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Credito Emiliano

Annual Report Apr 4, 2023

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Annual Report

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BILANCIO 2022

Guan Yin, Cina, dinastia Qing, XVIII secolo, porcellana, Reggio Emilia, collezioni d'arte CREDEM

BILANCIO 2022

Credito Emiliano Spa Gruppo Bancario Credito Emiliano - Credem 3032 - Società per Azioni

Sede Sociale e Direzione:

Via Emilia San Pietro n. 4 - 42100 Reggio Emilia Capitale interamente versato 341.320.065 Euro Codice Fiscale 01806740153 - Partita IVA 02823390352 Codice ABI 03032 Banca iscritta all'albo delle banche al n.5350 Banca iscritta all'albo dei Gruppi bancari al n.03032 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Tel.0522 5821 - Telefax 0522 433969 - Telex BACDIR 530658 – Switf Code BACRIT22 Sito Internet: www.credem.it

INDICE

Cariche Sociali 7

BILANCIO CONSOLIDATO

Relazione sulla Gestione 11
Bilancio consolidato al 31/12/2022 77
Nota integrativa 91
Allegati al bilancio 411
Attestazione del Presidente e del Dirigente Preposto 423
Relazione della Società di Revisione 427

BILANCIO INDIVIDUALE

Relazione sulla Gestione
451
Bilancio al 31/12/2022
483
Nota integrativa
497
Allegati al bilancio
733
Bilanci delle società controllate
743
Attestazione del Presidente e del Dirigente Preposto
803
Relazione della Società di Revisione
807
Relazione del Collegio Sindacale
817
Direzione territoriale 439

CARICHE SOCIALI

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Lucio Igino Zanon di Valgiurata
Vice Presidenti Enrico Corradi(*) Luigi Maramotti
Consiglieri Paola Agnese Bongini()
Mariaelena Fontanesi
Alessandro Merli(
)
Edoardo Prezioso(*)
Giovanni Viani
Giorgia Fontanesi()
Elisabetta Gualandri(
)
Ernestina Morstofolini(
)
Anna Chiara Svelto(**)
(*) Membri del Comitato Esecutivo
(**) Amministratori indipendenti ex art.148, comma 3, D.Lgs. n.58/1998 (TUF)
COLLEGIO SINDACALE
Presidente Anna Maria Allievi
Sindaci effettivi Giulio Morandi Maria Paglia
Sindaci supplenti Maurizio Bergomi Stefano Fiorini
DIREZIONE CENTRALE
Direttore Generale Angelo Campani
Condirettori Generali Stefano Morellini Stefano Pilastri
Vice Direttore Generale Giuliano Cassinadri
Direttori Centrali Paolo Magnani
Francesco Reggiani
Vice Direttori Centrali Ettore Corsi
Maurizio Giglioli
Alessandro Cucchi
DIRIGENTE
PREPOSTO
alla
redazione
dei
documenti contabili societari
SOCIETA' DI REVISIONE
Paolo Tommasini
Ernst & Young S.p.A.

BILANCIO CONSOLIDATO 2022

Coppia di cani di Fo, Cina, dinastia Qing, regno dell'imperatore Kangxi (1662- 1722), porcellana, Reggio Emilia, collezioni d'arte CREDEM

RELAZIONE SULLA GESTIONE

AREA DI CONSOLIDAMENTO

Note:

le percentuali esprimono i diritti di voto esercitabili direttamente e indirettamente le partecipazioni in chiaro sono valutate con il metodo del patrimonio netto

Nel mese di gennaio 2022 si è perfezionato un investimento di Credemtel Spa ("Credemtel") nella società SBC Fintech Milan 2224 s.r.l. ("SBC") per l'importo complessivo di 250.000 euro. L'investimento è avvenuto nella forma di aumento di capitale riservato a Credemtel e la partecipazione di Credemtel nella società è pari al 19,68% del capitale sociale.

In tale contesto:

  • Credemtel non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le

scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;

  • Credemtel però ha il potere il veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credemtel anche gli altri soci non sono in grado di incidere sulla società.

In relazione a SBC la posizione di Credemtel è pertanto quella:

  • di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;
  • che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte degli altri soci.

Gli accordi in essere tra i soci di SBC contemplano, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione). Siccome non vi sono nell'ambito di SBC voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.

Signori Azionisti,

dedichiamo una breve sintesi introduttiva alle principali evidenze del 2022.

1. EXECUTIVE SUMMARY

I risultati del 2022 sono estremamente positivi e confermano la capacità del Gruppo Credem di mantenere un'elevata redditività anche durante cicli economici meno favorevoli. Il Gruppo ha registrato livelli di ROE molto positivi e ha contemporaneamente rafforzato la propria posizione patrimoniale, tramite la generazione organica di capitale.

  • Nel corso del 2022 il Gruppo ha fatto un ulteriore passo di rafforzamento nel private banking, con la creazione di un unico coordinamento di Banca Euromobiliare e della Business Unit Private di Credem e, da fine febbraio 2023, le due entità sono confluite in un'unica legal entity (Credem Euromobiliare Private Banking).
  • Questa evoluzione costituisce un altro importante tassello nella diversificazione delle attività del Gruppo, che opera anche nel banking commerciale tramite Credem Banca e le sue reti, nel settore parabancario con Credemleasing, Credemfactor e Credemtel e nel credito al consumo, con la società dedicata Avvera.
  • Le reti del Gruppo Credem offrono un'ampia gamma di prodotti di risparmio gestito e assicurativo, in sinergia con le fabbriche prodotto del Gruppo attive nell'area wealth management, che include società operanti nell'asset managemente nell'assicurativo.
  • Sotto il profilo economico, il 2022 è stato caratterizzato dall'andamento al rialzo dei tassi, che ha favorito lo sviluppo dei ricavi, compensando ampiamente il minor sviluppo delle componenti commissionali, condizionate dall'andamento dei mercati. La dinamica dei costi è in linea con gli sviluppi e la crescita del Gruppo, mentre le rettifiche su crediti risultano contenute, confermando la storica qualità dell'attivo. L'utile si attesta a 317 milioni di euro e, al netto del badwill registrato lo scorso anno per effetto dell'acquisizione di Cassa di Risparmio di Cento, risulta essere il miglior risultato mai registrato dal Gruppo.
  • Per quanto attiene i volumi: gli impieghi risultano prevalentemente trainati dalla Banca, dal parabancario e dal credito al consumo, mentre la raccolta risulta principalmente distribuita sulle reti della Banca Commerciale e del Private Banking, con una distribuzione coerente tra i vari segmenti di business.
Dati in Eur/Mid Impieghi Diretta Gestitae
Assicurativo
Amministrata
Banca commerciale 27,4 30,1 18,5 2,5
Parabancario e
Consumer Credit
6,3
Private Banking* 0,8 6,5 20,5 કે, જિ
Altro 0.3 0,4
Rettifiche di consolidamento -0,1 -0,5 -0,2 0,0
Totale 34,5 36,3 39,2 11,5

(*) include Credem Euromobiliare Private Banking e il Private Banking di Credem

2. SCENARIO MACROECONOMICO*

L'economia globale nel 2022 è stata caratterizzata dalla dinamica dell'inflazione, dalla forte incertezza connessa con la guerra in Ucraina e dall'orientamento restrittivo delle politiche monetarie. Nell'ultima parte del 2022 si è registrato un peggioramento del quadro macroeconomico. In positivo, si evidenzia che il rallentamento della domanda mondiale ha contribuito a moderare il prezzo del petrolio sulla fine dell'anno, con impatti sull'inflazione. In particolare, in Europa le quotazioni del gas naturale sono nettamente diminuite. Quanto all'Eurozona, la crescita del PIL è stata del 3,5%. Il PIL italiano nel 2022, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato del 3,9%. Tale dinamica è legata al contributo della domanda interna. Guardando solo il quarto trimestre del 2022, il PIL è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. In Italia, a dicembre 2022, l'indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,3% su base mensile e dell'11,6% su base annua. In media, nel 2022 i prezzi al consumo sono cresciuti dell'8,1% (era +1,9% nel 2021).

Passando alla politica monetaria, ricordiamo che il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE):

  • Nella seduta del 10 marzo, ha annunciato che avrebbe adottato tutte le misure necessarie per perseguire la stabilità dei prezzi e salvaguardare quella finanziaria. Ha rivisto gli acquisti netti mensili APP (Asset Purchase Programme) a 40 miliardi di euro ad aprile, 30 miliardi di euro a maggio e 20 miliardi di euro a giugno.
  • Il 9 giugno, il Consiglio direttivo ha deciso di porre fine agli acquisti netti di attività nell'ambito dell'APP a partire dal 1° luglio 2022 e ha comunicato di voler alzare i tassi di interesse.
  • Il 15 giugno 2022, il Consiglio direttivo si è riunito in via straordinaria per valutare le misure di contrasto all'intensificarsi delle tensioni sui mercati finanziari nell'area dell'euro. Ha incaricato i comitati dell'Eurosistema competenti e i servizi della BCE di progettare un nuovo strumento di contrasto alla frammentazione.
  • Il 21 luglio 2022, la BCE ha alzato i tassi di 50 punti base e ha approvato lo strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria (Transmission Protection Instrument, TPI). La portata degli acquisti del TPI dipenderà dalla gravità dei rischi per la trasmissione della politica monetaria. L'ammissibilità dello strumento è stata comunque subordinata al rispetto dei requisiti riferiti al bilancio pubblico indicati dalla Ue, all'assenza di gravi squilibri macroeconomici, alla sostenibilità del debito pubblico, all'adozione di politiche solide e sostenibili.
  • L'8 settembre 2022, i tassi sono stati innalzati di 75 punti base.
  • Nelle riunioni di ottobre e dicembre, il Consiglio direttivo della BCE ha aumentato i tassi ufficiali rispettivamente di 75 e 50 punti base.

I mercati finanziari hanno risentito delle tensioni geopolitiche, della progressiva normalizzazione delle politiche monetarie, volta a contenere le pressioni inflazionistiche e del peggioramento delle prospettive del ciclo economico globale. Passando all'analisi di maggior dettaglio dell'Italia:

  • Nel corso del primo trimestre del 2022, i rendimenti dei titoli di Stato italiani sono stati spinti al rialzo dalle aspettative di una riduzione dell'accomodamento monetario nell'area dell'euro, in un contesto di forti pressioni inflazionistiche. Lo spread si è ampliato, collocandosi a fine marzo a 150 punti base.
  • A partire da aprile 2022, i rendimenti dei titoli di Stato italiani sulla scadenza decennale sono saliti di oltre 100 punti base e il differenziale con i corrispondenti titoli tedeschi si è ampliato. Gli annunci della BCE della riunione straordinaria del 15 giugno 2022 hanno contribuito a contenere l'incremento dello spread decennale, che intorno a quella data aveva toccato i 242 punti base. Il differenziale al 30 giugno 2022 è risultato nell'intorno di 205 punti base.
  • Anche nel terzo trimestre 2022, i rendimenti dei titoli di Stato italiani sulla scadenza decennale sono cresciuti, riflettendo il processo di normalizzazione della politica monetaria. Lo spread è aumentato, risentendo dell'incertezza politica seguita alla caduta del Governo a metà luglio e dell'accresciuta avversione al rischio nei mercati; a fine settembre lo spread si collocava a 244 punti base.
  • Nell'ultimo trimestre del 2022, le attese di attenuazione del ritmo di rialzo dei tassi di interesse e la maggiore propensione al rischio degli investitori hanno favorito il calo dei rendimenti; a fine dicembre lo spread è sceso verso i 210 punti base.
(*) Le principali fonti del presente capitolo sono: Bollettino Economico n. 2, 3 e 4 – 2022, Bollettino Economico n. 1 – 2023 
elaborati da Banca d'Italia; Comunicati stampa BCE (da sito Banca d'Italia); Rapporto di Previsione, Dicembre 2022, 
Prometeia; siti internet: www.borsaitaliana.it; www.istat.it; www.ilsole24ore.it

3. CONTESTO REGOLAMENTARE E ANDAMENTO SISTEMA BANCARIO*

Nel corso dell'anno, le Autorità di Vigilanza hanno chiuso alcune misure di capital relief, introdotte per contrastare la pandemia; nel contempo il Governo italiano ha continuato a supportare famiglie e imprese, soprattutto per quanto riguarda gli effetti del costo dell'energia.

Relativamente alla vigilanza bancaria, ricordiamo:

  • Il 27 gennaio 2022, la BCE ha avviato uno stress-test al fine di valutare il grado di preparazione delle banche nell'affrontare gli shock economici e finanziari derivanti dal rischio climatico. È importante sottolineare che non mirava a promuovere o bocciare le banche, né dovrebbe avere implicazioni dirette per i livelli patrimoniali.
  • Il 10 febbraio 2022, sono stati pubblicati gli esiti del processo di revisione e valutazione prudenziale (supervisory review and evaluation process, SREP) per il 2021. In base ai risultati di questo esercizio annuale, gli enti significativi hanno mantenuto solide posizioni patrimoniali e di liquidità, riflettendo la resilienza del settore bancario.
  • Sempre il 10 febbraio 2022, è stata comunicata la decisione di non estendere le misure di "capital relief" ed in particolare le banche devono tornare ad operare sopra la Pillar 2 Guidance dal primo gennaio 2023 e includere nuovamente nel Leverage Ratio le esposizioni presso la BCE dal 1° aprile 2022.
  • L'8 luglio 2022, sono stati pubblicati i risultati della prova di stress sul rischio climatico che hanno evidenziato come le banche non tengano ancora adeguatamente conto del rischio climatico nell'ambito delle prove di stress e dei modelli interni, malgrado alcuni progressi rispetto al 2020. Secondo la Vigilanza, "Le banche dell'area dell'euro devono urgentemente intensificare gli sforzi per misurare e gestire il rischio climatico, colmando le attuali lacune nei dati e adottando buone prassi già presenti nel settore".
  • Il 2 novembre 2022, sono stati resi noti i risultati della thematic review sui rischi climatici e ambientali, che evidenziano come le banche siano ancora lontane da un'adeguata gestione degli stessi. Nonostante i progressi fatti, le banche dovrebbero lavorare ulteriormente per identificare e gestire meglio tali rischi. La BCE ha fissato obiettivi da rispettare entro il 2024.
  • Il 12 dicembre 2022, è stata fatta disclosure sulle priorità di vigilanza per il 2023-2025. In sintesi, agli enti vigilati sarà richiesto di rafforzare la propria capacità di tenuta agli shock macrofinanziari e geopolitici immediati (priorità 1), di affrontare le sfide poste dalla digitalizzazione e potenziare le capacità di indirizzo degli organi di amministrazione (priorità 2) e di dedicare maggiori sforzi per fronteggiare il cambiamento climatico (priorità 3).

A fine ottobre 2022, il Consiglio Europeo ha proposto il testo della CRR3, che dovrebbe recepire nella legislazione europea la finalizzazione di Basilea 3 (cosiddetta Basilea 4). L'iter legislativo sta proseguendo.

Il 15 giugno 2022, il Comitato di Basilea ha pubblicato i "Principi per la gestione e la supervisione efficace dei rischi finanziari legati al clima" la cui attuazione è prevista nel prossimo futuro.

Sempre il Comitato di Basilea, il 16 dicembre 2022, ha rilasciato lo standard prudenziale per le esposizioni bancarie in cryptoassets, che andrebbe implementato dal 1° gennaio 2025. Il Comitato ha reso inoltre noto che le priorità strategiche per il 2023–24 riguardano i rischi e le vulnerabilità emergenti collegati alla digitalizzazione e al clima.

Relativamente all'Italia, il Governo è intervenuto con più decreti da inizio 2022 per calmierare gli effetti dell'aumento eccezionale del costo dell'energia. Si evidenzia, in particolare, che con il Decreto "Aiuti" del 17 maggio 2022 (Misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina) sono stati introdotti interventi in favore di lavoratori, imprese e famiglie per fronteggiare gli effetti economici della crisi. Il decreto ha previsto:

  • bonus sociale elettricità e gas e l'incremento dei crediti di imposta in favore delle imprese per l'acquisto di energia elettrica e di gas naturale;
  • misure diversificate per il sostegno della liquidità delle imprese, tra le quali le misure temporanee tramite garanzie concesse da SACE, fino al 31 dicembre 2022, per finanziamenti in favore delle imprese, per supportare le importazioni verso l'Italia di materie prime o fattori di produzione la cui catena di approvvigionamento sia stata interrotta o abbia subito rincari per effetto della attuale crisi;

misure temporanee a sostegno alla liquidità delle piccole e medie imprese e l'istituzione del Fondo per il sostegno delle imprese danneggiate dalla crisi ucraina, mediante l'erogazione di contributi a fondo perduto.

Il sostegno del Governo Italiano è proseguito nel corso dell'anno fino al "Decreto Aiuti Quater" di novembre 2022.

Procedendo ad analizzare l'andamento del Sistema Bancario italiano, in dicembre 2022 i prestiti al settore privato, corretti sulla base della metodologia armonizzata concordata nell'ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), sono cresciuti del 2,1% (era +2,1% a dicembre 2021). In dettaglio, i prestiti alle imprese hanno evidenziato una dinamica nulla su base annua (era +1,7% a dicembre 2021). La crescita del credito, dopo un sostenuto sviluppo nella prima parte dell'anno, si è indebolita nella seconda parte per le imprese operanti nella manifattura e nei servizi, mentre è leggermente aumentata per quelle operanti nelle costruzioni. Relativamente al credito alle famiglie, lo sviluppo si è attestato al +3,3% su base annua (era +3,7% a dicembre 2021). Entrando nel dettaglio, i mutui hanno evidenziato un progresso del +4,2% su base annua. Il credito al consumo ha evidenziato una dinamica più contenuta (+3,0% a dicembre 2022).

Relativamente alla rischiosità, a dicembre 2022, le sofferenze lorde si sono attestate a 30,2 miliardi di euro (erano 38,7 miliardi di euro a dicembre 2021, –22,0% su base annua). Le sofferenze al netto dei fondi rettificativi, sempre a dicembre 2022, sono scese a 14,2 miliardi di euro, dai 15,5 miliardi di euro di dicembre 2021 (-6,5% su base annua).

Passando alla raccolta diretta interna delle banche italiane, la dinamica dei depositi del settore privato ha evidenziato un progressivo rientro nel corso del 2022: i depositi hanno segnato una flessione del -0,7% a dicembre 2022 (era +6,9% a dicembre 2021). I depositi alle famiglie hanno risentito della minore formazione di risparmio e di una riallocazione progressiva verso altre forme di risparmio, conseguentemente, hanno chiuso con un +1,1% a fine 2022. I depositi delle imprese hanno segnato un -1,0%.

Entrando nel dettaglio, anche la liquidità a vista detenuta sui conti correnti ha evidenziato una progressiva flessione (chiudendo a -1,5% su base annua a dicembre 2022). Le forme di deposito a durata prestabilita hanno segnato un +5,9% su base annua, mentre i depositi rimborsabili con preavviso hanno evidenziato una dinamica contenuta (+1,1% a dicembre 2022). Il comparto obbligazionario ha recuperato in parte la flessione che ha caratterizzato il recente passato, attestandosi a dicembre 2022 al -1,5% su base annua (era -6,7% a dicembre 2021).

Relativamente al risparmio gestito, a fronte di mercati molto volatili, segnati dal contesto molto instabile e dall'inversione di marcia delle principali politiche monetarie globali, i fondi comuni aperti hanno realizzato afflussi pari a 9,3 miliardi di euro a dicembre 2022. Secondo dati forniti da Assogestioni, la raccolta netta è stata positiva per gli azionari (+21,1 miliardi di euro, incidono per il 31% del patrimonio gestito complessivo), i bilanciati (+4,4 miliardi di euro, incidono per il 13% del patrimonio gestito complessivo) e i monetari (+6,4 miliardi di euro, incidono per il 4% del patrimonio gestito complessivo). Hanno registrato deflussi gli obbligazionari (-16,7 miliardi di euro, incidono per il 34% del patrimonio gestito complessivo) e flessibili (-5,7 miliardi di euro, incidono per il 19% del patrimonio gestito complessivo). Il patrimonio complessivo dei fondi aperti si è attestato, a dicembre 2022, a 1.075 miliardi di euro (a dicembre 2021 era 1.263,3 miliardi di euro), per l'effetto mercato negativo. I flussi, sopra descritti, si sono concentrati sui fondi di diritto estero.

A dicembre 2022, in base ai dati di ANIA, la nuova produzione di polizze vita individuali raccolte in Italia è stata pari a 88,1 miliardi di euro, in flessione del -16,4% rispetto all'anno precedente. I prodotti di ramo I hanno registrato un -3,3% (rappresentando il 67% della raccolta complessiva), mentre i prodotti di ramo III hanno evidenziato una contrazione del -30,5% su base annua (rappresentando il 32% della produzione complessiva). Relativamente ai canali distributivi delle polizze vita, si registra una flessione degli sportelli bancari e postali (-9,3% su base annua, sviluppando il 66% del totale raccolta) così come per il canale delle reti (-28,8% su base annua, distribuendo il 15% dei flussi complessivi).

Nel contempo, a dicembre 2022, i titoli in deposito delle famiglie (al valore nominale) hanno evidenziato un forte sviluppo (+32,7% su base annua), interrompendo la flessione che ha caratterizzato gli anni scorsi.

(*) Le principali fonti del presente capitolo sono: Banche e moneta: serie nazionali - dicembre 2022, Banca d'Italia; Rapporto Immobiliare 2022, Agenzia delle Entrate; Bollettino Economico n. 1 – 2023, Banca d'Italia; siti internet: www.bankingsupervision.europa.eu; www.lavoro.gov.it; www.assogestioni.it; www.ania.it

4. PRINCIPALI EVENTI STRAORDINARI

Effetti COVID-19

Una progressiva normalizzazione della situazione sanitaria ha consentito un parallelo lento rientro alle modalità più ordinarie di svolgimento dell'attività bancaria. Nel corso del 2022, il Gruppo ha mantenuto i presidi individuati per far fronte all'evoluzione della pandemia già dalle fasi iniziali (potenziamento dei canali digitali, messa a punto dei sistemi di early warning sul credito ed istituzionalizzazione dei sistemi di rolling forecast trimestrale nei processi di pianificazione…).

Le attività sono state svolte nel rispetto di tutte le normative vigenti, seguendone il costante aggiornamento nel tempo. A questo proposito, si ricordano in particolare:

  • o Protocollo siglato tra Governo e Parti Sociali per il contrasto alla diffusione del Covid-19, sottoscritto in data 30 giugno 2022 e divulgato verso tutti i dipendenti insieme alle principali misure di prevenzione da mantenere nell'esercizio dell'attività lavorativa.
  • o Decreto Legge n. 24 del 25 marzo 2022, che prevedeva "Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell'epidemia da COVID-19".
  • o Circolare del Ministero della Salute del 31 dicembre 2022, che ha apportato alcune sostanziali modifiche al regime di isolamento in caso di affezione da Covid 19 o di contatto stretto con un soggetto positivo.
  • o Legge 29 dicembre 2022 n. 197, la c.d. Legge di Bilancio, che prevede fino al 31 marzo 2023 per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in condizione di fragilità secondo la normativa vigente la possibilità di svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile.

Lo smart working, a partire da settembre 2022 e fatte salve le categorie evidenziate sopra, è tornato ad essere una modalità di lavoro ibrida, basata su presenza fisica alternata a lavoro da remoto, e non più uno strumento emergenziale.

Dopo la proroga concessa fino a fine 2021, nel primo semestre del 2022 sono scadute anche le moratorie statali. L'allentamento delle "misure COVID-19" non ha comportato per il Gruppo l'evidenza di rilevanti segnali di deterioramento del conteso economico.

Implicazioni del conflitto Ucraina (*)

Il Gruppo Credem non evidenzia esposizioni rilevanti verso i paesi coinvolti nel conflitto. Gli impatti sui risultati annuali sono riconducibili principalmente all'andamento negativo dei mercati finanziari che hanno risentito del quadro di instabilità. Il calo delle capitalizzazioni ha determinato un modesto riflesso sui ricavi commissionali, che continuano a beneficiare degli importanti stock iniziali delle masse in gestione e nella seconda parte dell'esercizio hanno registrato la ripresa dei mercati.

Per quanto riguarda la qualità dell'attivo, fin dall'inizio del conflitto, il Gruppo ha innalzato il presidio attraverso meccanismi di segmentazione della clientela e dei relativi livelli di rischiosità in relazione alla maggior esposizione nei settori direttamente più colpiti o più esposti a rischi geopolitici o impattati dall'incremento dei prezzi delle materie prime. Le ripercussioni dello scenario sulle principali grandezze economiche e patrimoniali sono revisionate trimestralmente per tener conto di eventuali deterioramenti o anomalie che per il momento non si sono manifestati, consentendo al Gruppo di mantenere un'ottima qualità degli asset.

Dal punto di vista operativo, a seguito degli sviluppi del quadro sanzionatorio, il Gruppo ha adottato un approccio restrittivo nei confronti dell'operatività che coinvolge Russia, Bielorussia e Ucraina, prevedendo: blocchi sulle transazioni e sull'acquisizione di nuovi clienti; restrizioni di tipo geografico, merceologico e finanziario con soglie di rilevanza stringenti. Sono state applicate le misure restrittive varate dalle Autorità: a decorrere dal 12 marzo 2022, in ottemperanza alla norma che prevede il divieto di prestare servizi di messaggistica finanziaria per scambiare dati finanziari con i soggetti listati e le loro controllate, ha disattivato la rete SWIFT verso alcune banche listate russe e bielorusse. A sostegno delle vittime della guerra in Ucraina, il Consiglio di Amministrazione di Credem, il 7 marzo 2022, ha deliberato uno stanziamento in più tranche verso la Croce Rossa Italiana e la Fondazione Solidarietà Reggiana, Save the Children, Caritas diocesana di Reggio Emilia e Guastalla, Banco Alimentare.

(*) ESMA, in data 13 maggio 2022, ha pubblicato il Public Statement "Implications of Russia's invasion of Ukraine on halfyearly financial reports", afferente gli effetti dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia sulle rendicontazioni finanziarie semestrali e, in data 28 ottobre 2022, ha pubblicato il Public Statement "European common enforcement priorities for 2022 annual financial reports", dove si evidenziano le priorità relative alla disclosuresui rendiconti annuali.

5. PRINCIPALI EVENTI GRUPPO CREDEM

Sono illustrati di seguito gli eventi principali che hanno interessato il Gruppo Credem nel corso del 2022:

Collocamento Green Bond

In data 13 gennaio 2022, Credem, ha lanciato con successo la sua prima emissione obbligazionaria green, destinata a investitori istituzionali, per un ammontare pari a 600 milioni di euro. L'operazione, che rientra nei progetti con impatto positivo ambientale, ha ottenuto grande favore da parte del mercato con una richiesta di quasi 2 volte l'offerta. Il Green Bond avrà una durata di 6 anni con scadenza 19 gennaio 2028 e possibilità di rimborso anticipato al penultimo anno (spread di 105 punti base sopra il tasso mid swap di riferimento, cedola annuale 1,125%). L'emissione è stata collocata presso investitori istituzionali italiani (59%) ed esteri (41%), da un sindacato composto da Crédit Agricole, che ha anche svolto il ruolo di green structuring advisor e global coordinator dell'ESG framework del Gruppo, Société Générale, Natixis e Barclays in qualità di joint lead managers.

Richiamo T2 Credembanca e nuova emissione Tier 2 Credemholding

In data 11 maggio 2022, a seguito dell'autorizzazione rilasciata dall'Autorità di Vigilanza, Credito Emiliano ha reso nota l'intenzione di procedere, con data di efficacia 10 luglio 2022, al rimborso integrale del prestito subordinato di 100 milioni di euro "Fixed to Floating Rate Subordinated Tier 2 Callable Notes",non più efficiente dal punto di vista patrimoniale.

In data 28 giugno 2022, Credemholding ha emesso un Social Bond Tier 2 Subordinato da 200 milioni di euro, scadenza ottobre 2032, il primo Social Bond di una banca europea, la prima emissione di Credemholding all'interno del framework ESG. L'emissione è accompagnata da un'operazione 'mirror' di Credito Emiliano, con pari valuta, interamente sottoscritto da Credemholding.

Collocamento Covered Bond

In data 24 maggio 2022, all'interno del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite, aggiornato in data 6 aprile 2022, Credem ha collocato 500 milioni di euro di Covered Bond, interamente assistiti da mutui residenziali del Gruppo, con cedola lorda annua pari al 1,75% e data di godimento e di regolamento dell'operazione al 31 maggio 2022. Il 65% dell'emissione è stato collocato presso investitori istituzionali italiani mentre il restante 35% presso investitori stranieri.

Idoneità del Collegio sindacale – processo Fit & Proper

In data 20 maggio 2022, il Collegio Sindacale, facendo seguito alle nomine effettuate dall'Assemblea degli Azionisti dello scorso 28 aprile 2022, ha ultimato le verifiche in ordine alla sussistenza dei requisiti e criteri di idoneità in capo ai singoli Sindaci. Tali verifiche, svolte entro il termine normativo di 30 giorni dalla nomina, hanno dato esito positivo anche in relazione all'adeguatezza complessiva dell'Organo. Su tali basi verrà pertanto incardinato il processo di Fit & Proper Assessmentpresso la Banca Centrale Europea.

Nomina Direttore Generale

In data 4 agosto 2022, in seguito alla manifestazione dell'intenzione di beneficiare del diritto pensionistico da parte del Direttore Generale Nazzareno Gregori, il Consiglio di Amministrazione di Credem ha provveduto alla designazione del nuovo Direttore Generale: Angelo Campani, che rivestiva l'incarico di Condirettore generale a testimonianza della volontà di favorire un ordinato passaggio generazionale, punto di forza caratteristico dell'azienda per continuare a creare un costante e solido valore anche in futuro. Il Consiglio ha avviato il processo di Fit & Proper presso la Banca Centrale Europea, procedendo poi al perfezionamento della nomina, con decorrenza 1 febbraio 2023.

Pareri società di rating

In data 24 ottobre 2022, Fitch Ratings ha confermato il Long-Term Issuer Default Rating (IDR) di Credem a "BBB" e il Viability Rating (VR) a "bbb". L'outlook sull'IDR a lungo termine è stabile. Precedentemente, in data 9 agosto 2022, a seguito della revisione dell'outlook sul rating del debito assegnato al governo italiano (Baa3) da "Stabile" a "Negativo", Moody's aveva effettuato un'azione di rating su 14 istituti finanziari italiani. Ciò nonostante, tutti i rating di Credem sono stati confermati; l'outlook è tuttavia passato a "Negativo" da "Stabile", in linea con quello del debito sovrano. La conferma dei rating da parte delle società riflette la solidità patrimoniale e del business model di Credem.

Esito attività ispettive e rapporti con Autorità di Vigilanza

A fine febbraio 2022, si è conclusa l'attività ispettiva di BCE, all'interno di una specifica campagna sul rischio di credito e controparte, avviata su un campione di banche con la finalità di verificare l'individuazione, la gestione, il monitoraggio e controllo delle misure di sostegno concesse per l'emergenza COVID-19 e relative ai debitori classificati come società non finanziarie. La condivisione del rapporto ispettivo da parte dell'Autorità ha rilevato solo alcune aree di miglioramento senza tuttavia comportare impatti di rilievo. Pur nel contesto di scarsa materialità e gravità delle aree di miglioramento individuate, le principali evidenze possono riferirsi ad evoluzioni in merito ai criteri di attualizzazione nell'ambito della definizione del provisioning delle posizioni classificate ad UTP ed ai criteri di definizione del perimetro rientrante nella Low Credit Risk Exemption per le posizioni in bonis.

Nel mese di settembre 2021 era stato consegnato dalla Banca d'Italia il rapporto ispettivo in esito alle verifiche condotte nel periodo aprile-luglio 2021 sul rispetto della normativa e degli orientamenti di Vigilanza in tema di trasparenza delle operazioni e correttezza delle relazioni con la clientela. Nel corso del 2022, sono state rilevate talune aree di rafforzamento, in alcuni casi anche con conseguenze restitutorie in favore della clientela, a fronte delle quali è stata istituita una specifica attività progettuale per la definizione e la realizzazione del piano di rimedio a superamento delle anomalie segnalate.

In data 12 dicembre 2022, l'Autorità Bancaria Europea (EBA) ha pubblicato il pacchetto informativo del "EU-wide Transparency Exercise" 2022, con riferimento ai dati trimestrali FINREP e COREP da settembre 2021 a giugno 2022: tale esercizio ha coinvolto, insieme con altre istituzioni finanziarie europee, anche il Gruppo Bancario Credito Emiliano, consolidato a livello di Credito Emiliano Holding S.p.A.

In data 15 dicembre 2022, la Banca Centrale Europea (BCE) ha confermato anche per il 2023, il requisito di Pillar 2 (P2R) di Credem all'1,00%, come già in essere per il 2022 (comunicazione del 2 febbraio), collocandolo tra i migliori in Italia ed in Europa tra le principali banche vigilate direttamente da Francoforte. Il requisito di Pillar 2 deriva dall'analisi annuale svolta dalla BCE (SREP - Supervisory review and evaluation process) che ha così ribadito la solidità del business model e dei presidi di gestione dei rischi di Credito Emiliano. Conseguentemente, i requisiti patrimoniali complessivi, si attestano a 7,56%, 9,25% e 11,5% rispettivamente per quanto riguarda il CET 1 ratio, il Tier 1 ratio e il Tier total.

Quote di mercato

In considerazione dei tempi di approvazione della presente relazione, vengono utilizzati gli ultimi dati di Sistema disponibili a dicembre per "Crediti e raccolta diretta a clientela" e "Raccolta complessiva". Per quanto attiene la raccolta diretta "core", viene utilizzato il dato dei "depositi" (aggiornato alla data di riferimento), stante le diverse tempistiche dei flussi di ritorno delle obbligazioni e pronti contro termine ripartiti per controparte.

Parti Correlate

Per le informazioni relative alle operazioni con Parti Correlate, in base a quanto previsto dall'art. 5, comma 8, del Regolamento Consob recante le disposizioni in materia di operazioni con Parti Correlate (adottato da CONSOB con delibera n.17221 del 12/03/2010 e successivamente modificato con delibera n.17389 del 23/06/2010), si rimanda a quanto riportato nelle note illustrative del bilancio consolidato.

Perimetro societario

Si ricorda anche che il periodo di confronto della presente relazione non includeva l'apporto di Cassa di Risparmio di Cento, fusa in Credem a decorrere dal secondo semestre 2021, pertanto i risultati non risultano perfettamente comparabili.

Inoltre, nel primo semestre 2022, si registra anche il perfezionamento della dismissione di Gestimlux. L'11 novembre 2022, Banca Euromobiliare ha assunto il nome di Credem Euromobiliare Private Banking, società nella quale a febbraio 2023, a seguito dell'autorizzazione dell'Autorità di Vigilanza, è stata conferita la Business Unit Private di Credem. Si rimanda alla prevedibile evoluzione della gestione per ulteriori informazioni circa l'operazione di conferimento del ramo d'azienda.

6. PRINCIPALI AREE DI PROGETTUALITÀ

Per l'intero 2022, l'attività progettuale, di sviluppo organizzativo e tecnologico è stata, come per il 2021, molto intensa:

  • È proseguito il presidio di 10 programmi strategici che si declinano in 35 Progettualità rilevanti (al 31.12.2022)
  • I programmi strategici hanno visto il coinvolgimento di più di 700 utenti e un ritmo di change managementsulle reti di vendita molto intenso.

Di seguito evidenziamo le principali aree di intervento, suddivise per Area Strategica.

PROGRAMMI STRATEGICI

Private Banking

Nel corso del 2022, una componente rilevante delle attività di deployement ha riguardato il progetto di specializzazione del private banking del Gruppo Credem, attraverso la nascita di Credem Euromobiliare Private Banking, la banca dedicata alla clientela private, con l'obiettivo di rafforzare il posizionamento distintivo anche attraverso le sinergie con tutte le società attive nel Gruppo.

Retail Banking

L'evoluzione del modello di servizio retail in corso di definizione prevede la messa a disposizione di un modello di servizio digitale, che consenta alla clientela di scegliere (sia negli aspetti transazionali che in quelli di consulenza) tra un'offerta self, una relazione commerciale a distanza supportata da un consulente o di proseguire la propria relazione attraverso la consulenza in filiale.

Wealth Management

In continuità rispetto all'anno precedente, è stato completato lo sviluppo di una nuova piattaforma di consulenza olistica, che integra consulenza finanziaria con consulenza patrimoniale, mediante il supporto di un modello di consulenza ROBO for Advisory elaborata con i best playerdi Mercato: UBS e Prometeia.

Credito al Consumo

Prosegue la strategia di "accentramento" dell'offerta di prodotti di credito al consumo per famiglie e privati sulla società Avvera, che diventerà a breve la sola società del Gruppo erogatrice di credito al consumo, anche per i clienti della Capogruppo. Sono in corso progetti di automazione delle concessioni creditizie (con elaborazione di algoritmi di instant lending) e del monitoraggio andamentale delle esposizioni in essere, volti ad individuare meccanismi di early warning.

Corporate Banking

Creato un "HUB" per le aziende clienti finalizzato a poter accedere all'intera offerta delle società del Gruppo operanti per le aziende (Credem Banca, Credemleasing, Credemfactor, Credemtel). Avviate alcune sperimentazioni per la concessione di finanziamenti alle imprese sfruttando l'access to account abilitato dalla PSD2 e sviluppati alcuni processi digitali per la sottoscrizione dei principali prodotti di riferimento per le SME.

Attivate prime sperimentazioni basate su piattaforma tecnologica blockchain.

Sistema dei pagamenti

Avviato il programma di trasformazione dei pagamenti, partendo dal rifacimento dell'architettura tecnologica del sistema dei pagamenti di Gruppo in collaborazione con TAS, con l'obiettivo di portare l'operatività 24x7 sul core banking e consentire lo sviluppo di nuovi prodotti (es: bonifico instant).

Digital Transformation & Customer Interaction Proseguono gli investimenti sulla nuova APP Mobile di Credem, evoluta mediante l'introduzione delle funzionalità di personal financial managemente di piattaforme di CRM evolute

È stata inoltre introdotta una nuova modalità di interazione con i clienti, attraverso l'utilizzo di Salesforce Marketing Cloud e del Digital Marketing e mediante l'estensione dell'utilizzo della firma digitale nei processi di vendita e nelle modalità di sottoscrizione.

Sono inoltre proseguite le iniziative di ottimizzazione del cost/income della rete distributiva, fattorizzando la migrazione verso il digitale della transazionalità della clientela (intenso piano di installazione di ATM Evoluti e CSA-Casse SelfAssistite).

Aumentata ulteriormente la capacità di automazione dei processi mediante utilizzo di soluzioni robotiche, di work flow management e OCR (Optical Character Recognition), con l'intento di snellire l'operatività, di migliorare l'efficienza e di abbassare i rischi operativi.

Risk management (regulatory and credit risk)

Sono in corso le attività progettuali finalizzate al recepimento e adeguamento delle normative emanate dai regolatori nazionali ed europei (tra le principali si citano GDPR, Direttiva Antiriciclaggio, ECMS, CRR, T2T2S2 e IRRBB).

Permane il presidio strategico del portafoglio crediti di Gruppo, con l'obiettivo di mantenere una qualità dell'attivo tra i migliori del Sistema.

Sostegno famiglie ed imprese

In linea con quanto previsto dal PNRR, è stata attivata una specifica cabina di regia per dar seguito alle opportunità generate dai bandi di offerta emanati dal Governo.

Sono stati sviluppati specifici processi di credito a sostegno delle aziende ed è stata integrata la gamma prodotti, al fine di accompagnare i clienti del Gruppo nella realizzazione di prodotti collegati al PNRR, con particolare riferimento ai temi di innovazione digitale, transizione green e ESG e imprenditoria femminile.

Information Governance

Implementate diverse soluzioni di data analytics e data visualization e iniziative per il rafforzamento della data culture, in linea con quanto definito dalla Data Governance di Gruppo. Avviato un percorso progettuale dedicato alla definizione di un modello organizzativo e di governancerelativo all'utilizzo dell'intelligenza artificiale.

ESG:

Dopo aver effettuato un assessment preliminare dei presidi in essere per la gestione dei rischi climatici ed ambientali e della rilevanza dei rischi fisici e di transizione per il portafoglio del Gruppo bancario, è stata definita una roadmap di evoluzione volta ad integrare i rischi climatici ed ambientali all'interno dei modelli di rischio e di credito del Gruppo.

Evoluzione Sistemi Informativi:

Sono proseguiti gli investimenti in cyber security, mirati a rafforzare la protezione del Gruppo e dei clienti a fronte delle crescenti minacce informatiche attraverso adozione di metodi e strumenti dedicati, l'aggiornamento dei sistemi e delle dotazioni hardware, l'inserimento di professionalità specialistiche. Prosegue il percorso di scale up della cultura e della metodologia Agile, con il coinvolgimento di tutte le anime dell'azienda (business e IT). Proseguono gli investimenti per il rinnovamento dei sistemi di core banking; in particolare l'avvio degli sviluppi relativi alla sostituzione ed evoluzione della piattaforma di elaborazione e gestione della documentazione massiva per la clientela.

7. RISULTATI ECONOMICI CONSOLIDATI

Di rilievo i risultati economici del 2022 sia in valore assoluto, sia rispetto all'esercizio precedente. Si ricorda a questo proposito che i dati del 2021 sono influenzati dal consolidamento, a decorrere dal 1° luglio, della Cassa di Risparmio di Cento e dal badwill derivante dall'operazione. Le variazioni percentuali sono pertanto calcolate su un perimetro non omogeneo.

CONTO ECONOMICO
Milioni di €
2022 2021 Variazione
%
- Margine finanziario 662,7 496,3 33,5
- Margine servizi () (***) 810,2 840,4 -3,6
Margine d'intermediazione (*) 1.472,9 1.336,7 10,2
- Spese del personale -563,4 -550,7 2,3
- Altre spese amministrative (*) -238,6 -231,9 2,9
Costi operativi (*) -802,1 -782,6 2,5
Risultato lordo di gestione 670,8 554,1 21,1
- Ammortamenti -98,3 -93,2 5,4
Risultato operativo 572,5 460,9 24,2
- Accantonamenti per rischi e oneri (**) -11,3 -7,5 49,8
- Oneri/proventi straordinari () (*) -51,8 44,6 -216,1
- Rettifiche su partecipazioni e avviam. 1,2 -0,3 n.s.
- Rettifiche nette su crediti (****) -49,1 -31,5 55,7
Utile prima delle imposte 461,6 466,2 -1,0
- Utile/perdita di terzi 0,0 -0,2 n.s.
- Imposte sul reddito d'esercizio -144,6 -113,6 27,3
Utile netto 317,0 352,4 -10,1
Utile netto al netto badwill Caricento 317,0 256,8 23,4

La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio e dalla nota integrativa, si rimanda alla legenda nel paragrafo relativo agli indicatori sintetici di performance per la riconduzione delle voci di bilancio agli schemi obbligatori

(*) le spese ed il margine servizi sono stati nettati della componente di imposte indirette e tasse recuperate alla clientela (113,6 milioni di euro a dicembre 2022; 116,1 milioni di euro a dicembre 2021); sono stati stornati da spese contributi ai fondi nazionali per 57,4 milioni di euro (51,3 milioni a dicembre 2021);

(**) il risultato positivo derivante dalla cessione di sofferenze è riclassificato a proventi straordinari (5,2 milioni di euro nel 2022; 0,1 milioni di euro nel 2021);

(***) la componente di contributo al Fondo di Risoluzione (3,9 milioni di euro nel 2022, 2,7 milioni di euro nel 2021) accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri è ricondotta tra gli oneri straordinari;

(****) le rettifiche/riprese di valore su crediti inerenti le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato riferite a titoli (-0,4 milioni di euro; -0,8 milioni di euro a dicembre 2021) e quelle inerenti le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (+0,2 milioni di euro; +0,5 milioni di euro a dicembre 2021) sono ricondotte al margine servizi.

(*****) la componente del negative goodwill, o badwill del 2021, ammontante a 95,6 milioni di euro è stata ricondotta tra i proventi straordinari

Il margine di intermediazione segna complessivamente una crescita superiore al 10% rispetto al 2021, fattorizzando la diversificazione del business model del Gruppo, che ha consentito lo sviluppo armonico di varie componenti di ricavo. In particolare, gli impatti della turbolenza dei mercati finanziari sono stati compensati da un maggior sviluppo dei ricavi legati all'attività bancaria tradizionale. Inoltre, il Gruppo ha potuto beneficiare della piena contribuzione di Cassa di Risparmio di Cento.

Margine finanziario

L'aggregato ha registrato un'evoluzione particolarmente positiva, +33,5%, sia per effetto della crescita dei volumi clientela, sia per l'impatto crescente riveniente dalla dinamica dei tassi di interesse che ha permesso, soprattutto negli ultimi due trimestri del 2022, una riapertura della forbice clientela.

Dalla tabella seguente è possibile (in %) apprezzare conseguentemente l'evoluzione dei tassi medi progressivi relativi ai rapporti con la clientela:

TASSI 2022 2021
Tasso medio impieghi
Tasso medio raccolta
1,87
0,05
1,51
0,04
"Forbice" clientela 1,82 1,47

La redditività derivante dalla componente finanziaria ha continuato a beneficiare dell'apporto positivo degli interessi da TLTRO, anche se in misura meno rilevante rispetto al 2021. Positiva anche la contribuzione del portafoglio titoli, che con volumi stabili, mantiene una composizione diversificata di titoli di Stato italiani ed esteri.

Margine da servizi:

Come evidenziato nella tabella sottostante, il margine da servizi segna una contrazione del 3,6%:

SCOMPOSIZIZIONE PER AREA DI CONTRIBUZIONE 2022 2021 Variazione
%
- Gestione e intermediazione 426,6 478,9 -10,9
- Servizi bancari (*) 237,6 217,1 9,4
COMMISSIONI NETTE 664,2 696 -4,6
Trading titoli, cambi e derivati 52,9 54,0 -2,0
Gestione assicurativa ramo vita (**) 64,8 65,3 -0,8
Saldo altri proventi e oneri di gestione riclassificato (**) 28,3 25,1 12,7
MARGINE SERVIZI 810,2 840,4 -3,6

(*) I ricavi denominati di istruttoria veloce sono stati riclassificati tra le commissioni, a deduzione dei proventi di gestione (**) Le voci della sopra illustrata tabella sono al netto delle corrispondenti voci di Credemvita, che vengono sinteticamente esposte nella "gestione assicurativa ramo vita".

Le commissioni nette, complessivamente si attestano a 664,2 milioni di euro (-4,6% rispetto al 2021).

Con riferimento alle commissioni di gestione e intermediazione, che raggiungono i 426,6 milioni di euro, l'esercizio ha inevitabilmente risentito dell'instabilità derivante dalle tensioni geopolitiche che si sono scatenate sui mercati finanziari conseguentemente allo scoppio del conflitto in Ucraina, con ripercussioni sulla redditività di gran parte delle società dell'area wealth. I solidi volumi di partenza e la parziale ripresa, che si è concretizzata nella seconda parte dell'esercizio, hanno tuttavia consentito il mantenimento di una buona redditività ordinaria, mentre ha sofferto la componente relativa alle commissioni di performance.

Le commissioni bancarie hanno registrato un incremento del 9,4%, che ha in parte compensato la mancata crescita del risparmio gestito. Senza variazioni di rilievo la marginalità della componente assicurativa e in lievissima contrazione la contribuzione del trading/area finanza.

Spese ed ammortamenti

I costi mostrano complessivamente una crescita del 2,5%, riflettendo alcune dinamiche inflattive e la crescita del business, oltre che la computabilità su dodici mesi degli oneri relativi al perimetro di Cassa di Risparmio di Cento. Nel dettaglio, per il 2022:

  • o le spese per il personale si attestano a 563,4 milioni di euro, in aumento del 2,3% rispetto al 2021;
  • o le altre spese amministrative ammontano a 238,6 milioni di euro, in aumento del 2,9% rispetto al 2021, includono alcune componenti legate agli sviluppi IT del Gruppo (di cui circa 5 milioni di euro non ricorrenti legati alla costituzione di Credem Euromobiliare Private Banking);
  • o gli ammortamenti, pari a 98,3 milioni di euro, sono in crescita del 5,4%, in linea con le attese in termini di investimenti volti a sostenere l'intensa attività progettuale e l'evoluzione del modello di servizio.

Componenti non operative

Il conto economico nella voce "oneri/proventi straordinari" comprende, oltre ad altre voci minori:

  • o oneri sistemici per 61,2 milioni di euro verso i 53,9 milioni di euro del 2021;
  • o utili da cessione sofferenze per 5,2 milioni di euro e 11,1 milioni di euro per la cessione di Gestimlux;
  • o nel 2021 la voce includeva il badwill derivante dall'operazione di integrazione con Cassa di Risparmio di Cento per 95,6 milioni di euro.
  • Rischio creditizio

Le rettifiche su crediti restano su valori estremamente contenuti (15 bps di costo del credito), registrano componenti, relative ad un aggiornamento degli scenari nei modelli IFRS9 e un adeguamento delle policy sui crediti problematici, in coerenza con gli obiettivi di addendum e calendar provisioning e confermano, come già evidenziato nel capitolo dedicato agli impieghi, l'assenza di rilevanti segnali di deterioramento creditizio.

Risultato d'esercizio

L'utile netto si attesta a 317,0 milioni di euro, in crescita del 23,4% rispetto ai 256,8 milioni di euro del 2021, confermando nel tempo la capacità reddituale del Gruppo anche nei periodi di incertezza.

8. PRINCIPALI AGGREGATI PATRIMONIALI

8.1 IMPIEGHI

La dinamica degli impieghi del Gruppo Credem, come evidenziato nella tabella sottostante, mostra una variazione rispetto all'anno precedente che si colloca al 4%, rispetto ad un dato di sistema che evidenzia una crescita dello 0,9%.

CREDITI VERSO CLIENTELA Milioni di € Variazione %
2022 2021 Gruppo Sistema (*)
Impieghi 34.483 33.156 4,0 0,9

(*) Il sistema comprende residenti Italia al netto delle pubbliche amministrazioni e dei pronti contro termine con controparti centrali (fonte Banca d'Italia)

Nel 2022 si conferma l'apporto determinante delle società del Gruppo alla crescita degli impieghi, che deriva da scelte strategiche intraprese già nei precedenti esercizi. Questo orientamento si rafforzerà ulteriormente nel corso del 2023 con la creazione della nuova entity Credem Euromobiliare Private Banking, che permetterà di sviluppare al meglio le sinergie tra il segmento private e le imprese. Il Gruppo conferma l'importante azione di presidio del rischio, rafforzata dall'introduzione di indicatori che rendono più efficace il monitoraggio e la rilevazione anticipata dei primi segnali di un potenziale incremento del rischio di credito. Con la situazione di contesto macroeconomico ancora molto instabile, tali strumenti di presidio del rischio sono stati mantenuti anche nel 2022, con focus sulle valutazioni di potenziale difficoltà finanziaria.

Con riferimento ai crediti performingdi Credembanca:

  • I dati aggregati confermano i trend di lungo periodo che caratterizzano l'offerta creditizia, in particolare la forte concentrazione sulle posizioni con rating migliori dove insiste circa l'87% degli utilizzi.
  • Per quanto riguarda le aziende corporate, si registra un ulteriore miglioramento della qualità creditizia del portafoglio, il quale evidenzia una crescita degli utilizzi delle posizioni con rating migliori che arrivano a pesare il 96% sul totale delle aziende del segmento.
  • Per le altre aziende incluse nel segmento funzione regolamentare corporate si evidenzia che a fine 2022 gli utilizzi sui rating migliori rappresentano circa l'87% del totale, in aumento del 5% rispetto all'esercizio precedente.
  • Il portafoglio delle piccole aziende (microimprese) gestite dalle filiali o dai centri small business mostra una qualità creditizia in aumento rispetto al precedente esercizio del 3% (gli utilizzi sui rating migliori sono l'85% del totale).
  • Il portafoglio delle micro aziende e delle famiglie produttrici, pur in un contesto di maggiore difficoltà economica per gli effetti della guerra Ucraina e la crisi inflazionistica, evidenzia la concentrazione verso le esposizioni con ratingmigliori (76%).
  • Infine, gli impieghi a privati e famiglie consumatrici, anche nel corso del 2022, incrementano le consistenze, in particolare i mutui residenziali fanno registrare una variazione rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente del +4,4%, nonostante l'incremento dei tassi di interesse verificatosi nella seconda parte dell'esercizio.

Con riferimento alle altre società del Gruppo, si ricorda che sono oggetto di trattazione separata nei successivi capitoli. In questa sede brevemente evidenziamo le performance delle seguenti società:

  • Avvera, trainata da mutui e cessione del quinto, consuntiva complessivamente una crescita dell'82,3% dei volumi.
  • Credemleasing, con una crescita prossima al 5,4%, ha mostrato una performance superiore al mercato di riferimento, così come Credemfactor che chiude con una crescita superiore al 19% degli impieghi.

Di seguito si evidenzia la ripartizione degli impieghi in bonisper scadenza residua

IMPIEGHI PER SCADENZA RESIDUA (%) 2022 2021
Vista 8,9 8,6
Fino a 1 anno 32,2 32,4
Oltre 58,9 59,0
100,0 100,0

Le quote del mercato nazionale relative alle banche italiane mostrano la seguente evoluzione (in %):

QUOTE DI MERCATO IMPIEGHI relative alle banche italiane (%) 2022 2021
Impieghi per cassa totali (*) di cui: 2,106 2,026

Società non finanziarie
2,168 2,062

Famiglie consumatrici
2,138 2,181

Famiglie produttrici
1,449 1,492

Totale quota "
"
core
2,111 2,081
(*) Comprende "pronti contro termine con controparti istituzionali"; non comprende impieghi verso le Pubbliche

Amministrazioni

Nella tabella seguente viene riportata la classificazione dei crediti verso la clientela per stage:

CLASSIFICAZIONE DEI CREDITI LORDI PER STAGE 2022 2021
Stage 1 €mln 31.975 30.913
Stage 2 €mln 2.184 1.864
Stage 3 €mln 324 379
Stage 1 % 92,7 93,2
Stage 2 % 6,3 5,6
Stage 3 % 0,9 1,1

Nel 2022, nonostante il deterioramento del contesto macroeconomico globale, lo stock dei crediti non performingdel Gruppo registra un calo, a conferma dell'ottima qualità del portafoglio crediti.

Si rimanda agli allegati per quanto riguarda la classificazione degli impieghi per classi di rating, mentre la tabella sottostante mostra l'evoluzione percentuale delle sofferenze sui crediti rispetto al Sistema:

SOFFERENZE (%) SU CREDITI NETTI 2022 2021
Credem 0,2 0,3
Sistema 0,9 1,0

L'indicatore NPL ratio lordo passa da 2,2% a 2,1%, mentre si attesta a 0,9% il ratio sui crediti netti, come evidenziato nella tabella seguente:

CREDITO PROBLEMATICO Crediti TOTALE
€mln Sofferenze Inadempienze
probabili
"Esposizioni
scadute"
Tot. Crediti
problematici
performing CREDITI
Valori
nominali
2022 321 373 42 736 34.246 34.981
2021 398 378 43 819 32.866 33.685
Previsioni
di perdita
2022 243 161 8 412 87 498
2021 296 136 8 440 88 529
Valori di
realizzo
2022 78 212 34 324 34.159 34.483
2021 102 242 35 379 32.777 33.156
Coverage
versione
"allargata"*
Coverage 2022 75,7 43,2 18,7 56,0 0,3 61,1
2021 74,4 36,0 18,8 53,7 0,3 62,7

(*) Il coverage nella versione "allargata", che non ha rilevanza contabile, include lo shortfall patrimoniale, calcolato come differenza tra ELBE – Expected Loss Best Estimate (rappresenta la migliore stima della perdita attesa per ciascuna esposizione, date le circostanze economiche correnti e lo statusdell'esposizione stessa) e le rettifiche nette su crediti

Il coverage ratio complessivo sui Non Performing Loans (NPL) valutati al costo ammortizzato è in crescita rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente dal 54% al 56%.

Il credito deteriorato di Credem Banca nel corso del 2022 registra:

  • uno stock complessivo di sofferenze in calo di 70 milioni di euro (-19%), rispetto alla fine dell'esercizio precedente, per effetto di cessioni (contabilizzate nei mesi di febbraio, maggio, giugno e ottobre), che hanno generato un utile di 5,2 milioni di euro e dell'efficace attività di gestione dei NPL. In miglioramento anche l'attività di recupero su sofferenze;
  • un'esposizione delle inadempienze in riduzione rispetto al 2021 per circa 11 milioni di euro (-3%), per ingressi da posizioni in bonispiù contenuti;
  • uno stock complessivo dei crediti scaduti deteriorati che evidenzia un calo del 6% rispetto al 2021, nonostante l'incremento dell'instabilità macroeconomica e l'aumento significativo del livello di inflazione. Anche in questo caso contribuisce la riduzione dei flussi da posizioni in bonis.

Lo stock di NPL, inoltre, è in calo su tutte le società del Gruppo, fatta eccezione per Credem Euromobiliare Private Banking, con dati trascurabili sia in termini assoluti, che relativi, e Avvera Spa, il cui aumento risulta fisiologico e deriva dall'importante crescita del business.

Il costo del credito del Gruppo Credem a dicembre 2022 si attesta a 49,1 milioni di euro (0,15%), in lieve rialzo rispetto al 2021 (0,10%). Circa 48 milioni di euro sono relativi alle svalutazioni analitiche su posizioni non performing. Il costo del credito dei NPL risulta in riduzione rispetto all'esercizio 2021 del 12% nonostante abbiano inciso svlutazioni per 23,5 milioni di euro, in seguito alla evoluzione dei criteri di svalutazione delle inadempienze probabili e delle sofferenze. Le svalutazioni collettive ammontano a circa 1 milione di euro, principalmente dettate dall'espansione del business di Avvera Spa.

Il framework metodologico IFRS 9 è oggetto di continuo monitoraggio da parte del Gruppo al fine di valutare trimestralmente la coerenza con l'evoluzione macro economica e di portafoglio. La strategia di gestione dei Non Performing Loans sarà orientata ad una riduzione del vintage in coerenza con i disposti regolamentari (SREP letter, Addendum, Calendar Provisioning) che penalizzano proprio le esposizioni deteriorate con più anzianità. A supporto del presidio del rischio di credito è attivo un sistema di early warning che utilizza algoritmi per prevenire il degrado delle posizioni operando in ottica anticipatoria e predittiva. Il presidio delle posizioni che presentano scaduto è stato ulteriormente rafforzato con strutture centrali dedicate che consentono di agire tempestivamente con azioni di recupero al fine di limitare il passaggio a NPL.

8.2 RACCOLTA

La raccolta complessiva del Gruppo mantiene un trend crescente e si attesta a 107,2 miliardi di euro contro i 101,9 miliardi di euro del 2021.

La diretta clientela registra un +5,1% su dicembre 2021, mentre l'indiretta clientela segna una contrazione del -8,8% sempre rispetto a dicembre, condizionata dalla marcata volatilità che si è manifestata sui mercati finanziari. Le riserve assicurative, come meglio evidenziato nel paragrafo dedicato a Credemvita, registrano un -4,7% rispetto a dicembre 2021, risentendo come le altre forme di raccolta indiretta, di un effetto mercato particolarmente negativo.

Malgrado il contesto di riferimento che è sempre rimasto incerto, tra nuove minacce inflattive, riemersione di isolati focolai di Covid e le numerose incognite sugli equilibri politico-economici mondiali, la raccolta netta nel 2022 è stata positiva.

€mln Variazione
%
RACCOLTA DA CLIENTELA ED ISTITUZIONALE 2022 2021 Gruppo Sistema
- C/C e risparmi (*) 35.377 33.641 5,2
- Altri rapporti 914 932 -2,0
Depositi 36.291 34.574 5,0 0,0
Obbligazioni e subordinati 3.481 2.536 37,2 -1,0
Raccolta Diretta Bancaria (**) 39.771 37.110 7,2 -0,5
Riserve Assicurative (**) 8.260 8.665 -4,7
Raccolta Indiretta al Controvalore 53.914 59.142 -8,8
Raccolta Complessiva 101.946 104.910 -2,8
Raccolta Diretta Clientela (***) 36.330 34.576 5,1
Raccolta Indiretta Clientela (***) 42.494 47.106 -9,8
Raccolta Complessiva Clientela (***) 87.084 90.347 -3,6

(*) La voce non comprende i finanziamenti contratti, nella forma tecnica di pronti contro termine passivi, con la Cassa di Compensazione e Garanzia; comprende i certificati di deposito (meno di 1 milione di euro in entrambi gli esercizi).

(**) La "raccolta diretta bancaria" comprende l'apporto delle società appartenenti al Gruppo bancario, mentre le "riserve assicurative" comprendono le riserve tecniche e le passività finanziarie valutate al fair value di Credemvita. (***) Vengono dedotti, per tutti i periodi di riferimento, i titoli di debito emessi sui mercati istituzionali, la raccolta indiretta di natura finanziaria. Nella "raccolta complessiva clientela" vengono ricomprese anche le Riserve Assicurative.

Con maggior dettaglio, si evidenziano i principali aggregati:

Raccolta Diretta

Secondo i dati ABI, in Italia, a dicembre 2022, la dinamica della raccolta diretta risulta in contrazione del -1,2% su base annua, con una variazione più marcata sui depositi, mentre la raccolta tramite obbligazioni è rimasta invariata. La contrazione è prevalentemente imputabile alla raccolta delle imprese, che nell'anno precedente avevano incrementato notevolmente i saldi dei depositi, data l'abbondanza di liquidità presente e la cautela a procedere con nuovi investimenti.

Per quanto riguarda il Gruppo Credem, complessivamente, la raccolta diretta bancaria ha manifestato un trend opposto, è cresciuta del 7,2% rispetto al dicembre 2021, raggiungendo i 39,8 miliardi di euro, effetto di uno sviluppo commerciale che è proseguito organicamente anche nel difficile contesto di riferimento.

I depositi registrano un +5,0% rispetto al 2021, e hanno accompagnato la crescita della base clientela, prevalentemente concentrati sulla componente a vista (86,6% del totale depositi)

anche se la dinamica dei tassi sta favorendo anche la crescita di depositi a scadenza (3,1% verso 1,1%).

STRUTTURA PER SCADENZA (%) 2022 2021
Vista 86,6 92,0
Fino a 1 anno 3,1 1,1
Oltre 10,3 6,9
100,0 100,0

Le obbligazioni che a fine dicembre 2022 si attestano a 3,5 miliardi di euro, rispetto ai 2,5 miliardi del 2021, recepiscono l'emissione da 200 milioni di euro del T2 subordinato, effettuata nel mese di luglio 2022 (operazione preceduta dal richiamo di una precedente emissione non più efficace del punto di vista patrimoniale per 100 milioni di euro), oltre all'emissione del Green Senior Preferred, destinato ad investitori istituzionali, per nominali 600 milioni di euro, come già anticipato nel paragrafo dedicato ai principali eventi del Gruppo Credem.

Per quanto concerne le altre forme di raccolta istituzionale e l'utilizzo del canale di rifinanziamento tramite la BCE si rimanda al capitolo sulle attività finanziarie.

Raccolta Indiretta

Per quanto riguarda in maniera particolare il risparmio gestito, l'andamento del Gruppo è comune a tutto il Sistema, che ha risentito dell'andamento avverso dei mercati: secondo i dati di Assogestioni il patrimonio gestito a fine 2022 si attesta a 2.215 miliardi di euro, rispetto ai 2.583 miliardi di euro della fine del 2021. Anche la raccolta amministrata ha subito ripercussioni legate alla volatilità dei prezzi e all'incremento dei tassi di interesse.

La raccolta indiretta, per tipologia di prodotti, presenta la seguente evoluzione (i dati sono in milioni di euro):

COMPOSIZIONE PER TIPOLOGIA DI PRODOTTI DELLA RACCOLTA
INDIRETTA
2022 2021 %
'22-'21
Gestioni patrimoniali 5.745 6.729 -14,6
Fondi comuni di investimento 9.748 10.661 -8,6
SICAV 3.762 4.348 -13,5
Altra e prodotti di terzi 11.721 13.605 -13,8
Raccolta indiretta gestita 30.976 35.343 -12,4
Raccolta indiretta amministrata clientela 11.518 11.764 -2,1
Raccolta indiretta clientela 42.494 47.106 -9,8
Raccolta indiretta al controvalore 53.914 59.142 -8,8

Come si evince dalla tabella, il calo di rendimento, che complessivamente sull'indiretta gestita si è attestato a -12,4% rispetto all'esercizio precedente, ha riguardato tutti i prodotti, dalle gestioni, alle SICAV con una contrazione meno marcata per i fondi comuni di investimento. La raccolta amministrata chiude invece con volumi in lieve contrazione del -2,1%, beneficiando dell'incremento dei rendimenti dei titoli di Stato e dei nuovi afflussi di raccolta da parte della clientela.

Nel complesso la raccolta indiretta si attesta a 53,9 miliardi di euro, rispetto ai 59,1 di fine 2021.

Le società dell'area wealth management, malgrado il contesto di mercato, hanno proseguito nel percorso di innovazione di prodotti e servizi con un forte orientamento al supporto delle reti commerciali. Euromobiliare AM SGR nel corso del 2022 ha continuato lo sviluppo di prodotti sostenibili con il lancio di tre nuovi fondi comuni di investimento. È proseguito l'impegno delle compagnie assicurative Credemvita e Credemassicurazioni nello sviluppo di prodotti di protezione. Euromobiliare Advisory SIM, inoltre, ha sviluppato l'attivazione di una piattaforma digitale per l'analisi dei dati, in collaborazione con la struttura dei sistemi informativi di Gruppo, funzionale alla produzione di valutazioni nell'ambito della sostenibilità degli strumenti finanziari in consulenza ed all'interno del servizio di gestione patrimoniale. A novembre 2022, è stato

lanciato per le filiali Credem Banca e la rete di consulenti finanziari (Financial Wellbanker) di Credem un nuovo modello di consulenza finanziaria e patrimoniale basato su una piattaforma tecnologica che sarà progressivamente estesa a tutte le reti del Gruppo, con al centro il ruolo del consulente. Il nuovo approccio è integrato ed esteso al patrimonio complessivo della clientela con viste e funzionalità innovative; l'analisi quotidiana della qualità dei portafogli dei singoli clienti e l'utilizzo di algoritmi evoluti e di intelligenza artificiale permetteranno inoltre al consulente un governo più efficiente ed efficace della relazione con i clienti.

Le quote del mercato nazionale relative alle banche italiane mostrano la seguente evoluzione (in %):

QUOTE DI MERCATO RACCOLTA (%) 2022 2021
Raccolta diretta (*) 1,869 1,756
Raccolta indiretta 1,423 1,486
Raccolta clientela complessiva (*) 1,599 1,588
di cui:
Raccolta diretta da famiglie consumatrici e produttrici 1,484 1,460
Raccolta indiretta da famiglie consumatrici e produttrici 3,963 4,148
Raccolta complessiva da famiglie consumatrici e produttrici 2,374 2,471

(*) Comprende controparti istituzionali

Per una più dettagliata disamina circa la distribuzione per settori di attività degli aggregati di raccolta diretta e indiretta si rimanda alla specifica sezione "L" della Nota Integrativa.

8.3 ATTIVITÀ FINANZIARIE

La raccolta da clientela continua a rappresentare il canale privilegiato di funding complessivo del Gruppo Credem.

L'utilizzo del canale di rifinanziamento tramite la BCE, a fine 2022, è interamente rappresentato dalla partecipazione alle operazioni di TLTRO III per complessivi 5,7 miliardi di euro. Nel corso dell'anno non sono state effettuate nuove operazioni. Nel mese di dicembre 2022, la Banca ha effettuato un rimborso volontario anticipato per 1,2 miliardi di euro della tranche TLTRO III.3 in scadenza nel mese di marzo 2023. Nel mese di dicembre 2022, è stata anche rimborsata la tranche TLTRO III.2 da 1,4 miliardi di euro, giunta alla sua naturale scadenza.

Nel primo trimestre 2022, nell'ambito del Green, Social and Sustainability Bond Framework di Gruppo è stata effettuata un'emissione inaugurale di un prestito obbligazionario Green Senior Preferred, destinato ad investitori istituzionali, per nominali 600 milioni di euro.

Nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB, nel mese di aprile 2022, è stato rinnovato il Base Prospectus e nel mese successivo è stata collocata una nuova emissione da 500 milioni di euro. Il valore nominale complessivo dei Covered Bond in circolazione, al 31 dicembre 2022, è pari a 2,1 miliardi di euro.

Nel mese di luglio 2022, è stata collocata da parte di CredemHolding S.p.A., destinata agli investitori istituzionali e professionali, l'emissione stand alone di un prestito obbligazionario subordinato Social Tier 2 per nominali 200 milioni di euro. Contestualmente, è stato emesso da Credem un prestito obbligazionario subordinato Tier 2 con le medesime caratteristiche, sottoscritto interamente da CredemHolding S.p.A.

Nel corso dello stesso mese, Credem ha esercitato l'opzione di rimborso anticipato prevista per il prestito obbligazionario subordinato Tier 2 emesso nel 2017 per 100 milioni di euro.

La gestione del portafoglio di titoli obbligazionari, a livello individuale, ha privilegiato l'investimento in titoli di emittenti italiani ed europei. L'incidenza degli emittenti italiani sul portafoglio complessivo a fine 2022 si è attestata al 45% circa.

Nel corso del 2022, è stata mantenuta una sostanziale stabilità nella posizione in titoli di Stato emessi dal tesoro USA, denominati in USD, per un controvalore complessivo di 1,8 miliardi di euro.

Il portafoglio è quindi composto principalmente da titoli di Stato, sia denominati in euro ed emessi da stati europei sia denominati in USD, oltre che da titoli obbligazionari emessi da banche e altri emittenti corporate e da una quota di titoli emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione.

ATTIVITA' FINANZIARIE TITOLI (€mln) 2022 2021
Detenute per la negoziazione 55 60
HTCS 6.199 6.593
HTC (*) 7.861 7.033
14.115 13.686
IMPIEGHI E RACCOLTA DA BANCHE (€mln)
Impieghi a banche 1.487 8.949
Raccolta da banche 8.736 12.586

(*) Attività detenute per incassare flussi di cassa contrattuali, valutate al costo ammortizzato

Nel corso del 2022, è proseguita l'attività di secured financing degli asset di proprietà con operazioni di raccolta in repo effettuate principalmente su titoli governativi sia in euro che in dollari che a fine 2022 risultava pari a 4,8 miliardi di euro.

Il Gruppo bancario ha mantenuto una eccedenza di liquidità depositata sui conti detenuti presso la BCE per l'intero 2022. A fine dicembre risultava pari a 3,1 miliardi di euro.

8.4 IMMOBILI

Si riporta di seguito la situazione degli immobili del gruppo (in milioni di €):

IMMOBILI 2022 2021
Terreni
- uso funzionale 136,5 136,7
- detenuti a scopo di investimento 2,4 2,6
Immobili di proprietà:
- uso funzionale 119,7 125,5
- detenuti a scopo di investimento 2,7 3,0
Diritti d'uso acquisiti con il
leasing
124,9 127,0

9. STRUTTURA DEL GRUPPO E CONTRIBUZIONE DELLE SOCIETÀ

9.1 CIFRE CHIAVE

La tavola seguente mostra l'evoluzione della presenza territoriale del Gruppo, i dati sul 2022 includono le filiali rivenienti dal consolidamento della Cassa di Risparmio di Cento:

PRESENZA TERRITORIALE 2022 2021
Credembanca 426 434
Credem Euromobiliare Private Banking 20 20
TOTALE FILIALI 446 454
Regioni 19 19
Province 94 93
"Credempoint" 70 62
Negozi finanziari Banca Euromobiliare 13 14
TOTALE NEGOZI FINANZIARI 83 76
Promotori Finanziari con mandato Credembanca 520 526
Promotori Finanziari con mandato Banca Euromobiliare 313 322
TOTALE PROMOTORI FINANZIARI ESTERNI CON MANDATO 833 834
CENTRI IMPRESE 38 37
CENTRI SMALL BUSINESS 58 58
AGENTI FINANZIARI MUTUI RESIDENZIALI 256 239
AGENTI FINANZIARI "CESSIONE DEL QUINTO" e AGENTI FINALIZZATO (CON
COLLABORATORI)
506 444

Nella tabella sono stati evidenziati i canali fisici, mentre per quanto riguarda i canali virtuali si rimanda alla relazione individuale di Credem Banca nella sezione relativa ai sistemi di pagamento.

In ambito rete filiali è proseguita l'attività di ottimizzazione dei punti vendita: sono stati chiusi 11 sportelli in comuni dove sono presenti altre filiali o in comuni con basse prospettive di sviluppo e servibili dai punti vendita presenti nei comuni limitrofi. Contestualmente sono state aperte 3 nuove filiali in zone con ottime prospettive di crescita. Nel corso del 2022, 7 filiali sono state trasferite alla Business Unit Private, dal banking commerciale, propedeuticamente all'operazione di trasferimento del ramo d'azienda.

Sul fronte della promozione finanziaria, il 2022 ha visto la rete consolidarsi con 520 agenti operativi, mantenuto il numero di Credem Point a 67 per confermare un importante livello di servizio ai clienti.

Nel corso del 2022, il numero dei centri imprese è rimasto stabile, con una copertura ottimale dei principali centri.

Si evidenziano nella tabella il numero di dipendenti per società del gruppo:

NUMERO DIPENDENTI PER SOCIETA' 2022 2021 Variazioni
numero inc.% numero inc.%
Credito Emiliano 5.641 85,3 5.676 85,9 -35
Credemleasing 106 1,6 105 1,6 1
Credemfactor 74 1,1 75 1,1 -1
Credem Euromobiliare Private Banking 263 4,0 246 3,7 17
Euromobiliare A.M. SGR 55 0,8 58 0,9 -3
Euromobiliare Advisory SIM 61 0,9 56 0,8 5
Credem Private Equity 3 0,0 3 0,0 0
Credemvita 66 1,0 66 1,0 0
Credemassicurazioni 24 0,4 24 0,4 0
Magazzini Generali delle Tagliate 28 0,4 29 0,4 -1
Credemtel 107 1,6 99 1,5 8
Euromobiliare Fiduciaria 6 0,1 7 0,1 -1
Avvera 136 2,1 122 1,8 14
S.A.T.A 16 0,2 16 0,2 0
Blue Eye Solutions 30 0,5 26 0,4 4
Consolidato 6.616 100 6.608 100 8

Le aree di business del Gruppo si articolano in varie società idealmente aggregabili identificando quattro principali aree:

Commercial e Private Banking

Rappresenta la principale fonte di ricavi del Gruppo, contribuendo ad oltre l'80% del margine di intermediazione consolidato. Gli utili (201,4 milioni di euro), rappresentano il 64% dell'utile consolidato.

Il Parabancario e il Consumer Lending

Contribuisce al 10% dei ricavi consolidati e al 17% degli utili del Gruppo, con un risultato in crescita del 26,8% rispetto al periodo di confronto, sostenuto dall'ottima dinamica dei volumi.

Asset Management e Bancassurance

Completano la gamma di offerta dei servizi dedicati alla clientela le società dell'area wealth management, che rappresentano il 10% dei ricavi consolidati, ma contribuiscono alla redditività del Gruppo con un'incidenza del 21% sugli utili consolidati, malgrado il contesto di riferimento incerto e, nel corso dell'ultimo anno, sfavorevole.

Attività Diverse

Infine, il Gruppo si caratterizza anche per la presenza di società non strettamente legate all'ambito bancario, ma comunque significative, sia in termini di apporto al Gruppo, sia come possibilità di ampliamento della gamma di offerta alla clientela.

Le tavole evidenziate di seguito mostrano i principali indicatori relativi alle società del gruppo:

COMMERCIAL E
PRIVATE BANKING
PARABANCARIO e
CONSUMER LENDING
ASSET MANAGEMENT
e BANCASSURANCE
ATTIVITA' DIVERSE CONSOLIDATO*
CONTRIBUZIONE CREDEM BANCA CREDEM
CREDEMLEASING
CREDES
CREDEMEACTOR
EUROMOBILIARE
ASSET MANAGEMENT SGA
EUROMOBILIARE
EUROMOBILIARE
EUROMOBILIAR FUND ECAY
CREDEM
CREDEMITEL
Altre società:
- Sata
- Credem Cb
PER SOCIETA' AL
CONSOLIDATO
(milioni di euro)
FRENATE RANKING AVVERA
MAGAZZINI GENERAL
CREDES
DELLE TAGLIATE
CRIDEMVITA
CREDEMASSICURATIONI
CREDEM
PREVATE EQUITY SGR
Bue Eye Solution
dic-22 dic-21 var% dic-22 dic-21 Var% dic-22 dic-21 Var% dic-22 dic-21 Var96 dic-22 dic-21 var96
MARGINE DA
INTERMEDIAZIONE
1.207.3 1.045.7 15,496 150.2 123.6 21,5% 149,8 198,3 -24,4% 38.7 35.4 9.5% 1.472.9 1.336.7 10,2%
COSTI OPERATIVI -813.2 -797,6 1.9% -62.7 -54,9 14,296 -50,2 -47,3 6,196 -30.0 -27,2 10,196 -900,3 -875,8 2.8%
RISULTATO
OPERATIVO
394.1 248.1 58,8% 87,5 68.7 27,4% aar 151,0 -34,0% 8,8 8,2 7,3% 572,5 460.9 24,296
RISULTATO ANTE
IMPOSTE
292,5 262,0 11,696 79,6 62,2 28,196 92,9 144,3 -35,6% 8,9 8,4 6,1% 461,6 466.2 -1,096
UTILE NETTO ** 201,4 209,0 -3.696 53,4 42.1 26,8% 65.7 101,9 -35,6% 6,4 6,3 2,0% 317.0 352.4 -10, 196

Conto economico per società

(*) Le rettifiche di consolidamento, non evidenziate in tabella, riguardano principalmente i dividendi incassati da società comprese nell'area di consolidamento, l'apporto delle partecipazioni valutate al patrimonio netto e i ricavi per prestazioni erogate all'interno del Gruppo.

(**) L'utile del 2021 includeva badwill da operazione con Caricento (97,1 milioni di euro) e commissioni di performance che rendono il confronto anno su anno poco significativo.

Volumi clientela per società*

VOLUMI CLIENTELA IMPIEGHI var % DIRETTA var % GESTITA var % AMMINISTRATA var %
COMMERCIAL e
PRIVATE BANKING
FORM 33.603 4,2 34.500 4,2 30.763 -10,2 7.903 0,2
PRIVATE BANKING 451 0,2 2.025 15,5 8.190 -12,0 3.631 -6,8
PARABANCARIO e
CONSUMER LENDING
CREDEMLEASING 3.194 5,4
CREDEMFACTOR 1.540 19,1
AVVERA 1.582 82,3
ASSET MANAGEMENT e
BANCASSURANCE
ASSET HARAGEMENT SUR 9.553 -8,8
EUROMOBILIARE
INTERNATIONAL FUND SICAN
3.762 -23,6
EUROMOBILIARE
BVISORY SIM
14 -23,6
CREDEM
PRIVATE EQUITY SGR
195 6,3
CREDEMVITA 8.260 -4,7
Altro 15 193
Aggregato 40.385 6,4 36.717 4,8 60.737 -9,7 11.534 -2,1
Rettifiche di
consolidamento
-5.902 -386 -21.501 -16
CONSOLIDATO 34.483 4,0 36.330 5,1 39.236 -12,3 11.518 -2,1

(*) Non rappresentata in questa tavola la raccolta amministrata istituzionale per 11,4 miliardi di euro, i volumi della Capogruppo sono inclusivi di intercompanyverso le altre società

9.2 COMMENTO RISULTATI SOCIETÀ DEL GRUPPO

Nelle pagine seguenti, riportiamo l'analisi dei principali aggregati e del contributo delle singole società (in milioni di euro), desunti da situazioni contabili redatte secondo i principi internazionali IAS/IFRS per tutte le società esaminate

dic-22 dic-21 Variazioni
%
ECONOMICS:
€mln / %
Margine di intermediazione 1.126,2 973,7 15,7%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -752,0 -742,3 1,3%
Personale -462,8 -456,3 1,4%
Amministrative -205,1 -206,2 -0,5%
Ammortamenti -84,0 -79,8 5,3%
Risultato Operativo 374,2 231,4 61,7%
Rettifiche su crediti -41,9 -27,1 54,6%
Utile Netto 189,0 199,5 -5,2%
Utile Netto senza
2021
badwill
189,0 102,4 84,6%
VOLUMI (s.f.p.):
€mln / %
DIRIND "clientela" 73.093 75.161 -2,8%
di cui: Gestita + Terzi 30.763 34.265 -10,2%
Impieghi 33.603 32.252 4,2%
con amm.ti
Cost/Income
% / bps
66,8% 76,3%

Il risultato economico 2022 di Credem, è pari a 189,0 milioni di euro contro i 199,5 milioni nel periodo comparativo, che era stato caratterizzato dall'operazione di fusione per incorporazione della CR Cento con decorrenza contabile dal 1° luglio 2021, che ha comportato proventi e oneri straordinari (in particolare badwill per 97,1 €m e oneri di integrazione per 22,5 €m).

Il margine finanziario è in forte crescita (+34%), grazie al favorevole andamento della curva tassi e allo sviluppo commerciale. Cresce la contribuzione dell'intermediazione a clientela, penalizzata da minori interessi provenienti dalla copertura delle poste a vista, ma avvantaggiata dalla crescita della curva di riferimento e dall'apertura dello spread di tasso, che beneficia di un costo del funding ancora contenuto oltre che da maggiori volumi di raccolta e di impieghi mediamente erogati nell'anno. Il comparto titoli di proprietà beneficia dell'andamento positivo della curva dei tassi nonché della crescita dei volumi investiti. È positivo il contributo della posizione interbancaria netta che solo nel secondo semestre risente della crescita dei tassi e dell'aggravio dei costi del funding.

Positivo l'apporto della negoziazione e della cessione di attività finanziarie in titoli, mentre l'andamento dei mercati ha determinato il calo delle commissioni relative alle gestioni individuali e al collocamento dei fondi. Sono invece molto positivi i proventi legati ai servizi bancari tradizionali.

Il complesso delle spese generali e degli ammortamenti nel 2022 è pari a 752,0 milioni di euro (+1,3% rispetto all'anno precedente) ed include alcune componenti non lineari derivanti dall'operazione straordinaria finalizzata alla riorganizzazione del private banking. Gli ammortamenti, pari a 84 milioni di euro, sono in crescita del 5,3%, per effetto dei consistenti investimenti in progettualità a supporto del business e delle esigenze normative.

Queste evidenze si sono tradotte in un incremento del risultato operativo (+61,7%). Il costo del credito è contenuto ed è pari a -41,9 milioni di euro (-27,1 milioni di euro nel 2021, a cui contribuiva

una importante ripresa di valore sui crediti in bonis) nonostante l'evoluzione, nell'ultimo trimestre dell'esercizio, dei criteri di svalutazione delle inadempienze probabili e delle sofferenze. Gli oneri/proventi straordinari per -61,2 milioni di euro, accolgono maggiori oneri sistemici (-59,7 milioni di euro contro i -52,6 dell'anno precedente) e maggiori accantonamenti a fondi rischi e oneri (-4,5 milioni di euro), oltre all'utile da cessione della partecipazione in Gestimlux.

Con riferimento a Credem Banca, evidenziamo di seguito i principali aggregati relativi al banking commerciale (retail e corporate) e al private banking, in base ai dati del controllo di gestione, riportando come periodo di confronto il dato di dicembre 2021 che già includeva nel perimetro di consolidamento Cassa di Risparmio di Cento e quindi offre un confronto omogeneo.

Commercial banking (€mln)
(Retail e Corporate)
dic-22 dic-21 Variazioni
%
Impieghi lordi 25.835 25.768 0,3
Raccolta diretta 28.082 27.080 3,7
Raccolta indiretta 22.441 23.869 -6,0
Raccolta complessiva 50.523 50.949 -0,8
. Raccolta gestita 17.707 19.315 -8,3
. Raccolta amministrata 4.734 4.555 3,9

(*) Il dato esclude 5,7 miliardi di euro di impieghi (4,7 miliardi di euro nel 2021) riconducibili a impieghi verso società del Gruppo e altri centri minori

L'andamento negativo dei mercati finanziari ha penalizzato gli stock di raccolta, che si sono ridotti dell'8,3% rispetto al dicembre 2021, anche a fronte di una produzione netta positiva (pari a oltre 500 milioni di euro). La dinamica della curva tassi, che nella seconda parte dell'anno ha visto i rendimenti muoversi speditamente al rialzo, e la dinamica dell'inflazione hanno inciso sull'andamento degli aggregati di raccolta diretta e amministrata. La diretta, nonostante i deflussi per gli investimenti in amministrata e per le spese correnti, è comunque cresciuta, rispetto all'anno precedente, con un incremento del 3,7%, mentre l'amministrata chiude a +3,9%, beneficiando di tassi molto favorevoli sui titoli di Stato.

Nel 2022, gli impieghi totali si attestano a 25,8 miliardi di euro, nello specifico, le erogazioni sono state trainate dal contributo del segmento Imprese e dal comparto mutui casa che tuttavia risente del rallentamento del mercato delle surroghe.

Sul fronte corporate, prosegue l'aumento della base clienti nonostante la conclusione delle misure a sostegno dell'economia da parte del Governo; significativo lo sforzo messo in campo, che ha permesso la crescita dell'aggregato consistenze sia di breve che di medio termine.

Private Banking (€mln) dic-22 dic-21 Variazione
%
Impieghi lordi 986 976 1,3
Raccolta diretta 5.102 4.455 14,5
Raccolta indiretta 18.702 20.726 -9,8
Raccolta complessiva 23.804 25.182 -5,5
. Raccolta gestita 13.270 15.246 -13,0
. Raccolta amministrata 5.432 5.480 -0,9

La crescita della raccolta diretta (+14,5% sul 2021) ha compensato solo parzialmente un effetto mercato particolarmente negativo, portando le consistenze patrimoniali della clientela in contrazione (dai 25,2 miliardi di euro di fine dicembre 2021 a 23,8 miliardi di euro a dicembre 2022).

L'attività sul cross selling e l'acquisizione di nuovi clienti ha permesso lo sviluppo di tutti i servizi e in particolare delle carte di credito/debito e dei contratti per l'accesso ai servizi bancari attraverso l'utilizzo di Internet.

Le carte (debito e credito) sono cresciute del +3,9% su base annua. In decisa ripresa anche gli utilizzi che vedono lo speso Credemcard attestarsi a +16,3% su anno precedente e Carta Ego a + 17,2%.

Per quanto riguarda i servizi digitali, sono sempre di più i clienti che utilizzano i canali virtuali per accedere alla banca, da PC o da mobile, tramite il proprio contratto di Internet Banking.

I servizi di Internet Banking per la clientela privata e di Business On e Telemaco 32 per la clientela aziende, hanno mostrato una crescita su base annua del + 3,2%.

In ottica di dematerializzazione dei supporti cartacei, Mybox, ovvero il servizio per la distribuzione e l'archiviazione delle comunicazioni banca - cliente, assorbe il 69,5% delle comunicazioni. Allo stesso scopo, il servizio di firma digitale Remota "Fircon", ha visto una crescita del 7,5% su base annua.

dic-22 dic-21 Variazioni
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln / %
Margine di intermediazione 81,1 72,0 12,6%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -61,2 -55,4 10,5%
Personale -34,6 -31,3 10,8%
Amministrative -22,3 -19,9 12,2%
Ammortamenti -4,2 -4,2 0,4%
Risultato Operativo 19,9 16,6 19,4%
Perdite su crediti -0,1 0,1 -152,3%
Utile Netto 12,4 9,5 30,0%
VOLUMI (s.f.p.): €mln / %
DIRIND "clientela" 13.846 14.957 -7,4%
di cui: Gestita + Terzi 8.190 9.309 -12,0%
Impieghi 451 450 0,1%

Nel 2022, le consistenze patrimoniali della clientela risultano pari a 13,8 miliardi di euro, in diminuzione del -7,4% rispetto al 2021, a causa di un effetto mercato molto negativo (-14%), solo in parte compensato dal contributo positivo della raccolta netta, pari a +1.029 milioni di euro. Nel periodo in esame, risultano in riduzione le consistenze gestite (-12%), malgrado la raccolta netta positiva che ha beneficiato di afflussi su OICR (sia di Gruppo che di terzi) e prodotti assicurativi di Gruppo. Il risparmio amministrato raggiunge i 545 milioni di raccolta positiva, più che compensata da un effetto mercato negativo, che ha contribuito a una contrazione dei saldi di fine periodo (- 6,5% rispetto all'anno precedente). La diretta, a vista e a tempo, è in crescita di 324 milioni di euro, mentre risultano invariati gli impieghi.

Il risultato netto è pari a 12,4 milioni di euro, in crescita del 30% rispetto all'esercizio precedente, determinato principalmente dalla crescita del margine finanziario che ha incorporato il recente incremento dei tassi. Di segno opposto l'andamento del margine da servizi, la cui contrazione è ascrivibile alla riduzione complessiva delle commissioni nette, soprattutto per la componente legata alle performance. Positivo il contributo della finanza, con un risultato netto dell'attività di negoziazione in crescita grazie alla cessione di alcuni titoli del portafoglio di proprietà (0,9 milioni di euro, rispetto ai 0,6 milioni del 2021).

I costi risentono di spese del personale in crescita per via del reclutamento di private bankers e del potenziamento organizzativo attuato (sono 401 le risorse commerciali a fine 2022), mentre l'incremento delle spese generali è determinato principalmente dai maggiori costi di outsourcing, legati anche alla crescita dimensionale della Banca.

Il risultato ante imposte a dicembre 2022 è pari a +18 milioni di euro, rispetto a +13,5 milioni di euro dell'anno precedente.

A novembre 2022, la società è stata ridenominata Credem Euromobiliare Private Banking, ed è stata riorganizzata la rete commerciale in linea con una più ampia revisione del modello organizzativo. Il progetto, in parte già attivato a febbraio 2021, ha previsto inizialmente l'introduzione di un coordinamento di Gruppo volto a gestire in modo sinergico il business del private banking all'interno del Gruppo Credem. L'attività progettuale è stata perfezionata, a fine febbraio 2023, con il conferimento del ramo di azienda Business Unit Private Banking di Credem a Credem Euromobiliare Private Banking. Per maggiori dettagli, si rimanda al paragrafo dedicato alla prevedibile evoluzione della gestione.

dic-22 dic-21 Variazioni
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln / %
Margine di intermediazione 53,8 36,3 48,2%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -27,1 -21,7 25,3%
Personale -12,4 -11,0 12,7%
Amministrative -11,4 -8,1 41,3%
Ammortamenti -3,3 -2,6 29,1%
Risultato Operativo 26,7 14,7 82,0%
Perdite su crediti -8,0 -3,0 163,5%
Utile Netto 11,7 7,1 65,1%
VOLUMI (s.f.p.): €mln / %
Crediti netti di bilancio 1.582 868 82,3%

Il mercato dei mutui ha registrato nel 2022 volumi inferiori al 2021 (-12,5%), il segmento del credito al consumo fa registrare nel 2022 una ripresa rispetto al 2021 (il Prestito Finalizzato, registra +2,8% rispetto al 2021, la Cessione del Quinto è in aumento del +5,0%, I Prestiti Personali in aumento del +18,7% anno su anno).

Nel 2022, i risultati ottenuti da Avvera nell'intermediazione dei mutui a clientela privata sono andati in controtendenza rispetto al mercato, con volumi intermediati pari a 697,0 milioni di euro (+7,9% anno sul 2021). I volumi delle estinzioni anticipate sono in riduzione del 9% rispetto al 2021. I passaggi a sofferenza dei mutui intermediati sono numericamente molto contenuti e in linea con l'anno precedente. Relativamente alla Cessione del Quinto, i volumi finanziati nel corso del 2022 ammontano a 385,2 milioni di euro in aumento del 24,9% rispetto al 2021. Per quanto concerne i Prestiti Personali, l'erogato totale è stato di 88,5 milioni di euro, e per i Prestiti Finalizzati 384,8 milioni di euro.

Il margine di intermediazione è pari a 53,8 milioni di euro (+48,2% sul 2021). L'incremento è guidato da un maggiore contributo del margine commissionale sui mutui e dal contributo crescente del Margine di Interesse, guidato dalla crescita dello stock. L'aumento del costo del credito è determinato dalla dinamica dei volumi e da un approccio prudente sulle svalutazioni collettive.

L'aumento dei costi, sia per la componente del personale, sia sulle spese amministrative è conseguente allo sviluppo della Società.

Il risultato netto di periodo risulta pari 11,7 milioni di euro, superiore rispetto al 2021, in cui si era registrato un utile pari a 7,1 milioni di euro, grazie al contributo della crescita dei volumi di crediti e alle performance positive dell'attività di intermediazione dei mutui e dei prodotti assicurativi accessori.

dic-22 dic-21 Variazioni
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln / %
Margine di intermediazione 63,4 59,5 6,7%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -18,8 -17,1 9,6%
Personale -10,8 -10,0 7,6%
Amministrative -6,7 -6,0 12,9%
Ammortamenti -1,3 -1,2 9,5%
Risultato Operativo 44,6 42,3 5,5%
Perdite su crediti 0,9 -2,4 137,4%
Utile Netto 30,7 26,1 17,9%
VOLUMI (s.f.p.): €mln / %
Crediti netti di bilancio 3.194 3.031 5,4%

Il mercato ha finalizzato complessivamente investimenti per un valore di circa 31,5 miliardi di euro, con un incremento del 9,7% rispetto al 2021 e continua a caratterizzarsi per la prevalenza degli investimenti nel segmento "mobiliare", che complessivamente rappresenta il 91% del totale del valore delle nuove stipule del periodo. La performance del comparto strumentale continua a beneficiare delle misure agevolative a favore delle PMI tra cui la "Nuova Sabatini", mentre il comparto immobiliare risulta in contrazione.

Credemleasing consuntiva un andamento commerciale in linea con il settore, evidenziando, rispetto al dicembre precedente, un incremento del 9% nel valore complessivo degli investimenti finanziati e dell'8,2% nel numero dei nuovi contratti stipulati.

Il comparto mobiliare contribuisce al 72% delle nuove stipule e continua a caratterizzarsi da una forte composizione in beni strumentali, che evidenziano un incremento del 1,6% rispetto a dicembre 2021. I veicoli registrano un incremento del 16,4% nel valore finanziato, caratterizzandosi per investimenti in veicoli industriali e commerciali. Anche il comparto nautico registra una forte crescita in termini di volumi (+76,2%).

Il comparto immobiliare si muove in controtendenza rispetto al sistema, consuntivando volumi in crescita del 13,4% rispetto all'anno precedente: il segmento "costruendo" contribuisce al comparto per il 52% dei volumi finanziati, con un incremento del 17,8% rispetto all'anno precedente, mentre il segmento degli immobili "costruiti" consuntiva un +9,1% nei volumi, con operazioni concentrate nella fascia di importo fino a 2,5 milioni di euro.

Le principali dinamiche riferite alla gestione caratteristica vedono l'incremento del margine di intermediazione, sul quale ha influito positivamente il margine da interessi grazie all'incremento dei capitali medi produttivi (+5,3% rispetto al 2021) e la dinamica finanziaria dei tassi di mercato (che ha visto il progressivo ritorno in territorio positivo nel corso del secondo semestre), oltre al positivo andamento delle commissioni attive connesse alla gestione dei contratti di leasing.

Le rettifiche su crediti evidenziano complessivamente una ripresa di valore, riconducibile principalmente ai crediti in bonis, che evidenziano un miglioramento della qualità del relativo portafoglio, oltre ad incorporare gli effetti degli aggiornamenti apportati all'impianto metodologico IFRS9 adottato dal Gruppo.

Le spese amministrative risultano complessivamente in incremento, in particolare per la componente relativa alla gestione ed erogazione dei contratti; il Cost/Income al 29,6% conferma un buon livello di efficienza operativa.

L'utile netto si attesta a 30,7 milioni di euro, rispetto ai 26,1 dell'anno precedente.

dic-22 dic-21 Variazione
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln / %
Margine di intermediazione 27,2 22,3 21,9%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -12,0 -11,5 4,3%
Personale -7,8 -7,5 4,0%
Amministrative -3,4 -3,3 2,7%
Ammortamenti -0,8 -0,7 14,7%
Risultato Operativo 15,2 10,8 40,6%
Perdite su crediti 0,0 0,9 103,7%
Utile Netto 10,3 8,1 26,5%
VOLUMI (s.f.p.): €mln / %
Crediti netti di bilancio 1.540 1.293 19,1%

Il mercato del factoring italiano ha evidenziano per tutti gli indicatori una sensibile crescita rispetto al 2021. Secondo i dati preliminari, al 31 dicembre 2022, il turnover registra una crescita del 14,5% rispetto allo scorso anno, in linea con le previsioni formulate nel Rapporto ForeFact di Assifact dello scorso novembre.

L'outstanding si è attestato a 1.682 milioni di euro, in aumento del +16,9% sull'anno precedente. Il flusso di turnover è pari a 5.348 milioni di euro, in aumento del +19,1% rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente, che già registrava un trend crescente rispetto al 2020, grazie soprattutto allo sviluppo della componente pro-soluto.

I crediti netti a valore di bilancio si attestano a 1.540 milioni di euro, con un incremento del +19,1% rispetto al 2021. La quota di mercato sugli impieghi puntuali, a novembre 2022, si è attestata a 2,44% verso 2,38% del 2021. Da un punto di vista della qualità dell'attivo, i crediti deteriorati segnano un decremento del 23,3% rispetto al dicembre 2021, per effetto della diminuzione di tutte le componenti, con un NPL ratio che si attesta a 0,72% rispetto all'1,11% del 2021.

L'attività caratteristica ha generato un margine d'intermediazione di 27,2 milioni di euro, in aumento del 21,9% rispetto al 2021. Il dato è influenzato positivamente dall'aumento sia del margine finanziario, sia del margine da servizi; entrambi beneficiano della crescita degli impieghi medi progressivi (+20,4%) e del maggior turnover. I costi operativi, ammontano a 11,2 milioni di euro in incremento del 3,6% su anno precedente per effetto della crescita del numero di risorse conseguente all'evoluzione strutturale della società.

Le rettifiche di valore nette sui crediti incidono sul conto economico per 32,4 mila euro, effetto di svalutazioni analitiche per 2,8 milioni di euro e riprese nette di valore su crediti in bonis per 2,4 milioni di euro.

Gli oneri e proventi di gestione, pari a 403 mila euro sono stati movimentati essenzialmente dalla partecipazione agli utili della Compagnia Assicurativa Coface, oltre che dai recuperi spese bolli su fatture e da recuperi di spese legali a seguito di decreti ingiuntivi.

L'utile si è attestato a 10,3 milioni di euro in aumento del 26,5% rispetto all'esercizio precedente.

Le principali aree di innovazione strategica, in linea con le linee guida del Gruppo, sono relative all'incremento della digitalizzazione dei processi di customer service multicanale, all'efficientamento dei processi operativi interni per ridurre il cost to serve ed ottimizzare il servizio e all'avvio del progetto ISTANT per l'attivazione della PEF, procedura elettronica di fido, integrata col gestionale interno e fattore abilitante per delibere instant prospect.

dic-22 dic-21 Variazione
%
INDICATORI ECONOMICI:
€mln / %
Margine di intermediazione 58,2 100,6 -42,1%
di cui
Performance fees
3,5 47,1 -92,5%
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -17,9 -16,8 6,8%
Personale -7,3 -7,5 -2,6%
Amministrative -10,1 -8,8 15,0%
Ammortamenti -0,5 -0,4 2,7%
Risultato Operativo 40,3 83,8 -51,9%
Utile Netto 29,4 59,6 -50,7%
VOLUMI (s.f.p.):
€mln / %
Fondi della casa 9.553 10.478 -8,8%
Sicav della casa 3.762 4.348 -13,5%

I dati della mappa mensile di Assogestioni del dicembre 2022 mostrano una raccolta complessiva di fondi e gestioni collettive del 2022 pari a 19,7 miliardi contro il boom di 93 miliardi del 2021, inoltre a influire sulle masse complessive del mercato italiano è stato l'andamento avverso dei mercati. La raccolta netta a dicembre 2022, relativamente a fondi italiani e sicav, è stata nel complesso positiva per 259 milioni di euro (rispettivamente +323 e -64 milioni di euro), in linea con l'andamento complessivo del Sistema che mostra flussi positivi.

Le masse relative agli OICR risultano complessivamente in diminuzione rispetto alla fine del precedente esercizio a causa dell'effetto capitalizzazione negativo dovuto all'andamento dei mercati. L'asset mix evidenzia un decremento del peso prodotti obbligazionari / "life cycle" (36,3% contro il 38,0% a fine 2021) a favore dei prodotti flessibili (41,1% contro il 40,0% a fine 2021) e bilanciati (16,6% contro il 16,0% a fine 2021). Si conferma stabile il peso dei prodotti azionari (6,0%).

La quota di mercato della Società, in termini di patrimonio gestito (comprendendo i fondi italiani e le sicav), è pari a 1,24%, in aumento rispetto al dato registrato a fine 2021 (fonte: Assogestioni).

Il risultato netto ammonta a 29,4 milioni di euro, con un decremento del -50,7% rispetto al 2021, principalmente a causa di minori commissioni nette (-43,0%, di cui commissioni di gestione -1,2% e commissioni di performance -92,5%). Le spese generali ammontano a 17,4 milioni di euro, in aumento rispetto al 2021 (+6,9%), per l'incremento degli altri costi operativi (+15,0%), legato principalmente alla partenza del progetto Bloomberg AIM (nuova piattaforma per il middle/front office) ed alla progettualità sul tema sostenibilità.

dic-22 dic-21 Variazioni
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln / %
Margine di intermediazione 16,1 21,7 -25,8%
di cui
Performance fees
0,0 4,9 n.s.
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -11,7 -11,6 1,1%
Personale -6,3 -7,1 -10,7%
Amministrative -4,9 -4,0 23,3%
Ammortamenti -0,5 -0,5 -8,5%
Risultato Operativo 4,4 10,1 -56,5%
Utile Netto 3,0 7,4 -59,3%
VOLUMI (s.f.p.): €mln / %
Gestioni patrimoniali Gruppo in delega 6.036 7.104 -15,0%
Assistenza alla consulenza Gruppo 38.323 43.819 -12,5%
Servizi Diretti 457 500 -8,6%

In un difficile contesto di mercato che ha fortemente ridimensionato gli asset, la Società ha confermato una certa resilienza che ha consentito di chiudere l'anno con un utile d'esercizio pari a 3 milioni di euro.

Gli stock a valori di mercato, che al 31 dicembre 2022 si attestano a 6.036 milioni di euro, hanno subito una sostanziale contrazione rispetto alla chiusura dell'esercizio precedente, solo in minima parte dovuta a raccolta negativa e prevalentemente riconducibile alla dinamica negativa dei mercati finanziari, che hanno registrato la contrazione dei valori di tutte le asset class, in tutte le geografie, con impatti importanti sul controvalore degli asset del servizio di gestione di portafogli in delega.

Gli asset under administration, asset per cui EA SIM presta l'attività di assistenza alla consulenza in materia di investimenti fornita alle banche del Gruppo, hanno subito la dinamica negativa dei mercati.

In relazione alle attività extracaptive, sono proseguite le deleghe di gestione ricevute da Banca del Piemonte e dalle Compagnie Assicurative di terzi di diritto lussemburghese che distribuiscono in Italia in regime di Libera Prestazione. In tema di consulenza indipendente, si è rafforzato il trend di crescita già registrato lo scorso anno affiancando Clientela High Net Worth Individuals con clientela Large Corporate, mentre si è assistito ad una dinamica negativa per la raccolta collegata alla delega di gestione di Banca del Piemonte per eventi che hanno caratterizzato la propria rete.

Anche quest'anno la Società ha ricevuto il riconoscimento dall'Istituto Tedesco di Qualità e Finanza a conferma della qualità dei servizi offerti.

Nell'anno 2023, la Società continuerà a mantenere un focus rilevante sullo sviluppo del percorso di integrazione dei criteri ESG nelle proprie strategie di business, di corporate social responsibility, di comunicazione e formazione in allineamento anche con le policy definite a livello di Gruppo. Inoltre sarà avviato un programma progettuale volto al cambiamento della propria architettura tecnologica, focalizzato sul miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia delle procedure e processi collegati ai servizi rivolti alle banche del Gruppo e a quelli ambito in ambito extracaptive verso controparti istituzionali. Si proseguirà infine con gli sviluppi collegati alla data platform aziendale per sviluppare ulteriormente il proprio percorso nell'ambito della data analysis e del data management.

dic-22 dic-21 Variazione
%
INDICATORI ECONOMICI:
€mln / %
Margine di intermediazione 64,8 65,3 -0,7%
di cui
Performance fees
0,0 1,5 n.s.
Costi (Spese Generali + Amm.ti) -17,4 -15,6 11,2%
Personale -6,3 -5,8 8,9%
Amministrative -9,9 -8,7 13,8%
Ammortamenti -1,2 -1,2 3,3%
Risultato Operativo 47,4 49,6 -4,4%
Utile Netto 32,6 34,4 -5,1%
VOLUMI Reti del Gruppo (s.f.p.):
€mln / %
Ramo I 4.161 4.042 2,9%
Ramo III 3.321 3.879 -14,4%
Ramo VI 396 408 -2,9%

Nel 2022, Credemvita ha registrato risultati commerciali in flessione, in particolare:

  • Una raccolta lorda complessiva pari a 1.020,9 milioni di euro, in flessione del 23% rispetto al 2021 (522,2 milioni di euro sono riconducibili a polizze di ramo I e V rivalutabili; 409,9 milioni di euro a prodotti Unit Linked; 33,5 milioni di euro a polizze caso morte e credit protection; 55,3 milioni di euro al Fondo Pensione).
  • Prestazioni erogate pari a circa 780,6 milioni di euro, in crescita del 14% rispetto allo stesso periodo del 2021.
  • Una raccolta netta pari a +240,3 milioni di euro, in flessione del 63% rispetto all'esercizio precedente, flessione da ricondurre esclusivamente alle polizze Unit Linked.

Il risultato economico evidenzia un utile netto pari a 32,6 milioni di euro, in leggera flessione rispetto al 2021. La flessione è da ricondurre principalmente alla dinamica dei ricavi sulle polizze Unit e Fondo Pensione che hanno risentito di un significativo effetto mercato che ha ridotto gli stock di riferimento alla data per la flessione di quasi tutte le asset class.

Il patrimonio netto si attesta a 177,7 milioni di euro, incorpora l'utile dell'esercizio 2021 (34,4 milioni di euro) e la variazione delle riserve da valutazione delle attività finanziarie al netto delle componenti attribuite agli assicurati (-213,4 milioni di euro al netto della fiscalità).

dic-22 dic-21 Variazione
%
INDICATORI ECONOMICI:
€mln / %
Premi di competenza 47,6 45,4 4,8%
Oneri relativi a sinistri -6,1 -6,9 -12,1%
Spese generali e amministrative -22,2 -20,9 6,3%
Saldo tecnico 18,5 18,0 3,3%
Risultato ordinario della gestione (*) 19,0 18,2 4,1%
Risultato Netto (100%) 12,8 12,8 -0,4%

(*) Saldo tecnico + Ammortamenti + Proventi finanziari

Credemassicurazioni ha raccolto al 31 dicembre 2022 premi per circa 51,9 milioni di euro, in aumento del 4% rispetto al precedente esercizio, grazie alla buona performance di CPI e prodotti Leasing che hanno compensato la contrazione dei prodotti di protezione individuale. In maggior dettaglio:

  • I prodotti CPI, con premi pari a 9,7 milioni di euro (costituiscono il 19% dei volumi complessivi con una incidenza crescente sul totale premi), sono in aumento del 45% rispetto al 2021.
  • I prodotti Leasing evidenziano premi pari a 2,3 milioni di euro (+4% rispetto al 2021).
  • I prodotti di Protezione Individuale hanno fatto registrare premi pari a 39,9 milioni euro in diminuzione del -3% rispetto al 2021 e costituiscono circa il 77% della raccolta premi totale.

Credemassicurazioni presenta al 31 dicembre 2022 un utile netto ias di 12,8 milioni di euro in linea rispetto al risultato del 2021.

Tale risultato è riconducibile a:

  • Incremento dei ricavi complessivi (premi di competenza registrano un incremento pari a +2,2 milioni, di euro rispetto al 2021, +5%).
  • Andamento della sinistralità in diminuzione rispetto a fine 2021 (loss ratio 2022 pari al 12,7%, rispetto al 15,2% del 2021).
  • Incremento delle spese generali complessive (sia lato provvigioni retrocesse in funzione del mix produttivo, sia costi amministrativi).

Il patrimonio netto al 31 dicembre 2022 ammonta a 57,4 milioni di euro (escludendo il risultato di periodo) ed evidenzia una diminuzione di -2,7 milioni di euro rispetto al valore del 2021. Tale diminuzione è dovuta principalmente all'effetto combinato dell'aumento delle riserve per il riporto degli utili degli esercizi precedenti al netto dell'erogazione del dividendo (+6,9 milioni di euro) e da variazioni delle riserve da valutazione delle attività finanziarie al netto della componente fiscale (- 9,6 milioni di euro).

dic-22 dic-21 Variazione
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln / %
Patrimonio netto senza utile milioni € 7,5 7,0 +8,2%
Dipendenti n. 3 3
Utile ante imposte milioni € 0,8 0,8 -5,3%
Utile netto milioni € 0,5 0,6 -6,8%

Nel 2022 la Società ha concluso le seguenti operazioni di investimento:

  • Partecipazione indiretta di minoranza in "Contri Spumanti S.p.A.", attiva nella produzione e distribuzione di vino fermo e spumante.
  • Partecipazione di minoranza "HMC Premedical S.p.A.", attiva in ambito medicale-biomedicale.
  • Partecipazione indiretta di maggioranza in "Laboratori Italiani Riuniti S.p.A." (LIR S.p.A.), attiva nella gestione di laboratori di analisi.

La SGR è stata inoltre impegnata nella costruzione dell'operazione di offerta pubblica di acquisto volta all'acquisizione e delisting di Finlogic S.p.A., società quotata sul mercato EGM (ex AIM Italia) gestito da Borsa Italiana. Finlogic è attiva nella produzione di etichette e offre soluzioni per la codifica e l'identificazione automatica dei prodotti attraverso l'utilizzo di codici a barre e della tecnologia Radio Frequency Identification. Allo stato, come da comunicato dalla target del 6 dicembre 2022, è stato firmato un accordo di adesione all'opa con gli azionisti di riferimento della Società.

Con riferimento al Fondo Élite, in data 23 giugno 2022, il Consiglio di Amministrazione della SGR ha deliberato, previo parere favorevole del Comitato Consultivo del Fondo stesso, la proroga di un anno dei c.d. "periodo di richiamo" e "periodo di investimento". In data 5 ottobre 2022 è stato avviato un nuovo richiamo agli impegni, conclusosi a metà novembre 2022, per 24 milioni di euro.

I Fondi in gestione alla SGR sono tre: due Chiusi Alternativi collocati il 10 gennaio 2019 (Élite, per 72,8 milioni di euro e Credem Venture Capital II per 25,8 milioni di euro), e un Fondo ELTIF (denominato Eltifplus) la cui raccolta ammonta ad 132,2 milioni di euro.

La SGR chiude il bilancio con un utile pari a euro 0,5 milioni di euro.

dic-22 dic-21 Variazioni
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln / %
Patrimonio netto senza utile milioni € 4,1 4,0 +3,8%
Mandati fiduciari n. 665 672 -1.0%
Titoli e valori in amministrazione 1.346 1.399 -3,8%
Utile ante imposte milioni € 0,1 0,1 -70,6%
Utile netto milioni € 0,1 0,1 -62.2%

Il 2022 è stato un anno caratterizzato da estrema volatilità sui mercati.

Le masse fiduciarie gestite perdono 171 milioni di euro, in netta controtendenza rispetto agli ultimi anni precedenti.

Le commissioni nette del 2022 risultano in lieve riduzione rispetto al dato del 2021 e sono pari a 1.261 mila euro, alle quali vanno sommati proventi diversi di gestione, per un totale di 1.956 mila euro. Le spese amministrative risultano pari a 1.896 mila euro, in aumento per effetto delle spese per il personale e di alcuni costi per servizi in outsourcingresi da società del Gruppo.

L' utile lordo di periodo registrato ammonta a 54 mila euro, rispetto ai 180 mila euro del 2021.

Per il 2023 la società conta di beneficiare di alcune sinergie con le altre società del gruppo, in particolare grazie al perfezionamento del progetto che vede protagonista Credem Euromobiliare Private Banking, fortemente concentrato sulla specializzazione nel servire un target di clientela sofisticato (private e high net worth) che potrà essere un importante volano nella propositività del servizio fiduciario, così come lo sviluppo del progetto focalizzato sull'evoluzione del servizio di consulenza patrimoniale.

dic-22 dic-21 Variazioni
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln / %
Ricavi per magazzinaggio milioni € 5,7 5,5 +4,1%
Patrimonio netto senza utile milioni € 26,0 25,1 +3,8%
Utile ante imposte milioni € 1,0 0,9 +6,1%
Utile netto milioni € 0,7 0,8 -17,7%

La produzione del Parmigiano Reggiano dopo diversi anni in cui ha avuto forti trend di crescita, nel 2022 ha fatto registrare un numero di forme in calo del 2,17% superando di poco i 4 milioni. In leggero calo anche la produzione del Grana Padano su base annua; diverse le dinamiche di prezzo, stabile o in leggero calo il prezzo del Parmigiano Reggiano, in forte aumento quello del Padano. Gli allevatori, nonostante forti aumenti inflattivi dovuti all'aumento dell'energia e dei mangimi, hanno continuato a produrre in modo consistente anche viste le quotazioni altissime del latte uso alimentare cui hanno potuto destinare parte della produzione.

I consumi sono rimasti in terreno positivo sia sui mercati esteri che in Italia ma con percentuali inferiori agli incrementi registrati alla produzione negli anni 2020 e 2021, con conseguente aumento delle scorte. Il calo del reddito disponibile delle famiglie, dovuto ai forti fenomeni inflattivi, sta portando i consumatori a privilegiare formaggi alternativi di minor pregio e meno costosi.

L'andamento delle giacenze presso i nostri magazzini evidenzia il sempre importante utilizzo dei due stabilimenti oltre ad un'importante attività di sostituzione e frazionamento della clientela. Il magazzino MGT, inoltre, si caratterizza per una elevata movimentazione di forme, sintomo di una sempre maggiore esigenza della clientela di abbinare all'attività di stagionatura anche quella logistica.

Gli investimenti continuano su due livelli, il primo di mantenimento di un adeguato livello delle attrezzature ed il secondo di progettazione ampliamento e miglioramento strutturale del sito di Montecavolo. L'attività nel suo complesso sconta le difficoltà che si rilevano nel reperimento dei ricambi industriali così come dei materiali d'uso e dell'aumento dei relativi prezzi. Il conto economico evidenzia un risultato positivo al di là delle attese, sottolineando come si sia riusciti a recuperare l'incremento dei costi, necessari per riuscire a soddisfare le esigenze sempre più stringenti della clientela così come ad assorbire gli investimenti sostenuti per il mantenimento di un adeguato aggiornamento industriale.

dic-22 dic-21 Variazioni
%
INDICATORI ECONOMICI: €mln / %
Ricavi per prestazioni e vendita software milioni € 33,6 30,9 +8,8%
Patrimonio netto senza utile milioni € 35,5 29,7 +19,6%
Utile ante imposte milioni € 7,8 7,4 +5,4%
Utile netto milioni € 5,7 5,6 +0,7%

L'andamento del 2022 è stato incentrato su progetti fondamentali tra i quali: la piattaforma per la gestione digitale della Supply Chain Finance e iniziative legate al segmento Imprese previste nel piano Open Banking Credem. Continua, inoltre, la ricerca di nuove partnership sia in ottica di diversificazione, che di integrazione dell'offerta commerciale. Il modello di business sostenibile della Società, focalizzato su processi di digitalizzazione e dematerializzazione, continua a rendere i processi più rapidi e a determinare un minor impatto sull'ambiente.

L'ingresso nel Programma di Accelerazione rientra nell'iniziativa di Corporate Venture Capital (CVC) avviata dal Gruppo Credem per l'acquisizione e la gestione di partecipazioni in startup innovative e ad alto potenziale di crescita. Tramite l'Acceleratore Fintech e Insurtech Accelerator Srl, Credemtel ha investito in "SBC Fintech Milan 2224" inizialmente 250.000 euro (pari al 19.96%, con cui acquisire indirettamente circa lo 0,30% di ciascuna delle startup selezionate) e ulteriori 450.000 euro (con i quali raggiungere il 41,12% della Società e indirettamente una quota pari a 1% delle migliori startup selezionate dal Programma, in un percorso di selezione ed investimento che durerà fino al 2024, già iniziato con il versamento a gennaio 2023 della prima di tre tranche 150.000 Euro.

Sotto il profilo economico: ricavi, con dinamica sostenuta, in particolare i ricavi GED (Gestione Elettronica Documentale) sia su clienti esterni che sul Gruppo; cresce significativamente in questo anno l'apporto da ALTRI SERVIZI verso il Gruppo, generati soprattutto da una tantum per nuovi progetti; i costi sono in forte espansione coerentemente con la strategia di diversificazione della gamma di servizi offerti e con la necessità di rendere maggiormente scalabile il portafoglio prodotti attuale. Risultato lordo di gestione a 10,1 milioni di euro (+8,46%). Risultato lordo d'esercizio ante imposte pari a 7,8 milioni di euro, in aumento del 5,4% rispetto al 2021.

I businessprincipali:

  • Gestione Elettronica Documentale (GED): rappresenta il 75,8% del fatturato totale, con un trend in costante crescita verso la digitalizzazione e innovazione tecnologica (possibili leve anche per la sostenibilità). È costantemente attiva la collaborazione con le altre società del Gruppo per approfondire gli impatti e le evoluzioni dei servizi GED nell'ambito del progetto open banking. Attraverso le due società controllate è stata ampliata e rafforzata l'offerta, in aree ritenute "strategiche": con BEPlatform, la piattaforma del servizio di Supply Chain Management, con la società collegata Andxor srl, il segmento delle firme elettroniche, e con Blue Eye Solutions srl, le prime soluzioni di RPA (Robot Process Automation), grazie all'utilizzo dell'intelligenza artificiale.
  • Corporate Banking Interbancario (CBI): rappresenta il 18,9% del fatturato totale e vede l'offerta rivolta alle banche. Oltre a Credem alla data odierna sono tre le banche servite direttamente in qualità di Struttura Tecnica Delegata (STD), alle quali si aggiunge una quarta banca servita tramite un accordo di partnership con Nexy Payment Spa. La proposta commerciale si basa su due prodotti, entrambi multiutente, multibanca e multiazienda, sviluppati con tecnologie clientserver e web-based. Entrambi i prodotti sono costantemente aggiornati in base agli sviluppi normativi.
  • Altri servizi: la collaborazione e gli scambi commerciali tra buyer e fornitori. Rappresentano il 3,5% del fatturato totale e sono così suddivise: Telepass, Servizi Professionali (ad esempio la predisposizione e la gestione dei siti web per alcune società del Gruppo, l'erogazione di attività professionali a supporto delle aree IT della Capogruppo e il servizio PagoPA).

Per ultimare l'illustrazione delle società del Gruppo si fa presente che, in riferimento allo scarso rilievo economico e patrimoniale, non viene esaminata specificatamente la società integralmente consolidata Credem CB, veicolo costituito a supporto del programma di emissione di obbligazioni garantite; è anche doveroso sottolineare che non sono oggetto di derecognition i patrimoni creditizi separati correlati alle suddette obbligazioni.

Non si commentano i dati di GestimLux, in quanto società ceduta nel primo semestre.

Per una più dettagliata disamina circa la distribuzione e l'andamento per settori di attività e per area geografica degli aggregati economici si rimanda alla specifica sezione L della Nota Integrativa.

Di seguito forniamo (in migliaia di euro) il raccordo, tra il patrimonio netto ed il risultato d'esercizio, della controllante con quelli risultanti dal bilancio consolidato.

PATRIMONIO
NETTO
di cui: UTILE
D'ESERCIZIO
Saldi al 31 dicembre 2022 di Credembanca 2.409.630 189.020
Eccedenze rispetto ai valori di carico:
Società consolidate integralmente 816.187 137.810
Società valutate con il metodo del patrimonio netto 25.097 6.643
Dividendi incassati nell'esercizio -3.671
Avviamenti 12.520
Eliminazione utili infragruppo e altre rettifiche -52.088 -12.832
Saldi al 31 dicembre 2022 del Gruppo 3.211.346 316.970

10. MEZZI PROPRI, COEFFICIENTI REGOLAMENTARI E RATIO DI LIQUIDITÀ

MEZZI PROPRI E COEFFICIENTI REGOLAMENTARI 2022 2021
Mezzi propri "civilistici" milioni € 3.099,1 3.357,2

La variazione del patrimonio civilistico, rispetto al 31/12/2021, è principalmente derivata da:

  • l'ipotizzata capitalizzazione del risultato dell'esercizio (204,7 milioni di euro);
  • il risultato della valutazione delle "attività detenute per incassare i flussi di cassa e per la vendita" (-364,4 milioni di euro);
  • il saldo negativo della valutazione al fair value dei contratti derivati di copertura dei flussi finanziari (-95,4 milioni di euro);
  • il saldo positivo della valutazione attuariale del trattamento di fine rapporto (7,3 milioni di euro);
  • la capitalizzazione dei costi del personale connessi a piani di remunerazione basati su strumenti finanziari (1,2 milioni di euro);
  • la variazione del patrimonio di CredemAssicurazioni non incorporata nel risultato dell'esercizio (-4,8 milioni di euro);
  • l'acquisto di azioni proprie (-6,0 milioni di euro);
  • l'avviamento acquisto partecipazione SATA (-0,7 milioni di euro).

Il seguente prospetto illustra (in milioni di euro) l'adeguatezza patrimoniale, del Gruppo Bancario, secondo la normativa di Vigilanza:

GRUPPO BANCARIO 2022 2021
Totale fondi propri milioni € 3.172 3.169
. di cui Common Equity tier 1 2.768 2.868
- di cui Totale capitale di classe 1 2.582 2.654
Totale RWA 18.247 18.747
Requisito patrimoniale complessivo 1.460 1.500
. di credito e controparte 1.289 1.340
. di mercato 9 6
. operativi 162 153
CET1 capital ratio (**) % 15,2 15,3
TIER1 capital ratio 15,2 15,3
Total capital ratio 17,4 16,9
Target regolamentari (***)
CET1 capital ratio 7,0 7,0
TIER1 capital ratio 8,5 8,5
Total capital ratio 10,5 10,5

(**) Se CET1<TIER1; CET1=T1 (***) Comprensivi del cosiddetto "capital conservation buffer", non comprende il requisito aggiuntivo da "SREP decision".

Il seguente prospetto illustra (in milioni di euro) l'adeguatezza patrimoniale del perimetro di riferimento ai fini della vigilanza prudenziale, vale a dire del perimetro che fa capo a CredemHolding:

PERIMETRO CREDEM HOLDING 2022 2021
Totale fondi propri milioni € 3.063 2.993
. di cui Common Equity tier 1 2.524 2.591
- di cui Totale capitale di classe 1 2.582 2.654
Totale RWA 18.395 18.907
Requisito patrimoniale complessivo 1.472 1.513
. di credito e controparte 1.289 1.340
. di mercato 21 20
. operativi 162 153
CET1 capital ratio (*) % 13,7 13,7
TIER1 capital ratio 14,0 14,0
Total capital ratio 16,7 15,8
Target regolamentari (**)
CET1 capital ratio 7,0 7,0
TIER1 capital ratio 8,5 8,5
Total capital ratio 10,5 10,5

(*) Se CET1<TIER1; CET1=T1

(**) Comprensivi del cosiddetto "capital conservation buffer", non comprende il requisito aggiuntivo da "SREP decision".

Nel dettaglio, l'evoluzione della situazione patrimoniale (rispetto al 31/12/2021) riflette in particolare:

  • in positivo:
    • o la capitalizzazione dell'utile dell'esercizio;
    • o la contrazione del patrimonio netto di CredemVita* (minusvalenze su portafoglio titoli);
    • o la riduzione della deduzione relativa agli shortfallcreditizi (+33 bps) + immobilizzazioni;
    • o la riduzione degli RWA per aggiornamento modelli e riduzione altri attivi.
  • in negativo:
    • o la variazione negativa delle riserve da valutazione;
    • o l'incremento delle DTA relative alle minusvalenze sul portafoglio titoli;
    • o la contrazione delle minorities(per calo RWA);
    • o il calo dello shortfall(+33 bps) + variazione immobilizzazioni;
    • o l'aumento dei rischi, con particolare riferimento a quelli di natura creditizia, in relazione all'analogo progresso dei crediti verso clientela.

I dati confermano l'eccellente posizione di capitale del Gruppo, e la capacità di autofinanziamento nonostante la crescita dei volumi. Il CET1 a livello holding si attesta quindi al 13,7% e, rispetto al requisito SREP 2022** registrano un buffer di 616 bps.

(*) In data 8 gennaio 2021, la Banca Centrale Europea ha revocato l'uso dell'approccio standardizzato per le cd. Equity Exposure. A seguito di tale revoca, la partecipazione in Credemvita viene ponderata al 370%. La decisione segue l'autorizzazione, derivante dall'applicazione dell'articolo 49 del Regolamento (EU) n.575/2103 (la "CRR"), è applicabile qualora il Gruppo faccia parte della lista di quelli che, in base ai parametri di vigilanza, svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo (conglomerati finanziari). A tale riguardo si richiama la decisione dell'Autorità di Vigilanza, che ha inserito, a far tempo dall'ottobre 2017, il Gruppo Credem tra i soggetti di cui sopra.

(**) Il requisito aggiuntivo assegnato dall'Organo di Vigilanza (il Pillar 2 Requirement), rispetto ai livelli regolamentari di patrimonio vigenti nel 2022, sarebbe pari all'1%, tuttavia, restano in vigore le cosiddette misure di "capital relief" introdotte a seguito della diffusione della pandemia Covid-19. Il requisito può, in virtù di tale misure, essere rispettato con un minimo del 56,25% di CET1 capital e con un 75% di Tier1 capital. Tale decisione, ha avuto effetto retroattivo a partire dal 12 marzo 2020 ed è successivamente stata prorogata. Si è tradotta, pertanto, nei seguenti coefficienti minimi per il 2022: 7,56%, 9,25% e 11,5% a livello, rispettivamente, di CET1 Ratio, TIER1 Ratio e Total Capital Ratio.

Di seguito proponiamo (in milioni di euro) la segnalazione specifica in merito all'adeguatezza patrimoniale del conglomerato finanziario (anch'esso facente capo a CredemHolding):

MARGINE DEL CONGLOMERATO 2022 2021
A. Totale dei mezzi patrimoniali del conglomerato 3.391 3.180
B. Requisiti patrimoniali delle componenti bancarie 2.030 2.012
C. Margine di solvibilità richiesto delle componenti assicurative 360 259
D. Totale delle esigenze patrimoniali del conglomerato (B+C) 2.390 2.271
E. Eccedenza (deficit) del conglomerato (A-D) 1.001 909

I mezzi patrimoniali del conglomerato finanziario Credem eccedono il totale delle esigenze patrimoniali richieste per 1.001,3 milioni di euro. Nel calcolo dei requisiti patrimoniali del conglomerato finanziario si è adottato, per il 2022, un Total Capital Ratio del 11,5%, così come comunicato dalla Banca Centrale Europea.

Tale decisione è stata confermata anche per il 2022, al termine del processo SREP di valutazione e misurazione dei rischi che ancora una volta conferma la solidità del Gruppo anche nel confronto europeo.

Anche sull'evoluzione del margine del conglomerato hanno prevalentemente inciso le ragioni già ricordate in riferimento alla situazione patrimoniale del Gruppo bancario.

In adempimento a quanto disposto dalla normativa, segnaliamo che il Gruppo detiene azioni proprie, in riferimento ai sopra citati piani di remunerazione, così come indicato nella parte B "informazioni sullo Stato Patrimoniale" alla sezione 12 della Nota Integrativa.

Nell'ambito dell'informativa necessaria ai sensi della CRR/CRD4, oltre ai già citati ratio regolamentari, vengono di seguito esposti (sempre in riferimento al perimetro che fa capo a CredemHolding) gli indicatori regolamentari finalizzati ad accertare l'adeguatezza della situazione di liquidità di breve termine (livello di disponibilità immediata per far fronte ad esigenze a 30 giorni), di liquidità di medio lungo termine (stabilità del profilo di provvista in relazione alla composizione dell'attivo) e del rapporto tra il patrimonio e le attività bancarie:

INDICATORI REGOLAMENTARI % 2022 2021
Liquidity coverage ratio (LCR) 232 205
Net stable funding ratio (NSFR) 137 136
Leverage ratio (*) 4,6 5,1
Target regolamentari
Liquidity coverage ratio (LCR) 100 100
Net stable funding ratio (NSFR) 100 100
Leverage ratio (*) 3 3

(*) Segnalazione obbligatoria ai sensi della "CRR". Con le misure di capital relief, avendo scelto di escludere l'importo della riserva obbligatoria dal monte esposizioni, il livello target del leveragefino al 31/03/2022 è stato calcolato nella misura del

3,45%.

In tema di Leverage Ratio, si ricorda che l'indicatore è oggetto delle cosiddette misure di temporary relief concesse dalle Autorità di Vigilanza alle banche per fronteggiare la pandemia: beneficia sostanzialmente della possibilità di escludere dal computo del ratio la liquidità detenuta in eccesso presso Banca Centrale Europea.

Per quanto riguarda il Gruppo, come evidenziato in tabella, l'indicatore si pone ben al di sopra dei limiti regolamentari.

Lo stesso si conferma per gli indicatori previsti dalla CRR in tema in tema di liquidità: LCR e NSFR sono in miglioramento.

Si ricorda infine che a partire dal 01/01/2022, il requisito MREL (Requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili), richiesto alle banche al fine di migliorarne la risolvibilità, è "binding". Il Gruppo evidenzia un discreto margine rispetto al requisito richiesto dal Single Resolution Board.

Alla fine del mese di aprile 2022 come prevede la Circolare 285 del 17 dicembre 2013, nella parte dedicata al "processo di controllo prudenziale" (il cosiddetto PILLAR II), è stato inoltrato all'Organo di Vigilanza il resoconto ICAAP ("Internal Capital Adeguacy Assessment Process"), corredato dai diversi documenti specifici richiesti. Tale elaborazione, finalizzata alla verifica dell'adeguatezza patrimoniale rispetto al complesso dei rischi assunti nell'operatività corrente e caratteristica, ha riguardato la situazione di fine 2021 e, per quanto riguarda la valutazione prospettica, un orizzonte temporale triennale.

Sempre alla fine del mese di aprile 2022, in base a quanto previsto dalla Direttiva 2013/36 (la CRD4), è stato sottoposto all'Autorità di Vigilanza il Resoconto ILAAP.

Entrambi i documenti sono stati redatti sulla base delle indicazioni delle Autorità di Vigilanza, specificatamente indirizzate agli enti finanziari nello scenario particolarmente incerto che si era andato delineando in seguito alla pandemia Covid-19 e includono una panoramica:

  • dei margini patrimoniali disponibili a fronteggiare i rischi difficilmente misurabili, gli effetti delle prove di stress, nonché a mantenere lo standing prefissato dai mercati finanziari e dalle Autorità nazionali ed europee;
  • del profilo di liquidità del Gruppo, sia in condizioni attese che stressate.

11. GLI AZIONISTI, LE AZIONI E IL RATING

Relativamente al mercato azionario italiano, il FTSE Mib ha chiuso il 2022 con un -13% rispetto alla fine del 2021. Nella prima metà dell'anno la Borsa aveva pesantemente risentito prima dello scoppio del conflitto e poi dell'accelerazione nella normalizzazione delle politiche monetarie a livello globale e del deterioramento delle prospettive di crescita economica. L'ultima parte dell'anno le quotazioni hanno invece registrato un recupero grazie agli utili registrati dalle società quotate.

data capitale sociale in € n. azioni situazione
dic-21 341.320.065 341.320.065 a fine esercizio
dic-22 341.320.065 341.320.065 a fine esercizio

L'esercizio non ha registrato movimenti riguardanti il capitale sociale:

Al 31/12/2022 la composizione dell'azionariato era la seguente:

% sul capitale ordinario
Credito Emiliano Holding S.p.A. 78,83
Altri azionisti 21,17

Si riporta, di seguito, un confronto tra l'azione Credem ed alcuni indicatori del mercato borsistico relativo all'ultimo biennio:

Confronto con il mercato 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
%
Azione Credem (in euro) 6,63 5,82 14
FTSE Italia Banche (Indice) 9.584 10.041 -5
FTSE Italia All-Share (Indice) 25.720 27.347 -6

12. PERSONALE

Nel 2022 l'organico ha avuto una leggera crescita, passando dalle 6.608 persone del 31.12.2021 alle 6.616 del 31.12.2022, con un incremento complessivo di 8 unità.

Le principali linee di intervento hanno riguardato:

  • Il bilanciamento della rete commerciale di Credem Banca, per mantenere adeguati i livelli di servizio offerti alla clientela e aumentare il presidio commerciale sul territorio anche attraverso un efficientamento della rete dei punti vendita.
  • Il rafforzamento delle strutture/Società IT, con l'obiettivo di sviluppare nuove procedure utili al business, effettuare gli adeguamenti ai processi previsti dalle normative e governare al meglio il "rischio informatico".
  • Il rafforzamento della struttura di Avvera, per supportare il piano di sviluppo della Società.
  • La creazione di un unico polo di riferimento del Gruppo per il canale private banking, con la creazione di Credem Euromobiliare Private Banking e il rafforzamento della relativa rete di vendita, dove confluiranno anche le relative strutture di Credito Emiliano.
  • Il rafforzamento dell'organico di alcune delle altre società del Gruppo, per sostenerne i rispettivi piani di sviluppo.
  • L'azione, già posta in essere da anni, volta al raggiungimento di accordi su base volontaria per l'esodo anticipato rispetto alla naturale scadenza del rapporto di lavoro, che ha permesso l'inserimento di giovani neo-diplomati e neo-laureati.

Sul fronte formativo sono proseguiti gli investimenti grazie soprattutto all'utilizzo della "formazione con didattica a distanza", anche per far fronte al perdurare dell'emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Il focus principale degli interventi è stato sulle competenze comportamentali, su temi normativi, sulla leadership, sul benessere personale sul posto di lavoro e sulla metodologia di lavoro "Agile" per la gestione della progettualità. Sulla rete commerciale si è continuato a erogare una formazione mirata all'acquisizione delle conoscenze/competenze fondamentali di ogni ruolo con valutazione finale dell'apprendimento.

Si è continuato ad investire sul tema dell'identità di gruppo e sui valori aziendali con attività dedicate al tema, che hanno toccato in particolare leadership, coaching, feedback, fiducia, gestione dell'errore e mentoring, considerati importanti leve per permettere di agire il modello di leadership aziendale e aumentare le performance dei collaboratori. È stato, inoltre, confermato l'investimento formativo dedicato al lean management, volto a rendere sempre più efficienti i processi interni.

Il piano di welfare aziendale, strutturato sui bisogni di benessere e salute, supporto personale, tempo libero e risparmio, responsabilità sociale, ha registrato il consolidamento dei servizi in essere e lo sviluppo di nuove iniziative che hanno coinvolto un numero sempre maggiore di persone. Ci sì è focalizzati in particolare sui temi della prevenzione in ambito medico, genitorialità ed in particolare sulla paternità, forma fisica, smart working, mobilità, socialità, consulenza legale e fiscale, caregiver, il supporto psicologico e soluzioni "salva tempo". È stata confermata l'iniziativa di volontariato di impresa che ha visto l'adesione di 450 persone che hanno effettuato attività di volontariato in orari e giornate lavorative in modalità web.

Si è inoltre investito sulla "sostenibilità ambientale" attraverso la sensibilizzazione dei dipendenti e una serie di iniziative specifiche.

Continuano ad essere attive diverse forme di flessibilità lavorativa, in particolare lo smart working, delle quali beneficiano, a fine 2022, oltre l'85,5% delle persone del Gruppo. Questa nuova modalità di lavoro è stata accompagnata da un importante percorso formativo rivolto alle competenze comportamentali, al supporto psicologico ed alla salute fisica, così come evidenziato in sede introduttiva nel capitolo relativo alla pandemia.

È stato mantenuto un forte focus sulle iniziative di Diversity & Inclusion ambito nel quale è stata confermata per il Gruppo la certificazione di equità salariale di genere, primo Gruppo bancario in Italia ad avere ottenuto questo riconoscimento già nel 2020.

13. LA GESTIONE DEI RISCHI

Il Gruppo Credem valuta da sempre come elemento fondante la ricerca di una elevata qualità nel governo dei rischi, ritenuta fattore imprescindibile ed obiettivo strategico al fine di:

  • Garantire la salvaguardia del patrimonio aziendale, assicurando la massima efficacia ed efficienza del processo di creazione del valore.
  • Integrare nei processi decisionali e operativi di gestione delle differenti aree di business la duplice dimensione rischio/rendimento.
  • Assicurare la coerenza dei processi operativi con le strategie, le politiche ed i regolamenti interni.

A partire da giugno 2014, si è adottato un quadro di riferimento strutturato, attraverso l'attuazione di un processo normato da apposito Regolamento interno di Risk Appetite Framework (RAF) di Gruppo. Il RAF è valutato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo in relazione al business model e al piano strategico e prevede l'approvazione di obiettivi di rischio e soglie di tolleranza, coerenti con l'ICAAP (Internal Capital Adequacy Assessment Process) e il sistema dei controlli interni. Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo valuta tutte le tipologie di rischio a livello consolidato e ne approva l'assunzione in maniera articolata su società e business units, che nel RAF sono individuate come rilevanti per l'apporto al rischio di Gruppo.

Il RAF individua la propensione al rischio che la Banca intende perseguire a livello di Gruppo e mantenere nel tempo sia in una fase di normale corso degli affari, sia in ipotesi di condizioni di mercato particolarmente stressate. Il RAF si esplicita attraverso un elenco di indicatori (Indicatori RAF o Indicatori di I livello) che considerano tutti i rischi rilevanti, a livello singolo e integrati tra loro, e che coprono le seguenti aree: Capitale, Liquidità, Asset Quality (credito, mercato e tasso, operativo) e Redditività. Per ciascuno degli indicatori RAF è definito:

  • Il Risk Appetite (obiettivo di rischio o propensione al rischio), che rappresenta la propensione al rischio che il Gruppo si propone di adottare in un contesto di medio periodo, per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici.
  • La Risk Tolerance (soglia di tolleranza), che rappresenta la devianza massima dal risk appetite consentita; la soglia di tolleranza è fissata in modo da assicurare in ogni caso alla banca margini sufficienti per operare, anche in condizioni di stress, entro il massimo rischio assumibile.
  • La Risk Capacity (massimo rischio assumibile), che rappresenta il livello massimo di rischio che la banca è tecnicamente in grado di assumere senza violare i requisiti regolamentari o gli altri vincoli imposti dagli azionisti o dall'autorità di vigilanza.

Nell'ambito delle attività di monitoraggio, definite in coerenza con le regole di vigilanza prudenziale stabilite dalla Banca Centrale Europea (cd. Processo SREP - Supervisory Review and Evaluation Process), gli indicatori RAF sono affiancati da indicatori di II livello o "indicatori SREP", ossia da indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo. In analogia agli indicatori RAF, essi coprono le seguenti aree: Liquidità, Asset Quality (credito, mercato e tasso, operativo) e Redditività. Per alcuni degli indicatori di II livello vengono comunque definite delle soglie di alerting, coerenti con il processo RAF e i con processi ad esso collegati (budget, piano NPL, Risk Self Assessment). Nell'ambito dell'action plan condiviso con BCE in tema Climate & Environmental Risk sono stati definiti indicatori SREP che, a partire dall'anno 2023, permetteranno di monitorare l'esposizione ai rischi climate-environmental.

Ad inizi 2020, è stato istituito un monitoraggio mensile di un sottoinsieme significativo degli indicatori RAF al fine di permettere al CE e al CA di essere aggiornati in modo tempestivo e frequente sugli impatti della situazione esterna COVID-19. Tale monitoraggio è stato confermato sia per l'anno 2021 sia per l'anno 2022, ampliando il sottoinsieme degli indicatori RAF in riferimento all'area Capitale.

In coerenza con il processo RAF, di seguito si riporta l'andamento del rischio mediamente assunto nell'anno 2022, con il distinguo tra le famiglie di rischio: mercato e tasso, credito e operativo:

Dal punto di vista del rischio di mercato del trading book e del rischio di tasso del banking book, non si sono registrate sostanziali variazioni del profilo di rischio complessivo. Il presidio dei rischi finanziari avviene tramite la definizione di una struttura di limiti che costituisce

l'espressione diretta del livello di rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree/linee di business, e coerentemente a quanto definito in ambito RAF. Il rischio specifico o emittente viene monitorato tramite appositi massimali di concentrazione per settore e classe di rating, anche in termini di credit spread sensitivity. Tutti i limiti sono monitorati giornalmente dalla funzione di Risk Management. La misura di VaR medio di Credembanca sul trading book (intervallo di confidenza 99%, holding period 10 gg, coefficiente moltiplicativo 3) risulta in calo rispetto all'esercizio precedente, a fronte di un'operatività che si è mantenuta su livelli contenuti. Le principali posizioni in titoli di debito (titoli di stato e titoli di emittenti finanziari/covered bond) sono collocate nei portafogli HTCS e HTC. Per Credem Euromobiliare Private Banking il requisito patrimoniale sui rischi di mercato risulta trascurabile.

Con riferimento al rischio di tasso, il gruppo è dotato di una Policy di gruppo sul rischio di tasso di interesse del banking book e, coerentemente con la normativa europea, utilizza all'interno del RAF le metriche di misurazione di riferimento della sensitivity di Valore Economico (VE) e sensitivity del Margine di Interesse. Il rischio di tasso del banking book, misurato tramite la sensitivity di VE, nel corso del 2022 risulta mediamente in aumento rispetto al 2021, con una media pari a 4,5% dei fondi propri; il dato si mantiene all'interno del risk appetite framework definito. Per quanto riguarda le altre società, il contributo più significativo al rischio di tasso del banking book di gruppo è generato da Credemleasing, che registra una sensitivity media di Valore Economico pari a 0,2% dei fondi propri, in calo rispetto al 2021 e al di sotto del risk appetitedella Società.

La tabella riporta la situazione dei suddetti rischi aziendali:

2022 2021
RISCHI AZIENDALI medio max medio max
Rischio di tasso di Banking Book vs Fondi Propri (metodologia
Sensitivity di VE 200 bps) – Gruppo bancario
4,5% 8,5% 2,5% 5,4%
Rischio generico di mercato di Trading Book
- Credem (metodologia Var)
3,3 14,6 4,3 14,2
Rischio emittente (approccio standard di Vigilanza) € mln 0,6 0,8 0,4 0,9
- Credem

Relativamente ai rischi di credito e controparte, nell'ambito dei processi gestionali RAF e ICAAP, il Gruppo adotta un modello gestionale per la stima del rischio di credito allineato alle metriche AIRB (parametri interni PD, LGD ed EAD), ma che considera eligibili tutte le garanzie presenti nel portafoglio crediti di Credembanca e Credemleasing.

RISCHIO DI CREDITO 2022 2021
- Credembanca 1.140 1.168
- Credemleasing 89 90
- Altre Società 182 138
1.411 1.396

Il confronto con l'anno precedente evidenzia un contenuto aumento legato all'incremento delle esposizioni verso la Clientela nei portafogli il cui rischio è calcolato in coerenza con la metodologia Standard. I portafogli ad AIRB risentono dell'entrata in vigore dei modelli TRIM sottoposti ad ispezione nel 2021, che hanno comportato complessivamente un beneficio. L'aumento che mediamente si evidenzia tra il 2021 e il 2022 è in parte mitigato dalla riduzione del coefficiente di ponderazione dei Risk Weighted Asset (riduzione legata ad un aspetto metodologico). Relativamente ai rischi operativi, il requisito di vigilanza consolidato, calcolato adottando il metodo TSA, è pari a circa 168 milioni di euro.

Al Servizio Entreprise Risk Management (ERISK), inoltre, sono stati affidati l'identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici e ambientali (C&E). In coerenza con l'action plan comunicato alla Banca Centrale Europea, sono state altresì apportate evoluzioni all'analisi di rilevanza dei rischi utilizzata dalla funzione Enterprise Risk Management e alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc), in particolare al fine di

cogliere a pieno l'impatto dei rischi climatici e ambientali sulle principali categorie di rischio esistenti, è stata valutata l'integrazione di questi ultimi, identificando per ciascuno almeno una nuova sotto-categoria di rischio correlata.

Gestione del rischio climatico ed ambientale

Il Gruppo Credem ha avviato un percorso progettuale volto ad accrescere il livello di presidio dei rischi climatico-ambientali (nel seguito anche "Rischi C&E").

I rischi climatici ed ambientali possono essere suddivisi in due principali categorie:

  • Rischi fisici: impatto finanziario derivante dal verificarsi di eventi catastrofici acuti (tempeste, inondazioni, incendi) o cronici (cambiamenti di temperatura).
  • Rischi di transizione: perdita finanziaria in cui può incorrere un'organizzazione a seguito del processo di transizione verso un'economia low carbon e climate-resilient (rischi di policy, legali, tecnologici, di mercato e reputazionali).

In relazione ai rischi climatici, nel 2021 è stato definito un piano e sono state avviate prime attività di sviluppo, mentre nel 2022, al termine della fase di assessment e di disegno della roadmap, il Gruppo ha avviato un progetto con l'obiettivo di implementare il percorso di evoluzione nella gestione del rischio C&E organizzando le attività in cinque cantieri: Governance & Strategia, Risk Management, Credito, Finanza e Rischi Finanziari, Architettura & Dati:

Governance e Strategia

La mission di Credem è orientata al perseguimento del successo sostenibile attraverso la creazione di valore nel lungo termine a beneficio degli Azionisti, tenendo conto degli interessi degli altri Stakeholders rilevanti. In tale contesto, il Consiglio di Amministrazione, nel suo esercizio di supervisione strategica, guida il Gruppo al perseguimento dell'obiettivo sopra citato. Nell'esercizio delle sue funzioni il Consiglio si avvale anche del Comitato Sostenibilità di Gruppo e di altri comitati/funzioni aziendali come evidenziato in tabella:

Organo/funzione aziendale Principali ruoli e responsabilità
Consiglio di
Amministrazione
Presidia, indirizza ed approva la strategia di sostenibilità e la Dichiarazione non
Finanziaria. Inoltre, nell'ambito delle proprie attribuzioni, valuta e delibera su
analisi, valutazioni e proposte - avanzate dagli specifici Comitati designati - in
materia di sostenibilità, presidio, stima e gestione dei rischi ESG ed in particolare
dei rischi C&E
Comitato Sostenibilità di Svolge funzioni propositive e consultive in materia di sostenibilità per
Gruppo
(Comitato
Manageriale)
promuovere la progressiva integrazione dei fattori ambientali, sociali e di
nelle attività aziendali.
Comitato Rischi e Sostenibilità governance
Contribuisce all'identificazione, misurazione, gestione ed monitoraggio dei
di Gruppo
(Comitato
Endoconsiliare)
principali rischi ambientali, sociali e di
, tenendo conto delle attività
governance
caratteristiche e dei presidi interni identificati.
Comitato Risk Management Supporta il Consiglio di Amministrazione ed il Comitato Esecutivo nel presidio del
(Comitato Interfunzionale) rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio
nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel
Risk
Appetite Framework.
Relativamente ai rischi derivanti dai fattori ESG, la Funzione ERISK (
Enterprise Risk
che supporta il Comitato, è responsabile della valutazione di tali
Management),
rischi, tramite specifiche analisi volte a misurare l'esposizione del Gruppo Credem
con frequenza periodica. In particolare, con riferimento alla componente
Environmental, le suddette verifiche sono svolte (specificatamente al rischio
climatico) adottando metodologie in linea con le pratiche adottate dal
e
Regulator
con le best pratices osservate sul mercato. A fronte di tali valutazioni, è compito
dell'Ufficio RSI (
e
) esprimere un giudizio di rilevanza,
Raf
Stress Test Integration
identificando criteri, fissando opportune soglie di materialità e adottando,
conseguentemente, presidi e azioni finalizzate alla gestione e alla mitigazione di
tali rischi.
Comitato Credit Strategy di
Gruppo
Monitora il livello di esposizione ai fattori climatici e ambientali che possono
incidere sulle politiche creditizie del Gruppo.
Servizio Governance e Contribuisce al successo sostenibile del Gruppo attraverso un'efficace e
Relazioni Esterne continuativa attività di Stakeholder engagement finalizzata alla creazione di valore
nel medio-lungo termine per gli Azionisti egli altri Stakeholder rilevanti.
Servizio Crediti Garantisce una progressiva granularità delle analisi sul grado di esposizione agli
impatti generati dai fattori climatici e ambientali sulla sostenibilità delle controparti
Funzione Risk Management e dei portafogli creditizi.
Garantisce il controllo e presidio del Chief Risk Officer e della Funzione Risk
Management nel suo complesso.

Per garantire il progressivo allineamento dell'assetto organizzativo del Gruppo al presidio dei rischi ESG, con particolare riferimento a quelli C&E, sono stati implementati regolamenti interni

e politiche inerenti alle funzioni aziendali maggiormente impattate a livello gestionale ed operativo.

In considerazione della crescente consapevolezza del sistema bancario sul ruolo esercitato nell'ambito della sfida climatica e ambientale, il Gruppo si impegna a definire una strategia di sostenibilità di lungo periodo supportata da una governance forte, coerente e credibile. La Capogruppo ritiene prioritario: definire KPIs strategici, impegnarsi nel definire target di riduzione delle emissioni sul proprio portafoglio in linea con l'obiettivo dell'Accordo di Parigi e in coerenza con le politiche creditizie e le politiche di investimento e ampliare l'offerta commerciale con nuovi prodotti/servizi ESG. Nel 2022, in particolare, il Gruppo ha definito un primo set di KPI "ESG-Specific" nel proprio framework di RAF; avviato i primi ragionamenti su target di riduzione delle emissioni del proprio portafoglio; avviato l'integrazione del catalogo prodotti/servizi per la clientela; integrato i fattori di rischio C&E nella Credit Strategy per i segmenti large corporate/corporatedel portafoglio crediti.

Con riferimento al RAF, le metriche sono state definite nell'ambito degli indicatori SREP (Supervisory Review and Evaluation Process) di secondo livello per monitorare le esposizioni del portafoglio creditizio e degli investimenti ai rischi fisici e di transizione valutandone la concentrazione attuale e prospettica in settori/ aree geografiche ad alto rischio C&E.

Risk Management

Nell'ambito del quadro normativo e di vigilanza prudenziale, il processo di integrazione e gestione dei rischi C&E rappresenta un aspetto di notevole rilevanza sia per l'Autorità Bancaria Europea (ABE) che per la Banca Centrale Europea (BCE). Gli istituti sottoposti a vigilanza sono tenuti ad integrare i rischi C&E nel sistema di gestione del rischio complessivo, al fine di monitorarli, mitigarli e comunicarli in modo trasparente.

Le attività di identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici ed ambientali sono gestite dalla Funzione ERISK, che coordina anche le attività di misurazione e monitoraggio dei fattori di rischio C&E sui rischi principali, coerentemente con la mappa dei rischi utilizzata per l'analisi di materialità:

  • o Identificazione dei rischi ESG e analisi di materialità dei rischi climatico-ambientali, il processo è stato parzialmente rivisto ed aggiornato nel 2021 e potenziato nel corso del 2022 mediante un'integrazione qualitativa della Mappa dei Rischi di Gruppo con nuove sotto-categorie di rischio al fine di cogliere a pieno l'impatto dei rischi C&E, sociali e di governance sulle principali categorie di rischio esistenti. A tali sotto-categorie di rischi esistenti è comunque associata e valorizzata anche una categoria stand-alone "Rischi ESG". È stata predisposta un'analisi dedicata, con cadenza annuale, sui portafogli inerenti i finanziamenti e gli investimenti, nonché sugli immobili delle Società del Gruppo per valutare la rilevanza delle esposizioni ai suddetti rischi. Nel corso del 2022, il Gruppo ha affinato le metodologie quantitative alla base dell'analisi di materialità di tali rischi, con l'obiettivo di stabilire i rischi oggetto di valutazione e la materialità di ognuno di essi con riferimento a ciascuna società controllata. In particolare, attraverso l'aggiornamento dei dati di input dell'analisi di rilevanza per il rischio di transizione e per quello fisico; l'automatizzazione dell'assegnazione dei giudizi negli scenari ottimistico e pessimistico per gli indicatori di rischio fisico "Alluvioni" e "Rischio idrogeologico" e la definizione del giudizio, in via residuale, secondo la logica alla base dei due scenari sopra citati migliorando o peggiorando di 1 notch il giudizio as-is.
  • o Misurazione e monitoraggio dei rischi climatico-ambientali: l'analisi di rilevanza costituisce il primo passo, fondamentale, verso la definizione delle metodologie di quantificazione, attenuazione e controllo adottate per ciascuno dei rischi ritenuti rilevanti. Lo stesso concetto di rilevanza, per ciascun rischio, è coerente con quanto utilizzato nell'ambito dei principali processi di gestione dei rischi (ICAAP, ILAAP, RAF e Recovery Plan), al fine di assicurarne massima coerenza in termini di: rischi rilevanti, dotazione patrimoniale e target di rischio. Nel corso del 2022, relativamente ai processi di gestione dei rischi C&E, oltre ad aver svolto l'esercizio regolamentare di stress test in ottica C&E, il Gruppo ha svolto le seguenti attività:

    • definito metriche "ESG-Specific" in ambito RAF al fine di monitorare i rischi C&E;
    • aggiornato il framework di concessione, pricing e monitoraggio del credito per il portafoglio corporate e large corporate;
    • definito un framework metodologico di misurazione del rischio di credito in ottica C&E ed avviato le relative quantificazioni;
  • integrato i processi di operational e reputational risk assessment e le relative analisi di scenario in ottica C&E;

  • definito una metodologia di costruzione di una heatmap settoriale del portafoglio degli investimenti ed avviato l'integrazione di tali metriche legate al rischio di mercato e di scoring ESG all'interno delle politiche di investimento e del reporting di market risk management;
  • sviluppato un primo approccio metodologico per l'analisi di scenario in ambito Recovery Plan;
  • pianificato di completare, con un approccio a rilasci intermedi sui singoli verticali di rischio, il processo ICAAP con una specifica analisi di scenario basata su eventi climatico avversi che possano impattare la struttura patrimoniale/di liquidità del Gruppo tramite specifici verticali di rischio sensibili a tali eventi (Prima integrazione prevista: ICAAP 2023).

Credito

Con riferimento alle politiche di finanziamento, nel corso del 2022 sono state svolte diverse attività che hanno consentito di raccogliere dati e informazioni ESG da info provider specializzati a copertura del complessivo portafoglio crediti e di definire, per il segmento large corporate/corporate, un set di metriche/KPI ESG di valutazione delle controparti con l'introduzione di score environmental - score di rischio transizione – score di rischio fisico inserite all'interno dei relativi processi di concessione, pricing e monitoraggio. La Policy Crediti di Gruppo è stata conseguentemente integrata prevedendo, tra i principi fondamentali per l'erogazione del credito, un'attenzione specifica rivolta ai fattori ESG, con focus rispetto al grado di esposizione agli impatti generati dai fattori C&E sulla sostenibilità delle controparti e dei portafogli creditizi.

Finanza e rischi finanziari

Con riferimento al portafoglio investimenti ed al rischio di mercato, nel corso del 2022 è stata definita una metodologia di costruzione di una heatmap settoriale del portafoglio investimenti e sono in corso attività di integrazione di tali metriche legate al rischio di mercato e di scoring ESG all'interno delle politiche di investimento e del reporting di market risk management.

Architettura e Dati

Con riferimento alle metriche utilizzate per la valutazione ed il governo dei rischi sotto il profilo climatico, il Gruppo ha definito metriche specifiche, affinate nel corso del 2022 anche grazie all'esercizio di climate stress test condotto per la BCE, attraverso una maggiore analiticità del calcolo delle metriche stesse.

In particolare, con riferimento al rischio di transizione, il Gruppo stima le emissioni indirette di gas a effetto serra riconducibili ad attività aziendali, ma che provengono da fonti che non sono di proprietà o che non sono controllate da Credem. Queste emissioni sono spesso riconducibili alla catena del valore e sono costituite dalle emissioni dirette e indirette di altre organizzazioni, che vengono in parte allocate alla società che effettua il calcolo, sulla base di specifici fattori di attribuzione. In tale contesto il Gruppo calcola e fornisce disclosure delle emissioni generate dalle emissioni indirette collegate a finanziamenti e investimenti.

Per ulteriori dettagli sulle attività affidate alla Funzione ERISK si rimanda al paragrafo Rischi climatici e ambientali della Parte E della Nota Integrativa.

14. ATTIVITA' DI COMPLIANCE, ANTIRICICLAGGIO e PRIVACY

La funzione Compliance ha proseguito la propria attività ordinaria nell'ambito di un perimetro di gruppo che ricomprende le banche, le società di gestione del risparmio, Euromobiliare Advisory SIM, Credemleasing, Credemfactor, Avvera e Credemvita.

Si segnala che a seguito dell'incorporazione della funzione DPO (Data Protection Office) nella funzione Compliance in data 01 ottobre 2022, il Compliance Officer ha assunto anche il ruolo di Data Protection Officer. A partire da tale data, la Privacy rientra pertanto nel perimetro delle normative a presidio diretto della funzione Compliance e le società in perimetro includono anche per quanto riguarda la Privacy- Euromobiliare Fiduciaria, Credemassicurazioni e Credemtel.

Nel corso del 2022, il presidio della funzione si è concentrato principalmente sulla realizzazione dei piani di rimedio ai rilievi emersi in sede di accertamenti ispettivi in tema di trasparenza delle operazioni e correttezza delle relazioni con la clientela (Banca d'Italia) e product governance e adeguatezza delle operazioni effettuate per conto della clientela (Consob). È stato inoltre particolarmente rilevante il coinvolgimento della funzione nelle diverse attività progettuali coordinate dalla Capogruppo, con particolare riferimento all'operazione straordinaria di conferimento del ramo di azienda Business Unit Private di Credito Emiliano S.p.A. a Banca Euromobiliare S.p.A., quest'ultima ridenominata dal 21 novembre 2022 Credem Euromobiliare Private Banking, all'evoluzione dell'offerta digitale per il retail banking, anche mediante relazione commerciale a distanza con la clientela e all'implementazione delle misure tecniche volte a cancellare i dati personali una volta terminato il periodo di conservazione in coerenza con i principi del regolamento europeo GDPR in materia di privacy.

Nel corso del 2022, la funzione Antiriciclaggio della Capogruppo ha svolto, per Credembanca e per tutte le società del Gruppo a cui si applica la disciplina antiriciclaggio, le attività istituzionali di presidio quali: analisi delle variazioni normative, contributo alla progettualità di business e all'attivazione di nuovi prodotti, formazione del personale, presidio delle situazioni rischiose (incluso il tema sanzioni internazionali), assistenza, controlli di impianto e di funzionamento, autovalutazione e rendicontazioni. È inoltre proseguito l'impegno nella specifica progettualità volta a rafforzare i presidi, anche alla luce delle evoluzioni normative intervenute. Nell'ambito delle consuete attività di monitoraggio sull'operatività della clientela, sono stati effettuati controlli specifici sui fenomeni emergenti del money mule (fattispecie in cui un soggetto trasferisce ad altri denaro ricevuto da una terza parte, ottenendo in cambio una commissione. In tale pratica le organizzazioni criminali riescono a coinvolgere persone talvolta inconsapevoli (che sono perseguibili penalmente). L'esito di tali verifiche ha confermato un adeguato livello di robustezza dei presidi e del complessivo sistema dei controlli. Si segnala inoltre l'impegno per assicurare il rispetto delle sanzioni internazionali, soprattutto a seguito del conflitto Russia-Ucraina che ha comportato un innalzamento del livello di attenzione e un maggior numero di controlli, resosi necessario (anche per supportare i clienti) soprattutto nella fase iniziale in cui i pacchetti sanzionatori da parte delle Autorità internazionali si sono succeduti con grande frequenza.

15. INTERNAL AUDITING

Si riassume nel prospetto seguente l'attività di auditing, dando evidenza in percentuale del numero di interventi prodotti per tipologia di controllo:

ATTIVITA' DI AUDITING EROGATA 2022 2021
a) PER SOCIETA'
Reti Distributive
. Credito Emiliano
90,6%
60,1%
90,6%
64,2%
. Credem Euromobiliare Private Banking (*) 24,7% 21,4%
. Avvera 5,8% 5,1%
Altre Società del Gruppo 9,4% 9,4%
b) PER AREA DI INTERVENTO
. finanza "clientela", esecutivi e
fraud management
55,5% 55,6%
. governo, supporto e finanza "proprietà" 10,5% 11,4%
. crediti, normative e incassi e pagamenti 25,1% 24,1%
information technology 6,2% 6,2%
. coordinamento e metodologia 2,6% 2,6%

(*) A novembre 2022, Banca Euromobiliare ha adottato la nuova denominazione sociale Credem Euromobiliare Private Banking. Il ramo di azienda del Private Banking è stato considerato in capo a Credem in quanto sarà conferito nella nuova Legal Entity a partire da febbraio 2023.

L'attività svolta sulle reti (filiali, centri imprese, consulenti finanziari, agenti) si focalizza sulla conformità dei processi agiti nell'erogazione del credito e nella prestazione dei servizi di investimento alla clientela, nonché sul rispetto delle disposizioni di legge, delle normative interne e di sicurezza.

Si conferma l'impegno nel presidio dei rischi della rete di promozione finanziaria e del canale dedicato al private banking, con particolare focalizzazione sul Polo Private, mediante l'utilizzo di sistemi di monitoraggio automatico che, analizzando dati transazionali e comportamenti, individuano le potenziali situazioni anomale da verificare con mirate azioni di controllo.

L'attività di presidio del Corporate Center è svolta utilizzando criteri risk based e finalizzata alla valutazione della regolarità ed efficacia dei processi produttivi e gestionali e sulla coerenza dei controlli interni rispetto al livello di rischiosità dei businesssupportati.

Inoltre, particolare attenzione è stata data al presidio dei rischi emergenti derivanti dalle tensioni militari e geopolitiche tra Russia e Ucraina per valutare l'impatto sui principali rischi (operativi, di credito, di capitale, reputazionale, ecc.) riconducibile a variazione dei processi esistenti, nuove misure restrittive, esposizioni verso i paesi coinvolti dal conflitto; nonché ai rischi legati ai temi di Cybersecurity, Data Governance, ESG, monitoraggio degli outsourcer.

Nel corso del 2022, la funzione ha proseguito gli investimenti per l'automazione dei controlli di conformità, per aumentare i livelli di efficienza e garantire coperture più ampie nelle attività di analisi.

L'attività svolta dalla funzione in esame è periodicamente illustrata agli organi preposti, come più ampiamente descritto (con particolare riferimento alle attribuzioni del Comitato Consiliare Rischi di Gruppo) nella Relazione annuale sulla Corporate Governance a cui si fa cenno nella Relazione sulla Gestione individuale di Credem Banca.

Segnaliamo infine che le operazioni con parti correlate sono analizzate nella parte H della "Nota Integrativa".

16. DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI SOCIETARI

Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari Credem predispone adeguate procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato, nonché di ogni altra comunicazione di carattere finanziario.

Il modello di controllo interno si ispira a framework riconosciuti al livello internazionale, in particolare:

  • Internal Control Integrated Framework emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of Treadway Commission (COSO - ERM), per definire e valutare l'adeguatezza delle procedure amministrative e contabili utilizzate per la formazione del bilancio.
  • Control Objective for Information and related Technologies (Cobit) sviluppato da Information System Audit and Control Association (ISACA) per la valutazione delle procedure di governo dell'IT.

Relativamente al bilancio d'esercizio e consolidato 2022, le principali attività svolte dalla struttura del Dirigente Preposto hanno riguardato:

  • La rilevazione e la valutazione, a livello di Gruppo, dei Company Level Controls per verificare l'esistenza di un contesto aziendale funzionale a ridurre i rischi di errori e di comportamenti non corretti in relazione all'informativa finanziaria.
  • Per le società quantitativamente significative a livello di bilancio consolidato e per eventuali società considerate significative qualitativamente, lo svolgimento di test su un campione di controlli censiti, nell'ambito della rilevazione dei processi amministrativo-contabili.
  • La rilevazione e l'esecuzione, per mezzo della funzione IT di Audit, di test sui controlli generali in ambito IT (IT- General Controls).

Per maggiori informazioni circa il Dirigente Preposto Credem e circa il sistema di gestione dei rischi e di controllo interno associato al processo di informativa finanziaria consolidata si rimanda alla "Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari" redatta ai sensi dell'articolo 123 bis TUF, riportata in un distinto documento, a disposizione presso la sede sociale e pubblicato all'interno del sito internet aziendale.

17. DICHIARAZIONE NON FINANZIARIA

La dichiarazione consolidata di carattere non finanziario ("DNF consolidata") di Credito Emiliano S.p.A., predisposta ai sensi del D.Lgs. 254/16, costituisce una relazione distinta (Dichiarazione non finanziaria) rispetto alla presente relazione sulla gestione, come previsto dall'Art. 5 comma 3, lettera b) del D. Lgs. 254/16, ed è disponibile sul sito internet www.credem.it, nella sezione "Sostenibilità".

18. PREVEDIBILE EVOLUZIONE DELLA GESTIONE

Nel corso dell'anno ci si attende un rallentamento della crescita globale. Gli ultimi dati relativi all'inflazione evidenziano una decelerazione in USA ed Europa, ma i livelli ancora alti guideranno ulteriori rialzi dei tassi da parte delle banche centrali. Si ipotizza una dinamica contenuta dell'economia nei primi mesi dell'anno in Europa e negli Stati Uniti. La Cina, come nel 2022, dovrebbe crescere sotto i target governativi. Ancora sono poco chiari gli effetti della fine della strategia "zero-Covid": mentre da un lato l'economia potrebbe beneficiare del venir meno delle misure di contenimento stimolando i consumi, dall'altro, l'evoluzione dei contagi potrebbe bloccare il sistema produttivo, distributivo e dei servizi.

I principali rischi prospettici sono a nostro avviso:

  • Effetti recessivi delle politiche monetarie.
  • Ulteriori effetti legati all'evoluzione della guerra.
  • Gestione della crisi energetica.
  • Fine della strategia di "zero Covid" con possibili effetti sulla crescita economica cinese e conseguentemente mondiale.

Le proiezioni dei dati macroeconomici a disposizione a febbraio 2023 (Prometeia Brief) ipotizzano per l'anno in corso un'evoluzione annua del PIL mondiale al +2,3%, di quello statunitense al +1,1% e di quello UEM al +0,7%.

Relativamente all'economia italiana, le principali dinamiche attese per il 2023 sono le seguenti:

  • Il prodotto interno lordo potrebbe chiudere con un +0,7% su base annua.
  • La spesa delle famiglie dovrebbe essere penalizzata da un'inflazione, che almeno nei primi mesi dell'anno, si dovrebbe mantenere a doppia cifra, con un recupero dei consumi nella seconda parte dell'anno, quando il reddito disponibile beneficerà di un'inflazione in graduale rientro. La spesa dovrebbe segnare solo un +0,9%.
  • Gli investimenti per la componente dei macchinari ed impianti dovrebbero realizzare un +0,2%. La componente immobiliare dovrebbe chiudere l'anno con un +1,4%, grazie agli investimenti connessi al PNRR.
  • Le esportazioni dovrebbero essere penalizzate dal rallentamento del commercio mondiale (+2,1% nel 2023).
  • L'inflazione è prevista crescere ancora nei primi mesi del 2023, per poi rientrare grazie alla dinamica dei prezzi del gas, con una ipotesi di chiusura del 2023 nell'intorno di un +6%.

Passando ai principali aggregati bancari:

  • Relativamente alla raccolta, dovrebbero cambiare le scelte allocative delle famiglie con minori depositi e un maggiore interesse verso titoli e raccolta gestita. Le banche aumenteranno l'offerta di depositi vincolati e obbligazioni per sostenere la raccolta a medio termine. I depositi dovrebbero chiudere l'anno con un -0,5%, trainati dalla flessione dei conti correnti (-1,7% su base annua nel 2023).
  • Per quanto riguarda le imprese, gli investimenti non collegati al PNRR dovrebbero rallentare per gli effetti della decelerazione dell'economia. Si attende un -0,3% nel 2023 per gli impieghi alle imprese.
  • In relazione alle famiglie, il rallentamento congiunturale dell'economia e il peggioramento delle prospettive del mercato immobiliare porteranno ad una decelerazione dei volumi di credito. Si attende un +3,1% nel 2023 per gli impieghi alle famiglie.

Considerato lo scenario sopra descritto e i rischi evidenziati, la gestione bancaria potrà essere influenzata da diversi fattori:

  • Dinamica curva tassi e andamento della forbice bancaria.
  • Sviluppo dei mercati finanziari ed azionari (molto sensibili alle notizie sulla dinamica delle politiche monetarie, sviluppo dell'economia, tensioni geopolitiche e sviluppi del conflitto in Ucraina).
  • Evoluzione dello spread BTP-Bund.
  • Dinamica dell'inflazione.
  • Misure attuate dal Governo, dalle Autorità europee e dalle Istituzioni monetarie e di vigilanza.
  • Evoluzione del rischio creditizio per le ricadute della situazione geopolitica sui prenditori.

  • Impatti di numerose norme e misure regolamentari che stanno interessando il Sistema finanziario europeo.

  • Trasformazione digitale e sostenibilità.

In merito alle vicende che stanno interessando la società Eurovita, sottoposta a gestione provvisoria da parte di Ivass in data 31 gennaio 2023, si evidenzia che anche le reti del Gruppo sono distributrici di suoi prodotti.

Con riferimento all'andamento della gestione commissariale ed al temporaneo blocco dei riscatti deciso dal Commissario, il Gruppo sta monitorando l'evoluzione della situazione al fine di tutelare gli interessi dei clienti, auspicando in una soluzione positiva vista la presenza diretta dell'Autorità di settore.

In tale sfidante quadro generale, si confermano per il Gruppo Credem le principali linee guida:

  • Sviluppo commerciale superiore alla media di mercato.
  • Rafforzamento del wealth management e completamento del polo di private banking all'interno della Società del Gruppo dedicata rinominata Credem Euromobiliare Private Banking.
  • Ricerca dell'equilibrio tra efficienza operativa e proseguimento della progettualità, in particolare su omicanalità e digitale, per essere competitivi sulle diverse aree di business.
  • Prosecuzione del percorso di integrazione ESG (Environmental, Social, Governance) all'interno dei processi, del presidio dei rischi e della definzione dei prodotti.
  • Elevata qualità del credito.
  • Solidità del profilo di rischio e dei livelli patrimoniali.

In un contesto esterno come sopra delineato, si ipotizza la seguente evoluzione degli aggregati economici:

  • Il margine finanziario dovrebbe continuare ad essere sostenuto dai volumi e dalla prosecuzione della crescita dei tassi almeno nella prima parte del 2023.
  • Le commissioni potrebbero risentire della volatilità dei mercati.
  • Il rischio di credito dovrebbe rimanere complessivamente contenuto con famiglie e imprese che potrebbero risentire del ciclo economico.

Il progetto di rafforzamento del private banking all'interno del Gruppo Credem si è sviluppato nel corso degli ultimi due esercizi, con una progressiva focalizzazione delle strutture su un modello di business espressamente dedicato alla clientela private.

La separazione della divisione Private Banking di Credem dal Commercial Banking, tramite la creazione di una Business Unit dedicata, ha rappresentato la fase propedeutica all'evoluzione del progetto che si è concluso nel mese di febbraio 2023, quando la Business Unit Private Banking di Credem è stata conferita in Credem Euromobiliare Private Banking.

Il 18 febbraio 2023, tramite un'operazione societaria che è stata configurata come "conferimento di ramo di azienda", è avvenuto il perfezionamento dell'operazione, autorizzata dalle Autorità di Vigilanza, ed è stata accompagnata da un aumento di capitale di Credem Euromobiliare Private Banking, interamente riservato a Credito Emiliano. Le nuove risorse sono quindi funzionali a supportare lo sviluppo della partecipata e al mantenimento di idonei requisiti patrimoniali, in linea con le ambizioni iniziali di rafforzamento e crescita dell'area di business all'interno del Gruppo Credem.

La nuova entità comprende Banca Euromobiliare (100% Credem), con 14,9 miliardi di euro di masse e 399 professionisti tra private banker e consulenti finanziari e la Business Unit Private Banking di Credem, con circa 24 miliardi di euro di masse gestite da 291 private banker.

19. INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE

L'European Securities and Markets Authority - ESMA ha emanato, ai sensi dell'articolo 16 del Regolamento n. 1095/2010/EU, specifici Orientamenti in merito ai criteri per la presentazione di Indicatori Alternativi di Performance (IAP) inseriti dagli emittenti europei nelle informazioni regolamentate, inclusa pertanto la Relazione sulla Gestione del Bilancio, quando tali indicatori non risultano definiti o previsti dal framework sull'informativa finanziaria. Tali orientamenti sono volti a promuovere l'utilità e la trasparenza degli IAP, confermando un approccio comune verso l'utilizzo di questi ultimi, con miglioramenti della loro comparabilità, affidabilità e comprensibilità e conseguenti benefici agli utilizzatori dell'informativa finanziaria. Consob ha recepito in Italia gli Orientamenti e li ha incorporati nelle proprie prassi di vigilanza.

Secondo la definizione degli Orientamenti ESMA, un Indicatore Alternativo di Performance è un indicatore di performance finanziaria, posizione finanziaria o flussi di cassa storici, diverso da un indicatore finanziario definito o specificato nella disciplina applicabile sull'informativa finanziaria. Gli IAP sono solitamente ricavati dalle poste di bilancio redatte conformemente alla disciplina vigente sull'informativa finanziaria. Ciò che li distingue è che gli IAP non sono definiti nel quadro dell'informativa finanziaria, ma il loro uso è comunque diffuso e il loro ruolo è quello di trasmettere una visione della performance dell'entità più vicina alla visione del management rispetto a ciò che risulterebbe dall'uso delle sole misure definite.

Non rientrano strettamente nella definizione di IAP gli indicatori pubblicati in applicazione di misure prudenziali, comprese le misure definite nel Regolamento e nella Direttiva sui requisiti patrimoniali (CRR/CRD IV), gli indicatori fisici o non finanziari, e gli indicatori sociali ed ambientali.

Per una corretta interpretazione degli IAP si evidenzia quanto segue:

  • Sono costruiti esclusivamente a partire da dati storici del Gruppo e non sono indicativi dell'andamento futuro del Gruppo medesimo.
  • Non sono previsti dagli IFRS e, pur essendo derivati dai bilanci consolidati del Gruppo, non sono assoggettati a revisione contabile.
  • Non devono essere considerati sostituitivi degli indicatori previsti dagli IFRS.
  • La lettura deve essere effettuata unitamente alle informazioni finanziarie del Gruppo contenute nei bilanci consolidati del Gruppo e nelle relative note esplicative.
  • Le definizioni utilizzate dal Gruppo, in quanto non rinvenienti dai principi contabili di riferimento, potrebbero non essere omogenee con quelle adottate da altri emittenti e quindi con esse comparabili.
  • Risultano elaborati con continuità e omogeneità di definizione e rappresentazione per tutti i periodi presentati.

Gli indicatori sono calcolati sulla base delle riclassifiche gestionali che sono state evidenziate nei precedenti paragrafi della relazione sulla gestione (per la ricostruzione dei principali aggregati economici si veda in particolare la legenda esposta nel paragrafo relativo al conto economico consolidato).

Gli IAP sotto riportati sono quelli che sono stati selezionati in quanto maggiormente rappresentativi per il Gruppo.

LEGENDA:

Margine finanziario

  • Voce 30 Margine d'interesse

    • Voce 70 Dividendi e proventi simili (per la sola quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale nelle attività finanziarie classificate in HTCS)
    • Voce 250 Utile/perdita delle partecipazioni escluso gli utile/perdite derivanti da cessioni/valutazioni
  • Margine d'interesse Credemvita

Margine servizi

    • Voce 60 Commissioni nette
    • Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione
    • Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura
    • Voce 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto
    • Voce 110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value
    • Voce 115 Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39
  • Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo

ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie)

  • Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività

    • Voce 160 Premi netti
    • Voce 170 Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa
    • Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (al netto delle componenti di natura straordinaria)
  • Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale classificate in HTCS)

  • Margine d'interesse Credemvita

Risultato operativo

  • Margine d'intermediazione

    • Voce 190 Spese amministrative (spese per il personale e altre spese amministrative)
    • Voce 200 Rettifiche /riprese di valore nette su attività materiali
    • Voce 210 Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali

Utile prima delle imposte

  • Risultato operativo

  • Voce 130 Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi)

  • Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni

    • Voce 200 Accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri
    • Oneri/proventi straordinari:
    • Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria sbilancio
  • sopravvenienze)
    • Voce 270 Rettifiche di valore dell'avviamento
    • Voce 280 Utili/perdite da cessione di investimenti
    • Voce 320 Utili/perdite delle attività operative cessate al netto delle imposte

Patrimonio: somma algebrica di

120 Riserva da valutazione 125 Riserva da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione

  • 150 Riserve
  • 160 Sovrapprezzi di emissione

170 Capitale 180 Azioni proprie (-)

200 Utile consolidato al netto dividendi distribuiti (o deliberati) dalla Capogruppo o dalla società consolidante

Si rammenta che, per effetto dei necessari arrotondamenti, nelle tabelle illustrate alcuni conteggi potrebbero contenere differenze non significative a livello di totalizzazione.

I N D I CA TO RI A LTERN A TI VI D I PERF O RMA N CE 31 /1 2 /2 02 2
Costi Operativi A -802 -783
Totale ricavi B 1.473 1.337
Co st t o in co me r a t io (A /B ) 5 4, 5 % 5 8, 5 %
Margine finanziario A 663 496
Totale Attivo B 65.042 67.579
Ma r gine f ina nzia r io su To t a le A t t ivo (A /B ) 1 , 0% 0, 7%
Margine da servizi A 810 840
Totale Attivo B 65.042 67.579
Ma r gine " da se r vizi" su To t a le A t t ivo (A /B ) 1 , 2 % 1 , 2 %
Margine finanziario A 663 496
Margine d'interemediazione B 1.473 1.337
Ma r gine f ina nzia r io su Ma r gin e d'int e r me dia zio ne (A /B ) 45 , 0% 37, 1 %
Utile netto A 317 352
Totale Attivo B 65.042 67.579
U t ili su To t a le A t t ivo (RO A ) (A /B ) 0, 5 % 0, 5 %
Crediti deteriorati netti A 324 379
Patrimonio Netto B 3.211 3.459
Attività immateriali C 476 465
Te xa s r a t io (A /(B -C)) 1 1 , 8% 1 2 , 7%
Patrimonio Netto A 3.211 3.459
Raccolta diretta da clientela B 36.330 34.576
PN su Ra cco lt a dir e t t a (A /B ) 8, 8% 1 0, 0%
Patrimonio Netto A 3.211 3.459
Impieghi clientela B 34.483 33.156
PN su I mpie ghi clie nt e la (A /B ) 9, 3% 1 0, 4%
Patrimonio Netto A 3.211 3.459
Attività finanziarie B 34.483 33.156
PN su A t t ivit à f ina nzia r ie (A /B ) 9, 3% 1 0, 4%
Patrimonio Netto A 3.211 3.459
Totale Attivo B 65.042 67.579
Pa t r imo nio N e t t o su To t a le a t t ivo (A /B ) 4, 9% 5 , 1 %
Crediti deteriorati netti A 324 379
Patrimonio Netto B 3.211 3.459
Cr e dit i de t e r io r a t i ne t t i su Pa t r imo nio ne t t o (A /B ) 1 0, 1 % 1 1 , 0%
Crediti deteriorati netti A 324 379
Crediti verso clienti B 34.483 33.156
N PL r a t io ne t t o (A /B ) 0, 9% 1 , 1 %
Previsioni di perdite analitiche A 412 440
Crediti deteriorati lordi B 736 819
Co ve r a ge r a t io (A /B ) 5 6, 0% 5 3, 7%
Impieghi clientela A 34.483 33.156
Raccolta diretta da clientela B 36.330 34.576
I mp ie ghi clie nt e la su Ra cco lt a dir e t t a clie nt e la (A /B ) 94, 9% 95 , 9%
Rettifiche su crediti A -49 -32
Impieghi clientela medi B 33.819 31.227
Co st o de l cr e dit o (A /B ) 0, 1 5 % 0, 1 0%
Utile netto A 317 352
Patrimonio netto (medio annuo al netto dei dividendi) B 3.228 3.222
Rit o r no su Pa t r imo nio ne t t o (RO E) (A /B ) 9, 8% 1 0, 9%

20. ALLEGATI

In tema di rischio, riportiamo (in %) la classificazione degli impieghi in bonis relativi alla "funzione regolamentare corporate" effettuata secondo le metodologie del modello interno:

CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIEGHI RELATIVI ALLA FUNZIONE REGOLAMENTARE
CORPORATE (MODELLO INTERNO)
2022 2021
C1 Assenti problematiche di rischio sia al momento che, prevedibilmente,
nel medio /lungo periodo
26,2 24,8
C2 Assenti problematiche di rischio sia al momento che, prevedibilmente,
nel medio periodo
35,0 30,9
C3 Assenti problematiche di rischio sia al momento che, prevedibilmente,
nel breve periodo
22,6 21,9
C4 Rischio compatibile con possibilità di sua attenuazione/lieve
peggioramento nel breve
10,3 12,0
C5 Situazione di rischio con sintomi di peggioramento già evidenti 4,2 6,3
C6 Situazione che evidenzia aspetti di evidente problematicità 1,3 2,3
C7 Situazione di marcata problematicità, potenziale rischio di default 0,3 1,6
C8 Situazione di forte problematicità con rischio di default nel breve 0,2 0,3
100,0 100,0

Per una più approfondita disamina della metodologia utilizzata, si rimanda alla Nota Integrativa, Parte E, Sezione 2 – Rischi del consolidato prudenziale - A.2 "Classificazione delle esposizioni in base ai ratingesterni e interni".

Analoga metodologia, applicata alle posizioni appartenenti alla "funzione regolamentare retail"
(sostanzialmente le microattività e la clientela privata), presenta le seguenti risultanze (in %):
RETAIL CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIEGHI RELATIVI ALLA FUNZIONE REGOLAMENTARE 2022 2021
C1 Assenti problematiche di rischio sia al momento che,
prevedibilmente, nel medio /lungo periodo
1,4 1,6
C2 Assenti problematiche di rischio sia al momento che,
prevedibilmente, nel medio periodo
50,9 46,2
C3 Assenti problematiche di rischio sia al momento che,
prevedibilmente, nel breve periodo
5,2 6,4
C4 Rischio compatibile con possibilità di sua attenuazione/lieve
peggioramento nel breve
21,0 20,2
C5 Situazione di rischio con sintomi di peggioramento già evidenti 12,1 14,6
C6 Situazione che evidenzia aspetti di evidente problematicità 7,0 3,4
C7 Situazione di marcata problematicità, potenziale rischio di
default
2,1 7,1
C8 Situazione di forte problematicità con rischio di default nel breve 0,3 0,5
100,0 100,0

Per una più dettagliata disamina circa la distribuzione per settori di attività e per area geografica dell'aggregato in esame si rimanda alle specifiche sezioni "L" e "E" della Nota Integrativa.

BILANCIO AL 31/12/2022

STRUTTURA E CONTENUTO DEL BILANCIO

Il bilancio consolidato del Gruppo è costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dal prospetto della redditività complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario, dalla nota integrativa ed è corredato dalla relazione degli amministratori sull'andamento della gestione e sulla situazione del Gruppo così come previsto dai Principi contabili internazionali IAS/IFRS e dalla circolare di Banca d'Italia n° 262 del 22 dicembre 2005, e successivi aggiornamenti ed integrazioni, che ha disciplinato i conti annuali e consolidati degli enti creditizi e degli istituti finanziari.

Il bilancio consolidato del Gruppo è redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, la situazione finanziaria ed il risultato economico dell'esercizio.

La nota integrativa ha la funzione di fornire l'illustrazione, l'analisi ed in taluni casi un'integrazione dei dati di bilancio. Contiene le informazioni richieste dalla circolare di Banca d'Italia n°262 del 22 dicembre 2005 e successive modifiche ed integrazioni. Inoltre vengono fornite tutte le informazioni complementari ritenute necessarie a dare una rappresentazione veritiera e corretta.

I dati degli schemi di bilancio e della nota integrativa sono redatti in migliaia di euro, ad eccezione della Parte L, che è redatta in milioni di euro.

In merito alla struttura e contenuto del bilancio si faccia riferimento anche a quanto riportato nella seguente parte A1 "Sezione generale".

Il presente documento rappresenta una versione supplementare rispetto alla versione ufficiale conforme al Regolamento delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea (Regolamento ESEF – European Single Electronic Format) pubblicata sul sito internet all'indirizzo www.credem.it.

SCHEMI DI BILANCIO

STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

Voci dell'attivo 31/12/2021
10. Cassa e disponibilità liquide 3.357.710 230.954
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 109.250 82.362
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 54.962 59.970
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 54.288 22.392
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 6.199.150 6.593.183
35.Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al FV ai sensi dello IAS39 6.037.262 7.064.627
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 43.831.210 49.137.481
a) Crediti verso banche 1.487.395 8.948.886
b) Crediti verso clientela 42.343.815 40.188.595
45.Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello
IAS39
2.126.384 1.688.198
50. Derivati di copertura 1.090.239 211.101
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) (197.853) 82.769
70. Partecipazioni 47.362 48.592
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 18.347 17.489
90. Attività materiali 453.916 460.230
100. Attività immateriali 476.473 465.095
di cui:
- Avviamento 291.342 291.342
110. Attività Fiscali 614.658 416.641
a) Correnti 205.339 187.737
b) Anticipate 409.319 228.904
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - 5.807
130. Altre attività 877.484 1.074.658
Totale dell'attivo 65.041.592 67.579.187

segue: STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2021
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 50.883.109 52.726.659
a) Debiti verso banche 8.736.293 12.585.576
b) Debiti verso clientela 38.778.020 37.716.918
c) Titoli in circolazione 3.368.796 2.424.165
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi
dello IAS39
111.755 111.894
20. Passività finanziarie di negoziazione 36.257 33.148
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al FV ai sensi dello IAS39 3.903.984 4.406.981
40. Derivati di copertura 874.058 408.084
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) (203.886) 104.158
60. Passività fiscali 213.709 197.349
a) correnti 87.267 70.279
b) differite 126.442 127.070
70. Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione - 162
80. Altre passività 1.415.671 1.628.574
90. Trattamento di fine rapporto del personale 56.086 69.845
100. Fondi per rischi e oneri: 182.962 174.411
a) Impegni e garanzie rilasciate 7.056 8.044
b) Quiescenza e obblighi simili 1.254 1.485
c) Altri fondi per rischi e oneri 174.652 164.882
110. Riserve tecniche 4.356.382 4.257.810
120. Riserve da valutazione (151.872) 87.226
125. Riserva da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39 (227.655) (14.221)
150. Riserve 2.620.855 2.374.932
160. Sovrapprezzi di emissione 321.800 321.800
170. Capitale 341.320 341.320
180. Azioni proprie (-) (10.072) (4.025)
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 159 653
200. Utile (perdita) d'esercizio (+/-) 316.970 352.427
Totale del passivo e del patrimonio netto 65.041.592 67.579.187

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

Voci 31/12/2022 31/12/2021
10. Interessi attivi e proventi assimilati 797.798 584.077
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 774.417 556.242
20. Interessi passivi e oneri assimilati (143.812) (94.447)
30. Margine d'interesse 653.986 489.630
40. Commissioni attive 762.644 823.948
50. Commissioni passive (162.115) (189.007)
60. Commissioni nette 600.529 634.941
70. Dividendi e proventi simili 2.075 166
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 11.166 14.390
90. Risultato netto dell'attività di copertura 3.686 (46)
100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: 44.956 37.392
a) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 31.506 3.135
b) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 13.450 34.257
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto (1.894) 1.735
economico
b) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
(1.894) 1.735
115. Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai
sensi dello IAS39
129.864 151.868
120. Margine di intermediazione 1.444.368 1.330.076
130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito di: (55.666) (28.220)
a) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (55.836) (28.723)
b) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 170 503
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni 114 (829)
150. Risultato netto della gestione finanziaria 1.388.816 1.301.027
160. Premi netti 549.966 479.851
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (563.279) (500.495)
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 1.375.503 1.280.383
190. Spese amministrative (973.080) (949.898)
a) Spese per il personale (563.448) (550.682)
b) Altre spese amministrative (409.632) (399.216)
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (14.131) (13.021)
a) Per rischio di credito relativo a impegni e garanzie rilasciate (2.864) (2.839)
b) Altri accantonamenti netti (11.267) (10.182)
210. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (44.489) (43.909)
220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (53.775) (49.303)
230. Altri oneri/proventi di gestione 150.287 225.578
240. Costi operativi (935.188) (830.553)
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 7.855 6.337
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 13.421 10.014
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 461.591 466.181
300. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (144.605) (113.588)
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 316.986 352.593
330. Utile (Perdita) d'esercizio 316.986 352.593
340. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi (16) (166)
350. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della capogruppo 316.970 352.427
Voci 31/12/2022 31/12/2021
Utile base per azione (EPS base) 0,93 1,05
Utile diluito per azione (EPS diluito) 0,93 1,05

PROSPETTO DELLA REDDITIVITA' CONSOLIDATA COMPLESSIVA

Voci 31/12/2022 31/12/2021
10. Utile (Perdita) d'esercizio 316.986 352.593
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico 10.008 (12.412)
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 2.753 (11.623)
70. Piani a benefici definiti 7.255 (789)
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico (467.329) (35.836)
120. Copertura dei flussi finanziari (95.376) (27.354)
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
(153.715) (8.105)
145. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS39
(213.434) 288
160. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto (4.804) (665)
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (457.321) (48.248)
180. Redditività complessiva (Voce 10+170) (140.335) 304.345
190. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 16 166
200. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo (140.351) 304.179

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO

Esi
ste
nze
al
31.1
2.2
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BILANCIO CONSOLIDATO – VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO

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BILANCIO CONSOLIDATO – VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO

RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO (Metodo indiretto)

Importo
A. ATTIVITA' OPERATIVA 31/12/2022 31/12/2021
1. Gestione 480.599 282.846
- risultato d'esercizio (+/-) 316.970 352.427
- plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre
attività/passività valutate al fair value con impatto a conto economico (-/+)
259.355 3.253
- plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) (3.686) 46
- rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) 84.409 58.493
- rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 98.264 93.212
- accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) 14.131 13.021
- premi netti non incassati (-) (484) (806)
- altri proventi/oneri assicurativi non incassati (-/+) (2.819) (2.418)
- imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) 65.134 67.904
- rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto
dell'effetto fiscale (-/+)
- -
- altri aggiustamenti (+/-) (350.675) (302.286)
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie 5.330.832 (10.604.654)
- attività finanziarie detenute per la negoziazione (252.518) (43.279)
- attività finanziarie designate al fair value - -
- altre attività obbligatoriamente valutate al fair value (33.549) (501)
- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (463.319) (3.178.570)
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 4.718.131 (6.730.837)
- altre attività 1.362.087 (651.467)
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie (2.474.939) 10.457.613
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (1.536.435) 9.165.899
- passività finanziarie di negoziazione 3.109 14.885
- passività finanziarie designate al fair value - -
- altre passività (941.613) 1.276.829
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa 3.336.492 135.805
B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da 1.867 15.215
- vendite di partecipazioni - -
- dividendi incassati su partecipazioni - -
- vendite di attività materiali 1.867 15.215
- vendite di attività immateriali - -
- vendite di rami d'azienda - -
2. Liquidità assorbita da (103.261) (141.644)
- acquisti di partecipazioni (250) (821)
- acquisti di attività materiali (44.885) (77.799)
- acquisti di attività immateriali (58.126) (63.024)
- acquisti di società controllate e di rami d'azienda - -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento (101.394) (126.429)
C. ATTIVITA' DI PROVVISTA
- emissioni/acquisti di azioni proprie (6.047) 51.114
- emissioni/acquisti di strumenti di capitale - -
- distribuzione dividendi e altre finalità (102.295) (66.295)
- vendita/acquisto di controllo di terzi - -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista (108.342) (15.181)
LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO 3.126.756 (5.805)

RICONCILIAZIONE

Importo
Voci di bilancio 31/12/2022 31/12/2021
Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 230.954 236.759
Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio 3.126.756 (5.805)
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi - -
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell'esercizio 3.357.710 230.954

Con riferimento all'informativa prevista dal par. 44 B dello IAS 7, si segnala che le variazioni delle passività derivanti da attività di finanziamento (liquidità generata) sono riferibili prevalentemente a flussi finanziari.

NOTA INTEGRATIVA

NOTA INTEGRATIVA CONSOLIDATA

  • Parte A Politiche contabili
  • Parte B Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato
  • Parte C Informazioni sul conto economico consolidato
  • Parte D Redditività consolidata complessiva
  • Parte E Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura
  • Parte F Informazioni sul patrimonio consolidato
  • Parte G Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda
  • Parte H Operazioni con parti correlate
  • Parte I Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali
  • Parte L Informativa di settore
  • Parte M Informativa sul leasing

La nota integrativa è redatta in migliaia di euro, ad eccezione della Parte L, che è redatta in milioni di euro.

PARTE A POLITICHE CONTABILI

A.1 - PARTE GENERALE

Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali

Il bilancio consolidato è stato redatto nella piena conformità di tutti i Principi Contabili Internazionali (IAS/IFRS) emanati dall'International Accounting Standard Board e delle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretation Committee, vigenti alla data del 31 dicembre 2015 e omologati dalla Commissione Europea secondo la procedura prevista dal regolamento UE n. 1606/2002 del 19 luglio 2002, nonché dei provvedimenti emanati in attuazione dell'art.9 del D.Lgs. n.38/2005 e dell'art.43 del _D. Lgs.18 agosto 2015, n.136.

Si fa presente inoltre che la Banca d'Italia, avendo i poteri in materia di definizione dei prospetti contabili e di definizione della Nota Integrativa del Bilancio, ha emanato il 7° aggiornamento della Circolare n. 262/2005 "Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione" il 29 ottobre 2021.

La Banca d'Italia, con la comunicazione del 21 dicembre 2021, ha aggiornato le integrazioni alle disposizioni che disciplinano i bilanci delle banche (Circolare n.262 del 2005) per fornire al mercato informazioni sugli effetti che il COVID-19 e le misure a sostegno all'economia hanno prodotto sulle strategie, gli obiettivi e le politiche di gestione dei rischi, nonché sulla situazione economica-patrimonaile delle banche.

In relazione alla natura temporanea dell'emergenza da COVID-19 e delle misure di sostegno, le integrazioni alle disposizioni di bilancio ad esse connesse restano in vigore fino a diversa comunicazione da parte della Banca d'Italia.

I principi contabili adottati per la predisposizione del presente bilancio, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività finanziarie, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, non risultano modificati rispetto a quelli adottati per la predisposizione del Bilancio 2021 del Gruppo Credem.

Sezione 2 - Principi generali di redazione

Il bilancio consolidato è stato predisposto sulla base delle "Istruzioni per la redazione del bilancio dell'impresa e del bilancio consolidato delle banche e delle società finanziarie capogruppo di gruppi bancari" emanate dalla Banca d'Italia con il Provvedimento del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti.

Il bilancio consolidato è costituito dallo Stato patrimoniale, Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario e dalla Nota integrativa e dalle relative informazioni comparative al 31 dicembre 2021 ed è inoltre corredato da una Relazione sulla gestione, sui risultati economici conseguiti e sulla situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo Credem.

Il bilancio è redatto con l'applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1 e degli specifici principi contabili omologati dalla Commissione europea e illustrati nella Parte A.2 della presente Nota integrativa, nonché in aderenza con le assunzioni generali previste dal Quadro Sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio elaborato dallo IASB.

Non sono state effettuate deroghe all'applicazione dei principi contabili IAS/IFRS.

In conformità a quanto disposto dall'art. 5, comma 2, del Decreto Legislativo n. 38 del 28 febbraio 2005, il bilancio è redatto utilizzando l'euro come moneta di conto, e si fonda sull'applicazione dei seguenti principi generali di redazione dettati dallo IAS 1:

  • Continuità aziendale. Gli amministratori hanno considerato appropriato il presupposto della continuità aziendale in quanto a loro giudizio non sono emerse incertezze legate ad eventi o circostante che, considerati singolarmente o nel loro insieme, possano far sorgere dubbi riguardo alla continuità aziendale. Conseguentemente le attività, passività ed operazioni "fuori bilancio" sono valutate secondo valori di funzionamento, in quanto destinate a durare nel tempo.
  • Competenza economica. Costi e ricavi vengono rilevati, a prescindere dal momento del loro regolamento monetario, per periodo di maturazione economica e secondo il criterio di correlazione.
  • Coerenza di presentazione. La presentazione e la classificazione delle voci sono mantenute costanti nel tempo allo scopo di garantire la comparabilità delle informazioni, salvo che la loro variazione sia

richiesta da un Principio Contabile Internazionale o da una Interpretazione oppure renda più appropriata, in termini di significatività e di affidabilità, la rappresentazione dei valori. Se un criterio di presentazione o di classificazione viene cambiato, quello nuovo si applica – ove possibile – in modo retroattivo; in tal caso vengono anche indicati la natura e il motivo della variazione, nonché le voci interessate. Nella presentazione e nella classificazione delle voci sono adottati gli schemi predisposti dalla Banca d'Italia per i bilanci delle banche, contenuti nella circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti ed integrazioni.

  • Aggregazione e rilevanza. Tutti i raggruppamenti significativi di voci con natura o funzione simili sono riportati separatamente. Gli elementi di natura o funzione diversa, se rilevanti, vengono presentati in modo distinto.
  • Divieto di compensazione. Attività e passività, costi e ricavi non vengono compensati tra loro, salvo che ciò non sia richiesto o permesso da un Principio Contabile Internazionale o da una Interpretazione oppure dagli schemi predisposti dalla Banca d'Italia per i bilanci delle banche.
  • Informativa comparativa. Le informazioni comparative dell'esercizio precedente sono riportate per tutti i dati contenuti nei prospetti contabili di confronto. Le modifiche ai dati comparativi sono effettuate solo quando ritenute di importo significativo.

Si è tenuto conto, ove applicabile, dei documenti di tipo interpretativo e di supporto all'applicazione dei principi contabili in relazione agli impatti da COVID-19, emanati dagli organismi regolamentari e di vigilanza europei e dagli standard setter. Si richiamano tra gli altri:

  • la comunicazione dell'EBA del 25 marzo 2020 "Statement on the application of the prudential framework regarding Default, Forbearance and IFRS 9 in light of COVID 19 measures";
  • la comunicazione dell'ESMA del 25 marzo 2020 "Public Statement. Accounting implications of the COVID 19 outbreak on the calculation of expected credit losses in accordance with IFRS 9";
  • il documento dell'IFRS Foundation del 27 marzo 2020 "IFRS 9 and covid-19 Accounting for expected credit losses applying IFRS 9 Financial Instruments in the light of current uncertainty resulting from the covid-19 pandemic";
  • la lettera della BCE del 1° aprile 2020 "IFRS 9 in the context of the coronavirus (COVID 19) pandemic" indirizzata a tutti gli enti significativi;
  • gli orientamenti dell'EBA del 2 aprile 2020 "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis";
  • la comunicazione dell'ESMA del 20 maggio 2020 "Implications of the COVID-19 outbreak on the halfyearly financial reports";
  • gli orientamenti dell'EBA del 2 giugno 2020 "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID 19 crisis";
  • la comunicazione dell'ESMA del 28 maggio 2020 "European common enforcement priorities for 2020 annual financial reports";
  • gli orientamenti dell'EBA del 2 dicembre 2020 "Guidelines amending Guidelines EBA/GL/2020/02 on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis";
  • la lettera della BCE del 4 dicembre 2020 "Identification and measurement of credit risk in the context of the coronavirus (COVID 19) pandemic" indirizzata a tutti gli enti significativi;
  • la comunicazione dell'ESMA del 29 ottobre 2021 "European common enforcement priorities for 2021 annual financial reports";
  • la comunicazione dell'ESMA del 13 maggio 2022 "Implications of Russia's invasion of Ukraine on halfyearly financial reports afferente gli effetti dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia sulle rendicontazioni finanziarie semestrali;
  • la comunicazione dell'ESMA del 28 ottobre 2022 "European common enforcement priorities for 2022 annual financial reports", dove si evidenziano le priorità relative alla disclosure sui rendiconti annuali.

Principi contabili

Principali norme ed interpretazioni contabili omologate dall'Unione Europea, la cui applicazione è divenuta obbligatoria a partire dall'esercizio 2022

In data 14 maggio 2020 lo IASB ha pubblicato alcune modifiche ai seguenti IFRS, applicabili a partire dal 1° gennaio 2022:

Amendments to IFRS 3 Business Combinations: aggiorna il riferimento presente nell'IFRS 3 al Conceptual Framework nella versione rivista, senza che ciò comporti modifiche alle disposizioni dello standard

Amendments to IAS 16 Property, Plant and Equipment– "Proceeds before Intended Use": non consente di dedurre dal costo dell'immobilizzazione l'importo ricevuto dalla vendita di beni prodotti prima che l'asset fosse pronto per l'uso. Tali ricavi di vendita e i relativi costi saranno rilevati a conto economico

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

Amendments to IAS 37 Provisions, Contingent Liabilities and Contingent Assets "Onerous Contracts – Costs of Fulfilling a Contract": chiarisce quali voci di costo si devono considerare per valutare se un contratto sarà in perdita

Annual Improvements 2018 - 2020: modifiche sono apportate ai seguenti principi contabili: Amendments to IFRS 1 First-time Adoption of International Financial Reporting Standards– Subsidiary as a first-time adopter, Amendment to IFRS 9 Financial Instruments – "Fees in the '10 per cent' test for derecognition of financial liabilities", allo IAS 41 Agriculture e agli Illustrative Examples che accompagnano l'IFRS 16 Leases.

Principali norme ed interpretazioni contabili omologate dall'Unione Europea, ma che non trovano applicazione al 31 dicembre 2022 e per i quali la Banca ed il Gruppo di appartenenza non si sono avvalsi, nei casi eventualmente previsti, dell'applicazione anticipata

In data 18 maggio 2017 lo IASB ha pubblicato l'IFRS 17 - Insurance Contracts, un nuovo principio completo relativo ai contratti di assicurazione che copre la rilevazione e misurazione, presentazione ed informativa. L'IFRS 17 sostituisce l'IFRS 4 – Insurance Contracts che è stato emesso nel 2005. L'IFRS 17 si applica a tutti i tipi di contratti assicurativi indipendentemente dal tipo di entità che li emettono, come anche ad alcune garanzie e strumenti finanziari con caratteristiche di partecipazione discrezionale. L'IFRS 17 richiede la presentazione dei saldi comparativi. La data di entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2023.

In data 25 giugno 2020 lo IASB ha pubblicato il documento Amendments to IFRS 17 Insurance Contracts per: ridurre i costi semplificando alcuni requisiti dello Standard;

rendere la performance finanziaria più facile da spiegare;

facilitare la transizione posticipando la data di entrata in vigore dello Standard al 2023 e fornendo ulteriore sostegno per ridurre lo sforzo richiesto dalla prima applicazione dell'IFRS 17.

In data 9 dicembre 2021 lo IASB ha emesso il documento Amendments to IFRS 17 Insurance contracts: Initial Application of IFRS 17 and IFRS 9 – Comparative Information. La modifica fornisce agli assicuratori un'opzione con l'obiettivo di migliorare la rilevanza delle informazioni da fornire agli investitori in fase di applicazione iniziale del nuovo standard. L'entrata in vigore è prevista a partire dal 1° gennaio 2023.

In data 7 maggio 2021 lo IASB ha pubblicato il documento Amendments to IAS 12 Income Taxes: Deferred Tax related to Assets and Liabilities arising from a Single Transaction. Il documento precisa come devono essere contabilizzate le imposte differite sulle operazioni quali il leasing e gli obblighi di smantellamento (decommissioning obligations). La data di entrata in vigore è prevista a partire dal 1° gennaio 2023.

In data 12 febbraio 2021 lo IASB ha pubblicato i documenti:

Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements and IFRS Practice Statement 2: Disclosure of Accounting policies;

Amendments to IAS 8 Accounting policies, Changes in Accounting Estimates and Errors: Definition of Accounting Estimates.

Le modifiche sono volte a migliorare la disclosure sulle accounting policy in modo da fornire informazioni più utili agli investitori e agli altri utilizzatori primari del bilancio nonché ad aiutare le società a distinguere i cambiamenti nelle stime contabili dai cambiamenti di accounting policy. La data di entrata in vigore è prevista a partire dal 1° gennaio 2023.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni IFRS non ancora omologati dall'Unione Europea

In data 23 gennaio 2020 e 15 luglio 2020 lo IASB ha pubblicato i documenti Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non-current e Classification of Liabilities as Current or Non-current - deferral of effective date. Non sono state introdotte modifiche alle regole esistenti, ma sono forniti chiarimenti in merito alla classificazione dei debiti e delle altre passività tra correnti (dovute o potenzialmente dovute entro l'anno) e non correnti. Le modifiche forniscono inoltre chiarimenti sulla classificazione dei debiti che una società può regolare mediante la conversione in equity. La data prevista per l'applicazione delle modifiche è fissata al 1° gennaio 2023.

Lo IASB ha inoltre pubblicato in data 19 novembre 2021 il nuovo Exposure Draft Non-current Liabilities with Covenants, che propone modifiche allo IAS 1 Presentation of Financial Statements con l'obiettivo di chiarire la classificazione in bilancio dei debiti a lungo termine sottoposti al rispetto di covenants.

In data 22 settembre 2022 lo IASB ha pubblicato il documento Amendments to IFRS 16 Leases: Lease Liability in a Sale and Leaseback, chiarendo come si contabilizza un'operazione di sale and leaseback che prevede dei pagamenti variabili basati sulla performance o sull'uso del bene oggetto della transazione. La data di entrata in vigore prevista dallo IASB è il 1° gennaio 2024.

IFRS 14 Regulatory Deferral Accounts. La Comunità Europea ha deciso di non avviare il processo di endorsment della versione provvisoria dello standard IFRS 14 Regulatory Deferral Accounts, emesso il 30 Gennaio 2014, ed ha deciso di attendere la versione finale del principio contabile.

Contenuto dei prospetti contabili

Stato patrimoniale, conto economico e prospetto della redditività complessiva

Gli schemi dello stato patrimoniale e del conto economico sono costituiti da voci, sottovoci e da ulteriori dettagli informativi (i "di cui" delle voci e sottovoci). Nel conto economico i ricavi sono indicati senza segno, mentre i costi sono indicati fra parentesi. Allo stesso modo sono esposte le componenti reddituali positive e negative incluse nel prospetto della redditività complessiva.

Gli schemi riportano i corrispondenti dati di raffronto relativi allo stato patrimoniale riferiti all'esercizio precedente, mentre i dati di conto economico e del prospetto delle redditività complessiva sono riferiti allo stesso periodo dell'esercizio precedente.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto

Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto è quello previsto dalla Circolare n. 262/2005, e successivi aggiornamenti, della Banca d'Italia. Nel prospetto viene riportata la composizione e la movimentazione dei conti di patrimonio netto intervenuta nell'esercizio di riferimento del bilancio ed in quello precedente, suddivisi tra il capitale sociale, le riserve di capitale, di utili e da valutazione di attività o passività di bilancio ed il risultato economico. Le azioni proprie in portafoglio, qualora presenti, sono portate in diminuzione del patrimonio netto. Non sono stati emessi strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie.

Rendiconto finanziario

Il Rendiconto Finanziario fornisce informazioni che permettono agli utilizzatori di valutare le variazioni nell'attivo netto della società, la sua struttura finanziaria (compresa la liquidità e solvibilità) e la sua capacità di influire sulla dimensione e sulla tempistica dei flussi finanziari allo scopo di adeguarsi alle circostanze e alle opportunità.

Lo IAS 7 stabilisce che il rendiconto finanziario può essere redatto seguendo, alternativamente, il "metodo diretto" o quello "indiretto".

La Banca d'Italia, così come previsto dalle istruzioni della Circolare n.262/05, propone quindi i due alternativi schemi di Rendiconto Finanziario nei quali i flussi correlati all'attività operativa sono esposti con il metodo diretto e il metodo indiretto, senza privilegiarne uno in particolare, lasciando discrezionalità all'estensore del bilancio.

Il prospetto dei flussi finanziari intervenuti nel periodo di riferimento del bilancio ed in quello dell'esercizio precedente è stato predisposto seguendo il metodo indiretto, in base al quale i flussi derivanti dall'attività operativa sono rappresentati dal risultato dell'esercizio rettificato degli effetti delle operazioni di natura non monetaria.

I flussi finanziari sono suddivisi tra quelli derivanti dall'attività operativa, quelli generati dall'attività di investimento e quelli prodotti dall'attività di provvista.

Nel prospetto i flussi generatisi nel corso del periodo sono indicati senza segno, mentre quelli assorbiti sono indicati fra parentesi.

Contenuto della Nota integrativa

La Nota integrativa comprende le informazioni previste dalla Circolare n. 262/2005, e successive modifiche ed integrazioni, della Banca d'Italia e le ulteriori informazioni previste dai principi contabili internazionali. In conformità a quanto disposto dall'art. 5 del D.Lgs n. 38 del 28 febbraio 2005, il bilancio è redatto utilizzando l'euro come moneta di conto: gli schemi di bilancio sono redatti in unità di euro mentre la nota integrativa in migliaia di euro.

Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento

Il bilancio consolidato del Gruppo Credem comprende il bilancio di Credito Emiliano spa e delle società da questa controllate, includendo nel perimetro di consolidamento anche le società operanti in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo. Analogamente, sono incluse anche le società veicolo

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

(SPE/SPV) quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.

Sono considerate controllate le imprese nelle quali la Capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede più della metà dei diritti di voto o quando, pur con una quota di diritti di voto inferiore, la Capogruppo ha il potere di nominare la maggioranza degli amministratori della partecipata o di determinare le politiche finanziarie ed operative della stessa. Nella valutazione dei diritti di voto si tiene conto anche dei diritti "potenziali" che siano correntemente esercitabili o convertibili in diritti di voto effettivi in qualsiasi momento. Sono considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell'attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull'attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.

Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali la capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali" come sopra definiti) o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.

Le partecipazioni controllate sono consolidate con il metodo integrale, mentre le interessenze non di controllo e di joint venture sono consolidate in base al metodo del patrimonio netto.

Criteri e principi di consolidamento

I criteri adottati per la redazione del bilancio consolidato sono i seguenti:

  • in occasione del primo consolidamento, il valore di carico delle partecipazioni in società consolidate integralmente o proporzionalmente è annullato a fronte del patrimonio netto delle società stesse (ovvero delle quote di patrimonio netto che le partecipazioni stesse rappresentano). La contabilizzazione degli acquisti nelle società avviene in base al "metodo dell'acquisto" come definito dall' IFRS 3, ossia con rilevazione di attività, passività e passività potenziali delle imprese acquisite al fair value alla data di acquisizione, cioè dal momento in cui si ottiene l'effettivo controllo della società acquisita. Pertanto, i risultati economici di una controllata acquisita nel corso del periodo di riferimento sono inclusi nel bilancio consolidato a partire dalla data della sua acquisizione. Parimenti, i risultati economici di una controllata ceduta sono inclusi nel bilancio consolidato fino alla data in cui il controllo è cessato;
  • le eventuali eccedenze del valore di carico delle partecipazioni di cui al punto precedente rispetto alla corrispondente frazione di patrimonio netto, adeguato con l'effetto del fair value delle attività o passività, se positive sono rilevate quali avviamento nella voce "Attività immateriali", se negative sono imputate a conto economico;
  • per gli eventuali acquisti di ulteriori quote partecipative successive all'acquisizione del controllo, disciplinati specificatamente dal principio contabile IAS27, le eventuali differenze positive o negative, come sopra determinate, che vengono a sorgere a seguito di tali acquisti successivi sono imputate direttamente a patrimonio;
  • ad ogni data di bilancio (od ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) viene verificata l'adeguatezza del valore dell'avviamento (c.d. impairment test). A tal fine viene identificata l'unità generatrice di flussi finanziari cui attribuire l'avviamento. L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è dato dall'eventuale differenza negativa tra il valore di iscrizione dell'avviamento ed il suo valore di recupero, determinato come il maggiore tra il fair value dell'unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d'uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico;
  • gli elementi di attivo, passivo e conto economico vengono integralmente acquisiti "linea per linea";
  • le partite debitorie e creditorie, le operazioni fuori bilancio nonché i proventi e gli oneri ed i profitti e le perdite traenti origine da rapporti tra società oggetto di consolidamento integrale, sono tra di loro elisi;
  • le quote di patrimonio netto e di utile di periodo di pertinenza dei "terzi" azionisti delle società consolidate, sono incluse in apposite voci, rispettivamente, del passivo di stato patrimoniale e del conto economico;
  • per il consolidamento delle società con metodo integrale sono stati utilizzati i bilanci predisposti e approvati dalle singole società, eventualmente resi conformi ai principi contabili internazionali seguiti nella predisposizione della situazione consolidata;
  • il valore di libro delle partecipazioni rilevanti, detenute dalla capogruppo, o da altre società del gruppo, afferenti società consolidate con il metodo del patrimonio netto, è raffrontato con la pertinente quota di patrimonio delle partecipate. L'eventuale eccedenza del valore di libro - risultante in prima applicazione al bilancio consolidato – è inclusa nel valore contabile della partecipata. Le variazioni nel valore patrimoniale, intervenute negli anni successivi a quello di prima applicazione, sono iscritte a voce 250 del conto economico consolidato ("utili (perdite) delle partecipazioni") nella misura in cui le variazioni stesse siano riferibili a utili o perdite delle partecipate;
  • se esistono evidenze che il valore di una partecipazione rilevante possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento. Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata nel conto economico;
  • per il consolidamento delle partecipazioni in società collegate sono state utilizzate, ove disponibili, i progetti di bilancio al 31 dicembre 2022 approvati dai rispettivi Consigli di Amministrazione; in loro mancanza sono stati considerati i dati degli ultimi bilanci approvati (generalmente quelli al 31 dicembre 2021).

Partecipazioni in società controllate in via esclusiva e collegate (consolidate al patrimonio netto)

Rapporto di partecipazione
Denominazioni imprese Sede Tipo di
rapporto
Impresa partecipante Quota % Disponibilità
voti %
A. Imprese
A. 1 Consolidate integralmente
1. Credemleasing spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 99,90%
Magazzini Generali delle
Tagliate
0,10%
2. Credemfactor spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 99,00%
Credemleasing 1,00%
3. Credem Private Equity SGR spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 87,50%
Credem Euromobiliare
Private banking
12,50%
4. Euromobiliare Asset Management SGR spa Milano 1 Credito Emiliano 100,00%
5. Euromobiliare Advisory SIM spa Milano 1 Credito Emiliano 100,00%
6. Credemtel spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00%
7. Avvera spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00%
8. Magazzini Generali delle Tagliate spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00%
9. Credem Euromobiliare Private banking spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00%
10. Euromobiliare Fiduciaria spa Milano 1 Credito Emiliano 100,00%
11. Credemvita spa Reggio Emilia 1 Credito Emiliano 100,00%
12. Sata srl Modena 1 Credemtel 100,00%
13. Blue Eye Solutions srl Montechiarugolo 1 Credemtel 75,00%
14. Credem CB srl Conegliano 1 Credito Emiliano 70,00%
A. 2 Consolidate con il metodo del patrimonio netto
1.Credemassicurazioni spa Reggio Emilia 2 Credito Emiliano 50,00%
2.Andxor srl Cinisello Balsamo 3 Credemtel 40,00%
3.SBC Fintech Milan 2224 srl Milano 3 Credemtel 19,68%
4. Gruppo Santamaria spa Catania 3 Avvera 10,00%

Legenda

Tipo di rapporto:

1 = maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria

2 = controllo congiunto

3 = imprese collegate

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

Avvera spa detiene il 10% di Gruppo Santamaria spa "GSM". Il capitale sociale di GSM è detenuto da Avvera tramite azioni speciali "Azioni B" cui sono attribuiti, oltre ai diritti attribuiti dalla Legge alle azioni ordinarie, anche i seguenti diritti:

  • diritto di designare, ai fini della nomina, un componente del Consiglio di Amministrazione;
  • diritto di designare, ai fini della nomina, quale componente del Collegio Sindacale, un Sindaco Effettivo, che rivestirà la carica di Presidente, e un Sindaco Supplente;
  • presentazione all'Assemblea dei soci della proposta di revoca del soggetto incaricato della revisione legale dei conti di GSM;
  • diritto di subordinare al proprio voto favorevole una serie di deliberazioni assembleari quali la modifica dello Statuto, l'aumento o la diminuzione del capitale sociale, fusioni e scissioni, la determinazione e modifica dei compensi di amministratori e sindaci, l'approvazione di piani di incentivazione degli amministratori, dirigenti e dipendenti.

Siccome non vi sono nell'ambito di GSM voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri Consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie

In tale contesto, per GSM:

  • Avvera non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;
  • Avvera ha il potere il veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Avvera anche gli altri soci detentori del restante 90% del capitale sociale non sono in grado di incidere sulla società.

In relazione a GSM la posizione di Avvera è pertanto quella:

  • di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;
  • che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte degli altri soci.

Sezione 4 - Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio

Si rimanda a quanto già analiticamente esposto nella relazione sulla gestione, nel capitolo "Evoluzione prevedibile della gestione e fatti di rilievo verificatisi dopo la chiusura dell'esercizio".

Si rende noto che, ai sensi dello IAS 10, la data in cui il bilancio è stato autorizzato alla pubblicazione dal consiglio di amministrazione della banca è il 9 marzo 2023.

Sezione 5 - Altri aspetti

Rischi, incertezze e impatti dell'epidemia COVID-19 e conflitto Russia-Ucraina

Effetti COVID-19

Una progressiva normalizzazione della situazione sanitaria ha consentito un parallelo lento rientro alle modalità più ordinarie di svolgimento dell'attività bancaria.

Nel corso del 2022, il Gruppo ha mantenuto i presidi individuati per far fronte all'evoluzione della pandemia già dalle fasi iniziali (potenziamento dei canali digitali, messa a punto dei sistemi di early warning sul credito ed istituzionalizzazione dei sistemi di rolling forecast trimestrale nei processi di pianificazione…).

Le attività sono state svolte nel rispetto di tutte le normative vigenti, seguendone il costante aggiornamento nel tempo. A questo proposito, si ricordano in particolare:

  • il Protocollo siglato tra Governo e Parti Sociali per il contrasto alla diffusione del Covid-19, sottoscritto in data 30 giugno 2022 e divulgato verso tutti i dipendenti insieme alle principali misure di prevenzione da mantenere nell'esercizio dell'attività lavorativa;
  • il Decreto Legge n. 24 del 25 marzo 2022, che prevedeva "Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell'epidemia da COVID-19";
  • la Circolare del Ministero della Salute del 31 dicembre 2022 che ha apportato alcune sostanziali modifiche al regime di isolamento in caso di affezione da Covid 19 o di contatto stretto con un soggetto positivo.;
  • la Legge 29 dicembre 2022 n. 197, la c.d. Legge di Bilancio, che prevede fino al 31 marzo 2023 per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in condizione di fragilità secondo la normativa vigente la possibilità di svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile.

Lo smart working, a partire da settembre e fatte salve le categorie evidenziate sopra, è tornato ad essere una modalità di lavoro ibrida, basata su presenza fisica alternata a lavoro da remoto, e non più uno strumento emergenziale.

Dopo la proroga concessa fino a fine 2021, nel primo semestre del 2022 sono scadute anche le moratorie statali. L'allentamento delle "misure COVID-19" non ha comportato per il Gruppo l'evidenza di rilevanti segnali di deterioramento del conteso economico.

Implicazioni del conflitto Ucraina

In considerazione dell'escalation delle tensioni militari e geopolitiche, il Gruppo ha posto in essere varie misure preventive per cogliere, gestire ed eventualmente mitigare gli effetti indiretti che si potranno eventualmente ripercuotere sull'attività e sui risultati del Gruppo.

Facendo seguito alle indicazioni di ESMA che:

  • in data 13 maggio 2022, ha pubblicato il Public Statement "Implications of Russia's invasion of Ukraine on half-yearly financial reports", afferente gli effetti dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia sulle rendicontazioni finanziarie semestrali
  • in data 28 ottobre 2022, ha pubblicato il Public Statement "European common enforcement priorities for 2022 annual financial reports", dove si evidenziano le priorità relative alla disclosure sui rendiconti annuali,

si sottolinea, per il Gruppo Credem, l'assenza di esposizioni rilevanti verso i paesi coinvolti nel conflitto. Gli impatti sui risultati annuali riconducibili principalmente all'andamento negativo dei mercati finanziari che hanno risentito del quadro di instabilità. Il calo delle capitalizzazioni ha conseguentemente determinato un modesto riflesso sui ricavi commissionali, che continuano a beneficiare degli importanti stock iniziali delle masse in gestione e nella seconda parte dell'esrcizio hanno registrato la ripresa del mercato.

Per quanto riguarda la qualità dell'attivo, fin dall'inizio del conflitto, il Gruppo ha innalzato il presidio attraverso meccanismi di segmentazione della clientela e dei relativi livelli di rischiosità in relazione alla maggior esposizione nei settori direttamente più colpiti o più esposti a rischi geopolitici o impattati dall'incremento dei prezzi delle materie prime.

Le ripercussioni dello scenario sulle principali grandezze economiche e patrimoniali sono revisionate trimestralmente per tener conto di eventuali deterioramenti o anomalie che per il momento non si sono manifestati, consentendo al Gruppo di mantenere un'ottima qualità degli asset.

