli accantonamenti relativi ad obbligazioni legali o connessi a rapporti di lavoro oppure a contenziosi, anche fiscali, originati da un evento passato per i quali sia probabile l'esborso di risorse economiche per l'adempimento delle obbligazioni stesse, sempre che possa essere effettuata una stima attendibile del relativo ammontare. Conseguentemente, la rilevazione di un accantonamento avviene se e solo se:

vi è un'obbligazione in corso (legale o implicita) quale risultato di un evento passato;

  • è probabile che per adempiere all'obbligazione si renderà necessario l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici; e
  • può essere effettuata una stima attendibile dell'importo derivante dall'adempimento dell'obbligazione.

L'importo rilevato come accantonamento rappresenta la migliore stima della spesa richiesta per adempiere all'obbligazione esistente alla data di riferimento del bilancio e riflette rischi ed incertezze che inevitabilmente caratterizzano una pluralità di fatti e circostanze. Per tener conto dell'elemento temporale gli accantonamenti vengono attualizzati utilizzando i tassi correnti di mercato. L'accantonamento e gli incrementi dovuti al fattore temporale sono rilevati a Conto Economico.

L'accantonamento viene stornato quando diviene improbabile l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere l'obbligazione oppure quando si estingue l'obbligazione.

Nella voce sono inclusi anche i benefici a lungo termine ai dipendenti, i cui oneri vengono determinati con i medesimi criteri attuariali descritti per i fondi di quiescenza. Gli utili e le perdite attuariali vengono rilevati tutti immediatamente nel conto economico.

11 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di tali passività finanziarie avviene alla data di sottoscrizione del contratto, che normalmente coincide con il momento della ricezione delle somme raccolte o della emissione dei titoli di debito.

La prima iscrizione è effettuata sulla base del fair value delle passività, normalmente pari all'ammontare incassato o al prezzo di emissione, aumentato degli eventuali costi/proventi aggiuntivi direttamente attribuibili alla singola operazione di provvista o di emissione. Sono esclusi i costi interni di carattere amministrativo.

Criteri di classificazione

I Debiti verso banche, i Debiti verso clientela e i Titoli in circolazione ricomprendono le varie forme di provvista interbancaria e con clientela, le operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto a termine e la raccolta effettuata attraverso certificati di deposito, titoli obbligazionari ed altri strumenti di raccolta in circolazione, al netto degli eventuali ammontari riacquistati. Sono inoltre inclusi i debiti iscritti dall'impresa in qualità di locatario nell'ambito di operazioni di leasing.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo.

Fanno eccezione le passività a breve termine, per le quali il fattore temporale risulta trascurabile, che rimangono iscritte per il valore incassato.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte. La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli obbligazionari precedentemente emessi. La differenza tra valore contabile della passività e l'ammontare corrisposto per acquistarla viene registrata a Conto Economico.

Il ricollocamento sul mercato di titoli propri successivamente al loro riacquisto è considerato come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di collocamento.

12 - Passività finanziarie di negoziazione

Criteri di iscrizione

Gli strumenti finanziari in oggetto sono iscritti alla data di sottoscrizione o alla data di emissione ad un valore pari al fair value dello strumento, senza considerare eventuali costi o proventi di transazione direttamente attribuibili agli strumenti stessi.

In tale categoria di passività sono, in particolare, inclusi i contratti derivati di trading con fair value negativo, nonché i derivati impliciti con fair value negativo presenti in contratti complessi - in cui il contratto primario è una passività finanziaria - ma non strettamente correlati agli stessi. Inoltre, sono incluse le passività che si originano da scoperti tecnici generati dall'attività di negoziazione di titoli.

Criteri di valutazione

Tutte le passività di negoziazione sono valutate al fair value con imputazione del risultato della valutazione nel Conto Economico.

Criteri di cancellazione

Le Passività finanziarie detenute per negoziazione vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa.

13 - Passività finanziarie designate al fair value

Criteri di iscrizione

L'iscrizione di tali passività avviene alla data di emissione in misura pari al loro fair value, incluso il valore dell'eventuale derivato embedded e al netto delle commissioni di collocamento pagate.

Criteri di classificazione

Formano oggetto di rilevazione nella presente voce le passività finanziarie designate al fair value con contropartita in Conto Economico, sulla base della facoltà riconosciuta alle imprese (c.d. "fair value option") dall'IFRS 9 e nel rispetto delle casistiche previste dalla normativa di riferimento.

Criteri di valutazione

Tali passività sono valutate al fair value con imputazione del risultato secondo le seguenti regole previste dall'IFRS 9:

  • le variazioni di fair value che sono attribuibili alla variazione del proprio merito creditizio devono essere rilevate nel Prospetto della redditività complessiva (Patrimonio netto);
  • le restanti variazioni di fair value devono essere rilevate nel Conto Economico.

Gli importi rilevati nel Prospetto della redditività complessiva non rigirano successivamente a conto economico. Tale modalità di contabilizzazione non deve essere applicata qualora la rilevazione degli effetti del proprio merito di credito a Patrimonio netto determini o accentui un accounting mismatch a conto economico. In questo caso gli utili o le perdite legate alla passività, incluse quelle che si determinano come effetto della variazione del proprio merito creditizio, devono essere rilevate a conto economico.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie valutate al fair value vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando questa viene estinta, ovverosia quando l'obbligazione specificata nel contratto è adempiuta o cancellata o scaduta.

14 - Operazioni in valuta

Criteri di iscrizione

Le operazioni in valuta estera sono registrate, al momento della rilevazione iniziale, in divisa di conto, applicando all'importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell'operazione.

Criteri di classificazione

Le operazioni in valuta sono costituite da tutte le attività e le passività denominate in valute diverse dall'euro.

Criteri di cancellazione

Si applicano i criteri indicati per le voci di bilancio corrispondenti. Il tasso di cambio utilizzato è quello alla data di estinzione.

Criteri di valutazione

Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, le poste di bilancio in valuta estera vengono valorizzate come segue:

  • le poste monetarie sono convertite al tasso di cambio alla data di chiusura;
  • le poste non monetarie valutate al costo storico sono convertite al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione;
  • le poste non monetarie valutate al fair value sono convertite utilizzando i tassi di cambio in essere alla data di chiusura.

Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del bilancio precedente, sono rilevate nel conto economico del periodo in cui sorgono.

Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza cambio relativa a tale elemento è rilevata anch'essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a conto economico, è rilevata in conto economico anche la relativa differenza cambio.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del bilancio precedente, sono rilevate nel conto economico del periodo in cui sorgono nella voce "Risultato netto dell'attività di negoziazione".

Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza cambio relativa a tale elemento è rilevata anch'essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a conto economico, è rilevata in conto economico anche la relativa differenza cambio.

15 - Altre informazioni

Trattamento contabile delle operazioni con riferimento al Crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio")

Il DL n. 18/2020 (c.d. "Cura Italia") e il DL n. 34/2020 (c.d. "Rilancio") convertiti in legge, con modificazioni, rispettivamente dalla Legge n. 27 del 24 aprile 2020 e dalla Legge n. 77 del 17 luglio 2020 hanno introdotto misure fiscali di incentivazione per le spese sostenute per investimenti (es. eco e sismabonus): detti incentivi fiscali si applicano a famiglie ed imprese, sono commisurati a una percentuale della spesa sostenuta e sono erogati sotto forma di crediti d'imposta o di detrazioni d'imposta (trasformabili su opzione in crediti d'imposta).

Nell'ambito di tali operazioni, esiste la possibilità per il beneficiario, di cedere a terzi detti incentivi ad acquirenti che potranno utilizzarli in compensazione di imposte e contributi, secondo le medesime regole previste per il beneficiario originario, oppure possono ulteriormente cederli (in tutto o in parte) a terzi. Nessuno dei crediti in esame è rimborsabile (in tutto o in parte) direttamente dallo Stato e non vi è la possibilità di riportare a nuovo, né chiedere a rimborso, la quota parte non compensata nell'anno di riferimento per motivi di incapienza.

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 del gennaio 2021, le caratteristiche principali dei crediti d'imposta introdotti dai Decreti sono:

  • la possibilità di utilizzo in compensazione in un arco di tempo limitato;
  • la cedibilità a terzi acquirenti
  • la non rimborsabilità (da parte dell'Erario).

Secondo tale Documento, per il soggetto beneficiario, una volta acquistati da un soggetto terzo, le peculiarità dei crediti non permettono una loro immediata riconducibilità a uno specifico principio contabile internazionale. In tal senso, la Banca ha definito una accounting policy per il trattamento contabile di tali tipologie di crediti d'imposta ai sensi dei paragrafi 10 e 11 dello IAS 8, al fine di definire la modalità di rilevazione iniziale, misurazione e conseguente classificazione, tenendo conto del costo sostenuto dal cessionario per l'acquisto dei crediti, delle loro caratteristiche di utilizzabilità e dell'esigenza di rilevare, in base alla competenza economica, il provento ottenuto. Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, al fine di definire il trattamento contabile da adottare ai crediti d'imposta in esame, si farà riferimento ad alcune disposizioni contenute nel principio contabile IFRS 9 per gli strumenti finanziari.

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di un credito d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") avviene alla data di accettazione del credito sul cassetto fiscale della Banca. L'iscrizione avviene al prezzo dell'operazione di acquisizione dal beneficiario e dovrà scontare: a) il valore temporale del denaro e

b) la capacità di utilizzarlo entro la relativa scadenza temporale.

Tale prezzo soddisfa la condizione dell'IFRS 9 secondo cui le attività e le passività finanziarie vanno inizialmente rilevate al fair value che dovrà essere assimilato, nella gerarchia del fair value prevista dall'IFRS 13, ad un fair value di livello 3.

Sono oggetto di potenziale inclusione nel calcolo del fair value i costi marginali direttamente attribuibili all'acquisizione del credito d'imposta, considerando che il costo marginale è un costo che non sarebbe stato sostenuto se l'entità non avesse acquistato il credito d'imposta (quale ad esempio la commissione pagata ad agenti, consulenti e mediatori, ai sensi del paragrafo B5.4.8 del IFRS9).

Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Criteri di classificazione

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, tenuto conto che tali crediti d'imposta acquistati non rappresentano, ai sensi dei principi contabili internazionali, attività fiscali, contributi pubblici, attività immateriali o attività finanziarie, la classificazione più appropriata, ai fini della presentazione in bilancio, è quella residuale alla voce 120 dello stato patrimoniale "Altre Attività" dello stato patrimoniale, in linea con i paragrafi 54 e 55 dello IAS 1 "Presentazione del bilancio".

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, i crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") che sono detenuti per essere utilizzati in compensazione di imposte e contributi (secondo le medesime regole previste per il beneficiario originario), sono valutati al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo.

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, per la valutazione successiva dei crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") al costo ammortizzato, viene considerato:

  • il valore temporale del denaro;
  • l'utilizzo di un tasso d'interesse effettivo, determinato all'origine in maniera tale che i flussi di cassa attualizzati connessi con le compensazioni attese future stimate lungo la durata prevista del credito d'imposta eguaglino il prezzo d'acquisto dei crediti d'imposta.
  • i flussi di utilizzo del credito d'imposta tramite le compensazioni.

Per calcolare il tasso di interesse effettivo vengono, quindi, stimate le compensazioni attese, tenendo conto di tutti i termini relativi al credito d'imposta, compreso il fatto che, dopo aver

valutato la possibilità e gli eventuali impatti a conto economico di una nuova cessione degli stessi ad un terzo soggetto, il credito d'imposta non utilizzato in ciascun periodo di compensazione sarà perso.

Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.

Utilizzando il metodo del costo ammortizzato, con riferimento al calcolo del valore contabile lordo del credito d'imposta, si procede periodicamente alla revisione delle stime dei flussi di cassa ed alla rettifica del valore contabile lordo per riflettere i flussi finanziari effettivi e rideterminati: nell'effettuare tali rettifiche, si procede scontando i nuovi flussi finanziari all'originario tasso di interesse effettivo. Tale contabilizzazione consentirà quindi di rilevare "pro-rata" temporis durante la vita di tale credito d'imposta i proventi, nonché di rilevare immediatamente le eventuali perdite dell'operazione.

Ne consegue che, qualora dalla revisione delle stime circa l'utilizzo del credito d'imposta tramite compensazione emerga la necessità di rettificare il valore contabile lordo del credito d'imposta per riflettere gli utilizzi stimati, effettivi e rideterminati, si procederà a ricalcolare il valore contabile lordo del credito d'imposta come il valore attuale delle nuove stime degli utilizzi del credito d'imposta tramite compensazione attualizzati all'originario tasso di interesse effettivo. In tale rideterminazione, tenuto conto dell'assenza di rimborsabilità da parte della controparte (vale a dire dell'Erario), sarebbe inclusa quindi una svalutazione derivante da un eventuale mancato utilizzo dei crediti d'imposta acquistati.

Criteri di cancellazione

I crediti d'imposta vengono cancellati quando scadono i diritti di compensazione dei crediti stessi o quando i crediti d'imposta vengono ceduti trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, la rappresentazione dei proventi e degli oneri derivanti dall'acquisto e utilizzo dei crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") riflette la modalità di gestione adottata.

Nel caso di crediti d'imposta detenuti per essere utilizzati in compensazione di imposte e contributi valutati al costo ammortizzato, la rilevazione della componente interessi viene effettuata nella voce 10 di conto economico "Interessi Attivi" e vengono rilevate tra gli interessi attivi o passivi anche le variazioni di valore dovute ai cambiamenti di stima delle tempistiche di compensazione dei flussi di cassa attesi, ai sensi del paragrafo B5.4.6 dell'IFRS 9.

Eventuali rettifiche conseguenti il non integrale recupero tramite compensazione dei crediti, dopo aver valutato la possibilità e gli eventuali impatti a conto economico di una nuova cessione degli stessi ad un terzo soggetto, sono rilevate nella voce 130 di conto economico "Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".

In caso di cessione degli stessi a terzi soggetti, le eventuali plus/minusvalenze tra il valore dei cessione ed il valore netto contabile dei crediti alla data di cessione sono rilevati nella voce 100 di conto economico "Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".

Azioni proprie

Le eventuali azioni proprie detenute sono portate in riduzione del patrimonio netto. Analogamente, il costo originario delle stesse e gli utili o le perdite derivanti dalla loro successiva vendita sono rilevati come movimenti del patrimonio netto.

Ratei e risconti

I ratei ed i risconti che accolgono oneri e proventi di competenza del periodo maturati su attività e passività sono iscritti in bilancio a rettifica delle attività e passività a cui si riferiscono.

Spese per migliorie su beni di terzi

I costi di ristrutturazione di immobili non di proprietà vengono capitalizzati in considerazione del fatto che per la durata del contratto di affitto la società utilizzatrice ha il controllo dei beni e può trarre da essi benefici economici futuri. I suddetti costi, classificati tra le Altre attività come previsto dalle Istruzioni della Banca d'Italia, vengono ammortizzati per un periodo non superiore alla durata del contratto di affitto.

Trattamento di fine rapporto del personale

Il trattamento di fine rapporto si configura come un "beneficio successivo al rapporto di lavoro" classificato come:

  • "piano a contribuzione definita" per le quote di trattamento di fine rapporto del personale maturande a partire dal 1° gennaio 2007 (data di entrata in vigore della riforma della previdenza complementare di cui al Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n. 252) sia nel caso di opzione da parte del dipendente per la previdenza complementare, sia nel caso di destinazione al fondo di Tesoreria presso l'INPS. Per tali quote l'importo contabilizzato tra i costi del personale è determinato sulla base dei contributi dovuti senza l'applicazione di metodologie di calcolo attuariali;
  • "piano a benefici definiti" e pertanto è iscritto sulla base del suo valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", per la quota del trattamento di fine rapporto del personale maturata sino al 31 dicembre 2006.

Tali quote riferite al piano a benefici definiti sono iscritte sulla base del loro valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", senza applicazione del pro-rata del servizio prestato in quanto il costo previdenziale ("current service cost") del TFR è quasi interamente maturato e la rivalutazione dello stesso, per gli anni a venire, non si ritiene dia luogo a significativi benefici per i dipendenti.

Ai fini dell'attualizzazione, il tasso utilizzato è determinato con riferimento al rendimento di mercato di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media residua della passività, ponderata in base alla percentuale dell'importo pagato e anticipato, per ciascuna scadenza, rispetto al totale da pagare e anticipare fino all'estinzione finale dell'intera obbligazione. I costi per il servizio del piano sono contabilizzati tra i costi del personale, mentre gli utili e le perdite attuariali sono rilevati nel prospetto della redditività complessiva.

Pagamenti basati su azioni

I piani di remunerazione del personale basati su azioni, le quali sono regolate con azioni e non per cassa, vengono rilevati nel conto economico, con un corrispondente incremento del patrimonio netto, sulla base del fair value degli strumenti finanziari attribuiti alla data di assegnazione, suddividendo l'onere lungo il periodo previsto dal piano.

In presenza di opzioni, il fair value delle stesse è calcolato utilizzando un modello che considera, oltre ad informazioni quali il prezzo di esercizio e la vita dell'opzione, il prezzo corrente delle azioni e la loro volatilità attesa, i dividendi attesi e il tasso di interesse risk-free, anche le caratteristiche specifiche del piano in essere. Nel modello di valorizzazione sono valutate in modo distinto l'opzione e la probabilità di realizzazione delle condizioni in base alle quali le opzioni sono state assegnate.

La combinazione dei due valori fornisce il fair value dello strumento assegnato.

L'eventuale riduzione del numero di strumenti finanziari assegnati è contabilizzata come cancellazione di una parte degli stessi.

Benefici ai dipendenti

Si definiscono benefici ai dipendenti tutti i tipi di remunerazione erogati dall'azienda in cambio dell'attività lavorativa svolta dai dipendenti. I benefici ai dipendenti si suddividono tra:

  • benefici a breve termine (diversi dai benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro e dai benefici retributivi sotto forma di partecipazione al capitale) che si prevede di liquidare interamente entro dodici mesi dal termine dell'esercizio nel quale i dipendenti hanno prestato l'attività lavorativa e rilevati interamente a conto economico al momento della maturazione (rientrano in tale categoria, ad esempio, i salari, gli stipendi e le prestazioni "straordinarie");
  • benefici successivi al rapporto di lavoro dovuti dopo la conclusione del rapporto di lavoro che obbligano l'impresa ad un'erogazione futura nei confronti dei dipendenti. Tra questi, rientrano il trattamento di fine rapporto e i fondi pensione che, a loro volta si suddividono in piani a contribuzione definita e piani a benefici definiti o fondi di quiescenza aziendale;

benefici a lungo termine, diversi dai precedenti, che non si prevede siano estinti interamente entro i dodici mesi successivi al temine dell'esercizio in cui i dipendenti hanno svolto le proprie prestazioni lavorative. Il costo è allocato sul periodo di servizio lavorativo prestato dal beneficiario in base al valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito". Gli utili e perdite attuariali sono rilevate a conto economico.

Procedura di Impairment test sugli avviamenti

L'avviamento iscritto a seguito di acquisizioni viene assoggettato ad impairment test almeno una volta all'anno e comunque quando vi siano segnali di deterioramento. Ai fini del test, una volta allocato l'avviamento in unità generatrici di flussi finanziari (CGU) si pone a confronto il valore contabile ed il valore recuperabile di tali unità, rappresentato dal maggiore fra il fair value, al netto di eventuali costi di vendita, ed il valore d'uso. L'apposita informativa presentata nella Sezione 10 dell'attivo della nota integrativa consolidata fornisce maggiori informazioni.

Riconoscimento dei ricavi e dei costi

La Banca rileva i ricavi per un importo che riflette il corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente.

L'IFRS 15 -Ricavi da contratti con clienti, ha sostituito lo IAS 18 – Ricavi, lo IAS 11 – Lavori su ordinazione, nonché le interpretazioni Sic 31, IFRIC 13 e IFRIC 15.

Il principio stabilisce un modello di riconoscimento dei ricavi, si applica a tutti i contratti con clienti, eccezion fatta per i contratti che rientrano nell'ambito di applicazione di IFRS 4, IFRS 9, IFRS 16, quindi per i contratti assicurativi e per gli strumenti finanziari e i contratti di leasing. Il principio introduce un modello in cinque fasi che si applica nella fase di contabilizzazione dei ricavi derivanti da contratti con i clienti:

  • l'identificazione del contratto con il cliente;
  • l'identificazione delle performance obligation del contratto;
  • la determinazione del prezzo;
  • l'allocazione del prezzo alle performance obligation del contratto;
  • i criteri di iscrizione del ricavo quando l'entità soddisfa ciascuna performance obligation.

Il principio comporta l'esercizio di un giudizio da parte delle entità, che prenda in considerazione tutti i fatti e le circostanze rilevanti nell'applicazione di ogni fase del modello ai contratti con i propri clienti. Il principio specifica inoltre la contabilizzazione dei costi incrementali legati all'ottenimento di un contratto e dei costi direttamente legati al completamento di un contratto. La banca esercita un giudizio che prende in considerazione tutti i fatti e le circostanze rilevanti nell'applicazione ai contratti con i propri clienti di ogni fase del modello a cinque fasi introdotto dall'IFRS 15.

I ricavi possono essere riconosciuti:

  • in un momento preciso, quando l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso, o
  • nel corso del tempo, mano a mano che l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso.

Il bene è trasferito quando, o nel corso del periodo in cui, il cliente ne acquisisce il controllo. In particolare:

per gli strumenti finanziari classificati HTC e HTCS, gli interessi corrispettivi sono riconosciuti pro rata temporis sulla base del tasso di interesse contrattuale o di quello effettivo nel caso di applicazione del costo ammortizzato. La voce interessi attivi (ovvero interessi passivi) comprende anche i differenziali o i margini, positivi (o negativi), maturati sino alla data di riferimento del bilancio, relativi a contratti derivati finanziari:

di copertura di attività e passività che generano interessi;

classificati nello Stato Patrimoniale nel portafoglio di negoziazione, ma gestionalmente collegati ad attività e/o passività finanziarie valutate al fair value (fair value option);

connessi gestionalmente con attività e passività classificate nel portafoglio di negoziazione e che prevedono la liquidazione di differenziali o di margini a più scadenze;

  • gli interessi di mora, eventualmente previsti in via contrattuale, sono contabilizzati a Conto Economico solo al momento del loro effettivo incasso;
  • i dividendi sono rilevati a Conto Economico nel corso dell'esercizio in cui ne viene deliberata la distribuzione;
  • le commissioni per ricavi da servizi sono iscritte, sulla base dell'esistenza di accordi contrattuali, nel periodo in cui i servizi stessi sono stati prestati. Le commissioni considerate

nel costo ammortizzato ai fini della determinazione del tasso di interesse effettivo, sono rilevate tra gli interessi;

  • i ricavi derivanti dalla vendita di strumenti finanziari, determinati dalla differenza tra corrispettivo pagato o incassato della transazione ed il fair value dello strumento, vengono riconosciuti al Conto Economico in sede di rilevazione dell'operazione se il fair value è determinabile con riferimento a prezzi ufficiali disponibili su mercati attivi, ovvero per attività e passività misurate sulla base di tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri osservabili sul mercato diversi dalle quotazioni dello strumento finanziario (livello 1 e livello 2 della gerarchia del fair value). Qualora i parametri di riferimento utilizzati per la valutazione non siano osservabili sul mercato (livello 3) o gli strumenti stessi presentino una ridotta liquidità, lo strumento finanziario viene iscritto per un importo pari al prezzo della transazione; la differenza rispetto al fair value affluisce al Conto Economico lungo la durata dell'operazione;
  • gli utili e perdite derivanti dalla negoziazione di strumenti finanziari sono riconosciuti al Conto Economico al momento del perfezionamento della vendita, sulla base della differenza tra il corrispettivo pagato o incassato ed il valore di iscrizione degli strumenti stessi;
  • i ricavi derivanti dalla vendita di attività non finanziarie sono rilevati al momento del perfezionamento della vendita, ovvero quando è adempiuta l'obbligazione di fare nei confronti del cliente.

Costi sostenuti per l'ottenimento del contratto

I costi sostenuti per l'ottenimento del contratto sono i costi che l'entità sostiene per ottenere il contratto con il cliente e che non avrebbe sostenuto se non avesse ottenuto il contratto. Il Gruppo rileva come attività i costi sostenuti per l'adempimento del contratto soltanto se questi soddisfano tutte le condizioni seguenti:

  • sono incrementali La banca li sostiene per ottenere il contratto con il cliente e non li avrebbe sostenuti se non avesse ottenuto il contratto;
  • si prevede di recuperarli.

I costi sono rilevati a Conto Economico secondo il principio della competenza; i costi relativi all'ottenimento e l'adempimento dei contratti con la clientela sono rilevati a Conto Economico nei periodi nei quali sono contabilizzati i relativi ricavi.

Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate

Secondo quanto previsto dal principio contabile IFRS 9, i crediti considerati deteriorati già dal momento della rilevazione iniziale in bilancio, in ragione dell'elevato rischio di credito associato, vengono definiti Purchased or Originated Credit Impaired Asset (POCI). Conseguentemente, qualora all'atto dell'iscrizione iniziale un'esposizione creditizia iscritta nella voce 30 "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" o nella voce 40 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", risulti essere deteriorata, la stessa è qualificata quale "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" (Purchased or Originated Credit Impaired – POCI).

Ai fini del calcolo degli interessi attivi, dalla rilevazione iniziale e lungo tutta la vita attesa dello strumento, si applica il tasso di interesse effettivo corretto per il rischio di credito al costo ammortizzato dell'attività finanziaria (c.d. "Credit Adjusted Effective Interest Rate" o "CEIR"), anche in ipotesi di miglioramento del rischio di credito dell'attività finanziaria (cfr. IFRS 9, parr. 5.4.1-5.4.2). L'EIR rettificato per il credito è il tasso di interesse che, al momento della rilevazione iniziale, attualizza i flussi di cassa futuri stimati (incluse le perdite su crediti) al costo ammortizzato dell'attività finanziaria POCI. Ai fini del calcolo del CEIR occorre stimare i flussi di cassa attesi considerando:

  • tutti i termini contrattuali dell'attività finanziaria (ad esempio, rimborsi di capitale anticipati, estensioni ecc.), tutte le commissioni e punti base pagati o ricevuti tra le controparti di un contratto che sono parte integrante del tasso di interesse effettivo, i costi dell'operazione e tutti gli altri premi o sconti;
  • le perdite attese lifetime.

Alla data di riferimento del bilancio, in linea con le disposizioni dell'IFRS 9 parr. 5.5.13-5.5.14, vengono rilevate a conto economico, in contropartita all'attività finanziaria, le variazioni cumulate delle perdite attese derivanti dal cambiamento delle stime dei flussi finanziari futuri come utile o

perdita per riduzione di valore lungo tutta la vita del credito dal momento della rilevazione iniziale. Ai fini dell'attualizzazione della perdita attesa, si utilizza il CEIR come fattore di sconto.

Tale circostanza implica che un'attività POCI sarà sempre valutata secondo il modello "lifetime expected credit loss". La conseguenza diretta è che una volta che viene attribuita la qualifica POCI ad un'attività finanziaria essa non potrà mai essere riclassificata in Stage diversi da POCI e dovrà sempre essere assoggettata al modello di impairment "lifetime". La variazione positiva delle perdite attese lungo tutta la vita del credito deve essere contabilizzata a conto economico anche se l'ammontare di tali perdite è inferiore rispetto a quello considerato per la determinazione del tasso interno di rendimento per il calcolo del costo ammortizzato, alla data di prima rilevazione.

Per quanto concerne la contabilizzazione degli interessi attivi, essi continuano ad essere calcolati sul costo ammortizzato (al netto delle rettifiche di valore), applicando ad esso il CEIR e iscritti in contropartita all'attività finanziaria.

I crediti POCI iscritti nel bilancio, coerentemente alle disposizioni del Principio IFRS9, si distinguono due fattispecie di:

  • Attività finanziarie acquistate deteriorate (di seguito, anche "PCI"), le esposizioni creditizie già deteriorate al momento dell'acquisto, anche nell'ambito di operazioni di aggregazione aziendale;
  • Attività finanziarie originate deteriorate (di seguito, anche "OCI"), le esposizioni creditizie originate in caso di operazioni di ristrutturazione di esposizioni deteriorate che hanno determinato l'erogazione di nuova finanza, ovvero introdotto modifiche sostanziali alle condizioni originarie contrattuali.

L'unica fattispecie riconducibile ai PCI è quella derivante dall'operazione di aggregazione aziendale della Cassa di Risparmio di Cento. Con riferimento ai crediti deteriorati acquistati nell'ambito dell'operazione di aggregazione aziendale si precisa che il rispetto del trattamento contabile sopra illustrato è stato ottenuto sotto il profilo sostanziale attraverso la contabilizzazione negli interessi attivi, pro-rata temporis, dell'effetto reversal dei minori valori attribuiti ai crediti deteriorati in sede di Purchase Price Allocation. Tale approccio è ritenuto una ragionevole approssimazione del "credit-adjusted effective interest rate", in quanto il tasso di interesse contrattuale è, di fatto, integrato dal maggior rendimento derivante dal minor valore attribuito ai crediti acquisiti.

Modalità di determinazione del fair value delle attività e passività

Aspetti generali

Gli strumenti finanziari valutati al fair value includono le attività e le passività finanziarie detenute per la negoziazione, gli strumenti finanziari designati al fair value, gli strumenti derivati e, infine, gli strumenti classificati come valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Il principio IFRS13 definisce il fair value come il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione nel mercato principale (o più vantaggioso) alla data di valutazione, alle correnti condizioni di mercato (ossia un prezzo di chiusura), indipendentemente dal fatto che quel prezzo sia osservabile direttamente o che venga stimato utilizzando un'altra tecnica di valutazione.

Le funzioni coinvolte nei processi di determinazione del fair value includono le funzioni amministrative, le funzioni di front office Finanza e le funzioni di Risk Management.

Gli uffici amministrativi, direttamente responsabili della redazione dell'informativa finanziaria, sono chiamati a presidiare le regole utilizzate per la determinazione del Fair Value nel rispetto dei principi contabili di riferimento.

Gli uffici Finanza, a loro volta, detengono le conoscenze legate alle tecniche di valutazione applicate e presiedono i sistemi informativi utilizzati nei processi di determinazione del fair value. Infine gli uffici della funzione Risk Management sono chiamati a validare le tecniche di valutazione utilizzate, inclusi i relativi modelli e i parametri utilizzati. Tali uffici verificano la potenziale presenza di un mercato attivo e analizzano le possibili fonti disponibili. In generale, il Gruppo determina il fair value di attività e passività finanziarie secondo tecniche di valutazione scelte in base alla natura degli strumenti detenuti ed in base alle informazioni disponibili al momento della valutazione.

Sulla base delle informazioni disponibili al momento della valutazione, gli strumenti finanziari sono suddivisi tra quelli il cui prezzo è quotato in un mercato attivo da quelli per i quali un mercato attivo al momento della valutazione non esiste.

La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di Livello 3).

Gli input di Livello 1 sono prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività e passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione. Un prezzo quotato in un mercato attivo fornisce la prova più attendibile del fair value e, quando disponibile, deve essere utilizzato senza alcuna rettifica per valutare il fair value.

Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività.

Allo stesso modo non sono considerate osservabili tutte le altre variabili impiegate nelle tecniche valutative che non possono essere corroborate sulla base di dati osservabili di mercato.

La presenza di mercati attivi e l'utilizzo di prezzi quotati (Mark to Market)

In linea generale, il processo per l'applicazione del Mark to Market è largamente automatizzato. Tutti gli strumenti finanziari quotati detenuti (azioni, obbligazioni e strumenti finanziari derivati) sono valutati, in presenza di mercati attivi, mediante i rispettivi prezzi quotati (valutazioni al Mark to Market) per la determinazione del P&L giornaliero.

Relativamente ai principali Information Providers, si distingue tra:

  • Market parameters a cui è agganciato un RIC Refinitiv: in questo caso il prezzo viene recuperato real time da Refinitiv attraverso la piattaforma ATS;
  • Strumenti ai quali può essere agganciata sia una contribuzione Refinitiv che Bloomberg. Nel dettaglio all'interno dell'ATS sono state implementate regole che consentono la comparazione tra le fonti e seleziona quella ritenuta valida in termini di liquidità, aggiornamento giornaliero e delta spread. Il modulo ATS considera una fonte primaria per ogni categoria di strumento, e attribuisce il livello di fair value associato ad ogni parametro;
  • Parametri EOD: market parameters aggiornati una volta al giorno (es volatilità cap and Floor) disponibili dal provider The ICE.

Qualora le informazioni Refinitiv e Bloomberg non siano disponibili si utilizzano altri Information Providers indipendenti.

Se un'attività o passività valutata al fair value ha un prezzo denaro e un prezzo lettera (per esempio un dato proveniente da un mercato a scambi diretti e assistiti), per valutare il fair value deve essere utilizzato il prezzo rientrante nello scarto denaro-lettera (bid-ask spread) più rappresentativo del fair value in quelle circostanze specifiche, indipendentemente da come tale dato è classificato nella gerarchia del fair value (Livello 1, 2 o 3). È consentito l'utilizzo di prezzi denaro per posizioni attive e di prezzi lettera per posizioni passive, ma non è obbligatorio. Il Gruppo utilizza prevalentemente per le proprie posizioni attive i prezzi denaro, mentre per le proprie posizioni passive i prezzi lettera.

Generalmente l'acquisizione dei prezzi quotati avviene in via automatica, su base giornaliera, attraverso lo scarico delle informazioni da primari Information Provider indipendenti.

L'utilizzo di tecniche di valutazione (Mark to Model)

Nel determinare il fair value degli strumenti finanziari si ricorre al Mark to Model qualora l'analisi evidenzi che per gli strumenti detenuti non esistano prezzi quotati nel mercato principale (o più vantaggioso).

Le tecniche di valutazione utilizzate per valutare il fair value devono massimizzare l'utilizzo di input osservabili rilevanti e ridurre al minimo l'utilizzo di input non osservabili.

Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività.

Gli input di livello 2 comprendono:

  • prezzi quotati per attività o passività similari in mercati attivi;
  • prezzi quotati per attività o passività identiche o similari in mercati non attivi;
  • dati diversi dai prezzi quotati osservabili per l'attività o passività (per esempio tassi di interesse e curve dei rendimenti osservabili a intervalli comunemente quotati, volatilità implicite e spread creditizi);
  • input corroborati dal mercato.

Gli input non osservabili, Livello 3, devono essere utilizzati per valutare il fair value nella misura in cui gli input osservabili rilevanti non siano disponibili, consentendo pertanto situazioni di scarsa attività del mercato per l'attività o passività alla data di valutazione. Tuttavia, la finalità della valutazione del fair value resta la stessa, ossia un prezzo di chiusura alla data di valutazione dal punto di vista di un operatore di mercato che possiede l'attività o la passività. Pertanto, gli input

non osservabili devono riflettere le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell'attività o passività, incluse le assunzioni circa il rischio.

Le rettifiche agli input di Livello 2 varieranno in funzione di fattori specifici dell'attività o della passività. Tali fattori comprendono i seguenti elementi:

  • la condizione o l'ubicazione dell'attività;
  • la misura in cui gli input fanno riferimento a elementi comparabili all'attività o alla passività; e
  • il volume o il livello di attività nei mercati in cui gli input sono osservati.

L'utilizzo di input non osservabili significativi o eventuali rettifiche di un input di Livello 2 significativo per l'intera valutazione dello strumento, possono comportare nella valutazione del fair value una classificazione a Livello 3 nella gerarchia del fair value.

L'utilizzo di una tecnica di valutazione ha l'obiettivo di stimare il prezzo a cui avrebbe luogo una regolare operazione di vendita di una attività o di trasferimento di una passività tra operatori di mercato alla data di valutazione, alle condizioni di mercato correnti. Tre tecniche di valutazione ampiamente utilizzate sono il metodo basato sulla valutazione di mercato, il metodo del costo e il metodo reddituale. Un'entità deve utilizzare tecniche di valutazione coerenti con uno o più di questi metodi per valutare il fair value.

Esempi dei principali parametri osservabili di mercato di cui si servono le più comuni tecniche di valutazione applicate sono i seguenti:

  • curva dei tassi Risk Free. Sulla base delle rilevazioni storicizzate nell'applicativo di Front Office (Murex) viene ricavata una curva tassi Euro c.d. Risk-Free, attraverso un bootstrapping dei tassi impliciti in depositi, swap e Forward Rate Agreement;
  • tassi di cambio. Il sistema Murex acquisisce giornalmente, in automatico, i tassi di cambio spot fixing BCE dall'infoprovider Reuters;
  • curve di volatilità. Vengono mappate le curve di volatilità rilevate da fonte esterna precedentemente individuata (ICE), e storicizzate nell'applicativo di front office (Murex); va sottolineato che l'operatività del Gruppo in conto proprio si concentra prevalentemente su strumenti di tasso.

Diversamente, qualora le tecniche di valutazione si basino in via prevalente su parametri non osservabili sul mercato, vengono svolti processi di stima interni. Ciò avviene limitatamente ai casi in cui i relativi dati di mercato non siano disponibili o non siano ritenuti affidabili.

L'utilizzo delle tecniche di valutazione che fanno uso di dati osservabili di mercato o di dati stimati internamente, implicano l'utilizzo di modelli valutativi all'interno dei quali sono calati tali parametri. Il metodo reddituale converte importi futuri (per esempio, flussi finanziari o ricavi e costi) in un unico importo corrente (ossia attualizzato). Quando si utilizza il metodo reddituale, la valutazione del fair value riflette le attuali aspettative del mercato su tali importi futuri.

A titolo esemplificativo, tali tecniche di valutazione comprendono:

  • tecniche del valore attuale;
  • modelli di misurazione del prezzo delle opzioni, quali la formula di Black-Scholes-Merton che incorpora tecniche di calcolo del valore attuale e riflettono sia il valore temporale, sia il valore intrinseco di un'opzione.

Qualora però si faccia ricorso a modelli valutativi proprietari, l'affidabilità degli stessi è testata confrontando, per strumenti simili quotati, le valutazioni fornite da tali tecniche con i relativi prezzi quotati (back testing). Inoltre, l'affidabilità di tali tecniche è verificata, ex post, monitorando nel tempo i risultati ottenuti.

Fondi immobiliari chiusi

Al fine di tenere in considerazione l'indisponibilità di valutazioni continuative dei fondi immobiliari chiusi non quotati, dovute a illiquidità, assenza di un mercato liquido e la specificità del sottostante, la metodologia alla base dell'individuazione del fair value attribuibile al capitale sociale della società avviene considerando valore del NAV più aggiornato disponibile (di norma riferito alla chiusura del semestre precedente) opportunamente rettificato al fine di riflettere la scarsa liquidità dell'asset.

Passività di propria emissione

Per la determinazione del fair value delle passività di propria emissione valutate al fair value, si tiene conto anche del proprio rischio emittente.

La costruzione di una o più curve di credit spread si rende necessaria, nell'ambito della fair value option, al fine di valorizzare gli strumenti non negoziati su mercati attivi6 con un full fair value. Il concetto di full fair value comprende, rispetto alla semplice attualizzazione sulla curva risk free dei cash flows generati dallo strumento, un ulteriore aggiustamento che tenga conto del rischio emittente: l'aggiustamento, ovvero il credit spread, assume la forma di uno spread additivo sulla curva risk free ed è di entità diversa sulle diverse scadenze temporali. Il credit spread relativo ad un emittente, inoltre, esprimendo un'indicazione sulla probabilità e sull'entità del rimborso dell'emissione, è diverso in base alla seniority dell'emissione: un'emissione senior avrà un credit spread inferiore rispetto ad un'emissione subordinata.

L'applicazione della Fair Value Option alle passività finanziarie prevede che si dia evidenza dell'ammontare delle variazioni di fair value attribuibili a variazioni del solo rischio creditizio dello strumento.

I fattori di rischio dovuti al merito creditizio vengono incorporati nella curva di attualizzazione (usata per il calcolo del Fair Value) applicando alla curva risk free uno spread che renda conto del rischio emittente.

Con tale metodo valutativo è possibile separare i diversi componenti di rischio, rischio tasso e rischio credito. Riguardo il merito creditizio, si è proceduto a separare il rischio di credito dovuto alla variazione del merito creditizio nel corso dell'ultimo anno e dal momento dell'emissione del titolo (o dall'FTA degli IAS).

I fattori considerati nei calcoli sono:

  • il tasso di mercato free risk osservato alla data di valutazione;
  • il credit spread osservato alla data di emissione iniziale del titolo;
  • il credit spread osservato l'anno precedente alla data di valutazione odierna;
  • il credit spread osservato alla data di valutazione.

Attraverso il confronto del fair value di mercato alla data di valutazione con il fair value calcolato utilizzando il rischio di credito osservato al momento dell'emissione (o all'anno precedente), risulta possibile determinare le variazioni di fair value imputabili alle sole variazioni del rischio di credito dell'ultimo anno, e dal momento dell'emissione.

Le curve rettificate per il merito di credito dell'emittente si ottengono sommando ai tassi zero coupon (o tassi risk free) un credit spread che esprime il merito creditizio dell'emittente stesso. Tali curve sono utilizzate per la valutazione di obbligazioni non quotate sui mercati attivi.

Con la valutazione al Fair Value per tutti gli strumenti relativi a un singolo emittente (e anche per quelli emessi dal Gruppo), si possono costruire tre curve:

  • una curva senior preferred;
  • una curva senior non preferred;
  • una curva subordinata;
  • una curva covered.

Per la determinazione delle curve dei credit spread, Credem si avvale di un servizio di fornitura esterna di curve bancarie da parte del provider Confluence/UBS.

La metodologia alla base della costruzione delle credit curves è basata sul principio che per costruire una credit curve su varie scadenze corrette, sarebbe necessario avere molti dati disponibili di mercato e strumenti con diverse scadenze, in quanto basterebbe eseguire il classico boot-strapping method per costruire la curva. In molti casi però, come in Credem, non c'è un numero sufficiente di osservazioni per poter applicare tale metodologia. Confluence, per ovviare a questo problema, utilizza una curva di comparables scelti per settore per costruire la shape della curva, e successivamente valuta gli spread delle emissioni outstanding per determinare di conseguenza lo spread delle curve. Questo processo viene effettuato per ogni curva indicata nella premessa.

Criteri di determinazione del fair value di attività e passività non misurate al fair value su base ricorrente

Di seguito si riportano le informazioni richieste dall'IFRS 13. Per i rapporti creditizi attivi e passivi non misurati al fair value su base ricorrente, il fair value, riportato nelle tabelle presenti nelle note illustrative, è stato determinato con i seguenti criteri:

  • per le attività e passività a vista, con scadenza a breve termine (entro 12 mesi) o indeterminata, il valore di iscrizione; stessa impostazione è stata utilizzata per i crediti non performing;

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA 6 Agli strumenti negoziati su mercati attivi viene attribuita la quotazione di mercato.

  • per i titoli emessi a tasso variabile e per quelli a tasso fisso a breve termine (entro 12 mesi) il valore contabile è stato assunto come approssimazione del fair value;
  • per le attività e passività a medio a lungo termine, la valutazione è stata determinata mediante l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri. Tale operazione è stata eseguita utilizzando tassi privi di rischio e, per le attività, correggendo i flussi di cassa futuri, tenendo conto della rischiosità della controparte mediante parametri di PD (Probability of Default) e di LGD (Loss Given Default);
  • per i titoli emessi a tasso fisso a medio lungo temine la valutazione è stata effettuata mediante l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri, corretta per il rischio emittente associato a Credem. Per tali strumenti, la determinazione del fair value si basa anche sull'utilizzo di parametri interni non direttamente osservabili sul mercato ed è calcolato solo ai fini di adempiere alle richieste di informativa e non ha alcun impatto sullo stato patrimoniale e sul conto economico.

A.3 INFORMATIVA SUI TRASFERIMENTI TRA PORTAFOGLI DI ATTIVITA' FINANZIARIE

Successivamente all'adozione dell'IFRS 9, il Gruppo Credem non ha effettuato cambiamenti di business model per la gestione delle proprie attività finanziarie e, quindi, non sono avvenuti trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie. Le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica) non prevedono riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui la società modifichi il proprio modello di business per la gestione di tali attività finanziarie. E' previsto che tali modifiche siano altamente infrequenti e devono essere determinate dal management a seguito di rilevanti cambiamenti esterni o interni, dimostrabili a soggetti esterni.

A.4 INFORMATIVA SUL FAIR VALUE

Informativa di natura qualitativa

A.4.1 – Livello di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati

Le tecniche di valutazione utilizzate per gli strumenti finanziari appartenenti al livello 2 e 3 si distinguono:

  • Attività finanziarie: valutazione degli strumenti strutturati utilizzando per la componente obbligazionaria il modello discounted cash flow con un tasso corretto per un opportuno rischio di credito, e per la componente azionaria utilizzando il modello Black&Scholes;
  • Passività finanziarie: valutazione degli strumenti plain vanilla secondo le tecniche di valutazione discounted cash flow di cassa considerando il tasso corretto per il rischio di credito di Credito Emiliano sulla scadenza dello strumento.

Si riporta brevemente la definizione dei modelli utilizzati:

1.Discounted Cash Flow

Il modello discounted cash flow, flussi di cassa attualizzati, è un metodo di valutazione di un investimento, basato sul processo finanziario di attualizzazione, che consente di stabilire oggi il valore attuale di un capitale che ha come naturale scadenza una data futura tramite l'applicazione di un tasso di sconto. Il tasso di sconto viene corretto per il rischio di credito dei flussi futuri attesi dall'attività in questione. La somma algebrica dei flussi attualizzati rappresenta il valore netto attuale (Net present value) dello strumento.

I parametri utilizzati nella tecnica di valutazione sono: curva tassi e credit spread di ogni singola emissione.

2.Modello Black&Scholes

Il modello Black&scholes univariato (BS) è il modello di pricing delle opzioni più famoso e riconosciuto dal mercato. Il modello si basa sulla possibilità di creare un portafoglio equivalente all'opzione, costituito in parte da unità del sottostante e in parte da obbligazioni prive di rischio entrambi influenzati dalla stessa fonte di incertezza data dalle variazioni del prezzo dell'azione. Le ipotesi sottostanti il modello di BS sono rappresentate dall'andamento dei prezzi dell'attività sottostante (approssimato da un processo log-normale), dalla presenza di un mercato perfettamente efficiente; dal tasso di interesse e dalla volatilità del sottostante costante per tutta la durata dell'opzione.

I parametri utilizzati nella tecnica di valutazione sono il tasso di interesse, il valore e la volatilità del sottostante.

Alla data del 31/12/2023 tutti i parametri utilizzati nelle tecniche di valutazione sono risultati osservabili, evidenziando per gli strumenti valutati tramite mark to model livelli di fair value pari a 2.

In particolare:

  • i tassi di interesse sono estrapolati dalla curva zero ottenuta dalle quotazionI di mercato di strumenti omogenei;
  • i credit spread per la componete Credito Emiliano sono ottenuti da quotazioni di mercato di emissioni comparables;
  • valore del sottostante sono ottenuti dalla quotazione del mercato;
  • volatilità del sottostante ottenute da quotazioni di mercato, alla luce della scadenza a breve della componente azionaria.

I modelli e i parametri utilizzati nelle tecniche di valutazione sono dettagliati e disciplinati nei documenti Allegato Tecnico al documento Fair Value Policy di Gruppo: "Regole di applicazione Credem alla Fair Value Policy di Gruppo" e "Manuale Modelli di pricing".

A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni

Gli strumenti non scambiati su mercati attivi sono valutati a mark to model utilizzando la tecnica di valutazione che massimizza l'utilizzo di dati osservabili sul mercato. Qualora i parametri risultino non disponibili e direttamente osservabili il livello di fair value attribuito è pari a 3.

Alla data del 31/12/2023 nessun strumento finanziario derivato è stato valutato a mark to model tramite parametri di mercato non direttamente osservabili.

A.4.3 Gerarchia del fair value

Trasferimenti tra i livelli della gerarchia del fair value

La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di livello 3).

I Livelli utilizzati per le classificazioni riportate nel seguito della presente Nota integrativa sono i seguenti:

  • "livello 1": il fair value degli strumenti finanziari è determinato in base a prezzi di quotazione osservabili su mercati attivi (non rettificati) alle quali si può accedere alla data di valutazione;
  • "livello 2": il fair value degli strumenti finanziari è determinato in base a input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività, utilizzando anche di tecniche di valutazione;
  • "livello 3" : il fair value degli strumenti finanziari è determinato in base a input non osservabili per l'attività o per la passività, utilizzando anche di tecniche di valutazione.

L'attività di attribuzione dei livelli è rappresentata dalla verifica puntuale per ogni strumento detenuto nei portafogli di proprietà di un possibile potenziale mercato attivo che rispetti alcune regole di valorizzazione. In particolare viene analizzato che le contribuzioni risultino continuative, contenute nei delta spread bid ask, indicative di possibili transazioni recenti quindi non trascinate, e che l'emittente risulti solido e attivo.

Il mancato rispetto di tali regole porta a un aggravio di livello associato a una valorizzazione il più coerente e rappresentativa del fair value dello strumento.

Analogamente l'analisi viene effettuata anche nella verifica di un potenziale ripristino di mercato attivo sugli strumenti per i quali nel corso del tempo si verifica una riattivazione di valorizzazione continuative sul mercato regolamentato e non.

A.4.4 Altre informazioni

L'attività di attribuzione dei livelli di fair value avviene trimestralmente alle date contabili di riferimento basandosi sulla verifica della presenza di un mercato principale o più vantaggioso nell'intervallo temporale antecedente la data contabile di riferimento. L'attività prevede la verifica di alcuni principi necessari alla definizione di presenza di un mercato attivo per ogni strumento finanziario identificati dalla disponibilità di valorizzazioni eseguibili, continue e con scarto denarolettera (bid-ask spread) contenuti.

Il rispetto di tali condizioni determina il livello di fair value dello strumento analizzato. Qualora non siano presenti quotazioni di mercato, l'utilizzo di tecniche di valutazione viene effettuata ad ogni data contabile massimizzando l'utilizzo di input osservabili rilevanti e riducendo al minimo l'utilizzo di input non osservabili. La verifica di tali parametri di input in funzione della disponibilità determina il livello di fair value dello strumento.

Alle date contabili viene inoltre effettuata una analisi comparativa dei livelli di fair value rispetto al trimestre precedente e l'inizio dell'esercizio di riferimento al fine di individuare i trasferimenti di livelli di fair value avvenuti nel corso dell'esercizio di riferimento e le circostanze che hanno determinato tale trasferimento.

Informativa di natura quantitativa

A.4.5 Gerarchia del fair value

A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

31/12/2023 31/12/2022
Attività/Passività misurate al fair value L1 L2 L3 L1 L2
90.668
89.467
-
1.201
4.696
1.068.030
-
-
L3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
28.975 88.455 40.530 19.053 50.818
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 28.975 87.254 22 19.053 23
b) Attività finanziarie designate al fair value - - - - -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
fair value
- 1.201 40.508 - 50.796
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
5.376.986 4.618 31.619 6.120.508 31.194
3. Derivati di copertura - 553.020 - - -
4. Attività materiali - - - - -
5. Attività immateriali - - - - -
Totale 5.405.961 646.093 72.149 6.139.561 1.163.395 82.012
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione - 82.421 - - 89.838 -
2. Passività finanziarie designate al fair value - - - - - -
3. Derivati di copertura - 871.223 - - 842.716 -
Totale - 953.644 - - 932.554 -

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

In riferimento alle attività valutate al fair value su base ricorrente alla data del 31 dicembre 2023 gli strumenti valorizzati secondo il mercato più vantaggioso (livello di fair value pari a 1) e/o secondo tecniche di valutazione basate su parametri osservabili (livello di fair value pari a 2) rappresentano il 98,82% del totale delle attività valutate al fair value (valore stabile rispetto al corrispondente 2022 pari al 98,89%).

Gli strumenti valutati tramite tecniche di valutazione basate prevalentemente su parametri non osservabili hanno riguardato una parte residuale del totale attività valutate al fair value (1,17%), costante rispetto al valore del 2022 pari a 1,11%.

A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico Attività
Totale di cui: a)
attività
finanziarie
detenute per
la
negoziazione
di cui: b)
attività
finanziarie
designate
al fair
value
di cui: c) altre
attività finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair
value
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessiva
Derivati di
copertura
Attività
materiali
Attività
immateriali
1. Esistenze iniziali 50.818 23 - 50.796 31.194 - - -
2. Aumenti 2.254 52 - 2.202 3.378 - - -
2.1. Acquisti 2.202 2 - 2.200 - - - -
2.2. Profitti imputati a: 50 50 - - 1.025 - - -
2.2.1. Conto Economico 50 50 - - - - - -
- di cui plusvalenze - - - - - - - -
2.2.2. Patrimonio netto - X X X 1.025 - - -
2.3. Trasferimenti da altri livelli 2 - - 2 - - - -
2.4. Altre variazioni in aumento - - - - 2.353 - - -
3. Diminuzioni 12.542 52 - 12.489 2.953 - - -
3.1. Vendite 50 50 - - 2.530 - - -
3.2. Rimborsi 12.328 - - 12.328 - - - -
3.3. Perdite imputate a: 162 - - 162 - - - -
3.3.1. Conto Economico 162 - - 162 - - - -
- di cui minusvalenze 162 - - 162 - - - -
3.3.2. Patrimonio netto - X X X - - - -
3.4. Trasferimenti da altri livelli - - - - - - - -
3.5. Altre variazioni in
diminuzione
2 2 - - 423 - - -
4. Rimanenze finali 40.530 22 - 40.508 31.619 - - -

L'attribuzione del livello di fair value pari a 3 riguarda strumenti definiti "illiquidi" che evidenziano poche valorizzazioni nel corso del tempo e per i quali lo stato dello strumento o più in generale dell'emittente alla data di valutazione, non rende possibile l'ipotesi di un eventuale ripristino del mercato verso uno stato attivo.

Nella voce 2.1 "Acquisti" sono riportati:

  • attività finanziarie valutate obbligatoriamente al FV con impatto a Conto Economico: una quota di fondi;
  • attività finanziarie valutate al FV con impatto a Conto Economico: una obbligazione e 5 azioni Nella voce 3.1 "Vendite" sono riportati:
  • attività finanziarie valutate al FV con impatto a Conto Economico: una azione e 4 obbligazioni;
  • attività finanziarie valutate al FV con impatto sulla redditività complessiva: una azione.

Le variazioni annue da e verso Livello 3 al 31/12/2023 non evidenziano trasferimenti rilevanti, sia per quanto riguarda la sezione diminuzioni che per quanto concerne la sezione aumenti per tutte le classificazioni contabili (attività finanziare valutate obbligatoriamente al FV con impatto a Conto Economico, attività finanziarie valutate al FV con impatto a Conto Economico e attività finanziarie valutate al FV con impatto sulla redditività complessiva).

A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

Attività/Passività non misurate al fair 31/12/2023 31/12/2022
value o misurate al fair value su base
non ricorrente
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
42.472.062 6.673.119 377.189 35.056.584 42.404.676 7.124.446 587.266 33.537.460
2. Attività materiali detenute a scopo di
investimento
4.995 8.695 5.154 9.118
3. Attività non correnti e gruppi di
attività in via di dismissione
Totale 42.477.057 6.673.119 377.189 35.065.279 42.409.830 7.124.446 587.266 33.546.578
1. Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
52.198.038 4.066.668 8.271.179 39.902.352 50.445.030 3.120.712 2.539.276 44.711.460
2. Passività associate ad attività in via
di dismissione
Totale 52.198.038 4.066.668 8.271.179 39.902.352 50.445.030 3.120.712 2.539.276 44.711.460

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

A.5 – Informativa sul c.d. "day one profit/loss"

I proventi connessi all'emissione di prestiti obbligazionari, determinati dalla differenza tra il corrispettivo incassato ed il fair value dello strumento, sono riconosciuti a conto economico alla data di emissione in tutti i casi in cui tale fair value sia determinato attraverso tecniche di valutazione che prendono parametri osservabili sul mercato.

Il principio IFRS9 prevede che l'iscrizione iniziale degli strumenti finanziari avvenga al fair value. Normalmente il fair value di uno strumento finanziario alla data di rilevazione iniziale in bilancio è pari al "prezzo di transazione"; in altre parole, al costo o all'importo erogato per le attività finanziarie o alla somma incassata per le passività finanziarie.

L'affermazione che all'atto dell'iscrizione iniziale in bilancio il fair value di uno strumento finanziario coincide con il prezzo della transazione è intuitivamente sempre riscontrabile nel caso di transazioni del cosiddetto "Livello 1" della gerarchia del fair value.

Anche nel caso del "Livello 2", che si basa su prezzi derivati indirettamente dal mercato (comparable approach), l'iscrizione iniziale vede, in moltissimi casi, sostanzialmente coincidere fair value e prezzo. Eventuali differenze tra prezzo e fair value sono di norma da attribuire ai cosiddetti margini commerciali.

Nel caso del "Livello 3", invece, sussiste una discrezionalità parziale dell'operatore nella valutazione dello strumento e, pertanto, proprio per la maggior soggettività nella determinazione del fair value non è disponibile un inequivocabile termine di riferimento da raffrontare con il prezzo della transazione. Per tale ragione l'IFRS9 esclude che l'eventuale iniziale differenza tra il prezzo della transazione e la stima interna del fair value possa essere subito imputata a Conto Economico in un'unica soluzione. In tal caso, quindi, l'iscrizione iniziale deve sempre avvenire al prezzo. La successiva valutazione non può includere la differenza tra prezzo e fair value riscontrata all'atto della prima valutazione - ossia il Day-One-Profit (DOP) o il Day-One-Loss (DOL) implicito -, che deve invece essere riconosciuta a Conto Economico solo se deriva da cambiamenti dei fattori su cui i partecipanti al mercato basano le loro valutazioni nel fissare i prezzi (incluso l'effetto tempo). Ove lo strumento abbia una scadenza definita e non sia immediatamente disponibile un modello che monitori i cambiamenti dei fattori su cui gli operatori basano i prezzi, è ammesso il transito del DOP/DOL a Conto Economico linearmente sulla vita dello strumento finanziario stesso.

Pertanto, la politica contabile seguita prevede che:

  • l'eventuale DOP/DOL implicito negli strumenti di "Livello 2" venga subito imputato per intero al Conto Economico;
  • invece, l'eventuale DOP/DOL implicito negli strumenti di "Livello 3" venga sterilizzato e imputato al Conto Economico "pro rata temporis" (linearmente) lungo la vita residua di tali strumenti;

  • nel caso in cui uno strumento classificato nel "Livello 3" della gerarchia del fair value venga riclassificato nel "Livello 2", i residui DOP/DOL sospesi patrimonialmente vengono iscritti a Conto Economico in un'unica soluzione.

Al 31 dicembre 2023 non erano presenti importi che debbano essere ancora rilevati a conto economico "pro rata temporis", ovvero lungo la vita residua del contratto.

PARTE B INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE

Attivo

Sezione 1 – Cassa e disponibilità liquide – Voce 10

1.1 Cassa e disponibilità liquide: composizione

Totale Totale
31/12/2023 31/12/2022
a) Cassa 179.613 173.999
b) Conti correnti e depositi a vista presso Banche Centrali 6.030.000 3.100.000
c) Conti correnti e depositi a vista presso banche 103.620 64.451
Totale 6.313.233 3.338.449

La Banca ha in deposito presso la Banca Centrale liquidità per 6,0 miliardi di euro.

Sezione 2 – Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 20

Voci/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 25.950 23 - 16.378 1 -
1.1 Titoli strutturati 4.813 23 - 9.489 1 -
1.2 Altri titoli di debito 21.137 - - 6.888 - -
2. Titoli di capitale - - - 2.139 - -
3. Quote di O.I.C.R. 3.025 - 22 536 - 23
4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale (A) 28.975 23 22 19.053 1 23
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari - 87.231 - - 89.465 -
1.1 di negoziazione - 87.231 - - 89.465 -
1.2 connessi con la fair value option - - - - - -
1.3 altri - - - - - -
2. Derivati creditizi - - - - - -
2.1 di negoziazione - - - - - -
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 altri - - - - - -
Totale (B) - 87.231 - - 89.465 -
Totale (A+B) 28.975 87.254 22 19.053 89.467 23

2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

Si segnala la composizione della voce 3 "Quote O.I.C.R":

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Azionari 3.047 559
Totale 3.047 559
2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti/controparti
-------------------------------------------------------------------------------------------------------- -- --
Voci/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
A. ATTIVITA' PER CASSA
1. Titoli di debito 25.974 16.379
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 24.106 5.519
c) Banche 1.322 2.270
d) Altre società finanziarie 229 868
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 317 7.722
2. Titoli di capitale - 2.139
a) Banche - 321
b) Altre società finanziarie - 694
di cui: imprese di assicurazione - 427
c) Società non finanziarie - 1.125
d) Altri emittenti - -
3. Quote di OICR 3.047 559
4. Finanziamenti - -
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale (A) 29.020 19.077
B. STRUMENTI DERIVATI - -
a) Controparti Centrali - -
b) Altre 87.231 89.465
Totale (B) 87.231 89.465
Totale (A+B) 116.251 108.542

In conformità a quanto disposto dal principio contabile IFRS 7 e tenuto conto delle indicazioni contenute nella Comunicazione CONSOB n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011 (che riprende il documento ESMA N. 2011/266 del 28 luglio 2011) in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito al "debito Sovrano", si precisa che al 31 dicembre 2023 sono presenti esposizioni in titoli governativi verso lo Stato Italia per 15,5 milioni di euro, e per circa 8,6 milioni di euro verso altri paesi. Le posizioni, classificate contabilmente di trading, hanno come oggetto la negoziazione verso la clientela istituzionale.

Si rimanda alla sezione 3 della presente nota per i titoli detenuti nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva".

2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica

Voci/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito - - 10 -
-
9
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito - - 10 - - 9
2. Titoli di capitale - - - -
-
-
3. Quote di O.I.C.R. - 1.201 9.062 -
1.201
7.023
4. Finanziamenti - - 31.436 -
-
43.763
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - 31.436 - - 43.763
Totale - 1.201 40.508 -
1.201
50.796

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

A seguito del fallimento dell'SPPI test nella presente categoria sono stati classificati alcuni finanziamenti verso clientela.

Si segnala la composizione della voce 3 "Quote O.I.C.R":

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Fondi chiusi 8.763 6.725
Fondi immobiliari 1.201 1.201
Altri 299 298
Totale 10.263 8.224

2.6 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione per debitori/emittenti

Totale Totale
31/12/2023 31/12/2022
1. Titoli di capitale - -
di cui: banche - -
di cui: altre società finanziarie - -
di cui: società non finanziarie - -
2. Titoli di debito 10 9
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 10 9
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
3. Quote di O.I.C.R. 10.263 8.224
4. Finanziamenti 31.436 43.763
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 10.767 12.609
di cui: imprese di assicurazione 10.767 12.609
e) Società non finanziarie 19.676 30.341
f) Famiglie 993 813
Totale 41.709 51.997

Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva – Voce 30

3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica

Voci/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 5.369.400 2.406
-
6.114.182 2.897 -
1.1 Titoli strutturati 943.633 2.406 - 814.923 2.897 -
1.2 Altri titoli di debito 4.425.766 - - 5.299.259 - -
2. Titoli di capitale 7.586 2.213 31.619 6.326 1.800 31.194
3. Finanziamenti - - - - - -
Totale 5.376.986 4.618 31.619 6.120.508 4.696 31.194

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

3.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione per debitori/emittenti

Voci/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Titoli di debito 5.371.805 6.117.079
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 3.374.648 4.162.722
c) Banche 1.015.621 1.058.610
d) Altre società finanziarie 439.080 254.034
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 542.456 641.712
2. Titoli di capitale 41.418 39.320
a) Banche 22.638 23.468
b) Altri emittenti: 18.779 15.853
- altre società finanziarie 16.583 13.306
di cui: imprese di assicurazione - -
- società non finanziarie 2.197 2.546
- altri - -
3. Finanziamenti - -
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale 5.413.223 6.156.399

In conformità a quanto disposto dal principio contabile IFRS 7 e tenuto conto delle indicazioni contenute nella Comunicazione Consob n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011 (che riprende il documento ESMA N. 2011/266 del 28 luglio 2011) in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito al "debito Sovrano", si precisa:

Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" sono presenti titoli governativi esteri (Spagna) per 300,8 milioni di euro, (Belgio) per 415,3 milioni di euro, (Francia) per 453,9 milioni di euro e (U.S. Treasury) per 1.256,1 milioni di euro. Sono presenti inoltre obbligazioni, per circa 919,0 milioni di euro, emessi dall'Unione Europea. Relativamente ai titoli governativi emessi dallo Stato Italiano si evidenzia un'esposizione pari a circa 29,7 milioni di BTP.

Sono presenti coperture di fair value hedge sia su titoli di Stato, italiani, a tasso fisso (BTP), ed esteri, che su titoli obbligazionari (senior unsecure e covered bond) a tasso fisso emessi da primari istituti di credito europei. La copertura è di tipo fair value hedge attuata attraverso la designazione di appositi strumenti di copertura (Interest Rate Swap) con copertura specifica del c.d. "rischio tasso" su detti titoli; la relazione venuta così a crearsi fra Hedged Item e Hedging Instrument ha comportato la redazione di una specifica documentazione che formalizza la relazione di copertura ed ha altresì usufruito delle particolari regole di contabilizzazione dell'Hedge Accounting. Si segnala che sono stati effettuati i test di efficacia (sia prospettici che retrospettivi) con esito positivo.

3.3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Rettifiche di valore complessive
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con
basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Write-off
parziali
complessivi
Titoli di debito 5.374.034 18.380 - - - 2.228 - - - -
Finanziamenti - - - - - - - - - -
Totale 31/12/2023 5.374.034 18.380 - -
-
2.228 - - - -
Totale 31/12/2022 6.118.601 41.269 - -
-
1.522 - - - -

Il valore lordo e le rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired sono comprensivi degli interessi contrattuali maturati.

Sezione 4 – Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 40

Totale Totale
31/12/2023 31/12/2022
Tipologia Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
operazioni/Valori Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
L1 L2 L3 Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
L1 L2 L3
A. Crediti verso
Banche Centrali
375.118 - - - - 375.118 280.694 - - - - 280.694
1. Depositi a
scadenza
- - - X X X - - - X X X
2. Riserva
obbligatoria
375.118 - - X X X 280.694 - - X X X
3. Pronti contro
termine
- - - X X X - - - X X X
4. Altri - - - X X X - - - X X X
B. Crediti verso
banche
1.230.381 - - 568.514 6.791 650.826 1.171.280 - - 486.951 11.766 658.157
1. Finanziamenti 650.344 - - - - 650.826 657.874 - - - - 658.157
1.1 Conti correnti - - - X X X - - - X X X
1.2. Depositi a
scadenza
- - - X X X - - - X X X
1.3. Altri
finanziamenti:
650.344 - - X X X 657.874 - - X X X
- Pronti contro
termine attivi
37.869 - - X X X - - - X X X
- Finanziamenti
per leasing
- - - X X X - - - X X X
- Altri 612.474 - - X X X 657.874 - - X X X
2. Titoli di debito 580.038 - - 568.514 6.791 - 513.406 - - 486.951 11.766 -
2.1 Titoli
strutturati
134.812 - - 128.699 6.791 - 148.998 - - 137.217 11.766 -
2.2 Altri titoli di
debito
445.225 - - 439.815 - - 364.408 - - 349.735 - -
Totale 1.605.500 - - 568.514 6.791 1.025.944 1.451.974 - - 486.951 11.766 938.852

4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche

Legenda:

L1= Livello 1

L2= Livello 2 L3= Livello 3

Sono inclusi i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di servizi finanziari.

I crediti, ad eccezione dei titoli di debito, sono iscritti al costo ammortizzato, corrispondente al loro fair value e il livello di fair value attribuito risulta essere pari a 3.

Le metodologie utilizzate per la determinazione del fair value sono riportate nella Parte A1 – Parte generale –Sezione 17 "Altre informazioni".

4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Tipologia
operazioni/Valori
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
L1 L2 L3 Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
L1 L2 L3
1. Finanziamenti 34.142.640 221.482 8.631 - - 35.058.020 33.331.875 256.204 14.632 - - 32.583.365
1.1. Conti correnti 1.619.452 21.122 686 X X X 1.721.843 26.159 1.354 X X X
1.2. Pronti contro
termine attivi
8.797 - - X X X - - - X X X
1.3. Mutui 22.818.237 182.403 7.598 X X X 21.600.121 206.872 12.869 X X X
1.4. Carte di
credito, prestiti
personali e
cessioni del
quinto
966.282 15.895 17 X X X 1.206.737 19.951 51 X X X
1.5.
Finanziamenti
per leasing
- - - X X X - - - X X X
1.6. Factoring - - - X X X - - - X X X
1.7. Altri
finanziamenti
8.729.873 2.062 330 X X X 8.803.174 3.223 357 X X X
2. Titoli di debito 6.493.809 - - 6.104.606 370.397 - 7.349.991 - - 6.637.495 575.500 15.244
1. Titoli strutturati 469.796 - - 176.652 288.027 - 612.075 - - 169.163 417.356 15.244
2. Altri titoli di
debito
6.024.013 - - 5.927.954 82.371 - 6.737.916 - - 6.468.332 158.144 -
Totale 40.636.449 221.482 8.631 6.104.606 370.397 35.058.020 40.681.866 256.204 14.632 6.637.495 575.500 32.598.608

I crediti verso la clientela per finanziamenti sono pari a 34.372,8 milioni di euro.

Il valore delle attività impaired acquisite o originate è ascrivibile alla fusione della Cassa di Risparmio di Cento.

Si fornisce di seguito il dettaglio dei finanziamenti erogati alla clientela con indicazione del credito lordo, delle previsioni di perdita, del credito netto e del relativo coverage per categoria.

CREDITI VERSO CLIENTELA PER FINANZIAMENTI TOTALE
€Mln Sofferenze Inadempienze
probabili
"Esposizioni
scadute"
Tot. Crediti
problematici
Crediti performing CREDITI
Valori lordi 2023 267 306 33 605 34.200 34.805
Previsioni di
perdita
2023 217 150 9 376 57 433
Valori netti 2023 49 156 24 229 34.144 34.373
Coverage
puntuali
2023 81,5% 49,0% 27,8% 62,2% 0,2% 1,2%

Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" sono presenti esposizioni in titoli governativi per circa 5.809,4 milioni di euro (4.072,6 milioni di euro Italia, BTP, 740,2 milioni di euro altri paesi, 456,5 milioni di euro Spagna e 283,7 milioni di euro Portogallo, e obbligazioni, per circa 996,6 milioni di euro, emessi dall'Unione Europea).

Sono presenti coperture di fair value hedge su titoli di Stato, italiani, a tasso fisso (BTP), ed esteri. La copertura è di tipo fair value hedge attuata attraverso la designazione di appositi strumenti di copertura (Interest Rate Swap) con copertura specifica del c.d. "rischio tasso" su detti titoli; la relazione venuta così a crearsi fra Hedged Item e Hedging Instrument ha comportato la redazione di una specifica documentazione che formalizza la relazione di copertura ed ha altresì usufruito delle particolari regole di contabilizzazione dell'Hedge Accounting. Si segnala che sono stati effettuati i test di efficacia (sia prospettici che retrospettivi) con esito positivo.

Sono presenti nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", al 31 dicembre 2023, 380 milioni di Euro di ABS emessi da veicoli terzi, collegati a crediti originati in Europa, con preponderanza della componente di origination francese (140.4 milioni di Euro). Il portafoglio è costituito da differenti tipologie di ABS con una prevalenza delle cartolarizzazioni di mutui residenziali, che incidono per il 51,9%.

Paese Controvalore (migliaia
Euro)
% Esposizione
FRANCIA 140.449 37,0
GERMANIA 87.135 22,9
SPAGNA 62.622 16,5
PAESI BASSI 49.358 13,0
ITALIA 25.755 6,8
IRLANDA 13.572 3,6
PORTOGALLO 531 0,1
REGNO UNITO 280 0,1
TOTALE 379.702 100,0

L'attuale esposizione suddivisa per rischio paese è così composta:

Il portafoglio delle cartolarizzazioni è diversificato su 24 emittenti e 28 emissioni, con massima concentrazione pari a 29,7 milioni di Euro per singola emissione e 62,6 milioni di Euro per singolo emittente.

Si è adottata anche la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzioni "Cap". Sono presenti, inoltre, coperture di Cash Flow Hedge su erogazioni di mutui a tasso variabile.

