Annual Report • Apr 4, 2023
Annual Report
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Situazione al 31 dicembre 2022
Credito Emiliano Spa Gruppo Bancario Credito Emiliano - Credem 3032 - Società per Azioni
Sede Sociale e Direzione:
Via Emilia San Pietro n. 4 - 42100 Reggio Emilia Capitale interamente versato 341.320.065 Euro Codice Fiscale 01806740153 - Partita IVA 02823390352 Codice ABI 03032 Banca iscritta all'albo delle banche al n.5350 Banca iscritta all'albo dei Gruppi bancari al n.03032 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Tel.0522 5821 - Telefax 0522 433969 - Telex BACDIR 530658 – Switf Code BACRIT22 Sito Internet: www.credem.it
| INTRODUZIONE | 4 | |
|---|---|---|
| 1. | Ambito di applicazione | 10 |
| 2. | Fondi propri | 18 |
| 3. | Requisiti informativi generali | 35 |
| 4. | Rischio di Liquidità | 53 |
| 5. | Qualità del credito | 65 |
| 6. | Rischio di credito: informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato |
79 |
| 7. | Rischio di credito: Informativa sui portafogli cui si applicano gli approcci IRB | 83 |
| 8. | Tecniche di attenuazione del rischio di credito | 121 |
| 9. | Informativa sui rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) | 125 |
| 10. Rischio di controparte | 165 | |
| 11. Operazioni di cartolarizzazione | 172 | |
| 12. Rischio di mercato | 178 | |
| 13. Rischio di tasso di interesse sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario | 184 | |
| 14. Rischio Operativo | 188 | |
| 15. Leva Finanziaria | 193 | |
| 16. Attività vincolate | 199 | |
| 17. Politiche di remunerazione | 202 | |
| 18. Informazioni sulle esposizioni soggette a moratorie legislative e non legislative e sulle nuove esposizioni originate soggette a schemi di garanzia pubblica |
214 | |
| Attestazione sugli obblighi di informativa ai sensi della parte otto, art. 431 comma 3 del regolamento (ue) n° 575/2013 del 26 giugno 2013 e successive modifiche ed integrazioni |
219 | |
| Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari | 220 |
Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 ("CRR") con il quale vengono introdotte nell'Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria con l'articolato insieme di documenti unitariamente denominato "Basilea 3" in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e informativa al pubblico (Terzo pilastro).
Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE ("CRD IV") definiscono il nuovo quadro normativo di riferimento nell'Unione Europea per banche e imprese di investimento. Dal 1° gennaio 2014 CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di regolamentazione o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di supervisione ("ESA"), che danno attuazione alla normativa primaria.
Con l'adozione del regolamento di esecuzione (UE) n. 2021/451 sono state stabilite le norme tecniche di attuazione (Implementing Technical Standards) vincolanti in materia di segnalazioni prudenziali armonizzate delle banche e delle imprese di investimento relative a: fondi propri, rischio di credito e controparte, rischi di mercato, rischio operativo, grandi rischi, rilevazione su perdite ipotecarie, posizione patrimoniale complessiva, liquidità e leva finanziaria.
Relativamente alla vigilanza bancaria, ricordiamo:
A fine ottobre 2022, il Consiglio Europeo ha proposto il testo della CRR3, che dovrebbe recepire nella legislazione europea la finalizzazione di Basilea 3 (cosiddetta Basilea 4). L'iter legislativo sta proseguendo.
Il 15 giugno 2022, il Comitato di Basilea ha pubblicato i "Principi per la gestione e la supervisione efficace dei rischi finanziari legati al clima" la cui attuazione è prevista nel prossimo futuro.
Sempre il Comitato di Basilea, il 16 dicembre 2022, ha rilasciato lo standard prudenziale per le esposizioni bancarie in cryptoassets, che andrebbe implementato dal 1° gennaio 2025. Il Comitato ha reso inoltre noto che le priorità strategiche per il 2023–24 riguardano i rischi e le vulnerabilità emergenti collegati alla digitalizzazione e al clima.
Il Regolamento EU 2019/876 (CRR2) ha introdotto nuove disposizioni in materia di informativa al pubblico, dando mandato all'EBA nell'art. 434a di elaborare norme tecniche di attuazione in tale ambito. Facendo seguito a queste disposizioni, l'EBA in data 16 ottobre 2019 ha avviato una consultazione pubblica in merito ai nuovi obblighi informativi, conclusasi in data 16 gennaio 2020. Le nuove disposizioni si pongono diversi obbiettivi tra i quali quello uniformare il contenuto dell'informativa attraverso un unico framework normativo in grado di garantire informazioni sufficientemente complete e comparabili. Facendo seguito a tale consultazione, in data 24 giugno 2020 l'EBA ha emanato l'Implementing Technical Standard EBA/ITS/2020/04 "Final draft implementing technical standards on public disclosures by institutions of the information referred to in Titles II and III of Part Eight of Regulation (EU) No 575/2013". L'ITS è stato recepito nel Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637 della Commissione del 15 marzo 2021, pubblicato in data 21 aprile 2021, la cui applicazione è stata avviata a partire dal 28 giugno 2021.
Il contenuto della presente Informativa al Pubblico è disciplinato nella Parte 8 del regolamento CRR e redatto secondo le disposizioni del Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637.
Per ciascun ambito informativo è prevista la predisposizione di templates e tables all'interno delle quali è fornita, rispettivamente, l'informativa quantitativa e qualitativa richiesta. Per facilitare la predisposizione delle informazioni di carattere quantitativo, oltre che per garantire maggiore coerenza e qualità dei dati forniti, l'EBA ha predisposto, quando applicabili, specifici raccordi tra le informazioni presenti all'interno dei templates e le informazioni presenti nelle segnalazioni di vigilanza.
Il Consiglio d'Amministrazione con apposita delibera nella seduta del 6 febbraio 2023 ha espresso specifico parere, ai sensi dell'art. 435 comma 1 delle lettere e) ed f) del Regolamento UE 575/2013 del 26/03/2013, in merito a:
Per una completa informativa sui rischi, la governance e sulle politiche di remunerazione si rimanda alla Relazione sulla Gestione, al Bilancio Consolidato, alla Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari ed alla Relazione sulla Politica di Gruppo in materia di Remunerazione e Incentivazione e sui Compensi Corrisposti. I documenti sono pubblicati sul sito www.credem.it.
Le informazioni quantitative sono rappresentate in migliaia di euro e, se non diversamente specificato, si riferiscono al perimetro prudenziale del Gruppo Bancario.
L'informativa al Pubblico è pubblicata sul sito internet www.credem.it.
La tabella che segue riporta la collocazione nel documento Pillar 3 dei requisiti informativi introdotti dal Commission Implementing Regulation (EU) 2021/637 applicabili al Gruppo Credem al 31 dicembre 2022, nonché dal Consultation Paper on draft ITS on IRRBB disclosure (EBA/CP/2021/20), che disciplinano i formati della disclosure al pubblico in accordo alla Parte Otto del CRR.
| Capitolo Pillar III |
Articolo CRR |
Tabella / Modello | Note |
|---|---|---|---|
| Modello EU LI1: differenze tra l'ambito del consolidamento contabile e quello del consolidamento prudenziale e associazione delle categorie di bilancio alle categorie di rischio regolamentari |
|||
| Modello EU LI2: principali fonti di differenze tra gli importi delle esposizioni determinati a fini regolamentari e i valori contabili nel bilancio |
|||
| 1. Ambito di | 436 | Modello EU LI3: descrizione delle differenze tra gli ambiti di consolidamento (soggetto per soggetto) | |
| applicazione | Modello EU PV1: aggiustamenti per la valutazione prudente (PVA) | 1 | |
| Tabella EU LIA: descrizione delle differenze tra gli importi delle esposizioni in bilancio e quelli delle esposizioni determinati a fini regolamentari |
|||
| Tabella EU LIB: altre informazioni qualitative sull'ambito di applicazione | |||
| Modello EU CC1: composizione dei fondi propri regolamentari | |||
| 437 | Modello EU CC2: riconciliazione dei fondi propri regolamentari con lo stato patrimoniale nel bilancio sottoposto a revisione contabile |
||
| 2. Fondi propri | Modello EU CCA: principali caratteristiche degli strumenti di fondi propri regolamentari e degli strumenti di passività ammissibili |
||
| 440 | Modello EU CCyB1: distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo della riserva di capitale anticiclica |
||
| Modello EU CCyB2: importo della riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente | |||
| Modello EU INS1: partecipazioni in assicurazioni | |||
| 438 | Modello EU INS2: informazioni sui fondi propri e sul coefficiente di adeguatezza patrimoniale dei conglomerati finanziari |
||
| 3. Requisiti | 447 e 438 | Modello EU KM1: metriche principali | |
| informativi generali |
438 | Modello EU OV1: quadro sinottico degli importi complessivi dell'esposizione al rischio | |
| Tabella EU OVA: metodo di gestione del rischio dell'ente | |||
| 435 | Tabella EU OVB: informativa sui sistemi di governance | ||
| 438 | Tabella EU OVC: informazioni ICAAP | ||
| 451a | Modello EU LIQ1: informazioni quantitative dell'LCR | ||
| 4. Rischio di | Modello EU LIQ2: coefficiente netto di finanziamento stabile | ||
| liquidità | 435 e 451a |
Tabella EU LIQA: gestione del rischio di liquidità | |
| 451a | Tabella EU LIQB: informazioni qualitative sull'LCR, ad integrazione del modello EU LIQ1 | ||
| Modello EU CQ1: qualità creditizia delle esposizioni oggetto di misure di concessione | |||
| Modello EU CQ2: qualità della concessione | 2 | ||
| Modello EU CQ3: qualità creditizia delle esposizioni in bonis e deteriorate suddivise in base ai giorni di arretrato |
|||
| Modello EU CQ4: qualità delle esposizioni deteriorate per zona geografica | |||
| Modello EU CQ5: qualità creditizia dei prestiti e delle anticipazioni per settore | |||
| Modello EU CQ6: valutazione delle garanzie reali - prestiti e anticipazioni | 2 | ||
| 5. Qualità del | 442 | Modello EU CQ7: garanzie reali ottenute acquisendone il possesso e tramite procedure di escussione |
1 |
| credito | Modello EU CQ8: garanzie reali ottenute acquisendone il possesso e tramite procedure di escussione - disaggregazione per anzianità |
2 | |
| Modello EU CR1: esposizioni in bonis ed esposizioni deteriorate e relativi accantonamenti | |||
| Modello EU CR1-A: durata delle esposizioni | |||
| Modello EU CR2: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati | |||
| Modello EU CR2a: variazioni dello stock di prestiti e anticipazioni deteriorati e relativi recuperi netti accumulati |
2 | ||
| 435 | Tabella EU CRA: informazioni qualitative generali sul rischio di credito | ||
| 442 | Tabella EU CRB: informativa aggiuntiva in merito alla qualità creditizia delle attività |
| Capitolo Pillar III |
Articolo Tabella / Modello CRR |
Note | |
|---|---|---|---|
| 6. Rischio di | 453 e 444 | Modello EU CR4 - Metodo standardizzato: esposizione al rischio di credito ed effetti della CRM | |
| credito: informazioni |
Modello EU CR5: metodo standardizzato | ||
| relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato |
444 | Tabella EU CRD: obblighi di informativa qualitativa sul metodo standardizzato | |
| 452 | Modello CR9 - Metodo IRB: test retrospettivi della PD per classe di esposizioni (scala di PD fissa) | ||
| 452 e 180 | Modello CR9.1 - Metodo IRB: test retrospettivi della PD per classe di esposizioni (solo per le stime della PD conformemente all'articolo 180, paragrafo 1, lettera f), del CRR) |
1 | |
| 438 | Modello EU CR10: esposizioni da finanziamenti specializzati e in strumenti di capitale in base al metodo della ponderazione semplice |
1 | |
| 7. Rischio di | 452 | Modello EU CR6 - Metodo IRB: esposizioni al rischio di credito per classe di esposizioni e intervallo di PD |
|
| credito: Informativa sui |
Modello EU CR6-A: ambito d'uso dei metodi IRB e SA | ||
| portafogli cui si applicano gli approcci IRB |
453 | Modello EU CR7 - Metodo IRB: effetto sugli importi delle esposizioni ponderati per il rischio dei derivati su crediti utilizzati nell'ambito delle tecniche di CRM |
|
| Modello EU CR7-A - Metodo IRB: informativa sulla misura di utilizzo delle tecniche di CRM | |||
| 438 | Modello EU CR8: prospetto degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di credito in base al metodo IRB |
||
| 438 | Modello EU CR10.5: Esposizioni in strumenti di capitale in base al metodo della ponderazione semplice |
||
| 452 | Tabella EU CRE: obblighi di informativa qualitativa sul metodo IRB | ||
| 8. Tecniche di attenuazione del |
453 | Modello EU CR3 - Tecniche di CRM - Quadro d'insieme: informativa sull'uso di tecniche di attenuazione del rischio di credito |
|
| rischio di credito |
Tabella EU CRC: obblighi di informativa qualitativa sulle tecniche di CRM | ||
| Tabella 1 - Informazioni qualitative sui rischi ambientali | |||
| 449a | Tabella 2 - Informazioni qualitative sui rischi sociali | ||
| Tabella 3 - Informazioni qualitative sui rischi di governance | |||
| 9. Informativa sui rischi |
Modello 1: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e vita residua |
||
| ambientali, sociali e di governance |
Modello 2: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: Prestiti garantiti da immobili - Efficienza energetica della garanzia |
||
| (ESG) | Modello 4: Portafoglio bancario - Rischio di transizione ai cambiamenti climatici: esposizioni verso le prime 20 aziende ad alta intensità di carbonio |
||
| Modello 5 – Rischio fisico relativo ai cambiamenti climatici: Esposizioni soggette a rischio fisico | |||
| Modello 10 - Altre azioni di mitigazione del cambiamento climatico che non sono contemplate nel Regolamento (EU) 2020/852 |
|||
| 439 | Modello EU CCR1: analisi dell'esposizione al CCR per metodo | ||
| Modello EU CCR2: operazioni soggette a requisiti di fondi propri per il rischio di CVA | |||
| 439 e 444 | Modello EU CCR3 - Metodo standardizzato: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni regolamentare e ponderazione del rischio |
||
| 10. Rischio di | 439 e 452 | Modello EU CCR4 - Metodo IRB: esposizioni soggette al CCR per classe di esposizioni e scala di PD | |
| controparte | 439 | Modello EU CCR5: composizione delle garanzie reali per le esposizioni soggette al CCR | |
| Modello EU CCR6: esposizioni in derivati su crediti | 1 | ||
| 438 | Modello EU CCR7: prospetti degli RWEA delle esposizioni soggette al CCR nell'ambito dell'IMM | 1 | |
| 439 | Modello EU CCR8: esposizioni verso CCP | ||
| Tabella EU CCRA: informativa qualitativa sul CCR | |||
| Modello EU SEC1: esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione | |||
| Modello EU SEC2: esposizioni verso la cartolarizzazione incluse nel portafoglio di negoziazione | 1 | ||
| 11. Operazioni | Modello EU SEC3 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di cedente o promotore |
||
| di cartolarizzazione |
449 | Modello EU SEC4 - Esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione e relativi requisiti patrimoniali regolamentari: l'ente agisce in qualità di investitore |
|
| Modello EU SEC5 - Esposizioni cartolarizzate dall'ente: esposizioni in stato di default e rettifiche di valore su crediti specifiche |
|||
| Tabella EU SECA: obblighi di informativa qualitativa sulle esposizioni verso la cartolarizzazione | |||
| 445 | Modello EU MR1: rischio di mercato in base al metodo standardizzato |
| Capitolo Pillar III |
Articolo CRR |
Tabella / Modello | Note | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 455 | Modello EU MR2-A: rischio di mercato in base al metodo dei modelli interni (IMA) | 1 | ||||||
| 438 | Modello EU MR2-B: prospetti degli RWEA delle esposizioni soggette al rischio di mercato in base al metodo IMA |
|||||||
| 12. Rischio di | Modello EU MR3: valori IMA per i portafogli di negoziazione | 1 | ||||||
| mercato | 455 | Modello EU MR4: raffronto tra stime del VaR e profitti/perdite | 1 | |||||
| 435 | Tabella EU MRA: obblighi di informativa qualitativa sul rischio di mercato | |||||||
| 455 | Tabella EU MRB: obblighi di informativa qualitativa per gli enti che utilizzano i modelli interni per il rischio di mercato |
1 | ||||||
| 13. Rischio di tasso di interesse sulle posizioni incluse |
448 | IRRBB1: esposizioni al rischio di tasso di interesse su posizioni non detenute nel portafoglio di negoziazione |
||||||
| nel portafoglio bancario |
IRRBBA: informazioni qualitative sul rischio di tasso di interesse su posizioni non detenute nel portafoglio di negoziazione |
|||||||
| 14. Rischio | 446 e 454 | Modello EU OR1: requisiti di fondi propri per il rischio operativo e importi delle esposizioni ponderati per il rischio |
||||||
| Operativo | 435, 446 e 454 |
Tabella EU ORA: informazioni qualitative sul rischio operativo | ||||||
| Modello EU LR1 - LRSum: riepilogo della riconciliazione tra attività contabili e esposizioni del coefficiente di leva finanziaria |
||||||||
| 15. Leva | 451 | Modello EU LR2 - LRCom: informativa armonizzata sul coefficiente di leva finanziaria | ||||||
| finanziaria | Modello EU LR3 - LRSpl: disaggregazione delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate) |
|||||||
| Tabella EU LRA: comunicazione di informazioni qualitative sul coefficiente di leva finanziaria | ||||||||
| Modello EU AE1: attività vincolate e non vincolate | ||||||||
| 16. Attività | Modello EU AE2: garanzie reali ricevute e titoli di debito di propria emissione | |||||||
| vincolate | 443 | Modello EU AE3: fonti di gravame | ||||||
| Tabella EU AE4: informazioni descrittive di accompagnamento | ||||||||
| Modello EU REM1: remunerazione riconosciuta per l'esercizio | ||||||||
| Modello EU REM2: pagamenti speciali al personale le cui attività professionali hanno un impatto rilevante sul profilo di rischio dell'ente (personale più rilevante) |
||||||||
| 17. Politiche di | Modello EU REM3: remunerazione differita | |||||||
| remunerazione | 450 | Modello EU REM4: remunerazione di 1 milione di EUR o più per esercizio | ||||||
| Modello EU REM5: informazioni sulla remunerazione del personale le cui attività professionali hanno un impatto rilevante sul profilo di rischio dell'ente (personale più rilevante) |
||||||||
| Tabella EU REMA: politica di remunerazione | ||||||||
| 18. Informazioni sulle esposizioni soggette a moratorie legislative e non |
Modello 1. Informazioni su prestiti e anticipazioni soggetti a moratorie legislative e non legislative | 3 | ||||||
| legislative e sulle nuove esposizioni originate |
N.A. | Modello 2. Disaggregazione dei prestiti delle anticipazioni soggetti a moratorie legislative e non legislative per durata residua delle moratorie |
3 | |||||
| soggette a schemi di garanzia pubblica |
Modello 3. Informazioni su nuovi prestiti e anticipazioni soggetti a schemi di garanzia pubblica di nuova applicazione introdotti in risposta alla crisi Covid-19 |
3 |
1: modello o tabella non applicabile al 31 dicembre 2022.
2: modello non predisposto in quanto l'ammontare degli NPL è inferiore alla soglia del 5%. 3: modello predisposti in accordo alle EBA/GL/2020/07.
I Modelli EU CR10.1, EU CR10.2, EU CR10.3 ed EU CR10.4 Esposizioni da finanziamenti specializzati non risultano prodotti in quanto non applicabili al 31 dicembre 2022.
Il Capitolo 17 "Informazioni sulle esposizioni soggette a moratorie legislative e non legislative e sulle nuove esposizioni originate soggette a schemi di garanzia pubblica" contiene le informazioni richieste in base alle linee guida EBA/GL/2020/07 "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID-19 crisis" emesse in data 2 giugno 2020. I template rappresentati sono i seguenti:
Come meglio specificato nel Capitolo 5 "Qualità del credito", i template soggetti alla soglia del 5% dell'NPL ratio non sono pubblicati al 31 dicembre 2022 in quanto l'ammontare degli NPL risultava inferiore a tale soglia.
Il raffronto dei dati del periodo in corso con quelli del periodo precedente è stato predisposto nei casi rischiesti dai templates EBA.
Capogruppo del Gruppo Bancario, Credito Emiliano – Credem.
Il bilancio consolidato del Gruppo Credem comprende il bilancio di Credito Emiliano spa e delle società da questa controllate, includendo nel perimetro di consolidamento anche le società operanti in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo. Analogamente, sono incluse anche le società veicolo (SPE/SPV) quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.
Sono considerate controllate le imprese nelle quali la Capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede più della metà dei diritti di voto o quando, pur con una quota di diritti di voto inferiore, la Capogruppo ha il potere di nominare la maggioranza degli amministratori della partecipata o di determinare le politiche finanziarie ed operative della stessa. Nella valutazione dei diritti di voto si tiene conto anche dei diritti "potenziali" che siano correntemente esercitabili o convertibili in diritti di voto effettivi in qualsiasi momento.
Sono considerate controllate congiuntamente le imprese nelle quali i diritti di voto ed il controllo dell'attività economica della partecipata sono condivisi in modo paritetico da Credem, direttamente o indirettamente, e da un altro soggetto. Inoltre viene qualificato come sottoposto a controllo congiunto un investimento partecipativo nel quale, pur in assenza di una quota paritetica di diritti di voto, il controllo sull'attività economica e sugli indirizzi strategici della partecipata è condiviso con altri soggetti in virtù di accordi contrattuali.
Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali la capogruppo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali" come sopra definiti) o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.
Le partecipazioni controllate sono consolidate con il metodo integrale, mentre le interessenze non di controllo e di joint venture sono consolidate in base al metodo del patrimonio netto.
I criteri adottati per la redazione del bilancio consolidato sono i seguenti:
sorgere a seguito di tali acquisti successivi sono imputate direttamente a patrimonio;
le percentuali esprimono i diritti di voto esercitabili direttamente e indirettamente le partecipazioni in chiaro sono valutate con il metodo del patrimonio netto
Nel mese di gennaio 2022 si è perfezionato un investimento di Credemtel Spa ("Credemtel") nella società SBC Fintech Milan 2224 s.r.l. ("SBC") per l'importo complessivo di 250.000 euro. L'investimento è avvenuto nella forma di aumento di capitale riservato a Credemtel e la partecipazione di Credemtel nella società è pari al 19,68% del capitale sociale.
In tale contesto:
In relazione a SBC la posizione di Credemtel è pertanto quella:
Gli accordi in essere tra i soci di SBC contemplano, a favore di Credemtel il diritto contemplato in apposito patto parasociale di ottenere esponenti aziendali (un consigliere di amministrazione). Siccome non vi sono nell'ambito di SBC voti di consiglieri che prevalgano su quelli di altri consiglieri, la designazione di esponenti aziendali non attribuisce a nessun socio una prevalenza sulle scelte societarie.
Non ci sono impedimenti né sostanziali né giuridici che ostacolano il rapido trasferimento di risorse patrimoniali o di fondi all'interno del Gruppo.
| a | b | c | d | e | f | g | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valori contabili degli elementi | |||||||
| Valori contabili riportati nel bilancio pubblicato |
Valori contabili nell'ambito del consolidamento prudenziale |
soggetti al quadro relativo al rischio di credito |
soggetti al quadro relativo al CCR |
soggetti al quadro relativo alla cartolarizzazione |
soggetti al quadro relativo al rischio di mercato |
non soggetti a requisiti di fondi propri o soggetti a deduzione dai fondi propri |
|
| Disaggregazione per classi di attività in base allo stato patrimoniale nel bilancio pubblicato | |||||||
| 10. CASSA E DISPONIBILITA' LIQUIDE | 3.357.710 | 3.344.616 | 3.344.616 | - | - | - | - |
| 20. ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO A CONTO ECONOMICO (IFRS 7 PAR. 8 LETT. A)) |
148.560 | 148.560 | 54.279 | 35.884 | 9 | 58.388 | - |
| 30. ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO SULLA REDDITIVITÀ COMPLESSIVA (IFRS 7 PAR. 8 LETT. H)) |
6.199.150 | 6.199.150 | 6.196.253 | - | 2.897 | - | - |
| 35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al FV ai sensi dello IAS39 |
6.037.262 | - | - | - | - | - | - |
| 40. ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO (IFRS 7 PAR. 8 LETT. H)) |
43.831.210 | 43.856.538 | 42.843.646 | 404.734 | 608.158 | - | - |
| 45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS39 |
2.126.384 | - | - | - | - | - | - |
| 50. DERIVATI DI COPERTURA | 1.090.239 | 1.090.239 | - | 1.090.239 | - | - | - |
| 60. ADEGUAMENTO DI VALORE DELLE ATTIVITA' FINANZIARIE OGGETTO DI COPERTURA GENERICA (+/-) |
(197.853) | (197.853) | - | - | - | - | - |
| 70. PARTECIPAZIONI | 47.363 | 216.055 | 216.055 | - | - | - | - |
| 80. RISERVE TECNICHE A CARICO DEI RIASSICURATORI |
18.347 | - | - | - | - | - | - |
| 90. ATTIVITA' MATERIALI | 453.916 | 452.574 | 452.574 | - | - | - | |
| 100. ATTIVITA' IMMATERIALI | 503.157 | 509.219 | 82.567 | - | - | - | 426.652 |
| - Avviamento | 318.026 | 329.664 | - | - | - | - | 329.664 |
| - Altre attività immateriali | 185.131 | 179.555 | 82.567 | - | - | - | 96.988 |
| 110. ATTIVITA' FISCALI | 614.860 | 324.140 | 324.140 | - | - | - | - |
| 120. ATTIVITA' NON CORRENTI E GRUPPI DI ATTIVITA' IN VIA DI DISMISSIONE |
- | - | - | - | - | - | - |
| 130. ALTRE ATTIVITA' | 886.828 | 861.747 | 861.747 | - | - | - | - |
| Totale attività | 65.117.133 | 56.804.985 | 54.375.877 | 1.530.857 | 611.064 | 58.388 | 426.652 |
| Disaggregazione per classi di passività in base allo stato patrimoniale nel bilancio pubblicato | |||||||
| 10. PASSIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO (IFRS 7 PAR. 8 LETT. G)) 15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di |
50.886.709 | 51.025.921 | - | 616.524 | - | - | - |
| assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS39 |
111.755 | - | - | - | - | - | - |
| 20. PASSIVITA' FINANZIARIE DI NEGOZIAZIONE | 36.257 | 36.257 | - | 36.257 | - | - | - |
| 30. PASSIVITA' FINANZIARIE DESIGNATE AL FAIR VALUE (IFRS 7 PAR. 8 LETT. E)) |
- | - | - | - | - | - | - |
| 35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al FV ai sensi dello IAS39 |
3.903.984 | - | - | - | - | - | - |
| 40. DERIVATI DI COPERTURA | 874.058 | 874.058 | - | 874.058 | - | - | - |
| 50. ADEGUAMENTO DI VALORE DELLE PASSIVITA' FINANZIARIE OGGETTO DI COPERTURA GENERICA (+/-) |
(203.886) | (203.886) | - | - | - | - | - |
| 60. PASSIVITA' FISCALI | 217.947 | 148.652 | 17.494 | - | - | - | 79.985 |
| 70. PASSIVITA' ASSOCIATE A GRUPPI DI ATTIVITA' IN VIA DI DISMISSIONE |
- | - | - | - | - | - | - |
| 80. ALTRE PASSIVITA' | 1.415.978 | 1.407.253 | - | - | - | - | - |
| 90. TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DEL PERSONALE |
56.086 | 55.173 | - | - | - | - | - |
| 100. FONDI PER RISCHI E ONERI | 182.962 | 182.812 | - | - | - | - | - |
| 110. RISERVE TECNICHE | 4.356.382 | - | - | - | - | - | - |
| 120. RISERVE DA VALUTAZIONE | (55.080) | (55.082) | - | - | - | - | - |
| 125. RISERVE DA VALUTAZIONE DI PERTINENA DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE AI SENSI DELLO IAS39 |
(179.465) | (179.465) | - | - | - | - | - |
| 130. AZIONI RIMBORSABILI | - | - | - | - | - | - | - |
| a | b | c | d | e | f | g | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valori contabili degli elementi | ||||||||
| Valori contabili riportati nel bilancio pubblicato |
Valori contabili nell'ambito del consolidamento prudenziale |
soggetti al quadro relativo al rischio di credito |
soggetti al quadro relativo al CCR |
soggetti al quadro relativo alla cartolarizzazione |
soggetti al quadro relativo al rischio di mercato |
non soggetti a requisiti di fondi propri o soggetti a deduzione dai fondi propri |
||
| 140. STRUMENTI DI CAPITALE | - | - | - | - | - | - | - | |
| 145. ACCONTI SU DIVIDENDI | - | - | - | - | - | - | - | |
| 150. RISERVE | 2.287.510 | 2.287.509 | - | - | - | - | - | |
| 160. SOVRAPPREZZI DI EMISSIONE | 252.867 | 252.867 | - | - | - | - | - | |
| 170. CAPITALE | 49.437 | 49.437 | - | - | - | - | - | |
| 180. AZIONI PROPRIE (-) | - | - | - | - | - | - | - | |
| 190. PATRIMONIO DI PERTINENZA DEI TERZI (+/-) | 679.922 | 679.769 | - | - | - | - | - | |
| 200. UTILE (PERDITA) D'ESERCIZIO | 243.710 | 243.710 | - | - | - | - | - | |
| Totale passività | 65.117.133 | 56.804.985 | 17.494 | 1.526.839 | - | - | 79.985 |
Le principali differenze tra i valori contabili riportati nel bilancio pubblicato ed i valori contabili nell'ambito del consolidamento prudenziale afferiscono al perimetro di consolidamento. Nel primo caso le società esterne al Gruppo prudenziale sono consolidate integralmente mentre nel secondo caso sono consolidate con il metodo del patrimonio netto. Le società esterne al Gruppo prudenziale al 31 dicembre 2022 sono:
| a | b | c | d | e | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Esposizioni soggette al | |||||||
| Totale | quadro relativo al rischio di credito |
quadro relativo alla cartolarizzazione |
quadro relativo al CCR |
quadro relativo al rischio di mercato |
|||
| 1 | Valore contabile delle attività nell'ambito del consolidamento prudenziale (come nel modello LI1) |
56.576.186 | 54.375.877 | 611.064 | 1.530.857 | 58.388 | |
| 2 | Valore contabile delle passività nell'ambito del consolidamento prudenziale (come nel modello LI1) |
1.544.333 | 17.494 | - | 1.526.839 | - | |
| 3 | Importo netto totale nell'ambito del consolidamento prudenziale |
55.031.853 | 54.358.383 | 611.064 | 4.018 | 58.388 | |
| 4 | Importi fuori bilancio | 16.259.893 | 11.474.536 | 4.785.357 | |||
| 5 | Differenze di valutazione | - | - | - | - | ||
| 6 | Differenze dovute a regole di compensazione diverse da quelle già incluse nella riga 2 |
154.840 | - | - | 154.840 | ||
| 7 | Differenze dovute al trattamento delle rettifiche di valore | 468.388 | 468.388 | - | - | ||
| 8 | Differenze dovute all'uso di tecniche di attenuazione del rischio di credito (CRM) |
(4.716.616) | (81.931) | - | (4.634.685) | ||
| 9 | Differenze dovute ai fattori di conversione del credito | (9.394.710) | (9.394.710) | - | - | ||
| 10 | Differenze dovute alla cartolarizzazione con trasferimento del rischio |
- | - | - | - | ||
| 11 | Altre differenze | 68.212 | 68.212 | - | - | ||
| 12 | Importi delle esposizioni considerati a fini regolamentari |
57.813.472 | 56.892.878 | 611.064 | 309.530 | - |
Le principali fonti di differenze tra gli importi delle esposizioni determinati a fini regolamentari e i valori contabili nel bilancio di cui al modello EU LI2 attengono, per quanto riguarda il rischio di credito, all'applicazione delle tecniche di mitigazione del rischio. Per maggiori informazioni sulle tecniche di mitigazione del rischio di credito si rimanda all'apposito capitolo del presente documento. Per quanto riguarda le esposizioni relative ad importi fuori bilancio soggetti al quadro relativo al rischio di credito, le differenze sono principalmente ascrivibili all'applicazione dei fattori di conversione del credito (FCC).
Le differenze riguardanti le esposizioni soggette al quadro relativo al CCR sono principalmente imputabili all'applicazione delle tecniche di mitigazione del rischio, in particolare per quanto attiene alle operazioni SFT.
| a | b | c | d | e | f | g | h |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Metodo di consolidamento prudenziale | |||||||
| Denominazione del soggetto | Metodo di consolidamento contabile |
Consolidamento integrale |
Consolidamento proporzionale |
Metodo del patrimonio netto |
Né consolidato né dedotto |
Dedotto | Descrizione del soggetto |
| Credito Emiliano Holding spa | Consolidamento integrale | x | Società finanziaria | ||||
| Credito Emiliano spa | Consolidamento integrale | x | Banca | ||||
| Credemleasing spa | Consolidamento integrale | x | Società finanziaria | ||||
| Credemfactor spa | Consolidamento integrale | x | Società finanziaria | ||||
| Credem Private Equity SGR spa | Consolidamento integrale | x | Società finanziaria | ||||
| Euromobiliare Asset Management SGR spa | Consolidamento integrale | x | Società finanziaria | ||||
| Euromobiliare Advisory SIM spa | Consolidamento integrale | x | Società finanziaria | ||||
| Credemtel spa | Consolidamento integrale | x | Società non finanziaria | ||||
| Avvera spa | Consolidamento integrale | x | Società finanziaria | ||||
| Magazzini Generali delle Tagliate spa | Consolidamento integrale | x | Società non finanziaria | ||||
| Banca Euromobiliare spa | Consolidamento integrale | x | Banca | ||||
| Euromobiliare Fiduciaria spa | Consolidamento integrale | x | Società finanziaria | ||||
| Credemvita spa | Consolidamento integrale | x | Soggetto Assicurativo | ||||
| Sata srl | Consolidamento integrale | x | Società non finanziaria | ||||
| Blue Eye Solutions srl | Consolidamento integrale | x | Società non finanziaria | ||||
| Credem CB srl | Consolidamento integrale | x | Società finanziaria | ||||
| Credemassicurazioni spa | Metodo del patrimonio netto | x | Soggetto Assicurativo | ||||
| Andxor srl | Metodo del patrimonio netto | x | Società non finanziaria | ||||
| Gruppo Santamaria spa | Metodo del patrimonio netto | x | Società non finanziaria | ||||
| SBC Fintech Milan 2224 srl | Metodo del patrimonio netto | x | Società non finanziaria |
A partire dal 1° gennaio 2014 è applicabile la disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013 e modificata dal Regolamento (UE) 2019/876 (CRR II), che traspongono nell'Unione europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (cd. framework Basilea 3). Il CRR ha avuto diretta efficacia negli Stati membri, mentre la disciplina contenuta nella CRD IV è stata recepita nell'ordinamento nazionale dalla Banca d'Italia il 17 dicembre 2013 con la pubblicazione della Circolare 285 «Disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche» (e successive modifiche e integrazioni). Tale regolamentazione prevede la seguente articolazione dei Fondi Propri:
— Capitale di Classe 1 (Tier 1 Capital), composto a propria volta da:
La somma del Capitale di Classe 1 e del Capitale di Classe 2 compone il Totale dei Fondi Propri (Total Capital).
Componente principale del Tier 1 è il Common Equity, composto principalmente da strumenti di capitale (es. azioni ordinarie al netto delle azioni proprie), sovrapprezzi di emissione, riserve di utili, utile del periodo non distribuito, riserve da valutazione, interessi di minoranza computabili, al netto degli elementi in deduzione.
La categoria dell'AT1 ricomprende gli strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie (che sono computabili nel Common Equity) e che rispettano i requisiti normativi per l'inclusione in tale livello dei Fondi propri una volta applicate le deduzioni degli elementi e le deroghe previste dalla normativa citata in premessa.
Il Capitale di Classe 2 (Tier 2) è composto dagli elementi quali principalmente le passività subordinate computabili e le eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese per le posizioni ponderate secondo i metodi IRB, una volta applicate le deduzioni e le deroghe previste dalla normativa citata in premessa.
I requisiti minimi di capitale applicabili al Gruppo al 31 dicembre 2022 sono pari ai seguenti ratio patrimoniali in coerenza con l'articolo 92 del CRR:
In aggiunta a tali livelli patrimoniali, per il 2022 il Gruppo deve inoltre rispettare i seguenti requisiti:
Pertanto, al 31 dicembre 2022, il Gruppo deve rispettare i seguenti requisiti complessivi:
Il requisito aggiuntivo assegnato dall'organo di vigilanza (il Pillar 2 Requirement), rispetto ai livelli regolamentari di patrimonio vigenti nel 2022, sarebbe pari all'1%; il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) ha comunicato, in data 8 aprile 2020, la decisione di modificare il requisito prudenziale da detenere originariamente interamente sotto forma di capitale primario di classe 1 (CET1), con l'obiettivo di supportare le banche vigilate date le circostanze straordinarie determinate dalla diffusione del Covid-19. Il requisito potrà, in virtù di tale decisione, essere rispettato con un minimo del 56,25% di CET1 capital e con un 75% di Tier1 capital. Tale decisione, ha avuto effetto retroattivo a partire dal 12 marzo 2020 si è tradotta nei seguenti coefficienti minimi per il 2022: 7,56%, 9,25% ed 11,5% a livello, rispettivamente, di CET1 ratio, TIER1 Ratio e Total Capital Ratio.
Il 28 aprile 2020 è intervenuta, per sostenere il credito verso imprese e famiglie, anche la Commissione Europea con una comunicazione interpretativa relativamente ai principi contabili IFRS9 nonché alcune modifiche mirate volte ad anticipare l'applicazione di alcune regole (estensione dello SME Supporting Factor, ponderazione della Cessione del Quinto al 35% e la "non deducibilità" dal CET1 capital di alcuni investimenti in software) già previste dal Regolamento sui requisiti patrimoniali (CRR2).
Con particolare riferimento agli impatti regolamentari del modello di impairment del principio IFRS9, in data 27 dicembre 2017 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il Regolamento UE n. 2017/2395 emesso in data 12 dicembre 2017 dal Parlamento Europeo e dal Consiglio ("Regolamento"), che modifica il regolamento 2013/575 contenente l'aggiornamento della c.d. "CRR" ed introduce, tra le altre cose, disposizioni transitorie volte ad attenuare l'impatto dell'introduzione dell'IFRS 9 sui fondi propri. Tale normativa fornisce sostanzialmente alle Banche due opzioni: i) di adottare un "approccio graduale" (cd. "phase-in") di iscrizione dell'impatto derivante dall'applicazione dell'IFRS 9 in relazione nuovo metodo ECL; o ii) di iscrivere l'impatto totale dell'IFRS 9 al 1° gennaio 2018.
A tale riguardo il Gruppo, ai sensi del suindicato Regolamento, ha comunicato formalmente all'Autorità di Vigilanza in data 26 gennaio 2018 la propria decisione di non avvalersi del regime transitorio.
Successivamente, in data 3 aprile 2020, il Comitato di Basilea ha formulato alcuni principi relativi alle possibili modifiche delle disposizioni transitorie per il trattamento dell'ECL, al fine di mitigare gli effetti negativi dell'emergenza sanitaria.
L'articolo 473 bis del CRR contiene appunto disposizioni transitorie che consentono agli enti di reintegrare nel capitale primario di classe 1 (CET1) una parte di eventuali aumenti degli accantonamenti dovuti all'introduzione della contabilità delle perdite attese su crediti a norma dell'IFRS 9. Le disposizioni transitorie constano di due elementi: una componente statica e una dinamica. La componente statica consente agli enti creditizi di neutralizzare parzialmente l'"effetto del primo giorno" sul capitale primario di classe 1 dell'aumento degli accantonamenti contabili dovuto all'introduzione dell'IFRS 9. La componente dinamica consente alle banche di neutralizzare parzialmente l'effetto dell'ulteriore aumento (ossia quello successivo al primo giorno) degli accantonamenti per le attività finanziarie che non sono deteriorate. Le vigenti disposizioni transitorie riguardano il periodo 2018-2022.
L'applicazione dell'IFRS 9 durante la crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19 comporterà un aumento repentino e significativo degli accantonamenti per perdite attese su crediti poiché per molte esposizioni potrebbe essere necessario calcolare le perdite attese lungo tutta la vita dell'esposizione. Per attenuare l'impatto potenziale, a seguito della crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19, che un aumento improvviso degli accantonamenti per perdite attese su crediti potrebbe avere sulla capacità degli enti di concedere prestiti ai clienti nel momento in cui è più necessario, è stato deciso di prorogare le disposizioni transitorie.
Queste modifiche hanno permesso di ridefinire il periodo transitorio di cinque anni avviato nel 2018. Il nuovo periodo transitorio consentirà quindi agli enti finanziari di adeguare la calibrazione delle disposizioni per il reintegro degli accantonamenti nel capitale primario di classe 1 nel periodo 2020-2024. Per garantire che questo alleggerimento aggiuntivo sia mirato alle perdite attese su crediti derivanti dalle circostanze eccezionali legate alla pandemia di Covid19, la data di riferimento degli accantonamenti soggetti al regime transitorio prorogato è spostata dal 1º gennaio 2018 al 1º gennaio 2020.
Le modifiche all'articolo 473 bis, paragrafo 9, del CRR consentono agli enti che avevano scelto in precedenza di non avvalersi delle disposizioni transitorie di rivedere tale decisione in qualsiasi momento durante il periodo transitorio, previa approvazione da parte della rispettiva autorità competente. Inoltre, l'articolo 473 bis, paragrafo 9, del CRR offre agli enti la possibilità di applicare solo la componente dinamica.
Il Gruppo, a seguito delle suddette modifiche apportate all'articolo 473, bis, non si è avvalso di rivedere tale decisione riguardante il regime transitorio.
In base alle disposizioni dettate dagli articoli 11, paragrafi 2 e 3, e 13, paragrafo 2, del Regolamento CRR, le banche controllate da una "società di partecipazione finanziaria madre" sono tenute a rispettare i requisiti stabiliti dal predetto regolamento sulla base della situazione consolidata della società di partecipazione finanziaria medesima. Tali disposizioni hanno pertanto reso necessaria la modifica del perimetro di consolidamento del Gruppo ai fini della vigilanza prudenziale, portando a calcolare i ratio patrimoniali a livello di Credemholding, società controllante al 78,832% di Credem Spa. Tale livello comporta differenze di rilievo rispetto alle analoghe rilevazioni misurate sul perimetro che fa capo a Credito Emiliano Spa, dovute al trattamento più restrittivo riservato dalle norme vigenti al computo del cosiddetto "patrimonio di terzi".
A partire dal mese di ottobre 2017 il Gruppo è stato inserito dall'Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Tale provvedimento riflette la situazione di business al dicembre 2016, data alla quale il Gruppo superava le soglie previste dalle norme in materia.
E' doveroso segnalare preliminarmente che la vigilanza sui conglomerati finanziari è esercitata attraverso presidi supplementari, che integrano quelli già operativi a livello di Gruppo Bancario e di specifici settori di attività.
Il soggetto coordinatore della sopra illustrata vigilanza rafforzata, essendo preminente nel Gruppo il business bancario, è rappresentato dalla Banca Centrale Europea.
Conseguentemente il primo di marzo del 2018 la Banca Centrale Europea ha autorizzato il Gruppo a non dedurre dal calcolo dei fondi propri regolamentari la partecipazione totalitaria detenuta nell'impresa di assicurazione Credemvita.
Tale autorizzazione, derivante dall'applicazione dell'articolo 49 del Regolamento (EU) n.575/2103 ("CRR"), è applicabile qualora il Gruppo faccia parte della lista di quelli che, in base ai parametri di vigilanza, svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo (conglomerati finanziari).
Ai sensi del regolamento (CRR), art.26, comma 2, la quota dell'utile netto del 2022, al netto della quota destinabile ai dividendi, è stata inserita nel calcolo dei Fondi Propri.
Il requisito patrimoniale complessivo al 31 dicembre 2022 è di 1.471,6 milioni di euro a fronte di Fondi Propri per 3.063,1 milioni di euro con un margine disponibile di 1.591,5 milioni di euro, pari a circa il 52% dei Fondi Propri.
Le indicazioni sui coefficienti patrimoniali evidenziano il Common Equity Tier 1 ratio al 13,72%, il Tier 1 Capital ratio al 14,03% e il Total capital ratio al 16,65%.
| 31/12/2022 | 31/12/2021 | |
|---|---|---|
| A. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) prima dell'applicazione dei filtri prudenziali |
2.900.546 | 3.102.362 |
| B. Filtri prudenziali del CET1 (+/-) | 48.417 | (25.357) |
| C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio (A +/- B) |
2.948.963 | 3.077.005 |
| D. Elementi da dedurre dal CET1 | (425.288) | (486.302) |
| E. Regime transitorio - Impatto su CET1 (+/-), inclusi gli interessi di minoranza oggetto di disposizioni transitorie |
- | - |
| F. Totale Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) (C – D +/-E) |
2.523.675 | 2.590.703 |
| G. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio |
57.938 | 63.135 |
| H. Elementi da dedurre dall'AT1 | - | |
| I. Regime transitorio - Impatto su AT1 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi nell'AT1 per effetto di disposizioni transitorie |
- | - |
| L. Totale Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) (G - H +/- I) |
57.938 | 63.135 |
| M. Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio |
481.545 | 339.547 |
| N. Elementi da dedurre dal T2 | - | |
| O. Regime transitorio - Impatto su T2 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi nel T2 per effetto di disposizioni transitorie |
- | |
| P. Totale Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) (M - N +/- O) | 481.545 | 339.547 |
| Q. Totale fondi propri (F + L + P) | 3.063.158 | 2.993.385 |
Nelle successive tabelle viene riportato il dettaglio dei livelli di capitale prima delle rettifiche regolamentari, nonché la riconciliazione del Capitale primario di Classe 1 con il Patrimonio netto contabile.
La disclosure prevista in materia di fondi propri è richiesta dal Regolamento 2021/637, ed è riportata nel template EU CC1- Composizione dei Fondi propri regolamentari e nel nuovo template EU CC2 – Riconciliazione dei Fondi propri regolamentari con lo stato patrimoniale nel bilancio sottoposto a revisione contabile.
| a) | b) | ||
|---|---|---|---|
| Importi | Fonte basata su numeri /lettere di riferimento dello stato patrimoniale nell'ambito del consolidamento prudenziale |
||
| 31 dicembre 2022 | |||
| Capitale primario di classe 1 (CET1): strumenti e riserve | |||
| 1 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni | 302.304 | 8-9 |
| Di cui: Azioni ordinarie | 49.437 | ||
| 2 | Utili non distribuiti | 2.287.509 | 7 |
| 3 | Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) | (234.547) | 1 – 2 – 3 - 4 |
| EU-3a | Fondi per rischi bancari generali | - | |
| 4 | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 3, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal CET1 |
- | |
| 10 - 11 – 12 | |||
| 5 | Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) | 355.950 | -13 – 14 - 16 |
| EU-5a | Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o dividendi prevedibili |
189.330 | 17 |
| 6 | Capitale primario di classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari | 2.900.546 | |
| Capitale primario di classe 1 (CET1): rettifiche regolamentari | |||
| 7 | Rettifiche di valore supplementari (importo negativo) | (8.641) | |
| 8 | Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) (importo negativo) | (346.667) | 12 - 13 - 14 |
| 9 | Non applicabile | - | |
| 10 | Attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura, escluse quelle derivanti da differenze temporanee (al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le |
- | |
| 11 | condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (importo negativo) Riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa degli strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo |
57.058 | 1-5 |
| 12 | Importi negativi risultanti dal calcolo degli importi delle perdite attese | (37.638) | |
| 13 | Qualsiasi aumento del patrimonio netto risultante da attività cartolarizzate (importo negativo) | - | |
| 14 | I profitti o le perdite sulle passività dell'ente valutate al valore equo dovuti a variazioni del merito di credito |
- | |
| 15 | Attività dei fondi pensione a prestazioni definite (importo negativo) | - | |
| 16 | Propri strumenti del CET1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo negativo) |
(3.236) | 9 |
| 17 | Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata |
- | |
| 18 | reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo) Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali |
- | |
| 19 | soggetti (importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali |
- | |
| 20 | soggetti (importo superiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili) Non applicabile |
- | |
| EU-20a | Importo dell'esposizione dei seguenti elementi, che possiedono i requisiti per ricevere un fattore di ponderazione del rischio pari al 1250%, quando l'ente opta per la deduzione |
- | |
| EU-20b | Di cui partecipazioni qualificate al di fuori del settore finanziario (importo negativo) | - | |
| EU-20c | Di cui posizioni verso la cartolarizzazione (importo negativo) | - | |
| EU-20d | Di cui operazioni con regolamento non contestuale (importo negativo) | - | |
| 21 | Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo superiore alla soglia del 10 %, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di |
- | |
| 22 | cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (importo negativo) Importo che supera la soglia del 17,65 % (importo negativo) |
- | |
| 23 | Di cui strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente e sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti |
- | |
| 24 | Non applicabile | - | |
| 25 | Di cui attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee | - |
| a) | b) | ||
|---|---|---|---|
| Importi | Fonte basata su numeri /lettere di riferimento dello stato patrimoniale nell'ambito del consolidamento prudenziale |
||
| 31 dicembre 2022 | |||
| EU-25a | Perdite relative all'esercizio in corso (importo negativo) | - | |
| EU-25b | Tributi prevedibili relativi agli elementi del CET1, ad eccezione dei casi in cui l'ente adatta di conseguenza l'importo degli elementi del CET1 nella misura in cui tali tributi riducano |
- | |
| 26 | l'importo fino a concorrenza del quale questi elementi possono essere destinati alla copertura Non applicabile |
- | |
| 27 | Deduzioni ammissibili dal capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) che superano gli elementi dell'AT1 dell'ente (importo negativo) |
- | |
| 27a | Altre rettifiche regolamentari | (37.747) | |
| 28 | Totale delle rettifiche regolamentari del capitale primario di classe 1 (CET1) | (376.871) | |
| 29 | Capitale primario di classe 1 (CET1) | 2.523.675 | |
| Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): strumenti | |||
| 30 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni | - | |
| 31 | Di cui classificati come patrimonio netto a norma dei principi contabili applicabili | - | |
| 32 | Di cui classificati come passività a norma dei principi contabili applicabili | - | |
| 33 | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 4, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dall'AT1 |
- | |
| EU-33a | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 bis, paragrafo 1, del CRR soggetti a eliminazione graduale dall'AT1 |
- | |
| EU-33b | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 ter, paragrafo 1, del CRR soggetti a eliminazione graduale dall'AT1 |
- | |
| 34 | Capitale di classe 1 ammissibile incluso nel capitale AT1 consolidato (compresi gli interessi di minoranza non inclusi nella riga 5) emesso da filiazioni e detenuto da terzi |
57.938 | |
| 35 | di cui strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva | - | |
| 36 | Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) prima delle rettifiche regolamentari | 57.938 | |
| Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): rettifiche regolamentari | |||
| 37 | Propri strumenti di AT1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo negativo) |
- | |
| 38 | Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata |
- | |
| 39 | reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo |
- | |
| 40 | superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali |
- | |
| 41 | soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) Non applicabile |
- | |
| 42 | Deduzioni ammissibili dal capitale di classe 2 (T2) che superano gli elementi del T2 dell'ente (importo negativo) |
- | |
| 42a | Altre rettifiche regolamentari del capitale AT1 | - | |
| 43 | Totale delle rettifiche regolamentari del capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) | - | |
| 44 | Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) | 57.938 | |
| 45 | Capitale di classe 1 (T1 = CET1 + AT1) | 2.581.613 | |
| Capitale di classe 2 (T2) strumenti | |||
| 46 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni | 392.990 | |
| 47 | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 5, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal T2 ai sensi dell'articolo |
- | |
| EU-47a | 486, paragrafo 4, del CRR Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 bis, paragrafo 2, del CRR soggetti a |
||
| - | |||
| EU-47b | eliminazione graduale dal T2 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494 ter, paragrafo 2, del CRR soggetti a eliminazione graduale dal T2 |
- | |
| 48 | Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel capitale T2 consolidato (compresi gli interessi di minoranza e strumenti di AT1 non inclusi nella riga 5 o nella riga 34) emessi da filiazioni e detenuti da terzi |
77.251 |
| a) | b) | ||
|---|---|---|---|
| Importi | Fonte basata su numeri /lettere di riferimento dello stato patrimoniale nell'ambito del consolidamento prudenziale |
||
| 31 dicembre 2022 | |||
| 49 | di cui strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva | - | |
| 50 | Rettifiche di valore su crediti | 11.304 | |
| 51 | Capitale di classe 2 (T2) prima delle rettifiche regolamentari | 481.545 | |
| Capitale di classe 2 (T2): rettifiche regolamentari | |||
| 52 | Strumenti propri di T2 e prestiti subordinati detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo negativo) |
- | |
| 53 | Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione |
- | |
| 54 | incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali |
- | |
| 54a | soggetti (importo superiore alla soglia del 10 % e al netto di posizioni corte ammissibili) Non applicabile |
- | |
| 55 | Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo |
- | |
| 56 | in tali soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) Non applicabile |
- | |
| EU-56a | Deduzioni di passività ammissibili che superano gli elementi delle passività ammissibili dell'ente (importo negativo) |
- | |
| EU-56b | Altre rettifiche regolamentari del capitale T2 | - | |
| 57 | Totale delle rettifiche regolamentari del capitale di classe 2 (T2) | - | |
| 58 | Capitale di classe 2 (T2) | 481.545 | |
| 59 | Capitale totale (TC = T1 + T2) | 3.063.158 | |
| 60 | Importo complessivo dell'esposizione al rischio | 18.395.214 | |
| Coefficienti e requisiti patrimoniali, comprese le riserve di capitale | |||
| 61 | Capitale primario di classe 1 | 13,72% | - |
| 62 | Capitale di classe 1 | 14,03% | - |
| 63 | Capitale totale | 16,65% | - |
| 64 | Requisiti patrimoniali complessivi CET1 dell'ente | 7,58% | - |
| 65 | Di cui requisito della riserva di conservazione del capitale | 2,50% | - |
| 66 | Di cui requisito della riserva di capitale anticiclica | 0,0153% | - |
| 67 | Di cui requisito della riserva a fronte del rischio sistemico | - | - |
| EU-67a | Di cui requisito della riserva di capitale degli enti a rilevanza sistemica a livello globale (G-SII) o degli altri enti a rilevanza sistemica (O-SII) |
- | - |
| EU-67b | Di cui requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva |
0,56% | - |
| 68 | Capitale primario di classe 1 (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) disponibile dopo aver soddisfatto i requisiti patrimoniali minimi |
7,28% | - |
| Minimi nazionali (se diversi da Basilea III) | |||
| 69 | Non applicabile | - | - |
| 70 | Non applicabile | - | - |
| 71 | Non applicabile | - | - |
| Importi inferiori alle soglie di deduzione (prima della ponderazione del rischio) | |||
| 72 | Fondi propri e passività ammissibili di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente o indirettamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili) |
- | - |
| 73 | Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente o indirettamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 17,65 % e al netto di posizioni corte ammissibili) |
- | - |
| a) | b) | ||
|---|---|---|---|
| Importi | Fonte basata su numeri /lettere di riferimento dello stato patrimoniale nell'ambito del consolidamento prudenziale |
||
| 31 dicembre 2022 | |||
| 74 | Non applicabile | - | - |
| 75 | Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo inferiore alla soglia del 17,65 %, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) |
218.119 | - |
| Massimali applicabili per l'inclusione di accantonamenti nel capitale di classe 2 | |||
| 76 | Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo standardizzato (prima dell'applicazione del massimale) |
- | - |
| 77 | Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo standardizzato |
73.820 | - |
| 78 | Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo basato sui rating interni (prima dell'applicazione del massimale) |
11.304 | - |
| 79 | Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo basato sui rating interni |
61.117 | - |
| Strumenti di capitale soggetti a eliminazione progressiva (applicabile soltanto tra l'1 gennaio 2014 e l'1 gennaio 2022) | |||
| 80 | Massimale corrente sugli strumenti di CET1 soggetti a eliminazione progressiva | - | - |
| 81 | Importo escluso dal CET1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le scadenze) |
- | - |
| 82 | Massimale corrente sugli strumenti di AT1 soggetti a eliminazione progressiva | - | - |
| 83 | Importo escluso dall'AT1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le scadenze) |
- | - |
| 84 | Massimale corrente sugli strumenti di T2 soggetti a eliminazione progressiva | - | - |
| 85 | Importo escluso dal T2 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le scadenze) |
- | - |
| a | b | c | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato 31/12/2022 |
Nell'ambito del consolidamento prudenziale 31/12/2022 |
Riferimento | ||||
| Attività - Ripartizione per classi di attività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato | ||||||
| 1 | Cassa e disponibilità liquide | 3.357.710 | 3.344.616 | |||
| 2 | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a | 148.560 | 148.560 | |||
| 3 | conto economico Attività finanziarie valutate al fair value con impatto |
6.199.150 | 6.199.150 | |||
| 4 | sulla redditività complessiva Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di |
6.037.262 | - | |||
| 5 | assicurazione valutate al FV ai sensi dello IAS39 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
43.831.210 | 43.856.538 | |||
| 6 | Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di | 2.126.384 | - | |||
| 7 | assicurazione valutate al costo ammortizzato Derivati di copertura |
1.090.239 | 1.090.239 | |||
| 8 | Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto | (197.853) | (197.853) | |||
| 9 | di copertura generica (+/-) Partecipazioni |
47.363 | 216.055 | |||
| 10 | Riserve tecniche a carico dei riassicuratori | 18.347 | - | |||
| 11 | Altre materiali | 453.916 | 452.574 | Attività immateriali (al netto delle | ||
| 12 | Altre immateriali, di cui: | 503.157 | 509.219 | 8 | relative passività fiscali) Attività immateriali (al netto delle |
|
| 13 | Avviamento | 318.026 | 329.664 | 8 | relative passività fiscali) Attività immateriali (al netto delle |
|
| 14 | Altre immobilizzazioni immateriali | 185.131 | 179.555 | 8 | relative passività fiscali) | |
| 15 | Attività fiscali Attività non correnti e gruppi di attività in via di |
614.860 | 324.140 | |||
| 16 | dismissione | - | - | |||
| 17 | Altre attività | 886.828 | 861.747 | |||
| 18 | Totale attività | 65.117.133 | 56.804.985 | |||
| Passività - Ripartizione per classi di passività secondo lo stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato | ||||||
| 1 | Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 50.886.709 | 51.025.921 | |||
| 2 | di cui - titoli in circolazione | 3.378.367 | 3.378.367 | 46 - 48 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni. |
|
| 3 | di cui - passività subordinate: Strumenti computabili nel capitale di classe 2 |
392.990 | 392.990 | 46 - 48 | Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel capitale T2 consolidato (compresi gli interessi di minoranza e strumenti di AT1 non inclusi nella riga 5 o nella riga 34) emessi da filiazioni e detenuti da terzi |
|
| 4 | Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS39 |
111.755 | - | |||
| 5 | Passività finanziarie di negoziazione | 36.257 | 36.257 | |||
| 6 | Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al FV ai sensi dello IAS39 |
3.903.984 | - | |||
| 7 | Derivati di copertura | 874.058 | 874.058 | |||
| 8 | Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) |
-203.886 | -203.886 | |||
| 9 | Passività fiscali | 217.947 | 148.652 | |||
| 10 | Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione |
- | - | |||
| 11 | Altre passività | 1.415.978 | 1.407.253 | |||
| 12 | Trattamento di fine rapporto del personale | 56.086 | 55.173 | |||
| 13 | Fondi per rischi e oneri | 182.962 | 182.812 | |||
| 14 | Riserve tecniche | 4.356.382 | - | |||
| 15 | Totale passività | 61.838.232 | 53.526.240 |
| a | b | c | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Stato patrimoniale incluso nel bilancio pubblicato |
Nell'ambito del consolidamento prudenziale |
Riferimento | |||
| 31/12/2022 | 31/12/2022 | ||||
| Capitale proprio | |||||
| 1 | Riserve da valutazione, di cui: | (55.080) | (55.082) | 3, 11 | Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve); riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa degli strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo |
| 2 | di cui - Riserve da valutazione di titoli HTCS/titoli disponibili per la vendita |
(99.731) | (99.731) | 3 | Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) |
| 3 | di cui - Riserve da valutazione degli tuili perdite attuariali nette |
(4.778) | (4.780) | 3 | Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) |
| 4 | di cui - Altri elementi positivi - Leggi speciali di rivalutazione |
106.487 | 106.487 | 3 | Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) |
| 5 | di cui - Riserve di cash flow hedge | (57.058) | (57.058) | 11 | Riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa degli strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo |
| 6 | Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 |
(179.465) | (179.465) | ||
| 7 | Riserve | 2.287.510 | 2.287.509 | 2 | Utili non distribuiti |
| 8 | Sovrapprezzi di emissione | 252.867 | 252.867 | 1 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni |
| 9 | Capitale | 49.437 | 49.437 | 1, 16 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni; propri strumenti del CET1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo negativo) |
| 10 | Partimonio di pertinenza di terzi (+/-) | 679.922 | 679.769 | 5 | Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) |
| 11 | di cui Riserve da valutazione: | (80.345) | (80.338) | 5 | Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) |
| 12 | di cui - Riserve da valutazione di titoli HTCS/titoli disponibili per la vendita |
(74.969) | (74.969) | 5 | Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) |
| 13 | di cui - Riserve da valutazione degli tuili perdite attuariali nette |
(1.291) | (1.284) | 5 | Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) |
| 14 | di cui - Altri elementi positivi - Leggi speciali di rivalutazione |
11.236 | 11.236 | 5 | Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) |
| 15 | di cui - Riserve di cash flow hedge | (15.321) | (15.321) | ||
| 16 | di cui - Riserve e utili | 506.844 | 506.707 | 5 | Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) |
| 17 | Utile (Perdita) di periodo (+/-) | 243.710 | 243.710 | EU-5a | Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o dividendi prevedibili |
| 18 | Capitale proprio totale | 3.278.901 | 3.278.745 |
| 1 | Em itte nte |
CR ED ITO EM ILI AN O H OL DIN G |
CR ED ITO EM ILI AN O H OL DIN G |
|---|---|---|---|
| 2 | Ide nti fica tiv ico (a d o un es. , Ide nti fica tiv CU SIP ISI N o o , Blo ber i co lloc i p riv ati ) ent om g p er am |
XS 22 29 02 28 22 |
XS 24 88 46 54 23 |
| 3 | Leg isla zio lica bil allo ne app e |
Leg isla zio ita lian cla ole ne a: us |
Leg isla zio ita lian cla ole ne a: us |
| str ent um o |
di sub ord ina zio ne |
di sub ord ina zio ne |
|
| lam Tra tta nto tar me re go en e |
|||
| 4 | Dis izio ni nsi ie d el C RR tra tor pos |
Ca ita le d i cl e 2 p ass |
Ca ita le d i cl e 2 p ass |
| 5 | de l C Dis izio ni sito rie RR t tr pos pos an |
le d i cl Ca ita e 2 p ass |
le d i cl Ca ita e 2 p ass |
| 6 | Am mi ssi bil live llo di sin lo e a go e/ (su b)c sol ida / di ent nto on me sin lo e e d i (s ub )co lid nte ent go nso am o |
lo Sin En te go |
lo Sin En te go |
| 7 | o d i de Tip i st o ( I ti ent rum p von o e sse re cifi i p cia iur isd izio ne) cat spe er scu na g |
o d le di cla Str i c ita ent um ap sse rt.6 2 e 2 x a |
o d le di cla Str i c ita ent um ap sse rt.6 2 e 2 x a |
| 8 | Im rile nel ita le to vat por o cap ola (m in mi lion i, a lla nta ta reg me re one iù e d di rif eri r la ent ata nto p rec me pe laz ion e) seg na |
199 .77 6 |
193 .21 4 |
| 9 | le d ello Im to mi st ent por no na rum o |
20 0.0 00 |
20 0.0 00 |
| 9a | di iss ion Pre zzo em e |
100 | 100 |
| 9b | di rim bor Pre zzo so |
100 | 100 |
| 10 | Cla ssi fica zio tab ile ne con |
Tit oli in cir col azi to on e cos - rtiz zat am mo o |
Tit oli in cir col azi to on e cos - rtiz zat am mo o |
| 11 | Da di iss ion rig ina ria ta em e o |
16/ 09 / 20 20 |
05 / 07 / 20 22 |
| 12 | edi bil den Irr mi e o a sca za |
cad A s enz a |
cad A s enz a |
| 13 | Da di den ori ina ria ta sca za g |
16/ 12/ 20 30 |
05 / 10/ 20 32 |
| 14 | Rim bor tici dis zio pat so an o a cre ne del l'em itte azi nte tto so gge a a pp rov on e a d ell' di ilan tiv tor ità vig pre ven au za |
Sì | Sì |
| 15 | del bor Da rim tici ta to so an pa fac olt ati dat del rim bor vo, e so tici ale Im del pat ntu to an o eve e por rim bor so |
Pre vis sib ilit à d i ri mb ta pos ors o il 16/ 09 / 20 25 il tra e 16/ 12/ 20 25 |
Pre vis sib ilit à d i ri mb ta pos ors o il 0 5/ 07 / 20 27 |
| 16 | Da siv di rim bor te suc ces e so tici del pat an o, se ca so |
edo le Pag ent am o c |
edo le Pag ent am o c |
| Ce do le/ div ide nd i |
|||
| 1 | Em itte nte |
CR ED ITO EM ILI AN O H OL DIN G |
CR ED ITO EM ILI AN O H OL DIN G |
|---|---|---|---|
| 17 | Div ide nd i/c edo le f iss i o iab ili var |
Fis si/ ria bil i Va |
Fis si/ ria bil i Va |
| 18 | Ta de lla ced ola ed le I nd ice ent sso ev ua rel ato cor |
3, 5% fin l 1 6/ 12/ 20 25 dal o a ; IRS 5Y 38 9, 7 b to + ses an no ps |
7, 62 5% r i im i ci ni pe pr nq ue an rim bor dal sat est se no n o; s o 5Y 55 4 b MS 1, + an no ps |
| 19 | Pre di nis di sen za un me cca mo "di vid end er" st opp |
No | No |
| 20 a |
dis le, Pie zio nte na me cre na rzi alm dis zio le ent pa e cre na o obb liga io ( in mi ni di ) tor ter tem po |
Ob bli io tor ga |
Ob bli io tor ga |
| 20 b |
dis le, Pie zio nte na me cre na rzi alm dis zio le ent pa e cre na o obb liga ( di to) io in mi ni im tor ter por |
Ob bli io tor ga |
Ob bli io tor ga |
| 21 | di "st " di alt Pre sen za ep up o ro inc ivo al rim bor ent so |
No | No |
| 22 | ula tiv lat ivo No n c um o o cu mu |
ula tiv No n c um o |
ula tiv No n c um o |
| 23 | Co rtib ile tib ile nve o n on con ver |
No ibi le ert n c onv |
No ibi le ert n c onv |
| 24 | Se tib ile, ( i) che nto con ver eve det ina (no ) la sio erm con ver ne |
N/ A |
N/ A |
| 25 | tib ile, in in Se tu tto rte con ver o pa |
N/ A |
N/ A |
| 26 | Se tib ile, di rsi ta con ver sso co nve on e |
N/ A |
N/ A |
| 27 | Se tib ile, sio con ver con ver ne obb liga ia o fa col iva tor tat |
N/ A |
N/ A |
| 28 | Se tib ile, isa il tip di con ver p rec re o el ale la rsi e è str ent um o n qu co nve on sib ile pos |
N/ A |
N/ A |
| 29 | Se tib ile, eci e 'em itte nte con ver pr sar del lo nel le vie str ent um o q ua ne tito con ver |
N/ A |
N/ A |
| 30 | nis mi di lut azi ( ite Me cca sva one wr dow n) |
No | No |
| 31 | In di nis di cas o me cca mo lut azi (wr ite dow n), to( i) sva on e e ven che la det ina (no ) erm |
N/ A |
N/ A |
| 32 | o d i s val zio (wr ite dow n), In uta cas ne lut azi le o rzi ale e t ota sva on pa |
N/ A |
N/ A |
| 33 | o d val dow In i s zio (wr ite n), uta cas ne lut azi te sva on e per ma nen o tem por an ea |
N/ A |
N/ A |
| 34 | o d i sv alu ion e (w rite do ) In taz cas wn de izio del tem por an ea, scr ne nis di riv alu ion taz me cca mo e |
N/ A |
N/ A |
| 1 | itte Em nte |
CR ITO O H OL G ED EM ILI AN DIN |
CR ITO O H OL G ED EM ILI AN DIN |
|---|---|---|---|
| 35 | izio nel la hia di Pos ne ger arc sub ord di ina zio in ne cas o liqu ida zio (sp eci fica il tip di ne re o o d i ra o i edi str ent ata nte um ng mm me eri (se nio r) sup ore |
Sen ior |
Sen ior |
| 36 | Ca isti che for mi deg li rat ter n on con che ben efic del le i ian str ent um o dis izio ni tra nsi tor ie pos |
No | No |
| 37 | In aff ati ific le cas o erm vo, s pec are eri stic he onf i att car no n c orm |
N/ A |
N/ A |
| Dati in milioni di euro | 31/12/2022 | 31/12/2021 | |
|---|---|---|---|
| A | Totale dei mezzi patrimoniali del conglomerato | 3.391,4 | 3.179,8 |
| B | Requisiti patrimoniali delle componenti bancarie | 2.030,0 | 2.011,7 |
| C | Margine di solvibilità richiesto delle componenti assicurative | 360,1 | 259,2 |
| D | Totale delle esigenze patrimoniali del conglomerato (B+C) | 2.390,1 | 2.270,9 |
| E | Eccedenza (deficit) del conglomerato (A-D) | 1.001,3 | 908,9 |
A partire dal mese di ottobre 2017 il Gruppo è stato inserito dall'Autorità di Vigilanza tra i conglomerati finanziari, vale a dire tra i soggetti che svolgono attività significativa sia nel settore bancario e dei servizi di investimento, sia nel settore assicurativo. Tale provvedimento rifletteva la situazione di business al dicembre 2016, data alla quale il Gruppo superava le soglie previste dalle norme in materia. Le società assicurative sottoposte alla vigilanza supplementare sono Credemvita, controllata in modo esclusivo dal Gruppo e Credemassicurazioni, controllata in modo congiunto con Reale Mutua Assicurazioni.