Dal punto di vista operativo, a seguito degli sviluppi del quadro sanzionatorio, il Gruppo ha adottato un approccio restrittivo nei confronti dell'operatività che coinvolge Russia, Bielorussia e Ucraina, prevedendo: blocchi sulle transazioni e sull'acquisizione di nuovi clienti, restrizioni di tipo geografico, merceologico e finanziario con soglie di rilevanza stringenti.

Sono state applicate le misure restrittive varate dalle Autorità: a decorrere dal 12 marzo, in ottemperanza alla norma che prevede il divieto di prestare servizi di messaggistica finanziaria per scambiare dati finanziari con i soggetti listati e le loro controllate, ha disattivato la rete SWIFT verso alcune banche listate russe e bielorusse.

È stata data ampia diffusione anche all'intervento dell'EBA, che in data 11 marzo, ha richiamato l'attenzione dei soggetti vigilati relativamente ad una corretta applicazione delle misure restrittive, preservando al contempo una protezione temporanea per gli sfollati ucraini, evidenziando la possibilità che abbiano accesso ad aprire e utilizzare conti di pagamento con servizi di base.

A sostegno delle vittime della guerra in Ucraina, il Consiglio di Amministrazione di Credem, il 7 marzo, ha deliberato uno stanziamento in più tranche verso la Croce Rossa Italiana e la Fondazione Solidarietà Reggiana, Save the Children, Caritas diocesana di Reggio Emilia e Guastalla, Banco Alimentare.

Il quadro a distanza di un anno dall'inizio del conflitto è ancora imprevedibile, il Gruppo pertanto mantiente una gestione dell'attività bancaria ancora più attenta e flessibile e pronta ad adattarsi velocemente ai cambiamenti del contesto.

Altre informazioni

Aggregazione aziendale

Le operazioni di aggregazione aziendale sono disciplinate dal Principio contabile internazionale IFRS 3 "Business combination".

Il trasferimento del controllo di un'impresa (o di un gruppo di attività e beni integrati, condotti e gestiti unitariamente) configura un'operazione di aggregazione aziendale.

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A tal fine il controllo si considera trasferito quando l'investitore è esposto a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con la partecipata e nel contempo ha la capacità di incidere sui rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità.

L'IFRS 3 richiede che per tutte le operazioni di aggregazione venga individuato un acquirente. Quest'ultimo deve essere identificato nel soggetto che ottiene il controllo su un'altra entità o gruppo di attività.

L'acquisizione deve essere contabilizzata nella data in cui l'acquirente ottiene effettivamente il controllo sull'impresa o attività acquisite. Quando l'operazione avviene tramite un'unica operazione di scambio, la data dello scambio normalmente coincide con la data di acquisizione. Tuttavia, è sempre necessario verificare l'eventuale presenza di accordi tra le parti che possano comportare un trasferimento del controllo prima della data dello scambio.

Il corrispettivo trasferito nell'ambito di un'operazione di aggregazione deve essere determinato come sommatoria del fair value, alla data dello scambio, delle attività cedute, delle passività sostenute o assunte e degli strumenti di capitale emessi dall'acquirente in cambio del controllo.

Nelle operazioni che prevedono il pagamento in denaro (o quando è previsto il pagamento mediante strumenti finanziari assimilabili alla cassa) il prezzo è il corrispettivo pattuito, eventualmente attualizzato nel caso in cui sia previsto un pagamento rateale con riferimento ad un periodo superiore al breve termine; nel caso in cui il pagamento avvenga tramite uno strumento diverso dalla cassa, quindi mediante l'emissione di strumenti rappresentativi di capitale, il prezzo è pari al fair value del mezzo di pagamento al netto dei costi direttamente attribuibili all'operazione di emissione di capitale.

Le operazioni di aggregazione aziendale sono contabilizzate secondo il "metodo dell'acquisizione", in base al quale le attività identificabili acquisite (comprese eventuali attività immateriali in precedenza non rilevate dall'impresa acquisita) e le passività identificabili assunte (comprese quelle potenziali) devono essere rilevate ai rispettivi fair value alla data di acquisizione.

L'eccedenza tra il corrispettivo trasferito (rappresentato dal fair value delle attività trasferite, delle passività sostenute o degli strumenti di capitale emessi dall'acquirente) ed il fair value delle attività e passività acquisite deve essere rilevata come avviamento; qualora queste ultime risultino, invece, superiori alla sommatoria del corrispettivo, delle quote di minoranza e del fair value delle quote già possedute, la differenza deve essere imputata a conto economico.

La contabilizzazione dell'operazione di aggregazione può avvenire provvisoriamente entro la fine dell'esercizio in cui l'aggregazione viene realizzata e deve essere perfezionata entro dodici mesi dalla data di acquisizione.

Le fusioni rientrano tra le operazioni di concentrazione tra imprese, rappresentando la forma di aggregazione aziendale più completa, in quanto comportano l'unificazione sia giuridica che economica dei soggetti che vi partecipano.

Le fusioni, siano esse proprie, cioè con la costituzione di un nuovo soggetto giuridico oppure "per incorporazione" con la confluenza di un'impresa in un'altra impresa già esistente, sono trattate secondo i criteri precedentemente illustrati, in particolare:

  • se l'operazione comporta il trasferimento del controllo di un'impresa, essa viene trattata come un'operazione di aggregazione ai sensi dell'IFRS 3;
  • se l'operazione non comporta il trasferimento del controllo, essa viene contabilizzata privilegiando la continuità dei valori della società incorporata. Difatti, le operazioni di aggregazione aziendale fra entità under common control non rientrano nell'ambito di applicazione del Principio contabile internazionale IFRS 3, né sono disciplinate da altri IFRS; vengono quindi definite facendo riferimento alle disposizioni contenute nello IAS 8 Accounting Policies, Changes in Accounting Estimates and Errors.

Revoca opzione per il consolidato fiscale nazionale

Nel corso del 2022 è stata deliberata la volontà di non rinnovarlo.

L'effetto del mancato rinnovo, comporta per il periodo di imposta 2022 ed anni successivi, che gli adempimenti fiscali con riferimento al versamento delle imposte dovute a titolo di IRES, siano effettuati con riferimento a ciascuna società per i propri redditi imponibili singolarmente considerati e non saranno più trasferiti a Credemholding.

Gli accantonamenti di competenza IRES sono ora registrati nella voce "passività fiscali correnti".

Revisione contabile

Il bilancio è sottoposto a revisione contabile, ai sensi del D.Lgs. 39/2010 e del Regolamento UE 537/2014, da parte della società EY S.p.A., cui tale incarico è stato affidato, in attuazione della Delibera assembleare del 30 aprile 2013, fino all'esercizio chiuso al 2022.

Utilizzo di stime ed assunzioni nella predisposizione del bilancio

In conformità agli IFRS, la direzione aziendale deve formulare valutazioni, stime e ipotesi che influenzano l'applicazione dei principi contabili e gli importi delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi rilevati in bilancio, nonché sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali. Le stime e le relative ipotesi si basano sulle esperienze pregresse e su altri fattori considerati ragionevoli nella fattispecie e sono state adottate per stimare il valore contabile delle attività e delle passività che non è facilmente desumibile da altre fonti.

In particolare sono stati adottati processi di stima a supporto del valore di iscrizione di alcune delle più rilevanti poste valutative iscritte nel Bilancio al 31 dicembre 2022, così come previsto dai principi contabili e dalle normative di riferimento sopra descritti. Detti processi sono basati in larga misura su stime di recuperabilità futura dei valori iscritti in bilancio secondo le regole dettate dalle norme vigenti e sono stati effettuati in un'ottica di continuità aziendale, ossia prescindendo da ipotesi di liquidazione forzata delle poste oggetto di valutazione.

I processi adottati confortano i valori di iscrizione al 31 dicembre 2022. Il processo valutativo è risultato particolarmente complesso in considerazione della persistente incertezza riscontrabile nel contesto macroeconomico e di mercato, caratterizzato, sia da importanti livelli di volatilità riscontrabili nei parametri finanziari determinanti ai fini della valutazione, sia da indicatori di deterioramento della qualità del credito ancora elevati.

I parametri e le informazioni utilizzati per la verifica dei valori prima menzionati sono quindi significativamente influenzati da detti fattori che potrebbero registrare rapidi mutamenti ad oggi non prevedibili, talché non si possono escludere conseguenti effetti sui futuri valori di bilancio.

Le stime e le ipotesi sono riviste regolarmente. Le eventuali variazioni conseguenti a tali revisioni sono rilevate nel periodo in cui la revisione viene effettuata qualora la stessa interessi solo quel periodo. Nel caso in cui la revisione interessi periodi sia correnti sia futuri, la variazione è rilevata nel periodo in cui la revisione viene effettuata e nei relativi periodi futuri.

Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'impiego di valutazioni soggettive da parte della Direzione sono:

  • la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti e, in genere, delle altre attività finanziarie e delle partecipazioni;
  • l'utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
  • la stima del valore recuperabile dell'avviamento;
  • la quantificazione del TFR, dei fondi del personale e dei fondi per rischi e oneri;
  • le stime e le assunzioni sulla recuperabilità della fiscalità differita;
  • le stime effettuate nell'ambito del processo di Purchase Price Allocation (PPA).

Tali valutazioni sono prevalentemente legate sia all'evoluzione del contesto socio-economico nazionale e internazionale, sia all'andamento dei mercati finanziari, che provocano conseguenti riflessi sull'andamento dei tassi, sulla fluttuazione dei prezzi, sulle basi attuariali e, più in generale, sul merito creditizio delle controparti.

A.2 – PARTE RELATIVA ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO

I criteri di iscrizione, classificazione, valutazione, cancellazione e rilevazione delle componenti reddituali delle attività e passività finanziarie riportati di seguito riguardano il Gruppo bancario, mentre i criteri adottati dalle Imprese di assicurazione controllate sono oggetto di specifica disamina in un apposito capitolo in calce alla presente sezione.

1 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito e per i titoli di capitale, alla data di erogazione per i finanziamenti ed alla data di sottoscrizione per i contratti derivati. All'atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico vengono rilevate al fair value, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di classificazione

Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie diverse da quelle classificate tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e tra le Attività finanziare valutate al costo ammortizzato. La voce, in particolare, include:

  • le attività finanziarie detenute per la negoziazione, essenzialmente rappresentate da titoli di debito e di capitale e dal valore positivo dei contratti derivati detenuti con finalità di negoziazione;
  • le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, rappresentate dalle attività finanziarie che non soddisfano i requisiti per la valutazione al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva. Si tratta di attività finanziarie i cui termini contrattuali non prevedono esclusivamente rimborsi del capitale e pagamenti dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" non superato) oppure che non sono detenute nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è il possesso di attività finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali (Business model "Hold to Collect") o il cui obiettivo è conseguito sia mediante la raccolta dei flussi finanziari contrattuali che mediante la vendita di attività finanziarie (Business model "Hold to Collect and Sell");
  • le attività finanziarie designate al fair value, ossia le attività finanziarie così definite al momento della rilevazione iniziale e ove ne sussistano i presupposti. In relazione a tale fattispecie, un'entità può designare irrevocabilmente all'iscrizione un'attività finanziaria come valutata al fair value con impatto a conto economico se, e solo se, così facendo elimina o riduce significativamente un'incoerenza valutativa.

Trovano, quindi, evidenza in questa voce:

  • i titoli di debito e i finanziamenti che sono inclusi nel business model Trading (non riconducibili quindi ai business model "Hold to Collect" o "Hold to Collect and Sell") o che non superano il test SPPI;
  • gli strumenti di capitale non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto detenuti per finalità di negoziazione o per cui non si sia optato, in sede di rilevazione iniziale, per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
  • le quote di OICR.

La voce accoglie, inoltre, i contratti derivati, contabilizzati tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione, che sono rappresentati come attività se il fair value è positivo e come passività se il fair value è negativo. E' possibile compensare i valori correnti positivi e negativi derivanti da operazioni in essere con la medesima controparte soltanto qualora si abbia correntemente il diritto legale di compensare gli importi rilevati contabilmente e si intenda procedere al regolamento su base netta delle posizioni oggetto di compensazione.

Fra i derivati sono inclusi anche quelli incorporati in contratti finanziari complessi - in cui il contratto primario è una passività finanziaria - che sono stati oggetto di rilevazione separata in quanto:

  • le loro caratteristiche economiche ed i rischi non sono strettamente correlati alle caratteristiche del contratto sottostante;
  • gli strumenti incorporati, anche se separati, soddisfano la definizione di derivato;
  • gli strumenti ibridi cui appartengono non sono valutati al fair value con le relative variazioni rilevate a Conto Economico.

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie a seguito di cambiamenti esterni o interni i quali siano rilevanti per le operazioni dell'entità e dimostrabili alle parti esterne. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto a conto economico in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. In questo caso, il tasso di interesse effettivo dell'attività finanziaria riclassificata è determinato in base al suo fair value alla data di riclassificazione e tale data viene considerata come data di rilevazione iniziale per l'allocazione nei diversi stadi di rischio creditizio (stage assignment) ai fini dell'impairment.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono valorizzate al fair value. Gli effetti dell'applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel Conto Economico.

Per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo, vengono utilizzate quotazioni di mercato. In assenza di un mercato attivo, vengono utilizzati metodi di stima e modelli valutativi comunemente adottati, che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato quali: valutazione di strumenti quotati che presentano analoghe caratteristiche, calcoli di flussi di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni, valori rilevati in recenti transazioni comparabili, ecc. Per i titoli di capitale e per gli strumenti derivati che hanno per oggetto titoli di capitale, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli interessi attivi sui titoli di debito ed i differenziali ed i margini dei contratti derivati classificati in tale categoria, ma gestionalmente collegati ad attività o passività finanziarie valutate al fair value sono iscritti per competenza nelle voci di conto economico relativi agli interessi.

I differenziali e i margini degli altri contratti vengono rilevati nel "Risultato netto dell'attività di negoziazione". I dividendi sono rilevati per competenza economica riferita alla data di assunzione della delibera di distribuzione da parte dell'assemblea e sono esposti nella voce "Dividendi e proventi simili".

Gli utili e le perdite realizzati dalla cessione o rimborso o le plus/minusvalenze derivanti dalle variazioni di fair value sono iscritti nel conto economico del periodo nel quale si manifestano e classificati nella voce "Risultato netto delle attività di negoziazione", ad eccezione della quota relativa ai contratti derivati gestionalmente collegati ad attività o passività valutate al fair value rilevata nel "Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value".

2.1 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI con riciclo)

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di erogazione per i finanziamenti. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente che mediante la vendita (Business model "Hold to Collect and Sell – "HTCS""), e
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" superato).

In particolare, vengono inclusi in questa voce:

  • i titoli di debito che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI;
  • i finanziamenti che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI.

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie a seguito di cambiamenti esterni o interni i quali siano rilevanti per le operazioni dell'entità e dimostrabili alle parti esterne.

In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto sulla redditività complessiva in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Nel caso di riclassifica dalla categoria in oggetto a quella del costo ammortizzato, l'utile (perdita) cumulato rilevato nella riserva da valutazione è portato a rettifica del fair value dell'attività finanziaria alla data della riclassificazione. Nel caso invece di riclassifica nella categoria del fair value con impatto a conto economico, l'utile (perdita) cumulato rilevato precedentemente nella riserva da valutazione è riclassificato dal patrimonio netto all'utile (perdita) d'esercizio.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le Attività classificate al fair value con impatto sulla redditività complessiva sono valutate al fair value, con la rilevazione a Conto Economico degli impatti derivanti dall'applicazione del costo ammortizzato, degli effetti dell'impairment e dell'eventuale effetto cambio, mentre gli altri utili o perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto finché l'attività finanziaria non viene cancellata. Al momento della dismissione, totale o parziale, l'utile o la perdita cumulati nella riserva da valutazione vengono riversati, in tutto o in parte, a Conto Economico.

Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva – sia sotto forma di titoli di debito che di crediti – sono soggette alla verifica dell'incremento significativo del rischio creditizio (impairment) prevista dall'IFRS 9, al pari delle Attività al costo ammortizzato, con conseguente rilevazione a conto economico di una rettifica di valore a copertura delle perdite attese. Più in particolare, sugli strumenti classificati in stage 1 (ossia sulle attività finanziarie al momento dell'origination, ove non deteriorate, e sugli strumenti per cui non si è verificato un significativo incremento del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) viene contabilizzata, alla data di rilevazione iniziale e ad ogni data di reporting successiva, una perdita attesa ad un anno. Invece, per gli strumenti classificati in stage 2 (bonis per i quali si è verificato un incremento significativo del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) e in stage 3 (esposizioni deteriorate) viene contabilizzata una perdita attesa per l'intera vita residua dello strumento finanziario.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli interessi attivi, calcolati in base alla metodologia del T.I.R., vengono contabilizzati per competenza nelle voci "Interessi attivi e proventi assimilati", mentre gli utili o le perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto sino a che l'attività finanziaria non viene cancellata o non viene rilevata una perdita di valore. Per i titoli di debito, al momento della dismissione o della rilevazione di una perdita di valore, l'utile o la perdita cumulati vengono riversati a conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico, nel caso dei titoli di debito. L'ammontare della ripresa non può in ogni caso superare la differenza tra il valore contabile ed il costo ammortizzato che lo strumento avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

2.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI senza riciclo)

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di capitale. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di classificazione

Sono inclusi nella voce gli strumenti di capitale, non detenuti per finalità di negoziazione, per i quali al momento della rilevazione iniziale è stata esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

In particolare, vengono inclusi in questa voce le interessenze azionarie, non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto, che non sono detenute con finalità di negoziazione, per cui si è esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie per i titoli di capitale non è ammessa alcuna riclassifica.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, gli strumenti di capitale per cui è stata effettuata la scelta per la classificazione nella presente categoria sono valutati al fair value e gli importi rilevati in contropartita del patrimonio netto (Prospetto della redditività complessiva) non devono essere successivamente trasferiti a conto economico, neanche in caso di cessione. La sola componente riferibile ai titoli di capitale in questione che è oggetto di rilevazione a conto economico è rappresentata dai relativi dividendi.

Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Per i titoli di capitale inclusi in questa categoria, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in

caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

I dividendi vengono contabilizzati alla voce "Dividendi e proventi simili" nel momento in cui sorge il diritto a riceverne il pagamento, mentre gli utili o le perdite derivanti da una variazione di fair value dei titoli di capitale vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto e tale non viene riversato a conto economico nel caso di cessione e cancellazione del titolo di capitale.

3 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale dell'attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di erogazione nel caso di crediti. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

In particolare, per quel che attiene ai crediti, la data di erogazione normalmente coincide con la data di sottoscrizione del contratto. Qualora tale coincidenza non si manifesti, in sede di sottoscrizione del contratto si provvede ad iscrivere un impegno ad erogare fondi che si chiude alla data di erogazione del finanziamento. L'iscrizione del credito avviene sulla base del fair value dello stesso, pari all'ammontare erogato, o prezzo di sottoscrizione, comprensivo dei costi/proventi direttamente riconducibili al singolo credito e determinabili sin dall'origine dell'operazione, ancorché liquidati in un momento successivo. Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie (in particolare finanziamenti e titoli di debito) che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente (Business model "Hold to Collect" – "HTC"), e
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" superato).

Più in particolare, formano oggetto di rilevazione in questa voce:

  • gli impieghi con banche nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui al paragrafo precedente;
  • gli impieghi con clientela nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui al paragrafo precedente;
  • i titoli di debito che presentano i requisiti di cui al paragrafo precedente.

Sono inoltre inclusi in tale categoria i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di attività e di servizi finanziari come definiti dal T.U.B. e dal T.U.F. (ad esempio per distribuzione di prodotti finanziari ed attività di servicing).

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie, non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie a seguito di cambiamenti esterni o interni i quali siano rilevanti per le operazioni dell'entità e dimostrabili alle parti esterne. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al costo ammortizzato in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Gli utili o le perdite risultanti dalla differenza tra il costo ammortizzato dell'attività finanziaria e il relativo fair value sono rilevati a conto economico nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico e a Patrimonio netto, nell'apposita riserva di valutazione, nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie in esame sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo. In questi termini, l'attività è riconosciuta in bilancio per un ammontare pari al valore di prima iscrizione diminuito dei rimborsi di capitale, più o meno l'ammortamento cumulato (calcolato col richiamato metodo del tasso di interesse effettivo) della differenza tra tale importo iniziale e l'importo alla scadenza (riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente alla singola attività) e rettificato dell'eventuale fondo a copertura delle perdite attese. Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri dell'attività, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti all'attività finanziaria medesima. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi direttamente attribuibili ad un'attività finanziaria lungo la sua vita residua attesa.

Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per le attività – valorizzate al costo storico – la cui breve durata fa ritenere trascurabile l'effetto dell'applicazione della logica dell'attualizzazione, per quelle senza una scadenza definita e per i crediti a revoca.

I criteri di valutazione relativi agli accantonamenti per le perdite attese sono strettamente connessi all'inclusione degli strumenti in esame in uno dei tre stages (stadi di rischio creditizio) previsti dall'IFRS 9, l'ultimo dei quali (Stage 3) comprende le attività finanziarie deteriorate e i restanti (Stage 1 e 2) le attività finanziarie in bonis.

Con riferimento alla rappresentazione contabile dei suddetti effetti valutativi, le rettifiche di valore riferite a questa tipologia di attività sono rilevate nel Conto Economico:

  • all'atto dell'iscrizione iniziale, per un ammontare pari alla perdita attesa a dodici mesi;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove il rischio creditizio non sia risultato significativamente incrementato rispetto all'iscrizione iniziale, in relazione alle variazioni dell'ammontare delle rettifiche di valore per perdite attese nei dodici mesi successivi;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove il rischio creditizio sia risultato significativamente incrementato rispetto all'iscrizione iniziale, in relazione alla rilevazione di rettifiche di valore per perdite attese riferibili all'intera vita residua prevista contrattualmente per l'attività;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove dopo che si è verificato un incremento significativo del rischio di credito rispetto all'iscrizione iniziale – la "significatività" di tale incremento sia poi venuta meno, in relazione all'adeguamento delle rettifiche di valore cumulate per tener conto del passaggio da una perdita attesa lungo l'intera vita residua dello strumento ("lifetime") ad una a dodici mesi.

Le attività finanziarie in esame, ove risultino in bonis, sono sottoposte ad una valutazione, volta a definire le rettifiche di valore da rilevare in bilancio, a livello di singolo rapporto creditizio (o "tranche" di titolo), in funzione dei parametri di rischio rappresentati da probability of default (PD), loss given default (LGD) ed exposure at default (EAD), derivati dai modelli AIRB e opportunamente corretti per tener conto delle previsioni del principio contabile IFRS 9.

Se, oltre ad un incremento significativo del rischio di credito, si riscontrano anche oggettive evidenze di una perdita di valore, l'importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell'attività – classificata come "deteriorata", al pari di tutti gli altri rapporti intercorrenti con la medesima controparte – e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo originario. In tale contesto, è stata sviluppata una specifica metodologia per il trattamento contabile da applicare ad un

portafoglio di posizioni a sofferenza che, avendo maturato un vintage significativo, vengono valutate anche in un'ottica di cessione. Tale metodologia considera diversi scenari e stima il valore recuperabile delle esposizioni in base alla combinazione e alle probabilità di accadimento di tali scenari, oltre che ai relativi flussi di cassa stimati. Rientrano nell'ambito delle attività deteriorate gli strumenti finanziari ai quali è stato attribuito lo status di sofferenza, inadempienza probabile o di scaduto/sconfinante da oltre novanta giorni secondo le regole di Banca d'Italia, coerenti con la normativa IAS/IFRS e di Vigilanza europea.

I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi e del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie.

Il tasso effettivo originario di ciascuna attività rimane invariato nel tempo ancorché sia intervenuta una ristrutturazione del rapporto che abbia comportato la variazione del tasso contrattuale ed anche qualora il rapporto divenga, nella pratica, infruttifero di interessi contrattuali.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a Conto Economico. La ripresa di valore non può eccedere il costo ammortizzato che lo strumento finanziario avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche. I ripristini di valore connessi con il trascorrere del tempo sono appostati nel margine di interesse.

In alcuni casi, durante la vita delle attività finanziarie in esame e, in particolare, dei crediti, le condizioni contrattuali originarie sono oggetto di successiva modifica per volontà delle parti del contratto. Quando, nel corso della vita di uno strumento, le clausole contrattuali sono oggetto di modifica occorre verificare se l'attività originaria deve continuare ad essere rilevata in bilancio o se, al contrario, lo strumento originario deve essere oggetto di cancellazione dal bilancio (derecognition) e debba essere rilevato un nuovo strumento finanziario.

In generale, le modifiche di un'attività finanziaria conducono alla cancellazione della stessa ed all'iscrizione di una nuova attività quando sono "sostanziali". La valutazione circa la "sostanzialità" della modifica deve essere effettuata considerando sia elementi qualitativi sia elementi quantitativi. In alcuni casi, infatti, potrà risultare chiaro, senza il ricorso a complesse analisi, che i cambiamenti introdotti modificano sostanzialmente le caratteristiche e/o i flussi contrattuali di una determinata attività mentre, in altri casi, dovranno essere svolte ulteriori analisi (anche di tipo quantitativo) per apprezzare gli effetti delle stesse e verificare la necessità di procedere o meno alla cancellazione dell'attività ed alla iscrizione di un nuovo strumento finanziario.

Le analisi (quali-quantitative) volte a definire la "sostanzialità" delle modifiche contrattuali apportate ad un'attività finanziaria, dovranno pertanto considerare:

  • le finalità per cui le modifiche sono state effettuate: ad esempio, rinegoziazioni per motivi commerciali e concessioni per difficoltà finanziarie della controparte:
  • le prime, volte a "trattenere" il cliente, vedono coinvolto un debitore che non versa in una situazione di difficoltà finanziaria. In questa casistica sono incluse tutte le operazioni di rinegoziazione che sono volte ad adeguare l'onerosità del debito alle condizioni di mercato. Tali operazioni comportano una variazione delle condizioni originarie del contratto, solitamente richieste dal debitore, che attiene ad aspetti connessi alla onerosità del debito, con un conseguente beneficio economico per il debitore stesso. In linea generale si ritiene che, ogniqualvolta la banca effettui una rinegoziazione al fine di evitare di perdere il proprio cliente, tale rinegoziazione debba essere considerata come sostanziale in quanto, ove non fosse effettuata, il cliente potrebbe finanziarsi presso un altro intermediario e la banca subirebbe un decremento dei ricavi futuri previsti;
  • le seconde, effettuate per "ragioni di rischio creditizio" (misure di forbearance), sono riconducibili al tentativo della banca di massimizzare il recovery dei cash flow del credito originario. I rischi e i benefici sottostanti, successivamente alle modifiche, di norma, non sono sostanzialmente trasferiti e, conseguentemente, la rappresentazione contabile che offre informazioni più rilevanti per il lettore del bilancio (salvo quanto si dirà in seguito in tema di elementi oggettivi), è quella effettuata tramite il "modification accounting" - che implica la rilevazione a conto economico della differenza tra valore contabile e valore attuale dei flussi di cassa modificati scontati al tasso di interesse originario - e non tramite la derecognition;
  • la presenza di specifici elementi oggettivi ("trigger") che incidono sulle caratteristiche e/o sui flussi contrattuali dello strumento finanziario (quali, a solo titolo di esempio, il cambiamento di divisa o la modifica della tipologia di rischio a cui si è esposti, ove la si correli a parametri di equity e commodity), che si ritiene comportino la derecognition in considerazione del loro impatto (atteso come significativo) sui flussi contrattuali originari.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • Gli interessi attivi dei crediti e dei titoli vengono allocati nella voce "Interessi attivi e proventi assimilati" per competenza sulla base del tasso di interesse effettivo;
  • Gli utili e perdite da cessione dei crediti e dei titoli vengono allocati nella voce "Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato";
  • Le rettifiche da impairment, le perdite per cancellazioni e le riprese di valore dei crediti e dei titoli vengono allocate nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".
  • Gli interessi dovuti al trascorrere del tempo sono contabilizzati nella voce "Interessi attivi e proventi assimilati".

4 - Operazioni di copertura

Il Gruppo si avvale della facoltà, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro coperture).

Criteri di iscrizione

Gli strumenti derivati di copertura, al pari di tutti i derivati, sono inizialmente iscritti e successivamente misurati al fair value.

Criteri di classificazione: tipologia di coperture

Le operazioni di copertura dei rischi sono finalizzate a neutralizzare potenziali variazioni di fair value o variazioni di flussi di cassa, attribuibili ad un determinato rischio e rilevabili su un determinato elemento o gruppo di elementi, nel caso in cui quel particolare rischio dovesse effettivamente manifestarsi. Le tipologie di coperture utilizzate sono le seguenti:

copertura di fair value: ha l'obiettivo di coprire l'esposizione alla variazione del fair value (attribuibile alle diverse tipologie di rischio) di attività e passività iscritte in bilancio o porzioni di esse, di gruppi di attività/passività, di impegni irrevocabili e di portafogli di attività e passività finanziarie, inclusi i core deposits, come consentito dallo IAS 39 omologato dalla Commissione Europea. Le coperture generiche di fair value ("macro hedge") hanno l'obiettivo di ridurre le oscillazioni di fair value, imputabili al rischio di tasso di interesse, di un importo monetario, riveniente da un portafoglio di attività o di passività finanziarie. Non possono essere oggetto di copertura generica importi netti derivanti dallo sbilancio di attività e passività;

copertura di flussi finanziari: ha l'obiettivo di coprire l'esposizione a variazioni dei flussi di cassa futuri attribuibili a particolari rischi associati a poste del bilancio. Tale tipologia di copertura è utilizzata essenzialmente per stabilizzare il flusso di interessi della raccolta a tasso variabile nella misura in cui quest'ultima finanzia impieghi a tasso fisso. In talune circostanze, analoghe operazioni sono poste in essere relativamente ad alcune tipologie di impieghi a tasso variabile.

Solo gli strumenti che coinvolgono una controparte esterna al Gruppo possono essere designati come strumenti di copertura. Data la scelta esercitata dal Gruppo di avvalersi della facoltà di continuare ad applicare integralmente le regole dello IAS 39 per le relazioni di copertura, non è possibile designare i titoli di capitale classificati tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI) come oggetti coperti per il rischio di prezzo o di cambio, dato che tali strumenti non impattano il conto economico, nemmeno in caso di vendita (se non per i dividendi che sono rilevati a conto economico).

Criteri di valutazione

I derivati di copertura sono valutati al fair value. In particolare:

  • nel caso di copertura di fair value, si compensa la variazione del fair value dell'elemento coperto con la variazione del fair value dello strumento di copertura. Tale compensazione è riconosciuta attraverso la rilevazione a Conto Economico delle variazioni di valore, riferite sia all'elemento coperto (per quanto riguarda le variazioni prodotte dal fattore di rischio sottostante), sia allo strumento di copertura. L'eventuale differenza, che rappresenta la parziale inefficacia della copertura, ne costituisce di conseguenza l'effetto economico netto. Nel caso di operazioni di copertura generica di fair value di un portafoglio ("macro hedge") le variazioni di fair value con riferimento al rischio coperto delle attività e delle passività oggetto di copertura sono imputate nello stato patrimoniale, rispettivamente, nella voce 60. "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" oppure 50. "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica";
  • nel caso di copertura di flussi finanziari, le variazioni di fair value del derivato sono imputate nella redditività complessiva, per la quota efficace della copertura, e sono rilevate a Conto Economico solo quando, con riferimento alla posta coperta, si manifesta la variazione dei flussi di cassa da compensare o se la copertura risulta inefficace;
  • le coperture di un investimento netto in valuta sono contabilizzate allo stesso modo delle coperture di flussi finanziari.

Lo strumento derivato è designato di copertura se esiste una documentazione formalizzata della relazione tra lo strumento coperto e lo strumento di copertura e se è efficace nel momento in cui la copertura ha inizio e, prospetticamente, durante tutta la vita della stessa.

L'efficacia della copertura dipende dalla misura in cui le variazioni di fair value dello strumento coperto o dei relativi flussi finanziari attesi risultano compensati da quelle dello strumento di copertura. Pertanto, l'efficacia è apprezzata dal confronto delle suddette variazioni, tenuto conto dell'intento perseguito dall'impresa nel momento in cui la copertura è stata posta in essere. Si ha efficacia quando le variazioni di fair value (o dei flussi di cassa) dello strumento finanziario di copertura neutralizzano quasi integralmente, cioè nei limiti stabiliti dall'intervallo 80-125%, le variazioni di fair value dello strumento coperto, per l'elemento di rischio oggetto di copertura.

La valutazione dell'efficacia è effettuata ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale utilizzando:

  • test prospettici, che giustificano l'applicazione della contabilizzazione di copertura, in quanto dimostrano la sua efficacia attesa;
  • test retrospettivi, che evidenziano il grado di efficacia della copertura raggiunto nel periodo cui si riferiscono, ovvero, misurano quanto i risultati effettivi si siano discostati dalla copertura perfetta.

Solo gli strumenti che coinvolgono una controparte esterna possono essere designati come strumenti di copertura. Pertanto, ogni risultato riconducibile a transazioni interne effettuate tra diverse entità della banca è eliminato dal bilancio consolidato.

Cessazione prospettica della contabilizzazione di copertura

Se le verifiche non confermano l'efficacia della copertura, da quel momento la contabilizzazione delle operazioni di copertura, secondo quanto sopra esposto, viene interrotta e il contratto derivato di copertura viene riclassificato tra gli strumenti di negoziazione. Inoltre, le operazioni di copertura cessano nel momento in cui lo strumento di copertura giunge a scadenza, è venduto, cessato o esercitato, oppure la banca revoca la designazione.

Per le relazioni di copertura di fair value, lo strumento finanziario coperto non è più rettificato per le variazioni di fair value nel caso e qualsiasi rettifica al valore contabile di uno strumento finanziario coperto per il quale è utilizzato il criterio dell'interesse effettivo deve essere ammortizzata nel conto economico. Nel caso di interruzione di una relazione di copertura generica di fair value, le rivalutazioni/svalutazioni cumulate iscritte nella voce 60. "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" oppure 50. "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica" sono rilevate a conto economico tra gli interessi attivi o passivi lungo la durata residua delle originarie relazioni di copertura, ferma restando la verifica che ne sussistano i presupposti.

Per le relazioni di copertura dei flussi finanziari, l'utile o la perdita complessiva dello strumento di copertura che è stato rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo a partire dall'esercizio in cui la copertura era efficace, deve restare separatamente nel patrimonio netto sino a quando l'operazione programmata si verifica. Qualora l'operazione programmata ci si attende non debba più accadere, nel qual caso qualsiasi correlato utile o perdita complessivo sullo strumento di copertura che è stato rilevato nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo dall'esercizio in cui la copertura era efficace deve essere riclassificato dal patrimonio netto all'utile (perdita) d'esercizio come rettifica da riclassificazione. Tuttavia, un'operazione programmata che non è più altamente probabile, ci si può ancora attendere che si verifichi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • i differenziali maturati sugli strumenti derivati di copertura del rischio di tasso di interesse (oltre agli interessi delle posizioni oggetto di copertura) vengono allocati nella voce "Interessi attivi e proventi assimilati" o "Interessi passivi e oneri assimilati";
  • le plusvalenze e minusvalenze derivanti dalla valutazione degli strumenti derivati di copertura e delle posizioni oggetto di copertura di fair value hedge vengono allocate nella voce "Risultato netto dell'attività di copertura";
  • le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dalla valutazione degli strumenti derivati di copertura di cash flow hedge (per la parte efficace) vengono allocate in una specifica riserva di valutazione di patrimonio netto "Copertura dei flussi finanziari", al netto dell'effetto fiscale differito. Per la parte inefficace tali plus e minus vengono contabilizzate a conto economico nella voce "Risultato netto dell'attività di copertura". Se lo strumento coperto è cancellato, scade o si estingue allora la riserva è riversata immediatamente a conto economico contestualmente alla cancellazione dell'elemento coperto.
  • nel caso di copertura di flussi finanziari, le variazioni di fair value del derivato sono imputate nella redditività complessiva, per la quota efficace della copertura, e sono rilevate a Conto Economico solo quando, con riferimento alla posta coperta, si manifesta la variazione dei flussi di cassa da compensare o se la copertura risulta inefficace.

5 - Partecipazioni

Criteri di iscrizione

Le partecipazioni sono iscritte alla data di regolamento. All'atto della rilevazione iniziale le interessenze partecipative sono contabilizzate al costo, comprensivo dei costi o proventi direttamente attribuibili alla transazione.

Criteri di classificazione

La voce include le interessenze detenute in società controllate congiuntamente e collegate.

Sono considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell'attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull'attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.

Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali la capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali") o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.

Non sono considerate sottoposte ad influenza notevole alcune interessenze superiori al 20%, nelle quali, direttamente o indirettamente, il Gruppo detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti, non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela degli interessi patrimoniali.

Criteri di valutazione

Le partecipazioni in società collegate o controllate congiuntamente sono valutate con il metodo del patrimonio netto.

Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento.

Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata a conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico che non possono eccedere l'ammontare delle perdite da impairment in precedenza registrate.

Criteri di cancellazione

Le partecipazioni vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando l'attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici ad essa connessi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Le differenze negative di prima iscrizione, gli utili e le perdite delle partecipate realizzate, le perdite da impairment e le riprese di valore vengono allocate nella voce di conto economico "Utili (Perdite) delle partecipazioni", mentre i dividendi incassati vengono allocati nella voce "Dividendi e proventi simili" nel momento in cui sorge il diritto a riceverne il pagamento.

6 - Attività materiali

Criteri di iscrizione

Le attività materiali sono inizialmente iscritte al costo che comprende, oltre al prezzo di acquisto, tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all'acquisto e alla messa in funzione del bene. Le spese di manutenzione straordinaria che comportano un incremento dei benefici economici futuri vengono imputate ad incremento del valore dei cespiti, mentre gli altri costi di manutenzione ordinaria sono

rilevati a Conto Economico.

Criteri di classificazione

Le attività materiali comprendono i terreni, gli immobili strumentali, gli investimenti immobiliari, il patrimonio artistico di pregio, gli impianti tecnici, i mobili e gli arredi nonché le attrezzature di qualsiasi tipo che si ritiene di utilizzare per più di un periodo. Le attività materiali detenute per essere utilizzate nella produzione o nella fornitura di beni e servizi sono classificate come "attività ad uso funzionale" secondo lo IAS 16. Gli immobili posseduti con finalità di investimento (per conseguire canoni di locazione o per l'apprezzamento del capitale investito) sono classificati come "attività detenute a scopo di investimento" in base allo IAS 40.

La voce accoglie anche attività materiali classificate in base allo IAS 2 - Rimanenze, che si riferiscono sia a beni derivanti dall'attività di escussione di garanzie o dall'acquisto in asta che l'impresa ha intenzione di vendere nel prossimo futuro, senza effettuare rilevanti opere di ristrutturazione, e che non hanno i presupposti per essere classificati nelle categorie precedenti, sia al portafoglio immobiliare delle Società immobiliari del Gruppo, comprensivo di aree edificabili, immobili in costruzione, immobili ultimati in vendita e iniziative di sviluppo immobiliare, detenuto in un'ottica di dismissione.

Sono, infine, iscritti nelle attività materiali i beni utilizzati nell'ambito di contratti di leasing finanziario, ancorché la titolarità giuridica degli stessi rimanga alla società locatrice.

Criteri di valutazione

Le attività materiali sono valutate al costo, dedotti eventuali ammortamenti e perdite di valore.

Le attività materiali sono sistematicamente ammortizzate, adottando come criterio di ammortamento il metodo a quote costanti, lungo la loro vita utile. Il valore ammortizzabile è rappresentato dal costo dei beni al netto del valore residuo al termine del processo di ammortamento, se significativo. Gli immobili vengono ammortizzati per una quota ritenuta congrua per rappresentare il deperimento dei cespiti nel tempo a seguito del loro utilizzo, tenuto conto delle spese di manutenzione di carattere straordinario, che vengono portate ad incremento del valore dei cespiti Non vengono invece ammortizzati:

  • i terreni, siano essi stati acquisiti singolarmente o incorporati nel valore dei fabbricati, in quanto hanno vita utile indefinita;
  • il patrimonio artistico di pregio, gli altri beni storico artistici e decorativi in quanto la loro vita utile non può essere stimata ed il loro valore è normalmente destinato ad aumentare nel tempo.

Se esiste qualche indicazione che dimostri che un'attività materiale valutata al costo possa aver subito una perdita di valore, si procede al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a Conto Economico.

Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo ad una ripresa di valore, che non può superare il valore che l'attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati, in assenza di precedenti perdite di valore.

Per quel che attiene alle attività materiali rilevate ai sensi dello IAS 2, le stesse sono valutate al minore tra il costo ed il valore netto di realizzo, fermo restando che si procede comunque al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero ove esista qualche indicazione che dimostri che il bene possa aver subito una perdita di valore. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a conto economico.

Criteri di cancellazione

Un'attività materiale è eliminata dallo Stato Patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall'uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • gli ammortamenti periodici, le perdite durature di valore e le riprese di valore vengono allocate nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali";
  • i profitti e le perdite derivanti dalle operazioni di cessione vengono allocati nella voce "Utili (Perdite) da cessione di investimenti".

7 - Attività immateriali

Criteri di iscrizione

Le attività immateriali sono iscritte come tali se sono identificabili e trovano origine in diritti legali o contrattuali.

Le predette attività sono iscritte ai costi di acquisto, comprensivi degli oneri accessori ed aumentati delle spese successive sostenute per accrescerne il valore o la capacità produttiva iniziale. Gli avviamenti sono pari alla differenza positiva tra gli oneri sostenuti per acquisire i complessi aziendali sottostanti e le pertinenti quote del fair value delle attività, delle passività e delle passività potenziali acquisite. Qualora tale differenza risulti negativa (badwill) o nell'ipotesi in cui il goodwill non trovi giustificazione nelle capacità reddituali future della partecipata, la differenza stessa viene iscritta direttamente a conto economico.

Criteri di classificazione

Il portafoglio delle attività immateriali include i fattori intangibili di produzione ad utilità pluriennale rappresentati in particolare da software, benefici legati alla relazione con la clientela (client relationship) e avviamenti.

Criteri di valutazione

Le attività immateriali di durata limitata vengono valutate secondo il principio del costo al netto degli ammortamenti e delle perdite per riduzioni durevoli di valore. Gli ammortamenti sono di durata pari alla vita utile dei beni da ammortizzare e sono basati sul metodo a quote costanti. Se ricorrono evidenze sintomatiche dell'esistenza di perdite durevoli, le attività immateriali sono sottoposte ad impairment test, registrando le eventuali perdite di valore; successive riprese di valore non possono eccedere l'ammontare delle perdite da impairment in precedenza registrate.

Gli avviamenti non sono assoggettati ad ammortamento, ma vengono periodicamente sottoposti ad impairment test. L'eventuale differenza negativa tra il valore recuperabile di ciascuna unità generatrice di flussi finanziari (CGU) al quale appartiene un determinato avviamento e il valore contabile del patrimonio netto della medesima costituisce perdita da impairment. Il valore recuperabile di una CGU – che ne rappresenta una stima del valore economico – si ragguaglia al maggiore tra il valore d'uso (valore attuale dei flussi di cassa attesi) e il valore di scambio (presumibile valore di cessione al netto dei costi di transazione). Eventuali successive riprese di valore non possono essere registrate.

Criteri di cancellazione

Le attività immateriali vengono cancellate dal bilancio quando hanno esaurito integralmente le loro funzionalità economiche, ovvero nel momento della dismissione o qualora non sono attesi benefici economici futuri

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • gli ammortamenti periodici, le perdite durature di valore e le riprese di valore vengono allocate nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali".
  • le perdite durature di valore dell'avviamento vengono allocate nella voce "Rettifiche di valore dell'avviamento". Non è ammessa la contabilizzazione di eventuali successive riprese di valore.

8 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione

Vengono classificate nella voce dell'attivo "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e in quella del passivo "Passività associate ad attività in via di dismissione" attività non correnti o gruppi di attività/passività per i quali è stato avviato un processo di dismissione e la loro vendita è ritenuta altamente probabile. Tali attività/passività sono valutate al minore tra il valore di carico ed il loro fair value al netto dei costi di cessione, ad eccezione di alcune tipologie di attività (es. attività finanziarie rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 9) per cui l'IFRS 5 prevede specificatamente che debbano essere applicati i criteri valutativi del principio contabile di pertinenza.

I proventi ed oneri (al netto dell'effetto fiscale), riconducibili ad attività operative cessate in via di dismissione o rilevati come tali nel corso dell'esercizio, sono esposti nel conto economico in voce separata.

9 - Fiscalità corrente e differita

Criteri di iscrizione, di valutazione e di cancellazione

Le imposte sul reddito, calcolate nel rispetto delle legislazioni fiscali nazionali, sono contabilizzate come costo in base al criterio della competenza economica, coerentemente con le modalità di rilevazione in bilancio dei costi e ricavi che le hanno generate. Esse rappresentano pertanto il saldo della fiscalità corrente e differita relativa al reddito dell'esercizio. In particolare, tali poste accolgono il saldo netto tra le passività fiscali correnti dell'esercizio, calcolate in base ad una prudenziale previsione dell'onere tributario dovuto per l'esercizio, determinato in base alle norme tributarie in vigore, e le attività fiscali correnti rappresentate dagli acconti e dagli altri crediti d'imposta per ritenute d'acconto subite od altri crediti d'imposta di esercizi precedenti per i quali le società del Gruppo hanno richiesto la compensazione con imposte di esercizi successivi.

Le Attività fiscali correnti accolgono altresì i crediti d'imposta per i quali le società del Gruppo hanno richiesto il rimborso alle autorità fiscali competenti, nonché le somme versate a titolo provvisorio nel corso di un procedimento contenzioso con l'Amministrazione finanziaria. Il rischio insito nei suddetti procedimenti, allo stesso modo dei rischi insiti in procedimenti che non hanno richiesto versamenti a titolo provvisorio, viene valutato secondo le logiche dello IAS 37 in relazione alle probabilità di impiego di risorse economiche per il loro adempimento.

La fiscalità differita viene determinata in base al criterio del cosiddetto "balance sheet liability method", tenuto conto dell'effetto fiscale connesso alle differenze temporanee tra il valore contabile delle attività e passività ed il loro valore fiscale che determineranno importi imponibili o deducibili nei futuri periodi. A tali fini, si intendono "differenze temporanee tassabili" quelle che nei periodi futuri determineranno importi imponibili e "differenze temporanee deducibili" quelle che negli esercizi futuri determineranno importi deducibili.

Le imposte anticipate sono rilevate a fronte di tutte le differenze temporanee deducibili, dei crediti e delle perdite fiscali non utilizzate e riportabili a nuovo, nella misura in cui sia probabile che saranno disponibili sufficienti imponibili fiscali futuri, che possano consentire l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili e dei crediti e delle perdite fiscali riportati a nuovo, eccetto i casi in cui:

  • l'imposta differita attiva collegata alle differenze temporanee deducibili deriva dalla rilevazione iniziale di un'attività o passività in una transazione che non rappresenta un'aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influisce né sul risultato di bilancio, né sul risultato fiscale;
  • nel caso di differenze temporanee deducibili associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, le imposte differite attive sono rilevate solo nella misura in cui sia probabile che esse si

riverseranno nel futuro prevedibile e che vi saranno sufficienti imponibili fiscali che consentano il recupero di tali differenze temporanee.

Le imposte differite passive sono rilevate su tutte le differenze temporanee tassabili, con le seguenti eccezioni:

  • le imposte differite passive derivano dalla rilevazione iniziale dell'avviamento o di un'attività o passività in una transazione che non rappresenta un'aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influenza né il risultato di bilancio né il risultato fiscale;
  • il riversamento delle differenze temporanee imponibili, associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, può essere controllato, ed è probabile che esso non si verifichi nel prevedibile futuro.

La fiscalità differita viene calcolata applicando le aliquote di imposizione stabilite dalle disposizioni di legge in vigore alle differenze temporanee tassabili per cui esiste la probabilità di un effettivo sostenimento di imposte ed alle differenze temporanee deducibili per cui esiste una ragionevole certezza che vi siano ammontari imponibili futuri al momento in cui si manifesterà la relativa deducibilità fiscale (c.d. probability test).

Qualora le Attività e Passività fiscali differite si riferiscano a componenti che hanno interessato il conto economico, la contropartita è rappresentata dalle imposte sul reddito.

Nei casi in cui le imposte anticipate e differite riguardino transazioni che hanno interessato direttamente il patrimonio netto senza influenzare il conto economico (quali le rettifiche di prima applicazione degli IAS/IFRS, le valutazioni degli strumenti finanziari rilevali al fair value con impatto sulla redditività complessiva o dei contratti derivati di copertura di flussi finanziari), le stesse vengono iscritte in contropartita al patrimonio netto, interessando le specifiche riserve quando previsto (es. riserve da valutazione).

La fiscalità latente sulle poste patrimoniali in sospensione d'imposta "tassabili in ogni caso di utilizzo" è iscritta in bilancio in riduzione del patrimonio netto. La fiscalità latente riferita alle poste patrimoniali in sospensione d'imposta "tassabili soltanto in ipotesi di distribuzione" non viene iscritta in bilancio, in quanto la consistenza delle riserve disponibili già assoggettate a tassazione consente di ritenere che non saranno effettuate operazioni che ne comportino la tassazione.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Attività e passività fiscali sono imputate al conto economico (voce "Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente"), salvo quando esse derivino da operazioni i cui effetti vanno attribuiti direttamente al patrimonio netto (nel qual caso vengono imputate al patrimonio) o da operazioni di aggregazione societaria (nel qual caso entrano nel computo del valore di avviamento).

10 - Fondi per rischi ed oneri

Criteri di iscrizione, classificazione e di cancellazione

I fondi per rischi ed oneri sono passività d'ammontare o scadenza incerti rilevati in bilancio quando ricorrono le seguenti contestuali condizioni:

  • esiste un'obbligazione attuale alla data di riferimento del bilancio, che deriva da un evento passato; l'obbligazione deve essere di tipo legale (trova origine da un contratto, normativa o altra disposizione di legge) o implicita (nasce nel momento in cui l'impresa genera nei confronti di terzi l'aspettativa che assolverà i propri impegni anche se non rientranti nella casistica delle obbligazioni legali);
  • è probabile che si verifichi un'uscita finanziaria per produrre benefici economici per adempiere l'obbligazione;
  • è possibile effettuare una stima attendibile dell'ammontare dell'obbligazione.

Nella voce "Fondi per rischi ed oneri" sono inclusi i fondi relativi a prestazioni di lungo termine, a prestazioni successive alla cessazione del rapporto di lavoro trattati dallo IAS 19 e i fondi per rischi ed oneri trattati dallo IAS 37.

Criteri di valutazione

Gli accantonamenti vengono attualizzati, laddove l'elemento temporale sia significativo, utilizzando i tassi correnti di mercato "free risk". L'accantonamento è rilevato a conto economico.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli accantonamenti/recuperi a fronte dei fondi per rischi e oneri nonché l'effetto derivante dal passaggio del tempo vengono allocati nella voce "Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri".

Fondi di quiescenza e per obblighi simili

I Fondi di quiescenza sono costituiti in attuazione di accordi aziendali e si qualificano come piani a benefici definiti. La passività relativa a tali piani ed il relativo costo previdenziale delle prestazioni di lavoro corrente sono determinati sulla base di ipotesi attuariali applicando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", che prevede la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche statistiche e della curva demografica e l'attualizzazione finanziaria di tali flussi sulla base di un tasso di interesse di mercato. I contributi versati in ciascun esercizio sono considerati come unità separate, rilevate e valutate singolarmente ai fini della determinazione dell'obbligazione finale. Il tasso utilizzato per l'attualizzazione è determinato in base ai rendimenti di mercato rilevati alle date di valutazione di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media residua della passività. Il valore attuale dell'obbligazione alla data di riferimento del bilancio è inoltre rettificato del fair value delle eventuali attività a servizio del piano.

Gli utili e le perdite attuariali (ovvero le variazioni nel valore attuale dell'obbligazione derivanti dalle modifiche alle ipotesi attuariali e dalle rettifiche basate sull'esperienza passata) sono riconosciuti nel prospetto della redditività complessiva.

Fondi per rischi ed oneri a fronte di impegni e garanzie rilasciate

La sottovoce dei fondi per rischi ed oneri in esame accoglie i fondi per rischio di credito rilevati a fronte degli impegni ad erogare fondi ed alle garanzie rilasciate che rientrano nel perimetro di applicazione delle regole sull'impairment ai sensi dell'IFRS 9. Per tali fattispecie sono adottate, in linea di principio, le medesime modalità di allocazione tra i tre stage (stadi di rischio creditizio) e di calcolo della perdita attesa esposte con riferimento alle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

L'aggregato accoglie, peraltro, anche i fondi per rischi ed oneri costituti a fronte di altre tipologie di impegni e di garanzie rilasciate che, in virtù delle proprie peculiarità, non rientrano nel richiamato perimetro di applicazione dell'impairment ai sensi dell'IFRS 9.

Altri fondi

Gli altri fondi per rischi ed oneri accolgono gli accantonamenti relativi ad obbligazioni legali o connessi a rapporti di lavoro oppure a contenziosi, anche fiscali, originati da un evento passato per i quali sia probabile l'esborso di risorse economiche per l'adempimento delle obbligazioni stesse, sempre che possa essere effettuata una stima attendibile del relativo ammontare.

Conseguentemente, la rilevazione di un accantonamento avviene se e solo se:

  • vi è un'obbligazione in corso (legale o implicita) quale risultato di un evento passato;
  • è probabile che per adempiere all'obbligazione si renderà necessario l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici; e

può essere effettuata una stima attendibile dell'importo derivante dall'adempimento dell'obbligazione. L'importo rilevato come accantonamento rappresenta la migliore stima della spesa richiesta per adempiere all'obbligazione esistente alla data di riferimento del bilancio e riflette rischi ed incertezze che inevitabilmente caratterizzano una pluralità di fatti e circostanze. Per tener conto dell'elemento temporale gli accantonamenti vengono attualizzati utilizzando i tassi correnti di mercato. L'accantonamento e gli incrementi dovuti al fattore temporale sono rilevati a Conto Economico.

L'accantonamento viene stornato quando diviene improbabile l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere l'obbligazione oppure quando si estingue l'obbligazione.

Nella voce sono inclusi anche i benefici a lungo termine ai dipendenti, i cui oneri vengono determinati con i medesimi criteri attuariali descritti per i fondi di quiescenza. Gli utili e le perdite attuariali vengono rilevati tutti immediatamente nel conto economico.

11 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di tali passività finanziarie avviene alla data di sottoscrizione del contratto, che normalmente coincide con il momento della ricezione delle somme raccolte o della emissione dei titoli di debito.

La prima iscrizione è effettuata sulla base del fair value delle passività, normalmente pari all'ammontare incassato o al prezzo di emissione, aumentato degli eventuali costi/proventi aggiuntivi direttamente attribuibili alla singola operazione di provvista o di emissione. Sono esclusi i costi interni di carattere amministrativo.

Criteri di classificazione

I Debiti verso banche, i Debiti verso clientela e i Titoli in circolazione ricomprendono le varie forme di provvista interbancaria e con clientela, le operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto a termine e la raccolta effettuata attraverso certificati di deposito, titoli obbligazionari ed altri strumenti di raccolta in circolazione, al netto degli eventuali ammontari riacquistati.

Sono inoltre inclusi i debiti iscritti dall'impresa in qualità di locatario nell'ambito di operazioni di leasing.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo.

Fanno eccezione le passività a breve termine, per le quali il fattore temporale risulta trascurabile, che rimangono iscritte per il valore incassato.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte. La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli obbligazionari precedentemente emessi. La differenza tra valore contabile della passività e l'ammontare corrisposto per acquistarla viene registrata a Conto Economico.

Il ricollocamento sul mercato di titoli propri successivamente al loro riacquisto è considerato come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di collocamento.

12 - Passività finanziarie di negoziazione

Criteri di iscrizione

Gli strumenti finanziari in oggetto sono iscritti alla data di sottoscrizione o alla data di emissione ad un valore pari al fair value dello strumento, senza considerare eventuali costi o proventi di transazione direttamente attribuibili agli strumenti stessi.

In tale categoria di passività sono, in particolare, inclusi i contratti derivati di trading con fair value negativo, nonché i derivati impliciti con fair value negativo presenti in contratti complessi - in cui il contratto primario è una passività finanziaria - ma non strettamente correlati agli stessi. Inoltre, sono incluse le passività che si originano da scoperti tecnici generati dall'attività di negoziazione di titoli.

Criteri di valutazione

Tutte le passività di negoziazione sono valutate al fair value con imputazione del risultato della valutazione nel Conto Economico.

Criteri di cancellazione

Le Passività finanziarie detenute per negoziazione vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa.

13 - Passività finanziarie designate al fair value

Criteri di iscrizione

L'iscrizione di tali passività avviene alla data di emissione in misura pari al loro fair value, incluso il valore dell'eventuale derivato embedded e al netto delle commissioni di collocamento pagate.

Criteri di classificazione

Formano oggetto di rilevazione nella presente voce le passività finanziarie designate al fair value con contropartita in Conto Economico, sulla base della facoltà riconosciuta alle imprese (c.d. "fair value option") dall'IFRS 9 e nel rispetto delle casistiche previste dalla normativa di riferimento.

Criteri di valutazione

Tali passività sono valutate al fair value con imputazione del risultato secondo le seguenti regole previste dall'IFRS 9:

le variazioni di fair value che sono attribuibili alla variazione del proprio merito creditizio devono essere rilevate nel Prospetto della redditività complessiva (Patrimonio netto);

le restanti variazioni di fair value devono essere rilevate nel Conto Economico.

Gli importi rilevati nel Prospetto della redditività complessiva non rigirano successivamente a conto economico. Tale modalità di contabilizzazione non deve essere applicata qualora la rilevazione degli effetti del proprio merito di credito a Patrimonio netto determini o accentui un accounting mismatch a conto economico. In questo caso gli utili o le perdite legate alla passività, incluse quelle che si determinano come effetto della variazione del proprio merito creditizio, devono essere rilevate a conto economico.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie valutate al fair value vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando questa viene estinta, ovverosia quando l'obbligazione specificata nel contratto è adempiuta o cancellata o scaduta.

14 - Operazioni in valuta

Criteri di iscrizione

Le operazioni in valuta estera sono registrate, al momento della rilevazione iniziale, in divisa di conto, applicando all'importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell'operazione.

Criteri di classificazione

Le operazioni in valuta sono costituite da tutte le attività e le passività denominate in valute diverse dall'euro.

Criteri di cancellazione

Si applicano i criteri indicati per le voci di bilancio corrispondenti. Il tasso di cambio utilizzato è quello alla data di estinzione.

Criteri di valutazione

Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, le poste di bilancio in valuta estera vengono valorizzate come segue:

  • le poste monetarie sono convertite al tasso di cambio alla data di chiusura;
  • le poste non monetarie valutate al costo storico sono convertite al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione;
  • le poste non monetarie valutate al fair value sono convertite utilizzando i tassi di cambio in essere alla data di chiusura.

Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del bilancio precedente, sono rilevate nel conto economico del periodo in cui sorgono.

Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza cambio relativa a tale elemento è rilevata anch'essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a conto economico, è rilevata in conto economico anche la relativa differenza cambio.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del bilancio precedente, sono rilevate nel conto economico del periodo in cui sorgono nella voce "Risultato netto dell'attività di negoziazione". Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza cambio relativa a tale elemento è rilevata anch'essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a conto economico, è rilevata in conto economico anche la relativa differenza cambio.

15 – Attività e passività assicurative

Prodotti a contenuto assicurativo

I prodotti per i quali il rischio assicurativo è valutato significativo comprendono: le polizze di ramo primo temporanee caso morte, le polizze di rendita e miste con coefficienti di conversione in rendita garantiti al momento dell'emissione, alcune tipologie di polizze unit linked e le polizze danni. Per tali prodotti, la disciplina IAS/IFRS conferma sostanzialmente quanto previsto dai principi contabili nazionali in materia assicurativa. L'IFRS 4, in sintesi prevede:

  • l'iscrizione dei premi lordi a Conto Economico fra i proventi; essi comprendono tutti gli importi maturati durante l'esercizio a seguito della stipula dei contratti di assicurazione al netto degli annullamenti; analogamente, i premi ceduti ai riassicuratori sono iscritti quali costi dell'esercizio;
  • a fronte dei proventi per i premi lordi, è accantonato alle riserve tecniche l'importo degli impegni verso gli assicurati, calcolati analiticamente per ciascun contratto secondo quanto definito dai principi contabili locali in materia. In conformità alle previsioni dell'IFRS 4 il Gruppo verifica l'adeguatezza del valore delle passività iscritte attraverso il cosiddetto Liability Adequacy Test (LAT);
  • i prodotti a contenuto assicurativo inseriti all'interno delle gestioni separate sono valutati applicando il cosiddetto shadow accounting, ossia allocando le differenze tra il valore di carico e quello di mercato, relativamente ai titoli classificati disponibili per la vendita, per la componente di competenza degli assicurati alle riserve tecniche, e per quella di competenza delle società assicurative al patrimonio netto. Nel caso in cui, invece, i titoli siano valutati al fair value, rilevato a Conto Economico, la differenza tra il valore di carico ed il valore di mercato viene registrata a Conto Economico determinando una variazione delle riserve tecniche per la quota di competenza degli assicurati;
  • nella determinazione dello shadow accounting il Gruppo utilizza, per ogni gestione, l'aliquota media di retrocessione e il tasso minimo garantito definiti in base alle condizioni contrattuali dei diversi prodotti collegati alla gestione;
  • le passività relative ai prodotti con partecipazione discrezionale agli utili sono rappresentate complessivamente senza distinzione tra la componente garantita e quella discrezionale.

Prodotti di natura finanziaria inclusi in gestioni separate

I prodotti di natura finanziaria che, pur non avendo un rischio assicurativo significativo, sono inclusi in gestioni separate, e quindi prevedono elementi di partecipazione discrezionale agli utili, comprendono la maggioranza delle polizze sulla durata della vita e delle polizze miste di ramo primo, nonché le polizze di capitalizzazione di ramo quinto. Essi sono contabilizzati secondo i principi dettati dall'IFRS 4, ovvero, sinteticamente:

  • i prodotti sono esposti in bilancio in modo sostanzialmente analogo a quanto previsto dai principi contabili locali in materia, con evidenza a Conto Economico dei premi, dei pagamenti e della variazione delle riserve tecniche;
  • ai prodotti a contenuto assicurativo inseriti all'interno delle gestioni separate, e che quindi prevedono elementi di partecipazione discrezionale agli utili, si applica il cosiddetto shadow accounting, come già rappresentato nel paragrafo precedente;
  • nella determinazione dello shadow accounting il Gruppo utilizza, per ogni gestione, l'aliquota media di retrocessione e il tasso minimo garantito definiti in base alle condizioni contrattuali dei diversi prodotti collegati alla gestione;
  • le passività relative ai prodotti con partecipazione discrezionale agli utili sono rappresentate in modo complessivo, senza distinzione tra la componente garantita e quella discrezionale.

Prodotti di natura finanziaria non inclusi in gestioni separate

I prodotti di natura finanziaria che non presentano un rischio assicurativo significativo e non sono inclusi in gestioni separate, e quindi non prevedono elementi di partecipazione discrezionale agli utili, sono esposti in bilancio come passività finanziarie e sono valutati al fair value, sulla base della prevista opzione (Fair Value Option), o al costo ammortizzato. Questi prodotti finanziari comprendono sostanzialmente le polizze index linked e parte delle unit linked, nonché le polizze a provvista specifica di attivi non incluse in gestioni separate. Tali prodotti sono contabilizzati secondo i principi dettati dallo IAS 39, come di seguito sintetizzato:

  • le polizze index e unit linked considerate investment contracts sono valutate al fair value, mentre i prodotti a specifica provvista di attivi non inclusi in gestioni separate sono valutati al costo ammortizzato;
  • il Conto Economico non riflette i premi relativi a questi prodotti, ma le sole componenti di ricavo, rappresentate dai caricamenti e dalle commissioni, e di costo, costituite dalle provvigioni e dagli altri oneri; esso riflette, inoltre, i costi ed i ricavi rappresentati dalle variazioni del fair value delle passività accese a fronte di tali contratti. Più in dettaglio, i principi contabili internazionali, contenuti nello IAS 39 e nell'IFRS 15, prevedono che, per le passività valutate al fair value, i ricavi ed i costi relativi ai prodotti in oggetto siano identificati e separati nelle due componenti di (i) origination, da imputare a Conto Economico al momento dell'emissione del prodotto, e di (ii) investment management service, da ripartire lungo la vita del prodotto, in funzione di come viene fornito il servizio. Inoltre, nel caso dei prodotti a specifica provvista di attivi non inclusi in gestioni separate, i ricavi e costi incrementali confluiscono nella determinazione del costo ammortizzato;

l'eventuale componente assicurativa insita nei prodotti index e unit linked, qualora separabile, è oggetto di autonoma valutazione e rappresentazione contabile.

16 - Altre informazioni

Trattamento contabile delle operazioni con riferimento al Crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio")

Il DL n. 18/2020 (c.d. "Cura Italia") e il DL n. 34/2020 (c.d. "Rilancio") convertiti in legge, con modificazioni, rispettivamente dalla Legge n. 27 del 24 aprile 2020 e dalla Legge n. 77 del 17 luglio 2020 hanno introdotto misure fiscali di incentivazione per le spese sostenute per investimenti (es. eco e sismabonus): detti incentivi fiscali si applicano a famiglie ed imprese, sono commisurati a una percentuale della spesa sostenuta e sono erogati sotto forma di crediti d'imposta o di detrazioni d'imposta (trasformabili su opzione in crediti d'imposta).

Nell'ambito di tali operazioni, esiste la possibilità per il beneficiario, di cedere a terzi detti incentivi ad acquirenti che potranno utilizzarli in compensazione di imposte e contributi, secondo le medesime regole previste per il beneficiario originario, oppure possono ulteriormente cederli (in tutto o in parte) a terzi. Nessuno dei crediti in esame è rimborsabile (in tutto o in parte) direttamente dallo Stato e non vi è la possibilità di riportare a nuovo, né chiedere a rimborso, la quota parte non compensata nell'anno di riferimento per motivi di incapienza.

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 del gennaio 2021, le caratteristiche principali dei crediti d'imposta introdotti dai Decreti sono:

  • la possibilità di utilizzo in compensazione in un arco di tempo limitato;
  • la cedibilità a terzi acquirenti
  • la non rimborsabilità (da parte dell'Erario).

Secondo tale Documento, per il soggetto beneficiario, una volta acquistati da un soggetto terzo, le peculiarità dei crediti non permettono una loro immediata riconducibilità a uno specifico principio contabile internazionale. In tal senso, la Banca ha definito una accounting policy per il trattamento contabile di tali tipologie di crediti d'imposta ai sensi dei paragrafi 10 e 11 dello IAS 8, al fine di definire la modalità di rilevazione iniziale, misurazione e conseguente classificazione, tenendo conto del costo sostenuto dal cessionario per l'acquisto dei crediti, delle loro caratteristiche di utilizzabilità e dell'esigenza di rilevare, in base alla competenza economica, il provento ottenuto.

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, al fine di definire il trattamento contabile da adottare ai crediti d'imposta in esame, si farà riferimento ad alcune disposizioni contenute nel principio contabile IFRS 9 per gli strumenti finanziari.

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di un credito d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") avviene alla data di accettazione del credito sul cassetto fiscale della Banca. L'iscrizione avviene al prezzo dell'operazione di acquisizione dal beneficiario e dovrà scontare:

  • a) il valore temporale del denaro e
  • b) la capacità di utilizzarlo entro la relativa scadenza temporale.

Tale prezzo soddisfa la condizione dell'IFRS 9 secondo cui le attività e le passività finanziarie vanno inizialmente rilevate al fair value che dovrà essere assimilato, nella gerarchia del fair value prevista dall'IFRS 13, ad un fair value di livello 3.

Sono oggetto di potenziale inclusione nel calcolo del fair value i costi marginali direttamente attribuibili all'acquisizione del credito d'imposta, considerando che il costo marginale è un costo che non sarebbe stato sostenuto se l'entità non avesse acquistato il credito d'imposta (quale ad esempio la commissione pagata ad agenti, consulenti e mediatori, ai sensi del paragrafo B5.4.8 del IFRS9).

Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Criteri di classificazione

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, tenuto conto che tali crediti d'imposta acquistati non rappresentano, ai sensi dei principi contabili internazionali, attività fiscali, contributi pubblici, attività immateriali o attività finanziarie, la classificazione più appropriata, ai fini della presentazione in bilancio, è quella residuale alla voce 120 dello stato patrimoniale "Altre Attività" dello stato patrimoniale, in linea con i paragrafi 54 e 55 dello IAS 1 "Presentazione del bilancio".

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, i crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") che sono detenuti per essere utilizzati in compensazione di imposte e contributi (secondo le medesime regole previste per il beneficiario originario), sono valutati al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo.

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, per la valutazione successiva dei crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") al costo ammortizzato, viene considerato:

  • il valore temporale del denaro;
  • l'utilizzo di un tasso d'interesse effettivo, determinato all'origine in maniera tale che i flussi di cassa attualizzati connessi con le compensazioni attese future stimate lungo la durata prevista del credito d'imposta eguaglino il prezzo d'acquisto dei crediti d'imposta.
  • i flussi di utilizzo del credito d'imposta tramite le compensazioni.

Per calcolare il tasso di interesse effettivo vengono, quindi, stimate le compensazioni attese, tenendo conto di tutti i termini relativi al credito d'imposta, compreso il fatto che, dopo aver valutato la possibilità e gli eventuali impatti a conto economico di una nuova cessione degli stessi ad un terzo soggetto, il credito d'imposta non utilizzato in ciascun periodo di compensazione sarà perso.

Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.

Utilizzando il metodo del costo ammortizzato, con riferimento al calcolo del valore contabile lordo del credito d'imposta, si procede periodicamente alla revisione delle stime dei flussi di cassa ed alla rettifica del valore contabile lordo per riflettere i flussi finanziari effettivi e rideterminati: nell'effettuare tali rettifiche, si procede scontando i nuovi flussi finanziari all'originario tasso di interesse effettivo. Tale contabilizzazione consentirà quindi di rilevare "pro-rata" temporis durante la vita di tale credito d'imposta i proventi, nonché di rilevare immediatamente le eventuali perdite dell'operazione.

Ne consegue che, qualora dalla revisione delle stime circa l'utilizzo del credito d'imposta tramite compensazione emerga la necessità di rettificare il valore contabile lordo del credito d'imposta per riflettere gli utilizzi stimati, effettivi e rideterminati, si procederà a ricalcolare il valore contabile lordo del credito d'imposta come il valore attuale delle nuove stime degli utilizzi del credito d'imposta tramite compensazione attualizzati all'originario tasso di interesse effettivo. In tale rideterminazione, tenuto conto dell'assenza di rimborsabilità da parte della controparte (vale a dire dell'Erario), sarebbe inclusa quindi una svalutazione derivante da un eventuale mancato utilizzo dei crediti d'imposta acquistati.

Criteri di cancellazione

I crediti d'imposta vengono cancellati quando scadono i diritti di compensazione dei crediti stessi o quando i crediti d'imposta vengono ceduti trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, la rappresentazione dei proventi e degli oneri derivanti dall'acquisto e utilizzo dei crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") riflette la modalità di gestione adottata.

Nel caso di crediti d'imposta detenuti per essere utilizzati in compensazione di imposte e contributi valutati al costo ammortizzato, la rilevazione della componente interessi viene effettuata nella voce 10 di conto economico "Interessi Attivi" e vengono rilevate tra gli interessi attivi o passivi anche le variazioni di valore dovute ai cambiamenti di stima delle tempistiche di compensazione dei flussi di cassa attesi, ai sensi del paragrafo B5.4.6 dell'IFRS 9.

Eventuali rettifiche conseguenti il non integrale recupero tramite compensazione dei crediti, dopo aver valutato la possibilità e gli eventuali impatti a conto economico di una nuova cessione degli stessi ad un terzo soggetto, sono rilevate nella voce 130 di conto economico "Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".

In caso di cessione degli stessi a terzi soggetti, le eventuali plus/minusvalenze tra il valore di cessione ed il valore netto contabile dei crediti alla data di cessione sono rilevati nella voce 100 di conto economico "Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".

Azioni proprie

Le eventuali azioni proprie detenute sono portate in riduzione del patrimonio netto. Analogamente, il costo originario delle stesse e gli utili o le perdite derivanti dalla loro successiva vendita sono rilevati come movimenti del patrimonio netto.

Ratei e risconti

I ratei ed i risconti che accolgono oneri e proventi di competenza del periodo maturati su attività e passività sono iscritti in bilancio a rettifica delle attività e passività a cui si riferiscono.

Spese per migliorie su beni di terzi

I costi di ristrutturazione di immobili non di proprietà vengono capitalizzati in considerazione del fatto che per la durata del contratto di affitto la società utilizzatrice ha il controllo dei beni e può trarre da essi benefici economici futuri. I suddetti costi, classificati tra le Altre attività come previsto dalle Istruzioni della Banca d'Italia, vengono ammortizzati per un periodo non superiore alla durata del contratto di affitto.

Trattamento di fine rapporto del personale

Il trattamento di fine rapporto si configura come un "beneficio successivo al rapporto di lavoro" classificato come:

  • "piano a contribuzione definita" per le quote di trattamento di fine rapporto del personale maturande a partire dal 1° gennaio 2007 (data di entrata in vigore della riforma della previdenza complementare di cui al Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n. 252) sia nel caso di opzione da parte del dipendente per la previdenza complementare, sia nel caso di destinazione al fondo di Tesoreria presso l'INPS. Per tali quote l'importo contabilizzato tra i costi del personale è determinato sulla base dei contributi dovuti senza l'applicazione di metodologie di calcolo attuariali;
  • "piano a benefici definiti" e pertanto è iscritto sulla base del suo valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", per la quota del trattamento di fine rapporto del personale maturata sino al 31 dicembre 2006.

Tali quote riferite al piano a benefici definiti sono iscritte sulla base del loro valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", senza applicazione del pro-rata del servizio prestato in quanto il costo previdenziale ("current service cost") del TFR è quasi interamente maturato e la rivalutazione dello stesso, per gli anni a venire, non si ritiene dia luogo a significativi benefici per i dipendenti. Ai fini dell'attualizzazione, il tasso utilizzato è determinato con riferimento al rendimento di mercato di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media residua della passività, ponderata in base alla percentuale dell'importo pagato e anticipato, per ciascuna scadenza, rispetto al totale da pagare e anticipare fino all'estinzione finale dell'intera obbligazione.

I costi per il servizio del piano sono contabilizzati tra i costi del personale, mentre gli utili e le perdite attuariali sono rilevati nel prospetto della redditività complessiva.

Pagamenti basati su azioni

I piani di remunerazione del personale basati su azioni, le quali sono regolate con azioni e non per cassa, vengono rilevati nel conto economico, con un corrispondente incremento del patrimonio netto, sulla base del fair value degli strumenti finanziari attribuiti alla data di assegnazione, suddividendo l'onere lungo il periodo previsto dal piano.

In presenza di opzioni, il fair value delle stesse è calcolato utilizzando un modello che considera, oltre ad informazioni quali il prezzo di esercizio e la vita dell'opzione, il prezzo corrente delle azioni e la loro volatilità attesa, i dividendi attesi e il tasso di interesse risk-free, anche le caratteristiche specifiche del piano in essere. Nel modello di valorizzazione sono valutate in modo distinto l'opzione e la probabilità di realizzazione delle condizioni in base alle quali le opzioni sono state assegnate.

La combinazione dei due valori fornisce il fair value dello strumento assegnato.

L'eventuale riduzione del numero di strumenti finanziari assegnati è contabilizzata come cancellazione di una parte degli stessi.

Benefici ai dipendenti

Si definiscono benefici ai dipendenti tutti i tipi di remunerazione erogati dall'azienda in cambio dell'attività lavorativa svolta dai dipendenti. I benefici ai dipendenti si suddividono tra:

benefici a breve termine (diversi dai benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro e dai benefici retributivi sotto forma di partecipazione al capitale) che si prevede di liquidare interamente entro dodici mesi dal termine dell'esercizio nel quale i dipendenti hanno prestato l'attività lavorativa e rilevati interamente a conto economico al momento della maturazione (rientrano in tale categoria, ad esempio, i salari, gli stipendi e le prestazioni "straordinarie");

  • benefici successivi al rapporto di lavoro dovuti dopo la conclusione del rapporto di lavoro che obbligano l'impresa ad un'erogazione futura nei confronti dei dipendenti. Tra questi, rientrano il trattamento di fine rapporto e i fondi pensione che, a loro volta si suddividono in piani a contribuzione definita e piani a benefici definiti o fondi di quiescenza aziendale;
  • benefici a lungo termine, diversi dai precedenti, che non si prevede siano estinti interamente entro i dodici mesi successivi al temine dell'esercizio in cui i dipendenti hanno svolto le proprie prestazioni lavorative. Il costo è allocato sul periodo di servizio lavorativo prestato dal beneficiario in base al valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito". Gli utili e perdite attuariali sono rilevate a conto economico.

Procedura di Impairment test sugli avviamenti

L'avviamento iscritto a seguito di acquisizioni viene assoggettato ad impairment test almeno una volta all'anno e comunque quando vi siano segnali di deterioramento. Ai fini del test, una volta allocato l'avviamento in unità generatrici di flussi finanziari (CGU) si pone a confronto il valore contabile ed il valore recuperabile di tali unità, rappresentato dal maggiore fra il fair value, al netto di eventuali costi di vendita, ed il valore d'uso. L'apposita informativa presentata nella sezione 10 dell'attivo della nota integrativa fornisce maggiori informazioni.

Riconoscimento dei ricavi e dei costi

La banca rileva i ricavi per un importo che riflette il corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente.

L'IFRS 15 -Ricavi da contratti con clienti, ha sostituito lo IAS 18 – Ricavi, lo IAS 11 – Lavori su ordinazione, nonché le interpretazioni Sic 31, IFRIC 13 e IFRIC 15.

Il principio stabilisce un modello di riconoscimento dei ricavi, si applica a tutti i contratti con clienti, eccezion fatta per i contratti che rientrano nell'ambito di applicazione di IFRS 4, IFRS 9, IFRS 16, quindi per i contratti assicurativi e per gli strumenti finanziari e i contratti di leasing. Il principio introduce un modello in cinque fasi che si applica nella fase di contabilizzazione dei ricavi derivanti da contratti con i clienti:

  • l'identificazione del contratto con il cliente;
  • l'identificazione delle performance obligation del contratto;
  • la determinazione del prezzo;
  • l'allocazione del prezzo alle performance obligation del contratto;
  • i criteri di iscrizione del ricavo quando l'entità soddisfa ciascuna performance obligation.

Il principio comporta l'esercizio di un giudizio da parte delle entità, che prenda in considerazione tutti i fatti e le circostanze rilevanti nell'applicazione di ogni fase del modello ai contratti con i propri clienti. Il principio specifica inoltre la contabilizzazione dei costi incrementali legati all'ottenimento di un contratto e dei costi direttamente legati al completamento di un contratto. La banca esercita un giudizio che prende in considerazione tutti i fatti e le circostanze rilevanti nell'applicazione ai contratti con i propri clienti di ogni fase del modello a cinque fasi introdotto dall'IFRS 15.

I ricavi possono essere riconosciuti:

  • in un momento preciso, quando l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso, o
  • nel corso del tempo, mano a mano che l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso.

Il bene è trasferito quando, o nel corso del periodo in cui, il cliente ne acquisisce il controllo. In particolare:

  • per gli strumenti finanziari classificati HTC e HTCS, gli interessi corrispettivi sono riconosciuti pro rata temporis sulla base del tasso di interesse contrattuale o di quello effettivo nel caso di applicazione del costo ammortizzato. La voce interessi attivi (ovvero interessi passivi) comprende anche i differenziali o i margini, positivi (o negativi), maturati sino alla data di riferimento del bilancio, relativi a contratti derivati finanziari:

    • o di copertura di attività e passività che generano interessi;
    • o classificati nello Stato Patrimoniale nel portafoglio di negoziazione, ma gestionalmente collegati ad attività e/o passività finanziarie valutate al fair value (fair value option);
    • o connessi gestionalmente con attività e passività classificate nel portafoglio di negoziazione e che prevedono la liquidazione di differenziali o di margini a più scadenze;
  • gli interessi di mora, eventualmente previsti in via contrattuale, sono contabilizzati a Conto Economico solo al momento del loro effettivo incasso;

  • i dividendi sono rilevati a Conto Economico nel corso dell'esercizio in cui ne viene deliberata la distribuzione;
  • le commissioni per ricavi da servizi sono iscritte, sulla base dell'esistenza di accordi contrattuali, nel periodo in cui i servizi stessi sono stati prestati. Le commissioni considerate nel costo ammortizzato ai fini della determinazione del tasso di interesse effettivo, sono rilevate tra gli interessi;
  • i ricavi derivanti dalla vendita di strumenti finanziari, determinati dalla differenza tra corrispettivo pagato o incassato della transazione ed il fair value dello strumento, vengono riconosciuti al Conto Economico in sede di rilevazione dell'operazione se il fair value è determinabile con riferimento a prezzi ufficiali disponibili su mercati attivi, ovvero per attività e passività misurate sulla base di tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri osservabili sul mercato diversi dalle quotazioni dello strumento finanziario (livello 1 e livello 2 della gerarchia del fair value). Qualora i parametri di riferimento utilizzati per la valutazione non siano osservabili sul mercato (livello 3) o gli strumenti stessi presentino una ridotta liquidità, lo strumento finanziario viene iscritto per un importo pari al prezzo della transazione; la differenza rispetto al fair value affluisce al Conto Economico lungo la durata dell'operazione;
  • gli utili e perdite derivanti dalla negoziazione di strumenti finanziari sono riconosciuti al Conto Economico al momento del perfezionamento della vendita, sulla base della differenza tra il corrispettivo pagato o incassato ed il valore di iscrizione degli strumenti stessi;
  • i ricavi derivanti dalla vendita di attività non finanziarie sono rilevati al momento del perfezionamento della vendita, ovvero quando è adempiuta l'obbligazione di fare nei confronti del cliente.

Costi sostenuti per l'ottenimento del contratto

I costi sostenuti per l'ottenimento del contratto sono i costi che l'entità sostiene per ottenere il contratto con il cliente e che non avrebbe sostenuto se non avesse ottenuto il contratto. Il Gruppo rileva come attività i costi sostenuti per l'adempimento del contratto soltanto se questi soddisfano tutte le condizioni seguenti: sono incrementali – La banca li sostiene per ottenere il contratto con il cliente e non li avrebbe sostenuti se non avesse ottenuto il contratto;

si prevede di recuperarli.

I costi sono rilevati a Conto Economico secondo il principio della competenza; i costi relativi all'ottenimento e l'adempimento dei contratti con la clientela sono rilevati a Conto Economico nei periodi nei quali sono contabilizzati i relativi ricavi.

Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate

Secondo quanto previsto dal principio contabile IFRS 9, i crediti considerati deteriorati già dal momento della rilevazione iniziale in bilancio, in ragione dell'elevato rischio di credito associato, vengono definiti Purchased or Originated Credit Impaired Asset (POCI). Conseguentemente, qualora all'atto dell'iscrizione iniziale un'esposizione creditizia iscritta nella voce 30 "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" o nella voce 40 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", risulti essere deteriorata, la stessa è qualificata quale "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" (Purchased or Originated Credit Impaired – POCI).

Ai fini del calcolo degli interessi attivi, dalla rilevazione iniziale e lungo tutta la vita attesa dello strumento, si applica il tasso di interesse effettivo corretto per il rischio di credito al costo ammortizzato dell'attività finanziaria (c.d. "Credit Adjusted Effective Interest Rate" o "CEIR"), anche in ipotesi di miglioramento del rischio di credito dell'attività finanziaria (cfr. IFRS 9, parr. 5.4.1-5.4.2). L'EIR rettificato per il credito è il tasso di interesse che, al momento della rilevazione iniziale, attualizza i flussi di cassa futuri stimati (incluse le perdite su crediti) al costo ammortizzato dell'attività finanziaria POCI. Ai fini del calcolo del CEIR occorre stimare i flussi di cassa attesi considerando:

  • o tutti i termini contrattuali dell'attività finanziaria (ad esempio, rimborsi di capitale anticipati, estensioni ecc.), tutte le commissioni e punti base pagati o ricevuti tra le controparti di un contratto che sono parte integrante del tasso di interesse effettivo, i costi dell'operazione e tutti gli altri premi o sconti;
  • o le perdite attese lifetime.

Alla data di riferimento del bilancio, il Gruppo, in linea con le disposizioni dell'IFRS 9 parr. 5.5.13-5.5.14, rileva a conto economico, in contropartita all'attività finanziaria, le variazioni cumulate delle perdite attese derivanti dal cambiamento delle stime dei flussi finanziari futuri come utile o perdita per riduzione di valore lungo tutta la vita del credito dal momento della rilevazione iniziale. Ai fini dell'attualizzazione della perdita attesa, si utilizza il CEIR come fattore di sconto.

Tale circostanza implica che un'attività POCI sarà sempre valutata secondo il modello "lifetime expected credit loss". La conseguenza diretta è che una volta che viene attribuita la qualifica POCI ad un'attività finanziaria essa non potrà mai essere riclassificata in Stage diversi da POCI e dovrà sempre essere assoggettata al modello di impairment "lifetime". La variazione positiva delle perdite attese lungo tutta la vita del credito deve essere contabilizzata a conto economico anche se l'ammontare di tali perdite è inferiore rispetto a quello considerato per la determinazione del tasso interno di rendimento per il calcolo del costo ammortizzato, alla data di prima rilevazione.

Per quanto concerne la contabilizzazione degli interessi attivi, essi continuano ad essere calcolati sul costo ammortizzato (al netto delle rettifiche di valore), applicando ad esso il CEIR e iscritti in contropartita all'attività finanziaria.

I crediti POCI iscritti nel bilancio del Gruppo, coerentemente alle disposizioni del Principio IFRS9, si distinguono due fattispecie di:

  • o Attività finanziarie acquistate deteriorate (di seguito, anche "PCI"), le esposizioni creditizie già deteriorate al momento dell'acquisto, anche nell'ambito di operazioni di aggregazione aziendale;
  • o Attività finanziarie originate deteriorate (di seguito, anche "OCI"), le esposizioni creditizie originate in caso di operazioni di ristrutturazione di esposizioni deteriorate che hanno determinato l'erogazione di nuova finanza, ovvero introdotto modifiche sostanziali alle condizioni originarie contrattuali.

Per il Gruppo CREDEM l'unica fattispecie riconducibile ai PCI è quella derivante dall'operazione di aggregazione aziendale della Cassa di Risparmio di Cento. Con riferimento ai crediti deteriorati acquistati nell'ambito dell'operazione di aggregazione aziendale si precisa che il rispetto del trattamento contabile sopra illustrato è stato ottenuto sotto il profilo sostanziale attraverso la contabilizzazione negli interessi attivi, pro-rata temporis, dell'effetto reversal dei minori valori attribuiti ai crediti deteriorati in sede di Purchase Price Allocation. Tale approccio è ritenuto una ragionevole approssimazione del "credit-adjusted effective interest rate", in quanto il tasso di interesse contrattuale è, di fatto, integrato dal maggior rendimento derivante dal minor valore attribuito ai crediti acquisiti.

Operazioni di rifinanziamento TLTRO

Le operazioni TLTRO III (Targeted Longer Term Refinancing Operation) mirano a preservare condizioni favorevoli del credito bancario e a sostenere l'orientamento definito di politica monetaria.

Alcuni dei parametri che caratterizzano queste operazioni, stabiliti dalla BCE il 6 giugno 2019, sono stati successivamente rivisiti in senso migliorativo, da ultimo in data 10 dicembre 2020, alla luce delle ricadute economiche derivanti dal protrarsi dell'emergenza COVID-19 e, per ultimo, in data 27 ottobre 2022 per ristabilire le condizioni di stabilità dei prezzi nel medio termine.

Il finanziamento ottenibile da ciascun istituto bancario dipende dall'ammontare dei prestiti concessi a determinate date di rilevazione a società non finanziarie e famiglie (c.d. prestiti idonei). Le operazioni sono condotte con cadenza trimestrale, a partire da settembre 2019 e ciascuna operazione ha durata pari a tre anni.

Il tasso di interesse per ciascuna operazione è fissato ad un livello pari a quello medio delle operazioni di rifinanziamento principali dell'Eurosistema (MRO), fatta eccezione per il periodo compreso tra il 24 giugno 2020 e il 23 giugno 2022 ("special interest rate period"), in cui si applica un tasso inferiore di 50 punti base.

Le banche che concedono prestiti idonei superiori ad un valore di riferimento ("benchmark nel lending") possono beneficiare di una riduzione del tasso di interesse. In dettaglio, il tasso migliorativo applicato sarà pari al tasso medio sui depositi presso la banca centrale (Deposit Facility o DFR), per l'intera durata della rispettiva operazione, con l'eccezione degli "special interest rate period" a cui si aggiunge l'ulteriore riduzione di 50 punti base. La Banca, avendo superato il valore di riferimento, ha beneficiato della riduzione del tasso di interesse sopra citato.

Gli interessi sono regolati posticipatamente alla scadenza di ciascuna operazione di TLTRO III o al momento del rimborso anticipato.

In data 27 ottobre 2022 il Consiglio direttivo della BCE - oltre ad un ulteriore innalzamento dei tassi, nell'ambito di un trend di rialzo dei tassi avviato da luglio 2022 - ha deciso di ricalibrare le condizioni applicabili ai finanziamenti TLTRO III. Nello specifico, la manovra ha mantenuto invariata la modalità di calcolo del tasso di interesse in essere fino al 22 novembre 2022 che prevedeva che nei periodi "ordinari" (ovvero periodi diversi dagli "special interest rate period" definiti in precedenza) il tasso di interesse applicabile fosse pari alla media dei tassi calcolati lungo tutta la durata dello strumento, comportando una variazione al tasso che si sarebbe determinato applicando tempo per tempo il tasso in vigore nei soli periodi ordinari; a partire dal 23 novembre 2022 (fino alla data di scadenza o rimborso anticipato di ogni rispettiva TLTRO III in essere) il

tasso di interesse è indicizzato alla media dei tassi di interesse di riferimento della BCE applicabili per ogni operazione in tale periodo (pari al tasso DFR per le banche che hanno raggiunto i benchmark definiti).

In data 6 gennaio 2021 l'ESMA ha emesso un Public Statement con lo scopo di promuovere la trasparenza nei resoconti finanziari IFRS delle banche in merito alla rappresentazione contabile delle operazioni TLTRO III, evidenziando l'importanza di fornire in bilancio un adeguato livello di trasparenza sul trattamento contabile delle operazioni.

Il Gruppo Credem ha determinato il trattamento contabile applicato a tali finanziamenti sulla base delle disposizioni del principio contabile IFRS 9 per gli strumenti finanziari a tasso variabile - considerando le condizioni di rifinanziamento definite dalla BCE come tassi variabili di mercato nell'ambito delle misure di politica monetaria dell'Eurosistema - con rilevazione degli interessi, tempo per tempo applicabili, da stimare in funzione della probabilità di riuscire a raggiungere gli obiettivi previsti in termini di net lending.

Pertanto, gli interventi di ricalibrazione delle condizioni dello strumento da parte della BCE sono considerati come la modifica di un tasso variabile ai sensi del par. B5.4.5 dell'IFRS 9 con un adeguamento prospettico del tasso, in considerazione del fatto che la BCE ha la possibilità di modificare i tassi a propria discrezione nell'ambito della definizione dei tassi di politica monetaria (come ha peraltro fatto ad aprile e dicembre 2020 con l'introduzione degli "special interest rate period" e, più recentemente, ad ottobre 2022 nei termini evidenziati in precedenza).

A seguito degli incrementi nei tassi di interesse approvati dal Consiglio Direttivo di BCE a partire dal mese di luglio 2022 si è reso necessario rideterminare il tasso di interesse effettivo applicabile ad ogni operazione a partire dalla data di revisione dei tassi, con l'obiettivo di ripartire il beneficio conseguente al peculiare meccanismo della media dei tassi nel periodo di riferimento del beneficio stesso. Da ultimo, le ricalibrazioni alle condizioni applicabili ai finanziamenti TLTRO III definite il 27 ottobre 2022 hanno comportato la rilevazione del beneficio residuo fino alla data di modifica delle condizioni contrattuali (ovvero, fino al 22 novembre 2022). Pertanto, a partire dal 23 novembre 2022 gli interessi sui finanziamenti TLTRO III sono rilevati sulla base del tasso DRF in vigore.

Modalità di determinazione del fair value delle attività e passività

Aspetti generali

Gli strumenti finanziari valutati al fair value includono le attività e le passività finanziarie detenute per la negoziazione, gli strumenti finanziari designati al fair value, gli strumenti derivati e, infine, gli strumenti classificati come disponibili per la vendita.

Il principio IFRS13 definisce il fair value come il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione nel mercato principale (o più vantaggioso) alla data di valutazione, alle correnti condizioni di mercato (ossia un prezzo di chiusura), indipendentemente dal fatto che quel prezzo sia osservabile direttamente o che venga stimato utilizzando un'altra tecnica di valutazione.

Le funzioni coinvolte nei processi di determinazione del fair value includono le funzioni amministrative, le funzioni di front office Finanza e le funzioni di Risk Management.

Gli uffici amministrativi, direttamente responsabili della redazione dell'informativa finanziaria, sono chiamati a presidiare le regole utilizzate per la determinazione del Fair Value nel rispetto dei principi contabili di riferimento.

Gli uffici Finanza, a loro volta, detengono le conoscenze legate alle tecniche di valutazione applicate e presiedono i sistemi informativi utilizzati nei processi di determinazione del fair value.

Infine gli uffici della funzione Risk Management sono chiamati a validare le tecniche di valutazione utilizzate, inclusi i relativi modelli e i parametri utilizzati. Tali uffici verificano la potenziale presenza di un mercato attivo e analizzano le possibili fonti disponibili. In generale, il Gruppo determina il fair value di attività e passività finanziarie secondo tecniche di valutazione scelte in base alla natura degli strumenti detenuti ed in base alle informazioni disponibili al momento della valutazione.

Sulla base delle informazioni disponibili al momento della valutazione, gli strumenti finanziari sono suddivisi tra quelli il cui prezzo è quotato in un mercato attivo da quelli per i quali un mercato attivo al momento della valutazione non esiste.

La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di Livello 3).

Gli input di Livello 1 sono prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività e passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione. Un prezzo quotato in un mercato attivo fornisce la prova più attendibile del fair value e, quando disponibile, deve essere utilizzato senza alcuna rettifica per valutare il fair value.

Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività.

Allo stesso modo non sono considerate osservabili tutte le altre variabili impiegate nelle tecniche valutative che non possono essere corroborate sulla base di dati osservabili di mercato.

La presenza di mercati attivi e l'utilizzo di prezzi quotati (Mark to Market)

In linea generale, il processo per l'applicazione del Mark to Market è largamente automatizzato. Tutti gli strumenti finanziari quotati detenuti (azioni, obbligazioni e strumenti finanziari derivati) sono valutati, in presenza di mercati attivi, mediante i rispettivi prezzi quotati (valutazioni al Mark to Market) per la determinazione del P&L giornaliero.

Relativamente ai principali Information Providers, si distingue tra:

  • Market parameters a cui è agganciato un RIC Refinitiv: in questo caso il prezzo viene recuperato real time da Refinitiv attraverso la piattaforma ATS;
  • Strumenti ai quali può essere agganciata sia una contribuzione Refinitiv che Bloomberg. Nel dettaglio all'interno dell'ATS sono state implementate regole che consentono la comparazione tra le fonti e seleziona quella ritenuta valida in termini di liquidità, aggiornamento giornaliero e delta spread. Il modulo ATS considera una fonte primaria per ogni categoria di strumento, e attribuisce il livello di fair value associato ad ogni parametro;
  • Parametri EOD: market parameters aggiornati una volta al giorno (es volatilità cap and Floor) disponibili dal provider The ICE.

Qualora le informazioni Refinitiv e Bloomberg non siano disponibili si utilizzano altri Information Providers indipendenti.

Se un'attività o passività valutata al fair value ha un prezzo denaro e un prezzo lettera (per esempio un dato proveniente da un mercato a scambi diretti e assistiti), per valutare il fair value deve essere utilizzato il prezzo rientrante nello scarto denaro-lettera (bid-ask spread) più rappresentativo del fair value in quelle circostanze specifiche, indipendentemente da come tale dato è classificato nella gerarchia del fair value (Livello 1, 2 o 3). È consentito l'utilizzo di prezzi denaro per posizioni attive e di prezzi lettera per posizioni passive, ma non è obbligatorio. Il Gruppo utilizza prevalentemente per le proprie posizioni attive i prezzi denaro, mentre per le proprie posizioni passive i prezzi lettera.

Generalmente l'acquisizione dei prezzi quotati avviene in via automatica, su base giornaliera, attraverso lo scarico delle informazioni da primari Information Provider indipendenti.

L'utilizzo di tecniche di valutazione (Mark to Model)

Nel determinare il fair value degli strumenti finanziari si ricorre al Mark to Model qualora l'analisi evidenzi che per gli strumenti detenuti non esistano prezzi quotati nel mercato principale (o più vantaggioso).

Le tecniche di valutazione utilizzate per valutare il fair value devono massimizzare l'utilizzo di input osservabili rilevanti e ridurre al minimo l'utilizzo di input non osservabili.

Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività.

Gli input di livello 2 comprendono:

  • prezzi quotati per attività o passività similari in mercati attivi;
  • prezzi quotati per attività o passività identiche o similari in mercati non attivi;
  • dati diversi dai prezzi quotati osservabili per l'attività o passività (per esempio tassi di interesse e curve dei rendimenti osservabili a intervalli comunemente quotati, volatilità implicite e spread creditizi);
  • input corroborati dal mercato.

Gli input non osservabili, Livello 3, devono essere utilizzati per valutare il fair value nella misura in cui gli input osservabili rilevanti non siano disponibili, consentendo pertanto situazioni di scarsa attività del mercato per l'attività o passività alla data di valutazione. Tuttavia, la finalità della valutazione del fair value resta la stessa, ossia un prezzo di chiusura alla data di valutazione dal punto di vista di un operatore di mercato che possiede l'attività o la passività. Pertanto, gli input non osservabili devono riflettere le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell'attività o passività, incluse le assunzioni circa il rischio. Le rettifiche agli input di Livello 2 varieranno in funzione di fattori specifici dell'attività o della passività. Tali fattori comprendono i seguenti elementi:

  • la condizione o l'ubicazione dell'attività;
  • la misura in cui gli input fanno riferimento a elementi comparabili all'attività o alla passività; e
  • il volume o il livello di attività nei mercati in cui gli input sono osservati.

L'utilizzo di input non osservabili significativi o eventuali rettifiche di un input di Livello 2 significativo per l'intera valutazione dello strumento, possono comportare nella valutazione del fair value una classificazione a Livello 3 nella gerarchia del fair value.

L'utilizzo di una tecnica di valutazione ha l'obiettivo di stimare il prezzo a cui avrebbe luogo una regolare operazione di vendita di una attività o di trasferimento di una passività tra operatori di mercato alla data di valutazione, alle condizioni di mercato correnti. Tre tecniche di valutazione ampiamente utilizzate sono il metodo basato sulla valutazione di mercato, il metodo del costo e il metodo reddituale. Un'entità deve utilizzare tecniche di valutazione coerenti con uno o più di questi metodi per valutare il fair value.

Esempi dei principali parametri osservabili di mercato di cui si servono le più comuni tecniche di valutazione applicate sono i seguenti:

  • curva dei tassi Risk Free. Sulla base delle rilevazioni storicizzate nell'applicativo di Front Office (Murex) viene ricavata una curva tassi Euro c.d. Risk-Free, attraverso un bootstrapping dei tassi impliciti in depositi, swap e Forward Rate Agreement;
  • tassi di cambio. Il sistema Murex acquisisce giornalmente, in automatico, i tassi di cambio spot fixing BCE dall'infoprovider Reuters;
  • curve di volatilità. Vengono mappate le curve di volatilità rilevate da fonte esterna precedentemente individuata (ICE), e storicizzate nell'applicativo di front office (Murex); va sottolineato che l'operatività del Gruppo in conto proprio si concentra prevalentemente su strumenti di tasso.

Diversamente, qualora le tecniche di valutazione si basino in via prevalente su parametri non osservabili sul mercato, vengono svolti processi di stima interni. Ciò avviene limitatamente ai casi in cui i relativi dati di mercato non siano disponibili o non siano ritenuti affidabili.

L'utilizzo delle tecniche di valutazione che fanno uso di dati osservabili di mercato o di dati stimati internamente, implicano l'utilizzo di modelli valutativi all'interno dei quali sono calati tali parametri.

Il metodo reddituale converte importi futuri (per esempio, flussi finanziari o ricavi e costi) in un unico importo corrente (ossia attualizzato). Quando si utilizza il metodo reddituale, la valutazione del fair value riflette le attuali aspettative del mercato su tali importi futuri.

A titolo esemplificativo, tali tecniche di valutazione comprendono:

  • tecniche del valore attuale;
  • modelli di misurazione del prezzo delle opzioni, quali la formula di Black-Scholes-Merton che incorpora tecniche di calcolo del valore attuale e riflettono sia il valore temporale, sia il valore intrinseco di un'opzione.

Qualora però si faccia ricorso a modelli valutativi proprietari, l'affidabilità degli stessi è testata confrontando, per strumenti simili quotati, le valutazioni fornite da tali tecniche con i relativi prezzi quotati (back testing). Inoltre, l'affidabilità di tali tecniche è verificata, ex post, monitorando nel tempo i risultati ottenuti.

Fondi immobiliari chiusi

Al fine di tenere in considerazione l'indisponibilità di valutazioni continuative dei fondi immobiliari chiusi non quotati, dovute a illiquidità, assenza di un mercato liquido e la specificità del sottostante, la metodologia alla base dell'individuazione del fair value attribuibile al capitale sociale della società avviene considerando valore del NAV più aggiornato disponibile (di norma riferito alla chiusura del semestre precedente) opportunamente rettificato al fine di riflettere la scarsa liquidità dell'asset.

Passività di propria emissione

Per la determinazione del fair value delle passività di propria emissione valutate al fair value, si tiene conto anche del proprio rischio emittente.

La costruzione di una o più curve di credit spread si rende necessaria, nell'ambito della fair value option, al fine di valorizzare gli strumenti non negoziati su mercati attivi1 con un full fair value. Il concetto di full fair value comprende, rispetto alla semplice attualizzazione sulla curva risk free dei cash flows generati dallo strumento, un ulteriore aggiustamento che tenga conto del rischio emittente: l'aggiustamento, ovvero il credit spread, assume la forma di uno spread additivo sulla curva risk free ed è di entità diversa sulle diverse scadenze temporali. Il credit spread relativo ad un emittente, inoltre, esprimendo un'indicazione sulla probabilità e sull'entità del rimborso dell'emissione, è diverso in base alla seniority dell'emissione: un'emissione senior avrà un credit spread inferiore rispetto ad un'emissione subordinata.

1 Agli strumenti negoziati su mercati attivi viene attribuita la quotazione di mercato.

L'applicazione della Fair Value Option alle passività finanziarie prevede che si dia evidenza dell'ammontare delle variazioni di fair value attribuibili a variazioni del solo rischio creditizio dello strumento. I fattori di rischio dovuti al merito creditizio vengono incorporati nella curva di attualizzazione (usata per il calcolo del Fair Value) applicando alla curva risk free uno spread che renda conto del rischio emittente. Con tale metodo valutativo è possibile separare i diversi componenti di rischio, rischio tasso e rischio credito. Riguardo il merito creditizio, si è proceduto a separare il rischio di credito dovuto alla variazione del merito creditizio nel corso dell'ultimo anno e dal momento dell'emissione del titolo (o dall'FTA degli IAS). I fattori considerati nei calcoli sono:

  • il tasso di mercato free risk osservato alla data di valutazione;
  • il credit spread osservato alla data di emissione iniziale del titolo;
  • il credit spread osservato l'anno precedente alla data di valutazione odierna;
  • il credit spread osservato alla data di valutazione.

Attraverso il confronto del fair value di mercato alla data di valutazione con il fair value calcolato utilizzando il rischio di credito osservato al momento dell'emissione (o all'anno precedente), risulta possibile determinare le variazioni di fair value imputabili alle sole variazioni del rischio di credito dell'ultimo anno, e dal momento dell'emissione.

Le curve rettificate per il merito di credito dell'emittente si ottengono sommando ai tassi zero coupon (o tassi risk free) un credit spread che esprime il merito creditizio dell'emittente stesso. Tali curve sono utilizzate per la valutazione di obbligazioni non quotate sui mercati attivi.

Con la valutazione al Fair Value per tutti gli strumenti relativi a un singolo emittente (e anche per quelli emessi dal Gruppo), si possono costruire tre curve:

  • una curva senior;
  • una curva subordinata;
  • una curva covered.

Per la determinazione dei credit spread senior, se sono presenti sul mercato emissioni senior liquide, si utilizzano i credit spread impliciti nelle quotazioni delle emissioni in oggetto.

In particolare per Credem sono presi a riferimento i titoli appartenenti al programma EMTN di nostre emissioni e di emittenti comparable di pari caratteristiche come settore e rating per desumere la struttura di scadenze della curva.

Nel dettaglio la determinazione dei credit spread avviene a partire da una curva benchmark bancaria italiana (ottenuta dall'emittente Intesa S.Paolo) sulla quale si applica un vincolo medio per le emissioni liquide senior e subordinati di emittenti comparables. La curva covered viene determinata tramite un metodo spline fitting delle quotazioni di emissioni comparables che rispettano i criteri definiti di liquidità.

Criteri di determinazione del fair value di attività e passività non misurate al fair value su base ricorrente

Di seguito si riportano le informazioni richieste dall'IFRS 13.

Per i rapporti creditizi attivi e passivi non misurati al fair value su base ricorrente, il fair value, riportato nelle tabelle presenti nelle note illustrative, è stato determinato con i seguenti criteri:

  • per le attività e passività a vista, con scadenza a breve termine (entro 12 mesi) o indeterminata, il valore di iscrizione; stessa impostazione è stata utilizzata per i crediti non performing;
  • per i titoli emessi a tasso variabile e per quelli a tasso fisso a breve termine (entro 12 mesi) il valore contabile è stato assunto come approssimazione del fair value;
  • per le attività e passività a medio a lungo termine, la valutazione è stata determinata mediante l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri. Tale operazione è stata eseguita utilizzando tassi privi di rischio e, per le attività, correggendo i flussi di cassa futuri, tenendo conto della rischiosità della controparte mediante parametri di PD (Probability of Default) e di LGD (Loss Given Default);
  • per i titoli emessi a tasso fisso a medio lungo temine la valutazione è stata effettuata mediante l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri, corretta per il rischio emittente associato a Credem.

Per tali strumenti, la determinazione del fair value si basa anche sull'utilizzo di parametri interni non direttamente osservabili sul mercato ed è calcolato solo ai fini di adempiere alle richieste di informativa e non ha alcun impatto sullo stato patrimoniale e sul conto economico.

Conglomerato finanziario e facoltà di differire l'applicazione dell'IFRS 9 per il settore assicurativo - Opzione per il Deferral Approach

Il Gruppo Credem, a partire dal mese di ottobre 2017 è stato inserito dall'Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Conseguentemente, in qualità di conglomerato finanziario a prevalenza bancaria il Gruppo Credem ha deciso di avvalersi della deroga della UE che ha modificato l'emendamento all'IFRS 4 emanato dello IASB che prevede l'opzione di applicazione del c.d. "Deferral Approach" (o Temporary Exemption), in virtù della quale le attività e le passività finanziarie di Credemvita (la Compagnia assicurativa controllata) continueranno ad essere rilevate in bilancio ai sensi di quanto prescritto dallo IAS 39, in attesa dell'entrata in vigore del nuovo principio contabile internazionale sui contratti assicurativi (IFRS 17), prevista per il 2023. Il rinvio dell'adozione dell'IFRS 9 da parte delle compagnie assicurative impone, quindi, a partire dal 1° gennaio 2018, l'applicazione di due differenti principi contabili per le attività e passività finanziarie nell'ambito del bilancio consolidato di Gruppo. Alla luce dell'autonomia lasciata dalla Banca d'Italia sulle modalità con cui rappresentare tale scelta ed i suoi effetti in bilancio, il Gruppo ha deciso di introdurre apposite voci negli schemi ufficiali del bilancio consolidato previsti dal 6° aggiornamento della Circolare 262 e di fornire le relative disclosures nella Nota Integrativa al bilancio nel rispetto di quanto richiesto dall'IFRS 7, nonché dall'Amendment all'IFRS 4, che si pone la finalità di rappresentare i requisiti necessari per beneficiare dell'esenzione temporanea e di garantire il confronto tra gli assicuratori che applicano l'esenzione temporanea e le entità che applicano l'IFRS 9.

Più nel dettaglio, negli schemi consolidati previsti dal 6° aggiornamento della Circolare 262 sono state aggiunte le seguenti voci:

  • Stato Patrimoniale – Attivo: "Voce 35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39", che accoglie le attività finanziarie detenute per la negoziazione, le attività finanziarie valutate al fair value, le attività finanziarie disponibili per la vendita e gli eventuali derivati con fair value positivo, così come definiti nel rispetto dello IAS 39;

  • Stato Patrimoniale – Attivo: "Voce 45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39", che accoglie le attività finanziarie detenute sino alla scadenza, i crediti verso banche e quelli verso clientela, così come definiti nel rispetto dello IAS 39;

  • Stato Patrimoniale – Passivo: "Voce 15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39", che accoglie i debiti verso banche, i debiti verso clientela ed i titoli in circolazione, così come definiti nel rispetto dello IAS 39;

  • Stato Patrimoniale – Passivo: "Voce 35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39", che accoglie le passività finanziarie di negoziazione, le passività finanziarie valutate al fair value ed i derivati con fair value negativo, così come definiti nel rispetto dello IAS 39;

  • Stato Patrimoniale – Passivo: "Voce 125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione", che accoglie le riserve da valutazione su attività finanziarie disponibili per la vendita;

  • Conto Economico: "Voce 115. Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39", che accoglie tutte le componenti di conto economico riferibili alla controllata assicurativa ad eccezione dei premi netti e del saldo degli altri proventi/oneri della gestione assicurativa, che confluiscono a voce propria, delle commissioni che sono rappresentate insieme alle analoghe poste bancarie e delle "rettifiche/riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39", che sono rilevate nella voce 135, appositamente aperta;

  • Conto Economico: "Voce 135. Rettifiche/riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39", che accoglie le eventuali rettifiche/riprese di valore.

Nel corso del primo semestre 2022 Credemvita ha continuato l'implementazione del principio contabile IFRS17. Il Progetto, articolato nei seguenti cantieri

  • A. Disegno e sviluppo dei modelli di business;
  • B. Adeguamento principi contabili IFRS17 e IFRS9;
  • C. Simulazioni di impatto quantitative;
  • D. Target operating model e PMO;
  • E. Implementazioni contabili IT;
  • F. Cantiere Dati per definire la più efficace architettura tra i sistemi applicativi coinvolti nel processo di produzione del bilancio secondo i principi contabili IFRS17/9,

ha visto completati i primi due, mentre sono in corso di finalizzazione i restanti cantieri che hanno l'obiettivo di implementare, attraverso piattaforme dedicate, le metodologie definite nonché definire i nuovi processi di closing.

Il disegno e lo sviluppo dei modelli ha tenuto conto degli orientamenti dei principi contabili IFRS9 e IFRS17, cosi come questo ultimo approvato nella versione IFRS 17 "Contratti assicurativi" con il Regolamento (UE) 2021/2036 della Commissione del 19 novembre 2021, ricercando la piena conformità normativa.

La disclosure in tema di transizione all'IFRS 17 e IFRS 9 è fornita sulla base del comunicato congiunto Banca d'Italia, Consob, Ivass del 27 ottobre 2022, includendo le informazioni conosciute o ragionevolmente stimabili, rilevanti per valutare il possibile impatto che l'applicazione del nuovo Principio o della nuova Interpretazione avrà sul bilancio.

L'implementazione del principio passa attraverso le fasi della:

  • "Classificazione delle polizze" al fine di individuare quelle da assoggettare alle regole del principio IFRS17 diversamente da quelle che possono essere riconducibili per il loro contenuto finanziario prevalente alle regole del IFRS9;
  • "Aggregazione" in unit of account, e
  • "Valutazione" delle stesse attraverso la possibilità, prevista dal principio, di selezionare tra tre modelli di valutazione diversi,
    • o General Model
    • o Variable fee Approach
    • o Premium allocation Approach, a seconda delle caratteristiche delle polizze.

Credemvita per "Classificare" il proprio portafoglio polizze ha adottato un approccio quali-quantitativo attraverso uno specifico albero decisionale per il quale la granularità alla base delle scelte ha considerato il contratto nella sua interezza e l'utilizzo di un approccio Contract type by Contract type, ossia per prodotto/tipologia di contratto.

Ne è derivato che:

(1) un approccio qualitativo ha portato ad individuare i seguenti gruppi di polizze come contratti con rischio assicurativo significativo:

  • A. Forme tariffarie di puro rischio non collegate a Gestioni Separate (aventi garanzie sottostanti di tipo tecnico/demografico come TCM Individuali e collettive, TCM associate a mutui o prestiti)
  • B. Forme tariffarie di Ramo I e di Ramo V previdenziali (PIP)
  • C. Forme tariffarie di Ramo I o Ramo V non previdenziali collegate a Gestioni Separate (aventi condizioni in caso di sinistro o condizioni contrattuali di premio con significativo contenuto assicurativo):

(2) un approccio qualitativo ha portato ad individuare i seguenti gruppi di polizze come contratti con rischio assicurativo:

  • A. Forme tariffarie di Ramo I e di Ramo V previdenziali
  • B. Forme tariffarie di Ramo I o Ramo V non previdenziali collegate a Gestioni Separate (come Capitalizzazioni, Capitale differito con controassicurazione in forma di restituzione del premio puro, Vita intera ...)
  • C. Forme tariffarie ibride di Ramo I e Ramo III (Multiramo) non previdenziali,
  • D. Forme tariffarie di Ramo III o VI previdenziali,
  • E. Forme tariffarie Unit Linked stand alone con maggiorazione di capitale in caso di decesso.

Tali forme tariffarie sono classificate direttamente come assicurative nel caso in cui sia presente un'opzione di conversione in rendita ed il coefficiente di conversione sia definito all'emissione; in caso contrario, purché sia presente una garanzia complementare obbligatoria o per lo meno una garanzia addizionale in caso di morte insita nella tariffa, viene effettuato un test di significatività, altrimenti non ricorrono i presupposti per classificare la forma tariffaria come assicurativa ed occorre verificare la possibilità di una classificazione come contratto di servizio o di investimento.

La decisione di Credemvita, ai fini della definizione di uno scenario con sostanza commerciale con cui effettuare il test di significatività del rischio assicurativo, è quella di individuare prima del collocamento della tipologia di contratto presa a riferimento, una polizza tipo ritenuta rappresentativa della forma tariffaria oggetto di classificazione per lo meno in termini di età, durata della copertura, premio versato ed eventuali garanzie aggiuntive prestate (ad esempio garanzia complementare obbligatoria e/o garanzia caso morte addizionale). Credemvita ha individuato una soglia quantitativa di significatività del rischio assicurativo in linea con le practice di mercato in via consolidamento.

Ne deriva:

(1) la decisione di classificare come contratti di investimento con partecipazione discrezionale agli utili (investimento con DPF) le forme tariffarie di Ramo I o di Ramo V collegate a Gestioni Separate nonché

le forme tariffarie Multiramo non previdenziali, nel caso in cui le stesse non siano state precedentemente classificate come assicurative.

(2) la decisione di classificare come contratti di puro investimento le forme tariffarie Unit Linked stand alone, nel caso in cui le stesse non siano state precedentemente classificate come assicurative.

Con riferimento alla valutazione dell'eventuale separabilità delle componenti non assicurative dal contratto principale, relativamente alle forme tariffarie Unit Linked stand alone e alle forme tariffarie Multiramo, la decisione di Credemvita è quella di non separare le componenti di investimento dalle componenti assicurative, ma di considerare il contratto nella sua interezza ai fini della classificazione di bilancio.

Con riferimento al tema della "Aggregazione" dei contratti in unit of account si precisa che in relazione alle norme di transizione al Principio IFRS 17 per il business in force alla data di transizione in caso di applicazione di uno degli approcci alternativi al Full Retrospective Approach (FRA), ossia il Modified Retrospective Approach, (MRA) o Fair Value Approach (FVA), il paragrafo C10 dell'Appendice C dello Standard consente la non applicazione del requisito delle coorti al massimo annuali.

Tale deroga è consentita dallo Standard secondo criteri diversi a seconda dell'adozione del MRA e del FVA. In particolare, in caso si scegliesse l'approccio MRA per la non applicazione del requisito delle coorti al massimo annuali, il paragrafo C8 dello Standard richiede di dimostrare la non disponibilità delle informazioni ragionevoli e sostenibili necessarie per il rispetto del requisito delle coorti al massimo annuali previsto dal paragrafo 22 dello Standard. In caso si scegliesse l'approccio FVA il paragrafo C23 dello Standard consente direttamente la non applicazione del requisito delle coorti al massimo annuali, senza alcuna dimostrazione. Ai fini di rispettare il requisito di coorte con riferimento al new business, la decisione, ad eccezione dei portafogli relativi alle Gestioni Separate e Multiramo, è quella di inserire all'interno dello stesso gruppo i contratti emessi a non più di un anno di distanza prendendo come riferimento l'anno solare.

La decisione, con riferimento ai portafogli delle Gestioni Separate e Multiramo caratterizzati da mutualità intergenerazionale, è quella di avvalersi della deroga a tale requisito inserendo all'interno dello stesso gruppo i contratti emessi a più di un anno di distanza.

Gli asset sottostanti una Gestione Separata sono gestiti congiuntamente per tutte le polizze ad essa collegate e quindi indipendentemente dalle differenti coorti annuali che nel tempo si sono generate.

La logica gestionale della Gestione Separata comporta una mutualizzazione dei rendimenti e dei rischi tra generazioni di polizze emesse in anni differenti.

La definizione di coorti annuali in tale ambito rende impossibile o estremamente difficoltoso (a meno di semplificazioni metodologiche) la determinazione distinta dei rendimenti (e dei relativi cash flow) da attribuire alle diverse coorti facenti parte di una medesima Gestione Separata.

Alla luce della classificazione del proprio portafoglio polizze come sopra descritta e delle scelte di aggregazione definite, la Società ha determinato anche il modello di "Valutazione" da applicare tra i tre previsti dal principio, come sotto rappresentato

Più in dettaglio si è deciso di aggregare le polizze in 6 macro portafogli, 2 riconducibili al modello valutativo IFRS9 il cui perimetro è rappresentato dalle polizze Unit Linked stand alone (portafoglio 1) e dai prodotti Fondo Pensione e PIP (portafoglio 2 Risparmio Gestito) e 4 riconducibili ai modelli valutativi IFRS17.

Tra questi ultimi in particolare i portafogli 1, 2, 4 sono valutati con il modello Variable fee Approach (VFA), mentre il portafoglio 3 con il modello General Model.

Relativamente alle principali scelte metodologiche che la Compagnia sta valutando, tra le altre, giova precisare l'approccio seguito con riferimento alla calibrazione della curva di sconto.

La decisione della Compagnia è quella di utilizzare un approccio Bottom-Up per la definizione delle curve di sconto che preveda l'utilizzo di tassi privi di rischio con aggiunta di un premio di liquidità, dove la Compagnia deriva il premio di liquidità sulla base di uno spread medio di un portafoglio asset di riferimento aggiustandolo per escludere la componente relativa allo spread di credito (limitatamente al rischio di default expected). Questo ultimo sarà stimato a partire dalla Probabilità di Default Through The Cycle, in coerenza con la prassi IFRS9 della Capogruppo per la valutazione del rischio di credito.

Le decisioni della Compagnia, in relazione alla definizione della curva dei tassi di interesse privi di rischio, prevedono di prendere a riferimento la curva Zero Coupon Risk Free fornita da EIOPA senza aggiustamento per la volatilità.

In ultimo sempre in relazione al percorso per l'implementazione del principio contabile IFRS17 si precisa l'approccio seguito con riferimento alle modalità di transizione al nuovo principio contabile.

Alla luce dei risultati della survey per la disponibilità dei dati storici condotta su tutti i contratti che si ritiene saranno ancora in vita alla data di transizione, e sulla base delle caratteristiche del business sottostante, è emerso quanto segue:

  • L'approccio FRA richiede elevata granularità e storicità delle informazioni per la ricostruzione di flussi contabili, assumptions di valutazione e run dei motori attuariali, alle date pregresse, con estrema onerosità nella ricostruzione delle stesse, sia per i contratti valutati con il General Model che per quelli valutati con il VFA;
  • Con riferimento al General model, la modifica sulle assumptions di valutazione delle TCM, effettuata nel 2021, rende non disponibili le assumptions del passato, le quali, non sono ritenute coerenti con le nuove metodologie adottate nel corso del 2021, pertanto l'approccio FRA non risulta utilizzabile;
  • Inoltre, con riferimento al VFA il carve out delle coorti annuali per le Gestioni Separate, di cui Credemvita intende avvalersi, ha eliminato il raggruppamento per coorti annuali, pertanto si ritiene necessario applicare un singolo approccio Transition per ogni raggruppamento che si configura come un bucket di profittabilità direttamente applicato sul portafoglio di GS o Multiramo nel suo complesso. L'approccio FRA non risulta dunque utilizzabile dovendo applicare un unico metodo di Transition;
  • Credemvita ritiene inoltre di non poter applicare il FRA anche in relazione al cambiamento del business model della Compagnia con riferimento al DAS a partire dal 2020;
  • Con riferimento al MRA, si evidenziano delle complessità relative all'elevata granularità e storicità delle informazioni dei flussi contabili con onerosità nella ricostruzione delle stesse sia per i contratti valutati con il GM che per quelli valutati con il VFA;
  • L'approccio Fair Value Approach risulta altresì sempre applicabile e garantisce una robusta stima del CSM su tutti i portafogli di riferimento e risulta conforme alla metodologia definita dal Principio (i.e. valutazione dei portafogli secondo il Principio IFRS13 in termini di valutazioni di mercato, al netto del valore del Fulfilment cashflow secondo le logiche IFRS17). Inoltre, la metodologia adottata, che sposa logiche di market partecipant view fa leva sulla calibrazione di parametri che sono già consolidati nel framework della Compagnia.

Relativamente al percorso di adeguamento della Compagnia al principio contabile IFRS9, le scelte metodologiche e applicative sono state definite nell'ambito del framework già in uso nel gruppo.

L'introduzione del principio contabile IFRS, e l'interazione con il principio IFRS 9 per la misurazione degli strumenti finanziari, introduce un nuovo modello di rilevazione delle grandezze patrimoniali e del riconoscimento delle performance dei diversi portafogli prodotti nel conto economico insieme a una rilevante sensibilità delle misurazioni alle stime correnti delle ipotesi operative e delle grandezze di mercato (tra cui in modo significativo alle curve dei tassi di interesse), che potranno comportare una maggior volatilità dei risultati nel tempo.

Sulla base delle analisi effettuate e delle implementazioni in corso, si stima che l'impatto, da rilevare in contropartita del patrimonio netto in sede di prima applicazione del nuovo principio contabile, risulterà non significativo rispetto agli attuali livelli patrimoniali di bilancio e regolamentari.

All'1/1/2022, in sede di FTA, il delta patrimoniale rivenente dall'applicazione dell'IFRS17 ha comportato una perdita di 56 milioni di euro, pari a -14 bps sul CET1.

Con riferimento alle principali grandezze IFRS17 si evidenzia che in transizione al 1/1/22 è stato stimato il CSM consolidato (relativo al perimetro polizze in scope a IFRS17) per un ammontare pari a 282 milioni di euro.

La dinamica dei mercati nel corso dell'esercizio e le scelte effettuate in sede di implementazione hanno determinato un riassorbimento di questi effetti negativi. Il patrimonio netto IFRS 17 all'1/1/2023 è superiore rispetto al dato di chiusura al 31/12/2022 IFRS4 di 142 milioni di euro, incluso il risultato economico IFRS17 di periodo corrispondente. L'impatto sul CET1 ratio di Gruppo è pari a +21bps.

Con riferimento alla collegata Credemassicurazioni, la cui partecipazione è detenuta pariteticamente da Credito Emiliano e Reale Mutua Assicurazione e i cui valori sono consolidati nel bilancio di gruppo di Credem con il metodo del patrimonio netto, si precisa che gli impatti in transition sul bilancio consolidato sono trascurabili.

Attività finanziarie detenute per la negoziazione

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento, per i titoli di debito e di capitale e alla data di sottoscrizione per i contratti derivati.

In particolare, quando viene applicata la contabilizzazione alla data di regolamento, un'entità rileva qualsiasi variazione di fair value dell'attività che deve essere ricevuta nel periodo tra la data di negoziazione e la data di regolamento, nello stesso modo in cui contabilizza l'attività acquistata.

All'atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie detenute per la negoziazione vengono rilevate al costo, inteso come il fair value dello strumento, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso che vengono imputati a conto economico.

Eventuali derivati impliciti presenti in strumenti finanziari ibridi, classificati in categorie diverse dalle attività o passività finanziarie valutate al fair value, non strettamente correlati agli stessi ed aventi le caratteristiche per soddisfare la definizione di "derivato", vengono scorporati dal contratto ospite, classificati nella presente categoria e valutati al fair value, mentre al contratto ospite è applicato il criterio contabile proprio della categoria nella quale è stato classificato.

Criteri di classificazione

Sono stati classificati tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione gli strumenti finanziari che sono detenuti con l'intento di generare profitti nel breve termine derivanti dalle variazioni dei prezzi di tali strumenti.

Rientrano in tale categoria gli strumenti derivati non aventi finalità di copertura; i derivati sono rappresentati come attività se il fair value è positivo e come passività se il fair value è negativo.

Non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui si sia in presenza di eventi inusuali e che difficilmente si possono ripresentare nel breve periodo. In tali casi è possibile riclassificare titoli di debito e di capitale non più detenuti per finalità di negoziazione in altre categorie previste dallo IAS 39 qualora ne ricorrano le condizioni per l'iscrizione

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie detenute per la negoziazione sono valorizzate al fair value e gli effetti dell'applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel conto economico. Se il fair value di un'attività finanziaria diventa negativo, tale attività è contabilizzata come una passività finanziaria.

Le metodologie utilizzate per la determinazione del fair value sono riportate nella sezione 18 "Altre informazioni" della presente nota integrativa.

I titoli di capitale ed i correlati strumenti derivati, per i quali non sia possibile determinare il fair value in maniera attendibile secondo le linee guida indicate nella sezione 18 "Altre informazioni" della presente nota integrativa, sono mantenuti al costo.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate solamente quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando l'attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi/benefici ad essa connessi. Qualora si sia mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Nel caso in cui la banca venda un'attività finanziaria classificata nel proprio portafoglio di negoziazione, procede all'eliminazione dell'attività alla data del suo trasferimento (data regolamento).

I titoli ricevuti nell'ambito di un'operazione che contrattualmente prevede la successiva vendita e i titoli consegnati nell'ambito di un'operazione che contrattualmente prevede il riacquisto, non vengono registrati o stornati dal bilancio.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi ad altri soggetti terzi (Cfr. par.19 IAS39).

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli interessi attivi sui titoli di debito ed i differenziali ed i margini dei contratti derivati classificati in tale categoria, ma gestionalmente collegati ad attività o passività finanziarie valutate al fair value sono iscritti per competenza nelle voci di conto economico relativi agli interessi.

I differenziali e i margini degli altri contratti vengono rilevati nel "Risultato netto dell'attività di negoziazione". I dividendi sono rilevati per competenza economica riferita alla data di assunzione della delibera di distribuzione da parte dell'assemblea e sono esposti nella voce "Dividendi e proventi simili".

Gli utili e le perdite realizzati dalla cessione o rimborso o le plus/minusvalenze derivanti dalle variazioni di fair value sono iscritti nel conto economico del periodo nel quale si manifestano e classificati nella voce "Risultato netto delle attività di negoziazione", ad eccezione della quota relativa ai contratti derivati gestionalmente collegati ad attività o passività valutate al fair value rilevata nel "Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value".

Attività finanziarie disponibili per la vendita

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale dell'attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito o di capitale. Fatte salve le eccezioni previste dallo IAS 39, i titoli del portafoglio disponibile per la vendita non possono essere trasferiti in altri portafogli né titoli di altri portafogli possono formare oggetto di trasferimento al portafoglio disponibile per la vendita.

All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al costo inteso come fair value dello strumento, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. Qualora, nei casi consentiti dai principi contabili, l'iscrizione avvenisse a seguito di riclassificazione, il valore di iscrizione sarebbe rappresentato dal fair value al momento del trasferimento.

I titoli disponibili per la vendita che formano oggetto di operazioni di compravendita a pronti non ancora regolate (regular way) vengono iscritti (se acquistati) oppure cancellati (se venduti) secondo il principio della "data di regolamento".

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie non derivate non diversamente classificate come "Crediti", "Attività finanziarie detenute per la negoziazione", "Attività finanziarie valutate al fair value" o "Attività finanziarie detenute sino alla scadenza".

In particolare, vengono incluse in questa voce le interessenze azionarie non gestite con finalità di negoziazione e non qualificabili come partecipazioni di controllo, collegamento e controllo congiunto e gli strumenti partecipativi di capitale relativi alle contribuzioni versate allo Schema volontario dal FITD per interventi relativi all'assunzione di partecipazioni.

Nei casi consentiti dai principi contabili, sono ammesse riclassifiche esclusivamente verso la categoria Attività finanziarie detenute sino alla scadenza. E' possibile inoltre riclassificare i titoli di debito oltre che nella categoria delle Attività finanziarie detenute sino alla scadenza, anche nei Crediti, in presenza di intento di detenzione per il prevedibile futuro e qualora ne ricorrano le condizioni per l'iscrizione. Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le "Attività finanziarie disponibili per la vendita" sono valutate al fair value, con la rilevazione a conto economico del valore corrispondente al costo ammortizzato, mentre gli utili o le perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto sino a che l'attività finanziaria non viene cancellata o non viene rilevata una perdita di valore.

Le metodologie utilizzate per la determinazione del fair value e i principali criteri per la rilevazione di un impairment delle "Attività finanziarie disponibili per la vendita" sono riportati nella sezione 18 "Altre informazioni" della presente nota integrativa.

I titoli di capitale, per i quali non sia possibile determinare il fair value in maniera attendibile secondo le linee guida sopra indicate, sono mantenuti al costo.

La verifica dell'esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore viene effettuata ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando l'attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici della proprietà dell'attività finanziaria. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Nel caso in cui la banca venda un'attività finanziaria classificata nel suddetto portafoglio, procede all'eliminazione dell'attività alla data del suo trasferimento (data regolamento).

I titoli ricevuti nell'ambito di un'operazione che contrattualmente prevede la successiva vendita e i titoli consegnati nell'ambito di un'operazione che contrattualmente prevede il riacquisto, non vengono registrati o stornati dal bilancio.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi ad altri soggetti terzi (Cfr. par.19 IAS39).

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli interessi attivi, calcolati in base alla metodologia del T.I.R., vengono contabilizzati per competenza nelle voci "Interessi attivi e proventi assimilati", i dividendi alla voce "Dividendi e proventi simili" nel momento in cui sorge il diritto a riceverne il pagamento, mentre gli utili o le perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto sino a che l'attività finanziaria non viene cancellata o non viene rilevata una perdita di valore. Al momento della dismissione o della rilevazione di una perdita di valore, l'utile o la perdita cumulati vengono riversati a conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico, nel caso di titoli di debito, ed a patrimonio netto nel caso di titoli di capitale. L'ammontare della ripresa non può in ogni caso superare la differenza tra il valore contabile ed il costo ammortizzato che lo strumento avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

Attività finanziarie detenute sino alla scadenza

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale dell'attività finanziaria avviene alla data di regolamento.

All'atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie classificate nella presente categoria sono rilevate al fair value, comprensivo degli eventuali costi e proventi direttamente attribuibili. Se la rilevazione in questa categoria avviene per riclassificazione da altre categorie, il fair value dell'attività alla data di riclassificazione viene assunto come nuovo costo ammortizzato dell'attività stessa.

Criteri di classificazione

Sono classificate nella presente categoria i titoli di debito con pagamenti fissi o determinabili e scadenza fissa, che si ha intenzione e capacità di detenere sino a scadenza. Se in seguito ad un cambiamento di volontà o di capacità non risulta più appropriato mantenere un investimento come detenuto sino a scadenza, sono ammesse riclassifiche esclusivamente verso la categoria "Attività finanziarie disponibili per la vendita".

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le "Attività finanziarie detenute sino alla scadenza" sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo.

La verifica dell'esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore viene effettuata ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando l'attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici ad essa connessi. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi ad altri soggetti terzi (Cfr. par.19 IAS39).

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli interessi su titoli sono iscritti per competenza nelle voci di conto economico relativi agli interessi.

Gli utili o le perdite riferiti alle "Attività finanziarie detenute sino a scadenza", sono rilevati nel conto economico nel momento in cui le attività sono cancellate o hanno subito una riduzione di valore, nonché tramite il processo di ammortamento.

In sede di chiusura del bilancio e delle situazioni infrannuali, viene effettuata la verifica dell'esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore.

Se sussistono tali evidenze l'importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell'attività e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo originario. L'importo della perdita viene rilevato nel conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico.

Il ripristino di valore non deve determinare un valore contabile che supera il costo ammortizzato che si sarebbe avuto nel caso in cui la perdita per riduzione di valore non fosse stata rilevata.

Crediti

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di un credito avviene alla data di sottoscrizione del contratto, che normalmente coincide con la data di erogazione o, nel caso di un titolo di debito, a quella di regolamento, sulla base del fair value dello strumento finanziario, pari all'ammontare erogato, o prezzo di sottoscrizione, comprensivo dei costi/proventi direttamente riconducibili al singolo credito e determinabili sin dall'origine dell'operazione, ancorché liquidati in un momento successivo. Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

I crediti per operazioni di locazione finanziaria vengono iscritti per un valore pari all'investimento netto nel leasing, comprensivo dei costi diretti iniziali.

I crediti e i titoli sono allocati nel portafoglio all'atto dell'erogazione o dell'acquisto e non possono formare oggetto di successivi trasferimenti in altri portafogli.

I contratti di riporto e le operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto o di rivendita a termine sono iscritti in bilancio come operazioni di raccolta o impiego. In particolare, le operazioni di vendita a pronti e di riacquisto a termine sono rilevate in bilancio come debiti per l'importo percepito a pronti, mentre le operazioni di acquisto a pronti e di rivendita a termine sono rilevate come crediti per l'importo corrisposto a pronti.

Per le operazioni creditizie eventualmente concluse a condizioni inferiori a quelle di mercato, la rilevazione iniziale è effettuata per un importo pari ai futuri flussi di cassa scontati ad un tasso di mercato. L'eventuale differenza tra la rilevazione iniziale e l'ammontare erogato è rilevata nel conto economico al momento dell'iscrizione iniziale.

Criteri di classificazione

I crediti includono gli impieghi con clientela e con banche, sia erogati direttamente sia acquistati da terzi, che prevedono pagamenti fissi o comunque determinabili, che non sono quotati in un mercato attivo e che non sono stati classificati all'origine tra le attività finanziarie disponibili per la vendita.

Nella voce crediti rientrano inoltre i crediti commerciali, le operazioni pronti contro termine, i crediti originati da operazioni di leasing finanziario ed i titoli acquistati in sottoscrizione o collocamento privato, con pagamenti determinati o determinabili, non quotati in mercati attivi.

Sono compresi nella voce crediti anche i finanziamenti originati nell'ambito dell'attività di factoring a fronte di anticipazioni su portafoglio ricevuto pro-solvendo che rimane iscritto nel bilancio della controparte cedente. Per quanto riguarda i crediti acquistati pro-soluto, gli stessi sono inclusi nella voce crediti, previo accertamento della inesistenza di clausole contrattuali che alterino in modo significativo l'esposizione al rischio della società cessionaria.

Non sono ammesse riclassifiche in altre categorie di attività finanziarie previste dallo IAS 39.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, i crediti sono valutati al costo ammortizzato, pari al valore di prima iscrizione diminuito/aumentato dei rimborsi di capitale, delle rettifiche/riprese di valore e dell'ammortamento – calcolato col metodo del tasso di interesse effettivo – della differenza tra l'ammontare erogato e quello rimborsabile a scadenza, riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente al singolo credito. Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri del credito, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti al credito. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.

Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per i crediti la cui breve durata (entro 12 mesi) fa ritenere trascurabile l'effetto dell'applicazione della logica di attualizzazione. Detti crediti vengono valorizzati al costo storico. Analogo criterio di valorizzazione viene adottato per i crediti senza una scadenza definita o a revoca, in relazione ai quali i costi o proventi sono imputati direttamente a conto economico.

I crediti sono sottoposti ad una ricognizione volta ad individuare quelli che, a seguito del verificarsi di eventi occorsi dopo la loro iscrizione, mostrino oggettive evidenze di una possibile perdita di valore. Rientrano in tale ambito i crediti ai quali è stato attribuito lo status di sofferenza, inadempienza probabile o di scaduto/sconfinante secondo le attuali regole di Banca d'Italia, coerenti con la normativa IAS/IFRS e di vigilanza europea.

Con riferimento al generale concetto di ristrutturazione di esposizioni creditizie sono identificate tre diverse fattispecie:

  • le rinegoziazioni per motivi/prassi "commerciali", diverse quindi dalle difficoltà economico-finanziarie del debitore e concesse ad un tasso di interesse di mercato alla data di negoziazione;
  • le esposizioni oggetto di "concessione" (come definite dalla circolare 272 di Banca d'Italia, che corrispondono alle definizioni contemplate dagli ITS – Implementing Technical Standards dell'EBA - "forborne") ovvero quei contratti per i quali sono state applicate misure di tolleranza (forbearence) quali concessioni, modifica dei termini del contratto e/o rifinanziamento di un debito esistente per il debitore che è in difficoltà finanziaria. Le esposizioni "forborne" possono trovarsi sia tra le categorie di crediti deteriorati (non performing exposures with forberance measures) che tra i bonis (forborne perfoming exposures). Le espposizioni forborne sono quelle per cui sussitono oggettive evidenze di perdite di valore;
  • l'estinzione del debito mediante sostituzione del debitore o swap di debito con strumenti di patrimonio. Tali eventi comportano una modifica sostanziale nei termini contrattuali e dal punto di vista contabile determinano l'estinzione del rapporto preesistente e la conseguente iscrizione al fair value del nuovo rapporto, riconoscendo a conto economico un utile o una perdita pari alla differenza fra il valore di libro del vecchio credito e il fair value degli asset ricevuti.

I crediti deteriorati sono oggetto di un processo di valutazione analitica e l'ammontare della rettifica di valore di ciascun credito è pari alla differenza tra il valore di bilancio dello stesso al momento della valutazione (costo ammortizzato) ed il valore attuale dei previsti flussi di cassa futuri, calcolato applicando il tasso di interesse effettivo originario. Gli scaduti deteriorati sono oggetto di un processo di valutazione analitica applicando ad ogni singola posizione una percentuale forfettaria determinata su basi storico/statistiche. I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi, del presumibile valore di realizzo delle

eventuali garanzie nonché dei costi che si ritiene verranno sostenuti per il recupero dell'esposizione creditizia. I flussi di cassa relativi a crediti il cui recupero è previsto entro breve durata (entro 12 mesi) non vengono attualizzati.

Il tasso effettivo originario di ciascun credito rimane invariato nel tempo ancorché sia intervenuta una ristrutturazione del rapporto che abbia comportato la variazione del tasso contrattuale ed anche qualora il rapporto divenga, nella pratica, infruttifero di interessi contrattuali.

La rettifica di valore è iscritta a conto economico.

Il valore originario dei crediti viene ripristinato negli esercizi successivi nella misura in cui vengano meno i motivi che ne hanno determinato la rettifica, purché tale valutazione sia oggettivamente collegabile ad un evento verificatosi successivamente alla rettifica stessa. La ripresa di valore è iscritta nel conto economico e non può in ogni caso superare il costo ammortizzato che il credito avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

I crediti non deteriorati sono sottoposti alla valutazione di una perdita di valore collettiva. Tale valutazione avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito e le relative percentuali di perdita sono stimate tenendo conto di serie storiche, fondate su elementi osservabili alla data della valutazione, che consentano di stimare il valore della perdita latente in ciascuna categoria di crediti. Nella valutazione si tiene conto anche della rischiosità connessa con il paese di residenza della controparte.

La determinazione della svalutazione collettiva prevede l'utilizzo dei parametri di rischio desunti dai modelli interni validati per la Funzione regolamentare "Corporate" e replicati anche per la Funzione regolamentare "Retail", per la quale sono in corso le attività funzionali alla richiesta di validazione. Per tutti i clienti in portafoglio, al fine di considerare un concetto di incurred loss, cioè di perdite insite nel portafoglio crediti ma non ancora emerse, tra i vari parametri utilizzati, è stato inoltre considerato un "intervallo di conferma della perdita" (Loss Confirmation Period); tale parametro esprime il ritardo medio che intercorre tra il deterioramento delle condizioni finanziarie di un debitore e la sua classificazione tra le esposizioni deteriorate.

Per la Funzione regolamentare "Corporate" si è adottato un intervallo di conferma della perdita di 180 giorni, mentre per la Funzione regolamentare "Retail" si è adottato un intervallo di conferma della perdita di 12 mesi. L'identificazione delle specifiche misure dei suddetti parametri in termini degli intervalli di conferma della perdita per le tipologie di controparti (sia retail che corporate) é supportato prevalentemente dalle evidenze ottenibili anche attraverso i presidi organizzativi definiti nell'ambito del processo del credito come ad esempio la frequenza di revisione degli affidamenti e l'attività di controllo crediti.

In particolare, tali segmenti sono caratterizzati anche dalla disponibilità di diverse informazioni economico/finanziarie. Nello specifico per la Funzione regolamentare "Retail" è osservabile la ridotta dimensione patrimoniale e reddituale e una tipologia di indebitamento, più sbilanciata sul medio/lungo termine. L'osservazione dei suddetti elementi attribuibili in particolare al comparto retail ha permesso di affinare la stima del parametro relativo alla LCP per tale comparto, aggiornandolo a 12 mesi, pur nella conferma della continuità dei presidi organizzativi e creditizi adottati.

L'orizzonte temporale utilizzato per la valorizzazione della probabilità di default si ritiene possa approssimare la nozione di incurred loss, cioè di perdita fondata su eventi attuali ma non ancora acquisiti dall'impresa nella revisione del grado di rischio dello specifico cliente, prevista dai principi contabili internazionali.

Le rettifiche di valore determinate collettivamente sono imputate nel conto economico.

Criteri di cancellazione

I crediti ceduti vengono cancellati dalle attività in bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi ai crediti stessi. Per contro, qualora siano stati mantenuti i rischi e benefici relativi ai crediti ceduti, questi continuano ad essere iscritti tra le attività del bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità del credito sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, i crediti vengono cancellati dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sugli stessi. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio dei crediti in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore dei crediti ceduti ed alle variazioni dei flussi finanziari degli stessi.

Infine, i crediti ceduti vengono cancellati dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi ad altri soggetti terzi.

Inoltre l'eliminazione integrale dei crediti avviene quando gli stessi sono considerati irrecuperabili o sono stralciati nella loro interezza. Le cancellazioni, per la quota eccedente il relativo fondo, sono imputate direttamente alla voce 130 a) "Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento crediti" di conto economico e sono rilevate in riduzione della quota capitale dei crediti. Recuperi di parte o di interi importi precedentemente cancellati sono iscritti alla medesima voce.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • Gli interessi attivi dei crediti e dei titoli vengono allocati nella voce "Interessi attivi e proventi assimilati" per competenza sulla base del tasso di interesse effettivo;
  • Gli utili e perdite da cessione dei crediti e dei titoli vengono allocati nella voce "Utili (perdite) da cessione o riacquisto di crediti";
  • Le rettifiche da impairment, le perdite per cancellazioni e le riprese di valore dei crediti e dei titoli vengono allocate nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di crediti".

I ripristini di valore connessi con il trascorrere del tempo sono appostati tra le riprese di valore.

Attività finanziarie valutate al fair value

Criteri di iscrizione

All'atto della rilevazione iniziale gli strumenti finanziari valutati al fair value vengono rilevati al costo, inteso come il fair value dello strumento, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso che sono invece imputati a conto economico.

Criteri di classificazione

Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie che si intende valutare al fair value con impatto a conto economico quando:

  • la designazione al fair value consente di eliminare o di ridurre le significative distorsioni nella rappresentazione contabile degli strumenti finanziari oppure tra strumenti finanziari e attività non finanziarie;
  • oppure la gestione e/o valutazione di un gruppo di strumenti finanziari al fair value con effetti a conto economico è coerente con una strategia di risk management o d'investimento documentata su tale base anche alla direzione aziendale;
  • oppure si è in presenza di uno strumento contenente un derivato implicito che modifica in modo significativo i flussi di cassa dello strumento ospite e che deve essere scorporato.

Non possono essere classificate in questa categoria gli strumenti di capitale che non hanno un fair value attendibile.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie sono valorizzate al fair value. Le metodologie utilizzate per la determinazione del fair value sono riportate nella sezione 18 "Altre informazioni" della presente nota integrativa.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando l'attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi/benefici ad essa connessi. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Nel caso in cui la banca venda un'attività finanziaria classificata nel suddetto portafoglio, procede all'eliminazione dell'attività alla data del suo trasferimento (data regolamento).

I titoli ricevuti nell'ambito di un'operazione che contrattualmente prevede la successiva vendita e i titoli consegnati nell'ambito di un'operazione che contrattualmente prevede il riacquisto, non vengono registrati o stornati dal bilancio.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi ad altri soggetti terzi (Cfr. par.19 IAS39).

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli interessi su titoli sono iscritti per competenza nelle voci di conto economico relativi agli interessi. Gli utili e le perdite derivanti dalla variazione di fair value delle attività e passività finanziarie e gli utili e perdite realizzati dalla cessione e dal rimborso sono rilevati nella voce "Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value".

Debiti e titoli in circolazione

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di tali passività finanziarie avviene all'atto della ricezione delle somme raccolte o della emissione dei titoli di debito.

L'iscrizione è effettuata sulla base del fair value delle passività, normalmente pari all'ammontare incassato od al prezzo di emissione, rettificato degli eventuali costi/proventi aggiuntivi direttamente attribuibili alla singola operazione di provvista o di emissione e non rimborsati dalla controparte creditrice. Sono esclusi i costi interni di carattere amministrativo.

Criteri di classificazione

I "Debiti verso banche", i "Debiti verso clientela", e i "Titoli in circolazione" ricomprendono le varie forme di provvista interbancaria e con clientela, le operazioni pronti contro termine con obbligo di riacquisto a termine, la raccolta effettuata attraverso certificati di deposito, titoli obbligazionari in circolazione (al netto degli eventuali ammontari riacquistati) ed altri strumenti di raccolta in circolazione non classificate tra le passività finanziarie valutate al fair value.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo.

Fanno eccezione le passività a breve termine (entro 12 mesi), per le quali il fattore temporale risulta trascurabile, che rimangono iscritte per il valore incassato ed i costi eventualmente imputati sono registrati a conto economico.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte. La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli precedentemente emessi. La differenza tra valore contabile della passività e l'ammontare pagato per riacquistarla viene registrato a conto economico. Il ricollocamento sul mercato di titoli propri successivamente al loro riacquisto è considerato come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di collocamento, senza alcun effetto a conto economico.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • gli interessi passivi vengono allocati nella voce "Interessi passivi e oneri assimilati" per competenza sulla base del tasso di interesse effettivo;
  • gli utili e perdite da riacquisto di passività vengono allocati nella voce "Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di passività finanziarie".

Passività finanziarie di negoziazione

Criteri di iscrizione e di cancellazione

Sono applicati, con gli opportuni adattamenti, i medesimi criteri di iscrizione e di cancellazione delle attività finanziarie detenute per la negoziazione (precedente Sezione 1 – Attività finanziarie detenute per la negoziazione).

Criteri di classificazione

La voce include il valore negativo dei contratti derivati di trading valutati al fair value e le passività, anch'esse valorizzate al fair value, che originano da scoperti tecnici generati dall'attività di negoziazione di titoli.

Criteri di valutazione

Sono applicati, con gli opportuni adattamenti, i medesimi criteri di valutazione delle attività finanziarie detenute per la negoziazione (precedente Sezione 1 - Attività finanziarie detenute per la negoziazione).

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Sono applicati, con gli opportuni adattamenti, i medesimi criteri di rilevazione delle componenti reddituali delle attività finanziarie detenute per la negoziazione (precedente Sezione 1 - Attività finanziarie detenute per la negoziazione).

Passività finanziarie valutate al fair value

Criteri di iscrizione

All'atto della rilevazione iniziale gli strumenti finanziari valutati al fair value vengono rilevati al costo, inteso come il fair value dello strumento, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso che sono invece imputati a conto economico.

Criteri di classificazione

Sono classificate in questa categoria le passività finanziarie che si intende valutare al fair value con impatto a conto economico quando:

  • la designazione al fair value consente di eliminare o di ridurre le significative distorsioni nella rappresentazione contabile degli strumenti;
  • oppure la gestione e/o valutazione di un gruppo di strumenti finanziari al fair value con effetti a conto economico è coerente con una strategia di risk management o d'investimento documentata su tale base anche alla direzione aziendale;
  • oppure si è in presenza di uno strumento contenente un derivato implicito che modifica in modo significativo i flussi di cassa dello strumento ospite e che deve essere scorporato.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le passività finanziarie sono valorizzate al fair value. Le metodologie utilizzate per la determinazione del fair value sono riportate nella sezione 18 "Altre informazioni" della presente nota integrativa.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie vengono cancellate all'atto della loro estinzione ovvero, quando l'obbligazione specificata nel contratto è adempiuta o cancellata oppure scaduta. La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli precedentemente emessi. La differenza tra valore contabile della passività e l'ammontare pagato per riacquistarla viene registrato a conto economico.

Il ricollocamento sul mercato di titoli propri successivamente al loro riacquisto è considerato come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di collocamento, senza alcun effetto a conto economico.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli interessi su titoli sono iscritti per competenza nelle voci di conto economico relativi agli interessi. Gli utili e le perdite derivanti dalla variazione di fair value delle passività finanziarie e gli utili e le perdite realizzate dalla cessione e dal rimborso sono rilevati nella voce "Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value" di conto economico.

In particolare, qualora il fair value degli strumenti finanziari emessi corrisponda inizialmente al prezzo di vendita, l'utile o la perdita generati a seguito della successiva valutazione sono rilevati interamente a conto economico.

A.3 INFORMATIVA SUI TRASFERIMENTI TRA PORTAFOGLI DI ATTIVITA' FINANZIARIE

Successivamente all'adozione dell'IFRS 9, il Gruppo Credem non ha effettuato cambiamenti di business model per la gestione delle proprie attività finanziarie e, quindi, non sono avvenuti trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie. Le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica) non prevedono riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui la società modifichi il proprio modello di business per la gestione di tali attività finanziarie. E' previsto che tali modifiche siano altamente infrequenti e devono essere determinate dal management a seguito di rilevanti cambiamenti esterni o interni, dimostrabili a soggetti esterni.

A.4 INFORMATIVA SUL FAIR VALUE

Informativa di natura qualitativa

A.4.1 – Livello di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati

Le tecniche di valutazione utilizzate per gli strumenti finanziari appartenenti al livello 2 e 3 si distinguono:

  • Attività finanziarie: valutazione degli strumenti strutturati utilizzando per la componente obbligazionaria il modello discounted cash flow con un tasso corretto per un opportuno rischio di credito, e per la componente azionaria utilizzando il modello Black&Scholes;
  • Passività finanziarie: valutazione degli strumenti plain vanilla secondo le tecniche di valutazione discounted cash flow di cassa considerando il tasso corretto per il rischio di credito di Credito Emiliano sulla scadenza dello strumento.

Si riporta brevemente la definizione dei modelli utilizzati:

1.Discounted Cash Flow

Il modello discounted cash flow, flussi di cassa attualizzati, è un metodo di valutazione di un investimento, basato sul processo finanziario di attualizzazione, che consente di stabilire oggi il valore attuale di un capitale che ha come naturale scadenza una data futura tramite l'applicazione di un tasso di sconto. Il tasso di sconto viene corretto per il rischio di credito dei flussi futuri attesi dall'attività in questione. La somma algebrica dei flussi attualizzati rappresenta il valore netto attuale (Net present value) dello strumento.

I parametri utilizzati nella tecnica di valutazione sono: curva tassi e credit spread di ogni singola emissione.

2.Modello Black&Scholes

Il modello Black&scholes univariato (BS) è il modello di pricing delle opzioni più famoso e riconosciuto dal mercato. Il modello si basa sulla possibilità di creare un portafoglio equivalente all'opzione, costituito in parte da unità del sottostante e in parte da obbligazioni prive di rischio entrambi influenzati dalla stessa fonte di incertezza data dalle variazioni del prezzo dell'azione. Le ipotesi sottostanti il modello di BS sono rappresentate dall'andamento dei prezzi dell'attività sottostante (approssimato da un processo lognormale), dalla presenza di un mercato perfettamente efficiente; dal tasso di interesse e dalla volatilità del sottostante costante per tutta la durata dell'opzione.

I parametri utilizzati nella tecnica di valutazione sono il tasso di interesse, il valore e la volatilità del sottostante.

Alla data del 31/12/2022 tutti i parametri utilizzati nelle tecniche di valutazione sono risultati osservabili, evidenziando per gli strumenti valutati tramite mark to model livelli di fair value pari a 2.

  • In particolare:
  • i tassi di interesse sono estrapolati dalla curva zero ottenuta dalle quotazioni di mercato di strumenti omogenei;
  • i credit spread per la componete Credito Emiliano sono ottenuti da quotazioni di mercato di emissioni comparables;
  • valore del sottostante sono ottenuti dalla quotazione del mercato;
  • volatilità del sottostante ottenute da quotazioni di mercato, alla luce della scadenza a breve della componente azionaria.

I modelli e i parametri utilizzati nelle tecniche di valutazione sono dettagliati e disciplinati nei documenti Allegato Tecnico al documento Fair Value Policy di Gruppo: "Regole di applicazione Credem alla Fair Value Policy di Gruppo" e "Manuale Modelli di pricing".

A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni

Gli strumenti non scambiati su mercati attivi sono valutati a mark to model utilizzando la tecnica di valutazione che massimizza l'utilizzo di dati osservabili sul mercato. Qualora i parametri risultino non disponibili e direttamente osservabili il livello di fair value attribuito è pari a 3.

Alla data del 31/12/20212 nessun strumento finanziario derivato è stato valutato a mark to model tramite parametri di mercato non direttamente osservabili.

A.4.3 Gerarchia del fair value

Trasferimenti tra i livelli della gerarchia del fair value

La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di livello 3). I Livelli utilizzati per le classificazioni riportate nel seguito della presente Nota integrativa sono i seguenti:

  • "livello 1": il fair value degli strumenti finanziari è determinato in base a prezzi di quotazione osservabili su mercati attivi (non rettificati) alle quali si può accedere alla data di valutazione;
  • "livello 2": il fair value degli strumenti finanziari è determinato in base a input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività, utilizzando anche di tecniche di valutazione;
  • "livello 3" : il fair value degli strumenti finanziari è determinato in base a input non osservabili per l'attività o per la passività, utilizzando anche di tecniche di valutazione.

L'attività di attribuzione dei livelli è rappresentata dalla verifica puntuale per ogni strumento detenuto nei portafogli di proprietà di un possibile potenziale mercato attivo che rispetti alcune regole di valorizzazione. In particolare viene analizzato che le contribuzioni risultino continuative, contenute nei delta spread bid ask, indicative di possibili transazioni recenti quindi non trascinate, e che l'emittente risulti solido e attivo.

Il mancato rispetto di tali regole porta a un aggravio di livello associato a una valorizzazione il più coerente e rappresentativa del fair value dello strumento.

Analogamente l'analisi viene effettuata anche nella verifica di un potenziale ripristino di mercato attivo sugli strumenti per i quali nel corso del tempo si verifica una riattivazione di valorizzazione continuative sul mercato regolamentato e non.

A.4.4 Altre informazioni

La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di livello 3). L'attività di attribuzione dei livelli di fair value avviene trimestralmente alle date contabili di riferimento basandosi sulla verifica della presenza di un mercato principale o più vantaggioso nell'intervallo temporale antecedente la data contabile di riferimento. L'attività prevede la verifica di alcuni principi necessari alla definizione di presenza di un mercato attivo per ogni strumento finanziario identificati dalla disponibilità di valorizzazioni eseguibili, continue e con scarto denaro-lettera (bid-ask spread) contenuti.

Il rispetto di tali condizioni determina il livello di fair value dello strumento analizzato. Qualora non siano presenti quotazioni di mercato, l'utilizzo di tecniche di valutazione viene effettuata ad ogni data contabile massimizzando l'utilizzo di input osservabili rilevanti e riducendo al minimo l'utilizzo di input non osservabili. La verifica di tali parametri di input in funzione della disponibilità determina il livello di fair value dello strumento.

Alle date contabili viene inoltre effettuata una analisi comparativa dei livelli di fair value rispetto al trimestre precedente e l'inizio dell'esercizio di riferimento al fine di individuare i trasferimenti di livelli di fair value avvenuti nel corso dell'esercizio di riferimento e le circostanze che hanno determinato tale trasferimento.

Informativa di natura quantitativa

A.4.5 Gerarchia del fair value

A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

31/12/2022 31/12/2021
Attività/Passività misurate al fair value L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico
19.615 37.086 52.547 16.727 41.173 24.463
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 19.052 35.885 23 16.214 41.173 2.583
b) attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair
value
563 1.201 52.524 513 - 21.880
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
6.162.875 4.697 31.578 6.553.824 2.859 36.500
3. Derivati di copertura - 1.090.239 - - 211.101 -
4. Attività materiali - - - - - -
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 6.182.490 1.132.022 84.125 6.570.551 255.133 60.963
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione - 36.257 - - 33.148 -
2. Passività finanziarie designate al fair value - - - - - -
3. Derivati di copertura - 874.058 - - 408.084 -
Totale - 910.315 - - 441.232 -

In riferimento alle attività valutate al fair value su base ricorrente alla data del 31 dicembre 2022 gli strumenti valorizzati secondo il mercato più vantaggioso (livello di fair value pari a 1) e/o secondo tecniche di valutazione basate su parametri osservabili (livello di fair value pari a 2) rappresentano il 99,79% del totale delle attività valutate al fair value (valore stabile rispetto al corrispondente 2021 pari al 99,44%).

Gli strumenti valutati tramite tecniche di valutazione basate prevalentemente su parametri non osservabili hanno riguardato una parte residuale del totale attività valutate al fair value (0,21%), costante rispetto al valore del 2021 pari a 0,56%.

A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)

conto economico Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a Attività Derivati
di
copertura
Attività
materiali
Attività
immateriali
Totale di cui: a)
attività
finanziarie
detenute per
la
negoziazione
di cui: b)
attività
finanziarie
designate
al fair
value
di cui: c) altre
attività finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair
value
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessiva
1. Esistenze iniziali 24.463 2.583 - 21.880 36.500 - - -
2. Aumenti 36.545 64 - 36.481 925 - - -
2.1. Acquisti 36.107 58 - 36.049 - - - -
2.2. Profitti imputati a: 434 2 - 432 925 - - -
2.2.1. Conto Economico 434 2 - 432 - - - -
- di cui plusvalenze 336 - - 336 - - - -
2.2.2. Patrimonio netto - X X X 925 - - -
2.3. Trasferimenti da altri livelli - - - - - - - -
2.4. Altre variazioni in aumento 4 4 - - - - - -
3. Diminuzioni 8.461 2.624 - 5.837 5.847 - - -
3.1. Vendite 349 235 - 114 - - - -
3.2. Rimborsi 4.490 2.079 - 2.411 - - - -
3.3. Perdite imputate a: 1.886 47 - 1.839 2.437 - - -
3.3.1. Conto Economico 1.886 47 - 1.839 - - - -
- di cui minusvalenze 423 47 - 376 - - - -
3.3.2. Patrimonio netto - X X X 2.437 - - -
3.4. Trasferimenti da altri livelli 1.473 - - 1.473 3.320 - - -
3.5. Altre variazioni in
diminuzione
263 263 - - 90 - - -
4. Rimanenze finali 52.547 23 - 52.524 31.578 - - -

L'attribuzione del livello di fair value pari a 3 riguarda strumenti definiti "illiquidi" che evidenziano poche valorizzazioni nel corso del tempo e per i quali lo stato dello strumento o più in generale dell'emittente alla data di valutazione, non rende possibile l'ipotesi di un eventuale ripristino del mercato verso uno stato attivo. Nella voce 2.1 "Acquisti" sono riportati:

  • attività finanziarie valutate al FV con impatto a Conto Economico: tre obbligazioni

  • Nella voce 3.1 "Vendite" sono riportati:

  • attività finanziarie valutate obbligatoriamente al FV con impatto a Conto Economico: un fondo;
  • attività finanziarie valutate al FV con impatto a CE: due obbligazioni.

Le variazioni annue da e verso Livello 3 al 31/12/2022 non evidenziano trasferimenti da e verso il livello 3 sia per quanto riguarda la sezione diminuzioni che per quanto concerne la sezione aumenti per tutte le classificazioni contabili (attività finanziare valutate obbligatoriamente al FV con impatto a Conto Economico, attività finanziarie valutate al FV con impatto a Conto Economico e attività finanziarie valutate al FV con impatto sulla redditività complessiva).

A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

Attività/Passività non misurate al fair value o misurate al 31/12/2022 31/12/2021
fair value su base non ricorrente VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 43.831.210 7.153.286 575.500 34.547.315 49.137.481 6.503.782 618.020 42.861.918
2. Attività materiali detenute a scopo di investimento 5.154 - - 9.118 5.128 - - 10.058
3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di
dismissione
- - - - 5.807 - - 5.807
Totale 43.836.364 7.153.286 575.500 34.556.433 49.148.416 6.503.782 618.020 42.877.783
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 50.883.109 3.120.826 2.539.277 45.149.065 52.726.659 2.470.565 7.251.882 43.050.761
2. Passività associate ad attività in via di dismissione - - - - 7.890 - - 7.890
Totale 50.883.109 3.120.826 2.539.277 45.149.065 52.734.549 2.470.565 7.251.882 43.058.651

A.5 – Informativa sul c.d. "day one profit/loss"

I proventi connessi all'emissione di prestiti obbligazionari, determinati dalla differenza tra il corrispettivo incassato ed il fair value dello strumento, sono riconosciuti a conto economico alla data di emissione in tutti i casi in cui tale fair value sia determinato attraverso tecniche di valutazione che prendono parametri osservabili sul mercato.

Il principio IFRS9 prevede che l'iscrizione iniziale degli strumenti finanziari avvenga al fair value. Normalmente il fair value di uno strumento finanziario alla data di rilevazione iniziale in bilancio è pari al "prezzo di transazione"; in altre parole, al costo o all'importo erogato per le attività finanziarie o alla somma incassata per le passività finanziarie.

L'affermazione che all'atto dell'iscrizione iniziale in bilancio il fair value di uno strumento finanziario coincide con il prezzo della transazione è intuitivamente sempre riscontrabile nel caso di transazioni del cosiddetto "Livello 1" della gerarchia del fair value.

Anche nel caso del "Livello 2", che si basa su prezzi derivati indirettamente dal mercato (comparable approach), l'iscrizione iniziale vede, in moltissimi casi, sostanzialmente coincidere fair value e prezzo. Eventuali differenze tra prezzo e fair value sono di norma da attribuire ai cosiddetti margini commerciali.

Nel caso del "Livello 3", invece, sussiste una discrezionalità parziale dell'operatore nella valutazione dello strumento e, pertanto, proprio per la maggior soggettività nella determinazione del fair value non è disponibile un inequivocabile termine di riferimento da raffrontare con il prezzo della transazione. Per tale ragione l'IFRS9 esclude che l'eventuale iniziale differenza tra il prezzo della transazione e la stima interna del fair value possa essere subito imputata a Conto Economico in un'unica soluzione. In tal caso, quindi, l'iscrizione iniziale deve sempre avvenire al prezzo. La successiva valutazione non può includere la differenza tra prezzo e fair value riscontrata all'atto della prima valutazione - ossia il Day-One-Profit (DOP) o il Day-One-Loss (DOL) implicito -, che deve invece essere riconosciuta a Conto Economico solo se deriva da cambiamenti dei fattori su cui i partecipanti al mercato basano le loro valutazioni nel fissare i prezzi (incluso l'effetto tempo). Ove lo strumento abbia una scadenza definita e non sia immediatamente disponibile un modello che monitori i cambiamenti dei fattori su cui gli operatori basano i prezzi, è ammesso il transito del DOP/DOL a Conto Economico linearmente sulla vita dello strumento finanziario stesso.

Pertanto, la politica contabile seguita prevede che:

  • l'eventuale DOP/DOL implicito negli strumenti di "Livello 2" venga subito imputato per intero al Conto Economico;
  • invece, l'eventuale DOP/DOL implicito negli strumenti di "Livello 3" venga sterilizzato e imputato al Conto Economico "pro rata temporis" (linearmente) lungo la vita residua di tali strumenti;
  • nel caso in cui uno strumento classificato nel "Livello 3" della gerarchia del fair value venga riclassificato nel "Livello 2", i residui DOP/DOL sospesi patrimonialmente vengono iscritti a Conto Economico in un'unica soluzione.

Al 31 dicembre 2022 non erano presenti importi che debbano essere ancora rilevati a conto economico "pro rata temporis", ovvero lungo la vita residua del contratto.

PARTE B INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

Attivo

Sezione 1 – Cassa e disponibilità liquide – Voce 10

1.1 Cassa e disponibilità liquide: composizione

Totale Totale
31/12/2022 31/12/2021
a) Cassa 174.505 151.920
b) Conti correnti e depositi a vista presso Banche Centrali 3.100.000 -
c) Conti correnti e depositi a vista presso banche 83.206 79.035
Totale 3.357.711 230.955

Il Gruppo ha in deposito presso la Banca Centrale liquidità per 3,1 miliardi di euro.

Sezione 2 – Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 20

Voci/Valori Totale Totale 31/12/2022 31/12/2021 L1 L2 L3 L1 L2 L3 A. Attività per cassa 1. Titoli di debito 16.377 1 - 16.214 2.356 - 1.1 Titoli strutturati 9.489 1 - 7.534 2.356 - 1.2 Altri titoli di debito 6.888 - - 8.680 - - 2. Titoli di capitale 2.139 - - - 139 - 3. Quote di O.I.C.R. 536 - 23 - - 2.320 4. Finanziamenti - - - - - - 4.1 Pronti contro termine - - - - - - 4.2 Altri - - - - - - Totale (A) 19.052 1 23 16.214 2.495 2.320 B. Strumenti derivati - - - - - - 1. Derivati finanziari - 35.884 - - 38.678 263 1.1 di negoziazione - 35.884 - - 38.678 263 1.2 connessi con la fair value option - - - - - - 1.3 altri - - - - - - 2. Derivati creditizi - - - - - - 2.1 di negoziazione - - - - - - 2.2 connessi con la fair value option - - - - - - 2.3 altri - - - - - - Totale (B) - 35.884 - - 38.678 263 Totale (A+B) 19.052 35.885 23 16.214 41.173 2.583

2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

Si segnala la composizione della voce 3 "Quote O.I.C.R":

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Hedge Fund - 2.255
Azionari 559 65
Totale 559 2.320

2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti/controparti

Voci/Valori Totale Totale
31/12/2022 31/12/2021
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 16.379 18.571
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 5.519 9.204
c) Banche 2.270 1.751
d) Altre società finanziarie 868 526
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 7.722 7.090
2. Titoli di capitale 2.140 139
a) Banche 321 -
b) Altre società finanziarie 694 -
di cui: imprese di assicurazione 427 -
c) Società non finanziarie 1.125 139
d) Altri emittenti - -
3. Quote di OICR 559 2.320
4. Finanziamenti - -
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale (A) 19.078 21.030
B. Strumenti derivati
a) Controparti Centrali - -
b) Altre 35.884 38.941
Totale (B) 35.884 38.941
Totale (A+B) 54.962 59.971

In conformità a quanto disposto dal principio contabile IFRS 7 e tenuto conto delle indicazioni contenute nella Comunicazione CONSOB n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011 (che riprende il documento ESMA N. 2011/266 del 28 luglio 2011) in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito al "debito Sovrano", si precisa che al 31 dicembre 2022 sono presenti esposizioni in titoli governativi verso lo Stato Italia per 5,1 milioni di euro, e per circa 0,4 milioni di euro verso altri paesi. Le posizioni, classificate contabilmente di trading, hanno come oggetto la negoziazione verso la clientela istituzionale.

Si rimanda alla sezione 3 della presente nota per i titoli detenuti nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva".

2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica

Voci/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito - - 9 - - 9
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito - - 9 - - 9
2. Titoli di capitale - - - - - -
3. Quote di O.I.C.R. 375 1.201 8.752 336 - 7.430
4. Finanziamenti 188 - 43.763 177 - 14.441
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri 188 - 43.763 177 - 14.441
Totale 563 1.201 52.524 513 - 21.880

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

Si segnala la composizione della voce 3 "Quote O.I.C.R":

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Fondi chiusi 8.454 5.547
Azionari 24 29
Immobiliari 1.201 1.473
Obbligazionari 151 84
Bilanciati 126 72
Flessibili 73 151
Altri 299 410
Totale 10.328 7.766

2.6 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione per debitori/emittenti

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Titoli di capitale - -
di cui: banche - -
di cui: altre società finanziarie - -
di cui: società non finanziarie - -
2. Titoli di debito 9 9
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 9 9
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
3. Quote di O.I.C.R. 10.328 7.766
4. Finanziamenti 43.951 14.617
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 12.609 13.139
di cui: imprese di assicurazione 12.609 13.139
e) Società non finanziarie 30.529 177
f) Famiglie 813 1.301
Totale 54.288 22.392

A seguito del fallimento dell'SPPI test nella presente categoria sono state riclassificate le quote di fondi comuni (OICR) e alcuni finanziamenti verso clientela.

L3
3.320
3.320
-
33.180
-
36.500

3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

Nel corso del 2021 Credemtel ha aderito all'aumento di capitale della società S-Invest srl, una società di diritto italiano che userà la provvista raccolta per sottoscrivere il prestito convertibile di una società svizzera denominata Sonect AG.

L'attività finanziaria in parola è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente che mediante la vendita (Business model "Hold to Collect and Sell – "HTCS"").

Ai fini del processo di impairment test è stato utilizzato l'ultimo bilancio disponibile che evidenzia una perdita consistente e un patrimonio netto negativo. Essendo Sonect AG in start-up e non essendo possibile formulare previsioni su un ritorno all'utile nel breve periodo non è stato possibile ritenere sufficientemente consistente il Patrimonio netto rettificato di S- Invest con conseguente svalutazione da impairment, per 200 mila euro, della partecipazione detenuta da Credemtel.

3.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione per debitori/emittenti

Voci/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Titoli di debito 6.159.472 6.556.583
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 4.205.116 4.664.998
c) Banche 1.058.610 966.397
d) Altre società finanziarie 254.034 328.675
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 641.712 596.513
2. Titoli di capitale 39.678 36.600
a) Banche 23.468 24.775
b) Altri emittenti: 16.210 11.825
- altre società finanziarie 13.306 8.923
di cui: imprese di assicurazione - -
- società non finanziarie 2.902 15.747
- altri - 26
3. Finanziamenti - -
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale 6.199.150 6.593.183

In conformità a quanto disposto dal principio contabile IFRS 7 e tenuto conto delle indicazioni contenute nella Comunicazione Consob n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011 (che riprende il documento ESMA N. 2011/266 del 28 luglio 2011) in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito al "debito Sovrano", si precisa:

Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" sono presenti titoli governativi esteri (Spagna) per 907,9 milioni di euro, (Portogallo) per 69,9 milioni di euro, (Belgio) per 384,5 milioni di euro, (Francia) per 419,8 milioni di euro e (U.S. Treasury) per 1.825,2 milioni di euro. Sono presenti inoltre obbligazioni, per circa 311,7 milioni di euro, emessi dall'Unione Europea, e 12,9 milioni di euro emessi dall'European Financial Stability Facilities. Relativamente ai titoli governativi emessi dallo Stato Italiano si evidenzia un'esposizione pari a circa 247,0 milioni di BTP e 26,1 milioni di euro di CCT.

Sono presenti coperture di fair value hedge sia su titoli di Stato, italiani, a tasso fisso (BTP), ed esteri, che su titoli obbligazionari (senior unsecure e covered bond) a tasso fisso emessi da primari istituti di credito europei. La copertura è di tipo fair value hedge attuata attraverso la designazione di appositi strumenti di copertura (Interest Rate Swap) con copertura specifica del c.d. "rischio tasso" su detti titoli; la relazione venuta così a crearsi fra Hedged Item e Hedging Instrument ha comportato la redazione di una specifica documentazione che formalizza la relazione di copertura ed ha altresì usufruito delle particolari regole di contabilizzazione dell'Hedge Accounting. Si segnala che sono stati effettuati i test di efficacia (sia prospettici che retrospettivi) con esito positivo.

3.3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con
basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Write-off
parziali
complessivi
Titoli di debito 6.161.049 41.269 - - - 1.577 - - - -
Finanziamenti - - - - - - - - - -
Totale 31/12/2022 6.161.049 41.269 - - - 1.577 - - - -
Totale 31/12/2021 6.558.331 62.799 - - - 1.746 - - - -

Il valore lordo e le rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired sono comprensivi degli interessi contrattuali maturati.

Sezione 4 – Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 40

Tipologia
operazioni/Valori
Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
L1 L2 L3 Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
L1 L2 L3
A. Crediti verso
Banche Centrali
280.694 - - - - 280.694 7.720.849 - - - - 7.720.849
1. Depositi a
scadenza
- - - X X X - - - X X X
2. Riserva
obbligatoria
280.694 - - X X X 7.720.849 - - X X X
3. Pronti contro
termine
- - - X X X - - - X X X
4. Altri - - - X X X - - - X X X
B. Crediti verso
banche
1.206.700 - - 486.952 11.766 693.579 1.228.038 - - 537.433 16.332 683.789
1. Finanziamenti 693.294 - - - - 693.579 683.788 - - - - 683.789
1.1 Conti
correnti
- - - X X X - - - X X X
1.2. Depositi a
scadenza
- - - X X X - - - X X X
1.3. Altri
finanziamenti:
693.294 - - X X X 683.788 - - X X X
- Pronti
contro
termine attivi
- - - X X X - - - X X X
-
Finanziamenti
per leasing
206 - - X X X 243 - - X X X
- Altri 693.088 - - X X X 683.545 - - X X X
2. Titoli di debito 513.406 - - 486.952 11.766 - 544.250 - - 537.433 16.332 -
2.1 Titoli
strutturati
148.998 - - 137.217 11.766 - 136.804 - - 139.253 - -
2.2 Altri titoli
di debito
364.408 - - 349.735 - - 407.446 - - 398.180 16.332 -
Totale 1.487.394 - - 486.952 11.766 974.273 8.948.887 - - 537.433 16.332 8.404.638

4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

Sono inclusi i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di servizi finanziari.

I crediti, ad eccezione dei titoli di debito, sono iscritti al loro valore nominale, corrispondente al loro fair value e il livello di fair value attribuito risulta essere pari a 3.

Le metodologie utilizzate per la determinazione del fair value sono riportate nella Parte A1 – Parte generale – Sezione 18 "Altre informazioni".

4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela

Totale Totale
31/12/2022 31/12/2021
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Tipologia
operazioni/Valori
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
L1 L2 L3 Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
L1 L2 L3
1. Finanziamenti 34.156.005 304.765 22.439 - - 33.557.798 32.775.051 349.567 30.954 - - 34.457.280
1.1. Conti correnti 1.955.412 26.328 1.354 X X X 1.693.949 36.514 2.468 X X X
1.2. Pronti contro
termine attivi
- - - X X X - - - X X X
1.3. Mutui 19.858.860 207.016 12.869 X X X 19.477.919 233.194 21.988 X X X
1.4. Carte di
credito, prestiti
personali e
cessioni del
quinto
2.778.147 25.349 7.859 X X X 2.212.784 27.229 5.226 X X X
1.5 Finanziamenti
per leasing
2.919.787 34.895 - X X X 2.756.796 39.126 - X X X
1.6. Factoring 1.531.598 6.328 - X X X 1.281.505 9.153 - X X X
1.7. Altri
finanziamenti
5.112.201 4.849 357 X X X 5.352.098 4.351 1.272 X X X
2. Titoli di debito 7.860.605 - - 7.153.286 575.500 15.244 7.033.022 - - 6.503.782 618.020 -
2.1. Titoli
strutturati
612.075 - - 169.163 417.356 15.244 633.272 - - 187.817 445.062 -
2.2. Altri titoli di
debito
7.248.530 - - 6.984.123 158.144 - 6.399.750 - - 6.315.965 172.958 -
Totale 42.016.610 304.765 22.439 7.153.286 575.500 33.573.042 39.808.073 349.567 30.954 6.503.782 618.020 34.457.280

I crediti verso la clientela per finanziamenti sono pari a 34.483,2 milioni di euro.

Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" sono presenti esposizioni in titoli governativi per circa 6.450,4 milioni di euro (5.771,3 milioni di euro Italia, BTP 5.603,7 milioni di euro e CCt 167,6 milioni di euro, 630,9 milioni di euro altri paesi, 346,7 milioni di euro Spagna e 284,2 milioni di euro Portogallo, e obbligazioni, per circa 558,8 milioni di euro, emessi dall'Unione Europea).

Sono presenti coperture di fair value hedge su titoli di Stato, italiani, a tasso fisso (BTP), ed esteri. La copertura è di tipo fair value hedge attuata attraverso la designazione di appositi strumenti di copertura (Interest Rate Swap) con copertura specifica del c.d. "rischio tasso" su detti titoli; la relazione venuta così a crearsi fra Hedged Item e Hedging Instrument ha comportato la redazione di una specifica documentazione che formalizza la relazione di copertura ed ha altresì usufruito delle particolari regole di contabilizzazione dell'Hedge Accounting. Si segnala che sono stati effettuati i test di efficacia (sia prospettici che retrospettivi) con esito positivo.

Sono presenti nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", al 31 dicembre 2022, 608 milioni di Euro di ABS emessi da veicoli terzi, collegati a crediti originati in Europa, con preponderanza della componente di origination francese (195.2 milioni di Euro). Il portafoglio è costituito da differenti tipologie di ABS con una prevalenza delle cartolarizzazioni di mutui residenziali, che incidono per il 43,4%.

L'attuale esposizione suddivisa per rischio paese è così composta:

Paese Controvalore
(migliaia Euro)
% Esposizione
FRANCIA 195.173 32,1
GERMANIA 167.188 27,5
PAESI BASSI 104.813 17,2
SPAGNA 74.729 12.3
ITALIA 42.159 7,0
IRLANDA 22.650 3,7
REGNO UNITO 797 0,1
PORTOGALLO 634 0,1
TOTALE 608.143 100,0

Il portafoglio delle cartolarizzazioni è diversificato su 28 emittenti e 38 emissioni, con massima concentrazione pari a 45,9 milioni di Euro per singola emissione e 72,1 milioni di Euro per singolo emittente.

Si è adottata anche la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzioni "Cap". Sono presenti, inoltre, coperture di Cash Flow Hedge su erogazioni di mutui a tasso variabile.

4.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione per debitori/emittenti dei crediti verso clientela

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Tipologia operazioni/Valori Primo e
secondo stadio
Terzo stadio Attività impaired
acquisite o
originate
Primo e
secondo stadio
Terzo stadio Attività impaired
acquisite o
originate
1. Titoli di debito 7.860.604 - - 7.033.022 - -
a) Amministrazioni
pubbliche
6.960.977 - - 6.084.323 - -
b) Altre società
finanziarie
851.806 - - 939.859 - -
di cui: imprese di
assicurazione
- - - - - -
c) Società non
finanziarie
47.821 - - 8.840 - -
2. Finanziamenti verso: 34.156.006 304.764 22.439 32.775.054 349.568 30.954
a) Amministrazioni
pubbliche
700.907 3.069 - 643.199 4.630 -
b) Altre società
finanziarie
469.800 59 1.769 728.686 94 2.690
di cui: imprese di
assicurazione
24.798 - - 7.467 - -
c) Società non
finanziarie
17.312.865 114.308 8.843 16.593.338 117.510 15.282
d) Famiglie 15.672.434 187.328 11.827 14.809.831 227.334 12.982
Totale 42.016.610 304.764 22.439 39.808.076 349.568 30.954

4.4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con
basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Write-off
parziali
complessivi
Titoli di debito 8.378.465 36.072 - - - 4.453 - - - -
Finanziamenti 32.921.869 261.780 2.295.037 713.601 25.248 43.787 43.126 408.837 2.808 13.996
Totale 31/12/2022 41.300.334 297.852 2.295.037 713.601 25.248 48.240 43.126 408.837 2.808 13.996
Totale 31/12/2021 46.932.051 1.076.444 1.912.479 788.418 32.312 46.833 40.739 438.850 1.357 7.824

Il principio IFRS9 prevede la classificazione delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato in tre stages, in ordine crescente di deterioramento del merito creditizio; a tali categorie si associano misurazioni progressivamente più severe delle riduzioni di valore.

Il valore lordo e le rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired sono comprensivi degli interessi contrattuali maturati.

4.4a Finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con
basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Write-off
parziali
complessivi*
1. Finanziamenti oggetto di
concessione conformi con
le GL
- - - - - - - - - -
2. Finanziamenti oggetto di
misure di moratoria in
essere non più conformi alle
GL e non valutate come
985 - 385 416 - 2 17 60 - -
3. Finanziamenti oggetto di
altre misure di concessione
- - 7.956 2.994 49 - 292 1.058 - -
4. Nuovi finanziamenti 2.797.808 44.573 230.242 47.284 393 2.184 629 16.444 36 -
Totale 31/12/2022 2.798.793 44.573 238.583 50.694 442 2.186 938 17.562 36 -
Totale 31/12/2021 3.715.146 192.825 447.290 37.596 1.832 4.125 5.665 8.709 34 -

Nella presente tabella è indicato il dettaglio del valore lordo e delle rettifiche di valore complessive ripartiti per stadi di rischio e per "impaired acquisite o originate", nonché l'informativa sui write-off parziali complessivi per i finanziamenti, oggetto di "moratorie" o altre misure di concessione in essere alla data di riferimento del bilancio, o che costituiscono nuova liquidità concessa mediante meccanismi di garanzia pubblica.

Nella riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modificazioni e integrazioni.

Nella riga "Finanziamenti oggetto di misure di moratoria in essere non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione" sono riportati esclusivamente i finanziamenti oggetto di moratoria in essere, valutati come conformi alle EBA/GL/2020/02 alla data di concessione della misura e non più conformi alla data di riferimento del bilancio, che non sono stati classificati dalla banca come "esposizioni oggetto di concessione" (come definite dalle vigenti segnalazioni di vigilanza) a seguito della valutazione effettuata al verificarsi dell'evento che ha generato la non conformità alle EBA/GL/2020/02.

Nella riga "Finanziamenti oggetto di altre misure di concessione" sono riportate le informazioni relative ai finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19 che soddisfano le condizioni di "esposizione oggetto di concessione" come definite dalle vigenti segnalazioni di vigilanza e che non sono incluse nella categoria "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" alla data di concessione della misura oppure alla data in cui non sono più conformi alle EBA/GL/2020/02.

Nella riga "Nuovi finanziamenti" sono incluse, tra l'altro, le attività finanziarie rilevate a seguito di misure di concessione che hanno comportato un rifinanziamento con derecognition dell'attività originaria e l'iscrizione di un nuovo finanziamento, oppure una ristrutturazione di più debiti con l'iscrizione di un nuovo finanziamento in bilancio.

Sezione 5 - Derivati di copertura – Voce 50

5.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli

FV 31/12/2022 VN FV 31/12/2021 VN
L1 L2 L3 31/12/2022 L1 L2 L3 31/12/2021
A. Derivati finanziari
1. Fair value - 1.090.239 - 16.552.179 - 176.323 - 12.496.150
2. Flussi finanziari - - - - - 34.778 - 1.392.039
3. Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi
1. Fair value - - - - - - - -
2. Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale - 1.090.239 - 16.552.179 - 211.101 - 13.888.189

Legenda:

VN = valore nozionale

L1= Livello 1

L2= Livello 2

L3= Livello 3

5.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura

Fair Value Flussi finanziari
Specifica
Operazioni/Tipo di copertura titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale
e indici
azionari
valute e
oro
credito merci altri Generica Specifica Generica Investim.
esteri
1. Attività finanziarie valutate al
fair value con impatto sulla
redditività complessiva
611.921 - - - X X X - X X
2. Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
267.880 X - - X X X - X X
3. Portafoglio X X X X X X 208.081 X - X
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 879.801 - - - - - 208.081 - - -
1. Passività finanziarie - X - - - - X - X X
2. Portafoglio X X X X X X 2.357 X - X
Totale passività - - - - - - 2.357 - -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività e passività
finanziarie
X X X X X X - X - -

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso della raccolta a vista della clientela.

La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding della banca. Una quota parte di questa raccolta, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal cosiddetto "effetto vischiosità". Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:

  • la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un modello econometrico;
  • la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.

I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value positivo di 2.357 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTCS. I derivati di questa tipologia presentano un fair value positivo di 611.921 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTC. I derivati di questa tipologia presentano un fair value positivo di 267.880 mila euro.

Si è adottata la metodologia contabile del macro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente gli effetti economici delle strategie di copertura attuate. I derivati di copertura relativi a tale strategia presentano un fair value positivo di 208.081 mila euro.

Si rimanda alla Sezione della Parte E della nota integrativa per la descrizione delle modalità della copertura.

Sezione 6 – Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica – Voce 60

6.1 Adeguamento di valore delle attività coperte: composizione per portafogli coperti

Totale Totale
31/12/2022 31/12/2021
-
83.003
-
-
-
-
197.853
197.853
197.853
-
83.003
83.003
-
-
234
234
234
-
- -
197.853 83.237

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzioni "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente in modo simmetrico sia i mutui che i derivati di copertura.

Il Macro Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi; i test sono svolti periodicamente durante tutta la vita dell'operazione. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%. Il test di verifica della tenuta prospettica e retrospettiva delle coperture è svolto su base trimestrale.

L'hedge accounting non può essere mantenuto qualora la copertura divenga inefficace (fuori dal range 80%- 125%).

Sezione 7 - Le partecipazioni - Voce 70

Il valore di bilancio della voce "Partecipazioni" ammonta a 47,4 milioni di euro.

7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi

Rapporto di partecipazione
Denominazioni Sede legale Tipo di
rapporto
Impresa partecipante Quota % Disponibilità voti
%
A. Imprese controllate in modo congiunto
1. Credemassicurazioni spa Reggio Emilia 7 Credito Emiliano 50,00%
B. Imprese sottoposte a influenza
notevole
1. Andxor srl Cinisello Balsamo (MI) 8 Credemtel 40,00%
2. SBC Fintech 2224 Milan
Milano
8 Credemtel 19,68%
2. Gruppo Santamaria spa Catania 8 Avvera 10,00%

Legenda

Tipo di rapporto:

  • 1 maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria
  • 2 influenza dominante nell'assemblea ordinaria
  • 3 accordi con altri soci
  • 4 altre forme di controllo
  • 5 direzione unitaria ex art. 26, comma 1, del "decreto legislativo 87/92"
  • 6 direzione unitaria ex art. 26, comma 2, del "decreto legislativo 87/92"
  • 7 controllo congiunto
  • 8 impresa associata

7.2 Partecipazioni significative: valore di bilancio, fair value e dividendi percepiti

Denominazioni Valore di bilancio Fair value Dividendi percepiti
A. Imprese controllate in modo congiunto
1. Credemassicurazioni spa 45.417 2.951
B. Imprese sottoposte ad influenza notevole
1. Andxor srl 1.378 120
2. SBC Fintech 2224 Milan srl - -
3. Gruppo Santamaria spa 567 -
Totale
47.362
- 3.071

La colonna fair value non è avvalorata perché non sono presenti società quotate classificate tra le partecipazioni significative.

7.3 Partecipazioni significative: informazioni contabili

ina
zio
ni
De
nom
Ca
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3
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8
- 59
8
- 59
8

Nella tabella sono riportati i dati dei progetti di bilancio al 31 dicembre 2022 approvati dal Consiglio di Amministrazione e fornito dalle società o, qualora non disponibili, dalle più recenti situazioni patrimoniali riferite al totale delle partecipate e non alla percentuale detenuta dal Gruppo.

Riconciliazione tra le informazioni di natura contabile ed il valore contabile delle partecipazioni

Denominazioni Patrimonio
netto (*)
Percentuale di
interessenza
Patrimonio
netto di
pertinenza
Avviamento Altre
poste
Valore di
bilancio
A. Imprese controllate in modo congiunto
Credemassicurazioni 70.188 50,00% 35.094 10.324 - 45.417
Andxor 789 40,00% 316 1.062 - 1.378
SBC Fintech 2224 Milan - 19,68% - - - -
Gruppo Santamaria 3.166 10,00% 317 251 567
Totale 74.143 - 35.727 11.637 - 47.362

(*) il patrimonio netto è la somma delle "attività finanziarie", delle "Attività non finanziarie" al netto delle "Passività finanziarie" e delle "Passività finanziarie" riportate nella tabella 7.3.

La società Fintech ha un patrimonio negativo di 24 mila euro.

7.5 Partecipazioni: variazioni annue

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
A. Esistenze inziali 48.592 45.690
B. Aumenti 6.893 7.453
B.1 Acquisti 250 821
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
B.2 Riprese di valore - -
B.3 Rivalutazioni - -
B.4 Altre variazioni 6.643 6.632
C. Diminuzioni 8.123 4.551
C.1 Vendite - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
C.2 Rettifiche di valore - 636
C.3 Svalutazioni 250 -
C.4 Altre variazioni 7.873 3.915
D. Rimanenze finali 47.362 48.592
E. Rivalutazioni totali - -
F. Rettifiche totali - -

Le variazioni relative al comparto delle partecipazioni recepiscono gli utili e le perdite delle società consolidate al patrimonio netto, i dividendi distribuiti, l'acquisto di 250 mila euro si riferisce a SBC Fintech 2224 Milan, partecipazione interamente svalutata.

Nel mese di gennaio 2022 si è perfezionato un investimento di Credemtel Spa ("Credemtel") nella società SBC Fintech Milan 2224 s.r.l. ("SBC") per l'importo complessivo di 250.000 euro. L'investimento è avvenuto nella forma di aumento di capitale riservato a Credemtel e la partecipazione di Credemtel nella società è pari, al 31.12.2022, al 19,68% del capitale sociale. SBC è una Holding che detiene, al 31.12.2022, il 16,695% del capitale sociale di "Fintech & Insurtech Accelerator s.r.l.", con sede in Roma (RM), Via Arduino n. 22, nell'ambito di un programma verticale di investimento e innovazione nell'ambito FinTech & InsurTech basato a Milano e promosso da CDP Venture Capital SGR S.p.A. e della durata di almeno un triennio. Ai fini del processo di impairment test è stata utilizzata una valutazione effettuata da una primaria società esperta nella valutazione di Start-up che ha fornito una valutazione del Patrimonio netto di "Fintech & Insurtech Accelerator s.r.l." rettificato in base al fair-value delle società Start-up detenute. La valutazione in parola non ha consentito pertanto di ritenere sufficientemente consistente il Patrimonio netto rettificato di SBC con conseguente svalutazione da impairment della partecipazione detenuta da Credemtel.

7.6 Valutazioni e assunzioni significative per stabilire l'esistenza di controllo congiunto o influenza notevole

Credito Emiliano S.p.A. detiene il 50% di Credemassicurazioni S.p.A., la cui restante quota di capitale sociale (50%) è invece detenuta da Reale Mutua Assicurazioni. In tale contesto:

  • Credito Emiliano non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso dell'altro socio;
  • Credito Emiliano ha il potere di veto sulle scelte dell'altro socio, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credito Emiliano anche l'altro socio detentore del restante 50% del capitale sociale non è in grado di incidere sulla società.

In relazione a Credemassicurazioni la posizione di Credito Emiliano è pertanto quella:

  • di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;
  • che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte dell'altro socio.

Gli accordi in essere tra i soci detentori rispettivamente il 50% del capitale sociale contemplano:

  • diritto contemplato nell'atto di compravendita di azioni, circoscritto entro precisi limiti temporali (ogni 5 anni), ad esercitare opzioni call e put sulle rispettive azioni;
  • diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (la metà degli amministratori e, a rinnovi alternati del Consiglio di Amministrazione, il Presidente del Consiglio di Amministrazione, i Sindaci e, a rinnovi alternati, il Presidente del Collegio Sindacale). Siccome non vi sono nell'ambito di Credemassicurazioni voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri Consiglieri (ad esempio non è contemplata la prevalenza del voto del Presidente del Consiglio di Amministrazione), la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie;
  • obbligo a non trasferire le azioni a terzi per la durata del patto parasociale.

In tale contesto, i diritti di Credito Emiliano sono circoscritti alle attività nette di Credemassicurazioni.

Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 40% di ANDXOR SOLUZIONI INFORMATICHE S.R.L. "ANDXOR".

In tale contesto, per ANDXOR:

  • Credemtel non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;
  • Credemtel ha il potere di veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credemtel anche gli altri soci detentori del restante 60% del capitale sociale non sono in grado di incidere sulla società.

In relazione a ANDXOR la posizione di Credemtel è pertanto quella:

  • di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;
  • che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte degli altri soci.

Gli accordi in essere tra i soci di ANDXOR contemplano, a favore di Credemtel:

  • diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione ed il sindaco unico). Siccome non vi sono nell'ambito di ANDXOR voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri Consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie;
  • diritto di co-vendita a favore di Credemtel qualora venga trasferita per atto tra vivi una quota di almeno il 50% del capitale sociale di ANDXOR per tutta la durata del patto parasociale attualmente in essere.

Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Credemtel S.p.A., che a sua volta detiene il 19,68% di SBC Fintech Milan 2224 srl (SBC).

In tale contesto:

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA - Credemtel non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;

  • Credemtel però ha il potere il veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Credemtel anche gli altri soci non sono in grado di incidere sulla società.

In relazione a SBC la posizione di Credemtel è pertanto quella:

  • di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;
  • che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte degli altri soci.

Gli accordi in essere tra i soci di SBC contemplano, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione). Siccome non vi sono nell'ambito di SBC voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.

Credito Emiliano S.p.A. detiene il 100% di Avvera S.p.A., che a sua volta detiene il 10% di Gruppo Santamaria S.p.A. "GSM". Il capitale sociale di GSM è detenuto da Avvera tramite azioni speciali "Azioni B" cui sono attribuiti, oltre ai diritti attribuiti dalla Legge alle azioni ordinarie, anche i seguenti diritti:

  • diritto di designare, ai fini della nomina, un componente del Consiglio di Amministrazione;
  • diritto di designare, ai fini della nomina, quale componente del Collegio Sindacale, un Sindaco Effettivo, che rivestirà la carica di Presidente, e un Sindaco Supplente;
  • presentazione all'Assemblea dei soci della proposta di revoca del soggetto incaricato della revisione legale dei conti di GSM,
  • diritto di subordinare al proprio voto favorevole una serie di deliberazioni assembleari quali la modifica dello Statuto, l'aumento o la diminuzione del capitale sociale, fusioni e scissioni, la determinazione e modifica dei compensi di amministratori e sindaci, l'approvazione di piani di incentivazione degli amministratori, dirigenti e dipendenti.

Siccome non vi sono nell'ambito di GSM voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri Consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.

In tale contesto, per GSM:

  • Avvera non detiene la maggioranza dei diritti di voto, non potendo da solo determinare le scelte societarie, non avendo la capacità pratica di condurre unilateralmente le attività rilevanti della partecipata, per le quali è sempre necessario anche il consenso degli altri soci;
  • Avvera ha il potere di veto, su specifici argomenti, sulle scelte degli altri soci, nel senso che in mancanza del voto favorevole di Avvera anche gli altri soci detentori del restante 90% del capitale sociale non sono in grado di incidere sulla società.

In relazione a GSM la posizione di Avvera è pertanto quella:

  • di un soggetto che è esposto a rendimenti variabili e che detiene comunque diritti su tali possibili rendimenti;
  • che ha una propria capacità di incidere su tali rendimenti solo esercitando un potere di veto sulle scelte degli altri soci.

7.7 Impegni riferiti a partecipazioni in società controllate in modo congiunto

Credito Emiliano ha sottoscritto con Reale Mutua di Assicurazioni accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership in Credemassicurazioni.

In tale contesto le clausole del contratto di compravendita delle azioni a suo tempo perfezionato tra Credito Emiliano e Reale Mutua di Assicurazioni hanno espressamente convenuto un'opzione put in capo a Reale Mutua di Assicurazioni e un'opzione call in capo a Credito Emiliano S.p.A. riguardante il 50% della partecipazione di Reale Mutua nel capitale sociale di Credemassicurazioni. Entrambe le opzioni sono esercitabili allo scadere di ogni quinquennio dall'acquisto della partecipazione in Credemassicurazioni da parte di Reale Mutua.

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA A distanza di 10 anni dalla sottoscrizione del primo accordo di collaborazione, il Credito Emiliano e la Società Reale Mutua di Assicurazioni hanno rinnovato la loro partnership paritetica nella società in rassegna. Il rinnovo dell'accordo permetterà al gruppo di sviluppare l'offerta di prodotti dei rami danni e di accrescere il livello di servizio offerto alla propria clientela, grazie al supporto di un primario player specializzato nel settore della protection.

Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:

  • Il divieto di trasferimento delle azioni e dei diritti di opzione a terzi, diversi da società controllate, per tutta la durata del patto parasociale attualmente in essere;
  • Il diritto di ciascuna parte ottenere la nomina di ottenere la nomina di esponenti aziendali di propria designazione (la metà degli amministratori e, a rinnovi alternati del Consiglio di Amministrazione, il Presidente del Consiglio di Amministrazione, i Sindaci e, a rinnovi alternati, il Presidente del Collegio Sindacale);
  • La necessità di un quorum qualificato per le deliberazioni dei componenti del Consiglio di Amministrazione riguardanti particolari tematiche (come, tra le altre, la nomina del Direttore Generale, del Responsabile Sinistri, del Direttore Commerciale, della funzione di auditing, l'approvazione di operazioni di finanzia straordinaria, di accordi distributivi, ecc).

7.8 Impegni riferiti a partecipazioni in società sottoposte ad influenza notevole

Credemtel ha sottoscritto con i soci di ANDXOR accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership in SATA.

Le parti hanno poi perfezionato un patto parasociale le cui clausole contemplano:

  • il diritto di Credemtel di ottenere la nomina di esponenti aziendali di propria designazione (un consigliere di amministrazione ed il sindaco unico);
  • il diritto di co-vendita a favore di Credemtel qualora venga trasferita per atto tra vivi una quota di almeno il 50% del capitale sociale di ANDXOR per tutta la durata del patto parasociale attualmente in essere;
  • la necessità di un quorum qualificato per le deliberazioni dei componenti del Consiglio di Amministrazione riguardanti particolari tematiche (come le modificazioni dell'atto costitutivo, la modificazione dell'oggetto sociale, l'assunzione di finanziamenti oltre i 150.000 euro, la compravendita di diritti reali immobiliari, emissione di titoli di debito, distribuzione di riserve).

Avvera ha sottoscritto con i soci del Gruppo Santamaria accordi contrattuali volti a disciplinare più compiutamente la partnership in GSM.

In tale contesto il contratto di investimento sottoscritto dalle parti ha espressamente convenuto in capo ad Avvera: (i) una prima opzione call fino al 20% del capitale sociale di GSM; (ii) una seconda opzione call sulla intera partecipazione residua del capitale sociale di GSM; (iii) una opzione put sull'intera partecipazione nel capitale sociale di GSM di titolarità di Avvera. La prima opzione call era esercitabile dalla data di approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2020 fino alla data del 31 dicembre 2021, tale opzione non è stata esercitata, la seconda opzione call è esercitabile dalla data di approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2021 fino alla data del 31 dicembre 2022 nonché nel periodo che decorre dalla data di approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2022 fino alla data del 31 dicembre 2023; l'opzione put è esercitabile dalla data di approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2022 fino alla data del 31 dicembre 2023 e, in caso di cessazione per qualsiasi causa del contratto di agenzia tra Avvera e GSM, entro i 6 mesi successivi alla prima tra le seguenti date: (i) data di esercizio del recesso del contratto di agenzia; (ii) data di ricevimento della comunicazione con la quale Avvera o GSM dichiarino di avvalersi della clausola risolutiva espressa di cui al contratto di agenzia ai sensi dell'art. 1465 del Cod. Civ; (iii) decorso del termine per adempiere al contratto di agenzia intimato da Avvera o GSM ai sensi dell'art. 1454 del Cod. Civ.; Il contratto di investimento prevede inoltre:

  • un periodo di 5 anni di Lock-Up durante il quale i soci di GSM non potranno trasferire ad alcun titolo le proprie partecipazioni in GSM a soggetti diversi da Avvera;
  • la necessità di un quorum qualificato per le deliberazioni dei componenti del Consiglio di Amministrazione riguardanti particolari tematiche (come la stipulazione di contratti di locazione, l'approvazione e modifica del business plan e/o Budget, l'effettuazione di investimenti e l'assunzione di debiti finanziari o la concessione di finanziamenti eccedenti determinate soglie di importo).

7.10 Altre informazioni

Credemassicurazioni, Andxor e Gruppo Santamaria, partecipazioni per le quali il valore di bilancio risulta essere superiore alla quota di pertinenza di patrimonio netto, sono state assoggettate a test d'impairment dal quale è emerso un valore recuperabile superiore al valore di carico. Si è quindi ritenuto che la differenza negativa fra il valore di carico e la quota di pertinenza del patrimonio netto di tali partecipate non è ascrivibile a perdita durevole di valore e, pertanto, non sono stati rettificati i valori di iscrizione.

Per Credemassicurazioni la differenza negativa è ascrivibile alla quota di avviamento per 10,3 milioni di euro, mentre per Andxor e Gruppo Santamaria la differenza negativa è ascrivibile alla quota di avviamento rispettivamente per 1.062 mila di euro e per 251 mila euro.

Sezione 8 – Riserve tecniche a carico dei riassicuratori - Voce 80

8.1 Riserve tecniche a carico dei riassicuratori: composizione

Totale Totale
31/12/2022 31/12/2021
A. Ramo danni - -
A1. riserve premi - -
A2. riserve sinistri - -
A3. altre riserve - -
B. Ramo vita 18.347 17.489
B1. riserve matematiche 17.359 16.788
B2. riserve per somme da pagare 988 701
B3. altre riserve - -
C. Riserve tecniche allorchè il rischio dell'investimento è sopportato dagli assicurati - -
C1. riserve relative a contratti le cui prestazioni sono connesse con fondi di
investimento e indici di mercato
- -
C2. riserve derivanti dalla gestione dei fondi pensione - -
D. Totale riserve tecniche a carico dei riassicuratori 18.347 17.489

Sezione 9 – Attività materiali – Voce 90

9.1 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo

Attività/Valori Totale Totale
31/12/2022 31/12/2021
1. Attività di proprietà 321.628 324.514
a) terreni 136.481 136.737
b) fabbricati 119.664 125.519
c) mobili 11.637 10.997
d) impianti elettronici 20.304 17.031
e) altre 33.542 34.230
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing 127.134 130.100
a) terreni - -
b) fabbricati 124.919 127.032
c) mobili - -
d) impianti elettronici - -
e) altre 2.215 3.068
Totale 448.762 454.614
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -

Le attività materiali sono valutate al costo, al netto degli ammortamenti e di qualsiasi perdita per riduzione di valore accumulate.

Nelle attività materiali è anche ricompreso, ai sensi del principio IFRS16, il Diritto d'Uso (Right of Use) dei beni oggetti di contratti di leasing operativo.

9.2 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al costo

Totale Totale
Attività/Valori 31/12/2022 31/12/2021
Valore di Fair value Valore di Fair value
bilancio L1 L2 L3 bilancio L1 L2 L3
1. Attività di proprietà 5.154 - - 9.118 5.618 - - 10.058
a) terreni 2.414 - - 2.393 2.618 - - 2.965
b) fabbricati 2.740 - - 6.725 3.000 - - 7.093
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - - - - -
a) terreni - - - - - - - -
b) fabbricati - - - - - - - -
Totale 5.154 - - 9.118 5.618 - - 10.058
di cui: ottenute tramite l'escussione delle
garanzie ricevute
- - - - - - - -

Legenda:

  • L1= Livello 1 L2= Livello 2
  • L3= Livello 3

Le attività materiali sono valutate al costo. Il fair value delle attività materiali detenute a scopo di investimento ammonta a 9,1 milioni di euro.

Il fair value indica l'ammontare stimato cui una proprietà o passività dovrebbe essere ceduta e acquistata, alla data di valutazione, da un venditore e da un acquirente privi di legami particolari, entrambi interessati alla compravendita, a condizioni concorrenziali, dopo un' adeguata commercializzazione in cui le parti abbiano agito entrambe in modo informato, consapevole e senza coercizioni". (RICS Red Book VS 3.2, ed. italiana, Marzo 2012).

9.6 Attività materiali ad uso funzionale: variazioni annue

Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre Totale
A. Esistenze iniziali lorde 136.737 323.010 82.477 60.624 178.828 781.676
A.1 Riduzioni di valore totali nette - 197.491 71.480 43.593 144.598 457.162
A.2 Esistenze iniziali nette 136.737 125.519 10.997 17.031 34.230 324.514
B. Aumenti: - 3.523 46.335 7.064 36.230 93.152
B.1 Acquisti - 3.337 2.741 7.064 5.173 18.315
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - 75 - - - 75
B.3 Riprese di valore - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value
imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - - - - - -
B.6 Trasferimenti da immobili
detenuti a scopo di investimento
- - X X X -
B.7 Altre variazioni - 111 43.594 - 31.057 74.762
C. Diminuzioni: 256 9.378 45.695 3.791 36.918 96.038
C.1 Vendite 100 360 1 - 19 480
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
C.2 Ammortamenti - 8.940 2.079 3.747 5.783 20.549
C.3 Rettifiche di valore da
deterioramento imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.4 Variazioni negative di fair value
imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.5 Differenze negative di cambio - - - - - -
C.6 Trasferimenti a: - - - - - -
a) attività materiali detenute a
scopo di investimento
- - X X X -
b) attività non correnti e gruppi di
attività in via di dismissione
- - - - - -
C.7 Altre variazioni 156 78 43.615 44 31.116 75.009
D. Rimanenze finali nette 136.481 119.664 11.637 20.304 33.542 321.628
D.1 Riduzioni di valore totali nette - 206.165 29.944 42.751 116.641 395.501
D.2 Rimanenze finali lorde 136.481 325.829 41.581 63.055 150.183 717.129
E. Valutazione al costo - - - - - -

9.6 bis Attività materiali ad uso funzionale (diritti d'uso acquisiti con il leasing): variazioni annue

Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre Totale
A. Esistenze iniziali lorde - 185.894 - - 6.731
A.1 Riduzioni di valore totali nette - 58.862 - - 3.663 62.525
A.2 Esistenze iniziali nette - 127.032 - - 3.068 130.100
B. Aumenti: - 28.867 - - 1.850 30.717
B.1 Acquisti - 25.720 - - 784 26.504
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - - - - - -
B.3 Riprese di valore - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value
imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - - - - - -
B.6 Trasferimenti da immobili
detenuti a scopo di investimento
- - X X X -
B.7 Altre variazioni - 3.147 - - 1.066 4.213
C. Diminuzioni: - 30.980 - - 2.703 33.683
C.1 Vendite - 949 - - 115 1.064
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
C.2 Ammortamenti - 22.985 - - 1.727 24.712
C.3 Rettifiche di valore da
deterioramento imputate a
- 16 - - 13 29
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - 16 - - 13 29
C.4 Variazioni negative di fair value
imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.5 Differenze negative di cambio - - - - -
C.6 Trasferimenti a: - - - - - -
a) attività materiali detenute a
scopo di investimento
- - X X X -
b) attività non correnti e gruppi di
attività in via di dismissione
- - - - - -
C.7 Altre variazioni - 7.030 - - 848 7.878
D. Rimanenze finali nette - 124.919 - - 2.215 127.134
D.1 Riduzioni di valore totali nette - 77.417 - - 4.279 81.696
D.2 Rimanenze finali lorde - 202.336 - - 6.494 208.830
E. Valutazione al costo - - - - - -

Si fornisce anche la tabella di movimentazione dei diritti d'uso acquisiti con il leasing in quanto tali attività sono rilevanti.

9.7 Attività materiali detenute a scopo di investimento: variazioni annue

Totale
Terreni Fabbricati
A. Esistenze iniziali 2.618 3.000
B. Aumenti - 52
B.1 Acquisti - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - -
B.3 Variazioni positive di fair value - -
B.4 Riprese di valore - -
B.5 Differenze di cambio positive - -
B.6 Trasferimenti da immobili ad uso funzionale - -
B.7 Altre variazioni - 52
C. Diminuzioni 204 312
C.1 Vendite 191 145
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
C.2 Ammortamenti - 164
C.3 Variazioni negative di fair value - -
C.4 Rettifiche di valore da deterioramento - -
C.5 Differenze di cambio negative - -
C.6 Trasferimenti a: - -
a) immobili ad uso funzionale - -
b) attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
C.7 Altre variazioni 13 3
D. Rimanenze finali 2.414 2.740
E. Valutazione al fair value 2.393 6.725

Sezione 10 - Attività immateriali – Voce 100

10.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
X 291.342 X 291.342
X 291.342 X 291.342
X - X -
185.131 - 173.753 -
168.427 - 154.775 -
185.131 - 173.753 -
20.375 - 20.105 -
164.756 - 153.648 -
- - - -
- - - -
- - - -
185.131 291.342 173.753 291.342

La voce "Altre attività" è composta prevalentemente da software e dalla "Customer Relationship" relativa alle acquisizioni degli sportelli dei rami d'azienda e alla fusione della Cassa di Risparmio di Cento.

10.2 Attività immateriali: variazioni annue

Avviamento Altre attività
immateriali: generate
internamente
Altre attività
immateriali: altre
Totale
DEF INDEF DEF INDEF
A. Esistenze iniziali 291.342 63.256 - 564.916 - 919.514
A.1 Riduzioni di valore totali nette - (43.151) - (411.268) - (454.419)
A.2 Esistenze iniziali nette 291.342 20.105 - 153.648 - 465.095
B. Aumenti - 7.026 - 58.303 - 65.329
B.1 Acquisti - 4.969 - 58.128 - 63.097
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - - - -
B.2 Incrementi di attività immateriali interne X 2.057 - - - 2.057
B.3 Riprese di valore X - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive - - - - - -
B.6 Altre variazioni - - - 175 - 175
C. Diminuzioni - 6.756 - 47.195 - 53.952
C.1 Vendite - - - - - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - - - -
C.2 Rettifiche di valore - 6.756 - 47.020 - 53.776
- Ammortamenti X 6.756 - 47.020 - 53.776
- Svalutazioni - - - - - -
+ patrimonio netto X - - - - -
+ conto economico - - - - - -
C.3 Variazioni negative di fair value: - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti in via di
dismissione
- - - - - -
C.5 Differenze di cambio negative - - - - - -
C.6 Altre variazioni - - - 175 - 176
D. Rimanenze finali nette 291.342 20.375 - 164.756 - 476.473
D.1 Rettifiche di valori totali nette - 49.905 - 452.234 - 502.139
E. Rimanenze finali lorde 291.342 70.280 - 616.990 - 978.612
F. Valutazione al costo - - - - - -

Legenda

DEF: a durata definita INDEF: a durata indefinita

La sottovoce "F - Valutazione al costo" non è valorizzata in quanto, come da istruzioni di Banca d'Italia, la sua compilazione è prevista solo per le attività immateriali valutate in bilancio al fair value.

Gli incrementi delle attività immateriali sono principalmente riferibili a nuovi sviluppi applicativi.

Si fornisce il dettaglio degli avviamenti consolidati con il riferimento all'anno di acquisizione o
fusione della entità relativa:
Gruppi filiali/banche Anno di fusione
o di acquisizione
Filiali Deutsche Bank 1998 2.695
B.C.C. Curinga 1998 917
B.C.C. San Giovanni Gemini 1998 452
Banca dei Comuni Nolani 1998 2.361
Banca della Provincia di Napoli 1998 58
B.C.C. Alto Crotonese 1999 161
B.C.C. Fortore Miscano 1999 1.377
Banca Popolare Andriese 2000 17.669
Banca di Latina 2003 3.028
Filiali Citibank International PLC 2008 36.307
Filiali Banco Popolare 2008 119.926
Filiali Unicredit 2008 94.433
TOTALE BANCHE INCORPORATE 279.384
Euromobiliare A.M. Sgr (ramo ceduto da Credem International Lux) 2000 2.166
TOTALI AVVIAMENTI BANCHE 281.550
So.em.ro (incorporata da MGT) 1998 294
Netium 2001 9
Credemvita 2008 4.092
C.S. Inform (incorporata da Credemtel) 2010 1.350
Topkey (incorporata da Credemtel) 2014 835
Sata 2020 1.656
Blue Eye 2021 1.556
TOTALI AVVIAMENTI 291.342

Avviamenti relativi alle Filiali Banco Popolare e Gruppo Unicredit

Per la definitiva allocazione degli avviamenti relativi agli sportelli acquisiti nel 2008 si rinvia a quanto già esposto nel bilancio 2009.

Impairment test sugli avviamenti

Definizione delle CGU

Lo IAS 36 prevede che, anche nell'ottica della verifica di eventuali riduzioni di valore ("Impairment Test"), gli avviamenti acquisiti in aggregazioni aziendali siano allocati ad unità organizzative relativamente autonome nel profilo gestionale e che beneficiano delle sinergie derivanti dall'acquisizione. Tali unità organizzative, denominate Cash Generating Units ("CGU"), devono presentare le seguenti caratteristiche:

  • rappresentare il livello minimo con riferimento al quale l'avviamento stesso è monitorato ai fini del controllo di gestione interno;
  • non essere superiori a un Segmento Operativo definito ai sensi del principio IFRS 8.

Nel Gruppo Credem le CGU che hanno beneficiato e che continuano a beneficiarie delle sinergie derivanti dai processi di aggregazione effettuati nel tempo sono le seguenti:

  • Banking Commerciale;
  • Assicurazioni.

Il sistema di reportistica utilizzato dalla Direzione è coerente con tali CGU (si veda la Parte L relativa all'Informativa di Settore) e, inoltre, i flussi finanziari da esse prodotti risultano omogenei quanto alla natura della clientela ed alla tipologia di prodotti e servizi forniti. Tali CGU pertanto rappresentano il più piccolo gruppo di attività che genera flussi finanziari in entrata indipendenti ed il livello minimo al quale l'avviamento può essere allocato secondo criteri non arbitrari. E' a tale livello che le dinamiche di valore dell'avviamento assumono significato e vengono controllate nella gestione del Gruppo Credem.

Definizione del valore contabile delle CGU

Nel caso di aziende bancarie e assicurative e, in generale, di aziende operanti nel settore finanziario, le attività e passività finanziarie, in linea di principio escluse dall'ambito di applicazione dello IAS 36, costituiscono parte integrante del core business. Al fine di identificare i flussi di cassa delle CGU è pertanto necessario considerare anche i flussi di cassa associati alle attività e passività finanziarie.

Sulla base di tale impostazione, l'impairment test di CGU operanti in ambito finanziario non può che essere svolto secondo una prospettiva cosiddetta "equity side". Coerentemente, anche il valore contabile delle CGU deve essere determinato secondo la stessa prospettiva.

In particolare, il valore contabile delle CGU è stato determinato nel seguente modo:

  • Per la CGU Assicurazioni, composta integralmente dalle entità giuridiche Credemvita e Credemassicurazioni, il valore contabile è stato determinato analiticamente, sulla base del contributo al patrimonio netto consolidato di ciascuna società.
  • Per la CGU Banking Commerciale, non è applicabile l'approccio analitico utilizzato per la CGU Assicurazioni, in quanto alla CGU in oggetto contribuiscono gestionalmente il settore banking di Credem e altre società del perimetro di consolidamento. Pertanto, con riferimento a tale CGU, il relativo valore contabile è stato determinato:
    • o allocando analiticamente gli avviamenti di pertinenza;
    • o allocando il patrimonio netto consolidato "residuo" in proporzione al capitale regolamentare richiesto per l'operatività della CGU. L'utilizzo di tale indicatore gestionale risulta giustificato dalla considerazione che, nell'ambito dell'attività finanziaria, i fattori di rischio ed i relativi assorbimenti di capitale regolamentare incidono nella generazione dei flussi finanziari prospettici e quindi nella determinazione del valore recuperabile con il quale il valore contabile deve risultare coerente.

Di seguito si riporta il prospetto di sintesi relativo ai valori contabili delle CGU e ai relativi valori di bilancio degli avviamenti (in milioni di euro):

CGU Banking Commerciale CGU Assicurazioni
Valore 2.245,4 272,6
contabile CGU
Avviamenti 288,6 14,4
allocati

Gli avviamenti sopra riportati si riferiscono al bilancio consolidato; la quota di tali avviamenti iscritti nel bilancio individuale ammonta a 240 milioni di euro, riferiti interamente alla CGU Banking Commerciale, come riportato nella sezione 9 della nota integrativa del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2022.

La voce avviamenti allocati comprende anche gli avviamenti relativi a Credemassicurazioni, pari a 10,3 milioni di euro, ad Andxor, pari a 1,1 milioni di euro, e a Gruppo Santamaria, pari a 0,3 milioni di euro inclusi nella voce partecipazioni.

Definizione del valore recuperabile delle CGU

Il principio contabile IAS 36 richiede che, almeno annualmente, l'ammontare dell'avviamento iscritto a bilancio sia sottoposto a Impairment Test.

Il test di impairment è svolto raffrontando il valore contabile delle CGU a cui è allocato con il valore recuperabile dalle stesse. Laddove tale valore risultasse inferiore al valore contabile deve essere rilevata una rettifica di valore.

Il valore recuperabile della CGU è il maggiore tra il suo fair value al netto dei costi di vendita ed il suo valore d'uso.

Il principio aggiunge che nello svolgimento del test di impairment non è necessario definire sia il valore d'uso che il fair value, ma è sufficiente che almeno uno dei due sia superiore al valore contabile per confermare l'assenza di una perdita durevole di valore. Ai fini dell'individuazione del valore recuperabile delle singole CGU è stato individuato il valore d'uso.

CGU Banking Commerciale

Per la CGU Banking Commerciale il valore d'uso è stato determinato attraverso lo sviluppo del Dividend Discount Model (DDM).

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA Tale metodo determina il valore in funzione del flusso di dividendi attesi potenzialmente distribuibili. Nella fattispecie, il metodo utilizzato è il DDM nella variante "Excess Capital", comunemente adottata nella prassi valutativa per il settore bancario, in base al quale il valore economico è pari alla sommatoria dei seguenti elementi:

  • valore attuale dei flussi di cassa futuri generati nell'arco di un determinato orizzonte temporale di pianificazione esplicita e distribuibili agli azionisti mantenendo un livello di patrimonializzazione, coerente con le istruzioni dettate in materia dall'Autorità di Vigilanza e compatibile con la natura e l'evoluzione attesa delle attività;
  • valore attuale di una rendita perpetua definita sulla base di un dividendo sostenibile per gli esercizi successivi al periodo di pianificazione esplicita, coerente con i livelli di patrimonializzazione richiesti dall'Autorità di Vigilanza.

Nonostante l'espressione Dividend Discount Model richiami la parola dividendo, i flussi di cassa considerati dal modello non sono i dividendi che si prevede verranno distribuiti agli azionisti, ma i flussi di cassa di cui un azionista potenzialmente potrebbe beneficiare nel rispetto dei limiti delle dotazioni patrimoniali richieste dall'operatività aziendale.

I flussi per l'applicazione della metodologia valutativa sono stati desunti dal Preconsuntivo 2022 e Budget 2023 del Gruppo Credem, approvati dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo il 15 dicembre 2022 e da proiezioni, redatte ai soli fini del test di impairment sugli avviamenti, relative agli esercizi dal 2024 al 2026.

Il livello di patrimonializzazione, ai fini della determinazione del flusso di dividendi potenzialmente distribuibili, è stato ipotizzato pari al 9,25% di Tier 1 e al 11,5% di Tier Total come indicato nella lettera BCE del 15 dicembre 2022 (che a sua volta confermava i contenuti della SREP decision del 2 febbraaio 2022).

Il tasso di sconto dei flussi è stato stimato sulla base del "Capital Asset Pricing Model", che stima il costo del capitale come la sommatoria del rendimento di investimenti privi di rischio e di un premio per il rischio correlato alla rischiosità specifica dell'attività. Nello specifico il costo del capitale è stato determinato nella misura dell'8,56%, sulla base dei seguenti parametri:

  • Tasso privo di rischio: pari al 3,91%, corrispondente alla media semplice del rendimento lordo dei BTP a 10 anni emessi negli ultimi 6 mesi;
  • Coefficiente Beta: pari a 0,846 corrispondente al coefficiente di Credem (Beta 5Y Adjuted 31.12.2017/31.12.2022, con rilevazione settimanale);
  • Premio per il rischio di mercato: pari al 5,50%, in linea con la prassi valutativa per il mercato italiano e con la comune applicazione nel settore delle assicurazioni; tale valore è depurato del "rischio paese" in quanto implicitamente compreso nel sopracitato tasso di rendimento delle attività privo di rischio. Con riferimento al premio per il rischio di mercato sono state fatte verifiche con fonti alternative, quali Damodaran, Fernadez e Kroll, provvedendo, ove del caso, a correggere per il differenziale di inflazione dei mercati a cui i valori si riferivano. Il livello scelto dal Gruppo si pone all'interno dell'intervallo di valori alternativi.