4.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione per debitori/emittenti dei crediti verso clientela

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Tipologia operazioni/Valori Primo e
secondo stadio
Terzo stadio Attività impaired
acquisite o
originate
Primo e
secondo stadio
Terzo stadio Attività impaired
acquisite o
originate
1. Titoli di debito 6.493.809 - - 7.349.991 - -
a) Amministrazioni
pubbliche
5.809.288 - - 6.450.363 - -
b) Altre società
finanziarie
684.521 - - 851.806 - -
di cui: imprese di
assicurazione
- - - - - -
c) Società non
finanziarie
- - - 47.821 - -
2. Finanziamenti verso: 34.142.640 221.482 8.631 33.331.875 256.204 14.632
a) Amministrazioni
pubbliche
510.106 78 - 523.237 92 -
b) Altre società
finanziarie
7.169.666 149 876 6.207.256 59 1.769
di cui: imprese di
assicurazione
64.234 - - 27.519 - -
c) Società non
finanziarie
12.981.966 72.721 4.499 13.047.488 77.919 8.843
d) Famiglie 13.480.902 148.534 3.256 13.553.893 178.134 4.019
Totale 40.636.449 221.482 8.631 40.681.866 256.204 14.632

4.4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con
basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Write-off
parziali
complessivi
Titoli di debito 7.079.720
-
-
-
- 5.873
-
- - -
Finanziamenti 33.268.157 161.753 1.956.992 595.830 10.613 25.971 31.077 374.348 1.981 17.357
Totale 31/12/2023 40.347.877 161.753 1.956.992 595.830 10.613 31.844 31.077 374.348 1.981 17.357
Totale 31/12/2022 40.264.456 197.630 1.941.208 629.650 16.984 37.716 34.108 373.446 2.352 13.876

Il principio IFRS9 prevede la classificazione delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato in tre stages, in ordine crescente di deterioramento del merito creditizio; a tali categorie si associano misurazioni progressivamente più severe delle riduzioni di valore.

Il valore lordo e le rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired sono comprensivi degli interessi contrattuali maturati.

Sezione 5 – Derivati di copertura – Voce 50

5.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli

FV 31/12/2023 VN FV 31/12/2022 VN
L1 L2 L3 31/12/2023 L1 L2 L3 31/12/2022
A. Derivati finanziari
1. Fair value - 553.020 - 17.334.381 - 1.068.030 -
16.320.747
2. Flussi finanziari - - - - - - -
-
3. Investimenti esteri - - - - - - -
-
B. Derivati creditizi
1. Fair value - - - - - - -
-
2. Flussi finanziari - - - - - - -
-
Totale - 553.020 - 17.334.381 - 1.068.030 - 16.320.747

Legenda:

VN = valore nozionale L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

5.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura

Operazioni/Tipo di copertura Fair Value Flussi finanziari
Specifica Investim.
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale
e indici
azionari
valute e
oro
credito merci altri Generica Specifica Generica esteri
1. Attività finanziarie valutate al
fair value con impatto sulla
redditività complessiva
328.329 - - - X X X - X X
2. Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
60.032 X - - X X X - X X
3. Portafoglio X X X X X X 46.975 X -
X
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 388.361 - - - - - 46.975 - -
-
1. Passività finanziarie 297 X - - - - X - X X
2. Portafoglio X X X X X X - X -
X
Totale passività 297 - - - - - - - -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività e
passività finanziarie
X X X X X X 117.387 X -
-

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso della raccolta a vista della clientela.

La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding della banca. Una quota parte di questa raccolta, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal cosiddetto "effetto vischiosità".

Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:

la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un modello econometrico;

la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.

I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value positivo di 117.387 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTCS.

I derivati di questa tipologia presentano un fair value positivo di 328.329 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTC.

I derivati di questa tipologia presentano un fair value positivo di 60.032 mila euro.

Si è adottata la metodologia contabile del macro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente gli effetti economici delle strategie di copertura attuate. I derivati di copertura relativi a tale strategia presentano un fair value positivo di 46.975 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli emessi a tasso fisso contabilizzati nei "titoli in circolazione".

I derivati di questa tipologia presentano un fair value positivo di 297 mila euro.

Si rimanda alla Sezione della Parte E della nota integrativa per la descrizione delle modalità della copertura.

Sezione 6 – Adeguamento di valore delle attività coperte – Voce 60

6.1 Adeguamento di valore delle attività coperte: composizione per portafogli coperti

Totale Totale
Adeguamento di valore delle attività coperte / Valori 31/12/2023 31/12/2022
1. Adeguamento positivo 38.819 -
1.1 di specifici portafogli: 38.819 -
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 38.819 -
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
1.2 complessivo - -
2. Adeguamento negativo - 190.871
2.1 di specifici portafogli: - 190.871
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - 190.871
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
2.2 complessivo - -
Totale 38.819 190.871

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzioni "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente in modo simmetrico sia i mutui che i derivati di copertura.

Il Macro Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi; i test sono svolti periodicamente durante tutta la vita dell'operazione. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%. Il test di verifica della tenuta prospettica e retrospettiva delle coperture è svolto su base trimestrale.

L'hedge accounting non può essere mantenuto qualora la copertura divenga inefficace (fuori dal range 80%-125%).

Sezione 7 – Partecipazioni – Voce 70

Il valore di bilancio della voce "Partecipazioni" ammonta a 555,8 milioni di euro.

7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi

Denominazioni Sede legale Sede operativa Quota di
partecipazione %
Disponibilità voti %
A. Imprese controllate in via esclusiva
Credem Euromobiliare Private Banking spa Reggio Emilia Reggio Emilia 100,00%
Credemfactor spa Reggio Emilia Reggio Emilia 99,00%
Euromobiliare Fiduciaria spa Milano Milano 100,00%
Credemleasing spa Reggio Emilia Reggio Emilia 99,90%
Credemvita spa Reggio Emilia Reggio Emilia 100,00%
Avvera spa Reggio Emilia Reggio Emilia 100,00%
Magazzini Generale delle Tagliate spa Quattro Castella
(RE)
Quattro Castella (RE) 100,00%
Credemtel spa Reggio Emilia Reggio Emilia 99,00%
Euromobiliare A.M. SGR spa Milano Milano 100,00%
Euromobiliare Advisory Sim spa Milano Milano 100,00%
Credem Private Equity SGR spa Reggio Emilia Reggio Emilia 87,50%
Credem CB srl Conegliano (TV) Conegliano (TV) 70,00%
B. Imprese controllate in modo congiunto
Credemassicurazioni spa Reggio Emilia Reggio Emilia 50,00%

Come da istruzioni della Banca d'Italia l'informativa delle seguenti tabelle non viene fornita nel bilancio individuale delle banche che redigono il bilancio consolidato e, pertanto, si rimanda alle medesime tabelle presenti nella "Sezione 7 – Partecipazioni -" del bilancio consolidato.

7.2 Partecipazioni significative: valore di bilancio, fair value e dividendi percepiti

7.3 Partecipazioni significative: informazioni contabili

7.6 Impegni riferiti a partecipazioni in società controllate in modo congiunto

  • 7.7 Impegni riferiti a partecipazioni in società sottoposte ad influenza notevole
  • 7.9 Altre informazioni

7.5 Partecipazioni: variazioni annue

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
A. Esistenze inziali 385.845 385.845
B. Aumenti 170.000 -
B.1 Acquisti 170.000 -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
B.2 Riprese di valore - -
B.3 Rivalutazioni - -
B.4 Altre variazioni - -
C. Diminuzioni - -
C.1 Vendite - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
C.2 Rettifiche di valore - -
C.3 Svalutazioni - -
C.4 Altre variazioni - -
D. Rimanenze finali 555.845 385.845
E. Rivalutazioni totali - -
F. Rettifiche totali - -

Nel corso dell'esercizio si è registrato gli aumenti di capitale delle partecipazioni in Avvera, per 20 milioni di euro, in Credemvita per 100 milioni di euro e in Credem Euromobiliare Private Banking per 50 milioni, quest'ultimo in seguito al conferimento del ramo d'azienda relativo al canale "Private Banking".

Sezione 8 – Attività materiali – Voce 80

8.1 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo

Attività/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Attività di proprietà 271.844 283.764
a) terreni 123.236 124.408
b) fabbricati 95.760 102.861
c) mobili 8.699 9.547
d) impianti elettronici 12.801 15.343
e) altre 31.347 31.605
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing 110.415 107.971
a) terreni - -
b) fabbricati 109.028 106.816
c) mobili - -
d) impianti elettronici - -
e) altre 1.387 1.155
Totale 382.259 391.735
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -

Le attività materiali sono valutate al costo, al netto degli ammortamenti e di qualsiasi perdita per riduzione di valore accumulate.

Nelle attività materiali è anche ricompreso, ai sensi del principio IFRS16, il Diritto d'Uso (Right of Use) dei beni oggetti di contratti di leasing operativo.

8.2 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al costo

Attività/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Valore di Fair value Valore di Fair value
bilancio L1 L2 L3 bilancio L1 L2 L3
1. Attività di proprietà 4.995 - - 8.695 5.154 - - 9.118
a) terreni 2.414 - - 1.990 2.414 - - 2.393
b) fabbricati 2.581 - - 6.705 2.739 - - 6.725
2. Diritti d'uso acquisiti con il
leasing
- - - - - - - -
a) terreni - - - - - - - -
b) fabbricati - - - - - - - -
Totale 4.995 - - 8.695 5.154 - - 9.118
di cui: ottenute tramite
l'escussione delle garanzie
ricevute
- - - - - - - -

Legenda:

  • L1= Livello 1
  • L2= Livello 2
  • L3= Livello 3

Le attività materiali sono valutate al costo. Il fair value delle attività materiali detenute a scopo di investimento ammonta a 8,7 milioni di euro, ed è stato determinato da valutatori esperti esterni ed indipendenti.

Il fair value indica l'ammontare stimato cui una proprietà o passività dovrebbe essere ceduta e acquistata, alla data di valutazione, da un venditore e da un acquirente privi di legami particolari, entrambi interessati alla compravendita, a condizioni concorrenziali, dopo un'adeguata commercializzazione in cui le parti abbiano agito entrambe in modo informato, consapevole e senza coercizioni. (RICS Red Book VS 3.2, ed. italiana, Marzo 2012). Al 31 dicembre 2023 il Gruppo ha applicato il metodo Comparativo (o del Mercato) per la determinazione del fair value per gli immobili di proprietà a scopo di investimento.

Gli ammortamenti sono calcolati sulla base della vita utile stimata del bene a partire dalla data di entrata in funzione.

La vita utile stimata in anni per le principali classi di cespiti è sotto riportata:
Terreni Non Ammortizzati
Terreni relativi ad immobili terra - cielo Non Ammortizzati
Immobili terra – cielo Sulla base della vita utile risultante dalla perizia per singolo immobile
Immobili non terra - cielo 33 Anni
Mobili 10 Anni
Arredi 10 Anni
Impianti di sollevamento Fino a 14 Anni
Prefabbricati 8 Anni
Macchinari manuali Fino a 10 Anni
Attrezzature varie 10 Anni
Macchinari/banconi blindati/vari 3/5 Anni
Automezzi di trasporto 3 Anni
Impianti di comunicazione 3/4 Anni
Autovetture, moto, ecc. - indeducibili (uso aziendale) 3 Anni
Impianto allarme/microfilm 8 Anni
Hardware edp 5/8 Anni
Diritti d'uso acquisiti con il leasing Sulla base della vita utile risultante del contratto

8.6 Attività materiali ad uso funzionale: variazioni annue

Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre Totale
A. Esistenze iniziali lorde 124.408 295.178 32.248 47.103 138.074 637.011
A.1 Riduzioni di valore totali nette - 192.317 22.700 31.760 106.469 353.247
A.2 Esistenze iniziali nette 124.408 102.861 9.547 15.343 31.605 283.764
B. Aumenti: 4 2.809 4.280 2.022 9.967 19.082
B.1 Acquisti - 2.029 1.673 1.466 5.557 10.724
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - - - - - -
B.3 Riprese di valore - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value
imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - - - - - -
B.6 Trasferimenti da immobili detenuti
a scopo di investimento
- - X X X -
B.7 Altre variazioni 4 780 2.607 556 4.410 8.358
C. Diminuzioni: 1.175 9.910 5.128 4.564 10.226 31.003
C.1 Vendite 852 1.840 1.874 828 2.204 7.598
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
C.2 Ammortamenti - 7.647 1.704 3.715 5.131 18.197
C.3 Rettifiche di valore da
deterioramento imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.4 Variazioni negative di fair value
imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.5 Differenze negative di cambio - - - - - -
C.6 Trasferimenti a: - - - - - -
a) attività materiali detenute a scopo
di investimento
- - X X X -
b) attività non correnti e gruppi di
attività in via di dismissione
- - - - - -
C.7 Altre variazioni 323 423 1.550 21 2.890 5.207
D. Rimanenze finali nette 123.236 95.760 8.699 12.801 31.347 271.844
D.1 Riduzioni di valore totali nette - 197.655 21.783 34.911 106.445 360.795
D.2 Rimanenze finali lorde 123.236 293.415 30.483 47.712 137.792 632.639
E. Valutazione al costo - - - - - -

Nelle voci A.1 e D.1 - Riduzioni di valore totali nette sono riportati gli importi relativi ai fondi ammortamento.

La sottovoce "E - Valutazione al costo" non è valorizzata in quanto, come da istruzioni di Banca d'Italia, la sua compilazione è prevista solo per le attività materiali valutate in bilancio al fair value.

Nelle voci B.7 - Altre variazioni, C.1 – Vendite e C.7 – Altre variazioni, sono riportati i valori delle attività materiali relativi al conferimento del ramo d'azienda "Polo Private" a Credem Euromobiliare Private Banking.

8.6 bis Attività materiali ad uso funzionale (diritti d'uso acquisiti con il leasing): variazioni annue

Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre Totale
A. Esistenze iniziali lorde - 176.089 - - 3.518 179.606
A.1 Riduzioni di valore totali nette - 69.272 - - 2.363 71.636
A.2 Esistenze iniziali nette - 106.816 - - 1.155 107.971
B. Aumenti: - 39.405 - - 2.980 42.385
B.1 Acquisti - 33.207 - - 1.167 34.375
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - - - - - -
B.3 Riprese di valore - 50 - - - 50
B.4 Variazioni positive di fair value
imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - - - - - -
B.6 Trasferimenti da immobili detenuti
a scopo di investimento
- - X X X -
B.7 Altre variazioni - 6.148 - - 1.813 7.960
C. Diminuzioni: - 37.193 - - 2.748 39.941
C.1 Vendite - 5.925 - - 448 6.373
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
C.2 Ammortamenti - 20.137 - - 712 20.849
C.3 Rettifiche di valore da
deterioramento imputate a
- 64 - - - 64
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - 64 - - - 64
C.4 Variazioni negative di fair value
imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.5 Differenze negative di cambio - - - - - -
C.6 Trasferimenti a: - - - - - -
a) attività materiali detenute a scopo
di investimento
- - X X X -
b) attività non correnti e gruppi di
attività in via di dismissione
- - - - - -
C.7 Altre variazioni - 11.067 - - 1.588 12.655
D. Rimanenze finali nette - 109.028 - - 1.387 110.415
D.1 Riduzioni di valore totali nette - 83.517 - - 1.262 84.779
D.2 Rimanenze finali lorde - 192.545 - - 2.649 195.194
E. Valutazione al costo - - - - - -

Si fornisce anche la tabella di movimentazione dei diritti d'uso acquisiti con il leasing in quanto tali attività sono rilevanti.

Nelle voci B.7 - Altre variazioni, C.1 – Vendite e C.7 – Altre variazioni, sono riportati i valori delle attività materiali relativi al conferimento del ramo d'azienda "Polo Private" a Credem Euromobiliare Private Banking.

8.7 Attività materiali detenute a scopo di investimento: variazioni annue

Totale
Terreni Fabbricati
A. Esistenze iniziali 2.414 2.739
B. Aumenti - -
B.1 Acquisti - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - -
B.3 Variazioni positive di fair value - -
B.4 Riprese di valore - -
B.5 Differenze di cambio positive - -
B.6 Trasferimenti da immobili ad uso funzionale - -
B.7 Altre variazioni - -
C. Diminuzioni - 159
C.1 Vendite - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
C.2 Ammortamenti - 159
C.3 Variazioni negative di fair value - -
C.4 Rettifiche di valore da deterioramento - -
C.5 Differenze di cambio negative - -
C.6 Trasferimenti a: - -
a) immobili ad uso funzionale - -
b) attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
C.7 Altre variazioni - -
D. Rimanenze finali 2.414 2.581
E. Valutazione al fair value 1.990 6.705

Sezione 9 – Attività immateriali – Voce 90

9.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività

Attività/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A.1 Avviamento X 240.060 X 240.060
A.2 Altre attività immateriali 160.856 - 152.299 -
di cui: software 146.344 - 135.677 -
A.2.1 Attività valutate al costo: 160.856 - 152.299 -
a) Attività immateriali generate internamente 15.444 - 15.532 -
b) Altre attività 145.412 - 136.767 -
A.2.2 Attività valutate al fair value: - - - -
a) Attività immateriali generate internamente - - - -
b) Altre attività - - - -
Totale 160.856 240.060 152.299 240.060

La voce "Altre attività" è composta prevalentemente da software e dalla "Customer Relationship" relativa alle acquisizioni degli sportelli dei rami d'azienda e alla fusione della Cassa di Risparmio di Cento.

Gli ammortamenti sono calcolati sulla base della vita utile stimata del bene a partire dalla data di entrata in funzione

La vita utile stimata in anni per le principali classi di cespiti è sotto riportata:

Customer Relationship Corporate rami d'azienda da 5 a 13 anni
Customer Relationship Retail rami d'azienda
Customer Relationship Retail ex Cassa di Risparmio
di Cento
da 18 a 19 anni
Da 11 a 32 anni
Software 5 anni

9.2 Attività immateriali: variazioni annue

Avviamento Altre attività immateriali:
generate internamente
Altre attività immateriali:
altre
Totale
DEF INDEF DEF INDEF
A. Esistenze iniziali 240.060 58.979 - 547.273 - 846.312
A.1 Riduzioni di valore totali nette - 43.446 - 410.506 - 453.952
A.2 Esistenze iniziali nette 240.060 15.532 - 136.767 - 392.360
B. Aumenti - 5.834 - 75.963 - 81.797
B.1 Acquisti - 5.834 - 50.882 - 56.716
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - - - -
B.2 Incrementi di attività immateriali interne X - - - - -
B.3 Riprese di valore X - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive - - - - - -
B.6 Altre variazioni - - - 25.081 - 25.081
C. Diminuzioni - 5.923 - 67.317 - 73.240
C.1 Vendite - - - - - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - - - -
C.2 Rettifiche di valore - 5.923 - 42.236 - 48.159
- Ammortamenti X 5.923 - 42.236 - 48.159
- Svalutazioni - - - - - -
+ patrimonio netto X - - - - -
+ conto economico - - - - - -
C.3 Variazioni negative di fair value: - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti in via di
dismissione
- - - - - -
C.5 Differenze di cambio negative - - - - - -
C.6 Altre variazioni - - - 25.081 - 25.081
D. Rimanenze finali nette 240.060 15.444 - 145.412 - 400.916
D.1 Rettifiche di valori totali nette - 49.369 - 427.660 - 477.029
E. Rimanenze finali lorde 240.060 64.813 - 573.073 - 877.946
F. Valutazione al costo - - - - - -

Legenda

DEF: a durata definita INDEF: a durata indefinita

La sottovoce "F - Valutazione al costo" non è valorizzata in quanto, come da istruzioni di Banca d'Italia, la sua compilazione è prevista solo per le attività immateriali valutate in bilancio al fair value.

Gli incrementi delle attività immateriali sono principalmente riferibili a nuovi sviluppi applicativi.

Gruppi filiali/banche Anno di fusione o
di acquisizione
Valore di
bilancio
Filiali Deutsche Bank 1998 2.695
B.C.C. Curinga 1998 917
B.C.C. San Giovanni Gemini 1998 452
Banca dei Comuni Nolani 1998 274
Banca della Provincia di Napoli 1998 58
B.C.C. Alto Crotonese 1999 161
B.C.C. Fortore Miscano 1999 1.378
Banca Popolare Andriese 2000 16.241
Netium 2001 9
Banca di Latina 2003 3.516
Filiali Banco Popolare 2008 119.926
Filiali Unicredit 2008 94.433
TOTALI AVVIAMENTI 240.060

Si fornisce il dettaglio degli avviamenti con il riferimento all'anno di acquisizione o fusione dell'entità relativa:

9.3 Attività immateriali: altre informazioni

Impairment test sugli avviamenti

Il principio contabile IAS 36 richiede che, almeno annualmente, l'ammontare dell'avviamento iscritto a bilancio sia sottoposto a Impairment Test.

Il test di impairment è svolto raffrontando il valore contabile delle CGU a cui è allocato l'avviamento con il valore recuperabile dalle stesse. Laddove tale valore risultasse inferiore al valore contabile deve essere rilevata una rettifica di valore.

Il valore recuperabile della CGU è il maggiore tra il suo fair value al netto dei costi di vendita ed il suo valore d'uso.

Il principio aggiunge che nello svolgimento del test di impairment non è necessario definire sia il valore d'uso che il fair value, ma è sufficiente che almeno uno dei due sia superiore al valore contabile per confermare l'assenza di una perdita durevole di valore.

La Banca si è dotata di una specifica procedura di Impairment Test, approvata dal Consiglio di Amministrazione; nello specifico le metodologie e gli assunti della procedura di impairment test definiti dal management sono stati approvati dal Consiglio di Amministrazione preliminarmente all'approvazione del progetto di bilancio al 31 dicembre 2023.

Ai fini della redazione del Bilancio al 31 dicembre 2023, la CGU a cui sono attribuiti gli avviamenti iscritti è la CGU Banking. Poiché l'identificazione delle CGU richiede di analizzare le caratteristiche gestionali e le modalità di reporting utilizzate dalla Direzione e poiché la logica di assunzione di decisioni strategiche da parte della Direzione della Capogruppo è quella del Gruppo nel suo complesso, e non della Capogruppo come entità singola, la CGU è stata individuata a livello consolidato.

La definizione delle CGU, considerato il modello organizzativo adottato da Credito Emiliano, prescinde dall'articolazione delle entità giuridiche in quanto le partecipazioni sono aggregate in CGU di maggiori dimensioni. Pertanto l'impairment test svolto a livello consolidato assume rilevanza anche a livello di bilancio separato (si rimanda a quanto già riportato nella Sezione 10 della Nota Integrativa consolidata).

Sezione 10 – Le attività fiscali e le passività fiscali – Voce 100 dell'attivo e Voce 80 del Passivo

Le attività fiscali e le passività fiscali correnti comprendono l'ammontare netto (debito o credito) IRES ed IRAP, al netto dei crediti d'imposta e degli acconti, e l'addizionale IRES, prevista per gli intermediari finanziari ai sensi dell'art.12, comma 3, del Decreto Legislativo n.142 del 29 novembre 2018.

Ai fini delle imposte dirette, risultano definiti, per decorrenza dei termini di cui all'art. 43 del D.P.R. 29/9/1973, n. 600, i periodi di imposta chiusi al 31/12/2017.

Nel corso del 2023 non sono insorte nuove controversie rilevanti con radicamento del relativo contenzioso, salvo alcuni accertamenti di Enti locali per tributi propri, avvisi bonari su controlli formali dell'Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni fiscali o avvisi di liquidazione per imposta di registro su atti giudiziari per i quali sono state messe in atto specifiche attività stragiudiziali volte alla definizione per annullamento in autotutela dei provvedimenti accertativi e, in casi isolati, attività giudiziali.

Sono in essere 15 procedimenti contenziosi, afferenti principalmente a tributi locali o conseguenti a dinieghi su istanze di rimborso di imposte presentate dalla Banca. Relativamente a tali contenziosi non sono emersi rischi effettivi o quanto meno il rischio stimato è apparso remoto. Per questa ragione non sono stati effettuati accantonamenti specifici.

Iscrizione e misurazione di attività per imposte differite

Nell'attivo dello stato patrimoniale sono presenti le "attività fiscali per imposte anticipate", DTA ovvero Deferred Tax Asset, principalmente derivanti da differenze temporanee tra la data di iscrizione nel conto economico di costi e la data alla quale i costi medesimi potranno essere dedotti. Tali attività iscritte in bilancio si riferiscono a differenze temporanee recuperabili in un arco temporale abbastanza lungo.

Le attività per imposte anticipate sono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero, valutata con il "Probability test" previsto dallo IAS12 sulla base della capacità fiscale della Banca e delle società del Gruppo di generare con continuità redditi imponibili positivi nei futuri esercizi, tenuto conto delle disposizioni fiscali vigenti.

L'ammontare delle imposte anticipate iscritto in bilancio viene sottoposto a test ogni anno, per verificare se sussista o meno la ragionevole probabilità che la società interessata consegua in futuro risultati imponibili tali da consentire un riassorbimento delle imposte anticipate iscritte nei precedenti periodi d'imposta.

Con riferimento all'iscrivibilità delle attività per imposte anticipate ed al loro mantenimento in bilancio è opportuno richiamare alcune importanti modifiche normative introdotte nel 2011 in materia fiscale che, prevedendo la trasformazione delle attività per imposte anticipate in crediti di imposta in predeterminate ipotesi, hanno introdotto la modalità di recupero delle imposte anticipate attive tale da assicurare il loro riassorbimento a prescindere dalla capacità di generare una redditività.

Le disposizioni di cui all'art.2, commi da 55 a 58, del D.L. 225/2010, c.d. Decreto Milleproroghe 2010, hanno introdotto la disciplina della trasformazione in credito di imposta delle attività per imposte anticipate in ipotesi di rilevazione di una "perdita civilistica". Rientrano nella presente disciplina le imposte anticipate iscritte in bilancio in relazione sia alle svalutazioni di crediti non ancora dedotte ai sensi dell'art.106, comma 3, del Tuir, sia al valore dell'avviamento e delle altre attività immobiliari ai sensi dell'art.103 del Tuir, i cui componenti negativi sono deducibili nei periodi di imposta successivi. Successivamente la Legge 22 dicembre 2011 n.214, di seguito 214/2011, con la conversione delle disposizioni contenute nel Decreto Legge 201/2011 ha apportato importanti modifiche alla disciplina della trasformazione delle imposte anticipate estendendone l'ambito oggettivo di applicazione all'ipotesi di conseguimento di una perdita fiscale ai fini IRES.

Le modifiche introdotte dalla Legge 147/2013 hanno esteso la trasformazione delle imposte anticipate Irap stanziate sia sulle quote delle rettifiche di valore sui crediti, sia sulle quote di ammortamento di avviamenti e altre attività materiali rinviate negli esercizi successivi nelle ipotesi di rilevazione di una perdita civilistica e di conseguimento ai fini Irap di un valore della produzione netta negativo.

Quindi, nelle ipotesi di una perdita civilistica o di una perdita fiscale o un valore della produzione netta Irap negativo, le attività per imposte anticipate Ires/Irap riferite alle rettifiche di valore su crediti non ancora dedotte dal reddito imponibile e le attività per impose anticipate riconducibili al valore dell'avviamento e delle altre attività immateriali, i cui componenti negativi sono deducibili in più periodi di imposta, sono trasformate in credito di imposta secondo le previsioni delle Legge 214 del 22 dicembre 2011 (compensazione senza limiti con qualsiasi tipo di tributo, incluso ritenute e contributi).

Da segnalare inoltre come l'articolo 11 del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni dalla legge 30 giugno 2016, n. 119, stabilisce che le imprese interessate dalle disposizioni che prevedono la trasformazione in crediti d'imposta delle attività per imposte anticipate – di cui all'articolo 2, commi da 55 a 57, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 – possono optare per il mantenimento dell'applicazione delle predette disposizioni, attraverso il versamento di un canone.

L'opzione ha lo scopo di consentire alle società che hanno DTA qualificate al 31 dicembre 2015 di mantenere il diritto di trasformarle in crediti d'imposta nel caso che in futuro si verifichino le situazioni di perdita civilistica o fiscale o liquidazione prevista all'articolo 2, commi da 55 al 56 ter del Dl 225 del 2010.

Oltre a ciò, il regime di deducibilità ai fini Ires e Irap delle svalutazioni crediti e delle perdite su crediti, verso la clientela, degli enti creditizi e finanziari e delle imprese di assicurazione è stato modificato dal Decreto Legge n.83 del 27 giugno 2015, art.16, introducendo, al posto della deducibilità annuale in misura di un quinto per ciascun anno, la deducibilità integrale, a partire dall'esercizio 2016, di tali componenti negativi di reddito nell'esercizio in cui sono rilevati in bilancio, mentre le svalutazioni relative all'esercizio 2015 erano deducibili al 75% nell'anno di pertinenza, mentre il restante 25% sarà deducibile, insieme agli stock di svalutazioni e perdite non ancora dedotte presenti al 31 dicembre 2014, in dieci anni con differenti percentuali di deduzione.

La legge 30 dicembre 2018, n.145, nota come Legge di Bilancio 2019, ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2018 al 2026.

Sempre la stessa legge ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 in quattro quote annuali dal 2022 al 2025.

La legge di Bilancio n.160 del 27 dicembre 2019, nota come Legge di Bilancio 2020, ha disposto il rinvio a partire dal 2019 e fino al 2029 della deduzione secondo diverse misure percentuali delle quote di ammortamento relative al valore dell'avviamento e delle altre attività immateriali che hanno dato luogo all'iscrizione di imposte anticipate che non erano ancora state dedotte nel 2017 ed in particolare ai quei valori relativi ad avviamenti ed altre attività immateriali iscritti nel bilancio consolidato e riferibili ai maggiori valori contabili delle partecipazioni di controllo acquisite ed iscritte nel bilancio per effetto di operazioni straordinarie.

La stessa legge ha inoltre previsto, ai commi 1067 -1068, che i componenti reddituali derivanti dall'adozione del modello di rilevazione del fondo a copertura delle perdite attese su crediti di cui al par.5.5 IFRS9, ed iscritti a bilancio in sede di prima adozione del medesimo principio contabile, siano deducibili dalla base imponibile IRES ed IRAP nella misura del 10 per cento del loro ammontare nel periodo di imposta di prima adozione e per il restante 90 per cento in quote costanti nei nove periodi di imposta successivi.

Sempre la stessa legge ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 in cinque quote annuali dal 2025 al 2029 ed ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 al 2028.

L'art. 110 del DL 14 agosto 2020, n. 104 (c.d. decreto "Agosto") ha reintrodotto, nell'ambito delle disposizioni che prevedono la rivalutazione (anche solo civilistica) dei beni d'impresa nel bilancio 2020, la possibilità, per le società che redigono il bilancio d'esercizio secondo i principi contabili IAS/IFRS, di riallineare le divergenze tra valori fiscali e contabili relativi ai beni materiali e immateriali (esclusi i bene merce) ed alle partecipazioni immobilizzate.

Sui maggiori valori riallineati è applicata un'imposta sostitutiva dell'IRES e dell'IRAP pari al 3%, da versare in un massimo di tre rate annuali entro il termine per il versamento a saldo delle imposte sui redditi; è inoltre necessario "vincolare" una riserva di patrimonio (in regime di sospensione di imposta) per un importo pari alle divergenze riallineate al netto dell'imposta sostitutiva.

Sono riallineabili i valori relativi a "i beni d'impresa e le partecipazioni" risultanti dal bilancio dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2019 ed individuati (come già avvenuto per previgenti regimi simili) secondo le disposizioni relative al regime di rivalutazione/riallineamento della legge n. 342/2000. In tal senso, possono riallinearsi le divergenze che si creano ordinariamente per effetto dell'utilizzo del criterio del fair value nella valutazione dei beni (ad esempio, per gli immobili) ovvero quelle originate da operazioni straordinarie fiscalmente neutrali.

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA Il gruppo ha provveduto ad allineare i valori fiscali ai maggiori valori civilistici dei beni di impresa iscritti nel bilancio al 31 dicembre 2020, per un importo di circa 96 milioni di euro, e già presenti nel bilancio chiuso al 31/12/2019 e il riallineamento ha interessato gli immobili interamente di proprietà, c.d. terra/cielo, che in sede di prima applicazione dei principi contabili internazionali IAS, per poter permettere lo scorporo del valore del terreno dal valore dei fabbricati, furono valutati al fair value. La perizia esterna di valutazione, fu suddivisa tra il valore dei terreni ed il valore dei fabbricati sovrastanti. Ai fini fiscali non si è potuto tener conto di questi maggiori valori di bilancio, proseguendo con il piano di ammortamento in base alle aliquote fiscalmente già riconosciute in passato.

A seguito di questo riallineamento è stata contabilizzata, nell'esercizio 2020, l'imposta sostitutiva del 3%, ammontante a 2,8 milioni di euro, e sono state stornate le relative imposte differite stanziate per effetto della rivalutazione effettuata in sede di prima applicazione dei principi contabili internazionali. L'effetto positivo netto che ha interessato il conto economico del 2020 è stato pari a 22,8 milioni di euro.

Inoltre la Legge di bilancio 2021, articolo 1, comma 83, legge 178/2020 ha esteso questa possibilità anche agli avviamenti risultanti dal bilancio in corso al 31 dicembre 2020 con il pagamento di un'imposta sostitutiva del 3% che permette di riconoscere anche fiscalmente i maggiori valori civilistici iscritti in bilancio rispetto ai minori valori fiscali. In bilancio sono iscritti anche avviamenti, che non hanno mai avuto rilevanza fiscale, riferiti alle incorporazioni effettuate negli esercizi precedenti per 23,5 milioni di euro. A seguito di questo riallineamento è stata contabilizzata, nell'esercizio 2020, l'imposta sostitutiva del 3%, ammontante a 0,8 milioni di euro, e sono state iscritte le relative imposte differite attive, seguendo quanto riportato dall'applicazione n.1 del febbraio 2009 dell'Organismo Italiano di Contabilità. L'effetto positivo netto che ha interessato il conto economico del 2020 è stato pari a 4,5 milioni di euro.

La Legge di Bilancio 2022 (Legge n.234 del 30/12/2021) ha stabilito, ai sensi dell'art. 1 comma 622, che la deduzione fiscale dei valori rivalutati per beni immateriali (che fiscalmente si ammortizzano in 18 anni, a norma dell'articolo 103 del Tuir), debba avvenire, partendo dal 2021, in 50 anni, terminando dunque nell'anno 2070. Pertanto, le imposte differite attive iscritte per 23,5 milioni di euro relative al valore degli avviamenti riallineati saranno riassorbite entro l'arco temporale di 50 anni, rispetto ai 18 anni inizialmente previsti.

Nel corso dell'anno 2021, gli impatti di natura fiscale hanno tenuto conto della fusione per incorporazione di Cassa Risparmio di Cento S.p.A. L'operazione straordinaria è rappresentata nel bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2021 in base al c.d. "acquisition method", previsto dall'IFRS 3, dedicato alla rappresentazione contabile delle aggregazioni aziendali (c.d. "business combinations"). In particolare, il c.d. "acquisition method" impone che, in caso di fusione per incorporazione, l'operazione abbia un riflesso nel bilancio d'esercizio, tramite un processo di "purchase price allocation" ("PPA") basato sul fair value delle attività e delle passività della società incorporata. Tale criterio di contabilizzazione può generare differenze tra il valore contabile determinato a seguito dell'operazione di fusione e il valore contabile delle stesse poste indicato nell'ultimo bilancio dell'incorporata.

Nel caso specifico, nel bilancio al 31/12/2021, le differenze hanno concorso a determinare: i) l'iscrizione di un avviamento negativo (c.d. "badwill", fiscalmente non riconosciuto, ai sensi dell'art.172 del TUIR), pari a euro 97 mln, che è stato contabilizzato nel conto economico come provento e determinato dalla differenza negativa tra il minor valore di fair value del "corrispettivo" e il maggior valore di fair value delle attività e passività acquisite a seguito dell'incorporazione; ii) l'iscrizione di ulteriori poste contabili (fiscalmente rilevanti) relative a svalutazioni e rivalutazioni di crediti NPL, time deposit e fondi immobiliari, per un ammontare complessivo netto di 23 milioni di euro; iii) l'assorbimento delle DTA riferibili a perdite fiscali pregresse, per un ammontare complessivo di 36 milioni di euro.

Nel corso del 2022, l'art. 42 comma 1, del DL 17/2022 convertito dalla Legge 34/2022, ha previsto che, la quota relativa alle svalutazioni e alle perdite su crediti pari al 12% che sarebbe stata oggetto di deduzione sia ai fini IRES che IRAP nel periodo di imposta 2022, sia rinviata in quattro quote costanti da dedursi dal 2023 al 2026. In ciò sta la modifica apportata nell'iter di conversione del decreto, che in origine colpiva la deduzione del 2021 rinviandola ai successivi quattro periodi di imposta (dal 2022 al 2025). Inoltre il comma 1-bis dell'art 42 in sede dell'iter di conversione in Legge, ha modificato il comma 1056 della Legge 145/2018, per cui la quota del 10% rinviata ai fini IRES e IRAP al 2026, viene anticipata e ammessa in deduzione al 31 dicembre 2022 per il 53%, mentre la restante parte (47%) rimane al 2026.

Nel corso del 2023, l'art. 1 co. 49 - 51 della L. 213/2023 interviene nuovamente sul regime transitorio di deducibilità, ai fini IRES e IRAP, delle svalutazione su crediti di banche, stabilendo il differimento, in quote costanti, al periodo d'imposta in corso al 31.12.2027 e al successivo, della deduzione della quota dell'1% dell'ammontare dei componenti negativi prevista per il periodo d'imposta in corso al

31.12.2024 e della quota del 3% dell'ammontare dei componenti negativi prevista per il periodo d'imposta in corso al 31.12.2026.

10.1 Attività per imposte anticipate: composizione

IRES IRAP Totale
Rettifiche di valore su crediti verso clientela 37.860 4.755 42.615
Svalutazione di strumenti finanziari 77.965 15.791 93.757
Spese di rappresentanza ed avviamento 8.629 1.748 10.377
Crediti di firma, revocatorie fallimentari e cause legali in corso 1.426 - 1.426
Accantonamenti per spese per il personale 19.324 3.914 23.238
Altre 37.593 372 37.965
Totale 182.797 26.580 209.377

10.2 Passività per imposte differite: composizione

IRES IRAP Totale
Plusvalenze strumenti finanziari 1.313 769 2.082
Accantonamenti effettuati esclusivamente in ambito fiscale 61.468 12.450 73.918
Altre residuali 4.473 566 5.040
Totale 67.254 13.785 81.039

10.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico)

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Importo iniziale 148.025 165.390
2. Aumenti 27.999 23.546
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 27.999 23.546
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) riprese di valore - -
d) altre 27.999 23.546
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - -
3. Diminuzioni 51.509 40.912
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio 47.269 40.912
a) rigiri 47.269 40.912
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - -
c) dovute a mutamento di criteri contabili - -
d) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni: 4.240 -
a) trasformazione in crediti d'imposta di cui alla legge.n.214/2011 - -
b) altre 4.240 -
4. Importo finale 124.515 148.025

Nella voce 3.3 – Altre diminuzioni, b) altre, sono riportati i valori delle imposte anticipate relative al conferimento del ramo d'azienda relativo al canale "Private Banking" a Credem Euromobiliare Private Banking.

10.3 bis Variazioni delle imposte anticipate di cui alla L. 214/2011

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Importo iniziale 67.658 77.940
2. Aumenti - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
3. Diminuzioni 21.563 10.282
3.1 Rigiri 21.563 10.282
3.2 Trasformazione in crediti d'imposta - -
a) derivante da perdite di esercizio - -
b) derivante da perdite fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4. Importo finale 46.095 67.658

Per ragioni di trasparenza informativa vengono fornite le variazioni delle imposte anticipate di cui alla Legge 214/2011; sono rivenienti principalmente da svalutazione su crediti, ex art. 106, comma 3, DPR 917/86 (42,6 milioni di euro) e da affrancamento su avviamenti (3,5 milioni di euro).

10.4 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del conto economico)

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Importo iniziale 75.238 71.518
2. Aumenti 3.939 3.939
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 3.939 3.939
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 3.939 3.939
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
3. Diminuzioni 219 219
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio 219 219
a) rigiri 219 219
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
4. Importo finale 78.957 75.238

10.5 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del patrimonio netto)

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Importo iniziale 108.428 6.754
2. Aumenti 130 103.979
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 130 103.979
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 130 103.979
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
3. Diminuzioni 23.695 2.305
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio 23.695 2.305
a) rigiri 23.695 2.305
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - -
c) dovute al mutamento di criteri contabili - -
d) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
4. Importo finale 84.862 108.428

10.6 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del patrimonio netto)

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Importo iniziale 6.216 24.316
2. Aumenti 146 416
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 146 416
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento dei criteri contabili - -
c) altre 146 416
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - -
3. Diminuzioni 4.281 18.516
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio 4.281 18.516
a) rigiri 4.281 18.516
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4. Importo finale 2.082 6.216

Sezione 12 – Altre attività – Voce 120

12.1 Altre attività: composizione

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Assegni negoziati da compensare 48.603 48.304
Operazioni su titoli in lavorazione 1.601 1.190
Assegni in corso di lavorazione 672 668
Operazioni relative a servizi di pagamento in corso di lavorazione 85.657 69.140
Operazioni relative a servizi di pagamento in corso di maturazione 29.346 30.743
Ratei attivi 3.266 1.229
Risconti attivi 20.144 18.599
Assegni ed effetti insoluti ad al protesto tratti sull'azienda e su terzi 751 756
Migliorie e spese incrementative su beni di terzi 14.339 14.695
Debitori diversi per fatture emesse 34.805 21.383
Debitori diversi 661.029 520.950
Partite viaggianti con le filiali 20.462 17.488
Totale 920.676 745.144

Le operazioni relative a servizi di pagamento in corso di lavorazione/maturazione sono relative ad addebiti ricevuti ma non ancora addebitati sui conti della clientela.

Non sono presenti impairment loss (IFRS 9) su crediti relativi a contratti con la clientela e contract assets.

Nella voce "Risconti attivi" sono presenti anche costi sostenuti per l'ottenimento dei contratti verso promotori finanziari, di competenza di esercizi futuri, pari a 13,5 milioni di euro. La movimentazione della voce è la seguente:

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Importo iniziale 12.406 13.279
2. Aumenti 6.401 5.661
2.1 Altri aumenti 6.401 5.661
3. Diminuzioni 5.278 6.534
3.1 ammortamenti 5.278 6.534
4. Importo finale 13.529 12.406

Di seguito si riporta il dettaglio dei "Debitori diversi:

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Crediti d'imposta 596.514 497.196
Contenzioso non creditizio 922 993
Altri debitori diversi 63.593 22.761
Totale 661.029 520.950

Nella voce "crediti d'imposta" sono presenti le attività fiscali connesse con l'attività di sostituto d'imposta.

Sono presenti crediti di imposta ai sensi del D.L. n.18/2020 (Cura Italia) e D.L. n.34/2020 (Rilancio) (eco bonus e sisma bonus) per un controvalore complessivo di 452,8 milioni di euro.

Passivo

Sezione 1 – Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 10

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Tipologia operazioni/Valori Fair Value Fair Value
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Debiti verso banche centrali 2.149.620 X X X 5.584.256 X X X
2. Debiti verso banche 9.897.388 X X X 4.525.553 X X X
2.1 Conti correnti e depositi a vista 318.486 X X X 862.477 X X X
2.2 Depositi a scadenza 6.207.576 X X X 1.222.786 X X X
2.3 Finanziamenti 3.370.470 X X X 2.439.945 X X X
2.3.1 Pronti contro termine passivi 3.355.734 X X X 2.420.997 X X X
2.3.2 Altri 14.737 X X X 18.947 X X X
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri
strumenti patrimoniali
- X X X - X X X
2.5 Debiti per leasing - X X X - X X X
2.6 Altri debiti 855 X X X 346 X X X
Totale 12.047.008 - 3.355.734 8.691.274 10.109.810 - 2.420.997 7.688.813

1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

I debiti sono iscritti al costo ammortizzato, corrispondente al loro fair value.

I debiti verso banche sono rappresentati principalmente da debiti a vista o a breve termine a tasso variabile, e non è stata posta in essere alcun tipo di copertura.

La voce "1.Debiti verso banche centrali" accoglie le operazioni di rifinanziamento effettuate con la Banca Centrale Europea.

L'utilizzo del canale di rifinanziamento tramite la BCE, a fine 2023, è rappresentato dalla partecipazione alle operazioni di TLTRO III per 740 milioni di euro di valore nominale e da operazioni MRO, con scadenza ad 1 settimana, per un valore pari a 1,4 miliardi di euro di valore nominale. Nel mese di marzo, è stata rimborsata alla naturale scadenza la tranche TLTRO III.3 per l'importo residuo di 200 milioni di euro. Inoltre, nel mese di giugno 2023, è stata rimborsata anche la tranche TLTRO III.4 di complessivi 4,52 miliardi di euro, giunta anch'essa a naturale scadenza. Alla stessa data, a fine giugno 2023, è stata effettuata anche un'operazione di MRO settimanale di nominali 280 milioni di euro. E' stata inoltre effettuata un'altra operazione di MRO a fine di settembre (per un importo nominale di 300 milioni di euro). Sempre nel corso del mese di settembre è stata rimborsata anche la tranche TLTRO III.5 di complessivi 200 milioni di euro giunta a naturale scadenza.

1.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- -- --
Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Tipologia operazioni/Valori VB Fair Value Fair Value
L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Conti correnti e depositi a vista 26.507.005 X X X 32.776.086 X X X
2. Depositi a scadenza 3.839.896 X X X 942.005 X X X
3. Finanziamenti 4.970.897 X X X 2.870.591 X X X
3.1 Pronti contro termine passivi 4.470.001 X X X 2.355.113 X X X
3.2 Altri 500.896 X X X 515.478 X X X
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti
patrimoniali
- X X X - X X X
5. Debiti per leasing 115.119 X X X 112.191 X X X
5. Altri debiti 248.079 X X X 265.550 X X X
Totale 35.680.995 - 4.470.001 31.210.994 36.966.423 - 2.355.113 34.611.310

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

I debiti sono iscritti al costo ammortizzato, corrispondente al loro fair value e il livello di fair value attribuito risulta essere pari a 3, ad eccezione del livello di fair value dei pronti contro termine a cui è attributo il valore 2.

Nella voce Debiti per leasing è ricompreso, ai sensi del principio IFRS16, il Debito per leasing (Lease Liability), pari al valore attuale dei canoni previsti e non ancora pagati dei beni oggetti di contratti di leasing operativo.

La principale novità introdotta dal principio è rappresentata dalla modifica delle modalità di contabilizzazione delle operazioni di leasing operativo nel bilancio del locatario/utilizzatore, attraverso l'introduzione di un unico modello di contabilizzazione dei contratti di leasing da parte del locatario siano essi classificati come leasing operativi o finanziari.

I debiti verso clientela sono rappresentati principalmente da debiti a vista o a breve termine a tasso variabile, e non è stata posta in essere alcun tipo di copertura specifica, mentre sono state poste in essere coperture di Macro Fair Value Hedge delle poste a vista, così come descritto nella parte E, sezione 2.2 della presente nota.

Si segnala che, a seguito delle modifiche apportate al funzionamento del mercato interbancario collateralizzato, con conseguente trasferimento alla Cassa di Compensazione e Garanzia ed alla Monte Titoli delle funzioni finora svolte dalla Banca d'Italia, nella voce 3.1 "Pronti contro termine passivi" sono presenti i finanziamenti, per 4.470,0 milioni di euro, ricevuti dal suddetto mercato.

Secondo i dati ABI, in Italia, a gennaio 2024, la dinamica della raccolta diretta risulta in contrazione dell'1,5% su base annua, con una variazione negativa dei depositi, a fronte di obbligazioni in crescita. La contrazione, dato lo scenario dei tassi, è effetto delle strategie di funding delle imprese che massimizzano l'utilizzo delle proprie disponibilità evitando il ricorso a forme di finanziamento onerose e della preferenza accordata dai risparmiatori a forme di investimento a tempo più remunerative (tipicamente, titoli obbligazionari in amministrata).

Totale Totale
31/12/2022
Fair Value
Fair Value
L1 L2 L3 L1 L2 L3
4.469.951 - 3.368.658 3.120.712 184.164 -
749.693 763.278 - - 501.354 470.182 - -
3.720.258 - 2.867.304 2.650.530 184.164 -
84 - - 84 139 - - 139
- - - - - - - -
84 - - 84 139 - - 139
184.164 139
VB
Totale
4.470.035 31/12/2023
4.066.668 445.444
3.303.390 445.444
4.066.668 445.444
VB
84
3.368.797 3.120.712

1.3 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

Nella voce "altri titoli" sono classificati i certificati di deposito.

A maggio 2023 è stata collocato un prestito obbligazionario Green Senior Non Preferred destinato ad investitori istituzionali per nominali 400 milioni di euro.

A luglio 2023 sono stati collocati due prestiti obbligazionari Social Senior Preferred, rispettivamente destinati alla clientela di Credem Euromobiliare Private Banking e Credem, per complessivi 245 milioni di euro.

A settembre 2023 Credem ha emesso un Social Senior Preferred 6.5NC5.5 per 500 milioni di euro e con l'obiettivo di ottimizzare il proprio passivo ha lanciato contestualmente un'offerta di riacquisto parziale del prestito obbligazionario Senior Non-Preferred da 500 milioni di euro con scadenza ottobre 2025 ed opzione di riacquisto ad ottobre 2024 (ISIN XS2068978050). Alla scadenza dell'offerta di riacquisto, il 25 settembre 2023, l'ammontare dei titoli validamente presentati è risultato pari a 162 milioni di euro riacquistati (81% dell'ammontare massimo e 32% rispetto al valore nominale dell'obbligazione). Il prestito obbligazionario è ora in essere per un importo residuale nominale pari a 338 milioni di euro.

1.4 Dettaglio dei debiti/titoli subordinati

Principali caratteristiche contrattuali delle passività subordinate:

"CREDITO EMILIANO 20/30 SUBORDINATO 3,5% SUB" (ISIN IT0005421539) per 200.000.000,00 € costituito da n. 2.000.000,00 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.

Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 3,5% annuo lordo fino al 16/12/2025 poi tasso IRS 5Y + 3,897% annuo lordo.

Il prestito scade il 16/12/2030 se non verrà esercitata l'opzione call al 16/12/2025 che significherà il rimborso anticipato.

Al 31/12/2023 la quantità residua risulta pari a 200.000.000,00 € costituita da n. 2.000.000 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.

L'obbligazione è stata interamente sottoscritta da Credemholding.

"CREDITO EMILIANO 22/32 SUBORDINATO 7,625 SUB" (ISIN IT0005497117) per 200.000.000,00 € costituito da n. 2.000.000,00 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.

Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 7,625% annuo lordo fino al 05/10/2027 poi tasso MS 5Y + 5,514% annuo lordo.

Il prestito scade il 05/10/2032 se non verrà esercitata l'opzione call al 05/07/2027 che significherà il rimborso anticipato.

Al 31/12/2023 la quantità residua risulta pari a 200.000.000,00 € costituita da n. 2.000.000 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna

L'obbligazione è stata interamente sottoscritta da Credemholding.

In caso di liquidazione tutte le obbligazioni subordinate saranno rimborsate solo dopo che siano stati soddisfatti tutti gli altri creditori non ugualmente subordinati.

Le obbligazioni non sono coperte dalla garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

1.5 Dettaglio dei debiti strutturati

Non esistono, alla data del bilancio, né al 31 dicembre 2022, debiti strutturati verso banche e verso clientela.

1.6 Debiti per leasing

Alla data del 31 dicembre 2023 sono presenti debiti per leasing IFRS16 per circa 115,1 milioni di euro. Si allegano i flussi finanziari per i leasing con l'analisi delle scadenze:

Totale 115.119
Oltre 5 anni 37.965
Oltre 1 anno fino a 5 anni 58.257
Oltre 3 mesi fino a 1 anno 13.598
Oltre 1 mese e fino a 3 mesi 314
Fino a 1 mese 4.985

Titoli in circolazione oggetto di copertura specifica

Si è adottata la metodologia contabile del Micro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'emissione di prestiti obbligazionari a tasso fisso per un ammontare di circa 2.050 milioni di euro.

Sezione 2 – Passività finanziarie di negoziazione – Voce 20

2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Tipologia operazioni/Valori VN Fair Value Fair Fair Value Fair
L1 L2 L3 Value * VN L1 L2 L3 Value *
A. Passività per cassa
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - - - - - -
3. Titoli di debito - - - - - - - - - -
3.1 Obbligazioni - - - - - - - - - -
3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - X
3.1.2 Altre obbligazioni - - - - X - - - - X
3.2 Altri titoli - - - - - - - - - -
3.2.1 Strutturati - - - - X - - - - X
3.2.2 Altri - - - - X - - - - X
Totale (A) - - - - - - - - - -
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari - - 82.421 - - - - 89.838 - -
1.1 Di negoziazione X - 82.421 - X X - 89.838 - X
1.2 Connessi con la fair value
option
X - - - X X - - - X
1.3 Altri X - - - X X - - - X
2. Derivati creditizi - - - - - - - - - -
2.1 Di negoziazione X - - - X X - - - X
2.2 Connessi con la fair value
option
X - - - X X - - - X
2.3 Altri X - - - X X - - - X
Totale B X - 82.421 - X X - 89.838 - X
Totale (A+B) X - 82.421 - X X - 89.838 - X

Legenda:

VN = valore nominale o nozionale

L1 = Livello 1

L2 = Livello 2

L3 = Livello 3

Fair value*=Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

2.2 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": passività subordinate 2.3 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": debiti strutturati

Non esistono, alla data del bilancio, né al 31 dicembre 2022, passività subordinate e debiti strutturati.

Sezione 4 – Derivati di copertura – Voce 40

4.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli gerarchici

Fair value VN Fair value VN
L1 L2 L3 31/12/2023 L1 L2 L3 31/12/2022
A. Derivati finanziari - 871.223 -
15.578.307
-
842.716
- 8.084.746
1) Fair value - 812.235 - 14.510.814 -
734.171
- 6.862.510
2) Flussi finanziari - 58.989 - 1.067.492 -
108.545
- 1.222.237
3) Investimenti esteri - - - - -
-
- -
B. Derivati creditizi - - -
-
-
-
- -
1) Fair value - - - - -
-
- -
2) Flussi finanziari - - - - -
-
- -
Totale - 871.223 -
15.578.307
-
842.716
- 8.084.746

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

4.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologie di copertura

Fair Value Flussi finanziari
Specifica Specifica
Operazioni/Tipo di
copertura
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale e
indici
azionari
valute e
oro
credito merci altri Generica Generica Investim.
esteri
1. Attività finanziarie
valutate al fair value con
impatto sulla redditività
complessiva
58.625 - - - X X X - X X
2. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
357.553 X - - X X X - X X
3. Portafoglio X X X X X X 84.880 X 58.989 X
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 416.178 - - - - -
84.880
- 58.989 -
1. Passività finanziarie 191.874 X - - - - X - X X
2. Portafoglio X X X X X X - X - X
Totale passività 191.874 - - - - -
-
- - -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività e
passività finanziarie
X X X X X X 119.302 X - -

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso della raccolta a vista della clientela.

La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding della banca. Una quota parte di questa raccolta, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal cosiddetto "effetto vischiosità".

Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:

la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un modello econometrico;

la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.

I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 119.302 mila euro. Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTCS.

I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 58.625 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTC.

I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 357.553 mila euro.

Si è adottata la metodologia contabile del macro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente gli effetti economici delle strategie di copertura attuate. I derivati di copertura relativi a tale strategia presentano un fair value negativo di 84.880 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli emessi a tasso fisso contabilizzati nei "titoli in circolazione".

I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 191.874 mila euro.

Sono presenti coperture di macro cash flow hedge su erogazione di mutui a tasso variabile. I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 58.989 mila euro.

Si rimanda alla Sezione della Parte E delle note illustrative per la descrizione delle modalità della copertura.

Sezione 5 – Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica – Voce 50

5.1 Adeguamento di valore delle passività finanziarie coperte: composizione per portafogli coperti

Adeguamento di valore delle passività coperte/ Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Adeguamento positivo delle passività finanziarie 43.328 18.292
2. Adeguamento negativo delle passività finanziarie 95.816 222.177
Totale (52.488) (203.886)

Si è adottata anche la metodologia contabile del Macro Fair Value per la copertura rischio di tasso della raccolta a vista di clientela.

La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding del Gruppo. Una quota parte di questa raccolta, pari a circa 12,7 miliardi di euro, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal così detto "effetto vischiosità".

Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:

  • la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un modello econometrico;
  • la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.

Sezione 6 Passività fiscali Voce 60

Si rimanda alla sezione 10 dell'attivo.

Sezione 80 – Altre passività – Voce 80

8.1 Altre passività: composizione

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Debiti verso l'erario 122.470 98.207
Scarto valuta su operazioni di portafoglio 413.535 480.034
Somme a disposizione della clientela 19.394 21.036
Risconti passivi 2.327 1.881
Retribuzioni da corrispondere e relativi contributi 18.013 18.667
Ratei passivi 4.006 15.375
Partite in lavorazione su estero 14.250 9.092
Fornitori 80.511 93.399
Partite viaggianti con le filiali 2.900 4.088
Partite in lavorazione titoli 21.952 9.410
Altre partite 56.228 51.374
Somme da accreditare a banche 505.115 401.580
Totale 1.260.701 1.204.143

La voce "Scarto valuta su operazioni di portafoglio" è da ricondurre agli sbilanci degli effetti del portafoglio proprio e di terzi.

Sezione 9 – Trattamento di fine rapporto del personale – Voce 90

9.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
A. Esistenze iniziali 49.876 61.932
B. Aumenti 2.117 836
B.1 Accantonamenti dell'esercizio 1.600 836
B.2 Altre variazioni 517 -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
C. Diminuzioni 8.563 12.892
C.1 Liquidazioni effettuate 5.037 4.473
C.2 Altre variazioni 3.526 8.419
- di cui operazioni di aggregazione aziendale 3.526 -
D. Rimanenze finali 43.430 49.876
Totale 43.430 49.876

Come previsto dalle disposizioni in materia introdotte dall'Ordine Nazionale degli Attuari congiuntamente agli organi competenti OIC, Assirevi ed ABI, per le Società con più di 50 dipendenti al 31 dicembre 2006 è stata delineata una metodologia di calcolo che può essere schematizzata nelle seguenti fasi:

  • proiezione fino all'epoca aleatoria di corresponsione per ciascun dipendente del TFR, già accantonato al 31 dicembre 2006 e rivalutato alla data di valutazione;
  • determinazione per ciascun dipendente dei pagamenti probabilizzati di TFR che dovranno essere effettuati dalla Società in caso di uscita del dipendente causa licenziamento, dimissioni, inabilità, morte e pensionamento nonché a fronte di richiesta di anticipi;
  • attualizzazione, alla data di valutazione, di ciascun pagamento probabilizzato.

Quanto esposto è applicabile al Fondo TFR maturato al 1/1/2007 per i dipendenti che hanno scelto di mantenere il TFR in azienda (e di conseguenza di destinarlo alla Tesoreria INPS), e alla data di scelta nel corso del 2007, per i dipendenti che hanno optato per la previdenza complementare. Ovviamente il Fondo TFR valutato alla suddetta data è stato incrementato della rivalutazione (al netto dell'imposta sostitutiva) e ridotto di eventuali anticipazioni e liquidazioni erogate.

9.2 Altre informazioni

Il modello attuariale di riferimento per la valutazione del TFR poggia su diverse ipotesi sia di tipo demografico che economico.

Per alcune delle ipotesi utilizzate, ove possibile, si è fatto esplicito riferimento all'esperienza diretta della Società, mentre per le altre si è tenuto conto della best practice di riferimento. Di seguito sono riportate le principali ipotesi del modello.

Tasso di attualizzazione

Il tasso d'interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato coerentemente con il par.83 dello IAS 19, con riferimento all'indice Iboxx Corporate AA 7-10 (in linea con la duration del collettivo in esame).

Per la valutazione puntuale al 31/12/2023 si è scelto il rendimento avente durata comparabile alla duration del collettivo di lavoratori oggetto della valutazione, che ha dato luogo ad un tasso annuo costante pari allo 3,17%.

Inflazione

Il tasso annuo di inflazione utilizzato è pari al 2,00%.

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Tasso annuo di incremento del TFR

Come previsto dall'art. 2120 del Codice Civile, il TFR si rivaluta ogni anno ad un tasso pari al 75% dell'inflazione più un punto e mezzo percentuale, pertanto l'ipotesi di rivalutazione, utile per le valutazioni attuariali, viene determinata in base al tasso sopra indicato.

Tasso annuo reale di incremento salariale

Il tasso applicato è stato pari all'1,00%.

Mortalità

Per la stima del fenomeno della mortalità all'interno del collettivo dei dipendenti oggetto della valutazione è stata utilizzata la tavola di sopravvivenza RG48 utilizzata dalla Ragioneria Generale dello Stato per la stima degli oneri pensionistici della popolazione italiana.

Inabilità

Per la stima del fenomeno di inabilità all'interno del collettivo dei dipendenti oggetto della valutazione è stata utilizzata una tavola INPS differenziata in funzione dell'età e del sesso.

Requisiti di pensionamento

Raggiungimento dei requisiti minimi previsti dell'Assicurazione Generale Obbligatoria.

Frequenze di anticipazione del TFR

Le frequenze annue di accesso al diritto sono state ipotizzate all'1,50%, in funzione delle serie storiche sulle anticipazioni di TFR richieste dai lavoratori dipendenti della banca.

Frequenze di uscita anticipata (turn-over)

Per le probabilità di uscita dall'attività lavorativa per le cause di dimissioni e licenziamento, si sono ipotizzate uscite all'1,80%, facendo ricorso ad un'analisi statistica sulle serie storiche della banca.

Informazioni aggiuntive

Il principio contabile IAS19, per i piani a beneficio definito di tipo post-employment, richiede una serie di informazioni aggiuntive, quali:

  • analisi di sensitività per ciascuna ipotesi attuariale rilevante alla fine dell'esercizio, mostrando gli effetti che ci sarebbero stati a seguito delle variazioni delle ipotesi attuariale ragionevolmente possibili a tale data, in termini assoluti;
  • indicazione del contributo per l'esercizio successivo;
  • indicazione della durata media finanziaria dell'obbligazione per i piani a beneficio definito;
  • erogazioni previste dal piano.

Di seguito si riportano tali informazioni, evidenziando il nuovo valore del TFR utilizzando un tasso di turnover di ulteriori 100 bps, una variazione di +/- 25 bps per il tasso di inflazione e una variazione di +/- 25 bps per il tasso di attualizzazione.

Analisi di sensitività dei principali parametri valutativi del TFR

variazione delle ipotesi

frequenza turnover tasso inflazione tasso attualizzazione
+ 100 bps -100 bps +0,25 bps -0,25 bps +0,25 bps -0,25 bps
43.524 43.328 43.881 42.985 42.728 44.151

La durata media finanziaria è di circa 7,3 anni, il service cost per l'anno 2023 è 0,0 milioni di euro e le erogazioni stimate per i prossimi cinque anni ammontano a circa 18,1 milioni di euro.

Sezione 10 – Fondi per rischi e oneri – Voce 100

10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione

Voci/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate 5.187 7.022
2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate - -
3. Fondi di quiescenza aziendali 1.123 1.173
4. Altri fondi per rischi ed oneri 160.140 143.871
4.1 controversie legali e fiscali 17.024 14.177
4.2 oneri per il personale 81.619 81.940
4.3 altri 61.497 47.754
Totale 166.450 152.066

10.2 Fondi per rischi e oneri: variazioni annue

Fondi su altri
impegni e altre
garanzie rilasciate
Fondi di
quiescenza
Altri fondi per
rischi ed oneri
Totale
A. Esistenze iniziali 7.022 1.173 143.871 152.066
B. Aumenti 1.421 31 89.288 90.741
B.1 Accantonamento dell'esercizio 1.421 31 88.785 90.237
B.2 Variazioni dovute al passare del tempo - - 471 471
B.3 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - 32 32
B.4 Altre variazioni - - - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - -
C. Diminuzioni 3.256 82 73.019 76.357
C.1 Utilizzo nell'esercizio 3.256 71 59.608 62.935
C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - 10 135 145
C.3 Altre variazioni - - 13.276 13.276
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - -
D. Rimanenze finali 5.187 1.123 160.140 166.450

Nella voce C.3 – Altre variazioni, Altri fondi per rischi ed oneri, sono riportati i valori dei fondi relativi al conferimento del ramo d'azienda "Polo Private" a Credem Euromobiliare Private Banking.

10.3 Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate

Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate
Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio Impaired
acquisiti/e o
originati/e
Totale
1. Impegni a erogare fondi 2.500 675 - - 3.175
2. Garanzie finanziarie rilasciate 137 673 980 222 2.012
Totale 2.637 1.348 980 222 5.187

10.5 Fondi di previdenza aziendali a benefici definiti

Viene gestito un Fondo interno alla Banca che eroga un trattamento previdenziale aggiuntivo alle prestazioni erogate dall'INPS.

Si tratta di un "Fondo a prestazione definita" i cui importi sono soggetti alla stessa perequazione prevista per le Pensioni INPS, come pure al censimento presso il Casellario Centrale delle Pensioni. Su tale posta di bilancio viene effettuata semestralmente la valutazione attuariale.

I beneficiari di tali trattamenti sono coloro che:

  • risultavano eredi di persone decedute durante il servizio con Credem (sostituito dall'attuale Cassa di Previdenza dal 1/1/1996);
  • risultavano ex dipendenti della Banca Popolare Dauna già in quiescenza oppure che avevano inoltrato le dimissioni entro il 30/11/1999. La Banca Popolare Dauna è confluita in Credem in data 11/12/1999 a seguito di fusione per incorporazione.

Per le valutazioni attuariali del Fondo al 31 dicembre 2023, tenendo conto di quanto disposto dalle linee guida per la redazione dei bilanci tecnici degli Enti di previdenza, sono state adottate le ipotesi demografiche ed economico-finanziarie descritte nei successivi due paragrafi. Nel corso dell'esercizio il fondo ha subito una riduzione di 50 mila euro.

Ipotesi demografiche

Sono state utilizzate le seguenti probabilità:

  • per le probabilità di morte del personale in pensione è stata utilizzata la tavola IPS55, distinta per sesso;
  • per le probabilità di morte del personale in pensione per invalidità assoluta e permanente, quelle adottate nel modello INPS per le proiezioni 2010, distinte per sesso;
  • per la probabilità di lasciare la famiglia quelle, distinte per sesso, pubblicate nel modello INPS per le proiezioni al 2010 aggiornate.

Ipotesi economico-finanziarie

Le ipotesi in oggetto riguardano il tasso di attualizzazione, i tassi d'inflazione ed i tassi annui di rivalutazione delle pensioni Fondo e Inps.

Per il tasso di rivalutazione si è utilizzata una variazione media rispetto al tasso di inflazione del 75% ricavata da un elevato numero di casi analoghi a quello in esame ed a fronte degli incrementi previsti dalla normativa in vigore a decorrere dall'anno 2009 (100% del tasso di inflazione ISTAT per pensioni annue complessive inferiori a 5 volte il minimo e 75% per la parte di pensione annua compresa tra il precedente importo ed 8 volte il minimo); si precisa che la pensione a carico del Fondo è integrativa di quella dell'INPS solo per alcuni pensionati.

Per il tasso di attualizzazione, in forza della normativa IAS, si è adottato un tasso che risultasse in linea con la vita media probabile del collettivo in esame.

Tabella delle basi economico – finanziarie

Variabili Valori %
Tassi di inflazione 2,00%
Tasso annuo di attualizzazione 3,08%

Informazioni aggiuntive

Il principio contabile IAS19, per i piani a benefici definiti, richiede una sensitivity sulle principali ipotesi attuariali.

Di seguito si riportano tali informazioni, evidenziando il nuovo valore del fondo utilizzando una variazione di +/- 25 bps per il tasso di inflazione e una variazione di +/- 25 bps per il tasso di attualizzazione.

La durata media finanziaria è di circa 9,2 anni.

Analisi di sensitività dei principali parametri valutativi

variazione delle ipotesi
tasso inflazione tasso attualizzazione
+ 0,25 bps - 0,25 bps + 0,25 bps - 0,25 bps
1.142 1.104 1.100 1.147

10.6 Fondi per rischi e oneri: altri fondi

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
A fronte di garanzie ed impegni: 5.187 7.022
A fronte di altri diversi rischi ed oneri: 160.140 143.871
- per cause legali in corso e contenzioso diverso 67.328 52.538
- per oneri finanziari diversi 92.812 91.333
Totale 165.327 150.893

La Banca, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze. Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.

La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento, dell'anatocismo, della "cessione del quinto" (per queste ultime, in ragione della numerosità e della ricorrenza del fenomeno, è stato predisposto un apposito accantonamento volto a gestire contenziosi e reclami) e fiscali.

Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito immobiliare, amministrativo e all'operatività di sportello.

Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.

In conformità con quanto previsto dallo IAS37, informazioni che potrebbero pregiudicare in maniera significativa la posizione della Banca coinvolta nelle controversie/vertenze sono state omesse.

Contenzioso lavoristico

I rischi connessi al contenzioso lavoristico vengono valutati trimestralmente in base all'andamento delle cause e conseguentemente vengono aggiornati gli accantonamenti.

Revocatorie Fallimentari

Si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolto in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa quando clienti assoggettabili a Liquidazione Giudiziale dispongono pagamenti in favore del Gruppo, effettuano rimesse su un conto corrente bancario in un arco temporale prossimo alla dichiarazione di Liquidazione Giudiziale. L'azione revocatoria è uno strumento utilizzabile dal curatore fallimentare allo scopo di ricostituire il patrimonio del fallito destinato alla soddisfazione dei suoi creditori, facendovi rientrare quanto ne era uscito nel periodo antecedente alla Liquidazione Giudiziale (il cosiddetto periodo sospetto). Il Gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale. Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame. Tutte le cause in materia sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Malversazioni

Si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa, vi sono alcuni reclami e alcune vertenze giudiziali

derivanti da comportamenti anomali posti in essere da dipendenti o consulenti finanziari nello svolgimento delle mansioni loro affidate o dell'attività espletata, con conseguenti contestazioni da parte della clientela nei confronti della Banca stessa, che può eventualmente essere ritenuta responsabile di tali comportamenti.

Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale.

Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame.

Contenzioso in materia di anatocismo

Tutte le cause in materia - a volte comprendenti anche contestazioni relative al superamento del Tasso Soglia Usura – sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Contenzioso in materia di servizi di investimento

Quanto alle controversie giudiziali aventi ad oggetto servizi di investimento – bond in default, derivati, ecc. – la policy adottata dalla Banca in materia è quella di procedere ad una valutazione delle singole posizioni caso per caso, prestando particolare attenzione al dato documentale e al profilo dell'adeguatezza degli investimenti contestati rispetto alla posizione della singola controparte. Per effetto di detta analisi, ove ritenuto opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze.

Reclami formulati dalla clientela

Con riferimento alle contestazioni avanzate dalla clientela vengono effettuati gli opportuni accantonamenti: in particolare, nel caso in cui il danno lamentato sia superiore a una predeterminata soglia di rilevanza (ad oggi fissata in 25ek), la previsione di perdita è fatta analiticamente. Qualora il danno lamentato sia, invece, inferiore a detta soglia, l'accantonamento è determinato applicando una percentuale forfettaria/statistica stabilita in base alla media delle perdite effettivamente subite sul totale dei reclami analoghi ricevuti negli anni precedenti.

Contenzioso fiscale

Nel corso del 2023 non sono insorte nuove controversie rilevanti con radicamento del relativo contenzioso, salvo alcuni accertamenti di Enti locali per tributi propri, avvisi bonari su controlli formali dell'Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni fiscali o avvisi di liquidazione per imposta di registro su atti giudiziari per i quali sono state messe in atto specifiche attività stragiudiziali volte alla definizione per annullamento in autotutela dei provvedimenti accertativi e, in casi isolati, attività giudiziali.

Sezione 12 – Patrimonio dell'impresa – Voci 110, 130, 140, 150, 160, 170 e 180

12.1 "Capitale" e "Azioni proprie": composizione

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
A. Capitale
A.1 Azioni ordinarie 341.320 341.320
A.2 Azioni di risparmio - -
A.3 Azioni privilegiate - -
A.4 Azioni altre - -
B. Azioni proprie
B.1 Azioni ordinarie 6.674 10.072
B.2 Azioni di risparmio - -
B.3 Azioni privilegiate - -
B.4 Azioni altre - -

Sono presenti 1.203.909 azioni proprie in portafoglio, per un controvalore di 6,7 milioni di euro, acquistate nell'ambito del programma che ha dato esecuzione alle delibere adottate dalle varie Assemblee Ordinarie; tali programmi hanno lo scopo di acquistare azioni di Credito Emiliano ad integrale copertura dei piani di remunerazione basati su strumenti finanziari da destinare alla categoria dei dirigenti con responsabilità strategiche e del "personale più rilevante" del gruppo bancario. Ai sensi delle norme vigenti, gli estremi del programma sono già stati comunicati al mercato.