I mezzi patrimoniali del conglomerato finanziario Credem eccedono il totale delle esigenze patrimoniali richieste per 1.001,3 milioni di euro.
Nel calcolo dei requisiti patrimoniali del conglomerato finanziario si è adottato, per il 2022, un Total Capital Ratio del 11,5%, così come comunicato dalla Banca Centrale Europea nel mese di febbraio 2022 a seguito degli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP), in vigore per l'anno 2022."
Tale decisione è stata confermata anche per il 2022, al termine del processo SREP di valutazione e misurazione dei rischi che ancora una volta conferma la solidità del Gruppo anche nel confronto europeo.
| a | b | c | d | e | f | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Esposizioni creditizie generiche | Esposizioni creditizie rilevanti — Rischio di mercato |
||||||
| Ripartizione per paese | Valore dell'esposizione secondo il metodo standardizzato |
Valore dell'esposizione secondo il metodo IRB |
Somma delle posizioni lunghe e corte delle esposizioni contenute nel portafoglio di negoziazione secondo il metodo standardizzato |
Valore delle esposizioni nel portafoglio di negoziazione secondo i modelli interni |
Valore dell'esposizione delle esposizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione |
Valore dell'esposizione complessiva |
|
| Abu Dhabi | 91 | - | - | - | - | 91 | |
| Australia | 2.594 | 111 | - | - | - | 2.705 | |
| Austria | 1.372 | 1 | - | - | - | 1.373 | |
| Belgio | 20.637 | 948 | 1.088 | - | - | 22.673 | |
| Brasile | 585 | 851 | - | - | - | 1.436 | |
| Bulgaria | 547 | 29 | - | - | - | 576 | |
| Ceca (Repubblica) | 3.169 | 578 | - | - | - | 3.747 | |
| Croazia | 1.374 | 12 | - | - | - | 1.386 | |
| Danimarca | 991 | 3 | 994 | ||||
| Estonia | 25 | 25 | |||||
| Francia | 128.561 | - | 4.893 | - | 195.154 | 328.608 | |
| Germania | 72.122 | 3.264 | 7.794 | - | 66.299 | 149.479 | |
| Hong Kong | 51 | - | - | - | - | 51 | |
| India | 509 | 5 | - | - | - | 514 | |
| Irlanda | 563 | 2 | 14.272 | - | 23.356 | 38.193 | |
| Italia | 5.197.410 | 32.299.375 | 23.447 | - | 45.057 | 37.565.289 | |
| 010 | Lussemburgo | 28.506 | 4 | 17.756 | - | 80.120 | 126.386 |
| Norvegia | 357 | - | - | - | - | 357 | |
| Paesi Bassi | 216.463 | 146 | 501 | - | 125.556 | 342.666 | |
| Panama | - | 3.173 | - | - | - | 3.173 | |
| Polonia | 2.208 | 309 | - | - | - | 2.517 | |
| Principato di Monaco | - | 1.902 | 65 | - | - | 1.967 | |
| Regno Unito | 329.029 | 2.623 | 157 | - | 797 | 332.606 | |
| Romania | 2.857 | 95 | - | - | - | 2.952 | |
| Serbia | 1.234 | - | - | - | - | 1.234 | |
| Singapore | 325 | 6 | - | - | - | 331 | |
| Slovacchia | 2.190 | - | - | - | - | 2.190 | |
| Spagna | 26.428 | - | - | - | 74.723 | 101.151 | |
| Stati Uniti | 517.310 | 28.580 | 19.491 | - | - | 565.381 | |
| Svezia | 6.141 | 3 | - | - | - | 6.144 | |
| Svizzera | 49.353 | 2.403 | - | - | - | 51.756 | |
| Ungheria | 3.172 | 219 | - | - | - | 3.391 | |
| Altri Paesi | 28.660 | 8.202 | 3 | - | 2 | 36.867 | |
| 020 | Totale | 6.644.834 | 32.352.844 | 89.467 | - | 611.064 | 39.698.209 |
| g | h | i | j | k | l | m | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Requisiti di fondi propri | ||||||||
| Ripartizione per paese | Esposizioni creditizie rilevanti — Rischio di credito |
Esposizioni creditizie rilevanti — Rischio di mercato |
Esposizioni creditizie rilevanti — Posizioni verso la cartolarizzazione esterne al portafoglio di negoziazione |
Totale | Importi delle esposizioni ponderati per il rischio |
Fattori di ponderazione dei requisiti di fondi propri |
Coefficiente anticiclico |
|
| Abu Dhabi | 3 | - | - | 3 | 40 | 0,0003% | - | |
| Australia | 123 | - | - | 123 | 1.531 | 0,0102% | - | |
| Austria | 67 | - | - | 67 | 835 | 0,0056% | - | |
| Belgio | 1.725 | 348 | - | 2073 | 25.907 | 0,1734% | - | |
| Brasile | 44 | - | - | 44 | 553 | 0,0037% | - | |
| Bulgaria | 26 | - | - | 26 | 326 | 0,0022% | 1,00% | |
| Ceca (Repubblica) | 227 | - | - | 227 | 2.837 | 0,0190% | 1,50% | |
| Croazia | 74 | - | - | 74 | 922 | 0,0062% | - | |
| Danimarca | 43 | 43 | 538 | 0,0036% | 2,00% | |||
| Estonia | 1 | 1 | 13 | 0,0001% | 1,00% | |||
| Francia | 5.441 | 1.098 | 3.121 | 9660 | 120.760 | 0,8082% | - | |
| Germania | 5.435 | 453 | 1.061 | 6949 | 86.864 | 0,5814% | - | |
| Hong Kong | 2 | - | - | 2 | 27 | 0,0002% | 1,00% | |
| India | 24 | - | - | 24 | 296 | 0,0020% | - | |
| Irlanda | 30 | 4.557 | 389 | 4976 | 62.209 | 0,4164% | - | |
| Italia | 1.105.299 | 2.979 | 1.649 | 1109927 | 13.874.062 | 92,8576% | - | |
| 010 | Lussemburgo | 1.011 | 5.498 | 1.267 | 7776 | 97.197 | 0,6505% | 0,50% |
| Norvegia | 13 | - | - | 13 | 160 | 0,0011% | 2,00% | |
| Paesi Bassi | 7.782 | 36 | 2.040 | 9858 | 123.240 | 0,8248% | - | |
| Panama | 40 | - | - | 40 | 496 | 0,0033% | - | |
| Polonia | 122 | - | - | 122 | 1.531 | 0,0102% | - | |
| Principato di Monaco | 75 | 2 | - | 77 | 959 | 0,0064% | - | |
| Regno Unito | 13.258 | 1 | 13 | 13272 | 165.896 | 1,1103% | 1,00% | |
| Romania | 190 | - | - | 190 | 2.381 | 0,0159% | 0,50% | |
| Serbia | 56 | - | - | 56 | 705 | 0,0047% | - | |
| Singapore | 17 | - | - | 17 | 215 | 0,0014% | - | |
| Slovacchia | 108 | - | - | 108 | 1.356 | 0,0091% | 1,00% | |
| Spagna | 1.187 | - | 1.196 | 2383 | 29.787 | 0,1994% | - | |
| Stati Uniti | 22.374 | 10 | - | 22384 | 279.801 | 1,8727% | - | |
| Svezia | 430 | - | - | 430 | 5.378 | 0,0360% | 1,00% | |
| Svizzera | 2.116 | - | - | 2116 | 26.448 | 0,1770% | - | |
| Ungheria | 204 | - | - | 204 | 2.555 | 0,0171% | - | |
| Altri Paesi | 2.031 | 1 | 1 | 2033 | 25.379 | 0,1699% | - | |
| 020 | Totale | 1.169.578 | 14.983 | 10.737 | 1.195.298 | 14.941.203 | 100,00% | - |
| a | ||
|---|---|---|
| 1 | Importo complessivo dell'esposizione al rischio | 18.395.214 |
| 2 | Coefficiente anticiclico specifico dell'ente | 0,015% |
| 3 | Requisito di riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente | 2.812 |
Risk Appetite Framework (RAF): rappresenta la propensione al rischio che il Gruppo intende perseguire e mantenere nel tempo sia in:
Il RAF prevede come output finale del processo un documento valutato dal CA della Capogruppo che (in funzione del business model e del Piano Strategico/Operativo) approva obiettivi di rischio e soglie di tolleranza coerenti con l'ICAAP/ILAAP, anche in termini di perimetro e di metodologia.
Lo sviluppo dei processi di governo e gestione del Risk Appetite Framework avviene in modo coerente con la struttura del Gruppo e mediante una forte interrelazione con il processo di "Pianificazione, Programmazione e Controllo" di gruppo ed è disciplinato nel Regolamento «Recovery Planning» e «Risk Appetite Framework» del Gruppo Credem approvato dal CA.
I compiti e le responsabilità in ambito RAF assegnati al CE della Capogruppo quale organo con funzione di gestione, sono:
I compiti e le responsabilità in ambito RAF assegnati al CA della Capogruppo quale organo di supervisione strategica, sono:
Il CA definisce ed approva i criteri ed il processo per individuare le cd. Operazioni di Maggior Rilievo (OMR) da sottoporre al vaglio preventivo della funzione di controllo dei rischi. Tali criteri, assieme alle differenti fasi del processo, sono riportati nel Regolamento «Recovery Planning» e «Risk Appetite Framework» del Gruppo Credem.
Il parere preventivo del Risk Officer è previsto per tutte le operazioni definite come OMR in base ai criteri indicati dal CA.
L'obiettivo è quello di far confluire al Risk Officer ex‐ante tutte quelle operazioni (singole o costituite da "pacchetti" o "pool") che non rientrando nei poteri di delega del CA, presentano comunque per dimensione, durata o qualità, profili di rischio che in un'ottica temporale di medio periodo potenzialmente possono subire sensibili variazioni in presenza di andamenti avversi di mercato e/o caratterizzati da elevata volatilità.
Le operazioni che ricadono nella competenza diretta del CA / CE sono escluse dall'obbligo di parere preventivo del Risk Officer, tuttavia il CA / CE possono richiederlo a fini consultivi (parere consultivo).
Qualora la Direzione proponente ritenesse di sottoporre a Organi Aziendali l'approvazione di OMR ricadenti nella propria autonomia, queste debbono essere comunque accompagnate dal parere del Risk Officer.
Le OMR con parere negativo del Risk Officer possono essere presentate dalla Direzione Proponente al CE o ad eventuale altro organo aziendale opportunamente delegato sulla materia, il quale le può eventualmente autorizzare, verbalizzando il parere negativo precedente.
La tenuta, l'aggiornamento, la proposizione a CA e la diffusione alle funzioni aziendali/società del gruppo interessate dei criteri di individuazione delle OMR competono al Risk Officer.
Il Risk Officer rendiconta annualmente al CA della capogruppo e alle società controllate le OMR di pertinenza oggetto di parere nel periodo di riferimento.
Nel Regolamento Risk Management del Gruppo Credem vengono definite le attività ed i ruoli della Funzione di Risk Management. Vengono inoltre elencate le reportistiche ed i flussi periodici prodotti dalla funzione stessa in relazione a tutte le tipologie di rischio rilevanti all'interno del Gruppo.
Il Gruppo Credem ha individuato come presupposto per la gestione dei rischi in ottica consolidata l'individuazione di organismi di governo:
e la costituzione di Funzioni specialistiche all'interno di Credembanca (in qualità di Capogruppo) ed in particolare:
La Funzione di Risk Management è composta oltre che dal Responsabile della Funzione Risk Management (c.d. Risk Officer), individuato nel responsabile del Servizio ERISK, da tre differenti aree:
Area Credito, Operativi e Gestione del rating:
Ufficio "Rischi Operativi e di Credito" (ROC): Supportare Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo e della struttura dei limiti e delle deleghe operative, presidiandone, in coerenza con il Risk Appetite Framework, il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, limitatamente alle attività di valutazione dei rischi operativi e di credito.
Ufficio "Rating Office" (RTO) si occupa di analizzare e deliberare le proposte di rating controparte e di override sulla clientela Credembanca e Credemleasing facente parte della "Funzione Regolamentare Corporate", garantendo il presidio sull'intero processo di attribuzione e di sviluppare, presidiare e manutenere il modello per l'attribuzione automatica e judgmental del rating per la Funzione Regolamentare Corporate nelle sue componenti quantitative, qualitative e di appartenenza a gruppo.
Area Finanza e Assicurativo:
Ufficio "Rischi Finanziari e Asset Management" (RFA) ha il compito di supportare Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo e della struttura dei limiti e delle deleghe operative, presidiandone il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, relativamente ai rischi finanziari su portafogli di proprietà e su portafogli di terzi sotto forma di OICR e gestioni patrimoniali.
Ufficio "Rischi Assicurativi" (RAS) Concorrere alla definizione, al monitoraggio e alla valutazione del sistema di gestione dei rischi di Credemvita, anche attraverso attività di supporto e consulenza alle altre funzioni aziendali. Coordinare le attività di valutazione dei rischi legate ai prodotti in portafoglio, al lancio di nuovi prodotti e alle scelte strategiche. Assicurare, in linea con gli obiettivi aziendali, la valutazione e la limitazione dei rischi ad un livello ritenuto accettabile dalla Compagnia. Supportare inoltre Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di Gruppo e della struttura dei limiti e delle deleghe operative, presidiandone, in coerenza con il Risk Appetite Framework, il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, limitatamente ai rischi assicurativi.
Area Validazione, Stress Test e Data Management:
Ufficio "RAF e Stress Test Integration" (RSI) Supportare il Risk Officer e il Comitato Consiliare Rischi di Gruppo nel quantificare e monitorare l'esposizione e la relativa Risk Tolerance, tramite l'applicazione di scenari di stress trasversali, a tutti i rischi risultati rilevanti in ambito RAF, con particolare riferimento alla loro integrazione, coerentemente alla regolamentazione interna di riferimento. Supporta il Risk Officer nelle attività di predisposizione, aggiornamento e gestione del Recovery e Resolution Plan. Coordina per la Funzione Risk Management le attività richieste da BCE e si interfaccia con ERA. Supportare il Risk Officer nella definizione dei criteri di individuazione delle Operazioni di Maggior Rilievo e nella stesura dei relativi pareri preventivi coerentemente alla regolamentazione interna di riferimento.
Ufficio "Validazione modelli Interni" (VAL) Sottoporre il sistema di rating e, più in generale, i modelli interni validati ad un processo di convalida interna ai fini di verificare nel continuo, in maniera iterativa, l'affidabilità dei risultati ed il mantenimento della coerenza con le prescrizioni normative, con le esigenze operative aziendali e con l'evoluzione del mercato di riferimento. Verificare l'adeguatezza delle scelte metodologiche e di processo delle attività di impairment alla luce dei principi contabili IFRS9. Per i parametri di rischio per modelli interni e impairment IFRS9 e i modelli modelli/metriche inerenti il rischio tasso IRRBB e rischio Liquidità effettuare attività di verifiche periodiche. Effettuare attività di secondo livello sulle attività di controllo andamentale dei crediti. Coordinare le attività relative il rischio modello e condurne l'autovalutazione. Supporta il Risk Officer nella predisposizione dell'Autovalutazione dei processi ICAAP e ILAAP. Presidiare e validare i modelli valutativi di pricing, parametri e livelli di fair value nel rispetto dei criteri definiti nella Fair Value Policy di Gruppo redatta anche in coerenza con le disposizioni normative e contabili vigenti.
Ufficio "Data Management" (DAM) Supportare Credembanca e il Gruppo Credem nella definizione dei principi di funzionamento del modello di Risk Management di gruppo, presidiandone il funzionamento, il rispetto e l'evoluzione, limitatamente alle attività di gestione dei processi di Data Management (Data Quality, Data Reporting, Data Modelling e Solution).
Nella gestione dei rischi hanno un ruolo determinante i seguenti Comitati:
Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo istituito per svolgere l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa definire e approvare il Risk Appetite Framework (con particolare riferimento alla valutazione degli obiettivi di rischio e delle soglie di tolleranza) e valutare periodicamente l'adeguatezza del RAF e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo.
Gli indicatori di I livello sono raggruppati in Aree la cui Governance è definita nel modo seguente:
Gli indicatori di II livello sono raggruppati in Aree la cui Governance è definita nel modo seguente:
In coerenza con la "Guida della Banca Centrale Europea sul processo interno di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP)" di novembre 2018, il Gruppo Credem sviluppa il Processo ICAAP seguendo le due prospettive complementari fornite della Banca Centrale Europea.
La prospettiva normativa interna (NIP o vista di Vigilanza), ovvero una valutazione pluriennale (con orizzonte temporale di 3 anni) della capacità dell'ente di soddisfare i requisiti regolamentari di capitale (minimi e addizionali).
In linea con la pianificazione pluriennale e gli obiettivi strategici della banca, tale valutazione viene condotta sia in uno scenario atteso (baseline) che in uno scenario avverso (adverse o stress) severo, ma plausibile. Si sottolinea che Il processo ICAAP 2021 è stato sviluppato senza includere Caricento, impostazione condivisa con la Vigilanza e coerente al Budget e Pianificazione ma viene comunque fornita una sintesi sugli impatti della fusione (in analogia a quanto svolto in sede di pianificazione).
La prospettiva economica interna (EIP o vista gestionale), in base alla quale la banca garantisce che tutti i rischi cui è e/o potrebbe essere esposta sono adeguatamente coperti da capitale complessivo (available financial resources) in linea con la propria concezione di adeguatezza del capitale interno (economic capital). Con l'intento di ottenere un pieno ed efficace utilizzo delle risultanze ICAAP all'interno degli altri processi strategici e di risk governance della banca (i.e. pianificazione strategica e del capitale, calibrazione dei limiti RAF), il Gruppo valuta la propria adeguatezza patrimoniale gestionale in ottica attuale e prospettica ad un anno, in condizioni attese e di stress.
Nello specifico, in relazione al proprio risk appetite, il Gruppo ritiene opportuno mantenere un margine positivo sia in condizioni attese che di stress. Tale principio risulta peraltro coerente con l'approccio prudenziale storicamente adottato nella gestione del capitale.
In conformità alla "Guida della Banca Centrale Europea sul processo interno di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP)" di novembre 2018, inoltre, tale approccio permette di:
Il Gruppo analizza la propria adeguatezza patrimoniale confrontando gli indicatori di CET1 ratio regolamentare e TC ratio con i rispettivi limiti definiti in ambito RAF e Recovery (i.e. risk tolerance e soglie di recovery). A tal proposito, si precisa che, siccome il concetto di risk tolerance – così come definito all'interno del RAF di Gruppo – ha un orizzonte temporale di un anno, i limiti utilizzati per la valutazione prospettica 2022-23, seppur calibrati secondo le medesime logiche e metodologie della risk tolerance, sono denominate con una tassonomia differente (i.e. Baseline minimum + management buffer).
Il Gruppo Credem gestisce la posizione di liquidità e le fonti di funding per garantirne la conformità agli obiettivi definiti nel RAF ed ai requisiti regolamentari tempo per tempo vigenti. Attraverso una sana e prudente gestione della liquidità e del funding, il Gruppo si impegna a:
A tal fine, il Gruppo si avvale di un impianto di governo e gestione del rischio disciplinato nella "Policy di Gruppo Gestione del Rischio di Liquidità di Gruppo", nonché in altra normativa aziendale che disciplina specifici aspetti del processo di governo e gestione della liquidità e del funding del Gruppo.
In qualità di organo di supervisione strategica e di gestione del rischio di liquidità di Gruppo, il Consiglio di Amministrazione fornisce nel presente documento la propria dichiarazione di adeguatezza della liquidità, con il supporto delle analisi e delle evidenze derivanti dallo svolgimento nel continuo dei processi di governo del rischio di liquidità e funding riepilogate all'interno del presente Statement. In particolare, il processo è valutato considerando sia le evidenze quantitative che qualitative.
In coerenza con quanto indicato nelle "SSM Guides on ICAAP and ILAAP", l'adeguatezza del profilo di liquidità e funding da un punto di vista quantitativo viene valutata considerando la seguente duplice prospettiva:
L'Analisi di Rilevanza ha l'obiettivo di stabilire i rischi oggetto di valutazione e la rilevanza di ognuno di essi con riferimento a ciascuna Società del Gruppo e costituisce un'introduzione alla descrizione delle metodologie di quantificazione e delle misure di attenuazione e controllo adottate per ciascuno dei rischi ritenuti rilevanti.
Il perimetro dei rischi definiti, così come l'analisi di rilevanza condotta, sono unici per i processi ICAAP, ILAPP (solo per la parte di liquidità) e RAF.
Alle società risultate rilevanti verranno attribuite metriche gestionali di misurazione del capitale interno oppure misure di attenuazione e controllo.
In base alle risultanze dell'Analisi di rilevanza in oggetto, vengono stabiliti i rischi di pertinenza e il perimetro societatario al quale verranno indirizzate le analisi svolte.
In particolare per i rischi definiti misurabili la frequenza delle misurazioni diverge a seconda della tipologia e della intensità dei rischi generati da ogni Società:
Le attività di Risk Management si concretizzano nella realizzazione di una serie di report, redatti in coerenza ai dettami normativi contenuti nel documento "Principles for effective risk data aggregation and risk reporting" (BCBS 239) esplicitati nei seguenti principi guida:
Accuratezza: i report riportano i dati aggregati in modo accurato e preciso e riflettono fedelmente la situazione di rischio.
Completezza: i report coprono tutti i rischi materiali secondo i principi adottati nell'analisi di rilevanza. La complessità e profondità di analisi contenute nei report devono essere coerenti con la rilevanza e la significatività dei rischi in analisi.
Chiarezza e fruibilità: i report devono contenere informazioni chiare e sintetiche, di facile comprensione e atte a supportare i processi di decision making da parte degli Organi deputati, i singoli report devono quindi essere disegnati in funzione dei rischi oggetto di analisi e dei destinatari degli stessi, in coerenza con quanto descritto nell'Articolo 3 come aree di competenza dei diversi Organi e Comitati.
Frequenza e tempestività: la frequenza di produzione e distribuzione dei report deve essere definita e approvata dal Comitato Esecutivo ed è definita in funzione della natura e della velocità di mutamento dei rischi in analisi, della rilevanza e importanza dello stesso anche nei processi di decision making. La frequenza inoltre può essere aumentata in periodi di crisi o di stress.
Distribuzione ai destinatari: i report sono inviati ai soli i destinatari definiti come rilevanti per il rischio / processo oggetto di analisi e secondo quanto descritto come aree di competenza dei diversi Organi e Comitati Regolamento Risk Management.
In base a tali principi sono esplicitate nei singoli report anche le assunzioni e le ipotesi sottostanti e, laddove necessarie, anche le eventuali semplificazioni adottate a favore della fruibilità e tempestività dei report prodotti.
Laddove rilevanti e disponibili sono inoltre esplicitati i controlli di Data Quality implementati e i relativi esiti.
Il dettaglio delle rendicontazioni prodotte con l'indicazione della Funzione emittente, dei destinatari, della società, della tipologia di rischio e della frequenza di produzione sono riportati nell'Appendice del Regolamento Risk Management di Gruppo.
La Funzione Risk Management, per il tramite dell'Ufficio VAL, definisce un framework di gestione del rischio modello con l'obiettivo di individuare, misurare e mitigare il rischio di decisioni strategiche fondate su dati non corretti, di perdite potenziali e di sottostima dei requisiti di fondi propri derivanti da lacune nello sviluppo, nell'attuazione o nell'utilizzo dei modelli.
In coerenza con le disposizioni normative in materia di modelli interni1, il framework di gestione del rischio modello del Gruppo include quanto di seguito declinato:
Nell'ambito del framework di gestione del rischio modello, VAL, con il supporto degli altri Uffici della Funzione, ognuno per la propria area di competenza:
Il perimetro di applicazione del framework di gestione del rischio modello include tutti i modelli e le società relativi al perimetro di Gruppo bancario e individuati a fronte delle famiglie di rischio dettagliate e identificate annualmente nel documento "Processo di identificazione dei rischi e analisi di rilevanza", redatto nel contesto del Processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP) – Credito, Residuo, Mercato, Operativo, Reputazionale, Tasso, Liquidità – sono inoltre riportate a completamento del quadro generale – Modelli satellite e scenari di stress, Modelli Contabili e Processi.
Le attività connesse alla gestione degli scenari sono svolte con l'obiettivo di disciplinare e rendere omogeno il processo di definizione, monitoraggio e aggiornamento degli scenari prospettici e di stress utilizzati nei diversi processi interni, in modo da rispondere alle aspettative dell'Autorità di Vigilanza.
Tali attività vengono dettagliatamente descritte nel Manuale Metodologico Processo di Gestione degli Scenari, aggiornato in autonomia da RSI. In particolare vengono esplicitati:
Il framework di gestione degli scenari così come disciplinato assicura la coerenza tra i diversi scenari implementati all'interno dei vari processi interni.
Nell'ambito del processo di gestione degli scenari le attività connesse alla definizione dello scenario sono in carico ai seguenti uffici competenti:
L'attività di monitoraggio degli scenari è in carico all'ufficio RSI, che ne comunica l'esito agli uffici competenti, cui spetta la decisione sull'aggiornamento.
1 Regolamento (UE) n° 575 del 26.06.2013 (CRR), Circolare Banca d'Italia n° 285 del 17.12.2013, Final draft RTS on assessment methodology for IRB del 21.07.2016, Supervisory Guidance on Model Risk Management del 04.04.2011, Guida della BCE sui modelli interni, Capitolo sui temi generali novembre 2018.
Le attività connesse alla definizione e alla gestione del Framework di stress test integrato sono in carico all'Ufficio RSI.
Le attività previste in termini di:
sono descritte e dettagliate nel documento "Framework di stress test" aggiornato su base almeno annuale. In tale documento sono anche disciplinati anche le modalità di individuazione e di applicazione degli scenari di riferimento. La cadenza delle attività di stress testing sia interne che regolamentari sono riportate nel documento "Stress Testing Program", in coerenza con i principali processi di cui gli stress test sono parte integrante (ICAAP, ILAAP, RRP, RAF, Budget e Pianificazione disciplinati nei rispettivi Regolamenti), con le attività di stress previste per la definizione delle rettifiche di valore sui crediti in bonis previste per l'applicazione dei principi contabili IFRS9 e degli esercizi regolamentari richiesti dall'Organo di Vigilanza.
Le strategie e i processi di gestione, copertura e attenuazione dei rischi, nonché la sorveglianza sulla loro efficacia sono definite all'interno dei singoli Regolamenti che hanno per oggetto i processi delle varie tipologie di rischio (Regolamento assunzione rischi Finanziari, Regolamento rischi operativi, Regolamento gestione rischio di liquidità). Annualmente inoltre, all'interno del processo ICAAP e ILAAP, per ogni tipologia di rischio, vengono specificate le "misure di attenuazione e controllo" per un maggiore presidio da parte del Gruppo.
Si riporta nel seguito il numero di cariche di amministratore affidate ai membri dell'organo di amministrazione:
| Applicazione cumulo privilegiato ed esenzioni società non commerciali |
|||||
|---|---|---|---|---|---|
| Esponente | numero incarichi esecutivi |
numero incarichi non esecutivi |
numero incarichi esecutivi |
numero incarichi non esecutivi |
Incarico non esecutivo aggiuntivo |
| Lucio I. Zanon di Valgiurata | 8 | 6 | 1 | 1 | - |
| Enrico Corradi | 7 | 9 | 1 | 2 | - |
| Luigi Maramotti | 8 | 4 | 1 | 1 | - |
| Ernestina Morstofolini | 1 | - | 1 | - | - |
| Elisabetta Gualandri | - | 4 | - | 3 | - |
| Anna Chiara Svelto | - | 4 | - | 4 | - |
| Giorgia Fontanesi | 2 | 1 | 1 | 1 | - |
| Mariaelena Fontanesi | - | 5 | - | 4 | - |
| Edoardo Prezioso | 4 | 1 | 1 | 1 | - |
| Paola Agnese Bongini | - | 2 | - | 1 | - |
| Alessandro Merli | - | 2 | - | 1 | - |
| Giovanni Viani | - | 4 | - | 3 | - |
La nomina degli Amministratori avviene, in ottemperanza alle vigenti disposizioni normative e regolamentari, sulla base del meccanismo del voto di lista, previsto per le società quotate, e nel rispetto dei criteri di composizione relativi alla presenza di amministratori in possesso dei requisiti di onorabilità, professionalità e di indipendenza. Ai suddetti requisiti si affiancano altresì ulteriori e specifici criteri di correttezza, competenza e indipendenza di giudizio che, unitamente al limite al cumulo degli incarichi e al time committment vengono verificati in capo a ciascun Amministratore.
In generale, nella composizione del Consiglio di Amministrazione, sono diverse le norme di legge e regolamentari che disciplinano le competenze, conoscenze ed esperienze dei suoi componenti:
In tale contesto normativo, con specifico riferimento alle conoscenze, competenze ed esperienze, sempre sulla scorta delle vigenti disposizioni normative e regolamentari, il Consiglio di Amministrazione, ai fini delle nomine (o della cooptazione) dei Consiglieri identifica preventivamente la composizione qualitativa e quantitativa considerata ottimale, provvedendo alla redazione e pubblicazione, a beneficio degli Azionisti, del documento "Composizione qualitativa e quantitativa ottimale del Consiglio di Amministrazione".
L'obiettivo del documento citato, redatto anche sulla scorta dell'esito dei processi di autovalutazione condotti nel triennio del mandato del Consiglio stesso, consiste nel fornire agli Azionisti indicazioni funzionali all'esercizio delle relative prerogative che, nell'ambito delle nomine assembleari, insistono sui seguenti aspetti attinenti alla composizione del Consiglio di Amministrazione:
Con specifico riferimento all'aspetto delle conoscenze, competenze, esperienze, il documento in argomento riporta le singole aree di competenza, indicando inoltre il numero minimo di Amministratori che ne debbano essere in possesso
| AREE DI COMPETENZA | NUMERO AMMINISTRATORI |
|---|---|
| Mercati finanziari | almeno 3 |
| Regolamentazione nel settore bancario e finanziario | almeno 3 |
| Indirizzi e programmazione strategica | almeno 3 |
| Assetti organizzativi e di governo societari | almeno 3 |
| Gestione dei rischi | almeno 3 |
| Sistemi di controllo interno ed altri meccanismi operativi | almeno 3 |
| Attività e prodotti bancari e finanziari | almeno 3 |
| Informativa contabile finanziaria | almeno 2 |
| Tecnologia ed informatica | almeno 1 |
In seguito alle verifiche esperite dal Consiglio di Amministrazione successivamente alle nomine effettuate dall'Assemblea degli Azionisti tenutasi in data 29.04.2021, sono emersi i seguenti tratti salienti:
| Mercati finanziari |
Regolament. settore bancario e finanziario |
Indirizzi e programmazione strategica |
Assetti organizzativi e di governo societari |
Gestione dei Rischi |
Sistemi di controllo interno ed altri meccanismi operativi |
Attività e prodotti bancari e finanziari |
Informativa contabile finanziaria |
Tecnologia ed informatica |
Coordinamento indirizzo gestione di risorse umane |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Zanon di Valgiurata |
√ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ |
| Maramotti | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | n/a |
| Corradi | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | n/a |
| Bongini | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | n/a | ||
| Fontanesi G. | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | n/a |
| Fontanesi M. |
√ | √ | √ | √ | √ | √ | n/a | |||
| Gualandri | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | n/a |
| Merli | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | n/a | |
| Morstofolini | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | n/a | |
| Prezioso | √ | √ | √ | √ | √ | n/a | ||||
| Svelto | √ | √ | √ | √ | √ | √ | n/a | |||
| Viani | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | √ | n/a |
che hanno consentito di attestare:
la sussistenza in capo al Presidente del Consiglio di Amministrazione dell'ulteriore criterio di competenza previsto dall'art. 10, comma 3, Decreto MEF, funzionale ad assicurare un efficace svolgimento delle sue funzioni di coordinamento e indirizzo dei lavori del Consiglio, di promozione del suo adeguato funzionamento, anche in termini di circolazione delle informazioni, efficacia del confronto e stimolo alla dialettica interna.
Con specifico riferimento alle conoscenze, alle competenze e all'esperienza nel campo dei rischi climatici e ambientali di cui al documento "Guida sui rischi climatici e ambientali - Aspettative di vigilanza in materia di gestione dei rischi e informativa" pubblicato dalla Banca Centrale Europea nel novembre 2020, è stata altresì valorizzata l'expertise maturata dagli Amministratori uscenti con riferimento:
In quanto banca quotata, il Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano S.p.A. contempla la presenza di almeno 2/5 dei componenti appartenente al genere meno rappresentato (con arrotondamento in caso di numero decimale all'intero superiore).
Inoltre, il Consiglio di Amministrazione in occasione dell'assegnazione delle cariche particolari, nonché in sede di nomina del Direttore Generale, valuta l'applicazione delle buone prassi previste della Circolare Banca d'Italia n. 285/2013 che suggeriscono di evitare che le cariche di Presidente dell'Organo con Funzione di Supervisione Strategica, di Presidente dell'Organo con Funzione di Controllo, di Amministratore Delegato e di Direttore Generale siano ricoperte da esponenti dello stesso genere.
Attualmente, nell'ambito della compagine consiliare non sussiste il genere meno rappresentato in quanto gli Amministratori in carica appartengono per il 50% al genere femminile e per il 50% al genere maschile.
Credito Emiliano S.p.A., in coerenza con le previsioni della Circolare Banca d'Italia 285/2013 e nel rispetto delle previsioni di cui al Codice di Corporate Governance, ha istituito uno specifico e distinto Comitato Endoconsiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo. Nel corso del 2022, il Comitato in argomento si è riunito 17 volte, con una frequenza mensile media pari pertanto a circa 1,4.
Il Sistema dei Controlli Interni del Gruppo Credito Emiliano è impostato secondo un modello che prevede il pieno coinvolgimento del Consiglio di Amministrazione che riceve specifici e puntuali flussi informativi funzionali all'esercizio dei compiti e delle responsabilità ad esso facenti capo in materia di Sistema dei Controlli Interni.
In primo luogo, si osserva che particolare rilievo assume il ruolo del Comitato Endoconsiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo che coadiuva il Consiglio di Amministrazione in relazione alle valutazioni e decisioni relative al Sistema dei Controlli Interni; tale compito viene eseguito attraverso una preventiva attività istruttoria e mediante la formulazione di proposte e pareri.
I lavori del Comitato Endoconsiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo vengono di volta in volta sottoposti all'attenzione del Consiglio di Amministrazione e pertanto con periodicità mensile.
Più nel dettaglio, sono stati definiti specifici "flussi verticali", a periodicità predefinita (a prescindere, pertanto dai flussi cosiddetti "ad evento") e trasmessi dalle Funzioni Aziendali di Controllo ma anche dalle funzioni specialistiche della Banca, che coinvolgono direttamente il Consiglio di Amministrazione.
Nello specifico, tra i flussi più significativi nell'economia del Sistema dei Controlli Interni e presidio dei rischi, si segnalano quelli in base ai quali, annualmente:
La Funzione di Revisione interna presenta altresì il piano di audit triennale elaborato secondo logiche di copertura delle diverse aree operative e dei rischi connessi alle varie attività/strutture aziendali del Gruppo.
Le Funzioni Aziendali di Controllo svolgono le attività di controllo nel rispetto dei suddetti piani e presentano con cadenza almeno semestrale, lo stato di avanzamento delle attività e le eventuali integrazioni/variazioni resesi necessarie a fronte di esigenze impreviste o di richieste del management.
In ottemperanza alla vigente normativa di vigilanza di cui alla Circolare Banca d'Italia n. 285/2013, il Consiglio di Amministrazione verifica annualmente la funzionalità e l'efficacia del Sistema dei Controlli Interni, avvalendosi del supporto operativo della Funzione di Revisione Interna, la quale formula una valutazione in relazione alla completezza, adeguatezza, funzionalità ed affidabilità della struttura organizzativa e delle altre componenti del Sistema dei Controlli Interni, tenuto anche conto delle risultanze emerse dalle attività di verifica svolte dalle altre Funzioni Aziendali di Controllo.
Tali risultanze sono contenute in specifiche rendicontazioni che le singole Funzioni Aziendali di Controllo sono tenute a redigere annualmente.
Con riferimento alle Funzioni Essenziali o Importanti (FEI) o di controllo esternalizzate al di fuori del Gruppo Bancario, la Funzioni di Revisione Interna predispone annualmente una relazione relativa ai controlli svolti sulle stesse, alle carenze eventualmente riscontrate e alle conseguenti azioni correttive adottate. Per le Banche del Gruppo la relazione include anche le iniziative di esternalizzazione del sistema informativo che sono state oggetto di informativa preventiva, nonché i principali servizi ICT forniti da terze parti anche se non assumono la qualifica di esternalizzazione.
In particolare, al termine del ciclo gestionale, con cadenza annuale, le Funzioni Aziendali di Controllo:
I flussi previsti a beneficio del Consiglio di Amministrazione sono funzionali inoltre all'esercizio delle seguenti prerogative:
o dell'allineamento nel continuo tra il sistema dei controlli interni e l'organizzazione aziendale in termini di aderenza ai principi indicati dalla normativa di vigilanza nonché del possesso dei requisiti e del rispetto delle disposizioni da parte delle Funzioni Aziendali di Controllo;
o che l'attuazione del Risk Appetite Framework sia coerente con gli obiettivi di rischio e la soglia di tolleranza approvati valutando periodicamente l'adeguatezza e l'efficacia del RAF e la compatibilità tra il rischio effettivo e gli obiettivi di rischio;
Il processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (Internal Capital Adequacy Assessment Process – ICAAP) adottato dal Gruppo Credito Emiliano – CREDEM risponde ai requisiti in materia definiti dalle "Nuove istruzioni di vigilanza prudenziale per le banche" (Circolare 285 del 17 dicembre 2013, e successivi aggiornamenti) e alla Guida della BCE sul processo interno di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale del 9 novembre 2018. Nella redazione dell'ICAAP 2023 si tiene anche conto delle "ECB clarification on ICAAPs & ILAAPs and respective package submissions" comunicate dalla BCE a gennaio 2023.
Vengono illustrate situazioni e commenti relativi all'evoluzione patrimoniale del perimetro che fa capo a CredemHolding, fatto ovviamente salvo che il perimetro che fa capo a Credembanca costituisce la base preliminare per addivenire alla situazione regolamentare e gestionale.
Va anche segnalato che, a partire dal 2018, si è esaurito per il gruppo il regime transitorio previsto dal regolatore fino alla fine del 2017, fermo anche restando che il Gruppo ha comunicato di non avvalersi dell'"approccio graduale" previsto in merito agli impatti patrimoniali derivanti dalla prima applicazione dello standard contabile IFRS9.
Viene altresì evidenziata, a seguito dell'inserimento del gruppo tra i conglomerati finanziari, l'adeguatezza patrimoniale normativa riferita a tale perimetro. L'adeguatezza patrimoniale dal 2021 tiene conto anche degli indicatori MREL e Leverage Ratio.
Il Processo ICAAP deriva ed è strettamente correlato, pur costituendo un processo autonomo e rilevante, dai processi RAF e Pianificazione, Programmazione e Controllo di Gruppo. Gli orientamenti assunti dal CA sono supportati rispettivamente dal Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (di seguito Comitato Rischi) e dal Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo (di seguito CPS). Ciò in particolare in merito a:
L'avvio del processo di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale e prospettica è a sua volta articolato nelle seguenti fasi:
Per l'anno 2023, così come già nel 2022, l'elenco dei rischi considerati è stato ampliato tramite l'inclusione del rischio ESG (Environmental, Social and Governance), definito ed analizzato anche secondo le richieste della Feedback letter on "Supervisory assessment of the self-assessment and implementation plans for climate-related and environmental risks of Credito Emiliano".
Come previsto dalla normativa, l'ICAAP deve poggiare su due pilastri: la prospettiva normativa e la prospettiva economica. Le due prospettive si completano e si forniscono informazioni reciprocamente.
In dettaglio:
Nella prospettiva normativa interna si richiede alle Banche e ai Gruppi Bancari di:
I rischi misurabili, per i quali si procede alla misurazione di un capitale interno nell'ambito del Gruppo, sono i seguenti:
Per tutti gli altri rischi individuati come rilevanti sono stati definiti degli appositi presidi e/o metodologie di misurazione. In particolare, il presidio del Gruppo rispetto ai rischi climatici e ambientali è volto a proseguire nel percorso di integrazione dei fattori ESG all'intero dei propri processi decisionali, anche in considerazione delle aspettative della BCE in merito a tali rischi.
Il rischio di liquidità viene trattato nell'ILAAP (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process) del Gruppo Credem.
Gli Organi Societari del Gruppo Credem coinvolti nel processo ICAAP, secondo le rispettive competenze, definiscono ed approvano le linee generali del processo, ne curano l'attuazione e vigilano sulla rispondenza di tale processo ai dettami della normativa.
Nello specifico il governo del processo ICAAP riguarda:
Comitati di Governance di Gruppo:
o Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo (CPS);
La responsabilità del processo ICAAP fa capo al CA il quale, per l'esercizio delle sue prerogative, si avvale del supporto dei Comitati di Gruppo competenti e delle strutture del Servizio Governo del VALORE di Credembanca (di seguito Servizio VALORE) e del Servizio Enterprise Risk Management (di seguito Servizio ERISK). Il Servizio VALORE garantisce la documentazione del processo e la sua diffusione nelle diverse Società del Gruppo. In particolare:
Le metodologie di misurazione e controllo dei rischi utilizzate anche ai fini del calcolo del capitale interno, il perimetro dei rischi rilevanti, le metodologie di stress test e la definizione degli scenari sono presentate dal Risk Officer al Comitato Rischi che fornisce un parere per l'approvazione al CA.
La valutazione dell'adeguatezza patrimoniale è misurata in ottica statica, al 31 dicembre 2022, ed in ottica prospettica nel triennio 2023-2025.
Il Gruppo procede:
Le risultanze del processo ICAAP 2022 hanno confermato la solidità patrimoniale del Gruppo: le risorse finanziarie disponibili garantiscono, con margini sufficienti, la copertura di tutti i rischi attuali e prospettici, anche in condizioni di stress.
| Importi complessivi dell'esposizione al rischio (TREA) |
Requisiti totali di fondi propri |
|||
|---|---|---|---|---|
| a | b | c | ||
| 31/12/2022 | 30/09/2022 | 31/12/2022 | ||
| 1 | Rischio di credito (escluso il CCR) | 15.906.262 | 15.332.800 | 1.272.501 |
| 2 | Di cui metodo standardizzato | 5.740.870 | 5.410.778 | 459.270 |
| 3 | Di cui metodo IRB di base (F-IRB) | - | - | |
| 4 | Di cui metodo di assegnazione | - | - | |
| EU 4a | Di cui strumenti di capitale soggetti al metodo della ponderazione semplice |
738.905 | 675.035 | 59.112 |
| 5 | Di cui metodo IRB avanzato (A-IRB) | 9.426.487 | 9.246.987 | 754.119 |
| 6 | Rischio di controparte (CCR) | 59.685 | 69.394 | 4.775 |
| 7 | Di cui metodo standardizzato | 28.952 | 43.547 | 2.316 |
| 8 | Di cui metodo dei modelli interni (IMM) | - | - | |
| EU 8a | Di cui esposizioni verso una CCP | 4.381 | 4.200 | 350 |
| EU 8b | Di cui aggiustamento della valutazione del credito (CVA) | 8.351 | 18.049 | 668 |
| 9 | Di cui altri CCR | 18.002 | 3.598 | 1.440 |
| 15 | Rischio di regolamento | - | - | |
| 16 | Esposizioni verso le cartolarizzazioni esterne al portafoglio di negoziazione (tenendo conto del massimale) |
134.213 | 140.303 | 10.737 |
| 17 | Di cui metodo SEC-IRBA | - | - | |
| 18 | Di cui metodo SEC-ERBA (compreso IAA) | 134.213 | 140.303 | 10.737 |
| 19 | Di cui metodo SEC-SA | 9 | 1 | |
| EU 19a | Di cui 1250% / Deduzioni | - | - | |
| 20 | Rischi di posizione, di cambio e di posizione in merci (rischio di mercato) |
273.612 | 265.868 | 21.889 |
| 21 | Di cui metodo standardizzato | 273.612 | 265.868 | 21.889 |
| 22 | Di cui IMA | - | - | |
| EU 22a | Grandi esposizioni | - | - | |
| 23 | Rischio operativo | 2.021.442 | 1.914.326 | 161.715 |
| EU 23a | Di cui metodo base | - | - | |
| EU 23b | Di cui metodo standardizzato | 2.021.442 | 1.914.326 | 161.715 |
| EU 23c | Di cui metodo avanzato di misurazione | - | - | |
| 24 | Importo al di sotto delle soglie per la deduzione (soggetto a fattore di ponderazione del rischio del 250 %) |
545.298 | 525.940 | 43.624 |
| 29 | Totale | 18.395.214 | 17.722.692 | 1.471.617 |
| a | b | c | d | e | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| 31/12/2022 | 30/09/2022 | 30/06/2022 | 31/03/2022 | 31/12/2021 | ||
| Fondi propri disponibili (importi) | ||||||
| 1 | Capitale primario di classe 1 (CET1) | 2.523.675 | 2.424.353 | 2.452.518 | 2.487.483 | 2.590.704 |
| 2 | Capitale di classe 1 | 2.581.613 | 2.481.746 | 2.512.127 | 2.548.627 | 2.653.839 |
| 3 | Capitale totale | 3.063.158 | 2.958.798 | 2.791.043 | 2.831.597 | 2.993.386 |
| Importi delle esposizioni ponderati per il rischio | ||||||
| 4 | Importo complessivo dell'esposizione al rischio | 18.395.214 | 17.722.692 | 18.221.427 | 18.309.473 | 18.907.310 |
| Coefficienti di capitale (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio) | ||||||
| 5 | Coefficiente del capitale primario di classe 1 (%) | 13,72% | 13,68% | 13,46% | 13,59% | 13,70% |
| 6 | Coefficiente del capitale di classe 1 (%) | 14,03% | 14,00% | 13,79% | 13,92% | 14,04% |
| 7 | Coefficiente di capitale totale (in %) | 16,65% | 16,69% | 15,32% | 15,47% | 15,83% |
| Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio) |
||||||
| EU 7a | Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva (in %) |
1,00% | 1,00% | 1,00% | 1,00% | 1,00% |
| EU 7b | Di cui costituiti da capitale CET1 (punti percentuali) | 0,56% | 0,56% | 0,56% | 0,56% | 0,56% |
| EU 7c | Di cui costituiti da capitale di classe 1 (punti percentuali) | 0,75% | 0,75% | 0,75% | 0,75% | 0,75% |
| EU 7d | Requisiti di fondi propri SREP totali (%) | 9,00% | 9,00% | 9,00% | 9,00% | 9,00% |
| Requisito combinato di riserva e requisito patrimoniale complessivo (in percentuale dell'importo dell'esposizione ponderato per il rischio | ||||||
| 8 | Riserva di conservazione del capitale (%) | 2,50% | 2,50% | 2,50% | 2,50% | 2,50% |
| EU 8a | Riserva di conservazione dovuta al rischio macroprudenziale o sistemico individuato a livello di uno Stato membro (%) |
0 | - | - | - | - |
| 9 | Riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente (%) | 0,0153% | 0,0017% | 0,0027% | 0,0045% | 0,0021% |
| EU 9a | Riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (%) | 0 | - | - | - | - |
| 10 | Riserva degli enti a rilevanza sistemica a livello globale (%) | 0 | - | - | - | - |
| EU 10a | Riserva di altri enti a rilevanza sistemica (%) | 0 | - | - | - | - |
| 11 | Requisito combinato di riserva di capitale (%) | 2,52% | 2,50% | 2,50% | 2,50% | 2,50% |
| EU 11a | Requisiti patrimoniali complessivi (%) | 11,52% | 11,50% | 11,50% | 11,50% | 11,50% |
| 12 | CET1 disponibile dopo aver soddisfatto i requisiti di fondi propri SREP totali (%) |
7,28% | 7,25% | 6,32% | 6,47% | 6,83% |
| Coefficiente di leva finanziaria | ||||||
| 13 | Misura dell'esposizione complessiva | 56.510.977 | 58.381.948 | 57.433.010 | 51.531.437 | 52.033.847 |
| 14 | Coefficiente di leva finanziaria (%) | 4,57% | 4,25% | 4,37% | 4,95% | 5,10% |
| Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (in percentuale della misura dell'esposizione complessiva) | ||||||
| EU 14a | Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (in %) |
- | - | - | - | - |
| EU 14b | di cui costituiti da capitale CET1 (punti percentuali) | - | - | - | - | - |
| EU 14c | Requisiti del coefficiente di leva finanziaria totali SREP (%) | 3,00% | 3,00% | 3,00% | 3,49% | 3,45% |
| totale) | Riserva del coefficiente di leva finanziaria e requisito complessivo del coefficiente di leva finanziaria (in percentuale della misura dell'esposizione | |||||
| EU 14d | Requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria (%) | - | - | - | - | - |
| EU 14e | Requisito del coefficiente di leva finanziaria complessivo (%) | 3,00% | 3,00% | 3,00% | 3,49% | 3,45% |
| Coefficiente di copertura della liquidità |
| a | b | c | d | e | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| 31/12/2022 | 30/09/2022 | 30/06/2022 | 31/03/2022 | 31/12/2021 | ||
| 15 | Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) (valore ponderato - media) |
10.460.985 | 10.599.548 | 11.291.798 | 11.862.697 | 12.083.753 |
| EU 16a | Deflussi di cassa - Valore ponderato totale | 6.091.782 | 6.126.017 | 6.115.141 | 6.123.365 | 6.119.448 |
| EU 16b | Afflussi di cassa - Valore ponderato totale | 1.458.196 | 1.387.531 | 1.314.234 | 1.252.310 | 1.200.186 |
| 16 | Totale dei deflussi di cassa netti (valore corretto) | 4.633.586 | 4.738.486 | 4.800.907 | 4.871.055 | 4.919.261 |
| 17 | Coefficiente di copertura della liquidità (%) | 226,33% | 224,19% | 235,50% | 243,91% | 246,00% |
| Coefficiente netto di finanziamento stabile | ||||||
| 18 | Finanziamento stabile disponibile totale | 36.723.668 | 38.112.885 | 39.375.270 | 41.307.908 | 40.803.478 |
| 19 | Finanziamento stabile richiesto totale | 26.868.716 | 26.208.363 | 27.014.038 | 29.392.053 | 30.045.161 |
| 20 | Coefficiente NSFR (%) | 136,68% | 145,42% | 145,76% | 140,54% | 135,81% |
| a | b | ||
|---|---|---|---|
| Valore dell'esposizione | Importo dell'esposizione al rischio |
||
| 1 | Strumenti di fondi propri detenuti in imprese di assicurazione o di riassicurazione o società di partecipazione assicurativa non dedotti dai fondi propri |
177.650 | 657.306 |
| a | ||
|---|---|---|
| 31/12/2022 | ||
| 1 | Requisiti di fondi propri supplementari del conglomerato finanziario (importo) | 1.001.306 |
| 2 | Coefficiente di adeguatezza patrimoniale del conglomerato finanziario (%) | 142% |
Si definisce rischio di liquidità l'eventualità che il Gruppo possa trovarsi nella condizione di non riuscire a far fronte ai propri impegni di pagamento di natura ordinaria o straordinaria, quando gli stessi diventino esigibili, senza incorrere in perdite tali da pregiudicare la propria operatività quotidiana o le condizioni finanziarie complessive del Gruppo stesso.
Il Gruppo Credem gestisce la posizione di liquidità e le fonti di funding per garantirne la conformità agli obiettivi definiti nel RAF ed ai requisiti regolamentari tempo per tempo vigenti. Nel contesto di una sana e prudente gestione della liquidità, il Gruppo si impegna a definire un buffer di liquidità idoneo a rispettare gli obblighi di pagamento, sia ordinari che straordinari.
Il liquidity buffer del Gruppo Credem è costituito da un insieme di attività di elevata qualità, non vincolate, facilmente liquidabili sui mercati anche in periodi di tensione, necessarie per controbilanciare gli eventuali deflussi di cassa netti connessi con uno scenario di stress. Il perimetro di riferimento è rappresentato dall'intero Gruppo, essendo i problemi di individuazione e trasferibilità degli attivi all'interno del Gruppo estremamente limitati. Infatti:
Lo sviluppo dei processi di governo e gestione della liquidità e di controllo e monitoraggio del rischio di liquidità avviene in modo coerente con la struttura del Gruppo e mediante un processo di deleghe che prevede il coinvolgimento delle funzioni della Capogruppo. Tutti i compiti e le responsabilità in materia di governo, gestione e controllo del rischio liquidità sono rimessi agli Organi Societari.
Il processo di gestione degli adempimenti in materia di rischio liquidità è costituito da presidi organizzativi che coinvolgono, oltre agli Organi Societari, differenti funzioni che operano con l'obiettivo di assicurare l'allineamento dell'operatività al sistema di norme e regolamenti in vigore. Tra queste:
TLD BU Finanza;
TLD ERISK;
Il Gruppo, nell'ambito delle segnalazioni regolamentari, trasmette alle autorità di vigilanza:
Il Gruppo nel mese di Settembre 2022 ha partecipato al SSM Liquidity Exercise BCE.
Ai fini gestionali è prodotta un'articolata informativa periodica, con frequenza e destinatari differenziati in base al contenuto, indirizzata al management aziendale e basata sugli indicatori identificati dal Gruppo per misurare l'adeguatezza della liquidità nell'ambito della c.d. economic internal perspective, come esplicitato nel documento "Internal Liquidity Adequacy Assessment Process – ILAAP". In particolare la gestione del rischio di liquidità può essere suddivisa fra:
Il Gruppo Credito Emiliano si è da tempo dotato di una Policy per la Gestione del rischio liquidità. La Policy approvata disciplina:
I principi essenziali a cui si ispira la politica di gestione della liquidità sono:
Su base giornaliera, mediante un modello di liquidity gap, viene esposta l'evoluzione temporale dei flussi di cassa per consentire l'attivazione di operazioni finalizzate a determinare un equilibrio fra entrate ed uscite di cassa.
Al Comitato Asset Liability & Management di Gruppo sono assegnati poteri decisionali per la declinazione delle strategie in merito alle politiche di funding del Gruppo. Periodicamente sono analizzate, in sede di Comitato, le condizioni di equilibrio finanziario per orientare le decisioni circa le strategie di funding. Sempre in sede di Comitato, sono analizzati interventi straordinari eventualmente richiesti per le contingenti situazioni di mercato.
Nell'ambito del processo RAF vengono, inoltre, definite le soglie di Risk Tolerance, le metriche e le modalità di controllo dei seguenti indicatori di liquidità:
Le regole di "Liquidity Management" adottate prevedono limiti di liquidità da rispettarsi sulle scadenze di breve termine ed altri indicatori per monitorare quotidianamente la posizione complessiva.
Relativamente alla liquidità strutturale sono previsti limiti finalizzati a controllare e gestire i rischi derivanti dal mismatch di scadenze a medio-lungo termine dell'attivo e del passivo. Sono previsti dei gap ratio a 1, 2 e 5 anni.
Questi limiti consentono di evitare che l'operatività a medio-lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine.
L'impianto metodologico alla base del liquidity stress testing implementato nel Gruppo, prevede l'esecuzione di:
Gli stress test sono eseguiti tenendo conto della duplice prospettiva interna e regolamentare, valutando l'impatto sulle diverse misure di rischio:
L'analisi di scenario viene svolta anche trimestralmente sulla metrice intraday A2 "Available Intraday Liquidity at the start of the business day".
In particolare gli scenari di stress test previsti dall'analisi di scenario si distinguono in:
Come previsto dalla "ECB Guide to the ILAAP", l'impianto di stress di ICAAP e ILAAP interagiscono reciprocamente. In entrambi i casi viene svolta un'analisi di sensitivity volta a evidenziare gli aspetti di maggior vulnerabilità in termini rispettivamente di capitale e liquidità.
Il Gruppo redige anche lo "Stress Test Framework", il documento che definisce ruoli e responsabilità di tutte le funzioni coinvolte nelle prove di stress, dal Consiglio di Amministrazione agli uffici operativi. Nella specifica sezione "Stress testing for ILAAP purposes" sono illustrate le tipologie di stress condotte sulla liquidità, da cui oltre a ruoli e responsabilità, si ricavano indicazioni su metodologie, operatività e frequenza delle prove di stress.
Il framework è completato dal documento "Stress Testing Programme" che contiene una scheda dettagliata per ogni prova di stress, incluse quelle sulla liquidità, con indicazione di:
Gli stress test sulla liquidità sono integrati con i processi RAF (concorrono a determinare la soglia di tolleranza delle metriche) e CFP (sono utilizzati per rilevare lo stato della liquidità nei vari scenari di crisi). Le stesse metriche sono poi utilizzate tanto a consuntivo quanto in ottica prospettica.
L'attività di gestione della liquidità a breve e del funding strutturale è svolta dalla Business Unit Finanza della Capogruppo che complessivamente:
Questa impostazione consente di supportare adeguatamente i fabbisogni finanziari ed è finalizzata a:
Ai processi descritti precedentemente si aggiunge un modello di governo degli eventi di crisi definito Contingency Funding Plan e approvato dal Consiglio di Amministrazione.
Il Contingency Funding Plan (di seguito CFP) individua ex-ante un sistema di interventi predefiniti ma flessibili, da attivare nei primi stadi di evoluzione di una crisi di liquidità.
L'obiettivo del piano è quello di salvaguardare la stabilità del Gruppo durante uno stato di tensione di liquidità, garantendone, altresì, la continuità nel caso di gravi crisi.
Il CFP si integra con il processo RAF e con il processo di gestione del piano di risanamento di Gruppo e considera le soglie definite nel Recovery Plan di Gruppo.
Il CFP prevede 2 fasi, identificate dai limiti definiti sul sistema degli indicatori di rischi, volte a fronteggiare il progressivo aggravarsi dello stress e/o crisi di liquidità:
Obiettivo del CFP è quello di disciplinare la gestione di tali due fasi.
Gli indicatori di rischio di tipo quantitativo monitorati nel CFP, sono riconducibili a:
La BU Finanza identifica le azioni più efficaci da attuare in base allo scenario operativo mediante criteri qualitativi e quantitativi, questi ultimi atti a misurare l'effetto di attenuazione del rischio che l'azione stessa può generare su un dato orizzonte temporale e per ciascuno stato.
Le potenziali azioni attivabili in situazioni di stress/crisi di liquidità sono dettagliate nel Manuale Applicativo del Regolamento Contingency Funding Plan. Alcune di questi interventi rientrano anche tra le recovery options. Le potenziali azioni attivabili in situazioni di stress/crisi di liquidità sono classificate, in relazione al livello di criticità rilevato, tra 1° e 2° livello. Tra quelle di 1° livello, caratterizzate da tempistiche di attuazione ridotte, rientrano interventi tesi ad utilizzare la "leva prezzo", operazioni unsecured e operazioni che non richiedono un'ulteriore movimentazione di attivi. Le azioni di 2° livello sono prevalentemente volte a massimizzare l'utilizzo di asset collateralizzabili.
In aggiunta alle sopra citate azioni, il CFP include delle azioni finalizzate specificatamente a fronteggiare crisi che potrebbero avere impatti diretti sulla raccolta denominata in USD.
L'importo complessivo del finanziamento con BCE a fine dicembre 2022 è riconducibile ad operazioni di TLTRO III, per un importo complessivo di 5,69 miliardi di euro. Nel corso dell'anno non sono state effettuate nuove operazioni. Nel mese di dicembre la Banca ha effettuato un rimborso volontario anticipato per 1,2 miliardi di euro della tranche TLTROIII.3 in scadenza nel mese di marzo 2023. Nel mese di dicembre 2022 è stata anche rimborsata la tranche TLTRO III.2 da 1,4 miliardi di euro, giunta alla sua naturale scadenza.
Al 31 dicembre 2022 l'importo totale delle riserve di liquidità libere, intese come attività liquide di elevata qualità calcolate ai fini del calcolo dell'indicatore LCR, si è attestato a 10,73 miliardi di Euro (market value). Il 95% di tali riserve è detenuto dalla Capogruppo ed il restante 5% dalle controllate domestiche.
Per valuta 19 gennaio 2022 nell'ambito del Green, Social and Sustainability Bond Framework di Gruppo è stata effettuata un'emissione inaugurale di un prestito obbligazionario Green Senior Preferred, destinato al mercato wholesale, per nominali 600 milioni di euro.
In data 5 luglio 2022 è stata collocata da parte di CredemHolding S.p.A., destinata agli investitori istituzionali e professionali, l'emissione stand alone di un prestito obbligazionario subordinato Social Tier 2 per nominali 200 milioni di Euro. Contestualmente, è stato emesso da Credem un prestito obbligazionario subordinato Tier 2 con le medesime caratteristiche, sottoscritto interamente da CredemHolding S.p.A.
Nel corso dello stesso mese, Credem ha esercitato l'opzione di rimborso anticipato prevista per il prestito obbligazionario subordinato Tier 2 emesso nel 2017 per 100 milioni di euro.
Con riferimento all'operazione di cartolarizzazione avente come veicolo Emilia SPV S.r.l., nel corso del 2022 sono state effettuate due nuove cessioni di attivi relative a mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nei programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite. Al 31 dicembre 2022, il circolante della tranche senior è pari a circa 1,97 miliardi di Euro, mentre quello della tranche junior è pari a circa 0,60 miliardi di euro.
Nell'esercizio 2022 non si ravvisano sulla liquidità impatti significativi derivanti dalla pandemia COVID-19.
In applicazione dell'articolo 86 della Direttiva 2013/36/EU, il Gruppo identifica, misura, gestisce e monitora il rischio di liquidità nell'ambito del processo di valutazione interna dell'adeguatezza della liquidità (ILAAP – Internal Liqudity Adequacy Assessment Process). Il Gruppo, nell'ambito di tale processo, che è parte integrante dell'attività di supervisione dell'Autorità di Vigilanza (SREP – Supervisory Review and Evaluation Process), definisce un'autovalutazione dell'adeguatezza del quadro di riferimento complessivo della gestione e misurazione del rischio di liquidità da un punto di vista qualitativo e quantitativo, identificando indicatori capaci di evidenziare, in maniera chiara ed efficace, il grado di solvibilità del Gruppo. Gli organi societari di Credito Emiliano nel corso del 2022 hanno approvato, all'interno del processo ILAAP, il LAS - Liquidity Adequacy Statement, dichiarando l'adeguatezza della gestione del rischio e della posizione di liquidità.
Si riportano nel seguito i modelli EU LIQ1, EU LIQB, quest'ultimo relativo alle principali informazioni di carattere qualitativo a completamento del template EU LIQ1, ed EU_LIQ2. Il template EU LIQ1 contiene informazioni circa LCR, buffer di liquidità, deflussi di cassa, afflussi di cassa e attività liquide di elevata qualità.
| a | b | c | d | e | f | g | h | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ambito di consolidamento: (individuale/consolidato) |
Totale valore non ponderato (media) | Totale valore ponderato (media) | |||||||
| EU 1a | Trimestre che termina il | 31.12.2022 | 30.09.2022 | 30.06.2022 | 31.03.2022 | 31.12.2022 | 30.09.2022 | 30.06.2022 | 31.03.2022 |
| EU 1b | Numero di punti di dati usati per il calcolo delle medie |
12 | 12 | 12 | 12 | 12 | 12 | 12 | 12 |
| ATTIVITÀ LIQUIDE DI ELEVATA QUALITÀ | |||||||||
| 1 | Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) |
0 | 10.460.985 | 10.599.548 | 11.291.798 | 11.862.697 | |||
| DEFLUSSI DI CASSA | |||||||||
| 2 | Depositi al dettaglio e depositi di piccole imprese, di cui |
25.507.658 | 25.282.784 | 24.939.007 | 24.090.349 | 1.893.731 | 1.873.532 | 1.848.199 | 1.781.424 |
| 3 | Depositi stabili | 17.113.289 | 16.986.454 | 16.727.026 | 16.233.226 | 855.664 | 849.323 | 836.351 | 811.661 |
| 4 | Depositi meno stabili | 8.394.369 | 8.296.330 | 8.211.981 | 7.857.123 | 1.038.067 | 1.024.209 | 1.011.848 | 969.763 |
| 5 | Finanziamento all'ingrosso non garantito |
8.362.815 | 8.493.881 | 8.866.458 | 9.082.373 | 3.128.757 | 3.279.728 | 3.436.563 | 3.528.858 |
| 6 | Depositi operativi (tutte le controparti) e depositi in reti di banche cooperative |
2.700.621 | 2.536.524 | 2.557.988 | 2.551.373 | 608.048 | 567.163 | 571.520 | 571.086 |
| 7 | Depositi non operativi (tutte le controparti) |
5.650.411 | 5.883.091 | 6.230.008 | 6.460.878 | 2.508.927 | 2.638.299 | 2.786.581 | 2.887.651 |
| 8 | Debito non garantito | 11.782 | 74.266 | 78.462 | 70.122 | 11.782 | 74.266 | 78.462 | 70.122 |
| 9 | Finanziamento all'ingrosso garantito |
0 | 312 | 313 | 316 | 772 | |||
| 10 | Obblighi aggiuntivi | 969.600 | 861.287 | 715.831 | 655.792 | 588.839 | 483.518 | 337.011 | 299.607 |
| 11 | Deflussi connessi ad esposizioni in derivati e altri obblighi in materia di garanzie reali |
563.451 | 458.433 | 311.129 | 275.096 | 563.451 | 458.433 | 311.129 | 275.096 |
| 12 | Deflussi connessi alla perdita di finanziamenti su prodotti di debito |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Linee di credito e di liquidità | 406.149 | 402.854 | 404.702 | 380.696 | 25.388 | 25.085 | 25.882 | 24.511 |
| 14 | Altre obbligazioni di finanziamento contrattuali |
309.331 | 318.249 | 318.379 | 334.627 | 309.331 | 318.249 | 318.379 | 334.627 |
| 15 | Altre obbligazioni di finanziamento potenziali |
7.825.696 | 7.784.319 | 7.874.274 | 7.765.927 | 170.810 | 170.679 | 174.673 | 178.076 |
| 16 | TOTALE DEI DEFLUSSI DI CASSA |
0 | 6.091.782 | 6.126.017 | 6.115.141 | 6.123.365 | |||
| AFFLUSSI DI CASSA | |||||||||
| 17 | Prestiti garantiti (ad es. contratti di vendita con patto di riacquisto passivo) |
5.262 | 4.584 | 4.994 | 4.994 | - | - | - | - |
| 18 | Afflussi da esposizioni pienamente in bonis |
1.343.704 | 1.271.527 | 1.208.073 | 1.153.020 | 704.153 | 665.185 | 630.842 | 601.353 |
| 19 | Altri afflussi di cassa | 3.671.177 | 3.530.410 | 3.352.518 | 3.195.844 | 754.043 | 722.346 | 683.392 | 650.957 |
| (Differenza tra gli afflussi ponderati totali e i deflussi ponderati totali derivanti da EU operazioni in paesi terzi in cui 19a vigono restrizioni al trasferimento o che sono denominate in valute non convertibili) |
0 | - | - | - | - | ||||
| EU 19b |
(Afflussi in eccesso da un ente creditizio specializzato connesso) |
0 | - - - |
| b | c | d | e | f | g | h | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ambito di consolidamento: (individuale/consolidato) |
Totale valore non ponderato (media) | Totale valore ponderato (media) | ||||||||
| EU 1a | Trimestre che termina il | 31.12.2022 | 30.09.2022 | 30.06.2022 | 31.03.2022 | 31.12.2022 | 30.09.2022 | 30.06.2022 | 31.03.2022 | |
| EU 1b | Numero di punti di dati usati per il calcolo delle medie |
12 | 12 | 12 | 12 | 12 | 12 | 12 | 12 | |
| 20 | TOTALE DEGLI AFFLUSSI DI CASSA |
5.020.143 | 4.806.522 | 4.565.584 | 4.353.857 | 1.458.196 | 1.387.531 | 1.314.234 | 1.252.310 | |
| EU-20a Afflussi totalmente esenti | - | - | - | - | - | - | - | - | ||
| EU-20b Afflussi soggetti al massimale del 90 % |
- | - | - | - | - | - | - | - | ||
| EU-20c Afflussi soggetti al massimale del 75 % |
5.020.143 | 4.806.522 | 4.565.584 | 4.353.857 | 1.458.196 | 1.387.531 | 1.314.234 | 1.252.310 | ||
| VALORE CORRETTO TOTALE | ||||||||||
| EU-21 | RISERVA DI LIQUIDITÀ | 0 | 10.460.985 | 10.599.548 | 11.291.798 | 11.862.697 | ||||
| 22 | TOTALE DEI DEFLUSSI DI CASSA NETTI |
0 | 4.633.586 | 4.738.486 | 4.800.907 | 4.871.055 | ||||
| 23 | COEFFICIENTE DI COPERTURA DELLA LIQUIDITÀ |
0 | 226% | 224% | 236% | 244% |
I drivers principali dell'LCR sono rappresentati da:
Nel periodo analizzato, l'indicatore LCR non presenta particolari scostamenti rispetto al dato precedente. Rispetto invece ai periodi precedenti, risulta complessivamente in diminuzione a causa del calo del numeratore legato al conto riserva presso BCE. Le attuali concentrazioni delle fonti di raccolta rimangono le aste TLTRO ECB (nonostante le scadenze ed il rimborso anticipato esercitato a dicembre 2022), i depositi retail e Corporate e le operazioni in Repo.