Il valore terminale, alla fine del periodo di pianificazione esplicito, è stato determinato sulla base di un tasso di crescita di lungo periodo sostenibile, assunto nella misura del 1,3%, in linea con le aspettative di crescita di lungo termine dell'economia e con la prassi valutativa (Prometeia, Rapporto di Previsione di dicembre 2022, Inflazione Italia al 2025, ultimo anno stimato dall'Associazione).

Nella tabella che segue viene riportata la sintesi delle valutazioni effettuate. In particolare la tabella pone a confronto i valori contabili della CGU con il rispettivo valore d'uso ottenuto (in milioni di euro):

CGU Banking Commerciale
Valore d'uso della CGU 4.950,5
Valore contabile CGU 2.245,4
Delta 2.701,1

Il modello di determinazione del valore d'uso è stato inoltre sottoposto ad analisi di sensitività al fine di apprezzare la variazione dei risultati ottenuti al variare dei parametri valutativi adottati. Dalle analisi svolte, non sono emerse indicazioni di riduzione di valore con riferimento alla CGU in esame fino alla considerazione di un tasso di attualizzazione del 20,17%.

Si segnala infine che, considerando congiuntamente un tasso di crescita di lungo periodo nullo (decremento di 130 bps) e un tasso di attualizzazione del 19,93% non si rileverebbero rettifiche di valore sulla CGU.

CGU Assicurazioni

Per la CGU Assicurazioni il valore d'uso è stato determinato, considerando specificamente il business "Danni" e il business "Vita", anche attraverso il supporto di un consulente esterno.

CGU Assicurazioni – Business Danni

Per il business "Danni", ai fini della stima del valore d'uso, è stato utilizzato il metodo del Dividend Discount Model (DDM) nella variante "Excess Capital", descritto nel paragrafo precedente, sulla base dei seguenti elementi fondamentali.

I flussi per l'applicazione della metodologia valutativa si estendono ad un arco temporale di tre esercizi (2023-2025) e si basano sul budget 2023, approvato dal Consiglio di Amministrazione del 12 dicembre 2022, e dai previsionali 2024 e 2025 elaborati dall'Ufficio tecnico di Credemassicurazioni.

Il livello di patrimonializzazione minimo, ai fini della determinazione del flusso di dividendi potenzialmente distribuibili, è stato definito coerentemente con le istruzioni dell'Autorità di Vigilanza ed in linea con la prassi valutativa nel settore di riferimento.

Il costo del capitale, stimato sulla base del "Capital Asset Pricing Model", è stato determinato nella misura del 6,89%, sulla base dei seguenti parametri:

  • Tasso privo di rischio: pari allo 3,91%, corrispondente al rendimento medio registrato negli ultimi 6 mesi dai BTP con scadenza residua decennale;
  • Coefficiente Beta: pari a 0,54, corrispondente al coefficiente medio delle società di assicurazione italiane quotate;
  • Premio per il rischio di mercato: pari al 5,50%, in linea con la prassi valutativa per il mercato italiano e con la comune applicazione nel settore delle assicurazioni; tale valore è depurato del "rischio paese" in quanto implicitamente compreso nel sopracitato tasso di rendimento delle attività privo di rischio. Con riferimento al premio per il rischio di mercato sono state fatte verifiche con fonti alternative, quali Damodaran, Fernadez e Kroll, provvedendo, ove del caso, a correggere per il differenziale di inflazione dei mercati a cui i valori si riferivano. Il livello scelto dal Gruppo si pone all'interno dell'intervallo di valori alternativi.

Il valore terminale è stato determinato pari al valore dell'ultimo periodo di pianificazione esplicito.

CGU Assicurazioni – Business Vita

Il valore d'uso del business "Vita" è stato stimato secondo l'approccio denominato Appraisal Value, sommando al Patrimonio Netto secondo i principi contabili IFRS il Business in-Force, determinato attraverso l'attualizzazione dei futuri margini tecnici derivanti dal portafoglio in essere, ed il New Business Value, derivante dal portafoglio di futura produzione prevedibile.

I flussi per la determinazione del valore derivante dal Business in-Force sono stati stimati, attraverso l'utilizzo della metodologia alla base del Traditional Embedded Value, considerando la composizione del portafoglio assicurati e le caratteristiche tecniche del portafoglio prodotti.

I flussi per l'applicazione della metodologia valutativa si estendono ad un arco temporale di tre esercizi (2023-2025) e si basano sul budget 2023, approvato dal Consiglio di Amministrazione del 12 dicembre 2022, e dai previsionali 2024 e 2025.

Il costo del capitale, stimato sulla base del "Capital Asset Pricing Model", è stato determinato nella misura del 6,89%, sulla base dei seguenti parametri:

  • Tasso privo di rischio: pari allo 3,91%, corrispondente al rendimento medio registrato negli ultimi 6 mesi dai BTP con scadenza residua decennale;
  • Coefficiente Beta: pari a 0,54, corrispondente al coefficiente medio delle società di assicurazione italiane quotate;
  • Premio per il rischio di mercato: pari al 5,50%, in linea con la prassi valutativa per il mercato italiano e con la comune applicazione nel settore delle assicurazioni; tale valore è depurato del "rischio paese" in quanto implicitamente compreso nel sopracitato tasso di rendimento delle attività privo di rischio. Con riferimento al premio per il rischio di mercato sono state fatte verifiche con fonti alternative, quali Damodaran, Fernadez e Kroll, provvedendo, ove del caso, a correggere per il differenziale di inflazione dei mercati a cui i valori si riferivano. Il livello scelto dal Gruppo si pone all'interno dell'intervallo di valori alternativi.

Nella tabella che segue viene riportata la sintesi delle valutazioni effettuate con riferimento alla CGU Assicurazioni (dati in milioni di euro):

Business Danni Business Vita Totale CGU
Assicurazioni
Valore d'uso della CGU 181,8 414,1 595,9
Valore contabile CGU 90,8 185,9 276,7
Delta 91,0 228,2 319,2

Il modello di determinazione del valore d'uso è stato inoltre sottoposto ad analisi di sensitività al fine di apprezzare la variazione dei risultati ottenuti al variare dei parametri valutativi adottati. Dalle analisi svolte, non sono emerse indicazioni di riduzione di valore con riferimento alla CGU in esame, considerando:

  • per il business Danni, tasso di attualizzazione "Ke" (+/-50 bps);
  • per il business Vita:
  • Business In Force, tasso di attualizzazione "Ke" (+/-50 bps), riscatti (+/-50 bps), spese (+/-50 bps) e tasso di crescita "g" (+/-50 bps);
  • New Business, tasso di attualizzazione "Ke" (+/-50 bps), tasso di crescita "g" (+/-50 bps) e New Business Margin APE (+/-100 bps).

In una logica complessiva di ulteriore "stress test", si segnala che anche considerando congiuntamente:

  • per il business Danni, un tasso di attualizzazione del 7,89% (incremento di circa 100 bps) e un incremento del Sovency Capital Requirement del 10% (incremento di circa 1000 bps);
  • per il business Vita, un tasso di attualizzazione del 7,89% (incremento di circa 100 bps) e una minore marginalità sul New Business di 100 bps;

non si rileverebbero rettifiche di valore sulla CGU Assicurazioni.

Nota sulle valutazioni espresse dal mercato

Negli ultimi sei mesi del 2022 le azioni Credem sono state scambiate ad un controvalore medio di 5,98 Euro per azione, corrispondente ad un multiplo sul patrimonio netto contabile della Banca al 31 dicembre 2022 di circa 0,64x.

I report degli analisti indicano un "target price" medio per il titolo Credem di 8,95 Euro per azione, corrispondente ad un multiplo sul patrimonio netto contabile della Banca al 31 dicembre 2022 pari a circa 0,95x.

Dall'analisi della quotazione di borsa del titolo Credem di gennaio 2023 (7,82 euro il prezzo di chiusura al 31 gennaio) è emersa una capitalizzazione di borsa pari ad un multiplo del patrimonio netto contabile al 31 dicembre 2022 di circa 0,83x.

Verifica di ragionevolezza complessiva

Come messo in evidenza nei paragrafi precedenti del documento, sono state individuate e sottoposte ad impairment test la CGU Banking Commerciale e la CGU Assicurazioni (Bancassurance). Inoltre, sono state definite in via residuale altre due CGU denominate "Finanza" e "Altro" che comprendono le componenti di costo e ricavo, oltre alle componenti patrimoniali, non ricomprese nelle due CGU precedenti. Alle CGU "Finanza" e "Altro" non è stato allocato alcun avviamento contabile.

A completamento delle analisi precedentemente descritte e in considerazione del fatto che il test di impairment relativamente al valore dell'avviamento della CGU Banking Commerciale è stato effettuato sulla base di proiezioni che prevedono un'allocazione parziale di corporate asset e/o corporate cost, si è proceduto al effettuare una "verifica di ragionevolezza complessiva" che prevede un confronto tra il valore contabile ed il valore recuperabile del Gruppo bancario Credem. Ai fini di tale verifica è stato utilizzato quale metodo di valutazione il DDM nella variante "excess capital" e sono stati utilizzati gli stessi parametri di costo del capitale, tasso di crescita di lungo periodo e requisiti patrimoniali richiesti dall'Autorità di Vigilanza utilizzati per il test della CGU Banking Commerciale.

I flussi per l'applicazione della metodologia valutativa sono stati desunti dal Preconsuntivo 2022 e Budget 2023 del Gruppo Credem, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo il 15 dicembre 2022 e da proiezioni, redatte ai soli fini del test di impairment sugli avviamenti, relative agli esercizi dal 2024 al 2026.

Dal confronto del valore contabile complessivo relativo al Gruppo bancario ed il suo valore recuperabile, non sono emerse indicazioni di riduzione di valore.

Anche in questo caso sono state effettuate analisi di sensitività rispetto a variazioni nei valori dei principali parametri al fine di individuare le condizioni sotto cui il valore recuperabile dell'avviamento a livello di Gruppo risulta pari al suo valore di bilancio.

Si è infine proceduto all'effettuazione di un test di ragionevolezza complessivo sul Gruppo Credem nella sua interezza. In considerazione del fatto che il business bancario ed il business assicurativo sono da considerarsi diversi tra loro per caratteristiche e per profilo di rischio, per l'effettuazione di tale test si è applicato il metodo della "somma di parti". Alla luce dei risultati sopra descritti in relazione alla verifica di ragionevolezza complessiva effettuata con riferimento al Gruppo Bancario ed all'effettuazione dell'impairment test relativo alla CGU Assicurazioni, si può concludere che non sono emerse indicazioni di riduzione di valore.

Sezione 11 – Le attività fiscali e le passività fiscali – Voce 110 dell'attivo e Voce 60 del passivo

Le attività fiscali e le passività fiscali correnti comprendono l'ammontare netto (debito o credito) IRES ed IRAP, al netto dei crediti d'imposta e degli acconti, e l'addizionale IRES, prevista per gli intermediari finanziari ai sensi dell'art.12, comma 3, del Decreto Legislativo n.142 del 29 novembre 2018.

Ai fini delle imposte dirette, risultano definiti, per decorrenza dei termini di cui all'art. 43 del D.P.R. 29/9/1973, n. 600, i periodi di imposta chiusi al 31/12/2016.

I rischi derivanti dal contenzioso fiscale del Gruppo sono presidiati da adeguati accantonamenti a fondi per rischi e oneri.

Con riguardo alla capogruppo, sono in essere 23 procedimenti contenziosi, afferenti a imposte dirette e tributi locali. Relativamente a tali contenziosi non sono emersi rischi effettivi o quanto meno il rischio stimato è apparso remoto. Per cui non sono stati effettuati accantonamenti specifici.

Per Credemleasing sono in essere 34 procedimenti contenziosi, prevalentemente relativi a tributi locali.

Per Credem Euromobiliare Private Banking S.p.A., ad esito della conclusione favorevole dell'unico contenzioso pendente in materia di imposta di registro su cessione di ramo di azienda, non vi sono contenziosi pendenti.

Per Credemtel S.p.A., a far data dal 2022, pende un unico contenzioso avente ad oggetto sanzioni IVA.

Sono infine presenti controversie di minore rilevanza relative all'operatività posta in essere dai promotori finanziari, al contenzioso lavoristico, nonché all'ambito immobiliare, amministrativo.

Iscrizione e misurazione di attività per imposte differite

Nell'attivo dello stato patrimoniale sono presenti le "attività fiscali per imposte anticipate", DTA ovvero Deferred Tax Asset, principalmente derivanti da differenze temporanee tra la data di iscrizione nel conto economico di costi e la data alla quale i costi medesimi potranno essere dedotti. Tali attività iscritte in bilancio si riferiscono a differenze temporanee recuperabili in un arco temporale abbastanza lungo. Le attività per imposte anticipate vengono svalutate nella misura in cui le stesse vengono ritenute non recuperabili in relazione alle prospettive reddituali ed ai conseguenti redditi imponibili attesi, tenuto altresì conto della normativa fiscale, che consente la loro trasformazione in crediti di imposta, al ricorrere di determinate condizioni. Il processo valutativo è fondato sulle prospettive reddituali.

Le attività per imposte anticipate sono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero, valutata con il "Probability test" previsto dallo IAS12 sulla base della capacità fiscale della Banca e delle società del Gruppo, per effetto dell'esercizio dell'opzione relativa al "consolidato fiscale", di generare con continuità redditi imponibili positivi nei futuri esercizi, tenuto conto delle disposizioni fiscali vigenti.

L'ammontare delle imposte anticipate iscritto in bilancio viene sottoposto a test ogni anno, per verificare se sussista o meno la ragionevole probabilità che la società interessata consegua in futuro risultati imponibili tali da consentire un riassorbimento delle imposte anticipate iscritte nei precedenti periodi d'imposta.

Con riferimento all'iscrivibilità delle attività per imposte anticipate ed al loro mantenimento in bilancio è opportuno richiamare alcune importanti modifiche normative introdotte nel 2011 in materia fiscale che, prevedendo la trasformazione delle attività per imposte anticipate in crediti di imposta in predeterminate ipotesi, hanno introdotto la modalità di recupero delle imposte anticipate attive tale da assicurare il loro riassorbimento a prescindere dalla capacità di generare una redditività.

Le disposizioni di cui all'art.2, commi da 55 a 58, del D.L. 225/2010, c.d. Decreto Milleproroghe 2010, hanno introdotto la disciplina della trasformazione in credito di imposta delle attività per imposte anticipate in ipotesi di rilevazione di una "perdita civilistica". Rientrano nella presente disciplina le imposte anticipate iscritte in bilancio in relazione sia alle svalutazioni di crediti non ancora dedotte ai sensi dell'art.106, comma 3, del Tuir, sia al valore dell'avviamento e delle altre attività immobiliari ai sensi dell'art.103 del Tuir, i cui componenti negativi sono deducibili nei periodi di imposta successivi. Successivamente la Legge 22 dicembre 2011 n.214, di seguito 214/2011, con la conversione delle disposizioni contenute nel Decreto Legge 201/2011 ha apportato importanti

modifiche alla disciplina della trasformazione delle imposte anticipate estendendone l'ambito oggettivo di applicazione all'ipotesi di conseguimento di una perdita fiscale ai fini IRES.

Le modifiche introdotte dalla Legge 147/2013 hanno esteso la trasformazione delle imposte anticipate Irap stanziate sia sulle quote delle rettifiche di valore sui crediti, sia sulle quote di ammortamento di avviamenti e altre attività materiali rinviate negli esercizi successivi nelle ipotesi di rilevazione di una perdita civilistica e di conseguimento ai fini Irap di un valore della produzione netta negativo.

Quindi, nelle ipotesi di una perdita civilistica o di una perdita fiscale o un valore della produzione netta Irap negativo, le attività per imposte anticipate Ires/Irap riferite alle rettifiche di valore su crediti non ancora dedotte dal reddito imponibile e le attività per impose anticipate riconducibili al valore dell'avviamento e delle altre attività immateriali, i cui componenti negativi sono deducibili in più periodi di imposta, sono trasformate in credito di imposta secondo le previsioni delle Legge 214 del 22 dicembre 2011 (compensazione senza limiti con qualsiasi tipo di tributo, incluso ritenute e contributi).

Da segnalare inoltre come l'articolo 11 del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni dalla legge 30 giugno 2016, n. 119, stabilisce che le imprese interessate dalle disposizioni che prevedono la trasformazione in crediti d'imposta delle attività per imposte anticipate – di cui all'articolo 2, commi da 55 a 57, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 – possono optare per il mantenimento dell'applicazione delle predette disposizioni, attraverso il versamento di un canone.

L'opzione ha lo scopo di consentire alle società che hanno DTA qualificate al 31 dicembre 2015 di mantenere il diritto di trasformarle in crediti d'imposta nel caso che in futuro si verifichino le situazioni di perdita civilistica o fiscale o liquidazione prevista all'articolo 2, commi da 55 al 56 ter del Dl 225 del 2010.

Oltre a ciò, il regime di deducibilità ai fini Ires e Irap delle svalutazioni crediti e delle perdite su crediti, verso la clientela, degli enti creditizi e finanziari e delle imprese di assicurazione è stato modificato dal Decreto Legge n.83 del 27 giugno 2015, art.16, introducendo, al posto della deducibilità annuale in misura di un quinto per ciascun anno, la deducibilità integrale, a partire dall'esercizio 2016, di tali componenti negativi di reddito nell'esercizio in cui sono rilevati in bilancio, mentre le svalutazioni relative all'esercizio 2015 erano deducibili al 75% nell'anno di pertinenza, mentre il restante 25% sarà deducibile, insieme agli stock di svalutazioni e perdite non ancora dedotte presenti al 31 dicembre 2014, in dieci anni con differenti percentuali di deduzione.

La legge 30 dicembre 2018, n.145, nota come Legge di Bilancio 2019, ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2018 al 2026.

Sempre la stessa legge ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 in quattro quote annuali dal 2022 al 2025.

La legge di Bilancio n.160 del 27 dicembre 2019, nota come Legge di Bilancio 2020, ha disposto il rinvio a partire dal 2019 e fino al 2029 della deduzione secondo diverse misure percentuali delle quote di ammortamento relative al valore dell'avviamento e delle altre attività immateriali che hanno dato luogo all'iscrizione di imposte anticipate che non erano ancora state dedotte nel 2017 ed in particolare ai quei valori relativi ad avviamenti ed altre attività immateriali iscritti nel bilancio consolidato e riferibili ai maggiori valori contabili delle partecipazioni di controllo acquisite ed iscritte nel bilancio per effetto di operazioni straordinarie.

La stessa legge ha inoltre previsto, ai commi 1067 -1068, che i componenti reddituali derivanti dall'adozione del modello di rilevazione del fondo a copertura delle perdite attese su crediti di cui al par.5.5 IFRS9, ed iscritti a bilancio in sede di prima adozione del medesimo principio contabile, siano deducibili dalla base imponibile IRES ed IRAP nella misura del 10 per cento del loro ammontare nel periodo di imposta di prima adozione e per il restante 90 per cento in quote costanti nei nove periodi di imposta successivi.

Sempre la stessa legge ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 in cinque quote annuali dal 2025 al 2029 ed ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 al 2028.

L'art. 110 del DL 14 agosto 2020, n. 104 (c.d. decreto "Agosto") ha reintrodotto, nell'ambito delle disposizioni che prevedono la rivalutazione (anche solo civilistica) dei beni d'impresa nel bilancio 2020, la possibilità, per le società che redigono il bilancio d'esercizio secondo i principi contabili IAS/IFRS, di riallineare le divergenze tra valori fiscali e contabili relativi ai beni materiali e immateriali (esclusi i bene merce) ed alle partecipazioni immobilizzate.

Sui maggiori valori riallineati è applicata un'imposta sostitutiva dell'IRES e dell'IRAP pari al 3%, da versare in un massimo di tre rate annuali entro il termine per il versamento a saldo delle imposte sui redditi; è inoltre necessario "vincolare" una riserva di patrimonio (in regime di sospensione di imposta) per un importo pari alle divergenze riallineate al netto dell'imposta sostitutiva.

Sono riallineabili i valori relativi a "i beni d'impresa e le partecipazioni" risultanti dal bilancio dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2019 ed individuati (come già avvenuto per previgenti regimi simili) secondo le disposizioni relative al regime di rivalutazione/riallineamento della legge n. 342/2000. In tal senso, possono riallinearsi le divergenze che si creano ordinariamente per effetto dell'utilizzo del criterio del fair value nella valutazione dei beni (ad esempio, per gli immobili) ovvero quelle originate da operazioni straordinarie fiscalmente neutrali.

Il gruppo ha provveduto ad allineare i valori fiscali ai maggiori valori civilistici dei beni di impresa iscritti nel bilancio al 31 dicembre 2020, per un importo di circa 96 milioni di euro, e già presenti nel bilancio chiuso al 31/12/2019 e il riallineamento ha interessato gli immobili interamente di proprietà, c.d. terra/cielo, che in sede di prima applicazione dei principi contabili internazionali IAS, per poter permettere lo scorporo del valore del terreno dal valore dei fabbricati, furono valutati al fair value. La perizia esterna di valutazione, fu suddivisa tra il valore dei terreni ed il valore dei fabbricati sovrastanti. Ai fini fiscali non si è potuto tener conto di questi maggiori valori di bilancio, proseguendo con il piano di ammortamento in base alle aliquote fiscalmente già riconosciute in passato.

A seguito di questo riallineamento è stata contabilizzata, nell'esercizio 2020, l'imposta sostitutiva del 3%, ammontante a 2,8 milioni di euro, e sono state stornate le relative imposte differite stanziate per effetto della rivalutazione effettuata in sede di prima applicazione dei principi contabili internazionali. L'effetto positivo netto che ha interessato il conto economico del 2020 è stato pari a 22,8 milioni di euro.

Inoltre la Legge di bilancio 2021, articolo 1, comma 83, legge 178/2020 ha esteso questa possibilità anche agli avviamenti risultanti dal bilancio in corso al 31 dicembre 2020 con il pagamento di un'imposta sostitutiva del 3% che permette di riconoscere anche fiscalmente i maggiori valori civilistici iscritti in bilancio rispetto ai minori valori fiscali. In bilancio sono iscritti anche avviamenti, che non hanno mai avuto rilevanza fiscale, riferiti alle incorporazioni effettuate negli esercizi precedenti per 23,5 milioni di euro. A seguito di questo riallineamento è stata contabilizzata, nell'esercizio 2020, l'imposta sostitutiva del 3%, ammontante a 0,8 milioni di euro, e sono state iscritte le relative imposte differite attive, seguendo quanto riportato dall'applicazione n.1 del febbraio 2009 dell'Organismo Italiano di Contabilità. L'effetto positivo netto che ha interessato il conto economico del 2020 è stato pari a 4,5 milioni di euro.

La Legge di Bilancio 2022 (Legge n.234 del 30/12/2021) ha stabilito, ai sensi dell'art. 1 comma 622, che la deduzione fiscale dei valori rivalutati per beni immateriali (che fiscalmente si ammortizzano in 18 anni, a norma dell'articolo 103 del Tuir), debba avvenire, partendo dal 2021, in 50 anni, terminando dunque nell'anno 2070. Pertanto, le imposte differite attive iscritte per 23,5 milioni di euro relative al valore degli avviamenti riallineati saranno riassorbite entro l'arco temporale di 50 anni, rispetto ai 18 anni inizialmente previsti.

Nel corso dell'anno 2021, gli impatti di natura fiscale hanno tenuto conto della fusione per incorporazione di Cassa Risparmio di Cento S.p.A. L'operazione straordinaria è rappresentata nel bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2021 in base al c.d. "acquisition method", previsto dall'IFRS 3, dedicato alla rappresentazione contabile delle aggregazioni aziendali (c.d. "business combinations"). In particolare, il c.d. "acquisition method" impone che, in caso di fusione per incorporazione, l'operazione abbia un riflesso nel bilancio d'esercizio, tramite un processo di "purchase price allocation" ("PPA") basato sul fair value delle attività e delle passività della società incorporata. Tale criterio di contabilizzazione può generare differenze tra il valore contabile determinato a seguito dell'operazione di fusione e il valore contabile delle stesse poste indicato nell'ultimo bilancio dell'incorporata.

Nel caso specifico, nel bilancio al 31/12/2021, le differenze hanno concorso a determinare: i) l'iscrizione di un avviamento negativo (c.d. "badwill", fiscalmente non riconosciuto, ai sensi dell'art.172 del TUIR), pari a euro 97 mln, che è stato contabilizzato nel conto economico come provento e determinato dalla differenza negativa tra il minor valore di fair value del "corrispettivo" e il maggior valore di fair value delle attività e passività acquisite a seguito dell'incorporazione; ii) l'iscrizione di ulteriori poste contabili (fiscalmente rilevanti) relative a svalutazioni e rivalutazioni di crediti NPL, time deposit e fondi immobiliari, per un ammontare complessivo netto di 23 milioni di euro; iii) l'assorbimento delle DTA riferibili a perdite fiscali pregresse, per un ammontare complessivo di 36 milioni di euro.

Nel corso del 2022, l'art. 42 comma 1, del DL 17/2022 convertito dalla Legge 34/2022, ha previsto che, la quota relativa alle svalutazioni e alle perdite su crediti pari al 12% che sarebbe stata oggetto di deduzione sia ai fini IRES che IRAP nel periodo di imposta 2022, sia rinviata in quattro quote costanti da dedursi dal 2023 al 2026. In ciò sta la modifica apportata nell'iter di conversione del

decreto, che in origine colpiva la deduzione del 2021 rinviandola ai successivi quattro periodi di imposta (dal 2022 al 2025). Inoltre il comma 1-bis dell'art 42 in sede dell'iter di conversione in Legge, ha modificato il comma 1056 della Legge 145/2018, per cui la quota del 10% rinviata ai fini IRES e IRAP al 2026, viene anticipata e ammessa in deduzione al 31 dicembre 2022 per il 53%, mentre la restante parte (47%) rimane al 2026.

11.1 Attività per imposte anticipate: composizione

IRES IRAP Totale
Rettifiche di valore su crediti verso clientela 61.414 7.875 69.289
Svalutazione di strumenti finanziari 178.952 42.641 221.593
Spese di rappresentanza ed avviamento 9.341 1.890 11.231
Crediti di firma, revocatorie fallimentari e cause legali in corso 15.498 - 15.498
Accantonamenti per spese per il personale 24.551 4.864 29.415
Altre 61.681 612 62.293
Totale 351.437 57.882 409.319

11.2 Passività per imposte differite: composizione

IRES IRAP Totale
Plusvalenze strumenti finanziari 29.886 8.671 38.557
Accantonamenti effettuati esclusivamente in ambito fiscale 58.193 11.787 69.980
Altre residuali 15.526 2.379 17.903
Totale 103.605 22.837 126.442

11.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico)

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Importo iniziale 215.422 192.663
2. Aumenti 32.987 76.234
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 32.987 32.529
a) relative a precedenti esercizi - 3
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) riprese di valore - -
d) altre 32.987 32.526
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - 43.705
3. Diminuzioni 49.063 53.475
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio 49.063 53.475
a) rigiri 49.063 53.475
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - -
c) dovute a mutamento di criteri contabili - -
d) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni: - -
a) trasformazione in crediti d'imposta di cui alla legge.n.214/2011 - -
b) altre - -
4. Importo finale 199.346 215.422

11.4 Variazioni delle imposte anticipate di cui alla L. 214/2011

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Importo iniziale 82.392 75.963
2. Aumenti - 20.033
3. Diminuzioni 10.662 13.604
3.1 Rigiri 10.662 13.604
3.2 Trasformazione in crediti d'imposta - -
a) derivante da perdite di esercizio - -
b) derivante da perdite fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4. Importo finale 71.730 82.392

Per ragioni di trasparenza informativa vengono fornite le variazioni delle imposte anticipate di cui alla Legge 214/2011; sono rivenienti principalmente da svalutazione su crediti, ex art. 106, comma 3, DPR 917/86 (67,2 milioni di euro) e da affrancamento su avviamenti (4,1 milioni di euro).

11.5 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del conto economico)

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Importo iniziale 101.963 92.772
2. Aumenti 18.439 10.277
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 18.439 5.673
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 18.439 5.673
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - 4.604
3. Diminuzioni 546 1.086
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio 546 1.086
a) rigiri 546 1.086
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4. Importo finale 119.856 101.963

11.6 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del patrimonio netto)

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Importo iniziale 13.482 12.884
2. Aumenti 199.065 2.133
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 199.065 1.886
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 199.065 1.886
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - 247
3. Diminuzioni 2.574 1.535
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio 2.574 266
a) rigiri 2.574 266
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - -
c) dovute al mutamento di criteri contabili - -
d) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - 1.269
4. Importo finale 209.973 13.482

11.7 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del patrimonio netto)

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Importo iniziale 25.107 41.778
2. Aumenti 753 338
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 753 10
a) relative a precedenti esercizi - 1
b) dovute al mutamento dei criteri contabili - -
c) altre 753 9
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - 328
3. Diminuzioni 19.274 17.009
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio 19.274 17.009
a) rigiri 19.274 17.009
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4. Importo finale 6.586 25.107

Sezione12 – Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate – Voce 120 dell'attivo e voce 70 del passivo

12.1 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: composizione per tipologia di attività

Totale Totale
31/12/2022 31/12/2021
A. Attività possedute per la vendita
A.1 Attività finanziarie - 1.915
A.2 Partecipazioni - -
A.3 Attività materiali - 3.839
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -
A.4 Attività immateriali - -
A.5 Altre attività non correnti - 53
Totale (A) - 5.807
di cui valutate al costo - 5.807
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -
B. Attività operative cessate
B.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico - -
- attività finanziarie detenute per la negoziazione - -
- attività finanziarie designate al fair value - -
- altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - -
B.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva - -
B.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
B.4 Partecipazioni - -
B.5 Attività materiali - -
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -
B.6 Attività immateriali - -
B.7 Altre attività - -
Totale (B) - -
di cui valutate al costo - -
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -
C. Passività associate ad attività possedute per la vendita
C.1 Debiti - -
C.2 Titoli - -
C.3 Altre passività - 96
Totale (C) - 96
di cui valutate al costo - 96
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -
D. Passività associate ad attività operative cessate
D.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
D.2 Passività finanziarie di negoziazione - -
D.3 Passività finanziarie designate al fair value - -
D.4 Fondi - 49
D.5 Altre passività - 17
Totale (D)
di cui valutate al costo
-
-
66
66
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al
fair value livello 2
di cui valutate al fair value livello 3 - -
- -

Nel corso dell'esercizio sono stati registrati il perfezionamento della dismissione della società Gestimlux e la liquidazione della società Reeval.

Sezione 13 – Altre attività – Voce 130

13.1 Altre attività: composizione

31/12/2022 31/12/2021
Assegni negoziati da compensare 48.304 73.618
Operazioni su titoli in lavorazione 1.213 99.359
Assegni in corso di lavorazione 793 1.959
Operazioni relative a servizi di pagamento in corso di lavorazione 69.259 207.213
Operazioni relative a servizi di pagamento in corso di maturazione 30.743 254.570
Ratei attivi 3.403 4.494
Risconti attivi 29.688 29.182
Assegni ed effetti insoluti ad al protesto tratti sull'azienda e su terzi 756 2.866
Migliorie e spese incrementative su beni di terzi 20.425 21.104
Depositi cauzionali 71 71
Debitori diversi per fatture emesse 30.471 32.377
Debitori diversi 624.526 334.656
Partite viaggianti con le filiali 17.832 13.189
Totale 877.484 1.074.658

Le operazioni relative a servizi di pagamento in corso di lavorazione/maturazione sono relative ad addebiti ricevuti ma non ancora addebitati sui conti della clientela.

Non sono presenti impairment loss (IFRS 9) su crediti relativi a contratti con la clientela e contract assets.

Nella voce "Risconti attivi" sono presenti anche costi sostenuti per l'ottenimento dei contratti verso promotori finanziari, di competenza di esercizi futuri, pari a 18,9 milioni di euro. La movimentazione della voce è la seguente:

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Importo iniziale 19.811 18.512
2. Aumenti 11.686 12.548
2.1 Altri aumenti 11.686 12.548
3. Diminuzioni 12.589 11.249
3.1 ammortamenti 12.589 11.249
4. Importo finale 18.908 19.811

Di seguito si riporta il dettaglio dei "Debitori diversi:

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Crediti d'imposta 536.037 241.227
Contenzioso non creditizio 1.469 3.306
Altri debitori diversi 48.380 56.804
Anticipi a fornitori 38.640 33.319
Totale 625.058 334.656

Nella voce "crediti d'imposta" sono presenti le attività fiscali connesse con l'attività di sostituto d'imposta.

Sono presenti crediti di imposta ai sensi del D.L. n.18/2020 (Cura Italia) e D.L. n.34/2020 (Rilancio) (eco bonus e sisma bonus) per un controvalore complessivo di 301,3 milioni di euro.

A seguito della facoltà esercitata dalla compagnia di assicurazione Credemvita, facente parte del Conglomerato finanziario a prevalenza bancaria, di posticipare al 2023 la prima applicazione dell'IFRS9, (Deferral Approach), negli schemi consolidati previsti dall'aggiornamento della circolare 262 della Banca d'Italia, sono state create le seguenti nuove voci di Stato Patrimoniale - Attivo:

  • Stato Patrimoniale Attivo: "Voce 35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39", che accoglie le attività finanziarie detenute per la negoziazione, le attività finanziarie valutate al fair value, le attività finanziarie disponibili per la vendita e gli eventuali derivati con fair value positivo, così come definiti nel rispetto dello IAS 39;
  • Stato Patrimoniale Attivo: "Voce 45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39", che accoglie le attività finanziarie detenute sino alla scadenza, i crediti verso banche e quelli verso clientela, così come definiti nel rispetto dello IAS 39.

Di seguito si fornisce il dettaglio.

Voce 35 dell'attivo - Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS39

Attività finanziarie detenute per la negoziazione

Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica

Totale 31/12/2022 Totale 31/12/2021
Voci/Valori L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito - - - - - -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito - - - - - -
2. Titoli di capitale - - - - - -
3 Quote di O.I.C.R. - - - - - -
4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine attivi - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale A - - - - - -
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari: 1.643 - - 1.191 - -
1.1 di negoziazione 1.643 - - 1.191 - -
1.2 connessi con la fair value option - - - - - -
1.3 altri - - - - - -
2. Derivati creditizi: - - - - - -
2.1 di negoziazione - - - - - -
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 altri - - - - - -
Totale B 1.643 - - 1.191 - -
Totale (A+B) 1.643 - - 1.191 - -

Legenda:

L1= Livello 1

L2= Livello 2

L3= Livello 3

Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti

Voci/Valori 31/12/2022 31/12/2021
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito - -
a) Governi e Banche Centrali - -
b) Altri enti pubblici - -
c) Banche - -
d) Altri emittenti - -
2. Titoli di capitale - -
a) Banche - -
b) Altri emittenti: - -
- imprese di assicurazione - -
- società finanziarie - -
- imprese non finanziarie - -
- altri - -
3. Quote di O.I.C.R - -
4. Finanziamenti - -
a) Governi e Banche Centrali - -
b) Altri enti pubblici - -
c) Banche - -
d) Altri soggetti - -
Totale A - -
B. Strumenti derivati
a) Banche 1.643 1.191
- Fair value 1.643 1.191
b) Clientela - -
- Fair value - -
Totale B 1.643 1.191
Totale ( A + B ) 1.643 1.191

Attività finanziarie valutate al fair value

Attività finanziarie valutate al fair value: composizione merceologica

Voci/Valori Totale 31/12/2022 Totale 31/12/2021
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 328.551 - - 240.979 1.036 -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 328.551 - - 240.979 1.036 -
2. Titoli di capitale 140.938 2.081 - 161.585 - -
3. Quote di O.I.C.R. 3.391.378 7.615 - 3.937.952 24.561 -
4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Strutturati - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale 3.860.867 9.696 - 4.340.516 25.597 -
Costo 3.921.502 9.461 - 3.868.695 21.892 -

Legenda:

L1= Livello 1

L2= Livello 2

L3= Livello 3

Si segnala la composizione della voce 3 "Quote O.I.C.R":

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Obbligazionari 1.286.019 1.578.625
Azionari 1.168.462 1.358.747
Monetari 271.221 220.090
Bilanciati 84.090 94.908
Altri 589.201 710.143
Totale 3.398.993 3.962.513

Attività finanziarie valutate al fair value: composizione per debitori/emittenti

31/12/2022 31/12/2021
328.550 242.015
242.108 210.041
- -
46.603 18.999
39.839 12.975
143.018 161.585
15.718 15.254
127.300 146.331
6.683 7.154
3.817 4.493
111.683 128.354
5.117 6.330
3.398.993 3.962.513
- -
- -
- -
- -
- -
3.870.561 4.366.113

Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value" delle "Imprese di assicurazione" sono presenti esposizioni di titoli governativi verso l'Italia per 209,1 milioni di euro, verso gli Stati Uniti per 10,4 milioni di euro, verso la Germania per 7,1 milioni di euro, verso il Lussemburgo per 3,9 milioni di euro, verso la Francia per 3,4 milioni di euro, verso il Belgio per 2,5 milioni di euro, verso la Spagna per 1,4 milioni di euro, verso l'Austria per 1,3 milioni di euro, verso la Gran Bretagna per 1,3 milioni di euro, verso l'Irlanda per 0,9 milioni di euro e verso il Portogallo per 0,7 milioni di euro.

Attività finanziarie disponibili per la vendita

Attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione merceologica

Totale 31/12/2022 Totale 31/12/2021
Voci/Valori L1 L2
L3
L1
L2
L3
1. Titoli di debito 1.454.314 7.010
-
2.013.269 5.669 -
1.1 Titoli strutturati - -
-
- - -
1.2 Altri titoli di debito 1.454.314 7.010 - 2.013.269 5.669 -
2. Titoli di capitale - - - - - -
2.1 Valutati al fair value - - - - - -
2.2 Valutati al costo - - - - - -
3. Quote di O.I.C.R. 429.191 46.618 227.923 370.604 135.530 172.251
4. Finanziamenti - - - - - -
Totale 1.883.505 53.628 227.923 2.383.873 141.199 172.251

Legenda:

L1= Livello 1

L2= Livello 2

L3= Livello 3

Si segnala la composizione della voce 3 "Quote O.I.C.R":

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Obbligazionari 434.148 404.825
Azionari 269.584 243.711
Monetari - 29.849
Totale 703.732 678.385

Attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione per debitori/emittenti

31/12/2022 31/12/2021
1.461.324 2.018.938
1.150.959 1.663.407
- -
213.256 230.803
97.109 124.728
- -
- -
- -
- -
- -
- -
- -
703.732 678.385
- -
- -
- -
- -
- -
2.165.056 2.697.323

Nel portafoglio "Attività finanziarie disponibili per la vendita" delle "Imprese di assicurazione" sono presenti esposizioni di titoli governativi verso l'Italia per 471,8 milioni di euro, verso la Spagna per 347,4 milioni di euro, verso il Belgio per 131,4 milioni di euro, verso il Portogallo per 64,3 milioni di euro, verso la Germania per 61,5 milioni di euro, verso la Francia per 32,9 milioni di euro, verso gli Stati Uniti per 24,7 milioni di euro e verso l'Olanda per 17,0 milioni di euro.

Test di impairment delle attività finanziarie disponibili per la vendita

Le attività finanziarie disponibili per la vendita sono sottoposte al test di impairment secondo quanto richiesto dai principi IFRS.

Il processo di rilevazione di eventuali impairment prevede la verifica della presenza di indicatori di impairment e la determinazione dell'eventuale svalutazione.

I criteri applicati per identificare una perdita di valore distinguono titoli di debito, titoli di capitale e fondi comuni.

Relativamente ai primi l'obiettiva evidenza che un titolo di debito abbia subito una perdita di valore è rintracciabile nella lista degli eventi di perdita riportati nello IAS 39.59, tra cui a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • significative difficoltà finanziarie dell'emittente;
  • inadempimento contrattuale, come mancato pagamento di interessi o capitale;
  • probabilità che l'emittente sia soggetto a procedura concorsuale o di ristrutturazione finanziaria − scomparsa di un mercato attivo per lo strumento finanziario a causa di difficoltà finanziarie dell'emittente.

Inoltre, nel caso di titoli obbligazionari con un "rating" si valuta il deterioramento del merito creditizio dell'emittente. Al riguardo si ritiene che un deterioramento tale da far ricadere i titoli di debito in classi di rating inferiori alla soglia "Investment grade" sia indicativo della necessità di procedere nel verificare l'esistenza di un Impairment, mentre, negli altri casi, il deterioramento del merito creditizio è invece da valutare congiuntamente con gli altri fattori disponibili. Il processo di identificazione delle situazioni di deterioramento avviene tramite il trigger "variabile rating" in funzione che risulti sopra o sotto la soglia" Investment grade" (BBB- o equivalente). Nel caso di titoli obbligazionari si considera la disponibilità di fonti specializzate (ad esempio indicazioni di investimento fornite da istituzioni finanziarie, rating reports, etc.) o di informazioni disponibili su "info-provider" (ad es. Bloomberg, Reuters, etc.), attraverso cui si determina puntualmente la rilevanza della situazione di deterioramento dell'emittente.

Con riferimento ai titoli di capitale classificati come AFS, è ragionevole ipotizzare che le azioni in portafoglio siano da assoggettare ad Impairment prima dei titoli obbligazionari emessi dalla stessa società emittente; pertanto, gli indicatori di svalutazione dei titoli di debito emessi da una società, ovvero la svalutazione di tali titoli di debito, sono forti indicatori dell'Impairment dei titoli di capitale della stessa società.

Inoltre, per stabilire se vi è un'evidenza di Impairment per un titolo di capitale, oltre alla presenza degli eventi indicati dallo IAS 39.59, ed alle considerazioni in precedenza riportate ove applicabili, sono da considerare i due seguenti eventi (IAS 39.61):

  • cambiamenti significativi con effetti avversi relativi alle tecnologie, mercati, ambiente economico o legale relativamente all'emittente, che indicano che il costo dell'investimento non può più essere recuperato;
  • un significativo o prolungato declino nel Fair Value dell'investimento al di sotto del suo costo.

Si procede a rilevare un Impairment se il Fair Value del titolo è inferiore del 35% rispetto al valore di carico di prima iscrizione; oppure il Fair Value è inferiore al valore di carico per un arco temporale di almeno18 mesi.

Relativamente agli investimenti in strumenti rappresentativi di capitale, la necessità di rilevare un Impairment considera, in caso non si verifichino le condizioni sopra indicate, singolarmente o congiuntamente, le seguenti situazioni:

  • il Fair Value dell'investimento risulta significativamente inferiore al costo di acquisto o comunque è significativamente inferiore a quello di società similari dello stesso settore;
  • il management della società non è considerato di adeguato standing ed in ogni caso capace di assicurare una ripresa delle quotazioni;
  • si rivela la riduzione del "credit rating" dalla data dell'acquisto;
  • significativo declino dei profitti, dei cash flow o nella posizione finanziaria netta dell'emittente dalla data di acquisto;
  • si rileva una riduzione o interruzione della distribuzione dei dividendi;

  • scompare un mercato attivo per i titoli obbligazionari emessi;

  • si verificano cambiamenti del contesto normativo, economico e tecnologico dell'emittente che hanno un impatto negativo sulla situazione reddituale, patrimoniale e finanziaria dello stesso;
  • esistono prospettive negative del mercato, settore o area geografica nel quale opera l'emittente.

Con riferimento ai Fondi Comuni si precisa che le quote in fondi comuni d'investimento costituiscono strumenti di capitale, secondo quanto previsto dal paragrafo AG27 dello IAS 39 e a tali strumenti, laddove classificati tra le attività finanziarie AFS, si applicano i criteri sopra illustrati relativamente ai titoli di capitale e, in particolare, si tiene conto dei criteri per l'identificazione di una perdita significativa o prolungata ivi previsti. Tuttavia, tale indicatore di perdita non comporta di per sé la rilevazione di impairment per i fondi comuni d'investimento che investono puramente in strumenti obbligazionari, al ricorrere dei seguenti presupposti:

  • i fondi in oggetto prevedano la sistematica distribuzione delle cedole incassate, del capitale rimborsato, dei proventi realizzati dalla vendita al detentore delle quote o comunque sia previsto il trasferimento sistematico al detentore stesso dei flussi di cassa degli strumenti obbligazionari sottostanti ogni qualvolta pagati o realizzati. In tale situazione si può presumere che i fondi comuni rappresentino un accordo di pass-through;
  • solo in tale situazione si potrà fare il c.d. look through del fondo ed è necessario che siano disponibili, con periodicità almeno trimestrale, le informazioni circa i singoli strumenti finanziari obbligazionari componenti il patrimonio del fondo, al fine di consentire sistematicamente l'analisi delle caratteristiche degli strumenti sottostanti e la situazione finanziaria e di solvibilità degli emittenti. In tali circostanze, la modalità di determinazione della perdita di valore terrà pertanto anche conto dei criteri di valutazione di cui ai titoli di debito, avuto riguardo a ciascun investimento obbligazionario sottostante.

Voce 45 dell'attivo - Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS39

Attività finanziarie detenute sino alla scadenza

Attività finanziarie detenute sino alla scadenza: composizione merceologica

Totale
31/12/2022
Total
31/12/2021
FV FV
VB Livello 1 Livello 2 Livello 3 VB Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Titoli di debito 2.125.797 1.709.362 47.149 - 1.687.092 1.742.113 59.769 -
- strutturati - - - - - - - -
- altri 2.125.797 1.709.362 47.149 - 1.687.092 1.742.113 59.769 -
2. Finanziamenti - - - - - - - -

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

Attività finanziarie detenute sino alla scadenza: debitori/emittenti

Tipologia operazioni/Valori 31/12/2022 31/12/2021
1. Titoli di debito 2.125.798 1.687.092
a) Governi e Banche Centrali 2.036.972 1.664.425
b) Altri enti pubblici - -
c) Banche 88.826 22.667
d) Altri emittenti - -
2 Finanziamenti - -
a) Governi e Banche Centrali - -
b) Altri enti pubblici - -
c) Banche - -
d) Altri soggetti - -
Totale 2.125.798 1.687.092
Totale FV 1.756.511 1.801.883

Nel portafoglio "Attività finanziarie disponibili per la vendita" delle "Imprese di assicurazione" sono presenti esposizioni di titoli governativi verso l'Italia per 471,8 milioni di euro, verso la Spagna per 347,4 milioni di euro, verso il Belgio per 131,4 milioni di euro, verso il Portogallo per 64,3 milioni di euro, verso la Germania per 61,5 milioni di euro, verso la Francia per 32,9 milioni di euro, verso gli Stati Uniti per 24,7 milioni di euro e verso l'Olanda per 17,0 milioni di euro.

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Crediti verso clientela

Crediti verso clientela: composizione merceologica

Totale 31/12/2021
Tipologia operazioni/Valori Totale 31/12/2022
Valore di bilancio Fair Value Valore di bilancio Fair Value
Non Deteriorati Non Deteriorati
Deteriorati Acquistati Altri L1 L2 L3 Deteriorati Acquistati Altri L1 L2 L3
Finanziamenti 587 - - - - 587 1.106 - - - - 1.106
1. Conti correnti - - - X X X - - - X X X
2. Pronti contro termine
attivi
- - - X X X - - - X X X
3. Mutui - - - X X X - - - X X X
4. Carte di credito, prestiti
personali e cessioni del
- - - X X X - - - X X X
5. Leasing finanziario - - - X X X - - - X X X
6. Factoring - - - X X X - - - X X X
7. Altri finanziamenti 587 - - X X X 1.106 - - X X X
Titoli di debito - - - - - - - - - - - -
8. Titoli strutturati - - - X X X - - - X X X
9. Altri titoli di debito - - - X X X - - - X X X
Totale 587 - - - - 587 1.106 - - - - 1.106

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

Crediti verso clientela: composizione per debitori/emittenti

31/12/2022 31/12/2021
Tipologia operazioni/Valori Non Deteriorati Non Deteriorati
deteriorati Acquistati Altri deteriorati Acquistati Altri
1. Titoli di Debito - - - - - -
a) Governi - - - - - -
b) Altri Enti pubblici - - - - - -
c) Altri emittenti - - - - - -
- imprese non finanziarie - - - - - -
- imprese finanziarie - - - - - -
- assicurazioni - - - - - -
- altri - - - - - -
2. Finanziamenti verso: 588 - - 1.106 - -
a) Governi - - - - - -
b) Altri Enti pubblici - - - - - -
c) Altri soggetti 588 - - 1.106 - -
- imprese non finanziarie - - - - - -
- imprese finanziarie 104 - - 300 - -
- assicurazioni - - - - - -
- altri 484 - - 806 - -
Totale 588 - - 1.106 - -

Passivo

Sezione 1 – Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 10

1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Tipologia operazioni/Valori Fair Value Fair Value
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Debiti verso banche centrali 5.584.256 X X X 8.164.752 X X X
2. Debiti verso banche 3.152.037 X X X 4.420.824 X X X
2.1 Conti correnti e depositi a vista 705.859 X X X 149.425 X X X
2.2 Depositi a scadenza 5.701 X X X 4.010 X X X
2.3 Finanziamenti 2.439.944 X X X 4.265.960 X X X
2.3.1 Pronti contro termine passivi 2.420.997 X X X 4.242.802 X X X
2.3.2 Altri 18.947 X X X 23.158 X X X
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri
strumenti patrimoniali
- X X X - X X X
2.5 Debiti per leasing - X X X - X X X
2.6 Altri debiti 533 X X X 1.427 X X X
Totale 8.736.293 - 2.420.997 6.315.296 12.585.576 - 4.242.802 8.342.774
Totale 8736293 1'3E+07

Legenda:

VB= Valore di bilancio

L1= Livello 1

L2= Livello 2

L3= Livello 3

I debiti sono iscritti al loro valore nominale, corrispondente al loro fair value.

I debiti verso banche sono rappresentati principalmente da debiti a vista a tasso variabile, e non è stata posta in essere alcun tipo di copertura.

La voce "1. Debiti verso banche centrali" accoglie le operazioni di rifinanziamento effettuate con la Banca Centrale Europea.

L'utilizzo del canale di rifinanziamento tramite la BCE, a fine 2022, è interamente rappresentato dalla partecipazione alle operazioni di TLTRO III per complessivi 5,6 miliardi di euro. Nel corso dell'anno non sono state effettuate nuove operazioni. Nel mese di dicembre la Banca ha effettuato un rimborso volontario anticipato per 1,2 miliardi di euro della tranche TLTRO III.3 in scadenza nel mese di marzo 2023. Nel mese di dicembre 2022 è stata anche rimborsata la tranche TLTRO III.2 da 1,4 miliardi di euro, giunta alla sua naturale scadenza.

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Tipologia operazioni/Valori Fair Value Fair Value
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Conti correnti e depositi a vista 34.097.698 X X X 33.184.229 X X X
2. Depositi a scadenza 1.283.116 X X X 460.685 X X X
3. Finanziamenti 2.934.676 X X X 3.599.164 X X X
3.1 Pronti contro termine passivi 2.355.113 X X X 3.009.080 X X X
3.2 Altri 579.563 X X X 590.084 X X X
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri
strumenti patrimoniali
- X X X - X X X
5. Debiti per leasing 131.035 X X X 133.341 X X X
5. Altri debiti 331.495 X X X 339.503 X X X
Totale 38.778.020 - 2.355.113 36.422.907 37.716.922 - 3.009.080 34.707.842

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

I debiti sono iscritti al loro valore nominale, corrispondente al loro fair value e il livello di fair value attribuito risulta essere pari a 3, ad eccezione del livello di fair value dei pronti contro termine a cui è attributo il valore 2.

Nella voce Debiti per leasing è ricompreso, ai sensi del principio IFRS16, il Debito per leasing (Lease Liability), pari al valore attuale dei canoni previsti e non ancora pagati dei beni oggetti di contratti di leasing operativo.

La principale novità introdotta dal principio è rappresentata dalla modifica delle modalità di contabilizzazione delle operazioni di leasing operativo nel bilancio del locatario/utilizzatore, attraverso l'introduzione di un unico modello di contabilizzazione dei contratti di leasing da parte del locatario siano essi classificati come leasing operativi o finanziari.

I debiti verso clientela sono rappresentati principalmente da debiti a vista a tasso variabile, e non è stata posta in essere alcun tipo di copertura specifica, mentre sono state poste in essere coperture di Macro Fair Value Hedge delle poste a vista, così come descritto nella parte E, sezione 2.2 della presente nota.

Si segnala che, a seguito delle modifiche apportate al funzionamento del mercato interbancario collateralizzato, con conseguente trasferimento alla Cassa di Compensazione e Garanzia ed alla Monte Titoli delle funzioni finora svolte dalla Banca d'Italia, nella voce 3.1 "Pronti contro termine passivi" sono presenti i finanziamenti, per 2.355,1 milioni di euro, ricevuti dal suddetto mercato.

Secondo i dati ABI, in Italia, a dicembre 2022, la dinamica della raccolta diretta risulta in contrazione del -1,2% su base annua, con una variazione più marcata sui depositi, mentre la raccolta tramite obbligazioni è rimasta invariata. La contrazione è prevalentemente imputabile alla raccolta delle imprese, che nell'anno precedente avevano incrementato notevolmente i saldi dei depositi, data l'abbondanza di liquidità presente e la cautela a procedere con nuovi investimenti. Per quanto riguarda il Gruppo Credem, complessivamente, la raccolta diretta bancaria ha manifestato un trend opposto, è cresciuta del 7,2% rispetto al dicembre 2021, raggiungendo i 39,8 miliardi di euro, effetto di uno sviluppo commerciale che è proseguito organicamente anche nel difficile contesto di riferimento.

Si riscontra una tendenza in linea con il sistema esclusivamente per quanto riguarda il segmento corporate, sul quale sono state avviate politiche volte ad ottimizzare i livelli di liquidità.

I depositi registrano un +5,0% rispetto al 2021, e hanno accompagnato la crescita della base clientela, prevalentemente concentrati sulla componente a vista (86,6% del totale depositi) anche se la dinamica dei tassi sta favorendo anche la crescita di depositi a scadenza (3,1% verso 1,1%).

Tipologia titoli/Valori Totale Totale
31/12/2022 31/12/2021
VB Fair Value VB Fair Value
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Titoli
1. obbligazioni 3.368.658 3.120.752 184.164 - 2.424.021 2.470.565 - -
1.1 strutturate 501.354 470.182 - - 501.357 512.472 - -
1.2 altre 2.867.304 2.650.570 184.164 - 1.922.664 1.958.093 - -
2. altri titoli 139 - - 139 145 - - 145
2.1 strutturate - - - - - - - -
2.2 altre 139 - - 139 145 - - 145
Totale 3.368.797 3.120.752 184.164 139 2.424.166 2.470.565 - 145

1.3 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

Nella voce "altri titoli" sono classificati i certificati di deposito.

Le obbligazioni, subordinati e senior, a fine dicembre 2022 si attestano a 3,4 miliardi di euro, rispetto ai 2,4 miliardi del 2021, e recepiscono l'emissione da 200 milioni di euro del T2 subordinato, effettuata nel mese di luglio (operazione precedute dal richiamo di una precedente emissione non più efficace del punto di vista patrimoniale per 100 milioni di euro), oltre all'emissione del Green Senior Preferred, destinato ad investitori istituzionali, per nominali 600 milioni di euro, come già anticipato nel paragrafo della Relazione sulla Gestione dedicato ai principali eventi del Gruppo Credem.

1.4 Dettaglio dei debiti/titoli subordinati

Principali caratteristiche contrattuali delle passività subordinate:

"CREDITO EMILIANO 20/30 SUBORDINATO 3,5% SUB" (ISIN IT0005421539) per 200.000.000,00 € costituito da n. 2.000.000,00 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.

Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 3,5% annuo lordo fino al 16/12/2025 poi tasso IRS 5Y + 3,897% annuo lordo.

Il prestito scade il 16/12/2030 se non verrà esercitata l'opzione call al 16/12/2025 che significherà il rimborso anticipato.

Al 31/12/2022 la quantità residua risulta pari a 200.000.000,00 € costituita da n. 2.000.000 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.

L'obbligazione è stata interamente sottoscritta da Credemholding.

"CREDITO EMILIANO 22/32 SUBORDINATO 7,625 SUB" (ISIN IT0005497117) per 200.000.000,00 € costituito da n. 2.000.000,00 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna. Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 7,625% annuo lordo fino al 05/10/2027 poi tasso MS 5Y + 5,514% annuo lordo.

Il prestito scade il 05/10/2032 se non verrà esercitata l'opzione call al 05/07/2027 che significherà il rimborso anticipato.

Al 31/12/2022 la quantità residua risulta pari a 200.000.000,00 € costituita da n. 2.000.000 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna L'obbligazione è stata interamente sottoscritta da Credemholding.

In caso di liquidazione tutte le obbligazioni subordinate saranno rimborsate solo dopo che siano stati soddisfatti tutti gli altri creditori non ugualmente subordinati. Le obbligazioni non sono coperte dalla garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

1.5 Dettaglio dei debiti strutturati

Non esistono, alla data del bilancio, né al 31 dicembre 2021, debiti strutturati verso banche e verso clientela.

1.6 Debiti per leasing

Alla data del 31 dicembre 2022 sono presenti debiti per leasing IFRS16 per 131 milioni di euro. Si allegano i flussi finanziari per i leasing con l'analisi delle scadenze:

Fino a 1 mese 5.840
Oltre 1 mese e fino a 3 mesi 325
Oltre 3 mesi fino a 1 anno 15.531
Oltre 1 anno fino a 5 anni 63.546
Oltre 5 anni 45.793
Totale 131.035

Titoli in circolazione oggetto di copertura specifica

Si è adottata la metodologia contabile del Micro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'emissione di prestiti obbligazionari a tasso fisso per un ammontare di circa 2.050 milioni di euro.

Sezione 2 – Passività finanziarie di negoziazione – Voce 20

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Tipologia operazioni/Valori Fair Value Fair Fair Value Fair
VN L1 L2 L3 Value * VN L1 L2 L3 Value *
A. Passività per cassa
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - - - - - -
3. Titoli di debito - - - - X - - - - X
3.1 Obbligazioni - - - - X - - - - X
3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - X
3.1.2 Altre
obbligazioni
- - - - X - - - - X
3.2 Altri titoli - - - - X - - - - X
3.2.1 Strutturati - - - - X - - - - X
3.2.2 Altri - - - - X - - - - X
Totale (A) - - - - - - - - - -
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari X - 36.257 - X X - 33.148 - X
1.1 Di negoziazione X - 36.257 - X X - 33.148 - X
1.2 Connessi con la fair
value option
X - - - X X - - - X
1.3 Altri X - - - X X - - - X
2. Derivati creditizi X - - - X X - - - X
2.1 Di negoziazione X - - - X X - - - X
2.2 Connessi con la fair
value option
X - - - X X - - - X
2.3 Altri X - - - X X - - - X
Totale B X - 36.257 - X X - 33.148 - X
Totale (A+B) X - 36.257 - X X - 33.148 - X

2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica

Legenda:

VN = valore nominale o nozionale

L1 = Livello 1

L2 = Livello 2

L3 = Livello 3

Fair value*=Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

La voce "A. Passività per cassa", se presente, comprende gli scoperti tecnici.

2.2 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": passività subordinate

2.3 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": debiti strutturati

Non esistono, alla data del bilancio, né al 31 dicembre 2021, passività subordinate e debiti strutturati.

Sezione 4 – Derivati di copertura – Voce 40

4.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli

Fair value
31/12/2022
VN Fair value 31/12/2021 VN
L1 L2 L3 31/12/2022 L1 L2 L3 31/12/2021
A. Derivati finanziari - 874.058 - 7.668.363 - 408.084 - 6.931.197
1) Fair value - 765.513 - 6.446.126 - 408.084 - 6.931.197
2) Flussi finanziari - 108.545 - 1.222.237 - - - -
3) Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi - - - - - - - -
1) Fair value - - - - - - - -
2) Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale - 874.058 - 7.668.363 - 408.084 - 6.931.197

Legenda:

VN= Valore nominale o nozionale

  • L1= Livello 1
  • L2= Livello 2
  • L3= Livello 3

4.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologie di copertura

Flussi finanziari
Specifica
Operazioni/Tipo di
copertura
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale
e indici
azionari
valute e
oro
credito merci altri Generica Specifica esteri
Generica
Investim.
1. Attività finanziarie
valutate al fair value con
impatto sulla redditività
complessiva
12 - - - X X X - X X
2. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
287.545 X - - X X X - X X
3. Portafoglio X X X X X X 10.058 X 108.545 X
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 287.557 - - - - - 10.058 - 108.545 -
1. Passività finanziarie 251.611 X - - - - X - X X
2. Portafoglio X X X X X X 216.287 X - X
Totale passività 251.611 - - - - - 216.287 - - -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività
e passività finanziarie
X X X X X X - X - -

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso della raccolta a vista della clientela.

La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding della banca. Una quota parte di questa raccolta, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal cosiddetto "effetto vischiosità".

Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:

  • la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un modello econometrico;
  • la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.

I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 216.287 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTCS.

I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 12 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTC.

I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 287.545 mila euro.

Si è adottata la metodologia contabile del macro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente gli effetti economici delle strategie di copertura attuate. I derivati di copertura relativi a tale strategia presentano un fair value negativo di 10.058 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli emessi a tasso fisso contabilizzati nei "titoli in circolazione".

I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 251.611 mila euro.

Sono presenti coperture di macro cash flow hedge su erogazione di mutui a tasso variabile. I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 108.545 mila euro.

Si rimanda alla Sezione della Parte E delle note illustrative per la descrizione delle modalità della copertura.

Sessione 5 – Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica – Voce 50

5.1 Adeguamento di valore delle passività finanziarie coperte

Adeguamento di valore delle passività coperte/ Componenti del gruppo Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Adeguamento positivo delle passività finanziarie 18.291 104.158
2. Adeguamento negativo delle passività finanziarie 222.177 -
Totale (203.886) 104.158

Si è adottata anche la metodologia contabile del Macro Fair Value per la copertura rischio di tasso della raccolta a vista di clientela.

La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding del Gruppo. Una quota parte di questa raccolta, pari a circa 3,4 miliardi di euro, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal così detto "effetto vischiosità".

Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:

  • la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un modello econometrico;
  • la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.

Sezione 6 Passività fiscali Voce 60

Si rimanda alla sezione 10 dell'attivo.

Sezione 8 – Altre passività – Voce 80

8.1 Altre passività: composizione

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
126.189 149.983
480.480 395.114
21.504 13.150
9.930 6.687
24.292 22.321
15.581 4.127
9.162 7.119
190.141 189.830
6.425 8.235
1.933 1.958
10.172 19.701
118.280 407.796
401.582 402.553
1.415.671 1.628.574

La voce "Scarto valuta su operazioni di portafoglio" è da ricondurre agli sbilanci degli effetti del portafoglio proprio e di terzi.

Sezione 9 Trattamento di fine rapporto del personale Voce 90

9.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue

Totale Totale
31/12/2022 31/12/2021
A. Esistenze iniziali 69.845 72.739
B. Aumenti 1.543 4.649
B.1 Accantonamenti dell'esercizio 1.499 632
B.2 Altre variazioni 44 4.017
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - 2.305
C. Diminuzioni 15.302 7.543
C.1 Liquidazioni effettuate 5.074 7.100
C.2 Altre variazioni 10.228 443
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
D. Rimanenze finali 56.086 69.845
Totale 56.086 69.845

Come previsto dalle disposizioni in materia introdotte dall'Ordine Nazionale degli Attuari congiuntamente agli organi competenti OIC, Assirevi ed ABI, per le Società con più di 50 dipendenti al 31 dicembre 2006 è stata delineata una metodologia di calcolo che può essere schematizzata nelle seguenti fasi:

  • proiezione fino all'epoca aleatoria di corresponsione per ciascun dipendente del TFR, già accantonato al 31 dicembre 2006 e rivalutato alla data di valutazione;
  • determinazione per ciascun dipendente dei pagamenti probabilizzati di TFR che dovranno essere effettuati dalla Società in caso di uscita del dipendente causa licenziamento, dimissioni, inabilità, morte e pensionamento nonché a fronte di richiesta di anticipi;
  • attualizzazione, alla data di valutazione, di ciascun pagamento probabilizzato.

Quanto esposto è applicabile al Fondo TFR maturato al 1/1/2007 per i dipendenti che hanno scelto di mantenere il TFR in azienda (e di conseguenza di destinarlo alla Tesoreria INPS), e alla data di scelta nel corso del 2007, per i dipendenti che hanno optato per la previdenza complementare.

Ovviamente il Fondo TFR valutato alla suddetta data è stato incrementato della rivalutazione (al netto dell'imposta sostitutiva) e ridotto di eventuali anticipazioni e liquidazioni erogate.

La valutazione attuariale del TFR, per le società italiane con meno di 50 dipendenti al 31 dicembre 2006, è realizzata in base alla metodologia dei "benefici maturati" mediante il criterio "Projected Unit Credit" (PUC) come previsto ai paragrafi 64-66 dello IAS 19.

Tale metodologia si sostanzia in valutazioni che esprimono il valore attuale medio delle obbligazioni di TFR maturate in base al servizio che il lavoratore ha prestato fino all'epoca in cui la valutazione stessa è realizzata.

La metodologia di calcolo può essere schematizzata nelle seguenti fasi:

  • proiezione per ciascun dipendente in forza alla data di valutazione, del TFR già accantonato e delle future quote di TFR che verranno maturate fino all'epoca aleatoria di corresponsione, proiettando le retribuzioni del lavoratore;
  • determinazione per ciascun dipendente dei pagamenti probabilizzati di TFR che dovranno essere effettuati dalla Società in caso di uscita del dipendente causa licenziamento, dimissioni, inabilità, morte e pensionamento nonché a fronte di richiesta di anticipi;
  • attualizzazione, alla data di valutazione, di ciascun pagamento probabilizzato;
  • riproporzionamento, per ciascun dipendente, delle prestazioni probabilizzate ed attualizzate in base all'anzianità maturata alla data di valutazione rispetto a quella complessiva corrispondente alla data aleatoria di liquidazione.

9.2 Altre informazioni

Il modello attuariale di riferimento per la valutazione del TFR poggia su diverse ipotesi sia di tipo demografico che economico.

Per alcune delle ipotesi utilizzate, ove possibile, si è fatto esplicito riferimento all'esperienza diretta del Gruppo, mentre per le altre si è tenuto conto della best practice di riferimento. Di seguito sono riportate le principali ipotesi del modello.

Tasso di attualizzazione

Il tasso d'interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato coerentemente con il par.83 dello IAS 19, con riferimento all'indice Iboxx Corporate AA 7-10 (in linea con la duration del collettivo in esame).

Per la valutazione puntuale al 31/12/2022 si è scelto il rendimento avente durata comparabile alla duration del collettivo di lavoratori oggetto della valutazione, che ha dato luogo ad un tasso annuo costante pari allo 3,63%.

Inflazione

Il tasso annuo di inflazione utilizzato è pari al 2,30%.

Tasso annuo di incremento del TFR

Come previsto dall'art. 2120 del Codice Civile, il TFR si rivaluta ogni anno ad un tasso pari al 75% dell'inflazione più un punto e mezzo percentuale, pertanto l'ipotesi di rivalutazione, utile per le valutazioni attuariali, viene determinata in base al tasso sopra indicato.

Tasso annuo reale di incremento salariale

Il tasso applicato è stato pari all'1,00%.

Mortalità

Per la stima del fenomeno della mortalità all'interno del collettivo dei dipendenti oggetto della valutazione è stata utilizzata la tavola di sopravvivenza RG48 utilizzata dalla Ragioneria Generale dello Stato per la stima degli oneri pensionistici della popolazione italiana.

Inabilità

Per la stima del fenomeno di inabilità all'interno del collettivo dei dipendenti oggetto della valutazione è stata utilizzata una tavola INPS differenziata in funzione dell'età e del sesso.

Requisiti di pensionamento

Raggiungimento dei requisiti minimi previsti dell'Assicurazione Generale Obbligatoria.

Frequenze di anticipazione del TFR

Le frequenze annue di accesso al diritto sono state ipotizzate all'1,50%, in funzione delle serie storiche sulle anticipazioni di TFR richieste dai lavoratori dipendenti della banca.

Frequenze di uscita anticipata (turn-over)

Per le probabilità di uscita dall'attività lavorativa per le cause di dimissioni e licenziamento, si sono ipotizzate uscite all'1,80%, facendo ricorso ad un'analisi statistica sulle serie storiche della banca.

Informazioni aggiuntive

Il principio contabile IAS19, per i piani a beneficio definito di tipo post-employment, richiede una serie di informazioni aggiuntive, quali:

  • analisi di sensitività per ciascuna ipotesi attuariale rilevante alla fine dell'esercizio, mostrando gli effetti che ci sarebbero stati a seguito delle variazioni delle ipotesi attuariale ragionevolmente possibili a tale data, in termini assoluti;
  • indicazione del contributo per l'esercizio successivo;

  • indicazione della durata media finanziaria dell'obbligazione per i piani a beneficio definito;

  • erogazioni previste dal piano.

Di seguito si riportano tali informazioni, evidenziando il nuovo valore del TFR utilizzando un tasso di turnover di ulteriori 100 bps, una variazione di +/- 25 bps per il tasso di inflazione e una variazione di +/- 25 bps per il tasso di attualizzazione.

Analisi di sensitività dei principali parametri valutativi del TFR

variazione delle ipotesi

frequenza turnover tasso inflazione tasso attualizzazione
+ 100 bps -100 bps +0,25 bps -0,25 bps +0,25 bps -0,25 bps
55.920 55.473 56.327 55.094 54.759 56.681

La durata media finanziaria è di circa 9,0 anni, il service cost per l'anno 2022 è 0,2 milioni di euro e le erogazioni stimate per i prossimi cinque anni ammontano a circa 21,8 milioni di euro.

Sezione 10 – Fondi per rischi e oneri - Voce 100

10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione

Voci/Componenti Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie
rilasciate
7.056 8.044
2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate - -
3. Fondi di quiescenza aziendali 1.254 1.485
4. Altri fondi per rischi ed oneri 174.652 164.882
4.1 controversie legali e fiscali 16.859 21.274
4.2 oneri per il personale 96.499 94.874
4.3 altri 61.294 48.734
Totale 182.962 174.411

10.2 Fondi per rischi e oneri: variazioni annue

Fondi su altri
impegni e altre
garanzie
rilasciate
Fondi di
quiescenza
Altri fondi per
rischi ed oneri
Totale
A. Esistenze iniziali 8.044 1.485 164.882 174.411
B. Aumenti 956 26 84.638 85.620
B.1 Accantonamento dell'esercizio 956 26 84.459 85.441
B.2 Variazioni dovute al passare del tempo - - 2 2
B.3 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - 12 12
B.4 Altre variazioni - - 165 165
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - -
C. Diminuzioni 1.944 257 74.868 77.069
C.1 Utilizzo nell'esercizio 1.937 74 73.061 75.072
C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - 595 595
C.3 Altre variazioni 7 183 1.212 1.402
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - -
D. Rimanenze finali 7.056 1.254 174.652 182.962

10.3 Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate

Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate
Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio Impaired
acquisiti/e o
originati/e
Totale
Impegni a erogare fondi 1.625 746 - - 2.371
Garanzie finanziarie rilasciate 158 392 3.912 223 4.685
Totale 1.783 1.138 3.912 223 7.056

10.5 Fondi di previdenza aziendali a benefici definiti

Viene gestito un Fondo interno a Credem e a Credemleasing che erogano un trattamento previdenziale aggiuntivo alle prestazioni erogate dall'INPS.

Si tratta di un "Fondo a prestazione definita" i cui importi sono soggetti alla stessa perequazione prevista per le Pensioni INPS, come pure al censimento presso il Casellario Centrale delle Pensioni. Su tale posta di bilancio viene effettuata la valutazione attuariale.

I beneficiari di tali trattamenti sono coloro che:

  • risultavano eredi di persone decedute durante il servizio con Credem e Credemleasing (sostituito dall'attuale Cassa di Previdenza dal 1/1/1996);
  • risultavano ex dipendenti della Banca Popolare Dauna già in quiescenza oppure che avevano inoltrato le dimissioni entro il 30/11/1999. La Banca Popolare Dauna è confluita in Credem in data 11/12/1999 a seguito di fusione per incorporazione.

Per le valutazioni attuariali del Fondo al 31 dicembre 2022, tenendo conto di quanto disposto dalle linee guida per la redazione dei bilanci tecnici degli Enti di previdenza, sono state adottate le ipotesi demografiche ed economico-finanziarie descritte nei successivi due paragrafi.

Nel corso dell'esercizio il fondo ha subito un decremento netto di 231mila euro.

Ipotesi demografiche

Sono state utilizzate le seguenti probabilità:

  • per le probabilità di morte del personale in pensione è stata utilizzata la tavola IPS55, distinta per sesso;
  • per le probabilità di morte del personale in pensione per invalidità assoluta e permanente, quelle adottate nel modello INPS per le proiezioni 2010, distinte per sesso;
  • per la probabilità di lasciare la famiglia quelle, distinte per sesso, pubblicate nel modello INPS per le proiezioni al 2010 aggiornate.

Ipotesi economico-finanziarie

Le ipotesi in oggetto riguardano il tasso di attualizzazione, i tassi d'inflazione ed i tassi annui di rivalutazione delle pensioni Fondo e Inps.

Per il tasso di rivalutazione si è utilizzata una variazione media rispetto al tasso di inflazione del 75% ricavata da un elevato numero di casi analoghi a quello in esame ed a fronte degli incrementi previsti dalla normativa in vigore a decorrere dall'anno 2009 (100% del tasso di inflazione ISTAT per pensioni annue complessive inferiori a 5 volte il minimo e 75% per la parte di pensione annua compresa tra il precedente importo ed 8 volte il minimo); si precisa che la pensione a carico del Fondo è integrativa di quella dell'INPS solo per alcuni pensionati.

Per il tasso di attualizzazione, in forza della normativa IAS, si è adottato un tasso che risultasse in linea con la vita media probabile del collettivo in esame.

Tabella delle basi economico – finanziarie

Variabili Valori %
Tassi di inflazione 2,30%
Tasso annuo di attualizzazione 3,63%

Informazioni aggiuntive

Il principio contabile IAS19, per i piani a benefici definiti, richiede una sensitivity sulle principali ipotesi attuariali.

Di seguito si riportano tali informazioni, evidenziando il nuovo valore del fondo utilizzando una variazione di +/- 25 bps per il tasso di inflazione e una variazione di +/- 25 bps per il tasso di attualizzazione.

La durata media finanziaria è di circa 9,4 anni.

Analisi di sensitività dei principali parametri valutativi

variazione delle ipotesi

tasso inflazione tasso attualizzazione
+ 0,25 bps - 0,25 bps + 0,25 bps - 0,25 bps
1.276 1.232 1.228 1.282

10.6 Fondi per rischi e oneri: altri fondi

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
A fronte di garanzie ed impegni: 7.056 8.044
A fronte di altri diversi rischi ed oneri: 174.652 164.882
- per cause legali in corso e contenzioso diverso 55.588 48.474
- per oneri finanziari diversi 119.064 116.408
Totale 181.708 172.926

Il Gruppo, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze. Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.

La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento, dell'anatocismo e fiscali.

Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito immobiliare, amministrativo e all'operatività di sportello.

Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.

Le stime degli accantonamenti sono state effettuate analiticamente sulle singole posizioni nel caso in cui la controparte abbia già intrapreso un'azione giudiziaria e sulla base del rischio potenziale stimato su serie storico-statistiche in caso di presenza di elementi oggettivi di rischio (reclami), non ancora concretizzatesi in azioni giudiziarie. Si è proceduto alla determinazione dell'impatto dell'attualizzazione, utilizzando quale tasso l'Euribor.

Il totale degli altri fondi rischi ed oneri ammonta a 174,7 milioni di euro.

Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti al fondo a fronte di altri diversi rischi ed oneri.

Contenzioso lavoristico

I rischi connessi al contenzioso lavoristico vengono valutati trimestralmente in base all'andamento delle cause e conseguentemente vengono aggiornati gli accantonamenti.

Revocatorie Fallimentari

Si tratta di controversie nelle quali il Gruppo può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa quando clienti assoggettabili al Fallimento dispongono pagamenti in favore delle società del Gruppo, effettuano rimesse su un conto corrente bancario in un arco temporale prossimo alla dichiarazione di Fallimento. L'azione revocatoria è uno strumento utilizzabile dal curatore fallimentare allo scopo di ricostituire il patrimonio del fallito destinato alla soddisfazione dei suoi creditori, facendovi rientrare quanto ne era uscito nel periodo antecedente al fallimento (il cosiddetto periodo sospetto). Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale. Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame. Tutte le cause in materia sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Malversazioni

Si tratta di controversie nelle quali il Gruppo può essere coinvolto in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa, vi sono alcuni reclami e alcune vertenze giudiziali derivanti da comportamenti anomali posti in essere da dipendenti o consulenti finanziari nello svolgimento delle mansioni loro affidate o dell'attività espletata, con conseguenti contestazioni da parte della clientela nei confronti della Banca stessa, che può eventualmente essere ritenuta responsabile di tali comportamenti.

Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale.

Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame.

Contenzioso in materia di anatocismo

Il numero complessivo delle cause pendenti si mantiene consistente, alla luce, soprattutto, delle problematicità derivanti da alcuni orientamenti della giurisprudenza (oltre che dalle evoluzioni della normativa di settore). Tutte le cause in materia - a volte comprendenti anche contestazioni relative al superamento del Tasso Soglia Usura – sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Contenzioso in materia di servizi di investimento

Quanto alle controversie giudiziali aventi ad oggetto servizi di investimento – bond in default, derivati, ecc. – la policy adottata dalla Banca in materia è quella di procedere ad una valutazione delle singole posizioni caso per caso, prestando particolare attenzione al dato documentale e al profilo dell'adeguatezza degli investimenti contestati rispetto alla posizione della singola controparte. Per effetto di detta analisi, ove ritenuto opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze.

Reclami formulati dalla clientela

Con riferimento alle contestazioni avanzate dalla clientela vengono effettuati gli opportuni accantonamenti; in particolare, nel caso in cui il danno lamentato sia superiore a una predeterminata soglia di rilevanza (ad oggi fissata in 25ek), la previsione di perdita è fatta analiticamente. Qualora il danno lamentato sia, invece, inferiore a detta soglia, l'accantonamento è determinato applicando una percentuale forfettaria/statistica stabilita in base alla media delle perdite effettivamente subite sul totale dei reclami analoghi ricevuti negli anni precedenti.

Contenzioso fiscale

I rischi derivanti dal contenzioso fiscale del Gruppo sono presidiati da adeguati accantonamenti a fondi per rischi e oneri.

Con riguardo alla capogruppo, sono in essere 23 procedimenti contenziosi, afferenti a imposte dirette e tributi locali. Relativamente a tali contenziosi non sono emersi rischi effettivi o quanto meno il rischio stimato è apparso remoto. Per cui non sono stati effettuati accantonamenti specifici.

Per Credemleasing sono in essere 34 procedimenti contenziosi, prevalentemente relativi a tributi locali.

Per Credem Euromobiliare Private Banking S.p.A., ad esito della conclusione favorevole dell'unico contenzioso pendente in materia di imposta di registro su cessione di ramo di azienda, non vi sono contenziosi pendenti.

Per Credemtel S.p.A., a far data dal 2022 pende un unico contenzioso avente ad oggetto sanzioni IVA.

Sono infine presenti controversie di minore rilevanza relative all'operatività posta in essere dai promotori finanziari, al contenzioso lavoristico, nonché all'ambito immobiliare, amministrativo.

Sono infine presenti controversie di minore rilevanza relative all'operatività posta in essere dai promotori finanziari, al contenzioso lavoristico, nonché all'ambito immobiliare, amministrativo.

Nel mese di settembre 2021 era stato consegnato dalla Banca d'Italia il rapporto ispettivo in esito alle verifiche condotte nel periodo aprile-luglio 2021 sul rispetto della normativa e degli orientamenti di Vigilanza in tema di trasparenza delle operazioni e correttezza delle relazioni con la clientela. Nel corso del 2022, sono state rilevate talune aree di rafforzamento, in alcuni casi anche con conseguenze restitutorie in favore della clientela, a fronte delle quali è stata istituita una specifica attività progettuale per la definizione e la realizzazione del piano di rimedio a superamento delle anomalie segnalate.

Sezione 11 – Riserve tecniche Voce 110

11.1 Riserve tecniche: composizione

Lavoro
diretto
Lavoro
indiretto
Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
A. Ramo danni - - - -
A1. Riserve premi - - - -
A2. Riserve sinistri - - - -
A3. Altre riserve - - - -
B. Ramo vita 4.356.382 - 4.356.382 4.257.810
B1. Riserve matematiche 4.290.960 - 4.290.960 4.199.227
B2. Riserve per somme da pagare 55.000 - 55.000 48.752
B3. Altre riserve 10.422 - 10.422 9.831
C. Riserve tecniche allorché il rischio dell'investimento è sopportato
dagli assicurati
- - - -
C1. Riserve relative a contratti le cui prestazioni sono connesse
con fondi di investimento e indici di mercato
- - - -
C2. Riserve derivanti dalla gestione dei fondi pensione - - - -
D. Totale riserve tecniche 4.356.382 - 4.356.382 4.257.810

I valori iscritti si riferiscono alla controllata Credemvita.

Sezione 13 – Patrimonio del gruppo – Voci 120, 130, 140, 150, 160, 170 e 180

13.1 "Capitale" e "Azioni proprie": composizione

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
A. Capitale
A.1 Azioni ordinarie 341.320 341.320
A.2 Azioni di risparmio - -
A.3 Azioni privilegiate - -
A.4 Azioni altre - -
B. Azioni proprie
B.1 Azioni ordinarie 10.072 4.025
B.2 Azioni di risparmio - -
B.3 Azioni privilegiate - -
B.4 Azioni altre - -

Sono presenti 1.816.938 azioni proprie in portafoglio, per un controvalore di 10,1 milioni di euro, acquistate nell'ambito del programma che ha dato esecuzione alle delibere adottate dalle varie Assemblee Ordinarie; tali programmi hanno lo scopo di acquistare azioni di Credito Emiliano ad integrale copertura dei piani di remunerazione basati su strumenti finanziari da destinare alla categoria dei dirigenti con responsabilità strategiche e del "personale più rilevante" del gruppo bancario. Ai sensi delle norme vigenti, gli estremi del programma sono già stati comunicati al mercato.

Nel corso dell'esercizio sono state assegnate 535.986 azioni e sono state acquistate 1.500.000 azioni sul mercato.

Per maggiori dettagli riguardo i piani di remunerazione basati su strumenti finanziari si rinvia alla "Parte I" della presente nota integrativa.

13.2 Capitale - Numero azioni della capogruppo: variazioni annue

Voci/Tipologie Ordinarie Altre
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 341.320 -
- interamente liberate 340.467 -
- non interamente liberate - -
A.1 Azioni proprie (-) 853 -
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 341.320 -
B. Aumenti 536 -
B.1 Nuove emissioni 536 -
- a pagamento: - -
- conversione di obbligazioni - -
- esercizio di warrant -
- altre - -
- a titolo gratuito: 536 -
- a favore dei dipendenti 518 -
- a favore degli amministratori 9 -
- altre 9
B.2 Vendita di azioni proprie -
B.3 Altre variazioni -
-
C. Diminuzioni (1.500) -
C.1 Annullamento -
C.2 Acquisto di azioni proprie (1.500)
-
C.3 Operazioni di cessione di imprese - -
C.4 Altre variazioni - -
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 341.320 -
D.1 Azioni proprie (+) 1.817 -
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 339.503 -
- interamente liberate 339.503 -
- non interamente liberate - -

13.4 Riserve di utili: altre informazioni

In tale categoria sono inclusi la riserva legale, la riserva straordinaria, il fondo per rischi bancari precedentemente iscritto nel bilancio redatto ai sensi del previgente D.Lgs. 87/92 e riclassificato secondo i principi IAS.

La riserva legale, costituita a norma di legge, deve essere almeno pari ad un quinto del capitale sociale; essa è stata costituita in passato tramite accantonamenti degli utili netti annuali per almeno un decimo degli stessi, a norma dell'articolo 29 dello statuto sociale. Nel caso in cui la riserva dovesse diminuire, occorre reintegrarla tramite l'obbligo di destinarvi un ventesimo dell'utile.

La riserva statutaria o straordinaria è costituita in base allo statuto dalla destinazione della quota di utile residuale a seguito della distribuzione dell'utile alle azioni ordinarie.

Le riserve da concentrazione ex L.30 luglio 1990 n. 218 sono state costituite in occasione di operazioni di riorganizzazione o concentrazione effettuate ai sensi della citata legge.

Le altre riserve comprendono la riserva costituita a fronte del piano di stock option ed altre riserve costituite nel passato a fronte di specifiche disposizioni normative.

Sono presenti, altresì, due riserve in sospensione d'imposta distinte per la tipologia di riallineamento effettuato ai sensi dell'art. 110 del DL 14 agosto 2020 oggetto di successiva modifica con la Legge 178/2020.

Infine la voce include gli effetti generati dalla transizione ai principi contabili internazionali.

In particolare tra le riserve di utili sono confluiti gli effetti derivanti dal cambiamento dei principi contabili che non prevedono nei prossimi esercizi un conferimento al conto economico. Gli ulteriori effetti generati dalla transizione agli IAS/IFRS destinati a modificarsi nel tempo ed a confluire a conto economico al momento del realizzo o estinzione delle corrispondenti attività e passività sono stati invece appostati tra le "Riserve da valutazione". Si tratta della valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, della valutazione dei contratti derivati di copertura di flussi finanziari, della riserva connessa agli utili/perdite attuariali su piani a benefici definiti e delle leggi speciali di rivalutazione. Le variazioni annue di tali riserve confluiscono nella redditività complessiva.

Sezione 14 – Patrimonio di pertinenza di terzi Voce 190

14.1 Dettaglio della voce 210 "patrimonio di pertinenza di terzi"

Denominazione imprese Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Partecipazioni in società consolidate con interessenze di terzi significative
1. BLUE EYE SOLUTIONS SRL 155 140
2. CREDEM CB SRL 4 4
3. SATA SRL - 509
Totale 159 653

A seguito della facoltà esercitata dalla compagnia di assicurazione Credemvita, facente parte del Conglomerato finanziario a prevalenza bancaria, di posticipare al 2023 la prima applicazione dell'IFRS9, (Deferral Approach), negli schemi consolidati previsti dall'aggiornamento della circolare 262 della Banca d'Italia, sono state create le seguenti nuove voci di Stato Patrimoniale - Passivo:

  • Stato Patrimoniale Passivo: Voce 15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39, che accoglie i debiti verso banche, i debiti verso clientela ed i titoli in circolazione, così come definiti nel rispetto dello IAS 39;
  • Stato Patrimoniale Passivo: Voce 35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39, che accoglie le passività finanziarie di negoziazione, le passività finanziarie valutate al fair value ed i derivati con fair value negativo, così come definiti nel rispetto dello IAS 39;
  • Stato Patrimoniale Patrimonio Netto: Voce 125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione, che accoglie le riserve da valutazione su attività finanziarie disponibili per la vendita, gli effetti dello shadow accounting ed i relativi impatti fiscali.

Voce 15 del passivo - Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS39

Debiti verso clientela: composizione merceologica

Tipologia operazioni/Valori 31/12/2022 31/12/2021
1. Conti correnti e depositi liberi - -
2. Depositi vincolati - -
3. Finanziamenti - -
3.1 Pronti contro termine passivi - -
3.2 Altri - -
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - -
5. Altri debiti 2.481 2.773
Totale 2.481 2.773
Fair value - livello 1 - -
Fair value - livello 2 - -
Fair value - livello 3 2.481 2.773
Totale Fair Value 2.481 2.773

Titoli in circolazione: composizione merceologica

Totale 31/12/2022 Totale 31/12/2021
Tipologia titoli / Valori Valore Fair Value Valore Fair Value
Bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 Bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3
A.Titoli
1.Obbligazioni 109.274 - - 99.167 109.121 - - 109.913
1.1 Strutturate - - - - - - - -
1.2 altre 109.274 - - 99.167 109.121 - - 109.913
2. Altri titoli - - - - - - - -
2.1 strutturati - - - - - - - -
2.2 altri - - - - - - - -
Totale 109.274 - - 99.167 109.121 - - 109.913

Dettaglio della voce 30 "Titoli in circolazione": titoli subordinati

31/12/2022 31/12/2021
A. Titoli in circolazione
Titoli in circolazione - Subordinati 109.274 109.121

A fine esercizio Credemvita ha posto in essere un'operazione di rimborso e collocamento di prestiti obbligazionari.

Dettaglio dei debiti/titoli subordinati

Obbligazione non convertibile, a tasso fisso, emissione a 98,330% in data 18 novembre 2020 e denominato "Credemvita s.p.a.", codice ISIN XS2253071216 in valuta euro. Il titolo presenta le seguenti caratteristiche:

  • Valore nominale: 107.500.000 di euro;
  • Scadenza: 18/02/2031;
  • Cedola: Tasso fisso annuale, fissato al momento dell'emissione pari al 3,5% per i primi 5 anni. Il tasso di interesse viene rivisto al termine del quinto anno, senza applicazione di alcun meccanismo di step-up;
  • Rating: BBB- by Fitch.

Il rimborso del Prestito potrà avvenire - oltre che alla scadenza naturale - alla scadenza del quinto anno, ovvero al verificarsi di un "Regulatory Event" (ossia nell'ipotesi in cui i titoli non avessero più le caratteristiche di ammissibilità - e non di computabilità – ad essere inclusi tra gli elementi dei fondi propri di base di livello 2 della Compagnia, ovvero, conformemente alla prassi di mercato, nel caso in cui la Compagnia non fosse più assoggettata alla supervisione dell'IVASS) e di un "Tax Event" (ossia qualora, a causa dell'introduzione di nuove norme fiscali, ovvero della modifica di quelle esistenti, la Compagnia fosse assoggettata al pagamento di ulteriori imposte sul Prestito ovvero non fosse più in condizioni di dedurre gli interessi pagati sul Prestito).

Voce 35 del passivo - Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS39

31/12/2022 31/12/2021
Tipologia operazioni/Valori FV FV
VN L1 L2 L3 FV* VN L1 L2 L3 FV*
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
1.1 Strutturati - - - - x - - - - x
1.2 Altri - - - - x - - - - x
2. Debiti verso clientela 3.903.984 - - 3.903.984 3.903.984 4.406.981 - - 4.406.981 4.406.981
2.1 Strutturati - - - - x - - - - x
2.2 Altri 3.903.984 - - 3.903.984 x 4.406.981 - - 4.406.981 x
3. Titoli di debito - - - - - - - - - -
3.1 Strutturati - - - - x - - - - x
3.2 Altri - - - - x - - - - x
Totale 3.903.984 - - 3.903.984 3.903.984 4.406.981 - - 4.406.981 4.406.981

Passività finanziaria valutate al fair value: composizione merceologica

Legenda:

FV=fair value

FV*=fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

VN = valore nominale o nozionale

L1 = Livello 1

L2 = Livello 2

L3 = Livello 3

I debiti verso clientela includono essenzialmente le somme incassate dalla compagnia assicurativa del Gruppo per l'emissione di polizze con prevalenti caratteristiche finanziarie a fronte di investimenti con rischi totalmente a carico dei sottoscrittori.

Il valore nominale delle polizze riferibili al comparto assicurativo viene indicato convenzionalmente pari al fair value.

Voce 125 del passivo – Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39

Riserve da valutazione delle attività finanziarie delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39: composizione

Riserve da valutazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione

Totale 31/12/2022 Totale 31/12/2021
Attività/Valori Riserva positiva Riserva negativa Riserva positiva Riserva negativa
1. Titoli di debito 4.087 176.785 23.467 52.792
2. Titoli di capitale - - - -
3. Quote di O.I.C.R 6.992 61.948 18.893 3.789
4. Finanziamenti - - - -
Totale 11.079 238.733 42.360 56.581

Altre informazioni

1. Impegni e garanzie finanziarie rilasciate

Valore nominale su impegni e garanzie finanziarie
rilasciate
Totale Totale
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisiti/e o
originati
31/12/2022 31/12/2021
1. Impegni a erogare fondi 10.705.933 168.891 34.593 986 10.910.403 10.648.932
a) Banche Centrali - - - - - -
b) Amministrazioni pubbliche 10.236 - 3 - 10.239 9.886
c) Banche 27.090 725 - - 27.815 27.474
d) Altre società finanziarie 131.902 1.419 12 - 133.333 99.617
e) Società non finanziarie 8.989.263 46.458 19.061 986 9.055.768 8.836.548
f) Famiglie 1.547.442 120.289 15.517 - 1.683.248 1.675.407
2. Garanzie finanziarie rilasciate 969.615 46.536 5.065 638 1.021.854 1.106.049
a) Banche Centrali 483.382 2.372 - - 485.754 540.847
b) Amministrazioni pubbliche 98 - - - 98 103
c) Banche 1.394 2.410 - - 3.804 4.233
d) Altre società finanziarie 4.894 110 - - 5.004 3.469
e) Società non finanziarie 404.488 34.757 4.863 618 444.726 472.818
f) Famiglie 75.359 6.887 202 20 82.468 84.579

3. Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni

Portafogli Importo
31/12/2022
Importo
31/12/2021
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 22.459 -
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 3.343.916 5.479.909
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 11.452.899 13.937.953
4. Attività materiali - -
di cui: attività materiali che costituiscono rimanenze - -

Nella voce 1. "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico" sono ricompresi i crediti a cauzione per anticipazione su finanziamenti con la Banca Centrale Europea.

Nella voce 2. "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" sono ricompresi:

  • 862,0 milioni di euro a cauzione per anticipazione su finanziamenti con la Banca Centrale Europea;
  • 2.464,6 milioni di euro a garanzia operazioni di pronti contro termine passivi;
  • 17,3 milioni di euro a garanzia operazioni di altre operazioni.

Nella voce 3. "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" sono ricompresi:

  • 2.287,7 milioni di euro sono i crediti ceduti a società veicolo nell'ambito di operazioni di covered bond;
  • 5.386,1 milioni di euro a cauzione per anticipazione su finanziamenti con la Banca Centrale Europea;
  • 716,5 milioni di euro come margini iniziali e di variazione con clearing broker;

  • 120,9 milioni di euro a garanzia della cassa di compensazione e garanzia;

  • 66,5 milioni di euro a cauzione presso la Banca d'Italia per emissione assegni circolari;
  • 2.356,1 milioni di euro a garanzia operazioni di pronti contro termine passivi;
  • 538,0 milioni di euro a garanzia altri tipi di raccolta collateralizzata.

5. Gestione e intermediazione per conto terzi

Tipologia servizi Importo
1. Esecuzione di ordini per conto della clientela 12.405.751
a) acquisti 6.874.305
1. regolati 6.859.576
2. non regolati 14.729
b) vendite 5.531.446
1. regolate 5.521.426
2. non regolate 10.020
2. Gestioni di portafogli 30.975.820
a) individuali 5.744.781
b) collettive 25.231.039
3. Custodia e amministrazione di titoli 59.168.029
a) titoli di terzi in deposito: connessi con lo svolgimento di banca depositaria (escluse le
gestioni di portafogli)
-
1. titoli emessi dalle società incluse nel consolidamento -
2. altri titoli -
b) titoli di terzi in deposito (escluse gestioni di portafogli): altri 39.407.208
1. titoli emessi dalle società incluse nel consolidamento 718.401
2. altri titoli 38.688.807
c) titoli di terzi depositati presso terzi 38.809.230
d) titoli di proprietà depositati presso terzi 19.760.821
4. Altre operazioni 14.506.322

La voce 4. "Altre operazioni" comprende prevalentemente i servizi resi a terzi relativamente all'attività di ricezione e trasmissione degli ordini.

Il principio IFRS 7 richiede di fornire una specifica informativa degli strumenti finanziari:

  • che sono stati compensati nello stato patrimoniale ai sensi dello IAS 32;
  • che sono potenzialmente compensabili, al ricorrere di determinate condizioni, ma esposti nello stato patrimoniale a saldi aperti in quanto regolati da "accordi quadro di compensazione o accordi simili" che tuttavia non rispettano i criteri stabiliti dallo IAS 32 per operare la compensazione di bilancio.

Per la disclosure di tali accordi il principio richiede di considerare gli effetti delle garanzie reali finanziarie ricevute e prestate.

Al riguardo si segnala che, sulla base dell'analisi effettuata, non risultano in essere accordi di netting per i quali si debba procedere alla compensazione dei saldi nello stato patrimoniale, ai sensi di quanto richiesto dallo IAS 32. Pertanto nelle seguenti tabelle 6.e 7.le colonne relative all'"Ammontare delle attività/passività finanziarie compensato in bilancio" non risulteranno avvalorate.

  1. Attività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari
Ammontare
Ammontare
Ammontare
netto delle
Ammontari correlati non
oggetto di compensazione
in Bilancio
Ammontare
netto (f=c-d
e)
Ammontare
netto
Forme tecniche lordo delle
attività
finanziarie
(a)
delle
passività
finanziarie
compensate
in bilancio (b)
attività
finanziarie
riportato in
bilancio
(c=a-b)
Strumenti
finanziari (d)
Depositi di
contante
ricevuti in
garanzia (e)
31/12/2022 31/12/2021
1. Derivati 635.194 - 635.194 - 609.121 26.073 10.411
2. Pronti contro termine - - - - - - -
3. Prestito titoli - - - - - - -
4. Altre - - - - - - -
Totale 31/12/2022 635.194 - 635.194 - 609.121 26.073 X
Totale 31/12/2021 247.526 - 247.526 162.925 74.190 X 10.411
  1. Passività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari
Ammontari correlati non
oggetto di compensazione
Ammontare
Ammontare
in bilancio
Ammontare
Ammontare
Ammontare
netto delle
netto (f=c-d
netto
lordo delle
delle attività
passività
e)
Forme tecniche
passività
finanziarie
finanziarie
finanziarie
compensato
riportato in
Depositi in
(a)
in bilancio (b)
bilancio
Strumenti
contanti
(c=a-b)
finanziari (d)
posti a
31/12/2022
31/12/2021
garanzia (e)
1. Derivati
398.448
-
398.448
-
609.121
(210.673)
(16.039)
2. Pronti contro termine
-
-
-
-
-
-
-
3. Prestito titoli
-
-
-
-
-
-
-
4. Altre operazioni
-
-
-
-
-
-
-
Totale
31/12/2022
398.448
-
398.448
-
609.121
(210.673)
X
Totale
31/12/2021
7.670.190
-
7.670.190
7.414.807
271.422
X
(16.039)

PARTE C

INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

Sezione 1 – Gli interessi - Voci 10 e 20

1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione

Voci/Forme tecniche Titoli di debito Finanziamenti Altre
operazioni
Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
a conto economico:
510 321 - 831 209
1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 508 - - 508 147
1.2 Attività finanziarie designate al fair value - - - - -
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
2 321 - 323 62
2. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
62.037 - X 62.037 24.858
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 73.216 580.571 - 653.787 428.380
3.1 Crediti verso banche 8.341 26.702 X 35.043 3.080
3.2 Crediti verso clientela 64.875 553.869 X 618.744 425.300
4. Derivati di copertura X X 23.578 23.578 24.325
5. Altre attività X X 349 349 50
6. Passività finanziarie X X X 57.216 106.255
Totale 135.763 580.892 23.927 797.798 584.077
di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired - 11.988 - 11.988 11.743
di cui: interessi attivi su leasing finanziario X 66.806 X 66.806 54.121

1.2 Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni

1.2.1 Interessi attivi su attività finanziarie in valuta

Gli interessi attivi maturati ammontano a 46.918 mila euro.

1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre
operazioni
Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
(78.654) (45.686) X (124.340) (47.713)
1.1 Debiti verso banche centrali - X X - -
1.2 Debiti verso banche (40.917) X X (40.917) (310)
1.3 Debiti verso clientela (37.737) X X (37.737) (16.780)
1.4 Titoli in circolazione X (45.686) X (45.686) (30.623)
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
3. Passività finanziarie designate al fair value - - - - -
4. Altre passività e fondi X X (1) (1) (13)
5. Derivati di copertura X X - - -
6. Attività finanziarie X X X (19.471) (46.721)
Totale (78.654) (45.686) (1) (143.812) (94.447)
di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing (3.178) X X (3.178) (3.293)

1.4 Interessi passivi e oneri assimilati: altre informazioni

1.4.1 Interessi passivi su passività finanziarie in valuta

Gli interessi passivi maturati ammontano a 35.228 mila euro.

1.5 Differenziali relativi alle operazioni di copertura

Voci Totale Totale
31/12/2022 31/12/2021
A. Differenziali positivi relativi a operazioni di copertura 240.801 184.731
B. Differenziali negativi relativi a operazioni di copertura (217.223) (160.406)
C. Saldo (A-B) 23.578 24.325

Sezione 2 – Le commissioni - Voci 40 e 50

2.1 Commissioni attive: composizione

Tipologia servizi/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
a) Strumenti finanziari 200.280 226.477
1. Collocamento titoli 92.068 100.842
1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile - -
1.2 Senza impegno irrevocabile 92.068 100.842
2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per conto
dei clienti
15.032 16.937
2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari 6.791 7.753
2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti 8.241 9.184
3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari 93.180 108.698
di cui: negoziazione per conto proprio - -
di cui: gestione di portafogli individuali 93.180 108.698
b) Corporate Finance 1.969 2.189
1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni 1.969 2.189
2. Servizi di tesoreria - -
3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance - -
c) Attività di consulenza in materia di investimenti 12.806 13.352
d) Compensazione e regolamento - -
e) Gestione di portafogli collettive 208.369 263.263
f) Custodia e amministrazione 3.943 3.694
1. Banca depositaria - -
2. Altre commissioni legate all'attività di custodia e amministrazione 3.943 3.694
g) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive - -
h) Attività fiduciaria 1.230 1.261
i) Servizi di pagamento 221.018 215.424
1. Conti correnti 134.401 122.763
2. Carte di credito 28.481 24.442
3. Carte di debito ed altre carte di pagamento 22.125 34.205
4. Bonifici e altri ordini di pagamento 14.664 13.338
5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento 21.347 20.676
j) Distribuzione di servizi di terzi 61.569 53.956
1. Gestioni di portafogli collettive - -
2. Prodotti assicurativi 59.396 52.478
3. Altri prodotti 2.173 1.478
di cui: gestioni di portafogli individuali - -
k) Finanza strutturata - -
l) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
m) Impegni a erogare fondi - -
n) Garanzie finanziarie rilasciate 4.720 4.471
di cui: derivati su crediti - -
o) Operazioni di finanziamento 16.410 13.721
di cui: per operazioni di factoring 16.410 13.721
p) Negoziazione di valute
q) Merci
3.859
-
3.187
-
r) Altre commissioni attive 26.469 22.952
di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio - -
di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione
Totale
-
762.642
-
823.948

I dati delle tabelle del 2021 delle "Commissioni attive", Servizi di pagamento, sono stati riesposti al fine di recepire in maniera più analitica le commissioni relative ai conti correnti.

Si riporta la disaggregazione delle commissioni distribuite per forma tecnica in linea con quanto richiesto da IFRS 15 par. 114. Le principali tipologie commissionali sono riconducibili a (IFRS 15 par. 119):

  • Gestione dei portafogli individuali e collettivi: la performance obbligation si sostanzia in 48 mila euro e viene tipicamente soddisfatta over time;
  • Collocamento titoli: si tratta di commissioni in sede di collocamento fondi/sicav incassati per un importo pari a 22.126 mila euro;
  • Distribuzione dei servizi di terzi: si tratta di commissioni di acquisizione relative a polizze assicurative per un importo pari a 8.710 mila euro.

Il gruppo percepisce vari tipi di commissioni variabili come:

  • Success Fee e retainer fee;
  • Performance/Overperformance;
  • Rappel.

Tali commissioni vengono percepite al raggiungimento di determinati obiettivi, previsti contrattualmente e sono contabilizzate al momento in cui viene meno l'incertezza relativa alla determinazione dell'importo variabile.

Nella parte L della nota integrativa viene presentata la disaggregazione dei Ricavi per segmento operativo.

2.2 Commissioni passive: composizione

Servizi/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
a) Strumenti finanziari (5.757) (6.452)
di cui: negoziazione di strumenti finanziari (2.568) (2.538)
di cui: collocamento di strumenti finanziari (1.402) (1.579)
di cui: gestione di portafogli individuali (1.679) (2.246)
- Proprie (846) (1.250)
- Delegate a terzi (833) (996)
b) Compensazione e regolamento - -
c) Gestione di portafogli collettive (4.245) (9.095)
1. Proprie (58) (79)
2. Delegate a terzi (4.187) (9.016)
d) Custodia e amministrazione (2.757) (2.863)
e) Servizi di incasso e pagamento (17.537) (30.557)
di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento (11.110) (9.616)
f) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
g) Impegni a ricevere fondi - -
h) Garanzie finanziarie ricevute (1.815) (811)
di cui: derivati su crediti - -
i) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi (102.208) (113.645)
l) Negoziazione di valute - -
m) Altre commissioni passive (27.796) (25.584)
Totale (162.115) (189.007)

Sezione 3 – Dividendi e proventi simili - Voci 70

3.1 Dividendi e proventi simili: composizione

Voci/Proventi Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Dividendi Proventi simili Dividendi Proventi simili
A. Attività finanziarie di negoziazione 126
-
13
-
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
fair value
-
-
-
-
C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
1.950
-
153 -
D. Partecipazioni - - - -
Totale 2.076 - 166 -

Sezione 4 – Il risultato netto dell'attività di negoziazione – Voce 80

4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze
(A)
Utili da
negoziazione
(B)
Minusvalenze
(C)
Perdite da
negoziazione
(D)
Risultato
netto [(A+B)
- (C+D)]
1. Attività finanziarie di negoziazione 175 6.587 (935) (2.174) 3.653
1.1 Titoli di debito 22 5.916 (815) (1.834) 3.289
1.2 Titoli di capitale 65 669 (74) (62) 598
1.3 Quote di O.I.C.R. 88 2 (46) (278) (234)
1.4 Finanziamenti - - - - -
1.5 Altre - - - - -
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti - - - - -
2.3 Altre - - - - -
3. Attività e passività finanziarie: differenze di
cambio
X X X X 11.256
4. Strumenti derivati 37.536 300.677 (294.377) (46.209) (3.743)
4.1 Derivati finanziari: 37.536 300.677 (294.377) (46.209) (3.743)
- Su titoli di debito e tassi di interesse 37.536 300.676 (294.377) (46.209) (2.374)
- Su titoli di capitale e indici azionari - 1 - - 1
- Su valute e oro X X X X (1.370)
- Altri - - - - -
4.2 Derivati su crediti - - - - -
di cui: coperture naturali connesse con la fair value
option
X X X X -
Totale 37.711 307.264 (295.312) (48.383) 11.166

Nella presente tabella i risultati della negoziazione delle attività finanziarie per cassa in valuta sono indicati separatamente da quelli relativi all'attività in cambi.

Sezione 5 - Il risultato netto dell'attività di copertura - Voce 90

5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione

Componenti reddituali/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
A. Proventi relativi a:
A.1 Derivati di copertura del fair value 1.418.585 168.705
A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) 28.845 129.521
A.3 Passivita' finanziarie coperte (fair value) 580.528 102.864
A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
A.5 Attività e passività in valuta - -
Totale proventi dell'attività di copertura (A) 2.027.958 401.090
B. Oneri relativi a:
B.1 Derivati di copertura del fair value (632.075) (212.810)
B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) (1.375.869) (188.326)
B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) (16.328) -
B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
B.5 Attività e passività in valuta - -
Totale oneri dell'attività di copertura (B) (2.024.272) (401.136)
C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) 3.686 (46)
di cui: risultato delle coperture su posizioni nette - -

La metodologia contabile del macro fair value hedge è stata applicata per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap", per la copertura rischio di tasso della raccolta a vista di clientela, e la metodologia contabile del micro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso per alcuni titoli a tasso fisso detenuti nei portafogli "AFS" e "Crediti" e per la copertura del rischio di tasso per alcune obbligazioni emesse a tasso fisso classificate nella voce "titoli in circolazione".

L'attività di copertura, con riferimento alla valutazione degli strumenti derivati correlati a poste patrimoniali (la circostanza ha in particolare riguardato le coperture in "micro fair value hedge" dei titoli di debito appostati tra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva), ha risentito dell'andamento dei tassi di interesse e delle tensioni di mercato verificatesi in particolare nell'anno

Va osservato che tale risultato è peraltro da mettere in connessione con gli apporti positivi che le stesse grandezze patrimoniali suddette hanno avuto sul margine finanziario.

Sezione 6 - Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100

6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Voci/Componenti reddituali Utili Perdite Utili Perdite Risultato
netto
Attività finanziarie
1. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
36.020 (4.514) 31.506 4.485 (1.351) 3.134
1.1 Crediti verso banche - - - - - -
1.2 Crediti verso clientela 36.020 (4.514) 31.506 4.485 (1.351) 3.134
2. Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
19.044 (5.594) 13.450 68.610 (34.353) 34.257
2.1 Titoli di debito 19.044 (5.594) 13.450 68.610 (34.353) 34.257
2.2 Finanziamenti - - - - - -
Totale attività 55.064 (10.108) 44.956 73.095 (35.704) 37.391
Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
- - - - - -
1. Debiti verso banche - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - -
3. Titoli in circolazione - - - - - -
Totale passività - - - - - -

L'andamento dell'aggregato riporta anche le cessioni di portafogli di crediti NPL, chirografari ed ipotecari, effettuate nel corso dell'esercizio. Le operazioni hanno comportato una plusvalenza netta di circa 5,2 milioni di euro.

E' risultato positivo il contributo dell'area finanza.

Sezione 7 – Il Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 110

7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze
(A)
Utili da
realizzo (B)
Minusvalenze
(C)
Perdite da
realizzo (D)
Risultato
netto [(A+B) -
(C+D)]
1. Attività finanziarie 351 - (2.106) (140) (1.895)
1.1 Titoli di debito - - - - -
1.2 Titoli di capitale - - - - -
1.3 Quote di O.I.C.R. 20 - (674) (39) (693)
1.4 Finanziamenti 331 - (1.432) (101) (1.202)
2. Attività finanziarie: differenze di cambio X X X X -
Totale 351 - (2.106) (140) (1.895)

Sezione 8 - Le rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento - Voce 130

Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Operazioni/Componenti
reddituali
Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate
Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Primo
stadio
Secondo
stadio
Write-off Altre Write-off Altre Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
A. Crediti verso banche (64) (104) - - - - 20 - - - (148) (112)
- Finanziamenti (39) (104) - - - - - - - - (143) (36)
- Titoli di debito (25) - - - - - 20 - - - (5) (76)
B. Crediti verso clientela (5.001) (6.973) (2.565) (99.556) - (2.515) 6.483 1.744 45.736 6.961 (55.686) (28.611)
- Finanziamenti (4.153) (6.973) (2.565) (99.556) - (2.515) 6.047 1.744 45.736 6.961 (55.274) (27.644)
- Titoli di debito (848) - - - - - 436 - - - (412) (967)
Totale (5.065) (7.077) (2.565) (99.556) - (2.515) 6.503 1.744 45.736 6.961 (55.834) (28.723)

8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione

Le rettifiche su crediti restano su valori estremamente contenuti (circa 15 bps di costo del credito), registrano componenti non ricorrenti, relativi sia ad un aggiornamento degli scenari nei modelli IFRS9, sia un adeguamento delle policy sui crediti problematici, in coerenza con gli obiettivi di addendum e calendar provisioning e confermano, come già evidenziato nel capitolo della relazione sulla gestione dedicato agli impieghi, l'assenza di rilevanti segnali di deterioramento creditizio.

8.1a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: composizione

Operazioni/Componenti Terzo stadio Impaired acquisite o
originate
Totale Totale
reddituali Primo
stage
Secondo
stadio
Write-off Altre Write-off Altre 31/12/2022 31/12/2021
1. Finanziamenti oggetto di
concessione conforme con le
GL
- - - - - - - (25)
2. Finanziamenti oggetto di
misure di moratoria in essere
non più conformi alle GL e non
valutate come oggetto di
concessione
- - - - - - - (1.156)
3. Finanziamenti oggetto di
altre misure di concessione
- (170) - (507) - - (677) (3.715)
4. Nuovi finanziamenti 1.129 2 - (13.846) - - (12.715) (3.194)
Totale 1.129 (168) - (14.353) - - (13.392) (8.090)

Nella tabella viene indicato il dettaglio delle rettifiche di valore nette per i finanziamenti, oggetto di "moratorie" o altre misure di concessione in essere alla data di riferimento del bilancio, o che costituiscono nuova liquidità concessa mediante meccanismi di garanzia pubblica.

8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Operazioni/Componenti
reddituali
Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate
Totale Totale
Primo
stadio
Secondo
stadio
Write-off Altre Write-off Altre Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
31/12/2022 31/12/2021
A. Titoli di debito (293) - - - - - 463 - - - 170 503
B. Finanziamenti - - - - - - - - - - - -
- Verso clientela - - - - - - - - - - - -
- Verso banche - - - - - - - - - - - -
Totale (293) - - - - - 463 - - - 170 503

Sezione 9 –Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni - Voce 140

9.1 Utili (perdite) da modifiche contrattuali: composizione

La voce presenta un saldo netto positivo di 114 mila euro, 507 mila euro di utili e 393 mila euro di perdite a seguito dell'adeguamento operato ai valori contabili delle attività finanziarie che riflettono le modifiche apportate ai flussi di cassa contrattuali che non danno luogo a cancellazioni contabili.

Sezione 10 – Premi netti - Voce 160

10.1 Premi netti: composizione

Premi derivanti dall'attività assicurativa Lavoro diretto Lavoro indiretto Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
A. Ramo Vita
A.1 Premi lordi contabilizzati (+) 555.766 - 555.766 484.625
A.2 Premi ceduti in riassicurazione (-) (5.800) X (5.800) (4.774)
A.3 Totale 549.966 - 549.966 479.851
B. Ramo Danni
B.1 Premi lordi contabilizzati (+) - - - -
B.2 Premi ceduti in riassicurazione (-) - X - -
B.3 Variazione dell'importo lordo della riserva premi (+/-
)
- - - -
B.4 Variazione della riserva premi a carico dei
riassicuratori (+/-)
- - - -
B.5 Totale - - - -
C. Totale premi netti 549.966 - 549.966 479.851

Sezione 11 – Saldo altri proventi e oneri della gestione assicurativa - Voce 170

11.1 Saldo altri proventi e oneri della gestione assicurativa: composizione
-----------------------------------------------------------------------------
Voci Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Variazione netta delle riserve tecniche (178.248) (171.715)
2. Sinistri di competenza pagati nell'esercizio (385.191) (328.727)
3. Altri proventi e oneri della gestione assicurativa 160 (53)
Totale (563.279) (500.495)

11.2 Composizione della sottovoce "Variazione netta delle riserve tecniche"

Variazione netta delle riserve tecniche Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Ramo vita
A. Riserve matematiche (177.657) (171.924)
A.1 Importo lordo annuo (178.228) (171.823)
A.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori 571 (101)
B. Altre riserve tecniche (591) 209
B.1 Importo lordo annuo (591) 209
B.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori - -
C. Riserve tecniche allorchè il rischio dell'investimento è sopportato dagli
assicuratori
- -
C.1 Importo lordo annuo - -
C.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori - -
Totale "riserve ramo vita" (178.248) (171.715)
2. Ramo danni
Variazioni delle altre riserve tecniche del ramo danni diverse dalle
riserve sinistri al netto delle cessioni in riassicurazione
- -

11.3 Composizione della sottovoce "Sinistri di competenza dell'esercizio"

Oneri per sinistri Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Ramo vita: oneri relativi ai sinistri, al netto delle cessioni in riassicurazione
A. Importi pagati (379.230) (325.991)
A.1 Importo lordo annuo (383.804) (331.020)
A.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori 4.574 5.029
B. Variazione della riserva per somme da pagare (5.961) (2.736)
B.1 Importo lordo annuo (6.248) (3.028)
B.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori 287 292
Totale sinistri ramo vita (385.191) (328.727)
Ramo danni: oneri relativi ai sinistri, al netto dei recuperi e delle cessioni in
riassicurazione
C. Importi pagati - -
C.1 Importo lordo annuo - -
C.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori - -
D. Variazione dei recuperi al netto delle quote a carico dei riassicuratori - -
E. Variazioni della riserva sinistri - -
E.1 Importo lordo annuo - -
E.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori - -
Totale sinistri ramo danni - -

Sezione 12 – Le spese amministrative - Voce 190

Le spese amministrative mostrano complessivamente una crescita di oltre l'1%, riflettendo alcune dinamiche inflattive e la crescita del business, oltre che la computabilità su dodici mesi degli oneri relativi al perimetro di Caricento.

12.1 Spese per il personale: composizione

Tipologia di spese/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1) Personale dipendente (550.083) (539.241)
a) salari e stipendi (397.711) (382.904)
b) oneri sociali (98.600) (95.272)
c) indennità di fine rapporto (6.006) (5.859)
d) spese previdenziali (81) (80)
e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale (2.104) (2.597)
f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: - -
- a contribuzione definita - -
- a benefici definiti - -
g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: (21.743) (21.189)
- a contribuzione definita (21.743) (21.189)
- a benefici definiti - -
h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali (3.730) (2.823)
i) altri benefici a favore dei dipendenti (20.108) (28.517)
2) Altro personale in attività (9.448) (7.446)
3) Amministratori e sindaci (3.893) (3.970)
4) Personale collocato a riposo (21) (24)
Totale (563.445) (550.681)

Come da indicazioni della circolare di Banca d'Italia 262 del 22 dicembre 2005 (e successivi aggiornamenti):

  • nella voce "Spese per il personale" figurano anche i compensi agli amministratori e ai sindaci e le spese relative ai contratti di lavoro atipici;
  • la sottovoce "Altro personale in attività" comprende compensi p e r collaborazioni coordinate.

12.2 Numero medio dei dipendenti per categoria

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1) Personale dipendente 6.544 6.343
a) dirigenti 181 176
b) quadri direttivi 3.114 3.006
c) restante personale dipendente 3.249 3.161
2) Altro personale 30 33
Totale 6.574 6.376

Il numero medio dei dipendenti non include gli amministratori e sindaci. Nel caso dei dipendenti part-time è convenzionalmente considerato il 50%.

12.4 Altri benefici a favore dei dipendenti

La voce comprende i buoni pasto, gli incentivi all'esodo, le altre liberalità diverse, i costi per polizze assicurative stipulate a favore dei dipendenti, i corsi per corsi di aggiornamento professionale, ecc..

12.5 Altre spese amministrative: composizione

Tipologia servizi/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Imposte e tasse (123.627) (126.054)
Imposta di bollo (107.720) (111.427)
Imposta Municipale Unica (3.203) (2.954)
Altro (12.704) (11.673)
Altre spese (228.612) (221.905)
Assicurazioni (3.681) (3.064)
ATM (964) (666)
Economato, cancelleria, stampati (6.799) (8.310)
Formazione (1.852) (1.427)
Energia elettrica (6.450) (5.441)
Fitti passivi su immobili (1.494) (1.238)
Altre spese immobiliari (13.999) (11.340)
Info provider (15.691) (13.344)
Elaborazioni elettroniche presso terzi (80.709) (83.288)
Macchine ufficio (107) (112)
Lavorazione bancarie esternalizzate (7.805) (10.302)
Marketing (15.038) (10.303)
Mobilità (8.309) (5.852)
Postali (998) (1.550)
Consulenza (11.792) (14.492)
Spese legali per recupero crediti (6.198) (6.202)
Spese legali (4.286) (4.607)
Altri compensi a professionisti esterni (1.964) (2.064)
Reti e servizi interbancari (2.781) (2.707)
Telefoniche (6.732) (7.099)
Trasporti (644) (656)
Trasporto valori e contazione (2.888) (2.371)
Vigilanza (4.938) (4.632)
Visure e informazioni (8.131) (8.111)
Altre spese (14.362) (12.727)
Contributi Fondi (57.393) (51.257)
Contributi Fondo di Risoluzione Unico - SRF (34.274) (22.073)
Contributi Sistema Garanzia Depositi - DGS (23.119) (29.184)
Totale (409.632) (399.216)

I costi relativi a leasing a breve termine ammontano a 58 mila euro, i costi relativi a leasing di modesto valore a 76 mila euro, mentre i costi relativi a leasing non inclusi nella valutazione delle passività ammontano a circa 2,7 milioni di euro (Iva indetraibile ed altri servizi).

Sezione 13 – Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Voce 200

13.1 Accantonamenti netti per il rischio di credito relativi a impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: composizione

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Accantonamento netto al fondo rischi per impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate (1.333) (2.144)
Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per impegni a erogare fondi e garanzie
finanziarie rilasciate
2.320 1.939
Totale 987 (205)

13.2 Accantonamenti netti relativi ad altri impegni e altre garanzie rilasciate: composizione

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Accantonamento netto al fondo rischi per altri impegni e altre garanzie rilasciate (3.851) (2.662)
(3.851) (2.662)

Nella presente voce è stato accantonato anche il 15% del contributo al Fondo Nazionale per la Risoluzione, già versato, pari a 3,9 milioni di euro a titolo di "deposito cauzionale", mentre l'ulteriore 85% è stato imputato nella voce "Altre spese amministrative".

13.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi e oneri: composizione

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Accantonamento netto al fondo rischi per cause passive e revocatorie (1.986) (6.077)
Interessi passivi da attualizzazione fondo per cause passive e revocatorie 465 -
Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per cause passive e revocatorie 2.750 2.170
Accantonamenti ad altri fondi (16.161) (6.747)
Interessi passivi da attualizzazione relativi ad altri fondi 5 -
Riattribuzione a conto economico relative ad altri fondi 3.660 500
Totale (11.267) (10.154)

Sezione 14 – Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali – Voce 210

14.1. Rettifiche di valore nette su attività materiali: composizione

Attività/Componente reddituali Ammortamento
(a)
Rettifiche di valore
per deterioramento
(b)
Riprese di valore
(c)
Risultato netto
(a + b - c)
A. Attività materiali
1 Ad uso funzionale (44.400) (33) 106 (44.327)
- Di proprietà (20.550) - - (20.550)
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing (23.850) (33) 106 (23.777)
2 Detenute a scopo d'investimento (165) - - (165)
- Di proprietà (165) - - (165)
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing (165) - - -
3 Rimanenze - - - -
Totale (44.565) (33) 106 (44.492)

Sezione 15 – Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali – Voce 220

15.1 Rettifiche di valore nette di attività immateriali: composizione

Attività/Componente reddituale Ammortamento
(a)
Rettifiche di valore
per deterioramento
(b)
Riprese di valore
(c)
Risultato netto
(a + b - c)
A. Attività immateriali
di cui: software (51.493) - - (51.493)
A.1 Di proprietà (53.775) - - (53.775)
- Generate internamente dall'azienda (6.755) - - (6.755)
- Altre (47.020) - - (47.020)
A.2 Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
B. Attività possedute per la vendita - - - -
Totale (53.775) - - (53.775)

Gli ammortamenti sono in crescita per la costante attenzione agli investimenti per sostenere l'attività progettuale e l'evoluzione del modello di servizio.

Sezione 16 – Gli altri oneri e proventi di gestione – Voce 230

16.1 Altri oneri di gestione: composizione

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Ammortamento migliorie su beni di terzi (4.348) (4.016)
Sopravvenienze passive (14.698) (16.175)
Altri oneri (3.098) (11.656)
Totale Altri oneri (22.144) (31.847)

16.2 Altri proventi di gestione: composizione

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Fitti attivi 1.574 1.040
Recupero di imposte 113.815 116.054
Recupero interesse per incassi e pagamenti in stanza di compensazione 1 -
Sopravvenienze attive 8.270 6.425
Altri proventi 48.771 38.317
Negative Goodwill - 95.589
Totale Altri proventi 172.431 257.425

La voce "Recupero di imposte" recepisce il recupero del maggior onere relativo al calcolo dell'imposta di bollo sui dossier titoli.

Nella voce "Altri proventi" sono compresi anche i recuperi della "Commissione di istruttoria veloce", disciplinata dal comma 2 della Legge 23 dicembre 2011.

Il negative goodwill, o badwill, registrato nel 2021 derivava dall'operazione di integrazione con Caricento.

Sezione 17 – Utili (Perdite) delle partecipazioni – Voce 250

17.1 Utile (perdite) delle partecipazioni: composizione

Componenti reddituali/Settori Totale Totale
31/12/2022 31/12/2021
1) Imprese a controllo congiunto
A. Proventi 7.853 6.417
1. Rivalutazioni 7.853 6.417
2. Utili da cessione - -
3. Riprese di valore - -
4. Altri proventi - -
B. Oneri - (636)
1. Svalutazioni - -
2. Rettifiche di valore da deterioramento - -
3. Perdite da cessione - -
4. Altri oneri - (636)
Risultato netto 7.853 5.781
2) Imprese sottoposte a influenza notevole
A. Proventi 252 556
1. Rivalutazioni 252 556
2. Utili da cessione - -
3. Riprese di valore - -
4. Altri proventi - -
B. Oneri (250) -
1. Svalutazioni (250) -
2. Rettifiche di valore da deterioramento - -
3. Perdite da cessione - -
4. Altri oneri - -
Risultato netto 2 556
Totale 7.855 6.337

Per le Imprese a controllo congiunto la voce "A. Proventi, 1. rivalutazioni" recepisce gli utili di Credemassicurazioni consolidata con il metodo del patrimonio netto; per le Imprese sottoposte a influenza notevole la voce "Proventi, 1.rivalutazioni" recepisce gli utili di Andxor e Gruppo Santamaria, consolidate con il metodo del patrimonio netto.

La voce "Svalutazioni" è riconducibile al processo di impairment test della partecipazione detenuta in SBC Fintech Milan 2224.

Sezione 20 – Utili (Perdite) da cessione di investimenti - Voce 280

20.1 Utile (perdite) da cessione di investimenti: composizione

Componente reddituale/Settori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
A. Immobili (13) 900
- Utili da cessione 163 1.047
- Perdite da cessione (176) (147)
B. Altre attività 13.434 9.114
- Utili da cessione 13.664 9.818
- Perdite da cessione (230) (704)
Risultato netto 13.421 10.014

Nella suddetta voce è presente la plusvalenza di 11,1 milioni di euro per la cessione di Gestimlux.

Sezione 21 – Le imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente - Voce 300

21.1 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente: composizione

Componenti reddituali/Settori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Imposte correnti (-) (110.873) (88.680)
2. Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi (+/-) 235 643
3. Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio (+) - -
3.bis Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio per crediti d'imposta
di cui alla Legge n. 214/2011 (+)
- -
4. Variazione delle imposte anticipate (+/-) (16.071) (20.965)
5. Variazione delle imposte differite (+/-) (17.896) (4.586)
6. Imposte di competenza dell'esercizio (-) (-1+/-2+3+3bis+/-4+/-5) (144.605) (113.588)

Le imposte correnti sono state rilevate in base alla legislazione fiscale vigente, ivi incluse le disposizioni del D.Lgs.38/2005.

21.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio

L'incidenza fiscale globale sull'utile ante imposte risulta pari a circa il 31,3%.

Imponibile Consolidato 461.591
Aliquota ordinaria applicabile 33,07%
Onere fiscale teorico 152.648
Effetto delle variazioni in aumento rispetto all'aliquota ordinaria 55.608
Costi indeducibili ai fini IRES 45.998
Costi indeducibili ai fini IRAP 9.610
Effetto delle variazioni in diminuzione rispetto all'aliquota ordinaria 63.651
Altre differenze permanenti ai fini IRES 22.824
Altre differenze permanenti ai fini IRAP 40.827
Onere fiscale effettivo 144.605

Sezione 25 – Utile per azione

25.1 Numero medio delle azioni ordinarie a capitale diluito

31/12/2022 31/12/2021
Fair value azioni 6,01 5,41
Utile netto 316.986 352.593
Numero azioni ponderato 340.405 335.196
Numero azioni potenziale - -
Numero azioni diluito potenziale 340.405 335.196
Utile per azioni 0,93 1,05
Utile diluito per azione 0,93 1,05

Lo IAS 33 prevede l'esposizione dell'utile per azione (EPS) base e diluito, specificando per entrambi la metodologia di calcolo. L'utile per azione base deriva dal rapporto tra l'utile attribuibile ai possessori di azioni ordinarie e la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l'esercizio.

Il fair value delle azioni è la media ponderata del 2022.

A seguito della facoltà esercitata dalla compagnia di assicurazione Credemvita, facente parte del Conglomerato finanziario a prevalenza bancaria, di posticipare al 2022 la prima applicazione dell'IFRS9, (Deferral Approach), negli schemi consolidati previsti dall'aggiornamento della circolare 262 della Banca d'Italia, sono state create le seguenti nuove voci di Conto economico:

    • "Voce 115. Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39", che accoglie tutte le componenti di conto economico riferibili alla controllata assicurativa ad eccezione dei premi netti e del saldo degli altri proventi/oneri della gestione assicurativa, che confluiscono a voce propria, delle commissioni che sono rappresentate insieme alle analoghe poste bancarie e delle "rettifiche/riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39", che sono rilevate nella voce 135, appositamente aperta;
    • Conto Economico: "Voce 135. Rettifiche/riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39", che accoglie le eventuali rettifiche/riprese di valore.

Di seguito si fornisce il dettaglio:

Voce 115 del conto economico – Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39

Interessi attivi e proventi assimilati: composizione

Voci/Forme tecniche Titoli di
debito
Finanziamenti Altre
operazioni
Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - - - -
2. Attività finanziarie valutate al fair value 5.493 - - 5.493 4.116
3. Attività finanziarie disponibili per la vendita 20.288 - - 20.288 10.824
4. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza 37.113 - - 37.113 29.188
5. Crediti verso banche - - 43 43 -
6. Crediti verso clientela - - - - -
7. Derivati di copertura x x - - -
8. Altre attività x x - - -
Totale 62.894 - 43 62.937 44.128

Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre
operazioni
Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Debiti verso banche centrali - x - - -
2. Debiti verso banche - x (27) (27) (82)
3. Debiti verso clientela - x - - -
4. Titoli in circolazione x (3.915) - (3.915) (3.909)
5. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
6. Passività finanziarie valutate al fair value - - - - -
7. Altre passività e fondi x x (29) (29) (42)
8. Derivati di copertura x x - - -
Totale
-
(3.915) (56) (3.971) (4.033)

Dividendi e proventi simili: composizione

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Voci/Proventi Dividendi Proventi da
quote di
O.I.C.R
Dividendi Proventi da
quote di
O.I.C.R
A. Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
- - - -
B. Attività finanziarie disponibili per la
vendita
- 21.911 - 16.038
C. Attività finanziarie valutate al fair
value
3.881 2.918 3.760 1.498
D. Partecipazioni - - - -
Totale 3.881 24.829 3.760 17.536

Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze (A) Utili da
negoziazione (B)
Minusvalenze (C) Perdite da
negoziazione (D)
Risultato netto
[(A+B) - (C+D)]
1. Attività finanziarie di negoziazione - - - - -
1.1 Titoli di debito - - - - -
1.2 Titoli di capitale - - - - -
1.3 Quote di O.I.C.R. - - - - -
1.4 Finanziamenti - - - - -
1.5 Altre - - - - -
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti - - - - -
2.3 Altre - - - - -
3. Attività e passività finanziarie: differenze di
cambio
- - - 6.814
4. Strumenti derivati - 4.986 (1.078) (3.082) (1.134)
4.1 Derivati finanziari: - 4.986 (1.078) (3.082) (1.134)
- Su titoli di debito e tassi di interesse - - - - -
- Su titoli di capitale e indici azionari - 4.986 (1.078) (3.082) 826
- Su valute e oro - - - - (1.960)
- Altri - - - - -
4.2 Derivati su crediti - - - - -
Totale - 4.986 (1.078) (3.082) 5.680

Utile (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione

Voci/Componenti reddituali Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Utili Perdite Risultato
netto
Utili Perdite Risultato
netto
Attività finanziarie
1. Crediti verso banche - - - - - -
2. Crediti verso clientela - - - - - -
3. Attività finanziarie disponibili per la vendita 14.864 (8.573) 6.291 47.146 (18.890) 28.256
3.1 Titoli di debito 1.997 (2.846) (849) 20.573 (3.788) 16.785
3.2 Titoli di Capitale - - - - - -
3.3 Quote di O.I.C.R. 12.867 (5.727) 7.140 26.573 (15.102) 11.471
3.4 Finanziamenti - - - - - -
4. Attività finanziarie detenute sino alla
scadenza
- - - - - -
Totale attività 14.864 (8.573) 6.291 47.146 (18.890) 28.256
Passività finanziarie
1. Debiti verso banche - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - -
Titoli in circolazione - - - - - -
Totale passività - - - - - -

Variazione netta di valore delle attività/passività finanziarie valutate al fair value: composizione

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da
realizzo
Minusvalenze Perdite da
realizzo
Risultato netto
[(A+B) − (C+D)]
(A) (B) (C) (D) 31/12/2022 31/12/2021
1. Attività finanziarie 7.967 11.035 (428.642) (138.041) (547.681) 262.534
1.1 Titoli di debito 131 239 (35.632) (1.496) (36.758) (7.651)
1.2 Titolo di capitale 3.993 405 (25.451) (3.338) (24.391) 31.232
1.3 Quote di O.I.C.R. 3.843 10.391 (367.559) (133.207) (486.532) 238.953
1.4 Finanziamenti - - - - - -
2. Passività finanziarie 577.899 - - - 577.899 (209.403)
2.1 Titoli di debito - - - - - -
2.2 Debiti verso banche - - - - - -
2.3 Debiti verso clientela 577.899 - - - 577.899 (209.403)
3. Attività e passività finanziarie: differenze di
cambio
X X X X - -
4.Derivati creditizi e finanziari - - - - - -
Totale 585.866 11.035 (428.642) (138.041) 30.218 53.131

PARTE D REDDITIVITA' CONSOLIDATA COMPLESSIVA

Si forniscono le informazioni di dettaglio previste dallo IAS 1 sul prospetto della redditività consolidata complessiva (importi al lordo e al netto delle imposte, rigiri a conto economico, ecc.)

PROSPETTO ANALITICO DELLA REDDITIVITA' CONSOLIDATA COMPLESSIVA

Voci 31/12/2022 31/12/2021
10. Utile (Perdita) d'esercizio 316.986 352.593
Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico 10.008 (12.412)
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: 3.169 (12.489)
a) variazione di fair value 3.369 26.472
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (200) (38.961)
Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio
30. merito creditizio): - -
a) variazione del fair value - -
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto - -
40. Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva:
a) variazione di fair value (strumento coperto)
-
-
-
-
b) variazione di fair value (strumento di copertura) - -
Attività materiali - -
50.
60.
Attività immateriali - -
70. Piani a benefici definiti 9.893 (1.099)
80 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
100. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico (3.054) 1.176
Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico (467.329) (35.836)
110. Copertura di investimenti esteri: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
120. Differenze di cambio: - -
a) variazione di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
130. Copertura dei flussi finanziari: (142.501) (40.858)
a) variazioni di fair value (142.501) (41.174)
b) rigiro a conto economico - 316
c) altre variazioni - -
di cui: risultato delle posizioni nette - -
140. Strumenti di copertura (elementi non designati): - -
a) variazione di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività
150. complessiva (229.597) (12.007)
a) variazioni di fair value (226.120) 53.083
b) rigiro a conto economico (3.100) (65.090)
- rettifiche per rischio di credito (115) (523)
- utili/perdite da realizzo deterioramento (2.985) (65.352)
c) altre variazioni
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
(377) 785
155. sensi dello IAS39 (308.519) 417
a) variazioni di fair value (299.230) (367)
b) rigiro a conto economico (9.289) 784
- rettifiche da deterioramento - -
- utili/perdite da realizzo (9.289) 784
c) Altre variazioni - -
160. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
170. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto: (7.178) (994)
a) variazioni di fair value (7.178) (994)
b) rigiro a conto economico - -
- rettifiche da deterioramento - -
- utili/perdite da realizzo deterioramento - -
c) altre variazioni - -
180. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali con rigiro a conto economico 220.466 17.606
190. Totale altre componenti reddituali (457.321) (48.248)
200. Redditività complessiva (Voce 10+190) (140.335) 304.345
210. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 16 166
220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo (140.351) 304.179

PARTE E

INFORMAZIONI SUI RISCHI E SULLE RELATIVE POLITICHE DI COPERTURA

Premessa

Sintesi dell'organizzazione del governo dei rischi della banca, dei relativi processi e delle funzioni chiave

Il Gruppo Credem valuta da sempre come elemento fondante la ricerca di una elevata qualità nel governo dei rischi, ritenuta fattore imprescindibile ed obiettivo strategico al fine di:

  • garantire la salvaguardia del patrimonio aziendale, assicurando la massima efficacia ed efficienza del processo di creazione del valore;
  • integrare nei processi decisionali ed operativi di gestione delle differenti aree di business la duplice dimensione rischio rendimento;
  • assicurare la coerenza dei processi operativi con le strategie, le politiche ed i regolamenti interni.

Gli organismi di governo e le funzioni specialistiche coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi sono:

  • Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo (organo di supervisione strategica), il quale valuta tutte le tipologie di rischio a livello consolidato e ne approva l'assunzione in maniera articolata su Società e Business Unit individuate come rilevanti per l'apporto al rischio di Gruppo, attraverso un articolato processo di Risk Appetite Framework, tenendo in considerazione il business model, il Piano Strategico e in coerenza con l'ICAAP e il sistema dei controlli interni. Credem considera la possibilità che, nell'ambito dell'orizzonte temporale identificato, il rischio possa subire sensibili variazioni in presenza di andamenti avversi di mercato e/o caratterizzati da elevata volatilità dei diversi fattori di rischio; per tener conto di questo e assicurare in ogni situazione al Gruppo margini sufficienti per operare entro la Risk Capacity, vengono definite delle soglie di tolleranza al Risk Appetite (Risk Tolerance), che rappresentano la variazione massima che il gruppo Credem intende accettare in scenari di stress.
  • Il Comitato Esecutivo (organo con funzione di gestione), il quale stabilisce limiti operativi coerenti con la propensione al rischio, cura l'attuazione del RAF ed autorizza il superamento della propensione al rischio entro il limite della soglia di tolleranza. - Al Collegio Sindacale spetta la funzione di controllo e vigilanza.

I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono gli obiettivi identificati dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo riferiti a mission e profilo di rischio; approvano la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo.

Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.

COMITATO CONSILIARE RISCHI E SOSTENIBILITA' DI GRUPPO (CCRSG)

Il Comitato svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa e del Gruppo in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento. Il Comitato supporta altresì il CA nella valutazione della strategia di Sostenibilità del Gruppo, ivi incluso il presidio dei rischi ambientali, sociali e di governance, e l'analisi della Dichiarazione Non Finanziaria ai sensi del D.Lgs. 254/2016 e del Codice di Corporate Governance 2020 delle Società quotate.

Con particolare riferimento ai compiti in materia di gestione e controllo dei rischi, il Comitato svolge le seguenti funzioni di supporto:

• valuta l'efficacia delle ipotesi e delle analisi contenute all'interno del Piano di Risanamento e nei suoi successivi aggiornamenti, proposte dalla Funzione ERISK, esprimendo un parere motivato in merito ai fini di una successiva sottoposizione al CA;

  • valuta, sulla base dell'informativa del Comitato Recovery Management di Gruppo (di seguito Comitato recovery), l'effettiva sussistenza dello stato di recovery, esprimendo un parere motivato in merito, ai fini della successiva rappresentazione al CA;
  • valuta, sulla base dell'informativa del Comitato recovery, l'effettiva sussistenza delle condizioni per la chiusura dello stato di recovery, esprimendo un parere motivato in merito, ai fini della successiva rappresentazione al CA;
  • svolge l'attività valutativa ed esprime il proprio parere affinché il CA possa definire e approvare il Risk Appetite Framework (cd. RAF, con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza);
  • monitora l'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di risk appetite e alle soglie di tolleranza relativamente a tutti gli indicatori previsti nel RAF di Gruppo;
  • esprime parere relative alle metodologie di misurazione, controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno;
  • recepisce le valutazioni relative all'analisi di rilevanza e analizza qualsiasi nuovo rischio dovesse emergere;
  • valuta le politiche e i processi di valutazione delle attività aziendali (ad es. fair value policy e linee guida e criteri per la svalutazione dei crediti) verificando che il prezzo e le condizioni delle operazioni con la clientela siano coerenti con il modello di business e le strategie in materia di rischi;
  • ferme restando le competenze del Comitato Consiliare Remunerazioni di Gruppo, collabora con quest'ultimo al fine di assicurare che la politica di remunerazione rifletta e promuova una sana ed efficace gestione dei rischi; in tale ambito, accerta la coerenza dei sistemi incentivanti di breve e medio termine con il RAF;
  • ferme restando la competenza del Comitato Consiliare Remunerazioni di Gruppo, interviene inoltre nella definizione degli obiettivi individuali del Responsabile della Funzione di Revisione Interna e nella relativa successiva consuntivazione.

Nell'ambito della valutazione e proposizione della strategia di Sostenibilità ambientale, sociale e di governance, coaudiuvato dal Comitato Sostenibilità di Gruppo, il Comitato:

  • esamina preventivamente, fornendo parere al CA, l'analisi di materialità e la conseguente matrice proposta dal Comitato Sostenibilità di Gruppo;
  • valuta preventivamente, fornendo parere al CA, la proposizione strategica in tema di sostenibilità ambientale, sociale e di governance e il relativo milestone plan proposto dal Comitato sostenibilità di Gruppo;
  • contribuisce all'identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi ambientali, sociali e di governance, al fine di contribuire al successo sostenibile del Gruppo, tenendo conto delle attività caratteristiche e dei presidi identificati dal Comitato di Sostenibilità Area Wealth;
  • verifica l'efficacia del presidio dei rischi ambientali, sociali e di governance del Gruppo, sulla base della progettualità e delle rendicontazioni trasmesse dal Comitato Sostenibilità di Gruppo trasmesse dal Comitato Sostenibilità di Gruppo e dalle altre Funzioni aziendali, tenendo conto delle attività caratteristiche e dei presidi identificati dal Comitato di Sostenibilità Area Wealth;
  • presidia il processo di predisposizione della Dichiarazione Non Finanziaria (DNF):
    • esprimendo parere per il CA, ferme restando le attribuzioni del Collegio Sindacale e del Servizio Audit, in merito alla completezza e correttezza della DNF;
    • svolgendo un'adeguata attività valutativa e propositiva affinché il CA possa definire le linee di indirizzo e gli obiettivi in merito alle tematiche rilevanti e agli indicatori oggetto di rendicontazione, anche sulla base delle proposte del Comitato Sostenibilità di Gruppo;
    • supervisionando l'attività di rendicontazione e l'operato dell'Ufficio Relazioni Istituzionali e Sostenibilità e delle Funzioni Rilevanti.

COMITATO RISK MANAGEMENT DI GRUPPO

La mission è quella di informare il Comitato Esecutivo (CE) del presidio del rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework. Periodicamente il Comitato:

  • valuta il livello di rischio complessivamente assunto dalle singole società sia a livello gestionale che rispetto agli assorbimenti di vigilanza, avendo come riferimento il cd. Tableau de Bord di monitoraggio del Risk Appetite Framework (c.d "indicatori di I livello" o "indicatori RAF"). Limitatamente a Credembanca l'analisi viene svolta a livello di singola Business Unit;
  • nell'ambito delle attività di monitoraggio definite in coerenza con le regole di vigilanza prudenziale definite dalla Banca Centrale Europea (cd. processo SREP - Supervisory Review and Evaluation Process), rendiconta gli indicatori cd di II livello o "indicatori SREP" ossia quegli indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo. L'elenco di tali indicatori è riportato in allegato al Regolamento Recovery Planning e Risk Appetite del Gruppo Credem, ove per ognuno di essi è definito il Comitato di Governance o Funzione interna che operativamente analizza, nell'ambito delle proprie competenze, la loro evoluzione. Le metodologie di calcolo relative a ciascun indicatore sono riportate nel manuale "Indicatori di Rischio", la cui responsabilità di diffusione e aggiornamento è in carico alla funzione Risk Management. Con frequenza almeno annuale, in concomitanza ai processi di pianificazione, approva le soglie di alerting e ne valuta la coerenza con i valori di Appetite e Tolerance degli indicatori RAF di primo livello.
  • analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer (di seguito anche RO), revisioni addizionali del RAF;
  • svolge analisi di coerenza delle condizioni applicate alla clientela in funzione del rischio assunto;
  • valuta analisi specifiche proposte dal RO e ritenute esemplificative delle dinamiche dei diversi fattori di rischio;
  • svolge attività valutative in coerenza con quanto attribuito al Senior management dalla normativa in riferimento agli argomenti di Risk Management, in particolare in riferimento ai modelli interni.

COMITATO RECOVERY MANAGEMENT DI GRUPPO

Viene istituito al fine di supportare il CA, con poteri consultivi e decisionali, nella gestione dello stato di recovery regolamentati dal Piano di Risanamento. Il Comitato, nell'ambito del Piano, svolge le seguenti principali funzioni nel caso di sforamento delle soglie di recovery:

  • analizza le situazioni di tensione o di crisi sulla base di elementi a supporto apportati dalle varie funzioni aziendali con il coordinamento del Risk Officer che ne cura l'adeguata rappresentazione al comitato stesso;
  • valuta l'effettiva sussistenza dello stato di recovery, formalizzando gli esiti delle analisi svolte
  • all'interno di una proposta motivata da sottoporre all'approvazione del CA, previo raccolta del parere del Comitato Consiliare Rischi di Gruppo (di seguito Comitato Rischi);
  • valuta, al verificarsi dello stato di recovery, la possibilità di attivare tempestivamente le opzioni di recovery, con le relative azioni preparatorie, valutandone la fattibilità ed efficacia nel riportare gli indicatori del Piano di Risanamento entro i limiti definiti;
  • propone al CA, avvalendosi del supporto delle funzioni aziendali competenti, le opzioni di recovery all'interno di un piano di Intervento, unitamente alle azioni da attivare;
  • al verificarsi dello stato di recovery:
  • o coordina la comunicazione interna ed esterna;
  • o coordina la predisposizione dell'informativa per l'Autorità di Vigilanza, da sottoporre a valutazione del Comitato Rischi e del CA;
  • valuta l'effettiva sussistenza delle condizioni per procedere alla chiusura dello stato di recovery ed esprime al CA una proposta motivata in merito, raccogliendo il parere del Comitato Rischi;
  • monitora, per il tramite del proprio Segretario il Risk Officer, l'esecuzione delle opzioni di recovery e il rientro degli indicatori del Piano di Risanamento entro le soglie previste.

Il Comitato viene inoltre informato dal CA nel caso di superamento della soglia di Tolleranza, in quanto definita come soglia di warning per gli indicatori di Recovery e può procedere alla sua convocazione qualora siano presenti importanti segnali di deterioramento.

La funzione di Risk Management, a mezzo del Risk Officer e dei suoi collaboratori, ha lo scopo di:

• garantire la misurazione ed il controllo, puntuale e prospettico, dell'esposizione alle diverse tipologie di rischio, in particolare di mercato, credito, tasso, liquidità e operativo;

  • monitorare gli assorbimenti di capitale;
  • proporre all'Organo di Gestione e alla Direzione Generale, con le altre funzioni aziendali competenti, la definizione e la revisione della struttura dei limiti operativi in coerenza con il capitale allocato;
  • seguire gli sviluppi della regolamentazione e assicurare agli Organi di Vigilanza le informazioni richieste dalla normativa vigente in relazione ai modelli interni;
  • sviluppare e mantenere sistemi di misurazione, gestione e controllo dei rischi conformi alla normativa.

Alla Funzione di Risk Management è richiesta autorevolezza, tenuto conto del ruolo rivestito all'interno dell'organizzazione e del mandato ricevuto, e professionalità, intesa come possesso delle conoscenze tecniche e di adeguata esperienza al ruolo. Alla stessa sono garantite soluzioni organizzative in grado di preservare l'indipendenza dalle unità di business incaricate della assunzione e gestione economica dei rischi, in particolare:

  • la collocazione gerarchica all'interno del Servizio Enterprice Risk Management (ERISK) sotto l'organo di gestione (Comitato Esecutivo);
  • l'accesso autonomo agli Organi Collegiali;
  • un sistema incentivante basato sui Key Performance Indicators riferiti ad obiettivi del controllo e non dipendenti dai risultati economici della Banca;
  • la previsione di situazioni di conflitto di interesse nell'assegnazione delle competenze;
  • la possibilità di richiedere l'adozione di sistemi informativi affidabili per identificare, misurare e monitorare adeguatamente tutti i rischi assunti o assumibili nei diversi segmenti operativi e istituire idonee procedure di reporting ai diversi livelli direzionali;
  • l'espressione di pareri preventivi sulle operazioni rilevanti di competenza delle funzioni e consultivi per quelle attribuite agli Organi Collegiali;
  • la possibilità di valutare preventivamente le proposte in tema di linee guida e di regolamenti relativi alla assunzione dei rischi compresa l'entrata in nuovi mercati o alla sottoscrizione di nuovi prodotti.
  • Per inquadrare correttamente le attività svolte si riporta la struttura organizzativa della Funzione di Risk Mangement e la descrizione delle principali aree di attività.
  • Di seguito si elencano le mission degli uffici della funzione di Risk Management di Gruppo:
  • Risk Officer; coordinatore della funzione;
  • Ufficio "Rischi Operativi e di Credito" (ROC): supportare Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo e della struttura dei limiti e delle deleghe operative, presidiandone, in coerenza con il Risk Appetite Framework, il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, limitatamente alle attività di valutazione dei rischi operativi e di credito.
  • L'ufficio Rating Office (RTO) si occupa di analizzare e deliberare le proposte di rating controparte e di override sulla clientela Credembanca e Credemleasing facente parte della "Funzione Regolamentare Corporate", garantendo il presidio sull'intero processo di attribuzione. Sviluppare, presidiare e mantenere il modello per l'attribuzione automatica e judgmental del rating per la Funzione Regolamentare Corporate nelle sue componenti quantitative, qualitative e di appartenenza a gruppo.
  • Ufficio "Validazione Modelli Interni" (VAL): Sottoporre il sistema di rating e, più in generale, i modelli interni validati ad un processo di convalida interna ai fini di verificare nel continuo, in maniera iterativa, l'affidabilità dei risultati ed il mantenimento della coerenza con le prescrizioni normative, con le esigenze operative aziendali e con l'evoluzione del mercato di riferimento. Verificare l'adeguatezza delle scelte metodologiche e di processo delle attività di impairment alla luce dei principi contabili IFRS9. Per i parametri di rischio per modelli interni e impairment IFRS9 e i modelli modelli/metriche inerenti il rischio tasso IRRBB e rischio Liquidità effettuare attività di verifiche periodiche. Effettuare attività di secondo livello sulle attività di controllo andamentale dei crediti. Coordinare le attività relative il rischio modello e condurne l'autovalutazione. Supporta il Risk Officer nella predisposizione dell'Autovalutazione dei processi ICAAP e ILAAP. Presidiare e validare i modelli valutativi di pricing, parametri e livelli di fair value nel rispetto dei criteri definiti nella Fair Value Policy di Gruppo redatta anche in coerenza con le disposizioni normative e contabili vigenti.
  • Ufficio "RAF e Stress test Integration" (RSI): Supportare il Risk Officer e il Comitato Consiliare Rischi di Gruppo nel quantificare e monitorare l'esposizione e la relativa Risk Tolerance, tramite l'applicazione di scenari di stress trasversali, a tutti i rischi risultati rilevanti in ambito RAF, con

particolare riferimento alla loro integrazione, coerentemente alla regolamentazione interna di riferimento. Supportare il Risk Officer nella definizione dei criteri di individuazione delle Operazioni di Maggior Rilievo e nella stesura dei relativi pareri preventivi coerentemente alla regolamentazione interna di riferimento.

  • Supporta il Risk Officer nelle attività di predisposizione, aggiornamento e gestione del Recovery e Resolution Plan. Coordina per la Funzione Risk Management le attività richieste da BCE e si interfaccia con ERA.
  • Ufficio "Rischio Finanza e Asset Management" (RFA); Supportare Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo e della struttura dei limiti e delle deleghe operative, presidiandone il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, relativamente ai rischi finanziari su portafogli di proprietà e su portafogli di terzi sotto forma di OICR e gestioni patrimoniali.
  • Ufficio "Data Risk Management" (DAM): Supportare Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di gruppo, presidiandone il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, limitatamente alle attività di gestione dei processi di Data Management (Data Quality, Data Reporting, Data Modelling e Solution).
  • Ufficio "Rischi Assicurativi" (RAS): concorrere alla definizione, al monitoraggio e alla valutazione del sistema di gestione dei rischi di Credemvita, anche attraverso attività di supporto e consulenza alle altre funzioni aziendali. Coordinare le attività di valutazione dei rischi legate ai prodotti in portafoglio, al lancio di nuovi prodotti e alle scelte strategiche.
  • Assicurare, in linea con gli obiettivi aziendali, la valutazione e la limitazione dei rischi ad un livello ritenuto accettabile dalla Compagnia in base al proprio Risk Appetite Framework.
  • Supportare inoltre Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo e della struttura dei limiti e delle deleghe operative, presidiandone, in coerenza con il Risk Appetite Framework, il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, limitatamente ai rischi assicurativi.

Descrizione della cultura del rischio nella banca e delle modalità attraverso cui viene garantita la diffusione

La responsabilità sul sistema di controllo interno fa capo al Consiglio di Amministrazione, in ottemperanza alla specifica normativa di vigilanza emanata per le banche da Banca d'Italia. Il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano ha definito le linee di indirizzo dei sistemi di controllo interno, assicurandosi che i principali rischi aziendali siano identificati, gestiti e monitorati in modo adeguato.

Le linee di indirizzo del sistema di controllo interno, costituito dall'insieme di regole, procedure e strutture organizzative volte a consentire, attraverso l'adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, la sana e prudente conduzione dell'impresa, sono definite dal Consiglio di Amministrazione, il quale ne valuta l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa, avvalendosi dell'assistenza dell'apposito Comitato Consiliare Rischi di Gruppo e delle attività delle funzioni aziendali di controllo. Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi di Credito Emiliano si sostanzia come segue:

  • controlli di "linea" sul regolare svolgimento delle attività quotidiane, effettuati dalle stesse funzioni che pongono in essere le attività;
  • controlli posti in capo alle unità operative/amministrativo contabili, o incorporati nelle procedure;
  • controlli sulla gestione dei rischi di credito (compreso quello di tasso di interesse), di mercato e operativi affidati ad una specifica ed autonoma funzione di Risk Management che si occupa anche del profilo di rischio di liquidità a presidio del c.d. rischio strategico;
  • controlli di secondo livello, volti a presidiare le attività di contrasto e mitigazione del rischio di non conformità alle norme, compresa la disciplina di contrasto al riciclaggio ed al finanziamento al terrorismo;
  • controlli associati al processo di informativa finanziaria;
  • attività di revisione interna, effettuata dal Servizio Audit.

Il Gruppo Credem svolge con frequenza almeno annuale il processo ICAAP. L'obiettivo del processo ICAAP consiste nella valutazione autonoma da parte del Gruppo Credem, a livello consolidato, della propria adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica in relazione ai rischi assunti e alle strategie aziendali.

In coerenza con il processo ICAAP e gli obiettivi di business, il CA della Capogruppo valuta tutte le tipologie di rischio a livello consolidato e ne approva l'assunzione in maniera articolata su Società

e Business Unit individuate come rilevanti per l'apporto al rischio di Gruppo, attraverso un articolato processo di Risk Appetite Framework.

Il RAF considera la possibilità che il profilo di rischio atteso possa subire sensibili variazioni in presenza di andamenti avversi di mercato e pertanto prevede delle soglie di tolleranza al Risk Appetite (Risk Tolerance), che rappresentano la variazione massima che Credem intende accettare in scenari di stress.

Il Comitato Risk Management inoltre rendiconta gli indicatori di II livello, ossia quegli indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo. Le metodologie di calcolo relative a ciascun indicatore sono riportate nel manuale "Indicatori di Rischio", la cui responsabilità di diffusione e aggiornamento è in carico alla funzione Risk Management.

Il Consiglio di Amministrazione, avvalendosi del Comitato Consiliare Rischi di Gruppo, nel corso dell'esercizio ha valutato il funzionamento del sistema di controllo interno giudicandolo complessivamente adeguato, efficace ed effettivamente attuato rispetto alle caratteristiche della Banca e del Gruppo. Tale giudizio tiene conto del piano per l'implementazione dei punti di miglioramento individuati in esito alle verifiche svolte dalle Funzioni di Controllo.

Il Responsabile del Servizio Audit, in qualità di Responsabile della Funzione di Revisione Interna, è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato Consiliare Rischi di Gruppo supportato dal Comitato Nomine, e previo parere favorevole e del Collegio Sindacale.

Il Consiglio, sentito il parere del Comitato Remunerazioni di Gruppo ai sensi delle disposizioni Banca D'Italia in materia, approva la politica di remunerazione a favore dei Responsabili di tutte le funzioni di controllo. Le politiche di incentivazione sono elaborate in modo coerente con i compiti assegnati, avendo cura di evitare situazioni in conflitto rispetto alle aree aziendali soggette al loro controllo.

Per ulteriori dettagli si rimanda al documento "Relazione annuale all'assemblea degli azionisti relativa alla politica di remunerazione di gruppo" e in particolare al paragrafo "Remunerazione dei Responsabili delle funzioni aziendali di controllo".

Il Gruppo Credem ha previsto specifiche modalità di coordinamento tra i vari soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e gestione dei rischi. Il coordinamento viene garantito con le seguenti modalità:

  • ricezione della reportistica prodotta dalle funzioni di terzo e secondo livello nonché dai relativi comitati consiliari e interfunzionali, dal Consiglio di Amministrazione e dal Collegio Sindacale precisandosi che quest'ultimo viene informato anche in occasione delle partecipazioni alle singole riunioni dei Comitati e del Consiglio di Amministrazione;
  • invio della reportistica prodotta dalle funzioni di secondo livello alla Funzione di Revisione Interna;
  • analisi delle tematiche di controllo interno e analisi dei relativi rischi nell'ambito del Comitato Consiliare Rischi di Gruppo, il quale registra, tra l'altro, la partecipazione del Responsabile del Servizio Audit, anche in qualità di Segretario dello stesso (e perciò sempre informato di ogni tematica trattata dal Comitato), la partecipazione del Responsabile del Servizio Rischi, la partecipazione del Dirigente Preposto e del Responsabile della Funzione Compliance e Antiriciclaggio, quest'ultimi per le riunioni di relativo interesse, e da ultimo, la possibile presenza di ogni eventuale ulteriore invitato di cui si reputi opportuna la partecipazione per quanto già indicato in precedenza.

Il monitoraggio delle criticità e degli interventi a presidio avviene su base trimestrale tramite un Tableau de Board Unico per tutte le FAC sottoposto al Comitato Rischi Gruppo e inviato all'Organo di Vigilanza.

Al fine di mantenere una elevata attenzione alle tematiche di controllo dei rischi connessi all'attività bancaria, il Gruppo Credem ha predisposto da alcuni anni un'attività formativa a tutti i livelli della struttura, compresi gli Organi Collegiali.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19 e Conflitto Russia - Ucraina

A seguito del diffondersi e del protrarsi del Covid-19 e del conseguente contesto di forte incertezza macroeconomica e finanziaria, sono state mantenute anche per il 2022 alcune misure straordinarie.

Il conflitto Russia-Ucraina ha inoltre contribuito all'accelerazione dell'inflazione e ad una maggiore volatilità sui mercati.

In tale contesto il Comitato Esecutivo ha mantenuto la maggior frequenza del monitoraggio del Risk Appetite Framework da trimestrale a mensile per un insieme significativo di indicatori (a quelli in vigore nel 2021 sono stati aggiunti gli indicatori di Leverage e l'indicatore MREL-TREA). E' stato inoltre predisposto un Dashboard mensile per il JST comprendente i seguenti temi: RAF Monthly Monitoring, P&L and Provisioning, Liquidity Balance.

In base alle risultanze del Forecast, a partire dal monitoraggio di giugno, sono state riviste alcune soglie RAF 2022 (Risk Appetite e/o Risk Tolerance) riguardanti in particolare l'area di Capitale, Conglomerato finanziario, Redditività.

Rischi climatici ed ambientali

Al Servizio Entrepreise Risk Management (ERISK) sono stati affidati l'identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici e ambientali (C&E).

Identificazione: la funzione, nell'ambito delle attività svolte per l'analisi di rilevanza, è responsabile della valutazione di tali rischi, tramite specifiche analisi volte a misurare l'esposizione del Gruppo Credem adottando metodologie in linea con le pratiche adottate dal Regulator e con le best practices osservate sul mercato.

ERISK coordina altresì le attività di misurazione e monitoraggio relative ai fattori di rischio C&E nei rischi principali in coerenza con la mappa dei rischi utilizzata per analisi di rilevanza.

Nel 2022 la funzione ha partecipato a Gruppi di Lavoro interfunzionali sul presidio dei rischi ESG ed alle attività richieste dalla Banca Centrale Europea (questionario di assessment e definizione del relativo piano di azione, Climate Stress Test e Climate Thematic Review).

In coerenza con l'action plan comunicato alla Banca Centrale Europea, sono state altresì apportate evoluzioni all'analisi di rilevanza dei rischi utilizzata dalla funzione ENTERPRISE RISK MANAGEMENT e alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc), in particolare al fine di cogliere a pieno l'impatto dei rischi climatici e ambientali sulle principali categorie di rischio esistenti, è stata valutata l'integrazione di questi ultimi, identificando per ciascuno almeno una nuova sotto-categoria di rischio correlata.

In particolare:

  • rischio di credito legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che un evento meteorologico (acuto e/o cronico), altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento) o la transizione verso un'economia più sostenibile (e.g. economia a basse emissioni di carbonio) possano avere un impatto sul merito creditizio della controparte o sul valore delle garanzie nel breve, medio e/o lungo termine
  • rischio di mercato legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che un evento meteorologico (acuto e/o cronico), altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento) o la transizione verso un'economia più sostenibile (e.g. economia a basse emissioni di carbonio) possano determinare un andamento sfavorevole delle variabili del mercato e quindi una rivalutazione del rischio di mercato nel breve, medio o lungo termine
  • rischio operativo legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che eventi ambientali, derivanti da eventi naturali acuti (e.g. frane, alluvioni) e/o cronici (e.g. innalzamento delle temperature) o dalla transizione verso un'economia più sostenibile, possano avere un impatto nel breve, medio e/o lungo termine sull'organizzazione (in termini di perdite operative, ad esempio dovute a sanzioni)
  • rischio di liquidità legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che un evento meteorologico (acuto e/o cronico), altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento) o la transizione verso un'economia più sostenibile (e.g. economia a basse emissioni di carbonio) possano avere un impatto sulle fonti di finanziamento stabili nel medio e lungo termine (e.g. a causa di una ridefinizione inattesa dei prezzi) e sui titoli dell'ente
  • rischio strategico e di business model correlato ai rischi fisici e di transizione: Il rischio di subire perdite a causa della scarsa reattività a riposizionare il business al fine di adattarsi a cambiamenti esterni (di mercato, regolamentari, etc.) indirizzati verso un'economia più sostenibile (e.g. a basse emissioni di carbonio) e a fronteggiare/ mitigare gli impatti di un possibile manifestarsi di eventi metereologici (acuti e/o cronici) e altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento).
  • rischio reputazionale legato ai rischi fisici e di transizione: rischio attuale o prospettico di subire perdite riconducibili a comportamenti e condotte di business rispetto alle quali il pubblico, le controparti dell'ente e/o gli investitori associno il Gruppo a effetti climatici e ambientali avversi.
  • rischi ESG: rischi di un impatto finanziario negativo derivante dagli effetti attuali o prospettici sulle controparti o sugli asset investiti da parte dei fattori:
  • o Environmental: legati ai possibili impatti dei processi, prodotti e servizi su risorse naturali, aria, acqua, suolo, biodiversità e salute umana;
  • o Social: legati alla sicurezza, condizioni e salute sul lavoro, diritti dei lavoratori, diritti umani, partecipazione ed equità di genere, etc.;
  • o Governance: legati all'anticorruzione, antiriciclaggio, presenza di iniziative e regole volte a garantire la business ethics, governance solida e trasparente, gestione dei rischi e cybersecurity.

Sulla base di queste definizioni è stata condotta l'analisi di rilevanza tramite approcci quantitativi (per il rischio di credito e di mercato ai relativi paragrafi) o qualitativi (per le altre tipologie di rischio).

Altre attività di gestione dei rischi climatico ambientali svolte nel 2022 sono state:

  • L'Integrazione all'interno del Documento di Risk Appetite Framework di uno "statement" qualitativo relativo ai rischi climatici e ambientali, così come di seguito riportato:
  • "In continuità con le analisi di rilevanza effettuate in merito ai rischi climatici ed ambientali, il Gruppo si impegna a proseguire nel percorso di integrazione dei fattori ESG all'intero dei propri processi decisionali, anche in considerazione delle aspettative della BCE in merito ai rischi climatici e ambientali. Si ritiene che tale processo sia necessario al fine di garantire un efficace presidio nel tempo finalizzato a stabilire un approccio affidabile per misurare, monitorare e gestire tali rischi in un'ottica di mantenimento / riduzione del livello di esposizione del Gruppo. A tal fine, il Gruppo si predispone al monitoraggio dell'esposizione complessiva e dello stato di avanzamento delle attività previste dal piano aggiornato. Il profilo di rischio è determinato in base a due dimensioni:
    • o L'esposizione del Gruppo ai rischi climatici e ambientali: viene determina attraverso una valutazione dei risultati delle analisi di rilevanza sui rischi fisici e di transizione su base annuale e al monitoraggio degli indicatori di II livello definiti relativamente a tali rischi.
    • o Il livello di presidio del Gruppo rispetto ai rischi climatici e ambientali: viene determinato attraverso una valutazione esperta periodica rispetto allo stato di avanzamento del Gruppo nel percorso di evoluzione previsto dal piano aggiornato.

Le valutazioni in riferimento al livello di esposizione e di presidio determinano una metrica qualitativa del profilo di rischio attraverso la matrice di monitoraggio illustrata all'interno del Documento RAF.

Il livello di Risk appetite riflette quindi l'impegno del Gruppo nel proseguire il percorso di evoluzione nel rispetto del piano aggiornato, ritenuto fondamentale. Rispetto al 2022 e a seguito dell'introduzione di indicatori di II livello di monitoraggio, si è calibrato il Risk Appetite in relazione anche al livello di esposizione in riduzione o mantenimento."

  • Integrazione con fattori climatici ambientali dello scenario di stress utilizzato per il Recovery Plan 2022;
  • Introduzione a partire dal 2023 di indicatori di secondo livello specifici per credit e market risk monitorati nel Comitato Risk Management di Gruppo.

Sezione 1 – Rischi del consolidato contabile

In questa sezione sono fornite le informazioni riferite alle imprese incluse nel consolidato contabile.

Informazioni di natura quantitativa

Qualità del credito

A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)

Portafogli/qualità Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
deteriorate
scadute
scadute non
Esposizioni
deteriorate
Altre esposizioni
non deteriorate
Totale
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 77.932 211.698 34.403 405.101 43.102.075 43.831.209
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
- - - 6.159.472 6.159.472
3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - - 43.960 43.960
5. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - -
Totale 31/12/2022 77.932 211.698 34.403 405.101 49.305.507 50.034.641
Totale 31/12/2021 101.890 242.066 34.887 263.898 55.067.859 55.710.600

A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)

Deteriorate Non deteriorate
Portafogli/qualità Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Write-off*
parziali
complessivi
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Totale
(esposizione
netta)
1. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
735.659 411.626 324.033 17.353 43.598.561 91.386 43.507.175 43.831.208
2. Attività finanziarie
valutate al fair value con
impatto sulla redditività
complessiva
- - - - 6.161.049 1.577 6.159.472 6.159.472
3. Attività finanziarie
designate al fair value
- - - - X X - -
4. Altre attività
finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair value
- - - - X X 43.960 43.960
5. Attività finanziarie in
corso di dismissione
- - - - - - - -
Totale 31/12/2022 735.659 411.626 324.033 17.353 49.759.610 92.963 49.710.607 50.034.640
Totale 31/12/2021 819.040 440.195 378.845 11.043 55.406.463 89.330 55.331.760 55.710.605
Attività di evidente scarsa qualità creditizia Altre attività
Portafogli/qualità Minusvalenze cumulate Esposizione netta Esposizione netta
1. Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
- - 52.264
2. Derivati di copertura - - 1.090.239
Totale 31/12/2022 - - 1.142.503
Totale 31/12/2021 - - 268.612

B. Informativa sulle entità strutturate (diverse dalle società per la cartolarizzazione)

Un'entità strutturata è un'entità configurata in modo tale che i diritti di voto o diritti similari non sono ritenuti rilevanti per stabilire il controllo, come nel caso in cui i diritti di voto facciano soltanto riferimento ad attività amministrative e le attività rilevanti siano condotte attraverso accordi contrattuali.

Per i veicoli a destinazione specifica e fondi di investimento, il controllo è ritenuto esistere laddove il Gruppo dispone dei diritti contrattuali per gestire le attività rilevanti dell'entità e risulta esposto ai rendimenti variabili delle stesse.

B.1 Entità strutturate consolidate

Non sono presenti nel Gruppo entità strutturate consolidate.

B.2 Entità strutturate non consolidate contabilmente

Non sono presenti nel Gruppo entità strutturate non consolidate contabilmente.

B.2.1 Entità strutturate non consolidate ai fini vigilanza

Non sono presenti nel Gruppo entità strutturate non consolidate ai fini vigilanza.

B.2.2 Altre entità strutturate

Non sono presenti nel Gruppo altre entità strutturate.

Sezione 2 – Rischi del consolidato prudenziale

In questa sezione sono fornite le informazioni riferite alle imprese incluse nel consolidato prudenziale (società appartenenti al Gruppo bancario).

1.1 Rischio di credito

Informazioni di natura qualitativa

1. Aspetti generali

Secondo le disposizioni del principio contabile IFRS 9 le perdite attese sui crediti devono essere determinate valutando una gamma di possibili scenari adeguatamente ponderati in modo da riflettere un importo obiettivo in relazione alle loro differenti probabilità di realizzo.

A tal fine il modello di Impairment considera tre scenari macroeconomici futuri: uno centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e RAF e due ulteriori scenari a corollario, volti a rappresentare un range di variabilità tra gli ipotetici scenari plausibili:

  • "Scenario Good" scenario con bassa probabilità che si verifichino scenari migliori;
  • "Scenario Baseline" scenario centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e RAF;
  • "Scenario Bad" scenario con bassa probabilità che si verifichino scenari peggiori.

Tali scenari sono selezionati tra quelli forniti periodicamente da un fornitore esterno e sono approvati dal Consiglio di Amministrazione. Ciascuno è corredato dalla relativa probabilità di accadimento, e fornisce le proiezioni future dei principali indicatori macroeconomici su un orizzonte di tre anni, con frequenza di osservazione trimestrale.

Si riporta di seguito l'indicazione degli scenari macroeconomici adottati per il calcolo delle perdite attese ponderate, corredati dai pesi definiti in coerenza con la relativa probabilità di accadimento:

Scenario IFRS 9 Descrizione dello scenario Peso
"Good" : scenario con probabilità
Stronger Near-Term Recovery Scenario ("S1")
del 10% che si realizzi uno scenario migliore e del 90% che se ne realizzi
uno peggiore
10%
"Baseline" : scenario con probabilità del 50% che si realizzi uno
Baseline Scenario
scenario migliore e del 50% che se ne realizzi uno peggiore
80%
"Bad" : scenario con probabilità del 90% che si
Deep Recession Scenario ("S3")
realizzi uno scenario migliore e del 10% che se ne realizzi uno peggiore
10%

Ai fini della definizione degli scenari, il PIL è la variabile "anchor point", il cui andamento è considerato come indicatore rappresentativo del quadro economico generale. Sulla base dell'andamento del PIL è definito l'andamento delle altre variabili macroeconomiche di rilievo. A ciascuno scenario è quindi associata una probabilità di accadimento sulla base del loro percentile di riferimento nella distribuzione delle variazioni del PIL sugli scenari generati.

L'effetto degli Scenari viene poi tradotto nel modello di Impairment tramite l'utilizzo di appositi modelli Satellite che individuano le variabili più significative per rappresentare la più significativa correlazione tra il ciclo economico e i dati interni anche in termini di scostamento temporale (prendendo in considerazione i distinti driver anche a vari lag temporali rispetto al dato consuntivo).

Questi ultimi sono utilizzati per il calcolo della componente Forward Looking di tutti i parametri che intervengono nel calcolo dell'ECL: PD, LGD e EAD/PrePayment.

Con riferimento alle rettifiche di valore si conferma come lo Scenario Baseline presenti un andamento maggiormente comparabile allo Scenario favorevole che a quello avverso. In questo senso l'inclusione dello Scenario Bad ha un effetto fortemente peggiorativo sulla stima complessiva delle Rettifiche (avendo anche una ponderazione maggiorata rispetto allo Standard) a confronto con l'effetto migliorativo dello Scenario favorevole che viene annullato attribuendogli una ponderazione dello 0%.

Considerazioni ulteriori possono essere effettuate per le esposizioni classificate nello "Stage 3". Per quel che attiene più specificatamente ai crediti deteriorati, si segnala che, pur in presenza di una sostanziale equiparazione della definizione di credito deteriorato (credit-impaired financial asset) presente nell'IFRS 9 rispetto al principio contabile che è andato a sostituire (lo IAS39), le modalità di calcolo dell'ECL lifetime hanno comportato riflessi metodologici anche ai fini delle valutazioni da svolgere in tale comparto, principalmente in relazione:

  • All'inclusione di informazioni di tipo forward looking, quali quelle relative agli scenari macroeconomici, alle stime e alle tempistiche di recupero, alla probabilità di migrazione in classi peggiori, nonché quelle che possono avere influenza sul valore del collaterale o sulla durata attesa del relativo recupero;
  • Alla considerazione di scenari alternativi di recupero, quali quelli di vendita degli asset creditizi, in connessione con possibili cessioni di quote del portafoglio deteriorato, in relazione agli obiettivi aziendali di riduzione degli asset non performing, ai quali deve essere attribuita una probabilità di realizzazione, da considerare nell'ambito della valutazione complessiva.

Tenendo in considerazione quanto sopra e in coerenza con gli indirizzi e gli obiettivi relativi al portafoglio NPL, le svalutazioni sui crediti deteriorati vengono applicate attraverso due diverse metodologie:

  • Analitiche sulle singole esposizioni, in relazione alle rettifiche applicate a tali esposizioni, nel corso dell'esercizio corrente le perdite attese sui crediti deteriorati sono determinate analiticamente in base alle previsioni di recupero formulate dal gestore o risultanti dall'applicazione del regolamento interno "linee guida e criteri di svalutazione crediti gruppo Credem", attualizzate in funzione dei tassi di interesse effettivi originari e della relativa tempistica di recupero prevista. Considerato che le previsioni di recupero assumono come riferimento la specifica situazione del debitore, si ritiene non trovi coerenza di applicazione un'analisi di sensitivity delle perdite attese su tali esposizioni.; Non è tuttavia possibile escludere che, un deterioramento della situazione creditizia del debitore, anche in conseguenza dei possibili effetti negativi sull'economia correlati all'esaurimento delle misure di sostegno messe in atto per fronteggiare la diffusione internazionale del Coronavirus unitamente agli effetti derivanti dal conflitto Russo-Ucraino, possa comportare la rilevazione di ulteriori perdite rispetto a quelle considerate a dicembre 2022. Da evidenziare, in relazione all'emergenza Russo-Ucraina, come siano state effettuate attività straordinarie in relazione al presidio del rischio come alla strategia creditizia. Su quest'ultima sono state svolte, e sono in regolare aggiornamento, analisi in ottica forward-looking sui principali settori energivori impattati dalla situazione emergenziale, anche in relazione all'innalzamento dei costi operativi ed intervenendo quindi sull'azione creditizia e commerciale. Rispetto invece alle attività di presidio, azioni specifiche hanno riguardato tutto il portafoglio creditizio, individuando i clienti potenzialmente maggiormente impattati da costo energia, costo materie prime e shortage materie prime, sulla base dei settori identificati come più vulnerabili (fra i primi l'industria cartaria, della produzione di piastrelle in ceramica, il settore della Metallurgia, Automotive ed infine Legno/Agroalimentare);
  • Svalutazioni determinate secondo uno specifico modello, che possono essere applicate ad un portafoglio di posizioni a Sofferenza valutate in un'ottica di dismissione (di seguito definito "Portafoglio sotto-modello Stage 3" o "Portafoglio").

Al 31/12/2022 non vi sono posizioni classificate all'interno del portafoglio sotto-modello Stage 3.

Il Gruppo Credem considera storicamente l'elevata qualità del credito come un elemento fondante della propria stabilità patrimoniale ed un fattore strategico nel processo di creazione del valore. I principi fondamentali su cui si basa l'erogazione del credito sono i seguenti:

  • la coerenza con la connotazione di banca commerciale domestica nella valutazione dell'attività del cliente, della sua dimensione e della sua ubicazione geografica rispetto alla rete Credem;
  • la tecnica nell'analisi di rischio, che assicura alle concessioni creditizie un presupposto oggettivo e coerente con le finalità e le esigenze finanziarie del cliente, con le sue dimensioni patrimoniali e finanziarie e con le relative capacità di rimborso storiche e prospettiche;
  • la qualità e l'adeguatezza delle informazioni, coerentemente ai criteri di Data Governance definiti dal gruppo Credem, come presupposto essenziale per la valutazione oggettiva del profilo di rischio che trova nel rating interno la sua prima espressione di sintesi;
  • il frazionamento del rischio di credito perseguito diversificando il portafoglio clienti con un approccio selettivo e coerente con gli obiettivi di capitale e di rischio/rendimento;

  • la valutazione consolidata delle controparti a livello di Gruppo in modo da delineare una prospettiva unitaria e non frammentata del profilo di rischio di ciascuna singola controparte o gruppo controparte;

  • la cura riservata alla regolarità formale prima dell'erogazione delle concessioni di credito anche attraverso il supporto di strutture specialistiche presso il gruppo che assicurano i necessari riferimenti tecnico-consulenziali;
  • l'attenta gestione dei rapporti da parte delle unità di linea e i controlli effettuati dalle funzioni centrali dedicate, che assicurano la corretta applicazione delle linee di credito, l'aggiornamento costante del quadro informativo della clientela, la tempestiva individuazione delle posizioni problematiche e l'adozione delle azioni necessarie al recupero delle relative esposizioni;
  • l'adozione di politiche rigorose di classificazione e copertura dei crediti deteriorati, privilegiando quando possibile politiche transattive volte a raggiungere accordi stragiudiziali con le controparti contenendone di conseguenza i costi di recupero.

Con riferimento alle tematiche del rischio di credito, si precisa che il Gruppo pubblica l'informativa prevista dalle "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID-19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/07) nell'informativa al pubblico "Terzo Pilastro" o "Pillar 3".

1.1 Impatti derivanti dal quadro macroeconomico, dalla Crisi RU/UA e dal rischio climatico in relazione al rischio di credito

Nel corso del 2022, il livello di incertezza relativo alla congiuntura macroeconomica globale è stato ulteriormente innalzato a causa dello scoppio del conflitto fra Russia e Ucraina (i.e. Crisi RU/UA), che ha reso le previsioni macroeconomiche e ai relativi scenari impiegati in ambito IFRS9 potenzialmente instabili. Per tale motivo, a partire dalla data contabile di Giugno 2022, ci si è posti l'obiettivo di gestire, oltre agli effetti della pandemia da Covid-19, anche tale ulteriore fattore di incertezza.

Credito Emiliano ha recepito le indicazioni dei diversi Regulator in materia di applicazione del Principio contabile IFRS 9 sulla classificazione degli strumenti finanziari e relativa misurazione delle perdite attese.

In particolare, Credito Emiliano ha agito principalmente sulla metodologia di determinazione dei parametri di rischio IFRS 9 dedicati alle esposizioni performing e manterrà un monitoraggio del framework metodologico IFRS9 in ottica Covid 19 e Crisi RU/UA ai fini di valutare la necessità di adottare aggiornamenti successivi rispetto a quanto in vigore alla presente data contabile. Il framework vigente di classificazione delle esposizioni nei 3 stage previsti dalla Normativa non ha subito variazioni. Tale approccio ha consentito sia di gestire la prociclicità data dalla situazione di emergenza ancora in corso, come richiesto appositamente dalla European Central Bank (i.e. ECB) con apposite lettere del 1° Aprile e del 4 dicembre 2020, sia di continuare a rilevare tempestivamente eventuali deterioramenti della qualità creditizia, accompagnati da un incremento della perdita attesa associata. La presente sezione è strutturata come segue:

  • Valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR);
  • Misurazione delle perdite attese.

Come descritto nel dettaglio nel prosieguo del documento, la prima sezione è dedicata ad illustrare i razionali che hanno portato Credito Emiliano a mantenere inalterato il proprio approccio di staging degli strumenti finanziari, descrivendo inoltre le relazioni di tale attività di classificazione con le misure di facilitazione al rimborso del debito poste in atto dal Gruppo nell'ambito dell'attuale contesto emergenziale. La seconda sezione, invece, risulta dedicata ad una descrizione analitica delle evoluzioni operate relativamente ai modelli di misurazione IFRS 9, unitamente alle ipotesi sottostanti ai suddetti interventi.

Con riguardo ai rischi climatici, ambientali, fisici e di transizione, questi sono stati integrati nell'analisi di rilevanza tramite cui il Gruppo Credem valuta periodicamente la materialità di tutti i rischi a cui è esposto. In particolare il Gruppo ha sviluppato una metodologia quantitativa per misurare il livello di concentrazione del portafoglio crediti e del portafoglio investimenti verso quelle imprese la cui attività economica è ritenuta particolarmente sensibile ai rischi di transizione. Per quanto riguarda il rischio fisico, il Gruppo ha sviluppato una metodologia per misurare i potenziali effetti derivanti da eventi climatici sul proprio portafoglio di garanzie creditizie e sul proprio portafoglio di leasing immobiliare, basata sulla localizzazione geografica e sulla selezione di tipologie di eventi climatici. La progettualità avviata ha premesso la redazione di un Piano di azione pluriennale per allineare Credem e le società del gruppo attive nel lending a quanto previsto nell'ECB Guide on Climate related & Environmental risks (C&E), pubblicata nel 2020. In ambito crediti è stata realizzata una prima integrazione di rischi C&E nei processi di valutazione del credito per il segmento corporate e nel corso del 2023 l'integrazione nell'attività di valutazione e monitoraggio verrà estesa agli altri segmenti di clientela.

Particolarmente significativa è stata la partecipazione al Climate Stress Test. L'esercizio tra le altre cose prevedeva:

  • la misurazione di interessi e commissioni attivi generati da controparti appartenenti a settori ad alte emissioni di gas serra definiti dalla BCE;
  • la quantificazione delle emissioni di gas serra finanziate per le principali controparti appartenenti a settori altamente emittivi basandosi sulla metrica che misura la carbon intensity;
  • la valutazione della distribuzione delle esposizioni per NACE maggiormente impattati dal rischio di transizione e fisico.

2. Politiche di gestione del rischio di credito

2.1 Aspetti organizzativi

Il Servizio Crediti di Credito Emiliano è organizzato secondo tre aree di responsabilità:

  • Credit Strategy e Monitoring, che definisce obiettivi e linee guida di sviluppo del credito inteso come business line in coerenza con gli obiettivi ed il RAF di gruppo, effettua i controlli sulla filiera del credito, redige la regolamentazione interna e definisce i principali strumenti, processi e modelli a supporto dell'intero processo del credito (Fatte salve le attribuzioni di responsabilità al servizio ERISK in relazione ai modelli rientranti nel perimetro IRB);
  • Credit Management, che attraverso l'attività deliberativa e la consulenza tecnica alle strutture commerciali ed alle Società in perimetro garantisce nel tempo un profilo di rischiosità degli impieghi coerente con gli obiettivi di strategy definiti presidiando il corretto ripagamento delle posizioni anomale;
  • Non-Performing Credit, che si occupa delle attività di gestione e recupero sul credito non performing.

Le linee guida di Credit Strategy vengono approvate dallo specifico Comitato Credit Strategy di Gruppo e deliberate dal Consiglio di Amministrazione. Relativamente al perimetro NPL, il Comitato Crediti Non Performing di Gruppo, si occupa di definire specifiche azioni di indirizzo strategico e di monitoraggio, anche relativamente all'andamento degli indicatori SREP di competenza.

Nella gestione del rischio di credito concorrono inoltre, per le rispettive aree di competenza, processi di responsabilità del Servizio di Gruppo Erisk:

  • Il Risk Appetite Framework: in cui sono definiti tolerance e appetite per gli indicatori relativi al rischio di credito sia in termini di performing loan che di non performing loan;
  • Gestione Sistema interno di rating, in particolare Rating Office per attribuzione rating a controparti rientranti nella Funzione Regolamentare Corporate, Rischi Operativi e di Credito per la responsabilità del Sistema di rating Corporate e Retail e per la calibrazione dei parametri e la funzione di validazione interna per la convalida.

Le disposizioni introdotte dalla normativa di riferimento per l'adozione dei modelli interni ed i successivi aggiornamenti sono stati sistematicamente accolti da Credito Emiliano S.p.A. come un'opportunità per migliorare la gestione del rischio e per incrementare il valore generato per gli azionisti, grazie alla storica qualità dell'attivo creditizio nonché all'ampia e consolidata diffusione degli strumenti di rating utilizzati nell'attività di valutazione, erogazione, monitoraggio e prezzatura del credito.

2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo

L'attività di valutazione ed erogazione del credito è differenziata a seconda della tipologia di clientela. Più precisamente, per il segmento corporate è in uso un sistema "esperto" che guida la formulazione della proposta di affidamento ed è alla base del sistema di rating. Tale metodologia si basa su logiche di analisi delle componenti economico-patrimoniali di bilancio integrate dalla valutazione dei flussi di cassa, dati di centrale rischi, nonché da valutazioni qualitative sul posizionamento competitivo, sui rischi di business e sull'appartenenza al gruppo.

Per il segmento small business, nell'ambito della stessa metodologia generale di valutazione, sono state applicate delle differenziazioni per dare maggior peso alle informazioni di tipo andamentale e di centrale dei rischi, che forniscono un contributo importante alla capacità predittiva del default. Per il segmento delle microattività e dei privati consumatori è stato sviluppato un sistema di rating specificamente calibrato su questa tipologia di clientela a supporto dei processi di approvazione delle operazioni.

Inoltre, per tutta la clientela Banca è attivo un modello interno di Loss Given Default (LGD) che valuta la potenziale perdita dato il default della controparte, tenendo in considerazione la tipologia di controparte, l'ammontare dell'esposizione, la tipologia di forma tecnica e le eventuali garanzie a sostegno della posizione.

Tutti i sistemi sono direttamente integrati nella proposta di affidamento; la nuova Pratica Elettronica di Fido è operativa per tutti i gestori privati e aziende. La piattaforma garantisce un elevato data quality ed efficienza nei processi di istruttoria e delibera di affidamenti e rating.

Un pilastro fondamentale di governance del credito è costituito inoltre dall' assegnazione "ad personam" delle autonomie delegate, previa valutazione sul singolo deliberante di elementi fondamentali quali le competenze, i risultati conseguiti nella gestione ed erogazione del credito e l'attività formativa fruita.

I poteri di delega si basano, attualmente per la sola Credembanca, sull'indicatore "Accordato Ponderato", che applicando dei pesi alle singole componenti della posizione affidata ne sintetizza la rischiosità in rapporto alle policy ed alle serie storiche dei default.

Negli ultimi anni sono stati inoltre potenziati, anche grazie ad investimenti tecnologici e l'utilizzo di Advanced Analytics, i meccanismi «automatici» a supporto del monitoraggio e dell'origination, anche in ottica Openbanking.

A supporto sia dell'origination, sia del monitoraggio andamentale post-origination troviamo IMA (Indicatore di Monitoraggio Andamentale) ovvero un Modello di Early Warning, con l'obiettivo di prevedere un comportamento creditizio anomalo prima che esso si manifesti. Questo indicatore è alla base del calcolo anche del Massimo Accordato Concedibile (MAC) che è il livello massimo di affidamento attribuibile automaticamente ad una controparte.

Questi strumenti permettono una maggiore industrializzazione nel processo di concessione del credito abilitando anche campagne automatiche. Questi indicatori tengono conto nei vari momenti storici anche del contesto economico di riferimento (esempio crisi pandemica Covid-19, conflitto Russo-Ucraino) in base a valutazioni forward looking, per cui le azioni commerciali sono di volta in volta contestualizzate e graduate. Inoltre queste metodologie di Early Warning stanno consentendo anche di superare progressivamente il concetto di scadenze di revisioni periodiche per spostarsi su logiche di revisioni di merito richieste ad evento, cioè in presenza di riscontrati motivi di rischio di credito atteso.

A partire dall'anno 2020 Credem ha eseguito un assessment con riferimento al documento EBA relativo alle guidelines on loan origination and monitoring con l'obiettivo di individuare gli impatti che la regolamentazione avrebbe determinato su governance, strategie creditizie, processi del credito e sistemi IT.

Nel corso del 2022 sono stati realizzati ulteriori interventi organizzativi e di governo atti ad addivenire ad una piena aderenza alle indicazioni normative delle linee guida EBA.

La funzione di definizione e di controllo dei limiti di affidamento si avvale del supporto di uno specifico Comitato Crediti di Gruppo che fissa, tra gli altri, il Credit Limit principale su cui si basa la Policy che è la Soglia di Massima Esposizione (SME), cioè l'ammontare massimo di rischio di credito che il Gruppo intende assumere verso una controparte (o gruppo di soggetti collegati) incluse le esposizioni derivanti dai titoli. La definizione di tale soglia prende a riferimento il Capitale Ammissibile di Gruppo ed i limiti di Vigilanza. Il Comitato è responsabile inoltre di rendicontare le posizioni che, a seguito di specifiche decisioni, superano le soglie definite. Il superamento delle "Soglie di Massima Esposizione" si configura come "Operazione di Maggior Rilievo" ai sensi del 15° aggiornamento del 2 luglio 2013 della Circolare n. 263 del del 27 dicembre 2006.

Il Gruppo Credem ha individuato come presupposto per la gestione dei rischi in ottica consolidata l'individuazione di organismi di governo:

  • CA della Capogruppo: è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi e di risk appetite, dell'approvazione della normativa interna che regolamenta anche le strutture di limiti specifiche;
  • I CA delle singole Società recepiscono gli obiettivi assegnati dal CA della Capogruppo riferiti a mission e profilo di rischio;

Comitato Esecutivo (di seguito CE): organo di gestione della Capogruppo;

Sono inoltre state costituite Funzioni specialistiche all'interno della Capogruppo ed in particolare:

  • Comitato Consiliare Rischi di Gruppo (di seguito anche Comitato Rischi);
  • Comitato Risk Management;
  • Funzione di Risk Management, all'interno del Servizio Enterprise Risk Management (ERISK).

La Funzione di Risk Management è composta oltre che dal Responsabile della Funzione Risk Management (c.d. Risk Officer), individuato nel responsabile del Servizio ERISK, da tre differenti aree:

  • Area Credito, Operativi e Gestione del rating;
  • Area Finanza e Assicurativo;
  • Area Validazione, Stress Test e Data Management.

A livello di portafoglio, le analisi periodiche e il monitoraggio sono svolte dalla funzione Risk Management.

Il Comitato Rischi svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed in generale al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento.

In particolare, la funzione di Risk management consente al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:

  • il Risk Appetite Framework (con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza) assicurando che l'attuazione sia coerente con gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza approvate;
  • l'andamento trimestrale del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite e alle soglie di tolleranza relativamente a tutti gli indicatori previsti nel RAF di Gruppo.

Il 2 ottobre 2015 la Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing. Relativamente ai modelli interni, la funzione di Risk management consente al CA, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:

  • la conformità dei modelli interni ai dettami previsti dalla regolamentazione prudenziale previo parere del Collegio Sindacale;
  • i parametri di rischio relativi ai modelli interni utilizzati previo parere preventivo della funzione di convalida;
  • i criteri per individuare le Operazioni di Maggior Rilievo (OMR) e approvare la rendicontazione annuale relativa.

Nello specifico, con riferimento al Rischio di credito per le attività richieste dalla disciplina prudenziale, la Funzione Risk Management per il tramite dell'ufficio Rischi Operativi e di Credito:

  • svolge tutte le attività previste, in carico a tale ufficio, dal Regolamento di "Gestione del sistema interno di rating";
  • svolge attività gestionali inerenti la quantificazione del rischio di credito a supporto di altre funzioni, anche con riferimento alle operazioni con soggetti collegati e la verifica dell'adeguatezza delle valutazioni effettuate sui crediti deteriorati.

Inoltre l'ufficio Validazione Modelli Interni:

  • effettua la convalida dei modelli interni come previsto dal Regolamento "Gestione del Sistema Interno di Rating" e dal Regolamento Risk Management di Gruppo;
  • effettua verifiche sulle attività di controllo andamentale del credito.

2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese

Come già esposto nella parte A della presente Nota Integrativa, il principio contabile IFRS 9 prevede criteri di misurazione delle perdite attese che sono articolati su tre livelli crescenti di deterioramento creditizio. Gli strumenti finanziari sono raggruppati in tre Stage (categorie o bucket), sulla base del rischio di credito e dell'incremento del rischio di credito tra la rilevazione iniziale e la data di riferimento del bilancio. Nel dettaglio:

  • Stage 1: strumenti finanziari performing che non hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale, o che risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione (perimetro low credit risk). In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa entro i successivi 12 mesi della vita residua dello strumento.
  • Stage 2: strumenti finanziari performing che hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale e che non risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione. In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa nell'arco dell'intera vita residua dello strumento (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).
  • Stage 3: strumenti finanziari deteriorati, che mostrano oggettive evidenze di una perdita di valore. La rettifica di valore è definita analiticamente e copre la perdita attesa nell'arco dell'intera vita residua del credito (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses). In generale le regole di allocazione nei tre Stage definite dal Gruppo Credem, si fondano sui

principali elementi forniti dal sistema di rating interno nonché sui principali indicatori di deterioramento creditizio monitorati dal Gruppo Credem per la gestione del rischio. Credito Emiliano identifica la presenza di un significativo incremento del rischio di credito (SICR)

nella rilevazione di un deterioramento di almeno 2 classi nel rating della controparte dal momento della rilevazione iniziale. Nel contempo le classi di rating assimilabili alla categoria "investmentgrade" sono considerate profili di bassa rischiosità; le esposizioni che alla data di misurazione rientrano in tali categorie, sono classificate dall'applicativo interno di riferimento in Stage 1, senza necessità di verificare l'eventuale deterioramento del merito creditizio intervenuto a seguito della rilevazione iniziale (c.d. low credit risk exempiton).

Inoltre la presenza di misure di forbearance o di scaduto continuativo di oltre 30 giorni sono considerati segnali oggettivi di deterioramento del merito creditizio, pertanto gli strumenti finanziari che presentano tali evidenze sono classificati direttamente in Stage 2 senza valutare la contestuale presenza o meno di un significativo incremento del rischio di credito né tanto meno l'aderenza ad un profilo ritenuto a bassa rischiosità.

Per l'identificazione dei crediti deteriorati, e la loro allocazione nel bucket di rischio Stage 3, il Gruppo Credem fa riferimento alla definizione interna di credito deteriorato disciplinata nel regolamento "Policy di gruppo Crediti". Tale regolamento specifica che sono considerate "default" le categorie di crediti deteriorati in conformità a quanto previsto in materia dalle disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia (Circolare n. 272 30 luglio 2008 "Matrice dei conti", Sez. B) Cap. II, "Qualità del credito" - , 16° aggiornamento del 2 novembre 2022 ) dove sono elencati i criteri e le caratteristiche richiesti per ogni categoria. La definizione di default comprende le seguenti categorie, che rappresentano stati di "default" di severità crescente:

  • esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate (PS);
  • inadempienze probabili (IP);
  • sofferenze (Z).

Per gli strumenti finanziari allocati in Stage 3, le rettifiche di valore sono definite su base "esperta" in relazione alle evidenze dell'attività di gestione e recupero dei crediti deteriorati: per ciascun credito anomalo/deteriorato, è identificata una percentuale di copertura idonea a rappresentare le perdite attese nella vita residua del credito, in relazione all' analisi di caratteristiche rilevanti quali: tipologia di prodotto creditizio, ammontare dell'esposizione creditizia, anzianità dello stato di deterioramento, presenza o meno di garanzia a supporto (tipologia di garanzia e livello di copertura "loan to value").

Sugli strumenti finanziari allocati in Stage 1 e 2, la determinazione delle perdite attese avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, sono associate:

  • una probabilità di inadempienza (PD, "Probabilità di Default");
  • una perdita in caso di inadempienza (LGD, "Loss Given Default") commisurata anche alla tipologia di finanziamento, ossia alla forma tecnica, alla tipologia di garanzia o ad altri fattori rilevanti;
  • una esposizione in caso di inadempienza (EAD, "Exposure at default").

In generale, i parametri di rischio adottati dal Gruppo per determinare le rettifiche di valore sono basati sulle medesime ipotesi e tecniche di stima dei modelli interni validati per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito con metodologia IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD). A differenza di questi ultimi che sono definiti tramite un approccio di media lungo il ciclo ("truogh-the-cycle") e di inclusione di condizioni macroeconomiche sfavorevoli (fase recessiva di "downturn"), i parametri adottati per la determinazione delle rettifiche di valore ai sensi dell'IFRS 9, sono fondati su una logica puntuale (c.d. "point in time") e previsionale ("forwardlooking"); in modo da essere idonei a rappresentare la congiuntura macroeconomica presente e prevista nel breve-medio termine. Pertanto essi sono stimati prendendo in considerazione sia i dati storici, laddove siano state identificate tendenze e correlazioni con il rischio di credito, sia indicatori previsionali di eventi attesi nonché previsioni sull'andamento del ciclo macroeconomico. Le rettifiche di valore sono quindi determinate valutando una gamma di possibili risultati in modo da riflettere un importo obiettivo ponderato in relazione alle probabilità di realizzo dei diversi scenari. Nello specifico il Gruppo considera tre scenari di severità crescente, e ne proietta l'andamento sui parametri di rischio adottati per la misurazione delle perdite attese, in modo che essi riflettano le condizioni macroeconomiche attese da tali scenari. Le tecniche di condizionamento al ciclo macroeconomico ricalcano le logiche adottate dal Gruppo per la conduzione degli esercizi di stress testing indetti dagli organi europei di supervisione:

  • metodi di condizionamento al ciclo della probabilità di inadempienza (PD), che combinano ipotesi di variazione nel merito creditizio della controparte (i.e. variazioni nella valutazione di rating futura associata alla controparte) con ipotesi di variazioni della probabilità di inadempienza associata a ciascun profilo di rischio (adozione dei c.d. "modelli satellite" interni che esprimono la relazione esistente tra la probabilità di inadempienza ed i principali fattori macroeconomici);
  • metodi di condizionamento al ciclo della perdita in caso di default (LGD), che combinano ipotesi di variazione nel livello di deterioramento del credito (i.e. migrazioni tra diversi stati di default) ed ipotesi di variazioni nel livello di copertura delle garanzie a supporto del credito, con conseguente influenza sulla capacità di recupero e sull'ammontare di perdita rilevato in caso di default.

In generale, i criteri dettagliati seguiti per la determinazione delle rettifiche di valore su ciascuno Stage, sono disciplinati nelle policy interne "Policy Svalutazione Crediti" e "Linee Guida e criteri di svalutazione titoli"; aggiornate e sottoposte all'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione con cadenza almeno annuale Nel corso del 2022 la "Policy Svalutazione Crediti" è stata ulteriormente aggiornata ed affinata, dopo le revisioni del 2021, per effetto delle analisi andamentali sullo storico delle svalutazioni applicate fino al alla fine dell'anno precedente

Valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR)

Come anticipato, il framework IFRS 9 in uso presso il Gruppo relativo all'attività di staging degli strumenti finanziari in bonis è stato mantenuto inalterato nell'ambito dell'emergenza da Covid-19. L'approccio adottato si basa su un principio di classificazione di tipo analitico, ovvero basato sull'analisi delle singole posizioni. I driver di stagingimpiegati sono:

  • Valutazione del Significant Increase in Credit Risk (i.e. SICR) tramite misurazione della variazione del rating alla data di riferimento rispetto alla data di origination della posizione: in caso di rilevamento di un delta in peggioramento pari o superiore a 2 notch sulla masterscale dei rating2, la posizione è automaticamente classificata a stage 2. In caso contrario la posizione è classificata a stage 1. Tale criterio risulta di carattere relativo, prevedendo il confronto con la situazione creditizia rilevata all'erogazione del credito;
  • Criterio backstop sui giorni di scaduto: in caso di rilevamento di 30 o più giorni di scaduto continuativo la posizione è automaticamente classificata a stage 2;
  • Criterio backstop sulle misure di forbearance: in caso di classificazione a forborne performing, la posizione è automaticamente classificata a stage 2.

Si precisa come la soglia dei 2 notch in peggioramento non sia stata modificata nell'ambito dell'emergenza da Covid-19, e come questa risulti applicata indistintamente a prescindere dal portafoglio/segmento di appartenenza e dalla classe di rating relativa alla posizione in analisi.

2 In caso il rating alla data di riferimento sia ricompreso in una delle prime 4 classi, la posizioni è automaticamente mantenuta in stage 1 in virtù della cd. Low Credit Risk Exemption.

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

Misurazione delle perdite attese

Definizione dello scenario

Gli scenari sono forniti da un provider esterno: nel dettaglio, vengono individuati tre Scenari: Baseline (come indicato dal fornitore), Bad e Good (rispettivamente individuati come gli Scenari S3 ed S1 del medesimo fornitore). Per tali diversi scenari, sono fornite inoltre le relative probabilità di accadimento, che vengono utilizzate per ponderare le diverse stime di ECL derivanti e pervenire alla stima complessiva.

A seguito dell'emergenza sanitaria legata alla pandemia Covid-19 gli Istituti sono stati chiamati a istituire meccanismi di monitoraggio degli Scenari sottostanti ai modelli e della relativa sensitivity in contesti di forte volatilità.

Inoltre, nel corso del 2022, il livello di incertezza relativo alla congiuntura macroeconomica globale è stato ulteriormente innalzato a causa dello scoppio del conflitto fra Russia e Ucraina (i.e. Crisi RU/UA), che ha reso le previsioni macroeconomiche sottostanti agli scenari macroeconomici impiegati in ambito IFRS9 potenzialmente instabili. Per tale motivo, visto l'attenuarsi dell'emergenza sanitaria e delle sue ricadute sull'economia globale, il principale fattore di incertezza da gestire a Dicembre 2022 riguarda proprio la crisi RU/UA.

In tale contesto, il Gruppo ha confermato l'utilizzo del provider già in uso valutando tuttavia tempo per tempo la ponderazione da attribuire ai tre scenari macroeconomici disponibili. A Dicembre 2022 si è stabilito di ricalibrare la ponderazione degli scenari, definendo una ponderazione alternativa più severa rispetto a Dicembre 2021: 0% Good, 60% Bad, 40% Baseline (rispetto alle precedenti 0% Good, 40% Bad, 60% Baseline). Il principale razionale sottostante tale scelta è data dal potenziale perdurare della Crisi RU/UA e dei relativi impatti macroeconomici, con particolare riferimento all'andamento dell'inflazione.

In aggiunta, al fine di valutare eventuali trattamenti necessari per gestire le particolarità derivanti da una situazione macroeconomica prospettica fortemente influenzata dalla Crisi RU/UA, si riportano di seguito gli andamenti attesi delle variabili PIL Europeo e Inflazione Europea relativi alle varie deliveries, inclusa quella di Settembre 2022, impiegata nel presente aggiornamento sulla data contabile di Dicembre 2022.

Come risulta possibile osservare dai grafici riportati, lo scoppio della Crisi RU/UA, e la conseguente

inclusione del relativo andamento atteso nelle proiezioni macroeconomiche, ha portato ad un drastico rialzo delle previsioni per la variabile Inflazione Europea rispetto alle delivery precedentemente impiegate. Per tale ragione si è optato per inserire a partire dal presente aggiornamento (i.e. data contabile di Dicembre 2022 con impiego degli scenari di Settembre 2022) un ulteriore correttivo dedicato a gestire l'impatto sui parametri di rischio delle previsioni sulla variabile Inflazione, influenzate in modo particolare dalla Crisi RU/UA.

Nel dettaglio, considerando che i modelli satellite sono stati sviluppati a partire da una serie storica che manifesta una correlazione negativa tra tassi di default ed inflazione e non caratterizzata da shock esogeni assimilabili alla crisi RU/UA, sono stati introdotti accorgimenti prudenziali per evitare di proiettare tassi di default (e di conseguenza Danger Rate) in forte riduzione.

Adeguamento modelli e overlay

La quantificazione delle ECL si basa su:

  • l'applicazione di scenari forniti dal provider esterno ai modelli satellite sviluppati internamente;
  • l'applicazione degli effetti degli scenari (i.e. shift) alle matrici di migrazione inclusive delle PD e l'adozione dell'approccio markoviano e dell'approccio di survival analysis per quantificare le PD in ottica lifetime forward-looking;
  • l'integrazione di logiche forward-looking anche nella LGD attraverso l'incorporazione di informazioni prospettiche sull'andamento del mercato immobiliare e applicazione degli shift al Danger Rate in linea con quanto condotto per le PD.

Tali regole sono state individuate nell'ottica di minimizzare gli interventi di natura discrezionale nella quantificazione delle loan loss provision.

Nel contesto Covid-19 e della crisi RU/UA, sono stati definiti e implementati alcuni aggiustamenti ai modelli (overlay factors) per tenere conto degli effetti connessi alla straordinarietà del contesto macroeconomico che si è delineato e delle misure di sostegno all'economia emesse dal Governo. Per quanto riguarda l'attuale aggiornamento del Framework, l'unico overlay rimasto in vigore è relativo a:

a) la sterilizzazione dei tassi di Prepayment attesi, ovvero l'azzeramento delle probabilità stimate di osservare eventi di rimborso anticipato del debito nell'ambito del processo di determinazione delle perdite attese su crediti rateali in bonis. Si precisa come tale correttivo abbia impatto esclusivamente sulle curve di Prepayment lifetime forward-looking dei prodotti rateali.

Analisi di sensitivity degli Scenari

Si riportano di seguito le informazioni relative ai valori medi dei principali indicatori macroeconomici e finanziari utilizzati negli scenari, relativamente al triennio 2023-2025, ricordiamo inoltre che dall'analisi comparata di questi ultimi con lo Scenario fornito da ECB è stata definita la seguente ponderazione alternativa: 0% Good, 60% Bad, 40% Baseline.

Per ogni indicatore è riportato il valore base consuntivo (nella fattispecie Settembre 2022) in termini assoluti, il valore assunto delle stesse variabili nello Scenario Baseline e la variazione percentuale rispetto ad esso degli Scenari designati come avverso e favorevole su ognuno dei 3 fine anno compresi nell'orizzonte temporale in cui il principio richiede di adottare un approccio forward-looking nelle stime di ECL.

Consuntivo dic-23 dic-24 dic-25
Macrovariabile set-22 Bad Baseline Good Bad Baseline Good Bad Baseline Good
PIL Italia 1.733 -6,23% 1.743 1,92% -5,56% 1.780 1,72% -4,51% 1.811 1,61%
PIL Euro 10.903 -6,09% 11.015 2,20% -5,43% 11.286 1,96% -4,39% 11.535 1,84%
Tasso di Disoccupazione 7,92% 35,29% 8,53% -4,07% 27,93% 8,45% -3,77% 19,43% 8,40% -2,94%
Indice di Produzione Industriale 104 -13,15% 106 3,78% -9,16% 109 3,07% -7,48% 112 2,85%
Indice dei Prezzi degli Immobili Residenziali italiani 2.077 -11,48% 2.116 3,13% -17,79% 2.211 4,07% -19,96% 2.341 4,59%

Trattamento garanzie pubbliche

Nell'ambito del calcolo ECL le garanzie statali erogate come risposta straordinaria di sostegno all'economia reale nel contesto dell'emergenza sanitaria in corso sono considerate analogamente alle altre garanzie statali presenti in portafoglio. Non sono previsti trattamenti ad hoc, le garanzie contribuiscono a mitigare l'ECL sui rapporti a cui sono associate tramite principio di sostituzione: la quota coperta da esse viene, quindi, associata al livello di rischio dell'emittente (in questo caso lo stato italiano, con rating DBRS BBBH) invece che a quello della controparte.

2.4 Tecniche di mitigazione del rischio di credito

I collateral e le garanzie rivestono particolare rilevanza nelle strategie creditizie del Gruppo Credem in quanto consentono la mitigazione nel complessivo ciclo di vita del credito, pur mantenendo un carattere accessorio nel processo di valutazione e concessione del credito dove l'elemento fondante è la valutazione della capacità di rimborso del debitore. In tal senso l'acquisizione delle

stesse, comporta un'approfondita attività valutativa sia in fase di acquisizione sia di monitoraggio e gestione.

Per i collateral immobiliari sono definiti, conformemente ad i requisiti normativi, i principi generali che consentono un sano e prudente processo di valutazione degli immobili oggetto dei collateral:

  • Indipendenza della valutazione tramite l'utilizzo di periti esterni indipendenti dal processo di erogazione del credito.
  • Conformità e congruità della valutazione, adeguata alla complessità dell'operazione, alla sua dimensione, alla tipologia dell'immobile per l'individuazione del valore di mercato su cui viene calcolato l'indicatore di loan to value.
  • Un robusto sistema di controlli, conforme ad i requisiti normativi, a presidio del processo di valutazione.

Vista l'importanza del comparto mutui nel portafoglio complessivo e in ottica di adeguamento alle Disposizioni di Vigilanza è stato messo a punto un processo di monitoraggio periodico del valore degli immobili oggetto di ipoteca al fine di una corretta valutazione del grado di copertura dei collateral.

All'interno del "Regolamento per l'assunzione dei rischi di credito verso la clientela" è codificata la ponderazione da applicare alle diverse operazioni ipotecarie in base alla natura dell'immobile. Il Comitato di Credit Strategy, inoltre, propone periodicamente le linee guida di indirizzo in termini di Loan To Value media del portafoglio e delle nuove erogazioni. In particolare, proprio per la natura di intervento a medio termine, i mutui ipotecari prevedono percentuali di iscrizione della garanzia diversificate a seconda della tipologia del finanziamento.

Per quanto riguarda le garanzie reali su valori mobiliari sono previsti scarti cauzionali da applicare a seconda della tipologia del prodotto acquisito in garanzia e dell'eventuale rating dell'emittente. E' inoltre previsto il monitoraggio costante dei valori mobiliari a garanzia e la valorizzazione ai fini di Credit Risk Mitigation.

In riferimento alle garanzie fidejussorie, osserviamo che la loro valorizzazione viene sempre effettuata sulla base di una valutazione prudenziale del patrimonio responsabile dei garanti.

Relativamente alle garanzie pubbliche, il Gruppo Credem adotta specifiche procedure volte a rispettare le modalità operative richieste dai dettami normativi emanati dallo Stato o dagli enti emittenti tali garanzie.

3. Esposizioni creditizie deteriorate

3.1 Strategie e politiche di gestione

La struttura di Non-Performing Credit supporta da un punto di vista tecnico la rete Banca e nella gestione dei crediti anomali e deteriorati e nella determinazione delle svalutazioni.

All'interno di questa struttura, la gestione dell'attività di recupero crediti avviene secondo processi definiti in base al canale/segmento, alla tipologia di affidamenti ed al livello di anomalia, ed è svolta da uffici centrali o loro decentramenti sul territorio. Il modello operativo permette una visione omnicomprensiva del credito lungo tutto l'arco di vita, valorizzando la fluidità e l'integrazione dei processi e la continuità di visione. In particolare si segnala la presenza di strutture centrali dedicate alla gestione, al monitoraggio e al recupero di posizioni in stato di Inadempienza Probabile e Sofferenza. Inoltre è presente un'unità organizzativa preposta alla gestione delle società di outsourcing al fine di presidiare in modo diretto e accentrato le relazioni con le suddette società. La valutazione delle perdite è improntata a criteri di indubbia prudenza, seguendo le indicazioni del documento approvato dal Consiglio di Amministrazione e denominato "Policy Svalutazione Crediti"; tale documento ha lo scopo di indirizzare ed uniformare l'attività degli uffici deputati alla gestione dei crediti deteriorati nella determinazione delle relative svalutazioni sia civilistiche che attinenti i tempi di recupero. Le Linee Guida BCE raccomandano alle Banche, di stabilire una chiara strategia volta a ridurre le consistenze di NPL in modo credibile, sostenibile e tempestivo. Le stesse sono uno strumento non vincolante, tuttavia le Banche sono tenute a promuovere la rapida convergenza verso le indicazioni fornite. Nel corso del primo semestre 2018 il Gruppo Credem, partendo dalle evidenze emerse nella fase di assessment/ gap analysis, e sulla base della classificazione delle azioni di remediation condivise, ha definito, su base volontaria, il primo Piano Strategico -Operativo NPL per il periodo 2018 –2022, successivamente aggiornato ogni anno. A Dicembre 2022 il Gruppo Credem, in coerenza con la Pianificazione strategia di Gruppo, ha aggiornato il Piano Strategico -Operativo NPL per il periodo 2022 –2026.

3.2 Write-off

Le autonomie relative alla valutazione degli stralci e delle perdite sono quasi completamente accentrate su organi monocratici, peculiarità che permette tempi di risposta alle proposte transattive particolarmente ridotti; il ricorso a tale misura riveste in ogni caso carattere di marginalità e avviene soltanto qualora le azioni di recupero diretto (o per il tramite di outsourcer/legal network) o di cessione non abbiano sortito gli effetti auspicati. In virtù dell'utilizzo residuale/secondario rispetto alle altre azioni di collection previste, nonché in ragione dello stock ridotto di NPL, l'entità dei write-off si mantiene su livelli contenuti.

3.3 Attività finanziarie impaired acquisite o originate

Secondo quanto previsto dal principio contabile IFRS 9, i crediti considerati deteriorati già dal momento della rilevazione iniziale in bilancio, in ragione dell'elevato rischio di credito associato, vengono definiti Purchased or Originated Credit Impaired Asset (POCI). Conseguentemente, qualora all'atto dell'iscrizione iniziale un'esposizione creditizia iscritta nella voce 30 "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" o nella voce 40 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", risulti essere deteriorata, la stessa è qualificata quale "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" (Purchased or Originated Credit Impaired – POCI).

Tali crediti, ai sensi dell'IFRS 9, vengono valutati appostando sin dalla data di rilevazione iniziale – fondi a copertura delle perdite che coprano l'intera vita residua del credito (cd. Expected Credit Loss lifetime). Trattandosi di crediti deteriorati, ne è prevista l'iscrizione iniziale nell'ambito dello Stage 3, ferma restando la possibilità di essere spostati, nel corso della vita, a Stage 2 nel caso in cui, sulla base dell'analisi del rischio creditizio, non risultino più impaired. Tali attività non sono mai classificate nell'ambito dello Stage 1 poiché la perdita creditizia attesa deve essere sempre calcolata considerando un orizzonte temporale pari alla durata residua.

I crediti POCI iscritti nel bilancio del Gruppo, coerentemente alle disposizioni del Principio IFRS9, si distinguono due fattispecie di:

  • o Attività finanziarie acquistate deteriorate (di seguito, anche "PCI"), le esposizioni creditizie già deteriorate al momento dell'acquisto, anche nell'ambito di operazioni di aggregazione aziendale;
  • o Attività finanziarie originate deteriorate (di seguito, anche "OCI"), le esposizioni creditizie originate in caso di operazioni di ristrutturazione di esposizioni deteriorate che hanno determinato l'erogazione di nuova finanza, ovvero introdotto modifiche sostanziali alle condizioni originarie contrattuali.

A Dicembre 2022 i crediti rientranti in questa categoria, presenti nell'attivo di Bilancio del Gruppo Credito Emiliano sono tutti derivanti dall'operazione di fusione per incorporazione dell'Ex Cassa di Risparmio di Cento e dalla operatività di Avvera Spa.

4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni

A marzo 2014, in considerazione del cambiamento regolamentare che prevedeva il passaggio dei poteri di Vigilanza alla Banca Centrale Europea e l'applicazione della nuova normativa comunitaria in tema di reporting di vigilanza, vennero approvate le "Linee guida per l'individuazione e la gestione delle esposizioni Forborne" successivamente recepite nella Policy di Gruppo Crediti.

In conformità agli standard dell'EBA, si definiscono Forborne le esposizioni nei confronti delle quali sono state accordate misure di Forbearance, ossia misure di sostegno a debitori che affrontano, o sono prossimi ad affrontare, difficoltà ad adempiere alle proprie obbligazioni finanziare (c.d. stato di difficoltà finanziaria).

In linea generale, le possibili misure di Forbearance accordate al debitore in difficoltà finanziaria possono ricadere nelle seguenti fattispecie:

  • modifica dei termini e delle condizioni contrattuali su un'esposizione che la controparte non è in grado di ripagare, con nuove condizioni che non sarebbero state accordate se il cliente non si fosse trovato in difficoltà finanziaria;
  • rifinanziamento parziale o totale del debito che non sarebbe stato accordato in assenza di difficoltà finanziaria della controparte.

In conformità con gli standard di riferimento, la classificazione nel portafoglio Forborne è indipendente dalla classificazione a default o dalla presenza di svalutazioni analitiche. In virtù della

peculiarità di tali tipologie di esposizioni, la valutazione e la concessione di misure di Forbearence è demandata alle strutture deliberative centrali, anche attraverso l'ausilio di sistemi automatizzati di alerting sulla presenza di Forborne "potenziali", sull'indirizzamento delle proposte di fido verso gli organi competenti e sul decorso dei termini relativi al cure period e probation period.

Relativamente a tale tipologia di esposizioni sono state recepite le indicazioni delle Guidelines BCE sui NPL con impatto sia sui processi sia sugli applicativi per un'adeguata tracciatura delle valutazioni fatte in sede di concessione di misure di forbearance e anche nelle valutazioni dei triggers sulle Inadempienze Probabili con il coinvolgimento della Funzione di Risk Management per la redazione di uno specifico parere vincolante nei casi di misure reiterate.

Il costo ammortizzato prima della modifica delle attività finanziarie, per le quali i flussi finanziari contrattuali sono stati modificati nel corso dell'esercizio, ammonta a circa 51,8 milioni di euro.

L'informativa al pubblico per la pubblicazione delle informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi di credito e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all'identificazione, alla misurazione e alla gestione dei rischi, prevista dal regolamento UE 575/2013 (CRR), pubblicazione della disclosure relativa al c.d. "Pillar 3", verrà comunicata al mercato nei termini di legge, sul sito www.credem.it.

Informazioni di natura quantitativa

A Qualità del credito

A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e distribuzione economica

A.1.1 Consolidato prudenziale – Distribuzione delle attività finanziarie per fasce di scaduto (valori di bilancio)

Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio Impaired acquisite o
originate
Portafogli/stadi di rischio Da 1 giorno a 30
giorni
Da oltre 30 giorni
fino a 90 giorni
Oltre 90 giorni Da 1 giorno a 30
giorni
Da oltre 30 giorni
fino a 90 giorni
Oltre 90 giorni Da 1 giorno a 30
giorni
Da oltre 30 giorni
fino a 90 giorni
Oltre 90 giorni Da 1 giorno a 30
giorni
Da oltre 30 giorni
fino a 90 giorni
Oltre 90 giorni
1. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
293.795 367 4.477 52.417 48.517 5.472 20.292 17.993 172.635 374 221 8.135
2. Attività finanziarie
valutate al fair value con
impatto sulla redditività
complessiva
- - - - - - - - - - - -
3. Attività finanziarie in
corso di dismissione
- - - - - - - - - - - -
Totale 31/12/2022 293.795 367 4.477 52.417 48.517 5.472 20.292 17.993 172.635 374 221 8.135
Totale 31/12/2021 178.081 753 4.767 32.482 43.005 4.325 19.239 20.018 197.084 778 369 15.328

Nella tabella su esposta viene fornito il dettaglio, per ciacuno stadio di rischio, del valore di bilancio relativi alle attività finanziarie scadute valutate al costo ammortizzato e alle attività finanziarie scadute valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

A.1.2 Consolidato prudenziale – Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: dinamica delle rettifiche di valore complessive e degli accantonamenti complessivi

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Esposizione lorda/valore nominale
Trasferimenti tra primo
stadio e secondo
stadio
secondo stadio e terzo Trasferimenti tra Trasferimenti tra primo
stadio e terzo stadio
Portafogli/stadi di rischio Da primo a secondo
stadio
Da secondo stadio a
primo stadio
Da secondo stadio a
terzo stadio
Da terzo stadio a
secondo stadio
Da primo stadio a terzo
stadio
Da terzo stadio a primo
stadio
1. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
1.320.995 456.508 54.404 17.366 84.221 8.888
2. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
- - - - - -
3. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - -
4. Impegni a erogare fondi e garanzie
finanziarie rilasciate
195.896 7.743 98 846 16.252 1.210
Totale 31/12/2022 1.516.891 464.251 54.502 18.212 100.473 10.098
Totale 31/12/2021 996.480 368.689 49.944 21.661 72.772 8.719

A.1.3 Consolidato prudenziale - Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: trasferimenti tra diversi stadi di rischio di credito (valori lordi e nominali)

A.1.3a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno Covid-19: trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito (valori lordi)

Valori lordi
Portafogli/stadi di rischio Trasferimenti tra
primo
stadio e secondo
stadio
Trasferimenti tra
secondo stadio e terzo
stadio
Trasferimenti tra
primo stadio e terzo
stadio
secondo stadio
Da primo a
stadio a primo
Da secondo
stadio
stadio a terzo
Da secondo
stadio
Da terzo stadio a
secondo stadio
Da primo stadio a
terzo stadio
Da terzo stadio a
primo stadio
A. Finanziamenti valutati al costo ammortizzato 158.904 80.639 13.788 70 22.694 679
A.1 oggetto di concessione conforme con le GL - 546 - - - -
A.2 oggetto di misure di moratoria in essere non più
conformi alle GL e non valutate come oggetto di
concessione
193 - 232 - - -
A.3 oggetto di altre misure di concessione 6.309 - 777 - 324 -
A.4 nuovi finanziamenti 152.402 80.093 12.779 70 22.370 679
B. Finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
- - - - - -
B.1 oggetto di concessione
conforme con le GL
- - - - - -
B.2 oggetto di misure di moratoria in essere non più
conformi alle GL e non valutate come oggetto di
concessione
- - - - - -
B.3 oggetto di altre misure di
concessione
- - - - - -
B.4 nuovi finanziamenti - - - - - -
Totale
31/12/2022
158.904 80.639 13.788 70 22.694 679
Totale
31/12/2021
345.275 31.696 12.579 259 18.705 366

Nella tabella è riportato il valore lordo dei finanziamenti, oggetto di moratoria o altre misure di concessione in essere alla data di riferimento del bilancio, o che costituiscono nuova liquidità concessa mediante meccanismi di garanzia pubblica, ripartito per portafgli di appartenzenza,

quando lo stadio di rischio nel quale le esposizioni sono state incluse alla data di fine esercizio è diverso dallo stadio in cui le esposizioni sono state incluse all'inizio dell'esercizio.