Nel corso dell'esercizio sono state assegnate 613.019 azioni.

Per maggiori dettagli riguardo i piani di remunerazione basati su strumenti finanziari si rinvia alla "Parte I" della presente nota integrativa.

12.2 Capitale - Numero azioni: variazioni annue

Voci/Tipologie Ordinarie Altre
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 341.320.065 -
- interamente liberate 339.503.127 -
- non interamente liberate - -
A.1 Azioni proprie (-) 1.816.938 -
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 341.320.065 -
B. Aumenti 613.029 -
B.1 Nuove emissioni 613.029 -
- a pagamento: - -
- operazioni di aggregazioni di imprese - -
- conversione di obbligazioni - -
- esercizio di warrant - -
- altre - -
- a titolo gratuito: 613.029 -
- a favore dei dipendenti 604.597 -
- a favore degli amministratori 8.432 -
- altre - -
B.2 Vendita di azioni proprie - -
B.3 Altre variazioni - -
C. Diminuzioni - -
C.1 Annullamento - -
C.2 Acquisto di azioni proprie - -
C.3 Operazioni di cessione di imprese - -
C.4 Altre variazioni - -
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 341.320.065 -
D.1 Azioni proprie (+) 1.203.909 -
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 340.116.156 -
- interamente liberate 340.116.156 -
- non interamente liberate - -

12.4 Riserve di utili: altre informazioni

In tale categoria sono inclusi la riserva legale, la riserva straordinaria, il fondo per rischi bancari precedentemente iscritto nel bilancio redatto ai sensi del previgente D.Lgs.87/92 e riclassificato secondo i principi IAS.

La riserva legale, costituita a norma di legge, deve essere almeno pari ad un quinto del capitale sociale; essa è stata costituita in passato tramite accantonamenti degli utili netti annuali per almeno un decimo degli stessi, a norma dell'articolo 29 dello statuto sociale. Nel caso in cui la riserva dovesse diminuire, occorre reintegrarla tramite l'obbligo di destinarvi un ventesimo dell'utile.

La riserva statutaria o straordinaria è costituita in base allo statuto dalla destinazione della quota di utile residuale a seguito della distribuzione dell'utile alle azioni ordinarie.

Le riserve da concentrazione ex L.30 luglio 1990 n. 218 sono state costituite in occasione di operazioni di riorganizzazione o concentrazione effettuate ai sensi della citata legge.

Le altre riserve comprendono la riserva costituita a fronte del piano di stock option ed altre riserve costituite nel passato a fronte di specifiche disposizioni normative.

Sono presenti, altresì, due riserve in sospensione d'imposta distinte per la tipologia di riallineamento effettuato ai sensi dell'art. 110 del DL 14 agosto 2020 oggetto di successiva modifica con la Legge 178/2020.

Infine la voce include gli effetti generati dalla transizione ai principi contabili internazionali.

In particolare tra le riserve di utili sono confluiti gli effetti derivanti dal cambiamento dei principi contabili che non prevedono nei prossimi esercizi un conferimento al conto economico. Gli ulteriori effetti generati dalla transizione agli IAS/IFRS destinati a modificarsi nel tempo ed a confluire a conto economico al momento del realizzo o estinzione delle corrispondenti attività e passività sono stati invece appostati tra le "Riserve da valutazione". Si tratta della valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, della valutazione dei contratti derivati di copertura di flussi finanziari, della riserva connessa agli utili/perdite attuariali su piani a benefici definiti e delle leggi speciali di rivalutazione. Le variazioni annue di tali riserve confluiscono nella redditività complessiva.

Legale Statutaria Riserva azioni
proprie
Altre
A. Esistenze iniziali 412.253 - -10.072 1.319.200
B. Aumenti 18.902 - 3.398 63.036
B.1 Attribuzioni di utile 18.902 - - 57.884
B.2 Altre variazioni - - 3.398 5.152
C. Diminuzioni - - - -3.398
C.1 Utilizzi - - - -
- copertura perdite - - - -
- distribuzione - - - -
- trasferimento a capitale - - - -
C.2 Altre variazioni - - - -3.398
D. Rimanenze finali 431.155 - -6.674 1.378.838

Analisi della composizione del patrimonio netto con riferimento alla disponibilità e distribuibilità (ai sensi dell'art.2427 comma 7 bis del Codice Civile)

Natura/Descrizione Importo Possibilità di Quota disponibile
utilizzazione
Riserve di capitale: 321.800 321.800
- Riserva da sovrapprezzo emissione (1) 321.800 A – B - C 321.800
Riserve: 1.809.993 1.721.680
- Riserva legale 431.155 B 431.155
- Riserva straordinaria (2) 943.968 A – B - C 937.294
- Riserva speciale DL104/20- riallineamento
immobilizzazioni
100.851 -
- Riserva speciale Dlgs. 124/93 7.071 A – B - C 7.071
- Riserva da utili da cessione titoli capitale HTCS 37.280 A – B - C 37.280
- Riserva speciale art.7 L.218/90 18.551 A – B - C -
- Riserva speciale art.22-23 D.Lgs.153/99 (3) 27.109 A – B - C 27.109
- Riserva da avanzo di fusione 252.288 A – B - C 252.288
- Riserva FTA IFRS9 -33.965 -
- Riserva ex D.Lgs.38/2005 -3.798 -
- Altre riserve 29.483 A – B - C 29.483
Riserve da valutazione: -121.427 -
- Riserva ex D.Lgs.38/2005 rivalutazione immobiliare 41.781 A – B -
- Riserva ex D.Lgs.38/2005 rivalutazione titoli HTCS (4) -117.490 -
- Riserva ex D.Lgs.38/2005 copertura flussi finanziari -38.838 -
- Utile(Perdita) attuariale TFR -6.879 -
Totale 2.010.366 2.043.480
Quota non distribuibile -
Residuo quota distribuibile 1.961.542

(1) Ai sensi dell'art.2431 del Codice Civile, si può distribuire l'intero ammontare di tale riserva solo a condizione che la riserva legale abbia raggiunto il limite stabilito dall'art.2430 c.c.

(2) La quota non disponibile è relativa alle plusvalenze iscritte nel conto economico, al netto del relativo onere fiscale e diverse da quelle riferibili agli strumenti finanziari di negoziazione e all'operatività in cambi e di copertura, che discendono dall'applicazione, per le attività e passività finanziarie, del criterio del valore equo (fair value) e alla quota relativa alle azioni proprie in portafoglio.

  • (3) Riserva derivante da agevolazioni rese incompatibili dalla Commissione Europea nel dicembre 2001 e dal D.L. 24/12/2002.
  • (4) La riserva da valutazione HTCS potrà essere utilizzata per la copertura delle perdite solo dopo aver utilizzato tutte le riserve di utili disponibili e la riserva legale.

Legenda:

A: per aumento di capitale B: per copertura perdita C: per distribuzione soci

La proposta di destinazione degli utili dell'esercizio 2023 è riportata nello specifico capitolo della "Relazione sulla gestione" del presente bilancio.

Nel rispetto delle norme che disciplinano il riallineamento, per gli importi corrispondenti ai valori riallineati al netto della imposta sostitutiva, si sono costituite due riserve in sospensione d'imposta distinte per la tipologia di riallineamento effettuato ai sensi dell'art. 110 del DL 14 agosto 2020 oggetto di successiva modifica con la Legge 178/2020 ed in particolare per un ammontare di 79,3 milioni di euro per gli immobili e 21,5 milioni per gli avviamenti. La costituzione di tali riserve è stata effettuata attraverso l'utilizzo della riserva straordinaria disponibile per 100,8 milioni di euro.

Altre informazioni

  1. Impegni e garanzie finanziarie rilasciate (diversi da quelli designati al fair value)
Valore nominale su impegni e garanzie finanziarie rilasciate Totale Totale
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio Impaired
acquisiti/e o
originati/e
31/12/2023 31/12/2022
1. Impegni a erogare fondi 11.684.408 374.078 25.105 2.557 12.086.149 10.351.592
a) Banche Centrali - - - - - -
b) Amministrazioni pubbliche 7.886 - 3 - 7.889 7.123
c) Banche 98.035 840 - - 98.875 76.408
d) Altre società finanziarie 1.592.785 3.761 37 - 1.596.583 668.489
e) Società non finanziarie 8.836.258 209.195 10.812 2.557 9.058.822 8.114.912
f) Famiglie 1.149.444 160.282 14.253 - 1.323.980 1.484.660
2. Garanzie finanziarie rilasciate 711.449 38.995 1.875 638 752.956 694.278
a) Banche Centrali - - - - - -
b) Amministrazioni pubbliche 98 - - - 98 98
c) Banche 73.214 4.136 - - 77.349 50.867
d) Altre società finanziarie 180.401 3.147 - - 183.549 127.303
e) Società non finanziarie 420.978 27.968 1.637 618 451.201 443.201
f) Famiglie 36.757 3.743 238 20 40.758 72.809

3. Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni

Portafogli Importo
31/12/2023
Importo
31/12/2022
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 7.369 22.459
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 4.252.482 3.343.916
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 10.507.199 10.969.098
4. Attività materiali - -
di cui: attività materiali che costituiscono rimanenze - -

Nella voce 1. "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico" sono ricompresi i crediti a cauzione per anticipazione su finanziamenti con la Banca Centrale Europea.

Nella voce 2. "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" sono ricompresi:

  • 110,1 milioni di euro a cauzione per anticipazione su finanziamenti con la Banca Centrale Europea;
  • 4.040,0 milioni di euro a garanzia operazioni di pronti contro termine passivi;
  • 102,3 milioni di euro a garanzia operazioni di altre operazioni.

Nella voce 3. "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" sono ricompresi:

  • 2.289,3 milioni di euro sono i crediti ceduti a società veicolo nell'ambito di operazioni di covered bond;
  • 2.635,3 milioni di euro a cauzione per anticipazione su finanziamenti con la Banca Centrale Europea;

  • 968,3 milioni di euro come margini iniziali e di variazione con clearing broker;

  • 96,2 milioni di euro a garanzia di operazioni di prestito titoli;
  • 67,3 milioni di euro a cauzione presso la Banca d'Italia per emissione assegni circolari;
  • 3.943,8 milioni di euro a garanzia operazioni di pronti contro termine passivi;
  • 507,0 milioni di euro a garanzia altri tipi di raccolta collateralizzata.

4. Gestione e intermediazione per conto terzi

Tipologia servizi Importo
1. Esecuzione di ordini per conto della clientela 7.241.824
a) acquisti 4.362.068
1. regolati 4.347.542
2. non regolati 14.526
b) vendite 2.879.756
1. regolate 2.864.836
2. non regolate 14.920
2. Gestioni individuale di portafogli 1.784.354
3. Custodia e amministrazione di titoli 85.822.954
a) titoli di terzi in deposito: connessi con lo svolgimento di banca depositaria (escluse le
gestioni di portafogli)
-
1. titoli emessi dalla banca che regide il bilancio -
2. altri titoli -
b) titoli di terzi in deposito (escluse gestioni di portafogli): altri 34.472.522
1. titoli emessi dalla banca che regide il bilancio 972.501
2. altri titoli 33.500.021
c) titoli di terzi depositati presso terzi 33.954.091
d) titoli di proprietà depositati presso terzi 17.396.341
4. Altre operazioni 10.390.270

La voce 4."Altre operazioni" comprende prevalentemente i servizi resi a terzi relativamente all'attività di ricezione e trasmissione degli ordini.

Il principio IFRS 7 richiede di fornire una specifica informativa degli strumenti finanziari:

  • che sono stati compensati nello stato patrimoniale ai sensi dello IAS 32;
  • che sono potenzialmente compensabili, al ricorrere di determinate condizioni, ma esposti nello stato patrimoniale a saldi aperti in quanto regolati da "accordi quadro di compensazione o accordi simili" che tuttavia non rispettano i criteri stabiliti dallo IAS 32 per operare la compensazione di bilancio.

Per la disclosure di tali accordi il principio richiede di considerare gli effetti delle garanzie reali finanziarie ricevute e prestate.

Al riguardo si segnala che, sulla base dell'analisi effettuata, non risultano in essere accordi di netting per i quali si debba procedere alla compensazione dei saldi nello stato patrimoniale, ai sensi di quanto richiesto dallo IAS 32. Pertanto nelle seguenti tabelle 5. e 6. le colonne relative all'"Ammontare delle attività/passività finanziarie compensato in bilancio" non risulteranno avvalorate.

A
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  1. Passività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari
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3)
223
.43

PARTE C INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO

Nel 2023, a seguito del conferimento del ramo private in Credem Euromobiliare Private Banking, avvenuto nel mese di febbraio, si è registrato un impatto negativo principalmente sull'apporto commissionale, sulle spese del personale e sull'imposta di bollo sui dossier titoli.

Sezione 1 – Gli Interessi - Voci 10 e 20

1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione

Voci/Forme tecniche Titoli di debito Finanziamenti Altre
operazioni
Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
a conto economico:
646 1.323 - 1.969 831
1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 643 - - 643 508
1.2 Attività finanziarie designate al fair value - - - - -
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
3 1.323 - 1.326 323
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
77.114 - X 77.114 61.649
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 176.590 1.269.180 - 1.445.771 546.381
3.1 Crediti verso banche 33.287 230.932 X 264.218 35.055
3.2 Crediti verso clientela 143.303 1.038.249 X 1.181.552 511.326
4. Derivati di copertura X X 115.660 115.660 26.063
5. Altre attività X X 167 167 232
6. Passività finanziarie X X X 57 60.763
Totale 254.350 1.270.503 115.827 1.640.737 695.918
di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired - 10.428 - 10.428 9.937
di cui: interessi attivi su leasing finanziario X - X - -

1.2 Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni

1.2.1 Interessi attivi su attività finanziarie in valuta

Gli interessi attivi maturati ammontano a 99.543 mila euro.

1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre operazioni Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (698.172) (78.461) X (776.632) (127.313)
1.1 Debiti verso banche centrali (85.408) X X (85.408) -
1.2 Debiti verso banche (326.045) X X (326.045) (46.506)
1.3 Debiti verso clientela (286.719) X X (286.719) (35.122)
1.4 Titoli in circolazione X (78.461) X (78.461) (45.686)
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
3. Passività finanziarie designate al fair value - - - - -
4. Altre passività e fondi X X - - -
5. Derivati di copertura X X - - -
6. Attività finanziarie X X X (9) (23.117)
Totale (698.172) (78.461) - (776.642) (150.431)
di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing (3.016) X X (3.016) (2.697)

1.4 Interessi passivi e oneri assimilati: altre informazioni

1.4.1 Interessi passivi su passività finanziarie in valuta

Gli interessi passivi maturati ammontano a 80.029 mila euro.

1.5 Differenziali relativi alle operazioni di copertura

Voci Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
A. Differenziali positivi relativi a operazioni di copertura 795.031 240.801
B. Differenziali negativi relativi a operazioni di copertura (679.372) (214.738)
C. Saldo (A-B) 115.660 26.063

Sezione 2 - Le Commissioni - Voci 40 e 50

2.1 Commissioni attive: composizione

Totale
31/12/2022
Tipologia servizi/Valori Totale
31/12/2023
a) Strumenti finanziari 169.508 257.229
1. Collocamento titoli 124.657 185.371
1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile - -
1.2 Senza impegno irrevocabile 124.657 185.371
2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per
conto dei clienti
10.354 12.293
2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari 3.729 4.116
2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti 6.625 8.177
3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari 34.496 59.565
di cui: negoziazione per conto proprio - -
di cui: gestione di portafogli individuali 34.496 59.565
b) Corporate Finance - 3
1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni - 3
2. Servizi di tesoreria - -
3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance - -
c) Attività di consulenza in materia di investimenti 4.278 5.915
d) Compensazione e regolamento - -
e) Custodia e amministrazione 3.177 3.860
1. Banca depositaria - -
2. Altre commissioni legate all'attività di custodia e amministrazione 3.177 3.860
f) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive - -
g) Attività fiduciaria - -
h) Servizi di pagamento 210.764 220.048
1. Conto correnti 120.335 133.530
2. Carte di credito 30.290 28.465
3. Carte di debito ed altre carte di pagamento 22.992 21.980
4. Bonifici e altri ordini di pagamento 15.196 14.533
5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento 21.951 21.540
i) Distribuzione di servizi di terzi 75.884 85.592
1. Gestioni di portafogli collettive - -
2. Prodotti assicurativi 63.213 80.273
3. Altri prodotti 12.672 5.319
di cui: gestioni di portafogli individuali - -
j) Finanza strutturata - -
k) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
l) Impegni a erogare fondi - -
m) Garanzie finanziarie rilasciate 4.900 4.658
di cui: derivati su crediti - -
n) Operazioni di finanziamento - -
di cui: per operazioni di factoring - -
o) Negoziazione di valute 3.549 3.837
p) Merci - -
q) Altre commissioni attive 11.476 10.770
di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio - -
di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione - -
Totale 483.537 591.911

Si riporta la disaggregazione delle commissioni distribuite per forma tecnica in linea con quanto richiesto da IFRS 15 par. 114. Le principali tipologie commissionali sono riconducibili a (IFRS 15 par. 119):

  • Gestione dei portafogli individuali e collettivi: la performance obbligation si sostanzia in 219 mila euro e viene tipicamente soddisfatta over time;
  • Collocamento titoli: si tratta di commissioni in sede di collocamento fondi/sicav incassati per un importo pari a 8.132 mila euro;
  • Distribuzione dei servizi di terzi: si tratta di commissioni di acquisizione relative a polizze assicurative per un importo pari a 6.496 mila euro.

La banca percepisce vari tipi di commissioni variabili come:

  • Success Fee e retainer fee;
  • Performance/Overperformance;
  • Rappel.

Tali commissioni vengono percepite al raggiungimento di determinati obiettivi, previsti contrattualmente e sono contabilizzate al momento in cui viene meno l'incertezza relativa alla determinazione dell'importo variabile.

Nella parte L della nota integrativa consolidata viene presentata la disaggregazione dei Ricavi per segmento operativo.

2.2 Commissioni attive: canali distributivi dei prodotti e servizi

Canali/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
a) presso propri sportelli: 171.454 259.146
1. gestioni di portafogli 15.143 38.824
2. collocamento di titoli 87.420 148.526
3. servizi e prodotti di terzi 68.892 71.795
b) offerta fuori sede: 63.584 71.383
1. gestioni di portafogli 19.353 20.741
2. collocamento di titoli 37.238 36.845
3. servizi e prodotti di terzi 6.993 13.797
c) altri canali distributivi: - -
1. gestioni di portafogli - -
2. collocamento di titoli - -
3. servizi e prodotti di terzi - -

2.3 Commissioni passive: composizione

Servizi/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
a) Strumenti finanziari (6.033) (7.828)
di cui: negoziazione di strumenti finanziari (2.268) (2.568)
di cui: collocamento di strumenti finanziari (358) (417)
di cui: gestione di portafogli individuali (3.026) (4.808)
- Proprie (3.026) (4.808)
- Delegate a terzi - -
b) Compensazione e regolamento - -
c) Custodia e amministrazione (3.028) (2.757)
d) Servizi di incasso e pagamento (17.620) (16.973)
di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento (11.724) (11.028)
e) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
f) Impegni a ricevere fondi - -
g) Garanzie finanziarie ricevute (1.843) (1.811)
di cui: derivati su crediti - -
h) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi (68.997) (62.321)
i) Negoziazione di valute - -
j) Altre commissioni passive (2.374) (3.143)
Totale (99.894) (94.833)

Sezione 3 – Dividendi e proventi simili - Voci 70

3.1 Dividendi e proventi simili: composizione

Voci/Proventi Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Dividendi Proventi simili Dividendi Proventi simili
A. Attività finanziarie di negoziazione 89
4
126
-
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - -
C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
1.758 - 1.950 -
D. Partecipazioni 1.912 - 2.951 -
Totale 3.760 4 5.026 -

Nel corso dell'esercizio sono stati incassati dividendi da Credemassicurazioni per circa 1,9 milioni di euro.

Sezione 4 – Il Risultato Netto dell'attività di negoziazione – Voce 80

4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze
(A)
Utili da
negoziazione
(B)
Minusvalenze
(C)
Perdite da
negoziazione
(D)
Risultato netto
[(A+B) - (C+D)]
1. Attività finanziarie di negoziazione 131 9.466 (59) (1.445) 8.092
1.1 Titoli di debito 131 8.349 (54) (428) 7.998
1.2 Titoli di capitale - 588 (2) (330) 257
1.3 Quote di O.I.C.R. - 528 (3) (687) (163)
1.4 Finanziamenti - - - - -
1.5 Altre - - - - -
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti - - - - -
2.3 Altre - - - - -
3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio X X X X 14.760
4. Strumenti derivati 12.392 416.562 (346.791) (69.096) 14.323
4.1 Derivati finanziari: 12.392 416.562 (346.791) (69.096) 14.323
- Su titoli di debito e tassi di interesse 12.392 416.560 (346.791) (69.096) 13.065
- Su titoli di capitale e indici azionari - 2 - - 2
- Su valute e oro X X X X 1.256
- Altri - - - - -
4.2 Derivati su crediti - - - - -
di cui: coperture naturali connesse con la fair
value option
X X X X -
Totale 12.523 426.028 (346.850) (70.542) 37.175

Nella presente tabella i risultati della negoziazione delle attività finanziarie per cassa in valuta sono indicati separatamente da quelli relativi all'attività in cambi.

Sezione 5 – Il Risultato Netto dell'attività di copertura – Voce 90

5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione

Componenti reddituali/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
A. Proventi relativi a:
A.1 Derivati di copertura del fair value 677.935 1.386.360
A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) 780.252 25.283
A.3 Passivita' finanziarie coperte (fair value) - 580.528
A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
A.5 Attività e passività in valuta - -
Totale proventi dell'attività di copertura (A) 1.458.187 1.992.171
B. Oneri relativi a:
B.1 Derivati di copertura del fair value (1.193.016) (616.617)
B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) (31.815) (1.355.339)
B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) (232.575) (16.326)
B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
B.5 Attività e passività in valuta - -
Totale oneri dell'attività di copertura (B) (1.457.406) (1.988.282)
C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) 781 3.888
di cui: risultato delle coperture su posizioni nette - -

La metodologia contabile del macro fair value hedge è stata applicata per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap", per la copertura rischio di tasso della raccolta a vista di clientela, e la metodologia contabile del micro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso per alcuni titoli a tasso fisso detenuti nei portafogli "HTCS" e "Crediti" e per la copertura del rischio di tasso per alcune obbligazioni emesse a tasso fisso classificate nella voce "titoli in circolazione".

L'attività di copertura, con riferimento alla valutazione degli strumenti derivati correlati a poste patrimoniali (la circostanza ha in particolare riguardato le coperture in "micro fair value hedge" dei titoli di debito appostati tra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva), ha risentito dell'andamento dei tassi di interesse e delle tensioni di mercato verificatesi in particolare nell'anno.

Va osservato che tale risultato è peraltro da mettere in connessione con gli apporti positivi che le stesse grandezze patrimoniali suddette hanno avuto sul margine finanziario.

Sezione 6 – Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100

6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Voci/Componenti reddituali Utili Perdite Risultato
netto
Utili Perdite Risultato
netto
Attività finanziarie
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 24.453 (23.060) 1.393 36.020 (4.514) 31.506
1.1 Crediti verso banche - - - - - -
1.2 Crediti verso clientela 24.453 (23.060) 1.393 36.020 (4.514) 31.506
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
165.762 (153.984) 11.777 17.471 (4.981) 12.490
2.1 Titoli di debito 165.762 (153.984) 11.777 17.471 (4.981) 12.490
2.2 Finanziamenti - - - - - -
Totale attività 190.215 (177.045) 13.170 53.490 (9.495) 43.996
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato
1. Debiti verso banche - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - -
3. Titoli in circolazione 4.926 - 4.926 - - -
Totale passività 4.926 - 4.926 - - -

L'andamento dell'aggregato riporta anche le cessioni di portafogli di crediti NPL, chirografari ed ipotecari, effettuate nel corso dell'esercizio. Le operazioni hanno comportato una plusvalenza netta di circa 4,4 milioni di euro.

E' risultato positivo il contributo dell'area finanza.

Sezione 7 – Il Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value – Voce 110

7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze
(A)
Utili da
realizzo (B)
Minusvalenze
(C)
Perdite da
realizzo (D)
Risultato netto
[(A+B) - (C+D)]
1. Attività finanziarie 1.938 - (212) - 1.726
1.1 Titoli di debito - - - - -
1.2 Titoli di capitale - - - - -
1.3 Quote di O.I.C.R. - - (162) - (162)
1.4 Finanziamenti 1.938 - (50) - 1.887
2. Attività finanziarie: differenze di cambio X X X X -
Totale 1.938 - (212) - 1.726

Sezione 8 – Le rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento - Voce 130

8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione

Rettifiche di valore (1)
Riprese di valore (2)
Operazioni/Componenti
reddituali
Primo
stadio
Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate
Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Secondo
stadio
Write-off Altre Write-off Altre Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
A. Crediti verso banche (569) - - - - - 10 22 - - (537) (146)
- Finanziamenti (260) - - - - - - 22 - - (239) (141)
- Titoli di debito (309) - - - - - 10 - - - (299) (5)
B. Crediti verso
clientela
(3.356) - (1.629) (105.166) - (1.503) 9.565 2.965 49.562 9.029 (40.533) (48.336)
- Finanziamenti - - (1.629) (105.166) - (1.503) 7.949 2.965 49.562 9.029 (38.793) (48.043)
- Titoli di debito (3.356) - - - - - 1.616 - - - (1.741) (293)
Totale (3.926) - (1.629) (105.166) - (1.503) 9.575 2.987 49.562 9.029 (41.071) (48.483)

A= da interessi B= da altre riprese

Le rettifiche su crediti ammontano a 41,1 milioni di euro ed evidenziano una riduzione rispetto al 2022. L'aggregato, pur non registrando particolari incrementi del rischio creditizio nell'attivo della Banca, accoglie un aggiornamento delle curve di svalutazioni dei crediti in sofferenza ed unlikely to pay. La variazione è funzionale ad una miglior intercettazione del profilo di rischio, che tenga conto dell'aging delle posizioni, in funzione al tempo di permanenza nello stato di NPL.

8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

Operazioni/Componenti
reddituali
Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Primo
stadio
stadio
Terzo stadio Impaired
acquisite o
Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Secondo Write-off Altre Write-off originate
Altre
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
A. Titoli di debito (1.291) - - - - - 584 - - - (706) 115
B. Finanziamenti - - - - - - - - - - - -
- Verso clientela - - - - - - - - - - - -
- Verso banche - - - - - - - - - - - -
Totale (1.291) - - - - - 584 - - - (706) 115

Sezione 9 –Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni - Voce 140

9.1 Utili (perdite) da modifiche contrattuali: composizione

La voce presenta un saldo netto negativo di 1.112 mila euro, 386 mila euro di utili e 1.498 mila euro di perdite a seguito dell'adeguamento operato ai valori contabili delle attività finanziarie che riflettono le modifiche apportate ai flussi di cassa contrattuali che non danno luogo a cancellazioni contabili.

Sezione 10 – Le spese amministrative - Voce 160

10.1 Spese per il personale: composizione

Tipologia di spese/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1) Personale dipendente (437.216) (464.204)
a) salari e stipendi (318.369) (339.299)
b) oneri sociali (74.302) (80.713)
c) indennità di fine rapporto (3.147) (2.511)
d) spese previdenziali - -
e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale (620) (1.372)
f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: (50) -
- a contribuzione definita - -
- a benefici definiti (50) -
g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: (20.557) (21.259)
- a contribuzione definita (20.557) (21.259)
- a benefici definiti - -
h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali (3.222) (3.304)
i) altri benefici a favore dei dipendenti (16.949) (15.745)
2) Altro personale in attività (253) (180)
3) Amministratori e sindaci (2.125) (2.120)
4) Personale collocato a riposo (17) (21)
5) Recuperi di spese per dipendenti distaccati presso altre aziende 5.606 5.698
6) Rimborsi di spese per dipendenti di terzi distaccati presso la società (1.619) (1.999)
Totale (435.625) (462.826)

Come da indicazioni della circolare di Banca d'Italia 262 del 22 dicembre 2005 (e successivi aggiornamenti):

  • nella voce "Spese per il personale" figurano anche i compensi agli amministratori e ai sindaci e le spese relative ai contratti di lavoro atipici;
  • il costo del personale dipendente è al netto dei recuperi di spesa per i dipendenti della banca distaccati presso le società controllate ed è comprensivo dei compensi pagati alle società controllate relativi a personale distaccato presso la banca;
  • la sottovoce "Altro personale in attività" comprende compensi per collaborazioni coordinate.

10.2 Numero medio dei dipendenti per categoria

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
5.121 5.590
79 109
2.327 2.625
2.715 2.856
-
-
5.121 5.590

Il numero medio dei dipendenti non include gli amministratori e sindaci. Nel caso dei dipendenti part-time è convenzionalmente considerato il 50%.

10.4 Altri benefici a favore dei dipendenti

La voce comprende i buoni pasto, gli incentivi all'esodo, le altre liberalità diverse, i costi per polizze assicurative stipulate a favore dei dipendenti, i corsi per corsi di aggiornamento professionale, ecc.

10.5 Altre spese amministrative: composizione

Tipologia servizi/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Imposte e tasse (81.714) (103.876)
Imposta di bollo (69.986) (90.798)
Imposta Municipale Unica (2.930) (3.002)
Altro (8.798) (10.076)
Altre spese (198.143) (196.992)
Assicurazioni (2.370) (2.606)
ATM (1.648) (964)
Economato, cancelleria, stampati (5.577) (6.236)
Formazione (2.628) (1.713)
Energia elettrica (7.145) (5.813)
Fitti passivi su immobili (455) (957)
Altre spese immobiliari (12.236) (12.916)
Info provider (9.464) (9.812)
Elaborazioni elettroniche presso terzi (70.737) (66.456)
Macchine ufficio (99) (90)
Lavorazione bancarie esternalizzate (3.966) (4.908)
Marketing (14.306) (11.126)
Mobilità (6.032) (5.844)
Postali (4.117) (4.056)
Consulenza (9.392) (8.389)
Spese legali per recupero crediti (4.938) (5.959)
Spese legali (3.773) (2.702)
Altri compensi a professionisti esterni (1.034) (1.384)
Reti e servizi interbancari (3.530) (3.248)
Telefoniche (4.446) (5.670)
Trasporti (325) (335)
Trasporto valori e contazione (3.336) (2.855)
Vigilanza (4.274) (4.825)
Visure e informazioni (6.884) (6.970)
Altre spese (15.432) (21.160)
Contributi Fondi (47.606) (55.825)
Contributi Fondo di Risoluzione Unico - SRF (19.368) (34.000)
Contributi Sistema Garanzia Depositi - DGSD (28.238) (21.824)
Totale (327.463) (356.694)

Sezione 11 – Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Voce 170

11.1 Accantonamenti netti per il rischio di credito relativi a impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: composizione

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Accantonamento netto al fondo rischi per impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate (1.421) (1.333)
Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per impegni a erogare fondi e garanzie
finanziarie rilasciate
3.256 2.313
Totale 1.835 981

11.2 Accantonamenti netti relativi ad altri impegni e altre garanzie rilasciate: composizione

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Accantonamento quota IPC Contributo Fondo di Risoluzione Unico Europeo - SRF (5.623) (3.851)
(5.623) (3.851)

Nella presente voce è stato accantonato il 22,5% del contributo al Fondo Nazionale per la Risoluzione, già versato, pari a 5,6 milioni di euro a titolo di "deposito cauzionale", mentre l'ulteriore 77,5% è stato imputato nella voce "Altre spese amministrative".

11.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi e oneri: composizione

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Accantonamento netto al fondo rischi per cause passive e revocatorie (2.570) (1.767)
Interessi passivi da attualizzazione fondo per cause passive e revocatorie (456) 465
Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per cause passive e revocatorie 1.128 1.463
Accantonamenti ad altri fondi (25.306) (14.394)
Interessi passivi da attualizzazione relativi ad altri fondi 88 5
Riattribuzione a conto economico relative ad altri fondi 672 3.193
Totale (26.444) (11.035)

Sezione 12 – Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali – Voce 180

12.1. Rettifiche di valore nette su attività materiali: composizione

Attività/Componente reddituali Ammortamento
(a)
Rettifiche di valore
per deterioramento
(b)
Riprese di valore
(c)
Risultato netto
(a + b - c)
A. Attività materiali
1. Ad uso funzionale (39.046) (64) 50 (39.060)
- Di proprietà (18.197) - - (18.197)
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing (20.849) (64) 50 (20.863)
2. Detenute a scopo di investimento (159) - - (159)
- Di proprietà (159) - - (159)
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
3. Rimanenze - - - -
Totale (39.204) (64) 50 (39.218)

Sezione 13 – Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali – Voce 190

13.1 Rettifiche di valore nette di attività immateriali: composizione

Ammortamento
(a)
Rettifiche di valore
per deterioramento
(b)
Riprese di valore
(c)
Risultato netto
(a + b - c)
(46.049) - - (46.049)
(48.159) - - (48.159)
(5.923) - - (5.923)
(42.236) - - (42.236)
- - - -
- - - -
(48.159) - (48.159)
Totale -

Gli ammortamenti sono in crescita per la costante attenzione agli investimenti per sostenere l'attività progettuale e l'evoluzione del modello di servizio.

Sezione 14 – Gli altri oneri e proventi di gestione – Voce 200

14.1 Altri oneri di gestione: composizione

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Ammortamento migliorie su beni di terzi (3.310) (3.315)
Sopravvenienze passive (12.388) (13.117)
Altri oneri (632) (607)
Totale Altri oneri (16.330) (17.038)

14.2 Altri proventi di gestione: composizione

Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Fitti attivi 7.245 4.517
Recupero di imposte 73.973 95.729
Recupero interesse per incassi e pagamenti in stanza di compensazione 7 1
Recupero costi amministrativi da società del gruppo 48.111 20.123
Sopravvenienze attive 4.478 6.500
Altri proventi 9.407 9.008
Totale Altri proventi 143.220 135.878

La voce "Recuperi di imposta" recepisce il recupero del maggior onere relativo al calcolo dell'imposta di bollo sui dossier titoli.

Nella voce "Altri proventi" sono compresi anche i recuperi della "Commissione di istruttoria veloce", disciplinata dal comma 2 della Legge 23 dicembre 2011.

Sezione 15 – Utili (Perdite) delle partecipazioni – Voce 220

15.1 Utili (perdite) delle partecipazioni: composizione

Componente reddituale/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
A. Proventi - 14.363
1. Rivalutazioni - -
2. Utili da cessione - 12.902
3. Riprese di valore - -
4. Altri proventi - 1.461
B. Oneri - (50)
1. Svalutazioni - -
2. Rettifiche di valore da deterioramento - -
3. Perdite da cessione - (50)
4. Altri oneri - -
Risultato netto - 14.313

Nell'esercizio 2022 era stata registrata la dismissione della partecipazione Gestimlux e la liquidazione della partecipazione Reeval.

Sezione 18 – Utili (Perdite) da cessione di investimenti - Voce 250

18.1 Utili (perdite) da cessione di investimenti: composizione

Componente reddituale/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
A. Immobili 52 (13)
- Utili da cessione 783 163
- Perdite da cessione (731) (176)
B. Altre attività (90) 2.314
- Utili da cessione 8 2.542
- Perdite da cessione (98) (229)
Risultato netto (38) 2.301

Sezione 19 – Le imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente - Voce 270

19.1 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente: composizione

Componenti reddituali/Valori Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
1. Imposte correnti (-) (143.301) (64.373)
2. Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi (+/-) - -
3. Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio (+) - -
3.bis Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio per crediti d'imposta di
cui alla Legge n. 214/2011 (+)
- -
4. Variazione delle imposte anticipate (+/-) (19.242) (17.366)
5. Variazione delle imposte differite (+/-) (3.720) (3.720)
6. Imposte di competenza dell'esercizio (-) (-1+/-2+3+3bis+/-4+/-5) (166.262) (85.458)

Le imposte correnti sono state rilevate in base alla legislazione fiscale vigente, ivi incluse le disposizioni del D.Lgs.38/2005.

19.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio

IRES Imponibile IRES %
Onere fiscale IRES teorico 420.966 (115.766)
Variazioni in aumento permanenti
- Minusvalenze indeducibili - -
- Altri oneri non deducibili 911 (251)
- Altre variazioni 88.110 (24.230)
- Costi auto indeducibili 580 (159)
- Erogazioni liberali indeducibili 1.388 (382)
- Fabbricati non strumentali 52 (14)
Variazioni in diminuzione permanenti
- Dividendi Esenti (3.487) 959
- Agevolazione ACE 2011 (5.501) 1.513
- Plusvalenze PEX (974) 268
- Altre variazioni (-) -
Onere fiscale IRES effettivo 413.935 (138.062)
IRAP Imponibile IRAP
Onere fiscale IRAP teorico 510.824 (28.453)
Variazioni in aumento permanenti
- Spese amministrative - 10% (voce 160 b) 37.507 (2.089)
- Ammortamenti - 10% e non funzionali (voce 170) 8.738 (487)
- I. M.U. 2.637 (147)
-Altre variazioni 471.326 (26.253)
Variazioni in diminuzione permanenti
- Dividendi non tassati (1.882) 105
- rettifiche di valore su crediti ceduti (82.940) 4.620
- Ammortamento avviamento (12.353) 688
- Cuneo fiscale (427.573) 23.816
Onere fiscale IRAP effettivo 506.283 (28.200)
Totale onere fiscale effettivo IRES e IRAP 927.249 (166.262)

Sezione 22 – Utile per azione

22.1 Numero medio delle azioni ordinarie a capitale diluito

31/12/2023 31/12/2022
Fair value azioni 7,48 6,01
Utile netto 346.284 189.020
Numero azioni ponderato 339.953.728 340.404.650
Numero azioni potenziale - -
Numero azioni diluito potenziale 339.953.728 340.404.650
Utile per azioni 1,02 0,55
Utile diluito per azione 1,02 0,55

Lo IAS 33 prevede l'esposizione dell'utile per azione (EPS) base e diluito, specificando per entrambi la metodologia di calcolo. L'utile per azione base deriva dal rapporto tra l'utile attribuibile ai possessori di azioni ordinarie e la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l'esercizio.

Il fair value delle azioni è la media ponderata del 2023.

PARTE D Redditività complessiva

PROSPETTO ANALITICO DELLA REDDITIVITA' COMPLESSIVA

Voci 31/12/2023 31/12/2022
10.
Utile (Perdita) d'esercizio
346.284 189.020
Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico 3.114 9.031
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività 3.602 3.369
complessiva:
a) variazione di fair value
2.922 3.369
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto 680 -
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico - -
(variazioni del proprio merito creditizio):
a) variazione del fair value
- -
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto - -
40. Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla - -
redditività complessiva:
a) variazione di fair value (strumento coperto)
- -
b) variazione di fair value (strumento di copertura) - -
50. Attività materiali - -
60. Attività immateriali - -
70. Piani a benefici definiti (471) 8.383
80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio
90.
netto
- -
Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali senza rigiro a
conto economico
100.
(17) (2.721)
Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico 39.349 (247.808)
110. Copertura di investimenti esteri: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
120. Differenze di cambio: - -
a) variazioni di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
130. Copertura dei flussi finanziari: 50.114 (142.501)
a) variazioni di fair value 50.114 (142.501)
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
di cui: risultato delle posizioni nette - -
140. Strumenti di copertura (elementi non designati): - -
a) variazioni di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni
Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con
- -
impatto sulla redditività complessiva:
150.
8.677 (227.748)
a) variazioni di fair value (145.676) (225.630)
b) rigiro a conto economico 154.407 (1.826)
- rettifiche per rischio di credito 706 (115)
- utili/perdite da realizzo 153.701 (1.711)
c) altre variazioni (55) (293)
160. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio
170.
netto:
- -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
- rettifiche da deterioramento - -
- utili/perdite da realizzo - -
c) altre variazioni - -
Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali con rigiro a conto
180.
economico
(19.442) 122.441
190. Totale altre componenti reddituali 42.463 (238.777)
200. Redditività complessiva (Voce 10 + 220) 388.747 (49.757)

Si forniscono le informazioni di dettaglio previste dallo IAS 1 sul prospetto della redditività complessiva (importi al lordo e al netto delle imposte, rigiri a conto economico, ecc.)

PARTE E INFORMAZIONI SUI RISCHI E SULLE RELATIVE POLITICHE DI COPERTURA

Premessa

La struttura organizzativa del Gruppo Credem prevede che il processo di governo dei rischi sia accentrato presso Credito Emiliano. Di conseguenza, le informazioni qualitative riportate all'interno della presente "Parte E" rappresentano una visione di Gruppo e si possono quindi considerare applicabili anche a Credito Emiliano.

Sintesi dell'organizzazione del governo dei rischi, dei relativi processi e delle funzioni chiave del Gruppo

Il Gruppo Credem valuta da sempre come elemento fondante la ricerca di una elevata qualità nel governo dei rischi, ritenuta fattore imprescindibile ed obiettivo strategico al fine di:

  • garantire la salvaguardia del patrimonio aziendale, assicurando la massima efficacia ed efficienza del processo di creazione del valore;
  • integrare nei processi decisionali ed operativi di gestione delle differenti aree di business la duplice dimensione rischio rendimento;
  • assicurare la coerenza dei processi operativi con le strategie, le politiche ed i regolamenti interni.

Gli organismi di governo e le funzioni specialistiche coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi sono:

  • Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo (organo di supervisione strategica, da qui in avanti anche "CA") il quale valuta tutte le tipologie di rischio a livello consolidato e ne approva l'assunzione in maniera articolata su Società e Business Unit individuate come rilevanti per l'apporto al rischio di Gruppo, attraverso un articolato processo di Risk Appetite Framework, tenendo in considerazione il business model, il Piano Strategico e in coerenza con l'ICAAP e il sistema dei controlli interni. Credem considera la possibilità che, nell'ambito dell'orizzonte temporale identificato, il rischio possa subire sensibili variazioni in presenza di andamenti avversi di mercato e/o caratterizzati da elevata volatilità dei diversi fattori di rischio; per tener conto di questo e assicurare in ogni situazione al Gruppo margini sufficienti per operare entro la Risk Capacity, vengono definite delle soglie di tolleranza al Risk Appetite (Risk Tolerance), che rappresentano la variazione massima che il gruppo Credem intende accettare in scenari di stress.
  • Il Comitato Esecutivo (organo con funzione di gestione), il quale stabilisce limiti operativi coerenti con la propensione al rischio, cura l'attuazione del RAF ed autorizza il superamento della propensione al rischio entro il limite della soglia di tolleranza.
  • Al Collegio Sindacale spetta la funzione di controllo e vigilanza.

COMITATO CONSILIARE RISCHI E SOSTENIBILITA' DI GRUPPO (CCRSG). Il Comitato svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa e del Gruppo in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento. Il Comitato supporta altresì il CA nel presidio dei rischi ambientali, sociali e di governance, e nell'analisi della Dichiarazione Non Finanziaria ai sensi del D.Lgs. 254/2016 e del Codice di Corporate Governance 2020 delle Società quotate, ai fini del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

Con particolare riferimento ai compiti in materia di gestione e controllo dei rischi, il Comitato svolge le seguenti funzioni di supporto:

  • valuta l'efficacia delle ipotesi e delle analisi contenute all'interno del Piano di Risanamento e nei suoi successivi aggiornamenti, proposte dalla Funzione ERISK, esprimendo un parere motivato in merito ai fini di una successiva sottoposizione al CA;
  • valuta, sulla base dell'informativa del Comitato Recovery Management di Gruppo (di seguito Comitato recovery), l'effettiva sussistenza dello stato di recovery, esprimendo un parere motivato in merito, ai fini della successiva rappresentazione al CA;

  • valuta, sulla base dell'informativa del Comitato recovery, l'effettiva sussistenza delle condizioni per la chiusura dello stato di recovery, esprimendo un parere motivato in merito, ai fini della successiva rappresentazione al CA;

  • svolge l'attività valutativa ed esprime il proprio parere affinché il CA possa definire e approvare il Risk Appetite Framework (cd. RAF, con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza);
  • monitora l'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di risk appetite e alle soglie di tolleranza relativamente a tutti gli indicatori previsti nel RAF di Gruppo;
  • esprime parere relative alle metodologie di misurazione, controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno;
  • recepisce le valutazioni relative all'analisi di rilevanza e analizza qualsiasi nuovo rischio dovesse emergere;
  • valuta le politiche e i processi di valutazione delle attività aziendali (ad es. fair value policy e linee guida e criteri per la svalutazione dei crediti) verificando che il prezzo e le condizioni delle operazioni con la clientela siano coerenti con il modello di business e le strategie in materia di rischi;
  • ferme restando le competenze del Comitato Consiliare Remunerazioni di Gruppo, collabora con quest'ultimo al fine di assicurare che la politica di remunerazione rifletta e promuova una sana ed efficace gestione dei rischi; in tale ambito, accerta la coerenza dei sistemi incentivanti di breve e medio termine con il RAF;
  • ferme restando la competenza del Comitato Consiliare Remunerazioni di Gruppo, interviene inoltre nella definizione degli obiettivi individuali del Responsabile della Funzione di Revisione Interna e nella relativa successiva consuntivazione.

Con particolare riferimento alle tematiche inerenti la Sostenibilità il Comitato supporta il CA, con funzioni consultive e propositive, per garantire una effettiva ed efficace identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi ambientali, sociali e di governance al fine di contribuire al successo sostenibile7 in coerenza con le strategie complessive del Gruppo. In particolare:

  • valuta l'effettivo allineamento alle aspettative di Vigilanza e regolamentari;
  • presidia il processo di analisi e revisione dell'esposizione del Gruppo ai rischi ESG nell'ambito del processo di materiality assessment, ovvero dell'analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF;
  • con particolare riferimento al framework di presidio dei rischi climatici e ambientali (C&E):
    • o presidia l'impatto dei suddetti fattori di rischio, all'interno delle categorie di rischio esistenti, nella valutazione della rilevanza per tutte le aree operative nel breve, medio e lungo termine, considerando diverse analisi di scenario/stress;
    • o verifica la coerenza della propensione al rischio con la strategia aziendale;
    • o verifica l'integrazione negli strumenti chiave di presidio dei rischi e in particolare nel Risk Appetite Framework;
    • o monitora l'adeguato livello di presidio e coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi al fine di massimizzarne l'efficienza;
  • esamina il contenuto dell'informazione periodica a carattere non finanziario (Dichiarazione Non Finanziaria) rilevante ai fini del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

Nell'esercizio delle competenze sopra descritte, il Comitato tiene conto delle linee guida e dei presidi di Gruppo, inclusi quelli riconducibili al Comitato Sostenibilità Area Wealth.

COMITATO RISK MANAGEMENT DI GRUPPO (CRM), la cui mission è quella di informare il Comitato Esecutivo (CE) del presidio del rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework. Periodicamente il Comitato:

• valuta il livello di rischio complessivamente assunto dalle singole società sia a livello gestionale che rispetto agli assorbimenti di vigilanza, avendo come riferimento il cd. Tableau de Bord di monitoraggio del Risk Appetite Framework (c.d "indicatori di I livello" o "indicatori RAF");

639

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA 7 Obiettivo che guida l'azione dell'organo di amministrazione e che si sostanzia nella creazione di valore nel lungo termine a beneficio degli azionisti, tenendo conto degli interessi degli altri stakeholder rilevanti per la società, Codice di Corporate Governance, gennaio 2020, Comitato per la Corporate Governance costituito dalle Associazioni di impresa (ABI, ANIA, Assonime, Confindustria), Borsa Italiana S.p.A. e l'Associazione degli investitori professionali (Assogestioni)

  • nell'ambito delle attività di monitoraggio definite in coerenza con le regole di vigilanza prudenziale definite dalla Banca Centrale Europea (cd. processo SREP - Supervisory Review and Evaluation Process), rendiconta gli indicatori cd di II livello o "indicatori SREP" ossia quegli indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo. L'elenco di tali indicatori è riportato in allegato al Regolamento Recovery Planning e Risk Appetite del Gruppo Credem, ove per ognuno di essi è definito il Comitato di Governance o Funzione interna che operativamente analizza, nell'ambito delle proprie competenze, la loro evoluzione. Le metodologie di calcolo relative a ciascun indicatore sono riportate nel manuale "Indicatori di Rischio", la cui responsabilità di diffusione e aggiornamento è in carico alla funzione Risk Management. Con frequenza almeno annuale, in concomitanza ai processi di pianificazione, approva le soglie di alerting e ne valuta la coerenza con i valori di Appetite e Tolerance degli indicatori RAF di primo livello.
  • analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer (di seguito anche RO), revisioni addizionali del RAF;
  • svolge analisi di coerenza delle condizioni applicate alla clientela in funzione del rischio assunto;
  • valuta analisi specifiche proposte dal RO e ritenute esemplificative delle dinamiche dei diversi fattori di rischio;
  • svolge attività valutative in coerenza con quanto attribuito al Senior management dalla normativa in riferimento agli argomenti di Risk Management, in particolare in riferimento ai modelli interni.

COMITATO RECOVERY MANAGEMENT DI GRUPPO, viene istituito al fine di supportare il CA, con poteri consultivi e decisionali, nella gestione dello stato di recovery regolamentati dal Piano di Risanamento nonché nella gestione dello stato di risoluzione, ove se ne verificassero i presupposti, in linea con quanto previsto dal Piano di Risoluzione. Il Comitato, nell'ambito del Piano, svolge le seguenti principali funzioni nel caso di sforamento delle soglie di recovery:

  • analizza le situazioni di tensione o di crisi sulla base di elementi a supporto apportati dalle varie funzioni aziendali con il coordinamento del Risk Officer che ne cura l'adeguata rappresentazione al comitato stesso;
  • valuta l'effettiva sussistenza dello stato di recovery, formalizzando gli esiti delle analisi svolte all'interno di una proposta motivata da sottoporre all'approvazione del CA, previo raccolta del parere del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (CCRSG);
  • valuta, al verificarsi dello stato di recovery, la possibilità di attivare tempestivamente le opzioni di recovery, con le relative azioni preparatorie, valutandone la fattibilità ed efficacia nel riportare gli indicatori del Piano di Risanamento entro i limiti definiti;
  • propone al CA, avvalendosi del supporto delle funzioni aziendali competenti, le opzioni di recovery all'interno di un piano di Intervento, unitamente alle azioni da attivare;
  • al verificarsi dello stato di recovery:
  • coordina la comunicazione interna ed esterna;
  • coordina la predisposizione dell'informativa per l'Autorità di Vigilanza, da sottoporre a valutazione del CCRSG e del CA;
  • valuta l'effettiva sussistenza delle condizioni per procedere alla chiusura dello stato di recovery ed esprime al CA una proposta motivata in merito, raccogliendo il parere del CCRSG;
  • monitora, per il tramite del proprio Segretario il Risk Officer, l'esecuzione delle opzioni di recovery e il rientro degli indicatori del Piano di Risanamento entro le soglie previste.

Il Comitato viene inoltre informato dal CA nel caso di superamento della soglia di Tolleranza, in quanto definita come soglia di warning per gli indicatori di Recovery e può procedere alla sua convocazione qualora siano presenti importanti segnali di deterioramento.

La funzione di Risk Management, a mezzo del Risk Officer e dei suoi collaboratori, ha lo scopo di:

  • garantire la misurazione ed il controllo, puntuale e prospettico, dell'esposizione alle diverse tipologie di rischio, in particolare di mercato, credito, tasso, liquidità e operativo;
  • monitorare gli assorbimenti di capitale;
  • proporre all'Organo di Gestione e alla Direzione Generale, con le altre funzioni aziendali competenti, la definizione e la revisione della struttura dei limiti operativi in coerenza con il capitale allocato;

  • seguire gli sviluppi della regolamentazione e assicurare agli Organi di Vigilanza le informazioni richieste dalla normativa vigente in relazione ai modelli interni;

  • sviluppare e mantenere sistemi di misurazione, gestione e controllo dei rischi conformi alla normativa.

Alla Funzione di Risk Management è richiesta autorevolezza, tenuto conto del ruolo rivestito all'interno dell'organizzazione e del mandato ricevuto, e professionalità, intesa come possesso delle conoscenze tecniche e di adeguata esperienza al ruolo. Alla stessa sono garantite soluzioni organizzative in grado di preservare l'indipendenza dalle unità di business incaricate della assunzione e gestione economica dei rischi, in particolare:

  • la collocazione gerarchica all'interno del Servizio Enterprice Risk Management (ERISK) sotto l'organo di gestione (Comitato Esecutivo);
  • l'accesso autonomo agli Organi Collegiali;
  • un sistema incentivante basato sui Key Performance Indicators riferiti ad obiettivi del controllo e non dipendenti dai risultati economici della Banca;
  • la previsione di situazioni di conflitto di interesse nell'assegnazione delle competenze;
  • la possibilità di richiedere l'adozione di sistemi informativi affidabili per identificare, misurare e monitorare adeguatamente tutti i rischi assunti o assumibili nei diversi segmenti operativi e istituire idonee procedure di reporting ai diversi livelli direzionali;
  • l'espressione di pareri preventivi sulle operazioni rilevanti di competenza delle funzioni e consultivi per quelle attribuite agli Organi Collegiali;
  • la possibilità di valutare preventivamente le proposte in tema di linee guida e di regolamenti relativi alla assunzione dei rischi compresa l'entrata in nuovi mercati o alla sottoscrizione di nuovi prodotti.
  • Per inquadrare correttamente le attività svolte si riporta la struttura organizzativa della Funzione di Risk Mangement e la descrizione delle principali aree di attività.

Dal 1° marzo 2023 è in vigore il modello organizzativo "teal oriented" che prevede l'evoluzione da una struttura gerarchica a un sistema fluido, caratterizzato da un modello di leadership distribuito e orizzontale che valorizza il merito, garantisce agilità operativa (anche nella gestione del cambiamento), aumenta l'imprenditorialità.

La riorganizzazione, in continuità con l'assetto attuale, prevede l'applicazione di tali principi al servizio Risk Management adottando un nuovo modello di collaborazione e di comunicazione attraverso:

  • la creazione del nuovo ruolo Competence Leader (CL) dove alla base ci sono le "competenze" come fattore chiave per le decisioni;
  • l'evoluzione del management in ottica relazionale e di orientamento al coaching, definendo il nuovo ruolo di Team Leader (TL).

Inoltre viene assegnato al Risk Officer il ruolo precedentemente assegnato al CS TUTELA di "coordinamento dell'implementazione della Strategia e del Modello di Gestione della Sicurezza delle Informazioni e della Cyber Security di Gruppo tramite le Funzioni di Sicurezza delle Informazioni, in sinergia con il Team Leader di Direzione del Servizio Sistemi Informativi (SINFO) per le attività operative di Sicurezza IT (Information Security Operations)".

Per inquadrare correttamente le attività svolte si riporta la struttura organizzativa della Funzione di Risk Mangement e la descrizione delle principali aree di attività:

  • Risk Officer; leader di direzione;
  • Team "Rischi di Credito" (RCR): Supportare Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo e della struttura dei limiti e delle deleghe operative, presidiandone, in coerenza con il Risk Appetite Framework, il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, limitatamente alle attività di valutazione dei rischi di credito. Sviluppare, presidiare e manutenere il modello per l'attribuzione del rating alla clientela e garantire il presidio sull'intero processo di attribuzione. Analizzare e deliberare le proposte di rating controparte e di override sulla clientela Credembanca e Credemleasing facente parte della "Funzione Regolamentare Corporate".
  • Team "Validazione" (VAL): Sottoporre il sistema di rating e, più in generale, i modelli interni validati ad un processo di convalida interna ai fini di verificare nel continuo, in maniera iterativa, l'affidabilità dei risultati ed il mantenimento della coerenza con le prescrizioni normative, con le esigenze operative aziendali e con l'evoluzione del mercato di riferimento. Verificare l'adeguatezza delle scelte metodologiche e di processo delle attività di impairment alla luce dei principi contabili IFRS9. Per i parametri di rischio per modelli interni e impairment IFRS9 e i modelli modelli/metriche inerenti il rischio tasso IRRBB e rischio Liquidità effettuare attività di

verifiche periodiche. Effettuare attività di secondo livello sulle attività di controllo andamentale dei crediti. Coordinare le attività relative il rischio modello e condurne la rendicontazione annuale. Supportare il Risk Officer nella predisposizione dell'Autovalutazione dei processi ICAAP e ILAAP. Presidiare e validare i modelli valutativi di pricing, parametri e livelli di fair value nel rispetto dei criteri definiti nella Fair Value Policy di Gruppo redatta anche in coerenza con le disposizioni normative e contabili vigenti.

  • Team "GOVERNANCE, RAF ESG E OPERATIVI" (GEO): Supportare il Risk Officer e il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo nel quantificare e monitorare l'esposizione e la relativa Risk Tolerance, tramite l'applicazione di scenari di stress trasversali, a tutti i rischi risultati rilevanti in ambito RAF, con particolare riferimento alla loro integrazione, coerentemente alla regolamentazione interna di riferimento. Gestire e coordinare le attività relative al presidio e misurazione dei rischi operativi di Gruppo e di coordinamento per il Servizio delle attività relative ai rischi ESG (in particolare Climatici e Ambientali). Supportare il Risk Officer nelle attività di predisposizione, aggiornamento e gestione del Recovery e Resolution Plan. Coordinare per la Funzione Risk Management le attività richieste da BCE interfacciandosi con ERA.
  • Team "Rischi Finanziari e Wealth Management" (RFW); Supportare Credembanca e il Gruppo Credem (inclusa Credemvita) nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo, presidiandone il funzionamento, il rispetto, l'evoluzione e i processi di Data Management, relativamente ai Rischi Finanziari su portafogli di proprietà e su portafogli di terzi sotto forma di OICR e gestioni patrimoniali.
  • Team "Information Security and IT Risk Governance" (ISR): Governare in termini di definizione, indirizzo, controllo e flussi di reporting direzionale il complessivo modello di gestione della Sicurezza delle Informazioni e della Cyber Security di Gruppo per mantenerlo in linea con la Strategia e gli Obiettivi di Sicurezza e con l'evoluzione di business, tecnologia e normativa, favorendo cultura e sensibilizzazione sulla sicurezza delle informazioni. Definire e indirizzare le metodologie e i processi di presidio del Rischio ICT di Gruppo; in particolare governare le attività di analisi e valutazione del Rischio ICT e delle misure di mitigazione svolte a cadenza periodica e/o in base alle necessità, relazionando in merito le strutture interne e gli organi di vigilanza interessati.

Descrizione della cultura del rischio nella banca e delle modalità attraverso cui viene garantita la diffusione

La responsabilità sul sistema di controllo interno fa capo al Consiglio di Amministrazione, in ottemperanza alla specifica normativa di vigilanza emanata per le banche da Banca d'Italia. Il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano ha definito le linee di indirizzo dei sistemi di controllo interno, assicurandosi che i principali rischi aziendali siano identificati, gestiti e monitorati in modo adeguato.

Le linee di indirizzo del sistema di controllo interno, costituito dall'insieme di regole, procedure e strutture organizzative volte a consentire, attraverso l'adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, la sana e prudente conduzione dell'impresa, sono definite dal Consiglio di Amministrazione, il quale ne valuta l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa, avvalendosi dell'assistenza dell'apposito Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e delle attività delle funzioni aziendali di controllo. Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi di Credito Emiliano si sostanzia come segue:

  • controlli di "linea" sul regolare svolgimento delle attività quotidiane, effettuati dalle stesse funzioni che pongono in essere le attività;
  • controlli posti in capo alle unità operative/amministrativo contabili, o incorporati nelle procedure;
  • controlli sulla gestione dei rischi di credito (compreso quello di tasso di interesse), di mercato e operativi affidati ad una specifica ed autonoma funzione di Risk Management che si occupa anche del profilo di rischio di liquidità a presidio del c.d. rischio strategico;
  • controlli di secondo livello, volti a presidiare le attività di contrasto e mitigazione del rischio di non conformità alle norme, compresa la disciplina di contrasto al riciclaggio ed al finanziamento al terrorismo;
  • controlli associati al processo di informativa finanziaria;
  • attività di revisione interna, effettuata dal Servizio Audit.

Il Gruppo Credem svolge con frequenza almeno annuale il processo ICAAP. L'obiettivo del processo ICAAP consiste nella valutazione autonoma da parte del Gruppo Credem, a livello consolidato, della propria adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica in relazione ai rischi assunti e alle strategie aziendali.

In coerenza con il processo ICAAP e gli obiettivi di business, il CA della Capogruppo valuta tutte le tipologie di rischio a livello consolidato e ne approva l'assunzione in maniera articolata su Società e Business Unit individuate come rilevanti per l'apporto al rischio di Gruppo, attraverso un articolato processo di Risk Appetite Framework.

Il RAF considera la possibilità che il profilo di rischio atteso possa subire sensibili variazioni in presenza di andamenti avversi di mercato e pertanto prevede delle soglie di tolleranza al Risk Appetite (Risk Tolerance), che rappresentano la variazione massima che Credem intende accettare in scenari di stress.

Il Comitato Risk Management inoltre rendiconta gli indicatori di II livello, ossia quegli indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo. Le metodologie di calcolo relative a ciascun indicatore sono riportate nel manuale "Indicatori di Rischio", la cui responsabilità di diffusione e aggiornamento è in carico alla funzione Risk Management.

Il Consiglio di Amministrazione, avvalendosi del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, nel corso dell'esercizio ha valutato il funzionamento del sistema di controllo interno giudicandolo complessivamente adeguato, efficace ed effettivamente attuato rispetto alle caratteristiche della Banca e del Gruppo. Tale giudizio tiene conto del piano per l'implementazione dei punti di miglioramento individuati in esito alle verifiche svolte dalle Funzioni di Controllo.

Il Responsabile del Servizio Audit, in qualità di Responsabile della Funzione di Revisione Interna, è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo supportato dal Comitato Nomine, e previo parere favorevole e del Collegio Sindacale.

Il Consiglio, sentito il parere del Comitato Remunerazioni di Gruppo ai sensi delle disposizioni Banca D'Italia in materia, approva la politica di remunerazione a favore dei Responsabili di tutte le funzioni di controllo. Le politiche di incentivazione sono elaborate in modo coerente con i compiti assegnati, avendo cura di evitare situazioni in conflitto rispetto alle aree aziendali soggette al loro controllo.

Il Gruppo Credem ha previsto specifiche modalità di coordinamento tra i vari soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e gestione dei rischi. Il coordinamento viene garantito con le seguenti modalità:

  • ricezione della reportistica prodotta dalle funzioni di terzo e secondo livello nonché dai relativi comitati consiliari e interfunzionali, dal Consiglio di Amministrazione e dal Collegio Sindacale precisandosi che quest'ultimo viene informato anche in occasione delle partecipazioni alle singole riunioni dei Comitati e del Consiglio di Amministrazione;
  • invio della reportistica prodotta dalle funzioni di secondo livello alla Funzione di Revisione Interna;
  • analisi delle tematiche di controllo interno e analisi dei relativi rischi nell'ambito del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, il quale registra, tra l'altro, la partecipazione del Responsabile del Servizio Audit, anche in qualità di Segretario dello stesso (e perciò sempre informato di ogni tematica trattata dal Comitato), la partecipazione del Responsabile del Servizio ERISk, la partecipazione del Dirigente Preposto e del Responsabile della Funzione Compliance e Antiriciclaggio, quest'ultimi per le riunioni di relativo interesse, e da ultimo, la possibile presenza di ogni eventuale ulteriore invitato di cui si reputi opportuna la partecipazione per quanto già indicato in precedenza.

Il monitoraggio delle criticità e degli interventi a presidio avviene su base trimestrale tramite un Tableau de Board Unico per tutte le FAC sottoposto al Comitato Rischi e Sostenibilità di Gruppo e inviato all'Organo di Vigilanza.

Al fine di mantenere una elevata attenzione alle tematiche di controllo dei rischi connessi all'attività bancaria, il Gruppo Credem ha predisposto da alcuni anni un'attività formativa a tutti i livelli della struttura, compresi gli Organi Collegiali.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19 e Conflitto Russia - Ucraina

In continuità con l'anno precedente il Comitato Esecutivo ha mantenuto la maggior frequenza del monitoraggio del Risk Appetite Framework (da trimestrale a mensile) per un insieme significativo di indicatori. In particolare dal 2023 si segnala l'inclusione anche dell'indicatore MREL-LRE.

Rischi climatici ed ambientali

Al Servizio Entrepreise Risk Management (ERISK) sono stati affidati l'identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici e ambientali (C&E).

Tali fattori, in linea con quanto previsto dalle aspettative di vigilanza, sono stati integrati nelle principali categorie di rischio preesistenti coerentemente con quanto riportato nella mappa dei rischi e con quanto svolto per l'analisi di rilevanza utilizzata dalla funzione Enterprise Risk Management e alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc.):

  • rischio di credito legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che un evento meteorologico (acuto e/o cronico), altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento) o la transizione verso un'economia più sostenibile (e.g. economia a basse emissioni di carbonio) possano avere un impatto sul merito creditizio della controparte o sul valore delle garanzie nel breve, medio e/o lungo termine
  • rischio di mercato legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che un evento meteorologico (acuto e/o cronico), altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento) o la transizione verso un'economia più sostenibile (e.g. economia a basse emissioni di carbonio) possano determinare un andamento sfavorevole delle variabili del mercato e quindi una rivalutazione del rischio di mercato nel breve, medio o lungo termine
  • rischio operativo legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che eventi ambientali, derivanti da eventi naturali acuti (e.g. frane, alluvioni) e/o cronici (e.g. innalzamento delle temperature) o dalla transizione verso un'economia più sostenibile, possano avere un impatto nel breve, medio e/o lungo termine sull'organizzazione (in termini di perdite operative, ad esempio dovute a sanzioni)
  • rischio di liquidità legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che un evento meteorologico (acuto e/o cronico), altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento) o la transizione verso un'economia più sostenibile (e.g. economia a basse emissioni di carbonio) possano avere un impatto sulle fonti di finanziamento stabili nel medio e lungo termine (e.g. a causa di una ridefinizione inattesa dei prezzi) e sui titoli dell'ente
  • rischio strategico e di business model correlato ai rischi fisici e di transizione: Il rischio di subire perdite a causa della scarsa reattività a riposizionare il business al fine di adattarsi a cambiamenti esterni (di mercato, regolamentari, etc.) indirizzati verso un'economia più sostenibile (e.g. a basse emissioni di carbonio) e a fronteggiare/ mitigare gli impatti di un possibile manifestarsi di eventi metereologici (acuti e/o cronici) e altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento).
  • rischio reputazionale legato ai rischi fisici e di transizione: rischio attuale o prospettico di subire perdite riconducibili a comportamenti e condotte di business rispetto alle quali il pubblico, le controparti dell'ente e/o gli investitori associno il Gruppo a effetti climatici e ambientali avversi.
  • rischi ESG: rischi di un impatto finanziario negativo derivante dagli effetti attuali o prospettici sulle controparti o sugli asset investiti da parte dei fattori:
    • o Environmental: legati ai possibili impatti dei processi, prodotti e servizi su risorse naturali, aria, acqua, suolo, biodiversità e salute umana;
    • o Social: legati alla sicurezza, condizioni e salute sul lavoro, diritti dei lavoratori, diritti umani, partecipazione ed equità di genere, etc.;
    • o Governance: legati all'anticorruzione, antiriciclaggio, presenza di iniziative e regole volte a garantire la business ethics, governance solida e trasparente, gestione dei rischi e cybersecurity.

ERISK coordina altresì le attività di misurazione e monitoraggio relative ai fattori di rischio C&E sui rischi principali, adottando metodologie in linea con le pratiche suggerite dal Regulator e con le best practices osservate sul mercato.

Inoltre supporta le valutazioni relative alla strategia di decarbonizzazione (tramite l'utilizzo di scenari climatici) e contribuisce ai principali framework di disclosure, incluse quelle legate a tematiche di Sostenibilità/ ESG.

Il Risk Officer ha inoltre la responsabilità del presidio della Compliance normativa relativamente alle aspettative di Vigilanza sui rischi Climate and Environmental.

Anche nel corso del 2023 la funzione ha partecipato ai gruppi di lavoro interfunzionali sul presidio dei rischi ESG ed alle attività richieste dalla Banca Centrale Europea (come l'aggiornamento

dell'action plan comunicato a BCE e le attività propedeutiche al Fit-for-55 climate risk scenario analysis che si svolgerà nel primo trimestre 2024).

In particolare, in coerenza con l'action plan comunicato alla Banca Centrale Europea, la funzione ERISK ha svolto nel corso del 2023 una serie di attività:

  • Relativamente all'analisi di rilevanza, sono state apportate evoluzioni sia in termini di perimetro dei rischi che di metodologie utilizzate. Nello specifico, al fine di cogliere pienamente l'impatto dei rischi climatici e ambientali sulle principali categorie di rischio esistenti, è stata valutata l'integrazione di questi ultimi, tramite approcci quantitativi o qualitativi:

  • o le analisi sul rischio di credito sono state integrate indagando l'impatto dei fattori fisici e di transizione sia nel breve che nel medio-lungo termine; è stata introdotta l'analisi del rischio fisico sulle controparti (in aggiunta a quella sul rischio di transizione) e del rischio di transizione sugli immobili a garanzia delle esposizioni creditizie sulla base delle classi energetiche (oltre a quella del rischio fisico sugli immobili) ; è stata introdotta un'analisi specifica sui rischi environmental (biodiversità, rifiuti e utilizzo d'acqua), social e governance;

  • o per il rischio di mercato è stata costruita una heatmap settoriale per valutare l'impatto dei rischi E, S e G sul portafoglio investimenti (banking e trading book);
  • o per il rischio operativo è stata introdotta una valutazione dell'impatto delle minacce di rischio fisico sugli immobili di proprietà del Gruppo e sulle sedi fisiche degli outsourcers (FEI) e per il rischio di transizione è stato introdotto sia un approccio quantitativo sulla base delle evidenze rivenienti dai processi di RSA e LDC sia un approccio qualitativo in base all'operatività svolta dalle società del gruppo;
  • o per il rischio reputazionale è stato confermato l'approccio sia quantitativo (con ulteriore revisione delle domande afferenti ai rischi C&E nel questionario dei rischi reputazionali) sia qualitativo sulla base dell'operatività svolta dalle società del gruppo, dando evidenza delle risultanze in termini di VaR per le componenti E, S e G;
  • o è stato introdotto un approccio quantitativo per valutare la materialità del rischio di liquidità (in particolare sui depositi retail);
  • o è stato introdotto un approccio quantitativo per il rischio strategico volto a misurare le emissioni GHG delle controparti del portafoglio creditizio appartenenti ai settori attenzionati dalla strategia ESG del Gruppo (Settori Oil and Gas e Power).

  • La funzione ERISK ha aggiornato e integrato una serie di key risk indicators nel suo Risk Appetite Framework, sia di primo livello (RAF) che di secondo livello (SREP), al fine di monitorare l'impatto dei rischi climatici e ambientali di transizione e fisici sul rischio di credito e di mercato. Gli indicatori SREP sono stati monitorati a partire dal 2023 nel Comitato Risk Management di Gruppo, mentre per il RAF 2024 sono stati definiti due KRI nel primo livello, uno per il rischio di credito e uno per il rischio di mercato, e sono state stimate le soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance al fine di attivare le procedure di escalation in caso di superamento di suddetti limiti.

  • Relativamente allo stress test framework la funzione ERISK ha:

  • o integrato il Recovery Plan con i fattori di rischio legati al clima sia nello scenario sistemico che in quello combinato;

  • o ha incluso i rischi C&E al fine di valutare l'impatto del rischio di transizione sulla PD e l'impatto del rischio fisico sul valore della garanzia nello scenario avverso ai fini RAF;
  • o dopo una prima integrazione nell'ICAAP 2023, i fattori C&E verranno pienamente integrati nell'ICAAP 2024 per valutare: lato rischio di credito, l'impatto del rischio di transizione sulla PD e l'impatto del rischio fisico sulla LGD; per il rischio di mercato, attraverso l'adozione del Climate Value at Risk (CVaR), verrà stimata la perdita potenziale che potrebbe verificarsi nel portafoglio di investimenti in diversi scenari climatici; per il rischio operativo è prevista l'applicazione di un approccio di analisi di scenario relativamente al rischio fisico sugli immobili. Relativamente al rischio di liquidità, un evento di rischio climatico sarà incorporato nello scenario ILAAP esistente per il 2024.