Nel periodo considerato la composizione media del buffer è stata:
In merito alle esposizioni in derivati e potenziali richieste di garanzie reali, la stima del valore massimo registrato sulla serie storica delle variazioni mensili degli ultimi 2 anni è di circa 568 milioni.
L'euro è la sola divisa significativa. Eventuali acquisti in divisa estera sono rifinanziati nella medesima divisa.
| a | b | c | d | e | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore non ponderato per durata residua | ||||||
| Privo di scadenza |
< 6 mesi | da 6 mesi a < 1 anno |
≥ 1 anno | Valore ponderato |
||
| Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF) | ||||||
| 1 | Elementi e strumenti di capitale | 2.958.484 | - | - | 481.545 | 3.440.029 |
| 2 | Fondi propri | 2.958.484 | - | - | 481.545 | 3.440.029 |
| 3 | Altri strumenti di capitale | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 4 | Depositi al dettaglio | 00/01/1900 | 25.333.586 | 136.783 | 60.472 | 23.844.989 |
| 5 | Depositi stabili | 00/01/1900 | 17.152.878 | 70.810 | 46.073 | 16.408.576 |
| 6 | Depositi meno stabili | 00/01/1900 | 8.180.708 | 65.973 | 14.399 | 7.436.412 |
| 7 | Finanziamento all'ingrosso: | 00/01/1900 | 19.472.002 | 433.751 | 4.452.494 | 9.438.650 |
| 8 | Depositi operativi | 00/01/1900 | 3.586.219 | - | - | 1.793.110 |
| 9 | Altri finanziamenti all'ingrosso | 00/01/1900 | 15.885.783 | 433.751 | 4.452.494 | 7.645.540 |
| 10 | Passività correlate | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 11 | Altre passività: | - | 382.756 | - | - | - |
| 12 | NSFR derivati passivi | - | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 |
| 13 | Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle categorie di cui sopra |
00/01/1900 | 382.756 | - | - | - |
| 14 | Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 36.723.668 |
| Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF) | ||||||
| 15 | Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 333.598 |
| EU 15a |
Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un aggregato di copertura |
00/01/1900 | - | - | 2.256.609 | 1.918.118 |
| 16 | Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 17 | Prestiti e titoli in bonis: | 00/01/1900 | 10.455.237 | 2.929.124 | 20.248.232 | 22.085.308 |
| 18 | Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0% |
00/01/1900 | - | - | - | - |
| 19 | Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari |
00/01/1900 | 243.865 | 18.462 | 75.657 | 109.275 |
| 20 | Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico, di cui |
00/01/1900 | 8.310.042 | 2.518.919 | 11.773.849 | 19.968.273 |
| 21 | Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito |
00/01/1900 | 50.271 | 56.288 | 747.488 | 4.796.202 |
| 22 | Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui | 00/01/1900 | 311.932 | 317.124 | 6.331.658 | - |
| 23 | Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito |
00/01/1900 | 305.377 | 310.300 | 6.075.718 | - |
| 24 | Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in mercati e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento al commercio |
00/01/1900 | 1.589.398 | 74.618 | 2.067.068 | 2.007.760 |
| 25 | Attività correlate | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 26 | Altre attività: | - | 371.767 | 28.858 | 2.396.051 | 2.501.158 |
| 27 | Merci negoziate fisicamente | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | - |
| 28 | Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo ai fondi di garanzia delle CCP |
00/01/1900 | - | - | 429.310 | 364.914 |
| 29 | NSFR derivati attivi | 00/01/1900 | 19.024 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 19.024 |
| 30 | NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito | 00/01/1900 | 243.286 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 12.164 |
| 31 | Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra | 00/01/1900 | 109.457 | 28.858 | 1.966.741 | 2.105.056 |
| 32 | Elementi fuori bilancio | 00/01/1900 | 605.808 | - | - | 30.534 |
| 33 | RSF totale | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 26.868.716 |
| 34 | Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 136,68% |
| a | b | c | d | e | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore non ponderato per durata residua | Valore | |||||
| Privo di scadenza |
< 6 mesi | da 6 mesi a < 1 anno |
≥ 1 anno | ponderato | ||
| Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF) | ||||||
| 1 | Elementi e strumenti di capitale | 2.874.238 | - | - | 477.052 | 3.351.290 |
| 2 | Fondi propri | 2.874.238 | - | - | 477.052 | 3.351.290 |
| 3 | Altri strumenti di capitale | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 4 | Depositi al dettaglio | 00/01/1900 | 25.556.376 | 13.966 | 87.682 | 23.957.900 |
| 5 | Depositi stabili | 00/01/1900 | 17.126.596 | 11.612 | 67.214 | 16.348.512 |
| 6 | Depositi meno stabili | 00/01/1900 | 8.429.780 | 2.353 | 20.467 | 7.609.387 |
| 7 | Finanziamento all'ingrosso: | 00/01/1900 | 13.579.913 | 4.855.823 | 4.469.274 | 9.377.266 |
| 8 | Depositi operativi | 00/01/1900 | 2.852.858 | - | - | 1.426.429 |
| 9 | Altri finanziamenti all'ingrosso | 00/01/1900 | 10.727.054 | 4.855.823 | 4.469.274 | 7.950.837 |
| 10 | Passività correlate | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 11 | Altre passività: | 15.359 | 567.303 | - | - | - |
| 12 | NSFR derivati passivi | 15.359 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 |
| 13 | Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle categorie di cui sopra |
00/01/1900 | 567.303 | - | - | - |
| 14 | Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 38.112.885 |
| Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF) | ||||||
| 15 | Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 475.505 |
| EU 15a |
Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un aggregato di copertura |
00/01/1900 | - | - | 2.256.253 | 1.917.815 |
| 16 | Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 17 | Prestiti e titoli in bonis: | 00/01/1900 | 9.492.370 | 2.928.074 | 19.802.464 | 21.436.356 |
| 18 | Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0% |
00/01/1900 | 4.054 | - | - | - |
| 19 | Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari |
00/01/1900 | 230.280 | 26.792 | 58.190 | 94.614 |
| 20 | Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico, di cui |
00/01/1900 | 7.840.943 | 2.491.402 | 11.353.934 | 19.348.822 |
| 21 | Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito |
00/01/1900 | 43.717 | 53.169 | 682.468 | 4.696.648 |
| 22 | Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui | 00/01/1900 | 321.307 | 318.374 | 6.266.363 | - |
| 23 | Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito |
00/01/1900 | 313.778 | 310.769 | 5.988.191 | - |
| 24 | Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in mercati e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento al commercio |
00/01/1900 | 1.095.787 | 91.506 | 2.123.977 | 1.992.921 |
| 25 | Attività correlate | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 26 | Altre attività: | - | 484.364 | 30.298 | 2.230.132 | 2.343.815 |
| 27 | Merci negoziate fisicamente | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | - |
| 28 | Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo ai fondi di garanzia delle CCP |
00/01/1900 | - | - | 320.889 | 272.756 |
| 29 | NSFR derivati attivi | 00/01/1900 | - | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - |
| 30 | NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito |
00/01/1900 | 370.403 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 18.520 |
| 31 | Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra | 00/01/1900 | 113.961 | 30.298 | 1.909.244 | 2.052.539 |
| 32 | Elementi fuori bilancio | 00/01/1900 | 692.769 | - | - | 34.872 |
| 33 | RSF totale | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 26.208.363 |
| 34 | Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 145,42% |
| a | b | c | d | e | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore non ponderato per durata residua | ||||||
| Privo di | da 6 mesi a | Valore ponderato |
||||
| scadenza | < 6 mesi | < 1 anno | ≥ 1 anno | |||
| Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF) | ||||||
| 1 | Elementi e strumenti di capitale | 2.945.808 | - | - | 278.916 | 3.224.724 |
| 2 | Fondi propri | 2.945.808 | - | - | 278.916 | 3.224.724 |
| 3 | Altri strumenti di capitale | 0 | - | - | - | - |
| 4 | Depositi al dettaglio | 0 | 26.035.585 | 2.512 | 106.158 | 24.403.560 |
| 5 | Depositi stabili | 0 | 17.261.485 | 825 | 55.506 | 16.454.701 |
| 6 | Depositi meno stabili | 0 | 8.774.100 | 1.687 | 50.652 | 7.948.860 |
| 7 | Finanziamento all'ingrosso: | 0 | 10.979.543 | 5.965.368 | 4.674.838 | 10.202.871 |
| 8 | Depositi operativi | 0 | 3.088.229 | - | - | 1.544.115 |
| 9 | Altri finanziamenti all'ingrosso | 0 | 7.891.313 | 5.965.368 | 4.674.838 | 8.658.757 |
| 10 | Passività correlate | 0 | - | - | - | - |
| 11 | Altre passività: | 61.047 | 416.703 | - | - | - |
| 12 | NSFR derivati passivi | 61.047 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| 13 | Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle categorie di cui sopra |
0 | 416.703 | - | - | - |
| 14 | Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale | 0 | 0 | 0 | 0 | 39.375.270 |
| Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF) | ||||||
| 15 | Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) | 0 | 0 | 0 | 0 | 945.662 |
| EU 15a |
Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un aggregato di copertura |
0 | - | - | 2.256.633 | 1.918.138 |
| 16 | Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi | 0 | - | - | - | - |
| 17 | Prestiti e titoli in bonis: | 0 | 9.188.630 | 3.012.435 | 20.060.529 | 21.609.764 |
| 18 | Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0% |
0 | - | - | - | - |
| 19 | Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari |
0 | 180.304 | 15.050 | 68.962 | 94.517 |
| 20 | Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del |
0 | 7.661.130 | 2.530.386 | 11.585.226 | 19.458.456 |
| 21 | settore pubblico, di cui Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro |
0 | 49.262 | 55.151 | 674.506 | 4.685.603 |
| 22 | del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui |
0 | 327.647 | 324.681 | 6.198.255 | - |
| 23 | Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro | 0 | 321.213 | 318.179 | 5.961.949 | - |
| del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono |
||||||
| 24 | ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in mercati e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento al commercio |
0 | 1.019.550 | 142.318 | 2.208.086 | 2.056.790 |
| 25 | Attività correlate | 0 | - | - | - | - |
| 26 | Altre attività: | - | 522.836 | 29.509 | 2.391.744 | 2.508.754 |
| 27 | Merci negoziate fisicamente | 0 | 0 | 0 | - | - |
| 28 | Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo ai fondi di garanzia delle CCP |
0 | - | - | 332.274 | 282.433 |
| 29 | NSFR derivati attivi | 0 | - | - | - | - |
| 30 | NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito |
0 | 405.782 | - | - | 20.289 |
| 31 | Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra | 0 | 117.054 | 29.509 | 2.059.470 | 2.206.032 |
| 32 | Elementi fuori bilancio | 0 | 631.267 | - | - | 31.721 |
| 33 | RSF totale | 0 | 0 | 0 | 0 | 27.014.038 |
| 34 | Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) | 145,76% |
| a | b | c | d | e | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore non ponderato per durata residua | ||||||
| Privo di | < 6 mesi | da 6 mesi a | ≥ 1 anno | Valore ponderato |
||
| Elementi di finanziamento stabile disponibile (ASF) | scadenza | < 1 anno | ||||
| 1 | Elementi e strumenti di capitale | 3.016.620 | - | - | 282.970 | 3.299.590 |
| 2 | Fondi propri | 3.016.620 | - | - | 282.970 | 3.299.590 |
| 3 | Altri strumenti di capitale | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 4 | Depositi al dettaglio | 00/01/1900 | 25.596.454 | 5.738 | 110.334 | 24.010.028 |
| 5 | Depositi stabili | 00/01/1900 | 17.151.475 | 2.951 | 56.697 | 16.353.402 |
| 6 | Depositi meno stabili | 00/01/1900 | 8.444.979 | 2.787 | 53.637 | 7.656.626 |
| 7 | Finanziamento all'ingrosso: | 00/01/1900 | 12.967.073 | 2.815.952 | 8.723.864 | 12.922.780 |
| 8 | Depositi operativi | 00/01/1900 | 2.151.021 | - | - | 1.075.510 |
| 9 | Altri finanziamenti all'ingrosso | 00/01/1900 | 10.816.053 | 2.815.952 | 8.723.864 | 11.847.270 |
| 10 | Passività correlate | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 11 | Altre passività: | 25.306 | 1.022.774 | - | - | - |
| 12 | NSFR derivati passivi | 25.306 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 |
| 13 | Tutte le altre passività e gli altri strumenti di capitale non compresi nelle categorie di cui sopra |
00/01/1900 | 1.022.774 | - | - | - |
| 14 | Finanziamento stabile disponibile (ASF) totale | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 41.307.908 |
| Elementi di finanziamento stabile richiesto (RSF) | ||||||
| 15 | Totale delle attività liquide di elevata qualità (HQLA) | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 2.127.808 |
| EU-15a | Attività vincolate per una durata residua pari o superiore a un anno in un aggregato di copertura |
00/01/1900 | - | - | 3.500.133 | 2.975.113 |
| 16 | Depositi detenuti presso altri enti finanziari a fini operativi | 00/01/1900 | 152.337 | - | - | 76.169 |
| 17 | Prestiti e titoli in bonis: | 00/01/1900 | 8.806.074 | 2.907.721 | 18.574.173 | 21.292.228 |
| 18 | Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da HQLA di livello 1 soggette a un coefficiente di scarto dello 0% |
00/01/1900 | 11.432 | - | - | - |
| 19 | Operazioni di finanziamento tramite titoli in bonis con clienti finanziari garantite da altre attività e prestiti e anticipazioni a enti finanziari |
00/01/1900 | 231.401 | 20.156 | 85.982 | 119.200 |
| 20 | Prestiti in bonis a clienti costituiti da società non finanziarie, clienti al dettaglio e piccole imprese e prestiti a emittenti sovrani e organismi del settore pubblico, di cui |
00/01/1900 | 7.311.330 | 2.479.672 | 11.427.276 | 18.907.795 |
| 21 | Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito |
00/01/1900 | 53.242 | 48.679 | 606.035 | 3.836.980 |
| 22 | Mutui ipotecari su immobili residenziali in bonis, di cui | 00/01/1900 | 320.577 | 325.469 | 4.816.694 | - |
| 23 | Con un fattore di ponderazione del rischio pari o inferiore al 35 % nel quadro del metodo standardizzato di Basilea II per il rischio di credito |
00/01/1900 | 313.847 | 318.450 | 4.723.637 | - |
| 24 | Altri prestiti e titoli che non sono in stato di default e che non sono ammissibili come HQLA, compresi gli strumenti di capitale negoziati in mercati e i prodotti in bilancio relativi al finanziamento al commercio |
00/01/1900 | 931.334 | 82.424 | 2.244.221 | 2.265.233 |
| 25 | Attività correlate | 00/01/1900 | - | - | - | - |
| 26 | Altre attività: | - | 526.880 | 26.227 | 2.779.546 | 2.892.309 |
| 27 | Merci negoziate fisicamente | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | - |
| 28 | Attività fornite come margine iniziale per i contratti derivati e come contributo ai fondi di garanzia delle CCP |
00/01/1900 | - | - | 351.156 | 298.483 |
| 29 | NSFR derivati attivi | 00/01/1900 | - | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - |
| 30 | NSFR derivati passivi prima della deduzione del margine di variazione fornito |
00/01/1900 | 408.074 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 20.404 |
| 31 | Tutte le altre attività non comprese nelle categorie di cui sopra | 00/01/1900 | 118.806 | 26.227 | 2.428.390 | 2.573.422 |
| 32 | Elementi fuori bilancio | 00/01/1900 | 563.773 | - | - | 28.426 |
| 33 | RSF totale | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 29.392.053 |
| 34 | Coefficiente netto di finanziamento stabile (%) | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 140,54% |
Risk Appetite Framework (RAF): rappresenta la propensione al rischio che il Gruppo intende perseguire e mantenere nel tempo sia in:
Il RAF prevede come output finale del processo un documento valutato dal CA della Capogruppo che (in funzione del business model e del Piano Strategico/Operativo) approva obiettivi di rischio e soglie di tolleranza coerenti con l'ICAAP/ILAAP, anche in termini di perimetro e di metodologia.
Risk capacity (massimo rischio assumibile): il livello massimo di rischio che una banca è tecnicamente in grado di assumere senza violare i requisiti regolamentari o gli altri vincoli imposti dagli azionisti o dall'autorità di vigilanza.
Risk appetite (obiettivo di rischio o propensione al rischio): il livello di rischio (complessivo e per tipologia) che la banca intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici.
Risk tolerance (soglia di tollerenza): la devianza massima dal risk appetite consentita; la soglia di tolleranza è fissata in modo da assicurare in ogni caso margini sufficienti per operare, anche in condizioni di stress, entro il massimo rischio assumibile. Nel caso in cui sia consentita l'assunzione di rischio oltre l'obiettivo di rischio fissato, fermo restando il rispetto della soglia di tolleranza, sono individuate le azioni gestionali necessarie per ricondurre il rischio assunto entro l'obiettivo prestabilito.
Risk profile (rischio effettivo): il rischio effettivamente assunto, misurato in un determinato istante temporale.
Il processo di determinazione del RAF si attiva contestualmente al processo per la determinazione del budget del Gruppo (o del Piano Strategico), coordinato dal Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo, con il supporto del Servizio VALORE.
Il processo di RAF coinvolge molte funzioni aziendali e Comitati:
Il processo si articola quindi nelle seguenti fasi:
I compiti e le responsabilità in ambito RAF assegnati al CE della Capogruppo quale organo con funzione di gestione, sono:
In generale la frequenza del monitoraggio e rendicontazione al CE avviene su base trimestrale, nel caso di situazioni di mercato caratterizzate da andamenti negativi ed estrema volatilità dei diversi fattori di rischio il Risk Officer deve dare pronta informativa al Presidente del CE, che valuta una convocazione d'urgenza anche al di fuori delle riunioni previsti a calendario, del superamento o potenziale superamento di una o più soglie di Risk Appetite;
Nel caso si verifichi il superamento della soglia di Appetite, entro le soglie di Tolerance, il CE può: o chiedere ai Comitati di Governance o a Funzioni interne specifiche di attivarsi per rientrare entro le soglie, fornendo gli opportuni approfondimenti in merito; o autorizzare lo sconfinamento e aumentare la frequenza del monitoraggio, dandone pronta informativa al CA.
Definisce i flussi informativi interni volti ad assicurare alle funzioni aziendali di controllo la piena conoscenza e governabilità dei fattori di rischio e la verifica del rispetto del RAF.
L'attività di valutazione ed erogazione del credito è differenziata a seconda della tipologia di clientela. Più precisamente, per il segmento corporate è in uso un sistema "esperto" che guida la formulazione della proposta di affidamento ed è alla base del sistema di rating. Tale metodologia si basa su logiche di analisi delle componenti economico-patrimoniali di bilancio integrate dalla valutazione dei flussi di cassa, dati di centrale rischi, nonché da valutazioni qualitative sul posizionamento competitivo, sui rischi di business e sull'appartenenza al gruppo.
Per il segmento small business, nell'ambito della stessa metodologia generale di valutazione, sono state applicate delle differenziazioni per dare maggior peso alle informazioni di tipo andamentale e di centrale dei rischi, che forniscono un contributo importante alla capacità predittiva del default.
Per il segmento delle microattività e dei privati consumatori è stato sviluppato un sistema di rating specificamente calibrato su questa tipologia di clientela a supporto dei processi di approvazione delle operazioni.
Inoltre, per tutta la clientela Banca è attivo un modello interno di Loss Given Default (LGD) che valuta la potenziale perdita dato il default della controparte, tenendo in considerazione la tipologia di controparte, l'ammontare dell'esposizione, la tipologia di forma tecnica e le eventuali garanzie a sostegno della posizione.
Tutti i sistemi sono direttamente integrati nella proposta di affidamento; la nuova Pratica Elettronica di Fido è operativa per tutti i gestori privati e aziende. La piattaforma garantisce un elevato data quality ed efficienza nei processi di istruttoria e delibera di affidamenti e rating.
Un pilastro fondamentale di governance del credito è costituito inoltre dall' assegnazione "ad personam" delle autonomie delegate, previa valutazione sul singolo deliberante di elementi fondamentali quali le competenze, i risultati conseguiti nella gestione ed erogazione del credito e l'attività formativa fruita.
I poteri di delega si basano, attualmente per la sola Credembanca, sull'indicatore "Accordato Ponderato", che applicando dei pesi alle singole componenti della posizione affidata ne sintetizza la rischiosità in rapporto alle policy ed alle serie storiche dei default.
Negli ultimi anni sono stati inoltre potenziati, anche grazie ad investimenti tecnologici e l'utilizzo di Advanced Analytics, i meccanismi «automatici» a supporto del monitoraggio e dell'origination, anche in ottica Openbanking.
A supporto sia dell'origination, sia del monitoraggio andamentale post-origination troviamo IMA (Indicatore di Monitoraggio Andamentale) ovvero un Modello di Early Warning, con l'obiettivo di prevedere un comportamento creditizio anomalo prima che esso si manifesti. Questo indicatore è alla base del calcolo anche del Massimo Accordato Concedibile (MAC) che è il livello massimo di affidamento attribuibile automaticamente ad una controparte. Questi strumenti permettono una maggiore industrializzazione nel processo di concessione del credito abilitando anche campagne automatiche. Questi indicatori tengono conto nei vari momenti storici anche del contesto economico di riferimento (esempio crisi pandemica Covid-19, conflitto Russo-Ucraino) in base a valutazioni forward looking, per cui le azioni commerciali sono di volta in volta contestualizzate e graduate. Inoltre queste metodologie di Early Warning stanno consentendo anche di superare progressivamente il concetto di scadenze di revisioni periodiche per spostarsi su logiche di revisioni di merito richieste ad evento, cioè in presenza di riscontrati motivi di rischio di credito atteso.
A partire dall'anno 2020 Credem ha eseguito un assessment con riferimento al documento EBA relativo alle guidelines on loan origination and monitoring con l'obiettivo di individuare gli impatti che la regolamentazione avrebbe determinato su governance, strategie creditizie, processi del credito e sistemi IT.
Nel corso del 2022 sono stati realizzati ulteriori interventi organizzativi e di governo atti ad addivenire ad una piena aderenza alle indicazioni normative delle linee guida EBA.
La funzione di definizione e di controllo dei limiti di affidamento si avvale del supporto di uno specifico Comitato Crediti di Gruppo che fissa, tra gli altri, il Credit Limit principale su cui si basa la Policy che è la Soglia di Mass Esposizione (SME), cioè l'ammontare massimo di rischio di credito che il Gruppo intende assumere verso una controparte (o gruppo di soggetti collegati) incluse le esposizioni derivanti dai titoli. La definizione di tale soglia prende a riferimento il Capitale Ammissibile di Gruppo ed i limiti di Vigilanza. Il Comitato è responsabile inoltre di rendicontare le posizioni che, a seguito di specifiche decisioni, superano le soglie definite. Il superamento delle "Soglie di Massima Esposizione" si configura come "Operazione di Maggior Rilievo" ai sensi della Circolare n. 263 del del 27 dicembre 2006.
Il Gruppo Credem ha individuato come presupposto per la gestione dei rischi in ottica consolidata l'individuazione di organismi di governo:
Sono inoltre state costituite Funzioni specialistiche all'interno della Capogruppo ed in particolare:
La Funzione di Risk Management è composta oltre che dal Responsabile della Funzione Risk Management (c.d. Risk Officer), individuato nel responsabile del Servizio ERISK, da tre differenti aree:
A livello di portafoglio, le analisi periodiche e il monitoraggio sono svolte dalla funzione Risk Management.
Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (CCRSG) svolge un ruolo di supporto – che si esplica in una preventiva attività consultiva, istruttoria e nella formulazione di proposte e pareri – al fine di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle sue valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed in generale al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento.
In particolare, la funzione di Risk management consente al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del CCRSG ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:
Il 2 ottobre 2015 la Banca d'Italia ha autorizzato il Gruppo Credem ad utilizzare dal 30 settembre 2015 il metodo IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credemleasing. Relativamente ai modelli interni, la funzione di Risk management consente al CA, con il supporto del CCRSG ed al CA delle Società (per la parte di competenza) di poter svolgere un'adeguata attività valutativa volta a deliberare:
Nello specifico, con riferimento al Rischio di credito per le attività richieste dalla disciplina prudenziale, la Funzione Risk Management per il tramite dell'ufficio Rischi Operativi e di Credito:
Inoltre l'ufficio Validazione Modelli Interni:
La Funzione di Sviluppo (Ufficio ROC - Rischi Operativi e di Credito) e la Funzione di Convalida (Ufficio VAL - Validazione Modelli Interni) appartengono al Servizio Enterprise Risk Management (ERISK). Tali Uffici risultano completamente indipendenti dalla Funzione di Revisione Interna (Servizio AUDIT). I responsabili delle Funzioni di Sviluppo e Convalida, infatti, non si trovano in situazione di dipendenza gerarchica né tra di loro, né rispetto al responsabile delle attività di revisione interna. Si precisa come la responsabilità delle attività di convalida risulti esclusivamente di competenza dell'Ufficio VAL. Parallelamente, la responsabilità delle attività di revisione risulta esclusivamente di competenza del Servizio Audit, il quale non è coinvolto nelle attività di sviluppo dei sistemi di misurazione del rischio ed è indipendente dalla funzione di convalida interna.
Il principio contabile IFRS 9 prevede criteri di misurazione delle perdite attese che sono articolati su tre livelli crescenti di deterioramento creditizio. Gli strumenti finanziari sono raggruppati in tre Stage (categorie o bucket), sulla base del rischio di credito e dell'incremento del rischio di credito tra la rilevazione iniziale e la data di riferimento del bilancio. Nel dettaglio:
Stage 1: strumenti finanziari performing che non hanno subito un significativo incremento della loro rischiosità in seguito alla rilevazione iniziale, o che risultano avere una bassa rischiosità alla data di misurazione (perimetro low credit risk). In tal caso è definita una rettifica di valore pari alla perdita attesa entro i successivi 12 mesi della vita residua dello strumento.
In generale le regole di allocazione nei tre Stage definite dal Gruppo Credem, si fondano sui principali elementi forniti dal sistema di rating interno nonché sui principali indicatori di deterioramento creditizio monitorati dal Gruppo Credem per la gestione del rischio.
Credito Emiliano identifica la presenza di un significativo incremento del rischio di credito (SICR) nella rilevazione di un deterioramento di almeno 2 classi nel rating della controparte dal momento della rilevazione iniziale. Nel contempo le classi di rating assimilabili alla categoria "investment-grade" sono considerate profili di bassa rischiosità; le esposizioni che alla data di misurazione rientrano in tali categorie, sono classificate dall'applicativo interno di riferimento in Stage 1, senza necessità di verificare l'eventuale deterioramento del merito creditizio intervenuto a seguito della rilevazione iniziale (c.d. low credit risk exempiton).
Inoltre la presenza di misure di forbearance o di scaduto continuativo di oltre 30 giorni sono considerati segnali oggettivi di deterioramento del merito creditizio, pertanto gli strumenti finanziari che presentano tali evidenze sono classificati direttamente in Stage 2 senza valutare la contestuale presenza o meno di un significativo incremento del rischio di credito né tanto meno l'aderenza ad un profilo ritenuto a bassa rischiosità.
Per l'identificazione dei crediti deteriorati, e la loro allocazione nel bucket di rischio Stage 3, il Gruppo Credem fa riferimento alla definizione interna di credito deteriorato disciplinata nel regolamento "Policy di gruppo Crediti". Tale regolamento specifica che sono considerate "default" le categorie di crediti deteriorati in conformità a quanto previsto in materia dalle disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia (Circolare n. 272 30 luglio 2008 "Matrice dei conti", Sez. B) Cap. II, "Qualità del credito" - 15° aggiornamento del 26 ottobre 2021) dove sono elencati i criteri e le caratteristiche richiesti per ogni categoria. La definizione di default comprende le seguenti categorie, che rappresentano stati di "default" di severità crescente:
Per gli strumenti finanziari allocati in Stage 3, le rettifiche di valore sono definite su base "esperta" in relazione alle evidenze dell'attività di gestione e recupero dei crediti deteriorati: per ciascun credito anomalo/deteriorato, è identificata una percentuale di copertura idonea a rappresentare le perdite attese nella vita residua del credito, in relazione all' analisi di caratteristiche rilevanti quali: tipologia di prodotto creditizio, ammontare dell'esposizione creditizia, anzianità dello stato di deterioramento, presenza o meno di garanzia a supporto (tipologia di garanzia e livello di copertura "loan to value").
Sugli strumenti finanziari allocati in Stage 1 e 2, la determinazione delle perdite attese avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, sono associate:
In generale, i parametri di rischio adottati dal Gruppo per determinare le rettifiche di valore sono basati sulle medesime ipotesi e tecniche di stima dei modelli interni validati per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito con metodologia IRB Advanced (parametri PD, LGD, EAD). A differenza di questi ultimi che sono definiti tramite un approccio di media lungo il ciclo ("truogh-the-cycle") e di inclusione di condizioni macroeconomiche sfavorevoli (fase recessiva di "downturn"), i parametri adottati per la determinazione delle rettifiche di valore ai sensi dell'IFRS 9, sono fondati su una logica puntuale (c.d. "point in time") e previsionale ("forward-looking"); in modo da essere idonei a rappresentare la congiuntura macroeconomica presente e prevista nel breve-medio termine. Pertanto essi sono stimati prendendo in considerazione sia i dati storici, laddove siano state identificate tendenze e correlazioni con il rischio di credito, sia indicatori previsionali di eventi attesi nonché previsioni sull'andamento del ciclo macroeconomico.
Le rettifiche di valore sono quindi determinate valutando una gamma di possibili risultati in modo da riflettere un importo obiettivo ponderato in relazione alle probabilità di realizzo dei diversi scenari. Nello specifico il Gruppo considera tre scenari di severità crescente, e ne proietta l'andamento sui parametri di rischio adottati per la misurazione delle perdite attese, in modo che essi riflettano le condizioni macroeconomiche attese da tali scenari. Le tecniche di condizionamento al ciclo macroeconomico ricalcano le logiche adottate dal Gruppo per la conduzione degli esercizi di stress testing indetti dagli organi europei di supervisione:
In generale, i criteri dettagliati seguiti per la determinazione delle rettifiche di valore su ciascuno Stage, sono disciplinati nelle policy interne "policy svalutazione Crediti" e "Linee Guida e criteri di svalutazione titoli"; aggiornate e sottoposte all'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione con cadenza almeno annuale. Nel corso del 2022 la "policy svalutazione Crediti" è stata ulteriormente aggiornata ed affinata, dopo le revisioni del 2021, per effetto delle analisi andamentali sullo storico delle svalutazioni applicate fino al alla fine dell'anno precedente.
Per quel che attiene più specificatamente ai crediti deteriorati, si segnala che, pur in presenza di una sostanziale equiparazione della definizione di credito deteriorato (creditimpaired financial asset) presente nell'IFRS 9 rispetto al principio contabile che è andato a sostituire (lo IAS39), le modalità di calcolo dell'ECL lifetime hanno comportato riflessi metodologici anche ai fini delle valutazioni da svolgere in tale comparto, principalmente in relazione:
Tenendo in considerazione quanto sopra e in coerenza con gli indirizzi e gli obiettivi relativi al portafoglio NPL, le svalutazioni sui crediti deteriorati vengono applicate attraverso tre diverse metodologie:
Analitiche sulle singole esposizioni, in relazione alle rettifiche applicate a tali esposizioni, nel corso dell'esercizio corrente le perdite attese sui crediti deteriorati sono determinate analiticamente in base alle previsioni di recupero formulate dal gestore o risultanti dall'applicazione del regolamento interno "linee guida e criteri di svalutazione crediti gruppo Credem", attualizzate in funzione dei tassi di interesse effettivi originari e della relativa tempistica di recupero prevista. Considerato che le previsioni di recupero assumono come riferimento la specifica situazione del debitore, si ritiene non trovi coerenza di applicazione un'analisi di sensitivity delle perdite attese su tali esposizioni. Non è tuttavia possibile escludere che, un deterioramento della situazione creditizia del debitore, anche in conseguenza dei possibili effetti negativi sull'economia correlati all'incertezza dovuta ella diffusione internazionale del Coronavirus unitamente agli effetti derivanti dal conflitto Russo-Ucraino, possa comportare la rilevazione di ulteriori perdite rispetto a quelle considerate a dicembre 2022. Da evidenziare, in relazione all'emergenza Russo-Ucraina, come siano state effettuate attività straordinarie in relazione al presidio del rischio come alla strategia creditizia. Su quest'ultima sono state svolte, e sono in regolare aggiornamento, analisi in ottica forward-looking sui principali settori energivori impattati dalla situazione emergenziale, anche in relazione all'innalzamento dei costi operativi ed intervenendo quindi sull'azione creditizia e commerciale. Rispetto invece alle attività di presidio, azioni specifiche hanno riguardato tutto il portafoglio creditizio, individuando i clienti potenzialmente maggiormente impattati da costo energia, costo materie prime e shortage materie prime, sulla base dei settori identificati come più vulnerabili (fra i primi l'industria cartaria, della produzione di piastrelle in ceramica, il settore della Metallurgia, Automotive ed infine Legno/Agroalimentare);
Svalutazioni determinate secondo uno specifico modello, che possono essere applicate ad un portafoglio di posizioni a Sofferenza valutate in un'ottica di dismissione (di seguito definito "Portafoglio sotto-modello Stage 3" o "Portafoglio").
In conformità agli standard dell'EBA, si definiscono Forborne le esposizioni nei confronti delle quali sono state accordate misure di Forbearance, ossia misure di sostegno a debitori che affrontano, o sono prossimi ad affrontare, difficoltà ad adempiere alle proprie obbligazioni finanziare (c.d. stato di difficoltà finanziaria).
In linea generale, le possibili misure di Forbearance accordate al debitore in difficoltà finanziaria possono ricadere nelle seguenti fattispecie:
In conformità con gli standard di riferimento, la classificazione nel portafoglio Forborne è indipendente dalla classificazione a default o dalla presenza di svalutazioni analitiche. In virtù della peculiarità di tali tipologie di esposizioni, la valutazione e la concessione di misure di Forbearence è demandata alle strutture deliberative centrali, anche attraverso l'ausilio di sistemi automatizzati di alerting sulla presenza di Forborne "potenziali", sull'indirizzamento delle proposte di fido verso gli organi competenti e sul decorso dei termini relativi al cure period e probation period.
Relativamente a tale tipologia di esposizioni sono state recepite le indicazioni delle Guidelines BCE sui NPL con impatto sia sui processi sia sugli applicativi per un'adeguata tracciatura delle valutazioni fatte in sede di concessione di misure di forbearance e anche nelle valutazioni dei triggers sulle Inadempienze Probabili con il coinvolgimento della Funzione di Risk Management per la redazione di uno specifico parere vincolante nei casi di misure reiterate.
Si riportano nel seguito le informazioni quantitative sulla qualità del credito. La normativa in merito all'informativa in oggetto adotta un principio di proporzionalità in funzione del livello delle esposizioni deteriorate segnalate conformemente all'ambito d'applicazione specificato per ogni singola tabella. Alcune tabelle si applicano a tutti gli enti creditizi, mentre altre si applicano soltanto agli enti creditizi con un'incidenza lorda dei crediti deteriorati (gross NPL ratio) pari o superiore al 5 %.
L'incidenza lorda dei crediti deteriorati è data dal rapporto tra il valore contabile lordo dei prestiti e delle anticipazioni deteriorati e il valore contabile lordo totale dei prestiti e delle anticipazioni che rientrano nella definizione di esposizione deteriorata. Ai fini di questo calcolo vanno esclusi sia dal denominatore che dal numeratore i prestiti e le anticipazioni classificati come posseduti per la vendita, la cassa e disponibilità presso le banche centrali e gli altri depositi a vista. I prestiti e le anticipazioni deteriorati comprendono i prestiti e le anticipazioni classificati come deteriorati a norma dell'allegato V del regolamento (UE) n. 680/2014.
Al 31 dicembre 2022 l'incidenza lorda dei crediti deteriorati è risultata inferiore al 5 %, pertanto l'informativa di seguito riportata è limitata alle tabelle previste quando tale parametro non è superato.
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | n | o | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Val nta ore co |
bile lor do / im |
to por nom |
ina le |
Rid acc um |
uzi di val one ula te d el v |
ore ac cum alo re e quo ant acc |
ula iaz ta, var do l ri vut e a nti ona me |
ion i ne sch io d i cr |
ive gat edi to e |
Gar anz fin iari anz |
ie r eal i e e ri ute cev |
|||||
| In b oni s |
osi Esp |
zio ni d ete Di |
rio rat e |
Esp Rid acc |
osi zio ni i n b uzi di val one ula ta e acc um ant ona me |
oni s - ore nti |
Esp osi Rid uzi acc um ativ neg val ore eq di c red ito |
zio ni d ete di one ula ta, var e a ccu mu dov ute uo e a cca Di |
rio rat e – val ore iaz ion i late de l al risc hio i nto ent nam |
Can cel laz ion i zia li par ula te acc um |
Su osi zio ni esp in b oni s |
Su osi zio ni esp det erio rat e |
||||
| Di cui fas e 1 |
Di cui fas e 2 |
cui fas e 2 |
Di cui fas e 3 |
Di cui fas e 1 |
Di cui fas e 2 |
cui fas e 2 |
Di cui fas e 3 |
|||||||||
| 005 | Dis ibil ità pon ba nch pre sso e tral i e altr i cen dep osit i a vist a |
3.4 50. 844 |
3.4 39. 638 |
11. 205 |
- | - | - | 37 | 19 | 18 | - | - | - | - | - | - |
| 010 | i e ant Pre stit icip azi oni |
35. 008 .68 1 |
.50 32. 666 4 |
95. 2.2 038 |
735 .65 9 |
- | 713 .60 1 |
86. 933 |
787 43. |
43. 126 |
25 41 1.6 |
- | 7 408 .83 |
17. 353 |
.79 20. 986 6 |
266 .61 1 |
| 020 | Ban che tral i cen |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 030 | Am min istr azio ni pub blic he |
700 .97 9 |
700 .68 7 |
291 | 6.0 56 |
- | 6.0 56 |
72 | 72 | - | 2.9 86 |
- | 2.9 86 |
20 | 27. 690 |
- |
| 040 | edi Ent i cr tizi |
693 .58 6 |
622 .32 9 |
71. 257 |
- | - | - | 293 | 181 | 112 | - | - | - | - | 11. 206 |
- |
| 050 | Altr à fina ciet e so nzi arie |
511 .46 7 |
469 .46 5 |
29. 393 |
2.0 75 |
- | 262 | 610 | 257 | 353 | 247 | - | 204 | - | 124 .67 9 |
30 |
| 060 | Soc ietà n fina no nzi arie |
17. 373 .24 7 |
16. 516 .78 4 |
825 .86 2 |
339 .80 1 |
- | 328 .97 4 |
29. 771 |
19. 196 |
10. 574 |
216 .72 1 |
- | 214 .66 6 |
17. 184 |
8.1 22. 686 |
105 .62 5 |
| 070 | di c ui P MI |
9.7 42. 414 |
9.0 92. 648 |
634 .43 6 |
199 .48 3 |
- | 190 .41 9 |
20. 343 |
12. 039 |
8.3 03 |
105 .16 4 |
- | 104 .00 8 |
10. 018 |
5.9 74. 434 |
83. 801 |
| 080 | Fam igli e |
15. 729 .40 2 |
14. 357 .23 9 |
1.3 68. 234 |
387 .72 7 |
- | 378 .30 8 |
56. 187 |
24. 081 |
32. 088 |
191 .67 1 |
- | 190 .98 2 |
149 | 12. 700 .53 5 |
160 .95 7 |
| 090 | Tit oli di d ebi to |
539 .52 14. 2 |
539 .51 14. 3 |
- | - | - | - | 6.0 30 |
6.0 30 |
- | - | - | - | - | - | - |
| 100 | Ban che tral i cen |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 110 | min istr azio ni Am pub blic he |
11. 170 .88 3 |
11. 170 .88 3 |
- | - | - | - | 4.7 91 |
4.7 91 |
- | - | - | - | - | - | - |
| 120 | i cr edi tizi Ent |
1.5 72. 705 |
1.5 72. 705 |
- | - | - | - | 689 | 689 | - | - | - | - | - | - | - |
| 130 | Altr ciet à fina e so nzi arie |
1.1 06. 121 |
1.1 06. 111 |
- | - | - | - | 271 | 271 | - | - | - | - | - | - | - |
| 140 | Soc ietà n fina no nzi arie |
689 .81 4 |
689 .81 4 |
- | - | - | - | 280 | 280 | - | - | - | - | - | - | - |
| 150 | ni fuo osi zio Esp ri b ilan cio |
11. 935 .27 8 |
11. 704 .61 2 |
215 .42 6 |
41. 209 |
- | 39. 657 |
2.9 23 |
1.7 83 |
1.1 37 |
4.1 34 |
- | 3.9 13 |
00/ 01/ 190 0 |
682 .10 0 |
4.6 19 |
| 160 | Ban che tral i cen |
485 .75 4 |
483 .38 2 |
2.3 72 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | 00/ 01/ 190 0 |
- | - |
| 170 | Am min istr azio ni pub blic he |
10. 334 |
10. 334 |
- | 3 | - | 3 | 1 | 1 | - | - | - | - | 00/ 01/ 190 0 |
81 | - |
| 180 | Ent i cr edi tizi |
41. 061 |
28. 484 |
3.1 35 |
- | - | - | 1 | - | 1 | - | - | - | 00/ 01/ 190 0 |
- | - |
| 190 | Altr à fina ciet e so nzi arie |
171 .92 4 |
165 .81 9 |
1.5 29 |
12 | - | 12 | 18 | 16 | 2 | - | - | - | 00/ 01/ 190 0 |
26. 523 |
- |
| 200 | Soc ietà n fina no nzi arie |
9.4 75. 352 |
9.3 93. 791 |
81. 215 |
25. 456 |
- | 23. 924 |
1.6 59 |
1.0 83 |
574 | 4.0 49 |
- | 3.8 28 |
00/ 01/ 190 0 |
430 .60 8 |
3.5 92 |
| 210 | Fam igli e |
1.7 50. 853 |
1.6 22. 801 |
127 .17 6 |
15. 738 |
- | 15. 718 |
1.2 44 |
683 | 561 | 85 | - | 85 | 224 .88 8 |
1.0 26 |
|
| 220 | Tot ale |
64. 934 .32 6 |
350 62. .26 6 |
2.5 21. 669 |
776 .86 8 |
- | 753 .25 8 |
95. 923 |
51. 619 |
44. 282 |
415 .75 9 |
- | .75 412 0 |
17. 353 |
21. 668 .89 6 |
27 1.2 30 |
| a | b | c | d | e | f | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore netto dell'esposizione | |||||||
| Su richiesta |
<= 1 anno | > 1 anno <= 5 anni |
> 5 anni | Nessuna durata indicata |
Totale | ||
| 1 | Prestiti e anticipazioni | 3.879.681 | 5.865.703 | 10.052.280 | 15.448.118 | - | 35.245.782 |
| 2 | Titoli di debito | - | 717.611 | 7.154.188 | 6.661.693 | - | 14.533.492 |
| 3 | Totale | 3.879.681 | 6.583.314 | 17.206.468 | 22.109.811 | - | 49.779.274 |
| a | ||
|---|---|---|
| Valore contabile lordo | ||
| 010 | Stock iniziale di prestiti e anticipazioni deteriorati | 819.039 |
| 020 | Afflussi verso portafogli deteriorati | 231.092 |
| 030 | Deflussi da portafogli deteriorati | (314.472) |
| 040 | Deflusso dovuto alle cancellazioni | (28.529) |
| 050 | Deflusso dovuto ad altre situazioni | (285.943) |
| 060 | Stock finale di prestiti e anticipazioni deteriorati | 735.659 |
La voce 020 "Afflussi verso portafogli deteriorati" include i prestiti e anticipazioni divenuti deteriorati nel corso dell'anno. Allo stesso modo, la riga 030 "Deflussi da portafogli deteriorati" include l'ammontare dei presti e delle anticipazioni divenuti performing nel corso dell'anno, le posizioni cedute e le cancellazioni di crediti deteriorati nello stesso periodo.
| a | b | c | d | e | f | g | h | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore contabile lordo / importo nominale delle esposizioni oggetto di misure di concessione |
Riduzione di valore accumulata, variazioni negative accumulate del valore equo dovute al rischio di credito e accantonamenti |
Garanzie reali e garanzie finanziarie ricevute su esposizioni oggetto di misure di concessione |
|||||||
| Deteriorate oggetto di misure di concessione |
Di cui garanzie reali |
||||||||
| In bonis oggetto di misure di concessione |
di cui in stato di default |
di cui hanno subito una riduzione di valore |
Su esposizioni in bonis oggetto di misure di concessione |
Su esposizioni deteriorate oggetto di misure di concessione |
e garanzie finanziarie ricevute su esposizioni deteriorate oggetto di misure di concessione |
||||
| 005 | Disponibilità presso banche centrali e altri depositi a vista |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 010 | Prestiti e anticipazioni |
236.372 | 248.226 | 248.226 | 248.226 | 4.390 | 106.127 | 336.959 | 130.819 |
| 020 | Banche centrali | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 030 | Amministrazioni pubbliche |
7 | - | - | - | - | - | 7 | - |
| 040 | Enti creditizi | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 050 | Altre società finanziarie |
3.826 | 39 | 39 | 39 | 18 | 36 | 3.810 | 2 |
| 060 | Società non finanziarie |
130.750 | 116.704 | 116.704 | 116.704 | 1.806 | 59.488 | 168.291 | 53.060 |
| 070 | Famiglie | 101.790 | 131.483 | 131.483 | 131.483 | 2.567 | 46.603 | 164.851 | 77.756 |
| 080 | Titoli di debito | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 090 | Impegni all'erogazione di finanziamenti dati |
1.307 | 649 | 649 | 649 | 3 | - | - | - |
| 100 | Totale | 237.679 | 248.875 | 248.875 | 248.875 | 4.393 | 106.127 | 336.959 | 130.819 |
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Val nta ore co |
bile lor do / im |
ina to por nom |
le | ||||||||||
| Esp osi zio ni i n b |
oni s |
Esp osi zio |
ni d rio ete rat |
e | |||||||||
| Non adu te sc cad ute o s da ≤ 3 0 gio rni |
Sca dut e d a > 3 0 g ior ni ≤ 9 0 g ior ni |
Ina dem pie nze bab ili c he pro non so no dut ch sca e o e cad da ute son o s ≤ 9 0 g ior ni |
Sca dut e da > 9 0 gio rni ≤ 180 gio rni |
Sca dut e da > 1 80 gio rni ≤ 1 ann o |
Sca dut e da > 1 o ≤ 2 ann i ann |
Sca dut e da > 2 i <= 5 ann i ann |
Sca dut e da > 5 i <= 7 ann i ann |
Sca dut e da > 7 i ann |
Di cui in di sta to def aul t |
||||
| 005 | Dis ibil ità ba nch ali ntr pon pre sso e ce e altr i de iti a vis ta pos |
50. 3.4 844 |
50. 3.4 844 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 010 | Pre stit i e icip azi oni ant |
35. 008 .68 1 |
34. 948 .32 6 |
60. 355 |
735 .65 9 |
199 .53 5 |
42. 375 |
54. 930 |
60. 80 1 |
122 .94 7 |
59. 29 1 |
195 .78 0 |
735 .65 9 |
| 020 | Ban che tral i cen |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 030 | Am min istr azio ni p ubb lich e |
700 .97 9 |
696 .23 0 |
4.7 49 |
6.0 56 |
732 | 34 | 177 | 736 | 1.6 10 |
2.7 53 |
14 | 6.0 56 |
| 040 | edi Ent i cr tizi |
693 .58 6 |
693 .58 6 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 050 | Altr à fi ciet ziar ie e so nan |
511 .46 7 |
509 .35 5 |
2.1 12 |
2.0 75 |
1.8 02 |
43 | 3 | 27 | 75 | 3 | 121 | 2.0 75 |
| 060 | Soc ietà n fi ziar ie no nan |
17. 373 .24 7 |
17. 361 .08 2 |
12. 165 |
339 .80 1 |
64. 238 |
18. 028 |
25. 737 |
27. 497 |
52. 389 |
30. 629 |
121 .28 3 |
339 .80 1 |
| 070 | di c ui P MI |
9.7 42. 414 |
9.7 33. 895 |
8.5 19 |
199 .48 3 |
53. 226 |
16. 531 |
22. 782 |
18. 729 |
23. 517 |
9.0 80 |
55. 618 |
199 .48 3 |
| 080 | Fam igli e |
15. 729 .40 2 |
15. 688 .07 3 |
41. 329 |
387 .72 7 |
132 .76 2 |
24. 269 |
29. 014 |
32. 540 |
68. 873 |
25. 906 |
74. 363 |
387 .72 7 |
| 090 | Tit oli di d ebi to |
14. 539 .52 2 |
14. 539 .52 2 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 100 | Ban che tral i cen |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 110 | min istr azio ni p ubb lich Am e |
170 11. .88 3 |
170 11. .88 3 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 120 | i cr edi tizi Ent |
1.5 72. 705 |
1.5 72. 705 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 130 | Altr ciet à fi ziar ie e so nan |
1.1 06. 121 |
1.1 06. 121 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 140 | Soc ietà n fi ziar ie no nan |
689 .81 4 |
689 .81 4 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 150 | Esp osi zio ni f i bi lan cio uor |
11. 935 .27 8 |
41. 209 |
41. 209 |
|||||||||
| 160 | che tral Ban i cen |
485 .75 4 |
- | - | |||||||||
| 170 | ubb lich Am min istr azio ni p e |
10. 334 |
3 | 3 | |||||||||
| 180 | i cr edi tizi Ent |
061 41. |
- | - | |||||||||
| 190 | Altr ciet à fi ziar ie e so nan |
171 .92 4 |
12 | 12 | |||||||||
| 200 | Soc ietà n fi ziar ie no nan |
9.4 75. 352 |
25. 456 |
25. 456 |
|||||||||
| 210 | Fam igli e |
1.7 50. 853 |
15. 738 |
15. 738 |
|||||||||
| 220 | Tot ale |
64. 934 .32 6 |
52. 938 .69 2 |
60. 355 |
776 .86 8 |
199 .53 5 |
42. 375 |
54. 930 |
60. 80 1 |
122 .94 7 |
59. 29 1 |
195 .78 0 |
776 .86 8 |
| a | b | c | d | e | f | g | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore contabile lordo / importo nominale | Variazioni negative |
|||||||
| Di cui deteriorate | Riduzione di | Accantonamenti per gli impegni |
accumulate del valore |
|||||
| Di cui in stato di default |
Di cui soggette a riduzione di valore |
valore accumulata |
fuori bilancio e le garanzie finanziarie date |
equo dovute al rischio di credito su esposizioni deteriorate |
||||
| 010 | Esposizioni in bilancio |
50.283.862 | 735.659 | 735.659 | 50.239.902 | 504.588 | - | |
| 020 | Italia | 41.674.941 | 735.183 | 735.183 | 41.512.811 | 502.091 | - | |
| 030 | Francia | 3.575.928 | 2 | 2 | 1.521.060 | 336 | - | |
| 040 | Stati Uniti | 2.393.127 | 1 | 1 | 2.392.939 | 349 | - | |
| 050 | Spagna | 1.503.525 | - | - | 1.503.525 | 660 | - | |
| 060 | Germania | 166.412 | 12 | 12 | 166.412 | 73 | - | |
| 070 | Altri Stati | 969.929 | 461 | 461 | 3.143.155 | 1.079 | 00/01/1900 | - |
| 080 | Esposizioni fuori bilancio |
11.976.488 | 41.209 | 41.209 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 7.053 | 00/01/1900 |
| 090 | Italia | 11.451.578 | 41.150 | 41.150 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | 7.053 | 00/01/1900 |
| 100 | Francia | 8.647 | 5 | 5 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | 00/01/1900 |
| 110 | Stati Uniti | 8.973 | - | - | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | 00/01/1900 |
| 120 | Spagna | 253 | - | - | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | 00/01/1900 |
| 130 | Germania | 489.668 | 4 | 4 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | 00/01/1900 |
| 140 | Altri Stati | 17.369 | 50 | 50 | 00/01/1900 | 00/01/1900 | - | 00/01/1900 |
| 150 | TOTALE | 62.260.350 | 776.868 | 776.868 | 50.239.902 | 504.588 | 7.057 | - |
| a | b | c | d | e | f | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore contabile lordo | Variazioni negative |
||||||
| Di cui deteriorate | Di cui prestiti e anticipazioni |
Riduzione di valore |
accumulate del valore equo dovute al rischio |
||||
| Di cui in stato di default |
soggetti a riduzione di valore |
accumulata | di credito su esposizioni deteriorate |
||||
| 010 | Agricoltura, silvicoltura e pesca | 405.650 | 8.105 | 8.105 | 405.650 | 6.061 | - |
| 020 | Attività estrattiva | 38.342 | 644 | 644 | 38.342 | 451 | - |
| 030 | Attività manifatturiera | 8.073.029 | 77.483 | 77.483 | 8.057.771 | 61.710 | - |
| 040 | Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata |
180.714 | 2.387 | 2.387 | 180.714 | 1.180 | - |
| 050 | Approvvigionamento idrico | 325.002 | 3.122 | 3.122 | 325.002 | 2.405 | - |
| 060 | Costruzioni | 712.876 | 51.585 | 51.585 | 712.876 | 37.929 | - |
| 070 | Commercio all'ingrosso e al dettaglio | 4.180.740 | 87.436 | 87.436 | 4.180.740 | 65.945 | - |
| 080 | Trasporto e stoccaggio | 465.009 | 7.613 | 7.613 | 465.009 | 6.375 | - |
| 090 | Servizi di alloggio e di ristorazione | 250.863 | 17.446 | 17.446 | 250.863 | 8.798 | - |
| 100 | Servizi di informazione e comunicazione |
269.733 | 5.711 | 5.711 | 269.733 | 4.619 | - |
| 110 | Attività finanziarie e assicurative | 85.333 | 840 | 840 | 85.333 | 768 | - |
| 120 | Attività immobiliari | 1.350.450 | 50.300 | 50.300 | 1.350.450 | 31.337 | - |
| 130 | Attività professionali, scientifiche e tecniche |
570.350 | 9.284 | 9.284 | 555.267 | 6.786 | - |
| 140 | Attività amministrative e di servizi di supporto |
338.856 | 8.401 | 8.401 | 338.856 | 5.717 | - |
| 150 | Amministrazione pubblica e difesa, previdenza sociale obbligatoria |
- | - | - | - | - | - |
| 160 | Istruzione | 19.798 | 613 | 613 | 19.798 | 436 | - |
| 170 | Attività dei servizi sanitari e di assistenza sociale |
162.520 | 3.003 | 3.003 | 162.520 | 1.842 | - |
| 180 | Attività artistiche, di intrattenimento e divertimento |
26.189 | 2.970 | 2.970 | 26.189 | 1.934 | - |
| 190 | Altri servizi | 257.593 | 2.856 | 2.856 | 257.406 | 2.201 | - |
| 200 | Totale | 17.713.048 | 339.801 | 339.801 | 17.682.519 | 246.493 | - |
Nell'ambito del metodo standardizzato, per il portafoglio "Amministrazioni centrali e banche centrali" la ponderazione dipende dal rating attribuito dalle ECAI ai singoli Stati.
Credem adotta, con riferimento alle "esposizioni verso amministrazioni centrali e banche centrali" (metodologia standardizzata), la valutazione del merito creditizio della società "DBRS".
Le classi di rating esterni indicate di seguito si riferiscono alle classi di merito creditizio dei debitori/garanti di cui alla normativa prudenziale.
Le agenzie di rating utilizzate sono sotto riportate e si fornisce la tabella di raccordo tra le classi di rischio e i rating delle agenzie.
| Portafogli | ECA/ECAI | |
|---|---|---|
| Esposizione verso Amministrazioni centrali e banche centrali | DBRS Rating Limited |
Unsolicited |
| Esposizioni verso organizzazioni internazionali | Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services* |
Solicited |
| Esposizioni verso banche multilaterali di sviluppo | Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services* |
Solicited |
| Intermediari vigilati | Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services* |
Solicited |
| Esposizioni verso imprese ed altri soggetti | Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services* |
Solicited |
| Esposizioni verso organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) |
Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services* |
Solicited |
| Posizioni verso le cartolarizzazioni aventi un rating a breve termine | Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services Moody's |
|
| Posizioni verso le cartolarizzazioni diverse da quelle aventi un rating a breve termine |
Fitch Ratings Standard & Poor's Rating Services Moody's |
*ECAI utilizzata solo nella mitigazione del rischio (CRM) su strumenti finanziari accattati a garanzia
Si riportano nel seguito le principali informazioni quantitative in merito ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato. In particolare:
il Modello EU CR4 mostra l'impatto di tutte le tecniche di mitigazione del rischio di credito, inclusi i metodi financial collateral simple method e il financial collateral comprehensive method. Il Modello fornisce inoltre la densità degli RWA come indicatore sintetico della rischiosità di ciascun portafoglio;
il Modello EU CR5 fornisce una spaccatura delle esposizioni presenti in ciascun portafoglio regolamentare per fascia di ponderazione.
| Esposizioni pre-CCF e pre-CRM |
Esposizioni post-CCF e post-CRM |
RWA | RWA e densità degli | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni | Esposizioni in bilancio |
Esposizioni fuori bilancio |
Esposizioni in bilancio |
Esposizioni fuori bilancio |
RWA | Densità degli RWA (%) |
|
| a | b | c | d | e | f | ||
| 1 | Amministrazioni centrali o banche centrali | 15.028.415 | 4.676 | 18.225.158 | 210 | 617.028 | 3,39% |
| 2 | Amministrazioni regionali o autorità locali | 87.464 | 4.862 | 88.097 | 1.276 | 17.868 | 19,99% |
| 3 | Organismi del settore pubblico | 60.743 | 601 | 60.743 | - | 30.667 | 50,49% |
| 4 | Banche multilaterali di sviluppo | 76.406 | - | 226.510 | - | - | - |
| 5 | Organizzazioni internazionali | 883.379 | - | 883.379 | - | - | - |
| 6 | Enti | 1.811.871 | 42.508 | 1.811.871 | 1.364 | 648.078 | 35,74% |
| 7 | Imprese | 2.922.025 | 655.128 | 2.841.264 | 11.479 | 2.140.470 | 75,03% |
| 8 | Al dettaglio | 2.323.626 | 482.654 | 2.257.065 | 5.875 | 1.313.676 | 58,05% |
| 9 | Garantite da ipoteche su beni immobili | 312.518 | 324 | 312.518 | 162 | 108.248 | 34,62% |
| 10 | Esposizioni in stato di default | 37.090 | 3.215 | 35.177 | 177 | 46.787 | 132,34% |
| 11 | Esposizioni associate a un rischio particolarmente elevato |
33.192 | 12.191 | 28.905 | 2.268 | 46.759 | 150,00% |
| 12 | Obbligazioni garantite | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Enti e imprese con valutazione del merito di credito a breve termine |
- | - | - | - | - | - |
| 14 | Organismi di investimento collettivo | 4.977 | - | 4.977 | - | 1.918 | 38,54% |
| 15 | Strumenti di capitale | 26.374 | - | 26.374 | - | 26.374 | 100,00% |
| 16 | Altre posizioni | 1.032.700 | - | 1.032.700 | - | 742.996 | 71,95% |
| 17 | TOTALE | 24.640.780 | 1.206.158 | 27.834.739 | 22.812 | 5.740.870 | 20,61% |
| Fattori di ponderazione del rischio | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni | 0% | 2% | 4% | 10% | 20% | 35% | 50% | 70% | 75% | |
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | ||
| 1 | Amministrazioni centrali o banche centrali |
17.935.518 | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 2 | Amministrazioni regionali o autorità locali |
- | - | - | - | 89.374 | - | - | - | - |
| 3 | Organismi del settore pubblico |
- | - | - | - | 37.595 | - | - | - | - |
| 4 | Banche multilaterali di sviluppo |
226.510 | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 5 | Organizzazioni internazionali |
883.379 | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 6 | Enti | - | 244.479 | - | - | 510.619 | - | 1.034.145 | - | - |
| 7 | Imprese | - | - | - | - | 353.663 | - | 724.009 | - | - |
| 8 | Esposizioni al dettaglio |
- | - | - | - | - | 807.054 | - | - | 1.455.887 |
| 9 | Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili |
- | - | - | - | - | 308.203 | 4.477 | - | - |
| 10 | Esposizioni in stato di default |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 11 | Esposizioni associate a un rischio particolarmente elevato |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 12 | Obbligazioni garantite | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Esposizioni verso enti e imprese con valutazione del merito di credito a breve termine |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 14 | Quote o azioni in organismi di investimento collettivo |
16 | - | - | - | 3.804 | - | - | - | - |
| 15 | Esposizioni in strumenti di capitale |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 16 | Altre posizioni | 174.510 | - | - | - | 143.994 | - | - | - | - |
| 17 | TOTALE | 19.219.933 | 244.479 | - | - | 1.139.048 | 1.115.257 | 1.762.631 | - | 1.455.887 |
| Fattori di ponderazione del rischio | Di cui prive | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni | 100% | 150% | 250% | 370% | 1250% | Altri | Totale | di rating | |
| j | k | l | m | n | o | p | q | ||
| 1 | Amministrazioni centrali o banche centrali |
71.730 | - | 218.119 | - | - | - | 18.225.368 | 8.482.777 |
| 2 | Amministrazioni regionali o autorità locali |
- | - | - | - | - | - | 89.374 | 89.374 |
| 3 | Organismi del settore pubblico |
23.148 | - | - | - | - | - | 60.743 | 60.743 |
| 4 | Banche multilaterali di sviluppo |
- | - | - | - | - | - | 226.510 | 188.184 |
| 5 | Organizzazioni internazionali |
- | - | - | - | - | - | 883.379 | 12.885 |
| 6 | Enti | 23.992 | - | - | - | - | - | 1.813.235 | 413.073 |
| 7 | Imprese | 1.775.071 | - | - | - | - | - | 2.852.743 | 1.667.542 |
| 8 | Esposizioni al dettaglio | - | - | - | - | - | - | 2.262.941 | 2.262.941 |
| 9 | Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili |
- | - | - | - | - | - | 312.680 | 312.680 |
| 10 | Esposizioni in stato di default |
12.489 | 22.866 | - | - | - | - | 35.355 | 35.355 |
| 11 | Esposizioni associate a un rischio particolarmente elevato |
- | 31.173 | - | - | - | - | 31.173 | 31.173 |
| 12 | Obbligazioni garantite | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Esposizioni verso enti e imprese con valutazione del merito di credito a breve termine |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 14 | Quote o azioni in organismi di investimento collettivo |
1.157 | - | - | - | - | - | 4.977 | 4.977 |
| 15 | Esposizioni in strumenti di capitale |
26.374 | - | - | - | - | - | 26.374 | 26.374 |
| 16 | Altre posizioni | 714.197 | - | - | - | - | - | 1.032.701 | 1.032.701 |
| 17 | TOTALE | 2.648.158 | 54.038 | 218.119 | - | - | - | 27.857.551 | 14.620.777 |
Il Gruppo Credem:
Per quanto riguarda il perimetro di applicazione dei sistemi di rating, come anticipato il Gruppo risulta autorizzato all'utilizzo del metodo A-IRB per tutte le esposizioni Corporate e Retail facenti capo alle società Credito Emiliano e Credem Leasing, oltre che del metodo della ponderazione semplice per tutte le esposizioni in strumenti di capitale (i.e. Equity). Parallelamente, il Gruppo si avvale del cd. PPU per le esposizioni Corporate e Retail relative a tutte le altre società del Gruppo diverse da Credito Emiliano e Credem Leasing, oltre che per tutte le altre tipologie di esposizioni diverse dagli strumenti di capitale (i.e. esposizioni verso stati, istituzioni, enti, banche centrali, altre esposizioni, ecc.).
In data 28 settembre 2016, l'Autorità Bancaria Europea (EBA) ha pubblicato la versione definitiva delle:
Successivamente, a dicembre 2018, il Gruppo Credem ha inviato all'Organismo di Vigilanza il package contenente le modalità e le tempistiche con cui il Gruppo intende adeguarsi ai requisiti regolamentari sulla nuova definizione di default (New DoD) sulla base del two-step approach:
Il piano d'azione è stato completato rispettando gli obblighi e le relative scadenze definite con l'Organismo di Vigilanza e formalizzate nelle comunicazioni sopra citate, coerentemente alla Decisione di estensione delle scadenze sulle Obligations contenute nella lettera2 ricevuta da Credem in data 30 marzo 2020 da parte di ECB Jointly Supervisory Team (JST).