A.1.4 Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi e netti

Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e
accantonamenti complessivi
Write-off
Tipologie
esposizioni/valori
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Esposizione
Netta
parziali
complessivi*
A. Esposizioni
creditizie per cassa
A.1 A vista 3.170.148 3.158.943 11.205 - - 37 19 18 - - 3.170.111 -
a) Deteriorate - X - - - - X - - - - -
b) Non deteriorate 3.170.148 3.158.943 11.205 X - 37 19 18 X - 3.170.111 -
A.2 Altre 2.549.257 2.475.728 71.258 - - 981 870 112 - - 2.548.276 -
a) Sofferenze - X - - - - X - - - - -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
- X - - - - X - - - - -
b) Inademp. probabili - X - - - - X - - - - -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
- X - - - - X - - - - -
c) Esposizioni
scadute deteriorate
- X - - - - X - - - - -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
- X - - - - X - - - - -
d) Esposizioni
scadute non
deteriorate
1 - - X - - - - X - 1 -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
- - - X - - - - X - - -
e) Altre esposizioni
non deteriorate
2.549.256 2.475.728 71.258 X - 981 870 112 X - 2.548.275 -
- di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
- - - X - - - - X - - -
Totale (A) 5.719.405 5.634.671 82.463 - - 1.018 889 130 - - 5.718.387 -
B. Esposizioni
creditizie fuori bilancio
a) Deteriorate - X - - - - X - - - - -
b) Non deteriorate 1.663.845 511.701 5.507 X - 1 - 1 X - 1.663.844 -
Totale (B) 1.663.845 511.701 5.507 - - 1 - 1 - - 1.663.844 -
Totale (A+B) 7.383.250 6.146.372 87.970 - - 1.019 889 131 - - 7.382.231 -

Come da indicazioni della circolare di Banca d'Italia 262 del 22 dicembre 2005, e successivi aggiornamenti, le esposizioni creditizie per cassa comprendono tutte le attività finanziarie per cassa vantate verso banche o clientela qualunque sia il loro portafoglio di allocazione contabile (valutate al fair value con impatto a conto economico, valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, valutate al costo ammortizzato, attività in via di dismissione), ad eccezione dei titoli di capitale e delle quote di O.I.C.R.; le esposizioni creditizie "fuori bilancio" includono tutte le operazioni finanziarie diverse da quelle per cassa (garanzie f i n a n z i a r i e rilasciate, impegni revocabili e irrevocabili, derivati, ecc.) che comportano l'assunzione di un rischio creditizio, qualunque sia la finalità di tali operazioni (negoziazione, copertura, ecc.). Le esposizioni creditizie deteriorate (per cassa e fuori bilancio) non includono le attività finanziarie detenute per la negoziazione e i derivati di copertura, che sono pertanto, convenzionalmente, rilevati tra le esposizioni creditizie non deteriorate.

A.1.5 Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti

Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e
accantonamenti complessivi
Tipologie
esposizioni/valori
Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio Impaired acquisite
o originate
Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio Impaired acquisite
o originate
Esposizione
Netta
Write-off
parziali
complessivi*
A. Esposizioni
creditizie per cassa
a) Sofferenze 320.690 X - 315.119 5.571 242.757 X - 241.517 1.240 77.933 13.876
- di cui:
esposizioni
oggetto di
91.366 X - 90.972 394 61.024 X - 60.949 75 30.342 497
concessioni
b) Inadempienze
probabili
372.738 X - 356.259 16.479 161.040 X - 159.493 1.547 211.698 3.357
- di cui:
esposizioni
oggetto di
155.063 X - 143.883 11.180 44.851 X - 43.924 927 110.212 1.795
concessioni
c) Esposizioni
scadute deteriorate
42.232 X - 42.223 9 7.829 X - 7.827 1 34.403 120
- di cui:
esposizioni
oggetto di
1.797 X - 1.797 - 251 X - 251 - 1.546 -
concessioni
d) Esposizioni
scadute non
deteriorate
409.712 299.564 110.091 X 59 4.612 925 3.686 X - 405.100 -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
11.639 - 11.580 X 59 368 - 368 X - 11.271 -
concessioni
e) Altre esposizioni
non deteriorate
46.886.309 44.724.215 2.113.689 X 3.131 87.370 48.022 39.329 X 19 46.798.939 -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
224.734 - 221.993 X 2.742 4.023 - 4.014 X 9 220.711 -
concessioni
Totale (A)
48.031.681 45.023.779 2.223.780 713.601 25.249 503.608 48.947 43.015 408.837 2.807 47.528.073 17.353
B. Esposizioni
creditizie fuori bilancio
a) Deteriorate 41.210 X - 39.657 1.552 4.134 X - 3.913 221 37.076 -
b) Non deteriorate 11.429.082 11.192.746 209.919 X 72 2.922 1.783 1.137 X 2 11.426.160 -
Totale (B) 11.470.292 11.192.746 209.919 39.657 1.624 7.056 1.783 1.137 3.913 223 11.463.236 -
Totale (A+B) 59.501.973 56.216.525 2.433.699 753.258 26.873 510.664 50.730 44.152 412.750 3.030 58.991.309 17.353

Nella tabella è riportato il valore lordo dei finanziamenti, oggetto di moratoria o altre misure di concessione in essere alla data di riferimento del bilancio, o che costituiscono nuova liquidità concessa mediante meccanismi di garanzia pubblica, ripartito per portafgli di appartenzenza, quando lo stadio di rischio nel quale le esposizioni sono state incluse alla data di fine esercizio è diverso dallo stadio in cui le esposizioni sono state incluse all'inizio dell'esercizio.

A.1.5a Esposizioni creditizie per cassa verso clientela oggetto di misure di sostegno Covid-19: valori lordi e netti

Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive Write-off
Tipologie finanziamenti /
Valori
Primo
stadio
Secondo
stadio
Impaired
Terzo
acquisite
stadio
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Esposizione
netta
parziali
complessivi*
A. Finanziamenti in
sofferenza:
6.934 - - 6.934 - 2.854 - - 2.854 - 4.080 -
a) Oggetto di
concessione conforme
con le GL
- - - - - - - - - - - -
b) Oggetto di misure di
moratoria non più
conformi alle GL e non
valutate come oggetto di
concessione
- - - - - - - - - - - -
c) Oggetto di altre misure
di concessione
- - - - - - - - - - - -
d) Nuovi finanziamenti 6.934 - - 6.934 - 2.854 - - 2.854 - 4.080 -
B. Finanziamenti in
inadempienze probabili:
42.430 - - 41.988 442 14.325 - - 14.289 36 28.105 -
a) Oggetto di
concessione conforme
con le GL
- - - - - - - - - - - -
b) Oggetto di misure di
moratoria non più
conformi alle GL e non
valutate come oggetto di
concessione
416 - - 416 - 60 - - 60 - 356 -
c) Oggetto di altre misure
di concessione
3.043 - - 2.994 49 1.058 - - 1.058 - 1.985 -
d) Nuovi finanziamenti 38.971 - - 38.578 393 13.207 - - 13.171 36 25.764 -
C. Finanziamenti scaduti
deteriorati:
1.772 - - 1.772 - 419 - - 419 - 1.353 -
a) Oggetto di
concessione conforme
con le GL
- - - - - - - - - - - -
b) Oggetto di misure di
moratoria non più
conformi alle GL e non
valutate come oggetto di
concessione
- - - - - - - - - - - -
c) Oggetto di altre misure
di concessione
- - - - - - - - - - - -
d) Nuovi finanziamenti 1.772 - - 1.772 - 419 - - 419 - 1.353 -
D. Altri finanziamenti
scaduti non deteriorati:
14.087 7.153 6.934 - - 22 8 13 - - 14.065 -
a) Oggetto di
concessione conforme
con le GL
- - - - - - - - - - - -
b) Oggetto di misure di
moratoria non più
conformi alle GL e non
valutate come oggetto di
concessione
- - - - - - - - - - - -
c) Oggetto di altre misure
di concessione
- - - - - - - - - - - -
d) Nuovi finanziamenti 14.087 7.153 6.934 - - 22 8 13 - - 14.065 -
E. Altri finanziamenti non
deteriorati:
3.023.291 2.791.640 231.649 - - 3.103 2.177 926 - - 3.020.188 -
a) Oggetto di
concessione conforme
con le GL
- - - - - - - - - - - -
b) Oggetto di misure di
moratoria non più
conformi alle GL e non
valutate come oggetto di
concessione
1.371 985 385 - - 19 2 17 - - 1.352 -
c) Oggetto di altre misure
di concessione
7.956 - 7.956 - - 292 - 292 - - 7.664 -
d) Nuovi finanziamenti 3.013.964 2.790.655 223.308 - - 2.792 2.175 617 - - 3.011.172 -
Totale (A+B+C+D+E) 3.088.514 2.798.798 238.583 50.694 442 20.723 2.185 939 17.562 36 3.067.791 -

Nella tabella è riportato, con riferimento ai finanziamenti, oggetto di moratoria o altre misure di concessione in essere alla data di riferimento del bilancio, o che costituiscono nuova liquidità concessa mediante meccanismi di garanzia pubblica, il dettaglio dell'esposizione lorda e delle rettifiche di valore complessive, nonché l'informativa sull'esposizione netta e i write-off parziali complessivi, per le diverse categorie di attività deteriorate/non deteriorate.

A.1.7 Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

Causali/Categorie Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni scadute
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 397.954 378.117 42.968
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -
B. Variazioni in aumento 63.243 177.253 58.955
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate 10.118 100.058 30.649
B.2 ingressi da attività finanziarie impaired acquisite
o originate
- - -
B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni
deteriorate
50.108 17.699 552
B.4 modifiche contrattuali senza cancellazioni - 307 1
B.5 altre variazioni in aumento 3.017 59.189 27.753
C. Variazioni in diminuzione 140.507 182.632 59.691
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate - 21.776 7.711
C.2 write-off 24.442 4.086 1
C.3 incassi 39.081 104.457 32.352
C.4 realizzi per cessioni 13.417 - -
C.5 perdite da cessione - - -
C.6 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni
deteriorate
261 48.583 19.514
C.7 modifiche contrattuali senza cancellazioni - 272 1
C.8 altre variazioni in diminuzione 63.306 3.458 112
D. Esposizione lorda finale 320.690 372.738 42.232
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -

A.1.7bis Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni lorde oggetto di concessioni distinte per qualità creditizia

Causali/Qualità Esposizioni oggetto di
concessioni: deteriorate
Esposizioni oggetto di concessioni:
non deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 283.560 347.821
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - 210
B. Variazioni in aumento 55.544 67.062
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate non
oggetto di concessioni
9.183 44.600
B.2 ingressi da esposizioni non deteriorate
oggetto di concessioni
21.597 X
B.3 ingressi da esposizioni oggetto di concessioni
deteriorate
X 17.377
B.4 ingressi da esposizioni deteriorate non
oggetto di concessione
- 6
B.5 altre variazioni in aumento 24.764 5.079
C. Variazioni in diminuzione 90.878 178.511
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate non
oggetto di concessioni
X 22.944
C.2 uscite verso esposizioni non deteriorate
oggetto di concessioni
17.377 X
C.3 uscite verso esposizioni oggetto di
concessioni deteriorate
X 21.597
C.4 write-off 1.733 -
C.5 incassi 62.577 133.970
C.6 realizzi per cessioni - -
C.7 perdite da cessione - -
C.8 altre variazioni in diminuzione 9.191 -
D. Esposizione lorda finale 248.226 236.372
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -

A.1.9 Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa deteriorate verso clientela: dinamica delle rettifiche di valore complessive

Sofferenze Inadempienze probabili Esposizioni scadute
deteriorate
Causali/Categorie Totale di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui: esposizioni
oggetto di
concessioni
A. Rettifiche complessive iniziali 296.063 69.426 136.051 42.012 8.082 182
- di cui: esposizioni cedute non
cancellate
- - - - - -
B. Variazioni in aumento 61.744 15.438 78.675 23.880 6.485 673
B.1 rettifiche di valore da attività
finanziarie impaired acquisite o
originate
- X - X - X
B.2 altre rettifiche di valore 28.758 9.651 74.666 23.071 6.360 564
B.3 perdite da cessione 1.637 - - - - -
B.4 trasferimenti da altre
categorie di esposizioni
deteriorate
25.566 5.787 3.428 410 125 109
B.5 modifiche contrattuali
senza cancellazioni
- - 453 399 - -
B.6 altre variazioni in aumento 5.783 - 128 - - -
C. Variazioni in diminuzione 115.050 23.840 53.685 21.041 6.738 604
C.1 riprese di valore da
valutazione
7.025 3.223 10.305 4.803 1.282 94
C.2 riprese di valore da incasso 13.147 12.690 13.920 8.406 1.676 152
C.3 utili da cessione 5.864 5.367 10 - - -
C.4 write-off 24.443 2.102 4.086 1.926 1 -
C.5 trasferimenti ad altre
categorie di esposizioni
deteriorate
52 52 25.288 5.906 3.779 358
C.6 modifiche contrattuali
senza cancellazioni
- - 71 - - -
C.7 altre variazioni in
diminuzione
64.519 406 5 - - -
D. Rettifiche complessive finali 242.757 61.024 161.041 44.851 7.829 251
- di cui: esposizioni cedute non
cancellate
- - - - - -

A.2 Classificazione delle esposizioni in base ai rating esterni e interni

A.2.1 Consolidato prudenziale - Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate: per classi di rating esterni (valori lordi)

Senza
Esposizioni Classe 1 classe 2 classe 3 classe
4
classe
5
classe
6
rating Totale
A. Attività finanziarie vautate al
costo ammortizzato
1.041.648 998.012 6.117.306 - - - 36.177.252 44.334.218
- Primo stadio 1.041.648 998.012 6.117.306 - - - 33.143.366 41.300.332
- Secondo stadio - - - - - - 2.295.037 2.295.037
- Terzo stadio - - - - - - 713.601 713.601
- Impaired acquisite o
originate
- - - - - - 25.248 25.248
B. Attività finanziarie valutate al
fair value con impatto sulla
redditività complessiva
3.612.880 1.878.366 548.292 - - - 121.511 6.161.049
- Primo stadio 3.612.880 1.878.366 548.292 - - - 121.511 6.161.049
- Secondo stadio - - - - - - - -
- Terzo stadio - - - - - - - -
originate - Impaired acquisite o - - - - - - - -
C. Attività finanziarie in corso di
dismissione
- - - - - - -
- Primo stadio - - - - - - - -
- Secondo stadio - - - - - - - -
- Terzo stadio - - - - - - - -
- Impaired acquisite o
originate
- - - - - - -
Totale (A+B+C) 4.654.528 2.876.378 6.665.598 - - - 36.298.763 50.495.267
D. Impegni a erogare fondi e
garanzie finanziarie rilasciate
- - - - - - 13.105.071 13.105.071
- Primo stadio - - - - - - 12.848.364 12.848.364
- Secondo stadio - - - - - - 215.426 215.426
- Terzo stadio - - - - - - 39.657 39.657
- Impaired acquisiti/e o
originati/e
- - - - - 1.624 1.624
Totale (D) - - - - - - 13.105.071 13.105.071
Totale (A+B+C+D) 4.654.528 2.876.378 6.665.598 - - - 49.403.834 63.600.338

Le classi di rating esterni indicate si riferiscono alle classi di merito creditizio dei debitori/garanti di cui alla normativa prudenziale.

L'agenzia di rating utilizzate sono sotto riportate e si fornisce la tabella di raccordo tra le classi di rischio e i rating delle agenzie.

Portafogli ECA/ECAI
Esposizione verso
Amministrazioni centrali e
banche centrali
DBRS Rating Limited
Esposizioni verso
organizzazioni internazionali
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Esposizioni verso banche
multilaterali di sviluppo
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Esposizioni verso imprese ed
altri soggetti
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Esposizioni verso organismi
di investimento collettivo del
risparmio (OICR)
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Posizioni verso le
cartolarizzazioni aventi un
rating a breve termine
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services
Moody's
Posizioni verso le
cartolarizzazioni diverse da
quelle aventi un rating a
breve termine
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services
Moody's

*ECAI utilizzata solo nella mitigazione del rischio (CRM) su strumenti finanziari accattati a garanzia

Classe di merito di
credito
DBRS Rating
Limited
Fitch Ratings Standard & Poor's
Rating Services
Moody's
1 da AAA a AAL da AAA a AA- da AAA a AA- da Aaa a Aa3
2 da AH a AL da A+ a A- da A+ a A- da A1 a A3
3 da BBBH a BBBL da BBB+ a BBB- da BBB+ a BBB- da Baa1 a Baa3
4 da BBH a BBL da BB+ a BB- da BB+ a BB- da Ba1 a Ba3
5 da BH a BL da B+ a B- da B+ a B- da B1 a B3
6 CCC CCC+ e inferiori CCC+ e inferiori Caa1 e inferiori

A.2.2 Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate: per classi di rating interni (valori lordi)

Classi di rating interni
Esposizioni Classe 1 Classe 2 Classe 3 Classe 4 Classe 5 Classe 6 Classe 7 Classe 8 Senza
rating
Totale
A. Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
4.444.910 13.516.001 5.571.266 5.395.826 2.761.463 1.277.112 352.846 393.428 10.646.694 44.359.546
- Primo stadio 4.442.343 13.473.301 5.538.141 4.646.321 2.244.430 745.135 148.736 305.386 9.781.867 41.325.660
- Secondo stadio 2.567 42.665 31.431 748.579 516.898 531.782 203.907 88.042 129.166 2.295.037
- Terzo stadio - - - - - - - - 713.601 713.601
- Impaired acquisite o originate - 35 1.694 926 135 195 203 - 22.060 25.248
B. Attività finanziarie valutate al
fair value con impatto sulla
redditività complessiva
- - - - - - - - 6.161.049 6.161.049
- Primo stadio - - - - - - - - 6.161.049 6.161.049
- Secondo stadio - - - - - - - - - -
- Terzo stadio -
-
- - - - -
-
-
- Impaired acquisite o originate -
-
- - - - - - -
C. Attività finanziarie in corso di
dismissione
- -
-
- - - - - - -
- Primo stadio - - - - - - - - - -
- Secondo stadio - - - - -
-
- - - -
- Terzo stadio - - - - -
-
-
-
- -
- Impaired acquisite o originate - - - - - - - - -
Totale (A+B+C) 4.444.910 13.516.001 5.571.266 5.395.826 2.761.463 1.277.112 352.846 393.428 16.807.743 50.520.595
D. Impegni a erogare fondi e
garanzie finanziarie rilasciate
4.333.699 3.609.688 2.058.374 1.026.722 507.098 267.770 37.768 26.177 1.266.840 13.134.136
- Primo stadio 4.333.697 3.607.615 2.057.451 965.102 479.726 193.310 32.120 12.663 1.195.745 12.877.429
- Secondo stadio 2 2.073 923 61.620 27.372 74.400 5.483 13.514 30.039 215.426
- Terzo stadio - - - - - - 165 - 39.492 39.657
- Impaired acquisiti/e o
originati/e
- - - - - 60 - - 1.564 1.624
Totale (D) 4.333.699 3.609.688 2.058.374 1.026.722 507.098 267.770 37.768 26.177 1.266.840 13.134.136
Totale (A+B+C) 8.778.609 17.125.689 7.629.640 6.422.548 3.268.561 1.544.882 390.614 419.605 18.074.583 63.654.731

Il 2 ottobre 2015 la Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing.

  • Le classi di rating interni vengono esposte in quanto utilizzati nella gestione del rischio di credito; nel calcolo dei requisiti prudenziali sono utilizzati solo quelli relativi alla funzione regolamentare Corporate e Retail. Si fornisce il dettaglio delle varie classi di rating utilizzate.
  • C1 assenti problematiche di rischio sia al momento che, prevedibilmente, nel medio/lungo periodo
  • C2 assenti problematiche di rischio sia al momento che, prevedibilmente, nel medio periodo
  • C3 assenti problematiche di rischio sia al momento che, prevedibilmente, nel breve periodo
  • C4 rischio compatibile con possibilità di sua attenuazione/lieve peggioramento nel breve
  • C5 situazione di rischio con sintomi di peggioramento già evidenti
  • C6 situazione che evidenzia aspetti di evidente problematicità
  • C7 situazione di marcata problematicità, potenziale rischio di default
  • C8 situazione di forte problematicità con rischio di default nel breve

A.3 Distribuzione delle esposizioni creditizie garantite per tipologia di garanzia

A.3.1 Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche garantite

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A.3.2 Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela garantite

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Nel corso dell'esercizio sono state escusse garanzie ipotecarie per 10,3 milioni di euro, i cui incassi presumibilmente avverranno nei prossimi anni, mentre a fronte delle escussioni di pegni, polizze assicurative e fideiussioni sono stati incassati 5,2 milioni di euro. Nell'esercizio sono stati anche incassati 25,7 milioni di euro, a fronte di escussione di garanzie ipotecarie avviate negli anni precedenti. Nel corso del 2022 sono state poste in essere l'attività giudiziale di escussione delle garanzie mediante pignoramento immobiliare nei casi in cui non sia stato possibile raggiungere soluzioni transattive soddisfacenti. Le posizioni affidate alle società di outsourcing, costituite da esposizioni>75 €k e <300 €k derivanti da mutui ipotecari sono state valutate ed azionate secondo il medesimo criterio; l'attività delle società esterne, infatti, nei primi mesi di gestione delle pratiche si concentra sul tentativo di contatto dei clienti, per sondare la possibilità di addivenire a soluzioni transattive (a saldo e stralcio o con piani di rientro contenuti nel tempo). Anche durante lo svolgimento della azione esecutiva, la società di outsourcing prosegue con l'attività di contatto per sondare la possibilità di definizione transattiva delle posizioni.

B. Distribuzione e concentrazione delle esposizioni creditizie

B.1 Consolidato prudenziale - Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

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B.2 Consolidato prudenziale - Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

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169

Si allega anche la ripartizione geografica NORD-OVEST, NORD-EST, CENTRO, SUD e ISOLE per le esposizioni ITALIA.

B.2 Consolidato prudenziale – Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

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B.3 Consolidato prudenziale - Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche

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B.4 Grandi esposizioni

31/12/2022
Numero posizioni 17
Esposizione 24.111.862
Posizione di rischio 1.359.579

Sono considerate nel calcolo dei "grandi rischi" tutte le attività di rischio, per cassa e fuori bilancio, nei confronti di un singolo cliente (ovvero gruppo di clienti connessi) senza l'applicazione dei fattori di ponderazione, mentre il limite che qualifica un'esposizione come "grande rischio", è quando l'esposizione, come sopra determinata, è pari o superiore al 10% dei fondi propri.

La disciplina, per apprezzare in modo più preciso il grado di concentrazione dei crediti, rileva anche le esposizioni aventi un fattore di ponderazione per il rischio di controparte pari allo zero per cento, quali ad esempio le esposizioni verso lo Stato italiano, ecc..

Si sottolinea inoltre che nel perimetro di riferimento sono comprese anche le operazioni di pronti contro termine passive. La normativa prevede che tali operazioni concorrano all'esposizione nominale verso la controparte per l'importo dei "titoli da ricevere", mentre l'esposizione ponderata, in casi espressamente previsti, può prevedere la ponderazione a zero.

Si rilevano a fine periodo 17 posizioni classificate come "grandi rischi", per un ammontare complessivo di 24.111,9 milioni di euro, corrispondenti a 1.359,6,0 milioni di euro di valore ponderato (a fine 2021 erano presenti 19 posizioni per un ammontare complessivo di 31.368,8 milioni di euro, corrispondenti a 1.838,0 milioni di euro di valore ponderato).

Tra le posizioni rilevate figurano il Ministero del Tesoro, alcuni Stati UE ed extra UE e primarie banche nazionali ed internazionali.

C. Operazioni di cartolarizzazione

Informazioni di natura qualitativa

Il Gruppo detiene una partecipazione pari al 10% in Emilia SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita ed avente quale oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

Emilia SPV S.r.l. ha in essere un'operazione di cartolarizzazione revolving su mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nel Programma "Obbligazioni Bancarie Garantite", garantito da Credem CB S.r.l.

La struttura revolving permette alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che potrà durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione. Il periodo di replenishment si è concluso a maggio 2020 e in data 23 marzo 2021 è stato rinnovato per ulteriori 5 anni.

I crediti dell'operazione in oggetto, originati da Credem, sono stati ceduti pro soluto, ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, a Emilia SPV S.r.l.

Credem ha sottoscritto all'atto dell'emissione, e detiene in portafoglio, il totale delle passività emesse dal veicolo. Pertanto, in base alle norme IFRS9 in materia di "derecognition" (cancellazione contabile), i crediti oggetto della cartolarizzazione rimangono iscritti nell'attivo del bilancio Credem.

Sono presenti nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", al 31 dicembre 2022, 608 milioni di euro di ABS emessi da veicoli terzi, collegati a crediti originati in Europa, con preponderanza della componente di origination francese (195.2 milioni di Euro). Il portafoglio è costituito da differenti tipologie di ABS con una prevalenza delle cartolarizzazioni di mutui residenziali, che incidono per il 43,4%.

Paese Controvalore
(migliaia Euro)
% Esposizione
FRANCIA 195.173 32,1
GERMANIA 167.188 27,5
PAESI BASSI 104.813 17,2
SPAGNA 74.729 12.3
ITALIA 42.159 7,0
IRLANDA 22.650 3,7
REGNO UNITO 797 0,1
PORTOGALLO 634 0,1
TOTALE 608.143 100,0

L'attuale esposizione suddivisa per rischio paese è così composta:

Il portafoglio delle cartolarizzazioni è diversificato su 28 emittenti e 38 emissioni, con massima concentrazione pari a 45,9 milioni di euro per singola emissione e 72,1 milioni di euro per singolo emittente.

<-- PDF CHUNK SEPARATOR -->

C.3 Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione di "terzi" ripartite per tipologia delle attività cartolarizzate e per tipo di esposizione

Esposizioni per cassa Garanzie rilasciate Linee di credito
Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior
Tipologia attività sottostanti/
Esposizioni
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Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
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Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
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Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
A.1 AUTO ABS FRGN33FRN 27.252 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.2 AUTOF 2 A 21-43 EUR 30.190 - - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.3 AUTONORIA ST35 FRN 5.393 - - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.4 BP MORTGAGES 07/44TV 36 - - - - - - - - - - - - - - - - -
MUTUI IPOTECARI RESIDENZIALI
A.5 BPCE HOME19OT24FRN 10.181 - - - - - - - - - - - - - - - - -
MUTUI IPOTECARI RESIDENZIALI
A.6 BPCE HOME21OT55FRN 30.771 - - - - - - - - - - - - - - - - -
MUTUI IPOTECARI RESIDENZIALI
A.7 BSKY FRE4A FRN-29 EU 15.210 2 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.8 BSKY GE11 FRN-30 EU 35.300 - 3 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.9 BUMPER 22SA 22-32 28.024 - 3 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.10 BUOS 3 A SR SEQ FLT 2.897 - - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI A PMI
A.11 BUOS 3 B MEZZ SEQ FL - - 9 - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI A PMI
A.12 CR.AGR.HABITAT MTGE 22.610 - 2 - - - - - - - - - - - - - - - -
MUTUI IPOTECARI RESIDENZIALI
A.13 DRIV ESP A SR 6 FLT 2.575 - - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.14 DUTCH MBS BV18-50EUR
MUTUI IPOTECARI RESIDENZIALI
8.407 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.15 E-MAC NL FRN -A-GE37 1.383 - - - - - - - - - - - - - - - - -
MUTUI IPOTECARI RESIDENZIALI
A.16 FINANCE (IR)ST60FRN 7.753 - - - - - - - - - - - - - - - - -
MUTUI IPOTECARI RESIDENZIALI
A.17 FINANCE(IR)4AMTGE 61 14.971 -
1
- - - - - - - - - - - - - - - -
MUTUI IPOTECARI RESIDENZIALI
A.18 GLOBALDRIVE27FRN EUR 8.261 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.19 GLOBALDRIVE29FRN EUR 12.495 - - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.20 GREAT H.FRN-A2B-MZ39 797 - - - - - - - - - - - - - - - - -
MUTUI IPOTECARI RESIDENZIALI
Esposizioni per cassa Garanzie rilasciate Linee di credito
Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior
Tipologia attività sottostanti/
Esposizioni
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RESIDENZIALI
8.587 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.22 HFHL 2020-1 FB61
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
11.404 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.23 HFHL 2021-1A MTGE61E
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
26.599 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.24 HIPOTOTTA4-CL/A ST48
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
634 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.25 MAGOI 19 LG39 FLT 6.850 - - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.26 NORIA 2021-1EUR 17.729 - - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.27 PRADO 8 A SR SEQ FLT
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
26.176 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.28 PRADO 9 A SR SEQ FLT
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
27.035 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.29 PRADO X A SR SEQ FLT
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
18.943 -
2
- - - - - - - - - - - - - - - -
A.30 PROGQ 1 A EUR 11.933 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.31 R&B AUTO L2GER11/28 7.719 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.32 R&B AUTO L9GER22/31 20.349 -
2
- - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.33 SC GERMAN CONS 21-1A 45.956 - - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.34 SILVER A AP31 FRN 31.572 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.35 SILVER A GN29 FRN 17.805 -
2
- - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.36 SILVER A ST27 FRN 7.386 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.37 STORM 2018GRN A MTGE
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
27.422 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.38 STORM 2022-A B.V.
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
20.593 -
2
- - - - - - - - - - - - - - - -
A.39 VCL31-A-FRN ST26EUR 5.702 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.40 VCL32-A1-FRN GE27EUR 6.214 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO

C.3 Consolidato prudenziale – Interessenze in società veicolo per la cartolarizzazione

Come già esposto nelle informazioni di natura qualitativa, nel Gruppo è presente un'unica società veicolo per la cartolarizzazione, Emilia Spv, partecipata al 10% da Credito Emiliano; la società non è stata consolidata.

D. Operazioni di cessione

A. Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente

Informazioni di natura qualitativa

Operazioni di cessione

Nel corso dell'esercizio 2015 Credem ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione revolving, relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l., erogati alla propria clientela e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.

A seguito della prima cessione di attivi, perfezionata nel quarto trimestre 2014 ad un prezzo pari ad Euro 1.002.811.119,07, sono state perfezionate, dal 2015 alla fine del 2022, nei periodi di seguito indicati, otto cessioni di altrettanti portafogli di crediti idonei alla società veicolo ad un prezzo pari a:

  • Quarto trimestre 2015: Euro 285.392.481,54
  • Quarto trimestre 2016: Euro 293.707.640,58
  • Quarto trimestre 2017: Euro 245.710.926,70
  • Quarto trimestre 2018: Euro 52.416.789,64
  • Secondo trimestre 2021: Euro 1.304.130.865,63
  • Quarto trimestre 2021: Euro 353.874.864,16
  • Secondo trimestre 2022: Euro 274.726.751,12
  • Quarto trimestre 2022: Euro 190.056.443,89

I crediti sono stati acquistati "pro soluto", ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, dalla società EMILIA SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita e partecipata al 10% da Credem, con oggetto esclusivo consistente nella realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior). I titoli senior sono dotati di rating ufficiale assegnato dalle agenzie accreditate DBRS e Moody's Investor Services (a fine dicembre 2022, giudizio "A" assegnato da DBRS e "A1" da Moody's). I titoli junior sono, invece, sprovvisti di rating.

Le note del tipo "senior" pagano, trimestralmente, interessi variabili pari al tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 75bps, mentre le note "junior" pagano un tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 200bps. I detentori dei titoli junior hanno inoltre diritto di ricevere a ciascuna data di pagamento e, in base all'ordine di priorità dei pagamenti e fondi disponibili, anche un premio determinato in via residuale, dopo che siano stati corrisposti tutti gli altri importi da corrispondersi in priorità.

I titoli sono strutturati nella forma di partly paid notes ("PPN") e interamente emessi per il loro valore nominale alla data d'emissione (Euro 3.000.000.000 per le note senior ed Euro 900.000.000 per le note junior). Il prezzo delle note è stato corrisposto dai sottoscrittori solo in parte alla data di emissione, mentre le restanti quote di prezzo possono essere pagate in più rate successive differite nel tempo secondo la logica revolving dell'operazione.

La struttura revolving permette alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che potrà durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione. Il periodo di replenishment si è concluso a maggio 2020 e in data 23 marzo 2021 è stato rinnovato per ulteriori 5 anni.

Al 31 dicembre 2022 il circolante della tranche senior risulta pari ad Euro 1.973.512.000,89 mentre quello della tranche junior risulta pari ad Euro 599.025.731,69.

I titoli senior sono quotati all'Irish Stock Exchange. Entrambe le tranches sono state acquistate da Credem. I titoli senior possono essere utilizzati per operazioni di rifinanziamento presso l'Eurosistema.

L'operazione è finalizzata a costituire una riserva di liquidità e rientra fra le complessive attività di gestione della liquidità poste in essere da Credem.

A Credem sono state riconosciute inoltre dalla società veicolo le seguenti opzioni: riacquisto di singoli crediti entro determinati parametri, riacquisto in blocco per i crediti che dovessero diventare eleggibili per l'utilizzo nel programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB S.r.l. e riacquisto di tutto il portafoglio crediti in essere, in blocco e pro soluto (nel rispetto dei vincoli contrattuali previsti).

Nel corso del 2022 sono state perfezionate due nuove cessione di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nei programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite, mentre non sono state effettuate operazioni di riacquisti parziali in blocco di crediti dalla società veicolo.

Informazioni di natura quantitativa

D.1 Consolidato prudenziale – Attività finanziarie cedute rilevate per intero e passività finanziarie associate: valori di bilancio

Attività finanziarie cedute rilevate per intero Passività finanziarie associate
Valore di
bilancio
di cui: oggetto di
operazioni di
cartolarizzazione
di cui:
oggetto di
contratti di
vendita con
patto di
riacquisto
di cui
deteriorate
Valore di
bilancio
di cui: oggetto di
operazioni di
cartolarizzazione
di cui:
oggetto di
contratti di
vendita con
patto di
riacquisto
A. Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
- - - X - - -
1. Titoli di debito - - - X - - -
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - X - - -
4. Derivati - - - X - - -
B. Altre attività
finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair value
- - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - - -
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
C. Attività finanziarie
designate al fair value
- - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - - -
2. Finanziamenti - - - - - - -
D. Attività finanziarie
complessiva
valutate al fair value con
impatto sulla redditività
2.464.639 - 2.464.639 - 2.451.373 - 2.451.373
1. Titoli di debito 2.464.639 - 2.464.639 - 2.451.373 - 2.451.373
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
E. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
2.356.099 - 2.356.099 - 2.324.737 - 2.324.737
1. Titoli di debito 2.356.099 - 2.356.099 - 2.324.737 - 2.324.737
2. Finanziamenti - - - - - - -
Totale 31/12/2022 4.820.738 - 4.820.738 - 4.776.110 - 4.776.110
Totale 31/12/2021 7.185.635 - 7.185.635 - 7.251.882 - 7.251.882

Legenda:

A= attività finanziarie cedute rilevate per intero (valore di bilancio)

B= attività finanziarie cedute rilevate parzialmente (valore di bilancio)

C= attività finanziarie cedute rilevate parzialmente (intero valore)

L'operatività è riferibile all'utilizzo di titoli in portafoglio per operazioni pronti contro termine a breve termine.

D.3 Consolidato prudenziale – Operazioni di cessione con passività aventi rivalsa esclusivamente sulle attività cedute e non cancellate integralmente: fair value

Rilevate per Rilevate Totale
intero parzialmente 31/12/2022 31/12/2021
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
4. Derivati - - - -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
C. Attività finanziarie designate al fair value - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Finanziamenti - - - -
D. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
2.464.639 - 2.464.639 3.739.229
1. Titoli di debito 2.464.639 - 2.464.639 3.739.229
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
E. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (fair value) 2.356.099 - 2.356.099 3.446.406
1. Titoli di debito 2.356.099 - 2.356.099 3.446.406
2. Finanziamenti - - - -
Totale attività finanziarie 4.820.738 - 4.820.738 7.185.635
Totale passività finanziarie associate 4.776.110 - X X
Valore netto 31/12/2022 44.628 - 4.820.738 X
Valore netto 31/12/2021 (66.247) - X 7.185.635

Le passività finanziarie a fronte di attività finanziarie cedute e non cancellate (riportate nelle colonne Debiti verso Clientela e Debiti verso Banche) sono relative ad operazioni di pronti contro termine passive a fronte di titoli iscritti nell'attivo.

La mancata "derecognition" per le operazioni di cartolarizzazione, già ampiamente descritte nel paragrafo "C.1 Operazioni di cartolarizzazione", è la diretta conseguenza della sottoscrizione, da parte del Gruppo, delle tranche dei titoli Junior o di esposizioni similari, che comportano, in capo allo stesso, il rischio delle prime perdite e, analogamente, il beneficio connesso al rendimento del portafoglio delle attività trasferite. Tali attività sono oggetto di cessione pro soluto mediante un contratto di servicer, il Gruppo mantiene l'impegno a svolgere il servizio di gestione, amministrazione, incasso, riscossione e recupero crediti per conto del veicolo.

A fronte del trasferimento, il corrispettivo incassato viene rilevato in contropartita della rilevazione di un debito verso la società veicolo, al netto delle tranche di titoli sottoscritti. Il debito iscritto verso la società veicolo è destinato a ridursi per effetto delle somme incassate dall'originator, in qualità di "servicer", e riversate allo stesso veicolo.

D.4 Consolidato prudenziale - operazioni di covered bond

Programma Credem CB

Il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano, nelle sedute del 26 maggio 2010 e del 25 giugno 2010, ha deliberato di avviare la strutturazione di un programma di emissione di obbligazioni bancarie garantite per un ammontare massimo di Euro 5 miliardi.

In data 22 ottobre 2010, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la prima cessione da parte di Credem di un portafoglio di crediti per un valore massimo di Euro 2,4 miliardi in favore di Credem CB S.r.l., Società Veicolo (Special Purpose Vehicle, SPV) selezionata per la partecipazione al Programma e partecipata al 70% da Credem.

Il quadro normativo italiano in materia di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (di seguito, anche la "Normativa") è costituito, in particolare:

  • dalla deliberazione del CICR del 2 agosto 1996, in materia di organizzazione amministrativa e contabile e controlli interni, come modificata e integrata dalla deliberazione del 23 marzo 2004 dello stesso Comitato;
  • dall'art.7-bis della legge n. 130 del 30 aprile 1999, come successivamente modificato ed integrato (la "Legge 130");
  • dal Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 310 del 14 dicembre 2006 (il "Decreto MEF");
  • dal Decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze, Presidente del CICR, del 27 dicembre 2006, n. 933;
  • dal Decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze, Presidente del CICR, del 12 aprile 2007, n. 213;
  • dalle disposizioni emanate dalla Banca d'Italia in tema di Obbligazioni Bancarie Garantite, ai sensi della Parte Terza, Capitolo 3, della Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013, contenente le "Disposizioni di vigilanza per le banche", come di volta in volta modificate e aggiornate (le "Istruzioni");
  • dalle ulteriori fonti normative, comunitarie e domestiche, espressamente richiamate nelle Istruzioni al Paragrafo 2, Sezione 1, Capitolo 3, Parte Terza (ivi incluso il Regolamento UE N. 575/2013).

L'emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite da parte di Credem si inserisce nel piano strategico del Gruppo, finalizzato, tra l'altro, all'ottenimento di alcuni benefici in termini di funding, quali la diversificazione delle fonti di raccolta, la riduzione del relativo costo, nonché l'allungamento delle scadenze del passivo.

In linea generale, la struttura base di un'emissione di obbligazioni bancarie garantite – secondo lo schema delineato dalla normativa – prevede che vengano realizzate le seguenti attività:

  • la banca (Banca Credente, Credem) trasferisce un insieme di asset aventi determinate caratteristiche (il "Portafoglio") ad una Società Veicolo (Credem CB srl). Gli attivi ceduti alla Società Veicolo costituiscono un patrimonio separato da quello della Società Veicolo stessa a beneficio dei portatori delle obbligazioni bancarie garantite e degli altri soggetti in favore dei quali la garanzia è rilasciata. La Banca Cedente eroga alla Società Veicolo un prestito subordinato finalizzato a finanziare il pagamento del prezzo di acquisto degli asset da parte della Società Veicolo stessa;
  • Credem emette titoli obbligazionari. La Società Veicolo rilascia una garanzia in favore dei portatori dei titoli obbligazionari emessi dall'Emittente.

Come conseguenza di ciò, il rimborso delle obbligazioni bancarie garantite che saranno emesse nell'ambito dell'operazione è garantito, oltre che dall'emittente, anche da una garanzia non condizionata ed irrevocabile rilasciata dalla Società Veicolo ad esclusivo beneficio degli investitori che sottoscriveranno le Obbligazioni Bancarie Garantite e delle controparti terze, ivi incluse quelle di hedging, coinvolte nell'operazione. Tale ultima garanzia è rilasciata dalla Società Veicolo a valere sul Portafoglio.

Da quanto riportato si evince che l'operazione di covered bond illustrata rientra nella "fattispecie semplice", in quanto la figura di banca originator, banca finanziatrice e banca emittente coincidono con un unico soggetto, rappresentato da Credem.

Il Portafoglio di cessione

Il portafoglio che di tempo in tempo viene ceduto alla Società Veicolo deve rispecchiare alcune caratteristiche comuni.

I principali criteri comuni di identificazione e selezione dei mutui, da cui derivano i crediti che costituiscono il Cover Pool, sono stati individuati previa condivisione con le agenzie di rating, cui è stata richiesta l'assegnazione del rating alle Obbligazioni Bancarie Garantite che Credem emetterà nel contesto del Programma.

A fine ottobre 2010, settembre 2011, febbraio 2012, aprile 2014, ottobre 2014, ottobre 2015, aprile 2016, ottobre 2016, aprile 2017, novembre 2017, maggio 2018, ottobre 2018, maggio 2019, novembre 2020, novembre 2021 e novembre 2022 sono stati selezionati i crediti ipotecari derivanti da contratti di mutuo che, alle relative date di cut-off soddisfacevano, a titolo non esaustivo, i seguenti principali criteri cumulativi:

  • crediti non derivanti da contratti di mutuo che beneficiano di forme di agevolazione finanziaria;
  • crediti non classificati come "sofferenze", ai sensi delle vigenti "Istruzioni di Vigilanza per le banche" emanate dalla Banca d'Italia;
  • crediti non erogati (neanche in co-intestazione) a dipendenti o amministratori di Credito Emiliano o delle sue controllate facenti parte del Gruppo Bancario Credem.

Il Cover Pool, alla data contabile del 31 dicembre 2022, consiste di crediti derivanti da n. 58.726 mutui ipotecari, con un debito residuo complessivo di circa 4.562,82 milioni di Euro, come di seguito meglio specificato.

Re g io ne Mu t u a t a r io D e bit o Re sid u o (miglia ia
Eu r o)
% D e bit o
Re sidu o
N ° Mu t u i % N ° Mu t u i
Abruzzo 36.491,92 0,01 533 0,01
Basilicata 9.190,68 0,00 126 0,00
Calabria 125.876,52 0,03 2.223 0,04
Campania 468.193,34 0,10 5.711 0,10
Emilia Romagna 732.344,44 0,16 10.444 0,18
Friuli Venezia Giulia 44.144,70 0,01 652 0,01
Lazio 526.927,78 0,12 5.342 0,09
Liguria 105.407,56 0,02 1.375 0,02
Lombardia 769.387,79 0,17 8.456 0,14
Marche 85.450,37 0,02 1.090 0,02
Molise 8.587,03 0,00 135 0,00
Piemonte 147.315,57 0,03 1.911 0,03
Puglia 255.907,49 0,06 4.380 0,07
Sardegna 172.787,22 0,04 1.916 0,03
Sicilia 411.467,64 0,09 6.528 0,11
Toscana 344.877,20 0,08 4.207 0,07
Trentino Alto Adige 21.695,01 0,00 234 0,00
Umbria 19.488,54 0,00 304 0,01
Val D'Aosta 1.655,80 0,00 12 0,00
Veneto 275.622,72 0,06 3.147 0,05
Tot a le Po r t a f oglio 4. 5 62 . 81 9, 30 1 00% 5 8. 72 6 1 00%

Finanziamento Subordinato

In occasione della cessione del Portafoglio iniziale, in data 29 ottobre 2010, Credem e Credem CB hanno sottoscritto un contratto di finanziamento subordinato, mediante il quale Credem ha concesso a Credem CB un finanziamento subordinato per il pagamento del corrispettivo di acquisto del Portafoglio iniziale e si è obbligata a concedere a Credem CB ulteriori finanziamenti subordinati, ciascuno di importo pari all'ammontare da corrispondere da parte di Credem CB in relazione all'acquisto dei successivi portafogli di crediti, ceduti da Credem secondo i termini e le condizioni previste dal contratto quadro disciplinante la cessione degli attivi.

Un ulteriore finanziamento subordinato è pertanto stato concesso in sede di ogni cessione successiva, per un importo pari ai relativi prezzi di cessione.

Asset Swap

Tra la Società Veicolo e Credem sono stati stipulati dei contratti swap, per un ammontare fino alla copertura del Cover Pool, al fine di garantire alla Società Veicolo una protezione contro il rischio di tasso e/o di base, dovuto alla presenza di attivi con diversa indicizzazione. Nel mese di giugno 2013, in fase di rinnovo annuale del programma, è stata rivista la struttura dei meccanismi di copertura dell'operazione e, previo parere favorevole delle Agenzie di rating, sono stati chiusi anticipatamente tutti i contratti swap a suo tempo stipulati tra la Società Veicolo e Credem. Al 31 dicembre 2022, non sono presenti contratti Asset Swap tra la Società Veicolo e Credem.

Covered Bond Swap (o Liability Swap)

In occasione dell'emissione sul mercato di Covered Bond, tra la Società Veicolo e Credem può essere stipulato un contratto swap al fine di mitigare il rischio di tasso tra i flussi ricevuti dalla Società Veicolo e quanto dovuto dalla stessa agli investitori in caso di default dell'emittente. Attualmente è in essere un contratto swap stipulato in fase di emissione dei Covered Bond con durata 30/08/2013-2028.

Conti correnti

Il Programma prevede un'articolata struttura di conti correnti sui quali poggiano i flussi finanziari dell'operazione. Alla strutturazione dell'operazione, sono stati attivati una serie di conti intestati alla Società Veicolo ed in particolare, a scopo non esaustivo: Collection Accounts, Reserve Account, Payments Account, Eligible Investment Account e Expenses Account. In seguito all'upgrade del rating da parte di Fitch nel mese di Dicembre 2021, Credem è tornata ad assumere il ruolo di Account Bank e tali rapporti di conto corrente intestati a Credem CB sono stati trasferiti dalla società BNP Paribas Securities Services – Milan Branch a Credem in occasione del rinnovo del Programma OBG ad Aprile 2022.

Soggetti coinvolti nel Programma

Con riferimento a tale sezione si riassumono i principali ruoli e controparti coinvolte nell'operazione:

  • Servicer: ruolo svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato da Credem CB delle attività di incasso e recupero dei crediti inclusi nel Portafoglio Iniziale e nei portafogli che Credem stessa cede a Credem CB ai sensi del Contratto Quadro di Cessione;
  • Back-Up Servicer: entità che al verificarsi di determinati eventi, disciplinati nell'ambito del Programma, può subentrare a Credem nel ruolo di Servicer sopra descritto. Attualmente tale ruolo non viene agito da alcun soggetto;
  • Investment Manager: ruolo svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato di investire la liquidità disponibile sui conti correnti aperti da Credem CB e di redigere e inviare alle parti di tale contratto il c.d. Investment Manager Report, contenente l'indicazione dei risultati dell'attività di investimento;
  • Account Bank: ruolo attualmente svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato di investire la liquidità disponibile sui conti correnti aperti da Credem CB e di redigere e inviare alle parti di tale contratto il c.d. Investment Manager Report, contenente l'indicazione dei risultati dell'attività di investimento;
  • Principal Paying Agent: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services, che ha il principale compito di determinare ed effettuare (sia per conto di Credem che per conto di Credem CB) i pagamenti dovuti, in linea capitale e in linea interessi, in favore dei portatori delle Obbligazioni Bancarie Garantite;
  • Calculation Agent: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, ha il principale compito di redigere e inviare alle parti del contratto il c.d. Payments Report, contenente l'indicazione dei fondi disponibili di titolarità di Credem CB e dei pagamenti da effettuarsi, secondo l'ordine di priorità dei pagamenti determinato ai sensi dell'Intercreditor Agreement;
  • Asset Monitor: ruolo svolto da BDO Italia S.p.A. che, in tale qualità, effettua i calcoli e le verifiche sui Test Obbligatori e sull'Amortisation Test svolti ai sensi del Cover Pool Management Agreement, verificando l'accuratezza dei calcoli effettuati dal Calculation

Agent. Con incarico separato, è attualmente previsto che l'Asset Monitor svolga ulteriori verifiche aventi ad oggetto in particolare la conformità degli attivi idonei costituenti il Portafoglio ai requisiti previsti dalla Normativa e l'integrità della garanzia a favore degli investitori;

  • Representative of the Bondholders: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, esercita nei confronti di Credem e di Credem CB i diritti delle controparti coinvolte nell'operazione;
  • Listing Agent: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, ha il principale compito di gestire, per conto di Credem e di Credem CB, i rapporti e gli adempimenti con la Borsa di quotazione delle Obbligazioni Bancarie Garantite.

Si specifica, infine, che alcuni dei contratti del Programma prevedono che i soggetti incaricati dello svolgimento di alcune attività e alcuni ruoli sopra indicati siano dotati, ai fini di tali incarichi, di determinati livelli di rating. Pertanto, seppure alcuni ruoli risultino attualmente ricoperti da Credem (ovvero da soggetti terzi al Gruppo), è possibile che in futuro gli stessi possano essere assegnati a soggetti esterni al Gruppo (ovvero a Credem).

I rischi connessi con l'operazione

Il Programma di emissioni di Obbligazioni Bancarie Garantite comporta i seguenti rischi finanziari rispetto ai quali sono state adottate varie misure di mitigazione: rischio dell'emittente, rischio di tasso, rischio di credito, rischio di liquidità, rischio di rifinanziamento, rischio di controparte, rischi legali legati all'operazione.

La funzione di revisione interna di Credem (Servizio Auditing) effettua, almeno ogni 12 mesi, una completa verifica dei controlli svolti, anche avvalendosi delle informazioni ricevute e delle valutazioni espresse dall'Asset Monitor. I risultati di tali verifiche sono portati a conoscenza degli organi aziendali competenti.

Caratteristiche principali del Programma

La struttura finanziaria del Programma prevede che Credem proceda all'emissione in più serie successive di Obbligazioni Bancarie Garantite con rating, a dicembre 2022, pari a Aa3 e AA, assegnati rispettivamente dalle seguenti società di rating: Moody's Investors Services Inc. e Fitch Rating Limited.

Tali obbligazioni sono state collocate ad investitori istituzionali con il supporto dei Dealers di tempo in tempo selezionati. In fase iniziale gli Arrangers del Programma sono stati Barclays Bank PLC e Société Générale; attualmente tale ruolo è unico ed è svolto da Barclays.

Credem può emettere, a valere sul Programma, Obbligazioni Bancarie Garantite per un importo complessivo di tempo in tempo in essere non superiore ad Euro 5 miliardi. Tale importo massimo potrà essere incrementato in conformità con quanto previsto dalla documentazione contrattuale del Programma. Nell'ambito del Programma, Credem può emettere un ampio spettro di tipologie di titoli; tuttavia le tipologie attualmente più diffuse sul mercato sono titoli c.d. soft bullet che prevedono il pagamento periodico di interessi, il rimborso in un'unica soluzione alla scadenza e la possibilità per la Società Veicolo, in caso di inadempimento di Credem, di posticipare la data di scadenza di un periodo aggiuntivo di tempo (di prassi, un anno).

Sono state effettuate emissioni nel 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2019 e 2021, mentre non sono state effettuate nuove emissioni di Covered Bond dal 2015 al 2018 e nel 2020. Nel corso del 2022 per valuta 31 maggio è stata effettuata la dodicesima emissione Covered Bond per un ammontare di 500 milioni di euro, pertanto il valore nominale complessivo dei Covered Bond in circolazione al 31 dicembre 2022, emessi a valere sul programma garantito da Credem CB S.r.l., è pari a 2,1 miliardi di Euro.

E. Consolidato prudenziale - modelli per la misurazione del rischio di credito

Il 23 Febbraio 2022 l'Autorità di Vigilanza ha confermato con apposita comunicazione l'autorizzazione per il Gruppo all'uso dei modelli AIRB ((parametri PD, LGD, EAD) per il Rischio di Credito a seguito delle domande di autorizzazione delle modifiche dei modelli AIRB di Marzo 2020 (modifiche in relazione alla Targeted Review of Internal Models) e Marzo 2021 (adeguamento secondo la Nuova Definizione di Default e Art. 500 CRR), sottoposti successivamente ad accesso ispettivo nello stesso anno.

Periodicamente sono effettuate attività di convalida sui diversi parametri in termini di attività di presidio e monitoraggio al fine di valutare la generale adeguatezza del processo di misurazione del rischio di credito. Modelli e metodologie risultano adeguate e le performance del sistema di rating si confermano elevate indicando quindi una buona capacità discriminante dei modelli di rating.

1.2. Rischi di mercato

1.2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza

Informazioni di natura qualitativa

Il modello organizzativo di presidio dei rischi ha lo scopo di favorire il raggiungimento di una serie di obiettivi:

  • ruolo di governo e indirizzo della Capogruppo nel presidio dei rischi per singola Società e del loro impatto sui rischi di Gruppo, in ottemperanza alle vigenti disposizioni di Vigilanza e al Risk Appetite Framework di Gruppo;
  • controllo gestionale nel senso dell'ottimizzazione del profilo rischio-rendimento a livello di Gruppo;
  • uniformità della metodologia di analisi e del "linguaggio" utilizzato per tutte le Società del gruppo.

In questo ambito il Rischio di mercato, inteso come rischio di perdite causate da variazioni sfavorevoli dei fattori di rischio (tasso, prezzo, cambio ed altri fattori di mercato), viene misurato e monitorato sia in riferimento al banking book (poste a vista e a scadenza) sia al trading book (strumenti finanziari negoziati con finalità di positioning, trading e negoziazione).

Struttura organizzativa

Di seguito vengono descritti i principali compiti delle strutture organizzative coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi di mercato.

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, CA, è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi per ciascuna area di business; delibera i poteri riconosciuti in merito a strategie operative, assunzione di rischi e azioni correttive; individua l'insieme degli indicatori di Risk Appetite e delle relative metriche di calcolo, quest'ultime proposte dal Comitato Esecutivo, CE; definisce e approva gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza valutando periodicamente l'adeguatezza del Risk Appetite Framework (RAF) e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo; approva la struttura generale dei limiti operativi e delle deleghe, nonché le linee di responsabilità ed autorità in merito al processo di gestione dei rischi.

I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono l'appetito al rischio e la soglia di tolleranza definiti in ambito RAF dalla Capogruppo; approvano gli indirizzi strategici e le linee guida di gestione dei rischi formulati dalla Capogruppo nonché la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo.

Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.

Il CE della Capogruppo, quale organo di gestione, cura l'attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di governo dei rischi definiti dal CA, ed in particolare definisce e cura l'attuazione del processo di gestione dei rischi. Al CE compete inoltre la proposta al CA delle metodologie di misurazione e controllo dei rischi e la definizione dei limiti operativi coerenti con la propensione al rischio.

I Comitati della Capogruppo coinvolti in ambito RAF hanno le seguenti responsabilità.

Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo svolge l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa approvare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza e valutare periodicamente l'adeguatezza del RAF e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo.

Esprime inoltre parere per il CA sulle proposte del CE relative alle metodologie di misurazione e controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno; supporta infine il CA della capogruppo con la proposizione delle strategie generali per il governo dei rischi.

Il Comitato Risk Management, istituito al fine di informare il CE del presidio del rischio complessivamente assunto e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel RAF, effettua le seguenti operazioni:

  • presidia il rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework
  • periodicamente valuta il livello di rischio complessivamente assunto, attraverso il monitoraggio degli indicatori RAF per tipologia di rischio;
  • analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer, revisioni addizionali del RAF.

La funzione di Risk Management supporta il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo ed effettua le attività di seguito descritte. In ambito RAF:

  • verifica almeno annualmente la bontà delle metriche utilizzate sottoponendo a backtesting i modelli di stima del rischio, riportando nel RAF gli esiti, eventuali carenze ed eventuali necessità di sviluppo di nuove metodologie;
  • rendiconta almeno trimestralmente il Comitato Rischi in merito all'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite relativamente a tutti gli indicatori, compresi quelli ineriti il rischio di mercato.

Si occupa inoltre:

  • della misurazione e rendicontazione dei rischi finanziari per singola società e a livello di Gruppo, utilizzando a questo fine principalmente misure di rischio in termini di sensitivity, volte a verificare il rispetto dei limiti assegnati e la coerenza con gli obiettivi di rischio rendimento assegnati;
  • dello sviluppo e della gestione dei sistemi di misurazione dei rischi tramite l'acquisizione dei dati di mercato necessari per il calcolo;
  • della definizione del profilo di rischio dei nuovi prodotti.

Le risultanze dell'attività della funzione di Risk Management sono riportate periodicamente al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.

A. Aspetti generali

Rischio di tasso di interesse

Credembanca

Il presidio dei rischi finanziari avviene tramite la definizione di una struttura di limiti che costituisce l'espressione diretta del livello di rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree/linee di business, in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di gruppo. In particolare i rischi di mercato si generano a seguito delle seguenti operatività:

  • attività tradizionale di raccolta ed impiego;
  • attività sui mercati finanziari con finalità di trading e di investimento;
  • attività di negoziazione di strumenti finanziari in contropartita con la clientela.

Il rischio tasso di interesse nel portafoglio di negoziazione di vigilanza è generato dall'attività svolta sui mercati obbligazionari e derivati su tasso. Il rischio di tasso generato da tale attività è gestito e controllato tramite limiti complessivi in termini di delta (ovvero di sensitività rispetto a movimenti paralleli della curva), di spread di curva (ovvero di sensitivity rispetto a movimenti non paralleli della curva) e di vega.

Il rischio specifico o emittente viene monitorato tramite appositi massimali di concentrazione per settore e classe di rating sia in termini di controvalore che di sensitivity. Inoltre il modello di VaR in uso esclusivamente ai fini gestionali include il rischio emittente, mediante l'utilizzo di serie storiche specifiche sugli spread di mercato.

La funzione di Risk Management produce reports di rischio con frequenza giornaliera, settimanale e trimestrale a seconda della funzione destinataria, indicando gli eventuali sconfini rispetto ai massimali assegnati dal Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari e la misura di rischio gestionale in termini di VaR.

Eventuali modifiche al Regolamento ed ai massimali in esso espressi possono essere sottoposte a delibera del Consiglio di Amministrazione o del Comitato Esecutivo, per compentenza, su proposta della Business Unit Finanza, sentito preventivamente il parere della funzione di Risk Management.

Credem Euromobiliare Private Banking

I rischi di mercato legati al rischio tasso sono gestititi tramite la definizione di un massimale operativo in termini di sensitivity complessiva rispetto a un movimento dei tassi di 1 bp.

La funzione Risk Management della capogruppo verifica il rispetto di tale limite e monitora l'andamento requisito patrimoniale a fronte dei rischi di mercato, calcolato secondo l'approccio standard.

Rischio di prezzo

Nell'ambito del "portafoglio di negoziazione di vigilanza" la principale fonte di rischio di prezzo è costituita dai titoli azionari, fondi e dai relativi strumenti derivati.

Credembanca

I rischi azionari sono assunti nell'ambito delle attività di trading. Tale attività svolta sui mercati azionari prevede l'assunzione di posizioni direzionali gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, limiti in termini di greche e massimali di concentrazione per sottostante.

Credem Euromobiliare Private Banking

Il Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari, monitorato dalla funzione di Risk Management, non prevede massimali ordinari per l'operatività sul rischio azionario.

Su Credem Holding sono inoltre presenti posizioni in ETF e OICR monitorate attraverso il requisito regolamentare sul rischio di mercato, calcolato secondo l'approccio standard.

Rischi climatici e ambientali

I rischi climatici-ambientali (fisici e di transizione), sono stati integrati nell'analisi di rilevanza tramite la quale il Gruppo Credem valuta periodicamente la materialità di tutti i rischi a cui è esposto. In particolare, il Gruppo ha sviluppato una metodologia quantitativa per misurare il livello di concentrazione del portafoglio investimenti verso quelle imprese la cui attività economica è ritenuta particolarmente sensibile ai rischi di transizione. Nello specifico, per valutare l'impatto del rischio climatico-ambientale sul portafoglio Investimenti di proprietà (trading e banking book) del Gruppo, è stata adottata una matrice settoriale che restituisce una valutazione di sintesi della rischiosità (alta, media, bassa) di ogni settore economico distinta sul Pillar Environmental.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19

Per quanto riguarda l'esposizione ai rischi di mercato nel 2022 non si ravvisano significativi impatti diretti dal Covid-19. Il perdurare del conflitto Russia-Ucraina ha contribuito all'accelerazione dell'inflazione e all'aumento dei tassi con conseguente volatilità sui mercati ed effetti sui rischi. Tuttavia non sono state necessarie variazioni degli obiettivi di rischio. In tale contesto è stata mantenuta la maggior frequenza del monitoraggio del Risk Appetite Framework, da trimestrale a mensile, introdotta a partire dalla pandemia Covid-19.

B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Rischio di tasso di interesse - metodologie e metriche di misurazione

Il rischio di tasso di interesse viene calcolato giornalmente tramite metodologia VaR per Credembanca; la misurazione ha finalità gestionali, non viene utilizzata per il calcolo del requisito patrimoniale sui rischi di mercato per il quale il Gruppo Credem adotta l'approccio standard. Il VaR misura la massima perdita potenziale nella quale può incorrere il portafoglio in base all'evoluzione dei fattori di mercato, dato un certo livello di confidenza, nel corso di un determinato orizzonte temporale. La metodologia applicata nell'ambito del Gruppo Credem prevede i seguenti parametri:

  • livello di confidenza 99%;
  • orizzonte temporale 1 giorno;

volatilità calcolata sulla base di 2 anni di osservazioni giornaliere, dando maggior peso ai dati più recenti (decay factor =0,94).

Per il calcolo dell'assorbimento in termini di capitale interno si procede inoltre a convertire il dato in un VaR a 10gg, applicando prudenzialmente il coefficiente moltiplicativo 3.

Il dato di rischio è anche sottoposto ad analisi di stress testing nell'ambito del processo di verifica dell'adeguatezza patrimoniale, che mira a verificare la variazione del capitale (stimato in termini di VaR) in caso di forti turbolenze dei mercati finanziari. L'analisi è basata sulla determinazione di una matrice di varianza e covarianza dei fattori rischio in ipotesi di condizione di stress dei mercati che innalzi la volatilità delle variabili finanziarie e alteri la struttura delle relazioni fra di esse.

La determinazione di tale matrice è stata effettuata con la medesima metodologia utilizzata per la stima del VaR. In particolare ci si è avvalsi della possibilità di impostare il periodo storico utilizzato come campione di analisi per il calcolo delle volatilità e delle correlazioni, selezionando intervalli temporali critici (di elevata volatilità) sui mercati, in coerenza con lo scenario complessivo di stress individuato.

In relazione a Credem Euromobiliare Private Banking il rischio di tasso di interesse viene monitorato attraverso il requisito patrimoniale sui rischi di mercato, che segue l'approccio standard.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19

Nel corso del 2022 non si sono registrati impatti significativi sui rischi di mercato del portafoglio di negoziazione e di tasso del portafoglio bancario dovuti direttamente alla pandemia Covid-19. La crisi Russia-Ucraina ha alimentato la dinamica al rialzo dell'inflazione, contrastata dall'aumento dei tassi da parte delle Banche Centrali. La volatilità registrata sui mercati ha avuto impatti, tuttavia contenuti, sui rischi di mercato. Il monitoraggio degli indicatori RAF si mantiene mensile.

Informazioni di natura quantitativa

1. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie per cassa e derivati finanziari

La presente tavola non è stata redatta poiché viene di seguito fornita l'analisi di sensitività al rischio tasso di interesse basata sui modelli interni ed altre metodologie.

2. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione delle esposizioni in titoli di capitale e indici azionari per i principali Paesi del mercato di quotazione

Quotati
Tipologia operazioni/Indice quotazione ITALIA U.S.A. UNITED
KINGDOM
FRANCE GERMANY ALTRI
PAESI
quotati
A. Titoli di capitale
- posizioni lunghe - - - 1.695 - - -
- posizioni corte - - - - - - -
B. Compravendite non ancora regolate su
titoli di capitale
- posizioni lunghe - - - - - - -
- posizioni corte - - - - - - -
C. Altri derivati su titoli di capitale
- posizioni lunghe - - - - 25 - -
- posizioni corte - - - - - - -
D. Derivati su indici azionari
- posizioni lunghe - - - - - - -
- posizioni corte - - - - - - -

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR generato dal fattore di rischio tasso di interesse per Credembanca relativi agli esercizi 2020, 2021 e 2022.

Tabella 1. Dati di Rischio di tasso
2022 2021 2020
Credem
Interest Rate VaR - medio 2,3 3,5 1,9
min 0,3 0,1 0,3
max 12,0 13,5 5,6

dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo Il confronto con l'esercizio precedente mostra un valore del fattore di rischio tasso di interesse su Credem in lieve calo, sempre su livelli contenuti.

Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento di tale dato di VaR per Credem nell'arco del 2022.

Figura 1. Andamento Interest Rate VaR Credem (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro

Per quanto riguarda la shift sensitivity analysis e limitatamente al portafoglio di negoziazione di vigilanza, la tabella sotto riportata mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base (dato riferito al Gruppo).

L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni Short Term Exercise – STE rischio di tasso, in linea con le linee guida europee di riferimento.

Ipotesi di shift parallelo (dati mln di €)
Shock -100 b.p. Shock +100 b.p.
Dati 12/2022 -1,2 1,2

Rischio di prezzo - metodologie e metriche di misurazione

Il rischio di mercato equity viene calcolato con le stesse frequenze e metodologie indicata per il rischio tasso.

Informazioni di natura quantitativa

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di prezzo nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR generato dal fattore di rischio tasso di interesse per Credem relativi agli esercizi 2020, 2021 e 2022.

Tabella 2. Dati di Rischio di prezzo

2022 2021 2020
Credem
Equity VaR - medio 0,9 0,9 1,2
min 0,2 0,4 0,4
max 2,4 1,7 3,2

dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo

Il dato di Credem, stabile rispetto alla rilevazione precedente e sempre su livelli molto contenuti, è determinato sostanzialmente dalla posizione in hedge fund (chiusi durante l'anno) e da posizioni in azioni. Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento del VaR per Credem nell'arco del 2022.

Figura 2. Andamento Equity VaR Credem (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro

I risultati dell'attività di backtesting sono riportati nel paragrafo 1.2.3 "Rischio di cambio".

RISCHIO SPECIFICO - INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Il rischio specifico è il rischio di perdite causate da una sfavorevole variazione del prezzo degli strumenti finanziari negoziati dovuta a fattori connessi con la situazione dell'emittente.

Di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi (in milioni di euro) del rischio specifico, calcolati sulla base delle ponderazioni di vigilanza, relativamente agli esercizi 2020, 2021 e 2022.

2022 2021 2020
Credem
medio
Rischio specifico -
0,6 0,4 0,1
min 0,5 0,1 0,0
max 0,8 0,9 0,1

Tabella 3. Dati di rischio specifico

dati in mln di €

Per Credem Euromobiliare Private Banking il requisito patrimoniale sui rischi di mercato, generico e specifico, risulta sostanzialmente non rilevante.

1.2.2 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio bancario

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Rischio di tasso

Credem adotta la definizione normativa di rischio di tasso di interesse sul banking book, secondo cui il rischio in oggetto è: "il rischio di tasso di interesse derivante da attività diverse dalla negoziazione: rischio derivante da variazioni potenziali dei tassi di interesse".

L'esposizione al rischio di tasso di interesse può essere declinata in:

  • rischio di reddito, derivante dalla possibilità che una variazione inattesa nei tassi di interesse produca una riduzione del margine di interesse e dipende dallo sfasamento nella struttura temporale delle scadenze e periodi di ridefinizione delle condizioni di tasso di interesse degli impieghi e della raccolta;
  • rischio di investimento, ossia di subire variazioni negative nei valori di tutte le attività, passività e strumenti fuori bilancio, in seguito a mutamenti nei tassi di interesse, con un conseguente impatto destabilizzante sull'equilibrio patrimoniale.

La politica di gestione del rischio di tasso d'interesse sul banking book di Gruppo è volta ad una sana e prudente gestione del rischio a livello di Gruppo, tale da assicurare l'ottimizzazione degli obiettivi di rischio/rendimento in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di Gruppo. Tali obiettivi sono perseguiti mantenendo uno sbilancio tendenzialmente contenuto e all'interno dei massimali definiti, a seconda della rilevanza del rischio nelle singole società, nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari.

Il Gruppo si è dotato di una regolamentazione interna dedicata, Policy Gestione del rischio di tasso di interesse del banking book di Gruppo, con la finalità di definire le linee guida e i principi di governo e gestione del rischio di tasso di interesse del banking book (IRRBB), delineando l'insieme delle norme e processi di controllo finalizzati a stabilizzare il margine di interesse sul portafoglio bancario per il Gruppo e per le singole società.

Le linee guida contenute nella Policy fanno riferimento alle disposizioni emanate dalle autorità nazionali ed europee relativamente alle istruzioni in termini di governo e gestione del rischio di tasso di interesse del banking book.

La Policy, coerentemente alla normativa europea, prevede le due metriche di riferimento per la misurazione del rischio di tasso, Sensitivity di Valore Economico e Sensitivity del Margine di Interesse all'interno del Risk Appetite Framework nonché nei processi di Adeguatezza Patrimoniale (ICAAP).

Tali metriche, calcolate dalla funzione Risk Management e rendicontate periodicamente ai comitati di riferimento3 , sono affiancate da indicatori operativi disciplinati nei regolamenti delle società esistenti in materia di assunzione Rischi Finanziari.

Le principali funzioni di cui si avvalgono il CA della Capogruppo in virtù della propria funzione di supervisione Strategica e il CE in qualità di organo con funzione di gestione del rischio tasso del banking book, sono il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, il Comitato Risk Management (con le responsabilità di cui al paragrafo 2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza) e il comitato Asset & Liability Management (ALM) il quale, nell'attività propositiva al CA, esamina il profilo di rischio del Gruppo monitorando i limiti di rischio rispetto agli obiettivi fissati in ambito RAF e individua le linee guida e le strategie per la gestione del rischio di tasso di interesse.

La gestione operativa del rischio di tasso di interesse sul banking book è attribuita alla Business Unit Finanza alla quale competono:

  • la proposizione al Comitato ALM delle linee guida di gestione del rischio di tasso del banking book e la formulazione di proposte al Risk Management, per la successiva approvazione del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, di indirizzo strategico del profilo di rischio di tasso di interesse del banking book;

3 Comitato Risk Management e comitato Asset Liability Management (ALM)

  • la gestione del rischio di tasso della Capogruppo e delle Società del Gruppo, in coerenza con il profilo di rischio complessivo definito e con le linee guida ricevute da parte del Comitato ALM, nonché nell'ambito dei massimali assegnati;
  • la definizione, congiuntamente al Risk Management, della struttura dei limiti operativi da sottoporre al CE, in coerenza con il RAF e la condivisione dei modelli di misurazione del rischio di tasso del banking book definiti dal Risk Management.

Nell'attività di gestione operativa la Business Unit Finanza si basa su analisi di interest rate sensitivity complessiva e buckettizzata, al fine di evidenziare il grado di esposizione asset o liability sensitive sui singoli tratti di curva.

La Business Unit Finanza si occupa inoltre di proporre al Comitato ALM gli interventi ritenuti necessari a migliorare il profilo complessivo in termini di rischio di tasso (e di liquidità strutturale) e di realizzare operativamente tali interventi.

Nell'ambito del processo di gestione dei rischi e di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale e prospettica, la funzione di Risk Management:

  • supporta il CA nell'attività valutativa volta a deliberare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza nell'ambito RAF, nonché nella verifica nel continuo della sua attuazione;
  • propone al Comitato Rischi, di concerto con la funzione Finanza nell'ambito del processo di RAF, l'indirizzo strategico in merito al profilo di tasso del banking book e ai livelli di soglia di tolleranza adottabili;
  • definisce i modelli di misurazione del rischio di tasso del banking book, con il supporto della Business Unit Finanza, da sottoporre al CE;
  • valida i modelli utilizzati per quantificare il rischio di tasso e la valutazione della congruità delle ipotesi di stress sottostanti;
  • definisce, congiuntamente a Finanza, la struttura dei limiti, delle deleghe operative e delle prove di stress da sottoporre al CE, in coerenza con la soglia di tolleranza stabilita da CA;
  • predispone reporting per la gestione e monitoraggio del rischio di tasso per i Comitati di riferimento;
  • monitora giornalmente il rispetto dei limiti operativi esplicitati nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari, ivi compreso il presidio del rientro dagli sconfini rispetto a tali limiti.

Il Report Giornaliero di sintesi del rispetto dei massimali operativi presenta, fra le altre, le seguenti informazioni:

  • massimale di rischio tasso in termini di Interest rate sensitivity complessiva;
  • massimali in termini di Interest rate sensitivity per bucket;
  • limite di Interest rate sensitivity delle posizioni in divisa diversa dall'Euro.

Per quanto riguarda le poste a vista, il Gruppo adotta un modello di valutazione che permette di quantificarne gli effetti di persistenza nel tempo e di imperfetta elasticità alla variazione dei tassi di mercato (effetto vischiosità). La modellizzazione è basata sulle serie storiche interne dei comportamenti della clientela, e si costituisce di due componenti: la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato e ulteriori regressori che consentono di separare il rischio di tasso di interesse in senso proprio da altri fenomeni (es. credito) in base ad un modello econometrico; la stima della persistenza dei volumi, collegata al concetto di mean life che consente di legare maggiormente l'holding period degli aggregati alla volatilità storica delle masse, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza (replicating portfolio).

Il Gruppo utilizza inoltre un modello comportamentale di prepayment sui mutui La modellizzazione adottata è di tipo comportamentale, basata sull'analisi in serie storica degli eventi di estinzione anticipata e rinegoziazione del tasso. A differenza dei modelli di mercato, nei modelli comportamentali i fattori predominanti che concorrono a determinare il valore dell'opzione di rimborso anticipato non sono esclusivamente di tipo finanziario, ma includono variabili esplicative dipendenti dalle caratteristiche del mutuo (es. loan to value) e del mutuatario (es. età).

Prosegue l'attività di presidio dell'evoluzione del quadro regolamentare europeo sul rischio di tasso di interesse nel banking book (IRRBB) e di adeguamento, tenendo conto delle indicazioni del JST in ambito SREP.

Il Gruppo nel corso del 2022 ha continuato a segnalare trimestralmente a BCE la propria esposizione al rischio di tasso attraverso le segnalazioni Short Term Exercise (STE-IRRBB).

Informazioni di natura quantitativa

1. Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie

La presente tavola non è stata redatta poiché viene di seguito fornita l'analisi di sensitività al rischio tasso di interesse basata sui modelli interni ed altre metodologie.

2. Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie per le analisi di sensitività

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso di interesse, limitatamente al portafoglio bancario. In particolare, la tabella sotto riportata, mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse (shift sensitivity analysis), su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base. La misura è basata sulle posizioni a fine anno, senza includere dunque ipotesi su futuri cambiamenti della composizione di attività e passività. Ai fini dell'analisi è impostato il floor a zero sul tasso cliente delle poste con clientela.

L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni Short Term Exercise – STE rischio di tasso, in linea con le linee guida europee di riferimento.

Ipotesi di shift parallelo (dati in milioni di euro)
Shock -100 b.p. Shock +100 b.p.
Dati 12/2022 -62,3 +91,0

L'esposizione al rischio di tasso di interesse dal punto di vista patrimoniale viene misurata a livello consolidato dalla sensitivity del valore economico (variazione del fair value delle poste attive e passive), secondo un approccio full evaluation, a seguito di uno shock parallelo sulla curva dei tassi spot di +/-200 basis points. Nel 2022 la variazione media di valore economico in rapporto ai mezzi propri è risultata pari al 4,5%.

Oltre all'impatto degli shock paralleli dei tassi internamente vengono periodicamente condotte analisi di stress ipotizzando shock non paralleli basati sull'andamento storico della curva dei tassi. Le metodologie utilizzate per l'analisi di sensitivity al rischio di tasso di interesse includono anche la modellizzazione delle poste a vista e del prepayment sui mutui secondo i modelli comportamentali sopra descritti.

Per il rischio di tasso del portafoglio bancario si riportano le medesime analisi di VaR descritte nel paragrafo sul portafoglio di Negoziazione, a cui si rimanda per la descrizione della metodologia. Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento del VaR del banking book Credem nell'arco del 2022.

I risultati dell'attività di backtesting sono riportati nel paragrafo 1.2.3 "Rischio di cambio".

Figura 5. Andamento Interest Rate VaR Credem – banking book (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro.

L'aumento del VaR nel corso del 2022 è principalmente riferibile alla volatilità dei tassi registrata sui mercati.

Rischio di prezzo

Nell'ambito del portafoglio bancario il Gruppo non ha posizioni in azioni o partecipazioni quotate. Sono presenti 3,5 milioni di € in un fondo private equity gestito da una società del gruppo e quote non rilevanti di fondi rivenienti dalla fusione con Cassa di Risparmio di Cento, di cui 1,2 milioni di € in fondi immobiliari.

Attività di copertura del rischio di prezzo

Il gruppo non ha posto in essere operazioni di copertura.

1.2.3 Rischio di cambio

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio

L'attività svolta sui mercati dei cambi prevede l'assunzione di posizioni gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, e massimali di concentrazione per divisa. Il rischio di mercato currency viene calcolato con la stessa frequenza e metodologia indicata per il rischio tasso ed equity.

B. Attività di copertura del rischio di cambio

Non sono presenti operazioni di copertura.

Informazioni di natura quantitativa

1. Distribuzione per valuta di denominazione delle attività e passività e dei derivati

Valute
Voci USD GBP JPY CAD CHF ALTRE VALUTE
A. Attività finanziarie 2.216.255 13.783 11.598 2.632 8.493 24.021
A.1 Titoli di debito 2.104.218 629 2 - - 250
A.2 Titoli di capitale 7.630 - - - - -
A.3 Finanziamenti a banche 38.674 11.413 9.196 2.631 3.579 23.437
A.4 Finanziamenti a clientela 65.733 1.741 2.400 1 4.914 334
A.5 Altre attività finanziarie - - - - - -
B. Altre attività 6.849 589 182 448 1.009 708
C. Passività finanziarie 2.313.579 37.650 5.431 6.942 10.763 17.355
C.1 Debiti verso banche 2.033.030 4.575 215 10 2.057 794
C.2 Debiti verso clientela 280.549 33.075 5.216 6.932 8.706 16.561
C.3 Titoli di debito - - - - - -
C.4 Altre passività finanziarie - - - - - -
D. Altre passività 3.528 2.977 7 71 212 100
E. Derivati finanziari - - - - - -
- Opzioni - - - - - -
+ Posizioni lunghe - - - - - -
+ Posizioni corte - - - - - -
- Altri derivati - - - - - -
+ Posizioni lunghe 434.036 171.448 100.378 24.153 19.190 38.288
+ Posizioni corte 507.644 145.209 106.679 20.070 17.660 45.258
Totale attività 2.657.140 185.820 112.158 27.233 28.692 63.017
Totale passività 2.824.751 185.836 112.117 27.083 28.635 62.713
Sbilancio (+/-) (167.611) (16) 41 150 57 304

Modelli interni e altre metodologie per l'analisi di sensitività

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi del rischio di cambio nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR (in milioni di euro) generato dal fattore di rischio currency relativi agli esercizi 2020, 2021 e 2022.

Tabella 4. Dati di Currency VaR

2022 2021 2020
Credem
VaR - medio 0,3 0,0 0,0
min 0,0 0,0 0,0
max 1,9 0,4 0,2

dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo

Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento di tale dato di VaR per Credem nell'arco del 2022.

La tabella sottostante evidenzia i contributi medi del rischio equity, rischio di cambio e rischio di tasso nel corso del 2022 al VaR complessivo non diversificato.

Tabella 5. Contributo medio % dei fattori di rischio al VaR complessivo non diversificato
Equity Risk FX Risk Interest Rate Risk
Credem 2022 1,7% 0,2% 98,1%

Nell'ambito della più complessiva analisi annuale di backtesting dei modelli, viene effettuato il confronto tra il dato di VaR e il P&L effettivamente conseguito. Le linee guida per lo svolgimento dei test retrospettivi sono descritte nel documento Rischio di Mercato, Metodologia backtesting, VaR Portafoglio di Proprietà, che ne espone la finalità e la metodologia.

Il backtesting è eseguito mettendo a confronto i dati di VaR con i dati di P&L gestionali giornalieri (o settimanali, per i portafogli per i quali il calcolo di redditività è su base weekly), e si basa sull'analisi delle "eccezioni", ovvero dei casi in cui la perdita registrata risulta superiore al VaR stimato per lo stesso periodo di riferimento, sia in termini di numerosità sia in termini di distribuzione temporale.

Il perimetro dell'analisi di backtest sono i portafogli del Regolamento Finanza, l'orizzonte temporale del VaR è coerente con quello di calcolo del P&L. L'esercizio si basa su 12 mesi di dati. Le ipotesi sono state verificate attraverso una serie di test:

  • Frequency Test: Basilea e Kupiec (o POF, Proportion of Failure);
  • Indipendence Test: Christoffersen e Mixed Kupiec;
  • Joint Test: POF + Christoffersen, POF + Mixed Kupiec.

Nell'ambito dell'analisi annuale di backtesting i test effettuati confermano la tenuta del modello di VaR.

1.3 Gli strumenti derivati e le politiche di copertura

L'operatività in strumenti finanziari derivati è gestita dal Gruppo tramite un apposito applicativo dedicato atto alle valorizzazioni giornaliere a Mark to model. Il documento di riferimento "Allegato tecnico alla Fair value Policy di Gruppo: Manuale modelli di pricing" disciplina i principali modelli di pricing comunemente utilizzati dal Gruppo per i propri derivati valutati al Mark to Model. In particolare una sezione dedicata descrive nel dettaglio tali modelli. L'insieme dei modelli descritti individua le metodologie ad oggi utilizzate e validate per le valutazioni degli strumenti detenuti in proprietà.

Classificazione strumenti derivati e parametri di mercato

Il Gruppo Credem si è dotato di una Fair Value Policy e relativi allegati tecnici che disciplinano anche le regole contabili per la valorizzazione degli strumenti a mark to model, i relativi parametri e i processi inerenti la valorizzazione degli strumenti.

In particolare il manuale si articola nelle seguenti sezioni:

  • classificazione degli strumenti derivati, storicizzati all'interno dell'applicativo;
  • mappatura e dettaglio dei parametri di mercato alimentati all'interno dell'applicativo al fine di valutare tutti gli strumenti;
  • descrizione procedure automatizzate per la storicizzazione dei prezzi.

Parametri di mercato

I parametri di mercato utilizzati per le valutazioni e gestiti all'interno dell'applicativo possono essere:

  • dati acquisiti automaticamente, informazioni scaricate periodicamente da Info Providers, (ad es: market parameter giornalieri);
  • dati di mercato stimati dall'applicativo, prevalentemente attraverso dati acquisiti automaticamente.

Generalmente, i parametri alimentati manualmente sono quelli che non necessitano di un aggiornamento costante e giornaliero.

Processo di validazione modelli e parametri

I documenti di riferimento riportano come indicato tutti i modelli di pricing e i parametri di mercato validati e utilizzati dal Gruppo per la valutazione degli strumenti derivati.

Qualora sia necessario introdurre nuovi parametri e/o modelli, il processo prevede il coinvolgimento della funzione di validazione che disciplina un apposito parere inerente la nuova operatività e provvede alla validazione dei modelli come disciplinato nell' apposito regolamento Nuovi prodotti del Gruppo.

E' cura della funzione di validazione aggiornare periodicamente i documenti di riferimento con i nuovi modelli e/o parametri utilizzati ed effettuare analisi sulla validità dei modelli in uso.

Procedure automatiche e appositi controlli consentono il presidio giornaliero delle valorizzazioni dei derivati e dei parametri utilizzati.

Si riporta per ogni tipologia di strumento derivato il tipo di valutazione (tramite quotazione di mercato - Mark to market o tramite valutazione a modello- Mark to model). Nel caso lo strumento sia valutato tramite Mark to Model si indicano: il modello di pricing utilizzato per la valorizzazione e i parametri di mercato utilizzati per la valutazione.

Family Group Transactio Description Mark to Modello di pricing
n Type MarketMark to
CURR FXD FXD Spot Forward Mark to Market, Parametri di mercato
Modello: Costo of Carry
Mark to Model
CURR FXD XSW Forex-Swap Mark to Model : tassi di cambio, curve forex
Modello Parametri : Cost of Carry
CURR OPT FX Option Mark to Model Modello Parametri : Black Exotic (solo back to back)
: tassi di cambio, curve forex
Mark to Market Parametri: tassi di cambio, curve forex,
Modello: CN Credit All (
)
Solo Sensitivity
Mark to Model
EQD
EQD
BOND
EQUIT
CNV Convertible Bond
Equities
Mark to Market Parametri:
Prezzo
Bond,
curva
tassi,
Modello
IRD ASWP Asset Swap Mark to Model Parametri: Prezzo Equity, Prezzo Indici
Modello: Discounted cash flow
IRD BOND Vanilla Bonds Mark to Market Parametri: curva tassi
Modello: Discounted cash flow
Mark to Model
IRD C/F Cap/Floor Mark to Model Modello Parametri : Black Normal Yield, Fischer Black
Prezzo Bond, curva tassi, curva
Parametri: curva tassi, superfici volatilità,
Modello: Discounted cash flow
IRD CS Currency Swap
Forward
Rate
Agreement
Mark to Model Parametri: tassi di cambio, curve forex,
Modelli: Discounted cash flow
IRD
IRD
FRA
IRS
Interest
Rate
Swap
Mark to Model
Mark to Model
Parametri: Curva tassi
Modello: Discounted cash flow
Parametri: curva tassi
Modelli: Discounted cash flow
IRD
IRD
IRS
LFUT,SFUT
Inflation Swap
Long
/Short
Future
Mark to Model
Mark to Market
Parametri: curva inflation, curva tassi
Modello:
URD LN_LR Loans/Deposit Mark to Model Modello Parametri Discounted cash flow
: prezzo future tassi e bond
IRD OPT OTC Bond Option Mark to Model : curva tassi
Modello: ParametriBlack Normal Yield, Fischer Black
IRD REPO REPO Bond Repo Mark to Model Parametri: curva tassi superfici volatilità
Modello: Discounted cash flow
SCF SCF SCF Simple Cash Flow Parametri: prezzo Bond, curva tassi
Modello:

Parametri

1.3.1 Gli strumenti derivati di negoziazione

A. Derivati finanziari

A.1 Derivati finanziari di negoziazione: valori nozionali di fine periodo

Totale 31/12/2022 Totale 31/12/2021
Attività
sottostanti/Tipologie
derivati
Senza controparti centrali Senza controparti centrali
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Mercati
organizzati
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
Mercati
organizzati
1. Titoli di debito e
tassi d'interesse
- 955.838 572.888 - - 1.322.441 499.453 -
a) Opzioni - 23.522 377.487 - - 38.688 236.201 -
b) Swap - 932.316 192.901 - - 1.283.753 261.252 -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - 2.500 - - - 2.000 -
e) Altri - - - - - - - -
2. Titoli di capitale
e indici azionari
- - 5.728 - - - 6.748 -
a) Opzioni - - 5.728 - - - 6.748 -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro - 82.252 538.832 - - 622.764 401.460 -
a) Opzioni - - - - - 1.942 1.942 -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - 82.252 538.832 - - 620.822 399.518 -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
4. Merci - - - - - - - -
5. Altri - - - - - - - -
Totale - 1.038.090 1.117.448 - - 1.945.205 907.661 -

A.2 Derivati finanziari di negoziazione: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti

Totale 31/12/2022 Totale 31/12/2021
Tipologie derivati Over the counter Over the counter
Controparti
centrali
Senza controparti centrali Mercati
organizzati
Controparti Senza controparti centrali Mercati
organizzati
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
centrali Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
1. Fair value positivo
a) Opzioni - 1.084 107 - - 104 908 -
b) Interest rate swap - 26.029 221 - - 25.568 3.797 -
c) Cross currency swap - - - - - - - -
d) Equity swap - - - - - - - -
e) Forward - 955 7.487 - - 5.252 3.311 -
f) Futures - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - -
Totale - 28.068 7.815 - - 30.924 8.016 -
2. Fair value negativo
a) Opzioni - 48 16.621 - - 136 458 -
b) Interest rate swap - 55.444 10.285 - - 26.230 63 -
c) Cross currency swap - - - - - - - -
d) Equity swap - - - - - - - -
e) Forward - 1.882 5.557 - - 3.629 2.633 -
f) Futures - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - -
Totale - 57.374 32.463 - - 29.995 3.154 -

A.3 Derivati finanziari di negoziazione OTC – valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

Attività sottostanti Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X 2.500 59.873 510.515
- fair value positivo X - - 327
- fair value negativo X - 3.878 23.029
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale X - 10 5.718
- fair value positivo X - 1 -
- fair value negativo X - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale X - 2.255 536.577
- fair value positivo X - - 7.487
- fair value negativo X - 72 5.485
4) Merci
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
5) Altri
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale - 955.838 - -
- fair value positivo - 80.694 - -
- fair value negativo - 55.492 - -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale - 53.745 28.507 -
- fair value positivo - 955 - -
- fair value negativo - 999 883 -
4) Merci
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
5) Altri
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -

A.4 Vita residua dei derivati finanziari OTC: valori nozionali

Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse 418.132 1.009.671 100.923 1.528.726
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari 5.718 - 10 5.728
A.3 Derivati finanziari su valute e oro 593.127 27.957 - 621.084
A.4 Derivati finanziari su merci - - - -
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
Totale 31/12/2022 1.016.977 1.037.628 100.933 2.155.538
Totale 31/12/2021 1.243.983 1.304.311 304.575 2.852.869

1.3.2 Le coperture contabili

Informazioni di natura qualitativa

In tema di Hedge accounting, il Gruppo, come previsto dall'IFRS9, continua ad applicare quanto definito dal principio contabile IAS 39 (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) in relazione a tutte le coperture poste in essere.

A. Attività di copertura del fair value

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato a:

  • Mutui/finanziamenti a tasso fisso, affiancandola quindi alla metodologia del Cash Flow Hedge,
  • mutui/finanziamenti a tasso variabile con opzione "cap", per coprire il rischio tasso generato dall'opzione,
  • componente core anelastica della raccolta a vista.

Si è adottata, inoltre, la metodologia contabile del Micro Fair value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato a:

  • titoli di debito in regime contabile HTCS e HTC (inclusi titoli BTP inflattivi ove viene coperto anche il rischio inflazione),
  • prestiti obbligazionari a tasso fisso emessi dal Credito Emiliano.

L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente in modo simmetrico sia le poste coperte che i prodotti derivati utilizzati per la copertura. In particolare, per la copertura del rischio di tasso, vengono utilizzati strumenti derivati non quotati (IRS, OIS, IRO, IRS inflation) che consentono di riallineare le differenze tra le caratteristiche finanziarie degli impieghi e della raccolta.

Il Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi. Se i test di efficacia danno esito positivo è passata in contabilità una rettifica relativa al Fair Value dello strumento coperto, per allineare la sua modalità di valutazione a quello dello strumento di hedging.

Tali test di efficacia sono svolti periodicamente durante tutta la vita dell'operazione. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%. Il test di verifica della tenuta prospettica e retrospettiva delle coperture è svolto su base trimestrale.

L'hedge accounting non può essere mantenuto qualora la copertura divenga inefficace (fuori dal range 80%-125%). Eventuali fonti di inefficacia possono essere diverse date di pagamento o convenzioni fra strumento coperto e di copertura, spread di credito per il FVH titolo.

B. Attività di copertura dei flussi finanziari

Obiettivo di fondo delle operazioni di copertura effettuate secondo la metodologia del Cash Flow Hedge è quello di evitare che variazioni inattese dei tassi di mercato si ripercuotano negativamente sul margine di interesse.

Sono presenti coperture di cash flow hedge su diverse forme di raccolta a tasso variabile già emessi e di futura emissione (forecast transaction).

In particolare, per la copertura del rischio di tasso, vengono utilizzati strumenti derivati non quotati (IRS) che consentono di riallineare le differenze tra le caratteristiche finanziarie degli impieghi e della raccolta. L'obiettivo della copertura è l'eliminazione parziale del rischio di fluttuazioni dei flussi di cassa futuri determinati dall'andamento del tasso variabile lungo il periodo coperto e il conseguente raggiungimento di un'indicizzazione al tasso fisso "obiettivo", pari a quello sintetizzato dai flussi della "gamba" a tasso fisso del gruppo di strumenti di copertura.

Nei precedenti esercizi è stato attivato il Cash Flow Hedge anche per i mutui a tasso variabile. La definizione dei pacchetti di mutui coperti in Cash Flow Hedge è stata fatta secondo i seguenti criteri:

  • stessa frequenza di pagamento
  • stesso tipo di indicizzazione
  • periodicità di revisione del tasso e liquidazione degli interessi (divisi nei seguenti 3 bucket: dal 1° al 10° giorno del mese, dal 11° al 20° e dal 21° a fine mese).

L'omogeneità di tali caratteristiche del portafoglio mutui e dei relativi derivati garantisce l'efficacia della copertura e quindi permette di non effettuare il test al punto 2 del seguente paragrafo (test invece indispensabile per il Cash Flow Hedge su diverse forme di raccolta.

Metodo di valutazione di efficacia:

Per la raccolta a tasso variabile coperta in Cash Flow Hedge vengono effettuati i seguenti test:

  • Verifica della capienza minima di nominale per ogni periodo futuro a partire del bucket in corso;
  • effettuazione del test prospettico e retrospettivo tramite la metodologia del derivato ipotetico, ovvero confronto fra il Fair Value del derivato di copertura rispetto al Fair Value del derivato ipotetico avente come gamba fissa gli stessi flussi dei derivati di copertura e come gamba variabile i flussi variabili dello strumento coperto pesato per le percentuali di copertura.

Per i mutui coperti in Cash Flow Hedge viene verificato che lo swap di copertura sia stato concluso a condizioni di mercato, controllando il valore di Mark To Market con la curva real time al momento della chiusura dell'operazione.

Osservazioni sulla metodologia presentata

Relativamente al Cash Flow Hedge delle diverse forme di raccolta (analogo discorso vale per il Cash Flow Hedge mutui cambiando i segni dei flussi e passività in attività) gli strumenti derivati per i quali si applica la metodologia in oggetto sono considerati come facenti parte di un unico gruppo di operazioni che presentano complessivamente un'esposizione di tipo "incasso tasso variabile/pagamento tasso fisso". Tale gruppo di operazioni è considerato, lungo tutta la loro vita, a copertura parziale dei flussi che si generano su un gruppo di passività a tasso variabile (pagamento tasso variabile); tali passività sono rappresentate sia da posizioni debitorie già in essere, sia da operazioni future con le medesime caratteristiche (qualora rispettino i requisiti richiesti dal principio per essere designate come poste coperte4 ). All'interno di ciascun bucket, essendo coperto l'insieme omogeneo dei flussi generati dalle passività interessate dalla copertura, l'identificazione dei flussi coperti prescinde dalla correlazione dei medesimi rispetto ai nominali che li hanno generati (singole passività a tasso variabile), tuttavia i flussi oggetto di copertura vengono identificati come "i primi" complessivamente generati all'interno del bucket medesimo.

L'obiettivo della copertura è l'eliminazione di una porzione del rischio di variabilità dei flussi di cassa derivanti dalla ridefinizione delle "cedole" delle poste coperte. La designazione della relazione di copertura è riferita a precisi periodi di tempo futuro (bucket trimestrali per il Cash Flow Hedge titoli, bucket mensili per il Cash Flow Hedge mutui) e, in termini di porzione coperta, può essere differente da bucket a bucket in relazione alla posizione complessiva del gruppo dei derivati di copertura e delle operazioni coperte in essere alla fine di ogni bucket definito.

La riduzione del rischio di variabilità dei flussi di cassa è ottenuta tramite la composizione di gruppi di elementi coperti e di poste di copertura che presentano caratteristiche di indicizzazione allo stesso tasso variabile e con date di definizione dei tassi "ragionevolmente" vicine (trimestre nel caso di Cash Flow Hedge su diverse forme di raccolta, 10 giorni nel caso del Cash Flow Hedge mutui).

In sostanza, i flussi di cassa che verranno incassati in ognuno dei periodi definiti dalle cedole variabili del gruppo degli strumenti di copertura annulleranno una porzione (pari a quella generata sul capitale coperto) dei flussi di cassa complessivamente pagati sul gruppo di poste coperte (i flussi generati dai primi nominali in riprezzamento di ogni bucket fino a concorrenza del nominale delle operazioni di copertura per ogni periodo) trasformando l'esposizione complessiva nel bucket da variabile a fissa.

Affinché tale situazione si verifichi con un elevato livello di probabilità è necessario che i flussi di cassa (variabili) generati dai due gruppi siano allineati in termini di parametro e frequenza di indicizzazione e che le date di definizione dei tassi variabili dei singoli elementi presenti nei due gruppi siano sufficientemente ravvicinate fra di loro.

4 Se le operazioni solo "prospettate" rispettano i requisiti necessari per essere qualificate secondo lo IAS 39 come "forecast transaction", anche i flussi futuri da queste generati potranno essere a loro volta inclusi nella medesima definizione e, conseguentemente, designabili come poste coperte. Per il CFH mutui si è deciso di non utilizzare "forecast transaction".

Il concetto di alta probabilità delle operazioni attese

Ai fini della designazione della relazione di copertura delle diverse forme di raccolta a tasso variabile, una forecast transaction deve essere5 :

  • altamente probabile;
  • capace di incidere, in ultima istanza, sul conto economico, essendo variabili i flussi di cassa ad essa riconducibili.

Per "altamente probabile" si intende una situazione tale per cui è molto più facile che la transazione avvenga piuttosto che non avvenga6 . A tal fine, non è possibile dare una qualifica di "alta probabilità" a delle transazioni future solo sulla base delle intenzioni del management: è necessario supportare l'analisi con fatti e circostanze verificabili in modo oggettivo.

Il principio fornisce un elenco degli elementi che è necessario prendere in considerazione ai fini della definizione del requisito di alta probabilità7 . Questi sono:

  • la frequenza di transazioni simili nel passato;
  • le capacità finanziarie ed operative dell'entità nel portare a termine la transazione;
  • i piani strategici industriali (la transazione attesa deve essere in linea con le dimensioni dell'entità e con le sue prospettive di sviluppo);
  • l'attinenza della transazione con l'attività tipica dell'entità;
  • la probabilità che diverse operazioni con caratteristiche differenti tra loro possano essere intraprese per raggiungere lo stesso obiettivo;
  • l'attuale presenza di una sostanziale destinazione di risorse allo scopo in esame.

Tre elementi condizionano l'entità e la forza delle "prove" necessarie al fine della dimostrazione dell'"alta probabilità" di una transazione futura:

  • l'orizzonte temporale della transazione futura. A parità di altre condizioni, più lontana nel tempo si prevede essere la transazione futura, meno certa è l'evenienza che questa si verificherà effettivamente e quindi più difficilmente dimostrabile è il requisito di "alta probabilità". In questi casi saranno necessarie prove dell'"alta probabilità" che siano molto più consistenti (saranno, quindi, necessarie, ad esempio, forme contrattuali a supporto della transazione futura; il principio8 evidenzia come i flussi di interessi a venti anni derivanti da uno strumento di debito con questa scadenza sono "altamente probabili" in quanto supportati da un contratto che obbliga alla corresponsione di detti flussi);
  • la quantità/il valore delle transazioni future rispetto alle transazioni effettive della stessa natura. A parità di altre condizioni, maggiore è il valore delle transazioni future rispetto alle attuali, minore è la probabilità che queste si realizzeranno. Saranno, quindi, necessarie prove maggiormente consistenti a supporto della dimostrazione di "alta probabilità";
  • la storia delle designazioni passate. Se storicamente si è verificato il fatto che le designazioni di coperture di transazioni future non si sono realizzate col venir meno della transazione stessa, questo è un segnale della scarsa capacità della società di valutare in modo attendibile come "altamente probabile" le transazioni future.

Come evidenziato nell'Implementation guidance 9 dello IAS 39, non è necessario che la società sia in grado di predire con esattezza la data in cui si verificherà la transazione futura. È, però, richiesto che sia ben identificato e, quindi, anche documentato il periodo in cui la transazione è attesa.

Nel rispetto di quanto sopra riportato, il Comitato ALM ha inoltre fissato un limite al valore massimo delle forecast transaction.

L'importo delle forecast transaction non potrà superare il valore complessivo ipotizzato delle future emissioni obbligazionarie a tasso variabile (definito come differenza fra i volumi previsti come giacenze per ogni anno e l'ammontare delle obbligazioni già emesse).

Per una corretta individuazione dei flussi in scadenza, oltre all'inerziale delle operazioni già effettuate, vengono anche valorizzati gli importi delle operazioni effettuate negli anni di previsione/proiezione; per convenzione la durata di queste emissioni viene ipotizzata a 2 e 3 anni. E' inoltre stabilita una percentuale, decrescente con il trascorrere del tempo, del rapporto fra totale delle forecast transaction ipotizzate e le emissioni previste, al fine di esprimere un minore livello di probabilità delle forecast tanto più sono lontane nel tempo.

5 IAS 39 § 88

6 IAS 39 IG F.3.7

7 IAS 39 IG F.3.7 8

IAS 39 IG F.3.7

Informazioni di natura quantitativa

A. Derivati finanziari di copertura

A.1 Derivati finanziari di copertura: valori nozionali di fine periodo

Totale 31/12/2022 Totale 31/12/2021
Attività
sottostanti/Tipologie
derivati
Over the counter
Senza controparti centrali Senza controparti centrali
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
Mercati
organizzati
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
Mercati
organizzati
1. Titoli di debito e
tassi d'interesse
- 24.765.365 54.461 - - 20.745.453 73.934 -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - 24.765.365 54.461 - - 20.745.453 73.934 -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri -
-
- - - - - -
2. Titoli di
capitale e indici
azionari
- - - - - - - -
a) Opzioni -
-
-
-
- - - -
b) Swap -
-
- - - - -
c) Forward - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro - - - - - - - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
4. Merci - - - - - - - -
5. Altri - - - - - - - -
Totale - 24.765.365 54.461 - - 20.745.453 73.934 -

A.2 Derivati finanziari di copertura: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti

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A.3 Derivati finanziari di copertura OTC – valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

Attività sottostanti Controparti centrali Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X 54.461 - -
- fair value positivo X 3.626 - -
- fair value negativo X - - -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
4) Merci
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
5) Altri
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale
- 24.720.365 45.000 -
- fair value positivo - 1.083.177 3.437 -
- fair value negativo - 874.058 - -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
4) Merci
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
5) Altri - - - -
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -

A.4 Vita residua dei derivati finanziari di copertura OTC: valori nozionali

Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e fino a
5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse 3.641.430 9.922.022 11.256.374 24.819.826
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari - - -
A.3 Derivati finanziari su valute ed oro - - -
A.4 Derivati finanziari su merci - - - -
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
Totale 31/12/2022 3.641.430 9.922.022 11.256.374 24.819.826
Totale 31/12/2021 1.639.315 9.358.689 9.821.384 20.819.388

D. Strumenti coperti

In tema di Hedge accounting, il Gruppo, come previsto dall'IFRS9, continua ad applicare quanto definito dal principio contabile IAS 39 (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) in relazione a tutte le coperture poste in essere.

D.1 Coperture del fair value

Coperture Coperture specifiche
Coperture
specifiche:
valore di
bilancio
specifiche -
posizioni nette:
valore di bilancio
delle attività o
passività (prima
della
compensazione)
Variazioni
cumulate di
fair value
dello
strumento
coperto
Cessazione
della
copertura:
variazioni
cumulate
residue del
fair value
Variazioni del
valore usato
per rilevare
l'inefficacia
della
copertura
Coperture
generiche:
Valore di
bilancio
A. Attività
copertura di: 1. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditivtà complessiva -
5.873.253 - 603.209 - - -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 5.873.253 - 603.209 - - X
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - - - - X
1.3 Valute e oro - - - - - X
1.4 Crediti - - - - - X
1.5 Altri - - - - - X
2. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato -copertura di:
5.862.229 - 156.686 - - 8.662.151
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 5.862.229 - 156.686 - - X
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - - - - X
1.3 Valute e oro - - - - - X
1.4 Crediti - - - - - X
1.5 Altri - - - - - X
Totale 31/12/2022 11.735.482 - 759.895 - - 8.662.151
Totale 31/12/2021 12.200.230 - 70.590 - - (4.053)
B. Passività
1. Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - copertura di:
1.905.291 - 254.923 - - 3.428.589
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 1.905.291 - 254.923 - - X
1.2 Valute e oro - - - - - X
1.3 Altri - - - - - X
Totale 31/12/2022 1.905.291 - 254.923 - - 3.428.589
Totale 31/12/2021 958.435 - 8.180 - - 72.610

D.2 Copertura dei flussi finanziari e degli investimenti esteri

Variazione del valore usato
per rilevare l'inefficacia della
copertura
Riserve da copertura Cessazione della copertura:
valore residuo delle riserve di
copertura
A. Copertura di flussi Finanziari
1. Attività - - -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse - -
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - -
1.3 Valute e oro - - -
1.4 Crediti - - -
1.5 Altri - - -
2. Passività - (72.379) -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse - (72.379) -
1.2 Valute e oro - - -
1.3 Altri - - -
Totale (A) 31/12/2022 - (72.379) -
Totale (A) 31/12/2021 - 22.997 -
B. Copertura degli investimenti esteri X - -
Totale (A+B) 31/12/2022 - (72.379) -
Totale (A+B) 31/12/2021 - 22.997 -

E. Effetti delle operazioni di copertura a patrimonio netto

E.1. Riconciliazione delle componenti di patrimonio netto

Strumenti di copertura (elementi non designati)
Riserva da copertura dei flussi
finanziari
Riserva da copertura di
investimenti esteri
Valore temporale opzione Valore elemento forward e
differenziale da valuta estera
Titoli di debito
d'interesse
e tassi
capitale e
Titoli di
Valute e oro Crediti Altri Titoli di debito
e tassi
capitale e
Titoli di
Valute e oro Crediti Altri Coperture
relative a
operazioni
Coperture
relative a un
periodo
Coperture
relative a
operazioni
Coperture
relative a un
periodo
Esistenze iniziali 22.996 - - - - - - - - - - - - -
Variazioni di fair value
(quota efficace)
(95.376) - - - - - - - - - - - - -
Rigiri a conto economico - - - - - - - - - - - - - -
di cui: transazioni
future non più attese
- - - - - X X X X X X X X X
Altre variazioni - - - - - - - - - - - - - -
di cui: trasferimenti al
valore contabile iniziale
degli strumenti coperti
- - - - - X X X X X X X X X
Rimanenze finali (72.379) - - - - - - - - - - - - -

1.3.3. Altre informazioni sugli strumenti derivati di negoziazione e copertura

A.1 Derivati finanziari e creditizi

A.1 Derivati finanziari e creditizi OTC: fair value netti per controparti

Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
A. Derivati finanziari
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale - 25.733.165 104.873 510.515
- fair value netto positivo - 1.167.497 3.437 327
- fair value netto negativo - 929.550 3.878 23.029
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - - 10 5.718
- fair value netto positivo - - 1 -
- fair value netto negativo - - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale - 53.745 30.762 536.577
- fair value netto positivo - 955 - 7.487
- fair value netto negativo - 999 955 5.485
4) Merci
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
5) Altri
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
B. Derivati creditizi
1) Acquisto protezione
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
2) Vendita protezione
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -

1.4 Gruppo bancario - rischio di liquidità

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità

Si definisce rischio di liquidità l'eventualità che il Gruppo possa trovarsi nella condizione di non riuscire a far fronte ai propri impegni di pagamento di natura ordinaria o straordinaria, quando gli stessi diventino esigibili, senza incorrere in perdite tali da pregiudicare la propria operatività quotidiana o le condizioni finanziarie complessive del Gruppo stesso. La gestione del rischio di liquidità può essere suddivisa fra:

  • gestione della liquidità di breve termine, ivi compresa la liquidità intra-day, il cui obiettivo è quello di garantire la capacità di far fronte agli impegni di pagamento per cassa previsti e imprevisti tramite il mantenimento di un rapporto sostenibile tra i flussi di liquidità in entrata e quelli in uscita; tale gestione costituisce la condizione essenziale per la normale continuità operativa dell'attività bancaria;
  • gestione della liquidità strutturale, il cui obiettivo è quello di mantenere un adeguato rapporto tra passività ed attività complessive, finalizzato ad evitare pressioni sulle fonti a breve termine, attuali e prospettiche.

Il Gruppo Credito Emiliano si è da tempo dotato di una Policy per la Gestione del rischio liquidità. La Policy approvata disciplina:

  • i principi di governo e di gestione del rischio di liquidità adottati dal Gruppo, e
  • l'insieme delle norme e dei processi di controllo finalizzati a prevenire l'insorgere di situazioni di crisi di liquidità per il Gruppo e per le singole società del Gruppo, con l'obiettivo di ispirare una sana e prudente gestione del rischio di liquidità a livello consolidato, tale da assicurare la stabilità, la sicurezza delle operazioni aziendali, la solidità finanziaria e, conseguentemente, la solvibilità del Gruppo.

I principi essenziali a cui si ispira la politica di gestione della liquidità sono:

  • definizione di un Risk Appetite e di una Risk Tolerance (o soglia di tolleranza) in contesto di normale corso degli affari e di scenari di stress;
  • definizione e formalizzazione di ruoli e funzioni, coerentemente con il principio di separatezza delle funzioni operative da quelle di controllo (c.d. segregation of duties);
  • accentramento della funzione di governo del rischio di liquidità sulla Capogruppo;
  • attuazione di una politica di trasformazione delle scadenze gestita nell'ambito dei massimali assegnati;
  • adozione di una politica di funding diversificata in termini di fonti, durata e tipologia di strumenti di raccolta;
  • definizione e formalizzazione dei principi relativi alla definizione del sistema di prezzi per il trasferimento interno dei fondi;
  • definizione e formalizzazione di un piano di emergenza da attivare in caso di stress e/o crisi dei mercati o in caso di situazioni specifiche del Gruppo (Contingency Funding Plan);
  • adozione di un sistema di controlli interni.

Su base giornaliera, mediante un modello di liquidity gap, viene esposta l'evoluzione temporale dei flussi di cassa per consentire l'attivazione di operazioni finalizzate a determinare un equilibrio fra entrate ed uscite di cassa.

Al Comitato Asset Liability & Management di Gruppo sono assegnati poteri decisionali per la declinazione delle strategie in merito alle politiche di funding del Gruppo. Periodicamente sono analizzate, in sede di Comitato, le condizioni di equilibrio finanziario per orientare le decisioni circa le strategie di funding. Sempre in sede di Comitato, sono analizzati interventi straordinari eventualmente richiesti per le contingenti situazioni di mercato.

Nell'ambito del processo RAF vengono, inoltre, definite le soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance, le metriche e le modalità di controllo dei seguenti indicatori di liquidità:

  • Liquidity Coverage Ratio(LCR);
  • Asset Encumbrance;
  • Net Stable Funding Ratio(NSFR).

Le regole di "Liquidity Management" adottate prevedono limiti di liquidità da rispettarsi sulle scadenze di breve termine ed altri indicatori per monitorare quotidianamente la posizione complessiva.

Relativamente alla liquidità strutturale sono previsti limiti finalizzati a controllare e gestire i rischi derivanti dal mismatch di scadenze a medio-lungo termine dell'attivo e del passivo. Sono previsti dei gap ratio a 1, 2 e 5 anni.

Questi limiti consentono di evitare che l'operatività a medio-lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine.

Gli scenari di stress testprevisti dal Regolamento si distinguono in:

  • stress sistemico di severity lieve: crisi di liquidità sistemica consistente in un'improvvisa instabilità sui mercati monetari e dei capitali e/o in tensioni di carattere politico, accompagnati da alti livelli di intensità ed impatti globali;
  • stress idiosincratico di severity media: crisi di liquidità causata da eventi particolarmente negativi per il Gruppo;
  • stress combinato di severity grave: è la combinazione dei due precedenti scenari. Le procedure di Contingency Funding Plan, recentemente riviste, si pongono l'obiettivo di salvaguardare la stabilità del gruppo durante le fasi iniziali di uno stato di tensione di liquidità e garantire la continuità del gruppo stesso nel caso di gravi crisi di liquidità.

L'attività di gestione della liquidità a breve e del funding strutturale è svolta dalla Business Unit Finanza della Capogruppo che complessivamente:

  • gestisce i flussi di liquidità infragruppo rivenienti dai fabbisogni/surplus di liquidità netti delle Società del Gruppo;
  • misura e monitora la posizione di liquidità del Gruppo e delle singole Società del Gruppo;
  • coordina ed effettua la raccolta accedendo direttamente al mercato interbancario al fine di mantenere condizioni adeguate di liquidità per il Gruppo;
  • determina periodicamente gli interventi finanziari utili per conseguire gli equilibri nel medio e lungo termine, la sostenibilità della crescita e la maggior efficienza della provvista;
  • gestisce i rapporti con la BCE (gestione del conto di gestione e di ogni attività di impiego o provvista di fondi) ed accede alle operazioni di rifinanziamento della BCE.

Questa impostazione consente di supportare adeguatamente i fabbisogni finanziari ed è finalizzata a:

  • ridurre i fabbisogni complessivi di finanziamento da parte di controparti esterne al Gruppo;
  • ottimizzare l'accesso ai mercati e conseguentemente minimizzare i costi complessivi di raccolta esterna.

Nel corso dell'esercizio 2022 non si sono registrate novità dal punto di vista delle segnalazioni di vigilanza. Le segnalazioni relative agli indicatori Liquidity Coverage Ratio (LCR) e Additional Liquidity Monitoring Metrics (ALMM) non hanno subito aggiornamenti e sono effettuate mensilmente, sulla base degli schemi conformi ai Regolamenti UE d'esecuzione, rispettivamente n. 322/2016 e n. 2114/2017.

Il Gruppo prosegue la partecipazione al monitoraggio semestrale Basilea III, e trimestralmente invia le segnalazioni di liquidità Net Stable Funding Ratio (c.d. «NSFR CRR2») come previsto dal Regolamento (UE) 2019/876 (c.d. «CRR2»). Si segnala che tale indicatore ha sostituito la segnalazione di liquidità prevista dal Regolamento UE n.575/2013 (CRR) sotto forma di requisito in materia di finanziamento stabile (SF) a partire da Giugno 2021.

A Settembre 2022 il Gruppo ha partecipato al SSM Liquidity Exercise di BCE.

L'importo complessivo del finanziamento con BCE a fine dicembre 2022 è riconducibile ad operazioni di TLTRO III, per un importo complessivo di 5,69 miliardi di euro. Nel corso dell'anno non sono state effettuate nuove operazioni. Nel mese di dicembre la Banca ha effettuato un rimborso volontario anticipato per 1,2 miliardi di euro della tranche LTRO III.3 in scadenza nel mese di marzo 2023. Nel mese di dicembre 2022 è stata anche rimborsata la tranche TLTRO III.2 da 1,4 miliardi di euro, giunta alla sua naturale scadenza.

Al 31 dicembre 2022 l'importo totale delle riserve di liquidità libere, intese come attività liquide di elevata qualità calcolate ai fini del calcolo dell'indicatore LCR, si è attestato a 10,73 miliardi di Euro (market value). Il 95% di tali riserve è detenuto dalla Capogruppo ed il restante 5% dalle controllate domestiche.

Programmi Obbligazioni Bancarie Garantite

Nel mese di maggio 2022 è stata collocata una nuova emissione da 500 milioni di euro nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB. In data 6 aprile 2022 è stato rinnovato il Base Prospectus del Programma OBG.

Al 31 dicembre 2022 il valore nominale delle emissioni in circolazione è risultato pari a 2,1 miliardi di Euro.

Emissioni Unsecured Stand Alone

Per valuta 19 gennaio 2022 nell'ambito del Green, Social and Sustainability Bond Framework di Gruppo è stata effettuata un'emissione inaugurale di un prestito obbligazionario Green Senior Preferred, destinato al mercato wholesale, per nominali 600 milioni di euro.

In data 5 luglio 2022 è stata collocata da parte di CredemHolding S.p.A., destinata agli investitori istituzionali e professionali, l'emissione stand alone di un prestito obbligazionario subordinato Social Tier 2 per nominali 200 milioni di Euro. Contestualmente, è stato emesso da Credem un prestito obbligazionario subordinato Tier 2 con le medesime caratteristiche, sottoscritto interamente da CredemHolding S.p.A.

Nel corso dello stesso mese, Credem ha esercitato l'opzione di rimborso anticipato prevista per il prestito obbligazionario subordinato Tier 2 emesso nel 2017 per 100 milioni di euro.

Operazioni di cartolarizzazione

Con riferimento all'operazione di cartolarizzazione avente come veicolo Emilia SPV S.r.l., nel corso del 2022 sono state effettuate due nuove cessioni di attivi relative a mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nei programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite. Al 31 dicembre 2022, il circolante della tranche senior è pari a circa 1,97 miliardi di Euro, mentre quello della tranche juniorè pari a circa 0,60 miliardi di euro.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19

Nell'esercizio 2022 non si ravvisano sulla liquidità impatti significativi derivanti dalla pandemia COVID-19.

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie

EURO

Voci/ Scaglioni
temporali
A vista Da oltre 1
giorno a 7
giorni
Da oltre
7 giorni
a 15
giorni
Da oltre
15 giorni
a 1 mese
Da oltre 1
mese fino
3 mesi
Da oltre 3
mesi fino
a 6 mesi
Da oltre 6
mesi fino
a 1 anno
Da oltre 1
anno fino
a 5 anni
Oltre 5
anni
Durata
Indeterminata
Attività per cassa 3.430.370 1.019.169 564.980 1.048.521 3.264.367 2.719.830 3.517.924 17.941.121 14.462.215 280.669
A.1 Titoli di Stato 1.943 - 85 1 11.074 205.342 294.918 5.202.373 2.782.263 -
A.2 Altri titoli di
debito
- 25 36.464 2.551 42.972 66.247 95.345 1.759.213 2.369.420 -
A.3 Quote OICR 9.135 - - - - - - 513 1.216 -
A.4 Finanziamenti 3.419.292 1.019.144 528.431 1.045.969 3.210.321 2.448.241 3.127.661 10.979.022 9.309.316 280.669
- Banche 431.130 244.479 - 13 34.166 858 21 167 - 280.669
- Clientela 2.988.162 774.665 528.431 1.045.956 3.176.155 2.447.383 3.127.640 10.978.855 9.309.316 -
Passività per cassa 35.350.327 2.374.932 233.200 485.586 692.386 4.835.298 583.187 2.135.882 2.434.516 2.622
B.1 Depositi e conti
correnti
35.043.651 24.215 23.649 78.010 457.494 254.961 355.937 66.773 83 -
- Banche 579.225 - - - 5.699 - - - - -
- Clientela 34.464.426 24.215 23.649 78.010 451.795 254.961 355.937 66.773 83 -
B.2 Titoli di debito 139 - - 15.188 - 8.750 11.725 1.250.000 2.350.000 -
B.3 Altre passività 306.537 2.350.717 209.551 392.388 234.892 4.571.587 215.525 819.109 84.433 2.622
Operazioni "fuori
bilancio"
C.1 Derivati finanziari
con scambio di
capitale
- Posizioni lunghe - 394.284 105.513 23.867 275.373 136.526 115.237 15.602 - -
- Posizioni corte 4 508.540 76.040 81.183 78.328 35.792 42.374 359.089 5.707 -
C.2 Derivati finanziari
senza scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 27.436 62 8 - 167 231 442 - - -
- Posizioni corte 82.379 35 2 - 74 102 193 - - -
C.3 Depositi e
finanziamenti da
ricevere
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.4 Impegni
irrevocabili a erogare
fondi
- Posizioni lunghe 77 - - 745 236 200 561 179.259 195.950 -
- Posizioni corte 377.027 - - - - - - - - -
C.5 Garanzie
finanziarie rilasciate
55.574 4.595 6.828 27.760 52.260 68.433 187.155 191.235 116.099 -
C.6 Garanzie
finanziarie ricevute
- - - - - - - - - -
C.7 Derivati creditizi
con scambio di
capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.8 Derivati creditizi
senza scambio di
capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie

ALTRE VALUTE

Voci/ Scaglioni temporali A vista Da oltre 1
giorno a 7
giorni
Da oltre
7 giorni
a 15
giorni
Da oltre
15 giorni
a 1 mese
Da oltre 1
mese
fino 3
mesi
Da oltre 3
mesi fino
a 6 mesi
Da oltre
6 mesi
fino a 1
anno
Da oltre 1
anno fino
a 5 anni
Oltre 5
anni
Durata
Indeterminata
Attività per cassa 61.916 6.108 3.392 12.045 50.895 19.510 15.924 141.460 2.310.489 -
A.1 Titoli di Stato - - 1 3.340 4.658 4.937 12.864 45.087 2.100.306 -
A.2 Altri titoli di debito - - 149 31 1.797 10.316 3.060 96.327 210.183 -
A.3 Quote OICR 23 - - - - - - - - -
A.4 Finanziamenti 61.893 6.108 3.242 8.674 44.440 4.257 - 46 - -
- Banche 59.019 - - - - - - - - -
- Clientela 2.874 6.108 3.242 8.674 44.440 4.257 - 46 - -
Passività per cassa 463.897 272.953 285.191 509.152 786.838 28.805 - - - -
B.1 Depositi e conti correnti 463.618 3.188 1.500 2.389 6.773 28.771 - - - -
- Banche 156.305 - - - - - - - - -
- Clientela 307.313 3.188 1.500 2.389 6.773 28.771 - - - -
B.2 Titoli di debito - - - - - - - - - -
B.3 Altre passività 279 269.765 283.691 506.763 780.065 34 - - - -
Operazioni "fuori bilancio"
C.1 Derivati finanziari con
scambio di capitale
- Posizioni lunghe 4 477.369 75.272 78.682 72.162 32.341 37.604 13.575 - -
- Posizioni corte - 546.938 104.839 22.450 44.117 39.629 69.569 14.382 - -
C.2 Derivati finanziari senza
scambio di capitale
- Posizioni lunghe 14 - - - - - - - - -
- Posizioni corte 26 - - - - - - - - -
C.3 Depositi e finanziamenti
da ricevere
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.4 Impegni irrevocabili a
erogare fondi
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.5 Garanzie finanziarie
rilasciate
- - - - - - - - - -
C.6 Garanzie finanziarie
ricevute
- - - - - - - - - -
C.7 Derivati creditizi con
scambio di capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.8 Derivati creditizi senza
scambio di capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -

1.5 Rischi operativi

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo

Il Gruppo ha sviluppato un sistema integrato di gestione dei rischi operativi assunti che, in attuazione degli indirizzi strategici, consente di rafforzare la capacità delle Unità Organizzative di gestirli consapevolmente, introducendo strumenti di rilevazione, misurazione e controllo tali da garantire un'assunzione dei rischi consapevole e compatibile con le strategie di Governance e con le condizioni economiche e patrimoniali, nel rispetto delle indicazioni provenienti dalle Autorità di Vigilanza".

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato il regolamento "Gestione dei rischi operativi" (Regolamento ORM) con cui definisce le politiche di gestione del rischio operativo a livello di Gruppo e Banca e determina un sistema comune e coordinato caratterizzato da regole condivise per l'allocazione di compiti e responsabilità.

Il regolamento definisce come rischio operativo "il rischio di perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni, ivi compreso il rischio giuridico; non sono inclusi quelli strategici e di reputazione".

Inoltre, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato, ai fini della determinazione del requisito patrimoniale, l'utilizzo del metodo TSA per tutte le società appartenenti al Gruppo Bancario.

Non sono intervenute variazioni significative rispetto all'esercizio precedente in relazione al modello di gestione dei rischi operativi che di seguito viene rappresentato sinteticamente: l'Organo con funzioni di supervisione strategica di Gruppo è identificato nel Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano SpA, Capogruppo del Gruppo Bancario Credito Emiliano – CREDEM. L'azione viene esercitata con il supporto del Comitato Consiliare Rischi di Gruppo (Comitato di Governance, privo di deleghe, istituito con la finalità di svolgere un ruolo istruttorio).

A livello di Gruppo sono stati individuati più organi con funzioni di gestione, coincidenti con i Consigli di Amministrazione delle singole controllate, che hanno adottato il Regolamento ORM traducendo il relativo "schema" nella specifica realtà aziendale ed individuando concretamente le funzioni "locali" richieste per il buon esito del processo.

Dal punto di vista operativo gli organi con funzione di supervisione strategica e quelli con funzioni di gestione sono supportati dall'attività dell'ufficio Rischi Operativi e di Credito (ROC). Nell'ambito del processo coordinato centralmente da ROC (c.d. "ORM Centrale"), l'attività viene svolta con il supporto di alcune funzioni "ORM Periferico" appartenenti a diversi servizi della banca.

L'Organo con funzioni di controllo è identificato nel Collegio Sindacale, coerentemente con la disciplina vigente relativa agli enti che adottano un modello "tradizionale" di governance societaria. Più in particolare, il Collegio della Capogruppo è responsabile di vigilare sull'osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie, sulla corretta amministrazione, sull'adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili del Gruppo anche tramite il coordinamento con gli omologhi organi collegiali presenti nelle controllate.

Nell'espletamento delle proprie attività tale organo viene supportato dal Servizio Audit di Gruppo. Il Regolamento ORM istituisce, inoltre, specifici flussi informativi verso l'organo di controllo delle società interessate dal modello TSA (a livello individuale e consolidato, secondo le rispettive competenze).

Il Sistema di Gestione dei Rischi Operativi è periodicamente sottoposto a revisione indipendente da parte del Servizio Audit della Capogruppo.

Il sistema di gestione dei rischi operativi è definito come l'insieme strutturato dei processi funzioni e risorse per l'identificazione, la valutazione e il controllo dei rischi operativi ed è articolato nei seguenti sottoprocessi:

  • Identificazione;
  • Misurazione;
  • Monitoraggio e Controllo;
  • Mitigazione.

Le società incluse nei processi di misurazione, monitoraggio e mitigazione, sono quelle che risultano annualmente rilevanti ai fini del rischio operativo ed informatico dall'analisi di rilevanza

effettuata nell'ambito dell'approvazione del Risk Appetite Framework (RAF) e del processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP) svolto dalla Capogruppo.

Il processo di "Identificazione" è composto dalle seguenti procedure:

  • Loss Data Collection: consiste nella raccolta dei dati di perdita operativa interna con il coinvolgimento diretto di tutte le unità di business. In tale ambito, gli eventi di perdita operativa (inclusi quelli di natura informatica) sono classificati per Business Line (corporate finance, trading and sales, retail banking, commercial banking, payment and settlement,, agency services, asset management, retail Brokerage) ed Event Type (frodi interne, frodi esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, clientela - prodotti e prassi professionali, danni da eventi esterni, interruzioni dell'operatività e disfunzioni dei sistemi, esecuzione, consegna e gestione dei processi);
  • Risk Self Assessment: consiste nella raccolta, attraverso questionario, di stime soggettive espresse dai risk owner con riferimento agli eventi di natura operativa (inclusi quelli di natura informatica) potenzialmente rilevanti per le proprie unità di business e tenuto conto delle linee guida di sviluppo emerse dal processo di pianificazione preliminare di gruppo;
  • Data Pooling/Comunicazione verso enti esterni: consiste nella partecipazione ad iniziative consortili esterne e nella gestione delle relative interrelazioni (ad es. consorzio DIPO) ed alla comunicazione dei dati di perdita operativa raccolti agli Organi di Vigilanza (Banca d'Italia e Banca Centrale Europea).

Il processo di "Misurazione" è rappresentato dalla quantificazione del Capitale a Rischio (CaR) mediante stime soggettive. Le metodologie di misurazione delle perdite attese e inattese sono finalizzate ad un'attività di controllo ed individuazione di situazioni potenzialmente critiche e si basano sulla esecuzione di questionari (RSA), con frequenza almeno annuale, che per ogni tipologia di evento richiedono ai responsabili delle unità organizzative (UO) che possono generare/gestire i rischi operativi, una stima soggettiva di alcuni fattori di rischio:

  • "frequenza tipica", il numero medio atteso di eventi nell'arco temporale di riferimento;
  • "impatto tipico", la perdita media attesa per tipologia di evento;
  • "impatto peggiore", l'impatto del singolo evento qualora esso si manifesti nel peggior modo (ragionevolmente) concepibile.

L'analisi è svolta su più livelli: unità organizzativa, business units, società e gruppo consolidato e per ogni livello sono prodotti: un valore di perdita attesa ed un valore di perdita inattesa. I risultati della valutazione sono utilizzati a fini gestionali per la prevenzione e la mitigazione dei rischi operativi e nel processo di pianificazione operativa, coerentemente a quanto definito dal "Regolamento pianificazione, programmazione e controllo di Gruppo".

Il processo di "Monitoraggio e controllo" mira a identificare tempestivamente eventuali disfunzioni nei processi aziendali o nelle procedure di gestione del rischio al fine di consentire di valutare le necessarie azioni di mitigazione.

I Rischi Operativi sono inoltre monitorati all'interno del più ampio processo di Risk Appetite Framework (RAF) di Gruppo (monitoraggio trimestrale).

Al fine di assicurare un presidio nel continuo, è prevista una rendicontazione per singolo evento di perdita operativa la cui autonomia di delibera (definita all'interno dei regolamenti già vigenti o, in mancanza, oltre la soglia di 100.000€) spetta al Comitato Esecutivo/Consiglio di Amministrazione, dei controlli che non sono andati a buon fine e delle azioni correttive di eventuali carenze organizzative e/o di processo/prodotto. Qualora disponibili, l'ORM periferico di volta in volta competente, inserisce le informazioni oggetto di rendicontazione in seno alle proposte e le invia alle Funzioni preposte a seconda delle casistiche (a titolo esemplificativo, Servizio Audit e Compliance). In ogni caso, le delibere assunte dal CE/CA sono inviate, per opportuna conoscenza, al Risk Officer della Capogruppo e a ROC. ROC verifica semestralmente che le Funzioni preposte siano state attivate dagli ORM Periferici e laddove questo non sia accaduto, attiva direttamente le Funzioni preposte eventualmente coordinandosi con gli ORM Periferici.

Inoltre, ROC controlla semestralmente, per BU/Servizio di Credembanca e per le società rilevanti, che le rispettive perdite contabilizzate nel semestre/anno di riferimento non superino il relativo valore di Perdita Attesa stimato in ambito Risk Self Assessment e, nel caso in cui ciò accada, rendiconta nel CE di Credembanca le motivazioni dello scostamento fornite dai Responsabili delle BU/Capi Servizio di Credembanca. Per le singole società rilevanti, nel caso in cui le perdite risultino superiori alla Perdita Attesa, l'ORM periferico della società rendiconta nel proprio CA le motivazioni dello scostamento e ne dà comunicazione al Risk Officer della Capogruppo.

Il sistema di reporting fornisce agli organi aziendali ed ai responsabili delle funzioni interessate informazioni sul livello di esposizione ai rischi operativi e rappresenta uno strumento di supporto per la loro gestione attiva e rappresenta la sintesi dei processi di misurazione, monitoraggio e controllo.

Il processo di "Mitigazione" definisce le azioni da intraprendere per la prevenzione e l'attenuazione dei rischi operativi ed è composto dalle seguenti procedure:

  • Analisi gestionale: consiste nell'analisi delle criticità emerse e delle diverse possibili soluzioni a disposizione nell'ambito delle tradizionali modalità alternative di gestione del rischio (ritenzione, trasferimento, mitigazione), in ottica costi-benefici;
  • Gestione dell'attività di mitigazione: consiste nella scelta, pianificazione, avvio delle attività, implementazione e completamento degli interventi di mitigazione messi in atto e successivo controllo dell'avanzamento e dell'efficacia degli interventi di mitigazione del rischio attuati;
  • Gestione delle forme di trasferimento: consiste nella individuazione, valutazione, scelta e gestione delle diverse forme di trasferimento del rischio.

Le azioni di mitigazione definite nel reporting vengono inoltre incluse nel processo di pianificazione operativa.

La classificazione delle attività nelle linee di business regolamentari è declinata nelle fasi di:

  • mappatura dati;
  • determinazione requisito patrimoniale individuale.

La mappatura dei dati si delinea a livello individuale attraverso il collocamento di ciascuno dei centri gestionali nella business line regolamentare di pertinenza seguendo i principi sanciti dal Regolamento UE n. 575/2013; segue quindi l'individuazione delle fonti dati che riportano i dati reddituali di tali centri e gli eventuali criteri di ripartizione.

In applicazione della mappatura definita, ciascuna società procede alla determinazione dei valori per centro, alla collocazione sulle business line previste e alla determinazione del requisito individuale.

Le attività definite per la determinazione del requisito patrimoniale consolidato prevedono l'identificazione dell'"Indicatore Rilevante" individuale e la componente riconducibile a ciascuna società del Gruppo per business line regolamentare (da determinarsi in coerenza con i criteri sanciti nella mappatura utilizzata a fini individuali).

Il requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi, calcolato sull' Indicatore Rilevante del triennio 2020- 2022, è pari a 161,7 milioni di euro.

RISCHI LEGALI

Il Gruppo, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze. Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.

La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento, dell'anatocismo della "cessione del quinto" (per queste ultime, in ragione della numerosità e della ricorrenza del fenomeno, è stato predisposto un apposito accantonamento volto a gestire contenziosi e reclami) e fiscali.

Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito immobiliare, amministrativo e all'operatività di sportello.

Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.

Contenzioso lavoristico

I rischi connessi al contenzioso lavoristico vengono valutati trimestralmente in base all'andamento delle cause e conseguentemente vengono aggiornati gli accantonamenti.

Revocatorie Fallimentari

Si tratta di controversie nelle quali il Gruppo può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa quando clienti assoggettabili al Fallimento dispongono

pagamenti in favore delle società del Gruppo, effettuano rimesse su un conto corrente bancario in un arco temporale prossimo alla dichiarazione di Fallimento. L'azione revocatoria è uno strumento utilizzabile dal curatore fallimentare allo scopo di ricostituire il patrimonio del fallito destinato alla soddisfazione dei suoi creditori, facendovi rientrare quanto ne era uscito nel periodo antecedente al fallimento (il cosiddetto periodo sospetto). Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale. Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame. Tutte le cause in materia sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Malversazioni

Si tratta di controversie nelle quali il Gruppo può essere coinvolto in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa, vi sono alcuni reclami e alcune vertenze giudiziali derivanti da comportamenti anomali posti in essere da dipendenti o consulenti finanziari nello svolgimento delle mansioni loro affidate o dell'attività espletata, con conseguenti contestazioni da parte della clientela nei confronti della Banca stessa, che può eventualmente essere ritenuta responsabile di tali comportamenti.

Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale.

Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame.

Contenzioso in materia di anatocismo

Il numero complessivo delle cause pendenti si mantiene consistente, alla luce, soprattutto, delle problematicità derivanti da alcuni orientamenti della giurisprudenza (oltre che dalle evoluzioni della normativa di settore). Tutte le cause in materia - a volte comprendenti anche contestazioni relative al superamento del Tasso Soglia Usura – sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Contenzioso in materia di servizi di investimento

Quanto alle controversie giudiziali aventi ad oggetto servizi di investimento – bond in default, derivati, ecc. – la policy adottata dalla Banca in materia è quella di procedere ad una valutazione delle singole posizioni caso per caso, prestando particolare attenzione al dato documentale e al profilo dell'adeguatezza degli investimenti contestati rispetto alla posizione della singola controparte. Per effetto di detta analisi, ove ritenuto opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze.

Reclami formulati dalla clientela

Con riferimento alle contestazioni avanzate dalla clientela vengono effettuati gli opportuni accantonamenti; in particolare, nel caso in cui il danno lamentato sia superiore a una predeterminata soglia di rilevanza (ad oggi fissata in 25ek), la previsione di perdita è fatta analiticamente. Qualora il danno lamentato sia, invece, inferiore a detta soglia, l'accantonamento è determinato applicando una percentuale forfettaria/statistica stabilita in base alla media delle perdite effettivamente subite sul totale dei reclami analoghi ricevuti negli anni precedenti.

Contenzioso fiscale

I rischi derivanti dal contenzioso fiscale del Gruppo sono presidiati da adeguati accantonamenti a fondi per rischi e oneri.

Con riguardo alla capogruppo, sono in essere 23 procedimenti contenziosi, afferenti a imposte dirette e tributi locali. Relativamente a tali contenziosi non sono emersi rischi effettivi o quanto meno il rischio stimato è apparso remoto. Per cui non sono stati effettuati accantonamenti specifici.

Per Credemleasing sono in essere 34 procedimenti contenziosi, prevalentemente relativi a tributi locali.

Per Credem Euromobiliare Private Banking S.p.A., ad esito della conclusione favorevole dell'unico contenzioso pendente in materia di imposta di registro su cessione di ramo di azienda, non vi sono contenziosi pendenti.

Per Credemtel S.p.A., a far data dal 2022 pende un unico contenzioso avente ad oggetto sanzioni IVA.

Sono infine presenti controversie di minore rilevanza relative all'operatività posta in essere dai promotori finanziari, al contenzioso lavoristico, nonché all'ambito immobiliare, amministrativo.

Il totale dei fondi rischi ed oneri per i rischi legali ammonta a 174,7 milioni di euro.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19

Nel corso del 2022 non si registrano costi classificati come perdite riconducibili agli "Impatti derivanti dalla pandemia Covid" in quanto convenzionalmente, in linea con quanto definito dalle linee guida EBA10 i costi sostenuti successivamente a Giugno 2020 legati alla gestione della pandemia sono da considerarsi rientranti nella cd. gestione "NEW NORMAL". Inoltre non si registrano ulteriori perdite operative collegate al Covid in altri ambiti.

Informazioni di natura quantitativa

Si riporta di seguito la composizione percentuale delle perdite operative del Gruppo Credem per tipologie di evento:

  • ET 01 Frode Interna
  • ET 02 Frode esterna
  • ET 03 Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro
  • ET 04 Rapporti con clienti, prestazioni di servizi e prodotti
  • ET 05 Disastri ed altri eventi
  • ET 06 Sistemi
  • ET 07- Esecuzione, gestione, consegna di servizi e prodotti

Nel corso del 2022, la principale fonte di rischio operativo, per importo di perdita, è risultata essere la tipologia di evento "Frode esterna" (ET 02). La seconda fonte di rischio operativo si riferisce alle perdite dovute a "Rapporti con Clienti, prestazioni di servizi o prodotti" (ET 04) e di seguito, in ordine di incidenza, ci sono: le perdite dovute a "Esecuzione, gestione e consegna di prodotti o servizi" (ET 07), "Frodi Interne" (ET 01), "Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro" (ET 03)".

L'incidenza delle perdite legate a malfunzionamento dei sistemi tecnologici (ET 06) risulta pressoché nulla. Infine, per quanto riguarda la categoria "Disastri ed altri eventi" (ET 05) si registra complessivamente una ripresa di valore.

L'importo delle perdite riconducibili al rischio informatico risulta molto contenuto (solo lo 0,1% del totale e ricade sull'Event Type 06). La quasi totalità delle perdite riconducibili al "Conduct Risk" si riferisce agli Event Type 01 e 04.

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA 10 EBA REPORT ON THE IMPLEMENTATION OF SELECTED COVID-19 POLICIES- EBA/REP/2020/39 del 21/12/2020

Sezione 3 – Rischi delle imprese di assicurazione

3.1 Rischi assicurativi

CREDEMVITA S.P.A.

Approccio alla gestione del rischio di Credemvita

Strategie e gestione del rischio

Credemvita S.p.A opera sulla scorta di una strategia di assunzione e gestione dei rischi basata su criteri di sana e prudente gestione e coerente con il livello patrimoniale dell'impresa. Tale strategia si fonda su principi di valutazione dei rischi che considerano gli aspetti relativi alla loro rilevanza/significatività.

L'approccio seguito nella gestione dei rischi è fondato sul criterio di proporzionalità e viene delineato in apposite politiche interne ai sensi del Regolamento IVASS n.38/2018, per ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia.

Gli elementi chiave attraverso cui viene definita la strategia e le modalità di gestione dei rischi della Compagnia sono i seguenti:

  • identificazione e classificazione dei rischi mappa dei rischi;
  • valutazione dei rischi;
  • strumenti e metodologie di misurazione;
  • gestione dei rischi;

  • monitoraggio e reporting.

I principi generali adottati per la definizione del sistema di gestione del rischio considerano quindi:

  • la verifica della coerenza tra il livello di rischio assunto e il livello di patrimonio disponibile atteso (Risk Appetite);
  • la misurabilità / valutazione dei rischi (per quelli quantificabili) per permettere al management di valutare l'impatto degli stessi sull'andamento aziendale;
  • la determinazione di processi e presidi operativi per quelli non quantificabili;
  • la presenza di un sistema di monitoraggio continuativo del profilo di rischio attuale e prospettico e dei relativi indicatori di rischio e/o rendimento identificati.

Credemvita nell'ambito del proprio sistema di gestione dei rischi, ha strutturato ed implementato un autonomo processo di valutazione della propria adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, in relazione ai rischi rilevanti verso i quali la Compagnia risulta esposta (processo ORSA – Own Risk and Solvency Assessment). Tale processo ha le seguenti fasi:

  • Valutazione prospettica del Solvency II Ratio;
  • Stress Test;
  • Piano di Liquidità prospettico;
  • Adeguatezza della Formula Standard rispetto il profilo di rischio della Compagnia;
  • Back Testing;
  • Predisposizione ORSA Report e invio.

Parte integrante del processo ORSA sono anche i seguenti processi:

  • Definizione del piano preliminare e del budget aziendale;
  • Definizione del Risk Appetite;
  • Individuazione e valutazione dei rischi e Continuous Monitoring.

Nell'ambito dell'attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva il corretto dimensionamento della dotazione complessiva di capitale e gli obiettivi di redditività corretta per il rischio. La formulazione di preliminari linee guida strategiche da parte del Consiglio di Amministrazione indirizza la calibrazione degli obiettivi di rischio e lo sviluppo del piano strategico.

Tali attività sono significativamente connesse e vengono entrambe sviluppate considerando la situazione di partenza della Compagnia, la visione prospettica del contesto esterno, i profili di rischio e gli orientamenti in termini di rischio/rendimento. Gli indirizzi strategici approvati dal Consiglio di Amministrazione si riflettono sull'assetto produttivo e organizzativo al fine di determinare l'impatto desiderato – nell'orizzonte della pianificazione – sul binomio rischio/rendimento.

Nel continuo, la Funzione di Risk Management supporta gli organi aziendali nelle scelte derivanti dall'attuazione del piano agevolando la comprensione e la consapevolezza dei rischi assunti/assumibili e il presidio degli stessi.

Identificazione e classificazione dei rischi – mappa dei rischi

La regolamentazione di settore, recante disposizioni in materia di sistema di gestione dei rischi, richiede alle imprese di effettuare una catalogazione dei rischi a cui esse sono esposte indipendentemente dalla circostanza che siano quantificabili, in funzione della natura, della portata e complessità inerenti all'attività svolta, in ottica attuale e prospettica, nonché gli effetti indiretti connessi ai rischi significativi.

Tale catalogazione costituisce il linguaggio comune per lo svolgimento di tutte le attività connesse con il sistema di gestione dei rischi aziendali.

I rischi della Compagnia sono classificati nelle seguenti principali classi:

  • Rischi sottoscrizione (o tecnici assicurativi);
  • Rischi di mercato:
    • o Rischi Mercato;
    • o Rischio ALM;
    • o Rischio Liquidità.;
  • Rischi di credito e counterparty;
  • Rischi operativi:
    • o Rischi Operativi;
    • o Rischio Informatico e Cyber Risk;
  • Rischi di non conformità alle norme;
  • Rischi di secondo livello;
    • o Rischio legato all'appartenenza al gruppo;
    • o Rischio reputazionale;
    • o Rischi di condotta;
    • o Rischi ESG
  • Rischi strategici
  • Rischi emergenti

Il processo di identificazione dei rischi a cui la Compagnia è esposta costituisce un elemento fondamentale per la corretta implementazione e valutazione del più ampio processo di gestione dei rischi. Credemvita, in linea con la Normativa Regolamentare, ha previsto una procedura di censimento dei rischi, da intendersi come strumento metodologico di supporto nello svolgimento delle attività di individuazione e valutazione dei rischi che permetta di raccogliere in via continuativa informazioni sui rischi, interni ed esterni, esistenti e prospettici a cui è esposta, e che possono interessare tutti i processi operativi e le aree aziendali. Per sua natura tale procedura è continua in evoluzione in base al progressivo affinamento del sistema di gestione dei rischi e all'evoluzione del quadro normativo di riferimento.

La procedura di censimento dei rischi di Credemvita si articola in quattro fasi:

  • analisi del piano strategico aziendale e individuazione dei fattori di rischio emergenti;
  • individuazione dei fattori di rischio esterni;
  • individuazione dei fattori di rischio operativi (ivi inclusi quelli informatici e di cyber risk), di non conformità alle norme e di secondo livello;
  • individuazione dei fattori di rischio strategico.

Le modalità adottate per l'identificazione dei rischi si basano sostanzialmente su uno o più dei seguenti approcci:

  • Risk Assessment specifici (per famiglie di rischio);
  • Valutazioni delle differenze tra ogni assunzione di rischio e il risultato attuale;
  • Eventi perdita o errori accaduti;
  • Revisione dei processi, della matrice dei rischi normativa o risk assessment normativi;
  • Brainstorming con il management e i risk owner;
  • Valutazioni di Internal/External Audit
  • Comunicazioni e confronti con i regulator;
  • Altri eventi esterni;
  • Reporting trasmesso dalle arre funzionali della Compagnia.

Una volta che i rischi sono stati identificati essi vanno a costituire la mappa dei rischi della Compagnia.

Valutazione dei Rischi

Il processo di valutazione dei rischi è realizzato sia con logiche attuali sia con logiche prospettiche ed integra metodologie ed approcci di carattere quantitativo e qualitativo.

La valutazione dei rischi è effettuata su base individuale, a livello di singolo rischio, e su base aggregata, per tener conto delle interrelazioni fra le fonti di rischio. Vengono inoltre considerati gli effetti indiretti connessi ai rischi più significativi.

La frequenza della valutazione dei rischi dipende dalla tipologia dei rischi, dagli strumenti e dalle metodologie di valutazione utilizzate ed è stabilita in coerenza con la frequenza e le esigenze dei processi strategici e decisionali della Compagnia. La frequenza di valutazione dei rischi in ottica prospettica è coerente con il processo annuale di pianificazione strategica.

Accanto alla gestione ordinaria del processo di valutazione dei rischi, è prevista una gestione all'occorrenza, in ragione di eventi che possano determinare una variazione significativa del profilo di rischio. In particolare, sono stati identificati i seguenti principali eventi:

  • l'aggiornamento del piano strategico;
  • un'acquisizione o un disinvestimento che modifichi sensibilmente il business, il profilo di rischio o la posizione di solvibilità;
  • una variazione significativa nei mercati finanziari che determini un notevole impatto sul portafoglio attivi della compagnia;
  • una variazione significativa nelle passività della Compagnia;
  • una riduzione della posizione di solvibilità al di sotto di valori critici;
  • un cambiamento significativo del quadro regolamentare;
  • un cambiamento significativo del profilo di rischio e l'insorgere di nuovi rischi;
  • un cambiamento significativo dei processi, sistemi e procedure aziendali.

Strumenti e Metodologie di Misurazione

La Compagnia ha definito ai sensi della normativa regolamentare un processo di valutazione e analisi dei rischi basato sostanzialmente sugli strumenti e metodologie legate a:

  • Metodologie sviluppate nell'ambito della procedura di profilazione dei rischi: indicatori di rischio i quali possono essere costruiti ai seguenti approcci metodologici:
    • o regolamentari ovvero fondati sui principi alla base delle grandezze regolamentari Solvency II;
    • o gestionali ovvero basati su concetti generali come ad esempio esposizione, concentrazione, volatilità, perdita attesa o potenziale, e/o volti a valutare quei rischi non ricompresi nella formula standard e/o ad integrare la valutazione degli stessi rischi regolamentari;
    • o qualitative.

Oltre alle metodologie alla base di tali indicatori di rischio, la misurazione del rischio della Compagnia, sia attuale che prospettica, si basa sulle metodologie regolamentari per il calcolo del Requisito di Capitale (cfr. SCR): la metodologia di riferimento è quella della Formula Standard.

Tutte queste grandezze, oltre a costituire l'impianto per il monitoraggio nel continuo alla base del modello organizzativo di gestione del rischio, rappresentano gli elementi alla base della metodologia per la profilazione del rischio della Compagnia. Tale attività ha come obiettivo l'individuazione e valutazione dei fattori di rischio e l'attribuzione ad ognuno di essi di un livello di significatività.

  • Applicazione del Volatility Adjustments: le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi regolamentari della Compagnia prevedono l'utilizzo del Volatility Adjustment come Long Term Guarantee measure. Il Volatility Adjustment viene applicato sul totale delle passività detenute dalla Compagnia vendute interamente in Italia e nella valuta Euro. Non viene applicato dalla Compagnia il Matching Adjustment. Al fine di una maggiore comprensione degli effetti derivanti dall'applicazione del Volatility Adjustment sulle riserve tecniche e sui fondi propri, la Compagnia effettua inoltre analisi di sensitivity ogni qualvolta lo scostamento tra la curva risk free EIOPA e la curva risk free EIOPA con volatility Adjustement risulti significativo.
  • Sensitivity, stress test e scenario test: ai sensi dell'Art. 19, comma 4 del Reg. IVASS n.38, la Funzione Risk Management, allo scopo di valutare in ottica attuale e prospettica gli impatti sulla situazione economica e patrimoniale derivanti da andamenti avversi dei principali fattori di rischio, effettua, per ciascuna delle fonti di rischio identificate come maggiormente significative, analisi di stress test e sensitivity.

  • Risk Self Assessment sui rischi operativi (ivi inclusi il rischio informatico e il cyber risk).

Gestione dei Rischi

L'obiettivo del sistema di gestione dei rischi consiste nel mantenere i rischi a cui la Compagnia è esposta a un livello definito accettabile, attraverso l'indicazione della propensione e della tolleranza al rischio stabilite in coerenza con l'obiettivo di salvaguardia del patrimonio delle stesse a garanzia della continuità aziendale. Le linee guida in tema di gestione dei rischi sono riportate nelle singole politiche redatte, riviste ed approvate annualmente dal Consiglio di Amministrazione, previo passaggio da parte del Comitato Consiliare per il Controllo Interno e i Rischi. Elementi costitutivi della gestione dei rischi sono:

Risk Appetite Framework

La Compagnia si è dotata di un Risk Appetite Framework (cfr. RAF) che definisce la propensione al rischio, le soglie di tolleranza, i limiti di rischio, le politiche di governo dei rischi nonché i processi di riferimento necessari per definirli e attuarli. Nell'ambito dell'attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva la propria propensione al rischio. Il processo di definizione/revisione del Risk Appetite Framework si affianca pertanto al processo di Pianificazione Strategica/Operativa (Budget) e tiene conto della valutazione interna del rischio e della solvibilità. Tali elementi non sono infatti disgiunti, ma si influenzano a vicenda con l'obiettivo di ottenere la massimizzazione del profilo rischio – rendimento della Compagnia. La definizione del RAF tiene conto dei seguenti aspetti:

  • la strategia della Compagnia, ivi inclusi gli obiettivi organizzativi, il piano strategico, i vincoli finanziari, nonché normativi e le aspettative degli stakeholders;
  • gli aspetti chiave del business della Compagnia;
  • la volontà e la capacità di assumere rischi;
  • le competenze, le risorse e la tecnologia a disposizione della Compagnia per gestire e monitorare le esposizioni al rischio.

La propensione al rischio della Compagnia congiuntamente alla valutazione del sistema di governo societario adottato nonché alla mappatura e identificazione dei fattori di rischio e ad una generale applicazione del principio della persona prudente, rappresentano i principali elementi costitutivi alla base della determinazione del modello organizzativo di gestione dei rischi (specifico per ogni classe di rischio).

Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework (c.d. RAF), al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi della Compagnia stessa.

Si declinano, di seguito, i concetti rilevanti ai fini della definizione del RAF:

  • il Risk Profile rappresenta il rischio effettivo della Compagnia valutato in un determinato istante temporale;
  • il Risk Appetite rappresenta la vera e propria propensione al rischio da parte della Compagnia e costituisce, quindi, il livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici;
  • la Risk Tolerance individua la soglia massima di tolleranza del rischio, fissata al fine di assicurare alla Compagnia margini sufficienti per operare sia in fase di normale corso degli affari sia in condizioni di mercato particolarmente stressate;
  • la Risk Capacity, invece, rappresenta il massimo rischio assumibile dalla Compagnia; è costituito quindi dal livello di rischio che essa è in grado di assumere a suo carico senza violare i requisiti regolamentari o gli altri vincoli imposti dall'autorità di vigilanza.

Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework, al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi. In particolare il piano strategico, partendo dal profilo di rischio della Compagnia al momento della redazione del piano stesso, tiene conto del rischio assumibile senza violare i requisiti regolamentari o altri vincoli imposti dall'Autorità di Vigilanza, l'appetito al rischio (ovvero del livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici) e la tolleranza al rischio (ovvero la soglia massima di scostamento rispetto all'appetito al rischio) fissate dal Consiglio di Amministrazione.

La Compagnia ha inoltre definito una Politica di Gestione del Capitale e un Piano di Gestione del Capitale il cui scopo è quello di adottare procedure atte ad accertare la salvaguardia dei requisiti regolamentari e dei livelli obiettivo di Risk Appetite nonché di garantire che, sia al momento dell'emissione che successivamente, gli elementi dei Fondi Propri a cui l'impresa intende attingere al fine di realizzare gli obiettivi di business stabiliti in sede di pianificazione strategica, soddisfino i requisiti regolamentari definiti da EIOPA e siano correttamente classificati. Tale Piano è stato redatto coerentemente con le risultanze della valutazione prospettica dei rischi secondo l'approccio Solvency II (ORSA), con gli obiettivi e le metodologie stabilite nella Politica di Gestione del Capitale e con i requisiti di solvibilità stabiliti dal Regolatore, al fine di garantire la solidità patrimoniale della Compagnia nell'esercizio della propria attività e nei suoi possibili sviluppi futuri.

Indicatori di Rischio

In coerenza con quanto disciplinato nella Policy di Risk Appetite Framework, la gestione dei rischi in ottica attuale e prospettica della Compagnia si basa sulla definizione di indicatori per ogni categoria di rischio.

La Compagnia distingue i rischi tra:

  • rischi quantificabili aventi impatto patrimoniale, per i quali la Compagnia determina il requisito di capitale;
  • rischi quantificabili per i quali la Compagnia non determina il requisito di capitale (ad es. liquidità, cash flow matching) che vengono misurati con metriche e limitazione specifiche;
  • rischi difficilmente quantificabili, valutati in maniera qualitativa, che per loro natura e caratteristiche, risultano di difficile quantificazione e non sono coperti dai requisiti di capitale richiesti dalla Normativa, anche se il verificarsi dell'evento a questi associato comporterebbe delle conseguenze rilevanti per l'attività svolta dalla Compagnia.

Gli indicatori sono ulteriormente suddivisi in:

  • indicatori di I° livello: sono indicatori finalizzati principalmente al rispetto dei vincoli di solvibilità. Sono indicatori di possibili impatti negativi e forniscono avvertimenti atti ad identificare potenziali eventi dannosi che minacciano il raggiungimento degli obiettivi e la continuità del Business. Tali indicatori sono integrati all'interno della Policy RAF e ad essi viene associato un Risk Appetite, una Risk Tolerance e una Risk Capacity e il relativo sistema di Risk Appetite Statement;
  • indicatori di early warning: al fine di effettuare un monitoraggio preventivo e nel continuo sugli indicatori di solvibilità sono stati inoltre definiti degli indicatori di early warnig volti ad intercettare fenomeni e/o eventi di potenziale elevata criticità e o attenzione;
  • indicatori di II° livello: sono indicatori di tipo operativo/gestionali funzionali ad irrobustire le attività di monitoraggio dei rischi ed eventualmente fornire segnali preventivi ad un potenziale deterioramento delle metriche di I° Livello. Tali indicatori sono integrati all'interno della Policy di Gestione dei Rischi e della Politica di Gestione dei Rischi del Fondo Pensione Aperto.

Nell'ambito generale del sistema di gestione dei rischi la Compagnia definisce inoltre specifici limiti operativi che declinano gli obiettivi di rischio (ad es. in termini di esposizione, concentrazione, etc.) coerenti con l'appetito al rischio della Compagnia.

Il principale indicatore di I° Livello della Compagnia è il Solvency II Ratio ovvero il rapporto tra Eligible Capital e Solvency Capital Requirement. La Compagnia si prefigge l'obiettivo di avere un livello di Capitale Economico adeguato e in linea con gli obiettivi strategici, superiore ad un prefissato livello di Solvency Ratio come di seguito riportato:

  • Risk Appetite: 139%;
  • Risk Tolerance: 122%;
  • Risk Capacity: 105%.

Nell'ambito della definizione del RAF risulta necessario fissare il livello di rischio che, se non rispettato dal Risk Profile della Compagnia, necessita di interventi correttivi. Le soglie individuano dunque i binari all'interno dei quali la Compagnia può condurre la sua azione finalizzata al raggiungimento degli obiettivi di business. La violazione di queste soglie richieda un processo di escalation da parte della Compagnia e la definizione di specifici piani di intervento per fare fronte alla situazione.

Monitoraggio e Reporting

Il modello organizzativo di gestione del rischio di Credemvita coinvolge tutte le strutture aziendali, dalle funzioni operative (coinvolte nella gestione dei rischi sui processi di propria competenza) ai Comitati fino al CdA, ivi incluse le funzioni fondamentali.

In tale contesto, la funzione di Risk Management funge inoltre da coordinatore delle attività di monitoraggio dei rischi. Più in particolare, concorre alla definizione delle metodologie di misurazione dei rischi e dei limiti operativi, definendo appropriate procedure di verifica, ed ha il compito di validare i flussi informativi dell'attività di monitoraggio dei rischi, predisporre la reportistica per i vertici aziendali e verificare la coerenza dei modelli di misurazione dei rischi con l'operatività svolta dall'impresa.

I rischi sono monitorati in maniera continuativa dalla funzione di Risk Management e dalle singole funzioni competenti; a tal fine è stato sviluppato e affinato progressivamente il reporting relativo all'evoluzione dei rischi nei confronti del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Consiliare per i Controlli Interni e i Rischi, del Comitato Investimenti e ALM, dell'Alta Direzione e delle strutture operative competenti al fine di migliorare la comunicazione dei risultati e consentire una maggior comprensione delle tematiche connesse alla valutazione dei rischi.

Il modello di gestione dei rischi adottato da Credemvita è caratterizzato da:

  • una fase di aggiornamento degli indicatori di rischio e/o dei limiti operativi per il governo del rischio a seconda delle esigenze organizzative e/o a seguito di variazioni del contesto interno o esterno, o qualora non siano più in linea con il profilo di rischio richiesto dall'Organo Amministrativo;
  • una conseguente attività di monitoraggio degli indicatori e dei limiti operativi e di governo del rischio. Le attività di verifica del rispetto dei livelli di tolleranza al rischio definiti dal Consiglio di Amministrazione si sostanziano in specifici presidi organizzativi atti a garantire il rispetto dei limiti stessi, ad attivare tempestivi processi di segnalazione a fronte di eventuali rilevazioni di superamento e a definire specifici piani di rientro a seguito delle segnalazioni stesse.

Nell'ambito del sistema di gestione dei rischi e coerentemente con quanto previsto dalla Normativa, il Consiglio di Amministrazione ha formalizzato un set di politiche e allegati, che, relativamente ad ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono su Credemvita, dettagliano gli obiettivi, i compiti, le responsabilità, il processo e definiscono gli strumenti e le procedure, anche di reporting, necessarie ad individuare e conseguentemente gestire ogni ambito di rischio. Tali documenti, inoltre, hanno l'obiettivo più generale di contribuire alla diffusione della cultura del controllo e di gestione dei rischi all'interno della società.

Il rispetto e l'applicazione dei documenti sono garantiti dalla presenza del Sistema dei Controlli Interni costituito da un insieme di regole, procedure e tecniche di controllo e strutture organizzative volto ad assicurare il corretto funzionamento ed il buon andamento dell'impresa.

Analisi dei rischi

La Compagnia ha definito ai sensi della Regolamentazione di settore, un processo di analisi dei rischi che include sia una valutazione qualitativa sia, per quelli quantificabili, l'adozione di metodologie di misurazione dell'esposizione al rischio, incluso, un sistema di determinazione dell'ammontare della massima perdita potenziale sia in ottica attuale che prospettica. Tali analisi consento di effettuare in maniera continuativa una profilazione dei rischi a cui l'impresa è esposta. Si specifica che la Compagnia per le valutazioni del requisito patrimoniale di solvibilità secondo il regime normativo Solvency II utilizza la Formula Standard conformemente a quanto definito nel Regolamento delegato (UE) 2019/981 della Commissione. Pertanto, le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi tengono conto di tutti i rischi, compresi nel framework della Formula Standard, a cui l'impresa è esposta.

Al fine di valutare nel continuo la propria situazione di solvibilità, la Compagnia provvede inoltre su base trimestrale al calcolo del proprio Requisito di Capitale, alla determinazione dei fondi propri ammissibili e della relativa qualità e composizione, verificando nel contempo il rispetto dei limiti operativi e della propensione al rischio. Specifiche valutazioni di stress test e sensitivity vengo effettuate con la stessa frequenza sulle grandezze patrimoniali. Adeguata documentazione viene rendicontata al Consiglio di Amministrazione e trasmessa all'Organo di Vigilanza tramite i Quantitative Reporting Template (QRT). Con la stessa frequenza viene verificato il rispetto degli indicatori di I°Livello declinati nel Risk Appetite Framework.

Qualora nell'ambito delle diverse attività di monitoraggio effettuate dalla Compagnia dovessero emergere scostamenti continuativi e/o significativi del profilo di rischio rispetto all'Appetito al Rischio dell'impresa, scostamenti significativi rispetto alle principali ipotesi tecniche/finanziarie/di mercato/di prodotto definite nell'ambito del Piano Strategico (e quindi nelle valutazioni ORSA), viene effettuata un'attività di Non-Regular ORSA al fine di valutare gli impatti di tali variazioni anche in ottica prospettica.

La Compagnia nel corso dell'Esercizio 2022 ha adempiuto alle seguenti scadenze normative:

  • Predisposizione ed invio all'Autorità di Vigilanza, entro i termini regolamentari, delle reportistiche trimestrali (QRT) richieste dal Pillar III;
  • Predisposizione del Regular Supervisory Report RSR (Relazione periodica all'Autorità di Vigilanza) con riferimento alla data di esercizio 31.12.2021, deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Marzo 2022 ed inviati entro il termine regolamentare ad IVASS;
  • Predisposizione del Solvency Financial Condition Report SFCR (Relazione sulla solvibilità e sulla condizione finanziaria) con riferimento alla data di esercizio 31.12.2021, deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Marzo 2022 ed inviati entro il termine regolamentare ad IVASS;
  • Realizzazione delle elaborazioni ORSA necessarie alla valutazione del profilo di solvibilità del piano strategico 2022-2024 e alla predisposizione del Report ORSA delibero dal Consiglio di Amministrazione di Aprile 2022 ed inviato, entro la scadenza regolamentare, ad IVASS.

Si specifica infine che in continuità con quanto avvenuto nel corso del 2021, nel 2022, stante la situazione derivante dall'emergenza Covid-19 e dalle recenti tensioni legate alla guerra Russo-Ucraina, la Compagnia continua a partecipare su richiesta dell'Autorità di vigilanza alle seguenti attività:

  • monitoraggio mensile della posizione di solvibilità (attività avviata a partire dal mese di marzo 2020);
  • monitoraggio trimestrale del rischio di liquidità (attività avviata nel mese di giugno a partire dalla base dati del 31.03.2020).

Rischi di sottoscrizione (o tecnici assicurativi)

Si definisce Rischio di Sottoscrizione - il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative dovuto ad ipotesi inadeguate in materia di fissazione di prezzi e di costituzione delle riserve tecniche (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 4 del CAP).

Nell'ambito del Framework dei rischi della Compagnia, tale rischio può essere ulteriormente distinto nelle seguenti categorie:

  • Rischio di assunzione: rappresenta il rischio derivante dalla sottoscrizione dei contratti di assicurazione, collegato agli eventi assicurati, ai processi seguiti per la tariffazione e selezione dei rischi, all'andamento sfavorevole della sinistrosità effettiva rispetto a quella stimata (tali rischi si sostanziano in particolar modo nel rischio risultante da un default del prezzo legato alla valutazione del rischio e in ipotesi di prezzo iniziale inadatta all'evoluzione del rischio);
  • Rischio di riservazione: ovvero il rischio connesso alla quantificazione di riserve tecniche non sufficienti a coprire gli impegni assunti nei confronti degli assicurati.

Tale classe di rischio può essere distinta nei seguenti fattori di rischio:

  • mortalità: ossia il rischio che deriva da un aumento inatteso dei tassi di mortalità, è associato alle polizze (come ad esempio le assicurazioni caso morte o le polizze miste) nelle quali l'impresa garantisce una serie di pagamenti singoli o ricorrenti in caso di decesso dell'assicurato o nel corso della durata della polizza;
  • sopravvivenza: il rischio di longevità, che deriva da una diminuzione inattesa dei tassi di mortalità, è associato alle polizze (ad esempio, rendite) che prevedono che l'impresa garantisca una serie di pagamenti fino alla morte dell'assicurato o a polizze (ad esempio le polizze miste) che prevedono la garanzia da parte dell'impresa di un unico pagamento in caso di sopravvivenza dell'assicurato per tutta la durata prevista dalla polizza;
  • invalidità morbilità: il rischio di invalidità morbilità, che deriva da una variazione inattesa del livello, del trend o della volatilità dei tassi di disabilità e morbilità, è applicabile alle polizze associate alla disabilità;
  • mutualità: con il fattore di rischio "Mutualità" si intende il fatto che una diminuzione della numerosità delle polizze in portafoglio potrebbe avere effetti negativi inattesi sui benefici provenienti dalla mutualità. Un'elevata numerosità di polizze permette di "attutire" il verificarsi di eventi sinistrosi sull'intera popolazione; nel business Vita la diminuzione del numero dei contratti porta per esempio ad un incremento delle fluttuazioni casuali della mortalità. Il fattore di rischio mutualità, quindi, è strettamente correlato ai fattori di rischio "Comportamento dell'assicurato" e "Controparte";
  • estinzione anticipata comportamento degli assicurati: il rischio di estinzione anticipata, che deriva da una variazione inattesa dei tassi di esercizio delle opzioni da parte degli assicurati, è applicabile a tutte le opzioni previste per gli assicurati, legali o contrattuali, che possono modificare sensibilmente il valore dei flussi di cassa futuri, le opzioni per interrompere completamente o parzialmente, ridurre, limitare o sospendere la copertura assicurativa così come le opzioni che consentono la modifica completa o parziale, il rinnovo, l'aumento, l'estensione o la ripresa della copertura assicurativa;
  • garanzia/copertura: la rischiosità dei prodotti Vita dipende dalle "garanzie/coperture" previste dai contratti stessi e in base alle quali la società si impegna a pagare le prestazioni assicurate ai beneficiari. Se il verificarsi del fatto dannoso per il quale è prestata la garanzia assicurativa non è correttamente monitorato o non corrisponde alle stime fatte in fase di tariffazione, questo costituisce un elemento di rischiosità del prodotto stesso;
  • inflazione/spese: il fattore di rischio, che deriva da una variazione inattese delle spese, si riferisce ai costi di gestione dei contratti di assicurazione;
  • catastrofale: il fattore di rischio catastrofale, che deriva da eventi estremi o irregolari, i cui effetti non sono sufficientemente catturati negli altri rischi di sottoscrizione (ad esempio evento pandemico o esplosione nucleare), si riferisce alle polizze che sono legate alla mortalità;
  • Revisione: Il fattore di rischio revisione ha lo scopo di catturare il rischio di variazione sfavorevole dell'importo di una rendita, a seguito di una revisione imprevista del processo di richiesta di risarcimento.

Per i prodotti di tipo protection (puro rischio) si possono identificare inoltre i seguenti fattori di rischio:

  • Risk Volatility: tale fattore di rischio nell'ambito del processo assuntivo dipende sostanzialmente dalla presenza di basi tecniche non aggiornate correttamente al momento della determinazione del prezzo; da un margine tecnico molto basso e/o da basi tecniche molto strette; dalla presenza di nuovi rischi non considerati al momento della determinazione del prezzo; rischio controparte elevato (da parte del partner/distributore, soprattutto in caso di commissioni upfront / goodwill). Nell'ambito del processo di riservazione tale fattore di rischio dipende dal rischio di pagamento eccessivo della quota di profitto se i parametri delle riserve sono fissati in modo improprio;
  • Population: nell'ambito del processo di tariffazione tale fattore di rischio è sostanzialmente correlato ad una tariffazione unica per una vasta popolazione di fasce d'età (specialmente per il rischio morte) o fascia di durata / fascia di tasso di interesse; alto rischio di selezione avversa nella struttura del prodotto. Nel caso del processo di riservazione tale fattore di rischio dipende sostanzialmente da: adeguatezza delle riserve fortemente legata alla struttura della popolazione (soprattutto riserve matematiche / passività a lungo termine); riserve che non includono il costo reale delle opzioni della popolazione come l'estinzione, il riscatto; riserve che non includono il giusto livello di spese generali per la specifica popolazione/prodotto.

Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di sottoscrizione di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi life underwriting è pari al 55,2%).

Relativo Complessivo
Mortality risk 8,5% 4,7%
Longevity risk 0,3% 0,2%
Disability morbidity risk 0,0% 0,0%
Life Lapse risk 84,1% 46,4%
Expense risk 4,9% 2,7%
Revisionary risk 0,0% 0,0%
CAT risk 2,3% 1,3%

Life risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo

La Compagnia adotta, nei confronti di tali rischi, linee guida che:

  • definiscono il modello organizzativo e di governance, nonché i ruoli e le responsabilità delle strutture aziendali coinvolte nell'assunzione e nel monitoraggio del rischio assunto e nelle attività di riservazione;

  • descrivono le procedure di reporting applicate ed i flussi di comunicazione tra le funzioni coinvolte nei processi di sottoscrizione e riservazione;

  • illustrano le modalità con cui l'impresa tiene conto della riassicurazione o di altre tecniche di mitigazione del rischio nel processo di progettazione di un nuovo prodotto assicurativo e del calcolo del relativo premio.

La Compagnia misura e monitora la propria esposizione al rischio di sottoscrizione considerando il portafoglio complessivo, oltre a verificare la conformità ai limiti ed alle politiche definite.

La valutazione dei rischi tecnici viene realizzata sia con logiche di carattere ALM – Asset-Liability Management – al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura, sia seguendo i principi di Solvibilità – al fine di cogliere l'eventuale requisito capitale assorbito da ogni singolo fattore di rischio.

L'identificazione dei rischi viene effettuata con riferimento ai nuovi prodotti e al portafoglio in essere:

  • Nuovi prodotti: coerentemente con il Piano Strategico, la rilevazione dei rischi connessi ai nuovi prodotti viene effettuata sulla base delle loro caratteristiche tecniche nell'ambito del processo di ORSA. Inoltre, in coerenza con il processo finalizzato alla creazione e lancio dei nuovi prodotti definito nell'ambito del più generale processo POG (Product Oversight and Governance), la funzione Risk Management è chiamata a redigere una specifica analisi di rischiosità (c.d. scheda rischi) del singolo prodotto i cui esiti sono trasmessi al Comitato di Direzione e Product Governance. Inoltre, parte integrante delle valutazioni di redditività e di rischio connessi ai nuovi prodotti, è il profit test effettuato dalla Compagnia.
  • Portafoglio in essere: con riferimento al portafoglio in essere, l'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici del portafoglio e delle misure di assorbimento di capitale determinate attraverso lo strumento utilizzato dalla Compagnia per il calcolo del SCR (Standard Formula). Le informazioni relative all'andamento tecnico complessivo del ramo vita rispecchiano sinteticamente i risultati tecnici dei singoli Rami e quindi dei prodotti presenti in portafoglio (che in generale possono comprendere più Rami). Sempre con riferimento al portafoglio in essere, vengono effettuate dalla Compagnia valutazioni di back testing.

Si riportano sinteticamente di seguito le principali misure di rischio utilizzate:

  • SCR Life in termini di ratio: fornisce un'indicazione dell'assorbimento di capitale per unità di Best Estimate Life Lorde;
  • SCR Lapse in termini di ratio: fornisce un'indicazione dell'assorbimento di capitale derivante dal rischio Lapse per unità di Best Estimate Life Lorde;
  • PVFP portafoglio in force: Present Value Future Profit è un indicatore che consente di monitorare, per ciascuna Lob Solvency II del portafoglio in-force il contributo dato alla creazione del valore economico aziendale;
  • SCR per LoB (Line of Business).

Rischi di mercato

Si definisce rischio di mercato, il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante, direttamente o indirettamente, da oscillazioni del livello e della volatilità dei prezzi di mercato delle attività, delle passività e degli strumenti finanziari (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 3 del CAP).

I rischi di mercato risentono dell'andamento congiunturale del ciclo economico, che può amplificarne o eventualmente diminuirne la significatività, soprattutto se il portafoglio titoli della Compagnia è particolarmente concentrato in determinati settori, valute o aree geografiche. Conseguentemente, le imprese sono esposte al rischio di conseguire rendimenti diversi, ed eventualmente anche inferiori, rispetto al rendimento atteso al momento dell'assunzione dell'impegno, oppure rispetto ad un rendimento minimo definito contrattualmente.

Tale rischio può essere distinto nei seguenti fattori di rischio:

  • Rischio tasso di interesse: il valore degli attivi di una impresa di assicurazione è sensibile a variazioni dei tassi di interesse. Inoltre, se i flussi finanziari generati dalle attività e quelli generati dalle passività di un'impresa non sono perfettamente allineati per scadenza, periodicità degli eventuali pagamenti e per natura dei tassi degli investimenti (maturity mismatching, interest rate mismatching, reset date mismatching, basic mismatching), uno shock (positivo o negativo) dei tassi di interesse può produrre variazioni non sincronizzate nel valore delle attività e delle passività. Sostanzialmente l'esposizione al rischio tasso di interesse si riferisce a tutte le attività e le passività il cui valore è "sensibile" ai cambiamenti nella struttura a termine dei tassi di interesse o alla volatilità dei tassi di interesse;

  • Rischio azionario: i valori di mercato delle posizioni assunte dall'impresa possono essere sensibili all'andamento dei mercati azionari (per esempio nel caso di contratti le cui prestazioni sono collegate al valore di un titolo azionario);

  • Rischio tasso di cambio: il valore di mercato delle posizioni assunte dall'impresa può essere sensibile a variazioni dei tassi di cambio (per esempio nel caso di titoli azionari o obbligazionari denominati in valuta estera). Questo fattore di rischio, quindi, assume particolare rilevanza per le imprese di assicurazione in presenza di attività a copertura delle riserve tecniche denominate in una valuta diversa da quella dei corrispondenti impegni tecnici assunti contrattualmente. Infatti, poiché la conversione di valute avviene alla chiusura d'esercizio al cambio corrente, in corrispondenza di detta data possono realizzarsi delle plus/minusvalenze a causa della variazione dei tassi di cambio;
  • Rischio immobiliare: qualora gli attivi di un'impresa di assicurazione siano investiti in immobili, i valori di tali attività sono sensibili all'andamento dei prezzi di mercato degli stessi;
  • Rischio credito: ogni volta che un'impresa di assicurazione sottoscrive strumenti finanziari, può incorrere nel rischio di insolvenza del proprio debitore il quale potrebbe non essere in grado sia di adempiere alle proprie obbligazioni sia di incorrere nel rischio di un peggioramento merito creditizio, con conseguente riduzione del valore del titolo. L'esposizione al rischio credito si riferisce ad attività, passività e strumenti finanziari sensibili alla variazione degli spread creditizi;
  • Rischio concentrazione: l'esposizione al rischio di concentrazione, che deriva da una variazione inattesa dei prezzi, del valore delle esposizioni verso emittenti su cui si ha un accumulo di esposizione con la stessa controparte, si riferisce alle attività soggette al rischio azionario, al tasso di interesse e spread e al rischio immobiliare inclusi nel rischio di mercato, ed esclude le attività soggette al rischio di inadempimento di controparte. Al momento a livello regolamentare sono esclusi anche i titoli di stato;
  • Altre esposizioni in assets: Tale fattore di rischio si concretizza nel rischio mercato legato a private equity, strumenti alternativi, infrastrutture, prodotti legati all'inflazione e ibridi.

Oltre ai fattori di rischio connessi alle tipologie di posizioni presenti in portafoglio o alla struttura degli attiviti rispetto ai passivi sottostanti, esistono altri fattori di rischio appartenenti alla categoria di rischio mercato e strettamente connessi con i rischi operativi:

  • Market risk limits: Fattore di rischio derivante dalla carenza nella definizione e/o nel rinnovo dei limiti di mercato e violazione dei limiti;
  • Modelling risk: Scarsa o inadeguata qualità dei modelli sottostanti le valutazioni dei rischi valutari, di tasso di interesse, di liquidità, di trasformazione, azionari e di altri rischi di mercato (alla base del requisito di capitale, della durata, delle sensibilità, delle correlazioni tra i rischi, delle metriche di VaR e VEV, di stress test, ecc). Tale fattore di rischio è sostanzialmente classificabile anche nella categoria dei rischi operativi;
  • Monitoring of market positions: Valutazione inadeguata o impropria delle posizioni, con conseguente scarsa qualità nella valutazione del rischio mercato.

I fattori di rischio di mercato vengono principalmente individuati nelle classi di bilancio specifiche delle Gestioni Separate e del Portafoglio di Proprietà.

La tabella riportata di seguito rappresenta la distribuzione degli strumenti nei portafogli suddetti alla data di valutazione per tipologia, espressi in percentuale rispetto al controvalore totale di mercato.

Tipo Titolo Tipo Cedola Totali
Emittenti Governativi Fixed 72, 89%
Floating 0,10%
Totale 73,00%
Emittenti Obbligazionari Fixed 6,07%
Floating 2,99%
Totale 9,06%
OICR
Totale 17,95%

Di cui la ripartizione in OICR risulta così composta:

Tipo OICR %
OICR Azionario 16,13%
OICR Governativo 24,11%
OICR Immobiliare 10,98%
OICR Loans 25,27%
OICR Corporate 15,16%
OICR Infrastrutturali 4,78%
OICR Private Equity 3,56%

La percentuale esposta in valuta sul totale di portafoglio assets è del 1,68%.

Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di mercato di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi market è pari al 35,5%).

Market risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo
Relativo Complessivo
Interest rate risk 5,2% 1,9%
Equity risk 37,9% 13,4%
Property risk 7,5% 2,7%
Spread risk 34,8% 12,4%
Currency risk 14,6% 5,2%
Concentration risk 0,0% 0,0%

La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali per l'attività dell'Area Finanza, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti. Nella composizione complessiva del portafoglio d'investimento si tiene conto dell'esposizione al rischio, dei vincoli legati alla copertura delle riserve tecniche e degli effetti sul Solvency Ratio. I limiti e gli indicatori relativi agli investimenti sono oggetto di verifica e controllo su base continuativa da parte delle funzioni aziendali preposte e, con frequenza periodica, i risultati di tali controlli sono portati all'attenzione del Consiglio di Amministrazione. Il processo prevede inoltre una fase di revisione dei suddetti limiti realizzata mediante analisi di sensitività condotte sui portafogli attivi e passivi.

La valutazione dei rischi di mercato viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata sia con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche, sia seguendo i principi Solvency II al fine di cogliere l'eventuale requisito di capitale assorbito da ogni singolo modulo e sottomodulo di rischio.

L'identificazione dei rischi mercato vita viene effettuata con riferimento ai nuovi investimenti e asset allocation target, e al portafoglio in essere:

  • Nuovi investimenti: con riferimento ai nuovi investimenti, nell'ambito del processo ORSA vengono effettuate analisi relative a scenari di investimento futuro con l'obiettivo di identificare i rischi connessi a tali scelte di investimento e a valutarne l'impatto sul profilo di rischio in termini quantitativi. Inoltre, per gli investimenti di "natura occasionale" (secondo la definizione data nella Policy Investimenti) sulla base delle informazioni fornite dall'Area Finanza (a titolo esemplificativo: obiettivo dell'investimento, portafoglio di riferimento, size dell'operazione) viene effettuata dalla funzione di Risk Management una valutazione quali/quantitativa ex-ante basata sia su logiche gestionali che regolamentari. Un iter di valutazione del rischio ex-ante viene effettuata dalla Funzione di Risk Management anche per tutti gli OICR non UCITs sulla base della Due Diligence predisposta da Area Finanza secondo quanto disciplinato dalla Policy su OICR/ETF.
  • Portafoglio in essere: Con riferimento al portafoglio in essere, l'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici del portafoglio, dei dati di mercato e delle misure di rischio determinate attraverso lo strumento di calcolo del SCR adottato.

Si riportano di seguito i macro-indicatori analizzati per la valutazione e il monitoraggio dei rischi di mercato:

  • SCR Maket Risk- Based: indicatori basati sulle grandezze regolamentari relative al requisito di capitale afferenti alla classe di rischio mercato;
  • Percentuale di Esposizione in Asset Class: indicatore volto a quantificare e monitorare le esposizioni nelle principali asset class declinate all'interno della Policy degli Investimenti;
  • Percentuale di Concentrazione Emittenti Financial e Corporate: indicatore volto a quantificare e monitorare la concentrazione degli emittenti Corporate in base a specifiche fasce di merito creditizio;
  • Limite esposizione in OICR e limite esposizione per strategia in OICR;
  • Sensitivities Spread Goverantivo Italia (al fine di catturare il fattore di rischio spread sui titoli governativi non incluso nella formula standard);
  • Sensitivity sui fattori di rischio mercato (es. tasso).

Rischi di mercato e ALM

Il rischio ALM è un rischio strettamente correlato ai disallineamenti tra attività e passività. Il processo ALM include al suo interno dinamiche connesse alla gestione dei rischi e alla pianificazione strategica. Si focalizza sul medio - lungo termine anziché offrire soluzioni di mitigazione o copertura del rischio. L'obiettivo di tale gestione del rischio è quello di massimizzare le attività per soddisfare le passività complesse che possono aumentare la redditività.

Alla sottocategoria dei Rischi ALM appartengono i seguenti fattori di rischio:

  • Asset Allocation Strategica (AAT): consiste nel rischio risultante dall'inadeguatezza/incoerenza dell'asset allocation per fare fronte alle passività.
  • Asset & Liability mismatch: corrisponde al rischio di disallineamento tra attivi e passivi che può comportare un'esposizione dell'impresa o al rischio disinvestimento o al rischio reinvestimento.

La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti.

Valutazione dei rischi ALM viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche.

Per quanto riguarda i macro-indicatori analizzati per la valutazione e monitoraggio dei rischi ALM:

  • SCR Interest Rate Based: indicatori che hanno lo scopo di individuare l'assorbimento di capitale, secondo le metriche Solvency II, del rischio tasso di interesse secondo un approccio sia regolamentare che gestionale;
  • Disallineamento rendimenti delle gestioni separate: l'indicatore misura il disallinemento tra rendimenti dalle gestioni separate e rendimenti minimi garantiti agli assicurati;
  • Cash Flow Matching: l'indicatore descrive il disallineamento, tempo per tempo, tra i Cashflow degli attivi e i Cashflow del passivo;
  • Duration Matching: disallineamento tra la duration dei Cashflow Attivi e la duration dei Cashflow Passivi;
  • KPI su Adj Technical Provision: indicatore che ha lo scopo di monitorare la capacità di assorbimento delle perdite Solvency II da parte delle Technical Provisions;
  • Sensitivities Spread Goverantivo Italia;
  • Sensitivity sui fattori di rischio mercato e tecnici (es. tasso e riscatti).

Rischio di liquidità

Le Compagnie sono soggette a possibili tensioni di liquidità derivanti da scadenze diverse tra gli attivi e i relativi passivi. Per rischio di liquidità si intende il rischio che la Compagnia non sia in grado di liquidare investimenti ed altre attività per regolare i propri impegni finanziari al momento della relativa scadenza (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 2 del CAP).

La possibilità di procedere allo smobilizzo tempestivo del portafoglio è fortemente condizionata dalla liquidabilità dei titoli in cui lo stesso è investito. La scarsa liquidabilità dei titoli in portafoglio, infatti, può esporre la Compagnia al rischio di conseguire delle perdite connesse alla difficoltà di trovare sul mercato la controparte interessata all'acquisto dei titoli che si intende smobilizzare. La Compagnia quantifica la sua posizione di solvibilità con le metriche della Formula Standard, che non prevede una quantificazione del rischio liquidità in termini di assorbimento di capitale.

L'identificazione del rischio di liquidità viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti sottostanti i prodotti con garanzia di capitale e/o rendimento. L'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici dei portafogli e delle metriche definite in funzione dell'orizzonte temporale con cui viene analizzato e studiato il rischio stesso.

Si riportano di seguito gli indicatori utilizzati dalla Compagnia per il monitoraggio del rischio liquidità:

  • importo dei conti correnti: la Compagnia ha scelto di monitorare l'importo detenuto nei Conti Correnti al fine di fissare un limite inferiore che rappresenta la Riserva di Liquidità (come prescritta dal Reg. 38 IVASS) e un limite superiore in termini di importo massimo da detenere nei Conti Correnti al fine di rendere efficace la gestione del portafoglio e limitare gli eventuali effetti sull'SCR Default. Nella quantificazione della Riserva di Liquidità concorrono non solo le esposizioni in Conto Corrente ma anche titoli Governativi dell'Area Euro con qualità del credito superiore a 2 e scadenza inferiore ai 3 mesi.
  • Liquidity Buffer: il numero di periodi, mensili, consecutivi con Liquidity Buffer negativo, nell'orizzonte temporale annuale considerato e fornisce un'indicazione sintetica della situazione di liquidità della Compagnia;
  • Piano di liquidità: l'indicatore è volto a dimostrare che la Compagnia ha le risorse finanziarie su base continuativa per la gestione del rischio liquidità. Tale condizione risulta inoltre essere alla base per l'applicazione del Volatility Adjustment a livello Regolamentare;
  • Contingency di liquidità: ovvero titoli facilmente liquidabili;
  • SCR default conti corrente: al fine di limitare gli eventuali effetti sull'SCR default derivante dall'aumento dei volumi dei conti corrente, la Compagnia ha fissato un limite superiore in termini di SCR Default.

Rischio di credito (default)

Si definisce rischio di credito (rischio default) il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante da oscillazioni del merito di credito di emittenti di titoli, controparti e debitori nei confronti dei quali l'impresa di assicurazione o di riassicurazione è esposta in forma di rischio di inadempimento della controparte, di rischio di spread o di concentrazione del rischio di mercato (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 1 del CAP).

La perdita di valore della posizione creditoria e collegata principalmente alla qualità dell'emittente o della controparte (inclusi i riassicuratori, coassicuratori, assicurati ed intermediari) ma può anche derivare da un deterioramento delle condizioni economico-finanziarie del debitore da cui dipende la capacita di far fronte agli impegni finanziari assunti, nonché da cause indipendenti dalla situazione economica o finanziaria della controparte debitrice, quali ad esempio cause politicomilitare.

Da un punto di vista puramente rappresentativo identifichiamo tre macro aree del rischio credito:

  • Riassicurazione;
  • Intermediarie e altre controparti;
  • Investimenti.

I fattori di rischio sottostanti alle singole sottocategorie del rischio credito sono i seguenti:

  • Per quanto riguarda la sottoclasse Rassicurazione:
    • o Rischio di credito verso riassicuratori: rappresenta il rischio di perdite derivanti dall'insolvenza di uno o più riassicuratori;
    • o Rischio di base: derivante dalle eventuali discrepanze tra le esigenze di riassicurazione e l'effettiva copertura prevista dal trattato comportando per la Compagnia un'assunzione di rischio maggiore rispetto a quella preventivata.
  • Per quanto riguarda gli intermediari e le altre controparti:
    • o Rischio di credito verso intermediari e altre controparti: rappresenta il rischio di perdite in conseguenza all'inadempimento contrattuale di soggetti terzi (es. i crediti verso assicurati, verso intermediari assicurativi, conti correnti verso banche).
  • Per quanto riguarda la sottoclasse rischio di credito degli investimenti (correlato al processo di asset management) essa rappresenta il rischio di perdite derivanti dall'insolvenza di una o più obbligazioni pertanto si identificano i seguenti fattori di rischio:
    • o Bond default: rischio legato all'inadempienza dell'emittente prima della realizzazione della sua obbligazione;
    • o Altre investment assets: rischio credito verso altri assets;
    • o Credit limits: carenze nella definizione, nel rinnovo o nel monitoraggio dei limiti di credito, violazione dei limiti, assegnazione errata o mancato rinnovo delle linee di credito;
    • o Modellazione del rischio e scoring: scarsa valutazione del rischio di insolvenza per le controparti e/o paesi e strumenti di valutazione inadeguati, incompleti o mal utilizzati;

o Monitoraggio delle posizioni di credito: valutazione incompleta, inadeguate o impropria degli impegni effettivi con conseguente scarsa valutazione del rischio di credito.

Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di counterparty default di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi counterpary default è pari al 2,9%).

Credit risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo

Relativo Complessivo
Type 1 counterparties 100,0% 2,9%
Type 2 counterparties 0,0% 0,0%

Le politiche relative alla gestione del rischio di credito verso gli emittenti di strumenti finanziari sono riconducibili a quanto sopra riportato a proposito del rischio di mercato con riferimento ai principi generali relativi al controllo degli investimenti di natura finanziaria. Per quanto concerne le controparti riassicurative, Credemvita ha definito politiche per la gestione e il controllo di tale rischio in termini di linee guida e limiti relativi alle controparti.

L'identificazione del Counterparty Default Risk viene effettuata con riferimento alle controparti verso le quali sussistono posizioni di credito.

Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate:

  • Importo Massimo in Conti Correnti: rappresenta l'ammontare massimo in C/C da detenere su singolo portafoglio;
  • SCR default conti corrente: al fine di limitare gli eventuali effetti sull'SCR default derivante dall'aumento dei volumi dei conti corrente, la Compagnia ha fissato un limite superiore in termini di SCR Default;
  • SCR Counterparty Default Risk Riassicurativo/Recoverables SII: l'indicatore è costruito rapportando l'SCR Counterparty Default Risk verso Riassicuratori (pre-diversificazione), ai Recoverables (somma tra le riserve cedute e crediti netti verso riassicuratori);
  • Esposizione per Riassicuratore: l'indicatore individua l'esposizione verso ciascun Riassicuratore in termini di somme assicurate;
  • Rating o Solvency Ratio per Riassicuratore: l'indicatore è pari al Rating del singolo Riassicuratore o, in caso di controparte non retata, al Solvency Ratio dello stesso;
  • Anzianità dei crediti netti per Riassicuratore: l'indicatore individua l'anzianità dei crediti netti verso ciascuna controparte riassicurativa;
  • Ammontare dei crediti netti per Riassicuratore: l'indicatore individua l'ammontare dei crediti netti verso ciascuna controparte riassicurativa.

Rischi operativi, di non conformità alle norme, reputazionali, di condotta e di appartenenza al Gruppo

Il rischio operativo è definibile come il rischio di subire perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione (carenze o errori) di procedure interne, risorse umane o sistemi oppure da eventi esogeni (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 5 del CAP).

Per la Compagnia tale definizione ricomprende anche il rischio legale e compliance.

I rischi operativi possono essere a loro volta frazionati nelle seguenti sottocategorie:

  • Rischio Operativo;
  • IT Risk & Cyber Risk;
  • Regulatory Operational Risk.

I principali fattori di rischio che caratterizzano il rischio operativo sono:

  • People Risk: le risorse umane possono essere fonte di rischio per l'impresa, se la struttura organizzativa non è efficiente, oppure si verificano carenze nella professionalità dei dipendenti o, per esempio, se la struttura retributiva e il percorso di carriera non sono adeguati e se il clima aziendale non è idoneo. Gli esempi di perdite dovute a risorse incompetenti o negligenti sono numerosi, fra questi emergono i casi di inserimento erroneo di dati nei sistemi, errori nella trasposizione dei dati o violazioni di regolamenti.
  • Process Risk: i processi aziendali sono fonte di rischio operativo nel caso in cui si verifichino delle inefficienze nel disegno, nella formalizzazione e nella definizione della struttura degli stessi e quindi nella definizione degli attori che vi prendono parte e del relativo livello di responsabilità e di autorizzazione. Possono risultare inadeguati e quindi essere fonte di rischio operativo tutti i processi aziendali, compresi i modelli valutativi e di calcolo e gli stessi processi di gestione del rischio. Sono fonte di rischio operativo:

  • o le esternalizzazioni di attività aziendali nel caso in cui si verifichino delle carenze / inadeguatezze nei processi di gestione del rapporto con gli outsourcer tali da causare delle perdite all'impresa;

  • o il mancato aggiornamento o l'inadeguata archiviazione delle procedure e normative che formalizzano i processi interni;
  • o mancata/inadeguata/intempestiva emanazione di norme attuative interne in relazione alla normativa esterna vigente.
  • IT Security Risk e IT Risk: i sistemi informativi possono causare perdite all'impresa se non vengono adottate adeguate misure di IT Security oppure nella gestione delle apparecchiature hardware e software. La crescente dipendenza dai sistemi informativi e dalle risorse tecnologiche in genere ha reso questo fattore di rischio sempre più rilevante. Gli esempi di perdita legati a questo fattore sono numerosi, come l'assunzione di rischi eccessivi dovuti a errori di programmi informatici, il mancato rispetto di adempimenti contrattuali dovuto a errori dei sistemi informativi e ancora la perdita di dati rilevanti connessa a fallimenti dei sistemi.
  • Eventi Esterni: gli eventi legati a fattori esterni possono causare perdite all'impresa a fronte di calamità naturali, di prevenzione e sicurezza verso eventi di natura accidentale, a fronte di obsolescenza delle infrastrutture, di prevenzione e di sicurezza verso atti di natura criminosa, nei passaggi autorizzativi per l'esecuzione delle attività operative, nelle misure di controllo verso attività non autorizzate e frodi da parte di dipendenti, di misure preventive verso frodi da parte di esterni, a fronte di un inadeguato e/o non tempestivo aggiornamento della normativa interna in relazione ai mutamenti della normativa esterna da cui deriva.

L'approccio di identificazione del rischio operativo segue una logica di tipo 'bottom up', basata su una metodologia di Risk Self Assessment con l'obiettivo di valutare il livello di rischiosità e la qualità dei controlli posti in essere per mitigare il rischio afferente alle attività operative e ad ogni processo aziendale.

L'obiettivo di tale approccio, basato sull'analisi per Area Funzionale, è l'individuazione degli eventi perdita che potrebbero manifestarsi, la valutazione del possibile impatto e della possibile frequenza di realizzazione di tali eventi, la valutazione dell'efficacia dei controlli a presidio e dei possibili strumenti organizzativi attivabili per la mitigazione del rischio.

La Compagnia ha strutturato, inoltre, con periodicità annuale una valutazione delle perdite effettive subite derivanti da rischi operativi (c.d. LDC – Loss Data Collection). Tale analisi consente inoltre di effettuare un back-test circa la valutazione ex-ante mediante Risk Self-Assessment.

La Compagnia ha inoltre proseguito nei lavori per il completamento del piano di continuità operativa (Business Continuity Plan).

Per quanto riguarda la valutazione del requisito di capitale (SCR), i rischi operativi vengono valutati mediante l'applicazione della Standard Formula. Da un punto di vista della distribuzione del rischio operativo di Credemvita secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo del rischio operativo è pari al 6,3%).

Operational risk - risk/sum of risk components - relativo e complessivo

Relativo Complessivo
Operational risk 6,3% 6,3%

Il rischio normativo di compliance (ovvero di non conformità alle norme) riguarda il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, e subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, quali statuti, codici di condotta o codici di autodisciplina; rischio derivante da modifiche sfavorevoli del quadro normativo o degli orientamenti giurisprudenziali. Il rischio normativo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo: rischio di mancata prevenzione, da parte della Compagnia, della realizzazione di attività a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo; rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza in materia antiriciclaggio e antiterrorismo.

I fattori di rischio legale e di non conformità alle norme sono riconducibili a:

  • Legal enviroment: rischio legato in generale al mancato rispetto delle leggi, sia esso di natura fiscale o di trattamento dati personali. Rischio di controversia causato da un vuoto giuridico o da un inquadramento incompleto o inadeguato degli obblighi e delle responsabilità assegnate alle parti. Assenza di contratti, condizioni carenti di conservazione della documentazione legale. Rischio legato al non rispetto delle leggi sulle imposte legate alla Compagnia. Rischio legato all'antiriciclaggio. Rischio legato alla sicurezza sul lavoro. Rischio legato al mancato rispetto della normativa sulla privacy;

  • Compliance with regulations: inosservanza dei regolamenti e provvedimenti applicabili (leggi assicurative, aziendali o del lavoro). Mancanza di follow-up delle questioni normative;

  • In particolare il fattore di rischio Compliance with regulations (di seguito anche rischio "Normativa") può esporre l'impresa a specifici eventi perdita, legati appunto all'evoluzione della stessa. Mutamenti sfavorevoli del quadro normativo o degli orientamenti giurisprudenziali, possono, infatti, riguardare:
    • o rapporti con l'Autorità di Vigilanza;
    • o rapporti con i clienti;
    • o rapporti con i dipendenti;
    • o sicurezza sui luoghi di lavoro;
    • o rapporti con altri Organi.

In particolare, tale fattore di rischio riguarda l'incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, il subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, con particolare attenzione alle norme relative alla trasparenza e correttezza dei comportamenti nei confronti degli assicurati e danneggiati, all'informativa precontrattuale e contrattuale, alla corretta esecuzione dei contratti, con particolare riferimento alla gestione dei sinistri e, più in generale, alla tutela del consumatore.

Secondo il modello adottato da Credemvita, inoltre, esistono altri rischi/eventi perdita non strettamente riconducibili a fattori di rischio specifici, ma che possono derivare da fattori di rischio riconducibili alle classi di rischio precedentemente illustrate. Si tratta in particolare della classe di rischio legata all'appartenenza al gruppo, della classe di rischio reputazionale, di condotta e ESG, così identificati dalla normativa di settore.

Il rischio legato all'appartenenza al gruppo (rischio di 'contagio') è inteso come rischio che, a seguito dei rapporti intercorrenti tra l'impresa e le altre entità del gruppo, situazioni di difficoltà che insorgono in una società del medesimo gruppo possano propagarsi con effetti negativi sulla solvibilità dell'impresa stessa.

In coerenza con la propria strategia e con le politiche in materia degli investimenti, adottata dall'Organo Amministrativo ha definito una propria politica delle operazioni infragruppo e ha determinato appropriati limiti di operatività.

L'identificazione e l'analisi del rischio è effettuata pertanto in coerenza alle categorie e alle controparti delle operazioni stesse, con particolare riguardo alle garanzie eventualmente rilasciate nell'ambito del Gruppo ed in coerenza con le caratteristiche delle seguenti tipologie di operazioni:

  • Operazioni significative (comprese tra il 1% e il 5% del Solvency Capital Requirement di periodo);
  • Operazioni Molto significative (>5% del Solvency Capital Requirement di periodo).

Il rischio reputazionale è inteso come il rischio di deterioramento dell'immagine aziendale e di aumento della conflittualità sia con gli assicurati (dovuto anche alla scarsa qualità dei servizi offerti, al collocamento di polizze non adeguate o al comportamento in fase di vendita, post vendita e di liquidazione) sia con le Autorità di Vigilanza e gli shareholders.

Il rischio reputazionale è generalmente classificato in:

  • rischio reputazionale diretto: incentrato su business sensibili, sulla base di ESG (Ambientale, Sociale e Governance);
  • rischio reputazionale indiretto: basato sulla gestione dell'impatto reputazionale di altri tipi di rischio (eg: rischio operativo, cyber risk, rischio legale, etc).

Si specifica che la valutazione del rischio reputazionale avviene nell'ambito della campagna di Risk Self Assessment afferente alla gestione del rischio operativo. L'identificazione del rischio è effettuata gestionalmente mediante l'analisi:

  • delle procedure di collocamento che contemplano una preventiva valutazione di adeguatezza del contratto finalizzata ad individuare in via preliminare le esigenze assicurative e i bisogni di protezione del cliente, nonché a fornire l'adeguata informativa sul prodotto;
  • dei servizi di assistenza da parte della rete distributiva;
  • del processo di gestione dei reclami;
  • del processo di liquidazione dei sinistri.

Essendo inoltre il rischio reputazionale strettamente connesso ai rischi operativi, informatici e cyber e al rischio di condotta, gli specifici presidi operativi e organizzativi posti in essere per la

gestione di tali rischi rappresento un ulteriore elemento a supporto della gestione del rischio reputazionale.

Il rischio di condotta - quale sottocategoria di rischio operativo, di compliance e reputazionale – può essere definito come il rischio attuale o prospettico di perdite conseguenti a casistiche di offerta inappropriata di prodotti e/o servizi, incluse fattispecie di condotta inadeguata (dolo/negligenza) da parte dell'impresa.

La gestione del rischio di condotta è strettamente connessa alle attività definite nell'ambito del processo POG (disciplinato nella rispettiva Policy di POG). La Compagnia, nell'ambito della gestione del rischio di Condotta, si prefigge i seguenti obiettivi:

  • rendere le iniziative di business orientate e focalizzate sulla figura del cliente. In tale ambito il focus è incentrato sul disegno dei prodotti e la definizione di servizi in linea con le esigenze della clientela;
  • stabilire un codice/sistema di condotta completamente radicato all'interno della struttura aziendale. In tale ambito il focus è incentrato sulla vendita di prodotti / erogazone di servizi assicurando trasparenza informativa verso la clientela,
  • garantire che il business sia nel continuo focalizzato sul conseguimento del miglior risultato per il cliente (cfr. Monitoraggio KPI e KRI), tutelando l'integrità e la condotta della Compagnia nella relazione con la clientela.

Il rischio ESG (Enviromental, Social and Governance) si pone l'obiettivo di valutare un evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance che, verificandosi, potrebbe provocare un impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell'investimento o sul valore della passività. Questa tipologia di rischio rientra tra i rischi di secondo livello o rischi indiretti in quanto può manifestarsi provocando un impatto negativo su attività e passività influenzando i fattori di rischio già contemplati nelle altre risk category (ad esempio Rischio di Mercato e di Sottoscrizione).

All'interno della categoria dei rischi ESG, particolare rilevanza è assegnata ai rischi climatici in quanto potrebbero generare elevate perdite per le Compagnie Assicurative se non correttamente identificati e gestiti.

Con specifico riferimento ai rischi climatici, in coerenza con le indicazioni del Regolamento Delegato (UE) 2021/1256 della Commissione del 21 Aprile 2021, la Compagnia ha strutturato una serie di analisi sul proprio portafoglio (sia investimenti, sia tecnico/assicurativo) per verificare la materialità dell'esposizione ai rischi climatici e, successivamente, condurre l'analisi di scenario per quantificare l'impatto che essi producono sulle principali grandezze economiche e patrimoniali.

Il Framework sviluppato dalla Compagnia per la gestione del rischio climatico identifica i seguenti step:

  • Identificazione dei fattori di rischio e del perimetro di analisi identificazione e classificazione delle principali fonti di rischio climatico e del perimetro di prodotti e assets potenzialmente impattati secondo le linee guida indicate da EIOPA.
  • Valutazione della materialità la valutazione, propedeutica all'analisi di rilevanza (cfr. punto successivo), è effettuata su ogni singolo perimetro (sia lato Asset, sia Liabilities);
  • Analisi di Rilevanza analisi attivata solo per i rischi identificati come potenzialmente materiali nel punto precedente, ed ha come obiettivo l'identificazione dei rischi climatici rilevanti per il business e per la relativa analisi di stress ai fini ORSA. L'analisi è effettuata su ogni singolo perimetro (sia lato Asset, sia Liabilities) e prevede almeno le seguenti macro attività:
    • o Identificazione dei criteri e delle metodologie da utilizzare sui portafogli esposti al rischio (sia asset, sia liabilities) analizzate nei paragrafi successivi;
    • o Valutazione quali/quantitativa di ogni perimetro identificato rispetto alle metodologie individuate e alle specifiche soglie di materialità.

Il sistema di gestione dei rischi ESG prevede la definizione di indicatori utilizzati per monitorare l'esposizione, con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali insiti nei portafogli Asset e Liabilities della Compagnia.

Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate e i volumi analizzati:

  • Weighted Average Carbon Footprint;
  • Percentuale Climate Policy Relevant Activities;
  • Weighted Average Liabilities Hazard Exposure;
  • Percentuale passività ad alto rischio climatico.

Rischi strategico

Per rischio strategico si intende il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale e di sostenibilità del modello di business, incluso il rischio di non riuscire a generare un adeguato ritorno sul capitale sulla base della propensione al rischio definita dall'impresa, derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, dall' attuazione inadeguata di decisioni, impropria gestione del rischio di appartenenza al gruppo, e dalla scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.

L'analisi dei rischi strategici viene effettuate mediante specifiche analisi si sensitivity in sede ORSA o ogni qualvolta si assista a variazioni significative del mercato, dell'mix di produzione e delle ipotesi sottostanti le valutazioni (a titolo esemplificativo, tassi di riscatto best estimate, ipotesi di minimo garantito, etc).

In tale ambito viene altresì valutata la presenza di potenziali rischi emergenti sulla base delle informazioni derivanti dal piano industriale, dalle evoluzioni di prodotto, dalle variazioni normative e da qualsiasi altra variazione potenzialmente impattante sul profilo di rischio dell'impresa.

In seguito ai risultati di tale analisi, vengono valutati gli eventuali cambiamenti da apportare nella mappa dei rischi aziendali.

Le valutazioni effettuate dalla Compagnia alla data di valutazione hanno consentito di delineare la mappa dei rischi – Framework Solvency II - a cui la Compagnia è esposta (di seguito riportata).

Modulo di rischio Sottomodulo di rischio Esposizione
Underwriting Risk Mortality risk X
Longevity risk X
Disability morbidity risk ---
Life Lapse risk X
Expense risk X
Revisionary risk ---
CAT risk X
Market risk Interest rate risk X
Equity risk X
Property risk X
Spread risk X
Currency risk X
Concentration risk ---
Counterparty default risk Type 1 counterparties X
Type 2 counterparties ---
Operational Risk Operational risk X

Le valutazioni prospettiche dei rischi non hanno rilevato da un punto di vista regolamentare (Solvency II) rischi emergenti in ragione delle azioni previste dalle nuove strategie di investimento e di business. Si evidenzia tuttavia una loro differente composizione anche in termini di rilevanza rispetto al passato. In particolare, si evidenza un incremento dei rischi Life Underwriting ed in particolar modo del rischio Lapse Mass come conseguenza indiretta delle dinamiche di mercato nel 2022 che hanno portato ad un significativo e repentino aumento dei tassi di interessi.

Si evidenziano inoltre, in relazione del Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento Europeo relativo all'informativa nel settore dei servizi finanziari, l'identificazione dei seguenti rischi emergenti: rischio ESG (Ambientali, Sociali, e di Governo).

Con riferimento ai dati prospettici e a quelli monitorati alla data di valutazione, l'analisi ha permesso di individuare i sotto moduli di rischio maggiormente significativi e impattanti per la Compagnia, che risultano essere i sotto moduli di rischio Equity, Spread, Operational e Lapse Mass. Anche se da un punto di vista del requisito di capitale generato il modulo di rischio Interest Rate, alla data di valutazione, non rappresenta un modulo di rischio rilevante, tuttavia per gli effetti indiretti che esso può generare, tale fattore di rischio viene considerato tra i rischi principali d'attenzionare.

Inoltre si evidenzia l'esposizione della Compagnia al rischio Spread sui Governativi ITA (rischio non contemplato nella Formula Standard). La Compagnia nelle proprie valutazioni prende in considerazione tale fattore di rischio mediante specifiche analisi di sensitivity effettuate periodicamente (almeno con frequenza trimestrale) e all'interno del Report ORSA YE 31.12.2022. Le analisi quali/quantitativa sull'adeguatezza del Profilo di Rischio della Compagnia rispetto i requisiti sottostanti l'applicazione della Formula Standard sono risultate positive.

Le risultanze delle attività di valutazione dei rischi hanno evidenziato una volatilità nell'evoluzione della solvibilità della Compagnia derivante dalle fluttuazioni dello spread BTP/Bund e dalla crescita repentina dei tassi di interesse. Tuttavia, tale volatilità dell'indice di solvibilità, è governata dalla Compagnia mediante l'attivazione di specifici presidi organizzativi e di monitoraggio.

Oltre al calcolo degli impatti dovuti ai rischi di natura quantificabile, la Compagnia gestisce e monitora anche i rischi non rientranti nell'ambito della Formula Standard e i cosiddetti rischi non quantificabili da un punto di vista regolamentare, quali:

  • rischio spread sui titoli governativi;
  • rischio di liquidità;
  • rischio ALM;
  • rischio strategico;
  • rischio di non conformità alle norme;
  • rischio reputazionale;
  • rischio condotta
  • rischio ESG (con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali);
  • rischio di appartenenza al gruppo;
  • rischi emergenti e di sostenibilità.

Allo stato attuale tali tipologie di rischio hanno un livello di gestione coerente con la rilevanza dei fattori di rischio che li caratterizzano, periodicamente monitorate e non comportano un add-on in termini di capitale regolamentare.

Al momento non vi sono risultati che evidenzino situazioni di criticità in termini di solvibilità derivanti dai rischi strategici. Tuttavia, anche alla luce del contesto attuale, verrà mantenuto un attento monitoraggio con il fine di intercettare possibili variazioni del contesto macro-economico che possono avere impatti significativi sugli Own Funds della Compagnia e sul rischio Lapse Mass.

CREDEMASSICURAZIONI S.P.A.

Approccio alla gestione del rischio di Credemassicurazioni

Strategie e gestione del rischio

Credemassicurazioni S.p.A opera sulla scorta di una strategia di assunzione e gestione dei rischi basata su criteri di sana e prudente gestione e coerente con il livello patrimoniale dell'impresa. Tale strategia si fonda su principi di valutazione dei rischi che considerano gli aspetti relativi alla loro rilevanza/significatività.

L'approccio seguito nella gestione dei rischi è fondato sul criterio di proporzionalità e viene delineato in apposite politiche interne ai sensi del Regolamento IVASS n.38/2018, per ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono sulla Compagnia.

Gli elementi chiave attraverso cui viene definita la strategia e le modalità di gestione dei rischi della Compagnia sono i seguenti:

  • identificazione e classificazione dei rischi mappa dei rischi;
  • valutazione dei rischi;
  • strumenti e metodologie di misurazione;
  • gestione dei rischi;
  • monitoraggio e reporting.

I principi generali adottati per la definizione del sistema di gestione del rischio considerano quindi:

  • la verifica della coerenza tra il livello di rischio assunto e il livello di patrimonio disponibile atteso (Risk Appetite);
  • la misurabilità / valutazione dei rischi (per quelli quantificabili) per permettere al management di valutare l'impatto degli stessi sull'andamento aziendale;
  • la determinazione di processi e presidi operativi per quelli non quantificabili;
  • la presenza di un sistema di monitoraggio continuativo del profilo di rischio attuale e prospettico e dei relativi indicatori di rischio e/o rendimento identificati.

Credemassicurazioni nell'ambito del proprio sistema di gestione dei rischi, ha strutturato ed implementato un autonomo processo di valutazione della propria adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, in relazione ai rischi rilevanti verso i quali la Compagnia risulta esposta (processo ORSA – Own Risk and Solvency Assessment). Tale processo ha le seguenti fasi:

  • Valutazione prospettica del Solvency II Ratio;
  • Stress Test;

  • Piano di Liquidità prospettico;

  • Adeguatezza della Formula Standard rispetto il profilo di rischio della Compagnia;
  • Back Testing;
  • Predisposizione ORSA Report e invio.

Parte integrante del processo ORSA sono anche i seguenti processi:

  • Definizione del piano preliminare e del budget aziendale;
  • Definizione del Risk Appetite;
  • Individuazione e valutazione dei rischi e Continuous Monitoring.

Nell'ambito dell'attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva il corretto dimensionamento della dotazione complessiva di capitale e gli obiettivi di redditività corretta per il rischio. La formulazione di preliminari linee guida strategiche da parte del Consiglio di Amministrazione indirizza la calibrazione degli obiettivi di rischio e lo sviluppo del piano strategico.

Tali attività sono significativamente connesse e vengono entrambe sviluppate considerando la situazione di partenza della Compagnia, la visione prospettica del contesto esterno, i profili di rischio e gli orientamenti in termini di sviluppo e innovazione dei prodotti (in coerenza con il processo POG) e di rischio.

Gli indirizzi strategici approvati dal Consiglio di Amministrazione si riflettono sull'assetto produttivo e organizzativo al fine di determinare l'impatto desiderato – nell'orizzonte della pianificazione – sul binomio rischio/rendimento.

Nel continuo, la Funzione di Risk Management supporta gli organi aziendali nelle scelte derivanti dall'attuazione del piano agevolando la comprensione e la consapevolezza dei rischi assunti/assumibili e il presidio degli stessi.

Identificazione e classificazione dei rischi – mappa dei rischi

La regolamentazione di settore, recante disposizioni in materia di sistema di gestione dei rischi, richiede alle imprese di effettuare una catalogazione dei rischi a cui esse sono esposte indipendentemente dalla circostanza che siano quantificabili, in funzione della natura, della portata e complessità inerenti all'attività svolta, in ottica attuale e prospettica, nonché gli effetti indiretti connessi ai rischi significativi.

Tale catalogazione costituisce il linguaggio comune per lo svolgimento di tutte le attività connesse con il sistema di gestione dei rischi aziendali.

I rischi della Compagnia sono classificati nelle seguenti principali classi:

  • Rischi sottoscrizione (o tecnici assicurativi);
  • Rischi di mercato:
    • o Rischi Mercato;
    • o Rischio ALM;
    • o Rischio Liquidità.;
  • Rischi di credito e counterparty;
  • Rischi operativi:
    • o Rischi Operativi;
    • o Rischio Informatico e Cyber Risk;
  • Rischi di non conformità alle norme;
  • Rischi indiretti o di secondo livello;
    • o Rischio legato all'appartenenza al gruppo;
    • o Rischio reputazionale;
    • o Rischi di condotta;
    • o Rischi ESG;
  • Rischi strategici;
  • Rischi emergenti.

Il processo di identificazione dei rischi a cui la Compagnia è esposta costituisce un elemento fondamentale per la corretta implementazione e valutazione del più ampio processo di gestione dei rischi. Credemassicurazioni, in linea con la Normativa Regolamentare, ha previsto una procedura di censimento dei rischi, da intendersi come strumento metodologico di supporto nello svolgimento delle attività di individuazione e valutazione dei rischi che permetta di raccogliere in via continuativa informazioni sui rischi, interni ed esterni, esistenti e prospettici a cui è esposta, e che possono interessare tutti i processi operativi e le aree aziendali. Per sua natura tale procedura

è continua in evoluzione in base al progressivo affinamento del sistema di gestione dei rischi e all'evoluzione del quadro normativo di riferimento.

La procedura di censimento dei rischi di Credemassicurazioni si articola in quattro fasi:

  • analisi del piano strategico aziendale e individuazione dei fattori di rischio emergenti;
  • individuazione dei fattori di rischio esterni;
  • individuazione dei fattori di rischio operativi (ivi inclusi quelli informatici e di cyber risk), di non conformità alle norme e di secondo livello;
  • individuazione dei fattori di rischio strategico.

Le modalità adottate per l'identificazione dei rischi si basano sostanzialmente su uno o più dei seguenti approcci:

  • Risk Assessment specifici (per famiglie di rischio);
  • Valutazioni delle differenze tra ogni assunzione di rischio e il risultato attuale;
  • Eventi perdita o errori accaduti;
  • Revisione dei processi, della matrice dei rischi normativa o risk assessment normativi;
  • Brainstorming con il management e i risk owner;
  • Valutazioni di Internal/External Audit
  • Comunicazioni e confronti con i regulator;
  • Altri eventi esterni;
  • Reporting trasmesso dalle arre funzionali della Compagnia.

Una volta che i rischi sono stati identificati essi vanno a costituire la mappa dei rischi della Compagnia.

Valutazione dei Rischi

Il processo di valutazione dei rischi è realizzato sia con logiche attuali sia con logiche prospettiche ed integra metodologie ed approcci di carattere quantitativo e qualitativo.

La valutazione dei rischi è effettuata su base individuale, a livello di singolo rischio, e su base aggregata, per tener conto delle interrelazioni fra le fonti di rischio. Vengono inoltre considerati gli effetti indiretti connessi ai rischi più significativi.

La frequenza della valutazione dei rischi dipende dalla tipologia dei rischi, dagli strumenti e dalle metodologie di valutazione utilizzate ed è stabilita in coerenza con la frequenza e le esigenze dei processi strategici e decisionali della Compagnia. La frequenza di valutazione dei rischi in ottica prospettica è coerente con il processo annuale di pianificazione strategica.

Accanto alla gestione ordinaria del processo di valutazione dei rischi, è prevista una gestione all'occorrenza, in ragione di eventi che possano determinare una variazione significativa del profilo di rischio. In particolare, sono stati identificati i seguenti principali eventi:

  • l'aggiornamento del piano strategico;
  • un'acquisizione o un disinvestimento che modifichi sensibilmente il business, il profilo di rischio o la posizione di solvibilità;
  • una variazione significativa nei mercati finanziari che determini un notevole impatto sul portafoglio attivi della compagnia;
  • una variazione significativa nelle passività della Compagnia;
  • una riduzione della posizione di solvibilità al di sotto di valori critici;
  • un cambiamento significativo del quadro regolamentare;
  • un cambiamento significativo del profilo di rischio e l'insorgere di nuovi rischi;
  • un cambiamento significativo dei processi, sistemi e procedure aziendali.

Strumenti e Metodologie di Misurazione

La Compagnia ha definito ai sensi della normativa regolamentare un processo di valutazione e analisi dei rischi basato sostanzialmente sugli strumenti e metodologie legate a:

  • Metodologie sviluppate nell'ambito della procedura di profilazione dei rischi: indicatori di rischio i quali possono essere costruiti ai seguenti approcci metodologici:
    • o regolamentari ovvero fondati sui principi alla base delle grandezze regolamentari Solvency II;
    • o gestionali ovvero basati su concetti generali come ad esempio esposizione, concentrazione, volatilità, perdita attesa o potenziale, e/o volti a valutare quei rischi non ricompresi nella formula standard e/o ad integrare la valutazione degli stessi rischi regolamentari;
    • o qualitative.

Oltre alle metodologie alla base di tali indicatori di rischio, la misurazione del rischio della Compagnia, sia attuale che prospettica, si basa sulle metodologie regolamentari per il calcolo del Requisito di Capitale (cfr. SCR): la metodologia di riferimento è quella della Formula Standard.

Tutte queste grandezze, oltre a costituire l'impianto per il monitoraggio nel continuo alla base del modello organizzativo di gestione del rischio, rappresentano gli elementi alla base della metodologia per la profilazione del rischio della Compagnia. Tale attività ha come obiettivo l'individuazione e valutazione dei fattori di rischio e l'attribuzione ad ognuno di essi di un livello di significatività.

  • Applicazione del Volatility Adjustments: le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi regolamentari della Compagnia prevedono l'utilizzo del Volatility Adjustment come Long Term Guarantee measure. Il Volatility Adjustment viene applicato sul totale delle passività detenute dalla Compagnia vendute interamente in Italia e nella valuta Euro. Non viene applicato dalla Compagnia il Matching Adjustment. Al fine di una maggiore comprensione degli effetti derivanti dall'applicazione del Volatility Adjustment sulle riserve tecniche e sui fondi propri, la Compagnia effettua inoltre analisi di sensitivity ogni qualvolta lo scostamento tra la curva risk free EIOPA e la curva risk free EIOPA con volatility Adjustement risulti significativo.
  • Sensitivity, stress test e scenario test: ai sensi dell'Art. 19, comma 4 del Reg. IVASS n.38, la Funzione Risk Management, allo scopo di valutare in ottica attuale e prospettica gli impatti sulla situazione economica e patrimoniale derivanti da andamenti avversi dei principali fattori di rischio, effettua, per ciascuna delle fonti di rischio identificate come maggiormente significative, analisi di stress test e sensitivity.
  • Risk Self Assessment sui rischi operativi (ivi inclusi il rischio informatico e il cyber risk).