  • Per quanto riguarda i processi di rischio operativo e reputazionale, la funzione ERISK ha aggiornato i relativi framework (ad esempio, LDC, RSA, RepRisk Questionnaire) al fine di catturare anche i fattori di rischio C&E (ad esempio, il catalogo dei rischi RSA è stato integrato con le domande ESG, sono state definite le linee guida di classificazione per gli eventi di perdita operativa legati ai fattori ESG che ne permetteranno la rilevazione a partire dal 2024,...), consentendo così di prendere in considerazione questi fattori e il loro potenziale impatto nell'ambito delle fasi di monitoraggio e controllo e di mitigazione del processo complessivo di gestione del rischio operativo e reputazionale.

  • I pareri relativi alle Operazioni Maggior Rilievo sui prodotti di credito green/sostenibili e sulle offerte commerciali dedicate, che la Banca ha sviluppato nel 2023, sono stati integrati dalla funzione ERISK evidenziando come le caratteristiche di tali prodotti siano idonee a mitigare i fattori di rischio ESG.

  • Al fine di integrare i presidi di monitoraggio del rischio di mercato con gli impatti derivanti dai rischi climatici e ambientali (C&E) è stata definita un'apposita metrica (Climate VaR) su cui sono in corso analisi volte alla futura integrazione di questa all'interno del regolamento "Assunzione rischi finanziari".

Sezione 1 – Rischio di credito

Informazioni di natura qualitativa

Secondo le disposizioni del principio contabile IFRS 9 le perdite attese sui crediti devono essere determinate valutando una gamma di possibili scenari adeguatamente ponderati in modo da riflettere un importo obiettivo in relazione alle loro differenti probabilità di realizzo.

A tal fine il modello di Impairment considera tre scenari macroeconomici futuri: uno centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e RAF e due ulteriori scenari a corollario, volti a rappresentare un range di variabilità tra gli ipotetici scenari plausibili:

  • "Scenario Good" scenario con bassa probabilità che si verifichino scenari migliori;
  • "Scenario Baseline" scenario centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e RAF;
  • "Scenario Bad" scenario con bassa probabilità che si verifichino scenari peggiori.

Tali scenari sono selezionati tra quelli forniti periodicamente da un fornitore esterno e sono approvati dal Consiglio di Amministrazione. Ciascuno è corredato dalla relativa probabilità di accadimento, e fornisce le proiezioni future dei principali indicatori macroeconomici su un orizzonte di tre anni, con frequenza di osservazione trimestrale.

Si riporta di seguito l'indicazione degli scenari macroeconomici adottati per il calcolo delle perdite attese ponderate, corredati dai pesi definiti in coerenza con la relativa probabilità di accadimento:

Scenario IFRS 9 Descrizione dello scenario Peso da
policy
"Good" : scenario con probabilità
Stronger Near-Term Recovery Scenario ("S1")
del 10% che si realizzi uno scenario migliore e del 90% che se ne realizzi
uno peggiore
10%
"Baseline" : scenario con probabilità del 50% che si realizzi uno
Baseline Scenario
scenario migliore e del 50% che se ne realizzi uno peggiore
80%
"Bad" : scenario con probabilità del 90% che si
Deep Recession Scenario ("S3")
realizzi uno scenario migliore e del 10% che se ne realizzi uno peggiore
10%

Ai fini della definizione degli scenari, il PIL è la variabile "anchor point", il cui andamento è considerato come indicatore rappresentativo del quadro economico generale. Sulla base dell'andamento del PIL è definito l'andamento delle altre variabili macroeconomiche di rilievo. A ciascuno scenario, in condizioni standard, è quindi associata una probabilità di accadimento sulla base del loro percentile di riferimento nella distribuzione delle variazioni del PIL sugli scenari generati.

Per maggiori dettagli sugli scenari si rimanda anche a quanto descritto più avanti al paragrafo "Misurazione delle perdite attese - Definizione dello scenario".

L'effetto degli Scenari viene poi tradotto nel modello di Impairment tramite l'utilizzo di appositi modelli Satellite che individuano le variabili più significative per rappresentare la più significativa correlazione tra il ciclo economico e i dati interni anche in termini di scostamento temporale (prendendo in considerazione i distinti driver anche a vari lag temporali rispetto al dato consuntivo).

Questi ultimi sono utilizzati per il calcolo della componente forward looking di tutti i parametri che intervengono nel calcolo dell'ECL: PD, LGD e EAD/PrePayment.

Considerazioni ulteriori possono essere effettuate per le esposizioni classificate nello "Stage 3". Per quel che attiene più specificatamente ai crediti deteriorati, si segnala che, pur in presenza di una sostanziale equiparazione della definizione di credito deteriorato (credit-impaired financial asset) presente nell'IFRS 9 rispetto al principio contabile che è andato a sostituire (lo IAS39), le modalità di calcolo dell'ECL lifetime hanno comportato riflessi metodologici anche ai fini delle valutazioni da svolgere in tale comparto, principalmente in relazione:

  • All'inclusione di informazioni di tipo forward looking, quali quelle relative agli scenari macroeconomici, alle stime e alle tempistiche di recupero, alla probabilità di migrazione in classi peggiori, nonché quelle che possono avere influenza sul valore del collaterale o sulla durata attesa del relativo recupero;
  • Alla considerazione di scenari alternativi di recupero, quali quelli di vendita degli asset creditizi, in connessione con possibili cessioni di quote del portafoglio deteriorato, in relazione agli obiettivi aziendali di riduzione degli asset non performing, ai quali deve essere attribuita una probabilità di realizzazione, da considerare nell'ambito della valutazione complessiva.

Tenendo in considerazione quanto sopra e in coerenza con gli indirizzi e gli obiettivi relativi al portafoglio NPL, le svalutazioni sui crediti deteriorati vengono applicate attraverso due diverse metodologie:

  • Analitiche sulle singole esposizioni, in relazione alle rettifiche applicate a tali esposizioni, nel corso dell'esercizio corrente le perdite attese sui crediti deteriorati sono determinate analiticamente in base alle previsioni di recupero formulate dal gestore o risultanti dall'applicazione del regolamento interno "linee guida e criteri di svalutazione crediti gruppo Credem", attualizzate in funzione dei tassi di interesse effettivi originari e della relativa tempistica di recupero prevista. Considerato che le previsioni di recupero assumono come riferimento la specifica situazione del debitore, si ritiene non trovi coerenza di applicazione un'analisi di sensitivity delle perdite attese su tali esposizioni.; Nonostante ciò, non si può escludere che un peggioramento della situazione creditizia del debitore, anche in seguito a possibili impatti negativi sull'economia derivanti dalla complessa situazione geopolitica attuale, con particolare riferimento a recenti tensioni internazionali, potrebbe generare ulteriori perdite rispetto a quelle previste a dicembre 2023. È importante sottolineare che, in risposta a tale contesto, sono state implementate misure straordinarie per gestire il rischio e rivedere la strategia creditizia.
  • Per quanto concerne le attività di gestione del rischio, sono state adottate azioni specifiche che hanno coinvolto l'intero portafoglio creditizio. Si è identificato con particolare attenzione i clienti potenzialmente più vulnerabili agli impatti legati ai costi dell'energia, alle materie prime e alle carenze nelle forniture, concentrandosi su settori considerati più esposti, tra cui l'industria cartaria, la produzione di piastrelle in ceramica, la metallurgia, l'automotive e il settore legno/agroalimentare. Inoltre, nell'analizzare la strategia creditizia, sono state considerate le politiche della BCE, con particolare attenzione all'innalzamento dei tassi di interesse e alle dinamiche inflazionistiche, al fine di adeguare prontamente le politiche aziendali a un contesto economico in continua evoluzione. I settori sottoposti a maggior presidio vengono aggiornati trimestralmente per tener conto della dinamicità del contesto esterno.
  • Svalutazioni determinate secondo uno specifico modello, che possono essere applicate ad un portafoglio di posizioni a Sofferenza valutate in un'ottica di dismissione (di seguito definito "Portafoglio sotto-modello Stage 3" o "Portafoglio").

Al 31/12/2023 non vi sono posizioni classificate all'interno del Portafoglio sotto-modello Stage 3.

1. Aspetti generali

Credito Emiliano considera storicamente l'elevata qualità del credito come un elemento fondante della propria stabilità patrimoniale ed un fattore strategico nel processo di creazione del valore. I principi fondamentali su cui si basa l'erogazione del credito sono i seguenti:

  • la coerenza con la connotazione di banca commerciale domestica nella valutazione dell'attività del cliente, della sua dimensione e della sua ubicazione geografica rispetto alla rete Credem;
  • la tecnica nell'analisi di rischio, che assicura alle concessioni creditizie un presupposto oggettivo e coerente con le finalità e le esigenze finanziarie del cliente, con le sue dimensioni patrimoniali e finanziarie e con le relative capacità di rimborso storiche e prospettiche, anche al fine di ridurre fortemente eventuali necessità di rifinanziamento successivo;
  • la qualità e l'adeguatezza delle informazioni, coerentemente ai criteri di Data Governance definiti dal gruppo Credem, come presupposto essenziale per la valutazione oggettiva del profilo di rischio che trova nel rating interno la sua prima espressione di sintesi;
  • il frazionamento del rischio di credito perseguito diversificando il portafoglio clienti con un approccio selettivo e coerente con gli obiettivi di capitale e di rischio/rendimento;
  • la valutazione consolidata delle controparti a livello di Gruppo in modo da delineare una prospettiva unitaria e non frammentata del profilo di rischio di ciascuna singola controparte o gruppo controparte;
  • la cura riservata alla regolarità formale prima dell'erogazione delle concessioni di credito anche attraverso il supporto di strutture specialistiche presso il gruppo che assicurano i necessari riferimenti tecnico-consulenziali;
  • l'attenta gestione dei rapporti da parte delle unità di linea e i controlli effettuati dalle funzioni centrali dedicate, che assicurano la corretta applicazione delle linee di credito, l'aggiornamento costante del quadro informativo della clientela, la tempestiva individuazione delle posizioni problematiche e l'adozione delle azioni necessarie al recupero delle relative esposizioni;
  • l'adozione di politiche rigorose di classificazione e copertura dei crediti deteriorati, privilegiando, quando possibile, politiche transattive volte a raggiungere accordi stragiudiziali con le controparti contenendone di conseguenza i costi di recupero;
  • l'attenzione ai fattori ESG, con particolare focus rispetto al grado di esposizione agli impatti generati dai fattori climatici e ambientali sui portafogli creditizi, sulla sostenibilità delle controparti e sul valore dei collateral;
  • l'astensione dal finanziamento di aziende collegate direttamente a settori controversi definiti dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, nello specifico quelli correlati alla produzione e commercializzazione di armi non convenzionali e all'utilizzo di derivati speculativi su materie prime alimentari.

Con il ridursi del rischio di credito associato alla pandemia Covid 19, si precisa che a partire dal 1 Gennaio 2023 l'EBA ha deciso di abrogare l'informativa prevista dalle "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID 19 crisis" precedentemente pubblicate nell'informativa "Pillar 3".

1.1 Impatti derivanti dal quadro macroeconomico, dalla Crisi RU/UA e dal rischio climatico in relazione al rischio di credito

Nel corso del triennio 2020 – 2022 il livello di incertezza relativo alla congiuntura macroeconomica globale era stato prima particolarmente alto a causa della pandemia da COVID 19 e poi si è nuovamente innalzato in seguito allo scoppio del conflitto fra Russia e Ucraina, che ha reso le previsioni macroeconomiche e i relativi scenari impiegati in ambito IFRS9 potenzialmente instabili. Per tale motivo, nel triennio passato, ci si era posti l'obiettivo di gestire, tutti i fattori di incertezza che si erano osservati. In particolare, Credito Emiliano aveva agito principalmente sulla metodologia di determinazione dei parametri di rischio IFRS 9 dedicati alle esposizioni performing, mentre il framework vigente di classificazione delle esposizioni nei 3 stage previsti dalla Normativa non aveva subito variazioni. Tale approccio aveva consentito sia di gestire la situazione di rischio, sia di continuare a rilevare tempestivamente eventuali deterioramenti della qualità creditizia. Alla presente data contabile gli effetti della crisi legata alla pandemia COVID 19 e lo scoppio della Crisi fra Russia e Ucraina vanno riducendosi; inoltre, nonostante le tensioni internazionali, gli

scenari sembrano confermare previsioni di crescita, seppur modesta, e non si rileva più la

necessità di gestire tali aspetti nell'ambito della metodologia di determinazione dei parametri di rischio. In aggiunta il Gruppo, nell'ambito del progetto di aggiornamento dei modelli IFRS9 utilizzati per la determinazione delle perdite attese, ha lavorato per includere e gestire gli effetti della crisi pandemica del 2019 e la volatilità inattesa dello scenario macroeconomico nelle singole componenti direttamente all'interno del modello di calcolo. In quest'ottica è stato quindi possibile dismettere i fattori di overlay che erano in vigore a Dicembre 2022.

Con riguardo ai rischi climatici, ambientali, fisici e di transizione, questi sono stati integrati nell'analisi di rilevanza tramite cui il Gruppo Credem valuta periodicamente la materialità di tutti i rischi a cui è esposto. In particolare, il Gruppo nel corso del 2023 ha apportato evoluzioni sia in termini di perimetro dei rischi che di metodologie utilizzate, in particolare a seguito dell'acquisizione di score forniti da un data provider. Nello specifico le analisi sul rischio di credito sono state integrate indagando l'impatto dei fattori fisici e di transizione sia nel breve che nel medio-lungo termine; è stata introdotta l'analisi del rischio fisico sulle controparti (in aggiunta a quella sul rischio di transizione) e del rischio di transizione sugli immobili a garanzia delle esposizioni creditizie sulla base delle classi energetiche (oltre a quella del rischio fisico sugli immobili) ; è stata introdotta un'analisi specifica sui rischi environmental (biodiversità, rifiuti e utilizzo d'acqua), social e governance.

Relativamente alle metriche di misurazione e monitoraggio sono stati definiti alcuni indicatori secondo livello (SREP), al fine di monitorare l'impatto dei rischi climatici e ambientali di transizione e fisici sul rischio di credito consuntivati a partire dal 2023 nel Comitato Risk Management di Gruppo, mentre per il RAF 2024 è stato definito un indicatore sullo score Environmental e sono state stimate le relative soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance. In riferimento allo stress test framework, il Gruppo ha sviluppato una metodologia per includere i rischi climatico ambientali al fine di valutare, in termini di impatto sull'ECL, il rischio di transizione sulla PD e il rischio fisico sul valore della garanzia nello scenario avverso ai fini RAF e ICAAP 2024. Infine, nel 2023 il Gruppo, in linea con le richieste della Banca Centrale Europea, ha svolto anche le attività propedeutiche al Fit-for-55 climate risk scenario analysis che si svolgerà nel primo trimestre 2024.

2. Politiche di gestione del rischio di credito

2.1 Aspetti organizzativi

Il Servizio Crediti di Credito Emiliano è organizzato secondo tre aree di responsabilità:

  • Credit Strategy e Monitoring, che definisce obiettivi e linee guida di sviluppo del credito inteso come business line in coerenza con gli obiettivi ed il RAF di gruppo, effettua i controlli sulla filiera del credito, redige la regolamentazione interna e definisce i principali strumenti, processi e modelli a supporto dell'intero processo del credito (fatte salve le attribuzioni di responsabilità al servizio ERISK in relazione ai modelli rientranti nel perimetro IRB);
  • Credit Management, che attraverso l'attività deliberativa e la consulenza tecnica alle strutture commerciali ed alle Società in perimetro garantisce nel tempo un profilo di rischiosità degli impieghi coerente con gli obiettivi di strategy definiti, presidiando il corretto ripagamento delle posizioni anomale;
  • Non-Performing Credit, che si occupa delle attività di gestione e recupero sul credito non performing.

Le linee guida di Credit Strategy vengono approvate dallo specifico Comitato Credit Strategy di Gruppo e deliberate dal Consiglio di Amministrazione. Relativamente al perimetro NPL, il Comitato Crediti Non Performing di Gruppo, si occupa di definire specifiche azioni di indirizzo strategico e di monitoraggio, anche relativamente all'andamento degli indicatori SREP di competenza.

Nella gestione del rischio di credito concorrono inoltre, per le rispettive aree di competenza, processi di responsabilità del Servizio di Gruppo ERISK:

  • Il Risk Appetite Framework, in cui sono definiti tolerance e appetite per gli indicatori relativi al rischio di credito sia in termini di performing loan che di non performing loan;
  • Gestione Sistema interno di rating, per la responsabilità del Sistema di rating Corporate e Retail, per l'attribuzione del rating alle singole controparti, per la calibrazione dei parametri e per la relativa convalida.

Le disposizioni introdotte dalla normativa di riferimento per l'adozione dei modelli interni ed i successivi aggiornamenti sono stati sistematicamente accolti da Credito Emiliano S.p.A. come un'opportunità per migliorare la gestione del rischio e per incrementare il valore generato per gli azionisti, grazie alla storica qualità dell'attivo creditizio nonché all'ampia e consolidata diffusione degli strumenti di rating utilizzati nell'attività di valutazione, erogazione, monitoraggio e prezzatura del credito.

2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo

L'attività di valutazione ed erogazione del credito è differenziata a seconda della tipologia di clientela. Più precisamente, per il segmento corporate è in uso un sistema "esperto" che guida la formulazione della proposta di affidamento ed è alla base del sistema di rating. Tale metodologia si basa su logiche di analisi delle componenti economico-patrimoniali di bilancio integrate dalla valutazione dei flussi di cassa, dati di centrale rischi, nonché da valutazioni qualitative sul posizionamento competitivo, sui rischi di business e sull'appartenenza al gruppo.

Per il segmento small business, nell'ambito della stessa metodologia generale di valutazione, sono state applicate delle differenziazioni per dare maggior peso alle informazioni di tipo andamentale e di centrale dei rischi, che forniscono un contributo importante alla capacità predittiva del default. Per il segmento delle microattività e dei privati consumatori è stato sviluppato un sistema di rating specificamente calibrato su questa tipologia di clientela a supporto dei processi di approvazione delle operazioni.

Inoltre, per tutta la clientela Banca è attivo un modello interno di Loss Given Default (LGD) che valuta la potenziale perdita dato il default della controparte, tenendo in considerazione la tipologia di controparte, l'ammontare dell'esposizione, la tipologia di forma tecnica e le eventuali garanzie a sostegno della posizione.

Tutti i sistemi sono direttamente integrati nella proposta di affidamento; la nuova Pratica Elettronica di Fido è operativa per tutti i gestori privati e aziende. La piattaforma garantisce un elevato data quality ed efficienza nei processi di istruttoria e delibera di affidamenti e rating.

Un pilastro fondamentale di governance del credito è costituito inoltre dall'assegnazione "ad personam" delle autonomie delegate, previa valutazione sul singolo deliberante di elementi fondamentali quali le competenze, i risultati conseguiti nella gestione ed erogazione del credito e l'attività formativa fruita.

I poteri di delega si basano, attualmente per la sola Credembanca, sull'indicatore "Accordato Ponderato", che applicando dei pesi alle singole componenti della posizione affidata ne sintetizza la rischiosità in rapporto alle policy ed alle serie storiche dei default.

Negli ultimi anni, l'implementazione di investimenti tecnologici e l'adozione di Advanced Analytics hanno notevolmente potenziato i meccanismi "automatici" per il monitoraggio e dell'origination, con particolare attenzione all'evoluzione dell'Openbanking. In questo contesto, l'Indicatore di Monitoraggio Andamentale (IMA), un Modello di Early Warning, gioca un ruolo centrale nella previsione di comportamenti creditizi anomali prima che si manifestino, contribuendo anche al calcolo del Massimo Accordato Concedibile (MAC), il quale rappresenta il massimo livello di affidamento attribuibile automaticamente a una controparte.

L'efficacia di questi strumenti si traduce in una maggiore industrializzazione del processo di concessione del credito, facilitando la realizzazione di campagne automatiche. Da evidenziare è la capacità di questi indicatori di considerare, in diverse fasi storiche, il contesto economico circostante, come evidenziato durante periodi di crisi e contesti geopolitici (ad esempio, conflitti bellici). Queste valutazioni forward-looking consentono di contestualizzare e graduare le azioni commerciali in modo dinamico.

Inoltre, l'adozione di metodologie di Early Warning sta progressivamente permettendo di superare il tradizionale concetto di scadenze di revisioni periodiche, orientandosi verso logiche di revisione di merito richieste ad evento, ovvero in risposta a motivi specifici di rischio di credito atteso che emergono nel corso dell'attività.

A partire dall'anno 2020 Credem ha eseguito un assessment con riferimento al documento EBA relativo alle guidelines on loan origination and monitoring con l'obiettivo di individuare gli impatti che la regolamentazione avrebbe determinato su governance, strategie creditizie, processi del credito e sistemi IT.

Nel corso del 2023 sono stati realizzati ulteriori interventi organizzativi e di governo atti ad addivenire ad una piena aderenza alle indicazioni normative delle linee guida EBA.

La funzione di definizione e di controllo dei limiti di affidamento si avvale del supporto di uno specifico Comitato Crediti di Gruppo che fissa, tra gli altri, il Credit Limit principale su cui si basa la Policy che è la Soglia di Massima Esposizione (SME), cioè l'ammontare massimo di rischio di credito che il Gruppo intende assumere verso una controparte (o gruppo di soggetti collegati) incluse le esposizioni derivanti dai titoli. La definizione di tale soglia prende a riferimento il Capitale

Ammissibile di Gruppo ed i limiti di Vigilanza. Il Comitato è responsabile inoltre di rendicontare le posizioni che, a seguito di specifiche decisioni, superano le soglie definite. Il superamento delle "Soglie di Massima Esposizione" si configura come "Operazione di Maggior Rilievo" ai sensi del 15° aggiornamento del 2 luglio 2013 della Circolare n. 263 del del 27 dicembre 2006.

Il Gruppo Credem ha individuato come presupposto per la gestione dei rischi in ottica consolidata l'individuazione di organismi di governo:

  • CA della Capogruppo: è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi e di risk appetite, dell'approvazione della normativa interna che regolamenta anche le strutture di limiti specifiche;
  • i CA delle singole Società recepiscono gli obiettivi assegnati dal CA della Capogruppo riferiti a mission e profilo di rischio;
  • Comitato Esecutivo (di seguito CE): organo di gestione della Capogruppo;

Sono inoltre state costituite Funzioni specialistiche all'interno della Capogruppo ed in particolare:

  • Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (di seguito anche Comitato Rischi);
  • Comitato Risk Management;

Funzione di Risk Management, all'interno del Servizio Enterprise Risk Management (ERISK). La Funzione di Risk Management è composta oltre che dal Team Leader di Direzione della Funzione Risk Management (c.d. Risk Officer), individuato nel responsabile del Servizio ERISK, da:

  • Team Rischi di Credito;
  • Team Validazione;
  • Team Governance, RAF, ESG e Operativi;
  • Team Rischi Finanziari e Wealth;
  • Information Security & IT Risk Governance.

A livello di portafoglio, le analisi periodiche e il monitoraggio sono svolte dalla funzione Risk Management.

Il Comitato Rischi svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed in generale al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento.

In particolare, la funzione di Risk Management consente al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:

  • il Risk Appetite Framework (con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza) assicurando che l'attuazione sia coerente con gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza approvate;
  • l'andamento trimestrale del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite e alle soglie di tolleranza relativamente a tutti gli indicatori previsti nel RAF di Gruppo;
  • il Piano di Recovery;
  • i criteri per individuare le Operazioni di Maggior Rilievo (OMR) e approvare la rendicontazione annuale relativa;
  • le metodologie di misurazione e controllo dei rischi utilizzate anche ai fini del calcolo del capitale interno e il perimetro dei rischi rilevanti, nell'ambito dei processi RAF, ICAAP e ILAAP.

Il 2 ottobre 2015 la Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing. Relativamente ai modelli interni, la funzione di Risk management consente al CA, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:

  • la conformità dei modelli interni ai dettami previsti dalla regolamentazione prudenziale previo parere del Collegio Sindacale;
  • i parametri di rischio relativi ai modelli interni utilizzati previo parere preventivo della funzione di convalida.

Nello specifico, con riferimento al Rischio di credito per le attività richieste dalla disciplina prudenziale, la Funzione Risk Management per il tramite del team Rischi di Credito:

  • svolge tutte le attività previste, in carico a tale ufficio, dal Regolamento di "Gestione del sistema interno di rating";
  • svolge attività gestionali inerenti la quantificazione del rischio di credito a supporto di altre funzioni, anche con riferimento alle operazioni con soggetti collegati e la verifica dell'adeguatezza delle valutazioni effettuate sui crediti deteriorati.

Inoltre il team Validazione:

  • effettua la convalida dei modelli interni come previsto dal Regolamento "Gestione del Sistema Interno di Rating" e dal Regolamento Risk Management di Gruppo;
  • effettua verifiche sulle attività di controllo andamentale del credito.

2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese

Come già esposto nella parte A della presente Nota Integrativa, il principio contabile IFRS 9 prevede criteri di misurazione delle perdite attese che sono articolati su tre livelli crescenti di deterioramento creditizio. Gli strumenti finanziari sono raggruppati in tre Stage (categorie o bucket), sulla base del rischio di credito e dell'incremento del rischio di credito tra la rilevazione iniziale e la data di riferimento del bilancio. Nel dettaglio:

  • Stage 1: strumenti finanziari performing che non hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale, o che risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione (perimetro low credit risk). In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa entro i successivi 12 mesi della vita residua dello strumento.
  • Stage 2: strumenti finanziari performing che hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale e che non risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione. In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa nell'arco dell'intera vita residua dello strumento (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).
  • Stage 3: strumenti finanziari deteriorati, che mostrano oggettive evidenze di una perdita di valore. La rettifica di valore è definita analiticamente e copre la perdita attesa nell'arco dell'intera vita residua del credito (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).

In generale le regole di allocazione nei tre Stage definite dal Gruppo Credem, si fondano sui principali elementi forniti dal sistema di rating interno nonché sui principali indicatori di deterioramento creditizio monitorati dal Gruppo Credem per la gestione del rischio.

Credito Emiliano identifica la presenza di un significativo incremento del rischio di credito (SICR) nella rilevazione di un deterioramento di almeno 2 classi nel rating della controparte dal momento della rilevazione iniziale. Nel contempo le classi di rating assimilabili alla categoria "investmentgrade" sono considerate profili di bassa rischiosità; le esposizioni che, alla data di misurazione, rientrano in tali categorie sono classificate dall'applicativo interno di riferimento in Stage 1, senza necessità di verificare l'eventuale deterioramento del merito creditizio intervenuto a seguito della rilevazione iniziale (c.d. low credit risk exemption).

Inoltre l'inserimento del rapporto nella lista dei clienti sotto osservazione perché valutati come a maggior rischio di deterioramento (cd. Watchlist), la presenza di misure di forbearance o di scaduto continuativo di oltre 30 giorni sono considerati segnali oggettivi di deterioramento del merito creditizio: pertanto gli strumenti finanziari che presentano tali evidenze sono classificati direttamente in Stage 2 senza valutare la contestuale presenza o meno di un significativo incremento del rischio di credito né tanto meno l'aderenza ad un profilo ritenuto a bassa rischiosità.

Per l'identificazione dei crediti deteriorati, e la loro allocazione nel bucket di rischio Stage 3, il Gruppo Credem fa riferimento alla definizione interna di credito deteriorato disciplinata nel regolamento "Policy di gruppo Crediti". Tale regolamento specifica che sono considerate "default" le categorie di crediti deteriorati in conformità a quanto previsto in materia dalle disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia (Circolare n. 272 30 luglio 2008 "Matrice dei conti", Sez. B Cap. II, "Qualità del credito", 16° aggiornamento del 2 novembre 2022) dove sono elencati i criteri e le caratteristiche richiesti per ogni categoria. La definizione di default comprende le seguenti categorie, che rappresentano stati di "default" di severità crescente:

  • esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate (PS);
  • inadempienze probabili (IP);
  • sofferenze (Z).

Per gli strumenti finanziari allocati in Stage 3, le rettifiche di valore sono definite su base "esperta" in relazione alle evidenze dell'attività di gestione e recupero dei crediti deteriorati: per ciascun credito anomalo/deteriorato, è identificata una percentuale di copertura idonea a rappresentare le perdite attese nella vita residua del credito, in relazione all' analisi di caratteristiche rilevanti quali: tipologia di prodotto creditizio, ammontare dell'esposizione creditizia, anzianità dello stato di deterioramento, presenza o meno di garanzia a supporto (tipologia di garanzia e livello di copertura "loan to value").

Sugli strumenti finanziari allocati in Stage 1 e 2, la determinazione delle perdite attese avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, sono associate:

  • una probabilità di inadempienza (PD, "Probabilità di Default");
  • una perdita in caso di inadempienza (LGD, "Loss Given Default") commisurata anche alla tipologia di finanziamento, ossia alla forma tecnica, alla tipologia di garanzia o ad altri fattori rilevanti;
  • una esposizione in caso di inadempienza (EAD, "Exposure at default").

In generale, i parametri di rischio adottati dal Gruppo per determinare le rettifiche di valore sono basati sulle medesime ipotesi e tecniche di stima dei modelli interni, nella versione più recente condivisa con l'autorità di vigilanza, per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito con metodologia IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD). A differenza di questi ultimi che sono definiti tramite un approccio di media lungo il ciclo ("truogh-the-cycle") e di inclusione di condizioni macroeconomiche sfavorevoli (fase recessiva di "downturn"), i parametri adottati per la determinazione delle rettifiche di valore ai sensi dell'IFRS 9, sono fondati su una logica puntuale (c.d. "point in time") e previsionale ("forward-looking"), in modo da essere idonei a rappresentare la congiuntura macroeconomica presente e prevista nel breve-medio termine. Pertanto essi sono stimati prendendo in considerazione sia i dati storici, laddove siano state identificate tendenze e correlazioni con il rischio di credito, sia indicatori previsionali di eventi attesi nonché previsioni sull'andamento del ciclo macroeconomico.

Le rettifiche di valore sono quindi determinate valutando una gamma di possibili risultati in modo da riflettere un importo obiettivo ponderato in relazione alle probabilità di realizzo dei diversi scenari. Nello specifico il Gruppo considera tre scenari di severità crescente e ne proietta l'andamento sui parametri di rischio adottati per la misurazione delle perdite attese, in modo che essi riflettano le condizioni macroeconomiche attese da tali scenari. Le tecniche di condizionamento al ciclo macroeconomico ricalcano le logiche adottate dal Gruppo per la conduzione degli esercizi di stress testing indetti dagli organi europei di supervisione:

  • metodi di condizionamento al ciclo della probabilità di inadempienza (PD), che combinano ipotesi di variazione nel merito creditizio della controparte (i.e. variazioni nella valutazione di rating futura associata alla controparte) con ipotesi di variazioni della probabilità di inadempienza associata a ciascun profilo di rischio (adozione dei c.d. "modelli satellite" interni che esprimono la relazione esistente tra la probabilità di inadempienza ed i principali fattori macroeconomici);
  • metodi di condizionamento al ciclo dell'esposizione al default (EAD) per le linee di credito rateali, che combinano la tipologia di prodotto e di controparte ed ipotesi di verificarsi di eventi di PrePayment, con conseguente influenza sull'esposizione al rischio in caso di default.
  • metodi di condizionamento al ciclo della perdita in caso di default (LGD), che combinano ipotesi di variazione nel livello di deterioramento del credito (i.e. migrazioni tra diversi stati di default) ed ipotesi di variazioni nel livello di copertura delle garanzie a supporto del credito, con conseguente influenza sulla capacità di recupero e sull'ammontare di perdita rilevato in caso di default.

A partire da Settembre 2023 l'impianto complessivo dei modelli contabili è stato affinato nell'ottica di recepire le ultime modifiche all'impianto AIRB e le serie storiche più recenti sia in termini di parametri che di scenari macroeconomici. In particolare:

  • sono stati aggiornati i modelli satellite che determinano la componente forward looking dei parametri PD e LGD ed EAD, includendo il biennio 20-21 e il trattamento della volatilità degli Scenari macroeconomici del 2022;
  • è stata riattivata, come effetto dell'aggiornamento dei modelli satellite e della conclusione dell'emergenza legata alla pandemia COVID-19, l'applicazione del "fattore di prepayment" per includere nella determinazione delle perdite attese dei crediti rateali in bonis la probabilità di rimborso anticipato;
  • sono state aggiornate le serie storiche sottostanti ai modelli con orizzonte temporale 2011- 2021 per tutti i parametri;
  • sono state recepite le modifiche metodologiche apportate ai modelli AIRB nella versione più recente condivisa con l'Autorità di Vigilanza alla data di riferimento di Dicembre 2023;
  • è stata definita una ponderazione alternativa degli Scenari (Baseline 60%, Good 10%, Bad 30%) nell'ottica di un contesto macroeconomico progressivamente meno volatile e di un graduale ritorno ai pesi standard, come maggiormente dettagliato di seguito nel paragrafo "Misurazione delle perdite attese - definizione dello scenario".

A partire da Dicembre 2023, per la quantificazione delle perdite attese delle esposizioni senza scadenza contrattuale, è entrato in vigore un modello specifico per la determinazione del parametro di Maturity.

Gli aggiornamenti intercorsi nell'anno, che riguardano la dismissione degli overlay effettuati sulla base degli affinamenti sopra descritti e le modifiche effettuate ai parametri IFRS9, hanno come effetto una ripresa di valore non significativa.

In generale, i criteri dettagliati seguiti per la determinazione delle rettifiche di valore su ciascuno Stage, sono disciplinati nelle policy interne "Policy Svalutazione Crediti" e "Linee Guida e criteri di svalutazione titoli" nell'ultimo aggiornamento rilasciato che è stato sottoposto anche all'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione.

Nel corso del 2023 la "Policy Svalutazione Crediti" è stata ulteriormente aggiornata ed affinata, per recepire quanto emerso dalle analisi empiriche, frutto di osservazione dei dati storici.

In particolare è stato ulteriormente evidenziato che il tempo trascorso da una posizione creditizia, classificata in uno stato di non performing loan (NPL) è correlato direttamente e fortemente con la probabilità di recuperare il suddetto credito. Il gruppo ha quindi ritenuto che tale correlazione determini un aumento della perdita attesa, in maniera progressiva sulla posizione creditizia, all'aumentare del tempo trascorso in uno stato di NPL. Inoltre, si è notato che il tempo trascorso a NPL può avere un impatto anche sul valore delle garanzie. Unitamente a quanto suddetto il Gruppo ha ritenuto che la data di ingresso a default ininterrotto possa rappresentare ancora meglio il grado di deterioramento della posizione. Sulla base di questi elementi si ritiene che queste modifiche possano migliorare ulteriormente l'efficacia della "Policy Svalutazione Crediti". Per gli impatti numerici si rimanda a quanto riportato nella Parte A, altri aspetti, della presente Nota Integrativa.

Valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR)

Come anticipato, il framework IFRS 9 in uso presso il Gruppo relativo all'attività di staging degli strumenti finanziari in bonis è stato mantenuto inalterato nell'ambito dell'emergenza da Covid-19. L'approccio adottato si basa su un principio di classificazione di tipo analitico, ovvero basato sull'analisi delle singole posizioni. I driver di stagingimpiegati sono:

  • valutazione del Significant Increase in Credit Risk (i.e. SICR) tramite misurazione della variazione del rating alla data di riferimento rispetto alla data di origination della posizione: in caso di rilevamento di un delta in peggioramento pari o superiore a 2 notch sulla masterscale dei rating, la posizione è automaticamente classificata a stage 2 (in caso il rating alla data di riferimento sia ricompreso in una delle prime 3 classi, la posizioni è automaticamente mantenuta in stage 1 in virtù della cd. Low Credit Risk Exemption). In caso contrario la posizione è classificata a stage 1. Tale criterio risulta di carattere relativo, prevedendo il confronto con la situazione creditizia rilevata all'erogazione del credito;
  • criterio backstop sui giorni di scaduto: in caso di rilevamento di 30 o più giorni di scaduto continuativo la posizione è automaticamente classificata a stage 2;
  • criterio backstop sulle misure di forbearance: in caso di classificazione a forborne performing, la posizione è automaticamente classificata a stage 2 (per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo "4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazione commerciali e esposizioni oggetto di concessione");
  • criterio backstop sui rapporti classificati nella cd. Watchlist: in caso di inserimento del rapporto nella lista dei clienti sotto osservazione perché valutati come a maggior rischio di deterioramento (cd. Watchlist) il rapporto è automaticamente classificato a stage 2.

Misurazione delle perdite attese

Definizione dello scenario

Gli scenari sono forniti da un provider esterno: nel dettaglio, vengono individuati tre Scenari: Baseline (come indicato dal fornitore), Bad e Good (rispettivamente individuati come gli Scenari S3 e S1 del medesimo fornitore). Per tali diversi scenari, sono fornite inoltre le relative probabilità di accadimento, che vengono utilizzate per ponderare le diverse stime di ECL derivanti e pervenire alla stima complessiva.

A seguito dell'emergenza sanitaria legata alla pandemia Covid-19 e del conflitto tra Russia e Ucraina gli Istituti sono stati chiamati a istituire meccanismi di monitoraggio degli Scenari sottostanti ai modelli e della relativa sensitivity in contesti di forte volatilità.

In tale contesto, il Gruppo ha confermato l'utilizzo del provider già in uso valutando tuttavia tempo per tempo la ponderazione da attribuire ai tre scenari macroeconomici disponibili. A partire da Settembre 2023 è stato deciso di ricalibrare la ponderazione degli scenari, definendo di mantenere una ponderazione alternativa più severa rispetto a quella standard, considerando comunque un contesto macroeconomico progressivamente meno volatile rispetto agli ultimi anni e un graduale ritorno ai pesi standard: 10% good, 30% bad, 60% baseline (0% good, 60% bad, 40% baseline per il 2022).

Si riportano di seguito gli andamenti attesi delle variabili PIL ITA e Inflazione Europea relativi alle ultime deliveries del provider, incluse quelle di Marzo 2023, impiegate per l'aggiornamento dei modelli in uso a Dicembre 2023.

Come è possibile osservare dai grafici riportati, la crisi legata alla pandemia COVID e lo scoppio della Crisi RU/UA hanno comportato un periodo di forte volatilità che va riducendosi nell'ultimo periodo e che si riflette nel progressivo allineamento delle previsioni delle deliveries riportate nel grafico. Inoltre, nonostante le tensioni, gli scenari sembrano confermare previsioni di crescita (seppur modesta) e, dato l'aggiornamento avvenuto nel 2023 dei modelli satellite ad una serie storica comprensiva anche del 2022, si è optato per una rimodulazione dei pesi più vicina a quella ordinaria rispetto a quella selezionata a Dicembre 2022, come di seguito descritto.

Scenario IFRS 9 Descrizione dello scenario Peso
previsto
dalla policy
Peso
applicato al
31/12/2023
"Good" : scenario con probabilità
Stronger Near-Term Recovery Scenario ("S1")
del 10% che si realizzi uno scenario migliore e del 90% che se ne
realizzi uno peggiore
10% 10%
"Baseline" : scenario con probabilità del 50% che si realizzi uno
Baseline Scenario
scenario migliore e del 50% che se ne realizzi uno peggiore
80% 60%
"Bad" : scenario con probabilità del 90% che
Deep Recession Scenario ("S3")
si realizzi uno scenario migliore e del 10% che se ne realizzi uno
peggiore
10% 30%
Consuntivo dic-23 dic-24 dic-25
Macrovariabile mar-23 Bad Baseline Good Bad Baseline Good Bad Baseline Good
PIL Italia 1.752 -2,43% 1.761 0,97% -6,47% 1.780 1,92% -5,19% 1.805 1,67%
PIL Euro 11.049 -2,35% 11.103 1,09% -6,31% 11.285 2,20% -5,03% 11.502 1,96%
Tasso di Disoccupazione 8,04% 19,88% 8,46% -2,93% 35,19% 8,34% -4,21% 25,83% 8,34% -3,60%
Indice di Produzione Industriale 104,2 -10,97% 104,8 3,94% -12,24% 105,8 3,68% -8,55% 108,7 3,03%
Indice Immobili Residenziali italiani 2.047 -3,75% 2.063 1,75% -13,56% 2.099 3,43% -18,64% 2.242 4,24%

Analisi di sensitivity degli Scenari

Si riportano di seguito le informazioni relative ai valori medi dei principali indicatori macroeconomici e finanziari utilizzati negli scenari di Marzo 2023, relativamente al triennio 2023-2025.

Per ogni indicatore è riportato il valore base consuntivo (nella fattispecie Marzo 2023) in termini assoluti, il valore assunto delle stesse variabili nello Scenario Baseline e la variazione percentuale rispetto ad esso degli Scenari designati come avverso e favorevole su ognuno dei 3 fine anno compresi nell'orizzonte temporale disponibile.

Trattamento garanzie pubbliche

Nell'ambito del calcolo ECL le garanzie statali erogate negli anni precedenti come risposta straordinaria di sostegno all'economia reale nel contesto dell'emergenza sanitaria COVID 19 sono considerate analogamente alle altre garanzie statali presenti in portafoglio. Le garanzie pubbliche contribuiscono a mitigare l'ECL sui rapporti a cui sono associate tramite principio di sostituzione: la quota coperta da esse viene, quindi, associata al livello di rischio dell'emittente (in questo caso lo stato italiano, con rating DBRS BBBH) invece che a quello della controparte.

2.4 Tecniche di mitigazione del rischio di credito

I collateral e le garanzie rivestono particolare rilevanza nelle strategie creditizie di Credembanca in quanto consentono la mitigazione nel complessivo ciclo di vita del credito, pur mantenendo un carattere accessorio nel processo di valutazione e concessione del credito dove l'elemento fondante è la valutazione della capacità di rimborso del debitore. In tal senso l'acquisizione delle stesse, comporta un'approfondita attività valutativa sia in fase di acquisizione sia di monitoraggio e gestione.

Per i collateral immobiliari sono definiti, conformemente ad i requisiti normativi, i principi generali che consentono un sano e prudente processo di valutazione degli immobili oggetto dei collateral:

  • Indipendenza della valutazione tramite l'utilizzo di periti esterni indipendenti dal processo di erogazione del credito.
  • Conformità e congruità della valutazione, adeguata alla complessità dell'operazione, alla sua dimensione, alla tipologia dell'immobile per l'individuazione del valore di mercato su cui viene calcolato l'indicatore di loan to value.
  • Un robusto sistema di controlli, conforme ad i requisiti normativi, a presidio del processo di valutazione.

Vista l'importanza del comparto mutui nel portafoglio complessivo e in ottica di adeguamento alle Disposizioni di Vigilanza è stato messo a punto un processo di monitoraggio periodico del valore degli immobili oggetto di ipoteca al fine di una corretta valutazione del grado di copertura dei collateral.

All'interno del "Regolamento per l'assunzione dei rischi di credito verso la clientela" è codificata la ponderazione da applicare alle diverse operazioni ipotecarie in base alla natura dell'immobile. Il Comitato di Credit Strategy, inoltre, propone periodicamente le linee guida di indirizzo in termini di Loan To Value media del portafoglio e delle nuove erogazioni. In particolare, proprio per la natura di intervento a medio termine, i mutui ipotecari prevedono percentuali di iscrizione della garanzia diversificate a seconda della tipologia del finanziamento.

Per quanto riguarda le garanzie reali su valori mobiliari sono previsti scarti cauzionali da applicare a seconda della tipologia del prodotto acquisito in garanzia e dell'eventuale rating dell'emittente. E' inoltre previsto il monitoraggio costante dei valori mobiliari a garanzia e la valorizzazione ai fini di Credit Risk Mitigation.

In riferimento alle garanzie fidejussorie, osserviamo che la loro valorizzazione viene sempre effettuata sulla base di una valutazione prudenziale del patrimonio responsabile dei garanti.

Relativamente alle garanzie pubbliche, il Gruppo Credem adotta specifiche procedure volte a rispettare le modalità operative richieste dai dettami normativi emanati dallo Stato o dagli enti emittenti tali garanzie.

Esposizioni creditizie deteriorate

3.1 Strategie e politiche di gestione

La struttura di Non-Performing Credit supporta da un punto di vista tecnico la rete Banca e nella gestione dei crediti anomali e deteriorati e nella determinazione delle svalutazioni.

All'interno di questa struttura, la gestione dell'attività di recupero crediti avviene secondo processi definiti in base al canale/segmento, alla tipologia di affidamenti ed al livello di anomalia, ed è svolta da uffici centrali o loro decentramenti sul territorio. Il modello operativo permette una visione omnicomprensiva del credito lungo tutto l'arco di vita, valorizzando la fluidità e l'integrazione dei processi e la continuità di visione. In particolare si segnala la presenza di strutture centrali dedicate alla gestione, al monitoraggio e al recupero di posizioni secondo una organizzazione orizzontale che permette di avere modalità differenti di collection in base alla tipologia di controparte e entità di impiego. Nel dettaglio è prevista una gestione massiva o single name delle posizioni. È inoltre prevista un'altra struttra dedicata al reporting gestionale e registrazioni contabili delle posizioni classificate a NPL. La valutazione delle perdite è improntata a criteri di indubbia prudenza, seguendo le indicazioni del documento approvato dal Consiglio di Amministrazione e denominato "Policy Svalutazione Crediti"; tale documento ha lo scopo di indirizzare ed uniformare l'attività degli uffici deputati alla gestione dei crediti deteriorati nella determinazione delle relative svalutazioni sia civilistiche che attinenti i tempi di recupero. Le Linee Guida BCE raccomandano alle Banche, di stabilire una chiara strategia volta a ridurre le consistenze di NPL in modo credibile, sostenibile e tempestivo. Le stesse sono uno strumento non vincolante, tuttavia le Banche sono tenute a promuovere la rapida convergenza verso le indicazioni fornite. A dicembre 2023, in coerenza con le linee guida BCE e con la Pianificazione strategica di gruppo, il Gruppo Credem ha completato le attività annuali di aggiornamento del Piano Strategico-Operativo NPL per il periodo 2023-2027.

Write-off

Le autonomie relative alla valutazione degli stralci e delle perdite sono quasi completamente accentrate su organi monocratici, peculiarità che permette tempi di risposta alle proposte transattive particolarmente ridotti; il ricorso a tale misura riveste in ogni caso carattere di marginalità e avviene soltanto qualora le azioni di recupero diretto (o per il tramite di outsourcer/legal network) o di cessione non abbiano sortito gli effetti auspicati. In virtù dell'utilizzo residuale/secondario rispetto alle altre azioni di collection previste, nonché in ragione dello stock ridotto di NPL, l'entità dei write-off si mantiene su livelli contenuti.

4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni

A marzo 2014, in considerazione del cambiamento regolamentare che prevedeva il passaggio dei poteri di Vigilanza alla Banca Centrale Europea e l'applicazione della nuova normativa comunitaria in tema di reporting di vigilanza, vennero approvate le "Linee guida per l'individuazione e la gestione delle esposizioni Forborne" successivamente recepite nella Policy di Gruppo Crediti. In conformità agli standard dell'EBA, si definiscono Forborne le esposizioni nei confronti delle quali sono state accordate misure di Forbearance, ossia misure di sostegno a debitori che affrontano,

o sono prossimi ad affrontare, difficoltà ad adempiere alle proprie obbligazioni finanziare (c.d. stato di difficoltà finanziaria).

In linea generale, le possibili misure di Forbearance accordate al debitore in difficoltà finanziaria possono ricadere nelle seguenti fattispecie:

  • modifica dei termini e delle condizioni contrattuali su un'esposizione che la controparte non è in grado di ripagare, con nuove condizioni che non sarebbero state accordate se il cliente non si fosse trovato in difficoltà finanziaria;
  • rifinanziamento parziale o totale del debito che non sarebbe stato accordato in assenza di difficoltà finanziaria della controparte.

In conformità con gli standard di riferimento, la classificazione nel portafoglio Forborne è indipendente dalla classificazione a default o dalla presenza di svalutazioni analitiche. In virtù della peculiarità di tali tipologie di esposizioni, la valutazione e la concessione di misure di Forbearence è demandata alle strutture deliberative centrali, anche attraverso l'ausilio di sistemi automatizzati di alerting sulla presenza di Forborne "potenziali", sull'indirizzamento delle proposte di fido verso gli organi competenti e sul decorso dei termini relativi al cure period e probation period.

Relativamente a tale tipologia di esposizioni sono state recepite le indicazioni delle Guidelines BCE sui NPL con impatto sia sui processi sia sugli applicativi per un'adeguata tracciatura delle valutazioni fatte in sede di concessione di misure di forbearance e anche nelle valutazioni dei triggers sulle Inadempienze Probabili con il coinvolgimento della Funzione di Risk Management per la redazione di uno specifico parere vincolante nei casi di misure reiterate.

Il costo ammortizzato prima della modifica delle attività finanziarie, per le quali i flussi finanziari contrattuali sono stati modificati nel corso dell'esercizio, ammonta a circa 78,7 milioni di euro.

L'informativa al pubblico per la pubblicazione delle informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi di credito e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all'identificazione, alla misurazione e alla gestione dei rischi, prevista dal regolamento UE 575/2013 (CRR), pubblicazione della disclosure relativa al c.d. "Pillar 3", verrà comunicata al mercato nei termini di legge, sul sito www.credem.it.

Informazioni di natura quantitativa

A. Qualità del credito

A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e distribuzione economica

A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)

Portafogli/qualità Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
deteriorate
scadute
scadute non
Esposizioni
deteriorate
Altre esposizioni
non deteriorate
Totale
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 49.391 155.878 23.775 261.172 41.981.846 42.472.062
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
- - - - 5.371.805 5.371.805
3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - - 31.447 31.447
5. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - -
Totale 31/12/2023 49.391 155.878 23.775 261.172 47.385.098 47.875.314
Totale 31/12/2022 68.036 173.414 28.890 252.915 48.042.271 48.565.527

A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)

Deteriorate Non deteriorate
Portafogli/qualità Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Write-off
parziali
complessivi*
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Totale
(esposizione
netta)
1. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
605.347 376.303 229.044 17.357 42.305.964 62.946 42.243.018 42.472.062
2. Attività finanziarie
valutate al fair value con
impatto sulla redditività
complessiva
- - - - 5.374.034 2.228 5.371.805 5.371.805
3. Attività finanziarie
designate al fair value
- - - - X X - -
4. Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate
al fair value
- - - - X X 31.447 31.447
5. Attività finanziarie in
corso di dismissione
- - - - - - - -
Totale 31/12/2023 605.347 376.303 229.044 17.357 47.679.998 65.175 47.646.270 47.875.314
Totale 31/12/2022 646.122 375.782 270.340 17.233 48.324.776 73.362 48.295.187 48.565.527
Attività di evidente scarsa qualità creditizia Altre attività
Portafogli/qualità Minusvalenze cumulate Esposizione netta Esposizione netta
1. Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
- - 113.204
2. Derivati di copertura - - 553.020
Totale 31/12/2023 - - 666.224
Totale 31/12/2022 - - 1.173.875

A.1.3 Distribuzione delle attività finanziarie per fasce di scaduto (valori di bilancio)

Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio Impaired acquisite o
originate
Portafogli/stadi di
rischio
Da 1 giorno a
30 giorni
giorni fino a
Da oltre 30
90 giorni
Oltre 90 giorni Da 1 giorno a
30 giorni
giorni fino a
Da oltre 30
90 giorni
Oltre 90 giorni Da 1 giorno a
30 giorni
giorni fino a
Da oltre 30
90 giorni
Oltre 90 giorni Da 1 giorno a
30 giorni
giorni fino a
Da oltre 30
90 giorni
Oltre 90 giorni
1. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
153.943 - 4.475 55.502 43.177 4.031 14.675 17.548 112.309 84 48 5.076
2. Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto sulla
redditività
complessiva
- - - - - - - - - - - -
3. Attività finanziarie
in corso di
dismissione
- - - - - - - - - - - -
Totale 31/12/2023 153.943 - 4.475 55.502 43.177 4.031 14.675 17.548 112.309 84 48 5.076
Totale 31/12/2022 166.721 367 4.477 44.963 31.583 4.805 14.533 16.069 135.221 373 99 8.135

Nella tabella su esposta viene fornito il dettaglio, per ciacuno stadio di rischio, del valore di bilancio relativi alle attività finanziarie scadute valutate al costo ammortizzato e alle attività finanziarie scadute valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

A.1.4 Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: dinamica delle rettifiche di valore complessive e degli accantonamenti complessive
Rettifiche di valore complessive Accantonamenti complessivi su impegni a
Causali/ stadi di rischio Attività rientranti nel primo stadio Attività rientranti nel secondo stadio Attività rientranti nel terzo stadio Attività fin. impaired acquisite o originate erogare fondi e garanzie finanziarie
rilasciate
Crediti verso banche e Banche Centrali a
vista
Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
con impatto sulla redditività complessiva
Attività finanziarie valutate al fair value
Attività finanziarie in corso di
dismissione
di cui: svalutazioni individuali di cui: svalutazioni collettive Crediti verso banche e Banche Centrali a
vista
Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
con impatto sulla redditività complessiva
Attività finanziarie valutate al fair value
Attività finanziarie in corso di
dismissione
di cui: svalutazioni individuali di cui: svalutazioni collettive Crediti verso banche e Banche Centrali a
vista
Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
con impatto sulla redditività complessiva
Attività finanziarie valutate al fair value
Attività finanziarie in corso di
dismissione
di cui: svalutazioni individuali di cui: svalutazioni collettive Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
con impatto sulla redditività complessiva
Attività finanziarie valutate al fair value
Attività finanziarie in corso di
dismissione
di cui: svalutazioni individuali di cui: svalutazioni collettive Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio rilasciate impaired acquisiti/e o originati/
Impegni a erogare fondi e garanzie fin.
Totale
Rettifiche complessive
iniziali
19 37.716 1.522 - - 39.257 18 34.108 - - - 34.126 - 373.446 - - 373.446 - 2.352 - - 2.336 16 1.750 1.137 3.913 223 456.203
Variazioni in aumento
da attività finanziarie
acquisite o originate
- 13.211 - - - 13.211 4 3.820 - - - 3.824 - - - - - - X X X X X 1.776 403 - -
19.213
Cancellazioni diverse
dai write-off
- (7.827) - - - (7.828) (1) (3.064) - - - (3.066) - (36.596) - - (36.596) - (153) - - (153) - (1.417) (735) - - (49.794)
Rett/riprese di valore
nette per rischio di
credito (+/-)
34 (11.256) 706 - - (10.515) 3 (3.787) - - - (3.784) - 59.502 - - 59.502 - 827 - - 817 10 528 544 (2.933) (0) 44.169
Modifiche contrattuali
senza cancellazioni
- - - - - - - - - - - - - (98) - - (98) - - - - - - - - - -
(98)
Cambiamenti della
metodologia di stima
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
-
Write-off non rilevati
direttamente a conto
economico
- - - - - - - - - - - - - (22.019) - - (22.019) - (1.045) - - (1.045) - - - - - (23.064)
Altre variazioni - - - - - - - - - - - - - 114 - - 114 - - - - - - - - - -
114
Rettifiche complessive
finali
53 31.844 2.228 - - 34.125 24 31.077 - - - 31.100 - 374.348 - - 374.348 - 1.981 - - 1.955 26 2.637 1.348 980 222 446.742
Recuperi da incasso
su attività finanziarie
oggetto di write-off
- - - - - - - - - - - - - 137 - - 137 - 467 - - 467 - - - - -
604
Write-off rilevati
direttamente a conto
economico
- - - - - - - - - - - - - (1.548) - - (1.548) - (154) - - (154) - - - - - (1.702)

A.1.5 Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanaziarie rilasciate: trasferimenti tra diversi stadi di rischio di credito (valori lordi e nominali)

Esposizione lorda/valore nominale
Trasferimenti tra primo
stadio e secondo stadio
Trasferimenti tra
secondo stadio e terzo
Trasferimenti tra primo
stadio e terzo stadio
Portafogli/stadi di rischio secondo stadio
Da primo a
stadio a primo
Da secondo
stadio
stadio a terzo
Da secondo
stadio
Da terzo stadio
a secondo
stadio
Da primo stadio
a terzo stadio
Da terzo stadio
a primo stadio
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 971.630 461.272 43.646 9.952 72.542 6.580
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
- - - - - -
3. Attività finanziarie in corso di
dismissione
- - - - - -
4. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie
rilasciate
407.234 - - 864 11.588 4.187
Totale 31/12/2023 1.378.864 461.272 43.646 10.816 84.131 10.766
Totale 31/12/2022 1.323.241 355.385 43.914 16.445 84.788 7.364

A.1.6 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi e netti

Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e
accantonamenti complessivi
Tipologie
esposizioni/valori
Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio
acquisite o
Impaired
originate
Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Esposizione
Netta
Write-off
parziali
complessivi
A. Esposizioni creditizie
per cassa
A.1 A vista 6.133.696 6.122.165 11.531 - - 77 53 24 - - 6.133.620 -
a) Deteriorate - X - - - - X - - - - -
b) Non deteriorate 6.133.696 6.122.165 11.531 X - 77 53 24 X - 6.133.620 -
A.2 Altre 2.624.328 2.580.054 42.952 - - 1.886 1.803 83 - - 2.622.442 -
a) Sofferenze - X - - - - X - - - - -
- di cui: esposizioni
oggetto di
- X - - - - X - - - - -
Totale (A) 8.758.024 8.702.219 54.483 - - 1.962 1.856 107 - - 8.756.062 -
concessioni
- di cui: esposizioni
oggetto di
- - - X - - - - X - - -
e) Altre esposizioni non
deteriorate
2.624.328 2.580.054 42.952 X - 1.886 1.803 83 X - 2.622.442 -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
- - - X - - - - X - - -
d) Esposizioni scadute
non deteriorate
- - - X - - - - X - - -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
- X - - - - X - - - - -
c) Esposizioni scadute
deteriorate
- X - - - - X - - - - -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
- X - - - - X - - - - -
b) Inademp. probabili - X - - - - X - - - - -
concessioni

B. Esposizioni creditizie

fuori bilancio

a) Deteriorate - X - - - - X - - - - -
b) Non deteriorate 810.685 171.138 4.975 X - 2 1 1 X - 810.682 -
Totale (B) 810.685 171.138 4.975 - - 2 1 1 - - 810.682 -
Totale (A+B) 9.568.709 8.873.358 59.458 - - 1.965 1.857 108 - - 9.566.744 -

Come da indicazioni della circolare di Banca d'Italia 262 del 22 dicembre 2005, e successivi aggiornamenti, le esposizioni creditizie per cassa comprendono tutte le attività finanziarie per cassa vantate verso banche o clientela qualunque sia il loro portafoglio di allocazione contabile (valutate al fair value con impatto a conto economico, valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, valutate al costo ammortizzato, attività in via di dismissione), ad eccezione dei titoli di capitale e delle quote di O.I.C.R.; le esposizioni creditizie "fuori bilancio" includono tutte le operazioni finanziarie diverse da quelle per cassa (garanzie f i n a n z i a r i e rilasciate, impegni revocabili e irrevocabili, derivati, ecc.) che comportano l'assunzione di un rischio creditizio, qualunque sia la finalità di tali operazioni (negoziazione, copertura, ecc.). Le esposizioni creditizie deteriorate (per cassa e fuori bilancio) non includono le attività finanziarie detenute per la negoziazione e i derivati di copertura, che sono pertanto, convenzionalmente, rilevati tra le esposizioni creditizie non deteriorate.

A.1.7 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti

Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e accantonamenti complessivi
Tipologie
esposizioni/valori
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Esposizione
Netta
Write-off
parziali
complessivi*
A. Esposizioni
creditizie per
cassa
a) Sofferenze 266.663 X - 263.129 3.534 217.272 X - 216.641 631 49.391 17.291
- di cui:
esposizioni
oggetto di
71.958 X - 71.244 714 57.470 X - 57.147 324 14.488 359
concessioni
b)
Inadempienze
probabili
305.761 X - 299.777 5.984 149.882 X - 148.558 1.325 155.878 66
- di cui:
esposizioni
oggetto di
111.131 X - 107.026 4.105 44.578 X - 43.759 819 66.554 4
concessioni
c) Esposizioni
scadute
deteriorate
32.924 X - 32.924 - 9.149 X - 9.149 - 23.775 -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
957 X - 957 - 182 X - 182 - 776 -
concessioni
d) Esposizioni
scadute non
deteriorate
264.227 158.885 105.298 X 43 3.055 467 2.587 X 1 261.172 -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
7.202 - 7.202 X - 178 - 178 X - 7.024 -
concessioni
e) Altre
esposizioni
non
deteriorate
44.848.864 42.993.738 1.808.743 X 1.052 60.234 31.802 28.406 X 25 44.788.630 -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
78.164 - 77.699 X 465 1.748 - 1.734 X 14 76.416 -
concessioni Totale (A) 45.718.438 43.152.623 1.914.041 595.830 10.613 439.592 32.270 30.994 374.348 1.981 45.278.845 17.357
B. Esposizioni
creditizie fuori
bilancio
a) Deteriorate 30.141 X - 26.980 3.161 1.200 X - 980 221 28.941 -
b) Non
deteriorate
12.663.538 12.224.719 408.098 X 33 3.984 2.636 1.346 X 2 12.659.553 -
Totale (B) 12.693.679 12.224.719 408.098 26.980 3.195 5.185 2.636 1.346 980 222 12.688.494 -
Totale (A+B) 58.412.117 55.377.342 2.322.138 622.810 13.807 444.777 34.906 32.340 375.328 2.204 57.967.339 17.357

A.1.9 Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

Causali/Categorie Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 288.744 321.497 35.881
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -
B. Variazioni in aumento 72.946 148.055 39.717
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate 10.863 79.972 26.595
B.2 ingressi da attività finanziarie impaired acquisite o originate - - -
B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate 60.617 17.875 153
B.4 modifiche contrattuali senza cancellazioni - 139 3
B.5 altre variazioni in aumento 1.465 50.069 12.966
C. Variazioni in diminuzione 95.027 163.792 42.674
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate - 12.850 4.988
C.2 write-off 20.067 4.733 -
C.3 incassi 36.806 83.365 18.793
C.4 realizzi per cessioni 4.210 1.086 -
C.5 perdite da cessione - - -
C.6 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate - 59.850 18.796
C.7 modifiche contrattuali senza cancellazioni - 1.030 2
C.8 altre variazioni in diminuzione 33.944 878 95
D. Esposizione lorda finale 266.663 305.761 32.924
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -

A.1.9bis Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni lorde oggetto di concessioni distinte per qualità creditizia

Causali/Qualità Esposizioni
oggetto di
concessioni:
deteriorate
Esposizioni
oggetto di
concessioni: non
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 203.501 188.102
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -
B. Variazioni in aumento 27.912 52.053
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni 4.285 39.212
B.2 ingressi da esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni 11.242 X
B.3 ingressi da esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X 7.994
B.4 ingressi da esposizioni deteriorate non oggetto di concessione - -
B.5 altre variazioni in aumento 12.386 4.847
C. Variazioni in diminuzione 47.366 154.790
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni X -
C.2 uscite verso esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni 7.994 X
C.3 uscite verso esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X 11.242
C.4 write-off 4.819 465
C.5 incassi 31.855 143.084
C.6 realizzi per cessioni - -
C.7 perdite da cessione - -
C.8 altre variazioni in diminuzione 2.698 -
D. Esposizione lorda finale 184.047 85.365
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -

A.1.11 Esposizioni creditizie per cassa deteriorate verso clientela: dinamica delle rettifiche di valore complessive

Sofferenze Inadempienze probabili Esposizioni scadute
deteriorate
Causali/Categorie Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
A. Rettifiche complessive iniziali 220.708 51.341 148.083 39.292 6.991 206
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - - - - -
B. Variazioni in aumento 73.607 17.725 72.415 23.233 8.156 699
B.1 rettifiche di valore da attività finanziarie impaired - X - X - X
acquisite o originate
B.2 altre rettifiche di valore
36.893 12.159 68.723 22.839 8.089 632
B.3 perdite da cessione 2 - - - - -
B.4 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate 35.995 5.566 3.661 395 67 67
B.5 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - 31 - 0 -
B.6 altre variazioni in aumento 717 - - - - -
C. Variazioni in diminuzione 77.043 11.596 70.616 17.948 5.998 724
C.1 riprese di valore da valutazione 5.887 1.070 13.518 4.748 956 48
C.2 riprese di valore da incasso 14.535 10.364 16.176 6.711 1.187 281
C.3 utili da cessione 2.857 - 161 - - -
C.4 write-off 20.067 - 4.733 695 - -
C.5 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate - - 35.867 5.633 3.855 395
C.6 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - - - - -
C.7 altre variazioni in diminuzione 33.697 162 160 160 0 -
D. Rettifiche complessive finali 217.272 57.470 149.882 44.578 9.149 182
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - - - - -

A.2 Classificazione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate in base ai rating esterni e interni

A.2.1 Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate per classi di rating esterni (valori lordi)

Classi di rating esterni
Esposizioni Classe 1 classe 2 classe 3 classe 4 classe 5 classe 6 Senza
rating
Totale
A. Attività finanziarie vautate al costo
ammortizzato
1.406.154 1.152.266 4.393.344 - - - 35.959.547 42.911.312
- Primo stadio 1.406.154 1.152.266 4.393.344 - - - 33.396.112 40.347.877
- Secondo stadio - - - - - - 1.956.992 1.956.992
- Terzo stadio - - - - - - 595.830 595.830
- Impaired acquisite o originate - - - - - - 10.613 10.613
B. Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
3.374.615 1.225.660 286.314 - - - 487.444 5.374.034
- Primo stadio 3.374.615 1.225.660 286.314 - - - 487.444 5.374.034
- Secondo stadio - - - - - - - -
- Terzo stadio - - - - - - - -
- Impaired acquisite o originate - - - - - - - -
C. Attività finanziarie in corso di
dismissione
- - - - - - - -
- Primo stadio - - - - - - - -
- Secondo stadio - - - - - - - -
- Terzo stadio - - - - - - - -
- Impaired acquisite o originate - - - - - - - -
Totale (A+B+C) 4.780.770 2.377.926 4.679.658 - - - 36.446.992 48.285.345
D. Impegni a erogare fondi e garanzie
finanziarie rilasciate
- - - - - - 12.839.105 12.839.105
- Primo stadio - - - - - - 12.395.857 12.395.857
- Secondo stadio - - - - - - 413.073 413.073
- Terzo stadio - - - - - - 26.980 26.980
- Impaired acquisiti/e o originati/e - - - - - - 3.195 3.195
Totale (D) - - - - - - 12.839.105 12.839.105
Totale (A+B+C+D) 4.780.770 2.377.926 4.679.658 - - - 49.286.096 61.124.450

Le classi di rating esterni indicate si riferiscono alle classi di merito creditizio dei debitori/garanti di cui alla normativa prudenziale.

L'agenzia di rating utilizzate sono sotto riportate e si fornisce la tabella di raccordo tra le classi di rischio e i rating delle agenzie.

Portafogli ECA/ECAI
Esposizione verso
Amministrazioni centrali e
banche centrali
DBRS Rating Limited
Esposizioni verso organizzazioni
internazionali
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Esposizioni verso banche
multilaterali di sviluppo
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Esposizioni verso imprese ed altri
soggetti
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Esposizioni verso organismi di
investimento collettivo del
risparmio (OICR)
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Posizioni verso le
cartolarizzazioni aventi un rating
a breve termine
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services
Moody's
Posizioni verso le
cartolarizzazioni diverse da
quelle aventi un rating a breve
termine
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services
Moody's

*ECAI utilizzata solo nella mitigazione del rischio (CRM) su strumenti finanziari accattati a garanzia

Classe di merito di
credito
DBRS Rating Limited Fitch Ratings Standard & Poor's
Rating Services
Moody's
1 da AAA a AAL da AAA a AA- da AAA a AA- da Aaa a Aa3
2 da AH a AL da A+ a A- da A+ a A- da A1 a A3
3 da BBBH a BBBL da BBB+ a BBB- da BBB+ a BBB- da Baa1 a Baa3
4 da BBH a BBL da BB+ a BB- da BB+ a BB- da Ba1 a Ba3
5 da BH a BL da B+ a B- da B+ a B- da B1 a B3
6 CCC CCC+ e inferiori CCC+ e inferiori Caa1 e inferiori

A.2.2 Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate: per classi di rating interni (valori lordi)

Cla
ssi
di
rat
ing
int
i
ern
osi
zio
ni
Esp
Cla
1
sse
Cla
2
sse
Cla
3
sse
Cla
4
sse
Cla
5
sse
Cla
6
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7
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Il 2 ottobre 2015 la Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing.

Le classi di rating interni vengono esposte in quanto utilizzati nella gestione del rischio di credito; nel calcolo dei requisiti prudenziali sono utilizzati solo quelli relativi alla funzione regolamentare Corporate e Retail. Si fornisce il dettaglio delle varie classi di rating utilizzate.

C1 assenti problematiche di rischio sia al momento che, prevedibilmente, nel
medio/lungo periodo
C2 assenti problematiche di rischio sia al momento che, prevedibilmente, nel
medio periodo
C3 assenti problematiche di rischio sia al momento che, prevedibilmente, nel
breve periodo
C4 rischio compatibile con possibilità di sua attenuazione/lieve peggioramento
nel breve periodo
C5 situazione di rischio con sintomi di peggioramento già evidenti
C6 situazione che evidenzia aspetti di evidente problematicità
C7 situazione di marcata problematicità, potenziale rischio di default
C8 situazione di forte problematicità con rischio di default nel breve

A.3 Distribuzione delle esposizioni garantite per tipologia di garanzia

A.3.1 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche garantite

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A.3.2 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela garantite

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Nel corso dell'esercizio sono state escusse garanzie ipotecarie per 20,3 milioni di euro, i cui incassi presumibilmente avverranno nei prossimi anni, mentre a fronte delle escussioni di pegni, polizze assicurative e fideiussioni sono stati incassati 16,7 milioni di euro. Nell'esercizio sono stati anche incassati 19,3 milioni di euro, a fronte di escussione di garanzie ipotecarie avviate negli anni precedenti.

Nel corso del 2023 sono state poste in essere attività giudiziali di escussione delle garanzie mediante pignoramento immobiliare nei casi in cui non sia stato possibile raggiungere soluzioni transattive soddisfacenti. Le posizioni affidate alle società di outsourcing, costituite da esposizioni>75 €k e <300 €k derivanti da mutui ipotecari sono state valutate ed azionate secondo il medesimo criterio. A ciò si aggiunga che la ricontrattualizzazione di tali società nel 2023 ha previsto il loro intervento limitatamente all'attività stragiudiziale. In caso di esito negativo di quest'ultima, infatti, la posizione viene restituita agli uffici interni competenti per l'attivazione giudiziale ovvero la cessione del credito.

B. Distribuzione e concentrazione delle esposizioni creditizie

B.1 Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela (valore di bilancio)

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B.2 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

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Si allega anche la ripartizione geografica NORD-OVEST, NORD-EST, CENTRO, SUD e ISOLE per le esposizioni ITALIA.

B.2 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela

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B.3 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche

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B.4 Grandi esposizioni

31/12/2023
Numero posizioni 25
Esposizione 38.063.210
Posizione di rischio 1.836.234

Sono considerate nel calcolo dei "grandi rischi" tutte le attività di rischio, per cassa e fuori bilancio, nei confronti di un singolo cliente (ovvero gruppo di clienti connessi) senza l'applicazione dei fattori di ponderazione, mentre il limite che qualifica un'esposizione come "grande rischio", è quando l'esposizione, come sopra determinata, è pari o superiore al 10% dei fondi propri.

La disciplina, per apprezzare in modo più preciso il grado di concentrazione dei crediti, rileva anche le esposizioni aventi un fattore di ponderazione per il rischio di controparte pari allo zero per cento, quali ad esempio le esposizioni infragruppo verso società italiane, le esposizioni verso lo Stato italiano.

Si sottolinea inoltre che nel perimetro di riferimento sono comprese anche le operazioni di pronti contro termine passive. La normativa prevede che tali operazioni concorrano all'esposizione nominale verso la controparte per l'importo dei "titoli da ricevere", mentre l'esposizione ponderata, in casi espressamente previsti, può prevedere la ponderazione a zero.

A fine periodo si rilevano 25 posizioni classificate come "grandi rischi", per un ammontare complessivo di 38.063,2 milioni di euro (30.645,5 milioni di euro nel 2022), corrispondenti a 1.836,2 milioni di euro di valore ponderato (1.656,8 milioni di euro nel 2022).

Tra le posizioni rilevate figurano le altre società del Gruppo Credem, Ministero del Tesoro, Stati UE ed extra UE e primarie banche nazionali e internazionali.