Conseguentemente, la definizione di default impiegata lungo la serie storica utilizzata per lo sviluppo dei modelli interni, come descritto nel capitolo 5, risulta eterogenea:
Il Gruppo ha dovuto dunque garantire che i dati utilizzati per lo sviluppo e la calibrazione dei modelli interni fossero rappresentativi della nuova definizione di default utilizzata nei processi interni di identificazione dei default. In particolare, i dati relativi alla New DoD in produzione, ovvero quelli rilevati a partire dal 01 ottobre 2019, sono stati utilizzati per validare la ricostruzione della base dati New DoD sull'orizzonte temporale 01/01/2015 – 30/09/2019, su cui si basa il calcolo dei fattori ricalibrativi usati per la correzione di PD, EAD ed LGD (nella componente Danger Rates migrazioni) con metodologie specifiche per ognni singolo parametro.
Si riporta di seguito una descrizione dei sistemi di rating impiegati dal Gruppo e delle esposizioni soggette ad applicazione:
L'attribuzione del rating alla clientela Corporate di Credito Emiliano e Credem Leasing avviene attraverso un sistema unico di calcolo di uno score di controparte (Per*Fido), le cui modalità di valutazione assumono configurazioni differenziate in relazione alla tipologia di clientela analizzata:
2 "Decision to extend deadlines set out in supervisory decisions and operational acts".
Per quanto riguarda specificatamente le caratteristiche del sistema di credit scoring Per*Fido, Il modello interno di Per*Fido adottato da Credem per la valutazione dei clienti rientranti nella funzione regolamentare Corporate appartiene alla categoria dei modelli analitico-soggettivi, e presenta una struttura di tipo modulare articolata nelle seguenti aree di analisi di tipo quantitativo:
Un ulteriore modulo di valutazione (Qualitativo) è dedicato alle informazioni di tipo qualitativo derivanti dalla compilazione di appositi questionari. L'analisi qualitativa ha lo scopo di valorizzare quei dati dell'azienda, di mercato e di management che non sono quantificati con meccanismi automatizzati, ma che rispecchiano le conoscenze e l'esperienza dei gestori del rapporto e degli analisti di settore e d'impresa. I dati qualitativi si riferiscono a: aspetti di governance, aspetti operativi, aspetti finanziari, aspetti di posizionamento competitivo e aspetti organizzativi. In particolare, i dati di "posizionamento competitivo" ed "operativi" hanno una funzione ed un contenuto previsivo, con l'obiettivo di evidenziare la capacità dell'azienda di "restare sul mercato", la sua capacità di cogliere le opportunità favorevoli e di fronteggiare condizioni economiche avverse o eventi inattesi, nell'arco dei futuri 18 mesi. L'appartenenza della controparte ad un "gruppo di imprese" viene considerata nel seguente modo:
Le fonti informative provenienti dai suddetti moduli vengono instradate tramite algoritmi specifici per tipologia di clientela in percorsi decisionali che prevedono la trasformazione dei dati elementari in score fattoriali, la ponderazione dello score fattoriale rispetto a pesi predefiniti, il calcolo dei punteggi di sintesi. La valutazione finale del sistema è conseguenza delle singole valutazioni svolte nei moduli sottostanti che sono la risultante tra il giudizio assegnato all'aspetto valutato ed il peso del medesimo. In funzione dell'Area geografica d'appartenenza, dell'operatività economica e della forma giuridica della controparte sono previsti alberi decisionali che si distinguono per le variabili considerate all'interno dei singoli moduli e per i criteri di ponderazione attraverso i quali viene determinato lo score aggregato. Le soglie ed i pesi con i quali vengono trattate le variabili elementari corrispondenti ai singoli fattori di rischio sono il frutto del giudizio degli esperti della banca che sulla base della propria sensibilità in materia creditizia hanno contribuito alla personalizzazione analitica del modello, originariamente fornito da un outsourcer esterno. Come già anticipato, l'output finale del sistema Per*Fido, pertanto, è rappresentato da un valore ordinale (score) espresso come valore numerico continuo compreso tra 0 e 1 e riferito alla singola controparte.
Lo score prodotto dal modello viene trasformato in Probabilità di Default (PD) attraverso l'utilizzo sia di tecniche statistiche dedicate (regressione logistica e cluster analysis) all'individuazione delle cd. classi di rating, sia dei dati interni di default (i.e. tassi di default storici). Ricostruendo su base storica gli score di modello e scegliendo su base analitica opportuni livelli di cut-off per il suddetto score, si è calcolato il livello delle frequenze storiche di default corrispondenti ai bucket individuati. Infine, La profondità storica di osservazione dei dati è gennaio 2012 - dicembre 2019.
Coerentemente con il framework interno di sviluppo AIRB il Gruppo ha incluso nella stima del modello PD analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC). In particolare, nel processo di ricalibrazione a nuova definizione di default del modello PD è stata identificata una carenza legata alla base dati New DoD che comprende una finestra di tempo parziale rispetto all'intero orizzonte temporale utilizzato in fase di stima: a fronte di tali considerazioni è stato stimato un MOC di Categoria A. Inoltre, nell'ambito del protocollo di sviluppo adottato, è stata definita una metodologia di stima dedicata al fattore di aggiustamento relativo al MoC di categoria C, ovvero legato al cd. general estimation error.
L'attribuzione del rating alla clientela Retail di Credito Emiliano e Credem Leasing avviene attraverso un modello che presenta due principali configurazioni: il "Modello PD scoring based" basato sul sistema di valutazione Per*Fido e il "Modello PD di prodotto". La normativa interna prevede criteri di prevalenza per l'attribuzione della PD alla clientela Retail, qualora si osservino una molteplicità di richieste di affidamento processate attraverso strumenti di valutazione diversi. In particolare, si distinguono le seguenti casistiche:
Il modello PD scoring based appartiene alla categoria dei modelli analitico-soggettivi ed è ripartito in tre percorsi informativi:
Il Percorso Privati consente di valutare le proposte di affidamento nei confronti di privati o di soci d'impresa ed è a sua volta suddiviso in due sottopercorsi:
Il Percorso Microattività/Agricoltori è suddiviso in due sottopercorsi:
Per quanto riguarda specificatamente le caratteristiche del sistema di credit scoring Per*Fido Retail, come già anticipato tutti i percorsi presentano una struttura di tipo modulare, all'interno della quale vengono valutati aspetti quantitativi e qualitativi, che si articola come segue:
Ogni modulo di valutazione si articola a sua volta in livelli e sottolivelli, con un'organizzazione assimilabile ad una struttura ad albero, nella quale componenti di base (dette nodi) concorrono a determinare il giudizio associato al livello immediatamente superiore fino a giungere a un giudizio finale. Una serie di anomalie (distinte tra lievi e gravi) agiscono direttamente sul rating di proposta, con lo scopo di correggere, in negativo, lo score ottenuto ponderato sulla base dei giudizi ottenuti nei due precedenti moduli. Il percorso informativo 3 - "Microimprese" presenta anch'esso una struttura di tipo modulare articolata nelle seguenti aree quantitative:
Anche in questo caso, ogni modulo di valutazione si articola a sua volta in livelli e sottolivelli, con un'organizzazione assimilabile ad una struttura ad albero, nella quale componenti di base (dette nodi) concorrono a determinare il giudizio associato al livello immediatamente superiore fino a giungere a un giudizio finale. L'output finale del sistema Per*Fido è rappresentato da un valore ordinale (score) espresso come valore numerico continuo compreso tra 0 e 1 e riferito alla singola posizione. Con riferimento al percorso informativo 3 – "Microimprese", in considerazione delle caratteristiche della clientela valutata similari alla clientela valutata nell'ambito della funzione regolamentare Corporate, lo score finale rappresenta la valutazione della controparte oggetto di affidamento. Con riferimento invece ai percorsi informativi 1 - "Mutui" e 2 - "Microattività/Agricoltori", lo score rappresenta una valutazione della proposta di affidamento, comprensivo pertanto delle caratteristiche specifiche dell'affidamento richiesto.
Lo score prodotto dal modello viene trasformato in Probabilità di Default (PD) attraverso l'utilizzo sia di tecniche statistiche dedicate (regressione logistica e cluster analysis) all'individuazione delle cd. classi di rating, sia dei dati interni di default (i.e. tassi di default storici). Ricostruendo su base storica gli score di modello e scegliendo su base analitica opportuni livelli di cut-off per il suddetto score, si è calcolato il livello delle frequenze storiche di default corrispondenti ai bucket individuati.
Il modello PD di prodotto definisce pool di prodotto, distinti in considerazione della forma tecnica di fido richiesta, a cui viene associata una PD sulla base dell'esperienza di default interna alla banca. Il modello si applica alle operazioni che fanno riferimento alla clientela per le quali non è previsto un iter valutativo che prevede l'utilizzo del sistema di credit scoring Per*Fido. In tale ambito, la PD viene associata a livello di controparte sulla base della seguente priorità:
Si evidenzia che, anche nel modello PD di prodotto, ove possibile, si è provveduto a incorporare nelle stime di PD l'informazione andamentale. La profondità storica di osservazione dei dati è gennaio 2012 - dicembre 2019.
Le classi di PD assegnate alle controparti Retail, a prescindere dall'iter valutativo, vengono ricondotte, solo per scopi di reportistica, ad un'unica scala maestra, con 8 classi a rischio crescente, equivalente a quella prevista per le controparti Corporate.
Coerentemente con il framework interno di sviluppo AIRB il Gruppo ha incluso nella stima del modello PD analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC).
In particolare, nel processo di ricalibrazione a nuova definizione di default del modello PD è stata identificata una carenza legata alla base dati New DoD che comprende una finestra di tempo parziale rispetto all'intero orizzonte temporale utilizzato in fase di stima: a fronte di tali considerazioni è stato stimato un MOC di Categoria A. Inoltre, nell'ambito del protocollo di sviluppo adottato, è stata definita una metodologia di stima dedicata al fattore di aggiustamento relativo al MoC di categoria C, ovvero legato al cd. general estimation error.
I modelli LGD bonis e defaulted assets per le controparti Corporate e Retail sono distinti per Credito Emiliano e Credem Leasing al fine di cogliere le specificità intrinseche all'operatività delle due società. I modelli si basano su un approccio metodologico di tipo "Workout" che, al fine di calcolare la variabile target del modello regressivo usato, considera i flussi di cassa in carico e scarico, opportunamente scontati con un tasso che ingloba un adeguato premio al rischio, registrati sulle singole posizioni in sofferenza. Il modello complessivo risulta inoltre essere "per parti", ovvero si avvale di più componenti diverse per pervenire alle stime finali di LGD ed ELBE. Per i modelli defaulted assets, al fine di stimare la LGD e la ELBE delle posizioni a sofferenza, si adotta un approccio di tipo statistico, che prevede l'utilizzo di informazioni relative alla controparte, alle caratteristiche dell'operazione, alla tipologia di procedura di recupero attivata e al vintage. Conseguentemente, in base all'approccio "per parti", per determinare la LGD delle esposizioni in bonis, si applicano alla LGD Sofferenze (i.e. LGS) specifici fattori di correzione (nella fattispecie: DeltaQ, LGDSeS e Danger Rate migrazioni), differenziati in ognuno dei componenti per diversi driver tra cui la tipologia di controparte, il taglio dell'esposizione, la tipologia di prodotto. Similmente, per determinare la LGD e la ELBE delle esposizioni in stato di precontenzioso, l'approccio adottato prevede l'applicazione di fattori di correzione, alla LGS e all'ELBE Sofferenze del modello defaulted assets, differenziati per tipologia di controparte/posizione. Inoltre, i modelli LGD inglobano correttivi prudenziali per renderli adatti ad una fase recessiva del ciclo economico, cd. componente Downturn. La profondità storica di osservazione dei dati per la stima dei modelli LGD ed ELBE sofferenze è:
Nel campione sono incluse tutte le sofferenze aperte nel periodo riportato (l'inclusione nel campione delle sofferenze ancora aperte alla data di riferimento ha effetto prudenziale sulle stime complessive e migliora la stabilità del modello nel tempo). La profondità storica di osservazione dei dati relativi alle componenti Danger Rate (DeltaQ, LGD SeS, Danger Rate migrazioni) è dicembre 2011 - dicembre 2019, per tutte le tipologie di esposizione. Tale periodo garantisce un campione omogeneo e rappresentativo in termini di posizioni, delle quali si conosce l'esito, oltre che prudente, in quanto idoneo a coprire anni che hanno manifestato una maggior rischiosità e coerente con gli altri parametri di rischio. Per quanto riguarda specificatamente i modelli performing, la stima del tasso LGD per le controparti in bonis Corporate e Retail di Credito Emiliano e di Credem Leasing, come anticipato, è stata effettuata sulla base di un approccio metodologico di tipo Workout, che prevede il calcolo dei tassi di perdita effettivamente osservati sulle posizioni in sofferenza chiuse e sostanzialmente chiuse attraverso il computo dei flussi di carico e scarico registrati a seguito delle procedure di contenzioso attivate, opportunamente scontati per tenere conto della durata e dell'incertezza del processo di recupero crediti. A questi ultimi sono stati applicati specifici correttivi per tenere conto delle posizioni ancora aperte in stato di sofferenza e della previsione di recupero ipotizzabile su di loro a partire da quanto osservato nello storico. Infine, è previsto un ulteriore fattore di correzione derivatnte dall'applicazione dell'Art. 500 della CRR che permette di modelizzare distintamente le perdite provenienti da "massive disposal" avvenute nell'orizzonte temporale il 23 novembre 2016, ma non oltre il 28 giugno 2022. A livello geenrale è stato manutenuto un approccio di stima "per parti" che prevede la definizione di tassi di LGD differenziati per:
Per le posizioni in sofferenza è stato sviluppato un modello statistico regressivo, utilizzando come variabili esplicative informazioni relative alla controparte, caratteristiche relative all'operazione in essere al momento del default e variabili macroeconomiche. L'approccio di stima diretta del tasso LGD consente di produrre una stima puntuale per ciascuna posizione, basata sulle specifiche caratteristiche della stessa. La riconduzione alla definizione regolamentare Corporate e Retail è avvenuta nella stima dei tassi di LGD per le posizioni in bonis, per la cui definizione non è stato adottato un approccio di tipo statistico, ricorrendo invece alla stima di fattori di correzione della LGD sofferenze.
Questi fattori correttivi (complessivamente denominati Danger Rate) rappresentano le dinamiche osservate tra il passaggio a default e la conclusione del ciclo di default.
Il parametro Danger Rate considera, quindi, tutte le componenti di perdita e recupero che avvengono nelle fasi di gestione del credito problematico nel precontenzioso, e le connesse migrazioni tra stati di default. Pertanto la struttura del modello risulta suddivisa in:
In coerenza con le disposizioni normative che richiedono una stima di LGD adatta ad una fase recessiva del ciclo economico, nel caso queste si rivelino più prudenti di quelle basate sui tassi di perdita di lungo periodo, sia per i modelli LGD sofferenze di Credito Emiliano e di Credem Leasing, sia per le componenti Delta Q e Danger Rate migrazioni sono state introdotte modalità che recepiscono il cd. effetto Downturn.
Per quanto riguarda specificatamente i modelli non performing, come per il modello bonis, l'approccio metodologico di stima selezionato è "per parti", e prevede la definizione di tassi di ELBE e LGD differenziati per:
La logica dei modelli defaulted assets prevede una stima del parametro di rischio per i diversi momenti temporali che un default attraversa lungo il processo di recupero, pertanto ci si attende che la LGD sia crescente al trascorrere del tempo di permanenza nello stato di default. La metodologia utilizzata per la stima della ELBE sofferenza per le controparti Corporate e Retail di Credito Emiliano e di Credem Leasing rientra nella categoria della Workout LGD, in allineamento all'approccio metodologico scelto per il modello bonis. Al fine di includere nel modello specifico per le posizioni in default le caratteristiche specifiche di queste esposizioni, sono state introdotte nella long list le variabili vintage (ossia numero di anni dal quale la posizione è a contenzioso), tipologia di recupero attivata e la possibilità di indicare la presenza di una garanzia ipotecaria condizionata all'escussione della stessa. L'approccio scelto per la stima della LGD sofferenza consiste nel sommare alla ELBE sofferenza i costi indiretti, per arrivare a una LGD economica inclusiva di tutte le componenti di costo, e uno specifico add-on prudenziale, che consentano di assorbire le "ulteriori perdite inattese durante il periodo di recupero". Tale fattore è stato ottenuto tramite la stima dell'effetto Downturn. Per le posizioni in sofferenza è stato sviluppato un modello statistico di regressione lineare multivariata, in linea con quanto condotto per il modello bonis. La riconduzione alla definizione di default regolamentare Corporate e Retail è avvenuta nella stima dei tassi ELBE e LGD per le posizioni in precontenzioso, per la cui definizione sono stati stimati fattori di correzione della LGD sofferenze (danger rate e Delta Q), che tengono in considerazione le probabilità di migrazione tra stati, e in particolare la probabilità di osservare una migrazione allo stato finale di sofferenza oltre alla variazione di esposizione media tra l'ingresso a default e l'ingresso a sofferenza.
Coerentemente con il framework interno di sviluppo AIRB il Gruppo ha incluso nella stima del modello LGD (e in tutte le sue componenti) analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC).
In particolare:
nel processo di sviluppo del modello Danger Rate sono state identificate limitate carenze nella base dati di stima, che hanno portato a data exclusion nei campioni di stima dei parametri Delta Q e LGD precontenzioso. A fronte di tali esclusioni, sono stati stimati dei MOC di Categoria A.
Inoltre, è stato stimato per ciascune delle componenti del parametro LGD un distinto MoC di categoria C, legato all'errore generico di stima, c.d. general estimation error, ovvero alla componente di errore residuale non eliminabile intrinseca nello sviluppo di modelli previsionali.
L'EAD delle posizioni per cassa per le controparti Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credem Leasing è determinabile attraverso l'adozione di fattori di conversione creditizia (CCF e K). Il fattore di conversione creditizia da applicare ai margini relativi alle esposizioni per cassa rappresenta il rapporto tra la parte non utilizzata della linea di credito che si stima possa essere utilizzata in caso di default e la parte attualmente non utilizzata, e non può essere inferiore a zero. Parallelamente, per tutte le casistiche caratterizzate da immaterialità dei margini (i.e. cd. Region of Instability), assenza di margine disponibile (i.e. sconfini), prodotti rateali o per le esposizioni a default, data l'impossibilità di determinare un parametro CCF, la ECB Guide to internal models - risk type specific chapters (Art. 133 (a) e Art. 139(a)) prevede che venga impiegato il cd. Fattore K, definito come il rapporto tra gli importi utilizzati dalla controparte rispettivamente alla data di ingresso a default e alla data di riferimento, ovvero 12 mesi prima dell'evento stesso, quando la controparte risulta classificata in bonis.
Similmente all'applicazione del CCF, per queste posizioni le stime di EAD sono ottenute moltiplicando tale parametro all'utilizzo rilevato alla data di riferimento. La stima del CCF è stata effettuata analizzando le esposizioni terminate in default lungo la serie storica analizzata (CCF storici osservati) e utilizzando l'approccio a orizzonti fissi, che prevede il calcolo delle variabili target tramite osservazione dei delta espositivi percentuali su un orizzonte temporale predeterminato, ovvero tra la data di default e la data performing, fissata 1 anno prima dell'evento di passaggio a default. Tramite le scelte di segmentazione e l'analisi statistica univariata, di un set completo di risk driver inerenti le caratteristiche delle operazioni creditizie (come ad esempio le fasce di accordato, utilizzato e margine), mediante un approccio a media di cella, si perviene a definire delle griglie di CCF statisticamente significative. La profondità storica di osservazione dei dati è dicembre 2011 - dicembre 2019. Per quanto riguarda nello specifico le stime dell'EAD delle posizioni per cassa per le controparti Corporate e Retail di Credito Emiliano e Credem Leasing, determinata attraverso l'adozione di fattori di conversione creditizia (CCF), questa avviene in coerenza con le informazioni utilizzate per la calibrazione delle Probabilità di Default dei fattori di correzione della LGD (Delta Q e LGD SeS) e con i requisiti normativi di riferimento, che definiscono la profondità delle serie storiche. Nel set informativo iniziale, le osservazioni sono state suddivise in diversi sottoinsiemi in base ad alcuni driver (come ad esempio le caratteristiche del margine disponibile, la forma tecnica, ecc.) che sono stati sottoposti ad una attività di pulizia tramite l'applicazione di alcuni filtri sulla base di criteri di rilevanza materiale definiti e tramite una gestione preliminare degli outlier. Partendo dalle base dati così definite, è stato calcolato il fattore CCF storico/K a seconda della dinamica del margine iniziale (positivo, negativo o nullo). I campioni di sviluppo, sono stati ulteriormente analizzati per individuare tramite un'analisi statistica univariata ulteriori driver specifici di disaggregazione che risultino significativi (come ad esempio classe di rating, fasce di accordato e fasce di margine) al fine di definire le griglie finali di stima. All'interno di ciascun aggregato statisticamente significativo, il CCF è calcolato come media semplice dei dati storici inclusi nella serie storica di riferimento.
In linea con la Normativa di riferimento, Regolamento Delegato UE 575/2013, Art. 182(1)(b), i parametri CCF bonis, K bonis e K default devono risultare adeguati a riflettere il manifestarsi di una fase recessiva tramite l'individuazione e la stima di uno specifico fattore correttivo. Tale fattore correttivo risulta funzionale a rendere le stime espressive del periodo di downturn individuato, ovvero di un periodo considerato come espressivo di una fase recessiva del ciclo macroeconomico, in coerenza con il Framework di sviluppo AIRB.
Inoltre, coerentemente con il suddetto framework interno di sviluppo AIRB il Gruppo ha incluso nella stima dei modelli EAD un set di analisi dedicate all'individuazione di eventuali carenze e alla quantificazione di fattori di aggiustamento e relativi Margin of Conservatism (MoC). Di conseguenza, nell'ambito del protocollo di sviluppo adottato, è stata definita una metodologia di stima dedicata per l'identificazione e classificazione delle eventuali carenze identificate e per la stima di uno o più MoC.
Nel processo di sviluppo del modello EAD sono state identificate limitate carenze nella base dati di stima, che hanno portato all'adozione di data exclusion nei campioni di stima dei parametri CCF e K. A fronte di tali esclusioni, sono stati stimati dei MOC di Categoria A. Inoltre, è stato stimato per tutti i parametri di rischio un MoC di categoria C, legato all'errore generico di stima, c.d. general estimation error, ovvero alla componente di errore residuale, non eliminabile, intrinseca nello sviluppo di modelli previsionali.
Con riferimento ai modelli regolamentari IRB, si riportano i ruoli e le responsabilità delle principali funzioni coinvolte nei processi di sviluppo, controllo, adozione, monitoraggio, revisione e modifica.
Risk Officer:
Funzione di Sviluppo:
è responsabile del complesso di attività di trattamento, lavorazione, integrazione ed esclusione dei dati finalizzate alla creazione dei dataset finali di sviluppo, a partire dai dati ricevuti dalle strutture aziendali competenti (e.g. Sistemi Informativi);
definisce gli aspetti di model design e l'approccio metodologico e li condivide con il Risk Officer;
Funzione di Validazione:
o assicurare lo svolgimento dell'attività di convalida iniziale e periodica, nel rispetto delle procedure interne e delle tempistiche definite dalla normativa interna o esterna;
o predisporre la reportistica di convalida verso gli Organi aziendali;
A fini riepilogativi, si precisa ancora come la responsabilità delle attività di convalida risulta esclusivamente di competenza dell'ufficio Validazione Modelli Interni (VAL). In tale ambito la Funzione di Convalida è indipendente da quelle coinvolte nelle attività di assegnazione del rating e di erogazione del credito; in particolare il responsabile della funzione non si trova in situazione di dipendenza gerarchica rispetto ai soggetti responsabili di dette attività. La Funzione di Convalida, come già detto, appartiene al Servizio Enterprise Risk Management (ERISK). Al medesimo Servizio appartengono l'ufficio Rating Office e l'ufficio Rischi Operativi e Credito, responsabili, unitamente all'ufficio Policy Crediti, del Servizio Crediti, a vario titolo dello sviluppo del sistema di rating. La Funzione di Convalida risulta, inoltre, indipendente da quella di Revisione Interna (Internal Audit).
All'interno del Regolamento (UE) n. 575/2013 del 26 giugno 2013 (rif. "Articolo 191 della Capital Requirements Regulation") è previsto che la Funzione di Revisione Interna o Servizio Audit riveda almeno una volta l'anno i sistemi di rating dell'ente ed il loro funzionamento attraverso l'esecuzione di verifiche mirate ad appurare:
Tali verifiche permettono al Servizio di definire un'opinione sui vari elementi del sistema di rating e, attraverso un'attività di Risk Assessment, di determinare l'intensità e la frequenza delle attività di verifica del sistema di Rating per gli anni successivi.
Durante l'esecuzione di queste verifiche, il Servizio Audit utilizza i seguenti strumenti operativi nell'ambito delle proprie attività:
L'attività di revisione interna svolta sui sistemi di rating è formalizzata:
Le verifiche condotte sono ricomprese all'interno dell'audit plan approvato dall'Organo con Funzione di Supervisione Strategica e contemplate nella normativa interna di riferimento. La responsabilità delle attività di revisione risulta esclusivamente di competenza del Servizio Audit il quale non è coinvolto nelle attività di selezione e sviluppo del modello di rating interno ed è indipendente dalla funzione di convalida interna.
Con particolare riferimento ai processi di primo sviluppo adozione e monitoraggio dei sistemi regolamentari dedicati alla misurazione del Rischio di Credito, si riportano qui di seguito le fasi principali dei vari processi coinvolti, unitamente ai relativi ruoli e responsabilità. Il processo di sviluppo di un nuovo modello interno è attivato dal Risk Officer, sulla base di esigenze:
In particolare, il Risk Officer formalizza:
Il piano di progetto è sottoposto ad approvazione da parte degli Organi Aziendali in caso di esplicita richiesta normativa e/o da parte dell'Autorità di Vigilanza, nonché in caso di superamento dei limiti di spesa definiti all'interno del Regolamento di Gestione della Spesa. Inoltre, solo nel caso in cui ricorrano le condizioni indicate dalla Guida TRIM ECB sui General Topics (Section 3: Roll-out and PPU), il Risk Officer, con il supporto della Funzione Risk Management, procede all'aggiornamento del piano di roll-out e alla condivisione dello stesso con il Comitato Risk Management e con il Comitato Esecutivo, e alla presentazione al Comitato Rischi, per successiva delibera del Consiglio di Amministrazione. Concluso il processo di approvazione interno, il Risk Officer provvede all'inoltro del piano di roll-out all'Autorità di Vigilanza competente. Una volta attivato l'indirizzo strategico del progetto per l'adozione del modello interno, la Funzione di Sviluppo avvia le valutazioni in merito al perimetro degli elementi del modello interno da sviluppare (aspetti metodologici, organizzativi e implementativi). Nello specifico, il processo di definizione dei modelli interni si articola nelle fasi di seguito declinate:
Il perimetro di applicazione del modello interno e le scelte di model design sono definite dall'Ufficio responsabile dello sviluppo (i.e. Funzione di Sviluppo) sulla base di analisi di composizione del portafoglio, di eventuali indicazioni normative in materia e delle prassi gestionali adottate dal Gruppo. La proposta formulata viene condivisa con il Risk Officer. L'Ufficio competente dello sviluppo del modello interno analizza e accoglie le sue eventuali segnalazioni, procedendo, se necessario, a condividerle con le altre Funzioni Aziendali coinvolte e/o a rivedere il perimetro di applicazione del modello identificato. Una volta definito il disegno di fondo relativo al nuovo modello interno, si procede con le attività di seguito descritte:
Terminate le attività di sviluppo, per i modelli, si procede con le attività di seguito descritte:
Per le metriche, il processo di adozione segue il seguente iter:
L'adozione del modello interno ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali regolamentari è subordinata all'autorizzazione da parte dell'Autorità di Vigilanza competente. A tal fine, il Gruppo procede pertanto alla predisposizione e al successivo inoltro dell'istanza autorizzativa all'Autorità competente secondo i criteri previsti dalla normativa di riferimento, utilizzando la seguente documentazione a supporto:
La documentazione è condivisa con il Comitato Rischi e trasmessa al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo per approvazione, e al Consiglio di Amministrazione delle Società del Gruppo interessate per informativa. Allo scopo di tenere aggiornato il senior management del Gruppo, l'istanza è condivisa in via preventiva con il Comitato Risk Management.
Per quanto riguarda specificatamente il processo di application, l'Autorità di Vigilanza verifica la completezza e l'adeguatezza del pacchetto inviato e comunica via lettera o mail gli esiti dei controlli di completezza:
Ricevuta l'autorizzazione da parte dell'Autorità di Vigilanza, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo delibera l'adozione del modello a fini regolamentari, mentre il Consiglio di Amministrazione delle Società del Gruppo interessate ratificano l'adozione. Una volta concluso con esito positivo l'iter di approvazione del modello interno in fase di adozione, questo inizia ad essere effettivamente impiegato nell'ambito dei relativi processi interni, coerentemente con gli obiettivi di sviluppo definiti in fase di pianificazione.
In coerenza con le disposizioni normative di riferimento, il Gruppo si è dotato di un framework di monitoraggio periodico dei modelli interni adottati, al fine di:
Le attività di monitoraggio e aggiornamento dei modelli prevedono, sia attività di ricalibrazione a cura della Funzione di Sviluppo competente con frequenza annuale, sia attività di monitoraggio e review che includono verifiche di natura quantitativa, sia verifiche di natura qualitativa, in considerazione del modello analizzato. La frequenza e la profondità delle attività di verifica è definita sulla base dei seguenti criteri:
In particolare, in merito alla profondità delle analisi, sono previste tre modalità di verifica:
Gli esiti delle attività di misurazione del rischio modello condotte da VAL sono trasmessi con cadenza annuale al Comitato Risk Management. Laddove dalle verifiche condotte emergano criticità o aspetti suscettibili di miglioramento, VAL definisce, con le unità organizzative interessate, gli opportuni interventi e il piano di azione, inclusivo delle seguenti informazioni:
Prima del passaggio agli Organi aziendali, VAL esamina il piano in proposta verificandone l'adeguatezza anche in relazione alle criticità rilevate nell'ambito delle proprie attività. La proposta di piano annuale è condivisa con le funzioni aziendali coinvolte allo scopo di verificarne la fattibilità. Conclusa la fase di condivisione con le funzioni aziendali coinvolte, la proposta di piano annuale è presentata per approvazione al Risk Officer, che la condivide con il Comitato Rischi e successivamente la sottopone a delibera di approvazione del Consiglio di Amministrazione. VAL verifica con cadenza almeno trimestrale che le azioni pianificate per sanare i rilievi siano effettivamente poste in essere nelle modalità e nei tempi previsti. Il perimetro delle attività di monitoraggio relative agli interventi ai modelli interni comprende, oltre alle modifiche stabilite a seguito dell'attività di review, anche le modifiche richieste dall'Autorità di Vigilanza competente. Il report di monitoraggio è presentato al Comitato Rischi tramite il Tableau de Bord delle Funzioni Aziendali di Controllo con frequenza trimestrale. Si precisa come il monitoraggio trimestrale ricomprenda sia gli interventi definiti da VAL a valle delle proprie attività di verifica, sia le altre casistiche di interventi definiti sulla base di processi differenti dalla convalida iniziale o dalla convalida periodica (ad esempio, gli interventi identificati a valle delle verifiche della funzione di revisione interna). Il piano degli interventi e la relativa evoluzione sono storicizzati nell'ambito del processo di Data Governance.
Con particolare riferimento alle modifiche ai sistemi regolamentari dedicati alla misurazione del Rischio di Credito, occorre innanzitutto precisare come le norme interne del Gruppo descrivano esaustivamente tutte le tipologie di modifiche (sostanziali da autorizzazione preventiva, non sostanziali da notifica ex-ante e non sostanziali da notifica ex-post) e le relative modalità di classificazione, in maniera completamente allineata al Regolamento delegato UE 529/2014. Si riportano qui di seguito le fasi del processo di modifica, unitamente ai relativi ruoli e responsabilità. Sulla base degli esiti del processo di monitoraggio e/o di richieste da parte dell'Autorità di Vigilanza, la Funzione di Risk Management valuta la necessità di apportare opportune modifiche ai modelli interni. In particolare, le condizioni che possono comportare la necessità di modifiche ai modelli interni adottati sono riconducibili alle seguenti casistiche:
Il processo di identificazione, classificazione, implementazione e adozione delle modifiche ai modelli interni è composto dalle seguenti fasi:
dell'istanza di autorizzazione all'Autorità di Vigilanza, in considerazione del fatto che la modifica sostanziale è considerata equiparabile all'adozione di un nuovo modello AIRB;
Prima della trasmissione all'Autorità di Vigilanza (da effettuare almeno 2 mesi prima dell'adozione), il form è condiviso con il Comitato Rischi e trasmesso al CA della Capogruppo per approvazione, e al CA delle Società del Gruppo interessate per informativa. Allo scopo di tenere aggiornato il senior management del Gruppo, il form è condiviso in via preventiva con il Comitato Risk Management;
Prima della trasmissione all'Autorità di Vigilanza, da effettuare con cadenza almeno annuale, e comunque non oltre il mese di gennaio dell'anno successivo all'adozione, il form è condiviso con il Comitato Rischi e trasmesso al CA della Capogruppo per approvazione, e al CA delle Società del Gruppo interessate per informativa. Allo scopo di tenere aggiornato il senior management del Gruppo, il form è condiviso in via preventiva con il Comitato Risk Management.
dell'estensione o modifica autorizzata, la cui tempistica dev'essere concordata con l'Autorità di Vigilanza competente;
Le responsabilità, i processi decisionali e i flussi informativi relativi ai vari organi societari e al senior management, identificato con il Comitato Risk Management, per quanto riguarda i modelli regolamentari AIRB, sono normati nel Regolamento di Gruppo Risk Management, con particolare riferimento all'Allegato 1 - Adozione, gestione e modifica dei modelli interni.
Nell'ambito del processo di adozione dei modelli regolamentari:
Nell'ambito del processo di monitoraggio dei modelli regolamentari:
Nell'ambito del processo di modifica dei modelli regolamentari:
Per quanto riguarda i contenuti dei principali documenti trasmessi al senior management e agli organi aziendali per approvazione:
complessivo su ciascuna area di indagine impiegata (model design, model performance, backtesting, ecc.), il giudizio finale formulato per ciascun modello nel suo complesso, le eventuali carenze individuate e le potenziali azioni correttive individuate.
L'attuale impianto regolamentare AIRB prevede l'impiego dei seguenti 11 modelli:
e il tasso di LGD economica osservato, ovvero la perdita calcolata impiegando tutti i flussi di cassa osservati e scontati fino alla data di ingresso a sofferenza, pari al complemento a uno del rapporto tra i flussi di incasso netti dei costi e l'esposizione soggetta a recupero, in base al cd. approccio workout. Su tale campione vengono testati tramite analisi regressiva univariata e multivariata relativi alle caratteristiche della controparte e dell'operazione riferite allo stato di performing, in modo da pervenire ad un'equazione multivariata che restituisca un tasso di LGD Sofferenza in base ai valori assunti dai risk driver selezionati come statisticamente rilevanti.
A questi ultimi sono stati applicati specifici correttivi per tenere conto delle posizioni ancora aperte in stato di sofferenza e della previsione di recupero ipotizzabile su di loro a partire da quanto osservato nello storico. Infine è previsto un ulteriore fattore di correzione derivatnte dall'applicazione dell'Art. 500 della CRR che permette di modelizzare distintamente le perdite provenienti da "massive disposal" avvenute nell'orizzonte temporale tra 23 novembre 2016, ma non oltre il 28 giugno 2022.
Per quanto riguarda le componenti relative al pre-contenzioso, le base dati comprendono tutti gli ingressi a default ricompresi nella serie storica utilizzata (dicembre 2011- dicembre 2019), con il dettaglio del tipo di controparte, lo stato di primo ingresso a default, il taglio dell'esposizione, la tipologia di prodotto e le informazioni circa margini e accordato per la controparte con l'eventuale segnale di classificazione finale allo stato di sofferenza. Si precisa come il dataset di stima comprenda esclusivamente i cicli di default ritenuti chiusi, ovvero quelli direttamente classificati a sofferenza oppure classificati in un primo momento in uno stato di precontenzioso (past due e inadempienza probabile) e successivamente ritornati in bonis o passati a sofferenza. Con un simile set di osservazioni coerente con quello utilizzato per stima dei parametric PD e CCF, tramite approccio basato sui dati medi storici di lungo periodovengono calcolat:
(Margin of Conservativism) e la componente di Downturn, al fine di inglobare nelle stime una componente di perdita inattesa;
Al pari dei modello LGD, il dataset contiene tutti le posizioni migrate a default in un dato orizzonte temporale (i.e. stesso perimetro di default osservato nel modello PD), e per ognuna delle quali sono presenti sia le caratteristiche oggetto di studio (i.e. risk driver) del modello, sia il valore di CCF/K storico effettivamente osservato, ovvero il rapporto tra il delta espositivo osservato nei 12 mesi prima del default e il margine disponibile all'inizio di tale periodo di osservazione. L'approccio di sviluppo prevede l'individuazione di una serie di risk driver rilevanti tramite analisi univariata, e successivamente la stima dei parametri associati a ciascuna cella della griglia così ottenuta tramite un approccio a media di cella (media semplice di tutti i valori osservati storicamente).
Per quanto riguarda le modalità di validazione, come anticipato alla lettera b) della presente tabella, la Funzione di Validazione (Ufficio VAL) è responsabili di sottoporre inizialmente i modelli AIRB a una prima validazione omnicomprensiva, e successivamente con cadenza almeno annuale ad una revisione delle stime, tanto più profonda e frequente in virtù delle eventuali anomalie riscontrate nei precedenti monitoraggi. In particolare, la review peripodica delle stime è regolata dal Framework di Validazione, un documento ufficiale di taglio operativo che per ciascuno dei modelli descritti indica:
Per l'applicazione dell'intero processo di validazione, e in particolare del suddetto framework, VAL si avvale di basi dati dedicate, simili per struttura a quelle già descritte per lo sviluppo dei modelli, ma eventualmente arricchite in termini di informazioni e/o profondità storica, e comunque sempre idonee a consentire lo svolgimento dell'intero set di controlli e verifiche definito.
Il sistema interno di rating in uso presso il Gruppo Credem produce misure di rischiosità dei prenditori che sono utilizzate sia all'interno del processo del credito sia per finalità differenti. Di seguito si illustrano i principali processi in cui trovano utilizzo le misure di rischio prodotte dal sistema di rating interno.
Erogazione e revisione del credito: l'attività di valutazione ed erogazione del credito di Credem Banca verso la clientela assume, come presupposto tecnico, il giudizio di sintesi della rischiosità della controparte, rappresentato dal rating. Nell'attribuzione del rating, la banca deve valutare il grado di rischio in un arco temporale di almeno 18 mesi, tenendo conto della vulnerabilità della controparte a condizioni economiche avverse o ad eventi inattesi. L'autonomia di delibera degli affidamenti rappresenta la delega in materia di credito che il Consiglio di Amministrazione attribuisce agli organi delegati e/o soggetti che ricoprono specifici ruoli oppure "ad personam" a singoli soggetti. In Credem Banca, le autonomie di delibera per gli affidamenti delle posizioni in bonis vengono determinate in base al valore dell'accordato ponderato. L'accordato ponderato quantifica l'ammontare di rischio di credito associato alla posizione, determinato dall'accordato nominale (somma degli affidamenti proposti sulle singole linee), ponderato per gli elementi di rischio delle linee di credito (linea di credito, durata residua e garanzie) e del cliente (rating, settore economico e area territoriale). Si evidenzia, altresì, che il processo di revisione periodica delle posizioni che rientrano nella Funzione Regolamentare Retail, presenta timing differenti in funzione della classe di rating di appartenenza.
Monitoraggio andamentale del credito: l'ufficio Controllo Crediti svolge attività di controllo e monitoraggio sull'area credito al fine di garantire la corretta individuazione dei rapporti caratterizzati da anomalie andamentali. Tale attività avviene anche ricorrendo alle misure di rischio prodotte dal modello interno di rating. In particolare, l'Ufficio Controllo Crediti è responsabile dell'individuazione delle posizioni a rischio, caratterizzate da anomalie o da rating problematici/in deterioramento, della formalizzazione di adeguati interventi indirizzati alla Rete per la regolarizzazione delle posizioni segnalate, del monitoraggio delle posizioni oggetto di intervento fino all'avvenuta sistemazione ("gestione dei sospesi") e dell'eventuale coinvolgimento del Direttore di Filiale, della Funzione Regolamentare Corporate e Retail e del Servizio Crediti per la rimozione ed il presidio delle anomalie non evase dalla rete. Inoltre, l'ufficio Controllo Crediti effettua controlli massivi, con frequenza trimestrale, dell'analisi dinamica del portafoglio per classi di rating al fine di prevenire l'eventuale degrado della posizione rispetto all'ultimo rating deliberato segnalando alla Rete i degradi rilevanti per l'eventuale revisione del rating e/o del fido.
Provisioning: a partire dalla relazione semestrale approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 22 luglio 2010, coerentemente con quanto disposto dai principi contabili internazionali IAS/IFRS, si è scelto di adottare i parametri di rischio (PD ed LGD) stimati internamente dal sistema di rating, per la determinazione degli accantonamenti derivanti da svalutazioni collettive delle attività finanziarie in bonis. Successivamente i parametri di rischio sono stati ulteriormente evoluti per tenere in considerazione le peculiarità richieste dal principio contabile IFRS9 a partire da dicembre 2017. La valutazione avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito e le relative percentuali di perdita sono stimate tenendo conto di serie storiche, fondate su elementi osservabili alla data della valutazione, che consentano di stimare il valore della perdita latente in ciascuna categoria di crediti. In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, è associata una "probabilità di inadempienza" assegnata sulla base del rating interno del cliente ed una "perdita in caso di inadempienza" commisurata all'ammontare dell'esposizione, alla forma tecnica del finanziamento e alla tipologia di garanzia. Inoltre, i parametri di rischio (PD e LGD) stimati internamente dal sistema di rating sono stati adottati per la stima degli accantonamenti derivanti da svalutazioni analitiche, di tipo forfettario, previste per le posizioni classificate come Past Due.
Misurazione delle performance del credito ed allocazione del capitale: in ottica Risk Appetite Framework (RAF), il Gruppo Credem utilizza come Massimo Rischio Assumibile o Risk Capacity, il patrimonio di Vigilanza di Gruppo (Fondi Propri), o parte di esso in presenza di vincoli imposti dall'Assemblea degli Azionisti o dall'Autorità di Vigilanza. Il processo di determinazione del RAF si attiva contestualmente al processo per la determinazione del budget di Gruppo. Al fine di assicurare la formalizzazione della Risk Capacity che il Gruppo è disposto ad accettare nel perseguimento dei propri obiettivi di business, gli obiettivi di rischio/rendimento vengono formalmente assegnati alle singole Società ritenute rilevanti e, ove necessario, alla Business Unit. Nella fase di Pianificazione Preliminare del processo di RAF, il Comitato Pianificazione strategica, con il supporto tecnico dell'ufficio Pianificazione e Capital Management, ha il ruolo di:
Trimestralmente il rischio effettivamente assunto è sottoposto a prove di stress al fine di verificare che siano rispettate le soglie di tolleranza alle singole tipologie di rischio. Per la quantificazione dell'impatto a scenari di stress, vengono applicati parametri di rischio particolarmente penalizzanti alle esposizioni in essere e proiettati sull'orizzonte temporale previsto, in coerenza con quanto svolto in sede ICAAP. È compito della funzione Risk Management verificare la bontà delle metriche utilizzate sottoponendo a backtesting i modelli di stima del rischio, e riportarne nel RAF gli esiti, segnalando eventuali carenze ed evidenziando eventuali necessità di sviluppo di nuove metodologie. Il quadro di riferimento per la determinazione della propensione al rischio utilizza metodologie di stima coerenti con quelle approvate in sede di verifica dell'adeguatezza patrimoniale (processo ICAAP), nel rispetto dei diversi obiettivi.
Sistema premiante: in particolare, il sistema premiante, definito per misurare i diversi livelli di performance, prevede indicatori di rischio-rendimento (Risk Adjusted Return On Risk Adjusted Capital - RARORAC), basati sulla stima interna delle PD, e indicatori di crescita del business (raccolta e impieghi). La struttura organizzativa adibita alla delibera dei rating non possiede obiettivi e non riceve incentivi o premi in connessione al business creditizio. Il sistema premiante delle Business Unit Commerciali prevede indicatori di rischio/rendimento basati sui parametri interni.
Pricing: la normativa interna prevede che nella determinazione delle condizioni da applicare alla clientela, per la quale è prevista l'assegnazione del rating di controparte, sia necessario verificare la congruità del prezzo proposto con il rating creditizio assegnato alla stessa avvalendosi di un apposito supporto di simulazione per la valutazione del profilo di rischiorendimento (RARORAC) e del capitale gestionale assorbito.
Per quanto riguarda il processo di reporting direzionale relativo all'utilizzo delle misure di rischio prodotte dal modello di rating, le principali informative sono prodotte per il Comitato Crediti di Gruppo e per il Comitato Consiliare Rischi di Gruppo. Il Comitato Crediti di Gruppo ha l'obiettivo di supportare la Capogruppo in materia di gestione dei c.d. Grandi Rischi. A questo scopo effettua un monitoraggio periodico dei grandi rischi assunti, per singola controparte, mediante un'attività di raccordo tra le strutture organizzative e i sistemi informativi su tutte le attività dell'area credito poste in essere dalle diverse unità che compongono il Gruppo. L'attività del Comitato è supportata dall'ufficio Credit Strategy che svolge la funzione di segreteria tecnica del Comitato stesso con particolare riguardo ai seguenti aspetti della tematica considerata:
Il Comitato è composto da membri nominati dal Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo. Con particolare riferimento ai compiti in materia di gestione e controllo dei rischi, il Comitato Consiliare Rischi di Gruppo svolge le seguenti funzioni di supporto:
Si espongono nel seguito le principali informazioni quantitative per i portafogli assoggettati ai modelli interni.
| Valore dell'esposizione come definito all'articolo 166 del CRR per le esposizioni soggette al metodo IRB |
Valore dell'esposizione complessiva per le esposizioni soggette al metodo standardizzato e al metodo IRB |
Percentuale del valore dell'esposizione complessiva soggetta all'utilizzo parziale permanente del metodo SA (%) |
Percentuale del valore dell'esposizione complessiva soggetta a un piano di introduzione (roll out) (%) |
Percentuale del valore dell'esposizione complessiva soggetta al metodo IRB (%) |
||
|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | ||
| 1 | Amministrazioni centrali o banche centrali |
15.188.467 | 15.181.931 | 100,00% | - | - |
| 1.1 | di cui amministrazioni regionali o autorità locali |
00/01/1900 | 90.907 | 100,00% | - | - |
| 1.2 | di cui organismi del settore pubblico |
00/01/1900 | 61.460 | 100,00% | - | - |
| 2 | Enti | 1.814.004 | 1.817.184 | 100,00% | - | - |
| 3 | Imprese | 19.767.625 | 19.237.438 | 14,61% | 1,15% | 84,25% |
| 3.1 | di cui imprese – finanziamenti specializzati, escluso il metodo di assegnazione |
00/01/1900 | - | - | - | - |
| 3.2 | di cui imprese – finanziamenti specializzati, in base al metodo di assegnazione |
00/01/1900 | - | - | - | - |
| 4 | Al dettaglio | 17.822.881 | 17.264.227 | 12,81% | 2,77% | 84,42% |
| 4.1 | di cui al dettaglio – PMI, garantite da beni immobili |
00/01/1900 | 407.623 | - | - | 100,00% |
| 4.2 | di cui al dettaglio – non PMI, garantite da beni immobili |
00/01/1900 | 8.911.827 | 0,04% | 3,44% | 96,52% |
| 4.3 | di cui al dettaglio – rotative qualificate |
00/01/1900 | 389.431 | - | - | 100,00% |
| 4.4 | di cui al dettaglio – PMI, altre | 00/01/1900 | 2.355.130 | 16,60% | - | 83,40% |
| 4.5 | di cui al dettaglio – non PMI, altre | 00/01/1900 | 5.200.216 | 34,95% | 3,29% | 61,75% |
| 5 | Strumenti di capitale | 261.298 | 261.298 | 10,09% | - | 89,91% |
| 6 | Altre attività diverse dai crediti | 2.033.861 | 2.033.945 | 98,46% | 1,54% | - |
| 7 | Totale | 56.888.135 | 55.796.023 | 43,10% | 1,31% | 55,59% |
| A-I RB |
allo di Int PD erv |
Esp ni in b osi zio ilan cio |
Esp osi zio ni fuo ri bila nci o -CC F pre |
CC F m edi o der ato pon per l'es izio pos ne |
osi zio Esp ne t-C CF pos e t-C RM pos |
dia PD me der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Nu me ro di deb ito ri |
LG edi D m a der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Du rat a dia me der ata pon per l'es izio pos ne (an ni) |
Imp ort o del l'es izio pos ne der ato pon pe r il r isc hio do po l'ap plic azi one dei fat i di tor teg sos no |
sità Den deg li imp i ort del le osi zio ni esp der ati pon il per risc hio |
Imp ort o del la dit per a att esa |
tifi che di Ret val ore e nti ant acc ona me |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0,0 0 a < 0 ,15 |
1.5 17. 070 |
1.4 16. 131 |
14% | 1.7 38. 192 |
0,0 5% |
5.0 98 |
36, 70% |
2 | 143 .81 4 |
8,2 7% |
319 | 659 | |
| 0,0 0 a < 0 ,10 |
1.5 17. 070 |
1.4 16. 131 |
14% | 1.7 38. 192 |
0,0 5% |
5.0 98 |
36, 70% |
2 | 143 .81 4 |
8,2 7% |
319 | 659 | |
| 0,1 0 a < 0 ,15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,1 5 a < 0 ,25 |
21 | 84 | 7% | 27 | 0,2 3% |
14 | 26, 33% |
4 | 7 | 27, 97% |
- | - | |
| 0,2 5 a < 0 ,50 |
2.0 52. 302 |
1.3 47. 474 |
15% | 2.2 90. 701 |
0,3 0% |
7.2 57 |
37, 00% |
2 | 587 .59 0 |
25, 65% |
2.5 30 |
1.6 22 |
|
| 0,5 0 a < 0 ,75 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,7 5 a < 2 ,50 |
2.2 00. 222 |
1.1 97. 203 |
15% | 2.4 26. 082 |
1,2 2% |
10. 611 |
35, 86% |
2 | 1.1 10. 620 |
45, 78% |
10. 386 |
5.1 65 |
|
| 0,7 5 a 1,7 5 < |
1.4 42. 499 |
829 .12 4 |
15% | 1.5 90. 664 |
0,8 6% |
6.5 06 |
36, 06% |
2 | 662 .47 8 |
41, 65% |
4.8 71 |
2.2 99 |
|
| osi zio ni Esp |
1,7 5 a < 2 ,5 |
757 .72 3 |
368 .08 0 |
17% | 835 7 .41 |
1,8 9% |
05 4.1 |
35, 48% |
2 | 448 2 .14 |
53, 64% |
5.5 15 |
2.8 66 |
| ver so imp res e - |
2,5 0 a 10, 00 < |
348 .44 9 |
159 .23 6 |
9% | 371 .24 1 |
4,8 9% |
2.5 69 |
34, 71% |
2 | 251 .02 3 |
67, 62% |
6.0 16 |
3.0 16 |
| PM I |
2,5 0 a < 5 ,00 |
342 .18 3 |
158 .36 3 |
9% | .57 364 8 |
7% 4,8 |
2.5 19 |
34, 96% |
2 | 248 .08 0 |
68, 05% |
5.9 45 |
3.0 02 |
| 5,0 0 a 10, 00 < |
6.2 65 |
873 | 27% | 6.6 63 |
6,5 2% |
50 | 21, 09% |
3 | 2.9 43 |
17% 44, |
70 | 14 | |
| 10, 00 10 0,0 0 a < |
159 .20 6 |
54. 268 |
12% | 171 .16 9 |
15, 03% |
1.8 09 |
32, 24% |
2 | 165 .15 4 |
96, 49% |
8.1 09 |
5.1 14 |
|
| 10, 00 20 ,00 a < |
140 .83 9 |
51. 674 |
12% | 151 .97 9 |
75% 12, |
1.5 82 |
57% 32, |
2 | 144 .49 8 |
95, 08% |
47 6.2 |
3.9 38 |
|
| 20, 00 30 ,00 a < |
3.3 38 |
450 | - | 3.5 09 |
22, 11% |
20 | 25, 71% |
3 | 2.8 02 |
79, 84% |
158 | 42 | |
| 30, 00 10 0,0 0 a < |
15. 029 |
2.1 45 |
18% | 15. 681 |
35, 72% |
207 | 30, 42% |
2 | 17. 854 |
113 ,86 % |
1.7 04 |
1.1 33 |
|
| (D efau lt) 100 ,00 |
716 93. |
8.8 80 |
- | 97. 669 |
100 ,00 % |
566 | 78, 80% |
1 | 327 83. |
85, 32% |
70. 130 |
69. 200 |
|
| Tot ale rzia le pa (cla di sse osi zio ni) esp |
6.3 70. 985 |
4.1 83. 276 |
14% | 7.0 95. 08 1 |
2,5 2% |
27. 924 |
36, 87% |
2 | 2.3 41. 535 |
33, 00% |
97. 490 |
84. 776 |
| A-I RB |
allo di Int PD erv |
Esp ni in b osi zio ilan cio |
Esp osi zio ni fuo ri bila nci o -CC F pre |
CC F m edi o der ato pon per l'es izio pos ne |
Esp osi zio ne t-C CF pos e t-C RM pos |
dia PD me der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Nu me ro di deb ito ri |
LG edi D m a der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Du rat a dia me der ata pon per l'es izio pos ne (an ni) |
Imp ort o del l'es izio pos ne der ato pon pe r il r isc hio do po l'ap plic azi one dei fat i di tor teg sos no |
sità Den deg li imp ort i del le osi zio ni esp der ati pon il per risc hio |
Imp ort o del la dit per a att esa |
Ret tifi che di val ore e nti ant acc ona me |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0,0 0 a < 0 ,15 |
1.9 19. 031 |
1.7 65. 203 |
13% | 2.1 92. 042 |
0,0 5% |
1.0 04 |
38, 45% |
2 | 278 .59 7 |
12, 71% |
421 | 786 | |
| 0,0 0 a < 0 ,10 |
1.9 19. 031 |
1.7 65. 203 |
13% | 2.1 92. 042 |
0,0 5% |
1.0 04 |
38, 45% |
2 | 278 .59 7 |
12, 71% |
421 | 786 | |
| ,15 0,1 0 a < 0 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,1 5 a < 0 ,25 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,2 5 a < 0 ,50 |
2.4 45. 205 |
1.4 31. 888 |
21% | 2.7 88. 837 |
0,3 0% |
1.6 39 |
38, 13% |
1 | 1.0 82. 254 |
38, 81% |
3.1 46 |
1.8 77 |
|
| 0,5 ,75 0 a < 0 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,7 5 a < 2 ,50 |
1.8 42. 152 |
918 .01 3 |
16% | 2.0 08. 121 |
1,1 1% |
2.0 72 |
37, 65% |
2 | 1.4 31. 130 |
71, 27% |
8.1 44 |
4.3 39 |
|
| 0,7 5 a 1,7 5 < |
1.3 87. 513 |
723 .39 8 |
16% | 1.5 17. 382 |
0,8 6% |
1.2 70 |
38, 24% |
2 | 1.0 24. 929 |
67, 55% |
4.9 41 |
2.2 58 |
|
| Esp osi zio ni ver so |
1,7 5 a < 2 ,5 |
454 .63 8 |
194 .61 5 |
14% | 490 .74 0 |
1,8 9% |
802 | 35, 83% |
2 | 406 .20 1 |
82, 77% |
3.2 03 |
2.0 81 |
| imp res e - Alt re |
2,5 0 a 10, 00 < |
117 .81 7 |
65. 492 |
10% | 126 .82 9 |
4,8 7% |
397 | 35, 95% |
2 | 140 .45 8 |
110 ,75 % |
2.0 45 |
1.1 07 |
| Imp res e |
2,5 < 5 0 a ,00 |
117 7 .81 |
65. 492 |
10% | 126 .82 9 |
7% 4,8 |
397 | 35, 95% |
2 | .45 140 8 |
,75 110 % |
45 2.0 |
07 1.1 |
| 5,0 0 a 10, 00 < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 10, 00 10 0,0 0 a < |
34. 178 |
30. 158 |
30% | 46. 038 |
18, 27% |
262 | 35, 37% |
2 | 77. 620 |
168 ,60 % |
2.7 09 |
1.2 05 |
|
| 10, 00 20 ,00 a < |
727 30. |
19. 011 |
6% | 34. 460 |
12, 60% |
175 | 37, 73% |
2 | 59. 728 |
173 ,32 % |
1.5 76 |
862 | |
| 20, 00 30 ,00 a < |
402 | - | - | 403 | 24, 93% |
56 | 27, 62% |
1 | 71 | 17, 55% |
- | - | |
| 30, 00 10 0,0 0 a < |
3.0 49 |
11. 147 |
72% | 11. 174 |
35, 73% |
31 | 28, 38% |
1 | 17. 821 |
159 ,48 % |
1.1 33 |
343 | |
| 100 ,00 (D efau lt) |
127 .45 9 |
10. 053 |
- | 130 .88 2 |
100 ,00 % |
611 | 91, 03% |
1 | 121 .22 6 |
92, 62% |
109 .17 8 |
106 .11 4 |
|
| Tot ale rzia le pa (cla di sse osi zio ni) esp |
6.4 85. 842 |
4.2 20. 806 |
16% | 7.2 92. 749 |
2,4 3% |
5.9 85 |
38, 99% |
2 | 3.1 31. 286 |
42, 94% |
125 .64 5 |
115 .42 8 |
| A-I RB |
allo di Int PD erv |
Esp ni in b osi zio ilan cio |
Esp osi zio ni fuo ri bila nci o -CC F pre |
CC F m edi o der ato pon per l'es izio pos ne |
Esp osi zio ne t-C CF pos e t-C RM pos |
dia PD me der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Nu me ro di deb ito ri |
LG edi D m a der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Du rat a dia me der ata pon per l'es izio pos ne (an ni) |
Imp ort o del l'es izio pos ne der ato pon pe r il r isc hio do po l'ap plic azi one dei fat i di tor teg sos no |
sità Den deg li imp ort i del le osi zio ni esp der ati pon il per risc hio |
Imp ort o del la dit per a att esa |
Ret tifi che di val ore e nti ant acc ona me |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0,0 0 a < 0 ,15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,0 0 a < 0 ,10 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| ,15 0,1 0 a < 0 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,1 5 a < 0 ,25 |
44 | - | - | 44 | 0,2 3% |
1 | 13, 96% |
- | 2 | 5,0 2% |
- | - | |
| 0,2 5 a < 0 ,50 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,5 ,75 0 a < 0 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,7 5 a < 2 ,50 |
124 .12 5 |
404 | - | 125 .30 7 |
1,5 1% |
1.4 11 |
15, 42% |
- | 25. 082 |
20, 02% |
296 | 147 | |
| 0,7 5 a 1,7 5 < |
66. 389 |
323 | - | 66. 694 |
0,9 5% |
805 | 15, 01% |
- | 9.6 70 |
14, 50% |
95 | 59 | |
| Esp osi zio ni al d agl io - ett |
1,7 5 a < 2 ,5 |
57. 736 |
81 | - | 58. 613 |
2,1 6% |
606 | 15, 90% |
- | 15. 412 |
26, 29% |
201 | 88 |
| ite da ant gar imm obi li |
2,5 0 a 10, 00 < |
197 .55 5 |
363 | - | 199 .78 3 |
5,4 9% |
2.1 14 |
15, 69% |
- | 86. 396 |
43, 24% |
1.7 20 |
1.7 15 |
| ide nzi ali res PM I |
2,5 < 5 0 a ,00 |
87. 337 |
125 | - | 580 88. |
4,1 4% |
906 | 15, 85% |
- | 719 33. |
07% 38, |
586 | 522 |
| 5,0 0 a 10, 00 < |
110 .21 8 |
238 | - | 111 .20 3 |
6,5 6% |
1.2 08 |
15, 56% |
- | 52. 677 |
47, 37% |
1.1 34 |
1.1 93 |
|
| 10, 00 10 0,0 0 a < |
60. 014 |
169 | - | 61. 043 |
14, 86% |
564 | 16, 22% |
- | 40. 498 |
66, 34% |
1.4 69 |
1.7 14 |
|
| 10, 00 20 ,00 a < |
47. 810 |
169 | - | 48. 499 |
12, 19% |
465 | 16, 19% |
- | 30. 961 |
63, 84% |
956 | 1.1 30 |
|
| 20, 00 30 ,00 a < |
9.0 04 |
- | - | 9.2 87 |
22, 68% |
53 | 16, 41% |
- | 7.0 56 |
75, 98% |
343 | 389 | |
| 30, 00 10 0,0 0 a < |
3.2 00 |
- | - | 3.2 57 |
32, 19% |
46 | 16, 21% |
- | 2.4 80 |
76, 14% |
170 | 195 | |
| 100 ,00 (D efau lt) |
46. 468 |
- | - | 47. 908 |
100 ,00 % |
533 | 51, 34% |
- | 33. 891 |
70, 74% |
21. 942 |
17. 325 |
|
| Tot ale rzia le pa (cla di sse osi zio ni) esp |
428 .20 6 |
936 | - | 434 .08 6 |
16, 09% |
4.6 23 |
19, 62% |
- | 185 .86 8 |
42, 82% |
25. 426 |
20. 90 1 |
| A-I RB |
allo di Int PD erv |
Esp ni in b osi zio ilan cio |
Esp osi zio ni fuo ri bila nci o -CC F pre |
CC F m edi o der ato pon per l'es izio pos ne |
osi zio Esp ne t-C CF pos e t-C RM pos |
dia PD me der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Nu me ro di deb ito ri |
edi LG D m a der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Du rat a dia me der ata pon per l'es izio pos ne (an ni) |
Imp ort o del l'es izio pos ne der ato pon pe r il r isc hio do po l'ap plic azi one dei fat i di tor teg sos no |
sità Den deg li imp i ort del le osi zio ni esp der ati pon il per risc hio |
Imp ort o del la dit per a att esa |
tifi che di Ret val ore e nti ant acc ona me |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0,0 0 a < 0 ,15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,0 0 a < 0 ,10 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,1 0 a < 0 ,15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 5 a ,25 0,1 < 0 |
786 | 1 | - | 786 | 0,2 3% |
12 | 17, 28% |
- | 64 | 5% 8,1 |
- | 1 | |
| 0,2 5 a < 0 ,50 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,5 0 a < 0 ,75 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,7 5 a < 2 ,50 |
7.3 25. 442 |
27. 740 |
- | 7.3 25. 457 |
0,9 8% |
79. 775 |
15, 46% |
- | 1.4 68. 991 |
20, 05% |
11. 198 |
9.4 88 |
|
| 0,7 5 a 1,7 5 < |
7.3 25. 442 |
27. 740 |
- | 7.3 25. 457 |
0,9 8% |
79. 775 |
15, 46% |
- | 1.4 68. 991 |
20, 05% |
11. 198 |
9.4 88 |
|
| Esp osi zio ni al d agl io ett |
1,7 5 a < 2 ,5 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| ite da ant gar imm obi li - |
2,5 0 a 10, 00 < |
1.0 69. 369 |
4.6 58 |
- | 1.0 69. 382 |
4,2 0% |
13. 400 |
15, 07% |
- | 490 .48 8 |
45, 87% |
6.8 02 |
12. 161 |
| PM I non |
2,5 0 a < 5 ,00 |
689 .95 7 |
3.7 61 |
- | 689 .97 0 |
2,5 8% |
8.7 21 |
14, 97% |
- | 249 .49 4 |
36, 16% |
2.6 66 |
3.7 34 |
| 5,0 0 a 10, 00 < |
379 2 .41 |
897 | - | 379 2 .41 |
7,1 4% |
4.6 79 |
15, 27% |
- | 240 .99 5 |
63, 52% |
36 4.1 |
8.4 28 |
|
| 10, 00 10 0,0 0 a < |
120 .57 6 |
10 | - | 120 .57 6 |
18, 96% |
1.5 52 |
15, 31% |
- | 108 .54 0 |
90, 02% |
3.4 79 |
3.9 07 |
|
| 10, 00 20 ,00 a < |
112 .09 3 |
1 | - | 112 .09 3 |
18, 51% |
1.4 35 |
15, 57% |
- | 102 .41 1 |
91, 36% |
3.2 31 |
3.6 01 |
|
| 20, 00 30 ,00 a < |
8.4 84 |
9 | - | 8.4 84 |
24, 93% |
117 | 11, 74% |
- | 6.1 29 |
72, 25% |
248 | 306 | |
| 30, 00 10 0,0 0 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| (D efau lt) 100 ,00 |
140 .04 9 |
- | - | 143 .98 8 |
100 ,00 % |
2.2 39 |
47% 40, |
- | 88. 321 |
61, 34% |
51. 232 |
43. 839 |
|
| Tot ale rzia le pa (cla di sse osi zio ni) esp |
8.6 56. 222 |
32. 409 |
- | 8.6 60. 189 |
3,2 8% |
96. 978 |
15, 82% |
- | 2.1 56. 405 |
24, 90% |
72. 71 1 |
69. 395 |
| A-I RB |
allo di Int PD erv |
Esp ni in b osi zio ilan cio |
Esp osi zio ni fuo ri bila nci o -CC F pre |
CC F m edi o der ato pon per l'es izio pos ne |
osi zio Esp ne t-C CF pos e t-C RM pos |