Gestione dei Rischi

L'obiettivo del sistema di gestione dei rischi consiste nel mantenere i rischi a cui la Compagnia è esposta a un livello definito accettabile, attraverso l'indicazione della propensione e della tolleranza al rischio stabilite in coerenza con l'obiettivo di salvaguardia del patrimonio delle stesse a garanzia della continuità aziendale. Le linee guida in tema di gestione dei rischi sono riportate nelle singole politiche redatte, riviste ed approvate annualmente dal Consiglio di Amministrazione, previo passaggio con il Consigliere Incaricato al controllo interno e ai rischi. Elementi costitutivi della gestione dei rischi sono:

Risk Appetite Framework

La Compagnia si è dotata di un Risk Appetite Framework (cfr. RAF) che definisce la propensione al rischio, le soglie di tolleranza, i limiti di rischio, le politiche di governo dei rischi nonché i processi di riferimento necessari per definirli e attuarli. Nell'ambito dell'attività di indirizzo strategico della Compagnia, il Consiglio di Amministrazione individua e approva la propria propensione al rischio. Il processo di definizione/revisione del Risk Appetite Framework si affianca pertanto al processo di Pianificazione Strategica/Operativa (Budget) e tiene conto della valutazione interna del rischio e della solvibilità. Tali elementi non sono infatti disgiunti, ma si influenzano a vicenda con l'obiettivo di ottenere la massimizzazione del profilo rischio – rendimento della Compagnia. La definizione del RAF tiene conto dei seguenti aspetti:

  • la strategia della Compagnia, ivi inclusi gli obiettivi organizzativi, il piano strategico, i vincoli finanziari, nonché normativi e le aspettative degli stakeholders;
  • gli aspetti chiave del business della Compagnia;
  • la volontà e la capacità di assumere rischi;
  • le competenze, le risorse e la tecnologia a disposizione della Compagnia per gestire e monitorare le esposizioni al rischio.

La propensione al rischio della Compagnia congiuntamente alla valutazione del sistema di governo societario adottato nonché alla mappatura e identificazione dei fattori di rischio e ad una generale applicazione del principio della persona prudente, rappresentano i principali elementi costitutivi alla base della determinazione del modello organizzativo di gestione dei rischi (specifico per ogni classe di rischio).

Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework (c.d. RAF), al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi della Compagnia stessa.

Si declinano, di seguito, i concetti rilevanti ai fini della definizione del RAF:

  • il Risk Profile rappresenta il rischio effettivo della Compagnia valutato in un determinato istante temporale;
  • il Risk Appetite rappresenta la vera e propria propensione al rischio da parte della Compagnia e costituisce, quindi, il livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici;
  • la Risk Tolerance individua la soglia massima di tolleranza del rischio, fissata al fine di assicurare alla Compagnia margini sufficienti per operare sia in fase di normale corso degli affari sia in condizioni di mercato particolarmente stressate;
  • la Risk Capacity, invece, rappresenta il massimo rischio assumibile dalla Compagnia; è costituito quindi dal livello di rischio che essa è in grado di assumere a suo carico senza violare i requisiti regolamentari o gli altri vincoli imposti dall'autorità di vigilanza.

Nella definizione delle proprie strategie di business, la Compagnia valuta, su base continuativa, il rispetto, nei diversi anni di sviluppo del piano, dei livelli di rischio target definiti nel Risk Appetite Framework, al fine di garantire la coerenza tra gli obiettivi di medio-lungo periodo e la capacità e la volontà di assumere rischi. In particolare il piano strategico, partendo dal profilo di rischio della Compagnia al momento della redazione del piano stesso, tiene conto del rischio assumibile senza violare i requisiti regolamentari o altri vincoli imposti dall'Autorità di Vigilanza, l'appetito al rischio (ovvero del livello di rischio che essa intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici) e la tolleranza al rischio (ovvero la soglia massima di scostamento rispetto all'appetito al rischio) fissate dal Consiglio di Amministrazione.

La Compagnia ha inoltre definito una Politica di Gestione del Capitale e un Piano di Gestione del Capitale il cui scopo è quello di adottare procedure atte ad accertare la salvaguardia dei requisiti regolamentari e dei livelli obiettivo di Risk Appetite nonché di garantire che, sia al momento dell'emissione che successivamente, gli elementi dei Fondi Propri a cui l'impresa intende attingere al fine di realizzare gli obiettivi di business stabiliti in sede di pianificazione strategica, soddisfino i requisiti regolamentari definiti da EIOPA e siano correttamente classificati. Tale Piano è stato redatto coerentemente con le risultanze della valutazione prospettica dei rischi secondo l'approccio Solvency II (ORSA), con gli obiettivi e le metodologie stabilite nella Politica di Gestione del Capitale e con i requisiti di solvibilità stabiliti dal Regolatore, al fine di garantire la solidità patrimoniale della Compagnia nell'esercizio della propria attività e nei suoi possibili sviluppi futuri.

Indicatori di Rischio

In coerenza con quanto disciplinato nella Policy di Risk Appetite Framework, la gestione dei rischi in ottica attuale e prospettica della Compagnia si basa sulla definizione di indicatori per ogni categoria di rischio.

La Compagnia distingue i rischi tra:

  • rischi quantificabili aventi impatto patrimoniale, per i quali la Compagnia determina il requisito di capitale;
  • rischi quantificabili per i quali la Compagnia non determina il requisito di capitale (ad es. liquidità, cash flow matching) che vengono misurati con metriche e limitazione specifiche;
  • rischi difficilmente quantificabili, valutati in maniera qualitativa, che per loro natura e caratteristiche, risultano di difficile quantificazione e non sono coperti dai requisiti di capitale richiesti dalla Normativa, anche se il verificarsi dell'evento a questi associato comporterebbe delle conseguenze rilevanti per l'attività svolta dalla Compagnia.

Gli indicatori sono ulteriormente suddivisi in:

  • indicatori di I° livello: sono indicatori finalizzati principalmente al rispetto dei vincoli di solvibilità. Sono indicatori di possibili impatti negativi e forniscono avvertimenti atti ad identificare potenziali eventi dannosi che minacciano il raggiungimento degli obiettivi e la continuità del Business. Tali indicatori sono integrati all'interno della Policy RAF e ad essi viene associato un Risk Appetite, una Risk Tolerance e una Risk Capacity e il relativo sistema di Risk Appetite Statement;
  • indicatori di early warning: al fine di effettuare un monitoraggio preventivo e nel continuo sugli indicatori di solvibilità sono stati inoltre definiti degli indicatori di early warnig volti ad intercettare fenomeni e/o eventi di potenziale elevata criticità e o attenzione;
  • indicatori di II° livello: sono indicatori di tipo operativo/gestionali funzionali ad irrobustire le attività di monitoraggio dei rischi ed eventualmente fornire segnali preventivi ad un potenziale deterioramento delle metriche di I° Livello. Tali indicatori sono integrati all'interno della Policy di Gestione dei Rischi e della Politica di Gestione dei Rischi del Fondo Pensione Aperto.

Nell'ambito generale del sistema di gestione dei rischi la Compagnia definisce inoltre specifici limiti operativi che declinano gli obiettivi di rischio (ad es. in termini di esposizione, concentrazione, etc.) coerenti con l'appetito al rischio della Compagnia.

Il principale indicatore di I° Livello della Compagnia è il Solvency II Ratio ovvero il rapporto tra Eligible Capital e Solvency Capital Requirement. La Compagnia si prefigge l'obiettivo di avere un livello di Capitale Economico adeguato e in linea con gli obiettivi strategici, superiore ad un prefissato livello di Solvency Ratio come di seguito riportato:

  • Risk Appetite: 159%;
  • Risk Tolerance: 122%;
  • Risk Capacity: 105%.

Nell'ambito della definizione del RAF risulta necessario fissare il livello di rischio che, se non rispettato dal Risk Profile della Compagnia, necessita di interventi correttivi. Le soglie individuano dunque i binari all'interno dei quali la Compagnia può condurre la sua azione finalizzata al raggiungimento degli obiettivi di business. La violazione di queste soglie richieda un processo di escalation da parte della Compagnia e la definizione di specifici piani di intervento per fare fronte alla situazione.

Monitoraggio e Reporting

Il modello organizzativo di gestione del rischio di Credemassicurazioni coinvolge tutte le strutture aziendali, dalle funzioni operative (coinvolte nella gestione dei rischi sui processi di propria competenza) ivi incluse le Funzioni di Fondamentali, il Consigliere Incaricato e il Consiglio di Amministrazione.

In tale contesto, la funzione di Risk Management funge inoltre da coordinatore delle attività di monitoraggio dei rischi. Più in particolare, concorre alla definizione delle metodologie di misurazione dei rischi e dei limiti operativi, definendo appropriate procedure di verifica, ed ha il compito di validare i flussi informativi dell'attività di monitoraggio dei rischi, predisporre la reportistica per i vertici aziendali e verificare la coerenza dei modelli di misurazione dei rischi con l'operatività svolta dall'impresa.

I rischi sono monitorati in maniera continuativa dalla funzione di Risk Management e dalle singole funzioni competenti; a tal fine è stato sviluppato e affinato progressivamente il reporting relativo all'evoluzione dei rischi nei confronti del Consiglio di Amministrazione, del Consigliere Incaricato per i Controlli Interni e i Rischi, del CRO, dell'Alta Direzione e delle strutture operative competenti al fine di migliorare la comunicazione dei risultati e consentire una maggior comprensione delle tematiche connesse alla valutazione dei rischi.

Il modello di gestione dei rischi adottato da Credemassicurazioni è caratterizzato da:

  • una fase di aggiornamento degli indicatori di rischio e/o dei limiti operativi per il governo del rischio a seconda delle esigenze organizzative e/o a seguito di variazioni del contesto interno o esterno, o qualora non siano più in linea con il profilo di rischio richiesto dall'Organo Amministrativo;
  • una conseguente attività di monitoraggio degli indicatori e dei limiti operativi e di governo del rischio. Le attività di verifica del rispetto dei livelli di tolleranza al rischio definiti dal Consiglio di Amministrazione si sostanziano in specifici presidi organizzativi atti a garantire il rispetto dei limiti stessi, ad attivare tempestivi processi di segnalazione a fronte di eventuali rilevazioni di superamento e a definire specifici piani di rientro a seguito delle segnalazioni stesse.

Nell'ambito del sistema di gestione dei rischi e coerentemente con quanto previsto dalla Normativa, il Consiglio di Amministrazione ha formalizzato un set di politiche e allegati, che, relativamente ad ognuno degli ambiti di rischiosità che insistono su Credemassicurazioni, dettagliano gli obiettivi, i compiti, le responsabilità, il processo e definiscono gli strumenti e le procedure, anche di reporting, necessarie ad individuare e conseguentemente gestire ogni ambito di rischio. Tali documenti, inoltre, hanno l'obiettivo più generale di contribuire alla diffusione della cultura del controllo e di gestione dei rischi all'interno della società.

Il rispetto e l'applicazione dei documenti sono garantiti dalla presenza del Sistema dei Controlli Interni costituito da un insieme di regole, procedure e tecniche di controllo e strutture organizzative volto ad assicurare il corretto funzionamento ed il buon andamento dell'impresa.

Analisi dei rischi

La Compagnia ha definito ai sensi della Regolamentazione di settore, un processo di analisi dei rischi che include sia una valutazione qualitativa sia, per quelli quantificabili, l'adozione di metodologie di misurazione dell'esposizione al rischio, incluso, un sistema di determinazione dell'ammontare della massima perdita potenziale sia in ottica attuale che prospettica. Tali analisi consento di effettuare in maniera continuativa una profilazione dei rischi a cui l'impresa è esposta. Si specifica che la Compagnia per le valutazioni del requisito patrimoniale di solvibilità secondo il regime normativo Solvency II utilizza la Formula Standard conformemente a quanto definito nel Regolamento delegato (UE) 2019/981 della Commissione. Pertanto, le valutazioni attuali e prospettiche dei rischi tengono conto di tutti i rischi, compresi nel framework della Formula Standard, a cui l'impresa è esposta.

Al fine di valutare nel continuo la propria situazione di solvibilità, la Compagnia provvede inoltre su base trimestrale al calcolo del proprio requisito di capitale, alla determinazione dei fondi propri ammissibili e della relativa qualità e composizione, verificando nel contempo il rispetto dei limiti operativi e della propensione al rischio. Specifiche valutazioni di stress test e sensitivity vengono effettuate con la stessa frequenza sulle grandezze patrimoniali. Adeguata documentazione viene rendicontata al Consiglio di Amministrazione e trasmessa all'Organo di Vigilanza tramite i Quantitative Reporting Template (QRT). Con la stessa frequenza viene verificato il rispetto degli indicatori di I° Livello declinati nel Risk Appetite Framework.

Qualora nell'ambito delle diverse attività di monitoraggio effettuate dalla Compagnia dovessero emergere scostamenti continuativi e/o significativi del profilo di rischio rispetto all'Appetito al Rischio dell'impresa, scostamenti significativi rispetto alle principali ipotesi tecniche/finanziarie/di mercato/di prodotto definite nell'ambito del Piano Strategico (e quindi nelle valutazioni ORSA), viene effettuata un'attività di Non-Regular ORSA al fine di valutare gli impatti di tali variazioni anche in ottica prospettica.

La Compagnia nel corso del Esercizio 2022 ha adempiuto alle seguenti scadenze normative:

  • Predisposizione ed invio all'Autorità di Vigilanza, entro i termini regolamentari, delle reportistiche trimestrali (QRT) richieste dal Pillar III;
  • Predisposizione del Regular Supervisory Report RSR (Relazione periodica all'Autorità di Vigilanza) con riferimento alla data di esercizio 31.12.2021, deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Marzo 2022 ed inviati entro il termine regolamentare ad IVASS;
  • Predisposizione del Solvency Financial Condition Report SFCR (Relazione sulla solvibilità e sulla condizione finanziaria) con riferimento alla data di esercizio 31.12.2021, deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Marzo 2022 ed inviati entro il termine regolamentare ad IVASS;
  • Realizzazione delle elaborazioni ORSA necessarie alla valutazione del profilo di solvibilità del piano strategico 2022-2024 e alla predisposizione del Report ORSA delibero dal Consiglio di Amministrazione di Aprile 2022 ed inviato, entro la scadenza regolamentare, ad IVASS.

Si specifica infine che in continuità con quanto avvenuto nel corso del 2021, nel 2022, stante la situazione derivante dall'emergenza Covid-19 e dalle recenti tensioni legate alla guerra Russo-Ucraina, la Compagnia continua a partecipare su richiesta dell'Autorità di vigilanza alle seguenti attività:

  • monitoraggio mensile della posizione di solvibilità (attività avviata a partire dal mese di marzo 2020).

Rischi di sottoscrizione (o tecnici assicurativi)

Si definisce Rischio di Sottoscrizione - il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative dovuto ad ipotesi inadeguate in materia di fissazione di prezzi e di costituzione delle riserve tecniche (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 4 del CAP).

Nell'ambito del Framework dei rischi della Compagnia, tale rischio può essere ulteriormente distinto nelle seguenti categorie:

  • Rischio di assunzione: rappresenta il rischio derivante dalla sottoscrizione dei contratti di assicurazione, collegato agli eventi assicurati, ai processi seguiti per la tariffazione e selezione dei rischi, all'andamento sfavorevole della sinistralità effettiva rispetto a quella stimata.
  • Rischio di riservazione, ovvero il rischio connesso alla quantificazione di riserve tecniche non sufficienti a coprire gli impegni assunti nei confronti degli assicurati e dei danneggiati.
  • Rischio catastrofale, ovvero il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative, derivante dall'incertezza significativa delle ipotesi relative alla determinazione dei premi e alla costituzione delle riserve in rapporto al verificarsi di eventi estremi ed eccezionali legati ad eventi naturali o causati dall'uomo.

  • Rischio lapse, rappresenta il rischio derivante dall'esercizio di opzioni da parte degli assicurati eventualmente contenute nei contratti non-life, quali ad esempio l'opzione di rescindere il contratto prima della scadenza pattuita o l'opzione di rinnovo del contratto secondo condizioni precedentemente stabilite.

Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di sottoscrizione di Credemassicurazioni secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi life underwriting è pari al 82,5%).

Non Life risk - risk/sum of risk components - relativo e
complessivo
31/12/2022
% Relativo % Complessivo
Non-Life premium and reserve risk 55,5% 29,8%
Non-Life lapse risk 32,0% 17,2%
Non-life CAT risk 12,5% 6,7%
Health risk - risk/sum of risk components - relativo e
complessivo
31/12/2022
% Relativo % Complessivo
Health premium and reserve risk 72,6% 20,9%
Health Lapse risk 24,0% 6,9%
Health CAT 3,4% 1,0%
Health SLT Mortality risk 0,0% 0,0%
Health SLT Longevity risk 0,0% 0,0%
Health SLT Disability morbidity risk 0,0% 0,0%
Health SLT Lapse risk 0,0% 0,0%
Health SLT Expense risk 0,0% 0,0%
Health SLT Revision risk 0,0% 0,0%

La Compagnia adotta, nei confronti di tali rischi, linee guida che:

  • illustrano i tipi di rischi assicurativi che intende assumere;
  • evidenziano le caratteristiche dell'attività di assicurazione (prodotti, canali distributivi, rischi esclusi);
  • descrivono le modalità volte a garantire che la raccolta premi sia adeguata a coprire i sinistri previsti e le relative spese;
  • illustrano le modalità con cui l'impresa tiene conto della riassicurazione o di altre tecniche di mitigazione del rischio nel processo di progettazione di un nuovo prodotto assicurativo e del calcolo del relativo premio;
  • illustrano le modalità con cui l'impresa tiene conto delle limitazioni degli investimenti nel processo di progettazione di un nuovo prodotto assicurativo e del calcolo del relativo premio.

La Compagnia misura e monitora la propria esposizione al rischio di sottoscrizione considerando il portafoglio complessivo, oltre a verificare la conformità ai limiti ed alle politiche definite.

L'identificazione dei rischi viene effettuata con riferimento ai nuovi prodotti e al portafoglio in essere:

  • Nuovi prodotti: coerentemente con il Piano Strategico, la rilevazione dei rischi connessi ai nuovi prodotti viene effettuata sulla base delle loro caratteristiche tecniche nell'ambito del processo di ORSA. Inoltre, in coerenza con il processo finalizzato alla creazione e lancio dei nuovi prodotti definito nell'ambito del più generale processo POG (Product Oversight and Governance), la funzione Risk Management è chiamata a redigere una specifica analisi di rischiosità (c.d. scheda rischi) del singolo prodotto i cui esiti sono trasmessi al Comitato di Direzione e Product Governance.
  • Portafoglio in essere: con riferimento al portafoglio in essere, l'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici del portafoglio e delle misure di assorbimento di capitale determinate attraverso lo strumento utilizzato dalla Compagnia per il calcolo del SCR (Standard Formula). Le informazioni relative all'andamento tecnico complessivo rispecchiano sinteticamente i risultati tecnici dei singoli Rami e quindi dei prodotti presenti in portafoglio (che in generale possono comprendere più Rami).

Si riportano sinteticamente di seguito le principali misure di rischio utilizzate:

  • SCR Non-life underwriting risk e relativi sottomoduli di rischio (valutato sia al lordo sia al netto della Riassicurazione);
  • SCR Health underwriting risk e relativi sottomoduli di rischio (valutato sia al lordo sia al netto della Riassicurazione);
  • Distribuzione delle Best Estimate (Non Life ed Health NSLT) valutate sia al lordo sia al netto della Riassicurazione;
  • Risk Margin (Non Life ed Health NSLT);
  • Combined Ratio;
  • Loss Ratio;
  • Expense Ratio.

Rischi di mercato

Si definisce rischio di mercato, il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante, direttamente o indirettamente, da oscillazioni del livello e della volatilità dei prezzi di mercato delle attività, delle passività e degli strumenti finanziari (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 3 del CAP).

I rischi di mercato risentono dell'andamento congiunturale del ciclo economico, che può amplificarne o eventualmente diminuirne la significatività, soprattutto se il portafoglio titoli della Compagnia è particolarmente concentrato in determinati settori, valute o aree geografiche. Tale rischio può essere distinto nei seguenti fattori di rischio:

  • Rischio tasso di interesse: il valore degli attivi di una impresa di assicurazione è sensibile a variazioni dei tassi di interesse. Inoltre, se i flussi finanziari generati dalle attività e quelli generati dalle passività di un'impresa non sono perfettamente allineati per scadenza, periodicità degli eventuali pagamenti e per natura dei tassi degli investimenti (maturity mismatching, interest rate mismatching, reset date mismatching, basic mismatching), uno shock (positivo o negativo) dei tassi di interesse può produrre variazioni non sincronizzate nel valore delle attività e delle passività. Sostanzialmente l'esposizione al rischio tasso di interesse si riferisce a tutte le attività e le passività il cui valore è "sensibile" ai cambiamenti nella struttura a termine dei tassi di interesse o alla volatilità dei tassi di interesse;
  • Rischio azionario: i valori di mercato delle posizioni assunte dall'impresa possono essere sensibili all'andamento dei mercati azionari (per esempio nel caso di contratti le cui prestazioni sono collegate al valore di un titolo azionario);
  • Rischio tasso di cambio: il valore di mercato delle posizioni assunte dall'impresa può essere sensibile a variazioni dei tassi di cambio (per esempio nel caso di titoli azionari o obbligazionari denominati in valuta estera). Questo fattore di rischio, quindi, assume particolare rilevanza per le imprese di assicurazione in presenza di attività a copertura delle riserve tecniche denominate in una valuta diversa da quella dei corrispondenti impegni tecnici assunti contrattualmente. Infatti, poiché la conversione di valute avviene alla chiusura d'esercizio al cambio corrente, in corrispondenza di detta data possono realizzarsi delle plus/minusvalenze a causa della variazione dei tassi di cambio;
  • Rischio immobiliare: qualora gli attivi di un'impresa di assicurazione siano investiti in immobili, i valori di tali attività sono sensibili all'andamento dei prezzi di mercato degli stessi;
  • Rischio credito: ogni volta che un'impresa di assicurazione sottoscrive strumenti finanziari, può incorrere nel rischio di insolvenza del proprio debitore il quale potrebbe non essere in grado sia di adempiere alle proprie obbligazioni sia di incorrere nel rischio di un peggioramento merito creditizio, con conseguente riduzione del valore del titolo. L'esposizione al rischio credito si riferisce ad attività, passività e strumenti finanziari sensibili alla variazione degli spread creditizi;
  • Rischio concentrazione: l'esposizione al rischio di concentrazione, che deriva da una variazione inattesa dei prezzi, del valore delle esposizioni verso emittenti su cui si ha un accumulo di esposizione con la stessa controparte, si riferisce alle attività soggette al rischio azionario, al tasso di interesse e spread e al rischio immobiliare inclusi nel rischio di mercato, ed esclude le attività soggette al rischio di inadempimento di controparte. Al momento a livello regolamentare sono esclusi anche i titoli di stato;
  • Altre esposizioni in assets: Tale fattore di rischio si concretizza nel rischio mercato legato a private equity, strumenti alternativi, infrastrutture, prodotti legati all'inflazione e ibridi.

I fattori di rischio di mercato vengono principalmente individuati nelle classi di bilancio specifiche del Portafoglio di Proprietà.

Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di mercato di Credemassicurazioni secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della

Market risk - risk/sum of risk components - relativo e
complessivo
31/12/2022
% Relativo % Complessivo
Interest rate risk 63,5% 6,4%
Equity risk 12,3% 1,2%
Property risk 0,0% 0,0%
Spread risk 15,9% 1,6%
Currency risk 8,4% 0,8%
Concentration risk 0,0% 0,0%

rappresentazione del rischio alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi market è pari al 10,1%).

La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali per l'attività dell'Area Finanza, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti. Nella composizione complessiva del portafoglio d'investimento si tiene conto dell'esposizione al rischio, dei vincoli legati alla copertura delle riserve tecniche e degli effetti sul Solvency Ratio. I limiti e gli indicatori relativi agli investimenti sono oggetto di verifica e controllo su base continuativa da parte delle funzioni aziendali preposte e, con frequenza periodica, i risultati di tali controlli sono portati all'attenzione del Consiglio di Amministrazione. Il processo prevede inoltre una fase di revisione dei suddetti limiti realizzata mediante analisi di sensitività condotte sui portafogli attivi e passivi.

La valutazione dei rischi di mercato viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata sia con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche, sia seguendo i principi Solvency II al fine di cogliere l'eventuale requisito di capitale assorbito da ogni singolo modulo e sottomodulo di rischio.

L'identificazione dei rischi mercato vita viene effettuata con riferimento ai nuovi investimenti e asset allocation target, e al portafoglio in essere:

  • Nuovi investimenti: con riferimento ai nuovi investimenti, nell'ambito del processo ORSA vengono effettuate analisi relative a scenari di investimento futuro con l'obiettivo di identificare i rischi connessi a tali scelte di investimento e a valutarne l'impatto sul profilo di rischio in termini quantitativi. Inoltre, per gli investimenti di "natura occasionale" (secondo la definizione data nella Policy Investimenti) sulla base delle informazioni fornite dall'Area Finanza (a titolo esemplificativo: obiettivo dell'investimento, portafoglio di riferimento, size dell'operazione) viene effettuata dalla funzione di Risk Management una valutazione quali/quantitativa ex-ante basata sia su logiche gestionali che regolamentari. Un iter di valutazione del rischio ex-ante viene effettuata dalla Funzione di Risk Management anche per tutti gli OICR non UCITs sulla base della Due Diligence predisposta da Area Finanza secondo quanto disciplinato dalla Policy su OICR/ETF.
  • Portafoglio in essere: Con riferimento al portafoglio in essere, l'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici del portafoglio, dei dati di mercato e delle misure di rischio determinate attraverso lo strumento di calcolo del SCR adottato.

Si riportano di seguito i macro-indicatori analizzati per la valutazione e il monitoraggio dei rischi di mercato:

  • SCR Interest Rate Based: indicatori che hanno lo scopo di individuare l'assorbimento di capitale, secondo le metriche Solvency II, del rischio tasso di interesse secondo un approccio sia regolamentare che gestionale;
  • Concentrazione relativa su singola controparte;
  • Rating su singola controparte;
  • Esposizione assoluta in Equity;
  • Esposizione relativa in Obbligazioni Corporate;
  • Esposizione assoluta in valuta estera;
  • Duration;
  • Sensitivities Spread Goverantivo Italia (al fine di catturare il fattore di rischio spread sui titoli governativi non incluso nella formula standard);
  • Sensitivity sui fattori di rischio mercato (es. tasso).

Rischi di mercato e ALM

Il rischio ALM è un rischio strettamente correlato ai disallineamenti tra attività e passività. Il processo ALM include al suo interno dinamiche connesse alla gestione dei rischi e alla pianificazione strategica. Si focalizza sul medio - lungo termine anziché offrire soluzioni di mitigazione o copertura del rischio. L'obiettivo di tale gestione del rischio è quello di massimizzare le attività per soddisfare le passività complesse che possono aumentare la redditività.

Alla sottocategoria dei Rischi ALM appartengono i seguenti fattori di rischio:

  • Asset Allocation Strategica (AAT): consiste nel rischio risultante dall'inadeguatezza/incoerenza dell'asset allocation per fare fronte alle passività.
  • Asset & Liability mismatch: corrisponde al rischio di disallineamento tra attivi e passivi che può comportare un'esposizione dell'impresa o al rischio disinvestimento o al rischio reinvestimento.

La Compagnia adotta, nei confronti dei fattori di rischio sopra enunciati, linee guida che definiscono i principi generali, la periodicità dei controlli e le azioni di ripristino in caso di superamento dei limiti.

Valutazione dei rischi ALM viene effettuata con riferimento al portafoglio investimenti mobiliare già acquisito e agli scenari di investimento futuro. Tale attività viene realizzata con logiche di Asset-Liability Management, al fine di cogliere le interrelazioni esistenti fra le dinamiche dei passivi e le dinamiche degli attivi a copertura delle riserve tecniche.

Per quanto riguarda i macro-indicatori analizzati per la valutazione e monitoraggio dei rischi ALM:

  • SCR Interest Rate Based: indicatori che hanno lo scopo di individuare l'assorbimento di capitale, secondo le metriche Solvency II, del rischio tasso di interesse secondo un approccio sia regolamentare che gestionale;
  • Cash Flow Matching: l'indicatore descrive il disallineamento, tempo per tempo, tra i Cashflow degli attivi e i Cashflow del passivo;
  • Duration Matching: disallineamento tra la duration dei Cashflow Attivi e la duration dei Cashflow Passivi.

Rischio di liquidità

Le Compagnie sono soggette a possibili tensioni di liquidità derivanti da scadenze diverse tra gli attivi e i relativi passivi. Per rischio di liquidità si intende il rischio che la Compagnia non sia in grado di liquidare investimenti ed altre attività per regolare i propri impegni finanziari al momento della relativa scadenza (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 2 del CAP).

La possibilità di procedere allo smobilizzo tempestivo del portafoglio è fortemente condizionata dalla liquidabilità dei titoli in cui lo stesso è investito. La scarsa liquidabilità dei titoli in portafoglio, infatti, può esporre la Compagnia al rischio di conseguire delle perdite connesse alla difficoltà di trovare sul mercato la controparte interessata all'acquisto dei titoli che si intende smobilizzare.

La Compagnia quantifica la sua posizione di solvibilità con le metriche della Formula Standard, che non prevede una quantificazione del rischio liquidità in termini di assorbimento di capitale.

L'identificazione del rischio di liquidità viene effettuata con riferimento ai portafoglio investimenti sottostanti i prodotti con garanzia di capitale e/o rendimento. L'identificazione dei rischi viene effettuata sulla base dei dati tecnici dei portafogli e delle metriche definite in funzione dell'orizzonte temporale con cui viene analizzato e studiato il rischio stesso.

Si riportano di seguito gli indicatori utilizzati dalla Compagnia per il monitoraggio del rischio liquidità:

  • importo dei conti correnti: la Compagnia ha scelto di monitorare l'importo detenuto nei Conti Correnti al fine di fissare un limite inferiore che rappresenta la Riserva di Liquidità (come prescritta dal Reg. 38 IVASS) e un limite superiore in termini di importo massimo da detenere nei Conti Correnti al fine di rendere efficace la gestione del portafoglio e limitare gli eventuali effetti sull'SCR Default. Nella quantificazione della Riserva di Liquidità concorrono non solo le esposizioni in Conto Corrente ma anche titoli Governativi dell'Area Euro con qualità del credito superiore a 2 e scadenza inferiore ai 3 mesi.
  • Liquidity Buffer: il numero di periodi, mensili, consecutivi con Liquidity Buffer negativo, nell'orizzonte temporale annuale considerato e fornisce un'indicazione sintetica della situazione di liquidità della Compagnia;
  • Piano di liquidità: l'indicatore è volto a dimostrare che la Compagnia ha le risorse finanziarie su base continuativa per la gestione del rischio liquidità. Tale condizione risulta inoltre essere alla base per l'applicazione del Volatility Adjustment a livello Regolamentare;
  • Contingency di liquidità: ovvero titoli facilmente liquidabili;

  • SCR default conti corrente: al fine di limitare gli eventuali effetti sull'SCR default derivante dall'aumento dei volumi dei conti corrente, la Compagnia ha fissato un limite superiore in termini di SCR Default.

Rischio di credito (default)

Si definisce rischio di credito (rischio default) il rischio di perdita o di variazione sfavorevole della situazione finanziaria derivante da oscillazioni del merito di credito di emittenti di titoli, controparti e debitori nei confronti dei quali l'impresa di assicurazione o di riassicurazione è esposta in forma di rischio di inadempimento della controparte, di rischio di spread o di concentrazione del rischio di mercato (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 1 del CAP).

La perdita di valore della posizione creditoria e collegata principalmente alla qualità dell'emittente o della controparte (inclusi i riassicuratori, coassicuratori, assicurati ed intermediari) ma può anche derivare da un deterioramento delle condizioni economico-finanziarie del debitore da cui dipende la capacita di far fronte agli impegni finanziari assunti, nonché da cause indipendenti dalla situazione economica o finanziaria della controparte debitrice, quali ad esempio cause politicomilitare.

Da un punto di vista puramente rappresentativo identifichiamo tre macro aree del rischio credito:

  • Riassicurazione; - Intermediarie e altre controparti;
  • Investimenti.

I fattori di rischio sottostanti alle singole sottocategorie del rischio credito sono i seguenti:

  • Per quanto riguarda la sottoclasse Rassicurazione:
    • o Rischio di credito verso riassicuratori: rappresenta il rischio di perdite derivanti dall'insolvenza di uno o più riassicuratori;
    • o Rischio di base: derivante dalle eventuali discrepanze tra le esigenze di riassicurazione e l'effettiva copertura prevista dal trattato comportando per la Compagnia un'assunzione di rischio maggiore rispetto a quella preventivata.
  • Per quanto riguarda gli intermediari e le altre controparti:
    • o Rischio di credito verso intermediari e altre controparti: rappresenta il rischio di perdite in conseguenza all'inadempimento contrattuale di soggetti terzi (es. i crediti verso assicurati, verso intermediari assicurativi, conti correnti verso banche).

Da un punto di vista della distribuzione dei rischi di counterparty default di Credemassicurazioni secondo i dettami normativi Solvency II si riporta nella tabella di seguito la miglior stima della rappresentazione del rischio alla data di valutazione (si precisa che il peso complessivo dei rischi counterpary default è pari al 2,5%).

Credit risk - risk/sum of risk components - relativo e
complessivo
31/12/2022
% Relativo % Complessivo
Type 1 counterparties 91,8% 2,3%
Type 2 counterparties 8,2% 0,2%

Le politiche relative alla gestione del rischio di credito verso gli emittenti di strumenti finanziari sono riconducibili a quanto sopra riportato a proposito del rischio di mercato con riferimento ai principi generali relativi al controllo degli investimenti di natura finanziaria. Per quanto concerne le controparti riassicurative, Credemassicurazioni ha definito politiche per la gestione e il controllo di tale rischio in termini di linee guida e limiti relativi alle controparti.

L'identificazione del Counterparty Default Risk viene effettuata con riferimento alle controparti verso le quali sussistono posizioni di credito.

Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate:

  • SCR Counterparty Default Risk;
  • Importo Massimo in Conti Correnti: rappresenta l'ammontare massimo in C/C da detenere sul portafoglio;
  • Esposizione per Riassicuratore: l'indicatore individua l'esposizione verso ciascun Riassicuratore in termini di somme assicurate;
  • Rating o Solvency Ratio per Riassicuratore: l'indicatore è pari al Rating del singolo Riassicuratore o, in caso di controparte non retata, al Solvency Ratio dello stesso.

Rischi operativi, di non conformità alle norme, reputazionali, di condotta e di appartenenza al Gruppo

Il rischio operativo è definibile come il rischio di subire perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione (carenze o errori) di procedure interne, risorse umane o sistemi oppure da eventi esogeni (cfr. articolo 1, comma 1, lettera vv-bis 5 del CAP).

I rischi operativi possono essere a loro volta frazionati nelle seguenti sottocategorie:

  • Rischio Operativo;
  • IT Risk & Cyber Risk;
  • Regulatory Operational Risk.

I principali fattori di rischio che caratterizzano il rischio operativo sono:

  • People Risk: le risorse umane possono essere fonte di rischio per l'impresa, se la struttura organizzativa non è efficiente, oppure si verificano carenze nella professionalità dei dipendenti o, per esempio, se la struttura retributiva e il percorso di carriera non sono adeguati e se il clima aziendale non è idoneo. Gli esempi di perdite dovute a risorse incompetenti o negligenti sono numerosi, fra questi emergono i casi di inserimento erroneo di dati nei sistemi, errori nella trasposizione dei dati o violazioni di regolamenti.
  • Process Risk: i processi aziendali sono fonte di rischio operativo nel caso in cui si verifichino delle inefficienze nel disegno, nella formalizzazione e nella definizione della struttura degli stessi e quindi nella definizione degli attori che vi prendono parte e del relativo livello di responsabilità e di autorizzazione. Possono risultare inadeguati e quindi essere fonte di rischio operativo tutti i processi aziendali, compresi i modelli valutativi e di calcolo e gli stessi processi di gestione del rischio. Sono fonte di rischio operativo:
    • o le esternalizzazioni di attività aziendali nel caso in cui si verifichino delle carenze / inadeguatezze nei processi di gestione del rapporto con gli outsourcer tali da causare delle perdite all'impresa;
    • o il mancato aggiornamento o l'inadeguata archiviazione delle procedure e normative che formalizzano i processi interni;
    • o mancata/inadeguata/intempestiva emanazione di norme attuative interne in relazione alla normativa esterna vigente.
  • IT Security Risk e IT Risk: i sistemi informativi possono causare perdite all'impresa se non vengono adottate adeguate misure di IT Security oppure nella gestione delle apparecchiature hardware e software. La crescente dipendenza dai sistemi informativi e dalle risorse tecnologiche in genere ha reso questo fattore di rischio sempre più rilevante. Gli esempi di perdita legati a questo fattore sono numerosi, come l'assunzione di rischi eccessivi dovuti a errori di programmi informatici, il mancato rispetto di adempimenti contrattuali dovuto a errori dei sistemi informativi e ancora la perdita di dati rilevanti connessa a fallimenti dei sistemi.
  • Eventi Esterni: gli eventi legati a fattori esterni possono causare perdite all'impresa a fronte di calamità naturali, di prevenzione e sicurezza verso eventi di natura accidentale, a fronte di obsolescenza delle infrastrutture, di prevenzione e di sicurezza verso atti di natura criminosa, nei passaggi autorizzativi per l'esecuzione delle attività operative, nelle misure di controllo verso attività non autorizzate e frodi da parte di dipendenti, di misure preventive verso frodi da parte di esterni, a fronte di un inadeguato e/o non tempestivo aggiornamento della normativa interna in relazione ai mutamenti della normativa esterna da cui deriva.

L'approccio di identificazione del rischio operativo segue una logica di tipo 'bottom up', basata su una metodologia di Risk Self Assessment con l'obiettivo di valutare il livello di rischiosità e la qualità dei controlli posti in essere per mitigare il rischio afferente alle attività operative e ad ogni processo aziendale.

L'obiettivo di tale approccio, basato sull'analisi per Area Funzionale, è l'individuazione degli eventi perdita che potrebbero manifestarsi, la valutazione del possibile impatto e della possibile frequenza di realizzazione di tali eventi, la valutazione dell'efficacia dei controlli a presidio e dei possibili strumenti organizzativi attivabili per la mitigazione del rischio.

La Compagnia ha strutturato, inoltre, con periodicità annuale una valutazione delle perdite effettive subite derivanti da rischi operativi (c.d. LDC – Loss Data Collection). Tale analisi consente inoltre di effettuare un back-test circa la valutazione ex-ante mediante Risk Self-Assessment.

La Compagnia ha inoltre proseguito nei lavori per il completamento del piano di continuità operativa (Business Continuity Plan).

Per quanto riguarda la valutazione del requisito di capitale (SCR), i rischi operativi vengono valutati mediante l'applicazione della Standard Formula. Il peso complessivo dei rischi operative, secondo i dettami normativi Solvency II è pari al 4,9% (tale valore rappresenta la miglior stima del rischio alla data di valutazione).

Il rischio normativo di compliance (ovvero di non conformità alle norme) riguarda il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, e subire perdite o danni reputazionali in conseguenza della mancata osservanza di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di Vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione, quali statuti, codici di condotta o codici di autodisciplina; rischio derivante da modifiche sfavorevoli del quadro normativo o degli orientamenti giurisprudenziali.

Nella gestione del rischio di non conformità normativa, l'azienda identifica quale fattore prioritario di successo il conseguimento della conformità in materia di trasparenza e correttezza nel rapporto col cliente assicurato e danneggiato, nell'informativa precontrattuale e contrattuale dei prodotti, nella corretta esecuzione dei contratti, con particolare riguardo alla liquidazione dei sinistri, e in generale nella tutela del consumatore.

In sintesi, il processo di analisi di conformità alle norme mira, attraverso la formalizzazione della matrice di rischio di compliance, a:

  • migliorare il grado di sensibilità nei confronti del disposto normativo da parte dei controlli di primo livello;
  • valutare i presidi di controllo esistenti sui processi;
  • stimolare la riflessione sui potenziali rischi esistenti;
  • valutare la capacità nel riconoscere o prevenire i rischi medesimi;
  • individuare gli interventi organizzativi utili a colmare i gap eventualmente riscontrati.

Nell'esercizio dei propri compiti la funzione di Compliance opera sulla base di un approccio metodologico fondato su tecniche di identificazione, valutazione, gestione e monitoraggio dei rischi di non conformità ispirate alle migliori prassi del mercato e coerenti con quelli utilizzati nei processi di Risk Management e di Revisione Interna.

Secondo il modello adottato da Credemassicurazioni, inoltre, esistono altri rischi/eventi perdita non strettamente riconducibili a fattori di rischio specifici, ma che possono derivare da fattori di rischio riconducibili alle classi di rischio precedentemente illustrate. Si tratta in particolare della classe di rischio legata all'appartenenza al gruppo, della classe di rischio reputazionale, di condotta e ESG, così identificati dalla normativa di settore.

Il rischio legato all'appartenenza al gruppo (rischio di 'contagio') è inteso come rischio che, a seguito dei rapporti intercorrenti tra l'impresa e le altre entità del gruppo, situazioni di difficoltà che insorgono in una società del medesimo gruppo possano propagarsi con effetti negativi sulla solvibilità dell'impresa stessa.

In coerenza con la propria strategia e con le politiche in materia degli investimenti, adottata dall'Organo Amministrativo ha definito una propria politica delle operazioni infragruppo e ha determinato appropriati limiti di operatività.

L'identificazione e l'analisi del rischio è effettuata pertanto in coerenza alle categorie e alle controparti delle operazioni stesse, con particolare riguardo alle garanzie eventualmente rilasciate nell'ambito del Gruppo ed in coerenza con le caratteristiche delle seguenti tipologie di operazioni:

  • Operazioni significative (comprese tra il 1% e il 5% del Solvency Capital Requirement di periodo);
  • Operazioni Molto significative (>5% del Solvency Capital Requirement di periodo).

Il rischio reputazionale è inteso come il rischio di deterioramento dell'immagine aziendale e di aumento della conflittualità sia con gli assicurati (dovuto anche alla scarsa qualità dei servizi offerti, al collocamento di polizze non adeguate o al comportamento in fase di vendita, post vendita e di liquidazione) sia con le Autorità di Vigilanza e gli shareholders.

Il rischio reputazionale è quindi strettamente legato alla vendita del prodotto e alla prestazione dei servizi ad esso collegati. A tutela del Cliente/Assicurato e di conseguenza a presidio del rischio reputazionale sono attivate una serie di misure:

  • le procedure di collocamento che contemplano una preventiva valutazione di adeguatezza del contratto finalizzata ad individuare in via preliminare le esigenze assicurative e i bisogni di protezione del cliente, nonché a fornire l'adeguata informativa sul prodotto;
  • l'assistenza e i servizi generali alla rete distributiva;
  • il processo di gestione dei reclami;
  • il servizio di liquidazione sinistri.

Essendo inoltre il rischio reputazionale strettamente connesso ai rischi operativi, informatici e cyber e al rischio di condotta, gli specifici presidi operativi e organizzativi posti in essere per la gestione di tali rischi rappresentano un ulteriore elemento a supporto della gestione del rischio reputazionale.

Il rischio di condotta - quale sottocategoria di rischio operativo, di compliance e reputazionale – può essere definito come il rischio attuale o prospettico di perdite conseguenti a casistiche di offerta inappropriata di prodotti e/o servizi, incluse fattispecie di condotta inadeguata (dolo/negligenza) da parte dell'impresa.

La gestione del rischio di condotta è strettamente connessa alle attività definite nell'ambito del processo POG (disciplinato nella rispettiva Policy di POG). La Compagnia, nell'ambito della gestione del rischio di Condotta, si prefigge i seguenti obiettivi:

  • rendere le iniziative di business orientate e focalizzate sulla figura del cliente. In tale ambito il focus è incentrato sul disegno dei prodotti e la definizione di servizi in linea con le esigenze della clientela;
  • stabilire un codice/sistema di condotta completamente radicato all'interno della struttura aziendale. In tale ambito il focus è incentrato sulla vendita di prodotti / erogazone di servizi assicurando trasparenza informativa verso la clientela,
  • garantire che il business sia nel continuo focalizzato sul conseguimento del miglior risultato per il cliente (cfr. Monitoraggio KPI e KRI), tutelando l'integrità e la condotta della Compagnia nella relazione con la clientela.

Il rischio ESG (Enviromental, Social and Governance) si pone l'obiettivo di valutare un evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance che, verificandosi, potrebbe provocare un impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell'investimento o sul valore della passività. Questa tipologia di rischio rientra tra i rischi di secondo livello o rischi indiretti in quanto può manifestarsi provocando un impatto negativo su attività e passività influenzando i fattori di rischio già contemplati nelle altre risk category (ad esempio Rischio di Mercato e di Sottoscrizione).

All'interno della categoria dei rischi ESG, particolare rilevanza è assegnata ai rischi climatici in quanto potrebbero generare elevate perdite per le Compagnie Assicurative se non correttamente identificati e gestiti.

Con specifico riferimento ai rischi climatici, in coerenza con le indicazioni del Regolamento Delegato (UE) 2021/1256 della Commissione del 21 Aprile 2021, la Compagnia ha strutturato una serie di analisi sul proprio portafoglio (sia investimenti, sia tecnico/assicurativo) per verificare la materialità dell'esposizione ai rischi climatici e, successivamente, condurre l'analisi di scenario per quantificare l'impatto che essi producono sulle principali grandezze economiche e patrimoniali.

Il Framework sviluppato dalla Compagnia per la gestione del rischio climatico identifica i seguenti step:

  • Identificazione dei fattori di rischio e del perimetro di analisi identificazione e classificazione delle principali fonti di rischio climatico e del perimetro di prodotti e assets potenzialmente impattati secondo le linee guida indicate da EIOPA.
  • Valutazione della materialità la valutazione, propedeutica all'analisi di rilevanza (cfr. punto successivo), è effettuata su ogni singolo perimetro (sia lato Asset, sia Liabilities);
  • Analisi di Rilevanza analisi attivata solo per i rischi identificati come potenzialmente materiali nel punto precedente, ed ha come obiettivo l'identificazione dei rischi climatici rilevanti per il business e per la relativa analisi di stress ai fini ORSA. L'analisi è effettuata su ogni singolo perimetro (sia lato Asset, sia Liabilities) e prevede almeno le seguenti macro attività:
    • o Identificazione dei criteri e delle metodologie da utilizzare sui portafogli esposti al rischio (sia asset, sia liabilities) analizzate nei paragrafi successivi;
    • o Valutazione quali/quantitativa di ogni perimetro identificato rispetto alle metodologie individuate e alle specifiche soglie di materialità.

Il sistema di gestione dei rischi ESG prevede la definizione di indicatori utilizzati per monitorare l'esposizione, con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali insiti nei portafogli Asset e Liabilities della Compagnia.

Si riportano sinteticamente di seguito le misure di rischio utilizzate e i volumi analizzati:

  • Weighted Average Carbon Footprint;
  • Percentuale Climate Policy Relevant Activities;
  • Weighted Average Liabilities Hazard Exposure;
  • Percentuale passività ad alto rischio climatico.

Rischi strategico

Per rischio strategico si intende il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale e di sostenibilità del modello di business, incluso il rischio di non riuscire a generare un adeguato ritorno sul capitale sulla base della propensione al rischio definita dall'impresa, derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, dall' attuazione inadeguata di decisioni, impropria gestione del rischio di appartenenza al gruppo, e dalla scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.

L'analisi dei rischi strategici viene effettuate mediante specifiche analisi si sensitivity in sede ORSA o ogni qualvolta si assista a variazioni significative del mercato, dell'mix di produzione e delle ipotesi sottostanti le valutazioni (a titolo esemplificativo, tassi di riscatto best estimate, ipotesi di minimo garantito, etc).

In tale ambito viene altresì valutata la presenza di potenziali rischi emergenti sulla base delle informazioni derivanti dal piano industriale, dalle evoluzioni di prodotto, dalle variazioni normative e da qualsiasi altra variazione potenzialmente impattante sul profilo di rischio dell'impresa.

In seguito ai risultati di tale analisi, vengono valutati gli eventuali cambiamenti da apportare nella mappa dei rischi aziendali.

Le valutazioni effettuate dalla Compagnia alla data di valutazione hanno consentito di delineare la mappa dei rischi – Framework Solvency II - a cui la Compagnia è esposta (di seguito riportata).

Modulo di rischio Sottomodulo di rischio Esposizione
Non-Life underwriting risk Non-Life premium and reserve risk X
Non-Life lapse risk X
Non-life CAT risk X
Health underwriting risk Health premium and reserve risk X
Health Lapse risk X
Health CAT X
Health SLT Mortality risk ---
Health SLT Longevity risk ---
Health SLT Disability morbidity risk ---
Health SLT Lapse risk ---
Health SLT Expense risk ---
Health SLT Revision risk ---
Market risk Interest rate risk X
Equity risk X
Property risk X
Spread risk X
Currency risk X
Concentration risk ---
Counterparty default risk Type 1 counterparties X
Type 2 counterparties X
Operational Risk Operational risk X

Le valutazioni prospettiche dei rischi non hanno rilevato da un punto di vista regolamentare (Solvency II) rischi emergenti in ragione delle azioni previste dalle nuove strategie di investimento e di business.

Si evidenziano inoltre, in relazione del Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento Europeo relativo all'informativa nel settore dei servizi finanziari, l'identificazione dei seguenti rischi emergenti: rischio ESG (Ambientali, Sociali, e di Governo).

Con riferimento ai dati prospettici e monitorati alla data di valutazione, l'analisi ha permesso di individuare i sotto moduli di rischio maggiormente significativi e impattanti per la Compagnia, che risultano essere i sotto moduli di rischio Non-Life premium and reserve risk, Health premium and reserve risk, seguiti dal sotto modulo Non Life lapse Risk.

Inoltre si evidenzia l'esposizione della Compagnia al rischio Spread sui Governativi ITA (rischio non contemplato nella Formula Standard). La Compagnia nelle proprie valutazioni prende in considerazione tale fattore di rischio mediante specifiche analisi di sensitivity effettuate periodicamente e all'interno del Report ORSA YE 31.12.2022.

Le analisi quali/quantitativa sull'adeguatezza del Profilo di Rischio della Compagnia rispetto i requisiti sottostanti l'applicazione della Formula Standard sono risultate positive.

Oltre al calcolo degli impatti dovuti ai rischi di natura quantificabile, la Compagnia gestisce e monitora anche i rischi non rientranti nell'ambito della Formula Standard e i cosiddetti rischi non quantificabili da un punto di vista regolamentare, quali:

  • rischio spread sui titoli governativi;

  • rischio di liquidità;

  • rischio ALM;
  • rischio strategico;
  • rischio di non conformità alle norme;
  • rischio reputazionale;
  • rischio condotta
  • rischio ESG (con un focus specifico sui rischi climatici connessi ai rischi ambientali);
  • rischio di appartenenza al gruppo;
  • rischi emergenti e di sostenibilità.

Allo stato attuale tali tipologie di rischio hanno un livello di gestione coerente con la rilevanza dei fattori di rischio che li caratterizzano, periodicamente monitorate e non comportano un add-on in termini di capitale regolamentare.

Al momento non vi sono risultati che evidenzino situazioni di criticità in termini di solvibilità derivanti dai rischi strategici. Tuttavia, è da continuare a tenere in considerazione l'effetto di possibili variazioni del contesto macro-economico che possono avere impatti significativi sugli Own Funds della Compagnia.

PARTE F INFORMAZIONI SUL PATRIMONIO CONSOLIDATO

Sezione 1 – Il patrimonio consolidato

A. Informazioni di natura qualitativa

Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 ("CRR") con il quale vengono introdotte nell'Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria con l'articolato insieme di documenti unitariamente denominato "Basilea 3" in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e informativa al pubblico (Terzo pilastro).

Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE ("CRD IV") definiscono il nuovo quadro normativo di riferimento nell'Unione Europea per banche e imprese di investimento. Dal 1° gennaio 2014. CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di regolamentazione o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di supervisione ("ESA"), che danno attuazione alla normativa primaria.

Con l'adozione del regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014 sono state stabilite le norme tecniche di attuazione (Implementing Technical Standards) vincolanti in materia di segnalazioni prudenziali armonizzate delle banche e delle imprese di investimento relative a: fondi propri, rischio di credito e controparte, rischi di mercato, rischio operativo, grandi rischi, rilevazione su perdite ipotecarie, posizione patrimoniale complessiva, monitoraggio liquidità e leva finanziaria.

Inoltre, la Banca d'Italia ha emanato le Circolari n. 286 e n. 154 che traducono secondo lo schema matriciale, attualmente adottato nelle segnalazioni di vigilanza, i citati ITS

Il Gruppo ritiene prioritario valutare la propria struttura patrimoniale e tali analisi sono svolte all'interno degli specifici Comitati di Governance di Gruppo. In tale sede vengono anche evidenziati i principali impatti legati alle normative in via di definizione (es. potenziali impatti legati alla finalizzazione della riforma di Basilea III come da recente accordo in sede di Comitato di Basilea del 14 gennaio 2019) e a quelle già approvate ma non attualmente applicabili (es. il regolamento (UE) n. 876/2019 e la direttiva (UE) n. 787/2019 che modificano rispettivamente il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE /876, così come il regolamento (UE) n. 877/2019 e la direttiva (UE) n. 879/2019).

I Comitati di Governance di Gruppo presentano sempre dei membri nominati dal Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo, scelti tra i componenti il Consiglio stesso, e le rispettive analisi vengono successivamente prodotte al Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo.

Sotto il profilo di Vigilanza l'assorbimento viene determinato tenendo in considerazione le attuali "regole" di segnalazione.

Sotto il profilo gestionale l'assorbimento viene calcolato con l'utilizzo di modelli interni per il rischio di credito e di mercato e l'utilizzo di un metodo standard "gestionale".

I rischi vengono esaminati sia complessivamente che dettagliatamente all'interno delle società del Gruppo (analisi dei portafogli specifici).

Al 31 dicembre 2022 i Fondi Propri sono stati determinati in base alle disposizioni contenute nel Regolamento (UE) n.575/2013 (CRR).

B. Informazioni di natura quantitativa

B.1 Patrimonio consolidato: ripartizione per tipologia di impresa

Voci del patrimonio netto Consolidato
prudenziale
assicurazione
Imprese di
Altre imprese aggiustamenti da
consolidamento
Elisioni e
Totale
1. Capitale 341.323 121.600 8 (121.565) 341.366
2. Sovrapprezzi di emissione 321.801 - - - 321.801
3. Riserve 2.353.886 250.982 2.074 14.015 2.620.957
4. Strumenti di capitale - - - - -
5. (Azioni proprie) (10.072) - - - (10.072)
6. Riserve da valutazione: (151.951) (227.580) (2) - (379.533)
- Titoli di capitale designati al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
4.065 - - - 4.065
- Coperture di titoli di capitale designati al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
- - - - -
- Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
(130.575) (227.655) - - (358.230)
- Attività materiali - - - - -
- Attività immateriali - - - - -
- Copertura di investimenti esteri - - - - -
- Copertura dei flussi finanziari (72.379) - - - (72.379)
- Strumenti di copertura [elementi non designati] - - - - -
- Differenze di cambio - - - - -
- Attività non correnti e gruppi di attività in via di
dismissione
- - - - -
- Passività finanziarie designate al fair value con
impatto a conto economico (variazioni del proprio
merito creditizio)
- - - - -
- Utili (perdite) attuariali su piani previdenziali a
benefici definiti
(6.142) 75 (2) - (6.069)
- Quote delle riserve da valutazione delle
partecipazioni valutate a patrimonio netto
- - - - -
- Leggi speciali di rivalutazione 53.080 - - - 53.080
7. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) del gruppo e di terzi 280.563 32.649 754 3.020 316.986
Patrimonio netto 3.135.550 177.651 2.834 (104.530) 3.211.505

Nella tavola sopra riportata sono indicate le componenti del patrimonio netto contabile, sommando quelle del Gruppo con quelle di terzi, ripartite per tipologia di imprese oggetto di consolidamento. Più in dettaglio, nella colonna riferita al Consolidamento prudenziale viene indicato l'importo che risulta dal consolidamento delle società appartenenti al Gruppo bancario, al lordo degli effetti economici di transazioni effettuate con altre società incluse nel perimetro di consolidamento; le società controllate, diverse da quelle appartenenti al Gruppo bancario e consolidate integralmente sono qui valorizzate con il metodo del patrimonio netto. Nella colonna Imprese di assicurazione sono riportati gli importi che risultano dal consolidamento, al lordo degli effetti economici derivanti da transazioni effettuate con le società appartenenti al Gruppo bancario. Nelle colonne Elisioni ed Aggiustamenti sono invece indicate le rettifiche necessarie per ottenere il dato rappresentato in bilancio.

B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

Attività/valori Consolidato
prudenziale
Imprese di
assicurazione
Altre imprese Elisioni e
aggiustamenti da
consolidamento
Totale
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
1. Titoli di debito 11.663 142.239 - - - - - 11.663 142.239
2. Titoli di capitale 6.885 2.819 - - - - - 6.885 2.819
3. Finanziamenti - - - - - - - - -
Totale 31/12/2022 18.548 145.058 - - - - - - 18.548 145.058
Totale 31/12/2021 29.386 4.934 - - - - - - 29.386 4.934
Attività/valori Imprese di
assicurazione
Altre imprese Elisioni e
aggiustamenti da
consolidamento
Totale
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
1. Titoli di
debito
4.087 176.785 - - - - 4.087 176.785
2. Titoli di
capitale
- - - - - - - -
3. Quote di
O.I.C.R
6.992 61.948 - - - - 6.992 61.948
4.
Finanziamenti
- - - - - - - -
Totale 31.122.022 11.079 238.733 - - - - 11.079 238.733
Totale 31/12/2021 42.360 56.581 - - - - 42.360 56.581

B.3 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: variazioni annue

Titoli di
debito
Titoli di
capitale
Finanziamenti
1. Esistenze iniziali 23.139 1.313 -
2. Variazioni positive 8.387 6.459 -
2.1 Incrementi di fair value 5.729 6.023 -
2.2 Rettifiche di valore per rischio di credito 196 X -
2.3 Rigiro a conto economico di riserve negative da realizzo 1.529 X -
2.4 Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di capitale) - - -
2.5 Altre variazioni 933 436 -
3. Variazioni negative 162.102 3.706 -
3.1 Riduzioni di fair value 157.109 3.506 -
3.2 Riprese di valore per rischio di credito 274 - -
3.3 Rigiro a conto economico da riserve positive: da realizzo 3.526 X -
3.4 Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di capitale) - 200 -
3.5 Altre variazioni 1.193 - -
4. Rimanenze finali (130.576) 4.066 -

Nel corso del 2021 Credemtel ha aderito all'aumento di capitale della società S-Invest srl, una società di diritto italiano che userà la provvista raccolta per sottoscrivere il prestito convertibile di una società svizzera denominata Sonect AG.

L'attività finanziaria in parola è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente che mediante la vendita (Business model "Hold to Collect and Sell – "HTCS"").

Ai fini del processo di impairment test è stato utilizzato l'ultimo bilancio disponibile che evidenzia una perdita consistente e un patrimonio netto negativo. Essendo Sonect AG in start-up e non essendo possibile formulare previsioni su un ritorno all'utile nel breve periodo non è stato possibile ritenere sufficientemente consistente il Patrimonio netto rettificato di S- Invest con conseguente svalutazione da impairment, per 200 mila euro, della partecipazione detenuta da Credemtel.

Relativamente all'andamento dei mercati finanziari, segnaliamo:

  • Nel primo trimestre del 2022, l'invasione dell'Ucraina e il conseguente incremento dell'avversione al rischio da parte degli investitori si sono tradotti in pesanti cali delle quotazioni azionarie, di differente intensità tra paesi, che sono stati inizialmente riassorbiti quasi ovunque a fine marzo. Sui mercati obbligazionari si è assistito al rialzo dei rendimenti dei titoli pubblici a lunga scadenza, sulla base delle decisioni e delle attese di politica monetaria.
  • Nel secondo trimestre del 2022, le condizioni finanziarie sui mercati internazionali sono peggiorate, riflettendo da un lato la progressiva normalizzazione delle politiche monetarie in molti paesi avanzati, volta a contenere le pressioni inflazionistiche, dall'altro le tensioni geopolitiche e una maggiore incertezza circa la situazione in Ucraina e le prospettive del ciclo economico globale. I corsi azionari sono scesi, in particolare negli Stati Uniti. I rendimenti dei titoli pubblici a lunga scadenza sono cresciuti e si sono ampliati i differenziali di rendimento fra paesi.
  • Nel terzo trimestre dell'anno le condizioni finanziarie sui mercati internazionali sono divenute più tese, risentendo dell'elevata inflazione, dell'accelerazione del processo di normalizzazione della politica monetaria delle principali banche centrali e dei rischi al ribasso per la congiuntura internazionale. I rendimenti dei titoli pubblici sono cresciuti, soprattutto per le scadenze più prossime, e i corsi azionari sono scesi.
  • Nell'ultimo trimestre del 2022, tra la metà di ottobre e la metà di dicembre le condizioni sui mercati finanziari internazionali sono migliorate, beneficiando dell'attenuarsi dell'incertezza sulla politica di bilancio nel Regno Unito e delle attese degli operatori di un rallentamento nel ritmo di rialzo dei tassi di politica monetaria nelle maggiori economie avanzate. Dopo le riunioni di dicembre delle principali banche centrali dei paesi avanzati, gli operatori hanno nuovamente modificato le proprie aspettative riguardo al passo e alla durata del processo di restrizione monetaria. I rendimenti sui titoli pubblici a lungo termine in Europa e negli Stati Uniti sono temporaneamente tornati a crescere.

Passando all'analisi di maggior dettaglio dell'Italia:

  • Nel corso del primo trimestre del 2022, i rendimenti dei titoli di Stato italiani sono stati spinti al rialzo dalle aspettative di una riduzione dell'accomodamento monetario nell'area dell'euro più rapida di quanto precedentemente atteso, in un contesto di forti pressioni inflazionistiche. Il differenziale con i corrispondenti titoli tedeschi si è ampliato, collocandosi a fine marzo a 150 punti base.
  • A partire da aprile, i rendimenti dei titoli di Stato italiani sulla scadenza decennale sono saliti di oltre 100 punti base e il differenziale con i corrispondenti titoli tedeschi si è ampliato; anche il premio per il rischio di ridenominazione è cresciuto. Gli annunci della BCE, che nella riunione straordinaria del 15 giugno ha ribadito l'impegno a contrastare il riemergere dei rischi di frammentazione nell'area dell'euro, hanno contribuito a contenere l'incremento dello spread decennale, che intorno a quella data aveva toccato i 242 punti base. Il differenziale al 30 giugno è risultato nell'intorno di 205 punti base.
  • Anche nel terzo trimestre i rendimenti dei titoli di Stato italiani sulla scadenza decennale sono cresciuti; quelli sulle scadenze a breve sono cresciuti in misura più marcata. L'andamento dei rendimenti ha riflesso soprattutto il processo di normalizzazione della politica monetaria della BCE. Il premio per il rischio sovrano, misurato dal differenziale di rendimento rispetto ai titoli di Stato tedeschi, è aumentato, risentendo dell'incertezza politica seguita alla caduta del Governo a metà luglio e dell'accresciuta avversione al rischio nei mercati; a fine settembre lo spreadsi collocava a 244 punti base.
  • Nell'ultimo trimestre del 2022 le attese di attenuazione del ritmo di rialzo dei tassi di interesse e la maggiore propensione al rischio degli investitori hanno favorito il calo dei rendimenti dei

titoli di Stato a lungo termine e del premio per il rischio sovrano; a fine dicembre lo spread è sceso verso i 210 punti base.

Le riserve nette sui titoli emessi da Amministrazioni Centrali di Paesi appartenenti all'Unione Europea presentavano, alla data del 31 dicembre 2022, un saldo negativo di circa 75 milioni di euro.

Riserve da valutazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita: variazioni annue

Titoli di debito Titoli di capitale Quote di O.I.C.R. Finanziamenti
1. Esistenze iniziali (29.326) - 15.104 -
2. Variazioni positive 17.409 - 10.523 -
2.1 Incrementi di fair value 16.932 - 9.505 -
2.2 Rigiro a conto economico di riserve negative 477 - 1.018 -
- da deterioramento - - - -
- da realizzo 477 - 1.018 -
2.3 Altre variazioni - - - -
3. Variazioni negative 160.782 - 80.584 -
3.1 Riduzioni di fair value 159.941 - 73.503 -
3.2 Rettifiche da deterioramento - - - -
3.3 Rigiro a conto economico da riserve positive: da
realizzo
841 - 7.081 -
3.4 Altre variazioni - - - -
4. Rimanenze finali (172.699) - (54.957) -

Le riserve nette sui titoli emessi da Amministrazioni Centrali presentavano, alla data del 31 dicembre 2022, un saldo negativo di circa 153,8 milioni di euro, di cui 98,9 milioni di euro riferibili allo Stato Italia. Le suddette riserve nette sono state computate interamente nel calcolo del CET1 al 31 dicembre 2022.

B.4 Riserve da valutazione relative a piani a benefici definiti: variazioni annue

Le variazioni nette dell'esercizio evidenziano un saldo positivo di 7,3 milioni di euro, al netto del relativo effetto fiscale.

Sezione 2 – I fondi propri e i coefficienti di vigilanza bancari

Per la presente sezione si fa rinvio all'informativa sui fondi propri e sull'adeguatezza patrimoniale contenuta nell'informativa a pubblico ("Terzo Pilastro"), capitolo "Fondi Propri".

PARTE G

OPERAZIONI DI AGGREGAZIONE RIGUARDANTI IMPRESE O RAMI D'AZIENDA

Sezione 1 – Operazioni realizzate durante l'esercizio

1.1 Operazioni di aggregazione

Non esistono operazioni.

1.2.1 Variazioni annue dell'avviamento

Non esistono operazioni.

Sezione 2 – Operazioni realizzate dopo la chiusura dell'esercizio

Non esistono operazioni.

Sezione 3 – Rettifiche retrospettive

Non esistono operazioni.

PARTE H OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

rmazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica

Di seguito vengono fornite le informazioni sui compensi corrisposti ai dirigenti con responsabilità strategiche, in coerenza con quanto previsto dallo IAS 24.

I dirigenti con responsabilità strategiche di Credito Emiliano sono i soggetti aventi il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività di Credito Emiliano.

In tale contesto rientrano nel perimetro dei dirigenti con responsabilità strategiche: i Consiglieri di Amministrazione, i Sindaci, il Direttore Generale, i Condirettori Generali, i Vice Direttori Generali, gli altri componenti della Direzione Centrale, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, i Responsabili delle Funzioni di Controllo Interno (Responsabile Servizio Audit, Responsabile Funzione Antiriciclaggio, Compliance Officer e Risk Officer), il Responsabile Business Unit Commerciale, il Responsabile Business Unit Private, il Responsabile Business Unit Finanza, il Dirigente Coordinatore delle aree Amministrazione, Corporate Governance e Relazioni Esterne e Governo del Valore, il Capo Servizio preposto all'area Crediti e il Capo Servizio preposto all'area Organizzazione.

Riepilogo compensi Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Amministratori 1.664 1.566
Sindaci 480 433
Dirigenti 10.142 7.370
Totale 12.286 9.369

I compensi dei dirigenti comprendono benefici a breve termine, benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro, altri benefici a lungo termine, benefici dovuti per la cessazione del rapporto di lavoro e pagamenti basati su azioni.

2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate

In ottemperanza alle disposizioni normative riguardanti le operazioni con parti correlate, il Gruppo Credito Emiliano ha adottato specifiche procedure per disciplinare siffatta operatività ed assicurare idonei flussi informativi.

In attuazione alla delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e della Circolare Banca d'Italia 285/2013, Credito Emiliano ha adottato apposite Procedure per la gestione delle operazioni con parti correlate e per le operazioni con soggetti collegati.

Il regolamento è disponibile per la consultazione sul sito internet di Credito Emiliano www.credem.it.

I rapporti e le operazioni perfezionate con parti correlate e soggetti collegati non presentano criticità e sono riconducibili all'ordinaria attività di servizio e di credito. Le condizioni applicate ai singoli rapporti ed alle operazioni con parti correlate e soggetti collegati non si discostano da quelle correnti di mercato.

Nel corso dell'esercizio 2022 è stata effettuata un'operazione qualificabile di maggiore rilevanza ai sensi delle richiamate procedure.

Nello stesso periodo il Consiglio di Amministrazione ha adottato una "delibera quadro".

In particolare la delibera ha riguardato:

  • concessione di affidamenti a parti correlate e soggetti collegati riconducibili al Vice Presidente Luigi Maramotti e al Consigliere Edoardo Prezioso per un importo massimo complessivo non superiore a 100 milioni di euro e comunque entro il limite normativo del 5% del patrimonio di vigilanza consolidato, erogabile dal Gruppo Credito Emiliano in più operazioni, anche rotative.

Nel corso dell'esercizio 2022 sono state poste in essere operazioni infragruppo e/o con parti correlate/soggetti collegati, italiani ed esteri, rientranti nell'ordinario esercizio dell'attività operativa e della connessa attività finanziaria, perfezionate, di norma, a condizioni analoghe a quelle applicate per operazioni concluse con terzi indipendenti.

Le operazioni infragruppo sono state effettuate sulla base di valutazioni di reciproca convenienza economica e la definizione delle condizioni da applicare è avvenuta nel rispetto di correttezza sostanziale, presente l'obiettivo comune di creare valore per l'intero Gruppo Credem.

Uguale principio è stato applicato anche nel caso di prestazioni di servizi infragruppo, unitamente a quello di regolare tali prestazioni su di una base minimale commisurata al recupero dei relativi costi di produzione.

Informazioni sulle transazioni con parti correlate

Crediti Debiti Garanzie Raccolta
amministrata
Raccolta gestita
Amministratori, sindaci e
dirigenti
2.856 5.574 564 16.732 11.956
Stretti familiari 2.912 12.637 628 161.952 9.131
Società controllate e collegate 38.072 270.794 87.447 18.313 141.396
Altre parti correlate - - - - -
Totale 43.840 289.005 88.639 196.997 162.483

Informazioni sulle transazioni con parti correlate

Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive e
altri ricavi
Commissioni passive e
altri oneri
Amministratori, sindaci e
dirigenti
17 9 204 20
Stretti familiari 5 13 198 60
Società controllate e collegate 992 577 1.392 279
Altre parti correlate - - - -
Totale 1.014 599 1.794 359

L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le controparti correlate sopra indicate, sul totale del Gruppo risulta essere pari (%):

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni Raccolta Raccolta gestita
amministrata
Totale 0,1 0,5 0,8 0,8 0,5
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed altri
ricavi
Commissioni passive ed
altre spese
Totale 0,1 0,4 0,2 0,1

Si provvede di seguito a fornire i dettagli (in migliaia di euro) dei rapporti verso le imprese collegate:

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni Raccolta
amministrata
Raccolta gestita
Totale 4.919 6.623 1.020 136.277 -
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed altri
ricavi
Commissioni passive ed
altre spese
Totale 95 6 17.970 296

L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le imprese collegate, sul totale del Gruppo risulta essere pari (%):

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni Raccolta
amministrata
Raccolta gestita
Totale - - - 0,6 -
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed altri
ricavi
Commissioni passive ed
altre spese
Totale - - 1,9 -

PARTE I

ACCORDI DI PAGAMENTO BASATI SU PROPRI STRUMENTI PATRIMONIALI

Informazioni di natura qualitativa

1. Descrizione degli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali

Coerentemente con le politiche retributive approvate dall'Assemblea e nel rispetto delle disposizioni in materia di remunerazione e di incentivazione della Banca d'Italia si è proceduto alla definizione di un sistema retributivo variabile basato in parte su pagamenti in contanti e in parte attraverso l'assegnazione gratuita di azioni. Il sistema incentivante è correlato al raggiungimento di obiettivi di performance misurati al netto dei rischi ed alla sussistenza di un adeguato livello di patrimonializzazione e liquidità dell'Azienda.

Il sistema è volto a motivare e fidelizzare le persone che occupano posizioni chiave in azienda ed è destinato ai top manager rientranti nella categoria del Personale più rilevante. La quota del premio complessivo assegnata ai destinatari in azioni è, per l'anno 2022, pari o superiore al 50%, subordinatamente alla verifica del raggiungimento degli obiettivi fissati dal Consiglio di Amministrazione sentito il parere del Comitato Remunerazioni. Più in particolare, i piani di remunerazione riservati al Personale più rilevante del Gruppo che prevedono il pagamento di una parte del premio mediante l'assegnazione gratuita di azioni sono i seguenti:

  • Sistema premiante 2022;
  • Sistemi premianti e altre forme di remunerazione variabile di breve e medio periodo relativi agli anni precedenti.

Il numero di azioni è determinato sulla base della quotazione del titolo nel momento in cui il premio è assegnato.

Sono previsti meccanismi di correzione, durante il periodo di differimento, per effetto dei quali i premi maturati potranno ridursi ovvero azzerarsi.

In particolare, le singole quote differite già assegnate potranno non essere erogate o ridotte in presenza di determinate condizioni di utile, redditività corretta per il rischio, livelli patrimoniali e di liquidità non in linea. Il premio è altresì non erogato in caso di risoluzione del rapporto di lavoro o prestazioni professionali contrarie agli obblighi di buona fede e correttezza.

Ai fini della rappresentazione in bilancio, per tener conto delle condizioni di assegnazione delle varie quote di bonus è stata utilizzata la simulazione con il Metodo Monte Carlo che, sulla base di opportune ipotesi, ha consentito di definire un consistente numero di scenari alternativi nell'arco temporale considerato. In particolare, in ogni scenario la proiezione dei parametri che definiscono gli obiettivi di performance viene effettuata di anno in anno, a partire dall'ultimo valore di rendiconto, secondo un moto geometrico Browniano.

La metodologia di calcolo può essere schematizzata nelle seguenti fasi:

  • proiezione dei parametri di bilancio e del prezzo dell'azione nell'orizzonte temporale prescelto;
  • verifica dei parametri di performance;
  • calcolo del bonus per ogni partecipante al piano e proiezione delle traiettorie individuali verificando il raggiungimento delle performance individuali e per ogni anno la continuità dell'attività lavorativa e la sopravvivenza;
  • calcolo delle quote individuali secondo le modalità di pagamento individuali del bonus;
  • determinazione in funzione del prezzo stimato del titolo del numero di azioni necessarie a corrispondere la parte di bonus in azioni (laddove non già determinato);
  • imputazione proporzionale in base al vesting period delle azioni assegnate;
  • reiterazione del procedimento per il numero di repliche stabilite.

Informazioni di natura quantitative

Piano quota di competenza
dell'esercizio
impatto a patrimonio
Gruppo - Sistema premiante 2022
- Sistemi premianti e altre forme di remunerazione
variabile di breve e medio periodo relativi agli anni
precedenti
3.934,4 23.701,3

PARTE L – INFORMATIVA DI SETTORE

INFORMATIVA DI SETTORE – distribuzione per settori operativi

Gli "operating segments" individuati a livello Gruppo sono i seguenti:

Commercial Banking, nel quale confluiscono il corrispondente segmento di Credito Emiliano e, integralmente, i bilanci di Credemleasing, Credemfactor, Banca Euromobiliare e Avvera;

Asset Management, che recepisce i bilanci di Euromobiliare Asset Management SGR, Credem Private Equity SGR, Euromobiliare Fiduciaria ed Euromobiliare Advisory Sim

Bancassurance, interamente rappresentato da Credemvita e dalla interessenza pro-quota di Credemassicurazioni;

Finanza, nel quale è confluito il corrispondente segmento di Credito Emiliano che comprende l'attività di gestione del rischio tasso e cambio del banking book, il portafoglio di investimento e l'attività di trading;

Treasury, nel quale è confluito il corrispondente segmento di Credito Emiliano che comprende l'attività della tesoreria

Corporate Center che comprende, relativamente a Credito Emiliano, tutti i centri che svolgono un'attività di supporto ai segmenti Banking Commerciale e Finanza.

Altro, in cui confluiscono integralmente i bilanci di Magazzini Generali delle Tagliate, Credemtel, Sata e Blue Eye Solutions; questo "operating segment" comprende inoltre le rettifiche di consolidamento.

Con riferimento a Credito Emiliano, per quanto riguarda i segmenti relativi al Commercial Banking, Finanza, Tresury e Corporate Center si sono utilizzati dati gestionali.

Al fine di garantire la coerenza dei margini rendicontati con gli utili effettivamente prodotti, i dati gestionali vengono periodicamente "riconciliati" con i dati di bilancio.

Criteri di costruzione del conto economico per operating segments di Credito Emiliano

I risultati economici degli "operating segments" sono determinati sulla base dei seguenti principali criteri:

  • il margine di interesse è ottenuto dall'applicazione di tassi interni di trasferimento coerenti con le caratteristiche finanziarie dei prodotti;
  • le commissioni nette sono attribuite puntualmente al cliente che le ha generate e, quindi, all' operating segment di pertinenza;
  • le risorse utilizzate dagli "operating segments" per lo svolgimento della propria attività sono pagate dagli stessi sulla base di prezzi rappresentativi dei costi effettivi;
  • vengono attribuiti i costi direttamente imputabili al punto vendita, quali ad esempio il personale e le spese relative all'utilizzo ed al funzionamento dei locali; gli altri costi, compresi quelli relativi alla struttura centrale e al centro servizi, vengono convenzionalmente attribuiti al segmento "Corporate Center e altro";
  • le spese generali relative alle singole società confluiscono integralmente negli "operating segments" a cui appartengono le rispettive società.

INFORMATIVA DI SETTORE - commento

Si fa preliminarmente riferimento a quanto ampiamente riportato nella relazione sulla gestione sui vari settori di attività e alle singole società del gruppo; ad integrazione si riportano di seguito alcune brevi note di commento.

Il Commercial Banking evidenzia una dinamica particolarmente favorevole del margine finanziario generata all'andamento della forbice da clientela.

Positivo l'andamento delle commissioni così come quello della componente legata alla negoziazione; positivo anche il contributo delle altre componenti di ricavo legate ai servizi.

In leggera crescita i costi operativi che tuttavia nella loro composizione evidenziano dinamiche diverse: da un lato si rileva un significativo incremento delle spese informatiche mentre quelle del personale crescono in misura più contenuta.

In leggera contrazione le rettifiche su crediti.

Per quanto riguarda l'andamento dei volumi, il Total Business rimane sostanzialmente stabile a 128 miliardi con una ricomposizione che vede l'incremento degli impieghi a clientela e della raccolta diretta bancaria ed una contrazione della raccolta indiretta da clientela ed in particolare di quella gestita.

L'Asset Management evidenzia una contrazione dei ricavi operativi ed in particolare dalle commissioni che rispetto al precedente esercizio si riducono del 40% mentre i costi hanno una dinamica contenuta; in contrazione i volumi (-10%) negativamente impattati dall'andamento dei mercati.

L'andamento del Bancassurance si presenta complessivamente una leggera contrazione con ricavi operativi sostanzialmente stabili e i costi operativi che registrano una crescita legata principalmente ad investimenti IT.

Stabile il contributo del segmento Finanza.

La contrazione del segmento Treasury è imputabile principalmente alla contrazione del margine finanziario.

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Si riporta, inoltre, la disaggregazione delle commissioni attive per segmento operativo

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BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

LEGENDA:

Margine finanziario

  • Voce 30 Margine d'interesse

  • Voce 70 Dividendi e proventi simili (per la sola quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale nelle attività finanziarie classificate in HTCs)

  • Voce 250 Utile/perdita delle partecipazioni escluso gli utile/perdite derivanti da cessioni/valutazioni

  • Margine d'interesse Credemvita

Margine servizi

  • Voce 60 Commissioni nette

    • Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione
    • Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura
    • Voce 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto
    • Voce 110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value
  • Voce 115 Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39

  • Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie)

  • Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva

  • Voce 160 Premi netti

  • Voce 170 Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa

  • Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (al netto delle componenti di natura straordinaria)

  • Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale classificate in HTCs)

  • Margine d'interesse Credemvita

Risultato operativo

  • Margine d'intermediazione

    • Voce 190 Spese amministrative (spese per il personale e altre spese amministrative)
    • Voce 200 Rettifiche /riprese di valore nette su attività materiali
    • Voce 210 Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali

Utile prima delle imposte

  • Risultato operativo

  • Voce 130 Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi)

    • Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni
    • Voce 200 Accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri
    • Oneri/proventi straordinari:
    • Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria sbilancio sopravvenienze)
    • Voce 270 Rettifiche di valore dell'avviamento
    • Voce 280 Utili/perdite da cessione di investimenti
    • Voce 320 Utili/perdite delle attività operative cessate al netto delle imposte

PARTE M – INFORMATIVA SUL LEASING

SEZIONE 1 – LOCATARIO

Informazioni qualitative

In data 13 gennaio 2016 lo IASB ha pubblicato il nuovo principio "IFRS 16 Leases", che sostituisce il principio IAS 17 Leases, nonché le interpretazioni IFRIC 4 Determining whether an Arrangement contains a Lease, SIC15 Operating Leases Incentives e SIC-27 Evaluating the Substance of Transactions Involving the Legal Form of a Lease. Il principio è stato omologato dalla Commissione Europea con Regolamento n. 2017/1986 e si applica a partire dal 1° gennaio 2019.

Il nuovo principio fornisce una nuova definizione di lease ed introduce un criterio basato sul controllo (right of use) di un bene per distinguere i contratti di leasing dai contratti per servizi, individuando quali discriminanti: l'identificazione del bene, il diritto di sostituzione dello stesso, il diritto ad ottenere sostanzialmente tutti i benefici economici rivenienti dall'uso del bene e il diritto di dirigere l'uso del bene sottostante il contratto.

La principale novità introdotta dal principio è rappresentata dalla modifica delle modalità di contabilizzazione delle operazioni di leasing operativo nel bilancio del locatario/utilizzatore, attraverso l'introduzione di un unico modello di contabilizzazione dei contratti di leasing da parte del locatario siano essi classificati come leasing operativi o finanziari.

Ai sensi della nuova contabilizzazione, il locatario rileva, nello Stato patrimoniale Attivo, un Diritto d'Uso (Right of Use) del bene oggetto del contratto e nello Stato patrimoniale Passivo, un Debito per leasing (Lease Liability) pari al valore attuale dei canoni previsti per il contratto e non ancora pagati. Nel conto economico vengono rilevati l'ammortamento del Diritto d'Uso e gli interessi passivi derivanti dall'attualizzazione del Debito per leasing.

L'informativa richiesta è stata inoltre ampliata sia per il locatario che per il locatore e sono richieste nuove informazioni di tipo quantitativo e qualitativo.

Approccio metodologico e scelte di transizione

Rispetto alle modalità di transizione consentite dall'IFRS 16, il Gruppo ha deciso di effettuare la transizione in base al Modified retrospective approach rilevando l'impatto cumulato dell'applicazione iniziale del principio ai contratti di leasing operativo esistenti determinandone l'impatto sui saldi di apertura al 1° gennaio 2019, senza procedere alla riesposizione dei dati comparativi. Alla data di prima applicazione il saldo dei Diritti d'Uso è quindi pari a quello dei Debiti per leasing aggiustato per considerare eventuali risconti passivi o ratei attivi. I debiti per leasing sono stati determinati come attualizzazione alla data di prima applicazione dei canoni futuri contrattuali utilizzando il tasso di finanziamento marginale (Incremental Borrowing Rate).

Tra le principali scelte operative che il Gruppo ha utilizzato durante la transizione si evidenzia:

  • la scelta di non rideterminare il perimetro di prima applicazione, bensì di applicare il nuovo principio a tutti i contratti di leasing già individuati sulla base della definizione contenuta nello IAS 17;
  • l'esclusione dal perimetro di applicazione dei contratti "short-term", ovvero aventi una vita residua alla data di prima applicazione inferiore ai 12 mesi;
  • l'esclusione dal perimetro di applicazione dei contratti "low-value", ovvero aventi un valore stimato dell'asset inferiore a Euro 5.000;
  • fatto affidamento all'assessment IAS 37 alla data di fine esercizio come alternativa alla verifica di impairment.

Con riferimento alle scelte adottate dal Gruppo nell'applicazione del principio si evidenzia inoltre che:

  • con riferimento al leasing operativo il perimetro di applicazione è riferibile ai contratti di locazione immobiliare e noleggio di autoveicoli;
  • il Gruppo ha determinato il tasso di finanziamento marginale sulla base delle curve tassi relative alle emissioni Senior unsecured del Gruppo. Il tasso determinato, contenente la componente del rischio credito del Gruppo, considera inoltre le differenti durate contrattuali;
  • con riferimento alla durata dei leasing immobiliari, in generale il Gruppo ha considerato come ragionevolmente certo solo il primo periodo di rinnovo contrattuale.

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

Altre informazioni

I contratti di locazione commerciale sono regolati dalla legge per cui al conduttore è consentito di disdettare la locazione ad ogni scadenza (normalmente ogni sei anni) con un preavviso di almeno dodici mesi.

Analogo diritto è in capo al locatore. Questo comporta che, ad ogni mese di ogni anno, è potenzialmente possibile inviare (o ricevere dal locatore) la disdetta dai contratti di locazione che scadono dopo dodici mesi. Negli ultimi anni però, visto il contesto del mercato immobiliare, si è assistito a pochissime disdette annue da parte dei locatori.

La quasi totalità dei nostri contratti è regolamentato tra le parti il recesso che può essere esercitato solo dal conduttore in ogni momento con un preavviso di mesi sei. Negli ultimi anni la banca ha esercitato spesso questa facoltà per poter gestire al meglio le chiusure delle filiali previste.

Inoltre nelle parti B e C della presente Nota integrativa sono riportate le informazioni patrimoniali ed economiche richieste dal principio IFRS16.

Informazioni quantitative

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Fabbricati Altre Totale Fabbricati Altre Totale
127.032 3.068 132.936 3.508 136.444
-22.985 -1.727 -24.712 -21.369 -1.792 -23.161
20.872 874 21.746 15.465 1.352 16.817
124.919 2.215 127.032 3.068 130.100
130.100
127.134
Debiti per leasing Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Lease Liability saldo iniziale 134.266 139.650
- canoni erogati per i leasing -26.305 -25.522
+ Interessi Passivi maturati nell'esercizio 3.207 3.324
+/- Altre variazioni 19.867 16.814
Lease Liability saldo finale 131.035 134.266
Altre Informazioni Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Costi per leasing low value 58 50
Costi per leasing short term 76 168
Altre spese sui leasing 2.671 2.068

La voce altre spese sui leasing è riconducibile all'Iva indetraibile ed altri servizi.

SEZIONE 2 – LOCATORE

Informazioni qualitative

Nel 2022 il mercato del leasing e del noleggio a lungo termine ha finalizzato investimenti per un valore di circa 31,5 miliardi di euro, con un incremento del 9,7% rispetto al 2021; in crescita anche il numero di nuove operazioni stipulate, che registra un +5,6% rispetto all'anno precedente.

Il mercato continua a caratterizzarsi per la prevalenza degli investimenti nel segmento "mobiliare", che complessivamente rappresenta il 91% del totale del valore delle nuove stipule del periodo. In questo ambito si evidenzia:

  • comparto veicoli: gli investimenti del comparto hanno contribuito al totale della nuova produzione per circa il 51% ed evidenziano, rispetto al 2021, un incremento del 13,7% nei volumi finanziati e del 5,8% nel numero delle nuove stipule. Particolarmente positive le performance, in termini di volumi stipulati, del mercato del noleggio, sia per i veicoli commerciali (+21,2%) che per le autovetture (+17,2%). Anche il mercato delle autovetture in leasing risulta in significativa crescita (+17,3%).
  • comparto strumentale: continua a registrare una crescita sia in termini di volumi (+6,9%) che nel numero delle nuove stipule (+5,2%), trainato dalla dinamica del leasing finanziario (+5,4%) che rappresenta l'88,3% del comparto stesso. La performance continua a beneficiare delle misure agevolative a favore delle PMI tra cui la "Nuova Sabatini". Gli incrementi hanno riguardato tutte le fasce di importo (ad eccezione di quella inferiore ad Ek 50) e si concentrano in particolare sugli investimenti di importo superiore a 2,5 milioni di euro. Buona anche la dinamica evidenziata dal leasing operativo (+20,7%).

Il comparto immobiliare risulta in contrazione, sia in termini di stipule (-3,9%) che di volumi stipulati (-3,4%). Nel dettaglio, la sottocategoria degli "immobili da costruire", che pesa per il 43,3% del totale, registra una crescita del 5,5% in termini di volumi di nuova produzione, trainata dal buon dinamismo degli investimenti in "big-ticket" (+9,3% per i contratti d'importo superiore ai 2,5 milioni di euro). La sottocategoria degli "immobili costruiti" registra una contrazione dei volumi del 9,2% e si caratterizza per investimenti concentrati per il 43,4% nella fascia di importo compresa tra 0,5 e 2,5 milioni di euro.

Infine, il comparto aeronavale e ferroviario evidenzia una forte crescita sia in termini di stipule (+76,5%) che in termini di volumi stipulati (+54,4%).

La Società consuntiva un andamento commerciale complessivamente in linea con il settore, evidenziando dal confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente un incremento del 9% nel valore complessivo degli investimenti finanziati e dell'8,2% nel numero dei nuovi contratti stipulati. Il comparto mobiliare contribuisce al 72% delle nuove stipule e continua a caratterizzarsi da una forte composizione in beni strumentali che rappresentano quasi il 75% dei volumi del comparto stesso ed evidenziano un incremento dell'1,6% rispetto ai volumi di dicembre '21. I veicoli registrano un incremento del 16,4% nel valore finanziato, caratterizzandosi per investimenti in veicoli industriali e commerciali (oltre il 69% l'incidenza sul comparto auto). Analogamente al mercato, il prodotto nautico evidenzia una significativa crescita rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (+76,2%).

Il comparto immobiliare, contrariamente al Sistema, consuntiva volumi complessivi in crescita del 13,4%; il segmento "costruendo" contribuisce al comparto per il 52% dei volumi finanziati, con un incremento del 17,8% rispetto all'anno precedente, mentre il segmento degli immobili "costruiti" consuntiva un +9,1% nei volumi. Il comparto è caratterizzato da operazioni principalmente concentrate nella fascia di importo fino a 2,5 mln di euro.

Nel complesso, la quota di mercato riferita al solo leasing finanziario si attesta al 5,28%.

II risultato economico complessivo consuntiva, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, in aumento.

Le principali dinamiche riferite alla gestione caratteristica vedono l'incremento del margine di intermediazione, sul quale ha influito positivamente il margine da interessi grazie all'incremento dei capitali medi produttivi (+5,3% rispetto al 31.12.2021) e la dinamica finanziaria dei tassi di mercato (che ha visto il progressivo ritorno in territorio positivo dei tassi di mercato nel corso del secondo semestre), oltre che il positivo andamento delle commissioni attive connesse alla gestione dei contratti di leasing.

BILANCIO CONSOLIDATO – NOTA INTEGRATIVA

Le rettifiche su crediti evidenziano complessivamente una ripresa di valore riconducibile principalmente ai crediti in bonis, che evidenziano un miglioramento della qualità del relativo portafoglio, oltre ad incorporare gli effetti degli aggiornamenti apportati all'impianto metodologico IFRS9 adottato dal Gruppo.

Le spese amministrative risultano complessivamente in incremento, in particolare per la componente relativa alla gestione ed erogazione dei contratti di leasing; il Cost/Income (comprensivo degli ammortamenti) consuntiva al 29,6% e conferma un buon livello di efficienza operativa.

Nel gruppo le operazioni di leasing finanziario sono effettuate da Credemleasing.

Informazioni quantitative

1. Informazioni di stato patrimoniale e di conto economico

2. Leasing finanziario

Si riportano le informazioni relative ai crediti per locazione finanziaria (ripartizione per fasce di vita residua dei crediti futuri comprensivi della quota di riscatto, relativi ai soli contratti attivi) e la suddivisione delle medesime informazioni distinte tra esposizioni deteriorate e non deteriorate:

2.1 Classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere e riconcilazione con finanziamenti per leasing iscritti nell'attivo

Totale Totale
31/12/2022 31/12/2021
Fasce temporali Pagamenti da
ricevere per il leasing
Pagamenti da
ricevere per il leasing
Fino a 1 anno 767.692 694.108
Da oltre 1 anno fino a 2 anni 591.288 553.240
Da oltre 2 anno fino a 3 anni 487.934 431.037
Da oltre 3 anno fino a 4 anni 372.076 349.479
Da oltre 4 anno fino a 5 anni 261.254 246.415
Da oltre 5 anni 762.701 772.907
Totale dei pagamenti da ricevere per leasing 3.242.945 3.047.186
Riconciliazione con finanziamenti (287.088) (229.717)
Utili finanziari non maturati (-) (287.088) (229.717)
Valore residuo non garantito (-) - -
Finanziamenti per leasing 2.955.857 2.817.469
Totale 2022 Totale 2021
Pagamenti da ricevere per il
leasing
Pagamenti da ricevere per il
leasing
Totale pagamenti
da ricevere per il
Fasce temporali Esposizioni
Deteriorate
Esposizioni
non
deteriorate
ricevere per il
leasing
Esposizioni
Deteriorate
Esposizioni
non
deteriorate
leasing
Fino a 1 anno 29.567 738.125 767.692 32.360 661.748 694.108
Da oltre 1 anno fino a
2 anni
5.801 585.488 591.289 5.535 547.704 553.239
Da oltre 2 anno fino a
3 anni
4.869 483.065 487.934 4.322 426.715 431.037
Da oltre 3 anno fino a
4 anni
3.690 368.386 372.076 5.275 344.204 349.479
Da oltre 4 anno fino a
5 anni
2.992 258.261 261.253 3.518 242.897 246.415
Da oltre 5 anni 10.286 752.415 762.701 9.336 763.571 772.907
Totale pagamenti da
ricevere per leasing
57.205 3.185.740 3.242.945 60.346 2.986.839 3.047.185
RICONCILIAZIONE
Utili finanziari non
maturati (-)
Valore residuo non
(5.070)
-
(282.018)
-
(287.088)
-
(4.287)
-
(225.430)
-
(229.717)
-
garantito
Finanziamenti per
leasing
52.135 2.903.722 2.955.857 56.059 2.761.409 2.817.468

2.2 Altre informazioni

I contratti di locazione finanziaria prevedono che l'utilizzatore, al termine del periodo di durata contrattuale indicato e sempre che abbia integralmente assolto a tutti gli obblighi assunti, abbia la facoltà di scegliere di:

  • acquisire la proprietà del bene contro versamento di un prezzo definito;
  • restituire il bene oggetto del contratto.

La durata dei contratti, in rapporto alla vita economica dei beni, ed il valore prefissato per il riscatto dei beni stessi sono tali da indurre gli utilizzatori, nella generalità dei casi, all'acquisto del bene alla scadenza contrattuale.

I beni finanziati variano a seconda del soggetto richiedente e/o natura di attività svolta. In generale i beni finanziati rientrano in 4 comparti: veicoli (automobili, veicoli commerciali, veicoli industriali), aeroferronavale (aeromobili, motonavi e imbarcazioni da diporto, vagoni ferroviari), strumentale e immobiliare (edifici ad uso commerciale, industriale e residenziale sia costruiti che da realizzare).

3. Leasing operativo

Si fornisce la classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere.

3.1 Classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Fasce temporali Pagamenti da
ricevere per il leasing
Pagamenti da
ricevere per il leasing
Fino a 1 anno 1.400 1.424
Da oltre 1 anno fino a 2 anni 1.393 1.420
Da oltre 2 anni fino a 3 anni 1.363 1.495
Da oltre 3 anni fino a 4 anni 1.334 1.525
Da oltre 4 anni fino a 5 anni 1.299 1.581
Da oltre 5 anni 7.230 6.499
Totale 14.019 13.944

3.2 Altre informazioni

Sono presenti contratti di locazione, in qualità di locatore, per gli immobili di proprietà, mentre per alcuni immobili di terzi presi in affitto sono stati stipulati contratti di sublocazione.

ALLEGATI AL BILANCIO

Informativa al pubblico Stato per Stato

Stato Patrimoniale riclassificato

Conto economico riclassificato

Elenco delle partecipazioni

Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione

INFORMATIVA AL PUBBLICO STATO PER STATO (COUNTRY-BY-COUNTRY REPORTING)

Al fine di accrescere la fiducia dei cittadini dell'Unione Europea nel settore finanziario, la direttiva c.d. "CRD IV" introduce obblighi di pubblicazione di informazioni riguardanti le attività delle banche, e in particolare gli utili realizzati, le imposte pagate ed eventuali contributi pubblici ricevuti, suddivisi per singolo paese ove le banche sono insediate. La circolare 285/2013 della Banca d'Italia, al Titolo III, Capitolo 2, recepisce nell'ordinamento italiano la disciplina dell'informativa al pubblico Stato per Stato. In linea con tale impostazione, il Gruppo pubblica annualmente in allegato al bilancio consolidato l'informativa richiesta.

DENOMINAZIONE DELLE SOCIETA' INSEDIATE E NATURA DELL'ATTIVITA'

Denominazione Paese Tipo di
rapporto
Disponibilità
voti %
Attività
Credito Emiliano spa Italia 0 commercial banking
Credem Euromobiliare Private Banking spa Italia 1 100,00% commercial banking
Credemleasing spa Italia 1 100,00% commercial banking
Credemfactor spa Italia 1 100,00% commercial banking
Avvera spa Italia 1 100,00% commercial banking
Euromobiliare Advisory Sim spa Italia 1 100,00% wealth management
Euromobiliare Asset Management SGR spa Italia 1 100,00% wealth management
Credem Private Equity SGR spa Italia 1 100,00% wealth management
Credemvita spa Italia 1 100,00% wealth management
Credemassicurazioni spa Italia 2 50,00% wealth management
Credemtel spa Italia 1 100,00% remote banking
Magazzini Generali delle Tagliate spa Italia 1 100,00% cheese warehousing
Euromobiliare Fiduciaria spa Italia 1 100,00% fiduciary services
Sata srl Italia 1 100,00% software house
Blue Eye srl Italia 1 75,00% software house
Credem CB srl Italia 1 70,00% special purpose vehicle

Legenda: Tipo di rapporto

0 = capogruppo

1 = controllata

2 = controlla congiuntamente

Capogruppo

Credito Emiliano S.p.A. è una società di diritto italiano costituita nella forma di società per azioni, con denominazione CREDITO EMILIANO S.p.A. La denominazione sociale può essere abbreviata in CREDEMBANCA o in CREDEM.

Credito Emiliano S.p.A. è la capogruppo del Gruppo "Credito Emiliano - CREDEM".

Credem aderisce al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Credito Emiliano S.p.A. è iscritto nel Registro delle Imprese di Reggio Emilia al n. 01806740153 e al Repertorio Economico Amministrativo REA n. 219769, oltre che all'Albo delle Banche al n. 5350 ed all'Albo dei Gruppi Bancari tenuti dalla Banca d'Italia al n. 3032.

Credito Emiliano S.p.A. (Credem) è costituita in Italia nella forma di società per azioni ai sensi del diritto italiano. L'articolo 4 dello statuto fissa per Credem una durata della società sino al 31 Dicembre 2050.

L'attività di Credem consiste nella raccolta di depositi, nella erogazione di prestiti sotto varie forme e nella offerta di servizi finanziari tipici dell'attività bancaria.

Credem e le società dalla stessa controllate formano un gruppo di dimensione medio-grande, presente ormai su tutto il territorio nazionale ma che mantiene, in Emilia Romagna (nel nord del Paese) il suo radicamento tradizionalmente prevalente. Avendo operato originariamente come banca rivolta alla clientela retail, il Gruppo offre oggi una gamma completa di servizi finanziari tra

BILANCIO CONSOLIDATO – ALLEGATI AL BILANCIO

cui quelli propri dell'attività di banca commerciale, gestione del risparmio ed intermediazione. Ad oggi il Gruppo è composto di 13 società, oltre alla capogruppo, operanti nei settori legati all'offerta di servizi finanziari (il gruppo societario di diritto comune registra la presenza anche di due compagnie di assicurazioni operanti rispettivamente nei rami vita e danni: Credemvita S.p.A., integralmente consolidata e partecipata al 100% da Credem; Credemassicurazioni S.p.A. partecipata al 50% da Credem). Nel gruppo è presente anche Credem CB srl, società veicolo, (Special Purpose Vehicle - SPV), partecipata al 70% da Credem.

Cenni storici

La costituzione di Credem risale al 1910 con l'originaria denominazione di Banca Agricola Commerciale di Reggio Emilia, una banca privata locale situata nel nord dell'Emilia Romagna. L'attuale denominazione di Credito Emiliano S.p.A. è stata assunta nel 1983 in concomitanza con l'acquisizione del controllo di Banca Belinzaghi - Milano, il primo passo dell'Emittente verso un'espansione extraregionale.

Il 1° gennaio 1993, a seguito del riordino della disciplina del settore del credito (D.Lgs 385/93) è stato formalmente costituito, sull'impianto polifunzionale precedente, il gruppo bancario "Credito Emiliano - CREDEM", la cui holding, al vertice della catena partecipativa e con funzioni di capogruppo, era rappresentata da Credito Emiliano Holding S.p.A. (di seguito anche Credito Emiliano Holding o Credemholding). Dal giugno del 2009 la capogruppo del gruppo bancario è diventata Credem e Credemholding è fuoriuscita dal perimetro del gruppo bancario.

Struttura organizzativa del gruppo

La struttura del Gruppo vede tutte le società istituite dipendere (sotto il profilo gerarchico) dalla capofila Credem, centro delle funzioni di governance anche in qualità di capogruppo bancaria. Le diverse società del Gruppo si distinguono in società "captive" (la cui attività è direttamente riconducibile ai network distributivi verso clientela retail e corporate) e "non captive" (che, per converso, operano sul mercato a prescindere dalle strutture distributive del Gruppo). Fra le prime si citano: Credemleasing, Credemfactor, Euromobiliare Asset Management SGR e Avvera spa. Del secondo raggruppamento si citano invece: MGT e Credemtel S.p.A.

Al 31 dicembre 2022 la struttura distributiva del Gruppo si articolava in 625 filiali centri imprese e negozi finanziari operanti su 19 regioni e 94 provincie Italiane, con 6.616 dipendenti, 833 promotori finanziari esterni con mandato, 256 agenti Avvera e 506 agenti per la cessione del quinto e credito finalizzato.

Principali attività

I due principali settori di attività del Gruppo sono il commercial banking ed il wealth management. Per attività di commercial banking si intendono quelle relative alla distribuzione di prodotti e servizi finanziari diretti alla clientela retail e corporate del Gruppo. La conduzione delle attività di commercial banking è affidata a Credito Emiliano S.p.A. e ad alcune altre consociate del Gruppo, quali Credemleasing S.p.A, Credemfactor S.p.A, Avvera spa e Credem Euromobiliare Private Banking S.p.A. Al 31 dicembre 2022, l'apporto dell'Emittente all'utile netto del Gruppo era pari a 182,0 milioni di euro (ossia il 57,4%) rispetto a 194,3 milioni di euro per lo stesso periodo nell'esercizio precedente.

L'attività di wealth management nel Gruppo consiste nella gestione di fondi comuni di investimento, SICAV, gestioni patrimoniali nonché fondi di private equity ed hedge funds. Al 31 dicembre 2022, il Gruppo vantava circa 136,4 miliardi di euro di total business risultante dalla somma dei volumi relativi alla raccolta diretta bancaria, alle riserve assicurative, alla raccolta indiretta (gestita e amministrata) e dagli impieghi verso clientela. Le attività di asset management del Gruppo sono ripartite tra Euromobiliare Asset Management SGR S.p.A. (società che svolge anche i servizi di supporto amministrativo e gestionale per Euromobiliare International Fund SICAV), Credem Private Equity SGR S.p.A. e Credemvita S.p.A.

Principali mercati

L'attività principale del Gruppo è incentrata sui servizi al dettaglio, sul wealth management e sulle piccole e medie imprese. Sul lato dei crediti alla clientela, l'attività del Gruppo è rivolta integralmente al mercato domestico con un focusparticolare sulle aree del nord e centro del Paese che, al 31 dicembre 2022, pesavano per quasi il 79,0% sul volume totale delle esposizioni creditizie nette per cassa verso clientela. Non esistono significative concentrazioni per quanto concerne l'erogazione creditizia verso particolari settori merceologici. Riguardo alle attività di raccolta alla data del 31 dicembre 2022, si rileva che le attività di raccolta gestita sono totalmente rivolte a clientela domestica, mentre una parte della raccolta diretta bancaria è effettuata per il tramite di emissioni su mercati italiani e/o esteri ma, rivolte ad investitori istituzionali. Il Gruppo opera in tutti i settori delle attività di retail e commercial banking e, tramite le proprie controllate, nella gestione dei fondi comuni, intermediazione, leasing, factoringed assicurazione.

FATTURATO

Per "Fatturato" si intende il relativo "margine di intermediazione" di cui alla voce 120 del conto economico consolidato e ammonta, per l'anno 2022, a 1.444.368 mila euro (1.330.076 mila euro nel 2021).

NUMERO DI DIPENDENTI SU BASE EQUIVALENTE A TEMPO PIENO

Per "Numero di dipendenti su base equivalente a tempo pieno" si intende il rapporto tra il monte ore lavorato complessivamente da tutti i dipendenti, esclusi gli straordinari, e il totale anno previsto contrattualmente per un dipendente assunto a tempo pieno e ammonta, per l'anno 2022, a 6.224 unità (6.196 unità nel 2021).

UTILE O PERDITA PRIMA DELLE IMPOSTE

Per "Utile o perdita prima delle imposte" si intende la somma delle voci 290 e 320 (quest'ultima al lordo delle imposte) del conto economico consolidato e ammonta a 461.591 mila euro (466.181 mila euro nel 2021).

IMPOSTE SULL'UTILE O SULLA PERDITA

Per "Imposte sull'utile o sulla perdita" si intende la voce 300 del conto economico consolidato e ammonta a (144.605) mila euro (113.588) mila euro nel 2021.

CONTRIBUTI PUBBLICI RICEVUTI

Il Gruppo ha ricevuto contributi dalle Amministrazione Pubbliche nell'esercizio 2022 pari a 229,5 mila euro per formazione finanziata (856 mila euro nel 2021). Al riguardo si precisa che, nel novero di tali contributi, sono escluse operazioni poste in essere con le banche centrali per finalità di stabilità finanziaria e operazioni aventi l'obiettivo di facilitare il meccanismo di trasmissione di politica monetaria.

Stato patrimoniale riclassificato (milioni di euro)

variazioni 12/22-12/21
31/12/2022 31/12/2021 assolute %
Cassa e disponibilità liquide 3.357,8 230,9 3.126,9 n.s.
Crediti verso clientela 42.343,8 40.188,6 2.155,2 5,4
Crediti verso banche 1.487,4 8.948,9 -7.461,5 -83,4
Altre attività finanziarie 15.562,3 15.639,5 -77,2 -0,5
Partecipazioni 47,3 48,6 -1,3 -2,7
Attività materiali ed immateriali 930,4 925,3 5,1 0,6
Altre attività 1.312,6 1.597,4 -284,8 -17,8
Totale attivo 65.041,6 67.579,2 -2.537,6 -3,8
Debiti verso clientela 38.778,0 37.717,0 1.061,0 2,8
Titoli in circolazione (compreso passività subordinate) 7.384,5 6.943,0 441,5 6,4
Riserve tecniche 4.356,4 4.257,8 98,6 2,3
subtotale 50.518,9 48.917,8 1.601,1 3,3
Debiti verso banche 8.736,3 12.585,6 -3.849,3 -30,6
Altre passività finanziarie 910,3 441,2 469,1 106,3
Fondi rischi specifici 239,0 244,3 -5,3 -2,2
Altre passività 1.425,6 1.930,2 -504,6 -26,1
Patrimonio di pertinenza di terzi 0,2 0,6 -0,4 -75,7
Totale passività 61.830,3 64.119,7 -2.289,4 -3,6
Capitale sociale 341,3 341,3 - -
Azioni proprie -10,1 -4,0 -6,1 152,5
Riserve 2.563,1 2.769,8 -206,7 -7,5
Utile d'esercizio 317,0 352,4 -35,4 -10,0
Patrimonio netto 3.211,3 3.459,5 -248,2 -7,2
Totale passivo 65.041,6 67.579,2 -2.537,6 -3,8

Tale riclassifica è stata effettuata considerando i dati desumibili direttamente dagli schemi di bilancio

Conto economico riclassificato trimestralizzato (in milioni di euro)

1° trim 2° trim. 3° trim. 4° trim. 12/22 Var% 12/21
margine d'interesse 129,2 145,7 164,8 223,0 662,7 33,5 496,3
margine servizi () (***) 226,1 189,3 186,5 208,3 810,2 -3,6 840,4
margine d'intermediazione 355,3 335,0 351,3 431,3 1.472,9 10,2 1.336,7
spese del personale -143,7 -137,7 -130,6 -151,4 -563,4 2,3 -550,7
spese amministrative (*) -57,9 -58,1 -56,1 -66,5 -238,6 2,9 -231,9
costi operativi -201,6 -195,8 -186,7 -217,9 -802,0 2,5 -782,6
risultato lordo di gestione 153,7 139,2 164,6 213,4 670,9 21,1 554,1
Ammortamenti -24,7 -25,1 -22,9 -25,6 -98,3 5,5 -93,2
risultato operativo 129,0 114,1 141,7 187,8 572,6 24,2 460,9
accantonamenti per rischi ed oneri -0,9 -5,1 0,2 -5,5 -11,3 50,7 -7,5
oneri/proventi straordinari () (*) -16,9 2,7 -32,7 -3,7 -50,6 n.s. 44,3
rettifiche nette su crediti e operazioni
finanziarie () (***)
-0,3 2,8 -11,2 -40,4 -49,1 55,9 -31,5
UTILE ANTE IMPOSTE 110,9 114,5 98,0 138,2 461,6 -1,0 466,2
imposte sul reddito -33,9 -35,7 -31,1 -43,9 -144,6 27,3 -113,6
Utile di terzi -0,1 - - 0,1 - -100,0 -0,2
UTILE NETTO 76,9 78,8 66,9 94,4 317,0 -10,0 352,4
UTILE PER AZIONE 0,93 -11,4 1,05
UTILE DILUITO PER AZIONE 0,93 -11,4 1,05

La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio e dalla nota integrativa

(*) le spese ed il margine servizi sono stati nettati della componente di imposte indirette e tasse recuperate alla clientela (113,6 milioni di euro a dicembre 2022; 116,1 milioni di euro a dicembre 2021); sono stati stornati da spese contributi ai fondi nazionali per 57,4 milioni di euro (51,3 milioni a dicembre 2021);

(**) il risultato derivante dalla cessione di sofferenze è riclassificato a oneri straordinari (5,2 milioni di euro nel 2022; 0,1 milioni di euro nel 2021);

(***) la componente di contributo al Fondo di Risoluzione (3,9 milioni nel 2022, 2,7 milioni di euro nel 2021) accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri è ricondotta tra gli oneri straordinari;

(****) le rettifiche/riprese di valore su crediti inerenti le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato riferite a titoli (-0,4 milioni di euro; -0,8 milioni di euro a dicembre 2021) e quelle inerenti le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (+0,2 milioni di euro; +0,5 milioni di euro a dicembre 2021) sono ricondotte al margine servizi.

(*****) la componente del negative goodwill, o badwill del 2021, ammontante a 95,6 milioni di euro è stata ricondotta tra i proventi straordinari.

BILANCIO CONSOLIDATO – ALLEGATI AL BILANCIO

LEGENDA:

Margine finanziario

    • Voce 30 Margine d'interesse
    • Voce 70 Dividendi e proventi simili (per la sola quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale nelle attività finanziarie classificate in HTCs)
    • Voce 250 Utile/perdita delle partecipazioni escluso gli utile/perdite derivanti da cessioni/valutazioni
  • Margine d'interesse Credemvita

Margine servizi

    • Voce 60 Commissioni nette
    • Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione
    • Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura
    • Voce 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto
    • Voce 110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value
    • Voce 115 Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39
  • Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie)

  • Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva

    • Voce 160 Premi netti
    • Voce 170 Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa
    • Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (al netto delle componenti di natura straordinaria)
    • Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi dei titoli di capitale classificate in HTCs)
    • Margine d'interesse Credemvita

Risultato operativo

    • Margine d'intermediazione
    • Voce 190 Spese amministrative (spese per il personale e altre spese amministrative)
    • Voce 200 Rettifiche /riprese di valore nette su attività materiali
    • Voce 210 Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali

Utile prima delle imposte

    • Risultato operativo
    • Voce 130 Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi)
    • Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni
    • Voce 200 Accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri
    • Oneri/proventi straordinari:
    • Voce 230 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria sbilancio sopravvenienze)
    • Voce 270 Rettifiche di valore dell'avviamento
    • Voce 280 Utili/perdite da cessione di investimenti
    • Voce 320 Utili/perdite delle attività operative cessate al netto delle imposte

Elenco delle partecipazioni

% sul Equity Valore
Sede capitale sociale ratio di bilancio
Credemassicurazioni spa Reggio Emilia 50,000 50,00 45.417
Andxor srl Cinisello Balsamo 40,000 40,00 1.378
SBC Fintech Milan 2224 Milano 19,680 19,680 -
Gruppo Santamaria spa Catania 10,000 10,00 567

Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione

Informazioni ai sensi dell'art.149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob

Il prospetto, redatto ai sensi dell'art.149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob (delibera 11971), evidenzia i corrispettivi di competenza dell'esercizio 2022 per i servizi di revisione e per quelli diversi, resi dalla Società di revisione e da società appartenenti alla sua rete. Tali corrispettivi rappresentano i costi sostenuti ed iscritti in bilancio d'esercizio, al netto dei rimborsi spese e dell'IVA indetraibile (dati in migliaia di euro).

Tipologia di servizi Società che erogato il Servizio Compensi
Revisione contabile EY Spa 986
Revisione contabile
Servizi di Attestazione
Ernst & Young sa (Lussemburgo)
EY Spa
125
392
Altri Servizi EY Spa 29
Altri Servizi EY Advisory Spa 20
Totale 1.552

Si precisa che i corrispettivi relativi al servizio di revisione contabile includono 49 mila euro relativi alla revisione contabile dei fondi Credem Venture Capital II, Fondo Elite e Fondo EltifPlus gestiti da Credem Private Equity SGR, 389 mila euro relativi alla revisione contabile dei fondi gestiti da Euromobiliare Asset Management SGR, 50,6 mila euro relativi alla revisione contabile del fondo Pensione Aperto, delle gestioni separate, e dei fondi Interni Assicurativi di Credemvita e 125 mila euro relativi alla revisione delle Sicav gestite da Euromobiliare Asset Management SGR. Detti compensi non trovano riscontro nel conto economico consolidato, essendo gli stessi a carico del singolo fondo.

ATTESTAZIONE DEL PRESIDENTE E DEL DIRIGENTE PREPOSTO

Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell'art. 81-ter del regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni

  1. I sottoscritti Lucio Igino Zanon di Valgiurata e Paolo Tommasini in qualità, rispettivamente, di Presidente e Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Credito Emiliano S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4. del decreto legislativo 24 febbraio 1998. n. 58:

· l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e

· l'effettiva applicazione

delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato, nel corso dell'esercizio 2022.

  1. La valutazione dell'adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2022 è basata su norme e metodologie definite dalla Capogruppo Credito Emiliano S.p.A., in coerenza con il modello Internal control - Integrated Framework emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of Treadway Commission (COSO - ERM), che rappresenta un framework per il sistema di controllo interno generalmente accettato a livello internazionale.

La valutazione delle procedure di governo dell'IT viene effettuata facendo riferimento al Control Objective for Information and related Technologies (Cobit) sviluppato da Information System Audit and Control Association (ISACA).

  1. Si attesta, inoltre, che:

  2. 3.1 il bilancio consolidato:

    • a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
    • b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
    • c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento.

3.2 La relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti.

Reggio Emilia, 09 marzo 2023

Il Presidente

Lucio Igino Zanon di Valgiurata

Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Paolo Tommasini

RELAZIONE DELLA SOCIETA' DI REVISIONE

Credito Emiliano S.p.A.

Bilancio consolidato al 31 dicembre 2022

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

EY S.p.A. Via Meravigli, 12 20123 Milano

Tel: +39 02 722121 Fax: +39 02 722122037 ey.com

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

Agli Azionisti di Credito Emiliano S.p.A.

Relazione sulla revisione contabile del bilancio consolidato

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio consolidato del Gruppo Credem (il "Gruppo"), costituito dallo stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2022, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività complessiva consolidata, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato per l'esercizio chiuso a tale data e dalla nota integrativa consolidata.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo al 31 dicembre 2022, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lg . 28 febbraio 2005, n. 38 e dell'art. 43 del D. Lgs. 18 agosto 2015, n. 136.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto a Credito Emiliano S.p.A. (la "Società") in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio consolidato nel suo complesso; pertanto su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

Abbiamo identificato i seguenti aspetti chiave della revisione contabile:

EY S.p.A. Sede Legale: Via Meravigli, 12 – 20123 Milano Sede Secondaria: Via Lombardia, 31 – 00187 Roma Capitale Sociale Euro 2.525.000,00 i.v. Iscritta alla S.O. del Registro delle Imprese presso la CCIAA di Milano Monza Brianza Lodi Codice fiscale e numero di iscrizione 00434000584 - numero R.E.A. di Milano 606158 - P.IVA 00891231003 Iscritta al Registro Revisori Legali al n. 70945 Pubblicato sulla G.U. Suppl. 13 - IV Serie Speciale del 17/2/1998 Iscritta all'Albo Speciale delle società di revisione Consob al progressivo n. 2 delibera n.10831 del 16/7/1997

A member firm of Ernst & Young Global Limited

Classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela per finanziamenti

I crediti verso la clientela per finanziamenti, iscritti nella voce 40 b) dell'attivo del bilancio consolidato e valutati al costo ammortizzato, al 31 dicembre 2022 ammontano a 34.483 milioni di Euro e rappresentano il 53% circa del totale attivo dello stato patrimoniale consolidato.

Al 31 dicembre 2022 le rettifiche di valore nette per rischio di credito sui crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti e iscritte nel conto economico consolidato, voce 130. a), ammontano ad Euro 55 milioni.

Il processo di classificazione dei crediti verso la clientela per finanziamenti nelle diverse categorie di rischio e di valutazione degli stessi è rilevante per la revisione contabile sia perché il loro valore è significativo per il bilancio consolidato nel suo complesso, sia perché le relative rettifiche di valore sono determinate dagli amministratori attraverso l'utilizzo di stime che presentano un elevato grado di soggettività e complessità.

Tra queste ultime assumono particolare rilevanza l'identificazione delle obiettive evidenze di riduzione di valore del credito (impairment), la conseguente classificazione delle esposizioni nello Stage 3 (crediti deteriorati), nonché le stime dei flussi di cassa attesi anche in funzione del valore recuperabile delle garanzie acquisite.

Inoltre, per quanto concerne le previsioni di perdita di natura statistica, operate sui crediti verso la clientela per finanziamenti per i quali non sono state individuate obiettive evidenze di riduzione di valore, assumono particolare rilievo la determinazione dei parametri di misurazione dell'incremento significativo del rischio di credito rispetto alla data di iscrizione iniziale, la definizione dei modelli di calcolo delle perdite attese (expected credit losses – ECL), che comporta l'individuazione dell'esposizione al momento dell'inadempienza (EAD), la determinazione delle probabilità di default (PD) e della relativa perdita (LGD) stimate sia sulla base di informazioni di natura storico-statistica, sia di informazioni prospettiche (forward looking), anche di tipo macroeconomico. Inoltre, i processi di classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti comportano la considerazione di specifici fattori volti a riflettere l'attuale contesto di incertezza sull'evoluzione del quadro macroeconomico.

L'informativa sulla classificazione e sulla valutazione dei crediti verso la clientela per finanziamenti è fornita nella Parte A, nella Parte B, nella Parte C e nella Parte E della nota integrativa.

Aspetto chiave Risposte di revisione

Le nostre procedure di revisione in risposta all'aspetto chiave hanno incluso, tra l'altro:

  • la comprensione delle policy aziendali, dei processi e dei controlli posti in essere dal Gruppo in relazione alla classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela per finanziamenti e lo svolgimento di procedure di conformità sui controlli ritenuti chiave, compresi quelli relativi ai presidi informatici, al fine di valutarne l'efficacia operativa;
  • lo svolgimento, su base campionaria, di procedure di validità finalizzate alla verifica delle corrette classificazione e valutazione delle esposizioni creditizie;
  • la comprensione, anche con il supporto di nostri esperti in tematiche di risk management e di sistemi informativi, della metodologia utilizzata in relazione alle valutazioni di tipo statistico e della ragionevolezza delle ipotesi adottate, nonché lo svolgimento di procedure di conformità e validità, finalizzate alla verifica dell'accurata determinazione dei parametri di EAD, PD e LGD rilevanti ai fini della determinazione delle rettifiche di valore;
  • la verifica su base campionaria, mediante analisi della documentazione a supporto, della contabilizzazione delle operazioni di cessione di crediti deteriorati effettuate nell'esercizio;
  • lo svolgimento di procedure di analisi comparativa del portafoglio dei crediti verso la clientela per finanziamenti e dei relativi livelli di copertura, con riferimento agli scostamenti maggiormente significativi rispetto all'esercizio precedente.

Infine, abbiamo esaminato l'adeguatezza dell'informativa resa in nota integrativa.

Impairment test dell'avviamento

L'avviamento è iscritto per 291 milioni di Euro nella voce 100 dell'attivo del bilancio consolidato ed è allocato prevalentemente alla cash generating unit (CGU) "Banking Commerciale". Come previsto dal principio contabile internazionale IAS 36 "Riduzione di valore delle attività", la Società sottopone almeno annualmente l'avviamento al procedimento di verifica del valore recuperabile (impairment test).

L'avviamento è rilevante per la revisione contabile sia perché l'ammontare è significativo per il bilancio consolidato nel suo complesso, sia perché il suddetto procedimento di verifica comporta da parte degli amministratori l'esercizio di una significativa discrezionalità nella scelta delle assunzioni e dei parametri, nell'ambito della metodologia selezionata, in quanto si tratta di variabili che possono risultare sensibili agli andamenti futuri dei mercati e degli scenari macroeconomici.

L'informativa relativa all'avviamento è riportata nella Parte A e nella Sezione 10 "Attività Immateriali" della Parte B della nota integrativa, che descrive anche i risultati delle analisi di sensitività effettuate dalla Direzione.

Aspetto chiave Risposte di revisione

Le nostre procedure di revisione in risposta all'aspetto chiave hanno incluso, tra l'altro:

  • la comprensione delle modalità di determinazione del valore recuperabile adottate, nell'ambito del processo di impairment test approvato dal Consiglio di Amministrazione della Società, e dei relativi controlli chiave;
  • l'analisi della ragionevolezza delle assunzioni e dei parametri utilizzati dagli amministratori per la predisposizione dell'impairment test e dei piani prospettici considerati nello stesso, anche alla luce degli effetti dell'evoluzione del contesto macroeconomico, nonché delle relative analisi di sensitività;
  • la discussione delle evidenze emerse dal confronto effettuato dalla Direzione tra i risultati consuntivati nell'esercizio 2022 e le corrispondenti previsioni di budget.

Nelle nostre verifiche ci siamo anche avvalsi dell'ausilio di nostri esperti in tecniche di valutazione d'azienda, in particolare con riferimento agli aspetti connessi all'accuratezza matematica dei calcoli, alla ragionevolezza delle assunzioni adottate dalla Direzione, ivi inclusi i piani prospettici, nonché alle analisi di sensitività sulle assunzioni chiave.

Infine, abbiamo esaminato l'adeguatezza dell'informativa resa in nota integrativa.

Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio consolidato

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38 e dell'art. 43 del D. Lgs. 18 agosto 2015, n. 136 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità del Gruppo di continuare ad operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio consolidato, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio consolidato a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della capogruppo Credito Emiliano S.p.A. o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria del Gruppo.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio consolidato nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori prese sulla base del bilancio consolidato.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio consolidato, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti od eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze, e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno del Gruppo;
  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli amministratori e della relativa informativa;
  • siamo giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità del Gruppo di continuare ad operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o ci costanze successivi possono comportare che il Gruppo cessi di operare come un'entità in funzionamento;
  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio consolidato nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio consolidato rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione;
  • abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati sulle informazioni finanziarie delle imprese o delle differenti attività economiche svolte all'interno del Gruppo per esprimere un giudizio sul bilancio consolidato. Siamo responsabili della direzione, della supervisione e dello svolgimento dell'incarico di revisione contabile del Gruppo. Siamo gli unici responsabili del giudizio di revisione sul bilancio consolidato.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati ad un livello appropriato come richiesto dai principi di revisione internazionali (ISA Italia), tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le elative misure di salvaguardia applicate.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

L'assemblea degli azionisti di Credito Emiliano S.p.A. ci ha conferito in data 30 aprile 2014 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio e consolidato della Società per gli esercizi con chiusura dal 31 dicembre 2014 al 31 dicembre 2022.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'art. 5, par. 1, del Regolamento (UE) n. 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio consolidato espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'art. 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815

Gli amministratori di Credito Emiliano S.p.A. sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione ESEF – European Single Electronic Format (nel seguito "Regolamento Delegato") al bilancio consolidato al 31 dicembre 2022, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio consolidato alle disposizioni del Regolamento Delegato.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato del Gruppo Credem al 31 dicembre 2022 è stato predisposto nel formato XHTML ed è stato marcato, in tutti gli aspetti significativi, in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.

Alcune informazioni contenute nella nota integrativa al bilancio consolidato, quando estratte dal formato XHTML in un'istanza XBRL, a causa di taluni limiti tecnici potrebbero non essere riprodotte in maniera identica rispetto alle corrispondenti informazioni visualizzabili nel bilancio consolidato in formato XHTML.

Giudizio ai sensi dell'art. 14, comma 2, lettera e), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 3 e dell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58

Gli amministratori di Credito Emiliano S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari del Gruppo Credem al 31 dicembre 2022, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio consolidato e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 con il bilancio consolidato del Gruppo Credem al 31 dicembre 2022 e sulla conformità delle stesse alle norme di legge, nonché di rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari sopra richiamate sono coerenti con il bilancio consolidato del Gruppo Credem al 31 dicembre 2022 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'art. 14, comma 2, lettera e), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39, ilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Dichiarazione ai sensi dell'art. 4 del Regolamento Consob di attuazione del D. Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254

Gli amministratori di Credito Emiliano S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della dichiarazione non finanziaria ai sensi del D. Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254. Abbiamo verificato l'avvenuta approvazione da parte degli amministratori della dichiarazione non finanziaria.

Ai sensi dell'art. 3, comma 10, del D. Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254, tale dichiarazione è oggetto di separata attestazione di conformità da parte nostra.

Milano, 31 marzo 2023

EY S.p.A.

Massimiliano Bonfiglio (Revisore Legale)

BILANCIO INDIVIDUALE 2022

Testa di Buddha, Thailandia, XIV secolo, bronzo, Reggio Emilia, collezioni d'arte CREDEM DIREZIONE

Reggio Emilia – Via Emilia S. Pietro, 4

Tel. 0522/5821 – Telefax 0522/433969 sito: www.credem.it Swift BACRIT 22 – Telex 530658 BACDIR

SEDI E DIPENDENZE

Abruzzo AQ Avezzano L'Aquila PE Pescara TE Teramo Basilicata PZ Potenza Calabria CS Castrovillari Cittadella del Capo Corigliano - Rossano Cosenza Ag. 2 Cosenza Sede Rende San Fili San Marco Argentano CZ Acconia di Curinga Catanzaro Nicastro Sambiase San Mango D'Aquino San Pietro a Maida Soverato KR Belvedere di Spinello Crotone Rocca di Neto VV Pizzo Vibo Valentia RC Gioia Tauro Pellaro

Polistena Reggio Calabria Taurianova Varapodio Campania AV Avellino BN Benevento San Bartolomeo in Galdo CE Aversa Aversa Ag. 2 Caserta San Nicola La Strada NA Afragola Arzano Cicciano Frattamaggiore Marano di Napoli Napoli Ag. 11 Napoli Ag. 12 Napoli Ag. 13 Napoli Ag. 15 Napoli Ag. 17 Napoli Ag. 2 Napoli Ag. 6 Napoli Ag. 8 Napoli Sede Nola Nola Ag. 2 Ottaviano Portici Pozzuoli Procida Sant'Anastasia Torre Annunziata Volla SA Cava dè Tirreni Salerno Scafati Emilia Romagna BO Bologna Ag. 2 Bologna Ag. 3 Bologna Ag. 4 Bologna Ag. 5

BILANCIO INDIVIDUALE – DIREZIONE TERRITORIALE

Bologna Ag. 6 Bologna Ag. 7 Bologna Ag. 8 Bologna Sede Casalecchio di Reno Castel Maggiore Castello d'Argile Crevalcore Funo di Argelato Galliera - San Venanzio Imola Lippo di Calderara Ozzano Emilia San Giovanni in Persiceto San Lazzaro di Savena San Pietro in Casale

FC

Forlì

MO

Campogalliano Carpi Castelfranco Emilia Ag. 2 Castelnuovo Rangone Finale Emilia Fiorano Modenese Formigine Maranello Mirandola Modena Ag. 2 Modena Ag. 3 Modena Ag. 4 Modena Ag. 5 Modena Ag. 6 Modena Ag. 7 Modena Ag. 8 Modena Sede Nonantola Sassuolo Sassuolo Ag. 3 Soliera Vignola PC Piacenza Ag. 2 Piacenza Sede PR Bedonia Borgo Val di Taro

Collecchio Colorno

Felino

Fidenza Noceto Parma Ag. 3 Parma Ag. 4 Parma Ag. 6 Parma Ag. 7 Parma Sede Traversetolo RE Albinea Arceto Bagnolo in Piano Bibbiano Boretto Cadelbosco di Sopra Calerno Campagnola Emilia Campegine Carpineti Casalgrande Casina Castellarano Castelnovo di Sotto Castelnovo ne' Monti Cavriago Correggio Felina Grandi Relazioni Guastalla Luzzara Montecavolo Montecchio Emilia Novellara Quattro Castella Ramiseto Reggio Emilia Ag. 11 Reggio Emilia Ag. 13 Reggio Emilia Ag. 2 Reggio Emilia Ag. 3 Reggio Emilia Ag. 4 Reggio Emilia Ag. 5 Reggio Emilia Ag. 6 Reggio Emilia Ag. 9 Reggio Emilia Sede Reggiolo Rio Saliceto Rolo Roteglia Rubiera

BILANCIO INDIVIDUALE – DIREZIONE TERRITORIALE

San Martino in Rio San Polo d'Enza Sant'Ilario d'Enza Scandiano Vezzano sul Crostolo Villa Minozzo Villa Rivalta FE Bondeno Casumaro Cento Ag. 2 Cento Sede Comacchio Dodici Morelli Dosso Ferrara Ferrara Ag. 5 Ferrara Ag. 2 Ferrara Ag. 3 Ferrara Ag. 4 Mirabello Pieve di Cento Poggio Renatico Renazzo Sant'Agostino Vigarano Mainarda RA Faenza Lugo Ravenna RN Rimini Friuli V.G. UD Udine Ag. 2 TS Trieste Lazio FR Cassino LT Aprilia Formia Latina Terracina RM Genzano di Roma Monterotondo Roma Ag. 10

Roma Ag. 11

Roma Ag. 13 Roma Ag. 2 Roma Ag. 3 Roma Ag. 4 Roma Ag. 5 Roma Ag. 6 Roma Ag. 8 Roma Ag. 9 Roma Sede RI Rieti VT Viterbo Liguria GE Chiavari Genova Genova Ag. 2 Genova Ag. 3 SV Albenga Savona SP La Spezia IM Sanremo Lombardia BG Bergamo BS Brescia Ag 2 Brescia Sede Rovato Salò CO Como Erba CR Crema Cremona LC Lecco MB Monza Monza Ag. 2 Muggiò Seregno MI Bollate

BILANCIO INDIVIDUALE – DIREZIONE TERRITORIALE

Cusano Milanino Legnano Magenta Melzo Milano Ag. 11 Milano Ag. 15 Milano Ag. 16 Milano Ag. 2 Milano Ag. 3 Milano Ag. 4 Milano Ag. 5 Milano Ag. 6 Milano Ag. 9 Milano Sede Sesto San Giovanni MN Castiglione delle Stiviere Gonzaga Mantova Sede Roverbella San Benedetto Po San Silvestro di Curtatone Suzzara Viadana VA Busto Arsizio Gallarate Saronno Varese LO Lodi PV Pavia Vigevano Marche AN Ancona Jesi Senigallia MC Civitanova Marche Macerata PU Pesaro AP San Benedetto del Tronto Molise CB Termoli Piemonte

AL Alessandria Casale Monferrato AT Asti BI Biella NO Novara Sede TO Pinerolo Torino Torino Ag. 2 Torino Ag. 5 CN Fossano Saluzzo VC Vercelli Puglia BA Bari Bari Ag. 2 Corato Noci BR Brindisi Ceglie Messapica Ostuni BT Andria Ag. 2 Andria Ag. 3 Andria Ag. 6 Andria Sede Barletta Ag. 2 Bisceglie Canosa di Puglia Trani FG Apricena Cagnano Varano Casalvecchio di Puglia Cerignola Foggia Lucera Pietramontecorvino San Paolo Civitate San Severo

BILANCIO INDIVIDUALE – DIREZIONE TERRITORIALE

Sannicandro Garganico

Torremaggiore LE Alessano Casarano Gagliano del Capo Lecce Lecce Ag. 2 Maglie Nardò Presicce - Acquarica Specchia TA Martina Franca Taranto Taranto Ag.2 Sardegna CA Cagliari Cagliari Ag. 2 NU Nuoro OR Oristano SS Olbia Sassari Sicilia AG Agrigento Ag. 2 Licata Menfi Porto Empedocle Ag. 2 San Giovanni Gemini Sciacca CL Caltanissetta CT Adrano Biancavilla Bronte Catania Ag. 3 Catania Ag. 4 Catania Ag. 5 Catania Sede Giarre Paternò PA Bagheria Capaci

Corleone

Lercara Friddi Palermo Ag. 2 Palermo Ag. 3 Palermo Ag. 4 Palermo Ag. 6 Palermo Sede

Partinico

San Cipirello

Terrasini

TP

Alcamo Campobello di Mazara Castelvetrano Marsala Ag. 3 Marsala Sede Mazara del Vallo Partanna Petrosino San Leonardo Strasatti Trapani Trapani Ag. 2

EN

Piazza Armerina

ME

Messina

RG Modica Ragusa

Vittoria

SR

Noto Siracusa

Toscana

AR

Arezzo FI

Casellina Firenze Ag. 2 Firenze Ag. 3 Firenze Ag. 4 Firenze Ag. 6 Firenze Ag. 9 Firenze Sede

PI

Pisa Pontedera Santa Croce sull'Arno

PO

BILANCIO INDIVIDUALE – DIREZIONE TERRITORIALE

Prato Prato Ag. 2 Prato Ag. 4 LI Livorno Piombino LU Lucca Pieve Fosciana Viareggio PT Monsummano Terme Pescia Pistoia Trentino A.Adige TN Rovereto Trento Umbria PG Città di Castello Perugia TR Terni Veneto BL Belluno PD Montagnana Padova Ag. 2 Padova Sede TV Castelfranco Veneto Conegliano Veneto Mogliano Veneto Montebelluna Treviso Treviso Ag. 2 VI Bassano del Grappa Schio Vicenza Vicenza Ag. 2 VR Bussolengo Legnago San Bonifacio Verona Verona Ag. 2

RELAZIONE SULLA GESTIONE

Signori Azionisti,

dedichiamo una breve sintesi introduttiva alle principali evidenze del 2022 che riguardano tutto il Gruppo Credem, prima di addentrarci nell'esame delle informazioni rilevanti di Credem banca.

1. EXECUTIVE SUMMARY DEI PRINCIPALI RISULTATI DI GRUPPO

I risultati del 2022 sono estremamente positivi e confermano la capacità del Gruppo Credem di mantenere un'elevata redditività anche durante cicli economici meno favorevoli. Il Gruppo ha registrato livelli di ROE molto positivi e ha contemporaneamente rafforzato la propria posizione patrimoniale, tramite la generazione organica di capitale.

  • Nel corso del 2022 il Gruppo ha fatto un ulteriore passo di rafforzamento nel private banking, con la creazione di un unico coordinamento di Banca Euromobiliare e della Business Unit Private di Credem e, da fine febbraio 2023, le due entità sono confluite in un'unica legal entity (Credem Euromobiliare Private Banking).
  • Questa evoluzione costituisce un altro importante tassello nella diversificazione delle attività del Gruppo, che opera anche nel banking commerciale tramite Credem Banca e le sue reti, nel settore parabancario con Credemleasing, Credemfactor e Credemtel e nel credito al consumo, con la società dedicata Avvera.
  • Le reti del Gruppo Credem offrono un'ampia gamma di prodotti di risparmio gestito e assicurativo, in sinergia con le fabbriche prodotto del Gruppo attive nell'area wealth management, che include società operanti nell'asset managemente nell'assicurativo.
  • Sotto il profilo economico, il 2022 è stato caratterizzato dall'andamento al rialzo dei tassi, che ha favorito lo sviluppo dei ricavi, compensando ampiamente il minor sviluppo delle componenti commissionali, condizionate dall'andamento dei mercati. La dinamica dei costi è in linea con gli sviluppi e la crescita del Gruppo, mentre le rettifiche su crediti risultano contenute, confermando la storica qualità dell'attivo. L'utile si attesta a 317 milioni di euro e, al netto del badwill registrato lo scorso anno per effetto dell'acquisizione di Cassa di Risparmio di Cento, risulta essere il miglior risultato mai registrato dal Gruppo.
  • Per quanto attiene i volumi: gli impieghi risultano prevalentemente trainati dalla Banca, dal parabancario e dal credito al consumo, mentre la raccolta risulta principalmente distribuita sulle reti della Banca Commerciale e del Private Banking, con una distribuzione coerente tra i vari segmenti di business.
Dati in Eur/Mld Impieghi Diretta Gestitae
Assicurativo
Amministrata
Banca commerciale 27,4 30,1 18,5 ನು ಉ
Parabancario e
Consumer Credit
6,3
Private Banking* 0,8 6,5 20,5 ક, જિ
Atro 0.3 0,4
Rettifiche di consolidamento -0,1 -0,5 -0,2 0.0
Totale 34,5 36,3 39,2 11,5

(*) include Credem Euromobiliare Private Banking e il Private Banking di Credem

2. SCENARIO MACROECONOMICO*

L'economia globale nel 2022 è stata caratterizzata dalla dinamica dell'inflazione, dalla forte incertezza connessa con la guerra in Ucraina e dall'orientamento restrittivo delle politiche monetarie. Nell'ultima parte del 2022 si è registrato un peggioramento del quadro macroeconomico. In positivo, si evidenzia che il rallentamento della domanda mondiale ha contribuito a moderare il prezzo del petrolio sulla fine dell'anno, con impatti sull'inflazione. In particolare, in Europa le quotazioni del gas naturale sono nettamente diminuite. Quanto all'Eurozona, la crescita del PIL è stata del 3,5%. Il PIL italiano nel 2022, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato del 3,9%. Tale dinamica è legata al contributo della domanda interna. Guardando solo il quarto trimestre del 2022, il PIL è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. In Italia, a dicembre 2022, l'indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,3% su base mensile e dell'11,6% su base annua. In media, nel 2022 i prezzi al consumo sono cresciuti dell'8,1% (era +1,9% nel 2021).

Passando alla politica monetaria, ricordiamo che il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE):

  • Nella seduta del 10 marzo, ha annunciato che avrebbe adottato tutte le misure necessarie per perseguire la stabilità dei prezzi e salvaguardare quella finanziaria. Ha rivisto gli acquisti netti mensili APP (Asset Purchase Programme) a 40 miliardi di euro ad aprile, 30 miliardi di euro a maggio e 20 miliardi di euro a giugno.
  • Il 9 giugno, il Consiglio direttivo ha deciso di porre fine agli acquisti netti di attività nell'ambito dell'APP a partire dal 1° luglio 2022 e ha comunicato di voler alzare i tassi di interesse.
  • Il 15 giugno 2022, il Consiglio direttivo si è riunito in via straordinaria per valutare le misure di contrasto all'intensificarsi delle tensioni sui mercati finanziari nell'area dell'euro. Ha incaricato i comitati dell'Eurosistema competenti e i servizi della BCE di progettare un nuovo strumento di contrasto alla frammentazione.
  • Il 21 luglio 2022, la BCE ha alzato i tassi di 50 punti base e ha approvato lo strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria (Transmission Protection Instrument, TPI). La portata degli acquisti del TPI dipenderà dalla gravità dei rischi per la trasmissione della politica monetaria. L'ammissibilità dello strumento è stata comunque subordinata al rispetto dei requisiti riferiti al bilancio pubblico indicati dalla Ue, all'assenza di gravi squilibri macroeconomici, alla sostenibilità del debito pubblico, all'adozione di politiche solide e sostenibili.
  • L'8 settembre 2022, i tassi sono stati innalzati di 75 punti base.
  • Nelle riunioni di ottobre e dicembre, il Consiglio direttivo della BCE ha aumentato i tassi ufficiali rispettivamente di 75 e 50 punti base.

I mercati finanziari hanno risentito delle tensioni geopolitiche, della progressiva normalizzazione delle politiche monetarie, volta a contenere le pressioni inflazionistiche e del peggioramento delle prospettive del ciclo economico globale. Passando all'analisi di maggior dettaglio dell'Italia:

  • Nel corso del primo trimestre del 2022, i rendimenti dei titoli di Stato italiani sono stati spinti al rialzo dalle aspettative di una riduzione dell'accomodamento monetario nell'area dell'euro, in un contesto di forti pressioni inflazionistiche. Lo spread si è ampliato, collocandosi a fine marzo a 150 punti base.
  • A partire da aprile 2022, i rendimenti dei titoli di Stato italiani sulla scadenza decennale sono saliti di oltre 100 punti base e il differenziale con i corrispondenti titoli tedeschi si è ampliato. Gli annunci della BCE della riunione straordinaria del 15 giugno 2022 hanno contribuito a contenere l'incremento dello spread decennale, che intorno a quella data aveva toccato i 242 punti base. Il differenziale al 30 giugno 2022 è risultato nell'intorno di 205 punti base.
  • Anche nel terzo trimestre 2022, i rendimenti dei titoli di Stato italiani sulla scadenza decennale sono cresciuti, riflettendo il processo di normalizzazione della politica monetaria. Lo spread è aumentato, risentendo dell'incertezza politica seguita alla caduta del Governo a metà luglio e dell'accresciuta avversione al rischio nei mercati; a fine settembre lo spread si collocava a 244 punti base.
  • Nell'ultimo trimestre del 2022, le attese di attenuazione del ritmo di rialzo dei tassi di interesse e la maggiore propensione al rischio degli investitori hanno favorito il calo dei rendimenti; a fine dicembre lo spread è sceso verso i 210 punti base.
(*) Le principali fonti del presente capitolo sono: Bollettino Economico n. 2, 3 e 4 – 2022, Bollettino Economico n. 1 – 2023 
elaborati da Banca d'Italia; Comunicati stampa BCE (da sito Banca d'Italia); Rapporto di Previsione, Dicembre 2022, 
Prometeia; siti internet: www.borsaitaliana.it; www.istat.it; www.ilsole24ore.it

BILANCIO INDIVIDUALE – RELAZIONE SULLA GESTIONE

3. CONTESTO REGOLAMENTARE E ANDAMENTO SISTEMA BANCARIO*

Nel corso dell'anno, le Autorità di Vigilanza hanno chiuso alcune misure di capital relief, introdotte per contrastare la pandemia; nel contempo il Governo italiano ha continuato a supportare famiglie e imprese, soprattutto per quanto riguarda gli effetti del costo dell'energia.

Relativamente alla vigilanza bancaria, ricordiamo:

  • Il 27 gennaio 2022, la BCE ha avviato uno stress-test al fine di valutare il grado di preparazione delle banche nell'affrontare gli shock economici e finanziari derivanti dal rischio climatico. È importante sottolineare che non mirava a promuovere o bocciare le banche, né dovrebbe avere implicazioni dirette per i livelli patrimoniali.
  • Il 10 febbraio 2022, sono stati pubblicati gli esiti del processo di revisione e valutazione prudenziale (supervisory review and evaluation process, SREP) per il 2021. In base ai risultati di questo esercizio annuale, gli enti significativi hanno mantenuto solide posizioni patrimoniali e di liquidità, riflettendo la resilienza del settore bancario.
  • Sempre il 10 febbraio 2022, è stata comunicata la decisione di non estendere le misure di "capital relief" ed in particolare le banche devono tornare ad operare sopra la Pillar 2 Guidance dal primo gennaio 2023 e includere nuovamente nel Leverage Ratio le esposizioni presso la BCE dal 1° aprile 2022.
  • L'8 luglio 2022, sono stati pubblicati i risultati della prova di stress sul rischio climatico che hanno evidenziato come le banche non tengano ancora adeguatamente conto del rischio climatico nell'ambito delle prove di stress e dei modelli interni, malgrado alcuni progressi rispetto al 2020. Secondo la Vigilanza, "Le banche dell'area dell'euro devono urgentemente intensificare gli sforzi per misurare e gestire il rischio climatico, colmando le attuali lacune nei dati e adottando buone prassi già presenti nel settore".
  • Il 2 novembre 2022, sono stati resi noti i risultati della thematic review sui rischi climatici e ambientali, che evidenziano come le banche siano ancora lontane da un'adeguata gestione degli stessi. Nonostante i progressi fatti, le banche dovrebbero lavorare ulteriormente per identificare e gestire meglio tali rischi. La BCE ha fissato obiettivi da rispettare entro il 2024.
  • Il 12 dicembre 2022, è stata fatta disclosure sulle priorità di vigilanza per il 2023-2025. In sintesi, agli enti vigilati sarà richiesto di rafforzare la propria capacità di tenuta agli shock macrofinanziari e geopolitici immediati (priorità 1), di affrontare le sfide poste dalla digitalizzazione e potenziare le capacità di indirizzo degli organi di amministrazione (priorità 2) e di dedicare maggiori sforzi per fronteggiare il cambiamento climatico (priorità 3).

A fine ottobre 2022, il Consiglio Europeo ha proposto il testo della CRR3, che dovrebbe recepire nella legislazione europea la finalizzazione di Basilea 3 (cosiddetta Basilea 4). L'iter legislativo sta proseguendo.

Il 15 giugno 2022, il Comitato di Basilea ha pubblicato i "Principi per la gestione e la supervisione efficace dei rischi finanziari legati al clima" la cui attuazione è prevista nel prossimo futuro.

Sempre il Comitato di Basilea, il 16 dicembre 2022, ha rilasciato lo standard prudenziale per le esposizioni bancarie in cryptoassets, che andrebbe implementato dal 1° gennaio 2025. Il Comitato ha reso inoltre noto che le priorità strategiche per il 2023–24 riguardano i rischi e le vulnerabilità emergenti collegati alla digitalizzazione e al clima.

Relativamente all'Italia, il Governo è intervenuto con più decreti da inizio 2022 per calmierare gli effetti dell'aumento eccezionale del costo dell'energia. Si evidenzia, in particolare, che con il Decreto "Aiuti" del 17 maggio 2022 (Misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina) sono stati introdotti interventi in favore di lavoratori, imprese e famiglie per fronteggiare gli effetti economici della crisi. Il decreto ha previsto:

  • bonus sociale elettricità e gas e l'incremento dei crediti di imposta in favore delle imprese per l'acquisto di energia elettrica e di gas naturale;
  • misure diversificate per il sostegno della liquidità delle imprese, tra le quali le misure temporanee tramite garanzie concesse da SACE, fino al 31 dicembre 2022, per finanziamenti in favore delle imprese, per supportare le importazioni verso l'Italia di materie prime o fattori di produzione la cui catena di approvvigionamento sia stata interrotta o abbia subito rincari per effetto della attuale crisi;

misure temporanee a sostegno alla liquidità delle piccole e medie imprese e l'istituzione del Fondo per il sostegno delle imprese danneggiate dalla crisi ucraina, mediante l'erogazione di contributi a fondo perduto.

Il sostegno del Governo Italiano è proseguito nel corso dell'anno fino al "Decreto Aiuti Quater" di novembre 2022.

Procedendo ad analizzare l'andamento del Sistema Bancario italiano, in dicembre 2022 i prestiti al settore privato, corretti sulla base della metodologia armonizzata concordata nell'ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), sono cresciuti del 2,1% (era +2,1% a dicembre 2021). In dettaglio, i prestiti alle imprese hanno evidenziato una dinamica nulla su base annua (era +1,7% a dicembre 2021). La crescita del credito, dopo un sostenuto sviluppo nella prima parte dell'anno, si è indebolita nella seconda parte per le imprese operanti nella manifattura e nei servizi, mentre è leggermente aumentata per quelle operanti nelle costruzioni. Relativamente al credito alle famiglie, lo sviluppo si è attestato al +3,3% su base annua (era +3,7% a dicembre 2021). Entrando nel dettaglio, i mutui hanno evidenziato un progresso del +4,2% su base annua. Il credito al consumo ha evidenziato una dinamica più contenuta (+3,0% a dicembre 2022).

Relativamente alla rischiosità, a dicembre 2022, le sofferenze lorde si sono attestate a 30,2 miliardi di euro (erano 38,7 miliardi di euro a dicembre 2021, –22,0% su base annua). Le sofferenze al netto dei fondi rettificativi, sempre a dicembre 2022, sono scese a 14,2 miliardi di euro, dai 15,5 miliardi di euro di dicembre 2021 (-6,5% su base annua).

Passando alla raccolta diretta interna delle banche italiane, la dinamica dei depositi del settore privato ha evidenziato un progressivo rientro nel corso del 2022: i depositi hanno segnato una flessione del -0,7% a dicembre 2022 (era +6,9% a dicembre 2021). I depositi alle famiglie hanno risentito della minore formazione di risparmio e di una riallocazione progressiva verso altre forme di risparmio, conseguentemente, hanno chiuso con un +1,1% a fine 2022. I depositi delle imprese hanno segnato un -1,0%.

Entrando nel dettaglio, anche la liquidità a vista detenuta sui conti correnti ha evidenziato una progressiva flessione (chiudendo a -1,5% su base annua a dicembre 2022). Le forme di deposito a durata prestabilita hanno segnato un +5,9% su base annua, mentre i depositi rimborsabili con preavviso hanno evidenziato una dinamica contenuta (+1,1% a dicembre 2022). Il comparto obbligazionario ha recuperato in parte la flessione che ha caratterizzato il recente passato, attestandosi a dicembre 2022 al -1,5% su base annua (era -6,7% a dicembre 2021).

Relativamente al risparmio gestito, a fronte di mercati molto volatili, segnati dal contesto molto instabile e dall'inversione di marcia delle principali politiche monetarie globali, i fondi comuni aperti hanno realizzato afflussi pari a 9,3 miliardi di euro a dicembre 2022. Secondo dati forniti da Assogestioni, la raccolta netta è stata positiva per gli azionari (+21,1 miliardi di euro, incidono per il 31% del patrimonio gestito complessivo), i bilanciati (+4,4 miliardi di euro, incidono per il 13% del patrimonio gestito complessivo) e i monetari (+6,4 miliardi di euro, incidono per il 4% del patrimonio gestito complessivo). Hanno registrato deflussi gli obbligazionari (-16,7 miliardi di euro, incidono per il 34% del patrimonio gestito complessivo) e flessibili (-5,7 miliardi di euro, incidono per il 19% del patrimonio gestito complessivo). Il patrimonio complessivo dei fondi aperti si è attestato, a dicembre 2022, a 1.075 miliardi di euro (a dicembre 2021 era 1.263,3 miliardi di euro), per l'effetto mercato negativo. I flussi, sopra descritti, si sono concentrati sui fondi di diritto estero.

A dicembre 2022, in base ai dati di ANIA, la nuova produzione di polizze vita individuali raccolte in Italia è stata pari a 88,1 miliardi di euro, in flessione del -16,4% rispetto all'anno precedente. I prodotti di ramo I hanno registrato un -3,3% (rappresentando il 67% della raccolta complessiva), mentre i prodotti di ramo III hanno evidenziato una contrazione del -30,5% su base annua (rappresentando il 32% della produzione complessiva). Relativamente ai canali distributivi delle polizze vita, si registra una flessione degli sportelli bancari e postali (-9,3% su base annua, sviluppando il 66% del totale raccolta) così come per il canale delle reti (-28,8% su base annua, distribuendo il 15% dei flussi complessivi).

Nel contempo, a dicembre 2022, i titoli in deposito delle famiglie (al valore nominale) hanno evidenziato un forte sviluppo (+32,7% su base annua), interrompendo la flessione che ha caratterizzato gli anni scorsi.

BILANCIO INDIVIDUALE – RELAZIONE SULLA GESTIONE

(*) Le principali fonti del presente capitolo sono: Banche e moneta: serie nazionali - dicembre 2022, Banca d'Italia; Rapporto Immobiliare 2022, Agenzia delle Entrate; Bollettino Economico n. 1 – 2023, Banca d'Italia; siti internet: www.bankingsupervision.europa.eu; www.lavoro.gov.it; www.assogestioni.it; www.ania.it

4. PRINCIPALI EVENTI STRAORDINARI

Effetti COVID-19

Una progressiva normalizzazione della situazione sanitaria ha consentito un parallelo lento rientro alle modalità più ordinarie di svolgimento dell'attività bancaria. Nel corso del 2022, la banca ha mantenuto i presidi individuati per far fronte all'evoluzione della pandemia già dalle fasi iniziali (potenziamento dei canali digitali, messa a punto dei sistemi di early warning sul credito ed istituzionalizzazione dei sistemi di rolling forecast trimestrale nei processi di pianificazione…).

Le attività sono state svolte nel rispetto di tutte le normative vigenti, seguendone il costante aggiornamento nel tempo. A questo proposito, si ricordano in particolare:

  • o Protocollo siglato tra Governo e Parti Sociali per il contrasto alla diffusione del Covid-19, sottoscritto in data 30 giugno 2022 e divulgato verso tutti i dipendenti insieme alle principali misure di prevenzione da mantenere nell'esercizio dell'attività lavorativa.
  • o Decreto Legge n. 24 del 25 marzo 2022, che prevedeva "Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell'epidemia da COVID-19".
  • o Circolare del Ministero della Salute del 31 dicembre 2022, che ha apportato alcune sostanziali modifiche al regime di isolamento in caso di affezione da Covid 19 o di contatto stretto con un soggetto positivo.
  • o Legge 29 dicembre 2022 n. 197, la c.d. Legge di Bilancio, che prevede fino al 31 marzo 2023 per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in condizione di fragilità secondo la normativa vigente la possibilità di svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile.

Lo smart working, a partire da settembre 2022 e fatte salve le categorie evidenziate sopra, è tornato ad essere una modalità di lavoro ibrida, basata su presenza fisica alternata a lavoro da remoto, e non più uno strumento emergenziale.

Dopo la proroga concessa fino a fine 2021, nel primo semestre del 2022 sono scadute anche le moratorie statali. L'allentamento delle "misure COVID-19" non ha comportato per la banca l'evidenza di rilevanti segnali di deterioramento del conteso economico.

Implicazioni del conflitto Ucraina (*)

Credem non evidenzia esposizioni rilevanti verso i paesi coinvolti nel conflitto. Gli impatti sui risultati annuali sono riconducibili principalmente all'andamento negativo dei mercati finanziari che hanno risentito del quadro di instabilità. Il calo delle capitalizzazioni ha determinato un modesto riflesso sui ricavi commissionali, che continuano a beneficiare degli importanti stock iniziali delle masse in gestione e nella seconda parte dell'esercizio hanno registrato la ripresa dei mercati.

Per quanto riguarda la qualità dell'attivo, fin dall'inizio del conflitto, il Gruppo ha innalzato il presidio attraverso meccanismi di segmentazione della clientela e dei relativi livelli di rischiosità in relazione alla maggior esposizione nei settori direttamente più colpiti o più esposti a rischi geopolitici o impattati dall'incremento dei prezzi delle materie prime. Le ripercussioni dello scenario sulle principali grandezze economiche e patrimoniali sono revisionate trimestralmente per tener conto di eventuali deterioramenti o anomalie che per il momento non si sono manifestati, consentendo al Gruppo di mantenere un'ottima qualità degli asset.

Dal punto di vista operativo, a seguito degli sviluppi del quadro sanzionatorio, la banca ha adottato un approccio restrittivo nei confronti dell'operatività che coinvolge Russia, Bielorussia e Ucraina, prevedendo: blocchi sulle transazioni e sull'acquisizione di nuovi clienti; restrizioni di tipo geografico, merceologico e finanziario con soglie di rilevanza stringenti. Sono state applicate le misure restrittive varate dalle Autorità: a decorrere dal 12 marzo 2022, in ottemperanza alla norma che prevede il divieto di prestare servizi di messaggistica finanziaria per scambiare dati finanziari con i soggetti listati e le loro controllate, ha disattivato la rete SWIFT verso alcune banche listate russe e bielorusse. A sostegno delle vittime della guerra in Ucraina, il Consiglio di Amministrazione di Credem, il 7 marzo 2022, ha deliberato uno stanziamento in più tranche verso la Croce Rossa Italiana e la Fondazione Solidarietà Reggiana, Save the Children, Caritas diocesana di Reggio Emilia e Guastalla, Banco Alimentare.

(*) ESMA, in data 13 maggio 2022, ha pubblicato il Public Statement "Implications of Russia's invasion of Ukraine on halfyearly financial reports", afferente gli effetti dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia sulle rendicontazioni finanziarie semestrali e, in data 28 ottobre 2022, ha pubblicato il Public Statement "European common enforcement priorities for 2022 annual financial reports", dove si evidenziano le priorità relative alla disclosuresui rendiconti annuali.

5. PRINCIPALI EVENTI CREDEM

Sono illustrati di seguito gli eventi principali che hanno interessato la banca nel corso del 2022:

Collocamento Green Bond

In data 13 gennaio 2022, Credem, ha lanciato con successo la sua prima emissione obbligazionaria green, destinata a investitori istituzionali, per un ammontare pari a 600 milioni di euro. L'operazione, che rientra nei progetti con impatto positivo ambientale, ha ottenuto grande favore da parte del mercato con una richiesta di quasi 2 volte l'offerta. Il Green Bond avrà una durata di 6 anni con scadenza 19 gennaio 2028 e possibilità di rimborso anticipato al penultimo anno (spread di 105 punti base sopra il tasso mid swap di riferimento, cedola annuale 1,125%). L'emissione è stata collocata presso investitori istituzionali italiani (59%) ed esteri (41%), da un sindacato composto da Crédit Agricole, che ha anche svolto il ruolo di green structuring advisor e global coordinator dell'ESG framework del Gruppo, Société Générale, Natixis e Barclays in qualità di joint lead managers.

Richiamo T2 Credembanca e nuova emissione Tier 2 Credemholding

In data 11 maggio 2022, a seguito dell'autorizzazione rilasciata dall'Autorità di Vigilanza, Credito Emiliano ha reso nota l'intenzione di procedere, con data di efficacia 10 luglio 2022, al rimborso integrale del prestito subordinato di 100 milioni di euro "Fixed to Floating Rate Subordinated Tier 2 Callable Notes",non più efficiente dal punto di vista patrimoniale.

In data 28 giugno 2022, Credemholding ha emesso un Social Bond Tier 2 Subordinato da 200 milioni di euro, scadenza ottobre 2032, il primo Social Bond di una banca europea, la prima emissione di Credemholding all'interno del framework ESG. L'emissione è accompagnata da un'operazione 'mirror' di Credito Emiliano, con pari valuta, interamente sottoscritto da Credemholding.

Collocamento Covered Bond

In data 24 maggio 2022, all'interno del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite, aggiornato in data 6 aprile 2022, Credem ha collocato 500 milioni di euro di Covered Bond, interamente assistiti da mutui residenziali del Gruppo, con cedola lorda annua pari al 1,75% e data di godimento e di regolamento dell'operazione al 31 maggio 2022. Il 65% dell'emissione è stato collocato presso investitori istituzionali italiani mentre il restante 35% presso investitori stranieri.

Idoneità del Collegio sindacale – processo Fit & Proper

In data 20 maggio 2022, il Collegio Sindacale, facendo seguito alle nomine effettuate dall'Assemblea degli Azionisti dello scorso 28 aprile 2022, ha ultimato le verifiche in ordine alla sussistenza dei requisiti e criteri di idoneità in capo ai singoli Sindaci. Tali verifiche, svolte entro il termine normativo di 30 giorni dalla nomina, hanno dato esito positivo anche in relazione all'adeguatezza complessiva dell'Organo. Su tali basi verrà pertanto incardinato il processo di Fit & Proper Assessmentpresso la Banca Centrale Europea.

Nomina Direttore Generale

In data 4 agosto 2022, in seguito alla manifestazione dell'intenzione di beneficiare del diritto pensionistico da parte del Direttore Generale Nazzareno Gregori, il Consiglio di Amministrazione di Credem ha provveduto alla designazione del nuovo Direttore Generale: Angelo Campani, che rivestiva l'incarico di Condirettore generale a testimonianza della volontà di favorire un ordinato passaggio generazionale, punto di forza caratteristico dell'azienda per continuare a creare un costante e solido valore anche in futuro. Il Consiglio ha avviato il processo di Fit & Proper presso la Banca Centrale Europea, procedendo poi al perfezionamento della nomina, con decorrenza 1° febbraio 2023.

Pareri società di rating

In data 24 ottobre 2022, Fitch Ratings ha confermato il Long-Term Issuer Default Rating (IDR) di Credem a "BBB" e il Viability Rating (VR) a "bbb". L'outlook sull'IDR a lungo termine è stabile. Precedentemente, in data 9 agosto 2022, a seguito della revisione dell'outlook sul rating del debito assegnato al governo italiano (Baa3) da "Stabile" a "Negativo", Moody's aveva effettuato un'azione di rating su 14 istituti finanziari italiani. Ciò nonostante, tutti i rating di Credem sono stati confermati; l'outlook è tuttavia passato a "Negativo" da "Stabile", in linea con quello del debito sovrano. La conferma dei rating da parte delle società riflette la solidità patrimoniale e del business model di Credem.

Esito attività ispettive e rapporti con Autorità di Vigilanza A fine febbraio 2022, si è conclusa l'attività ispettiva di BCE, all'interno di una specifica campagna sul rischio di credito e controparte, avviata su un campione di banche con la finalità

BILANCIO INDIVIDUALE – RELAZIONE SULLA GESTIONE

di verificare l'individuazione, la gestione, il monitoraggio e controllo delle misure di sostegno concesse per l'emergenza COVID-19 e relative ai debitori classificati come società non finanziarie. La condivisione del rapporto ispettivo da parte dell'Autorità ha rilevato solo alcune aree di miglioramento senza tuttavia comportare impatti di rilievo. Pur nel contesto di scarsa materialità e gravità delle aree di miglioramento individuate, le principali evidenze possono riferirsi ad evoluzioni in merito ai criteri di attualizzazione nell'ambito della definizione del provisioning delle posizioni classificate ad UTP ed ai criteri di definizione del perimetro rientrante nella Low Credit Risk Exemption per le posizioni in bonis.

Nel mese di settembre 2021 era stato consegnato dalla Banca d'Italia il rapporto ispettivo in esito alle verifiche condotte nel periodo aprile-luglio 2021 sul rispetto della normativa e degli orientamenti di Vigilanza in tema di trasparenza delle operazioni e correttezza delle relazioni con la clientela. Nel corso del 2022, sono state rilevate talune aree di rafforzamento, in alcuni casi anche con conseguenze restitutorie in favore della clientela, a fronte delle quali è stata istituita una specifica attività progettuale per la definizione e la realizzazione del piano di rimedio a superamento delle anomalie segnalate.

In data 12 dicembre 2022, l'Autorità Bancaria Europea (EBA) ha pubblicato il pacchetto informativo del "EU-wide Transparency Exercise" 2022, con riferimento ai dati trimestrali FINREP e COREP da settembre 2021 a giugno 2022: tale esercizio ha coinvolto, insieme con altre istituzioni finanziarie europee, anche il Gruppo Bancario Credito Emiliano, consolidato a livello di Credito Emiliano Holding S.p.A.

In data 15 dicembre 2022, la Banca Centrale Europea (BCE) ha confermato anche per il 2023, il requisito di Pillar 2 (P2R) di Credem all'1,00%, come già in essere per il 2022 (comunicazione del 2 febbraio), collocandolo tra i migliori in Italia ed in Europa tra le principali banche vigilate direttamente da Francoforte. Il requisito di Pillar 2 deriva dall'analisi annuale svolta dalla BCE (SREP - Supervisory review and evaluation process) che ha così ribadito la solidità del business model e dei presidi di gestione dei rischi di Credito Emiliano. Conseguentemente, i requisiti patrimoniali complessivi, si attestano a 7,56%, 9,25% e 11,5% rispettivamente per quanto riguarda il CET 1 ratio, il Tier 1 ratio e il Tier total.

Quote di mercato

In considerazione dei tempi di approvazione della presente relazione, vengono utilizzati gli ultimi dati di Sistema disponibili a dicembre per "Crediti e raccolta diretta a clientela" e "Raccolta complessiva". Per quanto attiene la raccolta diretta "core", viene utilizzato il dato dei "depositi" (aggiornato alla data di riferimento), stante le diverse tempistiche dei flussi di ritorno delle obbligazioni e pronti contro termine ripartiti per controparte.

Parti Correlate

Per le informazioni relative alle operazioni con Parti Correlate, in base a quanto previsto dall'art. 5, comma 8, del Regolamento Consob recante le disposizioni in materia di operazioni con Parti Correlate (adottato da CONSOB con delibera n.17221 del 12/03/2010 e successivamente modificato con delibera n.17389 del 23/06/2010), si rimanda a quanto riportato nelle note illustrative del bilancio consolidato.

Perimetro societario

Si ricorda anche che il periodo di confronto della presente relazione non includeva l'apporto di Cassa di Risparmio di Cento, fusa in Credem a decorrere dal secondo semestre 2021, pertanto i risultati non risultano perfettamente comparabili.

Inoltre, nel primo semestre 2022, si registra anche il perfezionamento della dismissione di Gestimlux. L'11 novembre 2022, Banca Euromobiliare ha assunto il nome di Credem Euromobiliare Private Banking, società nella quale a febbraio 2023, a seguito dell'autorizzazione dell'Autorità di Vigilanza, è stata conferita la Business Unit Private di Credem. Si rimanda alla prevedibile evoluzione della gestione per ulteriori informazioni circa l'operazione di conferimento del ramo d'azienda.

6. RISULTATI ECONOMICI

I risultati economici del 2022 sono particolarmente rilevanti sia in valore assoluto, sia rispetto all'esercizio precedente.

CONTO ECONOMICO 2022 2021 %
- Margine finanziario 545,5 407,7 33,8
- Dividendi 2,1 0,0 n.s.
- Margine servizi () (**) 578,6 566,1 2,2
Margine d'intermediazione (*) 1.126,2 973,7 15,7
- Spese del personale -462,8 -456,3 1,4
- Altre spese amministrative (*) -205,1 -206,2 -0,5
Costi operativi (*) -668,0 -662,5 0,8
Risultato lordo di gestione 458,2 311,3 47,2
- Ammortamenti -84,0 -79,8 5,3
Risultato operativo 374,2 231,5 61,7
- Accantonamenti per rischi e oneri (**) -11,0 -3,9 182,9
- Oneri/proventi straordinari () (*) -61,2 48,0 -227,4
- Rettifiche nette su partecipazioni 14,3 0,0 n.s.
- Rettifiche nette su crediti (***) -41,9 -27,1 54,4
Utile prima delle imposte 274,5 248,5 10,5
- Imposte sul reddito d'esercizio -85,5 -49,0 74,4
Utile netto 189,0 199,5 -5,2
Utile netto al netto
badwill
189,0 102,4 84,6
ROA 0,34 0,35

(*) Le spese ed il margine servizi sono stati nettati della componente di imposte indirette e tasse recuperate alla clientela (95,7 milioni di euro nel 2022; 98,1 milioni di euro nel 2021); sono stati stornati da spese contributi ai fondi nazionali per 55,8 milioni di euro (49,9 milioni di euro nel 2021).

(**) La componente di contributo al Fondo di Risoluzione accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri è ricondotta tra gli oneri straordinari (3,9 milioni di euro nel 2022, 2,7 milioni di euro nel 2021).

(***) Nel 2022 le rettifiche di valore su crediti inerenti le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato riferite a titoli (-0,3 milioni di euro) e quelle inerenti le attività finanziari e valutate al fair value con impatto sulla redditività (0,1 milioni di euro) sono ricondotte al margine servizi.

Il risultato economico 2022 è pari a 189,0 milioni di euro contro i 199,5 milioni nel periodo comparativo, che era stato caratterizzato dall'operazione di fusione per incorporazione della Cassa di Risparmio di Cento, con decorrenza contabile dal 1° luglio 2021, che ha comportato proventi e oneri straordinari (in particolare badwillper 97,1 €m e oneri di integrazione per 22,5 €m).

Incidono positivamente il buon andamento del risultato operativo (+61.7%), i proventi non ricorrenti, derivanti dalla cessione all'inizio anno di alcuni titoli di proprietà e partecipazioni, e un costo del credito contenuto, nonostante la modifica dei criteri di svalutazione delle inadempienze probabili e delle sofferenze.

Il margine finanziario è in forte crescita (+34%), grazie al favorevole andamento della curva tassi. Cresce la contribuzione dell'intermediazione a clientela, che beneficia di un costo del funding ancora contenuto, oltre che da maggiori volumi di raccolta e di impieghi mediamente erogati nell'anno. I titoli in circolazione mostrano volumi in crescita dopo l'emissione di un senior preferred in gennaio, un nuovo covered bond in maggio ed un incremento di emissioni in titoli subordinati (in luglio emissione di 0,2 milioni di euro e rimborso di 0,1 milioni di euro). Anche il comparto titoli di proprietà beneficia dell'andamento positivo della curva, nonché della crescita dei volumi investiti. In data 21 dicembre 2022, si è provveduto al rimborso di 2,6 miliardi di euro di TLTRO (al 31 dicembre

BILANCIO INDIVIDUALE – RELAZIONE SULLA GESTIONE

2022, residuano circa 5,7 miliardi di euro di TLTRO, con scadenza naturale in gran parte in giugno 2023).

Dalla tabella seguente è possibile (in %) apprezzare l'evoluzione dei tassi relativi all'intermediazione con la clientela:

TASSI 2022 2021
Tasso medio impieghi
Tasso medio raccolta
1,67
0,05
1,41
0,04
"Forbice" clientela 1,62 1,37

Il margine servizi cresce del 2,2% portando il margine d'intermediazione oltre i 1.126 milioni di euro (+15,7% rispetto al precedente esercizio). Le commissioni nette hanno contribuito positivamente, come l'apporto della negoziazione e della cessione di attività finanziarie in titoli. L'andamento dei mercati ha determinato il calo delle commissioni relative alle gestioni individuali e del collocamento fondi. Sono invece molto positivi i proventi legati ai servizi bancari tradizionali.

Si fornisce di seguito una scomposizione del margine da servizi per area di contribuzione (in milioni di euro):

MARGINE SERVIZI 2022 2021 variazione
%
Commissioni Nette (*) 500,5 490,0 2,1
Risultato delle attività di trading e copertura 51,7 52,7 -1,9
Dividendi 3,0 3,2 -7,8
Saldo altri oneri e proventi di gestione riclassificato (*) 23,5 20,3 15,8
MARGINE SERVIZI 578,6 566,1 2,2

(*) I ricavi denominati di istruttoria veloce sono stati riclassificati tra le commissioni, a deduzione dei proventi di gestione

Il complesso delle spese generali e degli ammortamenti nel 2022 è pari a 752,0 milioni di euro (+1,3% rispetto all'anno precedente) ed include alcune componenti non lineari derivanti dall'operazione straordinaria finalizzata alla riorganizzazione interna del private banking, oltre ai costi derivanti dalla fusione di Cassa di Risparmio di Cento che partecipa al Conto Economico dell'esercizio per l'intero anno. A questi aspetti si aggiungono gli oneri a supporto della progettualità del Gruppo. Gli ammortamenti, pari a 84 milioni di euro, sono in crescita del 5,3%, per effetto dei consistenti investimenti in nuove tecnologie a supporto del business e delle esigenze normative.

Gli oneri/proventi straordinari di -61,2 milioni di euro, accolgono maggiori oneri sistemici (-59,7 milioni di euro contro i -52,6 dell'anno precedente) e maggiori accantonamenti a fondi rischi e oneri (-4,5 milioni di euro). Le rettifiche su partecipazioni comprendono principalmente l'utile da cessione della partecipazione in Gestimlux.

7. PRINCIPALI AGGREGATI PATRIMONIALI

7.1 IMPIEGHI

La dinamica degli impieghi della Banca nel 2022, come evidenziato nella tabella sottostante, mostra una variazione rispetto all'anno precedente che si colloca al 4,2%, rispetto ad un dato di Sistema che evidenzia una crescita inferiore.

CREDITI VERSO CLIENTELA 2022 2021 Banca Sistema
(€mln) 33.603 32.252 4,2 0,9*

(*) Il sistema comprende residenti Italia al netto delle pubbliche amministrazioni e dei pronti contro termine con controparti centrali

La Banca conferma l'importante azione di presidio del rischio, rafforzata dall'introduzione di indicatori che rendono più efficace il monitoraggio e la rilevazione anticipata dei primi segnali di un potenziale incremento del rischio di credito. Con la situazione di contesto macroeconomico ancora molto instabile, tali strumenti di presidio del rischio sono stati mantenuti anche nel 2022, con focus sulle valutazioni di potenziale difficoltà finanziaria.

Di seguito si evidenzia la ripartizione degli impieghi per durata:

IMPIEGHI CLIENTELA PER
DURATA*
2022 2021 variazione
%
- a breve termine 10.627 10.045 5,8
- a medio termine 21.942 20.914 4,9

(*) Dati gestionali inclusivi degli impieghi ad altre società del Gruppo

Con riferimento ai crediti performing:

  • I dati confermano i trend di lungo periodo che caratterizzano l'offerta creditizia, in particolare la forte concentrazione sulle posizioni con ratingmigliori, dove insiste circa l'87% degli utilizzi.
  • Per quanto riguarda le aziende corporate si registra un ulteriore miglioramento della qualità creditizia del portafoglio, il quale evidenzia una crescita degli utilizzi delle posizioni con rating migliori che arrivano a pesare l'96% sul totale delle aziende del segmento.
  • Con riguardo alle altre aziende incluse nel segmento funzione regolamentare corporate si evidenzia che, a fine 2022, gli utilizzi sui rating migliori rappresentano circa l'87% del totale, in aumento del 5% rispetto all'esercizio precedente.
  • Il portafoglio delle piccole aziende (micro imprese) gestite dalle filiali o dai centri small business mostra una qualità creditizia in aumento rispetto al precedente esercizio del 3% (gli utilizzi sui ratingmigliori sono l'85% del totale).
  • Il portafoglio delle micro aziende e delle famiglie produttrici, pur in un contesto di maggiore difficoltà economica per gli effetti della guerra ucraina e la crisi inflazionistica, evidenzia la concentrazione verso le esposizioni con rating migliori (76%).
  • Infine, venendo agli impieghi a privati e famiglie consumatrici, anche nel corso del 2022 si incrementano le consistenze, in particolare i mutui residenziali fanno registrare una variazione rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente del +4,4%, nonostante l'incremento dei tassi di interesse verificatosi nel corso dell'esercizio.

BILANCIO INDIVIDUALE – RELAZIONE SULLA GESTIONE

Di seguito si evidenzia la ripartizione degli impieghi per scadenza residua (la rilevazione comprende attività finanziarie valutate al costo ammortizzato):

IMPIEGHI PER SCADENZA RESIDUA (%) 2022 2021
Vista 8,5 8,2
Fino a 1 anno 37,2 37,4
Oltre 54,4 54,4
100,0 100,0

Le quote del mercato nazionale relative alle banche italiane mostrano la seguente evoluzione (in %):

QUOTE DI MERCATO IMPIEGHI relative alle banche italiane (%) 2022 2021
Impieghi per cassa totali (*)
di cui:
1,999 1,999
"Società non finanziarie" 2,054 2,054
"Famiglie consumatrici" 2,126 2,126
"Famiglie produttrici" 1,479 1,479

(*) Comprende "pronti contro termine con controparti istituzionali"; non comprende impieghi verso le Pubbliche Amministrazioni

Come più ampiamente esposto nella Nota Integrativa, il principio IFRS9 (1/1/2018 prima applicazione) prevede di classificare le attività finanziarie in tre stage, in ordine crescente di deterioramento del merito creditizio; a tali categorie si associano misurazioni progressivamente più severe delle perdite di valore.

CLASSIFICAZIONE DEI CREDITI LORDI PER STAGE 2022 2021
Stage 1 e 2 €mln 33.332 31.928
Stage 3 €mln 271 324
Stage 1 e 2 % 99,2 99,0
Stage 3 % 0,8 1,0

Nella tabella seguente viene riportata la classificazione dei crediti verso la clientela per stage:

Nel 2022, nonostante il progressivo esaurimento delle misure di sostegno, i flussi a NPL hanno fatto registrare un calo degli ingressi che confermano ancora una volta l'ottima resilienza del portafoglio crediti della banca. Tale dato è ulteriormente confermato in relazione all'indicatore NPL ratio che registra un ulteriore calo rispetto all'esercizio precedente passando dal 2,2% all'1,9%. Il coverage ratio complessivo sui Non Performing Loans (NPL) valutati al costo ammortizzato, come esposto nella tabella seguente, è in crescita rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente dal 55,6% al 58,2%.

CREDITO PROBLEMATICO
€Mln Sofferenze Inadempienze
probabili
"Esposizioni
scadute"
Tot. Crediti
problematici
Crediti
performing
TOTALE
CREDITI
Valori 2022 289 321 36 646 33.401 34.047
nominali 2021 358 333 38 729 31.994 32.723
Previsioni
di perdita
2022 221 148 7 376 68 444
2021 271 126 8 405 66 471
Valori di 2022 68 173 29 270 33.333 33.603
realizzo 2021 87 207 30 324 31.928 32.252
Coverage 2022 76,5 46,1 19,4 58,2 0,2
2021 75,7 37,8 21,1 55,6 0,2

Per quanto riguarda l'evoluzione del credito deteriorato nel corso del 2022 si registra:

  • uno stock complessivo di sofferenze in calo di 69 milioni di euro (-19%), rispetto alla fine dell'esercizio precedente, per effetto di cessioni (contabilizzate nei mesi di febbraio, maggio, giugno e ottobre), che hanno generato un utile di 5,2 milioni di euro e dell'efficace attività di gestione dei NPL. In miglioramento anche l'attività di recupero su sofferenze;
  • un'esposizione delle inadempienze in riduzione rispetto al 2021 per circa 12 milioni di euro (-3%), per ingressi da posizioni in bonispiù contenuti;
  • uno stock complessivo dei crediti scaduti deteriorati che evidenzia un calo del 6% rispetto al 2021, nonostante l'incremento dell'instabilità macroeconomica e l'aumento significativo del livello di inflazione. Anche in questo caso contribuisce la riduzione dei flussi da posizioni in bonis.

Il costo del credito a dicembre 2022 ammonta a 41,8 milioni di euro. Circa 42,2 milioni sono relativi a svalutazioni analitiche su posizioni non performing. Il costo del credito degli NPL risulta in riduzione rispetto all'esercizio 2021 del 9% nonostante abbiano inciso alcune evoluzioni dei criteri di svalutazione delle inadempienze probabili e delle sofferenze, anche con l'obiettivo di attribuire maggior rilevanza al criterio del vintage.

Il framework metodologico IFRS 9 è oggetto di continuo monitoraggio al fine di valutare trimestralmente la coerenza con l'evoluzione macro economica e di portafoglio. La strategia di gestione dei Non Performing Loans sarà orientata ad una riduzione del vintage in coerenza con i disposti regolamentari (SREP letter, Addendum, Calendar Provisioning) che penalizzano proprio le esposizioni deteriorate con più anzianità. A supporto del presidio del rischio di credito è attivo un sistema di early warning che utilizza algoritmi per prevenire il degrado delle posizioni operando in ottica anticipatoria e predittiva. Il presidio delle posizioni che presentano scaduto è stato ulteriormente rafforzato con strutture centrali dedicate che consentono di agire tempestivamente con azioni di recupero al fine di limitare il passaggio a NPL. La tabella sottostante mostra infine per i periodi di confronto l'evoluzione percentuale delle sofferenze sui crediti rispetto al Sistema:

SOFFERENZE (%)
SU CREDITI NETTI
2022 2021
Credito Emiliano 0,2 0,3
Sistema 0,9 1,0

7.2 RACCOLTA

La raccolta complessiva della banca si attesta a 73,1 miliardi di euro contro i 75,3 miliardi di euro dell'anno precedente.

La diretta registra un +4,2% su dicembre 2021, mentre l'indiretta clientela segna una contrazione del -8,3% sempre rispetto a dicembre, condizionata dalla marcata volatilità che si è manifestata sui mercati finanziari.

Malgrado il contesto di riferimento che è sempre rimasto incerto, tra nuove minacce inflattive, riemersione di isolati focolai di Covid e le numerose incognite sugli equilibri politico-economici mondiali, la produzione netta di Dirind nel 2022 è stata positiva.

milioni di € variazione %
RACCOLTA DA CLIENTELA ED ISTITUZIONALE 2022 2021 Credem Sistema
Depositi - C/C e risparmi (*) 34.500 33.120 4,2 0,0
Obbligazioni ordinarie e subordinate 3.342 2.424 37,9 -1,0
Raccolta Diretta 37.842 35.544 6,5 -0,5
Raccolta Indiretta al controvalore 50.087 54.187 -7,6
Raccolta complessiva 87.901 89.731 -2,0
Raccolta Diretta Clientela (**) 34.500 33.120 4,2
Raccolta Indiretta Clientela (**) 38.666 42.151 -8,3
Raccolta Complessiva Clientela (**) 73.138 75.271 -2,8

(*) Al netto PCT

(**) Esclusa componente istituzionale

Con maggior dettaglio, si evidenziano i principali aggregati:

Raccolta Diretta

Secondo i dati ABI, in Italia, a dicembre 2022, la dinamica della raccolta diretta risulta in contrazione del -1,2% su base annua, con una variazione più marcata sui depositi, mentre la raccolta tramite obbligazioni è rimasta invariata. La contrazione è prevalentemente imputabile alla raccolta delle imprese, che nell'anno precedente avevano incrementato notevolmente i saldi dei depositi, data l'abbondanza di liquidità presente e la cautela a procedere con nuovi investimenti.

Per quanto riguarda la Banca, complessivamente, la raccolta diretta ha manifestato un trend opposto, è cresciuta del 6,5% rispetto al dicembre 2021, raggiungendo i 37,8 miliardi di euro, effetto di uno sviluppo commerciale che è proseguito organicamente anche nel difficile contesto di riferimento.

I depositi registrano un +4,2% rispetto al 2021, e hanno accompagnato la crescita della base clientela.

SUDDIVISIONE PER FORMA TECNICA (%) 2022 2021
Conti correnti e depositi 80,9 92,0
Depositi a risparmio 2,3 0,8
Obbligazioni e subordinati 8.8 7,2
100,0 100,0

Le obbligazioni che a fine dicembre 2022 si attestano a 3,3 miliardi di euro, rispetto ai 2,4 miliardi di euro del 2021, recepiscono l'emissione da 200 milioni di euro del T2 subordinato, effettuata nel mese di luglio (operazione preceduta dal richiamo di una precedente emissione non più efficace del punto di vista patrimoniale per 100 milioni di euro), oltre all'emissione del Green Senior Preferred, destinato ad investitori istituzionali, per nominali 600 milioni di euro, come già anticipato nel paragrafo dedicato ai principali eventi.

Per quanto concerne le altre forme di raccolta istituzionale e l'utilizzo del canale di rifinanziamento tramite la BCE si rimanda al capitolo sulle attività finanziarie.

Raccolta Indiretta

Nel complesso la raccolta indiretta si attesta a 50,1 miliardi di euro, rispetto ai 54,1 di fine 2021. Per quanto riguarda in maniera particolare il risparmio gestito, l'andamento della Banca è comune a tutto il Sistema, che ha risentito dell'andamento avverso dei mercati: secondo i dati di Assogestioni il patrimonio gestito a fine 2022 si attesta a 2.215 miliardi di euro, rispetto ai 2.583 miliardi di euro della fine del 2021. Anche la raccolta amministrata ha subito ripercussioni legate alla volatilità dei prezzi e all'incremento dei tassi di interesse.

La raccolta indiretta, per tipologia di prodotti, presenta la seguente evoluzione (i dati sono in €ml):

COMPOSIZIONE RACCOLTA INDIRETTA 2022 2021 Variazione
%
. Gestioni patrimoniali 4.057 4.731 -14,2
. Fondi comuni di investimento di Gruppo 8.318 9.011 -7,7
. SICAV di Gruppo 3.297 3.778 -12,7
. Polizze vita CredemVita 7.127 7.431 -4,1
. Prodotti di terzi 7.938 9.314 -14,8
Raccolta indiretta gestita 30.736 34.265 -10,3
Raccolta indiretta amministrata clientela 7.903 7.887 0,2
Raccolta indiretta clientela 38.666 42.151 -8,3
Raccolta indiretta al controvalore 50.087 54.187 -7,6

Come si evince dalla tabella, il calo delle consistenze a valori di mercato, che complessivamente sull'indiretta gestita si è attestato a -10,3% rispetto all'esercizio precedente, ha riguardato tutti i prodotti, dalle gestioni, alle SICAV con una contrazione meno marcata per i fondi comuni di investimento. La raccolta amministrata chiude in pareggio rispetto ai volumi dell'esercizio di confronto, beneficiando dell'incremento dei rendimenti dei titoli di Stato e dei nuovi afflussi di raccolta da parte della clientela.

Le quote del mercato nazionale relative alle banche italiane mostrano la seguente evoluzione (in %):

QUOTE DI MERCATO RACCOLTA (%) 2022 2021
Raccolta diretta (*) 1,780 1,678
Raccolta indiretta 1,172 1,219
Raccolta clientela complessiva 1,411 1,394
di cui:
Raccolta diretta da famiglie consumatrici e produttrici 1,387 1,370
Raccolta indiretta da famiglie consumatrici e produttrici 3,143 3,281
Raccolta complessiva da famiglie consumatrici e produttrici 2,017 2,089

(*) Comprende controparti istituzionali

7.3 ATTIVITÀ NELL'AREA FINANZA

La raccolta da clientela continua a rappresentare il canale privilegiato di funding complessivo della banca Credem.

L'utilizzo del canale di rifinanziamento tramite la BCE, a fine 2022, è interamente rappresentato dalla partecipazione alle operazioni di TLTRO III per complessivi 5,7 miliardi di euro. Nel corso dell'anno non sono state effettuate nuove operazioni. Nel mese di dicembre 2022, la Banca ha effettuato un rimborso volontario anticipato per 1,2 miliardi di euro della tranche TLTRO III.3 in scadenza nel mese di marzo 2023. Nel mese di dicembre 2022, è stata anche rimborsata la tranche TLTRO III.2 da 1,4 miliardi di euro, giunta alla sua naturale scadenza.

Nel primo trimestre 2022 nell'ambito del Green, Social and Sustainability Bond Framework di Gruppo è stata effettuata un'emissione inaugurale di un prestito obbligazionario Green Senior Preferred, destinato ad investitori istituzionali,per nominali 600 milioni di euro.

Nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB, nel mese di aprile 2022 è stato rinnovato il Base Prospectus e nel mese successivo è stata collocata una nuova emissione da 500 milioni di euro. Il valore nominale complessivo dei Covered Bond in circolazione al 31 dicembre 2022, è pari a 2,1 miliardi di euro.

Nel mese di luglio 2022, è stata collocata da parte della Banca un'emissione stand alone di un prestito obbligazionario subordinato Social Tier 2 per nominali 200 milioni di Euro, interamente sottoscritta da Credemholding S.p.A. Nel corso dello stesso mese, la Banca ha esercitato l'opzione di rimborso anticipato prevista per il prestito obbligazionario subordinato Tier 2 emesso nel 2017 per 100 milioni di euro.

La gestione del portafoglio di titoli obbligazionari, a livello individuale, ha privilegiato l'investimento in titoli di emittenti italiani ed europei. L'incidenza degli emittenti italiani sul portafoglio complessivo a fine 2022 si è attestata al 43% circa.

Nel corso del 2022, è stata mantenuta una sostanziale stabilità nella posizione in titoli di Stato emessi dal tesoro USA, denominati in USD, per un controvalore complessivo di 1,8 miliardi di euro.

Il portafoglio è quindi composto principalmente da titoli di Stato, sia denominati in euro ed emessi da stati europei sia denominati in USD, oltre che da titoli obbligazionari emessi da banche e altri emittenti corporate e da una quota parte di titoli emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione.

ATTIVITA' FINANZIARIE TITOLI (€Mln) 2022 2021
Detenute per la negoziazione 109 60
HTCS 6.156 6.593
HTC (*) 7.350 7.033
14.115 13.686
IMPIEGHI E RACCOLTA DA BANCHE (€Mln)
Impieghi a banche 1.452 8.949
Raccolta da banche 10.110 12.586

(*) attività detenute per incassare flussi di cassa contrattuali, valutate al costo ammortizzato

Nel corso del 2022, è proseguita l'attività di secured financing degli asset di proprietà con operazioni di raccolta in repo effettuate principalmente su titoli governativi sia in euro che in dollari che a fine 2022 risultava nel complesso pari a 4,8 miliardi di euro.

L' eccedenza di liquidità depositata sui conti detenuti presso la BCE per l'intero 2022, a fine dicembre risultava pari a 3,1 miliardi di euro.

7.4 IMMOBILI

Si riporta di seguito la situazione degli immobili:

IMMOBILI, MOBILI, IMPIANTI 2022 2021
Terreni milioni € 127 127
Immobili di proprietà
- Immobili IFRS16 176 160
- uso funzionale 295 293
- detenuti a scopo di investimento 4 4
475 457
Fondi rettificativi -263 -239
milioni € 212 218
Quota ammortizzata % 41 41
Lavori su immobili di terzi 118 119
Fondo ammortamento -104 -105
Totale al netto rettifiche milioni € 15 15

Il seguente prospetto illustra l'evoluzione di "mobili e impianti":

MOBILI E IMPIANTI 2022 2021
- mobilio e arredi 32 74
- impianti e attrezzature 138 167
- hardware EDP 47 45
- IFRS16 Automezzi 4 4
221 290
- fondi ammortamento -163 -235
Totale al netto rettifiche 58 55
Quota ammortizzata (%) 73 80

Si rimanda per i dettagli alla Nota Integrativa, Sezione 8 – Attività materiali – Voce 80 – paragrafo 8.1 "Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo".

BILANCIO INDIVIDUALE – RELAZIONE SULLA GESTIONE

7.5 PARTECIPAZIONI

Nell'ambito dell'esercizio 2022 le partecipazioni hanno avuto la seguente evoluzione:

PARTECIPAZIONI 2022 2021
Partecipazioni controllate (anche in modo congiunto) milioni € 385,8 385,8
Partecipazioni sottoposte ad influenza notevole milioni € - -
HTCs – titoli di capitale milioni € 39,3 36,0

In ottemperanza a quanto previsto dalle comunicazioni CONSOB del 20/2/97 e del 27/2/98, riportiamo di seguito, per quanto riguarda i rapporti di carattere finanziario, le informazioni sintetiche relative alle partecipazioni rilevanti, rimandando, per un dettaglio più analitico alla parte H della Nota Integrativa e all'allegato della stessa "Rapporti verso imprese del Gruppo":

PARTECIPAZIONI RILEVANTI Attività Passività Garanzie e
Impegni
Imprese del Gruppo
Controllante
-
milioni € - 5,9 -
Controllate (direttamente o indirettamente)
-
milioni € 5.799,0 1.731,0 777,2
Imprese collegate e controllate congiuntamente milioni € 4,2 6,4 1,0

I rapporti intrattenuti con le imprese controllate, collegate e controllate in modo congiunto sono riconducibili all'ordinaria attività creditizia e sono regolati a condizioni di mercato. Essi hanno prodotto complessivamente ricavi per 231,7 milioni di euro a fronte di costi per 91,1 milioni di euro.

Segnaliamo infine che le operazioni con parti correlate sono analizzate nella "parte H" della Nota integrativa dove vengono inoltre indicati i crediti e le garanzie prestate a favore degli amministratori e dei sindaci della banca, sia direttamente sia indirettamente, a norma dell'art.136 del testo unico bancario.

8 MEZZI PROPRI E COEFFICIENTI REGOLAMENTARI

PATRIMONIO NETTO 2022 2021
Mezzi propri "civilistici" (*) milioni € 2.297,4 2.464,1

(*) al netto dei dividendi da distribuire come proposta di riparto utile

La variazione del patrimonio civilistico, rispetto al 31/12/2021, è principalmente derivata da:

  • l'ipotizzata capitalizzazione del risultato dell'esercizio (76,8 milioni di euro);
  • il risultato della valutazione delle "attività detenute per incassare i flussi di cassa e per la vendita" (-149,5 milioni di euro);
  • il saldo negativo della valutazione al fair value dei contratti derivati di copertura dei flussi finanziari (-95,4 milioni di euro);
  • il saldo positivo della valutazione attuariale del trattamento di fine rapporto (6,1 milioni di euro);
  • la capitalizzazione dei costi del personale connessi a piani di remunerazione basati su strumenti finanziari (1,3 milioni di euro);
  • l'acquisto di azioni proprie** (-6,0 milioni di euro). In adempimento a quanto disposto dalla normativa; segnaliamo che la Banca ha effettuato movimentazioni di azioni proprie, così come indicato nella parte B "informazioni sullo Stato Patrimoniale" alla sezione 12 della Nota Integrativa.

Il seguente prospetto illustra (in milioni di euro) l'adeguatezza patrimoniale per Credem Banca:

ADEGUATEZZA PATRIMONIALE (VIGILANZA) 2022 2021
Totale fondi propri 2.478,0 2.384,0
-
di cui Common Equity Tier 1
milioni € 2.067,6 2.083,0
-
di cui Totale capitale di classe 1
milioni € 2.067,6 2.083,0
Rischi:
di credito e controparte
-
milioni € 993,7 1.028,3
di mercato
-
milioni € 9,3 5,9
operativi
-
milioni € 131,1 123,3
Requisito patrimoniale complessivo 1.134,1 1.157,5
CET1 capital ratio (*) % 14,6 14,4
TIER1 capitale ratio % 14,6 14,4
Total capital ratio % 17,5 16,5
Target regolamentari (**)
CET1 capital ratio % 7,0 7,0
TIER1 capitale ratio % 8,5 8,5
Total capital ratio % 10,5 10,5

(*) se CT1<TIER1; CET1=TIER1 (**) comprensivi del cosiddetto "capital conservation buffer", non comprende il requisito aggiuntivo da "SREP

Nel dettaglio, l'evoluzione della situazione patrimoniale (rispetto al 31/12/2021) riflette in particolare: in positivo, l'incremento patrimoniale dei fondi propri, già evidenziati in sede di commento del patrimonio civilistico; in negativo, l'aumento dei rischi, con particolare riferimento a quelli di natura creditizia, in relazione all'analogo progresso dei crediti verso clientela.

decision"

9 PERSONALE

Nel 2022 l'organico della Banca ha avuto una riduzione, passando dalle 5.676 del 31.12.2021 alle 5.641 del 31.12.2022, con un decremento di 35 unità.

Le principali linee di intervento hanno riguardato:

  • Il bilanciamento della rete commerciale per mantenere adeguati i livelli di servizio offerti alla clientela e aumentare il presidio commerciale sul territorio anche attraverso un efficientamento della rete dei punti vendita.
  • Il rafforzamento delle strutture IT con l'obiettivo di sviluppare nuove procedure utili al business, effettuare gli adeguamenti ai processi previsti dalle normative, cogliere le opportunità offerte da un utilizzo evoluto dei dati e governare al meglio il c.d. "rischio informatico".
  • L'azione, già posta in essere da anni, volta al raggiungimento di accordi su base volontaria per l'esodo anticipato rispetto alla naturale scadenza del rapporto di lavoro, che ha permesso l'inserimento di giovani neo-diplomati e neo-laureati.
DIPENDENTI 2022 2021
Occupazione puntuale di fine periodo 5.641 5.676
di cui part-time 326 319
Età media Anni 45,0 44,8
Anzianità media di servizio Anni 17,2 16,4
Distribuzione uffici centrali/filiali % 35/65 34/66
Turn-over totale (cessati/oranico fine anno) % 5,4 5,5
Costo medio per dipendente migliaia € 82,0 81,4
Dipendenti in possesso di laurea % 58,3 56,9
Addestramento e formazione Giorni 42.273 43.980

Sul fronte formativo sono proseguiti gli investimenti grazie soprattutto all'utilizzo della "formazione con didattica a distanza", anche per far fronte al perdurare dell'emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Il focus principale degli interventi è stato sulle competenze comportamentali, su temi normativi, sulla leadership, sul benessere personale sul posto di lavoro e sulla metodologia di lavoro "Agile" per la gestione della progettualità. Sulla rete commerciale si è continuato a erogare una formazione mirata all'acquisizione delle conoscenze/competenze fondamentali di ogni ruolo con valutazione finale dell'apprendimento.

Si è continuato ad investire sul tema dell'identità di gruppo e sui valori aziendali con attività dedicate al tema, che hanno toccato in particolare leadership, coaching, feedback, fiducia, gestione dell'errore e mentoring, considerati importanti leve per permettere di agire il modello di leadership aziendale e aumentare le performance dei collaboratori. È stato, inoltre, confermato l'investimento formativo dedicato al lean management, volto a rendere sempre più efficienti i processi interni.

Il piano di welfare aziendale, strutturato sui bisogni di benessere e salute, supporto personale, tempo libero e risparmio, responsabilità sociale, ha registrato il consolidamento dei servizi in essere e lo sviluppo di nuove iniziative che hanno coinvolto un numero sempre maggiore di persone. Ci sì è focalizzati in particolare sui temi della prevenzione in ambito medico, genitorialità ed in particolare sulla paternità, forma fisica, smart working, mobilità, socialità, consulenza legale e fiscale, caregiver, il supporto psicologico e soluzioni "salva tempo". È stata confermata l'iniziativa di volontariato di impresa che ha visto l'adesione di 360 persone che hanno effettuato attività di volontariato in orari e giornate lavorative in modalità web.

Si è inoltre investito sulla "sostenibilità ambientale" attraverso la sensibilizzazione dei dipendenti e una serie di iniziative specifiche.

Continuano ad essere attive diverse forme di flessibilità lavorativa, in particolare lo smart working, delle quali beneficiano, a fine 2022, oltre l'85% delle persone della Banca. Questa nuova modalità di lavoro è stata accompagnata da un importante percorso formativo rivolto alle competenze comportamentali, al supporto psicologico ed alla salute fisica, così come evidenziato in sede introduttiva nel capitolo relativo alla pandemia.

È stato mantenuto un forte focus sulle iniziative di Diversity & Inclusion ambito nel quale è stata confermata per il Gruppo la certificazione di equità salariale di genere, primo Gruppo Bancario in Italia ad avere ottenuto questo riconoscimento già nel 2020.

10 SISTEMI DI PAGAMENTO

L'attività sul cross selling e l'acquisizione di nuovi clienti ha permesso lo sviluppo di tutti i servizi e in particolare delle carte di credito/debito e dei contratti per l'accesso ai servizi bancari attraverso l'utilizzo di Internet.

Le Carte (debito e credito) sono cresciute del +3,9% su base annua. In decisa ripresa anche gli utilizzi che vedono Credemcard attestarsi a +16,3% su anno precedente e Carta Ego a + 17,2% sempre su anno precedente.

Per quanto riguarda i servizi digitali, sono sempre di più i clienti che utilizzano i canali virtuali per accedere alla banca, da PC o da mobile, tramite il proprio contratto di Internet Banking.

I servizi di Internet Banking per la clientela privata e di Business On e Telemaco 32 per la clientela aziende, hanno mostrato una crescita su base annua del + 3,2%.

In ottica di dematerializzazione del cartaceo, Mybox, ovvero il servizio per la distribuzione e l'archiviazione delle comunicazioni banca - cliente, assorbe il 69,5% delle comunicazioni. Allo stesso scopo, il servizio di firma digitale Remota "Fircon", ha visto una crescita del 7,5% su base annua.

Prodotto 2022 2021
Carte Bancomat n. 903.417 864.474
operazioni Pagobancomat n. 72,849.933 58.301.650
flussi Pagobancomat
-
Ck 3.374.857 2.726.307
operazioni Bancomat n. 14.548.314 13.306.657
flussi Bancomat 3.340.025 3,002,301
Carte di Credito (Carta EGO) n. 621.762 602,349
- operazioni n. 44.297.108 38.328.920
flussi Ek 2.696.452 2.266.291
AIM n. 525 505
operazioni n. 13.982.413 12.873.067
flussi 3.157.399 2.85 3.15 4
POS 31.135 28.748
- operazioni n. 52,799,505 42.325.066
flussi 2.758.265 2.25 3.017
RIBA - presentazioni attive n. 6.696.527 6.619.037
- flussi 25,613,989 21,255,057
SDD - presentazioni attive n. 11,858,168 9.516.500
flussi દિવ 7.643.981 6.041.996
FATTURE - presentazioni attive n. 232.081 238231
flussi હિંદ 2,996,195 2,785,309
SDD - flussi passivi n. 23.138.343 20.487.035
flussi passivi in pagamento 10.335.819 8.503.834
Assegni
- bancan e circolari tratti su Credem n. 1.85 4.600 2.006.309
ek 8.115.590 7.902.584
negoziati n. 2.180.102 2.338.173
હ્મ્પ 8,211,606 8,203,481
Bonitici
Bonifici Italia ricevuti n. 22.399.126 19.436.029
106.299.850 90.453.866
Bonifici Italia emessi n. 22,742,782 20.482.184
113.523.143 98.246.202
Cassa effetti
Riba passive ricevute n. 3.496.894 3.334.911
14.875.447 11.890.901
Autotassazione
F24 e F23 c 3.059.222 2.904.707
EK 13.217.813 11.383.089
Pensioni
Percassa e su C/C n. 2.171.222 1.981.022
ex 3.241.016 2.872.770

11 DIFFUSIONE TERRITORIALE e PRINCIPALI BUSINESS

La tavola seguente mostra l'evoluzione della presenza territoriale della Banca, i dati sul 2021 includono le filiali rinvenienti dal consolidamento della Cassa di Risparmio di Cento.

DIFFUSIONE TERRITORIALE 2022 2021
TOTALE FILIALI 426 434
Province di insediamento 94 93
Regioni di insediamento 19 20
Credempoint 70 67
Centri Imprese 38 38
Promotori finanziari esterni con mandato 520 526

In ambito rete filiali è proseguita l'attività di ottimizzazione dei punti vendita in comuni dove sono presenti altre filiali o in comuni con basse prospettive di sviluppo e servibili dai punti vendita presenti nei comuni limitrofi.

Evidenziamo di seguito i principali aggregati relativi al banking commerciale (retail e corporate) e al private banking, in base ai dati del controllo di gestione, riportando come periodo di confronto il dato di dicembre 2021 che già includeva nel perimetro di consolidamento Cassa di Risparmio di Cento e quindi offre un confronto omogeneo.

Commercial banking (€mln)
(Retail e Corporate)
dic-22 dic-21 variazione
%
Impieghi lordi 25.835 25.768 0,3
Raccolta diretta 28.082 27.080 3,7
Raccolta indiretta 22.441 23.869 -6,0
Raccolta complessiva 50.523 50.949 -0,8
. Raccolta gestita 17.707 19.315 -8,3
. Raccolta amministrata 4.734 4.555 3,9

(*) Il dato esclude 5,7 miliardi di impieghi (4,7 miliardi nel 2021) riconducibili a impieghi verso società del Gruppo e altri centri minori

L'andamento negativo dei mercati finanziari ha penalizzato gli stock di raccolta, che si sono ridotti dell'8,3% rispetto al dicembre 2021, anche a fronte di una produzione netta positiva (pari a oltre 500 milioni di euro). La dinamica della curva tassi, che nella seconda parte dell'anno ha visto i rendimenti muoversi speditamente al rialzo e la dinamica dell'inflazione hanno inciso sull'andamento degli aggregati di raccolta diretta e amministrata. La diretta, nonostante i deflussi per gli investimenti in amministrata e per le spese correnti, è comunque cresciuta, rispetto all'anno precedente, con un incremento del 3,7%, mentre l'amministrata chiude a +3,9%, beneficiando di tassi molto favorevoli sui titoli di Stato.

Nel 2022, gli impieghi totali si attestano a 25,8 miliardi di euro, nello specifico, le erogazioni sono state trainate dal contributo del segmento Imprese e dal comparto mutui casa che tuttavia risente del rallentamento del mercato delle surroghe.

Sul fronte corporate, prosegue l'aumento della base clienti nonostante la conclusione delle misure a sostegno dell'economia da parte del Governo; significativo lo sforzo messo in campo, che ha permesso la crescita dell'aggregato consistenze sia di breve che di medio termine.

Private Banking (€mln) dic-22 dic-21 variazione
%
Impieghi lordi 986 976 1,3
Raccolta diretta 5.102 4.455 14,5
Raccolta indiretta 18.702 20.726 -9,8
Raccolta complessiva 23.804 25.182 -5,5
. Raccolta gestita 13.270 15.246 -13,0
. Raccolta amministrata 5.432 5.480 -0,9

La crescita della raccolta diretta (+14.5% sul 2021) ha compensato solo parzialmente un effetto mercato particolarmente negativo, portando le consistenze patrimoniali della clientela in contrazione (dai 25,2 miliardi di euro di fine dicembre 2021 a 23,8 miliardi di euro a dicembre 2022).

12 RELAZIONE ANNUALE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI

Si informa che la Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari, contenente, tra l'altro, le informazioni di cui all'art.123 bis del testo unico della Finanza, è riportata in un distinto documento a disposizione presso la sede sociale e pubblicato all'interno del sito internet aziendale (www.credem.it/Chi siamo/Corporate governance).

BILANCIO INDIVIDUALE – RELAZIONE SULLA GESTIONE

13 EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE E FATTI DI RILIEVO VERIFICATESI DOPO LA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

Nel corso dell'anno ci si attende un rallentamento della crescita globale. Gli ultimi dati relativi all'inflazione evidenziano una decelerazione in USA ed Europa, ma i livelli ancora alti guideranno ulteriori rialzi dei tassi da parte delle banche centrali. Si ipotizza una dinamica contenuta dell'economia nei primi mesi dell'anno in Europa e negli Stati Uniti. La Cina, come nel 2022, dovrebbe crescere sotto i target governativi. Ancora sono poco chiari gli effetti della fine della strategia "zero-Covid": mentre da un lato l'economia potrebbe beneficiare del venir meno delle misure di contenimento stimolando i consumi, dall'altro, l'evoluzione dei contagi potrebbe bloccare il sistema produttivo, distributivo e dei servizi.

I principali rischi prospettici sono a nostro avviso:

  • Effetti recessivi delle politiche monetarie.
  • Ulteriori effetti legati all'evoluzione della guerra.
  • Gestione della crisi energetica.
  • Fine della strategia di "zero Covid" con possibili effetti sulla crescita economica cinese e conseguentemente mondiale.

Le proiezioni dei dati macroeconomici a disposizione a febbraio 2023 (Prometeia Brief) ipotizzano per l'anno in corso un'evoluzione annua del PIL mondiale al +2,3%, di quello statunitense al +1,1% e di quello UEM al +0,7%.

Relativamente all'economia italiana, le principali dinamiche attese per il 2023 sono le seguenti:

  • Il prodotto interno lordo potrebbe chiudere con un +0,7% su base annua.
  • La spesa delle famiglie dovrebbe essere penalizzata da un'inflazione, che almeno nei primi mesi dell'anno, si dovrebbe mantenere a doppia cifra, con un recupero dei consumi nella seconda parte dell'anno, quando il reddito disponibile beneficerà di un'inflazione in graduale rientro. La spesa dovrebbe segnare solo un +0,9%.
  • Gli investimenti per la componente dei macchinari ed impianti dovrebbero realizzare un +0,2%. La componente immobiliare dovrebbe chiudere l'anno con un +1,4%, grazie agli investimenti connessi al PNRR.
  • Le esportazioni dovrebbero essere penalizzate dal rallentamento del commercio mondiale (+2,1% nel 2023).
  • L'inflazione è prevista crescere ancora nei primi mesi del 2023, per poi rientrare grazie alla dinamica dei prezzi del gas, con una ipotesi di chiusura del 2023 nell'intorno di un +6%.

Passando ai principali aggregati bancari:

  • Relativamente alla raccolta, dovrebbero cambiare le scelte allocative delle famiglie con minori depositi e un maggiore interesse verso titoli e raccolta gestita. Le banche aumenteranno l'offerta di depositi vincolati e obbligazioni per sostenere la raccolta a medio termine. I depositi dovrebbero chiudere l'anno con un -0,5%, trainati dalla flessione dei conti correnti (-1,7% su base annua nel 2023).
  • Per quanto riguarda le imprese, gli investimenti non collegati al PNRR dovrebbero rallentare per gli effetti della decelerazione dell'economia. Si attende un -0,3% nel 2023 per gli impieghi alle imprese.
  • In relazione alle famiglie, il rallentamento congiunturale dell'economia e il peggioramento delle prospettive del mercato immobiliare porteranno ad una decelerazione dei volumi di credito. Si attende un +3,1% nel 2023 per gli impieghi alle famiglie.

Considerato lo scenario sopra descritto e i rischi evidenziati, la gestione bancaria potrà essere influenzata da diversi fattori:

  • Dinamica curva tassi e andamento della forbice bancaria.
  • Sviluppo dei mercati finanziari ed azionari (molto sensibili alle notizie sulla dinamica delle politiche monetarie, sviluppo dell'economia, tensioni geopolitiche e sviluppi del conflitto in Ucraina).
  • Evoluzione dello spread BTP-Bund.
  • Dinamica dell'inflazione.
  • Misure attuate dal Governo, dalle Autorità europee e dalle Istituzioni monetarie e di vigilanza.
  • Evoluzione del rischio creditizio per le ricadute della situazione geopolitica sui prenditori.

BILANCIO INDIVIDUALE – RELAZIONE SULLA GESTIONE

  • Impatti di numerose norme e misure regolamentari che stanno interessando il Sistema finanziario europeo.
  • Trasformazione digitale e sostenibilità.

In merito alle vicende che stanno interessando la società Eurovita, sottoposta a gestione provvisoria da parte di Ivass in data 31 gennaio 2023, si evidenzia che anche le reti del Gruppo sono distributrici di suoi prodotti.

Con riferimento all'andamento della gestione commissariale ed al temporaneo blocco dei riscatti deciso dal Commissario, il Gruppo sta monitorando l'evoluzione della situazione al fine di tutelare gli interessi dei clienti, auspicando in una soluzione positiva vista la presenza diretta dell'Autorità di settore.

In tale sfidante quadro generale, si confermano per il Gruppo Credem le principali linee guida:

  • Sviluppo commerciale superiore alla media di mercato.
  • Rafforzamento del wealth management e completamento del polo di private banking all'interno della Società del Gruppo dedicata rinominata Credem Euromobiliare Private Banking.
  • Ricerca dell'equilibrio tra efficienza operativa e proseguimento della progettualità, in particolare su omnicanalità e digitale, per essere competitivi sulle diverse aree di business.
  • Prosecuzione del percorso di integrazione ESG (Environmental, Social, Governance) all'interno dei processi, del presidio dei rischi e della definizione dei prodotti.
  • Elevata qualità del credito.
  • Solidità del profilo di rischio e dei livelli patrimoniali.

In un contesto esterno come sopra delineato, si ipotizza la seguente evoluzione degli aggregati economici:

  • Il margine finanziario dovrebbe continuare ad essere sostenuto dai volumi e dalla prosecuzione della crescita dei tassi almeno nella prima parte del 2023.
  • Le commissioni potrebbero risentire della volatilità dei mercati.
  • Il rischio di credito dovrebbe rimanere complessivamente contenuto con famiglie e imprese che potrebbero risentire del ciclo economico.

Il progetto di rafforzamento del private banking all'interno del Gruppo Credem si è sviluppato nel corso degli ultimi due esercizi, con una progressiva focalizzazione delle strutture su un modello di business espressamente dedicato alla clientela private.

La separazione della divisione Private Banking di Credem dal Commercial Banking, tramite la creazione di una Business Unit dedicata, ha rappresentato la fase propedeutica all'evoluzione del progetto che si è concluso nel mese di febbraio 2023, quando la Business Unit Private Banking di Credem è stata conferita in Credem Euromobiliare Private Banking.

Il 18 febbraio 2023, tramite un'operazione societaria che è stata configurata come "conferimento di ramo di azienda", è avvenuto il perfezionamento dell'operazione, autorizzata dalle Autorità di Vigilanza, ed è stata accompagnata da un aumento di capitale di Credem Euromobiliare Private Banking, interamente riservato a Credito Emiliano. Le nuove risorse sono quindi funzionali a supportare lo sviluppo della partecipata e al mantenimento di idonei requisiti patrimoniali, in linea con le ambizioni iniziali di rafforzamento e crescita dell'area di business all'interno del Gruppo Credem.

La nuova entità comprende Banca Euromobiliare (100% Credem), con 14,9 miliardi di euro di masse e 399 professionisti tra private banker e consulenti finanziari e la Business Unit Private Banking di Credem, con circa 24 miliardi di euro di masse gestite da 291 private banker.

Signori Azionisti,

lo Stato Patrimoniale e Conto Economico al 31 dicembre 2022, dopo tutte le necessarie rettifiche e accantonamenti, evidenziano un utile netto di 189.019.734,50 euro che vi proponiamo di ripartire nel modo seguente:


Per il residuo, come accantonamento alla "riserva straordinaria".
57.884.169,36
1.218.272 azioni in portafoglio (1.816.938 azioni proprie alla data del
31/12/2022, meno 598.666 azioni che saranno consegnate in data
antecedente al 26 aprile 2023 al personale rilevante).
112.233.591,69

Alla "riserva legale", quale quota fissata dallo statuto

Agli Azionisti, per un importo complessivo di 112.233.591,69 euro,
corrispondente a 0,33 euro per ciascuna delle 340.101.793 azioni
aventi godimento 01/01/2022 a titolo di dividendo ordinario, al netto di
18.901.973,45

Nel rispetto delle raccomandazioni dell'autorità di vigilanza, il Consiglio di Amministrazione, nella seduta odierna, ha deliberato di proporre una distribuzione dell'utile d'esercizio 2022 per 112.233.591,69 euro.

Il Consiglio di Amministrazione

Reggio Emilia, 09 marzo 2023

RACCORDO CON VOCE DI BILANCIO:

Margine finanziario

  • Voce 30 Margine d'interesse

Margine servizi

    • Voce 60 Commissioni nette
    • Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione
    • Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura
    • Voce 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto
    • Voce 110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value
    • Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo
  • ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie)

  • Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività

    • Voce 190 Altri oneri/proventi di gestione (al netto delle componenti di natura straordinaria)
    • Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi su partecipazioni e titoli di capitale nelle attività finanziare classificate in HTCs)

Risultato operativo

    • Margine finanziario + Margine servizi
    • Voce 160 Spese amministrative (spese per il personale e altre spese amministrative)
    • Voce 180 Rettifiche /riprese di valore nette su attività materiali
    • Voce 190 Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali

Utile prima delle imposte

    • Risultato operativo
    • Voce 170 Accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri
    • Voce 130 Rettifiche di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi)
    • Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni
    • Voce 190 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria sbilancio sopravvenienze)
    • Voce 220 Utili (perdite) delle partecipazioni
    • Voce 230 Risultato netto della valutazione al fair valuedelle attività materiali e immateriali
    • Voce 240 Rettifiche di valore dell'avviamento
    • Voce 250 Utili/perdite da cessione di investimenti
    • Voce 290 Utili/perdite delle attività operative cessate al netto delle imposte

ROA

  • Voce 290 utile (perdita) d'esercizio/totale dell'attivo

ALLEGATI

In tema di rischio, riportiamo inoltre (in %) la classificazione degli impieghi relativi alla funzione regolamentare corporate effettuata secondo le metodologie del modello interno:

REGOLAMENTARE CORPORATE CLASSIFICAZIONE IN % DEGLI IMPIEGHI RELATIVI ALLA FUNZIONE 2022 2021
C1 Assenti problematiche di rischio sia al momento che,
prevedibilmente, nel medio /lungo periodo
49,6 45,9
C2 Assenti problematiche di rischio sia al momento che,
prevedibilmente, nel medio periodo
24,5 22,7
C3 Assenti problematiche di rischio sia al momento che,
prevedibilmente, nel breve periodo
15,5 15,8
C4 Rischio compatibile con possibilità di sua attenuazione/lieve
peggioramento nel breve
6,7 8,2
C5 Situazione di rischio con sintomi di peggioramento già
evidenti
2,7 4,4
C6 Situazione che evidenzia aspetti di evidente problematicità 0,8 1,6
C7 Situazione di marcata problematicità, potenziale rischio di
default
0,2 1,2
C8 Situazione di forte problematicità con rischio di default nel
breve
0,1 0,2

Per una più approfondita disamina della metodologia utilizzata, si rimanda alla Nota Integrativa, Parte E, Sezione 1 -Rischio di credito - A.2 "Classificazione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate in base ai rating esterni ed interni". Analoga metodologia, applicata alle posizioni appartenenti alla "funzione regolamentare retail" (sostanzialmente le microattività e la clientela privata) presenta le seguenti risultanze (in %):

REGOLAMENTARE RETAIL CLASSIFICAZIONE in % DEGLI IMPIEGHI RELATIVI ALLA FUNZIONE 2022 2021
C1 Assenti problematiche di rischio sia al momento che,
prevedibilmente, nel medio /lungo periodo
1,5 1,5
C2 Assenti problematiche di rischio sia al momento che,
prevedibilmente, nel medio periodo
52,2 47,3
C3 Assenti problematiche di rischio sia al momento che,
prevedibilmente, nel breve periodo
4,7 6,1
C4 Rischio compatibile con possibilità di sua attenuazione/lieve
peggioramento nel breve
20,8 20,3
C5 Situazione di rischio con sintomi di peggioramento già
evidenti
11,8 14,2
C6 Situazione che evidenzia aspetti di evidente problematicità 6,8 3,1
C7 Situazione di marcata problematicità, potenziale rischio di
default
1,9 7,1
C8 Situazione di forte problematicità con rischio di default nel
breve
0,3 0,4

BILANCIO AL 31/12/2022

STRUTTURA E CONTENUTO DEL BILANCIO

Il bilancio d'esercizio della Banca è costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dal prospetto della redditività complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario, dalla nota integrativa ed è corredato dalla relazione degli amministratori sull'andamento della gestione e sulla situazione della Banca così come previsto dai Principi contabili internazionali IAS/IFRS e dalla circolare di Banca d'Italia n° 262 del 22 dicembre 2005, e successivi aggiornamenti ed integrazioni, che ha disciplinato i conti annuali e consolidati degli enti creditizi e degli istituti finanziari.

Il bilancio della Banca è redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, la situazione finanziaria ed il risultato economico dell'esercizio.

La nota integrativa ha la funzione di fornire l'illustrazione, l'analisi ed in taluni casi un'integrazione dei dati di bilancio. Contiene le informazioni richieste dalla circolare di Banca d'Italia n°262 del 22 dicembre 2005 e successive modifiche ed integrazioni. In merito alla struttura e contenuto del bilancio si faccia riferimento anche a quanto riportato nella seguente parte A1 "Sezione generale".

I dati degli schemi di bilancio e della nota integrativa sono redatti in migliaia di euro, ad eccezione della Parte L, che è redatta in milioni di euro.

Il presente documento rappresenta una versione supplementare rispetto alla versione ufficiale conforme al Regolamento delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea (Regolamento ESEF – European Single Electronic Format) pubblicata sul sito internet all'indirizzo www.credem.it.