C. Operazioni di cartolarizzazione

Informazioni di natura qualitativa

Operazione Emilia SPV

La Banca detiene una partecipazione pari al 10% in Emilia SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita ed avente quale oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

Emilia SPV S.r.l. ha in essere un'operazione di cartolarizzazione revolving, perfezionata da Credem nel corso del 2015, su mutui ipotecari residenziali in bonis erogati dalla Banca alla propria clientela, non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l. e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.

La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).

Le note del tipo "senior", quotate all'Irish Stock Exchange e dotate di rating ufficiale assegnato dalle agenzie accreditate DBRS e Moody's Investor Services (al 31 dicembre 2023, giudizio "A high" assegnato da DBRS e "Aa3" da Moody's) pagano, trimestralmente, interessi variabili pari al tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 75 bps, mentre le note "junior", sprovviste di rating, pagano un tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 200 bps. I detentori dei titoli junior hanno inoltre diritto di ricevere a ciascuna data di pagamento e, in base all'ordine di priorità dei pagamenti e fondi disponibili, anche un premio determinato in via residuale, dopo che siano stati corrisposti tutti gli altri importi da corrispondersi in priorità.

I titoli sono strutturati nella forma di partly paid notes ("PPN") e interamente emessi per il loro valore nominale alla data d'emissione (Euro 3.000.000.000 per le note senior ed Euro 900.000.000 per le note junior). Il prezzo delle note è stato corrisposto solo in parte alla data di emissione, mentre le restanti quote di prezzo possono essere pagate in più rate successive differite nel tempo secondo la logica revolving dell'operazione.

Credem ha sottoscritto all'atto dell'emissione, e detiene in portafoglio, il totale delle passività emesse dal veicolo. Pertanto, in base alle norme IFRS9 in materia di "derecognition" (cancellazione contabile), i crediti oggetto della cartolarizzazione rimangono iscritti nell'attivo del bilancio Credem. Le passività emesse dal veicolo si ritiene non generino un rischio di tasso di interesse. La struttura revolving dell'operazione permette, inoltre, alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che può durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, rinnovato nel 2021 con scadenza maggio 2026, le note

sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione. Nel corso del primo semestre, con efficacia dal 4 maggio 2023, sono state apportate alcune modifiche contrattuali, che hanno impattato i limiti di concentrazione dei mutui a tasso fisso/variabile all'interno del pool. Le modifiche apportate sono funzionali al mantenimento dell'equilibrio della struttura finanziaria dell'operazione in un contesto di rialzo generale dei tassi.

Al 31 dicembre 2023, a seguito del perfezionamento di due cessioni di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis effettuate nell'anno, il circolante della tranche senior risulta pari ad Euro 2.126.653.909,64 mentre quello della tranche junior risulta pari ad Euro 637.521.478,57.

La tranche senior può essere utilizzata dalla Banca per operazioni di rifinanziamento presso l'Eurosistema. L'operazione è, infatti, finalizzata a costituire una riserva di liquidità e rientra tra le complessive attività di gestione della liquidità poste in essere da Credem.

A Credem, inoltre, sono state riconosciute dalla società veicolo le seguenti opzioni: riacquisto di singoli crediti entro determinati parametri, riacquisto in blocco per i crediti che dovessero diventare eleggibili per l'utilizzo nel programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB

S.r.l. e riacquisto di tutto il portafoglio crediti in essere, in blocco e pro soluto (nel rispetto dei vincoli contrattuali previsti).

Nel corso del 2023 non sono state effettuate operazioni di riacquisto parziale e/o in blocco di crediti dalla società veicolo.

Altre operazioni

Sono presenti nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", al 31 dicembre 2023, 380 milioni di Euro di ABS emessi da veicoli terzi, collegati a crediti originati in Europa, con preponderanza della componente di origination francese (140.4 milioni di Euro). Il portafoglio è costituito da differenti tipologie di ABS con una prevalenza delle cartolarizzazioni di mutui residenziali, che incidono per il 51,9%.

L'attuale esposizione suddivisa per rischio paese è così composta:

Paese Controvalore (migliaia Euro) % Esposizione
FRANCIA 140.449 37,0
GERMANIA 87.135 22,9
SPAGNA 62.622 16,5
PAESI BASSI 49.358 13,0
ITALIA 25.755 6,8
IRLANDA 13.572 3,6
PORTOGALLO 531 0,1
REGNO UNITO 280 0,1
TOTALE 379.702 100,0

Il portafoglio delle cartolarizzazioni è diversificato su 24 emittenti e 28 emissioni, con massima concentrazione pari a 29,7 milioni di Euro per singola emissione e 62,6 milioni di Euro per singolo emittente.

C.3 Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione di "terzi" ripartite per tipologia delle attività cartolarizzate e per tipo di esposizione

Esposizioni per cassa Garanzie rilasciate Linee di credito
Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior
Tipologia attività sottostanti/
Esposizioni
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore
A.1 AUTO ABS FRGN33FRN
Prestiti al consumo 14.471 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.2 AUTOF 2 A 21-43 EUR
Prestiti al consumo 18.968 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.3 AUTONORIA ST35 FRN
Prestiti al consumo 2.519 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.4 BPCE HOME19OT24FRN
Mutui ipotecari 8.402 - - - - - - - - - - - - - - - - -
residenziali
A.5 BPCE HOME21OT55FRN
Mutui ipotecari
residenziali
27.398 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.6 BSKY GE11 FRN-30 EU
Prestiti al consumo 25.233 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.7 BUMPER 22SA 22-32
Prestiti al consumo 21.371 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.8 BUOS 3 A SR SEQ FLT
Prestiti a PMI 2.406 - 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.9 BUOS 3 B MEZZ SEQ FL
Prestiti a PMI - - 10 - - - - - - - - - - - - - - -
A.10 BUOS 3 J SUB SEQ FLT
Prestiti a PMI - - - - 1 - - - - - - - - - - - - -
A.11 CR.AGR.HABITAT MTGE
Mutui ipotecari
residenziali
22.696 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.12 E-MAC NL FRN -A-GE37
Mutui ipotecari
residenziali
1.213 - 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.13 FINANCE(IR)4AMTGE 61
Mutui ipotecari
residenziali
13.572 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.14 GLOBALDRIVE29FRN EUR
Prestiti al consumo 6.030 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.15 GREAT H.FRN-A2B-MZ39
Mutui ipotecari
residenziali
280 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.16 GREEN APPLE-19-GE58
Mutui ipotecari
residenziali
7.511 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.17 HFHL 2020-1 FB61
Mutui ipotecari
residenziali
9.495 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.18 HFHL 2021-1A MTGE61E
Mutui ipotecari
residenziali
22.684 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.19 HIPOTOTTA4-CL/A ST48
Mutui ipotecari
residenziali
531 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.20 MAGOI 19 LG39 FLT
Prestiti al consumo 4.709 - - - - - - - - - - - - - - - - -
Esposizioni per cassa Garanzie rilasciate Linee di credito
Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior
Tipologia attività sottostanti/
Esposizioni
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore
A.21 NORIA 2021-1EUR
A.22 Prestiti al consumo
PRADO 8 A SR SEQ
FLT
Mutui ipotecari
11.411 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.23 residenziali
PRADO 9 A SR SEQ
FLT
Mutui ipotecari
residenziali
22.141
23.743
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
A.24 PRADO X A SR SEQ
FLT
Mutui ipotecari
residenziali
16.739 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.25 PROGQ 1 A EUR
A.26 Prestiti al consumo
R&B AUTO
L9GER22/31
6.788 - 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.27 Prestiti al consumo
SC GERMAN CONS 21-
1A
14.277 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
Prestiti al consumo
A.28 SILVER A AP31 FRN
29.747 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
Prestiti al consumo 15.291 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.29 SILVER A GN29 FRN
Prestiti al consumo 10.085 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.30 SILVER A ST27 FRN
Prestiti al consumo 1.762 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.31 STORM 2022-A B.V.
Mutui ipotecari
residenziali
20.634 - - - - - - - - - - - - - - - - -

C.3 Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione di "terzi" ripartite per tipologia delle attività cartolarizzate e per tipo di esposizione

C.3 Società veicolo per la cartolarizzazione

Come già esposto nelle informazioni di natura qualitativa, nel Gruppo è presente un'unica società veicolo per la cartolarizzazione, Emilia Spv, partecipata al 10% da Credito Emiliano; la società non è stata consolidata.

D. Informativa sulle entità strutturate non consolidate contabilmente (diverse dalle società veicolo per la cartolarizzazione)

Le informazioni di cui alla presente voce non vengono fornite nel bilancio individuale dalle banche che redigono il bilancio consolidato.

E. Operazioni di cessione

A. Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente

Informazioni di natura qualitativa

Operazioni di cessione

Come già anticipato in riferimento alla Cartolarizzazione con Emilia SPV S.r.l., nel corso dell'esercizio 2015 Credem ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione revolving, relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l., erogati alla propria clientela e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.

A seguito della prima cessione di attivi, perfezionata nel quarto trimestre 2014 ad un prezzo pari ad Euro 1.002.811.119,07, sono state perfezionate, dal 2015 alla fine del 2023, nei periodi di seguito indicati, dieci cessioni di altrettanti portafogli di crediti idonei alla società veicolo ad un prezzo pari a:

  • Quarto trimestre 2015: Euro 285.392.481,54
  • Quarto trimestre 2016: Euro 293.707.640,58
  • Quarto trimestre 2017: Euro 245.710.926,70
  • Quarto trimestre 2018: Euro 52.416.789,64
  • Secondo trimestre 2021: Euro 1.304.130.865,63
  • Quarto trimestre 2021: Euro 353.874.864,16
  • Secondo trimestre 2022: Euro 274.726.751,12
  • Quarto trimestre 2022: Euro 190.056.443,89
  • Secondo trimestre 2023: Euro 163.629.812,82
  • Quarto trimestre 2023: Euro 271.235.442,14

I crediti sono stati acquistati "pro soluto", ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, dalla società EMILIA SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita e partecipata al 10% da Credem, con oggetto esclusivo consistente nella realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior).

Informazioni di natura quantitativa

E.1 Attività finanziarie cedute rilevate per intero e passività finanziarie associate: valore di bilancio

Attività finanziarie cedute rilevate per intero Passività finanziarie associate
Valore di
bilancio
di cui: oggetto di
operazioni di
cartolarizzazione
di cui:
oggetto di
contratti di
vendita con
patto di
riacquisto
di cui
deteriorate
Valore di
bilancio
di cui: oggetto di
operazioni di
cartolarizzazione
di cui:
oggetto di
contratti di
vendita con
patto di
riacquisto
A. Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
- - - X - - -
1. Titoli di debito - - - X - - -
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - X - - -
4. Derivati - - - X - - -
B. Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate al fair
- - - - - - -
value
1. Titoli di debito
- - - - - - -
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
C. Attività finanziarie designate al
fair value
- - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - - -
2. Finanziamenti - - - - - - -
D. Attività finanziarie valutate al fair
value con impatto sulla redditività
4.040.059 - 4.040.059 - 3.951.071 - 3.951.071
complessiva
1. Titoli di debito
4.040.059 - 4.040.059 - 3.951.071 - 3.951.071
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
E. Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
3.943.758 - 3.943.758 - 3.874.664 - 3.874.664
1. Titoli di debito 3.943.758 - 3.943.758 - 3.874.664 - 3.874.664
2. Finanziamenti - - - - - - -
Totale 31/12/2023 7.983.817 - 7.983.817 - 7.825.735 - 7.825.735
Totale 31/12/2022 4.820.738 - 4.820.738 - 4.776.110 - 4.776.110

Legenda:

A= attività finanziarie cedute rilevate per intero (valore di bilancio)

B= attività finanziarie cedute rilevate parzialmente (valore di bilancio)

C= attività finanziarie cedute rilevate parzialmente (intero valore)

L'operatività è riferibile all'utilizzo di titoli in portafoglio per operazioni pronti contro termine a breve termine.

E.3 Operazioni di cessione con passività aventi rivalsa esclusivamente sulle attività cedute e non cancellate integralmente: fair value

Rilevate per Rilevate Totale
intero parzialmente 31/12/2023 31/12/2022
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
4. Derivati - - - -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
C. Attività finanziarie designate al fair value - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Finanziamenti - - - -
D. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività 4.040.059 - 4.040.059 2.464.639
complessiva
1. Titoli di debito
4.040.059 - 4.040.059 2.464.639
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
E. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (fair value) 3.943.758 - 3.943.758 2.356.099
1. Titoli di debito 3.943.758 - 3.943.758 2.356.099
2. Finanziamenti - - - -
Totale attività finanziarie 7.983.817 - 7.983.817 4.820.738
Totale passività finanziarie associate 7.825.735 - X X
Valore netto 31/12/2023 158.082 - 7.983.817 X
Valore netto 31/12/2022 44.628 - X 4.820.738

Le passività finanziarie a fronte di attività finanziarie cedute e non cancellate (riportate nelle colonne Debiti verso Clientela e Debiti verso Banche) sono relative ad operazioni di pronti contro termine passive a fronte di titoli iscritti nell'attivo.

La mancata "derecognition" per le operazioni di cartolarizzazione, già ampiamente descritte nel paragrafo "C.1 Operazioni di cartolarizzazione", è la diretta conseguenza della sottoscrizione, da parte del Gruppo, delle tranche dei titoli Junior o di esposizioni similari, che comportano, in capo allo stesso, il rischio delle prime perdite e, analogamente, il beneficio connesso al rendimento del portafoglio delle attività trasferite. Tali attività sono oggetto di cessione pro soluto mediante un contratto di servicer, la Banca mantiene l'impegno a svolgere il servizio di gestione, amministrazione, incasso, riscossione e recupero crediti per conto del veicolo.

A fronte del trasferimento, il corrispettivo incassato viene rilevato in contropartita della rilevazione di un debito verso la società veicolo, al netto delle tranche di titoli sottoscritti. Il debito iscritto verso la società veicolo è destinato a ridursi per effetto delle somme incassate dall'originator, in qualità di "servicer", e riversate allo stesso veicolo.

E.4 Operazioni di covered bond

Programma Credem CB

Il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano, nelle sedute del 26 maggio 2010 e del 25 giugno 2010, ha deliberato di avviare la strutturazione di un programma di emissione di obbligazioni bancarie garantite per un ammontare massimo di Euro 5 miliardi.

In data 22 ottobre 2010, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la prima cessione da parte di Credem di un portafoglio di crediti per un valore massimo di Euro 2,4 miliardi in favore di Credem CB S.r.l., Società Veicolo (Special Purpose Vehicle, SPV) selezionata per la partecipazione al Programma e partecipata al 70% da Credem.

Il quadro normativo italiano in materia di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (di seguito, anche la "Normativa") è costituito, in particolare:

  • dalla Direttiva (UE) 2019/2162 (la "Direttiva OBG") e dal Regolamento (UE) 2019/2160 (il "Regolamento OBG") che hanno introdotto per la prima volta una disciplina europea dello strumento delle OBG emesse da banche europee, avendo come finalità quella di uniformare i differenti quadri normativi sviluppatisi negli anni nei Paesi dell'Unione Europea;
  • dal Titolo I-bis della legge n. 130 del 30 aprile 1999 (il "Titolo I-bis" o la "Legge 130"), introdotto dal decreto legislativo n. 190 del 5 novembre 2021 in attuazione della Direttiva OBG, interamente dedicato alle OBG, nonché dalle altre previsioni della Legge 130 ivi richiamate;
  • dall'art. 129 del Regolamento (UE) 575/2013 (il "CRR"), come modificato dal Regolamento OBG;
  • dalle disposizioni emanate dalla Banca d'Italia in tema di Obbligazioni Bancarie Garantite, ai sensi della Parte Terza, Capitolo 3, della Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013, contenente le "Disposizioni di vigilanza per le banche", come di volta in volta modificate e aggiornate (le "Istruzioni").

Nel mese di Novembre 2023, nell'ambito dell'aggiornamento annuale del programma di emissione Credem CB, sono state implementate le modifiche alla documentazione contrattuale necessarie per allineare il programma al nuovo quadro normativo di riferimento conseguente all'emanazione, da parte di Banca d'Italia, nel mese di Marzo 2023, delle nuove disposizioni di vigilanza in materia di "obbligazioni bancarie garantite" che recepiscono le novità introdotte dalla Direttiva (UE) n. 2019/2162 (Covered Bond Directive) e dal Regolamento (UE) n. 2019/2160 (Covered Bond Regulation).

A seguito dell'introduzione del nuovo Titolo I-bis nell'ambito della legge 130/1999 (il "Titolo I-bis") e del 42° aggiornamento della Circolare 285/2013 (le "Disposizioni"), Credem ha effettuato una serie di attività volte ad adeguare il programma, le procedure operative, i presidi di controllo e la relativa documentazione contrattuale al nuovo quadro normativo introdotto dal predetto Titolo Ibis e dalle nuove Disposizioni.

L'emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite da parte di Credem si inserisce nel piano strategico del Gruppo, finalizzato, tra l'altro, all'ottenimento di alcuni benefici in termini di funding, quali la diversificazione delle fonti di raccolta, la riduzione del relativo costo, nonché l'allungamento delle scadenze del passivo.

In linea generale, la struttura base di un'emissione di obbligazioni bancarie garantite – secondo lo schema delineato dalla normativa – prevede che vengano realizzate le seguenti attività:

  • la banca (Banca Cedente, Credem) trasferisce un insieme di asset aventi determinate caratteristiche (il "Portafoglio") ad una Società Veicolo (Credem CB srl). Gli attivi ceduti alla Società Veicolo costituiscono un patrimonio separato da quello della Società Veicolo stessa a beneficio dei portatori delle obbligazioni bancarie garantite e degli altri soggetti in favore dei quali la garanzia è rilasciata. La Banca Cedente eroga alla Società Veicolo un prestito subordinato finalizzato a finanziare il pagamento del prezzo di acquisto degli asset da parte della Società Veicolo stessa;
  • Credem (l'Emittente) emette titoli obbligazionari. La Società Veicolo rilascia una garanzia in favore dei portatori dei titoli obbligazionari emessi dall'Emittente.

Come conseguenza di ciò, il rimborso delle obbligazioni bancarie garantite che saranno emesse nell'ambito dell'operazione è garantito, oltre che dall'emittente, anche da una garanzia non condizionata ed irrevocabile rilasciata dalla Società Veicolo ad esclusivo beneficio degli investitori che sottoscriveranno le Obbligazioni Bancarie Garantite e delle controparti terze, ivi incluse quelle di hedging, coinvolte nell'operazione. Tale ultima garanzia è rilasciata dalla Società Veicolo a valere sul Portafoglio.

L'operazione di covered bond illustrata rientra nella "fattispecie semplice", in quanto la figura di banca originator, banca finanziatrice e banca emittente coincidono con un unico soggetto, rappresentato da Credem.

Il Portafoglio di cessione

Il portafoglio che di tempo in tempo viene ceduto alla Società Veicolo deve rispecchiare alcune caratteristiche comuni.

I principali criteri comuni di identificazione e selezione dei mutui, da cui derivano i crediti che costituiscono il Cover Pool, sono stati individuati previa condivisione con le agenzie di rating, cui è stata richiesta l'assegnazione del rating alle Obbligazioni Bancarie Garantite che Credem emetterà nel contesto del Programma.

A fine ottobre 2010, settembre 2011, febbraio 2012, aprile 2014, ottobre 2014, ottobre 2015, aprile 2016, ottobre 2016, aprile 2017, novembre 2017, maggio 2018, ottobre 2018, maggio 2019, novembre 2020, novembre 2021, novembre 2022 e novembre 2023 sono stati selezionati i crediti ipotecari derivanti da contratti di mutuo che, alle relative date di cut-off, soddisfacevano, a titolo non esaustivo, i seguenti principali criteri cumulativi:

  • crediti non derivanti da contratti di mutuo che beneficiano di forme di agevolazione finanziaria;
  • crediti non classificati come "esposizioni creditizie deteriorate", ai sensi delle vigenti "Istruzioni di Vigilanza per le banche" emanate dalla Banca d'Italia;
  • crediti non erogati (neanche in co-intestazione) a dipendenti o amministratori di Credito Emiliano o delle sue controllate facenti parte del Gruppo Bancario Credem.

Il Cover Pool, alla data contabile del 31 dicembre 2023, consiste di crediti derivanti da n. 59.279 mutui ipotecari, con un debito residuo complessivo di circa 4.736,357 milionidi Euro, come di seguito meglio specificato.

R egione
Mutua ta rio
Debito R esiduo
(miglia ia Euro)
% Debito
R esiduo
N° Mutui % N° Mutui
Abruzzo 40.011,25 0,85 564 0,95
Basilicata 9.211,43 0,19 125 0,21
Calabria 125.199,18 2,64 2.195 3,70
Campania 490.991,54 10,37 5.816 9,81
Emilia Romagna 738.802,36 15,60 10.173 17,16
Friuli Venezia Giulia 44.997,94 0,95 645 1,09
Lazio 569.118,45 12,02 5.649 9,53
Liguria 108.034,06 2,28 1.384 2,34
Lombardia 808.964,19 17,08 8.577 14,47
Marche 86.910,21 1,84 1.102 1,86
Molise 8.127,81 0,17 132 0,22
Piemonte 148.352,49 3,13 1.900 3,21
Puglia 261.461,62 5,52 4.324 7,29
Sardegna 190.248,78 4,02 2.130 3,59
Sicilia 425.811,38 8,99 6.574 11,09
Toscana 349.581,96 7,38 4.195 7,08
Trentino Alto Adige 22.460,69 0,47 246 0,42
Umbria 19.779,36 0,42 304 0,51
Val D'Aosta 1.539,94 0,03 12 0,02
Veneto 286.752,63 6,05 3.232 5,45
Tota le
Porta foglio
4.736.357 100% 59.2 79 100%

Finanziamento Subordinato

In occasione della cessione del Portafoglio iniziale, in data 29 ottobre 2010, Credem e Credem CB hanno sottoscritto un contratto di finanziamento subordinato, mediante il quale Credem ha

concesso a Credem CB un finanziamento subordinato per il pagamento del corrispettivo di acquisto del Portafoglio iniziale e si è obbligata a concedere a Credem CB ulteriori finanziamenti subordinati, ciascuno di importo pari all'ammontare da corrispondere da parte di Credem CB in relazione all'acquisto dei successivi portafogli di crediti, ceduti da Credem secondo i termini e le condizioni previste dal contratto quadro disciplinante la cessione degli attivi.

Un ulteriore finanziamento subordinato è pertanto stato concesso in sede di ogni cessione successiva, per un importo pari ai relativi prezzi di cessione.

Asset Swap

Tra la Società Veicolo e Credem sono stati stipulati dei contratti swap, per un ammontare fino alla copertura del Cover Pool, al fine di garantire alla Società Veicolo una protezione contro il rischio di tasso e/o di base, dovuto alla presenza di attivi con diversa indicizzazione. Nel mese di giugno 2013, in fase di rinnovo annuale del programma, è stata rivista la struttura dei meccanismi di copertura dell'operazione e, previo parere favorevole delle Agenzie di rating, sono stati chiusi anticipatamente tutti i contratti swap a suo tempo stipulati tra la Società Veicolo e Credem. Al 31 dicembre 2023, non sono presenti contratti Asset Swap tra la Società Veicolo e Credem.

Covered Bond Swap (o Liability Swap)

In occasione dell'emissione sul mercato di Covered Bond, tra la Società Veicolo e Credem può essere stipulato un contratto swap al fine di mitigare il rischio di tasso tra i flussi ricevuti dalla Società Veicolo e quanto dovuto dalla stessa agli investitori in caso di default dell'emittente. Attualmente è in essere un contratto swap stipulato in fase di emissione dei Covered Bond con durata 30/08/2013-2028.

Conti correnti

Il Programma prevede un'articolata struttura di conti correnti sui quali poggiano i flussi finanziari dell'operazione. Alla strutturazione dell'operazione, sono stati attivati una serie di conti intestati alla Società Veicolo ed in particolare, a scopo non esaustivo: Collection Accounts, Reserve Account, Payments Account, Eligible Investment Account e Expenses Account. Da Aprile 2022 Credem riveste il ruolo di Account Bank della società veicolo.

Soggetti coinvolti nel Programma

Con riferimento a tale sezione si riassumono i principali ruoli e controparti coinvolte nell'operazione:

  • Servicer: ruolo svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato da Credem CB delle attività di incasso e recupero dei crediti inclusi nel Portafoglio Iniziale e nei portafogli che Credem stessa cede a Credem CB ai sensi del Contratto Quadro di Cessione;
  • Back-Up Servicer: entità che al verificarsi di determinati eventi, disciplinati nell'ambito del Programma, può subentrare a Credem nel ruolo di Servicer sopra descritto. Attualmente tale ruolo non viene agito da alcun soggetto;
  • Investment Manager: ruolo svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato di investire la liquidità disponibile sui conti correnti aperti da Credem CB e di redigere e inviare alle parti di tale contratto il c.d. Investment Manager Report, contenente l'indicazione dei risultati dell'attività di investimento;
  • Account Bank: ruolo attualmente svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato di investire la liquidità disponibile sui conti correnti aperti da Credem CB e di redigere e inviare alle parti di tale contratto il c.d. Investment Manager Report, contenente l'indicazione dei risultati dell'attività di investimento;
  • Principal Paying Agent: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services, che ha il principale compito di determinare ed effettuare (sia per conto di Credem che per conto di Credem CB) i pagamenti dovuti, in linea capitale e in linea interessi, in favore dei portatori delle Obbligazioni Bancarie Garantite;
  • Calculation Agent: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, ha il principale compito di redigere e inviare alle parti del contratto il c.d. Payments Report, contenente l'indicazione dei fondi disponibili di titolarità di Credem CB e dei pagamenti da effettuarsi, secondo l'ordine di priorità dei pagamenti determinato ai sensi dell'Intercreditor Agreement;
  • Asset Monitor: ruolo svolto da BDO Italia S.p.A. che, in tale qualità, effettua i calcoli e le verifiche sui Test Obbligatori e sull'Amortisation Test svolti ai sensi del Cover Pool Management Agreement, verificando l'accuratezza dei calcoli effettuati dal Calculation Agent. Con incarico separato, è attualmente previsto che l'Asset Monitor svolga ulteriori verifiche aventi ad oggetto in particolare la conformità degli attivi idonei costituenti il Portafoglio ai requisiti previsti dalla Normativa e l'integrità della garanzia a favore degli investitori;
  • Representative of the Bondholders: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, esercita nei confronti di Credem e di Credem CB i diritti delle controparti coinvolte nell'operazione;
  • Listing Agent: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, ha il principale compito di gestire, per conto di Credem e di Credem CB, i rapporti e gli adempimenti con la Borsa di quotazione delle Obbligazioni Bancarie Garantite.

Si specifica, infine, che alcuni dei contratti del Programma prevedono che i soggetti incaricati dello svolgimento di alcune attività e alcuni ruoli sopra indicati siano dotati, ai fini di tali incarichi, di determinati livelli di rating. Pertanto, seppure alcuni ruoli risultino attualmente ricoperti da Credem (ovvero da soggetti terzi al Gruppo), è possibile che in futuro gli stessi possano essere assegnati a soggetti esterni al Gruppo Credem.

I rischi connessi con l'operazione

Il Programma di emissioni di Obbligazioni Bancarie Garantite comporta i seguenti rischi finanziari rispetto ai quali sono state adottate varie misure di mitigazione: rischio dell'emittente, rischio di tasso, rischio di credito, rischio di liquidità, rischio di rifinanziamento, rischio di controparte, rischi legali legati all'operazione.

La funzione di revisione interna di Credem (Servizio Auditing) effettua, almeno ogni 12 mesi, una completa verifica dei presidi posti in essere, anche avvalendosi delle informazioni ricevute e delle valutazioni espresse dall'Asset Monitor. I risultati di tali verifiche sono portati a conoscenza degli organi aziendali competenti.

Caratteristiche principali del Programma

La struttura finanziaria del Programma prevede che Credem proceda all'emissione in più serie successive di Obbligazioni Bancarie Garantite con rating, a dicembre 2023, pari a Aa3 e AA, assegnati rispettivamente dalle seguenti società di rating: Moody's Investors Services Inc. e Fitch Rating Limited.

Tali obbligazioni sono state collocate ad investitori istituzionali con il supporto dei Dealers di tempo in tempo selezionati. In fase iniziale gli Arrangers del Programma sono stati Barclays Bank PLC e Société Générale; attualmente tale ruolo è unico ed è svolto da Barclays.

Credem può emettere, a valere sul Programma, Obbligazioni Bancarie Garantite per un importo complessivo di tempo in tempo in essere non superiore ad Euro 5 miliardi. Tale importo massimo potrà essere incrementato in conformità con quanto previsto dalla documentazione contrattuale del Programma. Nell'ambito del Programma, Credem può emettere un ampio spettro di tipologie di titoli; tuttavia le tipologie attualmente più diffuse sul mercato sono titoli c.d. soft bullet che prevedono il pagamento periodico di interessi, il rimborso in un'unica soluzione alla scadenza e la possibilità per la Società Veicolo, in caso di inadempimento di Credem, di posticipare la data di scadenza di un periodo aggiuntivo di tempo (di prassi, un anno).

Sono state effettuate emissioni nel 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2019, 2021 e 2022, mentre non sono state effettuate nuove emissioni di Covered Bond dal 2015 al 2018, nel 2020 e nel 2023. Il valore nominale complessivo dei Covered Bond in circolazione al 31 dicembre 2023, emessi a valere sul programma garantito da Credem CB S.r.l., è pari a 2,1 miliardi di Euro. A gennaio 2024 sono state effettuate due emissioni, una retained e una pubblica, rispettivamente la tredicesima e la quattordicesima, per un ammontare pari a 1 miliardo di euro e 500 milioni di euro. Nello stesso mese è scaduta un'emissione per 750 milioni di euro.

F. Modelli per la misurazione del rischio di credito

Il 23 Febbraio 2022 l'Autorità di Vigilanza ha confermato con apposita comunicazione l'autorizzazione per il Gruppo all'uso dei modelli AIRB ((parametri PD, LGD, EAD) per il Rischio di Credito a seguito delle domande di autorizzazione delle modifiche dei modelli AIRB di Marzo 2020

(modifiche in relazione alla Targeted Review of Internal Models) e Marzo 2021 (adeguamento secondo la Nuova Definizione di Default e Art. 500 CRR), sottoposti successivamente ad accesso ispettivo nello stesso anno.

Periodicamente sono effettuate attività di convalida sui diversi parametri in termini di attività di presidio e monitoraggio al fine di valutare la generale adeguatezza del processo di misurazione del rischio di credito. Modelli e metodologie risultano adeguate e le performance del sistema di rating si confermano elevate indicando quindi una buona capacità discriminante dei modelli di rating.

Sezione 2 – Rischi di mercato

2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza

Informazioni di natura qualitativa

Il modello organizzativo di presidio dei rischi ha lo scopo di favorire il raggiungimento di una serie di obiettivi:

  • ruolo di governo e indirizzo della Capogruppo nel presidio dei rischi per singola Società e del loro impatto sui rischi di Gruppo, in ottemperanza alle vigenti disposizioni di Vigilanza e al Risk Appetite Framework di Gruppo;
  • controllo gestionale nel senso dell'ottimizzazione del profilo rischio-rendimento a livello di gruppo;
  • uniformità della metodologia di analisi e del "linguaggio" utilizzato per tutte le Società del gruppo.

In questo ambito il Rischio di mercato, inteso come rischio di perdite causate da variazioni sfavorevoli dei fattori di rischio (tasso, prezzo, cambio ed altri fattori di mercato), è misurato e monitorato sia in riferimento al banking book (poste a vista e a scadenza) sia al trading book (strumenti finanziari negoziati con finalità di positioning, trading e negoziazione).

Struttura organizzativa

Di seguito vengono descritti i principali compiti delle strutture organizzative coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi di mercato.

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, CA, è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi per ciascuna area di business; delibera i poteri riconosciuti in merito a strategie operative, assunzione di rischi e azioni correttive; individua l'insieme degli indicatori di Risk Appetite e delle relative metriche di calcolo, quest'ultime proposte dal Comitato Esecutivo, CE; definisce e approva gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza valutando periodicamente l'adeguatezza del Risk Appetite Framework (RAF) e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo; approva la struttura generale dei limiti operativi e delle deleghe, nonché le linee di responsabilità ed autorità in merito al processo di gestione dei rischi.

I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono l'appetito al rischio e la soglia di tolleranza definiti in ambito RAF dalla Capogruppo; approvano gli indirizzi strategici e le linee guida di gestione dei rischi formulati dalla Capogruppo nonché la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo.

Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.

Il CE della Capogruppo, quale organo di gestione, cura l'attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di governo dei rischi definiti dal CA, ed in particolare definisce e cura l'attuazione del processo di gestione dei rischi. Al CE compete inoltre la proposta al CA delle metodologie di misurazione e controllo dei rischi e la definizione dei limiti operativi coerenti con la propensione al rischio.

I Comitati della Capogruppo coinvolti in ambito RAF hanno le seguenti responsabilità.

Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo svolge l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa approvare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza e valutare periodicamente l'adeguatezza del RAF e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo.

Esprime inoltre parere per il CA sulle proposte del CE relative alle metodologie di misurazione e controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno; supporta infine il CA della capogruppo con la proposizione delle strategie generali per il governo dei rischi.

Il Comitato Risk Management, istituito al fine di informare il CE del presidio del rischio complessivamente assunto e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel RAF, effettua le seguenti operazioni:

  • presidia il rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework
  • periodicamente valuta il livello di rischio complessivamente assunto, attraverso il monitoraggio degli indicatori RAF per tipologia di rischio;
  • analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer, revisioni addizionali del RAF.

La funzione di Risk Management supporta il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo ed effettua le attività di seguito descritte. In ambito RAF:

  • verifica almeno annualmente la bontà delle metriche utilizzate sottoponendo a backtesting i modelli di stima del rischio, riportando nel RAF gli esiti, eventuali carenze ed eventuali necessità di sviluppo di nuove metodologie;
  • rendiconta almeno trimestralmente il Comitato Rischi in merito all'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite relativamente a tutti gli indicatori, compresi quelli ineriti il rischio di mercato.

Si occupa inoltre:

  • della misurazione e rendicontazione dei rischi finanziari per singola società e a livello di gruppo, utilizzando a questo fine principalmente misure di rischio in termini di sensitivity, volte a verificare il rispetto dei limiti assegnati e la coerenza con gli obiettivi di rischio rendimento assegnati;
  • dello sviluppo e della gestione dei sistemi di misurazione dei rischi tramite l'acquisizione dei dati di mercato necessari per il calcolo;
  • della definizione del profilo di rischio dei nuovi prodotti.

Le risultanze dell'attività della funzione di Risk Management sono riportate periodicamente al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.

A. Aspetti generali

Rischio di tasso di interesse

Il presidio dei rischi finanziari avviene tramite la definizione di una struttura di limiti che costituisce l'espressione diretta del livello di rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree/linee di business, in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di gruppo. In particolare i rischi di mercato si generano a seguito delle seguenti operatività:

  • attività tradizionale di raccolta ed impiego;
  • attività sui mercati finanziari con finalità di trading e di investimento;
  • attività di negoziazione di strumenti finanziari in contropartita con la clientela.

Il rischio tasso di interesse nel portafoglio di negoziazione di vigilanza è generato dall'attività svolta sui mercati obbligazionari e derivati su tasso. Il rischio di tasso generato da tale attività è gestito e controllato tramite limiti complessivi in termini di delta (ovvero di sensitività rispetto a movimenti paralleli della curva), di spread di curva (ovvero di sensitivity rispetto a movimenti non paralleli della curva) e di vega.

Il rischio specifico o emittente viene monitorato tramite appositi massimali di concentrazione per settore e classe di rating sia in termini di controvalore che di sensitivity. Inoltre il modello di VaR in uso esclusivamente ai fini gestionali include il rischio emittente, mediante l'utilizzo di serie storiche specifiche sugli spread di mercato.

La funzione di Risk Management produce reports di rischio con frequenza giornaliera, settimanale e trimestrale a seconda della funzione destinataria, indicando gli eventuali sconfini rispetto ai massimali assegnati dal Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari e la misura di rischio gestionale in termini di VaR.

Eventuali modifiche al Regolamento ed ai massimali in esso espressi possono essere sottoposte a delibera del Consiglio di Amministrazione o del Comitato Esecutivo, per competenza, su proposta della Finanza, sentito preventivamente il parere della funzione di Risk Management.

Rischio di prezzo

Nell'ambito del "portafoglio di negoziazione di vigilanza" la principale fonte di rischio di prezzo è costituita dai titoli azionari, fondi e dai relativi strumenti derivati.

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA I rischi azionari sono assunti nell'ambito delle attività di trading. Tale attività svolta sui mercati azionari prevede l'assunzione di posizioni direzionali gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, limiti in termini di greche e massimali di concentrazione per sottostante.

Rischi climatici e ambientali

I rischi climatici-ambientali (fisici e di transizione), sono integrati nell'analisi di rilevanza tramite la quale il Gruppo Credem valuta periodicamente la materialità di tutti i rischi a cui è esposto. In particolare, il Gruppo ha sviluppato una metodologia quantitativa per misurare il livello di concentrazione del portafoglio investimenti verso quelle imprese la cui attività economica è ritenuta particolarmente sensibile ai rischi di transizione. Nello specifico, per valutare l'impatto del rischio climatico-ambientale sul portafoglio Investimenti di proprietà del Gruppo, è stata adottata una matrice settoriale che restituisce una valutazione di sintesi della rischiosità (alta, media, bassa) di ogni settore economico distinta sul Pillar Environmental. Nel 2023, al fine di monitorare l'esposizione ai rischi Climate – Environmental, è stato inserito un indicatore dedicato nell'ambito del processo RAF.

B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Rischio di tasso di interesse - metodologie e metriche di misurazione

Il rischio di tasso di interesse viene calcolato giornalmente tramite metodologia VaR per Credembanca; la misurazione ha finalità gestionali, non viene utilizzata per il calcolo del requisito patrimoniale sui rischi di mercato per il quale il Gruppo Credem adotta l'approccio standard. Il VaR misura la massima perdita potenziale nella quale può incorrere il portafoglio in base all'evoluzione dei fattori di mercato, dato un certo livello di confidenza, nel corso di un determinato orizzonte temporale. La metodologia applicata nell'ambito del Gruppo Credem prevede i seguenti parametri:

  • livello di confidenza 99%;
  • orizzonte temporale 1 giorno;

  • volatilità calcolata sulla base di 2 anni di osservazioni giornaliere, dando maggior peso ai dati più recenti (decay factor =0,94).

Per il calcolo dell'assorbimento in termini di capitale interno si procede inoltre a convertire il dato in un VaR a 10gg, applicando prudenzialmente il coefficiente moltiplicativo 3.

Il dato di rischio è anche sottoposto ad analisi di stress testing nell'ambito del processo di verifica dell'adeguatezza patrimoniale, che mira a verificare la variazione del capitale (stimato in termini di VaR) in caso di forti turbolenze dei mercati finanziari. L'analisi è basata sulla determinazione di una matrice di varianza e covarianza dei fattori rischio in ipotesi di condizione di stress dei mercati che innalzi la volatilità delle variabili finanziarie e alteri la struttura delle relazioni fra di esse.

La determinazione di tale matrice è stata effettuata con la medesima metodologia utilizzata per la stima del VaR. In particolare ci si è avvalsi della possibilità di impostare il periodo storico utilizzato come campione di analisi per il calcolo delle volatilità e delle correlazioni, selezionando intervalli temporali critici (di elevata volatilità) sui mercati, in coerenza con lo scenario complessivo di stress individuato.

Informazioni di natura quantitativa

1. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie per cassa e derivati finanziari

La presente tavola non è stata redatta poiché viene di seguito fornita l'analisi di sensitività al rischio tasso di interesse basata sui modelli interni ed altre metodologie.

3. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: modelli interni e altre metodologie di analisi della sensitività

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR (in milioni di euro) generato dal fattore di rischio tasso di interesse relativi agli esercizi 2021, 2022 e 2023.

Tabella 1. Dati di Rischio di tasso

2023 2022 2021
Credem
Interest Rate VaR - medio 2,6 2,3 3,5
min 0,4 0,3 0,1
max 18,1 12,0 13,5
dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo

Il confronto con l'esercizio precedente mostra un valore del fattore di rischio tasso di interesse su Credem in lieve aumento, sempre su livelli contenuti.

Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento di tale dato di VaR nell'arco del 2023.

Figura 2. Andamento Interest Rate VaR Credem (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro

Per quanto riguarda la shift sensitivity analysis e limitatamente al portafoglio di negoziazione di vigilanza, la tabella sotto riportata mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base.

L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni Short Term Exercise – STE rischio di tasso, in linea con le linee guida europee di riferimento.

Ipotesi di shift parallelo (dati mln di €)
Shock -100 b.p. Shock +100 b.p.
Dati 12/2023 -0,8 0,8

Rischio di prezzo - metodologie e metriche di misurazione

Il rischio di mercato equity viene calcolato con la stessa frequenza e metodologia indicata per il rischio tasso.

Informazioni di natura quantitativa

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di prezzo nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi,

massimi e minimi del VaR (in milioni di euro) generato dal fattore di rischio equity relativi agli esercizi 2021, 2022 e 2023.

2023 2022 2021
Credem
Equity VaR - medio 0,4 0,9 0,9
min 0,0 0,2 0,4
max 1,5 2,4 1,7

Il dato, in linea rispetto alla rilevazione precedente e sempre su livelli molto contenuti, è determinato sostanzialmente dalla posizione in hedge fund (chiusi durante l'anno) e da posizioni in azioni. Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento del VaR nell'arco del 2023.

Figura 2. Andamento Equity VaR Credem (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro

I risultati dell'attività di backtesting sono riportati nel paragrafo 1.2.3 "Rischio di cambio".

RISCHIO SPECIFICO - INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Il rischio specifico è il rischio di perdite causate da una sfavorevole variazione del prezzo degli strumenti finanziari negoziati dovuta a fattori connessi con la situazione dell'emittente.

Di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi (in milioni di euro) del rischio specifico, calcolati sulla base delle ponderazioni di vigilanza, relativamente agli esercizi 2021, 2022, 2023.

Tabella 3. Dati di rischio specifico
-------------------------------------- --
2023 2022 2021
Credem
medio
Rischio specifico -
0,3 0,6 0,4
min 0,2 0,5 0,1
max 0,4 0,8 0,9

dati in mln di €

2.2 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio bancario

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Rischio di tasso

Credem adotta la definizione normativa di rischio di tasso di interesse sul banking book, secondo cui il rischio in oggetto è: "il rischio di tasso di interesse derivante da attività diverse dalla negoziazione: rischio derivante da variazioni potenziali dei tassi di interesse".

L'esposizione al rischio di tasso di interesse può essere declinata in:

  • rischio di reddito, derivante dalla possibilità che una variazione inattesa nei tassi di interesse produca una riduzione del margine di interesse e dipende dallo sfasamento nella struttura temporale delle scadenze e periodi di ridefinizione delle condizioni di tasso di interesse degli impieghi e della raccolta;
  • rischio di investimento, ossia di subire variazioni negative nei valori di tutte le attività, passività e strumenti fuori bilancio, in seguito a mutamenti nei tassi di interesse, con un conseguente impatto destabilizzante sull'equilibrio patrimoniale.

La politica di gestione del rischio di tasso d'interesse sul banking book di Gruppo è volta ad una sana e prudente gestione del rischio a livello di Gruppo, tale da assicurare l'ottimizzazione degli obiettivi di rischio/rendimento in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di Gruppo. Tali obiettivi sono perseguiti mantenendo uno sbilancio tendenzialmente contenuto e all'interno dei massimali definiti, a seconda della rilevanza del rischio nelle singole società, nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari.

Il Gruppo si è dotato di una regolamentazione interna dedicata, Policy Gestione del rischio di tasso di interesse del banking book di Gruppo, con la finalità di definire le linee guida e i principi di governo e gestione del rischio di tasso di interesse del banking book (IRRBB), delineando l'insieme delle norme e processi di controllo finalizzati a stabilizzare il margine di interesse sul portafoglio bancario per il Gruppo e per le singole società.

Le linee guida contenute nella Policy fanno riferimento alle disposizioni emanate dalle autorità nazionali ed europee relativamente alle istruzioni in termini di governo e gestione del rischio di tasso di interesse del banking book.

La Policy, coerentemente alla normativa europea, prevede le due metriche di riferimento per la misurazione del rischio di tasso, Sensitivity di Valore Economico e Sensitivity del Margine di Interesse all'interno del Risk Appetite Framework nonché nei processi di Adeguatezza Patrimoniale (ICAAP).

Tali metriche, calcolate dalla funzione Risk Management e rendicontate periodicamente ai comitati di riferimento8 , sono affiancate da indicatori operativi disciplinati nei regolamenti delle società esistenti in materia di assunzione Rischi Finanziari.

Le principali funzioni di cui si avvalgono il CA della Capogruppo in virtù della propria funzione di supervisione Strategica e il CE in qualità di organo con funzione di gestione del rischio tasso del banking book, sono il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, il Comitato Risk Management (con le responsabilità di cui al paragrafo 2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza) e il comitato Asset & Liability Management (ALM) il quale, nell'attività propositiva al CA, esamina il profilo di rischio del Gruppo monitorando i limiti di rischio rispetto agli obiettivi fissati in ambito RAF e individua le linee guida e le strategie per la gestione del rischio di tasso di interesse.

La gestione operativa del rischio di tasso di interesse sul banking book è attribuita alla Finanza alla quale competono:

  • la proposizione al Comitato ALM delle linee guida di gestione del rischio di tasso del banking book e la formulazione di proposte al Risk Management, per la successiva approvazione del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, di indirizzo strategico del profilo di rischio di tasso di interesse del banking book;
  • la gestione del rischio di tasso della Capogruppo e delle Società del Gruppo, in coerenza con il profilo di rischio complessivo definito e con le linee guida ricevute da parte del Comitato ALM, nonché nell'ambito dei massimali assegnati;

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA 8 Comitato Risk Management e comitato Asset Liability Management (ALM)

  • la definizione, congiuntamente al Risk Management, della struttura dei limiti operativi da sottoporre al CE, in coerenza con il RAF e la condivisione dei modelli di misurazione del rischio di tasso del banking book definiti dal Risk Management.

Nell'attività di gestione operativa la Finanza si basa su analisi di interest rate sensitivity complessiva e buckettizzata, al fine di evidenziare il grado di esposizione asset o liability sensitive sui singoli tratti di curva. La Finanza si occupa inoltre di proporre al Comitato ALM gli interventi ritenuti necessari a migliorare il profilo complessivo in termini di rischio di tasso (e di liquidità strutturale) e di realizzare operativamente tali interventi.

Nell'ambito del processo di gestione dei rischi e di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale e prospettica, la funzione di Risk Management:

  • supporta il CA nell'attività valutativa volta a deliberare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza nell'ambito RAF, nonché nella verifica nel continuo della sua attuazione;
  • propone al Comitato Rischi, di concerto con la funzione Finanza nell'ambito del processo di RAF, l'indirizzo strategico in merito al profilo di tasso del banking book e ai livelli di soglia di tolleranza adottabili;
  • definisce i modelli di misurazione del rischio di tasso del banking book, con il supporto della Finanza, da sottoporre al CE;
  • valida i modelli utilizzati per quantificare il rischio di tasso e la valutazione della congruità delle ipotesi di stress sottostanti;
  • definisce, congiuntamente a Finanza, la struttura dei limiti, delle deleghe operative e delle prove di stress da sottoporre al CE, in coerenza con la soglia di tolleranza stabilita da CA;
  • predispone reporting per la gestione e monitoraggio del rischio di tasso per i Comitati di riferimento;
  • monitora giornalmente il rispetto dei limiti operativi esplicitati nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari, ivi compreso il presidio del rientro dagli sconfini rispetto a tali limiti.

Il Report Giornaliero di sintesi del rispetto dei massimali operativi presenta, fra le altre, le seguenti informazioni:

  • massimale di rischio tasso in termini di Interest rate sensitivity complessiva;
  • massimali in termini di Interest rate sensitivity per bucket;
  • limite di Interest rate sensitivity delle posizioni in divisa diversa dall'Euro.

Per quanto riguarda le poste a vista, il gruppo adotta un modello di valutazione che permette di quantificarne gli effetti di persistenza nel tempo e di imperfetta elasticità alla variazione dei tassi di mercato (effetto vischiosità). La modellizzazione è basata sulle serie storiche interne dei comportamenti della clientela, e si costituisce di due componenti: la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato e ulteriori regressori che consentono di separare il rischio di tasso di interesse in senso proprio da altri fenomeni (es. credito) in base ad un modello econometrico; la stima della persistenza dei volumi, collegata al concetto di mean life che consente di legare maggiormente l'holding period degli aggregati alla volatilità storica delle masse, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza (replicating portfolio).

Il gruppo utilizza inoltre un modello comportamentale di prepayment sui mutui La modellizzazione adottata è di tipo comportamentale, basata sull'analisi in serie storica degli eventi di estinzione anticipata e rinegoziazione del tasso. A differenza dei modelli di mercato, nei modelli comportamentali i fattori predominanti che concorrono a determinare il valore dell'opzione di rimborso anticipato non sono esclusivamente di tipo finanziario, ma includono variabili esplicative dipendenti dalle caratteristiche del mutuo (es. loan to value) e del mutuatario (es. età).

Prosegue l'attività di presidio dell'evoluzione del quadro regolamentare europeo sul rischio di tasso di interesse nel banking book (IRRBB) e di adeguamento, tenendo conto delle indicazioni del JST in ambito SREP.

Il Gruppo nel corso del 2023 ha continuato a segnalare trimestralmente a BCE la propria esposizione al rischio di tasso attraverso le segnalazioni Short Term Exercise (STE-IRRBB).

Informazioni di natura quantitativa

3. Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie

La presente tavola non è stata redatta poiché viene di seguito fornita l'analisi di sensitività al rischio tasso di interesse basata sui modelli interni ed altre metodologie.

4. Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie per le analisi di sensitività

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso di interesse, limitatamente al portafoglio bancario. In particolare, la tabella sotto riportata, mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse (shift sensitivity analysis), su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base. La misura è basata sulle posizioni a fine anno, senza includere dunque ipotesi su futuri cambiamenti della composizione di attività e passività. Ai fini dell'analisi è impostato il floor a zero sul tasso cliente delle poste con clientela.

L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni Short Term Exercise – STE rischio di tasso, in linea con le linee guida europee di riferimento.

Ipotesi di shift parallelo (dati in milioni di euro)
Shock -100 b.p. Shock +100 b.p.
Dati 12/2023 -49,5 +98,3

L'esposizione al rischio di tasso di interesse dal punto di vista patrimoniale viene misurata a livello consolidato dalla sensitivity del valore economico (variazione del fair value delle poste attive e passive), secondo un approccio full evaluation, a seguito di uno shock parallelo sulla curva dei tassi spot di +/-200 basis points. Nel 2023 la variazione media di valore economico in rapporto ai mezzi propri è risultata pari al 4,7%.

Oltre all'impatto degli shock paralleli dei tassi internamente vengono periodicamente condotte analisi di stress ipotizzando shock non paralleli basati sull'andamento storico della curva dei tassi. Le metodologie utilizzate per l'analisi di sensitivity al rischio di tasso di interesse includono anche la modellizzazione delle poste a vista e del prepayment sui mutui secondo i modelli comportamentali sopra descritti.

Per il rischio di tasso del portafoglio bancario sono inoltre previste le medesime analisi di VaR e stress test descritte nel paragrafo sul portafoglio di Negoziazione, a cui si rimanda per la descrizione della metodologia. Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento del VaR del banking book Credem nell'arco del 2023.

I risultati dell'attività di backtesting sono riportati in calce al paragrafo 1.2.3 "Rischio di cambio".

Figura 5. Andamento Interest Rate VaR Credem – banking book (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro

L'andamento del VaR nel corso dell'anno 2023 è principalmente riferibile alla volatilità dei tassi registrata sui mercati.

Rischio di prezzo

Nell'ambito del portafoglio bancario la Banca non ha posizioni in azioni o partecipazioni quotate. Sono presenti 6,7 milioni di € in un fondo private equity gestito da una società del gruppo e quote non rilevanti di fondi rivenienti dalla fusione con Cassa di Risparmio di Cento, di cui 1,2 milioni di euro in fondi immobiliari.

Attività di copertura del rischio di prezzo

La Banca non ha posto in essere operazioni di copertura.

2.3 Rischio di cambio

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio

L'attività svolta sui mercati dei cambi prevede l'assunzione di posizioni gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, e massimali di concentrazione per divisa. Il rischio di mercato currency viene calcolato con la stessa frequenza e metodologia indicata per il rischio tasso ed equity.

C. Attività di copertura del rischio di cambio

Non sono presenti operazioni di copertura.

Informazioni di natura quantitativa

1. Distribuzione per valuta di denominazione delle attività e passività e dei derivati

Valute
Voci USD GBP JPY CAD CHF ALTRE
VALUTE
A. Attività finanziarie 1.646.949 7.385 8.199 4.616 6.240 16.498
A.1 Titoli di debito 1.523.949 282 3 48 432
A.2 Titoli di capitale 12.289 0 0
A.3 Finanziamenti a banche 57.921 5.638 6.445 4.567 1.759 15.888
A.4 Finanziamenti a clientela 52.790 1.466 1.752 1 4.482 178
A.5 Altre attività finanziarie
B. Altre attività 3.344 1.013 213 495 1.707 888
C. Passività finanziarie 1.660.169 23.866 10.340 5.630 7.515 10.970
C.1 Debiti verso banche 1.346.966 7.075 706 1.115 3.819 3.368
C.2 Debiti verso clientela 313.203 16.791 9.634 4.515 3.696 7.602
C.3 Titoli di debito
C.4 Altre passività finanziarie
D. Altre passività 5.153 2.867 4 351 270 1.150
E. Derivati finanziari
- Opzioni
+ Posizioni lunghe
+ Posizioni corte
- Altri derivati
+ Posizioni lunghe 224.379 77.282 9.766 12.924 21.118 19.361
+ Posizioni corte 317.413 58.674 7.779 12.048 21.290 24.593
Totale attività 1.874.672 85.680 18.178 18.035 29.064 36.747
Totale passività 1.982.734 85.407 18.124 18.030 29.075 36.712
Sbilancio (+/-) (108.062) 273 54 6 (10) 35
Tabella 4. Dati di Currency VaR
2023 2022 2021
Credem
medio
VaR -
0,2 0,3 0,0
min 0,0 0,0 0,0
max 1,5 1,9 0,4

dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi del rischio di cambio nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR (in milioni di euro) generato dal fattore di rischio currency relativi agli esercizi 2021, 2022 e 2023.

Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento di tale dato di VaR per Credem nell'arco del 2023.

La tabella sottostante evidenzia i contributi medi del rischio equity, rischio di cambio e rischio di tasso nel corso del 2023 al VaR complessivo non diversificato.

Tabella 5. Contributo medio % dei fattori di rischio al VaR complessivo non diversificato

Equity Risk FX Risk Interest Rate Risk
Credem 2023 2,6% 0,3% 97,1%

Nell'ambito della più complessiva analisi annuale di backtesting dei modelli, viene effettuato il confronto tra il dato di VaR e il P&L effettivamente conseguito.

Il backtesting è eseguito mettendo a confronto i dati di VaR con i dati di P&L gestionali giornalieri (o settimanali, per i portafogli per i quali il calcolo di redditività è su base weekly), e si basa sull'analisi delle "eccezioni", ovvero dei casi in cui la perdita registrata risulta superiore al VaR stimato per lo stesso periodo di riferimento, sia in termini di numerosità sia in termini di distribuzione temporale.

Il perimetro dell'analisi di backtest sono i portafogli del Regolamento Finanza (trading e bancario) e copre i rischi riportati nella presente sezione. L'orizzonte temporale del VaR è coerente con quello di calcolo del P&L. L'esercizio si basa su 12 mesi di dati. Le ipotesi sono state verificate attraverso una serie di test:

  • Frequency Test: Basilea e Kupiec (o POF, Proportion of Failure);
  • Indipendence Test: Christoffersen e Mixed Kupiec;
  • Joint Test: POF + Christoffersen, POF + Mixed Kupiec.

Nell'ambito dell'analisi annuale di backtesting i test effettuati confermano la tenuta del modello di VaR.

Sezione 3 - Gli strumenti derivati e le politiche di copertura

L'operatività in strumenti finanziari derivati è gestita dal Gruppo tramite un apposito applicativo dedicato atto alle valorizzazioni giornaliere a Mark to model. Il documento di riferimento "Allegato tecnico alla Fair value Policy di Gruppo: Manuale modelli di pricing" disciplina i principali modelli di pricing comunemente utilizzati dal Gruppo per i propri derivati valutati al Mark to Model. In particolare una sezione dedicata descrive nel dettaglio tali modelli. L'insieme dei modelli descritti individua le metodologie ad oggi utilizzate e validate per le valutazioni degli strumenti detenuti in proprietà.

Classificazione strumenti derivati e parametri di mercato

Il Gruppo Credem si è dotato di una Fair Value Policy e relativi allegati tecnici che disciplinano anche le regole contabili per la valorizzazione degli strumenti a mark to model, i relativi parametri e i processi inerenti la valorizzazione degli strumenti.

In particolare il manuale si articola nelle seguenti sezioni:

  • classificazione degli strumenti derivati, storicizzati all'interno dell'applicativo;
  • mappatura e dettaglio dei parametri di mercato alimentati all'interno dell'applicativo al fine di valutare tutti gli strumenti;
  • descrizione procedure automatizzate per la storicizzazione dei prezzi.

Parametri di mercato

I parametri di mercato utilizzati per le valutazioni e gestiti all'interno dell'applicativo possono essere:

  • dati acquisiti automaticamente, informazioni scaricate periodicamente da Info Providers, (ad es: market parameter giornalieri);
  • dati di mercato stimati dall'applicativo, prevalentemente attraverso dati acquisiti automaticamente.

Generalmente, i parametri alimentati manualmente sono quelli che non necessitano di un aggiornamento costante e giornaliero.

Processo di validazione modelli e parametri

I documenti di riferimento riportano come indicato tutti i modelli di pricing e i parametri di mercato validati e utilizzati dal Gruppo per la valutazione degli strumenti derivati.

Qualora sia necessario introdurre nuovi parametri e/o modelli, il processo prevede il coinvolgimento della funzione di validazione che disciplina un apposito parere inerente la nuova operatività e provvede alla validazione dei modelli come disciplinato nell' apposito regolamento Nuovi prodotti del Gruppo.

E' cura della funzione di validazione aggiornare periodicamente i documenti di riferimento con i nuovi modelli e/o parametri utilizzati ed effettuare analisi sulla validità dei modelli in uso.

Procedure automatiche e appositi controlli consentono il presidio giornaliero delle valorizzazioni dei derivati e dei parametri utilizzati.

Si riporta per ogni tipologia di strumento derivato il tipo di valutazione (tramite quotazione di mercato - Mark to market o tramite valutazione a modello- Mark to model). Nel caso lo strumento sia valutato tramite Mark to Model si indicano: il modello di pricing utilizzato per la valorizzazione e i parametri di mercato utilizzati per la valutazione.

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Family Group Transactio
n Type
Description Mark to
MarketMark to
Model
Modello di pricing
Parametri di mercato
Mark to Market Modello: Costo of Carry
CURR FXD FXD Spot Forward Mark to Model Parametri: tassi di cambio , curve forex
Modello: Cost of Carry
CURR FXD XSW Forex-Swap Mark to Model Parametri: tassi di cambio , curve forex
Modello: Black Exotic (solo back to back)
Parametri:
tassi di cambio , curve forex,
CURR OPT FX Option Mark to Model superfici volatilità forex
EQD BOND CNV Convertible Bond Mark to Market
Mark to Model
Modello: CN Credit All (
)
Solo Sensitivity
Parametri: Prezzo Bond, curva tassi, superfici
volatilità equity curve dividendi
Modello
EQD EQUIT Equities Mark to Market Parametri: prezzo equity, prezzo indici
Modello: Discounted cash flow
IRD ASWP Asset Swap Mark to Model Parametri: curva tassi
Modello: Discounted cash flow
Parametri Prezzo Bond, curva tassi, curva
Mark to Market credit spread
IRD BOND Vanilla Bonds Mark to Model
Modello: Black Normal Yield, Fischer Black
Parametri: curva tassi , superfici volatilità tassi
IRD C/F Cap/Floor Mark to Model cap&floor
IRD CS Currency Swap Mark to Model Modello: Discounted cash flow
Parametri: tassi di cambio , curve forex, curve
tassi
IRD FRA Forward
Rate
Agreement
Mark to Model Modelli: Discounted cash flow
Parametri: Curva tassi
Interest
Rate
Modello: Discounted cash flow
IRD IRS Swap Mark to Model Parametri: curva tassi
IRD IRS Inflation Swap Mark to Model Modelli: Discounted cash flow
Parametri: curva inflation, curva tassi
LFUT Long
/Short
Modello:
IRD SFUT Future Mark to Market Parametri: prezzo future tassi e bond
Modello Discounted cash flow
URD LN_LR Loans/Deposit Mark to Model Parametri: curva tassi
IRD OPT OTC Bond Option Mark to Model Modello: Black Normal Yield, Fischer Black
Parametri: curva tassi superfici volatilità bond
IRD OSWP Interest
Rate
MARK_TO_MODE Modelli: Black Shifted (Componente opzionale
Swaption L (swaption)),
Discounted
cash
flow
(Componente cedolare dello swap)
Parametri: curva tassi, Swaption Volatility
Surface
IRD REPO REPO Bond Repo Mark to Model Modello: Discounted cash flow
Parametri: prezzo Bond, curva tassi
Modello:
SCF SCF SCF Simple Cash Flow Parametri

3.1 Gli strumenti derivati di negoziazione

A. Derivati finanziari

A.1 Derivati finanziari di negoziazione: valori nozionali di fine periodo

Totale 31/12/2023 Totale 31/12/2022
Over the counter Over the counter
Attività
sottostanti/Tipologie
Senza controparti centrali Mercati Senza controparti centrali Mercati
derivati Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
organizzati
centrali
Controparti Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
organizzati
1. Titoli di debito e
tassi d'interesse
- 2.624.077 528.397 67.500 - 1.555.122 572.888 -
a) Opzioni - 225.462 394.367 - - 23.522 377.487 -
b) Swap - 2.398.615 134.029 - - 1.531.601 192.901 -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - 67.500 - - 2.500 -
e) Altri - - - - - - - -
2. Titoli di capitale e
indici azionari
- - 10 - - - 10 -
a) Opzioni - - 10 - - - 10 -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro - 64.462 462.856 - - 82.252 538.832 -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - 64.462 462.856 - - 82.252 538.832 -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
4. Merci - - - - - - - -
5. Altri - - - - - - - -
Totale - 2.688.539 991.263 67.500 - 1.637.374 1.111.730 -

A.2 Derivati finanziari di negoziazione: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti

Totale 31/12/2023 Totale 31/12/2022
Over the counter Over the counter
Tipologie derivati Controparti
centrali
Senza controparti centrali Mercati Senza controparti centrali Mercati
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
organizzati Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
organizzati
1. Fair value
positivo
a) Opzioni - 509 1.411 - - 1.084 107 -
b) Interest rate
swap
- 80.005 322 - - 79.610 221 -
c) Cross
currency swap
- - - - - - - -
d) Equity swap - - - - - - - -
e) Forward - 630 4.352 - - 955 7.487 -
f) Futures - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - -
Totale - 81.145 6.086 - - 81.650 7.815 -
2. Fair value
negativo
a) Opzioni - 80 8.425 - - 48 16.621 -
b) Interest rate
swap
- 65.709 5.432 - - 55.444 10.286 -
c) Cross
currency swap
- - - - - - - -
d) Equity swap - - - - - - - -
e) Forward - 247 2.529 - - 1.882 5.557 -
f) Futures - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - -
Totale - 66.035 16.386 - - 57.374 32.464 -

A.3 Derivati finanziari di negoziazione OTC – valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

Attività sottostanti Controparti
centrali
Banche
Altre società
finanziarie
Altri soggetti
---------------------- ----------------------------------- ------------------------------ ----------------

Contratti non rientranti in accordi di compensazione

X - 41.870 486.527
X - 40 1.691
X - 2.112 11.744
X - 10 -
X - 2 -
X - - -
X - - 462.856
X - - 4.352
X - - 2.529
X - - -
X - - -
X - - -
X - - -
X - - -
X - - -

Contratti rientranti in accordi di compensazione

1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale - 2.624.077 -
- fair value positivo - 80.515 -
- fair value negativo - 65.789 -
2) Titoli di capitale e indici azionari -
- valore nozionale - - -
- fair value positivo - - -
- fair value negativo - - -
3) Valute e oro -
- valore nozionale - 64.462 -
- fair value positivo - 630 -
- fair value negativo - 247 -
4) Merci -
- valore nozionale - - -
- fair value positivo - - -
- fair value negativo - - -
5) Altri - - -
- valore nozionale - - -
- fair value positivo - - -
- fair value negativo - - -

A.4 Vita residua dei derivati finanziari di negoziazione OTC: valori nozionali

Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e fino
a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse 2.021.383 1.020.583 110.508 3.152.474
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari - - 10
A.3 Derivati finanziari su valute e oro 517.835 9.484 - 527.319
A.4 Derivati finanziari su merci - - - -
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
Totale 31/12/2023 2.539.218 1.030.067 110.518 3.679.803
Totale 31/12/2022 1.011.260 1.636.912 100.933 2.749.104

3.2 Le coperture contabili

Informazioni di natura qualitativa

In tema di Hedge accounting, il Gruppo, come previsto dall'IFRS9, continua ad applicare quanto definito dal principio contabile IAS 39 (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) in relazione a tutte le coperture poste in essere.

Attività di copertura del fair value, strumenti di copertura ed elementi coperti

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato a:

  • Mutui/finanziamenti a tasso fisso, affiancandola quindi alla metodologia del Cash Flow Hedge,
  • componente core anelastica della raccolta a vista,

Si è adottata, inoltre, la metodologia contabile del Micro Fair value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato a:

  • titoli di debito in regime contabile HTCS e HTC (inclusi titoli BTP inflattivi ove viene coperto anche il rischio inflazione),
  • prestiti obbligazionari a tasso fisso emessi dal Credito Emiliano.

L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente in modo simmetrico sia le poste coperte che i prodotti derivati utilizzati per la copertura. In particolare, per la copertura del rischio di tasso, vengono utilizzati strumenti derivati non quotati (IRS, OIS, IRS inflation) che consentono di riallineare le differenze tra le caratteristiche finanziarie degli impieghi e della raccolta.

Il Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi. Se i test di efficacia danno esito positivo è passata in contabilità una rettifica relativa al Fair Value dello strumento coperto, per allineare la sua modalità di valutazione a quello dello strumento di hedging.

Tali test di efficacia sono svolti periodicamente durante tutta la vita dell'operazione. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%. Il test di verifica della tenuta prospettica e retrospettiva delle coperture è svolto su base trimestrale.

L'hedge accounting non può essere mantenuto qualora la copertura divenga inefficace (fuori dal range 80%-125%). Eventuali fonti di inefficacia possono essere: diverse date di pagamento o convenzioni fra strumento coperto e di copertura, spread di credito per il FVH titolo, variazione della base tra le curve di forwarding e discounting.

Attività di copertura dei flussi finanziari, strumenti di copertura ed elementi coperti

Obiettivo di fondo delle operazioni di copertura effettuate secondo la metodologia del Cash Flow Hedge è quello di evitare che variazioni inattese dei tassi di mercato si ripercuotano negativamente sul margine di interesse.

Sono presenti coperture di cash flow hedge su diverse forme di raccolta a tasso variabile già emessi.

In particolare, per la copertura del rischio di tasso, vengono utilizzati strumenti derivati non quotati (IRS) che consentono di riallineare le differenze tra le caratteristiche finanziarie degli impieghi e della raccolta. L'obiettivo della copertura è l'eliminazione parziale del rischio di fluttuazioni dei flussi di cassa futuri determinati dall'andamento del tasso variabile lungo il periodo coperto e il conseguente raggiungimento di un'indicizzazione al tasso fisso "obiettivo", pari a quello sintetizzato dai flussi della "gamba" a tasso fisso del gruppo di strumenti di copertura.

Nei precedenti esercizi è stato attivato il Macro Cash Flow Hedge per i mutui a tasso variabile. La definizione dei pacchetti di mutui coperti in Macro Cash Flow Hedge è stata fatta secondo i seguenti criteri:

  • stessa frequenza di pagamento;
  • stesso tipo di indicizzazione;
  • periodicità di revisione del tasso e liquidazione degli interessi (divisi nei seguenti 3 bucket: dal 1° al 10° giorno del mese, dal 11° al 20° e dal 21° a fine mese).

L'omogeneità di tali caratteristiche del portafoglio mutui e dei relativi derivati garantisce l'efficacia della copertura e quindi permette di non effettuare il test al punto 2 del seguente paragrafo (test invece indispensabile per il Cash Flow Hedge su diverse forme di raccolta.

Metodo di valutazione di efficacia

Per la raccolta a tasso variabile coperta in Cash Flow Hedge vengono effettuati i seguenti test:

  • Verifica della capienza minima di nominale per ogni periodo futuro a partire del bucket in corso;
  • effettuazione del test prospettico e retrospettivo tramite la metodologia del derivato ipotetico, ovvero confronto fra il Fair Value del derivato di copertura rispetto al Fair Value del derivato ipotetico avente come gamba fissa gli stessi flussi dei derivati di copertura e come gamba variabile i flussi variabili dello strumento coperto pesato per le percentuali di copertura.

Per i mutui coperti in Macro Cash Flow Hedge viene verificato che lo swap di copertura sia stato concluso a condizioni di mercato, controllando il valore di Mark To Market con la curva real time al momento della chiusura dell'operazione.

Osservazioni sulla metodologia presentata

Relativamente al Cash Flow Hedge delle diverse forme di raccolta (analogo discorso vale per il Cash Flow Hedge mutui cambiando i segni dei flussi e passività in attività) gli strumenti derivati per i quali si applica la metodologia in oggetto sono considerati come facenti parte di un unico gruppo di operazioni che presentano complessivamente un'esposizione di tipo "incasso tasso variabile/pagamento tasso fisso". Tale gruppo di operazioni è considerato, lungo tutta la loro vita, a copertura parziale dei flussi che si generano su un gruppo di passività a tasso variabile (pagamento tasso variabile); tali passività sono rappresentate sia da posizioni debitorie già in essere, sia da operazioni future con le medesime caratteristiche (qualora rispettino i requisiti richiesti dal principio per essere designate come poste coperte9 ). All'interno di ciascun bucket, essendo coperto l'insieme omogeneo dei flussi generati dalle passività interessate dalla copertura, l'identificazione dei flussi coperti prescinde dalla correlazione dei medesimi rispetto ai nominali che li hanno generati (singole passività a tasso variabile), tuttavia i flussi oggetto di copertura vengono identificati come "i primi" complessivamente generati all'interno del bucket medesimo.

L'obiettivo della copertura è l'eliminazione di una porzione del rischio di variabilità dei flussi di cassa derivanti dalla ridefinizione delle "cedole" delle poste coperte. La designazione della relazione di copertura è riferita a precisi periodi di tempo futuro (bucket trimestrali per il Cash Flow Hedge titoli, bucket mensili per il Cash Flow Hedge mutui) e, in termini di porzione coperta, può essere differente da bucket a bucket in relazione alla posizione complessiva del gruppo dei derivati di copertura e delle operazioni coperte in essere alla fine di ogni bucket definito.

La riduzione del rischio di variabilità dei flussi di cassa è ottenuta tramite la composizione di gruppi di elementi coperti e di poste di copertura che presentano caratteristiche di indicizzazione allo stesso tasso variabile e con date di definizione dei tassi "ragionevolmente" vicine (trimestre nel caso di Cash Flow Hedge su diverse forme di raccolta, 10 giorni nel caso del Cash Flow Hedge mutui).

9 Se le operazioni solo "prospettate" rispettano i requisiti necessari per essere qualificate secondo lo IAS 39 come "forecast transaction", anche i flussi futuri da queste generati potranno essere a loro volta inclusi nella medesima definizione e, conseguentemente, designabili come poste coperte. Per il CFH mutui si è deciso di non utilizzare "forecast transaction".

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA

In sostanza, i flussi di cassa che verranno incassati in ognuno dei periodi definiti dalle cedole variabili del gruppo degli strumenti di copertura annulleranno una porzione (pari a quella generata sul capitale coperto) dei flussi di cassa complessivamente pagati sul gruppo di poste coperte (i flussi generati dai primi nominali in riprezzamento di ogni bucket fino a concorrenza del nominale delle operazioni di copertura per ogni periodo) trasformando l'esposizione complessiva nel bucket da variabile a fissa.