dia PD me der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Nu me ro di deb ito ri |
edi LG D m a der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Du rat a dia me der ata pon per l'es izio pos ne (an ni) |
Imp ort o del l'es izio pos ne der ato pon pe r il r isc hio do po l'ap plic azi one dei fat i di tor teg sos no |
sità Den deg li imp i ort del le osi zio ni esp der ati pon il per risc hio |
Imp ort o del la dit per a att esa |
tifi che di Ret val ore e nti ant acc ona me |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0,0 0 a < 0 ,15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,0 0 a < 0 ,10 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,1 0 a < 0 ,15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 5 a ,25 0,1 < 0 |
167 .71 7 |
- | - | 168 .21 8 |
0,2 3% |
160 .43 3 |
95% 26, |
- | 5.7 47 |
3,4 2% |
104 | 129 | |
| 0,2 5 a < 0 ,50 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,5 0 a < 0 ,75 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,7 5 a < 2 ,50 |
99. 865 |
- | - | 101 .37 5 |
1,2 6% |
52. 626 |
27, 25% |
- | 13. 788 |
13, 60% |
370 | 204 | |
| 0,7 5 a 1,7 5 < |
65. 835 |
- | - | 66. 910 |
1,0 1% |
30. 381 |
22, 80% |
- | 6.1 48 |
9,1 9% |
154 | 70 | |
| osi zio ni Esp |
1,7 5 a < 2 ,5 |
34. 030 |
- | - | 34. 464 |
1,7 5% |
22. 245 |
35, 88% |
- | 7.6 40 |
22, 17% |
216 | 134 |
| al d agl io ett ativ rot e |
2,5 0 a 10, 00 < |
101 .38 8 |
- | - | 103 .83 9 |
7,9 1% |
50. 035 |
25, 71% |
- | 45. 670 |
43, 98% |
2.1 54 |
1.2 73 |
| lifi cat qua e |
2,5 0 a < 5 ,00 |
16. 070 |
- | - | 16. 324 |
2,5 9% |
5.6 20 |
22, 06% |
- | 2.9 56 |
18, 11% |
93 | 57 |
| 5,0 0 a 10, 00 < |
85. 318 |
- | - | 87. 515 |
8,9 0% |
415 44. |
26, 39% |
- | 42. 713 |
48, 81% |
2.0 60 |
1.2 15 |
|
| 10, 00 10 0,0 0 a < |
10. 010 |
- | - | 11. 392 |
24, 43% |
35. 628 |
23, 18% |
- | 7.8 87 |
69, 24% |
659 | 320 | |
| 10, 00 20 ,00 a < |
2.2 82 |
- | - | 2.3 21 |
18, 47% |
664 | 21, 28% |
- | 1.3 28 |
57, 19% |
91 | 20 | |
| 20, 00 30 ,00 a < |
7.7 28 |
- | - | 9.0 70 |
25, 94% |
34. 964 |
23, 66% |
- | 6.5 60 |
72, 32% |
568 | 300 | |
| 30, 00 10 0,0 0 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| (D efau lt) 100 ,00 |
42. 030 |
- | - | 52. 177 |
100 ,00 % |
717 19. |
37, 32% |
- | 31. 294 |
59, 98% |
16. 968 |
654 29. |
|
| Tot ale rzia le pa (cla di sse osi zio ni) esp |
42 1.0 10 |
- | - | 437 .00 1 |
14, 84% |
318 .43 9 |
27, 86% |
- | 104 .38 6 |
23, 89% |
20. 255 |
31. 579 |
| A-I RB |
allo di Int PD erv |
Esp ni in b osi zio ilan cio |
Esp osi zio ni fuo ri bila nci o -CC F pre |
CC F m edi o der ato pon per l'es izio pos ne |
osi zio Esp ne t-C CF pos e t-C RM pos |
dia PD me der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Nu me ro di deb ito ri |
LG edi D m a der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Du rat a dia me der ata pon per l'es izio pos ne (an ni) |
Imp ort o del l'es izio pos ne der ato pon pe r il r isc hio do po l'ap plic azi one dei fat i di tor teg sos no |
sità Den deg li imp ort i del le osi zio ni esp der ati pon il per risc hio |
Imp ort o del la dit per a att esa |
tifi che di Ret val ore e nti ant acc ona me |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0,0 0 a < 0 ,15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,0 0 a < 0 ,10 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| ,15 0,1 0 a < 0 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,1 5 a < 0 ,25 |
10. 636 |
35. 202 |
1% | 157 11. |
0,2 3% |
945 11. |
26, 71% |
- | 1.0 73 |
9,6 2% |
7 | 12 | |
| 0,2 5 a < 0 ,50 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,5 ,75 0 a < 0 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,7 5 a < 2 ,50 |
407 .00 9 |
334 .86 3 |
49% | 579 .49 2 |
1,6 5% |
20. 494 |
23, 19% |
- | 127 .71 8 |
22, 04% |
2.2 08 |
867 | |
| 0,7 5 a 1,7 5 < |
153 .95 8 |
164 .06 3 |
54% | 246 .02 9 |
0,9 6% |
8.6 96 |
23, 35% |
- | 46. 171 |
18, 77% |
548 | 244 | |
| osi zio ni Esp |
1,7 5 a < 2 ,5 |
253 .05 2 |
170 .80 1 |
43% | 333 .46 3 |
2,1 6% |
798 11. |
23, 08% |
- | 81. 546 |
24, 45% |
1.6 59 |
623 |
| al d ett agl io - al tre PM I |
2,5 0 a 10, 00 < |
509 .68 8 |
216 .22 9 |
41% | 609 .15 5 |
5,6 1% |
30. 058 |
22, 62% |
- | 166 .37 3 |
27, 31% |
7.7 50 |
2.9 54 |
| 2,5 0 a < 5 ,00 |
227 .64 9 |
113 .55 6 |
39% | 277 .52 5 |
4,4 4% |
10. 930 |
22, 49% |
- | 73. 536 |
26, 50% |
2.7 74 |
1.0 10 |
|
| 5,0 0 a 10, 00 < |
282 .03 9 |
102 .67 3 |
43% | 331 .63 0 |
6,5 9% |
19. 128 |
22, 73% |
- | 92. 836 |
27, 99% |
4.9 75 |
1.9 44 |
|
| 10, 00 10 0,0 0 a < |
233 .91 7 |
57. 817 |
37% | 262 .77 0 |
15, 07% |
16. 877 |
21, 99% |
- | 90. 277 |
34, 36% |
8.6 17 |
3.9 35 |
|
| 10, 00 20 ,00 a < |
173 .01 2 |
45. 382 |
40% | 196 .08 3 |
11, 99% |
8.6 32 |
35% 22, |
- | 63. 428 |
35% 32, |
5.2 50 |
76 2.2 |
|
| 20, 00 30 ,00 a < |
50. 996 |
10. 738 |
20% | 55. 672 |
22, 43% |
7.6 75 |
20, 46% |
- | 21. 485 |
38, 59% |
2.5 45 |
1.3 24 |
|
| 30, 00 10 0,0 0 a < |
9.9 09 |
1.6 97 |
59% | 11. 015 |
32, 19% |
570 | 23, 21% |
- | 5.3 64 |
48, 70% |
823 | 334 | |
| 100 ,00 (D efau lt) |
88. 085 |
6.2 96 |
- | 94. 712 |
100 ,00 % |
7.8 14 |
67, 88% |
- | 78. 737 |
83, 13% |
58. 107 |
66. 912 |
|
| Tot ale rzia le pa (cla di sse osi zio ni) esp |
1.2 49. 336 |
650 .40 7 |
42% | 1.5 57. 285 |
11, 43% |
87. 188 |
25, 51% |
- | 464 .17 8 |
29, 81% |
76. 689 |
74. 680 |
| A-I RB |
allo di Int PD erv |
Esp ni in b osi zio ilan cio |
Esp osi zio ni fuo ri bila nci o -CC F pre |
CC F m edi o der ato pon per l'es izio pos ne |
osi zio Esp ne t-C CF pos e t-C RM pos |
PD dia me der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Nu di me ro deb ito ri |
LG D m edi a der ata pon per l'es izio pos ne (%) |
Du rat a dia me der ata pon per l'es izio pos ne (an ni) |
Imp ort o del l'es izio pos ne der ato pon pe r il r isc hio do po l'ap plic azi one dei fat i di tor teg sos no |
sità Den deg li imp i ort del le osi zio ni esp der ati pon il per risc hio |
Imp ort o del la dit per a att esa |
tifi che di Ret val ore e ant nti acc ona me |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | |
| 0,0 0 a < 0 ,15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,0 0 a < 0 ,10 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,1 0 a < 0 ,15 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,1 5 a < 0 ,25 |
27. 341 |
588 .13 8 |
19% | 138 .02 9 |
0,2 3% |
230 .08 0 |
27, 07% |
- | 17. 602 |
12, 75% |
86 | 121 | |
| 0,2 5 a < 0 ,50 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,5 0 a < 0 ,75 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,7 5 a < 2 ,50 |
2.1 28. 356 |
384 .63 4 |
24% | 2.2 56. 652 |
1,2 0% |
149 .17 1 |
23, 71% |
- | 611 .84 6 |
27, 11% |
6.7 17 |
4.0 66 |
|
| 0,7 5 a 1,7 5 < |
1.8 00. 023 |
335 .92 5 |
25% | 1.9 20. 763 |
1,1 0% |
103 .45 7 |
21, 41% |
- | 448 .79 4 |
23, 37% |
4.5 52 |
2.1 53 |
|
| Esp osi zio ni al d io |
1,7 5 a < 2 ,5 |
328 .33 4 |
48. 708 |
15% | 335 .88 9 |
1,7 5% |
45. 714 |
36, 83% |
- | 163 .05 2 |
48, 54% |
2.1 65 |
1.9 13 |
| ett agl - al tre no n PM I |
2,5 0 a 10, 00 < |
630 .84 9 |
173 .11 7 |
28% | 684 .37 5 |
3,9 0% |
83. 687 |
17, 22% |
- | 178 .19 4 |
26, 04% |
4.9 32 |
4.0 68 |
| 2,5 0 a < 5 ,00 |
472 .14 5 |
73. 343 |
35% | 501 .43 1 |
2,6 1% |
31. 394 |
16, 02% |
- | 116 .02 4 |
23, 14% |
2.0 85 |
1.3 25 |
|
| 5,0 0 a 10, 00 < |
158 .70 5 |
99. 774 |
23% | 182 .94 4 |
7,4 5% |
52. 293 |
20, 49% |
- | 62. 171 |
33, 98% |
2.8 47 |
2.7 43 |
|
| 10, 00 10 0,0 0 a < |
129 .72 3 |
21. 988 |
16% | 136 .80 1 |
19, 42% |
15. 586 |
20, 05% |
- | 65. 149 |
47, 62% |
5.7 13 |
3.3 84 |
|
| 10, 00 20 ,00 a < |
103 .78 8 |
16. 474 |
18% | 109 .57 5 |
17, 59% |
3.3 71 |
17, 63% |
- | 43. 738 |
39, 92% |
3.5 00 |
1.2 35 |
|
| 20, 00 30 ,00 a < |
25. 936 |
5.5 14 |
8% | 27. 226 |
26, 83% |
12. 215 |
29, 79% |
- | 21. 411 |
78, 64% |
2.2 12 |
2.1 49 |
|
| 30, 00 10 0,0 0 a < |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| (D efau lt) 100 ,00 |
103 .81 2 |
12. 249 |
- | .05 5 108 |
100 ,00 % |
14. 231 |
62, 69% |
- | 82. 303 |
76, 17% |
156 61. |
67. 068 |
|
| Tot ale rzia le pa (cla di sse osi zio ni) esp |
3.0 20. 082 |
1.1 80. 126 |
22% | 3.3 23. 912 |
5,6 8% |
492 .75 5 |
23, 63% |
- | 955 .09 4 |
28, 73% |
78. 604 |
78. 706 |
|
| Tot ale rta po |
fog lio AIR B |
26. 63 1.6 83 |
10. 267 .96 0 |
18% | 28. 800 .30 3 |
3,9 6% |
1.0 33. 892 |
28, 54% |
- | 9.3 38. 753 |
32, 43% |
496 .82 0 |
475 .46 6 |
| Importo dell'esposizione ponderato per il rischio prima dei derivati su crediti |
Importo effettivo dell'esposizione ponderato per il rischio |
||
|---|---|---|---|
| a | b | ||
| 1 | Esposizioni in base all'F-IRB | - | - |
| 2 | Amministrazioni centrali e banche centrali | - | - |
| 3 | Enti | - | - |
| 4 | Imprese | - | - |
| 4.1 | di cui imprese – PMI | - | - |
| 4.2 | di cui imprese – finanziamenti specializzati | - | - |
| 5 | Esposizioni in base all'A-IRB | 9.338.753 | 9.338.753 |
| 6 | Amministrazioni centrali e banche centrali | - | - |
| 7 | Enti | - | - |
| 8 | Imprese | 5.472.821 | 5.472.821 |
| 8.1 | di cui imprese – PMI | 2.341.535 | 2.341.535 |
| 8.2 | di cui imprese – finanziamenti specializzati | - | - |
| 9 | Al dettaglio | 3.865.932 | 3.865.932 |
| 9.1 | di cui al dettaglio – PMI, garantite da beni immobili | 185.868 | 185.868 |
| 9.2 | di cui al dettaglio – non PMI, garantite da beni immobili | 2.156.406 | 2.156.406 |
| 9.3 | di cui al dettaglio – rotative qualificate | 104.386 | 104.386 |
| 9.4 | di cui al dettaglio – PMI, altre | 464.178 | 464.178 |
| 9.5 | di cui al dettaglio – non PMI, altre | 955.094 | 955.094 |
| 10 | TOTALE (comprese le esposizioni in base all'F-IRB e le esposizioni in base all'A-IRB) |
9.338.753 | 9.338.753 |
| Tec | nic he di a tte nua |
zio | del ris chi o d ne |
i cr edi to |
tod i di Me at risc hio di cre deg li R |
ion e d el ten uaz dit el c alc olo o n WE A |
|||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ion e d el c red ito di t ipo ale (FC P) Pro tez re |
Pro ion e d tez tip o p ers |
el c red ito di le ( UF CP ) ona |
|||||||||||||
| ale Tot |
te d i es Par gar anz |
izio ni c pos ope ie r eal i am mis sib |
da alt rte re ili (%) |
te d i es Par ion tez pro |
izio ni c da rte pos ope e d el c red ito di t |
alt ri t ipi di ipo ale (% ) re |
RW EA con |
||||||||
| A-I RB |
del le osi zio ni esp |
te d i Par osi zio ni esp ert e d cop a ie gar anz li rea fin iari anz e (%) |
te d i Par osi zio ni esp e d ert cop a ie gar anz imm obi liar i (%) |
Par te d i osi zio ni esp e d ert cop a dit i (% ) cre |
Par te d i osi zio ni esp ert e d cop a altr e ie gar anz li s rea u ben i iali ter ma (%) |
te d i Par osi zio ni esp e d ert cop a dep osi ti i n tan te con (%) |
te d i Par osi zio ni esp e d ert cop a pol izz e d i icu ion ass raz e vit a (% ) |
te d i Par osi zio ni esp e d ert cop a i str ent um det ti d enu a zi ( %) ter |
te d i Par osi zio ni esp e d ert cop a ie gar anz ali per son (%) |
Par te d i osi zio ni esp e d ert cop a der iva ti s u dit i (% ) cre |
RW EA sen za effe tti di titu zio sos ne (so lo e ffet ti di r idu zio ne) |
effe tti di titu zio sos ne (eff i si a d i ett rid uzi one che di titu zio ne) sos |
|||
| min istr azio ni |
a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | n | |
| 1 | Am tral i e cen ban che tral i cen |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 2 | Ent i |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3 | Imp res e |
14. 387 .83 0 |
1,1 5% |
4,5 4% |
4,5 4% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 5.4 72. 821 |
5.4 72. 821 |
| 3.1 | di c ui i e – PM mp res I |
7.0 95. 081 |
1,3 0% |
6,5 3% |
6,5 3% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 2.3 41. 535 |
2.3 41. 535 |
| 3.2 | di c ui i mp res e – fin iam i ent anz cial izza ti spe |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3.3 | di c ui i e – altr mp res o |
7.2 92. 749 |
1,0 1% |
2,6 1% |
2,6 1% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 3.1 31. 286 |
3.1 31. 286 |
| 4 | Al d glio etta |
14. 412 .47 3 |
1,4 3% |
63, 26% |
63, 26% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 3.8 65. 932 |
3.8 65. 932 |
| 4.1 | di c ui a l det lio – PM I, tag ite da ant gar |
434 .08 6 |
- | 98, 86% |
98, 86% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 185 .86 8 |
185 .86 8 |
| 4.2 | ben i im mob ili di c ui a l det lio – tag no n ntit PM I, g ara e |
8.6 60. 189 |
- | 100 ,33 % |
100 ,33 % |
- | - | - | - | - | - | - | - | 2.1 56. 406 |
2.1 56. 406 |
| 4.3 | da ben i im mob ili di c ui a l det lio – tag tive rota |
437 .00 1 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 104 .38 6 |
104 .38 6 |
| 4.4 | lific ate qua di c ui a l det lio – tag PM I, altr e |
1.5 57. 285 |
3,8 4% |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 464 .17 8 |
464 .17 8 |
| 4.5 | di c ui a l det lio – tag no n PM I, a ltre |
3.3 23. 912 |
4,4 1% |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 955 .09 4 |
955 .09 4 |
| 5 | Tot ale |
28. 800 .30 3 |
1,2 9% |
33, 93% |
33, 93% |
- | - | - | - | - | - | - | - | 9.3 38. 753 |
9.3 38. 753 |
| Importo dell'esposizione ponderato per il rischio |
||
|---|---|---|
| a | ||
| 1 | Importo dell'esposizione ponderato per il rischio al termine del precedente periodo di riferimento |
9.164.181 |
| 2 | Dimensioni delle attività (+/-) | 274.819 |
| 3 | Qualità delle attività (+/-) | (95.921) |
| 4 | Aggiornamenti del modello (+/-) | - |
| 5 | Metodologia e politica (+/-) | - |
| 6 | Acquisizioni e dismissioni (+/-) | (2.282) |
| 7 | Oscillazioni del cambio (+/-) | (2.045) |
| 8 | Altro (+/-) | - |
| 9 | Importo dell'esposizione ponderato per il rischio al termine del periodo di riferimento | 9.338.753 |
| Numero di debitori alla fine dell'anno precedente |
Tasso medio di | PD media | Tasso di | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni |
Intervallo di PD |
di cui numero di debitori in stato di default nell'anno |
default osservato (%) |
ponderata per l'esposizione (%) |
PD media (%) | default annuo storico medio (%) |
|
| a | b | c | d | e | f | g | h |
| da 0,00 a < 0,15 | 4.345 | - | - | 0,03% | 0,03% | 0,06% | |
| da 0,00 a < 0,10 | 4.345 | - | - | 0,03% | 0,03% | 0,06% | |
| da 0,10 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,15 a < 0,25 | 6.317 | 6 | 0,10% | 0,20% | 0,20% | 0,16% | |
| da 0,25 a < 0,50 | - | - | - | - | - | 0,02% | |
| da 0,50 a < 0,75 | 6.192 | 14 | 0,23% | 0,52% | 0,52% | 0,33% | |
| da 0,75 a < 2,50 | 4.268 | 29 | 0,68% | 1,31% | 1,31% | 0,82% | |
| da 0,75 a < 1,75 | 4.267 | 29 | 0,68% | 1,31% | 1,31% | 0,82% | |
| Esposizioni verso imprese - |
da 1,75 a < 2,5 | 1 | - | - | 2,36% | 2,36% | - |
| PMI | da 2,50 a < 10,00 |
4.492 | 84 | 1,87% | 4,98% | 5,16% | 2,60% |
| da 2,5 a < 5 | 3.078 | 45 | 1,46% | 3,40% | 3,40% | 1,94% | |
| da 5 a < 10 | 1.414 | 39 | 2,76% | 9,01% | 9,01% | 4,15% | |
| da 10,00 a < 100,00 |
801 | 74 | 9,24% | 22,81% | 24,72% | 10,33% | |
| da 10 a < 20 | 395 | 32 | 8,10% | 16,99% | 17,01% | 7,62% | |
| da 20 a < 30 | 5 | - | - | 23,55% | 23,55% | 19,92% | |
| da 30,00 a < 100,00 |
401 | 42 | 10,47% | 32,34% | 32,34% | 10,74% | |
| 100,00 (default) | 476 | 476 | 100,00% | 100,00% | 100,00% | 100,00% | |
| da 0,00 a < 0,15 | 796 | - | - | 0,03% | 0,03% | - | |
| da 0,00 a < 0,10 | 796 | - | - | 0,03% | 0,03% | - | |
| da 0,10 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,15 a < 0,25 | 1.369 | - | - | 0,20% | 0,20% | 0,11% | |
| da 0,25 a < 0,50 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,50 a < 0,75 | 1.081 | 2 | 0,19% | 0,52% | 0,52% | 0,44% | |
| da 0,75 a < 2,50 | 831 | 1 | 0,12% | 1,31% | 1,31% | 0,58% | |
| da 0,75 a < 1,75 | 831 | 1 | 0,12% | 1,31% | 1,31% | 0,58% | |
| Esposizioni verso imprese - |
da 1,75 a < 2,5 | - | - | - | - | - | - |
| Altre Imprese | da 2,50 a < 10,00 |
566 | 10 | 1,77% | 4,33% | 4,91% | 1,62% |
| da 2,5 a < 5 | 413 | 5 | 1,21% | 3,38% | 3,38% | 1,24% | |
| da 5 a < 10 | 153 | 5 | 3,27% | 9,04% | 9,04% | 2,67% | |
| da 10,00 a < 100,00 |
164 | 1 | 0,61% | 23,82% | 22,75% | 7,28% | |
| da 10 a < 20 | 100 | 1 | 1,00% | 17,07% | 16,62% | 2,95% | |
| da 20 a < 30 | - | - | - | - | - | 1,03% | |
| da 30,00 a < 100,00 |
64 | - | - | 32,34% | 32,34% | 16,48% | |
| 100,00 (default) | 731 | 731 | 100,00% | 100,00% | 100,00% | 100,00% |
| dell'anno precedente | Numero di debitori alla fine | Tasso di | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni |
Intervallo di PD |
di cui numero di debitori in stato di default nell'anno |
Tasso medio di default osservato (%) |
PD media ponderata per l'esposizione (%) |
PD media (%) | default annuo storico medio (%) |
|
| a | b | c | d | e | f | g | h |
| da 0,00 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,00 a < 0,10 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,10 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,15 a < 0,25 | 1 | - | - | 0,16% | 0,16% | - | |
| da 0,25 a < 0,50 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,50 a < 0,75 | 742 | 1 | 0,13% | 0,57% | 0,57% | 0,27% | |
| da 0,75 a < 2,50 | 1.356 | 5 | 0,37% | 1,60% | 1,65% | 0,61% | |
| Esposizioni al | da 0,75 a < 1,75 | 992 | - | - | 1,39% | 1,39% | 0,41% |
| dettaglio - garantite da |
da 1,75 a < 2,5 | 364 | 5 | 1,37% | 2,36% | 2,36% | 1,04% |
| immobili PMI | da 2,50 a < 10,00 |
2.083 | 17 | 0,82% | 5,05% | 4,97% | 1,17% |
| da 2,5 a < 5 | 1.643 | 5 | 0,30% | 4,11% | 4,12% | 0,70% | |
| da 5 a < 10 | 440 | 12 | 2,73% | 8,16% | 8,16% | 1,98% | |
| da 10,00 a < 100,00 |
189 | 7 | 3,70% | 16,91% | 16,51% | 5,43% | |
| da 10 a < 20 | 125 | 3 | 2,40% | 14,27% | 12,90% | 4,78% | |
| da 20 a < 30 | 64 | 4 | 6,25% | 23,55% | 23,55% | 6,59% | |
| da 30,00 a < 100,00 |
- | - | - | - | - | - | |
| 100,00 (default) | 681 | 681 | 100,00% | 100,00% | 100,00% | 100,00% | |
| da 0,00 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,00 a < 0,10 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,10 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,15 a < 0,25 | 11 | - | - | 0,16% | 0,16% | - | |
| da 0,25 a < 0,50 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,50 a < 0,75 | 59.823 | 65 | 0,11% | 0,52% | 0,52% | 0,17% | |
| da 0,75 a < 2,50 | 27.065 | 125 | 0,46% | 1,58% | 1,65% | 0,65% | |
| Esposizioni al | da 0,75 a < 1,75 | 15.251 | 21 | 0,14% | 1,10% | 1,10% | 0,34% |
| dettaglio garantite da immobili - non |
da 1,75 a < 2,5 | 11.814 | 104 | 0,88% | 2,36% | 2,36% | 1,19% |
| PMI | da 2,50 a < 10,00 |
8 | - | - | 4,72% | 5,22% | 1,28% |
| da 2,5 a < 5 | 4 | - | - | 3,60% | 4,13% | 1,28% | |
| da 5 a < 10 | 4 | - | - | 6,31% | 6,31% | 1,89% | |
| da 10,00 a < 100,00 |
3.393 | 87 | 2,56% | 10,23% | 10,23% | 3,37% | |
| da 10 a < 20 | 3.393 | 87 | 2,56% | 10,23% | 10,23% | 3,37% | |
| da 20 a < 30 | - | - | - | - | - | - | |
| da 30,00 a < 100,00 |
- | - | - | - | - | - | |
| 100,00 (default) | 2.813 | 2.813 | 100,00% | 100,00% | 100,00% | 100,00% |
| dell'anno precedente | Numero di debitori alla fine | Tasso di | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni |
Intervallo di PD | di cui numero di debitori in stato di default nell'anno |
Tasso medio di default osservato (%) |
PD media ponderata per l'esposizione (%) |
PD media (%) | default annuo storico medio (%) |
|
| a | b | c | e | f | g | h | |
| da 0,00 a < 0,15 | - | - | - - - |
||||
| da 0,00 a < 0,10 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,10 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,15 a < 0,25 | 159.274 | 368 | 0,23% | 0,16% | 0,16% | 0,22% | |
| da 0,25 a < 0,50 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,50 a < 0,75 | 19.915 | 36 | 0,18% | 0,52% | 0,52% | 0,48% | |
| da 0,75 a < 2,50 | 38.275 | 655 | 1,71% | 1,56% | 1,44% | 1,60% | |
| Esposizioni al | da 0,75 a < 1,75 | 31.378 | 560 | 1,78% | 1,25% | 1,25% | 1,54% |
| dettaglio rotative |
da 1,75 a < 2,5 | 6.897 | 95 | 1,38% | 2,34% | 2,32% | 1,92% |
| qualificate | da 2,50 a < 10,00 | 40.507 | 2.611 | 6,45% | 6,31% | 6,30% | 7,05% |
| da 2,5 a < 5 | 87 | 12 | 13,79% | 4,01% | 3,92% | 9,18% | |
| da 5 a < 10 | 40.420 | 2.599 | 6,43% | 6,31% | 6,31% | 7,20% | |
| da 10,00 a < 100,00 |
36.897 | 2.865 | 7,76% | 16,26% | 16,51% | 10,08% | |
| da 10 a < 20 | 35.470 | 2.528 | 7,13% | 13,66% | 16,23% | 9,64% | |
| da 20 a < 30 1.427 337 23,62% da 30,00 a - - - < 100,00 |
23,46% | 23,46% | 21,04% | ||||
| - | - | - | |||||
| 100,00 (default) | 19.721 | 19.721 | 100,00% | 100,00% | 100,00% | 100,00% | |
| da 0,00 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,00 a < 0,10 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,10 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,15 a < 0,25 | 11.351 | 59 | 0,52% | 0,16% | 0,16% | 0,51% | |
| da 0,25 a < 0,50 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,50 a < 0,75 | 8.407 | 38 | 0,45% | 0,63% | 0,63% | 0,42% | |
| da 0,75 a < 2,50 | 15.144 | 140 | 0,92% | 1,44% | 1,45% | 0,93% | |
| da 0,75 a < 1,75 | 14.328 | 127 | 0,89% | 1,40% | 1,40% | 0,82% | |
| Esposizioni al dettaglio - altre PMI |
da 1,75 a < 2,5 | 816 | 13 | 1,59% | 2,36% | 2,36% | 1,31% |
| da 2,50 a < 10,00 | 34.523 | 1.369 | 3,97% | 5,32% | 5,44% | 4,25% | |
| da 2,5 a < 5 | 20.830 | 394 | 1,89% | 4,12% | 4,10% | 2,00% | |
| da 5 a < 10 | 13.693 | 975 | 7,12% | 8,01% | 7,48% | 6,01% | |
| da 10,00 a < 100,00 |
9.304 | 1.182 | 12,70% | 18,39% | 17,09% | 14,68% | |
| da 10 a < 20 | 8.076 | 1.022 | 12,65% | 15,44% | 16,11% | 14,99% | |
| da 20 a < 30 | 1.228 | 160 | 13,03% | 23,55% | 23,55% | 11,66% | |
| da 30,00 a < 100,00 |
- | - | - | - | - | - | |
| 100,00 (default) | 7.212 | 7.212 | 100,00% | 100,00% | 100,00% | 100,00% |
| dell'anno precedente | Numero di debitori alla fine | Tasso di | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni |
Intervallo di PD | di cui numero di debitori in stato di default nell'anno |
Tasso medio di default osservato (%) |
PD media ponderata per l'esposizione (%) |
PD media (%) | default annuo storico medio (%) |
|
| a | b | c | e | f | g | h | |
| da 0,00 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,00 a < 0,10 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,10 a < 0,15 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,15 a < 0,25 | 230.533 | 400 | 0,17% | 0,16% | 0,16% | 0,17% | |
| da 0,25 a < 0,50 | - | - | - | - | - | - | |
| da 0,50 a < 0,75 | 69.487 | 84 | 0,12% | 0,52% | 0,52% | 0,38% | |
| da 0,75 a < 2,50 | 117.385 | 1.159 | 0,99% | 1,38% | 1,34% | 1,06% | |
| da 0,75 a < 1,75 | 96.264 | 926 | 0,96% | 1,09% | 1,13% | 0,97% | |
| Esposizioni al dettaglio - altre non PMI |
da 1,75 a < 2,5 | 21.121 | 233 | 1,10% | 2,34% | 2,32% | 2,25% |
| da 2,50 a < 10,00 | 44.956 | 2.378 | 5,29% | 5,85% | 6,20% | 5,25% | |
| da 2,5 a < 5 | 2.035 | 120 | 5,90% | 3,70% | 3,85% | 3,61% | |
| da 5 a < 10 | 42.921 | 2.258 | 5,26% | 6,31% | 6,31% | 5,71% | |
| da 10,00 a < 100,00 |
16.574 | 933 | 5,63% | 11,77% | 15,79% | 6,57% | |
| da 10 a < 20 | 13.896 | 391 | 2,81% | 10,43% | 14,31% | 4,08% | |
| da 20 a < 30 | 2.678 | 542 | 20,24% | 23,46% | 23,46% | 16,80% | |
| da 30,00 a < 100,00 |
- | - | - | - | - | - | |
| 100,00 (default) | 14.835 | 14.835 | 100,00% | 100,00% | 100,00% | 100,00% |
| Categorie | Esposizioni in bilancio |
Esposizioni fuori bilancio |
Fattore di ponderazione del rischio |
Valore dell'esposizione |
Importo dell'esposizione ponderato per il rischio |
Importo delle perdite attese |
|---|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | e | f | |
| Esposizioni in strumenti di private equity |
- | - | 190% | - | - | - |
| Esposizioni in strumenti di capitale negoziati in mercati |
584 | - | 290% | 584 | 1.694 | 5 |
| Altre esposizioni in strumenti di capitale |
199.246 | - | 370% | 199.246 | 737.210 | 4.782 |
| Totale | 199.830 | - | 199.830 | 738.904 | 4.787 |
Il principio IFRS 7 richiede di fornire una specifica informativa degli strumenti finanziari:
Al riguardo si segnala che, sulla base dell'analisi effettuata, non risultano in essere accordi di netting per i quali si debba procedere alla compensazione dei saldi nello stato patrimoniale, ai sensi di quanto richiesto dallo IAS 32.
Di seguito vengono descritte le modalità di valutazione e gestione delle garanzie reali, che sono diversi nel caso di pegno rispetto a quello di ipoteche.
La valutazione di una garanzia reale immobiliare può essere effettuata in vari momenti della vita del credito; pertanto, le finalità della valutazione possono essere molto diverse. Tuttavia, indipendentemente dalla finalità con cui viene svolta, questa fase richiede sempre la valutazione effettuata da un perito esterno indipendente, che dovrà seguire i criteri generali di valutazione contenuti nel documento ABI "Linee guida per la valutazione degli immobili in garanzia delle esposizioni creditizie".
Le principali finalità per cui può essere effettuata la valutazione della garanzia sono:
Il processo di valutazione delle garanzie ipotecarie su immobili residenziali e non, ha come obiettivo quello di definire le responsabilità e le modalità operative adottate dal Gruppo Credem per gestire e controllare le fasi di valutazione delle garanzie. Si richiede al cliente la documentazione necessaria da produrre per attivare la richiesta di perizia tecnica. La documentazione è differente a seconda della finalità dell'operazione (es. acquisto di un nuovo immobile o immobile di proprietà, surroga, ristrutturazione, costruzione…) ed è codificata nella specifica documentazione a supporto. Dopo aver verificato la correttezza e la congruità della documentazione raccolta, il gestore richiede al cliente di sottoscrivere la documentazione prodotta.
Se la documentazione ricevuta è quella prevista ed è conforme, avviene l'ingaggio attraverso l'applicativo MUTWEB del fornitore di perizie, che verrà selezionato automaticamente dall'applicativo stesso. Se la documentazione ricevuta non è corretta/completa, avviene il riciclo della richiesta sul gestore che dovrà provvedere a recuperare la documentazione richiesta.
Avviene la ricezione della perizia tecnica sull'immobile. Successivamente avviene la verifica tecnico/legale della documentazione, in particolare verifica che:
In caso di documentazione incompleta o dati mancanti, l'ufficio preposto contatta direttamente il fornitore della perizia.
Vengono descritte le fasi collegate alla gestione di due differenti perimetri:
Con cadenza periodica annuale, l'ufficio preposto attiverà il processo di trasferimento a Nomisma dei dati degli immobili rilevati nel corso del periodo.
L'ufficio preposto invia a Nomisma il file contenente gli immobili da georeferenziare attraverso il trasferimento di quest'ultimo nelle apposite cartelle condivise, e ne riceve il file georeferenziato. L'elaborazione termina producendo nuovi archivi che contengono i dati degli immobili rivalutati.
L'ufficio preposto verifica tecnicamente la completezza e correttezza formale dei dati ricevuti ed identifica possibili anomalie macro legate ad errori di elaborazione. Nel caso che alcuni immobili non vengano rivalutati perché sul db indici e/o sul db valori non si trovi la combinazione di dati geografici corrispondenti (ad es. perché nel frattempo sono intervenute variazioni nell'assegnazione dei comuni alle province, o nella classe dimensionale dei comuni) verrà creato un file di scarti, che sarà inviato nuovamente a Nomisma per una nuova georeferenziazione.
L'ufficio preposto predispone la base dati per la verifica del valore rivalutato da Nomisma e degli eventuali scostamenti rispetto alla valorizzazione precedente e alla perizia iniziale. La fase è finalizzata ad attivare un processo di controllo dei valori degli immobili residenziali.
Per quanto riguarda le garanzie reali su valori mobiliari sono previsti scarti cauzionali da applicare a seconda della tipologia del prodotto acquisito in garanzia e dell'eventuale rating dell'emittente. E' inoltre previsto il monitoraggio costante dei valori mobiliari a garanzia e la valorizzazione ai fini di Credit Risk Mitigation.
| Tipologia di strumenti acquisibili a garanzia | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Pegno su saldo di conto corrente in Euro | |||||
| Pegno su saldo di conto corrente in valuta | |||||
| Azioni Credemholding | |||||
| Azioni non quotate | |||||
| Certificati di deposito - CREDEM | |||||
| Warrant, Covered warrant, Strumenti finanziari derivati quotati ed OTC |
Eventuali strumenti finanziari non presenti nell'elenco sopra riportato dovranno essere autorizzati e valutati dall'organo deliberante competente la pratica di fido. Le percentuali di scarto sono state individuate utilizzando i valori medi regolamentari di volatilità in vigore (tabelle UCITS). Tali valori medi regolamentari di volatilità sono stati convertiti nella misura del VAR a 12 mesi, con arrotondamento prudenziale per eccesso.
Lo scarto applicabile va da 1 al 50%, mentre ai fini dell'esecuzione del monitoraggio periodico del valore delle garanzie su strumenti finanziari e del calcolo dell'accordato ponderato sui pegni in essere valorizzati al valore di mercato, si applicano i seguenti scarti: da 1 al 35%. Tali percentuali di scarto sono state individuate utilizzando i valori medi regolamentari di volatilità in vigore (tabelle UCITS). Tali valori medi regolamentari di volatilità sono stati convertiti nella misura del VAR a 6 mesi, con arrotondamento prudenziale per eccesso. Le percentuali di scarto verranno aggiornate in base agli adeguamenti regolamentari che interverranno.
Di seguito si fornisce un elenco con decsrizione delle garanzie reali accettate:
| Famiglia Garanzie | Garanzie - descrizione lunga | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Ipoteche | IPOTECA | |||||
| Pegni | PEGNO SU SALDO CC E ASSIMILATI | |||||
| Pegni | PEGNO SU MERCE | |||||
| Pegni | PEGNO SU STRUMENTI FINANZIARI | |||||
| Pegni | PEGNO SU POLIZZE ASSICURATIVE | |||||
| Pegni | PEGNO SU QUOTE DI SRL | |||||
| PEGNO SU CREDITO Altre Garanzie |
Non sono presenti Derivati su Crediti.
Facendo riferimento agli immobili residenziali posti a garanzia, che rappresentano la maggioranza delle garanzie in termini di valore, tali immobili sono dislocati in modo distribuito su tutto il territorio italiano. Periodicamente avviene un processo di monitoraggio volto a cogliere eventuali concentrazioni significative associate a scostamenti negativi di valore delle garanzie non trascurabili.
Con riferimento alle garnzie reali su valori mobiliari, periodicamente viene monitorato l'anamdento del controvalore per attivare eventuali processi correttivi.
| Valore contabile garantito | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| di cui garantito da garanzie finanziarie | |||||||
| Valore contabile non garantito |
di cui garantito da garanzie reali di cui garantito da derivati su crediti |
||||||
| a | b | c | d | e | |||
| 1 | Prestiti e anticipazioni | 17.443.181 | 21.253.408 | 16.586.622 | 4.666.786 | - | |
| 2 | Titoli di debito | 14.533.492 | - | - | - | 0 | |
| 3 | Totale | 31.976.673 | 21.253.408 | 16.586.622 | 4.666.786 | - | |
| 4 | di cui esposizioni deteriorate | 57.422 | 266.611 | 219.253 | 47.358 | - | |
| EU 5 |
di cui in stato di default | 57.422 | 266.611 | 0 | 0 | 0 |
Il cambiamento climatico sta guidando alcune delle più profonde trasformazioni globali. Gli impatti, diretti e indiretti, sono già visibili: eventi naturali più frequenti e gravi legati al clima, impatti sulla biodiversità e sugli ecosistemi, sulla salute delle persone e sulla coesione sociale, oltre che su prodotti e servizi erogati dalle aziende, sui processi produttivi e sulle catene di fornitura, cambiamenti di policy e legislazione. In tale contesto, investitori, enti regolatori e altri Stakeholders richiedono informazioni trasparenti rispetto agli impatti determinati dal cambiamento climatico sulle imprese e viceversa.
Il Gruppo Credem ha avviato un percorso di evoluzione nella gestione delle tematiche ESG in 3 principali ambiti:
Più nello specifico, nel corso del 2021 il Gruppo Credem ha avviato un percorso progettuale volto ad accrescere il livello di presidio dei rischi climatico-ambientali (nel seguito anche "Rischi C&E") ed il conseguente livello di efficacia nella gestione dei rischi connessi alle tematiche ESG e nell'implementazione della strategia correlata mediante target e obiettivi specifici.
In particolare, in relazione ai rischi climatici, sono state avviate prime attività di sviluppo volte ad intercettare in maniera proattiva anche le aspettative espresse dalla Banca Centrale Europea e ad integrare le considerazioni emerse nel corso delle interlocuzioni.
Nel 2022 al termine della fase di assessment e di disegno della roadmap, il Gruppo ha avviato un progetto con l'obiettivo di implementare il percorso di evoluzione nella gestione del rischio C&E organizzando le attività in cinque cantieri: Governance & Strategia, Risk Management, Credito, Finanza e Rischi Finanziari, Architettura & Dati.
Con particolare riferimento al cantiere Strategia, anche in considerazione della crescente consapevolezza del sistema bancario sul ruolo esercitato nell'ambito della sfida climatica e ambientale, il Gruppo si impegna a definire una strategia di sostenibilità di lungo periodo supportata da una governance forte, coerente e credibile. In particolare, la Capogruppo ritiene prioritario:
Nel 2022 il Gruppo ha rafforzato il percorso in ambito rischi C&E con la:
integrazione dei fattori di rischio C&E nella Credit Strategy per i segmenti large corporate/corporate del portafoglio crediti.
Il Gruppo si è dato, integrandoli nel piano strategico industriale, alcuni obiettivi di carattere ambientale correlati all'Agenda ONU 2030. Nella propria rendicontazione ha tenuto in considerazione i principi definiti dal World Economic Forum, tra cui quelli riguardanti l'ambito Planet. Il Gruppo è consapevole, infatti, che salvaguardare il Pianeta rappresenta un imperativo d'impresa; valutare e minimizzare gli impatti sulle risorse naturali e agire per contrastare i cambiamenti climatici con l'obiettivo lungimirante di garantire un futuro alle nuove generazioni. Nello specifico sono stati declinati i seguenti obiettivi.
| 1 1 |
2 1 |
3 1 |
|---|---|---|
| 4 | ||
1
2 3
4
Le principali emissioni del Gruppo Credem sono costituite da:
emissioni dirette di gas a effetto serra (Scope 1), riconducibili ad attività interne all'organizzazione (emissioni risultanti dal consumo di gas per il riscaldamento degli ambienti e di carburante per la flotta auto aziendale);
Credem ha pianificato un percorso per il raggiungimento della Carbon Neutrality sulle emissioni Scope 1 e 2 entro il 2025, caratterizzato dai seguenti step:
Il Regolamento sulla Tassonomia UE ed i relativi Atti Delegati prevedono obblighi di reporting in termini di indicatori di performance quantitativi ed informazioni qualitative a corredo differenziati a seconda che si tratti di un'impresa finanziaria o non finanziaria. Inoltre, anche per le dichiarazioni pubblicate nel 2023, è prevista l'applicazione in forma semplificata degli indicatori da rendicontare per le imprese finanziarie. Tale rendicontazione fa riferimento unicamente al grado di ammissibilità delle esposizioni rispetto ai primi n. 2 dei n.6 obiettivi ambientali declinati dal Regolamento UE n. 2020/852 del 18 giugno 2020, ossia la mitigazione del cambiamento climatico e l'adattamento al cambiamento climatico.
Nel 2022 il Gruppo ha pertanto svolto l'analisi della quota del proprio attivo dello stato patrimoniale consolidato ammissibile alla Tassonomia, ovvero correlato alle attività economiche incluse nel Regolamento Delegato UE 2021/2139 (c.d. Climate Delegated Act), considerando gli indicatori previsti per gli enti creditizi.
Con riferimento al primo KPI, essendo nel periodo transitorio di applicazione del Regolamento sulla Tassonomia UE, i criteri e le assunzioni utilizzate per il calcolo degli indicatori si basano sulle informazioni e i requisiti disponibili al momento della stesura del documento. In ottemperanza a quanto previsto dalla Commissione Europea, gli indicatori obbligatori relativi alle esposizioni ammissibili del Gruppo, riportati nella tabella sottostante considerano:
Le esposizioni per le quali ad oggi non risulta disponibile un dato puntuale in merito al grado di ammissibilità ai sensi dei primi due obiettivi della Tassonomia europea (mitigazione e adattamento al cambiamento climatico), sono state considerate come non ammissibili nell'ambito delle dichiarazioni obbligatorie.
| ESPOSIZIONI AL 3112 2022 | INDICATORE DI PERFORMANCE QUANTITATIVA DI CARATTERE OBBLIGATORIO |
|---|---|
| Quota di esposizioni in attività ammissibili ai sensi della Tassonomia europea rispetto al totale degli asset coperti za a livello di Gruppo consolidato |
20.7% |
| Quota di esposizioni in attività non ammissibili ai sensi della Tassonomia europea rispetto al totale degli asset coperti za a livello di Gruppo consolidato |
13,5% |
| Quota del portafoglio di negoziazione e dei prestiti interbancari a vista rispetto al totale degli asset a livello di Gruppo consolidato |
6,8% |
| Quota di esposizioni verso governi, banche centrali ed entità sovranazionali rispetto al totale degli asset a livello di Gruppo consolidato |
23,2% |
| Quota di esposizioni in derivati rispetto al totale degli asset a livello di Gruppo consolidato |
1,8% |
| Quota di esposizioni in imprese non soggette ad obbligo di pubblicare una dichiarazione non finanziaria rispetto al totale degli asset a livello di Gruppo consolidato |
41,9% |
Le numeriche precedentemente esposte sono state calcolate secondo le migliori metodologie e stime attualmente disponibili con riferimento alle esposizioni del Gruppo, elaborate sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, dei requisiti regolamentari e delle indicazioni fornite dalle autorità competenti ed associazioni di categoria.
In particolare, ai fini del calcolo dei KPIs riportati nelle tabelle di cui sopra, il perimetro di esposizioni comprese nelle analisi ha riguardato:
Rispetto a tale perimetro, ai fini del calcolo della quota di esposizioni ammissibili ai sensi della Tassonomia europea:
Con riferimento alle politiche e procedure relative al dialogo diretto e indiretto con controparti nuove o esistenti sulle loro strategie per attenuare e ridurre i rischi ambientali, il gruppo ha implementato un processo di Stakeholder engagement.
Suddetto processo si concretizza in un'attività di dialogo con tutti gli individui o gruppi che hanno un interesse e sono o potrebbero essere influenzati, positivamente o negativamente, dalle attività del Gruppo. L'ascolto dei bisogni e delle aspettative degli Stakeholder consente di individuare i trend emergenti, comprendere gli aspetti ambientali e sociali rilevanti, valutare l'adeguata correlazione dei rischi e delle opportunità e favorire una sinergica integrazione nel processo di pianificazione strategica.
Azionisti, Investitori, Analisti, Clienti e Persone del Gruppo risultano essere gli Stakeholder rilevanti del Gruppo e per questo sono stati coinvolti direttamente, attraverso survey online e/o conference call/focus group dedicati, che hanno favorito la partecipazione alla definizione dei temi materiali e il successivo processo di confronto e analisi da parte del Gruppo. Nel 2022 sono stati coinvolti nell'attività di engagement n. 61.417 Stakeholder: l'85% ha riscontrato le survey ricevute.
Grazie anche all'analisi delle survey riscontrate si è potuto comprendere l'importanza che gli Stakeholder intervistati, in accordo con i documenti e le aspettative rilasciate dai vari enti regolatori, riservavano al tema del cambiamento climatico. Il cambiamento climatico, quindi, è stato ritenuto un tema materiale e prioritizzato in terza posizione per meglio esplicitare la sua significatività per il Gruppo e per i suoi Stakeholder.
Viene altresì monitorata nel continuo, mediante il Presidente, lo sviluppo e sui contenuti significativi del dialogo intervenuto con gli Azionisti: i principi e le linee guida sono disciplinati da apposita regolamentazione interna e pubblicati nelle sezioni Sostenibilità e Investor Relations del sito internet della Capogruppo. Nel corso del 2022 il Consiglio di Amministrazione è stato informato con cadenza trimestrale sull'evoluzione della politica di dialogo. Sono altresì state svolte n. 2 conference call con gli Azionisti, includendo e valorizzando le strategie di sostenibilità del Gruppo.
La "mission" di Credem richiama già di per sé l'obiettivo di perseguire il successo sostenibile attraverso la creazione di valore nel lungo termine a beneficio degli azionisti, tenendo conto degli interessi degli altri stakeholders rilevanti per l'Emittente. In tale contesto, il Consiglio di Amministrazione, nell'esercizio di supervisione strategica ad esso spettante, guida il Gruppo al perseguimento dell'obiettivo sopra citato. Per tale ragione è necessario che le valutazioni dell'Organo considerino tutti i possibili rischi che possono assumere rilievo nell'ottica del successo sostenibile.
Il Consiglio di Amministrazione presidia, indirizza ed approva la strategia di sostenibilità e la Dichiarazione non Finanziaria. In particolare:
Inoltre, nell'ambito delle proprie attribuzioni, valuta e delibera su analisi, valutazioni e proposte - avanzate dagli specifici Comitati designati - in materia di sostenibilità, presidio, stima e gestione dei rischi ESG ed in particolare dei rischi C&E.
Con riferimento all'analisi di materialità, la lista prioritizzata dei temi rilevanti è stata condivisa con il Comitato Sostenibilità, il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo - anche per valutare il presidio dei rischi in sinergia con la funzione Enterprise Risk Management -, approvata dal Consiglio di Amministrazione e trova riscontro nel piano strategico industriale integrato.
Per quanto concerne l'integrazione, degli effetti a breve, medio e lungo termine dei fattori e dei rischi ambientali nella propria strategia, il Gruppo ha correlato tre target del proprio piano strategico alle emissioni Scope 1, 2, 3. I target prevedono una riduzione rispetto alla baseline del 2019 di:
-10% Scope 3 entro il 2023, limitatamente alle emissioni indirette riconducibili all'attività del Gruppo Credem relative a viaggi di lavoro e consumi di carta, come da obiettivi del piano strategico industriale.
Inoltre, il Gruppo ha l'obiettivo di raggiungere la Carbon Neutrality per Scope 1 e 2 entro il 2025 grazie alla compensazione delle emissioni attraverso Carbon Credit certificati. Per garantire il progressivo allineamento dell'assetto organizzativo del Gruppo al presidio dei rischi ESG, con particolare riferimento a quelli C&E, sono stati implementati regolamenti interni e politiche inerenti alle funzioni aziendali maggiormente impattate a
Nel corso del 2022 il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, su proposta del Comitato Sostenibilità di Gruppo, ha deliberato la costituzione - a decorrere dal secondo trimestre 2023 – di una funzione dedicata esclusivamente al governo della Sostenibilità d'impresa per garantire una implementazione di competenze e coordinamento rispetto ai seguenti ambiti progettuali: strategia, governance, presidio dei rischi ambientali e climatici, comunicazione e reporting, metriche e obiettivi ESG. La Missione della funzione consiste nel contribuire al successo sostenibile del Gruppo mediante una piena integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance finalizzata alla creazione di valore nel lungo termine a beneficio degli Azionisti e degli altri Stakeholder rilevanti, garantendo uno strutturato processo di comunicazione e reporting.
Funzione Relazioni Istituzionali e Sostenibilità: presidia l'implementazione e il raggiungimento degli obiettivi di Sostenibilità e monitora le attività progettuali attraverso il coordinamento di gruppi di lavoro trasversali alla Banca e al Gruppo funzionali alla redazione del report di Sostenibilità. Le funzioni rilevanti per il processo di rendicontazione provvedono:
Internal Audit: accerta l'adeguatezza del processo di rendicontazione, verifica il rispetto della normativa vigente e garantisce la coerenza della struttura e della tipologia dei dati contenuti nella DNF attraverso la selezione di un campione di dati e verifiche di conformità correlate ai requisiti di rendicontazione del Global Reporting Initiative. La funzione ha altresì definito un ESG Control Framework che sarà applicato a decorrere dal 2023.
L'assetto di governance della Sostenibilità in Credem risulta così organizzato:
Comitato Sostenibilità di Gruppo (Comitato Manageriale): svolge funzioni propositive e consultive in materia di sostenibilità per promuovere la progressiva integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance nelle attività aziendali. Il Comitato Sostenibilità di Gruppo è presieduto dal Direttore Generale, ne fanno parte anche tutti i Top Manager della Direzione Centrale e n. 2 membri del Consiglio di Amministrazione; garantisce la proposizione manageriale e di leadership correlata alla definizione di KPIs ESG e stimola l'applicazione ed il presidio della strategia di sostenibilità del Gruppo. L'organo collegiale ha una natura multidisciplinare ed è dotato di risorse finanziarie per dar corso alla progettualità, stimolare la formazione interna e cooptare esperti per diffondere una cultura di sostenibilità trasversale.
In particolare:
Comitato Credit Strategy di Gruppo: Monitora il livello di esposizione ai fattori climatici e ambientali che possono incidere sulle politiche creditizie del Gruppo.
Nel 2022, sono state 19 le sessioni a cui ha partecipato il Consiglio di Amministrazione per esaminare specifiche tematiche in ambito ESG.
Il Comitato Sostenibilità di gruppo ha effettuato 3 sessioni con cadenza quadrimestrale nel 2022.
Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo ha effettuato 5 sessioni con focus ESG nel 2022.
Con riferimento alle politiche di remunerazione, il gruppo ha stabilito una correlazione delle stesse agli obiettivi di sostenibilità. L'82% dei temi prioritizzati sono correlati a KPIs individuali attribuiti al Top Management e inclusi nella politica di remunerazione. Il peso attribuito a ciascun KPI oscilla dal 10% al 40%.
Nel 2022 è stato istituito un Indicatore sintetico di sviluppo sostenibile attribuito al Top Management della Direzione Centrale e agli Amministratori esecutivi costituito dai seguenti items:
Il peso attributo al suddetto indicatore è del 10%.
L'indicatore, consuntivato nel 2023, ha conseguito i seguenti risultati:
Nell'ambito del quadro normativo e di vigilanza prudenziale, il processo di integrazione e gestione dei rischi C&E rappresenta un aspetto di notevole rilevanza sia per l'Autorità Bancaria Europea (ABE) che per la Banca Centrale Europea (BCE). Il percorso verso la transizione ecologica, infatti, comporta rischi e opportunità per il sistema economico e per le istituzioni finanziarie, mentre i rischi fisici indotti da eventi meteorologici estremi, cambiamenti graduali del clima o degrado ambientale possono manifestare impatti significativi sull'economia reale e sul settore finanziario.
Per tale ragione, gli istituti sottoposti a vigilanza sono tenuti ad integrare i rischi C&E nel sistema di gestione del rischio complessivo, al fine di monitorarli, mitigarli e comunicarli in modo trasparente e pertanto anche il Gruppo Credem ha lavorato per integrare i rischi ESG all'interno del proprio framework.
Le attività di identificazione, valutazione, misurazione e monitoraggio dei rischi climatici ed ambientali sono gestite dalla Funzione ERISK, che coordina anche le attività di misurazione e monitoraggio dei fattori di rischio C&E sui rischi principali, coerentemente con la mappa dei rischi utilizzata per l'analisi di materialità.
Di seguito vengono riportate le definizioni e le norme internazionali di riferimento su cui si basa il quadro di gestione dei rischi ambientali del Gruppo.
Coerentemente con la normativa di riferimento:
i rischi climatici ed ambientali possono essere suddivisi in due principali categorie:
Con riferimento al processo di identificazione dei rischi climatico-ambientali, sociali e di governance ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto è stato parzialmente rivisto ed aggiornato nel 2021 e potenziato nel corso del 2022 mediante un'integrazione qualitativa della Mappa dei Rischi di Gruppo con nuove sottocategorie di rischio al fine di cogliere a pieno l'impatto dei rischi C&E, sociali e di governance sulle principali categorie di rischio esistenti.
A tali sottocategorie di rischi esistenti è comunque associata e valorizzata anche una categoria stand-alone "Rischi ESG", già prevista nel 2021, al fine di intercettare eventuali elementi di rischio non compresi nelle nuove sottocategorie identificate, ivi compresi i pillar Social e Governance.
Pertanto, alla luce di quanto sopra riportato, le seguenti definizioni sono state integrate nel documento "Processo di identificazione dei rischi ed analisi di rilevanza ai fini ICAAP, ILAAP e RAF".
Una volta identificate le sottocategorie di rischio climatico-ambientale potenzialmente impattanti le categorie di rischio esistenti, è stata predisposta un'analisi dedicata, con cadenza annuale, sui portafogli inerenti ai finanziamenti e gli investimenti, nonché sugli immobili delle Società del Gruppo per valutare la rilevanza delle esposizioni ai suddetti rischi. Di seguito si rappresentano le analisi del rischio di credito fisico e di transizione:
Per quanto riguarda l'analisi di rilevanza dei rischi fisici, è stata sviluppata ed adottata una metodologia interna che, partendo dalle principali fonti di letteratura nazionali e internazionali, ha permesso di completare un primo approfondimento sull'esposizione al rischio fisico degli immobili sulla base della localizzazione geografica (a livello di provincia), prendendo in considerazione n. 7 fattori di rischio collegati a eventi climatici significativi per il territorio italiano e per gli studi di settore (dissesto idrogeologico; piogge estreme e alluvioni; caldo estremo; variabilità nelle precipitazioni e siccità; variabilità nelle temperature; stress idrico; innalzamento del livello del mare).
Il perimetro di applicazione ha incluso tutti gli immobili a garanzia di finanziamenti erogati e oggetto di leasing, relativi a Persone fisiche e giuridiche e correlati a Credito Emiliano e Credemleasing.
Sulla base della localizzazione geografica degli immobili, della tipologia del bene, della data stipula e scadenza del contratto e del debito residuo, è stato calcolato un indicatore sintetico di rischio (alto, medio, basso) come risultante del livello di esposizione degli immobili ai singoli rischi climatici (collegati a n. 7 eventi climatici
significativi del territorio italiano sopra riportati) per ciascuna area geografica.
L'analisi è stata condotta sulla base di due scenari futuri:
scenario ottimistico di contrasto efficace al cambiamento climatico e riduzione significativa delle emissioni di gas ad effetto serra nell'atmosfera;
scenario pessimistico comunemente associato all'espressione Business-asusual, o Nessuna mitigazione, in cui la crescita delle emissioni continua ai ritmi attuali.
La soglia definita in termini di rapporto di parte al tutto tra quanto emerso nelle diverse fasce di rischio dell'indicatore sintetico è differenziata tra i diversi scenari.
Le Società Credito Emiliano e Credemleasing sono risultate rilevanti in termini di esposizione al rischio fisico.
Per quanto concerne i rischi di transizione, è stata adottata una metodologia di analisi che, partendo dal settore economico di appartenenza delle controparti affidate, clusterizza le esposizioni nel portafoglio in n. 6 categorie industriali e identifica quindi il livello di esposizione verso le categorie ritenute maggiormente impattate su un orizzonte di medio e lungo termine dalla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio (Fossil Fuel, Utility, Energy-Intensive, Buildings, Transportation, Agriculture).
La categorizzazione si basa sulla metodologia Climate Policy Relevant Sectors (CPRS), richiamata da EBA nell'ambito dell'esercizio pilota di analisi dell'esposizione al rischio di transizione svolto su un campione di n. 29 banche europee.
Il perimetro di applicazione, stabilito in coerenza con quanto definito per i rischi di credito, è rappresentato da:
portafoglio creditizio (segmenti inclusi: Banche, Retail Imprese, Corporate Small Business, Corporate Large) delle Società Credito Emiliano, Banca Euromobiliare, Credemleasing, Credemfactor e Avvera.
La soglia di materialità, in coerenza con le soglie definite per il rischio di credito, valuta il valore delle esposizioni delle categorie affette da rischio climatico sul totale esposizioni del portafoglio creditizio.
Le Società Credito Emiliano e Credemleasing sono risultate rilevanti in termini di esposizione al rischio di transizione.
Nel corso del 2022 il Gruppo ha affinato le metodologie quantitative alla base dell'analisi di materialità di tali rischi con l'obiettivo di stabilire i rischi oggetto di valutazione e la materialità di ognuno di essi con riferimento a ciascuna società controllata. In particolare, l'affinamento quantitativo dell'analisi di materialità per il rischio di credito legato ai rischi climatico-ambientali ha riguardato l'aggiornamento dei dati di input dell'analisi di rilevanza per il rischio di transizione e per quello fisico, mantenendo l'approccio metodologico dello scorso esercizio; l'automatizzazione dell'assegnazione dei giudizi negli scenari ottimistico e pessimistico per gli indicatori di rischio fisico "Alluvioni" e "Rischio idrogeologico" e la definizione del giudizio, in via residuale, secondo la logica alla base dei due scenari sopra citati migliorando o peggiorando di 1 notch il giudizio as-is.
Rischio di mercato legato ai rischi climatico-ambientali: la definizione di un'analisi di rilevanza fondata su un nuovo approccio che prevede il ricorso alla heatmap settoriale. Portafoglio investimenti (investimenti in emittenti Corporate e Financial) delle Società Credito Emiliano, Credemvita e Banca Euromobiliare. Si adotta una heatmap che restituisce la valutazione di sintesi della rischiosità di ogni settore economico distinta sul Pillar Environmental. Le principali attività alla base della metodologia per la creazione della matrice settoriale e la quantificazione degli impatti dei fattori climaticoambientali rispetto ai settori economici sono:
1 Riconciliazione delle fonti informative internazionali;
2 Aggregazione degli impatti climatico-ambientali e conversione degli stessi in score numerici;
3 Definizione della scala valutativa (Alto, Medio, Basso) e aggregazione a livello settoriale (NACE).
I fattori climatico-ambientali adottati per la definizione della matrice settoriale sono: Qualità dell'acqua, Aria, suolo, Biodiversità ed ecosistemi, Efficienza e sicurezza delle risorse, Clima, Rifiuti, Rischio fisico, Rischio di transizione, Impatti su siti del patrimonio mondiale o altre aree protette, Impatti su specie inserite nella Lista Rossa IUCN delle specie minacciate, Condizioni di vita controverse o uso di sostanze chimiche/medicinali (ad esempio uso eccessivo di antibiotici).
La soglia di materialità valuta il valore delle esposizioni delle categorie affette da rischio climatico sul totale esposizioni in perimetro.
Il Portafoglio investimenti di proprietà di Credito Emiliano Spa risulta essere l'unico rilevante al rischio climatico ambientale di transizione e fisico che potrebbe impattare attraverso il canale di trasmissione rischio di mercato.
Per l'analisi di rilevanza dei fattori climatico-ambientali in ambito reputazionale il Gruppo ha ricondotto alla categoria C&E gli eventi oggetto dell'approccio quantitativo per il rischio reputazionale in generale, identificando in tal modo cinque potenziali scenari.
Tale operazione ha mostrato che per l'esercizio 2022 gli ambiti inerenti a tematiche ESG costituiscono una parte significativa del valore a rischio complessivo (pari a circa il 40%) e in particolare, gli eventi afferenti a fattori C&E rappresentano il 10% dell'esposizione totale al rischio reputazionale.
Stante il carattere «evolutivo» dei possibili impatti dei fattori analizzati, la materialità del rischio reputazionale derivante da fattori C&E è stata considerata anche in maniera prospettica, e quindi legata al progressivo aumento dell'operatività negli ambiti di collocamento e distribuzione di prodotti legati a tali fattori. In sede di analisi di rilevanza si è quindi deciso di considerare anche un approccio qualitativo, individuando quali società del Gruppo siano potenzialmente esposte ad un rischio reputazionale legato a componenti C&E, sulla base della loro tipologia di operatività (prodotti, servizi e clienti).
Sono risultate quindi rilevanti: Credito Emiliano Spa, Banca Euromobiliare Spa, Avvera Spa, Credemleasing Spa, Credemfactor Spa, Euromobiliare Asset, Management SGR Spa, Credem Private Equity SGR Spa, Euromobiliare Advisory SIM Spa, Credemvita Spa.
| Credit | Market | Operational Risk | Liquidity | Strategic | Insurance | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Materiality Assessment Climate & Environmental Risk |
Climate Factors Transition Risk |
Climate Factors Physical Risk |
Environmental Factors |
Climate Factors Transition Risk |
Climate Factors - Physical Risk |
Environmental Factors |
Operational Risk - Climate Factors |
Operational $Rick -$ Environmental Factors |
Reputationa I - Climate Environmen tal Factor |
Climate & Environmental Factor |
Climate & Environmental Factor |
Climate & Environmental Factors - Transition Risk |
Climate & Environmental Factors - Physical Risk |
| Group level | o | o | ۰ | O | ο | O | o | о | о | о | ۰ | о | о |
| Credembanca | ۰ | O | о | ο | O | о | о | о | ۰ | о | o | O | ۰ |
| Credemleasing | o | о | ο | O | ۰ | Ω | о | ο | ο | O | $\bullet$ | O | O |
| Credemfactor | ο | a | α | O | ۵ | O | O | Ξ | ۰ | O | $\bullet$ | G | ۰ |
| Credem Euromobiliare Private Banking |
ο | о | О | О | $\bullet$ | Ο | о | $\bullet$ | $\bullet$ | О | o | О | 0 |
| Credemvita | О | O | 0 | Ο | $\bullet$ | $\Box$ | O | ۰ | ٥ | О | $\bullet$ | o | $\mathbf{C}$ |
| Euromobiliare SqR | ۰ | о | О | О | ۰ | 0 | O | o | $\bullet$ | Ο | o | О | О |
| Euromobiliare Sim | O | 0 | 0 | О | o | 0 | о | O | o | О | o | O | О |
| Avvera | Ο | ۰ | О | O | O | 0 | о | O | 0 | ۰ | O | O | ۰ |
| Credem Private Equity | ۰ | 0 | 0 | ۰ | ۰ | 0 | O | ۰ | ۰ | Ο | o | ۰ | ۰ |
| Credemtel | O | ۰ | O | О | ۰ | $\Box$ | O | O | ۸ | О | O | O | O |
| Other Legal entities | ۰ | ۰ | $\bullet$ | ۰ | ۰ | 0 | О | ۰ | ۰ | О | о | ۰ | O |
Alla luce delle metodologie sopra illustrate, si riporta di seguito la matrice di materialità 2022 dei rischi C&E per il Gruppo e per le Società ad esso appartenenti.
| Legenda | |
|---|---|
| Materialità significativa |
|
| ٠ | Minor materialità |
| Non materiale |
L'analisi di rilevanza costituisce il primo passo, fondamentale, verso la definizione delle metodologie di quantificazione, attenuazione e controllo adottate per ciascuno dei rischi ritenuti rilevanti. Lo stesso concetto di rilevanza, per ciascun rischio, è coerente con quanto utilizzato nell'ambito dei principali processi di gestione dei rischi (ICAAP, ILAAP, RAF e Recovery Plan), al fine di assicurarne massima coerenza in termini di: rischi rilevanti, dotazione patrimoniale e target di rischio.
In particolare, nel corso del 2022, relativamente ai processi di gestione dei rischi C&E, oltre ad aver svolto l'esercizio regolamentare di stress test in ottica C&E, il Gruppo ha svolto le seguenti attività:
Anche da un punto di vista di innovazione metodologica nella misurazione dei rischi il gruppo ha fatto importanti passi avanti:
Con riferimento al rischio di credito, è stata sviluppata una metodologia per l'inclusione del rischio di transizione nel framework di stress testing. La quantificazione del rischio climatico, in particolare del rischio di transizione, a fini ICAAP è basata sull'inserimento delle componenti connesse al rischio climatico nel framework di stress testing del Gruppo. Seguendo le best practice di mercato, il rischio di transizione è stato integrato nella Probability of Default (PD), mediante la cosiddetta metodologia dei bilanci prospettici, che prevede due principali step, volti a proiettare i bilanci delle controparti appartenenti al segmento Imprese Corporate e ad introdurre un "costo climatico", consentendo quindi di misurare l'impatto della transizione sulle variabili economicofinanziarie.
Più in dettaglio, sono stati seguiti i seguenti step:
sviluppo di modelli econometrici per la proiezione di alcune voci di bilancio considerate rilevanti per la struttura del modello di rating Per*Fido;
calcolo di un costo operativo climatico, come prodotto tra il prezzo del carbonio e le emissioni di GHG, sottratto all'EBITDA con lo scopo di stressare il bilancio prospettico delle controparti;
quantificazione dell'impatto climatico sullo score di bilancio e quindi sulla PD;
integrazione degli impatti climatici nel framework di condizionamento della PD.
Una prima integrazione in tematica di stress è stata svolta nell'ambito del Recovery Plan 2022. L'approccio metodologico è basato sui tre scenari climatico-ambientali già utilizzati nell'ambito dell'esercizio di BCE Climate Stress Test regolamentare:
scenario triennale «Short Term-Transition Risk»;
scenario annuale per il rischio fisico «Drought and Heatwave»;
scenario annuale per il rischio fisico «Flood».
Per ciascuno scenario è stata poi condotta un'analisi di sensitivity semplificata per calcolare la somma degli impatti in termini di maggiori rettifiche ("impairment losses").
Con specifico riferimento al portafoglio investimenti ed al rischio di mercato, nel corso del 2022 è stata definita una metodologia di costruzione di una heatmap settoriale del portafoglio investimenti e sono in corso attività di integrazione di tali metriche legate al rischio di mercato e di scoring ESG all'interno delle politiche di investimento e del reporting di market risk management.
Con riferimento alle metriche utilizzate per la valutazione ed il governo dei rischi sotto il profilo climatico, il Gruppo ha definito metriche specifiche, affinate nel corso del 2022 anche grazie all'esercizio di climate stress test condotto per la BCE, attraverso una maggiore analiticità del calcolo delle metriche stesse.
In particolare, con riferimento al rischio di transizione, il Gruppo stima le emissioni indirette di gas a effetto serra riconducibili ad attività aziendali, ma che provengono da fonti che non sono di proprietà o che non sono controllate da Credem. Queste emissioni sono spesso riconducibili alla catena del valore e sono costituite dalle emissioni dirette e indirette di altre organizzazioni, che vengono in parte allocate alla società che effettua il calcolo, sulla base di specifici fattori di attribuzione. In tale contesto il Gruppo calcola e fornisce disclosure delle emissioni generate dalle emissioni indirette collegate a finanziamenti e investimenti tramite una metrica di intensità delle emissioni GHG.
Con riferimento all'informativa sulle emissioni GHG Scope 1 e Scope 2 si rimanda al paragrafo "Consumi energetici ed emissioni di gas a effetto serra" della DNF.
Con riferimento invece alle emissioni GHG Scope 3, sulla base delle indicazioni del GHG Protocol Corporate Value Chain Accounting and Reporting Standard, le emissioni di gas serra derivanti da diverse asset class devono essere allocate alle istituzioni finanziarie in base alla quota proporzionale di prestito o investimento nella controparte, rispetto al suo valore complessivo.
Nel 2021, il Gruppo Credem ha calcolato e pubblicato per la prima volta una stima delle emissioni di CO2 indirette (Scope 3) collegate a finanziamenti e investimenti e, come sopra riportato, nel corso del 2022, anche grazie all'esercizio di climate stress test condotto per la BCE, ha affinato la metodologia di stima e l'analiticità del calcolo delle metriche stesse.