SCHEMI DI BILANCIO

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2022 31/12/2021
10. Cassa e disponibilità liquide 3.338.449.452 205.979.117
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 160.538.858 79.552.319
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 108.542.257 59.531.611
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 51.996.601 20.020.708
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 6.156.398.807 6.452.115.518
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 42.404.676.225 47.740.121.831
a) crediti verso banche 1.451.974.214 8.923.563.091
b) crediti verso clientela 40.952.702.011 38.816.558.740
50. Derivati di copertura 1.068.030.481 208.749.399
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) (190.871.443) 81.325.686
70. Partecipazioni 385.844.705 385.844.705
80. Attività materiali 396.888.937 400.466.607
90. Attività immateriali 392.359.558 384.268.495
di cui:
- avviamento 240.060.423 240.060.423
100. Attività fiscali 258.195.842 175.414.904
a) correnti 1.743.411 3.270.491
b) anticipate 256.452.431 172.144.413
110. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - 4.842.325
120. Altre attività 745.143.896 965.916.207
Totale dell'attivo 55.115.655.318 57.084.597.113

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2022 31/12/2021
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 50.445.029.542 52.249.422.381
a) debiti verso banche 10.109.809.514 13.584.139.184
b) debiti verso clientela 36.966.423.235 36.241.117.274
c) titoli in circolazione 3.368.796.793 2.424.165.923
20. Passività finanziarie di negoziazione 89.837.507 33.147.441
40. Derivati di copertura 842.716.387 385.160.592
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) (203.885.801) 104.157.586
60. Passività fiscali 126.241.202 109.521.925
a) correnti 44.787.587 13.688.118
b) differite 81.453.615 95.833.807
80. Altre passività 1.204.143.256 1.432.898.339
90. Trattamento di fine rapporto del personale 49.876.365 61.931.591
100. Fondi per rischi e oneri 152.066.417 141.880.652
a) impegni e garanzie rilasciate 7.022.430 8.003.031
b) quiescenza e obblighi simili 1.173.422 1.388.449
c) altri fondi per rischi e oneri 143.870.565 132.489.172
110. Riserve da valutazione (163.889.512) 74.887.435
140. Riserve 1.731.452.713 1.633.018.529
150. Sovrapprezzi di emissione 321.799.668 321.799.668
160. Capitale 341.320.065 341.320.065
170. Azioni proprie (-) (10.072.225) (4.024.965)
180. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 189.019.734 199.475.874
Totale del passivo e del patrimonio netto 55.115.655.318 57.084.597.113

CONTO ECONOMICO

10.
Interessi attivi e proventi assimilati
695.918.416
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo
668.502.541
20.
Interessi passivi e oneri assimilati
(150.430.831)
30.
Margine di interesse
545.487.585
40.
Commissioni attive
591.911.344
50.
Commissioni passive
(94.833.327)
60.
Commissioni nette
497.078.017
70.
Dividendi e proventi simili
5.026.404
80.
Risultato netto dell'attività di negoziazione
11.022.953
90.
Risultato netto dell'attività di copertura
3.888.469
100.
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di:
43.995.551
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
31.505.615
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
12.489.936
c) passività finanziarie
-
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
110.
(1.762.241)
economico
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
(1.762.241)
120.
Margine di intermediazione
1.104.736.738
130.
Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di:
(48.368.298)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
(48.482.837)
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
114.539
140.
Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni
115.908
150.
Risultato netto della gestione finanziaria
1.056.484.348
160.
Spese amministrative:
(819.519.581)
a) spese per il personale
(462.826.058)
b) altre spese amministrative
(356.693.523)
170.
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri
(13.905.661)
a) impegni per garanzie rilasciate
(2.870.754)
b) altri accantonamenti netti
(11.034.907)
180.
Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali
(38.659.895)
190.
Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali
(45.374.848)
200.
Altri oneri/proventi di gestione
118.840.162
210.
Costi operativi
(798.619.823)
220. Utili (Perdite) delle partecipazioni
14.312.878
250. Utili (Perdite) da cessione di investimenti
2.300.699
260.
Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte
274.478.102
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente
(85.458.368)
280.
Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte
189.019.734
300. Utile (Perdita) d'esercizio
189.019.734
Voci 31/12/2022 31/12/2021
506.571.372
481.589.749
(98.874.614)
407.696.758
599.947.399
(113.000.838)
486.946.561
3.212.334
14.291.813
86.635
36.650.770
3.134.362
33.516.405
3
1.730.447
1.730.447
950.615.318
(23.414.063)
(23.937.535)
523.472
(830.195)
926.371.060
(810.446.845)
(456.272.595)
(354.174.250)
(9.420.143)
(2.898.418)
(6.521.725)
(37.542.703)
(42.291.515)
211.292.711
(688.408.495)
-
10.507.194
248.469.759
(48.993.885)
199.475.874
199.475.874
Voci 31/12/2022 31/12/2021
Utile base per azione (EPS base) 0,55 0,59
Utile diluito per azione (EPS diluito) 0,55 0,59

BILANCIO INDIVIDUALE – STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO

PROSPETTO DELLA REDDITIVITA' COMPLESSIVA

Voci 31/12/2022 31/12/2021
10. Utile (Perdita) d'esercizio 189.019.734 199.475.874
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico 9.030.796 (12.419.885)
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 2.953.124 (11.621.849)
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) - -
40. Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
50. Attività materiali - -
60. Attività immateriali - -
70. Piani a benefici definiti 6.077.672 (798.036)
80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico (247.807.743) (35.175.045)
100. Copertura di investimenti esteri - -
110. Differenze di cambio - -
120. Copertura dei flussi finanziari (95.376.169) (27.557.834)
130. Strumenti di copertura (elementi non designati) - -
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (152.431.574) (7.617.211)
150. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
160. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (238.776.947) (47.594.930)
180. Redditività complessiva (Voce 10+170) (49.757.213) 151.880.944

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO INDIVIDUALE

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3

Il dividendo relativo all'esercizio 2021, distribuito ai soci nel 2022, ammonta a 0,30 euro per azione per un controvalore di 102,3 milioni di euro.

BILANCIO INDIVIDUALE – VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO INDIVIDUALE

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6.47
6.60
6

RENDICONTO FINANZIARIO (Metodo indiretto)

Importo
A. ATTIVITA' OPERATIVA 31/12/2022 31/12/2021
1. Gestione 417.106.069 106.307.983
- risultato d'esercizio (+/-) 189.019.734 199.475.874
- plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre
attività/passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (-/+)
259.227.020 3.254.502
- plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) (3.888.469) (86.635)
- rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) 75.757.708 51.200.407
- rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 84.034.743 79.834.218
- accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) 13.905.661 9.420.143
- imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) 54.865.145 29.607.556
- rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto dell'effetto
fiscale (+/-)
- -
- altri aggiustamenti (+/-) (255.815.473) (266.398.082)
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie 4.978.789.635 (9.533.431.413)
- attività finanziarie detenute per la negoziazione (306.535.253) (33.766.884)
- attività finanziarie designate al fair value - -
- altre attività obbligatoriamente valutate al fair value (33.502.448) 1.021.931
- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (1.156.210.286) (3.162.422.593)
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 5.528.592.220 (6.086.536.928)
- altre attività 946.445.402 (251.726.939)
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie (2.065.150.238) 9.574.551.331
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (1.267.045.729) 9.199.715.074
- passività finanziarie di negoziazione 56.690.066 5.351.459
- passività finanziarie designate al fair value - -
- altre passività (854.794.575) 369.484.798
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa 3.330.745.466 147.427.901
B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da 3.662.075 14.291.005
- vendite di partecipazioni - -
- dividendi incassati su partecipazioni
- vendite di attività materiali
2.950.560
711.515
3.046.180
- vendite di attività immateriali - 11.244.825
-
- vendite di rami d'azienda - -
2. Liquidità assorbita da (93.594.940) (161.659.248)
- acquisti di partecipazioni - (35.920.353)
- acquisti di attività materiali (40.129.029) (69.294.398)
- acquisti di attività immateriali (53.465.911) (56.444.497)
- acquisti di rami d'azienda - -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento (89.932.865) (147.368.243)
C. ATTIVITA' DI PROVVISTA
- emissioni/acquisti di azioni proprie (6.047.260) 51.113.814
- emissioni/acquisti di strumenti di capitale - -
- distribuzione dividendi e altre finalità (102.295.006) (66.294.991)
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista (108.342.266) (15.181.177)
LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO 3.132.470.335 (15.121.519)

BILANCIO INDIVIDUALE – RENDICONTO FINANZIARIO

RICONCILIAZIONE

Importo
31/12/2022 31/12/2021
205.979.117 221.100.636
3.132.470.335 (15.121.519)
- -
3.338.449.452 205.979.117

Con riferimento all'informativa prevista dal par. 44 B dello IAS 7, si segnala che le variazioni delle passività derivanti da attività di finanziamento (liquidità generata) sono riferibili prevalentemente a flussi finanziari.

NOTA INTEGRATIVA

NOTA INTEGRATIVA

  • Parte A Politiche contabili
  • Parte B Informazioni sullo stato patrimoniale
  • Parte C Informazioni sul conto economico
  • Parte D Redditività complessiva
  • Parte E Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura
  • Parte F Informazioni sul patrimonio
  • Parte G Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda
  • Parte H Operazioni con parti correlate
  • Parte I Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali
  • Parte L Informativa di settore
  • Parte M Informativa sul leasing

La nota integrativa è redatta in migliaia di euro.

PARTE A POLITICHE CONTABILI A.1- PARTE GENERALE

Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali

Il bilancio è stato redatto nella piena conformità di tutti i Principi Contabili Internazionali (IAS/IFRS) emanati dall'International Accounting Standard Board e delle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretation Committee, vigenti alla data del 31 dicembre 2022 e omologati dalla Commissione Europea secondo la procedura prevista dal regolamento UE n. 1606/2002 del 19 luglio 2002, nonché dei provvedimenti emanati in attuazione dell'art.9 del D.Lgs. n.38/2005 e dell'art. 43 del D. Lgs. 18 agosto 2015, n. 136.

Si fa presente inoltre che la Banca d'Italia, avendo i poteri in materia di definizione dei prospetti contabili e di definizione della Nota Integrativa del Bilancio, ha emanato il 7° aggiornamento della Circolare n. 262/2005 "Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione" il 29 ottobre 2021.

La Banca d'Italia, con la comunicazione del 21 dicembre 2021, ha aggiornato le integrazioni alle disposizioni che disciplinano i bilanci delle banche (Circolare n.262 del 2005) per fornire al mercato informazioni sugli effetti che il COVID-19 e le misure a sostegno all'economia hanno prodotto sulle strategie, gli obiettivi e le politiche di gestione dei rischi, nonché sulla situazione economicapatrimonaile delle banche.

In relazione alla natura temporanea dell'emergenza da COVID-19 e delle misure di sostegno, le integrazioni alle disposizioni di bilancio ad esse connesse restano in vigore fino a diversa comunicazione da parte della Banca d'Italia.

I principi contabili adottati per la predisposizione del presente bilancio, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività finanziarie, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, non risultano modificati rispetto a quelli adottati per la predisposizione del Bilancio 2021 del Gruppo Credem.

Sezione 2 - Principi generali di redazione

Il bilancio è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario, dalla Nota integrativa e dalle relative informazioni comparative al 31 dicembre 2021 ed è inoltre corredato da una Relazione degli amministratori sull'andamento della gestione, sui risultati economici conseguiti e sulla situazione patrimoniale e finanziaria.

Il bilancio è redatto con l'applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1 e degli specifici principi contabili omologati dalla Commissione europea e illustrati nella Parte A.2 della presente Nota integrativa, nonché in aderenza con le assunzioni generali previste dal Quadro Sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio elaborato dallo IASB.

Non sono state effettuate deroghe all'applicazione dei principi contabili IAS/IFRS.

In conformità a quanto disposto dall'art. 5, comma 2, del Decreto Legislativo n. 38 del 28 febbraio 2005, il bilancio è redatto utilizzando l'euro come moneta di conto, e si fonda sull'applicazione dei seguenti principi generali di redazione dettati dallo IAS 1:

  • Continuità aziendale. Gli amministratori hanno considerato appropriato il presupposto della continuità aziendale in quanto a loro giudizio non sono emerse incertezze legate ad eventi o circostante che, considerati singolarmente o nel loro insieme, possano far sorgere dubbi riguardo alla continuità aziendale. Conseguentemente le attività, passività ed operazioni "fuori bilancio" sono valutate secondo valori di funzionamento, in quanto destinate a durare nel tempo.
  • Competenza economica. Costi e ricavi vengono rilevati, a prescindere dal momento del loro regolamento monetario, per periodo di maturazione economica e secondo il criterio di correlazione.
  • Coerenza di presentazione. La presentazione e la classificazione delle voci sono mantenute costanti nel tempo allo scopo di garantire la comparabilità delle informazioni, salvo che la loro variazione sia richiesta da un Principio Contabile Internazionale o da una Interpretazione

oppure renda più appropriata, in termini di significatività e di affidabilità, la rappresentazione dei valori. Se un criterio di presentazione o di classificazione viene cambiato, quello nuovo si applica – ove possibile – in modo retroattivo; in tal caso vengono anche indicati la natura e il motivo della variazione, nonché le voci interessate. Nella presentazione e nella classificazione delle voci sono adottati gli schemi predisposti dalla Banca d'Italia per i bilanci delle banche, contenuti nella circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti ed integrazioni.

  • Aggregazione e rilevanza. Tutti i raggruppamenti significativi di voci con natura o funzione simili sono riportati separatamente. Gli elementi di natura o funzione diversa, se rilevanti, vengono presentati in modo distinto.
  • Divieto di compensazione. Attività e passività, costi e ricavi non vengono compensati tra loro, salvo che ciò non sia richiesto o permesso da un Principio Contabile Internazionale o da una Interpretazione oppure dagli schemi predisposti dalla Banca d'Italia per i bilanci delle banche.
  • Informativa comparativa. Le informazioni comparative si riferiscono ai corrispondenti periodi dell'esercizio precedente e sono riportate per tutti i dati contenuti nei prospetti contabili di confronto.

Si è tenuto conto, ove applicabile, dei documenti di tipo interpretativo e di supporto all'applicazione dei principi contabili in relazione agli impatti da COVID-19, emanati dagli organismi regolamentari e di vigilanza europei e dagli standard setter. Si richiamano tra gli altri:

  • la comunicazione dell'EBA del 25 marzo 2020 "Statement on the application of the prudential framework regarding Default, Forbearance and IFRS 9 in light of COVID 19 measures";
  • la comunicazione dell'ESMA del 25 marzo 2020 "Public Statement. Accounting implications of the COVID 19 outbreak on the calculation of expected credit losses in accordance with IFRS 9";
  • il documento dell'IFRS Foundation del 27 marzo 2020 "IFRS 9 and covid-19 Accounting for expected credit losses applying IFRS 9 Financial Instruments in the light of current uncertainty resulting from the covid-19 pandemic";
  • la lettera della BCE del 1° aprile 2020 "IFRS 9 in the context of the coronavirus (COVID 19) pandemic" indirizzata a tutti gli enti significativi;
  • gli orientamenti dell'EBA del 2 aprile 2020 "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis";
  • la comunicazione dell'ESMA del 20 maggio 2020 "Implications of the COVID-19 outbreak on the half-yearly financial reports";
  • gli orientamenti dell'EBA del 2 giugno 2020 "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID 19 crisis";
  • la comunicazione dell'ESMA del 28 maggio 2020 "European common enforcement priorities for 2020 annual financial reports";
  • gli orientamenti dell'EBA del 2 dicembre 2020 "Guidelines amending Guidelines EBA/GL/2020/02 on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis";
  • la lettera della BCE del 4 dicembre 2020 "Identification and measurement of credit risk in the context of the coronavirus (COVID 19) pandemic" indirizzata a tutti gli enti significativi;
  • la comunicazione dell'ESMA del 29 ottobre 2021 "European common enforcement priorities for 2021 annual financial reports";
  • la comunicazione dell'ESMA del 13 maggio 2022 "Implications of Russia's invasion of Ukraine on half-yearly financial reports afferente gli effetti dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia sulle rendicontazioni finanziarie semestrali;
  • la comunicazione dell'ESMA del 28 ottobre 2022 "European common enforcement priorities for 2022 annual financial reports", dove si evidenziano le priorità relative alla disclosure sui rendiconti annuali.

Principi contabili

Principali norme ed interpretazioni contabili omologate dall'Unione Europea, la cui applicazione è divenuta obbligatoria a partire dall'esercizio 2022

In data 14 maggio 2020 lo IASB ha pubblicato alcune modifiche ai seguenti IFRS, applicabili a partire dal 1° gennaio 2022:

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA

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Amendments to IFRS 3 Business Combinations: aggiorna il riferimento presente nell'IFRS 3 al Conceptual Framework nella versione rivista, senza che ciò comporti modifiche alle disposizioni dello standard

Amendments to IAS 16 Property, Plant and Equipment– "Proceeds before Intended Use": non consente di dedurre dal costo dell'immobilizzazione l'importo ricevuto dalla vendita di beni prodotti prima che l'asset fosse pronto per l'uso. Tali ricavi di vendita e i relativi costi saranno rilevati a conto economico

Amendments to IAS 37 Provisions, Contingent Liabilities and Contingent Assets "Onerous Contracts – Costs of Fulfilling a Contract": chiarisce quali voci di costo si devono considerare per valutare se un contratto sarà in perdita

Annual Improvements 2018 - 2020: modifiche sono apportate ai seguenti principi contabili: Amendments to IFRS 1 First-time Adoption of International Financial Reporting Standards– Subsidiary as a first-time adopter, Amendment to IFRS 9 Financial Instruments – "Fees in the '10 per cent' test for derecognition of financial liabilities", allo IAS 41 Agriculture e agli Illustrative Examples che accompagnano l'IFRS 16 Leases.

Principali norme ed interpretazioni contabili omologate dall'Unione Europea, ma che non trovano applicazione al 31 dicembre 2022 e per i quali la Banca ed il Gruppo di appartenenza non si sono avvalsi, nei casi eventualmente previsti, dell'applicazione anticipata

In data 18 maggio 2017 lo IASB ha pubblicato l'IFRS 17 - Insurance Contracts, un nuovo principio completo relativo ai contratti di assicurazione che copre la rilevazione e misurazione, presentazione ed informativa. L'IFRS 17 sostituisce l'IFRS 4 – Insurance Contracts che è stato emesso nel 2005. L'IFRS 17 si applica a tutti i tipi di contratti assicurativi indipendentemente dal tipo di entità che li emettono, come anche ad alcune garanzie e strumenti finanziari con caratteristiche di partecipazione discrezionale. L'IFRS 17 richiede la presentazione dei saldi comparativi. La data di entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2023.

In data 25 giugno 2020 lo IASB ha pubblicato il documento Amendments to IFRS 17 Insurance Contracts per:

ridurre i costi semplificando alcuni requisiti dello Standard;

rendere la performance finanziaria più facile da spiegare;

facilitare la transizione posticipando la data di entrata in vigore dello Standard al 2023 e fornendo ulteriore sostegno per ridurre lo sforzo richiesto dalla prima applicazione dell'IFRS 17.

In data 9 dicembre 2021 lo IASB ha emesso il documento Amendments to IFRS 17 Insurance contracts: Initial Application of IFRS 17 and IFRS 9 – Comparative Information. La modifica fornisce agli assicuratori un'opzione con l'obiettivo di migliorare la rilevanza delle informazioni da fornire agli investitori in fase di applicazione iniziale del nuovo standard. L'entrata in vigore è prevista a partire dal 1° gennaio 2023.

In data 7 maggio 2021 lo IASB ha pubblicato il documento Amendments to IAS 12 Income Taxes: Deferred Tax related to Assets and Liabilities arising from a Single Transaction. Il documento precisa come devono essere contabilizzate le imposte differite sulle operazioni quali il leasing e gli obblighi di smantellamento (decommissioning obligations). La data di entrata in vigore è prevista a partire dal 1° gennaio 2023.

In data 12 febbraio 2021 lo IASB ha pubblicato i documenti:

Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements and IFRS Practice Statement 2: Disclosure of Accounting policies;

Amendments to IAS 8 Accounting policies, Changes in Accounting Estimates and Errors: Definition of Accounting Estimates.

Le modifiche sono volte a migliorare la disclosure sulle accounting policy in modo da fornire informazioni più utili agli investitori e agli altri utilizzatori primari del bilancio nonché ad aiutare le società a distinguere i cambiamenti nelle stime contabili dai cambiamenti di accounting policy. La data di entrata in vigore è prevista a partire dal 1° gennaio 2023.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni IFRS non ancora omologati dall'Unione Europea

In data 23 gennaio 2020 e 15 luglio 2020 lo IASB ha pubblicato i documenti Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non-current e Classification of Liabilities as Current or Non-current - deferral of effective date. Non sono state introdotte modifiche alle regole esistenti, ma sono forniti chiarimenti in merito alla classificazione dei debiti e delle altre passività tra correnti (dovute o potenzialmente dovute entro l'anno) e non correnti. Le modifiche forniscono inoltre chiarimenti sulla classificazione dei debiti che una società può regolare mediante la conversione in equity. La data prevista per l'applicazione delle modifiche è fissata al 1° gennaio 2023.

Lo IASB ha inoltre pubblicato in data 19 novembre 2021 il nuovo Exposure Draft Non-current Liabilities with Covenants, che propone modifiche allo IAS 1 Presentation of Financial Statements con l'obiettivo di chiarire la classificazione in bilancio dei debiti a lungo termine sottoposti al rispetto di covenants.

In data 22 settembre 2022 lo IASB ha pubblicato il documento Amendments to IFRS 16 Leases: Lease Liability in a Sale and Leaseback, chiarendo come si contabilizza un'operazione di sale and leaseback che prevede dei pagamenti variabili basati sulla performance o sull'uso del bene oggetto della transazione. La data di entrata in vigore prevista dallo IASB è il 1° gennaio 2024.

IFRS 14 Regulatory Deferral Accounts. La Comunità Europea ha deciso di non avviare il processo di endorsment della versione provvisoria dello standard IFRS 14 Regulatory Deferral Accounts, emesso il 30 Gennaio 2014, ed ha deciso di attendere la versione finale del principio contabile.

Contenuto dei prospetti contabili

Stato patrimoniale, conto economico e prospetto della redditività complessiva

Gli schemi dello stato patrimoniale e del conto economico sono costituiti da voci, sottovoci e da ulteriori dettagli informativi (i "di cui" delle voci e sottovoci). Nel conto economico i ricavi sono indicati senza segno, mentre i costi sono indicati fra parentesi. Allo stesso modo sono esposte le componenti reddituali positive e negative incluse nel prospetto della redditività complessiva. Gli schemi riportano i corrispondenti dati di raffronto relativi allo stato patrimoniale riferiti all'esercizio precedente, mentre i dati di conto economico e del prospetto delle redditività complessiva sono riferiti allo stesso periodo dell'esercizio precedente.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto

Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto è quello previsto dalla Circolare n. 262/2005, e successivi aggiornamenti, della Banca d'Italia. Nel prospetto viene riportata la composizione e la movimentazione dei conti di patrimonio netto intervenuta nell'esercizio di riferimento del bilancio ed in quello precedente, suddivisi tra il capitale sociale, le riserve di capitale, di utili e da valutazione di attività o passività di bilancio ed il risultato economico. Le azioni proprie in portafoglio, qualora presenti, sono portate in diminuzione del patrimonio netto. Non sono stati emessi strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie.

Rendiconto finanziario

Il Rendiconto Finanziario fornisce informazioni che permettono agli utilizzatori di valutare le variazioni nell'attivo netto della società, la sua struttura finanziaria (compresa la liquidità e solvibilità) e la sua capacità di influire sulla dimensione e sulla tempistica dei flussi finanziari allo scopo di adeguarsi alle circostanze e alle opportunità.

Lo IAS 7 stabilisce che il rendiconto finanziario può essere redatto seguendo, alternativamente, il "metodo diretto" o quello "indiretto".

La Banca d'Italia, così come previsto dalle istruzioni della Circolare n.262/05, propone quindi i due alternativi schemi di Rendiconto Finanziario nei quali i flussi correlati all'attività operativa sono esposti con il metodo diretto e il metodo indiretto, senza privilegiarne uno in particolare, lasciando discrezionalità all'estensore del bilancio.

Il prospetto dei flussi finanziari intervenuti nel periodo di riferimento del bilancio ed in quello dell'esercizio precedente è stato predisposto seguendo il metodo indiretto, in base al quale i flussi derivanti dall'attività operativa sono rappresentati dal risultato dell'esercizio rettificato degli effetti delle operazioni di natura non monetaria.

I flussi finanziari sono suddivisi tra quelli derivanti dall'attività operativa, quelli derivanti dall'attività di investimento e quelli derivanti dall'attività di provvista.

Nel prospetto i flussi generatisi nel corso del periodo sono indicati senza segno, mentre quelli assorbiti sono indicati fra parentesi.

Sezione 3 - Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio

Si rimanda a quanto già analiticamente esposto nella relazione sulla gestione, nel capitolo "Evoluzione prevedibile della gestione e fatti di rilievo verificatisi dopo la chiusura dell'esercizio". Si rende noto che, ai sensi dello IAS 10, la data in cui il bilancio è stato autorizzato alla pubblicazione dal consiglio di amministrazione della banca è il 9 marzo 2023.

Sezione 4 - Altri aspetti

Rischi, incertezze e impatti dell'epidemia COVID-19 e conflitto Russia-Ucraina

Effetti COVID-19

Una progressiva normalizzazione della situazione sanitaria ha consentito un parallelo lento rientro alle modalità più ordinarie di svolgimento dell'attività bancaria.

Nel corso del 2022, il Gruppo ha mantenuto i presidi individuati per far fronte all'evoluzione della pandemia già dalle fasi iniziali (potenziamento dei canali digitali, messa a punto dei sistemi di early warning sul credito ed istituzionalizzazione dei sistemi di rolling forecast trimestrale nei processi di pianificazione…).

Le attività sono state svolte nel rispetto di tutte le normative vigenti, seguendone il costante aggiornamento nel tempo. A questo proposito, si ricordano in particolare:

  • il Protocollo siglato tra Governo e Parti Sociali per il contrasto alla diffusione del Covid-19, sottoscritto in data 30 giugno 2022 e divulgato verso tutti i dipendenti insieme alle principali misure di prevenzione da mantenere nell'esercizio dell'attività lavorativa;
  • il Decreto Legge n. 24 del 25 marzo 2022, che prevedeva "Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell'epidemia da COVID-19";
  • la Circolare del Ministero della Salute del 31 dicembre 2022 che ha apportato alcune sostanziali modifiche al regime di isolamento in caso di affezione da Covid 19 o di contatto stretto con un soggetto positivo.;
  • la Legge 29 dicembre 2022 n. 197, la c.d. Legge di Bilancio, che prevede fino al 31 marzo 2023 per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in condizione di fragilità secondo la normativa vigente la possibilità di svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile.

Lo smart working, a partire da settembre e fatte salve le categorie evidenziate sopra, è tornato ad essere una modalità di lavoro ibrida, basata su presenza fisica alternata a lavoro da remoto, e non più uno strumento emergenziale.

Dopo la proroga concessa fino a fine 2021, nel primo semestre del 2022 sono scadute anche le moratorie statali. L'allentamento delle "misure COVID-19" non ha comportato per il Gruppo l'evidenza di rilevanti segnali di deterioramento del conteso economico.

Implicazioni del conflitto Ucraina

In considerazione dell'escalation delle tensioni militari e geopolitiche, il Gruppo ha posto in essere varie misure preventive per cogliere, gestire ed eventualmente mitigare gli effetti indiretti che si potranno eventualmente ripercuotere sull'attività e sui risultati del Gruppo. Facendo seguito alle indicazioni di ESMA che:

  • in data 13 maggio 2022, ha pubblicato il Public Statement "Implications of Russia's invasion of Ukraine on half-yearly financial reports", afferente gli effetti dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia sulle rendicontazioni finanziarie semestrali
  • in data 28 ottobre 2022, ha pubblicato il Public Statement "European common enforcement priorities for 2022 annual financial reports", dove si evidenziano le priorità relative alla disclosure sui rendiconti annuali,

si sottolinea, per il Gruppo Credem, l'assenza di esposizioni rilevanti verso i paesi coinvolti nel conflitto. Gli impatti sui risultati annuali riconducibili principalmente all'andamento negativo dei mercati finanziari che hanno risentito del quadro di instabilità. Il calo delle capitalizzazioni ha conseguentemente determinato un modesto riflesso sui ricavi commissionali, che continuano a beneficiare degli importanti stock iniziali delle masse in gestione e nella seconda parte dell'esrcizio hanno registrato la ripresa del mercato.

Per quanto riguarda la qualità dell'attivo, fin dall'inizio del conflitto, il Gruppo ha innalzato il presidio attraverso meccanismi di segmentazione della clientela e dei relativi livelli di rischiosità in relazione alla maggior esposizione nei settori direttamente più colpiti o più esposti a rischi geopolitici o impattati dall'incremento dei prezzi delle materie prime.

Le ripercussioni dello scenario sulle principali grandezze economiche e patrimoniali sono revisionate trimestralmente per tener conto di eventuali deterioramenti o anomalie che per il momento non si sono manifestati, consentendo al Gruppo di mantenere un'ottima qualità degli asset.

Dal punto di vista operativo, a seguito degli sviluppi del quadro sanzionatorio, il Gruppo ha adottato un approccio restrittivo nei confronti dell'operatività che coinvolge Russia, Bielorussia e Ucraina, prevedendo: blocchi sulle transazioni e sull'acquisizione di nuovi clienti, restrizioni di tipo geografico, merceologico e finanziario con soglie di rilevanza stringenti.

Sono state applicate le misure restrittive varate dalle Autorità: a decorrere dal 12 marzo, in ottemperanza alla norma che prevede il divieto di prestare servizi di messaggistica finanziaria per scambiare dati finanziari con i soggetti listati e le loro controllate, ha disattivato la rete SWIFT verso alcune banche listate russe e bielorusse.

È stata data ampia diffusione anche all'intervento dell'EBA, che in data 11 marzo, ha richiamato l'attenzione dei soggetti vigilati relativamente ad una corretta applicazione delle misure restrittive, preservando al contempo una protezione temporanea per gli sfollati ucraini, evidenziando la possibilità che abbiano accesso ad aprire e utilizzare conti di pagamento con servizi di base.

A sostegno delle vittime della guerra in Ucraina, il Consiglio di Amministrazione di Credem, il 7 marzo, ha deliberato uno stanziamento in più tranche verso la Croce Rossa Italiana e la Fondazione Solidarietà Reggiana, Save the Children, Caritas diocesana di Reggio Emilia e Guastalla, Banco Alimentare.

Il quadro a distanza di un anno dall'inizio del conflitto è ancora imprevedibile, il Gruppo pertanto mantiene una gestione dell'attività bancaria ancora più attenta e flessibile e pronta ad adattarsi velocemente ai cambiamenti del contesto.

Altre informazioni

Aggregazione aziendale

Le operazioni di aggregazione aziendale sono disciplinate dal Principio contabile internazionale IFRS 3 "Business combination".

Il trasferimento del controllo di un'impresa (o di un gruppo di attività e beni integrati, condotti e gestiti unitariamente) configura un'operazione di aggregazione aziendale.

A tal fine il controllo si considera trasferito quando l'investitore è esposto a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con la partecipata e nel contempo ha la capacità di incidere sui rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità.

L'IFRS 3 richiede che per tutte le operazioni di aggregazione venga individuato un acquirente. Quest'ultimo deve essere identificato nel soggetto che ottiene il controllo su un'altra entità o gruppo di attività.

L'acquisizione deve essere contabilizzata nella data in cui l'acquirente ottiene effettivamente il controllo sull'impresa o attività acquisite. Quando l'operazione avviene tramite un'unica operazione di scambio, la data dello scambio normalmente coincide con la data di acquisizione. Tuttavia, è sempre necessario verificare l'eventuale presenza di accordi tra le parti che possano comportare un trasferimento del controllo prima della data dello scambio.

Il corrispettivo trasferito nell'ambito di un'operazione di aggregazione deve essere determinato come sommatoria del fair value, alla data dello scambio, delle attività cedute, delle passività sostenute o assunte e degli strumenti di capitale emessi

dall'acquirente in cambio del controllo.

Nelle operazioni che prevedono il pagamento in denaro (o quando è previsto il pagamento mediante strumenti finanziari assimilabili alla cassa) il prezzo è il corrispettivo pattuito, eventualmente attualizzato nel caso in cui sia previsto un

pagamento rateale con riferimento ad un periodo superiore al breve termine; nel caso in cui il pagamento avvenga tramite uno strumento diverso dalla cassa, quindi mediante l'emissione di strumenti rappresentativi di capitale, il prezzo è pari al fair value del mezzo di pagamento al netto dei costi direttamente attribuibili all'operazione di emissione di capitale.

Le operazioni di aggregazione aziendale sono contabilizzate secondo il "metodo dell'acquisizione", in base al quale le attività identificabili acquisite (comprese eventuali attività

immateriali in precedenza non rilevate dall'impresa acquisita) e le passività identificabili assunte (comprese quelle potenziali) devono essere rilevate ai rispettivi fair value alla data di acquisizione. L'eccedenza tra il corrispettivo trasferito (rappresentato dal fair value delle attività trasferite, delle passività sostenute o degli strumenti di capitale emessi dall'acquirente) ed il fair value delle attività e passività acquisite deve essere rilevata come avviamento; qualora queste ultime risultino, invece, superiori alla sommatoria del corrispettivo, delle quote di minoranza e del fair value delle quote già possedute, la differenza deve essere imputata a conto economico.

La contabilizzazione dell'operazione di aggregazione può avvenire provvisoriamente entro la fine dell'esercizio in cui l'aggregazione viene realizzata e deve essere perfezionata entro dodici mesi dalla data di acquisizione.

Le fusioni rientrano tra le operazioni di concentrazione tra imprese, rappresentando la forma di aggregazione aziendale più completa, in quanto comportano l'unificazione sia giuridica che economica dei soggetti che vi partecipano.

Le fusioni, siano esse proprie, cioè con la costituzione di un nuovo soggetto giuridico oppure "per incorporazione" con la confluenza di un'impresa in un'altra impresa già esistente, sono trattate secondo i criteri precedentemente illustrati, in particolare:

  • se l'operazione comporta il trasferimento del controllo di un'impresa, essa viene trattata come un'operazione di aggregazione ai sensi dell'IFRS 3;
  • se l'operazione non comporta il trasferimento del controllo, essa viene contabilizzata privilegiando la continuità dei valori della società incorporata. Difatti, le operazioni di aggregazione aziendale fra entità under common control non rientrano nell'ambito di applicazione del Principio contabile internazionale IFRS 3, né sono disciplinate da altri IFRS; vengono quindi definite facendo riferimento alle disposizioni contenute nello IAS 8 Accounting Policies, Changes in Accounting Estimates and Errors.

Revoca opzione per il consolidato fiscale nazionale

Nel corso del 2022 è stata deliberata la volontà di non rinnovarlo.

L'effetto del mancato rinnovo, comporta per il periodo di imposta 2022 ed anni successivi, che gli adempimenti fiscali con riferimento al versamento delle imposte dovute a titolo di IRES, siano effettuati con riferimento a ciascuna società per i propri redditi imponibili singolarmente considerati e non saranno più trasferiti a Credemholding.

Gli accantonamenti di competenza IRES sono ora registrati nella voce "passività fiscali correnti".

Revisione contabile

Il bilancio è sottoposto a revisione contabile, ai sensi del D.Lgs. 39/2010 e del Regolamento UE 537/2014, da parte della società EY S.p.A., cui tale incarico è stato affidato, in attuazione della Delibera assembleare del 30 aprile 2013, fino all'esercizio chiuso al 2022.

Utilizzo di stime ed assunzioni nella predisposizione del bilancio

In conformità agli IFRS, la direzione aziendale deve formulare valutazioni, stime e ipotesi che influenzano l'applicazione dei principi contabili e gli importi delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi rilevati in bilancio, nonché sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali. Le stime e le relative ipotesi si basano sulle esperienze pregresse e su altri fattori considerati ragionevoli nella fattispecie e sono state adottate per stimare il valore contabile delle attività e delle passività che non è facilmente desumibile da altre fonti.

In particolare sono stati adottati processi di stima a supporto del valore di iscrizione di alcune delle più rilevanti poste valutative iscritte nel Bilancio al 31 dicembre 2022, così come previsto dai principi contabili e dalle normative di riferimento sopra descritti. Detti processi sono basati in larga misura su stime di recuperabilità futura dei valori iscritti in bilancio secondo le regole dettate dalle norme vigenti e sono stati effettuati in un'ottica di continuità aziendale, ossia prescindendo da ipotesi di liquidazione forzata delle poste oggetto di valutazione.

I processi adottati confortano i valori di iscrizione al 31 dicembre 2022. Il processo valutativo è risultato particolarmente complesso in considerazione della persistente incertezza riscontrabile nel contesto macroeconomico e di mercato, caratterizzato, sia da importanti livelli di volatilità riscontrabili nei parametri finanziari determinanti ai fini della valutazione, sia da indicatori di deterioramento della qualità del credito ancora elevati.

I parametri e le informazioni utilizzati per la verifica dei valori prima menzionati sono quindi significativamente influenzati da detti fattori che potrebbero registrare rapidi mutamenti ad oggi non prevedibili, talché non si possono escludere conseguenti effetti sui futuri valori di bilancio.

Le stime e le ipotesi sono riviste regolarmente. Le eventuali variazioni conseguenti a tali revisioni sono rilevate nel periodo in cui la revisione viene effettuata qualora la stessa interessi solo quel periodo. Nel caso in cui la revisione interessi periodi sia correnti sia futuri, la variazione è rilevata nel periodo in cui la revisione viene effettuata e nei relativi periodi futuri.

Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'impiego di valutazioni soggettive da parte della Direzione sono:

  • la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti e, in genere, delle altre attività finanziarie e delle partecipazioni;
  • l'utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
  • la stima del valore recuperabile dell'avviamento;
  • la quantificazione del TFR, dei fondi del personale e dei fondi per rischi e oneri;
  • le stime e le assunzioni sulla recuperabilità della fiscalità differita;
  • le stime effettuate nell'ambito del processo di Purchase Price Allocation (PPA).

Tali valutazioni sono prevalentemente legate sia all'evoluzione del contesto socio-economico nazionale e internazionale, sia all'andamento dei mercati finanziari, che provocano conseguenti riflessi sull'andamento dei tassi, sulla fluttuazione dei prezzi, sulle basi attuariali e, più in generale, sul merito creditizio delle controparti.

A.2 – PARTE RELATIVA ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO

1 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito e per i titoli di capitale, alla data di erogazione per i finanziamenti ed alla data di sottoscrizione per i contratti derivati.

All'atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico vengono rilevate al fair value, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di classificazione

Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie diverse da quelle classificate tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e tra le Attività finanziare valutate al costo ammortizzato. La voce, in particolare, include:

  • le attività finanziarie detenute per la negoziazione, essenzialmente rappresentate da titoli di debito e di capitale e dal valore positivo dei contratti derivati detenuti con finalità di negoziazione;
  • le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, rappresentate dalle attività finanziarie che non soddisfano i requisiti per la valutazione al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva. Si tratta di attività finanziarie i cui termini contrattuali non prevedono esclusivamente rimborsi del capitale e pagamenti dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" non superato) oppure che non sono detenute nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è il possesso di attività finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali (Business model "Hold to Collect") o il cui obiettivo è conseguito sia mediante la raccolta dei flussi finanziari contrattuali che mediante la vendita di attività finanziarie (Business model "Hold to Collect and Sell");
  • le attività finanziarie designate al fair value, ossia le attività finanziarie così definite al momento della rilevazione iniziale e ove ne sussistano i presupposti. In relazione a tale fattispecie, un'entità può designare irrevocabilmente all'iscrizione un'attività finanziaria come valutata al fair value con impatto a conto economico se, e solo se, così facendo elimina o riduce significativamente un'incoerenza valutativa.

Trovano, quindi, evidenza in questa voce:

  • i titoli di debito e i finanziamenti che sono inclusi nel business model Trading (non riconducibili quindi ai business model "Hold to Collect" o "Hold to Collect and Sell") o che non superano il test SPPI;
  • gli strumenti di capitale non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto detenuti per finalità di negoziazione o per cui non si sia optato, in sede di rilevazione iniziale, per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
  • le quote di OICR.

La voce accoglie, inoltre, i contratti derivati, contabilizzati tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione, che sono rappresentati come attività se il fair value è positivo e come passività se il fair value è negativo. E' possibile compensare i valori correnti positivi e negativi derivanti da operazioni in essere con la medesima controparte soltanto qualora si abbia correntemente il diritto legale di compensare gli importi rilevati contabilmente e si intenda procedere al regolamento su base netta delle posizioni oggetto di compensazione.

Fra i derivati sono inclusi anche quelli incorporati in contratti finanziari complessi - in cui il contratto primario è una passività finanziaria - che sono stati oggetto di rilevazione separata in quanto:

  • le loro caratteristiche economiche ed i rischi non sono strettamente correlati alle caratteristiche del contratto sottostante;
  • gli strumenti incorporati, anche se separati, soddisfano la definizione di derivato;
  • gli strumenti ibridi cui appartengono non sono valutati al fair value con le relative variazioni rilevate a Conto Economico.

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie a seguito di cambiamenti esterni o interni i quali siano rilevanti per le operazioni dell'entità e dimostrabili alle parti esterne. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto a conto economico in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. In questo caso, il tasso di interesse effettivo dell'attività finanziaria riclassificata è determinato in base al suo fair value alla data di riclassificazione e tale data viene considerata come data di rilevazione iniziale per l'allocazione nei diversi stadi di rischio creditizio (stage assignment) ai fini dell'impairment.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono valorizzate al fair value. Gli effetti dell'applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel Conto Economico.

Per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo, vengono utilizzate quotazioni di mercato. In assenza di un mercato attivo, vengono utilizzati metodi di stima e modelli valutativi comunemente adottati, che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato quali: valutazione di strumenti quotati che presentano analoghe caratteristiche, calcoli di flussi di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni, valori rilevati in recenti transazioni comparabili, ecc. Per i titoli di capitale e per gli strumenti derivati che hanno per oggetto titoli di capitale, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli interessi attivi sui titoli di debito ed i differenziali ed i margini dei contratti derivati classificati in tale categoria, ma gestionalmente collegati ad attività o passività finanziarie valutate al fair value sono iscritti per competenza nelle voci di conto economico relativi agli interessi.

I differenziali e i margini degli altri contratti vengono rilevati nel "Risultato netto dell'attività di negoziazione".

I dividendi sono rilevati per competenza economica riferita alla data di assunzione della delibera di distribuzione da parte dell'assemblea e sono esposti nella voce "Dividendi e proventi simili". Gli utili e le perdite realizzati dalla cessione o rimborso o le plus/minusvalenze derivanti dalle variazioni di fair value sono iscritti nel conto economico del periodo nel quale si manifestano e classificati nella voce "Risultato netto delle attività di negoziazione", ad eccezione della quota relativa ai contratti derivati gestionalmente collegati ad attività o passività valutate al fair value rilevata nel "Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value".

2.1 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI con riciclo)

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di erogazione per i finanziamenti. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente che mediante la vendita (Business model "Hold to Collect and Sell – "HTCS""), e
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" superato).
  • In particolare, vengono inclusi in questa voce:
  • i titoli di debito che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI;
  • i finanziamenti che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI.

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie a seguito di cambiamenti esterni o interni i quali siano rilevanti per le operazioni dell'entità e dimostrabili alle parti esterne.

In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto sulla redditività complessiva in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Nel caso di riclassifica dalla categoria in oggetto a quella del costo ammortizzato, l'utile (perdita) cumulato rilevato nella riserva da valutazione è portato a rettifica del fair value dell'attività finanziaria alla data della riclassificazione. Nel caso invece di riclassifica nella categoria del fair value con impatto a conto economico, l'utile (perdita) cumulato rilevato precedentemente nella riserva da valutazione è riclassificato dal patrimonio netto all'utile (perdita) d'esercizio.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le Attività classificate al fair value con impatto sulla redditività complessiva sono valutate al fair value, con la rilevazione a Conto Economico degli impatti derivanti dall'applicazione del costo ammortizzato, degli effetti dell'impairment e dell'eventuale effetto cambio, mentre gli altri utili o perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto finché l'attività finanziaria non viene cancellata. Al momento della dismissione, totale o parziale, l'utile o la perdita cumulati nella riserva da valutazione vengono riversati, in tutto o in parte, a Conto Economico.

Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva – sia sotto forma di titoli di debito che di crediti – sono soggette alla verifica dell'incremento significativo del rischio creditizio (impairment) prevista dall'IFRS 9, al pari delle Attività al costo ammortizzato, con conseguente rilevazione a conto economico di una rettifica di valore a copertura delle perdite attese. Più in particolare, sugli strumenti classificati in stage 1 (ossia sulle attività finanziarie al momento dell'origination, ove non deteriorate, e sugli strumenti per cui non si è verificato un significativo incremento del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) viene contabilizzata, alla data di rilevazione iniziale e ad ogni data di reporting successiva, una perdita attesa ad un anno. Invece, per gli strumenti classificati in stage 2 (bonis per i quali si è verificato un incremento significativo del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) e in stage 3 (esposizioni deteriorate) viene contabilizzata una perdita attesa per l'intera vita residua dello strumento finanziario.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli interessi attivi, calcolati in base alla metodologia del T.I.R., vengono contabilizzati per competenza nelle voci "Interessi attivi e proventi assimilati", mentre gli utili o le perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto sino a che l'attività finanziaria non viene cancellata o non viene rilevata una perdita di valore. Per i titoli di debito, al momento della dismissione o della rilevazione di una perdita di valore, l'utile o la perdita cumulati vengono riversati a conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico, nel caso dei titoli di debito. L'ammontare della ripresa non può in ogni caso superare la differenza tra il valore contabile ed il costo ammortizzato che lo strumento avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

2.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI senza riciclo)

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di capitale. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di classificazione

Sono inclusi nella voce gli strumenti di capitale, non detenuti per finalità di negoziazione, per i quali al momento della rilevazione iniziale è stata esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

In particolare, vengono inclusi in questa voce le interessenze azionarie, non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto, che non sono detenute con finalità di negoziazione, per cui si è esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie per i titoli di capitale non è ammessa alcuna riclassifica.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, gli strumenti di capitale per cui è stata effettuata la scelta per la classificazione nella presente categoria sono valutati al fair value e gli importi rilevati in contropartita del patrimonio netto (Prospetto della redditività complessiva) non devono essere successivamente trasferiti a conto economico, neanche in caso di cessione. La sola componente riferibile ai titoli di capitale in questione che è oggetto di rilevazione a conto economico è rappresentata dai relativi dividendi.

Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Per i titoli di capitale inclusi in questa categoria, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

I dividendi vengono contabilizzati alla voce "Dividendi e proventi simili" nel momento in cui sorge il diritto a riceverne il pagamento, mentre gli utili o le perdite derivanti da una variazione di fair value dei titoli di capitale vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto e tale non viene riversato a conto economico nel caso di cessione e cancellazione del titolo di capitale.

3 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale dell'attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di erogazione nel caso di crediti. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

In particolare, per quel che attiene ai crediti, la data di erogazione normalmente coincide con la data di sottoscrizione del contratto. Qualora tale coincidenza non si manifesti, in sede di sottoscrizione del contratto si provvede ad iscrivere un impegno ad erogare fondi che si chiude alla data di erogazione del finanziamento. L'iscrizione del credito avviene sulla base del fair value dello stesso, pari all'ammontare erogato, o prezzo di sottoscrizione, comprensivo dei costi/proventi direttamente riconducibili al singolo credito e determinabili sin dall'origine dell'operazione, ancorché liquidati in un momento successivo. Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie (in particolare finanziamenti e titoli di debito) che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente (Business model "Hold to Collect" – "HTC"), e
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" superato).
  • Più in particolare, formano oggetto di rilevazione in questa voce:
  • gli impieghi con banche nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui al paragrafo precedente;
  • gli impieghi con clientela nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui al paragrafo precedente;
  • i titoli di debito che presentano i requisiti di cui al paragrafo precedente.

Sono inoltre inclusi in tale categoria i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di attività e di servizi finanziari come definiti dal T.U.B. e dal T.U.F. (ad esempio per distribuzione di prodotti finanziari ed attività di servicing).

Riclassifiche

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie, non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie a seguito di cambiamenti esterni o interni i quali siano rilevanti per le operazioni dell'entità e dimostrabili alle parti esterne. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al costo ammortizzato in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Gli utili o le perdite risultanti dalla differenza tra il costo ammortizzato dell'attività finanziaria e il relativo fair value sono rilevati a conto economico nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico e a Patrimonio netto, nell'apposita riserva di valutazione, nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie in esame sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo. In questi termini, l'attività è riconosciuta in bilancio per un ammontare pari al valore di prima iscrizione diminuito dei rimborsi di capitale, più o meno l'ammortamento cumulato (calcolato col richiamato metodo del tasso di interesse effettivo) della differenza tra tale importo iniziale e l'importo alla scadenza (riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente alla singola attività) e rettificato dell'eventuale fondo a copertura delle perdite attese. Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri dell'attività, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti all'attività finanziaria medesima. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi direttamente attribuibili ad un'attività finanziaria lungo la sua vita residua attesa.

Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per le attività – valorizzate al costo storico – la cui breve durata fa ritenere trascurabile l'effetto dell'applicazione della logica dell'attualizzazione, per quelle senza una scadenza definita e per i crediti a revoca.

I criteri di valutazione relativi agli accantonamenti per le perdite attese sono strettamente connessi all'inclusione degli strumenti in esame in uno dei tre stages (stadi di rischio creditizio) previsti dall'IFRS 9, l'ultimo dei quali (Stage 3) comprende le attività finanziarie deteriorate e i restanti (Stage 1 e 2) le attività finanziarie in bonis.

Con riferimento alla rappresentazione contabile dei suddetti effetti valutativi, le rettifiche di valore riferite a questa tipologia di attività sono rilevate nel Conto Economico:

  • all'atto dell'iscrizione iniziale, per un ammontare pari alla perdita attesa a dodici mesi;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove il rischio creditizio non sia risultato significativamente incrementato rispetto all'iscrizione iniziale, in relazione alle variazioni dell'ammontare delle rettifiche di valore per perdite attese nei dodici mesi successivi;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove il rischio creditizio sia risultato significativamente incrementato rispetto all'iscrizione iniziale, in relazione alla rilevazione di rettifiche di valore per perdite attese riferibili all'intera vita residua prevista contrattualmente per l'attività;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove dopo che si è verificato un incremento significativo del rischio di credito rispetto all'iscrizione iniziale – la "significatività" di tale incremento sia poi venuta meno, in relazione all'adeguamento delle rettifiche di valore cumulate per tener conto del passaggio da una perdita attesa lungo l'intera vita residua dello strumento ("lifetime") ad una a dodici mesi.

Le attività finanziarie in esame, ove risultino in bonis, sono sottoposte ad una valutazione, volta a definire le rettifiche di valore da rilevare in bilancio, a livello di singolo rapporto creditizio (o "tranche" di titolo), in funzione dei parametri di rischio rappresentati da probability of default (PD), loss given default (LGD) ed exposure at default (EAD), derivati dai modelli AIRB e opportunamente corretti per tener conto delle previsioni del principio contabile IFRS 9.

Se, oltre ad un incremento significativo del rischio di credito, si riscontrano anche oggettive evidenze di una perdita di valore, l'importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell'attività – classificata come "deteriorata", al pari di tutti gli altri rapporti intercorrenti con la medesima controparte – e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo originario. In tale contesto, è stata sviluppata una specifica metodologia per il trattamento contabile da applicare ad un portafoglio di posizioni a sofferenza che, avendo maturato un vintage significativo, vengono valutate anche in un'ottica di cessione. Tale metodologia considera diversi scenari e stima il valore recuperabile delle esposizioni in base alla combinazione e alle probabilità di accadimento di tali scenari, oltre che ai relativi flussi di cassa stimati. Rientrano nell'ambito delle attività deteriorate gli strumenti finanziari ai quali è stato attribuito lo status di sofferenza, inadempienza probabile o di scaduto/sconfinante da oltre novanta giorni secondo le regole di Banca d'Italia, coerenti con la normativa IAS/IFRS e di Vigilanza europea.

I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi e del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie.

Il tasso effettivo originario di ciascuna attività rimane invariato nel tempo ancorché sia intervenuta una ristrutturazione del rapporto che abbia comportato la variazione del tasso contrattuale ed anche qualora il rapporto divenga, nella pratica, infruttifero di interessi contrattuali.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a Conto Economico. La ripresa di valore non può eccedere il costo ammortizzato che lo strumento finanziario avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche. I ripristini di valore connessi con il trascorrere del tempo sono appostati nel margine di interesse.

In alcuni casi, durante la vita delle attività finanziarie in esame e, in particolare, dei crediti, le condizioni contrattuali originarie sono oggetto di successiva modifica per volontà delle parti del contratto. Quando, nel corso della vita di uno strumento, le clausole contrattuali sono oggetto di modifica occorre verificare se l'attività originaria deve continuare ad essere rilevata in bilancio o se, al contrario, lo strumento originario deve essere oggetto di cancellazione dal bilancio (derecognition) e debba essere rilevato un nuovo strumento finanziario.

In generale, le modifiche di un'attività finanziaria conducono alla cancellazione della stessa ed all'iscrizione di una nuova attività quando sono "sostanziali". La valutazione circa la "sostanzialità" della modifica deve essere effettuata considerando sia elementi qualitativi sia elementi quantitativi. In alcuni casi, infatti, potrà risultare chiaro, senza il ricorso a complesse analisi, che i

cambiamenti introdotti modificano sostanzialmente le caratteristiche e/o i flussi contrattuali di una determinata attività mentre, in altri casi, dovranno essere svolte ulteriori analisi (anche di tipo quantitativo) per apprezzare gli effetti delle stesse e verificare la necessità di procedere o meno alla cancellazione dell'attività ed alla iscrizione di un nuovo strumento finanziario.

Le analisi (quali-quantitative) volte a definire la "sostanzialità" delle modifiche contrattuali apportate ad un'attività finanziaria, dovranno pertanto considerare:

  • le finalità per cui le modifiche sono state effettuate: ad esempio, rinegoziazioni per motivi commerciali e concessioni per difficoltà finanziarie della controparte:
  • le prime, volte a "trattenere" il cliente, vedono coinvolto un debitore che non versa in una situazione di difficoltà finanziaria. In questa casistica sono incluse tutte le operazioni di rinegoziazione che sono volte ad adeguare l'onerosità del debito alle condizioni di mercato. Tali operazioni comportano una variazione delle condizioni originarie del contratto, solitamente richieste dal debitore, che attiene ad aspetti connessi alla onerosità del debito, con un conseguente beneficio economico per il debitore stesso. In linea generale si ritiene che, ogniqualvolta la banca effettui una rinegoziazione al fine di evitare di perdere il proprio cliente, tale rinegoziazione debba essere considerata come sostanziale in quanto, ove non fosse effettuata, il cliente potrebbe finanziarsi presso un altro intermediario e la banca subirebbe un decremento dei ricavi futuri previsti;
  • le seconde, effettuate per "ragioni di rischio creditizio" (misure di forbearance), sono riconducibili al tentativo della banca di massimizzare il recovery dei cash flow del credito originario. I rischi e i benefici sottostanti, successivamente alle modifiche, di norma, non sono sostanzialmente trasferiti e, conseguentemente, la rappresentazione contabile che offre informazioni più rilevanti per il lettore del bilancio (salvo quanto si dirà in seguito in tema di elementi oggettivi), è quella effettuata tramite il "modification accounting" - che implica la rilevazione a conto economico della differenza tra valore contabile e valore attuale dei flussi di cassa modificati scontati al tasso di interesse originario - e non tramite la derecognition;
  • la presenza di specifici elementi oggettivi ("trigger") che incidono sulle caratteristiche e/o sui flussi contrattuali dello strumento finanziario (quali, a solo titolo di esempio, il cambiamento di divisa o la modifica della tipologia di rischio a cui si è esposti, ove la si correli a parametri di equity e commodity), che si ritiene comportino la derecognition in considerazione del loro impatto (atteso come significativo) sui flussi contrattuali originari.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • Gli interessi attivi dei crediti e dei titoli vengono allocati nella voce "Interessi attivi e proventi assimilati" per competenza sulla base del tasso di interesse effettivo;
  • Gli utili e perdite da cessione dei crediti e dei titoli vengono allocati nella voce "Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato";

  • Le rettifiche da impairment, le perdite per cancellazioni e le riprese di valore dei crediti e dei titoli vengono allocate nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".

  • Gli interessi dovuti al trascorrere del tempo sono contabilizzati nella voce "Interessi attivi e proventi assimilati".

4 - Operazioni di copertura

Il Gruppo si avvale della facoltà, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro coperture).

Criteri di iscrizione

Gli strumenti derivati di copertura, al pari di tutti i derivati, sono inizialmente iscritti e successivamente misurati al fair value.

Criteri di classificazione: tipologia di coperture

Le operazioni di copertura dei rischi sono finalizzate a neutralizzare potenziali variazioni di fair value o variazioni di flussi di cassa, attribuibili ad un determinato rischio e rilevabili su un determinato elemento o gruppo di elementi, nel caso in cui quel particolare rischio dovesse effettivamente manifestarsi.

Le tipologie di coperture utilizzate sono le seguenti:

  • copertura di fair value: ha l'obiettivo di coprire l'esposizione alla variazione del fair value (attribuibile alle diverse tipologie di rischio) di attività e passività iscritte in bilancio o porzioni di esse, di gruppi di attività/passività, di impegni irrevocabili e di portafogli di attività e passività finanziarie, inclusi i core deposits, come consentito dallo IAS 39 omologato dalla Commissione Europea. Le coperture generiche di fair value ("macro hedge") hanno l'obiettivo di ridurre le oscillazioni di fair value, imputabili al rischio di tasso di interesse, di un importo monetario, riveniente da un portafoglio di attività o di passività finanziarie. Non possono essere oggetto di copertura generica importi netti derivanti dallo sbilancio di attività e passività;
  • copertura di flussi finanziari: ha l'obiettivo di coprire l'esposizione a variazioni dei flussi di cassa futuri attribuibili a particolari rischi associati a poste del bilancio. Tale tipologia di copertura è utilizzata essenzialmente per stabilizzare il flusso di interessi della raccolta a tasso variabile nella misura in cui quest'ultima finanzia impieghi a tasso fisso. In talune circostanze, analoghe operazioni sono poste in essere relativamente ad alcune tipologie di impieghi a tasso variabile.

Solo gli strumenti che coinvolgono una controparte esterna al Gruppo possono essere designati come strumenti di copertura. Data la scelta esercitata dal Gruppo di avvalersi della facoltà di continuare ad applicare integralmente le regole dello IAS 39 per le relazioni di copertura, non è possibile designare i titoli di capitale classificati tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI) come oggetti coperti per il rischio di prezzo o di cambio, dato che tali strumenti non impattano il conto economico, nemmeno in caso di vendita (se non per i dividendi che sono rilevati a conto economico).

Criteri di valutazione

I derivati di copertura sono valutati al fair value. In particolare:

  • nel caso di copertura di fair value, si compensa la variazione del fair value dell'elemento coperto con la variazione del fair value dello strumento di copertura. Tale compensazione è riconosciuta attraverso la rilevazione a Conto Economico delle variazioni di valore, riferite sia all'elemento coperto (per quanto riguarda le variazioni prodotte dal fattore di rischio sottostante), sia allo strumento di copertura. L'eventuale differenza, che rappresenta la parziale inefficacia della copertura, ne costituisce di conseguenza l'effetto economico netto. Nel caso di operazioni di copertura generica di fair value di un portafoglio ("macro hedge") le variazioni di fair value con riferimento al rischio coperto delle attività e delle passività oggetto di copertura sono imputate nello stato patrimoniale, rispettivamente, nella voce 60. "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" oppure 50. "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica";
  • nel caso di copertura di flussi finanziari, le variazioni di fair value del derivato sono imputate nella redditività complessiva, per la quota efficace della copertura, e sono rilevate a Conto

Economico solo quando, con riferimento alla posta coperta, si manifesta la variazione dei flussi di cassa da compensare o se la copertura risulta inefficace;

le coperture di un investimento netto in valuta sono contabilizzate allo stesso modo delle coperture di flussi finanziari.

Lo strumento derivato è designato di copertura se esiste una documentazione formalizzata della relazione tra lo strumento coperto e lo strumento di copertura e se è efficace nel momento in cui la copertura ha inizio e, prospetticamente, durante tutta la vita della stessa.

L'efficacia della copertura dipende dalla misura in cui le variazioni di fair value dello strumento coperto o dei relativi flussi finanziari attesi risultano compensati da quelle dello strumento di copertura. Pertanto, l'efficacia è apprezzata dal confronto delle suddette variazioni, tenuto conto dell'intento perseguito dall'impresa nel momento in cui la copertura è stata posta in essere. Si ha efficacia quando le variazioni di fair value (o dei flussi di cassa) dello strumento finanziario di copertura neutralizzano quasi integralmente, cioè nei limiti stabiliti dall'intervallo 80-125%, le variazioni di fair value dello strumento coperto, per l'elemento di rischio oggetto di copertura.

La valutazione dell'efficacia è effettuata ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale utilizzando:

  • test prospettici, che giustificano l'applicazione della contabilizzazione di copertura, in quanto dimostrano la sua efficacia attesa;
  • test retrospettivi, che evidenziano il grado di efficacia della copertura raggiunto nel periodo cui si riferiscono, ovvero, misurano quanto i risultati effettivi si siano discostati dalla copertura perfetta.

Solo gli strumenti che coinvolgono una controparte esterna possono essere designati come strumenti di copertura. Pertanto, ogni risultato riconducibile a transazioni interne effettuate tra diverse entità della banca è eliminato dal bilancio consolidato.

Cessazione prospettica della contabilizzazione di copertura

Se le verifiche non confermano l'efficacia della copertura, da quel momento la contabilizzazione delle operazioni di copertura, secondo quanto sopra esposto, viene interrotta e il contratto derivato di copertura viene riclassificato tra gli strumenti di negoziazione. Inoltre, le operazioni di copertura cessano nel momento in cui lo strumento di copertura giunge a scadenza, è venduto, cessato o esercitato, oppure la banca revoca la designazione.

Per la relazione di copertura di fair value, lo strumento finanziario coperto non è più rettificato per le variazioni di fair value nel caso e qualsiasi rettifica al valore contabile di uno strumento finanziario coperto per il quale è utilizzato il criterio dell'interesse effettivo deve essere ammortizzata nel conto economico. Nel caso di interruzione di una relazione di copertura generica di fair value, le rivalutazioni/svalutazioni cumulate iscritte nella voce 60. "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" oppure 50. "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica" sono rilevate a conto economico tra gli interessi attivi o passivi lungo la durata residua delle originarie relazioni di copertura, ferma restando la verifica che ne sussistano i presupposti.

Per le relazioni di copertura dei flussi finanziari, l'utile o la perdita complessiva dello strumento di copertura che è stato rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo a partire dall'esercizio in cui la copertura era efficace, deve restare separatamente nel patrimonio netto sino a quando l'operazione programmata si verifica. Qualora l'operazione programmata ci si attende non debba più accadere, nel qual caso qualsiasi correlato utile o perdita complessivo sullo strumento di copertura che è stato rilevato nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo dall'esercizio in cui la copertura era efficace deve essere riclassificato dal patrimonio netto all'utile (perdita) d'esercizio come rettifica da riclassificazione. Tuttavia, un'operazione programmata che non è più altamente probabile, ci si può ancora attendere che si verifichi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

i differenziali maturati sugli strumenti derivati di copertura del rischio di tasso di interesse (oltre agli interessi delle posizioni oggetto di copertura) vengono allocati nella voce "Interessi attivi e proventi assimilati" o "Interessi passivi e oneri assimilati";

  • le plusvalenze e minusvalenze derivanti dalla valutazione degli strumenti derivati di copertura e delle posizioni oggetto di copertura di fair value hedge vengono allocate nella voce "Risultato netto dell'attività di copertura";
  • le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dalla valutazione degli strumenti derivati di copertura di cash flow hedge (per la parte efficace) vengono allocate in una specifica riserva di valutazione di patrimonio netto "Copertura dei flussi finanziari", al netto dell'effetto fiscale differito. Per la parte inefficace tali plus e minus vengono contabilizzate a conto economico nella voce "Risultato netto dell'attività di copertura". Se lo strumento coperto è cancellato, scade o si estingue allora la riserva è riversata immediatamente a conto economico contestualmente alla cancellazione dell'elemento coperto.
  • nel caso di copertura di flussi finanziari, le variazioni di fair value del derivato sono imputate nella redditività complessiva, per la quota efficace della copertura, e sono rilevate a Conto Economico solo quando, con riferimento alla posta coperta, si manifesta la variazione dei flussi di cassa da compensare o se la copertura risulta inefficace.

5 - Partecipazioni

Criteri di iscrizione

Le partecipazioni sono iscritte alla data di regolamento. All'atto della rilevazione iniziale le interessenze partecipative sono contabilizzate al costo, comprensivo dei costi o proventi direttamente attribuibili alla transazione.

Criteri di classificazione

La voce include le interessenze detenute in società controllate, collegate e soggette a controllo congiunto.

Sono considerate controllate le imprese nelle quali la banca, direttamente o indirettamente, possiede più della metà dei diritti di voto o quando pur con una quota di diritti di voto inferiore la capogruppo ha il potere di nominare la maggioranza degli amministratori della partecipata o di determinare le politiche finanziarie ed operative della stessa. Nella valutazione dei diritti di voto si tiene conto anche dei diritti "potenziali" che siano correntemente esercitabili o convertibili in diritti di voto effettivi in qualsiasi momento dalla capogruppo. Un'impresa è in grado di esercitare il controllo se è esposta o ha diritto a rendimenti variabili, derivanti dal proprio rapporto con l'entità oggetto d'investimento e, nel frattempo, ha la capacità di incidere su tali rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità.

Specificatamente, un'impresa è in grado di esercitare il controllo se, e solo se, ha:

  • il potere sull'entità oggetto d'investimento (ovvero detiene validi diritti che gli conferiscono la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti dell'entità oggetto d'investimento);
  • l'esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l'entità oggetto d'investimento;
  • la capacità di esercitare il proprio potere sull'entità oggetto di investimento per incidere sull'ammontare dei suoi rendimenti.

Sono considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell'attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre, viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull'attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.

Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali si possiede, direttamente o indirettamente, almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali") o nelle quali -pur con una quota di diritti di voto inferiore- si ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.

Non sono considerate sottoposte ad influenza notevole alcune interessenze superiori al 20%, nelle quali Credem, direttamente o indirettamente, detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti, non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela degli interessi patrimoniali.

Criteri di valutazione

Le partecipazioni nel bilancio individuale sono valutate al costo, eventualmente rettificato per perdite di valore. Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento.

Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata a conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico che non possono eccedere l'ammontare delle perdite da impairment in precedenza registrate.

Criteri di cancellazione

Le partecipazioni vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando la partecipazione viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici ad essa connessi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Le differenze negative di prima iscrizione, gli utili e le perdite delle partecipate realizzate, le perdite da impairment e le riprese di valore vengono allocate nella voce di conto economico "Utili (Perdite) delle partecipazioni", mentre i dividendi incassati vengono allocati nella voce "Dividendi e proventi simili" nel momento in cui sorge il diritto a riceverne il pagamento.

6 - Attività materiali

Criteri di iscrizione

Le attività materiali sono inizialmente iscritte al costo che comprende, oltre al prezzo di acquisto, tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all'acquisto e alla messa in funzione del bene.

Le spese di manutenzione straordinaria che comportano un incremento dei benefici economici futuri vengono imputate ad incremento del valore dei cespiti, mentre gli altri costi di manutenzione ordinaria sono rilevati a Conto Economico.

Criteri di classificazione

Le attività materiali comprendono i terreni, gli immobili strumentali, gli investimenti immobiliari, il patrimonio artistico di pregio, gli impianti tecnici, i mobili e gli arredi nonché le attrezzature di qualsiasi tipo che si ritiene di utilizzare per più di un periodo. Le attività materiali detenute per essere utilizzate nella produzione o nella fornitura di beni e servizi sono classificate come "attività ad uso funzionale" secondo lo IAS 16. Gli immobili posseduti con finalità di investimento (per conseguire canoni di locazione o per l'apprezzamento del capitale investito) sono classificati come "attività detenute a scopo di investimento" in base allo IAS 40.

La voce accoglie anche attività materiali classificate in base allo IAS 2 - Rimanenze, che si riferiscono sia a beni derivanti dall'attività di escussione di garanzie o dall'acquisto in asta che l'impresa ha intenzione di vendere nel prossimo futuro, senza effettuare rilevanti opere di ristrutturazione, e che non hanno i presupposti per essere classificati nelle categorie precedenti, sia al portafoglio immobiliare delle Società immobiliari del Gruppo, comprensivo di aree edificabili, immobili in costruzione, immobili ultimati in vendita e iniziative di sviluppo immobiliare, detenuto in un'ottica di dismissione.

Sono, infine, iscritti nelle attività materiali i beni utilizzati nell'ambito di contratti di leasing finanziario, ancorché la titolarità giuridica degli stessi rimanga alla società locatrice.

Criteri di valutazione

Le attività materiali sono valutate al costo, dedotti eventuali ammortamenti e perdite di valore. Le attività materiali sono sistematicamente ammortizzate, adottando come criterio di ammortamento il metodo a quote costanti, lungo la loro vita utile. Il valore ammortizzabile è rappresentato dal costo dei beni al netto del valore residuo al termine del processo di

ammortamento, se significativo. Gli immobili vengono ammortizzati per una quota ritenuta congrua per rappresentare il deperimento dei cespiti nel tempo a seguito del loro utilizzo, tenuto conto delle spese di manutenzione di carattere straordinario, che vengono portate ad incremento del valore dei cespiti

Non vengono invece ammortizzati:

  • i terreni, siano essi stati acquisiti singolarmente o incorporati nel valore dei fabbricati, in quanto hanno vita utile indefinita;
  • il patrimonio artistico di pregio, gli altri beni storico artistici e decorativi in quanto la loro vita utile non può essere stimata ed il loro valore è normalmente destinato ad aumentare nel tempo.

Se esiste qualche indicazione che dimostri che un'attività materiale valutata al costo possa aver subito una perdita di valore, si procede al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a Conto Economico.

Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo ad una ripresa di valore, che non può superare il valore che l'attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati, in assenza di precedenti perdite di valore.

Per quel che attiene alle attività materiali rilevate ai sensi dello IAS 2, le stesse sono valutate al minore tra il costo ed il valore netto di realizzo, fermo restando che si procede comunque al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero ove esista qualche indicazione che dimostri che il bene possa aver subito una perdita di valore. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a conto economico.

Criteri di cancellazione

Un'attività materiale è eliminata dallo Stato Patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall'uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • gli ammortamenti periodici, le perdite durature di valore e le riprese di valore vengono allocate nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali";
  • i profitti e le perdite derivanti dalle operazioni di cessione vengono allocati nella voce "Utili (Perdite) da cessione di investimenti".

7 - Attività immateriali

Criteri di iscrizione

Le attività immateriali sono iscritte come tali se sono identificabili e trovano origine in diritti legali o contrattuali.

Le predette attività sono iscritte ai costi di acquisto, comprensivi degli oneri accessori ed aumentati delle spese successive sostenute per accrescerne il valore o la capacità produttiva iniziale. Gli avviamenti sono pari alla differenza positiva tra gli oneri sostenuti per acquisire i complessi aziendali sottostanti e le pertinenti quote del fair value delle attività, delle passività e delle passività potenziali acquisite. Qualora tale differenza risulti negativa (badwill) o nell'ipotesi in cui il goodwill non trovi giustificazione nelle capacità reddituali future della partecipata, la differenza stessa viene iscritta direttamente a conto economico.

Criteri di classificazione

Il portafoglio delle attività immateriali include i fattori intangibili di produzione ad utilità pluriennale rappresentati in particolare da software, benefici legati alla relazione con la clientela (client relationship) e avviamenti.

Criteri di valutazione

Le attività immateriali di durata limitata vengono valutate secondo il principio del costo al netto degli ammortamenti e delle perdite per riduzioni durevoli di valore. Gli ammortamenti sono di durata pari alla vita utile dei beni da ammortizzare e sono basati sul metodo a quote costanti. Se ricorrono evidenze sintomatiche dell'esistenza di perdite durevoli, le attività immateriali sono sottoposte ad impairment test, registrando le eventuali perdite di valore; successive riprese di valore non possono eccedere l'ammontare delle perdite da impairment in precedenza registrate. Gli avviamenti non sono assoggettati ad ammortamento, ma vengono periodicamente sottoposti ad impairment test. L'eventuale differenza negativa tra il valore recuperabile di ciascuna unità generatrice di flussi finanziari (CGU) al quale appartiene un determinato avviamento e il valore contabile del patrimonio netto della medesima costituisce perdita da impairment. Il valore recuperabile di una CGU – che ne rappresenta una stima del valore economico – si ragguaglia al maggiore tra il valore d'uso (valore attuale dei flussi di cassa attesi) e il valore di scambio (presumibile valore di cessione al netto dei costi di transazione). Eventuali successive riprese di valore non possono essere registrate.

Criteri di cancellazione

Le attività immateriali vengono cancellate dal bilancio quando hanno esaurito integralmente le loro funzionalità economiche, ovvero nel momento della dismissione o qualora non sono attesi benefici economici futuri

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

L'allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di quanto riportato di seguito:

  • gli ammortamenti periodici, le perdite durature di valore e le riprese di valore vengono allocate nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali".
  • le perdite durature di valore dell'avviamento vengono allocate nella voce "Rettifiche di valore dell'avviamento". Non è ammessa la contabilizzazione di eventuali successive riprese di valore.

8 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione

Vengono classificate nella voce dell'attivo "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e in quella del passivo "Passività associate ad attività in via di dismissione" attività non correnti o gruppi di attività/passività per i quali è stato avviato un processo di dismissione e la loro vendita è ritenuta altamente probabile. Tali attività/passività sono valutate al minore tra il valore di carico ed il loro fair value al netto dei costi di cessione, ad eccezione di alcune tipologie di attività (es. attività finanziarie rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 9) per cui l'IFRS 5 prevede specificatamente che debbano essere applicati i criteri valutativi del principio contabile di pertinenza.

I proventi ed oneri (al netto dell'effetto fiscale), riconducibili ad attività operative cessate in via di dismissione o rilevati come tali nel corso dell'esercizio, sono esposti nel conto economico in voce separata.

9 - Fiscalità corrente e differita

Criteri di iscrizione, di valutazione e di cancellazione

Le imposte sul reddito, calcolate nel rispetto delle legislazioni fiscali nazionali, sono contabilizzate come costo in base al criterio della competenza economica, coerentemente con le modalità di rilevazione in bilancio dei costi e ricavi che le hanno generate. Esse rappresentano pertanto il saldo della fiscalità corrente e differita relativa al reddito dell'esercizio. In particolare, tali poste accolgono il saldo netto tra le passività fiscali correnti dell'esercizio, calcolate in base ad una prudenziale previsione dell'onere tributario dovuto per l'esercizio, determinato in base alle norme tributarie in vigore, e le attività fiscali correnti rappresentate dagli acconti e dagli altri crediti d'imposta per ritenute d'acconto subite od altri crediti d'imposta di esercizi precedenti per i quali le società del Gruppo hanno richiesto la compensazione con imposte di esercizi successivi.

Le Attività fiscali correnti accolgono altresì i crediti d'imposta per i quali le società del Gruppo hanno richiesto il rimborso alle autorità fiscali competenti, nonché le somme versate a titolo provvisorio nel corso di un procedimento contenzioso con l'Amministrazione finanziaria. Il rischio insito nei suddetti procedimenti, allo stesso modo dei rischi insiti in procedimenti che non hanno richiesto versamenti a titolo provvisorio, viene valutato secondo le logiche dello IAS 37 in relazione alle probabilità di impiego di risorse economiche per il loro adempimento.

La fiscalità differita viene determinata in base al criterio del cosiddetto "balance sheet liability method", tenuto conto dell'effetto fiscale connesso alle differenze temporanee tra il valore contabile delle attività e passività ed il loro valore fiscale che determineranno importi imponibili o deducibili nei futuri periodi. A tali fini, si intendono "differenze temporanee tassabili" quelle che nei periodi futuri determineranno importi imponibili e "differenze temporanee deducibili" quelle che negli esercizi futuri determineranno importi deducibili.

Le imposte anticipate sono rilevate a fronte di tutte le differenze temporanee deducibili, dei crediti e delle perdite fiscali non utilizzate e riportabili a nuovo, nella misura in cui sia probabile che saranno disponibili sufficienti imponibili fiscali futuri, che possano consentire l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili e dei crediti e delle perdite fiscali riportati a nuovo, eccetto i casi in cui:

  • l'imposta differita attiva collegata alle differenze temporanee deducibili deriva dalla rilevazione iniziale di un'attività o passività in una transazione che non rappresenta un'aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influisce né sul risultato di bilancio, né sul risultato fiscale;
  • nel caso di differenze temporanee deducibili associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, le imposte differite attive sono rilevate solo nella misura in cui sia probabile che esse si riverseranno nel futuro prevedibile e che vi saranno sufficienti imponibili fiscali che consentano il recupero di tali differenze temporanee.
  • Le imposte differite passive sono rilevate su tutte le differenze temporanee tassabili, con le seguenti eccezioni:
  • le imposte differite passive derivano dalla rilevazione iniziale dell'avviamento o di un'attività o passività in una transazione che non rappresenta un'aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influenza né il risultato di bilancio né il risultato fiscale;
  • il riversamento delle differenze temporanee imponibili, associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, può essere controllato, ed è probabile che esso non si verifichi nel prevedibile futuro.

La fiscalità differita viene calcolata applicando le aliquote di imposizione stabilite dalle disposizioni di legge in vigore alle differenze temporanee tassabili per cui esiste la probabilità di un effettivo sostenimento di imposte ed alle differenze temporanee deducibili per cui esiste una ragionevole certezza che vi siano ammontari imponibili futuri al momento in cui si manifesterà la relativa deducibilità fiscale (c.d. probability test).

Qualora le Attività e Passività fiscali differite si riferiscano a componenti che hanno interessato il conto economico, la contropartita è rappresentata dalle imposte sul reddito.

Nei casi in cui le imposte anticipate e differite riguardino transazioni che hanno interessato direttamente il patrimonio netto senza influenzare il conto economico (quali le rettifiche di prima applicazione degli IAS/IFRS, le valutazioni degli strumenti finanziari rilevali al fair value con impatto sulla redditività complessiva o dei contratti derivati di copertura di flussi finanziari), le stesse vengono iscritte in contropartita al patrimonio netto, interessando le specifiche riserve quando previsto (es. riserve da valutazione).

La fiscalità latente sulle poste patrimoniali in sospensione d'imposta "tassabili in ogni caso di utilizzo" è iscritta in bilancio in riduzione del patrimonio netto. La fiscalità latente riferita alle poste patrimoniali in sospensione d'imposta "tassabili soltanto in ipotesi di distribuzione" non viene iscritta in bilancio, in quanto la consistenza delle riserve disponibili già assoggettate a tassazione consente di ritenere che non saranno effettuate operazioni che ne comportino la tassazione.

La fiscalità differita riferita alle società incluse nel consolidato fiscale viene rilevata in bilancio dalle stesse, in applicazione del criterio di competenza economica ed in considerazione della valenza del consolidato fiscale limitata agli adempimenti di liquidazione delle posizioni fiscali correnti.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Attività e passività fiscali sono imputate al conto economico (voce "Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente"), salvo quando esse derivino da operazioni i cui effetti vanno attribuiti direttamente al patrimonio netto (nel qual caso vengono imputate al patrimonio) o da operazioni di aggregazione societaria (nel qual caso entrano nel computo del valore di avviamento).

10 - Fondi per rischi ed oneri

Criteri di iscrizione, classificazione e di cancellazione

I fondi per rischi ed oneri sono passività d'ammontare o scadenza incerti rilevati in bilancio quando ricorrono le seguenti contestuali condizioni:

  • esiste un'obbligazione attuale alla data di riferimento del bilancio, che deriva da un evento passato; l'obbligazione deve essere di tipo legale (trova origine da un contratto, normativa o altra disposizione di legge) o implicita (nasce nel momento in cui l'impresa genera nei confronti di terzi l'aspettativa che assolverà i propri impegni anche se non rientranti nella casistica delle obbligazioni legali);
  • è probabile che si verifichi un'uscita finanziaria per produrre benefici economici per adempiere l'obbligazione;
  • è possibile effettuare una stima attendibile dell'ammontare dell'obbligazione.

Nella voce "Fondi per rischi ed oneri" sono inclusi i fondi relativi a prestazioni di lungo termine, a prestazioni successive alla cessazione del rapporto di lavoro trattati dallo IAS 19 e i fondi per rischi ed oneri trattati dallo IAS 37.

Criteri di valutazione

Gli accantonamenti vengono attualizzati, laddove l'elemento temporale sia significativo, utilizzando i tassi correnti di mercato "free risk". L'accantonamento è rilevato a conto economico.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Gli accantonamenti/recuperi a fronte dei fondi per rischi e oneri nonché l'effetto derivante dal passaggio del tempo vengono allocati nella voce "Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri".

Fondi di quiescenza e per obblighi simili

I Fondi di quiescenza sono costituiti in attuazione di accordi aziendali e si qualificano come piani a benefici definiti. La passività relativa a tali piani ed il relativo costo previdenziale delle prestazioni di lavoro corrente sono determinati sulla base di ipotesi attuariali applicando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", che prevede la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche statistiche e della curva demografica e l'attualizzazione finanziaria di tali flussi sulla base di un tasso di interesse di mercato. I contributi versati in ciascun esercizio sono considerati come unità separate, rilevate e valutate singolarmente ai fini della determinazione dell'obbligazione finale. Il tasso utilizzato per l'attualizzazione è determinato in base ai rendimenti di mercato rilevati alle date di valutazione di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media residua della passività. Il valore attuale dell'obbligazione alla data di riferimento del bilancio è inoltre rettificato del fair value delle eventuali attività a servizio del piano.

Gli utili e le perdite attuariali (ovvero le variazioni nel valore attuale dell'obbligazione derivanti dalle modifiche alle ipotesi attuariali e dalle rettifiche basate sull'esperienza passata) sono riconosciuti nel prospetto della redditività complessiva.

Fondi per rischi ed oneri a fronte di impegni e garanzie rilasciate

La sottovoce dei fondi per rischi ed oneri in esame accoglie i fondi per rischio di credito rilevati a fronte degli impegni ad erogare fondi ed alle garanzie rilasciate che rientrano nel perimetro di applicazione delle regole sull'impairment ai sensi dell'IFRS 9. Per tali fattispecie sono adottate, in linea di principio, le medesime modalità di allocazione tra i tre stage (stadi di rischio creditizio) e di calcolo della perdita attesa esposte con riferimento alle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

L'aggregato accoglie, peraltro, anche i fondi per rischi ed oneri costituti a fronte di altre tipologie di impegni e di garanzie rilasciate che, in virtù delle proprie peculiarità, non rientrano nel richiamato perimetro di applicazione dell'impairment ai sensi dell'IFRS 9.

Altri fondi

Gli altri fondi per rischi ed oneri accolgono gli accantonamenti relativi ad obbligazioni legali o connessi a rapporti di lavoro oppure a contenziosi, anche fiscali, originati da un evento passato per i quali sia probabile l'esborso di risorse economiche per l'adempimento delle obbligazioni stesse, sempre che possa essere effettuata una stima attendibile del relativo ammontare. Conseguentemente, la rilevazione di un accantonamento avviene se e solo se:

  • vi è un'obbligazione in corso (legale o implicita) quale risultato di un evento passato;
  • è probabile che per adempiere all'obbligazione si renderà necessario l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici; e
  • può essere effettuata una stima attendibile dell'importo derivante dall'adempimento dell'obbligazione.

L'importo rilevato come accantonamento rappresenta la migliore stima della spesa richiesta per adempiere all'obbligazione esistente alla data di riferimento del bilancio e riflette rischi ed incertezze che inevitabilmente caratterizzano una pluralità di fatti e circostanze. Per tener conto dell'elemento temporale gli accantonamenti vengono attualizzati utilizzando i tassi correnti di mercato. L'accantonamento e gli incrementi dovuti al fattore temporale sono rilevati a Conto Economico.

L'accantonamento viene stornato quando diviene improbabile l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere l'obbligazione oppure quando si estingue l'obbligazione.

Nella voce sono inclusi anche i benefici a lungo termine ai dipendenti, i cui oneri vengono determinati con i medesimi criteri attuariali descritti per i fondi di quiescenza. Gli utili e le perdite attuariali vengono rilevati tutti immediatamente nel conto economico.

11 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di tali passività finanziarie avviene alla data di sottoscrizione del contratto, che normalmente coincide con il momento della ricezione delle somme raccolte o della emissione dei titoli di debito.

La prima iscrizione è effettuata sulla base del fair value delle passività, normalmente pari all'ammontare incassato o al prezzo di emissione, aumentato degli eventuali costi/proventi aggiuntivi direttamente attribuibili alla singola operazione di provvista o di emissione. Sono esclusi i costi interni di carattere amministrativo.

Criteri di classificazione

I Debiti verso banche, i Debiti verso clientela e i Titoli in circolazione ricomprendono le varie forme di provvista interbancaria e con clientela, le operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto a termine e la raccolta effettuata attraverso certificati di deposito, titoli obbligazionari ed altri strumenti di raccolta in circolazione, al netto degli eventuali ammontari riacquistati. Sono inoltre inclusi i debiti iscritti dall'impresa in qualità di locatario nell'ambito di operazioni di leasing.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo.

Fanno eccezione le passività a breve termine, per le quali il fattore temporale risulta trascurabile, che rimangono iscritte per il valore incassato.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte. La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli obbligazionari precedentemente emessi. La differenza tra valore contabile della passività e l'ammontare corrisposto per acquistarla viene registrata a Conto Economico.

Il ricollocamento sul mercato di titoli propri successivamente al loro riacquisto è considerato come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di collocamento.

12 - Passività finanziarie di negoziazione

Criteri di iscrizione

Gli strumenti finanziari in oggetto sono iscritti alla data di sottoscrizione o alla data di emissione ad un valore pari al fair value dello strumento, senza considerare eventuali costi o proventi di transazione direttamente attribuibili agli strumenti stessi.

In tale categoria di passività sono, in particolare, inclusi i contratti derivati di trading con fair value negativo, nonché i derivati impliciti con fair value negativo presenti in contratti complessi - in cui il contratto primario è una passività finanziaria - ma non strettamente correlati agli stessi. Inoltre, sono incluse le passività che si originano da scoperti tecnici generati dall'attività di negoziazione di titoli.

Criteri di valutazione

Tutte le passività di negoziazione sono valutate al fair value con imputazione del risultato della valutazione nel Conto Economico.

Criteri di cancellazione

Le Passività finanziarie detenute per negoziazione vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa.

13 - Passività finanziarie designate al fair value

Criteri di iscrizione

L'iscrizione di tali passività avviene alla data di emissione in misura pari al loro fair value, incluso il valore dell'eventuale derivato embedded e al netto delle commissioni di collocamento pagate.

Criteri di classificazione

Formano oggetto di rilevazione nella presente voce le passività finanziarie designate al fair value con contropartita in Conto Economico, sulla base della facoltà riconosciuta alle imprese (c.d. "fair value option") dall'IFRS 9 e nel rispetto delle casistiche previste dalla normativa di riferimento.

Criteri di valutazione

Tali passività sono valutate al fair value con imputazione del risultato secondo le seguenti regole previste dall'IFRS 9:

  • le variazioni di fair value che sono attribuibili alla variazione del proprio merito creditizio devono essere rilevate nel Prospetto della redditività complessiva (Patrimonio netto);
  • le restanti variazioni di fair value devono essere rilevate nel Conto Economico.

Gli importi rilevati nel Prospetto della redditività complessiva non rigirano successivamente a conto economico. Tale modalità di contabilizzazione non deve essere applicata qualora la rilevazione degli effetti del proprio merito di credito a Patrimonio netto determini o accentui un accounting mismatch a conto economico. In questo caso gli utili o le perdite legate alla passività, incluse quelle che si determinano come effetto della variazione del proprio merito creditizio, devono essere rilevate a conto economico.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie valutate al fair value vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando questa viene estinta, ovverosia quando l'obbligazione specificata nel contratto è adempiuta o cancellata o scaduta.

14 - Operazioni in valuta

Criteri di iscrizione

Le operazioni in valuta estera sono registrate, al momento della rilevazione iniziale, in divisa di conto, applicando all'importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell'operazione.

Criteri di classificazione

Le operazioni in valuta sono costituite da tutte le attività e le passività denominate in valute diverse dall'euro.

Criteri di cancellazione

Si applicano i criteri indicati per le voci di bilancio corrispondenti.

Il tasso di cambio utilizzato è quello alla data di estinzione.

Criteri di valutazione

Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, le poste di bilancio in valuta estera vengono valorizzate come segue:

  • le poste monetarie sono convertite al tasso di cambio alla data di chiusura;
  • le poste non monetarie valutate al costo storico sono convertite al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione;
  • le poste non monetarie valutate al fair value sono convertite utilizzando i tassi di cambio in essere alla data di chiusura.

Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del bilancio precedente, sono rilevate nel conto economico del periodo in cui sorgono.

Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza cambio relativa a tale elemento è rilevata anch'essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a conto economico, è rilevata in conto economico anche la relativa differenza cambio.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del bilancio precedente, sono rilevate nel conto economico del periodo in cui sorgono nella voce "Risultato netto dell'attività di negoziazione".

Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza cambio relativa a tale elemento è rilevata anch'essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a conto economico, è rilevata in conto economico anche la relativa differenza cambio.

15 - Altre informazioni

Trattamento contabile delle operazioni con riferimento al Crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio")

Il DL n. 18/2020 (c.d. "Cura Italia") e il DL n. 34/2020 (c.d. "Rilancio") convertiti in legge, con modificazioni, rispettivamente dalla Legge n. 27 del 24 aprile 2020 e dalla Legge n. 77 del 17 luglio 2020 hanno introdotto misure fiscali di incentivazione per le spese sostenute per investimenti (es. eco e sismabonus): detti incentivi fiscali si applicano a famiglie ed imprese, sono commisurati a una percentuale della spesa sostenuta e sono erogati sotto forma di crediti d'imposta o di detrazioni d'imposta (trasformabili su opzione in crediti d'imposta).

Nell'ambito di tali operazioni, esiste la possibilità per il beneficiario, di cedere a terzi detti incentivi ad acquirenti che potranno utilizzarli in compensazione di imposte e contributi, secondo le medesime regole previste per il beneficiario originario, oppure possono ulteriormente cederli (in tutto o in parte) a terzi. Nessuno dei crediti in esame è rimborsabile (in tutto o in parte) direttamente dallo Stato e non vi è la possibilità di riportare a nuovo, né chiedere a rimborso, la quota parte non compensata nell'anno di riferimento per motivi di incapienza.

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 del gennaio 2021, le caratteristiche principali dei crediti d'imposta introdotti dai Decreti sono:

  • la possibilità di utilizzo in compensazione in un arco di tempo limitato;
  • la cedibilità a terzi acquirenti
  • la non rimborsabilità (da parte dell'Erario).

Secondo tale Documento, per il soggetto beneficiario, una volta acquistati da un soggetto terzo, le peculiarità dei crediti non permettono una loro immediata riconducibilità a uno specifico principio contabile internazionale. In tal senso, la Banca ha definito una accounting policy per il trattamento contabile di tali tipologie di crediti d'imposta ai sensi dei paragrafi 10 e 11 dello IAS 8, al fine di definire la modalità di rilevazione iniziale, misurazione e conseguente classificazione, tenendo conto del costo sostenuto dal cessionario per l'acquisto dei crediti, delle loro caratteristiche di utilizzabilità e dell'esigenza di rilevare, in base alla competenza economica, il provento ottenuto. Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, al fine di definire il trattamento contabile da adottare ai crediti d'imposta in esame, si farà riferimento ad alcune disposizioni contenute nel principio contabile IFRS 9 per gli strumenti finanziari.

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di un credito d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") avviene alla data di accettazione del credito sul cassetto fiscale della Banca. L'iscrizione avviene al prezzo dell'operazione di acquisizione dal beneficiario e dovrà scontare:

  • il valore temporale del denaro e
  • la capacità di utilizzarlo entro la relativa scadenza temporale.

Tale prezzo soddisfa la condizione dell'IFRS 9 secondo cui le attività e le passività finanziarie vanno inizialmente rilevate al fair value che dovrà essere assimilato, nella gerarchia del fair value prevista dall'IFRS 13, ad un fair value di livello 3.

Sono oggetto di potenziale inclusione nel calcolo del fair value i costi marginali direttamente attribuibili all'acquisizione del credito d'imposta, considerando che il costo marginale è un costo che non sarebbe stato sostenuto se l'entità non avesse acquistato il credito d'imposta (quale ad esempio la commissione pagata ad agenti, consulenti e mediatori, ai sensi del paragrafo B5.4.8 del IFRS9).

Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Criteri di classificazione

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, tenuto conto che tali crediti d'imposta acquistati non rappresentano, ai sensi dei principi contabili internazionali, attività fiscali, contributi pubblici, attività immateriali o attività finanziarie, la classificazione più appropriata, ai fini della presentazione in bilancio, è quella residuale alla voce 120 dello stato patrimoniale "Altre Attività" dello stato patrimoniale, in linea con i paragrafi 54 e 55 dello IAS 1 "Presentazione del bilancio".

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, i crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") che sono detenuti per essere utilizzati in compensazione di imposte e contributi (secondo le medesime regole previste per il beneficiario originario), sono valutati al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo.

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, per la valutazione successiva dei crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") al costo ammortizzato, viene considerato:

  • il valore temporale del denaro;
  • l'utilizzo di un tasso d'interesse effettivo, determinato all'origine in maniera tale che i flussi di cassa attualizzati connessi con le compensazioni attese future stimate lungo la durata prevista del credito d'imposta eguaglino il prezzo d'acquisto dei crediti d'imposta.
  • i flussi di utilizzo del credito d'imposta tramite le compensazioni.

Per calcolare il tasso di interesse effettivo vengono, quindi, stimate le compensazioni attese, tenendo conto di tutti i termini relativi al credito d'imposta, compreso il fatto che, dopo aver valutato la possibilità e gli eventuali impatti a conto economico di una nuova cessione degli stessi ad un terzo soggetto, il credito d'imposta non utilizzato in ciascun periodo di compensazione sarà perso.

Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.

Utilizzando il metodo del costo ammortizzato, con riferimento al calcolo del valore contabile lordo del credito d'imposta, si procede periodicamente alla revisione delle stime dei flussi di cassa ed alla rettifica del valore contabile lordo per riflettere i flussi finanziari effettivi e rideterminati: nell'effettuare tali rettifiche, si procede scontando i nuovi flussi finanziari all'originario tasso di interesse effettivo. Tale contabilizzazione consentirà quindi di rilevare "pro-rata" temporis durante la vita di tale credito d'imposta i proventi, nonché di rilevare immediatamente le eventuali perdite dell'operazione.

Ne consegue che, qualora dalla revisione delle stime circa l'utilizzo del credito d'imposta tramite compensazione emerga la necessità di rettificare il valore contabile lordo del credito d'imposta per riflettere gli utilizzi stimati, effettivi e rideterminati, si procederà a ricalcolare il valore contabile lordo del credito d'imposta come il valore attuale delle nuove stime degli utilizzi del credito d'imposta tramite compensazione attualizzati all'originario tasso di interesse effettivo. In tale

rideterminazione, tenuto conto dell'assenza di rimborsabilità da parte della controparte (vale a dire dell'Erario), sarebbe inclusa quindi una svalutazione derivante da un eventuale mancato utilizzo dei crediti d'imposta acquistati.

Criteri di cancellazione

I crediti d'imposta vengono cancellati quando scadono i diritti di compensazione dei crediti stessi o quando i crediti d'imposta vengono ceduti trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Come previsto dal Documento Banca d'Italia/Consob/Ivass n. 9 di gennaio 2021, la rappresentazione dei proventi e degli oneri derivanti dall'acquisto e utilizzo dei crediti d'imposta ai sensi del D.L. n. 18/2020 ("Cura Italia") e D.L n. 34/2020 ("Rilancio") riflette la modalità di gestione adottata.

Nel caso di crediti d'imposta detenuti per essere utilizzati in compensazione di imposte e contributi valutati al costo ammortizzato, la rilevazione della componente interessi viene effettuata nella voce 10 di conto economico "Interessi Attivi" e vengono rilevate tra gli interessi attivi o passivi anche le variazioni di valore dovute ai cambiamenti di stima delle tempistiche di compensazione dei flussi di cassa attesi, ai sensi del paragrafo B5.4.6 dell'IFRS 9.

Eventuali rettifiche conseguenti il non integrale recupero tramite compensazione dei crediti, dopo aver valutato la possibilità e gli eventuali impatti a conto economico di una nuova cessione degli stessi ad un terzo soggetto, sono rilevate nella voce 130 di conto economico "Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".

In caso di cessione degli stessi a terzi soggetti, le eventuali plus/minusvalenze tra il valore di cessione ed il valore netto contabile dei crediti alla data di cessione sono rilevati nella voce 100 di conto economico "Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".

Azioni proprie

Le eventuali azioni proprie detenute sono portate in riduzione del patrimonio netto. Analogamente, il costo originario delle stesse e gli utili o le perdite derivanti dalla loro successiva vendita sono rilevati come movimenti del patrimonio netto.

Ratei e risconti

I ratei ed i risconti che accolgono oneri e proventi di competenza del periodo maturati su attività e passività sono iscritti in bilancio a rettifica delle attività e passività a cui si riferiscono.

Spese per migliorie su beni di terzi

I costi di ristrutturazione di immobili non di proprietà vengono capitalizzati in considerazione del fatto che per la durata del contratto di affitto la società utilizzatrice ha il controllo dei beni e può trarre da essi benefici economici futuri. I suddetti costi, classificati tra le Altre attività come previsto dalle Istruzioni della Banca d'Italia, vengono ammortizzati per un periodo non superiore alla durata del contratto di affitto.

Trattamento di fine rapporto del personale

Il trattamento di fine rapporto si configura come un "beneficio successivo al rapporto di lavoro" classificato come:

  • "piano a contribuzione definita" per le quote di trattamento di fine rapporto del personale maturande a partire dal 1° gennaio 2007 (data di entrata in vigore della riforma della previdenza complementare di cui al Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n. 252) sia nel caso di opzione da parte del dipendente per la previdenza complementare, sia nel caso di destinazione al fondo di Tesoreria presso l'INPS. Per tali quote l'importo contabilizzato tra i costi del personale è determinato sulla base dei contributi dovuti senza l'applicazione di metodologie di calcolo attuariali;
  • "piano a benefici definiti" e pertanto è iscritto sulla base del suo valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", per la quota del trattamento di fine rapporto del personale maturata sino al 31 dicembre 2006.

Tali quote riferite al piano a benefici definiti sono iscritte sulla base del loro valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", senza applicazione del pro-rata del servizio prestato in quanto il costo previdenziale ("current service cost") del TFR è quasi interamente maturato e la rivalutazione dello stesso, per gli anni a venire, non si ritiene dia luogo a significativi benefici per i dipendenti.

Ai fini dell'attualizzazione, il tasso utilizzato è determinato con riferimento al rendimento di mercato di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media residua della passività, ponderata in base alla percentuale dell'importo pagato e anticipato, per ciascuna scadenza, rispetto al totale da pagare e anticipare fino all'estinzione finale dell'intera obbligazione. I costi per il servizio del piano sono contabilizzati tra i costi del personale, mentre gli utili e le perdite attuariali sono rilevati nel prospetto della redditività complessiva.

Pagamenti basati su azioni

I piani di remunerazione del personale basati su azioni, le quali sono regolate con azioni e non per cassa, vengono rilevati nel conto economico, con un corrispondente incremento del patrimonio netto, sulla base del fair value degli strumenti finanziari attribuiti alla data di assegnazione, suddividendo l'onere lungo il periodo previsto dal piano.

In presenza di opzioni, il fair value delle stesse è calcolato utilizzando un modello che considera, oltre ad informazioni quali il prezzo di esercizio e la vita dell'opzione, il prezzo corrente delle azioni e la loro volatilità attesa, i dividendi attesi e il tasso di interesse risk-free, anche le caratteristiche specifiche del piano in essere. Nel modello di valorizzazione sono valutate in modo distinto l'opzione e la probabilità di realizzazione delle condizioni in base alle quali le opzioni sono state assegnate.

La combinazione dei due valori fornisce il fair value dello strumento assegnato.

L'eventuale riduzione del numero di strumenti finanziari assegnati è contabilizzata come cancellazione di una parte degli stessi.

Benefici ai dipendenti

Si definiscono benefici ai dipendenti tutti i tipi di remunerazione erogati dall'azienda in cambio dell'attività lavorativa svolta dai dipendenti. I benefici ai dipendenti si suddividono tra:

  • benefici a breve termine (diversi dai benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro e dai benefici retributivi sotto forma di partecipazione al capitale) che si prevede di liquidare interamente entro dodici mesi dal termine dell'esercizio nel quale i dipendenti hanno prestato l'attività lavorativa e rilevati interamente a conto economico al momento della maturazione (rientrano in tale categoria, ad esempio, i salari, gli stipendi e le prestazioni "straordinarie");
  • benefici successivi al rapporto di lavoro dovuti dopo la conclusione del rapporto di lavoro che obbligano l'impresa ad un'erogazione futura nei confronti dei dipendenti. Tra questi, rientrano il trattamento di fine rapporto e i fondi pensione che, a loro volta si suddividono in piani a contribuzione definita e piani a benefici definiti o fondi di quiescenza aziendale;
  • benefici a lungo termine, diversi dai precedenti, che non si prevede siano estinti interamente entro i dodici mesi successivi al temine dell'esercizio in cui i dipendenti hanno svolto le proprie prestazioni lavorative. Il costo è allocato sul periodo di servizio lavorativo prestato dal beneficiario in base al valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito". Gli utili e perdite attuariali sono rilevate a conto economico.

Procedura di Impairment test sugli avviamenti

L'avviamento iscritto a seguito di acquisizioni viene assoggettato ad impairment test almeno una volta all'anno e comunque quando vi siano segnali di deterioramento. Ai fini del test, una volta allocato l'avviamento in unità generatrici di flussi finanziari (CGU) si pone a confronto il valore contabile ed il valore recuperabile di tali unità, rappresentato dal maggiore fra il fair value, al netto di eventuali costi di vendita, ed il valore d'uso. L'apposita informativa presentata nella sezione 10 dell'attivo della nota integrativa consolidata fornisce maggiori informazioni.

Riconoscimento dei ricavi e dei costi

La banca rileva i ricavi per un importo che riflette il corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente.

L'IFRS 15 -Ricavi da contratti con clienti, ha sostituito lo IAS 18 – Ricavi, lo IAS 11 – Lavori su ordinazione, nonché le interpretazioni Sic 31, IFRIC 13 e IFRIC 15.

Il principio stabilisce un modello di riconoscimento dei ricavi, si applica a tutti i contratti con clienti, eccezion fatta per i contratti che rientrano nell'ambito di applicazione di IFRS 4, IFRS 9, IFRS 16, quindi per i contratti assicurativi e per gli strumenti finanziari e i contratti di leasing. Il principio introduce un modello in cinque fasi che si applica nella fase di contabilizzazione dei ricavi derivanti da contratti con i clienti:

  • l'identificazione del contratto con il cliente;
  • l'identificazione delle performance obligation del contratto;
  • la determinazione del prezzo;
  • l'allocazione del prezzo alle performance obligation del contratto;
  • i criteri di iscrizione del ricavo quando l'entità soddisfa ciascuna performance obligation.

Il principio comporta l'esercizio di un giudizio da parte delle entità, che prenda in considerazione tutti i fatti e le circostanze rilevanti nell'applicazione di ogni fase del modello ai contratti con i propri clienti. Il principio specifica inoltre la contabilizzazione dei costi incrementali legati all'ottenimento di un contratto e dei costi direttamente legati al completamento di un contratto. La banca esercita un giudizio che prende in considerazione tutti i fatti e le circostanze rilevanti nell'applicazione ai contratti con i propri clienti di ogni fase del modello a cinque fasi introdotto dall'IFRS 15. I ricavi possono essere riconosciuti:

in un momento preciso, quando l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso, o

nel corso del tempo, mano a mano che l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso.

Il bene è trasferito quando, o nel corso del periodo in cui, il cliente ne acquisisce il controllo. In particolare:

  • per gli strumenti finanziari classificati HTC e HTCS, gli interessi corrispettivi sono riconosciuti pro rata temporis sulla base del tasso di interesse contrattuale o di quello effettivo nel caso di applicazione del costo ammortizzato. La voce interessi attivi (ovvero interessi passivi) comprende anche i differenziali o i margini, positivi (o negativi), maturati sino alla data di riferimento del bilancio, relativi a contratti derivati finanziari:
  • di copertura di attività e passività che generano interessi;
  • classificati nello Stato Patrimoniale nel portafoglio di negoziazione, ma gestionalmente collegati ad attività e/o passività finanziarie valutate al fair value (fair value option);
  • connessi gestionalmente con attività e passività classificate nel portafoglio di negoziazione e che prevedono la liquidazione di differenziali o di margini a più scadenze;
  • gli interessi di mora, eventualmente previsti in via contrattuale, sono contabilizzati a Conto Economico solo al momento del loro effettivo incasso;
  • i dividendi sono rilevati a Conto Economico nel corso dell'esercizio in cui ne viene deliberata la distribuzione;
  • le commissioni per ricavi da servizi sono iscritte, sulla base dell'esistenza di accordi contrattuali, nel periodo in cui i servizi stessi sono stati prestati. Le commissioni considerate nel costo ammortizzato ai fini della determinazione del tasso di interesse effettivo, sono rilevate tra gli interessi;
  • i ricavi derivanti dalla vendita di strumenti finanziari, determinati dalla differenza tra corrispettivo pagato o incassato della transazione ed il fair value dello strumento, vengono riconosciuti al Conto Economico in sede di rilevazione dell'operazione se il fair value è determinabile con riferimento a prezzi ufficiali disponibili su mercati attivi, ovvero per attività e passività misurate sulla base di tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri osservabili sul mercato diversi dalle quotazioni dello strumento finanziario (livello 1 e livello 2 della gerarchia del fair value). Qualora i parametri di riferimento utilizzati per la valutazione non siano osservabili sul mercato (livello 3) o gli strumenti stessi presentino una ridotta liquidità, lo strumento finanziario viene iscritto per un importo pari al prezzo della transazione; la differenza rispetto al fair value affluisce al Conto Economico lungo la durata dell'operazione;
  • gli utili e perdite derivanti dalla negoziazione di strumenti finanziari sono riconosciuti al Conto Economico al momento del perfezionamento della vendita, sulla base della differenza tra il corrispettivo pagato o incassato ed il valore di iscrizione degli strumenti stessi;

i ricavi derivanti dalla vendita di attività non finanziarie sono rilevati al momento del perfezionamento della vendita, ovvero quando è adempiuta l'obbligazione di fare nei confronti del cliente.

Costi sostenuti per l'ottenimento del contratto

I costi sostenuti per l'ottenimento del contratto sono i costi che l'entità sostiene per ottenere il contratto con il cliente e che non avrebbe sostenuto se non avesse ottenuto il contratto. Il Gruppo rileva come attività i costi sostenuti per l'adempimento del contratto soltanto se questi soddisfano tutte le condizioni seguenti:

  • sono incrementali La banca li sostiene per ottenere il contratto con il cliente e non li avrebbe sostenuti se non avesse ottenuto il contratto;
  • si prevede di recuperarli.

I costi sono rilevati a Conto Economico secondo il principio della competenza; i costi relativi all'ottenimento e l'adempimento dei contratti con la clientela sono rilevati a Conto Economico nei periodi nei quali sono contabilizzati i relativi ricavi.

Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate

Secondo quanto previsto dal principio contabile IFRS 9, i crediti considerati deteriorati già dal momento della rilevazione iniziale in bilancio, in ragione dell'elevato rischio di credito associato, vengono definiti Purchased or Originated Credit Impaired Asset (POCI). Conseguentemente, qualora all'atto dell'iscrizione iniziale un'esposizione creditizia iscritta nella voce 30 "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" o nella voce 40 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", risulti essere deteriorata, la stessa è qualificata quale "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" (Purchased or Originated Credit Impaired – POCI).

Ai fini del calcolo degli interessi attivi, dalla rilevazione iniziale e lungo tutta la vita attesa dello strumento, si applica il tasso di interesse effettivo corretto per il rischio di credito al costo ammortizzato dell'attività finanziaria (c.d. "Credit Adjusted Effective Interest Rate" o "CEIR"), anche in ipotesi di miglioramento del rischio di credito dell'attività finanziaria (cfr. IFRS 9, parr. 5.4.1-5.4.2). L'EIR rettificato per il credito è il tasso di interesse che, al momento della rilevazione iniziale, attualizza i flussi di cassa futuri stimati (incluse le perdite su crediti) al costo ammortizzato dell'attività finanziaria POCI. Ai fini del calcolo del CEIR occorre stimare i flussi di cassa attesi considerando:

  • tutti i termini contrattuali dell'attività finanziaria (ad esempio, rimborsi di capitale anticipati, estensioni ecc.), tutte le commissioni e punti base pagati o ricevuti tra le controparti di un contratto che sono parte integrante del tasso di interesse effettivo, i costi dell'operazione e tutti gli altri premi o sconti;
  • le perdite attese lifetime.

Alla data di riferimento del bilancio, il Gruppo, in linea con le disposizioni dell'IFRS 9 parr. 5.5.13- 5.5.14, rileva a conto economico, in contropartita all'attività finanziaria, le variazioni cumulate delle perdite attese derivanti dal cambiamento delle stime dei flussi finanziari futuri come utile o perdita per riduzione di valore lungo tutta la vita del credito dal momento della rilevazione iniziale. Ai fini dell'attualizzazione della perdita attesa, si utilizza il CEIR come fattore di sconto.

Tale circostanza implica che un'attività POCI sarà sempre valutata secondo il modello "lifetime expected credit loss". La conseguenza diretta è che una volta che viene attribuita la qualifica POCI ad un'attività finanziaria essa non potrà mai essere riclassificata in Stage diversi da POCI e dovrà sempre essere assoggettata al modello di impairment "lifetime". La variazione positiva delle perdite attese lungo tutta la vita del credito deve essere contabilizzata a conto economico anche se l'ammontare di tali perdite è inferiore rispetto a quello considerato per la determinazione del tasso interno di rendimento per il calcolo del costo ammortizzato, alla data di prima rilevazione.

Per quanto concerne la contabilizzazione degli interessi attivi, essi continuano ad essere calcolati sul costo ammortizzato (al netto delle rettifiche di valore), applicando ad esso il CEIR e iscritti in contropartita all'attività finanziaria.

I crediti POCI iscritti nel bilancio del Gruppo, coerentemente alle disposizioni del Principio IFRS9, si distinguono due fattispecie di:

Attività finanziarie acquistate deteriorate (di seguito, anche "PCI"), le esposizioni creditizie già deteriorate al momento dell'acquisto, anche nell'ambito di operazioni di aggregazione aziendale;

Attività finanziarie originate deteriorate (di seguito, anche "OCI"), le esposizioni creditizie originate in caso di operazioni di ristrutturazione di esposizioni deteriorate che hanno determinato l'erogazione di nuova finanza, ovvero introdotto modifiche sostanziali alle condizioni originarie contrattuali.

Per il Gruppo CREDEM l'unica fattispecie riconducibile ai PCI è quella derivante dall'operazione di aggregazione aziendale della Cassa di Risparmio di Cento. Con riferimento ai crediti deteriorati acquistati nell'ambito dell'operazione di aggregazione aziendale si precisa che il rispetto del trattamento contabile sopra illustrato è stato ottenuto sotto il profilo sostanziale attraverso la contabilizzazione negli interessi attivi, pro-rata temporis, dell'effetto reversal dei minori valori attribuiti ai crediti deteriorati in sede di Purchase Price Allocation. Tale approccio è ritenuto una ragionevole approssimazione del "credit-adjusted effective interest rate", in quanto il tasso di interesse contrattuale è, di fatto, integrato dal maggior rendimento derivante dal minor valore attribuito ai crediti acquisiti.

Operazioni di rifinanziamento TLTRO

Le operazioni TLTRO III (Targeted Longer Term Refinancing Operation) mirano a preservare condizioni favorevoli del credito bancario e a sostenere l'orientamento definito di politica monetaria.

Alcuni dei parametri che caratterizzano queste operazioni, stabiliti dalla BCE il 6 giugno 2019, sono stati successivamente rivisiti in senso migliorativo, da ultimo in data 10 dicembre 2020, alla luce delle ricadute economiche derivanti dal protrarsi dell'emergenza COVID-19 e, per ultimo, in data 27 ottobre 2022 per ristabilire le condizioni di stabilità dei prezzi nel medio termine.

Il finanziamento ottenibile da ciascun istituto bancario dipende dall'ammontare dei prestiti concessi a determinate date di rilevazione a società non finanziarie e famiglie (c.d. prestiti idonei). Le operazioni sono condotte con cadenza trimestrale, a partire da settembre 2019 e ciascuna operazione ha durata pari a tre anni.

Il tasso di interesse per ciascuna operazione è fissato ad un livello pari a quello medio delle operazioni di rifinanziamento principali dell'Eurosistema (MRO), fatta eccezione per il periodo compreso tra il 24 giugno 2020 e il 23 giugno 2022 ("special interest rate period"), in cui si applica un tasso inferiore di 50 punti base.

Le banche che concedono prestiti idonei superiori ad un valore di riferimento ("benchmark nel lending") possono beneficiare di una riduzione del tasso di interesse. In dettaglio, il tasso migliorativo applicato sarà pari al tasso medio sui depositi presso la banca centrale (Deposit Facility o DFR), per l'intera durata della rispettiva operazione, con l'eccezione degli "special interest rate period" a cui si aggiunge l'ulteriore riduzione di 50 punti base. La Banca, avendo superato il valore di riferimento, ha beneficiato della riduzione del tasso di interesse sopra citato. Gli interessi sono regolati posticipatamente alla scadenza di ciascuna operazione di TLTRO III o al momento del rimborso anticipato.

In data 27 ottobre 2022 il Consiglio direttivo della BCE - oltre ad un ulteriore innalzamento dei tassi, nell'ambito di un trend di rialzo dei tassi avviato da luglio 2022 - ha deciso di ricalibrare le condizioni applicabili ai finanziamenti TLTRO III. Nello specifico, la manovra ha mantenuto invariata la modalità di calcolo del tasso di interesse in essere fino al 22 novembre 2022 che prevedeva che nei periodi "ordinari" (ovvero periodi diversi dagli "special interest rate period" definiti in precedenza) il tasso di interesse applicabile fosse pari alla media dei tassi calcolati lungo tutta la durata dello strumento, comportando una variazione al tasso che si sarebbe determinato applicando tempo per tempo il tasso in vigore nei soli periodi ordinari; a partire dal 23 novembre 2022 (fino alla data di scadenza o rimborso anticipato di ogni rispettiva TLTRO III in essere) il tasso di interesse è indicizzato alla media dei tassi di interesse di riferimento della BCE applicabili per ogni operazione in tale periodo (pari al tasso DFR per le banche che hanno raggiunto i benchmark definiti).

In data 6 gennaio 2021 l'ESMA ha emesso un Public Statement con lo scopo di promuovere la trasparenza nei resoconti finanziari IFRS delle banche in merito alla rappresentazione contabile delle operazioni TLTRO III, evidenziando l'importanza di fornire in bilancio un adeguato livello di trasparenza sul trattamento contabile delle operazioni.

Il Gruppo Credem ha determinato il trattamento contabile applicato a tali finanziamenti sulla base delle disposizioni del principio contabile IFRS 9 per gli strumenti finanziari a tasso variabile considerando le condizioni di rifinanziamento definite dalla BCE come tassi variabili di mercato nell'ambito delle misure di politica monetaria dell'Eurosistema - con rilevazione degli interessi, tempo per tempo applicabili, da stimare in funzione della probabilità di riuscire a raggiungere gli obiettivi previsti in termini di net lending.

Pertanto, gli interventi di ricalibrazione delle condizioni dello strumento da parte della BCE sono considerati come la modifica di un tasso variabile ai sensi del par. B5.4.5 dell'IFRS 9 con un adeguamento prospettico del tasso, in considerazione del fatto che la BCE ha la possibilità di modificare i tassi a propria discrezione nell'ambito della definizione dei tassi di politica monetaria (come ha peraltro fatto ad aprile e dicembre 2020 con l'introduzione degli "special interest rate period" e, più recentemente, ad ottobre 2022 nei termini evidenziati in precedenza).

A seguito degli incrementi nei tassi di interesse approvati dal Consiglio Direttivo di BCE a partire dal mese di luglio 2022 si è reso necessario rideterminare il tasso di interesse effettivo applicabile ad ogni operazione a partire dalla data di revisione dei tassi, con l'obiettivo di ripartire il beneficio conseguente al peculiare meccanismo della media dei tassi nel periodo di riferimento del beneficio stesso. Da ultimo, le ricalibrazioni alle condizioni applicabili ai finanziamenti TLTRO III definite il 27 ottobre 2022 hanno comportato la rilevazione del beneficio residuo fino alla data di modifica delle condizioni contrattuali (ovvero, fino al 22 novembre 2022). Pertanto, a partire dal 23 novembre 2022 gli interessi sui finanziamenti TLTRO III sono rilevati sulla base del tasso DRF in vigore.

Modalità di determinazione del fair value delle attività e passività

Aspetti generali

Gli strumenti finanziari valutati al fair value includono le attività e le passività finanziarie detenute per la negoziazione, gli strumenti finanziari designati al fair value, gli strumenti derivati e, infine, gli strumenti classificati come disponibili per la vendita.

Il principio IFRS13 definisce il fair value come il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione nel mercato principale (o più vantaggioso) alla data di valutazione, alle correnti condizioni di mercato (ossia un prezzo di chiusura), indipendentemente dal fatto che quel prezzo sia osservabile direttamente o che venga stimato utilizzando un'altra tecnica di valutazione.

Le funzioni coinvolte nei processi di determinazione del fair value includono le funzioni amministrative, le funzioni di front office Finanza e le funzioni di Risk Management.

Gli uffici amministrativi, direttamente responsabili della redazione dell'informativa finanziaria, sono chiamati a presidiare le regole utilizzate per la determinazione del Fair Value nel rispetto dei principi contabili di riferimento.

Gli uffici Finanza, a loro volta, detengono le conoscenze legate alle tecniche di valutazione applicate e presiedono i sistemi informativi utilizzati nei processi di determinazione del fair value. Infine gli uffici della funzione Risk Management sono chiamati a validare le tecniche di valutazione utilizzate, inclusi i relativi modelli e i parametri utilizzati. Tali uffici verificano la potenziale presenza di un mercato attivo e analizzano le possibili fonti disponibili. In generale, il Gruppo determina il fair value di attività e passività finanziarie secondo tecniche di valutazione scelte in base alla natura degli strumenti detenuti ed in base alle informazioni disponibili al momento della valutazione.

Sulla base delle informazioni disponibili al momento della valutazione, gli strumenti finanziari sono suddivisi tra quelli il cui prezzo è quotato in un mercato attivo da quelli per i quali un mercato attivo al momento della valutazione non esiste.

La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di Livello 3).

Gli input di Livello 1 sono prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività e passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione. Un prezzo quotato in un mercato attivo fornisce la prova più attendibile del fair value e, quando disponibile, deve essere utilizzato senza alcuna rettifica per valutare il fair value.

Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività.

Allo stesso modo non sono considerate osservabili tutte le altre variabili impiegate nelle tecniche valutative che non possono essere corroborate sulla base di dati osservabili di mercato.

La presenza di mercati attivi e l'utilizzo di prezzi quotati (Mark to Market)

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA In linea generale, il processo per l'applicazione del Mark to Market è largamente automatizzato. Tutti gli strumenti finanziari quotati detenuti (azioni, obbligazioni e strumenti finanziari derivati)

sono valutati, in presenza di mercati attivi, mediante i rispettivi prezzi quotati (valutazioni al Mark to Market) per la determinazione del P&L giornaliero.

Relativamente ai principali Information Providers, si distingue tra:

  • Market parameters a cui è agganciato un RIC Refinitiv: in questo caso il prezzo viene recuperato real time da Refinitiv attraverso la piattaforma ATS;
  • Strumenti ai quali può essere agganciata sia una contribuzione Refinitiv che Bloomberg. Nel dettaglio all'interno dell'ATS sono state implementate regole che consentono la comparazione tra le fonti e seleziona quella ritenuta valida in termini di liquidità, aggiornamento giornaliero e delta spread. Il modulo ATS considera una fonte primaria per ogni categoria di strumento, e attribuisce il livello di fair value associato ad ogni parametro;
  • Parametri EOD: market parameters aggiornati una volta al giorno (es volatilità cap and Floor) disponibili dal provider The ICE.

Qualora le informazioni Refinitiv e Bloomberg non siano disponibili si utilizzano altri Information Providers indipendenti.

Se un'attività o passività valutata al fair value ha un prezzo denaro e un prezzo lettera (per esempio un dato proveniente da un mercato a scambi diretti e assistiti), per valutare il fair value deve essere utilizzato il prezzo rientrante nello scarto denaro-lettera (bid-ask spread) più rappresentativo del fair value in quelle circostanze specifiche, indipendentemente da come tale dato è classificato nella gerarchia del fair value (Livello 1, 2 o 3). È consentito l'utilizzo di prezzi denaro per posizioni attive e di prezzi lettera per posizioni passive, ma non è obbligatorio. Il Gruppo utilizza prevalentemente per le proprie posizioni attive i prezzi denaro, mentre per le proprie posizioni passive i prezzi lettera.

Generalmente l'acquisizione dei prezzi quotati avviene in via automatica, su base giornaliera, attraverso lo scarico delle informazioni da primari Information Provider indipendenti.

L'utilizzo di tecniche di valutazione (Mark to Model)

Nel determinare il fair value degli strumenti finanziari si ricorre al Mark to Model qualora l'analisi evidenzi che per gli strumenti detenuti non esistano prezzi quotati nel mercato principale (o più vantaggioso).

Le tecniche di valutazione utilizzate per valutare il fair value devono massimizzare l'utilizzo di input osservabili rilevanti e ridurre al minimo l'utilizzo di input non osservabili.

Gli input di Livello 2 sono input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività.

Gli input di livello 2 comprendono:

  • prezzi quotati per attività o passività similari in mercati attivi;
  • prezzi quotati per attività o passività identiche o similari in mercati non attivi;
  • dati diversi dai prezzi quotati osservabili per l'attività o passività (per esempio tassi di interesse e curve dei rendimenti osservabili a intervalli comunemente quotati, volatilità implicite e spread creditizi);
  • input corroborati dal mercato.

Gli input non osservabili, Livello 3, devono essere utilizzati per valutare il fair value nella misura in cui gli input osservabili rilevanti non siano disponibili, consentendo pertanto situazioni di scarsa attività del mercato per l'attività o passività alla data di valutazione. Tuttavia, la finalità della valutazione del fair value resta la stessa, ossia un prezzo di chiusura alla data di valutazione dal punto di vista di un operatore di mercato che possiede l'attività o la passività. Pertanto, gli input non osservabili devono riflettere le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell'attività o passività, incluse le assunzioni circa il rischio.

Le rettifiche agli input di Livello 2 varieranno in funzione di fattori specifici dell'attività o della passività. Tali fattori comprendono i seguenti elementi:

  • la condizione o l'ubicazione dell'attività;
  • la misura in cui gli input fanno riferimento a elementi comparabili all'attività o alla passività; e
  • il volume o il livello di attività nei mercati in cui gli input sono osservati.

L'utilizzo di input non osservabili significativi o eventuali rettifiche di un input di Livello 2 significativo per l'intera valutazione dello strumento, possono comportare nella valutazione del fair value una classificazione a Livello 3 nella gerarchia del fair value.

L'utilizzo di una tecnica di valutazione ha l'obiettivo di stimare il prezzo a cui avrebbe luogo una regolare operazione di vendita di una attività o di trasferimento di una passività tra operatori di mercato alla data di valutazione, alle condizioni di mercato correnti. Tre tecniche di valutazione ampiamente utilizzate sono il metodo basato sulla valutazione di mercato, il metodo del costo e il metodo reddituale. Un'entità deve utilizzare tecniche di valutazione coerenti con uno o più di questi metodi per valutare il fair value.

Esempi dei principali parametri osservabili di mercato di cui si servono le più comuni tecniche di valutazione applicate sono i seguenti:

  • curva dei tassi Risk Free. Sulla base delle rilevazioni storicizzate nell'applicativo di Front Office (Murex) viene ricavata una curva tassi Euro c.d. Risk-Free, attraverso un bootstrapping dei tassi impliciti in depositi, swap e Forward Rate Agreement;
  • tassi di cambio. Il sistema Murex acquisisce giornalmente, in automatico, i tassi di cambio spot fixing BCE dall'infoprovider Reuters;
  • curve di volatilità. Vengono mappate le curve di volatilità rilevate da fonte esterna precedentemente individuata (ICE), e storicizzate nell'applicativo di front office (Murex); va sottolineato che l'operatività del Gruppo in conto proprio si concentra prevalentemente su strumenti di tasso.

Diversamente, qualora le tecniche di valutazione si basino in via prevalente su parametri non osservabili sul mercato, vengono svolti processi di stima interni. Ciò avviene limitatamente ai casi in cui i relativi dati di mercato non siano disponibili o non siano ritenuti affidabili.

L'utilizzo delle tecniche di valutazione che fanno uso di dati osservabili di mercato o di dati stimati internamente, implicano l'utilizzo di modelli valutativi all'interno dei quali sono calati tali parametri. Il metodo reddituale converte importi futuri (per esempio, flussi finanziari o ricavi e costi) in un unico importo corrente (ossia attualizzato). Quando si utilizza il metodo reddituale, la valutazione del fair value riflette le attuali aspettative del mercato su tali importi futuri.

A titolo esemplificativo, tali tecniche di valutazione comprendono:

  • tecniche del valore attuale;
  • modelli di misurazione del prezzo delle opzioni, quali la formula di Black-Scholes-Merton che incorpora tecniche di calcolo del valore attuale e riflettono sia il valore temporale, sia il valore intrinseco di un'opzione.

Qualora però si faccia ricorso a modelli valutativi proprietari, l'affidabilità degli stessi è testata confrontando, per strumenti simili quotati, le valutazioni fornite da tali tecniche con i relativi prezzi quotati (back testing). Inoltre, l'affidabilità di tali tecniche è verificata, ex post, monitorando nel tempo i risultati ottenuti.

Fondi immobiliari chiusi

Al fine di tenere in considerazione l'indisponibilità di valutazioni continuative dei fondi immobiliari chiusi non quotati, dovute a illiquidità, assenza di un mercato liquido e la specificità del sottostante, la metodologia alla base dell'individuazione del fair value attribuibile al capitale sociale della società avviene considerando valore del NAV più aggiornato disponibile (di norma riferito alla chiusura del semestre precedente) opportunamente rettificato al fine di riflettere la scarsa liquidità dell'asset.

Passività di propria emissione

Per la determinazione del fair value delle passività di propria emissione valutate al fair value, si tiene conto anche del proprio rischio emittente.

La costruzione di una o più curve di credit spread si rende necessaria, nell'ambito della fair value option, al fine di valorizzare gli strumenti non negoziati su mercati attivi1 con un full fair value. Il concetto di full fair value comprende, rispetto alla semplice attualizzazione sulla curva risk free dei cash flows generati dallo strumento, un ulteriore aggiustamento che tenga conto del rischio emittente: l'aggiustamento, ovvero il credit spread, assume la forma di uno spread additivo sulla curva risk free ed è di entità diversa sulle diverse scadenze temporali. Il credit spread relativo ad un emittente, inoltre, esprimendo un'indicazione sulla probabilità e sull'entità del rimborso dell'emissione, è diverso in base alla seniority dell'emissione: un'emissione senior avrà un credit spread inferiore rispetto ad un'emissione subordinata.

L'applicazione della Fair Value Option alle passività finanziarie prevede che si dia evidenza dell'ammontare delle variazioni di fair value attribuibili a variazioni del solo rischio creditizio dello strumento.

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA 1 Agli strumenti negoziati su mercati attivi viene attribuita la quotazione di mercato.

I fattori di rischio dovuti al merito creditizio vengono incorporati nella curva di attualizzazione (usata per il calcolo del Fair Value) applicando alla curva risk free uno spread che renda conto del rischio emittente.

Con tale metodo valutativo è possibile separare i diversi componenti di rischio, rischio tasso e rischio credito. Riguardo il merito creditizio, si è proceduto a separare il rischio di credito dovuto alla variazione del merito creditizio nel corso dell'ultimo anno e dal momento dell'emissione del titolo (o dall'FTA degli IAS).

I fattori considerati nei calcoli sono:

  • il tasso di mercato free risk osservato alla data di valutazione;
  • il credit spread osservato alla data di emissione iniziale del titolo;
  • il credit spread osservato l'anno precedente alla data di valutazione odierna;
  • il credit spread osservato alla data di valutazione.

Attraverso il confronto del fair value di mercato alla data di valutazione con il fair value calcolato utilizzando il rischio di credito osservato al momento dell'emissione (o all'anno precedente), risulta possibile determinare le variazioni di fair value imputabili alle sole variazioni del rischio di credito dell'ultimo anno, e dal momento dell'emissione.

Le curve rettificate per il merito di credito dell'emittente si ottengono sommando ai tassi zero coupon (o tassi risk free) un credit spread che esprime il merito creditizio dell'emittente stesso. Tali curve sono utilizzate per la valutazione di obbligazioni non quotate sui mercati attivi.

Con la valutazione al Fair Value per tutti gli strumenti relativi a un singolo emittente (e anche per quelli emessi dal Gruppo), si possono costruire tre curve:

  • una curva senior;
  • una curva subordinata;
  • una curva covered.

Per la determinazione dei credit spread senior, se sono presenti sul mercato emissioni senior liquide, si utilizzano i credit spread impliciti nelle quotazioni delle emissioni in oggetto.

In particolare per Credem sono presi a riferimento i titoli appartenenti al programma EMTN di nostre emissioni e di emittenti comparable di pari caratteristiche come settore e rating per desumere la struttura di scadenze della curva.

Nel dettaglio la determinazione dei credit spread avviene a partire da una curva benchmark bancaria italiana (ottenuta dall'emittente Intesa S.Paolo) sulla quale si applica un vincolo medio per le emissioni liquide senior e subordinati di emittenti comparables. La curva covered viene determinata tramite un metodo spline fitting delle quotazioni di emissioni comparables che rispettano i criteri definiti di liquidità.

Criteri di determinazione del fair value di attività e passività non misurate al fair value su base ricorrente

Di seguito si riportano le informazioni richieste dall'IFRS 13.

Per i rapporti creditizi attivi e passivi non misurati al fair value su base ricorrente, il fair value, riportato nelle tabelle presenti nelle note illustrative, è stato determinato con i seguenti criteri:

  • per le attività e passività a vista, con scadenza a breve termine (entro 12 mesi) o indeterminata, il valore di iscrizione; stessa impostazione è stata utilizzata per i crediti non performing;
  • per i titoli emessi a tasso variabile e per quelli a tasso fisso a breve termine (entro 12 mesi) il valore contabile è stato assunto come approssimazione del fair value;
  • per le attività e passività a medio a lungo termine, la valutazione è stata determinata mediante l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri. Tale operazione è stata eseguita utilizzando tassi privi di rischio e, per le attività, correggendo i flussi di cassa futuri, tenendo conto della rischiosità della controparte mediante parametri di PD (Probability of Default) e di LGD (Loss Given Default);
  • per i titoli emessi a tasso fisso a medio lungo temine la valutazione è stata effettuata mediante l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri, corretta per il rischio emittente associato a Credem. Per tali strumenti, la determinazione del fair value si basa anche sull'utilizzo di parametri interni non direttamente osservabili sul mercato ed è calcolato solo ai fini di adempiere alle richieste di

informativa e non ha alcun impatto sullo stato patrimoniale e sul conto economico.

A.3 INFORMATIVA SUI TRASFERIMENTI TRA PORTAFOGLI DI ATTIVITA' FINANZIARIE

Successivamente all'adozione dell'IFRS 9, il Gruppo Credem non ha effettuato cambiamenti di business model per la gestione delle proprie attività finanziarie e, quindi, non sono avvenuti trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie. Le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica) non prevedono riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui la società modifichi il proprio modello di business per la gestione di tali attività finanziarie. E' previsto che tali modifiche siano altamente infrequenti e devono essere determinate dal management a seguito di rilevanti cambiamenti esterni o interni, dimostrabili a soggetti esterni.

A.4 INFORMATIVA SUL FAIR VALUE

Informativa di natura qualitativa

A.4.1 – Livello di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati

Le tecniche di valutazione utilizzate per gli strumenti finanziari appartenenti al livello 2 e 3 si distinguono:

  • Attività finanziarie: valutazione degli strumenti strutturati utilizzando per la componente obbligazionaria il modello discounted cash flow con un tasso corretto per un opportuno rischio di credito, e per la componente azionaria utilizzando il modello Black&Scholes;
  • Passività finanziarie: valutazione degli strumenti plain vanilla secondo le tecniche di valutazione discounted cash flow di cassa considerando il tasso corretto per il rischio di credito di Credito Emiliano sulla scadenza dello strumento.

Si riporta brevemente la definizione dei modelli utilizzati:

1.Discounted Cash Flow

Il modello discounted cash flow, flussi di cassa attualizzati, è un metodo di valutazione di un investimento, basato sul processo finanziario di attualizzazione, che consente di stabilire oggi il valore attuale di un capitale che ha come naturale scadenza una data futura tramite l'applicazione di un tasso di sconto. Il tasso di sconto viene corretto per il rischio di credito dei flussi futuri attesi dall'attività in questione. La somma algebrica dei flussi attualizzati rappresenta il valore netto attuale (Net present value) dello strumento.

I parametri utilizzati nella tecnica di valutazione sono: curva tassi e credit spread di ogni singola emissione.

2.Modello Black&Scholes

Il modello Black&scholes univariato (BS) è il modello di pricing delle opzioni più famoso e riconosciuto dal mercato. Il modello si basa sulla possibilità di creare un portafoglio equivalente all'opzione, costituito in parte da unità del sottostante e in parte da obbligazioni prive di rischio entrambi influenzati dalla stessa fonte di incertezza data dalle variazioni del prezzo dell'azione. Le ipotesi sottostanti il modello di BS sono rappresentate dall'andamento dei prezzi dell'attività sottostante (approssimato da un processo log-normale), dalla presenza di un mercato perfettamente efficiente; dal tasso di interesse e dalla volatilità del sottostante costante per tutta la durata dell'opzione.

I parametri utilizzati nella tecnica di valutazione sono il tasso di interesse, il valore e la volatilità del sottostante.

Alla data del 31/12/2022 tutti i parametri utilizzati nelle tecniche di valutazione sono risultati osservabili, evidenziando per gli strumenti valutati tramite mark to model livelli di fair value pari a 2.

In particolare:

  • i tassi di interesse sono estrapolati dalla curva zero ottenuta dalle quotazioni di mercato di strumenti omogenei;

  • i credit spread per la componete Credito Emiliano sono ottenuti da quotazioni di mercato di emissioni comparables;

  • valore del sottostante sono ottenuti dalla quotazione del mercato;
  • volatilità del sottostante ottenute da quotazioni di mercato, alla luce della scadenza a breve della componente azionaria.

I modelli e i parametri utilizzati nelle tecniche di valutazione sono dettagliati e disciplinati nei documenti Allegato Tecnico al documento Fair Value Policy di Gruppo: "Regole di applicazione Credem alla Fair Value Policy di Gruppo" e "Manuale Modelli di pricing".

A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni

Gli strumenti non scambiati su mercati attivi sono valutati a mark to model utilizzando la tecnica di valutazione che massimizza l'utilizzo di dati osservabili sul mercato. Qualora i parametri risultino non disponibili e direttamente osservabili il livello di fair value attribuito è pari a 3.

Alla data del 31/12/20212 nessun strumento finanziario derivato è stato valutato a mark to model tramite parametri di mercato non direttamente osservabili.

A.4.3 Gerarchia del fair value

Trasferimenti tra i livelli della gerarchia del fair value

La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di livello 3).

I Livelli utilizzati per le classificazioni riportate nel seguito della presente Nota integrativa sono i seguenti:

  • "livello 1": il fair value degli strumenti finanziari è determinato in base a prezzi di quotazione osservabili su mercati attivi (non rettificati) alle quali si può accedere alla data di valutazione;
  • "livello 2": il fair value degli strumenti finanziari è determinato in base a input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività, utilizzando anche di tecniche di valutazione;
  • "livello 3" : il fair value degli strumenti finanziari è determinato in base a input non osservabili per l'attività o per la passività, utilizzando anche di tecniche di valutazione.

L'attività di attribuzione dei livelli è rappresentata dalla verifica puntuale per ogni strumento detenuto nei portafogli di proprietà di un possibile potenziale mercato attivo che rispetti alcune regole di valorizzazione. In particolare viene analizzato che le contribuzioni risultino continuative, contenute nei delta spread bid ask, indicative di possibili transazioni recenti quindi non trascinate, e che l'emittente risulti solido e attivo.

Il mancato rispetto di tali regole porta a un aggravio di livello associato a una valorizzazione il più coerente e rappresentativa del fair value dello strumento.

Analogamente l'analisi viene effettuata anche nella verifica di un potenziale ripristino di mercato attivo sugli strumenti per i quali nel corso del tempo si verifica una riattivazione di valorizzazione continuative sul mercato regolamentato e non.

A.4.4 Altre informazioni

La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di livello 3).

L'attività di attribuzione dei livelli di fair value avviene trimestralmente alle date contabili di riferimento basandosi sulla verifica della presenza di un mercato principale o più vantaggioso nell'intervallo temporale antecedente la data contabile di riferimento. L'attività prevede la verifica di alcuni principi necessari alla definizione di presenza di un mercato attivo per ogni strumento finanziario identificati dalla disponibilità di valorizzazioni eseguibili, continue e con scarto denarolettera (bid-ask spread) contenuti.

Il rispetto di tali condizioni determina il livello di fair value dello strumento analizzato. Qualora non siano presenti quotazioni di mercato, l'utilizzo di tecniche di valutazione viene effettuata ad ogni data contabile massimizzando l'utilizzo di input osservabili rilevanti e riducendo al minimo l'utilizzo di input non osservabili. La verifica di tali parametri di input in funzione della disponibilità determina il livello di fair value dello strumento.

Alle date contabili viene inoltre effettuata una analisi comparativa dei livelli di fair value rispetto al trimestre precedente e l'inizio dell'esercizio di riferimento al fine di individuare i trasferimenti di livelli di fair value avvenuti nel corso dell'esercizio di riferimento e le circostanze che hanno determinato tale trasferimento.

Informativa di natura quantitativa

A.4.5 Gerarchia del fair value

A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

31/12/2022 31/12/2021
Attività/Passività misurate al fair value L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
19.053 90.668 50.818 16.214 41.172 22.166
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 19.053 89.467 23 16.214 41.172 2.145
b) Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
fair value
- 1.201 50.796 - - 20.021
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
6.120.508 4.696 31.194 6.413.431 2.859 35.826
3. Derivati di copertura - 1.068.030 - - 208.749 -
4. Attività materiali - - - - - -
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 6.139.561 1.163.395 82.012 6.429.645 252.780 57.992
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione - 89.838 - - 33.147 -
2. Passività finanziarie designate al fair value - - - - - -
3. Derivati di copertura - 842.716 - - 385.161 -
Totale - 932.554 - - 418.308 -

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

In riferimento alle attività valutate al fair value su base ricorrente alla data del 31 dicembre 2022 gli strumenti valorizzati secondo il mercato più vantaggioso (livello di fair value pari a 1) e/o secondo tecniche di valutazione basate su parametri osservabili (livello di fair value pari a 2) rappresentano il 99,79% del totale delle attività valutate al fair value (valore stabile rispetto al corrispondente 2021 pari al 99,44%).

Gli strumenti valutati tramite tecniche di valutazione basate prevalentemente su parametri non osservabili hanno riguardato una parte residuale del totale attività valutate al fair value (0,21%), costante rispetto al valore del 2021 pari a 0.56%.

A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)

conto economico Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a Attività Attività
materiali
Totale di cui: a)
attività
finanziarie
detenute per
la
negoziazione
di cui: b)
attività
finanziarie
designate
al fair value
di cui: c) altre
attività finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair
value
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessiva
Derivati di
copertura
Attività
immateriali
1. Esistenze iniziali 22.166 2.145 - 20.021 35.826 - - -
2. Aumenti 36.547 64 - 36.483 925 - - -
2.1. Acquisti 36.110 58 - 36.051 - - - -
2.2. Profitti imputati a: 433 2 - 432 925 - - -
2.2.1. Conto Economico 433 2 - 432 - - - -
- di cui plusvalenze 336 - - 336 - - - -
2.2.2. Patrimonio netto - X X X 925 - - -
2.3. Trasferimenti da altri livelli - - - - - - - -
2.4. Altre variazioni in aumento 4 4 - - - - - -
3. Diminuzioni 7.894 2.186 - 5.708 5.557 - - -
3.1. Vendite 157 60 - 97 - - - -
3.2. Rimborsi 4.491 2.080 - 2.411 - - - -
3.3. Perdite imputate a: 1.773 47 - 1.726 2.237 - - -
3.3.1. Conto Economico 1.773 47 - 1.726 - - - -
- di cui minusvalenze 310 47 - 263 - - - -
3.3.2. Patrimonio netto - X X X 2.237 - - -
3.4. Trasferimenti da altri livelli 1.473 - - 1.473 3.320 - - -
3.5. Altre variazioni in diminuzione - - - - - - - -
4. Rimanenze finali 50.818 23 - 50.796 31.194 - - -

L'attribuzione del livello di fair value pari a 3 riguarda strumenti definiti "illiquidi" che evidenziano poche valorizzazioni nel corso del tempo e per i quali lo stato dello strumento o più in generale dell'emittente alla data di valutazione, non rende possibile l'ipotesi di un eventuale ripristino del mercato verso uno stato attivo.

Nella voce 2.1 "Acquisti" sono riportati:

  • attività finanziarie valutate al FV con impatto a Conto Economico: tre obbligazioni Nella voce 3.1 "Vendite" sono riportati:
  • attività finanziarie valutate obbligatoriamente al FV con impatto a Conto Economico: un fondo;
  • attività finanziarie valutate al FV con impatto a CE: due obbligazioni.

Le variazioni annue da e verso Livello 3 al 31/12/2022 non evidenziano trasferimenti da e verso il livello 3 sia per quanto riguarda la sezione diminuzioni che per quanto concerne la sezione aumenti per tutte le classificazioni contabili (attività finanziare valutate obbligatoriamente al FV con impatto a Conto Economico, attività finanziarie valutate al FV con impatto a Conto Economico e attività finanziarie valutate al FV con impatto sulla redditività complessiva).

A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

31/12/2022 31/12/2021
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
42.404.676 6.637.495 47.740.122 6.027.655 618.020 41.823.983
5.154 9.118 5.618 10.058
4.842
6.637.495 6.027.655 618.020 41.834.041
50.445.030 3.168.882 52.249.422 2.470.565 7.251.882 42.573.519
3.168.882 2.470.565 7.251.882 42.573.519
Totale 42.409.830
Totale 50.445.030
575.500 33.537.460
199.776 47.066.538
575.500 33.546.578 47.750.582
199.776 47.066.538 52.249.422

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

A.5 – Informativa sul c.d. "day one profit/loss"

I proventi connessi all'emissione di prestiti obbligazionari, determinati dalla differenza tra il corrispettivo incassato ed il fair value dello strumento, sono riconosciuti a conto economico alla data di emissione in tutti i casi in cui tale fair value sia determinato attraverso tecniche di valutazione che prendono parametri osservabili sul mercato.

Il principio IFRS9 prevede che l'iscrizione iniziale degli strumenti finanziari avvenga al fair value. Normalmente il fair value di uno strumento finanziario alla data di rilevazione iniziale in bilancio è pari al "prezzo di transazione"; in altre parole, al costo o all'importo erogato per le attività finanziarie o alla somma incassata per le passività finanziarie.

L'affermazione che all'atto dell'iscrizione iniziale in bilancio il fair value di uno strumento finanziario coincide con il prezzo della transazione è intuitivamente sempre riscontrabile nel caso di transazioni del cosiddetto "Livello 1" della gerarchia del fair value.

Anche nel caso del "Livello 2", che si basa su prezzi derivati indirettamente dal mercato (comparable approach), l'iscrizione iniziale vede, in moltissimi casi, sostanzialmente coincidere fair value e prezzo. Eventuali differenze tra prezzo e fair value sono di norma da attribuire ai cosiddetti margini commerciali.

Nel caso del "Livello 3", invece, sussiste una discrezionalità parziale dell'operatore nella valutazione dello strumento e, pertanto, proprio per la maggior soggettività nella determinazione del fair value non è disponibile un inequivocabile termine di riferimento da raffrontare con il prezzo della transazione. Per tale ragione l'IFRS9 esclude che l'eventuale iniziale differenza tra il prezzo della transazione e la stima interna del fair value possa essere subito imputata a Conto Economico in un'unica soluzione. In tal caso, quindi, l'iscrizione iniziale deve sempre avvenire al prezzo. La successiva valutazione non può includere la differenza tra prezzo e fair value riscontrata all'atto della prima valutazione - ossia il Day-One-Profit (DOP) o il Day-One-Loss (DOL) implicito -, che deve invece essere riconosciuta a Conto Economico solo se deriva da cambiamenti dei fattori su cui i partecipanti al mercato basano le loro valutazioni nel fissare i prezzi (incluso l'effetto tempo). Ove lo strumento abbia una scadenza definita e non sia immediatamente disponibile un modello che monitori i cambiamenti dei fattori su cui gli operatori basano i prezzi, è ammesso il transito del DOP/DOL a Conto Economico linearmente sulla vita dello strumento finanziario stesso.

Pertanto, la politica contabile seguita prevede che:

  • l'eventuale DOP/DOL implicito negli strumenti di "Livello 2" venga subito imputato per intero al Conto Economico;
  • invece, l'eventuale DOP/DOL implicito negli strumenti di "Livello 3" venga sterilizzato e imputato al Conto Economico "pro rata temporis" (linearmente) lungo la vita residua di tali strumenti;

  • nel caso in cui uno strumento classificato nel "Livello 3" della gerarchia del fair value venga riclassificato nel "Livello 2", i residui DOP/DOL sospesi patrimonialmente vengono iscritti a Conto Economico in un'unica soluzione.

Al 31 dicembre 2022 non erano presenti importi che debbano essere ancora rilevati a conto economico "pro rata temporis", ovvero lungo la vita residua del contratto.

PARTE B INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE

Attivo

Sezione 1 – Cassa e disponibilità liquide – Voce 10

1.1 Cassa e disponibilità liquide: composizione

Totale Totale
31/12/2022 31/12/2021
a) Cassa 173.999 151.380
b) Conti correnti e depositi a vista presso Banche Centrali 3.100.000 -
c) Conti correnti e depositi a vista presso banche 64.451 54.599
Totale 3.338.449 205.979

La Banca ha in deposito presso la Banca Centrale liquidità per 3,1 miliardi di euro.

Sezione 2 – Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 20

2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica

Voci/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
L1 L2 L3 L1 L2 L3
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 16.378 1 - 16.214 2.356 -
1.1 Titoli strutturati 9.489 1 - 7.534 2.356 -
1.2 Altri titoli di debito 6.888 - - 8.680 - -
2. Titoli di capitale 2.139 - - 0 139 -
3. Quote di O.I.C.R. 536 - 23 - - 2.145
4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale (A) 19.053 1 23 16.214 2.495 2.145
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari - 89.465 - - 38.677 -
1.1 di negoziazione - 89.465 - - 38.677 -
1.2 connessi con la fair value option - - - - - -
1.3 altri - - - - - -
2. Derivati creditizi - - - - - -
2.1 di negoziazione - - - - - -
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 altri - - - - - -
Totale (B) - 89.465 - - 38.677 -
Totale (A+B) 19.053 89.467 23 16.214 41.172 2.145

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2

L3= Livello 3

Si segnala la composizione della voce 3 "Quote O.I.C.R":

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Hedge Fund - 2.080
Azionari 559 65
Totale 559 2.145
2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti/controparti
-------------------------------------------------------------------------------------------------------- -- --
Voci/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
A. ATTIVITA' PER CASSA
1. Titoli di debito 16.379 18.570
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 5.519 9.204
c) Banche 2.270 1.751
d) Altre società finanziarie 868 526
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 7.722 7.090
2. Titoli di capitale 2.139 139
a) Banche 321 -
b) Altre società finanziarie 694 -
di cui: imprese di assicurazione 427 -
c) Società non finanziarie 1.125 139
d) Altri emittenti - -
3. Quote di OICR 559 2.145
4. Finanziamenti - -
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale (A) 19.077 20.855
B. STRUMENTI DERIVATI - -
a) Controparti Centrali - -
b) Altre 89.465 38.677
Totale (B) 89.465 38.677
Totale (A+B) 108.542 59.532

In conformità a quanto disposto dal principio contabile IFRS 7 e tenuto conto delle indicazioni contenute nella Comunicazione CONSOB n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011 (che riprende il documento ESMA N. 2011/266 del 28 luglio 2011) in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito al "debito Sovrano", si precisa che al 31 dicembre 2022 sono presenti esposizioni in titoli governativi verso lo Stato Italia per 5,1 milioni di euro, e per circa 0,4 milioni di euro verso altri paesi. Le posizioni, classificate contabilmente di trading, hanno come oggetto la negoziazione verso la clientela istituzionale.

Si rimanda alla sezione 3 della presente nota per i titoli detenuti nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva".

2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica

Voci/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito - -
9
- - 9
1.1 Titoli strutturati - -
-
- - -
1.2 Altri titoli di debito - -
9
- - 9
2. Titoli di capitale - -
-
- - -
3. Quote di O.I.C.R. -
1.201
7.023 - - 5.571
4. Finanziamenti - -
43.763
- - 14.441
4.1 Pronti contro termine - -
-
- - -
4.2 Altri - -
43.763
- - 14.441
Totale -
1.201
50.796 - - 20.021

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

A seguito del fallimento dell'SPPI test nella presente categoria sono stati classificati alcuni finanziamenti verso clientela.

Si segnala la composizione della voce 3 "Quote O.I.C.R":

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Fondi chiusi 6.725 3.688
Fondi immobiliari 1.201 1.473
Altri 298 410
Totale 8.224 5.571

2.6 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione per debitori/emittenti

Totale Totale
31/12/2022 31/12/2021
1. Titoli di capitale - -
di cui: banche - -
di cui: altre società finanziarie - -
di cui: società non finanziarie - -
2. Titoli di debito 9 9
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 9 9
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
3. Quote di O.I.C.R. 8.224 5.571
4. Finanziamenti 43.763 14.441
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 12.609 13.139
di cui: imprese di assicurazione 12.609 13.139
e) Società non finanziarie 30.341 -
f) Famiglie 813 1.301
Totale 51.997 20.021

Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva – Voce 30

3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica

Voci/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
L1 L2 L3 L1 L2 L3
1. Titoli di debito 6.114.182 2.897 - 6.412.844 - 3.320
1.1 Titoli strutturati 814.923 2.897 - 722.919 - 3.320
1.2 Altri titoli di debito 5.299.259 - - 5.689.925 - -
2. Titoli di capitale 6.326 1.800 31.194 587 2.859 32.506
3. Finanziamenti - - - - - -
Totale 6.120.508 4.696 31.194 6.413.431 2.859 35.826

Legenda:

L1= Livello 1

L2= Livello 2

L3= Livello 3

3.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione per debitori/emittenti

Voci/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Titoli di debito 6.117.079 6.416.164
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 4.162.722 4.524.579
c) Banche 1.058.610 966.397
d) Altre società finanziarie 254.034 328.675
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 641.712 596.513
2. Titoli di capitale 39.320 35.951
a) Banche 23.468 24.775
b) Altri emittenti: 15.853 11.176
- altre società finanziarie 13.306 8.923
di cui: imprese di assicurazione - -
- società non finanziarie 2.546 2.254
- altri - -
3. Finanziamenti - -
a) Banche centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale 6.156.399 6.452.116

In conformità a quanto disposto dal principio contabile IFRS 7 e tenuto conto delle indicazioni contenute nella Comunicazione Consob n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011 (che riprende il documento ESMA N. 2011/266 del 28 luglio 2011) in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito al "debito Sovrano", si precisa:

Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" sono presenti titoli governativi esteri (Spagna) per 904,6 milioni di euro, (Portogallo) per 69,9 milioni di euro, (Belgio) per 384,5 milioni di euro, (Francia) per 419,8 milioni di euro e (U.S. Treasury) per 1.825,2 milioni di euro. Sono presenti inoltre obbligazioni, per circa 311,7 milioni di euro, emessi dall'Unione Europea. Relativamente ai titoli governativi emessi dallo Stato Italiano si evidenzia un'esposizione pari a circa 247,0 milioni di BTP.

Sono presenti coperture di fair value hedge sia su titoli di Stato, italiani, a tasso fisso (BTP), ed esteri, che su titoli obbligazionari (senior unsecure e covered bond) a tasso fisso emessi da primari istituti di credito europei. La copertura è di tipo fair value hedge attuata attraverso la designazione di appositi strumenti di copertura (Interest Rate Swap) con copertura specifica del c.d. "rischio tasso" su detti titoli; la relazione venuta così a crearsi fra Hedged Item e Hedging Instrument ha comportato la redazione di una specifica documentazione che formalizza la relazione di copertura ed ha altresì usufruito delle particolari regole di contabilizzazione dell'Hedge Accounting. Si segnala che sono stati effettuati i test di efficacia (sia prospettici che retrospettivi) con esito positivo.

3.3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con
basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Write-off
parziali
complessivi
Titoli di debito 6.118.601 41.269 - - - 1.522 - - - -
Finanziamenti - - - - - - - - - -
Totale 31/12/2022 6.118.601 41.269 - - - 1.522 - - - -
Totale 31/12/2021 6.417.801 62.799 - - - 1.636 - - - -

Il valore lordo e le rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired sono comprensivi degli interessi contrattuali maturati.

Sezione 4 – Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 40

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Valore di bilancio
Fair value
Valore di bilancio Fair value
Tipologia
operazioni/Valori
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
L1 L2 L3 Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
L1 L2 L3
A. Crediti verso
Banche Centrali
280.694 - - - - 280.694 7.720.849 - - - - 7.720.849
1. Depositi a
scadenza
- - - X X X - - - X X X
2. Riserva
obbligatoria
280.694 - - X X X 7.720.849 - - X X X
3. Pronti contro
termine
- - - X X X - - - X X X
4. Altri - - - X X X - - - X X X
B. Crediti verso
banche
1.171.280 - - 486.951 11.766 658.157 1.202.715 - - 537.433 16.332 658.465
1. Finanziamenti 657.874 - - - - 658.157 658.465 - - - - 658.465
1.1 Conti correnti - - - X X X - - - X X X
1.2. Depositi a
scadenza
- - - X X X - - - X X X
1.3. Altri
finanziamenti:
657.874 - - X X X 658.465 - - X X X
- Pronti contro
termine attivi
- - - X X X - - - X X X
- Finanziamenti
per leasing
- - - X X X - - - X X X
- Altri 657.874 - - X X X 658.465 - - X X X
2. Titoli di debito 513.406 - - 486.951 11.766 - 544.249 - - 537.433 16.332 -
2.1 Titoli
strutturati
148.998 - - 137.217 11.766 - 136.804 - - 139.253 - -
2.2 Altri titoli di
debito
364.408 - - 349.735 - - 407.446 - - 398.180 16.332 -
Totale 1.451.974 - - 486.951 11.766 938.852 8.923.563 - - 537.433 16.332 8.379.314

4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche

Legenda:

L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

Sono inclusi i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di servizi finanziari.

I crediti, ad eccezione dei titoli di debito, sono iscritti al loro valore nominale, corrispondente al loro fair value e il livello di fair value attribuito risulta essere pari a 3. Le metodologie utilizzate per la determinazione del fair value sono riportate nella Parte A1 – Parte generale –Sezione 17 "Altre informazioni".

4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela

Totale
31/12/2022 31/12/2021
Tipologia
operazioni/Valori
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
L1 L2 L3 Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
L1 L2 L3
1. Finanziamenti 33.331.875 256.204 14.632 - - 32.583.365 31.927.375 298.723 25.856 - - 33.444.670
1.1. Conti
correnti
1.721.843 26.159 1.354 X X X 1.462.178 36.479 2.468 X X X
1.2. Pronti
contro termine
attivi
- - - X X X - - - X X X
1.3. Mutui 21.600.121 206.872 12.869 X X X 20.663.328 233.189 21.988 X X X
1.4. Carte di
credito, prestiti
personali e
cessioni del
quinto
1.206.737 19.951 51 X X X 1.348.075 25.349 128 X X X
1.5
Finanziamenti
per leasing
- - - X X X - - - X X X
1.6. Factoring - - - X X X - - - X X X
1.7. Altri
finanziamenti
8.803.174 3.223 357 X X X 8.453.793 3.706 1.272 X X X
2. Titoli di debito 7.349.991 - - 6.637.495 575.500 15.244 6.564.605 - - 6.027.655 618.020 -
2.1. Titoli
strutturati
612.075 - - 169.163 417.356 15.244 633.272 - - 187.817 445.062 -
2.2. Altri titoli
di debito
6.737.916 - - 6.468.332 158.144 - 5.931.333 - - 5.839.838 172.958 -
Totale 40.681.866 256.204 14.632 6.637.495 575.500 32.598.608 38.491.979 298.723 25.856 6.027.655 618.020 33.444.670

I crediti verso la clientela per finanziamenti sono pari a 33.602,7 milioni di euro.

Il valore delle attività impaired acquisite o originate è ascrivibile alla fusione della Cassa di Risparmio di Cento.

Nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" sono presenti esposizioni in titoli governativi per circa 6.450,4 milioni di euro (5.260,7 milioni di euro Italia, BTP, 630,9 milioni di euro altri paesi, 346,7 milioni di euro Spagna e 284,2 milioni di euro Portogallo, e obbligazioni, per circa 558,8 milioni di euro, emessi dall'Unione Europea.).

Sono presenti coperture di fair value hedge su titoli di Stato, italiani, a tasso fisso (BTP), ed esteri. La copertura è di tipo fair value hedge attuata attraverso la designazione di appositi strumenti di copertura (Interest Rate Swap) con copertura specifica del c.d. "rischio tasso" su detti titoli; la relazione venuta così a crearsi fra Hedged Item e Hedging Instrument ha comportato la redazione di una specifica documentazione che formalizza la relazione di copertura ed ha altresì usufruito delle particolari regole di contabilizzazione dell'Hedge Accounting. Si segnala che sono stati effettuati i test di efficacia (sia prospettici che retrospettivi) con esito positivo.

Sono presenti nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", al 31 dicembre 2022, 608 milioni di Euro di ABS emessi da veicoli terzi, collegati a crediti originati in Europa, con preponderanza della componente di origination francese (195.2 milioni di Euro). Il portafoglio è costituito da differenti tipologie di ABS con una prevalenza delle cartolarizzazioni di mutui residenziali, che incidono per il 43,4%.

L'attuale esposizione suddivisa per rischio paese è così composta:

Paese Controvalore
(migliaia Euro)
% Esposizione
FRANCIA 195.173 32,1
GERMANIA 167.188 27,5
PAESI BASSI 104.813 17,2
SPAGNA 74.729 12.3
ITALIA 42.159 7,0
IRLANDA 22.650 3,7
REGNO UNITO 797 0,1
PORTOGALLO 634 0,1
TOTALE 608.143 100,0

Il portafoglio delle cartolarizzazioni è diversificato su 28 emittenti e 38 emissioni, con massima concentrazione pari a 45,9 milioni di Euro per singola emissione e 72,1 milioni di Euro per singolo emittente.

Si è adottata anche la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzioni "Cap". Sono presenti, inoltre, coperture di Cash Flow Hedge su erogazioni di mutui a tasso variabile.

4.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione per debitori/emittenti dei crediti verso clientela

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Tipologia operazioni/Valori Primo e secondo
stadio
Terzo stadio Attività impaired
acquisite o originate
Primo e secondo
stadio
Terzo stadio Attività impaired
acquisite o originate
1. Titoli di debito 7.349.991 - - 6.564.605 - -
a) Amministrazioni
pubbliche
6.450.363 - - 5.615.906 - -
b) Altre società finanziarie 851.806 - 939.859 - -
di cui: imprese di
assicurazione
- - - - - -
c) Società non finanziarie 47.821 - 8.840 - -
2. Finanziamenti verso: 33.331.875 256.204 14.632 31.927.375 298.723 25.856
a) Amministrazioni
pubbliche
523.237 92 0 531.617 241 0
b) Altre società finanziarie 6.207.256 59 1.769 5.356.103 94 2.690
di cui: imprese di
assicurazione
27.519 - - 30.957 - -
c) Società non finanziarie 13.047.488 77.919 8.843 12.675.259 75.881 15.282
d) Famiglie 13.553.893 178.134 4.019 13.364.396 222.507 7.884
Totale 40.681.866 256.204 14.632 38.491.979 298.723 25.856

4.4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Valore lordo
Rettifiche di valore complessive
Primo stadio
Secondo
Terzo
Impaired
Primo
Secondo
Terzo
Impaired
Write-off
di cui:
stadio
stadio
acquisite o
stadio
stadio
stadio
acquisite
parziali
Strumenti
originate
o
con basso
originate
rischio di
credito
complessivi
Titoli di debito
7.867.231
36.072
-
-
-
3.834
-
-
-
-
Finanziamenti
32.397.225
161.559
1.941.208
629.650
16.984
33.882
34.108
373.446
2.352
13.876
Totale
31/12/2022
40.264.456
197.630
1.941.208
629.650
16.984
37.716
34.108
373.446
2.352
13.876
Totale
31/12/2021
45.952.615
845.838
1.532.836
702.727
26.891
38.661
31.248
404.004
1.035
7.704

Il principio IFRS9 prevede la classificazione delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato in tre stages, in ordine crescente di deterioramento del merito creditizio; a tali categorie si associano misurazioni progressivamente più severe delle riduzioni di valore.

Il valore lordo e le rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired sono comprensivi degli interessi contrattuali maturati.

4.4a Finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Rettifiche di valore complessive
Primo stadio di cui:
Strumenti
con basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o originate
Write-off
parziali
complessivi*
1. Finanziamenti oggetto di
concessione conformi con le
GL
- - - - - - - - - -
2. Finanziamenti oggetto di
misure di moratoria in essere
non più conformi alle GL e
non valutate come oggetto di
985 - 385 416 - 2 17 60 - -
concessione
3. Finanziamenti oggetto di
altre misure di concessione
- - 7.956 2.916 49 - 292 982 - -
4. Nuovi finanziamenti 2.398.979 40.382 215.445 47.112 393 1.935 556 16.398 36 -
Totale 31/12/2022 2.399.964 40.382 223.787 50.444 442 1.937 866 17.439 36 -
Totale 31/12/2021 3.495.702 188.281 440.860 37.028 1.832 3.961 5.642 8.385 33 -

Nella presente tabella è indicato il dettaglio del valore lordo e delle rettifiche di valore complessive ripartiti per stadi di rischio e per "impaired acquisite o originate", nonché l'informativa sui writeoff parziali complessivi per i finanziamenti, oggetto di "moratorie" o altre misure di concessione in essere alla data di riferimento del bilancio, o che costituiscono nuova liquidità concessa mediante meccanismi di garanzia pubblica.

Nella riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modificazioni e integrazioni.

Nella riga "Finanziamenti oggetto di misure di moratoria in essere non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione" sono riportati esclusivamente i finanziamenti oggetto di moratoria in essere, valutati come conformi alle EBA/GL/2020/02 alla data di concessione della misura e non più conformi alla data di riferimento del bilancio, che non sono stati classificati dalla banca come "esposizioni oggetto di concessione" (come definite dalle vigenti segnalazioni di

vigilanza) a seguito della valutazione effettuata al verificarsi dell'evento che ha generato la non conformità alle EBA/GL/2020/02.

Nella riga "Finanziamenti oggetto di altre misure di concessione" sono riportate le informazioni relative ai finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19 che soddisfano le condizioni di "esposizione oggetto di concessione" come definite dalle vigenti segnalazioni di vigilanza e che non sono incluse nella categoria "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" alla data di concessione della misura oppure alla data in cui non sono più conformi alle EBA/GL/2020/02.

Nella riga "Nuovi finanziamenti" sono incluse, tra l'altro, le attività finanziarie rilevate a seguito di misure di concessione che hanno comportato un rifinanziamento con derecognition dell'attività originaria e l'iscrizione di un nuovo finanziamento, oppure una ristrutturazione di più debiti con l'iscrizione di un nuovo finanziamento in bilancio.

Sezione 5 – Derivati di copertura – Voce 50

5.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli

FV 31/12/2022 VN FV 31/12/2021 VN
L1 L2 L3 31/12/2022 L1 L2 L3 31/12/2021
A. Derivati finanziari
1. Fair value - 1.068.030 - 16.320.747 - 173.971 - 12.284.282
2. Flussi finanziari - - - - - 34.778 - 1.392.039
3. Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi
1. Fair value - - - - - - - -
2. Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale - 1.068.030 - 16.320.747 - 208.749 - 13.676.322

Legenda:

VN = valore nozionale L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

5.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura

Flussi finanziari
Operazioni/Tipo di copertura Specifica Investim.
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale
e indici
azionari
valute e
oro
credito merci altri Generica Specifica Generica esteri
1. Attività finanziarie valutate al
fair value con impatto sulla
redditività complessiva
610.824 - - - X X X - X X
2. Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
253.742 X - - X X X - X X
3. Portafoglio X X X X X X 201.118 X -
X
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 864.566 - - - - - 201.118 - -
-
1. Passività finanziarie - X - - - - X - X X
2. Portafoglio X X X X X X 2.357 X -
X
Totale passività - - - - - - - - -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività e
passività finanziarie
X X X X X X - X -
-

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso della raccolta a vista della clientela.

La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding della banca. Una quota parte di questa raccolta, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal cosiddetto "effetto vischiosità".

Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:

la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un modello econometrico;

la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.

I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value positivo di 2.357 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTCS.

I derivati di questa tipologia presentano un fair value positivo di 610.824 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTC.

I derivati di questa tipologia presentano un fair value positivo di 253.742 mila euro.

Si è adottata la metodologia contabile del macro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente gli effetti economici delle strategie di copertura attuate. I derivati di copertura relativi a tale strategia presentano un fair value positivo di 201.108 mila euro.

Si rimanda alla Sezione della Parte E della nota integrativa per la descrizione delle modalità della copertura.

Sezione 6 – Adeguamento di valore delle attività coperte – Voce 60

6.1 Adeguamento di valore delle attività coperte: composizione per portafogli coperti

Totale Totale
Adeguamento di valore delle attività coperte / Valori 31/12/2022 31/12/2021
1. Adeguamento positivo - 81.326
1.1 di specifici portafogli: - 81.326
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - 81.326
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
1.2 complessivo - -
2. Adeguamento negativo 190.871 -
2.1 di specifici portafogli: 190.871 -
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 190.871 -
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
2.2 complessivo - -
Totale 190.871 81.326

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzioni "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente in modo simmetrico sia i mutui che i derivati di copertura.

Il Macro Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi; i test sono svolti periodicamente durante tutta la vita dell'operazione. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%. Il test di verifica della tenuta prospettica e retrospettiva delle coperture è svolto su base trimestrale.

L'hedge accounting non può essere mantenuto qualora la copertura divenga inefficace (fuori dal range 80%-125%).

Sezione 7 – Partecipazioni – Voce 70

Il valore di bilancio della voce "Partecipazioni" ammonta a 385,8 milioni di euro.

7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi

Denominazioni Sede legale Sede operativa Quota di
partecipazione %
Disponibilità voti %
A. Imprese controllate in via esclusiva
Credem Euromobiliare Private Banking spa Reggio Emilia Reggio Emilia 100,00%
Credemfactor spa Reggio Emilia Reggio Emilia 99,00%
Euromobiliare Fiduciaria spa Milano Milano 100,00%
Credemleasing spa Reggio Emilia Reggio Emilia 99,90%
Credemvita spa Reggio Emilia Reggio Emilia 100,00%
Avvera spa Reggio Emilia Reggio Emilia 100,00%
Magazzini Generale delle Tagliate spa Quattro Castella
(RE)
Quattro Castella (RE) 100,00%
Credemtel spa Reggio Emilia Reggio Emilia 99,00%
Euromobiliare A.M. SGR spa Milano Milano 100,00%
Euromobiliare Advisory Sim spa Milano Milano 100,00%
Credem Private Equity SGR spa Reggio Emilia Reggio Emilia 87,50%
Credem CB srl Conegliano (TV) Conegliano (TV) 70,00%
B. Imprese controllate in modo congiunto
Credemassicurazioni spa Reggio Emilia Reggio Emilia 50,00%

Come da istruzioni della Banca d'Italia l'informativa delle seguenti tabelle non viene fornita nel bilancio individuale delle banche che redigono il bilancio consolidato e, pertanto, si rimanda alle medesime tabelle presenti nella "Sezione 7 – Partecipazioni -" del bilancio consolidato.

7.2 Partecipazioni significative: valore di bilancio, fair value e dividendi percepiti

  • 7.3 Partecipazioni significative: informazioni contabili
  • 7.6 Impegni riferiti a partecipazioni in società controllate in modo congiunto
  • 7.7 Impegni riferiti a partecipazioni in società sottoposte ad influenza notevole
  • 7.9 Altre informazioni

7.5 Partecipazioni: variazioni annue

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
A. Esistenze inziali 385.845 354.767
B. Aumenti - 39.320
B.1 Acquisti - 39.320
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - 4.320
B.2 Riprese di valore - -
B.3 Rivalutazioni - -
B.4 Altre variazioni - -
C. Diminuzioni - 8.242
C.1 Vendite - 3.400
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
C.2 Rettifiche di valore - -
C.3 Svalutazioni - -
C.4 Altre variazioni - 4.842
D. Rimanenze finali 385.845 385.845
E. Rivalutazioni totali - -
F. Rettifiche totali - -

Nel corso dell'esercizio sono stati registrati il perfezionamento della dismissione della società Gestimlux e la liquidazione della società Reeval, classificate, al 31 dicembre 2021, nella voce "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione", riportando plusvalenze complessive per circa 12,9 milioni di euro.

Sezione 8 – Attività materiali – Voce 80

8.1 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo

Attività/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Attività di proprietà 283.764 286.074
a) terreni 124.408 124.564
b) fabbricati 102.861 107.830
c) mobili 9.547 9.198
d) impianti elettronici 15.343 12.389
e) altre 31.605 32.093
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing 107.971 108.774
a) terreni - -
b) fabbricati 106.816 107.199
c) mobili - -
d) impianti elettronici - -
e) altre 1.155 1.575
Totale 391.735 394.848
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -

Le attività materiali sono valutate al costo, al netto degli ammortamenti e di qualsiasi perdita per riduzione di valore accumulate.

Nelle attività materiali è anche ricompreso, ai sensi del principio IFRS16, il Diritto d'Uso (Right of Use) dei beni oggetti di contratti di leasing operativo.

8.2 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al costo

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Attività/Valori Valore di Fair value Valore di Fair value
bilancio L1 L2 L3 bilancio L1 L2 L3
1. Attività di proprietà 5.154 - -
9.118
5.618 - - 10.058
a) terreni 2.414 - -
2.393
2.618 - - 2.965
b) fabbricati 2.739 - -
6.725
3.000 - - 7.093
2. Diritti d'uso acquisiti con il
leasing
- - - -
-
- - -
a) terreni - - - -
-
- - -
b) fabbricati - - - -
-
- - -
Totale 5.154 - -
9.118
5.618 - - 10.058
di cui: ottenute tramite
l'escussione delle garanzie
- - - -
-
- - -

Legenda:

L1= Livello 1

L2= Livello 2

L3= Livello 3

Le attività materiali sono valutate al costo. Il fair value delle attività materiali detenute a scopo di investimento ammonta a 9,1 milioni di euro.

Il fair value indica l'ammontare stimato cui una proprietà o passività dovrebbe essere ceduta e acquistata, alla data di valutazione, da un venditore e da un acquirente privi di legami particolari, entrambi interessati alla compravendita, a condizioni concorrenziali, dopo un'adeguata commercializzazione in cui le parti abbiano agito entrambe in modo informato, consapevole e senza coercizioni". (RICS Red Book VS 3.2, ed. italiana, Marzo 2012).

Gli ammortamenti sono calcolati sulla base della vita utile stimata del bene a partire dalla data di entrata in funzione.

La vita utile stimata in anni per le principali classi di cespiti è sotto riportata:

Terreni Non Ammortizzati
Terreni relativi ad immobili terra - cielo Non Ammortizzati
Immobili terra – cielo Sulla base della vita utile risultante dalla perizia per singolo immobile
Immobili non terra - cielo 33 Anni
Mobili 10 Anni
Arredi 10 Anni
Impianti di sollevamento Fino a 14 Anni
Prefabbricati 8 Anni
Macchinari manuali Fino a 10 Anni
Attrezzature varie 10 Anni
Macchinari/banconi blindati/vari 3/5 Anni
Automezzi di trasporto 3 Anni
Impianti di comunicazione 3/4 Anni
Autovetture, moto, ecc. - indeducibili (uso aziendale) 3 Anni
Impianto allarme/microfilm 8 Anni
Hardware edp 5/8 Anni
Diritti d'uso acquisiti con il leasing Sulla base della vita utile risultante del contratto

8.6 Attività materiali ad uso funzionale: variazioni annue

Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre Totale
A. Esistenze iniziali lorde 124.564 292.669 73.768 45.452 167.041 703.494
A.1 Riduzioni di valore totali nette - 184.839 64.569 33.063 134.948 417.419
A.2 Esistenze iniziali nette 124.564 107.830 9.198 12.389 32.093 286.074
B. Aumenti: - 3.343 45.710 6.082 35.837 90.972
B.1 Acquisti - 3.231 2.116 6.082 4.825 16.255
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - - - - - -
B.3 Riprese di valore - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value
imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - - - - - -
B.6 Trasferimenti da immobili detenuti
a scopo di investimento
- - X X X -
B.7 Altre variazioni - 111 43.594 - 31.012 74.717
C. Diminuzioni: 156 8.312 45.361 3.128 36.325 93.282
C.1 Vendite - 360 1 - 16 376
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
C.2 Ammortamenti - 7.874 1.747 3.127 5.203 17.951
C.3 Rettifiche di valore da
deterioramento imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.4 Variazioni negative di fair value
imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.5 Differenze negative di cambio - - - - - -
C.6 Trasferimenti a: - - - - - -
a) attività materiali detenute a scopo
di investimento
- - X X X -
b) attività non correnti e gruppi di
attività in via di dismissione
- - - - - -
C.7 Altre variazioni 156 78 43.613 - 31.107 74.955
D. Rimanenze finali nette 124.408 102.861 9.547 15.343 31.605 283.764
D.1 Riduzioni di valore totali nette - 192.317 22.700 31.760 106.469 353.247
D.2 Rimanenze finali lorde 124.408 295.178 32.248 47.103 138.074 637.011
E. Valutazione al costo - - - - - -

Nelle voci A.1 e D.1 - Riduzioni di valore totali nette sono riportati gli importi relativi ai fondi ammortamento.

La sottovoce "E - Valutazione al costo" non è valorizzata in quanto, come da istruzioni di Banca d'Italia, la sua compilazione è prevista solo per le attività materiali valutate in bilancio al fair value.

8.6 bis Attività materiali ad uso funzionale (diritti d'uso acquisiti con il leasing): variazioni annue

Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre Totale
A. Esistenze iniziali lorde - 159.715 - - 3.687 163.402
A.1 Riduzioni di valore totali nette - 52.515 - - 2.112 54.627
A.2 Esistenze iniziali nette - 107.199 - - 1.575 108.774
B. Aumenti: - 26.306 - - 1.297 27.603
B.1 Acquisti - 23.260 - - 614 23.874
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - - - - - -
B.3 Riprese di valore - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value
imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - - - - - -
B.6 Trasferimenti da immobili detenuti
a scopo di investimento
- - X X X -
B.7 Altre variazioni - 3.046 - - 683 3.728
C. Diminuzioni: - 26.689 - - 1.717 28.406
C.1 Vendite - - - - - -
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
C.2 Ammortamenti - 19.678 - - 934 20.612
C.3 Rettifiche di valore da
deterioramento imputate a
- 16 - - - 16
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - 16 - - - 16
C.4 Variazioni negative di fair value
imputate a
- - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - -
b) conto economico - - - - - -
C.5 Differenze negative di cambio - - - - - -
C.6 Trasferimenti a: - - - - - -
a) attività materiali detenute a scopo
di investimento
- - X X X -
b) attività non correnti e gruppi di
attività in via di dismissione
- - - - - -
C.7 Altre variazioni - 6.995 - - 783 7.779
D. Rimanenze finali nette - 106.816 - - 1.155 107.971
D.1 Riduzioni di valore totali nette - 69.272 - - 2.363 71.636
D.2 Rimanenze finali lorde - 176.089 - - 3.518 179.606
E. Valutazione al costo - - - - - -

Si fornisce anche la tabella di movimentazione dei diritti d'uso acquisiti con il leasing in quanto tali attività sono rilevanti.

8.7 Attività materiali detenute a scopo di investimento: variazioni annue

Totale
Terreni Fabbricati
A. Esistenze iniziali 2.618 3.000
B. Aumenti - 52
B.1 Acquisti - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - -
B.3 Variazioni positive di fair value - -
B.4 Riprese di valore - -
B.5 Differenze di cambio positive - -
B.6 Trasferimenti da immobili ad uso funzionale - -
B.7 Altre variazioni - 52
C. Diminuzioni 204 313
C.1 Vendite 190 145
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
C.2 Ammortamenti - 165
C.3 Variazioni negative di fair value - -
C.4 Rettifiche di valore da deterioramento - -
C.5 Differenze di cambio negative - -
C.6 Trasferimenti a: - -
a) immobili ad uso funzionale - -
b) attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
C.7 Altre variazioni 13 3
D. Rimanenze finali 2.414 2.739
E. Valutazione al fair value 2.393 6.725

Sezione 9 – Attività immateriali – Voce 90

9.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività

Attività/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A.1 Avviamento X 240.060 X 240.060
A.2 Altre attività immateriali 152.299 - 144.208 -
di cui: software 135.677 - 125.477 -
A.2.1 Attività valutate al costo: 152.299 - 144.208 -
a) Attività immateriali generate internamente 15.532 - 16.459 -
b) Altre attività 136.767 - 127.749 -
A.2.2 Attività valutate al fair value: - - - -
a) Attività immateriali generate internamente - - - -
b) Altre attività - - - -
Totale 152.299 240.060 144.208 240.060

La voce "Altre attività" è composta prevalentemente da software e dalla "Customer Relationship" relativa alle acquisizioni degli sportelli dei rami d'azienda e alla fusione della Cassa di Risparmio di Cento.

Gli ammortamenti sono calcolati sulla base della vita utile stimata del bene a partire dalla data di entrata in funzione

La vita utile stimata in anni per le principali classi di cespiti è sotto riportata:

Software 5 anni
di Cento Da 11 a 32 anni
Customer Relationship Retail ex Cassa di Risparmio
Customer Relationship Retail rami d'azienda da 18 a 19 anni
Customer Relationship Corporate rami d'azienda da 5 a 13 anni

9.2 Attività immateriali: variazioni annue

Avviamento Altre attività
immateriali: generate
internamente
Altre attività immateriali:
altre
Totale
DEF INDEF DEF INDEF
A. Esistenze iniziali 240.060 54.010 - 498.776 - 792.846
A.1 Riduzioni di valore totali nette - (37.551) - (371.026) - (408.577)
A.2 Esistenze iniziali nette 240.060 16.459 - 127.749 - 384.269
B. Aumenti - 4.969 - 48.497 - 53.466
B.1 Acquisti - 4.969 - 48.497 - 53.466
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - - - -
B.2 Incrementi di attività immateriali interne X - - - - -
B.3 Riprese di valore X - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive - - - - - -
B.6 Altre variazioni - - - - - -
C. Diminuzioni - 5.895 - 39.480 - 45.375
C.1 Vendite - - - - - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - - - -
C.2 Rettifiche di valore - 5.895 - 39.480 - 45.375
- Ammortamenti X 5.895 - 39.480 - 45.375
- Svalutazioni - - - - - -
+ patrimonio netto X - - - - -
+ conto economico - - - - - -
C.3 Variazioni negative di fair value: - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti in via di
dismissione
- - - - - -
C.5 Differenze di cambio negative - - - - - -
C.6 Altre variazioni - - - - - -
D. Rimanenze finali nette 240.060 15.532 - 136.767 - 392.360
D.1 Rettifiche di valori totali nette - 43.446 - 410.506 - 453.952
E. Rimanenze finali lorde 240.060 58.979 - 547.273 - 846.312
F. Valutazione al costo - - - - - -

Legenda

DEF: a durata definita INDEF: a durata indefinita

La sottovoce "F - Valutazione al costo" non è valorizzata in quanto, come da istruzioni di Banca d'Italia, la sua compilazione è prevista solo per le attività immateriali valutate in bilancio al fair value.

Gli incrementi delle attività immateriali sono principalmente riferibili a nuovi sviluppi applicativi.

Si fornisce il dettaglio degli avviamenti con il riferimento all'anno di acquisizione o fusione dell'entità relativa:

Gruppi filiali/banche Anno di fusione o di
acquisizione
Valore di bilancio
Filiali Deutsche Bank 1998 2.695
B.C.C. Curinga 1998 917
B.C.C. San Giovanni Gemini 1998 452
Banca dei Comuni Nolani 1998 274
Banca della Provincia di Napoli 1998 58
B.C.C. Alto Crotonese 1999 161
B.C.C. Fortore Miscano 1999 1.378
Banca Popolare Andriese 2000 16.241
Netium 2001 9
Banca di Latina 2003 3.516
Filiali Banco Popolare 2008 119.926
Filiali Unicredit 2008 94.433
TOTALI AVVIAMENTI 240.060

9.3 Attività immateriali: altre informazioni

Avviamenti relativi alle Filiali Banca Popolare e Gruppo Unicredit

Per la definitiva allocazione degli avviamenti relativi agli sportelli acquisiti nel 2008 si rinvia a quanto già esposto nel bilancio 2009.

Impairment test sugli avviamenti

Il principio contabile IAS 36 richiede che, almeno annualmente, l'ammontare dell'avviamento iscritto a bilancio sia sottoposto a Impairment Test.

Il test di impairment è svolto raffrontando il valore contabile delle CGU a cui è allocato l'avviamento con il valore recuperabile dalle stesse. Laddove tale valore risultasse inferiore al valore contabile deve essere rilevata una rettifica di valore.

Il valore recuperabile della CGU è il maggiore tra il suo fair value al netto dei costi di vendita ed il suo valore d'uso.

Il principio aggiunge che nello svolgimento del test di impairment non è necessario definire sia il valore d'uso che il fair value, ma è sufficiente che almeno uno dei due sia superiore al valore contabile per confermare l'assenza di una perdita durevole di valore.

La banca si è dotata di una specifica procedura di Impairment Test, approvata dal Consiglio di Amministrazione; nello specifico le metodologie e gli assunti della procedura di impairment test definiti dal management sono stati approvati dal Consiglio di Amministrazione preliminarmente all'approvazione del progetto di bilancio al 31 dicembre 2022.

Ai fini della redazione del Bilancio al 31 dicembre 2022, la CGU a cui sono attribuiti gli avviamenti iscritti è la CGU Banking Commerciale. Poiché l'identificazione delle CGU richiede di analizzare le caratteristiche gestionali e le modalità di reporting utilizzate dalla Direzione e poiché la logica di assunzione di decisioni strategiche da parte della Direzione della Capogruppo è quella del Gruppo nel suo complesso, e non della Capogruppo come entità singola, la CGU è stata individuata a livello consolidato e, pertanto, l'impairment test svolto a livello consolidato assume rilevanza anche a livello individuale (si rimanda a quanto già riportato nella Sezione 10 della Nota Integrativa consolidata).

Sezione 10 – Le attività fiscali e le passività fiscali – Voce 100 dell'attivo e Voce 80 del Passivo

Le attività fiscali e le passività fiscali correnti comprendono l'ammontare netto (debito o credito) IRES ed IRAP, al netto dei crediti d'imposta e degli acconti, e l'addizionale IRES, prevista per gli intermediari finanziari ai sensi dell'art.12, comma 3, del Decreto Legislativo n.142 del 29 novembre 2018.

Ai fini delle imposte dirette, risultano definiti, per decorrenza dei termini di cui all'art. 43 del D.P.R. 29/9/1973, n. 600, i periodi di imposta chiusi al 31/12/2016.

Iscrizione e misurazione di attività per imposte differite

Nell'attivo dello stato patrimoniale sono presenti le "attività fiscali per imposte anticipate", DTA ovvero Deferred Tax Asset, principalmente derivanti da differenze temporanee tra la data di iscrizione nel conto economico di costi e la data alla quale i costi medesimi potranno essere dedotti. Tali attività iscritte in bilancio si riferiscono a differenze temporanee recuperabili in un arco temporale abbastanza lungo. Le attività per imposte anticipate vengono svalutate nella misura in cui le stesse vengono ritenute non recuperabili in relazione alle prospettive reddituali ed ai conseguenti redditi imponibili attesi, tenuto altresì conto della normativa fiscale, che consente la loro trasformazione in crediti di imposta, al ricorrere di determinate condizioni. Il processo valutativo è fondato sulle prospettive reddituali.

Le attività per imposte anticipate sono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero, valutata con il "Probability test" previsto dallo IAS12 sulla base della capacità fiscale della Banca e delle società del Gruppo, per effetto dell'esercizio dell'opzione relativa al "consolidato fiscale", di generare con continuità redditi imponibili positivi nei futuri esercizi, tenuto conto delle disposizioni fiscali vigenti.

L'ammontare delle imposte anticipate iscritto in bilancio viene sottoposto a test ogni anno, per verificare se sussista o meno la ragionevole probabilità che la società interessata consegua in futuro risultati imponibili tali da consentire un riassorbimento delle imposte anticipate iscritte nei precedenti periodi d'imposta.

Con riferimento all'iscrivibilità delle attività per imposte anticipate ed al loro mantenimento in bilancio è opportuno richiamare alcune importanti modifiche normative introdotte nel 2011 in materia fiscale che, prevedendo la trasformazione delle attività per imposte anticipate in crediti di imposta in predeterminate ipotesi, hanno introdotto la modalità di recupero delle imposte anticipate attive tale da assicurare il loro riassorbimento a prescindere dalla capacità di generare una redditività.

Le disposizioni di cui all'art.2, commi da 55 a 58, del D.L. 225/2010, c.d. Decreto Milleproroghe 2010, hanno introdotto la disciplina della trasformazione in credito di imposta delle attività per imposte anticipate in ipotesi di rilevazione di una "perdita civilistica". Rientrano nella presente disciplina le imposte anticipate iscritte in bilancio in relazione sia alle svalutazioni di crediti non ancora dedotte ai sensi dell'art.106, comma 3, del Tuir, sia al valore dell'avviamento e delle altre attività immobiliari ai sensi dell'art.103 del Tuir, i cui componenti negativi sono deducibili nei periodi di imposta successivi. Successivamente la Legge 22 dicembre 2011 n.214, di seguito 214/2011, con la conversione delle disposizioni contenute nel Decreto Legge 201/2011 ha apportato importanti modifiche alla disciplina della trasformazione delle imposte anticipate estendendone l'ambito oggettivo di applicazione all'ipotesi di conseguimento di una perdita fiscale ai fini IRES.

Le modifiche introdotte dalla Legge 147/2013 hanno esteso la trasformazione delle imposte anticipate Irap stanziate sia sulle quote delle rettifiche di valore sui crediti, sia sulle quote di ammortamento di avviamenti e altre attività materiali rinviate negli esercizi successivi nelle ipotesi di rilevazione di una perdita civilistica e di conseguimento ai fini Irap di un valore della produzione netta negativo.

Quindi, nelle ipotesi di una perdita civilistica o di una perdita fiscale o un valore della produzione netta Irap negativo, le attività per imposte anticipate Ires/Irap riferite alle rettifiche di valore su crediti non ancora dedotte dal reddito imponibile e le attività per impose anticipate riconducibili al valore dell'avviamento e delle altre attività immateriali, i cui componenti negativi sono deducibili in più periodi di imposta, sono trasformate in credito di imposta secondo le previsioni delle Legge 214 del 22 dicembre 2011 (compensazione senza limiti con qualsiasi tipo di tributo, incluso ritenute e contributi).

Da segnalare inoltre come l'articolo 11 del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni dalla legge 30 giugno 2016, n. 119, stabilisce che le imprese interessate dalle disposizioni che prevedono la trasformazione in crediti d'imposta delle attività per imposte anticipate – di cui all'articolo 2, commi da 55 a 57, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 – possono optare per il mantenimento dell'applicazione delle predette disposizioni, attraverso il versamento di un canone.

L'opzione ha lo scopo di consentire alle società che hanno DTA qualificate al 31 dicembre 2015 di mantenere il diritto di trasformarle in crediti d'imposta nel caso che in futuro si verifichino le situazioni di perdita civilistica o fiscale o liquidazione prevista all'articolo 2, commi da 55 al 56 ter del Dl 225 del 2010.

Oltre a ciò, il regime di deducibilità ai fini Ires e Irap delle svalutazioni crediti e delle perdite su crediti, verso la clientela, degli enti creditizi e finanziari e delle imprese di assicurazione è stato modificato dal Decreto Legge n.83 del 27 giugno 2015, art.16, introducendo, al posto della deducibilità annuale in misura di un quinto per ciascun anno, la deducibilità integrale, a partire dall'esercizio 2016, di tali componenti negativi di reddito nell'esercizio in cui sono rilevati in bilancio, mentre le svalutazioni relative all'esercizio 2015 erano deducibili al 75% nell'anno di pertinenza, mentre il restante 25% sarà deducibile, insieme agli stock di svalutazioni e perdite non ancora dedotte presenti al 31 dicembre 2014, in dieci anni con differenti percentuali di deduzione.

La legge 30 dicembre 2018, n.145, nota come Legge di Bilancio 2019, ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2018 al 2026.

Sempre la stessa legge ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 in quattro quote annuali dal 2022 al 2025.

La legge di Bilancio n.160 del 27 dicembre 2019, nota come Legge di Bilancio 2020, ha disposto il rinvio a partire dal 2019 e fino al 2029 della deduzione secondo diverse misure percentuali delle quote di ammortamento relative al valore dell'avviamento e delle altre attività immateriali che hanno dato luogo all'iscrizione di imposte anticipate che non erano ancora state dedotte nel 2017 ed in particolare ai quei valori relativi ad avviamenti ed altre attività immateriali iscritti nel bilancio consolidato e riferibili ai maggiori valori contabili delle partecipazioni di controllo acquisite ed iscritte nel bilancio per effetto di operazioni straordinarie.

La stessa legge ha inoltre previsto, ai commi 1067 -1068, che i componenti reddituali derivanti dall'adozione del modello di rilevazione del fondo a copertura delle perdite attese su crediti di cui al par.5.5 IFRS9, ed iscritti a bilancio in sede di prima adozione del medesimo principio contabile, siano deducibili dalla base imponibile IRES ed IRAP nella misura del 10 per cento del loro ammontare nel periodo di imposta di prima adozione e per il restante 90 per cento in quote costanti nei nove periodi di imposta successivi.

Sempre la stessa legge ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 in cinque quote annuali dal 2025 al 2029 ed ha rinviato la percentuale di deduzione prevista nel 2019 al 2028.

L'art. 110 del DL 14 agosto 2020, n. 104 (c.d. decreto "Agosto") ha reintrodotto, nell'ambito delle disposizioni che prevedono la rivalutazione (anche solo civilistica) dei beni d'impresa nel bilancio 2020, la possibilità, per le società che redigono il bilancio d'esercizio secondo i principi contabili IAS/IFRS, di riallineare le divergenze tra valori fiscali e contabili relativi ai beni materiali e immateriali (esclusi i bene merce) ed alle partecipazioni immobilizzate.

Sui maggiori valori riallineati è applicata un'imposta sostitutiva dell'IRES e dell'IRAP pari al 3%, da versare in un massimo di tre rate annuali entro il termine per il versamento a saldo delle imposte sui redditi; è inoltre necessario "vincolare" una riserva di patrimonio (in regime di sospensione di imposta) per un importo pari alle divergenze riallineate al netto dell'imposta sostitutiva.

Sono riallineabili i valori relativi a "i beni d'impresa e le partecipazioni" risultanti dal bilancio dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2019 ed individuati (come già avvenuto per previgenti regimi simili) secondo le disposizioni relative al regime di rivalutazione/riallineamento della legge n. 342/2000. In tal senso, possono riallinearsi le divergenze che si creano ordinariamente per effetto dell'utilizzo del criterio del fair value nella valutazione dei beni (ad esempio, per gli immobili) ovvero quelle originate da operazioni straordinarie fiscalmente neutrali.

Il gruppo ha provveduto ad allineare i valori fiscali ai maggiori valori civilistici dei beni di impresa iscritti nel bilancio al 31 dicembre 2020, per un importo di circa 96 milioni di euro, e già presenti nel bilancio chiuso al 31/12/2019 e il riallineamento ha interessato gli immobili interamente di proprietà, c.d. terra/cielo, che in sede di prima applicazione dei principi contabili internazionali IAS, per poter permettere lo scorporo del valore del terreno dal valore dei fabbricati, furono valutati al fair value.

La perizia esterna di valutazione, fu suddivisa tra il valore dei terreni ed il valore dei fabbricati sovrastanti. Ai fini fiscali non si è potuto tener conto di questi maggiori valori di bilancio, proseguendo con il piano di ammortamento in base alle aliquote fiscalmente già riconosciute in passato.

A seguito di questo riallineamento è stata contabilizzata, nell'esercizio 2020, l'imposta sostitutiva del 3%, ammontante a 2,8 milioni di euro, e sono state stornate le relative imposte differite stanziate per effetto della rivalutazione effettuata in sede di prima applicazione dei principi contabili internazionali. L'effetto positivo netto che ha interessato il conto economico del 2020 è stato pari a 22,8 milioni di euro.

Inoltre la Legge di bilancio 2021, articolo 1, comma 83, legge 178/2020 ha esteso questa possibilità anche agli avviamenti risultanti dal bilancio in corso al 31 dicembre 2020 con il pagamento di un'imposta sostitutiva del 3% che permette di riconoscere anche fiscalmente i maggiori valori civilistici iscritti in bilancio rispetto ai minori valori fiscali. In bilancio sono iscritti anche avviamenti, che non hanno mai avuto rilevanza fiscale, riferiti alle incorporazioni effettuate negli esercizi precedenti per 23,5 milioni di euro. A seguito di questo riallineamento è stata contabilizzata, nell'esercizio 2020, l'imposta sostitutiva del 3%, ammontante a 0,8 milioni di euro, e sono state iscritte le relative imposte differite attive, seguendo quanto riportato dall'applicazione n.1 del febbraio 2009 dell'Organismo Italiano di Contabilità. L'effetto positivo netto che ha interessato il conto economico del 2020 è stato pari a 4,5 milioni di euro.

La Legge di Bilancio 2022 (Legge n.234 del 30/12/2021) ha stabilito, ai sensi dell'art. 1 comma 622, che la deduzione fiscale dei valori rivalutati per beni immateriali (che fiscalmente si ammortizzano in 18 anni, a norma dell'articolo 103 del Tuir), debba avvenire, partendo dal 2021, in 50 anni, terminando dunque nell'anno 2070. Pertanto, le imposte differite attive iscritte per 23,5 milioni di euro relative al valore degli avviamenti riallineati saranno riassorbite entro l'arco temporale di 50 anni, rispetto ai 18 anni inizialmente previsti.

Nel corso dell'anno 2021, gli impatti di natura fiscale hanno tenuto conto della fusione per incorporazione di Cassa Risparmio di Cento S.p.A. L'operazione straordinaria è rappresentata nel bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2021 in base al c.d. "acquisition method", previsto dall'IFRS 3, dedicato alla rappresentazione contabile delle aggregazioni aziendali (c.d. "business combinations"). In particolare, il c.d. "acquisition method" impone che, in caso di fusione per incorporazione, l'operazione abbia un riflesso nel bilancio d'esercizio, tramite un processo di "purchase price allocation" ("PPA") basato sul fair value delle attività e delle passività della società incorporata. Tale criterio di contabilizzazione può generare differenze tra il valore contabile determinato a seguito dell'operazione di fusione e il valore contabile delle stesse poste indicato nell'ultimo bilancio dell'incorporata.

Nel caso specifico, nel bilancio al 31/12/2021, le differenze hanno concorso a determinare: i) l'iscrizione di un avviamento negativo (c.d. "badwill", fiscalmente non riconosciuto, ai sensi dell'art.172 del TUIR), pari a euro 97 mln, che è stato contabilizzato nel conto economico come provento e determinato dalla differenza negativa tra il minor valore di fair value del "corrispettivo" e il maggior valore di fair value delle attività e passività acquisite a seguito dell'incorporazione; ii) l'iscrizione di ulteriori poste contabili (fiscalmente rilevanti) relative a svalutazioni e rivalutazioni di crediti NPL, time deposit e fondi immobiliari, per un ammontare complessivo netto di 23 milioni di euro; iii) l'assorbimento delle DTA riferibili a perdite fiscali pregresse, per un ammontare complessivo di 36 milioni di euro.

Nel corso del 2022, l'art. 42 comma 1, del DL 17/2022 convertito dalla Legge 34/2022, ha previsto che, la quota relativa alle svalutazioni e alle perdite su crediti pari al 12% che sarebbe stata oggetto di deduzione sia ai fini IRES che IRAP nel periodo di imposta 2022, sia rinviata in quattro quote costanti da dedursi dal 2023 al 2026. In ciò sta la modifica apportata nell'iter di conversione del decreto, che in origine colpiva la deduzione del 2021 rinviandola ai successivi quattro periodi di imposta (dal 2022 al 2025). Inoltre il comma 1-bis dell'art 42 in sede dell'iter di conversione in Legge, ha modificato il comma 1056 della Legge 145/2018, per cui la quota del 10% rinviata ai fini IRES e IRAP al 2026, viene anticipata e ammessa in deduzione al 31 dicembre 2022 per il 53%, mentre la restante parte (47%) rimane al 2026.

10.1 Attività per imposte anticipate: composizione

IRES IRAP Totale
Rettifiche di valore su crediti verso clientela 56.428 7.087 63.515
Svalutazione di strumenti finanziari 99.340 20.121 119.461
Spese di rappresentanza ed avviamento 9.302 1.884 11.186
Crediti di firma, revocatorie fallimentari e cause legali in corso 14.983 - 14.983
Accantonamenti per spese per il personale 18.943 3.837 22.780
Altre 24.152 375 24.528
Totale 223.148 33.304 256.452

10.2 Passività per imposte differite: composizione

IRES IRAP Totale
Rivalutazione immobili - - -
Plusvalenze strumenti finanziari 4.670 1.546 6.216
Accantonamenti effettuati esclusivamente in ambito fiscale 58.193 11.787 69.979
Altre residuali 4.655 603 5.259
Totale 67.518 13.936 81.454

10.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico)

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Importo iniziale 165.390 147.637
2. Aumenti 23.546 65.820
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 23.546 23.040
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) riprese di valore - -
d) altre 23.546 23.040
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - 42.780
3. Diminuzioni 40.912 48.067
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio 40.912 48.067
a) rigiri 40.912 48.067
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - -
c) dovute a mutamento di criteri contabili - -
d) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni: - -
a) trasformazione in crediti d'imposta di cui alla legge.n.214/2011 - -
b) altre - -
4. Importo finale 148.025 165.390

10.3 bis Variazioni delle imposte anticipate di cui alla L. 214/2011

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Importo iniziale 77.940 70.662
2. Aumenti - 20.033
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - 20.033
3. Diminuzioni 10.282 12.755
3.1 Rigiri 10.282 12.755
3.2 Trasformazione in crediti d'imposta - -
a) derivante da perdite di esercizio - -
b) derivante da perdite fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4. Importo finale 67.658 77.940

Per ragioni di trasparenza informativa vengono fornite le variazioni delle imposte anticipate di cui alla Legge 214/2011; sono rivenienti principalmente da svalutazione su crediti, ex art. 106, comma 3, DPR 917/86 (63,5 milioni di euro) e da affrancamento su avviamenti (4,1 milioni di euro).

10.4 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del conto economico)

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Importo iniziale 71.518 63.550
2. Aumenti 3.939 8.773
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 3.939 4.168
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 3.939 4.168
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - 4.605
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - 4.605
3. Diminuzioni 219 805
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio 219 805
a) rigiri 219 805
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
4. Importo finale 75.238 71.518

10.5 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del patrimonio netto)

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Importo iniziale 6.754 4.648
2. Aumenti 103.979 2.106
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 103.979 1.859
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 103.979 1.859
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - 247
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - 247
3. Diminuzioni 2.305 -
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio 2.305 -
a) rigiri 2.305 -
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - -
c) dovute al mutamento di criteri contabili - -
d) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
4. Importo finale 108.428 6.754

10.6 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del patrimonio netto)

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Importo iniziale 24.316 40.679
2. Aumenti 416 328
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 416 -
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento dei criteri contabili - -
c) altre 416 -
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - 328
3. Diminuzioni 18.516 16.691
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio 18.516 16.691
a) rigiri 18.516 16.691
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4. Importo finale 6.216 24.316

Sezione11 – Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate – Voce 110 dell'attivo e voce 70 del passivo

11.1 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: composizione per tipologia di attività

Totale Totale
31/12/2022 31/12/2021
A. Attività possedute per la vendita
A.1 Attività finanziarie -
-
A.2 Partecipazioni -
3.922
A.3 Attività materiali -
-
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute -
-
A.4 Attività immateriali -
-
A.5 Altre attività non correnti -
-
Totale (A) -
3.922
di cui valutate al costo
di cui valutate al fair value livello 1
-
3.922
di cui valutate al fair value livello 2 -
-
di cui valutate al fair value livello 3 -
-
-
-
B. Attività operative cessate
B.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico -
-
- attività finanziarie detenute per la negoziazione -
-
- attività finanziarie designate al fair value -
-
- altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -
-
B.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
-
-
B.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -
-
B.4 Partecipazioni -
920
B.5 Attività materiali -
-
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute -
-
B.6 Attività immateriali -
-
B.7 Altre attività -
-
Totale (B) -
920
di cui valutate al costo -
920
di cui valutate al fair value livello 1 -
-
di cui valutate al fair value livello 2 -
-
di cui valutate al fair value livello 3 -
-
C. Passività associate ad attività possedute per la vendita
C.1 Debiti -
-
C.2 Titoli -
-
C.3 Altre passività -
-
Totale (C) -
-
di cui valutate al costo -
-
di cui valutate al fair value livello 1 -
-
di cui valutate al fair value livello 2 -
-
di cui valutate al fair value livello 3 -
-
D. Passività associate ad attività operative cessate
D.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato -
-
D.2 Passività finanziarie di negoziazione -
-
D.3 Passività finanziarie designate al fair value -
-
D.4 Fondi -
-
D.5 Altre passività -
-
Totale (D) -
-
di cui valutate al costo -
-
di cui valutate al fair value livello 1 -
-
di cui valutate al fair value livello 2 -
-
di cui valutate al fair value livello 3 -
-

Nel corso dell'esercizio sono stati registrati il perfezionamento della dismissione della società Gestimlux e la liquidazione della società Reeval, riportando plusvalenze complessive per circa 12,9 milioni di euro.

Sezione 12 – Altre attività – Voce 120

12.1 Altre attività: composizione

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Assegni negoziati da compensare 48.304 73.618
Operazioni su titoli in lavorazione 1.190 99.277
Assegni in corso di lavorazione 668 1.168
Operazioni relative a servizi di pagamento in corso di lavorazione 69.140 207.066
Operazioni relative a servizi di pagamento in corso di maturazione 30.743 254.572
Ratei attivi 1.229 3.309
Risconti attivi 18.599 18.981
Assegni ed effetti insoluti ad al protesto tratti sull'azienda e su terzi 756 2.866
Migliorie e spese incrementative su beni di terzi 14.695 14.902
Debitori diversi per fatture emesse 21.383 24.108
Debitori diversi 520.950 252.954
Partite viaggianti con le filiali 17.488 13.095
Totale 745.144 965.916

Le operazioni relative a servizi di pagamento in corso di lavorazione/maturazione sono relative ad addebiti ricevuti ma non ancora addebitati sui conti della clientela.

Non sono presenti impairment loss (IFRS 9) su crediti relativi a contratti con la clientela e contract assets.

Nella voce "Risconti attivi" sono presenti anche costi sostenuti per l'ottenimento dei contratti verso promotori finanziari, di competenza di esercizi futuri, pari a 12,4 milioni di euro. La movimentazione della voce è la seguente:

1. Importo iniziale
13.279
2. Aumenti
5.661
2.1 Altri aumenti
5.661
6.007
3. Diminuzioni
6.534
3.1 ammortamenti
6.534
5.965
Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
13.237
6.007
5.965
4. Importo finale 12.406 13.279

Di seguito si riporta il dettaglio dei "Debitori diversi:

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Crediti d'imposta 497.196 217.377
Contenzioso non creditizio 993 1.728
Altri debitori diversi 22.761 33.849
Totale 520.950 252.954

Nella voce "crediti d'imposta" sono presenti le attività fiscali connesse con l'attività di sostituto d'imposta.

Sono presenti crediti di imposta ai sensi del D.L. n.18/2020 (Cura Italia) e D.L. n.34/2020 (Rilancio) (eco bonus e sisma bonus) per un controvalore complessivo di 301,3 milioni di euro.

Passivo

Sezione 1 – Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 10

Tipologia operazioni/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Fair Value Fair Value
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Debiti verso banche centrali 5.584.256 X X X 8.164.752 X X X
2. Debiti verso banche 4.525.553 X X X 5.419.387 X X X
2.1 Conti correnti e depositi a vista 862.477 X X X 351.799 X X X
2.2 Depositi a scadenza 1.222.786 X X X 801.348 X X X
2.3 Finanziamenti 2.439.945 X X X 4.265.960 X X X
2.3.1 Pronti contro termine passivi 2.420.997 X X X 4.242.802 X X X
2.3.2 Altri 18.947 X X X 23.158 X X X
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri
strumenti patrimoniali
- X X X - X X X
2.5 Debiti per leasing - X X X - X X X
2.6 Altri debiti 346 X X X 281 X X X
Totale 10.109.810 - 2.420.997 7.688.813 13.584.139 - 4.242.802 9.341.337

1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

I debiti sono iscritti al loro valore nominale, corrispondente al loro fair value.

I debiti verso banche sono rappresentati principalmente da debiti a vista a tasso variabile, e non è stata posta in essere alcun tipo di copertura.

La voce "1.Debiti verso banche centrali" accoglie le operazioni di rifinanziamento effettuate con la Banca Centrale Europea.

L'utilizzo del canale di rifinanziamento tramite la BCE, a fine 2022, è interamente rappresentato dalla partecipazione alle operazioni di TLTRO III per complessivi 5,6 miliardi di euro. Nel corso dell'anno non sono state effettuate nuove operazioni. Nel mese di dicembre la Banca ha effettuato un rimborso volontario anticipato per 1,2 miliardi di euro della tranche TLTRO III.3 in scadenza nel mese di marzo 2023. Nel mese di dicembre 2022 è stata anche rimborsata la tranche TLTRO III.2 da 1,4 miliardi di euro, giunta alla sua naturale scadenza.

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Tipologia operazioni/Valori Fair Value Fair Value
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Conti correnti e depositi a vista 32.776.086 X X X 31.941.472 X X X
2. Depositi a scadenza 942.005 X X X 378.029 X X X
3. Finanziamenti 2.870.591 X X X 3.536.991 X X X
3.1 Pronti contro termine passivi 2.355.113 X X X 3.009.080 X X X
3.2 Altri 515.478 X X X 527.911 X X X
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti
patrimoniali
- X X X - X X X
5. Debiti per leasing 112.191 X X X 112.579 X X X
5. Altri debiti 265.550 X X X 272.047 X X X
Totale 36.966.423 - 2.355.113 34.611.310 36.241.117 - 3.009.080 33.232.037

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

I debiti sono iscritti al loro valore nominale, corrispondente al loro fair value e il livello di fair value attribuito risulta essere pari a 3, ad eccezione del livello di fair value dei pronti contro termine a cui è attributo il valore 2.

Nella voce Debiti per leasing è ricompreso, ai sensi del principio IFRS16, il Debito per leasing (Lease Liability), pari al valore attuale dei canoni previsti e non ancora pagati dei beni oggetti di contratti di leasing operativo.

La principale novità introdotta dal principio è rappresentata dalla modifica delle modalità di contabilizzazione delle operazioni di leasing operativo nel bilancio del locatario/utilizzatore, attraverso l'introduzione di un unico modello di contabilizzazione dei contratti di leasing da parte del locatario siano essi classificati come leasing operativi o finanziari.

I debiti verso clientela sono rappresentati principalmente da debiti a vista a tasso variabile, e non è stata posta in essere alcun tipo di copertura specifica, mentre sono state poste in essere coperture di Macro Fair Value Hedge delle poste a vista, così come descritto nella parte E, sezione 2.2 della presente nota.

Si segnala che, a seguito delle modifiche apportate al funzionamento del mercato interbancario collateralizzato, con conseguente trasferimento alla Cassa di Compensazione e Garanzia ed alla Monte Titoli delle funzioni finora svolte dalla Banca d'Italia, nella voce 3.1 "Pronti contro termine passivi" sono presenti i finanziamenti, per 2.355,1 milioni di euro, ricevuti dal suddetto mercato.

Secondo i dati ABI, in Italia, a dicembre 2022, la dinamica della raccolta diretta risulta in contrazione del -1,2% su base annua, con una variazione più marcata sui depositi, mentre la raccolta tramite obbligazioni è rimasta invariata. La contrazione è prevalentemente imputabile alla raccolta delle imprese, che nell'anno precedente avevano incrementato notevolmente i saldi dei depositi, data l'abbondanza di liquidità presente e la cautela a procedere con nuovi investimenti.

Per quanto riguarda la banca, complessivamente, la raccolta diretta bancaria ha manifestato un trend opposto, è cresciuta del 6,2% rispetto al dicembre 2021, raggiungendo i 37,8 miliardi di euro, effetto di uno sviluppo commerciale che è proseguito organicamente anche nel difficile contesto di riferimento.

Si riscontra una tendenza in linea con il sistema esclusivamente per quanto riguarda il segmento corporate, sul quale sono state avviate politiche volte ad ottimizzare i livelli di liquidità.

Totale Totale
Tipologia titoli/Valori 31/12/2022 31/12/2021
VB Fair Value Fair Value
L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
A. Titoli
1. obbligazioni 3.368.658 3.120.712 184.164 - 2.424.021 2.470.565 - -
1.1 strutturate 501.354 470.182 - - 501.357 512.472 - -
1.2 altre 2.867.304 2.650.530 184.164 - 1.922.664 1.958.094 - -
2. altri titoli 139 - - 139 145 - - 145
2.1 strutturate - - - - - - - -
2.2 altre 139 - - 139 145 - - 145
Totale 3.368.797 3.120.712 184.164 139 2.424.166 2.470.565 - 145

1.3 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

Nella voce "altri titoli" sono classificati i certificati di deposito. Non si registrano nuove emissioni obbligazionarie dedicate a clientela retail.

Le obbligazioni, subordinati e senior, a fine dicembre 2022 si attestano a 3,4 miliardi di euro, rispetto ai 2,4 miliardi del 2021, e recepiscono l'emissione da 200 milioni di euro del T2 subordinato, effettuata nel mese di luglio (operazione precedute dal richiamo di una precedente emissione non più efficace del punto di vista patrimoniale per 100 milioni di euro), oltre all'emissione del Green Senior Preferred, destinato ad investitori istituzionali, per nominali 600 milioni di euro, come già anticipato nel paragrafo della Relazione sulla Gestione dedicato ai principali eventi del Gruppo Credem.

1.4 Dettaglio dei debiti/titoli subordinati

Principali caratteristiche contrattuali delle passività subordinate:

"CREDITO EMILIANO 20/30 SUBORDINATO 3,5% SUB" (ISIN IT0005421539) per 200.000.000,00 € costituito da n. 2.000.000,00 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.

Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 3,5% annuo lordo fino al 16/12/2025 poi tasso IRS 5Y + 3,897% annuo lordo.

Il prestito scade il 16/12/2030 se non verrà esercitata l'opzione call al 16/12/2025 che significherà il rimborso anticipato.

Al 31/12/2022 la quantità residua risulta pari a 200.000.000,00 € costituita da n. 2.000.000 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.

L'obbligazione è stata interamente sottoscritta da Credemholding.

"CREDITO EMILIANO 22/32 SUBORDINATO 7,625 SUB" (ISIN IT0005497117) per 200.000.000,00 € costituito da n. 2.000.000,00 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna.

Le obbligazioni corrisponderanno cedole fisse annuali pari al 7,625% annuo lordo fino al 05/10/2027 poi tasso MS 5Y + 5,514% annuo lordo.

Il prestito scade il 05/10/2032 se non verrà esercitata l'opzione call al 05/07/2027 che significherà il rimborso anticipato.

Al 31/12/2022 la quantità residua risulta pari a 200.000.000,00 € costituita da n. 2.000.000 obbligazioni del valore nominale di 100 € cadauna L'obbligazione è stata interamente sottoscritta da Credemholding.

In caso di liquidazione tutte le obbligazioni subordinate saranno rimborsate solo dopo che siano stati soddisfatti tutti gli altri creditori non ugualmente subordinati. Le obbligazioni non sono coperte dalla garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

1.5 Dettaglio dei debiti strutturati

Non esistono, alla data del bilancio, né al 31 dicembre 2021, debiti strutturati verso banche e verso clientela.

1.6 Debiti per leasing

Alla data del 31 dicembre 2022 sono presenti debiti per leasing IFRS16 per circa 112,2 milioni di euro. Si allegano i flussi finanziari per i leasing con l'analisi delle scadenze:

Fino a 1 mese 5.183
Oltre 1 mese e fino a 3 mesi 243
Oltre 3 mesi fino a 1 anno 13.514
Oltre 1 anno fino a 5 anni 55.624
Oltre 5 anni 37.627
Totale 112.191

Titoli in circolazione oggetto di copertura specifica

Si è adottata la metodologia contabile del Micro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'emissione di prestiti obbligazionari a tasso fisso per un ammontare di circa 2.050 milioni di euro.

Sezione 2 – Passività finanziarie di negoziazione – Voce 20

2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Tipologia operazioni/Valori VN Fair Value Fair Fair
L1 L2 L3 Value * VN L1 L2 L3 Value *
A. Passività per cassa
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - - - - - -
3. Titoli di debito - - - - - - - - - -
3.1 Obbligazioni - - - - - - - - - -
3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - X
3.1.2 Altre obbligazioni -
-
- -
X
- - - - X
3.2 Altri titoli -
-
- - - - - - -
3.2.1 Strutturati -
-
- - - - - - X
3.2.2 Altri -
-
- - X - - - X
Totale (A) -
-
- - - - - - - -
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari - - 89.838 - - - - 33.147 - -
1.1 Di negoziazione X - 89.838 - X X - 33.147 - X
1.2 Connessi con la fair value
option
X - - - X X - - - X
1.3 Altri X - - - X X - - - X
2. Derivati creditizi - - - - - - - - - -
2.1 Di negoziazione X - - - X X - - - X
2.2 Connessi con la fair value
option
X - - - X X - - - X
2.3 Altri X - - - X X - - - X
Totale B X - 89.838 - X X - 33.147 - X
Totale (A+B) X - 89.838 - X X - 33.147 - X

Legenda:

VN = valore nominale o nozionale

L1 = Livello 1

L2 = Livello 2

L3 = Livello 3

Fair value*=Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

La voce "A. Passività per cassa", se presente, comprende gli scoperti tecnici.

2.2 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": passività subordinate

2.3 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": debiti strutturati

Non esistono, alla data del bilancio, né al 31 dicembre 2021, passività subordinate e debiti strutturati.

Sezione 4 – Derivati di copertura – Voce 40

Fair value 31/12/2022 VN Fair value 31/12/2021 VN
L1 L2 L3 31/12/2022 L1 L2 L3 31/12/2021
A. Derivati finanziari - 842.716 -
8.084.746
- 385.161 - 6.638.463
1) Fair value - 734.171 -
6.862.510
- 385.161 - 6.638.463
2) Flussi finanziari - 108.545 -
1.222.237
- - - -
3) Investimenti esteri - - -
-
- - - -
B. Derivati creditizi - - -
-
- - - -
1) Fair value - - -
-
- - - -
2) Flussi finanziari - - -
-
- - - -
Totale - 842.716 -
8.084.746
- 385.161 - 6.638.463

4.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli gerarchici

Legenda:

VB= Valore di bilancio L1= Livello 1 L2= Livello 2 L3= Livello 3

4.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologie di copertura

Flussi finanziari
Operazioni/Tipo di
copertura
Specifica
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale e
indici
azionari
valute e
oro
credito merci altri Generica Specifica
Generica
Investim.
esteri
1. Attività finanziarie
valutate al fair value con
impatto sulla redditività
complessiva
12 - - - X X X - X X
2. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
256.202 X - - X X X - X X
3. Portafoglio X X X X X X 10.058 X 108.545 X
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 256.214 - - - - - 10.058 - 108.545 -
1. Passività finanziarie 251.611 X - - - - X - X X
2. Portafoglio X X X X X X - X - X
Totale passività 251.611 - - - - - 216.287 - - -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività e
passività finanziarie
X X X X X X - X - -

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso della raccolta a vista della clientela.

La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding della banca. Una quota parte di questa raccolta, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal cosiddetto "effetto vischiosità".

Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:

la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un modello econometrico;

la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.

I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 216.287 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTCS.

I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 12 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli a tasso fisso detenuti nel portafoglio HTC.

I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 256.202 mila euro.

Si è adottata la metodologia contabile del macro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap". L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente gli effetti economici delle strategie di copertura attuate. I derivati di copertura relativi a tale strategia presentano un fair value negativo di 10.058 mila euro.

Sono presenti coperture di micro fair value hedge su titoli emessi a tasso fisso contabilizzati nei "titoli in circolazione".

I derivati di questa tipologia presentano un fair value negativo di 251.611 mila euro.

Sono presenti coperture di macro cash flow hedge su erogazione di mutui a tasso variabile. I derivati di copertura di questa tipologia presentano un fair value negativo di 108.545 mila euro.

Si rimanda alla Sezione della Parte E delle note illustrative per la descrizione delle modalità della copertura.

Sezione 5 – Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica – Voce 50

5.1 Adeguamento di valore delle passività finanziarie coperte: composizione per portafogli coperti

Adeguamento di valore delle passività coperte/ Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Adeguamento positivo delle passività finanziarie 18.292 104.158
2. Adeguamento negativo delle passività finanziarie 222.177 -
Totale (203.886) 104.158

Si è adottata anche la metodologia contabile del Macro Fair Value per la copertura rischio di tasso della raccolta a vista di clientela.

La raccolta a vista dalla clientela rappresenta un'importante fonte di funding del Gruppo. Una quota parte di questa raccolta, pari a circa 3,4 miliardi di euro, seppur contrattualmente a vista, presenta però una forte persistenza nel tempo ed una elasticità imperfetta alla variazione dei tassi di mercato, rappresentata dal così detto "effetto vischiosità".

Questo effetto è stato stimato mediante un modello di analisi che consiste in due componenti:

  • la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato in base ad un modello econometrico;
  • la stima della persistenza dei volumi, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza.

Sezione 6 Passività fiscali Voce 60

Si rimanda alla sezione 10 dell'attivo.

Sezione 80 – Altre passività – Voce 80

8.1 Altre passività: composizione

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Debiti verso l'erario 98.207 111.710
Scarto valuta su operazioni di portafoglio 480.034 394.719
Somme a disposizione della clientela 21.036 12.772
Risconti passivi 1.881 1.706
Retribuzioni da corrispondere e relativi contributi 18.667 17.295
Ratei passivi 15.375 5.014
Partite in lavorazione su estero 9.092 7.119
Fornitori 93.399 87.668
Partite viaggianti con le filiali 4.088 8.103
Partite in lavorazione titoli 9.410 19.258
Altre partite 51.374 364.984
Somme da accreditare a banche 401.580 402.551
Totale 1.204.143 1.432.898

La voce "Scarto valuta su operazioni di portafoglio" è da ricondurre agli sbilanci degli effetti del portafoglio proprio e di terzi.

Sezione 9 – Trattamento di fine rapporto del personale – Voce 90

9.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
A. Esistenze iniziali 61.932 64.971
B. Aumenti 836 3.654
B.1 Accantonamenti dell'esercizio 836 67
B.2 Altre variazioni - 3.587
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - 2.305
C. Diminuzioni 12.892 6.694
C.1 Liquidazioni effettuate 4.473 6.694
C.2 Altre variazioni 8.419 -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
D. Rimanenze finali 49.876 61.932
Totale 49.876 61.932

Come previsto dalle disposizioni in materia introdotte dall'Ordine Nazionale degli Attuari congiuntamente agli organi competenti OIC, Assirevi ed ABI, per le Società con più di 50 dipendenti al 31 dicembre 2006 è stata delineata una metodologia di calcolo che può essere schematizzata nelle seguenti fasi:

  • proiezione fino all'epoca aleatoria di corresponsione per ciascun dipendente del TFR, già accantonato al 31 dicembre 2006 e rivalutato alla data di valutazione;
  • determinazione per ciascun dipendente dei pagamenti probabilizzati di TFR che dovranno essere effettuati dalla Società in caso di uscita del dipendente causa licenziamento, dimissioni, inabilità, morte e pensionamento nonché a fronte di richiesta di anticipi;
  • attualizzazione, alla data di valutazione, di ciascun pagamento probabilizzato.

Quanto esposto è applicabile al Fondo TFR maturato al 1/1/2007 per i dipendenti che hanno scelto di mantenere il TFR in azienda (e di conseguenza di destinarlo alla Tesoreria INPS), e alla data di scelta nel corso del 2007, per i dipendenti che hanno optato per la previdenza complementare. Ovviamente il Fondo TFR valutato alla suddetta data è stato incrementato della rivalutazione (al netto dell'imposta sostitutiva) e ridotto di eventuali anticipazioni e liquidazioni erogate.

9.2 Altre informazioni

Il modello attuariale di riferimento per la valutazione del TFR poggia su diverse ipotesi sia di tipo demografico che economico.

Per alcune delle ipotesi utilizzate, ove possibile, si è fatto esplicito riferimento all'esperienza diretta della Società, mentre per le altre si è tenuto conto della best practice di riferimento. Di seguito sono riportate le principali ipotesi del modello.

Tasso di attualizzazione

Il tasso d'interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato coerentemente con il par.83 dello IAS 19, con riferimento all'indice Iboxx Corporate AA 7-10 (in linea con la duration del collettivo in esame).

Per la valutazione puntuale al 31/12/2022 si è scelto il rendimento avente durata comparabile alla duration del collettivo di lavoratori oggetto della valutazione, che ha dato luogo ad un tasso annuo costante pari allo 3,63%.

Inflazione

Il tasso annuo di inflazione utilizzato è pari al 2,30%.

Tasso annuo di incremento del TFR

Come previsto dall'art. 2120 del Codice Civile, il TFR si rivaluta ogni anno ad un tasso pari al 75% dell'inflazione più un punto e mezzo percentuale, pertanto l'ipotesi di rivalutazione, utile per le valutazioni attuariali, viene determinata in base al tasso sopra indicato.

Tasso annuo reale di incremento salariale

Il tasso applicato è stato pari all'1,00%.

Mortalità

Per la stima del fenomeno della mortalità all'interno del collettivo dei dipendenti oggetto della valutazione è stata utilizzata la tavola di sopravvivenza RG48 utilizzata dalla Ragioneria Generale dello Stato per la stima degli oneri pensionistici della popolazione italiana.

Inabilità

Per la stima del fenomeno di inabilità all'interno del collettivo dei dipendenti oggetto della valutazione è stata utilizzata una tavola INPS differenziata in funzione dell'età e del sesso.

Requisiti di pensionamento

Raggiungimento dei requisiti minimi previsti dell'Assicurazione Generale Obbligatoria.