Affinché tale situazione si verifichi con un elevato livello di probabilità è necessario che i flussi di cassa (variabili) generati dai due gruppi siano allineati in termini di parametro e frequenza di indicizzazione e che le date di definizione dei tassi variabili dei singoli elementi presenti nei due gruppi siano sufficientemente ravvicinate fra di loro.

Informazioni di natura quantitativa

A. Derivati finanziari di copertura

A.1 Derivati finanziari di copertura: valori nozionali di fine periodo

Totale 31/12/2023 Totale 31/12/2022
Attività
sottostanti/Tipologie
derivati
Over the counter Over the counter
Senza controparti centrali Senza controparti centrali
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Mercati
organizzati
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Mercati
organizzati
1. Titoli di debito e
tassi d'interesse
- 32.912.688 - - - 24.405.493 - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - 32.912.688 - - - 24.405.493 - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
2. Titoli di capitale e
indici azionari
- - - - - - - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro - - - - - - - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
4. Merci - - - - - - - -
5. Altri - - - - - - - -
Totale - 32.912.688 - - - 24.405.493 - -

A.2 Derivati finanziari di copertura: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti

Fair value positivo e negativo Variazione del valore
usato per calcolare
l'efficacia della
copertura
Totale 31/12/2023 Totale 31/12/2022
Tipologie
derivati
Over the counter Over the counter Totale Totale
Senza controparti centrali Mercati
organizzati
Senza controparti centrali Mercati
organizzati
31/12/2023 31/12/2022
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Fair value
positivo
a) Opzioni - - - - - - - - - -
b) Interest
rate swap
- 553.020 - - - 1.068.030 - - - -
c) Cross
currency
swap
- - - - - - - - - -
d) Equity
swap
- - - - - - - - - -
e) Forward - - - - - - - - - -
f) Futures - - - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - - - -
Totale - 553.020 - - - 1.068.030 - - - -
Fair value
negativo
a) Opzioni - - - - - - - - - -
b) Interest
rate swap
- 871.223 - - - 842.716 - - - -
c) Cross
currency
swap
- - - - - - - - - -
d) Equity
swap
- - - - - - - - - -
e) Forward - - - - - - - - - -
f) Futures - - - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - - - -
Totale - 871.223 - - - 842.716 - - - -

A.3 Derivati finanziari di copertura OTC – valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

Altri soggetti
Altre società
finanziarie
Banche
Attività sottostanti
centrali
Controparti
---------------------------------------------------------------------------------------------- ------------- -- -- --

Contratti non rientranti in accordi di compensazione

1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X - -
- fair value positivo X - -
- fair value negativo X - -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale X - -
- fair value positivo X - -
- fair value negativo X - -
3) Valute e oro
- valore nozionale X - -
- fair value positivo X - -
- fair value negativo X - -
4) Merci
- valore nozionale X - -
- fair value positivo X - -
- fair value negativo X - -
5) Altri
- valore nozionale X - -
- fair value positivo X - -
- fair value negativo X - -

Contratti rientranti in accordi di compensazione

1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale -
32.679.688
233.000 -
- fair value positivo - 553.020 -
-
- fair value negativo - 869.614 1.609
-
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - - -
-
- fair value positivo - - -
-
- fair value negativo - - -
-
3) Valute e oro
- valore nozionale - - -
-
- fair value positivo - - -
-
- fair value negativo - - -
-
4) Merci
- valore nozionale - - -
-
- fair value positivo - - -
-
- fair value negativo - - -
-
5) Altri
- valore nozionale - - -
-
- fair value positivo - - -
-
- fair value negativo - - -
-

A.4 Vita residua dei derivati finanziari di copertura OTC: valori nozionali

Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e fino
a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e 12.168.613 11.160.216 9.583.860 32.912.688
tassi di interesse
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari
- - -
A.3 Derivati finanziari su valute ed oro - - - -
A.4 Derivati finanziari su merci - - - -
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
Totale 31/12/2023 12.168.613 11.160.216 9.583.860 32.912.688
Totale 31/12/2022 3.619.748 9.545.032 11.240.713 24.405.493

D. Strumenti coperti

In tema di Hedge accounting, la Banca, come previsto dall'IFRS9, continua ad applicare quanto definito dal principio contabile IAS 39 (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) in relazione a tutte le coperture poste in essere.

D.1 Coperture del fair value

Coperture specifiche Coperture
generiche:
Valore di
bilancio
Coperture
specifiche -
posizioni nette:
valore di bilancio
delle attività o
passività (prima
della
compensazione)
Variazioni
cumulate di
fair value dello
strumento
coperto
Cessazione
Variazioni del
della
valore usato
copertura:
per rilevare
variazioni
l'inefficacia
cumulate
della
residue del
copertura
fair value
A. Attività
- copertura di: 1. Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditivtà complessiva
5.339.712 - 200.388 - - -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 5.339.712 - 200.388 - - x
1.2 Titoli di capitale e indici azionari -
-
-
-
- x
1.3 Valute e oro - - - - - x
1.4 Crediti - - - -
-
x
1.5 Altri - - - - - x
ammortizzato -copertura di: 2. Attività finanziarie valutate al costo 6.461.084 - (163.444) - - 12.810.624
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 6.461.084 - (163.444) - - x
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - - - - x
1.3 Valute e oro - - - - - x
1.4 Crediti - - - - - x
1.5 Altri - - - - - x
Totale 31/12/2023 11.800.796 - 36.945 - - 12.810.624
Totale 31/12/2022 11.385.817 - 754.280 - - 8.607.834
B. Passività
ammortizzato - copertura di: 1. Passività finanziarie valutate al costo 2.011.826 - 149.364 - - 95.816
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 2.011.826 - 149.364 -
-
x
1.2 Valute e oro - - - -
-
x
1.3 Altri - - - - - x
Totale 31/12/2023 2.011.826 - 149.364 - - 95.816
Totale 31/12/2022 1.905.291 - 254.923 - - 3.428.589

D.2 Copertura dei flussi finanziari e degli investimenti esteri

Variazione del valore usato
per rilevare l'inefficacia
della copertura
Riserve da copertura Cessazione della
copertura: valore residuo
delle riserve di copertura
A. Copertura di flussi Finanziari
1. Attività - - -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse - - -
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - -
1.3 Valute e oro - - -
1.4 Crediti - - -
1.5 Altri - - -
2. Passività - (38.838) -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse - (38.838) -
1.2 Valute e oro - - -
1.3 Altri - - -
Totale (A) 31/12/2023 - (38.838) -
Totale (A) 31/12/2022 - (72.379) -
B. Copertura degli investimenti esteri X - -
Totale (A+B) 31/12/2023 - (38.838) -
Totale (A+B) 31/12/2022 - (72.379) -

E. Effetti delle operazioni di copertura a patrimonio netto

E.1. Riconciliazione delle componenti di patrimonio netto

Strumenti di copertura (elementi non
Riserva da copertura dei flussi finanziari Riserva da copertura di investimenti
esteri
Valore temporale
opzione
designati)
Valore elemento
forward e differenziale
da valuta estera
Titoli di debito
d'interesse
e tassi
capitale e
Titoli di
indici azionari
Valute e oro
Crediti Altri Titoli di debito
e tassi
d'interesse
capitale e
Titoli di
indici azionari
Valute e oro
Crediti Altri Coperture
relative a
operazioni
Coperture
relative a
un
periodo
Coperture
relative a
operazioni
Coperture
relative a un
periodo
Esistenze
iniziali
(72.379) - - - - - - - - - - - - -
Variazioni di
fair value
(quota
efficace)
33.541 - - - - - - - - - - - - -
Rigiri a conto
economico
- - - - - - - - - - - - - -
di cui:
transazioni
future non
più attese
- - - - - X X X X X X X X X
Altre variazioni - - - - - - - - - - - - - -
di cui:
trasferimenti
al valore
contabile
iniziale degli
strumenti
coperti
- - - - - X X X X X X X X X
Rimanenze
finali
(38.838) - - - - - - - - - - - - -

3.3 Altre informazioni sugli strumenti derivanti di negoziazione e copertura

A.1 Derivati finanziari e creditizi

A.1 Derivati finanziari e creditizi OTC: fair value netti per controparti

Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
A. Derivati finanziari
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale - 35.303.765 274.870 486.527
- fair value netto positivo - 633.535 40 1.691
- fair value netto negativo - 935.403 3.721 11.744
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - - 10 -
- fair value netto positivo - - 2 -
- fair value netto negativo - - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale - 64.462 - 462.856
- fair value netto positivo - 630 - 4.352
- fair value netto negativo - 247 - 2.529
4) Merci
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
5) Altri
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
B. Derivati creditizi
1) Acquisto protezione
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
2) Vendita protezione
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -

Sezione 4 - Rischio di liquidità

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità

Si definisce rischio di liquidità l'eventualità che la Banca possa trovarsi nella condizione di non riuscire a far fronte ai propri impegni di pagamento di natura ordinaria o straordinaria, quando gli stessi diventino esigibili, senza incorrere in perdite tali da pregiudicare la propria operatività quotidiana o le condizioni finanziarie complessive del Gruppo stesso. La gestione del rischio di liquidità può essere suddivisa fra:

  • gestione della liquidità di breve termine, ivi compresa la liquidità intra-day, il cui obiettivo è quello di garantire la capacità di far fronte agli impegni di pagamento per cassa previsti e imprevisti tramite il mantenimento di un rapporto sostenibile tra i flussi di liquidità in entrata e quelli in uscita; tale gestione costituisce la condizione essenziale per la normale continuità operativa dell'attività bancaria;
  • gestione della liquidità strutturale, il cui obiettivo è quello di mantenere un adeguato rapporto tra passività ed attività complessive, finalizzato ad evitare pressioni sulle fonti a breve termine, attuali e prospettiche.

Il Gruppo Credito Emiliano si è da tempo dotato di una Policy per la Gestione del rischio liquidità. La Policy approvata disciplina:

  • i principi di governo e di gestione del rischio di liquidità adottati dal Gruppo, e
  • l'insieme delle norme e dei processi di controllo finalizzati a prevenire l'insorgere di situazioni di crisi di liquidità per il Gruppo e per le singole società del Gruppo, con l'obiettivo di ispirare una sana e prudente gestione del rischio di liquidità a livello consolidato, tale da assicurare la stabilità, la sicurezza delle operazioni aziendali, la solidità finanziaria e, conseguentemente, la solvibilità del Gruppo.

I principi essenziali a cui si ispira la politica di gestione della liquidità sono:

  • definizione di un Risk Appetite e di una Risk Tolerance (o soglia di tolleranza) in contesto di normale corso degli affari e di scenari di stress;
  • definizione e formalizzazione di ruoli e funzioni, coerentemente con il principio di separatezza delle funzioni operative da quelle di controllo (c.d. segregation of duties);
  • accentramento della funzione di governo del rischio di liquidità sulla Capogruppo;
  • attuazione di una politica di trasformazione delle scadenze gestita nell'ambito dei massimali assegnati;
  • adozione di una politica di funding diversificata in termini di fonti, durata e tipologia di strumenti di raccolta;
  • definizione e formalizzazione dei principi relativi alla definizione del sistema di prezzi per il trasferimento interno dei fondi;
  • definizione e formalizzazione di un piano di emergenza da attivare in caso di stress e/o crisi dei mercati o in caso di situazioni specifiche del Gruppo (Contingency Funding Plan);
  • adozione di un sistema di controlli interni.

Su base giornaliera, mediante un modello di liquidity gap, viene esposta l'evoluzione temporale dei flussi di cassa per consentire l'attivazione di operazioni finalizzate a determinare un equilibrio fra entrate ed uscite di cassa. Inoltre, nel 2023 è stato avviato l'utilizzo della piattaforma Ilias per il monitoraggio gestionale giornaliero degli indicatori regolamentari e gestionali interni.

Al Comitato Asset Liability & Management di Gruppo sono assegnati poteri decisionali per la declinazione delle strategie in merito alle politiche di funding del Gruppo. Periodicamente sono analizzate, in sede di Comitato, le condizioni di equilibrio finanziario per orientare le decisioni circa le strategie di funding. Sempre in sede di Comitato, sono analizzati interventi straordinari eventualmente richiesti per le contingenti situazioni di mercato.

Nell'ambito del processo RAF vengono, inoltre, definite le soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance, le metriche e le modalità di controllo dei seguenti indicatori di liquidità:

  • Liquidity Coverage Ratio (LCR);
  • Asset Encumbrance;
  • Net Stable Funding Ratio (NSFR).

Le regole di "Liquidity Management" adottate prevedono limiti di liquidità da rispettarsi sulle scadenze di breve termine ed altri indicatori per monitorare quotidianamente la posizione complessiva.

Relativamente alla liquidità strutturale sono previsti limiti finalizzati a controllare e gestire i rischi derivanti dal mismatch di scadenze a medio-lungo termine dell'attivo e del passivo. Sono previsti dei gap ratio a 1, 2 e 5 anni.

Questi limiti consentono di evitare che l'operatività a medio-lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine.

Gli scenari di stress testprevisti dal Regolamento si distinguono in:

  • stress sistemico di severity lieve: crisi di liquidità sistemica consistente in un'improvvisa instabilità sui mercati monetari e dei capitali, tensioni di carattere politico e/o eventi climatici e ambientali, accompagnati da alti livelli di intensità ed impatti globali;
  • stress idiosincratico di severity media: crisi di liquidità causata da eventi particolarmente negativi per il Gruppo;
  • stress combinato di severity grave: è la combinazione dei due precedenti scenari.

Le procedure di Contingency Funding Plan, recentemente riviste, si pongono l'obiettivo di salvaguardare la stabilità del gruppo durante le fasi iniziali di uno stato di tensione di liquidità e garantire la continuità del gruppo stesso nel caso di gravi crisi di liquidità.

L'attività di gestione della liquidità a breve e del funding strutturale è svolta dalla Finanza della Capogruppo che complessivamente:

  • gestisce i flussi di liquidità infragruppo rivenienti dai fabbisogni/surplus di liquidità netti delle Società del Gruppo;
  • misura e monitora la posizione di liquidità del Gruppo e delle singole Società del Gruppo;
  • coordina ed effettua la raccolta accedendo direttamente al mercato interbancario al fine di mantenere condizioni adeguate di liquidità per il Gruppo;
  • determina periodicamente gli interventi finanziari utili per conseguire gli equilibri nel medio e lungo termine, la sostenibilità della crescita e la maggior efficienza della provvista;
  • gestisce i rapporti con la BCE (gestione del conto di gestione e di ogni attività di impiego o provvista di fondi) ed accede alle operazioni di rifinanziamento della BCE.

Questa impostazione consente di supportare adeguatamente i fabbisogni finanziari ed è finalizzata a:

  • ridurre i fabbisogni complessivi di finanziamento da parte di controparti esterne al Gruppo;
  • ottimizzare l'accesso ai mercati e conseguentemente minimizzare i costi complessivi di raccolta esterna.

Nel corso dell'esercizio 2023 le segnalazioni relative al Liquidity Coverage Ratio (LCR) non hanno subito aggiornamenti e sono effettuate mensilmente, sulla base degli schemi conformi ai Regolamenti UE d'esecuzione, rispettivamente n. 322/2016 e n. 2114/2017.

Le segnalazioni relative agli Additional Liquidity Monitoring Metrics (ALMM) invece hanno subito delle modifiche a seguito della pubblicazione ufficiale del documento EBA "Final Report on draft ITS on Supervisory Reporting regarding COREP, AE, ALMM and GSIIs". Tali norme tecniche sono state recepite per la prima volta nella segnalazione del 30 giugno 2023.

Il Gruppo trimestralmente invia le segnalazioni di liquidità Net Stable Funding Ratio (c.d. «NSFR CRR2») come previsto dal Regolamento (UE) 2019/876 (c.d. «CRR2»).

A Ottobre 2023 il Gruppo ha partecipato al Single Supervisory Mechanism annual Liquidity Exercise (SSM Liquidity Excercise) attraverso la compilazione del Joint Liquidity Template, sia a livello consolidato sia a livello individuale Credem, richiesto congiuntamente da BCE e SRB. Inoltre, a partire da Settembre 2023, il Gruppo invia settimanalmente il Single Supervisory Mechanism Liquidity Exercise (SLT) richiesto da BCE.

Riserve di liquidità

Al 31 dicembre 2023 l'importo totale delle riserve di liquidità libere, intese come attività liquide di elevata qualità calcolate ai fini del calcolo dell'indicatore LCR si è attestato a 9,26 miliardi di euro a controvalore di mercato.

Funding BCE

L'importo complessivo del finanziamento con BCE a fine Dicembre 2023 è pari a 2,16 miliardi di euro, suddiviso in 1,4 miliardi di valore nominale di operazioni MRO e 740 milioni di valore nominale di operazioni di TLTRO III. Nel mese di Marzo 2023 è stata rimborsata alla naturale scadenza la tranche TLTRO III.3 per l'importo residuo di 200 milioni di euro. Inoltre, nel mese di Giugno 2023 è stata rimborsata anche la tranche TLTRO III.4 di complessivi 4,52 miliardi di euro, giunta anch'essa a naturale scadenza. Alla stessa data, a fine Giugno 2023, è stata effettuata anche una operazione di MRO settimanale di nominali 280 milioni di euro. E' stata effettuata un'altra operazione di MRO a fine Settembre 2023 (per un importo nominale di 300 milioni di euro). Sempre nel corso del mese di Settembre è stata rimborsata anche la tranche TLTRO III.5 di complessivi 200 milioni di euro giunta a naturale scadenza.

Altre attività di funding

Nel corso del secondo semestre 2023, nell'ambito dell'operatività di money market, è stata attivata l'operatività di raccolta in depositi unsecured a breve termine con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). L'importo nominale complessivo a fine Dicembre 2023 è risultato pari a 900 milioni di euro.

Inoltre, a partire dal mese di Ottobre 2023 sono state effettuate operazioni di repo a breve termine con sottostanti titoli non governativi, il cui valore nominale a fine Dicembre 2023 è pari a 1,5 miliardi di euro.

Con riferimento all'operatività di rifinanziamento di titoli di Stato Europei nel corso del 2023 è stata attivata l'adesione alla Controparte Centrale LCH RepoClear SA, che ha consentito di ridurre il rischio controparte, ottimizzando la disponibilità delle linee di credito e il costo della raccolta a brevissimo termine. Complessivamente la raccolta in pronti contro termine con sottostante Titoli di Stato e Supras Europei a fine Dicembre 2023 è risultata pari a 5,3 miliardi di euro a controvalore di mercato.

In relazione all'operatività in divisa diversa dall'Euro e in particolare in USD, il portafoglio di titoli governativi in USD è stato rifinanziato prevalentemente in pronti contro termine. L'importo complessivo di tali operazioni a fine Dicembre 2023 ammonta a 1,3 miliardi di USD a controvalore di mercato.

Inoltre, nel primo semestre del 2023 la Banca ha perfezionato il conferimento del ramo d'azienda attraverso cui il canale private banking è confluito, a seguito dell'autorizzazione dell'Autorità di Vigilanza, in Credem Euromobiliare Private Banking ("CEPB") per masse complessive (raccolta gestita, amministrata, diretta e impieghi) a fine dicembre pari a 24 miliardi di euro.

Nel corso del secondo semestre 2023, nell'ambito del modello di gestione accentrata della liquidità e del collaterale di Gruppo, sono state negoziate operazioni di Repo infragruppo, al fine di rifinanziare dalla Capogruppo nel mercato titoli governativi detenuti nel portafoglio di proprietà di CEPB.

Programmi Obbligazioni Bancarie Garantite

Nel mese di Novembre 2023, nell'ambito dell'aggiornamento annuale del programma di emissione Credem CB, sono state implementate le modifiche alla documentazione contrattuale necessarie per allineare il programma al nuovo quadro normativo di riferimento.

Al 31 Dicembre 2023 il valore nominale delle emissioni in circolazione è risultato pari a 2,1 miliardi di Euro.

Nel mese di Gennaio 2024 è stato perfezionato il collocamento di una nuova emissione pubblica da 500 milioni di euro e di un'emissione retained da 1 miliardo di euro nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB. Nello stesso mese è scaduta un'emissione per 750 milioni di euro.

Programma di emissioni "Euro Medium Term Note" (EMTN)

A Marzo 2023 è stato strutturato il nuovo Programma EMTN di Gruppo che consente a Credito Emiliano S.p.A. di emettere strumenti obbligazionari unsecured da destinarsi alla clientela istituzionale e professionale. Nell'ambito del Programma EMTN sarà anche possibile emettere strumenti obbligazionari destinati alla clientela al dettaglio.

A Maggio 2023 è stata collocato un prestito obbligazionario Green Senior Non Preferred destinato ad investitori istituzionali per nominali 400 milioni di euro.

A Luglio 2023 sono stati collocati due prestiti obbligazionari Social Senior Preferred, rispettivamente destinati alla clientela di Credem Euromobiliare Private Banking e Credem, per complessivi 245 milioni di euro.

A Settembre 2023 Credem ha emesso un Social Senior Preferred 6.5NC5.5 per 500 milioni di euro e, con l'obiettivo di ottimizzare il proprio passivo, ha lanciato contestualmente un'offerta di riacquisto parziale del prestito obbligazionario Senior Non-Preferred da 500 milioni di euro con scadenza Ottobre 2025 ed opzione di riacquisto ad Ottobre 2024 (ISIN XS2068978050). Alla scadenza dell'offerta di riacquisto, il 25 settembre 2023, l'ammontare dei titoli validamente presentati è risultato pari a 162 milioni di euro riacquistati (81% dell'ammontare massimo e 32% rispetto al valore nominale dell'obbligazione). Il prestito obbligazionario è ora in essere per un importo residuale nominale pari a 338 milioni di euro.

Operazioni di cartolarizzazione

Con riferimento all'operazione di cartolarizzazione avente come veicolo Emilia SPV S.r.l., nel corso del 2023 sono state effettuate due nuove cessioni di attivi relative a mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nei programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite. Al 31 Dicembre 2023, il circolante della tranche senior è pari a circa 2,1 miliardi di euro, mentre quello della tranche juniorè pari a circa 0,64 miliardi di euro.

Programma di emissione di Cambiali Finanziarie (Commercial Paper Programme)

A ettembre 2023 è stato attivato il nuovo Programma di Emissione di Cambiali Finanziarie di Credito Emiliano S.p.A. che dà la possibilità di emettere Commercial Paper di diritto Italiano da destinarsi alla clientela istituzionale e professionale.

Nel corso del mese di Gennaio 2024 è stata effettuata l'emissione delle prime Cinque Serie di Cambiali Finanziarie, nella forma di Zero Coupon con durate da 3 a 4 mesi e per un ammontare complessivo di 200 milioni di euro.

Informazioni di natura quantitativa

  1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie EURO
Voci/ Scaglioni
temporali
A vista Da oltre 1
giorno a 7
giorni
Da oltre 7
giorni a 15
giorni
Da oltre 15
giorni a 1
mese
Da oltre 1
mese fino 3
mesi
Da oltre 3
mesi fino a
6 mesi
Da oltre 6
mesi fino a 1
anno
Da oltre 1
anno fino a 5
anni
Oltre 5 anni Indeterminata
Durata
Attività per cassa 2.972.835 3.965.602 613.368 1.486.569 2.486.275 2.160.887 3.328.557 14.967.586 14.609.667 375.175
A.1 Titoli di Stato - 7 1.864 1.044 5.635 25.581 30.712 3.422.372 2.314.183 -
A.2 Altri titoli di
debito
- - 3.116 32.579 28.649 25.818 126.609 2.027.837 2.961.961 -
A.3 Quote OICR 10.263 - - - - - - - - -
A.4 Finanziamenti 2.962.572 3.965.594 608.388 1.452.946 2.451.990 2.109.488 3.171.236 9.517.377 9.333.522 375.174
- Banche 496.519 189.692 - - - - - - - 375.174
- Clientela 2.466.053 3.775.902 608.388 1.452.946 2.451.990 2.109.488 3.171.236 9.517.377 9.333.522 -
Passività per cassa 27.186.052 8.445.638 1.540.133 2.448.713 2.147.067 1.659.848 2.469.652 3.109.442 2.238.028 -
B.1 Depositi e conti
correnti 26.949.596 3.614.940 479.493 850.668 1.087.909 1.216.425 1.759.426 1.006.571 - -
- Banche 172.847 3.563.548 1.912 22.216 319.766 414.698 921.281 958.369 - -
- Clientela 26.776.749 51.392 477.580 828.452 768.143 801.726 838.145 48.203 - -
B.2 Titoli di debito 84 - - 770.271 12.121 31.250 36.627 2.032.928 2.200.000 -
B.3 Altre passività 236.372 4.830.698 1.060.640 827.775 1.047.037 412.173 673.599 69.943 38.028 -
Operazioni "fuori
bilancio"
C.1 Derivati finanziari
con scambio di
capitale
- Posizioni lunghe - 64.405 63.439 12.019 188.446 46.142 58.481 6.673 - -
- Posizioni corte 14 220.292 5.400 11.948 72.681 21.057 95.183 2.863 - -
C.2 Derivati
finanziari senza
scambio di capitale
- Posizioni lunghe 81.737 - - - - - - - - -
- Posizioni corte 81.784 - - - - - - - - -
C.3 Depositi e
finanziamenti da
ricevere
- Posizioni lunghe - 200.000 - - - - - - - -
- Posizioni corte
C.4 Impegni a
erogare fondi
- - - - - - - 200.000 - -
- Posizioni lunghe 33 - - 588 13 26 1.685 3.613 384.934 -
- Posizioni corte 390.892 - - - - - - - - -
C.5 Garanzie
finanziarie rilasciate
- 40 18 - 63 211 122 470 498 955
C.6 Garanzie
finanziarie ricevute
- 100 4 - 12 143 25 836 116 703
C.7 Derivati creditizi
con scambio di
capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte
C.8 Derivati creditizi
senza scambio di
capitale
- - - - - - - - - -
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie

ALTRE VALUTE

Voci/ Scaglioni temporali A vista Da oltre 1
giorno a 7
giorni
Da oltre 7
giorni a 15
giorni
Da oltre 15
giorni a 1
mese
Da oltre 1
mese fino 3
mesi
Da oltre 3
mesi fino a
6 mesi
Da oltre 6
mesi fino a
1 anno
Da oltre 1
anno fino a
5 anni
Oltre 5 anni Indeterminata
Durata
Attività per cassa 95.814 2.612 28.683 5.415 24.927 9.667 12.909 965.249 764.753 -
A.1 Titoli di Stato - - - 229 4.239 4.463 9.281 760.977 673.980 -
A.2 Altri titoli di debito - - 135 70 1.569 1.169 2.668 204.237 90.773 -
A.3 Quote OICR 3.046 - - - - - - - - -
A.4 Finanziamenti 92.767 2.612 28.548 5.115 19.120 4.036 960 35 - -
- Banche 92.277 0 - - - - - - - -
- Clientela 491 2.612 28.548 5.115 19.120 4.036 960 35 - -
Passività per cassa 431.820 89.158 458.472 649.525 68.913 7.011 18.250 - - -
B.1 Depositi e conti correnti 431.597 18.191 9.557 19.533 29.488 7.011 18.250 - - -
- Banche 159.642 17.230 - - - - - - - -
- Clientela 271.955 961 9.557 19.533 29.488 7.011 18.250 - - -
B.2 Titoli di debito - - - - - - - - - -
B.3 Altre passività 223 70.967 448.914 629.992 39.426 - - - - -
Operazioni "fuori bilancio"
C.1 Derivati finanziari con scambio
di capitale
- Posizioni lunghe 12 170.152 4.421 11.457 62.494 20.846 94.702 2.859 - -
- Posizioni corte - 144.681 63.281 10.196 126.882 39.624 52.803 6.625 - -
C.2 Derivati finanziari senza
scambio di capitale
- Posizioni lunghe 551 - - - - - - - - -
- Posizioni corte 504 - - - - - - - - -
C.3 Depositi e finanziamenti da
ricevere
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.4 Impegni a erogare fondi
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.5 Garanzie finanziarie rilasciate - - - - - - - - - -
C.6 Garanzie finanziarie ricevute - - - - - - - - - -
C.7 Derivati creditizi con scambio di
capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.8 Derivati creditizi senza scambio
di capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo

Il Gruppo ha sviluppato un sistema integrato di gestione dei rischi operativi assunti che, in attuazione degli indirizzi strategici, consente di rafforzare la capacità delle Unità Organizzative di gestirli consapevolmente, introducendo strumenti di rilevazione, misurazione e controllo tali da garantire un'assunzione dei rischi consapevole e compatibile con le strategie di Governance e con le condizioni economiche e patrimoniali, nel rispetto delle indicazioni provenienti dalle Autorità di Vigilanza".

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato il regolamento "Gestione dei rischi operativi" (Regolamento ORM) con cui definisce le politiche di gestione del rischio operativo a livello di Gruppo e Banca e determina un sistema comune e coordinato caratterizzato da regole condivise per l'allocazione di compiti e responsabilità.

Il regolamento definisce come rischio operativo "il rischio di perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni, ivi compreso il rischio giuridico; non sono inclusi quelli strategici e di reputazione".

Inoltre, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato, ai fini della determinazione del requisito patrimoniale, l'utilizzo del metodo TSA per tutte le società appartenenti al Gruppo Bancario.

Non sono intervenute variazioni significative rispetto all'esercizio precedente in relazione al modello di gestione dei rischi operativi che di seguito viene rappresentato sinteticamente: l'Organo con funzioni di supervisione strategica di Gruppo è identificato nel Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano SpA, Capogruppo del Gruppo Bancario Credito Emiliano – CREDEM. L'azione viene esercitata con il supporto del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (Comitato di Governance, privo di deleghe, istituito con la finalità di svolgere un ruolo istruttorio).

A livello di Gruppo sono stati individuati più organi con funzioni di gestione, coincidenti con i Consigli di Amministrazione delle singole controllate, che hanno adottato il Regolamento ORM traducendo il relativo "schema" nella specifica realtà aziendale ed individuando concretamente le funzioni "locali" richieste per il buon esito del processo.

Dal punto di vista operativo gli organi con funzione di supervisione strategica e quelli con funzioni di gestione sono supportati dall'attività dell'ufficio Governance, Raf Esg e Operativi (GEO). Nell'ambito del processo coordinato centralmente da GEO (c.d. "ORM Centrale"), l'attività viene svolta con il supporto di alcune funzioni "ORM Periferico" appartenenti a diversi servizi della banca. L'Organo con funzioni di controllo è identificato nel Collegio Sindacale, coerentemente con la disciplina vigente relativa agli enti che adottano un modello "tradizionale" di governance societaria. Più in particolare, il Collegio della Capogruppo è responsabile di vigilare sull'osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie, sulla corretta amministrazione, sull'adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili del Gruppo anche tramite il coordinamento con gli omologhi organi collegiali presenti nelle controllate.

Nell'espletamento delle proprie attività tale organo viene supportato dal Servizio Audit di Gruppo. Il Regolamento ORM istituisce, inoltre, specifici flussi informativi verso l'organo di controllo delle società interessate dal modello TSA (a livello individuale e consolidato, secondo le rispettive competenze).

Il Sistema di Gestione dei Rischi Operativi è periodicamente sottoposto a revisione indipendente da parte del Servizio Audit della Capogruppo.

Il sistema di gestione dei rischi operativi è definito come l'insieme strutturato dei processi funzioni e risorse per l'identificazione, la valutazione e il controllo dei rischi operativi ed è articolato nei seguenti sottoprocessi:

  • Identificazione;
  • Misurazione;
  • Monitoraggio e Controllo;
  • Mitigazione.

Le società incluse nei processi di misurazione, monitoraggio e mitigazione, sono quelle che risultano annualmente rilevanti ai fini del rischio operativo ed informatico dall'analisi di rilevanza effettuata nell'ambito dell'approvazione del Risk Appetite Framework (RAF) e del processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP) svolto dalla Capogruppo.

Il processo di "Identificazione" è composto dalle seguenti procedure:

  • Loss Data Collection: consiste nella raccolta dei dati di perdita operativa interna con il coinvolgimento diretto di tutte le unità di business. In tale ambito, gli eventi di perdita operativa (inclusi quelli di natura informatica) sono classificati per Business Line (corporate finance, trading and sales, retail banking, commercial banking, payment and settlement, agency services, asset management, retail Brokerage) ed Event Type (frodi interne, frodi esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, clientela - prodotti e prassi professionali, danni da eventi esterni, interruzioni dell'operatività e disfunzioni dei sistemi, esecuzione, consegna e gestione dei processi);
  • Risk Self Assessment: consiste nella raccolta, attraverso questionario, di stime soggettive espresse dai risk owner con riferimento agli eventi di natura operativa (inclusi quelli di natura informatica) potenzialmente rilevanti per le proprie unità di business e tenuto conto delle linee guida di sviluppo emerse dal processo di pianificazione preliminare di gruppo;
  • Data Pooling/Comunicazione verso enti esterni: consiste nella partecipazione ad iniziative consortili esterne e nella gestione delle relative interrelazioni (ad es. consorzio DIPO) ed alla comunicazione dei dati di perdita operativa raccolti agli Organi di Vigilanza (Banca d'Italia e Banca Centrale Europea).

Il processo di "Misurazione" è rappresentato dalla quantificazione del Capitale a Rischio (CaR) mediante stime soggettive. Le metodologie di misurazione delle perdite attese e inattese sono finalizzate ad un'attività di controllo ed individuazione di situazioni potenzialmente critiche e si basano sulla esecuzione di questionari di Risk Self Assessment (RSA), con frequenza almeno annuale, che per ogni tipologia di evento richiedono ai responsabili delle unità organizzative (UO) che possono generare/gestire i rischi operativi, una stima soggettiva di alcuni fattori di rischio:

  • "frequenza tipica", il numero medio atteso di eventi nell'arco temporale di riferimento;
  • "impatto tipico", la perdita media attesa per tipologia di evento;
  • "impatto peggiore", l'impatto del singolo evento qualora esso si manifesti nel peggior modo (ragionevolmente) concepibile.

L'analisi è svolta su più livelli: unità organizzativa, business units, società e gruppo consolidato e per ogni livello sono prodotti: un valore di perdita attesa ed un valore di perdita inattesa. I risultati della valutazione sono utilizzati a fini gestionali per la prevenzione e la mitigazione dei rischi operativi e nel processo di pianificazione operativa, coerentemente a quanto definito dal "Regolamento pianificazione, programmazione e controllo di Gruppo".

Il processo di "Monitoraggio e controllo" mira a identificare tempestivamente eventuali disfunzioni nei processi aziendali o nelle procedure di gestione del rischio al fine di consentire di valutare le necessarie azioni di mitigazione.

I Rischi Operativi sono inoltre monitorati all'interno del più ampio processo di Risk Appetite Framework (RAF) di Gruppo (monitoraggio trimestrale).

Al fine di assicurare un presidio nel continuo, è prevista una rendicontazione per singolo evento di perdita operativa la cui autonomia di delibera (definita all'interno dei regolamenti già vigenti) spetta al Comitato Esecutivo/Consiglio di Amministrazione, dei controlli che non sono andati a buon fine e delle azioni correttive di eventuali carenze organizzative e/o di processo/prodotto. Qualora disponibili, l'ORM periferico di volta in volta competente, inserisce le informazioni oggetto di rendicontazione in seno alle proposte e le invia alle Funzioni preposte a seconda delle casistiche (a titolo esemplificativo, Servizio Audit e Compliance). In ogni caso, le delibere assunte dal CE/CA sono inviate, per opportuna conoscenza, al Risk Officer della Capogruppo e a GEO. GEO verifica semestralmente che le Funzioni preposte siano state attivate dagli ORM Periferici e laddove questo non sia accaduto, attiva direttamente le Funzioni preposte eventualmente coordinandosi con gli ORM Periferici.

Inoltre, GEO controlla semestralmente, per BU/Servizio di Credembanca, che le rispettive perdite contabilizzate nel semestre/anno di riferimento non superino il relativo valore di Perdita Attesa stimato in ambito Risk Self Assessment e, nel caso in cui ciò accada, rendiconta nel CE di Credembanca le motivazioni dello scostamento fornite dai Responsabili delle BU/Capi Servizio di Credembanca.

Il sistema di reporting fornisce agli organi aziendali ed ai responsabili delle funzioni interessate informazioni sul livello di esposizione ai rischi operativi e rappresenta uno strumento di supporto per la loro gestione attiva ed è la sintesi dei processi di misurazione, monitoraggio e controllo. Il processo di "Mitigazione" definisce le azioni da intraprendere per la prevenzione e l'attenuazione

dei rischi operativi ed è composto dalle seguenti procedure:

  • Analisi gestionale: consiste nell'analisi delle criticità emerse e delle diverse possibili soluzioni a disposizione nell'ambito delle tradizionali modalità alternative di gestione del rischio (ritenzione, trasferimento, mitigazione), in ottica costi-benefici;
  • Gestione dell'attività di mitigazione: consiste nella scelta, pianificazione, avvio delle attività, implementazione e completamento degli interventi di mitigazione messi in atto e successivo controllo dell'avanzamento e dell'efficacia degli interventi di mitigazione del rischio attuati;
  • Gestione delle forme di trasferimento: consiste nella individuazione, valutazione, scelta e gestione delle diverse forme di trasferimento del rischio.

Le azioni di mitigazione definite nel reporting vengono inoltre incluse nel processo di pianificazione operativa.

La classificazione delle attività nelle linee di business regolamentari è declinata nelle fasi di:

  • mappatura dati;
  • determinazione requisito patrimoniale individuale.

La mappatura dei dati si delinea a livello individuale attraverso il collocamento di ciascuno dei centri gestionali nella business line regolamentare di pertinenza seguendo i principi sanciti dal Regolamento UE n. 575/2013; segue quindi l'individuazione delle fonti dati che riportano i dati reddituali di tali centri e gli eventuali criteri di ripartizione.

In applicazione della mappatura definita, ciascuna società procede alla determinazione dei valori per centro, alla collocazione sulle business line previste e alla determinazione del requisito individuale.

Le attività definite per la determinazione del requisito patrimoniale consolidato prevedono l'identificazione dell'"Indicatore Rilevante" individuale e la componente riconducibile a ciascuna società del Gruppo per business line regolamentare (da determinarsi in coerenza con i criteri sanciti nella mappatura utilizzata a fini individuali).

Il requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi, calcolato sull' Indicatore Rilevante del triennio 2021 - 2023, è pari a 139,2 milioni di euro.

RISCHI LEGALI

La Banca, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze. Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.

La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività della Banca e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento, dell'anatocismo, della "cessione del quinto" (per queste ultime, in ragione della numerosità e della ricorrenza del fenomeno, è stato predisposto un apposito accantonamento volto a gestire contenziosi e reclami) e fiscali.

Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito immobiliare, amministrativo e all'operatività di sportello.

Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.

Contenzioso lavoristico

I rischi connessi al contenzioso lavoristico vengono valutati trimestralmente in base all'andamento delle cause e conseguentemente vengono aggiornati gli accantonamenti.

Revocatorie Fallimentari

Si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolto in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa quando clienti assoggettabili a Liquidazione Giudiziale dispongono pagamenti in favore della Banca, effettuano rimesse su un conto corrente bancario in un arco temporale prossimo alla dichiarazione di Liquidazione Giudiziale. L'azione revocatoria è uno strumento utilizzabile dal curatore fallimentare allo scopo di ricostituire il patrimonio del fallito destinato alla soddisfazione dei suoi creditori, facendovi rientrare quanto ne era uscito nel periodo antecedente alla Liquidazione Giudiziale (il cosiddetto periodo sospetto). La Banca procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale. Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame. Tutte le cause in materia sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Malversazioni

Si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa, vi sono alcuni reclami e alcune vertenze giudiziali derivanti da comportamenti anomali posti in essere da dipendenti o consulenti finanziari nello svolgimento delle mansioni loro affidate o dell'attività espletata, con conseguenti contestazioni da parte della clientela nei confronti della Banca stessa, che può eventualmente essere ritenuta responsabile di tali comportamenti.

La Banca procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale.

Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame.

Contenzioso in materia di anatocismo

Tutte le cause in materia - a volte comprendenti anche contestazioni relative al superamento del Tasso Soglia Usura – sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Contenzioso in materia di servizi di investimento

Quanto alle controversie giudiziali aventi ad oggetto servizi di investimento – bond in default, derivati, ecc. – la policy adottata dalla Banca in materia è quella di procedere ad una valutazione delle singole posizioni caso per caso, prestando particolare attenzione al dato documentale e al profilo dell'adeguatezza degli investimenti contestati rispetto alla posizione della singola controparte. Per effetto di detta analisi, ove ritenuto opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze.

Reclami formulati dalla clientela

Con riferimento alle contestazioni avanzate dalla clientela vengono effettuati gli opportuni accantonamenti: in particolare, nel caso in cui il danno lamentato sia superiore a una predeterminata soglia di rilevanza (ad oggi fissata in 25ek), la previsione di perdita è fatta analiticamente. Qualora il danno lamentato sia, invece, inferiore a detta soglia, l'accantonamento è determinato applicando una percentuale forfettaria/statistica stabilita in base alla media delle perdite effettivamente subite sul totale dei reclami analoghi ricevuti negli anni precedenti.

Contenzioso fiscale

Nel corso del 2023 non sono insorte nuove controversie rilevanti con radicamento del relativo contenzioso, salvo alcuni accertamenti di Enti locali per tributi propri, avvisi bonari su controlli formali dell'Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni fiscali o avvisi di liquidazione per imposta di registro su atti giudiziari per i quali sono state messe in atto specifiche attività stragiudiziali volte alla definizione per annullamento in autotutela dei provvedimenti accertativi e, in casi isolati, attività giudiziali.

Sono in essere 15 procedimenti contenziosi, afferenti principalmente a tributi locali o conseguenti a dinieghi su istanze di rimborso di imposte presentate dalla banca. Relativamente a tali contenziosi non sono emersi rischi effettivi o quanto meno il rischio stimato è apparso remoto. Per questa ragione non sono stati effettuati accantonamenti specifici.

Il totale dei fondi rischi ed oneri ammonta a 160,1 milioni di euro.

Linee evolutive nella gestione della componente di rischio operativo legata ai rischi climatici e ambientali

A partire dalla campagna di RSA svolta nel 2023 è stata realizzata un'evoluzione metodologica che ha permesso di evidenziare, in modo esplicito, le categorie di rischio all'interno delle quali sono riflessi i rischi operativi Climatici e Ambientali (C&E), distinti tra rischio fisico e rischio di transizione. Con particolare riferimento al processo di Risk Self Assessment, è stato eseguito un aggiornamento del repository, sono stati introdotti nuovi scenari e ne sono stati modificati altri al fine di meglio esplicitare il potenziale legame con fattori C&E.

Inoltre, l'aggiornamento del catalogo degli Event Type nell'ambito del processo di Loss Data Collection permetterà, a partire dal 2024, anche l'identificazione dei dati storici di perdita riconducibili a fattori C&E.

Informazioni di natura quantitativa

Si riporta di seguito la composizione percentuale delle perdite operative di Credem per tipologie di evento:

  • ET 01 Frodi Interne
  • ET 02 Frodi esterne
  • ET 03 Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro
  • ET 04 Rapporti con clienti, prestazioni di servizi o prodotti
  • ET 05 Disastri ed altri eventi
  • ET 06 Sistemi
  • ET 07- Esecuzione, gestione, consegna di prodotti o servizi

Nel corso del 2023, la principale fonte di rischio operativo, per importo di perdita, è risultata essere la tipologia di evento "Frodi Esterne" (ET02). La seconda fonte di rischio operativo si riferisce alle perdite dovute a "Frodi Interne" (ET 01) e "Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro" (ET 03), e dopo, sempre a parità di incidenza, si trovano: "Rapporti con Clienti, prestazioni di servizi o prodotti" (ET04) e "Esecuzione, gestione e consegna di prodotti o servizi" (ET 07).

Le restanti tipologie di perdita hanno un'incidenza complessiva inferiore al 10%. L'incidenza delle perdite legate a malfunzionamento dei sistemi tecnologici (ET 06) è risultata marginale.

La quasi totalità delle perdite riconducibili al "Conduct Risk" si riferisce agli Event Type 01 e 04.

PARTE F INFORMAZIONI SUL PATRIMONIO

Sezione 1 – Il patrimonio dell'impresa

A. Informazioni di natura qualitativa

Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 ("CRR") con il quale vengono introdotte nell'Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria con l'articolato insieme di documenti unitariamente denominato "Basilea 3" in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e informativa al pubblico (Terzo pilastro).

Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE ("CRD IV") definiscono il nuovo quadro normativo di riferimento nell'Unione Europea per banche e imprese di investimento. Dal 1° gennaio 2014. CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di regolamentazione o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di supervisione ("ESA"), che danno attuazione alla normativa primaria.

Con l'adozione del regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014 sono state stabilite le norme tecniche di attuazione (Implementing Technical Standards) vincolanti in materia di segnalazioni prudenziali armonizzate delle banche e delle imprese di investimento relative a: fondi propri, rischio di credito e controparte, rischi di mercato, rischio operativo, grandi rischi, rilevazione su perdite ipotecarie, posizione patrimoniale complessiva, monitoraggio liquidità e leva finanziaria.

Inoltre, la Banca d'Italia ha emanato le Circolari n. 286 e n. 154 che traducono secondo lo schema matriciale, attualmente adottato nelle segnalazioni di vigilanza, i citati ITS.

Il Gruppo ritiene prioritario valutare la propria struttura patrimoniale e tali analisi sono svolte all'interno degli specifici Comitati di Governance di Gruppo. In tale sede vengono anche evidenziati i principali impatti legati alle normative in via di definizione (es. potenziali impatti legati alla finalizzazione della riforma di Basilea III come da recente accordo in sede di Comitato di Basilea del 14 gennaio 2019) e a quelle già approvate ma non attualmente applicabili (es. il regolamento (UE) n. 876/2019 e la direttiva (UE) n. 787/2019 che modificano rispettivamente il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE /876, così come il regolamento (UE) n. 877/2019 e la direttiva (UE) n. 879/2019).

I Comitati di Governance di Gruppo presentano sempre dei membri nominati dal Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo, scelti tra i componenti il Consiglio stesso, e le rispettive analisi vengono successivamente prodotte al Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo.

Sotto il profilo di Vigilanza l'assorbimento viene determinato tenendo in considerazione le attuali "regole" di segnalazione.

Sotto il profilo gestionale l'assorbimento viene calcolato con l'utilizzo di modelli interni per il rischio di credito e di mercato e l'utilizzo di un metodo standard "gestionale".

I rischi vengono esaminati sia complessivamente che dettagliatamente all'interno delle società del Gruppo (analisi dei portafogli specifici).

Al 31 dicembre 2023 i Fondi Propri sono stati determinati in base alle disposizioni contenute nel Regolamento (UE) n.575/2013 (CRR).

B. Informazioni di natura quantitativa

B.1 Patrimonio dell'impresa: composizione

Voci/Valori Importo
31/12/2023
Importo
31/12/2022
1. Capitale 341.320 341.320
2. Sovrapprezzi di emissione 321.800 321.800
3. Riserve 1.809.993 1.731.453
- di utili 1.809.993 1.731.453
a) legale 431.155 412.253
b) statutaria - -
c) azioni proprie - -
d) altre 1.378.838 1.319.199
- altre - -
4. Strumenti di capitale - -
5. (Azioni proprie) (6.674) (10.072)
6. Riserve da valutazione: (121.427) (163.890)
- Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 7.722 4.266
- Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
- -
- Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (125.212) (131.019)
- Attività materiali - -
- Attività immateriali - -
- Copertura di investimenti esteri - -
- Copertura dei flussi finanziari (38.838) (72.379)
- Strumenti di copertura [elementi non designati] - -
- Differenze di cambio - -
- Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
- Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico
(variazioni del proprio merito creditizio)
- -
- Utili (perdite) attuariali relativi a piani previdenziali a benefici definiti (6.880) (6.538)
- Quote delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
- Leggi speciali di rivalutazione 41.781 41.781
7. Utile (perdita) d'esercizio 346.284 189.020
Totale 2.691.296 2.409.630

B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

Totale 31/12/2023 Totale 31/12/2022
Attività/Valori Riserva positiva Riserva negativa Riserva positiva Riserva negativa
1. Titoli di debito 2.877 128.089 10.985 142.004
2. Titoli di capitale 8.844 1.122 6.885 2.619
3. Finanziamenti - - - -
Totale 11.721 129.211 17.871 144.624

B.3 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: variazioni annue

Titoli di debito Titoli di
capitale
Finanziamenti
1. Esistenze iniziali (131.019) 4.266 -
2. Variazioni positive 126.313 4.125 -
2.1 Incrementi di fair value 22.399 3.445 -
2.2 Rettifiche di valore per rischio di credito 864 X -
2.3 Rigiro a conto economico di riserve negative da realizzo 103.050 X -
2.4 Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di capitale) - 680 -
2.5 Altre variazioni - - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - -
3. Variazioni negative 120.505 669 -
3.1 Riduzioni di fair value 119.899 669 -
3.2 Riprese di valore per rischio di credito 391 - -
3.3 Rigiro a conto economico da riserve positive: da realizzo 178 X -
3.4 Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di capitale) - - -
3.5 Altre variazioni 37 - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - -
4. Rimanenze finali (125.212) 7.722 -

Relativamente ai mercati finanziari:

  • Nel mese di marzo del 2023, in Italia, così come negli altri principali mercati, le tensioni innescate dal dissesto di alcuni intermediari bancari negli Stati Uniti e in Svizzera hanno influenzato l'andamento dei prezzi delle attività finanziarie. I rendimenti dei titoli di Stato e le quotazioni azionarie, cresciuti nei primi due mesi del 2023, sono diminuiti bruscamente con i primi segnali di instabilità nel settore bancario internazionale; anche la volatilità è aumentata; lo spreadBTP/BUND si è mantenuto tra i 180 e i 190 punti base.
  • Nel secondo trimestre 2023, le condizioni nei mercati finanziari internazionali si sono normalizzate con l'esaurirsi delle tensioni indotte dai dissesti bancari sopra menzionati. Conseguentemente, anche le condizioni dei mercati finanziari italiani si sono normalizzate, nonostante l'indebolimento della fase congiunturale, l'incertezza sull'evoluzione dell'inflazione e l'orientamento restrittivo della politica monetaria della BCE. Si è ridotto il differenziale di rendimento dei titoli di Stato italiani rispetto ai corrispondenti titoli pubblici tedeschi, anche per l'elevata domanda da parte degli investitori. Lo spread BTP/BUND ha chiuso il primo semestre a 167 punti base.
  • Nel terzo trimestre le condizioni nei mercati finanziari internazionali si sono inasprite. I rendimenti sui titoli pubblici sono aumentati nelle principali economie avanzate, in misura marcata negli Stati Uniti; sono scesi i corsi delle azioni. Dalla prima decade di luglio le quotazioni delle azioni in Italia e nell'area dell'euro sono complessivamente diminuite, risentendo dell'indebolimento dell'attività economica, delle prospettive del commercio internazionale e del

permanere dei tassi di interesse ufficiali su livelli elevati più a lungo del previsto. Lo spread BTP/BUND ha chiuso il trimestre a 190 punti base.

A partire da novembre, il ridimensionamento delle attese di ulteriori rialzi dei tassi ufficiali nelle economie avanzate ha indotto un marcato miglioramento delle condizioni nei mercati finanziari. Sono scesi i rendimenti sui titoli pubblici e sono saliti i corsi azionari. Lo spread BTP/BUND ha chiuso l'anno nell'intorno di 160 punti base.

Dall'inizio di aprile 2023, le quotazioni azionarie sono nel complesso aumentate in Italia, beneficiando prima del dissiparsi dei timori sulle condizioni del settore creditizio negli Stati Uniti e in Svizzera e, successivamente, della pubblicazione di utili superiori alle attese, soprattutto nel comparto finanziario e in quello tecnologico. Il FTSE MIB ha chiuso il 2023 con un +28% rispetto a dicembre 2022.

B.4 Riserve da valutazione relative a piani a benefici definiti: variazioni annue

Le variazioni nette dell'esercizio evidenziano un saldo negativo di 0,4 milioni di euro, al netto del relativo effetto fiscale.

Sezione 2 – I fondi propri e i coefficienti di vigilanza bancari

Per la presente sezione si fa rinvio all'informativa sui fondi propri e sull'adeguatezza patrimoniale contenuta nell'informativa a pubblico ("Terzo Pilastro"), capitolo "Fondi Propri".

PARTE G – OPERAZIONI DI AGGREGAZIONE RIGUARDANTI IMPRESE O RAMI D'AZIENDA

Sezione 1 – Operazioni realizzate durante l'esercizio

1.2 Operazioni di aggregazione

Il 18 febbraio 2023 si è perfezionato il conferimento di ramo d'azienda attraverso cui il canale private banking di Credito Emiliano è confluito, a seguito dell'autorizzazione dell'Autorità di Vigilanza, in Credem Euromobiliare Private Banking, completando il percorso per la creazione della banca private del Gruppo Credem con l'obiettivo di aumentare il livello di specializzazione e di focalizzazione del servizio rivolto ai grandi patrimoni anche attraverso importanti investimenti in innovazione e tecnologia e il rafforzamento del posizionamento nell'ambito della consulenza. L'operazione si configura come "Business Combination between entities under common control", esclusa dall'ambito di applicazione del principio contabile IFRS3 e rilevata contabilmente in continuità di valori con il bilancio consolidato della Capogruppo.

Sezione 2 – Operazioni realizzate dopo la chiusura dell'esercizio

Non esistono operazioni.

Sezione 3 – Rettifiche retrospettive

Non esistono operazioni.

PARTE H OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

1. Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica

Di seguito vengono fornite le informazioni sui compensi corrisposti ai dirigenti con responsabilità strategiche, in coerenza con quanto previsto dallo IAS 24.

I dirigenti con responsabilità strategiche di Credito Emiliano sono i soggetti aventi il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività di Credito Emiliano.

In tale contesto rientrano nel perimetro dei dirigenti con responsabilità strategiche: i Consiglieri di Amministrazione, i Sindaci, il Direttore Generale, i Condirettori Generali, il Vice Direttore Generale, gli altri componenti della Direzione Centrale, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, i Responsabili delle Funzioni di Controllo Interno (Responsabile Servizio Audit, Responsabile Funzione Antiriciclaggio, Compliance Officer e Risk Officer), il Responsabile Business Unit Commerciale, il Responsabile Finanza, il Dirigente Coordinatore delle aree Amministrazione, Corporate Governance e Relazioni Esterne e Governo del Valore, il Capo Servizio preposto all'area Crediti e il Capo Servizio preposto all'area Organizzazione.

Riepilogo compensi Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Amministratori 1.397 1.420
Sindaci 344 356
Dirigenti 8.087 9.516
Totale 9.828 11.292

I compensi dei dirigenti comprendono benefici a breve termine per 5.224 mila euro, benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro e benefici dovuti per la cessazione del rapporto di lavoro per 450 mila euro, altri benefici a lungo termine per 180 mila euro e pagamenti basati su azioni per 2.234 mila euro.

2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate

In ottemperanza alle disposizioni normative riguardanti le operazioni con parti correlate, il Gruppo Credito Emiliano ha adottato specifiche procedure per disciplinare siffatta operatività ed assicurare idonei flussi informativi.

In attuazione alla delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e della Circolare Banca d'Italia 285/2013, Credito Emiliano ha adottato apposite Procedure per la gestione delle operazioni con parti correlate e per le operazioni con soggetti collegati.

Il regolamento è disponibile per la consultazione sul sito internet di Credito Emiliano www.credem.it.

I rapporti e le operazioni perfezionate con parti correlate e soggetti collegati non presentano criticità e sono riconducibili all'ordinaria attività di servizio e di credito. Le condizioni applicate ai singoli rapporti ed alle operazioni con parti correlate e soggetti collegati non si discostano da quelle correnti di mercato.

Ai sensi dell'art.5 comma 8 del Regolamento CONSOB Operazioni con parti Correlate (nr. 17221 del 12.03.2010 e ss.mm.ii) si segnala che nel corso del 2023 sono state effettuate operazioni di maggiore rilevanza unicamente con Società appartenenti al Gruppo Credito Emiliano ed attinenti a normali ed ordinarie dinamiche di funding.

Nello stesso periodo il Consiglio di Amministrazione ha adottato una "delibera quadro". In particolare la delibera ha riguardato la concessione di affidamenti a parti correlate e soggetti collegati riconducibili al Vice Presidente Luigi Maramotti e al Consigliere Edoardo Prezioso per un importo massimo complessivo non superiore a 100 milioni di euro e comunque entro il limite normativo del 5% del patrimonio di vigilanza consolidato, erogabile dal Gruppo Credito Emiliano in più operazioni, anche rotative.

Nel corso dell'esercizio 2023 sono state poste in essere operazioni infragruppo e/o con parti correlate/soggetti collegati, rientranti nell'ordinario esercizio dell'attività

operativa e della connessa attività finanziaria, perfezionate, di norma, a condizioni analoghe a quelle applicate per operazioni concluse con terzi indipendenti.

Le operazioni infragruppo sono state effettuate sulla base di valutazioni di reciproca convenienza economica e la definizione delle condizioni da applicare è avvenuta nel rispetto di correttezza sostanziale, presente l'obiettivo comune di creare valore per l'intero Gruppo Credem.

Uguale principio è stato applicato anche nel caso di prestazioni di servizi infragruppo, unitamente a quello di regolare tali prestazioni su di una base minimale commisurata al recupero dei relativi costi di produzione.

2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate p.1

Crediti Debiti Garanzie Raccolta
amministrata
Raccolta gestita
Amministratori, sindaci e dirigenti 572 519 143 1.587 -
Stretti familiari 1.728 1.433 352 1.476 5
Società controllate e collegate 27.565 278.819 94.001 13.967 -
Altre parti correlate - - - - -
Totale 29.865 280.771 94.496 17.030 5
  1. Informazioni sulle transazioni con parti correlate p.2
Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive e
altri ricavi
Commissioni passive e
altri oneri
Amministratori, sindaci e dirigenti 16 36 20 3
Stretti familiari 9 34 21 3
Società controllate e collegate 997 4.954 370 64
Altre parti correlate - - - -
Totale 1.023 5.023 411 71

L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le controparti correlate sopra indicate, sul totale della Banca risulta essere pari (%):

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni Raccolta
amministrata
Raccolta gestita
Totale 0,1 0,5 0,7 0,2 -
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed altri
ricavi
Commissioni passive ed
altre spese
Totale 0,1 0,6 0,1 -

Si provvede di seguito a fornire i dettagli (in migliaia di euro) dei rapporti verso le imprese del gruppo. In tale contesto si è inserito i rapporti con:

la controllante;

le controllate;

le società del gruppo controllate, direttamente o indirettamente, dalla controllante.

Crediti Debiti Garanzie Impegni
Credem Euromobiliare Private Banking spa 37.901 6.261.342 69.079 70.633
Totale Banche 37.901 6.261.342 69.079 70.633
Credemholding spa (controllante) - 20.763 - -
Credemleasing spa 2.947.135 257 600 353.875
Credemfactor spa 1.230.517 17.032 174.505 411.957
Avvera spa 2.318.869 26.547 455 316.371
Credem Private Equity SGR spa 3 7.047 - 11
Euromobiliare A.M. SGR spa 6.878 134.194 23 69
Euromobiliare Advisory Sim spa - 26.056 - 11
Totale enti finanziari 6.503.401 231.894 175.583 1.082.295
Magazzini Generali delle Tagliate spa 1.879 2.954 240 2.700
Credemtel spa 9 15.937 122 916
Credem Vita spa 17.354 90.633 - 66.522
Euromobiliare Fiduciaria spa 2 1.476 - 11
Credem CB srl - 5 - -
Sata 11 1.980 - 29
Blue Eye Solutions 1 410 - 16
Totale clientela altra 19.255 113.396 362 70.195
Totale Generale 6.560.558 6.606.633 245.024 1.223.123
Interessi attivi Commissioni attive Proventi diversi Totale ricavi
Credem Euromobiliare Private Banking spa 506 3.051 40.136 43.693
Totale Banche 506 3.051 40.136 43.693
Credemholding spa (controllante) - 266 463 729
Credemleasing spa 91.212 903 2.734 94.849
Credemfactor spa 27.381 1.778 1.614 30.773
Avvera spa 42.766 9.745 2.728 55.240
Credem Private Equity SGR spa - 501 233 734
Euromobiliare A.M. SGR spa - 87.435 1.793 89.228
Euromobiliare Advisory Sim spa - 9 1.095 1.105
Totale enti finanziari 161.360 100.637 10.661 272.658
Magazzini Generali delle Tagliate spa 47 1 208 256
Credemtel spa - 125 621 746
Credem Vita spa 10 34.511 1.498 36.020
Euromobiliare Fiduciaria spa - 11 342 353
Credem CB srl - - - -
Sata - - 54 54
Blue Eye Solutions - - 67 68
Totale clientela altra 57 34.649 2.790 37.496
Totale Generale 161.922 138.337 53.588 353.847
Interessi passivi Commissioni
passive
Altre spese Totale costi
Credem Euromobiliare Private Banking spa 145.706 2.218 1.405 149.330
Totale Banche 145.706 2.218 1.405 149.330
Credemholding spa (controllante) 23.227 - 6 23.232
Credemleasing spa 15 - 284 298
Credemfactor spa 103 - - 103
Avvera spa 1.799 41.796 118 43.712
Credem Private Equity SGR spa 1 - - 1
Euromobiliare A.M. SGR spa 3.670 - 204 3.874
Euromobiliare Advisory Sim spa 665 2.080 4.907 7.653
Totale enti finanziari 29.478 43.876 5.519 78.873
Magazzini Generali delle Tagliate spa 85 - 137 222
Credemtel spa 490 - 14.470 14.961
Credem Vita spa 898 - 19 916
Euromobiliare Fiduciaria spa 35 - 121 156
Credem CB srl - - - -
Sata 69 - - 69
Blue Eye Solutions 10 - - 10
Totale clientela altra 1.587 - 14.747 (16.334)
Totale Generale 176.772 46.094 21.671 (244.537)

L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le controparti sopra indicate, sul totale della Banca risulta essere pari: (%)

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni
Totale 13,5 12,4 11,4
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed
altri ricavi
Commissioni passive ed
altre spese
Totale 9,9 22,8 30,6 15,3

Si provvede di seguito a fornire i dettagli (in migliaia di Euro) dei rapporti verso le imprese collegate:

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni Raccolta
amministrata
Raccolta gestita
Totale 4.459 2.739 1.021 165.614 -
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed
altri ricavi
Commissioni passive ed
altre spese
Totale -
2
37 17.178 211

L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le imprese collegate, sul totale della banca risulta essere pari (%):

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni Raccolta
amministrata
Raccolta gestita
Totale - - - 2,3 -
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed
altri ricavi
Commissioni passive ed
altre spese
Totale - - 2,7 -

Denominazione della controllante

Credito Emiliano Holding S.p.A.

Sede

Via Emilia San Pietro, 4 - Reggio Emilia

Percentuale di controllo

La percentuale di partecipazione di Credito Emiliano Holding S.p.A. in Credem S.p.A., al 31/12/2023, è del 79,472%.

PARTE I ACCORDI DI PAGAMENTO BASATI SU PROPRI STRUMENTI PATRIMONIALI

Informazioni di natura qualitativa

1. Descrizione degli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali

Coerentemente con le politiche retributive approvate dall'Assemblea e nel rispetto delle disposizioni in materia di remunerazione e di incentivazione della Banca d'Italia si è proceduto alla definizione di un sistema retributivo variabile basato in parte su pagamenti in contanti e in parte attraverso l'assegnazione gratuita di azioni. Il sistema incentivante è correlato al raggiungimento di obiettivi di performance misurati al netto dei rischi ed alla sussistenza di un adeguato livello di patrimonializzazione e liquidità dell'Azienda.

Il sistema è volto a motivare e fidelizzare le persone che occupano posizioni chiave in azienda ed è destinato ai top manager rientranti nella categoria del Personale più rilevante. La quota del premio complessivo assegnata ai destinatari in azioni è, per l'anno 2023, superiore al 50%, subordinatamente alla verifica del raggiungimento degli obiettivi fissati dal Consiglio di Amministrazione sentito il parere del Comitato Remunerazioni. Più in particolare, i piani di remunerazione riservati al Personale più rilevante del Gruppo che prevedono il pagamento di una parte del premio mediante l'assegnazione gratuita di azioni sono i seguenti:

  • Sistema premiante 2023;
  • Sistemi premianti e altre forme di remunerazione variabile di breve e medio periodo relativi agli anni precedenti.

Il numero di azioni è determinato sulla base della quotazione del titolo nel momento in cui il premio è assegnato.

Sono previsti meccanismi di correzione, durante il periodo di differimento, per effetto dei quali i premi maturati potranno ridursi ovvero azzerarsi.

In particolare, le singole quote differite già assegnate potranno non essere erogate o ridotte in presenza di determinate condizioni di utile, redditività corretta per il rischio, livelli patrimoniali e di liquidità non in linea. Il premio è altresì non erogato in caso di risoluzione del rapporto di lavoro o prestazioni professionali contrarie agli obblighi di buona fede e correttezza.

Ai fini della rappresentazione in bilancio, per tener conto delle condizioni di assegnazione delle varie quote di bonus è stata utilizzata la simulazione con il Metodo Monte Carlo che, sulla base di opportune ipotesi, ha consentito di definire un consistente numero di scenari alternativi nell'arco temporale considerato. In particolare, in ogni scenario la proiezione dei parametri che definiscono gli obiettivi di performance viene effettuata di anno in anno, a partire dall'ultimo valore di rendiconto, secondo un moto geometrico Browniano.

La metodologia di calcolo può essere schematizzata nelle seguenti fasi:

  • proiezione dei parametri di bilancio e del prezzo dell'azione nell'orizzonte temporale prescelto;
  • verifica dei parametri di performance;
  • calcolo del bonus per ogni partecipante al piano e proiezione delle traiettorie individuali verificando il raggiungimento delle performance individuali e per ogni anno la continuità dell'attività lavorativa e la sopravvivenza;
  • calcolo delle quote individuali secondo le modalità di pagamento individuali del bonus;
  • determinazione in funzione del prezzo stimato del titolo del numero di azioni necessarie a corrispondere la parte di bonus in azioni (laddove non già determinato);
  • imputazione proporzionale in base al vesting period delle azioni assegnate;
  • reiterazione del procedimento per il numero di repliche stabilite.

Informazioni di natura quantitativa

dipendenti.

Piano quota di competenza
dell'esercizio
impatto a patrimonio
(1)
Credem - Sistema premiante 2023
- Sistemi premianti e altre forme di remunerazione
variabile di breve e medio periodo relativi agli anni
precedenti
3.276,6 22.844,9
(1) L'impatto sul patrimonio della Capogruppo Credem risente anche delle modalità di esecuzione dei sistemi
premianti delle altre Società del Gruppo tali per cui la stessa Capogruppo procura la provvista e la successiva
attribuzione delle azioni Credito Emiliano, per conto di ogni singola controllata interessata, ai relativi

PARTE L INFORMATIVA DI SETTORE

Secondo quanto stabilito dall'IFRS 8, par.4, l'informativa sui settori di attività viene fornita a livello consolidato e si fa, pertanto, rimando alla Nota Integrativa Consolidata.

PARTE M INFORMATIVA SUL LEASING

SEZIONE 1 – LOCATARIO

Informazioni qualitative

In data 13 gennaio 2016 lo IASB ha pubblicato il nuovo principio "IFRS 16 Leases", che sostituisce il principio IAS 17 Leases, nonché le interpretazioni IFRIC 4 Determining whether an Arrangement contains a Lease, SIC15 Operating Leases Incentives e SIC-27 Evaluating the Substance of Transactions Involving the Legal Form of a Lease. Il principio è stato omologato dalla Commissione Europea con Regolamento n. 2017/1986 e si applica a partire dal 1° gennaio 2019.

Il nuovo principio fornisce una nuova definizione di lease ed introduce un criterio basato sul controllo (right of use) di un bene per distinguere i contratti di leasing dai contratti per servizi, individuando quali discriminanti: l'identificazione del bene, il diritto di sostituzione dello stesso, il diritto ad ottenere sostanzialmente tutti i benefici economici rivenienti dall'uso del bene e il diritto di dirigere l'uso del bene sottostante il contratto.

La principale novità introdotta dal principio è rappresentata dalla modifica delle modalità di contabilizzazione delle operazioni di leasing operativo nel bilancio del locatario/utilizzatore, attraverso l'introduzione di un unico modello di contabilizzazione dei contratti di leasing da parte del locatario siano essi classificati come leasing operativi o finanziari.

Ai sensi della nuova contabilizzazione, il locatario rileva, nello Stato patrimoniale Attivo, un Diritto d'Uso (Right of Use) del bene oggetto del contratto e nello Stato patrimoniale Passivo, un Debito per leasing (Lease Liability) pari al valore attuale dei canoni previsti per il contratto e non ancora pagati. Nel conto economico vengono rilevati l'ammortamento del Diritto d'Uso e gli interessi passivi derivanti dall'attualizzazione del Debito per leasing.

L'informativa richiesta è stata inoltre ampliata sia per il locatario che per il locatore e sono richieste nuove informazioni di tipo quantitativo e qualitativo.

Approccio metodologico e scelte di transizione

Rispetto alle modalità di transizione consentite dall'IFRS 16, il Gruppo ha deciso di effettuare la transizione in base al Modified retrospective approach rilevando l'impatto cumulato dell'applicazione iniziale del principio ai contratti di leasing operativo esistenti determinandone l'impatto sui saldi di apertura al 1° gennaio 2019, senza procedere alla riesposizione dei dati comparativi. Alla data di prima applicazione il saldo dei Diritti d'Uso è quindi pari a quello dei Debiti per leasing aggiustato per considerare eventuali risconti passivi o ratei attivi. I debiti per leasing sono stati determinati come attualizzazione alla data di prima applicazione dei canoni futuri contrattuali utilizzando il tasso di finanziamento marginale (Incremental Borrowing Rate).

Tra le principali scelte operative che il Gruppo ha utilizzato durante la transizione si evidenzia:

  • la scelta di non rideterminare il perimetro di prima applicazione, bensì di applicare il nuovo principio a tutti i contratti di leasing già individuati sulla base della definizione contenuta nello IAS 17;
  • l'esclusione dal perimetro di applicazione dei contratti "short-term", ovvero aventi una vita residua alla data di prima applicazione inferiore ai 12 mesi;
  • l'esclusione dal perimetro di applicazione dei contratti "low-value", ovvero aventi un valore stimato dell'asset inferiore a Euro 5.000;
  • fatto affidamento all'assessment IAS 37 alla data di fine esercizio come alternativa alla verifica di impairment.

Con riferimento alle scelte adottate dal Gruppo nell'applicazione del principio si evidenzia inoltre che:

  • con riferimento al leasing operativo il perimetro di applicazione è riferibile ai contratti di locazione immobiliare e noleggio di autoveicoli;
  • il Gruppo ha determinato il tasso di finanziamento marginale sulla base delle curve tassi relative alle emissioni Senior unsecured del Gruppo. Il tasso determinato, contenente la componente del rischio credito del Gruppo, considera inoltre le differenti durate contrattuali;
  • con riferimento alla durata dei leasing immobiliari, in generale il Gruppo ha considerato come ragionevolmente certo solo il primo periodo di rinnovo contrattuale.

Altre informazioni

I contratti di locazione commerciale sono regolati dalla legge per cui al conduttore è consentito di disdettare la locazione ad ogni scadenza (normalmente ogni sei anni) con un preavviso di almeno dodici mesi.

Analogo diritto è in capo al locatore. Questo comporta che, ad ogni mese di ogni anno, è potenzialmente possibile inviare (o ricevere dal locatore) la disdetta dai contratti di locazione che scadono dopo dodici mesi. Negli ultimi anni però, visto il contesto del mercato immobiliare, si è assistito a pochissime disdette annue da parte dei locatori.

La quasi totalità dei nostri contratti è regolamentato tra le parti il recesso che può essere esercitato solo dal conduttore in ogni momento con un preavviso di mesi sei. Negli ultimi anni la banca ha esercitato spesso questa facoltà per poter gestire al meglio le chiusure delle filiali previste.

Inoltre nelle parti B e C della presente Nota integrativa sono riportate le informazioni patrimoniali ed economiche richieste dal principio IFRS16.