L'analisi delle emissioni di Scope 3 del portafoglio legate ad attività finanziate e agli investimenti del Gruppo Credem è stata realizzata prendendo in considerazione le asset class più rilevanti in portafoglio e utilizzando per ciascuna di queste le specifiche metodologie di calcolo stabilite nel "Global GHG Accounting and Reporting Standard for the Financial Industry" del PCAF.
La principale evoluzione del 2022 ha riguardato i dati utilizzati in quanto per la maggior parte delle controparti, anche grazie alle informazioni recuperate da info-provider di mercato specializzati, sono stati utilizzati i dati relativi alle emissioni GHG specifiche delle singole controparti in portafoglio in coerenza con quanto implementato per la gestione dei rischi e di reporting. Per dettagli sul metodo di calcolo si rimanda al box sottostante.
La Banca ha altresì svolto anche un primo esercizio di calcolo dell'indicatore Weighted Average Carbon Intensity (WACI) (pari alla somma ponderata delle emissioni di carbonio per milione di euro di fatturato).
Il primo esercizio di calcolo del WACI, anche in considerazione della rilevanza del business del Gruppo, è stato effettuato sul proprio portafoglio finanziamenti.
La metodologia di calcolo adottata prevede la sommatoria delle GHG Intensity Scope 1 e 2 (cioè la somma delle emissioni di Scope 1 e Scope 2 rapportata al fatturato della controparte) per l'ammontare dell'utilizzato della singola controparte sul valore totale coperto di portafoglio (ovvero la somma di tutti gli utilizzi delle controparti per le quali sono disponibili le informazioni su GHG Scope 1 e 2).
Focus rischio di credito: con particolare riferimento al portafoglio di proprietà, lato portafoglio crediti, sono state svolte diverse attività che hanno consentito di raccogliere dati e informazioni ESG da info provider specializzati. Inoltre, per le esposizioni più rilevanti dei segmenti di clientela Large Corporate e Corporate è stato arricchito il processo di concessione e monitoraggio del credito prevedendo un ambito di valutazione volto ad analizzare e monitorare il posizionamento delle società richiedenti rispetto ai fattori climatici e ambientali e, in particolare, ai fattori di rischio fisico e di transizione. Più nel dettaglio, è stato definito un set di indicatori / metriche sintetici di performance rappresentativi del livello di esposizione delle controparti richiedenti verso tali fattori. Gli indicatori sono funzionali alle valutazioni inerenti all'appetibilità e al processo di delibera del finanziamento per la singola controparte. La "Policy di Gruppo Crediti" è stata quindi conseguentemente integrata prevedendo, tra i principi fondamentali per l'erogazione del credito, un'attenzione specifica rivolta ai fattori ESG, con focus rispetto al grado di esposizione agli impatti generati dai fattori C&E sulla sostenibilità delle controparti e dei portafogli creditizi.
Infine, le metriche climate & environmental integrate nella "Policy di Gruppo Crediti", in funzione della disponibilità dei dati, informano il Comitato Credit Strategy e vengono rappresentate, anche tenuto conto dei driver di rischio fisico o di transizione considerati, con diverse viste settoriali e di segmento.
Di seguito la lista di metriche principali riportate al Comitato:
Score transizione;
Score rischio fisico; anche con riferimento al driver di rischio fisico acuto e fisico cronico;
Infine, sono in corso di valutazione e successiva integrazione per il Comitato Credit Strategy, in una prima fase esclusivamente a livello gestionale, anche ulteriori indicatori di intensità di emissioni delle controparti.
Con specifico riferimento invece al portafoglio investimenti, nel corso del 2022 è stata definita una metodologia di costruzione di una heatmap settoriale del portafoglio stesso e sono in corso attività di integrazione di tali metriche legate al rischio di mercato e di scoring ESG all'interno delle politiche di investimento e del reporting di market risk management.
Al fine di definire dei limiti per i rischi ambientali che se superati determinano indagini più approfondite, il Gruppo ha integrato il proprio framework RAF. L'integrazione è avvenuta con uno statement qualitativo relativo ai rischi climatici e ambientali attraverso il quale il Gruppo dimostra, in continuità con le analisi di rilevanza effettuate in merito ai rischi climatici, il proprio impegno nel proseguire il percorso di integrazione dei fattori ESG nei propri processi decisionali, anche in considerazione delle aspettative della BCE in merito ai rischi C&E. Si ritiene che tale processo sia necessario al fine di garantire un efficace presidio nel tempo finalizzato a stabilire un approccio affidabile per misurare, monitorare e gestire tali rischi in un'ottica di mantenimento / riduzione del livello di esposizione del Gruppo.
A tal fine, il Gruppo si predispone al monitoraggio dell'esposizione complessiva e dello stato di avanzamento delle attività previste dal piano aggiornato.
Il profilo di rischio è determinato in base a due dimensioni:
Le valutazioni in riferimento al livello di esposizione e di presidio determinano una metrica qualitativa del profilo di rischio attraverso la matrice di monitoraggio di seguito illustrata.
Il livello di risk appetite riflette quindi l'impegno del Gruppo nel proseguire il percorso di evoluzione nel rispetto del piano aggiornato, ritenuto fondamentale. Rispetto al 2022 e a seguito dell'introduzione di indicatori di II livello di monitoraggio, si è calibrato il Risk Appetite in relazione anche al livello di esposizione in riduzione o mantenimento.
Come descritto sopra, sono state introdotte specifiche metriche per il monitoraggio sui cui non sono state ancora settate delle soglie. Tali metriche sono state definite nell'ambito degli indicatori SREP (Supervisory Review and Evaluation Process) di secondo livello per monitorare le esposizioni del portafoglio creditizio e degli investimenti ai rischi fisici e di transizione valutandone la concentrazione attuale e prospettica in settori/ aree geografiche ad alto rischio C&E. Il Gruppo ha altresì definito metriche di intensità delle emissioni GHG che permettono di monitorare le emissioni delle controparti inerenti il portafoglio crediti e investimenti.
La tabella sottostante riporta le caratteristiche degli indicatori:
| Tipologia KPI | Rischio | Rischio C&E | KPI |
|---|---|---|---|
| Rischio di Credito | di transizione | Indicatore di stock che guida e monitora le esposizioni creditizie ad alto rischio C&E di transizione alla data di riferimento |
|
| Indicatore di stock che guida e monitora il numero di mutui (e delle esposizioni ad essi associate) esposti al rischio C&E fisico |
|||
| Di concentrazione | Rischio di Credito | Fisico | Indicatore di flusso che guida e monitora il numero di nuovi mutui (e delle esposizioni ad essi associate) esposti al rischio C&E fisico e la rispettiva evoluzione nel trimestre |
| Rischio di Mercato | - | Indicatore di stock che guida e monitora gli investimenti ad alto rischio C&E alla data di riferimento |
|
| Rischio di |
di transizione | Indicatore che guida e monitora il valore delle tonnellate di CO2 emesse dalle controparti per €/mln di loro fatturato |
|
| Di intensità | Credito/Mercato | Indicatore che guida e monitora il grado di esposizione alle controparti ad alta intensità di emissioni di Scope 1 e 2 |
Il Gruppo ha adeguato la propria strategia aziendale al fine di integrare i fattori e i rischi sociali. A partire dall'analisi di materialità, condotta coerentemente ai nuovi standard del Global Reporting Initiative (GRI), in particolare il GRI 3 Material Topic 2021 che include il concetto di due diligence e rafforza quello di impatto più significativo - positivo/negativo, reale/potenziale, ecc. - dell'organizzazione su economia, ambiente, Persone e diritti umani; in riferimento ai rischi sociali, si individuano tre temi materiali di riferimento: Finanza Sostenibile, Soddisfazione dei clienti e Diversità, Equità e Inclusione.
Finanza sostenibile: indirizza i capitali verso attività capaci di generare un plusvalore economico, coniugando parametri tradizionali (rischio e rendimento) ai fattori sociali e di buon governo garantendo una evoluzione giusta e inclusiva. Il Gruppo contribuisce al sostegno dell'economia mediante finanziamenti destinati alle attività economiche e favorisce la creazione di occupazione e crescita che si concretizza mediante le seguenti 3 direttrici:
Nel 2022 il Gruppo ha continuato ad integrare i criteri di sostenibilità nei processi di investimento, nelle attività di governance e negli ambiti relativi alla formazione dei Dipendenti e a supporto dei servizi di consulenza erogata alle reti del Gruppo Credem, attraverso:
o PAI 14: Exposure to controversial weapon.
l'adesione ai Principal of Responsible Investment (PRI), framework di membership Organizzazione delle Nazioni Unite per la promozione di principi di gestione responsabile;
La società si è inoltre dotata di specifici meccanismi di governance con un approccio di lungo periodo ed integrato. In particolare:
Il Gruppo, inoltre, si propone come partner e consulente per le comunità e le imprese, con un focus particolare nei settori manifatturiero, commercio all'ingrosso e agricoltura, per l'accesso agli aiuti compresi nel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza implementato dall'Unione Europea per supportare la ripartenza dopo la crisi e l'epidemia creata dal COVID-19.
Le politiche di contrasto ai rischi sociali hanno riguardato anche la società Credemassicurazioni che con i suoi prodotti ha lo scopo di offrire servizi di protezione a valenza sociale ed ambientale.
Soddisfazione dei clienti: L'impegno per la cura e l'assistenza della clientela costituisce parte integrante delle attività del Gruppo e si realizza nell'offerta di soluzioni concrete e facilmente fruibili, attraverso un servizio caratterizzato da professionalità, competenza, coerenza e rispetto degli impegni assunti. Il 2022 è stato caratterizzato dal potenziamento delle seguenti attività:
Le attività di ascolto sono state periodicamente analizzate da un Comitato dedicato e hanno originato una proficua e sinergica azione di collaborazione e condivisione progettuale estesa a tutte le funzioni commerciali per definire e agire azioni di remediation.
In riferimento ai due precedenti temi materiali, il Gruppo ha affidato il presidio del rischio di non conformità alle norme in materia di riservatezza dei dati personali al Data Protection Officer. Il Conduct Risk è presidiato dalle funzioni di primo livello della rete commerciale (funzione Controlli Preventivi e Monitoraggio Reti, Controllo Rischi Operativi e Controlli Presidi Credito) e da ENTERPRISE RISK MANAGEMENT, come funzione di secondo livello. La funzione Antiriciclaggio è deputata a prevenire e contrastare il coinvolgimento della banca in operazioni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, nonché assicurare il rispetto delle sanzioni economiche internazionali. La funzione Analytics & Fraud Audit assicura la funzionalità (efficacia ed efficienza) del sistema dei controlli interni a presidio del rischio di frode interna nelle diverse fasi di prevention, detection e investigation, anche attraverso la collaborazione ed il supporto di AUDIT e delle strutture del Gruppo coinvolte; effettua altresì controlli su potenziali comportamenti anomali da parte dei Dipendenti per verificare il rispetto del Codice di Comportamento Interno e della normativa generale e specifica di riferimento. Il rischio di non conformità alle norme in materia di product governance, trasparenza dei servizi bancari e finanziari è gestito tramite presidio di secondo livello diretto da COMPLIANCE. L'Information Tecnology Risk è presidiato dalla funzione Information Security Governance con il supporto della funzione di Architettura Operativa e Sicurezza Logica e le evidenze sono integrate nella rendicontazione dei Rischi Operativi e del Risk Appetite Framework. L'Enterprise Risk Managment, la funzone Antiriciclaggio, la Compliance e il Data Protection Officer si occupano dell'adozione di pratiche di screening socio-ambientale nelle attività di asset management, che escludono investimenti in imprese e istituzioni i cui valori non sono compatibili con quelli del Gruppo Credem; lo sviluppo di prodotti e servizi con specifiche finalità ambientali o sociali. Per Credem Banca il Rischio Reputazionale è presidiato e valutato tramite un metodo di attenuazione e controllo che permette il monitoraggio a livello organizzativo e produce una stima della "Reputational Loss" espressa in termini di minor ricavi attesi. Tali attività sono di competenza di ENTERPRISE RISK MANAGEMENT.
Diversità, Equità e Inclusione: Garantire pari opportunità e valorizzare diversità, inclusione ed eque opportunità contribuisce alla creazione di valore: attraverso la contaminazione di genere, conoscenze, competenze ed esperienze, vengono favorite creatività e innovazione, diminuisce il rischio di discriminazioni, viene incentivata la motivazione di Dipendenti e Collaboratori, la capacità di attrarre e trattenere Persone ad alto potenziale e un miglior clima aziendale.
Le politiche del Gruppo in materia di diversità, inclusione ed eque opportunità (DE&I) sono disciplinate nella Policy sulla gestione del personale. Anche la politica di remunerazione garantisce la neutralità delle prassi retributive e del sistema premiante rispetto al genere. Nel 2022 è stato introdotto un indicatore sintetico di sviluppo sostenibile indirizzato al Top Management e agli Amministratori esecutivi che, tra le sue componenti, include anche l'uguaglianza di genere. La misurazione è costituita dai seguenti driver: percentuale di donne assunte, opportunità di job rotation, percepito delle medesime opportunità da parte di Dipendenti e Collaboratori analizzato mediante l'indagine di clima annuale, mantenimento della certificazione Equal Salary.
All'interno della funzione People Management è stato costituito un gruppo di lavoro liquido costituito dal Team Leader e da Persone appartenenti alle aree della Gestione, Selezione, Formazione, Amministrazione e Comunicazione interna: attraverso il confronto continuo viene stimolata la progettualità su diversità e inclusione e vengono pianificate le iniziative nate dall'ascolto di bisogni ed esigenze di cui si fanno portavoce i 130 Diversity Coach, figure dedicate all'incontro tra questi temi e le diverse aree del Gruppo.
Il principio del merito, caposaldo strategico, esclude l'adozione di quote rosa nella politica di gestione del personale, focalizzando attenzione e monitoraggio sul principio di trasparenza e pari opportunità di crescita durante l'intero ciclo di vita professionale.
L'attenzione all'equilibrio di genere è sintetizzata dalla progressiva crescita del numero delle Dipendenti Donne: nel 2022 aumenta dello 0,7% rispetto al 2021, attestandosi al 39% del totale della forza lavoro.
Il presidio dei rischi sociali in riferimento a questo tema materiale è affidato alla funzione: DIREZIONE PREVENZIONE E SICUREZZA garantisce il rispetto delle normative vigenti in materia e svolge anche il ruolo di Presidio Specialistico nell'ambito dei controlli di secondo livello di conformità alle norme.
La responsabilità e la gestione delle Persone è attribuita alla funzione PEOPLE che costituisce altresì Presidio Specialistico Integrato nell'ambito dei controlli di secondo livello di conformità alle norme, con lo scopo di garantirne il benessere e perseguirne lo sviluppo.
I controlli di primo livello sulla disciplina giuslavoristica, incluse le misure di welfare aziendale, sono svolti dalla funzione PERSONALE DELLA CAPOGRUPPO che riveste il ruolo di Presidio Specialistico Integrato nell'ambito dei controlli di secondo livello di conformità alle norme.
Così come avvenuto in ambito Environmental, il Gruppo si è dato, integrandoli nel piano strategico industriale, alcuni obiettivi di carattere Social correlati all'Agenda ONU 2030.
Nello specifico sono stati declinati i seguenti obiettivi (PEOPLE - PROSPERITY):
| SDGs | OBIETTIVI 16 | Target 2023 17 | CONSUNTIVO 2022 |
|---|---|---|---|
| WELFARE | |||
| 3 HORNERY | Incremento di fruizioni/adesioni ai servizi erogati dal piano welfare attraverso il potenziamento dell'engagement |
$+20%$ | $-14%$ |
| PARITÀ DI GENERE | |||
| 5 max | Certificazione Equal Salary | Mantenimento certificazione |
Mantenimento certificazione |
| FORMAZIONE | |||
| 4 BRASTIC | Quota di formazione e-learning sul totale della formazione erogata |
70% | 87% |
| 8 EDISTRALIE | Quota di formazione facoltativa sul totale della formazione erogata |
15% | 14,2% |
| LAVORO AGILE | |||
| 8 DEGEL WORLDS | Incentivazione del lavoro agile | 85% | 85% |
| Target raggiunto nel 2020 e confermato nel 2022 | Target raggiunto nel 2022 |
| SDGs | OBIETTIVI18 | Target 2023 10 | CONSUNTIVO 2022 |
|---|---|---|---|
| ASSUNZIONI | |||
| EN EX UT WEIGHLAND Economic Connetts |
Incremento di assunzioni, favorendo le giovani generazioni |
800 Persone | 1,344 |
| EDUCAZIONE FINANZIARIA | |||
| BAIT! IBAA'NN |
Incremento di Clienti, Studenti e Comunità coinvolti in iniziative di alfabetizzazione finanziaria |
$+30%$ | $+91%$ |
| Target raggiunto nel 2020 e confermato nel 2022 | Target raggiunto nel 2022 |
Di seguito un aggiornamento delle politiche del Gruppo in relazione ai rapporti con i propri Fornitori.
I rapporti con i Fornitori sono disciplinati dal Codice etico, parte integrante del MOG 231, e dagli standard etici correlati, richiamati con specifica clausola ex D.lgs. 231/200112 nei contratti di fornitura. Il Gruppo impronta, infatti, la propria operatività al rispetto assoluto dei più elevati standard di professionalità, integrità, legalità, trasparenza, correttezza e buona fede, ritenendoli condizione imprescindibile ai fini del corretto funzionamento dell'organizzazione, della tutela della sua affidabilità, reputazione e immagine, nonché della sempre maggior soddisfazione della clientela. Si richiede pertanto a tutti i Fornitori e alle controparti contrattuali in genere l'adozione di standard di condotta coerenti e compatibili con i sopra menzionati principi invitandoli a:
Gli obblighi sopra elencati costituiscono condizione indefettibile per l'instaurazione e/o la prosecuzione del contratto.
Nel corso del 2022 il Regolamento di Gruppo in ambito Sostenibilità è stato integrato con alcuni principi finalizzati ad escludere specifici settori di business o strumenti finanziari non in linea con i propri principi etici e di integrità attraverso un approccio trasversale applicabile, ove compatibile, a tutti gli Stakeholder. Con riferimento ai Fornitori trovano applicazione i criteri di esclusione relativi ad armi non convenzionali e derivati su materie prime alimentari.
Con riferimento all'ambito Social il Consiglio di Amministrazione approva le policy, i regolamenti, la definizione del quadro di rischio, la vigilanza e la gestione dell'attuazione degli obiettivi, della strategia e delle politiche nel contesto della gestione dei rischi sociali (in particolare, si considerano attività a favore della comunità e della società, rapporti con i dipendenti e norme in materia di lavoro, protezione dei consumatori e responsabilità per i prodotti, diritti umani).
Il Gruppo ha previsto l'integrazione, all'interno dei propri sistemi di governance interna, di un comitato volto a gestire i fattori ed i rischi sociali.
Il compito di presidio dei rischi sociali è attribuito al Comitato Rischi e Sostenibilità di Gruppo (Comitato Endoconsiliare). Tale comitato contribuisce all'identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi ambientali, sociali e di governance, tenendo conto delle attività caratteristiche e dei presidi interni identificati. Su proposta del Consiglio di Amministrazione:
Relativamente ai rischi sociali, la segnalazione ricevuta a seconda della natura e dell'entità, viene presa in carico dal Comitato endoconsiliare e/o di governance preposto e condivisa con il Consiglio d'Amministrazione per informativa o deliberazione.
Con riferimento alle sessioni in ambito ESG a cui ha partecipato il Consiglio di Amministrazione, alle sessioni effettuate dal Comitato Rischi e Sostenibilità di Gruppo, nonché all'allineamento della politica di remunerazione agli obiettivi sociali, si rimanda a quanto già indicato nella Table 1, sezione Governance.
Per la tutela dei diritti umani il Gruppo si ispira alla Carta internazionale dei diritti umani delle Nazioni Unite e alla Dichiarazione dell'Organizzazione internazionale del lavoro sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro.
Per il Gruppo l'impegno sui diritti umani include principi e politiche volti a garantire un approccio inclusivo, attraverso specifici presidi che costituiscono parte integrante della struttura di governance e della regolamentazione interna, attraverso i quali viene garantito il rispetto di diversità culturali, sociali, ideologiche, di genere e di età nei confronti di tutti gli Stakeholder, contrastando intimidazioni e molestie sul luogo di lavoro. Il rischio di violazioni, in considerazione del settore di attività e del perimetro geografico dell'operatività, è caratterizzato da una scarsa potenzialità di impatti negativi esterni, con riguardo all'intera catena del valore, sia in termini di probabilità che di severità di accadimento.
Il Codice di Comportamento Interno definisce principi etici, valori aziendali e norme di comportamento inerenti a Dipendenti e Collaboratori esterni, operazioni personali, organizzazione interna e relazione con gli Stakeholder:
o definire standard di buona condotta relativamente alle politiche e alle procedure aziendali;
o sensibilizzare tutti coloro i quali, relativamente alla fornitura di beni e servizi, potrebbero, con la collaborazione diretta o indiretta, attiva o omissiva, di Dipendenti e/o Collaboratori esterni di Credito Emiliano S.p.A., commettere reati nell'interesse o a vantaggio anche o solamente della Banca stessa;
ll processo di identificazione dei rischi climatico-ambientali, sociali e di governance ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto è stato parzialmente rivisto ed aggiornato nel 2021 e potenziato nel corso del 2022 mediante un'integrazione qualitativa della Mappa dei Rischi di Gruppo con nuove sottocategorie di rischio al fine di cogliere a pieno l'impatto dei rischi C&E, sociali e di governance sulle principali categorie di rischio esistenti.
A tali sottocategorie di rischi esistenti è comunque associata e valorizzata anche una categoria stand-alone "Rischi ESG", già prevista nel 2021, al fine di intercettare eventuali elementi di rischio non compresi nelle nuove sottocategorie identificate, ivi compresi i pillar Social e Governance, come di seguito riportato.
I rischi di un impatto finanziario negativo sul Gruppo derivante dagli effetti attuali o prospettici sulle controparti o sugli asset investiti da parte dei fattori Social legati alla sicurezza, condizioni e salute sul lavoro, diritti dei lavoratori, diritti umani, partecipazione ed equità di genere, etc.
Nell'ambito dell'approccio quantitativo adottato dal Gruppo per la stima del rischio reputazionale (tramite un questionario sottoposto ad un campione rappresentativo della clientela), sono stati individuati gli ambiti di indagine più qualificanti a livello ESG identificando gli eventi di rischio riconducibili al pillar attinente alla componente Social. In particolare gli ambiti di indagine hanno riguardato l'operatività in settori controversi, l'attenzione all'ambiente di lavoro e al personale (welfare aziendale, pari opportunità di genere tra Donne e Uomini, formazione), le discriminazioni, l'utilizzo di criteri sociali nella selezione degli investimenti, l'attivazione di politiche a supporto delle comunità locali, ecc..
Tale operazione ha mostrato che per l'esercizio 2022 gli eventi afferenti a fattori Social rappresentano circa il 17% dell'esposizione totale al rischio reputazionale.
Credito Emiliano S.p.A., in qualità di Capogruppo del gruppo bancario Credito Emiliano, ha adottato un modello di amministrazione e controllo tradizionale, caratterizzato dalla presenza dei seguenti organi sociali: Assemblea dei Soci, Consiglio d'Amministrazione, Comitato Esecutivo, Collegio Sindacale.
Delibera sugli indirizzi strategici finalizzati al successo sostenibile, cioè alla creazione di valore nel lungo termine per gli Azionisti e gli altri Stakeholder rilevanti, presidiandone l'attuazione.
L'organo collegiale assicura altresì che la banca:
La Capogruppo effettua la valutazione iniziale e su base continuativa dell'idoneità dei membri dell'organo di amministrazione e dei responsabili delle principali funzioni aziendali e comunica in maniera trasparente e onesta con la Banca Centrale Europea e le autorità nazionali competenti. A seguito delle valutazioni effettuate, la Banca Centrale Europea ha espresso una decisione positiva in termini di idoneità del Consiglio di Amministrazione della Capogruppo.
I seguenti Comitati Consiliari svolgono funzioni istruttorie, consultive e propositive a supporto del Consiglio di Amministrazione e sono presieduti da Amministratori indipendenti:
Nominato dal Consiglio di Amministrazione, esercita le proprie attività nell'ambito dei poteri attribuitigli dal Consiglio e ad esso riconducono le funzioni di controllo di secondo livello:
Conformità alle Norme (Compliance),
Controllo dei Rischi (Risk Management), Antiriciclaggio e Convalida
Vigila sul rispetto delle disposizioni di legge e sull'adeguatezza del sistema organizzativo, amministrativo, di rendicontazione e controllo. Il Collegio Sindacale di Credito Emiliano assolve altresì le funzioni di Organismo di Vigilanza di cui al D.lgs. n. 231/2001 (c.d. OdV 231).
Il Consiglio di Amministrazione presidia, indirizza ed approva la strategia di sostenibilità e la Dichiarazione non Finanziaria, in particolare:
Il Consiglio d'Amministrazione, in quanto massimo organo di governo:
Il Gruppo inoltre è dotato di:
Il Comitato Rischi e Sostenibilità di Gruppo, che viene istituito internamente al Consiglio di Amministrazione, svolge un ruolo di supporto a quest'ultimo nelle valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi ed al sistema dei controlli interni, per garantirne l'adeguatezza rispetto alle caratteristiche dell'impresa e del Gruppo in relazione all'evoluzione dell'organizzazione e dell'operatività, nonché al contesto normativo di riferimento. Il Comitato supporta il Consiglio d'Amministrazione anche nella valutazione della strategia di Sostenibilità del Gruppo, ivi incluso il presidio dei rischi ambientali, sociali e di governance, e l'analisi della Dichiarazione Non Finanziaria e del Codice di Corporate Governance.
In particolare, il Comitato:
interviene inoltre nella definizione degli obiettivi individuali dei Responsabili delle Funzioni Aziendali di Controllo e nella relativa successiva consuntivazione.
ll processo di identificazione dei rischi climatico-ambientali, sociali e di governance ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto è stato parzialmente rivisto ed aggiornato nel 2021 e potenziato nel corso del 2022 mediante un'integrazione qualitativa della Mappa dei Rischi di Gruppo con nuove sottocategorie di rischio al fine di cogliere a pieno l'impatto dei rischi C&E, sociali e di governance sulle principali categorie di rischio esistenti.
A tali sottocategorie di rischi esistenti è comunque associata e valorizzata anche una categoria stand-alone "Rischi ESG", già prevista nel 2021, al fine di intercettare eventuali elementi di rischio non compresi nelle nuove sottocategorie identificate, ivi compresi i pillar Social e Governance, come di seguito riportato.
I rischi di un impatto finanziario negativo sul Gruppo derivante dagli effetti attuali o prospettici sulle controparti o sugli asset investiti da parte dei fattori Governance legati all'anticorruzione, antiriciclaggio, presenza di iniziative e regole volte a garantire la business ethics, governance solida e trasparente, gestione dei rischi e cybersecurity.
Nell'ambito dell'approccio quantitativo adottato dal Gruppo per la stima del rischio reputazionale (tramite un questionario sottoposto ad un campione rappresentativo della clientela), sono stati individuati gli ambiti di indagine più qualificanti a livello ESG identificando gli eventi di rischio riconducibili al pillar attinente alla componente Governance. In particolare, gli ambiti di indagine hanno riguardato il rischio di condotta, l'offerta di prodotti relativi a settori controversi, il falso in bilancio, il greenwashing, ecc.
Tale operazione ha mostrato che per l'esercizio 2022 gli eventi afferenti a fattori Governance rappresentano circa il 20% dell'esposizione totale al rischio reputazionale.
Nella presente sezione vengono rappresentate le seguenti tavole quantitative in ambito "Prudential disclosures on ESG risks (Article 449a CRR)":
Si precisa che, in coerenza con le altre tavole incluse nel presente documento, le informazioni quantitative sono rappresentate in migliaia di euro.
Nel Template 1 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem nei confronti di società non finanziarie che operano in settori connessi al carbonio che contribuiscono in modo significativo al cambiamento climatico, e la qualità di tali esposizioni, compresi lo status di esposizione deteriorata, la classificazione come stage 2 e i relativi accantonamenti, nonché le classi di maturity.
Con riferimento alle metriche ESG, nel Template 1 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem verso controparti escluse dagli "EU Paris-aligned Benchmarks", poiché considerate particolarmente inquinanti. Tali controparti sono definite in accordo all'articolo 12, paragrafo 1, lettere da d) a g), e all'articolo 12, paragrafo 2, del regolamento delegato (UE) 2020/1818, in cui sono definite alcune percentuali soglia di coinvolgimento in tali attività economiche inquinanti superate le quali la società viene esclusa dai benchmark, come indicato di seguito:
Per l'identificazione delle controparti sopra citate, il Gruppo Credem si è avvalso di informazioni recuperate da un data provider esterno.
Con riferimento alla disclosure sulle emissioni assolute (scope 1, 2 e 3), il Gruppo Credem ha deciso di usufruire del periodo di phase-in stabilito dal COMMISSION IMPLEMENTING REGULATION (EU) 2022/2453 – Annex II, dal momento che non è ancora disponibile all'interno dei sistemi banca un dettaglio informativo tale da rappresentare le emissioni nelle modalità richieste dal template. Nello specifico, il dato relativo alle emissioni assolute viene già rendicontato dalla banca nella Dichiarazione Consolidata Non Finanziaria (DCNF), ma dal momento che la Disclosure Pillar 3 ESG richiede un maggior livello di dettaglio e granularità del dato sulle emissioni assolute, la banca ha deciso di non dare disclosure alla prima data di riferimento del 31.12.2022.
Parallelamente sono stati avviati contatti con provider esterni al fine di recuperare il dato di emissioni assolute per le controparti finanziate in accordo al livello di dettaglio richiesto dal Pillar 3.
| b | c | d | e | f | g | h | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Sot tos |
etto re |
Val bile lor do (in mig nta ore co |
liai a d i EU R) |
Rid uzio ne d i va late del acc umu cred ito e ac can |
riaz ioni ativ neg e e al ris chio di vut mig liaia di EUR ) |
||||
| Di c ui e s im clus e da gli i ndic i di sp. v pres e es rifer ime lline ati c on l ordo di P arig i a n nto UE a 'acc orm a dell 'art. 12 p ar.1 , let t. da d) a g), e de ll'ar t. 12 . 2 par (UE ) 20 20/ 181 8 reg. |
Di c ui i ten eco sos bile (CC M) |
Di c ui osiz ion i esp di f 2 ase |
Di c ui osiz ion i esp det erio rate |
Di c ui osiz ion i di esp fase 2 |
Di c ui osiz ion i esp det erio rate |
||||
| 1 | Esp osiz ion i ve i ch ibu isco in m isu ide ole ai c bia nti set tor ntr rso e co no ra c ons rev am me clim atic i* |
15. 984 .41 6 |
133 .45 4 |
718 .64 3 |
306 .12 1 |
222 .19 1 |
9.0 76 |
195 .90 7 |
|
| 2 | icol , sil vico ltur A - Agr tura a e pes |
405 | 6.7 | 25. | 8.1 | 6.0 | 4.7 | ||
| 3 | ca Atti vità iva B - est ratt |
.650 38. 342 |
23 1.0 15 |
528 584 |
05 644 |
61 451 |
463 4 |
93 417 |
|
| 4 | B.0 5 - Est razi di carb e li gnit one one e |
2 | - | - | 1 | - | - | - | |
| 5 | B.0 6 - Est razi di olio ggio e d i ga le petr tura one gre s na |
675 | 1 | - | - | - | - | - | |
| 6 | B.0 7 - Est razi di min eral i m etal lifer i one |
3 | - | 1 | - | - | - | - | |
| 7 | B.0 8 - Altr e at tivit à es trat tive |
37. 657 |
1.0 13 |
582 | 639 | 450 | 4 | 416 | |
| 8 | dei di ll'es B.0 9 - Atti vità vizi to a traz ion ser sup por e |
5 | 1 | 1 | 4 | 1 | - | 1 | |
| 9 | Atti vità nifa iere C - ttur ma |
73. 8.0 396 |
70. 575 |
290 .384 |
77. 483 |
710 61. |
2.9 14 |
50. 977 |
|
| 10 | C.1 0 - Ind rie alim ari ust ent |
1.53 9.4 84 |
316 | 339 44. |
13.4 26 |
11.7 75 |
506 | 9.6 35 |
|
| 11 | C.1 1 - Pro duz ione di bev and e |
301 .722 |
- | 8.0 55 |
2.6 43 |
1.74 9 |
35 | 1.40 8 |
|
| 12 | C.1 2 - Ind ria del tab ust acc o |
1.54 1 |
1.50 4 |
6 | 32 | 1 | - | - | |
| 13 | C.1 3 - Ind rie ili ust tess |
227 .248 |
- | 12.3 36 |
2.3 61 |
1.53 4 |
90 | 1.17 6 |
|
| 14 | C.1 4 - Con fezi di arti coli di abb iglia to one men |
148 .866 |
- | 9.8 09 |
8.5 34 |
5.2 82 |
85 | 4.9 94 |
|
| 15 | 5 - fezi di coli pell ili C.1 Con arti in sim one e e |
.737 122 |
- | 12.5 03 |
70 4.6 |
74 2.3 |
123 | 25 2.1 |
|
| 16 | C.1 6 - Ind ria del legn dei dot ti in leg ghe lusi i m obil i; fa bbr icaz ion e di ust o e pro no e su ro, esc arti coli in lia e teri ali d a in cio trec pag ma |
136 .46 1 |
- | 4.5 91 |
2.2 85 |
1.98 2 |
68 | 1.77 9 |
|
| 17 | C.1 7 - Fab bric azio ne d ella da c , de lla c e d ei p rod otti di sta arta arta cart pa a |
239 .69 1 |
- | 9.6 66 |
89 | 476 | 72 | 81 | |
| 18 | C.1 8 - Sta ripr odu zion rti r egis i trat mp a e e su su ppo |
109 .588 |
- | 3.3 55 |
1.23 5 |
1.1 18 |
68 | 920 | |
| 19 | C.1 9 - Fab bric azio ne d i co ke e dot ti d eriv i da lla r affin azio ne d el p lio ant etro pro |
64. 569 |
62. 352 |
1.9 13 |
19 | 71 | 3 | - | |
| 20 | Fab bric ne d odo him C.2 0 - azio i pr tti c ici |
422 .085 |
2.2 36 |
13.0 99 |
1.37 9 |
1.28 9 |
148 | 754 | |
| 21 | Fab bric azio ne d i pr odo tti f utic i di bas di p ti fa tici C.2 1 - arm ace e e rep ara rma ceu |
.71 120 1 |
- | 309 | 101 | 160 | 3 | 81 | |
| 22 | C.2 2 - Fab bric azio ne d i ar tico li in gom ma |
593 .310 |
- | 17.9 18 |
3.3 88 |
2.7 94 |
159 | 2.0 52 |
|
| 23 | C.2 3 - Fab bric azio ne d i alt ri p rod otti del la la azio ne d i m iner ali n allif eri met vor on |
318 .766 |
1.19 7 |
15.6 91 |
2.8 97 |
2.7 05 |
72 | 2.3 58 |
|
| 24 | C.2 4 - Atti vità tallu rgic he me |
444 .233 |
- | 5.6 55 |
1.0 12 |
1.34 4 |
78 | 922 | |
| 25 | Fab bric ne d odo etal lo, e sclu hin C.2 5 - azio i pr tti i si m ari e at trez zatu n m acc re |
1.18 6.5 49 |
- | 62. 738 |
9.3 61 |
7.7 09 |
675 | 5.8 72 |
|
| 26 | Fab bric azio ne d i co odo tti d i ele nica ttic C.2 6 - ter ttro mpu e pr e o a |
161 .394 |
- | 8.2 12 |
7 1.26 |
1.10 3 |
53 | 906 | |
| 27 28 |
C.2 7 - Fab bric azio ne d i ap hiat ele ttric he par ecc ure C.2 Fab bric azio ne d i m hin ari hia |
279 .437 1.13 3.7 |
325 2.5 |
8.3 58 32. |
1.2 12 12.9 |
12 1.1 10.7 |
63 | 786 9.5 |
|
| 29 | 8 - ture acc e ap par ecc n.c .a. C.2 Fab bric azio ne d i au icol chi mir imo rch tove |
81 107 |
87 | 747 2.4 |
46 1.5 |
68 1.28 |
337 | 77 1.16 |
|
| 30 | 9 - i, ri i mor e se C.3 Fab bric azio ne d i alt ri m ezzi di tras |
.545 46. |
- | 32 2.1 |
15 | 3 | 24 | 7 | |
| 31 | 0 - to por C.3 Fab bric azio ne d i m obil |
592 113 |
- | 20 6.6 |
340 3.5 |
360 2.6 |
8 | 301 2.3 |
|
| 32 | 1 - i Altr dus nifa C.3 e in trie ttur ma |
.510 140 |
- | 66 5.0 |
62 | 34 | 116 | 88 | |
| 33 | 2 - iere Rip zion i e i alla zion e di cch ine hiat C.3 nst ara ma ecc |
.807 112 |
11 | 38 2.8 |
609 2.6 |
620 1.46 |
46 | 440 1.25 |
|
| 34 | 3 - e ap par ure nitu ra d i en ergi a el ica, aria dizi D - For ettr gas , va por e e con ona |
.769 180 |
47 43. |
28 24. |
00 2.3 |
7 1.18 |
82 | 5 | |
| 35 | ta D35 .1 - Pro duz ion issi e d istr ibu zion e di ergi a el e, tr ettr asm one en |
.713 60. |
243 19.5 |
581 2.2 |
87 2.3 |
0 | 85 | 906 | |
| 36 | ica D35 .11 Pro duz ion e di rgia ele ttric ene |
697 36. |
38 19.5 37 |
51 2.1 51 |
86 | 953 | 4 | 906 | |
| 37 | a - D35 .2 - Pro duz ion e di ; di stri buz ion e di bus tibi li ga si m edia dot nte te gas com sso con |
229 117 |
23. 705 |
22. | 623 | 240 | 2 | 218 | |
| 38 | ra d dizi D35 .3 - For nitu i va aria ta por e e con ona |
.234 2.7 82 |
- | 330 - |
1 - |
223 4 |
81 - |
- - |
|
| 39 | ra d ti fo di o de i rif E - For nitu i ac rie, att ività trat tam ent iuti isan nto qua ; re gna e r ame |
325 .002 |
- | 17 6.2 |
3.1 22 |
05 2.4 |
57 | 45 2.0 |
|
| 40 | Cos ioni F - truz |
712 .877 |
2.2 83 |
578 41. |
51. 585 |
37. 929 |
722 | 36. 364 |
|
| 41 | F.4 1 - Cos ion e di edi fici truz |
179 .004 |
137 | 13.2 98 |
30. 144 |
22. 013 |
240 | 21. 508 |
|
| 42 | F.4 2 - Ing eria civ ile egn |
188 .483 |
1.85 9 |
8.0 83 |
7.2 91 |
5.6 61 |
64 | 5.4 19 |
|
| 43 | F.4 3 - Lav ori di c uzio ializ zati ostr ne s pec |
345 .390 |
287 | 20. 197 |
14. 150 |
10.2 55 |
418 | 9.4 37 |
|
| 44 | G - Com cio all'i al d glio ; rip zion e di icol i e m icli etta tove otoc mer ngr oss o e ara au |
4.1 80. 740 |
6.2 15 |
124 .920 |
87. 436 |
65. 945 |
1.36 3 |
59. 583 |
|
| 45 | H - Tra rto zzin io spo e m aga agg |
465 .543 |
- | 33. 914 |
7.6 13 |
6.3 75 |
582 | 5.2 06 |
|
| 46 | Tra edia dot H.4 9 - rto terr estr tras to m nte te spo e e por con |
291 .439 |
- | 20. 886 |
4.7 16 |
3.8 42 |
458 | 3.0 06 |
|
| 47 | H.5 0 - Tra rti m arit tim i e p ie d 'acq spo er v ua |
19.9 83 |
- | 3.7 76 |
156 | 141 | 35 | 80 | |
| 48 | H.5 1 - Tra rto spo aer eo |
1.26 0 |
- | 3 | - | 2 | - | - | |
| 49 | H.5 2 - Mag inag gio tivit à di ai t ti e at rto azz su ppo ras por |
150 .304 |
- | 8.8 24 |
2.5 86 |
2.2 20 |
60 | 1.98 3 |
|
| 50 | H.5 3 - Ser vizi stal i e a ttiv ità di c orri po ere |
2.5 57 |
- | 425 | 155 | 170 | 29 | 137 | |
| 51 | I - Ser vizi di allo ggio e d i ris tora zion e |
250 .863 |
- | 52. 303 |
17.4 46 |
8.7 98 |
821 | 7.6 89 |
|
| 52 | mob iliar L - Atti vità im i |
1.35 1.29 0 |
3.4 00 |
118 .634 |
50. 300 |
31. 337 |
2.0 65 |
27. 927 |
|
| 53 | osiz ion i ve i di si d uel li c he trib uis o in mi nsi der le a i Esp set tor rso ver a q con con sur a co evo bia nti clim atic i* cam me |
2.4 21. 350 |
12 | 107 .28 9 |
33. 679 |
24. 583 |
1.5 01 |
20. 814 |
|
| 54 | K - Atti vità fin iari icur ativ anz e e ass e |
85. 333 |
- | 2.7 94 |
840 | 768 | 88 | 595 | |
| 55 | Esp osiz ioni ltri sett ori (cod ici N ACE J, M - U) ver so a |
2.3 36. 017 |
12 | 104 .495 |
32. 839 |
23. 815 |
1.4 13 |
20. 219 |
|
| 56 | TOT ALE |
18. 405 .76 6 |
133 .46 6 |
825 .93 2 |
339 .80 0 |
246 .77 4 |
10. 577 |
216 .72 1 |
| i | j | k | l | m | n | o | p | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Sot | tos etto re |
issi oni Em ra ( issi ser em tro con par |
fin iate di ffet to gas anz a e oni di bito 1, 2 e 3 d ella am te) (in ton nel late di CO 2 ival ent e) equ Di c ui e mis sion i fina nzi di bito 3 ate am |
Em issi oni di ffet to gas a e ra ( colo i): val ser nna ore tab ile lord con o le d el p afo glio tua ort per cen o ri da nal azio ni ato cav seg cifi che de ll'im spe pre sa |
5 a nni <= |
> 5 0 ann ni < = 1 an i |
> 1 0 a nni <= 20 i ann |
> 2 0 a nni |
Dur ata me dia pon der ata |
| 1 | Esp osiz ion i ve i ch ibu isco in mis nsi der le a i ca mb iam i set tor ntr ent rso e co no ura co evo clim atic i* |
14. 066 .06 1 |
1.3 52. 416 |
561 .53 0 |
4.4 09 |
2 | |||
| 2 | icol , sil ltur A - Agr tura vico a e pes ca |
343 .089 |
53. 374 |
7.2 00 |
1.98 7 |
3 | |||
| 3 | Atti vità iva B - est ratt |
37. 518 |
824 | - | - | 2 | |||
| 4 | B.0 5 - razi di carb e li gnit Est one one e |
2 | - | - | - | - | |||
| 5 | B.0 6 - Est razi di olio ggio e d i ga le petr tura one gre s na |
675 | - | - | - | - | |||
| 6 | B.0 7 - Est razi di min eral i m etal lifer i one |
3 | - | - | - | - | |||
| 7 | B.0 8 - Altr tivit à es tive e at trat |
36. 833 |
824 | - | - | 2 | |||
| 8 | B.0 9 - Atti vità dei vizi di to a ll'es traz ion ser sup por e |
5 | - | - | - | - | |||
| 9 | nifa C - Atti vità ttur iere ma |
7.5 69. 536 |
361 .409 |
142 .084 |
367 | 2 | |||
| 10 | Ind rie alim ari C.1 0 - ust ent |
1.47 7.5 73 |
53. 898 |
8.0 13 |
- | 2 | |||
| 11 | C.1 1 - Pro duz ione di bev and e |
286 .915 |
14.5 19 |
288 | - | 2 | |||
| 12 | C.1 2 - Ind ria del tab ust acc o |
1.54 1 |
- | - | - | 1 | |||
| 13 | C.1 3 - Ind rie ili ust tess |
214 .884 |
8.4 49 |
3.9 15 |
- | 2 | |||
| 14 | C.1 4 - Con fezi di arti coli di abb iglia to one men |
138 .558 |
7.0 87 |
3.2 21 |
- | 2 | |||
| 15 | fezi di coli pell ili C.1 5 - Con arti in sim one e e |
115 .935 |
4.1 38 |
2.6 64 |
- | 2 | |||
| 16 | Ind ria del legn dei dot ti in leg ghe lusi i m obil i; fa bbr icaz ion e di C.1 6 - ust o e pro no e su ro, esc arti coli in lia e teri ali d a in cio trec pag ma |
.215 130 |
4.1 66 |
2.0 80 |
- | 3 | |||
| 17 | C.1 7 - Fab bric azio ne d ella da c , de lla c e d ei p rod otti di sta arta arta cart pa a |
218 .207 |
15.5 97 |
5.8 87 |
- | 2 | |||
| 18 | C.1 8 - Sta ripr odu zion rti r egis i trat mp a e e su su ppo |
101 .75 1 |
4.8 49 |
2.9 88 |
- | 2 | |||
| 19 | C.1 9 - Fab bric azio ne d i co ke e dot ti d eriv i da lla r affin azio ne d el p lio ant etro pro |
64. 569 |
- | - | - | 1 | |||
| 20 | C.2 0 - Fab bric azio ne d i pr odo tti c him ici |
404 .834 |
10.2 89 |
6.9 62 |
- | 2 | |||
| 21 | Fab bric ne d odo tti f i di bas di p ti fa C.2 1 - azio i pr utic tici arm ace e e rep ara rma ceu |
114 .436 |
1.97 6 |
4.2 99 |
- | 2 | |||
| 22 | Fab bric azio ne d i ar tico li in C.2 2 - gom ma |
556 .625 |
22. 841 |
13.8 44 |
- | 2 | |||
| 23 | C.2 3 - Fab bric azio ne d i alt ri p rod otti del la la azio ne d i m iner ali n allif eri met vor on |
295 .217 |
22. 061 |
1.48 8 |
- | 2 | |||
| 24 | C.2 4 - Atti vità tallu rgic he me |
424 .722 |
13.6 38 |
5.8 73 |
- | 1 | |||
| 25 | C.2 5 - Fab bric azio ne d i pr odo tti i etal lo, e sclu si m hin ari e at trez zatu n m acc re |
1.09 4.9 81 |
65. 955 |
25. 613 |
- | 3 | |||
| 26 | Fab bric ne d odo tti d i ele C.2 6 - azio i co ter ttro nica ttic mpu e pr e o a |
155 .56 1 |
3.0 61 |
2.7 72 |
- | 2 | |||
| 27 | 7 - Fab bric azio ne d i ap hiat ele ttric he C.2 par ecc ure |
266 .206 |
9.7 94 |
37 3.4 |
- | 2 | |||
| 28 | C.2 8 - Fab bric azio ne d i m hin ari hia ture acc e ap par ecc n.c .a. |
1.03 3.5 53 |
60. 661 |
39. 567 |
- | 2 | |||
| 29 | C.2 9 - Fab bric azio ne d i au icol i, ri chi mir imo rch i tove mor e se |
102 .873 |
3.0 86 |
1.58 6 |
- | 2 | |||
| 30 | C.3 0 - Fab bric azio ne d i alt ri m ezzi di tras to por |
44. 304 |
2.2 88 |
- | - | 2 | |||
| 31 | C.3 1 - Fab bric azio ne d i m obil i |
101 .372 |
8.8 36 |
3.3 02 |
- | 3 | |||
| 32 33 |
C.3 2 - Altr e in dus trie nifa ttur iere ma alla e di cch hiat C.3 zion i e i zion ine |
122 .946 101 |
15.5 16 8.7 |
1.97 8 2.3 |
367 | 3 | |||
| 34 | 3 - Rip nst ara ma e ap par ecc ure nitu ra d i en a el aria dizi For ettr |
.758 168 |
04 11.9 |
07 | - | 2 | |||
| 35 | ergi ica, D - ta gas , va por e e con ona D35 Pro duz ion issi e d istr ibu zion e di a el ettr |
.793 50. |
20 10.6 |
- | - | 2 | |||
| 36 | .1 - ergi ica e, tr asm one en D35 .11 Pro duz ion e di rgia ele ttric ene |
041 27. |
56 8.7 |
- | - | 2 | |||
| 37 | a - D35 Pro duz ion e di ; di stri buz ion e di bus tibi li ga si m edia dot nte com sso con |
520 116 |
09 1.22 |
- | - | 3 | |||
| 38 | .2 - te gas D35 .3 - For nitu ra d i va aria dizi por e e con ona |
.008 2.7 |
6 | - | - | 2 | |||
| 39 | ta ra d ti fo di o de i rif E - For nitu i ac rie, att ività trat tam ent iuti isan qua ; re gna e r ame |
44 316 |
38 8.4 |
- | - | 3 | |||
| 40 | nto ioni F - Cos truz |
.339 637 .37 1 |
18 51. 794 |
245 23. 461 |
- 251 |
2 3 |
|||
| 41 | Cos ion e di edi fici F.4 1 - truz |
147 .078 |
22. 118 |
9.5 57 |
251 | 3 | |||
| 42 | F.4 2 - Ing eria civ ile egn |
178 .449 |
5.8 62 |
4.1 72 |
- | 3 | |||
| 43 | F.4 3 - Lav ori di c uzio ializ zati ostr ne s pec |
311 .844 |
23. 814 |
9.7 32 |
- | 3 | |||
| 44 | G - Com cio all'i al d glio ; rip zion e di icol i e m icli etta tove otoc mer ngr oss o e ara au |
3.8 65. 583 |
215 .870 |
99. 287 |
- | 2 | |||
| 45 | H - Tra zzin io rto spo e m aga agg |
432 .748 |
25. 777 |
6.4 85 |
533 | 2 | |||
| 46 | edia dot H.4 9 - Tra rto terr estr tras to m nte te spo e e por con |
272 .499 |
14.0 25 |
4.9 15 |
- | 3 | |||
| 47 | H.5 Tra rti m arit tim i e p ie d 0 - 'acq spo er v ua |
17. 193 |
2.1 36 |
654 | - | 3 | |||
| 48 | H.5 Tra 1 - rto spo aer eo |
1.26 0 |
- | - | - | 2 | |||
| 49 | H.5 2 - Mag inag gio tivit à di ai t ti e at rto azz su ppo ras por |
139 .514 |
9.3 41 |
916 | 533 | 2 | |||
| 50 | H.5 3 - Ser vizi stal i e a ttiv ità di c orri po ere |
2.2 82 |
275 | - | - | 2 | |||
| 51 | I - Ser vizi di allo ggio e d i ris zion tora e |
165 .843 |
62. 054 |
22. 730 |
236 | 4 | |||
| 52 | L - Atti vità im mob iliar i |
529 .24 1 |
560 .976 |
260 .038 |
1.03 5 |
6 | |||
| 53 | osiz ion i ve i di si d uel li c he trib uis o in mi nsi der le a i Esp set tor rso ver a q con con sur a co evo bia nti clim atic i* cam me |
1.8 82. 522 |
468 .96 3 |
68. 455 |
1.4 10 |
3 | |||
| 54 | K - Atti vità fin iari icur ativ anz e e ass e |
64. 230 |
18.0 89 |
3.0 14 |
- | 4 | |||
| 55 | Esp osiz ioni ltri ori (cod ici N ACE J, M - U) sett ver so a |
1.8 18.2 92 |
450 .874 |
65. 441 |
1.4 10 |
3 | |||
| 56 | TOT ALE |
15. 948 .58 3 |
1.8 21. 379 |
629 .98 5 |
5.8 19 |
3 |
* Conformemente al regolamento delegato (UE) 2020/1818 della Commissione che integra il regolamento (UE) 2016/1011 per quanto riguarda le norme minime per gli indici di riferimento UE di transizione climatica e per gli indici di riferimento UE allinenati con l'accordo di Parigi - regolamento sulle norme per gli indici di riferimento climatici - considerando 6: settori di cui alle sezioni da A a H e alla sezione L dell'allegato I del regolamento (CE) n. 1893/2006
Nel Template 2 è rappresentato il "gross carrying amount" dei prestiti garantiti da immobili commerciali e residenziali erogati dal Gruppo Credem, con un focus sulle informazioni riguardanti il livello di efficienza energetica delle garanzie reali misurato in termini di consumo energetico in kWh/m2 e in termini di classe attribuita dall'attestato di prestazione energetica (APE).
Il template richiede inoltre la medesima disclosure riferita alle garanzie reali immobiliari recuperate (c.d. repossessed collateral), tuttavia si tratta di una casistica non applicabile per il Gruppo Credem.
Per il recupero delle informazioni relative all'efficienza energetica, il Gruppo Credem si è avvalso di un data provider esterno.
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | n | o | p | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Val nta ore co |
bile lor do tot |
ale (in mig |
liai a d i EU R) |
||||||||||||||
| Liv ello di |
effi cie nza en |
etic a (p erg kW h/m 2 de lle |
io d i pr unt egg ie r eali gar anz |
azio est ne ene ) |
tica in rge |
Liv | ello di effi |
cie erg nza en |
etic a (c lass |
del le g e A PE |
nzi ali) ara e re |
lass Sen za c gar anz |
del le e A PE ie r eali |
||||
| Set | e d ella tor ntr rte co opa |
0; < = 1 00 |
> 1 00; <= 200 |
> 2 00; <= 300 |
> 3 00; <= 400 |
> 4 00; <= 500 |
> 5 00 |
A | B | C | D | E | F | G | Di c ui l ivel lo di e ffic ienz a ica rget ene (pun tegg io in PE kWh /m2 dell e nzie gara real i) stim ato |
||
| 1 | Tot ale a U E are |
11.6 66. 266 |
1.47 7.0 72 |
4.6 14.2 33 |
2.1 88. 214 |
1.25 2.7 36 |
418 .540 |
120 .890 |
343 .693 |
130 .053 |
134 .867 |
261 .647 |
360 .346 |
408 .995 |
492 .283 |
9.5 34. 382 |
83% |
| 2 | Di c ui p iti g ntit i da ben i im mob ili n rest ara on side nzia li re |
1.00 2.2 40 |
9.9 63 |
54. 596 |
147 .443 |
213 .206 |
677 91. |
145 10. |
75 2.1 |
7 1.39 |
3.0 16 |
3.9 63 |
4.0 46 |
3.5 86 |
7.7 15 |
976 .342 |
51% |
| 3 | Di c ui p iti g ntit i da ben i im mob ili rest ara resi den zial i |
10.6 64. 026 |
1.46 7.1 10 |
4.5 59. 637 |
2.0 40. 772 |
1.03 9.5 31 |
326 .863 |
110 .746 |
341 .518 |
128 .656 |
131 .85 1 |
257 .685 |
356 .300 |
405 .409 |
484 .568 |
8.5 58.0 39 |
87% |
| 4 | Di c ui g nzie li ot isen don e il tenu te a ara rea cqu o: b eni imm obil i re side nzia li e p oss ess non side li nzia re |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 5 | Di c ui l ivel lo d i eff icie tica nza en erge (p io P E in k Wh /m2 del le g nzie unt egg ara ali) stim ato re |
7.9 39. 765 |
862 .230 |
3.8 22. 177 |
1.74 3.7 16 |
1.07 8.7 83 |
360 .108 |
72. 751 |
- | - | - | - | - | - | - | 7.9 39. 765 |
100 % |
| 6 | Tot ale tra UE are a ex |
6.8 06 |
173 | 1.02 2 |
3.0 80 |
1.73 6 |
261 | 202 | - | - | 68 | 105 | 393 | - | 169 | 6.0 71 |
95% |
| 7 | Di c ui p iti g ntit i da ben i im mob ili n rest ara on side nzia li re |
211 | 43 | - | 61 | 3 | - | - | - | - | - | 43 | - | - | - | 168 | 38% |
| 8 | Di c ui p iti g ntit i da ben i im mob ili rest ara den zial resi i |
6.5 95 |
130 | 1.02 2 |
3.0 19 |
1.73 4 |
261 | 202 | - | - | 68 | 62 | 393 | - | 169 | 5.9 03 |
96% |
| 9 | Di c ui g nzie li ot isen don e il tenu te a ara rea cqu o: b eni imm obil i re side nzia li e p oss ess non side nzia li re |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 10 | Di c ui l ivel lo d i eff icie tica nza en erge (p io P E in kW h/m 2 de lle g nzie li) unt egg ara rea tim ato s |
5.7 38 |
- | 531 | 3.0 80 |
1.73 6 |
189 | 202 | - | - | - | - | - | - | - | 5.7 38 |
100 % |
Nel Template 4 sono rappresentate le esposizioni del Gruppo Credem verso controparti che figurano tra le prime 20 imprese a più alta intensità di carbonio a livello mondiale, e viene data un'indicazione sulla numerosità delle imprese più inquinanti incluse nel calcolo del valore contabile lordo aggregato.
Il Gruppo Credem ha deciso di adottare un approccio ibrido per l'identificazione delle controparti a più alta intensità di carbonio a livello mondiale. Tra le diverse fonti pubbliche proposte a titolo esemplificativo all'interno del Commission Implementing Regulation (EU) 2022/2453 – Annex II, il Gruppo ha infatti optato per considerare sia la lista delle "top 20 polluting firms" resa disponibile al pubblico dal Climate Accountability Institute sia quella del Carbon Disclosure Project. Dalle analisi condotte dal Gruppo, è emerso come le 2 liste presentino le medesime controparti per quanto attiene a 17 imprese, mentre differiscano per 6 imprese totali. Al fine di produrre una disclosure più comprensiva, la lista finale utilizzata dalla banca per la compilazione del Template 4, quindi, considera sia le 17 imprese comuni alle 2 fonti pubbliche, che le imprese residuali che si trovano in una ma non nell'altra lista, per un totale di 23 controparti.
Nell'effettuare la disclosure sulle controparti "top 20 polluting firms", il Gruppo Credem ha tenuto in considerazione anche eventuali società controllate dalle holding incluse nella lista finale sopracitata.
| a | b | c | d | e | |
|---|---|---|---|---|---|
| Valore contabile lordo (aggregato) |
Valore contabile lordo riferito alla società rispetto al valore contabile lordo totale (aggregato) |
Di cui ecosostenibile (CCM) |
Durata media | Numero di imprese tra le 20 più inquinanti |
|
| 1 | 84.737 | 0,157% | 3,91 | 4 |
Le esposizioni presenti nel Modello 4 al 31 dicembre 2022 sono pressochè interamente riconducibili a titoli di debito del banking book.
Nel Template 5 sono rappresentate le informazioni sulle esposizioni del Gruppo Credem nei confronti di società non finanziarie, sui prestiti garantiti da beni immobili e sulle garanzie reali immobiliari recuperate, soggette a rischi fisici acuti e cronici.
Il rischio fisico è classificato come "acuto" quando deriva da eventi estremi come possono essere siccità, inondazioni e tempeste, e "cronico" quando deriva da cambiamenti progressivi, come l'aumento delle temperature e lo stress idrico.
Il Gruppo ha individuato due aree geografiche soggette a rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: Italia e Resto del mondo.
Per l'identificazione delle esposizioni soggette a rischi fisici acuti e cronici, il Gruppo si è avvalso di informazioni recuperate da un data provider esterno.
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | j | k | l | m | n | o | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Val nta ore co |
bile lor do (in mig |
liai a d i EU R) |
|||||||||||||
| di c | ui e sizi spo |
oni sibi li a ll'im sen |
to d i ev pat ent |
i fis ici con nes |
si a i ca mb iam |
i cl ima tici ent |
|||||||||
| Var iab ile: afic a ri sch io f isic i tta are a ge ogr a so gge o c onn ess o a bia nti clim atic i - e ti a cut i e nic i cam me ven cro |
Rip | arti zio ne |
teg per ca |
oria di sca |
den za |
di c ui osiz ion i esp sibi li sen all'i atto mp di e ti ven nic i cro |
di c ui osiz ion i esp sibi li sen all'i atto mp di e ti ven ti acu |
di c ui osiz ion i esp sibi li sen all'i atto mp di e ti s ia ven nic i ch cro e ti acu |
Di c ui osiz ion esp i di fas e 2 |
Di c ui osiz io esp ni det erio rate |
Rid uzi iazi var val ore cre |
di val one ore oni ive gat ne dov ute eq uo dito e a cca |
ula ta, acc um um ula te d el acc um al risc hio di i nto ent nam |
||
| 5 <= i ann |
> 5 i <= ann i 10 ann |
> 1 0 i <= ann i 20 ann |
> 2 0 i ann |
Dur ata dia me der ata pon |
si a i si a i con nes con nes bia nti bia nti cam me cam me clim atic i clim atic i |
si a i con nes bia nti cam me clim atic i |
Di c ui osiz io esp ni d i fa se 2 |
Di c ui osiz ion i esp det erio rate |
|||||||
| 1 | icol , sil vico ltur A - Agr tura a e pes ca |
405 .650 |
81. 088 |
16.9 35 |
2.1 05 |
1.98 7 |
3 | 27. 811 |
388 | - | 76 4.1 |
1.76 4 |
1.04 2 |
70 | 740 |
| 2 | B - Atti vità iva est ratt |
38. 342 |
9.1 36 |
219 | - | - | 2 | 4.9 36 |
5 | - | 58 | 125 | 32 | - | 24 |
| 3 | C - Atti vità nifa iere ttur ma |
8.0 73. 328 |
1.55 5.8 19 |
88. 706 |
29. 115 |
- | 2 | 132 .302 |
7.6 16 |
1 | 65. 636 |
10.7 92 |
8.6 82 |
779 | 6.2 62 |
| 4 | D - For nitu ra d i en ergi a el ettr ica, aria dizi ta gas , va por e e con ona |
180 .714 |
9.2 59 |
2.1 49 |
- | - | 2 | 5.7 77 |
3 | - | 5 | 19 | 18 | - | 11 |
| 5 | ra d ti fo di o de i rif E - For nitu i ac rie, att ività trat tam ent iuti qua ; re gna e risa ent nam o |
325 .002 |
25. 011 |
1.53 4 |
- | - | 3 | 12.2 22 |
55 | - | 1.46 1 |
77 | 76 | 12 | 36 |
| 6 | F - Cos ioni truz |
712 .876 |
99. 276 |
12. 150 |
13.4 58 |
- | 4 | 23. 864 |
2.0 13 |
- | 6.5 18 |
6.2 99 |
4.2 46 |
237 | 3.8 59 |
| 7 | cio all'i al d glio ; rip zion e di icol i e G - Com etta tove mer ngr oss o e ara au ocic li mot |
78. 527 4.1 |
836 .590 |
81. 298 |
29. 135 |
- | 2 | 168 .732 |
5.5 44 |
2 | 31. 503 |
19.6 24 |
58 12.0 |
398 | 10.4 62 |
| 8 | H - Tra zzin io rto spo e m aga agg |
465 .542 |
67. 618 |
3.3 53 |
2.5 21 |
519 | 3 | 13.4 45 |
150 | - | 6.1 57 |
386 | 376 | 65 | 231 |
| 9 | Atti vità im mob iliar i L - |
1.35 1.29 0 |
138 .744 |
163 .57 1 |
60. 241 |
196 | 6 | 80. 679 |
3.0 06 |
- | 32. 375 |
09 14.4 |
5.8 89 |
709 | 4.7 44 |
| 10 | Pre stit i ga titi da b eni imm obil i re side nzia li ran |
10.6 60. 855 |
62. 682 |
181 .677 |
660 .790 |
2 64. 376 |
16 | 121 .192 |
14.0 12 |
- | 107 .243 |
32. 096 |
16.2 79 |
2.7 65 |
12. 195 |
| 11 | stit i ga titi da b eni imm obil i no side nzia li Pre ran n re |
1.00 1.90 6 |
67. 924 |
144 .384 |
64. 069 |
3.1 32 |
8 | 50. 886 |
5.2 32 |
- | 385 49. |
18.9 04 |
9.7 53 |
1.05 9 |
8.1 04 |
| 12 | Gar ie r eali rate anz rec upe |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Alt ri s ri p erti ti (s e ri tizi tine ) etto nte nen egu par one se per |
2.5 037 23. |
273 .92 2 |
274 81. |
32. 146 |
972 | 4 | 88. 916 |
3.1 03 |
1 | 250 44. |
11. 183 |
6.4 44 |
673 | 5.2 75 |
| 14 | di i: I - Se rviz i di allo ggio e d i ris zion tora cu e |
250 .863 |
33. 303 |
23. 109 |
7.5 99 |
- | 5 | 17.5 73 |
1.45 7 |
- | 14. 179 |
4.8 95 |
2.2 71 |
172 | 2.0 19 |
| 15 | di i: J form azio uni ion - In cu ne e com caz e |
270 .132 |
34. 542 |
5.2 91 |
2.0 55 |
394 | 3 | 11.5 93 |
177 | - | 3.7 44 |
1.03 3 |
512 | 37 | 413 |
| 16 | di i: K - A ttiv ità fina nzia rie sicu rati cu e as ve |
85. 333 |
7.1 55 |
5.2 82 |
312 | - | 5 | 4.4 30 |
38 | - | 889 | 175 | 40 | 6 | 27 |
| 17 | di fess ali, ntif iche iche i: M - A ttiv ità ion scie e t cu pro ecn |
570 .696 |
77. 784 |
17.0 38 |
13. 187 |
578 | 5 | 17.4 60 |
483 | 1 | 10.6 67 |
2.5 19 |
1.96 4 |
304 | 1.54 5 |
| 18 | di i: N - A ttiv ità inis ive e di vizi di trat to cu amm ser sup por |
338 .857 |
53. 172 |
7.7 74 |
3.2 04 |
- | 4 | 18.4 40 |
458 | - | 7.2 68 |
1.07 4 |
712 | 84 | 544 |
| 19 | di bbl e di fesa evid cial i: O - A inis traz ion ica cu mm e pu , pr enz a so e obb liga tori a |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 20 | di i: P - Is ion truz cu e |
19.7 98 |
2.4 76 |
1.96 0 |
1.73 4 |
- | 7 | 1.17 5 |
14 | - | 1.2 18 |
111 | 72 | 17 | 48 |
| 21 | di i: Q ttiv ità dei izi s ani tari e d i as sist cial - A cu serv enz a so e |
.520 162 |
087 46. |
13.2 14 |
35 2.6 |
- | 4 | 10.9 86 |
304 | - | 79 2.4 |
659 | 448 | 18 | 330 |
| 22 | di i: R - A oli e po l iber rte, ttac tem cu spe o |
26. 189 |
7.9 86 |
2.4 73 |
255 | - | 4 | 2.2 13 |
97 | - | 2.4 21 |
318 | 192 | 8 | 171 |
| 23 | di ltri i: S - A izi cu serv |
798 .649 |
11.4 17 |
5.1 33 |
1.16 5 |
- | 5 | 5.0 46 |
75 | - | 1.38 5 |
399 | 233 | 27 | 178 |
| a | b | d f h i c e g |
l | m | n | o | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Val nta ore co |
bile lor do (in mig |
liai a d i EU R) |
|||||||||||||
| di c | ui e sizi spo |
oni sibi li a ll'im sen |
to d i ev pat ent |
i fis ici con nes |
si a i ca mb iam |
i cl ima tici ent |
|||||||||
| iab ile: afic a ri sch io f isic i Var tta a ge ogr gge are a so o c onn ess o a bia nti clim atic i - e ti a i e nic i cut cam me ven cro |
Rip | arti zio ne |
teg per ca |
oria di sca |
den za |
di c ui osiz ion i esp sibi li sen all'i atto mp di e ti ven nic i cro |
di c ui osiz ion i esp sibi li sen all'i atto mp di e ti ven ti acu |
di c ui osiz ion i esp sibi li sen all'i atto mp di e ti s ia ven nic i ch cro e ti acu |
Di c ui osiz ion esp i di fas e 2 |
Di c ui osiz io esp ni det erio rate |
Rid uzi iazi var val ore cre |
di val one ore oni ive gat ne dov ute eq uo dito e a cca |
ula ta, acc um um ula te d el acc um al risc hio di i nto ent nam |
||
| 5 <= i ann |
> 5 i <= ann 10 i ann |
> 1 0 i <= ann 20 i ann |
> 2 0 i ann |
Dur ata dia me der ata pon |
si a i con nes bia nti cam me clim atic i |
si a i con nes bia nti cam me clim atic i |
si a i con nes bia nti cam me clim atic i |
Di c ui osiz io esp ni d i fa se 2 |
Di c ui osiz ion i esp det erio rate |
||||||
| 1 | icol , sil ltur A - Agr tura vico a e pes ca |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 2 | B - Atti vità iva est ratt |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3 | nifa C - Atti vità ttur iere ma |
68 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 4 | D - For nitu ra d i en ergi a el ica, aria dizi ettr ta gas , va por e e con ona |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 5 | E - For nitu ra d i ac ti fo rie, ività di o de i rif iuti att trat tam ent qua ; re gna e risa ent nam o |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 6 | F - Cos ioni truz |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | G - Com cio all'i al d glio ; rip zion e di icol i e etta tove mer ngr oss o e ara au li mot ocic |
2.2 13 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 8 | H - Tra zzin io rto spo e m aga agg |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 9 | mob iliar L - Atti vità im i |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 10 | Pre stit i ga titi da b eni imm obil i re side nzia li ran |
9.7 67 |
106 | 819 | 548 | - | 10 | - | 16 | - | 483 | 8 | 16 | 7 | 7 |
| 11 | Pre stit i ga titi da b eni imm obil i no side nzia li ran n re |
545 | - | 61 | 111 | - | 9 | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 12 | Gar ie r eali rate anz rec upe |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Alt ri s etto ri p erti ti (s e ri tizi tine nte ) nen egu par one se per |
149 .176 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 14 | di i: I - Se rviz i di allo ggio e d i ris zion tora cu e |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 15 | di i: J - In form azio uni ion cu ne e com caz e |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 16 | di i: K - A ttiv ità fina nzia rie sicu rati cu e as ve |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 17 | di i: M - A ttiv ità fess ion ali, scie ntif iche iche e t cu pro ecn |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 18 | di i: N ttiv ità inis ive e di vizi di - A trat to cu amm ser sup por |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 19 | di i: O - A inis ion bbl ica e di fesa evid cial traz cu mm e pu , pr enz a so e obb liga tori a |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 20 | di i: P ion - Is truz cu e |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 21 | di i: Q - A ttiv ità dei izi s ani tari e d i as sist cial cu serv enz a so e |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 22 | di i: R - A oli e po l iber rte, ttac tem cu spe o |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 23 | di i: S - A ltri izi cu serv |
149 .176 |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
Nel Template 10 sono rappresentate le informazioni sulle esposizioni green del Gruppo Credem - bond e loan - che non risultano in linea con lo standard EU Taxonomy, ma che sostengono i clienti nel processo di transizione e adattamento ai cambiamenti climatici.