Frequenze di anticipazione del TFR

Le frequenze annue di accesso al diritto sono state ipotizzate all'1,50%, in funzione delle serie storiche sulle anticipazioni di TFR richieste dai lavoratori dipendenti della banca.

Frequenze di uscita anticipata (turn-over)

Per le probabilità di uscita dall'attività lavorativa per le cause di dimissioni e licenziamento, si sono ipotizzate uscite all'1,80%, facendo ricorso ad un'analisi statistica sulle serie storiche della banca.

Informazioni aggiuntive

Il principio contabile IAS19, per i piani a beneficio definito di tipo post-employment, richiede una serie di informazioni aggiuntive, quali:

  • analisi di sensitività per ciascuna ipotesi attuariale rilevante alla fine dell'esercizio, mostrando gli effetti che ci sarebbero stati a seguito delle variazioni delle ipotesi attuariale ragionevolmente possibili a tale data, in termini assoluti;
  • indicazione del contributo per l'esercizio successivo;
  • indicazione della durata media finanziaria dell'obbligazione per i piani a beneficio definito;
  • erogazioni previste dal piano.

Di seguito si riportano tali informazioni, evidenziando il nuovo valore del TFR utilizzando un tasso di turnover di ulteriori 100 bps, una variazione di +/- 25 bps per il tasso di inflazione e una variazione di +/- 25 bps per il tasso di attualizzazione.

Analisi di sensitività dei principali parametri valutativi del TFR

variazione delle ipotesi

frequenza turnover tasso inflazione tasso attualizzazione
+ 100 bps -100 bps +0,25 bps -0,25 bps +0,25 bps -0,25 bps
50.060 49.678 50.404 49.356 49.060 50.716

La durata media finanziaria è di circa 7,4 anni, il service cost per l'anno 2022 è 0,1 milioni di euro e le erogazioni stimate per i prossimi cinque anni ammontano a circa 19,9 milioni di euro.

Sezione 10 – Fondi per rischi e oneri – Voce 100

10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione

Voci/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie
rilasciate
7.022 8.003
2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate - -
3. Fondi di quiescenza aziendali 1.173 1.388
4. Altri fondi per rischi ed oneri 143.871 132.489
4.1 controversie legali e fiscali 14.177 18.541
4.2 oneri per il personale 81.940 80.132
4.3 altri 47.754 33.816
Totale 152.066 141.881

10.2 Fondi per rischi e oneri: variazioni annue

Fondi su altri
impegni e altre
garanzie
rilasciate
Fondi di
quiescenza
Altri fondi per
rischi ed oneri
Totale
A. Esistenze iniziali 8.003 1.388 132.489 141.881
B. Aumenti 956 26 70.337 71.318
B.1 Accantonamento dell'esercizio 956 26 70.335 71.316
B.2 Variazioni dovute al passare del tempo - - 2 2
B.3 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - - -
B.4 Altre variazioni - - - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - -
C. Diminuzioni 1.936 241 58.956 61.133
C.1 Utilizzo nell'esercizio 1.936 68 58.483 60.487
C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - 472 472
C.3 Altre variazioni - 173 - 173
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - -
D. Rimanenze finali 7.022 1.173 143.871 152.066

10.3 Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate

Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate
Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio Impaired
acquisiti/e o
originati/e
Totale
1. Impegni a erogare fondi 1.593 746 - - 2.339
2. Garanzie finanziarie rilasciate 157 391 3.913 223 4.684
Totale 1.750 1.137 3.913 223 7.022

10.5 Fondi di previdenza aziendali a benefici definiti

Viene gestito un Fondo interno alla Banca che eroga un trattamento previdenziale aggiuntivo alle prestazioni erogate dall'INPS.

Si tratta di un "Fondo a prestazione definita" i cui importi sono soggetti alla stessa perequazione prevista per le Pensioni INPS, come pure al censimento presso il Casellario Centrale delle Pensioni. Su tale posta di bilancio viene effettuata semestralmente la valutazione attuariale.

I beneficiari di tali trattamenti sono coloro che:

  • risultavano eredi di persone decedute durante il servizio con Credem (sostituito dall'attuale Cassa di Previdenza dal 1/1/1996);
  • risultavano ex dipendenti della Banca Popolare Dauna già in quiescenza oppure che avevano inoltrato le dimissioni entro il 30/11/1999. La Banca Popolare Dauna è confluita in Credem in data 11/12/1999 a seguito di fusione per incorporazione.

Per le valutazioni attuariali del Fondo al 31 dicembre 2016, tenendo conto di quanto disposto dalle linee guida per la redazione dei bilanci tecnici degli Enti di previdenza, sono state adottate le ipotesi demografiche ed economico-finanziarie descritte nei successivi due paragrafi. Nel corso dell'esercizio il fondo ha subito una riduzione di 215 mila euro.

Ipotesi demografiche

Sono state utilizzate le seguenti probabilità:

  • per le probabilità di morte del personale in pensione è stata utilizzata la tavola IPS55, distinta per sesso;
  • per le probabilità di morte del personale in pensione per invalidità assoluta e permanente, quelle adottate nel modello INPS per le proiezioni 2010, distinte per sesso;
  • per la probabilità di lasciare la famiglia quelle, distinte per sesso, pubblicate nel modello INPS per le proiezioni al 2010 aggiornate.

Ipotesi economico-finanziarie

Le ipotesi in oggetto riguardano il tasso di attualizzazione, i tassi d'inflazione ed i tassi annui di rivalutazione delle pensioni Fondo e Inps.

Per il tasso di rivalutazione si è utilizzata una variazione media rispetto al tasso di inflazione del 75% ricavata da un elevato numero di casi analoghi a quello in esame ed a fronte degli incrementi previsti dalla normativa in vigore a decorrere dall'anno 2009 (100% del tasso di inflazione ISTAT per pensioni annue complessive inferiori a 5 volte il minimo e 75% per la parte di pensione annua compresa tra il precedente importo ed 8 volte il minimo); si precisa che la pensione a carico del Fondo è integrativa di quella dell'INPS solo per alcuni pensionati.

Per il tasso di attualizzazione, in forza della normativa IAS, si è adottato un tasso che risultasse in linea con la vita media probabile del collettivo in esame.

Tabella delle basi economico – finanziarie

Variabili Valori %
Tassi di inflazione 2,30%
Tasso annuo di attualizzazione 3,63%

Informazioni aggiuntive

Il principio contabile IAS19, per i piani a benefici definiti, richiede una sensitivity sulle principali ipotesi attuariali.

Di seguito si riportano tali informazioni, evidenziando il nuovo valore del fondo utilizzando una variazione di +/- 25 bps per il tasso di inflazione e una variazione di +/- 25 bps per il tasso di attualizzazione.

La durata media finanziaria è di circa 10,8 anni.

Analisi di sensitività dei principali parametri valutativi

variazione delle ipotesi

tasso inflazione tasso attualizzazione
+ 0,25 bps - 0,25 bps + 0,25 bps - 0,25 bps
1.194 1.153 1.149 1.199

10.6 Fondi per rischi e oneri: altri fondi

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
A fronte di garanzie ed impegni: 7.022 8.003
A fronte di altri diversi rischi ed oneri: 143.871 132.489
- per cause legali in corso e contenzioso diverso 52.538 43.714
- per oneri finanziari diversi 91.333 88.775
Totale 150.893 140.492

La Banca, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze. Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.

La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività della Banca e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento, dell'anatocismo, della "cessione del quinto" (per queste ultime, in ragione della numerosità e della ricorrenza del fenomeno, è stato predisposto un apposito accantonamento volto a gestire contenziosi e reclami) e fiscali.

Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito immobiliare, amministrativo e all'operatività di sportello.

Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.

Contenzioso lavoristico

I rischi connessi al contenzioso lavoristico vengono valutati trimestralmente in base all'andamento delle cause e conseguentemente vengono aggiornati gli accantonamenti.

Revocatorie Fallimentari

Si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa quando clienti assoggettabili al Fallimento dispongono pagamenti in favore della Banca, effettuano rimesse su un conto corrente bancario in un arco temporale prossimo alla dichiarazione di Fallimento. L'azione revocatoria è uno strumento utilizzabile dal curatore fallimentare allo scopo di ricostituire il patrimonio del fallito destinato alla soddisfazione dei suoi creditori, facendovi rientrare quanto ne era uscito nel periodo antecedente al fallimento (il cosiddetto periodo sospetto). Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale. Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame. Tutte le cause in materia sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Malversazioni

Si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa, vi sono alcuni reclami e alcune vertenze giudiziali derivanti da comportamenti anomali posti in essere da dipendenti o consulenti finanziari nello svolgimento delle mansioni loro affidate o dell'attività espletata, con conseguenti contestazioni da parte della clientela nei confronti della Banca stessa, che può eventualmente essere ritenuta responsabile di tali comportamenti.

Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale.

Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame.

Contenzioso in materia di anatocismo

Il numero complessivo delle cause pendenti si mantiene consistente, alla luce, soprattutto, delle problematicità derivanti da alcuni orientamenti della giurisprudenza (oltre che dalle evoluzioni della normativa di settore). Tutte le cause in materia - a volte comprendenti anche contestazioni relative al superamento del Tasso Soglia Usura – sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Contenzioso in materia di servizi di investimento

Quanto alle controversie giudiziali aventi ad oggetto servizi di investimento – bond in default, derivati, ecc. – la policy adottata dalla Banca in materia è quella di procedere ad una valutazione delle singole posizioni caso per caso, prestando particolare attenzione al dato documentale e al profilo dell'adeguatezza degli investimenti contestati rispetto alla posizione della singola controparte. Per effetto di detta analisi, ove ritenuto opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze.

Reclami formulati dalla clientela

Con riferimento alle contestazioni avanzate dalla clientela vengono effettuati gli opportuni accantonamenti: in particolare, nel caso in cui il danno lamentato sia superiore a una predeterminata soglia di rilevanza (ad oggi fissata in 25ek), la previsione di perdita è fatta analiticamente. Qualora il danno lamentato sia, invece, inferiore a detta soglia, l'accantonamento è determinato applicando una percentuale forfettaria/statistica stabilita in base alla media delle perdite effettivamente subite sul totale dei reclami analoghi ricevuti negli anni precedenti.

Contenzioso fiscale

Nel corso del 2022 non sono insorte nuove controversie rilevanti con radicamento del relativo contenzioso, salvo alcuni accertamenti di Enti locali per tributi propri, avvisi bonari su controlli formali dell'Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni fiscali o avvisi di liquidazione per imposta di registro su atti giudiziari per i quali sono state messe in atto specifiche attività stragiudiziali volte alla definizione per annullamento in autotutela dei provvedimenti accertativi e, in casi isolati, attività giudiziali

Nel mese di settembre 2021 era stato consegnato dalla Banca d'Italia il rapporto ispettivo in esito alle verifiche condotte nel periodo aprile-luglio 2021 sul rispetto della normativa e degli orientamenti di Vigilanza in tema di trasparenza delle operazioni e correttezza delle relazioni con la clientela. Nel corso del 2022, sono state rilevate talune aree di rafforzamento, in alcuni casi anche con conseguenze restitutorie in favore della clientela, a fronte delle quali è stata istituita una specifica attività progettuale per la definizione e la realizzazione del piano di rimedio a superamento delle anomalie segnalate.

Il totale dei fondi rischi ed oneri ammonta a 143,9 milioni di euro.

Sezione 12 – Patrimonio dell'impresa – Voci 110, 130, 140, 150, 160, 170 e 180

12.1 "Capitale" e "Azioni proprie": composizione

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
A. Capitale
A.1 Azioni ordinarie 341.320 341.320
A.2 Azioni di risparmio - -
A.3 Azioni privilegiate - -
A.4 Azioni altre - -
B. Azioni proprie
B.1 Azioni ordinarie 10.072 4.025
B.2 Azioni di risparmio - -
B.3 Azioni privilegiate - -
B.4 Azioni altre - -

Sono presenti 1.816.938 azioni proprie in portafoglio, per un controvalore di 10,1 milioni di euro, acquistate nell'ambito del programma che ha dato esecuzione alle delibere adottate dalle varie Assemblee Ordinarie; tali programmi hanno lo scopo di acquistare azioni di Credito Emiliano ad integrale copertura dei piani di remunerazione basati su strumenti finanziari da destinare alla categoria dei dirigenti con responsabilità strategiche e del "personale più rilevante" del gruppo bancario. Ai sensi delle norme vigenti, gli estremi del programma sono già stati comunicati al mercato.

Nel corso dell'esercizio sono state assegnate 535.986 azioni e sono state acquistate 1.500.000 azioni sul mercato.

Per maggiori dettagli riguardo i piani di remunerazione basati su strumenti finanziari si rinvia alla "Parte I" della presente nota integrativa.

12.2 Capitale - Numero azioni: variazioni annue

Voci/Tipologie Ordinarie Altre
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 341.320.065 -
- interamente liberate 340.467.141 -
- non interamente liberate - -
A.1 Azioni proprie (-) 852.924 -
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 341.320.065 -
B. Aumenti 535.986 -
B.1 Nuove emissioni 535.986 -
- a pagamento: - -
- operazioni di aggregazioni di imprese - -
- conversione di obbligazioni - -
- esercizio di warrant - -
- altre - -
- a titolo gratuito: 535.986 -
- a favore dei dipendenti 518.243 -
- a favore degli amministratori 9.120 -
- altre 8.623 -
B.2 Vendita di azioni proprie - -
B.3 Altre variazioni - -
C. Diminuzioni (1.500.000) -
C.1 Annullamento - -
C.2 Acquisto di azioni proprie (1.500.000) -
C.3 Operazioni di cessione di imprese - -
C.4 Altre variazioni - -
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 341.320.065 -
D.1 Azioni proprie (+) 1.816.938 -
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 339.503.127 -
- interamente liberate 339.503.127 -
- non interamente liberate - -

12.4 Riserve di utili: altre informazioni

In tale categoria sono inclusi la riserva legale, la riserva straordinaria, il fondo per rischi bancari precedentemente iscritto nel bilancio redatto ai sensi del previgente D.Lgs.87/92 e riclassificato secondo i principi IAS.

La riserva legale, costituita a norma di legge, deve essere almeno pari ad un quinto del capitale sociale; essa è stata costituita in passato tramite accantonamenti degli utili netti annuali per almeno un decimo degli stessi, a norma dell'articolo 29 dello statuto sociale. Nel caso in cui la riserva dovesse diminuire, occorre reintegrarla tramite l'obbligo di destinarvi un ventesimo dell'utile.

La riserva statutaria o straordinaria è costituita in base allo statuto dalla destinazione della quota di utile residuale a seguito della distribuzione dell'utile alle azioni ordinarie.

Le riserve da concentrazione ex L.30 luglio 1990 n. 218 sono state costituite in occasione di operazioni di riorganizzazione o concentrazione effettuate ai sensi della citata legge.

Le altre riserve comprendono la riserva costituita a fronte del piano di stock option ed altre riserve costituite nel passato a fronte di specifiche disposizioni normative.

Sono presenti, altresì, due riserve in sospensione d'imposta distinte per la tipologia di riallineamento effettuato ai sensi dell'art. 110 del DL 14 agosto 2020 oggetto di successiva modifica con la Legge 178/2020.

Infine la voce include gli effetti generati dalla transizione ai principi contabili internazionali.

In particolare tra le riserve di utili sono confluiti gli effetti derivanti dal cambiamento dei principi contabili che non prevedono nei prossimi esercizi un conferimento al conto economico. Gli ulteriori

effetti generati dalla transizione agli IAS/IFRS destinati a modificarsi nel tempo ed a confluire a conto economico al momento del realizzo o estinzione delle corrispondenti attività e passività sono stati invece appostati tra le "Riserve da valutazione". Si tratta della valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, della valutazione dei contratti derivati di copertura di flussi finanziari, della riserva connessa agli utili/perdite attuariali su piani a benefici definiti e delle leggi speciali di rivalutazione. Le variazioni annue di tali riserve confluiscono nella redditività complessiva.

Legale Statutaria Riserva azioni
proprie
Altre
A. Esistenze iniziali 392.306 - -4.025 1.240.713
B. Aumenti 19.947 - 2.530 81.017
B.1 Attribuzioni di utile 19.947 - - 77.233
B.2 Altre variazioni - - 2.530 3.784
C. Diminuzioni - - -8.577 -2.530
C.1 Utilizzi - - - -
- copertura perdite - - - -
- distribuzione - - - -
- trasferimento a capitale - - - -
C.2 Altre variazioni - - -8.577 -2.530
D. Rimanenze finali 412.253 - -10.072 1.319.200

Analisi della composizione del patrimonio netto con riferimento alla disponibilità e distribuibilità (ai sensi dell'art.2427 comma 7 bis del Codice Civile)

Natura/Descrizione Importo Possibilità di Quota disponibile
utilizzazione
Riserve di capitale: 321.800 321.800
- Riserva da sovrapprezzo emissione (1) 321.800 A – B - C 321.800
Riserve: 1.731.453 1.639.742
- Riserva legale 412.253 B 412.253
- Riserva straordinaria (2) 886.084 A – B - C 876.012
- Riserva speciale DL104/20- riallineamento
immobilizzazioni
100.851 -
- Riserva speciale Dlgs. 124/93 7.071 A – B - C 7.071
- Riserva da utili da cessione titoli capitale HTCS 36.255 A – B - C 36.255
- Riserva speciale art.7 L.218/90 18.551 A – B - C -
- Riserva speciale art.22-23 D.Lgs.153/99 (3) 27.109 A – B - C 27.109
- Riserva da avanzo di fusione 252.288 A – B - C 252.288
- Riserva FTA IFRS9 -33.965 -
- Riserva ex D.Lgs.38/2005 -3.798 -
- Altre riserve 28.754 A – B - C 28.754
Riserve da valutazione: -163.890 -
- Riserva ex D.Lgs.38/2005 rivalutazione immobiliare 41.781 A – B -
- Riserva ex D.Lgs.38/2005 rivalutazione titoli HTCS (4) -126.753 -
- Riserva ex D.Lgs.38/2005 copertura flussi finanziari -72.380 -
- Utile(Perdita) attuariale TFR -6.538 -
Totale 1.889.363 1.961.542
Quota non distribuibile -
Residuo quota distribuibile 1.961.542
  • Ai sensi dell'art.2431 del Codice Civile, si può distribuire l'intero ammontare di tale riserva solo a condizione che la riserva legale abbia raggiunto il limite stabilito dall'art.2430 c.c.
  • La quota non disponibile è relativa alle plusvalenze iscritte nel conto economico, al netto del relativo onere fiscale e diverse da quelle riferibili agli strumenti finanziari di negoziazione e all'operatività in cambi e di copertura, che discendono dall'applicazione, per le attività e passività finanziarie, del criterio del valore equo (fair value) e alla quota relativa alle azioni proprie in portafoglio.
  • Riserva derivante da agevolazioni rese incompatibili dalla Commissione Europea nel dicembre 2001 e dal D.L. 24/12/2002.
  • La riserva da valutazione HTCS potrà essere utilizzata per la copertura delle perdite solo dopo aver utilizzato tutte le riserve di utili disponibili e la riserva legale.

Legenda:

A: per aumento di capitale B: per copertura perdita C: per distribuzione soci

La proposta di destinazione degli utili dell'esercizio 2022 è riportata nello specifico capitolo della "Relazione sulla gestione" del presente bilancio.

Nel rispetto delle norme che disciplinano il riallineamento, per gli importi corrispondenti ai valori riallineati al netto della imposta sostitutiva, si sono costituite due riserve in sospensione d'imposta distinte per la tipologia di riallineamento effettuato ai sensi dell'art. 110 del DL 14 agosto 2020 oggetto di successiva modifica con la Legge 178/2020 ed in particolare per un ammontare di 79,3 milioni di euro per gli immobili e 21,5 milioni per gli avviamenti. La costituzione di tali riserve è stata effettuata attraverso l'utilizzo della riserva straordinaria disponibile per 100,8 milioni di euro.

Altre informazioni

1. Impegni e garanzie finanziarie rilasciate (diversi da quelli designati al fair value)

Valore nominale su impegni e garanzie finanziarie
rilasciate
Totale Totale
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio Impaired
acquisiti/e o
originati/e
31/12/2022 31/12/2021
1. Impegni a erogare fondi 10.147.923 168.474 34.210 986 10.351.592 10.338.939
a) Banche Centrali - - - - - -
b) Amministrazioni pubbliche 7.120 - 3 - 7.123 6.986
c) Banche 75.683 725 - - 76.408 76.059
d) Altre società finanziarie 667.058 1.419 12 - 668.489 844.021
e) Società non finanziarie 8.049.187 46.048 18.691 986 8.114.912 7.918.342
f) Famiglie 1.348.874 120.282 15.504 - 1.484.660 1.493.531
2. Garanzie finanziarie rilasciate 645.275 43.301 5.065 638 694.278 731.551
a) Banche Centrali - - - - - -
b) Amministrazioni pubbliche 98 - - - 98 103
c) Banche 48.458 2.410 - - 50.867 51.296
d) Altre società finanziarie 127.193 110 - - 127.303 134.641
e) Società non finanziarie 402.994 34.727 4.863 618 443.201 470.059
f) Famiglie 66.532 6.055 202 20 72.809 75.452

3. Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni

Portafogli Importo
31/12/2022
Importo
31/12/2021
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 22.459 -
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 3.343.916 5.479.909
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 10.969.098 13.399.135
4. Attività materiali - -
di cui: attività materiali che costituiscono rimanenze - -

Nella voce 1. "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico" sono ricompresi i crediti a cauzione per anticipazione su finanziamenti con la Banca Centrale Europea.

Nella voce 2. "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" sono ricompresi:

  • 862,0 milioni di euro a cauzione per anticipazione su finanziamenti con la Banca Centrale Europea;
  • 2.464,6 milioni di euro a garanzia operazioni di pronti contro termine passivi;
  • 17,3 milioni di euro a garanzia operazioni di altre operazioni.

Nella voce 3. "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" sono ricompresi:

• 2.287,7 milioni di euro sono i crediti ceduti a società veicolo nell'ambito di operazioni di covered bond;

• 4.900,3 milioni di euro a cauzione per anticipazione su finanziamenti con la Banca Centrale Europea;

  • 716,5 milioni di euro come margini iniziali e di variazione con clearing broker;
  • 120,9 milioni di euro a garanzia della cassa di compensazione e garanzia;
  • 66,5 milioni di euro a cauzione presso la Banca d'Italia per emissione assegni circolari;
  • 2.356,1 milioni di euro a garanzia operazioni di pronti contro termine passivi;
  • 521,0 milioni di euro a garanzia altri tipi di raccolta collateralizzata.

4. Gestione e intermediazione per conto terzi

Tipologia servizi Importo
1. Esecuzione di ordini per conto della clientela 6.423.710
a) acquisti 3.577.286
1. regolati 3.566.286
2. non regolati 11.000
b) vendite 2.846.424
1. regolate 2.838.210
2. non regolate 8.215
2. Gestioni individuale di portafogli 4.096.359
3. Custodia e amministrazione di titoli 53.168.106
a) titoli di terzi in deposito: connessi con lo svolgimento di banca depositaria (escluse le
gestioni di portafogli)
-
1. titoli emessi dalla banca che redige il bilancio -
2. altri titoli -
b) titoli di terzi in deposito (escluse gestioni di portafogli): altri 33.909.049
1. titoli emessi dalla banca che redige il bilancio 718.401
2. altri titoli 33.190.648
c) titoli di terzi depositati presso terzi 33.311.071
d) titoli di proprietà depositati presso terzi 19.259.057
4. Altre operazioni 14.506.322

La voce 4. "Altre operazioni" comprende prevalentemente i servizi resi a terzi relativamente all'attività di ricezione e trasmissione degli ordini.

Il principio IFRS 7 richiede di fornire una specifica informativa degli strumenti finanziari:

  • che sono stati compensati nello stato patrimoniale ai sensi dello IAS 32;
  • che sono potenzialmente compensabili, al ricorrere di determinate condizioni, ma esposti nello stato patrimoniale a saldi aperti in quanto regolati da "accordi quadro di compensazione o accordi simili" che tuttavia non rispettano i criteri stabiliti dallo IAS 32 per operare la compensazione di bilancio.

Per la disclosure di tali accordi il principio richiede di considerare gli effetti delle garanzie reali finanziarie ricevute e prestate.

Al riguardo si segnala che, sulla base dell'analisi effettuata, non risultano in essere accordi di netting per i quali si debba procedere alla compensazione dei saldi nello stato patrimoniale, ai sensi di quanto richiesto dallo IAS 32. Pertanto nelle seguenti tabelle 5. e 6. le colonne relative all'"Ammontare delle attività/passività finanziarie compensato in bilancio" non risulteranno avvalorate.

For
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Tot
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)
16.
038

PARTE C INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO

Sezione 1 – Gli Interessi - Voci 10 e 20

1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione

Voci/Forme tecniche Titoli di debito Finanziamenti Altre
operazioni
Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
a conto economico:
510 321 - 831 210
1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 508 - - 508 147
1.2 Attività finanziarie designate al fair value - - - - -
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
2 321 - 323 63
2. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
61.649 - X 61.649 24.297
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 66.620 479.761 - 546.381 345.722
3.1 Crediti verso banche 8.341 26.714 X 35.055 3.076
3.2 Crediti verso clientela 58.279 453.047 X 511.326 342.646
4. Derivati di copertura X X 26.063 26.063 24.774
5. Altre attività X X 232 232 -
6. Passività finanziarie X X X 60.763 111.568
Totale 128.779 480.082 26.295 695.918 506.571
di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired - 9.937 - 9.937 10.540
di cui: interessi attivi su leasing finanziario X - X - -

1.2 Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni

1.2.1 Interessi attivi su attività finanziarie in valuta

Gli interessi attivi maturati ammontano a 46.923 mila euro.

1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre operazioni Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (81.627) (45.686) X (127.313) (46.384)
1.1 Debiti verso banche centrali - X X - -
1.2 Debiti verso banche (46.506) X X (46.506) (365)
1.3 Debiti verso clientela (35.122) X X (35.122) (15.396)
1.4 Titoli in circolazione X (45.686) X (45.686) (30.622)
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
3. Passività finanziarie designate al fair value - - - - -
4. Altre passività e fondi X X - - -
5. Derivati di copertura X X - - -
6. Attività finanziarie X X X (23.117) (52.491)
Totale
(81.627)
(45.686) - (150.431) (98.875)
di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing (2.697) X X (2.697) (2.801)

1.4 Interessi passivi e oneri assimilati: altre informazioni

1.4.1 Interessi passivi su passività finanziarie in valuta

Gli interessi passivi maturati ammontano a 35.446 mila euro.

1.5 Differenziali relativi alle operazioni di copertura

Totale Totale
Voci 31/12/2022 31/12/2021
A. Differenziali positivi relativi a operazioni di copertura 240.801 184.443
B. Differenziali negativi relativi a operazioni di copertura (214.738) (159.669)
C. Saldo (A-B) 26.063 24.774

Sezione 2 - Le Commissioni - Voci 40 e 50

2.1 Commissioni attive: composizione

Totale Totale
Tipologia servizi/Valori 31/12/2022 31/12/2021
a) Strumenti finanziari 257.229 279.272
1. Collocamento titoli 185.371 195.215
1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile - -
1.2 Senza impegno irrevocabile 185.371 195.215
2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per
conto dei clienti
12.293 14.635
2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari 4.116 5.505
2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti 8.177 9.130
3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari 59.565 69.423
di cui: negoziazione per conto proprio - -
di cui: gestione di portafogli individuali 59.565 69.423
b) Corporate Finance 3 5
1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni 3 5
2. Servizi di tesoreria - -
3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance - -
c) Attività di consulenza in materia di investimenti 5.915 5.892
d) Compensazione e regolamento - -
e) Custodia e amministrazione 3.860 3.613
1. Banca depositaria - -
2. Altre commissioni legate all'attività di custodia e amministrazione 3.860 3.613
f) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive - -
g) Attività fiduciaria - -
h) Servizi di pagamento 220.048 214.657
1. Conti correnti 133.530 122.182
2. Carte di credito 28.465 24.426
3. Carte di debito ed altre carte di pagamento 21.980 34.084
4. Bonifici e altri ordini di pagamento 14.533 13.193
5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento 21.540 20.772
i) Distribuzione di servizi di terzi 85.592 78.377
1. Gestioni di portafogli collettive - -
2. Prodotti assicurativi 80.273 74.865
3. Altri prodotti 5.319 3.512
di cui: gestioni di portafogli individuali - -
j) Finanza strutturata - -
k) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
l) Impegni a erogare fondi - -
m) Garanzie finanziarie rilasciate 4.658 4.426
di cui: derivati su crediti - -
n) Operazioni di finanziamento - -
di cui: per operazioni di factoring - -
o) Negoziazione di valute 3.837 3.167
p) Merci
q) Altre commissioni attive
-
10.770
-
10.538
di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio - -
di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione - -
Totale 591.911 599.947

I dati delle tabelle del 2021 delle "Commissioni attive", Servizi di pagamento e Altre commissioni attive, sono stati riesposti al fine di recepire in maniera più analitica le commissioni relative ai conti correnti.

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Si riporta la disaggregazione delle commissioni distribuite per forma tecnica in linea con quanto richiesto da IFRS 15 par. 114. Le principali tipologie commissionali sono riconducibili a (IFRS 15 par. 119):

  • Gestione dei portafogli individuali e collettivi: la performance obbligation si sostanzia in 42 mila euro e viene tipicamente soddisfatta over time;
  • Collocamento titoli: si tratta di commissioni in sede di collocamento fondi/sicav incassati per un importo pari a 17.058 mila euro;
  • Distribuzione dei servizi di terzi: si tratta di commissioni di acquisizione relative a polizze assicurative per un importo pari a 6.980 mila euro.

La banca percepisce vari tipi di commissioni variabili come:

  • Success Fee e retainer fee;
  • Performance/Overperformance;
  • Rappel.

Tali commissioni vengono percepite al raggiungimento di determinati obiettivi, previsti contrattualmente e sono contabilizzate al momento in cui viene meno l'incertezza relativa alla determinazione dell'importo variabile.

Nella parte L della nota integrativa consolidata viene presentata la disaggregazione dei Ricavi per segmento operativo.

2.2 Commissioni attive: canali distributivi dei prodotti e servizi

Canali/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
a) presso propri sportelli: 259.146 274.080
1. gestioni di portafogli 38.824 48.779
2. collocamento di titoli 148.526 156.888
3. servizi e prodotti di terzi 71.795 68.413
b) offerta fuori sede: 71.383 68.935
1. gestioni di portafogli 20.741 20.644
2. collocamento di titoli 36.845 38.327
3. servizi e prodotti di terzi 13.797 9.964
c) altri canali distributivi: - -
1. gestioni di portafogli - -
2. collocamento di titoli - -
3. servizi e prodotti di terzi - -

2.3 Commissioni passive: composizione

Servizi/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
a) Strumenti finanziari (7.828) (12.242)
di cui: negoziazione di strumenti finanziari (2.568) (2.538)
di cui: collocamento di strumenti finanziari (417) (520)
di cui: gestione di portafogli individuali (4.808) (9.185)
- Proprie (4.808) (9.185)
- Delegate a terzi - -
b) Compensazione e regolamento - -
c) Custodia e amministrazione (2.757) (2.672)
d) Servizi di incasso e pagamento (16.973) (30.162)
di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento (11.028) (9.538)
e) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
f) Impegni a ricevere fondi - -
g) Garanzie finanziarie ricevute (1.811) (803)
di cui: derivati su crediti - -
h) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi (62.321) (64.440)
i) Negoziazione di valute - -
j) Altre commissioni passive (3.143) (2.681)
Totale (94.833) (113.001)

Sezione 3 – Dividendi e proventi simili - Voci 70

3.1 Dividendi e proventi simili: composizione

Voci/Proventi Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Dividendi Proventi simili Dividendi Proventi simili
A. Attività finanziarie di negoziazione 126
-
13
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -
-
-
C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
1.950
-
153 -
D. Partecipazioni 2.951
-
3.046 -
Totale 5.026 - 3.212 -

Nel corso dell'esercizio sono stati incassati dividendi da Credemassicurazioni per circa 3,0 milioni di euro.

Sezione 4 – Il Risultato Netto dell'attività di negoziazione – Voce 80

4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze
(A)
Utili da
negoziazione
(B)
Minusvalenze
(C)
Perdite da
negoziazione
(D)
Risultato
netto [(A+B) -
(C+D)]
1. Attività finanziarie di negoziazione 175 6.588 (935) (2.174) 3.654
1.1 Titoli di debito 22 5.916 (815) (1.833) 3.290
1.2 Titoli di capitale 65 669 (74) (62) 598
1.3 Quote di O.I.C.R. 88 2 (46) (278) (234)
1.4 Finanziamenti - - - - -
1.5 Altre - - - - -
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti - - - - -
2.3 Altre - - - - -
3. Attività e passività finanziarie: differenze di
cambio
X X X X 11.110
4. Strumenti derivati 37.537 300.677 (294.377) (46.209) (3.741)
4.1 Derivati finanziari: 37.537 300.677 (294.377) (46.209) (3.741)
- Su titoli di debito e tassi di interesse 37.537 300.676 (294.377) (46.209) (2.372)
- Su titoli di capitale e indici azionari - - - - 1
- Su valute e oro X X X X (1.370)
- Altri - - - - -
4.2 Derivati su crediti - - - - -
di cui: coperture naturali connesse con la fair
value option
X X X X -
Totale 37.712 307.265 (295.312) (48.383) 11.023

Nella presente tabella i risultati della negoziazione delle attività finanziarie per cassa in valuta sono indicati separatamente da quelli relativi all'attività in cambi.

Sezione 5 – Il Risultato Netto dell'attività di copertura – Voce 90

5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione

Componenti reddituali/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
A. Proventi relativi a:
A.1 Derivati di copertura del fair value 1.386.360 160.202
A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) 25.283 105.387
A.3 Passivita' finanziarie coperte (fair value) 580.528 102.864
A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
A.5 Attività e passività in valuta - -
Totale proventi dell'attività di copertura (A) 1.992.171 368.454
B. Oneri relativi a:
B.1 Derivati di copertura del fair value (616.617) (193.842)
B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) (1.355.339) (174.525)
B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) (16.326) -
B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
B.5 Attività e passività in valuta - -
Totale oneri dell'attività di copertura (B) (1.988.282) (368.367)
C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) 3.888 87
di cui: risultato delle coperture su posizioni nette - -

La metodologia contabile del macro fair value hedge è stata applicata per la copertura del rischio di tasso associato all'erogazione di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con opzione "Cap", per la copertura rischio di tasso della raccolta a vista di clientela, e la metodologia contabile del micro fair value hedge per la copertura del rischio di tasso per alcuni titoli a tasso fisso detenuti nei portafogli "AFS" e "Crediti" e per la copertura del rischio di tasso per alcune obbligazioni emesse a tasso fisso classificate nella voce "titoli in circolazione".

L'attività di copertura, con riferimento alla valutazione degli strumenti derivati correlati a poste patrimoniali (la circostanza ha in particolare riguardato le coperture in "micro fair value hedge" dei titoli di debito appostati tra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva), ha risentito dell'andamento dei tassi di interesse e delle tensioni di mercato verificatesi in particolare nell'anno

Va osservato che tale risultato è peraltro da mettere in connessione con gli apporti positivi che le stesse grandezze patrimoniali suddette hanno avuto sul margine finanziario.

Sezione 6 – Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100

6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione

Voci/Componenti reddituali Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Utili Perdite Risultato
netto
Utili Perdite Risultato
netto
Attività finanziarie
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 36.020 (4.514) 31.506 4.485 (1.351) 3.134
1.1 Crediti verso banche - - - - - -
1.2 Crediti verso clientela 36.020 (4.514) 31.506 4.485 (1.351) 3.134
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
17.471 (4.981) 12.490 67.726 (34.210) 33.516
2.1 Titoli di debito 17.471 (4.981) 12.490 67.726 (34.210) 33.516
2.2 Finanziamenti - - - - - -
Totale attività 53.490 (9.495) 43.996 72.211 (35.560) 36.651
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato
1. Debiti verso banche - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - -
3. Titoli in circolazione - - - - - -
Totale passività - - - - - -

L'andamento dell'aggregato riporta anche le cessioni di portafogli di crediti NPL, chirografari ed ipotecari, effettuate nel corso dell'esercizio. Le operazioni hanno comportato una plusvalenza netta di circa 5,2 milioni di euro.

E' risultato positivo il contributo dell'area finanza.

Sezione 7 – Il Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value – Voce 110

7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze
(A)
Utili da
realizzo (B)
Minusvalenze
(C)
Perdite da
realizzo (D)
Risultato netto
[(A+B) - (C+D)]
1. Attività finanziarie 340 - (1.968) (135) (1.762)
1.1 Titoli di debito - - - - -
1.2 Titoli di capitale - - - - -
1.3 Quote di O.I.C.R. 20 - (536) (34) (549)
1.4 Finanziamenti 320 - (1.432) (101) (1.213)
2. Attività finanziarie: differenze di cambio X X X X -
Totale 340 - (1.968) (135) (1.762)

Sezione 8 – Le rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento - Voce 130

Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Operazioni/Componenti
reddituali
Impaired
Terzo stadio
acquisite o
originate
Totale
31/12/2022
31/12/2021
Write-off Altre Write-off Altre
A. Crediti verso banche (61) (104) - - - - 20 - - - (146) (108)
- Finanziamenti (37) (104) - - - - - - - - (141) (32)
- Titoli di debito (25) - - - - - 20 - - - (5) (76)
B. Crediti verso
clientela
(724) (2.807) (1.627) (88.720) - (2.219) 1.712 - 39.250 6.799 (48.336) (23.829)
- Finanziamenti - (2.807) (1.627) (88.720) - (2.219) 1.281 - 39.250 6.799 (48.043) (23.132)
- Titoli di debito (724) - - - - - 431 - - - (293) (697)
Totale (785) (2.911) (1.627) (88.720) - (2.219) 1.731 - 39.250 6.799 (48.483) (23.938)

8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione

A= da interessi B= da altre riprese

Le rettifiche su crediti restano su valori estremamente contenuti (circa 15 bps di costo del credito), registrano componenti non ricorrenti, relativi sia ad un aggiornamento degli scenari nei modelli IFRS9, sia un adeguamento delle policy sui crediti problematici, in coerenza con gli obiettivi di addendum e calendar provisioning e confermano, come già evidenziato nel capitolo della relazione sulla gestione dedicato agli impieghi, l'assenza di rilevanti segnali di deterioramento creditizio.

8.1a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: composizione

Operazioni/Componenti reddituali Terzo stadio Impaired acquisite o
originate
Totale
Primo stage Secondo
stadio
Write-off Altre Write-off Altre 31/12/2022
1. Finanziamenti oggetto di
concessione conforme con le GL
- - - - - - -
2. Finanziamenti oggetto di misure
di moratoria in essere non più
conformi alle GL e non valutate
come oggetto di concessione
- - - - - - -
3. Finanziamenti oggetto di altre
misure di concessione
- (170) - (532) - - (701)
4. Nuovi finanziamenti 1.036 (52) - (13.892) - - (12.908)
Totale 31/12/2022 1.036 (222) - (14.424) - - (13.610)
Totale 31/12/2021 519 (1.174) - (6.985) - (22) (7.663)

Nella tabella viene indicato il dettaglio delle rettifiche di valore nette per i finanziamenti, oggetto di "moratorie" o altre misure di concessione in essere alla data di riferimento del bilancio, o che costituiscono nuova liquidità concessa mediante meccanismi di garanzia pubblica.

8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Operazioni/Componenti Terzo stadio Impaired
acquisite o
Totale Totale
reddituali Primo
stadio
Secondo
stadio
Write-off Altre Write-off originate
Altre
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
31/12/2022 31/12/2021
A. Titoli di debito (293) - - - - - 408 - - - 115 523
B. Finanziamenti - - - - - - - - - - - -
- Verso clientela - - - - - - - - - - - -
- Verso banche - - - - - - - - - - - -
Totale (293) - - - - - 408 - - - 115 523

Sezione 9 –Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni - Voce 140

9.1 Utili (perdite) da modifiche contrattuali: composizione

La voce presenta un saldo netto positivo di 116 mila euro, 493 mila euro di utili e 377 mila euro di perdite a seguito dell'adeguamento operato ai valori contabili delle attività finanziarie che riflettono le modifiche apportate ai flussi di cassa contrattuali che non danno luogo a cancellazioni contabili.

Sezione 10 – Le spese amministrative - Voce 160

Le spese amministrative mostrano complessivamente una crescita di oltre l'1%, riflettendo alcune dinamiche inflattive e la crescita del business, oltre che la computabilità su dodici mesi degli oneri relativi al perimetro di Caricento.

10.1 Spese per il personale: composizione

Tipologia di spese/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1) Personale dipendente (464.204) (457.630)
a) salari e stipendi (339.299) (326.663)
b) oneri sociali (80.713) (78.371)
c) indennità di fine rapporto (2.511) (2.720)
d) spese previdenziali - -
e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale (1.372) (2.009)
f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: - -
- a contribuzione definita - -
- a benefici definiti - -
g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: (21.259) (20.720)
- a contribuzione definita (21.259) (20.720)
- a benefici definiti - -
h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali (3.304) (2.488)
i) altri benefici a favore dei dipendenti (15.745) (24.658)
2) Altro personale in attività (180) (18)
3) Amministratori e sindaci (2.120) (2.065)
4) Personale collocato a riposo (21) -
5) Recuperi di spese per dipendenti distaccati presso altre aziende 5.698 4.914
6) Rimborsi di spese per dipendenti di terzi distaccati presso la società (1.999) (1.474)
Totale (462.826) (456.273)

Come da indicazioni della circolare di Banca d'Italia 262 del 22 dicembre 2005 (e successivi aggiornamenti):

  • nella voce "Spese per il personale" figurano anche i compensi agli amministratori e ai sindaci e le spese relative ai contratti di lavoro atipici;
  • il costo del personale dipendente è al netto dei recuperi di spesa per i dipendenti della banca distaccati presso le società controllate ed è comprensivo dei compensi pagati alle società controllate relativi a personale distaccato presso la banca;
  • la sottovoce "Altro personale in attività" comprende compensi per collaborazioni coordinate.

10.2 Numero medio dei dipendenti per categoria

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
1) Personale dipendente 5.590 5.452
a) dirigenti 109 111
b) quadri direttivi 2.625 2.563
c) restante personale dipendente 2.856 2.778
2) Altro personale - -
Totale 5.590 5.452

Il numero medio dei dipendenti non include gli amministratori e sindaci. Nel caso dei dipendenti part-time è convenzionalmente considerato il 50%.

10.4 Altri benefici a favore dei dipendenti

La voce comprende i buoni pasto, gli incentivi all'esodo, le altre liberalità diverse, i costi per polizze assicurative stipulate a favore dei dipendenti, i corsi per corsi di aggiornamento professionale, ecc.

10.5 Altre spese amministrative: composizione

Tipologia servizi/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Imposte e tasse (103.876) (106.400)
Imposta di bollo (90.798) (93.626)
Imposta Municipale Unica (3.002) (2.775)
Altro (10.076) (9.999)
Altre spese (196.992) (197.830)
Assicurazioni (2.606) (2.288)
ATM (964) (666)
Economato, cancelleria, stampati (6.236) (7.751)
Formazione (1.713) (1.361)
Energia elettrica (5.813) (4.884)
Fitti passivi su immobili (957) (1.059)
Altre spese immobiliari (12.916) (10.284)
Info provider (9.812) (8.694)
Elaborazioni elettroniche presso terzi (66.456) (71.120)
Macchine ufficio (90) (97)
Lavorazione bancarie esternalizzate (4.908) (8.459)
Marketing (11.126) (8.609)
Mobilità (5.844) (4.196)
Postali (4.056) (3.842)
Consulenza (8.389) (11.056)
Spese legali per recupero crediti (5.959) (5.940)
Spese legali (2.702) (3.316)
Altri compensi a professionisti esterni (1.384) (1.503)
Reti e servizi interbancari (3.248) (3.149)
Telefoniche (5.670) (6.061)
Trasporti (335) (385)
Trasporto valori e contazione (2.855) (2.334)
Vigilanza (4.825) (4.504)
Visure e informazioni (6.970) (7.046)
Altre spese (21.160) (19.226)
Contributi Fondi (55.825) (49.944)
Contributi Fondo di Risoluzione Unico - SRF (21.824) (21.716)
Contributi Sistema Garanzia Depositi - DGS (34.000) (28.228)
Totale (356.694) (354.174)

Sezione 11 – Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Voce 170

11.1 Accantonamenti netti per il rischio di credito relativi a impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: composizione

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Accantonamento netto al fondo rischi per impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate (1.333) (2.144)
Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per impegni a erogare fondi e garanzie
finanziarie rilasciate
2.313 1.908
Totale 981 (236)

11.2 Accantonamenti netti relativi ad altri impegni e altre garanzie rilasciate: composizione

31/12/2022 31/12/2021
Totale Totale
Accantonamento netto al fondo rischi per altri impegni e altre garanzie rilasciate (3.851) (2.662)
Interessi passivi da attualizzazione fondo per altri impegni e altre garanzie rilasciate - -
Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per altri impegni e altre garanzie rilasciate - -
Accantonamento quota IPC Contributo Fondo di Risoluzione Unico Europeo - SRF - -
(3.851) (2.662)

Nella presente voce è stato accantonato anche il 15% del contributo al Fondo Nazionale per la Risoluzione, già versato, pari a 3,9 milioni di euro a titolo di "deposito cauzionale", mentre l'ulteriore 85% è stato imputato nella voce "Altre spese amministrative".

11.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi e oneri: composizione

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Accantonamento netto al fondo rischi per cause passive e revocatorie (1.767) (5.698)
Interessi passivi da attualizzazione fondo per cause passive e revocatorie 465 -
Riattribuzione a conto economico relative al fondo rischi per cause passive e revocatorie 1.463 1.904
Accantonamenti ad altri fondi (14.394) (3.104)
Interessi passivi da attualizzazione relativi ad altri fondi 5 -
Riattribuzione a conto economico relative ad altri fondi 3.193 375
Totale (11.035) (6.522)

Sezione 12 – Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali – Voce 180

12.1. Rettifiche di valore nette su attività materiali: composizione

Attività/Componente reddituale Ammortamento
(a)
Rettifiche di valore
per deterioramento
(b)
Riprese di valore
(c)
Risultato netto
(a + b - c)
A. Attività materiali
1 Ad uso funzionale (38.562) (18) 85 (38.495)
- Di proprietà (17.951) - - (17.951)
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing (20.612) (18) 85 (20.544)
2 Detenute a scopo d'investimento (165) - - (165)
- Di proprietà (165) - - (165)
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
3 Rimanenze X - - -
Totale (38.727) (18) 85 (38.660)

Sezione 13 – Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali – Voce 190

13.1 Rettifiche di valore nette di attività immateriali: composizione

Attività/Componente reddituale Ammortamento Rettifiche di valore
per deterioramento
Riprese di valore Risultato netto
(a) (b) (c) (a + b - c)
A. Attività immateriali
di cui: software (43.265) - - (43.265)
A.1 Di proprietà (45.375) - - (45.375)
- Generate internamente dall'azienda (5.895) - - (5.895)
- Altre (39.480) - - (39.480)
A.2 Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
B. Attività possedute per la vendita X - - -
Totale (45.375) - - (45.375)

Gli ammortamenti sono in crescita per la costante attenzione agli investimenti per sostenere l'attività progettuale e l'evoluzione del modello di servizio.

Sezione 14 – Gli altri oneri e proventi di gestione – Voce 200

14.1 Altri oneri di gestione: composizione

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Ammortamento migliorie su beni di terzi (3.315) (3.205)
Sopravvenienze passive (13.117) (14.053)
Altri oneri (607) (1.508)
Totale Altri oneri (17.038) (18.765)

14.2 Altri proventi di gestione: composizione

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Fitti attivi 4.517 3.619
Recupero di imposte 95.729 98.064
Recupero interesse per incassi e pagamenti in stanza di compensazione 1 -
Recupero costi amministrativi da società del gruppo 20.123 19.277
Sopravvenienze attive 6.500 4.318
Altri proventi 9.008 7.696
Negative Goodwill - 97.083
Totale Altri proventi 135.878 230.058

La voce "Recuperi di imposta" recepisce il recupero del maggior onere relativo al calcolo dell'imposta di bollo sui dossier titoli.

Nella voce "Altri proventi" sono compresi anche i recuperi della "Commissione di istruttoria veloce", disciplinata dal comma 2 della Legge 23 dicembre 2011.

Il negative goodwill, o badwill, registrato nel 2021 derivava dall'operazione di integrazione con Caricento.

Sezione 15 – Utili (Perdite) delle partecipazioni – Voce 220

15.1 Utile (perdite) delle partecipazioni: composizione

Componenti reddituali/Settori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
A. Proventi 14.363 -
1. Rivalutazioni - -
2. Utili da cessione 12.902 -
3. Riprese di valore - -
4. Altri proventi 1.461 -
B. Oneri (50) -
1. Svalutazioni - -
2. Rettifiche di valore da deterioramento - -
3. Perdite da cessione - -
4. Altri oneri (50) -
Risultato netto 14.313 -

Nel corso dell'esercizio si è registrato il perfezionamento della dismissione della partecipazione Gestimlux, rilevando un utile da cessione di 12,9 milioni di euro e si è provveduto alla liquidazione della partecipazione Reeval, rilevando una perdita di circa 50 mila euro. Le suddette partecipazioni erano state classificate nella voce "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione".

Sezione 18 – Utili (Perdite) da cessione di investimenti - Voce 250

18.1 Utili (perdite) da cessione di investimenti: composizione

Componente reddituale/Valori Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
A. Immobili (13) 1.389
- Utili da cessione 163 1.536
- Perdite da cessione (176) (147)
B. Altre attività 2.314 9.118
- Utili da cessione 2.542 9.804
- Perdite da cessione (229) (686)
Risultato netto 2.301 10.507

Sezione 19 – Le imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente - Voce 270

19.1 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente: composizione

Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
(64.373) (20.604)
- -
- -
- -
(17.366) (25.027)
(3.720) (3.363)
(85.458) (48.994)

Le imposte correnti sono state rilevate in base alla legislazione fiscale vigente, ivi incluse le disposizioni del D.Lgs.38/2005.

19.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio

IRES Imponibile IRES %
Onere fiscale IRES teorico 183.246 (50.393)
Variazioni in aumento permanenti
- Minusvalenze indeducibili 51 (14)
- Altri oneri non deducibili 109.669 (30.159)
- IMU 901 (248)
- Costi auto indeducibili 515 (142)
- Erogazioni liberali indeducibili 255 (70)
- Fabbricati non strumentali 46 (13)
Variazioni in diminuzione permanenti
- Dividendi Esenti (4.656) 1.280
- Agevolazione ACE 2011 (6.783) 1.865
- Plusvalenze PEX (13.646) 3.753
- Altre variazioni (10.480) 2.882
Onere fiscale IRES effettivo 259.118 (71.258)
IRAP Imponibile IRAP %
Onere fiscale IRAP teorico 707.804 (39.425)
Variazioni in aumento permanenti
- Spese amministrative - 10% (voce 160 b) 32.661 (1.819)
- Ammortamenti - 10% e non funzionali (voce 170) 7.563 (421)
- I. M.U. 2.702 (150)
-Altre variazioni 39.908 (2.223)
Variazioni in diminuzione permanenti
- Dividendi non tassati (2.513) 140
- rettifiche di valore su crediti ceduti (67.757) 3.774
- Ammortamento avviamento (12.353) 688
- Cuneo fiscale (453.076) 25.236
Onere fiscale IRAP effettivo 254.937 (14.200)
Totale onere fiscale effettivo IRES e IRAP 438.183 (85.458)

Sezione 22 – Utile per azione

22.1 Numero medio delle azioni ordinarie a capitale diluito

31/12/2022 31/12/2021
Fair value azioni 6,01 5,41
Utile netto 189.020 199.476
Numero azioni ponderato 340.404.650 335.195.749
Numero azioni potenziale - -
Numero azioni diluito potenziale 340.404.650 335.195.749
Utile per azioni 0,55 0,59
Utile diluito per azione 0,55 0,59

Lo IAS 33 prevede l'esposizione dell'utile per azione (EPS) base e diluito, specificando per entrambi la metodologia di calcolo. L'utile per azione base deriva dal rapporto tra l'utile attribuibile ai possessori di azioni ordinarie e la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l'esercizio.

Il fair value delle azioni è la media ponderata del 2022.

PARTE D REDDITIVITA' COMPLESSIVA

PROSPETTO ANALITICO DELLA REDDITIVITA' COMPLESSIVA

Voci 31/12/2022 31/12/2021
10.
Utile (Perdita) d'esercizio
189.020 199.476
Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico 9.031 (12.420)
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: 3.369 (12.489)
a) variazione di fair value 3.369 26.472
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto - (38.961)
Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico
(variazioni del proprio merito creditizio):
30.
- -
a) variazione del fair value
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto
-
-
-
-
Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività
40.
complessiva:
- -
a) variazione di fair value (strumento coperto) - -
b) variazione di fair value (strumento di copertura) - -
50. Attività materiali - -
60. Attività immateriali - -
70. Piani a benefici definiti 8.383 (1.101)
80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali senza rigiro a conto
economico
100.
(2.721) 1.170
Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico (247.808) (35.175)
110. Copertura di investimenti esteri: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
120. Differenze di cambio: - -
a) variazione di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
130. Copertura dei flussi finanziari: (142.501) (41.174)
a) variazioni di fair value (142.501) (41.174)
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
di cui: risultato delle posizioni nette - -
140. Strumenti di copertura (elementi non designati): - -
a) variazione di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto
150
sulla redditività complessiva
(227.748) (11.381)
a) variazioni di fair value (225.630) 53.572
b) rigiro a conto economico (1.826) (65.875)
- rettifiche per rischio di credito (115) (523)
- utili/perdite da realizzo deterioramento (1.711) (65.352)
c) altre variazioni (293) 923
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
155.
ammortizzato ai sensi dello IAS39
- -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
- rettifiche da deterioramento - -
- utili/perdite da realizzo - -
c) Altre variazioni - -
160. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: - -
a) variazioni di fair value - -
-
-
-
-
-
-
-
-
17.380
(47.595)
151.881

Si forniscono le informazioni di dettaglio previste dallo IAS 1 sul prospetto della redditività complessiva (importi al lordo e al netto delle imposte, rigiri a conto economico, ecc.)

PARTE E

INFORMAZIONI SUI RISCHI E SULLE RELATIVE POLITICHE DI COPERTURA

Premessa

Sintesi dell'organizzazione del governo dei rischi della banca, dei relativi processi e delle funzioni chiave

Il Gruppo Credem valuta da sempre come elemento fondante la ricerca di una elevata qualità nel governo dei rischi, ritenuta fattore imprescindibile ed obiettivo strategico al fine di:

  • garantire la salvaguardia del patrimonio aziendale, assicurando la massima efficacia ed efficienza del processo di creazione del valore;
  • integrare nei processi decisionali ed operativi di gestione delle differenti aree di business la duplice dimensione rischio rendimento;
  • assicurare la coerenza dei processi operativi con le strategie, le politiche ed i regolamenti interni.

Gli organismi di governo e le funzioni specialistiche coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi sono:

  • Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo (organo di supervisione strategica), il quale valuta tutte le tipologie di rischio a livello consolidato e ne approva l'assunzione in maniera articolata su Società e Business Unit individuate come rilevanti per l'apporto al rischio di Gruppo, attraverso un articolato processo di Risk Appetite Framework, tenendo in considerazione il business model, il Piano Strategico e in coerenza con l'ICAAP e il sistema dei controlli interni. Credem considera la possibilità che, nell'ambito dell'orizzonte temporale identificato, il rischio possa subire sensibili variazioni in presenza di andamenti avversi di mercato e/o caratterizzati da elevata volatilità dei diversi fattori di rischio; per tener conto di questo e assicurare in ogni situazione al Gruppo margini sufficienti per operare entro la Risk Capacity, vengono definite delle soglie di tolleranza al Risk Appetite (Risk Tolerance), che rappresentano la variazione massima che il gruppo Credem intende accettare in scenari di stress.
  • Il Comitato Esecutivo (organo con funzione di gestione), il quale stabilisce limiti operativi coerenti con la propensione al rischio, cura l'attuazione del RAF ed autorizza il superamento della propensione al rischio entro il limite della soglia di tolleranza.
  • Al Collegio Sindacale spetta la funzione di controllo e vigilanza.

I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono gli obiettivi identificati dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo riferiti a mission e profilo di rischio; approvano la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo.

Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.

COMITATO CONSILIARE RISCHI E SOSTENIBILITA' DI GRUPPO (CCRSG)

Il Comitato svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa e del Gruppo in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento. Il Comitato supporta altresì il CA nella valutazione della strategia di Sostenibilità del Gruppo, ivi incluso il presidio dei rischi ambientali, sociali e di governance, e l'analisi della Dichiarazione Non Finanziaria ai sensi del D.Lgs. 254/2016 e del Codice di Corporate Governance 2020 delle Società quotate.

Con particolare riferimento ai compiti in materia di gestione e controllo dei rischi, il Comitato svolge le seguenti funzioni di supporto:

• valuta l'efficacia delle ipotesi e delle analisi contenute all'interno del Piano di Risanamento e nei suoi successivi aggiornamenti, proposte dalla Funzione ERISK, esprimendo un parere motivato in merito ai fini di una successiva sottoposizione al CA;

  • valuta, sulla base dell'informativa del Comitato Recovery Management di Gruppo (di seguito Comitato recovery), l'effettiva sussistenza dello stato di recovery, esprimendo un parere motivato in merito, ai fini della successiva rappresentazione al CA;
  • valuta, sulla base dell'informativa del Comitato recovery, l'effettiva sussistenza delle condizioni per la chiusura dello stato di recovery, esprimendo un parere motivato in merito, ai fini della successiva rappresentazione al CA;
  • svolge l'attività valutativa ed esprime il proprio parere affinché il CA possa definire e approvare il Risk Appetite Framework (cd. RAF, con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza);
  • monitora l'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di risk appetite e alle soglie di tolleranza relativamente a tutti gli indicatori previsti nel RAF di Gruppo;
  • esprime parere relative alle metodologie di misurazione, controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno;
  • recepisce le valutazioni relative all'analisi di rilevanza e analizza qualsiasi nuovo rischio dovesse emergere;
  • valuta le politiche e i processi di valutazione delle attività aziendali (ad es. fair value policy e linee guida e criteri per la svalutazione dei crediti) verificando che il prezzo e le condizioni delle operazioni con la clientela siano coerenti con il modello di business e le strategie in materia di rischi;
  • ferme restando le competenze del Comitato Consiliare Remunerazioni di Gruppo, collabora con quest'ultimo al fine di assicurare che la politica di remunerazione rifletta e promuova una sana ed efficace gestione dei rischi; in tale ambito, accerta la coerenza dei sistemi incentivanti di breve e medio termine con il RAF;
  • ferme restando la competenza del Comitato Consiliare Remunerazioni di Gruppo, interviene inoltre nella definizione degli obiettivi individuali del Responsabile della Funzione di Revisione Interna e nella relativa successiva consuntivazione.

Nell'ambito della valutazione e proposizione della strategia di Sostenibilità ambientale, sociale e di governance, coaudiuvato dal Comitato Sostenibilità di Gruppo, il Comitato:

  • esamina preventivamente, fornendo parere al CA, l'analisi di materialità e la conseguente matrice proposta dal Comitato Sostenibilità di Gruppo;
  • valuta preventivamente, fornendo parere al CA, la proposizione strategica in tema di sostenibilità ambientale, sociale e di governance e il relativo milestone plan proposto dal Comitato sostenibilità di Gruppo;
  • contribuisce all'identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi ambientali, sociali e di governance, al fine di contribuire al successo sostenibile del Gruppo, tenendo conto delle attività caratteristiche e dei presidi identificati dal Comitato di Sostenibilità Area Wealth;
  • verifica l'efficacia del presidio dei rischi ambientali, sociali e di governance del Gruppo, sulla base della progettualità e delle rendicontazioni trasmesse dal Comitato Sostenibilità di Gruppo trasmesse dal Comitato Sostenibilità di Gruppo e dalle altre Funzioni aziendali, tenendo conto delle attività caratteristiche e dei presidi identificati dal Comitato di Sostenibilità Area Wealth;
  • presidia il processo di predisposizione della Dichiarazione Non Finanziaria (DNF):
    • esprimendo parere per il CA, ferme restando le attribuzioni del Collegio Sindacale e del Servizio Audit, in merito alla completezza e correttezza della DNF;
    • svolgendo un'adeguata attività valutativa e propositiva affinché il CA possa definire le linee di indirizzo e gli obiettivi in merito alle tematiche rilevanti e agli indicatori oggetto di rendicontazione, anche sulla base delle proposte del Comitato Sostenibilità di Gruppo;
    • supervisionando l'attività di rendicontazione e l'operato dell'Ufficio Relazioni Istituzionali e Sostenibilità e delle Funzioni Rilevanti.

COMITATO RISK MANAGEMENT DI GRUPPO

La mission è quella di informare il Comitato Esecutivo (CE) del presidio del rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework. Periodicamente il Comitato:

  • valuta il livello di rischio complessivamente assunto dalle singole società sia a livello gestionale che rispetto agli assorbimenti di vigilanza, avendo come riferimento il cd. Tableau de Bord di monitoraggio del Risk Appetite Framework (c.d "indicatori di I livello" o "indicatori RAF"). Limitatamente a Credembanca l'analisi viene svolta a livello di singola Business Unit;
  • nell'ambito delle attività di monitoraggio definite in coerenza con le regole di vigilanza prudenziale definite dalla Banca Centrale Europea (cd. processo SREP - Supervisory Review and Evaluation Process), rendiconta gli indicatori cd di II livello o "indicatori SREP" ossia quegli indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo. L'elenco di tali indicatori è riportato in allegato al Regolamento Recovery Planning e Risk Appetite del Gruppo Credem, ove per ognuno di essi è definito il Comitato di Governance o Funzione interna che operativamente analizza, nell'ambito delle proprie competenze, la loro evoluzione. Le metodologie di calcolo relative a ciascun indicatore sono riportate nel manuale "Indicatori di Rischio", la cui responsabilità di diffusione e aggiornamento è in carico alla funzione Risk Management. Con frequenza almeno annuale, in concomitanza ai processi di pianificazione, approva le soglie di alerting e ne valuta la coerenza con i valori di Appetite e Tolerance degli indicatori RAF di primo livello.
  • analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer (di seguito anche RO), revisioni addizionali del RAF;
  • svolge analisi di coerenza delle condizioni applicate alla clientela in funzione del rischio assunto;
  • valuta analisi specifiche proposte dal RO e ritenute esemplificative delle dinamiche dei diversi fattori di rischio;
  • svolge attività valutative in coerenza con quanto attribuito al Senior management dalla normativa in riferimento agli argomenti di Risk Management, in particolare in riferimento ai modelli interni.

COMITATO RECOVERY MANAGEMENT DI GRUPPO

Viene istituito al fine di supportare il CA, con poteri consultivi e decisionali, nella gestione dello stato di recovery regolamentati dal Piano di Risanamento. Il Comitato, nell'ambito del Piano, svolge le seguenti principali funzioni nel caso di sforamento delle soglie di recovery:

  • analizza le situazioni di tensione o di crisi sulla base di elementi a supporto apportati dalle varie funzioni aziendali con il coordinamento del Risk Officer che ne cura l'adeguata rappresentazione al comitato stesso;
  • valuta l'effettiva sussistenza dello stato di recovery, formalizzando gli esiti delle analisi svolte
  • all'interno di una proposta motivata da sottoporre all'approvazione del CA, previo raccolta del parere del Comitato Consiliare Rischi di Gruppo (di seguito Comitato Rischi);
  • valuta, al verificarsi dello stato di recovery, la possibilità di attivare tempestivamente le opzioni di recovery, con le relative azioni preparatorie, valutandone la fattibilità ed efficacia nel riportare gli indicatori del Piano di Risanamento entro i limiti definiti;
  • propone al CA, avvalendosi del supporto delle funzioni aziendali competenti, le opzioni di recovery all'interno di un piano di Intervento, unitamente alle azioni da attivare;
  • al verificarsi dello stato di recovery:
  • o coordina la comunicazione interna ed esterna;
  • o coordina la predisposizione dell'informativa per l'Autorità di Vigilanza, da sottoporre a valutazione del Comitato Rischi e del CA;
  • valuta l'effettiva sussistenza delle condizioni per procedere alla chiusura dello stato di recovery ed esprime al CA una proposta motivata in merito, raccogliendo il parere del Comitato Rischi;
  • monitora, per il tramite del proprio Segretario il Risk Officer, l'esecuzione delle opzioni di recovery e il rientro degli indicatori del Piano di Risanamento entro le soglie previste.

Il Comitato viene inoltre informato dal CA nel caso di superamento della soglia di Tolleranza, in quanto definita come soglia di warning per gli indicatori di Recovery e può procedere alla sua convocazione qualora siano presenti importanti segnali di deterioramento.

La funzione di Risk Management, a mezzo del Risk Officer e dei suoi collaboratori, ha lo scopo di:

  • garantire la misurazione ed il controllo, puntuale e prospettico, dell'esposizione alle diverse tipologie di rischio, in particolare di mercato, credito, tasso, liquidità e operativo;
  • monitorare gli assorbimenti di capitale;
  • proporre all'Organo di Gestione e alla Direzione Generale, con le altre funzioni aziendali competenti, la definizione e la revisione della struttura dei limiti operativi in coerenza con il capitale allocato;
  • seguire gli sviluppi della regolamentazione e assicurare agli Organi di Vigilanza le informazioni richieste dalla normativa vigente in relazione ai modelli interni;
  • sviluppare e mantenere sistemi di misurazione, gestione e controllo dei rischi conformi alla normativa.

Alla Funzione di Risk Management è richiesta autorevolezza, tenuto conto del ruolo rivestito all'interno dell'organizzazione e del mandato ricevuto, e professionalità, intesa come possesso delle conoscenze tecniche e di adeguata esperienza al ruolo. Alla stessa sono garantite soluzioni organizzative in grado di preservare l'indipendenza dalle unità di business incaricate della assunzione e gestione economica dei rischi, in particolare:

  • la collocazione gerarchica all'interno del Servizio Enterprice Risk Management (ERISK) sotto l'organo di gestione (Comitato Esecutivo);
  • l'accesso autonomo agli Organi Collegiali;
  • un sistema incentivante basato sui Key Performance Indicators riferiti ad obiettivi del controllo e non dipendenti dai risultati economici della Banca;
  • la previsione di situazioni di conflitto di interesse nell'assegnazione delle competenze;
  • la possibilità di richiedere l'adozione di sistemi informativi affidabili per identificare, misurare e monitorare adeguatamente tutti i rischi assunti o assumibili nei diversi segmenti operativi e istituire idonee procedure di reporting ai diversi livelli direzionali;
  • l'espressione di pareri preventivi sulle operazioni rilevanti di competenza delle funzioni e consultivi per quelle attribuite agli Organi Collegiali;
  • la possibilità di valutare preventivamente le proposte in tema di linee guida e di regolamenti relativi alla assunzione dei rischi compresa l'entrata in nuovi mercati o alla sottoscrizione di nuovi prodotti.
  • Per inquadrare correttamente le attività svolte si riporta la struttura organizzativa della Funzione di Risk Mangement e la descrizione delle principali aree di attività.
  • Di seguito si elencano le mission degli uffici della funzione di Risk Management di Gruppo:
  • Risk Officer; coordinatore della funzione;
  • Ufficio "Rischi Operativi e di Credito" (ROC): supportare Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo e della struttura dei limiti e delle deleghe operative, presidiandone, in coerenza con il Risk Appetite Framework, il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, limitatamente alle attività di valutazione dei rischi operativi e di credito.
  • L'ufficio Rating Office (RTO) si occupa di analizzare e deliberare le proposte di rating controparte e di override sulla clientela Credembanca e Credemleasing facente parte della "Funzione Regolamentare Corporate", garantendo il presidio sull'intero processo di attribuzione. Sviluppare, presidiare e mantenere il modello per l'attribuzione automatica e judgmental del rating per la Funzione Regolamentare Corporate nelle sue componenti quantitative, qualitative e di appartenenza a gruppo.
  • Ufficio "Validazione Modelli Interni" (VAL): Sottoporre il sistema di rating e, più in generale, i modelli interni validati ad un processo di convalida interna ai fini di verificare nel continuo, in maniera iterativa, l'affidabilità dei risultati ed il mantenimento della coerenza con le prescrizioni normative, con le esigenze operative aziendali e con l'evoluzione del mercato di riferimento. Verificare l'adeguatezza delle scelte metodologiche e di processo delle attività di impairment alla luce dei principi contabili IFRS9. Per i parametri di rischio per modelli interni e impairment IFRS9 e i modelli modelli/metriche inerenti il rischio tasso IRRBB e rischio Liquidità effettuare attività di verifiche periodiche. Effettuare attività di secondo livello sulle attività di controllo andamentale dei crediti. Coordinare le attività relative il rischio modello e condurne l'autovalutazione. Supporta il Risk Officer nella predisposizione dell'Autovalutazione dei processi ICAAP e ILAAP. Presidiare e validare i modelli valutativi di pricing, parametri e livelli di fair value nel rispetto dei criteri definiti nella Fair Value Policy di Gruppo redatta anche in coerenza con le disposizioni normative e contabili vigenti.
  • Ufficio "RAF e Stress test Integration" (RSI): Supportare il Risk Officer e il Comitato Consiliare Rischi di Gruppo nel quantificare e monitorare l'esposizione e la relativa Risk Tolerance, tramite

l'applicazione di scenari di stress trasversali, a tutti i rischi risultati rilevanti in ambito RAF, con particolare riferimento alla loro integrazione, coerentemente alla regolamentazione interna di riferimento. Supportare il Risk Officer nella definizione dei criteri di individuazione delle Operazioni di Maggior Rilievo e nella stesura dei relativi pareri preventivi coerentemente alla regolamentazione interna di riferimento.

  • Supporta il Risk Officer nelle attività di predisposizione, aggiornamento e gestione del Recovery e Resolution Plan. Coordina per la Funzione Risk Management le attività richieste da BCE e si interfaccia con ERA.
  • Ufficio "Rischio Finanza e Asset Management" (RFA); Supportare Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo e della struttura dei limiti e delle deleghe operative, presidiandone il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, relativamente ai rischi finanziari su portafogli di proprietà e su portafogli di terzi sotto forma di OICR e gestioni patrimoniali.
  • Ufficio "Data Risk Management" (DAM): Supportare Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di gruppo, presidiandone il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, limitatamente alle attività di gestione dei processi di Data Management (Data Quality, Data Reporting, Data Modelling e Solution).
  • Ufficio "Rischi Assicurativi" (RAS): concorrere alla definizione, al monitoraggio e alla valutazione del sistema di gestione dei rischi di Credemvita, anche attraverso attività di supporto e consulenza alle altre funzioni aziendali. Coordinare le attività di valutazione dei rischi legate ai prodotti in portafoglio, al lancio di nuovi prodotti e alle scelte strategiche.
  • Assicurare, in linea con gli obiettivi aziendali, la valutazione e la limitazione dei rischi ad un livello ritenuto accettabile dalla Compagnia in base al proprio Risk Appetite Framework.
  • Supportare inoltre Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo e della struttura dei limiti e delle deleghe operative, presidiandone, in coerenza con il Risk Appetite Framework, il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, limitatamente ai rischi assicurativi.

Descrizione della cultura del rischio nella banca e delle modalità attraverso cui viene garantita la diffusione.

La responsabilità sul sistema di controllo interno fa capo al Consiglio di Amministrazione, in ottemperanza alla specifica normativa di vigilanza emanata per le banche da Banca d'Italia. Il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano ha definito le linee di indirizzo dei sistemi di controllo interno, assicurandosi che i principali rischi aziendali siano identificati, gestiti e monitorati in modo adeguato.

Le linee di indirizzo del sistema di controllo interno, costituito dall'insieme di regole, procedure e strutture organizzative volte a consentire, attraverso l'adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, la sana e prudente conduzione dell'impresa, sono definite dal Consiglio di Amministrazione, il quale ne valuta l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa, avvalendosi dell'assistenza dell'apposito Comitato Consiliare Rischi di Gruppo e delle attività delle funzioni aziendali di controllo. Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi di Credito Emiliano si sostanzia come segue:

  • controlli di "linea" sul regolare svolgimento delle attività quotidiane, effettuati dalle stesse funzioni che pongono in essere le attività;
  • controlli posti in capo alle unità operative/amministrativo contabili, o incorporati nelle procedure;
  • controlli sulla gestione dei rischi di credito (compreso quello di tasso di interesse), di mercato e operativi affidati ad una specifica ed autonoma funzione di Risk Management che si occupa anche del profilo di rischio di liquidità a presidio del c.d. rischio strategico;
  • controlli di secondo livello, volti a presidiare le attività di contrasto e mitigazione del rischio di non conformità alle norme, compresa la disciplina di contrasto al riciclaggio ed al finanziamento al terrorismo;
  • controlli associati al processo di informativa finanziaria;
  • attività di revisione interna, effettuata dal Servizio Audit.
  • Il Gruppo Credem svolge con frequenza almeno annuale il processo ICAAP. L'obiettivo del processo ICAAP consiste nella valutazione autonoma da parte del Gruppo Credem, a livello consolidato, della propria adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica in relazione ai rischi assunti e alle strategie aziendali.

In coerenza con il processo ICAAP e gli obiettivi di business, il CA della Capogruppo valuta tutte le tipologie di rischio a livello consolidato e ne approva l'assunzione in maniera articolata su Società e Business Unit individuate come rilevanti per l'apporto al rischio di Gruppo, attraverso un articolato processo di Risk Appetite Framework.

Il RAF considera la possibilità che il profilo di rischio atteso possa subire sensibili variazioni in presenza di andamenti avversi di mercato e pertanto prevede delle soglie di tolleranza al Risk Appetite (Risk Tolerance), che rappresentano la variazione massima che Credem intende accettare in scenari di stress.

Il Comitato Risk Management inoltre rendiconta gli indicatori di II livello, ossia quegli indicatori di tipo operativo per i quali non è previsto in ambito RAF la definizione di appetite e tolerance, ma volti a irrobustire le attività di presidio e controllo. Le metodologie di calcolo relative a ciascun indicatore sono riportate nel manuale "Indicatori di Rischio", la cui responsabilità di diffusione e aggiornamento è in carico alla funzione Risk Management.

Il Consiglio di Amministrazione, avvalendosi del Comitato Consiliare Rischi di Gruppo, nel corso dell'esercizio ha valutato il funzionamento del sistema di controllo interno giudicandolo complessivamente adeguato, efficace ed effettivamente attuato rispetto alle caratteristiche della Banca e del Gruppo. Tale giudizio tiene conto del piano per l'implementazione dei punti di miglioramento individuati in esito alle verifiche svolte dalle Funzioni di Controllo.

Il Responsabile del Servizio Audit, in qualità di Responsabile della Funzione di Revisione Interna, è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato Consiliare Rischi di Gruppo supportato dal Comitato Nomine, e previo parere favorevole e del Collegio Sindacale.

Il Consiglio, sentito il parere del Comitato Remunerazioni di Gruppo ai sensi delle disposizioni Banca D'Italia in materia, approva la politica di remunerazione a favore dei Responsabili di tutte le funzioni di controllo. Le politiche di incentivazione sono elaborate in modo coerente con i compiti assegnati, avendo cura di evitare situazioni in conflitto rispetto alle aree aziendali soggette al loro controllo.

Per ulteriori dettagli si rimanda al documento "Relazione annuale all'assemblea degli azionisti relativa alla politica di remunerazione di gruppo" e in particolare al paragrafo "Remunerazione dei Responsabili delle funzioni aziendali di controllo".

Il Gruppo Credem ha previsto specifiche modalità di coordinamento tra i vari soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e gestione dei rischi. Il coordinamento viene garantito con le seguenti modalità:

  • ricezione della reportistica prodotta dalle funzioni di terzo e secondo livello nonché dai relativi comitati consiliari e interfunzionali, dal Consiglio di Amministrazione e dal Collegio Sindacale precisandosi che quest'ultimo viene informato anche in occasione delle partecipazioni alle singole riunioni dei Comitati e del Consiglio di Amministrazione;
  • invio della reportistica prodotta dalle funzioni di secondo livello alla Funzione di Revisione Interna;
  • analisi delle tematiche di controllo interno e analisi dei relativi rischi nell'ambito del Comitato Consiliare Rischi di Gruppo, il quale registra, tra l'altro, la partecipazione del Responsabile del Servizio Audit, anche in qualità di Segretario dello stesso (e perciò sempre informato di ogni tematica trattata dal Comitato), la partecipazione del Responsabile del Servizio Rischi, la partecipazione del Dirigente Preposto e del Responsabile della Funzione Compliance e Antiriciclaggio, quest'ultimi per le riunioni di relativo interesse, e da ultimo, la possibile presenza di ogni eventuale ulteriore invitato di cui si reputi opportuna la partecipazione per quanto già indicato in precedenza.

Il monitoraggio delle criticità e degli interventi a presidio avviene su base trimestrale tramite un Tableau de Board Unico per tutte le FAC sottoposto al Comitato Rischi Gruppo e inviato all'Organo di Vigilanza.

Al fine di mantenere una elevata attenzione alle tematiche di controllo dei rischi connessi all'attività bancaria, il Gruppo Credem ha predisposto da alcuni anni un'attività formativa a tutti i livelli della struttura, compresi gli Organi Collegiali.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19 e Conflitto Russia - Ucraina

A seguito del diffondersi e del protrarsi del Covid-19 e del conseguente contesto di forte incertezza macroeconomica e finanziaria, sono state mantenute anche per il 2022 alcune misure straordinarie.

Il conflitto Russia-Ucraina ha inoltre contribuito all'accelerazione dell'inflazione e ad una maggiore volatilità sui mercati.

In tale contesto il Comitato Esecutivo ha mantenuto la maggior frequenza del monitoraggio del Risk Appetite Framework da trimestrale a mensile per un insieme significativo di indicatori (a quelli in vigore nel 2021 sono stati aggiunti gli indicatori di Leverage e l'indicatore MREL-TREA). E' stato inoltre predisposto un Dashboard mensile per il JST comprendente i seguenti temi: RAF Monthly Monitoring, P&L and Provisioning, Liquidity Balance.

In base alle risultanze del Forecast, a partire dal monitoraggio di giugno, sono state riviste alcune soglie RAF 2022 (Risk Appetite e/o Risk Tolerance) riguardanti in particolare l'area di Capitale, Conglomerato finanziario, Redditività.

Rischi climatici ed ambientali

Al Servizio Entrepreise Risk Management (ERISK) sono stati affidati l'identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici e ambientali (C&E).

Identificazione: la funzione, nell'ambito delle attività svolte per l'analisi di rilevanza, è responsabile della valutazione di tali rischi, tramite specifiche analisi volte a misurare l'esposizione del Gruppo Credem adottando metodologie in linea con le pratiche adottate dal Regulator e con le best practices osservate sul mercato.

ERISK coordina altresì le attività di misurazione e monitoraggio relative ai fattori di rischio C&E nei rischi principali in coerenza con la mappa dei rischi utilizzata per analisi di rilevanza.

Nel 2022 la funzione ha partecipato a Gruppi di Lavoro interfunzionali sul presidio dei rischi ESG ed alle attività richieste dalla Banca Centrale Europea (questionario di assessment e definizione del relativo piano di azione, Climate Stress Test e Climate Thematic Review).

In coerenza con l'action plan comunicato alla Banca Centrale Europea, sono state altresì apportate evoluzioni all'analisi di rilevanza dei rischi utilizzata dalla funzione ENTERPRISE RISK MANAGEMENT e alla base dei principali processi di gestione dei rischi (RAF, ICAAP, ILAAP, RRP, ecc), in particolare al fine di cogliere a pieno l'impatto dei rischi climatici e ambientali sulle principali categorie di rischio esistenti, è stata valutata l'integrazione di questi ultimi, identificando per ciascuno almeno una nuova sotto-categoria di rischio correlata.

  • In particolare:
  • rischio di credito legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che un evento meteorologico (acuto e/o cronico), altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento) o la transizione verso un'economia più sostenibile (e.g. economia a basse emissioni di carbonio) possano avere un impatto sul merito creditizio della controparte o sul valore delle garanzie nel breve, medio e/o lungo termine
  • rischio di mercato legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che un evento meteorologico (acuto e/o cronico), altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento) o la transizione verso un'economia più sostenibile (e.g. economia a basse emissioni di carbonio) possano determinare un andamento sfavorevole delle variabili del mercato e quindi una rivalutazione del rischio di mercato nel breve, medio o lungo termine
  • rischio operativo legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che eventi ambientali, derivanti da eventi naturali acuti (e.g. frane, alluvioni) e/o cronici (e.g. innalzamento delle temperature) o dalla transizione verso un'economia più sostenibile, possano avere un impatto nel breve, medio e/o lungo termine sull'organizzazione (in termini di perdite operative, ad esempio dovute a sanzioni)
  • rischio di liquidità legato ai rischi fisici e di transizione: rischio che un evento meteorologico (acuto e/o cronico), altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento) o la transizione verso un'economia più sostenibile (e.g. economia a basse emissioni di carbonio) possano avere un impatto sulle fonti di finanziamento stabili nel medio e lungo termine (e.g. a causa di una ridefinizione inattesa dei prezzi) e sui titoli dell'ente
  • rischio strategico e di business model correlato ai rischi fisici e di transizione: Il rischio di subire perdite a causa della scarsa reattività a riposizionare il business al fine di adattarsi a cambiamenti esterni (di mercato, regolamentari, etc.) indirizzati verso un'economia più sostenibile (e.g. a basse emissioni di carbonio) e a fronteggiare/ mitigare gli impatti di un possibile manifestarsi di eventi metereologici (acuti e/o cronici) e altri fattori ambientali (e.g. stress idrico, inquinamento).
  • rischio reputazionale legato ai rischi fisici e di transizione: rischio attuale o prospettico di subire perdite riconducibili a comportamenti e condotte di business rispetto alle quali il pubblico, le controparti dell'ente e/o gli investitori associno il Gruppo a effetti climatici e ambientali avversi.

  • rischi ESG: rischi di un impatto finanziario negativo derivante dagli effetti attuali o prospettici sulle controparti o sugli asset investiti da parte dei fattori:

    • o Environmental: legati ai possibili impatti dei processi, prodotti e servizi su risorse naturali, aria, acqua, suolo, biodiversità e salute umana;
    • o Social: legati alla sicurezza, condizioni e salute sul lavoro, diritti dei lavoratori, diritti umani, partecipazione ed equità di genere, etc.;
    • o Governance: legati all'anticorruzione, antiriciclaggio, presenza di iniziative e regole volte a garantire la business ethics, governance solida e trasparente, gestione dei rischi e cybersecurity.

Sulla base di queste definizioni è stata condotta l'analisi di rilevanza tramite approcci quantitativi (per il rischio di credito e di mercato ai relativi paragrafi) o qualitativi (per le altre tipologie di rischio).

Altre attività di gestione dei rischi climatico ambientali svolte nel 2022 sono state:

  • L'Integrazione all'interno del Documento di Risk Appetite Framework di uno "statement" qualitativo relativo ai rischi climatici e ambientali, così come di seguito riportato:
  • "In continuità con le analisi di rilevanza effettuate in merito ai rischi climatici ed ambientali, il Gruppo si impegna a proseguire nel percorso di integrazione dei fattori ESG all'intero dei propri processi decisionali, anche in considerazione delle aspettative della BCE in merito ai rischi climatici e ambientali. Si ritiene che tale processo sia necessario al fine di garantire un efficace presidio nel tempo finalizzato a stabilire un approccio affidabile per misurare, monitorare e gestire tali rischi in un'ottica di mantenimento / riduzione del livello di esposizione del Gruppo. A tal fine, il Gruppo si predispone al monitoraggio dell'esposizione complessiva e dello stato di avanzamento delle attività previste dal piano aggiornato. Il profilo di rischio è determinato in base a due dimensioni:
    • o L'esposizione del Gruppo ai rischi climatici e ambientali: viene determina attraverso una valutazione dei risultati delle analisi di rilevanza sui rischi fisici e di transizione su base annuale e al monitoraggio degli indicatori di II livello definiti relativamente a tali rischi.
    • o Il livello di presidio del Gruppo rispetto ai rischi climatici e ambientali: viene determinato attraverso una valutazione esperta periodica rispetto allo stato di avanzamento del Gruppo nel percorso di evoluzione previsto dal piano aggiornato.

Le valutazioni in riferimento al livello di esposizione e di presidio determinano una metrica qualitativa del profilo di rischio attraverso la matrice di monitoraggio illustrata all'interno del Documento RAF.

Il livello di Risk appetite riflette quindi l'impegno del Gruppo nel proseguire il percorso di evoluzione nel rispetto del piano aggiornato, ritenuto fondamentale. Rispetto al 2022 e a seguito dell'introduzione di indicatori di II livello di monitoraggio, si è calibrato il Risk Appetite in relazione anche al livello di esposizione in riduzione o mantenimento."

  • Integrazione con fattori climatici ambientali dello scenario di stress utilizzato per il Recovery Plan 2022,
  • Introduzione a partire dal 2023 di indicatori di secondo livello specifici per credit e market risk monitorati nel Comitato Risk Management di Gruppo.

Sezione 1 – Rischio di credito

Informazioni di natura qualitativa

Secondo le disposizioni del principio contabile IFRS 9 le perdite attese sui crediti devono essere determinate valutando una gamma di possibili scenari adeguatamente ponderati in modo da riflettere un importo obiettivo in relazione alle loro differenti probabilità di realizzo.

A tal fine il modello di Impairment considera tre scenari macroeconomici futuri: uno centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e RAF e due ulteriori scenari a corollario, volti a rappresentare un range di variabilità tra gli ipotetici scenari plausibili:

  • "Scenario Good" scenario con bassa probabilità che si verifichino scenari migliori;
  • "Scenario Baseline" scenario centrale coerente con i processi di pianificazione, ICAAP e RAF;
  • "Scenario Bad" scenario con bassa probabilità che si verifichino scenari peggiori.

Tali scenari sono selezionati tra quelli forniti periodicamente da un fornitore esterno e sono approvati dal Consiglio di Amministrazione. Ciascuno è corredato dalla relativa probabilità di accadimento, e fornisce le proiezioni future dei principali indicatori macroeconomici su un orizzonte di tre anni, con frequenza di osservazione trimestrale.

Si riporta di seguito l'indicazione degli scenari macroeconomici adottati per il calcolo delle perdite attese ponderate, corredati dai pesi definiti in coerenza con la relativa probabilità di accadimento:

Scenario IFRS 9 Descrizione dello scenario Peso
"Good" : scenario con probabilità
Stronger Near-Term Recovery Scenario ("S1")
del 10% che si realizzi uno scenario migliore e del 90% che se ne realizzi
uno peggiore
10%
"Baseline" : scenario con probabilità del 50% che si realizzi uno
Baseline Scenario
scenario migliore e del 50% che se ne realizzi uno peggiore
80%
"Bad" : scenario con probabilità del 90% che si
Deep Recession Scenario ("S3")
realizzi uno scenario migliore e del 10% che se ne realizzi uno peggiore
10%

Ai fini della definizione degli scenari, il PIL è la variabile "anchor point", il cui andamento è considerato come indicatore rappresentativo del quadro economico generale. Sulla base dell'andamento del PIL è definito l'andamento delle altre variabili macroeconomiche di rilievo. A ciascuno scenario è quindi associata una probabilità di accadimento sulla base del loro percentile di riferimento nella distribuzione delle variazioni del PIL sugli scenari generati.

L'effetto degli Scenari viene poi tradotto nel modello di Impairment tramite l'utilizzo di appositi modelli Satellite che individuano le variabili più significative per rappresentare la più significativa correlazione tra il ciclo economico e i dati interni anche in termini di scostamento temporale (prendendo in considerazione i distinti driver anche a vari lag temporali rispetto al dato consuntivo).

Questi ultimi sono utilizzati per il calcolo della componente Forward Looking di tutti i parametri che intervengono nel calcolo dell'ECL: PD, LGD e EAD/PrePayment.

Con riferimento alle rettifiche di valore si conferma come lo Scenario Baseline presenti un andamento maggiormente comparabile allo Scenario favorevole che a quello avverso. In questo senso l'inclusione dello Scenario Bad ha un effetto fortemente peggiorativo sulla stima complessiva delle Rettifiche (avendo anche una ponderazione maggiorata rispetto allo Standard) a confronto con l'effetto migliorativo dello Scenario favorevole che viene annullato attribuendogli una ponderazione dello 0%.

Considerazioni ulteriori possono essere effettuate per le esposizioni classificate nello "Stage 3". Per quel che attiene più specificatamente ai crediti deteriorati, si segnala che, pur in presenza di una sostanziale equiparazione della definizione di credito deteriorato (credit-impaired financial asset) presente nell'IFRS 9 rispetto al principio contabile che è andato a sostituire (lo IAS39), le modalità di calcolo dell'ECL lifetime hanno comportato riflessi metodologici anche ai fini delle valutazioni da svolgere in tale comparto, principalmente in relazione:

All'inclusione di informazioni di tipo forward looking, quali quelle relative agli scenari macroeconomici, alle stime e alle tempistiche di recupero, alla probabilità di migrazione in classi peggiori, nonché quelle che possono avere influenza sul valore del collaterale o sulla durata attesa del relativo recupero;

Alla considerazione di scenari alternativi di recupero, quali quelli di vendita degli asset creditizi, in connessione con possibili cessioni di quote del portafoglio deteriorato, in relazione agli obiettivi aziendali di riduzione degli asset non performing, ai quali deve essere attribuita una probabilità di realizzazione, da considerare nell'ambito della valutazione complessiva.

Tenendo in considerazione quanto sopra e in coerenza con gli indirizzi e gli obiettivi relativi al portafoglio NPL, le svalutazioni sui crediti deteriorati vengono applicate attraverso due diverse metodologie:

  • Analitiche sulle singole esposizioni, in relazione alle rettifiche applicate a tali esposizioni, nel corso dell'esercizio corrente le perdite attese sui crediti deteriorati sono determinate analiticamente in base alle previsioni di recupero formulate dal gestore o risultanti dall'applicazione del regolamento interno "linee guida e criteri di svalutazione crediti gruppo Credem", attualizzate in funzione dei tassi di interesse effettivi originari e della relativa tempistica di recupero prevista. Considerato che le previsioni di recupero assumono come riferimento la specifica situazione del debitore, si ritiene non trovi coerenza di applicazione un'analisi di sensitivity delle perdite attese su tali esposizioni. Non è tuttavia possibile escludere che, un deterioramento della situazione creditizia del debitore, anche in conseguenza dei possibili effetti negativi sull'economia correlati all'incertezza dovuta ella diffusione internazionale del Coronavirus e dall'esaurirsi delle misure di sostegno poste in essere, possa comportare la rilevazione di ulteriori perdite rispetto a quelle considerate a dicembre 2022 sulla base delle condizioni in essere alla data chiusura di bilancio. Da evidenziare, in relazione all'emergenza Russo-Ucraina, come siano state effettuate attività straordinarie in relazione al presidio del rischio come alla strategia creditizia. Su quest'ultima sono state svolte, e sono in regolare aggiornamento, analisi in ottica forward-looking sui principali settori energivori impattati dalla situazione emergenziale, anche in relazione all'innalzamento dei costi operativi ed intervenendo quindi sull'azione creditizia e commerciale. Rispetto invece alle attività di presidio, azioni specifiche hanno riguardato tutto il portafoglio creditizio, individuando i clienti potenzialmente maggiormente impattati da costo energia, costo materie prime e shortage materie prime, sulla base dei settori identificati come più vulnerabili (fra i primi l'industria cartaria, della produzione di piastrelle in ceramica, il settore della Metallurgia, Automotive ed infine Legno/Agroalimentare).;
  • Svalutazioni determinate secondo uno specifico modello, che possono essere applicate ad un portafoglio di posizioni a Sofferenza valutate in un'ottica di dismissione (di seguito definito "Portafoglio sotto-modello Stage 3" o "Portafoglio").

Al 31/12/2022 non vi sono posizioni classificate all'interno del portafoglio sotto-modello Stage 3.

1. Aspetti generali

Credito Emiliano considera storicamente l'elevata qualità del credito come un elemento fondante della propria stabilità patrimoniale ed un fattore strategico nel processo di creazione del valore. I principi fondamentali su cui si basa l'erogazione del credito sono i seguenti:

  • la coerenza con la connotazione di banca commerciale domestica nella valutazione dell'attività del cliente, della sua dimensione e della sua ubicazione geografica rispetto alla rete Credem;
  • la tecnica nell'analisi di rischio, che assicura alle concessioni creditizie un presupposto oggettivo e coerente con le finalità e le esigenze finanziarie del cliente, con le sue dimensioni patrimoniali e finanziarie e con le relative capacità di rimborso storiche e prospettiche;
  • la qualità e l'adeguatezza delle informazioni, coerentemente ai criteri di Data Governance definiti dal gruppo Credem, come presupposto essenziale per la valutazione oggettiva del profilo di rischio che trova nel rating interno la sua prima espressione di sintesi;
  • il frazionamento del rischio di credito perseguito diversificando il portafoglio clienti con un approccio selettivo e coerente con gli obiettivi di capitale e di rischio/rendimento;
  • la valutazione consolidata delle controparti a livello di Gruppo in modo da delineare una prospettiva unitaria e non frammentata del profilo di rischio di ciascuna singola controparte o gruppo controparte;
  • la cura riservata alla regolarità formale prima dell'erogazione delle concessioni di credito anche attraverso il supporto di strutture specialistiche presso il gruppo che assicurano i necessari riferimenti tecnico-consulenziali;
  • l'attenta gestione dei rapporti da parte delle unità di linea e i controlli effettuati dalle funzioni centrali dedicate, che assicurano la corretta applicazione delle linee di credito, l'aggiornamento costante del quadro informativo della clientela, la tempestiva individuazione delle posizioni problematiche e l'adozione delle azioni necessarie al recupero delle relative esposizioni;
  • l'adozione di politiche rigorose di classificazione e copertura dei crediti deteriorati, privilegiando quando possibile politiche transattive volte a raggiungere accordi stragiudiziali con le controparti contenendone di conseguenza i costi di recupero.

Con riferimento alle tematiche del rischio di credito, si precisa che il Gruppo pubblica l'informativa prevista dalle "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID-19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/07) nell'informativa al pubblico "Terzo Pilastro" o "Pillar 3".

1.1 Impatti derivanti dal quadro macroeconomico, dalla Crisi RU/UA e dal rischio climatico in relazione al rischio di credito

Nel corso del 2022, il livello di incertezza relativo alla congiuntura macroeconomica globale è stato ulteriormente innalzato a causa dello scoppio del conflitto fra Russia e Ucraina (i.e. Crisi RU/UA), che ha reso le previsioni macroeconomiche e ai relativi scenari impiegati in ambito IFRS9 potenzialmente instabili. Per tale motivo, a partire dalla data contabile di Giugno 2022, ci si è posti l'obiettivo di gestire, oltre agli effetti della pandemia da Covid-19, anche tale ulteriore fattore di incertezza.

Credito Emiliano ha recepito le indicazioni dei diversi Regulator in materia di applicazione del Principio contabile IFRS 9 sulla classificazione degli strumenti finanziari e relativa misurazione delle perdite attese.

In particolare, Credito Emiliano ha agito principalmente sulla metodologia di determinazione dei parametri di rischio IFRS 9 dedicati alle esposizioni performing e manterrà un monitoraggio del framework metodologico IFRS9 in ottica Covid 19 e Crisi RU/UA ai fini di valutare la necessità di adottare aggiornamenti successivi rispetto a quanto in vigore alla presente data contabile. Il framework vigente di classificazione delle esposizioni nei 3 stage previsti dalla Normativa non ha subito variazioni. Tale approccio ha consentito sia di gestire la prociclicità data dalla situazione di emergenza ancora in corso, come richiesto appositamente dalla European Central Bank (i.e. ECB) con apposite lettere del 1° Aprile e del 4 dicembre 2020, sia di continuare a rilevare tempestivamente eventuali deterioramenti della qualità creditizia, accompagnati da un incremento della perdita attesa associata. La presente sezione è strutturata come segue:

• Valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR);

• Misurazione delle perdite attese.

Come descritto nel dettaglio nel prosieguo del documento, la prima sezione è dedicata ad illustrare i razionali che hanno portato Credito Emiliano a mantenere inalterato il proprio approccio di staging degli strumenti finanziari, descrivendo inoltre le relazioni di tale attività di classificazione con le misure di facilitazione al rimborso del debito poste in atto dal Gruppo nell'ambito dell'attuale contesto emergenziale. La seconda sezione, invece, risulta dedicata ad una descrizione analitica delle evoluzioni operate relativamente ai modelli di misurazione IFRS 9, unitamente alle ipotesi sottostanti ai suddetti interventi.

Con riguardo ai rischi climatici, ambientali, fisici e di transizione, questi sono stati integrati nell'analisi di rilevanza tramite cui il Gruppo Credem valuta periodicamente la materialità di tutti i rischi a cui è esposto. In particolare il Gruppo ha sviluppato una metodologia quantitativa per misurare il livello di concentrazione del portafoglio crediti e del portafoglio investimenti verso quelle imprese la cui attività economica è ritenuta particolarmente sensibile ai rischi di transizione. Per quanto riguarda il rischio fisico, il Gruppo ha sviluppato una metodologia per misurare i potenziali effetti derivanti da eventi climatici sul proprio portafoglio di garanzie creditizie e sul proprio portafoglio di leasing immobiliare, basata sulla localizzazione geografica e sulla selezione di tipologie di eventi climatici. La progettualità avviata ha premesso la redazione di un Piano di azione pluriennale per allineare Credem e le società del gruppo attive nel lending a quanto previsto nell'ECB Guide on Climate related & Environmental risks (C&E), pubblicata nel 2020. In ambito crediti è stata realizzata una prima integrazione di rischi C&E nei processi di valutazione del credito per il segmento corporate e nel corso del 2023 l'integrazione nell'attività di valutazione e monitoraggio verrà estesa agli altri segmenti di clientela.

Particolarmente significativa è stata la partecipazione al Climate Stress Test. L'esercizio tra le altre cose prevedeva:

  • la misurazione di interessi e commissioni attivi generati da controparti appartenenti a settori ad alte emissioni di gas serra definiti dalla BCE;
  • la quantificazione delle emissioni di gas serra finanziate per le principali controparti appartenenti a settori altamente emittivi basandosi sulla metrica che misura la carbon intensity;
  • la valutazione della distribuzione delle esposizioni per NACE maggiormente impattati dal rischio di transizione e fisico.

2. Politiche di gestione del rischio di credito

2.1 Aspetti organizzativi

Il Servizio Crediti di Credito Emiliano è organizzato secondo tre aree di responsabilità:

  • Credit Strategy e Monitoring, che definisce obiettivi e linee guida di sviluppo del credito inteso come business line in coerenza con gli obiettivi ed il RAF di gruppo, effettua i controlli sulla filiera del credito, redige la regolamentazione interna e definisce i principali strumenti, processi e modelli a supporto dell'intero processo del credito (Fatte salve le attribuzioni di responsabilità al servizio ERISK in relazione ai modelli rientranti nel perimetro IRB);
  • Credit Management, che attraverso l'attività deliberativa e la consulenza tecnica alle strutture commerciali ed alle Società in perimetro garantisce nel tempo un profilo di rischiosità degli impieghi coerente con gli obiettivi di strategy definiti presidiando il corretto ripagamento delle posizioni anomale;
  • Non-Performing Credit, che si occupa delle attività di gestione e recupero sul credito non performing.

Le linee guida di Credit Strategy vengono approvate dallo specifico Comitato Credit Strategy di Gruppo e deliberate dal Consiglio di Amministrazione. Relativamente al perimetro NPL, il Comitato Crediti Non Performing di Gruppo, si occupa di definire specifiche azioni di indirizzo strategico e di monitoraggio, anche relativamente all'andamento degli indicatori SREP di competenza.

Nella gestione del rischio di credito concorrono inoltre, per le rispettive aree di competenza, processi di responsabilità del Servizio di Gruppo Erisk:

  • Il Risk Appetite Framework: in cui sono definiti tolerance e appetite per gli indicatori relativi al rischio di credito sia in termini di performing loan che di non performing loan;
  • Gestione Sistema interno di rating, in particolare Rating Office per attribuzione rating a controparti rientranti nella Funzione Regolamentare Corporate, Rischi Operativi e di Credito

per la responsabilità del Sistema di rating Corporate e Retail e per la calibrazione dei parametri e la funzione di validazione interna per la convalida.

Le disposizioni introdotte dalla normativa di riferimento per l'adozione dei modelli interni ed i successivi aggiornamenti sono stati sistematicamente accolti da Credito Emiliano S.p.A. come un'opportunità per migliorare la gestione del rischio e per incrementare il valore generato per gli azionisti, grazie alla storica qualità dell'attivo creditizio nonché all'ampia e consolidata diffusione degli strumenti di rating utilizzati nell'attività di valutazione, erogazione, monitoraggio e prezzatura del credito.

2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo

L'attività di valutazione ed erogazione del credito è differenziata a seconda della tipologia di clientela. Più precisamente, per il segmento corporate è in uso un sistema "esperto" che guida la formulazione della proposta di affidamento ed è alla base del sistema di rating. Tale metodologia si basa su logiche di analisi delle componenti economico-patrimoniali di bilancio integrate dalla valutazione dei flussi di cassa, dati di centrale rischi, nonché da valutazioni qualitative sul posizionamento competitivo, sui rischi di business e sull'appartenenza al gruppo.

Per il segmento small business, nell'ambito della stessa metodologia generale di valutazione, sono state applicate delle differenziazioni per dare maggior peso alle informazioni di tipo andamentale e di centrale dei rischi, che forniscono un contributo importante alla capacità predittiva del default. Per il segmento delle microattività e dei privati consumatori è stato sviluppato un sistema di rating specificamente calibrato su questa tipologia di clientela a supporto dei processi di approvazione delle operazioni.

Inoltre, per tutta la clientela Banca è attivo un modello interno di Loss Given Default (LGD) che valuta la potenziale perdita dato il default della controparte, tenendo in considerazione la tipologia di controparte, l'ammontare dell'esposizione, la tipologia di forma tecnica e le eventuali garanzie a sostegno della posizione.

Tutti i sistemi sono direttamente integrati nella proposta di affidamento; la nuova Pratica Elettronica di Fido è operativa per tutti i gestori privati e aziende. La piattaforma garantisce un elevato data quality ed efficienza nei processi di istruttoria e delibera di affidamenti e rating.

Un pilastro fondamentale di governance del credito è costituito inoltre dall' assegnazione "ad personam" delle autonomie delegate, previa valutazione sul singolo deliberante di elementi fondamentali quali le competenze, i risultati conseguiti nella gestione ed erogazione del credito e l'attività formativa fruita.

I poteri di delega si basano, attualmente per la sola Credembanca, sull'indicatore "Accordato Ponderato", che applicando dei pesi alle singole componenti della posizione affidata ne sintetizza la rischiosità in rapporto alle policy ed alle serie storiche dei default.

Negli ultimi anni sono stati inoltre potenziati, anche grazie ad investimenti tecnologici e l'utilizzo di Advanced Analytics, i meccanismi «automatici» a supporto del monitoraggio e dell'origination, anche in ottica Openbanking. A supporto sia dell'origination, sia del monitoraggio andamentale post-origination troviamo IMA (Indicatore di Monitoraggio Andamentale) ovvero un Modello di Early Warning, con l'obiettivo di prevedere un comportamento creditizio anomalo prima che esso si manifesti. Questo indicatore è alla base del calcolo anche del Massimo Accordato Concedibile (MAC) che è il livello massimo di affidamento attribuibile automaticamente ad una controparte.

Questi strumenti permettono una maggiore industrializzazione nel processo di concessione del credito abilitando anche campagne automatiche. Questi indicatori tengono conto nei vari momenti storici anche del contesto economico di riferimento (esempio crisi pandemica Covid-19, conflitto Russo-Ucraino) in base a valutazioni forward looking, per cui le azioni commerciali sono di volta in volta contestualizzate e graduate. Inoltre queste metodologie di Early Warning stanno consentendo anche di superare progressivamente il concetto di scadenze di revisioni periodiche per spostarsi su logiche di revisioni di merito richieste ad evento, cioè in presenza di riscontrati motivi di rischio di credito atteso.

A partire dall'anno 2020 Credem ha eseguito un assessment con riferimento al documento EBA relativo alle guidelines on loan origination and monitoring con l'obiettivo di individuare gli impatti

che la regolamentazione avrebbe determinato su governance, strategie creditizie, processi del credito e sistemi IT.

Nel corso del 2022 sono stati realizzati ulteriori interventi organizzativi e di governo atti ad addivenire ad una piena aderenza alle indicazioni normative delle linee guida EBA.

La funzione di definizione e di controllo dei limiti di affidamento si avvale del supporto di uno specifico Comitato Crediti di Gruppo che fissa, tra gli altri, il Credit Limit principale su cui si basa la Policy che è la Soglia di Massima Esposizione (SME), cioè l'ammontare massimo di rischio di credito che il Gruppo intende assumere verso una controparte (o gruppo di soggetti collegati) incluse le esposizioni derivanti dai titoli. La definizione di tale soglia prende a riferimento il Capitale Ammissibile di Gruppo ed i limiti di Vigilanza. Il Comitato è responsabile inoltre di rendicontare le posizioni che, a seguito di specifiche decisioni, superano le soglie definite. Il superamento delle "Soglie di Massima Esposizione" si configura come "Operazione di Maggior Rilievo" ai sensi del 15° aggiornamento del 2 luglio 2013 della Circolare n. 263 del del 27 dicembre 2006.

Il Gruppo Credem ha individuato come presupposto per la gestione dei rischi in ottica consolidata l'individuazione di organismi di governo:

  • CA della Capogruppo: è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi e di risk appetite, dell'approvazione della normativa interna che regolamenta anche le strutture di limiti specifiche;
  • I CA delle singole Società recepiscono gli obiettivi assegnati dal CA della Capogruppo riferiti a mission e profilo di rischio;
  • Comitato Esecutivo (di seguito CE): organo di gestione della Capogruppo;

Sono inoltre state costituite Funzioni specialistiche all'interno della Capogruppo ed in particolare:

  • Comitato Consiliare Rischi di Gruppo (di seguito anche Comitato Rischi);
  • Comitato Risk Management;
  • Funzione di Risk Management, all'interno del Servizio Enterprise Risk Management (ERISK).

La Funzione di Risk Management è composta oltre che dal Responsabile della Funzione Risk Management (c.d. Risk Officer), individuato nel responsabile del Servizio ERISK, da tre differenti aree:

  • Area Credito, Operativi e Gestione del rating;
  • Area Finanza e Assicurativo;
  • Area Validazione, Stress Test e Data Management.

A livello di portafoglio, le analisi periodiche e il monitoraggio sono svolte dalla funzione Risk Management.

Il Comitato Consiliare Rischi di Gruppo svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed in generale al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento.

In particolare, la funzione di Risk management consente al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:

  • il Risk Appetite Framework (con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza) assicurando che l'attuazione sia coerente con gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza approvate;
  • l'andamento trimestrale del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite e alle soglie di tolleranza relativamente a tutti gli indicatori previsti nel RAF di Gruppo.

Il 2 ottobre 2015 la Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing. Relativamente ai modelli interni, la funzione di Risk management consente al CA, con il supporto del Comitato Rischi ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:

  • la conformità dei modelli interni ai dettami previsti dalla regolamentazione prudenziale previo parere del Collegio Sindacale;
  • i parametri di rischio relativi ai modelli interni utilizzati previo parere preventivo della funzione di convalida;
  • i criteri per individuare le Operazioni di Maggior Rilievo (OMR) e approvare la rendicontazione annuale relativa.

Nello specifico, con riferimento al Rischio di credito per le attività richieste dalla disciplina prudenziale, la Funzione Risk Management per il tramite dell'ufficio Rischi Operativi e di Credito:

  • svolge tutte le attività previste, in carico a tale ufficio, dal Regolamento di "Gestione del sistema interno di rating";
  • svolge attività gestionali inerenti la quantificazione del rischio di credito a supporto di altre funzioni, anche con riferimento alle operazioni con soggetti collegati e la verifica dell'adeguatezza delle valutazioni effettuate sui crediti deteriorati.

Inoltre l'ufficio Validazione Modelli Interni:

  • effettua la convalida dei modelli interni come previsto dal Regolamento "Gestione del Sistema Interno di Rating" e dal Regolamento Risk Management di Gruppo;
  • effettua verifiche sulle attività di controllo andamentale del credito.

2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese

Come già esposto nella parte A della presente Nota Integrativa, il principio contabile IFRS 9 prevede criteri di misurazione delle perdite attese che sono articolati su tre livelli crescenti di deterioramento creditizio. Gli strumenti finanziari sono raggruppati in tre Stage (categorie o bucket), sulla base del rischio di credito e dell'incremento del rischio di credito tra la rilevazione iniziale e la data di riferimento del bilancio. Nel dettaglio:

  • Stage 1: strumenti finanziari performing che non hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale, o che risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione (perimetro low credit risk). In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa entro i successivi 12 mesi della vita residua dello strumento.
  • Stage 2: strumenti finanziari performing che hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale e che non risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione. In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa nell'arco dell'intera vita residua dello strumento (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).
  • Stage 3: strumenti finanziari deteriorati, che mostrano oggettive evidenze di una perdita di valore. La rettifica di valore è definita analiticamente e copre la perdita attesa nell'arco dell'intera vita residua del credito (perdita attesa sulla vita residua – lifetime expected losses).

In generale le regole di allocazione nei tre Stage definite dal Gruppo Credem, si fondano sui principali elementi forniti dal sistema di rating interno nonché sui principali indicatori di deterioramento creditizio monitorati dal Gruppo Credem per la gestione del rischio.

Credito Emiliano identifica la presenza di un significativo incremento del rischio di credito (SICR) nella rilevazione di un deterioramento di almeno 2 classi nel rating della controparte dal momento della rilevazione iniziale. Nel contempo le classi di rating assimilabili alla categoria "investmentgrade" sono considerate profili di bassa rischiosità; le esposizioni che alla data di misurazione rientrano in tali categorie, sono classificate dall'applicativo interno di riferimento in Stage 1, senza necessità di verificare l'eventuale deterioramento del merito creditizio intervenuto a seguito della rilevazione iniziale (c.d. low credit risk exempiton).

Inoltre la presenza di misure di forbearance o di scaduto continuativo di oltre 30 giorni sono considerati segnali oggettivi di deterioramento del merito creditizio, pertanto gli strumenti finanziari che presentano tali evidenze sono classificati direttamente in Stage 2 senza valutare la contestuale presenza o meno di un significativo incremento del rischio di credito né tanto meno l'aderenza ad un profilo ritenuto a bassa rischiosità.

Per l'identificazione dei crediti deteriorati, e la loro allocazione nel bucket di rischio Stage 3, il Gruppo Credem fa riferimento alla definizione interna di credito deteriorato disciplinata nel regolamento "Policy di gruppo Crediti". Tale regolamento specifica che sono considerate "default" le categorie di crediti deteriorati in conformità a quanto previsto in materia dalle disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia (Circolare n. 272 30 luglio 2008 "Matrice dei conti", Sez. B) Cap. II, "Qualità del credito" -, 16° aggiornamento del 2 novembre 2022) dove sono elencati i criteri e le

caratteristiche richiesti per ogni categoria. La definizione di default comprende le seguenti categorie, che rappresentano stati di "default" di severità crescente:

  • esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate (PS);
  • inadempienze probabili (IP);
  • sofferenze (Z).

Per gli strumenti finanziari allocati in Stage 3, le rettifiche di valore sono definite su base "esperta" in relazione alle evidenze dell'attività di gestione e recupero dei crediti deteriorati: per ciascun credito anomalo/deteriorato, è identificata una percentuale di copertura idonea a rappresentare le perdite attese nella vita residua del credito, in relazione all' analisi di caratteristiche rilevanti quali: tipologia di prodotto creditizio, ammontare dell'esposizione creditizia, anzianità dello stato di deterioramento, presenza o meno di garanzia a supporto (tipologia di garanzia e livello di copertura "loan to value").

Sugli strumenti finanziari allocati in Stage 1 e 2, la determinazione delle perdite attese avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, sono associate:

  • una probabilità di inadempienza (PD, "Probabilità di Default");
  • una perdita in caso di inadempienza (LGD, "Loss Given Default") commisurata anche alla tipologia di finanziamento, ossia alla forma tecnica, alla tipologia di garanzia o ad altri fattori rilevanti;
  • una esposizione in caso di inadempienza (EAD, "Exposure at default").

In generale, i parametri di rischio adottati dal Gruppo per determinare le rettifiche di valore sono basati sulle medesime ipotesi e tecniche di stima dei modelli interni validati per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito con metodologia IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD). A differenza di questi ultimi che sono definiti tramite un approccio di media lungo il ciclo ("truogh-the-cycle") e di inclusione di condizioni macroeconomiche sfavorevoli (fase recessiva di "downturn"), i parametri adottati per la determinazione delle rettifiche di valore ai sensi dell'IFRS 9, sono fondati su una logica puntuale (c.d. "point in time") e previsionale ("forwardlooking"); in modo da essere idonei a rappresentare la congiuntura macroeconomica presente e prevista nel breve-medio termine. Pertanto essi sono stimati prendendo in considerazione sia i dati storici, laddove siano state identificate tendenze e correlazioni con il rischio di credito, sia indicatori previsionali di eventi attesi nonché previsioni sull'andamento del ciclo macroeconomico. Le rettifiche di valore sono quindi determinate valutando una gamma di possibili risultati in modo da riflettere un importo obiettivo ponderato in relazione alle probabilità di realizzo dei diversi scenari. Nello specifico il Gruppo considera tre scenari di severità crescente, e ne proietta l'andamento sui parametri di rischio adottati per la misurazione delle perdite attese, in modo che essi riflettano le condizioni macroeconomiche attese da tali scenari. Le tecniche di condizionamento al ciclo macroeconomico ricalcano le logiche adottate dal Gruppo per la conduzione degli esercizi di stress testing indetti dagli organi europei di supervisione:

  • metodi di condizionamento al ciclo della probabilità di inadempienza (PD), che combinano ipotesi di variazione nel merito creditizio della controparte (i.e. variazioni nella valutazione di rating futura associata alla controparte) con ipotesi di variazioni della probabilità di inadempienza associata a ciascun profilo di rischio (adozione dei c.d. "modelli satellite" interni che esprimono la relazione esistente tra la probabilità di inadempienza ed i principali fattori macroeconomici);
  • metodi di condizionamento al ciclo della perdita in caso di default (LGD), che combinano ipotesi di variazione nel livello di deterioramento del credito (i.e. migrazioni tra diversi stati di default) ed ipotesi di variazioni nel livello di copertura delle garanzie a supporto del credito, con conseguente influenza sulla capacità di recupero e sull'ammontare di perdita rilevato in caso di default.

In generale, i criteri dettagliati seguiti per la determinazione delle rettifiche di valore su ciascuno Stage, sono disciplinati nelle policy interne "Policy Svalutazione Crediti" e "Linee Guida e criteri di svalutazione titoli"; aggiornate e sottoposte all'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione con cadenza almeno annuale Nel corso del 2022 la "Policy Svalutazione Crediti" è stata ulteriormente aggiornata ed affinata, dopo le revisioni del 2021, per effetto delle analisi andamentali sullo storico delle svalutazioni applicate fino al alla fine dell'anno precedente.

Valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR)

Come anticipato, il framework IFRS 9 in uso presso il Gruppo relativo all'attività di staging degli strumenti finanziari in bonis è stato mantenuto inalterato nell'ambito dell'emergenza da Covid-19. L'approccio adottato si basa su un principio di classificazione di tipo analitico, ovvero basato sull'analisi delle singole posizioni. I driver di stagingimpiegati sono:

  • Valutazione del Significant Increase in Credit Risk (i.e. SICR) tramite misurazione della variazione del rating alla data di riferimento rispetto alla data di origination della posizione: in caso di rilevamento di un delta in peggioramento pari o superiore a 2 notch sulla masterscale dei rating2, la posizione è automaticamente classificata a stage 2. In caso contrario la posizione è classificata a stage 1. Tale criterio risulta di carattere relativo, prevedendo il confronto con la situazione creditizia rilevata all'erogazione del credito;
  • Criterio backstop sui giorni di scaduto: in caso di rilevamento di 30 o più giorni di scaduto continuativo la posizione è automaticamente classificata a stage 2;
  • Criterio backstop sulle misure di forbearance: in caso di classificazione a forborne performing, la posizione è automaticamente classificata a stage 2.

Si precisa come la soglia dei 2 notch in peggioramento non sia stata modificata nell'ambito dell'emergenza da Covid-19, e come questa risulti applicata indistintamente a prescindere dal portafoglio/segmento di appartenenza e dalla classe di rating relativa alla posizione in analisi.

Misurazione delle perdite attese

Definizione dello scenario

Gli scenari sono forniti da un provider esterno: nel dettaglio, vengono individuati tre Scenari: Baseline (come indicato dal fornitore), Bad e Good (rispettivamente individuati come gli Scenari S3 ed S1 del medesimo fornitore). Per tali diversi scenari, sono fornite inoltre le relative probabilità di accadimento, che vengono utilizzate per ponderare le diverse stime di ECL derivanti e pervenire alla stima complessiva.

A seguito dell'emergenza sanitaria legata alla pandemia Covid-19 gli Istituti sono stati chiamati a istituire meccanismi di monitoraggio degli Scenari sottostanti ai modelli e della relativa sensitivity in contesti di forte volatilità.

Inoltre, nel corso del 2022, il livello di incertezza relativo alla congiuntura macroeconomica globale è stato ulteriormente innalzato a causa dello scoppio del conflitto fra Russia e Ucraina (i.e. crisi RU/UA), che ha reso le previsioni macroeconomiche sottostanti agli scenari macroeconomici impiegati in ambito IFRS9 potenzialmente instabili. Per tale motivo, visto l'attenuarsi dell'emergenza sanitaria e delle sue ricadute sull'economia globale, il principale fattore di incertezza da gestire a Dicembre 2022 riguarda proprio la crisi RU/UA.

In tale contesto, il Gruppo ha confermato l'utilizzo del provider già in uso valutando tuttavia tempo per tempo la ponderazione da attribuire ai tre scenari macroeconomici disponibili. A Dicembre 2022 si è stabilito di ricalibrare la ponderazione degli scenari, definendo una ponderazione alternativa più severa rispetto a Dicembre 2021: 0% Good, 60% Bad, 40% Baseline (rispetto alle precedenti 0% Good, 40% Bad, 60% Baseline). Il principale razionale sottostante tale scelta è data dal potenziale perdurare della Crisi RU/UA e dei relativi impatti macroeconomici, con particolare riferimento all'andamento dell'inflazione.

2 In caso il rating alla data di riferimento sia ricompreso in una delle prime 3 classi, la posizioni è automaticamente mantenuta in stage 1 in virtù della cd. Low Credit Risk Exemption.

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA

In aggiunta, al fine di valutare eventuali trattamenti necessari per gestire le particolarità derivanti da una situazione macroeconomica prospettica fortemente influenzata dalla Crisi RU/UA, si riportano di seguito gli andamenti attesi delle variabili PIL Europeo e Inflazione Europea relativi alle varie deliveries, inclusa quella di Settembre 2022, impiegata nel presente aggiornamento sulla

data contabile di Dicembre 2022.

Come risulta possibile osservare dai grafici riportati, lo scoppio della Crisi RU/UA, e la conseguente inclusione del relativo andamento atteso nelle proiezioni macroeconomiche, ha portato ad un drastico rialzo delle previsioni per la variabile Inflazione Europea rispetto alle delivery precedentemente impiegate. Per tale ragione si è optato per inserire a partire dal presente aggiornamento (i.e. data contabile di Dicembre 2022 con impiego degli scenari di Settembre 2022) un ulteriore correttivo dedicato a gestire l'impatto sui parametri di rischio delle previsioni sulla variabile Inflazione, influenzate in modo particolare dalla Crisi RU/UA.

Nel dettaglio, considerando che i modelli satellite sono stati sviluppati a partire da una serie storica che manifesta una correlazione negativa tra tassi di default ed inflazione e non caratterizzata da shock esogeni assimilabili alla crisi RU / UA, sono stati introdotti accorgimenti prudenziali per evitare di proiettare tassi di default (e di conseguenza Danger Rate) in forte riduzione.

Adeguamento modelli e overlay

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA La quantificazione delle ECL si basa su:

  • l'applicazione di scenari forniti dal provider esterno ai modelli satellite sviluppati internamente;
  • l'applicazione degli effetti degli scenari (i.e. shift) alle matrici di migrazione inclusive delle PD e l'adozione dell'approccio markoviano e dell'approccio di survival analysis per quantificare le PD in ottica lifetime forward-looking;
  • l'integrazione di logiche forward-looking anche nella LGD attraverso l'incorporazione di informazioni prospettiche sull'andamento del mercato immobiliare e applicazione degli shift al Danger Rate in linea con quanto condotto per le PD.

Tali regole sono state individuate nell'ottica di minimizzare gli interventi di natura discrezionale nella quantificazione delle loan loss provision.

Nel contesto Covid-19 e della crisi RU / UA, sono stati definiti e implementati alcuni aggiustamenti ai modelli (overlay factors) per tenere conto degli effetti connessi alla straordinarietà del contesto macroeconomico che si è delineato e delle misure di sostegno all'economia emesse dal Governo. Per quanto riguarda l'attuale aggiornamento del Framework, l'unico overlay rimasto in vigore è relativo a:

a) la sterilizzazione dei tassi di Prepayment attesi, ovvero l'azzeramento delle probabilità stimate di osservare eventi di rimborso anticipato del debito nell'ambito del processo di determinazione delle perdite attese su crediti rateali in bonis. Si precisa come tale correttivo abbia impatto esclusivamente sulle curve di Prepayment lifetime forward-looking dei prodotti rateali.

Analisi di sensitivity degli Scenari

Si riportano di seguito le informazioni relative ai valori medi dei principali indicatori macroeconomici e finanziari utilizzati negli scenari, relativamente al triennio 2023-2025, ricordiamo inoltre che dall'analisi comparata di questi ultimi con lo Scenario fornito da ECB è stata definita la seguente ponderazione alternativa: 0% Good, 60% Bad, 40% Baseline.

Per ogni indicatore è riportato il valore base consuntivo (nella fattispecie Settembre 2022) in termini assoluti, il valore assunto delle stesse variabili nello Scenario Baseline e la variazione percentuale rispetto ad esso degli Scenari designati come avverso e favorevole su ognuno dei 3 fine anno compresi nell'orizzonte temporale in cui il principio richiede di adottare un approccio forward-looking nelle stime di ECL.

Macrovariabile Consuntivo dic-23 dic-24 dic-25
set-22 Bad Baseline Good Bad Baseline Good Bad Baseline Good
PIL Italia 1.733 -6,23% 1.743 1,92% -5,56% 1.780 1,72% -4,51% 1.811 1,61%
PIL Euro 10.903 -6,09% 11.015 2,20% -5,43% 11.286 1,96% -4,39% 11.535 1,84%
Tasso di Disoccupazione 7,92% 35,29% 8,53% -4,07% 27,93% 8,45% -3,77% 19,43% 8,40% -2,94%
Indice di Produzione Industriale 104 -13,15% 106 3,78% -9,16% 109 3,07% -7,48% 112 2,85%
Indice dei Prezzi degli Immobili Residenziali italiani 2.077 -11,48% 2.116 3,13% -17,79% 2.211 4,07% -19,96% 2.341 4,59%

Trattamento garanzie pubbliche

Nell'ambito del calcolo ECL le garanzie statali erogate come risposta straordinaria di sostegno all'economia reale nel contesto dell'emergenza sanitaria in corso sono considerate analogamente alle altre garanzie statali presenti in portafoglio. Non sono previsti trattamenti ad hoc, le garanzie contribuiscono a mitigare l'ECL sui rapporti a cui sono associate tramite principio di sostituzione: la quota coperta da esse viene, quindi, associata al livello di rischio dell'emittente (in questo caso lo stato italiano, con rating DBRS BBBH) invece che a quello della controparte.

2.4 Tecniche di mitigazione del rischio di credito

I collateral e le garanzie rivestono particolare rilevanza nelle strategie creditizie del Gruppo Credem in quanto consentono la mitigazione nel complessivo ciclo di vita del credito, pur mantenendo un carattere accessorio nel processo di valutazione e concessione del credito dove l'elemento fondante è la valutazione della capacità di rimborso del debitore. In tal senso l'acquisizione delle stesse, comporta un'approfondita attività valutativa sia in fase di acquisizione sia di monitoraggio e gestione.

Per i collateral immobiliari sono definiti, conformemente ad i requisiti normativi, i principi generali che consentono un sano e prudente processo di valutazione degli immobili oggetto dei collateral:

  • Indipendenza della valutazione tramite l'utilizzo di periti esterni indipendenti dal processo di erogazione del credito.
  • Conformità e congruità della valutazione, adeguata alla complessità dell'operazione, alla sua dimensione, alla tipologia dell'immobile per l'individuazione del valore di mercato su cui viene calcolato l'indicatore di loan to value.
  • Un robusto sistema di controlli, conforme ad i requisiti normativi, a presidio del processo di valutazione.

Vista l'importanza del comparto mutui nel portafoglio complessivo e in ottica di adeguamento alle Disposizioni di Vigilanza è stato messo a punto un processo di monitoraggio periodico del valore degli immobili oggetto di ipoteca al fine di una corretta valutazione del grado di copertura dei collateral.

All'interno del "Regolamento per l'assunzione dei rischi di credito verso la clientela" è codificata la ponderazione da applicare alle diverse operazioni ipotecarie in base alla natura dell'immobile. Il Comitato di Credit Strategy, inoltre, propone periodicamente le linee guida di indirizzo in termini di Loan To Value media del portafoglio e delle nuove erogazioni. In particolare, proprio per la natura di intervento a medio termine, i mutui ipotecari prevedono percentuali di iscrizione della garanzia diversificate a seconda della tipologia del finanziamento.

Per quanto riguarda le garanzie reali su valori mobiliari sono previsti scarti cauzionali da applicare a seconda della tipologia del prodotto acquisito in garanzia e dell'eventuale rating dell'emittente. E' inoltre previsto il monitoraggio costante dei valori mobiliari a garanzia e la valorizzazione ai fini di Credit Risk Mitigation.

In riferimento alle garanzie fidejussorie, osserviamo che la loro valorizzazione viene sempre effettuata sulla base di una valutazione prudenziale del patrimonio responsabile dei garanti.

Relativamente alle garanzie pubbliche, il Gruppo Credem adotta specifiche procedure volte a rispettare le modalità operative richieste dai dettami normativi emanati dallo Stato o dagli enti emittenti tali garanzie.

3. Esposizioni creditizie deteriorate

3.1 Strategie e politiche di gestione

La struttura di Non-Performing Credit supporta da un punto di vista tecnico la rete Banca e nella gestione dei crediti anomali e deteriorati e nella determinazione delle svalutazioni. All'interno di questa struttura, la gestione dell'attività di recupero crediti avviene secondo processi definiti in base al canale/segmento, alla tipologia di affidamenti ed al livello di anomalia, ed è svolta da uffici centrali o loro decentramenti sul territorio. Il modello operativo permette una visione omnicomprensiva del credito lungo tutto l'arco di vita, valorizzando la fluidità e l'integrazione dei processi e la continuità di visione. In particolare si segnala la presenza di strutture centrali dedicate alla gestione, al monitoraggio e al recupero di posizioni in stato di Inadempienza Probabile e Sofferenza. Inoltre è presente un'unità organizzativa preposta alla gestione delle società di outsourcing al fine di presidiare in modo diretto e accentrato le relazioni con le suddette società. La valutazione delle perdite è improntata a criteri di indubbia prudenza, seguendo le indicazioni del documento approvato dal Consiglio di Amministrazione e denominato "Policy Svalutazione Crediti"; tale documento ha lo scopo di indirizzare ed uniformare l'attività degli uffici deputati alla gestione dei crediti deteriorati nella determinazione delle relative svalutazioni sia civilistiche che attinenti i tempi di recupero. Le Linee Guida BCE raccomandano alle Banche, di stabilire una chiara strategia volta a ridurre le consistenze di NPL in modo credibile, sostenibile e tempestivo. Le stesse sono uno strumento non vincolante, tuttavia le Banche sono tenute a promuovere la rapida convergenza verso le indicazioni fornite. Nel corso del primo semestre 2018 il Gruppo Credem, partendo dalle evidenze emerse nella fase di assessment/ gap analysis, e sulla base della classificazione delle azioni di remediation condivise, ha definito, su base volontaria, il primo Piano Strategico -Operativo NPL per il periodo 2018 –2022, successivamente aggiornato ogni anno. A dicembre 2022 il Gruppo Credem, in coerenza con la Pianificazione strategia di Gruppo, ha aggiornato il Piano Strategico -Operativo NPL per il periodo 2022 –2026.

3.2 Write-off

Le autonomie relative alla valutazione degli stralci e delle perdite sono quasi completamente accentrate su organi monocratici, peculiarità che permette tempi di risposta alle proposte transattive particolarmente ridotti; il ricorso a tale misura riveste in ogni caso carattere di marginalità e avviene soltanto qualora le azioni di recupero diretto (o per il tramite di outsourcer/legal network) o di cessione non abbiano sortito gli effetti auspicati. In virtù dell'utilizzo residuale/secondario rispetto alle altre azioni di collection previste, nonché in ragione dello stock ridotto di NPL, l'entità dei write-off si mantiene su livelli contenuti.

3.3 Attività finanziarie impaired acquisite o originate

Secondo quanto previsto dal principio contabile IFRS 9, i crediti considerati deteriorati già dal momento della rilevazione iniziale in bilancio, in ragione dell'elevato rischio di credito associato, vengono definiti Purchased or Originated Credit Impaired Asset (POCI). Conseguentemente, qualora all'atto dell'iscrizione iniziale un'esposizione creditizia iscritta nella voce 30 "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" o nella voce 40 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", risulti essere deteriorata, la stessa è qualificata quale "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" (Purchased or Originated Credit Impaired – POCI).

Tali crediti, ai sensi dell'IFRS 9, vengono valutati appostando sin dalla data di rilevazione iniziale – fondi a copertura delle perdite che coprano l'intera vita residua del credito (cd. Expected Credit Loss lifetime). Trattandosi di crediti deteriorati, ne è prevista l'iscrizione iniziale nell'ambito dello Stage 3, ferma restando la possibilità di essere spostati, nel corso della vita, a Stage 2 nel caso in cui, sulla base dell'analisi del rischio creditizio, non risultino più impaired. Tali attività non sono mai classificate nell'ambito dello Stage 1 poiché la perdita creditizia attesa deve essere sempre calcolata considerando un orizzonte temporale pari alla durata residua.

I crediti POCI iscritti nel bilancio del Gruppo, coerentemente alle disposizioni del Principio IFRS9, si distinguono due fattispecie di:

  • o Attività finanziarie acquistate deteriorate (di seguito, anche "PCI"), le esposizioni creditizie già deteriorate al momento dell'acquisto, anche nell'ambito di operazioni di aggregazione aziendale;
  • o Attività finanziarie originate deteriorate (di seguito, anche "OCI"), le esposizioni creditizie originate in caso di operazioni di ristrutturazione di esposizioni deteriorate che hanno determinato l'erogazione di nuova finanza, ovvero introdotto modifiche sostanziali alle condizioni originarie contrattuali.

A Dicembre 2022 i crediti rientranti in questa categoria, presenti nell'attivo di Bilancio della banca Credito Emiliano sono tutti derivanti dall'operazione di fusione per incorporazione dell'Ex Cassa di Risparmio di Cento.

4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni

A marzo 2014, in considerazione del cambiamento regolamentare che prevedeva il passaggio dei poteri di Vigilanza alla Banca Centrale Europea e l'applicazione della nuova normativa comunitaria in tema di reporting di vigilanza, vennero approvate le "Linee guida per l'individuazione e la gestione delle esposizioni Forborne" successivamente recepite nella Policy di Gruppo Crediti.

In conformità agli standard dell'EBA, si definiscono Forborne le esposizioni nei confronti delle quali sono state accordate misure di Forbearance, ossia misure di sostegno a debitori che affrontano, o sono prossimi ad affrontare, difficoltà ad adempiere alle proprie obbligazioni finanziare (c.d. stato di difficoltà finanziaria).

In linea generale, le possibili misure di Forbearance accordate al debitore in difficoltà finanziaria possono ricadere nelle seguenti fattispecie:

  • modifica dei termini e delle condizioni contrattuali su un'esposizione che la controparte non è in grado di ripagare, con nuove condizioni che non sarebbero state accordate se il cliente non si fosse trovato in difficoltà finanziaria;
  • rifinanziamento parziale o totale del debito che non sarebbe stato accordato in assenza di difficoltà finanziaria della controparte.

In conformità con gli standard di riferimento, la classificazione nel portafoglio Forborne è indipendente dalla classificazione a default o dalla presenza di svalutazioni analitiche. In virtù della peculiarità di tali tipologie di esposizioni, la valutazione e la concessione di misure di Forbearence è demandata alle strutture deliberative centrali, anche attraverso l'ausilio di sistemi automatizzati di alerting sulla presenza di Forborne "potenziali", sull'indirizzamento delle proposte di fido verso gli organi competenti e sul decorso dei termini relativi al cure period e probation period.

Relativamente a tale tipologia di esposizioni sono state recepite le indicazioni delle Guidelines BCE sui NPL con impatto sia sui processi sia sugli applicativi per un'adeguata tracciatura delle valutazioni fatte in sede di concessione di misure di forbearance e anche nelle valutazioni dei triggers sulle Inadempienze Probabili con il coinvolgimento della Funzione di Risk Management per la redazione di uno specifico parere vincolante nei casi di misure reiterate.

Il costo ammortizzato prima della modifica delle attività finanziarie, per le quali i flussi finanziari contrattuali sono stati modificati nel corso dell'esercizio, ammonta a circa 48,6 milioni di euro.

L'informativa al pubblico per la pubblicazione delle informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi di credito e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all'identificazione, alla misurazione e alla gestione dei rischi, prevista dal regolamento UE 575/2013 (CRR), pubblicazione della disclosure relativa al c.d. "Pillar 3", verrà comunicata al mercato nei termini di legge, sul sito www.credem.it.

Informazioni di natura quantitativa

A. Qualità del credito

A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e distribuzione economica

A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)

Portafogli/qualità Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
deteriorate
scadute
scadute non
Esposizioni
deteriorate
Altre esposizioni
non deteriorate
Totale
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 173.414 28.890 252.915 41.881.420 42.404.676
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
- - - 6.117.079 6.117.079
3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - - 43.772 43.772
5. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - -
Totale 31/12/2022 68.036 173.414 28.890 252.915 48.042.271 48.565.527
Totale 31/12/2021 87.056 206.826 30.396 205.466 53.640.992 54.170.736

A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)

Deteriorate Non deteriorate
Portafogli/qualità Esposizione
lorda
Rettifiche di
Esposizione
valore
complessive
Write-off
parziali
complessivi*
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Totale
(esposizione
netta)
1. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
646.122 375.782 270.340 17.233 42.206.176 71.840 42.134.336 42.404.676
2. Attività finanziarie
valutate al fair value con
impatto sulla redditività
complessiva
- - - 6.118.601 1.522 6.117.079 6.117.079
3. Attività finanziarie
designate al fair value
- - - - X X - -
4. Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate
al fair value
- - - - X X 43.772 43.772
5. Attività finanziarie in
corso di dismissione
- - - - - - - -
Totale 31/12/2022 646.122 375.782 270.340 17.233 48.324.776 73.362 48.295.187 48.565.527
Totale 31/12/2021 729.307 405.028 324.278 10.923 53.903.564 71.556 53.846.458 54.170.736
Attività di evidente scarsa qualità creditizia Altre attività
Portafogli/qualità Minusvalenze cumulate Esposizione netta Esposizione netta
1. Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
- - 105.844
2. Derivati di copertura - - 1.068.030
Totale 31/12/2022 - - 1.173.875
Totale 31/12/2021 - - 265.997

A.1.3 Distribuzione delle attività finanziarie per fasce di scaduto (valori di bilancio)

Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio Impaired acquisite o
originate
Portafogli/stadi di
rischio
Da 1 giorno a
30 giorni
giorni fino a
Da oltre 30
90 giorni
Oltre 90 giorni Da 1 giorno a
30 giorni
giorni fino a
Da oltre 30
90 giorni
Oltre 90 giorni Da 1 giorno a
30 giorni
giorni fino a
Da oltre 30
90 giorni
Oltre 90 giorni Da 1 giorno a
30 giorni
giorni fino a
Da oltre 30
90 giorni
Oltre 90 giorni
1. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
166.721 367 4.477 44.963 31.583 4.805 14.533 16.069 135.221 373 99 8.135
2. Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto sulla
redditività
complessiva
- - - - - - - - - - - -
3. Attività finanziarie
in corso di
dismissione
- - - - - - - - - - - -
Totale 31/12/2022 166.721 367 4.477 44.963 31.583 4.805 14.533 16.069 135.221 373 99 8.135
Totale 31/12/2021 136.550 738 4.767 28.977 30.319 4.106 14.950 14.926 157.131 778 346 15.328

Nella tabella su esposta viene fornito il dettaglio, per ciacuno stadio di rischio, del valore di bilancio relativi alle attività finanziarie scadute valutate al costo ammortizzato e alle attività finanziarie scadute valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

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4)
- - (1.63
4)
- (77) - - (77) - - - - (1.71
1)
-

A.1.4 Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: dinamica delle rettifiche di valore complessive e degli accantonamenti complessive

Esposizione lorda/valore nominale
Trasferimenti tra primo
stadio e secondo stadio
Trasferimenti tra
secondo stadio e terzo
Trasferimenti tra primo
stadio e terzo stadio
Portafogli/stadi di rischio secondo stadio
Da primo a
Da secondo stadio
a primo stadio
Da secondo stadio
a terzo stadio
Da terzo stadio a
secondo stadio
Da primo stadio a
terzo stadio
Da terzo stadio a
primo stadio
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.128.210 347.642 43.816 15.599 68.885 6.155
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
- - - - - -
3. Attività finanziarie in corso di
dismissione
- - - - - -

A.1.5 Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanaziarie rilasciate: trasferimenti tra diversi stadi di rischio di credito (valori lordi e nominali)

- - - - -
195.032 7.744 99 846 15.903 1.210
31/12/2022 1.323.241 355.385 43.914 16.445 84.788 7.364
31/12/2021 793.450 280.271 39.290 21.170 63.075 8.086
4. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie -

A.1.5a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno Covid-19: trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito (valori lordi)

Valori lordi
Portafogli/stadi di rischio Trasferimenti tra primo
stadio e secondo stadio
Trasferimenti tra
secondo stadio e terzo
stadio
Trasferimenti tra
primo stadio e terzo
stadio
secondo stadio
Da primo a
stadio a primo
Da secondo
stadio
stadio a terzo
Da secondo
stadio
Da terzo stadio a
secondo stadio
Da primo stadio a
terzo stadio
Da terzo stadio a
primo stadio
A. Finanziamenti valutati al costo ammortizzato 146.810
77.854
13.788 70 22.522 679
A.1 oggetto di concessione conforme con le GL - - - - - -
A.2 oggetto di misure di moratoria in essere non più
conformi alle GL e non valutate come oggetto di
concessione
193 - 232 - - -
A.3 oggetto di altre misure di concessione 6.309 - 777 - 324 -
A.4 nuovi finanziamenti 140.308 77.854 12.779 70 22.198 679
B. Finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
- - - - - -
B.1 oggetto di concessione conforme con le GL - - - - - -
B.2 oggetto di misure di moratoria in essere non più
conformi alle GL e non valutate come oggetto di
concessione
- - - - -
B.3 oggetto di altre misure di concessione - - - - - -
B.4 nuovi finanziamenti - - - - - -
Totale 31/12/2022 146.810 77.854 13.788 70 22.522 679
Totale 31/12/2021 339.123 30.299 12.579 258 18.138 366

Nella tabella è riportato il valore lordo dei finanziamenti, oggetto di moratoria o altre misure di concessione in essere alla data di riferimento del bilancio, o che costituiscono nuova liquidità concessa mediante meccanismi di garanzia pubblica, ripartito per portafgli di appartenzenza, quando lo stadio di rischio nel quale le esposizioni sono state incluse alla data di fine esercizio è diverso dallo stadio in cui le esposizioni sono state incluse all'inizio dell'esercizio.

A.1.6 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi e netti

Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e
accantonamenti complessivi
Tipologie
esposizioni/valori
Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Esposizione
Netta
Write-off
parziali
complessivi*
A. Esposizioni
creditizie per cassa
A.1 A vista 3.164.488 3.153.282 11.205 - - 37 19 18 - - 3.164.451 -
a) Deteriorate - X - - - - X - - - - -
b) Non deteriorate 3.164.488 3.153.282 11.205 X - 37 19 18 X - 3.164.451 -
A.2 Altre 2.513.827 2.441.590 69.966 - - 972 862 110 - - 2.512.855 -
a) Sofferenze - X - - - - X - - - - -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
- X - - - - X - - - - -
b) Inademp.
probabili
- X - - - - X - - - - -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
- X - - - - X - - - - -
c) Esposizioni
scadute deteriorate
- X - - - - X - - - - -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
- X - - - - X - - - - -
d) Esposizioni
scadute non
deteriorate
- - - X - - - - X - - -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
- - - X - - - - X - - -
e) Altre esposizioni
non deteriorate
2.513.827 2.441.590 69.966 X - 972 862 110 X - 2.512.855 -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
- - - X - - - - X - - -
Totale (A) 5.678.314 5.594.873 81.171 - - 1.009 881 128 - - 5.677.305 -
B. Esposizioni
creditizie fuori
bilancio
a) Deteriorate
- X - - - - X - - - - -
b) Non deteriorate 1.273.747 123.976 3.135 X - 1 0 1 X - 1.273.746 -
Totale (B) 1.273.747 123.976 3.135 - - 1 0 1 - - 1.273.746 -
Totale (A+B) 6.952.061 5.718.848 84.306 - - 1.010 881 129 - - 6.951.052 -

Come da indicazioni della circolare di Banca d'Italia 262 del 22 dicembre 2005, e successivi aggiornamenti, le esposizioni creditizie per cassa comprendono tutte le attività finanziarie per cassa vantate verso banche o clientela qualunque sia il loro portafoglio di allocazione contabile (valutate al fair value con impatto a conto economico, valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, valutate al costo ammortizzato, attività in via di dismissione), ad eccezione dei titoli di capitale e delle quote di O.I.C.R.; le esposizioni creditizie "fuori bilancio" includono tutte le operazioni finanziarie diverse da quelle per cassa (garanzie f i n a n z i a r i e

rilasciate, impegni revocabili e irrevocabili, derivati, ecc.) che comportano l'assunzione di un rischio creditizio, qualunque sia la finalità di tali operazioni (negoziazione, copertura, ecc.). Le esposizioni creditizie deteriorate (per cassa e fuori bilancio) non includono le attività finanziarie detenute per la negoziazione e i derivati di copertura, che sono pertanto, convenzionalmente, rilevati tra le esposizioni creditizie non deteriorate.

A.1.7 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti

Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e accantonamenti
complessivi
Tipologie
esposizioni/valori
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio acquisite o
Impaired
originate
Esposizione
Netta
Write-off
parziali
complessivi*
A. Esposizioni
creditizie per
cassa
a) Sofferenze 288.744 X - 283.178 5.566 220.708 X - 219.472 1.236 68.036 13.876
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
76.053 X - 75.664 389 51.341 X - 51.270 71 24.712 497
b)
Inadempienze
probabili
321.497 X - 310.600 10.898 148.083 X - 146.984 1.099 173.414 3.357
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
125.922 X - 120.307 5.615 39.292 X - 38.811 481 86.630 1.795
c) Esposizioni
scadute
deteriorate
35.881 X - 35.872 9 6.991 X - 6.989 1 28.890 -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
1.525 X - 1.525 - 206 X - 206 - 1.319 -
d) Esposizioni
scadute non
deteriorate
256.276 172.163 84.113 X - 3.361 599 2.762 X - 252.915 -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
10.930 - 10.930 X - 363 - 363 X - 10.568 -
e) Altre
esposizioni
non
deteriorate
45.614.825 43.781.911 1.787.130 X 512 69.029 37.777 31.236 X 16 45.545.796 -
- di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
177.172 - 176.968 X 205 3.340 - 3.334 X 6 173.832 -
Totale (A) 46.517.223 43.954.075 1.871.243 629.650 16.984 448.171 38.376 33.998 373.446 2.352 46.069.052 17.233
B. Esposizioni
creditizie fuori
bilancio
a) Deteriorate 40.827 X - 39.274 1.552 4.134 X - 3.913 221 36.693 -
b) Non
deteriorate
10.904.114 10.669.056 208.640 X 72 2.888 1.750 1.136 X 2 10.901.226 -
Totale (B) 10.944.941 10.669.056 208.640 39.274 1.624 7.022 1.750 1.136 3.913 223 10.937.919 -
Totale (A+B) 57.462.164 54.623.131 2.079.883 668.924 18.608 455.193 40.126 35.134 377.359 2.575 57.006.971 17.233

A.1.7a Esposizioni creditizie per cassa verso clientela oggetto di misure di sostegno Covid-19: valori lordi e netti

Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive
Tipologie
finanziamenti / Valori
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
Esposizione
netta
Write-off parziali
complessivi*
A. Finanziamenti in
sofferenza:
6.934 - - 6.934 - 2.854 - - 2.854 - 4.080 -
a) Oggetto di
concessione
conforme con le GL
- - - - - - - - - - - -
b) Oggetto di misure
di moratoria non più
conformi alle GL e non
valutate come
oggetto di
concessione
- - - - - - - - - - - -
c) Oggetto di altre
misure di
concessione
- - - - - - - - - - - -
d) Nuovi finanziamenti 6.934 - - 6.934 - 2.854 - - 2.854 - 4.080 -
B. Finanziamenti in
inadempienze
probabili:
42.248 - - 41.806 442 14.217 - - 14.181 36 28.031 -
a) Oggetto di
concessione
conforme con le GL
- - - - - - - - - - - -
b) Oggetto di misure
di moratoria non più
conformi alle GL e non
valutate come
oggetto di
concessione
416 - - 416 - 60 - - 60 - 356 -
c) Oggetto di altre
misure di
concessione
2.965 - - 2.916 49 982 - - 982 - 1.983 -
d) Nuovi finanziamenti 38.867 - - 38.474 393 13.175 - - 13.139 36 25.692 -
C. Finanziamenti
scaduti deteriorati:
1.704 - - 1.704 - 405 - - 405 - 1.299 -
a) Oggetto di
concessione
conforme con le GL
- - - - - - - - - - - -
b) Oggetto di misure
di moratoria non più
conformi alle GL e non
valutate come
oggetto di
concessione
- - - - - - - - - - - -
c) Oggetto di altre
misure di
concessione
- - - - - - - - - - - -
d) Nuovi finanziamenti 1.704 - - 1.704 - 405 - - 405 - 1.299 -
D. Altri finanziamenti
scaduti non
deteriorati:
13.992 7.153 6.839 - - 21 8 12 - - 13.971 -
a) Oggetto di
concessione
conforme con le GL
- - - - - - - - - - - -
b) Oggetto di misure
di moratoria non più
conformi alle GL e non
valutate come
oggetto di
concessione
- - - - - - - - - - - -
c) Oggetto di altre
misure di
concessione
- - - - - - - - - - - -
d) Nuovi finanziamenti 13.992 7.153 6.839 - - 21 8 12 - - 13.971 -
E. Altri finanziamenti
non deteriorati:
2.609.759 2.392.811 216.948 - - 2.782 1.928 854 - - 2.606.977 -
a) Oggetto di
concessione
conforme con le GL
b) Oggetto di misure
- - - - - - - - - - - -
di moratoria non più
conformi alle GL e non
valutate come
oggetto di
concessione
1.370 985 385 - - 19 2 17 - - 1.351 -
c) Oggetto di altre
misure di
concessione
7.956 - 7.956 - - 292 - 292 - - 7.664 -
d) Nuovi finanziamenti 2.600.432 2.391.826 208.606 - - 2.470 1.926 544 - - 2.597.962 -
Totale (A+B+C+D+E) 2.674.637 2.399.964 223.787 50.444 442 20.278 1.937 866 17.440 36 2.654.359 -

Nella tabella è riportato, con riferimento ai finanziamenti, oggetto di moratoria o altre misure di concessione in essere alla data di riferimento del bilancio, o che costituiscono nuova liquidità concessa mediante meccanismi di garanzia pubblica, il dettaglio dell'esposizione lorda e delle rettifiche di valore complessive, nonché l'informativa sull'esposizione netta e i write-off parziali complessivi, per le diverse categorie di attività deteriorate/non deteriorate.

A.1.9 Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

Causali/Categorie Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 358.524 332.636 38.146
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -
B. Variazioni in aumento 56.228 145.508 40.841
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate 8.359 83.287 23.314
B.2 ingressi da attività finanziarie impaired acquisite o originate - - -
B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate 45.640 14.510 533
B.4 modifiche contrattuali senza cancellazioni - 307 1
B.5 altre variazioni in aumento 2.230 47.404 16.993
C. Variazioni in diminuzione 126.009 156.647 43.107
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate - 17.814 5.179
C.2 write-off 19.028 3.465 -
C.3 incassi 30.660 89.720 21.522
C.4 realizzi per cessioni 13.417 - -
C.5 perdite da cessione - - -
C.6 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate - 44.385 16.298
C.7 modifiche contrattuali senza cancellazioni - 272 1
C.8 altre variazioni in diminuzione 62.903 990 106
D. Esposizione lorda finale 288.744 321.497 35.881
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -

A.1.9bis Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni lorde oggetto di concessioni distinte per qualità creditizia

Causali/Qualità Esposizioni
oggetto di
concessioni:
deteriorate
Esposizioni
oggetto di
concessioni:
non
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 234.755 276.274
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -
B. Variazioni in aumento 43.089 60.865
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni 6.244 42.070
B.2 ingressi da esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni 16.877 X
B.3 ingressi da esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X 13.737
B.4 ingressi da esposizioni deteriorate non oggetto di concessione - -
B.5 altre variazioni in aumento 19.968 5.058
C. Variazioni in diminuzione 74.343 149.036
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni X -
C.2 uscite verso esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni 13.737 X
C.3 uscite verso esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X 16.877
C.4 write-off - -
C.5 incassi 53.587 132.160
C.6 realizzi per cessioni - -
C.7 perdite da cessione - -
C.8 altre variazioni in diminuzione 7.019 -
D. Esposizione lorda finale 203.501 188.102
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -

A.1.11 Esposizioni creditizie per cassa deteriorate verso clientela: dinamica delle rettifiche di valore complessive

Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni scadute
deteriorate
Causali/Categorie di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
A. Rettifiche complessive iniziali 271.468
59.390
125.810 35.817 7.750 175
- di cui: esposizioni cedute non cancellate -
-
-
-
- -
B. Variazioni in aumento 55.223
12.423
71.616 22.067 5.649 635
B.1 rettifiche di valore da attività finanziarie impaired - X - X - X
acquisite o originate
B.2 altre rettifiche di valore
23.880
7.523
68.160 21.710 5.525 526
B.3 perdite da cessione 1.637
-
0 - -
B.4 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate 24.053 4.899 3.294 357 124 109
B.5 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - 54 -
-
-
B.6 altre variazioni in aumento 5.653 108 - - -
C. Variazioni in diminuzione 105.982 20.472 49.343 18.592 6.409 603
C.1 riprese di valore da valutazione 3.788 1.592 8.868 3.740 1.261 94
C.2 riprese di valore da incasso 12.783 12.610 13.044 8.049 152
C.3 utili da cessione 5.864 5.367 10 - - -
C.4 write-off 19.028 497 3.465 1.795 - -
C.5 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate - - 23.886 5.008 3.585 357
C.6 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - 71 - - -
C.7 altre variazioni in diminuzione 64.519 406 - - - -
D. Rettifiche complessive finali 220.708 51.341 148.083 39.292 6.991 206
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - - - - -

A.2 Classificazione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate in base ai rating esterni e interni

A.2.1 Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate per classi di rating esterni (valori lordi)

Classi di rating esterni
Esposizioni Classe 1 classe 2 classe 3 classe 4 classe 5 classe 6 Senza
rating
Totale
A. Attività finanziarie vautate al costo
ammortizzato
1.041.648 998.012 5.606.072 - - - 35.206.564 42.852.298
- Primo stadio 1.041.648 998.012 5.606.072 - - - 32.618.722 40.264.456
- Secondo stadio - - - - - - 1.941.208 1.941.208
- Terzo stadio - - - - - - 629.650 629.650
- Impaired acquisite o originate - - - - - - 16.984 16.984
B. Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
3.612.880 1.862.037 522.173 - - - 121.511 6.118.601
- Primo stadio 3.612.880 1.862.037 522.173 - - - 121.511 6.118.601
- Secondo stadio - - - - - - - -
- Terzo stadio - - - - - - - -
- Impaired acquisite o originate - - - - - - - -
C. Attività finanziarie in corso di
dismissione
- - - - - - - -
- Primo stadio - - - - - - - -
- Secondo stadio - - - - - - - -
- Terzo stadio - - - - - - - -
- Impaired acquisite o originate - - - - - - - -
Totale (A+B+C) 4.654.529 2.860.049 6.128.246 - - - 35.328.075 48.970.898
D. Impegni a erogare fondi e garanzie
finanziarie rilasciate
- - - - - - 12.218.688 12.218.688
- Primo stadio - - - - - - 11.966.015 11.966.015
- Secondo stadio - - - - - - 211.775 211.775
- Terzo stadio - - - - - - 39.274 39.274
- Impaired acquisiti/e o originati/e - - - - - - 1.624 1.624
Totale (D) - - - - - - 12.218.688 12.218.688
Totale (A+B+C+D) 4.654.529 2.860.049 6.128.246 - - - 47.546.763 61.189.586

Le classi di rating esterni indicate si riferiscono alle classi di merito creditizio dei debitori/garanti di cui alla normativa prudenziale.

L'agenzia di rating utilizzate sono sotto riportate e si fornisce la tabella di raccordo tra le classi di rischio e i rating delle agenzie.

Portafogli ECA/ECAI
Esposizione verso
Amministrazioni centrali e
banche centrali
DBRS Rating Limited
Esposizioni verso
organizzazioni internazionali
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Esposizioni verso banche
multilaterali di sviluppo
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Esposizioni verso imprese ed
altri soggetti
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Esposizioni verso organismi
di investimento collettivo del
risparmio (OICR)
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services*
Posizioni verso le
cartolarizzazioni aventi un
rating a breve termine
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services
Moody's
Posizioni verso le
cartolarizzazioni diverse da
quelle aventi un rating a
breve termine
Fitch Ratings
Standard & Poor's Rating
Services
Moody's

*ECAI utilizzata solo nella mitigazione del rischio (CRM) su strumenti finanziari accattati a garanzia

Classe di merito di
credito
DBRS Rating
Limited
Fitch Ratings Standard & Poor's
Rating Services
Moody's
1 da AAA a AAL da AAA a AA- da AAA a AA- da Aaa a Aa3
2 da AH a AL da A+ a A- da A+ a A- da A1 a A3
3 da BBBH a BBBL da BBB+ a BBB- da BBB+ a BBB- da Baa1 a Baa3
4 da BBH a BBL da BB+ a BB- da BB+ a BB- da Ba1 a Ba3
5 da BH a BL da B+ a B- da B+ a B- da B1 a B3
6 CCC CCC+ e inferiori CCC+ e inferiori Caa1 e inferiori

A.2.2 Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate: per classi di rating interni (valori lordi)

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Il 2 ottobre 2015 la Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing.

Le classi di rating interni vengono esposte in quanto utilizzati nella gestione del rischio di credito; nel calcolo dei requisiti prudenziali sono utilizzati solo quelli relativi alla funzione regolamentare Corporate e Retail. Si fornisce il dettaglio delle varie classi di rating utilizzate.

C1 assenti problematiche di rischio sia al momento che, prevedibilmente, nel
medio/lungo periodo
C2 assenti problematiche di rischio sia al momento che, prevedibilmente, nel
medio periodo
C3 assenti problematiche di rischio sia al momento che, prevedibilmente, nel
breve periodo
C4 rischio compatibile con possibilità di sua attenuazione/lieve peggioramento
nel breve periodo
C5 situazione di rischio con sintomi di peggioramento già evidenti
C6 situazione che evidenzia aspetti di evidente problematicità
C7 situazione di marcata problematicità, potenziale rischio di default
C8 situazione di forte problematicità con rischio di default nel breve

A.3 Distribuzione delle esposizioni garantite per tipologia di garanzia

A.3.2 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela garantite

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Nel corso dell'esercizio sono state escusse garanzie ipotecarie per 10,1 milioni di euro, i cui incassi presumibilmente avverranno nei prossimi anni, mentre a fronte delle escussioni di pegni, polizze assicurative e fideiussioni sono stati incassati 5,2 milioni di euro. Nell'esercizio sono stati anche incassati 25,7 milioni di euro, a fronte di escussione di garanzie ipotecarie avviate negli anni precedenti.

Nel corso del 2022 sono state poste in essere l'attività giudiziale di escussione delle garanzie mediante pignoramento immobiliare nei casi in cui non sia stato possibile raggiungere soluzioni transattive soddisfacenti. Le posizioni affidate alle società di outsourcing, costituite da esposizioni>75 €k e <300 €k derivanti da mutui ipotecari sono state valutate ed azionate secondo il medesimo criterio; l'attività delle società esterne, infatti, nei primi mesi di gestione delle pratiche si concentra sul tentativo di contatto dei clienti, per sondare la possibilità di addivenire a soluzioni transattive (a saldo e stralcio o con piani di rientro contenuti nel tempo). Anche durante lo svolgimento della azione esecutiva, la società di outsourcing prosegue con l'attività di contatto per sondare la possibilità di definizione transattiva delle posizioni.

B. Distribuzione e concentrazione delle esposizioni creditizie

B.1 Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela (valore di bilancio)

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B.2 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

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Si allega anche la ripartizione geografica NORD-OVEST, NORD-EST, CENTRO, SUD e ISOLE per le esposizioni ITALIA.

B.2 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela

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B.3 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche

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B.4 Grandi esposizioni

31/12/2022
Numero posizioni 20
Esposizione 30.645.514
Posizione di rischio 1.656.850

Sono considerate nel calcolo dei "grandi rischi" tutte le attività di rischio, per cassa e fuori bilancio, nei confronti di un singolo cliente (ovvero gruppo di clienti connessi) senza l'applicazione dei fattori di ponderazione, mentre il limite che qualifica un'esposizione come "grande rischio", è quando l'esposizione, come sopra determinata, è pari o superiore al 10% dei fondi propri.

La disciplina, per apprezzare in modo più preciso il grado di concentrazione dei crediti, rileva anche le esposizioni aventi un fattore di ponderazione per il rischio di controparte pari allo zero per cento, quali ad esempio le esposizioni infragruppo verso società italiane, le esposizioni verso lo Stato italiano.

Si sottolinea inoltre che nel perimetro di riferimento sono comprese anche le operazioni di pronti contro termine passive. La normativa prevede che tali operazioni concorrano all'esposizione nominale verso la controparte per l'importo dei "titoli da ricevere", mentre l'esposizione ponderata, in casi espressamente previsti, può prevedere la ponderazione a zero.

A fine periodo si rilevano 20 posizioni classificate come "grandi rischi", per un ammontare complessivo di 30.645,5 milioni di euro (36.332,3 milioni di euro nel 2021), corrispondenti a 1.656,8 milioni di euro di valore ponderato (1.665,6 milioni di euro nel 2021).

Tra le posizioni rilevate figurano le altre società del Gruppo Credem, Ministero del Tesoro, Stati UE ed extra UE e primarie banche nazionali e internazionali.

C. Operazioni di cartolarizzazione

Informazioni di natura qualitativa

Il Gruppo detiene una partecipazione pari al 10% in Emilia SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita ed avente quale oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

Emilia SPV S.r.l. ha in essere un'operazione di cartolarizzazione revolving su mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nel Programma "Obbligazioni Bancarie Garantite", garantito da Credem CB S.r.l.

La struttura revolving permette alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che potrà durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione. Il periodo di replenishment si è concluso a maggio 2020 e in data 23 marzo 2021 è stato rinnovato per ulteriori 5 anni.

I crediti dell'operazione in oggetto, originati da Credem, sono stati ceduti pro soluto, ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, a Emilia SPV S.r.l.

Credem ha sottoscritto all'atto dell'emissione, e detiene in portafoglio, il totale delle passività emesse dal veicolo. Pertanto, in base alle norme IFRS9 in materia di "derecognition" (cancellazione contabile), i crediti oggetto della cartolarizzazione rimangono iscritti nell'attivo del bilancio Credem.

Sono presenti nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", al 31 dicembre 2022, 608 milioni di Euro di ABS emessi da veicoli terzi, collegati a crediti originati in Europa, con preponderanza della componente di origination francese (195.2 milioni di Euro). Il portafoglio è costituito da differenti tipologie di ABS con una prevalenza delle cartolarizzazioni di mutui residenziali, che incidono per il 43,4%.

Paese Controvalore
(migliaia Euro)
% Esposizione
FRANCIA 195.173 32,1
GERMANIA 167.188 27,5
PAESI BASSI 104.813 17,2
SPAGNA 74.729 12.3
ITALIA 42.159 7,0
IRLANDA 22.650 3,7
REGNO UNITO 797 0,1
PORTOGALLO 634 0,1
TOTALE 608.143 100,0

L'attuale esposizione suddivisa per rischio paese è così composta:

Il portafoglio delle cartolarizzazioni è diversificato su 28 emittenti e 38 emissioni, con massima concentrazione pari a 45,9 milioni di Euro per singola emissione e 72,1 milioni di Euro per singolo emittente.

C.3 Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione di "terzi" ripartite per tipologia delle attività
cartolarizzate e per tipo di esposizione
Esposizioni per cassa Garanzie rilasciate Linee di credito
Senior Mezzanine
Junior
Senior Mezzanine
Junior
Senior Mezzanine Junior
Tipologia attività sottostanti/
Esposizioni
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
A.1 AUTO ABS FRGN33FRN 27.252 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.2 AUTOF 2 A 21-43 EUR 30.190 - - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.3 AUTONORIA ST35 FRN 5.393 - - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.4 BP MORTGAGES 07/44TV
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
36 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.5 BPCE HOME19OT24FRN
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
10.181 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.6 BPCE HOME21OT55FRN
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
30.771 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.7 BSKY FRE4A FRN-29 EU 15.210 2 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.8 BSKY GE11 FRN-30 EU 35.300 - 3 -
-
- - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.9 BUMPER 22SA 22-32 28.024 - 3 -
-
- - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.10 BUOS 3 A SR SEQ FLT 2.897 - - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI A PMI
A.11 BUOS 3 B MEZZ SEQ FL - - 9 - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI A PMI
A.12 CR.AGR.HABITAT MTGE
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
22.610 - 2 -
-
- - - - - - - - - - - - - -
A.13 DRIV ESP A SR 6 FLT 2.575 - - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.14 DUTCH MBS BV18-50EUR
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
8.407 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.15 E-MAC NL FRN -A-GE37
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
1.383 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.16 FINANCE (IR)ST60FRN
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
7.753 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.17 FINANCE(IR)4AMTGE 61
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
14.971 - 1
-
- - - - - - - - - - - - - - -
A.18 GLOBALDRIVE27FRN EUR 8.261 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.19 GLOBALDRIVE29FRN EUR 12.495 - - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.20 GREAT H.FRN-A2B-MZ39
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
797 - - - - - - - - - - - - - - - - -
Esposizioni per cassa Garanzie rilasciate Linee di credito
Senior
Mezzanine
Junior Senior Mezzanine Junior Senior
Mezzanine
Junior
Tipologia attività sottostanti/
Esposizioni
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
Valore di bilancio Rettifiche/riprese di
valore
A.21 GREEN APPLE-19-GE58
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
8.587 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.22 HFHL 2020-1 FB61
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
11.404 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.23 HFHL 2021-1A MTGE61E
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
26.599 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.24 HIPOTOTTA4-CL/A ST48
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
634 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.25 MAGOI 19 LG39 FLT 6.850 - - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.26 NORIA 2021-1EUR 17.729 - - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.27 PRADO 8 A SR SEQ FLT
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
26.176 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.28 PRADO 9 A SR SEQ FLT
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
27.035 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.29 PRADO X A SR SEQ FLT
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
18.943 - 2 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.30 PROGQ 1 A EUR 11.933 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.31 R&B AUTO L2GER11/28 7.719 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.32 R&B AUTO L9GER22/31 20.349 - 2 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.33 SC GERMAN CONS 21-1A 45.956 - - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.34 SILVER A AP31 FRN 31.572 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.35 SILVER A GN29 FRN 17.805 - 2 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.36 SILVER A ST27 FRN 7.386 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.37 STORM 2018GRN A MTGE
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
27.422 - - - - - - - - - - - - - - - - -
A.38 STORM 2022-A B.V.
MUTUI IPOTECARI
RESIDENZIALI
20.593 - 2 - - - - - - - - - - - - - - - -
A.39 VCL31-A-FRN ST26EUR 5.702 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO
A.40 VCL32-A1-FRN GE27EUR 6.214 1 - - - - - - - - - - - - - - - -
PRESTITI AL CONSUMO

C.3 Società veicolo per la cartolarizzazione

Come già esposto nelle informazioni di natura qualitativa, nel Gruppo è presente un'unica società veicolo per la cartolarizzazione, Emilia Spv, partecipata al 10% da Credito Emiliano; la società non è stata consolidata.

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA

D. Informativa sulle entità strutturate non consolidate contabilmente (diverse dalle società veicolo per la cartolarizzazione)

Le informazioni di cui alla presente voce non vengono fornite nel bilancio individuale dalle banche che redigono il bilancio consolidato.

E. Operazioni di cessione

A. Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente

Informazioni di natura qualitativa

Operazioni di cessione

Nel corso dell'esercizio 2015 Credem ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione revolving, relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l., erogati alla propria clientela e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.

A seguito della prima cessione di attivi, perfezionata nel quarto trimestre 2014 ad un prezzo pari ad Euro 1.002.811.119,07, sono state perfezionate, dal 2015 alla fine del 2022, nei periodi di seguito indicati, otto cessioni di altrettanti portafogli di crediti idonei alla società veicolo ad un prezzo pari a:

  • Quarto trimestre 2015: Euro 285.392.481,54
  • Quarto trimestre 2016: Euro 293.707.640,58
  • Quarto trimestre 2017: Euro 245.710.926,70
  • Quarto trimestre 2018: Euro 52.416.789,64
  • Secondo trimestre 2021: Euro 1.304.130.865,63
  • Quarto trimestre 2021: Euro 353.874.864,16
  • Secondo trimestre 2022: Euro 274.726.751,12
  • Quarto trimestre 2022: Euro 190.056.443,89

I crediti sono stati acquistati "pro soluto", ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, dalla società EMILIA SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita e partecipata al 10% da Credem, con oggetto esclusivo consistente nella realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.

La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior). I titoli senior sono dotati di rating ufficiale assegnato dalle agenzie accreditate DBRS e Moody's Investor Services (a fine dicembre 2022, giudizio "A" assegnato da DBRS e "A1" da Moody's). I titoli junior sono, invece, sprovvisti di rating.

Le note del tipo "senior" pagano, trimestralmente, interessi variabili pari al tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 75bps, mentre le note "junior" pagano un tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 200bps. I detentori dei titoli junior hanno inoltre diritto di ricevere a ciascuna data di pagamento e, in base all'ordine di priorità dei pagamenti e fondi disponibili, anche un premio determinato in via residuale, dopo che siano stati corrisposti tutti gli altri importi da corrispondersi in priorità.

I titoli sono strutturati nella forma di partly paid notes ("PPN") e interamente emessi per il loro valore nominale alla data d'emissione (Euro 3.000.000.000 per le note senior ed Euro 900.000.000 per le note junior). Il prezzo delle note è stato corrisposto dai sottoscrittori solo in parte alla data di emissione, mentre le restanti quote di prezzo possono essere pagate in più rate successive differite nel tempo secondo la logica revolvingdell'operazione.

La struttura revolving permette alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che potrà durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione. Il periodo di replenishment si è concluso a maggio 2020 e in data 23 marzo 2021 è stato rinnovato per ulteriori 5 anni.

Al 31 dicembre 2022 il circolante della tranche senior risulta pari ad Euro 1.973.512.000,89 mentre quello della tranche juniorrisulta pari ad Euro 599.025.731,69.

I titoli senior sono quotati all'Irish Stock Exchange. Entrambe le tranches sono state acquistate da Credem. I titoli senior possono essere utilizzati per operazioni di rifinanziamento presso l'Eurosistema.

L'operazione è finalizzata a costituire una riserva di liquidità e rientra fra le complessive attività di gestione della liquidità poste in essere da Credem.

A Credem sono state riconosciute inoltre dalla società veicolo le seguenti opzioni: riacquisto di singoli crediti entro determinati parametri, riacquisto in blocco per i crediti che dovessero diventare eleggibili per l'utilizzo nel programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB S.r.l. e riacquisto di tutto il portafoglio crediti in essere, in blocco e pro soluto (nel rispetto dei vincoli contrattuali previsti).

Nel corso del 2022 sono state perfezionate due nuove cessione di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nei programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite, mentre non sono state effettuate operazioni di riacquisti parziali in blocco di crediti dalla società veicolo.

Informazioni di natura quantitativa

E.1 Attività finanziarie cedute rilevate per intero e passività finanziarie associate: valore di bilancio

Attività finanziarie cedute rilevate per intero Passività finanziarie associate
Valore di
bilancio
di cui: oggetto di
operazioni di
cartolarizzazione
di cui:
oggetto di
contratti di
vendita con
patto di
riacquisto
di cui
deteriorate
Valore di
bilancio
di cui: oggetto di
operazioni di
cartolarizzazione
di cui:
oggetto di
contratti di
vendita con
patto di
riacquisto
A. Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
- - - X - - -
1. Titoli di debito - - - X - - -
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - X - - -
4. Derivati - - - X - - -
B. Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate al fair
- - - - - - -
value
1. Titoli di debito
- - - - - - -
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
C. Attività finanziarie designate al
fair value
- - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - - -
2. Finanziamenti - - - - - - -
D. Attività finanziarie valutate al fair
value con impatto sulla redditività
2.464.639 - 2.464.639 - 2.451.373 - 2.451.373
complessiva
1. Titoli di debito
2.464.639 - 2.464.639 - 2.451.373 - 2.451.373
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
E. Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
2.356.099 - 2.356.099 - 2.324.737 - 2.324.737
1. Titoli di debito 2.356.099 - 2.356.099 - 2.324.737 - 2.324.737
2. Finanziamenti - - - - - - -
Totale 31/12/2022 4.820.738 - 4.820.738 - 4.776.110 - 4.776.110
Totale 31/12/2021 7.185.635 - 7.185.635 - 7.251.882 - 7.251.882

Legenda:

A= attività finanziarie cedute rilevate per intero (valore di bilancio)

B= attività finanziarie cedute rilevate parzialmente (valore di bilancio)

C= attività finanziarie cedute rilevate parzialmente (intero valore)

L'operatività è riferibile all'utilizzo di titoli in portafoglio per operazioni pronti contro termine a breve termine.

E.3 Operazioni di cessione con passività aventi rivalsa esclusivamente sulle attività cedute e non cancellate integralmente: fair value

Rilevate per Rilevate Totale
intero parzialmente 31/12/2022 31/12/2021
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
4. Derivati - - - -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
C. Attività finanziarie designate al fair value - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Finanziamenti - - - -
D. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività 2.464.639 - 2.464.639 3.739.229
complessiva
1. Titoli di debito
2.464.639 - 2.464.639 3.739.229
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
E. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (fair value) 2.356.099 - 2.356.099 3.446.406
1. Titoli di debito 2.356.099 - 2.356.099 3.446.406
2. Finanziamenti - - - -
Totale attività finanziarie 4.820.738 - 4.820.738 7.185.635
Totale passività finanziarie associate 4.776.110 - X X
Valore netto 31/12/2022 44.628 - 4.820.738 X
Valore netto 31/12/2021 66.247 - X 7.185.635

Le passività finanziarie a fronte di attività finanziarie cedute e non cancellate (riportate nelle colonne Debiti verso Clientela e Debiti verso Banche) sono relative ad operazioni di pronti contro termine passive a fronte di titoli iscritti nell'attivo.

La mancata "derecognition" per le operazioni di cartolarizzazione, già ampiamente descritte nel paragrafo "C.1 Operazioni di cartolarizzazione", è la diretta conseguenza della sottoscrizione, da parte del Gruppo, delle tranche dei titoli Junior o di esposizioni similari, che comportano, in capo allo stesso, il rischio delle prime perdite e, analogamente, il beneficio connesso al rendimento del portafoglio delle attività trasferite. Tali attività sono oggetto di cessione pro soluto mediante un contratto di servicer, il Gruppo mantiene l'impegno a svolgere il servizio di gestione, amministrazione, incasso, riscossione e recupero crediti per conto del veicolo.

A fronte del trasferimento, il corrispettivo incassato viene rilevato in contropartita della rilevazione di un debito verso la società veicolo, al netto delle tranche di titoli sottoscritti. Il debito iscritto verso la società veicolo è destinato a ridursi per effetto delle somme incassate dall'originator, in qualità di "servicer", e riversate allo stesso veicolo.

Operazioni di covered bond

Programma Credem CB

Il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano, nelle sedute del 26 maggio 2010 e del 25 giugno 2010, ha deliberato di avviare la strutturazione di un programma di emissione di obbligazioni bancarie garantite per un ammontare massimo di Euro 5 miliardi.

In data 22 ottobre 2010, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la prima cessione da parte di Credem di un portafoglio di crediti per un valore massimo di Euro 2,4 miliardi in favore di Credem CB S.r.l., Società Veicolo (Special Purpose Vehicle, SPV) selezionata per la partecipazione al Programma e partecipata al 70% da Credem.

Il quadro normativo italiano in materia di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (di seguito, anche la "Normativa") è costituito, in particolare:

  • dalla deliberazione del CICR del 2 agosto 1996, in materia di organizzazione amministrativa e contabile e controlli interni, come modificata e integrata dalla deliberazione del 23 marzo 2004 dello stesso Comitato;
  • dall'art.7-bis della legge n. 130 del 30 aprile 1999, come successivamente modificato ed integrato (la "Legge 130");
  • dal Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 310 del 14 dicembre 2006 (il "Decreto MEF");
  • dal Decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze, Presidente del CICR, del 27 dicembre 2006, n. 933;
  • dal Decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze, Presidente del CICR, del 12 aprile 2007, n. 213;
  • dalle disposizioni emanate dalla Banca d'Italia in tema di Obbligazioni Bancarie Garantite, ai sensi della Parte Terza, Capitolo 3, della Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013, contenente le "Disposizioni di vigilanza per le banche", come di volta in volta modificate e aggiornate (le "Istruzioni");
  • dalle ulteriori fonti normative, comunitarie e domestiche, espressamente richiamate nelle Istruzioni al Paragrafo 2, Sezione 1, Capitolo 3, Parte Terza (ivi incluso il Regolamento UE N. 575/2013).

L'emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite da parte di Credem si inserisce nel piano strategico del Gruppo, finalizzato, tra l'altro, all'ottenimento di alcuni benefici in termini di funding, quali la diversificazione delle fonti di raccolta, la riduzione del relativo costo, nonché l'allungamento delle scadenze del passivo.

In linea generale, la struttura base di un'emissione di obbligazioni bancarie garantite – secondo lo schema delineato dalla normativa – prevede che vengano realizzate le seguenti attività:

  • la banca (Banca Credente, Credem) trasferisce un insieme di asset aventi determinate caratteristiche (il "Portafoglio") ad una Società Veicolo (Credem CB srl). Gli attivi ceduti alla Società Veicolo costituiscono un patrimonio separato da quello della Società Veicolo stessa a beneficio dei portatori delle obbligazioni bancarie garantite e degli altri soggetti in favore dei quali la garanzia è rilasciata. La Banca Cedente eroga alla Società Veicolo un prestito subordinato finalizzato a finanziare il pagamento del prezzo di acquisto degli asset da parte della Società Veicolo stessa;
  • Credem emette titoli obbligazionari. La Società Veicolo rilascia una garanzia in favore dei portatori dei titoli obbligazionari emessi dall'Emittente.

Come conseguenza di ciò, il rimborso delle obbligazioni bancarie garantite che saranno emesse nell'ambito dell'operazione è garantito, oltre che dall'emittente, anche da una garanzia non condizionata ed irrevocabile rilasciata dalla Società Veicolo ad esclusivo beneficio degli investitori che sottoscriveranno le Obbligazioni Bancarie Garantite e delle controparti terze, ivi incluse quelle di hedging, coinvolte nell'operazione. Tale ultima garanzia è rilasciata dalla Società Veicolo a valere sul Portafoglio.

Da quanto riportato si evince che l'operazione di covered bond illustrata rientra nella "fattispecie semplice", in quanto la figura di banca originator, banca finanziatrice e banca emittente coincidono con un unico soggetto, rappresentato da Credem.

Il Portafoglio di cessione

Il portafoglio che di tempo in tempo viene ceduto alla Società Veicolo deve rispecchiare alcune caratteristiche comuni.

I principali criteri comuni di identificazione e selezione dei mutui, da cui derivano i crediti che costituiscono il Cover Pool, sono stati individuati previa condivisione con le agenzie di rating, cui è stata richiesta l'assegnazione del rating alle Obbligazioni Bancarie Garantite che Credem emetterà nel contesto del Programma.

A fine ottobre 2010, settembre 2011, febbraio 2012, aprile 2014, ottobre 2014, ottobre 2015, aprile 2016, ottobre 2016, aprile 2017, novembre 2017, maggio 2018, ottobre 2018, maggio 2019, novembre 2020, novembre 2021 e novembre 2022 sono stati selezionati i crediti ipotecari derivanti da contratti di mutuo che, alle relative date di cut-off soddisfacevano, a titolo non esaustivo, i seguenti principali criteri cumulativi:

  • crediti non derivanti da contratti di mutuo che beneficiano di forme di agevolazione finanziaria;
  • crediti non classificati come "sofferenze", ai sensi delle vigenti "Istruzioni di Vigilanza per le banche" emanate dalla Banca d'Italia;
  • crediti non erogati (neanche in co-intestazione) a dipendenti o amministratori di Credito Emiliano o delle sue controllate facenti parte del Gruppo Bancario Credem.

Il Cover Pool, alla data contabile del 31 dicembre 2022, consiste di crediti derivanti da n. 58.726 mutui ipotecari, con un debito residuo complessivo di circa 4.562,82 milioni di Euro, come di seguito meglio specificato.

Re g io ne Mu t u a t a r io D e bit o Re sid u o (miglia ia
Eu r o)
% D e bit o
Re sidu o
N ° Mu t u i % N ° Mu t u i
Abruzzo 36.491,92 0,01 533 0,01
Basilicata 9.190,68 0,00 126 0,00
Calabria 125.876,52 0,03 2.223 0,04
Campania 468.193,34 0,10 5.711 0,10
Emilia Romagna 732.344,44 0,16 10.444 0,18
Friuli Venezia Giulia 44.144,70 0,01 652 0,01
Lazio 526.927,78 0,12 5.342 0,09
Liguria 105.407,56 0,02 1.375 0,02
Lombardia 769.387,79 0,17 8.456 0,14
Marche 85.450,37 0,02 1.090 0,02
Molise 8.587,03 0,00 135 0,00
Piemonte 147.315,57 0,03 1.911 0,03
Puglia 255.907,49 0,06 4.380 0,07
Sardegna 172.787,22 0,04 1.916 0,03
Sicilia 411.467,64 0,09 6.528 0,11
Toscana 344.877,20 0,08 4.207 0,07
Trentino Alto Adige 21.695,01 0,00 234 0,00
Umbria 19.488,54 0,00 304 0,01
Val D'Aosta 1.655,80 0,00 12 0,00
Veneto 275.622,72 0,06 3.147 0,05
Tot a le Po r t a f oglio 4. 5 62 . 81 9, 30 1 00% 5 8. 72 6 1 00%

Finanziamento Subordinato

In occasione della cessione del Portafoglio iniziale, in data 29 ottobre 2010, Credem e Credem CB hanno sottoscritto un contratto di finanziamento subordinato, mediante il quale Credem ha concesso a Credem CB un finanziamento subordinato per il pagamento del corrispettivo di acquisto del Portafoglio iniziale e si è obbligata a concedere a Credem CB ulteriori finanziamenti subordinati, ciascuno di importo pari all'ammontare da corrispondere da parte di Credem CB in relazione all'acquisto dei successivi portafogli di crediti, ceduti da Credem secondo i termini e le condizioni previste dal contratto quadro disciplinante la cessione degli attivi.

Un ulteriore finanziamento subordinato è pertanto stato concesso in sede di ogni cessione successiva, per un importo pari ai relativi prezzi di cessione.

Asset Swap

Tra la Società Veicolo e Credem sono stati stipulati dei contratti swap, per un ammontare fino alla copertura del Cover Pool, al fine di garantire alla Società Veicolo una protezione contro il rischio di tasso e/o di base, dovuto alla presenza di attivi con diversa indicizzazione. Nel mese di giugno 2013, in fase di rinnovo annuale del programma, è stata rivista la struttura dei meccanismi di copertura dell'operazione e, previo parere favorevole delle Agenzie di rating, sono stati chiusi anticipatamente tutti i contratti swap a suo tempo stipulati tra la Società Veicolo e Credem. Al 31 dicembre 2022, non sono presenti contratti Asset Swap tra la Società Veicolo e Credem.

Covered Bond Swap (o Liability Swap)

In occasione dell'emissione sul mercato di Covered Bond, tra la Società Veicolo e Credem può essere stipulato un contratto swap al fine di mitigare il rischio di tasso tra i flussi ricevuti dalla Società Veicolo e quanto dovuto dalla stessa agli investitori in caso di default dell'emittente. Attualmente è in essere un contratto swap stipulato in fase di emissione dei Covered Bond con durata 30/08/2013-2028.

Conti correnti

Il Programma prevede un'articolata struttura di conti correnti sui quali poggiano i flussi finanziari dell'operazione. Alla strutturazione dell'operazione, sono stati attivati una serie di conti intestati alla Società Veicolo ed in particolare, a scopo non esaustivo: Collection Accounts, Reserve Account, Payments Account, Eligible Investment Account e Expenses Account. In seguito all'upgrade del rating da parte di Fitch nel mese di Dicembre 2021, Credem è tornata ad assumere il ruolo di Account Bank e tali rapporti di conto corrente intestati a Credem CB sono stati trasferiti dalla società BNP Paribas Securities Services – Milan Branch a Credem in occasione del rinnovo del Programma OBG ad Aprile 2022.

Soggetti coinvolti nel Programma

Con riferimento a tale sezione si riassumono i principali ruoli e controparti coinvolte nell'operazione:

  • Servicer: ruolo svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato da Credem CB delle attività di incasso e recupero dei crediti inclusi nel Portafoglio Iniziale e nei portafogli che Credem stessa cede a Credem CB ai sensi del Contratto Quadro di Cessione;
  • Back-Up Servicer: entità che al verificarsi di determinati eventi, disciplinati nell'ambito del Programma, può subentrare a Credem nel ruolo di Servicer sopra descritto. Attualmente tale ruolo non viene agito da alcun soggetto;
  • Investment Manager: ruolo svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato di investire la liquidità disponibile sui conti correnti aperti da Credem CB e di redigere e inviare alle parti di tale contratto il c.d. Investment Manager Report, contenente l'indicazione dei risultati dell'attività di investimento;
  • Account Bank: ruolo attualmente svolto da Credem che, in tale qualità, è stato incaricato di investire la liquidità disponibile sui conti correnti aperti da Credem CB e di redigere e inviare alle parti di tale contratto il c.d. Investment Manager Report, contenente l'indicazione dei risultati dell'attività di investimento;
  • Principal Paying Agent: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services, che ha il principale compito di determinare ed effettuare (sia per conto di Credem che per conto di Credem CB) i pagamenti dovuti, in linea capitale e in linea interessi, in favore dei portatori delle Obbligazioni Bancarie Garantite;
  • Calculation Agent: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, ha il principale compito di redigere e inviare alle parti del contratto il c.d. Payments Report, contenente l'indicazione dei fondi disponibili di titolarità di Credem CB e dei pagamenti da effettuarsi, secondo l'ordine di priorità dei pagamenti determinato ai sensi dell'Intercreditor Agreement;
  • Asset Monitor: ruolo svolto da BDO Italia S.p.A. che, in tale qualità, effettua i calcoli e le verifiche sui Test Obbligatori e sull'Amortisation Test svolti ai sensi del Cover Pool

Management Agreement, verificando l'accuratezza dei calcoli effettuati dal Calculation Agent. Con incarico separato, è attualmente previsto che l'Asset Monitor svolga ulteriori verifiche aventi ad oggetto in particolare la conformità degli attivi idonei costituenti il Portafoglio ai requisiti previsti dalla Normativa e l'integrità della garanzia a favore degli investitori;

  • Representative of the Bondholders: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, esercita nei confronti di Credem e di Credem CB i diritti delle controparti coinvolte nell'operazione;
  • Listing Agent: ruolo svolto da BNP Paribas Securities Services che, in tale qualità, ha il principale compito di gestire, per conto di Credem e di Credem CB, i rapporti e gli adempimenti con la Borsa di quotazione delle Obbligazioni Bancarie Garantite.

Si specifica, infine, che alcuni dei contratti del Programma prevedono che i soggetti incaricati dello svolgimento di alcune attività e alcuni ruoli sopra indicati siano dotati, ai fini di tali incarichi, di determinati livelli di rating. Pertanto, seppure alcuni ruoli risultino attualmente ricoperti da Credem (ovvero da soggetti terzi al Gruppo), è possibile che in futuro gli stessi possano essere assegnati a soggetti esterni al Gruppo (ovvero a Credem).

I rischi connessi con l'operazione

Il Programma di emissioni di Obbligazioni Bancarie Garantite comporta i seguenti rischi finanziari rispetto ai quali sono state adottate varie misure di mitigazione: rischio dell'emittente, rischio di tasso, rischio di credito, rischio di liquidità, rischio di rifinanziamento, rischio di controparte, rischi legali legati all'operazione.

La funzione di revisione interna di Credem (Servizio Auditing) effettua, almeno ogni 12 mesi, una completa verifica dei controlli svolti, anche avvalendosi delle informazioni ricevute e delle valutazioni espresse dall'Asset Monitor. I risultati di tali verifiche sono portati a conoscenza degli organi aziendali competenti.

Caratteristiche principali del Programma

La struttura finanziaria del Programma prevede che Credem proceda all'emissione in più serie successive di Obbligazioni Bancarie Garantite con rating, a dicembre 2022, pari a Aa3 e AA, assegnati rispettivamente dalle seguenti società di rating: Moody's Investors Services Inc. e Fitch Rating Limited.

Tali obbligazioni sono state collocate ad investitori istituzionali con il supporto dei Dealers di tempo in tempo selezionati. In fase iniziale gli Arrangers del Programma sono stati Barclays Bank PLC e Société Générale; attualmente tale ruolo è unico ed è svolto da Barclays.

Credem può emettere, a valere sul Programma, Obbligazioni Bancarie Garantite per un importo complessivo di tempo in tempo in essere non superiore ad Euro 5 miliardi. Tale importo massimo potrà essere incrementato in conformità con quanto previsto dalla documentazione contrattuale del Programma. Nell'ambito del Programma, Credem può emettere un ampio spettro di tipologie di titoli; tuttavia le tipologie attualmente più diffuse sul mercato sono titoli c.d. soft bullet che prevedono il pagamento periodico di interessi, il rimborso in un'unica soluzione alla scadenza e la possibilità per la Società Veicolo, in caso di inadempimento di Credem, di posticipare la data di scadenza di un periodo aggiuntivo di tempo (di prassi, un anno).

Sono state effettuate emissioni nel 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2019 e 2021, mentre non sono state effettuate nuove emissioni di Covered Bond dal 2015 al 2018 e nel 2020. Nel corso del 2022 per valuta 31 maggio è stata effettuata la dodicesima emissione Covered Bond per un ammontare di 500 milioni di euro, pertanto il valore nominale complessivo dei Covered Bond in circolazione al 31 dicembre 2022, emessi a valere sul programma garantito da Credem CB S.r.l., è pari a 2,1 miliardi di Euro.

F. Modelli per la misurazione del rischio di credito

Il 23 Febbraio 2022 l'Autorità di Vigilanza ha confermato con apposita comunicazione l'autorizzazione per il Gruppo all'uso dei modelli AIRB ((parametri PD, LGD, EAD) per il Rischio di Credito a seguito delle domande di autorizzazione delle modifiche dei modelli AIRB di Marzo 2020 (modifiche in relazione alla Targeted Review of Internal Models) e Marzo 2021 (adeguamento secondo la Nuova Definizione di Default e Art. 500 CRR), sottoposti successivamente ad accesso ispettivo nello stesso anno.

Periodicamente sono effettuate attività di convalida sui diversi parametri in termini di attività di presidio e monitoraggio al fine di valutare la generale adeguatezza del processo di misurazione del rischio di credito. Modelli e metodologie risultano adeguate e le performance del sistema di rating si confermano elevate indicando quindi una buona capacità discriminante dei modelli di rating.

Sezione 2 – Rischi di mercato

2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza

Informazioni di natura qualitativa

Il modello organizzativo di presidio dei rischi ha lo scopo di favorire il raggiungimento di una serie di obiettivi:

  • ruolo di governo e indirizzo della Capogruppo nel presidio dei rischi per singola Società e del loro impatto sui rischi di Gruppo, in ottemperanza alle vigenti disposizioni di Vigilanza e al Risk Appetite Framework di Gruppo;
  • controllo gestionale nel senso dell'ottimizzazione del profilo rischio-rendimento a livello di gruppo;
  • uniformità della metodologia di analisi e del "linguaggio" utilizzato per tutte le Società del gruppo.

In questo ambito il Rischio di mercato, inteso come rischio di perdite causate da variazioni sfavorevoli dei fattori di rischio (tasso, prezzo, cambio ed altri fattori di mercato), è misurato e monitorato sia in riferimento al banking book (poste a vista e a scadenza) sia al trading book (strumenti finanziari negoziati con finalità di positioning, trading e negoziazione).

Struttura organizzativa

Di seguito vengono descritti i principali compiti delle strutture organizzative coinvolte nel processo di controllo e gestione dei rischi di mercato.

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, CA, è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi per ciascuna area di business; delibera i poteri riconosciuti in merito a strategie operative, assunzione di rischi e azioni correttive; individua l'insieme degli indicatori di Risk Appetite e delle relative metriche di calcolo, quest'ultime proposte dal Comitato Esecutivo, CE; definisce e approva gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza valutando periodicamente l'adeguatezza del Risk Appetite Framework (RAF) e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo; approva la struttura generale dei limiti operativi e delle deleghe, nonché le linee di responsabilità ed autorità in merito al processo di gestione dei rischi.

I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono l'appetito al rischio e la soglia di tolleranza definiti in ambito RAF dalla Capogruppo; approvano gli indirizzi strategici e le linee guida di gestione dei rischi formulati dalla Capogruppo nonché la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo.

Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.

Il CE della Capogruppo, quale organo di gestione, cura l'attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di governo dei rischi definiti dal CA, ed in particolare definisce e cura l'attuazione del processo di gestione dei rischi. Al CE compete inoltre la proposta al CA delle metodologie di misurazione e controllo dei rischi e la definizione dei limiti operativi coerenti con la propensione al rischio.

I Comitati della Capogruppo coinvolti in ambito RAF hanno le seguenti responsabilità.

Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo svolge l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa approvare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza e valutare periodicamente l'adeguatezza del RAF e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo.

Esprime inoltre parere per il CA sulle proposte del CE relative alle metodologie di misurazione e controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno; supporta infine il CA della capogruppo con la proposizione delle strategie generali per il governo dei rischi.

Il Comitato Risk Management, istituito al fine di informare il CE del presidio del rischio complessivamente assunto e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel RAF, effettua le seguenti operazioni:

  • presidia il rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework
  • periodicamente valuta il livello di rischio complessivamente assunto, attraverso il monitoraggio degli indicatori RAF per tipologia di rischio;
  • analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer, revisioni addizionali del RAF.

La funzione di Risk Management supporta il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo ed effettua le attività di seguito descritte. In ambito RAF:

  • verifica almeno annualmente la bontà delle metriche utilizzate sottoponendo a backtesting i modelli di stima del rischio, riportando nel RAF gli esiti, eventuali carenze ed eventuali necessità di sviluppo di nuove metodologie;
  • rendiconta almeno trimestralmente il Comitato Rischi in merito all'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite relativamente a tutti gli indicatori, compresi quelli ineriti il rischio di mercato.

Si occupa inoltre:

  • della misurazione e rendicontazione dei rischi finanziari per singola società e a livello di gruppo, utilizzando a questo fine principalmente misure di rischio in termini di sensitivity, volte a verificare il rispetto dei limiti assegnati e la coerenza con gli obiettivi di rischio rendimento assegnati;
  • dello sviluppo e della gestione dei sistemi di misurazione dei rischi tramite l'acquisizione dei dati di mercato necessari per il calcolo;
  • della definizione del profilo di rischio dei nuovi prodotti.

Le risultanze dell'attività della funzione di Risk Management sono riportate periodicamente al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.

A. Aspetti generali

Rischio di tasso di interesse

Il presidio dei rischi finanziari avviene tramite la definizione di una struttura di limiti che costituisce l'espressione diretta del livello di rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree/linee di business, in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di gruppo. In particolare i rischi di mercato si generano a seguito delle seguenti operatività:

  • attività tradizionale di raccolta ed impiego;
  • attività sui mercati finanziari con finalità di trading e di investimento;
  • attività di negoziazione di strumenti finanziari in contropartita con la clientela.

Il rischio tasso di interesse nel portafoglio di negoziazione di vigilanza è generato dall'attività svolta sui mercati obbligazionari e derivati su tasso. Il rischio di tasso generato da tale attività è gestito e controllato tramite limiti complessivi in termini di delta (ovvero di sensitività rispetto a movimenti paralleli della curva), di spread di curva (ovvero di sensitivity rispetto a movimenti non paralleli della curva) e di vega.

Il rischio specifico o emittente viene monitorato tramite appositi massimali di concentrazione per settore e classe di rating sia in termini di controvalore che di sensitivity. Inoltre il modello di VaR in uso esclusivamente ai fini gestionali include il rischio emittente, mediante l'utilizzo di serie storiche specifiche sugli spread di mercato.

La funzione di Risk Management produce reports di rischio con frequenza giornaliera, settimanale e trimestrale a seconda della funzione destinataria, indicando gli eventuali sconfini rispetto ai massimali assegnati dal Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari e la misura di rischio gestionale in termini di VaR.

Eventuali modifiche al Regolamento ed ai massimali in esso espressi possono essere sottoposte a delibera del Consiglio di Amministrazione o del Comitato Esecutivo, per competenza, su proposta della Business Unit Finanza, sentito preventivamente il parere della funzione di Risk Management.

Rischio di prezzo

Nell'ambito del "portafoglio di negoziazione di vigilanza" la principale fonte di rischio di prezzo è costituita dai titoli azionari, fondi e dai relativi strumenti derivati.

I rischi azionari sono assunti nell'ambito delle attività di trading. Tale attività svolta sui mercati azionari prevede l'assunzione di posizioni direzionali gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, limiti in termini di greche e massimali di concentrazione per sottostante.

Rischi climatici e ambientali

I rischi climatici-ambientali (fisici e di transizione), sono stati integrati nell'analisi di rilevanza tramite la quale il Gruppo Credem valuta periodicamente la materialità di tutti i rischi a cui è esposto. In particolare, il Gruppo ha sviluppato una metodologia quantitativa per misurare il livello di concentrazione del portafoglio investimenti verso quelle imprese la cui attività economica è ritenuta particolarmente sensibile ai rischi di transizione. Nello specifico, per valutare l'impatto del rischio climatico-ambientale sul portafoglio Investimenti di proprietà (trading e banking book) del Gruppo, è stata adottata una matrice settoriale che restituisce una valutazione di sintesi della rischiosità (alta, media, bassa) di ogni settore economico distinta sul Pillar Environmental.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19

Per quanto riguarda l'esposizione ai rischi di mercato nel 2022 non si ravvisano significativi impatti diretti dal Covid-19. Il perdurare del conflitto Russia-Ucraina ha contribuito all'accelerazione dell'inflazione e all'aumento dei tassi con conseguente volatilità sui mercati ed effetti sui rischi. Tuttavia non sono state necessarie variazioni degli obiettivi di rischio. In tale contesto è stata mantenuta la maggior frequenza del monitoraggio del Risk Appetite Framework, da trimestrale a mensile, introdotta a partire dalla pandemia Covid-19.

B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Rischio di tasso di interesse - metodologie e metriche di misurazione

Il rischio di tasso di interesse viene calcolato giornalmente tramite metodologia VaR per Credembanca; la misurazione ha finalità gestionali, non viene utilizzata per il calcolo del requisito patrimoniale sui rischi di mercato per il quale il Gruppo Credem adotta l'approccio standard. Il VaR misura la massima perdita potenziale nella quale può incorrere il portafoglio in base all'evoluzione dei fattori di mercato, dato un certo livello di confidenza, nel corso di un determinato orizzonte temporale. La metodologia applicata nell'ambito del Gruppo Credem prevede i seguenti parametri:

  • livello di confidenza 99%;
  • orizzonte temporale 1 giorno;

  • volatilità calcolata sulla base di 2 anni di osservazioni giornaliere, dando maggior peso ai dati più recenti (decay factor =0,94).

Per il calcolo dell'assorbimento in termini di capitale interno si procede inoltre a convertire il dato in un VaR a 10gg, applicando prudenzialmente il coefficiente moltiplicativo 3.

Il dato di rischio è anche sottoposto ad analisi di stress testing nell'ambito del processo di verifica dell'adeguatezza patrimoniale, che mira a verificare la variazione del capitale (stimato in termini di VaR) in caso di forti turbolenze dei mercati finanziari. L'analisi è basata sulla determinazione di una matrice di varianza e covarianza dei fattori rischio in ipotesi di condizione di stress dei mercati che innalzi la volatilità delle variabili finanziarie e alteri la struttura delle relazioni fra di esse.

La determinazione di tale matrice è stata effettuata con la medesima metodologia utilizzata per la stima del VaR. In particolare ci si è avvalsi della possibilità di impostare il periodo storico utilizzato come campione di analisi per il calcolo delle volatilità e delle correlazioni, selezionando intervalli temporali critici (di elevata volatilità) sui mercati, in coerenza con lo scenario complessivo di stress individuato.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19

Nel corso del 2022 non si sono registrati impatti significativi sui rischi di mercato del portafoglio di negoziazione e di tasso del portafoglio bancario dovuti direttamente alla pandemia Covid-19. La crisi Russia-Ucraina ha alimentato la dinamica al rialzo dell'inflazione, contrastata dall'aumento dei tassi da parte delle Banche Centrali. La volatilità registrata sui mercati ha avuto impatti, tuttavia contenuti, sui rischi di mercato. Il monitoraggio degli indicatori RAF si mantiene mensile.

Informazioni di natura quantitativa

1. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie per cassa e derivati finanziari

La presente tavola non è stata redatta poiché viene di seguito fornita l'analisi di sensitività al rischio tasso di interesse basata sui modelli interni ed altre metodologie.

2. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione delle esposizioni in titoli di capitale e indici azionari per i principali Paesi del mercato di quotazione

Tipologia operazioni/Indice quotazione Quotati Non
ITALIA U.S.A. UNITED
KINGDOM
FRANCE GERMANY ALTRI
PAESI
quotati
A. Titoli di capitale
- posizioni lunghe - - - 1.695 - - -
- posizioni corte - - - - - - -
B. Compravendite non ancora regolate su
titoli di capitale
- posizioni lunghe - - - - - - -
- posizioni corte - - - - - - -
C. Altri derivati su titoli di capitale
- posizioni lunghe - - - - 25 - -
- posizioni corte - - - - - - -
D. Derivati su indici azionari
- posizioni lunghe - - - - - - -
- posizioni corte - - - - - - -

3. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: modelli interni e altre metodologie di analisi della sensitività

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR (in milioni di euro) generato dal fattore di rischio tasso di interesse relativi agli esercizi 2020, 2021 e 2022.

2022 2021 2020
Credem
Interest Rate VaR - medio 2,3 3,5 1,9
min 0,3 0,1 0,3
max 12,0 13,5 5,6

Tabella 1. Dati di Rischio di tasso

dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo

Il confronto con l'esercizio precedente mostra un valore del fattore di rischio tasso di interesse su Credem in lieve calo, sempre su livelli contenuti.

Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento di tale dato di VaR nell'arco del 2022.

Figura 1. Andamento Interest Rate VaR Credem (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro

Per quanto riguarda la shift sensitivity analysis e limitatamente al portafoglio di negoziazione di vigilanza, la tabella sotto riportata mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base.

L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni Short Term Exercise – STE rischio di tasso, in linea con le linee guida europee di riferimento.

Ipotesi di shift parallelo (dati mln di €)
Shock -100 b.p. Shock +100 b.p.
Dati 12/2022 -1,2 1,2

Rischio di prezzo - metodologie e metriche di misurazione

Il rischio di mercato equity viene calcolato con la stessa frequenza e metodologia indicata per il rischio tasso.

Informazioni di natura quantitativa

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di prezzo nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi del VaR (in milioni di euro) generato dal fattore di rischio equity relativi agli esercizi 2020, 2021 e 2022.

Tabella 2. Dati di Rischio di prezzo

2022 2021 2020
Credem
Equity VaR - medio 0,9 0,9 1,2
min 0,2 0,4 0,4
max 2,4 1,7 3,2

dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo

Il dato, in linea rispetto alla rilevazione precedente e sempre su livelli molto contenuti, è determinato sostanzialmente dalla posizione in hedge fund (chiusi durante l'anno) e da posizioni in azioni. Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento del VaR nell'arco del 2022.

Figura 2. Andamento Equity VaR Credem (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro

I risultati dell'attività di backtesting sono riportati nel paragrafo 1.2.3 "Rischio di cambio".

RISCHIO SPECIFICO - INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Il rischio specifico è il rischio di perdite causate da una sfavorevole variazione del prezzo degli strumenti finanziari negoziati dovuta a fattori connessi con la situazione dell'emittente.

Tabella 3. Dati di rischio specifico

2022 2021 2020
Credem
Rischio specifico -
medio
0,6 0,4 0,1
min 0,5 0,1 0,0
max 0,8 0,9 0,1

dati in mln di €

Di seguito sono riportati i valori medi, massimi e minimi (in milioni di euro) del rischio specifico, calcolati sulla base delle ponderazioni di vigilanza, relativamente agli esercizi 2020, 2021, 2022.

2.2 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio bancario

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Rischio di tasso

Credem adotta la definizione normativa di rischio di tasso di interesse sul banking book, secondo cui il rischio in oggetto è: "il rischio di tasso di interesse derivante da attività diverse dalla negoziazione: rischio derivante da variazioni potenziali dei tassi di interesse".

L'esposizione al rischio di tasso di interesse può essere declinata in:

  • rischio di reddito, derivante dalla possibilità che una variazione inattesa nei tassi di interesse produca una riduzione del margine di interesse e dipende dallo sfasamento nella struttura temporale delle scadenze e periodi di ridefinizione delle condizioni di tasso di interesse degli impieghi e della raccolta;
  • rischio di investimento, ossia di subire variazioni negative nei valori di tutte le attività, passività e strumenti fuori bilancio, in seguito a mutamenti nei tassi di interesse, con un conseguente impatto destabilizzante sull'equilibrio patrimoniale.

La politica di gestione del rischio di tasso d'interesse sul banking book di Gruppo è volta ad una sana e prudente gestione del rischio a livello di Gruppo, tale da assicurare l'ottimizzazione degli obiettivi di rischio/rendimento in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di Gruppo. Tali obiettivi sono perseguiti mantenendo uno sbilancio tendenzialmente contenuto e all'interno dei massimali definiti, a seconda della rilevanza del rischio nelle singole società, nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari.

Il Gruppo si è dotato di una regolamentazione interna dedicata, Policy Gestione del rischio di tasso di interesse del banking book di Gruppo, con la finalità di definire le linee guida e i principi di governo e gestione del rischio di tasso di interesse del banking book (IRRBB), delineando l'insieme delle norme e processi di controllo finalizzati a stabilizzare il margine di interesse sul portafoglio bancario per il Gruppo e per le singole società.

Le linee guida contenute nella Policy fanno riferimento alle disposizioni emanate dalle autorità nazionali ed europee relativamente alle istruzioni in termini di governo e gestione del rischio di tasso di interesse del banking book.

La Policy, coerentemente alla normativa europea, prevede le due metriche di riferimento per la misurazione del rischio di tasso, Sensitivity di Valore Economico e Sensitivity del Margine di Interesse all'interno del Risk Appetite Framework nonché nei processi di Adeguatezza Patrimoniale (ICAAP).

Tali metriche, calcolate dalla funzione Risk Management e rendicontate periodicamente ai comitati di riferimento3 , sono affiancate da indicatori operativi disciplinati nei regolamenti delle società esistenti in materia di assunzione Rischi Finanziari.

Le principali funzioni di cui si avvalgono il CA della Capogruppo in virtù della propria funzione di supervisione Strategica e il CE in qualità di organo con funzione di gestione del rischio tasso del banking book, sono il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, il Comitato Risk Management (con le responsabilità di cui al paragrafo 2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza) e il comitato Asset & Liability Management (ALM) il quale, nell'attività propositiva al CA, esamina il profilo di rischio del Gruppo monitorando i limiti di rischio rispetto agli obiettivi fissati in ambito RAF e individua le linee guida e le strategie per la gestione del rischio di tasso di interesse.

La gestione operativa del rischio di tasso di interesse sul banking book è attribuita alla Business Unit Finanza alla quale competono:

  • la proposizione al Comitato ALM delle linee guida di gestione del rischio di tasso del banking book e la formulazione di proposte al Risk Management, per la successiva approvazione del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, di indirizzo strategico del profilo di rischio di tasso di interesse del banking book;
  • la gestione del rischio di tasso della Capogruppo e delle Società del Gruppo, in coerenza con il profilo di rischio complessivo definito e con le linee guida ricevute da parte del Comitato ALM, nonché nell'ambito dei massimali assegnati;

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA 3 Comitato Risk Management e comitato Asset Liability Management (ALM)

  • la definizione, congiuntamente al Risk Management, della struttura dei limiti operativi da sottoporre al CE, in coerenza con il RAF e la condivisione dei modelli di misurazione del rischio di tasso del banking book definiti dal Risk Management.

Nell'attività di gestione operativa la Business Unit Finanza si basa su analisi di interest rate sensitivity complessiva e buckettizzata, al fine di evidenziare il grado di esposizione asset o liability sensitive sui singoli tratti di curva. La Business Unit Finanza si occupa inoltre di proporre al Comitato ALM gli interventi ritenuti necessari a migliorare il profilo complessivo in termini di rischio di tasso (e di liquidità strutturale) e di realizzare operativamente tali interventi.

Nell'ambito del processo di gestione dei rischi e di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale e prospettica, la funzione di Risk Management:

  • supporta il CA nell'attività valutativa volta a deliberare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza nell'ambito RAF, nonché nella verifica nel continuo della sua attuazione;
  • propone al Comitato Rischi, di concerto con la funzione Finanza nell'ambito del processo di RAF, l'indirizzo strategico in merito al profilo di tasso del banking book e ai livelli di soglia di tolleranza adottabili;
  • definisce i modelli di misurazione del rischio di tasso del banking book, con il supporto della Business Unit Finanza, da sottoporre al CE;
  • valida i modelli utilizzati per quantificare il rischio di tasso e la valutazione della congruità delle ipotesi di stress sottostanti;
  • definisce, congiuntamente a Finanza, la struttura dei limiti, delle deleghe operative e delle prove di stress da sottoporre al CE, in coerenza con la soglia di tolleranza stabilita da CA;
  • predispone reporting per la gestione e monitoraggio del rischio di tasso per i Comitati di riferimento;
  • monitora giornalmente il rispetto dei limiti operativi esplicitati nei Regolamenti in materia di assunzione dei rischi finanziari, ivi compreso il presidio del rientro dagli sconfini rispetto a tali limiti.

Il Report Giornaliero di sintesi del rispetto dei massimali operativi presenta, fra le altre, le seguenti informazioni:

  • massimale di rischio tasso in termini di Interest rate sensitivity complessiva;
  • massimali in termini di Interest rate sensitivity per bucket;
  • limite di Interest rate sensitivity delle posizioni in divisa diversa dall'Euro.

Per quanto riguarda le poste a vista, il gruppo adotta un modello di valutazione che permette di quantificarne gli effetti di persistenza nel tempo e di imperfetta elasticità alla variazione dei tassi di mercato (effetto vischiosità). La modellizzazione è basata sulle serie storiche interne dei comportamenti della clientela, e si costituisce di due componenti: la stima della relazione dei tassi delle poste a vista con i tassi di mercato e ulteriori regressori che consentono di separare il rischio di tasso di interesse in senso proprio da altri fenomeni (es. credito) in base ad un modello econometrico; la stima della persistenza dei volumi, collegata al concetto di mean life che consente di legare maggiormente l'holding period degli aggregati alla volatilità storica delle masse, attraverso la quale l'ammontare delle poste a vista viene tradotto in un portafoglio di poste a tasso fisso a scadenza (replicating portfolio).

Il gruppo utilizza inoltre un modello comportamentale di prepayment sui mutui La modellizzazione adottata è di tipo comportamentale, basata sull'analisi in serie storica degli eventi di estinzione anticipata e rinegoziazione del tasso. A differenza dei modelli di mercato, nei modelli comportamentali i fattori predominanti che concorrono a determinare il valore dell'opzione di rimborso anticipato non sono esclusivamente di tipo finanziario, ma includono variabili esplicative dipendenti dalle caratteristiche del mutuo (es. loan to value) e del mutuatario (es. età).

Prosegue l'attività di presidio dell'evoluzione del quadro regolamentare europeo sul rischio di tasso di interesse nel banking book (IRRBB) e di adeguamento, tenendo conto delle indicazioni del JST in ambito SREP.

Il Gruppo nel corso del 2022 ha continuato a segnalare trimestralmente a BCE la propria esposizione al rischio di tasso attraverso le segnalazioni Short Term Exercise (STE-IRRBB).

Informazioni di natura quantitativa

1. Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie

La presente tavola non è stata redatta poiché viene di seguito fornita l'analisi di sensitività al rischio tasso di interesse basata sui modelli interni ed altre metodologie.

2. Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie per le analisi di sensitività

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi di rischio di tasso di interesse, limitatamente al portafoglio bancario. In particolare, la tabella sotto riportata, mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse (shift sensitivity analysis), su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base. La misura è basata sulle posizioni a fine anno, senza includere dunque ipotesi su futuri cambiamenti della composizione di attività e passività. Ai fini dell'analisi è impostato il floor a zero sul tasso cliente delle poste con clientela.

L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni Short Term Exercise – STE rischio di tasso, in linea con le linee guida europee di riferimento.

Ipotesi di shift parallelo (dati in milioni di euro)
Shock -100 b.p. Shock +100 b.p.
Dati 12/2022 -62,3 +91,0

L'esposizione al rischio di tasso di interesse dal punto di vista patrimoniale viene misurata a livello consolidato dalla sensitivity del valore economico (variazione del fair value delle poste attive e passive), secondo un approccio full evaluation, a seguito di uno shock parallelo sulla curva dei tassi spot di +/-200 basis points. Nel 2022 la variazione media di valore economico in rapporto ai mezzi propri è risultata pari al 4,5%.

Oltre all'impatto degli shock paralleli dei tassi internamente vengono periodicamente condotte analisi di stress ipotizzando shock non paralleli basati sull'andamento storico della curva dei tassi. Le metodologie utilizzate per l'analisi di sensitivity al rischio di tasso di interesse includono anche la modellizzazione delle poste a vista e del prepayment sui mutui secondo i modelli comportamentali sopra descritti.

Per il rischio di tasso del portafoglio bancario sono inoltre previste le medesime analisi di VaR e stress test descritte nel paragrafo sul portafoglio di Negoziazione, a cui si rimanda per la descrizione della metodologia. Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento del VaR del banking book Credem nell'arco del 2022.

I risultati dell'attività di backtesting sono riportati nel paragrafo 1.2.3 "Rischio di cambio".

Figura 5. Andamento Interest Rate VaR Credem – banking book (99%, 10gg*coeff moltiplicativo). Dati in milioni di euro

L'aumento del VaR nel corso dell'anno è principalmente riferibile alla volatilità dei tassi registrata sui mercati.

Rischio di prezzo

Nell'ambito del portafoglio bancario il Gruppo non ha posizioni in azioni o partecipazioni quotate. Sono presenti 3,5 milioni di € in un fondo private equity gestito da una società del gruppo e quote non rilevanti di fondi rivenienti dalla fusione con Cassa di Risparmio di Cento, di cui 1,2 milioni di € in fondi immobiliari.

Attività di copertura del rischio di prezzo

La banca non ha posto in essere operazioni di copertura.

2.3 Rischio di cambio

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio

L'attività svolta sui mercati dei cambi prevede l'assunzione di posizioni gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, e massimali di concentrazione per divisa. Il rischio di mercato currency viene calcolato con la stessa frequenza e metodologia indicata per il rischio tasso ed equity.

B. Attività di copertura del rischio di cambio

Non sono presenti operazioni di copertura.

Informazioni di natura quantitativa

1. Distribuzione per valuta di denominazione delle attività e passività e dei derivati

Valute
Voci USD GBP JPY CAD CHF ALTRE
VALUTE
A. Attività finanziarie 2.187.903 9.215 11.519 2.621 6.294 23.238
A.1 Titoli di debito 2.104.218 629 2 250
A.2 Titoli di capitale 7.630 0
A.3 Finanziamenti a banche 15.857 7.198 9.117 2.621 1.548 22.654
A.4 Finanziamenti a clientela 60.198 1.388 2.400 1 4.746 334
A.5 Altre attività finanziarie
B. Altre attività 2.428 585 182 448 1.004 752
C. Passività finanziarie 2.275.860 33.107 5.286 6.923 8.567 16.685
C.1 Debiti verso banche 2.028.171 4.227 215 11 2.057 792
C.2 Debiti verso clientela 247.689 28.880 5.071 6.913 6.510 15.893
C.3 Titoli di debito
C.4 Altre passività finanziarie
D. Altre passività 3.528 2.977 7 71 212 100
E. Derivati finanziari
- Opzioni
+ Posizioni lunghe
+ Posizioni corte
- Altri derivati
+ Posizioni lunghe 432.667 171.273 100.378 24.153 19.182 38.260
+ Posizioni corte 506.166 145.035 106.679 20.070 17.652 45.230
Totale attività 2.622.997 181.073 112.078 27.222 26.481 62.250
Totale passività 2.785.554 181.119 111.972 27.064 26.431 62.015
Sbilancio (+/-) (162.556) (46) 106 159 49 235

Nella presente sezione vengono sinteticamente esposti i risultati delle analisi del rischio di cambio nell'ambito del portafoglio di negoziazione. In particolare di seguito sono riportati i valori

Tabella 4. Dati di Currency VaR

2022 2021 2020
Credem
medio
VaR -
0,3 0,0 0,0
min 0,0 0,0 0,0
max 1,9 0,4 0,2

dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo

medimassimi e minimi del VaR (in milioni di euro) generato dal fattore di rischio currency relativi agli esercizi 2020, 2021 e 2022.

Nelle figure sottostanti è riportato l'andamento di tale dato di VaR per Credem nell'arco del 2022.

La tabella sottostante evidenzia i contributi medi del rischio equity, rischio di cambio e rischio di tasso nel corso del 2022 al VaR complessivo non diversificato.

Tabella 5. Contributo medio % dei fattori di rischio al VaR complessivo non diversificato

Equity Risk FX Risk Interest Rate Risk
Credem 2022 1,7% 0,2% 98,1%

Nell'ambito della più complessiva analisi annuale di backtesting dei modelli, viene effettuato il confronto tra il dato di VaR e il P&L effettivamente conseguito. Le linee guida per lo svolgimento dei test retrospettivi sono descritte nel documento Rischio di Mercato, Metodologia backtesting, VaR Portafoglio di Proprietà, che ne espone la finalità e la metodologia.

Il backtesting è eseguito mettendo a confronto i dati di VaR con i dati di P&L gestionali giornalieri (o settimanali, per i portafogli per i quali il calcolo di redditività è su base weekly), e si basa sull'analisi delle "eccezioni", ovvero dei casi in cui la perdita registrata risulta superiore al VaR stimato per lo stesso periodo di riferimento, sia in termini di numerosità sia in termini di distribuzione temporale.

Il perimetro dell'analisi di backtest sono i portafogli del Regolamento Finanza, l'orizzonte temporale del VaR è coerente con quello di calcolo del P&L. L'esercizio si basa su 12 mesi di dati. Le ipotesi sono state verificate attraverso una serie di test:

  • Frequency Test: Basilea e Kupiec (o POF, Proportion of Failure);
  • Indipendence Test: Christoffersen e Mixed Kupiec;
  • Joint Test: POF + Christoffersen, POF + Mixed Kupiec.

Nell'ambito dell'analisi annuale di backtesting i test effettuati confermano la tenuta del modello di VaR.

Sezione 3 - Gli strumenti derivati e le politiche di copertura

L'operatività in strumenti finanziari derivati è gestita dal Gruppo tramite un apposito applicativo dedicato atto alle valorizzazioni giornaliere a Mark to model. Il documento di riferimento "Allegato tecnico alla Fair value Policy di Gruppo: Manuale modelli di pricing" disciplina i principali modelli di pricing comunemente utilizzati dal Gruppo per i propri derivati valutati al Mark to Model. In particolare una sezione dedicata descrive nel dettaglio tali modelli. L'insieme dei modelli descritti individua le metodologie ad oggi utilizzate e validate per le valutazioni degli strumenti detenuti in proprietà.

Classificazione strumenti derivati e parametri di mercato

Il Gruppo Credem si è dotato di una Fair Value Policy e relativi allegati tecnici che disciplinano anche le regole contabili per la valorizzazione degli strumenti a mark to model, i relativi parametri e i processi inerenti la valorizzazione degli strumenti.

In particolare il manuale si articola nelle seguenti sezioni:

  • classificazione degli strumenti derivati, storicizzati all'interno dell'applicativo;
  • mappatura e dettaglio dei parametri di mercato alimentati all'interno dell'applicativo al fine di valutare tutti gli strumenti;
  • descrizione procedure automatizzate per la storicizzazione dei prezzi.

Parametri di mercato

I parametri di mercato utilizzati per le valutazioni e gestiti all'interno dell'applicativo possono essere:

  • dati acquisiti automaticamente, informazioni scaricate periodicamente da Info Providers,( ad es: market parameter giornalieri);
  • dati di mercato stimati dall'applicativo, prevalentemente attraverso dati acquisiti automaticamente.

Generalmente, i parametri alimentati manualmente sono quelli che non necessitano di un aggiornamento costante e giornaliero.

Processo di validazione modelli e parametri

I documenti di riferimento riportano come indicato tutti i modelli di pricing e i parametri di mercato validati e utilizzati dal Gruppo per la valutazione degli strumenti derivati.

Qualora sia necessario introdurre nuovi parametri e/o modelli, il processo prevede il coinvolgimento della funzione di validazione che disciplina un apposito parere inerente la nuova operatività e provvede alla validazione dei modelli come disciplinato nell' apposito regolamento Nuovi prodotti del Gruppo.

E' cura della funzione di validazione aggiornare periodicamente i documenti di riferimento con i nuovi modelli e/o parametri utilizzati ed effettuare analisi sulla validità dei modelli in uso.

Procedure automatiche e appositi controlli consentono il presidio giornaliero delle valorizzazioni dei derivati e dei parametri utilizzati.

Si riporta per ogni tipologia di strumento derivato il tipo di valutazione (tramite quotazione di mercato - Mark to market o tramite valutazione a modello- Mark to model). Nel caso lo strumento sia valutato tramite Mark to Model si indicano: il modello di pricing utilizzato per la valorizzazione e i parametri di mercato utilizzati per la valutazione.