Informazioni quantitative

Attività materiali ad uso funzionale Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Fabbricati Altre Totale Fabbricati Altre Totale
Right of Use saldo iniziale 106.816 1.155 107.971 107.199 1.575 108.774
- Quote ammortamento -20.137 -712 -20.849 -19.678 -934 -20.612
+/- Altre variazioni 22.349 944 23.293 19.295 514 19.809
Valore contabile saldo finale 109.028 1.387 110.415 106.816 1.155 107.971
Debiti per leasing Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Lease Liability saldo iniziale 112.191 112.579
- canoni erogati per i leasing -23.346 -22.821
+ Interessi Passivi maturati nell'esercizio 3.016 2.697
+/- Altre variazioni 23.257 19.736
Lease Liability saldo finale 115.118 112.191
Altre Informazioni Totale
31/12/2023
Totale
31/12/2022
Costi per leasing low value - -
Costi per leasing short term - -
Altre spese sui leasing 1.356 1.534

La voce altre spese sui leasing è riconducibile all'Iva indetraibile ed altri servizi.

SEZIONE 2 – LOCATORE

Informazioni qualitative

Sono presenti contratti di locazione, in qualità di locatore, sia su immobili di proprietà sia su immobili di terzi in affitto, su cui viene stipulato un contratto di sublocazione.

Informazioni quantitative

1. Informazioni di stato patrimoniale e di conto economico

2. Leasing finanziario

Non sono presenti operazioni di leasing finanziario.

3. Leasing operativo

Si fornisce la classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere.

3.1 Classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere

Fasce temporali Totale
31/12/2023
Pagamenti da ricevere
per il leasing
Totale
31/12/2022
Pagamenti da ricevere
per il leasing
Fino a 1 anno 6.687 3.759
Da oltre 1 anno fino a 2 anni 6.628 3.731
Da oltre 2 anni fino a 3 anni 6.567 3.658
Da oltre 3 anni fino a 4 anni 6.517 3.599
Da oltre 4 anni fino a 5 anni 6.340 3.549
Da oltre 5 anni 32.562 17.383
Totale 65.301 35.680

3.2 Altre informazioni

Sono presenti contratti di locazione, in qualità di locatore, per gli immobili di proprietà, mentre per alcuni immobili di terzi presi in affitto sono stati stipulati contratti di sublocazione.

ALLEGATI AL BILANCIO

Conto economico riclassificato

Conto economico riclassificato trimestralizzato

Elenco delle partecipazioni

Elenco delle partecipazioni di minoranza

Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione

Stato patrimoniale riclassificato (migliaia di euro)

variazioni 12/23-12/22
31/12/2023 31/12/2022 assolute %
Cassa e disponibilità liquide 6.313.233 3.338.449 2.974.784 89,1
40.866.562 40.952.702 -86.140 -0,2
Crediti verso clientela 1.605.500 1.451.974 153.526 10,6
Crediti verso banche 6.124.203 7.384.968 -1.260.765 -17,1
Altre attività finanziarie 555.845 385.845 170.000 44,1
Partecipazioni 788.170 789.248 -1.078 -0,1
Attività materiali ed immateriali 1.170.155 812.469 357.686 44,0
Altre attività
Totale attivo
57.423.668 55.115.655 2.308.013 4,2
Debiti verso clientela 35.680.995 36.966.423 -1.285.428 -3,5
Titoli in circolazione (compreso passività subordinate) 4.470.035 3.368.797 1.101.238 32,7
subtotale 40.151.030 40.335.220 -184.190 -0,5
Debiti verso banche 12.047.008 10.109.810 1.937.198 19,2
Altre passività finanziarie 953.644 932.554 21.090 2,3
Fondi rischi specifici 209.880 201.943 7.937 3,9
Altre passività 1.370.810 1.126.498 244.312 21,7
Totale passività 54.732.372 52.706.025 2.026.347 3,8
Capitale sociale 341.320 341.320 - -
Riserve 2.010.366 1.889.362 121.004 6,4
Azioni proprie -6.674 -10.072 3.398 -33,7
Utile d'esercizio 346.284 189.020 157.264 83,2
Patrimonio netto 2.691.296 2.409.630 281.666 11,7
Totale passivo 57.423.668 55.115.655 2.308.013 4,2

Tale riclassifica è stata effettuata considerando i dati desumibili direttamente dagli schemi di bilancio

1° trim 2° trim. 3° trim. 4° trim. 12/23 Var% 12/22
margine d'interesse 189,0 211,2 223,5 240,4 864,1 58,4 545,5
margine servizi () () (***) 160,7 128,8 101,3 106,9 497,7 -15,1 586,2
margine d'intermediazione 349,7 340,0 324,8 347,3 1.361,8 20,3 1.131,7
spese del personale -113,7 -105,2 -94,0 -122,7 -435,6 -5,9 -462,8
spese amministrative (*) -52,7 -53,6 -50,3 -49,3 -205,9 0,4 -205,1
costi operativi -166,4 -158,8 -144,3 -172,0 -641,5 -4,0 -667,9
risultato lordo di gestione 183,3 181,2 180,5 175,3 720,3 55,3 463,8
Ammortamenti -21,2 -22,1 -22,0 -22,1 -87,4 4,0 -84,0
risultato operativo 162,1 159,1 158,5 153,2 632,9 66,6 379,8
accantonamenti per rischi ed oneri -0,9 -7,9 -0,2 -17,4 -26,4 140,0 -11,0
oneri/proventi straordinari (***) -34,9 7,5 -29,4 -3,2 -60,0 27,9 -46,9
rettifiche nette su crediti e operazioni
finanziarie () (**)
-2,1 3,2 0,7 -35,7 -33,9 -28,5 -47,4
UTILE ANTE IMPOSTE 124,2 161,9 129,6 96,9 512,6 86,7 274,5
imposte sul reddito -41,3 -52,7 -42,5 -29,8 -166,3 94,5 -85,5
UTILE NETTO 82,9 109,2 87,1 67,1 346,3 83,2 189,0
UTILE PER AZIONE 1,02 85,5 0,55
UTILE DILUITO PER AZIONE 1,02 85,5 0,55

Conto economico riclassificato trimestralizzato (in milioni di euro)

La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio e dalla nota integrativa

(*) le spese ed il margine servizi sono stati nettati della componente di imposte indirette e tasse recuperate alla clientela (73,9 milioni di euro a dicembre 2023, 95,7 milioni di euro a dicembre 2022); sono stati stornati da spese contributi ai fondi nazionali per 47,6 milioni di euro a dicembre 2023 (55,8 milioni a dicembre 2022);

(**) il risultato derivante dalla cessione di sofferenze è riclassificato a rettifiche nette su crediti (4,4 milioni di euro nel 2023, 5,2 milioni di euro nel 2022);

(***) la componente di contributo al Fondo di Risoluzione (5,6 milioni nel 2023, 3,9 milioni di euro nel 2022) accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri è ricondotta tra gli oneri straordinari;

(****) le rettifiche/riprese di valore su crediti inerenti le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato riferite a titoli (-2,0 milioni di euro, -0,3 milioni di euro a dicembre 2022) e quelle inerenti le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (-1,1 milioni di euro, 0,1 milioni di euro a dicembre 2022) sono ricondotte al margine servizi.

LEGENDA:

Margine finanziario

  • Voce 30 Margine d'interesse

Margine servizi

    • Voce 60 Commissioni nette
    • Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione
    • Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura
    • Voce 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto
    • Voce 110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value
    • Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie)
  • Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva

    • Voce 190 Altri oneri/proventi di gestione (al netto delle componenti di natura straordinaria)
    • Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi su partecipazioni e titoli di capitale nelle attività finanziare classificate in HTCs)

Risultato operativo

    • Margine finanziario + Margine servizi
    • Voce 160 Spese amministrative (spese per il personale e altre spese amministrative)
    • Voce 180 Rettifiche /riprese di valore nette su attività materiali
    • Voce 190 Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali

Utile prima delle imposte

    • Risultato operativo
    • Voce 170 Accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri
    • Voce 130 Rettifiche di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi)
    • Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni
    • Voce 190 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria sbilancio sopravvenienze)
    • Voce 220 Utili (perdite) delle partecipazioni
    • Voce 230 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali
    • Voce 240 Rettifiche di valore dell'avviamento
    • Voce 250 Utili/perdite da cessione di investimenti
    • Voce 290 Utili/perdite delle attività operative cessate al netto delle imposte
Numero % sul Capitale Valore
Sede azioni/quote capitale sociale sociale di bilancio
Società controllate
Credem Euromobiliare Private Banking
spa
Reggio Emilia 17.874.520 100,000 110.760.024 121.843.757
Euromobiliare Fiduciaria spa Milano 140.000 100,000 700.000 945.125
Euromobiliare Advisory SIM spa Milano 1.000.000 100,00 1.000.000 1.110.571
Magazzini Generali delle Tagliate spa Quattro Castella
(RE)
300.000 100,000 1.500.000 1.549.371
Credemvita spa Reggio Emilia 42.945.750 100,000 221.600.070 241.074.414
Credemtel spa Reggio Emilia 5.500 100,000 2.840.530 4.248.225
Avvera spa Reggio Emilia 58.200.000 100,00 58.200.000 57.852.259
Euromobiliare A.M. SGR spa Milano 125.000 100,00 6.456.250 19.064.962
Credemleasing spa Reggio Emilia 26.375 99,905 68.164.800 68.131.260
Credemfactor spa Reggio Emilia 52.470 99,000 27.401.000 27.121.613
Credem Private Equity SGR spa Reggio Emilia 2.100.000 87,500 2.400.000 2.264.000
Credem CB srl Conegliano 7.000 70,000 10.000 9.359
545.214.917
Società collegate
Credemassicurazioni spa Reggio Emilia 1.366.000 50,000 14.097.120 10.629.846
10.629.846
Totale 555.844.763

Elenco delle partecipazioni (in euro)

Partecipazioni di minoranza detenute nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" (in euro)

Numero % sul Valore Valore
Sede azioni/quote capitale
sociale
nominale di bilancio
S.I.F.A.R. srl Reggio Emilia 21.578 19,896 21.578 61.188
Serv. Int. srl Napoli 13.770 15,000 13.770 13.944
Emilia SPV srl Conegliano (TV) 1.000 10,000 1.000 1.000
Immobiliare Oasi nel Parco srl Milano 97.300 9,730 97.300 400.765
Reggio Emilia Fiere srl Reggio Emilia 413.383 8,192 413.383 -
S.I. Pro spa Ferrara 4.226 4,272 212.273 326.294
Fraer Leasing spa Bologna 73.358 4,029 387.527 6.303.334
C.B.I. Consorzio Roma 16.716 3,632 33.432 4.530
Bancomat spa Roma 71.334 1,691 356.670 1.032.058
CA.RI.CE.SE. srl Casalecchio di Reno 41.000 1,395 20.910 337.554
Abienergia Roma 1 1,316 1.000 1.000
Fondo Interbancario di Tutela Depositi Roma 3.821 0,868 3.821 3.821
Promem Sud-Est Spa Bari 10 0,617 3.711 4.348
Aeroporto di Reggio Emilia srl Reggio Emilia 1 0,439 17.487 13.942
Banca d'Italia Roma 900 0,300 22.500.000 22.500.000
Interporto Campano spa Napoli 29 0,272 74.886 -
Banca Popolare San Felice Sam Felice (Mo) 5.783 0,268 17.349 78.591
Aeroporto "G. Marconi" di Bologna spa Bologna 67.272 0,186 67,27 555.976
Banca Popolare Puglia Basilicata Altamura 60.000 0,101 154.800 59.700
VISA Inc. Shs San Francisco 2.974 0,063 - 2.212.655
Nomisma spa Bologna 11.666 0,040 4.316 2.992
S.W.I.F.T. Bruxelles 39 0,035 4.875 473.969
VISA Inc. Class A San Francisco 298 0,006 - 7.030.103
Totale 41.417.769

Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione

Informazioni ai sensi dell'art.149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob

Il prospetto, redatto ai sensi dell'art.149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob (delibera 11971), evidenzia i corrispettivi di competenza dell'esercizio 2023 per i servizi di revisione e per quelli diversi, resi dalla Società di revisione e da società appartenenti alla sua rete. Tali corrispettivi rappresentano i costi sostenuti ed iscritti in bilancio d'esercizio, al netto dei rimborsi spese e dell'IVA indetraibile (dati in migliaia di euro).

Tipologia di servizi Società che ha erogato il Servizio Compensi
Revisione contabile Deloitte & Touche Spa 190
Servizi di Attestazione Deloitte & Touche Spa 207
Altri Servizi Deloitte Risk Advisory SB 390
Totale 787

BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

INDICE

Credem Euromobiliare Private Banking spa
Euromobiliare Fiduciaria spa
Euromobiliare A.M. SGR spa
Credem Private Equity SGR spa
Credemleasing spa
Credemfactor spa
Magazzini Generali delle Tagliate spa
CredemVita spa
Credemtel spa
Avvera spa
Euromobiliare Advisory Sim spa
Credem CB srl
Sata srl
Blue Eye Solutions Srl

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

Credem Euromobiliare Private Banking spa

Via Emilia San Pietro,4

Reggio Emilia

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Lucio Igino Zanon di Valgiurata
Vice Presidente Luigi Maramotti
Stefano Pilastri
Consiglieri Paola Bongini
Angelo Campani
Enrico Corradi
Giuliano Cassinadri
Giorgia Fontanesi
Alessandro Merli
Ernestina Morstofolini
Edoardo Prezioso
Anna Spaggiari

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Giulio Morandi
Sindaci effettivi Maurizio Bergomi
Adelio Bollini

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2023 31/12/2022
10. Cassa e disponibilità liquide 3.543.741.301 972.956.382
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: 212 529
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 212 529
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 16.482.084 16.326.359
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 3.795.160.460 1.185.259.690
a) crediti verso banche 2.718.685.618 401.575.892
b) crediti verso clientela 1.076.474.842 783.683.798
50. Derivati di copertura 13.125.773 18.582.615
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (1.823.688) (3.354.636)
70. Partecipazioni 341.000 341.000
80. Attività materiali 64.700.516 31.123.741
90. Attività immateriali 36.476.600 36.547.847
di cui avviamento 36.307.216 36.307.216
100. Attività fiscali 12.066.311 6.379.566
b) anticipate 12.066.311 6.379.566
120. Altre attività 50.201.499 49.174.608
Totale dell'attivo 7.530.472.068 2.313.337.7012.

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto
31/12/2023
31/12/2022
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato
7.009.662.001
2.054.976.607
a) debiti verso banche
85.021.375
b) debiti verso clientela
6.924.640.626
40. Derivati di copertura
39.931.179
31.342.459
60. Passività fiscali
38.510.727
10.521.747
a) correnti
27.814.335
b) differite
10.696.392
80. Altre passività
145.148.133
51.109.646
90. Trattamento di fine rapporto del personale
4.732.228
1.332.486
100. Fondi per rischi e oneri:
35.171.794
17.398.827
a) impegni e garanzie rilasciate
20.083
c) altri fondi per rischi e oneri
35.151.711
110. Riserve da valutazione
79.176
208.796
140. Riserve
85.687.133
73.325.468
160. Capitale
110.760.024
60.760.000
180. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-)
60.789.673
12.361.665
Totale del passivo e del patrimonio netto
7.530.472.068
12.897.517
2.042.079.090
436.867
10.084.880
1.981
17.396.846
2.313.337.701

CONTO ECONOMICO

31/12/2023 31/12/2022
10. Interessi attivi e proventi assimilati 188.467.181 18.372.590
di cui interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 188.226.513 18.372.590
20. Interessi passivi e oneri assimilati (97.852.342) (8.288.087)
30.Margine d'interesse 90.614.839 10.084.503
40. Commissioni attive 225.237.316 117.203.273
50. Commissioni passive (60.180.243) (52.574.391)
60.Commissioni nette 165.057.073 64.628.882
80.Risultato netto dell'attività di negoziazione 145.165 136.144
90.Risultato netto dell'attività di copertura (3.882) (173.324)
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: - 962.165
complessiva
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
- 962.165
120.Margine di intermediazione 255.813.195 78.638.370
130. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (203.847) (29.603)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (202.950) (69.662)
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (897) 40.059
140.Utili/Perite da modifiche contrattuali senza cancellazioni - -
150.Risultato netto della gestione finanziaria 255.609.348 75.608.767
160. Spese amministrative: (207.367.212) (75.546.912)
a) spese per il personale (89.291.740) (34.620.561)
b) altre spese amministrative (118.075.472) (40.926.351)
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (1.019.442) 7.628
a) impegni e garanzie rilasciate (18.102) (360)
b) altri accantonamenti netti (1.001.340) 7.988
180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (7.516.733) (4.012.368)
190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (137.172) (227.680)
200. Altri oneri/proventi di gestione 52.772.790 22.182.308
210. Costi operativi (193.267.769) (57.597.024)
250. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 2.727 1.163
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 92.344.306 18.012.906
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (31.554.633) (5.651.241)
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 60.789.673 12.361.665
300. Utile (Perdita) d'esercizio 60.789.673 12.361.665

Euromobiliare Fiduciaria Spa

Corso Monforte, 34

Milano

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Mario Comana
Vice Presidente Paolo Magnani
Consiglieri Matteo Benetti
Enrico Corradi

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Maurizio Bergomi
Sindaci effettivi Giulio Morandi

Maria Paglia

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2023 31/12/2022
10. Cassa e disponibilità liquide 1.477.195 1.029.676
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.021 1.020
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 3.013.537 2.975.650
b) crediti verso clientela 3.013.537 2.975.650
80. Attività materiali 314.128 332.269
100. Attività fiscali 95.343 125.479
a) correnti 64.540 105.329
b) anticipate 30.803 20.150
120. Altre attività 1.347.693 1.273.709
Totale dell'attivo 6.248.917 5.737.803

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2023 31/12/2022
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 308.949 327.103
a) debiti 308.949 327.103
60. Passività fiscali 46.516 2.627
a) correnti 43.890 -
b) differite 2.626 2.627
80. Altre passività 1.420.244 1.170.432
90. Trattamento di fine rapporto del personale 11.827 12.138
100. Fondi per rischi e oneri: 96.507 62.962
c) altri fondi per rischi e oneri 96.507 62.962
110. Capitale 700.000 700.000
150. Riserve 3.464.335 3.410.021
160. Riserve da valutazione (1.984) (1.794)
170. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 202.523 54.314
Totale del passivo e del patrimonio netto 6.248.917 5.737.803

CONTO ECONOMICO

31/12/2023 31/12/2022
10. Interessi attivi e proventi assimilati 161.475 36.808
di cui interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 161.475 36.808
20. Interessi passivi e oneri assimilati (4.114) (4.265)
30.Margine d'interesse 157.361 32.543
40. Commissioni attive 1.193.265 1.278.206
50. Commissioni passive (14.096) (17.545)
60.Commissioni nette 1.179.169 1.260.661
120.Margine di intermediazione 1.336.530 1.293.204
130. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: 3.444 59
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 3.442 59
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 2 -
150.Risultato netto della gestione finanziaria 1.339.974 1.293.263
160. Spese amministrative: (1.913.264) (1.895.743)
a) spese per il personale (877.348) (952.103)
b) altre spese amministrative (1.035.916) (943.640)
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (1.350) -
b) altri accantonamenti netti (1.350) -
180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (42.015) (38.770)
190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali - (354)
200. Altri oneri/proventi di gestione 893.892 695.372
210. Costi operativi (1.062.737) (1.239.495)
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 277.237 53.768
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (74.714) 546
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 202.523 54.314
300. Utile (Perdita) d'esercizio 202.523 54.314

Euromobiliare Asset Management SGR Spa

Corso Monforte, 34

Milano

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Claudio Zara
Vice Presidente Paolo Magnani
Consiglieri Elisabetta Gualandri
Caterina Maramotti
Guido Ottolenghi
Giorgio Semino

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Paolo Giaroli
Sindaci effettivi Maurizio Bergomi
Maria Paglia

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2023 31/12/2022
10. Cassa e disponibilità liquide 139.390.767 83.185.677
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 546.734 562.495
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 546.734 562.495
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 19.091.995 21.983.244
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 195.565.929 180.741.650
80. Attività materiali 2.459.275 2.563.225
90. Attività immateriali 29.351 106.403
di cui avviamento - -
100. Attività fiscali 1.294.764 13.959.879
a) correnti - 12.782.344
b) anticipate 1.294.764 1.177.535
120. Altre attività 1.820.064 1.293.272
Totale dell'attivo 360.198.881 304.395.845

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2023 31/12/2022
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 14.513.778 13.227.404
a) debiti 14.513.778 13.227.404
60. Passività fiscali 4.322.608 96.587
a) correnti 4.279.346 -
b) differite 43.261 96.587
80. Altre passività 6.342.148 4.401.800
90. Trattamento di fine rapporto del personale 45.620 58.234
100. Fondi per rischi e oneri 1.943.795 1.258.404
c) altri fondi per rischi ed oneri 1.943.795 1.258.404
110. Capitale 6.456.250 6.456.250
140. Sovrapprezzi di emissione 413.166 413.166
150. Riserve 278.211.150 248.789.419
160. Riserve da valutazione 104.730 272.850
170. Utile (Perdita) d'esercizio 47.845.636 29.421.731
Totale del passivo e del patrimonio netto 360.198.881 304.395.845

CONTO ECONOMICO

31/12/2023
31/12/2022
10. Commissioni attive 210.523.787 204.075.760
20. Commissioni passive (135.443.852) (146.781.457)
30. Commissioni nette 75.079.935 57.294.303
50. Interessi attivi e proventi assimilati 10.407.506 989.078
60. Interessi passivi e oneri assimilati (26.151) (27.457)
90. Utile/Perdita da cessione o riacq. di: 9.299 (1.552)
b) attività finanziarie valutate al FV con imp. sulla redd complessiva 9.299 (1.552)
100.Risultato netto delle altre attività e delle passività finanziarie 20.905 (18.995)
b) attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 20.905 (18.995)
110. Margine di intermediazione 85.491.495 58.235.378
120.Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: 241.060 (81.124)
a) attività e passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - (96.422)
b) attività finanziarie valutate al fair value con impato sulla redd. comp. 241.060 15.298
130. Risultato netto della gestione finanziaria 85.732.555 58.154.254
140.Spese amministrative: (19.534.450) (17.441.427)
a) spese per il personale (8.359.388) (7.319.957)
b) altre spese amministrative (11.175.062) (10.121.469)
160. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (319.368) (328.289)
170. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (77.052) (123.183)
180. Altri proventi e oneri di gestione 200.937 107.568
190. Costi operativi (19.729.933) (17.785.331)
230. Utili/Perdite da cessione di investimenti - (80)
240. Utile (perdita) dell'attività corrente al lordo delle imposte 66.002.622 40.368.843
250. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (18.156.986) (10.947.112)
260. Utile (perdita) dell'attività corrente al netto delle imposte 47.845.636 29.421.731
280. Utile (Perdita) d'esercizio 47.845.636 29.421.731

Credem Private Equity Spa

Via Che Guevara, 4/A

Reggio Emilia

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Enrico Corradi
Vice Presidente Lucio Zanon di Valgiurata
Amministratore Delegato Daniele Molinaro
Consiglieri Roberto Catellani
Maurizio Esposito
Laura Iris Ferro
Paolo Magnani
Giorgio Semino
Claudio Zara

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Gianni Tanturli
Sindaci effettivi Paolo Giaroli
Maria Paglia

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2023 31/12/2022
10. Cassa e disponibilità liquide 7.046.749 6.557.532
b) Conti correnti e depositi a vista presso banche 7.746.749 6.557.532
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 1.772.162 1.729.159
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 1.772.162 1.729.159
80. Attività materiali 174.269 174.479
100. Attività fiscali 46.443 8.743
a) correnti 42.159 2.751
b) anticipate 4.284 5.992
120. Altre attività 53.845 51.311
Totale dell'attivo 9.093.468 8.521.224

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2023 31/12/2022
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 274.856 230.013
a) debiti 274.856 230.013
80. Altre passività 305.900 139.175
90. Trattamento di fine rapporto del personale - 78.120
100. Fondi per rischi e oneri: 132 2.870
c) altri fondi per rischi e oneri 132 2.870
110. Capitale 2.400.000 2.400.000
150. Riserve 5.675.100 5.153.765
160. Riserve da valutazione - (4.380)
170. Utile (Perdita) d'esercizio 437.480 521.661
Totale del passivo e del patrimonio netto 9.093.468 8.521.224

CONTO ECONOMICO

31/12/2023 31/12/2022
10. Commissioni attive 4.649.480 4.713.889
20. Commissioni passive (2.583.496) (2.626.891)
30. Commissioni nette 2.065.984 2.086.998
50. Interessi attivi e proventi assimilati 740 7.148
60. Interessi passivi e oneri assimilati (2.739) (2.300)
100. Risultato netto delle altre attività e delle passività finanziarie valutate al fair
value con impatto a conto economico
43.003 (113.357)
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 43.003 (113.357)
110. Margine di intermediazione 2.106.988 1.972.055
130. Risultato netto della gestione finanziaria 2.106.988 1.972.055
140. Spese amministrative: (1442.077) (1.253.572)
a) spese per il personale (538.794) (571.241)
b) altre spese amministrative (903.283) (682.331)
160. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (38.372) (39.253)
180. Altri oneri e proventi di gestione 113 73.756
190. Costi operativi (1.480.336) (1.219.069)
240. Utile (perdita) dell'attività corrente al lordo delle imposte 626.652 752.986
250. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (189.172) (231.325)
260. Utile (perdita) dell'attività corrente al netto delle imposte 437.480 521.661
280. Utile (Perdita) d'esercizio 437.480 521.661

Credemleasing Spa

Via Mirabello, 2

Reggio Emilia

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Ivan Damiano
Vice Presidente Roberto Catellani
Stefano Morellini
Consiglieri Paolo Benatti
Corrado Biuso
Fabrizio Corradi
Edoardo Prezioso
Luca Tadolini

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Giulio Morandi
Sindaci effettivi Alberto Artemio Galaverni
Maria Paglia

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2023 31/12/2022
10. Cassa e disponibilità liquide 208.871 166.606
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 215.834 383.574
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 3.343.429.152 3.194.079.866
a) crediti verso banche 168.448 205.788
b) crediti verso società finanziarie 27.990.942 32.246.925
c) crediti verso clientela 3.315.269.762 3.161.627.153
50. Derivati di copertura 2.000.366 3.625.762
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) (1.954.166) (3.627.099)
70. Partecipazioni 273.956 273.956
80. Attività materiali 1.433.171 1.335.286
90. Attività immateriali 3.491.786 2.944.059
di cui avviamento: - -
100. Attività fiscali 4.017.974 5.017.642
b) anticipate 4.017.974 5.017.642
120. Altre attività 58.052.911 56.057.650
Totale dell'attivo 3.411.169.855 3.260.257.302

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2023 31/12/2022
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.993.165.063 2.887.597.532
a) debiti 2.993.165.063 2.887.597.532
40. Derivati di copertura 52.153 -
60. Passività fiscali 1.963.207 1.605.361
a) correnti 1.963.207 1.605.261
b) differite - 100
80. Altre passività 93.877.649 85.225.558
90. Trattamento di fine rapporto del personale 556.516 609.977
100. Fondi per rischi e oneri: 2.123.133 1.898.239
a) impieghi e garanzie rilasciate - 32.262
b) quiescenza e obblighi simili 71.251 81.010
c) altri fondi per rischi e oneri 2.051.882 1.784.967
110. Capitale 68.164.800 68.164.800
150. Riserve 214.754.475 184.013.568
160. Riserve da valutazione 395.552 401.360
170. Utile (Perdita) d'esercizio 36.117.307 30.740.907
Totale del passivo e del patrimonio netto 3.411.169.855 3.260.257.302

CONTO ECONOMICO

31/12/2023 31/12/2022
10. Interessi attivi e proventi assimilati 158.165.663 68.021.080
di cui interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 157.072.607 68.021.080
20. Interessi passivi e oneri assimilati (91.230.931) (12.801.876)
30. Margine d'interesse 66.934.732 55.219.204
40. Commissioni attive 16.290.937 15.578.316
50. Commissioni passive (8.920.550) (7.690.706)
60. Commissioni nette 7.370.387 7.887.610
90. Risultato netto dell'attività di copertura (97.970) (28.923)
120. Margine di intermediazione 74.207.149 63.077.891
130.Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (1.371.766) 902.379
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (1.371.766) 902.379
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni 428.993 (1.798)
150. Risultato netto della gestione finanziaria 73.264.376 63.978.472
160. Spese amministrative: (18.166.006) (17.520.365)
a) spese per il personale (11.453.382) (10.772.085)
b) altre spese amministrative (6.712.624) (6.748.280)
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (88.767) 1.174.443
a) per rischio di credito relativo a impegni e garanzie rilasciate 32.261 6.882
b) altri accantonamenti netti (121.028) 1.167.561
180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (368.445) (374.780)
190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (998.434) (888.033)
200. Altri oneri/proventi di gestione (79.867) (286.127)
210. Costi operativi (19.701.519) (17.894.862)
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 53.562.857 46.083.610
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (17.445.550) (15.342.703)
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 36.117.307 30.740.907
300. Utile (Perdita) d'esercizio 36.117.307 30.740.907

Credemfactor Spa

Via Che Guevara, 4/B

Reggio Emilia

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Giuseppe Pallotta
Vice Presidente Stefano Morellini
Consiglieri Corrado Biuso
Giancarlo Caroli
Roberto Catellani
Maurizio Giglioli
Caterina Maramotti

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Maurizio Bergomi
Sindaci effettivi Alberto Artemio Galaverni
Paolo Giaroli

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2023 31/12/2022
10. Cassa e disponibilità liquide 549.067 16.230.541
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.472.585.483 1.575.660.341
a) crediti verso banche 4.241.119 35.721.595
b) crediti verso società finanziarie 3.134.741 4.162.322
c) crediti verso clientela 1.465.209.623 1.535.776.424
80. Attività materiali 1.363.675 721.658
90. Attività immateriali 1.885.001 1.556.968
di cui avviamento - -
100. Attività fiscali 1.505.604 1.808.311
b) anticipate 1.505.604 1.808.311
120. Altre attività 6.801.538 4.410.231
Totale dell'attivo 1.484.690.368 1.332.298.299

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2023 31/12/2022
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.334.296.094 1.454.571.551
a) debiti 1.334.296.094 1.454.571.551
60. Passività fiscali 1.195.794 1.484.251
a) correnti 1.174.763 1.456.147
b) differite 21.031 28.104
80. Altre passività 30.972.272 39.655.052
90. Trattamento di fine rapporto del personale 563.419 629.413
100. Fondi per rischi e oneri: 1.571.623 1.134.762
c) altri fondi per rischi e oneri 1.571.623 1.134.762
110. Capitale 27.401.000 27.401.000
150. Riserve 75.436.241 65.133.408
160. Riserve da valutazione 57.133 75.780
170. Utile (Perdita) d'esercizio 13.196.792 10.302.833
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.484.690.368 1.600.388.050

CONTO ECONOMICO

31/12/2023 31/12/2022
10. Interessi attivi e proventi assimilati 48.200.850 18.600.411
di cui: interessi attivi calcolati col metodo dell'interesse effettivo 48.200.850 18.600.411
20. Interessi passivi e oneri assimilati (27.406.612) (3.110.054)
30. Margine d'interesse 20.794.238 15.490.357
40. Commissioni attive 17.038.209 16.409.598
50. Commissioni passive (4.302.217) (4.902.014)
60. Commissioni nette 12.735.992 11.507.584
80.Risultato netto dell'attività di negoziazione (3.836) 5.657
120. Margine di intermediazione 33.526.394 27.003.598
130.Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (919.091) (32.393)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (919.091) (32.393)
150. Risultato netto della gestione finanziaria 32.607.303 26.971.205
160. Spese amministrative: (12.201.966) (11.222.301)
a) spese per il personale (8.296.615) (7.826.374)
b) altre spese amministrative (3.905.351) (3.395.927)
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (275.076) (55.608)
b) altri accantonamenti netti (275.076) (55.608)
180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (367.927) (367.588)
190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (500.157) (387.141)
200. Altri oneri/proventi di gestione 402.800 402.921
210. Costi operativi (12.942.326) (11.629.717)
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 19.664.977 15.341.488
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (6.468.185) (5.038.655)
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 13.196.792 10.302.833
300. Utile (Perdita) d'esercizio 13.196.792 10.302.833

Magazzini Generali delle Tagliate Spa

Via Togliatti, 35/1

Montecavolo di Quattro Castella (RE)

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Roberto Catellani
Vice Presidente Roberto Frignani
Consiglieri Giovanni Crotti
Roberto Macchi
Guido Rocca
Paolo Tadolini

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Giulio Morandi

Sindaci effettivi Alberto Artemio Galaverni Monica Montanari

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2023 31/12/2022
Attività non correnti
Attività immateriali 450.423 450.223
- Avviamento 293.455 293.455
- Attività immateriali a vita definita 156.968 156.768
Attività materiali 26.911.370 26.733.265
- Immobili, impianti e macchinari 26.891.065 26.724.004
- Diritto d'uso acquisti con leasing 20.305 9.261
Altre attività non correnti 2.251.930 2.052.315
- Partecipazioni 64.550 64.550
- Attività per imposte anticipate 96.248 111.660
- Altre attività non correnti 2.091.132 1.876.105
Totale Attività non correnti 29.613.723 29.235.803
Attività correnti
Crediti commerciali 1.279.986 1.251.974
Crediti tributari 102.896 54.514
Altri crediti correnti 325.248 296.313
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 2.697.071 1.803.934
Totale attività correnti 4.405.202 3.406.735
Totale dell'attivo 34.018.925 32.642.538

STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2023 31/12/2022
Patrimonio netto
Capitale 1.500.000 1.500.000
Riserva legale 452.076 452.076
Riserva di rivalutazione 10.854.312 10.854.312
Altre reserve 13.920.571 13.223.679
Utile (perdita) dell'esercizio 996.951 694.889
Totale patrimonio netto 27.723.910 26.724.956
Passitivà non correnti
TFR e altri fondi relative al personale 501.126 664.399
Fondo imposte differite 92.334 91.386
Fondo rischi e oneri 183.756 167.817
Debiti vari e altre passività non correnti 2.225.134 1.908.473
Passività finanziarie non correnti oltre 12 mesi 1.796.631 1.875.598
Debito per leasing non correnti oltre 12 mesi 10.689 4.836
Totale passività non correnti 4.809.670 4.712.509
Passività correnti
Passività finanziarie correnti entro 12 mesi 78.968 77.147
Debiti commerciali 1.055.014 608.832
Debiti vari ed altre passività 341.948 335.656
Debiti imposte e tasse dell'Esercizio - 178.974
Debito per leasing correnti entro 12 mesi 9.415 4.464
Totale passività correnti 1.485.345 1.205.073
Totale passività 6.295.015 5.917.582
Totale del passivo e del patrimonio netto 34.018.925 32.642.538

CONTO ECONOMICO

31/12/2023 31/12/2022
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 5.650.059 5.301.752
Altri proventi 445.110 410.062
Totale ricavi e proventi operativi 6.095.169 5.711.814
Acquisti di materiali e servizi esterni (1.432.603) (1.360.389)
Costi del personale (2.160.262) (2.050.425)
Altri costi operativi (198.861) (196.921)
Risultato operativo (EBITDA) 2.303.443 2.104.079
Ammortamenti (1.203.555) (1.153.279)
Plusvalenze/minusvalenze da realizzo di attività non correnti (209) (260)
Risultato lordo di gestione (EBIT) 1.099.679 950.540
Proventi finanziari 127.776 55.830
Oneri finanziari (48.108) (49.173)
Risultato prima delle imposte 1.179.347 957.197
Imposte sul reddito dell'esercizio (182.396) (262.308)
Utile netto dell'esercizio 996.951 694.889

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

Credemvita Spa

Via Luigi Sani, 1

Reggio Emilia

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Ivan Damiano
Vice Presidente Paolo Magnani
Consiglieri Massimo Arduini
Paola Agnese Bongini
Paolo Chiussi
Alessandro Cucchi
Giorgia Fontanesi

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Gianni Tanturli
Sindaci effettivi Torquato Bonilauri
Monica Montanari

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2023 31/12/2022
B. Attività immateriali 11.102.492 11.984.793
C. Investimenti 4.816.576.468 4.576.318.944
D. Investimenti a beneficio di assicurati dei rami vita i quali ne sopportano il rischio e 4.088.736.808 3.906.971.325
derivanti dalla gestione dei fondi pensione
D.bis Riserve tecniche a carico di riassicuratori 14.750.375 18.346.965
E. Crediti 198.144.109 197.527.855
F. Altri elementi dell'attivo 93.151.914 135.165.800
G. Ratei e risconti 31.736.883 28.201.520
Totale dell'attivo 9.254.199.049 8.874.517.202

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2023 31/12/2022
A. Patrimonio netto 434.466.571 332.366.735
B. Passività subordinate 106.250.422 106.075.404
C. Riserve tecniche 4.529.946.048 4.439.707.529
D. Riserve tecniche allorché il rischio dell'investimento è sopportato dagli assicurati e
riserve derivanti dalla gestione dei fondi pensione
4.088.267.363 3.906.803.619
E. Fondi per rischi e oneri 152.251 105.251
G. Debiti e altre passività 91.858.850 86.104.204
H. Ratei e risconti 3.257.541 3.354.460
Totale del passivo 9.254.199.049 8.874.517.202

CONTO ECONOMICO

31/12/2023 31/12/2022
Conto Tecnico
1.
Premi dell'esercizio, al netto delle cessioni in riassicurazione
1.142.055.649 1.015.078.063
2.
Proventi da investimenti
189.582.516 130.958.244
3 . Proventi e plusvalenze non realizzate relativi a investimenti a beneficio di
assicurati i quali ne sopportano il rischio ed a investimenti derivanti dalla
gestione fondi pensione
384.046.474 46.415.607
4.
Altri proventi tecnici, al netto delle cessioni in riassicurazione
16.107.662 14.435.545
5.
Oneri relativi a sinistri, al netto delle cessioni in riassicurazione
(1.190.851.777) (775.838.922)
6.
Variazione delle riserve matematiche e delle altre riserve tecniche, al
netto delle cessioni di riassicurazione
(262.371.164) 324.991.250
7.
Ristorni e partecipazioni agli utili, al netto delle cessioni in riassicurazione
-
8.
Spese di gestione
(24.221.737) (22.652.130)
9.
Oneri patrimoniali e finanziari
(146.462.054) (90.382.583)
10.
Oneri patrimoniali e finanziari e minusvalenze non realizzate relativi a
investimenti a beneficio di assicurati i quali ne sopportano il rischio e a
investimenti derivanti dalla gestione dei fondi pensione
(54.889.092,0) (580.520.272)
11.
Altri oneri tecnici, al netto delle cessioni in riassicurazione
(52.921.051) (53.372.866)
12.
Quota dell'utile degli investimenti trasferita al conto non tecnico
- (3.723.415)
13.
Risultato del conto tecnico dei rami vita
75.426 )
5.388.521
Conto non tecnico
2.
Risultato del conto tecnico dei rami vita
75.426 5.388.521
4
Quota dell'utile degli investimenti trasferita al conto tecnico dei rami vita
- 3.723.415
7 . Altri proventi 2.244.258 1.543.318
8. Altri oneri (6.724.254) (7.326.343)
9. Risultato dell'attività ordinaria (4.404.569) 3.328.911
10. Proventi straordinari 8.005.503 108.416
11. Oneri straordinari (915.512) (399.625)
12. Risultato dell'attività straordinaria 7.089.991 (291.209)
13. Risultato prima delle imposte 2.685.422 3.037.702
14. Imposte sul reddito dell'esercizio (585.612) (1.217.666)
15. Utile (Perdita) d'esercizio 2.099.810 1.820.036

Credemtel Spa

Via Togliatti, 36/1

Montecavolo di Quattro Castella (RE)

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Nazzareno Gregori
Vice Presidente Francesco Reggiani
Consiglieri Angelo Campani
Ettore Corsi
Antonio Farini
Maurizio Giglioli
Piergiorgio Grossi
Mauro Torelli

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Gianni Tanturli
Sindaci effettivi Maria Domenica Costetti
Paolo Giaroli

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2023 31/12/2022
Attività non correnti
Attività immateriali
- Avviamento 2.184.956 2.184.956
- Attività immateriali a vita definita 13.221.640 11.099.293
Attività materiali
- Immobili, impianti e macchinari 395.545 466.667
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.268.127 1.341.686
Altre attività non correnti
- Partecipazioni 7.398.777 6.143.844
- Attività per imposte anticipate 774.553 892.159
- Altre attività non correnti 932.636 994.124
Totale Attività non correnti 26.176.233 23.122.729
Attività correnti
Crediti commerciali 10.260.791 10.907.747
Crediti Tributari 145.584 6.647
Attività Finanziarie 4.088.349 4.083.171
Altri crediti correnti 1.006.849 494.088
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 15.826.999 13.611.463
Totale attività correnti 31.328.572 29.103.116
Totale dell'attivo 57.504.805 52.225.845

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2023 31/12/2022
Patrimonio netto
Capitale 2.840.530 2.840.530
Riserva legale 568.106 568.106
Altre reserve 37.695.113 32.106.532
Utile (perdita) dell'esercizio 6.083.330 5.658.382
Totale patrimonio netto 47.187.079 41.173.550
Passitivà non correnti
TFR e altri fondi relative al personale 1.500.638 1.297.181
Fondo imposte differite 108.080 130.476
Fondo per rischi e oneri 1.305.352 1.590.281
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.051.664 1.164.294
Totale passività non correnti 3.965.734 4.182.232
Passività correnti
Debiti commerciali 4.388.759 4.726.248
Debiti vari ed altre passività 1.700.644 1.918.133
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 250.354 205.041
Debiti per imposte sul reddito 12.235 20.641
Totale passività correnti 6.351.992 6.870.063
Totale passività 10.317.726 11.052.295
Totale del passivo e del patrimonio netto 57.504.805 52.225.845

CONTO ECONOMICO

31/12/2023 31/12/2022
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 35.386.377 31.896.280
Incrementi di Immobilizzazioni per lavori interni 1.635.024 1.460.784
Altri proventi 80.835 57.995
Totale ricavi e proventi operativi 37.102.236 33.415.059
Acquisti di materiali e servizi esterni (16.436.743) (13.848.706)
Costi del personale (10.062.543) (9.203.635)
Altri costi operativi (306.122) (215.414)
Risultato operativo (EBITDA) 10.296.828 10.147.304
Ammortamenti (3.511.394) (2.810.499)
Plusvalenze/minusvalenze da realizzo di attività non correnti (335) -
Risultato lordo di gestione (EBIT) 6.785.099 7.336.805
Proventi finanziari 1.507.716 751.720
Oneri finanziari (162.179) (281.234)
Risultato prima delle imposte 8.130.636 7.807.291
Imposte sul reddito dell'esercizio (2.047.306) (2.148.909)
Utile netto dell'esercizio 6.083.330 5.658.382

Avvera Spa

Via Mirabello, 2

Reggio Emilia

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Claudio Zara
Vice Presidente Stefano Morellini
Amministratore Delegato Lorenzo Montanari
Consiglieri Massimo Arduini
Angelo Campani
Giuliano Cassinadri
Roberto Catellani
Stefano Pilastri
Edoardo Prezioso
Giorgio Semino

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Maurizio Bergomi
Sindaci effettivi Paolo Giaroli
Maria Paglia

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2023 31/12/2022
10. Cassa e disponibilità liquide 23.900.567 62.723.557
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.435.676.255 1.585.330.435
a) crediti verso banche 3.764.104 3.494.893
b) crediti verso società finanziarie 4.728.696 2.213.392
c) crediti verso clientela 2.427.183.455 1.579.622.150
70. Partecipazioni - 357.400
80. Attività materiali 2.856.928 2.973.193
90. Attività immateriali 13.641.747 10.800.762
di cui avviamento - -
100. Attività fiscali 2.435.496 1.822.926
b) anticipate 2.435.496 1.822.926
110. Attività in via di dismissione 357.400 -
120. Altre attività 2.739.029 2.940.687
Totale dell'attivo 2.481.607.422 1.666.948.960

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2023 31/12/2022
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.337.109.286 1.558.394.571
a) debiti 2.337.109.286 1.558.394.571
60. Passività fiscali 476.795 2.168.289
a) correnti 461.646 2.141.629
b) differite 15.149 26.660
80. Altre passività 18.130.452 15.485.171
90. Trattamento di fine rapporto del personale 369.621 314.258
100. Fondi per rischi e oneri: 8.673.648 6.230.602
a) impegni e garanzie rilasciate 21.489 -
c) altri fondi per rischi e oneri 8.652.159 6.230.602
110. Capitale 58.200.000 38.200.000
150. Riserve 46.076.996 34.416.542
160. Riserve da valutazione 48.729 79.073
170. Utile (Perdita) d'esercizio 12.521.895 11.660.454
Totale del passivo e del patrimonio netto 2.481.607.422 1.666.948.960

CONTO ECONOMICO

31/12/2023 31/12/2022
10. Interessi attivi e proventi assimilati 65.705.974 33.822.931
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 65.705.974 33.822.931
20. Interessi passivi e oneri assimilati (42.822.259) (11.069.578)
30. Margine d'interesse 22.883.715 22.753.353
40. Commissioni attive 58.558.413 45.347.959
50. Commissioni passive (15.925.133) (14.304.162)
60. Commissioni nette 42.633.280 31.043.797
100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: 33.643 -
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 33.643 -
120. Margine di intermediazione 65.550.638 53.797.150
130.Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (15.262.328) (8.022.489)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (15.262.328) (8.022.489)
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni - (84)
150. Risultato netto della gestione finanziaria 50.288.310 45.774.577
160. Spese amministrative: (26.282.725) (24.701.723)
a) spese per il personale (13.692.402) (12.384.374)
b) altre spese amministrative (12.590.323) (12.317.349)
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (1.920.582) (1.309.429)
a) impegni e garanzie rilasciate (21.489) -
b) altri accantonamenti netti (1.899.093) (1.309.429)
180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (411.780) (383.373)
190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (3.845.085) (2.930.992)
200. Altri oneri/proventi di gestione 1.348.379 809.395
210. Costi operativi 31.111.793 (28.516.122)
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 19.176.517 17.258.455
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (6.654.622) (5.598.001)
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 12.521.895 11.660.454
300. Utile (Perdita) d'esercizio 12.521.895 11.660.454

Euromobiliare Advisory Sim Spa

Corso Monforte, 34

Milano

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Lucio Igino Zanon di Valgiurata
Vice Presidente Paolo Magnani
Consiglieri Matteo Benetti
Paolo Chiussi
Claudia Ferraguti
Vittorio Palazzi Trivelli

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Maurizio Bergomi
Sindaci effettivi Paolo Giaroli

Presidente Maurizio Bergomi Barbara Tadolini

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2023 31/12/2022
10. Cassa e disponibilità liquide 26.127.592 19.127.766
a) cassa 262 354
b) correnti 26.127.330 19.127.412
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 15.966.789 15.703.220
a) crediti verso banche 5.299.708 5.575.625
b) crediti verso società finanziarie 634.409 162.224
c) crediti verso clientela 10.032.672 9.965.371
80. Attività materiali 1.905.164 1.988.384
90. Attività immateriali 225.236 350.058
di cui avviamento - -
100. Attività fiscali 533.456 2.233.797
a) correnti 64.086 1.923.357
b) anticipate 469.370 310.440
120. Altre attività 1.365.001 1.356.849
Totale dell'attivo 46.123.238 40.760.074

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2023 31/12/2022
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.828.555 1.923.407
a) debiti 1.828.555 1.923.407
60. Passività fiscali 12.381 4.801
a) correnti 10.002 -
b) differite 2.379 4.801
80. Altre passività 2.680.203 2.028.517
90. Trattamento di fine rapporto del personale 208.732 302.815
100. Fondi per rischi e oneri: 1.457.172 962.399
c) altri fondi rischi e oneri 1.457.172 962.399
110. Capitale 1.000.000 1.000.000
150. Riserve 34.522.933 31.516.562
160. Riserve da valutazione 7.534 15.202
170. Utile (Perdita) d'esercizio 4.405.728 3.006.371
Totale del passivo e del patrimonio netto 46.123.238 40.760.074

CONTO ECONOMICO

31/12/2023 31/12/2022
50. Commissioni attive 17.240.410 14.775.425
60. Commissioni passive (113.587) (105.476)
70. Interessi attivi e proventi assimilati 784.442 67.074
80. Interessi passivi e oneri assimilati (27.800) (29.242)
110. Margine di intermediazione 17.883.465 14.707.781
120. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: 10.934 (23.831)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 10.934 (23.831)
130. Risultato netto della gestione finanziaria 17.894.399 14.683.950
140. Spese amministrative: (12.809.067) (11.218.301)
a) spese per il personale (7.054.468) (6.311.414)
b) altre spese amministrative (5.754.599) (4.906.887)
150. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (239.277) -
160. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (285.025) (282.158)
170. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (
(156.127)
(199.661)
180. Altri oneri/proventi di gestione 1.711.636 1.178.028
190. Costi operativi (11.777.860) (10.522.092)
230. Utile (Perdite) da cessione investimenti (500) (987)
240. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 6.116.039 4.160.871
250. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (1.710.311) (1.154.500)
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 4.405.728 3.006.371
280. Utile (Perdita) d'esercizio 4.405.728 3.006.371

Credem CB Srl

Via V. Alfieri, 1

Conegliano Veneto (TV)

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Paolo Gabriele

Consiglieri Daniele Morlini

Alessandro Stangalini

COLLEGIO SINDACALE non previsto

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2023 31/12/2022
60. Crediti 16.996 17.803
120. Attività fiscali 1.045 1.244
a) correnti 1.045 1.244
140. Altre attività 19.070 25.787
Totale dell'attivo 37.111 44.834

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2023 31/12/2022
70. Passività fiscali 1.210 700
a) correnti 1.210 700
90. Altre passività 23.768 32.001
120. Capitale 10.000 10.000
150. Sovrapprezzi di emissione 2.000 2.000
160. Riserve 133 133
Totale del passivo e del patrimonio netto 37.111 44.834

CONTO ECONOMICO

31/12/2023 31/12/2022
10. Interessi attivi e proventi assimilate 58 -
Margine d'interesse 58 -
40. Commissioni passive (316) (492)
Commissioni nette (316) (492)
110. Spese amministrative: (83.591) (97.839)
a) spese per il personale (23.493) (22.597)
b) altre spese amministrative (60.098) (75.242)
160. Altri proventi/oneri di gestione 85.060 98.990
Risultato della gestione operativa 1.211 700
Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 1.211 700
190. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (1.211) (700)
Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte - -
Utile (Perdita) d'esercizio - -

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S.A.T.A. APPLICAZIONE TECNOLOGIE AVANZATE SRL

Via Notari, 103

41126 Modena (MO)

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Flavio Bonfatti

Consiglieri Enrico Baldisserri

Giancarlo Caroli

Gabriele Decò

Corrado Biuso

COLLEGIO SINDACALE

Sindaco Unico Paolo Giaroli

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2023 31/12/2022
Attività non correnti
Attività materiali
- Immobili, impianti e macchinari 13.234 14.456
Altre attività non correnti
- Attività per imposte anticipate 15.663 10.095
- Altre attività non correnti 19.278 47.201
Totale Attività non correnti 48.175 71.752
Attività correnti
Crediti commerciali 834.682 642.127
Crediti Tributari 66.449 42.969
Altri crediti correnti 46.541 35.525
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 2.021.269 2.162.860
Totale attività correnti 2.968.941 2.883.481
Totale dell'attivo 3.017.116 2.955.233

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2023 31/12/2022
Patrimonio netto
Capitale 125.613 125.613
Riserva legale 30.938 30.938
Altre reserve 1.422.205 1.340.075
Utile (perdita) dell'esercizio 645.747 722.130
Totale patrimonio netto 2.224.503 2.218.756
Passitivà non correnti
TFR e altri fondi relative al personale 241.250 209.989
- Fondo per rischi e oneri 40.263 20.000
- Altre passività non correnti - 53.553
Totale passività non correnti 281.513 283.542
Passività correnti
Debiti commerciali 195.386 115.959
Debiti vari ed altre passività 315.714 320.255
Debiti per imposte sul reddito - 16.721
Totale passività correnti 511.100 452.935
Totale passività 792.613 736.477
Totale del passivo e del patrimonio netto 3.017.116 2.955.233

CONTO ECONOMICO

31/12/2023 31/12/2022
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 2.368.307 2.115.479
Altri proventi 41.842 227.798
Totale ricavi e proventi operativi 2.410.149 2.343.277
Acquisti di materiali e servizi esterni (725.031) (584.997)
Costi del personale (839.357) (749.501)
Altri costi operativi (10.202) (9.184)
Risultato operativo (EBITDA) 835.559 999.595
Ammortamenti (11.315) (10.307)
Risultato lordo di gestione (EBIT) 824.244 989.288
Proventi finanziari 68.818 816
Oneri finanziari (958) (5.116)
Risultato prima delle imposte 892.104 984.988
Imposte sul reddito dell'esercizio (246.357) (262.858)
Utile netto dell'esercizio 645.747 722.130

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

Blue Eye Solutions srl Strada della Fornace, 10 Località Basilicanova 43022 Montechiarugolo (PR)

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Giancarlo Caroli
Consiglieri Nicola Carnevali
Luca Bicchieri
Enrico Baldisserri
Francesco Pedrielli
Marcello Silvestri
Fausto Sabini

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Mario De Lucchi

Sindaci effettivi Alessandra Savazzi

Alberto Peroni

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2023 31/12/2022
Attività non correnti
Attività immateriali
- Attività immateriali a vita definita 351.744 298.331
Attività materiali
- Immobili, impianti e macchinari 216.719 226.093
Altre attività non correnti 250 250
Totale Attività non correnti 568.713 524.674
Attività correnti
Crediti commerciali 982.069 952.297
Crediti Tributari 41.612 17.332
Altri crediti correnti 209.205 194.355
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 441.932 152.400
Totale attività correnti 1.674.818 1.316.384
Totale dell'attivo 2.243.531 1.841.058

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2023 31/12/2022
Patrimonio netto
Capitale 30.000 30.000
Riserva legale 9.000 9.000
Altre reserve 546.674 546.673
Utile (perdita) dell'esercizio 123.614 63.242
Totale patrimonio netto 709.288 648.915
Passitivà non correnti
TFR e altri fondi relative al personale 516.524 339.651
Totale passività non correnti 516.524 339.651
Passività correnti
Debiti commerciali 542.913 513.479
Debiti vari ed altre passività 420.173 315.582
Debiti per imposte sul reddito 54.633 23.431
Totale passività correnti 1.017.719 852.492
Totale passività 1.534.243 1.192.143
Totale del passivo e del patrimonio netto 2.243.531 1.841.058

CONTO ECONOMICO

31/12/2023 31/12/2022
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 3.716.000 2.922.899
Altri proventi 8.356 2.341
Totale ricavi e proventi operativi 3.724.356 2.925.240
Acquisti di materiali e servizi esterni 1.410.324 1.213.765
Costi del personale 1.930.235 1.458.997
Altri costi operativi 100.937 81.725
Risultato operativo (EBITDA) 282.860 170.753
Ammortamenti 106.883 70.006
Risultato lordo di gestione (EBIT) 175.977 100.747
Proventi finanziari 9.923 74
Oneri finanziari 3.169 1.357
Risultato prima delle imposte 182.731 99.464
Imposte sul reddito dell'esercizio 59.117 36.222
Utile netto dell'esercizio 123.614 63.242

ATTESTAZIONE DEL PRESIDENTE E DEL DIRIGENTE PREPOSTO

Attestazione del bilancio d'esercizio ai sensi dell'art. 81-ter del regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni

  1. I sottoscritti Lucio Igino Zanon di Valgiurata e Paolo Tommasini in qualità, rispettivamente, di Presidente e Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Credito Emiliano S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:

· l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e

· l'effettiva applicazione

delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d'esercizio, nel corso dell'esercizio 2023.

  1. La valutazione dell'adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2023 è basata su norme e metodologie definite dalla Capogruppo Credito Emiliano S.p.A., in coerenza con il modello Internal control - Integrated Framework emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of Treadway Commission (COSO - ERM), che rappresenta un framework per il sistema di controllo interno generalmente accettato a livello internazionale.

La valutazione delle procedure di governo dell'IT viene effettuata facendo riferimento al Control Objective for Information and related Technologies (Cobit) sviluppato da Information System Audit and Control Association (ISACA).

  1. Si attesta, inoltre, che:

  2. 3.1 il bilancio d'esercizio:

    • a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
    • b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
    • c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente.

3.2 La relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui è esposto.

Reggio Emilia, 08 marzo 2024

Il Presidente

Lucio Igino Zanon di Valgiurata

Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Paolo Tommasini

RELAZIONE DELLA SOCIETA' DI REVISIONE

Deloitte & Touche S.p.A. Piazza Malpighi, 4/2 40123 Bologna Italia

Tel: +39 051 65811 Fax: +39 051 230874 www.deloitte.it

RELAZIONE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE INDIPENDENTE AI SENSI DELL'ART. 14 DEL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39 E DELL'ART. 10 DEL REGOLAMENTO (UE) N. 537/2014

Agli Azionisti di Credito Emiliano S.p.A.

RELAZIONE SULLA REVISIONE CONTABILE DEL BILANCIO D'ESERCIZIO

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio d'esercizio di Credito Emiliano S.p.A. (la "Banca"), costituito dallo stato patrimoniale al 31 dicembre 2023, dal conto economico, dal prospetto della redditività complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario per l'esercizio chiuso a tale data e dalla nota integrativa che include le informazioni rilevanti sui principi contabili applicati.

A nostro giudizio, il bilancio d'esercizio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria della Banca al 31 dicembre 2023, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. n. 38/05 e dell'art. 43 del D.Lgs. n. 136/15.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla Banca in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio d'esercizio nel suo complesso; pertanto su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

Ancona Bari Bergamo Bologna Brescia Cagliari Firenze Genova Milano Napoli Padova Parma Roma Torino Treviso Udine Verona

Il nome Deloitte si riferisce a una o più delle seguenti entità: Deloitte Touche Tohmatsu Limited, una società inglese a responsabilità limitata ("DTTL"), le member firm aderenti al suo network e le entità a esse correlate. DTTL e ciascuna delle sue member firm sono entità giuridicamente separate e indipendenti tra loro. DTTL (denominata anche "Deloitte Global") non fornisce servizi ai clienti. Si invita a leggere l'informativa completa relativa alla descrizione della struttura legale di Deloitte Touche Tohmatsu Limited e delle sue member firm all'indirizzo www.deloitte.com/about.

Sede Legale: Via Tortona, 25 - 20144 Milano | Capitale Sociale: Euro 10.328.220,00 i.v. Codice Fiscale/Registro delle Imprese di Milano Monza Brianza Lodi n. 03049560166 - R.E.A. n. MI-1720239 | Partita IVA: IT 03049560166

Classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela per finanziamenti valutati al costo ammortizzato

Descrizione dell'aspetto chiave della revisione

Come indicato nella Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - attivo - Sezione 4 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 40 della nota integrativa, i crediti verso la clientela per finanziamenti valutati al costo ammortizzato di Credito Emiliano S.p.A. ammontano al 31 dicembre 2023 ad un valore lordo pari ad Euro 34.805 milioni (di cui Euro 605 milioni di crediti deteriorati), a cui sono associate rettifiche di valore pari ad Euro 433 milioni (di cui Euro 376 milioni relative a crediti deteriorati), e ad un conseguente valore netto pari ad Euro 34.373 milioni (di cui Euro 229 milioni di crediti deteriorati).

La nota integrativa evidenzia inoltre che il grado complessivo di copertura (c.d. "coverage ratio") al 31 dicembre 2023 dei suddetti crediti è complessivamente pari al 1,2%. In particolare, considerando la classificazione prevista dal principio contabile IFRS9 - Strumenti finanziari, il coverage ratio delle esposizioni non deteriorate, classificate nel "primo stadio" e nel "secondo stadio" è pari allo 0,2%, mentre il coverage ratio delle esposizioni deteriorate, classificate nel "terzo stadio", è pari al 62,2%.

Nella nota integrativa Parte A - Politiche contabili - A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio e Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura - Sezione 1 - Rischio di credito - Informazioni di natura qualitativa sono inoltre descritti:

  • i processi e i criteri adottati dalla Banca per la classificazione dei suddetti crediti nel rispetto delle disposizioni delle Autorità di Vigilanza ed in coerenza con i principi contabili applicabili;
  • i relativi criteri di valutazione, incluse le modalità di stima delle perdite attese e delle conseguenti rettifiche di valore in funzione dell'allocazione delle esposizioni creditizie nei tre stadi di riferimento.

Inoltre, i processi e i presidi per il monitoraggio del credito adottati dalla Banca prevedono, tra l'altro, il sistema di early warning volto a prevenire il degrado delle posizioni operando in ottica predittiva, cui è stata affiancata un'attività di presidio rafforzato, che ha riguardato tutto il portafoglio creditizio, individuando i clienti potenzialmente più impattati dall'attuale contesto macroeconomico, sulla base dei settori identificati come più vulnerabili.

Infatti, anche nel corso del 2023, il quadro macroeconomico generale è stato interessato da incertezze connesse all'evoluzione dell'inflazione e l'orientamento restrittivo della politica monetaria.

In considerazione della significatività dell'ammontare dei crediti verso la clientela per finanziamenti valutati al costo ammortizzato iscritti in bilancio e della complessità dei processi di monitoraggio della qualità del credito e di stima delle perdite attese adottati dalla Banca, tenuto conto anche della rilevanza delle componenti di soggettività insita in tali processi, abbiamo ritenuto che la classificazione e la valutazione dei crediti verso la clientela per finanziamenti valutati al costo ammortizzato siano da considerare un aspetto chiave della revisione del bilancio d'esercizio di Credito Emiliano S.p.A. al 31 dicembre 2023.

Procedure di revisione svolte

Nell'ambito delle attività di revisione sono state svolte, tra le altre, le seguenti principali procedure:

  • comprensione della normativa interna e dei processi posti in essere dalla Banca, in relazione alle attività di classificazione, di monitoraggio della qualità dei crediti verso la clientela per finanziamenti valutati al costo ammortizzato, nonchè loro valutazione, al fine di verificarne la conformità al quadro normativo di riferimento e ai principi contabili applicabili;
  • verifica dell'implementazione e dell'efficacia operativa dei controlli rilevanti identificati con riferimento ai suddetti processi anche con il supporto di specialisti appartenenti alla rete Deloitte;
  • analisi e comprensione, anche con il supporto di specialisti appartenenti alla rete Deloitte, dei modelli di valutazione adottati dalla Banca ai fini della determinazione delle rettifiche di valore e dei relativi affinamenti effettuati nel corso dell'esercizio;
  • analisi qualitativa ed andamentale sulla base di opportuni indicatori quali/quantitativi al fine di identificare eventuali elementi di interesse;
  • verifica, su base campionaria, della classificazione dei crediti verso la clientela per finanziamenti valutati al costo ammortizzato non deteriorati sulla base del quadro normativo di riferimento, delle disposizioni interne della Banca e dei principi contabili applicabili, con analisi focalizzate su quelli, tra i suddetti crediti, ritenuti dalla Banca a maggior rischio in base alla normativa interna;

  • verifica, su base campionaria, della classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela per finanziamenti valutati al costo ammortizzato deteriorati sulla base del quadro normativo di riferimento, delle disposizioni interne della Banca e dei principi contabili applicabili, anche mediante ottenimento ed esame di conferme scritte da parte dei legali incaricati del recupero dei crediti;

  • verifica della completezza e della conformità dell'informativa fornita in bilancio rispetto a quanto previsto dal quadro normativo di riferimento e dai principi contabili applicabili.

Impairment test dell'avviamento

Descrizione dell'aspetto chiave della revisione

Alla voce 90 dell'attivo di stato patrimoniale del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2023, tra le attività immateriali, è iscritto un avviamento pari ad Euro 240 milioni allocato all'unità generatrice di flussi finanziari ("Cash Generating Unit" - "CGU") identificata come "Banking". Come previsto dallo IAS36 - Riduzione di valore delle attività, l'avviamento non è ammortizzato ma sottoposto a verifica della tenuta del valore contabile ("impairment test") almeno annualmente, raffrontando il valore contabile della CGU con il valore recuperabile della stessa.

La Banca determina il valore recuperabile della CGU Banking nell'accezione del valore d'uso attraverso lo sviluppo del "Dividend Discount Model", nella variante "Excess Capital" comunemente adottata nella prassi valutativa per il settore bancario. Il processo di determinazione del valore d'uso adottato dalla Banca è complesso e si fonda su assunzioni riguardanti, tra l'altro, la previsione dei flussi di cassa attesi dalla CGU, nonché la determinazione del tasso di attualizzazione e del tasso di crescita di lungo periodo.

L'impairment test effettuato dalla Banca ha confermato la recuperabilità dell'avviamento iscritto nel bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2023.

Nella nota integrativa, Parte A - Politiche contabili - A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio e nella Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - attivo - Sezione 9 - Attività Immateriali --voce 90, nonché nella nota integrativa consolidata, Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - attivo - Sezione 10 - Attività Immateriali - voce 100, cui nel bilancio d'esercizio viene fatto rimando, è riportata l'informativa sugli aspetti sopra descritti, nonché sugli esiti dell'analisi di sensitività effettuata.

In considerazione della soggettività delle stime attinenti la determinazione dei flussi di cassa della CGU cui l'avviamento è allocato e delle variabili chiave del modello di valutazione adottato dalla Banca, abbiamo ritenuto che l'impairment test dell'avviamento sia da considerare un aspetto chiave della revisione del bilancio d'esercizio di Credito Emiliano S.p.A. al 31 dicembre 2023.

Procedure di
revisione svolte
Nell'ambito delle attività di revisione sono state svolte, tra le altre, le
seguenti principali procedure:

comprensione del processo di effettuazione dell'impairment test posto
in essere dalla Banca e verifica dell'implementazione dei controlli
rilevanti identificati con riferimento a tale processo;

comprensione, anche con il supporto di specialisti appartenenti alla rete
Deloitte, del modello di valutazione e delle assunzioni adottati dalla
Banca per l'effettuazione dell'impairment test;

analisi di ragionevolezza delle principali assunzioni adottate per la
formulazione delle previsioni dei flussi di cassa attesi dalla CGU Banking,
effettuate anche mediante ottenimento di informazioni dalla Direzione;

analisi di ragionevolezza, anche con il supporto di specialisti
appartenenti alla rete Deloitte, delle principali assunzioni sottostanti le
variabili chiave utilizzate nel modello di valutazione;

analisi dei dati consuntivi rispetto ai piani originari al fine di valutare la
natura degli scostamenti e l'attendibilità del processo di previsione dei
flussi di cassa attesi;

verifica, anche mediante il supporto degli specialisti appartenenti alla
rete Deloitte, dell'accuratezza matematica del modello di valutazione
utilizzato;

esame delle analisi di sensitività predisposte dalla Banca;

verifica della completezza e della conformità dell'informativa fornita in
bilancio rispetto a quanto previsto dal quadro normativo di riferimento e
dai principi contabili applicabili.

Altri aspetti

Il bilancio d'esercizio di Credito Emiliano S.p.A. per l'esercizio chiuso il 31 dicembre 2022 è stato sottoposto a revisione contabile da parte di un altro revisore che, il 31 marzo 2023, ha espresso un giudizio senza modifica su tale bilancio.

Responsabilità degli Amministratori e del Collegio Sindacale per il bilancio d'esercizio

Gli Amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio d'esercizio che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. n. 38/05 e dell'art. 43 del D.Lgs. n. 136/15 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli Amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità della Banca di continuare ad operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio d'esercizio, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli Amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio d'esercizio a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della Banca o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il Collegio Sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria della Banca.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio d'esercizio nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori prese sulla base del bilancio d'esercizio.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio d'esercizio, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno della Banca;
  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli Amministratori, inclusa la relativa informativa;
  • siamo giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli Amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità della Banca di continuare ad operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che la Banca cessi di operare come un'entità in funzionamento;
  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio d'esercizio nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio d'esercizio rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati ad un livello appropriato come richiesto dagli ISA Italia, tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le misure di salvaguardia applicate.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'art. 10 del Regolamento (UE) 537/2014

L'assemblea degli azionisti di Credito Emiliano S.p.A. ci ha conferito in data 28 aprile 2022 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio della Banca per gli esercizi dal 31 dicembre 2023 al 31 dicembre 2031.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'art. 5, par. 1, del Regolamento (UE) 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Banca nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio d'esercizio espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al Collegio Sindacale, nella sua funzione di Comitato per il Controllo Interno e la Revisione Contabile, predisposta ai sensi dell'art. 11 del citato Regolamento.

RELAZIONE SU ALTRE DISPOSIZIONI DI LEGGE E REGOLAMENTARI

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815

Gli Amministratori di Credito Emiliano S.p.A. sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF – European Single Electronic Format) (nel seguito "Regolamento Delegato") al bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2023, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio d'esercizio alle disposizioni del Regolamento Delegato.

A nostro giudizio, il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2023 è stato predisposto nel formato XHTML in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.

Giudizio ai sensi dell'art. 14, comma 2, lettera e), del D.Lgs. 39/10 e dell'art. 123-bis, comma 4, del D.Lgs. 58/98

Gli Amministratori di Credito Emiliano S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari di Credito Emiliano S.p.A. al 31 dicembre 2023, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio d'esercizio e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, co. 4, del D.Lgs. 58/98, con il bilancio d'esercizio di Credito Emiliano S.p.A. al 31 dicembre 2023 e sulla conformità delle stesse alle norme di legge, nonché di rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari sopra richiamate sono coerenti con il bilancio d'esercizio di Credito Emiliano S.p.A. al 31 dicembre 2023 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'art. 14, co. 2, lettera e), del D.Lgs. 39/10, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

DELOITTE & TOUCHE S.p.A.

Marco Benini Socio

Bologna, 27 marzo 2024

RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE AI SENSI DELL' ART. 153 DEL D.LGS. 58/1998

Signori Azionisti,

nel corso dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2023, il Collegio Sindacale di Credito Emiliano S.p.A. (di seguito, anche "Credito Emiliano", "CREDEM", "Banca", "Società" o "Istituto") ha svolto i compiti di vigilanza previsti in capo all'Organo con funzione di controllo dal codice civile, dalle norme statutarie, dal Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 ("TUF"), dal Decreto Legislativo 1° settembre 1993, n. 385 ("TUB") e dalle leggi speciali in materia, nonché dal D.Lgs. 39/2010 e successive modifiche e/o integrazioni, tenuto conto della regolamentazione disposta dalle Autorità che esercitano attività di vigilanza e controllo e conformemente alle norme di comportamento del Collegio Sindacale raccomandate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Il Collegio Sindacale attualmente in carica è stato nominato con il sistema del voto di lista per gli esercizi 2022, 2023 e 2024 dall'Assemblea degli Azionisti del 28 aprile 2022 e cesserà dalla carica per scadenza del mandato con l'Assemblea di approvazione del bilancio al 31 dicembre 2024: la composizione ed il ruolo, per quanto riguarda il Presidente ed i Sindaci effettivi, sono analoghi al triennio precedente.

Ai sensi delle vigenti disposizioni normative e di statuto, il Presidente del Collegio Sindacale è stato eletto dalla lista presentata e votata dalla minoranza. Sono stati, invece, eletti dalla lista presentata e votata dalla maggioranza i Sindaci effettivi.

Sintesi e risultati dell'attività di vigilanza

Il Collegio Sindacale, in ottemperanza al disposto dell'art. 149 del TUF, ha svolto la propria attività al fine di vigilare:

  • sull'osservanza della legge e dell'atto costitutivo;
  • sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;
  • sull'adeguatezza della struttura organizzativa, del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo-contabile nonché sull'affidabilità di quest'ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione;
  • sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste dai codici di comportamento cui la Società dichiara di attenersi, dandone altresì informativa al pubblico;
  • sull'adeguatezza delle disposizioni impartite alle Società controllate ai sensi dell'art. 114, comma 2, del TUF.

Nel corso dell'esercizio 2023, con l'eccezione di limitate e giustificate assenze:

  • il Collegio Sindacale ha partecipato alle riunioni del Consiglio di Amministrazione (29 sedute), del Comitato Esecutivo (21 sedute), del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (18 sedute) e dell'Assemblea degli Azionisti (1 seduta);
  • il Presidente del Collegio Sindacale, inoltre, ha partecipato alle riunioni del Comitato Consiliare Nomine, del Comitato Consiliare Remunerazioni e del Comitato Amministratori Indipendenti, nonché alle riunioni di diversi Comitati istituiti in seno alla Capogruppo CREDEM (es. Comitato Asset e Liability Management di Gruppo, Comitato Risk Management di Gruppo, Comitato Indirizzo e Controllo Gestioni Patrimoniali e Investimenti);
  • il Collegio Sindacale, nella persona di uno dei suoi componenti, ha inoltre partecipato alle riunioni del Comitato Fidi.