In attesa della definizione delle regole per l'applicazione della Tassonomia (Regulation (EU) 2020/852), il Gruppo ha condiviso di considerare ai fini del Template 10 i loans/bond come descritto di seguito:
Per il recupero delle informazioni sopra citate relative alle "avoided CO2 emissions", il Gruppo Credem si è avvalso di un data provider esterno.
| a | b | c | d | e | f | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Tip o d i s fin zia rio tru nto me an |
Tip o d i c tro rte on pa |
Va lor e bil nta co e lor do ( in mi lia ia di g R) EU |
Tip o d i ri sch io mi tig ato (r isc hio di nsi zio tra ne i co nn ess o a bia nti cam me cli tic i) ma |
Tip o d i ris ch io mi tig ato (r isc hio fis ico i co nn ess o a bia nti cam me cli tic i) ma |
Inf azi i q lita tiv ull del le azi i d i m itig azi atu orm on ua e s a n ra on on e |
|
| 1 | Soc iet à f ina nzi ari e |
32 4.5 44 |
Y | Y | Son o in clu inc ipa lm bb liga zio ni la f ina lità di fin zia ent se pr e o em ess e c on an re tti rel ati vi: alla odu zio di ia rin abi le ( elli fo olt aic i, tov pro ge pr ne ene rg nov pa nn ia eol ica ali sol ari ), a ll'a o d ell' effi cie eti al la ntr ter ent ene rg , ce mo um nza en erg ca, bil ità ed al nib ile, al la p ion al llo tra rto ste tro mo spo so rev enz e e con del l'in ina alla uzi e d i ed ific i so nib ili nto str ste qu me e co on |
|
| 2 | Ob bli d e ble ion i (a s. " ina sta gaz gre en , su , |
Soc iet à n fin zia rie on an |
12. 97 9 |
Y | Y | o in clu inc ipa lm bb liga zio ni la f ina lità di fin zia Son ent se pr e o em ess e c on an re: tti rel ati vi a lle ie r inn bil i pro ge ene rg ova |
| 3 | tai bil ity -lin ked " in ba sus na se a n orm e div e d lle del l'U E) ers a q ue |
Di cui titi titi da : p res ga ran ben i im bil i n mo on ide nzi ali res |
- | |||
| 4 | Alt rti tro re con pa |
172 .21 4 |
Y | Y | Son o in clu inc ipa lm bb liga zio ni la f ina lità di fin zia ent se pr e o em ess e c on an re tti rel ati vi: alla ric al le a ttiv ità in ati che o la nsi zio ort tra pro ge erc a e nov ve su pp an ne ll'a o d ell' effi cie etic all' ada al bia ent tte nto nto gre en , a um nza en erg a, me cam me clim lla di inf bil ati zio ti s eni i tru tru ttu e t ost co e a cos ne ras re ras por |
|
| 5 | iet à f ina nzi ari Soc e |
8.2 89 |
Y | Y | Son o in clu si f ina nzi i gr lleg ati al l'em iss ion e d el g n b d C red ent am een co ree on em , i q li v ien ffet il m ito io p eri odi del le a voi ded CO 2 e mi ssi tua to per ua e e on rag g co on s |
|
| 6 | Soc iet à n fin zia rie on an |
1.5 37 .99 0 |
Y | Y | o in clu si f ina nzi i gr lleg ati al l'em iss ion e d el g n b d C red Son ent am een co ree on em , i q li v ien ffet il m ito io p eri odi del le a voi ded CO 2 e mi ssi tua to per ua e e on rag g co on s; fin zia nti lleg ati tti di lea sin he ha il tra ott ost te an me gr een co a con g c nn o c om e s an ben e " im ian ti f vol tai ci" oto p |
|
| 7 | da Di cui titi titi : p res ga ran ben i im bil i n mo on ide ali nzi res |
64 1.4 |
Y | Y | Son o in clu si f ina nzi i gr lleg ati al l'em iss ion e d el g n b d C red ent am een co ree on em , i q li v ien ffet il m ito io p eri odi del le a voi ded CO 2 e mi ssi tua to per ua e e on rag g co on s |
|
| 8 | d e ble Pre stit i (a s. " ina sta gre en , su , tai bil ity -lin ked " in ba sus na se a n orm e div e d lle del l'U E) ers a q ue |
ig lie Fam |
89 1.1 68 |
Y | Y | Son o in clu si f ina nzi i gr lleg ati al l'em iss ion e d el g n b d C red ent am een co ree on em , i q li v ien ffet il m ito io p eri odi del le a voi ded CO 2 e mi ssi tua to per ua e e on rag g co on s; fin zia nti lleg ati tti di lea sin he ha il tra ott ost te an me gr een co a con g c nn o c om e s an ben e " im ian ti f vol tai ci" fin zia nti fin aliz i al l'ac ist o d i p nel li oto zat p ; an me qu an fot lta ici nel li s ola ri t ici (pr odo "E ia rin abi le" ) tto ovo e p an erm ner g nov |
| 9 | da Di cui titi titi : p res ga ran ben i im bil i re sid iali mo enz |
84 4.1 63 |
Y | Y | clu si f lleg al l'em e d el g n b d C red Son o in ina nzi i gr ati iss ion ent am een co ree on em , i q li v ien ffet il m ito io p eri odi del le a voi ded CO 2 e mi ssi tua to per ua e e on rag g co on s |
|
| 10 | Di cui iti est pr per ris ion e d i ed ific i tru ttu raz |
- | ||||
| 11 | Alt rti tro re con pa |
- |
Il rischio di controparte è una particolare fattispecie di rischio di credito che si manifesta nel caso in cui la controparte di un'operazione risulti inadempiente prima del regolamento definitivo dei flussi finanziari.
Gli accordati per operazioni OTC vengono definiti con logiche del tutto analoghe a quelle delle esposizioni per cassa e dunque si basa sulla valutazione dei bilanci delle controparti, sui giudizi delle agenzie di rating e sull'esame dei report di altri information provider. Questa attività di analisi si conclude esprimendo un rating interno alla controparte.
Per il calcolo dei requisiti patrimoniali per il rischio di controparte il Gruppo applica:
Credem applica le specifiche indicazioni fornite dalla normativa per il calcolo del valore delle esposizioni soggette a rischio di controparte:
In coerenza con quanto indicato dalla normativa, ai fini di riduzione/contenimento del valore delle esposizioni al rischio di controparte Il Gruppo Credem si avvale di strumenti di mitigazione quali gli accordi bilaterali di compensazione dei contratti (cioè accordi scritti in base ai quali le reciproche posizioni sono automaticamente compensate stabilendo un unico saldo netto, senza effetti innovativi).
In particolare, nell'ambito delle politiche di riduzione del rischio di controparte è prevista la stipula di appositi contratti aventi ad oggetto la regolamentazione della operatività in pronti contro termine (c.d. GMRA – "Global Master Repurchase Agreement") e in contratti derivati OTC (over the counter) (c.d. ISDA Agreements, unitamente ai c.d. CSA - "Credit Support Annex"). Il GMRA prevede al suo interno apposite disposizioni finalizzate alla marginazione a copertura dell'esposizione di volta in volta presentata dal portafoglio di operazioni con la singola controparte. Similmente, i CSA, che costituiscono propriamente allegato allo stesso ISDA, hanno ad oggetto la disciplina dello scambio di garanzie finanziarie (c.d. collateral) a supporto della operatività in derivati, al fine di contenere l'esposizione creditizia verso la controparte. In particolare, con la stipula di un CSA le parti si accordano per depositare in garanzia presso la parte risultante creditrice un importo pari al valore del mark to market dell'esposizione. Periodicamente viene fatto il ricalcolo dell'esposizione stessa per valutare la congruità delle garanzie depositate.
Di norma, la maggior parte degli accordi di garanzia sopra descritti (ISDA Agreement unitamente ai rispettivi CSA ed i GMRA) stipulati dal Gruppo Credem non contiene clausole che prevedono impatti in termini di ammontare delle garanzie da prestare in caso di riduzione del proprio merito creditizio. Sulla base dei contratti in essere al 31 dicembre 2022, un eventuale downgrade del rating assegnato alla società del Gruppo Credem non determinerebbe impatti sulle garanzie da prestare. Per l'operatività in derivati OTC, il collaterale prestato/ricevuto è rappresentato esclusivamente da contante.
Lo sviluppo dei processi di governo, gestione e monitoraggio del rischio di controparte avviene in modo coerente con la struttura del Gruppo e mediante un processo di deleghe che prevede il coinvolgimento delle funzioni della Capogruppo. I compiti e le responsabilità in materia di governo, gestione e controllo del rischio di credito sono rimessi agli Organi Societari.
L'esposizione massima al rischio di credito che il Gruppo può assumere verso un singolo cliente o gruppo di clienti connessi, non può superare il 25% del Tier 1 Capital consolidato del Gruppo Bancario, così come disciplinato dalle normative in materia di grandi esposizioni.
Il frazionamento del rischio di credito è un principio fondamentale presente nelle Policy aziendali e viene perseguito attraverso la definizione di Credit Limit a livello di Paese, di singolo cliente e di gruppo di clienti connessi, di asset class e di portafoglio clientela.
Il rischio paese attiene al rischio di perdite causate da eventi che si verificano in un paese diverso dall'Italia. Il concetto di rischio paese è più ampio di quello di rischio sovrano in quanto è riferito a tutte le esposizioni indipendentemente dalla natura delle controparti, siano esse persone fisiche, imprese, banche o amministrazioni pubbliche.
| a | b | c | d | e | f | g | h | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Co di sto tit ion sos uz e ( RC ) |
Es siz ion po e ten zia le po fut ( PF E) ura |
EP E e ffe tti va |
Alf tili ta a u zza r il lco lo pe ca del lor va e del l'es siz ion po e a f ini ola ri nta reg me |
Va lor e del l'es siz ion po e -CR M pre |
Ex po sur e lue st va po CR M |
Va lor e del l'es siz ion po e |
RW EA |
||
| EU -1 |
do del l'es (p EU - M izio ori ina ria i eto pos ne g er der iva ti) |
- | - | 00 / 01 / 190 0 |
1, 4 |
- | - | - | - |
| EU -2 |
lifi i d EU - S A-C CR o (p eri i) cat vat se mp er |
- | - | / / 00 01 190 0 |
1, 4 |
- | - | - | - |
| 1 | SA -CC R ( i d eri i) vat per |
23 .82 3 |
17. 39 2 |
00 / 01 / 190 0 |
1, 4 |
57 .54 6 |
62 .55 4 |
62 .55 4 |
28 .95 2 |
| 2 | r d IM M (pe eri i e SF T) vat |
/ / 00 01 190 0 |
/ / 00 01 190 0 |
- | - | - | - | - | - |
| 2a | di c ui i nsi i d i a ttiv ità zio tte em sog ge a c om pe nsa ne i op zio ni di f ina nzi ite ten ent to t con era am en ram tito li |
00 / 01 / 190 0 |
00 / 01 / 190 0 |
- | - | - | - | - | |
| 2b | di c ui i nsi i d i a ttiv ità zio tte em sog ge a c om pe nsa ne i d eri i e ion i co lam ten ent vat ent con ope raz n r ego o a lun min ter go e |
00 / 01 / 190 0 |
00 / 01 / 190 0 |
- | - | - | - | - | |
| 2c | di c ui d a i nsi i d i a ttiv ità ad ord o d i tte em sog ge acc zio ale odo tti dif fer i tra ttu tra ent com pe nsa ne con pr |
/ / 00 01 190 0 |
/ / 00 01 190 0 |
- | - | - | - | - | |
| 3 | tod lifi il t o d elle Me cat rat tam ent o s em p o p er ali fin (p le S ) zie zia rie FT gar an re an er |
00 / 01 / 190 0 |
00 / 01 / 190 0 |
00 / 01 / 190 0 |
- | - | - | - | |
| 4 | tod ral il t o d elle Me o in zie teg rat tam ent e p er ga ran li f ina nzi ari e (p le S FT ) rea er |
00 / 01 / 190 0 |
00 / 01 / 190 0 |
00 / 01 / 190 0 |
2.4 34 .20 1 |
90 .00 9 |
90 .00 9 |
18. 00 2 |
|
| 5 | Va R p le S FT er |
00 / 01 / 190 0 |
00 / 01 / 190 0 |
00 / 01 / 190 0 |
- | - | - | - | |
| 6 | To tal e |
00 / 01 / 190 0 |
00 / 01 / 190 0 |
00 / 01 / 190 0 |
2.4 91 .74 7 |
15 2.5 63 |
15 2.5 63 |
46 .95 3 |
| a | b | ||
|---|---|---|---|
| Valore dell'esposizione |
RWEA | ||
| 1 | Totale delle operazioni soggette al metodo avanzato | - | - |
| 2 | i) componente VaR (incluso il moltiplicatore 3×) | 00/01/1900 | - |
| 3 | ii) componente VaR in condizioni di stress (incluso il moltiplicatore 3×) | 00/01/1900 | - |
| 4 | Operazioni soggette al metodo standardizzato | 15.150 | 8.351 |
| EU-4 | Operazioni soggette al metodo alternativo (sulla base del metodo dell'esposizione originaria) | - | - |
| 5 | Totale operazioni soggette a requisiti di fondi propri per il rischio di CVA | 15.150 | 8.351 |
| Fattore di ponderazione del rischio | ||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classi di esposizioni | a | b | c | d | e | f | ||||||
| 0% | 2% | 4% | 10% | 20% | 50% | |||||||
| 1 | Amministrazioni centrali o banche centrali |
- | - | - | - | - | - | |||||
| 2 | Amministrazioni regionali o autorità locali |
- | - | - | - | - | - | |||||
| 3 | Organismi del settore pubblico | - | - | - | - | - | - | |||||
| 4 | Banche multilaterali di sviluppo | - | - | - | - | - | - | |||||
| 5 | Organizzazioni internazionali | - | - | - | - | - | - | |||||
| 6 | Enti | - | 156.967 | - | - | 95.697 | 714 | |||||
| 7 | Imprese | - | - | - | - | 3.859 | - | |||||
| 8 | Esposizioni al dettaglio | - | - | - | - | - | - | |||||
| 9 | Esposizioni verso enti e imprese con valutazione del merito di credito a breve termine |
- | - | - | - | - | - | |||||
| 10 | Altre posizioni | - | - | - | - | - | - | |||||
| 11 | Valore dell'esposizione complessiva |
- | 156.967 | - | - | 99.555 | 714 |
| Fattore di ponderazione del rischio | |||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| g | h | i | j | k | l | ||||||
| Classi di esposizioni | 70% | 75% | 100% | 150% | Altri | Valore dell'esposizione complessiva |
|||||
| 1 | Amministrazioni centrali o banche centrali |
- | - | - | - | - | - | ||||
| 2 | Amministrazioni regionali o autorità locali |
- | - | - | - | - | - | ||||
| 3 | Organismi del settore pubblico | - | - | - | - | - | - | ||||
| 4 | Banche multilaterali di sviluppo | - | - | - | - | - | - | ||||
| 5 | Organizzazioni internazionali | - | - | - | - | - | - | ||||
| 6 | Enti | - | - | 351 | - | - | 253.729 | ||||
| 7 | Imprese | - | - | 4.033 | - | - | 7.891 | ||||
| 8 | Esposizioni al dettaglio | - | 670 | - | - | - | 670 | ||||
| 9 | Esposizioni verso enti e imprese con valutazione del merito di credito a breve termine |
- | - | - | - | - | - | ||||
| 10 | Altre posizioni | - | - | - | 676 | - | 676 | ||||
| 11 | Valore dell'esposizione complessiva |
- | 670 | 4.384 | 676 | - | 262.966 |
| a | b | c | d | e | f | g | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| AIRB | Scala di PD | Valore dell'esposizione |
PD media ponderata per l'esposizione (%) |
Numero di debitori |
LGD media ponderata per l'esposizione (%) |
Durata media ponderata per l'esposizione (anni) |
RWEA | Densità degli importi dell'esposizione ponderati per il rischio |
| 0,00 a <0,15 | 3.698 | 0,05% | 99 | 39,71% | 2 | 438 | 11,85% | |
| 0,15 a <0,25 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,25 a <0,50 | 9.641 | 0,30% | 164 | 39,15% | 2 | 4.033 | 41,83% | |
| 0,50 a <0,75 | - | - | - | - | - | - | - | |
| Esposizioni verso imprese - |
0,75 a <2,50 | 5.027 | 1,15% | 146 | 39,56% | 3 | 3.867 | 76,92% |
| PMI | 2,50 a <10,00 | 254 | 4,87% | 16 | 40,77% | 1 | 257 | 101,13% |
| 10,00 a <100,00 | 23 | 11,39% | 5 | 39,53% | 4 | 37 | 160,46% | |
| 100,00 (Default) | 151 | 100,00% | 4 | 68,33% | 4 | 123 | 81,32% | |
| Totale parziale | 18.795 | 1,36% | 434 | 39,63% | 2 | 8.756 | 46,59% | |
| 0,00 a <0,15 | 12.231 | 0,05% | 48 | 35,72% | 2 | 1.491 | 12,19% | |
| 0,15 a <0,25 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,25 a <0,50 | 7.963 | 0,30% | 70 | 38,73% | 2 | 3.486 | 43,78% | |
| Esposizioni | 0,50 a <0,75 | - | - | - | - | - | - | - |
| verso imprese - | 0,75 a <2,50 | 6.821 | 0,95% | 77 | 38,80% | 3 | 6.198 | 90,86% |
| 2,50 a <10,00 | 46 | 4,87% | 6 | 39,61% | 3 | 65 | 141,79% | |
| 10,00 a <100,00 | 407 | 11,40% | 4 | 39,39% | 1 | 700 | 171,96% | |
| 100,00 (Default) | 1 | 100,00% | 1 | 72,63% | 3 | 1 | 90,39% | |
| Altre Imprese | Totale parziale | 27.469 | 0,53% | 206 | 37,42% | 2 | 11.941 | 43,47% |
| 0,00 a <0,15 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,15 a <0,25 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,25 a <0,50 | - | - | - | - | - | - | - | |
| Esposizioni al | 0,50 a <0,75 | - | - | - | - | - | - | - |
| dettaglio - altre PMI |
0,75 a <2,50 | 40 | 2,10% | 7 | 25,22% | - | 14 | 34,62% |
| 2,50 a <10,00 | 65 | 5,22% | 13 | 25,27% | - | 26 | 39,74% | |
| 10,00 a <100,00 | 24 | 14,93% | 4 | 25,34% | - | 13 | 52,27% | |
| 100,00 (Default) | - | - | - | - | - | - | - | |
| Totale parziale | 129 | 6,06% | 24 | 25,26% | - | 52 | 40,49% | |
| 0,00 a <0,15 | - | - | - | - | - | - | - | |
| 0,15 a <0,25 | 3 | 0,23% | 1 | 27,08% | - | - | 12,78% | |
| Esposizioni al | 0,25 a <0,50 | - | - | - | - | - | - | - |
| 0,50 a <0,75 | - | - | - | - | - | - | - | |
| dettaglio - altre non PMI |
0,75 a <2,50 | 165 | 0,98% | 8 | 20,26% | - | 34 | 20,82% |
| 2,50 a <10,00 | 1 | 2,58% | 2 | 23,70% | - | - | 34,2% | |
| 10,00 a <100,00 | 2 | 24,93% | 1 | 16,70% | - | 1 | 42,87% | |
| 100,00 (Default) | - | - | - | - | - | - | - | |
| Totale parziale | 171 | 1,23% | 12 | 20,35% | - | 36 | 21,00% | |
| Totale portafoglio AIRB | 46.564 | 0,88% | 676 | 38,21% | 2 | 20.786 | 44,64% |
| a | b | c | d | e | f | g | h | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Garanzie reali utilizzate in operazioni su derivati |
Garanzie reali utilizzate in SFT | ||||||||
| Tipo di garanzia reale | Fair value (valore equo) delle garanzie reali ricevute |
reali fornite | Fair value (valore equo) delle garanzie |
Fair value (valore equo) delle garanzie reali ricevute |
Fair value (valore equo) delle garanzie reali fornite |
||||
| Separate | Non separate |
Separate | Non separate |
Separate | Non separate |
Separate | Non separate |
||
| 1 | Cassa - valuta nazionale |
616.637 | - | 78.150 | - | - | - | - | - |
| 2 | Cassa - altre valute | - | - | 572.547 | - | - | - | - | - |
| 3 | Debito sovrano nazionale |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 4 | Altro debito sovrano | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 5 | Debito delle agenzie pubbliche |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 6 | Obbligazioni societarie | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | Titoli di capitale | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 8 | Altre garanzie reali | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 9 | Totale | 616.637 | - | 650.696 | - | - | - | - | - |
| Valore dell'esposizione |
RWEA | ||
|---|---|---|---|
| a | b | ||
| 1 | Esposizioni verso QCCP (totale) | 00/01/1900 | 4.381 |
| 2 | Esposizioni per negoziazioni presso QCCP (esclusi il margine iniziale e i contributi al fondo di garanzia) di cui: |
156.967 | 3.139 |
| 3 | i) derivati OTC | 101.310 | 2.026 |
| 4 | ii) derivati negoziati in borsa | 2 | - |
| 5 | iii) SFT | 55.656 | 1.113 |
| 6 | iv) insiemi di attività soggette a compensazione per i quali è stata approvata la compensazione tra prodotti differenti |
- | - |
| 7 | Margine iniziale separato | - | 00/01/1900 |
| 8 | Margine iniziale non separato | - | - |
| 9 | Contributi prefinanziati al fondo di garanzia | 99 | 1.242 |
| 10 | Contributi non finanziati al fondo di garanzia | - | - |
| 11 | Esposizioni verso non QCCP (totale) | 00/01/1900 | - |
| 12 | Esposizioni per negoziazioni presso non QCCP (esclusi il margine iniziale e i contributi al fondo di garanzia) di cui: |
- | - |
| 13 | i) derivati OTC | - | - |
| 14 | ii) derivati negoziati in borsa | - | - |
| 15 | iii) SFT | - | - |
| 16 | iv) insiemi di attività soggette a compensazione per i quali è stata approvata la compensazione tra prodotti differenti |
- | - |
| 17 | Margine iniziale separato | - | 00/01/1900 |
| 18 | Margine iniziale non separato | - | - |
| 19 | Contributi prefinanziati al fondo di garanzia | - | - |
| 20 | Contributi non finanziati al fondo di garanzia | - | - |
Il Gruppo detiene una partecipazione pari al 10% in Emilia SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita ed avente quale oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.
Emilia SPV S.r.l. ha in essere un'operazione di cartolarizzazione revolving su mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nel Programma "Obbligazioni Bancarie Garantite", garantito da Credem CB S.r.l..
La struttura revolving permette alla Banca, durante un periodo di cosiddetto replenishment che potrà durare fino a 5 anni, di cedere nuovi portafogli di crediti idonei alla società veicolo che utilizza, per il loro pagamento, i proventi del portafoglio esistente e/o i proventi del pagamento da parte dei noteholder di ulteriori quote del prezzo dei titoli emessi. Una volta concluso il periodo di replenishment, le note sono rimborsate durante un periodo di ammortamento definito in sede di emissione. Il periodo di replenishment si è concluso a maggio 2020 e in data 23 marzo 2021 è stato rinnovato per ulteriori 5 anni.
I crediti dell'operazione in oggetto, originati da Credem, sono stati ceduti pro soluto, ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, a Emilia SPV S.r.l..
Credem ha sottoscritto all'atto dell'emissione, e detiene in portafoglio, il totale delle passività emesse dal veicolo. Pertanto, in base alle norme IFRS9 in materia di "derecognition" (cancellazione contabile), i crediti oggetto della cartolarizzazione rimangono iscritti nell'attivo del bilancio Credem.
Sono presenti nella categoria contabile "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", al 31 dicembre 2022, 608 milioni di euro di ABS emessi da veicoli terzi, collegati a crediti originati in Europa, con preponderanza della componente di origination francese (195.2 milioni di Euro). Il portafoglio è costituito da differenti tipologie di ABS con una prevalenza delle cartolarizzazioni di mutui residenziali, che incidono per il 43,4%.
| Paese | Controvalore (migliaia Euro) |
% Esposizione |
|---|---|---|
| FRANCIA | 195.173 | 32,1 |
| GERMANIA | 167.188 | 27,5 |
| PAESI BASSI | 104.813 | 17,2 |
| SPAGNA | 74.729 | 12.3 |
| ITALIA | 42.159 | 7,0 |
| IRLANDA | 22.650 | 3,7 |
| REGNO UNITO | 797 | 0,1 |
| PORTOGALLO | 634 | 0,1 |
| TOTALE | 608.143 | 100,0 |
L'attuale esposizione suddivisa per rischio paese è così composta:
Il portafoglio delle cartolarizzazioni è diversificato su 28 emittenti e 38 emissioni, con massima concentrazione pari a 45,9 milioni di euro per singola emissione e 72,1 milioni di euro per singolo emittente.
Per le cartolarizzazioni di terzi in portafoglio il Gruppo si è avvalso della facoltà prevista dal Regolamento (UE) 2017/2401 di applicare la metodologia SEC-ERBA per tutte le cartolarizzazioni retate, previa notifica effettuata all'autorità competente.
Le agenzie esterne di valutazione, ECAI (External Credit Assessment Institution), del merito di credito utilizzate dal Gruppo al 31 dicembre 2022 per le cartolarizzazione di terzi sono Fitch Ratings, Standard & Poor's e Moody's.
Nel corso dell'esercizio 2015 Credem ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione revolving, relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non eleggibili ai fini dell'utilizzo nel programma di emissioni di "Obbligazioni Bancarie Garantite" dalla società veicolo Credem CB S.r.l., erogati alla propria clientela e selezionati sulla base di criteri predefiniti in modo tale da costituire un "blocco" ai sensi e per gli effetti della legge applicabile in materia di cartolarizzazione dei crediti.
A seguito della prima cessione di attivi, perfezionata nel quarto trimestre 2014 ad un prezzo pari ad Euro 1.002.811.119,07, sono state perfezionate, dal 2015 alla fine del 2022, nei periodi di seguito indicati, otto cessioni di altrettanti portafogli di crediti idonei alla società veicolo ad un prezzo pari a:
I crediti sono stati acquistati "pro soluto", ossia senza garanzia di solvenza dei debitori o dei loro eventuali garanti, dalla società EMILIA SPV S.r.l., società veicolo appositamente costituita e partecipata al 10% da Credem, con oggetto esclusivo consistente nella realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione ai sensi della Legge n. 130 del 30 aprile 1999.
La società veicolo ha finanziato l'operazione attraverso l'emissione, nel corso del mese di aprile del 2015, di titoli obbligazionari "RMBS" di diversa classe (senior e junior). I titoli senior sono dotati di rating ufficiale assegnato dalle agenzie accreditate DBRS e Moody's Investor Services (a fine dicembre 2022, giudizio "A" assegnato da DBRS e "A1" da Moody's). I titoli junior sono, invece, sprovvisti di rating.
Le note del tipo "senior" pagano, trimestralmente, interessi variabili pari al tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 75bps, mentre le note "junior" pagano un tasso EURIBOR 3 mesi, aumentato di 200bps. I detentori dei titoli junior hanno inoltre diritto di ricevere a ciascuna data di pagamento e, in base all'ordine di priorità dei pagamenti e fondi disponibili, anche un premio determinato in via residuale, dopo che siano stati corrisposti tutti gli altri importi da corrispondersi in priorità.
I titoli sono strutturati nella forma di partly paid notes ("PPN") e interamente emessi per il loro valore nominale alla data d'emissione (Euro 3.000.000.000 per le note senior ed Euro 900.000.000 per le note junior). Il prezzo delle note è stato corrisposto dai sottoscrittori solo in parte alla data di emissione, mentre le restanti quote di prezzo possono essere pagate in più rate successive differite nel tempo secondo la logica revolving dell'operazione.
Al 31 dicembre 2022 il circolante della tranche senior risulta pari ad Euro 1.973.512.000,89 mentre quello della tranche junior risulta pari ad Euro 599.025.731,69. I titoli senior sono quotati all'Irish Stock Exchange. Entrambe le tranches sono state acquistate da Credem. I titoli senior possono essere utilizzati per operazioni di rifinanziamento presso l'Eurosistema.
L'operazione è finalizzata a costituire una riserva di liquidità e rientra fra le complessive attività di gestione della liquidità poste in essere da Credem.
A Credem sono state riconosciute inoltre dalla società veicolo le seguenti opzioni: riacquisto di singoli crediti entro determinati parametri, riacquisto in blocco per i crediti che dovessero diventare eleggibili per l'utilizzo nel programma di Obbligazioni Bancarie Garantite da Credem CB S.r.l. e riacquisto di tutto il portafoglio crediti in essere, in blocco e pro soluto (nel rispetto dei vincoli contrattuali previsti).
Nel corso del 2022 sono state perfezionate due nuove cessione di attivi relativa a mutui ipotecari residenziali in bonis non idonei all'utilizzo nei programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite, mentre non sono state effettuate operazioni di riacquisti parziali in blocco di crediti dalla società veicolo.
| a | b | c | d | e | f | g | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| L'ente agisce in qualità di cedente | ||||||||
| Tradizionali | Sintetiche | |||||||
| STS | Non-STS | di cui | Totale parziale |
|||||
| di cui SRT |
di cui SRT |
SRT | ||||||
| 1 | Totale delle esposizioni | - | - | 2.360.031 | 2.906 | - | - | 2.360.031 |
| 2 | Al dettaglio (totale) | - | - | 2.360.031 | 2.906 | - | - | 2.360.031 |
| 3 | Mutui ipotecari su immobili residenziali |
- | - | 2.357.125 | - | - | - | 2.357.125 |
| 4 | Carte di credito | - | - | - | - | - | - | - |
| 5 | Altre esposizioni al dettaglio | - | - | 2.906 | 2.906 | - | - | 2.906 |
| 6 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | All'ingrosso (totale) | - | - | - | - | - | - | - |
| 8 | Prestiti a imprese | - | - | - | - | - | - | - |
| 9 | Mutui ipotecari su immobili non residenziali |
- | - | - | - | - | - | - |
| 10 | Leasing e Crediti | - | - | - | - | - | - | - |
| 11 | Altre all'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - |
| 12 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - |
| h | i | j | k | l | m | n | o | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| L'ente agisce in qualità di promotore | L'ente agisce in qualità di investitore | ||||||||
| Tradizionali | Tradizionali | ||||||||
| STS | Non STS |
Sintetiche | Totale parziale |
STS | Non STS |
Sintetiche | Totale parziale |
||
| 1 | Totale delle esposizioni | - | - | - | - | 605.309 | 2.849 | - | 608.158 |
| 2 | Al dettaglio (totale) | - | - | - | - | 605.309 | 2.849 | - | 608.158 |
| 3 | Mutui ipotecari su immobili residenziali |
- | - | - | - | 261.426 | 2.849 | - | 264.275 |
| 4 | Carte di credito | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 5 | Altre esposizioni al dettaglio | - | - | - | - | 343.883 | - | - | 343.883 |
| 6 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | All'ingrosso (totale) | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 8 | Prestiti a imprese | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 9 | Mutui ipotecari su immobili non residenziali |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 10 | Leasing e Crediti | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 11 | Altre all'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 12 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - |
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valori dell'esposizione (per fascia di RW/deduzione) | Valori dell'esposizione (per metodo | regolamentare) | ||||||||
| ≤20 % RW |
DA >20% A 50% RW |
DA >50% A 100% RW |
DA >100% A <1250% RW |
1250% RW/ DEDUZIONI |
SEC IRBA |
SEC-ERBA (COMPRESO IAA) |
SEC SA |
1250% RW/ DEDUZIONI |
||
| 1 | Totale delle esposizioni |
- | - | - | 2.906 | - | - | 2.906 | - | - |
| 2 | Operazioni tradizionali |
- | - | - | 2.906 | - | - | 2.906 | - | - |
| 3 | Cartolarizzazioni | - | - | - | 2.906 | - | - | 2.906 | - | - |
| 4 | Al dettaglio | - | - | - | 2.906 | - | - | 2.906 | - | - |
| 5 | di cui STS | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 6 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | di cui STS | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 8 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 9 | Operazioni sintetiche |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 10 | Cartolarizzazioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 11 | Sottostante al dettaglio |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 12 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| j | k | l | m | n | o | EU-p | EU-q | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| RWEA (per metodo regolamentare) | Requisito patrimoniale dopo l'applicazione del massimale |
||||||||
| SEC IRBA |
SEC-ERBA (COMPRESO IAA) |
SEC SA |
1250% RW/ DEDUZIONI |
SEC IRBA |
SEC-ERBA (COMPRESO IAA) |
SEC SA |
1250% RW |
||
| 1 | Totale delle esposizioni |
- | 3.159 | - | - | - | 253 | - | - |
| 2 | Operazioni tradizionali |
- | 3.159 | - | - | - | 253 | - | - |
| 3 | Cartolarizzazioni | - | 3.159 | - | - | - | 253 | - | - |
| 4 | Al dettaglio | - | 3.159 | - | - | - | 253 | - | - |
| 5 | di cui STS | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 6 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | di cui STS | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 8 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 9 | Operazioni sintetiche |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 10 | Cartolarizzazioni | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 11 | Sottostante al dettaglio |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 12 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - |
| a | b | c | d | e | f | g | h | i | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valori dell'esposizione (per fascia di RW/deduzione) | Valori dell'esposizione (per metodo regolamentare) |
|||||||||
| ≤20 % RW |
DA >20% A 50% RW |
DA >50% A 100% RW |
DA >100% A <1250% RW |
1250% RW/ DEDUZIONI |
SEC IRBA |
SEC-ERBA (COMPRESO IAA) |
SEC SA |
1250% RW/ DEDUZIONI |
||
| 1 | Totale delle esposizioni |
563.991 | 44.167 | - | - | - | - | 608.158 | - | - |
| 2 | Cartolarizzazione tradizionale |
563.991 | 44.167 | - | - | - | - | 608.158 | - | - |
| 3 | Cartolarizzazioni | 563.991 | 44.167 | - | - | - | - | 608.158 | - | - |
| 4 | Sottostante al dettaglio |
563.991 | 44.167 | - | - | - | - | 608.158 | - | - |
| 5 | di cui STS | 563.194 | 42.115 | - | - | - | - | 605.309 | - | - |
| 6 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | di cui STS | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 8 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 9 | Cartolarizzazione sintetica |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 10 | Cartolarizzazioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 11 | Sottostante al dettaglio |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 12 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| j | k | l | m | n | o | EU-p | EU-q | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| RWEA (per metodo regolamentare) | Requisito patrimoniale dopo l'applicazione del massimale |
||||||||
| SEC IRBA |
SEC-ERBA (COMPRESO IAA) |
SEC SA |
1250% RW/ DEDUZIONI |
SEC IRBA |
SEC-ERBA (COMPRESO IAA) |
SEC SA |
1250% RW/ DEDUZIONI |
||
| 1 | Totale delle esposizioni |
- | 131.053 | - | - | - | 10.484 | - | - |
| 2 | Cartolarizzazione tradizionale |
- | 131.053 | - | - | - | 10.484 | - | - |
| 3 | Cartolarizzazioni | - | 131.053 | - | - | - | 10.484 | - | - |
| 4 | Sottostante al dettaglio |
- | 131.053 | - | - | - | 10.484 | - | - |
| 5 | di cui STS | - | 129.871 | - | - | - | 10.390 | - | - |
| 6 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 7 | di cui STS | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 8 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 9 | Cartolarizzazione sintetica |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 10 | Cartolarizzazioni | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 11 | Sottostante al dettaglio |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 12 | All'ingrosso | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 13 | Ricartolarizzazione | - | - | - | - | - | - | - | - |
| a | b | c | ||
|---|---|---|---|---|
| Esposizioni cartolarizzate dall'ente — L'ente agisce in qualità di cedente o promotore |
||||
| Importo nominale in essere totale | Importo totale | |||
| di cui esposizioni in stato di default |
delle rettifiche di valore su crediti specifiche effettuate nel periodo |
|||
| 1 | Totale delle esposizioni | 2.378.131 | 21.006 | (3.660) |
| 2 | Al dettaglio (totale) | 2.378.131 | 21.006 | (3.660) |
| 3 | Mutui ipotecari su immobili residenziali | 2.357.125 | - | (3.660) |
| 4 | Carte di credito | - | - | - |
| 5 | Altre esposizioni al dettaglio | 21.006 | 21.006 | - |
| 6 | Ricartolarizzazione | - | - | - |
| 7 | All'ingrosso (totale) | - | - | - |
| 8 | Prestiti a imprese | - | - | - |
| 9 | Mutui ipotecari su immobili non residenziali | - | - | - |
| 10 | Leasing e Crediti | - | - | - |
| 11 | Altre all'ingrosso | - | - | - |
| 12 | Ricartolarizzazione | - | - | - |
Il Rischio di mercato, inteso come rischio di perdite causate da variazioni sfavorevoli dei fattori di rischio (tasso, prezzo, cambio ed altri fattori di mercato), viene misurato e monitorato sia in riferimento al banking book sia al trading book.
La gestione e il monitoraggio dei rischi finanziari è effettuata attraverso un albero di portafogli che consente di individuare i rischi ed i risultati che si generano a fronte dell'attività tradizionale di raccolta ed impiego con clientela, dell'attività sui mercati finanziari con finalità di investimento e trading e della negoziazione di strumenti finanziari con la clientela, come disciplinato dal Regolamento assunzione rischi finanziari di Credem banca.
Nello specifico il portafoglio Trading Book è destinato a consolidare i rischi e risultati associati all'operatività di negoziazione in contropartita diretta con la clientela e quelli relativi all'operatività posta in essere di propria iniziativa dalla Banca sui mercati, al fine di sfruttare specifici movimenti di breve termine dei fattori di rischio.
Il presidio dei rischi di mercato avviene tramite la definizione di una struttura di limiti che costituisce l'espressione diretta del livello di rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree/linee di business, in coerenza con il Risk Appetite Framework definito a livello di gruppo.
Il sistema di limiti, disciplinato dal Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari, in funzione della tipologia di rischio monitorato prevede limiti in termini di controvalore, sensitivity ai fattori di rischio sottostanti, greche, VaR. La funzione di Risk Management produce un report di rendicontazione dei rischi con frequenza giornaliera, e informa la Business Unit Finanza degli eventuali sconfini rispetto ai massimali assegnati dandone informazione alla funzione Audit. Il Risk management produce inoltre un report di sintesi dei rischi settimanale e trimestrale rivolti al top management e al Comitato Esecutivo. Nel Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari viene inoltre disciplinato il processo di escalation in caso di sforamenti.
Come strumento di copertura e di attenuazione del rischio, in alternativa al natural hedge delle poste attive e passive, Credem adotta le metodologie contabili del Fair Value Hedge e del Cash Flow Hedge, finalizzate a evitare che variazioni inattese dei tassi di mercato si ripercuotano negativamente sul patrimonio e sul margine di interesse della banca. La metodologia del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associata principalmente a mutui/finanziamenti a tasso fisso, componente core anelastica della raccolta a vista. Il Micro Fair value Hedge è impiegato per la copertura del rischio di tasso associato a titoli di debito in regime contabile HTCS e HTC e prestiti obbligazionari a tasso fisso emessi da Credito Emiliano.
Il Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi trimestrali. La copertura è considerata efficace se il rapporto tra la variazione di fair value dell'elemento coperto rispetto allo strumento di copertura è compreso nel range 80%-125%.
Il modello organizzativo di presidio dei rischi di mercato ha lo scopo di favorire il raggiungimento di una serie di obiettivi:
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, CA, è responsabile della definizione delle linee generali del governo dei rischi e di risk appetite, dell'approvazione della normativa interna che regolamenta anche le strutture di limiti specifiche; individua l'insieme degli indicatori di Risk Appetite e delle relative metriche di calcolo, quest'ultime proposte dal Comitato Esecutivo, CE; definisce e approva gli obiettivi di rischio e le soglie di tolleranza valutando periodicamente l'adeguatezza del Risk Appetite Framework (RAF) e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo; approva la struttura generale dei limiti operativi e delle deleghe, nonché le linee di responsabilità ed autorità in merito al processo di gestione dei rischi.
I Consigli di Amministrazione delle singole società recepiscono l'appetito al rischio e la soglia di tolleranza definiti in ambito RAF dalla Capogruppo; approvano gli indirizzi strategici e le linee guida di gestione dei rischi formulati dalla Capogruppo nonché la struttura dei limiti e delle deleghe operative interne nell'ambito di quanto fissato dal Consiglio di amministrazione della Capogruppo.
Le Direzioni delle singole società realizzano le attività di business di competenza nel rispetto delle deleghe e dei limiti operativi di rischio assegnati dai rispettivi Consigli di Amministrazione.
Il CE della Capogruppo, quale organo di gestione, cura l'attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di governo dei rischi definiti dal CA, ed in particolare definisce e cura l'attuazione del processo di gestione dei rischi. Al CE compete inoltre la proposta al CA delle metodologie di misurazione e controllo dei rischi e la definizione dei limiti operativi coerenti con la propensione al rischio.
I Comitati della Capogruppo coinvolti in ambito RAF hanno le seguenti responsabilità. Il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo svolge l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il CA possa approvare obiettivi di rischio e soglie di tolleranza e valutare periodicamente l'adeguatezza del RAF e la compatibilità tra obiettivi e rischio effettivo. Esprime inoltre parere per il CA sulle proposte del CE relative alle metodologie di misurazione e controllo e analisi di rilevanza dei rischi anche ai fini del calcolo del capitale interno; supporta infine il CA della capogruppo con la proposizione delle strategie generali per il governo dei rischi.
Il Comitato Risk Management, istituito al fine di informare il CE del presidio del rischio complessivamente assunto e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel RAF, presidia il rischio complessivamente assunto dalle singole società e del suo monitoraggio nell'ambito delle strategie e metodologie definite dalla Capogruppo nel Risk Appetite Framework; valuta periodicamente il livello di rischio complessivamente assunto, attraverso il monitoraggio degli indicatori RAF per tipologia di rischio; analizza inoltre eventuali eventi interni o esterni che possano modificare in maniera rilevante il profilo di rischio e richiede quindi agli organi competenti, per il tramite del Risk Officer, revisioni addizionali del RAF.
La funzione di Risk Management supporta inoltre il Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo ed effettua in ambito RAF la verifica almeno annuale della bontà delle metriche utilizzate sottoponendo a backtesting i modelli di stima del rischio, riportando nel RAF gli esiti, eventuali carenze ed eventuali necessità di sviluppo di nuove metodologie; rendiconta almeno trimestralmente il Comitato Rischi in merito all'andamento del profilo di rischio assunto nel suo complesso rispetto agli obiettivi di Risk Appetite relativamente a tutti gli indicatori, compresi quelli ineriti il rischio di mercato. Si occupa anche:
Le risultanze dell'attività della funzione di Risk Management sono riportate periodicamente al Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo.
La gestione operativa dei rischi di mercato è attribuita alla Business Unit Finanza alla quale competono la proposizione al Comitato ALM delle linee guida di gestione dei rischi, la gestione dei rischi in coerenza con il profilo di rischio complessivo definito e con le linee guida ricevute da parte del Comitato ALM, nonché nell'ambito dei massimali assegnati e la definizione, congiuntamente al Risk Management, della struttura dei limiti operativi da sottoporre al CE, in coerenza con il RAF. Nell'attività di gestione operativa la Business Unit Finanza si basa principalmente su analisi di controvalore, sensitivity rispetto ai fattori di rischio sottostanti e greche. Su tali misure si basa anche il sistema di controllo dei massimali.
I rischi di mercato sono oggetto delle segnalazioni di vigilanza secondo quanto richiesto dal Regolamento UE n. 575/2013. L'oggetto della segnalazione sono tutte le posizioni lunghe (creditorie) o corte (debitorie) appartenenti al portafoglio non immobilizzato, non destinato cioè a stabile investimento (c.d. "portafoglio di negoziazione a fini vigilanza" costituito dalle posizioni in strumenti finanziari, su merci e valute detenute per negoziazione o per copertura del rischio inerente ad altri elementi dello stesso portafoglio). La segnalazione è trimestrale, all'interno delle basi prudenziali CoRep. Il Gruppo segnala il rischio di mercato secondo l'approccio standard e il requisito, data la dimensione ridotta delle posizioni del trading book, risulta contenuto.
La tabella EU MR1 Metodo standardizzato, di seguito riportata, mostra gli RWA, che si concentrano sulla parte equity (quote di OICR e ETF) e sul rischio di tasso, generato dall'attività svolta sui mercati obbligazionari e derivati su tasso.
A partire dal 2021 il gruppo segnala inoltre il posizionamento rispetto alla soglia prevista per l'adozione del nuovo modello standard FRTB (pari a 500€mln). Il Gruppo si mantiene al di sotto della soglia stabilita.
Il Gruppo segnala l'esposizione ai rischi di mercato anche attraverso il reporting Short Term Exercise – STE trimestrale.
In ambito gestionale il monitoraggio dei rischi di mercato su Credem avviene attraverso un sistema articolato di limiti, monitorati giornalmente, in termini di controvalore, sensitivity (IR sensitivity e Credit spread sensitivity), greche e VaR. Tali limiti sono definiti nel Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari. Il VaR misura la massima perdita potenziale nella quale può incorrere il portafoglio in base all'evoluzione dei fattori di mercato, dato un certo livello di confidenza, nel corso di un determinato orizzonte temporale. La metodologia applicata prevede un livello di confidenza 99%, orizzonte temporale 1 giorno e volatilità calcolata sulla base di 2 anni di osservazioni giornaliere, con maggior peso ai dati più recenti (decay factor 0,94).
Per il calcolo dell'assorbimento in termini di capitale interno in Icaap si procede inoltre a convertire il dato in un VaR a 10gg, applicando prudenzialmente il coefficiente moltiplicativo 3. Il dato di rischio è anche sottoposto ad analisi di stress testing nell'ambito del processo di verifica dell'adeguatezza patrimoniale, che mira a verificare la variazione del capitale (stimato in termini di VaR) in caso di forti turbolenze dei mercati finanziari.
Il rischio tasso di interesse, generato dall'attività svolta sui mercati obbligazionari e derivati su tasso, è gestito e controllato tramite limiti complessivi in termini di IR sensitivity e di vega.
Il rischio specifico o emittente viene monitorato tramite appositi massimali di concentrazione per settore e classe di rating sia in termini di controvalore che di sensitivity. Inoltre il modello di VaR in uso esclusivamente ai fini gestionali include il rischio emittente, mediante l'utilizzo di serie storiche specifiche degli spread di mercato.
Per quanto riguarda i rischi azionari, l'attività svolta sui mercati prevede l'assunzione di posizioni direzionali gestite e controllate tramite massimali di posizione, sia lorda sia netta, limiti in termini di greche e massimali di concentrazione per sottostante.
Su Credem Holding sono presenti posizioni in ETF e OICR monitorate attraverso il requisito regolamentare sul rischio di mercato, calcolato secondo l'approccio standard.
La funzione di Risk Management produce reports di rischio con frequenza giornaliera, settimanale e trimestrale a seconda della funzione destinataria, indicando gli eventuali sconfini rispetto ai massimali assegnati dal Regolamento in materia di assunzione dei rischi finanziari di Credem banca e la misura di rischio gestionale in termini di VaR.
Eventuali modifiche al Regolamento ed ai massimali in esso espressi sono sottoposte a delibera del Consiglio di Amministrazione o del Comitato Esecutivo, per compentenza, su proposta della Business Unit Finanza, sentito preventivamente il parere della funzione di Risk Management.
Con riferimento ai rischi climatici e ambientali il Gruppo ha inoltre sviluppato una metodologia quantitativa per misurare il livello di concentrazione del portafoglio investimenti verso quelle imprese la cui attività economica è ritenuta particolarmente sensibile ai rischi di transizione. Nello specifico, per valutare l'impatto del rischio climaticoambientale sul portafoglio Investimenti di proprietà (trading e banking book) del Gruppo, è stata adottata una matrice settoriale che restituisce una valutazione di sintesi della rischiosità (alta, media, bassa) di ogni settore economico distinta sul Pillar Environmental.
Si riporta di seguito il template EU MR1 al cui interno è fornito il dettaglio del dell'esposizione ponderata relativa al rischio di mercato, calcolata secondo il metodo standardizzato.
| a | ||
|---|---|---|
| RWEA | ||
| Prodotti outright | ||
| 1 | Rischio di tasso di interesse (generico e specifico) | 107.751 |
| 2 | Rischio azionario (generico e specifico) | 163.721 |
| 3 | Rischio di cambio | - |
| 4 | Rischio di posizioni in merci | - |
| Opzioni | ||
| 5 | Metodo semplificato | - |
| 6 | Metodo delta plus | 2.140 |
| 7 | Metodo di scenario | - |
| 8 | Cartolarizzazione (rischio specifico) | - |
| 9 | Totale | 273.612 |
Riguardo la metodologia gestionale, il confronto con l'esercizio precedente in Tabella 1, di seguito riportata, mostra un valore del fattore di rischio tasso di interesse su Credem in lieve calo, sempre su livelli contenuti.
| Tabella 1. Dati di Rischio di tasso | |||
|---|---|---|---|
| 2022 | 2021 | 2020 | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Credem | |||||
| Interest Rate VaR- medio | 2,3 | 3.5 | 1,9 | ||
| min | 0,3 | υ. | 0,3 | ||
| max | 12.0 | 13.5 | 5.6 |
Per quanto riguarda la shift sensitivity analysis e limitatamente al portafoglio di negoziazione di vigilanza, la tabella sotto riportata mostra i dati relativi all'impatto sul margine di interesse su un orizzonte temporale di 12 mesi, nell'ipotesi di una variazione parallela dei tassi di interesse di +/- 100 punti base (dato riferito al Gruppo).
L'analisi è condotta coerentemente con la metodologia utilizzata ai fini della misurazione del rischio tasso del portafoglio bancario in ambito Risk Appetite Framework e con le segnalazioni Short Term Exercise – STE rischio di tasso, in linea con le linee guida europee di riferimento.
| Ipotesi di shift parallelo (dati mln di €) | ||||
|---|---|---|---|---|
| Shock | Shock | |||
| -100 | +100 | |||
| b.p. | b.p. | |||
| Dati | -1,2 | 1,2 | ||
| 12/2022 |
Per quanto riguarda il rischio di prezzo in Tabella 2, il dato di Credem, stabile rispetto alla rilevazione precedente e sempre su livelli molto contenuti, è determinato sostanzialmente dalla posizione in hedge fund (chiusi durante l'anno) e da posizioni in azioni. Nella figura sottostante è riportato l'andamento del VaR per Credem nell'arco del 2022.
| 2022 | 2021 | 2020 | ||
|---|---|---|---|---|
| Credem | ||||
| Equity VaR - medio | 0,9 | 0,9 | 1,2 | |
| min | 0,2 | 0,4 | 0,4 | |
| max | 2,4 | 1,7 | 3,2 |
dati in mln di €, VaR 99% 10gg * Coeff moltiplicativo
Il rischio specifico, Tabella 3, è il rischio di perdite causate da una sfavorevole variazione del prezzo degli strumenti finanziari negoziati dovuta a fattori connessi con la situazione dell'emittente.
| Tabella 3. Dati di rischio specifico | |||
|---|---|---|---|
| -- | -- | -------------------------------------- | -- |
| 2022 | 2021 | 2020 | ||
|---|---|---|---|---|
| Credem | ||||
| Rischio specifico - medio | 0,6 | 0,4 | 0,1 | |
| min | 0,5 | 0,1 | 0,0 | |
| max | 0,8 | 0,9 | 0,1 | |
dati in mln di €
Il rischio di tasso di interesse si riferisce al potenziale impatto che variazioni inattese nei tassi di mercato determinano sui profitti correnti e sul valore del patrimonio netto del Gruppo. Tale rischio si manifesta tipicamente sulle posizioni incluse nel Banking Book (attività, passività e voci fuori bilancio), ovvero il complesso delle posizioni diverse da quelle ricomprese nel portafoglio di negoziazione ai fini di vigilanza (trading book).
L'esposizione al rischio di tasso di interesse può essere declinata in:
Il processo di gestione e monitoraggio del rischio di tasso di interesse del banking book è finalizzato alla stabilizzazione del margine in coerenza con gli obiettivi di redditività e con il profilo di rischio desiderato e si basa sulle metriche di Sensitivity di Valore Economico e Sensitivity del Margine di Interesse.
Il processo di governo del rischio di tasso è parte del complessivo processo di governo dei rischi definito nel RAF di Gruppo ed è sviluppato in coerenza con gli obiettivi di rischio/rendimento definiti nel RAF e con le strategie aziendali tempo per tempo definite.
Gli indirizzi strategici e le politiche di governo del rischio di tasso sono definiti e approvati dal CA, avente funzione di supervisione Strategica, e rappresentano, a livello di Gruppo, il quadro di riferimento e i vincoli per l'operatività delle strutture deputate alla gestione dei rischi di tasso.
Il CA della capogruppo approva il risk appetite e tolerance a livello consolidato, definendo gli orientamenti strategici sul rischio di tasso, e il CE, quale organo di gestione, definisce e cura l'attuazione del processo di gestione dei rischi e definisce dei limiti operativi coerenti con la propensione al rischio.
La gestione operativa del rischio di tasso di interesse sul banking book è attribuita alla Business Unit Finanza alla quale competono:
Nell'attività di gestione operativa la Business Unit Finanza si basa su analisi di interest rate sensitivity complessiva e buckettizzata, al fine di evidenziare il grado di esposizione asset o liability sensitive sui singoli tratti di curva. La Business Unit Finanza si occupa inoltre di proporre al Comitato ALM gli interventi ritenuti necessari a migliorare il profilo complessivo in termini di rischio di tasso e di realizzare operativamente tali interventi.
Nella Capogruppo sono accentrate le attività di misurazione, stress test e monitoraggio, che sono basate sulle metriche di Sensitivity di Valore Economico e Sensitivity del Margine di Interesse. La Sensitivity del Valore Economico esprime potenziali variazioni del valore economico, relative alla possibilità di subire variazioni nei valori attuali di tutte le attività, passività e strumenti fuori bilancio detenuti dalla banca, in seguito a mutamenti inattesi nei tassi di interesse. Ai fini del Risk Appetite lo scenario di riferimento è quello parallelo +-200bp; ai fini di Stress Testing sono previsti ulteriori scenari non paralleli. La Sensitivity del Margine di Interesse esprime potenziali variazioni negative di proventi o utili netti da interessi, che derivano dalla differenza nelle scadenze/periodo di ridefinizione del tasso di interesse delle attività e passività della banca sull'holding period definito, in seguito a mutamenti inattesi nei tassi di interesse. Ai fini del Risk Appetite lo scenario di riferimento è quello parallelo +-100bp; ai fini di Stress Testing sono previsti ulteriori scenari non paralleli.
Tali metriche, sono calcolate mensilmente ai fini RAF dalla funzione Risk Management e vengono rendicontante periodicamente ai comitati di riferimento (Comitato Risk Management e Comitato ALM) e organi decisionali in ambito RAF (CE/CA). Esse sono affiancate dagli indicatori operativi, monitorati con maggior frequenza, disciplinati nei regolamenti delle società esistenti in materia di assunzione Rischi Finanziari.
L'attività di monitoraggio comprende una costante attività di Stress Test volta a verificare almeno trimestralmente l'impatto sul rischio di tasso di scenari di stress ulteriori rispetto ai paralleli standard.
L'ufficio con funzione di convalida effettua periodicamente un'autonoma valutazione delle metodologie e dei modelli comportamentali e utilizzati per la quantificare il rischio di tasso, nonché la valutazione della congruità delle ipotesi di stress sottostanti.
Il Servizio Audit della Capogruppo effettua le verifiche periodiche (controllo di terzo livello) sull'adeguatezza del sistema di rilevazione del rischio di tasso del banking book in coerenza con la normativa interna ed esterna e sull'adeguatezza del processo relativo alle prove di stress.
Credem Banca misura e monitora il rischio di tasso di interesse mensilmente attraverso gli indicatori RAF basati sulla sensitivity del Margine di Interesse e sensitivity del Valore Economico. L'esposizione al rischio di tasso viene monitorata anche giornalmente attraverso i limiti operativi. Le componenti del rischio di tasso sono:
La misurazione della Sensitivity di Valore Economico mensilmente viene condotta sulla base degli scenari standard parelli (±200 bps) e non paralleli (normativa EBA, EBA/GL/2018/02). Ai fini del controllo dei limiti operativi, giornalmente viene misurata la Sensitivity di Valore Economico +1 bp.
La misurazione della Sensitivity di Margine di Interesse mensilmente viene effettuata sulla base degli scenari ±100 bps e dei sei scenari standard (normativa EBA EBA/GL/2018/02).
Parametri e assunzioni non parametriche dei modelli comportamentali utilizzati nella misurazione del rischio tasso secondo i modelli interni sono gli stessi utilizzati ai fini del calcolo delle esposizioni riportate nella tabella EU IRRBB1.
Nella quantificazione dei numeri di rischio esposti in tabella EU IRRBB1 l'aggregazione delle valute segue le regole delle Guidelines EBA, 2018 per la determinazione del SOT. Ai fini della quantificazione e monitoraggio del rischio di tasso secondo le metodologie interne le esposizioni sulle singole valute vengono sommate senza ponderazioni.
Il Gruppo effettua la copertura del rischio di tasso attraverso il natural hedge delle poste attive e passive e tramite l'utilizzo di derivati sui tassi di interesse (OIS / IRS). Credem adotta le metodologie contabili del Fair Value Hedge e del Cash Flow Hedge, finalizzate a evitare che variazioni inattese dei tassi di mercato si ripercuotano negativamente sul patrimonio e sul margine di interesse della banca. La metodologia del Macro Fair Value Hedge per la copertura del rischio di tasso associata principalmente a mutui/finanziamenti a tasso fisso, componente core anelastica della raccolta a vista. Il Micro Fair value Hedge è impiegato invece per la copertura del rischio di tasso associato a titoli di debito in regime contabile HTCS e HTC e prestiti obbligazionari a tasso fisso emessi da Credito Emiliano. Il Fair Value Hedge prevede che la relazione di copertura sia formalmente documentata da una hedging card e che la tenuta della copertura sia verificata attraverso dei test di efficacia sia prospettici che retrospettivi trimestrali.
Le misure di sensitivity riportate in tabella IRRBB1 sono condotte secondo le ipotesi di seguito elencate.
Sensitivity di Valore Economico:
Sensitivity di Margine di Interesse:
In entrambe le metriche:
Le sensitivity di Valore Economico osservabili in tabella quantitativa IRRBB1 mostrano un'esposizione al rischio di tasso in calo rispetto a giugno 2022, a fronte dell'incremento delle coperture su mutui e titoli. La sensitivity nello scenario dei tassi parallel up a fine dicembre è pari al -1,3% del Tier1, ben al di sotto della soglia di warning del 15%.
La sensitivity del Margine di Interesse nello scenario parallel down dei tassi risulta anch'essa in lieve calo.
Le misure esposte in tabella IRRBB1 sono in linea con quanto segnalato ai fini del reporting Short Term Exercise – STE rischio di tasso.
Con riferimento al modello comportamentale delle poste a vista la scadenza media di riprezzamento della raccolta a vista retail è pari a 2,1 anni, con durata massima 15 anni. La scadenza media di riprezzamento della raccolta a vista non-financial wholesale, è pari a 3,5 mesi, con durata massima 20 mesi.
| Scenari prudenziali di shock | a | b | c | d | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Variazioni del valore economico del capitale proprio |
Variazioni dei proventi da interessi netti |
|||||
| 31/12/2022 | 30/06/2022 | 31/12/2022 | 30/06/2022 | |||
| 1 | Shock al rialzo parallelo | (32.928) | (65.064) | 176.109 | 93.935 | |
| 2 | Shock al ribasso parallelo | (8.947) | (33.755) | (132.093) | (137.366) | |
| 3 | Steepener | 115.503 | 52.571 | |||
| 4 | Flattener | (129.121) | (145.888) | |||
| 5 | Shock up dei tassi a breve | (123.761) | (145.772) | |||
| 6 | Shock down dei tassi a lungo | 127.212 | 57.222 |
Il Gruppo ha sviluppato un sistema integrato di gestione dei rischi operativi assunti che, in attuazione degli indirizzi strategici, consente di rafforzare la capacità delle Unità Organizzative di gestirli consapevolmente, introducendo strumenti di rilevazione, misurazione e controllo tali da garantire un'assunzione dei rischi consapevole e compatibile con le strategie di Governance e con le condizioni economiche e patrimoniali, nel rispetto delle indicazioni provenienti dalle Autorità di Vigilanza".
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato il regolamento "Gestione dei rischi operativi" (Regolamento ORM) con cui definisce le politiche di gestione del rischio operativo a livello di Gruppo e Banca e determina un sistema comune e coordinato caratterizzato da regole condivise per l'allocazione di compiti e responsabilità. Il regolamento definisce come rischio operativo "il rischio di perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni, ivi compreso il rischio giuridico; non sono inclusi quelli strategici e di reputazione".
Inoltre, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato, ai fini della determinazione del requisito patrimoniale, l'utilizzo del metodo TSA per tutte le società appartenenti al Gruppo Bancario.
Non sono intervenute variazioni significative rispetto all'esercizio precedente in relazione al modello di gestione dei rischi operativi che di seguito viene rappresentato sinteticamente: l'Organo con funzioni di supervisione strategica di Gruppo è identificato nel Consiglio di Amministrazione di Credito Emiliano SpA, Capogruppo del Gruppo Bancario Credito Emiliano – CREDEM. L'azione viene esercitata con il supporto del Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo (Comitato di Governance, privo di deleghe, istituito con la finalità di svolgere un ruolo istruttorio).
A livello di Gruppo sono stati individuati più organi con funzioni di gestione, coincidenti con i Consigli di Amministrazione delle singole controllate, che hanno adottato il Regolamento ORM traducendo il relativo "schema" nella specifica realtà aziendale ed individuando concretamente le funzioni "locali" richieste per il buon esito del processo.
Dal punto di vista operativo gli organi con funzione di supervisione strategica e quelli con funzioni di gestione sono supportati dall'attività dell'ORM Centrale. Nell'ambito del processo coordinato centralmente dall' "ORM Centrale", l'attività viene svolta con il supporto di alcune funzioni "ORM Periferico" appartenenti a diversi servizi della banca.
L'Organo con funzioni di controllo è identificato nel Collegio Sindacale, coerentemente con la disciplina vigente relativa agli enti che adottano un modello "tradizionale" di governance societaria. Più in particolare, il Collegio della Capogruppo è responsabile di vigilare sull'osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie, sulla corretta amministrazione, sull'adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili del Gruppo anche tramite il coordinamento con gli omologhi organi collegiali presenti nelle controllate.
Nell'espletamento delle proprie attività tale organo viene supportato dal Servizio Audit di Gruppo.
Il Regolamento ORM istituisce, inoltre, specifici flussi informativi verso l'organo di controllo delle società interessate dal modello TSA (a livello individuale e consolidato, secondo le rispettive competenze).
Il Sistema di Gestione dei Rischi Operativi è periodicamente sottoposto a revisione indipendente da parte del Servizio Audit della Capogruppo.
Il sistema di gestione dei rischi operativi è definito come l'insieme strutturato dei processi, funzioni e risorse per l'identificazione, la valutazione e il controllo dei rischi operativi ed è articolato nei seguenti sottoprocessi:
Le società incluse nei processi di misurazione, monitoraggio e mitigazione, sono quelle che risultano annualmente rilevanti ai fini del rischio operativo ed informatico dall'analisi di rilevanza effettuata nell'ambito dell'approvazione del Risk Appetite Framework (RAF) e del processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP) svolto dalla Capogruppo. Il processo di "Identificazione" è composto dalle seguenti procedure:
Il processo di "Misurazione" è rappresentato dalla quantificazione del Capitale a Rischio (CaR) mediante stime soggettive. Le metodologie di misurazione delle perdite attese e inattese sono finalizzate ad un'attività di controllo ed individuazione di situazioni potenzialmente critiche e si basano sulla esecuzione di questionari (RSA), con frequenza almeno annuale, che per ogni tipologia di evento richiedono ai responsabili delle unità organizzative (UO), che possono generare/gestire i rischi operativi, una stima soggettiva di alcuni fattori di rischio:
L'analisi è svolta su più livelli: unità organizzativa, business units, società e gruppo consolidato e per ogni livello sono prodotti: un valore di perdita attesa ed un valore di perdita inattesa. I risultati della valutazione sono utilizzati a fini gestionali per la prevenzione e la mitigazione dei rischi operativi e nel processo di pianificazione operativa, coerentemente a quanto definito dal "Regolamento pianificazione, programmazione e controllo di Gruppo".
Il processo di "Monitoraggio e controllo" mira a identificare tempestivamente eventuali disfunzioni nei processi aziendali o nelle procedure di gestione del rischio al fine di consentire di valutare le necessarie azioni di mitigazione.
I Rischi Operativi sono inoltre monitorati all'interno del più ampio processo di Risk Appetite Framework (RAF) di Gruppo (monitoraggio trimestrale).
Al fine di assicurare un presidio nel continuo, è prevista una rendicontazione per singolo evento di perdita operativa la cui autonomia di delibera (definita all'interno dei regolamenti già vigenti o, in mancanza, oltre la soglia di 100.000€) spetta al Comitato Esecutivo/Consiglio di Amministrazione, dei controlli che non sono andati a buon fine e delle azioni correttive di eventuali carenze organizzative e/o di processo/prodotto. Qualora disponibili, l'ORM periferico di volta in volta competente, inserisce le informazioni oggetto di rendicontazione in seno alle proposte e le invia alle Funzioni preposte a seconda delle casistiche (a titolo esemplificativo, Servizio Audit e Compliance). In ogni caso, le delibere assunte dal CE/CA sono inviate, per opportuna conoscenza, al Risk Officer della Capogruppo e all'ORM Centrale. L'ORM Centrale verifica semestralmente che le Funzioni preposte siano state attivate dagli ORM Periferici e laddove questo non sia accaduto, attiva direttamente le Funzioni preposte eventualmente coordinandosi con gli ORM Periferici.