Family Group Transaction
Type
Description Mark to
MarketMark to
Model
Modello di pricing
Parametri di mercato
Modello: Costo of Carry
CURR FXD FXD Spot Forward Mark to Market,
Mark to Model
Parametri: tassi di cambio , curve forex
Modello: Cost of Carry
CURR FXD XSW Forex-Swap Mark to Model Parametri: tassi di cambio , curve forex
Modello: Black Exotic (solo back to back)
CURR OPT FX Option Mark to Model Parametri: tassi di cambio , curve forex, superfici
volatilità forex
Mark to Market Modello: CN Credit All (
)
Solo Sensitivity
EQD BOND CNV Convertible
Bond
Mark to Model Parametri: Prezzo Bond, curva tassi, superfici
volatilità equity, curve dividendi
Modello
EQD EQUIT Equities Mark to Market Parametri: Prezzo Equity, Prezzo Indici
Modello: Discounted cash flow
IRD ASWP Asset Swap Mark to Model Parametri: curva tassi
Modello: Discounted cash flow
IRD BOND Vanilla Bonds Mark to Market
Mark to Model
Parametri Prezzo Bond, curva tassi, curva credit
spread
Modello: Black Normal Yield, Fischer Black
IRD C/F Cap/Floor Mark to Model Parametri: curva tassi, superfici volatilità, tassi
cap&floor
Modello: Discounted cash flow
IRD CS Currency Swap Mark to Model Parametri: tassi di cambio , curve forex, curve
tassi
Forward
Rate
Modelli: Discounted cash flow
IRD FRA Agreement Mark to Model Parametri: Curva tassi
Modello: Discounted cash flow
IRD IRS Interest
Rate
Swap
Mark to Model Parametri: curva tassi
Modelli: Discounted cash flow
IRD IRS Inflation Swap Mark to Model Parametri: curva inflation, curva tassi
Modello:
IRD LFUT,SF
UT
Long
/Short
Future
Mark to Market Parametri: prezzo future tassi e bond
URD LN_LR Loans/Deposit Mark to Model Modello Discounted cash flow
Family Group Transaction
Type
Description Mark to
MarketMark to
Model
Modello di pricing
Parametri di mercato
Parametri: curva tassi
IRD OPT OTC Bond Option Mark to Model Modello: Black Normal Yield, Fischer Black
Parametri: curva tassi superfici volatilità bond
IRD REPO REPO Bond Repo Mark to Model Modello: Discounted cash flow
Parametri: prezzo Bond, curva tassi
SCF SCF SCF Simple
Cash
Flow
Modello:
Parametri

3.1 Gli strumenti derivati di negoziazione

A. Derivati finanziari

A.1 Derivati finanziari di negoziazione: valori nozionali di fine periodo

Attività
sottostanti/Tipologie
derivati
Totale 31/12/2022 Totale 31/12/2021
Over the counter Over the counter Mercati
Senza controparti centrali Mercati Senza controparti centrali organizzati
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
organizzati Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
1. Titoli di debito e
tassi d'interesse
- 1.555.122 572.888 - - 1.322.442 499.454 -
a) Opzioni - 23.522 377.487 - - 38.688 236.201 -
b) Swap - 1.531.601 192.901 - - 1.283.753 261.253 -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - 2.500 - - - 2.000 -
e) Altri -
-
-
-
-
-
- -
2. Titoli di capitale e
indici azionari
- - 10 - - - 10 -
a) Opzioni - - 10 - - - 10 -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro - 82.252 538.832 - - 622.764 401.460 -
a) Opzioni - - - - - 1.942 1.942 -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - 82.252 538.832 - - 620.822 399.518 -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
4. Merci - - - - - - - -
5. Altri - - - - - - - -
Totale - 1.637.374 1.111.730 - - 1.945.206 900.924 -

A.2 Derivati finanziari di negoziazione: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti

Totale 31/12/2022 Totale 31/12/2021
Tipologie derivati Over the counter
Senza controparti centrali Mercati Senza controparti centrali Mercati
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
organizzati Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
organizzati
1. Fair value
positivo
a) Opzioni - 1.084 107 - - 104 645 -
b) Interest rate
swap
- 79.610 221 - - 25.569 3.797 -
c) Cross
currency swap
- - - - - - - -
d) Equity swap - - - - -
-
- -
e) Forward - 955 7.487 - - 5.252
3.311
-
f) Futures - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - -
Totale - 81.650 7.815 - -
30.925
7.752 -
2. Fair value
negativo
a) Opzioni - 48 16.621 - - 136 458 -
b) Interest rate
swap
- 55.444 10.286 - - 26.230 63 -
c) Cross
currency swap
- - - - - - - -
d) Equity swap - - - - - - - -
e) Forward - 1.882 5.557 - - 3.629 2.633 -
f) Futures - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - -
Totale - 57.374 32.464 - - 29.994 3.154 -

A.3 Derivati finanziari di negoziazione OTC – valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

Attività sottostanti Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
---------------------- ------------------------- -------- ------------------------------ ----------------

Contratti non rientranti in accordi di compensazione

1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X 2.500 59.873 510.515
- fair value positivo X - - 327
- fair value negativo X - 3.878 23.029
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale X - 10 -
- fair value positivo X - 1 -
- fair value negativo X - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale X - 2.255 536.577
- fair value positivo X - - 7.487
- fair value negativo X - 72 5.485
4) Merci
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
5) Altri
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale - 1.555.122 - -
- fair value positivo - 80.695 - -
- fair value negativo - 55.492 - -
2) Titoli di capitale e indici azionari -
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
3) Valute e oro -
  • valore nozionale - 53.745 28.507 - - fair value positivo - 955 - - - fair value negativo - 999 883 -

  • valore nozionale - - - - - fair value positivo - - - - - fair value negativo - - - - 5) Altri - - - - - valore nozionale - - - - - fair value positivo - - - - - fair value negativo - - - -

4) Merci -

A.4 Vita residua dei derivati finanziari di negoziazione OTC: valori nozionali

Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse 418.132 1.608.955 100.923 2.128.010
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari - 10 10
A.3 Derivati finanziari su valute e oro 593.127 27.957 - 621.084
A.4 Derivati finanziari su merci - - - -
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
Totale 31/12/2022 1.011.260 1.636.912 100.933 2.749.104
Totale 31/12/2021 1.243.983 1.297.572 304.575 2.846.130

3.2 Le coperture contabili

Informazioni di natura qualitativa

In tema di Hedge accounting, il Gruppo, come previsto dall'IFRS9, continua ad applicare quanto definito dal principio contabile IAS 39 (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) in relazione a tutte le coperture poste in essere.

A. Attività di copertura del fair value, strumenti di copertura ed elementi coperti

Si è adottata la metodologia contabile del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato a:

  • Mutui/finanziamenti a tasso fisso, affiancandola quindi alla metodologia del Cash Flow Hedge,
  • mutui/finanziamenti a tasso variabile con opzione "cap", per coprire il rischio tasso generato dall'opzione,
  • componente core anelastica della raccolta a vista.

Si è adottata, inoltre, la metodologia contabile del Micro Fair value Hedge per la copertura del rischio di tasso associato a:

  • titoli di debito in regime contabile HTCS e HTC (inclusi titoli BTP inflattivi ove viene coperto anche il rischio inflazione),
  • prestiti obbligazionari a tasso fisso emessi dal Credito Emiliano.

L'applicazione della metodologia di hedge accounting consente di rappresentare contabilmente in modo simmetrico sia le poste coperte che i prodotti derivati utilizzati per la copertura. In particolare, per la copertura del rischio di tasso, vengono utilizzati strumenti derivati non quotati (IRS, OIS, IRO, IRS inflation) che consentono di riallineare le differenze tra le caratteristiche finanziarie degli impieghi e della raccolta.

Il Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi. Se i test di efficacia danno esito positivo è passata in contabilità una rettifica relativa al Fair Value dello strumento coperto, per allineare la sua modalità di valutazione a quello dello strumento di hedging.

Tali test di efficacia sono svolti periodicamente durante tutta la vita dell'operazione. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%. Il test di verifica della tenuta prospettica e retrospettiva delle coperture è svolto su base trimestrale.

L'hedge accounting non può essere mantenuto qualora la copertura divenga inefficace (fuori dal range 80%-125%). Eventuali fonti di inefficacia possono essere diverse date di pagamento o convenzioni fra strumento coperto e di copertura, spread di credito per il FVH titolo.

B. Attività di copertura dei flussi finanziari, strumenti di copertura ed elementi coperti

Obiettivo di fondo delle operazioni di copertura effettuate secondo la metodologia del Cash Flow Hedge è quello di evitare che variazioni inattese dei tassi di mercato si ripercuotano negativamente sul margine di interesse.

Sono presenti coperture di cash flow hedge su diverse forme di raccolta a tasso variabile già emessi e di futura emissione (forecast transaction).

In particolare, per la copertura del rischio di tasso, vengono utilizzati strumenti derivati non quotati (IRS) che consentono di riallineare le differenze tra le caratteristiche finanziarie degli impieghi e della raccolta. L'obiettivo della copertura è l'eliminazione parziale del rischio di fluttuazioni dei flussi di cassa futuri determinati dall'andamento del tasso variabile lungo il periodo coperto e il conseguente raggiungimento di un'indicizzazione al tasso fisso "obiettivo", pari a quello sintetizzato dai flussi della "gamba" a tasso fisso del gruppo di strumenti di copertura.

Nei precedenti esercizi è stato attivato il Cash Flow Hedge anche per i mutui a tasso variabile. La definizione dei pacchetti di mutui coperti in Cash Flow Hedge è stata fatta secondo i seguenti criteri:

  • stessa frequenza di pagamento
  • stesso tipo di indicizzazione
  • periodicità di revisione del tasso e liquidazione degli interessi (divisi nei seguenti 3 bucket: dal 1° al 10° giorno del mese, dal 11° al 20° e dal 21° a fine mese).

L'omogeneità di tali caratteristiche del portafoglio mutui e dei relativi derivati garantisce l'efficacia della copertura e quindi permette di non effettuare il test al punto 2 del seguente paragrafo (test invece indispensabile per il Cash Flow Hedge su diverse forme di raccolta.

Metodo di valutazione di efficacia

Per la raccolta a tasso variabile coperta in Cash Flow Hedge vengono effettuati i seguenti test:

  • Verifica della capienza minima di nominale per ogni periodo futuro a partire del bucket in corso;
  • effettuazione del test prospettico e retrospettivo tramite la metodologia del derivato ipotetico, ovvero confronto fra il Fair Value del derivato di copertura rispetto al Fair Value del derivato ipotetico avente come gamba fissa gli stessi flussi dei derivati di copertura e come gamba variabile i flussi variabili dello strumento coperto pesato per le percentuali di copertura.

Per i mutui coperti in Cash Flow Hedge viene verificato che lo swap di copertura sia stato concluso a condizioni di mercato, controllando il valore di Mark To Market con la curva real time al momento della chiusura dell'operazione.

Osservazioni sulla metodologia presentata

Relativamente al Cash Flow Hedge delle diverse forme di raccolta (analogo discorso vale per il Cash Flow Hedge mutui cambiando i segni dei flussi e passività in attività) gli strumenti derivati per i quali si applica la metodologia in oggetto sono considerati come facenti parte di un unico gruppo di operazioni che presentano complessivamente un'esposizione di tipo "incasso tasso variabile/pagamento tasso fisso". Tale gruppo di operazioni è considerato, lungo tutta la loro vita, a copertura parziale dei flussi che si generano su un gruppo di passività a tasso variabile (pagamento tasso variabile); tali passività sono rappresentate sia da posizioni debitorie già in essere, sia da operazioni future con le medesime caratteristiche (qualora rispettino i requisiti richiesti dal principio per essere designate come poste coperte4 ). All'interno di ciascun bucket, essendo coperto l'insieme omogeneo dei flussi generati dalle passività interessate dalla copertura, l'identificazione dei flussi coperti prescinde dalla correlazione dei medesimi rispetto ai nominali che li hanno generati (singole passività a tasso variabile), tuttavia i flussi oggetto di copertura vengono identificati come "i primi" complessivamente generati all'interno del bucket medesimo.

L'obiettivo della copertura è l'eliminazione di una porzione del rischio di variabilità dei flussi di cassa derivanti dalla ridefinizione delle "cedole" delle poste coperte. La designazione della relazione di copertura è riferita a precisi periodi di tempo futuro (bucket trimestrali per il Cash Flow Hedge titoli, bucket mensili per il Cash Flow Hedge mutui) e, in termini di porzione coperta, può essere differente da bucket a bucket in relazione alla posizione complessiva del gruppo dei derivati di copertura e delle operazioni coperte in essere alla fine di ogni bucket definito.

La riduzione del rischio di variabilità dei flussi di cassa è ottenuta tramite la composizione di gruppi di elementi coperti e di poste di copertura che presentano caratteristiche di indicizzazione allo stesso tasso variabile e con date di definizione dei tassi "ragionevolmente" vicine (trimestre nel caso di Cash Flow Hedge su diverse forme di raccolta, 10 giorni nel caso del Cash Flow Hedge mutui).

In sostanza, i flussi di cassa che verranno incassati in ognuno dei periodi definiti dalle cedole variabili del gruppo degli strumenti di copertura annulleranno una porzione (pari a quella generata sul capitale coperto) dei flussi di cassa complessivamente pagati sul gruppo di poste coperte (i flussi generati dai primi nominali in riprezzamento di ogni bucket fino a concorrenza del nominale delle operazioni di copertura per ogni periodo) trasformando l'esposizione complessiva nel bucket da variabile a fissa.

Affinché tale situazione si verifichi con un elevato livello di probabilità è necessario che i flussi di cassa (variabili) generati dai due gruppi siano allineati in termini di parametro e frequenza di indicizzazione e che le date di definizione dei tassi variabili dei singoli elementi presenti nei due gruppi siano sufficientemente ravvicinate fra di loro.

4 Se le operazioni solo "prospettate" rispettano i requisiti necessari per essere qualificate secondo lo IAS 39 come "forecast transaction", anche i flussi futuri da queste generati potranno essere a loro volta inclusi nella medesima definizione e, conseguentemente, designabili come poste coperte. Per il CFH mutui si è deciso di non utilizzare "forecast transaction".

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA

Il concetto di alta probabilità delle operazioni attese

Ai fini della designazione della relazione di copertura delle diverse forme di raccolta a tasso variabile, una forecast transaction deve essere5 :

  • altamente probabile;
  • capace di incidere, in ultima istanza, sul conto economico, essendo variabili i flussi di cassa ad essa riconducibili.

Per "altamente probabile" si intende una situazione tale per cui è molto più facile che la transazione avvenga piuttosto che non avvenga6 . A tal fine, non è possibile dare una qualifica di "alta probabilità" a delle transazioni future solo sulla base delle intenzioni del management: è necessario supportare l'analisi con fatti e circostanze verificabili in modo oggettivo.

Il principio fornisce un elenco degli elementi che è necessario prendere in considerazione ai fini della definizione del requisito di alta probabilità7 . Questi sono:

  • la frequenza di transazioni simili nel passato;
  • le capacità finanziarie ed operative dell'entità nel portare a termine la transazione;
  • i piani strategici industriali (la transazione attesa deve essere in linea con le dimensioni dell'entità e con le sue prospettive di sviluppo);
  • l'attinenza della transazione con l'attività tipica dell'entità;
  • la probabilità che diverse operazioni con caratteristiche differenti tra loro possano essere intraprese per raggiungere lo stesso obiettivo;
  • l'attuale presenza di una sostanziale destinazione di risorse allo scopo in esame.

Tre elementi condizionano l'entità e la forza delle "prove" necessarie al fine della dimostrazione dell'"alta probabilità" di una transazione futura:

  • l'orizzonte temporale della transazione futura. A parità di altre condizioni, più lontana nel tempo si prevede essere la transazione futura, meno certa è l'evenienza che questa si verificherà effettivamente e quindi più difficilmente dimostrabile è il requisito di "alta probabilità". In questi casi saranno necessarie prove dell'"alta probabilità" che siano molto più consistenti (saranno, quindi, necessarie, ad esempio, forme contrattuali a supporto della transazione futura; il principio8 evidenzia come i flussi di interessi a venti anni derivanti da uno strumento di debito con questa scadenza sono "altamente probabili" in quanto supportati da un contratto che obbliga alla corresponsione di detti flussi);
  • la quantità/il valore delle transazioni future rispetto alle transazioni effettive della stessa natura. A parità di altre condizioni, maggiore è il valore delle transazioni future rispetto alle attuali, minore è la probabilità che queste si realizzeranno. Saranno, quindi, necessarie prove maggiormente consistenti a supporto della dimostrazione di "alta probabilità";
  • la storia delle designazioni passate. Se storicamente si è verificato il fatto che le designazioni di coperture di transazioni future non si sono realizzate col venir meno della transazione stessa, questo è un segnale della scarsa capacità della società di valutare in modo attendibile come "altamente probabile" le transazioni future.

Come evidenziato nell'Implementation guidance 9 dello IAS 39, non è necessario che la società sia in grado di predire con esattezza la data in cui si verificherà la transazione futura. È, però, richiesto che sia ben identificato e, quindi, anche documentato il periodo in cui la transazione è attesa.

Nel rispetto di quanto sopra riportato, il Comitato ALM ha inoltre fissato un limite al valore massimo delle forecast transaction.

L'importo delle forecast transaction non potrà superare il valore complessivo ipotizzato delle future emissioni obbligazionarie a tasso variabile (definito come differenza fra i volumi previsti come giacenze per ogni anno e l'ammontare delle obbligazioni già emesse).

Per una corretta individuazione dei flussi in scadenza, oltre all'inerziale delle operazioni già effettuate, vengono anche valorizzati gli importi delle operazioni effettuate negli anni di previsione/proiezione; per convenzione la durata di queste emissioni viene ipotizzata a 2 e 3 anni. E' inoltre stabilita una percentuale, decrescente con il trascorrere del tempo, del rapporto fra totale delle forecast transaction ipotizzate e le emissioni previste, al fine di esprimere un minore livello di probabilità delle forecast tanto più sono lontane nel tempo.

5 IAS 39 § 88

6 IAS 39 IG F.3.7

7 IAS 39 IG F.3.7 8 IAS 39 IG F.3.7

Informazioni di natura quantitativa

A. Derivati finanziari di copertura

A.1 Derivati finanziari di copertura: valori nozionali di fine periodo

Totale 31/12/2022 Totale 31/12/2021
Attività
sottostanti/Tipologie
derivati
Over the counter Over the counter
Senza controparti centrali Senza controparti centrali
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Mercati
organizzati
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Mercati
organizzati
1. Titoli di debito e
tassi d'interesse
- 24.405.493 - - - 20.314.785 - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - 24.405.493 - - - 20.314.785 - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
2. Titoli di capitale e
indici azionari
- - - - - - - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro - - - - - - - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
4. Merci - - - - - - - -
5. Altri - - - - - - - -
Totale - 24.405.493 - - - 20.314.785 - -

A.2 Derivati finanziari di copertura: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti

Fair value positivo e negativo Variazione del valore
usato per calcolare
l'efficacia della
copertura
Totale 31/12/2022 Totale 31/12/2021
Tipologie derivati Over the counter Over the counter Totale Totale
Senza controparti centrali Mercati
organizzati
Senza controparti centrali Mercati
organizzati
31/12/2022 31/12/2021
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Fair value positivo
a) Opzioni - - - - - - - - - -
b) Interest rate
swap
-
1.068.030
-
- -
208.749
-
- - -
c) Cross
currency swap
-
-
-
- -
-
-
- - -
d) Equity swap - -
-
- - -
-
- - -
e) Forward - -
-
- -
-
-
- - -
f) Futures - - - - -
-
-
- - -
g) Altri - -
-
- -
-
-
- - -
Totale -
1.068.030
-
-
-
208.749
-
- - -
Fair value
negativo
a) Opzioni - - - - -
-
- - - -
b) Interest rate
swap
-
842.716
-
- -
385.161
-
- - -
c) Cross
currency swap
-
-
-
- -
-
-
- - -
d) Equity swap -
-
-
- -
-
-
- - -
e) Forward -
-
-
- -
-
-
- - -
f) Futures -
-
-
- -
-
-
- - -
g) Altri -
-
-
- -
-
-
- - -
Totale - 842.716 - - - 385.161 - - - -

A.3 Derivati finanziari di copertura OTC – valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

Attività sottostanti Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
---------------------- ------------------------- -------- ------------------------------ ----------------

Contratti non rientranti in accordi di compensazione

1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X - -
- fair value positivo X - -
- fair value negativo X - -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale X - -
- fair value positivo X - -
- fair value negativo X - -
3) Valute e oro
- valore nozionale X - -
- fair value positivo X - -
- fair value negativo X - -
4) Merci
- valore nozionale X - -
- fair value positivo X - -
- fair value negativo X - -
5) Altri
- valore nozionale X - -
- fair value positivo X - -
- fair value negativo X - -

Contratti rientranti in accordi di compensazione

1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale - 24.360.493 45.000 -
- fair value positivo - 1.064.594 3.437 -
- fair value negativo - 842.716 - -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
4) Merci
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
5) Altri
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -

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A.4 Vita residua dei derivati finanziari di copertura OTC: valori nozionali

Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e 3.619.748 9.545.032 11.240.713 24.405.493
tassi di interesse
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari
- - - -
A.3 Derivati finanziari su valute ed oro - - - -
A.4 Derivati finanziari su merci - - - -
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
Totale 31/12/2022 3.619.748 9.545.032 11.240.713 24.405.493
Totale 31/12/2021 1.633.110 9.004.810 9.676.866 20.314.785

D. Strumenti coperti

In tema di Hedge accounting, la Banca, come previsto dall'IFRS9, continua ad applicare quanto definito dal principio contabile IAS 39 (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) in relazione a tutte le coperture poste in essere.

D.1 Coperture del fair value

Coperture specifiche Coperture
generiche:
Valore di
bilancio
Coperture
specifiche -
Coperture
posizioni nette:
specifiche:
valore di bilancio
valore di
delle attività o
bilancio
passività (prima
della
compensazione)
Variazioni
cumulate di
fair value dello
strumento
coperto
Cessazione
della
copertura:
variazioni
cumulate
residue del
fair value
Variazioni del
valore usato
per rilevare
l'inefficacia
della
copertura
A. Attività
1. Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditivtà complessiva
- copertura di:
5.856.927 - 602.163 - - -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 5.856.927 - 602.163 -
-
x
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - - - - x
1.3 Valute e oro - - - - - x
1.4 Crediti - - - - - x
1.5 Altri - - - - x
2. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato -copertura di:
5.528.890 - 152.117 - - 8.607.834
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 5.528.890 - 152.117 - - x
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - - - - x
1.3 Valute e oro - - - - - x
1.4 Crediti - - - - - x
1.5 Altri - - - - - x
Totale 31/12/2022 11.385.817 - 754.280 - - 8.607.834
Totale 31/12/2021 11.750.802 - 56.846 - - 6.406.355
B. Passività
1. Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - copertura di:
1.905.291 - 254.923 - - 3.428.589
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 1.905.291 - 254.923 - - -
1.2 Valute e oro - - - - - -
1.3 Altri - - - - - -
Totale 31/12/2022 1.905.291 - 254.923 - - 3.428.589
Totale 31/12/2021 956.717 - 8.180 - - 2.687.908

D.2 Copertura dei flussi finanziari e degli investimenti esteri

Variazione del valore
usato per rilevare
l'inefficacia della
copertura
Riserve da copertura Cessazione della
copertura: valore residuo
delle riserve di copertura
A. Copertura di flussi Finanziari
1. Attività - - -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse - - -
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - -
1.3 Valute e oro - - -
1.4 Crediti - - -
1.5 Altri - - -
2. Passività - (72.379) -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse - (72.379) -
1.2 Valute e oro - - -
1.3 Altri - - -
Totale (A) 31/12/2022 - (72.379) -
Totale (A) 31/12/2021 - 22.997 -
B. Copertura degli investimenti esteri X - -
Totale (A+B) 31/12/2022 - (72.379) -
Totale (A+B) 31/12/2021 - 22.997 -

E. Effetti delle operazioni di copertura a patrimonio netto

E.1. Riconciliazione delle componenti di patrimonio netto

Strumenti di copertura (elementi non designati)
Riserva da copertura dei flussi
finanziari
Riserva da copertura di investimenti
esteri
Valore temporale
opzione
Valore elemento
forward e differenziale
da valuta estera
tassi d'interesse
Titoli di debito e
Titoli di capitale
e indici azionari
Valute e oro Crediti Altri tassi d'interesse
Titoli di debito e
Titoli di capitale
e indici azionari
Valute e oro Crediti Altri Coperture
relative a
operazioni
Coperture
relative a
un periodo
Coperture
relative a
operazioni
Coperture
relative a
un periodo
Esistenze iniziali 22.997 - - - - - - - - - - - - -
Variazioni di fair
value (quota
efficace)
(95.376) - - - - - - - - - - - - -
Rigiri a conto
economico
- - - - - - - - - - - - - -
di cui:
transazioni
future non più
attese
- - - - - X X X X X X X X X
Altre variazioni - - - - - - - - - - - - - -
di cui:
trasferimenti
al valore
contabile
iniziale degli
strumenti
coperti
- - - - - X X X X X X X X X
Rimanenze finali (72.379) - - - - - - - - - - - - -

3.3. Altre informazioni sugli strumenti derivati di negoziazione e copertura

A.1 Derivati finanziari e creditizi

A.1 Derivati finanziari e creditizi OTC: fair value netti per controparti

Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
A. Derivati finanziari
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale - 25.918.116 104.873 510.515
- fair value netto positivo - 1.145.288 3.437 327
- fair value netto negativo - 898.208 3.878 23.029
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - - 10 -
- fair value netto positivo - - 1 -
- fair value netto negativo - - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale - 53.745 30.762 536.577
- fair value netto positivo - 955 - 7.487
- fair value netto negativo - 999 955 5.485
4) Merci
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
5) Altri
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
B. Derivati creditizi
1) Acquisto protezione
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
2) Vendita protezione
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -

Sezione 4 - Rischio di liquidità

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità

Si definisce rischio di liquidità l'eventualità che la Banca possa trovarsi nella condizione di non riuscire a far fronte ai propri impegni di pagamento di natura ordinaria o straordinaria, quando gli stessi diventino esigibili, senza incorrere in perdite tali da pregiudicare la propria operatività quotidiana o le condizioni finanziarie complessive del Gruppo stesso. La gestione del rischio di liquidità può essere suddivisa fra:

  • gestione della liquidità di breve termine, ivi compresa la liquidità intra-day, il cui obiettivo è quello di garantire la capacità di far fronte agli impegni di pagamento per cassa previsti e imprevisti tramite il mantenimento di un rapporto sostenibile tra i flussi di liquidità in entrata e quelli in uscita; tale gestione costituisce la condizione essenziale per la normale continuità operativa dell'attività bancaria;
  • gestione della liquidità strutturale, il cui obiettivo è quello di mantenere un adeguato rapporto tra passività ed attività complessive, finalizzato ad evitare pressioni sulle fonti a breve termine, attuali e prospettiche.

Il Gruppo Credito Emiliano si è da tempo dotato di una Policy per la Gestione del rischio liquidità. La Policy approvata disciplina:

  • i principi di governo e di gestione del rischio di liquidità adottati dal Gruppo, e
  • l'insieme delle norme e dei processi di controllo finalizzati a prevenire l'insorgere di situazioni di crisi di liquidità per il Gruppo e per le singole società del Gruppo, con l'obiettivo di ispirare una sana e prudente gestione del rischio di liquidità a livello consolidato, tale da assicurare la stabilità, la sicurezza delle operazioni aziendali, la solidità finanziaria e, conseguentemente, la solvibilità del Gruppo.

I principi essenziali a cui si ispira la politica di gestione della liquidità sono:

  • definizione di un Risk Appetite e di una Risk Tolerance (o soglia di tolleranza) in contesto di normale corso degli affari e di scenari di stress;
  • definizione e formalizzazione di ruoli e funzioni, coerentemente con il principio di separatezza delle funzioni operative da quelle di controllo (c.d. segregation of duties);
  • accentramento della funzione di governo del rischio di liquidità sulla Capogruppo;
  • attuazione di una politica di trasformazione delle scadenze gestita nell'ambito dei massimali assegnati;
  • adozione di una politica di funding diversificata in termini di fonti, durata e tipologia di strumenti di raccolta;
  • definizione e formalizzazione dei principi relativi alla definizione del sistema di prezzi per il trasferimento interno dei fondi;
  • definizione e formalizzazione di un piano di emergenza da attivare in caso di stress e/o crisi dei mercati o in caso di situazioni specifiche del Gruppo (Contingency Funding Plan);
  • adozione di un sistema di controlli interni.

Su base giornaliera, mediante un modello di liquidity gap, viene esposta l'evoluzione temporale dei flussi di cassa per consentire l'attivazione di operazioni finalizzate a determinare un equilibrio fra entrate ed uscite di cassa.

Al Comitato Asset Liability & Management di Gruppo sono assegnati poteri decisionali per la declinazione delle strategie in merito alle politiche di funding del Gruppo. Periodicamente sono analizzate, in sede di Comitato, le condizioni di equilibrio finanziario per orientare le decisioni circa le strategie di funding. Sempre in sede di Comitato, sono analizzati interventi straordinari eventualmente richiesti per le contingenti situazioni di mercato.

Nell'ambito del processo RAF vengono, inoltre, definite le soglie di Risk Appetite e Risk Tolerance, le metriche e le modalità di controllo dei seguenti indicatori di liquidità:

  • Liquidity Coverage Ratio(LCR);
  • Asset Encumbrance;
  • Net Stable Funding Ratio(NSFR).

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA

Le regole di "Liquidity Management" adottate prevedono limiti di liquidità da rispettarsi sulle scadenze di breve termine ed altri indicatori per monitorare quotidianamente la posizione complessiva.

Relativamente alla liquidità strutturale sono previsti limiti finalizzati a controllare e gestire i rischi derivanti dal mismatch di scadenze a medio-lungo termine dell'attivo e del passivo. Sono previsti dei gap ratio a 1, 2 e 5 anni.

Questi limiti consentono di evitare che l'operatività a medio-lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine.

Gli scenari di stress testprevisti dal Regolamento si distinguono in:

  • stress sistemico di severity lieve: crisi di liquidità sistemica consistente in un'improvvisa instabilità sui mercati monetari e dei capitali e/o in tensioni di carattere politico, accompagnati da alti livelli di intensità ed impatti globali;
  • stress idiosincratico di severity media: crisi di liquidità causata da eventi particolarmente negativi per il Gruppo;
  • stress combinato di severity grave: è la combinazione dei due precedenti scenari. Le procedure di Contingency Funding Plan, recentemente riviste, si pongono l'obiettivo di salvaguardare la stabilità del gruppo durante le fasi iniziali di uno stato di tensione di liquidità e garantire la continuità del gruppo stesso nel caso di gravi crisi di liquidità.

L'attività di gestione della liquidità a breve e del funding strutturale è svolta dalla Business Unit Finanza della Capogruppo che complessivamente:

  • gestisce i flussi di liquidità infragruppo rivenienti dai fabbisogni/surplus di liquidità netti delle Società del Gruppo;
  • misura e monitora la posizione di liquidità del Gruppo e delle singole Società del Gruppo;
  • coordina ed effettua la raccolta accedendo direttamente al mercato interbancario al fine di mantenere condizioni adeguate di liquidità per il Gruppo;
  • determina periodicamente gli interventi finanziari utili per conseguire gli equilibri nel medio e lungo termine, la sostenibilità della crescita e la maggior efficienza della provvista;
  • gestisce i rapporti con la BCE (gestione del conto di gestione e di ogni attività di impiego o provvista di fondi) ed accede alle operazioni di rifinanziamento della BCE.

Questa impostazione consente di supportare adeguatamente i fabbisogni finanziari ed è finalizzata a:

  • ridurre i fabbisogni complessivi di finanziamento da parte di controparti esterne al Gruppo;
  • ottimizzare l'accesso ai mercati e conseguentemente minimizzare i costi complessivi di raccolta esterna.

Nel corso dell'esercizio 2022 non si sono registrate novità dal punto di vista delle segnalazioni di vigilanza Le segnalazioni relative agli indicatori Liquidity Coverage Ratio (LCR) e Additional Liquidity Monitoring Metrics (ALMM) non hanno subito aggiornamenti e sono effettuate mensilmente, sulla base degli schemi conformi ai Regolamenti UE d'esecuzione, rispettivamente n. 322/2016 e n. 2114/2017.

Il Gruppo prosegue la partecipazione al monitoraggio semestrale Basilea III, e trimestralmente invia le segnalazioni di liquidità Net Stable Funding Ratio (c.d. «NSFR CRR2») come previsto dal Regolamento (UE) 2019/876 (c.d. «CRR2»). Si segnala che tale indicatore ha sostituito la segnalazione di liquidità prevista dal Regolamento UE n.575/2013 (CRR) sotto forma di requisito in materia di finanziamento stabile (SF) a partire da Giugno 2021.

A Settembre 2022 il Gruppo ha partecipato al SSM Liquidity Exercise di BCE.

L'importo complessivo del finanziamento con BCE a fine dicembre 2022 è riconducibile ad operazioni di TLTRO III, per un importo complessivo di 5,69 miliardi di euro. Nel corso dell'anno non sono state effettuate nuove operazioni. Nel mese di dicembre la Banca ha effettuato un rimborso volontario anticipato per 1,2 miliardi di euro della tranche TLTRO III.3 in scadenza nel mese di marzo 2023. Nel mese di dicembre 2022 è stata anche rimborsata la tranche TLTRO III.2 da 1,4 miliardi di euro, giunta alla sua naturale scadenza.

Al 31 dicembre 2022 l'importo totale delle riserve di liquidità libere, intese come attività liquide di elevata qualità calcolate ai fini del calcolo dell'indicatore LCR, si è attestato a 10,18 miliardi di Euro.

Programmi Obbligazioni Bancarie Garantite

Nel mese di maggio 2022 è stata collocata una nuova emissione da 500 milioni di Euro nell'ambito del programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB. In data 6 aprile 2022 è stato rinnovato il Base Prospectus del Programma OBG.

Al 31 dicembre 2022 il valore nominale delle emissioni in circolazione è risultato pari a 2,1 miliardi di Euro.

Emissioni Unsecured Stand Alone

Per valuta 19 gennaio 2022 nell'ambito del Green, Social and Sustainability Bond Framework di Gruppo è stata effettuata un'emissione inaugurale di un prestito obbligazionario Green Senior Preferred, destinato al mercato wholesale, per nominali 600 milioni di euro.

Nel mese di luglio, è stata collocata da parte di Credem un'emissione stand alone di un prestito obbligazionario subordinato Social Tier 2 per nominali 200 milioni di Euro, interamente sottoscritto da CredemHolding S.p.A.

Nel corso dello stesso mese, Credem ha esercitato l'opzione di rimborso anticipato prevista per il prestito obbligazionario subordinato Tier 2 emesso nel 2017 per 100 milioni di euro.

Operazioni di cartolarizzazione

Con riferimento all'operazione di cartolarizzazione avente come veicolo Emilia SPV S.r.l., nel corso del 2022 sono state effettuate due nuove cessioni di attivi relative a mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nei programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite. Al 31 dicembre 2022, il circolante della tranche senior è pari a circa 1,97 miliardi di Euro, mentre quello della tranche juniorè pari a circa 0,60 miliardi di Euro.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19

Nell'esercizio 2022 non si ravvisano sulla liquidità impatti significativi derivanti dalla pandemia COVID-19.

Informazioni di natura quantitativa

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie

EURO

Voci/ Scaglioni
temporali
A vista Da oltre 1
giorno a 7
giorni
Da oltre 7
giorni a 15
giorni
Da oltre 15
giorni a 1
mese
Da oltre 1
mese fino 3
mesi
Da oltre 3
mesi fino a 6
mesi
Da oltre 6
mesi fino a 1
anno
Da oltre 1
anno fino a 5
anni
Oltre 5 anni Indeterminata
Durata
Attività per cassa 3.264.320 3.913.071 695.516 1.168.486 2.360.275 2.165.539 3.073.451 15.987.094 13.786.009 280.669
A.1 Titoli di Stato 1.943 0 85 1 11.074 205.328 291.896 4.662.573 2.772.160 -
A.2 Altri titoli di debito - 25 36.464 2.551 42.972 66.247 95.345 1.759.213 2.369.420 -
A.3 Quote OICR 8.760 - - - - - - - - -
A.4 Finanziamenti 3.253.617 3.913.046 658.967 1.165.934 2.306.229 1.893.964 2.686.210 9.565.308 8.644.429 280.669
- Banche 425.256 244.479 - - - - - - - 280.669
- Clientela 2.828.361 3.668.566 658.967 1.165.934 2.306.229 1.893.964 2.686.210 9.565.308 8.644.429 -
Passività per cassa 34.009.744 3.188.064 281.937 473.705 674.514 4.811.782 576.202 2.129.005 2.387.913 -
B.1 Depositi e conti
correnti
33.741.632 839.925 72.839 76.475 473.960 244.425 352.050 66.773 83 -
- Banche 724.750 820.000 50.000 - 42.853 111.220 162.102 - - -
- Clientela 33.016.882 19.925 22.839 76.475 431.107 133.205 189.948 66.773 83 -
B.2 Titoli di debito 139 - - 15.188 - 8.750 11.725 1.250.000 2.350.000 -
B.3 Altre passività 267.974 2.348.139 209.098 382.042 200.554 4.558.607 212.427 812.233 37.831 -
Operazioni "fuori
bilancio"
C.1 Derivati finanziari
con scambio di
capitale
- Posizioni lunghe - 392.594 105.513 23.867 51.189 42.026 74.129 15.602 - -
- Posizioni corte 4 506.957 76.041 81.183 77.598 32.831 37.791 13.531 - -
C.2 Derivati finanziari
senza scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 81.017 - - - - - - - - -
- Posizioni corte 82.379 - - - - - - - - -
C.3 Depositi e
finanziamenti da
ricevere
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.4 Impegni a erogare
fondi
- Posizioni lunghe 77 - - 745 205 200 561 5.569 64.348 -
- Posizioni corte 71.703 - - - - - - - - -
C.5 Garanzie
finanziarie rilasciate
39.911 4.595 6.828 27.760 52.260 68.433 187.155 191.236 116.099 -
C.6 Garanzie
finanziarie ricevute
- - - - - - - - - -
C.7 Derivati creditizi
con scambio di
capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.8 Derivati creditizi
senza scambio di
capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie

ALTRE VALUTE

Voci/ Scaglioni temporali A vista Da oltre 1
giorno a 7
giorni
Da oltre 7
giorni a 15
giorni
Da oltre 15
giorni a 1
mese
Da oltre 1
mese fino 3
mesi
Da oltre 3
mesi fino a
6 mesi
Da oltre 6
mesi fino a
1 anno
Da oltre 1
anno fino a
5 anni
Oltre 5 anni Indeterminata
Durata
Attività per cassa 61.906 6.108 3.514 12.224 51.651 18.348 15.923 141.460 2.310.490 -
A.1 Titoli di Stato - - 1 3.340 4.658 4.937 12.864 45.087 2.100.306 -
A.2 Altri titoli di debito - - 149 31 1.797 10.316 3.060 96.327 210.183 -
A.3 Quote OICR 23 - - - - - - - - -
A.4 Finanziamenti 61.883 6.108 3.364 8.853 45.196 3.095 - 46 - -
- Banche 59.022 - - - - - - - - -
- Clientela 2.861 6.108 3.364 8.853 45.196 3.095 - 46 - -
Passività per cassa 454.395 282.329 285.191 509.065 786.634 28.660 - - - -
B.1 Depositi e conti correnti 454.116 12.563 1.500 2.342 6.763 28.660 - - - -
- Banche 160.047 9.376 - - 3.722 22.134 - - - -
- Clientela 294.069 3.188 1.500 2.342 3.041 6.526 - - - -
B.2 Titoli di debito - - - - - - - - - -
B.3 Altre passività 279 269.765 283.691 506.723 779.871 - - - - -
Operazioni "fuori bilancio"
C.1 Derivati finanziari con scambio
di capitale
- Posizioni lunghe 4 477.368 75.272 78.682 72.162 32.341 37.604 13.575 - -
- Posizioni corte - 546.938 104.839 22.450 44.117 39.629 69.569 14.382 - -
C.2 Derivati finanziari senza
scambio di capitale
- Posizioni lunghe 14 - - - - - - - - -
- Posizioni corte 26 - - - - - - - - -
C.3 Depositi e finanziamenti da
ricevere
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.4 Impegni a erogare fondi
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.5 Garanzie finanziarie rilasciate - - - - - - - - - -
C.6 Garanzie finanziarie ricevute - - - - - - - - - -
C.7 Derivati creditizi con scambio di
capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.8 Derivati creditizi senza scambio
di capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
- Posizioni corte - - - - - - - - - -

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA

Sezione 5 – Rischi operativi

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo

Il Gruppo ha sviluppato un sistema integrato di gestione dei rischi operativi assunti che, in attuazione degli indirizzi strategici, consente di rafforzare la capacità delle Unità Organizzative di gestirli consapevolmente, introducendo strumenti di rilevazione, misurazione e controllo tali da garantire un'assunzione dei rischi consapevole e compatibile con le strategie di Governance e con le condizioni economiche e patrimoniali, nel rispetto delle indicazioni provenienti dalle Autorità di Vigilanza".

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato il regolamento "Gestione dei rischi operativi" (Regolamento ORM) con cui definisce le politiche di gestione del rischio operativo a livello di Gruppo e Banca e determina un sistema comune e coordinato caratterizzato da regole condivise per l'allocazione di compiti e responsabilità.

Il regolamento definisce come rischio operativo "il rischio di perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni, ivi compreso il rischio giuridico; non sono inclusi quelli strategici e di reputazione".

Inoltre, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato, ai fini della determinazione del requisito patrimoniale, l'utilizzo del metodo TSA per tutte le società appartenenti al Gruppo Bancario.

Non sono intervenute variazioni significative rispetto all'esercizio precedente in relazione al modello di gestione dei rischi operativi che di seguito viene rappresentato sinteticamente: l'Organo con funzioni di supervisione strategica di Gruppo è identificato nel Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano SpA, Capogruppo del Gruppo Bancario Credito Emiliano – CREDEM. L'azione viene esercitata con il supporto del Comitato Consiliare Rischi di Gruppo (Comitato di Governance, privo di deleghe, istituito con la finalità di svolgere un ruolo istruttorio).

A livello di Gruppo sono stati individuati più organi con funzioni di gestione, coincidenti con i Consigli di Amministrazione delle singole controllate, che hanno adottato il Regolamento ORM traducendo il relativo "schema" nella specifica realtà aziendale ed individuando concretamente le funzioni "locali" richieste per il buon esito del processo.

Dal punto di vista operativo gli organi con funzione di supervisione strategica e quelli con funzioni di gestione sono supportati dall'attività dell'ufficio Rischi Operativi e di Credito (ROC). Nell'ambito del processo coordinato centralmente da ROC (c.d. "ORM Centrale"), l'attività viene svolta con il supporto di alcune funzioni "ORM Periferico" appartenenti a diversi servizi della banca.

L'Organo con funzioni di controllo è identificato nel Collegio Sindacale, coerentemente con la disciplina vigente relativa agli enti che adottano un modello "tradizionale" di governance societaria. Più in particolare, il Collegio della Capogruppo è responsabile di vigilare sull'osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie, sulla corretta amministrazione, sull'adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili del Gruppo anche tramite il coordinamento con gli omologhi organi collegiali presenti nelle controllate.

Nell'espletamento delle proprie attività tale organo viene supportato dal Servizio Audit di Gruppo. Il Regolamento ORM istituisce, inoltre, specifici flussi informativi verso l'organo di controllo delle società interessate dal modello TSA (a livello individuale e consolidato, secondo le rispettive competenze).

Il Sistema di Gestione dei Rischi Operativi è periodicamente sottoposto a revisione indipendente da parte del Servizio Audit della Capogruppo.

Il sistema di gestione dei rischi operativi è definito come l'insieme strutturato dei processi funzioni e risorse per l'identificazione, la valutazione e il controllo dei rischi operativi ed è articolato nei seguenti sottoprocessi:

  • Identificazione;
  • Misurazione;
  • Monitoraggio e Controllo;
  • Mitigazione.

Le società incluse nei processi di misurazione, monitoraggio e mitigazione, sono quelle che risultano annualmente rilevanti ai fini del rischio operativo ed informatico dall'analisi di rilevanza effettuata nell'ambito dell'approvazione del Risk Appetite Framework (RAF) e del processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP) svolto dalla Capogruppo.

Il processo di "Identificazione" è composto dalle seguenti procedure:

  • Loss Data Collection: consiste nella raccolta dei dati di perdita operativa interna con il coinvolgimento diretto di tutte le unità di business. In tale ambito, gli eventi di perdita operativa (inclusi quelli di natura informatica) sono classificati per Business Line (corporate finance, trading and sales, retail banking, commercial banking, payment and settlement,, agency services, asset management, retail Brokerage) ed Event Type (frodi interne, frodi esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, clientela - prodotti e prassi professionali, danni da eventi esterni, interruzioni dell'operatività e disfunzioni dei sistemi, esecuzione, consegna e gestione dei processi);
  • Risk Self Assessment: consiste nella raccolta, attraverso questionario, di stime soggettive espresse dai risk owner con riferimento agli eventi di natura operativa (inclusi quelli di natura informatica) potenzialmente rilevanti per le proprie unità di business e tenuto conto delle linee guida di sviluppo emerse dal processo di pianificazione preliminare di gruppo;
  • Data Pooling/Comunicazione verso enti esterni: consiste nella partecipazione ad iniziative consortili esterne e nella gestione delle relative interrelazioni (ad es. consorzio DIPO) ed alla comunicazione dei dati di perdita operativa raccolti agli Organi di Vigilanza (Banca d'Italia e Banca Centrale Europea).

Il processo di "Misurazione" è rappresentato dalla quantificazione del Capitale a Rischio (CaR) mediante stime soggettive. Le metodologie di misurazione delle perdite attese e inattese sono finalizzate ad un'attività di controllo ed individuazione di situazioni potenzialmente critiche e si basano sulla esecuzione di questionari (RSA), con frequenza almeno annuale, che per ogni tipologia di evento richiedono ai responsabili delle unità organizzative (UO) che possono generare/gestire i rischi operativi, una stima soggettiva di alcuni fattori di rischio:

  • "frequenza tipica", il numero medio atteso di eventi nell'arco temporale di riferimento;
  • "impatto tipico", la perdita media attesa per tipologia di evento;
  • "impatto peggiore", l'impatto del singolo evento qualora esso si manifesti nel peggior modo (ragionevolmente) concepibile.

L'analisi è svolta su più livelli: unità organizzativa, business units, società e gruppo consolidato e per ogni livello sono prodotti: un valore di perdita attesa ed un valore di perdita inattesa. I risultati della valutazione sono utilizzati a fini gestionali per la prevenzione e la mitigazione dei rischi operativi e nel processo di pianificazione operativa, coerentemente a quanto definito dal "Regolamento pianificazione, programmazione e controllo di Gruppo".

Il processo di "Monitoraggio e controllo" mira a identificare tempestivamente eventuali disfunzioni nei processi aziendali o nelle procedure di gestione del rischio al fine di consentire di valutare le necessarie azioni di mitigazione.

I Rischi Operativi sono inoltre monitorati all'interno del più ampio processo di Risk Appetite Framework (RAF) di Gruppo (monitoraggio trimestrale).

Al fine di assicurare un presidio nel continuo, è prevista una rendicontazione per singolo evento di perdita operativa la cui autonomia di delibera (definita all'interno dei regolamenti già vigenti) spetta al Comitato Esecutivo/Consiglio di Amministrazione, dei controlli che non sono andati a buon fine e delle azioni correttive di eventuali carenze organizzative e/o di processo/prodotto. Qualora disponibili, l'ORM periferico di volta in volta competente, inserisce le informazioni oggetto di rendicontazione in seno alle proposte e le invia alle Funzioni preposte a seconda delle casistiche (a titolo esemplificativo, Servizio Audit e Compliance). In ogni caso, le delibere assunte dal CE/CA sono inviate, per opportuna conoscenza, al Risk Officer della Capogruppo e a ROC. ROC verifica semestralmente che le Funzioni preposte siano state attivate dagli ORM Periferici e laddove questo non sia accaduto, attiva direttamente le Funzioni preposte eventualmente coordinandosi con gli ORM Periferici.

Inoltre, ROC controlla semestralmente, per BU/Servizio di Credembanca, che le rispettive perdite contabilizzate nel semestre/anno di riferimento non superino il relativo valore di Perdita Attesa stimato in ambito Risk Self Assessment e, nel caso in cui ciò accada, rendiconta nel CE di Credembanca le motivazioni dello scostamento fornite dai Responsabili delle BU/Capi Servizio di Credembanca.

Il sistema di reporting fornisce agli organi aziendali ed ai responsabili delle funzioni interessate informazioni sul livello di esposizione ai rischi operativi e rappresenta uno strumento di supporto per la loro gestione attiva e rappresenta la sintesi dei processi di misurazione, monitoraggio e controllo.

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA

Il processo di "Mitigazione" definisce le azioni da intraprendere per la prevenzione e l'attenuazione dei rischi operativi ed è composto dalle seguenti procedure:

  • Analisi gestionale: consiste nell'analisi delle criticità emerse e delle diverse possibili soluzioni a disposizione nell'ambito delle tradizionali modalità alternative di gestione del rischio (ritenzione, trasferimento, mitigazione), in ottica costi-benefici;
  • Gestione dell'attività di mitigazione: consiste nella scelta, pianificazione, avvio delle attività, implementazione e completamento degli interventi di mitigazione messi in atto e successivo controllo dell'avanzamento e dell'efficacia degli interventi di mitigazione del rischio attuati;
  • Gestione delle forme di trasferimento: consiste nella individuazione, valutazione, scelta e gestione delle diverse forme di trasferimento del rischio.

Le azioni di mitigazione definite nel reporting vengono inoltre incluse nel processo di pianificazione operativa.

La classificazione delle attività nelle linee di business regolamentari è declinata nelle fasi di:

  • mappatura dati;
  • determinazione requisito patrimoniale individuale.

La mappatura dei dati si delinea a livello individuale attraverso il collocamento di ciascuno dei centri gestionali nella business line regolamentare di pertinenza seguendo i principi sanciti dal Regolamento UE n. 575/2013; segue quindi l'individuazione delle fonti dati che riportano i dati reddituali di tali centri e gli eventuali criteri di ripartizione.

In applicazione della mappatura definita, ciascuna società procede alla determinazione dei valori per centro, alla collocazione sulle business line previste e alla determinazione del requisito individuale.

Le attività definite per la determinazione del requisito patrimoniale consolidato prevedono l'identificazione dell'"Indicatore Rilevante" individuale e la componente riconducibile a ciascuna società del Gruppo per business line regolamentare (da determinarsi in coerenza con i criteri sanciti nella mappatura utilizzata a fini individuali).

Il requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi, calcolato sull' Indicatore Rilevante del triennio 2020 - 2022, è pari a 131,1 milioni di euro.

RISCHI LEGALI

Il Gruppo, nel normale svolgimento della propria attività d'impresa, è parte di diversi procedimenti giudiziari dai quali potrebbero anche derivare obblighi di natura risarcitoria e/o restitutoria, con conseguente possibile esborso di risorse economiche (c.d. rischio legale). Tutte le controversie in essere sono state debitamente analizzate dalla Banca e, alla luce di tale analisi, nonché delle indicazioni anche provenienti dai Legali Fiduciari esterni, sono stati effettuati, ove ritenuto necessario, accantonamenti a bilancio nella misura idonea ed appropriata alle singole circostanze. Più in particolare è costituito un fondo rischi ed oneri diversi a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause pendenti.

La maggior parte di tali controversie sono riconducibili alle principali attività del Gruppo e riguardano, in particolare, le aree dei servizi di investimento, dell'anatocismo, della "cessione del quinto" (per queste ultime, in ragione della numerosità e della ricorrenza del fenomeno, è stato predisposto un apposito accantonamento volto a gestire contenziosi e reclami) e fiscali.

Di rilevanza minore sono le controversie relative all'ambito immobiliare, amministrativo e all'operatività di sportello.

Si fornisce di seguito una descrizione delle principali classi di passività potenziali che, nel caso in cui la relativa passività sia stata giudicata probabile, hanno dato luogo ad accantonamenti agli altri fondi per rischi ed oneri.

Contenzioso lavoristico

I rischi connessi al contenzioso lavoristico vengono valutati trimestralmente in base all'andamento delle cause e conseguentemente vengono aggiornati gli accantonamenti.

Revocatorie Fallimentari

Si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa quando clienti assoggettabili al Fallimento dispongono pagamenti in favore della Banca, effettuano rimesse su un conto corrente bancario in un arco temporale prossimo alla dichiarazione di Fallimento. L'azione revocatoria è uno strumento utilizzabile dal curatore fallimentare allo scopo di ricostituire il patrimonio del fallito destinato alla soddisfazione dei suoi creditori, facendovi rientrare quanto ne era uscito nel periodo antecedente al fallimento (il cosiddetto periodo sospetto). Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale. Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame. Tutte le cause in materia sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Malversazioni

Si tratta di controversie nelle quali la Banca può essere coinvolta in ragione del normale svolgimento della propria attività d'impresa, vi sono alcuni reclami e alcune vertenze giudiziali derivanti da comportamenti anomali posti in essere da dipendenti o consulenti finanziari nello svolgimento delle mansioni loro affidate o dell'attività espletata, con conseguenti contestazioni da parte della clientela nei confronti della Banca stessa, che può eventualmente essere ritenuta responsabile di tali comportamenti.

Il gruppo procede a una valutazione delle singole posizioni caso per caso, in fatto e in diritto, prestando particolare attenzione al dato documentale/fattuale.

Per effetto di detta analisi, ove opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti (e tempo per tempo modificati, ove necessario) gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze della fattispecie in esame.

Contenzioso in materia di anatocismo

Il numero complessivo delle cause pendenti si mantiene consistente, alla luce, soprattutto, delle problematicità derivanti da alcuni orientamenti della giurisprudenza (oltre che dalle evoluzioni della normativa di settore). Tutte le cause in materia - a volte comprendenti anche contestazioni relative al superamento del Tasso Soglia Usura – sono oggetto di costante monitoraggio e i rischi che ne derivano, ove opportuno, sono fronteggiati da appositi accantonamenti al Fondo rischi ed oneri diversi, in applicazione di quanto previsto dallo IAS 37.

Contenzioso in materia di servizi di investimento

Quanto alle controversie giudiziali aventi ad oggetto servizi di investimento – bond in default, derivati, ecc. – la policy adottata dalla Banca in materia è quella di procedere ad una valutazione delle singole posizioni caso per caso, prestando particolare attenzione al dato documentale e al profilo dell'adeguatezza degli investimenti contestati rispetto alla posizione della singola controparte. Per effetto di detta analisi, ove ritenuto opportuno, vengono pertanto di volta in volta disposti gli accantonamenti ritenuti congrui in relazione alle specifiche circostanze.

Reclami formulati dalla clientela

Con riferimento alle contestazioni avanzate dalla clientela vengono effettuati gli opportuni accantonamenti: in particolare, nel caso in cui il danno lamentato sia superiore a una predeterminata soglia di rilevanza (ad oggi fissata in 25ek), la previsione di perdita è fatta analiticamente. Qualora il danno lamentato sia, invece, inferiore a detta soglia, l'accantonamento è determinato applicando una percentuale forfettaria/statistica stabilita in base alla media delle perdite effettivamente subite sul totale dei reclami analoghi ricevuti negli anni precedenti.

Contenzioso fiscale

Nel corso del 2022 non sono insorte nuove controversie rilevanti con radicamento del relativo contenzioso, salvo alcuni accertamenti di Enti locali per tributi propri, avvisi bonari su controlli formali dell'Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni fiscali o avvisi di liquidazione per imposta di registro su atti giudiziari per i quali sono state messe in atto specifiche attività stragiudiziali volte alla definizione per annullamento in autotutela dei provvedimenti accertativi e, in casi isolati, attività giudiziali

Il totale dei fondi rischi ed oneri ammonta a 143,9 milioni di euro.

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19

Nel corso del 2022 non si registrano costi classificati come perdite riconducibili agli "Impatti derivanti dalla pandemia Covid" in quanto convenzionalmente, in linea con quanto definito dalle linee guida EBA10 i costi sostenuti successivamente a Giugno 2020 legati alla gestione della pandemia sono da considerarsi rientranti nella cd. gestione "NEW NORMAL". Inoltre non si registrano ulteriori perdite operative collegate al Covid in altri ambiti.

Informazioni di natura quantitativa

Si riporta di seguito la composizione percentuale delle perdite operative di Credem per tipologie di evento:

  • ET 01 Frode Interna
  • ET 02 Frode esterna
  • ET 03 Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro
  • ET 04 Rapporti con clienti, prestazioni di servizi e prodotti
  • ET 05 Disastri ed altri eventi
  • ET 06 Sistemi

  • ET 07- Esecuzione, gestione, consegna di servizi e prodotti

Nel corso del 2022, la principale fonte di rischio operativo, per importo di perdita, è risultata essere la tipologia di evento "Frodi Esterne" (ET02). La seconda fonte di rischio operativo si riferisce alle perdite dovute a "Rapporti con Clienti, prestazioni di servizi o prodotti" (ET04) e dopo, in ordine di incidenza, si trovano: "Esecuzione, gestione e consegna di prodotti o servizi" (ET 07) e "Frodi Interne" (ET 01).

Le restanti tipologie di perdita hanno un'incidenza complessiva inferiore al 10%.

La quasi totalità delle perdite riconducibili al "Conduct Risk" si riferisce agli Event Type 01 e 04. L'importo delle perdite riconducibili al rischio informatico risulta molto contenuto (solo lo 0,1% del totale e ricade sull'Event Type 06).

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA 10 EBA REPORT ON THE IMPLEMENTATION OF SELECTED COVID-19 POLICIES- EBA/REP/2020/39 del 21/12/2020

PARTE F INFORMAZIONI SUL PATRIMONIO

Sezione 1 – Il patrimonio dell'impresa

A. Informazioni di natura qualitativa

Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 ("CRR") con il quale vengono introdotte nell'Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria con l'articolato insieme di documenti unitariamente denominato "Basilea 3" in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e informativa al pubblico (Terzo pilastro).

Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE ("CRD IV") definiscono il nuovo quadro normativo di riferimento nell'Unione Europea per banche e imprese di investimento. Dal 1° gennaio 2014. CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di regolamentazione o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di supervisione ("ESA"), che danno attuazione alla normativa primaria.

Con l'adozione del regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014 sono state stabilite le norme tecniche di attuazione (Implementing Technical Standards) vincolanti in materia di segnalazioni prudenziali armonizzate delle banche e delle imprese di investimento relative a: fondi propri, rischio di credito e controparte, rischi di mercato, rischio operativo, grandi rischi, rilevazione su perdite ipotecarie, posizione patrimoniale complessiva, monitoraggio liquidità e leva finanziaria.

Inoltre, la Banca d'Italia ha emanato le Circolari n. 286 e n. 154 che traducono secondo lo schema matriciale, attualmente adottato nelle segnalazioni di vigilanza, i citati ITS.

Il Gruppo ritiene prioritario valutare la propria struttura patrimoniale e tali analisi sono svolte all'interno degli specifici Comitati di Governance di Gruppo. In tale sede vengono anche evidenziati i principali impatti legati alle normative in via di definizione (es. potenziali impatti legati alla finalizzazione della riforma di Basilea III come da recente accordo in sede di Comitato di Basilea del 14 gennaio 2019) e a quelle già approvate ma non attualmente applicabili (es. il regolamento (UE) n. 876/2019 e la direttiva (UE) n. 787/2019 che modificano rispettivamente il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE /876, così come il regolamento (UE) n. 877/2019 e la direttiva (UE) n. 879/2019).

I Comitati di Governance di Gruppo presentano sempre dei membri nominati dal Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo, scelti tra i componenti il Consiglio stesso, e le rispettive analisi vengono successivamente prodotte al Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo.

Sotto il profilo di Vigilanza l'assorbimento viene determinato tenendo in considerazione le attuali "regole" di segnalazione.

Sotto il profilo gestionale l'assorbimento viene calcolato con l'utilizzo di modelli interni per il rischio di credito e di mercato e l'utilizzo di un metodo standard "gestionale".

I rischi vengono esaminati sia complessivamente che dettagliatamente all'interno delle società del Gruppo (analisi dei portafogli specifici).

Al 31 dicembre 2022 i Fondi Propri sono stati determinati in base alle disposizioni contenute nel Regolamento (UE) n.575/2013 (CRR).

B. Informazioni di natura quantitativa

B.1 Patrimonio dell'impresa: composizione

Voci/Valori Importo
31/12/2022
Importo
31/12/2021
1. Capitale 341.320 341.320
2. Sovrapprezzi di emissione 321.800 321.800
3. Riserve 1.731.453 1.633.019
- di utili 1.731.453 1.633.019
a) legale 412.253 392.306
b) statutaria - -
c) azioni proprie - -
d) altre 1.319.199 1.240.713
- altre - -
4. Strumenti di capitale - -
5. (Azioni proprie) (10.072) (4.025)
6. Riserve da valutazione: (163.890) 74.887
- Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 4.266 1.313
- Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
- -
- Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (131.019) 21.413
- Attività materiali - -
- Attività immateriali - -
- Copertura di investimenti esteri - -
- Copertura dei flussi finanziari (72.379) 22.997
- Strumenti di copertura [elementi non designati] - -
- Differenze di cambio - -
- Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
- Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico
(variazioni del proprio merito creditizio)
- -
- Utili (perdite) attuariali relativi a piani previdenziali a benefici definiti (6.538) (12.615)
- Quote delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
- Leggi speciali di rivalutazione 41.781 41.781
7. Utile (perdita) d'esercizio 189.020 199.476
Totale 2.409.630 2.566.477

B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

Totale 31/12/2022 Totale 31/12/2021
Attività/Valori Riserva positiva Riserva negativa Riserva positiva Riserva negativa
1. Titoli di debito 10.985 142.004 25.354 3.941
2. Titoli di capitale 6.885 2.619 1.313 -
3. Finanziamenti - - - -
Totale 17.871 144.624 26.667 3.942

B.3 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: variazioni annue

Titoli di debito Titoli di
capitale
Finanziamenti
1. Esistenze iniziali 21.413 1.313 -
2. Variazioni positive 7.627 6.459 -
2.1 Incrementi di fair value 5.728 6.023 -
2.2 Rettifiche di valore per rischio di credito 196 X -
2.3 Rigiro a conto economico di riserve negative da realizzo 1.528 X -
2.4 Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di capitale) - - -
2.5 Altre variazioni 174 436 -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - -
3. Variazioni negative 160.058 3.506 -
3.1 Riduzioni di fair value 156.742 3.506 -
3.2 Riprese di valore per rischio di credito 273 - -
3.3 Rigiro a conto economico da riserve positive: da realizzo 2.674 X -
3.4 Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di capitale) - - -
3.5 Altre variazioni 370 - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - -
4. Rimanenze finali (131.019) 4.266 -

Relativamente all'andamento dei mercati finanziari, segnaliamo:

  • Nel primo trimestre del 2022, l'invasione dell'Ucraina e il conseguente incremento dell'avversione al rischio da parte degli investitori si sono tradotti in pesanti cali delle quotazioni azionarie, di differente intensità tra paesi, che sono stati inizialmente riassorbiti quasi ovunque a fine marzo. Sui mercati obbligazionari si è assistito al rialzo dei rendimenti dei titoli pubblici a lunga scadenza, sulla base delle decisioni e delle attese di politica monetaria.
  • Nel secondo trimestre del 2022, le condizioni finanziarie sui mercati internazionali sono peggiorate, riflettendo da un lato la progressiva normalizzazione delle politiche monetarie in molti paesi avanzati, volta a contenere le pressioni inflazionistiche, dall'altro le tensioni geopolitiche e una maggiore incertezza circa la situazione in Ucraina e le prospettive del ciclo economico globale. I corsi azionari sono scesi, in particolare negli Stati Uniti. I rendimenti dei titoli pubblici a lunga scadenza sono cresciuti e si sono ampliati i differenziali di rendimento fra paesi.
  • Nel terzo trimestre dell'anno le condizioni finanziarie sui mercati internazionali sono divenute più tese, risentendo dell'elevata inflazione, dell'accelerazione del processo di normalizzazione della politica monetaria delle principali banche centrali e dei rischi al ribasso per la congiuntura internazionale. I rendimenti dei titoli pubblici sono cresciuti, soprattutto per le scadenze più prossime, e i corsi azionari sono scesi.
  • Nell'ultimo trimestre del 2022, tra la metà di ottobre e la metà di dicembre le condizioni sui mercati finanziari internazionali sono migliorate, beneficiando dell'attenuarsi dell'incertezza

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA

sulla politica di bilancio nel Regno Unito e delle attese degli operatori di un rallentamento nel ritmo di rialzo dei tassi di politica monetaria nelle maggiori economie avanzate. Dopo le riunioni di dicembre delle principali banche centrali dei paesi avanzati, gli operatori hanno nuovamente modificato le proprie aspettative riguardo al passo e alla durata del processo di restrizione monetaria. I rendimenti sui titoli pubblici a lungo termine in Europa e negli Stati Uniti sono temporaneamente tornati a crescere.

Passando all'analisi di maggior dettaglio dell'Italia:

  • Nel corso del primo trimestre del 2022, i rendimenti dei titoli di Stato italiani sono stati spinti al rialzo dalle aspettative di una riduzione dell'accomodamento monetario nell'area dell'euro più rapida di quanto precedentemente atteso, in un contesto di forti pressioni inflazionistiche. Il differenziale con i corrispondenti titoli tedeschi si è ampliato, collocandosi a fine marzo a 150 punti base.
  • A partire da aprile, i rendimenti dei titoli di Stato italiani sulla scadenza decennale sono saliti di oltre 100 punti base e il differenziale con i corrispondenti titoli tedeschi si è ampliato; anche il premio per il rischio di ridenominazione è cresciuto. Gli annunci della BCE, che nella riunione straordinaria del 15 giugno ha ribadito l'impegno a contrastare il riemergere dei rischi di frammentazione nell'area dell'euro, hanno contribuito a contenere l'incremento dello spread decennale, che intorno a quella data aveva toccato i 242 punti base. Il differenziale al 30 giugno è risultato nell'intorno di 205 punti base.
  • Anche nel terzo trimestre i rendimenti dei titoli di Stato italiani sulla scadenza decennale sono cresciuti; quelli sulle scadenze a breve sono cresciuti in misura più marcata. L'andamento dei rendimenti ha riflesso soprattutto il processo di normalizzazione della politica monetaria della BCE. Il premio per il rischio sovrano, misurato dal differenziale di rendimento rispetto ai titoli di Stato tedeschi, è aumentato, risentendo dell'incertezza politica seguita alla caduta del Governo a metà luglio e dell'accresciuta avversione al rischio nei mercati; a fine settembre lo spreadsi collocava a 244 punti base.
  • Nell'ultimo trimestre del 2022 le attese di attenuazione del ritmo di rialzo dei tassi di interesse e la maggiore propensione al rischio degli investitori hanno favorito il calo dei rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine e del premio per il rischio sovrano; a fine dicembre lo spread è sceso verso i 210 punti base.

Le riserve nette sui titoli emessi da Amministrazioni Centrali di Paesi appartenenti all'Unione Europea presentavano, alla data del 31 dicembre 2022, un saldo negativo di circa 75,1 milioni di euro.

B.4 Riserve da valutazione relative a piani a benefici definiti: variazioni annue

Le variazioni nette dell'esercizio evidenziano un saldo positivo di 6,1 milioni di euro, al netto del relativo effetto fiscale.

Sezione 2 – I fondi propri e i coefficienti di vigilanza bancari

Per la presente sezione si fa rinvio all'informativa sui fondi propri e sull'adeguatezza patrimoniale contenuta nell'informativa a pubblico ("Terzo Pilastro"), capitolo "Fondi Propri".

PARTE G – OPERAZIONI DI AGGREGAZIONE RIGUARDANTI IMPRESE O RAMI D'AZIENDA

Sezione 1 – Operazioni realizzate durante l'esercizio

1.1 Operazioni di aggregazione

Non esistono operazioni.

1.2.1 Variazioni annue dell'avviamento

Non esistono operazioni.

Sezione 2 – Operazioni realizzate dopo la chiusura dell'esercizio

Il progetto di rafforzamento del Private Banking all'interno del Gruppo Credem si è sviluppato nel corso degli ultimi due esercizi, con una progressiva focalizzazione delle strutture su un modello di business espressamente dedicato alla clientela private.

La separazione della divisione "private banking" di Credem dal "commercial banking", tramite la creazione di una business unit dedicata, ha rappresentato la fase propedeutica all'evoluzione del progetto che si è concluso nel mese di febbraio 2023, quando la business unit "private banking" di Credem è stata conferita in Credem-Euromobiliare Private Banking.

Si tratta di un polo da 40 miliardi di euro focalizzato sulla gestione dei grandi patrimoni, portando a termine il processo aggregativo avviato ad ottobre 2020 con la creazione di una governance unica del private banking Credem e di Banca Euromobiliare.

La nuova entità comprende Banca Euromobiliare (100% Credem), con 14,9 miliardi di euro di masse e 399 professionisti tra private banker e consulenti finanziari, e la business unit private banking di Credem, con 25,5 miliardi di euro di masse gestite da 291 private banker.

La società conta quindi su masse complessive (tra raccolta gestita, amministrata, diretta ed impieghi) pari a 40,4 miliardi di euro, 690 tra consulenti finanziari e private banker e più di 300 dipendenti nelle strutture centrali.

Il 18 febbraio 2023, tramite un'operazione societaria che è stata configurata come "conferimento di ramo di azienda", è avvenuto il perfezionamento dell'operazione, autorizzata dalle autorità di vigilanza, ed è stata accompagnata da un aumento di capitale di Credem Euromobiliare Private Banking, interamente riservato a Credito Emiliano. Le nuove risorse sono quindi funzionali a supportare lo sviluppo della partecipata e al mantenimento di idonei requisiti patrimoniali, in linea con le ambizioni iniziali di rafforzamento e crescita dell'area di business all'interno del Gruppo Credem.

Sezione 3 – Rettifiche retrospettive

Non esistono operazioni.

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA

PARTE H OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

1. Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica

Di seguito vengono fornite le informazioni sui compensi corrisposti ai dirigenti con responsabilità strategiche, in coerenza con quanto previsto dallo IAS 24.

I dirigenti con responsabilità strategiche di Credito Emiliano sono i soggetti aventi il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività di Credito Emiliano.

In tale contesto rientrano nel perimetro dei dirigenti con responsabilità strategiche: i Consiglieri di Amministrazione, i Sindaci, il Direttore Generale, i Condirettori Generali, i Vice Direttori Generali, gli altri componenti della Direzione Centrale, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, i Responsabili delle Funzioni di Controllo Interno (Responsabile Servizio Audit, Responsabile Funzione Antiriciclaggio, Compliance Officer e Risk Officer), il Responsabile Business Unit Commerciale, il Responsabile Business Unit Private, il Responsabile Business Unit Finanza, il Dirigente Coordinatore delle aree Amministrazione, Corporate Governance e Relazioni Esterne e Governo del Valore, il Capo Servizio preposto all'area Crediti e il Capo Servizio preposto all'area Organizzazione.

Totale
31/12/2021
Riepilogo compensi Totale
31/12/2022
Amministratori 1.420 1.305
Sindaci 356 315
Dirigenti 9.516 6.782
Totale 11.292 8.402

I compensi dei dirigenti comprendono benefici a breve termine, benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro, altri benefici a lungo termine, benefici dovuti per la cessazione del rapporto di lavoro e pagamenti basati su azioni.

2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate

In ottemperanza alle disposizioni normative riguardanti le operazioni con parti correlate, il Gruppo Credito Emiliano ha adottato specifiche procedure per disciplinare siffatta operatività ed assicurare idonei flussi informativi.

In attuazione alla delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e della Circolare Banca d'Italia 285/2013, Credito Emiliano ha adottato apposite Procedure per la gestione delle operazioni con parti correlate e per le operazioni con soggetti collegati.

Il regolamento è disponibile per la consultazione sul sito internet di Credito Emiliano www.credem.it.

I rapporti e le operazioni perfezionate con parti correlate e soggetti collegati non presentano criticità e sono riconducibili all'ordinaria attività di servizio e di credito. Le condizioni applicate ai singoli rapporti ed alle operazioni con parti correlate e soggetti collegati non si discostano da quelle correnti di mercato.

Nel corso dell'esercizio 2022 è stata effettuata un'operazione qualificabile di maggiore rilevanza ai sensi delle richiamate procedure.

Nello stesso periodo il Consiglio di Amministrazione ha adottato una "delibera quadro".

In particolare la delibera ha riguardato:

  • concessione di affidamenti a parti correlate e soggetti collegati riconducibili al Vice Presidente Luigi Maramotti e al Consigliere Edoardo Prezioso per un importo massimo complessivo non superiore a 100 milioni di euro e comunque entro il limite normativo del 5% del patrimonio di vigilanza consolidato, erogabile dal Gruppo Credito Emiliano in più operazioni, anche rotative.

Nel corso dell'esercizio 2022 sono state poste in essere operazioni infragruppo e/o con parti correlate/soggetti collegati, italiani ed esteri, rientranti nell'ordinario esercizio dell'attività operativa e della connessa attività finanziaria, perfezionate, di norma, a condizioni analoghe a quelle applicate per operazioni concluse con terzi indipendenti.

Le operazioni infragruppo sono state effettuate sulla base di valutazioni di reciproca convenienza economica e la definizione delle condizioni da applicare è avvenuta nel rispetto di correttezza sostanziale, presente l'obiettivo comune di creare valore per l'intero Gruppo Credem.

Uguale principio è stato applicato anche nel caso di prestazioni di servizi infragruppo, unitamente a quello di regolare tali prestazioni su di una base minimale commisurata al recupero dei relativi costi di produzione.

Informazioni sulle transazioni con parti correlate

Crediti Debiti Garanzie Raccolta
amministrata
Raccolta gestita
Amministratori, sindaci e dirigenti 1.110 5.514 564 12.717 7.735
Stretti familiari 2.869 12.637 628 161.952 6.824
Società controllate e collegate 37.073 270.694 87.447 18.313 1.347
Altre parti correlate - - - - -
Totale 41.053 288.846 88.639 192.983 15.906
Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive e altri
ricavi
Commissioni passive e altri
oneri
Amministratori, sindaci e dirigenti 17 6 165 19
Stretti familiari 4 13 166 60
Società controllate e collegate 991 577 582 189
Altre parti correlate - - - -
Totale 1.013 597 913 268

L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le controparti correlate sopra indicate, sul totale della banca risulta essere pari (%):

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni Raccolta
amministrata
Raccolta gestita
Totale 0,1 0,4 0,9 1,0 0,1
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed altri
ricavi
Commissioni passive ed
altre spese
Totale 0,2 - 0,1 -

Si provvede di seguito a fornire i dettagli (in migliaia di euro) dei rapporti verso le imprese del gruppo. In tale contesto si è inserito i rapporti con:

  • la controllante;
  • le controllate;

le società del gruppo controllate, direttamente o indirettamente, dalla controllante.

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA

Crediti Debiti Garanzie Impegni
Credem Euromobiliare Private Banking spa (18) 1.373.973 47.079 48.594
Totale Banche (18) 1.373.973 47.079 48.594
Credemholding spa (controllante) - 5.971 - -
Credemleasing spa (2.835.278) 169 600 143.788
Credemfactor spa (1.382.211) 34.906 121.505 295.331
Avvera spa (1.545.250) 65.077 446 87.278
Credem Private Equity SGR spa (3) 6.558 - 12
Euromobiliare A.M. SGR spa (11.619) 77.591 - 48
Euromobiliare Advisory Sim spa (2) 19.069 - 9
Totale enti finanziari (5.774.363) 209.340 122.551 526.466
Magazzini Generali delle Tagliate spa (1.956) 2.071 240 2.701
Credemtel spa (11) 13.737 122 409
Credem Vita spa (22.659) 134.531 - 29.024
Euromobiliare Fiduciaria spa (3) 1.029 - 10
Credem CB srl - 7 - -
Sata (9) 2.115 - 31
Blue Eye Solutions - 128 - 10
Totale clientela altra (24.636) 153.618 362 32.185
Totale Generale (5.799.018) 1.736.932 169.992 607.244
Interessi attivi Commissioni attive Proventi diversi Totale ricavi
Credem Euromobiliare Private Banking spa 2.890 1.803 11.887 16.579
Totale Banche 2.890 1.803 11.887 16.579
Credemholding spa (controllante) - 280 428 708
Credemleasing spa 12.499 1.012 2.373 15.883
Credemfactor spa 3.112 1.573 1.312 5.998
Avvera spa 11.021 2.436 1.887 15.344
Credem Private Equity SGR spa - 1.787 155 1.942
Euromobiliare A.M. SGR spa 127 120.947 1.583 122.657
Euromobiliare Advisory Sim spa - 5 1.106 1.110
Totale enti finanziari 26.759 128.040 8.844 163.642
Magazzini Generali delle Tagliate spa 48 1 134 184
Credemtel spa - 135 389 524
Credem Vita spa 534 48.444 1.423 50.402
Euromobiliare Fiduciaria spa - 14 328 342
Credem CB srl - - - -
Sata - - 13 13
Blue Eye Solutions - - 13 14
Totale clientela altra 582 48.595 2.301 51.478
Totale Generale 30.230 178.438 23.031 231.700
Interessi passivi Commissioni
passive
Altre spese Totale costi
Credem Euromobiliare Private Banking spa (5.591) (1.157) (4.716) (11.465)
Totale Banche (5.591) (1.157) (4.716) (11.465)
Credemholding spa (controllante) (14.376) - (48) (14.424)
Credemleasing spa (1.148) - (275) (1.424)
Credemfactor spa (2.506) - (3) (2.510)
Avvera spa (45) (35.917) (117) (36.079)
Credem Private Equity SGR spa (1) - - (1)
Euromobiliare A.M. SGR spa (74) - (120) (195)
Euromobiliare Advisory Sim spa (2) (3.962) (7.721) (11.685)
Totale enti finanziari (18.153) (39.879) (8.285) (66.317)
Magazzini Generali delle Tagliate spa (12) - (121) (133)
Credemtel spa (16) - (12.599) (12.615)
Credem Vita spa (128) - (11) (139)
Euromobiliare Fiduciaria spa (3) - (462) (466)
Credem CB srl - - - -
Sata (1) - - (1)
Blue Eye Solutions - - - -
Totale clientela altra (159) - (13.194) (13.354)
Totale Generale (23.904) (41.037) (26.195) (91.135)

L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le controparti sopra indicate, sul totale della banca risulta essere pari: (%)

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni
Totale 11,6 3,4 7,5
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed altri
ricavi
Commissioni passive ed
altre spese
Totale 4,3 15,9 27,7 14,4

Si provvede di seguito a fornire i dettagli (in migliaia di Euro) dei rapporti verso le imprese collegate:

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni Raccolta
amministrata
Raccolta gestita
Totale 4.240 6.436 1.020 136.277 -
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed altri
ricavi
Commissioni passive ed
altre spese
Totale 32 6 15.812 172

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA

L'incidenza dei volumi, delle operazioni con le imprese collegate, sul totale della banca risulta essere pari (%):

Dati patrimoniali Crediti Debiti Garanzie e impegni Raccolta
amministrata
Raccolta gestita
Totale - - - 0,7 -
Dati economici Interessi attivi Interessi passivi Commissioni attive ed altri
ricavi
Commissioni passive ed
altre spese
Totale - - 2,2 -

Denominazione della controllante

Credito Emiliano Holding S.p.A.

Sede

Via Emilia San Pietro, 4 - Reggio Emilia

Percentuale di controllo

La percentuale di partecipazione di Credito Emiliano Holding S.p.A. in Credem S.p.A., al 31/12/2022, è del 78,83216%.

PARTE I ACCORDI DI PAGAMENTO BASATI SU PROPRI STRUMENTI PATRIMONIALI

Informazioni di natura qualitativa

1. Descrizione degli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali

Coerentemente con le politiche retributive approvate dall'Assemblea e nel rispetto delle disposizioni in materia di remunerazione e di incentivazione della Banca d'Italia si è proceduto alla definizione di un sistema retributivo variabile basato in parte su pagamenti in contanti e in parte attraverso l'assegnazione gratuita di azioni. Il sistema incentivante è correlato al raggiungimento di obiettivi di performance misurati al netto dei rischi ed alla sussistenza di un adeguato livello di patrimonializzazione e liquidità dell'Azienda.

Il sistema è volto a motivare e fidelizzare le persone che occupano posizioni chiave in azienda ed è destinato ai top manager rientranti nella categoria del Personale più rilevante. La quota del premio complessivo assegnata ai destinatari in azioni è, per l'anno 2022, superiore al 50%, subordinatamente alla verifica del raggiungimento degli obiettivi fissati dal Consiglio di Amministrazione sentito il parere del Comitato Remunerazioni. Più in particolare, i piani di remunerazione riservati al Personale più rilevante del Gruppo che prevedono il pagamento di una parte del premio mediante l'assegnazione gratuita di azioni sono i seguenti:

  • Sistema premiante 2022;
  • Sistemi premianti e altre forme di remunerazione variabile di breve e medio periodo relativi agli anni precedenti.

Il numero di azioni è determinato sulla base della quotazione del titolo nel momento in cui il premio è assegnato.

Sono previsti meccanismi di correzione, durante il periodo di differimento, per effetto dei quali i premi maturati potranno ridursi ovvero azzerarsi.

In particolare, le singole quote differite già assegnate potranno non essere erogate o ridotte in presenza di determinate condizioni di utile, redditività corretta per il rischio, livelli patrimoniali e di liquidità non in linea. Il premio è altresì non erogato in caso di risoluzione del rapporto di lavoro o prestazioni professionali contrarie agli obblighi di buona fede e correttezza.

Ai fini della rappresentazione in bilancio, per tener conto delle condizioni di assegnazione delle varie quote di bonus è stata utilizzata la simulazione con il Metodo Monte Carlo che, sulla base di opportune ipotesi, ha consentito di definire un consistente numero di scenari alternativi nell'arco temporale considerato. In particolare, in ogni scenario la proiezione dei parametri che definiscono gli obiettivi di performance viene effettuata di anno in anno, a partire dall'ultimo valore di rendiconto, secondo un moto geometrico Browniano.

La metodologia di calcolo può essere schematizzata nelle seguenti fasi:

  • proiezione dei parametri di bilancio e del prezzo dell'azione nell'orizzonte temporale prescelto;
  • verifica dei parametri di performance;
  • calcolo del bonus per ogni partecipante al piano e proiezione delle traiettorie individuali verificando il raggiungimento delle performance individuali e per ogni anno la continuità dell'attività lavorativa e la sopravvivenza;
  • calcolo delle quote individuali secondo le modalità di pagamento individuali del bonus;
  • determinazione in funzione del prezzo stimato del titolo del numero di azioni necessarie a corrispondere la parte di bonus in azioni (laddove non già determinato);
  • imputazione proporzionale in base al vesting period delle azioni assegnate;
  • reiterazione del procedimento per il numero di repliche stabilite.

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA

Informazioni di natura quantitativa

Piano quota di competenza
dell'esercizio
impatto a patrimonio (1)
Credem - Sistema premiante 2022
- Sistemi premianti e altre forme di remunerazione
variabile di breve e medio periodo relativi agli anni
precedenti
3.353,6 19.568,3

(1) L'impatto sul patrimonio della Capogruppo Credem risente anche delle modalità di esecuzione dei sistemi premianti delle altre Società del Gruppo tali per cui la stessa Capogruppo procura la provvista e la successiva attribuzione delle azioni Credito Emiliano, per conto di ogni singola controllata interessata, ai relativi dipendenti.

PARTE L INFORMATIVA DI SETTORE

Secondo quanto stabilito dall'IFRS 8, par.4, l'informativa sui settori di attività viene fornita a livello consolidato e si fa, pertanto, rimando alla Nota Integrativa Consolidata.

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA

PARTE M INFORMATIVA SUL LEASING

SEZIONE 1 – LOCATARIO

Informazioni qualitative

In data 13 gennaio 2016 lo IASB ha pubblicato il nuovo principio "IFRS 16 Leases", che sostituisce il principio IAS 17 Leases, nonché le interpretazioni IFRIC 4 Determining whether an Arrangement contains a Lease, SIC15 Operating Leases Incentives e SIC-27 Evaluating the Substance of Transactions Involving the Legal Form of a Lease. Il principio è stato omologato dalla Commissione Europea con Regolamento n. 2017/1986 e si applica a partire dal 1° gennaio 2019.

Il nuovo principio fornisce una nuova definizione di lease ed introduce un criterio basato sul controllo (right of use) di un bene per distinguere i contratti di leasing dai contratti per servizi, individuando quali discriminanti: l'identificazione del bene, il diritto di sostituzione dello stesso, il diritto ad ottenere sostanzialmente tutti i benefici economici rivenienti dall'uso del bene e il diritto di dirigere l'uso del bene sottostante il contratto.

La principale novità introdotta dal principio è rappresentata dalla modifica delle modalità di contabilizzazione delle operazioni di leasing operativo nel bilancio del locatario/utilizzatore, attraverso l'introduzione di un unico modello di contabilizzazione dei contratti di leasing da parte del locatario siano essi classificati come leasing operativi o finanziari.

Ai sensi della nuova contabilizzazione, il locatario rileva, nello Stato patrimoniale Attivo, un Diritto d'Uso (Right of Use) del bene oggetto del contratto e nello Stato patrimoniale Passivo, un Debito per leasing (Lease Liability) pari al valore attuale dei canoni previsti per il contratto e non ancora pagati. Nel conto economico vengono rilevati l'ammortamento del Diritto d'Uso e gli interessi passivi derivanti dall'attualizzazione del Debito per leasing.

L'informativa richiesta è stata inoltre ampliata sia per il locatario che per il locatore e sono richieste nuove informazioni di tipo quantitativo e qualitativo.

Approccio metodologico e scelte di transizione

Rispetto alle modalità di transizione consentite dall'IFRS 16, il Gruppo ha deciso di effettuare la transizione in base al Modified retrospective approach rilevando l'impatto cumulato dell'applicazione iniziale del principio ai contratti di leasing operativo esistenti determinandone l'impatto sui saldi di apertura al 1° gennaio 2019, senza procedere alla riesposizione dei dati comparativi. Alla data di prima applicazione il saldo dei Diritti d'Uso è quindi pari a quello dei Debiti per leasing aggiustato per considerare eventuali risconti passivi o ratei attivi. I debiti per leasing sono stati determinati come attualizzazione alla data di prima applicazione dei canoni futuri contrattuali utilizzando il tasso di finanziamento marginale (Incremental Borrowing Rate).

Tra le principali scelte operative che il Gruppo ha utilizzato durante la transizione si evidenzia:

  • la scelta di non rideterminare il perimetro di prima applicazione, bensì di applicare il nuovo principio a tutti i contratti di leasing già individuati sulla base della definizione contenuta nello IAS 17;
  • l'esclusione dal perimetro di applicazione dei contratti "short-term", ovvero aventi una vita residua alla data di prima applicazione inferiore ai 12 mesi;
  • l'esclusione dal perimetro di applicazione dei contratti "low-value", ovvero aventi un valore stimato dell'asset inferiore a Euro 5.000;
  • fatto affidamento all'assessment IAS 37 alla data di fine esercizio come alternativa alla verifica di impairment.

Con riferimento alle scelte adottate dal Gruppo nell'applicazione del principio si evidenzia inoltre che:

  • con riferimento al leasing operativo il perimetro di applicazione è riferibile ai contratti di locazione immobiliare e noleggio di autoveicoli;
  • il Gruppo ha determinato il tasso di finanziamento marginale sulla base delle curve tassi relative alle emissioni Senior unsecured del Gruppo. Il tasso determinato, contenente la componente del rischio credito del Gruppo, considera inoltre le differenti durate contrattuali;

con riferimento alla durata dei leasing immobiliari, in generale il Gruppo ha considerato come ragionevolmente certo solo il primo periodo di rinnovo contrattuale.

Altre informazioni

I contratti di locazione commerciale sono regolati dalla legge per cui al conduttore è consentito di disdettare la locazione ad ogni scadenza (normalmente ogni sei anni) con un preavviso di almeno dodici mesi.

Analogo diritto è in capo al locatore. Questo comporta che, ad ogni mese di ogni anno, è potenzialmente possibile inviare (o ricevere dal locatore) la disdetta dai contratti di locazione che scadono dopo dodici mesi. Negli ultimi anni però, visto il contesto del mercato immobiliare, si è assistito a pochissime disdette annue da parte dei locatori.

La quasi totalità dei nostri contratti è regolamentato tra le parti il recesso che può essere esercitato solo dal conduttore in ogni momento con un preavviso di mesi sei. Negli ultimi anni la banca ha esercitato spesso questa facoltà per poter gestire al meglio le chiusure delle filiali previste.

Inoltre nelle parti B e C della presente Nota integrativa sono riportate le informazioni patrimoniali ed economiche richieste dal principio IFRS16.

Informazioni quantitative

Attività materiali ad uso funzionale Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Fabbricati Altre Totale Fabbricati Altre Totale
Right of Use saldo iniziale 107.199 1.575 108.774 113.313 1.921 115.234
- Quote ammortamento 19.678 934 20.612 18.814 972 19.786
+/- Altre variazioni 19.295 514 19.809 12.700 626 13.326
Valore contabile saldo finale 106.816 1.155 107.971 107.199 1.575 108.774
Totale Totale
Debiti per leasing 31/12/2022 31/12/2021
Lease Liability saldo iniziale 112.579 118.025
- canoni erogati per i leasing -22.821 -21.785
+ Interessi Passivi maturati nell'esercizio 2.697 2.801
+/- Altre variazioni 19.736 13.538
Lease Liability saldo finale 112.191 112.579
Altre Informazioni Totale
31/12/2022
Totale
31/12/2021
Costi per leasing low value - 657
Costi per leasing short term - 749
Altre spese sui leasing 1.534 1.406

La voce altre spese sui leasing è riconducibile all'Iva indetraibile ed altri servizi.

BILANCIO INDIVIDUALE – NOTA INTEGRATIVA

SEZIONE 2 – LOCATORE

Informazioni qualitative

Sono presenti contratti di locazione, in qualità di locatore, sia su immobili di proprietà sia su immobili di terzi in affitto, su cui viene stipulato un contratto di sublocazione.

Informazioni quantitative

  1. Informazioni di stato patrimoniale e di conto economico

2. Leasing finanziario

Non sono presenti operazioni di leasing finanziario.

3. Leasing operativo

Si fornisce la classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere.

3.1 Classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere

Totale Totale
Fasce temporali 31/12/2022 31/12/2021
Pagamenti da ricevere
per il leasing
Pagamenti da ricevere
per il leasing
Fino a 1 anno 3.759 3.671
Da oltre 1 anno fino a 2 anni 3.731 3.438
Da oltre 2 anni fino a 3 anni 3.658 3.469
Da oltre 3 anni fino a 4 anni 3.599 3.216
Da oltre 4 anni fino a 5 anni 3.549 2.652
Da oltre 5 anni 17.383 6.818
Totale 35.680 23.263

3.2 Altre informazioni

Sono presenti contratti di locazione, in qualità di locatore, per gli immobili di proprietà, mentre per alcuni immobili di terzi presi in affitto sono stati stipulati contratti di sublocazione.

ALLEGATI AL BILANCIO

Conto economico riclassificato
Conto economico riclassificato trimestralizzato
Elenco delle partecipazioni
Elenco delle partecipazioni di minoranza
Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione

Stato patrimoniale riclassificato (migliaia di euro)

variazioni 12/22-12/21
31/12/2022 31/12/2021 assolute %
Cassa e disponibilità liquide 3.338.449 205.979 3.132.470 n.s.
Crediti verso clientela 40.952.702 38.816.559 2.136.143 5,5
Crediti verso banche 1.451.974 8.923.563 -7.471.589 -83,7
Altre attività finanziarie 7.384.968 6.740.417 644.551 9,6
Partecipazioni 385.845 385.845 - -
Attività materiali ed immateriali 789.248 784.735 4.513 0,6
Altre attività 812.469 1.227.499 -415.030 -33,8
Totale attivo 55.115.655 57.084.597 -1.968.942 -3,4
Debiti verso clientela 36.966.423 36.241.117 725.306 2,0
Titoli in circolazione (compreso passività subordinate) 3.368.797 2.424.166 944.631 39,0
subtotale 40.335.220 38.665.283 1.669.937 4,3
Debiti verso banche 10.109.810 13.584.139 -3.474.329 -25,6
Altre passività finanziarie 932.554 418.308 514.246 122,9
Fondi rischi specifici 201.943 203.812 -1.869 -0,9
Altre passività 1.126.498 1.646.578 -520.080 -31,6
Totale passività 52.706.025 54.518.120 -1.812.095 -3,3
Capitale sociale 341.320 341.320 - -
Riserve 1.889.362 2.029.706 -140.344 -6,9
Azioni proprie -10.072 -4.025 -6.047 150,2
Utile d'esercizio 189.020 199.476 -10.456 -5,2
Patrimonio netto 2.409.630 2.566.477 -156.847 -6,1
Totale passivo 55.115.655 57.084.597 -1.968.942 -3,4

Tale riclassifica è stata effettuata considerando i dati desumibili direttamente dagli schemi di bilancio

Conto economico riclassificato trimestralizzato (in milioni di euro)

1° trim 2° trim. 3° trim. 4° trim. 12/22 Var% 12/21
margine d'interesse 105,0 119,9 136,3 184,3 545,5 33,8 407,7
margine servizi () (***) 169,9 135,8 133,7 146,9 586,2 3,6 565,8
margine d'intermediazione 274,9 255,7 270,0 331,2 1.131,7 16,3 973,5
spese del personale -118,4 -113,9 -108,2 -122,3 -462,8 1,4 -456,3
spese amministrative (*) -51,1 -49,2 -48,8 -56,0 -205,1 -0,5 -206,2
costi operativi -169,5 -163,1 -157,0 -178,3 -667,9 0,8 -662,5
risultato lordo di gestione 105,4 92,6 113,0 152,9 463,8 49,1 311,0
Ammortamenti -21,3 -21,7 -19,3 -21,7 -84,0 5,3 -79,8
risultato operativo 84,1 70,9 93,7 131,2 379,8 64,3 231,2
accantonamenti per rischi ed oneri -0,5 -5,9 - -4,6 -11,0 69,2 -6,5
oneri/proventi straordinari () ()
(
****)
-15,6 3,3 -32,2 -2,4 -46,9 n.s. 48,0
rettifiche nette su crediti e operazioni
finanziarie (****)
-0,4 1,8 -8,9 -39,9 -47,4 95,9 -24,2
UTILE ANTE IMPOSTE 67,6 70,1 52,6 84,3 274,5 10,5 248,5
imposte sul reddito -18,6 -22,0 -17,3 -27,6 -85,5 74,5 -49,0
UTILE NETTO 49,0 48,1 35,3 56,7 189,0 -5,3 199,5
UTILE PER AZIONE 0,55 -6,8 0,59
UTILE DILUITO PER AZIONE 0,55 -6,8 0,59

La riclassifica è stata effettuata considerando anche dati gestionali non desumibili direttamente dagli schemi di bilancio e dalla nota integrativa

(*) le spese ed il margine servizi sono stati nettati della componente di imposte indirette e tasse recuperate alla clientela (95,7 milioni di euro a dicembre 2022, 98,1 milioni di euro a dicembre 2021); sono stati stornati da spese contributi ai fondi nazionali per 55,8 milioni di euro a dicembre 2022 (49,9 milioni a dicembre 2021);

(**) il risultato derivante dalla cessione di sofferenze è riclassificato a oneri straordinari (5,2 milioni di euro nel 2022, 0,1 milioni di euro nel 2021);

(***) la componente di contributo al Fondo di Risoluzione (3,9 milioni nel 2022, 2,7 milioni di euro nel 2021) accantonata al Fondo per Rischi ed Oneri è ricondotta tra gli oneri straordinari;

(****) le rettifiche/riprese di valore su crediti inerenti le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato riferite a titoli (-0,3 milioni di euro, 0,7 milioni di euro a dicembre 2021) e quelle inerenti le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (0,1 milioni di euro, 0,5 milioni di euro a dicembre 2021) sono ricondotte al margine servizi;

(*****) la componente del negative goodwill, o badwill del 2021, ammontante a 97,1 milioni di euro è stata ricondotta tra i proventi straordinari.

LEGENDA:

Margine finanziario

  • Voce 30 Margine d'interesse

Margine servizi

    • Voce 60 Commissioni nette
    • Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione
    • Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura
    • Voce 100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto
    • Voce 110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value
    • Voce 130 a) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (per la parte relativa a titoli iscritti in tale categoria di attività finanziarie)
    • Voce 130 b) Rettifiche di valore nette per rischio di credito di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
    • Voce 190 Altri oneri/proventi di gestione (al netto delle componenti di natura straordinaria)
    • Voce 70 Dividendi e proventi simili (al netto della quota relativa ai dividendi su partecipazioni e titoli di capitale nelle attività finanziare classificate in HTCs)

Risultato operativo

    • Margine finanziario + Margine servizi
    • Voce 160 Spese amministrative (spese per il personale e altre spese amministrative)
    • Voce 180 Rettifiche /riprese di valore nette su attività materiali
    • Voce 190 Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali

Utile prima delle imposte

    • Risultato operativo
    • Voce 170 Accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri
    • Voce 130 Rettifiche di valore nette per rischio di credito (al netto di quelle iscritte nel margine servizi)
    • Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni
    • Voce 190 Altri oneri/proventi di gestione (solo componenti di natura straordinaria sbilancio sopravvenienze)
    • Voce 220 Utili (perdite) delle partecipazioni
    • Voce 230 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali
    • Voce 240 Rettifiche di valore dell'avviamento
    • Voce 250 Utili/perdite da cessione di investimenti
    • Voce 290 Utili/perdite delle attività operative cessate al netto delle imposte

Elenco delle partecipazioni (in euro)

Numero % sul Capitale Valore
Sede azioni/quote capitale sociale sociale di bilancio
Società controllate
Credem Euromobiliare Private Banking
spa
Reggio Emilia 9.800.000 100,000 60.760.000 71.843.727
Euromobiliare Fiduciaria spa Milano 140.000 100,000 700.000 945.125
Euromobiliare Advisory SIM spa Milano 1.000.000 100,00 1.000.000 1.110.571
Magazzini Generali delle Tagliate spa Quattro Castella
(RE)
300.000 100,000 1.500.000 1.549.371
Credemvita spa Reggio Emilia 23.565.900 100,000 121.600.044 141.074.389
Credemtel spa Reggio Emilia 5.500 100,000 2.840.530 4.248.225
Avvera spa Reggio Emilia 38.200.000 100,00 38.200.000 37.852.259
Euromobiliare A.M. SGR spa Milano 125.000 100,00 6.456.250 19.064.962
Credemleasing spa Reggio Emilia 26.375 99,905 68.164.800 68.131.260
Credemfactor spa Reggio Emilia 52.470 99,000 27.401.000 27.121.613
Credem Private Equity SGR spa Reggio Emilia 2.100.000 87,500 2.400.000 2.264.000
Credem CB srl Conegliano 7.000 70,000 10.000 9.359
375.214.861
Società collegate
Credemassicurazioni spa Reggio Emilia 1.366.000 50,000 14.097.120 10.629.846
10.629.846
Totale 385.844.707

Partecipazioni di minoranza detenute nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" (in euro)

Numero % sul Valore Valore
Sede azioni/quote capitale
sociale
nominale di bilancio
S.I.F.A.R. srl Reggio Emilia 21.578 19,896 21.578 61.188
Serv. Int. srl Napoli 13.770 15,000 13.770 13.944
Emilia SPV srl Conegliano (TV) 1.000 10,000 1.000 1.000
Immobiliare Oasi nel Parco srl Milano 97.300 9,730 97.300 762.040
Reggio Emilia Fiere srl Reggio Emilia 413.383 8,192 413.383 -
Cherry Bank spa Padova 4.439.000 4,873 2.175.110 824.262
S.I. Pro spa Ferrara 4.226 4,272 212.273 324.211
Fraer Leasing spa Bologna 73.358 4,029 387.527 4.946.205
C.B.I. Consorzio Roma 16.716 3,632 33.432 4.530
Bancomat spa Roma 71.334 1,691 356.670 748.232
CA.RI.CE.SE. srl Casalecchio di Reno 41.000 1,395 20.910 394.218
Abienergia Roma 1 1,316 1.000 1.000
Fondo Interbancario di Tutela Depositi Roma 3.821 0,868 3.821 3.821
Promem Sud-Est Spa Bari 10 0,617 3.711 4.348
Aeroporto di Reggio Emilia srl Reggio Emilia 1 0,439 17.487 13.942
Banca d'Italia Roma 900 0,300 22.500.000 22.500.000
Interporto Campano spa Napoli 29 0,272 74.886 -
Aeroporto "G. Marconi" di Bologna spa Bologna 67.272 0,186 67,27 519.340
Banca Popolare Puglia Basilicata Altamura 60.000 0,101 154.800 64.800
VISA Inc. Shs San Francisco 2.974 0,063 - 1.799.855
VISA Inc. Class A San Francisco 29.800 0,063 - 5.807.033
Nomisma spa Bologna 11.666 0,040 4.316 2.992
S.W.I.F.T. Bruxelles 39 0,035 4.875 444.608
Banca Popolare San Felice Sam Felice (Mo) 5.783 0,268 17.349 78.591
Totale 39.320.160

Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione

Informazioni ai sensi dell'art.149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob

Il prospetto, redatto ai sensi dell'art.149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob (delibera 11971), evidenzia i corrispettivi di competenza dell'esercizio 2022 per i servizi di revisione e per quelli diversi, resi dalla Società di revisione e da società appartenenti alla sua rete. Tali corrispettivi rappresentano i costi sostenuti ed iscritti in bilancio d'esercizio, al netto dei rimborsi spese e dell'IVA indetraibile (dati in migliaia di euro).

Tipologia di servizi Società che ha erogato il Servizio Compensi
Revisione contabile EY Spa 359
Servizi di Attestazione EY Spa 213
Altri Servizi EY Spa 29
Altri Servizi EY Advisory Spa 20
Totale 621

BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

INDICE

Credem Euromobiliare Private Banking spa
Euromobiliare Fiduciaria spa
Euromobiliare A.M. SGR spa
Credem Private Equity SGR spa
Credemleasing spa
Credemfactor spa
Magazzini Generali delle Tagliate spa
CredemVita spa
Credemtel spa
Avvera spa
Euromobiliare Advisory Sim spa
Credem CB srl
Sata srl
Blue Eye Solutions Srl

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

Credem Euromobiliare Private Banking spa

Via Emilia San Pietro,4

Reggio Emilia

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Lucio Igino Zanon di Valgiurata
Vice Presidente Stefano Pilastri
Consiglieri Massimo Arduini
Paola Bongini
Enrico Corradi
Giuliano Cassinadri
Nazzareno Gregori
Alessandro Merli
Stefano Morellini
Edoardo Prezioso

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Giulio Morandi
Sindaci effettivi Maurizio Bergomi
Adelio Bollini

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2022 31/12/2021
10. Cassa e disponibilità liquide 972.956.382 961.715.710
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: 529 174.953
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 529 174.953
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 16.326.359 108.142.990
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.185.259.690 829.990.665
a) crediti verso banche 401.575.892 38.882.764
b) crediti verso clientela 783.683.798 791.107.901
50. Derivati di copertura 18.582.615 2.351.700
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (3.354.636) (234.677)
70. Partecipazioni 341.000 341.000
80. Attività materiali 31.123.741 32.453.838
90. Attività immateriali 36.547.847 36.739.426
di cui avviamento 36.307.216 36.307.216
100. Attività fiscali 6.379.566 6.746.386
b) anticipate 6.379.566 6.746.386
120. Altre attività 49.174.608 43.340.087
Totale dell'attivo 2.313.337.7012. 2.021.762.078

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2022 31/12/2021
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.054.976.607 1.784.889.042
a) debiti verso banche 12.897.517 12.687.297
b) debiti verso clientela 2.042.079.090 1.772.201.745
40. Derivati di copertura 31.342.459 21.205.454
60. Passività fiscali 10.521.747 10.158.681
a) correnti 436.867 328.126
b) differite 10.084.880 9.830.555
80. Altre passività 51.109.646 49.755.929
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.332.486 1.713.888
100. Fondi per rischi e oneri: 17.398.827 19.047.282
a) impegni e garanzie rilasciate 1.981 1.621
c) altri fondi per rischi e oneri 17.396.846 19.045.661
110. Riserve da valutazione 208.796 906.334
140. Riserve 73.325.468 63.817.733
160. Capitale 60.760.000 60.760.000
180. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 12.361.665 9.507.735
Totale del passivo e del patrimonio netto 2.313.337.701 2.021.762.078

CONTO ECONOMICO

31/12/2022 31/12/2021
10. Interessi attivi e proventi assimilati 18.372.590 5.187.114
di cui interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 18.372.590 5.187.114
20. Interessi passivi e oneri assimilati (8.288.087) (5.727.993)
30.Margine d'interesse 10.084.503 (540.879)
40. Commissioni attive 117.203.273 128.897.878
50. Commissioni passive (52.574.391) (60.146.622)
60.Commissioni nette 64.628.882 68.751.256
80.Risultato netto dell'attività di negoziazione 136.144 92.507
90.Risultato netto dell'attività di copertura (173.324) (115.036)
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 962.165 652.056
complessiva
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
962.165 652.056
120.Margine di intermediazione 78.638.370 68.839.904
130. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (29.603) 197.094
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (69.662) 177.803
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 40.059 19.291
140.Utili/Perite da modifiche contrattuali senza cancellazioni - (39)
150.Risultato netto della gestione finanziaria 75.608.767 69.036.959
160. Spese amministrative: (75.546.912) (70.467.599)
a) spese per il personale (34.620.561) (31.253.933)
b) altre spese amministrative (40.926.351) (39.213.666)
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 7.628 (1.906.476)
a) impegni e garanzie rilasciate (360) 686
b) altri accantonamenti netti 7.988 (1.907.162)
180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (4.012.368) (4.004.471)
190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (227.680) (218.228)
200. Altri oneri/proventi di gestione 22.182.308 21.079.902
210. Costi operativi (57.597.024) (55.516.872)
250. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 1.163 1.147
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 18.012.906 13.521.234
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (5.651.241) (4.013.499)
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 12.361.665 9.507.735
300. Utile (Perdita) d'esercizio 12.361.665 9.507.735

Euromobiliare Fiduciaria Spa

Corso Monforte, 34

Milano

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Enrico Corradi
Vice Presidente Paolo Magnani
Consiglieri Matteo Benetti

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Maurizio Bergomi
Sindaci effettivi Giulio Morandi
Maria Paglia

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2022 31/12/2021
Attività immateriali
- Attività immateriali a vita definita - 354
Attività materiali
- Immobili, impianti e macchinari 332.268 339.377
Altre attività non correnti
- Attività finanziarie 2.976.671 2.945.694
- Attività per imposte anticipate 20.150 30.006
Totale Attività non correnti 3.329.089 3.315.431
Attività correnti
Crediti commerciali 393.074 414.702
Crediti tributari 953.434 884.205
Attività finanziarie
Altri crediti correnti 32.529 51.199
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 1.029.676 1.086.801
Totale attività correnti 2.408.713 2.436.907
Totale dell'attivo 5.737.802 5.752.338

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2022 31/12/2021
Patrimonio netto
Capitale 700.000 700.000
Riserva legale 140.000 140.000
Altre reserve 3.268.227 3.117.933
Utile (perdita) dell'esercizio 54.314 142.505
Totale patrimonio netto 4.162.541 4.100.438
Passitivà non correnti
TFR e altri fondi relative al personale 12.138 150.117
Fondo imposte differite 2.627 2.629
Totale passività non correnti 14.765 152.746
Passività correnti
Debiti commerciali 366.237 257.873
Debiti vari ed altre passività 1.131.297 1.142.789
Altri fondi relativi al personale 62.962 88.597
Debiti per imposte sul reddito - 9.895
Totale passività correnti 1.560.497 1.499.154
Totale passività 1.575.261 1.651.900
Totale del passivo e del patrimonio netto 5.737.802 5.752.338

CONTO ECONOMICO

31/12/2022 31/12/2021
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 1.278.206 1.357.476
Altri proventi 698.560 621.722
Totale ricavi e proventi operativi 1.976.766 1.979.198
Acquisti di materiali e servizi esterni (716.909) (697.450)
Costi del personale (952.103) (801.691)
Altri costi operativi (247.465) (252.720)
Risultato operativo (EBITDA) 60.290 227.337
Ammortamenti (39.123) (53.241)
Risultato lordo di gestione (EBIT) 21.167 174.096
Proventi finanziari 36.867 14.280
Oneri finanziari (4.266) (8.862)
Risultato prima delle imposte 53.768 179.515
Imposte sul reddito dell'esercizio 546 (37.010)
Utile netto dell'esercizio 54.314 142.505

Euromobiliare Asset Management SGR Spa

Corso Monforte, 34

Milano

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Claudio Zara
Vice Presidente Paolo Magnani
Consiglieri Elisabetta Gualandri
Caterina Maramotti
Guido Ottolenghi
Giorgio Semino

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Paolo Giaroli
Sindaci effettivi Maurizio Bergomi
Maria Paglia

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2022 31/12/2021
10. Cassa e disponibilità liquide 83.185.677 81.218.320
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 562.495 512.176
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 562.495 512.176
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 21.983.244 28.183.382
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 180.741.650 182.306.230
80. Attività materiali 2.563.225 2.638.355
90. Attività immateriali 106.403 229.587
di cui avviamento - -
100. Attività fiscali 13.959.879 1.387.316
a) correnti 12.782.344 2.450
b) anticipate 1.177.535 1.384.866
120. Altre attività 1.293.272 798.394
Totale dell'attivo 304.395.845 297.273.759

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2022 31/12/2021
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 13.227.404 19.415.645
a) debiti 13.227.404 19.415.645
60. Passività fiscali 96.587 2.546.244
a) correnti - 2.328.982
b) differite 96.587 217.262
80. Altre passività 4.401.800 17.226.524
90. Trattamento di fine rapporto del personale 58.234 72.984
100. Fondi per rischi e oneri 1.258.404 1.707.711
c) altri fondi per rischi ed oneri 1.258.404 1.707.711
110. Capitale 6.456.250 6.456.250
140. Sovrapprezzi di emissione 413.166 413.166
150. Riserve 248.789.419 189.157.531
160. Riserve da valutazione 272.850 645.815
170. Utile (Perdita) d'esercizio 29.421.731 59.621.887
Totale del passivo e del patrimonio netto 304.395.845 297.273.759

CONTO ECONOMICO

31/12/2022 31/12/2021
204.075.760 259.929.258
(146.781.457) (159.364.278)
57.294.303 100.564.980
989.078 227.336
(27.457) (127.964)
(1.552) 89.441
(1.552) 89.441
(18.995) 19.109
(18.995) 19.109
58.235.378 100.772.901
(81.124) (346.729)
(96.422) (307.699)
15.298 (39.030)
58.154.254 100.426.172
(17.441.427) (16.320.788)
(7.319.957) (7.517.030)
(10.121.469) (8.803.758)
(328.289) (285.457)
(123.183) (153.162)
107.568 133.170
(17.785.331) (16.626.236)
(80) (4.351)
(40.368.843) 83.795.584
(10.947.112) (24.173.697)
29.421.731 59.621.887
29.421.731 59.621.887

Credem Private Equity Spa

Via Che Guevara, 4/A

Reggio Emilia

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Enrico Corradi
Vice Presidente Lucio Zanon di Valgiurata
Amministratori Delegati Maurizio Esposito
Daniele Molinaro
Consiglieri Roberto Catellani
Laura Iris Ferro
Paolo Magnani
Giorgio Semino
Claudio Zara

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Gianni Tanturli
Sindaci effettivi Paolo Giaroli
Giuseppe Piroli

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2022 31/12/2021
10. Cassa e disponibilità liquide 6.557.532 6.201.652
b) Conti correnti e depositi a vista presso banche 6.557.532 6.201.652
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 1.729.159 1.859.212
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 1.729.159 1.859.212
80. Attività materiali 174.479 209.197
100. Attività fiscali 8.743 9.742
a) correnti 2.751 -
b) anticipate 5.992 9.742
120. Altre attività 51.311 22.413
Totale dell'attivo 8.521.224 8.302.216

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2022 31/12/2021
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 230.013 256.036
a) debiti 230.013 256.036
60. Passività fiscali - 27.143
a)
Correnti
- 27.143
80. Altre passività 139.175 392.499
90. Trattamento di fine rapporto del personale 78.120 85.714
100. Fondi per rischi e oneri: 2.870 2.811
c) altri fondi per rischi e oneri 2.870 2.811
110. Capitale 2.400.000 2.400.000
150. Riserve 5.153.765 4.593.770
160. Riserve da valutazione (4.380) (15.752)
170. Utile (Perdita) d'esercizio 521.661 559.995
Totale del passivo e del patrimonio netto 8.521.224 8.302.216

CONTO ECONOMICO

31/12/2022 31/12/2021
10. Commissioni attive 4.713.889 3.726.575
20. Commissioni passive (2.626.891) (1.901.351)
30. Commissioni nette 2.086.998 1.825.224
50. Interessi attivi e proventi assimilati 7148 668
60. Interessi passivi e oneri assimilati (2.300) (2.493)
100. Risultato netto delle altre attività e delle passività finanziarie valutate al fair
value con impatto a conto economico
(113.357) (13.500)
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (113.357) (13.500)
110. Margine di intermediazione 1.972.055 1.809.899
130. Risultato netto della gestione finanziaria 1.972.055 1.809.899
140. Spese amministrative: (1.253.572) (1.179.559)
a) spese per il personale (571.241) (519.653)
b) altre spese amministrative (682.331) (659.906)
160. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (39.253) (37.644)
180. Altri oneri e proventi di gestione 73.756 201.363
190. Costi operativi (1.219.069) (1.015.840)
240. Utile (perdita) dell'attività corrente al lordo delle imposte 752.986 794.059
250. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (231.325) (234.064)
260. Utile (perdita) dell'attività corrente al netto delle imposte 521.661 559.995
280. Utile (Perdita) d'esercizio 521.661 559.995

Credemleasing Spa

Via Mirabello, 2

Reggio Emilia

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Ivan Damiano
Vice Presidenti Angelo Campani
Roberto Catellani
Consiglieri
Paolo Benatti
Fabrizio Corradi
Roberto Macchi
Edoardo Prezioso
Luca Tadolini

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Giulio Morandi
Sindaci effettivi Alberto Artemio Galaverni
Maria Paglia

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2022 31/12/2021
10. Cassa e disponibilità liquide 166.606 223.128
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 383.574 474.363
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 3.194.079.866 3.030.794.105
a) crediti verso banche 205.788 243.112
b) crediti verso società finanziarie 32.246.925 29.855.045
c) crediti verso clientela 3.161.627.153 3.000.695.948
50. Derivati di copertura 3.625.762 -
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) (3.627.099) 1.678.390
70. Partecipazioni 273.956 273.956
80. Attività materiali 1.335.286 1.311.191
90. Attività immateriali 2.944.059 2.829.788
di cui avviamento: - -
100. Attività fiscali 5.017.642 5.838.668
a) correnti - -
b) anticipate 5.017.642 5.838.668
120. Altre attività 56.057.650 51.499.969
Totale dell'attivo 3.260.257.302 3.094.923.558

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2022 31/12/2021
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.887.597.532 2.743.524.998
a) debiti 2.887.597.532 2.743.524.998
40. Derivati di copertura - 1.718.082
60. Passività fiscali 1.605.361 1.462.890
a) correnti 1.605.261 1.462.890
b) differite 100 -
80. Altre passività 85.225.558 91.811.142
90. Trattamento di fine rapporto del personale 609.977 816.805
100. Fondi per rischi e oneri: 1.898.239 3.086.328
a) impieghi e garanzie rilasciate 32.262 39.144
b) quiescenza e obblighi simili 81.010 96.295
c) altri fondi per rischi e oneri 1.784.967 2.950.889
110. Capitale 68.164.800 68.164.800
150. Riserve 184.013.568 157.933.724
160. Riserve da valutazione 401.360 324.945
170. Utile (Perdita) d'esercizio 30.740.907 26.079.844
Totale del passivo e del patrimonio netto 3.260.257.302 3.094.923.558

CONTO ECONOMICO

31/12/2022 31/12/2021
10. Interessi attivi e proventi assimilati 68.021.080 56.586.886
di cui interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 68.021.080 56.586.886
20. Interessi passivi e oneri assimilati (12.801.876) (3.325.407)
30. Margine d'interesse 55.219.204 53.261.479
40. Commissioni attive 15.578.316 13.312.024
50. Commissioni passive (7.690.706) (7.261.132)
60. Commissioni nette 7.887.610 6.050.892
90. Risultato netto dell'attività di copertura (28.923) (17.680)
120. Margine di intermediazione 63.077.891 59.294.691
130.Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: 902.379 (2.453.963)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 902.379 (2.453.963)
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (1.798) 1.487
150. Risultato netto della gestione finanziaria 63.978.472 56.842.215
160. Spese amministrative: (17.520.365) (15.988.076)
a) spese per il personale (10.772.085) (10.009.258)
b) altre spese amministrative (6.748.280) (5.978.818)
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 1.174.443 (449.566)
a) per rischio di credito relativo a impegni e garanzie rilasciate 6.882 29.794
b) altri accantonamenti netti 1.167.561 (479.360)
180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (374.780) (379.005)
190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (888.033) (774.392)
200. Altri oneri/proventi di gestione (286.127) 53.020
210. Costi operativi (17.894.862) (17.538.019)
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 46.083.610 39.304.196
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (15.342.703) (13.224.352)
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 30.740.907 26.079.844
300. Utile (Perdita) d'esercizio 30.740.907 26.079.844

Credemfactor Spa

Via Che Guevara, 4/B

Reggio Emilia

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Giuseppe Pallotta
Vice Presidente Angelo Campani
Consiglieri Corrado Biuso
Giancarlo Caroli
Roberto Catellani
Maurizio Giglioli
Caterina Maramotti

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Maurizio Bergomi
Sindaci effettivi Alberto Artemio Galaverni
Paolo Giaroli

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2022 31/12/2021
10. Cassa e disponibilità liquide 16.230.541 957.739
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.575.660.341 1.318.771.365
a) crediti verso banche 35.721.595 25.877.035
b) crediti verso società finanziarie 4.162.322 2.348.868
c) crediti verso clientela 1.535.776.424 1.290.545.462
80. Attività materiali 721.658 903.156
90. Attività immateriali 1.556.968 1.678.349
di cui avviamento - -
100. Attività fiscali 1.808.311 1.863.199
a) correnti - -
b) anticipate 1.808.311 1.863.199
120. Altre attività 4.410.231 8.124.491
Totale dell'attivo 1.600.388.050 1.332.298.299

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2022 31/12/2021
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.454.571.551 1.215.848.052
a) debiti 1.454.571.551 1.215.848.052
60. Passività fiscali 1.484.251 388.073
a) correnti 1.456.147 371.068
b) differite 28.104 17.005
80. Altre passività 39.655.052 21.834.952
90. Trattamento di fine rapporto del personale 629.413 742.088
100. Fondi per rischi e oneri: 1.134.762 973.444
c) altri fondi per rischi e oneri 1.134.762 973.444
110. Capitale 27.401.000 27.401.000
150. Riserve 65.133.408 56.989.898
160. Riserve da valutazione 75.780 (22.718)
170. Utile (Perdita) d'esercizio 10.302.833 8.143.510
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.600.388.050 1.332.298.299

CONTO ECONOMICO

31/12/2022 31/12/2021
10. Interessi attivi e proventi assimilati 18.600.411 12.308.921
di cui: interessi attivi calcolati col metodo dell'interesse effettivo 18.600.411 12.308.921
20. Interessi passivi e oneri assimilati (3.110.054) (31.262)
30. Margine d'interesse 15.490.357 12.277.759
40. Commissioni attive 16.409.598 13.720.986
50. Commissioni passive (4.902.014) (3.893.601)
60. Commissioni nette 11.507.584 9.827.385
80.Risultato netto dell'attività di negoziazione 5.657 5.703
120. Margine di intermediazione 27.003.598 22.110.847
130.Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (32.393) (856.151)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (32.393) (856.151)
150. Risultato netto della gestione finanziaria 26.971.205 22.966.998
160. Spese amministrative: (11.222.301) (10.828.473)
a) spese per il personale (7.826.374) (7.522.637)
b) altre spese amministrative (3.395.927) (3.305.836)
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (55.608) 180.517
b) altri accantonamenti netti (55.608) 180.517
180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (367.588) (365.517)
190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (387.141) (291.928)
200. Altri oneri/proventi di gestione 402.921 138.391
210. Costi operativi (11.629.717) (11.167.010)
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 15.341.488 11.799.988
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (5.038.655) (3.656.478)
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 10.302.833 8.143.510
300. Utile (Perdita) d'esercizio 10.302.833 8.143.510

Magazzini Generali delle Tagliate Spa

Via Togliatti, 35/1

Montecavolo di Quattro Castella (RE)

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Roberto Catellani
Amministratore Delegato Roberto Frignani
Consiglieri Giovanni Crotti
Alessandro Denti
Guido Rocca
Paolo Tadolini

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Giulio Morandi

Sindaci effettivi Eugenio Menozzi Alberto Artemio Galaverni

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2022 31/12/2021
Attività non correnti
Attività immateriali 450.223 472.520
- Avviamento 293.455 293.455
- Attività immateriali a vita definita 156.768 179.065
Attività materiali 26.733.265 26.774.371
- Immobili, impianti e macchinari 26.724.004 26.773.397
- Diritto d'uso acquisti con leasing 9.261 974
Altre attività non correnti 2.052.315 2.194.335
- Partecipazioni 64.550 64.550
- Attività per imposte anticipate 111.660 176.534
- Altre attività non correnti 1.876.105 1.953.251
Totale Attività non correnti 29.235.803 29.441.226
Attività correnti
Crediti commerciali 1.251.974 794.745
Crediti tributari 54.514 53.661
Altri crediti correnti 296.313 409.122
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 1.803.934 1.494.445
Totale attività correnti 3.406.735 2.751.973
Totale dell'attivo 32.642.538 32.193.199

STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2022 31/12/2021
Patrimonio netto
Capitale 1.500.000 1.500.000
Riserva legale 452.076 452.076
Riserva di rivalutazione 10.854.312 10.854.312
Altre reserve 13.223.679 12.268.719
Utile (perdita) dell'esercizio 694.889 843.810
Totale patrimonio netto 26.724.956 25.918.917
Passitivà non correnti
TFR e altri fondi relative al personale 664.399 942.593
Fondo imposte differite 91.386 91.307
Fondo rischi e oneri 167.817 -
Debiti vari e altre passività non correnti 1.908.473 1.977.720
Passività finanziarie non correnti oltre 12 mesi 1.875.598 1.952.745
Debito per leasing non correnti oltre 12 mesi 4.836 -
Totale passività non correnti 4.712.509 4.964.365
Passività correnti
Passività finanziarie correnti entro 12 mesi 77.147 75.371
Debiti commerciali 608.832 849.050
Debiti vari ed altre passività 335.656 384.941
Debiti imposte e tasse dell'Esercizio 178.974 -
Debito per leasing correnti entro 12 mesi 4.464 555
Totale passività correnti 1.205.073 1.309.917
Totale passività 5.917.582 6.274.282
Totale del passivo e del patrimonio netto 32.642.538 32.193.199

CONTO ECONOMICO

31/12/2022 31/12/2021
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 5.301.752 5.113.852
Altri proventi 410.062 377.537
Totale ricavi e proventi operativi 5.711.814 5.491.389
Acquisti di materiali e servizi esterni (1.360.389) (1.198.004)
Costi del personale (2.050.425) (2.072.519)
Altri costi operativi (196.921) (173.566)
Risultato operativo (EBITDA) 2.104.079 2.047.300
Ammortamenti (1.153.279) (1.129.759)
Plusvalenze/minusvalenze da realizzo di attività non correnti (260) (14.282)
Risultato lordo di gestione (EBIT) 950.540 903.259
Proventi finanziari 55.830 50.318
Oneri finanziari (49.173) (51.301)
Risultato prima delle imposte 957.197 902.276
Imposte sul reddito dell'esercizio (262.308) (58.466)
Utile netto dell'esercizio 694.889 843.810

Credemvita Spa

Via Luigi Sani, 1

Reggio Emilia

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Stefano Morellini
Vice Presidente Paolo Magnani
Consiglieri Paolo Chiussi
Giorgia Fontanesi
Gabriele Minotti
Anna Spaggiari

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Gianni Tanturli
Sindaci effettivi Torquato Bonilauri
Giulio Morandi

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2022 31/12/2021
B. Attività immateriali 11.984.793 12.543.662
C. Investimenti 4.576.318.944 4.324.921.167
D. Investimenti a beneficio di assicurati dei rami vita i quali ne sopportano il rischio e
derivanti dalla gestione dei fondi pensione
3.906.971.325 4.410.163.404
D.bis Riserve tecniche a carico di riassicuratori 18.346.965 17.489.415
E. Crediti 197.527.855 191.947.852
F. Altri elementi dell'attivo 135.165.800 223.287.518
G. Ratei e risconti 28.201.520 23.056.744
Totale dell'attivo 8.874.517.202 9.203.409.762

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2022 31/12/2021
A. Patrimonio netto 332.366.735 330.546.699
B. Passività subordinate 106.075.404 105.900.386
C. Riserve tecniche 4.439.707.529 4.255.283.619
D. Riserve tecniche allorché il rischio dell'investimento è sopportato dagli assicurati e
riserve derivanti dalla gestione dei fondi pensione
3.906.803.619 4.409.399.357
E. Fondi per rischi e oneri 105.251 105.251
G. Debiti e altre passività 86.104.204 98.909.409
H. Ratei e risconti 3.354.460 3.265.041
Totale del passivo 8.874.517.202 9.203.409.762

CONTO ECONOMICO

31/12/2022 31/12/2021
Conto Tecnico
1.
Premi dell'esercizio, al netto delle cessioni in riassicurazione
1.015.078.063 1.329.566.707
2.
Proventi da investimenti
130.958.244 141.567.325
3 . Proventi e plusvalenze non realizzate relativi a investimenti a beneficio di
assicurati i quali ne sopportano il rischio ed a investimenti derivanti dalla
gestione fondi pensione
46.415.607 325.132.189
4.
Altri proventi tecnici, al netto delle cessioni in riassicurazione
14.435.545 16.051.759
5.
Oneri relativi a sinistri, al netto delle cessioni in riassicurazione
(775.838.922) (679.873.018)
6.
Variazione delle riserve matematiche e delle altre riserve tecniche, al
netto delle cessioni di riassicurazione
324.991.250 (881.220.885)
7.
Ristorni e partecipazioni agli utili, al netto delle cessioni in riassicurazione
- -
8.
Spese di gestione
(22.652.130) (16.457.041)
9.
Oneri patrimoniali e finanziari
(90.382.583) (57.349.759)
10.
Oneri patrimoniali e finanziari e minusvalenze non realizzate relativi a
investimenti a beneficio di assicurati i quali ne sopportano il rischio e a
investimenti derivanti dalla gestione dei fondi pensione
(580.520.272) (68.966.280)
11.
Altri oneri tecnici, al netto delle cessioni in riassicurazione
(53.372.866) (55.204.238)
12.
Quota dell'utile degli investimenti trasferita al conto non tecnico
(3.723.415) (7.738.329)
13.
Risultato del conto tecnico dei rami vita
5.388.521 45.508.430
Conto non tecnico
2.
Risultato del conto tecnico dei rami vita
5.388.521 45.508.430
4
Quota dell'utile degli investimenti trasferita al conto tecnico dei rami vita
3.723.415 7.738.328
7 . Altri proventi 1.543.318 1.317.010
8. Altri oneri (7.326.343) (6.697.881)
9. Risultato dell'attività ordinaria 3.328.911 47.865.887
10. Proventi straordinari 108.416 84.163
11. Oneri straordinari (399.625) (556.971)
12. Risultato dell'attività straordinaria (291.209) (472.808)
13. Risultato prima delle imposte 3.037.702 47.393.079
14. Imposte sul reddito dell'esercizio (1.217.666) (14.510.128)
15. Utile (Perdita) d'esercizio 1.820.036 32.882.951

Credemtel Spa

Via Togliatti, 36/1

Montecavolo di Quattro Castella (RE)

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Nazzareno Gregori
Vice Presidente Francesco Reggiani
Consiglieri Angelo Campani
Ettore Corsi
Antonio Farini
Piergiorgio Grossi
Mauro Torelli

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Gianni Tanturli
Sindaci effettivi Maria Domenica Costetti
Paolo Giaroli

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2022 31/12/2021
Attività non correnti
Attività immateriali
- Avviamento 2.184.956 2.184.956
- Attività immateriali a vita definita 11.099.293 9.194.535
Attività materiali
- Immobili, impianti e macchinari 466.667 522.574
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.341.686 1.414.958
Altre attività non correnti
- Partecipazioni 6.143.844 4.961.344
- Attività finanziarie - 462.500
- Attività per imposte anticipate 892.159 1.039.889
- Altre attività non correnti 994.124 1.046.196
Totale Attività non correnti 23.122.729 20.826.952
Attività correnti
Crediti commerciali 10.907.747 10.285.087
Crediti Tributari 6.647 5.232
Attività Finanziarie 4.083.171 4.091.740
Altri crediti correnti 494.088 258.808
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 13.611.463 11.397.229
Totale attività correnti 29.103.116 26.038.096
Totale dell'attivo 52.225.845 46.865.048

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2022 31/12/2021
Patrimonio netto
Capitale 2.840.530 2.840.530
Riserva legale 568.106 568.106
Altre reserve 32.106.532 26.278.014
Utile (perdita) dell'esercizio 5.658.382 5.619.669
Totale patrimonio netto 41.173.550 35.306.319
Passitivà non correnti
TFR e altri fondi relative al personale 1.297.181 1.738.746
Fondo imposte differite 130.476 109.211
Fondo per rischi e oneri 1.590.281 1.523.083
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.164.294 1.243.438
Totale passività non correnti 4.182.232 4.614.478
Passività correnti
Debiti commerciali 4.726.248 4.419.036
Debiti vari ed altre passività 1.918.133 2.296.650
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 205.041 189.260
Debiti per imposte sul reddito 20.641 39.305
Totale passività correnti 6.870.063 6.944.251
Totale passività 11.052.295 11.558.729
Totale del passivo e del patrimonio netto 52.225.845 46.865.048

CONTO ECONOMICO

31/12/2022 31/12/2021
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 31.896.280 29.532.659
Incrementi di Immobilizzazioni per lavori interni 1.460.784 1.248.316
Altri proventi 57.995 53.939
Totale ricavi e proventi operativi 33.415.059 30.834.914
Acquisti di materiali e servizi esterni (13.848.706) (12.614.486)
Costi del personale (9.203.635) (8.685.520)
Altri costi operativi (215.414) (179.329)
Risultato operativo (EBITDA) 10.147.304 9.355.579
Ammortamenti (2.810.499) (2.372.724)
Plusvalenze/minusvalenze da realizzo di attività non correnti - 308
Risultato lordo di gestione (EBIT) 7.336.805 6.938.163
Proventi finanziari 751.720 463.028
Oneri finanziari (281.234) (39.765)
Risultato prima delle imposte 7.807.291 7.406.426
Imposte sul reddito dell'esercizio (2.148.909) (1.786.757)
Utile netto dell'esercizio 5.658.382 5.619.669

Avvera Spa

Via Mirabello, 2

Reggio Emilia

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Claudio Zara
Vice Presidente Stefano Pilastri
Amministratore Delegato Lorenzo Montanari
Consiglieri Massimo Arduini
Giuliano Cassinadri
Roberto Catellani
Nazzareno Gregori
Stefano Morellini
Edoardo Prezioso
Giorgio Semino

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Maurizio Bergomi
Sindaci effettivi Paolo Giaroli
Maria Paglia

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2022 31/12/2021
10. Cassa e disponibilità liquide 62.723.557 61.943.015
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.585.330.435 870.830.562
a) crediti verso banche 3.494.893 3.253.732
b) crediti verso società finanziarie 2.213.392 1.014.733
c) crediti verso clientela 1.579.622.150 866.562.097
70. Partecipazioni 357.400 357.400
80. Attività materiali 2.973.193 2.762.064
90. Attività immateriali 10.800.762 9.593.191
di cui avviamento - -
100. Attività fiscali 1.822.926 1.385.780
b) anticipate 1.822.926 1.385.780
120. Altre attività 2.940.687 2.736.223
Totale dell'attivo 1.666.948.960 949.608.235

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2022 31/12/2021
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.558.394.571 858.169.360
a) debiti 1.558.394.571 858.169.360
60. Passività fiscali 2.168.289 733.775
a) correnti 2.141.629 732.719
b) differite 26.660 1.056
80. Altre passività 15.485.171 13.192.513
90. Trattamento di fine rapporto del personale 314.258 349.653
100. Fondi per rischi e oneri: 6.230.602 4.545.177
c) altri fondi per rischi e oneri 6.230.602 4.545.177
110. Capitale 38.200.000 38.200.000
150. Riserve 34.416.542 27.355.288
160. Riserve da valutazione 79.073 1.215
170. Utile (Perdita) d'esercizio 11.660.454 7.061.254
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.666.948.960 949.608.235

CONTO ECONOMICO

31/12/2022 31/12/2021
10. Interessi attivi e proventi assimilati 33.822.931 16.876.627
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 33.822.931 16.876.627
20. Interessi passivi e oneri assimilati (11.069.578) (2.784.580)
30. Margine d'interesse 22.753.353 14.092.047
40. Commissioni attive 45.347.959 37.479.111
50. Commissioni passive (14.304.162) (15.831.604)
60. Commissioni nette 31.043.797 21.647.507
100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: - -
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività compl. - -
120. Margine di intermediazione 53.797.150 35.739.554
130.Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: (8.022.489) (3.044.140)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (8.022.489) (3.044.140)
b) attività finanziarie valutate al fair value con imp.sulla redditività compl. - -
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (84) -
150. Risultato netto della gestione finanziaria 45.774.577 32.695.414
160. Spese amministrative: (24.701.723) (19.095.221)
a) spese per il personale (12.384.374) (10.994.552)
b) altre spese amministrative (12.317.349) (8.100.669)
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (1.309.429) (1.425.361)
b) altri accantonamenti netti (1.309.429) (1.425.361)
180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (383.373) (423.950)
190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (2.930.992) (2.144.018)
200. Altri oneri/proventi di gestione 809.395 575.684
210. Costi operativi (28.516.122) (22.512.866)
250. Utili (Perdite) da cessione investimenti - -
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 17.258.455 10.182.548
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (5.598.001) (3.121.294)
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 11.660.454 7.061.254
300. Utile (Perdita) d'esercizio 11.660.454 7.061.254

Euromobiliare Advisory Sim Spa

Corso Monforte, 34

Milano

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Lucio Igino Zanon di Valgiurata
Vice Presidente Paolo Magnani
Consiglieri Matteo Benetti
Paolo Chiussi
Claudia Ferraguti
Vittorio Palazzi Trivelli

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Maurizio Bergomi
Sindaci effettivi Giulio Morandi
Vittorio Guidetti

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2022 31/12/2021
10. Cassa e disponibilità liquide 19.127.766 26.651.159
a) cassa 354 370
b) correnti 19.127.412 26.650.789
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 15.703.220 9.436.003
a) crediti verso banche 5.575.625 8.886.156
b) crediti verso società finanziarie 162.224 273.694
c) crediti verso clientela 9.965.371 276.153
80. Attività materiali 1.988.384 2.183.566
90. Attività immateriali 350.058 454.371
di cui avviamento - -
100. Attività fiscali 2.233.797 431.039
a) correnti 1.923.357 -
b) anticipate 310.440 431.039
120. Altre attività 1.356.849 720.925
Totale dell'attivo 40.760.074 39.877.063

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2022 31/12/2021
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.923.407 2.142.032
a) debiti 1.923.407 1.928.872
b) Titoli in circolazione 213.160
60. Passività fiscali 4.801 247.591
a) correnti - 247.591
b) differite 4.801 -
80. Altre passività 2.028.517 3.237.846
90. Trattamento di fine rapporto del personale 302.815 390.625
100. Fondi per rischi e oneri: 962.399 1.369.193
c) altri fondi rischi e oneri 962.399 1.369.193
110. Capitale 1.000.000 1.000.000
150. Riserve 31.516.562 24.136.752
160. Riserve da valutazione 15.202 (26.785)
170. Utile (Perdita) d'esercizio 3.006.371 7.379.810
Totale del passivo e del patrimonio netto 40.760.074 39.877.063

CONTO ECONOMICO

31/12/2022 31/12/2021
30. Utile/Perdita da cessione o riacquisto di: -
b) attività finanziarie valutate al FV con impatto sulla redd. compl. -
50. Commissioni attive 14.775.425 20.554.035
60. Commissioni passive (105.476) (138.830)
70. Interessi attivi e proventi assimilati 67.074 2.177
80. Interessi passivi e oneri assimilati (29.242) (31.591)
110. Margine di intermediazione 14.707.781 20.385.790
120. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di:
a) attività finanziarie valutate
al costo ammortizzato
(23.831)
130. Risultato netto della gestione finanziaria 14.683.950 20.385.790
140. Spese amministrative: (11.218.301) (11.049.309)
a) spese per il personale (6.311.414) (7.071.288)
b) altre spese amministrative (4.906.887) (3.978.021)
160. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (282.158) (269.984)
170. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (199.661) (256.663)
180. Altri oneri/proventi di gestione 1.178.028 1.367.988
190. Costi operativi (10.522.092) (10.207.968)
230. Utile (Perdite) da cessione investimenti (987) (367)
240. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 4.160.871 10.177.456
250. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (1.154.500) (2.797.646)
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 3.006.371 7.379.810
280. Utile (Perdita) d'esercizio 3.006.371 7.379.810

Credem CB Srl

Via V. Alfieri, 1

Conegliano Veneto (TV)

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Paolo Gabriele

Consiglieri Daniele Morlini

Alessandro Stangalini

COLLEGIO SINDACALE non previsto

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2022 31/12/2021
60. Crediti 17.803 13.344
120. Attività fiscali 1.244 1.333
a) correnti 1.244 1.333
140. Altre attività 25.787 29.377
Totale dell'attivo 44.834 44.054

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2022 31/12/2021
70. Passività fiscali 700 652
a) correnti 700 652
90. Altre passività 32.001 31.269
120. Capitale 10.000 10.000
150. Sovrapprezzi di emissione 2.000 2.000
160. Riserve 133 133
Totale del passivo e del patrimonio netto 44.834 44.054

CONTO ECONOMICO

31/12/2022 31/12/2021
40. Commissioni passive (492) (421)
Commissioni nette (492) (421)
110. Spese amministrative: (97.839) (92.168)
a) spese per il personale (22.597) (22.414)
b) altre spese amministrative (75.242) (69.753)
160. Altri proventi/oneri di gestione 98.990 92.911
Risultato della gestione operativa 700 322
Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 700 322
190. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (700) (322)
Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte - -
Utile (Perdita) d'esercizio - -

S.A.T.A. APPLICAZIONE TECNOLOGIE AVANZATE SRL

Via Notari, 103

41126 Modena (MO)

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Flavio Bonfatti Consiglieri Enrico Baldisserri Giancarlo Caroli Gabriele Decò

Corrado Biuso

COLLEGIO SINDACALE

Sindaco Unico Paolo Giaroli

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2022 31/12/2021
Attività non correnti
Attività immateriali
- Attività immateriali a vita definita -
Attività materiali
- Immobili, impianti e macchinari 14.456 19.856
Altre attività non correnti
- Attività per imposte anticipate 10.095 -
- Altre attività non correnti 47.201 14.368
Totale Attività non correnti 71.752 34.224
Attività correnti
Crediti commerciali 642.127 714.827
Crediti Tributari 42.969 55.347
Altri crediti correnti 35.525 114.008
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 2.162.860 2.280.984
Totale attività correnti 2.883.481 3.165.166
Totale dell'attivo 2.955.233 3.199.390

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2022 31/12/2021
Patrimonio netto
Capitale 125.613 125.613
Riserva legale 30.938 30.938
Altre reserve 1.340.075 1.275.898
Utile (perdita) dell'esercizio 722.130 664.177
Totale patrimonio netto 2.218.756 2.096.626
Passitivà non correnti
TFR e altri fondi relative al personale 209.989 169.610
- Fondo per rischi e oneri 20.000 -
- Altre passività non correnti 53.553 100.306
Totale passività non correnti 283.542 269.916
Passività correnti
Debiti commerciali 115.959 174.770
Debiti vari ed altre passività 320.255 569.784
Debiti per imposte sul reddito 16.721 88.294
Totale passività correnti 452.935 832.848
Totale passività 736.477 1.102.764
Totale del passivo e del patrimonio netto 2.955.233 3.199.390

CONTO ECONOMICO

31/12/2022 31/12/2021
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 2.115.479 2.084.465
Altri proventi 227.798 164.263
Totale ricavi e proventi operativi 2.343.277 2.248.728
Acquisti di materiali e servizi esterni (584.997) (497.951)
Costi del personale (749.501) (800.996)
Altri costi operativi (9.184) (9.199)
Risultato operativo (EBITDA) 999.595 940.582
Ammortamenti (10.307) (6.017)
Risultato lordo di gestione (EBIT) 989.288 934.565
Proventi finanziari 816 21
Oneri finanziari (5.116) (4.454)
Risultato prima delle imposte 984.988 930.132
Imposte sul reddito dell'esercizio (262.858) (265.955)
Utile netto dell'esercizio 722.130 664.177

Blue Eye Solutions srl Strada della Fornace, 10 Località Basilicanova 43022 Montechiarugolo (PR)

Cariche sociali

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Giancarlo Caroli
Consiglieri Nicola Carnevali
Luca Bicchieri
Enrico Baldisserri
Francesco Pedrielli
Silvio Camuffo
Fausto Sabini

COLLEGIO SINDACALE

Presidente Mario De Lucchi

Sindaci effettivi Alessandra Savazzi

Alberto Peroni

STATO PATRIMONIALE

Voci dell'attivo 31/12/2022 31/12/2021
Attività non correnti
Attività immateriali
- Attività immateriali a vita definita 298.331 242.683
Attività materiali
- Immobili, impianti e macchinari 226.093 197.250
Altre attività non correnti 250 250
Totale Attività non correnti 524.674 440.183
Attività correnti
Crediti commerciali 952.297 694.582
Crediti Tributari 17.332 27.945
Altri crediti correnti 194.355 149.699
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 152.400 314.122
Totale attività correnti 1.316.384 1.186.348
Totale dell'attivo 1.841.058 1.626.531

segue: STATO PATRIMONIALE

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2022 31/12/2021
Patrimonio netto
Capitale 30.000 30.000
Riserva legale 9.000 6.000
Altre reserve 546.673 543.882
Utile (perdita) dell'esercizio 63.242 5.789
Totale patrimonio netto 648.915 585.671
Passitivà non correnti
TFR e altri fondi relative al personale 339.651 278.219
Totale passività non correnti 339.651 278.219
Passività correnti
Debiti commerciali 513.479 355.957
Debiti vari ed altre passività 315.582 406.684
Debiti per imposte sul reddito 23.431 -
Totale passività correnti 852.492 762.641
Totale passività 1.192.143 1.040.860
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.841.058 1.626.531

BILANCIO INDIVIDUALE – BILANCI DELLE SOCIETA' CONTROLLATE

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CONTO ECONOMICO

31/12/2022
31/12/2021
Ricavi delle vendite e delle prestazioni
2.922.899
2.421.717
Altri proventi
2.341
3.589
Totale ricavi e proventi operativi
2.925.240
Acquisti di materiali e servizi esterni
1.213.765
840.590
Costi del personale
1.458.997
1.428.071
Altri costi operativi
81.725
63.744
Risultato operativo (EBITDA)
170.753
Ammortamenti
70.006
67.147
Risultato lordo di gestione (EBIT)
100.747
Proventi finanziari
74
205
Oneri finanziari
1.357
1.908
Risultato prima delle imposte
99.464
Imposte sul reddito dell'esercizio
36.222
18.262
Utile netto dell'esercizio
63.242
2.425.306
92.901
25.754
24.051
5.789

ATTESTAZIONE DEL PRESIDENTE E DEL DIRIGENTE PREPOSTO

Attestazione del bilancio d'esercizio ai sensi dell'art. 81-ter del regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni

  1. I sottoscritti Lucio Igino Zanon di Valgiurata e Paolo Tommasini in qualità, rispettivamente, di Presidente e Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Credito Emiliano S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4. del decreto legislativo 24 febbraio 1998. n. 58:

· l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e

· l'effettiva applicazione

delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d'esercizio, nel corso dell'esercizio 2022.

  1. La valutazione dell'adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2022 è basata su norme e metodologie definite dalla Capogruppo Credito Emiliano S.p.A., in coerenza con il modello Internal control - Integrated Framework emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of Treadway Commission (COSO - ERM), che rappresenta un framework per il sistema di controllo interno generalmente accettato a livello internazionale.

La valutazione delle procedure di governo dell'IT viene effettuata facendo riferimento al Control Objective for Information and related Technologies (Cobit) sviluppato da Information System Audit and Control Association (ISACA).

  1. Si attesta, inoltre, che:

3.1 il bilancio d'esercizio:

  • a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
  • b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
  • c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente.

3.2 La relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui è esposto.

Reggio Emilia, 09 marzo 2023

II Presidente

Lucio Igino Zanon di Valgiurata

Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Paolo Tommasini

RELAZIONE DELLA SOCIETA' DI REVISIONE

Credito Emiliano S.p.A.

Bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2022

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

EY S.p.A. Via Meravigli, 12 20123 Milano

Tel: +39 02 722121 Fax: +39 02 722122037 ey.com

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

Agli Azionisti di Credito Emiliano S.p.A.

Relazione sulla revisione contabile del bilancio d'esercizio

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio d'esercizio di Credito Emiliano S.p.A. (la "Società"), costituito dallo stato patrimoniale al 31 dicembre 2022, dal conto economico, dal prospetto della redditività complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario per l'esercizio chiuso a tale data e dalla nota integrativa.

A nostro giudizio, il bilancio d'esercizio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria della Società al 31 dicembre 2022, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lg . 28 febbraio 2005, n. 38 e dell'art. 43 del D. Lgs. 18 agosto 2015, n. 136.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla Società in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio d'esercizio nel suo complesso; pertanto su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

Abbiamo identificato i seguenti aspetti chiave della revisione contabile:

EY S.p.A. Sede Legale: Via Meravigli, 12 – 20123 Milano Sede Secondaria: Via Lombardia, 31 – 00187 Roma Capitale Sociale Euro 2.525.000,00 i.v. Iscritta alla S.O. del Registro delle Imprese presso la CCIAA di Milano Monza Brianza Lodi Codice fiscale e numero di iscrizione 00434000584 - numero R.E.A. di Milano 606158 - P.IVA 00891231003 Iscritta al Registro Revisori Legali al n. 70945 Pubblicato sulla G.U. Suppl. 13 - IV Serie Speciale del 17/2/1998 Iscritta all'Albo Speciale delle società di revisione Consob al progressivo n. 2 delibera n.10831 del 16/7/1997

A member firm of Ernst & Young Global Limited

Classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela per finanziamenti

I crediti verso la clientela per finanziamenti, iscritti nella voce 40 b) dell'attivo del bilancio d'esercizio e valutati al costo ammortizzato, al 31 dicembre 2022 ammontano a 33.603 milioni di Euro e rappresentano il 61% circa del totale attivo dello stato patrimoniale.

Al 31 dicembre 2022 le rettifiche di valore nette per rischio di credito sui crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti e iscritte nel conto economico, voce 130. a), ammontano ad Euro 48 milioni.

Il processo di classificazione dei crediti verso la clientela per finanziamenti nelle diverse categorie di rischio e di valutazione degli stessi è rilevante per la revisione contabile sia perché il loro valore è significativo per il bilancio d'esercizio nel suo complesso, sia perché le relative rettifiche di valore sono determinate dagli amministratori attraverso l'utilizzo di stime che presentano un elevato grado di soggettività e complessità.

Tra queste ultime assumono particolare rilevanza l'identificazione delle obiettive evidenze di riduzione di valore del credito (impairment), la conseguente classificazione delle esposizioni nello Stage 3 (crediti deteriorati), nonché le stime dei flussi di cassa attesi anche in funzione del valore recuperabile delle garanzie acquisite.

Inoltre, per quanto concerne le previsioni di perdita di natura statistica, operate sui crediti verso la clientela per finanziamenti per i quali non sono state individuate obiettive evidenze di riduzione di valore, assumono particolare rilievo la determinazione dei parametri di misurazione dell'incremento significativo del rischio di credito rispetto alla data di iscrizione iniziale, la definizione dei modelli di calcolo delle perdite attese (expected credit losses – ECL), che comporta l'individuazione dell'esposizione al momento dell'inadempienza (EAD), la determinazione delle probabilità di default (PD) e della relativa perdita (LGD) stimate sia sulla base di informazioni di natura storico-statistica, sia di informazioni prospettiche (forward looking), anche di tipo macroeconomico.

Inoltre, i processi di classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti comportano la considerazione di specifici fattori volti a riflettere l'attuale contesto di incertezza sull'evoluzione del quadro macroeconomico.

L'informativa sulla classificazione e sulla valutazione dei crediti verso la clientela per finanziamenti è fornita nella Parte A, nella Parte B, nella Parte C e nella Parte E della nota integrativa.

Aspetto chiave Risposte di revisione

Le nostre procedure di revisione in risposta all'aspetto chiave hanno incluso, tra l'altro:

  • la comprensione delle policy aziendali, dei processi e dei controlli posti in essere dalla Società in relazione alla classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela per finanziamenti e lo svolgimento di procedure di conformità sui controlli ritenuti chiave, compresi quelli relativi ai presidi informatici, al fine di valutarne l'efficacia operativa;
  • lo svolgimento, su base campionaria, di procedure di validità finalizzate alla verifica delle corrette classificazione e valutazione delle esposizioni creditizie;
  • la comprensione, anche con il supporto di nostri esperti in tematiche di risk management e di sistemi informativi, della metodologia utilizzata in relazione alle valutazioni di tipo statistico e della ragionevolezza delle ipotesi adottate, nonché lo svolgimento di procedure di conformità e validità, finalizzate alla verifica dell'accurata determinazione dei parametri di EAD, PD e LGD rilevanti ai fini della determinazione delle rettifiche di valore;
  • la verifica su base campionaria, mediante analisi della documentazione a supporto, della contabilizzazione delle operazioni di cessione di crediti deteriorati effettuate nell'esercizio;
  • lo svolgimento di procedure di analisi comparativa del portafoglio dei crediti verso la clientela per finanziamenti e dei relativi livelli di copertura, con riferimento agli scostamenti maggiormente significativi rispetto all'esercizio precedente.

Infine, abbiamo esaminato l'adeguatezza dell'informativa resa in nota integrativa.

Impairment test dell'avviamento

L'avviamento è iscritto per 240 milioni di Euro nella voce 90 dell'attivo del bilancio d'esercizio ed è allocato alla cash generating unit (CGU) "Banking Commerciale". Come previsto dal principio contabile internazionale IAS 36 "Riduzione di valore delle attività", la Società sottopone almeno annualmente l'avviamento al procedimento di verifica del valore recuperabile (impairment test).

L'avviamento è rilevante per la revisione contabile sia perché l'ammontare è significativo per il bilancio d'esercizio nel suo complesso, sia perché il suddetto procedimento di verifica comporta da parte degli amministratori l'esercizio di una significativa discrezionalità nella scelta delle assunzioni e dei parametri, nell'ambito della metodologia selezionata, in quanto si tratta di variabili che possono risultare sensibili agli andamenti futuri dei mercati e degli scenari macroeconomici.

L'informativa relativa all'avviamento è riportata nella Parte A e nella Sezione 10 "Attività Immateriali" della Parte B della nota integrativa, che descrive anche i risultati delle analisi di sensitività effettuate dalla Direzione.

Aspetto chiave Risposte di revisione

Le nostre procedure di revisione in risposta all'aspetto chiave hanno incluso, tra l'altro:

  • la comprensione delle modalità di determinazione del valore recuperabile adottate, nell'ambito del processo di impairment test approvato dal Consiglio di Amministrazione della Società, e dei relativi controlli chiave;
  • l'analisi della ragionevolezza delle assunzioni e dei parametri utilizzati dagli amministratori per la predisposizione dell'impairment test e dei piani prospettici considerati nello stesso, anche alla luce degli effetti dell'evoluzione del contesto macroeconomico, nonché delle relative analisi di sensitività;
  • la discussione delle evidenze emerse dal confronto effettuato dalla Direzione tra i risultati consuntivati nell'esercizio 2022 e le corrispondenti previsioni di budget.

Nelle nostre verifiche ci siamo anche avvalsi dell'ausilio di nostri esperti in tecniche di valutazione d'azienda, in particolare con riferimento agli aspetti connessi all'accuratezza matematica dei calcoli, alla ragionevolezza delle assunzioni adottate dalla Direzione, ivi inclusi i piani prospettici, nonché alle analisi di sensitività sulle assunzioni chiave.

Infine, abbiamo esaminato l'adeguatezza dell'informativa resa in nota integrativa.

Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio d'esercizio

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio d'esercizio che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38 e dell'art. 43 del D. Lgs. 18 agosto 2015, n. 136 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità della Società di continuare ad operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio d'esercizio, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio d'esercizio a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della Società o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria della Società.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio d'esercizio nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori prese sulla base del bilancio d'esercizio.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio d'esercizio, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti od eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze, e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno della Società;
  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli amministratori e della relativa informativa;
  • siamo giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità della Società di continuare ad operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o ci costanze successivi possono comportare che la Società cessi di operare come un'entità in funzionamento;
  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio d'esercizio nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio d'esercizio rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati ad un livello appropriato come richiesto dai principi di revisione internazionali (ISA Italia), tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le isure di salvaguardia applicate.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

L'assemblea degli azionisti di Credito Emiliano S.p.A. ci ha conferito in data 30 aprile 2014 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio e consolidato della Società per gli esercizi con chiusura dal 31 dicembre 2014 al 31 dicembre 2022.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'art. 5, par. 1, del Regolamento (UE) n. 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio d'esercizio espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'art. 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815

Gli amministratori di Credito Emiliano S.p.A. sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione ESEF – European Single Electronic Format (nel seguito "Regolamento Delegato") al bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2022, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio d'esercizio alle disposizioni del Regolamento Delegato.

A nostro giudizio, il bilancio di esercizio di Credito Emiliano S.p.A. al 31 dicembre 2022 è stato predisposto nel formato XHTML in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.

Giudizio ai sensi dell'art. 14, comma 2, lettera e), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 3 e dell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58

Gli amministratori di Credito Emiliano S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari di Credito Emiliano S.p.A. al 31 dicembre 2022, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio d'esercizio e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lg . 24 febbraio 1998, n. 58 con il bilancio d'esercizio di Credito Emiliano S.p.A. al 31 dicembre 2022 e sulla conformità delle stesse alle norme di legge, nonché di rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari sopra richiamate sono coerenti con il bilancio d'esercizio di Credito Emiliano S.p.A. al 31 dicembre 2022 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'art. 14, comma 2, lettera e), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39, ilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Milano, 31 marzo 2023

EY S.p.A.

Massimiliano Bonfiglio (Revisore Legale)

RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE AI SENSI DELL' ART. 153 DEL D.LGS. 58/1998

Signori Azionisti,

nel corso dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2022, il Collegio Sindacale di Credito Emiliano S.p.A. (di seguito, anche "Credito Emiliano", "CREDEM", "Banca", "Società" o "Istituto") ha svolto i compiti di vigilanza previsti in capo all'Organo con funzione di controllo dal codice civile, dalle norme statutarie, dal Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 ("TUF"), dal Decreto Legislativo 1 settembre 1993, n. 385 ("TUB") e dalle leggi speciali in materia, nonché dal D.Lgs. 39/2010 e successive modifiche e/o integrazioni, tenuto conto della regolamentazione disposta dalle Autorità che esercitano attività di vigilanza e controllo e conformemente alle norme di comportamento del Collegio Sindacale raccomandate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Il Collegio Sindacale attualmente in carica è stato nominato con il sistema del voto di lista per gli esercizi 2022, 2023 e 2024 dall'Assemblea degli Azionisti del 28 aprile 2022 e cesserà dalla carica per scadenza del mandato con l'Assemblea di approvazione del bilancio al 31 dicembre 2024: la composizione ed il ruolo, per quanto riguarda il Presidente ed i Sindaci effettivi, sono identici al triennio precedente.

Ai sensi delle vigenti disposizioni normative e di statuto, il Presidente del Collegio Sindacale è stato eletto dalla lista presentata e votata dalla minoranza. Sono stati, invece, eletti dalla lista presentata e votata dalla maggioranza i Sindaci effettivi.

Sintesi e risultati dell'attività di vigilanza

Il Collegio Sindacale, in ottemperanza al disposto dell'art. 149 del TUF, ha svolto la propria attività al fine di vigilare:

  • sull'osservanza della legge e dell'atto costitutivo;
  • sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;
  • sull'adeguatezza della struttura organizzativa, del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo-contabile nonché sull'affidabilità di quest'ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione;
  • sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste dai codici di comportamento cui la Società dichiara di attenersi, dandone altresì informativa al pubblico;
  • sull'adeguatezza delle disposizioni impartite alle Società controllate ai sensi dell'art. 114, comma 2, del TUF.

Nel corso dell'esercizio 2022, con l'eccezione di limitate e giustificate assenze:

  • il Collegio Sindacale ha partecipato alle riunioni del Consiglio di Amministrazione (31 sedute), del Comitato Esecutivo (21 sedute), del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (17 sedute) e dell'Assemblea degli Azionisti (1 seduta);
  • il Presidente del Collegio Sindacale, inoltre, ha partecipato alle riunioni del Comitato Consiliare Nomine, del Comitato Consiliare Remunerazioni e del Comitato Amministratori Indipendenti, nonché alle riunioni di diversi Comitati istituiti in seno alla Capogruppo CREDEM (es. Comitato Asset e Liability Management di Gruppo, Comitato Risk Management di Gruppo, Comitato Indirizzo e Controllo Gestioni Patrimoniali e Investimenti);
  • il Collegio Sindacale, nella persona di uno dei suoi componenti, ha inoltre partecipato alle riunioni del Comitato Fidi.

I membri del Collegio Sindacale, nel corso dell'esercizio 2022, hanno altresì partecipato agli incontri formativi rivolti ai componenti del Consiglio di Amministrazione, ai Sindaci stessi ed ai responsabili delle principali Funzioni Aziendali sulla base di un piano di formazione adottato dalla Banca adeguato ad assicurare - come previsto dalla Circolare di Banca d'Italia n. 285/2013 - che il bagaglio di competenze tecniche dei membri degli organi di amministrazione e controllo, necessario per svolgere con consapevolezza il proprio ruolo, sia preservato nel tempo.

I componenti dell'Organo di controllo, inoltre, hanno fruito di corsi formativi esterni alla Banca su tematiche inerenti all'attività di vigilanza del Collegio.

Il Collegio Sindacale ha tenuto nel 2022 n. 26 riunioni (di cui n. 18 per le attività istituzionali e n. 8 per le attività quale Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/2001) e nei relativi verbali è riportata l'attività di controllo e di vigilanza svolta.

In considerazione della partecipazione dell'Organo di controllo alle riunioni degli organi sopra citati e, in particolare, alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo, il Collegio Sindacale ha ottenuto periodicamente dagli Amministratori, anche in ossequio agli obblighi di informativa ex art. 150 del TUF, dal Direttore Generale e dal Top Management, nonché dalle Funzioni Aziendali di Controllo e dalle altre Funzioni Aziendali, esaurienti informazioni sull'attività svolta e sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate dalla Società e dalle Società controllate nel corso dell'esercizio 2022, di cui viene fornita ampia informazione nella Relazione sulla Gestione.

Le informazioni sui diversi ambiti in cui si articola la gestione della Società, peraltro, sono pervenute anche per il tramite dei flussi informativi che sia le Funzioni Operative che le Funzioni Aziendali di Controllo hanno trasmesso al Collegio Sindacale sulla scorta delle relative previsioni normative o derivanti dalla regolamentazione interna.

Si rappresenta che il Collegio Sindacale, nell'ambito della propria attività di vigilanza, ha continuato a svolgere un attento monitoraggio su molteplici tematiche.

A titolo esemplificativo, si segnalano:

  • i volumi relativi alla compressione dei derivati, grazie alla ricezione di rendicontazioni periodiche fornite dal Servizio CESER (ore EVOLVE), ed alla liquidità, grazie alle interlocuzioni con la Business Unit FINANZA e il Servizio VALORE;
  • i temi della sostenibilità (Dichiarazione Consolidata di carattere Non finanziario di Gruppo, ESG e finanza sostenibile);
  • le attività ed i presidi posti in essere dal Servizio Sistemi Informativi di Gruppo lato cyber attack e business continuity;
  • la gestione delle esternalizzazioni;
  • gli incontri con il Servizio CREDI, al fine di vigilare, anche alla presenza dei Sindaci di altre Società del Gruppo CREDEM, sull'evoluzione della credit strategy e sulla gestione dei Crediti Non Performing.

Inoltre, l'Organo di Controllo ha organizzato due specifici incontri monotematici per confrontarsi con i Responsabili delle principali Funzioni della Banca e delle Funzioni Aziendali di controllo, al fine di conoscere e vigilare al meglio sugli effetti:

  • da un lato, del conflitto russo-ucraino scoppiato nel corso del 2022 (seduta del 22.03.2022), anche alla luce del richiamo di attenzione emanato da CONSOB sul tema in data 18.03.2022;
  • dall'altro, della perdurante crisi pandemica causata dal COVID-19 (seduta del 20.06.2022).

Osservanza della legge e dell'atto costitutivo

La presenza alle riunioni del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Esecutivo, del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, del Comitato Fidi e degli altri Comitati di Governance, costituiti in seno alla Banca, consente al Collegio Sindacale di dare atto della conformità degli atti di gestione compiuti alle norme di legge e di statuto.

Operazioni di maggiore rilievo economico, finanziario e patrimoniale dell'esercizio

Con riferimento alle operazioni di maggiore rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate nel corso dell'esercizio dal Gruppo Bancario CREDEM, si richiama l'attività di vigilanza svolta dal Collegio Sindacale con riferimento al corretto svolgimento dell'iter civilistico e societario dell'Operazione Straordinaria finalizzata al conferimento del Ramo di Azienda costituito dagli Asset della Business Unit Private di CREDEM alla Società Controllata Banca Euromobiliare S.p.A. (ora Credem-Euromobiliare Private Banking S.p.A.), con contestuale aumento del capitale sociale di quest'ultima da nominali Euro 60.760.000,00 a nominali Euro 110.760.024,00.

Ancorché la citata Operazione Straordinaria, perfezionatasi in data 18.02.2023, dispiegherà i principali effetti economici, finanziari e patrimoniali nell'esercizio 2023, il Collegio Sindacale nel corso del 2022 è stato chiamato a vigilare sulla conformità alle norme di legge, di statuto e dell'atto costitutivo, delle deliberazioni assunte dal Consiglio di Amministrazione ai fini dell'esecuzione di tale Operazione Straordinaria, nonché ad esaminare i contenuti delle Istanze inviate alla Vigilanza Europea ai fini del rilascio delle autorizzazioni prescritte dalla normativa.

Inoltre, il costante scambio di informazioni con il Collegio Sindacale di Credem-Euromobiliare Private Banking S.p.A. ha consentito di presidiare le diverse fasi esecutive in cui si è articolata la predetta operazione straordinaria.

Nel rinviarVi all'illustrazione delle principali iniziative intraprese nel corso dell'esercizio contenuta nella Relazione sulla Gestione, ivi inclusa quella al Consolidato di Gruppo, il Collegio Sindacale attesta che, per quanto a sua conoscenza, le stesse sono state deliberate in conformità alla legge, allo statuto ed alla regolamentazione emanata dalle Autorità di Vigilanza (quali, ad esempio, Banca d'Italia, Banca Centrale Europea, CONSOB e IVASS).

Rispetto dei principi di corretta amministrazione

Le informazioni acquisite in corso d'anno consentono al Collegio Sindacale di affermare che le operazioni effettuate sono state improntate al rispetto dei principi di corretta amministrazione, deliberate e realizzate in conformità alla legge e allo Statuto ed al contempo di escludere che siano state poste in essere operazioni manifestamente imprudenti o azzardate, in contrasto con delibere assunte dalla Società o tali da compromettere l'integrità del suo patrimonio.

Il Collegio Sindacale esclude, inoltre, che la Società abbia posto in essere operazioni atipiche o inusuali. Per quanto attiene alle operazioni compiute in potenziale conflitto di interessi, il Collegio Sindacale, anche in virtù della partecipazione alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo, attesta che le medesime sono state deliberate facendo ricorso alle diverse tipologie di iter deliberativo previste dalla normativa. Il riferimento, oltre che alla disciplina ex articolo 2391 del codice civile, articolo 53, comma 4, ed articolo 136 del TUB ed articolo 6, comma 2-novies, del TUF, è alle operazioni con parti correlate o soggetti collegati, sempre deliberate in conformità alle disposizioni introdotte da CONSOB con la delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e ss.ii.mm. e, successivamente, da Banca d'Italia con la Circolare n. 285/2013.

In conformità alle previsioni normative sopra citate, in materia di operazioni con parti correlate in CREDEM sono previste differenti modalità deliberative delle operazioni poste in essere con parti correlate, a seconda che queste siano di maggiore o minore rilevanza, fermi i casi di esclusione previsti. Le procedure interne definiscono anche opportuni flussi informativi trimestrali di monitoraggio di dette operazioni, i quali, peraltro, sono anche rivolti all'attenzione del Collegio Sindacale. Con riferimento al 2022 è emerso che non sono state effettuate operazioni con il parere contrario o condizionato del

Comitato Amministratori Indipendenti e/o urgenti. Per un maggiore approfondimento sull'argomento si rinvia alla nota integrativa allegata al bilancio. Nel merito delle operazioni realizzate all'interno del Gruppo, il Collegio Sindacale ritiene che le stesse trovino fondamento nel perseguimento di sinergie ottenibili nell'ambito delle attività del Gruppo medesimo. Sulla base delle informazioni acquisite, le operazioni infragruppo risultano regolate a condizioni di mercato. Più in generale, le operazioni con parti correlate e soggetti collegati hanno trovato giustificazione nell'esistenza di un interesse della Società alla loro effettuazione ed il Collegio Sindacale non ha osservazioni in merito alla loro congruità.

Adeguatezza della struttura organizzativa

Il Collegio Sindacale ha vigilato sull'adeguatezza della struttura organizzativa anche attraverso specifici approfondimenti nel corso delle proprie riunioni, mediante l'esame della documentazione rilevante.

La medesima risulta adeguatamente presidiata dalla Direzione Generale e dall'Organo Amministrativo, nonché oggetto di periodici interventi volti a dare ad essa maggiore efficienza ed efficacia in relazione all'evoluzione normativa e alle dinamiche del mercato. La struttura organizzativa, inoltre, si ritiene adeguata alle dimensioni della Banca ed alle sue caratteristiche operative.

L'organigramma della Società identifica con chiarezza le linee di responsabilità, declinandole sino alle funzioni più operative ed è oggetto di periodica verifica ed aggiornamento da parte dell'Organo Amministrativo e della Direzione Generale con l'ausilio degli uffici preposti.

Le informazioni che il Collegio Sindacale ha assunto:

  • nel corso dello svolgimento delle proprie verifiche,
  • in seguito alla partecipazione alle riunioni del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo,
  • dall'esame dei report di verifica redatti dal Servizio Audit e delle relazioni predisposte dalle Funzioni Aziendali di Controllo di II livello,
  • in occasione degli incontri con il Responsabile della Funzione Compliance, il Responsabile della Funzione Antiriciclaggio, il Responsabile della Funzione Risk Management, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari ex art. 154-bis del TUF ed il Responsabile del Servizio Audit e loro Collaboratori,
  • in seguito alla partecipazione alle riunioni degli altri Comitati di Governance,
  • attraverso il periodico scambio di dati e informazioni con la Società di Revisione in conformità a quanto previsto dall'art. 150, comma 3, del D.Lgs. n. 58/1998,

non hanno fatto emergere sostanziali e significative criticità sotto il profilo dell'adeguatezza della struttura organizzativa. In proposito, si rinvia alla Relazione sulla Gestione per i principali interventi organizzativi verificatisi nel corso dell'esercizio.

Adeguatezza del sistema di Controllo Interno e di gestione dei rischi

Il Collegio Sindacale ha valutato e vigilato sull'adeguatezza ed efficacia del sistema dei "controlli interni" e di gestione dei rischi e, quindi, sull'assetto della Funzione di Revisione Interna ("Internal Audit"), della Funzione di Conformità alle Norme ("Compliance"), della Funzione Antiriciclaggio, della Funzione di Gestione dei Rischi ("Risk Management").

A tal riguardo, non vi sono particolari osservazioni da riferirVi, ritenendosi adeguata l'azione svolta da ciascuna delle predette Funzioni alla luce:

  • della supervisione esercitata dal Collegio sull'azione da queste svolta nel corso dell'esercizio 2022;
  • dell'analisi dei singoli report e relazioni dalle stesse prodotte;
  • dell'interlocuzione continua con le stesse e delle informazioni acquisite negli incontri con i rispettivi Responsabili e Collaboratori;
  • di quanto dalle medesime rendicontato nelle relazioni cui sono annualmente tenute (ai sensi, ad esempio, della Circolare di Banca d'Italia n. 285/2013, del Regolamento UE n. 565/2017 c.d. MiFID2, del Regolamento Congiunto Banca d'Italia-CONSOB del 29.10.2007, del Provvedimento della Banca d'Italia del 26 marzo 2019 che dà attuazione alle previsioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni contenute nel decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, come modificato dal decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90, di recepimento della cd. quarta direttiva antiriciclaggio, nonché dal decreto legislativo 4 ottobre 2019, n. 125, di recepimento della cd. quinta direttiva antiriciclaggio);
  • di quanto contenuto nella relazione annuale sul sistema interno di segnalazione delle violazioni ("Whistleblowing") redatta ai sensi degli articoli 52-bis TUB, 4-undecies TUF, 48 D.Lgs. n. 231/2007, 6 D.Lgs. 231/2001, 10-quater del CAP e la relativa regolamentazione attuativa, nonché delle Linee Guida sulla compliance Antitrust del 25 Settembre 2018 dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ("AGCM") e della Legge 179/2017. Dall'esame dei relativi contenuti, si evince che nel corso del 2022 non risultano inoltrate al Responsabile Interno delle Segnalazioni ("RSI") segnalazioni inerenti Credito Emiliano; inoltre, non risultano pervenute segnalazioni di potenziali violazioni nemmeno al Responsabile delle Segnalazioni in via Supplettiva ("RSS"), né ulteriori evidenze a livello di Gruppo;
  • della partecipazione alle sedute del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.

Le predette Funzioni, inoltre, hanno provveduto alla pianificazione delle rispettive attività, anche di verifica, da svolgersi nel corso dell'esercizio 2023: pianificazioni che il Collegio Sindacale ritiene adeguate rispetto ai compiti loro assegnati e alla dimensione, complessità e profilo di rischio di CREDEM.

Adeguatezza del sistema amministrativo e contabile. Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari ex art. 154-bis del TUF

Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari (di seguito, anche "Dirigente Preposto"), che il Collegio Sindacale ha incontrato periodicamente nel corso del 2022, sia nell'ambito delle proprie riunioni con la Società di revisione che in occasione delle riunioni del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo per uno scambio di informazioni sul sistema amministrativo e contabile, nonché sull'affidabilità di quest'ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione, non ha segnalato carenze significative nel sistema di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria e ha provveduto nei termini di legge a rilasciare la propria attestazione in merito alla:

  • adeguatezza ed effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio dell'esercizio e del bilancio consolidato chiusi al 31.12.2022;
  • corrispondenza del bilancio dell'esercizio e del bilancio consolidato chiusi al 31.12.2022 alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
  • idoneità del bilancio d'esercizio e del bilancio consolidato a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'Emittente e dell'insieme delle società incluse nel consolidamento in conformità ai principi contabili internazionali.

Le attività svolte, finalizzate al presidio dei processi amministrativo-contabili ed alla verifica e valutazione delle procedure di controllo tese al riscontro della rappresentazione corretta ed esauriente dei fatti di gestione nelle situazioni economico-patrimoniali periodiche e nel bilancio dell'esercizio e consolidato, consentono al Collegio di poter esprimere un giudizio di adeguatezza:

  • sulla struttura che supporta il Dirigente Preposto;
  • sulle modalità attraverso cui sono state esercitate le funzioni che competono al Dirigente Preposto.

Negli incontri svolti dal Collegio Sindacale, insieme al Dirigente Preposto, con la Società di revisione per un reciproco scambio di informazioni e per un approfondimento, anche ai sensi dell'art. 150, comma 3, TUF, del piano di revisione, delle attività condotte per l'emissione della relazione di revisione sul bilancio al 31.12.2022, degli aspetti chiave della revisione contabile ("Key Audit Matters"), la stessa non ha evidenziato irregolarità, atti o fatti ritenuti censurabili rilevati nello svolgimento dell'attività di revisione legale sul bilancio di esercizio e consolidato che abbiano richiesto una segnalazione ai sensi dell'art. 155, comma 2, TUF.

Dichiarazione Consolidata Non Finanziaria

Il Collegio Sindacale, nell'esercizio delle proprie funzioni, ha verificato l'osservanza delle disposizioni di

cui al D.lgs. 254/2016 e del Regolamento CONSOB di attuazione del Decreto adottato con delibera n. 20267 del 18.1.2018 in ordine alla redazione della Dichiarazione Consolidata di carattere Non Finanziario del Gruppo CREDEM (di seguito, anche "DNF") al 31 dicembre 2022.

L'Organo di controllo non è venuto a conoscenza di violazioni delle relative disposizioni normative.

La DNF è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 9.3.2023 come documento separato rispetto alla Relazione sulla Gestione al bilancio consolidato al 31 dicembre 2022 ed è stata, anche, oggetto di esame nell'ambito di specifiche sedute del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo e del Collegio Sindacale.

La Società di revisione Ernst & Young S.p.A., cui è stato conferito l'incarico di effettuare l'esame limitato della DNF ai sensi dell'art. 3, comma 10, del D.Lgs. 254/2016 e dall'art. 5 del citato Regolamento CONSOB, nella relazione emessa in data 31.03.2023 evidenzia che non sono pervenuti alla sua attenzione elementi tali da far ritenere che la DNF del Gruppo CREDEM relativa all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2022 non sia stata redatta, in tutti gli aspetti significativi, in conformità a quanto richiesto dagli artt. 3 e 4 del D.lgs. 254/2016 e ai "Global Reporting Initiative Sustainability Reporting Standards" definiti nel 2016 dal GRI – Global Reporting Initiative.

Per la predisposizione dei dati e delle informazioni relativi agli impatti ambientali sono state prese in considerazione anche le Linee guida definite da ABI Lab in coerenza con le indicazioni del GRI.

Registro dei Reclami

Il numero dei reclami complessivamente pervenuti alla Banca nel corso dell'esercizio 2022 da parte della clientela è pari a n. 3.503 (con una diminuzione, pertanto, corrispondente al 2,5% rispetto ai 3.591 registrati nel corso del 2021).

In particolare, risultano pervenuti:

  • n. 2.723 reclami afferenti ai servizi bancari/privacy;
  • n. 345 reclami relativi ai servizi di pagamento (c.d. "PSD2");
  • n. 334 reclami sui servizi di investimento;
  • n. 101 reclami sull'intermediazione assicurativa e sui prodotti di tipo assicurativo.

I dati mostrano una generale diminuzione del numero assoluto dei reclami pervenuti rispetto al precedente esercizio, principalmente riconducibile:

  • al calo dei reclami inerenti i finanziamenti assistiti da cessione del quinto dello stipendio/delegazione di pagamento (passati da n. 1.019 del 2021 a n. 763 del 2022), con conferma del trend che si era registrato già a partire dal secondo semestre 2021, a seguito di una novità normativa (segnatamente, la modifica dell'art. 125 sexies del T.U.B), poi recepita nelle pronunce del Collegio di Coordinamento dell'Arbitro Bancario Finanziario, che ha determinato l'esclusione, per ragioni temporali, di talune posizioni dal rimborso in favore dei consumatori delle spese/commissioni di natura "up-front", a differenza di quanto sembrava aver stabilito la nota sentenza resa in data 11.09.2019 dalla Corte di Giustizia della C.E. (c.d. sentenza "Lexitor"). A tal riguardo, occorre tuttavia rilevare che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 263 del 22/12/2022 ha sancito la parziale illegittimità costituzionale della citata normativa, ripristinando, di fatto, l'applicabilità di quanto statuito dalla sentenza Lexitor per tutti i contratti di finanziamento; in virtù di ciò, ci si attende una reviviscenza del fenomeno dei reclami in materia nel corso del 2023;
  • all'azione della Business Unit Commerciale della Banca ("BU COMME") che ha adottato diverse iniziative volte ad intercettare e gestire tempestivamente le potenziali problematiche evidenziate dai clienti con la finalità di risolverle prima della formalizzazione di un reclamo.

I reclami relativi, invece, alle ulteriori problematiche risultano sostanzialmente stabili, ad eccezione dei reclami in materia di servizi di investimento che denotano un incremento; dall'esame delle relazioni delle preposte Funzioni si evince, però, che la maggior parte di questi reclami è, in ogni caso, stata respinta e l'incremento non sottende anomalie di processo.

In conclusione, viene precisato che l'esame dello stato dei reclami avviene periodicamente in sede di Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo al quale, come anche sopra rappresentato, partecipano i membri del Collegio Sindacale; inoltre, per il tramite della Funzione Compliance, viene resa periodica informativa al Consiglio di Amministrazione.

Modalità di attuazione delle regole di governo societario previste dai codici di comportamento redatti dalle società di gestione dei mercati regolamentati

La Banca ha aderito fino al 31.12.2020 al "Codice di Autodisciplina".

È, invece, applicabile il "Codice di Corporate Governance" a partire dal primo esercizio che inizia

successivamente al 31.12.2020.

Il Collegio Sindacale ha monitorato e continua a monitorare le concrete modalità di attuazione delle regole di governo societario previste da tali Codici.

La Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari relativa all'esercizio 2022, predisposta ai sensi dell'art. 123-bis TUF è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 23.03.2023: essa tiene conto delle indicazioni del format di relazione sul governo societario pubblicato da Borsa Italiana, il cui utilizzo è facoltativo. La stessa, alla quale si rinvia per maggiori dettagli, è resa disponibile sul sito internet della Banca. Il documento evidenzia i principi e i criteri applicativi di riferimento, fornendo una visione complessiva del sistema di regole e procedure cui gli organi sociali si attengono nella propria azione. La relazione dà, altresì, notizia della circostanza secondo cui, in ottemperanza a quanto previsto dalla Circolare Banca d'Italia n. 285/2013, il Consiglio di Amministrazione ha effettuato, in relazione all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2022, l'autovalutazione su dimensione, composizione e funzionamento propri e dei Comitati interni ad esso, i cui esiti sono stati discussi ed approvati nella seduta consiliare del 20.2.2023: il giudizio emerso sul funzionamento del Consiglio di Amministrazione, comprensivo del Comitato Esecutivo e dei Comitati Endoconsiliari, è positivo.

Come previsto dal Codice di Autodisciplina, l'Organo di controllo ha, pertanto, avuto modo di verificare la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottati in seno a CREDEM per valutare l'indipendenza dei propri membri ed, altresì, l'accertamento da parte del Collegio stesso degli incarichi ricoperti ai fini del divieto di interlocking ex art. 36 del Decreto Legge 6.12.2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla Legge 22.12.2011, n. 214.

In particolare, il Collegio Sindacale ha verificato nella prima riunione dopo la nomina, in data 20.05.2022, l'indipendenza dei propri membri. Tale verifica è stata riproposta anche nelle sedute del 31.05.2022, del 31.08.2022 e del 20.02.2023, in cui, con riferimento a singoli Componenti e/o all'intero Organo di Controllo, sono stati constatati:

  • l'insussistenza di fattispecie idonee ad inficiare l'indipendenza o situazioni oggettive che impediscano di mantenere comportamenti caratterizzati da piena autonomia di giudizio e libero apprezzamento;
  • la permanenza dell'autonomia di giudizio e dell'indipendenza nella trattazione dei temi e nella scelta delle aree di attività oggetto di attenzione;
  • il rispetto dei criteri di professionalità, onorabilità e indipendenza;

come, peraltro, confermato dall'esito del processo di autovalutazione di cui si dirà meglio successivamente.

In particolar modo, la verifica del requisito di indipendenza è stata fatta in considerazione:

  • dell'assenza delle condizioni di ineleggibilità o decadenza previste dall'art. 2399 del Codice Civile;
  • del possesso dei requisiti di indipendenza previsti dall'art. 148, comma 3, del D. Lgs. 58/1998;
  • dell'insussistenza di situazioni tali da comprometterne l'indipendenza, a conferma della correttezza dei dati e delle informazioni contenuti all'interno del c.d. "Questionario sussistenza requisito di indipendenza" già rilasciato da ciascun Esponente alla Società.

All'uopo, si sottolinea che l'Emittente si è dotato di una specifica policy denominata "Criteri per la verifica del requisito di indipendenza degli esponenti aziendali del Gruppo", periodicamente aggiornata, che definisce i criteri funzionali all'applicazione del requisito di indipendenza degli esponenti aziendali appartenenti alle Società del Gruppo CREDEM. La definizione delle linee guida in questione tiene conto dei requisiti formalizzati: a) nella normativa di riferimento e, in particolare, nel Decreto MEF n. 169/2020; b) nel Codice di Corporate Governance; c) nel Protocollo di Autonomia (Assogestioni); d) nella Guida BCE. Il suddetto documento tiene altresì specificamente conto dell'apposito parametro qualitativo introdotto dal Codice di Corporate Governance, statuendo che all'esponente aziendale in possesso del requisito di indipendenza non potranno essere conferiti incarichi nell'ambito di operazioni di fusione e scissione come definite dal Codice Civile che coinvolgano qualunque Società del Gruppo civilistico Credem o Credito Emiliano Holding S.p.A. diverse da quelle semplificate previste dalla normativa codicistica.

Pertanto, la composizione del Collegio Sindacale di Credito Emiliano S.p.A. risulta adeguata ad assicurare l'indipendenza e la professionalità della sua funzione nella sua totalità (come anche emerso dall'esito dell'ultimo processo di autovalutazione a cui l'Organo di Controllo si è sottoposto), con la precisazione che l'indipendenza dei Sindaci Effettivi Paglia e Morandi continua ad essere confermata non potendo essere messa in discussione per una mera valutazione temporale: difatti, l'incarico ultranovennale permette, piuttosto, agli stessi di esercitare un'attività di vigilanza e controllo basata sulla profonda conoscenza della Società e delle sue dinamiche interne, anche nei confronti delle altre Società del Gruppo.

Inoltre, per quanto attiene i componenti effettivi, si dà atto che:

• la verifica in ordine all'esclusione delle cause di ineleggibilità e incompatibilità, nonché alla sussistenza dei suddetti requisiti di legge, è stata svolta sia ad inizio mandato (seduta del 20.05. 2022) e, da ultimo, è stata effettuata nella seduta del 20.02.2023, in cui sono state discusse, altresì, le risultanze del processo di autovalutazione del Collegio Sindacale con riferimento all'Esercizio 2022, condotto ai sensi della Circolare 285;

• la verifica ai sensi della disciplina sul "divieto di interlocking" è stata effettuata, da ultimo, nella seduta nella seduta del 20.02.2023 dell'Organo di Controllo stesso.

Viene, poi, rilevato che nell'ambito delle attività a questi istituzionalmente spettanti, il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha curato e riscontrato che le iniziative finalizzate a fornire un'adeguata conoscenza del settore di attività, delle dinamiche aziendali e della loro evoluzione, nonché del quadro normativo di riferimento, sono state rese disponibili ed accessibili a tutti i Sindaci, anche nel corso della partecipazione alle riunioni consiliari ed alle riunioni dei singoli Comitati.

La Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari espone, inoltre, con adeguata e condivisibile motivazione, le ragioni della deroga al Codice di Autodisciplina delle società quotate con riferimento all'assenza di un amministratore esecutivo incaricato di sovraintendere alla funzionalità del sistema di controllo interno.

A questa, quindi, provvedono:

  • l'Organo con funzione di supervisione strategica, al quale risponde direttamente la Funzione di Revisione Interna e
  • l'Organo con funzione di gestione (nella specie il Consiglio di Amministrazione e, per le materie ad esso delegate, il Comitato Esecutivo), sulla scorta della specifica normativa di vigilanza per le banche.

Nell'attività di verifica del Sistema dei Controlli Interni ("SCI"), il Consiglio di Amministrazione è coadiuvato dall'apposito Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, al quale competono le attività specificamente indicate alla sezione relativa al "SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI – COMITATO CONTROLLO E RISCHI".

Il Collegio Sindacale, inoltre, conferma che la Banca si è dotata:

  • in materia di trattamento delle informazioni privilegiate, di apposito regolamento ("Gestione e Comunicazione al Pubblico di Informazioni Privilegiate") adottato da Credem e da tutte le Società del Gruppo. Il Regolamento trova applicazione nei confronti dei membri degli Organi amministrativi, di Controllo e Direzione della Controllante e delle controllate, dei dipendenti delle medesime Società e dei soggetti esterni che, per effetto dell'attività professionale o in ragione delle funzioni svolte, vengano a conoscenza di informazioni privilegiate o rilevanti e disciplina i processi interni di segnalazione, identificazione e trattamento delle informazioni privilegiate, comprese le relative comunicazioni al pubblico;
  • in materia di internal dealing, di apposito Regolamento che disciplina gli obblighi informativi riguardanti eventuali operazioni compiute sulle azioni di Credito Emiliano da parte dei componenti degli Organi di Amministrazione e Controllo della Banca, dei dirigenti e dei soggetti che svolgono funzioni di controllo, che possono avere accesso a informazioni privilegiate sul titolo ("soggetti rilevanti");
  • di un Codice di comportamento interno adottato sia da CREDEM che da tutte le Società del Gruppo e rivolto a tutti i dipendenti e collaboratori esterni;
  • di un Codice etico e di condotta per i consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede e gli agenti adottato da CREDEM e dalle società del Gruppo che si avvalgono dell'attività di tali soggetti;
  • del Regolamento "Disciplina delle operazioni personali", che integra quanto previsto dal "Codice di comportamento interno" e dal "Codice etico e di condotta per i consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede e gli agenti" sopra citati e si aggiunge alla regolamentazione adottata dalla Banca in materia di internal dealing, di conflitti di interessi, di informazioni privilegiate, di parti correlate, etc.: in esso si prevedono obblighi in termini di attività da porre in essere ed in termini di divieti in capo ad alcuni soggetti rilevanti (es. Sindaci effettivi, Amministratori, dipendenti della Business Unit Finanza), i quali, in funzione del ruolo, mansione ricoperta o iscrizione al Registro Informazioni Privilegiate, sono maggiormente coinvolti in attività potenzialmente idonee a generare conflitti di interesse o a consentire l'accesso ad informazioni confidenziali o privilegiate.

Infine, nell'ambito della relazione annuale sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari sono inoltre fornite informazioni sul Modello di Organizzazione e Gestione ex D.Lgs. 231/01 adottato dalla Banca e le relative attività di aggiornamento.

A tal riguardo, si precisa che con decorrenza 01.01.2014, il Collegio Sindacale, ai sensi del D.Lgs. 231/2001, svolge altresì le funzioni di Organismo di Vigilanza (cfr. la sotto riportata "APPENDICE SULL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI VIGILANZA EX D.LGS. 231/2001"); inoltre, ciascuna delle Società del Gruppo CREDEM ha adottato un Modello di Organizzazione e Gestione redatto ai sensi del D.Lgs. 231/01 assegnando le funzioni di Organismo di Vigilanza al Collegio Sindacale.

Da ultimo, si rappresenta che la Società ha attuato le disposizioni dell'Autorità di Vigilanza in materia di

politiche di remunerazione e di incentivazione del personale (il Presidente del Collegio Sindacale ha partecipato nel corso del 2022 alle riunioni del Comitato Consiliare Nomine e del Comitato Consiliare Remunerazioni) che costituiscono oggetto di apposita relazione a Vostra disposizione.

Disposizioni impartite alle Società del Gruppo

I rapporti della Società controllante con le Società del Gruppo ed i rapporti tra queste ultime sono definiti con appositi regolamenti approvati dalla Capogruppo CREDEM e adottati da tutte le Società. Vi è, inoltre, l'accentramento presso la controllante dei flussi informativi ed il presidio degli aspetti gestori da parte della stessa, che risulta adeguato; il tutto è regolato, ove necessario, mediante appositi contratti di servizio.

Tali modalità, unitamente:

  • alla presenza, negli Organi Amministrativi delle Società controllate, del Direttore Generale, di membri della Direzione Centrale, di Manager o di Amministratori di CREDEM;
  • alla presenza, negli Organi di controllo di talune Società controllate, di componenti di questo Collegio Sindacale;
  • all'organizzazione di incontri plenari per scambio di informazioni con tutti i membri dei Collegi Sindacali delle Società del Gruppo;
  • all'organizzazione di eventi formativi che hanno coinvolto tutti i Collegi Sindacali delle Società del Gruppo;

risultano adeguate al fine di soddisfare l'adempimento degli obblighi di comunicazione di cui all'art. 114, comma 2, del TUF.

Notizie ex art. 2408 c.c. ed esposti

Ai sensi dell'art. 2408 del codice civile, si rende noto che non è stata presentata alcuna denuncia. Non si ha inoltre notizia della presentazione di alcun esposto.

Pareri del Collegio Sindacale

Nel corso dell'esercizio 2022 il Collegio Sindacale ha pronunciato il proprio parere su molteplici tematiche.

A titolo esemplificativo e non esaustivo, si segnalano i pareri in materia di:

  • "Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari";
  • Relazioni annuali delle Funzioni Aziendali di Controllo e, conseguentemente, sulla loro azione, organizzazione e struttura;
  • funzionalità, adeguatezza e conformità ai requisiti normativi del processo interno di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (Internal Capital Adequacy Assessment Process – ICAAP);
  • adeguatezza e rispondenza ai requisiti normativi del processo interno di determinazione dell'adeguatezza della liquidità del Gruppo (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process – ILAAP);
  • completezza, adeguatezza, funzionalità ed affidabilità del Piano di Risanamento ("Recovery Plan") del Gruppo;
  • vigente versione della relazione della Capogruppo redatta ai sensi delle disposizioni di vigilanza aventi ad oggetto i poteri di direzione e coordinamento della capogruppo di un gruppo bancario nei confronti delle società di gestione del risparmio appartenenti al gruppo;
  • completezza, adeguatezza, funzionalità ed affidabilità del Risk Appetite Framework definito dalla Banca;
  • completezza, adeguatezza, funzionalità ed affidabilità del sistema dei controlli interni;
  • adeguatezza e rispondenza ai requisiti stabiliti dalla normativa del sistema di gestione dei rischi operativi;
  • propria composizione, proprio funzionamento e modalità attraverso cui ha esercitato le proprie prerogative, nell'ambito del già citato processo di autovalutazione condotto ai sensi della Circolare Banca d'Italia n. 285/2013;
  • adeguata applicazione della regolamentazione interna finalizzata all'attuazione delle disposizioni emanate dalle Autorità di Vigilanza (Banca d'Italia e CONSOB) in tema di gestione dei conflitti di interesse e presidio dei rischi nei confronti delle parti correlate e dei soggetti collegati.

Il Collegio Sindacale, ove richiesto, ha altresì espresso il proprio parere favorevole in merito alle proposte di aggiornamento di Policy e Regolamenti interni.

I membri del Collegio Sindacale hanno, inoltre, espresso il proprio voto favorevole sulle operazioni

riconducibili alle fattispecie di cui all'art. 136 del TUB.

Il Collegio Sindacale ha, inoltre, formulato le proprie proposte motivate agli Azionisti in ordine all'integrazione degli onorari da riconoscersi alla Società di Revisione.

Verifiche ispettive da parte delle Autorità di Vigilanza

Nel corso del 2022, il Collegio Sindacale rappresenta quanto segue.

  • In ordine alle aree presidiate dalla Funzione Compliance viene evidenziato che in relazione agli accertamenti ispettivi sullo stato di adeguamento dell'assetto procedurale alla normativa in materia di Product Governance e di valutazione dell'adeguatezza (16.12.2020-04.08.2021), CONSOB ha convocato gli esponenti aziendali, inviando una "Nota Tecnica" riportante le osservazioni sui temi analizzati. In particolare, nel corso della riunione tenutasi in data 14.03.2022, sono state fornite all'Autorità di Vigilanza alcune considerazioni in merito a tali osservazioni, illustrando, in via preliminare, le principali iniziative già realizzate e quelle pianificate per l'adeguamento e il rafforzamento dei presidi interni. Successivamente all'incontro, le suddette considerazioni e iniziative sono state ulteriormente sviluppate e dettagliate nel documento di risposta aziendale. Tale documento, sottoposto preventivamente all'esame degli organi aziendali, è stato inviato a CONSOB il 29.04.2022. In data 24.10.2022, è quindi pervenuta una richiesta di aggiornamento sull'avanzamento e sulle risultanze di iniziative progettuali/interventi procedurali dichiarati all'Autorità di Vigilanza, unitamente ad una richiesta di dati aggiornati sull'operatività e nuovi approfondimenti. La richiesta è stata puntualmente riscontrata da CREDEM in data 15.12.2022.
  • In relazione agli accertamenti ispettivi di Banca d'Italia sullo stato di adeguamento dell'assetto procedurale alla normativa in materia di Trasparenza delle operazioni e correttezza delle relazioni con la clientela (14/04/2021 - 16/07/2021) conclusisi con una valutazione "parzialmente favorevole", ferme alcune anomalie rilevate con conseguenze anche restitutorie, a seguito dell'invio da parte della Banca della nota tecnica di riscontro del 3.12.2021, l'Autorità di Vigilanza ha fatto pervenire in data 03.03.2022 una richiesta di aggiornamento sulle azioni di rimedio oltre che di integrazione alle iniziative risarcitorie pianificate. A seguito di tale richiesta, è stato formulato un documento di risposta dove sono state dettagliate le considerazioni della Banca, unitamente a informazioni sulle iniziative già realizzate e quelle pianificate per l'adeguamento e il rafforzamento dei presidi interni, nell'ambito dell'iniziativa progettuale finalizzata alla risoluzione delle principali criticità rilevate e coordinata dalla Funzione Compliance. Tale documento, sottoposto al preventivo esame degli organi aziendali, è stato inviato a Banca d'Italia il 10.06.2022. Con frequenza semestrale, inoltre, la Funzione Compliance fornisce un aggiornamento sullo stato di avanzamento e sulle risultanze del piano di rimedio (a tal riguardo, viene precisato che l'ultima nota di aggiornamento è stata inviata a Banca d'Italia in data 07.02.2023).
  • Fermo quanto sopra, si evidenzia come siano inoltre pervenute diverse richieste dalle Autorità di Vigilanza, riscontrate nei termini previsti senza ulteriori evidenze. In particolare, da Banca d'Italia, sono pervenute richieste di informazioni: (i) sulle politiche di offerta dei mutui assistiti dalla garanzia statale del Fondo Prima Casa; (ii) sul metodo di calcolo del tasso di frode utilizzato per avvalersi dell'esenzione dall'applicazione dell'autenticazione forte PSD2 in caso di pagamenti online con carta; risultano, poi, svolti accertamenti ispettivi sui dispositivi automatici utilizzati per il ricircolo delle banconote, riguardanti diverse filiali della Banca (alcuni dei quali con l'evidenza di anomalie, a fronte delle quali sono state definite e censite le relative azioni di remediation). Da CONSOB sono pervenute alcune richieste di dati, documentazione e informazioni per quanto riguarda: (i) l'operatività in strumenti finanziari di tipo Turbo Certificates e Minifutures Certificates; (ii) la prestazione di servizi di investimento in criptovalute; (iii) i costi e oneri connessi alla prestazione dei servizi di investimento; (iv) le negoziazioni svolte dagli internalizzatori sistematici; (v) alcune anomalie rilevate in parte delle segnalazioni effettuate per le finalità di transaction reporting (a fronte delle quali sono state definite e censite le relative azioni di remediation); (vi) gli obblighi di trasparenza post trade (con riferimento all'operatività in azioni negoziate in sedi di negoziazione europee, agli obblighi di negoziazione e di trasparenza post-negoziazione); (vii) potenziali casi di conflitti d'interesse dei componenti del Consiglio di Amministrazione, nonché sull'operatività da parte di clienti su determinati strumenti finanziari, oltre alle segnalazioni di operazioni sospette ex articolo 16 regolamento 596/2014. Infine , da BCE è pervenuta una raccolta di dati sugli accordi di esternalizzazione, a seguito dell'introduzione di un nuovo obbligo di reporting annuale, applicabile a tutti gli enti significativi.
  • In ordine alle aree presidiate dalla Funzione Corporate Governance, si evidenzia come il Gruppo CREDEM sia stato impegnato a fornire riscontri su numerose richieste di informazioni avanzate da

parte delle Autorità di Vigilanza, principalmente legate al processo annuale di revisione e valutazione prudenziale c.d. SREP Process. Nel 2022 la Vigilanza ha proseguito il percorso di assessment, avviato nel 2021 sugli istituti bancari, specifico sui rischi climatici e ambientali, volto ad analizzare il livello di implementazione delle linee guida BCE rilasciate a fine 2020. Nel corso dell'anno le strutture della Banca sono state coinvolte in numerose attività rientranti della c.d. Thematic Review, che ha richiesto la compilazione di un nuovo questionario (il secondo dopo quello del 2021), la partecipazione al primo Climate Stress Test e la ricezione della gap analysis, esercizio condotto direttamente dai team centrali BCE, inerente la disclosure al pubblico sulle tematiche Climate Risk. In data 6.07.2022 la Banca ha ricevuto gli esiti dell'esercizio di Stress Test, risultando sostanzialmente in media con le altre banche, e nel mese di settembre quelli della Thematic Review nella quale sono state rilevate diverse aree di miglioramento, definite anche da uno specifico requisito qualitativo all'interno della SREP Letter 2022 e che dovranno essere adeguatamente indirizzate e gestite nel piano di lavoro condiviso con BCE.

  • In data 26.04.2022 è stata avviata da BCE una seconda ispezione On Site (OSI) in ambito Rischio di Credito e Controparte, dopo quella del 2021, questa volta incentrata sul portafoglio PMI "Retail Aziende", rientrante nella campagna BCE c.d. granular portfolios, con focus sul portafoglio in bonis. L'attività ha avuto come oggetto principale le tematiche inerenti i modelli di "collective provisioning" e staging IFRS 9, verifica del SICR framework e analisi dei processi di gestione e di governance del credito.
  • Come per la precedente ispezione del 2021, è stata richiesta la predisposizione di un Loan Data Tape seguita da una campionatura di 90 posizioni al fine di effettuare una Credit file Review dei soggetti individuati. A differenza della precedente attività, vi è stato un significativo coinvolgimento della Funzione Risk Management alla quale è stata richiesta la produzione di un Recovery Tape oltre ad una serie di analisi mirate in ambito modellistica. Complessivamente l'ispezione non ha evidenziato particolari criticità. Non sono state individuate carenze o incoerenze di rilievo nella governance interna del modello IFRS 9. Tuttavia, sono state rilevate alcune aree di miglioramento che sono state discusse dal Team Ispettivo con i rappresentanti della Banca durante l'exit meeting del 16.11.2022. A fronte dei finding rilevati, il Gruppo ha da subito avviato un piano di interventi volto a indirizzare le attività attese dall'Autorità di Vigilanza, le cui scadenze risultano coerenti con le aspettative fissate nella Follow-up letter di BCE ricevuta in data 09.03.2023.
  • In linea con le priorità di vigilanza 2022-2024, nel corso del secondo trimestre la BCE ha anche avviato un'analisi sulla gestione, monitoraggio e rendicontazione di alcune dimensioni specifiche relative al rischio di tasso di interesse e credit spread. L'attività ha visto la compilazione di un questionario qualitativo, piuttosto articolato, e un meeting dedicato con il team delle strutture centrali BCE, nel quale la Banca ha illustrato la gestione e i presidi posti in essere in tale area. L'attività è stata finalizzata ad un'analisi trasversale delle pratiche utilizzate dalle banche oggetto di indagine al fine di rilevare le best practice e indirizzare le aree di miglioramento.
  • Nel corso del terzo trimestre 2022, il Joint Supervisory Team di BCE ha avviato un c.d. Deep Dive in ambito Business Model & Profitability, al fine di valutare la redditività del Gruppo, i principali fattori di rischio, la redditività delle varie linee di business, prodotti, aree geografiche, nonché le rendicontazioni prodotte e i relativi aspetti di governance. Oggetto dell'analisi anche l'acquisizione di Cassa di Risparmio di Cento con focus sulla governance della fusione. A tal fine, la Banca ha ricevuto una prima richiesta di invio documentale piuttosto corposa alla quale hanno fatto seguito richieste maggiormente mirate e teleconferenze dedicate alla specifica analisi di alcuni documenti forniti. Nel mese di novembre è stata richiesta anche la compilazione di un questionario incentrato su Loan Pricing e Fund Transfer Pricing. L'attività si è conclusa ad inizio 2023 e CREDEM è, attualmente, in attesa di ricevere gli esiti dell'indagine. Tuttavia, dalle evidenze preliminari non parrebbero essere emerse criticità particolari ma solo spunti di miglioramento.
  • Infine, tra le attività principali condotte nel corso del 2022 si segnalano anche il questionario di autovalutazione sullo stato di attuazione delle Linee Guida EBA in ambito Loan Origination & Monitoring e la raccolta dati in ambito Digitalizzazione volta a comprendere la strategia intrapresa dalle Significant Institutions in tale campo.
  • Con riferimento alle aree presidiate dalla Funzione Risk Management, riprendendo anche quanto rappresentato sopra, si evidenziano i seguenti aspetti significativi.
    • o Ispezione Credito OSICRE (c.d. "Big Ticket"): in data 25.10.2021, la BCE ha avviato un'ispezione finalizzata principalmente a svolgere una revisione della qualità creditizia sul portafoglio corporate e valutare i processi di gestione del rischio di credito. Il Report finale è stato trasmesso il 3.05.2022 e al suo interno l'Autorità di Vigilanza ha formalizzato una serie di finding in fase di risoluzione.
  • o Ispezione Credito OSICRE (c.d. "Modelli IFRS9"): in data 26.04.2022, la BCE ha avviato un'ispezione finalizzata principalmente a valutare le pratiche, i processi e i modelli inerenti al Framework IFRS9 rispetto ai requisiti normativi di riferimento. L'Autorità di Vigilanza ha trasmesso il Report Finale il 28.11.2022 formalizzando una serie di finding riferiti all'impianto IFRS9 che sono attualmente in fase di definizione coerentemente con le relative scadenze di risoluzione.
  • o Target Review of Internal Models (TRIM): in data 23.02.2022, a seguito dell'accesso ispettivo svolto nel corso del 2021, l'Autorità di Vigilanza ha trasmesso la lettera formale di autorizzazione (ECB-SSM-2022-ITCRE-2: "Decision on the internal models for calculating own funds requirements for credit risk") all'utilizzo dei nuovi modelli regolamentari AIRB (i.e. Modelli TRIM), relativi ai parametri Probability of Default (PD), Exposure at Default (EAD) e Loss Given Default (LGD), con riferimento quanto a quest'ultimo a tutte le varie sottocomponenti del modello complessivo (i.e. LGS, Danger Rate Migrazioni, Delta Q e LGD Precontenzioso). Tali modelli, che incorporano la risoluzione dei finding emersi nel corso dell'iniziativa TRIM (i.e. "Targeted Review of Internal Models") avviata nel biennio 2016-2017, l'adeguamento alla Nuova Definizione di Default (i.e. New DoD) e l'adozione dell'Art. 500 CRR, sono stati pertanto utilizzati per il calcolo dei requisiti patrimoniali di Primo Pilastro a fronte del Rischio di Credito a partire dalle Segnalazioni di Vigilanza di Marzo 2022.
  • o Nell'ambito di tale comunicazione, BCE ha anche formalizzato una nuova serie di finding, e relative obligation, da risolvere entro le scadenze di Febbraio 2023 e Febbraio 2024, definendo contestualmente un set di limitation da applicare fino ad avvenuta risoluzione (add-on pari a +5% per i parametri PD ed ELBE, mentre per i parametri LGD Bonis e LGD Defaulted Assets tale fattore incrementale risulta pari a +10%).
  • o ESG Risk: in data 10.01.2022 è pervenuta da parte dell'Autorità di Vigilanza la "Letter for the 2022 thematic review on climate-related and environmental risks" con la quale la BCE ha comunicato l'avvio di una thematic review sulle pratiche di gestione dei rischi Climatici e Ambientali avente l'obiettivo di raccogliere informazioni sullo stato di implementazione da parte del Sistema della Guida sui rischi climatici e ambientali attraverso l'aggiornamento del questionario di autovalutazione. Il questionario, con l'aggiornamento del piano di attività, è stato inviato a BCE il 18.03.2022. Nei mesi successivi l'Autorità ha inoltrato una serie di richieste e ha avviato alcuni incontri di approfondimento con CREDEM dei risultati preliminari, condividendo poi gli esiti dell'esercizio e le osservazioni finali nel feedback meeting del 3.08.2002.
  • o Il 30.09.2022 la Banca ha ricevuto la "Feedback letter for the 2022 thematic review on climate-related and environmental risks" contenente una panoramica dei principali risultati della valutazione prudenziale e l'indicazione delle scadenze relative al piano di attività. Nel corso del 2022 CREDEM ha anche partecipato all'esercizio BCE di Climate Stress Test, i cui risultati sono stati condivisi nello specifico "BankReport_ITCRE_STAR-2022- ClimateSupervisoryST_ITCRE_BankReport" ricevuto il 6.07.2022.
  • o Si segnala, inoltre, che con riferimento all'informativa sui rischi ambientali e climatici la BCE nel 2021 e nel 2022 ha condotto una gap analysis inerente all'Aspettativa 13 («Disclosure»), le cui risultanze sono state formalizzate il 3.02.2023 nell'ambito dell'ultimo Climate Risk Disclosure Assessment. Alcune indicazioni sono state già recepite dalla Banca nell'informativa in materia al 31.12.2022 mentre le restanti osservazioni di BCE saranno recepite nelle future relazioni in coerenza con le scadenze delle attività progettuali condivise con l'Autorità di Vigilanza nell'action plan C&E Risk (dovendosi prima implementare le connesse attività e processi).
  • In ordine alle aree presidiate dalla Funzione Antiriciclaggio non risultano effettuate, nel corso dell'esercizio di riferimento, ispezioni. Nel corso del 2022 è, tuttavia, pervenuta a CREDEM una richiesta da parte di Banca d'Italia che, nell'ambito di una indagine campionaria svolta sul sistema, ha inviato un questionario funzionale ad acquisire informazioni di tipo quantitativo sul posizionamento degli intermediari in termini di rischio di riciclaggio. La Funzione Antiriciclaggio ha, quindi, coordinato le attività di raccolta dati e riscontro alla Vigilanza per CREDEM e le altre Società del Gruppo interessate.
  • Da ultimo, con riferimento alle aree presidiate dalla Funzione di Revisione Interna si evidenzia che, quest'ultima, ha fornito supporto per gli aspetti di competenza a fronte delle attività di verifica svolte dalle Autorità di Vigilanza con particolare riferimento ai seguenti ambiti:
    • o BCE: Targeted Review su IRRBB; Deep dive on Business Model and Profitability; presidio delle obbligation TRIM; OSICRE e presidio relativi finding; Thematic Review sul Climate Risk; o Banca d'Italia: ispezione sull'utilizzo del sistema IRB ai fini ECAF.
  • BILANCIO INDIVIDUALE RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE 829

In conclusione, si osserva che i riscontri forniti dalle preposte Funzioni alle Autorità di Vigilanza, portati a conoscenza anche dal Collegio Sindacale nell'esercizio delle proprie funzioni, risultano trasmessi in tempi congrui e non hanno registrato significative anomalie.

Indipendenza del revisore ed altri incarichi affidati alla Società di revisione

Il Collegio Sindacale ha verificato e monitorato nel corso del 2022, ai sensi dell'art. 19 del D.Lgs. 39/2010, comma 1, lett. e), l'indipendenza della Società di revisione a norma degli artt. 10, 10-bis, 10-ter, 10-quater e 17 del richiamato decreto e dell'art. 6 del Regolamento Europeo n. 537/2014, in particolare per ciò che riguarda l'adeguatezza della prestazione di servizi diversi dalla revisione all'ente sottoposto a revisione, conformemente all'art. 5 di tale Regolamento.

Il Collegio, inoltre, ha ottenuto dalla Società di revisione la conferma annuale dell'indipendenza di cui all'art. 6, par. 2, lett. a) del Regolamento UE n. 537/2014 e del paragrafo 17 del principio di revisione internazionale (ISA Italia) 260.

In conformità alla normativa vigente in materia di revisione legale dei conti (Regolamento UE n. 537/2014 e Direttiva 2014/56/UE, recepita quest'ultima con il D.Lgs. 135/2016 che ha modificato il D.Lgs. 39/2010), CREDEM ha adottato apposita regolamentazione interna di Gruppo per il conferimento di incarichi diversi dalla revisione legale alla Società di revisione e alla sua rete al fine di salvaguardare il requisito di indipendenza del soggetto incaricato della revisione legale: trattasi della Policy di Gruppo "Conferimento di incarichi al Revisore legale e alle Entità appartenenti al suo network", approvata dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo in data 12.3.2020 ed aderente alle interpretazioni normative riportate nella Circolare Assonime n. 28 del 19.12.2019 "Il tetto del 70% per i corrispettivi relativi a servizi diversi dalla revisione prestati ad enti di interesse pubblico". In base alla suddetta Policy:

  • viene recepito il limite normativo del 70% della media dei corrispettivi riconosciuti dalla Società negli ultimi tre esercizi consecutivi per la revisione legale dei conti per gli incarichi assegnati da CREDEM, quale Ente di Interesse Pubblico, al Revisore legale (crf. Regolamento UE n. 2014/537);
  • viene istituito un limite volontario di 400.000,00 Euro per gli incarichi assegnati alle Società appartenenti al network del Revisore da tutto il Gruppo CREDEM;
  • il Collegio Sindacale riceve una rendicontazione semestrale sugli incarichi conferiti sia dalla Società che dal Gruppo CREDEM.

In ossequio alle disposizioni dell'art. 6, par. 2, lett. a) del Regolamento Europeo n. 537/2014 e dell'art. 149 duodecies del Regolamento CONSOB n. 11971/1999, si dà evidenza dei corrispettivi derivanti dai servizi resi da Ernst & Young S.p.A. e dal suo network al Gruppo CREDEM nel corso dell'esercizio 2022, comprensivi anche dei corrispettivi relativi a Credemholding S.p.A., precisando che, con l'approvazione del bilancio al 31.12.2022, l'incarico ad Ernst&Young giungerà a scadenza.

I corrispettivi dovuti alla Società di revisione e al suo network risultano così suddivisi:

  • per "Servizi di Revisione" Euro (migliaia) 1.111 (di cui CREDEM 359);
  • per "Servizi di Attestazione" Euro (migliaia) 392 (di cui CREDEM 213);
  • per "Altri Servizi" Euro (migliaia) 49, riferiti esclusivamente a CREDEM.

Bilancio d'esercizio e Relazione sulla Gestione

Il Consiglio di Amministrazione, in data 09.03.2023, ha approvato e fornito tempestivamente al Collegio Sindacale il progetto di bilancio (unitamente alla Relazione sulla Gestione) che, confermando integralmente i risultati preliminari approvati e resi noti (in funzione delle segnalazioni statistiche e prudenziali di vigilanza armonizzate richieste dall'EBA), è stato predisposto applicando principi generali di redazione e criteri di valutazione conformi ai principi contabili internazionali.

Il Consiglio di Amministrazione, nella predetta seduta ed alla presenza dell'intero Collegio Sindacale, ha approvato all'unanimità il progetto di Bilancio 2022 "individuale" e "consolidato", determinando di sottoporlo all'approvazione dell'Assemblea dei Soci, convocata per il giorno 26 aprile 2023, con la seguente proposta di distribuzione dell'utile di Euro 189.019.734,50 nel seguente modo:

  • alla Riserva Legale, per Euro 18.901.973,45;
  • agli Azionisti, per un importo complessivo di Euro 112.233.591,69 euro, corrispondente a 0,33 Euro per ciascuna delle 340.101.793 azioni aventi godimento 01.01.2022 a titolo di dividendo ordinario, al netto di 1.218.272 azioni in portafoglio (1.816.938 azioni proprie alla data del 31.12.2022, diminuite di 598.666 azioni che saranno consegnate in data antecedente al 26.04.2023 al personale rilevante in virtù dei diritti acquisiti in funzione dei piani di remunerazione in essere);
  • alla Riserva Straordinaria, per Euro 57.884.169,36.

Il bilancio è stato così sottoposto al controllo della Società di revisione Ernst & Young S.p.A.

Il Collegio Sindacale, nella data del 31.03.2023, ha ricevuto dalla Società di Revisione la relazione sulla revisione contabile del bilancio di esercizio di Credito Emiliano S.p.A. al 31 dicembre 2022 emessa ai sensi dell'art. 14 del D.Lgs. 39/2010 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014, da cui risulta che tale bilancio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria di CREDEM al 31 dicembre 2022, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, in conformità ai principi contabili di riferimento e relativi provvedimenti normativi.

Inoltre, a giudizio della Società di Revisione, la Relazione sulla Gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari sono coerenti con il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2022 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Per quanto riguarda eventuali errori significativi nella Relazione sulla Gestione, la Società di Revisione ha dichiarato di non aver nulla da riportare.

La relazione sul bilancio di esercizio riporta l'illustrazione degli aspetti chiave della revisione contabile ("Key Audit Matters") che, secondo il giudizio professionale del Revisore, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio individuale dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati affrontati dalla Società di revisione nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del giudizio sul bilancio di esercizio nel suo complesso.

CREDEM ha chiuso l'esercizio 2022 con un utile netto di Euro 189.019.734,50, ottenuto a fronte di:

  • un risultato netto della gestione finanziaria dell'esercizio pari ad Euro 1.056.484.348, a fronte di un risultato dell'esercizio precedente di Euro 926.371.060;
  • costi operativi dell'esercizio pari ad Euro 798.619.823, a fronte di costi dell'esercizio precedente di Euro 688.408.495;
  • imposte dell'esercizio pari ad Euro 85.458.368, a fronte di imposte dell'esercizio precedente di Euro 48.993.885.

Il patrimonio netto della Banca al 31.12.2022, compreso l'utile dell'esercizio, ammonta ad Euro 2.409.630.443.

Il Collegio Sindacale ha promosso incontri con la Società di revisione specificamente finalizzati ad acquisire informazioni sulla predisposizione del bilancio d'esercizio. In tali incontri il Collegio Sindacale ha potuto rilevare che:

  • il sistema informativo è risultato affidabile anche sulla scorta degli esiti dei controlli eseguiti dalla Società di revisione finalizzati a esprimere un giudizio sul bilancio dell'esercizio;
  • le valutazioni di bilancio sono state eseguite con il principio della continuità e della competenza;
  • i valori degli intangibles sono stati sottoposti ad impairment test in conformità ai principi contabili internazionali e le risultanze, condivise dalla Società di revisione, sono correttamente rappresentate nel bilancio.

Da parte del Collegio Sindacale si rileva, ancora, che:

  • gli schemi di bilancio adottati sono conformi alla legge e alle direttive di Banca d'Italia e sono adeguati in rapporto all'attività della Banca;
  • i principi contabili adottati, descritti nella nota integrativa, sono adeguati in relazione all'attività e alle operazioni poste in essere dalla Banca stessa;
  • le attività dell'Organo di Controllo, della Società di Revisione, del Dirigente preposto e delle Funzioni Aziendali di Controllo della Banca non hanno avuto alcun arresto o diminutio, benché siano state e siano ancora eseguite (almeno in parte) a distanza.

A parere del Collegio Sindacale, il bilancio e la Relazione sulla Gestione, unitamente alla relazione sul bilancio consolidato, sono esaurienti e ottemperano alla Legge ed alle disposizioni di Banca d'Italia e CONSOB, fra le quali si cita, in particolare, il richiamo di attenzione che CONSOB ha rivolto in data 18.03.2022 agli Emittenti vigilati circa l'impatto della guerra in Ucraina.

Bilancio consolidato

Il bilancio consolidato è stato sottoposto anch'esso al controllo della Società di revisione Ernst & Young S.p.A. e tale controllo è stato esteso alle Società controllate. L'area di consolidamento è correttamente formata.

A tal proposito si rileva che, ai fini della vigilanza prudenziale, i ratio patrimoniali vengono calcolati, sulla base della vigente normativa, su Credemholding S.p.A., la Società che controlla CREDEM (CET1 Ratio pari, quindi, a 13,719%). Inoltre, si segnala anche che il Total capital ratio ammonta a 16,652%.

L'utile da bilancio consolidato è di 316,97 milioni di euro.

Negli incontri avuti con la Società di revisione Ernst & Young S.p.A., il Collegio Sindacale ha esaminato l'elenco analitico delle società soggette a revisione e ha assunto informazioni in merito ai diversi livelli di controllo.

Il Collegio Sindacale, in data 31.03.2023, ha ricevuto altresì dalla Società di revisione:

• la relazione sulla revisione contabile del bilancio consolidato del Gruppo CREDEM al 31 dicembre 2022 emessa ai sensi dell'art. 14 del D.Lgs. 39/2010 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014, da cui risulta che tale bilancio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo CREDEM al 31 dicembre 2022, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, in conformità ai principi contabili di riferimento e relativi provvedimenti normativi.

Inoltre, a giudizio della Società di revisione, la Relazione sulla Gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari sono coerenti con il bilancio consolidato al 31 dicembre 2022 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Per quanto riguarda eventuali errori significativi nella Relazione sulla Gestione, la Società di revisione ha dichiarato di non aver nulla da riportare.

La relazione sul bilancio consolidato riporta, analogamente a quella sul bilancio di esercizio, l'illustrazione degli aspetti chiave della revisione contabile ("Key Audit Matters") che, secondo il giudizio professionale del Revisore, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati affrontati dalla Società di revisione nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del giudizio sul bilancio consolidato nel suo complesso;

• la relazione aggiuntiva rilasciata al Collegio Sindacale nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile ai sensi dell'art. 11 del Regolamento (UE) n. 537/2014, da cui risulta che non sono emerse carenze significative nel sistema di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria meritevoli di essere portate all'attenzione dei responsabili delle attività di governance.

Considerazioni conclusive

Signori Azionisti,

a seguito dell'attività di vigilanza svolta dal Collegio Sindacale non sono emersi fatti censurabili, omissioni o irregolarità da segnalare nella presente Relazione.

Il Collegio Sindacale non ritiene che ricorrano i presupposti che rendono necessario esercitare la facoltà di formulare proposte all'Assemblea ai sensi dell'art. 153, comma 2, del TUF.

Tenuto conto di tutto quanto precede, il Collegio Sindacale, considerato:

  • il contenuto delle relazioni redatte dalla Società di Revisione;
  • le attestazioni rilasciate congiuntamente dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e dal Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari;
  • che i documenti sopra citati escludono rilievi o richiami d'informativa e confermano che il bilancio di esercizio e quello consolidato:
    • o sono redatti in modo conforme alle norme ed ai criteri che ne disciplinano la redazione,
    • o rappresentano in modo corretto e veritiero la situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società e del Gruppo,

non rileva, per quanto di propria competenza, motivi ostativi all'approvazione della proposta di bilancio individuale al 31 dicembre 2022 formulata dal Consiglio di Amministrazione.

Per quanto attiene alla proposta di destinazione del risultato, il Collegio Sindacale dà evidenza di condividere le determinazioni assunte dal Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano S.p.A. nella seduta del 9.03.2023 e, precisamente, destinazione dell'utile di esercizio di Euro 189.019.734,50 nel seguente modo:

  • alla Riserva Legale, per Euro 18.901.973,45;
  • agli Azionisti, per un importo complessivo di Euro 112.233.591,69 euro, corrispondente a 0,33 Euro per ciascuna delle 340.101.793 azioni aventi godimento 01.01.2022 a titolo di dividendo ordinario, al netto di 1.218.272 azioni in portafoglio (1.816.938 azioni proprie alla data del 31.12.2022, diminuite di meno 598.666 azioni che saranno consegnate in data antecedente al 26.04.2023 al personale rilevante in virtù dei diritti acquisiti in funzione dei piani di remunerazione in essere);
  • alla Riserva Straordinaria, per Euro 57.884.169,36.

APPENDICE SULL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI VIGILANZA EX D.LGS. 231/2001

"Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300".

Come sopra rappresentato, il Collegio Sindacale svolge, a far data dal 01.01.2014, le funzioni di Organismo di Vigilanza ex art. 6 del D.Lgs. 231/01.

Nel corso del 2022, il Collegio ha:

• vigilato sul funzionamento, l'osservanza ed effettiva attuazione del Modello di Organizzazione e Gestione ("MOG" o "Modello Organizzativo") adottato dalla Società attraverso la verifica della

coerenza tra i comportamenti concreti e il Modello Organizzativo;

  • valutato l'adeguatezza ed appropriatezza del MOG in termini di effettività ed efficacia nella prevenzione della commissione dei reati previsti dal D.Lgs. 231/01;
  • verificato il mantenimento nel tempo dei requisiti di funzionalità del MOG;
  • curato l'aggiornamento in senso dinamico del MOG con riferimento a variazioni normative e organizzative;
  • riferito al Consiglio di Amministrazione circa le attività di presidio e di verifica svolte e i relativi esiti.

Nel dettaglio, il Collegio Sindacale ha dedicato all'esercizio della vigilanza ex D.Lgs. 231/01 specifiche riunioni nel corso delle quali, tra l'altro, ha:

  • esaminate le novità normative e giurisprudenziali rilevanti ai fini del D.Lgs. 231/01, unitamente alle interpretazioni della dottrina, nonché le variazioni organizzative intervenute;
  • esaminato i report con cui le Funzioni Aziendali di Controllo hanno approfondito e valutato l'efficacia dei presidi insistenti su specifiche aree di rischio potenzialmente rilevanti ai fini del D.Lgs. 231/01;
  • esaminato i flussi di reporting trasmessi dalle diverse Unità Organizzative in merito ai presidi insistenti sui rischi reato connessi all'operatività di ciascuna unità organizzativa;
  • incontrato diverse Funzioni aziendali al fine di verificare che i rischi associati alle singole attività e processi sensibili siano adeguatamente presidiati;
  • esaminato le relazioni annuali dei Collegi Sindacali delle Società del Gruppo sulle attività di vigilanza ex D.Lgs. 231/01 svolte e sullo stato di aggiornamento dei Modelli Organizzativi;
  • svolto un incontro con i Collegi Sindacali delle Società del Gruppo su temi rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/01;
  • vigilato sull'effettivo ed adeguato svolgimento da parte dei soggetti apicali e loro sottoposti delle attività di informazione e formazione sui contenuti del D.Lgs. 231/01 e del MOG;
  • promosso a livello di Gruppo specifiche sessioni formative rilevanti per la materia;
  • vigilato sul corretto funzionamento dei canali di segnalazione di condotte illecite rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/01 o di violazioni del MOG, tra i quali la piattaforma Whistleblowing, e sul rispetto nella gestione delle segnalazioni della vigente normativa in materia.

Nel corso del 2022, dall'esercizio dell'attività di vigilanza ai sensi del D.Lgs. 231/01 non sono emersi profili di particolare problematicità, irregolarità o rischi sui quali non insistono idonei presidi o controlli.

Il Collegio Sindacale ritiene che l'impianto regolamentare adottato dalla Società, finalizzato alla mitigazione dell'esposizione aziendale ai rischi reato ex D.Lgs. 231/01, risulti:

  • complessivamente adeguato ed efficace rispetto alla struttura societaria;
  • sostanzialmente idoneo a preservare la medesima da responsabilità per la commissione di fattispecie di reato rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/01.

Reggio Emilia, lì 31 marzo 2023

IL COLLEGIO SINDACALE

Anna Maria Allievi (Presidente) Giulio Morandi Maria Paglia

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