I membri del Collegio Sindacale, nel corso dell'esercizio 2023, hanno altresì partecipato agli incontri formativi rivolti ai componenti del Consiglio di Amministrazione, ai Sindaci stessi ed ai responsabili delle principali Funzioni Aziendali sulla base di un piano di formazione adottato dalla Banca adeguato ad assicurare - come previsto dalla Circolare di Banca d'Italia n. 285/2013 - che il bagaglio di competenze tecniche dei membri degli organi di amministrazione e controllo, necessario per svolgere con consapevolezza il proprio ruolo, sia preservato nel tempo.

I componenti dell'Organo di controllo, inoltre, hanno fruito di corsi formativi esterni alla Banca su tematiche inerenti all'attività di vigilanza del Collegio.

Il Collegio Sindacale ha tenuto nel 2023 n. 24 riunioni (di cui n. 19 per le attività istituzionali e n. 5 per le attività quale Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/2001) e nei relativi verbali è riportata l'attività di controllo e di vigilanza svolta.

In considerazione della partecipazione dell'Organo di controllo alle riunioni degli organi sopra citati e, in particolare, alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo, il Collegio Sindacale ha ottenuto periodicamente dagli Amministratori, anche in ossequio agli obblighi di informativa ex art. 150 del TUF, dal Direttore Generale e dal Top Management, nonché dalle Funzioni Aziendali di Controllo e dalle altre Funzioni Aziendali, esaurienti informazioni sull'attività svolta e sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate dalla Società e dalle Società controllate nel corso dell'esercizio 2023, di cui viene fornita ampia informazione nella Relazione sulla Gestione.

Le informazioni sui diversi ambiti in cui si articola la gestione della Società, peraltro, sono pervenute anche per il tramite dei flussi informativi che le Funzioni Operative, da un lato, e le Funzioni Aziendali di Controllo, dall'altro, hanno trasmesso al Collegio Sindacale sulla scorta delle relative previsioni normative o derivanti dalla regolamentazione interna.

Si rappresenta che il Collegio Sindacale, nell'ambito della propria attività di vigilanza, ha continuato a svolgere un attento monitoraggio su molteplici tematiche.

A titolo esemplificativo, si segnalano:

  • i volumi relativi alla compressione dei derivati, grazie alla ricezione di rendicontazioni periodiche fornite dal Servizio EVOLVE;
  • la posizione di liquidità e il Portafoglio Titoli di CREDEM e del Gruppo, grazie alle periodiche interlocuzioni con la Business Unit FINANZA e il Servizio VALORE;
  • i temi della sostenibilità:
    • o mediante approfondimenti in materia ESG e di finanza sostenibile;
    • o attraverso le verifiche di competenza circa la Dichiarazione Consolidata di carattere Non finanziario di Gruppo effettuate anche mediante incontri con la Funzione deputata alla relativa relazione e la Società di Revisione;
  • le attività ed i presidi posti in essere dal Servizio Sistemi Informativi di Gruppo lato cyber attack e business continuity;
  • la gestione delle esternalizzazioni;
  • gli incontri con il Servizio CREDI, al fine di vigilare, anche alla presenza dei Sindaci di altre Società del Gruppo CREDEM, sull'evoluzione della credit strategy e sulla gestione dei Crediti Non Performing;
  • i principali trend normativi e l'andamento delle interlocuzioni con le diverse Autorità di Vigilanza anche mediante l'audizione della Funzione Compliance.

Inoltre, l'Organo di Controllo ha organizzato due specifici incontri monotematici per confrontarsi con i Responsabili delle principali Funzioni della Banca e delle Funzioni Aziendali di controllo, al fine di conoscere e vigilare al meglio sui più significativi impatti del perdurante conflitto russoucraino sull'andamento della Banca e del Gruppo e, più in generale, sul contesto macroeconomico (sedute del 30.01.2023 e del 27.10.2023), anche alla luce del richiamo di attenzione emanato da CONSOB sul tema già in data 18.03.2022.

Osservanza della legge e dell'atto costitutivo

La presenza alle riunioni del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Esecutivo, del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, del Comitato Fidi e degli altri Comitati di Governance, costituiti in seno alla Banca, consente al Collegio Sindacale di dare atto della conformità degli atti di gestione compiuti alle norme di legge e di statuto.

Operazioni di maggiore rilievo economico, finanziario e patrimoniale dell'esercizio

Con riferimento alle operazioni di maggiore rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate Gruppo Bancario CREDEM, si richiama l'attività di vigilanza svolta dal Collegio Sindacale con riferimento al corretto svolgimento dell'iter civilistico e societario dell'Operazione Straordinaria finalizzata al conferimento del Ramo di Azienda costituito dagli Asset della Business Unit Private di CREDEM alla Società Controllata Banca Euromobiliare S.p.A. (ora Credem-Euromobiliare Private Banking S.p.A.), con contestuale aumento del capitale sociale di quest'ultima da nominali Euro 60.760.000,00 a nominali Euro 110.760.024,00.

Ancorché l'iter e gli adempimenti connessi all'operazione abbiano avuto avvio nel corso del 2022, la citata Operazione Straordinaria si è perfezionata in data 18.02.2023 e, conseguentemente, ha dispiegato i principali effetti economici, finanziari e patrimoniali nel corso del corrente esercizio 2023.

Il Collegio Sindacale ha, pertanto, proseguito anche nel corso del 2023 le attività di verifica già avviate nel precedente esercizio (2022) con riferimento alla vigilanza:

• sulla conformità alle norme di legge, di statuto e dell'atto costitutivo, delle deliberazioni assunte dal Consiglio di Amministrazione ai fini dell'esecuzione di tale Operazione Straordinaria;

  • sui contenuti delle Istanze inviate alla Vigilanza Europea ai fini del rilascio delle autorizzazioni prescritte dalla normativa;
  • sul corretto trattamento contabile e sulla corretta rappresentazione dell'Operazione Straordinaria nell'ambito della documentazione di Bilancio.

Le richiamate verifiche sono state anche svolte attraverso un costante confronto con la Società di revisione Deloitte & Touche in occasione dei diversi incontri periodici pianificati nel corso del 2023 (fra i quali si citano, a titolo meramente esemplificativo, quelli del 24.07.2023, 4.08.2023 e 5.12.2023).

Inoltre, è proseguito il costante scambio di informazioni con il Collegio Sindacale di Credem-Euromobiliare Private Banking S.p.A. che ha consentito di presidiare le diverse fasi esecutive in cui si è articolata la predetta Operazione Straordinaria.

Nel rinviarVi all'illustrazione delle principali iniziative intraprese nel corso dell'esercizio contenuta nella Relazione sulla Gestione, ivi inclusa quella al Consolidato di Gruppo, il Collegio Sindacale attesta che, per quanto a sua conoscenza, le stesse sono state deliberate in conformità alla legge, allo statuto ed alla regolamentazione emanata dalle Autorità di Vigilanza (quali, ad esempio, Banca d'Italia, Banca Centrale Europea, CONSOB e IVASS).

Rispetto dei principi di corretta amministrazione

Le informazioni acquisite in corso d'anno consentono al Collegio Sindacale di affermare che le operazioni effettuate sono state improntate al rispetto dei principi di corretta amministrazione, deliberate e realizzate in conformità alla legge e allo Statuto ed al contempo di escludere che siano state poste in essere operazioni manifestamente imprudenti o azzardate, in contrasto con delibere assunte dalla Società o tali da compromettere l'integrità del suo patrimonio.

Il Collegio Sindacale esclude, inoltre, che la Società abbia posto in essere operazioni atipiche o inusuali.

Per quanto attiene alle operazioni compiute in potenziale conflitto di interessi, il Collegio Sindacale, anche in virtù della partecipazione alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo, attesta che le medesime sono state deliberate facendo ricorso alle diverse tipologie di iter deliberativo previste dalla normativa. Il riferimento, oltre che alla disciplina ex articolo 2391 del codice civile, articolo 53, comma 4, ed articolo 136 del TUB ed articolo 6, comma 2-novies, del TUF, è alle operazioni con parti correlate o soggetti collegati, sempre deliberate in conformità alle disposizioni introdotte da CONSOB con la delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e ss.ii.mm. e, successivamente, da Banca d'Italia con la Circolare n. 285/2013.

In conformità alle previsioni normative sopra citate, in materia di operazioni con parti correlate in CREDEM sono previste differenti modalità deliberative delle operazioni poste in essere con parti correlate, a seconda che queste siano di maggiore o minore rilevanza, fermi i casi di esclusione previsti.

Le procedure interne definiscono anche opportuni flussi informativi periodici di monitoraggio di dette operazioni, i quali, peraltro, sono anche rivolti all'attenzione del Collegio Sindacale. Con riferimento al 2023 è emerso che non sono state effettuate operazioni con il parere contrario o condizionato del Comitato Amministratori Indipendenti e/o urgenti.

Per un maggiore approfondimento sull'argomento si rinvia alla nota integrativa allegata al bilancio. Nel merito delle operazioni realizzate all'interno del Gruppo, il Collegio Sindacale ritiene che le stesse trovino fondamento nel perseguimento di sinergie ottenibili nell'ambito delle attività del Gruppo medesimo. Sulla base delle informazioni acquisite, le operazioni infragruppo risultano regolate a condizioni di mercato. Più in generale, le operazioni con parti correlate e soggetti collegati hanno trovato giustificazione nell'esistenza di un interesse della Società alla loro effettuazione ed il Collegio Sindacale non ha osservazioni in merito alla loro congruità.

Adeguatezza della struttura organizzativa

Il Collegio Sindacale ha vigilato sull'adeguatezza della struttura organizzativa anche attraverso specifici approfondimenti svolti mediante l'esame della documentazione rilevante e con cadenza almeno semestrale nel corso delle proprie riunioni ed anche delle adunanze tenute nelle vesti di Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/2001.

La medesima risulta adeguatamente presidiata dalla Direzione Generale e dall'Organo Amministrativo, nonché oggetto di periodici interventi volti a dare ad essa maggiore efficienza ed efficacia in relazione all'evoluzione normativa e alle dinamiche del mercato. La struttura organizzativa, inoltre, si ritiene adeguata alle dimensioni della Banca ed alle sue caratteristiche operative.

L'organigramma della Società identifica con chiarezza le linee di responsabilità, declinandole sino alle funzioni più operative ed è oggetto di periodica verifica ed aggiornamento da parte dell'Organo Amministrativo e della Direzione Generale con l'ausilio degli uffici preposti. Le informazioni che il Collegio Sindacale ha assunto:

  • nel corso dello svolgimento delle proprie verifiche;
  • in seguito alla partecipazione alle riunioni del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo;
  • dall'esame dei report di verifica redatti dal Servizio Audit e delle relazioni predisposte dalle Funzioni Aziendali di Controllo di II livello;
  • in occasione degli incontri periodici con il Responsabile della Funzione Compliance, il Responsabile della Funzione Antiriciclaggio, il Responsabile della Funzione Risk Management, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari ex art. 154-bis del TUF ed il Responsabile del Servizio Audit e loro Collaboratori;
  • in seguito alla partecipazione alle riunioni degli altri Comitati di Governance,
  • attraverso il periodico scambio di dati e informazioni con la Società di Revisione in conformità a quanto previsto dall'art. 150, comma 3, del D.Lgs. n. 58/1998,

non hanno fatto emergere sostanziali e significative criticità sotto il profilo dell'adeguatezza della struttura organizzativa. In proposito, si rinvia alla Relazione sulla Gestione per i principali interventi organizzativi verificatisi nel corso dell'esercizio.

Adeguatezza del sistema di Controllo Interno e di gestione dei rischi

Il Collegio Sindacale ha valutato e vigilato sull'adeguatezza ed efficacia del sistema dei "controlli interni" e di gestione dei rischi e, quindi, sull'assetto della Funzione di Revisione Interna ("Internal Audit"), della Funzione di Conformità alle Norme ("Compliance"), della Funzione Antiriciclaggio, della Funzione di Gestione dei Rischi ("Risk Management").

A tal riguardo, non vi sono particolari osservazioni da riferirVi, ritenendosi adeguata l'azione svolta da ciascuna delle predette Funzioni alla luce:

  • del preventivo esame da parte del Collegio sulle pianificazioni da queste predisposte con riferimento all'esercizio 2023;
  • della supervisione svolta dal Collegio sull'azione e sulle attività di verifica da queste svolte nel corso dell'esercizio 2023;
  • dell'analisi dei singoli report e delle relazioni dalle stesse prodotte;
  • dell'interlocuzione continua con le stesse e delle informazioni acquisite negli incontri con i rispettivi Responsabili e Collaboratori;
  • di quanto dalle medesime rendicontato nelle relazioni cui sono annualmente tenute (ai sensi, ad esempio, della Circolare di Banca d'Italia n. 285/2013, del Regolamento UE n. 565/2017 c.d. MiFID2, del Regolamento Congiunto Banca d'Italia-CONSOB del 29.10.2007, del Provvedimento della Banca d'Italia del 26 marzo 2019 che dà attuazione alle previsioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni contenute nel decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, come modificato dal decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90, di recepimento della cd. quarta direttiva antiriciclaggio, nonché dal decreto legislativo 4 ottobre 2019, n. 125, di recepimento della cd. quinta direttiva antiriciclaggio);
  • di quanto contenuto nella relazione annuale sul sistema interno di segnalazione delle violazioni ("Whistleblowing") redatta ai sensi degli articoli 52-bis TUB, 4-undecies TUF, 48 D.Lgs. n. 231/2007, 6 D.Lgs. 231/2001, 10-quater del CAP e la relativa regolamentazione attuativa, nonché delle Linee Guida sulla compliance Antitrust del 25 settembre 2018 dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ("AGCM") e della Legge 179/2017. Relazione dalla quale si evince rispettivamente che:
    • o il Sistema Interno di Segnalazioni è stato reso conforme al Decreto Legislativo del 10 Marzo 2023 n. 24 (relativo all'attuazione della direttiva (UE) 2019/1937 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2019, riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione), nonché alle indicazioni contenute nelle Linee Guida in merito emanate dall'Autorità Nazionale Anti Corruzione ("ANAC");
    • o nel corso del 2023 non sono state inoltrate al Responsabile Interno delle Segnalazioni ("RSI") segnalazioni inerenti Credito Emiliano, né sulle altre società del Gruppo Credem; non sono, inoltre, pervenute segnalazioni di potenziali violazioni al Responsabile delle Segnalazioni in via Suppletiva ("RSS"). Si evidenziano, tuttavia, n. 2 "altre segnalazioni" ricevute che, pur non avendo tutti i requisiti per rientrare nel perimetro del Whistleblowing, sono state comunque gestite con le medesime

modalità;

• della partecipazione alle sedute del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo. Le predette Funzioni, inoltre, hanno provveduto alla pianificazione delle rispettive attività, anche di verifica, da svolgersi nel corso dell'esercizio 2024: pianificazioni che il Collegio Sindacale ritiene adeguate rispetto ai compiti loro assegnati e alla dimensione, complessità e profilo di rischio di CREDEM.

Adeguatezza del sistema amministrativo e contabile. Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari ex art. 154-bis del TUF

Il Collegio Sindacale ha incontrato periodicamente nel corso del 2023 il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari (di seguito, anche "Dirigente Preposto"), sia nell'ambito delle proprie riunioni con la Società di revisione che in occasione delle riunioni del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo per uno scambio di informazioni sul sistema amministrativo e contabile, nonché sull'affidabilità di quest'ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione.

In questo contesto, il Dirigente Preposto non ha segnalato carenze significative nel sistema di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria e ha provveduto nei termini di legge a rilasciare la propria attestazione in merito alla:

  • adeguatezza ed effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio dell'esercizio e del bilancio consolidato chiusi al 31.12.2023;
  • corrispondenza del bilancio dell'esercizio e del bilancio consolidato chiusi al 31.12.2023 alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
  • idoneità del bilancio d'esercizio e del bilancio consolidato a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'Emittente e dell'insieme delle società incluse nel consolidamento in conformità ai principi contabili internazionali.

Le attività svolte, finalizzate al presidio dei processi amministrativo-contabili ed alla verifica e valutazione delle procedure di controllo tese al riscontro della rappresentazione corretta ed esauriente dei fatti di gestione nelle situazioni economico-patrimoniali periodiche e nel bilancio dell'esercizio e consolidato, consentono al Collegio di poter esprimere un giudizio di adeguatezza:

  • sulla struttura che supporta il Dirigente Preposto;
  • sulle modalità attraverso cui sono state esercitate le funzioni che competono al Dirigente Preposto.

Negli incontri svolti dal Collegio Sindacale, insieme al Dirigente Preposto, con la Società di revisione per un reciproco scambio di informazioni e per un approfondimento, anche ai sensi dell'art. 150, comma 3, TUF, del piano di revisione, delle attività condotte per l'emissione della relazione di revisione sul bilancio al 31.12.2023, degli aspetti chiave della revisione contabile ("Key Audit Matters"), la stessa non ha evidenziato irregolarità, atti o fatti ritenuti censurabili rilevati nello svolgimento dell'attività di revisione legale sul bilancio di esercizio e consolidato che abbiano richiesto una segnalazione ai sensi dell'art. 155, comma 2, TUF.

Dichiarazione Consolidata Non Finanziaria

Il Collegio Sindacale, nell'esercizio delle proprie funzioni, ha verificato l'osservanza delle disposizioni di cui al D.lgs. 254/2016 e del Regolamento CONSOB di attuazione del Decreto adottato con delibera n. 20267 del 18.01.2018 in ordine alla redazione della Dichiarazione Consolidata di carattere Non Finanziario del Gruppo CREDEM (di seguito, anche "DNF") al 31.12.2023.

L'Organo di controllo nello svolgimento delle proprie attività di controllo non è venuto a conoscenza di violazioni delle relative disposizioni normative.

La DNF risulta stata approvata dal Consiglio di Amministrazione di Credem in data 8.03.2024 come documento separato rispetto alla Relazione sulla Gestione al bilancio consolidato al 31 dicembre 2023 ed è stata, anche, oggetto di esame nell'ambito di specifiche sedute del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo nonché dello stesso Collegio Sindacale pure attraverso un costante confronto con la Società di revisione Deloitte & Touche.

La Società di revisione, cui è stato conferito l'incarico di effettuare l'esame limitato della DNF ai sensi dell'art. 3, comma 10, del D.Lgs. 254/2016 e dall'art. 5 del citato Regolamento CONSOB, nella relazione emessa in data 27.03.2023 evidenzia che non sono pervenuti alla sua attenzione elementi tali da far ritenere che la DNF del Gruppo CREDEM relativa all'esercizio chiuso al 31.12.2023 non sia stata redatta, in tutti gli aspetti significativi, in conformità a quanto richiesto dagli artt. 3 e 4 del D.lgs. 254/2016 e ai Global Reporting Initiative Sustainability Reporting Standards definiti dal Global Reporting Initiative, secondo l'opzione In accordance, offrendo un quadro chiaro ed esaustivo sui principali impatti a livello economico, ambientale e sociale, compresi i diritti umani. Sono stati, inoltre, presi in considerazione i Financial Services Sector Disclosures, definiti dal GRI e le Linee guida sull'applicazione in banca degli Standards GRI (Global Reporting Initiative) in materia ambientale pubblicate da ABI Lab nella versione dicembre 2023.

Dalle verifiche svolte anche dalla Società di revisione emerge che, con particolare riferimento a metodologie di rendicontazione autonome, il Gruppo fornisce una chiara ed articolata descrizione delle stesse e delle motivazioni per la sua adozione all'interno della dichiarazione non finanziaria; parimenti, risultano descritti gli eventuali cambiamenti intervenuti rispetto agli esercizi precedenti, con la relativa motivazione.

Infine, si evidenzia che nel corso del 2023 sono stati inclusi:

  • alcuni degli indicatori di performance sui Diritti umani;
  • Customer Satisfaction e Net Promoter Score.

Registro dei Reclami

Il numero dei reclami complessivamente pervenuti alla Banca nel corso dell'esercizio 2023 da parte della clientela è pari a n. 3.785 (con un aumento, pertanto, corrispondente all'8% rispetto ai 3.503 registrati nel corso del 2022).

In particolare, risultano pervenuti:

  • n. 2.984 reclami afferenti ai servizi bancari/privacy;
  • n. 441 reclami relativi ai servizi di pagamento (c.d. "PSD2");
  • n. 277 reclami sui servizi di investimento;
  • n. 83 reclami sull'intermediazione assicurativa e sui prodotti di tipo assicurativo.

L'incremento rispetto al 2022 risulta prevalentemente attribuibile all'aumento dei reclami bancari (n. 2.973 rispetto ai n. 2.716 del 2022) e delle lamentele PSD2 (n. 441 contro n. 345 del 2022). Si registra, invece, una diminuzione dei reclami in materia di servizi di investimento e relativi all'intermediazione assicurativa e ai prodotti di tipo assicurativo.

Con riferimento ai reclami bancari, le principali contestazioni sono relative alla cessione del quinto e all'area degli impieghi. Per quanto riguarda la cessione del quinto (n. 1.034 reclami ricevuti nel 2023 contro i n. 763 del 2022) l'incremento è dovuto agli effetti della pronuncia della Corte Costituzionale (sentenza n. 263 del 22/12/2022), che ha sancito la parziale illegittimità costituzionale del Decreto Legge n. 73/2021 convertito in Legge n. 106/2021 (che aveva stabilito la rimborsabilità di tutti i costi solo per i contratti sottoscritti a partire da luglio 2021 e non più per tutti i contratti), ripristinando in tal modo l'applicabilità di quanto originariamente statuito dalla c.d. sentenza "Lexitor" per tutti i contratti di finanziamento, a prescindere dalla relativa data di sottoscrizione (ovvero, integrale restituzione di tutti i costi nel caso di estinzione anticipata).

Per quanto riguarda, invece, l'area degli impieghi, le principali doglianze si sono concentrate sui mutui casa (n. 374); l'aumento rispetto ai reclami ricevuti nel 2022 nel medesimo ambito (n. 287) è principalmente connesso all'incremento registrato dal tasso variabile nel corso dell'anno (per effetto dell'andamento del mercato), con conseguente incremento dell'importo della rata dei finanziamenti.

Per quanto concerne, invece, i reclami PSD2, l'aumento è riconducibile essenzialmente alle carte di pagamento e le contestazioni sono prevalentemente legate a disconoscimenti di operazioni lamentate come non effettuate/non autorizzate dai clienti interessati. Si tratta in genere di frodi on line, ormai sempre più spesso perpetrate tramite sofisticate modalità di social engineering (tipicamente il c.d. spoofing, laddove il frodatore riesce a contattare e carpire la fiducia delle vittime, camuffando l'invio di sms e chiamate telefoniche facendo apparire come numero chiamante l'utenza telefonica della Banca).

I reclami relativi, invece, alle ulteriori problematiche risultano sostanzialmente stabili; dall'esame delle relazioni delle preposte Funzioni si evince, però, che la maggior parte di questi reclami è, in ogni caso, stata respinta e che l'incremento registrato nel corso del 2023, di cui si è detto prima, non sottende anomalie di processo.

In conclusione, viene precisato che l'esame dello stato dei reclami avviene periodicamente in sede di Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo al quale, come anche sopra rappresentato, partecipano i membri del Collegio Sindacale.

Inoltre, per il tramite della Funzione Compliance viene resa periodica informativa al Consiglio di Amministrazione.

Modalità di attuazione delle regole di governo societario previste dai codici di comportamento redatti dalle società di gestione dei mercati regolamentati

La Banca ha aderito fino al 31.12.2020 al "Codice di Autodisciplina".

È, invece, applicabile il "Codice di Corporate Governance" a partire dal primo esercizio che inizia successivamente al 31.12.2020.

Il Collegio Sindacale ha monitorato e continua a monitorare le concrete modalità di attuazione delle regole di governo societario previste da tali Codici.

La Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari relativa all'esercizio 2023, predisposta ai sensi dell'art. 123-bis TUF è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 21.03.2024: essa tiene conto delle indicazioni del format di relazione sul governo societario pubblicato da Borsa Italiana, il cui utilizzo è facoltativo. La stessa, alla quale si rinvia per maggiori dettagli, è resa disponibile sul sito internet della Banca.

Il documento evidenzia i principi e i criteri applicativi di riferimento, fornendo una visione complessiva del sistema di regole e procedure cui gli organi sociali si attengono nella propria azione. La relazione dà, altresì, notizia della circostanza secondo cui, in ottemperanza a quanto previsto dalla Circolare Banca d'Italia n. 285/2013, il Consiglio di Amministrazione ha effettuato, in relazione all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2023, l'autovalutazione su dimensione, composizione e funzionamento propri e dei Comitati interni ad esso, i cui esiti sono stati discussi ed approvati nella seduta consiliare del 22.02.2024: il giudizio emerso sul funzionamento del Consiglio di Amministrazione, comprensivo del Comitato Esecutivo e dei Comitati Endoconsiliari, è positivo.

Come previsto dal Codice di Autodisciplina, l'Organo di controllo ha, pertanto, avuto modo di verificare la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottati in seno a CREDEM per valutare l'indipendenza dei propri membri ed, altresì, l'accertamento da parte del Collegio stesso degli incarichi ricoperti ai fini del divieto di interlocking ex art. 36 del Decreto Legge 6.12.2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla Legge 22.12.2011, n. 214.

In particolare, il Collegio Sindacale ha verificato nella prima riunione dopo la nomina, in data 20.05.2022, l'indipendenza dei propri membri. Tale verifica è stata riproposta anche nelle sedute del 31.05.2022, del 31.08.2022, del 20.02.2023 nonché del 22.02.2024, in cui, con riferimento a singoli Componenti e/o all'intero Organo di Controllo, sono stati constatati:

  • l'insussistenza di fattispecie idonee ad inficiare l'indipendenza o situazioni oggettive che impediscano di mantenere comportamenti caratterizzati da piena autonomia di giudizio e libero apprezzamento;
  • la permanenza dell'autonomia di giudizio e dell'indipendenza nella trattazione dei temi e nella scelta delle aree di attività oggetto di attenzione;
  • il rispetto dei criteri di professionalità, onorabilità e indipendenza;

come, peraltro, confermato dall'esito del processo di autovalutazione di cui si dirà meglio successivamente.

In particolar modo, la verifica del requisito di indipendenza è stata fatta in considerazione:

  • dell'assenza delle condizioni di ineleggibilità o decadenza previste dall'art. 2399 del Codice Civile;
  • del possesso dei requisiti di indipendenza previsti dall'art. 148, comma 3, del D. Lgs. 58/1998;
  • dell'insussistenza di situazioni tali da comprometterne l'indipendenza, a conferma della correttezza dei dati e delle informazioni contenuti all'interno del c.d. "Questionario sussistenza requisito di indipendenza" già rilasciato da ciascun Esponente alla Società.

All'uopo, si sottolinea che l'Emittente si è dotato di una specifica policy denominata "Criteri per la verifica del requisito di indipendenza degli esponenti aziendali del Gruppo", periodicamente aggiornata, che definisce i criteri funzionali all'applicazione del requisito di indipendenza degli esponenti aziendali appartenenti alle Società del Gruppo CREDEM. La definizione delle linee guida in questione tiene conto dei requisiti formalizzati: a) nella normativa di riferimento e, in particolare, nel Decreto MEF n. 169/2020; b) nel Codice di Corporate Governance; c) nel Protocollo di Autonomia (Assogestioni); d) nella Guida BCE. Il suddetto documento tiene altresì specificamente conto dell'apposito parametro qualitativo introdotto dal Codice di Corporate Governance, statuendo che all'esponente aziendale in possesso del requisito di indipendenza non potranno essere conferiti incarichi nell'ambito di operazioni di fusione e scissione come definite dal Codice Civile che coinvolgano qualunque Società del Gruppo civilistico Credem o Credito Emiliano Holding S.p.A. diverse da quelle semplificate previste dalla normativa codicistica.

Pertanto, la composizione del Collegio Sindacale di Credito Emiliano S.p.A. risulta adeguata ad assicurare l'indipendenza e la professionalità della sua funzione nella sua totalità (come anche emerso dall'esito dell'ultimo processo di autovalutazione a cui l'Organo di Controllo si è sottoposto), con la precisazione che l'indipendenza dei Sindaci Effettivi Paglia e Morandi continua ad essere confermata non potendo essere messa in discussione per una mera valutazione temporale: difatti, l'incarico ultranovennale permette, piuttosto, agli stessi di esercitare un'attività di vigilanza e controllo basata sulla profonda conoscenza della Società e delle sue dinamiche interne, anche nei confronti delle altre Società del Gruppo.

Inoltre, per quanto attiene i componenti effettivi, si dà atto che:

  • la verifica in ordine all'esclusione delle cause di ineleggibilità e incompatibilità, nonché alla sussistenza dei suddetti requisiti di legge, è stata svolta sia ad inizio mandato (seduta del 20.05.2022), è stata riproposta in occasione della riunione del 20.02.2023 nonché, da ultimo, è stata effettuata nella seduta del 22.02.2024, in cui sono state discusse, altresì, le risultanze del processo di autovalutazione del Collegio Sindacale con riferimento all'Esercizio 2023, condotto ai sensi della Circolare 285;
  • la verifica ai sensi della disciplina sul "divieto di interlocking" è stata effettuata, da ultimo, nella seduta nella seduta del 20.02.2024 dell'Organo di Controllo stesso.

Viene, poi, rilevato che nell'ambito delle attività a questi istituzionalmente spettanti, il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha curato e riscontrato che le iniziative finalizzate a fornire un'adeguata conoscenza del settore di attività, delle dinamiche aziendali e della loro evoluzione, nonché del quadro normativo di riferimento, sono state rese disponibili ed accessibili a tutti i Sindaci, anche nel corso della partecipazione alle riunioni consiliari ed alle riunioni dei singoli Comitati.

La Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari espone, inoltre, con adeguata e condivisibile motivazione, le ragioni della deroga al Codice di Autodisciplina delle società quotate con riferimento all'assenza di un amministratore esecutivo incaricato di sovraintendere alla funzionalità del sistema di controllo interno.

A questa, quindi, provvedono:

  • l'Organo con funzione di supervisione strategica, al quale risponde direttamente la Funzione di Revisione Interna e
  • l'Organo con funzione di gestione (nella specie il Consiglio di Amministrazione e, per le materie ad esso delegate, il Comitato Esecutivo), sulla scorta della specifica normativa di vigilanza per le banche.

Nell'attività di verifica del Sistema dei Controlli Interni ("SCI"), il Consiglio di Amministrazione è coadiuvato dall'apposito Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, al quale competono le attività specificamente indicate alla sezione relativa al "SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI – COMITATO CONTROLLO E RISCHI".

Il Collegio Sindacale, inoltre, conferma che la Banca si è dotata:

  • in materia di trattamento delle informazioni privilegiate, di apposito regolamento ("Gestione e Comunicazione al Pubblico di Informazioni Privilegiate") adottato da Credem e da tutte le Società del Gruppo. Il Regolamento trova applicazione nei confronti dei membri degli Organi amministrativi, di Controllo e Direzione della Capogruppo e delle società controllate, dei dipendenti delle medesime Società e dei soggetti esterni che, per effetto dell'attività professionale o in ragione delle funzioni svolte, vengano a conoscenza di informazioni privilegiate o rilevanti e disciplina i processi interni di segnalazione, identificazione e trattamento delle informazioni privilegiate, comprese le relative comunicazioni al pubblico;
  • in materia di Internal Dealing, di apposito Regolamento che disciplina gli obblighi informativi riguardanti eventuali operazioni compiute sulle azioni di Credito Emiliano da parte dei componenti degli Organi di Amministrazione e Controllo della Banca, dei dirigenti e dei soggetti che svolgono funzioni di controllo, che possono avere accesso a informazioni privilegiate sul titolo ("soggetti rilevanti");
  • di un Codice di Comportamento Interno adottato sia da CREDEM che da tutte le Società del Gruppo e rivolto a tutti i dipendenti e collaboratori esterni;
  • di un Codice Etico e di Condotta per i consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede e per gli agenti adottato da CREDEM e dalle società del Gruppo che si avvalgono dell'attività di tali soggetti;
  • del Regolamento "Disciplina delle operazioni personali", che integra quanto previsto dal

"Codice di comportamento interno" e dal "Codice etico e di condotta per i consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede e gli agenti" sopra citati e si aggiunge alla regolamentazione adottata dalla Banca in materia di internal dealing, di conflitti di interessi, di informazioni privilegiate, di parti correlate, etc.: in esso si prevedono obblighi in termini di attività da porre in essere ed in termini di divieti in capo ad alcuni soggetti rilevanti (es. Sindaci effettivi, Amministratori, dipendenti della Business Unit Finanza), i quali, in funzione del ruolo, mansione ricoperta o iscrizione al Registro Informazioni Privilegiate, sono maggiormente coinvolti in attività potenzialmente idonee a generare conflitti di interesse o a consentire l'accesso ad informazioni confidenziali o privilegiate.

Infine, nell'ambito della relazione annuale sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari sono altresì fornite informazioni sul Modello di Organizzazione e Gestione ex D.Lgs. 231/01 adottato dalla Banca e le relative attività di aggiornamento.

A tal riguardo, si precisa che sin dal 01.01.2014, il Collegio Sindacale, ai sensi del D.Lgs. 231/2001, svolge altresì le funzioni di Organismo di Vigilanza (cfr. la sotto riportata "APPENDICE SULL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI VIGILANZA EX D.LGS. 231/2001"); inoltre, ciascuna delle Società del Gruppo CREDEM ha adottato un Modello di Organizzazione e Gestione redatto ai sensi del D.Lgs. 231/2001 assegnando le funzioni di Organismo di Vigilanza al Collegio Sindacale.

Da ultimo, si rappresenta che la Società ha attuato le disposizioni dell'Autorità di Vigilanza in materia di politiche di remunerazione e di incentivazione del personale (il Presidente del Collegio Sindacale ha partecipato nel corso del 2023 alle riunioni del Comitato Consiliare Nomine e del Comitato Consiliare Remunerazioni) che costituiscono oggetto di apposita relazione a Vostra disposizione.

Disposizioni impartite alle Società del Gruppo

I rapporti della Società Controllante con le Società del Gruppo ed i rapporti tra queste ultime sono definiti con appositi regolamenti approvati dalla Capogruppo CREDEM e adottati da tutte le Società mediante apposita deliberazione dei rispettivi Consigli di Amministrazione. Vi è, inoltre, l'accentramento presso la controllante dei flussi informativi ed il presidio degli aspetti gestori da parte della stessa, che risulta adeguato; il tutto è regolato, ove necessario, mediante appositi contratti di servizio.

Tali modalità, unitamente:

  • alla presenza, negli Organi Amministrativi delle Società controllate, del Direttore Generale, di membri della Direzione Centrale, di Manager o di Amministratori di CREDEM;
  • alla presenza, negli Organi di controllo di talune Società controllate, di componenti di questo Collegio Sindacale;
  • all'organizzazione di incontri plenari per scambio di informazioni con tutti i membri dei Collegi Sindacali delle Società del Gruppo anche ai sensi e per gli effetti dell'art 151 comma 2 del TUF;
  • all'organizzazione di eventi formativi che hanno coinvolto tutti i Collegi Sindacali delle Società del Gruppo;

risultano adeguate al fine di soddisfare l'adempimento degli obblighi di comunicazione di cui all'art. 114, comma 2, del TUF.

Notizie ex art. 2408 c.c. ed esposti

Ai sensi dell'art. 2408 del codice civile, si rende noto che non è stata presentata alcuna denuncia. Non si ha inoltre notizia della presentazione di alcun esposto.

Pareri del Collegio Sindacale

Nel corso dell'esercizio 2023 il Collegio Sindacale ha pronunciato il proprio parere su molteplici tematiche.

A titolo esemplificativo e non esaustivo, si segnalano i pareri resi dall'Organo di controllo, per gli aspetti di competenza, in materia di:

  • "Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari";
  • Relazioni annuali delle Funzioni Aziendali di Controllo e, conseguentemente, sulla loro azione, organizzazione e struttura;
  • funzionalità, adeguatezza e conformità ai requisiti normativi del processo interno di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (Internal Capital Adequacy Assessment Process – ICAAP);
  • adeguatezza e rispondenza ai requisiti normativi del processo interno di determinazione dell'adeguatezza della liquidità del Gruppo (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process – ILAAP);
  • completezza, adeguatezza, funzionalità ed affidabilità del Piano di Risanamento ("Recovery Plan") del Gruppo;
  • vigente versione della relazione della Capogruppo redatta ai sensi delle disposizioni di vigilanza aventi ad oggetto i poteri di direzione e coordinamento della capogruppo di un gruppo bancario nei confronti delle società di gestione del risparmio appartenenti al gruppo;
  • completezza, adeguatezza, funzionalità ed affidabilità del Risk Appetite Framework definito dalla Banca;
  • completezza, adeguatezza, funzionalità ed affidabilità del sistema dei controlli interni;
  • adeguatezza e rispondenza ai requisiti stabiliti dalla normativa del sistema di gestione dei rischi operativi;
  • propria composizione, proprio funzionamento e modalità attraverso cui ha esercitato le proprie prerogative, nell'ambito del già citato processo di autovalutazione condotto ai sensi della Circolare Banca d'Italia n. 285/2013;
  • adeguata applicazione della regolamentazione interna finalizzata all'attuazione delle disposizioni emanate dalle Autorità di Vigilanza (Banca d'Italia e CONSOB) in tema di gestione dei conflitti di interesse e presidio dei rischi nei confronti delle parti correlate e dei soggetti collegati;
  • aggiornamento del programma di emissione già in essere denominato "Euro 5,000,000,000 Covered Bond Programme (Obbligazioni Bancarie Garantite) unconditionally and irrevocably guaranteed as to payments of interest and principal by CREDEM CB S.R.L.", a seguito del mutato contesto normativo/regolamentare di riferimento e delle indicazioni rese in merito da Banca d'Italia.
  • Il Collegio Sindacale, ove richiesto, ha altresì espresso il proprio parere favorevole in merito alle proposte di aggiornamento di Policy e Regolamenti interni, specie ove relativi alle Funzioni Aziendali di Controllo.

I membri del Collegio Sindacale hanno, inoltre, espresso il proprio voto favorevole sulle operazioni riconducibili alle fattispecie di cui all'art. 136 del TUB.

Verifiche ispettive da parte delle Autorità di Vigilanza

Nel corso del 2023, il Collegio Sindacale rappresenta quanto segue.

• In ordine alle aree presidiate dalla Funzione Compliance viene evidenziato che in relazione ai precedenti accertamenti ispettivi sullo stato di adeguamento dell'assetto procedurale alla normativa in materia di Product Governance e di valutazione dell'adeguatezza (16.12.2020-04.08.2021), nel 2023, Consob ha richiesto con periodicità semestrale aggiornamenti sullo stato di avanzamento e sulle risultanze delle iniziative precedentemente dichiarate all'Autorità di Vigilanza per il rafforzamento dei presidi interni. In particolare, sono state riscontrate due richieste, la prima in data 07.08.2023 (successivamente integrata in data 19.10.2023), e la seconda in data 25.01.2024.

In relazione ai precedenti accertamenti ispettivi sullo stato di adeguamento dell'assetto procedurale alla normativa in materia di Trasparenza delle operazioni e correttezza delle relazioni con la clientela (14.04.2021 - 16.07.2021) Banca d'Italia ha fatto pervenire in data 20.06.2023 una richiesta di aggiornamento sullo stato di avanzamento e sulle risultanze del piano di rimedio precedentemente dichiarato all'Autorità di Vigilanza. La richiesta è stata riscontrata in data 08.08.2023.

Fermo quanto sopra, si evidenzia come siano inoltre pervenute diverse richieste dalle Autorità di Vigilanza, riscontrate nei termini previsti senza ulteriori evidenze. In particolare, da Banca d'Italia, sono pervenute richieste di informazioni: (i) sulle modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali motivate dall'andamento dei tassi di interesse e dell'inflazione; (ii) sull'interesse dell'intermediario verso lo svolgimento di attività disciplinate da MiCAR nell'ambito di un'indagine congiunta Banca d'Italia - Consob; (iii) inoltre, a seguito dell'emanazione degli Orientamenti sul credito revolving, l'Autorità ha richiesto una autovalutazione in ordine all'adeguatezza dei propri assetti, procedure e prassi, nonché la trasmissione di un piano di adeguamento; (iv) l'Autorità ha inoltre trasmesso gli esiti delle verifiche "mystery shopping" condotte presso alcuni sportelli della banca, concluse con giudizio di complessiva adeguatezza, fermi alcuni interventi di rafforzamento dell'impianto di normativa interna/ istruzioni operative verso la rete. Dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sono inoltre pervenute richieste di informazioni sulle modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali motivate dall'andamento dei tassi di interesse e dell'inflazione. Da Consob sono pervenute alcune richieste di dati, documentazione e informazioni per quanto riguarda: (i) i costi e oneri connessi alla prestazione dei servizi di investimento, anche a seguito del problema operativo (attacco ransomware) occorso al fornitore Rotomail che ha causato il ritardo nell'invio dei rendiconti costi ed oneri alla clientela; (ii) le modalità di integrazione dei profili afferenti alla c.d. "finanza sostenibile" nella prestazione dei servizi d'investimento; (iii) la correttezza delle comunicazioni pubblicitarie e promozionali con un focus sull'individuazione di possibili fenomeni di greenwashing; (iv) la sospensione temporanea dell'attività di internalizzazione sistematica della Banca a seguito dell'operazione societaria di cessione di ramo d'azienda da Credem a Credem Euromobiliare Private Banking; (v) la risoluzione delle anomalie rilevate e del ritardo in alcune segnalazioni effettuate per le finalità di transaction reporting; (vi) le restrizioni di accesso della Russia ai mercati dei capitali europei; (vii) le sospensioni delle negoziazioni disposte dall'Autorità di Vigilanza francese con riferimento ai titoli emessi da «Casino, Guichard-Perrachon»; (viii) gli obblighi di pubblicazione e quotazione su strumenti non-equity nell'ambito dell'attività di internalizzazione sistematica; (ix) la documentazione relativa al comunicato stampa del 15 dicembre 2022, con il quale la Banca ha reso noti i requisiti patrimoniali minimi da rispettare in base al Supervisory Review and Evaluation Process; (x) l'attività distributiva di prodotti di investimento assicurativo emessi dalla compagnia di assicurazione Eurovita S.p.a.; (xi) l'operatività da parte di clienti su determinati strumenti finanziari, oltre alle segnalazioni di operazioni sospette ex articolo 16 regolamento 596/2014. Infine, BCE ha svolto accertamenti ispettivi in ambito IT Risk alla quale la Funzione Compliance ha fornito supporto in relazione alle normative in perimetro.

• In ordine alle aree presidiate dalla Funzione Regulatory Affair, si evidenzia come il Gruppo CREDEM sia stato impegnato a fornire riscontri su numerose richieste di informazioni avanzate da parte delle Autorità di Vigilanza, principalmente legate al processo annuale di revisione e valutazione prudenziale c.d. SREP Process.

o Climate & Environmental Risk

Il Gruppo ha continuato a portare avanti, anche per il 2023, l'Action Plan condiviso a seguito della Thematic Review 2022 su Climate & Environmental Risk. Il piano è stato inviato a marzo 2023 recependo le indicazioni ricevute ad esito della già citata Thematic Review del 2022, nonché delle valutazioni ricevute nella lettera SREP riferita al 2022. La BCE è stata quindi informata trimestralmente sullo stato di avanzamento delle remedial action concordate.

Nel mese di novembre 2023, nell'ambito dei meeting pianificati con l'Autorità di Vigilanza, è stata poi organizzata una sessione dedicata al Climate & Environmental ("C&E") Risk, nel corso della quale le funzioni competenti hanno illustrato gli obiettivi strategici (di breve e medio/lungo periodo) nonché l'organizzazione interna relativa alla gestione del programma ESG e fornito una overview sullo stato di avanzamento delle attività progettuali.

CREDEM è stata infine inclusa nel campione di banche che partecipano al One-off Fit-for-55 Climate Risk scenario analysis dell'EBA, che si svilupperà nella prima metà del 2024 coinvolgendo numerose strutture della Banca.

o OSI Outsourcing IT & IT Operations Risk

In data 19.06.2023 è stata avviata da BCE una attività ispettiva in presenza, avente ad oggetto le tematiche di Outsourcing IT & IT Operations, finalizzata a verificare che il Gruppo CREDEM abbia la capacità di gestire il Rischio IT, nonché la capacità di identificare correttamente, monitorare e mitigare il rischio IT in caso di utilizzo di servizi esternalizzati. Il team ispettivo ha effettuato diversi incontri con il personale della Banca, principalmente aree Sistemi Informativi, Funzioni Aziendali di Controllo ("FAC") e gli uffici coinvolti nel processo di esternalizzazione di funzioni operative essenziali ("FEI").

Ad esito dell'attività ispettiva, la Vigilanza non ha rilevato rischi non presidiati da CREDEM ma ha anche rilevato una serie di aree di miglioramento, per la gran parte già note alla Banca in quanto già individuate dalle FAC e già oggetto di attività di risoluzione.

Sono stati, quindi, notificati alla banca alcuni findings il cui tratto comune è la necessità per CREDEM di evolvere i propri processi di IT Outsourcing ed IT Operations verso una maggior standardizzazione, automazione ed integrazione. Alla luce dei rilievi formalizzati, le funzioni competenti del Gruppo si sono prontamente attivate per individuare le soluzioni volte a risolvere i finding presentati, evidenziando che le attività di risoluzione dei finding saranno gestite nell'ambito di due specifiche progettualità strategiche. Attualmente, sono in corso le attività funzionali a definire la "timeline" di implementazione delle azioni di rimedio richieste, la quale verrà successivamente formalizzata nell'ambito delle interlocuzioni in essere con l'Autorità di Vigilanza.

o Deep Dive Business Model & Profitability

Nel corso del primo trimestre del 2023, il Joint Supervisory Team di BCE ha chiuso l'attività a distanza, c.d. Deep Dive, incentrato sulla redditività del Gruppo, i principali fattori di rischio, la redditività delle varie linee di business, i prodotti, le aree geografiche, nonché le rendicontazioni prodotte e i relativi aspetti di governance. Nel perimetro dell'analisi è anche rientrata l'acquisizione Cassa di Risparmio di Cento con focus sulla governance della fusione.

L'attività non ha evidenziato nessuna criticità di rilievo, ma solo alcune aree di miglioramento.

La Banca ha fornito riscontro nel mese di novembre 2023, in linea con le scadenze indicate da BCE, illustrando le attività di remediation poste in essere, principalmente relative alla revisione della regolamentazione e del reporting interno.

o Targeted Review Interest Rate and Credit Spread Risk

In merito all'analisi avviata da BCE nel corso del 2022 sulla gestione, monitoraggio e rendicontazione di alcune dimensioni specifiche relative al rischio di tasso di interesse e credit spread, la Banca ha ricevuto il ritorno da parte dell'Autorità nel mese di aprile 2023 nell'ambito del quale sono state fatte alcune raccomandazioni. È stato, quindi, condiviso nel mese di settembre 2023 un piano operativo con l'Autorità sulla base del quale verranno forniti periodici avanzamenti sullo stato di implementazione delle attività svolte.

o Altro

Tra le attività principali avviate nel corso del 2023 si segnalano anche: (i) il Cyber Resilience Stress Test 2024, che si svilupperà nel corso del primo semestre del 2024 coinvolgendo numerose strutture della Banca; (ii) la c.d. Forbearance Review, attività avviata da BCE al fine di comprendere le modalità di gestione delle politiche e delle procedure di forbearance in ottica di gestione del rischio di credito e di analisi del processo di individuazione e classificazione delle esposizioni forborne.

  • Con riferimento alle aree presidiate dalla Funzione Risk Management, riprendendo in parte anche quanto già rappresentato sopra, si evidenziano i seguenti aspetti significativi.
    • o Ispezione Credito OSICRE (c.d. "Big Ticket"): in data 25.10.2021, la BCE ha avviato un'ispezione finalizzata principalmente a svolgere una revisione della qualità creditizia del portafoglio Corporate della Banca e valutare i processi di gestione del rischio di credito. Il Report finale è stato trasmesso in data 3.05.2022 e al suo interno l'Autorità di Vigilanza ha formalizzato una serie di osservazioni e raccomandazioni. A tal riguardo, si evidenzia che nel corso del 2023 sono stati chiusi anche gli ultimi findings.
    • o Ispezione Credito OSICRE (c.d. "Modelli IFRS9"): in data 26.04.2022, la BCE ha avviato un'ispezione finalizzata principalmente a valutare le pratiche, i processi e i modelli inerenti al Framework IFRS9 rispetto ai requisiti normativi di riferimento. L'Autorità di Vigilanza ha trasmesso il Report Finale in data 28.11.2022 formalizzando una serie di finding riferiti all'impianto IFRS9 che sono attualmente in fase di soluzione coerentemente con le relative scadenze di risoluzione condivise dall'Autorità.
    • o Target Review of Internal Models (TRIM): in data 23.02.2022, a seguito dell'accesso ispettivo svolto nel corso del 2021, l'Autorità di Vigilanza ha trasmesso la lettera formale di autorizzazione (ECB-SSM-2022-ITCRE-2: "Decision on the internal models for calculating own funds requirements for credit risk") all'utilizzo dei nuovi modelli regolamentari AIRB (i.e. Modelli TRIM), relativi ai parametri di Probability of Default ("PD"), Exposure at Default ("EAD") e

Loss Given Default ("LGD"), con riferimento quanto a quest'ultimo a tutte le varie sotto-componenti del modello complessivo (i.e. LGS, Danger Rate Migrazioni, Delta Q e LGD Precontenzioso). Tali modelli, che incorporano la risoluzione dei finding emersi nel corso dell'iniziativa TRIM (i.e. "Targeted Review of Internal Models") avviata nel biennio 2016-2017, l'adeguamento alla Nuova Definizione di Default (i.e. New DoD) e l'adozione dell'Art. 500 della Capital Requirements Regulation ("CRR"), sono stati pertanto utilizzati per il calcolo dei requisiti patrimoniali di Primo Pilastro a fronte del Rischio di Credito a partire dalle Segnalazioni di Vigilanza di marzo 2022.

Nell'ambito di tale comunicazione, BCE ha anche formalizzato una nuova serie di finding, con relative obligation, da risolvere entro le scadenze di Febbraio 2023 e Febbraio 2024, definendo contestualmente un set di limitazioni " (add-on) da applicare fino ad avvenuta risoluzione A Febbraio 2023, coerentemente con le scadenze definite dall'Autorità, il Gruppo ha ultimato la risoluzione del primo set di finding in scadenza a 12 mesi riguardanti i parametri PD, EAD ed LGD (componenti Danger Rate Migrazioni, Delta Q e LGD Precontenzioso).Il Gruppo ha, quindi, ultimato la risoluzione dei finding in scadenza a Febbraio 2024, predisponendo contestualmente specifica Domanda di Autorizzazione finalizzata a richiedere all'Autorità di Vigilanza l'approvazione all'utilizzo dei nuovi modelli AIRB (compreso il modello EAD per quanto riguarda la componente prudenziale di Economic Downturn), con contestuale rimozione delle limitazioni prudenziali ad oggi applicate e di cui si è detto sopra. In tale contesto, considerando l'acquisizione e successiva fusione della Cassa di Risparmio di Cento (, perfezionata nel mese di Luglio 2021, nell'ambito del Return to Compliance Plan ("RTCP"), il Gruppo ha incluso nella suddetta Istanza Autorizzativa anche la richiesta all'Autorità di Vigilanza di applicare il complessivo sistema dei modelli AIRB in vigore alle esposizioni risultanti dalla fusione che ad oggi risultano ancora trattate tramite metodo Standard a fini di Segnalazioni di Vigilanza.

• In ordine alle aree presidiate dalla Funzione Antiriciclaggio non risultano effettuate, nel corso dell'esercizio di riferimento, ispezioni. Si rappresenta tuttavia che in data 31.05.2023, una delegazione dell'Unità Normativa e Supervisione Antiriciclaggio - Divisione Supervisione Antiriciclaggio 1, ha svolto una visita conoscitiva con il Responsabile e alcuni rappresentanti della Funzione Antiriciclaggio con particolare riferimento ai seguenti macro temi: (i) situazione attuale e prospettica dell'esposizione al rischio di riciclaggio; (ii) governo del rischio di riciclaggio; (iii) processo di valutazione e gestione del rischio AML; (iv) modello organizzativo della Funzione Antiriciclaggio.

A ciò ha fatto seguito una richiesta di dati e informazioni, avvenuta il 13.06.2023 e a cui dieci giorni dopo è stato fornito riscontro. Nell'ambito di detto riscontro, si è rispettivamente provveduto ad inviare documentazione (tra cui, a titolo esemplificativo: Policy di Gruppo, Regolamento e Manuale Operativo AML; Documento di Coordinamento tra Organi Aziendali e Funzioni di Controllo; RAF 2023 relativo ai rischi AML e linee guida del RAF; ultima rendicontazione a Organi Collegiali su indicatori di funzionamento dei presidi) e a fornire chiarimenti a fronte di specifici approfondimenti richiesti (quali, ad esempio: webservice per intercettare in fase di onboarding soggetti rischiosi; coinvolgimento della Funzione Antiriciclaggio nel processo del credito; progetto di evoluzione del framework AML).

Infine, a completamento del confronto, in data 26.06.2023, si è svolta una call sugli aspetti metodologici sottostanti la redazione del documento di autovalutazione dei rischi di riciclaggio.

  • Da ultimo, con riferimento alle aree presidiate dalla Funzione di Revisione Interna si evidenzia che, quest'ultima, ha fornito supporto per gli aspetti di competenza a fronte delle attività di verifica svolte dalle Autorità di Vigilanza con particolare riferimento ai seguenti ambiti:
    • o BCE: Targeted Review su IRRBB (esiti); Deep dive on Business Model and Profitability; Presidio delle obbligation TRIM; Presidio dei findings relativi all'ispezione on site sul credito del 2022; Thematic Review sul Climate Risk;
    • o Banca d'Italia: ispezione sull'utilizzo del sistema IRB ai fini ECAF; Ispezione su ABACO ("Verifiche sulle procedure di gestione dei prestiti bancari a garanzia delle operazioni di finanziamento dell'Eurosistema") svolta da Deloitte & Touche e trasmessa all'Autorità; Ispezione on site su IT Outsourcing and IT Operations

Management.

In aggiunta sono state svolte ordinarie interlocuzioni a seguito di specifiche richieste delle Autorità di Vigilanza.

In conclusione, si evidenzia come i findings formulati dalle Autorità di Vigilanza siano censiti nell'apposito applicativo Governance Risk e Compliance ("GRC") e periodicamente monitorati; si osserva, altresì, che i riscontri forniti dalle preposte Funzioni alle Autorità di Vigilanza, portati a conoscenza anche dal Collegio Sindacale nell'esercizio delle proprie funzioni, risultano trasmessi in tempi congrui e non hanno registrato significative anomalie.

Indipendenza del revisore ed altri incarichi affidati alla Società di revisione

Il Collegio Sindacale ha verificato e monitorato nel corso del 2023, ai sensi dell'art. 19 del D.Lgs. 39/2010, comma 1, lett. e), l'indipendenza della Società di revisione a norma degli artt. 10, 10-bis, 10-ter, 10-quater e 17 del richiamato decreto e dell'art. 6 del Regolamento Europeo n. 537/2014, in particolare per ciò che riguarda l'adeguatezza della prestazione di servizi diversi dalla revisione all'ente sottoposto a revisione, conformemente all'art. 5 di tale Regolamento.

Il Collegio, inoltre, ha ottenuto dalla Società di revisione la conferma annuale dell'indipendenza di cui all'art. 6, par. 2, lett. a) del Regolamento UE n. 537/2014 e del paragrafo 17 del principio di revisione internazionale (ISA Italia) 260.

In conformità alla normativa vigente in materia di revisione legale dei conti (Regolamento UE n. 537/2014 e Direttiva 2014/56/UE, recepita quest'ultima con il D.Lgs. 135/2016 che ha modificato il D.Lgs. 39/2010), CREDEM ha adottato apposita regolamentazione interna di Gruppo per il conferimento di incarichi diversi dalla revisione legale alla Società di revisione e al suo "Network", al fine di salvaguardare il requisito di indipendenza del soggetto incaricato della revisione legale; trattasi, nello specifico, della Policy di Gruppo "Conferimento di incarichi al Revisore legale e alle Entità appartenenti al suo network", da ultimo approvata dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo in data 12.3.2020 ed aderente alle interpretazioni normative riportate nella Circolare Assonime n. 28 del 19.12.2019 "Il tetto del 70% per i corrispettivi relativi a servizi diversi dalla revisione prestati ad enti di interesse pubblico".

In base alla suddetta Policy:

  • viene recepito il limite normativo del 70% della media dei corrispettivi riconosciuti dalla Società negli ultimi tre esercizi consecutivi per la revisione legale dei conti per gli incarichi assegnati da CREDEM, quale Ente di Interesse Pubblico, al Revisore legale (crf. Regolamento UE n. 2014/537);
  • viene istituito un limite volontario di 400.000,00 Euro per gli incarichi assegnati alle Società appartenenti al network del Revisore da tutto il Gruppo CREDEM;
  • il Collegio Sindacale riceve una rendicontazione semestrale sugli incarichi conferiti sia dalla Società che dal Gruppo CREDEM.

In ossequio alle disposizioni dell'art. 6, par. 2, lett. a) del Regolamento Europeo n. 537/2014 e dell'art. 149-duodecies del Regolamento CONSOB n. 11971/1999, si dà evidenza dei corrispettivi derivanti dai servizi resi da dalla Società di Revisione e dal suo network al Gruppo CREDEM nel corso dell'esercizio 2023, comprensivi anche dei corrispettivi relativi a Credemholding S.p.A., precisando che, a far data dall'esercizio 2023, l'incarico di revisione è stato attribuito a Deloitte & Touche che è succeduta ad Ernst&Young il cui incarico è giunto a scadenza con l'approvazione del bilancio chiuso al 31.12.2022.

I corrispettivi dovuti alla Società di revisione e al suo network risultano così suddivisi:

  • per "Servizi di Revisione" Euro (migliaia) 591 (di cui CREDEM 191);
  • per "Servizi di Attestazione" Euro (migliaia) 235 (di cui CREDEM 201);
  • per "Altri Servizi" Euro (migliaia) 402, (di cui CREDEM 396).

Bilancio d'esercizio e Relazione sulla Gestione

Il Consiglio di Amministrazione, in data 08.03.2024, ha approvato e fornito tempestivamente al Collegio Sindacale il progetto di bilancio (unitamente alla Relazione sulla Gestione) che, confermando integralmente i risultati preliminari approvati e resi noti (in funzione delle segnalazioni statistiche e prudenziali di vigilanza armonizzate richieste dall'EBA), è stato predisposto applicando principi generali di redazione e criteri di valutazione conformi ai principi contabili internazionali.

Il Consiglio di Amministrazione, nella predetta seduta ed alla presenza dell'intero Collegio Sindacale, ha approvato all'unanimità il progetto di Bilancio 2023 "individuale" e "consolidato", determinando di sottoporlo all'approvazione dell'Assemblea dei Soci, convocata per il giorno 24 aprile 2024, con la seguente proposta di distribuzione dell'utile di Euro 346.283.701,00 nel seguente modo:

  • agli Azionisti, per un importo complessivo di 221.392.308,80 euro, corrispondente a 0,65 euro per ciascuna delle 340.603.552 azioni aventi godimento 01.01.2023 a Titolo di dividendo ordinario, al netto di 716.513 azioni in portafoglio (1.203.909 azioni proprie alla data del 31.12.2023, meno 487.396 azioni che saranno consegnate in data antecedente al 24.04.2024 al personale rilevante). Tale dividendo verrà riconosciuto in un due diverse tranche definite come di seguito:
    • o 0,45 euro per azione, per un importo complessivo di 153.271.598,40 euro, con pagamento mercoledì 15.05.2024, stacco cedola lunedì 13.05.2024 e record date martedì 14.05.2024);
    • o 0,20 euro per azione, per un importo complessivo di 68.120.710,40 euro, con pagamento mercoledì 16.10.2024, stacco cedola lunedì 14.10.2024 e record date martedì 15.10.2024);
  • alla Riserva non distribuibile ai sensi del Decreto Legislativo del 10 agosto 2023 n. 4 convertito con modificazioni dalla Legge del 9 ottobre 2023 n. 136, per un importo complessivo di 92.147.880 euro;
  • alla Riserva Straordinaria per 32.743.512,20 euro.

Il bilancio è stato così sottoposto al controllo della Società di revisione Deloitte & Touche S.p.A. Il Collegio Sindacale, nella data del 27.03.2024, ha ricevuto dalla Società di Revisione la relazione sulla revisione contabile del bilancio di esercizio di Credito Emiliano S.p.A. al 31 dicembre 2023 emessa ai sensi dell'art. 14 del D.Lgs. 39/2010 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014, da cui risulta che tale bilancio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria di CREDEM al 31 dicembre 2023, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, in conformità ai principi contabili di riferimento e relativi provvedimenti normativi.

Inoltre, a giudizio della Società di Revisione, la Relazione sulla Gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari sono coerenti con il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2023 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Per quanto riguarda eventuali errori significativi nella Relazione sulla Gestione, la Società di Revisione ha dichiarato di non aver nulla da riportare.

La relazione sul bilancio di esercizio riporta l'illustrazione degli aspetti chiave della revisione contabile ("Key Audit Matters") che, secondo il giudizio professionale del Revisore, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio individuale dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati affrontati dalla Società di revisione nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del giudizio sul bilancio di esercizio nel suo complesso.

CREDEM ha chiuso l'esercizio 2023 con un utile netto di Euro 346.283.701,00, ottenuto a fronte di:

  • un risultato netto della gestione finanziaria dell'esercizio pari ad Euro 1.266.390.276, a fronte di un risultato dell'esercizio precedente di Euro 1.056.484.348;
  • costi operativi dell'esercizio pari ad Euro 753.806.319, a fronte di costi dell'esercizio precedente di Euro 798.619.823;
  • imposte dell'esercizio pari ad Euro 166.262.343, a fronte di imposte dell'esercizio precedente di Euro 85.458.368.

Il patrimonio netto della Banca al 31.12.2023, compreso l'utile dell'esercizio, ammonta ad Euro 2.691.296.136.

Il Collegio Sindacale ha promosso incontri con la Società di revisione specificamente finalizzati ad acquisire informazioni sulla predisposizione del bilancio d'esercizio.

In tali incontri il Collegio Sindacale ha potuto rilevare che:

  • il sistema informativo è risultato affidabile anche sulla scorta degli esiti dei controlli eseguiti dalla Società di revisione finalizzati a esprimere un giudizio sul bilancio dell'esercizio;
  • le valutazioni di bilancio sono state eseguite con il principio della continuità e della competenza;
  • i valori degli intangibles sono stati sottoposti ad impairment test in conformità ai principi contabili internazionali e le risultanze, condivise dalla Società di revisione, sono correttamente rappresentate nel bilancio.

Da parte del Collegio Sindacale si rileva, ancora, che:

• gli schemi di bilancio adottati sono conformi alla legge e alle direttive di Banca d'Italia e

sono adeguati in rapporto all'attività della Banca;

  • i principi contabili adottati, descritti nella nota integrativa, sono adeguati in relazione all'attività e alle operazioni poste in essere dalla Banca stessa;
  • le attività dell'Organo di Controllo, della Società di Revisione, del Dirigente Preposto e delle Funzioni Aziendali di Controllo della Banca non hanno avuto alcun arresto o diminuzioni, benché siano state e siano ancora eseguite (almeno in parte) a distanza.

A parere del Collegio Sindacale, il bilancio e la Relazione sulla Gestione, unitamente alla relazione sul bilancio consolidato, sono esaurienti e ottemperano alla Legge ed alle disposizioni di Banca d'Italia e CONSOB, fra le quali si cita, in particolare, il richiamo di attenzione che CONSOB ha rivolto già in data 18.03.2022 agli Emittenti vigilati circa l'impatto della guerra in Ucraina.

Bilancio consolidato

Il bilancio consolidato è stato sottoposto anch'esso al controllo della Società di revisione Deloitte & Touche S.p.A. e tale controllo è stato esteso alle Società controllate. L'area di consolidamento è correttamente formata.

A tal proposito si rileva che, ai fini della vigilanza prudenziale, i ratio patrimoniali vengono calcolati, sulla base della vigente normativa, su Credemholding S.p.A., la Società che controlla Credito Emiliano S.p.A. (CET1 Ratio pari, quindi, a 14,24%). Inoltre, si segnala anche che il Total capital ratio ammonta a 16,97%.

L'utile da bilancio consolidato è pari a 562,12 milioni di euro.

Negli incontri avuti con la Società di revisione Deloitte & Touche S.p.A., il Collegio Sindacale ha esaminato l'elenco analitico delle società soggette a revisione e ha assunto informazioni in merito ai diversi livelli di controllo.

Il Collegio Sindacale, in data 27.03.2024, ha ricevuto altresì dalla Società di revisione:

• la relazione sulla revisione contabile del bilancio consolidato del Gruppo CREDEM al 31 dicembre 2023 emessa ai sensi dell'art. 14 del D.Lgs. 39/2010 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014, da cui risulta che tale bilancio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo CREDEM al 31 dicembre 2023, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, in conformità ai principi contabili di riferimento e relativi provvedimenti normativi.

Inoltre, a giudizio della Società di revisione, la Relazione sulla Gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari sono coerenti con il bilancio consolidato al 31 dicembre 2023 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Per quanto riguarda eventuali errori significativi nella Relazione sulla Gestione, la Società di revisione ha dichiarato di non aver nulla da riportare.

La relazione sul bilancio consolidato riporta, analogamente a quella sul bilancio di esercizio, l'illustrazione degli aspetti chiave della revisione contabile ("Key Audit Matters") che, secondo il giudizio professionale del Revisore, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati affrontati dalla Società di revisione nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del giudizio sul bilancio consolidato nel suo complesso;

• la relazione aggiuntiva rilasciata al Collegio Sindacale nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile ai sensi dell'art. 11 del Regolamento (UE) n. 537/2014, da cui risulta che non sono emerse carenze significative nel sistema di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria meritevoli di essere portate all'attenzione dei responsabili delle attività di governance.

Considerazioni conclusive

Signori Azionisti,

a seguito dell'attività di vigilanza svolta dal Collegio Sindacale non sono emersi fatti censurabili, omissioni o irregolarità da segnalare nella presente Relazione.

Il Collegio Sindacale non ritiene che ricorrano i presupposti che rendono necessario esercitare la facoltà di formulare proposte all'Assemblea ai sensi dell'art. 153, comma 2, del TUF.

  • Tenuto conto di tutto quanto precede, il Collegio Sindacale, considerato:
  • il contenuto delle relazioni redatte dalla Società di Revisione;
  • le attestazioni rilasciate congiuntamente dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e dal Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari;
  • che i documenti sopra citati escludono rilievi o richiami d'informativa e confermano che il bilancio di esercizio e quello consolidato:
    • o sono redatti in modo conforme alle norme ed ai criteri che ne disciplinano la redazione,
    • o rappresentano in modo corretto e veritiero la situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società e del Gruppo,

non rileva, per quanto di propria competenza, motivi ostativi all'approvazione della proposta di bilancio individuale al 31 dicembre 2023 formulata dal Consiglio di Amministrazione.

Per quanto attiene alla proposta di destinazione del risultato, il Collegio Sindacale dà evidenza di condividere le determinazioni assunte dal Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano S.p.A. nella seduta del 08.03.2024 e, precisamente, destinazione dell'utile di esercizio di Euro 346.283.701,00 nel seguente modo:

  • agli Azionisti, per un importo complessivo di 221.392.308,80 euro, corrispondente a 0,65 euro per ciascuna delle 340.603.552 azioni aventi godimento 01.01.2023 a Titolo di dividendo ordinario, al netto di 716.513 azioni in portafoglio (1.203.909 azioni proprie alla data del 31.12.2023, meno 487.396 azioni che saranno consegnate in data antecedente al 24.04.2024 al personale rilevante). Tale dividendo verrà riconosciuto in un due diverse tranche definite come di seguito:
    • o 0,45 euro per azione, per un importo complessivo di 153.271.598,40 euro, con pagamento mercoledì 15.05.2024, stacco cedola lunedì 13.05.2024 e record date martedì 14.05.2024);
    • o 0,20 euro per azione, per un importo complessivo di 68.120.710,40 euro, con pagamento mercoledì 16.10.2024, stacco cedola lunedì 14.10.2024 e record date martedì 15.10.2024);
  • alla Riserva non distribuibile ai sensi del Decreto Legislativo del 10 agosto 2023 n. 4 convertito con modificazioni dalla Legge del 9 ottobre 2023 n. 136, per un importo complessivo di 92.147.880 euro;
  • alla Riserva Straordinaria per 32.743.512,20 euro.

APPENDICE SULL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI VIGILANZA EX D.LGS. 231/2001

"Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300".

Come sopra rappresentato, il Collegio Sindacale svolge, a far data dal 01.01.2014, le funzioni di Organismo di Vigilanza ex art. 6 del D.Lgs. 231/2001.

Nel corso del 2023, il Collegio ha:

  • vigilato sul funzionamento, l'osservanza ed effettiva attuazione del Modello di Organizzazione e Gestione ("MOG" o "Modello Organizzativo") adottato dalla Società attraverso la verifica della coerenza tra i comportamenti concreti e il Modello Organizzativo;
  • valutato l'adeguatezza ed appropriatezza del MOG in termini di effettività ed efficacia nella prevenzione della commissione dei reati previsti dal D.Lgs. 231/2001;
  • verificato il mantenimento nel tempo dei requisiti di funzionalità del MOG;
  • curato l'aggiornamento in senso dinamico del MOG con riferimento a variazioni normative e organizzative;
  • preso in carico le segnalazioni ricevute, esaminati gli aspetti di rilevanza 231/2001, richiesto informazioni alle funzioni interessate, ove necessario suggerito miglioramenti sui processi e/o sulle attività sensibili relative;
  • riferito al Consiglio di Amministrazione circa le attività di presidio e di verifica svolte e i relativi esiti.

Nel dettaglio, il Collegio Sindacale ha dedicato all'esercizio della vigilanza ex D.Lgs. 231/2001 specifiche riunioni nel corso delle quali, tra l'altro, ha:

  • esaminato le novità normative e giurisprudenziali rilevanti ai fini del D.Lgs. 231/2001, unitamente alle interpretazioni della dottrina, nonché le variazioni organizzative intervenute;
  • esaminato i report con cui le Funzioni Aziendali di Controllo hanno approfondito e valutato l'efficacia dei presidi insistenti su specifiche aree di rischio potenzialmente rilevanti ai fini del D.Lgs. 231/2001;
  • riepilogato le date delle sedute e gli argomenti eventualmente trattati in sede di Collegio Sindacale istituzionale ma aventi rilevanza ex D.Lgs. 231/2001;
  • esaminato i flussi di reporting trasmessi dalle diverse Unità Organizzative in merito ai presidi

insistenti sui rischi reato connessi all'operatività di ciascuna unità organizzativa;

  • analizzato le informative redatte dalle diverse Funzioni aziendali al fine di verificare che i rischi associati alle singole attività e processi sensibili siano adeguatamente presidiati;
  • esaminato le relazioni annuali dei Collegi Sindacali delle Società del Gruppo sulle attività di vigilanza ex D.Lgs. 231/2001 svolte e sullo stato di aggiornamento dei Modelli Organizzativi;
  • vigilato sull'effettivo ed adeguato svolgimento da parte dei soggetti apicali e loro sottoposti delle attività di informazione e formazione sui contenuti del D.Lgs. 231/2001 e del MOG;
  • promosso a livello di Gruppo specifiche sessioni formative rilevanti per la materia;
  • vigilato sul corretto funzionamento dei canali di segnalazione di condotte illecite rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/2001 o di violazioni del MOG, tra i quali la piattaforma Whistleblowing, e sul rispetto nella gestione delle segnalazioni della vigente normativa in materia.

Nel corso del 2023, dall'esercizio dell'attività di vigilanza ai sensi del D.Lgs. 231/01 non sono emersi profili di particolare problematicità, irregolarità o rischi sui quali non insistono idonei presidi o controlli.

Il Collegio Sindacale ritiene, pertanto, che l'impianto regolamentare adottato dalla Società, finalizzato alla mitigazione dell'esposizione aziendale ai rischi reato ex D.Lgs. 231/01, risulti:

  • complessivamente adeguato ed efficace rispetto alla struttura societaria;
  • sostanzialmente idoneo a preservare la medesima da responsabilità per la commissione di fattispecie di reato rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/01.

Reggio Emilia, lì 28 marzo 2024

IL COLLEGIO SINDACALE

Anna Maria Allievi (Presidente)

Giulio Morandi

Maria Paglia

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