Inoltre, l'ORM Centrale controlla semestralmente, per BU/Servizio di Credembanca e per le società rilevanti, che le rispettive perdite contabilizzate nel semestre/anno di riferimento non superino il relativo valore di Perdita Attesa stimato in ambito Risk Self Assessment e, nel caso in cui ciò accada, rendiconta nel CE di Credembanca le motivazioni dello scostamento fornite dai Responsabili delle BU/Capi Servizio di Credembanca. Per le singole società rilevanti, nel caso in cui le perdite risultino superiori alla Perdita Attesa, l'ORM periferico della società rendiconta nel proprio CA le motivazioni dello scostamento e ne dà comunicazione al Risk Officer della Capogruppo.
Il sistema di reporting fornisce agli organi aziendali ed ai responsabili delle funzioni interessate informazioni sul livello di esposizione ai rischi operativi e rappresenta uno strumento di supporto per la loro gestione attiva e rappresenta la sintesi dei processi di misurazione, monitoraggio e controllo.
Il processo di "Mitigazione" definisce le azioni da intraprendere per la prevenzione e l'attenuazione dei rischi operativi ed è composto dalle seguenti procedure:
Inoltre, con frequenza almeno triennale, il centro di riferimento del Gruppo Credem per la valutazione delle polizze assicurative a copertura dei rischi propri (escluse quindi le polizze su prodotti o a favore del personale) stipulate dalle Società del Gruppo, effettua una rilevazione complessiva dello stato dei rischi e del livello delle relative coperture assicurative, con l'obiettivo di individuare aree con copertura insufficiente o inefficace.
La rilevazione considera la situazione di rischio complessiva del Gruppo, sulla base dei report periodici di RSA (Risk Self Assessment) e sulle statistiche LDC (Loss Data Collection). L'Orm centrale della Capogruppo, sulla base della metodologia di rilevazione tempo per tempo vigente, produce specifici estratti dei report indicati per consentire la verifica della coerenza con l'entità delle coperture.
L'area di competenza Insurance collabora con l'Orm Centrale e con gli Uffici di riferimento delle diverse aree su cui vengono evidenziati fattori d'attenzione, per verificare la coerenza dei dati rilevati, definire al meglio il rischio complessivo e in ultima analisi stabilire l'opportunità di attivare una polizza oppure non farlo.
I rischi da considerare al fine di valutare l'attivazione di una polizza assicurativa sono quelli di natura patrimoniale, diretti o indiretti, dovuti alla perdita di valori di proprietà oppure derivanti dal risarcimento di danni causati a terzi nonché quelli previsti dalle normative di riferimento.
La classificazione delle attività nelle linee di business regolamentari è declinata nelle fasi di:
La mappatura dei dati si delinea a livello individuale attraverso il collocamento di ciascuno dei centri gestionali nella business line regolamentare di pertinenza seguendo i principi sanciti dal Regolamento UE n. 575/2013; segue quindi l'individuazione delle fonti dati che riportano i dati reddituali di tali centri e gli eventuali criteri di ripartizione.
In applicazione della mappatura definita, ciascuna società procede alla determinazione dei valori per centro, alla collocazione sulle business line previste e alla determinazione del requisito individuale.
Le attività definite per la determinazione del requisito patrimoniale consolidato prevedono l'identificazione dell'"Indicatore Rilevante" individuale e la componente riconducibile a ciascuna società del Gruppo per business line regolamentare (da determinarsi in coerenza con i criteri sanciti nella mappatura utilizzata a fini individuali).
Il requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi, calcolato sull' Indicatore Rilevante del triennio 2020 - 2022, è pari a 161,7 milioni di euro.
Si riporta di seguito la composizione percentuale delle perdite operative del Gruppo Credem per tipologie di evento:
Nel corso del 2022, la principale fonte di rischio operativo, per importo di perdita, è risultata essere la tipologia di evento "Frode esterna" (ET 02). La seconda fonte di rischio operativo si riferisce alle perdite dovute a "Rapporti con Clienti, prestazioni di servizi o prodotti" (ET 04) e di seguito, in ordine di incidenza, ci sono: le perdite dovute a "Esecuzione, gestione e consegna di prodotti o servizi" (ET 07), "Frodi Interne" (ET 01), "Relazioni con il personale e sicurezza dell'ambiente di lavoro" (ET 03)".
L'incidenza delle perdite legate a malfunzionamento dei sistemi tecnologici (ET 06) risulta pressoché nulla. Infine, per quanto riguarda la categoria "Disastri ed altri eventi" (ET 05) si registra complessivamente una ripresa di valore.
L'importo delle perdite riconducibili al rischio informatico risulta molto contenuto (solo lo 0,1% del totale e ricade sull'Event Type 06). La quasi totalità delle perdite riconducibili al "Conduct Risk" si riferisce agli Event Type 01 e 04.
| Attività bancarie | a | b | c | d | e | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Indicatore rilevante | ||||||
| Anno-3 | Anno-2 | Ultimo anno |
Requisiti di fondi propri |
Importo dell'esposizione al rischio |
||
| 1 | Attività bancarie soggette al metodo base (BIA) | - | - | - | - | - |
| 2 | Attività bancarie soggette al metodo standardizzato (TSA) / al metodo standardizzato alternativo (ASA) |
1.109.194 | 1.172.829 | 1.261.881 | 161.715 | 2.021.442 |
| 3 | Soggette al metodo TSA | 1.109.194 | 1.172.829 | 1.261.881 | 00/01/1900 | 00/01/1900 |
| 4 | Soggette al metodo ASA | - | - | - | 00/01/1900 | 00/01/1900 |
| 5 | Attività bancarie soggette a metodi avanzati di misurazione (AMA) |
- | - | - | - | - |
Il Regolamento UE 575/2013 ha introdotto a partire dal 1° gennaio 2014 l'obbligo di calcolo del coefficiente di leva finanziaria per limitare l'accumulo di leva finanziaria eccessiva, ovvero di un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri che renda la banca vulnerabile.
In relazione al rischio di leva finanziaria è previsto che le banche si dotino di politiche e procedure aziendali volte a identificare, gestire e monitorare tale rischio.
E' inoltre previsto che le banche gestiscano conservativamente il rischio di eccessiva leva finanziaria considerando i potenziali incrementi di tale rischio dovuti alle riduzioni dei fondi propri della banca causate da perdite attese o realizzate derivanti dalle regole contabili applicabili. A tal fine le banche devono essere in grado di far fronte a diverse situazioni di stress con riferimento al rischio di leva finanziaria eccessiva.
A partire dal 1 gennaio 2015 è stato introdotto l'obbligo di pubblicazione del coefficiente calcolato conformemente all'art. 429 del Regolamento UE 575/2013.
In data 10 ottobre 2014 la Commissione Europea ha emanato il Regolamento Delegato 2015/62 che modifica la definizione di Leva Finanziaria. Il Regolamento Delegato, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE in data 17 gennaio 2015, non introduce un obbligo di requisito specifico legato al coefficiente in oggetto, ma elimina divergenze interpretative e garantisce l'allineamento delle disposizioni del Regolamento (UE) n. 575/2013 alle norme concordate a livello internazionale, in modo da assicurare una migliore comparabilità e pari condizioni di concorrenza.
In data 15 febbraio 2016 sono state pubblicate, attraverso il Regolamento di esecuzione 2016/200 della Commissione, le norme tecniche di attuazione relative all'informativa sul coefficiente di Leva Finanziaria ai sensi del Regolamento UE 575/2013. Inoltre, a partire dal 30 settembre 2016, il coefficiente di leva è calcolato secondo le disposizioni contenute nel Regolamento di esecuzione (UE) n.428/2016 della Commissione che hanno modificato il Regolamento di esecuzione n.680/2014, contente le norme tecniche di attuazione per quanto riguarda le segnalazioni a fini di vigilanza.
Il coefficiente di leva finanziaria è calcolato trimestralmente, sia a livello individuale che a livello consolidato, come rapporto tra il totale delle esposizioni del Gruppo non dedotte nel calcolo del capitale (SFT, derivati, esposizioni fuori bilancio ed altre esposizioni in bilancio) ed il Capitale di Classe 1. A partire dal 31 dicembre 2021, con l'introduzione della CRR2, è previsto un requisito minimo vincolante del 3%.
Il coefficiente di leva finanziaria al 31 dicembre 2022 risulta in aumento rispetto al 30 giugno 2022 dello 0,2%. Tale variazione è principalmente legata al decremento delle esposizioni in bilancio, oltre che al maggior valore del Capitale di Classe 1. Per maggiori informazioni sulla composizione del totale esposizioni si rimanda alle successive tabelle del presente capitolo, mentre per maggiori informazioni circa la composizione del Capitale di Classe 1 si rimanda all'apposito capitolo "I Fondi Propri".
Il Gruppo Credem adotta la definizione di leva finanziaria eccessiva presente nella normativa, secondo cui lo stesso rappresenta "il rischio che un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri renda la banca vulnerabile, rendendo necessaria l'adozione di misure correttive al proprio piano industriale, compresa la vendita di attività con contabilizzazione di perdite che potrebbero comportare rettifiche di valore anche sulle restanti attività".
Relativamente al rischio di leva finanziaria eccessiva, le banche devono:
Il gruppo Credem adotta la definizione del leverage ratio in linea con la regolamentazione in vigore (CRR II - art. 429) quale indicatore del rischio di leva finanziaria eccessiva a livello consolidato, come disciplinato all'interno del Regolamento "Regolamento Recovery Planning e RAF del gruppo Credem". L'indicatore viene inoltro sottoposto a stress in ipotesi di riduzione della base patrimoniale, coerentemente con gli scenari di stress rendicontati nel presente ICAAP.
Di seguito viene rappresentato sinteticamente il processo di gestione del rischio di leva finanziaria eccessiva, con evidenza dei ruoli e delle attribuzioni di responsabilità agli organi societari e alle funzioni aziendali a vario titolo coinvolte.
Il leverage ratio rappresenta uno degli indicatori di Risk appetite su cui è strutturato il RAF, come riportato all'interno del Regolamento Risk Appetite Framework del Gruppo Credem.
In generale il processo di determinazione del RAF si attiva contestualmente al processo per la determinazione del budget del Gruppo (o del Piano Strategico), coordinato dal Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo, con il supporto del Servizio VALORE. Lo sviluppo dei due processi (Piano Strategico/Budget e RAF) è pertanto strettamente integrato per favorire la lettura delle dinamiche di rischio implicite nella formulazione degli obiettivi economici.
L'ufficio Contabilità è responsabile del calcolo a consuntivo dell'indicatore di leverage, nell'ambito di quanto previsto dalle segnalazioni di Vigilanza.
Il calcolo a consuntivo è effettuato trimestralmente dall'ufficio Contabilità nell'ambito delle segnalazioni di Vigilanza, secondo le definizioni previste dalla CRR.
A partire dall'anno 2022 l'indicatore è monitorato anche mensilmente nell'ambito del processo RAF mensile. Il calcolo gestionale infratrimestrale è effettuato dall'ufficio PSC.
L'ufficio responsabile del calcolo di budget è PSC – Pianificazione, Studi e Capitale con il supporto di RFA – Rischi Finanza e Asset Management.
Il Comitato di Pianificazione Strategica di Gruppo supporta il CA nell'individuazione del valore obiettivo.
Il leverage ratio è calcolato come rapporto fra il capitale (Tier 1) e le esposizioni non pesate (on and off-balance sheet); la dotazione patrimoniale è riferibile al gruppo nel suo complesso.
Il leverage ratio è la misura adottata dal gruppo Credem quale indicatore del rischio di leva finanziaria eccessiva a livello consolidato. L'indicatore è stato concepito dal Comitato di Basilea come misura da affiancare ai Capital Ratio risk-based, in funzione di backstop supplementare a fronte di un eccessivo accumulo di rischio. Lo stesso concetto viene ripreso all'interno della normativa europea (CRR).
Nell'ambito della CRR II è stato introdotto il valore vincolante pari al 3%: "un ente che soddisfa il buffer del coefficiente di leva finanziaria ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, lettera a) del Il regolamento (UE) 575/2013 non può effettuare una distribuzione in connessione con il capitale di classe 1 a una misura che ridurrebbe il suo capitale di classe 1 ad un livello tale da non soddisfare più il requisito sul coefficiente di leva finanziaria".
Si riportano di seguito le principali informazioni inerenti il coefficiente di leva finanziaria del Gruppo al 31 dicembre 2022.
| a | ||
|---|---|---|
| Importo applicabile | ||
| 31/12/2022 | ||
| 1 | Attività totali come da bilancio pubblicato | 65.117.133 |
| 2 | Rettifica per i soggetti consolidati a fini contabili ma esclusi dall'ambito del consolidamento prudenziale |
(8.312.148) |
| 3 | (Rettifica per le esposizioni cartolarizzate che soddisfano i requisiti operativi per il riconoscimento del trasferimento del rischio) |
- |
| 4 | (Rettifica per l'esenzione temporanea delle esposizioni verso banche centrali (se del caso)) | - |
| 5 | (Rettifica per le attività fiduciarie iscritte a bilancio a norma della disciplina contabile applicabile ma escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera i), del CRR) |
- |
| 6 | Rettifica per gli acquisti e le vendite standardizzati di attività finanziarie soggette alla registrazione sulla base della data di negoziazione |
- |
| 7 | Rettifica per le operazioni di tesoreria accentrata ammissibili | - |
| 8 | Rettifica per gli strumenti finanziari derivati | (972.489) |
| 9 | Rettifica per le operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT) | 26.568 |
| 10 | Rettifica per gli elementi fuori bilancio (conversione delle esposizioni fuori bilancio in importi equivalenti di credito) |
1.486.389 |
| 11 | (Rettifica per gli aggiustamenti per la valutazione prudente e gli accantonamenti specifici e generici che hanno ridotto il capitale di classe 1) |
- |
| EU 11a |
(Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera c), del CRR) |
- |
| EU 11b |
(Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera j), del CRR) |
- |
| 12 | Altre rettifiche | (834.477) |
| 13 | Misura dell'esposizione complessiva | 56.510.977 |
| Esposizioni del coefficiente di leva finanziaria (CRR) |
|||
|---|---|---|---|
| a | b | ||
| 31/12/2022 | 30/06/2022 | ||
| Esposizioni in bilancio (esclusi derivati e SFT) | |||
| 1 | Elementi in bilancio (esclusi derivati e SFT, ma comprese le garanzie reali) | 55.678.862 | 56.656.309 |
| 2 | Maggiorazione per le garanzie reali fornite su derivati se dedotte dalle attività in bilancio in base alla disciplina contabile applicabile |
- | - |
| 3 | (Deduzioni dei crediti per il margine di variazione in contante fornito in operazioni su | (404.789) | (403.430) |
| 4 | derivati) (Rettifica per i titoli ricevuti nell'ambito di operazioni di finanziamento tramite titoli che sono iscritti come attività) |
- | - |
| 5 | (Rettifiche di valore su crediti generiche degli elementi in bilancio) | - | - |
| 6 | (Importi delle attività dedotte nella determinazione del capitale di classe 1) | (429.688) | (459.743) |
| 7 | Esposizioni in bilancio complessive (esclusi derivati e SFT) | 54.844.385 | 55.793.136 |
| Esposizioni su derivati | |||
| 8 | Costo di sostituzione associato alle operazioni su derivati SA-CCR (al netto del margine | 64.509 | 32.459 |
| EU-8a | di variazione in contante ammissibile) Deroga per derivati: contributo ai costi di sostituzione nel quadro del metodo |
- | - |
| standardizzato semplificato Importi delle maggiorazioni per le esposizioni potenziali future associate alle operazioni |
|||
| 9 | su derivati SA-CCR Deroga per derivati: contributo all'esposizione potenziale futura nel quadro del metodo |
89.125 | 63.722 |
| EU-9a | standardizzato semplificato | ||
| EU-9b | Esposizione calcolata secondo il metodo dell'esposizione originaria | - | - |
| 10 | (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del cliente) (SA-CCR) |
- | - |
| EU-10a (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del cliente) (metodo standardizzato semplificato) |
- | - | |
| EU-10b | (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del cliente) (metodo dell'esposizione originaria) |
- | - |
| 11 | Importo nozionale effettivo rettificato dei derivati su crediti venduti | - | - |
| 12 | (Compensazioni nozionali effettive rettificate e deduzione delle maggiorazioni per i derivati su crediti venduti) |
- | - |
| 13 | Totale delle esposizioni in derivati | 153.634 | 96.181 |
| Esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT) | |||
| 14 | Attività SFT lorde (senza riconoscimento della compensazione) previa rettifica per le operazioni contabilizzate come vendita |
- | - |
| 15 | (Importi compensati risultanti dai debiti e crediti in contante delle attività SFT lorde) | - | - |
| 16 | Esposizione al rischio di controparte per le attività SFT | 26.568 | 17.883 |
| EU-16a Deroga per SFT: esposizione al rischio di controparte conformemente all'articolo 429 sexies, paragrafo 5, e all'articolo 222 del CRR. |
- | - | |
| 17 | Esposizioni su operazioni effettuate come agente | - | - |
| EU-17a (Componente CCP esentata delle esposizioni su SFT compensate per conto del cliente) | - | - | |
| 18 | Totale delle esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli | 26.568 | 17.883 |
| Altre esposizioni fuori bilancio | |||
| 19 | Importo nozionale lordo delle esposizioni fuori bilancio | 11.474.536 | 11.298.870 |
| 20 | (Rettifiche per conversione in importi equivalenti di credito) | (9.988.147) | (9.773.060) |
| 21 | (Accantonamenti generici dedotti nella determinazione del capitale di classe 1 e accantonamenti specifici associati alle esposizioni fuori bilancio) |
- | - |
| 22 | Esposizioni fuori bilancio | 1.486.389 | 1.525.810 |
| Esposizioni escluse | |||
| EU-22a (Esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera c), del CRR) |
- | - | |
| EU-22b | (Esposizioni esentate conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera j), del CRR (in bilancio e fuori bilancio)) |
- | - |
| EU-22c (Esposizioni di banche (o unità) pubbliche di sviluppo escluse - Investimenti del settore pubblico) |
- | - | |
| EU-22d | (Esposizioni di banche (o unità) pubbliche di sviluppo escluse - Prestiti agevolati) | - | - |
| EU-22e (Esposizioni escluse derivanti da trasferimenti (passing-through) di prestiti agevolati da parte di un ente che non sia una banca (o unità) pubblica di sviluppo) |
- | - |
| Esposizioni del coefficiente di leva finanziaria (CRR) |
|||
|---|---|---|---|
| a | b | ||
| 31/12/2022 | 30/06/2022 | ||
| EU-22f | (Parti garantite escluse delle esposizioni derivanti da crediti all'esportazione) | - | - |
| EU-22g (Garanzie reali in eccesso depositate presso agenti triparty escluse) | - | - | |
| EU-22h | (Servizi connessi a un CSD di CSD/enti esclusi conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera o), del CRR) |
- | - |
| EU-22i | (Servizi connessi a un CSD di enti designati esclusi conformemente all'articolo 429 bis, paragrafo 1, lettera p), del CRR) |
- | - |
| EU-22j | (Riduzione del valore dell'esposizione di prestiti di prefinanziamento o di prestiti intermedi) |
- | - |
| EU-22k | (Totale delle esposizioni escluse) | - | - |
| Capitale e misura dell'esposizione complessiva | |||
| 23 | Capitale di classe 1 | 2.581.613 | 2.512.127 |
| 24 | Misura dell'esposizione complessiva | 56.510.977 | 57.433.010 |
| Coefficiente di leva finanziaria | |||
| 25 | Coefficiente di leva finanziaria (%) | 4,57% | 4,37% |
| EU-25 | Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto dell'esenzione degli investimenti del settore pubblico e dei prestiti agevolati) (%) |
4,57% | 4,37% |
| 25a | Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea applicabile delle riserve della banca centrale) (%) |
4,57% | 4,37% |
| 26 | Requisito regolamentare del coefficiente minimo di leva finanziaria (%) | 3,00% | 3,00% |
| EU-26a Requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte al rischio di leva finanziaria eccessiva (%) |
- | - | |
| EU-26b | Di cui costituiti da capitale CET1 | - | - |
| 27 | Requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria (%) | - | - |
| EU-27a Requisito del coefficiente di leva finanziaria complessivo (%) | 3,00% | 3,00% | |
| Scelta in merito a disposizioni transitorie e esposizioni rilevanti | |||
| EU-27b | Scelta in merito alle disposizioni transitorie per la definizione della misura del capitale | A regime | A regime |
| Informazioni sui valori medi | |||
| 28 | Media dei valori giornalieri delle attività lorde di SFT, dopo le rettifiche per le operazioni contabili di vendita e al netto dei debiti e dei crediti in contante associati |
309 | 642 |
| 29 | Valore di fine trimestre delle attività lorde di SFT, dopo le rettifiche per le operazioni contabili di vendita e al netto dei debiti e dei crediti in contante associati |
- | - |
| 30 | Misura dell'esposizione complessiva (compreso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea applicabile delle riserve della banca centrale) comprendente i valori medi della riga 28 delle attività lorde di SFT (dopo la rettifica per le operazioni contabili di vendita e al netto dei debiti e dei crediti in contante associati) |
56.511.285 | 57.433.652 |
| 30a | Misura dell'esposizione complessiva (escluso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea applicabile delle riserve della banca centrale) comprendente i valori medi della riga 28 delle attività lorde di SFT (dopo la rettifica per le operazioni contabili di vendita e al netto dei debiti e dei crediti in contante associati) |
56.511.285 | 57.433.652 |
| 31 | Coefficiente di leva finanziaria (compreso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea applicabile delle riserve della banca centrale) comprendente i valori medi della riga 28 delle attività lorde di SFT (dopo la rettifica per le operazioni contabili di vendita e al netto dei debiti e dei crediti in contante associati) |
4,57% | 4,37% |
| 31a | Coefficiente di leva finanziaria (escluso l'impatto di un'eventuale esenzione temporanea applicabile delle riserve della banca centrale) comprendente i valori medi della riga 28 delle attività lorde di SFT (dopo la rettifica per le operazioni contabili di vendita e al netto dei debiti e dei crediti in contante associati) |
4,57% | 4,37% |
| a | ||
|---|---|---|
| Esposizioni del coefficiente di leva finanziaria (CRR) |
||
| 31/12/2022 | ||
| EU - 1 | Totale delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate), di cui | 55.274.073 |
| EU - 2 | Esposizioni nel portafoglio di negoziazione | 58.388 |
| EU - 3 | Esposizioni nel portafoglio bancario, di cui | 55.215.685 |
| EU - 4 | Obbligazioni garantite | - |
| EU - 5 | Esposizioni trattate come emittenti sovrani | 16.136.406 |
| EU - 6 | Esposizioni verso amministrazioni regionali, banche multilaterali di sviluppo, organizzazioni internazionali e organismi del settore pubblico non trattati come emittenti sovrani |
- |
| EU - 7 | Esposizioni verso enti | 1.811.871 |
| EU - 8 | Esposizioni garantite da ipoteche su beni immobili | 9.172.385 |
| EU - 9 | Esposizioni al dettaglio | 7.564.551 |
| EU - 10 | Esposizioni verso imprese | 17.964.606 |
| EU - 11 | Esposizioni in stato di default | 327.646 |
| EU - 12 | Altre esposizioni (ad es. in strumenti di capitale, cartolarizzazioni e altre attività diverse da crediti) | 2.238.220 |
E' considerata vincolata l'attività che è stata costituita in garanzia o altrimenti riservata per fornire forme di copertura, garanzia o supporto al credito (credit enhancement) a un'operazione da cui non può essere ritirata liberamente.
A titolo esemplificativo, rientrano tra le attività vincolate le seguenti tipologie di contratti:
Non sono considerate vincolate le attività che, assegnate a linee non utilizzate, possono essere ritirate liberamente.
Si riportano nel seguito le principali informazioni quantitative sulle attività impegnate e non impegnate iscritte in bilancio, le garanzie ricevute e i titoli di debito di propria emissione vincolati e vincolabili, le fonti di gravame.
I valori sono esposti secondo i modelli pubblicati nel Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/637 e rappresentano la mediana dei dati trimestrali segnalati negli ultimi dodici mesi. La mediana costituisce la tendenza centrale, che rappresenta la posizione centrale di un insieme di numeri in una distribuzione statistica.
| Valore contabile delle attività vincolate |
Fair value (valore equo) delle attività vincolate |
Valore contabile delle attività non vincolate |
Fair value (valore equo) delle attività non vincolate |
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| di cui EHQLA ed HQLA nozionalmente ammissibili |
di cui EHQLA ed HQLA nozionalmente ammissibili |
di cui EHQLA ed HQLA |
di cui EHQLA ed HQLA |
|||||||
| 010 | 030 | 040 | 050 | 060 | 080 | 090 | 100 | |||
| 010 | Attività dell'ente che pubblica l'informativa |
17.382.347 | 7.259.318 | 40.656.641 | 10.228.089 | |||||
| 030 | Strumenti rappresentativi di capitale |
- | - | - | - | 83.318 | - | 42.342 | - | |
| 040 | Titoli di debito | 8.698.403 | 7.259.318 | 8.642.708 | 7.205.420 | 5.907.298 | 4.214.123 | 5.649.538 | 4.190.943 | |
| 050 | di cui obbligazioni garantite |
- | - | - | - | - | - | - | - | |
| 060 | di cui cartolarizzazioni |
390.221 | 335.847 | 385.596 | 333.256 | 269.640 | 247.128 | 267.526 | 245.332 | |
| 070 | di cui emessi da amministrazioni pubbliche |
7.267.391 | 6.716.831 | 7.217.059 | 6.666.798 | 3.827.648 | 3.585.549 | 3.599.934 | 3.564.164 | |
| 080 | di cui emessi da società finanziarie |
1.170.116 | 356.756 | 1.164.760 | 354.165 | 1.559.333 | 295.541 | 1.532.138 | 293.398 | |
| 090 | di cui emessi da società non finanziarie |
260.895 | 179.974 | 260.889 | 179.974 | 488.418 | 313.033 | 486.760 | 313.033 | |
| 120 | Altre attività | 8.634.799 | - | 34.669.174 | 6.103.246 |
| Non vincolati | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Valore equo delle garanzie reali ricevute o dei titoli di debito di propria emissione vincolati |
Valore equo delle garanzie reali ricevute o dei titoli di debito di propria emissione vincolabili |
||||
| di cui EHQLA ed HQLA nozionalmente ammissibili |
di cui EHQLA ed HQLA |
||||
| 010 | 030 | 040 | 060 | ||
| 130 | Garanzie reali ricevute dall'ente che pubblica l'informativa | 1.193 | - | - | - |
| 140 | Finanziamenti a vista | - | - | - | - |
| 150 | Strumenti rappresentativi di capitale | - | - | - | - |
| 160 | Titoli di debito | 1.193 | - | - | - |
| 170 | di cui obbligazioni garantite | - | - | - | - |
| 180 | di cui cartolarizzazioni | - | - | - | - |
| 190 | di cui emessi da amministrazioni pubbliche | 1.193 | - | - | - |
| 200 | di cui emessi da società finanziarie | - | - | - | - |
| 210 | di cui emessi da società non finanziarie | - | - | - | - |
| 220 | Prestiti e anticipazioni diversi dai finanziamenti a vista | - | - | - | - |
| 230 | Altre garanzie reali ricevute | - | - | - | - |
| 240 | Titoli di debito di propria emissione diversi da obbligazioni garantite o cartolarizzazioni proprie |
- | - | - | - |
| 241 | Obbligazioni garantite e cartolarizzazioni di propria emissione non ancora costituite in garanzia |
- | - | ||
| 250 | TOTALE DELLE GARANZIE REALI RICEVUTE E DEI TITOLI DI DEBITO DI PROPRIA EMISSIONE AL |
17.383.540 | 2.693.166 |
| Passività corrispondenti, passività potenziali o titoli concessi in prestito |
Attività, garanzie reali ricevute e titoli di debito di propria emissione diversi da obbligazioni garantite e cartolarizzazioni, vincolati |
||
|---|---|---|---|
| 010 | 030 | ||
| 010 | Valore contabile delle passività finanziarie selezionate | 16.811.133 | 17.383.501 |
Le principali fattispecie di attività vincolate dal Gruppo, riconducibili principalmente a Credito Emiliano Spa, sono rappresentate dalle seguenti categorie:
Il rapporto tra le "Attività, garanzie ricevute e propri titoli di debito emessi vincolati diversi da Obbligazioni Bancarie Garantite e titoli ABS" e le relative "Passività finanziarie, passività potenziali e titoli in prestito associati ad attività vincolate" è pari al 103%, che deriva principalmente da eccesso di garanzie reali riconducibile a clausole di overcollateralisation per le forme di raccolta da Banche Centrali.
Come da disposizioni di Vigilanza e da regolamentazione CREDEM è istituito internamente al Consiglio di Amministrazione ("CA") un comitato consiliari per le remunerazioni.
Il Comitato Consiliare Remunerazioni di Gruppo ("CR") è composto da n. 3 Amministratori non esecutivi, la maggioranza dei quali indipendenti ai sensi dell'art. 148, c3 TUF e dell'art. 3 del Codice di autodisciplina delle Società quotate. La Presidenza è attribuita ad un Amministratore indipendente.
Nel corso del 2022, il Comitato Remunerazioni si è riunito n. 10 volte. La durata media delle riunioni è stata di ca. 1 ora e 35 minuti.
Credem in qualità di Capogruppo applica in modo unitario e uniforme la Politica di Remunerazione nelle Società del Gruppo. Le Società Controllate recepiscono le linee guida in tema di Remunerazione e di Sistemi Incentivanti ("SISPRE"), fermi gli opportuni adeguamenti alle eventuali disposizioni di settore, sottoponendole ai rispettivi competenti Organi Sociali.
Il processo di identificazione del PPR di Gruppo avviene in applicazione dei "Criteri Qualitativi" e "Criteri Quantitativi" di CRDV e Regolamento Delegato EBA 923/2021. Il Perimetro PPR per i "Criteri Qualitativi" è composto:
Completa l'identificazione del PPR l'applicazione dei "Criteri Quantitativi" degli RTS EBA entro il IH dell'esercizio. I relativi esiti sono sottoposti dal CR al CA, che valuta e delibera, sussistendone le condizioni, l'inoltro di istanza di preventiva esclusione dal Perimetro PPR dei nominativi emersi dall'analisi nei termini e con le modalità normativamente previste.
La Capogruppo assicura la complessiva coerenza del processo di identificazione per l'intero Gruppo nonché il coordinamento delle Disposizioni con le altre regole eventualmente applicabili a ciascuna Società, in ragione del settore di appartenenza e tenendo conto degli esiti delle valutazioni condotte dalle singole componenti del Gruppo nel caso fossero tenute ad effettuarle su base individuale.
Per ulteriori dettagli si rimanda alla "Relazione sulla Politica di Gruppo in materia di Remunerazione e Incentivazione e sui Compensi Corrisposti", Sezione I: paragrafi 5.1 "Il Processo di Identificazione del PPR" e 5.2 "Identificazione del PPR 2023"; Sezione II: paragrafo 20 "Identificazione del PPR 2022".
La Politica di Remunerazione si ispira a principi di valorizzazione del merito e di motivazione al risultato, coerenti con la cultura d'impresa che da sempre caratterizza il Gruppo.
La Politica rappresenta uno strumento fondamentale per il perseguimento delle strategie aziendali in un'ottica di lungo periodo, di prudente gestione del rischio (ivi compreso quello di sostenibilità) e di solidità patrimoniale e finanziaria.
La Politica di Remunerazione si propone quindi di:
Per il perseguimento degli obiettivi del Gruppo rileva disporre di solidi processi di governance e di un efficiente modello organizzativo, definendo ruoli, compiti e meccanismi operativi per assicurare coerenza e trasparenza per tutti gli attori coinvolti nonché la corretta applicazione a livello di Gruppo.
Tali indicazioni sono contenute nello Statuto, nelle "Norme di Funzionamento del CR", nella "Policy di Gruppo People Management", nel "Regolamento People Management" e nel "Manuale Operativo delle Politiche di Remunerazione", che disciplina i processi sottostanti la definizione e la gestione delle stesse, ivi compresi i ruoli coinvolti. Lo scopo del modello organizzativo CREDEM è quello di assicurare che le decisioni vengano assunte ad un livello appropriato e con un adeguato supporto informativo, in modo da escludere qualsiasi possibile conflitto d'interesse, garantendo nel contempo processi in grado di rispondere efficacemente alle esigenze di business, nel rispetto delle normative vigenti.
Sulla base della "Policy di Gruppo People Management", la Capogruppo applica in modo unitario e uniforme la Politica di Remunerazione nelle Società del Gruppo.
Nell'esaminare i SISPRE, il CR riceve il contributo dal Comitato Consiliare Rischi e Sostenibilità di Gruppo, per assicurare la coerenza con il Processo RAF e con le politiche di governo e di gestione dei rischi e sui temi della sostenibilità. Nella costruzione dei SISPRE intervengono, per gli ambiti delle rispettive competenze, la Funzioni di People Management, Pianificazione Strategica, Risk Management, Comitato Sostenibilità di Gruppo e Compliance, che possono essere invitate a partecipare alle riunioni del CR su temi specifici. In particolare la Funzione Compliance fornisce le proprie valutazioni in merito ai piani di incentivazione del Personale, fornendo – per il proprio ambito di competenza – input per la predisposizione di sistemi conformi.
La proposta di SISPRE è elaborata in coerenza con gli obiettivi definiti nell'ambito dei processi di pianificazione ed elaborazione del RAF. Tali obiettivi perseguono una strategia aziendale di crescita finalizzata alla creazione di valore nel tempo, in un contesto di prudente gestione del rischio e di solidità patrimoniale e finanziaria del Gruppo e tenuto conto della strategia sulla Sostenibilità.
Per assicurare che le remunerazioni variabili siano erogate in un contesto di adeguatezza patrimoniale e finanziaria, l'attivazione del SISPRE del PPR di tutte le Società del Gruppo è vincolata al raggiungimento di determinati livelli di CET1 - Common Equity Tier1 di Gruppo e di NSFR - Net Stable Funding Ratio di Gruppo (indicatori che monitorano l'adeguatezza patrimoniale e i livelli di liquidità del Gruppo, i cui obiettivi sono determinati sulla base di quanto previsto dal RAF).
In particolare gli indicatori di cd. "allineamento al rischio" assumono un peso significativo e influenzano in modo sostanziale sia l'accesso al SISPRE (risk alignment ex ante) sia le eventuali necessità di correzione con riferimento ai pagamenti differiti (risk alignment ex post).
Verificata l'apertura dei gate, il SISPRE del PPR si attiva al raggiungimento di una soglia minima di un "Superindice" composto da: UAI di Gruppo (rettificato delle poste positive/negative di carattere straordinario non strutturali) e RARORAC di Gruppo (indicatore che misura il rapporto tra i margini reddituali e i rischi assunti coerentemente agli obiettivi fissati nel RAF).
La dimensione del bonus pool è determinata in base al livello di raggiungimento "Superindice".
Il meccanismo proposto, per mezzo di una solida pratica di allineamento al rischio basata su parametri oggettivi, assicura una simmetria tra ammontare del bonus pool e risultati, consentendo di contrarre sensibilmente il bonus pool stesso in caso di mancato raggiungimento dei target (fino all'azzeramento).
Le Politiche di Remunerazione deliberate dall'Assemblea degli Azionisti del 28.04.2022 non è stata modificata nel corso dell'esercizio 2022.
Coerentemente alle previsioni normative e i meccanismi di attivazione del SISPRE delle Funzioni Aziendali di Controllo ("FAC") assicurano l'assenza di collegamento a obiettivi di tipo economico.
In una logica di sostenibilità dei risultati e di mantenimento della solidità patrimoniale e finanziaria del Gruppo, il SISPRE delle FAC si attiva in presenza di:
Inoltre l'effettiva partecipazione del singolo ai premi avviene sulla base della prestazione individuale misurata attraverso la cosiddetta "Scheda KPI", costruita con un repertorio di indicatori coerente con le mansioni svolte, definite nei rispettivi regolamenti di Funzione, senza alcun legame diretto con i risultati dei settori aziendali soggetti al suo controllo.
La remunerazione variabile garantita è normativamente definita come eccezionale e prevista per assunzione di nuovo personale e limitatamente al primo anno d'impiego. Non può essere riconosciuta più di una volta alla stessa persona, né dalla Banca né da altra Società del Gruppo.
Per i trattamenti di fine rapporto, come richiesto dalle disposizioni normative, nella Sezione I della "Relazione sulla Politica di Gruppo in materia di Remunerazione e Incentivazione e sui Compensi Corrisposti", sono stati definiti i criteri per la determinazione dei compensi da accordare in caso di fine rapporto; sottoposti per la relativa delibera all'Assemblea degli Azionisti del 28.04.2022, verranno riproposti con modifiche per il 2023 all'Assemblea del 26.04.2023.
Per i dettagli si rimanda al paragrafo 14 della Relazione.
Per assicurare che le remunerazioni variabili siano erogate in un contesto di adeguatezza patrimoniale e finanziaria, l'attivazione del SISPRE del PPR di tutte le Società del Gruppo è vincolata al raggiungimento di determinati livelli di CET1 - Common Equity Tier1 di Gruppo e di NSFR - Net Stable Funding Ratio di Gruppo (indicatori che monitorano l'adeguatezza patrimoniale e i livelli di liquidità del Gruppo, i cui obiettivi sono determinati sulla base di quanto previsto dal RAF).
Superati i gate di accesso, gli indicatori proposti per misurare la performance coprono sia ambiti di redditività e rischio/rendimento sia ambiti di crescita del total business (raccolta e impieghi), così come definiti in sede di budget ed approvati dal CA.
In particolare gli indicatori di cd. "allineamento al rischio" assumono un peso significativo e influenzano in modo sostanziale sia l'accesso al SISPRE (risk alignment ex ante) sia le eventuali necessità di correzione con riferimento ai pagamenti differiti (risk alignment ex post).
La dimensione del bonus pool è determinata in base al livello di raggiungimento del medesimo "Superindice".
Il meccanismo proposto, per mezzo di una solida pratica di allineamento al rischio basata su parametri oggettivi, assicura una simmetria tra ammontare del bonus pool e risultati, consentendo di contrarre sensibilmente il bonus pool stesso in caso di mancato raggiungimento dei target (fino all'azzeramento).
Come disposto dalla CRD e dalle disposizioni nazionali (Banca d'Italia) la componente fissa e la componente variabile della remunerazione sono bilanciate e viene fissato ex ante un limite al rapporto fra la componente variabile e quella fissa ("cap").
L'Assemblea degli Azionisti del 30.04.2019, del 30.04.2020 e del 28.04.2022 ha deliberato il cap a 2:1 per:
Sono escluse dall'incremento le FAC (per le quali trovano applicazione le limitazioni previste per la categoria), il DDC - Dirigente Dati Contabili ex art. 154bis TUF e il responsabile dell'Ufficio Compensation Policy, per i quali le Disposizioni precisano che la componente variabile deve essere "contenuta" e per n. 2 Persone di CPE - Credem Private Equity (Società dell'Area Wealth Management, cap a 3:1 per uno dei 2 AD e a 2:1 per il responsabile della Gestione Fondi.
Si rimanda per ulteriori dettagli alla "Relazione sulla Politica di Gruppo in materia di Remunerazione e Incentivazione e sui Compensi Corrisposti", paragrafo 6.2 "Limiti Incidenza Remunerazione Variabile/Fissa ("cap")".
Superati i gate di accesso, gli indicatori proposti per misurare la performance coprono sia ambiti di redditività e rischio/rendimento sia ambiti di crescita del total business (raccolta e impieghi), così come definiti in sede di budget ed approvati dal CA.
In particolare gli indicatori di cd. "allineamento al rischio" assumono un peso significativo e influenzano in modo sostanziale sia l'accesso al SISPRE (risk alignment ex ante) sia le eventuali necessità di correzione con riferimento ai pagamenti differiti (risk alignment ex post).
Verificata l'apertura dei gate, il SISPRE del PPR si attiva al raggiungimento di una soglia minima di un "Superindice" composto da:
La dimensione del bonus pool è determinata in base al livello di raggiungimento del medesimo "Superindice".
Il meccanismo proposto, per mezzo di una solida pratica di allineamento al rischio basata su parametri oggettivi, assicura una simmetria tra ammontare del bonus pool e risultati, consentendo di contrarre sensibilmente il bonus pool stesso in caso di mancato raggiungimento dei target (fino all'azzeramento).
Per il PPR delle altre Società, superati i medesimi gate di accesso di Gruppo già indicati per CREDEM, gli obiettivi sono legati alla redditività ed al rischio e sono specifici della Società medesima (cd. "Superindice"), con un fattore correttivo collegato all'andamento di Gruppo. L'effettiva partecipazione del singolo PPR ai premi è prevista sulla base del risultato della prestazione individuale, misurata secondo principi di balanced scorecard tradotti nelle cd. "Schede KPI" (key performance indicator).
Le Schede KPI sono costruite secondo una logica che contempla, laddove opportuno, aspetti di aggiustamento per il rischio ex ante e aspetti di sostenibilità coerenti con l'ambito di responsabilità del singolo. Gli obiettivi sono coerenti con l'area di responsabilità ed il livello decisionale dei singoli.
Una volta superati i cancelli di Gruppo e definita l'entità del bonus pool disponibile, l'ammontare del premio individuale è determinato dal CA, su proposta del CR, in base a:
Ai bonus del PPR di Gruppo sono applicate le modalità di pagamento previste per la categoria di appartenenza, quindi differimento e quote cash e azioni della Capogruppo (laddove non confliggenti con le disposizioni normative di settore).
I SISPRE prevedono che, superati i gate di Gruppo, siano raggiunti gli obiettivi definiti per ogni singola entità del Gruppo e per le BU della Banca. La dimensione del bonus pool è determinata dal livello di raggiungimento del relativo "Superindice", secondo una griglia predefinita e al superamento dell'obiettivo di Utile almeno al 70% e tale da poter garantire l'autofinanziamento dell'importo da stanziare per i bonus.
Il meccanismo proposto, per mezzo di una solida pratica di allineamento al rischio basata su parametri oggettivi, assicura una simmetria tra ammontare del bonus pool e risultati, consentendo di contrarre sensibilmente il bonus pool stesso in caso di mancato raggiungimento dei target (fino all'azzeramento).
Le modalità di pagamento dei bonus del PPR sono:
Qualora la componente variabile superi la soglia di rilevanza definita per l'anno (Euro 435.011) sia per il PPR "Apicale" sia per l'"Altro" PPR: corresponsione del 55% del premio complessivo con assegnazione di azioni gratuite e il restante 45% pagato cash. Le azioni sono soggette ad un'adeguata politica di mantenimento (retention) realizzata attraverso una promessa di consegna dilazionata di 1y sia sulla quota up front che su quelle differite. Inoltre il 20% del bonus up front è pagato in contanti, il 20% è corrisposto in azioni con promessa di è consegna dilazionata di 1y, il restante 60% differito nei 5y successivi. Per i bonus inferiori o uguali a Euro 50.000 e inferiori o uguali a 1/3 della Remunerazione Totale, il pagamento (come normativamente consentito) avviene in unica soluzione cash.
Le singole quote differite del bonus saranno soggette a condizioni di malus e aggiustamento al rischio ex post.
In particolare le quote differite sono:
Si applicano anche i meccanismi di claw back in virtù dei quali è prevista la restituzione parziale o totale del premio netto ricevuto, nel caso in cui nei 5y successivi all'erogazione del premio la Banca/Società dovesse accertare comportamenti fraudolenti o connotati da colpa grave, comportamenti da cui derivi una perdita significativa per la stessa, violazioni degli obblighi previsti dagli artt. 26 e 53 TUB, degli obblighi in materia di politiche di remunerazione e del divieto di non avvalersi di strategie di copertura personale o di assicurazioni sulla retribuzione.
L'attivazione del SISPRE del PPR di tutte le Società del Gruppo è vincolata al raggiungimento di determinati livelli di CET1 - Common Equity Tier1 di Gruppo e di NSFR - Net Stable Funding Ratio di Gruppo (indicatori che monitorano l'adeguatezza patrimoniale e i livelli di liquidità del Gruppo, i cui obiettivi sono determinati sulla base di quanto previsto dal RAF).
In applicazione delle disposizioni normative, per il PPR è previsto che una quota della componente variabile sia bilanciata mediante corresponsione di strumenti finanziari, soggetta a pagamento differito in modo che la remunerazione tenga conto dell'andamento nel tempo dei rischi assunti dalla Banca. La componente variabile è sottoposta a meccanismi di correzione ex ante ed ex post idonei a riflettere i livelli di performance al netto dei rischi assunti, avendo riguardo anche a fenomeni di misconduct e deve potersi contrarre, fino ad azzerarsi, in relazione ai risultati effettivamente conseguiti.
Per i bonus superiori a Euro 50.000 e superiori a 1/3 della Remunerazione Totale il CA ha delineato le modalità di pagamento dei bonus seguendo la clusterizzazione del PPR:
PPR "Apicale" (membri della Direzione Centrale CREDEM e Direzione Generale Società "Rilevanti" del Gruppo) corresponsione del 51% del premio complessivo con assegnazione di azioni gratuite CREDEM ed il restante 49% pagato cash. Il 25% del bonus up front pagato in contanti, il 25% corrisposto in azioni CREDEM con promessa di consegna dilazionata di 1y, il restante 50% differito nei 5y successivi.
"Altro" PPR: corresponsione del 50% del premio complessivo con assegnazione di azioni gratuite CREDEM e il restante 50% pagato cash. Il 30% del bonus up front pagato in contanti, il 30% corrisposto in azioni CREDEM con promessa di consegna dilazionata di 1y, il restante 40% differito nei 4y successivi.
Qualora la componente variabile superi la soglia di rilevanza definita per l'anno sia per il PPR "Apicale" sia per l'"Altro" PPR: corresponsione del 55% del premio complessivo con assegnazione di azioni gratuite CREDEM e il restante 45% pagato cash. Il 20% del bonus up front pagato in contanti, il 20% corrisposto in azioni con promessa di consegna dilazionata di 1y, il restante 60% differito nei 5y successivi.
Relativamente all'inforativa richiesta dal punto h) della tavola EU REMA, "A richiesta dello Stato membro pertinente o dell'autorità competente, la remunerazione complessiva per ciascun membro dell'organo di amministrazione o dell'alta dirigenza", si rinvia alle Tabelle Retributive 2022 della "Relazione sulla Politica di Gruppo in materia di Remunerazione e Incentivazione e sui Compensi Corrisposti".
Relativamente all'informativa richiesta al punto i) della tavola EU REMA "Informazioni sull'eventuale applicazione all'ente di una deroga di cui all'articolo 94, paragrafo 3, della CRD, conformemente all'articolo 450, paragrafo 1, lettera k), del CRR", deroga basata sulla lettera b) della CRD:
Relativamente all'informativa richiesta al punto j) della tavola EU REMA "I grandi enti pubblicano informazioni quantitative sulla remunerazione dell'organo di amministrazione collettiva, distinguendo tra i membri esecutivi e non esecutivi, conformemente all'articolo 450, paragrafo 2, del CRR", si rinvia alla "Relazione sulla Politica di Gruppo in materia di Remunerazione e Incentivazione e sui Compensi Corrisposti", paragrafo 24 "Tabelle REM discloscure ex art. 450 CRR".
| a | b | c | d | |||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Organo di amministrazion e - funzione di supervisione strategica |
Organo di amministrazi one - funzione di gestione |
Altri membri dell'alta dirigenza |
Altri membri del personale più rilevante |
|||
| 1 | Numero dei membri del personale più rilevante |
8 | 5 | 10 | 54 | |
| 2 | Remunerazione fissa complessiva |
1.053 | 985 | 2.599 | 9.163 | |
| 3 | Di cui in contanti | 1.048 | 974 | 2.511 | 8.987 | |
| EU 4a |
Remunerazione fissa |
Di cui azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
- | - | - | - |
| 5 | Di cui strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
- | - | - | - | |
| EU 5x |
Di cui altri strumenti | - | - | - | - | |
| 7 | Di cui altre forme | 5 | 10 | 88 | 175 | |
| 9 | Numero dei membri del personale più rilevante |
- | 5 | 11 | 40 | |
| 10 | Remunerazione variabile complessiva |
- | 945 | 3.747 | 4.073 | |
| 11 | Di cui in contanti | - | 478 | 2.084 | 2.365 | |
| 12 | Di cui differita | - | 213 | 770 | 751 | |
| EU 13a |
Di cui azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
- | 467 | 1.663 | 1.642 | |
| EU 14a |
Di cui differita | - | 288 | 962 | 714 | |
| EU 13b |
Remunerazione variabile |
Di cui strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
- | - | - | - |
| EU 14b |
Di cui differita | - | - | - | - | |
| EU 14x |
Di cui altri strumenti | - | - | - | 66 | |
| EU 14y |
Di cui differita | - | - | - | 34 | |
| 15 | Di cui altre forme | - | - | - | - | |
| 16 | Di cui differita | - | - | - | - | |
| 17 | Remunerazione complessiva (2 + 10) | 1.053 | 1.929 | 6.346 | 13.236 |
| a | b | c | d | ||
|---|---|---|---|---|---|
| Organo di amministrazione - funzione di supervisione strategica |
Organo di amministrazione - funzione di gestione |
Altri membri dell'alta dirigenza |
Altri membri del personale più rilevante |
||
| Premi facenti parte della remunerazione variabile garantita | |||||
| 1 | Premi facenti parte della remunerazione variabile garantita – Numero dei membri del personale più rilevante |
- | - | - | - |
| 2 | Premi facenti parte della remunerazione variabile garantita – Importo complessivo |
- | - | - | - |
| 3 | Di cui premi facenti parte della remunerazione variabile garantita versati nel corso dell'esercizio che non sono presi in considerazione nel limite massimo dei bonus |
- | - | - | - |
| Trattamenti di fine rapporto riconosciuti in periodi precedenti che sono stati versati nel corso dell'esercizio | |||||
| 4 | Trattamenti di fine rapporto riconosciuti in periodi precedenti che sono stati versati nel corso dell'esercizio – Numero dei membri del personale più rilevante |
- | - | 2 | 2 |
| 5 | Trattamenti di fine rapporto riconosciuti in periodi precedenti che sono stati versati nel corso dell'esercizio – Importo complessivo |
- | - | 43 | 30 |
| Trattamenti di fine rapporto riconosciuti nel corso dell'esercizio | |||||
| 6 | Trattamenti di fine rapporto riconosciuti nel corso dell'esercizio – Numero dei membri del personale più rilevante |
- | - | 1 | - |
| 7 | Trattamenti di fine rapporto riconosciuti nel corso dell'esercizio – Importo complessivo |
- | - | 550 | - |
| 8 | Di cui versati nel corso dell'esercizio | - | - | 402 | - |
| 9 | Di cui differiti | - | - | 148 | - |
| 10 | Di cui trattamenti di fine rapporto versati nel corso dell'esercizio non considerati nel limite massimo dei bonus |
- | - | 365 | - |
| 11 | Di cui l'importo più elevato riconosciuto a una singola persona |
- | - | 550 | - |
| a | b | c | d | ||
|---|---|---|---|---|---|
| Remunerazione differita e soggetta a mantenimento |
Importo complessivo della remunerazione Di cui importi che differita riconosciuta maturano nel corso per periodi di dell'esercizio prestazione precedenti |
Di cui importi che matureranno negli esercizi successivi |
Importo della correzione delle performance, effettuata nell'esercizio, sulla remunerazione differita che sarebbe dovuta maturare nel corso dell'esercizio |
||
| 1 | Organo di amministrazione - funzione di supervisione strategica |
- | - | - | - |
| 2 | In contanti | - | - | - | - |
| 3 | Azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
- | - | - | - |
| 4 | Strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
- | - | - | - |
| 5 | Altri strumenti | - | - | - | - |
| 6 | Altre forme | - | - | - | - |
| 7 | Organo di amministrazione - funzione di gestione |
946 | 285 | 662 | - |
| 8 | In contanti | 330 | 82,98 | 247 | - |
| 9 | Azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
616 | 202 | 414 | - |
| 10 | Strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
- | - | - | - |
| 11 | Altri strumenti | - | - | - | - |
| 12 | Altre forme | - | - | - | - |
| 13 | Altri membri dell'alta dirigenza |
3.391 | 1.081 | 2.310 | - |
| 14 | In contanti | 1.188 | 314 | 873 | - |
| 15 | Azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
2.204 | 766 | 1.437 | - |
| 16 | Strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
- | - | - | - |
| 17 | Altri strumenti | - | - | - | - |
| 18 | Altre forme | - | - | - | - |
| 19 | Altri membri del personale più rilevante |
4.481 | 959 | 3.522 | - |
| 20 | In contanti | 2.548 | 293 | 2.256 | - |
| 21 | Azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
1.932 | 666 | 1.266 | - |
| 22 | Strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
- | - | - | - |
| 23 | Altri strumenti | - | - | - | - |
| 24 | Altre forme | - | - | - | - |
| 25 | Importo totale | 8.818 | 2.324 | 6.494 | - |
| Remunerazione differita e soggetta a mantenimento |
e | f | EU-g | EU-h | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Importo della correzione delle performance, effettuata nell'esercizio, sulla remunerazione differita che sarebbe dovuta maturare in successivi anni di prestazione |
Importo complessivo delle correzioni effettuate nel corso dell'esercizio dovute a correzioni implicite ex post (ossia variazioni di valore della remunerazione differita dovute alle variazioni dei prezzi degli strumenti) |
Importo complessivo della remunerazione differita riconosciuta prima dell'esercizio, effettivamente versato nel corso dell'esercizio |
Importo complessivo della remunerazione differita riconosciuta per il precedente periodo di prestazione che è stata maturata ma è soggetta a periodi di mantenimento |
|||
| 1 | Organo di amministrazione - funzione di supervisione strategica |
- | - | - | - | |
| 2 | In contanti | - | - | - | - | |
| 3 | Azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
- | - | - | - | |
| 4 | Strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
- | - | - | - | |
| 5 | Altri strumenti | - | - | - | - | |
| 6 | Altre forme | - | - | - | - | |
| 7 | Organo di amministrazione - funzione di gestione |
- | - | 285 | 136 | |
| 8 | In contanti | - | - | 83 | - | |
| 9 | Azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
- | - | 202 | 136 | |
| 10 | Strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
- | - | - | - | |
| 11 | Altri strumenti | - | - | - | - | |
| 12 | Altre forme | - | - | - | - | |
| 13 | Altri membri dell'alta dirigenza |
- | - | 1.081 | 687 | |
| 14 | In contanti | - | - | 314 | - | |
| 15 | Azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
- | - | 766 | 687 | |
| 16 | Strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
- | - | - | - | |
| 17 | Altri strumenti | - | - | - | - | |
| 18 | Altre forme | - | - | - | - | |
| 19 | Altri membri del personale più rilevante |
- | - | 959 | 772 | |
| 20 | In contanti | - | - | 293 | - | |
| 21 | Azioni o partecipazioni al capitale equivalenti |
- | - | 666 | 772 | |
| 22 | Strumenti collegati alle azioni o strumenti non monetari equivalenti |
- | - | - | - | |
| 23 | Altri strumenti | - | - | - | - | |
| 24 | Altre forme | - | - | - | - | |
| 25 | Importo totale | - | - | 2.324 | 1.595 |
| a | ||
|---|---|---|
| EUR | Membri del personale più rilevante che hanno una remunerazione elevata ai sensi dell'articolo 450, lettera i), del CRR. |
|
| 1 | Da 1 000 000 a meno di 1 500 000 | 2 |
| 2 | Da 1 500 000 a meno di 2 000 000 | - |
| 3 | Da 2 000 000 a meno di 2 500 000 | - |
| 4 | Da 2 500 000 a meno di 3 000 000 | - |
| 5 | Da 3 000 000 a meno di 3 500 000 | - |
| 6 | Da 3 500 000 a meno di 4 000 000 | - |
| 7 | Da 4 000 000 a meno di 4 500 000 | - |
| 8 | Da 4 500 000 a meno di 5 000 000 | - |
| 9 | Da 5 000 000 a meno di 6 000 000 | - |
| 10 | Da 6 000 000 a meno di 7 000 000 | - |
| 11 | Da 7 000 000 a meno di 8 000 000 | - |
| a | b | c | d | e | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Remunerazione dell'organo di amministrazione | Aree di business | |||||
| Organo di amministrazione - funzione di supervisione strategica |
Organo di amministrazione - funzione di gestione |
Totale organo di amministrazione |
Banca d'investimento |
Servizi bancari al dettaglio |
||
| 1 | Numero complessivo dei membri del personale più rilevante |
|||||
| 2 | Di cui membri dell'organo di amministrazione |
8 | 5 | 13 | ||
| 3 | Di cui altri membri dell'alta dirigenza |
- | 1 | |||
| 4 | Di cui altri membri del personale più rilevante |
3 | 23 | |||
| 5 | Remunerazione complessiva del personale più rilevante |
1.053 | 1.929 | 2.983 | 829 | 7.880 |
| 6 | Di cui remunerazione variabile | - | 945 | 945 | 452 | 1.795 |
| 7 | Di cui remunerazione fissa | 1.053 | 985 | 2.038 | 378 | 6.085 |
| f | g | h | i | j | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Aree di business | ||||||
| Gestione del risparmio (asset management) |
Funzioni aziendali |
Funzioni di controllo interno indipendenti |
Tutte le altre | Totale | ||
| 1 | Numero complessivo dei membri del personale più rilevante |
77 | ||||
| 2 | Di cui membri dell'organo di amministrazione |
|||||
| 3 | Di cui altri membri dell'alta dirigenza | 1 | 8 | - | - | |
| 4 | Di cui altri membri del personale più rilevante |
11 | 12 | 5 | - | |
| 5 | Remunerazione complessiva del personale più rilevante |
1.809 | 8.002 | 1.062 | - | |
| 6 | Di cui remunerazione variabile | 797 | 4.523 | 254 | - | |
| 7 | Di cui remunerazione fissa | 1.012 | 3.479 | 808 | - |
In data 2 Aprile 2020 l'Autorità bancaria europea (European Banking Authority, EBA) ha pubblicato le linee guida EBA/GL/2020/02 "Guidelines on legislative and non-legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis". Questi orientamenti hanno fornito chiarezza sul trattamento delle moratorie legislative e non legislative applicate prima del 30 giugno 2020, oltreché le implicazioni che tali moratorie hanno sui pagamenti all'interno della normativa prudenziale, anche in relazione all'applicazione delle regole sulle misure di tolleranza e sulla definizione di esposizioni deteriorate.
Successivamente, in data 2 dicembre 2020, l'EBA ha pubblicato le linee guida EBA/GL/2020/15 con cui:
In relazione invece alla definizione di un approccio coordinato alla raccolta di informazioni riguardanti l'applicazione delle moratorie ai prestiti esistenti e alle garanzie pubbliche fornite ai nuovi prestiti in risposta alla pandemia di COVID-19, in data 2 giugno 2020 l'EBA ha emanato le linee guida EBA/GL/2020/07 "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID-19 crisis".
In particolare questi orientamenti EBA hanno ad oggetto:
Tenuto conto del mutato scenario legato alla pandemia, con comunicazione del 22 dicembre 2022 l'EBA ha aborgato gli obblighi di reporting e di disclusures sopra descritti a partire dal 1 gennaio 2023. Tali disposizioni sono state oggetto della comunicazione di Banca d'Italia del 7 febbraio 2023 - Aggiornamento delle segnalazioni COVID-19 su moratorie e garanzie pubbliche.
Si forniscono nel seguito le informazioni quantitative e qualitative semestrali introdotte dagli orientamenti EBA/GL/2020/07 riferite al 31 dicembre 2022.
| Modello 1. Informazioni su prestiti e anticipazioni soggetti a moratorie legislative e non legislative | ||
|---|---|---|
| (1 di 2) |
| a | b | c | d | e | f | g | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore contabile lordo | |||||||||
| In bonis | Deteriorate | ||||||||
| Di cui: esposizioni oggetto di misure di «forbearance» |
Di cui: strumenti con un aumento significativo del rischio di credito dopo la rilevazione iniziale ma che non sono deteriorati (Fase 2) |
Di cui: esposizioni oggetto di misure di «forbearance» |
Di cui: inadempienze probabili che non sono scadute o che sono scadute da non più di 90 giorni |
||||||
| 1 | Prestiti e anticipazioni soggetti a moratoria |
3.535 | 3.535 | - | - | - | - | - | |
| 2 | di cui: a famiglie | 3.535 | 3.535 | - | - | - | - | - | |
| 3 | di cui: garantiti da beni immobili residenziali a titolo di garanzia reale |
- | - | - | - | - | - | - | |
| 4 | di cui: a società non finanziarie |
- | - | - | - | - | - | - | |
| 5 | di cui: a piccole e medie imprese |
- | - | - | - | - | - | - | |
| 6 | di cui: garantiti da beni immobili non residenziali a titolo di garanzia reale |
- | - | - | - | - | - | - |
| h | i | j | k | l | m | n | o | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| equo) dovute al rischio di credito | Riduzione di valore accumulata, variazioni negative accumulate del fair value (valore | Valore contabile lordo |
|||||||
| In bonis | Deteriorate | ||||||||
| Di cui: esposizioni oggetto di misure di «forbearance» |
Di cui: strumenti con un aumento significativo del rischio di credito dopo la rilevazione iniziale ma che non sono deteriorati (Fase 2) |
Di cui: esposizioni oggetto di misure di «forbearance» |
Di cui: inadempienze probabili che non sono scadute o che sono scadute da non più di 90 giorni |
Afflussi nelle esposizioni deteriorate |
|||||
| 1 | Prestiti e anticipazioni soggetti a moratoria |
2 | 2 | - | - | - | - | - | - |
| 2 | di cui: a famiglie | 2 | 2 | - | - | - | - | - | - |
| 3 | di cui: garantiti da beni immobili residenziali a titolo di garanzia reale |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 4 | di cui: a società non finanziarie |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 5 | di cui: a piccole e medie imprese |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 6 | di cui: garantiti da beni immobili non residenziali a titolo di garanzia reale |
- | - | - | - | - | - | - | - |
Il Gruppo, durante il periodo pandemico, ha attivato tutti gli strumenti previsti dalle iniziative governative, in particolare il Decreto Legislativo "Cura Italia" ("Moratorie Legislative") - ed iniziative di sostegno creditizio a livello di Sistema ("Moratorie Non Legislative") aderendo agli Accordi ABI – Associazione Bancaria Italiana ("Imprese" - Accordo per il credito/moratoria ABI ripresa 2.0/Accordo "Consumatori") ed Assofin, anche con la partecipazione delle Società del Gruppo (Credemfactor, Credemleasing, Banca Euromobiliare ed Avvera SpA).
Nel complesso le iniziative sono state indirizzate a:
La legge di bilancio 2023 del 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, comma 74 lett. a), per le misure sole straordinarie adottate nei confronti dei lavoratori autonomi/liberi professionisti e cooperative edilizie a proprietà indivisa ha prorogato fino al 31 dicembre 2023 il termine previsto dall'art. 64 comma 1 del decreto legge 25 maggio 2021, n. 73 (c.d. Decreto sostegni Bis convertito con modificazioni dalla L. 23 luglio 2021, n. 106), pertanto, continueranno ad avere accesso ai benefici del Fondo di sospensione mutui prima casa, essendo estesa la validità dell'art 54, comma 1, del D.L. del 17 marzo 2020, n. 18 e successive modificazioni.
Nell'ambito complessivo delle diverse iniziative attivate fina dalle origini dell'emergenza pandemica Covid-19 sono state ricevute e gestite oltre 65.000 richieste di adesione alle moratorie a livello di linee di credito impattate.
Relativamente agli ambiti settoriali maggiormente interessati in termini di numero di richieste ricevute all'applicazione delle moratorie sono stati il settore Manifatturiero, del Commercio ed Immobiliare.
Sui dati al 31 dicembre 2022 non si rilevano concentrazioni rilevanti a livello posizioni Non Performing come anche di misure di Forbearance. Anche a livello di perdite di valore come di variazioni negative non si evidenziano valori significativi.
| a | b | c | d | ||
|---|---|---|---|---|---|
| Valore contabile lordo | |||||
| Numero di debitori |
Di cui: moratorie legislative |
Di cui: scadute |
|||
| 1 | Prestiti e anticipazioni per i quali è stata offerta una moratoria | 21.364 | 2.529.061 | ||
| 2 | Prestiti e anticipazioni soggetti a moratoria (concessa) | 20.465 | 2.393.208 | 2.082.718 | 2.389.674 |
| 3 | di cui: a famiglie | 554.639 | 494.088 | 551.105 | |
| 4 | di cui: garantiti da beni immobili residenziali a titolo di garanzia reale | 373.476 | 339.758 | 373.476 | |
| 5 | di cui: a società non finanziarie | 1.830.791 | 1.581.490 | 1.830.791 | |
| 6 | di cui: a piccole e medie imprese | 1.523.583 | 1.397.784 | 1.523.583 | |
| 7 | di cui: garantiti da beni immobili non residenziali a titolo di garanzia reale |
256.999 | 215.862 | 256.999 |
| e | f | g | h | i | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore contabile lordo | ||||||
| Durata residua delle moratorie | ||||||
| <= 3 mesi | > 3 mesi <= 6 mesi |
> 6 mesi <= 9 mesi |
> 9 mesi <= 12 mesi |
> 1 anno | ||
| 1 | Prestiti e anticipazioni per i quali è stata offerta una moratoria |
|||||
| 2 | Prestiti e anticipazioni soggetti a moratoria (concessa) | - | 3.535 | - | - | - |
| 3 | di cui: a famiglie | - | 3.535 | - | - | - |
| 4 | di cui: garantiti da beni immobili residenziali a titolo di garanzia reale |
- | - | - | - | - |
| 5 | di cui: a società non finanziarie | - | - | - | - | - |
| 6 | di cui: a piccole e medie imprese | - | - | - | - | - |
| 7 | di cui: garantiti da beni immobili non residenziali a titolo di garanzia reale |
- | - | - | - | - |
All'interno del cluster "di cui scadute" al 31/12/2022 permangono alcune misure che sono in essere, ma che non sono più considerate come misure Eba compliant in relazione alle FAQ emesse da Eba il 29/01/2021.
| a | b | c | d | ||
|---|---|---|---|---|---|
| Valore contabile lordo | Importo massimo della garanzia che può essere considerato |
Valore contabile lordo |
|||
| di cui: oggetto di misure di «forbearance» |
Garanzie pubbliche ricevute |
Afflussi nelle esposizioni deteriorate |
|||
| 1 | Nuovi prestiti e anticipazioni soggetti a schemi di garanzia pubblica |
3.075.728 | 22.409 | 2.325.474 | 16.239 |
| 2 | di cui: a famiglie | 371.897 | - | - | 3.645 |
| 3 | di cui: garantiti da beni immobili residenziali a titolo di garanzia reale |
- | - | - | - |
| 4 | di cui: a società non finanziarie | 2.697.308 | 20.257 | 1.992.806 | 12.564 |
| 5 | di cui: a piccole e medie imprese | 2.196.887 | - | - | 12.525 |
| 6 | di cui: garantiti da beni immobili non residenziali a titolo di garanzia reale |
- | - | - | - |
In linea con le disposizioni previste a livello governativo e con quelle relative al funzionamento del Fondo di Garanzia per le PMI e del Fondo di Garanzia SACE Italia "Garanzia Italia", il Gruppo durante il periodo pandemico ha predisposto nuovi processi come anche nuovi prodotti per consentire l'erogazione di nuovi finanziamenti, principalmente:
Nell'ambito di queste iniziative il Gruppo ha gestito a dicembre 2022 circa 46.000 richieste ed erogato circa 40.000 finanziamenti. Gli ambiti settoriali sui quali si sono maggiormente concentrati in termini di numero di finanzianti COVID concessi, sono stati il Manifatturiero ed il Commercio all'ingrosso e al dettaglio.
Con la legge di Bilancio 2022 e l'ultima proroga fino al 30 giugno 2022 la disciplina straordinaria prevista dal decreto Liquidità (D.L. n. 23/2020) in relazione alla crisi pandemica Covid-19 si considera terminata.
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